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Resoconto d'Aula della Seduta n. 237 di martedì 28 aprile 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRECO  Marcello, segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ioppolo è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   siciliana per l'anno 2013 (documento n. 147)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
             siciliana per l'anno 2013» (documento n. 147)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  dell'ordine  del  giorno
   Rendiconto  delle  entrate e delle spese dell'Assemblea  regionale
  siciliana per l'anno 2013  (documento n. 147).
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Rinaldi  per  svolgere  la
  relazione.

   RINALDI,   deputato   questore  e  relatore.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  si  presenta  per  l'approvazione,  ai  sensi
  dell'articolo  77  del  regolamento interno,  il  rendiconto  delle
  entrate  e  delle  spese  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per
  l'esercizio   finanziario   2013,  approvato   dal   Consiglio   di
  presidenza.
   Onorevoli   colleghi,  attentamente  sono  elencate,  in   maniera
  dettagliata  e  analitica, le spese e le  entrate  che  sono  state
  effettuate   nell'esercizio  2013,  indicando  anche   in   maniera
  dettagliata,  le  spese correnti e le spese  in  conto  capitale  e
  quindi,   diviso,   attraverso  i  capitoli  che  troverete   nella
  relazione.
   Onorevole  presidente,  siccome  è  abbastanza  lunga,  prego  gli
  onorevoli  colleghi  di dare una lettura e li invito  a  votare  il
  consuntivo del 2013 e, quindi, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni.  Signor presidente, onorevoli colleghi. L'Aula già
  dice  quanto interesse c'è nei componenti dell'Assemblea per questo
  atto  finanziario. Già vi dice tutto, a cominciare  dal  segretario
  che non fa parte del Consiglio di presidenza.
   E'  ormai  una  prassi che iniziamo le sedute senza che  vi  siano
  presenti  i  segretari  del Consiglio di presidenza  che  hanno  un
  compito,  quello  di  venire  a  verbalizzare  ed  ad  aiutare   il
  presidente in ogni seduta di Assemblea.
   Non  ci sono mai. La domanda che mi pongo qual è? Che ci stiamo  a
  fare? Che ci stanno a fare?
   La rappresentazione dice tutto.
   Io  volevo iniziare con un tipo di attenzione su questo lavoro che
  fa   il  Presidente  dell'Assemblea  più  che  il  Presidente   del
  Consiglio,  cercando di portare delle tematiche  in  modo  tale  da
  potere  collaborare, si dice così, con la responsabilità che  ormai
  deve  essere  in  noi, anche per il bilancio interno dell'Assemblea
  presentando delle criticità.
   Tempo   addietro  sul  giornale  è  apparsa  la  notizia.  Diversi
  dirigenti   e   impiegati  dell'Assemblea   hanno   usufruito   del
  riconoscimento del servizio militare che una sentenza  della  Corte
  costituzionale  l'ha  dichiarata  illegittima.  Domanda.  E  quindi
  presenterò  semprecchè il Presidente dell'Assemblea me lo  consente
  perché  avevo  chiesto ai miei collaboratori di  prepararmi  questo
  ordine  del  giorno  ma non so per quale motivo non  l'ho  trovato.
  Quindi se di qua alla fine mi date la possibilità di presentarlo vi
  darò l'ordine del giorno che riguarda quest'argomento.
   La  domanda  che pongo in quell'ordine del giorno è  che  cosa  ha
  fatto l'amministrazione dell'ARS per il recupero delle somme che  a
  detta della sentenza non spettavano al personale che ne aveva fatto
  richiesta.
   Vi  porto a conoscenza dell'Assemblea che un dipendente,  lo  dico
  perché c'è stata una dichiarazione spontanea, un dipendente che  ha
  capito che non gli spettava sta rimborsando a rate quella somma non
  dovuta  e  quindi mi domando perché lo deve fare uno e  l'Assemblea
  non  ha  fatto  niente per recuperare le somme non dovute  a  tutti
  questi impiegati che prendono 400, 500 mila euro di pensione. Non è
  che sto chiedendo il rimborso a persone che prendono otto mila euro
  l'anno di pensione. Quindi questo è il mio primo ordine del giorno.
   E  lo  faccio per collaborare. Un altro ordine del giorno che  sto
  presentando, quindi la prego Presidente, di apprezzarne sia per  il
  contenuto sia perché secondo me se debbo iniziare un nuovo modo  di
  collaborare con questa Presidenza, se mi respingete gli ordini  del
  giorno, perché sono delle tematiche che si possono discutere con il
  buon  senso,  è  chiaro che sarò, e cercherò e troverò  la  maniera
  affinchè  questi  provvedimenti vengano  portati  all'attenzione  e
  risolti. Ad esempio, ho fatto un ordine del giorno sui contratti in
  essere. Che è successo con i contratti in essere? Io non lo  so  se
  nel  bilancio, nel consuntivo del 2013 perché non l'ho controllato,
  però  lo  dico  perché è un tema di discussione. Nel  bilancio  del
  2013,  se sbaglio voi mi correggete, la somma per pagare i 40 furbi
  non  era  messa  al bilancio. I 40 furbi non erano in  bilancio.  E
  allora, Giovanni Greco che per senso di responsabilità non ha fatto
  il  furbo deve vedersi passare sotto il naso tutti questi contratti
  in  essere,  allora  dico,  la  domanda  che  pongo  al  Presidente
  dell'Assemblea, se non erano iscritti in bilancio, come  è  che  li
  abbiamo contrattualizzati?
   E abbiamo trovato i soldi ad aprile? E' una manovra corretta o una
  manovra che non si poteva fare. Se non si poteva fare, io non  dico
  di  buttarla  in mezzo alla strada, io cerco sempre  lavoro  per  i
  poverelli  e anche questi sono lavoratori, però non possono passare
  per  contratti  in  essere.  Il contratto  in  essere,  se  eravamo
  galantuomini, doveva essere solo ed esclusivamente il collaboratore
  parlamentare, tutti gli altri, signor presidente, sono furbizie che
  non portano onore a questa Istituzione.
   Questo  è  un  altro  argomento  che sto  portando  all'attenzione
  dell'Assemblea.
   Al  presidente  dei  Questori, non so  se  posso  lasciare  questo
  appunto  e  poi  nel suo intervento ricevere delle  risposte.  Sono
  degli  appunti  di  buon  senso proprio  sulla  nuova  e  cosciente
  spending  review che deve avvenire, per primo, anche dal  Consiglio
  di  Presidenza. Se il Consiglio di Presidenza non da l'esempio, che
  tipo  di spending review vogliamo? Deve essere una spending  review
  che deve partire dall'alto per arrivare fino all'ultimo.
   Ad   esempio,  prendiamo  in  esame  il  personale  addetto   alle
  segreterie.  Abbiamo una riduzione di 200 mila euro, il  consulente
  del Consiglio di Presidenza passa da 329 a 300 mila euro. E' chiaro
  che  negli  ordini del giorno che sto presentando  vi  do  pure  la
  possibilità  di  andare a controllare se questo personale  che  voi
  assumete è un personale che potete mettere in valigia e portarlo di
  qua  e di la. Noi assumiamo col Consiglio di Presidenza circa cento
  persone,  se mi sbaglio mi dovete perdonare, ma giù di lì,  che  se
  frequentassero  Palazzo dei Normanni  non ci entreremmo  più ,  fra
  stabilizzati,  fra  personale  del  Consiglio  di  Presidenza,  fra
  contratti in essere, qua dovrebbe essere una bolgia ogni giorno.
   Vi chiedo, invece, attraverso il mio ordine del giorno,  di sapere
  cosa  fanno.  Il  segretario particolare rimane  a  Trapani  magari
  perché gli fate un contratto Co.Co.Co.? O ci fate un altro tipo  di
  contratto e quindi non c'è la presenza qua in Assemblea?
   Non  ce n'è personale che deve essere  personale , è personale che
  deve  servire  in funzione dell'incarico istituzionale  che  ha  il
  componente del Consiglio di Presidenza. Non è una persona  che  può
  fare  il  segretario al componente del Consiglio  di  Presidenza  a
  Messina, oppure a Trapani, oppure a Catania. No, lo deve fare  qua.
  E'  una  battaglia,  non  lo so se riuscirò  a  vincerla,  ma  sono
  convinto  che  i soldi che qui spendiamo per far funzionare  questo
  Consiglio di Presidenza deve essere speso qua.
   Ho  scritto  pure un ordine del giorno in questo fogliettino,  che
  lascierò  agli  atti,  relativo  alla  sede  di  rappresentanza  di
  Catania.  A che serve? A che serve? Potrebbe servire in momenti  in
  cui  soldi  ce ne sono per tutti, ma noi spendiamo circa  500  mila
  euro  per mantenere la sede distaccata di Catania. Tu devi  pensare
  che ci sono due impiegati  niente sprecano?
   Un  altro  esempio: per mantenere i libri tutta la  dotazione  dei
  libri  dell'Assemblea lo sapete che spendiamo 80 mila euro  l'anno?
  Noi  non  abbiamo i palazzi in cui adibire due o tre stanze  per  i
  libri?  Perché  io non so chi cura la custodia ed  il  mantenimento
  sistemato di quest'ultimi.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, la invito a concludere.

   GRECO Giovanni. Se lei vuole io smetto. Alla fine lo so, siamo  in
  pochi.
   La  Fondazione  Federico II a partire dalla nomina  del  direttore
  generale  che  noi possiamo avere la possibilità di  prenderlo  dai
  dirigenti  interni dell'Assemblea, a partire da  questo,  e  quindi
  risparmieremmo, non lo so quanto, duecentomila euro, non lo conosco
  lo  stipendio del direttore generale, a partire da questo, ma tutte
  le iniziative della Fondazione Federico II, guardate che sono delle
  belle iniziative.
   La  via crucis di Botero è stata visitata da migliaia, migliaia  e
  migliaia di persone. Noi gli abbiamo dato centomila euro o  giù  di
  lì.  Ma  se tutte le iniziative della Fondazione Federico II gliele
  dobbiamo pagare noi, perché la comunicazione gliela paghiamo noi, e
  sono altri centocinquantamila euro che gli diamo, quando lo vediamo
  se questa Fondazione Federico II sa camminare con le proprie gambe,
  perché  se  non  arriviamo a portare la Fondazione Federico  II  in
  condizione di potere lavorare per i risultati che porta lei, se noi
  gli diamo trecentomila euro ogni anno, ma perché li dobbiamo dare a
  questa   Fondazione  Federico  II  e  non  li  diamo  ad   un'altra
  associazione che può darsi che porta risultati migliori.
   Quindi  diversi sono gli argomenti e le criticità. La prima  è  la
  più difficile, però la dobbiamo fare, dobbiamo recuperare tutte  le
  somme dovute ad un riconoscimento illegittimo, illegittimo.
   Penso di avere toccato tutti i punti qualificanti.
   Voglio  chiudere il mio intervento con un argomento che  mi  sento
  onestamente  di  voler  fare  anche se  non  c'entra  niente  sulla
  materia: debbo ringraziare tutti i capigruppo, tutti i deputati che
  nella  notte  della  esposizione del  bilancio  hanno  collaborato,
  tutti,  dal  presidente  forse all'ultimo deputato  è  contento  di
  questo provvedimento, che è quello sugli stabilizzati, che è sempre
  che parte dal Consiglio di Presidenza.
   Io  vi debbo ringraziare, perché se non c'era la collaborazione di
  tutti,  anche dei burocrati che erano partiti che se non c'era  una
  copertura   finanziaria  non  si  poteva  fare.  No,  la  copertura
  finanziaria  non c'è di bisogno. La copertura finanziaria  ci  sarà
  dal primo gennaio della diciassettesima legislatura, se non sbaglio
  questa è la sedicesima. Quindi possiamo stare tranquilli, così come
  possono stare tranquilli i PIP che per tre anni gli abbiamo trovato
  lo strumento di finanziamento.
   Quindi  se  vogliamo  iniziare a parlare di questo  argomento  che
  secondo  me nella legge n. 1 dovevamo essere più riflessivi  è  una
  legge importante, ma siamo stati tutti leggeri.
   Grazie Presidente delle sua attenzione.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il fatto
  di  discutere  questo bilancio in fretta e furia  all'inizio  della
  seduta quando ancora l'Aula è semivuota è un chiaro segnale ed è un
  segnale che questa presidenza dà che il bilancio dell'Assemblea  va
  approvato  così  com'è, lo stanziamento che dà la Regione  sono  46
  milioni  e quei 146 milioni non si toccano. Tanti devono  essere  e
  guai  a  chi osa proporre qualche riduzione. Tant'è vero che  viene
  approvato prima del bilancio regionale, perché lo stanziamento  dei
  146  milioni  è nel bilancio, nel disegno di legge n. 911.  Ma,  mi
  chiedo:  se  qualcuno  volesse proporre una riduzione  al  bilancio
  regionale, se noi lo approviamo prima, questa cosa non si può fare.
  Allora  quello che chiedo, visto che abbiamo un bilancio lacrime  e
  sangue,  di approvare dopo il bilancio dell'Assemblea perché  -  io
  per prima - ho proposto alcuni emendamenti di riduzione.
     E'  inutile dire che siamo contrari a questo  bilancio non  solo
  perché pensiamo si possa ridurre in molte voci, ma perché non siamo
  rappresentati  nel Consiglio di Presidenza e, quindi,  non  abbiamo
  avuto  nessuna  voce in capitolo su questo bilancio.  Però,  da  un
  lato,  se  noi chiediamo tagli e sacrifici a milioni di  siciliani,
  l'unica  cosa  che  potremmo  fare  per  acquistare  un  minino  di
  credibilità è vedere lì dove questi tagli sono veramente  eccessivi
  e  non permettono un normale svolgimento delle funzioni e andarli a
  prendere,  per esempio, dal bilancio dell'Assemblea regionale.  Del
  resto,  non  credo che, se al bilancio dell'Assemblea  facciamo  un
  taglio di uno o due milioni qui, c'è il pericolo che si

   RINALDI, deputato Questore e relatore . Un taglio di tre milioni è
  già stato fatto l'anno scorso

   CIANCIO.  Sì,  sì,  ho  visto, onorevole Rinaldi,  lo  conosco  il
  bilancio,  ho  visto che è stato fatto un taglio  di  tre  milioni.
  Però,  per  esempio,  quest'anno abbiamo fatto  un  taglio  di  tre
  milioni ai grandi teatri. Stiamo tagliando per tre milioni la spesa
  produttiva, la spesa delle produzioni artistiche dei nostri teatri.
  Allora mi chiedo: visto che i soldi non si trovano mai per le  cose
  impronti, ma per l'Assemblea si trovano sempre, perché non dare  un
  segnale ai siciliani, alla cultura e dire che noi tagliamo un  poco
  dall'Assemblea - perché è poco in realtà un taglio di  questo  tipo
  per  l'Assemblea, ma significa tanto, ma veramente tanto per  altri
  istituzioni? Ripeto che non abbiamo avuto modo di vedere le singole
  voci  però,  se l'Ufficio di Presidenza, l'Ufficio dei Questori,  è
  disponibile, facciamo uno studio sui vari capitoli e vediamo  quali
  esattamente si possono eliminare. Vedo tante voci che si  ripetono,
  vedo  spese  della  Presidenza, per esempio,  cerimonie,  onoranze,
  rappresentanza, contributi, beneficenza, attività culturali    Poi,
  ancora, al capitolo 8  Attività di rappresentanza istituzionale  ci
  sono 602 mila euro; nelle spese della Presidenza ci sono 1.021 mila
  euro.
   Ma,  insomma,  è  possibile che chiediamo  agli  altri  sempre  di
  stringere  la  cinghia e noi non riusciamo a  tagliare  un   misero
  milione da questo bilancio?
   Chiedo  che questo bilancio venga rivisto e, alla luce  dei  tagli
  che  verranno fatti al bilancio 911 e alla finanziaria 912,  vedere
  se  la  politica finalmente può dare un segnale - perché solo di un
  segnale  si  tratta  -  e  riacquistare un minino  di  credibilità,
  dicendo che, prima di chiedere un sacrificio agli altri, i primi  a
  fare sacrifici siamo noi.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarà  un
  intervento  molto   breve, già i colleghi hanno detto  tante  cose,
  però secondo me il clima è diventato talmente irrespirabile, signor
  Presidente,  che continuare a dare martellate e cercare di demolire
  ancora  e  sempre  di  più  e  ogni giorno,  ancora  il  buon  nome
  dell'Assemblea   regionale   siciliana,   aldilà    di    eventuali
  accorgimenti  o  miglioramenti  che  l'Assemblea  può,  certamente,
  apportare nel suo funzionamento, certamente questo ben venga.  Però
  io Le posso dire una cosa.
   Sono  parlamentare da circa tre anni e così come l'altra notte  ho
  avuto  la fortuna di partecipare in Commissione Bilancio ai  lavori
  per il bilancio e per la finanziaria, e devo dire la verità, signor
  Presidente,  ho visto la tempestività e l'organizzazione  esemplare
  di  questa Assemblea. E aldilà di errori politici, aldilà di  tutto
  il  cortile  e  di  tutte le vendette che ognuno di  noi  cerca  di
  consumare  nell'agone politico io vorrei lanciare  un  messaggio  a
  tutti.
   Sappiate che quando si demolisce ogni cosa, chi è all'esterno  non
  farà  distinzione. Non dirà a quel deputato  bravo  e a quell'altro
   cattivo ,  dirà  siete tutti una cosa  e siccome  io  ritengo  che
  fango   ne  è  stato  già  buttato  abbastanza  nelle  trasmissioni
  televisive,  nei  luoghi  comuni, nei quotidiani  che  ogni  giorno
  cercano sì di pilotare deputati, di pilotare coloro i quali  devono
  portare  avanti  tutta  l'Assemblea  regionale  siciliana,   e   mi
  riferisco  a  coloro che ci rappresentano nelle figure apicali,  di
  comando   di   questa  Assemblea,  dicevo,  certa   stampa,   certi
  giornalisti,  certi  conduttori cercano di  giocare  proprio  sulla
  estemporaneità, sul fatto che molti deputati e molti  di  coloro  i
  quali  ho  citato  poco fa, poi presi  dalla smania di protagonismo
  vengono  qua  e  cercano  ogni giorno nella  speranza  di  togliere
  qualche cosa e nella loro mente di migliorare non si rendono  conto
  che ogni giorno, sempre di più, fanno più danni e questa Assemblea,
  che  è  frutto,  insieme  a questo Parlamento,  di  una  mediazione
  nazionale   che  fu  frutto  dell'Unità  d'Italia  -   Milazzo   fa
  riferimento a questo? Sì.
   Noi  siamo  il Parlamento siciliano perché noi durante il  periodo
  dell'Unità d'Italia siamo stati fregati e certamente non giustifica
  il fatto che molti malfattori hanno non onorato il proprio mandato.
  Però  oggi  ci  siamo  noi e ognuno di noi risponde  delle  proprie
  azioni  e  non è facendo funzionare, non è che riducendo  le  spese
  significa che l'Assemblea funzionerà sicuramente meglio. No. Si può
  anche  spendere di più e fare funzionare meglio perché quel  più  è
  impiegato bene.
   Allora io ritengo che ognuno di noi, quando prende la parola,  non
  deve dire dobbiamo tagliare perché tagliare è buono. Tagliare non è
  buono.  E'  buono spendere i soldi degli altri in modo corretto  ed
  onesto.
   Questo  è buono. E io ho visto l'altra notte, come lo vedo  quando
  facciamo  Assemblea,  una  Assemblea che  funziona  bene  nei  suoi
  apparati  perché  vedo gente che ci mette l'anima però  vedo  gente
  anche,  signor  Presidente,  che quando  si  vede  mortificato  nel
  proprio contratto di lavoro, nel taglio che subisce, poi la  prende
  male.
   Così  come  la  prende male quando c'è la corsa - ora  -  a  farli
  posteggiare   non   so  a  quanti  chilometri  e   quando   finisce
  l'Assemblea,  alle quattro, alle cinque del mattino,  i  dipendenti
  nella Palermo notturna, con tutti i malumori e i malcontenti che ci
  sono,  ognuno di noi deve farsi lunghe passeggiate a piedi  con  il
  clima di odio che ognuno di noi viene qua e continua ad alimentare.
   Allora io dico fermiamoci tutti. Ci sono gli strumenti idonei  che
  la  politica  e  i  regolamenti  parlamentari  ci  hanno  dato.  La
  Conferenza  dei  Capigruppo, l'Ufficio dei Questori,  l'Ufficio  di
  Presidenza, le sedi opportune.
   Però, io ritengo che venire qua solo perché ognuno di noi si  deve
  difendere  in qualche diniego e deve sparare su altre  cose  non  è
  edificante per nessuno.
   Io   ritengo  che  queste  due  ore  che  abbiamo  impiegato   non
  interessano ai siciliani.
   Ci  sono regionali che aspettano di avere fatta giustizia. Ci sono
  precari  che aspettano certezza sulla copertura del loro  stipendio
  su  tutti e 12 mesi annui. Ci sono forestali che aspettano  che  la
  materia  si  regolamenti in modo responsabili. E potrei,  e  potrei
  continuare.  Queste  le  cose di cui noi  oggi  siamo  chiamati  ad
  occuparci. Là può essere lo scontro che il Movimento Cinque  stelle
  si  batte  per  fare passare un determinato criterio, Forza  Italia
  magari la vede in altro posto, e questo è il dibattito politico che
  deve  andare  avanti.  Ma  tutte le  altre  cose  fanno  solo  male
  all'Assemblea regionale.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  inizialmente,
  sentendo l'intervento del collega Milazzo Giuseppe, pensavo che  si
  stesse  rivolgendo  a  noi  poi però,  fortunatamente,  siccome  ha
  specificato che il Palazzo viene distrutto da coloro che  vanno  in
  TV,  ho  capito che si rivolgeva al Presidente Crocetta. E, quindi,
  anche  noi facciamo questo invito:  Presidente Crocetta, per favore
  la  smetta  di  andare in TV, di fare spot, di  distruggere  questo
  Palazzo , perché effettivamente ha una storia, ha un ruolo anche se
  come  ho  detto  in  dibattito alla finanziaria, oggettivamente  le
  scelte che oramai troppo spesso fa questo Ufficio di presidenza, la
  porteranno a diventare un Consiglio regionale e quindi a perdere il
  suo  status che i nostri padri, come ricordava il collega  Milazzo,
  sicuramente hanno lottato per ottenere.
   Come  siamo sempre soliti fare, noi abbiamo presentato due  ordini
  del   giorno  in  maniera  costruttiva  perché  vogliamo   invitare
  l'Ufficio di presidenza, perché è di loro competenza, a iniziare  a
  valutare  e  a verificare effettivamente se è possibile siglare  un
  accordo con l'INPS per quanto riguarda le nostre pensioni.
   Le  pensioni, soprattutto le pensioni dei deputati,  che  ad  oggi
  anche  se  è  stato modificato il vitalizio e in Tv siamo  bravi  a
  difendere   ah, in Sicilia non c'è più un vitalizio  però,  dopo  4
  anni  6 mesi e un giorno, in automatico scatta la pensione. Quindi,
  comunque,  è sempre un privilegio, non è in funzione a quanto  ogni
  deputato,  in funzione del tempo della legislatura ha versato.  Noi
  mettiamo  caso, stiamo in carica 5 anni, poi ognuno fa  la  propria
  vita, in automatico a 65 anni si vede recapitato a casa la parte di
  pensione ad oggi impostata in questo modo è sempre un privilegio.
   Per  questo, vogliamo invitare l'Ufficio di presidenza a fare  una
  cosa  normale, quello che avviene con tutti i lavoratori. La  parte
  di  retribuzione che ogni deputato versa, viene versata all'INPS e,
  quindi,  non gestita in maniera autonoma da questo Parlamento  poi,
  se  continuerà  a  lavorare, e quindi accumulare altri  contributi,
  avrà  la pensione, altrimenti, avrà la pensione sociale come  hanno
  tantissime persone.
   Quindi  è  un invito, è un invito di buon senso, anche  perché  la
  maggior parte, anzi una buona quota, del Bilancio dell'Assemblea, è
  per  coprire  questo privilegio. Ricordo anche che, fortunatamente,
  grazie  al nostro intervento, gente che è condannata per mafia  non
  riceve  più  un  vitalizio. E poi un altro  invito,  perché  questo
  dipende anche dall'Ufficio di presidenza, la legge 1/2014 prevedeva
  un  tetto perché era un recepimento Monti per una spending  review,
  portava il tetto a 11.100 euro lordi.
   Allora,  ad  oggi,  riteniamo che sia doveroso  nei  confronti  di
  questo  Parlamento  per prendere credibilità ma,  soprattutto,  nei
  confronti dei siciliani, l'Ufficio di presidenza dovrebbe abbassare
  l'indennità,  quanto meno proponiamo, questa è la nostra  proposta,
  6.000 euro lordi. Molti colleghi ci hanno criticato dicendo che con
  2.500  euro netti non è possibile fare politica, penso che ad  oggi
  14  parlamentari di cui in questo istante mi onoro di rappresentare
  fanno  un'ottima  politica, quindi è possibile però  va  bene,  noi
  siamo un'eccezione, siamo estremisti, siamo populisti, siamo quello
  che  vogliamo,  però 6 mila euro, quindi vogliamo cortesemente  che
  questo  invito venga con l'ordine del giorno presentato,  votato  e
  che  l'Ufficio  di Presidenza se ne faccia carico  e  eventualmente
  invii  al Gruppo Movimento Cinque Stelle la decisione che ha  preso
  con la votazione perché è giusto dire ai siciliani che l'Ufficio di
  Presidenza  ritiene  che  con 6 mila  euro  lordi  al  mese  non  è
  possibile fare attività parlamentare.
   Quindi,  questi sono i due ordine del giorno che ci  accingiamo  a
  votare e che il Gruppo del Movimento Cinque Stelle ha presentato  e
  che spero trovino l'accoglienza di tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Non  avendo  altri deputati chiesto  di  intervenire,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del documento contabile n. 147.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'entrata. Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa  e
  del Titolo I  Entrate effettive  - Cap. I e II.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà lettura del titolo secondo  Partite di giro  - Capitoli dal
  III all'VIII.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla spesa. Si dà lettura del Titolo I  Spese correnti  -
  Capitoli dal I al XVII.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura del titolo II  Spese in conto capitale  - capitoli
  dal XVIII al XXI.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si dà lettura del titolo III  Partite di giro  - Capitoli dal XXII
  al XXVII.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si dà lettura degli allegati A, B, C, D, E, F, G, H, I, K, L, M.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Onorevoli colleghi, pertanto pongo in votazione l'intero documento
  n. 147.

   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   per l'anno finanziario 2015 (documento n. 148)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   «Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
              per l'anno finanziario 2015» (Doc. n. 148)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno «Progetto
  di  bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per  l'anno
  finanziario 2015». (Doc. n. 148).
   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Rinaldi, deputato  Questore  e
  relatore.

   RINALDI,   deputato   Questore  e  relatore.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  come ho fatto per il rendiconto,  tenterò  di
  essere  sintetico  anche per quello che riguarda  il  progetto  del
  bilancio interno per l'esercizio finanziario 2015. metterò soltanto
  in  evidenza alcuni punti in maniera veramente telegrafica  ma  che
  ritengo  necessari e importanti da sottolineare:  a  pagina  1  noi
  vediamo,   intanto,  quello  che  ha  fatto  questo  Consiglio   di
  Presidenza da quando si è insediato e oltre ad avere effettuato una
  riduzione  in  quest'anno di 3 milioni, dal 2012 ad oggi  la  cifra
  complessiva ammonta a 16 milioni di riduzione che è stato fatto nel
  bilancio dell'Assemblea.
   Nella pagina 2 ci sono in evidenza alcuni parametri che riguardano
  il  previsionale 2013-2015, come potete ben vedere,  colleghi,  c'è
  una  diminuzione in tutte le voci che riguardano le spese sostenute
  da questa Assemblea dal 2013 al 2015.
   Nella  pagina  quarta  noi abbiamo la percentuale  di  diminuzione
  delle spese che è stata effettuato per ogni anno, dal 2011 al 2015,
  c'è  una  tabella abbastanza chiaro che non ha bisogno  di  essere,
  diciamo,  spiegata, ma la cosa più importante credo che sia  quello
  di  pagina  6,  dove nella tabella per gli aggregati di  spesa  noi
  troviamo  una  spesa complessiva che, diciamo, riguarda  una  spesa
  obbligatoria del bilancio che ammonta all'88 per cento,  27,  se  a
  questo  noi  sommiamo anche gli impegni assunti  nel  2014  ma  che
  vengono  pagati nel 2015 perché noi abbiamo un bilancio di cassa  e
  non  di  competenza arriviamo quasi al 91, 92 per  cent  quindi  da
  questo  si  può  ben  vedere che quello che resta  disponibile  per
  l'Assemblea  tolte  le  spese  obbligatorie  è  ben   poco   ed   è
  generalmente utilizzato per la manutenzione straordinaria di questo
  magnifico  Palazzo che comporta ogni anno una spesa enorme  ma  non
  soltanto  per quella ordinaria soprattutto per quella straordinaria
  perché  stiamo facendo, come avete visto, dei lavori che riguardano
  il ristorante, che riguardano la cucina, che riguardano la Sala dei
  Vicerè,  che  riguardano  le Commissioni. Abbiamo  rinnovato  tutto
  l'impianto  della  climatizzazione, insomma  stiamo  svolgendo  una
  serie di lavori che nelle poche risorse che restano disponibili  di
  questo bilancio, quindi, invito i colleghi deputati a votare questo
  preventivo del 2015, considerando che la maggior parte delle  spese
  che  vengono  sostenute riguardano appunto spese  obbligatorie  che
  arrivano, come abbiamo detto poc'anzi, oltre il 92, 93 per cento. .

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  interverrò  su
  questa  proposta di bilancio di previsione del 2015  dell'Assemblea
  regionale  siciliana.  Ho ascoltato i vari interventi  che  da  più
  parti,  anche  dal collega onorevole Milazzo, il mio  Gruppo,  sono
  arrivati  all'indirizzo di quest'Assemblea, ma a mio  avviso  anche
  all'indirizzo dell'opinione pubblica che chiaramente molte volte  è
  oltremodo  severa  nei  nostri confronti  ma  non  sempre  a  toro,
  dobbiamo  dirlo. Molte volte è la stessa politica e chi rappresenta
  la politica che non interpreta a pieno le aspettative, le ansie, le
  paure, le preoccupazioni che tanti genitori hanno nei confronti dei
  propri figlie e tanti figli hanno perché non vedono una prospettiva
  di  futuro qua in questa nostra terra pensando che è forse più utle
  andare  via  piuttosto  che scommettersi  qua  per  noi  in  questa
  Sicilia.
   Altre  volte la politica invece a dare quelle risposte,  riesce  a
  profondere un impegno non sempre meritevole, se vogliamo,  di  quei
  successi,  invece,  che dovrebbe ottenere.  Un  impegno  serio,  un
  impegno  costante, un impegno fatto di abnegazione  e  di  assoluta
  onestà prima d tutto intellettuale. Non a caso, come dire, vi  sono
  dei  politici che non hanno mai avuto una macula, seppur  in  tanti
  annidi carriera, di attività politica mai una ben che minima macula
  che li abbia sfiorati.
   Ed  in questo senso leggendo allora il bilancio, il prospetto,  il
  progetto di previsione 2015, però ci rendiamo altresì conto che  vi
  sono  delle spese che potrebbero essere rdotte. Vi sono delle spese
  che  è giusto che l'Assemblea possa ridurre, ed è giusto che questo
  Parlamento  faccia un ulteriore sforzo aggiuntivo, suppletivo,  per
  dimostrare  all'opinione  pubblica che  in  un  momento  di  corale
  difficoltà  comunque   in questo Parlamento che  è  il  più  antico
  d'Europa  c'è qualcuno che ancora ora ha e sente forte il  peso  di
  uno  dei  momenti più terribili e più difficili dal  dopoguerra  ad
  oggi.  Ed ecco allora perché leggendo, come dire, le previsioni  mi
  rendo  conto che ci sono delle cose, delle spese incomprimibili  ma
  ci sono anche altre spese che potrebbero essere ridotte ad iniziare
  da  quella spesa che poi discende, se vogliamo, da un atto di grave
  arroganza - e qua lo voglio dire, non lo smetterò di ripetere  fino
  alla fine  - del Partito Democratico quando decise, con un atto  di
  protervia,  di  assurgere o di occupare l'ultimo posto  in  maniera
  abusiva  al  di  là  del collega Lupo ma, noi, il  nostro  giudizio
  rimane  sempre  tale,  abusivamente, l'onorevole  Lupo,  occupa  la
  posizione di Vicepresidente.
   Ma  comunque, al di là di questo, ha letto di cui tutto  ciò,  noi
  riteniamo  che sia giusto dare un segnale e il segnale lo  dobbiamo
  dare,  cari colleghi, votando un ordine del giorno che, come Gruppo
  parlamentare, stiamo depositando che riduce del 50% gli  Uffici  di
  segreteria, i cosiddetti Uffici di Gabinetto di tutti i  componenti
  della Presidenza, dell'Ufficio di Presidenza.
   Quegli Uffici che costano, qua lo dobbiamo dire, oltre 3 milioni e
  450  mila euro, quegli Uffici che, se verrà approvato l'ordine  del
  giorno  nostro, di Forza Italia, significa porterà un  risparmio  a
  questa Assemblea di 1 milione e 750 mila euro netti.
   Noi  riteniamo che in un momento di Spending review e di serenità,
  se  vogliamo, dobbiamo fare tutti uno sforzo aggiuntivo e,  allora,
  uno sforzo che iniziò già l'anno scorso.
   Ecco  perché, Forza Italia, presenta un altro ordine del giorno  e
  l'ordine  del giorno che presenta Forza Italia è quello di  ridurre
  alcuni  benefit,  fra  l'altro chi è all'Ufficio  di  Presidenza  è
  giusto  che ha delle, tra virgolette, indennità aggiuntive e quella
  indennità di cui il collega Ciaccio parlava, a cui si riferiva, che
  costa anche.
   E, allora, se è giusto avere una indennità e se è giusto mantenere
  la garanzia, l'orgoglio, il prestigio di questo Parlamento, però, è
  altrettanto   giusto  che  dobbiamo  iniziare  a  limitare   queste
  prerogative che, molte volte, trascendono.
   E, allora, l'altro l'ordine del giorno che prevede che l'auto blu,
  che l'autovettura con gli annessi dipendenti, autista, perché non è
  l'auto blu, non è la benzina soltanto ma sono gli autisti, sono,  è
  il  personale che ruota attorno, pagato dall'Assemblea e pagato dai
  cittadini, sia limitato al Presidente e al Vicepresidente  vicario,
  non  ad  altri,  non  ad  altri,  dobbiamo  qua  assumere  un  atto
  responsabile  che  possa  dire,  in maniera  chiara,  noi  vogliamo
  adeguarci ad un momenti di grande difficoltà.
   Qualche  settimana  fa, presidente Venturino, andiamo  qua  ad  un
  altro  elemento  importante, Forza Italia  aveva  preannunciato  un
  disegno di legge col quale volevamo limitare le indennità degli  ex
  Parlamentari,  perché è uscito sulla Stampa  e  non  solo  che,  in
  effetti,  andando  a  leggere  il  progetto,  gli  ex  Parlamentari
  costano, a questa Assemblea, una cifra che si aggira intorno ai  20
  milioni  di euro annui e questi 20 milioni e 70 mila euro annui  e,
  allora,  qua è il cuore della nostra, è un'azione che deve guardare
  ad  una riforma seria, concreta, ad una azione di contenimento e di
  razionalizzazione della spesa pubblica.
   Avevamo detto che volevamo presentare un disegno di legge  con  il
  quale  riducevamo  le  indennità agli  ex  Parlamentari  facendo  e
  stabilendo alcune cose molto semplici: chi percepisce più di 5 mila
  e 500 euro lordi deve rinunciare al 50% sulla eccedenza.
   Alla  fine  ci siamo resi conto che da questo calcolo  si  ha  una
  indennità  di 4 mila e 200 euro netti, significa chi ha  completato
  tre  legislature  piene  non  sarebbe  toccato.  Chi,  invece,   ha
  un'indennità  aggiuntiva  superiore ai  cinquemilacinquecento  euro
  dovrà cedere il 50 per cento della parte eccedente, ma ancora,  chi
  ha il doppio trattamento pensionistico e cioè quello dell'Assemblea
  regionale  siciliana e del parlamento nazionale o chi ha  il  terzo
  trattamento  pensionistico dell'Assemblea regionale siciliana,  del
  Senato   della   Repubblica  o  della  Camera  o  di   entrambi   e
  dell'europarlamento, debba cedere sulla seconda o terza.
   Siccome   la   questione  è  molto  importante,  caro   presidente
  Venturino, non si schieri con l'ancien regime, non si schieri

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, semplicemente per dare a  tutti  la
  possibilità di intervenire.

   FALCONE  Cose molto chiare, ma necessarie . Deve rinunciare al  50
  per cento della seconda o della terza indennità aggiuntiva.
   Stiamo  discutendo e mettendo in ginocchio un intero comparto  dei
  regionali,  un  intero comparto dei forestali.  Significa  40  mila
  persone,  stiamo dicendo loro  guardate che da domani  vi  facciamo
  una  decurtazione sul trattamento di fine rapporto, sul trattamento
  pensionistico,  sul trattamento dei superstiti  della  pensione  di
  reversibilità . Un governo a loro lo fa . A 40 mila persone  lo  fa
  e, invece, ai deputati no. Ai deputati, no.
   Per  cui  oggi  ci  accorgiamo che ci sono ex parlamentari  i  cui
  superstiti percepiscono una pensione che, in alcuni casi, va al 100
  per cento.
   Ecco perché la credibilità della politica viene meno. Ecco perché,
  quando la politica, ad altri chiede sacrifici e, poi, non riesce  a
  farli su se stessa, in quel momento la politica si piega in due.
   In  quel  momento la politica rischia veramente tutta  la  propria
  autorevolezza  e  mette  a  repentaglio  il  prestigio  di   questo
  onorevolissimo parlamento.
   Allora,  anche  qua,  sull'attenzione ai superstiti,  ho  concluso
  signor presidente, non la tedio più, ma la prego

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non è una questione di tediare.  E'
  questione di avere una capacità di sintesi quando si interviene.

   FALCONE.    Ai superstiti degli ex deputati, degli ex parlamentari
  è giusto che spetti la pensione, ma che sia, anche qua, parametrata
  alle regole nazionali e, cioè, quello del 60 o dell'80 per cento  e
  non del 100 per cento.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame del documento contabile n. 148.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'entrata. Si da lettura del fondo iniziale di cassa.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del titolo primo entrate effettive, capitoli I e II.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del titolo secondo  Partite di giro , capitoli  dal
  III all'VIII.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  spesa.  Si  dà lettura del  titolo  primo   Spese
  correnti , capitoli dal I al XVIII.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  del  titolo secondo  Spese  in  conto  capitale ,
  capitoli dal XIX al XXII.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del titolo terzo  Partite di giro ,  capitoli  dal
  XXIII al XXVIII.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al preventivo per il triennio 2015/2017. Se ne dà lettura
  insieme  agli  annessi ed allegati, ponendo in  votazione  l'intero
  documento n. 148.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi, come  avevo  preannunciato,  sono
  stati presentati diversi ordini del giorni.
   Sospendo  l'Aula  per trenta secondi per dare la possibilità  agli
  assistenti di distribuire gli  ordini del giorno.

    (La seduta è sospesa alle ore 16,12, è ripresa alle ore 16.16)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  ordini  del  giorno: dal 416 al 424. Il 416 a firma  dell'onorevole
  Ciaccio,  il 418, il 419 e il 420 a firma dell'onorevole Greco,  il
  422, il 423 e il 424 a firma dell'onorevole Falcone.
   Questi  ordini del giorno sono in distribuzione, li ho  anticipati
  per dire che vengono accettati come raccomandazione dall'Ufficio di
  Presidenza.
   La seduta è sospesa, riprenderà tra quindici minuti circa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.47)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


            Commemorazione del cooperante Giovanni Lo Porto

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di riprendere  i  lavori  è
  doveroso  ricordare la figura di Giovanni Lo Porto,  il  cooperante
  palermitano che è stato rapito in Pakistan più di tre anni fa ed  è
  rimasto vittima di un incidente, per cui vi invito ad alzarvi.
   Giovedì  scorso si è appresa la notizia della morte del cooperante
  palermitano Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan più di  tre  anni
  fa  e  rimasto vittima del fuoco amico americano, durante un rai  a
  gennaio  scorso. A nome dell'Assemblea regionale siciliana,  voglio
  partecipare  al lutto della famiglia ed esprimere la  vicinanza  al
  mondo  della  cooperazione  internazionale  sempre  più  esposto  a
  notevoli  rischi,  anche  a  seguito dell'aggravarsi  di  crisi  in
  diverse aree del mondo.
   Lo Porto era  arrivato in Pakistan da appena tre giorni, quando fu
  rapito  nel gennaio del 2012. Era lì per fare il suo lavoro: ridare
  alloggi alle popolazioni colpite dall'alluvione del 2010.  Era   lì
  come  portatore di pace e non di guerra. Era lì per cercare di dare
  speranza  in un futuro migliore a uomini, donne e bambini duramente
  provati.
   Lo  Porto  è l'immagine della Sicilia vera, la stessa che accoglie
  gli immigrati, sempre pronta ad aiutare gli ultimi e che non rimane
  indifferente davanti ad ogni sofferenza umana.
   Ecco  perché, cari colleghi, prima di proseguire i nostri  lavori,
  interpretando i sentimenti di tutta l'Assemblea, tutta l'Assemblea,
  vi  invito ad osservare un minuto di silenzio in segno di cordoglio
  e  solidarietà  per la morte del cooperante siciliano  Giovanni  Lo
  Porto.

              (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)

                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE

                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE

   Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e  bilancio
   pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A) e  'Disposi-
   zioni programmatiche e correttive per l'anno 2015.  Legge  di
   stabilità regionale' (n. 912/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
     Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
   pluriennale per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni
    programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità
                         regionale» (n. 912/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge «Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  per  l'esercizio finanziario  2015  e  bilancio
  pluriennale  per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e  «Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2015. Legge  di  stabilità
  regionale» (n. 912/A).
   La  Presidenza avverte preliminarmente che l'ordine di esame e  di
  votazione  dei singoli articoli del disegno di legge di bilancio  a
  legislazione vigente del disegno di legge  Finanziaria  avverrà  in
  base  a  quanto  prescritto dall'articolo 121 sex  del  Regolamento
  interno.
   Si  procederà,  quindi,  innanzitutto, all'esame  della  votazione
  degli  articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio  e
  dei relativi emendamenti.
   Esaurita  tale fase, si sospenderà la discussione del  disegno  di
  legge  sul  bilancio non passando immediatamente alla sua votazione
  finale ma procedendo alla successiva fase  b .
   Si  passerà,  quindi,  all'esame  e  alla  votazione  dei  singoli
  articoli e delle tabelle del disegno di legge  Finanziaria   con  i
  relativi emendamenti.
   Esaurita  anche  tale fase si passerà direttamente alla  votazione
  finale del disegno di legge  Finanziaria .
   Approvato  il  disegno  di legge  Finanziaria   si  sospenderà  la
  seduta  d'Aula per consentire al Governo di predisporre la nota  di
  variazione  al  bilancio conseguente all'approvazione  della  legge
   Finanziaria .
   Durante  tale sospensione, la Commissione bilancio si riunirà  per
  esprimere,  sulla  stessa nota, il parere di  cui  all'articolo  73
  quinquies del Regolamento interno.
   Si  passerà, infine, alla votazione della nota di variazione della
  votazione  finale  del disegno di legge di bilancio  modificata  in
  base al contenuto della stessa nota.
   Con  particolare riferimento agli emendamenti al bilancio  e  alla
  finanziaria,  la  Presidenza  avverte  che  il  loro  contenuto  si
  conforma  sia  a quanto previsto dalla legge che alle  disposizioni
  generali  in  materia  di  emendamenti ed  a  quelle  appositamente
  dettate dal Regolamento interno.
   Gli   emendamenti  che  prevedono  maggiori  spese  devono  recare
  puntuali indicazioni sulle necessarie compensazioni.
   Nel  valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti,  la
  Presidenza  considererà  inammissibili  gli  emendamenti  privi  di
  compensazione,  la  cui  compensazioni, in  base  agli  emendamenti
  disponibili    risulti    insufficiente,   recanti    compensazioni
  manifestatamene  inidonee sul piano formale, recanti  compensazioni
  tra  variazioni  delle tabelle del bilancio e delle  tabelle  della
  finanziaria.
   Spetta,  invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi  di
  informazione  che  dimostrino  una  eventuale  inadeguatezza  delle
  modalità di compensazione previste dall'emendamento.
   In  tali casi l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce
  degli elementi, eventualmente, forniti dal Governo.
   Si esamina il bilancio di previsione per l'anno 2015.
   Si  da  lettura dell'articolo 1, stato di previsione delle entrate
  del  disegno  di legge n. 911/A la cui discussione si sospende  per
  passare all'esame della tabella  A  del documento di bilancio.
   Alla  tabella   A   è  stato presentato un  solo  emendamento  che
  trovate a pagina 3 del fascicolo, presentato dal Governo, A.1.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La  Presidenza avverte che l'approvazione delle unità previsionali
  di  base delle entrate e dell'articolo 1, avverrà facendo salve  le
  modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Si  esamina  lo  stato di previsione delle entrate,  tabella   A ,
  pagina 253.
   Avanzo finanziario presunto, pagina 255.
   La   Presidenza  avverte  che  si  procederà  a  votare  le  unità
  revisionali   di   base  dell'entrata  secondo  le  amministrazioni
  competenti  ed il titolo a partire dall'amministrazione Assessorato
  dell'Economia.
   Economia.  Entrate correnti in conto capitale e per accensione  di
  prestiti,   dall'unità  revisionale  di  base  43111,  alla   unità
  revisionale di base 4238, da pagina 256 a 260
    Presidenza della Regione , entrate correnti ed in conto capitale,
  dalla  unità previsionale 1.2.1.4.1 all'unita previsionale di  base
  1.6.1.5 ter, da pagina 26 a 268.
    Attività  produttive , entrate correnti  ed  in  conto  capitale,
  dalla  unità previsionale 2.2.1.4.1 all'unita previsionale di  base
  2.2.2.7.2, da pagina 269 a 270.
    Beni  culturali ed identità siciliana , entrate  correnti  ed  in
  conto   capitale,  dalla  unità  previsionale  di  base   3.2.1.4.1
  all'unita previsionale di base 3.2.2.6.1, da pagina 261 a 272.
    Energia  e servizi di pubblica utilità , entrate correnti  ed  in
  conto   capitale,  dalla  unità  previsionale  di  base   5.2.1.4.1
  all'unita previsionale di base 5.3.2.6.1, da pagina 273 a 276.
    Famiglie,  politiche sociali e lavoro , entrate  correnti  ed  in
  conto capitale, dalla unità previsionale di base 6.2.1.41 all'unita
  previsionale di base 6.3.2.6.1, da pagina 277 a 280.
    Autonomia  locale e funzione pubblica , entrate  correnti  ed  in
  conto   capitale,  dalla  unità  previsionale  di  base   7.2.1.4.1
  all'unita previsionale di base 7.3.2.7.2, da pagina 281 a 284.
    Infrastruttura  e  mobilità ,  entrate  correnti  ed   in   conto
  capitale, dalla unità previsionale 8.2.1.5.2 all'unita previsionale
  di base 8.4.2.8.2, da pagina 285 a 288.
    Istruzione  e  formazione professione , entrate  correnti  ed  in
  conto   capitale,  dalla  unità  previsionale  di  base   9.2.1.4.1
  all'unita previsionale di base 9.2.2.6.2, da pagina 289 a 290.
    Risorse  agricole ed alimentari , entrate correnti  ed  in  conto
  capitale,  dalla  unità previsionale di base 10.2.1.4.1   all'unita
  previsionale di base 10.5.2.7.1, da pagina 291 a 298.
    Salute ,  entrate  correnti  ed in conto  capitale,  dalla  unità
  previsionale  di base 11.2.1.4.1   all'unita previsionale  di  base
  11.3.2.6.1, da pagina 299 a 302.
    Territorio  e  Ambiente , entrate correnti ed in conto  capitale,
  dalla unità previsionale di base 12.2.1.1 all'unita previsionale di
  base 12.4.2.6.1, da pagina 303 a 307.
    Turismo,  Sport  e  Spettacolo , entrate  correnti  ed  in  conto
  capitale,  dalla  unità previsionale di base  13.2.1.4.1  all'unita
  previsionale di base 13.2.2.6.1, da pagina 308 a 309.
   Comunico   che   sono  stati  presentati  degli  emendamenti   che
  modificano  gli  stanziamenti nei singoli  capitoli.  A  pagina  6,
  assessore. L'emendamento B1. Il parere della Commissione?

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,   stiamo
  iniziando  con  la Rubrica della Presidenza della  Regione.  Poiché
  durante la formazione del Bilancio il Presidente Crocetta ha  fatto
  delle  dichiarazioni rivoluzionarie, delle dichiarazioni che questo
  bilancio,  se  non lo facevamo con la collaborazione con  Roma  lui
  passava  alla opzione B, allora io ho preparato un bilancio secondo
  l'opzione  B,  tagliando  tutto quello che  si  poteva  tagliare  a
  cominciare  dalla  Presidenza  della  Regione.  Questo  emendamento
  taglia  le  spese  e  quelle a venire sempre  sulla  Rubrica  della
  Presidenza,  quindi ho tagliato le missioni, ho tagliato  le  spese
  per  il funzionamento dell'ufficio di Bruxelles, ho cercato di fare
  degli  emendamenti  che sono consequenziali alle dichiarazioni  del
  Presidente della Regione che, guarda caso, Presidente, lei non  c'è
  stato, è assente.
   Quella   poltrona  è  vuota.  Non  è  possibile  che  noi   stiamo
  affrontando  un bilancio senza il Presidente della Regione.  Non  è
  che  appena finiamo di approvare il bilancio, dice che non è il suo
  bilancio. Ed io me lo aspetto.
   Questo  se ne andrà da Giletti e dirà che questo non è il bilancio
  che ho fatto io ma è un bilancio a nome di Baccei con il quale noi,
  responsabilmente dell'opposizione, fino adesso abbiamo  collaborato
  ed io sono sicuro che anche nel prosieguo da parte dell'opposizione
  ci  sarà  quella  opposizione responsabile di  cui  la  Sicilia  ha
  bisogno,  Presidente. Quindi mantengo l'emendamento e poi  le  dirò
  quelli che ritiro.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, io ruberò un minuto a quest'Aula per
  parlare  non  di  una questione di bilancio ma  di  una  situazione
  vergognosa   che   riguarda   la   discarica   di   Sciacca.   Cioè
  l'amministrazione  regionale  sta  facendo  chiudere  per  assoluta
  inerzia   da  parte  dell'assessorato  regionale  dell'ambiente   e
  dell'energia.
   Il  3  maggio  17  Comuni non sapranno dove scaricare  perché  c'è
  l'assoluta  inefficienza dei due   dell'Amministrazione  regionale.
  Tutto ciò ricadrà sui comuni, sui cittadini perché il governo non è
  in   grado   di   chiamare  due  dirigenti  e  fargli   firmare   i
  provvedimenti.

   PRESIDENTE. L'onorevole Giovanni Greco mantiene l'emendamento  B1.
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco gli altri emendamenti li  mantiene  o
  li ritira?

   GRECO Giovanni. Mantengo il 10.3.17 e chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  No, no allora andiamo avanti. Parere del Governo  sul
  B2

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE.  Allora, onorevole Greco quest'anno proprio  ha  fatto
  una  produzione notevole di emendamenti, magari se indica a  questa
  Presidenza quelli che mantiene facciamo prima

   GRECO  Giovanni. Se ha la pazienza, al momento opportuno, le  dirò
  quelli che mantengo.

   PRESIDENTE.  Vorrei semplificare il lavoro d'Aula. Se  lei  me  lo
  dice  prima, ritiriamo quelli che decide di ritirare e  poniamo  in
  votazione  quelli  che lei mantiene. Siccome  sono  oltre  90,  per
  essere chiari.

   GRECO  Giovanni.  Io  mantengo tutti quelli  della  Rubrica  della
  Presidenza   della  Regione  per  protesta  e  per  l'assenza   del
  Presidente della regione. Li mantengo tutti. Dopo di che li ritiro.

   PRESIDENTE.   Ho  capito  mantiene  quelli  della  Rubrica   della
  Presidenza   della  Regione.  Allora,  scusate,  per   semplificare
  assessore  Baccei acquisiamo a priori il parere contrario  sia  del
  Governo che della Commissione.
   Pongo in votazione l'emendamento B2. Col parere contrario sia  del
  Governo che della Commissione non è approvato.
   Pongo in votazione l'emendamento B3.

   GRECO Giovanni. Per il B3 chiedo il voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento B3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendo  brevemente  i  lavori
  d'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, quando si vota il voto  c'è  stato,
  evitiamo   equivoci,  il  problema  è  solamente  e   squisitamente
  politico, non possiamo metterci a discutere chi era dentro, chi era
  contro,  ho  dichiarato chiusa la votazione e quindi è  quello  che
  risulta.
   Siamo  noi  già a inizio di discussione del bilancio,  siccome  ci
  vuole  un  po'  di comprensione politica tra di noi  io  non  posso
  dichiarare  non valida la votazione, nel senso che la  votazione  è
  valida,  perché  è quello che risulta, perché se noi  iniziamo  con
  questo sistema non arriviamo in nessun posto.

   MILAZZO Giuseppe. Ma eravamo seduti qua.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            50
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          27
   Contrari            21
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   MILAZZO Giuseppe. Ma mi faccia dichiarare almeno il voto.

   PRESIDENTE. Non lo può dichiarare perché è a scrutinio segreto.
   Pagina 9, onorevole Greco, lo mantiene o lo ritira?

   GRECO Giovanni. Quale?

   PRESIDENTE. Pagina 9, il B4.

   GRECO Giovanni. Lo mantengo e chiedo la votazione segreta.

   PRESIDENTE.   Diciamo di cosa si tratta. Riguarda  le  agenzie  di
  informazione. Ci riferiamo alla rubrica che riguarda l'informazione
  istituzionale.
   Mi   rendo  conto  che  l'Assessore  non   mi  può  dare  risposte
  immediate.   Glielo  dico  subito  perché  si   sta   parlando   di
  comunicazione  istituzionale, di sottrazione di  risorse.  Dovremmo
  verificare  se  ci sono contratti in corso. Forse  c'è  bisogno  di
  sospendere ai fini dell'ammissibilità o meno.
   Devo  sospendere  la  seduta perché si prevede  l'azzeramento  del
  capitolo e, quindi, se hanno contratti in corso con le agenzie.
   Si  tratta  di  vedere se ci sono abbonamenti  annuali,  biennali,
  triennali con le agenzie. Di questo si tratta.
   Si sospende la trattazione della Rubrica  Presidenza .
   Si passa alla rubrica 2  Attività produttive . Ci sono emendamenti
  da pag. 96 a pag. 115 tutti a firma dell'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Li ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la rubrica 2  Attività produttive .
  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla rubrica 3  Beni culturali .

   GRECO Giovanni. Ritiro tutti gli emendamenti presentati.

   PRESIDENTE. Stiamo controllando se ci sono altri emendamenti. Sono
  ritirati  tutti  gli  emendamenti  dell'onorevole  Giovanni  Greco.
  Rimane solo un emendamento del Governo a pag. 123, a firma Baccei.
   Parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  B373.    Chi   è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ci  sono  altri  due emendamenti. Uno a pag. 133,  a  firma  degli
  onorevoli  Barbagallo, Lupo e Gucciardi. E uno a pag. 134  a  firma
  degli onorevoli Ruggirello, Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   RUGGIRELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la rubrica 3 così  come  emendata.
  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  rubrica  5   Energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità .  Gli  emendamenti  presentati  a  firma  degli  onorevoli
  Giovanni Greco e Di Mauro sono ritirati.
   Gli emendamenti ritirati sono da pag. 136 a pag. 158.
   Pongo  in votazione la rubrica 5. Chi è favorevole rimanga seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla rubrica 6  Famiglia, politiche sociali e  lavoro .
  L'onorevole Giovanni Greco ritira tutti gli emendamenti presentati.
   A  pag.  186 c'è un emendamento a firma degli onorevoli  Maggio  e
  Gucciardi.

   MAGGIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la rubrica 6  Famiglia,  politiche
  sociali e lavoro . Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla rubrica 7  Autonomie locali e funzione  pubblica .
  L'onorevole Giovanni Greco ritira tutti gli emendamenti presentati.
  A  pag.  196  c'è  un emendamento a firma degli onorevoli  Formica,
  Ioppolo  e  Musumeci. Poiché non sono presenti in Aula i  firmatari
  dichiaro decaduto l'emendamento.
   A  pag.  209  c'è  un  emendamento a firma dell'onorevole  Ciancio
  Gianina.
   L'onorevole  Ciancio  lo mantiene penso. Lo vuole  illustrare?  Lo
  mantiene? Vabbé, ora lo sentiamo.

   CIANCIO.  Signor  Presidente. Allora, l'emendamento  che  propongo
  all'Aula, consiste in un incremento del capitolo 373713 che,  leggo
  qua, nell'emendamento l'ho riassunto, però leggo il capitolo a cosa
  si riferisce:  Contributo per l'aggiornamento di docenti e borse di
  studio  di indagine e di ricerca per gli studenti di ogni ordine  e
  grado,  nonché  contributi per la realizzazione di  manifestazioni,
  mostre, gemellaggi, iniziative formative, aventi come tema la lotta
  alla  criminalità mafiosa . Questa è la legge regionale 20 del '99,
  esattamente il titolo III che prevede quindi dei contributi a tutte
  le  Istituzioni  scolastiche per iniziative di carattere  culturale
  legate, ovviamente, alla lotta alla mafia. Io credo che sia di buon
  senso. Questa è una legge che è stata finanziata fino al 2012,  poi
  il  capitolo  è  stato  azzerato. Guarda  caso,  col  Governo,  col
  Presidente  paladino dell'antimafia, insomma, tutti i capitoli  che
  riguardano  poi,  concretamente, la lotta alla  mafia,  sono  stati
  azzerati,  perché  qua si parla di agire all'interno  delle  scuole
  che, come sappiamo, a livello preventivo, è fondamentale.
   E'  per  tutta  la  Sicilia, quindi non c'è una  questione  né  di
  Province  che  vengono finanziate, piuttosto  che  altre,  riguarda
  tutto  il territorio siciliano, ma la cosa interessante è che,  io,
  questa  copertura l'ho trovata nel capitolo 108515 che riguarda  il
  noleggio leasing e autoveicoli per l'amministrazione regionale.
   Questo capitolo è stato incrementato quest'anno di 380 mila  euro,
  ci sono 500 mila euro e il Governo ha pensato bene, anziché ridurre
  i  costi  della macchina amministrativa regionale, nel  vero  senso
  della  parola, di aumentarli per ulteriori 380 mila. Ora, io  penso
  che  spostare  queste somme per un fine nobile, io ritengo  sia  il
  minimo che quest'Assemblea possa fare e, quindi, chiedo un atto  di
  responsabilità   da  parte  dei  colleghi  e  che   votino   questo
  emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Scusate,  anche  su  questo  emendamento,   onorevole
  Gucciardi,  l'onorevole  Ciancio è stata  abbastanza  chiara  sulle
  motivazioni di ordine politico, si possono condividere o meno, ma è
  stata  più che chiara. Il discorso è, anche per questo emendamento,
  secondo me, il Governo dovrebbe dire se ci sono contratti in  corso
  o meno. Non possono essere io a dirlo.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Si,  grazie Presidente. Essendo un incremento  rispetto
  alla  posta  appostata l'anno scorso, dovrebbe apparire chiaro  che
  non  ci siano in questo momento contratti in essere. Ma i contratti
  sono probabilmente a venire. Quindi in questo senso.

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO. Presidente, lei stesso si accorge che non possiamo lavorare
  bene  per l'assenza sia del Presidente che degli Assessori tecnici.
  Lei  ha  presenti quattro Assessori tecnici che non sono  nominati,
  che non sono della corrente di Crocetta, tanto per mettere pace  in
  questa  maggioranza. Quindi noi non possiamo andare  avanti  perché
  giustamente  lei  dice:   se  ci  sono  contratti  a  venire,   che
  succede? .  Ora, è possibile che noi ora su questo  emendamento  ci
  fermiamo e aspettiamo l'Assessore tecnico? Che facciamo?

                            (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.31, è ripresa alle ore 17.34)

   La seduta è ripresa.
   Il Governo ha avuto i necessari chiarimenti, almeno ritengo.

   GRECO  Giovanni.  Presidente, chiedo il  voto  segreto  su  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Un  secondo,  facciamo spiegare  al  Governo,  stiamo
  parlando   intanto   dell'emendamento   illustrato   dall'onorevole
  Ciancio.
   Quello  che  riguarda  l'aumento per  le  borse  di  studio  e  la
  diminuzione  del  noleggio o leasing. Deve fare  una  dichiarazione
  chiara  delle  decisioni  che deve prendere  questa  Presidenza  in
  ordine..

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Allora,  lo  stanziamento  sul
  Capitolo  di  965 mila euro previsto per il 2015. Gli  impegni  nel
  2014  erano 751 mila euro per cui in confronto algi impegni assunti
  nel  2014  sarebbero  liberi 214 mila  euro  quindi  meno  dei  380
  richiesti in questo emendamento.

   PRESIDENTE.  No,  no,  per  intenderci  su  quello  cha  ha  detto
  l'assessore, così siamo in sintonia. Siccome, scusate,  sono  fatti
  tecnici,  evitate  di portare emendamenti all'assessore  perché  ha
  bisogno  pure di un po' di calma per potere rispondere. L'assessore
  sta dicendo, in altre parole, che non c'è la copertura finanziaria,
  se non ho compreso male, cioè di 380.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Ripeto,  per  il  2015   lo
  stanziamento previsto sul Capitolo è di 965 mila euro. Gli  impegni
  della  spesa  nel 2014 erano di 751 mila euro per cui, rispetto  al
  2014, l'incremento sul Capitolo è 214 mila euro per cui minore  dei
  380 mila previsti in questo emendamento.

   PRESIDENTE. Quindi, è inammissibile.

   CIANCIO. No.

   PRESIDENTE. Come no?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   perdoni
  Presidente  non è inammissibile nel senso che si può anche  ridurre
  rispetto   a  quanto  previsto.  Se  la  Presidenza  lo   permette,
  presenterei un sub-emendamento per ridurre la cifra. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo con lei. Corretto, perfetto.  Lo  può
  ridurre.
   Comunico,  allora,  che è stato presentato un  sub-emendamento  al
  B384,  presentato dalla stessa presentatrice, dallo  stesso  Gruppo
  che  ha presentato l'emendamento. Lo dovremmo leggere, quindi  +200
  e -200 .  L'emendamento porta la firma di tutto il Movimento Cinque
  Stelle,  primo firmatario l'onorevole Ciancio ed altri: l'onorevole
  Venturino,  l'onorevole Greco, l'onorevole Lombardo  e  l'onorevole
  Assenza. Per 214. Comunico, allora, che è stato presentato il  sub-
  emendamento che sostituisce la cifra di 380 con 214.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
    PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto.

   GRECO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Votazione per scrutinio segreto del sub-emendamento B384.1.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la votazione per scrutinio  segreto  del  sub-
  emendamento B384.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           66
   Votanti            65
   Maggioranza        33
   Favorevoli         35
   Contrari           29
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento B376 a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio intervenire
  non su questo emendamento.
   Io desideravo un chiarimento.
   Presidente, le chiedo scusa, il  mio è un chiarimento che dovrebbe
  fornirmi lei.
   Mi  sto  accorgendo che, per alcuni emendamenti, lei ha  ribadito,
  più  volte,  non so se possono essere ammessi perché si  tratta  di
  impegni  già presi, dico, o il Governo, perché si tratta di impegni
  già presi.
   Ma che significa?
   Il  bilancio  di  previsione, il bilancio si fa e gli  impegni  si
  prendono  per  ogni  anno, cioè non è che l'Amministrazione  prende
  impegni e poi verifica se ci sono

   PRESIDENTE. No, no
   GRASSO. No, mi scusi, vale pure per gli sportellisti.
   Per gli sportellisti mancano 15 milioni di euro,

   PRESIDENTE.  Signor  Sindaco, sono contratti che  riguardavano  le
  agenzie, che riguardavano

   GRASSO. Ma che scadevano, Presidente.

   PRESIDENTE.    i  noleggi, quindi, significa che  ti  riporti  nel
  corso degli anni, tant'è che la dimostrazione qual è stata?
   Proprio da un punto di vista tecnico, il fatto che l'Assessore

   GRASSO. Ma pure i lavoratori degli sportelli sono

   PRESIDENTE. Ma non c'entrano i lavoratori degli sportelli.

   GRASSO.  E'  la stessa identica cosa, Presidente, non ritengo  sia
  giusto a seconda l'Amministrazione se ha preso impegni o meno.

   PRESIDENTE. No, no, no, no, no, signor Sindaco, non è così.

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo far notare
  che questo emendamento è dipartimento funzione pubblica o autonomie
  locali.
   Io lo volevo illustrato dall'Assessore.
   E' una cosa che posso chiedere?
   O, e quindi, lo accantoniamo e lo chiamiamo con il telefono.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Greco.
   Pongo il votazione l'emendamento B376.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  assorbito  l'emendamento 327 dall'approvazione di  quello  del
  Governo.
   Lo  abbiamo approvato perché è già in quello presente del Governo,
  è già stato approvato.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, la proposta che  io
  avanzo è di implementare di 15 mila euro il capitolo che serve  per
  pagare  le  missioni  dell'ufficio ispettivo dell'assessorato  agli
  enti  locali,  decurtando  la cifra dal capitolo  sulle  consulenze
  giuridiche dell'assessore.

   PRESIDENTE. Si, già il governo l'ha presentato. Lei aveva previsto
  un  aumento  di  +  15,  il  governo aveva previsto,  sullo  stesso
  capitolo un aumento di + 25, quindi è assorbito.

   TURANO. Signor presidente, in aggiunta ai 25 previsti dal governo,
  chiediamo di mettere altri 15.

   PRESIDENTE. Allora, lei diceva + 40.

   TURANO. Si.

   PRESIDENTE. Abbiamo già votato.

   TURANO. Abbiamo votato il 383. Mi faccia raccordare un attimo  col
  governo  perché questo è un emendamento che mi viene dall'assessore
  al ramo.

   PRESIDENTE. Questo emendamento è assorbito. Eventualmente, qualche
  aggiustamento lo facciamo successivamente. Se il governo presenta +
  25. Mi diceva, già in partenza, + 40.

   TURANO. E' una necessità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, lo  capisco  che  è  un  fatto  di
  carattere  istituzionale.  L'ho capito perfettamente.  Abbiamo  già
  votato, però.

   TURANO. 376. Ora c'e il 327. Alla manovra proposta dal governo, io
  sto  chiedendo  di  aggiungere  15  mila  euro  per  le  spese   di
  funzionamento    del   dipartimento   della   funzione    pubblica,
  relativamente all'ufficio degli ispettori della Regione. Non  credo
  che  quell'ufficio possa funzionare con 25 mila euro. Mi dicono gli
  uffici  che  serve  un'implementazione. La copertura  la  troviamo,
  levando  identica risorsa dal capitolo sulle consulenze  giuridiche
  che potrebbe nominare l'assessore. Mi sembra una cosa di buon senso
  per  far  funzionare l'amministrazione, se diamo  possibilità  agli
  ispettori .

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Con  l'incremento  previsto
  precedentemente si sale a 30 mila euro. L'anno scorso  gli  impegni
  erano per 8 mila euro, per cui mi pare abbondantemente rimpinguato,
  il capitolo.

   PRESIDENTE. E' assorbito.

   Ritirati  gli  emendamenti a firma dell'onorevole  Greco  G.  alla
  Rubrica  9,  la pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla Rubrica 10. Preannuncio che sulla Rubrica  c'è  un
  emendamento a firma Cascio S. .

   CASCIO Salvatore. Dichiaro di ritirarlo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Debbo dirle e ripetere la stessa cantilena. Dove è
  l'assessore per l'agricoltura?

   CARUSO,  assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro. E' in Giunta.

   GRECO GIOVANNI. E' in Giunta? C'è la Giunta mentre da noi facciamo
  il bilancio. Bella notizia che arriva. Ma è normale? Non è normale,
  assessore  Caruso. Era meglio non saperlo. Una cosa terribile.  Io,
  se  c'era  l'assessore all'agricoltura volevo porre alcuni quesiti,
  Presidente,  proprio sulla rubrica. Ho avuto notizie  con  un  atto
  ispettivo fatto da un mio collega, che in una associazione, in  una
  società  dove  c'è un consigliere di amministrazione  che  è  della
  famiglia del direttore generale, quindi siccome sono diversi io non
  lo  dico qual è il direttore generale perché non è corretto, esiste
  questo  problema. Se c'era l'assessore volevo chiedere come mai  si
  danno contributi ad una associazione, ad una società e il direttore
  generale  è  colui che emana il bando. Io queste cose, siccome  noi
  come  primo  atto  abbiamo  fatto che su tutte  le  assunzioni  che
  facciamo,  tutti  i  gruppi, non debbono esserci  parenti  fino  al
  quinto  grado, questo stesso motivo per cui noi abbiamo  fatto  per
  dare  l'esempio, è uno dei pochi segnali per far risorgere un  poco
  la  politica,  ma questi direttori e questi assessori  tecnici  che
  fanno?  Non ci stanno attenti a queste cose? Ecco perché le  chiedo
  di  rinviare la seduta e far venire tutti gli assessori tecnici per
  l'approvazione del bilancio.

   PRESIDENTE. Scusate, onorevole Greco, comunque lei ha ritirato gli
  emendamenti. Grazie.
   Comunico che è stato presentato un emendamento a firma Lentini,  a
  pagina 302.

   LENTINI.  Lo  mantengo. Chiedo di parlare per illustrarlo.  Questo
  emendamento si riferisce al dipartimento regionale per lo  sviluppo
  rurale.  Praticamente i mezzi hanno bisogno di assicurazione  e  di
  pagamento  bollo, quindi è un emendamento tecnico che passa  da  un
  capitolo all'altro. E' un'autorizzazione a fare questo. Per  pagare
  gli  automezzi  che inizieranno per organizzare  le  squadre  anti-
  incendio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Sul capitolo ci sono  impegnate
  obbligazioni per 60 mila su circa 230 mila, per cui tecnicamente  è
  fattibile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 372 a firma Lentini.

   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non  ci  sono emendamenti sulla Rubrica 10. La pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Salute, la Rubrica 11 di  pagina
  326

   Comunico  che  sono  stati presentati i seguenti  emendamenti  del
  Governo e a seguire quello dell'onorevole Fontana. Pagina 326

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  B377.   Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento dell'onorevole Fontana B164  di  pagina
  327.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor presidente, questo è un emendamento che riguarda i
  titolari  di  farmacie rurali che si trovano nelle isole  minori  e
  come  lei sa svolgono un servizio pubblico. Negli anni hanno sempre
  ricevuto   un  contributo  perché,  evidentemente,   non   c'è   la
  sostenibilità  dell'attività  dato  l'esiguo  numero  di  residenti
  durante  il lungo inverno e, ogni anno, questo contributo  è  stato
  sempre decurtato. Adesso non ce la fanno più, rischiano di chiudere
  definitivamente  le saracinesche e non offrire più questo  servizio
  pubblico ai residenti nelle Isole.
   Pertanto,  è necessario, Assessore - mi rivolgo anche ai  colleghi
  parlamentari  della  provincia di Messina, mi rivolgo  ai  colleghi
  parlamentari della provincia di Palermo e di Trapani dove insistono
  queste  farmacie  - considerato che il contributo  che  la  Regione
  eroga per la sostenibilità di questa attività sociale negli anni si
  è  sempre  più  assottigliato  ed  adesso  non  ce  la  fanno  più,
  rifondere questo capitolo con 212 migliaia di euro per potere  fare
  fronte  al  contributo  e  consentire la  sopravvivenza  di  questa
  attività  indispensabile  perché  svolgono  oltre  che  un'attività
  sociale   nell'erogazione  dei  farmaci  anche   un'assistenza   ai
  cittadini  perché spesso i cittadini dell'isola si  rivolgono  alle
  farmacie  anche  per  la  misurazione della  pressione,  anche  per
  qualche  esame  urgente di cui hanno necessità,  per  cui  dobbiamo
  assolutamente sostenere questa attività.

   PRESIDENTE.  Allora,  gli  Uffici  evidenziano  che  questo  è  un
  emendamento  che  va  in  Finanziaria perché  fa  riferimento  alla
  tabella  G.  Non  finisce  nel  gruppone,  onorevole  Fontana,  per
  intenderci.  Verrà  apprezzato e votato, poi,  si  potrà  votare  a
  favore  o contro, ma in Finanziaria perché è allegato alla  tabella
  G.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto  per
  apporre  anch'io  la  firma all'emendamento dell'onorevole  Fontana
  ritenendo   giusta   la  funzione  di  presidio  sanitario   locale
  esercitata  dalle  farmacie soprattutto  nelle  zone  di  difficile
  tratta.

   PRESIDENTE.  Appongono  la  firma gli onorevoli  Picciolo,  Cascio
  Salvatore,   Tamajo,   Venturino,  Lentini,   Siragusa,   Musumeci,
  Ruggirello, Fazio, Rinaldi, Maggio, Lo Giudice, tutti.
   Pongo in votazione la Rubrica 11  Salute , così come emendata. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa alla Rubrica 12  Territorio e Ambiente . Comunico che  è
  stato  presentato  l'emendamento B379, a pagina 351,  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Naturalmente,  tutti gli emendamenti a firma dell'onorevole  Greco
  si intendono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  B378,
  che si trova a pagina 379. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione la Rubrica 12  Territorio e  Ambiente ,  così
  come  emendata. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa alla Rubrica 13  Turismo, sporte e spettacolo . Comunico
  che  è  stato presentato l'emendamento B230 a firma degli onorevoli
  Alloro, Arancio, Sudano e Ruggirello, che si trova a pagina 397. Lo
  ritirano o lo mantengono?

   ARANCIO. Lo manteniamo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Onorevoli   colleghi,
  l'emendamento B230 viene mantenuto e trasferito in Finanziaria  per
  essere trattato, come quello precedente.
   Pongo  in  votazione la Rubrica 13  Turismo, sporte e spettacolo .
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  si  rende necessario  sospendere  la  seduta
  perché,  prima  di  passare  alla Rubrica  4   Economia ,  dovremmo
  tornare  alla trattazione della Rubrica 1  Presidenza  che  abbiamo
  in precedenza accantonato.
   La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle ore 18.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito i deputati a prendere posto. Allora,  dobbiamo
  tornare    alla   trattazione   della   Rubrica   1    Presidenza ,
  precedentemente  accantonata. Il tomo 1. Eravamo a  pagina  8,  era
  stata approvata la richiesta dell'onorevole Greco di avere in  Aula
  la  presenza  del  Presidente della Regione e dell'intero  Governo.
  Peraltro, su alcuni emendamenti c'era la necessità di verificare se
  vi erano contratti in corso o meno. L'onorevole Greco ho capito che
  insiste su un emendamento.

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO. Signor Presidente, questo problema è stato affrontato anche
  in Commissione. Io mantengo l'emendamento B9 che è a pagina 16, sul
  capitolo  100303;  assieme  all'emendamento  le  presento  pure  un
  subemendamento perché parlando con l'assessore Baccei se li leviamo
  tutti,  leviamo  anche i contratti che lui già  ha  fatto,  leviamo
  quello  che lui ha approfittato, quindi, presento un subemendamento
  e,  invece,  di 200 mila levo 100 mila, d'accordo nel  ragionamento
  perché lui mi darà parere contrario, questo è sicuro. Vero è?

   PRESIDENTE.  Invito l'onorevole Greco Giovanni a  formalizzare  il
  subemendamento.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  intervengo  solo per un chiarimento: visto che qui c'è  l'assessore
  per  l'economia e l'assessore per il lavoro ed abbiamo parlato, per
  esempio,  per  le  Agenzie di comunicazione  per  impegni  assunti,
  siccome  c'è  un  impegno assunto anche dal  Governo  per  dare  la
  copertura ai tre anni della Formazione professionale per conseguire
  il conseguimento della qualifica a 3 mila giovani siciliani, c'è un
  capitolo  di  bilancio  il 372522 che in  atto  è  senza  fondi,  e
  bisogna

  PRESIDENTE.  Ma  che  c'entra  questo,  di  quale  Rubrica   stiamo
  parlando?

   GRASSO. Parliamo del capitolo di bilancio, è un chiarimento, è nel
  tomo  2, il capitolo ora mi sfugge, lo prendiamo, però, dico glielo
  consegno ed i due Assessori mi dicono se è possibile rimpinguare il
  capitolo  372522, che è senza fondi, di 15 milioni di  euro  perché
  c'era  un  impegno  assunto da parte del Governo  per  i  tre  mila
  giovani della Formazione professionale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Alongi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   di previsione della Regione siciliana  per  l'esercizio  finanziario
   2015 e bilancio pluriennale 2015/2017' (n. 911/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende  il  seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge
  «Bilancio  di  previsione della Regione siciliana  per  l'esercizio
  finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio  2015/2017»
  (n. 911/A)

   PRESIDENTE.   Ritorniamo  all'argomento  che  stavamo   trattando.
  Comunico   che   l'onorevole  Greco  Giovanni  ritira   tutti   gli
  emendamenti  alla Rubrica 1  Presidenza  tranne uno che  subemenda,
  cioè  l'emendamento  B9  che è a pagina 16.  L'emendamento  è  così
  sostituito:   UBP  11152 capitolo 100303 da meno 200  diventa  meno
  100 .
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   di previsione della Regione siciliana  per  l'esercizio  finanziario
   2015 e bilancio pluriennale 2015/2017' (n. 911/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento B9.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento B9.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   PRESENTI      66
   VOTANTI       65
   MAGGIORANZA   33
   FAVOREVOLI    33
   CONTRARI      29
   ASTENUTI       3

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione la Rubrica 1  Presidenza , così come emendata.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   FALCONE. La politica è fatta di voto segreto, altrimenti non si va
  avanti

   PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica 4  Economia .
   A pagina 399 comunico che è stato presentato l'emendamento B386, a
  firma degli onorevoli Ruggirello ed altri.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   A pagina 400 comunico che è stato presentato l'emendamento B387, a
  firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la Rubrica 4  Economia . Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, un po' di attenzione andate all'ultima pagina.
  A pagina 402  ritorniamo all'articolo 1.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.   L'ammontare  delle  entrate  che  si  prevede  di  accertare,
  riscuotere   e  versare  nelle  casse  della  Regione  per   l'anno
  finanziario 2015 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di  ogni
  altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
  (tabella A)».

   Comunico   che  è  stato  presentato  un  emendamento  interamente
  sostitutivo dell'articolo 1, che così recita:

   «L'articolo 1 è così sostituito:

                              Articolo 1
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.  In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, numero
  118  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  l'ammontare  delle
  entrate  che  si prevede di accertare, riscuotere e  versare  nelle
  casse  della Regione per gli anni finanziari 2015, 2016 e  2017  in
  forza  di  leggi,  decreti, regolamenti e  di  ogni  altro  titolo,
  risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata (tabella A  e
  C)».

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, così come  sostituito.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                    Stato di previsione della spesa

   l.  Sono  autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2015, in conformità  dello
  stato  di  previsione  della  spesa  annesso  alla  presente  legge
  (tabella B)».

   Comunico che l'articolo 2 è  stato così sostituito:

                              «Articolo 2
                    Stato di previsione della spesa

   l.  In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, numero
  118  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono  autorizzati
  l'impegno  ed il pagamento delle spese della Regione siciliana  per
  gli anni finanziari 2015, 2016 e 2017 in conformità dello stato  di
  previsione  della spesa annesso alla presente legge  (tabella  B  e
  D)».

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, così come  sostituito.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo. 3
                                Elenchi

   l. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
  di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
  descritte  nell'elenco n. l annesso allo stato di previsione  della
  spesa.

   2.  Le  spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
  per  l'economia la facoltà di cui all'articolo 28, comma  2,  della
  legge  31  dicembre 2009, n. 196 sono descritte  nell'elenco  n.  2
  annesso allo stato di previsione della spesa».

   Comunico che all'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:

   «3.  Al bilancio di previsione per il triennio 2015-2017 è annesso
  l'elenco  n.  5  relativo  agli  oneri  per  far  fronte  a   nuovi
  provvedimenti legislativi».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, così come  modificato.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                 Totale generale del bilancio annuale

   l.  E'  approvato  in 24.100.041 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza ed in 21.773.067 migliaia di euro in termini  di  cassa,
  il  totale generale dell'entrata ed il totale generale della  spesa
  del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2015.

   Comunico che l'articolo 4 è  così sostituito:

                              «Articolo 4
                Totale generale del bilancio triennale

   l.  E'  approvato  in 24.100.041 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza ed in 21.773.067 migliaia di euro in termini  di  cassa,
  il  totale  generale dell'entrata e della spesa del bilancio  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2015.

   2.  E'  approvato  in 14.201.152 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza,  il  totale generale dell'entrate  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016.

   3.  E'  approvato  in 14.157.057 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza,  il  totale generale dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2017».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
                               Allegati

   l.  Per l'anno finanziario 2015 le unità previsionali di base e le
  funzioni   obiettivo   sono  individuate,  rispettivamente,   negli
  allegati n. 1 e 2 alla presente legge».

   Lo  pongo  in votazione con i relativi allegati.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                         Bilancio pluriennale

   1.  E' approvato in 52.458.250 migliaia di euro il totale generale
  dell'entrata  ed  il  totale  generale  della  spesa  del  bilancio
  pluriennale  della  Regione siciliana per  il  triennio  2015-2017,
  nelle  risultanze di cui alle tabelle C e D allegate alla  presente
  legge.

   2.  Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5 relativo  agli
  oneri  a  carico  del  triennio 2015-2017 per far  fronte  a  nuovi
  provvedimenti legislativi».

   Comunico  che  è  stato presentato un emendamento soppressivo  del
  comma 2, a firma del Governo, che così recita:

   «Il comma 2 dell'articolo 6 è abrogato».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, così  come  emendato.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                                Quadri

   l.  Sono  approvati  il quadro generale riassuntivo  del  bilancio
  della  Regione  siciliana  per l'anno finanziario  2015  e  per  il
  triennio  2015-2017,  in  termini di  competenza,  con  i  relativi
  allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2015».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2015.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   sospende  l'esame  del  disegno  di  legge  del  Bilancio   a
  legislazione  vigente prima del voto finale, per passare  all'esame
  del  disegno  di  legge  n.  912/A  Disposizioni  programmatiche  e
  correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale .
   Dovremmo  passare  adesso alla Finanziaria.  C'era  una  richiesta
  pervenuta dall'onorevole Greco ma anche da parte di altri  deputati
  di  avere  la  presenza   in Aula del Presidente  della  Regione  e
  comunque  del  Governo  nel  maggior  numero  dei  suoi  componenti
  possibile,  per  cui così come di intesa, intanto ringrazio  coloro
  che hanno permesso l'approvazione del Bilancio anche se non abbiamo
  dato  la votazione finale e, quindi, l'Aula viene rinviata a domani
  mercoledì 29 aprile 2015, alle ore 15.00, però

                           (Brusio in Aula)

   TURANO. Perché?

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano che vuol dire perché? Ho  sentito  i
  Presidente  dei  Gruppi  parlamentari di  maggioranza,  ho  sentito
  l'onorevole  Gucciardi, ho sentito tutti. Se  noi  dobbiamo  andare
  avanti   a  scrutinio  segreto,  lo  possiamo  pure  fare.  Allora,
  onorevole  Turano,  siamo  tutti bravi  a  dare  consigli,  capisco
  perfettamente.
   Onorevole  Turano  siamo  bravi  qui  a  dare  consigli,   capisco
  perfettamente.

   TURANO. Signor Presidente, io

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, mi sono  fatto  promotore  di  una
  intesa;   stasera  ci è stato consentito di approvare  il  bilancio
  anche se non nel voto finale.
   L'impegno  era  mio, insieme ai Capigruppo della  maggioranza,  di
  sospendere ed avere il Presidente della Regione in Aula.  Questo  è
  il dato di base.
   Invito i Capigruppo ad un incontro in Sala Lettura.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, non è mia abitudine essere polemica  ma
  solo  per  rassicurare gli impiegati della formazione, cortesemente
  se l'Assessore ci può dare una risposta su questo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo  la  seduta,  la  stessa
  riprenderà domani, mercoledì 29 aprile 2015,  alle ore 15.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.33 di martedì 28 aprile 2015, è
          ripresa alle ore 16.05 di mercoledì 29 aprile 2015)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli  Sammartino, Firetto, e l'onorevole Francesco Cascio  sia
  per oggi che per domani.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


          Comunicazione da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico,  altresì, che mi è pervenuta  una  nota  da
  parte  del Presidente della Regione che leggo:  Caro Presidente,  a
  seguito di convocazione urgente a Roma da parte del Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri,  comunico che non  potrò  partecipare  ai
  lavori  pomeridiani  d'Aula. Si assicura la  presenza  del  Governo
  regionale   attraverso  la  partecipazione  del  vicepresidente   e
  dell'Assessore per l'Economia nonché degli assessori competenti per
  ciascun ramo di amministrazione.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Su una comunicazione ricevuta tramite posta elettronica

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori  credo
  che  sia successo un fatto increscioso e che solo gli uffici  della
  Presidenza  possono accertare se ciò risponde  a  vero  e,  se  ciò
  risponde a vero, inviare gli atti alla Procura.
   A  numerosi  colleghi, - e siamo, quindi, pronti a  depositarlo  -
  nella  propria  casella  di  posta  elettronica,  è  arrivata   una
  comunicazione, da parte di sedicenti lavoratori a tempo determinato
  di  una  società  partecipata dalla Regione, con  la  quale  questi
  lavoratori  mettono  in  mora e diffidano i  componenti  di  questo
  Parlamento   dall'attuare   le  prerogative   costituzionali   loro
  concesse, cioè quelle di esprimere liberamente il voto.
   Noi, Presidente, le faremo avere adesso uno di questi messaggi. La
  pregheremmo   di  dare  incarico  agli  uffici  di  Presidenza   di
  verificare  se,  in  questi  messaggi,  vi  sono  gli  estremi  per
  trasmettere alla Procura di Palermo perché è chiaro che nessuno può
  pensare,  qualche ora prima dell'inizio del lavoro,  di  esercitare
  indebite pressioni sui deputati.
   Anche  perché,  com'è  noto, la volontà  dei  parlamentari  non  è
  soggetta,  assolutamente, a nessuna imposizione  di  alcuna  natura
  perché  ognuno  di noi risponde alla propria coscienza  e  risponde
  alla  legge.  E  la  legge  dice  che  il  voto  è  libero  e   non
  condizionabile  Pertanto, ci sembra che questo messaggino arrivato,
  ammesso che sia vero, è una indebita interferenza in quella  che  è
  la volontà, il libero arbitrio dei deputati di questa Assemblea. Ci
  è  sembrata una indebita ingerenza nei lavori di questo Parlamento,
  ci  è  sembrata,  anche, una indebita pressione nei  confronti  dei
  parlamentari   che,   invece,  devono  poter   votare   liberamente
  esprimendo le proprie convinzioni.
   Presidente, adesso le faremo avere copia di questo messaggio.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Sulla mancata presenza in Aula del Presidente della Regione

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi devo  dire  che
  questa  è  una  dichiarazione  che mi  riempie,  anche,  di  grande
  amarezza.
   Devo dire che ho seguito, con attenzione, queste settimane che  ci
  hanno preparato alla votazione del bilancio e della finanziaria. Ho
  visto  i  grandi  sforzi e le tribolazioni che ci sono  stati,  sia
  dentro  la maggioranza ma anche con le parti sociali con parte  del
  Governo  e  della Giunta e devo dire anche che sarebbe  ingeneroso,
  signor  Presidente, non riconoscere  anche lo  sforzo  di  chi  sta
  cercando di tenere la barra dritta e sta cercando soluzioni anche a
  problemi che sono stati ereditati dal passato.
   Tuttavia,  il senso di responsabilità è anche quello di denunciare
  le  cose  per  come stanno, di guardare in faccia la  realtà  e  la
  responsabilità di dire fino in fondo come stanno le cose.
   Mi   ha   lasciato   anche  molto  turbato   e   molto   perplesso
  l'atteggiamento e comportamento del Presidente della  Regione  che,
  dice  persino di non conoscere una manovra che porta la sua  stessa
  firma.
   Questo ci preoccupa perché non fa altro che ribadire quel punto di
  vista  che  già ho espresso in più di un'occasione di una  Sicilia,
  senza  più  il  Governo della Regione, senza più un comandante  che
  tiene la barca, una barca che sta andando a schiantarsi.
   Questa  è una finanziaria che mostra già tante criticità,  per  la
  mancanza  di  attivazione di alcuni passaggi - ne ho citati  alcuni
  anche in una nota di cui abbiamo dato diffusione alcuni minuti fa -
  cioè  della  mancanza di attivazione di un tavolo di contrattazione
  sulle  infrastrutture,  sulle entrate; vedere  delle  realtà  sulle
  mancanze  di riorganizzazione e di copertura finanziaria,  come  si
  sia  prevista per il 2015, una copertura del bilancio,  immaginando
  un aumento di un miliardo di entrate.
   In  realtà  è  controtendenza ai provvedimenti del consuntivo  del
  dicembre scorso e persino anche della manovra che è stata fatta per
  l'allineamento dell'esercizio di bilancio del 2014,  e  questo  già
  crea un disavanzo di circa 1.700 milioni.
   Nonostante   questa  situazione  noi  assistiamo  basiti   ad   un
  Presidente della Regione che, dice di non conoscere la manovra,  un
  Presidente della Regione che non si è trovato in Aula né ieri e non
  vediamo  oggi;  e  per  questo e per altri motivi,  ad  esempio  la
  programmazione dei fondi comunitari, il rischio è che  non  vedremo
  nel  2015,  la  spesa  di  un  miliardo  e  700  milioni  di  fondi
  comunitari.
   Parliamo  di  circa  430 milioni di euro di copertura  che  stiamo
  chiedendo  in  un  accordo romano, poi abbiamo un  miliardo  e  700
  milioni  a  disposizioni di fondi comunitari e, ad  esempio,  veder
  sparire  dalla nostra manovra, la norma che prevede la  possibilità
  dei comuni di essere enti intermedi di spesa, ci lascia altrettanto
  preoccupati.
   Potrei  continuare con altre tematiche, per farla breve, il  senso
  di  responsabilità  è senso di responsabilità di tutti e non si può
  essere presidente della Regione a giorni alterni.
   Una manovra finanziaria o la si riconosce o non la si riconosce  e
  non  si può non riconoscerla a giorni alterni e porre una firma  su
  una  finanziaria  e  poi non essere in Aula a  difenderla,  vedendo
  continuamente andare giù il Governo ma si va giù perché non c'è più
  né  una  maggioranza numerica, non c'è più neanche una  maggioranza
  politica,  non  c'è  più  il  Governo, non  soltanto  dei  processi
  dell'Aula ma della Regione.
   Non  possiamo  consentire  che  un Presidente  della  Regione  che
  rappresenta tutti i siciliani, e li rappresenta amministrativamente
  dica  di  disconoscere uno strumento così importante e  magari  poi
  scaricare tra qualche settimana, le responsabilità sugli  altri  ed
  iniziare  uno  schifoso gioco di scarica barile, di  responsabilità
  quando c'è una Sicilia a pezzi.
   Questa manovra non piace a nessuno.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  vorrei chiedere per interposta persona a questo punto al Presidente
  della  Regione, quale dignità egli attribuisce a questo Parlamento.
  Non  lo  abbiamo visto durante i lavori della Commissione,  non  lo
  vediamo  in  Aula e peraltro sentiamo dichiarazioni allucinanti  in
  cui  di fatto il Presidente snobba questo Parlamento innanzi  tutto
  ma  snobba il suo stesso Governo e la sua stessa finanziaria. Siamo
  ormai  alla  vergogna, siamo al totale disinteresse  da  parte  del
  Presidente  della Regione non solo verso il Parlamento ma  verso  i
  cittadini siciliani che questo Parlamento rappresenta.
   Noi chiediamo a tutta l'Aula e anche alla Presidenza un sussulto e
  un  richiamo forte al Presidente della Regione affinché  si  assuma
  innanzi  tutto le sue responsabilità in prima persona ma che  onori
  questo  Parlamento e la Sicilia intera della sua presenza,  non  si
  può  andare  avanti così non possiamo avere categorie di  cittadini
  che  protestano in strada senza avere una interlocuzione  da  parte
  del  Presidente  della  Regione, non possiamo  affidarci  in  buona
  sostanza  a  un  personaggio  che si  sta  rivelando  completamente
  inadeguato e incapace a governare quest'Isola.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Sulla mancata presenza in Aula del Presidente della Regione

   FIGUCCIA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   dobbiamo
  procedere a passo rapido per approvare questa finanziaria, il tempo
  effettivamente a disposizione è veramente poco, però  non  possiamo
  non  notare la presenza del Presidente della Regione, non  possiamo
  non  registrare alcune affermazioni e dichiarazioni fatte anche  da
  deputati della maggioranza dello stesso Partito democratico.
   Io arrivando qui in Parlamento questa mattina, anzi qualche minuto
  fa,  sono  arrivato dall'ingresso principale,  ho deciso  di  farlo
  perché  ritengo  che Forza Italia e l'opposizione  oggi  possa  con
  coraggio e con determinazione affrontare la folla. Fuori da  questo
  palazzo  ci  sono  diverse  categorie, ci  sono  le  categorie  dei
  forestali,  di  emergenza Palermo, ci sono alcuni  operatori  della
  formazione  di  cui non si sta più parlando, non  si  sta  parlando
  ormai da settimane da mesi.
   E  siccome  anch'io  che ho fatto la scelta nei  mesi  passati  di
  continuare  a lavorare per quella categoria anch'io ho  provato  un
  certo  imbarazzo quando mi sono reso conto che davvero  il  Governo
  regionale  aveva  deciso di mettere completamente da  parte  quella
  categoria, allora di fronte a quell'imbarazzo ho deciso di prendere
  la parola su questo tema e chiedo che quella gente non può dopo una
  condizione  di  massacro sociale alla quale è stata esposta  essere
  adesso  abbandonata a se stessa, così non può essere abbandonata  a
  se  stessa  la  categoria dei forestali, qua fuori  c'è  tantissima
  gente  che  aspetta  delle  risposte che  aspetta  chiarezza  anche
  rispetto ad alcuni tagli che si temono possono essere fatti.
   Ovviamente  da  questo  testo così come è stato  scritto  non  c'è
  ancora   chiarezza   ad  esempio  rispetto   alla   questione   dei
  pensionamenti  cioè se debbano effettivamente essere facoltativi  o
  se  sono invece forzati così come non c'è chiarezza rispetto a quel
  bacino  di  Palermo lavoro che viene trattato ancora con  una  dote
  lavoro come se stessero andando al matrimonio  come se quella gente
  stesse ricevendo un regalo prima di sposarsi.
   Io credo che dopo 15 anni questa gente avrebbe meritato di più, io
  creo  che   una risposta questo Governo in maniera diversa  avrebbe
  assolutamente dovuto darla. Così come avrebbe dovuto darlo rispetto
  alla  riforma  dei  rifiuti. Se ci sono stati dei  licenziamenti  e
  contro  quei  licenziamenti il Gruppo di Forza Italia  si  è  messo
  contro, questo certamente non è stato colpa dell'opposizione. Certo
  questo è stato colpa di chi invece quella riforma delle SRR non  ha
  determinato  creando  un  vero  e  proprio  vuoto  e  generando  il
  licenziamento di centinaia di persone che potrebbero diventare.
   Allora, noi come opposizione oggi siamo qui, come gruppo di  Forza
  Italia,  a  fare la battaglia con ogni singolo emendamento.  Questa
  sera  noi  staremo  incollati a quelle sedie per vigilare  affinché
  nessuno  di  quegli  emendamenti che sono  stati  presentati  possa
  subire  ritorsioni da parte del Governo. È vero  abbiamo  avuto  un
  atteggiamento  responsabile  nella  consapevolezza   che   di   più
  evidentemente  da  questo  Governo  incapace  non  ci   si   poteva
  aspettare,  però attenzione, non fate passi indietro rispetto  agli
  impegni  presi  perché quello sarebbe il momento in cui  ovviamente
  questa  opposizione non starebbe più ai patti, che chiaramente  non
  si   sono   potuti   determinare  anche  perché   non   c'è   stata
  l'autorevolezza  di  trattare con Roma,  si  è  andati  lì  con  il
  cappello  in  mano, i 450 milioni di euro sono gli  stessi  che  in
  realtà ci toccano di diritto, e per questo, signor Presidente,  noi
  chiediamo  che si possa procedere celermente con questa Finanziaria
  senza colpi di coda da parte di nessuno.

   PRESIDENTE. Comprendo il senso degli interventi ma a mio avviso  è
  opportuno  andare  avanti  con  la  massima  attenzione  perché  la
  Finanziaria  è  frutto  del  lavoro  soprattutto  di  questa  Aula,
  confidiamo nella collaborazione, che sicuramente ci sarà, da  parte
  dell'intero   Governo,  in  primo  luogo  del  Vice  Presidente   e
  dell'assessore al Bilancio. Se facciamo un lavoro disciplinato, poi
  il  Parlamento vota dopo avere spiegato le varie posizioni, non c'è
  interesse,  da quello che comprendo, ostruzionistico  da  parte  di
  nessuno,  c'è  l'interesse a portare avanti una  buona  Finanziaria
  rispetto  alla  quale, onorevole Figuccia e onorevole  Ferrandelli,
  nessuno  può  prendere le distanze perché è la Finanziaria  che  fa
  quest'Aula e che fa questo Governo.

   di previsione della Regione siciliana  per  l'esercizio  finanziario
   2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A)  e
   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge  di
   stabilità regionale' (n. 912/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
    «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
   (n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
            2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A)

   PRESIDENTE.  Si riprende il seguito della discussione dei  disegni
  di  legge  «Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per
  l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
  2015/2017»  (n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e  correttive
  per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A).

   BACCEI, assessore all'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore  all'Economia.  Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  volevo fare una breve premessa che va poi in aggiunta  e
  si  ricollega al mio discorso in fase di apertura di questi lavori.
  Come  ho  ricordato  il  disavanzo  all'inizio  era  considerevole,
  abbiamo cercato di rilevare tutte le esigenze, di affrontare  tutti
  i  problemi e di dare tutte le soluzioni evitando di fare qualsiasi
  tipo  di  macelleria sociale; come ho già detto gli interventi  che
  abbiamo  fatto ritengo che siano interventi di allineamento  e  non
   lacrime  e sangue ; tuttavia, anche parlando con voi, ascoltandovi
  durante gli interventi in questi giorni, nei discorsi che ci  siamo
  fatti  anche in maniera informale, ritengo che ci siano 4,  5  temi
  che richiedono ancora una discussione e un lavoro comune, 4, 5 temi
  prioritari,  poi può darsi che ne emerga qualcun altro  che  magari
  non è emerso in questi giorni, però riguardo a questi 4, 5 temi  io
  ho  sentito un'esigenza anche trasversale ai partiti quasi  più  di
  territorio  che  riguardano  tutta la Sicilia  più  che  i  singoli
  partiti,  per  questo  ho  voluto  riprenderli  all'attenzione  per
  affrontarli nei prossimi due mesi.
   Vi dico quali sono i temi e come vorrei affrontarli insieme a voi.
  C'è  un  tema  collegato agli aeroporti, nasce in qualche  modo  da
  Comiso  ma  poi  va a prendere un pò tutto il sistema  aeroportuale
  siciliano, che anche per le difficoltà di strade e ferrovie diventa
  ovviamente un punto di forza fondamentale per attrarre turisti  sia
  dall'Italia ma soprattutto dall'Europa. Come sapete c'è  stata  una
  certa  strada  che è stata intrapresa, gli emendamenti  sono  stati
  correttamente  stralciati dal Presidente,  poi  si  era  deciso  di
  riproporli,  poi  si  ci è ritornati, perché  la  soluzione  non  è
  chiara,  non è chiara la soluzione tecnica, non è chiaro  quanto  è
  l'importo  economico e a che titolo darlo, quindi penso che  questo
  sia un tema che merita una riflessione che vada fatta tutti insieme
  passando anche attraverso le Commissioni di merito e la Commissione
  bilancio.
   C'è un secondo tema, nel quale noi siamo intervenuti facendo degli
  interventi  di contenimento della spesa, che riguarda il  tema  del
  trasporto  gommato, soprattutto extra urbano, quindi sia l'AST,  la
  società  partecipata  dalla Regione, ma anche le  aziende  private.
  Anche  qui  secondo  me c'è un tema di gare che  dovrebbero  essere
  fatte,  di  una  soluzione anche di medio termine, di  nuovo  anche
  pensando  alle  problematiche delle  strade  e  alla  necessità  di
  trasporti.  Anche  su questo penso che, partendo  dagli  interventi
  fatti,  anche  riflettendoci insieme, anche  alla  società  e  alle
  società  private, vada un attimo ripreso questo tema che  necessita
  di un momento di ulteriore riflessione.
   Il  terzo  tema è quello dei teatri. Sui teatri è stato detto  nei
  giorni scorsi che ci sono stati interventi per tagliare la cultura.
  Io non ho nessuna intenzione di tagliare soldi alla cultura, vorrei
  solo  capire  insieme a voi come dare quei soldi per migliorare  la
  programmazione,  per fare arrivare i soldi ad artisti,  a  tecnici,
  evitando  di  far andare quei soldi magari più agli  amministrativi
  che  alla  programmazione vera e propria. Quindi quanti  soldi  c'è
  bisogno  di dare, a chi e in che modo. Per cui anche qui  di  nuovo
  nessuna  intenzione di fare tagli alla cultura, solo capire  quanti
  soldi dare, come darli e a chi darli nell'interesse della cultura e
  nell'interesse della Sicilia.
   Il  quarto  tema,  che anche questo ha sollevato  trasversalmente,
  riguarda contratti di servizio, reddito minimo, eccetera.  Qui  c'è
  uno stanziamento, mi si dice che arriva fino a luglio, e ovviamente
  è  un  problema  che  di nuovo va affrontato, va  capito  quanto  è
  l'importo,  cosa bisogna fare, qual è la soluzione, però  di  nuovo
  massima  disponibilità da parte mia e del Governo  di  lavorare  su
  questo tema.
   Un  quinto  tema  è  quello delle IPA. Dove è stato  fatto  notare
  correttamente  ieri che il capitolo è stato azzerato.  Lo  è  stato
  fatto non perché non si voglia affrontare il tema, ma perché  è  la
  conseguenza,  di  nuovo, di uno stralcio che è stato  correttamente
  effettuato dal Presidente dell'Assemblea sul tema delle IPA.  Anche
  qui  secondo  me bisogna capire, cioè io per capire a  chi  dare  i
  soldi  e quanti soldi, devo conoscere la situazione, devo conoscere
  i  bilanci, devo avere una visibilità che ad oggi non ho.  Per  cui
  secondo  me il tema di finanziare le IPA va affrontato di fronte  a
  degli  elementi certi che al momento non avevo, per  cui  di  nuovo
  massima  disponibilità  ad affrontare, in maniera  un  pochino  più
  calma e più organica, il tema.
   Per  cui  la  mia  proposta  su questi cinque  temi,  o  su  altri
  eventuali che ad oggi non sono emersi, è: io stimo questa somma che
  può  volerci  sulla  base di elementi che ho attualmente  in  mano,
  intorno ai 15-20 milioni. Ad oggi 15-20 milioni sul bilancio non ci
  sono  per  cui  è  inutile far la corsa all'ultimo secondo,  magari
  andando  a  mettere  dei soldi che non si possono  dare  in  quella
  maniera,  per cui rischieremmo l'effetto contrario di perderli.  La
  mia  proposta è da parte mia di trovare questi fondi, ormai abbiamo
  trovato  più di tre miliardi e 200 milioni, penso che venti milioni
  non  siano  un  grande  problema. Quindi da parte  mia  la  massima
  disponibilità di trovarli. Diamoci un traguardo che potrebbe essere
  più  o  meno in luglio quando presentiamo il rendiconto, in  questi
  due  mesi  lavorare  insieme  alle Commissioni  di  merito  e  alla
  Commissione bilancio, tutti insieme per trovare delle soluzioni che
  di nuovo siano soluzioni per la Sicilia. Vi chiederei quindi di non
  affrontare  in  maniera sparsa con emendamenti questi  temi,  fermo
  restando  il  mio  impegno  e quello del  Governo,  di  trovare  la
  soluzione per metà luglio, per dare la soluzione organica  sia  dal
  punto  di  vista  tecnico, che dal punto di vista dei  soggetti  da
  finanziare, che delle modalità di finanziamento.
   Quindi  su  questi  temi  vi chiederei di nuovo,  visto  che  devo
  riconoscere  che  c'è  stato un grande senso di  responsabilità  in
  Commissione bilancio, e devo dire anche ieri, di andare avanti  per
  questa  strada,  di trovare insieme una soluzione che  sia  per  la
  Sicilia.
   Come  penso di trovare le risorse? Vi rubo ancora qualche  minuto.
  Ci   sono  diverse  partite  aperte,  fra  l'altro,  e  qui   colgo
  l'occasione per fare un po' di chiarezza sulla sentenza della Corte
  Costituzione  che, come sapete, è arrivata qualche  giorno  fa,  ma
  ancora  non  è pubblicata, è stato firmato un accordo  che  prevede
  che,  o  ritiravamo i ricorsi, ma ormai è scaduto il  termine  e  i
  ricorsi  non li abbiamo fortunatamente ritirati, o che rinunciavamo
  agli effetti benefici per gli anni 2014/2017.
   Ora gli effetti benefici partivano dal 2012, per cui, quanto meno,
  i  soldi  del 2012 e del 2013, la nostra interpretazione è  che  ci
  spettano.  Per  quanto  riguarda, quindi, la  sentenza  in  essere,
  stiamo  parlando  di  una cifra che, a nostro  modo  di  vedere,  è
  intorno  ai 230 milioni. Dico, a nostro modo di vedere,  perché  ci
  sono  delle  altre  partite collegate che, a livello  dello  Stato,
  interpretano  come compensative. Chiaramente, qui, c'è  una  nostra
  interpretazione, ci sarà una loro interpretazione, secondo  me,  la
  cosa   migliore,  di  nuovo,  è,  nell'ambito  di  una   trattativa
  complessiva, sedersi al tavolo, forti di una sentenza  della  Corte
  costituzionale  che,  chiaramente,  è  un  elemento  molto,   molto
  importante.
   Per  quanto  riguarda, dall'anno prossimo, essendoci una  sentenza
  della  Corte, che fa cadere la norma, è chiaro che, a mio  modo  di
  vedere, non si possono richiedere delle cose a fronte di una  norma
  che non c'è più, per cui, di nuovo, ci sarà da capire, al di là che
  noi  possiamo  rinunciare, perché abbiamo firmato un accordo,  agli
  effetti  benefici, ma c'è da capire se loro possono richiedere  una
  cosa  non  essendoci più la norma. Per cui, secondo me,  di  nuovo,
  2016 e 2017 sarà necessario mettere in piedi una trattativa.
   L'altro elemento, secondo me, molto importante, a vantaggio  della
  Regione,  di tutti noi, è il fatto che erano stati fatti 4 ricorsi,
  molto  legati fra di loro, perché erano in violazione dell'articolo
  36  e 43 dello Statuto, e tutti per la stessa motivazione, per cui,
  è  legittimo pensare, insomma, che se è valido il primo, visto  che
  le motivazioni sono le stesse, si porti dietro gli altri 3 ricorsi.
  E  queste porterebbe altre frecce al nostro arco, ci renderebbe più
  forti  nella  trattativa e ci farebbe avere  diritto  ad  ulteriori
  risorse,  per  cui, io penso che, in questo momento, la  situazione
  sia   favorevole  alla  Regione  siciliana  e  noi  abbiamo   tutta
  l'intenzione, come già lo stavamo facendo, perché come ho già detto
  non  c'era alcuna sudditanza nei confronti dello Stato, ma in forza
  di queste norme, sederci ad una trattativa che, necessariamente, ci
  deve  essere  con  lo  Stato, forti di questa  prima  sentenza  cui
  speriamo ne possano seguire delle altre.
   A  mio modo di vedere, è importante il riconoscimento, invece, dei
  300 milioni che lo Stato ci dovrebbe, siamo certi ci farà, al di là
  della   cifra,   perché   riconoscono  il  fenomeno   dell'erosione
  dell'IRPEF. Questo è il valore importante di questo accordo con  lo
  Stato,  al  di là di quella che sarà la cifra. Da un lato,  quindi,
  abbiamo  la  sentenza  della  Corte costituzionale,  dall'altro  se
  riusciamo a portare a casa questo accordo, come, insomma, siamo più
  che  confidenti  di  fare, vuol dire che c'è un  riconoscimento  di
  altro fenomeno importante che va in attuazione dello Statuto.
   Questi sono tutti elementi su cui possiamo pensare di contare  per
  trovare  ulteriori risorse. Con Cassa Depositi e  Prestiti  già  ci
  siamo  incontrati  ieri, abbiamo già iniziato l'adesione  a  quegli
  atti che ci hanno mandato, per i 150 milioni di congelamento.
   Lunedì  siamo  a  Roma e dovremmo chiudere l'accordo,  quindi,  su
  questi diciamo che c'è una ragionevolissima certezza di riuscire  a
  chiudere l'accordo. Stiamo lavorando su altri tavoli con lo  Stato.
  Stiamo,   quindi,  cercando  di  portarci  a  casa  la   tassa   di
  circolazione e questo dovrebbe consentire di aumentare  le  entrate
  perché  ad oggi la stima che fa il dipartimento finanze  e  che  ci
  siano  margini  per recuperare qualche decina di milioni  di  euro.
  Abbiamo degli incontri per i diritti di motorizzazione.
   Stiamo andando a farci riconoscere l'articolo 37. Sono parecchi  i
  tavoli dove pensiamo di portare a casa ulteriori risorse.
   Questo  ci  rende abbastanza tranquilli, per questo  io  mi  stavo
  impegnando  prima  a trovare ulteriori risorse per  affrontare  dei
  temi che non sono stati affrontati in maniera completa ed organica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è venuto un forte impulso  insieme
  ad  una  forte delegazione di sindaci, ci sono degli argomenti  che
  vanno   al  di  là  dell'interesse  sempre  legittimo  del  singolo
  parlamentare, del singolo gruppo di appartenenza.
   Debbo dare atto onestamente all'assessore Baccei dello sforzo  che
  sta  compiendo su un impegno serio che sta prendendo in questa Aula
  per   una  soluzione  più  o  meno  immediata  di  questi  problemi
  certamente con riferimento alle disponibilità finanziarie.
   Secondo me noi abbiamo in calendario diversi disegni di legge e in
  primo  luogo  la  questione  delle province,  che  non  sono  state
  assolutamente  accantonate, tutt'altro con  delle  scadenze,  ma  è
  opportuno  avviare  in questa aula anche un chiarimento,  assessore
  lei  mi  da  lo spunto per farlo ed ha fatto bene ad anticipare  il
  ragionamento, sulla sentenza da lei testè richiamata, che in realtà
  è  stata  depositata e pubblicata solo qualche giorno fa, forse  la
  settimana  scorsa, ed è una sentenza che ci dà maggiore forza,  che
  riguarda la questione delle accise in materia di energia e comunque
  c'è  un riconoscimento di somme che ci sono dovute, perché lo Stato
  non  ci  sta  regalando  assolutamente niente,  sulla  base  di  un
  contenzioso; è chiaro che in questa aula e quest'Aula ha il  dovere
  di  sapere  ed  ha  il diritto di pretendere che  si  sappia  sulla
  questione  con certezza dei contenziosi, se sono stati  rinunciati,
  se  non  sono  stati  rinunciati, ma  questo  prescinde  dalla  sua
  persona,  assessore Baccei, noi dobbiamo sapere quanti  contenziosi
  sono,  perché  lei  stesso, ma non poteva essere  diversamente,  ha
  posto   la  questione,  gliene  do  atto,  l'ha  posta  in  termini
  dubitativi  dicendo  con certezza questa sentenza  ci  dà  maggiore
  forza  nella  trattativa (già questo è un brutto  termine)  con  lo
  Stato,  però  realisticamente, mentre io  ho  certezza  sugli  anni
  pregressi  2012  e 2013, non posso dirlo alla luce  della  presunta
  rinuncia ai  ricorsi se possiamo pretendere queste somme sul 2014 e
  2015 e quello che sarà .
   Quindi  su  queste cose va fatta chiarezza, perché  l'Aula  ha  il
  dovere  di  saperlo, ripeto, e noi abbiamo il diritto di pretendere
  che ci sia chiarezza, nell'interesse dei siciliani, per sapere dove
  andiamo  effettivamente ogni volta che legiferiamo  quali  sono  le
  nostre  disponibilità, ripeto, sulla base di risorse  che  ci  sono
  dovute.  Quindi  tutto sommato il tempo non è trascorso  invano,  è
  arrivata una sentenza della Corte Costituzionale che ci aiuta.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   signor
  assessore, ho apprezzato il suo intervento, lo condivido in  pieno,
  mi  è  parso molto equilibrato e veramente convincente. Mi permetto
  di   suggerire  al  Governo  un  ripensamento  relativamente   alla
  problematica aeroportuale. Voi stessi avete proposto un articolo in
  finanziaria  che riguardava l'aeroporto di Comiso e l'aeroporto  di
  Trapani.
   Ora  nella problematica aeroportuale stoppare e stralciare  questo
  provvedimento - a mio parere - è un doppio errore: uno di carattere
  politico,  in un momento in cui in Sicilia altre infrastrutture  si
  stanno   letteralmente  sbriciolando  e  poi  perché  nel   sistema
  aeroportuale la velocità è un valore aggiunto e tre mesi di ritardo
  possono interamente compromettere una stagione, stiamo parlando  di
  una  struttura che è costata allo Stato, alla Regione siciliana  ed
  al  comune  di  Comiso 80 milioni di euro; è il primo aeroporto  in
  Italia quanto a percentuale di incremento di traffico, siamo già  a
  500 mila passeggeri trasportati.
   La  pregherei di rivedere questa posizione rispetto, ripeto questo
  comma  stralciato, perché le faccio un esempio: è proprio di queste
  ore  un  bando europeo per implementare altre sei tratte da  e  per
  Comiso,  ciò consentirà all'aeroporto di sforare il tetto  dei  500
  mila  passeggeri  e raggiungere un milione di passeggeri  entro  il
  2016.
   Orbene, se noi non inseriamo subito questa norma, ma lei pensa che
  al  bando internazionale parteciperà per una compagnia, non sapendo
  se  questo  aeroporto chiude o apre? Cioè le  voglio  dire  che  il
  messaggio  che  passerebbe sarebbe devastante da  questo  punto  di
  vista.
   Ho avuto anche un'interlocuzione pochi minuti fa con il Presidente
  della  Regione e devo dire che l'ho trovato pienamente  consapevole
  ed  orientato  a  ripescare questo articolo qualora  il  Presidente
  dell'A.R.S. fosse d'accordo.
   Se  noi  abbiamo bisogno di soffermarci una mezz'ora per  spiegare
  anche  tecnicamente  le  finalità  e  quant'altro,  credo  che  noi
  spenderemmo  una  buona mezz'ora e faremmo un  buon  lavoro  per  i
  Siciliani, daremmo un eccellente segnale.
   Io  non  rimanderei  ulteriormente perché - ripeto  -  sarebbe  un
  rimandare,  con  grave danno, una decisione che  possiamo  prendere
  subito.
   Faccio  appello anche alla parte del Governo qui presente  che  ha
  particolarmente a cuore le vicende dell'aeroporto di  Comiso  -  mi
  riferisco all'Assessore per il turismo, perché il turismo si fa con
  gli aerei. Altre forme di turismo non ce ne sono.
   Quindi,   io  raccomando  anche  a  lei  di  esercitare   la   sua
  autorevolezza su questo problema.
   Noi  rischiamo di ritrovarci a luglio con un aeroporto  che,  agli
  occhi  dei vettori internazionali, è un aeroporto che non si sa  se
  rimarrà  aperto  o  se chiuderà. Ma lei, Assessore  Baccei,  in  un
  aeroporto  combinato  come  quello di  Comiso  lo  prenoterebbe  un
  biglietto aereo per vedere Ibla la meravigliosa, Scicli, le spiagge
  di Marina di Ragusa, Modica, Noto, Pantalica, Palazzolo Acreide, lo
  prenoterebbe? Credo ci no, perché l'incertezza che pesa  su  questa
  importante  infrastruttura che è l'unica nuova opera  realizzata  e
  consegnata,  l'unica grande infrastruttura negli ultimi  vent'anni,
  l'unico  aeroporto che è nato per volontà del popolo, perché  tutti
  gli altri sono stati o previsti per legge dello Stato o trasformati
  da aeroporti militari in aeroporti civili.
   Io  questo  segnale di attenzione mi sento di raccomandarlo  e  ci
  credo pienamente.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie  e  grazie
  anche  all'Assessore perché ha avuto la bontà nell'introduzione  di
  ricordare  cinque temi che, non per presunzione, avevo  cercato  di
  toccare in sede di discussione generale.
   Esaurito  il  ringraziamento, però, debbo dire che la promessa  di
  rivedere la problematica entro due mesi lascia il tempo che  trova,
  Assessore.
   Io mi permetto di ricordare a me stesso, all'Aula, alla Presidenza
  della  Regione  che  questa  è la terza finanziaria.  Io  sarò  uno
  stupido, uno sprovveduto, un pivellino di prima legislatura  ma  io
  questo  problema  di  portare a cinque anni la  fase  di  start  up
  sull'aeroporto  di  Comiso  l'avevo  sollevato  sin   dalla   prima
  finanziaria targata Crocetta.
   Mi fu detto, anche dai miei colleghi parlamentari della provincia,
   non  preoccuparti,  per ora i soldi ci sono,  non  è  il  caso  di
  allarmarsi .
   Io  temevo - e sono stato purtroppo pessimo profeta - che arrivato
  al  momento finale noi ci saremmo trovati in questa situazione, per
  cui,  nonostante nella seconda finanziaria l'Assessore  Bianchi  si
  fosse  convinto e avesse firmato un suo emendamento che riproduceva
  quello mio, per mettere i soldi, non se ne fece nulla.
   Adesso,  signor Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo a lei  e  mi
  rivolgo al Presidente Dina oltre che al Governo.
   Io  non  voglio pensar male, che il Governo faccia il gioco  delle
  tre carte, cioè da un lato propone l'emendamento, magari in maniera
  poco   tecnica,   e   dall'altro  poi,  quando  lei   lo   dichiara
  inammissibile, dice  noi la volontà ce l'avevamo ma,  guarda  caso,
  appena  questi due milioni e mezzo appostati vengono tolti da  quel
  capitolo si trova subito la sistemazione in altro.
   Allora,  forse è la volontà politica di questo Governo che  manca,
  diciamocelo chiaramente.
   Per riepilogare, signor Presidente, questo benedetto aeroporto  di
  Comiso  che ha fatto miracoli nei primi anni di apertura  (in  soli
  due  anni ha raggiunto vette inimmaginabili di traffico passeggeri)
  e  che  da solo ha consentito in quella parte non solo del ragusano
  ma   di  tutta  la  Sicilia  sud  orientale  di  incrementare,   di
  raddoppiare l'afflusso turistico con tutto quello che ne consegue e
  al  31  maggio  rischia di chiudere, di abbassare le  saracinesche,
  Presidente.
   Il  31  maggio scade la convenzione tra la società di  gestione  e
  l'ENAV.
   L'ENAV  deve  assicurare i servizi a terra  e  costano  circa  due
  milioni  e  mezzo  l'anno che vanno - non ad una  società  privata,
  Assessore,  Presidente,  onorevole Dina, tecnici  dell'Assessorato,
  vanno  all'ENAV  che è un ente nazionale di Stato il  cui  capitale
  sociale è il 100 per cento di titolarità del Ministero del tesoro.
   Finiamola  con  queste manfrine che daremmo soldi ad  una  società
  privata.
   Abbiate il pudore di non prenderci in giro.
   Presidente,  questo  emendamento  dichiarato  inammissibile,  Vice
  Presidente Lo Bello le ricordo che durante la sua visita  a  Ragusa
  quindici  giorni fa, le ho rappresentato questo triste  epilogo  in
  quella sede alla Camera di Commercio.
   Lei  aveva  assunto  l'impegno di fare tutto il  possibile  perché
  questo non si realizzasse ed è ora di mantenere la parola.
   Gli  strumenti  tecnici ci sono perché attraverso  la  Commissione
   Ambiente e territorio  - e ringrazio tutti i componenti  della  IV
  Commissione,  il  Presidente  Trizzino  -  abbiamo  fatto   proprio
  l'emendamento  governativo  cambiando  la  forma,  il  capitolo  di
  finanziamento lo abbiamo reintrodotto.
   Anche  questo  emendamento è stato dichiarato inammissibile  dalla
  Presidenza Dina così come quello del sottoscritto.
   In Aula oggi ci sono, oltre gli emendamenti di tanti colleghi, sei
  emendamenti   del   sottoscritto  che  prevedono  sei   possibilità
  alternative di finanziamento.
   Fra  i sei ce ne può essere, ce n'è sicuramente uno che può essere
  approvato dall'Aula.
   Non  venitemi a dire che ne riparliamo fra due mesi perché fra  un
  mese  l'aeroporto ha chiuso e non abbiamo nulla di che discutere  -
  poi  infatti  è difficile ricontattare le compagnie,  riprendere  i
  contratti, fare la programmazione dei voli.
   Quell'emendamento  mio nelle precedenti finanziarie  aveva  questo
  scopo.
   Le  compagnie non fanno i contratti se sanno che fra uno, due anni
  l'aeroporto è destinato a chiudere, programmano a lunga scadenza.
   Pertanto  un discorso era avere un aeroporto che per cinque  anni,
  almeno,  avesse  una vita assicurata un altro è un  aeroporto  che,
  anno per anno, doveva arrivare al lumicino.
   Assessore Baccei, questo sforzo va fatto, non possiamo aspettare i
  due mesi.
   Significherebbe che noi vogliamo continuare ad avere  una  Sicilia
  stracciona che ha i soldi per tutte le assistenze possibili  o  per
  gli enti clientelari o per gli amici li troviamo e per un'opera  di
  sviluppo, di incremento turistico, di volano per la nostra economia
  non riusciamo a trovare.
   Con  la massima franchezza, io questo emendamento le devo dire con
  la   massima  chiarezza  sia  su  sua sollecitazione  onorevole  Di
  Giacomo ed altri parlamentari, mi hanno detto di riconsiderare e di
  vederla attentamente.
   Da  un  esame fatto non è da escludere che si tratti di  aiuti  di
  Stato, onorevole Assenza mi scusi lei già sa la soluzione su tutto,
  siccome io non sono in via aprioristica contro, tutt'altro io  sono
  a favore per incrementare sia l'aeroporto di Comiso che l'aeroporto
  di Birgi.
   Se siamo d'accordo e se riusciamo a recuperare questi 2 milioni  e
  mezzo dei quali si dice, noi potremmo mettere però attenzione,  una
  decisione che può maturare adesso proprio a dimostrazione  che  non
  siamo contrari, la cosiddetta clausola di salvaguardia comunitaria,
  che  in questa legislatura ancora non abbiamo adottato, che prevede
  che  gli interventi previsti in quest'articolo sono subordinati  al
  rispetto delle vigenti normative comunitarie in materia di aiuti di
  Stato,  nonché alla definizione delle procedure di cui all'articolo
  88  ecc., significa che devono passare 60 giorni senza che  ci  sia
  impugnativa da parte della Commissione di Bruxelles.
   Questa  potrebbe essere una soluzione, questo a dimostrazione  che
  non  c'è una prevenzione contro, ne da parte del Governo, ne  tanto
  meno   da  parte  della  Presidenza  dell'Assemblea,  perché  siamo
  perfettamente  tutti convinti che va potenziato  il  sistema  degli
  aeroporti.
   Significa  incentivare  il  turismo e creare  concorrenze  fra  le
  compagnie aeree.
   Però io dico questa potrebbe una soluzione che viene immaginata in
  questo momento da parte degli Uffici, capisco la pressione che c'è,
  se   riusciamo  a  recuperare  un  milione  e  mezzo,  nella   foga
  l'onorevole Assenza, però non si può dire era uno e mezzo, era  due
  e  mezzo,  era  tre e mezzo, lo spirito è quello  di  risolvere  il
  problema.
   Ora  giustamente onorevole Assenza abbiamo due aeroporti che  sono
  quello di Comiso che chiaramente va incentivato, perché chiaro  che
  il  risultato  c'è  e  che conviene a tutta la  Sicilia  che  venga
  incentivato  l'aeroporto di Comiso, così come c'è un  aeroporto  di
  Trapani  che  va  incentivato. Troviamo una  soluzione  con  questa
  clausola di salvaguardia.
   Chiaro  che però occorre trovare la disponibilità finanziaria,  se
  c'è un ragionamento che gli Uffici mi possono fare da qua a domani,
  lo facciamo con questa clausola di salvaguardia comunitaria e penso
  che potremo risolvere il problema.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, siamo all'inizio della finanziaria,
  ancora siamo alle battute preliminari.
   Siamo  qua per risolvere i problemi o ci dobbiamo parlare  addosso
  sulle  cose?  Io  do  la  parola  all'inizio  perché  capisco  pure
  l'onorevole  Arancio  che sicuramente parlerà del  reddito  minimo,
  onorevole Turano a seguire l'onorevole D'Asero, l'onorevole  Ragusa
  e l'onorevole Arancio.
   Però  brevità cortesemente, si onorevole Di Pasquale tutti  quelli
  di  Ragusa, perché il problema non è della Sicilia, abbiamo trovato
  la  soluzione, ogni parlamentare deve intervenire, chiaro che  sono
  tutti d'accordo.
   Dico  io  assessore è chiaro che quello che ho  detto  io   e  una
  soluzione a condizione che ci siano le risorse finanziarie, non  la
  voglio assolutamente mettere in alcuna difficoltà.
   Il  problema reale sulla vicenda dell'aeroporto, che non si  vuole
  comprendere,  a chi destinare i soldi? All'ENAV? E  a  che  titolo?
  Destinarli a chi? Al Comune? E a che titolo?
   Quindi il problema, l'assessorato, se lo era posto perché è chiaro
  che c'è l'interesse a incentivare.
   La soluzione la debbono trovare i tecnici, onorevole Digiacomo, se
  c'è l'intento di farlo.
   Se c'è l'intento di farlo la soluzione la trovano i tecnici, però,
  io  dico,  comunque  come uffici abbiamo  il  dovere  di  porre  la
  clausola di salvaguardia comunitaria.
   Allora, se l'assessore fa il ragionamento per fortuna è uscita una
  sentenza  pubblicato  l'altro giorno. Può  essere  che  abbiamo  la
  disponibilità di queste somme. Si può fare un articolo singolo,  si
  sostiene dinnanzi ogni sede.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Gucciardi
  intervengo sul punto cercando di evidenziare due aspetti.

   GUCCIARDI. Perché si rivolge solo a me?

   TURANO. No, parlo anche con lei.
   Vengono  rilevati  due  diversi aspetti. Un aspetto  di  copertura
  finanziaria e un aspetto di volontà a trovare una soluzione tecnica
  che  rispetti le disposizioni comunitarie. La via che lei individua
  -  io  prima  avevo  parlato con l'assessore  Baccei,  e  lo  avevo
  tranquillizzato  sul fatto che, su un impegno politico,  a  trovare
  una soluzione non avrei, come dire alzato le barricate.
   Credo  che questo dibattito d'Aula possa essere lo stimolo perché,
  nell'acro  delle  prossime 24 ore, si trovi  una  soluzione   Basta
  leggere  la Gazzetta Ufficiale, non bisogna inventarsi niente,  per
  capire  come  altre regioni hanno trovato la soluzione. L'assessore
  Baccei conosce il tema perché, oggi, è stato a colazione con  me  e
  ne abbiamo parlato in lungo e in largo. Io pregherei il Governo di,
  come  dire, accantonare il problema aeroportuale a tutti gli  altri
  problemi  che  ha  appena finito di evidenziare  e,  se  c'è  buona
  volontà,  nell'arco  di  24  ore noi risolviamo  i  problemi  degli
  aeroporti  minori  della  Sicilia. Perché  Birgi  rappresenta  temi
  diversi  da quelli che sono rappresentati da Comiso. Pur  tuttavia,
  tutt'e  due hanno la necessità di capire come implementare i flussi
  turistici.
   Sulla  Gazzetta Ufficiale c'è pubblicato quello che  ha  fatto  la
  regione Toscana, ivi compreso, Presidente, questo lo voglio

   CARUSO, assessore per la famiglia, per le politiche sociali e  per
  il lavoro Ci sono gli investitori privati, in Toscana

   TURANO.  No, no, no assessore Caruso. La prego. Veda  in  tema  di
  lavoro  non  mi  permetterei di parlare. In tema di aeroporti,  per
  l'esperienza che ho misurato, lei mi può aiutare ma, mi creda,  non
  è  come  dice  lei. Si, come no  Come sono a Palermo, come  sono  a
  Trapani, come sono ovunque.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, si rivolga alla Presidenza.

   TURANO.  La  pregavo, soltanto, di aiutare a trovare la  soluzione
  perché, la clausola di salvaguardia significa notificare l'atto,  e
  significa aspettare ..bene, bene, bene.
   Io   ritengo,  per  come  leggo  sulla  Gazzetta  Ufficiale  della
  Repubblica italiana che c'è la soluzione per risolvere il  problema
  e,  pertanto,  ora  con  gli uffici dell'Assemblea  e  del  Governo
  proveremo a imbastire il ragionamento.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi.  Presidente  la
  ringrazio  perché,  in  tempo reale, ha ricevuto  i  sindaci  della
  provincia di Caltanissetta e di Enna per le problematiche legate ai
  cantieri di servizio.
   Ringrazio  anche l'assessore Baccei, per la disponibilità  che  ha
  mostrato  riguardo ai cantieri di servizio, con  l'impegno  che  ha
  preso,  perché  ovviamente i soldi non bastano per arrivare  al  31
  dicembre,  arrivano  a  luglio,  ma  lui  pubblicamente  ha   preso
  l'impegno  con  quest'Assemblea che, entro luglio  affronteremo  il
  problema.
   Volevo  focalizzare  un punto Presidente. Con la  finanziaria  del
  2014,  l'articolo  35  comma  4,  c'eravamo  impegnati  di  mettere
  quest'anno dei soldi per la fuoriuscita da questo bacino.
   Sarebbe importante che noi, in questa finanziaria, tenessimo conto
  di  questa  necessità di mettere dei soldi immediatamente,  sarebbe
  quindi opportuno - e ne abbiamo parlato anche con gli assessori  di
  riferimento   e  con  l'assessore Baccei -  segnatamente  a  queste
  necessità implementare il capitolo solo per la fuori uscita e poi a
  luglio se ne parlerà per il resto.

   PRESIDENTE. Scusate, così ci comprendiamo fino in fondo.  Gradirei
  un pò di attenzione.
   Noi  saremo  alla seconda prova di confronto con gli uffici  della
  Presidenza del Consiglio, nella fattispecie, il Ministero  per  gli
  affari regionali, che dovrà esaminare questa finanziaria.
   Noi  rischiamo di farci impugnare, tantissimi articoli, nonostante
  la bontà  degli articoli.
   L'onorevole  Arancio  e  di  questo  lo  ringrazio,   ma   insieme
  all'onorevole  Cancelleri  e  lo  porto  come  esempio  agli  altri
  deputati delle province, di Caltannissetta e Enna, ieri hanno posto
  un  problema  che, se posto nei giusti termini,non può non  trovare
  riscontro   in   quest'Aula,  sul  capitolo  per  la   fuoriuscita,
  sostanzialmente di questi lavoratori a reddito minimo,  perché  dal
  2005,  ci  sono dei lavoratori che per necessità e per convenienza,
  se  noi  ci  pensiamo, di quei territori e delle loro famiglie,  di
  poter  uscire da quel tipo di bacino. Altrimenti permangono in  una
  situazione di grande precarietà.
   Voi   pensate   che  noi  possiamo  affrontare  questo   argomento
  nell'ambito  della finanziaria? O non è opportuno  che  l'assessore
  Baccei, insieme all'assessore al lavoro in questo caso, perché  gli
  devo   dare   atto  che  l'assessore  Baccei,  non  lo  conosciamo,
  figuriamoci  i  deputati  delle  altre  province,  figuratevi   gli
  assessori che sono arrivati da qualche mese. Hanno la necessità  di
  approfondire questi argomenti.
   Su  questo,  se  non  ho  compreso male l'assessore  Baccei  si  è
  impegnato a recuperare quindici milioni di euro su questi  settori,
  perché quando arriveremo sulle Ipab sarà la stessa cosa.
   Fare  dei  disegni di legge appositi, specificarli altrimenti  noi
  saremo  apposto  con  la  nostra coscienza o  penseremo  di  essere
  apposto  con la nostra coscienza. Perché quando ieri mi sono  fatto
  carico  in  prima  persona  di affrontare questo  problema,  perché
  questi  lavoratori  ma anche i sindaci delle  province  di  Enna  e
  Caltannissetta  hanno ragione, perché utilizzano questo  personale,
  mi  sono  fatto  carico di questo problema che è  un  problema  che
  appartiene a tutta la Sicilia.
   La  soluzione  ragionandoci, può essere trovata  perché  non  sono
  precari, non sono conosciuti quindi dalla gran parte della politica
  regionale,  non  si  sa che persone sono e come vengono  adoperate,
  sapendo  però  che svolgono un lavoro utile, quindi  va  fatta  una
  riflessione per dare la possibilità a quest'Aula di approntare  con
  cautela  disegni di legge che alla fine possano superare il  vaglio
  da  parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di questo si
  tratta.
  Poi  se  ognuno di noi deve sostenere le proprie idee, lo  possiamo
  fare. Do per scontato che quello che ha detto l'assessore Baccei, e
  non  lo sto difendendo sapete quali sconti abbiamo avuto sempre sul
  profilo  della  correttezza, si è impegnato a  recuperare  quindici
  milioni  di euro perché si fa forte anche su questa sentenza  della
  corte  Costituzionale, recentemente. Il problema lo  abbiamo  posto
  ieri, perché è chiaro che questi problemi devono essere affrontati,
  però  non  possiamo  volere tutto e subito altrimenti  non  avremmo
  assolutamente niente.

  D'ASERO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  D'ASERO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo, ma  prendo
  lo spunto proprio dalle considerazione che lei Presidente Ardizzone
  ha   fatto  circa  la  necessità  di  procedere  con  un  senso  di
  responsabilità  e anche con un'attenta analisi visto  il  confronto
  che  noi  dobbiamo reggere con il Ministero delle  Regioni  per  la
  verifica sulle leggi che andiamo ad approvare.
   E  in  questo  suo ragionamento mi meraviglia che  sicuramente  la
  Presidenza  su   una  finanziaria di circa 110 articoli  dove  sono
  evidenziati  alcuni  interventi  che  vanno  trattati  per  singolo
  specifico  settore  e  singola materia l'esame dell'Amministrazione
  regionale sicuramente portano ad un appesantimento che a mio avviso
  mette  in discussione il risultato complessivo della stessa manovra
  e per aderire anche alla considerazione dell'Assessore Baccei circa
  l'invito ad assumere atteggiamenti di responsabilità, io come  capo
  Gruppo  del Nuovo Centro Destra evidenzio e faccio presente che  il
  senso di responsabilità lo abbiamo sempre dimostrato, ma questo non
  è  servito  a  dare una spinta, un contributo e  di  questo  ce  ne
  rammarichiamo    verso    un'azione   significativa,    propulsiva,
  costruttiva di questo Governo.
   Noi  oggi registriamo un momento di grande negatività,  un momento
  in  cui  si  riscontra  una totale assenza  di  programmazione,  un
  momento  in  cui  c'è  un  rischio grave di potere  determinare  la
  compromissione  di diverse iniziative, di diverse opere  importanti
  per la nostra Sicilia perché il rimandare la soluzione dei problemi
  o  il  rimandare  la  ipotesi  relativa  a  soluzioni  di  problemi
  sicuramente  non  qualifica  l'azione  del  Governo  ma  la   rende
  criticabile,  negativa e molto approssimativa e  in  questo  io  mi
  permetto  dire:  ma vi sembra giusto Assessore Baccei,  Governo  il
  disastro  dei  conti  che  si percepisce dalla  lettura  dei  primi
  articoli di questa finanziaria?
   L'Articolo 3 nel riportare il risultato di gestione del 2014 e per
  evidenziare  una  posta  di  disavanzo di  un  miliardo  settecento
  cinquantacinque  milioni  di  euro  che  cosa  fa?   Realizza   una
  progressiva  spinta  in  avanti  di  un  problema  lasciandolo  sul
  tappeto,  cioè  a  dire  riportiamo sugli  altri  esercizi,  quindi
  aggraviamo   gli   esercizi  successivi  2016   -   2017   e   2015
  sostanzialmente di cinquecento ottantacinque milioni di euro.
   Poi c'è il problema che sostanzialmente facciamo per salvaguardare
  l'aspetto  che  riguarda  i Comuni e per fare  l'intervento  questo
  positivo  sulle  strade provinciali e accendiamo un  mutuo  di  145
  milioni   e  poi  -  io  dico  la parte  più  delicata  che  voglio
  evidenziare - non è possibile ancora una volta tagliare dalle opere
  pubbliche  gli investimenti dove abbiamo -udite- rinunciato  a  674
  milioni  dei  fondi  in  conto capitale  provenienti  dalla  nostra
  dotazione del Fondo FSC ex FAS. Allora io dico

   PRESIDENTE..  Si attenga alla discussione, lei mi  sta  ritornando
  sulla discussione generale che era chiusa.

   D'ASERO  . Presidente non ero intervenuto ma mi permetto  di  dire
  che

   PRESIDENTE..  Veniva  lunedì  come gli  altri  deputati  che  sono
  intervenuti, vada avanti

   D'ASERO  .  Sto  rispondendo all'invito anche dell'Assessore,  sto
  completando  e la ringrazio della sua attenzione molto precisa  sul
  mio intervento.
   Concludo dicendo che sicuramente ci sono anche altre problematiche
  che  riguardano la riduzione di specifici interventi.  Ancora   una
  volta voglio evidenziare che su leggi di settore o su argomenti che
  riguardano   i  singoli  rami  dell'Amministrazione  non   si   può
  intervenire  con  una  finanziaria in cui in  maniera  violenta  si
  proceda  ad  eliminare Enti, a sostituire posizioni,  a  creare  un
  momento di grande confusione.
   Concludo dicendo: l'articolo 8 propone una ipotesi dei lavori

   PRESIDENTE.  Le  devo togliere la parola onorevole D'Asero  perché
  lei  si  sta  allontanando completamente dal tema, io  ho  dato  la
  parola ai colleghi parlamentari sulla base delle dichiarazioni  che
  aveva  fatto l'assessore Baccei, aveva posto 5 punti e  lei  non  è
  venuto lunedì sulla discussione generale e mi sta intervendo adesso
  sulla  discussione generale, non mi sembra corretto  nei  confronti
  dei colleghi che l'ascoltano.

   D'ASERO.  Volevo solo dire che sull'articolo 8, siccome  condivido
  l'impostazione  di  riportare sui costi standard  il  problema  dei
  costi  degli enti locali, però dico attenzione questo è un problema
  di  programmazione, i costi standard porteranno ad un  problema  di
  surplus di personale, pensiamo oggi cosa intendiamo fare di ciò che
  verrà determinato.

   RAGUSA.    Chiedo    di   intervenire   sulle   questioni    poste
  dall'assessore.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà, possibilmente ci eviti  la  questione
  sull'importanza dell'aeroporto di Comiso che condividiamo.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  visto
  che  condivide  mi  permetta una critica nei suo  confronti  e  nei
  confronti  dell'assessore Baccei, perché se  in  modo  cosciente  e
  moderato  dobbiamo trovare la soluzione postuma, perché  non  si  è
  pensato a trovarla prima questa soluzione, perché non ha senso  che
  oggi  arrivate  qua in Aula, lei signor Presidente e lei  assessore
  Baccei, e ci ponete questa difficoltà, tra l'altro a maggio non  ci
  sarà  più  un centesimo per mandare avanti l'aeroporto  di  Comiso,
  allora siccome fino a prova contraria il Presidente Crocetta ci  ha
  spiegato che lo sviluppo passa anche attraverso gli aeroporti e  il
  turismo, è una scelta governativa; faccia pure lei assessore Baccei
  e  faccia  lei signor Presidente, e mi permetta anche di dirle  una
  cosa,   per  me  è  una  doppia  sconfitta  questo  perché   questa
  opposizione  mi fa critiche e mi dice  il presidente  Ardizzone  ha
  stracciato la norma , e a me questa cosa mi da fastidio,

   PRESIDENTE. Ormai io sono il cattivo di questo Palazzo e di  tutta
  la Sicilia, però le regole si rispettano.

   RAGUSA.  Lei  ha trovato la soluzione, e sarebbe interessante  che
  l'assessore Baccei si alzasse e dicesse  condivido la sua proposta
  e  noi  ci  sentiamo garantiti, ma non certamente  fra  6  mesi  ma
  subito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ragusa, mi permetta qualche  considerazione
  proprio  perché  lei appartiene alla mia stessa politica  e  glielo
  dico  con  la  massima  franchezza, questa è la  dimostrazione  che
  bisogna  operare  nel  rispetto delle  regole  e  le  ribadisco  il
  concetto:  noi  vogliamo  che  siano  approvate  e  che  non  siano
  impugnate   queste  norme  o  dobbiamo  parlare  solo   al   nostro
  elettorato?
     Se  noi  dobbiamo parlare solo al nostro elettorato noi  andiamo
  avanti e faremo una finanziaria di 200 emendamenti, siccome io sono
  dell'avviso che è importante l'aeroporto di Comiso per lo  sviluppo
  della  Sicilia ed è importante l'aeroporto di Birgi per lo sviluppo
  della  Sicilia  io le sto dicendo la mia posizione sarebbe  quella,
  non  domani,  perché motivo di riflessione è quello  che  ha  detto
  l'onorevole  Turano  e io ne prendo atto, può  essere  che  già  la
  soluzione  c'è  e  non c'è bisogno della clausola di  salvaguardia,
  potrebbe  essere  pure questo, ma se non troviamo  la  soluzione  e
  l'assessore  Baccei, ho ragione di credere che sia così,  ha  detto
   metto a disposizione 15 milioni di euro  e tutti condividiamo  che
  i  due  aeroporti sono un'emergenza della Sicilia è  un  motivo  di
  orgoglio  per l'intera Sicilia e non solo per Comiso o per Trapani,
  troviamo  la  soluzione. Perché comunque verranno impugnate  se  le
  norme   non  vengono  scritte  bene  e  poi  guardi  io  la   norma
  necessariamente la dovevo stralciare, nonostante le sue inventive e
  le sue pressioni.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  dopo
  le considerazioni del Presidente Ardizzone io credo che c'è poco da
  aggiungere  se  non  ribadire che il metodo che  questo  pomeriggio
  abbiamo  registrato qui in Aula da parte dell'assessore Baccei,  di
  interloquire  con il Parlamento in piena trasparenza nel  senso  di
  comunicare  al  Parlamento  che  è in  una  difficoltà  finanziaria
  straordinaria, ritiene il Governo di poter recuperare delle risorse
  da  qui  a  60  giorni,  all'estate, per individuare  e  provare  a
  risolvere  finanziarie,  problemi  e  problematiche  meritevoli  di
  considerazione.
   Lo  ho  detto  appunto Baccei, nel senso che non è necessario  che
  ciascuno  di  noi si sforzi nel riconoscere la valenza  strategica,
  per  lo  sviluppo  della Sicilia, degli aeroporti  di  Birgi  e  di
  Comiso,  piuttosto che la necessità posta dall'onorevole Arancio  e
  da  altri colleghi sul reddito minimo, che garantisce un precariato
  e  un reddito minimo alle famiglie di due Province di questa nostra
  Regione,  ed  altre  problematiche  di  interesse  generale  e  non
  certamente legati ad una parte politica piuttosto che all'altra.
   Quindi   prendendo   atto  dell'impegno  del   Governo,   espresso
  spontaneamente in questa sede, di impegnare delle risorse da qui  a
  60   giorni,   più   o  meno,  per  la  soluzione   di   importanti
  problematiche, io credo che non mancherà certamente  all'Aula,  nel
  corso  di  questa maratona che inizia questo pomeriggio, e  che  si
  concluderà   certamente  nella  giornata  di   domani,   di   poter
  eventualmente  individuare soluzioni, ma  soluzioni  che,  come  ha
  ribadito il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Ardizzone, siano
  coerenti  intanto  tecnicamente, che  siano  delle  norme  che  non
  servano, diceva Ardizzone, soltanto per parlare in maniera vana  al
  nostro elettorato.
   Questa  non  è  l'intenzione di nessuno  dei  deputati  di  questa
  Assemblea  e quindi il metodo proposto io credo che sia  il  metodo
  giusto,  fermo restando ripeto che se soluzioni, nel frattempo,  in
  queste  ore, interverranno per risolvere i problemi che il  Governo
  ha  riconosciuto problemi di interesse generale, io credo che  sarà
  fatto e saranno portato a soluzione le problematiche poste.
   Quindi  credo  che l'Assemblea debba tempestivamente  iniziare  il
  lavoro,   è   un   lavoro   duro,  sono   102   articoli,   occorre
  democraticamente  tener  conto di tutte le  proposte  che  verranno
  negli  emendamenti  presentati alla legge di stabilità,  quindi  io
  credo  che  il  Parlamento in questo momento  ha  la  necessità  di
  cominciare subito a trattare della legge di stabilità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Rubo
  soltanto  un  minuto  al  dibattito sulla legge  di  stabilità  per
  richiamare l'attenzione della Presidenza e del Governo, e per  esso
  dell'assessore  Baccei, su una possibile pregiudiziale  procedurale
  che  io mi permetto di sollevare all'attenzione della Presidenza  e
  del Governo.
   Il tema è stato richiamato dall'assessore nella sua introduzione e
  da lei, signor Presidente, subito dopo. La Corte Costituzionale, ha
  riconosciuto,  era  l'ora, alla Regione  siciliana  il  diritto  ad
  incassare  imposte  per  accise  su  energia  e  carburanti,   tema
  tormentato e tormentoso che ci trasciniamo da anni.
   In buona sostanza la Corte Costituzionale ha dato torto al Governo
  Crocetta  che, qualche settimana fa con un atteggiamento remissivo,
  assolutamente  imperdonabile, ha rinunciato ad un  vasto  e  solido
  contenzioso  che,  ahilei  e  ahinoi,  assessore  Baccei,   avrebbe
  ristorato le finanze di questa Regione.
   Io mi chiedo, poiché la decisione della Consulta non può non avere
  refluenze sullo strumento contabile della Regione, perché si tratta
  di  centinaia di milioni di euro, benché spalmati tra  il  2012  ed
  oggi,  io  mi chiedo assessore, come pensa lei di poter  affrontare
  questo  tema, come ha detto poco fa nel suo intervento, fra qualche
  mese,  nel  momento  in cui la sentenza della Corte  Costituzionale
  appare  essere immediatamente esecutiva? Lei non ritiene che appaia
  incauta la volontà di procedere comunque e a prescindere rispetto a
  quello che è avvenuto pochi giorni fa da parte della Consulta?
   Io  chiedo  signor Presidente dell'Assemblea che lei  offra,  dopo
  aver  ascoltato  il  Governo, o magari  dopo  avere  chiarito  come
  intende affrontare il tema, offra l'opportunità di valutare se  una
  pregiudiziale,  per evitare eventuali conseguenze,  vada  posta  in
  questa   sede  all'attenzione  dell'Assemblea  o  se,  invece,  con
  assoluta  serenità,  la  Presidenza ed il  Governo  ritengono  che,
  comunque, si possa andare avanti.
   Avevo il dovere di consegnare questa mia perplessità e questa  mia
  riflessione agli atti parlamentari.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, il mio non è un intervento, è solo  per
  un  chiarimento. L'emendamento che, assieme all'onorevole  Arancio,
  abbiamo presentato sul reddito minimo di inserimento, è conseguenza
  diretta  di quella che è stata la finanziaria che abbiamo approvato
  l'anno  scorso,  nel  senso  che l'articolo  35  della  finanziaria
  prevedeva  delle misure per la fuoriuscita. A suo tempo, c'è  stato
  un  problema con il Commissario dello Stato, che non si  capiva  se
  andava  definita  questa  cosa, signor Presidente,  però,  mi  deve
  ascoltare
   A  suo  tempo, seppur a mio avviso l'articolo 35 della finanziaria
  del  2014  fosse  chiaro, si fece un passaggio con  il  Commissario
  dello  Stato. Il comma 4 prevedeva delle misure per la fuoriuscita.
  Il  bacino,  però,  era rimasto unico, per cui non  si  capiva,  se
  all'interno,  quale  era la percentuale per  la  fuoriuscita.  Ora,
  siccome,  ci sono tutta una serie di lavoratori che hanno fatto  la
  richiesta  di fuoriuscita  per autoimpiego, il problema è definire,
  assessore, qual è l'importo.
   L'importo,  già  di  per  sé,  oggi, è insufficiente,  perché  noi
  abbiamo  6.400.000, più 2.100.000, consideriamo che sono  850  mila
  euro al mese, quindi, l'anno scorso sono stati quasi 10 milioni  di
  euro,  per cui, ammettiamo un milione per la fuoriuscita, sganciamo
  le altre risorse, si trattava di questo. Dico, non è un piacere,  è
  solo definire questa partita che teniamo ormai da due anni

   PRESIDENTE.  Allora, scusate, l'onorevole Musumeci  ha  posto  una
  questione,  con  garbo, pregiudiziale. Io non  faccio,  siccome  la
  questione c'è, di fatti, l'aveva già sollevata l'assessore  Baccei,
  ma  io  ho  voluto  rimarcare il ragionamento  perché  un  problema
  esiste.
   Invito  a  soprassedere su questa discussione, non  tanto  per  la
  presentazione  o  meno  della  pregiudiziale,  o  altro,  però,  il
  problema c'è, realisticamente.
   Siccome l'assessore, ribadisco un concetto, ha detto:  abbiamo una
  sentenza  che,  in effetti, è stata pubblicata e, quindi,  dovremmo
  tenere in considerazione in questa fase. .
   Ma, l'assessore, per ovvie ragioni, non è in condizioni, in questo
  momento,  di quantificare il risultato in termini di euro,  per  la
  Sicilia,  perché dice:  di certo, ribadisco quello  che  ho  detto,
  parliamo degli anni precedenti, non lo so per il futuro. .
   Io  stesso  ho  detto, la prima riunione d'Aula che dovremmo  fare
  alla  ripresa, prima delle province stesse, occorre chiarezza anche
  alla  luce di questa sentenza della Corte costituzionale, non tanto
  delle trattative che ci sono in corso con lo Stato, ma la questione
  del  contenzioso, perché questa sentenza, ora, in maniera  pratica,
  ci  pone  il problema  rinuncia al contenzioso . Di che cosa  si  è
  trattato?  Di questo stiamo parlando. In che termini  ha  inciso  e
  quali    altri   ricorsi   sono   pendenti   dinanzi   alla   Corte
  costituzionale?
   Io, pertanto, la invito, a soprassedere in questa sede, per

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, se lei è  sereno  ed  è  sereno  il
  Governo

   PRESIDENTE. Se l'avesse detto qualche altra autorità,  io  sereno,
  io non  Se lo dice lei

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                                Art. 1.
       Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera  b)  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  e considerati gli effetti della presente  legge,  il
  saldo  netto da impiegare per l'anno 2015 è determinato in  termini
  di competenza in 527.758 migliaia di euro.

   2.  Tenuto  conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a legislazione vigente, è determinato per l'anno  2016
  un  saldo netto da impiegare pari a 296.603 migliaia di euro e  per
  l'anno 2017 un saldo netto da impiegare pari a 266.813  migliaia di
  euro.

   3.  L'ammontare  complessivo dei fondi di  riserva  per  le  spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente e in conto  capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2015,
  in 217.871 migliaia di euro.

   Comunico   che  sull'articolo  1,  si  soprassiede  perché   viene
  approvato alla fine.

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                                Art. 2.
              Disposizioni in materia di residui attivi,
             passivi e perenti e di equilibrio di bilancio

   1.  Le  entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2013  a
  fronte   delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2014,   non
  corrispondono  crediti  da  riscuotere nei  confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate  dalle scritture  contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   2.  Le  competenti  amministrazioni provvedono  all'individuazione
  delle somme da eliminare ai sensi del comma 1, che sono iscritte in
  apposito  elenco con decreto del Ragioniere generale della Regione.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione  per l'esercizio finanziario 2014. Qualora, a fronte  delle
  somme  eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
  si  provvede  al  loro accertamento all'atto della riscossione  con
  imputazione  al conto della competenza dei pertinenti  capitoli  di
  entrata.

   3.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  per  perenzione
  amministrativa  agli  effetti amministrativi  relative  ad  impegni
  assunti  fino  all'esercizio finanziario 2004,  non  reiscritte  in
  bilancio  entro la chiusura dell'esercizio finanziario  2014,  sono
  eliminate  dalle  scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  medesimo.  Con  successivi  decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  si procede all'individuazione delle somme da eliminare  ai
  sensi  del  presente comma. Copia di detti decreti  è  allegata  al
  Rendiconto Generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014.

   4.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico  del  bilancio
  della  Regione  fino all'esercizio 2013 e quelli di conto  capitale
  assunti   fino  all'esercizio  2012,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio  2014 non corrispondano obbligazioni  giuridicamente
  vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   5.  Le  disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le  modalità  di
  appalto.

   6.  Le  competenti  amministrazioni provvedono  all'individuazione
  delle somme da eliminare ai sensi del comma 4, che sono iscritte in
  apposito  elenco con decreto del Ragioniere generale della Regione.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2014.

   7.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del  presente
  articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
  l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
  pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme,  da
  effettuarsi  con successivi decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  ai  sensi degli articoli 26 e 27 della legge  31  dicembre
  2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
  47  della  legge  regionale  7 agosto  1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   Comunico  che  all'articolo  2 è stato presentato  un  emendamento
  inammissibile.  Pongo in votazione l'articolo 2. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             E' approvato

       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3
                         Risultato di gestione

   1.  Il  disavanzo  di  gestione dell'esercizio  finanziario  2014,
  stimato  in complessivi 1.755.000 migliaia di euro, è ripartito  in
  tre  annualità pari a 585.000 migliaia di euro iscritti in ciascuno
  degli esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017.

   All'articolo  3  sono  stati presentati due emendamenti,  entrambi
  inammissibili.
   Pongo in votazione l'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4
                   Ricorso ad operazioni finanziarie

   1. Il Ragioniere Generale è autorizzato nell'esercizio finanziario
  2015  ad  effettuare  operazioni finanziarie per  un  importo  pari
  complessivamente a 145.000 migliaia di euro di cui 115.000 migliaia
  di  euro per le finalità di cui all'articolo 6 e 30.000 migliaia di
  euro per le finalità dell'articolo 10.

   Gli emendamenti presentati sono inammissibili.
   Pongo in votazione l'articolo 4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5
                       Accantonamenti tributari

   1.  Il  concorso  al risanamento della finanza pubblica  a  carico
  della  Regione, complessivamente determinato in 1.385.383  migliaia
  di   euro   per.  ciascuno  degli  anni  2015-2017,   per   effetto
  dell'ulteriore onere previsto dalla legge 23 dicembre 2014, n.  190
  , comma 400, è ridotto di 98.638 migliaia di euro annui per effetto
  dell'intesa sancita dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del
  26 febbraio 2015.

   2.  All'onere  di  cui  al  comma 1, per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2015, 2016 e 2017, si provvede quanto a 673.548 migliaia
  di  euro  mediante utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione
  ai  sensi  dell'articolo 16, comma 3, del decreto  legge  6  luglio
  2012,  n.  95,  convertito con modificazioni dalla legge  7  agosto
  2012,  n.  135 e successive modifiche ed integrazioni, e  quanto  a
  613.197  migliaia  di  euro  con  risorse  a  carico  del  bilancio
  regionale (UPB 4.3.1.5.4 - capitolo 219213).

   3.  All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.  5  e
  successive  modifiche  ed integrazioni sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   -  al  comma 1 le parole "gli esercizi finanziari 2014-2016"  sono
  sostituite  con le parole  l'anno 2014  e le parole  e  in  979.004
  migliaia di euro per l'anno 2016  sono abrogate;
   - al comma 2 lettera b) le parole  e 400 milioni di euro annui per
  l'anno  2016   sono  soppresse e le parole  il triennio  2014-2016
  sono sostituite con le parole  l'anno 2014 ;
   - la lettera c) è soppressa.

   4.  I commi 1 e 2 dell'articolo 9 della legge regionale 13 gennaio
  2015, n. 3 sono abrogati.

   Sono  stati  presentati vari emendamenti, che sono  inammissibili,
  tranne il 5.3, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Grazie.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, però l'emendamento è inammissibile, non  è  che
  sto  derogando  alla regola che non si discute una volta  che  sono
  stati dichiarati inammissibili gli emendamenti.

   CIACCIO. No, no, non metto in dubbio che è sua facoltà dichiararli
  inammissibili,  anche  perché entra nel merito  dell'infrastruttura
  della  manovra  finanziaria, però era  giusto  per  chiedere  anche
  all'assessore  che  una  parte  di  copertura  anche  al  comma  2,
  praticamente noi la stiamo andando a coprire con i fondi  FSC,  che
  sono  lo  strumento con il quale il Governo e le Regioni sviluppano
  interventi  per equilibri economici e sociali tra le  diverse  aree
  geografiche del paese, in attuazione dell'articolo 119 del comma  5
  della Costituzione.
   Ora,  i  fondi FSC quindi parliamo dello sviluppo economico  della
  Sicilia,  più volte abbiamo chiesto cortesemente di trovare  altro,
  perché  parlano  nelle  linee strategiche,  nel  quadro  strategico
  nazionale   servivano  a  coprire  diversi  interventi,   tra   cui
  l'inclusione  sociale  e servizi per la qualità  della  vita  e  le
  attrattive  territoriali, ora con questi interventi, o  meglio  con
  queste  risorse è possibile fare degli interventi, tipo il  reddito
  di  cittadinanza, e noi invece stiamo andando a coprire  parte  del
  bilancio,   quindi   andare  a  togliere   parte   dello   sviluppo
  territoriale, il nostro futuro, per andare a mettere una  pezza  ed
  una  toppa ad un bilancio e ad una mala gestione degli ultimi venti
  anni.
   Ora  noi  non  siamo  d'accordo e per questo, questa  ratio  aveva
  questo emendamento, però è stato dichiarato inammissibile, anche se
  non lo condividiamo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  6  riguarda  l'assegnazione  sui  comuni,  questo   ci
  impegnerà  molto, è uno dei più complessi, propongo di accantonarlo
  e  di andare avanti con gli articoli più facili. Ogni emendamento è
  legittimo, è chiaro, su questo emendamento mi fermerei un momentino
  con il Governo, alla luce del sole, per vedere se si può trovare un
  momento  di  sintesi, se non si può trovare si inizia  a  votare  e
  basta.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Il comma 9 dell'articolo 6, rubricato Disposizioni  in
  materia di assegnazioni finanziarie ai comuni, dispone per i comuni
  siciliani  in  dissesto  e  predissesto finanziario  un  contributo
  regionale  per il personale a tempo determinato dell'80  per  cento
  del costo complessivo annuo del contratto. Tale comma, assessore mi
  rivolgo  a  lei  perché  non  credo di sbagliare  nel  dire  che  è
  legittimo, perché l'articolo 25, a cui si fa riferimento nel  comma
  9 dell'articolo 6 è stato di fatto abrogato dall'articolo 30, comma
  6, della legge regionale.

   PRESIDENTE. E' accantonato, onorevole Venturino, lo vediamo dopo.
   Si passa all'articolo 7:

                                  Art. 7
                      Servizi di autolinee urbane

   Al  comma  6  dell'articolo 27 della legge regionale  22  dicembre
  2005,  n.  19  e successive modifiche ed integrazioni,  al  settimo
  periodo  sostituire le parole da  a prevalente economia  turistica
  sino  a    i relativi oneri  con le parole  singoli o associati,  a
  condizione  che,  se  associati,  la  maggioranza  di  essi  sia  a
  prevalente economia turistica ai sensi dell'articolo 13,  comma  5,
  della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, ed a condizione  che
  venga  stipulata  tra di essi apposita convenzione  che  ne  regoli
  modalità  attuative  anche ai fini dell'utilizzo  in  comune  delle
  risorse turistiche e del miglioramento dei servizi di mobilità, con
  l'utilizzo anche di bus scoperti che attraversano il territorio dei
  comuni,  ed  a condizione che ne assumano integralmente i  relativi
  oneri. .

   All'articolo   7   è  stato  presentato  l'emendamento   7.4
  dall'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   E'   stato   presentato   l'emendamento    7.2
  dall'onorevole Grasso.

   GRASSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  7.1  dell'onorevole
  Fazio.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  prima
  parte  dell'emendamento sostanzialmente  ripristina  qualcosa
  che  era  già  contenuta nella proposta  approvata  dalla  IV
  Commissione.  Non  riusciamo  a  spiegarci  come  sia   stato
  possibile,  nel momento in cui è avvenuto il passaggio  dalla
  IV  Commissione alla II Commissione, che la parola  contigui
  sia sparita.
   Ecco  perché  ho presentato l'emendamento, per reintrodurla,
  anche perché ha un senso. Non avrebbe alcun senso laddove non
  fosse  introdotta  la  parola   contigui ,  perché  significa
  sostanzialmente   che  un  comune  può  fare   benissimo   la
  convenzione  con  un  altro comune a distanza  enorme  e  poi
  realizzare l'obiettivo.
   Altra  cosa, a mio avviso, è che l'emendamento introduce  un
  elemento in più e dobbiamo ricordarci che qui si tratta di un
  fatto   prettamente   finalizzato  allo  sfruttamento   della
  potenzialità   turistica,  non  quindi  ad  una  sostituzione
  dell'attività  di  linea perché questo  non  potrebbe  e  non
  dovrebbe accadere.
   Ecco    perché   l'introduzione   affinché,   con    decreto
  assessoriale, si possa specificare meglio l'ambito di portata
  della norma.
   Io  cerco  di immaginare in maniera particolare, ad esempio,
  l'aggregazione  di  un certo numero di  comuni  che  non  sia
  superiore ad una certa superficie territoriale oppure ad  una
  certa popolazione o che abbiano caratteristiche comuni.
   Ecco  la  necessità di integrare la portata della norma  con
  quanto effettivamente proposto per renderla non solo migliore
  ma,  possibilmente,  con una maggiore  applicazione  aderente
  alle caratteristiche del territorio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.   Presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  7.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 7 così come emendato.  Chi
     è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8:
                                Art. 8
        Livelli essenziali delle prestazioni degli enti locali

       1.   Al   fine   di  garantire  la  trasparenza   e   la
     razionalizzazione della spesa pubblica locale,  nonché  il
     progressivo  superamento del criterio della spesa  storica
     nell'  assegnazione delle risorse regionali, nel  rispetto
     dei  principi  e  dei  criteri definiti  dall'articolo  11
     della  legge  5  maggio  2009,  n.  42,  l'Amministrazione
     regionale,   con  il  concorso  delle  autonomie   locali,
     determina  i  fabbisogni  standard  di  Comuni  e   liberi
     consorzi     comunali    relativamente    alle    funzioni
     fondamentali  degli stessi enti, per garantire  i  livelli
     essenziali  delle prestazioni eventualmente  dalle  stesse
     implicate.

       Ai  fini  di cui al comma 1, entro sei mesi dall'entrata
     in    vigore    delle   presente   legge,   con    decreto
     dell'Assessore  regionale per le  autonomie  locali  e  la
     funzione  pubblica, di concerto con l'Assessore  regionale
     per  l'economia,  previo parere della Conferenza  Regione-
     autonomie   locali,  sono  definite  le  disposizioni   in
     materia  di  determinazione dei  costi  e  dei  fabbisogni
     standard  dei  comuni e dei liberi consorzi comunali,  con
     riferimento alle funzioni fondamentali.

   All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti  8.1  e
  8.2 dagli onorevoli D'Asero e Falcone.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo   8.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9:

                                Art. 9
        Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai
                       liberi consorzi comunali

   1.  Per ciascuno degli esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017
  al  fine  di  garantire il funzionamento dei liberi  consorzi
  comunali,  è  autorizzato un contributo di parte corrente  di
  19.150  migliaia di euro comprensivo della quota  annuale  di
  1.650  migliaia  di euro per le finalità di  cui  alla  legge
  regionale  5 agosto 1982, n. 93, come integrata dall'articolo
  17 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive
  modifiche   ed   integrazioni.  La  superiore  riserva   sarà
  calcolata  all'interno dei trasferimenti spettanti al  libero
  consorzio  comunale interessato. Per l'esercizio  finanziario
  2015 il contributo di parte corrente di cui al presente comma
  è comprensivo delle assegnazioni autorizzate dell'articolo 3,
  comma 1 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3.

   2.  Con  decreto dell'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, di concerto con l'Assessore
  regionale  per  l'economia, previo  parere  della  Conferenza
  Regione-autonomie locali, sono stabiliti entro il  31  maggio
  2015  i  criteri per la ripartizione delle risorse di cui  al
  comma 1.

   Nelle  more dell'effettuazione dei trasferimenti di  cui  al
  comma   1,  al  fine  di  fronteggiare  eventuali  situazioni
  emergenziali,  su  richiesta  motivata  dei  liberi  consorzi
  comunali, l'Assessore regionale per le autonomie locali e  la
  funzione pubblica può autorizzare l'erogazione di un  acconto
  fino   al  30  per  cento  del  corrispondente  trasferimento
  dell'anno precedente.

   All'articolo   9   è   stato   presentato   un   emendamento
  dall'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Sono  stati presentati  altri  due  emendamenti
  dagli onorevoli Di Mauro e Greco.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare per segnalare una questione per la quale non so se possiamo
  trovare una soluzione insieme agli uffici.
   E'  successa una cosa singolare, cioè che avevamo nel testo  della
  finanziaria  proposto dal Governo, per il quale  la  I  Commissione
  avendone  competenza  ha  dato parere,  la  norma  sugli  organismi
  intermedi    nell'ambito   della   programmazione   2014-2020    ed
  individuava,  in  particolare  per  gli  organismi  intermedi  come
  modello   attuativo  della  programmazione  decentrata,  i   liberi
  consorzi.
   La  Commissione   Bilancio  nella notte  famosa   questa  norma  è
  stata stralciata.
   Se  c'è  una cosa che ci può consentire di spostare nel territorio
  le somme della nuova programmazione comunitaria è la possibilità di
  creare  gli  organismi intermedi come modello di  spesa  dei  Fondi
  comunitari.
   E'  una  norma che è presentata dal Governo nel testo,  apprezzata
  dalla  Commissione di merito, non c'è più nel testo  finale,  credo
  sia coerente metterla all'articolo in questione.

   PRESIDENTE.  Il  richiamo dell'onorevole Cracolici  è  pertinente,
  pertanto  do  lettura dell'emendamento 9.4  Aggiungere il  seguente
  comma:   La  Regione  siciliana, ai  sensi  dell'articolo  123  del
  Regolamento  (UE)  n.  1303  del  17  dicembre  2013,  attua  parte
  rilevante  delle  azioni  inerenti lo sviluppo  locale  mediante  i
  comuni  del  territorio siciliano, le loro aggregazioni  e  i  loro
  liberi  consorzi, ritenuti idonei in quanto dotati di  un  apposito
  sistema  di  contabilità,  sorveglianza e  informativa  finanziaria
  separati  e informatizzati, che vengono individuati quali Organismi
  intermedi (O.I) nell'ambito del PO FESR Sicilia, dei PO FSE  e  del
  PSR 2014-2020 .
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, in Commissione  Bilancio   su  questo
  articolo, che adesso è 9 ma prima era 10, avevamo posto il problema
  che  riguarda i lavoratori socialmente utili delle province,  delle
  ex  province  regionali attualmente  liberi consorzi'  i  quali  si
  trovano  in una sorta di limbo a seguito di tutta quella che  è  la
  normativa quindi la legge 5, prima, il fatto che non abbia definito
  i liberi consorzi, la legge 2/2014 ecc.
   Il  problema che si pone è sostanzialmente riportare il contributo
  per  il  riequilibrio  che  è  stato  determinato  dalla  legge  5,
  riportarlo a quello che era nel 2013. In Commissione  Bilancio  ciò
  h stato condiviso da tutti e si era detto di andare a verificare se
  ci fossero impegni di spesa da assumere a carico del bilancio.
   Con  il  Direttore Morale e con il ragioniere generale  Sammartano
  abbiamo verificato che così non è.
   Ho  presentato insieme ad altri colleghi un emendamento in  questo
  senso, emendamento che è inserito fra gli aggiuntivi.
   Volevo  solo  farlo  presente perché  se  questo  emendamento  non
  dovesse essere approvato, i precari delle province siciliane, circa
  quattrocento,  -  non sono precari ma lavoratori socialmente  utili
  contrattualizzati  così  come  quelli  degli  enti  locali   -   si
  troverebbero  a  non  potere  essere prorogati  alla  scadenza  del
  contratto andando a creare un grave vulnus, avremmo un problema  di
  carattere generale che riguarda quattro province in Sicilia.
   Lo  faccio  presente perché può succedere poi che  gli  aggiuntivi
  vengono tutti stralciati, sarebbe utile inserirlo adesso.

   GRECO Giovanni. Chiedo di Parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  presentare  un sub emendamento di buon senso, questo  problema  che
  tratta l'articolo 9, vorrei aggiungere le parole  previo parere' io
  ho  scritto vincolante della Commissione legislativa di merito,  ma
  mettiamo anche consultiva, però diciamo un sub emendamento di aiuto
  e di collaborazione da parte del Parlamento con il Governo.
   Se non ha niente in contrario, glielo do.

   PRESIDENTE Anche su questo articolo avendo approvato l'emendamento
  9.4  presentato  dall'onorevole Cracolici, lo  accantoniamo  perché
  vediamo  dove dobbiamo inserire questo emendamento, ma  soprattutto
  dovremmo recuperare questo che mi dice l'onorevole Alloro.
   Facciamo una verifica.
   Abbiamo accantonato l'articolo 6 e l'articolo 9.
   Sull'articolo  9  però  abbiamo approvato  l'emendamento,  con  la
  verifica di quanto dichiarato dall'onorevole Alloro.

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 17.43,  è ripresa alle ore 17.45)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, ritorniamo all'articolo 9.
   Gradirei un attimo di attenzione da parte dell'onorevole Alloro  e
  da  parte  dell'onorevole  Giovanni  Greco,  che  hanno  posto  due
  argomenti. Per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo.

   GRECO G.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Greco.  L'onorevole   Alloro   lo
  mantiene. Lo tratteremo successivamente, all'articolo 12.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9, che non ha emendamenti.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                Art. 10
         Programma straordinario di interventi sulla viabilità
                              secondaria

   1.  Per  l'esercizio finanziario 2015 è autorizzata  la  spesa  di
  30.000  migliaia  di euro da destinare ai liberi consorzi  comunali
  per  l'attuazione di un programma straordinario di interventi sulle
  infrastrutture  stradali  di viabilità secondaria  dell'isola,  che
  assicuri il raggiungimento delle seguenti finalità:

   a)  eliminazione  delle condizioni di pericolo della  rete  viaria
  secondaria e sua messa in sicurezza;

   b) miglioramento dell'accessibilità alle aree metropolitane;

   c)   miglioramento  delle  interconnessioni  con  la  rete  viaria
  primaria e conseguentemente con i poli di scambio internodale;

   d)    accessibilità   ai   servizi   essenziali   della    sanità,
  dell'istruzione ed agli altri servizi sociali;

   e)  miglioramento  delle  condizioni di accessibilità  delle  aree
  interne;

   f)  superamento  delle condizioni di chiusura e/o limitazione  del
  transito  sulla  rete secondaria dovute ad ordinanze  emesse  dalle
  Autorità competenti.

   2. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
  Giunta   regionale,   sentiti   i  liberi   Consorzi   comunali   e
  l'Assessorato regionale delle infrastrutture, della mobilità e  dei
  trasporti,  è approvato il piano degli interventi e le modalità  di
  assegnazione delle risorse finanziarie.

   Comunico  che  l'emendamento  10.2 è ritirato.  Emendamento  10.6,
  onorevole Barbagallo lo vuole illustrare.

   BARBAGALLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi  l'articolo  è
  già  abbastanza eloquente. Ci è sembrato giusto aggiungere,  tra  i
  criteri  e  le  finalità  da perseguire,  anche  quello  che  è  la
  viabilità secondaria verso i siti dell'UNESCO e quella inserita nel
  piano  regionale delle vie di fuga - che, quindi,  già  sono  delle
  esigenze  obiettive già trattate dall'amministrazione  regionale  -
  avessero  priorità  insieme alle altre, già individuate  nel  testo
  base.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi pur condividendo  e
  apprezzando  l'intervento dell'onorevole Barbagallo riteniamo  che,
  in questa sede e questo lo voglio dire all'Aula, non sia meritevole
  di  accoglimento  questo emendamento perché  l'intervento  è  stato
  mirato  proprio  per  intervenire sulle fragilità  che  il  sistema
  viario,  oggi secondario, comporta e presenta in tutta la  Sicilia,
  anche alla luce degli ultimi fatti della Catania-Palermo.
   Per  cui  chiederei  al  collega  Barbagallo  di  soprassedere  su
  quest'emendamento e, eventualmente, di ripresentarlo in altra  fase
  su altra norma.
   Intervengo anche, così non interverrò più su questo articolo,  per
  spiegare l'emendamento 10.5.
   Il  10.5, sostanzialmente, cosa dice? Che questo piano di riparto,
  che  dovrebbe  essere  fatto  per  le  Province,  dev'essere  anche
  disciplinato  e la disciplina, la regolamentazione,  è  giusto  che
  avvenga con decreto dell'Assessore regionale alle infrastrutture  e
  ai  trasporti  che possa individuare, disciplinare il  piano  degli
  interventi con la relativa assegnazione delle somme, delle risorse.
   Serve,  proprio, perché si possa creare una programmazione  seria,
  concreta ed incisiva.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori
  colpisce in questo articolo, nell'elenco di questi emendamenti,  il
  fatto che sia stato il Governo a cambiare idea.
   Infatti, all'articolo 10.3 c'è scritto, esattamente, l'opposto  di
  quello che abbiamo concordato in Commissione bilancio dopo due ore.
  Pertanto,  vede io, intanto faccio un appello anche  al  Governo  a
  ritirare questo emendamento.
   Mentre,   l'emendamento  dell'onorevole  Greco  e   dell'onorevole
  Falcone  possono essere unificati perché vanno nel senso  auspicato
  dalla Commissione e dal Governo quella sera.
   In pratica, Presidente, cosa sta succedendo? Che le strade, l'asse
  viario più importante della Sicilia - quello che collega la Sicilia
  occidentale   con  la  Sicilia  orientale,  la  Catania-Palermo   è
  inservibile.
   L'assessorato  regionale per le infrastrutture ha già  predisposto
  di  concerto  con le province, un bando di 49 milioni di  euro  che
  riguarda le strade provinciali della Sicilia.
   Ok.  Noi cosa intendiamo fare? Intendiamo a tale disponibilità  di
  49  milioni di euro aggiungere questo. Perché abbiamo la  necessità
  entro  trenta giorni, come dice l'emendamento dell'onorevole Greco,
  che  l'assessorato  faccia pervenire di concerto  con  le  province
  l'elenco  delle  strade su cui bisogna intervenire  immediatamente.
  Abbiamo anche quella sera visto che attraverso l'Urega, velocemente
  si  fanno  le gare, attraverso il Genio civile, e con orgoglio  noi
  diciamo   di   avere  in  tutte  le  province  dei   Geni   civili,
  particolarmente capaci e competenti, si possono fare le gare.
   Abbiamo la necessità di non appesantire il bilancio delle province
  con  ulteriori  somme  che, poi non sarebbero nelle  condizioni  di
  svendere,  di conseguenza assessore, presidente sarei dell'idea  di
  approvare  se  l'onorevole  Falcone è d'accordo  e  ritira  il  suo
  emendamento,  l'emendamento  dell'onorevole  Greco,  anche   perché
  abbiamo   la  necessità  di  velocizzare  e  di  ridare   in   capo
  all'assessorato   per  le  infrastrutture  così  come  quella  sera
  abbiamo   concordato,  la  titolarità  di  interventi  che  possano
  oggettivamente   iniziare   entro  trenta   giorni   anche   perché
  l'assessorato alle infrastrutture, di concerto con le province o le
  ex province ha già pronto l'elenco degli interventi.
   Elenco  di  interventi  che  è  stato  suffragato  dall'autorevole
  intervento anche del Genio civile e della protezione civile.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  signor Presidente, onorevoli colleghi, questi 30  milioni
  di  euro  sostanzialmente sono stati sottratti ai comuni  ed  erano
  destinati  per  gli investimenti e sono stati sottratti  ai  comuni
  perché   c'era   la  necessità  di  intervenire  sull'asse   viario
  secondario.
   Ritengo  che non si può appesantire la norma ma in questo  momento
  che  la  Sicilia ha la necessità di ripristinare tutto  il  sistema
  viario  in  tutte  le province, diceva bene l'onorevole  Vinciullo,
  ebbene che questo monitoraggio venga fatto dall'assessorato per  le
  infrastrutture  in collaborazione e quindi con i Geni  civili,  che
  possono,   in   tutte  le  province,  effettuare   sopralluoghi   e
  intervenire  con dei progetti di somma urgenza al ripristino  delle
  strade.
   Altra cosa invece non possono fare le province perché abbiamo  già
  contezza, chi vive nei territori, che purtroppo, gli uffici tecnici
  della  provincia, per quel che riguarda comuni del  territorio  dei
  Nebrodi che hanno ottenuto finanziamenti dalla protezione civile  e
  ancora  gli  uffici  tecnici  della  provincia  devono  rediger   i
  progetti, quindi siccome sulla viabilità non si può scherzare né si
  può  mediare,  ritengo che sia l'emendamento 10.1 che l'emendamento
  10.5 devono essere apprezzati.
   Potremmo   anche   ritirare   l'emendamento   10.5   e   approvare
  l'emendamento 10.1.

   PRESIDENTE.   Ho   capito  che  c'è  convergenza  sull'emendamento
  dell'onorevole Greco.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  l'emendamento all'articolo 10, l'emendamento 10.3, anche se non c'è
  l'assessore  per le infrastrutture. Credo che vada ritirato  questo
  emendamento e riscritto anche rispetto al testo originario che è il
  secondo  comma,  perché credo che sottrarre ai liberi  consorzi  la
  funzione   di  ripristinare  la  viabilità  rurale,  caricando   di
  responsabilità  anche  la  protezione  civile,  è  a  mio   parere,
  aggravando la procedura per stabile le priorità degli interventi.
   Quindi chiedo al Governo di riscrivere il comma 2 dell'articolo 10
  e ritirare il 10.3.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  su
  questo   articolo  c'è  stata  anche  una  certa   discussione   in
  Commissione  e  anche  appassionata e il  punto  è  questo:  vorrei
  ricordare  a tutti che noi parliamo delle strade la cui  competenza
  in atto, fissata dalla legge 9 è dei liberi Consorzi, quindi io non
  capisco  cosa dovrebbe fare la Regione su cose la cui competenza  è
  dei  liberi Consorzi. Ci è stato spiegato e io ho convenuto in  tal
  senso  che  potrebbe determinarsi una situazione che è la seguente:
  noi  diamo  i  30  milioni alle province o ai  liberi  Consorzi  ma
  siccome  sono  vincolati dal patto di stabilità i  liberi  Consorzi
  non  ne  avrebbero poi la possibilità materiale di spendere  questi
  soldi.
   Allora  colleghi avevamo convenuto che si teneva il fondo in  capo
  alla  Regione,  ma  la  modalità di spesa era  in  capo  ai  liberi
  Consorzi,  cioè si alla programmazione, ora sento parlare  che  c'è
  un  programma già fatto chi l'avrebbe fatto? Con chi sarebbe  stato
  fatto? Di cosa stiamo parlando? Ecco perché onorevole Presidente io
  credo  che  la dizione che è rimasta nel testo e chiedo a  tutti  i
  colleghi  di  ritirare  gli  emendamenti  vari  la  dizione  che  è
  contenuta  nel testo è quella che quanto meno tiene  al  centro  la
  titolarità  dei liberi Consorzi che assieme alla Regione attraverso
  le infrastrutture fa il programma comune ma guai a perdere di vista
  che  la titolarità è dei liberi Consorzi perché violeremmo ciò  che
  la  legge assegna come competenza. Quindi chiedo a tutti i colleghi
  a  partire  da  Greco che in commissione ha espresso  una  opinione
  completamente diversa dall'emendamento che ha scritto  ecco  perché
  gli chiedo di ritirare a lui e a Falcone gli emendamenti .

   PRESIDENTE.  Fatemi  comprendere,  c'erano  stati  una  serie   di
  interventi  di  condivisione dell'emendamento dell'onorevole  Greco
  con   un  invito  che  ha  fatto  l'onorevole  Vinciullo  a  ritiro
  all'onorevole  Falcone perché mi avete spiegato che in  Commissione
  erano  successe determinate cose ora o resta quello  di  Falcone  o
  resta  quello  di  Greco per essere chiari lei onorevole  Greco  lo
  ritira il suo emendamento?

   GRECO Giovanni. Lo ritiro

   PRESIDENTE. ritirato, lei onorevole Falcone lo mantiene

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. L'onorevole Falcone lo mantiene. Il Governo ritira  il
  10.3,  l'onorevole  Barbagallo ritira  il  suo  e  allora  ritirato
  l'emendamento 10.2
   Chiede di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevole   colleghi,
  l'onorevole  Cracolici su questa materia si è  ostinato  a  portare
  avanti  una  battaglia giusta pur non avendo i requisiti normativi.
  Nel  merito abbiamo svolto su questo articolo, su questa  tematica,
  in presenza degli uffici della Regione dell'Assemblea di almeno tre
  ore  chiesto  più  volte  al  Ragioniere  generale  della  Regione,
  Presidente  Ardizzone è bene avere anche la sua  attenzione  perché
  anche  lei  ha fatto poco fa un appello, l'Assemblea è  chiamata  a
  legiferare per non farsi impugnare articoli. Se noi approvassimo le
  disposizioni proposte dall'onorevole Cracolici incorreremmo in  una
  impugnativa perché quei 30 milioni in virtù del patto di  stabilità
  non  potrebbero  essere utilizzati. L'Assessore alle infrastrutture
  chiamato  in commissione ha certificato di essere l'unico strumento
  utile  in  virtù  del  fatto,  tutte le  domande  che  si  è  fatto
  l'onorevole  Cracolici, ma chi ha fatto il lavoro? Non  è  così.  I
  liberi consorzi ovvero le vecchie province, hanno fatto un lavoro e
  c'è  un  elenco avallato anche dal Genio Civile e fatto proprio  da
  una  delibera  della  Giunta regionale  per  cui  il  lavoro  sulle
  emergenze  e sulle frane che si sono verificate è già stato  fatto,
  l'assessore chiamato - e non è un pericoloso amico di Milazzo -  ha
  certificato  che  è  pronto  ad intervenire  subito  perché  questo
  articolo signor Presidente nasce da un desiderio delle minoranze di
  intervenire con urgenza nelle strade provinciali. Capisco  che  c'è
  la  corsa  ad  intestarci non so che cosa, ma noi ci siamo  fermati
  come  minoranza e abbiamo posto temi, non abbiamo fatto la corsa  a
  dare  emendamenti  per  difendere amici o prebende,  abbiamo  posto
  temi,  il  buono scuola, le emergenze sulla viabilità nelle  strade
  provinciali  e  questo è un tema a cui noi teniamo veramente  e  se
  deve essere efficace si deve approvare l'emendamento 10.5 in questi
  termini.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  problematiche di natura finanziaria, come è stato espresso poc'anzi
  da altri colleghi, che riguardano soprattutto il Patto di stabilità
  e   le  Province  hanno  imposto  una  lunghissima  discussione  in
  Commissione Bilancio, con il rischio che questi soldi non potessero
  essere  spesi;  tuttavia, siccome si tratta  di  risorse  che  sono
  proprie  delle autonomie locali e risorse che riguardano le  strade
  secondarie  su  cui  è  stato  detto  se  la  competenza  di  legge
  attribuita  alle  ex  Province, oggi Liberi Consorzi  Comunali,  io
  credo che non si possa prescindere, in una pianificazione di questo
  genere  meritoria ed indispensabile per tutto ciò che sta accadendo
  in Sicilia, non si possa prescindere da una proposta vincolante per
  gli organi e dipartimenti regionali - qualunque esso sia, qualunque
  dipartimento  a  cui  attribuiamo la  competenza  -  non  si  possa
  prescindere da un piano, da una pianificazione vincolante che venga
  dai  Liberi  Consorzi  Comunali, cioè che venga  dalle  istituzioni
  pubbliche rappresentative, dall'ente pubblico territoriale  che  ha
  competenza   specifica  in  questa  materia,  cioè   delle   strade
  secondarie.
   Pertanto, io credo che si possa riscrivere la norma vincolando gli
  organi regionali che eventualmente hanno competenza per superare la
  problematica  finanziaria del patto di  stabilità  ma  che  non  si
  possano  assolutamente discostare dalla pianificazione che provenga
  dagli  enti  pubblici  territoriali cui, per legge,  la  competenza
  delle strade secondarie è attribuita. A questo io credo che non  si
  possa   assolutamente  derogare,  pertanto,  credo  che  si   possa
  approvare  una  norma  di  questo tipo, mi  riferisco  al  comma  2
  dell'articolo  in  trattazione,  occorre  assolutamente,  in   modo
  perentorio,   attribuire  una  competenza   precisa   di   proposte
  vincolante  ai  Liberi  Consorzi  Comunali  che  rappresentano   le
  autonomie territoriali, le autonomie locali, comuni compresi.

   MILAZZO Giuseppe. Ma il comma 1 già lo dice

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  devo
  dire  che, leggendo il testo di questo articolo non  mi piace molto
  l'obiettivo  che  si vuole raggiungere anche perché,  così  come  è
  scritto  il  testo,  di  fatto, mi pare che  si  vuole  una  grande
  attività  di  concertazione tra i Liberi Consorzi, tra  l'assessore
  alle  Infrastrutture, tra la Giunta regionale,  tra  il  Presidente
  della  Regione,  per  spendere delle risorse che  poi  vedono  come
  soggetto  attuatore, ritengo, i Geni civili dell'isola  perché  gli
  interventi  sulle infrastrutture della viabilità che assicurino  le
  finalità, ritengo che la competenza, a meno che l'assessore  Baccei
  mi   chiarisca  poi  operativamente  nel  territorio   chi   è   il
  responsabile  di  questa misura, tralasciando invece  un  argomento
  vero che secondo me oggi va affrontato con questi trenta milioni di
  euro,  indipendentemente dalla necessità delle  strade  secondarie,
  rispetto  a  quello  che sta succedendo in Sicilia  sulle  calamità
  naturali,  sui  disastri  nei centri storici,  sui  disastri  nelle
  strade  anche appena costruite e che, di fatto, hanno  tagliato  la
  nostra Regione in più parti.
   Un  intervento di questo genere non deve, secondo me, distinguersi
  tra  strade  interprovinciali,  tra  strade  poderali,  tra  centri
  storici, sono interventi di emergenza, e allora la domanda  che  io
  farei  all'assessore Baccei, rispetto a questi  trenta  milioni  di
  euro  che si vuole poter programmare con una collegialità assoluta,
  sentendo  più  parti  del territorio, ma la  Protezione  Civile  in
  Sicilia,  l'emergenza  infrastrutturale in  Sicilia,  di  cui  alla
  Protezione  Civile, quanto ha nel bilancio della Regione siciliana?
  Perché  noi  stiamo  parlando  di programmare,  pianificare  trenta
  milioni  di  euro  sentendo  il  mondo  intero  e  abbandonando  le
  emergenze  di  alcuni Comuni che sono tagliati da  questa  Regione,
  mettendo  nel  capitolo  di  bilancio  pochissime  risorse  per  le
  emergenze  e  le  calamità infrastrutturali,  onorevole  Presidente
  dell'Assemblea.
   Allora,  il  criterio da scegliere non è quello di  questi  cinque
  punti  che sono una presa in giro, il criterio da prendere è quello
  dell'emergenza, di cui alle ordinanze del Presidente della  Regione
  sullo  stato di calamità. E mi dica quali sono le risorse appostate
  nel capitolo della Protezione Civile regionale, per le associazioni
  di  volontariato  non c'è un euro, per le infrastrutture  siciliane
  non c'è un euro e aspettiamo i soldi da Roma.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
  sto   assistendo  ad  un  balletto  che  è  indecoroso  e   ad   un
  atteggiamento che testimonia, intanto, un approccio  privo  di  una
  logica ed una competenza che stia a monte ma, soprattutto, un  modo
  di  legiferare che contraddice a distanza di qualche minuto  quello
  che si è sostenuto ed approvato qualche minuto prima.
   Voglio  far notare, signor Presidente, che qualche minuto  fa  noi
  abbiamo  approvato  un emendamento di Cracolici  che  fa  diventare
  soggetti attuatori intermedi i Consorzi dei Comuni.
   Ora,  in  una situazione nella quale, a fronte del fatto  che  non
  sappiamo  come andrà a finire col caos che questo Governo e  questa
  maggioranza hanno creato per le Province, quindi, non si sa con  la
  legge  come  andrà a finire, ma a parte questo, si è  data  dignità
  politica,  attuativa  ed  amministrativa ai  Consorzi  dei  Comuni,
  addirittura  facendoli  diventare  soggetto  intermedio,  cioè   un
  soggetto  a  cui  si dà la capacità di bypassare la  Regione  nella
  richiesta  di finanziamenti alla Comunità Economica Europea.  Cioè,
  si  dà  a questi soggetti la dignità di un soggetto non solo capace
  di  progettare, ma che è anche in grado poi di eseguire, di portare
  a  termine,  i  finanziamenti del PO FESR,  tutti  i  finanziamenti
  europei.
   Allora,  come  si pretende, poi, di bypassare, di  saltare  questo
  organismo, impedendo a questo soggetto di essere attuatore  di  ciò
  che  spetta  per  legge? Stiamo togliendo i  fondi,  questi  trenta
  milioni,  ai  Comuni, e quindi dal fondo degli enti locali  e  poi,
  invece, vorremmo darli alla Protezione Civile o ad una delibera, ad
  un  programma che viene approvato in Giunta. E la Giunta  su  quali
  criteri sceglierà i progetti da approvare? Sui dodici assessori che
  sono  là  dentro  e che magari hanno interesse per  fare  approvare
  questo,  piuttosto che quell'altro progetto e non, invece, in  base
  all'urgenza.
   Allora,  io ritengo che bisogna approvare l'emendamento, il  10.5,
  signor Presidente.
   Lasciamo le cose incardinate secondo i canoni istituzionali.
   I  soldi li abbiamo tolti agli enti locali. Bene, i soldi,  questi
  soldi devono essere gestiti dalle province, a cui sono stati tolti.

   CRACOLICI. Non è così, onorevole Formica

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, questo è un argomento  che  è  stato
  ampiamente  discusso in commissione bilancio e, francamente,  siamo
  assolutamente  d'accordo su questo prelievo dei 30 milioni  per  la
  viabilità secondaria provinciale, oggi, dei liberi consorzi.
   Ritengo  che queste sono risorse, purtroppo, esigue, ma  visto  lo
  stato   delle   strade  nelle  nostre  province,  credo   che   sia
  assolutamente indispensabile, anche se non sono delle  risorse  che
  potranno   soddisfare  tutte  le  esigenze   dei   vari   territori
  provinciali.
   Vorrei,  però,  aggiungere, ad adiuvandum, e per evitare  che  poi
  l'assessorato,  magari,  decida  in  maniera  verticistica,   senza
  sentire  le  vere  esigenze  dei territori,  vorrei  aggiungere  al
  secondo comma che, con decreto del Presidente della Regione, previa
  delibera della Giunta regionale, non sentiti i liberi consorzi,  ma
  che sia un parere vincolante dei liberi consorzi, perché sentire  i
  liberi  consorzi, mi pare di lasciare tutto in aria. Mettiamo  noi,
  invece,   col  parere vincolante dei liberi consorzi',  perché  non
  vorrei  che  poi le esigenze manifestate dai liberi  consorzi,  non
  vengano  tenute in conto dall'assessorato e l'assessorato,  invece,
  segua  altre strade ed altre decisioni.
   E,  poi,  vorrei  capire, chi farà le gare  d'appalto  per  queste
  opere?
   Immagino il Genio civile, probabilmente.
   Anche  questo,  però, non è specificato. Bisogna  capire  chi  poi
  gestirà queste risorse e chi farà le relative gare d'appalto.

   FORMICA.  Io  sto  preparando  un  subemendamento,  altrimenti  lo
  accantoniamo

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,  oggi,
  le  ex  province  consorzi molte volte sono chiamate  in  causa  da
  ordinanze  dei  sindaci in danno, proprio per alcune viabilità  che
  non sono assolutamente idonee alla sicurezza.
   Penso,  quindi, che l'articolo, così com'è, debba restare, facendo
  un  subemendamento  che  possa essere anche  in  linea  con  quanto
  dichiarato  dai colleghi Ferrara e Formica, che venga espressamente
  detto,  su  proposta  dei liberi consorzi,  nel  senso  che,  oggi,
  cercare  di  ribaltare  la  paternità  o  la  titolarità  ad  altre
  istituzioni è sbagliato, perché solo i consorzi rispondono a  volte
  di richieste in danno fatte dai comuni e, quindi, la priorità degli
  interventi  spetta, sicuramente, ai consorzi dei comuni.  E'  ormai
  chiaro  che,  anche,  l'esiguità delle risorse  delle  ex  province
  porta,   sicuramente,  a  lasciare delle  strade  importanti  senza
  doverosi  interventi, è quindi giusto, ed è per questo  Presidente,
  che  vi sia una stragrande maggioranza, prego, onorevole Gucciardi,
  di  presentare anche questo subemendamento, dicendo e chiarendo che
  si tratta di interventi su proposta dei consorzi dei comuni.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo costretta
  a  ribadire che in Commissione il punto di difficoltà della norma è
  nato quando non si è detto di togliere le risorse ai comuni, perché
  nessuno  ha  detto  di  togliere le risorse ai  comuni,  perché  lo
  spirito della norma è, invece, quello di prendere queste risorse  e
  di  finalizzarle a quelli che devono essere gli investimenti per le
  infrastrutture  viarie, provinciali, anche alla luce  di  quanto  è
  accaduto;  per  cui  il  problema da  risolvere  e  che  era  stato
  demandato  al  Governo era quello di fare in modo che  le  risorse,
  attribuendole  ai consorzi dei comuni, i naturali destinatari,  non
  si bloccassero dentro i vincoli del patto di stabilità.  Questo era
  stato chiesto al Governo approvando quella norma.
   Credo  che  il  risultato  che  ne è  venuto  fuori  non  risponda
  assolutamente a quel criterio e, quindi, dobbiamo trovare  il  modo
  che  in  maniera  vincolante i comuni esprimano il loro  parere  e,
  contemporaneamente, quelle risorse non sottratte, ma  semplicemente
  individuate   nella   destinazione   finale,   prioritarie,   siano
  spendibili  in  maniera  chiara in base  al  piano  deliberato  dai
  comuni.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, scusi non vorrei ripetermi, perché dico
  alla fine 30 milioni di euro per tutta la Sicilia con la situazione
  delle  strade  così come è in tutti i territori, perché  in  alcune
  parti del territorio fortunatamente si parla di autostrade, io vivo
  in   un   territorio  che  non  è  né  in  prossimità  della  città
  metropolitana,  per cui dico abbiamo la situazione in  Sicilia,  in
  tutte  le  province di strade dissestate, ritengo che queste  somme
  mandate alle province siano un disastro, la provincia di Palermo ha
  un avanzo di due milioni di euro da spendere per le strade.
   Bene,  la  giunta  di Governo ha dovuto emanare  una  delibera  di
  giunta  per autorizzare il patto incentivante verticale,  cioè  per
  consentire  alla  provincia di pagare i mutui, in  modo  da  potere
  spendere  le  risorse, se oggi si trasferiscono ai liberi  consorzi
  perché  ancora  non ci sono alle province queste  somme,  esse  non
  saranno mai spese e noi abbiamo l'esigenza in tutte le province  di
  sistemare le strade dissestate. Quindi, l'obiettivo non è  la  lite
  tra  il  dipartimento,  la protezione civile e  l'assessorato  alle
  infrastrutture,  qui  ci  vuole  una  procedura  snella  e  bisogna
  individuare  quale  sia la procedura più snella perché  si  possano
  spendere queste somme. Sicuramente non è quella di destinarle  alle
  ex  province, perché io ho esperienza e posso testimoniare  che  da
  tre  anni  ancora la provincia di Messina deve redigere progetti  e
  questo non è consentito.
   Presenterò  un ordine del giorno dove dirò che c'è una strada  che
  attraversa  dieci comuni che è in condizioni di non transitabilità,
  h  una  trazzera  e quindi qui ci vuole trasparenza e  correttezza,
  perché  checché  se  ne dica questi erano trenta  milioni  di  euro
  destinati  agli investimenti per i comuni, ogni comune  all'interno
  del proprio territorio, che non ha i soldi per asfaltare le strade,
  avrebbe potuto procedere a sistemarsi le strade interne.
   Bene,  siccome  alla  Regione non ci sono somme,  li  togliamo  ai
  comuni,  i  comuni devono sapere e devono essere  a  conoscenza,  e
  devono  partecipare anche se sono solo dieci milioni  di  euro  per
  sapere quali strade si possono e si debbano sistemare.
   Questo lo possono fare il Genio civile, la Protezione civile,  non
  ha importanza ma ci vuole un organismo attuatore che immediatamente
  stabilisca,  nei trenta giorni, in maniera equa con  un  piano  per
  tutta la Sicilia - oggi il Presidente della Regione ha incontrato i
  sindaci  delle province di Scillato, eccetera, faremo la  trazzera.
  Con  quali  soldi? Ci vogliono 10 milioni e non possiamo  sistemare
  solo tre strade con 30 milioni di euro.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo dibattito
  appare  desolante e davvero disarmante. Per chi  ha  un  minimo  di
  confidenza con le vicende delle province sa che stiamo parlando del
  nulla.
   L'alternarsi  a questa tribuna di colleghi di diverso orientamento
  politico mi ricorda la felice descrizione dei capponi di Renzo.
   Stiamo  parlando di 30 milioni di euro, significa del  rifacimento
  del  manto  stradale appena appena di una ventina di chilometri  in
  tutto,  30  milioni di euro non trenta miliardi e ci chiediamo  chi
  deve  gestirli se il commissario, che si farà i suoi  amici,  o  se
  restituirli ai sindaci che avrebbero potuto impiegarli utilmente  o
  se  lasciare carta bianca al Presidente della Regione che  potrebbe
  continuare a favorire qualche amico.
   Signor  Presidente  e signori assessori e, soprattutto,  assessore
  per  le  infrastrutture e la mobilità,  io credo che  un  parametro
  esista.  Intanto, esiste il problema viabilità provinciale che  sia
  chiaro è stato finora risolto, da quando avete messo sotto processo
  le  province,  è  stato  risolto con una  sfilza  di  ordinanze  di
  chiusura.  Nel territorio provinciale non si può più  camminare,  è
  una sequela di divieti perché il commissario ritiene utile, anche a
  salvaguardia  del proprio ruolo, disporre su richiesta dell'Ufficio
  tecnico l'ordinanza di chiusura. Poi i disagi per gli automobilisti
  e   per  i  cittadini  sono  problemi  che  appaiono  assolutamente
  secondari.
   Il  problema è uno, Presidente e assessori: esiste un parametro di
  cui la Regione dispone già, ogni provincia ha un determinato numero
  di  chilometri  di  strade provinciali alle quali  si  aggiunge  un
  determinato  numero di strade consortili che, per una  legge  della
  Regione degli anni ottanta, sono oggi di competenza delle province.
   Allora,  se  il  parametro c'è tanto è lo  sviluppo  delle  strade
  provinciali di Palermo e tanto viene assegnato partendo dal  budget
  complessivo  che è quello di trenta milioni di euro. Poi  è  chiaro
  che  saranno  gli  uffici  tecnici  dei  liberi  consorzi  a  dover
  espletare le gare e a dover predisporre gli interventi, ma in tutta
  la  Sicilia  parliamo di quattro, cinque strade, signor Presidente,
  in tutta la Sicilia, per qualche chilometro.
   Il  rifacimento del manto stradale o la eliminazione di una frana,
  non  c'è  altro.  Per eliminare una frana occorrono  tre,  quattro,
  cinque  milioni  di  euro,  una frana; qui  sono  in  tutto  trenta
  milioni, ma di che stiamo parlando?
   Stiamo  perdendo  un'ora  del tempo per  discutere  del  nulla,  è
  davvero desolante

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  intervengo dopo l'onorevole Musumeci per fare il paio a quello  che
  ha  detto  l'onorevole Musumeci. Mi sembra che stiamo parlando  del
  nulla.
   Cioè,  c'è una questione riguardante il testo che dà al Presidente
  della  Regione  la  possibilità di emanare  un  decreto,  vi  è  un
  emendamento  che  stravolge  questo e lo  trasmette,  lo  trasporta
  all'Assessorato  delle  infrastrutture, vi  è  un  emendamento  del
  Governo  -  una  pantomima - che invece non lo dà né al  Presidente
  della  Regione,  né alle infrastrutture, alla programmazione  e  lo
  affida alla Protezione civile perdendo di vista l'obiettivo.
   L'obiettivo   è   il  titolo  di  questo  emendamento    Programma
  straordinario  che presuppone di per sé anche un'urgenza, viste  le
  condizioni disastrose in cui viviamo.
   L'onorevole Cracolici sollevava un dubbio che è quello secondo cui
  le  province non potevano spendere questi soldi per tutta una serie
  di ragioni, non ultimo lo sforamento del Patto di stabilità.
   Se questo è vero dovremmo modificare il comma 1.
   Il  comma  1  assegna le somme alle province, dovremmo specificare
  somme da destinare ai territori dei liberi consorzi, dovremmo  fare
  questa modifica.
   Poi  dovremmo  aggiungere un altro comma in  cui  individuiamo  il
  soggetto  che  eroga, che fornisce, che gestisce  realmente  questa
  programmazione.
   Personalmente  se  la programmazione viene fatta  dall'Assessorato
  delle  infrastrutture, se viene fatta dalla Protezione  civile,  se
  viene  fatta dal Presidente della Regione o chiunque è abilitato  a
  farla, importante è che si faccia.
   Non penso che sia un problema se viene fatta dai lavori pubblici o
  dalla Protezione civile.
   Il problema  è quello che poneva l'onorevole Cracolici.
   Vogliamo   spenderli   questi   soldi   o   devono   essere   solo
  un'enunciazione?
   Se  è  un'enunciazione possiamo votarlo così per com'è  perché  le
  province  non saranno mai in grado di spendere questi soldi,  primo
  perché  non  hanno  ancora un'entità giuridica  ben  definita,  non
  sappiamo cosa siano.
   Secondo,  non  hanno neanche gli strumenti così veloci  quindi  si
  trovino  quell'ente  terminale che è in  grado  di  gestire  questi
  trenta milioni di euro nelle varie province.
   Se  poi  ciascuno  di  noi  vuole portare  a  casa  un  risultato,
  Presidente,  ha ragione il Presidente Musumeci quando dice  che  ci
  prenderemo  solo delle briciole, delle noccioline,  poco  meno  che
  briciole.
   Se, invece, si vogliono fare cose serie, per me trenta milioni  si
  possono   spendere  solo  a  Messina  se  l'urgenza  è  Messina   e
  l'emergenza è Messina.
   Se, invece, vogliamo fare la distribuzione dei pani e dei pesci, è
  chiaro che facciamo un cattivo servizio alla Sicilia.

   MUSUMECI.  Mettiamo  un vincolo di novanta giorni.  Se  non  viene
  espletata  la  gara il denaro torna alla Regione così  creiamo  una
  spinta

   FORMICA. Il problema è che, forse, non si vogliono fare le gare

   SORBELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  assessori,  mi  rifaccio
  all'intervento di qualche oratore che mi ha preceduto.
   I  trenta milioni di cui stiamo parlando, dobbiamo comprendere  se
  rappresenti una cifra gestita o meno in emergenza.
   Trenta  milioni  per  chi  conosce un  minimo  di  contabilità  di
  cantiere  significa - come ha detto l'onorevole Musumeci -  nemmeno
  trenta chilometri quadrati di strada, rappresenta la possibilità di
  realizzare due-tre bretelle di dieci chilometri circa in  tutta  la
  Sicilia  a  fronte di migliaia e migliaia di chilometri dissestati,
  impraticabili  ove  sono  state  messe  ordinanze  di  divieto   di
  transito,  a  fronte  di questo, parliamo di trenta  chilometri  di
  viabilità da sistemare.
   Con  trenta  milioni  possiamo  considerare  soltanto  la  stesura
  dell'asfalto, del tappetino di usura.
   Quindi, dobbiamo decidere questa sera qui - e ci stiamo attardando
  -  se gestire in emergenza con le dovute gare o gestirlo in maniera
  tale  da  potere individuare i tratti importanti quali  quelli  che
  portano  agli  ospedali, ai servizi primari di  una  città,  di  un
  libero  consorzio,  considerare se un ospedale,  una  caserma  sono
  irraggiungibili.
   Parliamo  di  una  somma  che può gestire l'emergenza  di  qualche
  chilometro di rifacimento.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo, è stato detto che il tema sta appassionando nonostante  la
  pochezza quantitativa dell'intervento previsto. La pochezza aumenta
  se  consideriamo che questi 30 milioni dei quali stiamo discutendo,
  perché previsti come programma straordinario all'articolo 10,  sono
  ancora del tutto virtuali poiché discendono dalla norma che è stata
  approvata  in precedenza circa le operazioni finanziarie. Onorevoli
  colleghi,  non  crediate che si tratti di 30 milioni  nel  cassetto
  dell'assessorato, nel cassetto della Regione, da essere  trasferiti
  ai liberi consorzi o alle province perché è denaro contante, denaro
  disponibile.
   Si  tratta sostanzialmente dell'ennesimo mutuo da contrarre e  che
  deve  essere contratto con le procedure, con i tempi che ovviamente
  la normativa prevede.
   Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la verità  è  che
  quando  si scrivono norme come l'articolo 10 la confusione  anziché
  diminuire  aumenta.  Se  nella  norma,  infatti,  scriviamo  cinque
  obiettivi da raggiungere, alcuni dei quali sono alternativi tra  di
  loro  e  non  complementari,  è chiaro che  stiamo  costringendo  i
  destinatari  di questo pur teorico intervento a non esplicitare,  a
  non esprimere nessun atto concreto.
   Se  si  tratta  di  un  piano straordinario, non  può  che  essere
  demandato   a  chi  il  territorio  lo  conosce,  cioè  agli   enti
  territoriali. Non può essere la Regione.
   Se  io,  assessore  competente,  in  questo  momento,  dicessi   e
  chiedessi sa egli quante sono le ordinanze di chiusura al  transito
  della  Provincia  di Catania o della Provincia  di  Enna,  o  della
  Provincia di Messina, sicuramente non saprebbe rispondere perché mi
  risulta  che  in  assessorato  non  esiste  un  monitoraggio  della
  viabilità provinciale che è stata inibita al transito negli  ultimi
  anni.
   Allora  il piano non può che essere demandato agli enti intermedi,
  secondo requisiti e criteri che siano oggettivi e che tengano conto
  del  numero  dei  chilometri delle strade, che  tengano  conto  del
  numero  di  abitanti  di  quella singola  ex  Provincia  o  attuale
  Provincia, a meno che, signor Presidente e colleghi, non si  voglia
  nascondere   dietro  la  definizione  dell'articolo  10   programma
  straordinario   solo la possibilità di espletare  una  quantità  di
  somme  urgenze con procedure assolutamente semplificate e  regolate
  che non hanno niente a che vedere con un programma straordinario
   La  norma,  pertanto, signor Presidente, le chiedo  che  venga  in
  questo  momento stralciata, che venga accantonata, per  riscriverla
  meglio,  attendendoci,  da  parte del  Governo,  un  contributo  di
  chiarezza  e  un contributo di onestà intellettuale nello  scrivere
  una norma che sia davvero di programmazione e non di mera gestione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome   sono
  d'accordo  con  il  collega  Ioppolo,  vorrei  che  questo   essere
  d'accordo non sia soltanto un modo per parlarci addosso.
   Allora  una  cosa deve essere chiara: il tema non  è  chi  fa  ma,
  sostanzialmente, in capo a chi è la competenza, chi fa - scusate il
  bisticcio di parole -, anche perché giustamente lo faceva  rilevare
  l'onorevole Cascio, il primo comma dell'articolo 10 fa una norma, e
  spiegherò  anche  perché,  in cui dice   I  liberi  consorzi  hanno
  assegnati  30  milioni  e lo facciamo in virtù di un  ragionamento,
  che abbiamo fatto.
   Io  ricordo che la norma che era entrata in finanziaria  prevedeva
  un  mutuo  di  145 milioni, di cui 135 per i comuni  e  10  per  le
  province  o  liberi  consorzi.  Ad  un  certo  punto,  prima  nella
  Commissione I e poi nella II Commissione, è emerso giustamente,  io
  dico,  il tema dell'emergenza strade. Si è detto, allora, riduciamo
  il  mutuo  per  i  comuni e aumentiamo quello per  le  province  e,
  quindi,  da  10  passiamo a 30. Ora non vorrei che, in  realtà,  le
  province  da  10  stiano passando a zero perché, alla  fine,  i  30
  dovevano  servire alle province non per investimenti indistinti  ma
  per fare strade.
   Una,  mezza,  un  centesimo ma secondo un piano  che  spetta  alla
  competenza delle province.
   Poi si è capito, e me lo ricordava il collega Di Giacinto, che  il
  tema  del  patto  di  stabilità per le province non  esiste  perché
  sull'entrata e sull'uscita le province non operano, come  dire,  su
  tetti  ma  operano su saldi. Il problema è un altro. Il problema  è
  che,  essendo  un mutuo, la provincia deve avere la certezza  della
  tempistica. Ma allora questo è un problema amministrativo.
   Ora,  volete sapere cosa penso io, e io chiedo di votare per parti
  separate  e secondo voi non c'è bisogno neanche di stralciare.  Noi
  dobbiamo votare il comma 1 e bocciare il comma 2, e bocciare  tutti
  gli emendamenti, cioè, i fondi vanno alle province. Poi le modalità
  con  le  quali si spendono sono delle province e non  sono  né  del
  Presidente  della Regione, né dell'Assessorato alle infrastrutture,
  né della Protezione civile che hanno altri strumenti. Perché su una
  cosa  dobbiamo  intenderci, e lo diceva bene  l'onorevole  Ioppolo:
  cosa vogliamo fare di questi 30 milioni, somme urgenze?
   Vogliamo  fare  somme urgenze? Io sono contrario a usarli  per  le
  somme  urgenze, chiaro? Se qualcuno pensa che facciamo  30  milioni
  per  fare somme urgenze, facendo gare con inviti dedicati, io  sarò
  contrario.
   Quindi io sono perché 30 milioni vadano a liberi consorzi, secondo
  il  piano  di  riparto  previsto  dall'assessorato  alle  autonomie
  locali.  Sarà in capo ai liberi consorzi la responsabilità di  fare
  un metro, di fare dieci metri o di fare dieci chilometri sulla base
  delle risorse assegnate.
   Evitiamo confusione in questa materia.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  gioco
  delle  parti dove la maggioranza diventa opposizione al  Governo  e
  l'opposizione deve sforzarsi di spiegare ai deputati di maggioranza
  quello  che  sta  succedendo,  lo  possiamo  fare  solo  in  questa
  circostanza,  perché c'è in ballo l'interesse della collettività  e
  c'è il futuro di parecchi comuni che sono, al momento, isolati.
   Però,  vicepresidente,  non  possiamo  assolutamente  pensare   di
  intervenire,  a  sostegno del Governo, e  di  spiegare  quello  che
  succede  perché  i deputati della maggioranza fanno  finta  di  non
  capire o, e la cosa sarebbe ancora peggio, non hanno capito.
   Prima cosa. Per quale motivo abbiamo detto che queste risorse  non
  potevano  essere date alle province? Lo abbiamo detto non per  fare
  un favore al Governo, si badi bene se mai io volessi fare un favore
  al  Governo.  Perché è stato ampiamente dimostrato che le  province
  non possono spendere questi denari perché ci sarebbe

   GRECO Giovanni. E' falso, è falso

   VINCIULLO.  Giovanni,  va bene. Li puoi  spendere  a  Palermo   Ma
  siccome  non  possiamo  fare la finanziaria  per  la  provincia  di
  Palermo  e  dobbiamo fare la finanziaria per tutte le province  non
  puoi  pensare  di condizionare tutta la tua provincia   Chiaro   Le
  province sono 9 e si opera per 9 province.
   Allora,  una  cosa  è certa e non può il caso  di  Palermo  essere
  portato  ad esempio, le somme non possono essere spese nelle  altre
  province.  Non  possono  essere  spese   Poi,  quando  qualcuno  ci
  dimostrerà  che  non è così. Dopo di che, si è  detto   spendete  i
  cento  milioni di euro che avete a Palermo, perché non li  spendete
  questi cento milioni di euro che avete a Palermo? .
   Posto  quindi  che fu detto che non c'era la possibilità  di  fare
  spendere questi finanziamenti alle province perché c'era il rischio
  che  saltasse  il  patto  di stabilità, che  al  momento  costringe
  numerose province a non spendere, che cosa abbiamo detto?
   Questo  Governo in data 4 marzo 2015 ha approvato la deliberazione
  n.  64.  Cosa  prevede questa deliberazione che  i  colleghi  della
  maggioranza non hanno mai contestato?
   Prevede che sono stati individuati 49 milioni di euro da destinare
  a  interventi  -  se  ci  sono  - in  maniera  tale  che  si  possa
  intervenire nelle varie province.
   E'  stata fatta, a differenza di quanto è stato detto fino ad  ora
  perché  non si conosce la storia di questa Regione e non si conosce
  l'iter dei provvedimenti, una graduatoria.
   Questa  graduatoria è stata fatta ascoltando  i  Geni  civili,  le
  province  e  ogni  provincia, nessuna esclusa, ha  fatto  pervenire
  all'assessorato l'elenco delle opere di cui si ha assoluto bisogno.
   Questo   elenco  è  arrivato  in  assessorato  ed  è   stato   poi
  ulteriormente  verificato da parte del  Genio  civile  e  il  Genio
  civile  delle  nove  province, quindi,  in  maniera  oggettiva,  ha
  certificato  se gli interventi di cui i liberi consorzi  di  comuni
  avevano chiesto il finanziamento fossero veri o meno.
   Non  vorrei smentire autorevoli colleghi, ma qui non si tratta  di
  qualche  chilometro quadrato, perché, per essere  chiari,  possiamo
  andare  a  finanziare  almeno 60 strade,  comprese  49  precedenti,
  quindi   significa  che  apriamo  al  transito  almeno  60   strade
  provinciali, la maggior parte delle quali al momento sono chiuse.
   In  modo  particolare, onorevole Greco, anche tutte  quelle  della
  provincia  di  Palermo che attualmente, pur avendo la provincia  di
  Palermo  cento milioni di euro, non riesce a realizzare perché  non
  può movimentare le somme che ha a disposizione.
   Ciò  posto la soluzione che avevamo trovato in Commissione era una
  soluzione che accontentava tutti i partiti, sia di maggioranza  sia
  di opposizione. Non si capisce questo attacco alla diligenza che  è
  iniziato stamattina in Aula.
   Se l'attacco alla diligenza delle risorse destinate alla provincia
  significa  che  il  centrosinistra vuole continuare  a  mettere  in
  discussione il Governo che, pure lo rappresenta, ditelo  pure;  se,
  invece,  si è trattato di un incidente di percorso perché  non  era
  chiaro,  onorevole  Cracolici,  il  percorso,  dopo  che  ve   l'ho
  spiegato,  vi  invito  ad  andare sul sito della  Presidenza  della
  Regione  a  vedere la deliberazione n. 64 del 4 marzo e, se  questa
  vicenda  non  nasconde  imboscate rivolte  al  Governo,  credo  che
  possiamo approvare facilmente questo articolo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor   Presidente,  onorevoli colleghi,  assessori,
  penso  che  sia chiaro che nessuno vuole mettere in discussione  le
  risorse  per le province, le risorse per le strade provinciali  che
  tutti  conosciamo e tutti sappiamo in che condizioni sono, però  ho
  la  sensazione  davvero che un pochino di demagogia qui  la  stiamo
  facendo e mi voglio fermare solamente alla parola demagogia a  meno
  che  ci  siano cose che io non conosco, a meno che qualcuno già  ha
  pensato come spendere questi soldi e la cosa infastidisce ancora di
  più,  però  queste  cose io non le penso e non le  voglio  pensare,
  voglio  fare  solamente una riflessione. Il problema relativo  alla
  non  possibilità  di  spesa  - certo, signor  Presidente,  è  molto
  difficile  intervenire in Aula, aumento io il volume della  voce  -
  quindi il problema dell'impossibilità a spendere le risorse per  il
  patto  di  stabilità non esiste,  non esiste per  due  motivi:  uno
  perché  questi interventi non sono interventi immediati pronti  per
  essere  fatti ma bisognava fare i progetti esecutivi, appaltare  le
  opere  e  quindi  non  andranno  ad  incidere  intanto  subito  nel
  bilancio,  ma,  al  di  là  di  questo,  a  prescindere  da  questa
  riflessione, già dal Governo  Letta le risorse in quota  parte  per
  investimenti vengono stralciate.
     Questa  è una cosa che ritengo importante: vengono stralciate  -
  sembriamo davvero in un campo di calcio -  e pertanto non esiste il
  problema  e  l'intervento che ha fatto il collega  Cracolici  è  un
  intervento  serio,  non  ci fa dimenticare che  le  province  hanno
  competenze  e tra queste competenze i liberi Consorzi hanno  quelle
  del rifacimento delle strade.

   CIMINO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  gradisco  una  risposta  su   questo
  argomento  perché  ritengo  che sia  un  argomento  molto  serio  e
  delicato  ed  è  bene  che  i colleghi parlamentari  possano  avere
  certezza e contezza di quello che noi stiamo facendo questa sera.
   L'onorevole Cracolici ha iniziato il proprio intervento  ribadendo
  come il problema era quello di capire chi fa? Chi realizza?
   Signor Presidente, il mio problema non è chi fa ma cosa fa. Perché
  ritengo   che   questo  articolo  già  nel  suo   titolo   sia   in
  contraddizione  con  le  problematiche che sta  vivendo  la  nostra
  Regione a tutt'oggi.
   Il  titolo  recita:  Programma straordinario di  interventi  sulla
  viabilità  secondaria .  Chiedo  all'assessore  Baccei   di   poter
  comunicare  all'Aula:  noi  siamo pronti  a  poter  programmare  30
  milioni  di  euro  per la viabilità secondaria, ma  quali  sono  le
  risorse statuite dalla Commissione, dal bilancio per le frane,  per
  gli smottamenti, per i crolli, se domani dovesse crollare  un pezzo
  della  cattedrale  di Agrigento o una ragazza muore  per  una  buca
  sulla strada comunale di Agrigento questo non è possibile perché le
  risorse sono destinate solo alla viabilità secondaria?
   A  me  non  interessa  chi  fa ma cosa fa.  La  Sicilia  ha  tante
  emergenze.  Se  i sindaci ritengono necessario con  queste  risorse
  presentare un piano d' intervento per una copertura finanziaria  su
  una  frana,  su  uno  smottamento, su un crollo  o  su  una  strada
  comunale  o  su  una strada provinciale che ben  venga,  decida  la
  programmazione comunale del sindaco, ma non può essere  un'attività
  devoluta  alla pubblica amministrazione, all'assessorato regionale,
  vincolando  le risorse ad una programmazione che non si  potrà  mai
  realizzare.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima dell'intervento dell'onorevole Turano  gradirei
  che  su  questo  il Governo si pronunciasse, anche  per  chiarezza,
  perché   il   dibattito  non  è  stato  inutile,  il  dibattito   è
  finalizzato,  a parte che c'è un dato scontato che le risorse  sono
  veramente   minimali,    anche  su  chi  deve   realizzare   questi
  interventi,  se deve essere l'assessorato di riferimento,  e  se  è
  l'assessorato  di  riferimento, attraverso quali strumenti,  perché
  nell'emendamento  del  Governo  si parlava  di  dipartimento  della
  protezione  civile,  nei vari emendamenti di  infrastrutture.  Ecco
  bisogna capire questi concetti prima che noi andiamo a votare o  se
  devono   essere  invece  direttamente  i  Liberi  consorzi,   farei
  concludere gli interventi.
   Io   farei   concludere  gli  interventi  perché  ha  chiesto   di
  intervenire nuovamente l'onorevole Falcone e l'onorevole Sorbello e
  successivamente  dopo l'intervento dell'assessore  l'Aula  è  nelle
  condizioni  almeno  di  votare  anche  sotto  forma  di   eventuale
  interpretazione che dovremo dare nel caso di attuazione  di  questa
  legge. Ha facoltà di parlare l'onorevole Turano.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cercherò
  di  fare  una breve sintesi su tutto quello che si è verificato  in
  quest'Aula  e  sulle  cose che ho scoperto  essersi  verificate  in
  Commissione  Bilancio,  Commissione che  non  è  il  Vangelo,  dove
  onestamente si costruisce una mediazione spesso utile talvolta, per
  come  viene  esposta,  quasi  insopportabile,  fino  a  quando   in
  Commissione  Bilancio  si  era votato questo  emendamento  che  non
  prevedeva  assolutamente  niente non  c'erano  problemi  di  sorta,
  problemi  di  Liberi Consorzi, tutto andava bene  e  non  c'era  lo
  stravolgimento  ma il tutto è cominciato quando ho chiesto  se  non
  era   corretto  che  la  proposta  venisse  avanzata  sull'articolo
  approvato   dalla  Commissione  Bilancio  dall'assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità, il quale aveva gli Uffici  periferici
  per   verificare   quali  erano  le  realtà  su   cui   intervenire
  immediatamente.  Lesa  maestà   Abbiamo  scoperto   il   patto   di
  stabilità, abbiamo scoperto che i comuni o le province non  possono
  intervenire, abbiamo scoperto ora che possono intervenire.
   La  cosa  che  non  sopporto, perché questa è  politica,  possiamo
  decidere  tutto e il contrario di tutto. Rimango delle mie  idee  e
  non  mi  impicco  se  l'Aula  vota in  maniera  diversa.  Condivido
  l'emendamento   del  collega  Falcone  con  la  modifica   proposta
  dall'onorevole  Formica  su proposta dei Liberi  Consorzi.  Questa,
  ripeto,  è  politica; la deriva insopportabile  è  quando  lasciamo
  adombrare  ombre di chissà quale tipo e chissà su che cosa.  Questo
  non  mi appartiene. Che lo faccia l'onorevole Ioppolo, è libero  di
  farlo; rappresento una opposizione che va contro tutto e contro  il
  Governo in particolare; che lo facciano autorevoli esponenti  della
  maggioranza.
   Siamo  all'articolo  10  di una finanziaria  e  dobbiamo  arrivare
  all'articolo 100 e allora ho capito onorevole Cracolici, delle  due
  l'una,  o stiamo programmando e stiamo dicendo alla Regione   visto
  che abbiamo soffocato le Province e non abbiamo ancora approvato il
  disegno  di  legge  sulle  Province, intervieni  per  le  emergenze
  cercando  di capire , non vorrei che le cose che lei dice onorevole
  Cracolici   siano  scritte  nell'emendamento  che  il  Governo   ha
  ritirato.
   Allora  cerchiamo di essere chiari. Delle due l'una: o  l'impianto
  reggeva  nel  senso  che  chiamavano l'assessore  per  attuare  gli
  interventi  da  fare su proposta dei Liberi Consorzi oppure  questo
  intervento deve essere demandato ai Liberi Consorzi.
   Credo  che  quello che è stato fatto in Commissione Bilancio  vada
  sostenuto.  Non ho partecipato a quei lavori, non ho detto  che  le
  cose  non  mi  garbano,  ma la logica mi fa dire  che  la  proposta
  dell'assessore  al  ramo  sul parere del  Libero  Consorzio  è  uno
  strumento  utile,  è uno strumento che rende rapida  l'azione.  Non
  capisco  cosa debba fare il decreto del Presidente, previa delibera
  di Giunta comunale, e sentiti i Liberi Consorzi e l'assessore.
   Il secondo comma, diciamocelo chiaramente, da qualcuno viene visto
  come chi deve gestire queste risorse. Io penso quali interventi  si
  debbano fare e gli interventi sono quelli indicati nel primo  comma
  dell'articolo,  quindi non mi stupisce se  la  proposta  la  fa  il
  Libero Consorzio e la procedura la segue l'assessore.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  quando
  la  Commissione ha immaginato questo intervento è stato  pensato  a
  seguito  delle  difficoltà viarie, abbiamo detto, in  cui  oggi  la
  Sicilia  si  trova.  E  quando utilizzo il termine   difficoltà   è
  chiaro che sia un eclatante eufemismo per dire che la situazione  è
  veramente disastrosa in Sicilia.
   Fatta  questa  considerazione,  volevo  un  attimino  fermarmi   e
  richiamare  un po' all'Aula qual è l'obiettivo che questo  articolo
  vuole  raggiungere  e  quali sono le procedure soprattutto.  Perché
  l'obiettivo  lo  abbiamo compreso tutti, le procedure  invece  sono
  deficitarie   nella   comprensione  di  quest'Aula.   Allora,   con
  l'emendamento  10.5  che,  a  mio  avviso,  può  essere   benissimo
  integrato dal subemendamento 10.5.3, cosa si vuole fare?
   Le province possono indicare all'assessorato per le infrastrutture
  e  la  mobilità,  assessorato deputato a ciò, a questo  intervento,
  quali  sono  le  esigenze. L'assessore raccoglie  le  esigenze,  le
  valuta,  sentite  le  Province eventualmente con  un  parere  anche
  vincolante,  e  dopo  fa un decreto, emana un  decreto,  col  quale
  assegna le risorse alle Province, individuando specificatamente gli
  interventi su cui attuare questa spesa.
   Qualcuno ha parlato di patto di stabilità. Mi dispiace raccogliere
  e  registrare questa eccezione, perché l'intervento,  siccome  è  a
  destinazione vincolata e affluisce al Titolo II delle Province, non
  incide sul patto di stabilità delle Province perché è un intervento
  a destinazione vincolata. Ma è chiaro, chiaro  Per cui noi abbiamo:
  i  Liberi  Consorzi propongono; l'assessorato valuta,  raccoglie  e
  assegna  le  risorse a seconda delle esigenze;  i  Liberi  Consorzi
  attueranno  questo  intervento;  e  poi  l'assessore  ritornerà  in
  Commissione  entro  180  giorni  e  relazionerà  sugli   interventi
  effettuati.
   È  chiaro, questa è la procedura, su questo riteniamo che  non  ci
  siano  particolari problemi, per cui noi diciamo di andare  avanti,
  di votare il 10.5 o i subemendamenti, nel caso in cui invece questa
  Presidenza, e lo voglio dire al Presidente, ritenesse che ancora ci
  sono  dei  dubbi,  fermiamoci allora, accantoniamo  l'articolo,  lo
  riscriviamo in maniera chiara perché un buon legislatore deve  fare
  norme semplici ed efficaci.
   Nel  momento  in cui ci impantaniamo, qua, e stiamo discutendo  da
  un'ora su un articolo condiviso, su un obiettivo e su un intervento
  voluto da tutti, in un momento di grande difficoltà per la Sicilia,
  noi  non stiamo facendo e non stiamo espletando al meglio il nostro
  mandato.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente,  signori  assessori,  onorevoli
  colleghi,  volevo per intanto dire al collega Turano, un minimo  di
  rispetto  per  il lavoro fatto dalla Commissione  Bilancio ,  visto
  che,  tra  l'altro, ha lavorato cinque giorni, notte e giorno,  per
  riuscire  ad  uscire  fuori  una  finanziaria  che  riteniamo   sia
  abbastanza equilibrata.
   E  su  questo  articolo, devo dire, che tutti i  discorsi  che  si
  stanno  rifacendo  in Aula, sono stati fatti tutti  in  commissione
  l'altra  sera.  Ed  alla  fine,  abbiamo  tentato  di  trovare  una
  soluzione  che  è  quella che è stata scritta stasera  ed  è  stata
  portata in Aula.
   Rispetto  al  patto di stabilità,  volevo chiarire una  cosa,  non
  fosse altro per dire che le province possono spendere questi soldi.
  I  liberi  consorzi li possono spendere, perché, a  differenza  del
  patto  di  stabilità  regionale, lì ci sono i saldi  finanziari,  i
  saldi  di  competenza,  che  sono  diversi  rispetto  al  patto  di
  stabilità  della Regione. Siccome noi abbiamo, qui,  un'entrata  ed
  un'uscita,  le province possono spendere,  sicuramente,  le  somme.
  Non   possono   spendere,  in  questo  momento,   gli   avanzi   di
  amministrazione  perché  già sono vincolati  nei  vecchi  patti  di
  stabilità  e  non possono utilizzare gli avanzi di amministrazione.
  Questo, sicuramente, non lo possono fare, ma queste risorse possono
  essere spese.
   Mi  dispiace  che l'onorevole Turano, avendo fatto  il  presidente
  della   Provincia  di  Trapani,   voglia,  stasera,   azzerare   le
  competenze degli enti locali.
   Ritengo  che  debbano essere i liberi consorzi a dover programmare
  ciò  che fare nei propri territori sulle strade provinciali e credo
  che  le province, gli uffici provinciali dei liberi consorzi  delle
  province,  hanno tanti progetti e, chiaramente, i 30  milioni  sono
  una goccia in un mare
   Stiamo  parlando di un miliardo di euro che ha bisogno la  Sicilia
  per  rimettere in sesto le strade provinciali e noi stiamo parlando
  di  30  milioni, che è lo sforzo che abbiamo potuto fare con questa
  finanziaria ed abbiamo fatto. E sono delle risorse che  sono  state
  tolte agli enti locali, ritengo, per darle ad altri enti locali.
   Il   nostro   Gruppo,  pertanto,  ha  presentato  un   emendamento
  soppressivo  del  comma 2, cosicché risolve il problema  di  tutti.
  Rimane soltanto il comma 1, in cui si dice che le risorse vanno  ai
  liberi  consorzi  dei comuni che programmano  e  spendono  i  soldi
  facendo  fare le gare. Non loro stessi. Vi ricordo che le gare  che
  superano  1.500.000  euro  vanno  all'Eureka,  per  cui,  i  liberi
  consorzi  non fanno altro che programmare, approvare i  progetti  e
  mandarli all'Eureka.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, questa sera sta accadendo  di  tutto.
  Quando  i  fondi mancano, giustamente, ci si irrigidisce sul  fatto
  che servono i fondi per avviare  e altre cose.
   Stasera  ci  sono i fondi e si dibatte a chi darli per  spenderli.
  Questa è veramente una cosa ridicola
   C'è un articolo; c'è un assessore per le infrastrutture. Ma io  mi
  chiedo,  chiedo  ai  colleghi  della maggioranza,  ha  una  valenza
  politica  l'assessore  per le infrastrutture  in  questo  benedetto
  Governo? Se non ha una valenza lo dite chiaro e tondo e se  ne  va.
  Si  dimette e se ne va. Ma se ha un ruolo e se deve avere un ruolo,
  certamente,  affidiamogli  la disponibilità  e  la  possibilità  di
  creare le condizioni ottimali per far spendere questi 30 milioni di
  euro,  altrimenti  qua  si è alla ricerca costante e  continua  del
  nulla.
   Ed  io  dico un'altra cosa, signor Presidente. La prego di mettere
  ai  voti  questo  benedetto articolo e la chiudiamo questa  storia,
  perché  io  sono  per questo Governo e, per me, gli assessori  sono
  tutti validi, perché lavorano nell'interesse generale della Sicilia
  ed  è ora di finirla, perché altrimenti viene sollevato un problema
  politico in questa storia.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, sarò brevissima, perché  capisco  che
  tutti   stiamo   prendendo  la  parola   su   questo   tema,   però
  effettivamente in Commissione l'argomento è stato proprio questo.
   Non  credo  che il problema sia adombrare la figura dell'assessore
  Pizzo,  perché ci mancherebbe altro, c'è grande stima da  parte  di
  tutti  i  colleghi, però ritengo che il dibattito che c'è stato  in
  Commissione  era proprio quello di dare questi 30  milioni  per  le
  strade secondarie, ritenendola una emergenza della Sicilia. Quindi,
  quello  che  vorrei sottolineare è che questi 30 milioni  per  nove
  province  sono circa tre milioni e mezzo a provincia, basteranno  a
  stento  per mettere in sicurezza le strade o per asfaltarle, quindi
  non  credo  che  sia un problema darle ai liberi  consorzi,  perché
  nessuna strada sarà possibile rifarla in maniera adeguata, rispetto
  ai progetti che ci sono nei liberi consorzi.
   Quindi,  ritengo  che  vada cassato il  secondo  comma  e  vengano
  destinate queste somme direttamente ai liberi consorzi.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, per capire ancora una volta, se ce ne
  fosse  bisogno,  che  sostanzialmente noi dobbiamo  dire  tutta  la
  verità   su  questa  vicenda,  perché  dai  primi  approcci   della
  discussione  di questo articolato si è evidenziato in  questa  Aula
  che  non potevano essere trasferite le somme ai liberi consorzi,  a
  parte  il  fatto  che un parere mio personale che  non  trasferirei
  alcuna  somma  visto se ancora non abbiamo una norma,  se  esistono
  questi  liberi consorzi o non esistono. Ma questo è un mio giudizio
  personale. Ma dire poi che il trasferimento delle somme è legato al
  non rispetto del patto di stabilità è dire qualche bugia, è mentire
  ai  deputati, ai colleghi presenti in questa Aula. Per  cui,  fermo
  restando  che il patto di stabilità non ha niente a che vedere  con
  il  trasferimento  ad  hoc perché là si parte di  trasferimenti  di
  titolo 2, a titolo generale, e non con i saldi con il finanziamento
  specifico della manutenzione.
   Allora,  noi dobbiamo dire con estrema lealtà se queste  somme  le
  dobbiamo  gestire e celermente essere spesati li incardiniamo  come
  un  programma dell'Assessorato delle infrastrutture con i pareri  e
  le  proposte  dei  geni civili provinciali è  una  strada;  l'altra
  strada è quella dei liberi consorzi.
   Dobbiamo decidere questa sera qua e mi sembra che a questo punto è
  diventato,  come  ha  detto  qualcuno,  un  problema  politico,  se
  affidarlo  all'Assessorato delle infrastrutture con i pareri  delle
  istituzioni  presenti di riferimento, cioè a  dire  i  Geni  civili
  provinciali   che   hanno   tutte  le  competenze   ed   hanno   la
  professionalità  affinchè si superi, anche perché  non  vorrei  che
  tutta  questa  manfrina poi porti all'assegnazione di queste  somme
  con  il percorso della somma urgenza perché sulla somma urgenza noi
  saremmo contro.

   CRACOLICI. Il genio civile solo quello può fare

   SORBELLO. No, possono fare anche le gare, le gare le possono fare,
  onorevole Cracolici, io sono convinto che le gare si possono fare.
   A  parte  questo,  in  ogni caso, formalizzare  un  programma  con
  l'Assessorato  e  con i Geni civili provinciali o  affidare  queste
  somme,   se  si  ritiene  politicamente  che  sia  la  strada   più
  percorribile,  ai  liberi  consorzi, nonostante  la  mia  personale
  opinione  che  i liberi consorzi fino a questo momento  sono  sulla
  carta  e  non nella realtà, perché ho detto nella seduta scorsa,  e
  sono  stato  frainteso, i liberi consorzi, i commissari sono  stati
  nominati con una procedura che può essere tutta criticata.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  dopo  tre
  ore   di   discussione  in  II  Commissione,  l'onorevole   Falcone
  onestamente  dice  che  queste spese non  rientrano  nel  patto  di
  stabilità. Sono contento che lei si è ravveduto, ma dopo tre ore in
  Commissione e qua non so per quale motivo esce questa cosa.
   Veda  Presidente,  questa  è stata la guerra  in  II  Commissione.
  L'abbiamo superata.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Ma che hai superato  Ora te lo dico io  che  ci
  rientrano, perché l'ha detto il Ragioniere generale quattro volte

   GRECO  GIOVANNI. Per quanto riguarda il suo intervento  che  vuole
  sentire   il  parere  dell'Assessore  per  le  infrastrutture,   ma
  l'Assessore  per  le  infrastrutture su  questo  argomento  che  ci
  azzecca?  Il caos è proprio per questo, sono somme che  vanno  alle
  province e debbono essere spese dalle province.
   Onorevoli   colleghi,  io  ho  fatto  l'intervento  pure   in   II
  Commissione  e, dopo il mio intervento che è stato al limite  della
  legalità, e me ne scuso, non mi fate andare su tutte le furie.
   Le cose semplici non facciamole difficili, abbiamo una finanziaria
  da approvare, cerchiamo di approvarla ed ognuno di noi si tratti le
  competenze  proprie. Quindi, l'assessore per le  infrastrutture  si
  può alzare e dire che non è competenza sua perché è delle province.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  fermo  restando
  che  il  dibattito  è stato interessante e sicuramente  ha  portato
  contributi  positivi  da tutte le parti, io per  un  attimo  vorrei
  mettermi  nei  panni di un cittadino siciliano che si collega  alla
  televisione ed assiste alle ultime due ore di questa seduta.
   In  un  momento  in  cui la Sicilia crolla  a  pezzi,  in  cui  la
  stragrande  maggioranza è franata, crolla, è  impercorribili,  sono
  mulattiere più che strade, penso che al siciliano interessi di  più
  avere le strade, che queste strade si facciano indipendentemente da
  chi le fa.
   E'  ovvio  che  ci  sono due posizioni nette  e  contrapposte.  Ho
  qualche  dubbio che dietro queste contrapposizioni vi sia realmente
  la   possibilità  o  meno  di  fare  questi  lavori  ma  ci   siano
  probabilmente veti incrociati e situazioni e contingenze  politiche
  che, sempre al solito cittadino siciliano, interessano poco.
   Per  cui,  io  innanzitutto  vorrei chiedere  al  Governo,  che  è
  l'esecutore  materiale, il potere esecutivo di questa  Regione,  di
  indicare  quella  che  può  essere una strada  di  sintesi  tra  le
  posizioni che si sono venute a creare.
   Dopodichè,   eventualmente,   prendere   in   considerazione    di
  accantonare  di  trovare  una  sintesi  che  consenta,  sempre   al
  cittadino siciliano, di aver fatte le strade, poi votiamo e  quello
  che  uscirà  fuori  da questa norma sarà che,  spero,  i  cittadini
  siciliani possano trovare tra qualche mese le strade fatte.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente avevamo
  trovato 30 milioni di euro. Da dove li prendiamo, tutto quello  che
  è successo ed ora la lite per chi li deve gestire.
   E'  chiaro  che  30 milioni di euro, Presidente, rispetto  ai  316
  milioni  con i quali l'Assessorato delle infrastrutture, attraverso
  un  controllo certosino, in tutta la Regione siciliana  necessitano
  316 milioni di euro.
   Questo  è  un  piano di risanamento del territorio.  Queste  somme
  penso  siano  vincolate e devono essere vincolate perché  i  liberi
  consorzi  credo  siano  i  soggetti  deputati  ad  attuare   perché
  conoscono il territorio.
   Il  fatto  che  ci si riferisca alla legge 8, che ha  tagliato  le
  province, di fatto ancora le province esistono, aspettano una legge
  che  non  arriva solo perché siamo stati distratti,  abbiamo  perso
  molto tempo e non abbiamo risolto il problema dei liberi consorzi.
   Dopo l'approvazione della finanziaria la prima cosa che va fatta è
  approvare i liberi consorzi, le città metropolitane in modo tale da
  far partire questa macchina che si è inceppata.
   Gli  interlocutori  diretti  sono  i  liberi  consorzi  che  hanno
  conoscenza  del  territorio e assieme ai comuni che,  autonomamente
  gestiscono  il proprio territorio, possono mettere in sicurezza  il
  territorio stesso.
   Le priorità sono ben specificate, vanno bene.
   Sono quelle che consentono alle persone finalmente di arrivare  in
  un  paese, che consentono di entrare a casa, che consentono di fare
  vivere in modo sereno.
   Ciò avviene solo ed esclusivamente se questo Parlamento si impegna
  immediatamente  ad approvare questa finanziaria per  poi  approdare
  all'approvazione dei liberi consorzi e delle città metropolitane.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  è chiamato a  dare  un'indicazione  e  a
  chiarire  in ordine alla spendibilità immediata di queste  risorse,
  si  fa  riferimento  infatti  ad una programmazione  di  interventi
  immediati sullo stato di dissesto che grava nella Regione siciliana
  sulle strade provinciali.
   Il  soggetto che deve spendere questo somme deve essere la Regione
  siciliana,  a  prescindere  da quale  sia  l'organo  della  Regione
  deputato a farla o devono essere i liberi consorzi?
   Se lasciamo nel vago, la norma sarà di difficile attuazione. Tutte
  le  questioni  di patto di stabilità vengono dopo. Se lasciamo  nel
  vago la norma ci sarà difficoltà perché la norma come scritta parla
  di un programma. Chi debba attuare il programma non si sa.
   L'intervento  del  Governo  serve  a  chiarire  questi   problemi,
  diligentemente   posti   dall'Aula,  perché   dobbiamo   fare   una
  legislazione di qualità.
   Se  poi  il  Governo ritiene, nella figura dell'Assessore  per  le
  infrastrutture o del Vice Presidente o di qualche altro  Assessore,
  che  sia necessaria una riscrittura complessiva per fare chiarezza,
  lo  dicano  e  l'Aula  si  determinerà  in  tal  senso  votando  la
  riscrittura  sulla  base di queste considerazioni  o  bocciando  la
  riscrittura  andà  avanti sulla base degli emendamenti  presentati,
  sulla base del disegno di legge presentato.
   La  volontà  espressa  del  Governo - se lo  conferma  l'Assessore
  Baccei - era quella del ritiro dell'emendamento 10.3.

   PIZZO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Mi scuso per
  non  avere  sentito  tutti gli interventi anche  se,  più  o  meno,
  ricalcano  due  filosofie di gestione su cui si può attuare  questa
  misura finanziaria.
   Non  ho assistito a tutti gli interventi - ogni tanto qualcosa  di
  positivo, non tutto va male - perché oggi è entrata in funzione, la
  linea  Palermo-Catania con i treni che io definisco   normali   non
  veloci, due ore e quarantacinque, che consentiranno in questa  fase
  di   emergenza   della  A19  un  ristoro  al  traffico   passeggeri
  soprattutto  ai  pendolari impegnati sul fronte del  lavoro,  della
  scuola e della università.
   Detto questo, qua c'è da capire, intanto, di dirimere la questione
  principale.  C'è un comma 1 che io ci azzecco perché ho contribuito
  a scriverlo buona parte del comma l'ho scritto di mio pugno, quindi
  evidentemente ci azzecco qualche cosa, no onorevole Greco?  C'è  un
  comma 2.
   Il  comma 1 è una norma che dà un ordine, qual è la cornice su cui
  stiamo  lavorando.  Quindi,  dà  una  indicazione  a  chiunque  poi
  susseguentemente  dovrà  attuare i piani  di  programmazione  e  di
  decretazione impegno e spesa su come affrontare questa spesa.
   Andiamo  al  comma 2. Sul comma 2 dobbiamo prendere una decisione,
  perché   o   trasferiamo  alle  Province,  quindi  una   norma   di
  trasferimento  con  un  primo comma di  programmazione,  io  te  li
  trasferisco  questi soldi ma me li devi spendere così,  con  questo
  comma,  e  a questo punto il Governo non c'entra più, il Governo  è
  una  fase esecutiva, quindi se le somme sono destinate ad un'azione
  esecutiva  del Governo che deve porre in essere è un conto,  se  le
  somme vengono trasferite alle Province che li destineranno ai sensi
  della cornice del comma 1 è un altro.
   Noi  eravamo riusciti a trovare una sintesi alle 4.15 del mattino,
  quindi  dopo  una  discussione accesa notturna e ben  pensata,  con
  l'articolo  10.  Era  una  sintesi  che  mediava  fra  queste   due
  posizioni.  Una  sintesi politica; non tutti erano  d'accordo,  non
  tutto   era   possibile  mettere  in  quell'accordo,  lascia   però
  quell'articolo  alcune  -  come  giustamente  dice  il   Presidente
  dell'Assemblea  -  alcune decisioni da prendere, però  queste  sono
  quelle che interessano i cittadini.
   I  cittadini  non vogliono sapere chi li spende i  soldi,  ma  che
  velocità,  in  quanto tempo mi dai viabilità sulla  strada,  questo
  vuole sapere oggi il cittadino e l'utente.
   Io sono passato 14 volte da Polizzi, non so quanti di voi lo hanno
  fatto,  e  vi posso assicurare che coloro che ci passano,  mi  sono
  fermato  con  la  stradale, con i carabinieri, ho  intervistato  le
  persone  che  passano, come ho intervistato quelli  che  vanno  sui
  treni o sui pullman.
   Quindi, fare questo, andare verso il cittadino non è una cosa così
  orribile orrenda, sbagliata, il cittadino oggi vuole sapere  se  da
  Corleone ci può passare o no, se da Rosolini ci può passare  o  no,
  se la strada per Palazzolo Acreide si riapre o non si riapre, se le
  interruzioni che ci sono sulle stradi provinciali vengono riparate,
  perché  qua  si  parla di riparazioni signori, con  30  milioni  il
  lavoro non è da programmazione o da ristrutturazione strade

   GRECO GIOVANNI. Lei non è competente  Si ritiri

   PIZZO,  assessore  per le infrastrutture e  la  mobilità.  Con  30
  milioni si possono fare, ai sensi dei piani che mi hanno portato le
  Province,  si  possono fare più o meno cinque o sei  interventi  in
  tutta la Sicilia, quindi ci sarà la lotta a chi sono quei cinque  o
  sei interventi?
   Allora  qua  c'è un lavoro invece molto tecnico di fotografie  del
  singolo  intervento,  di schede progettuali ed  esecuzioni.  Se  le
  Province  ritenete che siano in grado di farlo,  dovete  votare  il
  trasferimento alle Province; se ritenete che le Province  non  sono
  in  grado di farle, dovete dare un compito al Governo, poi  chi  lo
  farà  lo  deciderete, di fare interventi mirati per recupero  della
  maggior  parte  di mobilità. Perché qua non dobbiamo recuperare  su
  una  Provincia  o  su  un'altra  Provincia,  dobbiamo  cercare   di
  assicurare   alla  maggior  parte  dei  cittadini  dell'Isola   una
  viabilità su 14 mila chilometri di strada provinciali il cui 50 per
  cento è dissestato.
   Il  piano di intervento presentato sia sul piano juncker,  sia  al
  Ministero dell'Infrastrutture è per circa 2 miliardi e già nel 2007
  era previsto un intervento da un miliardo e 50 poi definanziato  da
  una finanziaria del 2008. Quindi, un problema già antico, risale al
  2007,  si è aggravato; quest'anno ci sono state 6 mila nuove frane,
  6  mila  nuove  frane,  almeno 3.000, 2.500  hanno  colpito  strade
  provinciali. Quindi, bisogna intervenire su tutti quei siti e  quei
  luoghi che sono stati dissestati da queste frane.
   Non fare strade, ma fare interventi mirati. Questo mi preme dirlo,
  perché  la mia competenza è avere osservato per quattro mesi  tutta
  la fotografia del sistema. Perché abbiamo aperto un tavolo tecnico,
  che  ha  tenuto presenti al tavolo comuni e province che  ci  hanno
  portato  tutti i dati sulle strade, ci ha fatto fare una fotografia
  di circa duecento, duecentocinquanta interventi.
   Ora  questi  duecento, duecentocinquanta interventi per recuperare
  viabilità  non lo so se le province sono in grado. Se ritenete  che
  hanno   la   struttura  tecnica,  le  competenze  perché   facciano
  velocemente  questi  interventi mirati,  votate  il  trasferimento.
  Punto.  Se, invece, decidete una modalità di intervento più tecnica
  e mirata dovete fare un emendamento

   PRESIDENTE.  Scusate,  quello  che dobbiamo  fare  l'Aula  lo  sa.
  Assessore, qua si trattava di capire l'orientamento del Governo  in
  questa  fare.  Il discorso è, mi scusi assessore, se  noi  lasciamo
  l'articolo  10 così come è scritto, non si comprende se  si  tratta
  solo  di un piano, come lei ha bene descritto, di programmazione  e
  quindi c'è l'assegnazione alle province perché di questo si tratta.

   GRECO GIOVANNI. Ma non è così

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego. Dal corso del dibattito,  e
  quindi  è stato utile, è uscito fuori che non sarebbe così, ma  che
  occorreva  un  intervento diretto da parte  dell'Assessorato  delle
  infrastrutture,  magari attraverso i Geni civili.  E  questa  idea,
  viene  rafforzata  dal  fatto che c'è un  emendamento,  sempre  del
  Governo il 10.5 che è stato ritirato, per cui sulla base di  quello
  che era uscito dalla Commissione che dovevano essere le province  e
  che ci si dove va limitare a un piano, nel corso del dibattito sono
  usciti altri ragionamenti.
   Quindi,  noi vogliamo sapere se andiamo a votare questo  benedetto
  articolo  10  le  risorse  vengono trasferite  ai  comuni?  Qual  è
  l'intendimento  del  Governo, che ha partecipato  alla  stesura  di
  questo  articolo? Quindi penso che questo dibattito sia  stato  più
  che proficuo. Poi, quello che deve fare l'Aula è chiaro che lo farà
  con le votazioni.
   Lei, magari, in questo momento potrà dire:  Secondo me le province
  non  hanno  - oppure, hanno - le competenze atte per gestire  fondi
  che vengono trasferiti .
   Quindi, praticamente, lei in questo momento, potrebbe essere anche
  una  logica,  sottrae in una visione più generale  la  ripartizione
  delle  somme, come si è detto in qualche intervento, sulla base  di
  determinati parametri che conosciamo in base alla legge 9.
   Perché,  può  essere  che  c'è  una  emergenza  magari  più  nella
  provincia di Enna rispetto alla provincia di Messina o di  Palermo,
  avendo  una visione più complessiva. Quindi il programma, è  chiaro
  che, lo fa il Governo. Il problema che è stato posto dall'Aula, una
  volta  che  il  programma lo fa il Governo - e le  diamo  atto  che
  l'Assessorato,  in  questi  4 mesi, ha lavorato  -  una  volta  che
  vengono  assegnate  le risorse, chi deve alla  fine  materialmente,
  chiaramente attraverso gli Eureka se parliamo di somme superiori  a
  un  milione e mezzo, di questo si tratta. Oppure bisogna ritornare,
  originariamente, al fatto, che può essere una soluzione,  che  deve
  essere l'Assessorato alle infrastrutture o, comunque, la protezione
  civile questo si vedrà sulla base degli emendamenti vostri.
   Mi  scusi,  Assessore, ma serviva per fare chiarezza dopo  quattro
  ore di dibattito su questo intervento.

   PIZZO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Allora,  è
  vero   quello  che  avevo  detto  prima.  L'articolo  uscito  dalla
  Commissione lasciava una strada aperta, perché poi, se leggiamo  il
  secondo  comma, è la giunta regionale con delibera  che assegna  le
  risorse.  Non  c'è  scritto  a chi le  assegna,  può  scegliere  di
  assegnarle alle province, e quindi c'è questa libertà aperta.

   PRESIDENTE.  Questa  è la legge. Noi dobbiamo  sapere,  in  questo
  momento  se  li  assegniamo, attenzione  vedrà  che  serve  a  fare
  chiarezza, se votiamo l'articolo 10 così come è scritto, altrimenti
  diventa   inattuato,  noi  dobbiamo  sapere  se  vengono  assegnati
  all'Assessorato  alle infrastrutture che agisce attraverso  i  Geni
  civili,  se  vengono  assegnati alla  Protezione  civile  e  quindi
  all'assessorato di competenza, o vengono assegnati alle province.
   No,  no,  no,  onorevole Greco. Decide l'Aula,  però  ci  dobbiamo
  intendere su questo.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, mi pare  che  non  abbiamo
  attenzionato,  a  fondo, il comma 1. Il comma 1  dà  alle  province
  l'attuazione di questo programma.
   Il  problema  è chi fa la programmazione? La farà la  Regione  con
  parere  vincolante, dobbiamo chiarire il comma 2, l'attualizzazione
  è in capo alle province in maniera chiara e inequivocabile.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Dina, ho compreso perfettamente.

   GRECO. Non è cosi.

   PRESIDENTE.  Invito la Commissione a presentare un  subemendamento
  al  secondo comma, dove specifica che l'attuazione, una volta fatta
  la programmazione, è delle province.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Dobbiamo solo definire chi fa la programmazione, l'attuazione è  in
  capo  alle province, al comma 1. Al comma 2 dobbiamo stabilire come
  si realizza questa programmazione.

   MILAZZO. Con l'emendamento 10.5 si chiarisce.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desideravo
  chiarire  alcune  cose e lo faccio per venire incontro  anche  alla
  soluzione del tema che stiamo trattando.
   In   considerazione  del  fatto  che  esistono  delle  risorse  in
  assessorato,  i  famosi 49-50 milioni di euro, che  possono  essere
  utilizzati benissimo per la manutenzione delle strade secondarie, e
  che  tutto questo logicamente verrà fatto dall'assessorato; sia  la
  programmazione che gli interventi con la relativa gestione anche di
  tutta questa programmazione.
   Per   quanto   riguarda   invece  i  trenta   milioni   di   euro,
  sostanzialmente   aggiuntivi,  e  che  verranno  distribuiti   alle
  province, ritengo che le emergenze esistono e ci sono in  tutte  le
  province. Perché non distribuire queste risorse così come si fa per
  l'assegnazione  delle somme alle varie province, e  quindi  tenendo
  conto  della  popolazione e del territorio? E  quindi  ogni  libero
  consorzio gestirà queste somme in relazione alle esigenze  ed  alla
  programmazione che i liberi consorzi fanno?
   Quindi avranno le risorse relative alle province, gestiranno e non
  solo  programmeranno gli interventi ma avranno  anche  la  gestione
  delle stesse risorse.
   Non capisco perché non può essere seguita questa strada.
   Ritengo  che  questa sia la strada maestra, assessore  Pizzo;  voi
  avreste  i  50 milioni di euro che saranno gestiti dall'assessorato
  ed  in  più abbiamo questi 30 milioni di euro che possono benissimo
  essere  distribuiti alla province in base ai trasferimenti  che  si
  fanno normalmente, così ogni provincia potrà gestire la sua quota e
  saranno  gli interventi programmati e gestiti dai liberi  Consorzi.
  Mi pare che siamo qui che c'è l'assalto alla diligenza.

   PRESIDENTE. L'onorevole Fontana sta proponendo una ridistribuzione
  secondo i parametri esistenti, perché le esigenze sono in tutte  le
  province.
   Considerato  che 30 milioni di euro sono ben poca cosa,  cosa  che
  hanno  detto  tutti i parlamentari, e siccome le esigenze  sono  in
  tutte  le  province, è inutile fare questo piano di  programmazione
  perché non ci porta assolutamente a niente. Ripeto, i 30 milioni di
  euro  li  distribuiamo  alle  province  sulla  base  dei  parametri
  esistenti.

   MUSUMECI.  L'unico parametro è che ogni provincia ha un numero  di
  chilometri di strade provinciali.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione dell'emendamento  10.8.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore. La Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  10.8,  utilizzando  sistema  di  votazione  elettronico,  ma  senza
  registrazione dei voti.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Siamo già in fase di votazione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento soppressivo 10.8.  Chi  vota  a
  favore vota verde, chi vota contro vota rosso.

                             (È approvato)

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  visto
  che  la  Presidenza  non  ha  dato l'opportunità  all'assessore  al
  Bilancio di intervenire sulla mia domanda, voglio solo ribadire che
  nel  capitolo   interventi  di prima  assistenza  per  le  calamità
  infrastrutturali della protezione civile  vi sono 807 mila  euro  e
  stiamo parlando di strade viarie secondarie.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 10, così come  è  stato
  emendato. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                                Art. 11
                     Incentivazione delle Unioni di Comuni

    Nell'ottica del contenimento della spesa, al fine di  incentivare
  le unioni dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo
  18  agosto  2000, n. 267 è autorizzata per l'esercizio  finanziario
  2015  la  spesa  di 1.600 migliaia di euro, quale compartecipazione
  regionale ai trasferimenti statali per gli esercizi finanziari 2014
  e  2015. I contributi di cui al presente comma vengono concessi  in
  ragione   della  verifica  dei  servizi  già  attivati,  in   forma
  associata,  nell'anno  2014 dalle stesse unioni,  a  seguito  della
  delega  esclusiva deliberata dai comuni aderenti, con evidenza  dei
  risparmi conseguiti .

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Ciaccio ed  altri
  l'emendamento soppressivo 11.2.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   del
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.2.
   Chi vota a favore vota verde chi vota contro vota rosso.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE.   Proclamo   l'esito   della   votazione   per
  scrutinio segreto:

     Presenti    . 69
     Votanti     ...67
     Maggioranza  . 64
     Favorevoli    .37
     Contrari    ..30

                         (L'assemblea approva)

     L'articolo 11 è pertanto soppresso.
     Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.

                                 Art. 12
             Disposizioni in materia di personale precario

   1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 30, comma 5 della
  legge  regionale  28  gennaio 2014, n. 5, cosi  come  rideterminata
  dall'articolo 1, comma 2 della legge regionale 13 gennaio 2015,  n.
  3  è  incrementata  per  l'esercizio  finanziario  2015  di  24.241
  migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313318).

   2. All'articolo 30, comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n. 5 la parola  2016  è sostituita con la parola  2015  e le parole
   per il triennio 2014-2016, la spesa annua  sono sostituite con  le
  parole  per l'anno 2014, la spesa .

   3.   Le   spese  autorizzate  per  l'esercizio  finanziario   2015
  dall'articolo  30,  comma  8 e comma 10 della  legge  regionale  28
  gennaio 2014, n. 5, cosi come rideterminate, dall'articolo 1, comma
  3  della  legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3, sono  incrementate
  rispettivamente  di  115.503  migliaia  di  euro  (UPB  7.3.1.3.99,
  capitolo  191310)  e  18.434 migliaia  di  euro  (UPB  6.3.1.3.2  -
  capitolo 313319).

   4.   Le   spese  autorizzate  per  l'esercizio  finanziario   2016
  dall'articolo  30,  comma  8 e comma 10 della  legge  regionale  28
  gennaio  2014, n. 5, sono rideterminate rispettivamente in  117.390
  migliaia  di  euro (UPB 7.3.1.3.99 - capitolo 191310) e  in  16.591
  migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313319).

   5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 1 della
  legge  regionale  28  gennaio  2014, n.  5,  cosi  come  modificata
  dall'articolo 1, comma 4 della legge regionale 13 gennaio 2015,  n.
  3  è rideterminata per l'esercizio finanziario 2015 in 312 migliaia
  di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo - 313318).

   6. All'articolo 31, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n.  5 le parole  per il triennio 2014-2016  sono sostituite con  le
  parole  per il biennio 2014-2015 .

   7.  Al  comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28  gennaio
  2014,  n.  5, le parole  previa intesa in sede di  sono  sostituite
  con le parole  previo parere della .

   8.  All'articolo 30, commi 7 e 9 della legge regionale 28  gennaio
  2014,   n.  5  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   nonché
  all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 13 gennaio 2015,  n.
  2  le  parole  Con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014  sono
  sostituite  dalle  parole  Le disposizioni del  presente  comma  si
  interpretano  con  effetto  dall'entrata  in  vigore  della   legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5. .

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
  sottoporre   all'assessore  Baccei  la   modifica   del   comma   2
  dell'articolo, che prevede che i benefici della legge n. 5 del 2014
  terminino nel 2015.
   Inoltre,  comunico  anche  il parere  favorevole  del  mio  Gruppo
  parlamentare   in  caso  contrario  alla  decisione   del   Governo
  all'emendamento soppressivo, che venga spostato il termine al 2016.
   Mi  risulta che l'assessore Baccei, in tal senso abbia predisposto
  già  un  emendamento di modifica del Governo,  su  proposta  mia  e
  dell'onorevole Greco. Se l'assessore Baccei vuole dare risposta  in
  tal senso sarebbe gradita la sua interlocuzione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Assume la Presidenza il Vice Presidente Venturino

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  solo   chiarire  che  le  somme  previste,  sono  previste  in   un
  emendamento,  che  faccio  anche mio,  presentato  dagli  onorevoli
  Maggio, Gucciardi e Milazzo, l'emendamento 12.4.
   Su  questa vicenda degli ASU la norma esiste, c'era un problema di
  finanziamento,  che è previsto appunto nell'emendamento  12.4,  che
  prevede l'incremento delle somme da inserire per far sì che vi  sia
  un fatto di giustizia verso gli ASU, e che possano arrivare fino al
  2016.
   Questo è quello che volevo chiarire, in modo che l'assessore possa
  avere contezza anche di questo emendamento.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sono
  esattamente d'accordo, ma ho già visto che l'assessore,  accettando
  le  nostre  motivazioni,  ha presentato  l'emendamento  12.15,  che
  riscrive  l'articolo  recependo la  proposta  del  PDR,  nonché  le
  integrazioni dell'onorevole Maggio e dell'onorevole Laccoto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  proporrei che questo articolo venisse accantonato, perché  trattasi
  di  un  articolo  un  po'  complesso,  che  merita  un  momento  di
  riflessione,  poiché  anche l'Aula mi sembra un  attimino  agitata.
  Magari continuiamo con il successivo e poi lo riprendiamo quando  è
  opportuno,   dopo   che   abbiamo  fatto   una   verifica   ed   un
  approfondimento.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  solamente
  dire  che  concordo  con quanto fatto dal Governo,  perché  sarebbe
  stato  un  grave vulnus mantenere i lavoratori ASU,  che  poi,  per
  altro,  dopo  che abbiamo fatto la legge, sono ormai in  un  bacino
  unico   assieme  ai  contrattisti  LSU.  Il  fatto  che  sia  stata
  determinata la proroga fino al 2016 anche per loro, è meritorio per
  il Governo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sono
  dell'avviso  che  bisogna un attimino accantonare questo  articolo,
  perché  è  un  articolo troppo difficile per potere  commettere  un
  errore.  E per potere poi condannare alla disoccupazione  coloro  i
  quali potrebbero rimanere fuori dalla norma.
   Volevo,   però,   per  un  istante  ritornare  alla   soppressione
  dell'articolo 11  Incentivazione dell'unione dei comuni , perché  è
  stata una pazzia. Una pazzia  Una pazzia  Siamo, qui, stasera, solo
  per farci del male e per fare del male ai siciliani.
   Volete sapere cosa abbiamo votato? Abbiamo deciso di rinunciare  a
  2  milioni  di  euro  di contributi statali  a  favore  dei  comuni
  siciliani.  Questo  abbiamo votato  E di  fronte  a  questo  errore
  imperdonabile,   di   fronte   a  questo   errore   che   condanna,
  ulteriormente,  i  comuni  siciliani,  noi  non  possiamo  rimanere
  indifferenti.
   Faccio,  pertanto,  appello  alla  Presidenza,  al  Governo,  alla
  Conferenza dei Capigruppo, affinché si ritorni su questo  argomento
  e si recuperino le somme per i comuni.
   Abbiamo  bocciato la compartecipazione dei comuni,  delle  unioni,
  per  poter ottenere il contributo statale. Se non abbiamo la nostra
  parte  di cofinanziamento, lo Stato, mai e poi mai, ci darà le  sue
  risorse.
   E' come, per essere chiaro, se ci fossimo tagliati le mani.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che sono iscritti a  parlare  gli  onorevoli
  Sorbello, Grasso, Barbagallo, Fontana e Milazzo.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Sorbello.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  soltanto
  chiarire,  se  ce ne fosse ancora bisogna, che anche  l'emendamento
  12.1,  presentato  dal  mio  capogruppo,  onorevole  Ragusa  e  dal
  sottoscritto, prevede di recuperare le somme, così come hanno detto
  molti  miei colleghi, per gli LSU e gli ASU al 31 dicembre 2015,  e
  andare oltre fino al 2016.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera  si  è
  deciso che vi è una parte di cittadini siciliani che deve soffrire.
  Abbiamo cominciato con il personale del precariato. Sulla questione
  degli  ASU,  spero che gli emendamenti trovino parere favorevole  e
  vengano accolti, perché si è ridotto di un anno.
   Per  anni,  con  la  legge  24,  si era  parlato  di  processi  di
  stabilizzazione.  Ebbene,  fra un anno,  continuando  così,  questo
  Governo manderà a casa 20 mila precari e c'è una contraddizione  di
  norme:  si sono trasferiti 30 milioni di euro che sono stati  tolti
  ai  comuni in attesa di una legge che normi i liberi consorzi  alle
  ex  province  e  quindi  nelle mani dei commissari.  E  per  quanto
  riguarda  i precari, non sono stati emanati i relativi decreti  per
  quei  comuni, che pur avevano già presentato e concluso i  processi
  di  stabilizzazione e per i quali era intervenuta una circolare che
  consentiva ai comuni, qualora avessero ricevuto quel contributo, di
  eliminare una parte di precariato, non c'è nessuna norma. C'è  solo
  una  norma, un articolo confusionario che stanzia le somme  per  un
  anno.
   Anch'io    voglio   ritornare   un   attimo   sulla   soppressione
  dell'articolo  11,  che prevede la mancata compartecipazione  della
  Regione  Sicilia  alle  unioni dei comuni  in  base  ad  una  legge
  nazionale,  la  legge di stabilità nazionale. Lo  ricordo  all'Aula
  perché  mi dispiace che parte dei colleghi non abbiano idea di  che
  cosa succede sui territori. Oggi questa Assemblea, i cittadini e  i
  comuni  siciliani  devono prendere atto che da  domani,  fra  dieci
  giorni non esistono più i comuni e fra un anno non esisteranno  più
  i precari, perché quando si approverà la legge sui liberi consorzi,
  i  precari verranno mandati a casa, non c'è traccia di procedure di
  stabilizzazione  e vi ricordo che le centrali di  committenza,  per
  chi  è  sindaco  lo sa, devono essere i territori ed  i  comuni  si
  stanno  organizzando, devono essere organizzati  all'interno  delle
  unioni dei comuni e dei consorzi dei comuni. Questo sapete che cosa
  significa?  Che avete complicato la vita ai comuni che  si  stavano
  organizzando,  che  abbiamo rinunciato alle somme  stanziate  dallo
  Stato  proprio  per  la miopia di questa Regione  di  avere  voluto
  togliere,  sempre con un mutuo, perché queste somme non ci  saranno
  mai,  30  milioni di euro per viabilità secondaria  destinata  alle
  province, che non saranno in grado di fare progetti e nello  stesso
  tempo non cofinanziare le unioni dei comuni.
   Non  solo,  quindi  togliere ai servizi. Vi sono  comuni  che  per
  risparmiare la spesa si sono uniti in consorzi e gestiscono servizi
  quali  vigilanza urbana, tributi ed altro; è veramente  una  grande
  vergogna,   così  come  questa  norma  sul  precariato   siciliano,
  assolutamente, è una presa in giro. Vi stanno dando  le  somme  per
  farli sopravvivere per un anno e basta .
   E'  veramente  questa  la  finanziaria che  è  stata  proposta  ai
  siciliani?   Questa  è  la  finanziaria  che  questo  Governo   sta
  proponendo  ai  siciliani?  Tra tutte le  altre  cose,  l'ho  detto
  all'inizio,  un  bilancio ipotetico, non ci sono  somme,  solo  una
  stretta di mano, e continuando così continueremo a prendere in giro
  ed a massacrare ulteriormente questa terra.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  la
  parola  dopo l'intervento dell'onorevole Vinciullo per sottolineare
  la gravità di quanto accaduto a proposito dell'articolo 11. Ricordo
  che  in  Sicilia abbiamo 47 unioni dei comuni, per  lo  più  comuni
  piccoli  inferiori  ai  5.000 abitanti, e l'impinguamento  di  quel
  capitolo di un milione e 600 mila euro, serviva per servizi per cui
  il  risparmio  era  stato attivato già nel 2014. Quindi,  prima  la
  Regione  ha chiesto ai comuni di attivare i servizi, e dopo  che  i
  servizi  sono stati attivati ed è stato ottenuto un risparmio,  noi
  non eroghiamo le somme.
   Io  credo che ci sia stato un atteggiamento grave anche di chi  ha
  richiesto  il  voto  segreto  con  sufficienza.  Oltretutto,  nella
  votazione non sono stati acquisiti i pareri della Commissione, né è
  stato  acquisito  il  parere dell'assessore Leotta.  Anch'io,  come
  l'onorevole Vinciullo, pur essendo un'altra forza politica,  faccio
  appello alla Presidenza affinché si ponga riparo a questo pasticcio
  burocratico.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, anch'io mi associo a  questo  appello
  che  è  stato  fatto poco fa dall'onorevole Vinciullo perché  avere
  bocciato  l'articolo 11 significa una sconfitta per noi  e  per  la
  Sicilia,  ma soprattutto per l'Unione dei comuni, perché  significa
  perdere, tra l'altro, il finanziamento statale per cui io pregherei
  anche  il  Governo per trovare una soluzione per recuperare  queste
  risorse  e  far  tornare a vivere questo articolo che  consente  ai
  piccoli  comuni che si associano come Unione dei comuni al recupero
  delle somme che sarebbe francamente un danno tremendo.
   Per tornare invece all'articolo 12...

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se continuiamo così sarò costretto
  a sospendere l'Aula, ve lo dico perché francamente è difficilissimo
  poter seguire gli interventi.

   FONTANA. Desidero sottolineare che in questo articolo - e lo avevo
  già  detto  in  Commissione  - non c'è traccia  sui  precari  delle
  province. Forse si tratta di precari di serie B, di serie C?
   Non  comprendo  come mai non sono stati presi in considerazione  i
  precari delle province.
   E'  chiaro  che  bisogna trovare anche una  soluzione  per  questi
  lavoratori  perché  sono alla stessa stregua  di  tutti  gli  altri
  precari e, quindi, va chiarito assolutamente questo aspetto.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Fontana,  poco  fa  l'onorevole   Alloro,
  anticipando l'articolo 12, in occasione dell'articolo 9, aveva  già
  anticipato l'emendamento che tra un poco verrà discusso.

   ALLORO. C'è un emendamento.

   MILAZZO Giuseppe, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe, relatore di minoranza. Signor Presidente  quello
  che  si  è svolto durante la votazione sull'articolo 11 sa cosa  è?
  Dobbiamo  essere onesti. Qua ci sono dei  Pierini'  che  presentano
  soppressivi   e  che  chiedono  voti  segreti.  Una   parte   della
  maggioranza  io  l'apostroferei  con  un  dialetto  molto  colorito
   sperta  che galoppa, molto spesso su questi  Pierini'.
   Poco  fa  sull'articolo 10 tutti ridevano, ora i   Pierini'  hanno
  riproposto  una  cosa del genere su un articolo molto  serio  ed  è
  successo l'irreparabile perché è un problema molto serio.
   Quando   l'onorevole  Di  Giacinto  parlava  di  un   ragionamento
  istituzionale fatto insieme alla Commissione, quando il  Presidente
  Ardizzone parlava di una condivisione d'Aula, non parlava del fatto
  che   in  Commissione  tutti  i  partiti  rappresentati  in  questa
  Assemblea hanno trovato un punto di equilibrio e poi si alzano  gli
  scienziati  che in ogni articolo, in base alla vendetta che  devono
  consumare, propongono soppressivi, votano i soppressivi  di  questi
   Pierini'  perché  noi,  vi  dovete  ricordare,  siamo  guardati  e
  controllati da coloro i quali per ora sono qua sotto e guardano  la
  televisione  e tutti ridiamo quando un soppressivo colpisce  magari
  una  norma  difesa  dall'onorevole  Milazzo,  poi  arriveremo  alla
  Coinres  di  Figuccia, e qualcun altro lo richiederà di nuovo,  poi
  arriveremo  all'acqua e si dice a Cancelleri   l'emendamento  si  è
  perso ,  ma  qua  non  c'è dignità da parte  di  alcuni,  c'è  solo
  disfattismo  arbitrario e c'è una maggioranza  che  deve  avere  la
  dignità  di  rispettare  gli  accordi  e  le  cose  proposte  dalle
  minoranze,  perché  sui  trenta milioni ci siamo  chiusi  tutte  le
  minoranze e abbiamo fatto una battaglia su temi - il buono  scuola,
  la  viabilità - abbiamo posto delle situazioni concrete  e  poi  si
  viene qua e con i voti segreti si vuole annullare il lavoro che  si
  è  fatto  e  la  situazione è questa. E allora cosa  dovrebbe  fare
  l'onorevole Milazzo, ora, quando giustamente si deve porre  rimedio
  a  una  cosa che è indecente e indegna? Dovrebbe dire:  Presidente,
  ma  in base alla legge - la nostra legge che è il Regolamento - non
  si   può   più   tornare   indietro  perché   ci   siamo   espressi
  coscientemente,   in  modo  consapevole,  su  un   principio .   Ma
  l'onorevole Milazzo rinuncia a questa seconda parte e si zittisce.

   DI GIACINTO. Chiedo do parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevole colleghi io  credo  che
  sull'articolo  11 è stato fatto un errore madornale,  anche  perché
  così  come  diceva poco fa l'onorevole Barbagallo, non parliamo  di
  risorse  del 2015, parliamo di risorse del 2015 che i comuni  hanno
  già   speso  nel  2014,  per  cui  io  chiedo  per  cui  io  chiedo
  all'Assessore agli Enti locali e chiedo all'Aula, anche,  di  poter
  riformulare  all'interno dell'articolo 6, che è ancora aperto,  uno
  spiraglio  per poter ridare i soldi alle Unioni dei  comuni  e  non
  perdere  il  contributo  statale perché, altrimenti,  non  perdiamo
  soltanto  il  contributo...  Capisco che  non  interessa  niente  a
  nessuno, signor Presidente

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   a   questo   punto,   finito
  l'intervento  dell'onorevole  Di Giacinto,  se  dovesse  continuare
  questo  clima di confusione, sospendo l'Aula fino a quando  non  si
  riporta un po' di ordine in questa Assemblea perché, visto da  qui,
  veramente, non fa onore a nessuno di noi.
   Onorevole  Siragusa,  torni al suo posto   Faccia  finire  il  suo
  collega,  quando verrà il suo turno potrà dire quello che  avrà  da
  dire.  Ripeto:  se  continua  questo  clima,  onorevole  Panepinto,
  onorevole Milazzo, sospendo l'Aula

   MILAZZO. relatore di minoranza. E' un ricatto, Presidente

   PRESIDENTE.   Onorevole  Milazzo,  la  prego  di  non   replicare.
  Onorevole Di Giacinto, completi il suo intervento, per favore.

   DI  GIACINTO.  Se  c'è  silenzio in  Aula  continuo,  diversamente
  rinuncio,  tanto  non serve a nessuno. Dicevo  al  Governo  ed,  in
  particolare, all'assessore agli enti locali: abbiamo ancora  aperto
  l'articolo  6,  che  riguarda  il finanziamento  ai  Comuni.  Se  è
  possibile  chiedo  all'Aula,  con  molto  rispetto  dei  Comuni   e
  dell'Unione dei Comuni, di poter ritornare sull'Unione  dei  Comuni
  perché  significherebbe dissestare tutte le Unione dei  Comuni  che
  sono, così come diceva l'onorevole Barbagallo, circa 70 in tutta la
  Sicilia. Per cui ai tecnici dell'Assemblea ed al Governo chiedo  di
  poter riscrivere un articolo sull'articolo 6.

   PRESIDENTE.  Onorevole  colleghi,  vi  pregherei  un  momento   di
  attenzione.  Do  la parola a tutti perché è giusto  che  sia  così,
  però,   vorrei  ricordarvi  che  quell'articolo  è  stato   votato.
  Ringrazio   l'onorevole  Di  Giacinto  per  aver  sottolineato   la
  possibilità   di   tornare  sull'argomento,  quando   si   tratterà
  l'articolo 6 che è stato accantonato.
   Da  questo  momento  in  poi  gradirei soltanto  degli  interventi
  sull'articolo 12, altrimenti sono costretto a togliervi la parola.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  resto
  sul  tema  dell'articolo 12 per dire che, oltre ad avere presentato
  l'emendamento  per coprire la spesa per gli Asu  del  2016,  perché
  avevano  soltanto la proroga dal punto di vista normativo,  ma  non
  avevano  il  finanziamento, vorrei ricordare a  tutti  noi,  ed  al
  Governo  soprattutto, che è necessario fare un  grande  sforzo  per
  cercare  di  avviare  un reale percorso di stabilizzazione  perché,
  vero  è  che, alla fine, il Governo nazionale ci ha permesso questa
  proroga  triennale, ma è pur vero che la proroga - ricordo a  tutti
  noi  -  è  finalizzata all'avvio di un percorso di stabilizzazione,
  senza  la quale non avremmo fatto un buon lavoro perché un punto  è
  cercare  di  tamponare,  anno  dopo  anno,  un  altro  è  assumersi
  politicamente  la  responsabilità  di  dare  sicurezza   ai   tanti
  lavoratori  precari che svolgono un ruolo fondamentale  all'interno
  degli  Enti  locali. E, in questo senso, sarebbe  anche  utile  che
  l'assessorato competente svolgesse quel ruolo che più di una  volta
  gli  abbiamo  chiesto  in  V Commissione,  di  coordinamento  e  di
  verifica  presso  tutti gli Enti locali per fare  in  modo  che  le
  amministrazioni che sono nelle condizioni, oggi, di stabilizzare lo
  facciano.
   Solo  così io credo che noi potremmo, domani, fra un anno, tornare
  nei  confronti  del  Governo nazionale ad avere fiducia,  perché  è
  chiaro  che risolvere un problema di migliaia e migliaia di precari
  non è facile in tempi rapidi ma seguire un percorso virtuoso, che è
  stato  disegnato  per  avere la proroga, credo  che  sia  anche  un
  obbligo nostro.
   E'  stato  presentato, tra l'altro, un emendamento in  Commissione
  Bilancio  -  lo voglio ricordare - che prevede che per  la  proroga
  tutti  gli  enti locali devono seguire quella che era la fotografia
  nel momento in cui si è costituito il bacino dei precari, significa
  che  i  contratti  devono essere rinnovati con la stessa  posizione
  giuridica  ed economica e, purtroppo, siccome non c'è un indirizzo,
  quell'indirizzo  che  abbiamo più volte richiesto  in  commissione,
  siamo in una condizione da Far West dove ogni locale fa quello  che
  gli  pare e piace e io credo che sia dovere di questo Governo e  di
  questo Parlamento tutelare anche su questo frangente i lavoratori.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   avevo
  anticipato  poco  fa all'articolo 9, solo per  dire  un  plauso  al
  Governo   e  all'assessore  agli  enti  locali  che  ha  fatto   un
  emendamento che io, assieme ad altri colleghi deputati,  circa  una
  quarantina  compreso lei, abbiamo presentato per porre  rimedio  al
  problema  che  riguarda  la possibilità  di  fare  le  proroghe  ai
  lavoratori LSU che sono in carico alle province.
   Si tratta di circa 500 lavoratori che, in seguito all'approvazione
  della  legge  n.  5  che  riguardava  le  stabilizzazioni  che   ha
  modificato le procedure per il concorso della Regione sui  compensi
  relativi   agli   squilibri  inerenti  il  taglio  del   personale,
  rischiavano,  alla  scadenza del proprio contratto,  di  non  avere
  prorogato il contratto. Questo perché le province, oggi, si trovano
  in  una situazione quasi di limbo, non sono più province regionali,
  non sono liberi consorzi e non sono neanche province ai sensi della
  legge Delrio.
   Questo  determina che i liberi consorzi in Sicilia sono sottoposti
  ai  pesanti  tagli  che la norma Delrio ha previsto  per  tutte  le
  province in Italia, comprese le province che sono in Sicilia  e  in
  Sardegna,  nonostante ciò non sia previsto dal DDL che  riguarda  i
  liberi  consorzi. Quindi, con questo emendamento fatto proprio  dal
  Governo  poniamo  rimedio nell'immediato, è ovvio che  poi,  quando
  andremo alla discussione del DDL sui liberi consorzi dovremo far sì
  che questo problema che si è creato venga eliminato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  riguarda le proroghe dei contratti in scadenza perché è chiaro  che
  se  noi non facciamo le proroghe fino al 2016, alla scadenza del 31
  dicembre  2015  tutti  coloro che oggi hanno  un  contratto  aperto
  avranno   difficoltà   perché  bisognerà  aspettare   la   prossima
  finanziaria  per essere prorogati, per cui io chiedo  all'assessore
  se condivide l'idea - e noi abbiamo fatto un emendamento, il 12.1 -
  di  prorogarli  per  tutto il 2016. Ragionamento  diverso  riguarda
  l'articolo 11 di poc'anzi.
   Io  ritengo  che questa maggioranza deve riorganizzarsi  perché  è
  chiaro che sta sorgendo qualche problema politico, perché prima  si
  è messo in crisi l'assessore alle infrastrutture, adesso combiniamo
  quest'altra  faccenda, per cui bisogna tirare le fila e  chiedo  ai
  capigruppo di maggioranza di fare un momento di sintesi rispetto al
  percorso  che  l'Aula  deve darsi perché è imbarazzante,  a  volte,
  trovarsi in queste condizioni.
   Pertanto,  aspetto  adesso  una  risposta  dell'assessore   Baccei
  rispetto alla proroga del precariato fino al 2016, perché penso che
  si  sia  reso conto che siamo all'articolo 12, assessore, perché  è
  chiaro che se noi li facciamo scadere il 31 dicembre 2015, dovranno
  aspettare  la  prossima  finanziaria  per  essere  rinnovati,  cioè
  quattro mesi di vacanza.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Baccei,  assessore  Caruso, credo che sia necessario  -  e  l'avete
  fatto, lei, in particolare, assessore Caruso, nei rapporti con Roma
  -   verificare esattamente la norma che stiamo approvando così come
  emendata,  perché abbiamo dei problemi, uno di ordine  finanziario.
  Ricordo che nel pluriennale 2014, 2015 e 2016 c'era, per intero, la
  posta di bilancio sia per il contributo 80-90 per cento ai comuni e
  alle  province,  sia per quanto riguarda il trasferimento  all'INPS
  per  pagare gli ASU. Abbiamo due ordini di problemi. Il  primo,  la
  questione  di superare il 31 dicembre 2015 per il quadro  normativo
  nazionale; il secondo, la questione delle risorse.
   Ora, lo chiedo anche all'assessore Baccei, oltre che all'assessore
  Caruso, e gradirei che approfondissimo il tema, perché rischiamo di
  lanciare  come  messaggio il fatto che, comunque,  al  31  dicembre
  2015,  cioè  fra  qualche mese, le 6 mila  unità,  cui  oggi  viene
  corrisposto  per  le  venti ore lavorative  il  reddito  dall'INPS,
  rischiano di entrare in una situazione di grande incertezza. Questo
  come primo aspetto di merito.
     C'è  un  aspetto politico, rispetto anche al fatto che  ci  sono
  delle  sentenze che, se applicate, riguardano il trasferimento  non
  dell'80, del 90 per cento, ma del 7 per cento in meno ai comuni, il
  che  aggraverebbe  ancora  il  fondo  per  l'occupazione,  per  cui
  rischiamo  di  non  avere certezza nemmeno in  termini  di  risorsa
  complessiva per l'anno in corso.
   Credo  che  sia necessario attivare, assessore Baccei,  un  tavolo
  nazionale  perché altrimenti il rischio è che creiamo  l'incertezza
  per  il  2016  (cioè  fra  otto mesi) per i  6  mila  Asu;  creiamo
  incertezza  per i comuni, che non potranno fare il bilancio  perché
  non siamo in condizione di sapere se siamo al 90 per cento previsto
  dalla norma e riconosciuto ai comuni sotto i 15 mila abitanti e  80
  sopra  i 15 mila abitanti, per cui sembrerebbe chiusa questa  fase.
  Ma  stasera  è  obbligatorio fare chiarezza sulle risorse  e  sulla
  norma  che ci permette di superare il divieto nazionale e  gradirei
  che   eventualmente  si  accantoni  questo  articolo,   che   venga
  approfondito  un  po'  di più da parte del Governo  e  anche  degli
  Uffici  della  Presidenza riguardo le disposizioni  del  cosiddetto
   decreto D'Alia .  Credo che sia necessario.
   Signor  Presidente, sarà sua cura recuperare quello che  considero
  un incidente di percorso.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, le  chiedo  la  cortesia  di  poter
  rispondere  in  maniera garbata all'intervento fatto  poc'anzi  dal
  collega Giuseppe Milazzo (che, peraltro, non vedo in Aula).  Dicevo
  -  appunto  -  in maniera garbata perché  noi cerchiamo  di  essere
  garbati,  contrariamente a quello che, invece, ha fatto l'onorevole
  Milazzo.
   Noi  apprezziamo sempre gli interventi così colorati del  collega,
  li   riteniamo  molto  simpatici,  però,  l'utilizzo  del   termine
   Pierini  ci sembra fuori luogo, soprattutto tenendo conto -  e  ne
  prendiamo  atto  - del passaggio, di fatto, dell'onorevole  Milazzo
  alla  maggioranza di questo Governo, visto che ha difeso in maniera
  così strenua alcune situazioni che nemmeno la reale maggioranza del
  Governo ha fatto.
   Noi non abbiamo fatto sintesi né dentro la Commissione Bilancio né
  fuori da essa né dentro quest'Aula né fuori da quest'Aula.
   Noi abbiamo una battaglia politica che intendiamo portare avanti e
  questa  battaglia consiste proprio nel fare emergere le  situazioni
  di  totale divisione che ci sono all'interno di quest'Aula e quello
  del voto sull'articolo 11 ne è un esempio.
   Ce  ne  saranno  anche  altri  nel  corso  di  questa  seduta.  La
  dimostrazione deve essere questa: che questo Parlamento  non  è  in
  grado  di supportare un governo, al governo di questa Isola, e  che
  l'unica cosa che potrebbe fare è andarsene a casa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  intanto per preannunciare che ritiriamo l'emendamento 12.2.  Questo
  subito  per  evitare  che  ci  siano errori.  Quindi  lo  ritiriamo
  immediatamente.
   Seconda  cosa: annunciamo il voto favorevole alla disposizione  in
  materia  di personale precario proprio perché abbiamo sempre  detto
  che  è un problema serio che va affrontato. L'unica condizione  che
  poniamo è che, come primo emendamento, possa essere votato il 12.10
  che  è quello che prevede che, per l'esercizio finanziario 2016,  è
  autorizzata la spesa di 21 milioni e quattrocentomila euro.  Questo
  lo riteniamo un fatto importante. Ecco perché con piacere prendiamo
  atto  che  il Governo ha accolto la proposta che più volte  abbiamo
  fatto in Commissione bilancio, cioè quella di prevedere somme anche
  per  l'esercizio  2016, quindi, velocemente, se si potesse  passare
  all'approvazione  di  quest'articolo  dal  momento  che   è   stato
  sviscerato  in  tutti  i  suoi  vari aspetti.  Confermo  il  ritiro
  dell'emendamento 12.2.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  più  iscritti  a  parlare.  Dato   che
  l'assessore  Baccei  è  stato chiamato  più  volte  in  causa,  nel
  frattempo, sono stati distribuiti tre emendamenti, il 12.13,  12.14
  e  il  12.15 che da quello che intendo fanno la sintesi  di  questo
  dibattito.  Pertanto,  chiedo all'assessore Baccei  di  illustrarli
  velocemente.
   Ripeto,  sono  stati  distribuiti tre  emendamenti  da  parte  del
  Governo  che tendono a fare chiarezza sull'articolo 12 che  abbiamo
  finora  dibattuto. Poiché non siete in possesso di tutti e tre  gli
  emendamenti sospendo l'Aula per un minuto.

         (La seduta, sospesa alle 20.22, è ripresa alle 20.23)

   La seduta riprende.
   Invito l'assessore Baccei ad illustrare gli emendamenti.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati, un emendamento è firmato dall'assessore Caruso, l'altro è
  firmato  dall'assessore Leotta che aspetto che rientri,  io  spiego
  l'emendamento 12.15 che è sostanzialmente relativo alla proroga dal
  2016  al  2017 dei precari per i quali nel bilancio era  stata  già
  prevista   una  somma  stanziata  per  il  2016-2017   con   questo
  emendamento,  semplicemente, allineiamo l'articolo con  quanto  già
  previsto nel bilancio per cui proroghiamo al 31 dicembre 2016,  nei
  limiti delle somme già autorizzate nel bilancio approvato ieri.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore   Caruso   per
  illustrare l'emendamento.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  signori deputati,  l'emendamento  che
  presento insieme al Governo è un emendamento puramente tecnico.  La
  parola  si  interpreta una legge che deve avere  efficacia  non  ha
  senso.  La  legge  si applica e siccome era una norma  di  modifica
  sulla base dei rilievi di incostituzionalità del Governo, l'abbiamo
  perfezionata dal punto di vista tecnico, nulla di più.

   PRESIDENTE.    L'emendamento   12.2,   come   già    preannunciato
  dall'onorevole Vinciullo, è stato ritirato.
   Quindi,   si  passa  all'emendamento  12.1  che  viene   ritirato.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.10 del Governo. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  12.15 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  12.9, 12.6 e il 12.4 sono tutti  emendamenti  di
  maggiori  spesa.  Li  mantenete o li ritirate  onorevoli  colleghi?
  Onorevole Falcone?

   FALCONE. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  12.14.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  12.13 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 12, così come emendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
                      Procedure di conciliazione

   1. L'Assessorato regionale della autonomie locali e della funzione
  pubblica  -  Dipartimento regionale della  funzione  pubblica  -  è
  autorizzato  alla  conciliazione ex  articolo  410  c.p.c.,  previa
  verifica  della sussistenza delle concrete modalità di  svolgimento
  delle  prestazioni individuali che mostrino indici rivelatori della
  subordinazione,  per  tutte le istanze di  conciliazione  pervenute
  all'Amministrazione regionale entro il 31 dicembre 2013.

   2.  Per gli effetti derivanti dalle conciliazioni di cui al  comma
  precedente  si  provvede con la disponibilità di  cui  al  capitolo
  108169 per gli esercizi finanziari 2015 e 2016.

   3.  Le  conciliazioni  di cui al comma 1 producono  effetti  utili
  anche  ai  fini dell'articolo 1, comma 400, della legge 24 dicembre
  2012,  n. 228 e dell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto
  legge  31  maggio  2010, n. 78, convertito con modificazioni  dalla
  legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché per le disposizioni di proroga
  dei  contratti  a tempo determinato al 3l dicembre 2013  presso  la
  Regione siciliana».

   All'articolo  13  è  stato  presentato un emendamento  soppressivo
  dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  ho  chiesto  di intervenire perché vorrei capire con precisione  di
  cosa  stiamo parlando e segnatamente del comma 1 dell'articolo  13.
  Capisco  che:   L'Assessorato regionale della  autonomie  locali  è
  autorizzato  alla  conciliazione ex articolo  410  previa  verifica
  della  sussistenza  delle concrete modalità  di  svolgimento  delle
  prestazioni  individuali  che  mostrino  indici  rivelatori   della
  subordinazione .
   Io  vorrei  capire - anzi penso di aver capito bene -  che  stiamo
  facendo  delle  assunzioni. Se la conciliazione è subordinata  alla
  verifica  del  principio della subordinazione, vuol  dire  che  non
  siamo   in  condizione  di  dimostrare  che  non  c'era  un  lavoro
  subordinato   e   il   lavoro  subordinato  è  quello   che   viene
  regolamentato da discipline chiare.
   Allora,  io  vorrei  capire  qual è il  bacino  sul  quale  stiamo
  intervenendo e questo, spero, sia assolutamente chiaro per  evitare
  che questo bacino cresca a dismisura.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  l'articolo 13 è l'epilogo di una discussione che si è avviata ormai
  da  un  anno sia in IV che in V Commissione riguardo un  gruppo  di
  lavoratori    che   fanno   capo   a   un   servizio   fondamentale
  dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente che  è  quello  che
  procede alle valutazioni ambientali.
   Si  tratta  di  un gruppo di quarantacinque unità che  sono  state
  assunte  con  concorso  per  titoli ed  esami,  poi  una  serie  di
  incomprensioni  e  di difficoltà della pubblica  amministrazione  e
  questi  professionisti li ha portati ad essere sospesi senza giusta
  causa o giustificato motivo.
   Al di là di questo dato che chiaramente colpisce questi lavoratori
  c'è  anche  da riflettere sul fatto che il servizio che  prestavano
  queste  persone, di fatto, si è bloccato impedendo  la  possibilità
  che  le  procedure di valutazione sia VIA che VAS  che  AIA  quindi
  autorizzazioni integrate ambientali, ma anche le VINC  si  sono  si
  sono  interrotte  del tutto, creando un ritardo  per  tutti  i  390
  comuni  siciliani, sia sotto il profilo dei piani  regolatori,  che
  sotto  il profilo dei piani di utilizzo del demanio marittimo,  che
  su  tutte  le  altre  attività sulle quali incide  una  valutazione
  ambientale strategica.
   Ricordo che in Commissione Ambiente e territorio sono state votate
  numerose  risoluzioni, una, il cui primo firmatario  è  l'onorevole
  Assenza, un'altra a firma mia, dove si è sempre chiesto al  Governo
  di trovare una soluzione.
   Di recente anche in Commissione congiunta con la V, in Sala Rossa,
  si è discusso, e anche con la Commissione Seconda, si è discusso di
  questa tematica e si è chiesto più volte al Governo di trovare  una
  soluzione.
   Quello  che viene riportato all'articolo 13 sembrerebbe,  appunto,
  la soluzione proposta dal Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Falcone, che  ha
  chiesto di intervenire, giusto per chiarire con l'onorevole  Turano
  che  le  perplessità che ha sollevato l'onorevole Turano  di  fatto
  trovano  spiegazione  nell'emendamento presentato  dal  Governo  il
  13.2.
   Onorevole Turano, dia una occhiata all'emendamento.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.

   FALCONE. Signor Presidente, lei mi ha preceduto nel mio intervento
  perché  noi  abbiamo sollecitato il Governo a precisare  i  termini
  della  norma, visto che questa norma, così com'era stata concepita,
  seppure  apprezzabilissima sotto un profilo di sforzo  legislativo,
  rischiava però di non raggiungere l'obiettivo che si prefigge.
   Con   questo   emendamento,  invece,  riusciamo  a   chiarire,   a
  circoscrivere  i termini e ad evitare, come magari il  collega,  il
  Presidente Turano ha detto, vogliamo aprire alle assunzioni.
   Qua si vuole regolamentare e si vuole riconoscere un diritto a chi
  ha  lavorato in questo e per questo territorio e che è stato  anche
  penalizzato  pur  avendo  lavorato  e  pur  avendo  avuto,   avendo
  sottoscritto con la Regione una conciliazione.
   Allora,  con  questo  articolo, restituiamo  giustizia  sociale  a
  determinati lavoratori.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  l'ennesima
  volta, parliamo di una questione che già dovrebbe essere chiusa  da
  circa  due anni, da quando questi lavoratori, avendo verificato  un
  percorso,  tra l'altro concordato con il Governo e con  l'assessore
  pro  tempore, hanno chiuso una conciliazione che li ha  visti,  tra
  l'altro,  prorogati  insieme a tutti gli altri  precari  in  quanto
  nella  conciliazione i lavoratori hanno avuto riconosciuto la  loro
  qualifica  di  lavoratori  a  tempo  determinato  e  non   più   di
  Co.co.pro..
   E'  accaduto durante il corso di quest'anno che i lavoratori hanno
  prestato  la loro opera senza essere, purtroppo, pagati, così  come
  accade per tutti i lavoratori.
   Adesso  si  ripropone  la questione perché è impossibile  che  una
  questione  che  già,  davvero, dal punto di vista  normativo  aveva
  trovato  la  sua  esitazione venga ancora una  volta  alla  ribalta
  perché  non  si applicano non solo le norme ma neanche  quelle  che
  sono le decisioni che vengono in questo caso dalle conciliazioni.
   Si  riconosce la possibilità di ripartire con questo percorso,  ma
  solo  perché c'è già stata una conciliazione. Per cui non si tratta
  di  un percorso che nasce adesso e di una soluzione ex novo, ma  di
  riprendere  proprio  il  filo  della  matassa  da  quella   vecchia
  riconciliazione  che permette a questi lavoratori  di  avere,  così
  come  gli  spetta,  riconosciuta quella  continuità  lavorativa  di
  un'opera  che  hanno  prestato,  tant'é  che  nello  stesso  parere
  dell'Avvocatura dello Stato a loro viene riconosciuto anche  quello
  che  è  il  risarcimento per la prestazione  lavorativa  che  hanno
  effettuato e che non gli è stata pagata.
   Credo  che  da parte di questo Parlamento, richiamo  al  senso  di
  responsabilità tutti i colleghi, dobbiamo in qualche modo approvare
  questa  norma  perché  è una norma risarcitoria  nei  confronti  di
  lavoratori  che  sono in una condizione davvero di precarietà,  non
  solo  per lo status di precari, ma semplicemente per il fatto  che,
  così  come la abbiamo riconosciuta agli altri, a loro ancora non  è
  stata  riconosciuta  questa possibilità di  essere  reinseriti  nel
  bacino  dei  lavoratori  precari che hanno  avuto  il  rinnovo  del
  contratto.
   Credo  che  davvero dobbiamo scegliere la strada,  stasera,  della
  giustizia e del ripristino del diritto che deve valere per tutti  e
  deve  valere  anche per questi lavoratori, che credo abbiano  dalla
  loro  parte non solo le norme, ma qualche disattenzione, dal  punto
  di  vista  dell'amministrazione, che quelle  norme  sono  anche  la
  risultanza di contenziosi, non ha voluto riconoscere.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maggio.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  non  voglio  ribadire  qual   è   la
  fattispecie   concreta  che  ha,  diciamo  così,   reso   possibile
  l'intervento nei confronti di questo personale che a mio  avviso  è
  veramente un paradosso e un assurdo, convengo con la collega che  è
  un   fatto   di  giustizia,  e  che  a  mio  avviso  è   necessario
  effettivamente intervenire per rendere concreta giustizia però, non
  posso  non nutrire, veramente, perplessità nell'ambito della scelta
  della formulazione del testo in questione.
   Abbiamo  ascoltato la collega Maggio, abbiamo ascoltato  anche  il
  Presidente  Trizzino e abbiamo appreso, anche se già  lo  sapevamo,
  che   trattasi  di  una  fattispecie  concreta  che  aveva  trovato
  soluzione nell'ambito, appunto, di un processo di conciliazione. La
  domanda  che  faccio,  e  che mi faccio, a  coloro  i  quali  hanno
  formulato  questo  testo, è che ovviamente la norma  approvata  non
  produce  effetti  retroattivi,  e  quindi  quando  l'assessorato  è
  autorizzato alla conciliazione, che significa sotto questo aspetto?
  Non può mai produrre effetti retroattivi nell'ambito, peraltro,  di
  conciliazioni  già  operate  e  già giuridicamente  vincolanti.  E,
  allora, la formulazione è talmente generica, consentitemi anche  di
  farci  entrare,  non  questa  fattispecie  di  cui  noi  ci  stiamo
  occupando,  bensì altre situazioni e altre fattispecie, o,  almeno,
  intravedo un rischio così concreto che vi posso assicurare,  non  è
  del tutto infondato.
   La  invito, signor Presidente, a verificare, eventualmente con  il
  segretario,  la fattispecie giuridica che in qualche  modo  abbiamo
  all'esame anche per emendarla, eventualmente.
   Il  testo, così come effettivamente formulato, non raggiunge,  per
  quello  che effettivamente mi è dato sapere, l'obiettivo che  tutti
  noi  vogliamo a tutti i costi che si concretizzi. Credo invece  che
  si raggiungano altri tipi di obiettivi. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fazio. Prego, onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Ritiro l'intervento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi,  solo  per  dire
  che, ovviamente, noi siamo assolutamente favorevoli a questo testo,
  così  come  siamo favorevoli ogni qual volta si parla di  personale
  che può essere in qualche modo recuperato.
   Bene ha detto, prima, il collega del Movimento Cinque Stelle,  che
  è  un  fatto  di giustizia; l'ha detto l'onorevole Maggio:  bisogna
  regolamentare  il  settore,  bisogna  evitare  che  vengano  negati
  diritti.
   Ovviamente,  su questo, onorevoli colleghi, noi non abbiamo  fatto
  nessun  tipo  di  emendamento soppressivo, signor  Presidente.  Non
  sarebbe mai stato nella nostra cultura di governo e di chi è sempre
  dalla parte dei lavoratori. Noi, certamente, su questo emendamento,
  non  ci  ha  neanche sfiorato lontanamente l'idea  di  chiedere  un
  soppressivo.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia

   FIGUCCIA.  E  su questo testo siamo assolutamente d'accordo,  così
  come  siamo d'accordo ogni qualvolta c'è da tutelare un solo  posto
  di  lavoro. E, siccome, su questo emendamento e su questo  articolo
  siamo   d'accordo,  signor  Presidente,  io  le  chiedo  che  venga
  accantonato, perché su questo personale non si può giocare; non  si
  può giocare su queste teste come non si può giocare sulle teste  di
  alcuno  dei  dipendenti che è stato posto in votazione  con  questo
  articolo.
   Quindi, signor Presidente, c'è la richiesta di accantonare  -  non
  mi  dica che lo stiamo votando perché siamo ancora alla discussione
  dell'articolo  -  e  questo è un articolo su  cui  noi  abbiamo  la
  necessità di aprire un confronto serio perché non ci possono essere
  delle  parti  politiche che si fanno promotori di  un'iniziativa  a
  tutela di alcuni lavoratori che diventano di  serie A , rispetto ad
  altri  lavoratori  di  serie B . Questi sono lavoratori  che  hanno
  svolto un servizio importantissimo rispetto al VIA VAS, rispetto ai
  piani  regolatori; sono dei lavoratori rispetto ai quali sono stati
  fatti  degli  incontri in IV Commissione legislativa permanente,  a
  cui  io  stesso ho partecipato; sono dei lavoratori  a  tutela  dei
  quali  si è espressa la maggioranza come l'opposizione e il Governo
  e  hanno  gli stessi diritti dei lavoratori che andremo a difendere
  con altri articoli. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   circa   l'intervento
  dell'onorevole  Fazio,  mi  pare  ovvio  e  giusto  suggerire   una
  riscrittura  del  testo, di accantonare l'articolo in  discussione,
  nelle more di una riscrittura.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonamento da parte della  II
  Commissione,  quindi  per  il  momento accantoniamo  l'articolo  13
   Procedure  di  conciliazione , in attesa  di  questa  riscrittura.
  Grazie, onorevole Fazio.

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                                Art. 14
             Rimpinguamento del fondo siciliano lavoratori
                              disoccupati

   1.  Per  le finalità previste dal comma 2 dell'articolo  34  della
  legge  regionale 18 maggio 1996, n. 33, per l'esercizio finanziario
  2015, sono versate, in entrata del Fondo siciliano per l'assistenza
  e  il collocamento dei lavoratori disoccupati, 250 migliaia di euro
  cui  si  fa  fronte  con  le disponibilità del  capitolo  215704  -
  accantonamento 1001 .

   CIACCIO.  Dichiaro  di ritirare l'emendamento 14.1,  di  cui  sono
  primo firmatario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   D'ASERO. Ritiro l'emendamento 14.2, di cui sono primo firmatario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 14. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                                Art. 15
                           Personale S.R.R.

   1. All'articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n.  9 dopo
  il comma 7 è aggiunto il seguente:
    7  bis.  Per personale da assumere presso le S.R.R. ai sensi  dei
  commi  6  e  7,  devono  intendersi anche le  unità  lavorative  in
  possesso  dei  requisiti di cui ai predetti commi che,  nelle  more
  della   costituzione  e  dell'avvio  delle  S.R.R.,  abbiano  avuto
  interrotto  il  rapporto  con le società d'ambito,  purché  già  in
  servizio alla data del 31 dicembre 2009.  .

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Onorevole  Milazzo, lei vuole  fare  teatro  con  me?  Le
  riuscirebbe  in  maniera difficoltosa. Intanto, signor  Presidente,
  comunico che l'emendamento 15.2 è ritirato.
   Al  di  là  di  questo, per evitare che qualcuno - in  buona  fede
  sicuramente  -  faccia sciacallaggio politico su questo  tema  così
  importante  che riguarda i lavoratori licenziati dagli ex  Ato  (in
  particolare  qui  ci sono dentro i 180 lavoratori dell'ex  Coinres,
  oggi ancora Coinres in pieno) vorrei ricordare, proprio per evitare
  che  qualcuno  faccia  informazione  errata  all'esterno,  che   il
  sottoscritto,  col  mio Gruppo parlamentare ma col  sostegno  anche
  degli  altri colleghi  - e questo va detto - avevano presentato  un
  testo  di legge, già nel lontano novembre 2014, il disegno di legge
  n.  864,  e all'articolo 1 di questo testo di legge, che  a  questo
  punto   verrà  accantonato  perchè  non  ci  sarà  più  motivo   di
  approvarlo, non è altro che la riproposizione dell'articolo  15  in
  questo momento trattato.
   Voglio anche dire, ed è un ringraziamento che voglio fare ai  miei
  colleghi,  che  su  questo  testo,  al  di  là  delle  appartenenze
  politiche,  c'è  stato  un  lavoro  d'Aula,  anzi  un   lavoro   di
  Commissione Bilancio - era presente anche lei, onorevole Falcone  -
  e questo articolo che è stato presentato in Commissione Bilancio ha
  trovato nella Commissione stessa una larga condivisione da parte di
  tanti  colleghi, di maggioranza come di opposizione;  e  questo  lo
  voglio  sottolineare  perché  è importante,  perché  riteniamo  che
  questo  articolo possa sanare un'ingiustizia che è stata perpetrata
  nei  confronti  di  questi  180  lavoratori,  non  soltanto  questi
  lavoratori, ma anche altri lavoratori ATO di altre province.
   Quindi,   signor  Presidente,  per  evitare  nuovamente  equivoci,
  ritiriamo l'articolo soppressivo perché voglio puntualizzare quanto
  era importante. Il nostro Gruppo parlamentare ha presentato ad ogni
  singolo  articolo  un articolo soppressivo ma  non  è  stato  fatto
  perché  era nostra intenzione sopprimere uno o diversi articoli  ma
  per dare un segnale chiaro che ritenevamo che questa finanziaria fa
  acqua da tutte le parti e quindi gli articoli soppressivi servivano
  soltanto  a permetterci di intervenire di volta in volta da  questi
  scranni  per  spiegare la criticità di questa finanziaria  nel  suo
  complesso.
   Quindi,  signor Presidente, il Gruppo parlamentare   Nuovo  Centro
  Destra   è  favorevole  all'articolo 15 sul  personale  SRR,  anche
  perché, come Gruppo, insieme a molti altri Gruppi parlamentari, nei
  mesi  scorsi,  abbiamo svolto un lavoro fianco a  fianco  a  questi
  lavoratori  perché noi teniamo che i lavoratori  abbiano  tutti  la
  stessa  dignità  e  concludo con un invito  e  lo  faccio  ai  miei
  colleghi e a tutti indistintamente.
   Caro  Presidente,  quando si gioca e, ci  tengo  a  fare  campagna
  elettorale   con  i  bisogni  dei  lavoratori,  e  utilizzando   la
  disperazione  dei  lavoratori  che  da  anni  non  percepiscono  lo
  stipendio, questo è un fatto veramente ignobile e ingiustificabile.
  Questo  è  il  tema  che  volevo affrontare questa  sera  ritirando
  l'emendamento e puntualizzando il nostro voto favorevole  a  questo
  articolo 15.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, anche per questo articolo chiedo  che
  venga  accantonato. Non mi sento ovviamente di spendere una  parola
  in  più  o  una parola in meno rispetto a quello che è stato  fatto
  rispetto  al  precedente articolo. Torno a ribadire quello  che  ho
  detto prima: non possono esserci lavoratori di serie A o lavoratori
  di  serie B ad essere impreparati. Questi del COINRES, SRR,  i  180
  delle  SRR sono semplicemente vittima di una mancata riforma;  sono
  semplicemente  vittima del fatto che la riforma dei rifiuti  non  è
  mai  stata  fatta  e per questo ovviamente questo stesso  personale
  merita  di avere un trattamento che consenta loro un reinserimento.
  Quindi,  anche  su questo, signor Presidente, come  per  l'articolo
  precedente, chiediamo che venga accantonato.

   MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, riteniamo che sui due subemendamenti soppressivi, siccome
  trattasi  di  lavoratori,  ognuno  ci  debba  mettere  la   faccia,
  pertanto, chiederemo il voto elettronico, nominale.

   PRESIDENTE. Intanto, procediamo con ordine.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Milazzo,
  le  ricordo  che dei due uno è già stato ritirato. Le  ricordo  che
  l'onorevole Alongi ha appena preannunciato, vediamo poi  sull'altro
  perché probabilmente verrà ritirato anche quello.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tamajo, ha facoltà  di  continuare  il  suo
  intervento.

   TAMAIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con i miei
  colleghi  che mi hanno preceduto sull'attenzione che è stata  messa
  da  parte  di tanti deputati della provincia di Palermo verso  quei
  lavoratori  del  COINRES  con contratto  a  tempo  determinato.  Li
  abbiamo  seguiti, li abbiamo accompagnati in questa vicenda.  A  me
  dispiace  che  oggi non ci sia l'assessore Contraffatto,  assessore
  competente  su questo articolo. Volevo evidenziare,  però,  non  so
  visto  che  non c'è l'assessore, non so con chi, se era  possibile,
  caro   Presidente,  presentare  un  subemendamento   che   dia   la
  possibilità ai soggetti che transiteranno in queste SRR, quindi  la
  possibilità  di  essere  trasferiti, parlo  di  quei  soggetti  che
  usufruiscono  di  legge 104/92, articolo 3, comma  3  e  hanno  dei
  problemi di disabilità all'interno del nucleo familiare. Quindi  io
  proporrò a questo articolo un emendamento perché sia votato in Aula
  per  capire  se  ci  sono tutte le condizioni per  potere  far  sì,
  ripeto, signor Presidente, che siano inseriti e fare parte  di  una
  SRR .

   PRESIDENTE.  Non  ho  capito  di  quale  articolo  sta   parlando,
  onorevole Tamajo.

   TAMAJO.  Dell'articolo 15.   Volevo concordare,  intanto,  impegno
  con  l'Assessore  che  non  vedo in Aula,  per  cui  volevo  capire
  tecnicamente  come poter fare, anche attraverso un  subemendamento,
  se  è  possibile,  per  evidenziare una questione  che  riguarda  i
  soggetti  se lei sospende un attimo, lo concordo con gli Uffici.

     (La seduta, sospesa alle ore 20,50, è ripresa alle ore 20,52)

   TAMAJO.   Ho concordato con gli Uffici che verrà trattato con  gli
  emendamenti aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, un attimo di attenzione, così poi
  evitiamo  di  fare  domande. Siamo all'articolo  15  e  l'onorevole
  Alongi ha già preannunciato il ritiro dell'emendamento 15.2. Rimane
  soltanto  l'emendamento  15.1, a firma  dell'onorevole  Ciaccio  ed
  altri.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Credo che su questo articolo c'era stata una richiesta di
  accantonamento.

   PRESIDENTE.  No, onorevole Falcone, noi siamo già estremamente  in
  ritardo  con i tempi per cui se cominciamo ad accantonare  articolo
  su  articolo  va  a finire che non arriveremo in tempo.  Credo  che
  questa Assemblea debba darsi anche un regime per quanto riguarda  i
  tempi, per cui non cominciamo ad accantonare.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Ricordo  che
  si vota per il mantenimento dell'articolo.
   Onorevole  Cancelleri, se lei piuttosto che agitarsi,  ascoltasse,
  eviterebbe di fare interventi assurdi. Onorevole Lentini, se lei si
  sedesse  ed  ascoltasse, non farebbe questi interventi inutili.  Ho
  appena spiegato che è rimasto soltanto un elemento soppressivo, non
  è stato ritirato, è stata avanzata una richiesta di voto segreto e,
  trattandosi  dell'unico  emendamento  soppressivo,   si   vota   il
  mantenimento  o meno dell'articolo. Credo di essere  stato  chiaro.
  Onorevole colleghi, vediamo se riusciamo a capirci perché credo che
  ci sia un problema.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 15.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco..
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 63
   Maggioranza        32
   Favorevoli         31
   Contrari           31
   Astenuti

                          (Non è  approvato)

   ALONGI. Signor Presidente, c'è stato un errore. Per me il voto è
  favorevole. Non funzionava, signor Presidente. Noi votavamo verde.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti.

   FIGUCCIA. Non funzionava, signor Presidente.

   MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Ripetiamo la votazione.

   PRESIDENTE. Che vuol dire che non ha funzionato? Un attimo
  soltanto, onorevole Milazzo. Sospendo i lavori un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.56, è ripresa alle ore 20.57)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevole Aloni, adesso le do parola. Mi lasci parlare un  attimo.
  Lei  avrà  le sue giuste motivazioni ma io non posso fare ripetere,
  per Regolamento, la votazione. Ecco perché vi prego più e più volte
  di  stare attenti e, soprattutto, vi è stato spiegato più volte che
  quando  si  vota non bisogna rilasciare il tasto fino a  quando  la
  votazione non viene dichiarata chiusa. Se, dopo tante spiegazioni e
  dopo  tante votazioni, non riusciamo a capire questo io non so cosa
  farci.  Il  sistema ha funzionato perfettamente, io non posso  fare
  altro che prendere atto del risultato finale della votazione.
   Onorevole Alongi, ha facoltà di parlare.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Prendo
  atto,   però   voglio  lasciare  traccia.  Registrato,  considerato
  l'intervento di poco fa

   PRESIDENTE. Assolutamente.

   ALONGI. Considerato che ho pressato il verde e che ancora ci  vedo
  bene,  considerato che è spuntato  astenuto , volevo affermare  che
  la  mia  non  è un'astensione, il mio è stato un voto favorevole  e
  vorrei che se ne prendesse atto, a verbale, e ne rimanesse traccia.
  Una cosa semplice, nient'altro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, ha fatto una dichiarazione  di  voto
  prima, non dopo. Perché, altrimenti, finanziaria non se ne fa  più.
  Qui  c'è un voto dell'onorevole Alongi, che non è astenuto ed è  un
  voto  favorevole. Sono 32 e 31  Lei ne prenda atto e  vada  avanti,
  approvando  l'articolo. Ha capito o no? Che sia  chiaro,  lei  deve
  essere corretto.

   PRESIDENTE. Il voto è segreto, onorevole Falcone. Chi mi dice  che
  l'astenuto  non  sia  stato un altro, onorevole  Falcone.  No,  non
  risulta  astenuto,  il voto è segreto. Onorevoli  colleghi,  adesso
  verifichiamo dal tabulato.

   ALONGI. Ho fatto un intervento prima del voto, dove ho dichiarato,
  a  nome  del  gruppo Nuovo Centro Destra, il mio voto favorevole  a
  quell'articolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Alongi, vediamo se riesco ad essere chiaro e
  spero  di  essere  interpretato in maniera  chiara  da  tutti.  Noi
  prendiamo  atto, non solo della sua dichiarazione dopo il  voto  ma
  anche di quella fatta prima del voto e, su questo, nessuno ha dubbi
  ed  è  a  verbale.  Adesso lei ha detto che è  risultato  astenuto;
  siccome l'astenuto è l'unico voto che nel tabulato risulta, in base
  alla  postazione,  perché gli altri voti,  mi  ricorda  l'onorevole
  Falcone,  sono  dei voti segreti, quindi non si può sapere,  adesso
  vediamo.  Qualora dovesse risultare astenuto il voto dell'onorevole
  Alongi, però devo guardare prima i tabulati. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.00, è ripresa alle ore 21.02)

   La seduta è ripresa.
   Onorevole  Falcone, mi sono consultato anche con  gli  uffici,  il
  Regolamento  non  mi  permette  di  ignorare  l'esito   di   questa
  votazione. Per cui rimane così.
   Torniamo   all'articolo  13  e  chiedo  all'onorevole   Fazio   di
  intervenire per fare chiarezza su quell'intervento di una eventuale
  riscrittura.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dopo   attenta
  riflessione,  visto  che qualsiasi tipo di  intervento  andrebbe  a
  modificare  il  testo e che, quindi, non intendo  assumermi  alcuna
  responsabilità al riguardo

              (Proteste da parte dell'onorevole Figuccia)

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, si accomodi
   Prego, onorevole Fazio.

   FAZIO.  Signor  Presidente, le propongo di sottoporlo  all'Aula  e
  passarlo alla votazione così com'è.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, lei deve motivare  all'Aula  le  sue
  scelte

   PRESIDENTE. Vi pregherei di fare attenzione. all'articolo  13  era
  stato ritirato .

                           (Brusio in Aula)

   La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.04, è ripresa alle ore 21.14)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, come preannunciato prima  della  sospensione,
  ripartiamo   dall'articolo   13  che  era   stato   momentaneamente
  accantonato.
   L'articolo 13 presente tre emendamenti di cui il 13.1 è stato  già
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento  13.2  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 13.3 a firma degli onorevoli Lentini  e
  Currenti.
   Poiché non sono presenti in Aula, l'emendamento decade.

   MILAZZO GIUSEPPE. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. Lo fa proprio l'onorevole Milazzo.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, torno all'articolo di poco fa. Capisco
  che per lei questa è una vicenda semplice.

   PRESIDENTE. No, onorevole Alongi, non le permetto di dire  questo
  Per  me  è  una  questione di Regolamento  e  di  applicazione  del
  Regolamento.  Lei  probabilmente non si è reso  conto  di  come  ha
  votato, non è colpa mia.
   Prego continui e cerchiamo di andare avanti.

   ALONGI. Signor Presidente, lei non può dirmi:  non si è reso conto
  di  cosa  ha  votato , tant'è che dal momento  del  voto  dall'Aula
  stessa, dal mio scranno ho alzato la mando dicendo:  attenzione che
  si  è  verificato  l'errore sul voto . Tant'è che essendo  un  voto
  segreto  e l'unico voto che è venuto fuori diverso dal voto segreto
  è l'astensione era corretto che io lo dicessi.

   PRESIDENTE. Onorevole Alongi, ascolti, io non voglio assolutamente
  entrare nel merito

   ALONGI.  Io parto da un presupposto, lavorerò, vedremo se ci  sono
  le  condizioni  con  i  miei colleghi, con i capigruppo,  lungo  il
  percorso della finanziaria; a questo punto se c'è la condizione per
  potere  presentare  o un subemendamento su qualche  altro  articolo
  perché è chiaro che la volontà nostra era quella.

   PRESIDENTE.  Giusto  per fare chiarezza: il voto  astenuto  appare
  solo  se  si pigia il tasto astenuto e questo risulta dai tabulati.
  Io non sono un esperto quindi andiamo avanti.
   Siamo  arrivati  all'emendamento 13.3 che è  stato  fatto  proprio
  dall'onorevole Milazzo.
     Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e per l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 13 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                             «Articolo 16
         Disposizioni in materia di contratti per il personale
                               precario

     1.  I  contratti  di  lavoro  subordinato  a  tempo  determinato
  prorogati  ai  sensi  dell'articolo 30  della  legge  regionale  28
  gennaio 2014, n. 5 non possono essere oggetto di modifiche relative
  all'inquadramento giuridico ed economico».

   Anche  qui c'è un emendamento soppressivo dell'onorevole  D'Asero,
  Alongi, Cascio, Fontana, Germanà. Lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 16.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                             «Articolo 17
        Funzionamento della Conferenza Regione-autonomie locali

   1.  L'Assessore regionale per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica con proprio decreto determina le modalità di funzionamento
  ed  i componenti della segreteria di cui all'articolo 43, comma  6,
  della   legge  regionale  7  marzo  1997,  n.  6,  come  modificato
  dall'articolo 100 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, scelti
  fra il personale in servizio presso il dipartimento regionale delle
  autonomie  locali   senza ulteriori oneri  a  carico  del  bilancio
  regionale.

   2. Il comma 7 e il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 6
  febbraio 2008, n. 1 sono abrogati».

   Anche  qui  c'è  un  emendamento il  17.3  soppressivo.  Onorevole
  D'Asero, Alongi, Cascio, Fontana, Germanà.

   ALONGI. Lo ritiro.

   GRECO GIOVANNI. L'emendamento soppressivo 17.1 I parte  lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.2 dell'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  assessore  Baccei io mi rivolgo a lei che è colui che ha le  chiavi
  della  cassa. Questo emendamento è di buon senso perché il comitato
  tecnico  previsto  da questo emendamento io lo  compongo  a  titolo
  gratuito,  ecco  perché è di buon senso. Quindi, se  lei  lo  vuole
  apprezzare in questo senso è solo per questo e risparmiamo soldi.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo 17.1 II parte, dell'onorevole
  Greco Giovanni.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 17 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
                             «Articolo 18
                            Spesa sanitaria

   1.   Quota   parte  del  gettito  derivante  dalla   maggiorazione
  dell'aliquota  dell'imposta regionale sulle attività  produttive  e
  dell'addizionale  regionale all'imposta sul reddito  delle  persone
  fisiche  (IRPEF) di cui all'articolo 1, comma 174, della  legge  30
  dicembre  2004,  n. 311 e successive modifiche ed  integrazioni,  è
  destinata,  ai  sensi dell'articolo 2, comma  80,  della  legge  23
  dicembre  2009,  n. 191 e successive modifiche ed integrazioni,  al
  finanziamento   della   compartecipazione   regionale,    di    cui
  all'articolo  1, comma 830, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,
  della   spesa  sanitaria  relativa  alla  quota  indistinta   delle
  disponibilità  finanziarie  per  il Servizio  sanitario  nazionale,
  quale  servizio  pubblico  essenziale (UPB  11.2.1.3.1  -  capitolo
  413302)  per  l'importo di 198.952 migliaia  di  euro,  di  142.644
  migliaia  di  euro  e di 149.689 migliaia di euro, rispettivamente,
  per gli esercizi finanziari 2015-2017.

   2.  Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della  legge
  regionale   2  maggio  2007,  n.  12  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari
  2016 e 2017, la spesa annua di 5.000 migliaia di euro.

   3. Per far fronte alle obbligazioni assunte per le finalità di cui
  al  Titolo  I  della  legge  regionale 20  agosto  1994,  n.  33  è
  autorizzato un limite d'impegno decennale di 1.300 migliaia di euro
  a decorrere dall'esercizio finanziario 2016».

   All'articolo  18 sono stati presentati tre emendamenti.  Si  passa
  all'emendamento 18.1, soppressivo,  a firma dell'onorevole  Alongi,
  Fontana e Germanà.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 18.2, a firma  dell'onorevole  Falcone,
  Assenza, Figuccia.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, questo è chiaramente  un  emendamento
  che  viene  fatto  perché riguarda i disavanzi nelle  ASP  e  nelle
  Aziende, cioè nel settore sanitario.
   Noi  riteniamo che questo emendamento serva da stimolo al  Governo
  perché  il limite di impegno di 5 milioni di euro annui che servono
  per coprire i disavanzi debbano essere gradualmente ridotti.
   Se  il Governo li mantiene significa che nel prosieguo ritiene che
  dovrà  mantenere  sempre quel disavanzo. Diversamente  sarebbe  uno
  stimolo  per  il  Governo a ridurre quello che è  il  debito  della
  sanità.

   BORSELLINO, Assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO,  Assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,   la
  previsione  di  5  milioni, come cifra massima,  per  un  eventuale
  sfondamento  è  stata  prevista anche lo scorso  anno  e  quindi  è
  ripetuta anche per questo esercizio finanziario solamente a  titolo
  precauzionale  perché  l'esercizio finanziario  corrente,  al  pari
  degli esercizi finanziari precedenti, si sono chiusi in pareggio di
  bilancio con un avanzo di gestione.
   La  previsione di 5 milioni al pari dello scorso anno  è  motivata
  dal  fatto  che  per  quest'anno siamo in una situazione  di  nuovo
  definanziamento del fondo sanitario nazionale che  per  la  Regione
  siciliana   pesa   intorno   a  250  milioni.   Quindi,   riteniamo
  assolutamente congruo prevedere la stessa cifra dello  scorso  anno
  soltanto  a titolo precauzionale in considerazione anche del  fatto
  che  l'andamento  dei conti del primo trimestre lascia  propendere,
  anche per quest'anno, ad una chiusura di bilancio in pareggio.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  18.4  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 18 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CANCELLERI. Ma c'è l'emendamento 18.5

   PRESIDENTE.  L'emendamento  18.5,  onorevole  Cancelleri,  non   è
  ammissibile  perchè  è  un  emendamento  aggiuntivo  ed   è   stato
  presentato  fuori  dai  tempi previsti per la  presentazione  degli
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                             «Articolo 19
                  Ticket per le prestazioni sanitarie

   1.   La  Regione,  ai  fini  del  versamento  del  ticket  per  le
  prestazioni  sanitarie,  equipara i soggetti  inoccupati  a  quelli
  disoccupati. Per tali finalità è autorizzata la spesa massima,  per
  l'anno  2015, di 500 migliaia di euro. La Giunta regionale  adotta,
  su proposta dell'Assessore competente, una deliberazione contenente
  le  direttive  di  attuazione e i criteri  applicativi  finalizzati
  anche  a  limitare la spesa entro l'importo massimo stabilito  (UPB
  11.2.1.3.1 - capitolo 413302)».

   Do   lettura  della  relazione  firmata  dal  Ragioniere  generale
  Salvatore Sammartano:  Con riferimento all'articolo 19 - Ticket per
  le   prestazioni   sanitarie  del  DDL  n.  912/A  -   Disposizione
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2015, legge  di  stabilità
  regionale, si rappresenta che, ai sensi dell'articolo 7 della legge
  regionale  29  dicembre  2003,  n. 21  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, il regime di esenzione dalla partecipazione al  costo
  delle  prestazioni sanitarie nella Regione siciliana è disciplinato
  dall'articolo  8  della  legge  n.  537/1993,  che   ne   individua
  espressamente  le  singole fattispecie. La eventuale  modifica  del
  predetto  regime deve comunque tenere conto della salvaguardia  del
  gettito che dovrebbe essere assunto a carico del bilancio regionale
  e   non  a  valere  sulle  risorse  del  capitolo  413302  -  Quota
  integrativa,  a carico della Regione, delle assegnazioni  di  parte
  corrente del Fondo Sanitario Nazionale.
   Inoltre, per una puntuale quantificazione degli oneri è necessaria
  un'analisi  approfondita, non compatibile  con  i  tempi  ristretti
  disponibili  per  l'approvazione  della  legge  di  stabilità.  Pur
  condividendo  il  rilievo sociale della norma, si  ritiene  che  la
  stessa debba essere riproposta dopo le necessarie verifiche. Per le
  ragioni  sopra  esposte, si chiede, ove condiviso  dalla  S.V.,  lo
  stralcio  della  norma  in  parola per  mancanza  della  necessaria
  copertura finanziaria.
   Pertanto, l'articolo 19 viene stralciato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, io vorrei sentire  anche  su  questo
  l'Assessore   per  la  salute.  Ritengo  comunque,  Assessore   per
  l'economia, che questa particolare specie sia un fatto sociale  più
  volte, praticamente, espresso.
   Noi  abbiamo  qui approvato delle norme salvando e  salvaguardando
  tutti; ma io credo che sia opportuna fare una riflessione su quelle
  che  sono le famiglie perché fra inoccupati e disoccupati non credo
  che  ci sia una grande differenza. C'è un problema molto serio  che
  interessa moltissime famiglie siciliane.
   Voi  sapete bene che negli ultimi tempi anche i servizi televisivi
  hanno  evidenziato  che molte famiglie non sono  in  grado  più  di
  comprare  i  medicinali anche medicine vitali e  io  credo  che  su
  questo bisogna fare un approfondimento serio.
   Ora,  io  non  è che voglio mettere in discussione il  parere  del
  Ragioniere  generale Sammartano che è un parere dotto,  competente,
  eccetera, ma c'è una problema che noi dobbiamo porci come Aula. Noi
  dobbiamo  tentare, in qualsiasi momento, di trovare  una  soluzione
  per far sì che migliaia di famiglie possano curarsi perché sono  in
  condizioni di povertà.
   Assessore  Borsellino,  io credo che su  questa  vicenda,  assieme
  all'Assessore per l'economia, bisogna riflettere un attimo,  perché
  c'è  un  problema  serio.  Allora, la  mia  proposta  è  che  venga
  accantonato   in   questo  momento  e  che,  poi,  attraverso   una
  convergenza  fra  l'Assessore  per  la  salute  e  l'Assessore  per
  l'economia,  si  trovi  una soluzione perché  questo  è  in  questo
  momento il problema sociale di tantissime famiglie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo a lei  e
  non  conosco il testo dell'articolo di cui non mi interessa niente.
  Io,  però, devo capire con quali ferri lavoriamo, perché non vorrei
  che oggi si consumi un precedente dal quale non si esce più.
   Io voglio capire se l'emendamento ha la copertura finanziaria o se
  la  relazione tecnica è stata espressa in Commissione Bilancio.  Se
  una legge viene incardinata non esce da quest'Aula se non o con  la
  bocciatura  o con l'approvazione dell'articolo. Non si può  portare
  un  articolo  e, mentre lo stiamo discutendo, arriva una  relazione
  del Ragioniere generale che dice che è opportuno soprassedere.
   Questo,  qualora lei lo dovesse adottare, voglio che  non  sia  un
  precedente  perché, diversamente, questa Assemblea viene spodestata
  da tutti i poteri e non avrà più la possibilità di approvare nulla,
  o  mentre lavoriamo arriverà una relazione qualunque che contesterà
  l'operato  dell'Assemblea.  La prego  su  questo  punto  di  essere
  categorico, perché non voglio che ciò costituisca un precedente che
  possa   essere   ricordato  durante  i  lavori  di   questa   legge
  finanziaria, di altre leggi o in altre legislature.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, condivido le  sue  preoccupazioni,
  però  allo stesso tempo, e facendo seguito a quello che diceva poco
  fa  l'onorevole  Laccoto, cioè dell'importanza di questo  articolo,
  piuttosto  che approvare un articolo, per poi scoprire che  non  ci
  sia  una  copertura finanziaria adeguata, correndo il  rischio  che
  esso  possa essere impugnato dal Governo nazionale, preferisco  che
  questo  articolo  venga stralciato, torni in  Commissione  per  una
  giusta   valutazione,   contestualmente  all'individuazione   della
  necessaria  copertura finanziaria affinché si posa dare  il  giusto
  servizio ai cittadini.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ferreri. Ne ha facoltà.

   FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  questo
  emendamento  è passato dal vaglio dalla II Commissione  legislativa
  permanente, per cui vorrei capire che senso avrebbe fare  prima  il
  passaggio  nelle  Commissioni di merito,  se  sistematicamente  gli
  emendamenti non arrivano al bilancio. Una volta che arrivano in  II
  Commissione e vengono votati, vengono resi ammissibili in Aula, per
  cui  chiedo  che  la relazione tecnica sia portata  in  Commissione
   Bilancio .
   Abbiamo  passato  molte ore a dibattere in II  Commissione,  c'era
  tutto  il  tempo per elaborare un'adeguata relazione  tecnica.  Tra
  l'altro  questa disparità tra disoccupati e inoccupati è  una  cosa
  della   quale   dobbiamo  interessarci,  è  un   problema   enorme,
  specialmente  perché  si innesca quel meccanismo  per  il  quale  i
  disoccupati  a volte fanno dei  giochetti , si fanno ingaggiare,  o
  trovano   dei  sotterfugi  proprio  per  mantenere  lo  status   di
  disoccupazione e non pagare il ticket sanitario.
   Nel  frattempo,  chi è inoccupato, e a loro accomunerei  anche  le
  molte  persone  che hanno un lavoro autonomo ed in  questo  momento
  sono  in difficoltà, si trovano a dovere pagare pure il ticket.  E'
  notizia  di  qualche settimana fa che a Gela,  a  causa  di  questa
  confusione  enorme,  sono state accertate 5400 richieste  false  di
  esenzione  dal ticket sanitario, facendo quindi un buco all'ASP  di
  Caltanissetta  per circa 1 milione 900mila euro. Con  questa  cifra
  avremmo  potuto equiparare, in questo disegno di legge, occupati  e
  disoccupati. Per di più in altre Regioni questa equiparazione è già
  stata  effettuata, ad esempio nel Trentino Alto Adige,  nel  Friuli
  Venezia Giulia, in Sardegna; quindi vorrei che iniziassimo  a  dare
  un  messaggio  ai  siciliani, perché in un momento  di  crisi  come
  quello  attuale si trovano a dover pagare il ticket  anche  persone
  che  sono  senza  un  lavoro e che non hanno  mai  lavorato  o  che
  possibilmente il lavoro lo perdono, ed in ogni caso l'emendamento è
  passato  dalla II Commissione, per cui pretendo che venga messo  al
  voto e che non ci sia nessuno stralcio.

   PRESIDENTE. Onorevole Ferreri, vorrei fare chiarezza, per  evitare
  eventuali  strumentalizzazioni che non servirebbero a nessuno.  Qui
  c'è un problema molto serio: la mancanza della necessaria copertura
  finanziaria per procedere.
   Devo  tener  conto di questa nota, e proprio nell'interesse  delle
  cose  che ha appena detto lei, onorevole Ferreri, dobbiamo  cercare
  di  arrivare  ad una conclusione che sia positiva per i  cittadini.
  Leggo  l'articolo 81 della Costituzione della Repubblica  Italiana,
  che recita, tra le altre cose  Ogni altra legge che importi nuove o
  maggiori  spese deve indicare i mezzi per farvi fronte . Quindi  se
  mi arriva dalla Ragioneria Generale una nota che avvisa che non c'è
  la  copertura finanziaria, ritengo che la cosa più saggia da  parte
  di  questo  Parlamento sia quello di assegnare immediatamente  alla
  Commissione  competente  questo  articolo  per  stralciarlo  o  per
  trovare immediatamente una copertura finanziaria necessaria per far
  sì  che  i cittadini abbiano il servizio di cui tutti quanti  siamo
  convinti sia doveroso.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, capisco
  e comprendo anche dal vocio di sottofondo, ed anche dall'agitazione
  che  c'è  sui  banchi  del  Governo o  tra  qualche  collega  della
  maggioranza che occupa i banchi del Governo, di quanto sia delicata
  la  questione che stiamo esaminando. Ma ho bisogno di un minimo  di
  attenzione  perché  la partita in gioco non si riferisce  -  e  già
  sarebbe  tanto  -  al contenuto della norma, quanto  alla  corretta
  applicazione procedurale e regolamentare, vorrei dire  del  diritto
  parlamentare.
   Una  volta  che la norma è transitata dalla Commissione  Bilancio,
  dopo essere stata approvata dalla Commissione di merito e approdata
  in  Aula, la norma non è più nella disponibilità di qualunque altro
  soggetto,    di    qualunque   soggetto   diverso    dall'Assemblea
  parlamentare,  altrimenti davvero qui dentro si fa  trame  di  ogni
  sacrosanto  principio. Saremmo persino legittimati  a  pensare  che
  quest'Aula, stasera, sia utilizzata per recitare parti in  commedia
  perché  c'è  una  parte  della  politica  e  della  maggioranza   e
  l'Assessore  che scrive una norma, forse in attesa della  letterina
  del Ragioniere Generale che all'ultimo scopre che non c è copertura
  finanziaria,  come  per dire che politicamente  volevamo  farlo  ma
  mancavano   miserevoli  500  mila  euro,  che  sono   assolutamente
  insufficienti  forse  persino all'interno di  una  singola  azienda
  sanitaria provinciale per equiparare nella esenzione dei ticket gli
  inoccupati ai disoccupati.
   Allora,  Presidente, io vorrei che la questione  fosse  apprezzata
  seriamente  innanzitutto da lei che ha pronunciato termini  eretici
  sotto  il profilo dell'applicazione del diritto poco fa,  stralcio
   rimando in Commissione . Non può rimandare in Commissione ciò  che
  dalla   Commissione  è  già  pervenuto,  e  dobbiamo  assolutamente
  presumere che la Commissione non abbia giocato per 5 lunghi  giorni
  ed   anche   per  molte  parti  di  5  nottate.  Quando  la   legge
  complessivamente  approda  in  Aula, la  copertura  finanziaria  si
  riferisce a tutte le norme contenute.
   Mettiamo  un pò di ordine, altrimenti non ha più senso,  colleghi,
  rimanere  in  Aula,  non ha alcun senso se sul  piano  procedurale,
  regolamentare e normativo basta la lettera del Ragioniere  Generale
  per  dire e per dettare all'Aula ciò che deve approvare e  ciò  che
  non  deve  approvare.  Sì  alla chiarezza,  chieda  il  Governo  di
  bocciare  la  norma  ma la norma oramai è nella  disponibilità  del
  Parlamento e non può ritornare indietro da nessuna parte.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il Governo apprezza senz'altro il principio  su  cui  si
  fonda  la  previsione di questa norma perché certamente la presenza
  degli inoccupati nella nostra Regione è assai significativa al pari
  dei  disoccupati,  e  lo testimonia l'elevatissima  percentuale  di
  prestazioni sanitarie erogate in regime di esenzione.
   Ma proprio per questa ragione è facilmente intuibile come la somma
  appostata  sia  assolutamente  insufficiente  il  che  rischierebbe
  sicuramente  di  ingenerare  delle attese  che  nonostante  criteri
  stringenti  che  la giunta dovrebbe mettere in atto certamente  non
  potrebbero  soddisfare l'enorme domanda di richiesta  di  esenzione
  che ne scaturirebbe.
     Tuttavia  vorrei  proporre, a nome del Governo  di  condizionare
  l'attuazione della presente norma all'autorizzazione preventiva  di
  cui all'articolo precedente.
   L'articolo precedente prevede, nel comma aggiunto dal Governo, che
  a  garanzia della sostenibilità del Servizio sanitario le norme che
  determinano  ulteriori  o  maggiori  oneri  a  carico   del   Fondo
  sanitario,  in questo caso della Compartecipazione, debbono  essere
  sottoposti ad autorizzazione preventiva dei Ministeri dell'Economia
  e della Salute.
   Io  ritengo  che  in questo modo noi salvaguardiamo  il  principio
  della norma e nello stesso tempo salvaguardiamo la possibilità  che
  non ci venga impugnata, chiaramente in sede nazionale.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente l'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.41, è ripresa alle ore 21.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dal  Governo  l'emendamento  anticipato dall'assessore  Borsellino.
  Onorevole  Vinciullo, ha avuto modo di visionare l'emendamento  del
  Governo?

   VINCIULLO.  Signor Presidente, no e né mi interessa visionarlo  in
  questo  momento. Perché, in questo momento, intervengo sul discorso
  generale,  che  non  ha nulla a che fare con l'emendamento  che  ha
  presentato il Governo. Veda, la battaglia che questo Parlamento  da
  anni  porta  avanti per equiparare gli inoccupati  ai  disoccupati,
  finalmente,  è giunta a compimento. E' una questione  di  giustizia
  perché  chi  non  ha lavorato mai, quindi in teoria non  percepisce
  nemmeno  un euro al mese per poter vivere, deve essere messo  nelle
  stesse  condizioni di colui il quale è disoccupato  e,  quindi,  da
  qualche mese non percepisce più lo stipendio di lavoratore.
   E'  una  questione di giustizia sociale, assessore  e  lei  lo  sa
  perché uno dei motivi dello scontro fra me ed il suo predecessore è
  stato  su  questo argomento. Io ritengo che tutti i poveri,  tutti,
  nessuno  escluso, siano identici fra di loro. E fra tutti i poveri,
  gli  inoccupati  sono i più poveri perché non hanno  mai  percepito
  alcuna forma di reddito.
   Non  sfugge  alla sua sensibilità, assessore, che questo  problema
  doveva  essere risolto da questo Parlamento. Però, su alcune  cose,
  io  devo  richiamare  il  Presidente dell'Assemblea.  Veda,  signor
  Presidente,   non  è  perché  il  Ragioniere  Generale   pensa   di
   rimangiarsi  il parere che ha dato in Commissione Bilancio, lei lo
  stralcia, perché questo non lo potrà più fare  Al massimo,  lei  lo
  può   accantonare.  Ed  il  parere,  seppur  autorevolissimo,   del
  Ragioniere  Generale  deve  essere firmato  dall'assessore  Baccei,
  altrimenti non ha alcun valore in questa Assemblea.
   Se  la  Presidenza accetta l'idea che il Ragioniere Generale possa
  sostituirsi  al  Governo,  diciamo agli  assessori  di  accomodarsi
  fuori, facciamo venire il Ragioniere Generale e sarà lui a trattare
  tutte le tematiche riguardanti l'approvazione della finanziaria con
  il Parlamento. Ma siccome non è così, perché il regolamento interno
  dell'Assemblea prevede tutt'altro, io già le dico che  lei  non  lo
  potrà   stralciare.  Le  comunico  pure  che  ritiro  l'emendamento
  soppressivo  19.1,  e  quindi non ci sarà più  la  possibilità  per
  alcuno di sopprimere l'articolo, che adesso  deve essere votato.  E
  questa Assemblea potrà approvarlo oppure potrà non approvarlo, però
  un fatto è certo Presidente: è una questione di giustizia.
   L'assessore  ritiene che le somme siano insufficienti?  Anche  noi
  sappiamo che le somme sono insufficienti, e per questo ci auguriamo
  che  il  Governo, di qui a qualche ora, faccia pervenire  un  altro
  emendamento  che  aumenti lo stanziamento su  questo  capitolo,  ma
  siccome  mi  sembra di capire che, di qui a qualche mese,  dovremmo
  andare a riscrivere la finanziaria perché mancano oltre 100 milioni
  di  euro  solo  per  quanto  riguarda il comparto  forestale  ed  i
  consorzi di bonifica, si impegni da parte sua, assessore,  che  nel
  caso  in  cui l'articolo 18, come lei ha detto, troverà  finalmente
  conclusione  positiva,  e noi tutti ce lo  auguriamo,  le  maggiori
  risorse possano essere utilizzate a favore dell'articolo 19.
   Su  problematiche  legate  ad eventuali  prese  di  posizioni  del
  Governo  nazionale, io ricordo a tutti noi, perché ho l'impressione
  che prima avevamo paura del Commissario dello Stato ed oggi abbiamo
  paura  del  Governo,  che  c'è un giudice  terzo  che  è  la  Corte
  Costituzionale,  alla  quale,  in qualsiasi  momento,  ci  possiamo
  rivolgere per capire se abbiamo ragione noi o ha ragione il Governo
  nazionale.
   Del resto, se non avessimo commesso la sciocchezza di ritirare  il
  ricorso   sulle   accise,  il  giudice  della   legge,   la   Corte
  Costituzionale appunto, ci ha dato ragione. Su questa vicenda,  fin
  da  adesso, noi diciamo che la posizione del Parlamento  è  chiara,
  con  la  schiena  dritta, noi vogliamo che gli  inoccupati  vengano
  considerati  come  i disoccupati. Se il Governo  nazionale  dovesse
  impugnare   il  provvedimento,  noi  ci  rivolgeremo   alla   Corte
  costituzionale  chiedendo  il  rispetto  di  quelle  che  sono   le
  prerogative.  Questi 500 mila euro credo che bastino  per  i  primi
  mesi,  in attesa della finanziaria bis dove andremo ad inserire  le
  risorse necessarie per coprire questo provvedimento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO  Giuseppe. Signore Presidente, onorevoli colleghi, intanto
  l'onorevole Gucciardi mi faceva notare una cosa importante. Abbiamo
  appena  votato l'articolo 18 con un emendamento del Governo di  cui
  vorrei  dare  lettura:  Norme di garanzia per la sostenibilità  del
  servizio  sanitario regionale. L'attuazione delle  norme  contenute
  nella  presente legge, della cui applicazione scaturiscono nuovi  o
  maggiori  oneri  diretti o indiretti a carico del  fondo  sanitario
  regionale,  è subordinata all'autorizzazione del Ministero .  Cioe,
  stiamo parlando di niente
   Il  Ministero, appena votiamo l'articolo 19, ci prende  per  pazzi
  perché  direbbero che, senza criterio, proponiamo una  cosa  che  è
  bella, ma non è sostenibile
   Vorrei  ricordare  all'onorevole  Cancelleri  che  quando  abbiamo
  votato  questo  emendamento, è stato fatto presente in  Commissione
  che  non  c'era  copertura,  visto che lui  lo  ricorda.  E  vorrei
  chiedere  all'onorevole  Vinciullo di  consentire  ai  deputati  di
  parlare,  perché,  nonostante  i deputati  vengono  a  minacciarmi,
  vorrei avere anch'io la possibilità di parlare, considerato che non
  interrompo nessuno quando parlano.
   Fermo restando che stiamo parlando del nulla e fermo restando  che
  se  l'onorevole Vinciullo ritirerà l'emendamento soppressivo, io da
  buon  samaritano  lo  farò  mio perché l'Assemblea  deve  avere  un
  atteggiamento logico durante una finanziaria. Io ritengo  che  lei,
  non  in virtù della lettera del Ragioniere Generale, che non doveva
  nemmeno  leggere,  ma  in  virtù dell'incoerenza  della  legge  che
  abbiamo  già  tracciato, perché l'Assemblea si  è  espressa  su  un
  principio, ora diciamo  soldi per tutti . Anch'io voglio presentare
  un emendamento per le isole minori: facciamo due ospedali con venti
  centri  di  specializzazione per ogni ospedale, quattro  elicotteri
  per  Isola,  cinque navi, venti motoscafi. Ma di  che  cosa  stiamo
  parlando?  Il  Parlamento voterà l'emendamento soppressivo  Milazzo
  per voto palese perché dimostra di essere coerente. Mentre poco  fa
  abbiamo  ammazzato i COINRES, ora chiediamo di fare colpi  di  reni
  senza   copertura  finanziaria,  con  un  atteggiamento  incoerente
  rispetto all'articolo 18, per accontentare un gruppo politico.
   Sempre  Milazzo  parla  contro  i Cinque  Stelle,  però  mi  hanno
  spiegato  che  approvando la legge elettorale con i  Cinque  Stelle
  concorrerà   il   centro-destra,  quindi   io   mi   troverò   come
  interlocutore il Movimento Cinque Stelle, e devo spiegare  ai  miei
  che  l'alternativa  siamo noi perché noi abbiamo  un  atteggiamento
  moderato  nel  merito  e  non  ci attacchiamo  sul  lampadario  per
   normette' che non servono a niente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  troverò  a
  fare un po' di ordine rispetto a quello che è accaduto. La norma  è
  approdata  in  Aula  e noi abbiamo stabilito un  patto  col  popolo
  siciliano. Nel mio intervento voglio, con orgoglio, rivendicare  il
  primato della politica. Sammartano dice:  Non imputate queste somme
  sul  fondo sanitario perché è un definanziamento del fondo. Non  lo
  potete  fare .  Il punto non è stralciare la norma, è  trovare  una
  nuova copertura.
   Signori Assessori, signor Governo, tecnico o non tecnico, non è la
  stessa  cosa  reperire le risorse per i comandati, dove  noi  siamo
  bravi  e  puntuali,  e  negare  la  possibilità  di  curarsi   agli
  inoccupati
   Sono  equivalenze tecniche che io non accetto  Chiaro   Allora,  o
  noi  troviamo  il modo di essere persone serie davanti all'opinione
  pubblica  siciliana,  reperendo le risorse  per  finanziare  questo
  fondo  -  tra   l'altro è dato mandato alla Giunta, in una  seconda
  fase, di organizzare le modalità di distribuzione di questa somma -
  o   altrimenti   cade  completamente  la  serietà  del   parlamento
  siciliano. E farebbero bene i siciliani, se noi non diamo copertura
  a  questa  promessa,  che  abbiamo fatto  senza  che  ce  l'abbiamo
  chiesto,  senza  che  nessuno  ce  l'abbia  chiesto,  o  altrimenti
  metaforicamente  non  ci  dobbiamo poi  lamentare  se  qualcuno  ci
  immagina vestiti con il saio arancione, noi della politica, a  fare
  una mala fine. Non ci dobbiamo lamentare di questo.
   Quindi,  io  avrei apprezzato maggiormente che questa  nota  fosse
  stata  indirizzata alla Giunta di Governo in modo molto  riservato,
  anche  per  dare  la  possibilità alla Giunta  e  all'Assessore  di
  trovare nuove strade, ma noi  non possiamo uscire da qui dentro  se
  non  onoriamo  questo  patto, perché, se noi  non  onoriamo  questo
  patto, sappiate che grava sulla nostra coscienza la possibilità  di
  curarsi per persone a reddito zero.
   Quindi,  se  l'Aula  è  d'accordo, se lei,  signor  Presidente,  è
  d'accordo,  sospendiamo la discussione perché il  Governo  si  deve
  concentrare   e   deve  trovare  le  risorse.  D'altronde,   signor
  Presidente,  e  concludo entro i tre minuti che  mi  ha  assegnato,
  assessore  Borsellino,  noi  non possiamo  strombazzare  ancora  ai
  quattro  venti di essere al quarto esercizio finanziario in  attivo
  della sanità e poi non trovare le risorse per dare una mano d'aiuto
  a questi poveracci. Noi non lo possiamo e non lo dobbiamo fare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, credo che l'onorevole  Digiacomo
  abbia  centrato  perfettamente l'argomento. Quindi, nonostante  sia
  già   stato  presentato  un  emendamento  dal  Governo,  se   siamo
  d'accordo,  l'accantoniamo  per  vedere  di  trovare  la  copertura
  finanziaria a questo articolo 19.
   Gli articoli 20 e 21 sono accantonati.
   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                                Art. 22
            Disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1. Per le finalità dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale
  11  maggio  2014, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni,  la
  Regione è autorizzata, a trasferire alla RESAIS S.p.A., a titolo di
  compartecipazione destinata esclusivamente agli oneri sostenuti per
  il  personale in servizio, l'ulteriore somma di 5.646  migliaia  di
  euro  per  l'esercizio finanziario 2015 (UPB 4.2.1.3.99 -  capitolo
  214107),  comprensiva  degli  eventuali  oneri  convenzionali.  Per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2016 e 2017 è  autorizzata  la
  spesa di 7.800 migliaia di euro.

   2.  All'Istituto  regionale vini e oli di Sicilia  è  concesso  un
  contributo  per  il  concorso  al  pagamento  degli  emolumenti  al
  personale    proveniente   dall'Ente   acquedotti   siciliani    in
  liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, nella misura massima di  138
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015 (UPB 10.3.1.3.2 -
  capitolo 147325) oltre a quanto già autorizzato con legge regionale
  13  gennaio  2015,  n. 3 articolo 7, comma 2.  Per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2016 e 2017 è autorizzata  la  spesa  di  207
  migliaia di euro.

   3.   All'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle   attività
  produttive  è  concesso un contributo per il concorso al  pagamento
  degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in liquidazione,
  ai  sensi  del  comma  2  quinquies dell'articolo  23  della  legge
  regionale  27  aprile  1999, n. 10, di 738  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2015 (UPB 2.2.1.3.7 - capitolo 343315). Per
  ciascuno  degli  esercizi  finanziari 2016  e  2017  è  autorizzata
  l'ulteriore spesa di 1.107 migliaia di euro.

   4.  Agli  Enti  regionali per il diritto allo studio universitario
  della  Sicilia  è  concesso  un  contributo,  per  il  concorso  al
  pagamento  degli  emolumenti al personale proveniente  dall'EAS  in
  liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10, di 1.805 migliaia  di  euro
  per l'esercizio finanziario 2015 (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373347).
  Per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2016 e 2017 è  autorizzata
  l'ulteriore a spesa di 2.708 migliaia di euro. .

   Comunico  che  all'articolo  22 è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo 22.1, a firma degli onorevoli D'Asero, Alongi,  Cascio,
  Fontana.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 22.1, a firma degli onorevoli  D'Asero,
  Alongi, Cascio, Fontana.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 22 nel testo risultante.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura.

                                Art. 23
       Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
                                rurale

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
  giugno  2014,  n.  13 è autorizzata, per l'anno  2015,  l'ulteriore
  spesa  di  4.500  migliaia  di  euro (UPB  10.3.1.3.99  -  capitolo
  147326).

   2.  Il  conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati  per  le
  finalità  di  cui  al  comma  1, dei  requisiti  per  l'accesso  ai
  trattamenti pensionistici, ne determina la fuoriuscita  dal  bacino
  delle garanzie occupazionali.'

   All'articolo 23 sono stati presentati due emendamenti soppressivi,
  degli onorevoli Greco Giovanni e dell'onorevole Alongi.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   ALONGI. Lo ritiro.

   FIGUCCIA. Faccio mio l'emendamento 23.2.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   non
  capisco il significato del secondo comma. Il conseguimento da parte
  dei  lavoratori utilizzati per le finalità di cui al comma  1,  dei
  requisiti  per l'accesso ai trattamenti pensionistici, ne determina
  la fuoriuscita dal bacino delle garanzie occupazionali.
   Non lo capisco quello che significa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Turano
  lo spiego io perché è necessario questo emendamento.
   Il  comma  2 è indispensabile perché si sono verificati in  questi
  ultimi due anni episodi incresciosi di gente che contemporaneamente
  ha  l'età  per  andare  in pensione, non va in  pensione  anche  un
  lavoratore che ha 72 anni e continua ancora a far parte  di  questo
  bacino.  E il modo per tagliare definitivamente la testa su  questa
  vicenda, chi ha l'età per andare via deve andare via come è  giusto
  che sia.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Sull'ordine dei lavori

   CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Presidente mi scusi siccome l'articolo  20  accantonato,
  però  ancora  non abbiamo avuto gli emendamenti all'allegato  1,  è
  possibile distribuirli così nel frattempo li visionamo.

   PRESIDENTE. La sua richiesta è legittima, ma diamo il tempo  anche
  agli  uffici che stanno lavorando in maniera abbastanza  celere  di
  ordinare tutto il lavoro.
   Sarà questione di poco tempo e poi verranno distribuiti.

   FIGUCCIA.  Chiedo  di  parlare  sull'ordine  dei  lavori.  Siccome
  l'articolo  13  è  accantonato potremmo per  fare  distribuire  gli
  emendamenti sull'articolo 13?

   PRESIDENTE. L'abbiamo già approvato. Il 12 è stato approvato.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  relativamente al tema del ticket  sanitario,  visto  che
  capisco l'importanza della materia, quello che vi propongo la stima
  del Governo è di diverse decine di milioni di euro.
   Se  decidiamo che questa è una cosa prioritaria, la votiamo. Io mi
  prendo  il  tempo  di rivedere tutto il bilancio per  tirare  fuori
  trenta, quaranta milioni di euro da altre poste perché non ci  sono
  altri fondi.
   Una scelta politica che io capisco e condivido.

   PRESIDENTE. Di quale sta parlando, scusi.

   BACCEI, assessore per l'economia. Del ticket sanitario, il 19.

   PRESIDENTE.  No,  l'abbiamo  accantonato  per  il  momento.   Dopo
  troviamo  altre spiegazioni. Pensavo che intervenisse sull'articolo
  23.
   C'era il 23.2. L'ha fatto proprio l'onorevole Figuccia.

   Lo pongo in votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, come già  fatto  precedentemente
  trattandosi   di  un  solo  emendamento  soppressivo   votiamo   il
  mantenimento o meno dell'articolo.
   Chi è favorevole al mantenimento dell'articolo resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                                Art. 24
             Misure di sostegno per il ricovero di minori

   1.  Il  dipartimento regionale della famiglia  e  delle  politiche
  sociali  per  i  rapporti, anche in convenzione,  con  le  comunità
  alloggio  per  i  minori  sottoposti a provvedimenti  dell'autorità
  giudiziaria  minorile  nell'ambito  della  competenza   civile   ed
  amministrativa, è autorizzato a rimborsare ai Comuni,  fino  ad  un
  ammontare  massimo  dell'80  per cento,  le  spese  documentate  da
  provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di ingresso in un
  istituto  di  accoglienza  per  ricovero  di  minori  disposto  dal
  tribunale  per  i  minorenni ai sensi dell'articolo  25  del  regio
  decreto legge 20 luglio 1934, n. 1404.

   2.  Le tariffe di riferimento per il rimborso ai Comuni di cui  al
  comma  precedente non devono essere superiori a quelle applicate  a
  livello nazionale.

   3.  Per  le  finalità  del comma 1 è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario 2015 la spesa di 24.300 migliaia di euro di cui  10.000
  migliaia  di  euro  in favore degli enti di  cui  al  comma  8  bis
  dell'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003,  n.  21  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   PRESIDENTE.  Ci sono anche qui due emendamenti uno  soppressivo  a
  firma  dell'onorevole  Fontana, Alongi   ritirato.  Ritirato  anche
  quello  dell'onorevole Gucciardi. Lo fa proprio il Movimento Cinque
  Stelle.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VINCIULLO.  Il Governo deve spiegare perché vuole il  mantenimento
  dell'articolo.

   CARUSO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. E' la medesima motivazione che abbiamo avanzato in sede  di
  commissione,  istituire  due  capitoli  di  bilancio  diversi   per
  comunità che svolgono sostanzialmente la medesima funzione con  una
  copertura  molto elevata per la prima fascia di comunità  che  sono
  fra  l'altro  in numero minore e che svolgono le medesime  funzioni
  rispetto alla seconda fascia che arrivano a un livello di copertura
  sulla  base  della tariffa molto più bassa si è ritenuto,  diciamo,
  una  sperequazione irragionevole per cui avevamo proposto già  come
  Governo l'unificazione dei capitoli, l'unificazione di trattamento,
  in   commissione  era  stata  modificata,  c'è  ora   la   proposta
  dell'onorevole Gucciardi e il Governo da parere favorevole.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,  qui
  dobbiamo  capire,  vicepresidente Lo Bello, se  facciamo  il  gioco
  delle  parti  o  se voi avete un minimo di coerenza  e  riuscite  a
  mantenere ciò che abbiamo stabilito in Commissione Bilancio. Perché
  se  questo  non  c'è per essere chiari e c'è questa  distonia  così
  netta  fra  il  Governo  e la maggioranza,  tra  quello  che  viene
  stabilito in Commissione e quello che portate in Aula.
   Io  capisco che l'onorevole Cracolici è il maggiore oppositore  di
  questo  Governo,  ma  non gridi, non ha senso gridare.  Non  è  che
  gridando risolviamo i problemi, soprattutto un problema così grave.
   E'  un  problema che abbiamo lungamente dibattuto e tutti insieme,
  tutti insieme, abbiamo trovato una soluzione.
   Se  vi  ricordate, abbiamo fermato i lavori chiedendo l'intervento
  del direttore generale. Il direttore generale ci ha spiegato quello
  che stavamo facendo e tutti insieme coerentemente abbiamo deciso di
  tornare indietro.
   Veda  assessore,  Lei forse dormiva quando abbiamo  approvato,  mi
  dispiace per Lei. Lei la prossima volta anziché andare nella stanza
  accanto stia al tavolo della Commissione.
   Cosa  ha  detto il suo dirigente? Perché abbiamo ancora i  verbali
  che  possiamo andare a prendere, perché lo ricordiamo tutti. Il suo
  dirigente  ha detto una cosa che tutti sapevamo: che  vi  sono  due
  categorie di istituti che accolgono i minori.
   La  prima categoria, composta da 53 enti, la seconda categoria che
  sono  diventati  nel  frattempo 300. E  se  noi  approviamo  questo
  emendamento  diventeranno 600, assessore Borsellino, poi  900,  poi
  1200,  poi  1500,  poi  1800  e poi di  qui  a  qualche  giorno  ci
  porteranno tutti coloro i quali lavorano in questa struttura a dire
  che siccome hanno lavorato con la Regione li dobbiamo assumere e li
  dobbiamo mettere dentro.
   Non  c'era nessuna disparità di trattamento tra le prime 53  e  le
  seconde 53. Il problema di fondo qual è? Le prime 53 è stato  fatto
  un bando, venti anni fa, forse anche più di venti anni fa, a questo
  bando  hanno  partecipato  degli enti, vi  è  stata  una  selezione
  durissima, è stata fatta una convenzione fra questi soggetti  e  la
  Regione per cui la Regione nei confronti di questi 53 enti ha degli
  obblighi  ben precisi tanto è vero che i ragazzi minori, sottoposti
  all'autorità giudiziaria, li mandiamo in questa struttura.
   Nel  frattempo, siccome siamo il Paese di bengodi,e siamo il Paese
  in  cui  ognuno di noi è furbo si è verificato, assessore Lo Bello,
  lo  stesso  problema della formazione che in maniera  assolutamente
  non  conforme a quelle che erano le regole si sono costituiti altri
  300  enti  in  una  situazione di disagio soprattutto  legata  alla
  ospitalità dei bambini provenienti da oltre mare.
   Allora  cosa è successo? A questi enti è stata data la possibilità
  così  di  ingolfare la loro struttura con questi  minori  cosa  che
  dobbiamo  assolutamente fare. Però, veda assessore, nel momento  in
  cui  noi  autorizziamo  anche gli altri  300  a  ospitare  soggetti
  attraverso questo articolo 24, noi creiamo un buco di bilancio che,
  assessore  Baccei,  sarà  superiore agli 80  milioni  di  euro,  80
  milioni  di  euro,  perché  da  oggi  noi  riconosciamo  anche  300
  strutture  che potranno assumere, potranno ospitare soggetti  anche
  non  siciliani  e,  mentre noi abbiamo il problema  di  trovare  le
  risorse  per gli inoccupati siciliani, cioè per i poveri  e  per  i
  disperati siciliani, apriamo una maglia che porterà questa  Regione
  a impegnare almeno 80 milioni di euro.
   Perché  da  questo momento in poi noi avremo dei debiti certi  nei
  confronti  non  più di 53 associazioni, istituti,  che  sono  stati
  riconosciuti  dalla  Regione  ma  anche  nei  confronti  di  questi
  ulteriori  300  che diventeranno 600 e diventeranno 900  perché  da
  domani ognuno di noi nelle proprie province, dal momento che capirà
  che  è  così  facile  fare clientela, trovare occupazione  e  avere
  risorse,  all'amico del cuore e all'amico lontano gli  dirà   fatti
  una struttura  tanto la Regione ti andrà a riconoscere.
   Per  cui veda, assessore, e lo dico anche agli amici del PD, prima
  di  approvare  questa norma, così come non abbiamo fatto  quando  è
  stato  per  i  comuni, riflettiamo. Pensiamo al danno che  possiamo
  fare  a  questa Terra. Pensiamo al danno che potremo fare ai nostri
  figli.  Ogni anno ci sarà un debito di 80 milioni di euro  e,  dopo
  questa  norma,  dal momento che non c'è più nessuna differenza  fra
  chi ha un contratto con la Regione, una convenzione firmata con  la
  Regione,  un  riconoscimento firmato dalla Regione, e  chi  non  ha
  nessun  riconoscimento,  il risultato  sarà  che  ognuno  avrà  dei
  diritti  sulla Regione, Assessore Caruso, avrà dei diritto che  noi
  gli dobbiamo andare a riconoscere. Grazie.

   LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  A  seguire  l'onorevole  Falcone  e
  l'onorevole Di Giacomo. Prego

   LA  ROCCA  Claudia.   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
  volevo ricordare altre cose che si sono dette in Commissione  oltre
  quelle   che  ha  ricordato,  che  ha  fatto  presenti  l'onorevole
  Vinciullo.
   Noi, ovviamente, abbiamo fatto nostro l'emendamento dell'onorevole
  Gucciardi  perché  in  realtà  le cose  che  sono  state  dette  in
  Commissione sono state anche differenti, ovvero si è fatto presente
  che  ci sono circa le 53 strutture che vengono rimborsate al  100%,
  le  altre  300 che vengono rimborsate su per giù al 26%; ovviamente
  questo  costituisce un problema per i Comuni perché è  un  servizio
  che   gestiscono  i  Comuni  e,  quindi,  costituisce  un  problema
  nell'accoglienza dei minori, ricordando sempre che il  settore  dei
  minori non è un settore dove si spera ci sia del business.
   Ovviamente  il  ricovero  per i minori, è l'ultima  spiaggia  alla
  quale  si  deve  arrivare. Quindi, l'uniformare  questo  settore  è
  auspicabile anche perché ricordo che l'articolo in questione che si
  abrogherebbe approvando questo emendamento, è previsto  come  spesa
  obbligatoria  quando, in realtà, questo tipo  di  spesa  non  ha  i
  caratteri  di  spesa obbligatoria come è previsto  dalle  norme  di
  contabilità vigente.
   Quindi  questa  è un'altra anomalia che c'è in questa  situazione.
  Quindi uniformare i capitolo sarebbe la soluzione ideale. Grazie.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Presidente  la ringrazio. Io credo  che  il  Governo  in
  primis  se  vuole concludere favorevolmente e positivamente  questa
  finanziaria,  deve  essere  più  coerente.  Assessore  Caruso,  non
  prendiamoci in giro, lei è prodigo nell'applaudire alcune volte  ad
  alcuni  deputati  che  parlano, dovrebbe  essere  un  attimino  più
  attento,   però,   nei  rapporti  istituzionali  e   nei   passaggi
  procedurali  che  una  norma  effettua.  Noi  abbiamo   fatto   una
  riflessione  approfondita in Commissione, e  abbiamo  fatto  questo
  articolo per che cosa? A) Per un fatto finanziario, per evitare che
  la Regione avesse un danno, per mettere in sicurezza, e qua lo dico
  all'Assessore Baccei, i conti della Regione.
   Perché?  Sino  all'anno scorso, lo voglio dire ai colleghi,  c'era
  una norma, secondo la quale, si riconosceva l'80% del servizio,  ai
  Comuni.   Molti   Enti  non  accreditati,  anzi   accreditati   non
  convenzionati con la Regione, hanno proceduto a dei contenziosi,  e
  noi ci troviamo una massa, un contenzioso non indifferente.
   Per  cui,  il  Governo ha chiesto un atto di  buona  volontà  alla
  Commissione  e  ha  detto:  guardate, poiché noi  non  riusciamo  a
  coprire,  a  rimborsare totalmente questa spesa,  nemmeno  all'80%,
  possiamo  mettere  la  parolina  sino  a..?   In  maniera  garbata.
  Assessore, di fronte ad una richiesta legittima del Governo,  ma  è
  una  richiesta politica, noi siamo venuti incontro, perché  avremmo
  potuto dire  e perché lei Assessore deve togliere i soldi a chi  ha
  svolto  un  servizio e si aspettava interamente la refusione  dello
  stesso? .
   E  noi,  invece, politicamente abbiamo fatto un passo  indietro  e
  abbiamo   detto   accediamo   ad  una   tesi.   Ecco   lo   spirito
  dell'intervento dell'onorevole Vinciullo. Dopo di che  avete  posto
  un  altro  tema,  i  costi devono essere standardizzati  a  livello
  nazionale.  Scusate  vi  abbiamo  chiesto.  Ma  perché  allora  noi
  paghiamo di più rispetto che nel resto d'Italia, ce lo spiegate?  E
  voi ci avete risposto, ma non in maniera particolarmente precisa.
   Ciò nonostante, noi abbiamo detto comunque, parametriamo, mettiamo
  questo comma 2 e, pro bono pacis, andiamo avanti. C'era un problema
  allora. Avevate creato un fondo unico di 24milioni 300mila euro per
  tutti,   per   le   comunità  convenzionate  e  le   comunità   non
  convenzionate,  le  quali in questi ultimi anni  stanno  aumentando
  sempre  di  più.  Negli  ultimi sette  anni  sono  nate  252  nuove
  strutture,  che  si  aggiungono a quelle precedenti,  superando  in
  questo modo quota 300, e 53 sono le strutture convenzionate.
   Abbiamo  dunque una proliferazione di comunità. Signor  Assessore,
  siccome  noi  riteniamo  che il libero  mercato  sia  un  principio
  sacrosanto,  ma  chi ha partecipato a un bando e abbia  determinati
  requisiti  vada altresì salvaguardato, noi diciamo che va  bene  il
  libero  mercato, ma è altrettanto giusto che sia salvaguardato  ciò
  che  ha  avuto una garanzia negli anni, non in questo modo, ma  una
  garanzia avendo partecipato un bando, quindi avendo partecipato  al
  libero  mercato. Dopo di che, Assessore, la prego, ma  lo  dico  al
  Vicepresidente,   su  questo  emendamento,  che   già   l'onorevole
  Gucciardi,  da  Capogruppo del partito di maggioranza  relativa  di
  quest'Assemblea  aveva ritirato, esprimiamo  un  parere  contrario,
  quindi  chiediamo il mantenimento dell'articolato così come  uscito
  dalla Commissione di merito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  è
  chiaro  che  con questo articolo stiamo generando un debito  di  80
  milioni  di  euro  l'anno. Stiamo facendo una  sorta  di  sanatoria
  all'interno   di   un   contesto   dove   avremmo   preferito   che
  strumentalizzazioni non ce ne fossero. Avevamo chiesto che  venisse
  istituito  il  fondo  unico  dei servizi  sociali  e  sanitari,  ma
  purtroppo  questo non è stato possibile. Questa famosa integrazione
  che,  voluta da quella  bimbetta gracile gracile , come fu definita
  la  legge  n.  328  del  2000 che ancora non ha  trovato  una  vera
  applicazione in Sicilia, rispetto alla quale l'utilizzo  dei  fondi
  PAC - anche lì non trovano alcuna possibilità di stanziamento - una
  serie di risorse con le quali, probabilmente, saremmo potuti andare
  incontro  all'esigenze  non soltanto dei  minori,  ma  anche  degli
  anziani  che  ad esempio erano previsti all'interno di quel  fondo.
  Però  abbiamo  fatto  questa scelta; la scelta  oggi  è  quella  di
  accumulare le 53 strutture nate 20 anni fa alle strutture che  oggi
  diventano 600, con un effetto moltiplicatore che non ci consente di
  capire quanto potrebbero diventare nel prossimo futuro. Di fronte a
  questa   scelta  di  creare  dei  debiti  fuori  bilancio,   vorrei
  riproporre  all'Assessore la stessa domanda  che  gli  feci  in  II
  Commissione: se lo scorso anno abbiamo previsto una percentuale che
  h  ben  al di sotto dell'80%, perché con questo articolo adesso  ci
  stiamo   accanendo  con  una  sorta  di,  scusate  la  ripetizione,
  accanimento terapeutico su una soglia che non sappiamo  se  potremo
  mai raggiungere? Abbiamo per certo un dato: queste comunità faranno
  ricorso,  sono  delle  comunità con le quali l'Amministrazione  sta
  accendendo dei debiti fuori bilancio, sono delle strutture rispetto
  alle quali vengono prestati dei legittimi diritti, ma rispetto alle
  quali  noi  i pagamenti delle rette non li facciamo, sono strutture
  che   da   una  parte  provocheranno  debiti  fuori  bilancio   per
  l'Amministrazione, e dall'altra genereranno dei debiti tali per  le
  strutture  stesse,  al  punto da non potere  mantenere  l'attività.
  Allora  la  domanda  è  la  stessa che ho  rivolto  in  Commissione
  bilancio:  lo  scorso anno fino a che percentuale è stato  dato  il
  contributo.  Mi è stato detto fino al 23% perché oggi noi  fissiamo
  questo   tetto  all'80%,  Presidente,  io  rivolgo  questa  domanda
  all'Assessore  e  se per favore è possibile avere una  risposta  al
  fine  di  comprendere se effettivamente è anche  questa  una  norma
   oppure  se ci sono le possibilità per pensarla diversamente.  Però
  Presidente  le  chiedo  che  su  questo  punto  l'Assessore   possa
  rispondere.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  molte  delle
  domande che ha posto l'onorevole Falcone poco fa le avevo poste  io
  l'altra  sera  in Commissione Bilancio. Questa è stata  la  sintesi
  fatta in Commissione Bilancio ma ricorderà l'Assessore che ho anche
  detto  che  i  14 milioni e 300 mila euro per quanto  riguardava  i
  Comuni  sicuramente era una somma molto inferiore rispetto a quella
  necessaria per i Comuni.
   Allora  noi  non vogliamo rompere quello che funziona ma  vorremmo
  sistemare  qualcosa che non funziona. Ho chiesto anche, e  mi  sono
  informato  su questo, che c'è un fondo Pac di 150 milioni  circa  e
  l'ho  chiesto anche l'altra sera e ora glielo chiedo qui  chiedendo
  l'impegno  al Governo non soltanto chiedendo come ho fatto  l'altra
  volta perché l'altra volta gliel'ho chiesto però non avevo certezza
  e  quindi  ho  detto   vabbe quello che mi dice l'Assessore  prendo
  atto'. Il fondo pac di 150 milioni parla anche di infanzia.
   Allora  io  ritengo  e,  chiedo al Governo,  e  in  questo  chiedo
  all'Assessore Baccei cortesemente di ascoltarmi che se è  possibile
  prelevare  10 milioni dal fondo pac e darli ai comuni per  le  case
  dei minori perché assessore, io capisco tutto, ma noi quest'anno in
  questa  finanziaria  i  Comuni li abbiamo ammazzati.  Allora  diamo
  qualche  segnale  nei  confronti dei Comuni, quindi  io  chiedo  al
  Governo  che se è possibile l'utilizzo dei fondi pac 10 milioni  di
  fondi pac siano utilizzati per i comuni.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, rispetto all'ultima proposta i fondi Pac
  a  cui si è fatto riferimento, cui l'onorevole ha fatto riferimento
  sono  vincolati  nello scopo e quindi siccome sono vincolati  dallo
  scopo  dal  Ministero non abbiamo alcuna autonomia di  destinare  i
  fondi  ad  altri  scopi  rispetto  a  quello  per  cui  sono  stati
  trasferiti  alle Regioni. Quindi questo l'abbiamo approfondito,  ho
  preso atto della sua osservazione.
   Non  è  tecnicamente  possibile con tutta la  buona  volontà.  Per
  quanto riguarda invece l'obiezione del tetto dell'80%, non so se  è
  per  evitare il contenzioso endemico nei confronti dei comuni e dei
  comuni  nei  confronti della Regione, anziché porre il tetto  fisso
  dell'80%  con  una  assunzione di una obbligazione  preventiva,  la
  norma  serve  a  flessibilizzare fino all'80% in  maniera  tale  da
  evitare  qualunque tipo preventivamente di contenzioso e consentire
  una   gestione  flessibile  di  questi  fondi,  tenuto  conto  che,
  comunque,  sono  fondi che non possono essere decisi  autonomamente
  dalla Regione, sono fondi che sono prefissati dalla Regione su  cui
  evidentemente non si può andare oltre i limiti di budget, i  limiti
  di  trasferimenti nazionali che arrivano dalla 328. Per cui,  anche
  rispetto all'ultima questione, non esiste in alcun modo il  rischio
  di  assunzione di debiti fuori bilancio perché comunque le  risorse
  sono  quelle che sono trasferite dallo Stato e la Regione  non  può
  evidentemente in campo nuove risorse e tuttavia, detto questo, dato
  le diverse posizioni che ci sono in Aula, il Governo anziché parere
  positivo si rimette all'autonoma deliberazione dell'Aula.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto segreto  sull'emendamento
  24.3  dell'onorevole Gucciardi. La ritirate? Benissimo. Il  Governo
  si  è rimesso all'Aula. Onorevole Ciaccio, mettetevi d'accordo.  Ho
  appena  chiesto  al  suo capogruppo che ha detto  va  bene.  Allora
  votiamo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 24.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 24.3 a firma dell'onorevole Gucciardi.
   Chiarisco    il   significato   del   voto:   chi   è   favorevole
  all'emendamento preme il pulsante verde; chi è contrario  preme  il
  pulsante rosso;
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                     Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti ...... 58
   Maggioranza ............. 30
   Favorevoli ...............   22
   Contrari ...................   35
   Astenuti ...................    1

                      (L'Assemblea non  approva)

   Pongo in votazione l'articolo 24, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi:

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25
                Comunità alloggio per disabili psichici
   1.  Per  la  gestione dei rapporti, anche in convenzione,  con  le
  comunità  alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo  76,
  comma 4, ultimo periodo, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,   per
  l'esercizio finanziario 2015, la spesa di 11.500 migliaia  di  euro
  (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 182519)».

   E'   stato   presentato   un  emendamento  soppressivo   a   firma
  dell'onorevole D'Asero, Alongi ed altri. E' ritirato.
   L'altro  emendamento,  mi  fanno notare gli  uffici,  prevede  una
  maggiore  spesa  quindi  gradirei  sentire  il  Governo  su  questo
  emendamento.
   Onorevole Alongi, lo ritira?

   ALONGI. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi. non potete dire sì e poi  no,  non
  siamo qui a barattare. Lo avete ritirato. Basta così.
   Onorevole  Alongi,  io  ho  chiesto se l'emendamento  fosse  stato
  ritirato? E mi avete detto ritirato. Siccome non si gioca in Aula e
  dovete stare attenti io proseguo.

   ALONGI. Ma chi l'ha detto? L'emendamento non è ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.

      (La seduta sospesa alle ore 22,33 è ripresa alle ore 22,34)

   La seduta è ripresa.
   Onorevole  Alongi, d'accordo, chiedo scusa, però, dovete  mettervi
  d'accordo perché chi dice che ritira l'emendamento e chi  dice  che
  non lo ritira. Io non riesco a seguirvi.
   Il  Governo  fa notare che non c'è copertura finanziaria  per  cui
  dichiaro  l'emendamento  25.2 degli onorevoli  D'Asero,  Alongi  ed
  altri inammissibile.
   Pongo in votazione l'articolo 25.
   Siamo all'articolo 25, onorevole Figuccia

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, capisco
  l'inammissibilità pronunziata dal Governo, però ne  approfitto  per
  fare  un invito al Governo, ed in particolar modo all'assessore  al
  ramo,  perché sulle comunità alloggio per disabili psichici, che  è
  una  categoria  di  soggetti che sicuramente non  troveremo  mai  a
  protestare sotto il Palazzo, oggi c'è una problematica che è ancora
  più  grave: dopo il 30 di aprile, come lei sa, sono stati chiusi  i
  manicomi  criminali  e  non  soltanto,  quindi,  ritengo  che   sia
  importante  che  il  Governo, in prospettiva, su  questo  tema,  si
  assuma un impegno morale.
   Per  me  già  il fatto che l'assessore, che conosco  come  persona
  perbene  e  che gli impegni morali li mantiene, una prospettiva  di
  qui a fine anno, perché l'anno scorso su questo capitolo c'erano 18
  milioni  di euro circa, quest'anno ce ne sono 11,5, quindi,  credo,
  assessore, che sia importante che lei trovi un grande sforzo, ma  è
  importante  che questo capitolo trovi capienza per intero,  com'era
  l'anno scorso, quanto meno l'importo dell'anno scorso, possa essere
  assunto l'impegno da parte sua in questa direzione.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 25.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                               «Art. 26
               Norme in materia di consorzi di bonifica

   1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della legge
  regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per l'anno 2015, la
  spesa di 10.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo
  147320).

   2. Il conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati per le
  finalità di cui al comma 1, dei requisiti per l'accesso ai
  trattamenti pensionistici, ne determina la fuoriuscita dal bacino
  delle garanzie occupazionali».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 26.1 a firma
  D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27
          Acquisizione dei servizi delle società partecipate

   1. All'articolo 11, comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n.  5,  come  sostituito  dall'articolo  8,  comma  2  della  legge
  regionale  13  gennaio  2015, n. 3 le parole   per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2015 e 2016, la spesa annua   sono  sostituite
  con le parole  per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di  e dopo
  le  parole   migliaia di euro  sono aggiunte le seguenti parole   e
  per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2016 e 2017  la  spesa  di
  44.523 migliaia di euro, ».

   Comunico che sono stati presentati due emendamenti: il 27.1 degli
  onorevoli Di Mauro e Greco Giovanni e il  27.2 degli onorevoli
  D'Asero, Alongi ed altri. Entrambi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28
                        Trasporti isole minori

   1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale 9
  agosto 2002, n. 12 è autorizzata la spesa complessiva di 315.000
  migliaia di euro in ragione di 63.000 per ciascuno degli esercizi
  finanziari dal 2016 al 2020».

   Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 28.2 degli
  onorevoli D'Asero, Alongi ed altri e 28.1 dell'onorevole Fazio.
   Onorevole Alongi lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie.  Si passa all'emendamento 28.1 dell'onorevole
  Fazio. Il parere della Commissione?

   DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 28, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29
         Inventario dei beni immobili della Regione siciliana

   1. I beni immobili della Regione siciliana sono inseriti nel Conto
  del Patrimonio della Regione mediante apposito inventario da
  formarsi presso la Ragioneria generale per effetto delle vigenti
  norme sull'amministrazione regionale che assegnano alla medesima
  Ragioneria le competenze in materia di patrimonio immobiliare.

   2. L'inventario deve contenere gli elementi atti a farne conoscere
  la consistenza e il valore. I beni patrimoniali disponibili
  provenienti da procedura di sdemanializzazione destinati alla
  successiva vendita sono iscritti in apposito elenco contenente i
  dati di carico e scarico dei valori, previa delibera della Giunta
  regionale.

   3. Con decreto del Ragioniere generale della Regione sono
  determinati i criteri e le modalità per la formazione e la
  conservazione dell'inventario».

   Si passa all'emendamento 29.2 D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FIGUCCIA. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. Vi pregherei di non urlare. Pongo in votazione
  l'emendamento 29.2. Il parere della Commissione?

   DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.4 a firma del Governo. Il parere della
  Commissione?

   DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 29.3, II parte, a firma  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. La prego assessore di seguirmi in maniera tale da  far
  comprendere  qual  è  la natura dell'emendamento  e  a  cosa  vuole
  mirare.  Con  l'articolo 29 si fa un inventario dei  beni  immobili
  della  Regione  Siciliana, cosa buona e giusta però nell'ottica  di
  andare  a  fare  cosa?  Semplicemente di  andare  a  stabilire  che
  proprietà abbiamo.
   L'emendamento,  invece,  mira ad andare a  riportare,  all'interno
  delle  casse della Regione, parecchi soldi che sono quelli  che  si
  sono  persi  e  che si perdono ogni anno a causa del  fatto  che  i
  nostri  uffici  sono ospitati da immobili non di  proprietà  per  i
  quali chiaramente paghiamo un affitto.
   Con  il  comma  3 che andiamo a sostituire e, quindi,  andiamo  ad
  aggiungere,  in  qualche  modo, diciamo che  grazie  all'inventario
  andiamo  a stabilire entro quanto tempo possiamo trasferire  uffici
  che  in  questo momento sono in immobili in affitto, in  uffici  di
  proprietà della Regione e, nel caso in cui la Giunta regionale e il
  Presidente  della  Regione non giudichi buoni  per  accogliere,  ad
  esempio,  un assessorato, degli immobili di proprietà - e  in  quel
  caso diventa impossibile - per effetto di una legge che abbiamo già
  fatto l'anno scorso, dobbiamo andare a rinegoziare il contratto  di
  affitto al ribasso di almeno del 15 per cento.
   Tutto questo deve avvenire all'interno di una data ben precisa che
  abbiamo  indicato come 31 luglio del 2016. Mi sembra  assolutamente
  di  buon  senso  e in linea anche con le capacità e la  volontà  di
  questa  Regione di andare a fare tagli alla spesa pubblica per  cui
  prego l'assessore Baccei, in questo caso, di dare parere favorevole
  all'emendamento  che  tutto dà alla Regione di  buono  e  nulla  di
  sbagliato.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati,  giusto  per  chiarire  l'articolo:  quello  che   diceva
  l'onorevole  Cancelleri non c'entra con quello che  sta  in  questo
  articolo. Questo articolo si riferisce semplicemente al decreto  n.
  118  sull'armonizzazione  bilanci  e  prevede  l'inserimento  e  la
  creazione  di  un  libro  cespiti  all'interno  della  contabilità,
  quindi, riprendere le informazioni attinenti all'immobile per  fare
  l'operazione  contabile e dichiarazione del libro cespiti.  Quindi,
  non  c'entra assolutamente niente con quello che diceva l'onorevole
  Cancelleri.
   Le  locazioni sono tutta un'altra cosa, sono gestite in  un  altro
  modo, non sono riportate in finanziaria perché vengono gestite  con
  altre  logiche oggetto di un piano di locazione che già  quest'anno
  prevede risparmi per tre milioni e mezzo e sono presi a bilancio.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 29.3, II  parte.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.1 dell'onorevole Foti ed altri.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  l'emendamento  si
  spiega da sé: l'inventario di cui al comma 1 è pubblicato sul  sito
  istituzionale. Ci sembra che sia opportuno fare sapere - si  creerà
  un  elenco - ai cittadini quali sono questi beni immobili  al  fine
  anche  di  evitare quelle situazioni in cui persino  gli  assessori
  scoprono  edifici costruiti con soldi pubblici di cui  sconoscevano
  l'esistenza, mi pare qualche settimana fa l'assessore  Caleca,  con
  piacere, ha scoperto che esisteva un grande stabile in provincia di
  Messina  di cui non conosceva l'esistenza o, almeno, la  stampa  ha
  riportato  questa  notizia  e,  allora,  questo  inventario,  se  è
  possibile, che venga pubblicato, nulla di che, un piccolo passaggio
  secondo noi a favore della trasparenza.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati, per chiarire, l'inventario è stato fatto già da anni ed è
  disponibile. Questo è un inventario contabile, quindi,  riparte  da
  lì  e  mette  dei  valori  contabili al fine  della  valorizzazione
  dell'attivo, è un libro dei cespiti, si può anche mettere on  line,
  ma  non  ha  valore  contabile. L'inventario dei  beni  immobili  è
  tutt'altra faccenda e quello può essere consultato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.1, degli onorevoli
  Foti ed altri. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione  e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 29, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne dò lettura:

                               «Art. 30
        Interventi in favore di attività turistiche, sportive,
                         musicali, ricreative
               e promozione dell'immagine della Regione

   1.  Al  fine  di evitare l'insorgere di contenziosi nei  confronti
  dell'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la spesa
  di  297  migliaia  di  euro  per  il  finanziamento  delle  istanze
  presentate  a valere sul bando di cui all'articolo 128 della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11, pubblicato nella GURS n. 39 del 19
  settembre   2014   ed   esitate  positivamente   dalla   competente
  commissione».

   Comunico  che  sono  stati presentati gli emendamenti  soppressivi
  30.1,  a  firma degli onorevoli Di Mauro e Greco Giovanni,  30.2  a
  firma  degli  onorevoli  D'Asero, Alongi ed  altri,  e  30.3  degli
  onorevoli Ciancio ed altri.

   ALONGI. Ritiro l'emendamento 30.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIANCIO.  Chiedo  di  parlare per  illustrare  l'emendamento
  30.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  intanto  volevo  capire  una  cosa:
  l'emendamento che ho presentato io, caricato sul sito dei deputati,
  è  nel  completo l'abrogazione, sì, dell'articolo 30 ma la  seconda
  parte  dell'emendamento dice che  le somme risultanti sono  portate
  all'incremento del fondo di cui all'articolo 68 , ovvero  il  Fondo
  Unico per lo Spettacolo.
   Se mi date l'opportunità io lo ripresento. Io l'ho preso da quelli
  che  abbiamo caricato, quindi, è esattamente quello che  hanno  gli
  uffici. E' incompleto.

   PRESIDENTE. Facciamo un accertamento, ovviamente, con gli uffici.
   Intanto, lei mantiene quello soppressivo? Porti quella copia.

   CIANCIO. Lo illustro brevemente: non condivido la logica di questo
  articolo, l'assessore, quando ho avuto modo di chiederglielo, mi ha
  fatto   capire  che  è  un  aggiustamento  tecnico.  Più   che   un
  aggiustamento tecnico io la definirei una sanatoria, onestamente mi
  sono  stancata  di operare a cose fatte ovvero il  Governo  fa  gli
  errori,  fa  i  bandi, non fa gli impegni di spesa e  poi,  con  le
  finanziarie successive, dobbiamo intervenire per sistemare le cose.
   In  questo  caso  non c'entra neanche l'Assessore  perché  neanche
  c'era  all'epoca.   Però - ripeto - non condivido  questo  articolo
  perché  è  una  sanatoria  a tutti gli  effetti  e  credo  che  gli
  organismi  che  erano  finanziati con questo  bando  possono  avere
  diverse  altre  forme di finanziamento, quali il FURS,  ma  c'è  il
  nuovo  bando dell'articolo 128, quindi, dell'ex tabella H, ci  sono
  le  iniziative direttamente promosse, ci sono diverse  modalità  di
  finanziamento di questi enti.
   Approvare  questo  articolo, mi dispiace  per  l'Assessore  che  -
  ripeto   -   neanche   c'era  quando  è   stato   fatto   l'errore,
  significherebbe avallare gli ennesimi ritardi di questo Governo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ciancio,  c'era  stato  un  problema   di
  trascrizione.  Adesso  chiaramente andremo a  votare  l'emendamento
  30.3  con  l'aggiunta che lei aveva sottolineato che non era  stata
  stampata nel fascicolo.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dire   che   qua  non  si  è  contrari  all'incremento  del   FURS.
  L'emendamento  dell'onorevole Ciancio, condivisibile nei  princìpi,
  non è applicabile in questa fattispecie perché non è un problema di
  sanatoria di cose vecchie, ma la graduatoria era pubblicata  al  31
  di dicembre.
   Se  noi  dovessimo togliere questi soldi,  andremmo a  creare  dei
  debiti  fuori bilanci e soprattutto tutta una serie di  contenziosi
  perché  sono  tutte  attività  che sapevano  già  di  essere  state
  approvate e sono attività 2014, quindi, attenzione.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  mi
  permetto  di fare una riflessione. E' stato fatto un bando pubblico
  da  parte  dell'Assessorato. Sono arrivate delle domande  esaminate
  dalla  commissione,  dopodiché  poi alcuni  sono  rientrati  perché
  c'erano le risorse e altri no.
   Allora, qui non si tratta, di farla pagare al Governo che ha fatto
  inadempienze. Qua si tratta di vessare e di mortificare  cittadini,
  associazioni che aspettano delle risorse in maniera legittima e che
  non  solo  hanno  il dovere di ottenerle, ma se  non  dovesse  oggi
  essere  accolto questo articolo, lo sapete cosa succede? Così  come
  avviene nella pubblica amministrazione, noi andiamo a creare debiti
  fuori bilancio. E quindi poi alla fine dovremo ritornare sempre per
  sanare, comunque, un vuoto che noi abbiamo creato.
   Allora, guardiamola con lucidità. Qua si tratta di cittadini,  qua
  si  tratta  di associazioni e non c'entra farla pagare  al  Governo
  cattivo.   Qui  andiamo  contro  le  associazioni   che   sono   in
  graduatoria.

   LI  CALZI,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LI  CALZI,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, signori deputati, volevo chiarire  che  non  si
  tratta   in   alcun  modo  di  sanatoria.  E'  stato  un   problema
  esclusivamente tecnico. L'avviso generale del 19 settembre e già il
  25  ottobre,  cioè prima del mio insediamento, la  graduatoria  era
  stata esitata.
   La  delibera di Giunta che apposta le risorse è di fine  dicembre.
  Il  30  dicembre che era il giorno in cui avrebbero  dovuto  essere
  caricate,  vi è stato un guasto tecnico al SIC che ha  impedito  al
  direttore generale del turismo di inserire le somme.
   E'  una graduatoria, tra l'altro voi trovate, pubblicata ai  sensi
  dell'articolo  68  sulla trasparenza, nel  sito  già  dal  mese  di
  ottobre  e,  quindi,  come è stato già detto negli  interventi  dei
  deputati che mi hanno preceduto, andiamo incontro a contenziosi nel
  caso in cui non si approva questa norma.
   Ma  non  si  dà  nessun diritto a soggetti che non  ce  li  hanno.
  Soccombiamo noi nei contenziosi esclusivamente questo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  30.3,  così  come  è  stato
  distribuito,  con  la  correzione a  cui  aveva  fatto  riferimento
  precedentemente l'onorevole Ciancio.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 30, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   ritorna   all'articolo  6  che  era   stato   precedentemente
  accantonato. Ne do lettura:

                                «Art. 6
        Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai
                                comuni

   1.  L'assegnazione ai comuni di cui all'articolo 6, comma 1, della
  legge  regionale  28  gennaio 2014,  n.  5  per  l'anno  2015,  già
  rideterminata con il comma 1 dell'articolo 2 della legge  regionale
  13  gennaio  2015, n. 3, è stabilita in 356.500 migliaia  di  euro.
  Conseguentemente  è  ulteriormente  rideterminata   l'aliquota   di
  compartecipazione    al    gettito   dell'imposta    sui    redditi
  effettivamente  riscossa  di cui all'articolo  6,  comma  1,  della
  medesima legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   2.  Al  comma l dell'articolo 6 della legge regionale  28  gennaio
  2014,  n. 5, dopo le parole  azioni di interesse comune  è aggiunto
  il   seguente   periodo   ,  pena  la  restituzione  nell'esercizio
  finanziario  successivo  delle somme non  utilizzate  secondo  tali
  modalità. .

   3.  Il  comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale  28  gennaio
  2014, n. 5 è così sostituito:

    3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
  la  funzione  pubblica, di concerto con l'Assessore  regionale  per
  l'economia,   previo  parere  della  Conferenza   Regione-autonomie
  locali,  sono  stabilite  entro  il  31  maggio  di  ciascun   anno
  l'aliquota  di contribuzione al Fondo di cui al comma  2,  uniforme
  per tutti i comuni e, per ciascun comune, le quote di spettanza del
  già menzionato Fondo, al netto, per l'anno 2015, delle destinazioni
  di  cui  ai  commi 4 e 5 dell'articolo 2 della legge  regionale  13
  gennaio 2015, n. 3, sulla base dei seguenti criteri:

   a) dimensione demografica;

   b)   esigenza  di  limitare  le  variazioni,  in  aumento  ed   in
  diminuzione, delle risorse disponibili per ciascun comune;

   c)  minore  capacità fiscale in relazione al gettito dell'IRPEF  e
  dell'IMU;

   d)  esigenze di spesa delle isole minori per il trasporto  rifiuti
  via mare, garantendo un'assegnazione di parte corrente  interamente
  le spese effettivamente sostenute nell'anno precedente;

   e)  esigenze commisurate alla spesa sostenuta nell'anno precedente
  per:
   il   trasporto   interurbano  degli  alunni  delle  scuole   medie
  superiori, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 26 maggio
  1973,  n.  24, e successive modifiche ed integrazioni,  interamente
  per le spese effettivamente sostenute nell'anno precedente;
   la  gestione degli asili nido nei comuni con popolazione inferiore
  a 10.000 abitanti;
   il  piano di miglioramento dell'efficienza dei servizi di  polizia
  municipale previsto dall'art. 13, comma 2, della legge regionale  1
  agosto 1990, n. 17;

   f)  sostenere  le  iniziative di salvaguardia degli  equilibri  di
  bilancio in presenza di
   comprovate situazioni di difficoltà finanziaria, destinando almeno
  1,5 milioni di
   euro  ai  comuni  che  hanno elevato al massimo  le  aliquote  sui
  tributi propri;

   g)  attuazione  di forme di democrazia partecipata,  con  riguardo
  alla serie storica dell'ultimo triennio;

   h) capacità di riscossione;

   i)  tasso di emigrazione superiore al 50 per cento, calcolato  per
  ogni  comune  come rapporto del numero complessivo  degli  iscritti
  all'anagrafe  italiani residenti all'estero (AIRE) al  31  dicembre
  dell'anno precedente sulla popolazione residente. .

   4.  Per  l'anno 2015 il Fondo per investimenti dei comuni previsto
  dell'articolo 6 comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  è determinato in 115.000 migliaia di euro.

   5.  Per  le  finalità  di cui agli articoli 8  e  10  della  legge
  regionale   8  agosto  1985,  n.  34  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni è autorizzata la spesa di 650 migliaia di euro. Per le
  finalità  di  cui alla legge regionale 11 aprile   1981,  n.  61  e
  successive  modifiche  ed integrazioni è autorizzata  la  spesa  di
  2.000 migliaia di euro. Agli oneri derivanti dall'applicazione  del
  presente comma, quantificati complessivamente in  2.650 migliaia di
  euro, si provvede a valere sulle risorse di cui al comma 4.

   6.  All'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.  5  e
  successive modifiche e integrazioni dopo il comma 7 ter è  aggiunto
  il seguente:

    7  quater. Per l'anno 2015 a valere sul fondo perequativo di  cui
  al  comma 2, per l'erogazione dei contributi previsti dal  comma  8
  dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre 2005,  n.  19  e
  successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata al spesa di 500
  migliaia di euro. .

   7.  Al  comma 10 dell'articolo 6 della legge regionale 28  gennaio
  2014,  n.  5  e successive modifiche e integrazioni le  parole   in
  proporzione alle somme richieste e incorporate nei rispettivi piani
  di  riequilibrio   sono sostituite dalle parole:   sulla  base  dei
  criteri  individuati con decreto dell'Assessore  regionale  per  le
  autonomie  locali  e  la  funzione pubblica,  previo  parere  della
  Conferenza Regione-autonomie locali. .

   8. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 259 del decreto legislativo
  18  agosto  2000  n.  267,  per  far fronte  alla  collocazione  in
  disponibilità del personale dipendente degli enti locali che, entro
  il  30  giugno  2015,  per  l'esercizio  finanziario  2014  abbiano
  accertato e dichiarato la condizione di dissesto, per gli  esercizi
  finanziari 2015, 2016 e 2017, è previsto a carico del fondo di  cui
  all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  uno  stanziamento di 2.000 migliaia di euro, per integrare i  posti
  delle  piante  organiche rideterminate, ai sensi  del  decreto  del
  Ministro dell'Interno del 24 luglio 2014.

   9.  Nei  comuni in dissesto, per il personale a tempo  determinato
  individuato  dall'articolo  25 della legge  regionale  29  dicembre
  2003,  n. 21, il contributo è pari all'ottanta per cento del  costo
  complessivo  annuo  del  contratto. Per le  finalità  del  presente
  comma,  per  l'esercizio  finanziario  2015  sono  vincolate  1.000
  migliaia di euro sul Fondo per le autonomie locali.

   10.  All'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio 2015,  n.  3
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1 le parole  gli enti di cui all'articolo  1   sono
  sostituite  dalle  parole   e i suoi enti e  organismi  strumentali
  esclusi gli enti di cui al titolo secondo ;

   b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
    3.  Per  gli  enti  locali  e  per i relativi  enti  e  organismi
  strumentali,  resta  fermo  quanto previsto  dall'articolo  79  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche
  e  integrazioni,  su  decorrenza e modalità di  applicazione  delle
  relative disposizioni, che dovrà comunque avviarsi a decorrere  dal
  1  gennaio 2016» .

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 6.5 degli onorevoli
  D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.13 dell'onorevole Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  sull'articolo  6 il comma 2 noi riteniamo che debba essere  cassato
  per  un  motivo molto semplice perché la partecipazione democratica
  non deve essere un obbligo ma è una facoltà per cui noi diciamo che
  è  giusto  che  i Comuni possano spendere, successivamente  c'è  un
  emendamento mio, fino al due per cento ma in un momento  di  grande
  difficoltà  finanziaria se costringiamo i Comuni a  dover  spendere
  almeno  il  2  per  cento nella partecipazione democratica,  stiamo
  facendo un atto di coercizione ingiustificato.
   Allora  questo  emendamento che cassa l'articolo  2  si  armonizza
  successivamente  con  un altro emendamento  che,  invece,  dice:  i
  Comuni  hanno  la facoltà di spendere fino al 2 per  cento  per  la
  partecipazione democratica.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.13. Il  parere  del
  Governo?

   LO  BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.10  sempre  a  firma  dell'onorevole
  Falcone ed altri. Il parere del Governo?

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.12 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
  parere del Governo?

   LO  BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di  non
  ridere perché altrimenti faccio parlare l'onorevole Ciaccio. C'è un
  punto  G' in questo articolo che va tolto perché è in contrasto con
  il comma 2.

   PRESIDENTE. Ma quando ci arriviamo.

   CRACOLICI. Ma siccome non c'è l'emendamento fatelo d'ufficio.

   PRESIDENTE.  Ci  sono gli emendamenti è che lei non  ha  resistito
  alla battuta, onorevole Cracolici. Allora andiamo avanti.
   Si passa all'emendamento 6.9, degli onorevoli Falcone ed altri. Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, onorevole Falcone, le ricordo che
  avevamo deciso che sugli emendamenti si interveniva una volta  sola
  per  cui, la prego, siccome ci sono altri emendamenti suoi,  faccia
  un intervento veloce.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  - lo dico all'assessore Leotta - che è assolutamente, a mio avviso,
  l'anno  scorso ci fu tutto un dibattito  Onorevole Cracolici  parlo
  con  lei,  l'anno  scorso  ci fu con lei proprio  un  dibattito  se
  dovevamo garantire un minimo di stanziamento ai Comuni al di  sotto
  dei cinquemila abitanti o meno.
   Io  l'anno  scorso  dissi  che dovevamo togliere  quel  limite  di
  stanziamento  perché era giusto fare concorre tutti i Comuni.  Lei,
  in un momento disse ok, successivamente verificando il danno che si
  poteva  creare a questi Comuni, invece, pretese - e ottenne  -  che
  quel limite di stanziamento venisse mantenuto.

   CRACOLICI. Non mi ricordo.

   FALCONE. Lo ricordo io, è così. Io, fermo restando che non  faccio
  un  dogma  di questo emendamento, però, vorrei dire che  noi  siamo
  passati  per  i Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti  ad  uno
  stanziamento di almeno centoquindici milioni di euro a zero.
   Io   proporrei,  con  questo  emendamento,  che   ci   fosse   uno
  stanziamento di almeno cento milioni di euro, atteso  che  ci  sono
  maggiori  riduzioni  rispetto all'anno scorso,  e  creare  così  un
  equilibrio fra i vari Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti  o
  oltre i cinquemila abitanti. Ma non è un dogma. Ma non è un dogma.

   CRACOLICI. 115 era su 560.

   FALCONE.  No, era su 375. E questo è 100 milioni su .  Ma  non  ne
  faccio  un  dogma.  Lo  do all'attenzione e  alla  riflessione  del
  Governo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei,
  a  proposito dell'assegnazione di somme ai comuni, fare rilevare  a
  questo  Governo  come  in questa finanziaria i  comuni  sono  stati
  massacrati.
   Questo Governo, intanto, il primo anno, ha fatto sparire il  fondo
  delle  autonomie locali. Il fondo delle autonomie locali  ha  avuto
  una   contrazione  incredibile  destinando  ad  altri,  per   altre
  finalità,   somme  e  risorse  che  erano  destinate   ai   comuni,
  finalizzando risorse verso comuni che hanno sì problemi di  carenza
  idrica  ma  per  l'incapacità di questo Governo che non  ha  voluto
  ancora   definire  il  disegno  di  legge  sull'acqua  e,   quindi,
  continuiamo  a  regalare, a dare soldi ai comuni per  finalità  che
  dovrebbero  essere  già  stabilite e  contenute  in  una  norma  di
  settore.
   Sull'emendamento   presentato   dall'onorevole   Falcone,    dalla
  sottoscritta  ed altri, i comuni con popolazione inferiore  a  5000
  abitanti hanno pochissime risorse.
   Non  c'è  un piano rifiuti emanato per cui c'è un costo che  grava
  anche  sui comuni perché i cittadini, in questo momento,  non  sono
  nelle  condizioni  di  pagare  ed è una  responsabilità  di  questo
  Governo  che  fino  ad oggi non ha emanato un piano  rifiuti  e  mi
  riferisco ai costi della raccolta dei rifiuti.
   Per  cui credo che mantenere questo emendamento, approvare  questo
  emendamento,  sia non rassegnare al Governo ma sia  un  dovere  del
  Governo  in  un  momento di grande crisi economica che  soprattutto
  grava sui piccoli comuni.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, assessore Baccei, assessore  Leotta,
  onorevoli  colleghi,  io  vedo introdotte  altre  riserve  rispetto
  all'anno precedente e anche una discrezionalità che poi si è  avuta
  in sede di Conferenza Regione-Autonomie locali.
   Se  ai  piccoli comuni, ai quali viene chiesto, peraltro, pure  di
  spendere  una  percentuale  del proprio bilancio  per  attività  di
  democrazia  partecipata  -  mi sembrano  anche  forme  esagerate  -
  fissando  in  finanziaria quanto e come spendere per la  democrazia
  partecipata,  poi  abbiamo  una  percentuale  obbligatoria  per  la
  formazione, è prevista da una norma nazionale, del personale, credo
  che  vadano  garantiti almeno 100 milioni di euro per i comuni  che
  sono  oltre 200, sotto i 5000 abitanti, per una ragione  anche  che
  prima  o  poi o in questa o in altra legislatura questo  Parlamento
  dovrà  affrontare,  la questione che riguarda  lo  spopolamento  di
  questi piccoli comuni.
   E  si  riduce anche il gettito da imposte e aggiungasi  a  questo,
  assessore  Leotta, che i trasferimenti dello Stato anche quest'anno
  si riducono sensibilmente.
   Per  cui  avete  -  è l'articolo 6 ancora da approvare  nella  sua
  interezza  - introdotto rispetto alla finanziaria e ai criteri  del
  2014,  ulteriori  riserve.  La  pregherei,  quindi,  assessore,  di
  immaginare che non si può andare sotto i 100 milioni di euro.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 23.05, è ripresa alle ore 23.08)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Siamo all'emendamento 6.9. Lo pongo in votazione. Il parere della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.11, sempre  a  firma  dell'onorevole
  Falcone. Onorevole Falcone, prima che mi chieda dove siamo, mi  sta
  seguendo? Siamo all'emendamento 6.11.

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Non capisco se c'è un errore di scrittura.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguarda le spese,
  il  rimborso  delle  spese del trasporto alle isole  minori  e  del
  trasporto  degli alunni nelle scuole medie superiori. Poiché  viene
  rimborsato  interamente, che preveda interamente il rimborso  è  un
  fatto  tecnico ma possiamo non metterlo, è soltanto tecnico, non  è
  altro.

   PRESIDENTE. Allora, un attimo solo.

   FALCONE. Al comma 3, lettera d), sarebbe così:  Esigenza di  spesa
  delle  isole  minori per il trasporto rifiuti via mare,  garantendo
  un'assegnazione di parte corrente che preveda interamente le  spese
  effettivamente sostenute nell'anno precedente .

   PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Falcone?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si  passa   all'esame
  dell'emendamento 6.14,  sempre a firma dell'onorevole Falcone.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  all'apertura  dei  lavori  d'Aula è stato  posto  un  problema:  la
  riserva  su  Comiso.  Noi stiamo aspettando ancora che il  Governo,
  che   ha   ritenuto   prioritario   questo   intervento,   presenti
  l'emendamento.  Direi  quindi  di fermarci  un  minuto,  altrimenti
  abbiamo anche un andamento schizofrenico.
   C'è stato il mio intervento, quello dei colleghi Assenza, Ragusa e
  Dipasquale;  c'è stata un'ampia apertura. Il Governo  ha  riportato
  che è una priorità, però l'emendamento relativo non lo vedo.

   PRESIDENTE.   A   quale  articolo  si  sta  riferendo,   onorevole
  Digiacomo?

   DIGIACOMO.  Stiamo  parlando  proprio  dell'articolo   6.   Stiamo
  parlando  di  enti  locali.  Abbiamo conclamato  una  priorità  del
  Governo  e  ancora stiamo aspettando chi metta questo  emendamento.
  Basta con le prese in giro.

   PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, lo stanno distribuendo in  questo
  momento.  Non  chiuderemo l'articolo 6, non si  preoccupi.  Intanto
  andiamo avanti. Nel frattempo sarebbe inutile bloccare i lavori.

            Riprende l'esame del disegno di legge n. 912/A

   Si  passa  all'emendamento 6.14. Lo pongo in votazione. Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  questo
  emendamento  nasce,  paradossalmente,  dalla  volontà   di   questo
  Governo,  e  voglio  subito  chiarire  che  non  intende  andare  a
  modificare  o  riformare la legge 30, per quello  c'è  un  apposito
  disegno  di  legge  che,  come  è  stato  detto,  a  seguire  dalla
  finanziaria, verrà discusso in Aula, ma è un criterio, cioè  andare
  a  inserire un criterio in quei Comuni che oggettivamente hanno una
  spesa,   per  quanto  riguarda  le  cariche  elettive  dei  Comuni,
  naturalmente più virtuosi, perché ricordo che ultimamente  il  caso
   gettonopoli   scoppiato  ad Agrigento,  Siracusa,  Enna  ed  altri
  Comuni,   ha  destato  talmente  scalpore  che  finalmente   questo
  Parlamento  ha  deciso  di  incardinare  un  disegno  di  legge  al
  riguardo.
   Al  di  là del disegno di legge, che sicuramente avrà dei principi
  giusti, è altrettanto corretto inserire un criterio che premia quei
  Comuni,  che equipara, quindi hanno delle spese ridotte, e  che  si
  possono   avvicinare  il  più  possibile  ai  Comuni  più  virtuosi
  d'Italia. Spero, quindi, che sia una norma di buon senso che  parte
  soprattutto dal Governo. Grazie.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Sudano,  stia  seduta.   Stiamo   votando
  l'emendamento  6.1. Stiamo votando e poi le do la parola.  Non  può
  chiedermi cosa facciamo, cosa non facciamo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non è modo di lavorare. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Anche se io faccio perdere alla Presidenza qualche minuto
  in più  è utile, mi creda.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sudano, si vada a sedere,  si  ricordi  il
  ruolo che riveste.

   FALCONE.  Io richiamerei all'attenzione anche l'assessore  Leotta.
  Parlo prima e poi l'onorevole Sudano a seguire. Mi permetto di dire
  questo. Vorrei richiamare l'attenzione del Governo e dell'assessore
  Leotta per un motivo molto semplice. Nei requisiti, nei criteri che
  stiamo  indicando, sono criteri che serviranno all'assessorato,  al
  dipartimento  e  alla  Conferenza  Regioni-Autonomie  locali,  come
  distribuire  questo   . il criterio cosa è?  Non  è  altro  che  un
  sistema premiale per indicare sia ad un comune che ad un altro  che
  dobbiamo dare qualcosa in più o in meno. Fatta questa premessa, che
  significa la performance delle cariche elettive, dobbiamo  fare  un
  criterio dove stabiliamo questo e poi una verifica in tutti  e  390
  comuni per capire se al comune di Valguarnera o al comune di  Brolo
  o   ad   altro,  i  consiglieri  comunali  hanno  partecipato  alle
  commissioni,  hanno  partecipato oltre modo ai  consigli  comunali,
  hanno effettuato assenze, non ne hanno effettuate, hanno preso  dei
  gettoni in più rispetto  questa è pura demagogia  Movimento  Cinque
  Stelle, ancorchè animati  di buona volontà, dobbiamo capire le cose
  che possono essere fatte e le cose che non possono essere fatte. Se
  poi dobbiamo porre delle sanzioni nei confronti di quei consiglieri
  comunali  o  rappresentanti delle istituzioni che non assolvono  al
  meglio  e  dignitosamente il ruolo che viene loro  assegnato  dalla
  collettività,  in  quel caso, c'è il disegno di  legge  980  a  cui
  possono      per  cui  pregherei  il Governo  di  esprimere  parere
  contrario a questo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, ha facoltà di parlare.

   SUDANO.  Signor Presidente, volevo farle presente che noi  non  ci
  stiamo  facendo  i  nostri comodi ma stavamo  facendo  notare  agli
  Uffici    che   questo   emendamento   doveva   essere   dichiarato
  inammissibile  perché  molti  di  quegli  emendamenti  sono   stati
  dichiarati inammissibili perché collegati a leggi di settore e  noi
  abbiamo  una legge messa all'ordine del giorno, subito dopo questa,
  e  quindi  se  si  tratta di carica elettiva non  andava  messa  in
  finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sudano.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.1. Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.20, a firma dell'onorevole
  Foti ed altri.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  volevo  fare   un
  chiarimento  perché forse nella presentazione degli  emendamenti  e
  nella lettura di questa pagina ho indotto a qualche perplessità.
   Anzitutto volevo dire che il Gruppo Movimento Cinque Stelle  tiene
  particolarmente all'emendamento 6.6 per cui siamo disposti anche  a
  ritirare gli altri.
   Si tratta dell'istituzione dell'organo di composizione di crisi da
  sovraindebitamento ai sensi dell'articolo 15 della Legge n.  3  del
  2012.
   Si   tratta  delle  cosiddette  norme  anti  suicidio  predisposte
  dall'allora  Governo Monti. Per i comuni il  costo  è  zero  e  per
  questo  fondo  consiste solo un elemento di qualità distintivo  con
  cui  l'assessorato  da  una  migliore valutazione  dei  comuni  che
  istituiscono questo organo.
   I  comuni  devono semplicemente studiare la norma, chiaramente,  e
  chiedere  l'accreditamento al Ministero della Giustizia affinché  i
  cittadini  possano  inoltrare  delle  pratiche  e  certificare  gli
  eventuali   debiti  incolpevoli.  Ci  riferiamo  a   tutte   quelle
  situazioni di imprenditori, di famiglie, di persone che  si  vedono
  pignorata la casa cui queste unità di crisi riconosciute dai comuni
  e  dal  Ministero della Giustizia si vedono certificato  un  debito
  iniziale,  ossia  senza tutto quel debito cumulativo  che  a  volte
  schiaccia  in  maniera incolpevole le piccole  imprese,  le  grandi
  imprese e le famiglie.
   Solamente  sarebbe  un  criterio di  valutazione,  meritevole  dei
  comuni  che si attivano. Perché questa volontà? Potrebbero farla  a
  prescindere. Questo è per diffondere questa norma che purtroppo non
  è  conosciuta,   però c'è già qualche comune che si sta  attivando,
  che  sta  venendo a conoscenza di questa opportunità. Lo ripeto,  i
  costi  sono zero, non richiede somme. Già poco fa con l'  Assessore
  avevamo  ampiamente discusso, sarebbe davvero un gesto di apertura,
  di  speranza  per  le centinaia di migliaia di imprese,  e  ricordo
  anche  famiglie, che in questo momento non sanno dove  sbattere  la
  testa  e a volte decidono di chiudere addirittura con la loro  vita
  perché non trovano sfogo. L'unità di crisi da sovra indebitamento è
  una  norma, lo ripeto, introdotta nel Salva Italia di Monti che  di
  recente,  proprio  nel gennaio di quest'anno, ha  visto  finalmente
  dare  alla  luce il decreto attuativo e quindi saremmo una  Regione
  davvero pioniera.
   Ripeto,  non  si devono aggiungere risorse, è solo un criterio  di
  valutazione meritoria dei comuni.
   Se  volete  potremmo fare dal 2016, aggiungiamo così quest'anno  i
  comuni  si attivano e magari presso l'Assessorato agli enti  locali
  fornire l'adeguata comunicazione. Noi ci mettiamo a disposizione in
  tutti i sensi.

   PRESIDENTE.  Mi è sembrato di capire che tra i quattro emendamenti
  presentati  da lei, ritiriamo, essendo di stessa natura,  ritiriamo
  gli  altri  tre?.  Quindi gli emendamenti  6.7,  6.8  e  6.20  sono
  ritirati?

   FOTI. Dichiaro di ritirali.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se la
  collega  ritira  tutti  gli  emendamenti   perché  è  chiaro   che,
  assessore  Leotta, mi perdoni, lei è il rappresentante dei  comuni
  con  tutto  il rispetto delle proposte presentate dai colleghi  del
  Movimento   Cinque   Stelle,  che  vanno  dalla   questione   delle
  compostiere,  dall'albo, sto dicendo la mia, alla  questione  delle
  missioni, ecc, voglio dire che questi Comuni che sembrano la  causa
  di  tutto  togliamo tutto  Gradirei, assessore, che su questo  tema
   alla  fine non resterà nulla per i Comuni, i quali si occupano  di
  ciò  che  non  copre la Regione per i ricoveri, anticipano,  voglio
  dire,  sono quelli che si occupano di tutto. Io gradirei, assessore
  Leotta,  che  ci  fosse  un'astensione nei confronti  di  ulteriori
  riserve  che  danneggeranno già un esiguo fondo  per  le  autonomie
  locali.
   Vi  ricordo,  in  questo  Palazzo ovattato,  che  alla  fine  ogni
  emergenza, sanitaria, ogni emergenza viaria, ogni emergenza sociale
  ricade  sostanzialmente  sui comuni. Io  non  voglio  fare  qui  il
  tribuno  dei sindaci o dei comuni. Anzi a proposito, assessore,  se
  subemendate  recuperiamo quel milione e 600 di cofinanziamento  che
  non  sarebbe male, però deve essere trattato questo fondo  come  se
  già   abbondantemente   tagliato   e,   quindi,   inseriamo   tutto
  anche diciamo, un volo sulla luna  I criteri di valutazione non  si
  improvvisano  perché  è  chiaro che i criteri  di  valutazione  poi
  finiscono  nelle mani della Conferenza Regione-Autonomie locali  ed
  io  posso portare documenti dove chi si siede in quella Commissione
  si  porta  a casa molto di più degli altri comuni. E, siccome,  non
  siamo  in  Scandinavia  ma  siamo in  questa  benedetta  terra  io,
  assessore, le chiedo, sennò rifiuterò di votare questa manovra, che
  non ci siano più aggiunte di riserva, di nessun tipo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori.  Per
  quanto  apprezzabili  gli emendamenti dei  colleghi  del  Movimento
  Cinque  Stelle  noi oggi qui stiamo approvando   l'articolo  6  che
  stabilisce la ripartizione ed i criteri di ripartizione dei comuni.
  Questi  non  possono essere inseriti come criteri perché  approvare
  questo  emendamento significa imbrigliare ancor di  più  i  comuni,
  significa istituire commissioni di valutazioni. Sono norme che,  se
  devono  avere  un  senso,  devono essere  approvate  separatamente,
  quindi  abbiamo  il  908: se possono essere  inseriti  lì  che  ben
  vengano ma non possono far parte dei criteri di ripartizione.  Qui,
  da  un  lato  li avete massacrati, dall'altro togliamo risorse,  vi
  immaginate  un  piccolo  comune che  deve  istituire  un  albo  per
  l'indebitamento, deve fare una commissione, come lo  fa?  veramente
  diventa difficile. Non è un fatto strumentale, è un fatto di  seria
  applicazione e concordo con quanto diceva l'onorevole Panepinto.
   Dico: chi vive all'interno di un comune sa le difficoltà di questo
  momento,   credetemi    Non   lo  dico  in   maniera   strumentale,
  assolutamente, però ritengo che possa essere fatto,  inserito,  nel
  disegno di legge n. 908 e va disciplinato.

   SIRACUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRACUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Giusto
  per  chiarire all'Aula: noi manteniamo soltanto l'emendamento  6.6.
  Lei, signor Presidente, ha capito ma, forse, ci sono molti colleghi
  che  non hanno compreso. Ritiriamo il 6.20, 6.7 e 6.8 e presentiamo
  un subemendamento al 6.6.

   PRESIDENTE. Dal 2016, se ho capito bene.

   SIRACUSA.  Dal  2016. Non si tratta di definire o  togliere,  dare
  soldi ai comuni, si tratta di inserire un nuovo criterio.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  spero  che
  l'Assessore  per  gli enti locali possa avere chiaro  cosa  si  sta
  facendo  questa sera del fondo unico degli enti locali. Intanto,  i
  criteri di premialità hanno delle caratteristiche che devono essere
  uguali per tutti i comuni.
   L'emendamento,  che  è  nobile,  presentato  dalla   collega   del
  Movimento  Cinque  Stelle,  a mio avviso,  è  più  attinente  a  un
  discorso  e  a  una rubrica dell'Assessorato della famiglia  perché
  così  facendo seguiamo dei criteri che non hanno più una omogeneità
  per  tutti,  perché ci possono essere dei comuni dove  vi  sono  un
  caso, due casi, vi sono dei comuni dove non ce ne sono.
   Tra l'altro, io le dico, Assessore, che qui stanno massacrando  il
  fondo  delle  autonomie  locali. E' una  sera  che  si  continua  a
  prendere una riserva per questo, una riserva per quello. Io  vorrei
  solamente evidenziare che il fondo delle autonomie locali, oltre ad
  avere  avuto una grande diminuzione, non può essere bistrattato  in
  una  serata in cui c'è una distrazione totale per cui si continuano
  a fare riserve per una cosa e per l'altra.
   Voi sapete, gli enti locali come potranno arrivare a continuare ad
  amministrare  rispetto  a quelle che sono  le  problematiche  anche
  delegate di tipo sociale in queste condizioni? Stiamo facendo tutto
  così, all'acqua di rose
   Io non vorrei, Assessore, che non sia chiaro qual è l'intendimento
  di  questo  fondo delle autonomie locali e quali sono i criteri  di
  premialità che debbono essere sicuramente improntati a una  massima
  omogeneità e trasparenza.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, intervengo per dire  che  per  quanto
  meritoria l'iniziativa del Movimento Cinque Stelle secondo me non è
  attuabile  per  un motivo molto semplice, perché l'unità  di  crisi
  deve  essere  iscritta  al  registro  del  Ministero  di  Grazia  e
  Giustizia, quindi dovremmo capire qual è il criterio che diamo, chi
  ha  attivato l'iscrizione? Chi si è già iscritto? E per quei comuni
  che non hanno queste difficoltà, cosa facciamo?
     E'una  norma  questa  di settore che va,  eventualmente,  in  un
  disegno di legge specifico.

   PRESIDENTE.  Il  Movimento Cinque Stelle  ha  ritirato  tutti  gli
  emendamenti,  il 6.20, il 6.7 e il 6.8, lasciando soltanto  il  6.6
  presentando lo stesso un subemendamento che aggiunge soltanto   dal
  2016 .
   Pongo  in  votazione l'emendamento 6.6, così come subemendato.  Il
  parere del Governo?

   LEOTTA, assessore per le autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.16. Il parere del Governo?

   LEOTTA, assessore per le autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.4. Lo dichiaro  inammissibile  perché
  prevede maggiori spese.

   Si  passa  all'emendamento soppressivo 6.2, a firma dell'onorevole
  Ciaccio, Cancelleri ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, l'emendamento è molto semplice in  una
  finanziaria  di  tagli  a  tutti e quasi in maniera  indiscriminata
  attualmente  quanto  meno  in  questa  finanziaria  andare  a  dare
  all'associazione siciliana amministratori enti  locali o alla  lega
  siciliana  delle autonomie locali non pensiamo sia  opportuno  dare
  questo importo. Quindi ne chiediamo la soppressione.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 6.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          34
   Contrari            16

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.3, a firma dell'onorevole Ciaccio  ed
  altri.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 6.7, a firma del Governo,  al  quale  è
  stato presentato il subemendamento 6.17.1

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  inviterei  il
  Governo  a  soprassedere su questi emendamenti per un motivo  molto
  semplice  che  spiego. Questi non sono altro che  delle  sanatorie.
  Allora,  siccome  mi pare che la materia ancora degli  enti  locali
  deve  essere trattata e c'è qualche altra cosa, rinviamoli ad altro
  articolo  e  su  questi  anche  faremo  un  ragionamento  per   cui
  l'articolo  6  è  stato  chiuso stasera va bene  così.  Questi  due
  emendamenti,  invece, li rimandiamo ad altra  materia  trovando  la
  coralità e la più ampia condivisione dell'Aula.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, mi era sfuggito, fermo  restando  che
  ritiro l'emendamento, però volevo sapere dal Governo, visto che  si
  parla  di proroga per quanto riguarda il recepimento del 118 che  è
  l'armonizzazione  dei comuni, siccome l'armonizzazione  dei  comuni
  era  in  un  accordo siglato dal Presidente della  Regione  con  lo
  Stato, vorrei sapere - e quindi messo a verbale - dall'Assessore  o
  chi  per  lui  che se continuiamo a prorogare questo  accordo  vale
  anche,  perché  se noi ogni anno proroghiamo però nell'accordo  c'è
  messo  che  lo  dobbiamo  recepire  delle  due  l'una.  Quindi,  il
  recepimento del 118 penso che sia fondamentale.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  subemendamento  6.17.1.   L'onorevole
  Picciolo dichiara di voler apporre la firma.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  nel
  comunicare che appongo la firma a questo emendamento a nome  mio  e
  al   nome   del  Gruppo,  ovviamente  spiego  che  si   tratta   di
  un'iniziativa  che  prosegue nel progetto  obiettivo  a  suo  tempo
  finanziato  nel  2010, per i lavoratori della Pumex  di  Lipari  e,
  quindi,  progetto  obiettivo finanziato nel 2010 per  i  lavoratori
  della  Pumex  di  Lipari che rimane al momento ancora  sospesa  per
  l'attività estrattiva. E' la prosecuzione della legge approvata nel
  2010. E' un atto di giustizia nei confronti delle isole Eolie.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire,
  soprattutto  per i colleghi che sono arrivati in questa legislatura
  in  Parlamento,  che questa norma nasce da una  vicenda  legata  al
  riconoscimento delle Eolie come patrimonio dell'Unesco.  Allora  la
  Regione e gli enti locali della provincia di Messina e delle  isole
  Eolie convennero con la Commissione dell'Unesco che per dare questo
  riconoscimento  bisognava  cessare l'attività  estrattiva  che  era
  gestita  dalla Pumex, un'attività antica; siccome l'Unesco è  anche
  sensibile  al  problema sociale chiese alla  Regione  e  agli  enti
  locali di farsi carico dei dipendenti che rimanevano senza lavoro.
   Per  ragioni  connesse  alle  lentezze  istituzionali  ed  essendo
  intervenuto successivamente il blocco delle assunzioni a  qualunque
  titolo  da  parte  della  Regione e anche lo  stesso  ingresso  nei
  cosiddetti  contrattisti,  si  è utilizzata  la  disponibilità  del
  comune di Lipari finanziandolo con una cifra modesta per consentire
  attività  socialmente utili a questi lavoratori che, non per  colpa
  loro  e  neanche dell'azienda, furono espulsi dalla  produzione  in
  accordo   con   l'Unesco   perché  ci  fosse   questo   prestigioso
  riconoscimento alle isole Eolie, ma anche alla Sicilia.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  proposta  di  poco  fa dell'onorevole Falcone sia assolutamente  di
  buon  senso. Noi l'articolo 6 l'abbiamo completato, se introduciamo
  questi articoli aggiuntivi del Governo e poi subemendamenti a firma
  degli  onorevoli  Gucciardi  e Panarello,  non  me  ne  vogliano  i
  colleghi,  perché Lipari è una splendida città e  merita  tutta  la
  nostra ammirazione, però se parliamo di fondi di riserva, allora mi
  si perdoni, noi non possiamo dire che per l'aeroporto di Comiso,  i
  fondi di riserva non possono essere stanziati

   GUCCIARDI. Un approfondimento tecnico

   ASSENZA.  Qui,  però  c'è un emendamento  da  voi  firmato  e  per
  l'aeroporto di Comiso c'è solo aria fritta  Mi si consenta
   L'approfondimento  tecnico,  noi lo  facciamo  su  tutto.  Non  lo
  possiamo  fare su alcuni argomenti a piacimento scegliamo fiori  da
  fiori e cerchiamo di vedere quello che possiamo infilare all'ultimo
  momento   con   un  subemendamento.  Fermiamoci  sull'articolo   6.
  Eliminiamo  tutte  le  norme aggiuntive, perché  altrimenti  saremo
  costretti, nostro malgrado, a chiedere il voto segreto su questo  e
  vediamo  come va a finire. Ma non voglio essere io ad affossare  il
  finanziamento  su  Lipari -  ci mancherebbe  altro   -  però  è  un
  discorso  di  correttezza, complessivo  di  una  manovra  che  deve
  riguardare  l'intero territorio dell'isola e non può fare  figli  e
  figliastri,  mi  si  perdoni,  perché  le  difficoltà  tecniche  se
  valgono, valgono per tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  le  posso  dire  che   condivido
  perfettamente la natura del suo intervento; non solo, io avevo  già
  anticipato  all'onorevole Digiacomo che non avrei chiuso l'articolo
  6   proprio   perché   sul  discorso  di   Comiso   va   fatto   un
  approfondimento;  però, portiamoci un po'  avanti  con  il  lavoro,
  votiamo  il  subemendamento 6.17.1, ci portiamo  avanti  e  non  si
  chiude  per  questa sera l'articolo 6, rimandando l'approfondimento
  sul punto di Comiso sollevato dall'onorevole Digiacomo.
   Il parere del Governo sul subemendamento 6.17.1?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDNETE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.17 così come subemendato.

   FALCONE. Questa è una sanatoria bella e buona

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta di voto segreto  che  deve  essere
  appoggiata.
   Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 23.47, è ripresa alle ore 23.48)

   La seduta è ripresa.
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Leotta.

   MUSUMECI.  Desidero  conoscere  la  natura  dell'emendamento   del
  Governo.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Falcone c'era una richiesta di  voto
  segreto, la mantiene?

   VINCIULLO. Deve spiegare cosa stiamo votando

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta giusta, legittima  di  spiegazione
  dell'emendamento.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, le presento  formale  richiesta  di
  accantonare  l'emendamento 6.17 in quanto  l'Assessore  ha  chiesto
  tempo per documentarsi nel contenuto dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla base di questa richiesta che
  arriva dal Governo e dall'onorevole Picciolo, la seduta è sospesa e
  riprenderà domani, 30 aprile 2015, alle ore 11.00.

  (La seduta, sospesa alle ore 23.50 di mercoledì, 29 aprile 2015, è
                                ripresa
               alle  ore 12.34 di giovedì 30 aprile 2015)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, vedo  che  ci
  sono   ancora  tante  assenze.  Invito  i  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari   a  sollecitare  la  presenza  dei  parlamentari   di
  riferimento, così iniziamo l'esame della finanziaria.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,

   PRESIDENTE.  Brevità, perché sono 102 articoli  e  ne  sono  stati
  fatti meno di un terzo.

   CORDARO. Certo, signor Presidente. Desidero rassegnare  a  lei  ed
  all'intera  Aula un fatto gravissimo che è accaduto ieri pomeriggio
  durante  la  votazione dell'articolo 15. E' accaduto, infatti,  che
  rispetto  ad  una  richiesta di voto segreto  da  parte  di  alcuni
  colleghi,  ci  sia  stata una richiesta di verifica  da  parte  del
  collega, onorevole Alongi, a fronte di un esito della votazione che
  è stato di 31 a 31 più un astenuto.
   Rispetto a questo esito il collega Alongi è intervenuto affermando
  pubblicamente,  prima che il Presidente pro tempore  desse  l'esito
  della  votazione, che il suo voto, così come erroneamente era stato
  registrato,  non  era di astensione, bensì era un voto  favorevole,
  pertanto l'esito corretto della votazione era di 32 voti a favore e
  31 contrari, l'articolo 15 era stato votato favorevolmente.
   Il  collega Alongi, ha ribadito questo tema ed il collega  Falcone
  ha  fatto un ragionamento assolutamente lineare e cioè ha detto  se
  stanno  così le cose - e le cose stanno così - l'articolo  è  stato
  approvato .  Il  Presidente  pro  tempore,  collega  Venturino,  in
  maniera  assolutamente incredibile ed ingiustificabile,  ha  invece
  spiegato che il voto era concluso, che la macchina dava quel dato e
  che, quindi, non si poteva più fare nulla.
   Ora, rispetto a questa cosa, signor Presidente, posto che nel voto
  segreto  l'unico fatto accertabile è il voto di astensione,  ed  il
  voto  di  astensione  dell'onorevole Alongi  compariva  in  maniera
  assolutamente  nitida, è chiaro che o abbiamo a  che  fare  con  un
  collega dissociato e cioè il collega Alongi, e ciò non è, posto che
  egli ha fatto la dichiarazione di voto favorevole, ha lavorato  per
  tanti  giorni  insieme  all'assessore per  arrivare  a  conclusioni
  condivise,  ha  lavorato  insieme  alla  Commissione  Bilancio  per
  arrivare  a  condizioni condivise e dopodiché  vota  astenuto?  Non
  solo, ma questo chiarimento, che è intervenuto prima dell'esito del
  voto, doveva indurre il Presidente pro tempore, quanto meno per  un
  fatto di chiarezza e di serenità d'Aula, a fare rivotare.
   E,  allora, signor Presidente, ascolti, posto che sto parlando con
  grande  serenità  perché come faccio sempre, non  avendo  interessi
  personali su nessuno degli articoli nella finanziaria, sono libero,
  vivaddio, di dire quello che penso, io le chiedo Presidente,  anche
  attraverso  le  soluzioni  che  lei riterrà  più  opportune,  anche
  attraverso  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  Parlamentari,
  anche  attraverso tutto quello che vuole lei, di riparare il  danno
  perché, Presidente, noi riteniamo che, rispetto a questa cosa, vada
  data   una   risposta  di  chiarezza  al  netto   del   merito   di
  quell'articolo   che  a  me,  allo  stato,  non  importa,   importa
  comprendere se in quest'Aula ci sono colleghi che vengono su questo
  scranno, per dire eventualmente il falso come allora avrebbe  fatto
  l'onorevole  Alongi,  oppure se è vero che  ci  sono  colleghi  che
  sostengono delle cose e le votano e noi, per un  mero errore  della
  macchina,  non possiamo mandare a quel Paese giornate e nottate  di
  lavoro.
   E, allora, Presidente, attendo una sua risposta.
   Dalla  sua  risposta  noi, politicamente,  in  maniera  serena  ma
  altrettanto decisa stabiliremo quali proiezione dare.

   PRESIDENTE. Va bene, lasciamo stare l'ultima parte dell'intervento
  che non è propositiva o descrittiva dal suo punto di vista.
   Do il diritto di replica e poi chiudiamo questa discussione perché
  dovrebbe prevalere il buon senso eventualmente in altre sedi, però,
  ho  il  dovere  di  riferirle che, una volta che  viene  dichiarata
  chiusa  la  votazione, non possiamo noi ritornare,  però,  il  buon
  senso che è il buon senso politico, quindi, non voglio - per carità
  -  difendere  la  posizione della Presidenza o del  Presidente  pro
  tempore non si tratta di questo per cui se un po' tutti ci calmiamo
  e  adottiamo  più  cautela anche nell'affrontare i  problemi  forse
  sarebbe  cosa più opportuna se abbiamo a cuore l'interesse generale
  di risolvere i problemi stessi.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  giusto  perché
  sono  stato  chiamato in causa e ho anche apprezzato i toni  pacati
  che  ha usato il collega, onorevole Cordaro ma vorrei semplicemente
  far  presente  che  ieri  sera non c'è stato  nessun  atteggiamento
  particolare da parte di questa Presidenza se non l'applicazione del
  Regolamento così come è.
   Vorrei  ricordare  -  e  si  può  evincere,  penso,  anche   dalla
  registrazione  -  che  la  prima battuta dell'onorevole  Alongi  fu
  quella di dichiarare che non funzionava il sistema elettronico.
   Non  è  così  perché qualora non avesse funzionato gli  Uffici  mi
  avrebbero detto che c'era un problema e, invece, è risultato  tutto
  perfettamente funzionante tant'è vero che è risultato anche il voto
  dell'onorevole Alongi che ha pigiato, di fatto, il pulsante.
   Ora, siccome non sarò certo io a cambiare il Regolamento di questa
  Assemblea  solo perché, per diverse ragioni che a me non  interessa
  andare  a sindacare, distrazione, qualsiasi ragione, non lo so,  ma
  non è un problema mio.
   L'onorevole Alongi ha votato, è stato effettuato un voto segreto e
  non  si può rieffettuare la votazione a meno che il dispositivo non
  funzioni.
   Siccome tutto è risultato essere abbastanza a posto non ho trovato
  assolutamente doveroso ritornare indietro su quello che  era  stato
  il parere dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie per questo intervento perché era chiaro  quale
  era l'esito della votazione.
   In corso di serata vedremo l'evolversi.

   CORDARO. Non ho capito.

   PRESIDENTE. Lei, onorevole Cordaro, sbaglia atteggiamento  e  come
  si propone in questo  momento, perché questo atteggiamento di sfida
  guardi  che  non  aiuta,  mi creda, siamo ancora  all'inizio  della
  seduta..

   CORDARO.  Non è molto corretto quello che sta facendo,  lei  è  al
  microfono e io no.

   PRESIDENTE. Non aiuta la causa.
   Onorevole Cordaro, intanto si accomodi al suo posto.
   La seduta è sospesa per un minuto.

      (La seduta sospesa alle ore 12.43, riprende alle ore 12.44)

   La seduta è ripresa.

   zioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabili-
   tà regionale' (n. 912/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende  il  seguito  della discussione  del  disegno  di  legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2015.  Legge
  di stabilità regionale». (n. 912/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  riprende  il   seguito   della
  discussione  del  disegno di legge «Disposizioni  programmatiche  e
  correttive  per  l'anno  2015. Legge di stabilità  regionale».  (n.
  912/A).
   Da  un  esame fatto, da una interlocuzione veloce con i Presidenti
  dei   gruppi   Parlamentari,  con  alcuni  Presidenti   di   gruppi
  Parlamentari,  per carità, non con tutti, riprendiamo dall'articolo
  49.
   Io  sarei  dell'avviso di andare con il seguente ordine:  articoli
  49,  51,  53,  54  e  57 perché si tratta di quegli  articoli  che,
  finanziariamente, danno sostegno all'intera manovra.
   Su tutto il resto possiamo discutere, possiamo ritrovarci, come io
  mi  auguro, ma occorre un minimo di condivisione e di attenzione da
  parte dell'Aula.
   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                               «Art. 49
        Misure di razionalizzazione e contenimento della spesa
                   nel settore agricolo e forestale

       1. Al comma 4 dell'articolo 45 ter della legge regionale
     6   aprile   1996   n.  16  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni è aggiunto il seguente comma:

        4  bis.  I  lavoratori  forestali  vengono,  di  norma,
     utilizzati  nell'ambito  di 20  chilometri  tra  andata  e
     ritorno. Nei casi in cui sia necessario utilizzarli  oltre
     tale  distanza  gli  uffici  provinciali  devono  chiedere
     autorizzazione al dipartimento regionale competente  ed  i
     rimborsi    relativi    possono    essere    oggetto    di
     contrattazione  specifica,  avendo  come  base  il   costo
     effettivo del carburante. .

       2.  Al  fine di attuare misure di contrasto per mitigare
     il  rischio  di  dissesto idrogeologico e di  manutenzione
     straordinaria   degli  alvei  fluviali,   i   dipartimenti
     regionali  Sviluppo  rurale  e territoriale,  Agricoltura,
     Ambiente,  Protezione civile, Tecnico, Acque e rifiuti,  e
     l'ufficio   del   commissario  straordinario   contro   il
     dissesto   idrogeologico,  nel  rispetto  della  normativa
     statale  e  comunitaria, sono autorizzati a  progettare  e
     realizzare   interventi   a   valere   sui   fondi   della
     programmazione  comunitaria,  sul  Piano   di   Azione   e
     Coesione  e  sul Fondo di Sviluppo e Coesione o  su  altri
     fondi extraregionali, con le modalità di cui al comma 3.

       3.   Nella   progettazione   e   nell'esecuzione   degli
     interventi  di cui al comma 2, i dipartimenti interessati,
     in  via prioritaria, dovranno prevedere l'acquisizione dei
     lavori  in  economia di cui all'articolo 125  del  decreto
     legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive  modifiche
     ed  integrazioni  con  l'impiego  degli  operai  agricolo-
     forestali  di cui alla legge regionale 6 aprile  1996,  n.
     16  e  successive modifiche e integrazioni,  degli  operai
     addetti  alla  campagna  di meccanizzazione  dell'ente  di
     sviluppo   agricolo  e  degli  operai  dei   Consorzi   di
     bonifica,  anche  ai  fini  del  raggiungimento,  entro  i
     limiti  previsti dalla vigente normativa, delle rispettive
     garanzie occupazionali.

       4.  La progettazione degli interventi di cui al comma  3
     deve  essere  eseguita  entro  90  giorni  dalla  data  di
     pubblicazione della presente legge e, comunque, a  seguito
     di formale assegnazione di fondi.

       5.  I  commi  1, 2, 3 e 4 dell'articolo 12  della  legge
     regionale  28  gennaio  2014, n.  5  sono  sostituiti  dai
     seguenti:

        1.  Al  fine  di  migliorare  l'efficienza  del  lavoro
     attraverso  la  riorganizzazione delle risorse  umane  del
     settore forestale, il personale impiegato nel servizio  di
     antincendio  boschivo  di  cui  all'elenco  speciale   dei
     lavoratori  forestali  di cui all'articolo  45  ter  della
     legge   regionale  6  aprile  1996,  n.  16  e  successive
     modifiche  e integrazioni e di cui all'articolo  44  della
     legge  regionale  14 aprile 2006, n.  14,  è  inserito  in
     un'unica graduatoria distrettuale congiuntamente  a  tutti
     gli  altri lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter
     della  legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16 e  successive
     modifiche  e  integrazioni, nei  relativi  contingenti  di
     appartenenza  e  con i criteri previsti  dall'articolo  49
     della  legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16. Gli  addetti
     al   servizio   antincendio  boschivo   sono   individuati
     prioritariamente  in  coloro  che  svolgevano  già   detta
     funzione,   previo  accertamento  dell'idoneità  specifica
     nella  mansione.  Per la rideterminazione dei  contingenti
     dei  lavoratori  addetti al servizio prevenzione  incendi,
     in   un  quadro  di  miglioramento  dell'efficienza  e  di
     rispondenza  alle  mutate esigenze della collettività,  si
     procede  annualmente sulla base delle effettive e motivate
     esigenze organizzative e territoriali, garantendo in  ogni
     caso   giusti   livelli  operativi  a   salvaguardia   del
     patrimonio  forestale regionale assicurando  comunque  una
     riduzione  del  contingente  dei  lavoratori  addetti   al
     servizio  di  prevenzione incendi  nella  misura  pari  ad
     almeno il venti percento di quello impiegato nel 2014.

       2.  Sono confermate le competenze del Comando del  corpo
     forestale  della Regione siciliana previste  dall'articolo
     65   della  legge  regionale  6  aprile  1996,  n.  16   e
     successive  modifiche ed integrazioni e  dall'articolo  47
     del decreto presidenziale 20 aprile 2007, n. 154.

         3.  Per  la realizzazione delle attività di rispettiva
     competenza,  il Comando del corpo forestale della  Regione
     siciliana  in coerenza con quanto disposto dal  precedente
     comma  2,  e  il  dipartimento  regionale  dello  sviluppo
     rurale   e  territoriale  attingeranno  dalla  graduatoria
     unica di cui al precedente comma l. .

       6. Al comma 12 dell'articolo 44 della legge regionale 14
     aprile  2006,  n.  14,  le parole  in ambito  provinciale
     sono sostituite dalle parole  in ambito regionale .

       7.  Ai  fini  di una gestione organizzativa  unitaria  e
     organica  degli adempimenti posti a carico  della  Regione
     siciliana  nella  qualità di datore di lavoro,  a  partire
     dall'anno   2016,   la   gestione  e  l'elaborazione   del
     trattamento  economico dei lavoratori  forestali  inseriti
     nella  graduatoria unica di cui all'articolo 12, comma  1,
     della  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, degli operai
     dei  Consorzi  di  bonifica,  degli  operai  dell'Ente  di
     sviluppo   agricolo  e  degli  altri  Enti   del   settore
     agricolo,  è attribuita alla Società RESAIS S.p.a.,  o  ad
     altri  enti  del  settore  agricolo,  previa  stipula   di
     apposita   convenzione   con  i  competenti   dipartimenti
     regionali  del  Comando  del  corpo  forestale   e   dello
     sviluppo rurale e territoriale.

       8. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47
     della  legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16 e  successive
     modifiche ed integrazioni, nonché per il personale di  cui
     al  comma  7  dell'articolo 44 della  legge  regionale  14
     aprile  2006,  n.  14,  alle dipendenze  del  Dipartimento
     regionale  Azienda  regionale  foreste  demaniali  e   del
     Comando  del corpo forestale della Regione siciliana,  per
     l'espletamento   delle   attività   di   sistemazione    e
     manutenzione   idraulico-forestale  ed  idraulico-agraria,
     imboschimento e rimboschimento, miglioramento  dei  boschi
     esistenti   ed  attività  connesse,  difesa   del   suolo,
     valorizzazione ambientale e paesaggistica, anche  al  fine
     della  fruizione sociale del territorio, ivi  compresa  la
     gestione  delle aree protette, attività per la  produzione
     e  la  vendita  di legno a scopi energetici, difesa  della
     vegetazione  dagli incendi, per le attività  di  cui  agli
     articoli  14  e  29  della legge regionale  n.  16/1996  e
     successive  modifiche ed integrazioni è  autorizzata,  per
     l'anno  2015,  l'ulteriore spesa  nel  limite  massimo  di
     101.670  migliaia  di  euro. Per ciascuno  degli  esercizi
     finanziari   2016   e  2017  lo  spesa  iscritta   all'UPB
     10.5.1.3.2  -  capitolo 156604 è rideterminata  in  36.330
     migliaia di euro e in 31.330 migliaia di euro.

       9. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale
     16  agosto 1974, n. 36 è autorizzata per il triennio 2015-
     2017  la  spesa  annua  di 3.000  migliaia  di  euro  (UPB
     12.4.1.3.2 - capitolo 150514).

       10. Il conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati
     nelle  attività  di  cui al comma  8,  dei  requisiti  per
     l'accesso  ai  trattamenti pensionistici, ne determina  la
     fuoriuscita dal bacino delle garanzie occupazionali.

       11.  All'articolo  2 della legge regionale  30  dicembre
     1977, n. 106 e successive modifiche ed integrazioni,  dopo
     il comma 1, sono aggiunti i seguenti:

        1  bis.  Ferma restando la misura massima del  concorso
     all'integrazione  dei  bilanci  di  cui  al  comma  1,   i
     consorzi  di  bonifica sono tenuti ad  adottare  tutte  le
     misure   amministrative   e  gestionali   finalizzate   al
     conseguimento     dell'equilibrio    finanziario     entro
     l'esercizio 2020.

       1   ter.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  bis,
     l'erogazione  dei  servizi consortili è  subordinata  alla
     verifica   della   regolarità  dei   pagamenti   dell'anno
     precedente  e  all'avvenuta regolarizzazione di  eventuali
     morosità  pregresse.  Ai  fini della  regolarizzazione  di
     eventuali  morosità  pregresse devono  essere  corrisposti
     interamente  i canoni del 2014 e per almeno  due  esercizi
     precedenti.   L'ulteriore  debito   residuo   può   essere
     rateizzato fino ad un massimo di 5 rate annuali  dal  2015
     al  2020. Il dipartimento agricoltura verifica la puntuale
     applicazione  delle  disposizioni  di  cui   al   presente
     articolo.

       l   quater.  Per  ciascuna  delle  annualità  2015-2019,
     rispetto     all'entità    del    contributo     assegnato
     nell'esercizio   finanziario   2014,   in   funzione   del
     tendenziale   equilibrio  finanziario  dei   consorzi   di
     bonifica, la misura del contributo a carico della  Regione
     non    può    essere   superiore   all'importo   derivante
     dall'applicazione delle seguenti decurtazioni:

       a) 2015 decurtazione del 10 percento;
       b) 2016 decurtazione del 30 percento;
       c) 2017 decurtazione del 50 percento;
       d) 2018 decurtazione del 70 percento;
       e) 2019 decurtazione del 90 percento;
       A decorrere dal 2020 il contributo è soppresso.

       1  quinquies.  Entro  30 giorni dall'entrata  in  vigore
     della  presente legge con decreto dell'Assessore regionale
     dell'agricoltura,  dello sviluppo  rurale  e  della  pesca
     mediterranea,  si  provvede alla  revisione  del  rapporto
     unità  di  personale/territorio  tra  i  consorzi  di  cui
     all'articolo  13,  comma  2,  della  legge  regionale   28
     gennaio 2014, n. 5. .

       12.   Per  le  finalità  dell'articolo  2  della   legge
     regionale  30 dicembre 1977, n. 106 e successive modifiche
     ed  integrazioni, tenuto conto delle disposizioni  di  cui
     al  comma  12,  è autorizzata per l'esercizio  finanziario
     2015  l'ulteriore spesa di 19.586 migliaia di euro  e  per
     gli  esercizi  finanziari 2016 e 2017  rispettivamente  la
     spesa  di  19.202 migliaia di euro e di 5.858 migliaia  di
     euro.

       13.  Al  fine  di  concorrere  al  raggiungimento  degli
     obiettivi di contenimento e razionalizzazione della  spesa
     pubblica e garantire maggiore efficienza ed efficacia  nei
     servizi  da erogare, entro sessanta giorni dalla  data  di
     entrata   in  vigore  della  presente  legge,  l'Assessore
     regionale  per  l'agricoltura, lo  sviluppo  rurale  e  la
     pesca  mediterranea, è autorizzato a disporre con  proprio
     decreto,  sentito l'Assessore regionale per  l'economia  e
     previa  delibera  di Giunta, un piano  di  riordino  degli
     enti vigilati dallo stesso Assessorato.

       14.  Nel quadro delle iniziative di riordino degli  enti
     vigilati dall'Assessorato di cui al comma 13, deve  essere
     in  ogni  caso  prevista  la  fusione  per  incorporazione
     dell'Istituto  per  l'incremento  ippico  di   Catania   e
     dell'Istituto   sperimentale   zootecnico    di    Palermo
     nell'Ente per lo sviluppo agricolo.

       15.  A  seguito  della  fusione  di  cui  al  comma  14,
     avvalendosi  delle procedure di evidenza pubblica  di  cui
     al   decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.   163   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni  e  del   relativo
     Regolamento   di   esecuzione  di  cui  al   decreto   del
     Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2010, n.  207  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  l'Ente  per   lo
     sviluppo  agricolo attiva strumenti per la  valorizzazione
     dei  beni  già  appartenenti al  patrimonio  dell'Istituto
     incremento  ippico di Catania e dell'Istituto sperimentale
     zootecnico di Palermo.

       16.  L'Istituto regionale del vino e dell'olio  assicura
     il  progressivo  perseguimento  dell'equilibrio  economico
     finanziario,  tenuto conto anche della valorizzazione  dei
     servizi resi secondo quanto previsto dal comma 17.

       17. Al fine del perseguimento dell'equilibrio economico,
     con  lo stesso decreto di cui al comma 13 sono individuati
     i  criteri  per  la remunerazione dei servizi  resi  dagli
     enti  vigilati di cui al comma 13 in favore dei privati  e
     degli  enti pubblici, compresi quelli resi in favore della
     Regione e per conto della medesima.

       18.  All'articolo  21 della legge regionale  28  gennaio
     2014, n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:

       a)   alla  lettera  e)  del  comma  2,  le  parole   nel
     regolamento   sono  sostituite dalle parole   nelle  linee
     guida ;

       b)  al  comma 6 dopo la parola  perseguimento  è cassata
     la parola  almeno .

       19.  All'articolo 18, comma 6 bis della legge  regionale
     14   maggio   2009,  n.  6  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  le parole  alla data del 31  dicembre  2010
     sono  sostituite dalle parole  alla data del  31  dicembre
     di  ogni  anno solare . Gli aiuti in conto interessi  sono
     concessi  dall'Istituto  regionale  per  il  credito  alla
     cooperazione (IRCAC), a valere sul fondo unico  costituito
     presso lo stesso Istituto ai sensi dell'articolo 63  della
     legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, fino alla concorrenza
     di 5.000 migliaia di euro».

   All'articolo 49 è stato presentato l'emendamento soppressivo 49.20
  degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Tratteremo  gli  articoli 49, 51, 53, 54,  57  per  poi  ritornare
  all'articolo 6.  L'emendamento 49.20 è stato ritirato.
   Si passa all'emendamento 49.19, degli onorevoli Figuccia ed altri.
  Onorevole Figuccia, lo ritira?

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ovviamente  su
  questo  articolo  noi,  come gruppo parlamentare  di  Forza  Italia
  avevamo  fatto una serie di proposte. In Commissione  bilancio  non
  tutte  sono  state accolte. Ci sono una serie di temi che  per  noi
  sono  fondamentali rispetto ai quali non è stata  fatta  abbastanza
  chiarezza. I temi attengono, ad esempio, alla questione del  blocco
  del turnover, un blocco del turnover che assolutamente, così come è
  stato immaginato, è improponibile.
   E' improponibile per una ragione semplice, perché quando tu sei in
  fila,  così come in qualsiasi posto in cui ti trovi a fare la fila,
  aspetti  che quello che è avanti a te passa a fare quello che  deve
  fare per poi liberare il posto successivo.
   Bene,  questo  è  un  principio che attiene qualsiasi  inserimento
  all'interno di un contesto ed è un principio che va tutelato  anche
  per  i forestali. La stessa cosa dicasi, ad esempio, rispetto  alla
  questione dei pensionamenti. Noi non possiamo immaginare, così come
  è  stato  fatto  all'interno del testo, e  come  invece  era  stato
  ipotizzato  all'inizio,  che  quei  pensionamenti  debbano   essere
  obbligatori.
   Così  come non possiamo immaginare, rispetto alla questione  delle
  indennità chilometriche, di fissare quel parametro di 20 km. E'  un
  parametro  che,  di  fatto,  non  viene  rispettato.  Sappiamo  che
  operativamente, quando il personale viene utilizzato, non si fa mai
  riferimento  in maniera chiara a quel principio, per cui  riteniamo
  che,  così  come è stato immaginato, non possa funzionare.  Avevamo
  fatto  delle  proposte sulla questione della forestazione.  Si  era
  parlato  di  bosco produttivo, si era parlato della possibilità  di
  rendere i boschi effettivamente quello che possono rappresentare in
  altri  contesti d'Italia dove, ovviamente, il lavoratore  forestale
  non  può  essere considerato un ammortizzatore sociale, ma dove  va
  trattato al rango di lavoratore.
   C'è  gente  che  è dentro le graduatorie da oltre  vent'anni.  C'è
  gente  che oggi subisce la mortificazione a causa della graduatoria
  unica  e sono tutti princìpi che abbiamo provato a smantellare  uno
  dopo l'altro trovando, però, spesso diniego.
   Certamente  così  com'è  ha subìto alcuni miglioramenti  ma  siamo
  assolutamente lontani da quel processo di riforma che tutti  quanti
  auspicavamo  perché il bosco produttivo possa essere un'opportunità
  di sviluppo per la nostra terra, attraverso la valorizzazione degli
  itinerari  turistici,  attraverso la  vendita  di  quello  che  c'è
  all'interno  del  bosco, attraverso quel processo di  pirolisi  che
  consente la trasformazione del cippato in energia elettrica,  tutta
  una  serie  di  iniziative  che  potevano  essere  agganciate  alla
  programmazione  comunitaria, Presidente dell'Assemblea,  e  che  di
  fatto  il Governo, ancora una volta, ha lasciato che si arenassero,
  che  si  arenassero come tutta una serie di riforme  che  non  sono
  state fatte attraverso questa finanziaria, così da lasciare arenato
  non  soltanto  un  processo  di riforma  ma  lasciando  arenate  le
  aspettative  di 20 mila persone che si aggiungono alle  aspettative
  di  tanti  lavoratori  precari che attendono al  mondo  degli  enti
  locali, che attendono al mondo della formazione rispetto alla quale
  un rigo soltanto non è stato speso.
   Ma  perché faccio riferimento a questi bacini? Perché tutti questi
  potevano  essere  ancorati  a questo  bacino  che  è  quello  della
  forestazione,  l'unico vero settore produttivo  sul  quale  avremmo
  potuto  insistere, sul quale avremmo potuto intervenire.  E  invece
  no    Ancora   una   volta  volere  andare   a   muso   duro,   con
  quell'atteggiamento tipico di chi sta elemosinando nei rapporti con
  Roma, quell'atteggiamento a cui abbiamo chiesto di fare retromarcia
  rispetto a tutte quelle categorie che, con questa finanziaria,  non
  state volendo attenzionare.
   Allora,  Governo,  rispetto  a  questo  emendamento,  diciamo   di
  prenderlo in considerazione perché è assolutamente una proposta  di
  grande valore.
   Certamente  non  ci  aspettiamo una mano  tesa  da  parte  vostra,
  abbiamo  ormai  capito l'atteggiamento miope col  quale  affrontate
  questo  genere di tematiche, ma sappiate, Governo - che  non  vedo,
  così  come  non ho visto il Presidente della Regione in questi  tre
  giorni - che l'opposizione starà qui anche per queste ulteriori due
  giornate,  come lo è stata in Commissione Bilancio, per  provare  a
  rettificare questa visione miope che continuate a mantenere.

   PRESIDENTE. Mantiene o ritira l'emendamento 49.19?

   FIGUCCIA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  49.19.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 49.7, I parte, a firma degli  onorevoli
  Cordaro ed altri.

   CORDARO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    molto
  semplicemente,  è  un  emendamento che vorremmo  avesse  il  parere
  favorevole  del  Governo e della Commissione  Bilancio  perché,  in
  buona  sostanza,  non fa altro che esplicitare un principio  che  è
  stato  già  previsto  nella norma e cioè che  il  lavoratore  della
  forestale deve lavorare in un sito che non sia più lontano  dei  20
  km.dalla  residenza  e,  quindi,  è  un  emendamento  di  carattere
  funzionale ed esplicativo rispetto al testo dell'articolo.
   Vedo che non mi toglie la parola, quindi, ho detto tutte cose  che
  le stanno bene, mi fa piacere, Presidente. Di questo la ringrazio e
  ho concluso.

   PRESIDENTE. Capisco la complessità della materia  ma non  dovrebbe
  stare  qua  solo  l'assessore all'economia e  ringrazio  gli  altri
  assessori presenti ma gli assessori di competenza per ciascun ramo,
  perché è stato posto un problema...

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  chiedevo  di
  accantonare  questo articolo e di aspettare l'arrivo dell'Assessore
  anche  perché il Governo ha presentato l'emendamento 49.32 che  non
  capiamo cosa significhi.

   PRESIDENTE. Non possiamo più accantonare, siamo già in fase ormai

   VINCIULLO.  L'ho  capito,  ma è la riproduzione  della  legge  che
  abbiamo.

   PRESIDENTE.   Lo  capisco.  Siamo  all'emendamento  dell'onorevole
  Cordaro  che ha dato una spiegazione di carattere tecnico-giuridica
  ed   è   per  questo  che  occorre  l'attenzione  da  parte   della
  Commissione.Per il Governo chi può dare un parere? Evitiamo  che  i
  parlamentari  interloquiscano direttamente con  il  Governo  perché
  altrimenti non riescono a seguire.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  La
  Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  da  una
  verifica  che  avevo fatto su questo tema prima di  venire  qua  mi
  risulta   che   la   difficoltà  sia  per   i   progetti   dissesto
  idrogeologico; chiaramente, non si va in base al luogo di residenza
  ma  in  base  al  progetto.  Per cui, i  lavoratori  devono  essere
  allocati  con  facilità su questi progetti che, di fatto,  sono  il
  grosso  delle somme con i quali vengono finanziati, perché,  se  vi
  ricordate, chi era in Commissione, mi pare che quasi il 50, 60  per
  cento  di  finanziamento preveda questi progetti. Questa norma,  di
  fatto,  è  difficilmente  applicabile  e  complicherebbe  la   vita
  organizzativa dei forestali.

   PRESIDENTE.  Occorrono risposte chiare per l'Aula. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  La
  Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  49.7   a   firma
  dell'onorevole Cordaro.

                           (Brusio in Aula)

   Scusate, debbo fare una prova elettronica. Nella prova elettronica
  non  c'è  registrazione, non c'è astenuto. Senza  registrazione  di
  votanti. Invito il deputato segretario, onoevole Ragusa, a prendere
  il suo posto.
   Pongo  in votazione l'emendamento 49.7 I parte. Chi vota a  favore
  dell'emendamento  vota verde; chi vota contro vota  rosso;  chi  si
  astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 49.12 I parte. Onorevole  Figuccia,  lo
  mantiene o lo ritira?

   FIGUCCIA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente La seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 13.06)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                                            Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Nicotra,  Sammartino,
  Panepinto, Forzese e Gennuso hanno chiesto di essere considerati in
  congedo.
   L'Assemblea ne prende atto.

                                                            Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Barbagallo sarà in  missione
  dal 12 al 13 maggio 2015.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


          Riprende la discussione del disegno di legge 912/A

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, lei insiste  nella  richiesta  di
  voto segreto. Verifica richiedenti.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  materia  della
  finanziaria  è una materia molto difficile e delicata e  conosciamo
  tutti il rischio che ogni volta si prospetta con un  voto segreto.
   Io  gradirei,  prima  del voto segreto su un emendamento,  che  il
  deputato  che  presenta l'emendamento possa comunque venire  qui  a
  rappresentare   cosa vuole, di fatto, cassare  perché  con   questo
  voto  segreto sull'emendamento a firma dell'onorevole Figuccia,  al
  comma  2,  noi togliamo la possibilità e l'opportunità di  attivare
  fondi  comunitari  per  riuscire a  poter  continuare  le  giornate
  lavorative   del  mondo  della Forestale.  Quindi,  quando  poi  la
  Sicilia non potrà pagare i forestali per un voto segreto che boccia
  questo  provvedimento noi rischiamo di azzardare una copertura  col
  Bilancio regionale e il Bilancio regionale che non ha un supporto.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.

   CIMINO.  Siccome  qui  non  scherziamo,  io  la  prego,  prima  di
  procedere  alla  votazione  segreta, di spiegare  all'onorevole  di
  turno   le ragioni del danno che si crea  all'economia della nostra
  Regione.

   PRESIDENTE.  Quando abbiamo ripreso i lavori, abbiamo  sentito  un
  po' i capigruppo e si è concordato  di procedere e di anticipare la
  trattazione  degli articoli  49, 51, 53, 54 e 57 perché  sono   gli
  articoli  più  corposi, più pesanti che tengono in  piedi  l'intera
  manovra;  per cui, si è chiesto di procedere con  la dovuta cautela
  ma  anche in maniera concertata, di questo si tratta. Poi,  se  noi
  dobbiamo  ancora  rivangare quello  che è  successo  o  quello  che
  succederà  dopo  l'approvazione di questo articolo, non andiamo  da
  nessuna parte.
   Per  cui,  un po' di attenzione da parte di tutti non guasterebbe.
  Di  questo si tratta, evitiamo i voti segreti perché i voti segreti
  poi,  alla fine, hanno delle motivazioni che non entrano nel merito
  ma altro tipo di votazioni, ma non mi sto riferendo a lei onorevole
  Figuccia, per carità
   Era  questo il senso. Abbiamo detto ripartiamo dall'articolo 6  se
  c'è un modo concertato di procedere. Per cui, ringrazio l'onorevole
  Cimino che ha voluto fare questo appunto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  questa  sua  precisazione  nel chiamare  alla  responsabilità  che,
  ovviamente,  questo Parlamento ha rispetto alle sorti non  soltanto
  della  categoria, ma della Sicilia intera, perché questo genere  di
  emendamento potrebbe avere degli effetti che comprendiamo  bene:  a
  cascata potrebbero coinvolgere l'intera economia siciliana.
   Con  questo appello alla responsabilità, presidente Ardizzone, che
  lei  fa,  io  ritiro la richiesta di voto segreto certo che  questo
  sarà  l'atteggiamento  che vorrà condurre  da  qui  in  seguito  in
  quest'Aula, in questo Palamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.32 di riscrittura a firma del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  di fatto, nelle numerose riscrittura di questi  articoli
  era rimasto un refuso dove si andava ad abrogare un comma, il comma
  4,  che  sostanzialmente  bloccava  i  rinnovi  contrattuali.  Così
  facendo  aprivamo  a rinnovi contrattuali che qui  sarebbe  costati
  circa 20 milioni per i quali non ci sarebbe stata la copertura. Per
  cui,  semplicemente  è la rettifica di un refuso  che  era  rimasto
  nella riscrittura.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, adesso comprendo
  le   motivazioni  di  questo  emendamento  che  oggettivamente  non
  avevamo,  penso,  nessuno dei colleghi, compreso, anche  perché  si
  trattava di una riscrittura di quello che era previsto ai commi  1,
  2  e  3  dell'articolo 12 della legge 5. Quindi,  in  pratica,  noi
  stiamo cassando, mi pare di capire, solo il comma 4. Va bene

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  il  mio
  voto  favorevole  a  questo  emendamento sostitutivo  del  Governo,
  perché  effettivamente inserire anche la sostituzione  al  comma  4
  avrebbe comportato un aumento di spesa di almeno 20 milioni di euro
  senza  nessuna  possibilità  di assicurare  la  relativa  copertura
  finanziaria.
   Noto  con  piacere che ci si è resi conto dell'errore che  si  sta
  rimediando,  quindi voto favorevole senz'altro a questo emendamento
  del Governo.
   Se  passava  il  testo originario introducevamo una  inammissibile
  disparità di trattamento con le altre categorie di lavoratori.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io aderisco al
  voto  positivo  di  questo  emendamento  presentato  dall'Assessore
  Baccei,   tuttavia  una  riflessione  va  fatta  sul   ragionamento
  generale.
   Il   turnover,  Assessore,  andrebbe  applicato  per  coloro   che
  fuoriescono dalle garanzie occupazionali no? Perché è chiaro che  è
  una  delle  aspettative per il futuro, per migliorare la  posizione
  economica  e  finanziaria anche di lavoro, di  prospettiva  per  le
  famiglie, così come, secondo me, andrebbe riguardato alla questione
  del chilometraggio. Perché ci sono delle zone che a volte  superano
  i  20  chilometri,  e  superando i 20 chilometri,  non  essendo  le
  aziende  che  mandano a lavorare i lavoratori  nei  boschi,  questo
  ricade  sul patrimonio personale, perché è chiaro che se tu  superi
  20 chilometri e te ne rimborsano solo 20 avrai qualche difficoltà.
   Così   come  pure  l'emendamento,  che  non  è  stato   preso   in
  considerazione,  presentato  da me e dal  collega  Fazio,  dove  si
  prevedeva il fatto di disunire le due graduatorie: una per il Corpo
  forestale  ed  una  per i lavoratori boschivi. Se nel  ragionamento
  generale  di  questa  opzione,  lei volesse  valutare  qualcosa  di
  cambiamento, io la ringrazierei, signor Presidente.

   MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Signor Presidente, vorrei
  fare  un  intervento di carattere generale sul buon  andamento  dei
  lavori, rispetto anche a questo articolo.
   Vorrei  fare  un appello ai Capigruppo di quest'Assemblea,  signor
  Presidente, perché so che è stato detto tante volte, ma le prometto
  che  per  tanti articoli lei non mi sentirà più parlare. Se Formica
  anziché allontanarsi, lui che è un autorevole componente di  questa
  Assemblea,   ed   ha  anche  grande  esperienza,   ascoltasse,   mi
  aiuterebbe,  sicuramente, mi darebbe una mano insieme all'onorevole
  Ioppolo.
   Ieri,  erroneamente, senza malafede e senza buonafede, un articolo
  non è andato in porto e l'Assemblea lo ha respinto. Certamente, nei
  contenuti identici non può essere né riproposto né approvato.
   I  Capigruppo,  però,  congiuntamente  ad  uomini  di  esperienza,
  considerato  che un parlamentare, erroneamente, ha  votato,  avendo
  condizioni familiari gravi - lo dico io perché non lo dice lui - il
  parlamentare  che ha sbagliato ha un problema familiare  grave.  E'
  venuto  qua per amore di votare. Ha un parente vicinissimo,  grave,
  in  ospedale: viene qua a fare una dichiarazione di voto, perché ci
  mette  la faccia ed erroneamente risulta, sbaglia. Non faccio colpa
  ad alcuno. Se, però, ognuno di noi si immedesimasse sulla questione
  che  si  è  venuta  a  creare, veramente brutta,  si  fermasse.  Io
  chiederei anche al Capogruppo di Forza Italia di ritirare

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si attenga all'articolo in base  al
  Regolamento.

   MILAZZO  GIUSEPPE, relatore di minoranza. Mi attengo all'articolo,
  signor  Presidente.  Io inviterei i Capigruppo  della  minoranza  a
  ritirare ogni

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si attenga all'articolo 49.

   MILAZZO  GIUSEPPE,  relatore di minoranza. Della  finanziaria  sto
  parlando, signor Presidente, mi lasci finire

   PRESIDENTE. No, onorevole Milazzo, lei si deve attenere, però,  in
  base  al Regolamento, a questa questione. Perché più parlate  delle
  questioni,  più  mi  viene il dubbio che  non  volete  risolvere  i
  problemi.  Ecco,  glielo dico con la massima  chiarezza,  onorevole
  Milazzo.

   MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Rinuncio all'intervento.

   PRESIDENTE. Mi scusi.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  49.32.  Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono assorbiti tutti gli emendamenti fino al 49.3.

   Si  passa  all'emendamento 49.3 a firma degli onorevoli  Alloro  e
  Arancio, che ritirano penso
   Onorevole Falcone, non lo ritira?

   FALCONE. Signor Presidente, ma dove siamo arrivati?

   PRESIDENTE.  Siamo  al  49.3  ed al 49.10.  Sono  due  emendamenti
  soppressivi, prevedono la soppressione del comma 7.

   FALCONE. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE.  Allora, sulla base di quello che ha detto l'onorevole
  Cimino,  spiegatelo,  perché si tratta di  soppressione.  Che  cosa
  significa  e  che  l'Aula sia attenta, così  come  credo  anche  il
  Governo e la Commissione. Se c'è un po' di calma.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor  Presidente,  avevo  fatto  presente,  anche   in
  Commissione   Bilancio ,   della  inopportunità  di  passare,  tout
  court,  diciamo, da un regime di gestione delle buste paga  esterno
  ad un regime interno, per due ordini di motivi. Il primo era quello
  che,   oggettivamente,  il  costo  di  cui  è  gravata  la  Regione
  siciliana,  rispetto  a  quella che è la mole  di  buste  paga  che
  vengono gestite, per altro, non si tratta solo di buste paga, ma si
  tratta  di  avviamenti, proroghe, gestione del  sito,  gestione  di
  malattie,  dati,  eccetera, per un costo  irrilevante  per  singola
  busta paga di circa  euro 1,90.
   Faccio  presente anche un'altra cosa e cioè  che  bisogna  dare  a
  questi studi, che sino ad ora si sono occupati di questo, anche  la
  possibilità  di riconvertirsi. Per cui, per quanto mi riguarda,  se
  c'è  una  disponibilità  sull'emendamento successivo  che  riguarda
  l'entrata  in  vigore dal 2017 da parte mia c'è la disponibilità  a
  ritirare l'emendamento, diversamente ne chiedo la votazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  interveniamo
  in  merito  alla soppressione del comma 7, perché vorremo  spiegare
  che  molte volte norme che sembrano apparentemente migliorative  di
  contenimento  di spesa rischiano dopo di essere peggiorative  e  di
  comportare un danno all'amministrazione.
   Noi  sappiamo  che gli adempimenti fiscali, tributari  e  comunque
  delle  buste  paga  sono  adempimenti che hanno  precise  scadenze,
  l'infrazione    delle   quali   comporta   delle    sanzioni    per
  l'amministrazione.
   Le  buste  paga  dell'intero comparto  dei  forestali,  di  24.500
  persone  o  di  26.000 buste paga, è un adempimento  che  ha  delle
  precise  scadenze e che viene fatto puntualmente con una  somma  di
  circa 200 mila euro l'anno.
   Ipotizzare di assegnare ad un'altra società,  ancorché partecipata
  della Regione, che non ha le risorse anche professionali metterebbe
  l'Amministrazione regionale di fronte alla possibilità se non  alla
  probabilità  di  andare in infrazione, perché  non  ha  le  risorse
  umane,  professionali   e  di  esperienza  per  poter  fare  questo
  servizio.
   Allora   noi  diciamo  che  per  ora  sopprimiamo  questo   comma,
  aspettiamo  il  riordino  complessivo e   in  questo  riordino  più
  complessivo   delle   partecipate,  che   insiste   successivamente
  all'articolato successivo, eventualmente questa funzione cercheremo
  di   assegnarla  ma  con  maggiore  riflessione  e   con   maggiore
  razionalità. Molte volte la gattina frettolosa fa i gattini  ciechi
  e allora evitiamo.
   A   tutta  l'Aula  chiediamo  di  soprassedere  su  questa  norma,
  abroghiamo  il  comma  7 e successivamente ci  impegniamo  tutti  a
  ritornare sull'argomento.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  condivido
  l'emendamento dell'onorevole Falcone che tende a spostare  la  data
  di modifica del sistema di elaborazione delle buste paga e di tutti
  i servizi per i lavoratori indicati nel comma 7, perché ritengo che
  c'è bisogno per qualunque altro soggetto che debba acquisire questo
  compito, di una fase formativa, di acquisizione dei know-out, delle
  strumentazioni  informatiche, per cui spostare di  un  anno  questa
  decisione  consente, intanto, di evitare che ci  sia  una  fase  di
  paralisi operativa, cioè un momento di trasferimento traumatico per
  cui  potremmo avere difficoltà nell'erogazione degli stipendi e  al
  tempo  stesso, siccome noi abbiamo il dovere di tutelare il sistema
  delle  imprese,  in questo caso c'è un'impresa che è  impegnata  in
  questo  campo a dargli il tempo di potersi reimmettere nel  mercato
  con  altre  proposte ed altre attività ed evita problemi di  tenuta
  occupazionale e quanto altro.
   Chiedo,  quindi,  all'onorevole Alloro, di ritirare  l'emendamento
  che  avrei condiviso e di sostenere, invece, l'emendamento a  firma
  dell'onorevole Falcone sullo spostamento della data.

   PRESIDENTE.  L'emendamento,  a  firma  dell'onorevole  Falcone,  è
  identico.  Scusate, prima di intervenire tutti, ho capito  che  c'è
  quasi   un'indicazione,  la  giustificazione  ancora  più  precisa,
  scusate.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  49.11.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,si  ritorna  all'emendamento  49.4,   a  firma
  dell'onorevole  Fazio, perché è compatibile  con  l'emendamento  di
  riscrittura votato. Se lo può spiegare, onorevole Fazio.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   credo   che
  l'emendamento  presentato sopravvive anche al testo di  riscrittura
  in   dipendenza  del  fatto  che  abbiamo  scoperto,   e   vorremmo
  obiettivamente  che non si verificasse nei fatti,   che  la  visita
  propedeutica e preliminare per l'avvio, ovviamente, al  lavoro  non
  viene  fatta  in termini preventivi ma molte volte viene  fatta  in
  termini contestuali e addirittura in termini successivi.
   Che  cosa accade, in maniera particolare? A coloro i quali vengono
  avviati  al  lavoro e provengono dalla categoria antincendio  viene
  corrisposta una indennità aggiuntiva di circa il 20 per  cento  dei
  corrispettivi  erogati.  Che  cosa  accade?  Nell'ipotesi  in  cui,
  ovviamente,  viene  fatta a posteriori la visita  medica  a  questi
  comunque  viene  corrisposto  il 20  per  cento  dell'indennità  di
  rischio,  nonostante nei fatti non svolgono alcuna attività  perché
  poi, ovviamente, avviati a mansioni completamente diverse.
   Allora, l'emendamento tiene a precisare che la visita medica  deve
  essere  inderogabilmente effettuata in via  preventiva  e  comunque
  laddove  in  qualche  modo  questo non è  abilitato  alle  mansioni
  antincendio  non  deve  esser comunque corrisposta  l'indennità  di
  rischio.  E',  sostanzialmente, un dato di fatto  che  è  emerso  a
  seguito  di  diverse  audizioni che sono state promosse,  richieste
  alla  IV  Commissione  e  che,  ovviamente,  pone  rimedio  ad  una
  discrasia nei fatti.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole Fazio
  al  quale  ha posto la firma l'onorevole Ruggirello ed i componenti
  della IV Commissione Ambiente e Territorio del Gruppo del Movimento
  Cinque  Stelle. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento soppressivo 49.12, II  parte,  a  firma
  dell'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comma 11. Onorevole Cancelleri, lo ritira?

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.25 (I parte), a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo 49.24, a firma dell'onorevole
  Cancelleri.
   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa agli emendamenti 49.17 e 49.28.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  mi   sono
  impegnato  a ritirare l'emendamento 49.15, che sopprimeva  l'intero
  comma  perché  noi non ci vogliamo porre ad una azione riformatrice
  che il Governo vuole portare avanti.
   E'  chiaro  che noi non siamo conservatori, non vogliamo mantenere
  dei  privilegi  o,  come  in  questo  caso,  non  è  un  privilegio
  consolidato  che nel tempo ha dato ed ha avuto dei  chiari,  ma  ha
  avuto  anche  delle  parti oscure nella gestione  dei  consorzi  di
  bonifica.
   Noi vogliamo aprirci al vento della novità ma dobbiamo evitare che
  ci sia una foga omicida nei confronti di ciò che è buono.
   Ed  allora,  riteniamo  che  possiamo raggiungere  un  momento  di
  compromesso nell'articolazione della riforma che l'anno  scorso  si
  tentò di iniziare ma che è naufragata immediatamente.
   Vi  ricordate  quando  si  disse di fare una  grande  riforma,  di
  abolire tutti i consorzi di bonifica, di fare due grandi consorzi e
  così  avremo  un  risparmio finanziario e un  avvicendamento  della
  spesa?
   Non è stato così
   Noi  non vorremo che anche questa eccessiva innovazione porti  più
  danni che benefici. Assessore Baccei, cerchiamo di trovare un punto
  di  incontro  ed  il  punto  di incontro  potrebbe  essere  che  la
  autosostenibilità finanziaria dei consorzi di bonifica non  avverrà
  in  maniera  repentina, così come l'avete fatta voi, ma in  maniera
  graduale, dicendo che nel 2015 ci sia una decurtazione del 10%, nel
  2016  del 20% e poi, via via, nel 2017 sino ad arrivare, in maniera
  meno  draconiana, così come era nell'idea del testo dell'articolato
  iniziale.
   Ecco  perché chiedo al Governo che venga apprezzato favorevolmente
  l'emendamento 49.17 e successivamente il 49.28.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Condivido in  parte  la  teoria
  dell'onorevole  Falcone, anche se allungare di due anni,  forse  mi
  sembra  un  po' troppo; sono d'accordo nel partire un  pochino  più
  gradualmente,  10, 20, 30% e magari se riusciamo a  ridurre  di  un
  anno e trovare un punto di incontro. Facciamo magari fino al 2020.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, predisponiamo  una
  riscrittura  dell'emendamento, una norma di  salvaguardia  per  gli
  stagionali, così evitiamo che ci siano particolari scossoni.
   Quindi,  magari, accantoniamo questo emendamento,  nelle  more  di
  riscriverlo.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  49.29   dell'onorevole
  Barbagallo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
  all'emendamento  49.29,  la  seconda  parte  resta  assorbita   dal
  ragionamento che stava facendo l'onorevole Falcone e, quindi,  sarà
  oggetto di riscrittura. Invece, la prima parte, quella che riscriva
  il  comma  1 ter, consentirebbe ai consorzi di bonifica di attivare
  dei  propri  uffici di riscossione e di garantire così,  anche,  la
  salvaguardia delle garanzie occupazionali.
   Solo  per  il consorzio di bonifica 9 di Catania, il monte  debiti
  che oggi la Serit non ha riscosso, è di 12 milioni di euro.
   Quindi, insisto affinché si voti soltanto la prima parte.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento 49.29
  è  stato presentato dagli onorevoli Barbagallo e Gucciardi  il  sub
  emendamento  49.29.1,  con il quale si cassa  tutta  la  parte  che
  comporta  maggiori  oneri e rimane in piedi  solo  la  prima  parte
  dell'emendamento.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  in
  terza Commissione, durante il trattamento della finanziaria per  le
  parti   che  riguardavano  il  merito  della  Commissione  Attività
  produttive, abbiamo affrontato un ragionamento rispetto al comma  o
  ai commi che riguardano i consorzi di bonifica.
   Abbiamo anche analizzato richieste che provenivano da associazioni
  che  si  occupano di agricoltura e altro, proprio  in  relazione  a
  quella  che  è  la  volontà  di fare una  riforma  più  organica  e
  complessiva dei consorzi di bonifica, fra l'altro, avviata  in  una
  precedente  finanziaria dall'allora assessore Cartabellotta  e  che
  ancora, ad oggi, non è completata.
   La  richiesta  che  veniva  riformulata su  iniziativa  di  alcuni
  parlamentari,  ma che poi veniva fatta propria da  tutta  la  terza
  commissione, come potrà anche affermare il presidente Marziano, era
  quella  di accantonare, da questa finanziaria e, quindi di togliere
  da  questa finanziaria tutti quei commi che riguardavano i consorzi
  di   bonifica,  per  trattarli  unitamente  ad  una   riforma   più
  complessiva, in un disegno di legge, immediatamente successivo alla
  finanziaria stessa.
   Credo  che sia una proposta di buon senso, anche perché il tema  è
  molto  complesso e merita, secondo me, un approfondimento  maggiore
  da parte di tutti i parlamentari di tutti i gruppi politici.
   La   richiesta  che  le  faccio  è  proprio  questa,  di  chiedere
  all'assessore  se  c'è questa volontà di potere  mettere  da  parte
  questi  commi  che  riguardano i consorzi di bonifica  per  poterli
  trattare  congiuntamente  con un disegno  di  legge  immediatamente
  successivo.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta del Movimento 5 Stelle al Governo di
  stralciare  tutto  ciò  che  riguarda  i  consorzi  di  bonifica  e
  trattarlo in un disegno di legge a parte.

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mantiene questo emendamento? Sto
  chiedendo se lo mantiene perché ho capito che non c'è condivisione.

   BARBAGALLO.  Dichiaro  di  ritirare  l'emendamenti  49.29  ed   il
  subemendamento 49.29.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.5 della Commissione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Assessore  Baccei, volevo sapere se c'è l'impegno, anche a  luglio,
  di  riconsiderare un riequilibrio dello stanziamento, nel senso che
  per  ora mancano 6 milioni, prendendo in considerazione il 2014 per
  le  spese dei dipendenti, quindi per il funzionamento generale  del
  Consorzio. C'è uno stanziamento sottostimato di 6 milioni  rispetto
  all'anno precedente.

   BACCEI,   assessore   per   l'economia.  Nell'ambito   di   questa
  finanziaria non penso che ci siano gli spazi. Vediamo come vanno le
  cose..

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Dichiaro di ritirare l'emendamento 49.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 49.6, 49.30 e 49.31 sono inammissibili.
   Si passa all'emendamento 49.16 dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  vorrei  che  il
  Governo  apprezzasse  favorevolmente gli  emendamenti  49.16  e  il
  49.14.
   L'articolato  dice  che  l'ESA  dovrebbe  incorporare   l'istituto
  zootecnico  e  l'istituto  di incremento idrico.  Anche  qua  siamo
  d'accordo  perché un ente che ha grandi difficoltà può  pensare  di
  gestire  altri enti? Allora in una riforma organica e  di  riordino
  possiamo  eventualmente  rivedere, in  un  piano  di  riordino  più
  razionale,  più condiviso e di prospettiva, come rilanciare  questi
  enti.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Mi  sembra   una   proposta
  ragionevole  se la leghiamo all'approvazione del piano di  riordino
  che mi pare sia l'articolo 41.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  richiamare  l'attenzione  del  Governo sull'impegno  dell'assessore
  Baccei  assunto  lo  scorso  anno  durante  il  dibattito  per   la
  finanziaria,   circa  la  proposta  venuta  dalle  opposizioni   di
  procedere  alla soppressione dell'Ente di sviluppo  agricolo  e  al
  passaggio  del  personale,  e  quindi  delle  competenze,   ad   un
  Dipartimento  apposito  dell'Assessorato  dell'agricoltura,   dello
  sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
   Allora  da  parte del Governo si manifestò ampia disponibilità  in
  questo  senso però nel corso dell'anno le iniziative e la  condotta
  governativa  pare  si siano mosse in direzione del  tutto  diverse.
  Ecco  perché votiamo questo emendamento ma al tempo stesso vorremmo
  richiamare  il Governo sulla necessità di fare chiarezza  circa  la
  riorganizzazione  di  questa  istituzione  che  è  stata  lodevole,
  gloriosa  ma  che crediamo abbia già esaurito la sua  spinta.  Ecco
  perché  ci pare assurdo dovere incorporare due istituti, zootecnico
  di  Palermo  ed  incremento ippico di Catania che  hanno  funzioni,
  competenze   e   specificità  assolutamente   diverse   che   vanno
  salvaguardate.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   vorrei
  spiegare la ratio di questa norma, detto che in parte concordo  con
  quanto detto dall'onorevole Musumeci. La volontà era quella di dare
  in  concessione  dei  beni  dell'Istituto zootecnico  e  dell'altro
  istituto  di cui non ricordo il nome e quindi appoggiava  sull'ESA.
  Però  concordo  con l'affermazione dell'onorevole Musumeci  che  in
  parte  riprende  quella  dell'onorevole Falcone,  relativamente  al
  passaggio  del  personale  secondo me c'è  un  tema  di  verificare
  trattamenti stipendiali e quindi di un possibile maggior costo però
  secondo me, se quando votiamo l'articolo 41 che prevede il piano di
  riordino,  nell'ambito  di  quel piano  di  riordino  valutiamo  le
  diverse  possibilità,  quindi  son  d'accordo  di  sospendere,   di
  sopprimere questi due commi subordinati al fatto che approviamo  il
  piano di riordino che rientra tutto in quello.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  49.16.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 49.14.  Parere  del
  Governo?

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.    L'emendamento   49.9   è   precluso.    Si    passa
  all'emendamento 49.25 II,  sul quale c'è un'intera riscrittura  del
  Governo  che  sopprime il comma 19. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame degli emendamenti 49.17  e  49.28,
  precedentemente  accantonati. Sospendo  brevemente  la  seduta,  in
  attesa di una riscrittura degli emendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.49, è ripresa alle ore 14.00)

       PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, sono stati riscritti gli emendamenti  49.17  e
  49.28. L'onorevole Cancelleri su questo insiste per la soppressione
  dell'1  quater,  che era già al 49.24 e comunque anche  sulla  base
  della riscrittura insiste sulla soppressione.
   Per  cui,  invito l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Falcone  ad
  illustrare i loro emendamenti.
   Allora,  l'emendamento  49.17 e 49.28 che riguarda  l'1  quater  è
  stato riscritto; l'onorevole Cancelleri insiste per la soppressione
  nonostante la riscrittura.
   Quindi,    facciamo   spiegare   i   motivi   della   soppressione
  all'onorevole   Cancelleri,   oppure  invertiamo,   come   ritenete
  opportuno,   e   facciamo  spiegare  i  motivi  della   riscrittura
  all'onorevole Falcone.
   Prego,  onorevole Cancelleri, tanto la soppressione  si  vota  per
  prima

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  riprendo  il
  discorso  di  poc'anzi. I consorzi di bonifica, in  questo  momento
  storico,  sono  in agonia, sono agonizzanti perché non  riescono  a
  trovare le giuste coperture né per il personale né tanto meno per i
  servizi che devono portare direttamente gli agricoltori.
   Andare  ad  intervenire con una norma come questa nello specifico,
  l'1  quater,  cosa determina? Determina che l'intervento  economico
  della Regione a scaglioni si va a risolvere entro il 2020.
   E quindi, entro il 2020, la Regione non darà più soldi ai consorzi
  di  bonifica. A fronte di che cosa? Gli abbiamo tolto  la  gestione
  delle  dighe,  gli abbiamo tolto la gestione dei servizi,  per  cui
  praticamente sono diventati degli enti che, di fatto, non hanno  la
  possibilità  di  andarsi a procacciare il denaro perché  non  hanno
  servizi da offrire e, se ne hanno, ne hanno talmente pochi che  non
  giustificano  la spesa che devono affrontare per la manutenzione  e
  per il personale.
   Per  cui,  siccome  è  una  riforma  importante  che  deve  essere
  attenzionata  da persone che stanno all'interno di una  Commissione
  parlamentare e non si può risolvere all'interno di un comma, di  un
  articolo  come  se  stessimo  trattando  di  qualcosa  che  non   è
  importante per la Sicilia, perché in III Commissione sono  arrivate
  non  una,  ma parecchie lettere non solo di chi lavora nei consorzi
  di  bonifica,  che sarebbero, diciamo, di parte,  ma  da  parte  di
  confederazioni  di agricoltori che chiedono lo stralcio  di  questa
  norma  perché  vogliono affrontarla e vogliono  essere  sentiti  in
  Commissione per apportare i dovuti correttivi anche ad una norma di
  cui,  per  carità, se ne sente il bisogno, ma non  è  così  che  va
  affrontata.
   Vi  chiedo,  pertanto, di sostenere l'emendamento  soppressivo  in
  questa  fase, perché secondo me è importante dare diritto e dignità
  alla III Commissione che si deve occupare in pieno e deve diventare
  il fulcro di quella che deve essere una discussione parlamentare  a
  360 gradi.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  assessori,   onorevoli   colleghi,
  condivido pienamente l'intervento dell'onorevole Cancelleri, perchè
  noi,  già  nella  passata finanziaria, con un emendamento  direi  a
  sorpresa, abbiamo attivato una riforma dei consorzi di bonifica tra
  Sicilia  occidentale  e Sicilia orientale, che  ancora  oggi  trova
  grande difficoltà nella sua piena realizzazione.
   Allora,  un  tema  così  difficile, così  delicato  dove  poc'anzi
  sull'andamento   dell'onorevole   presidente   della    Commissione
  Bilancio,  onorevole Dina, per dare le necessarie  risorse  per  le
  garanzie  occupazionali e quindi per poter pagare  i  lavoratori  -
  l'Assessore ha testé ribadito la  mancanza di copertura finanziaria
  -  pensare  di  volere attivare una rimodulazione di questo  senso,
  secondo me, è notevolmente pericoloso.
   Siccome  questa finanziaria, sicuramente, darà a noi l'opportunità
  di  ritornare  in Aula nel brevissimo periodo, potere  attivare  un
  tavolo di lavoro, della III Commissione parlamentare competente con
  la  Commissione  Bilancio, per presentare un testo organico,  vero,
  sui consorzi di bonifica, tale da dare l'opportunità sia di seguire
  le  attività che nelle singole province, i consorzi di bonifica, in
  questi  giorni,  ancor oggi, riescono ad espletare,  sia  anche  la
  possibilità  di pensare ad uno sviluppo delle risorse  agricole  in
  Sicilia.
   Volere  intervenire in questo modo, significa,  di  fatto,  creare
  dall'errore di quella riforma che accorpava i consorzi di bonifica,
  in  Sicilia  occidentale  con la Sicilia orientale,  continuare  in
  questo  modo, nella consapevolezza, che ancor oggi, i  consorzi  di
  bonifica sono commissariati.
   Non hanno dato la voce agli  agricoltori per creare i consigli  di
  amministrazione.
   Noi,  quindi,  stiamo  continuando a fare  delle  riforme  su  dei
  consorzi  che  hanno dei commissari senza avere ascoltato,  invece,
  chi  realmente del consorzio di bonifica ha la necessità di  essere
  soggetto e parte attiva, come il mondo dell'agricoltura siciliana.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nuovamente,  in
  sede  di  finanziaria,  di  legge di  stabilità,  ci  ritroviamo  a
  discutere  in modo grossolano - e direi davvero, ridicolo  -  della
  vicenda dei consorzi di bonifica.
   Sono  passati  tre anni. Questo Governo compirà il terzo  anno  di
  vita  a  novembre  di quest'anno. E' il terzo esercizio,  legge  di
  stabilità,  con  il  quale  questo  Governo  e  questa  maggioranza
  politica  affronta la questione dei consorzi in modo puerile.
   Vede,  però,  signor Presidente, fino a quando l'irresponsabilità,
  l'incapacità politica ed amministrativa di questo Governo si limita
  a  dichiarazioni giornalistico-mediatiche, riguarda, come dire,  la
  decenza  e  l'amor  proprio  di ognuno  dei  componenti  di  questo
  Governo.
   Quando  si  continua  a  toccare ed  a  devastare  i  consorzi  di
  bonifica,  che,  lo  ricordo,  non sono  degli  enti  che  nominano
  consigli  di  amministrazione e che si occupano del nulla,  ma  che
  hanno  il compito di portare l'acqua alle coltivazioni, quindi,  di
  dare  sostentamento economico ai lavoratori più deboli della nostra
  organizzazione sociale, che sono gli agricoltori.
   Signor  Presidente, ma come si fa, ancora una volta, ad affrontare
  le  vicende dei consorzi di bonifica con questa leggerezza? Dove il
  tema  dei  temi  sembra  essere  la decurtazione:  ridurre  del  5,
  aggiungere un 5% in più per il prossimo anno, tra due anni, tra tre
  anni, quando il problema è strutturale, comprendere come affrontare
  le nuove sfide dell'erogazione idrica, comprendere come accorpare i
  consorzi  sulla  base  dei corsi d'acqua che nei  decenni  si  sono
  modificati, comprendere quali, e come, opere infrastrutturali  sono
  state realizzate e quali, e come, siano state bloccate.
   Non   si   può  affrontare  con  questa  imbarazzante,  e   ripeto
  imbarazzante, incapacità politica, prima ancora che amministrativa,
  ogni questione.
   I consorzi di bonifica, lo ripeto, sono fonti di sostentamento per
  migliaia  di siciliani, impiegano migliaia di lavoratori che,  ogni
  giorno,  non sanno quante ore di lavoro dovranno svolgere, non  nel
  prossimo anno ma, durante la prossima settimana.
   Gli  agricoltori nella Piana di Catania non sanno  quante  ore  di
  acqua  avranno; non sanno se la diga Disueri piuttosto che un'altra
  funzionerà.
   Non  si  può proseguire in questo modo. Non si può. E lo  dico  ai
  colleghi  deputati. Noi, oggi, continuiamo uno stanco esercizio  di
  devastazione  di  questa terra che ci continua e  si  continuerà  a
  comportare  e,  soprattutto,   per noi  deputati  una  mancanza  di
  rispetto da parte dei cittadini nei nostri confronti. Questo  è  il
  tema, signor Presidente.
   Io  non  mi  accapiglio sul 5 per cento in più o in  meno;  questo
  comma  va  cassato, va rispedito al mittente e va  affrontata,  una
  volta per tutte, dagli assessori competenti al ramo  che non vedo -
  è  il terzo giorno che siamo qui dall'inizio della seduta fino alla
  fine  a  discutere  e ad affrontare i commi e i signori  assessori,
  ringrazio i presenti,  non sono qui -  ma a me piacerebbe  sentire,
  anche per la sua competenza, la sua capacità, l'assessore Caleca  e
  noi,  signor Presidente, non possiamo proseguire in una  situazione
  drammatica,  dove siamo assediati dai lavoratori e da tutti  coloro
  che  hanno interessi affinché questa Regione funzioni al meglio con
  una  squadra e una Giunta di Governo non al completo, non lo è  mai
  stata un solo giorno.
   Lo  ribadisco: chiedo ai miei colleghi che si cassi  questo  comma
  non perché vi sia una pregiudiziale nei confronti del Governo o  di
  qualche  componente  del Governo ma perché  dobbiamo  smetterla  di
  affrontare  ogni  questione  in modo contabile,  perché  dietro  ai
  numeri  ci  sono  migliaia  di persone e  noi  dobbiamo  rispondere
  politicamente a loro e alle loro famiglie.

   PRESIDENTE. Invito i deputati ad entrare in Aula, perché tra  poco
  passeremo al voto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, bisogna  rendersi
  conto  di  una  circostanza molto particolare:  l'articolo  49  sta
  trattando  un  gruppo  di  lavoratori. Nella  prima  fase,  abbiamo
  trattato  i forestali e sono 22 mila persone che saranno sottoposte
  a delle riduzioni, a nuove norme che guideranno il loro lavoro.
   Questi   sono  lavoratori  che  operano  nel  settore  ambientale;
  purtroppo   l'ossigeno  non  si  può  quantificare,  non   si   può
  quantificare  il  costo o l'introito che offre  l'ossigeno,  eppure
  loro  curano i nostri territori, impiantano boschi, creano ossigeno
  e  ci  aiutano  ad  avere una qualità della  vita  più  buona,  più
  interessante.
   L'emendamento  49.17  tratta i consorzi  di  bonifica.  Adesso,  a
  prescindere   che  al personale, che è importante e indispensabile,
  venga  garantito il sostentamento naturale che le norme e le  leggi
  gli hanno affidato, ma è mai pensabile che questo articolo e questo
  emendamento possano nel tempo lentamente far scomparire i  consorzi
  di bonifica?
   Ritengo,  assessore,  che questo articolo, che  questa  norma  sui
  consorzi di bonifica debba essere stralciata, perché, veda,  non  è
  tanto   il   problema   il  personale  ma   diventa   un   problema
  l'agricoltura.
      Questi   lavoratori  danno  opportunità  di  lavoro  ad   altri
  lavoratori,  cioè  danno l'acqua per produrre  attraverso  i  campi
  prodotti  ortofrutticoli, prodotti agrumicoli e,  quindi,  dal  mio
  punto  di  vista,  una scelta saggia sarebbe quella  di  stralciare
  questo emendamento 49.17 e sarebbe anche il caso di ascoltare  cosa
  ne  pensa  l'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea  di questa programmazione data nel tempo.
   Signor  Presidente, aspettiamo una risposta perché questo articolo
  non ci convince.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul punto, siccome
  la  richiesta di un chiarimento sulla prosecuzione dei lavori circa
  i  consorzi di bonifica mi pare che arrivi in maniera assolutamente
  trasversale  da parlamentari, peraltro, che, da anni,  lavorano  in
  questo Parlamento e che sono sia di maggioranza che di opposizione,
  al  netto  del fatto che ho presentato un subemendamento che  vuole
  salvaguardare  la tutela dei livelli occupazionali,  al  di  là  di
  quelli  che saranno gli scaglioni sui quali non mi trovo d'accordo,
  ma  è chiaro noi siamo opposizione e quindi prendiamo eventualmente
  atto  di quello che dovrebbe stabilire l'Aula, credo, però,  signor
  Presidente,  che  lei dovrebbe valutare attentamente  la  richiesta
  pervenuta  a più voci di fare presenziare l'assessore Calca,  anche
  in relazione o soprattutto in relazione al fatto che lei sa, bene o
  male, qual è il percorso d'Aula che dovremo seguire.
   Mi  spiego, Presidente Ardizzone: se dovessimo chiudere stasera  e
  l'assessore Caleca non fosse raggiungibile ne prenderemmo atto come
  opposizione  e  faremmo  le nostre valutazioni,  ma,  se  dovessimo
  andare  a  domani  o  a dopodomani, non so quali  sono,  ripeto,  i
  ragionamenti  fatti finora, la invito, signor Presidente,  per  una
  corretta  prosecuzione  dei lavori, eventualmente,  di  accantonare
  questo  articolo, in attesa che l'assessore Caleca venga a spiegare
  la prospettiva circa un argomento così delicato.
   Ribadisco:  non so dove sia l'assessore Calca;, magari  fra  dieci
  minuti arriva, però, se così non dovesse essere, signor Presidente,
  ma  veramente  dobbiamo  perdere  di  vista  anche  le  prerogative
  parlamentari minimali ed affrontare un argomento così delicato come
  quello   che   riguarda   i   consorzi  di  bonifica   nell'assenza
  dell'assessore competente?
   Signor Presidente, questa volta glielo dico senza enfasi ma  quasi
  con  il  cuore  in mano, le chiedo di valutare questo  tema  perché
  secondo  me  andare avanti su un argomento come  questo  senza  che
  l'assessore  Caleca  ci spieghi qual è la prospettiva,  dove  vanno
  queste  persone, di quali lavori si occuperanno, da  dove  arriverà
  l'acqua,  a  chi si  rivolgerà, quale sarà l'utenza,  mi  pare  che
  finisca per snaturare la natura stessa di questa norma ed il  ruolo
  del Parlamento intero.

   PRESIDENTE. Per illustrare un emendamento che ha presentato che mi
  sembrava,  mi  sembra  obiettivamente  di  buon  senso,  visto   il
  ragionamento  d'Aula  che  si  è  fatto,  perché  lei  è  il  primo
  firmatario  di  un emendamento a questo di riscrittura,  presentato
  dall'onorevole  Falcone,  dove  si   dice   fatto  salvo  l'attuale
  livello occupazionale .
   Quindi,  o  l'uno o l'altro: se, sulla base di questo, l'onorevole
  Cancelleri si può ritenere soddisfatto, passerei a votare questo  e
  accantonerei.  L'onorevole Lombardo, comunque, insiste,  ed  allora
  va bene.
   Intanto,   se  possono  entrare  i  parlamentari,  perché   adesso
  passeremo al voto.

   GUCCIARDI. Chiedo di paralare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  le
  perplessità  ragionevoli  espresse  dai  colleghi  che   mi   hanno
  preceduto  abbiano più di una ragione. Tuttavia  non  siamo  qui  a
  discutere  un  disegno  di  legge di  riordino  complessivo  di  un
  comparto  che,  comunque,  ha bisogno - e quindi  condivido  quanto
  detto  dai  colleghi - di un successivo intervento legislativo  che
  riordini  complessivamente la materia che stiamo in questo  momento
  trattando.  Qui stiamo trattando una norma che attiene, come  dire,
  ai   profili  finanziari  del  comparto  e,  quindi,  l'emendamento
  presentato dall'onorevole Falcone, a cui appongo la firma,  cui  si
  aggiunge  l'emendamento di cui lei parlava, signor Presidente,  che
  ha  come  primo  firmatario l'onorevole  Cordaro,  su  cui  anch'io
  appongo la firma, e l'onorevole Cimino con cui abbiamo interloquito
  su questo tema altrettanto, credo che, in questo momento, riesca  a
  risolvere  il  problema  che  ci  riguarda  in  questa  sede,  cioè
  salvaguardare  i  livelli occupazionali con una norma,  un  sigillo
  legislativo  e tenere conto dei profili finanziari che,  in  questa
  sede, più di ogni altro, riguardano il Parlamento, quindi credo che
  se  il  49.17.1 verrà subemendato con l'emendamento, a firma  degli
  onorevoli  Cordaro,  Cimino e di me stesso che  appongo  la  firma,
  penso che si possa compiere un atto legislativo propedeutico ad  un
  successivo,  come  dicevo, intervento legislativo  complessivo  che
  riordini  una  materia delicata e complessa che il  Governo  ha  il
  dovere di proporci in tempi rapidissimi.

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per  ribadire
  che  l'onorevole Lentini ha presentato un emendamento  del  genere,
  quindi, penso che debba essere purificato perché c'è un emendamento
  presentato dall'onorevole Lentini e dal sottoscritto che  parla  di
   fatte salve le garanzie occupazionali .

   PRESIDENTE. Diciamo che lei appone la firma qua, li unifichiamo.
   Va  bene unificato, c'è la firma su questo da parte dell'onorevole
  Lentini  e  dall'onorevole Salvatore Cascio e anche  dell'onorevole
  Fontana su tutti e due.
   Anche  l'onorevole  Alloro,  l'onorevole  Marziano  e  l'onorevole
  Arancio appongono la propria  firma. .
   E, allora, onorevole Cancelleri, lei insiste nella soppressione?
   Perché  alla  fine, questo dibattito, mi scusi, è stato  utile  ad
  arrivare  ad una conclusione: la certezza che vige la garanzia  del
  livello occupazionale.
   C'è  un problema immediato finanziario, quindi, la ringraziamo per
  avere   sollevato   il   problema   attraverso   la   presentazione
  dell'emendamento   ma  non  credo  sia  necessariamente   opportuno
  insistere. Le diamo, però, atto del buon lavoro fatto perché se non
  ci  fosse stata la sua sollecitazione non si sarebbe presentato  un
  subemendamento che fa salvi i livelli occupazionali.
   Poi, se lei insiste, si passa al voto, per carità.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me,  la
  questione  è molto importante per cui chiederei alla Presidenza  di
  accertarsi  se c'è la possibilità di far venire in Aula l'assessore
  perché   così  non  possiamo  continuare  a  discutere  i   livelli
  occupazionali, non occupazionali, tutte queste cose qui, che  sono,
  chiaramente, tutti temi importanti. Il problema, però, è  uno:  qui
  abbiamo  bisogno  di  risposte di prima mano,  date  da  chi  è  il
  responsabile  dell'assessorato e, in questo  caso,  è  l'assessore,
  quindi,  se  non è in Aula, chiedo di accantonare l'articolo  e  di
  passare  ad  altri, perché questa cosa è importante;  diversamente,
  mantengo il soppressivo perché sono convinto delle mie ragioni.

   PRESIDENTE.  Si,  allora  no,  mi dispiace,  andiamo  avanti;  non
  possiamo  vincolare il nostro lavoro alla presenza degli assessori.
  Obiettivamente,  non è questo il compito che dovrebbe  svolgere  un
  Parlamento.
   Abbiamo  sviscerato il problema, grazie anche al  suo  intervento,
  anche  senza  la  presenza dell'assessore, quindi,  non  credo  che
  avrebbe potuto aggiungere di più o di meno rispetto a quello che ha
  detto l'assessore Baccei.
   E  allora, abbiamo un emendamento soppressivo dell'emendamento  di
  riscrittura

   CIACCIO. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Voto segreto? E' proprio necessario il  voto  segreto
  per voi?

   CIACCIO. Palese.

   PRESIDENTE. Palese.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Il  parere del Governo è contrario  che  riguarda  la
  soppressione. Era contrario alla soppressione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  in  congedo  l'onorevole   Giuseppe
  Federico.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 912/A

   PRESIDENTE.  Si  proceda alla verifica dei  richiedenti  sul  voto
  palese, ai fini procedurali, che devono essere 7.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 49.24.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 49.24.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          17
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 49.17.1.1, a firma  degli  onorevoli
  Cordaro, Cascio, Lentini, Marziano e altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

          Pongo   in  votazione  l'emendamento  49.17.1,  così   come
  subemendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 49, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                                Art. 51
       Norme di armonizzazione, contenimento ed efficientamento
                    della Pubblica Amministrazione

       1.  Ai  fini di una razionalizzazione e riduzione  della
     spesa  pubblica, entro 180 giorni dall'entrata  in  vigore
     della  presente legge l'Amministrazione regionale, con  le
     procedure  previste dall'articolo 11 della legge regionale
     3  dicembre  2003,  n. 20, provvede alla  riorganizzazione
     del  proprio apparato amministrativo al fine di conseguire
     una  riduzione  delle strutture intermedie e  delle  unità
     operative   di  base,  comunque  denominate,   in   misura
     complessivamente  non inferiore al 30 per  cento  rispetto
     alle  rilevazioni sul numero di  unità operative  di  base
     al  31  dicembre  2014 e alle aree e  servizi  di  cui  al
     decreto  del Presidente della regione 22 ottobre 2014,  n.
     27,   eccetto il Dipartimento agricoltura dell'Assessorato
     regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e  della
     pesca  mediterranea.  All'esito della riorganizzazione,  i
     dirigenti  generali applicano l'istituto della risoluzione
     unilaterale  del  contratto  individuale  di  lavoro   per
     motivate  ragioni organizzative e gestionali come previsto
     dal   vigente   contratto   collettivo   dell'area   della
     dirigenza.

       2.  Entro  sei mesi dalla pubblicazione del  regolamento
     di  cui  al  comma  1,  con decreto del  Presidente  della
     regione, previa delibera di Giunta regionale, adottata  su
     proposta  dell'Assessore regionale delle autonomie  locali
     e  della  funzione  pubblica, sulla base  degli  effettivi
     fabbisogni  di  personale rilevati dal dipartimento  della
     funzione  pubblica  e del personale, sentiti  i  dirigenti
     generali,  sono determinati i contingenti di personale  da
     assegnare a ciascun dipartimento o struttura equiparata.

       3.  Alla data di entrata in vigore della presente  legge
     la  dotazione organica del comparto della dirigenza  della
     Regione  siciliana di cui all'art. 5 della legge regionale
     15  maggio  2000, n. 10, è rideterminata in  numero  1.736
     unità.   Per  il  quinquennio  2015-2020  tale   dotazione
     organica  è annualmente ridotta in numero pari ai soggetti
     comunque cessati dal servizio nell'anno precedente.

       4.  Alla data di entrata in vigore della presente  legge
     la  dotazione organica del comparto non dirigenziale della
     Regione  siciliana  di cui all'art.  51,  comma  3,  della
     legge  regionale  12  maggio 2010, n. 11,  modificata  con
     decreto del Presidente della regione 23 dicembre 2010,  n.
     312235  è  rideterminata in numero 13.551 unità,  distinte
     secondo le categorie specificate nella seguente tabella:

   Categoria "D"     4.621
   Categoria "C"     3.847
   Categoria "B"     2.256
   Categoria "A"     2.827
        Totale      13.551
      personale
      del
      comparto
      non
      dirigenzial
      e

       Tale  dotazione  organica è annualmente ridotta  per  il
     biennio  2015-2016  in  numero pari ai  soggetti  comunque
     cessati  dal  servizio  nell'anno  precedente  e  per   il
     quadriennio  2017-2020 in numero pari al 50  percento  dei
     soggetti   comunque   cessati   dal   servizio   nell'anno
     precedente.

       5.  Alla data di entrata in vigore della presente  legge
     la  dotazione  organica  del personale  del  comparto  non
     dirigenziale  del Corpo Forestale della Regione  siciliana
     è  rideterminata in numero 1.250 unità distinte secondo le
     categorie specificate nella seguente tabella:

    Categoria  D       223
    Categoria  C     1.001
    Categoria  B        26
      Totale         1.250

       Tale  dotazione  organica è annualmente ridotta  per  il
     biennio  2015-2016  in  numero pari ai  soggetti  comunque
     cessati  dal  servizio  nell'anno  precedente  e  per   il
     quadriennio  2017-2020 in numero pari al 50  percento  dei
     soggetti   comunque   cessati   dal   servizio   nell'anno
     precedente.

       6.   Agli  enti  di  cui  all'articolo  1  della   legge
     regionale  15  maggio  2000,  n.  10  si  applicano,   ove
     compatibili, le disposizioni di cui al presente articolo.

       7.  All'articolo  11, comma 2, della legge  regionale  3
     dicembre   2003,   n.  20,  dopo  le  parole:    strutture
     intermedie ,  sono aggiunte le seguenti:   e  delle  unità
     operative  di  base  e sono soppresse  le  parole:   resta
     fermo  il  potere di organizzazione interna del  dirigente
     generale  in  ordine alla costituzione di unità  operative
     di base e uffici semplici .

       8.  E'  abrogato il comma 3 dell'articolo 1 della  legge
     regionale 16 gennaio 2012, n. 9.

       9.  Per l'anno 2016 continuano a trovare applicazione le
     disposizioni  in materia di divieto di assunzioni  di  cui
     al  comma  10  dell'articolo 1, della legge  regionale  29
     dicembre   2008,   n.   25   e  successive   modifiche   e
     integrazioni.

       10.  All'articolo 4, comma 4, della legge  regionale  15
     settembre   2005,   n.   10  e  successive   modifiche   e
     integrazioni, le parole:  in numero di almeno uno in  ogni
     provincia   sono  sostituite con le  parole:   nel  numero
     massimo  di  uno per ogni ambito territoriale  coincidente
     con ciascuna ex provincia .

       11.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore  della
     presente  legge, l'Amministrazione regionale  e  gli  enti
     che  applicano  il  contratto  collettivo  di  lavoro  dei
     dipendenti  regionali, qualora alla scadenza dell'incarico
     dirigenziale,   anche  in  dipendenza   di   processi   di
     riorganizzazione,  non  intendano,  anche  in  assenza  di
     valutazione    negativa,   confermare    l'incarico    già
     conferito,  conferiscono al dirigente un  altro  incarico,
     anche  di valore economico inferiore. Non si applicano  le
     disposizioni normative o contrattuali più favorevoli.

       12.  L'articolo  16  della legge  regionale  6  febbraio
     2008, n. 1, è abrogato.

       13.  In  armonia con le vigenti disposizioni in  materia
     di   mobilità   nel  pubblico  impiego,  nell'ambito   del
     rapporto   di   lavoro  alle  dipendenze   della   Regione
     siciliana  e degli enti di cui all'articolo 1 della  legge
     regionale   15   maggio  2000,  n.10,  il  personale   con
     qualifica  dirigenziale  e il personale con qualifica  non
     dirigenziale    può    essere   trasferito,    all'interno
     dell'Amministrazione  regionale,  in  sedi  collocate  nel
     territorio  dello  stesso comune  ovvero  a  distanza  non
     superiore  a  cinquanta chilometri  dalla  sede  cui  sono
     adibiti.

       14.  Le  unità operative di base prive di titolare  sono
     affidate  ad interim, per un periodo non superiore  a  tre
     mesi,  senza  alcun incremento retributivo,  al  dirigente
     della  struttura  intermedia in cui l'unità  operativa  di
     base  è  incardinata.  Entro  tale  periodo  il  dirigente
     generale   definisce   le  procedure  per   l'assegnazione
     dell'incarico.

       15.    L'incarico   ad   interim   di   una    struttura
     amministrativa   intermedia  può   essere   conferito   al
     dirigente  di  altra  struttura  intermedia  del  medesimo
     dipartimento.    L'incarico    determina    esclusivamente
     l'attribuzione  della retribuzione di  risultato  riferita
     al  periodo  effettivo di svolgimento dell'incarico  ed  è
     calcolata  sulla  retribuzione  di  posizione   di   parte
     variabile   relativa   alla   pesatura   della   struttura
     ricoperta  ad  interim.  L'incarico  ad  interim  per   le
     strutture  intermedie non deve avere  durata  superiore  a
     tre  mesi ed entro tale periodo devono essere definite  le
     procedure   per  l'assegnazione  dell'incarico.   Non   si
     applicano le disposizioni di legge e contrattuali  vigenti
     più favorevoli.

       16. Il dipartimento regionale della funzione pubblica  e
     del  personale aggiorna il ruolo unico della dirigenza con
     l'individuazione  dei  dirigenti privi  di  incarico.  Nei
     casi  in  cui, a seguito dell'esperimento delle  procedure
     per  il  conferimento  degli  incarichi  dirigenziali  non
     siano  state  presentate istanze, al fine del conferimento
     diretto  degli  incarichi i dirigenti generali  utilizzano
     l'elenco  dei  dirigenti privi di incarico  tenendo  conto
     del  curriculum vitae, delle esperienze maturate  e  degli
     incarichi ricoperti.

       17.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore  della
     presente   legge,  ai  dirigenti  ed  al   personale   con
     qualifica  non dirigenziale dell'Amministrazione regionale
     e  degli  enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
     15   maggio  2000,  n.  10,  che  applicano  il  contratto
     collettivo  di  lavoro  dei  dirigenti  e  dei  dipendenti
     regionali,  per  i  periodi di  assenza  per  malattia  di
     qualunque  durata,  nei primi dieci giorni  di  assenza  è
     corrisposto  il  trattamento  economico  fondamentale  con
     esclusione   di  ogni  indennità  o  emolumento   comunque
     denominati  aventi  carattere fisso e continuativo  nonché
     di  ogni  altro  trattamento accessorio.  Resta  fermo  il
     trattamento  più  favorevole  eventualmente  previsto  dai
     contratti  collettivi  o  dalle  specifiche  normative  di
     settore  per le assenze per malattia dovute ad  infortunio
     sul  lavoro  oppure ricovero ospedaliero o a day  hospital
     nonché  per  le  assenze relative a  patologie  gravi  che
     richiedano   terapie   salvavita.  I  risparmi   derivanti
     dall'applicazione  del presente comma non  possono  essere
     utilizzati  per incrementare i fondi per la contrattazione
     collettiva.

       18.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore  della
     presente   legge,  ai  dirigenti  ed  al   personale   con
     qualifica  non dirigenziale dell'Amministrazione regionale
     e  degli  enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
     15   maggio  2000,  n.  10,  i  permessi  retribuiti   per
     particolari  motivi familiari o personali  spettano  nella
     misura  massima  di  tre giorni per anno  solare.  Non  si
     applicano le disposizioni di legge e contrattuali  vigenti
     più favorevoli.

       19.  Fermi  restando i limiti massimi delle assenze  per
     permessi retribuiti previsti dalla normativa vigente,  nei
     casi   in  cui  la  legge,  i  regolamenti,  il  contratto
     collettivo   o   gli  accordi  sindacali   prevedano   una
     fruizione   alternativa   in   ore   o   in   giorni,   la
     quantificazione  ai fini della fruizione viene  effettuata
     esclusivamente  in ore. Nel caso di fruizione  dell'intera
     giornata  lavorativa, l'incidenza dell'assenza  sul  monte
     ore  a disposizione del dipendente per ciascuna tipologia,
     viene  computata  con  riferimento  all'orario  di  lavoro
     previsto nella giornata di assenza.

       20.  A decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo alla
     data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  il
     trattamento  economico e normativo spettante  in  caso  di
     fruizione  di  congedo parentale è quello previsto  per  i
     dipendenti statali del comparto Ministeri.

       21.  Con  apposito  accordo  quadro  sono  definite   le
     modalità  per  ridurre ulteriormente, entro  il  2015,  il
     contingente  complessivo  dei  distacchi,  aspettative   e
     permessi    sindacali    spettante    nell'Amministrazione
     regionale  e negli enti di cui all'articolo 1 della  legge
     regionale  15  maggio 2000, n. 10 e negli enti  e  società
     che  applicano il contratto collettivo regionale di lavoro
     dei dipendenti regionali, al fine di renderlo omogeneo  ai
     contingenti  spettanti negli altri comparti  del  pubblico
     impiego.  In  caso di mancato accordo, a decorrere  dal  1
     gennaio   2016   i   contingenti  sono  rideterminati   in
     applicazione  della  normativa  statale  e  del  contratto
     collettivo nazionale quadro.

       22.  Nelle more della riforma del Corpo Forestale  della
     Regione  siciliana,  l'indennità mensile  pensionabile  di
     cui  all'articolo  1, comma 7, della  legge  regionale  27
     febbraio  2007,  n.  4  è  corrisposta  esclusivamente  al
     personale   del  comparto  non  dirigenziale   del   Corpo
     Forestale  della Regione di cui all'articolo 41,  allegato
     1,  tabella A,  art. 42, allegato 2, tabella B e art.  43,
     allegato  3  tabella C, del decreto del  Presidente  della
     Regione  Siciliana 20 aprile 2007, emanato  in  attuazione
     dell'articolo  1,  comma  4,  della  legge  regionale   27
     febbraio  2007, n. 4 in servizio presso il Corpo Forestale
     della  Regione siciliana o in posizione di  comando  o  di
     assegnazione    temporanea    presso    il    Dipartimento
     Territoriale   dello  sviluppo  rurale   e   territoriale.
     Dall'entrata in vigore della presente legge sono  abrogate
     tutte   le  disposizioni  di  legge  e  regolamentari   in
     contrasto con la presente disposizione.

       23.  Entro  trenta giorni dall'entrata in  vigore  della
     presente  legge, con decreto del Presidente della Regione,
     su  proposta dell'Assessore regionale per il territorio  e
     l'ambiente,  sono  adottate le  modifiche  al  regolamento
     approvato   con  decreto  del  Presidente  della   Regione
     siciliana  20  aprile  2007, conseguenti  all'applicazione
     dei commi 4 e 22.

       24.  Il comma 9 dell'articolo 6 della legge regionale  9
     maggio  2012,  n.  26, è sostituito dal  seguente:   9.  I
     rinnovi  contrattuali per i bienni 2006/2007  e  2008/2009
     del   personale  dirigenziale  e  quello  per  il  biennio
     2008/2009  del  personale  del comparto  non  dirigenziale
     della  Regione Siciliana e degli enti di cui  all'articolo
     1  della  legge regionale 15 maggio 2000,  n.  10  che  ne
     applicano  i  contratti  non possono  determinare  aumenti
     retributivi    superiori    all'indennità    di    vacanza
     contrattuale già riconosciuta. Nessuna somma aggiuntiva  è
     dovuta  a  titolo di interessi e rivalutazione monetaria .
     Il  comma  1  dell'articolo 19 della  legge  regionale  15
     maggio 2013, n. 9 è abrogato.

       25.  All'articolo 13 comma 4 della legge 15 maggio 2000,
     n.  10,  sono  soppresse le parole:  e confluiscono  nelle
     risorse  destinate  al  trattamento  economico  accessorio
     della dirigenza .

       26.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  il  limite di  tre  incarichi  conferiti
     dall'Amministrazione  regionale o  su  designazione  della
     stessa,  già previsto per i dirigenti dell'Amministrazione
     regionale  dall'articolo 2, comma 5, della legge regionale
     16  dicembre 2008, n. 19, è ridotto a due incarichi  e  si
     applica  anche al personale del comparto non  dirigenziale
     e  al  personale  degli enti di cui all'articolo  1  della
     legge  regionale  15  maggio 2000, n.  10.  Gli  incarichi
     conferiti  anteriormente alla data di  entrata  in  vigore
     della  presente legge continuano ad essere espletati  fino
     alla loro naturale scadenza.

       27.  A  decorrere  dal  1 gennaio  2016  e  sino  al  31
     dicembre  2020,  l'ammontare  complessivo  delle   risorse
     destinate   annualmente  al  trattamento  accessorio   del
     personale,  incluse  le retribuzioni  di  posizione  e  di
     risultato del personale dirigenziale, non può superare  il
     corrispondente  importo  dell'anno  2014  ed  è   comunque
     automaticamente  ridotto  in  misura  proporzionale   alla
     riduzione del personale comunque cessato dal servizio.

       28.  Le  Autorità  di  Gestione dei programmi  regionali
     comunitari  cofinanziati dal FESR e dal FSE  d'intesa  con
     il   Dipartimento   regionale  della   Funzione   Pubblica
     provvedono  ad  attivare un piano  di  formazione  per  il
     personale  dell'Amministrazione regionale  finalizzato  al
     rafforzamento  delle  competenze  nel  settore  dei  fondi
     strutturali,  comunitari e delle politiche di  sviluppo  e
     coesione,  a  valere sulle risorse del FSE.  Il  personale
     così  formato è destinato prioritariamente alle  Unità  di
     monitoraggio e controllo della spesa comunitaria  operanti
     nei Dipartimenti regionali, agli Uffici Competenti per  le
     Operazioni (UCO) che si occupano della gestione dei  fondi
     extraregionali,  e agli Uffici speciali  dell'Autorità  di
     Certificazione e dell'Autorità di Audit.

       29.  Con  decreto  del  Presidente  della  Regione,   su
     proposta  dell'Assessore  della funzione  pubblica  e  del
     personale  oggetto  di  preventiva informativa  sindacale,
     previa   deliberazione   della  Giunta   regionale,   sono
     individuate  le  attività  lavorative  da  garantire   con
     continuità   nell'interesse   dell'utenza   o    per    lo
     svolgimento   di   servizi  strumentali   essenziali   per
     l'intera amministrazione, per le quali deve farsi  ricorso
     alla     programmazione    di    calendari    di    lavoro
     plurisettimanali    e   annuali   nel    rispetto    delle
     disposizioni previste dal vigente contratto collettivo.

       30.   Il   Fondo  per  il  trattamento  accessorio   del
     personale    con   la   qualifica   diversa   da    quella
     dirigenziale,  in  servizio presso gli Uffici  di  diretta
     collaborazione  del  Presidente  della  Regione  e   degli
     Assessori  regionali, per l'esercizio finanziario  2015  è
     ridotto dell'importo di 1.000 migliaia di euro .

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome il  51,  il
  52  e il 53, sono articoli di grande aspettativa, sarebbe opportuno
  che, per la chiarezza e la trasparenza, il nostro assessore, in  un
  intervento tipico, ci spiegasse, magari in sintesi, la volontà e la
  filosofia di questi articoli.

   PRESIDENTE.  Ho  compreso  la  richiesta  dell'onorevole   Ragusa.
  Siccome  si  tratta di pubblico impiego, è corretto  e  giusto  che
  l'assessore  Leotta,  se lo vuole può illustrare,  in  sintesi,  la
  manovra  complessiva  e  gli obiettivi che si  tendono  con  questi
  articoli.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Si tratta di una disposizione del disegno di legge molto articolata
  e  che  affronta  vari problemi. Il primo è quello della  riduzione
  degli organici del personale dell'amministrazione regionale, che  è
  quello  fondamentale,  che è stato distribuito  nell'arco  dei  sei
  anni, includendo anche l'anno 2015,  dal 2015/2020.
   Prevede una riduzione della pianta organica dei dirigenti, pari al
  numero  dei soggetti dei quali viene agevolata, con le disposizione
  in  materia  pensionistica,  la fuoriuscita  e  una  riduzione  del
  personale  del  comparto, pari al 50 per  cento  dei  soggetti  che
  aderiscono   alle   procedure  agevolate  di  fuoriuscita,   sempre
  nell'arco del periodo 2015/2020.
   L'articolo  comprende, poi, tutta una serie di norme di  carattere
  più squisitamente connesse allo status dei soggetti, dei lavoratori
  regionali,  riguardanti, in particolare, i permessi, le assenze,  i
  congedi e i distacchi e le aspettative per motivi sindacali.
   Una  rivisitazione  della indennità dei soggetti  appartenenti  al
  Corpo  forestale  della Regione, al comparto non  dirigenziale  del
  Corpo  forestale della Regione, riservando la speciale indennità  a
  coloro  che  si  trovano  in  servizio presso  il  Corpo  forestale
  regionale   o  in  posizione  di  comando  presso  il  Dipartimento
  regionale  dello  sviluppo  rurale  e  territoriale.  Alcune  norme
  riguardano,    poi,    il   limite   degli   incarichi    conferiti
  dall'Amministrazione regionale che viene ridotto da 3  a  2;  viene
  affrontato  anche  il  problema  della  formazione  del   personale
  regionale per quanto riguarda la gestione delle risorse comunitarie
  e,  quindi, la necessità di rafforzare le competenze del  personale
  nel settore della gestione dei Fondi comunitari.
   Infine,  una  delle ultime disposizioni riguarda la  necessità  di
  programmare,  in  maniera  particolare,  i  calendari   di   lavori
  plurisettimanali annuali di particolari categorie di  lavoratori  e
  questo per garantire la funzionalità di particolari servizi.
   Per il resto ritengo che ci sia poco da aggiungere anche perché si
  tratta di una disposizione di un articolato che, nel suo complesso,
  è molto minuzioso e va esaminato comma per comma.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento soppressivo 51.15,  a  firma
  dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 51.18 I parte, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono assorbiti  gli emendamenti 51.9 e 51.17.
   Si  passa all'emendamento 51.18 II parte, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 51.18 III parte, del Governo.  Il parere
  della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  51.5  è  inammissibile,  perché  comporta  maggiori
  oneri.
   Si  passa all'emendamento 51.18 IV parte, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 51.3, a firma degli onorevoli Cracolici e
  Gucciardi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   l'emendamento   51.3   assieme
  all'emendamento
   Signor Presidente, temo che manchi un emendamento che era connesso
  al 51.3. Spiego qual è il senso così ci capiamo.
   Questo  emendamento, sostanzialmente, vorrei  che  l'Assessore  mi
  ascoltasse perché è un tema delicato che ha suscitato tanto clamore
  sui  giornali.   Come è noto la I Commissione, che  ho  l'onore  di
  presiedere, ha approvato un emendamento  - e devo dire che è  stato
  approvato  in  Commissione all'unanimità -  che  prevedeva  che  la
  Regione  nell'ambito  del turnover connesso ai prepensionamenti  di
  cui  al  successivo  articolo  54, consentisse  la  possibilità  di
  sostituire  una  parte  del turnover bandendo  nuovi  concorsi,  in
  particolare,  per  figure  di funzionari di  comparto  laureati  in
  discipline giuridiche ed in discipline economiche.
   Invito  l'Assessore ad ascoltarmi, considerato che poi dovrà  dare
  un parere.
   Ciò   nasce  dal  fatto che è consapevolezza diffusa  che   questa
  Amministrazione  tanto  più  che sarà  interessata  a  processi  di
  fuoriuscita massicci a seguito delle norme che approveremo da qui a
  qualche   ora,  avrà  una  fuoriuscita  soprattutto  delle   figure
  professionalmente   più   strutturate.   Ma   già,   oggi,   questa
  Amministrazione ha dei buchi molto seri soprattutto in settori come
  quello  che  ho  appena citato su materie dove c'è bisogno  di  una
  particolare competenza giuridica e quelli in cui c'è bisogno di una
  particolare competenza economica.
   La  dico  in  una  battuta: bisogna in qualche  modo  formare  dei
  funzionari  a  saper  scrivere un decreto ed a saper  costruire  un
  impegno finanziario. La dico così e quando dico  scrivere   non  lo
  dico  a  caso,  visto anche che comincia ad esserci una  pericolosa
  china  di  questa  Amministrazione che,  praticamente,  rischia  di
  perdere tutti i contenziosi davanti al TAR, spesso, per complessità
  di scrittura dei decreti stessi.
   Ma  detto  ciò, mi rendo conto che, in un momento così  complesso,
  come quello che stiamo avviando di fatto, un accompagnamento ed una
  fuoriuscita  importante  per alleggerire  gli  organici  di  questa
  Regione, certo appare, agli occhi di chi non conosce la vita  reale
  di    questa    Amministrazione,   illogico    che    si    avviino
  contemporaneamente nuovi concorsi.
   Ribadisco concorsi, una parola che, negli ultimi 15 anni,  almeno,
  è  stata abrogata dal linguaggio delle leggi di questa Regione. Non
  facciamo più concorsi, credo l'ultimo sia stato nel 2000.
   Da  questo punto di vista, questo emendamento si limita a dire che
  la  cancellazione  dalla  dotazione organica  per  le  persone  che
  andranno  via  per pensionamento non sarà al 100  per  cento  come,
  invece,  è  contenuto nel testo, ma sarà al 90 per cento, lasciando
  un  10  per  cento  per consentire all'Amministrazione  di  bandire
  concorsi,  ripeto,  in  una disciplina specifica,  che  consenta  a
  questa  Amministrazione  di  formare i quadri  del  futuro,  perché
  questa Regione si potrà criticare, si potrà giudicare negativa  per
  ciò  che ha fatto, ma una cosa non possiamo consentire, che  questa
  Amministrazione non abbia più una burocrazia in grado di  garantire
  la continuità amministrativa e gestionale.
   Ecco perché questo emendamento, ripeto, non trovo l'altro che  era
  connesso  al  51.3,  ma  glielo posso dare; è  quello  che  prevede
  l'attivazione delle procedure concorsuali per il 10 per  cento  del
  personale, nel numero del 10 per cento del personale che  andrà  in
  pensione.

   PRESIDENTE. Lo può scrivere complessivamente?
   CARCOLICI. Glielo sto consegnando.

   LEOTTA, assessore per le autonomie locali e  la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA, assessore per le autonomie locali e  la funzione pubblica.
  Onorevole  Cracolici  e  lo chiedo anche  a  chi  ha  materialmente
  predisposto la raccolta degli emendamenti. Il 51.3 si riferisce  al
  comma  5. Il comma 5 riguarda il Corpo forestale regionale, quindi,
  ci dobbiamo intendere se ci riferiamo al Corpo forestale regionale,
  al personale regionale del comparto

   CRACOLICI. Al personale regionale del comparto.

   LEOTTA, assessore per le autonomie locali e  la funzione pubblica.
  Perfetto  Detto ciò, con riferimento al comparto il Governo non può
  che  condividere le preoccupazioni dell'onorevole Cracolici  perché
  la  burocrazia  regionale necessita di un'iniezione di  competenze,
  senza  le  quali  non  si va da nessuna parte. Quindi,  il  Governo
  condivide  la  proposta  dell'onorevole  Cracolici  di  bandire   i
  concorsi per figure particolari di dipendenti regionali in grado di
  rimpolpare le competenze dell'ente Regione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Dal punto di  vista  personale
  condivido, come ha detto l'assessore Leotta, la posizione, infatti,
  ero  stato  uno  dei  primi a proporre di  fare  dei  concorsi.  La
  problematica è che noi stiamo andando avanti per evitare successive
  impugnative nella verifica con gli organi del Governo centrale  che
  dovranno, poi, esaminare questa legge.
   Se  vedete,  non  casualmente, nel comma si fa riferimento  a  due
  periodi  diversi.  Uno è il 2015/2016, poi c'è un secondo  periodo.
  Abbiamo  verificato  questa  norma con  gli  affari  regionali,  la
  Ragioneria generale ed il Ministero del lavoro e quello che  ci  si
  dice  è  che  nel  periodo 2015/2016 essendo, comunque,  aperta  la
  finestra  della  pre Fornero non ci sono problemi  nelle  cose  che
  vedremo dopo, di prepensionamenti, salvo il fatto di non fare nuove
  assunzioni.
   Nella seconda finestra che è 2017/2020 che abbiamo messo di questo
  tipo  perché,  in qualche modo, trasliamo il periodo della  Fornero
  che  è  cinque anni, che finora non abbiamo utilizzato,  c'è  stato
  detto  che  ci  sono  un  po'  più di  problemi.  Ad  oggi,  stante
  l'impianto normativo attuale sarebbe impugnata, però, siccome anche
  a  livello  nazionale  si  sta pensando di  allungare  la  finestra
  prepensionamenti,  comunque,  abbiamo  deciso   di   metterla,   in
  quest'ambito  abbiamo  previsto il 50 per cento  di  rimpiazzi  nel
  comparto pensando anche alla stabilizzazione dei precari.
   Inserendo  le assunzioni, possiamo inserirle in maniera chirurgica
  tenendole  separate  in  modo  che se impugnano  questo  pezzo  non
  impugnano tutto il comma. Io non ho problemi a inserire il  90  per
  cento,  quello  che  chiedo è, se vogliamo  scriverlo,  di  evitare
  l'impugnativa di tutto.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Vorrei replicare brevemente al discorso dell'impugnativa.
   PRESIDENTE.  Vediamo  se  possiamo, in  qualche  modo,  concordare
  l'emendamento. Prego Assessore, può intervenire.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Solo  per  uscire da un equivoco di fondo. La Regione siciliana  ha
  competenza  esclusiva in materia di personale.  Mi  sono  posto  il
  problema,  da  qualche mese a questa parte,  se  la  competenza  in
  materia di pensioni, che è la preoccupazione dell'assessore Baccei,
  rientrasse  nella  competenza  esclusiva  ovvero  rientrasse  nella
  competenza concorrente in materia previdenziale.
   Ho  fatto  una ricerca abbastanza accurata sull'argomento  e  sono
  arrivato  alla  conclusione, sulla base  di  sentenza  della  Corte
  Costituzionale,  la prima delle quali è stata redatta  nel  1970  o
  1971   dal   Consigliere  della  Corte  Costituzionale,  Costantino
  Mortati, che non è una persona qualsiasi ma uno dei padri fondatori
  della Repubblica. In questa sentenza si diceva a chiare lettere che
  la  competenza  della  Regione siciliana  in  materia  di  pensioni
  rientra nella competenza esclusiva, perché rientra nella competenza
  in  materia  di personale, posto che la Regione gestisce  anche  le
  proprie pensioni.
   Questo  orientamento  della Corte è stato ribadito  da  tutta  una
  serie di sentenze successive.
  Dico  ciò  a  scanso  di equivoci, per intenderci  su  cosa  stiamo
  parlando e quali sono i poteri che ha il  legislatore regionale  in
  materia  di  impiego  dei propri dipendenti  e,  quindi,  anche  in
  materia di pensioni.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  riguardo    all'intervento    del    collega    Cracolici,    siamo
  particolarmente  contenti che qualche esponente della  maggioranza,
  quindi, del PD, finalmente, si renda conto della situazione che c'è
  all'interno  della Regione siciliana e per questo siamo  favorevoli
  perché è giusto iniziare a fare dei concorsi e, come è stato detto,
  fare questa iniezione di gente preparata all'interno della Pubblica
  Amministrazione.
   Però,  bisogna  anche prendere atto del perché  si  è  arrivati  a
  questo  punto,  perché  è  inutile, oggi, farsi  belli,  dicendo  o
  proponendo  una  norma condivisa e condivisibile e che,  però,  non
  hanno sbagliato gli uffici perché la norma bocciata era stata messa
  tra  gli aggiuntivi. Però, riprendiamola, ridiscutiamola perché gli
  aggiuntivi, non vedo perché, qualche aggiuntivo di qualche  collega
  possa essere ripreso e qualcun altro no.
   Però, ripeto, è una norma condivisa e condivisibile e che cerca di
  trovare  una soluzione a coloro i quali negli ultimi 20 anni  hanno
  inserito con norme, cooperative, LSU, precari, bacini che, ad oggi,
  agli  occhi  di  tutti  sono  una clientela  e  sono   quelli  che,
  attualmente,   anche  in  qualche  comune,  sostengono   l'attività
  amministrativa anche se non gli compete.
   Quindi,  siamo contenti che finalmente, forse, si stia facendo  un
  passo  indietro, però, pongo  un problema all'assessore Baccei  che
  sta parlando con gli uffici: questa norma non prevede un impegno di
  spesa?  Perché  se  da  una  parte  con  il  prepensionamento   che
  tratteremo  dopo,  comunque, stiamo cercando di  snellire  per  far
  risparmiare  l'Amministrazione,  non  vorrei  che  per  aprire   un
  concorso  sia  necessario un impegno di  spesa  e,   allora,  sugli
  impegni di spesa, presidente Ardizzone,  le chiedo di verificare se
  così  è  e  se  così fosse, allora, anche questo   dovrebbe  essere
  accantonato perché, all'articolo 6, quando si parlava, ad  esempio,
  di trovare le risorse per Comiso allora, si è accantonato perché si
  diceva che non era possibile.
   Allora,  chiedo cortesemente che  si trovi un metodo per tutte  le
  cose  virtuose in questa Finanziaria, molto poche, ma  per  fortuna
  qualche collega le ha presentate, e che si usi lo stesso metro  per
  analizzare gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciaccio, questo faceva parte del  fascicolo
  non  era tra gli aggiuntivi e abbiamo detto di specificarlo  tant'è
  che l'onorevole Cracolici ha correttamente ed onestamente detto che
  occorreva  fare  un'aggiunta ma per un  discorso  di  trascrizione,
  infatti era nel fascicolo non  era tra gli aggiuntivi.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.49 è ripresa alle ore 14.55)

   La seduta è ripresa.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  sicuramente,  una  seria  azione  di
  armonizzazione  e di efficientamento della Pubblica Amministrazione
  che  comporta, quindi, economie di bilancio, va fatta. Non si  può,
  però, tagliare tutto col presupposto di riorganizzare.
   L'articolo 51 prevede anche la riduzione dell'organico  del  Corpo
  forestale della Regione siciliana.
   Dico  che  non  si può tagliare tutto per tagliare, perché  non  è
  stata fatta, a monte, una verifica sull'effettiva consistenza delle
  figure del Corpo forestale.
   Ed  allora,  quando  si  parla di armonizzazione  bisogna  capire,
  siccome è possibile anche la mobilità fra gli enti e, poiché  vi  è
  tanto    personale    nelle   amministrazioni    periferiche,    ma
  amministrativo,   dirigenti,  eccetera,  questo   potrebbe   essere
  trasferito   presso  l'Amministrazione  centrale   e   tanti   sono
  all'interno del Corpo forestale.
   Nella  provincia di Messina, ma anche in altre province, vi  posso
  assicurare che l'organico è di 58 persone. Ora, in una Regione come
  la nostra che ha 5 parchi, 70 riserve, 271.000 ettari di territorio
  protetto, non è possibile che vi possa essere un'ampia riduzione.
   Allora,  questa  riduzione comporterà che avremo  altro  personale
  amministrativo, con l'aggravante che la Regione, oggi,  l'onorevole
  Cracolici ha presentato un emendamento e, prendiamo atto che,   nel
  tempo, la Pubblica Amministrazione non è stata formata.
   Questa  è  una grande pecca della Regione che non ha provveduto  a
  formare adeguatamente il personale.
   Ed  allora, se effettivamente, si vuole procedere in questo senso,
  cominciamo  a  razionalizzare ed a vedere  dove  c'è  personale  in
  esubero,    soprattutto   quel   personale   che   si   risparmierà
  dall'abolizione delle Province. Cominciamo a formare il personale e
  questo  per  una  parte,  però, non tagliamo  laddove  non  c'è  da
  tagliare,  perché da una lato stiamo tagliando il Corpo  forestale,
  dall'altro lato stiamo, invece, dicendo che c'è necessità di alcune
  figure amministrative.
   Vi prego, pertanto, prima di tagliare, laddove non si può e non  è
  possibile,  perché lasceremo i territori allo sbando, di  eliminare
  la  parte  in cui si prevede la riduzione dell'organico  del  Corpo
  forestale.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, intervengo per comunicare  il  pieno
  sostegno  del  Gruppo  parlamentare del  PDR  all'emendamento  51.3
  proposto  dagli  onorevoli  Cracolici e  Gucciardi,  relativo  alla
  possibilità,  finalmente,  in  questa  Regione,  di  fare  concorsi
  pubblici,  anche  se  nella misura ridotta del  10  per  cento  dei
  pensionamenti,  usando  il merito come metodo,  dando  risposta  ai
  tanti  giovani  che, purtroppo, non credono più nella  Regione,  ma
  credono  che  ci  sia  una Regione blindata,  in  cui  non  c'è  la
  possibilità di fare concorsi.  Ecco, questa prospettiva,  sia  pure
  limitata, ovviamente, nelle ristrettezze economiche, credo apra uno
  spiraglio  nuovo su questo Governo, su una politica  del  fare  che
  auspichiamo da troppo tempo e per troppo tempo abbiamo visto invece
  ingessata   dalle   mille   leggi   e   leggine   che   impediscono
  effettivamente   al   Governo  di  portare  avanti   una   politica
  occupazionale seria.
   Ovviamente,  nessun  dirigente,  tutti  quadri  direttivi,   gente
  laureata  in  economia e commercio, in giurisprudenza, laureate  in
  lingue  possibilmente  in base alle esigenze  della  Regione  -  ci
  mancherebbe   altro  -  però,  ovviamente,  concorsi   di   qualità
  finalmente.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  potere
  evidenziare al Governo e in particolare all'Assessore Leotta -  che
  poco  fa  ho  sentito esprimere un parere di qualità  e  quindi  di
  apprezzamento  anche  su recenti decisioni  della  Consulta,  della
  Corte   -   che  in  materia  di  acquisizione  di  nuovi   profili
  professionali  questa Regione non ha un ufficio stampa  coperto  da
  giornalisti regolarmente iscritti all'Albo.
   Il   sottoscritto,  assieme  ad  altri  colleghi  di   tutti   gli
  schieramenti  politici,  ha  presentato  lo  scorso  anno,   signor
  Presidente,  un disegno di legge finalizzato a consentire  all'Ente
  Regione  di potere affidare la comunicazione non alla buona volontà
  dello  stesso Presidente Crocetta - che mi risulta sedersi  davanti
  al  computer  e  stilare comunicati stampa o ai suoi collaboratori,
  con  tutto  il  rispetto  per i collaboratori   -  ma  affidare  la
  comunicazione,  che  è un tema serio per la  democrazia  e  per  la
  responsabilità  che  attiene  alla  stessa  funzione,   a   chi   è
  qualificato a farlo.
   E  allora,  qualora l'emendamento dovesse mantenere l'impostazione
  originaria,  come è stata illustrata dal collega Cracolici,  io  le
  figure  giuridiche ed economiche le porrei con un  sub  emendamento
  che,  comunque, ho già presentato agli uffici della Presidenza,  di
  inserire    operatori   dell'informazione   regolarmente   iscritti
  all'Ordine.
   Se,  invece, la definizione dovesse restare generica, in quel caso
  si  evidenzierà  l'esigenza di dover dotare gli  Assessorati  della
  Regione,  almeno  ogni  Assessorato  di  un  giornalista,   ammesso
  attraverso  concorso  pubblico per titoli e  per  esami  se  lo  si
  riterrà,  perché  noi abbiamo il dovere di allinearci  a  tutte  le
  altre Regioni d'Italia.
   Solo per un esempio e concludo: la Regione Lazio ha 32 giornalisti
  preposti  alla  direzione degli uffici stampa  della  Presidenza  e
  degli altri rami dell'Amministrazione.
   Credo che in questo senso noi abbiamo il dovere di obbedire ad una
  logica che è anche una logica di trasparenza.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati una serie di
  sub emendamenti, uno è stato illustrato poc'anzi.
   Sono  tutti  di  importanza notevole per  il  funzionamento  della
  Regione siciliana, a maggior ragione questo della comunicazione.
   Se siamo d'accordo, perché altri riguardano altre categorie, ci si
  è sforzati di presentare un emendamento di riscrittura di carattere
  generale  che  così  recita:  L'Amministrazione  regionale,  previa
  verifica  delle proprie esigenze funzionali, a decorrere  dall'anno
  2016  è autorizzato a bandire concorsi pubblici per il reclutamento
  di figure professionali munite di diploma di laurea specialistica o
  magistrale  nei limiti del 10 per cento dei soggetti  collegati  in
  quiescenza per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 54. .
   Onorevole Cracolici, le faccio un ragionamento alla luce del  solo
  perché  sono  state poste delle questioni oggettive  di  interesse.
  Questa  norma  che  è  stata  scritta è  chiaramente  di  carattere
  generale. Ce n'è una specifica , ci sono più specifiche. Ce n'è una
  presentata dagli onorevoli Musumeci, Ioppolo, Assenza, Cordaro,  Di
  Giacinto, cioè di tutti i Gruppi, sostanzialmente, che va specifico
  riferimento ad un'esigenza che è quella degli uffici stampa. Se noi
  la lasciamo  .

   DI  GIACINTO,  vicepresidente della Commissione. Ne ho  presentato
  uno che non entra nel merito.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, va bene, e qual è il  problema.
  Sì,  però,  è  sempre dello    stesso contenuto. Se, però  entriamo
  nello  specifico.. in ragione delle concrete esigenze delle  piante
  organiche,   è  chiaro   Ma  è  scritto  in  quello  dell'onorevole
  Cracolici

   DI  GIACINTO,  vicepresidente della Commissione.  Noi  non  è  che
  possiamo decidere di assumere.

   PRESIDENTE.  E rimangono fuori proprio quelli dell'ufficio  stampa
  perché praticamente possono non avere la laurea perché fanno  parte
  di  un  albo.   Mi  rivolgo all'onorevole  Cracolici  che  pure  ha
  contribuito  ed  ha  sollevato la questione. Quello  che  sosteneva
  l'onorevole  Di Giacinto è già incluso in questo perché giustamente
  dice  nell'ambito della pianta organica .
   Allora,  lo  rileggo  io per tutti:  L'Amministrazione  regionale,
  previa  verifica  delle  proprie esigenze funzionali,  a  decorrere
  dall'anno  2016  è autorizzata a bandire concorsi pubblici  per  il
  reclutamento di figure professionali,  munite di diploma di  laurea
  specialistica o magistrale nei limiti del 10 per cento dei soggetti
  collocati  in  quiescenza  per effetto delle  disposizioni  di  cui
  all'articolo   54,  ivi  inclusi  gli  operatori  dell'informazione
  professionale per la comunicazione istituzionale. .

   CRACOLICI. Va bene.

   PRESIDENTE. Intanto lo riscriviamo così lo distribuisco basta  che
  non apriamo discussione.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo   per
  chiarire  l'esigenza  della modifica che lei  ha  appena  assorbito
  nella  definizione  che dovrebbe essere quella conclusiva.  Si  può
  essere  giornalisti  professionisti  anche  senza  il  possesso  di
  diploma  di laurea, quindi, se noi specifichiamo per gli  operatori
  dell'informazione  senza  il richiamo alla  laurea,  io  credo  che
  facciamo salvo alla partecipazione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   proprio
  rapidissimamente.
   Siccome  il personale dell'Assemblea, rispetto all'Ufficio Stampa,
  in realtà è tutto in pensione, se si potesse fare riferimento anche
  all'Assemblea  oltre  che alla Regione perché sarebbe  un  servizio
  importante quello legato all'informazione.

   PRESIDENTE. Lo farà all'esterno, ma non facciamo questa confusione
  fra Assemblea.

   FIGUCCIA.  Io  non ho cose a tutela di una parte  o  di  un'altra,
  anzi, assolutamente, se si potesse fare riferimento.

   PRESIDENTE. Si, l'ho compreso.
   Bene.
   Ricordo che l'Assemblea è un ente autarchico.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  secondo    me
  l'articolo  così  come  è scritto non sarà di  facile  applicazione
  perché noi facciamo le leggi e, poi, i dirigenti, devono poter fare
  i  bandi;  siccome,  il  termine  operatore dell'informazione   non
  risolve  il  problema  come  diceva l'onorevole  Musumeci,  bisogna
  inserire    operatori  d'informazione  inscritto   all'ordine   dei
  giornalisti  perché se no il tema della laurea di cui al  capoverso
  precedente ritorna sul tema dell'operatore dell'informazione.
   Se,  invece,  noi mettiamo  inscritto all'ordine dei  giornalisti
  allora,  di  fatto, dai la serenità al dirigente che deve  fare  il
  bando, poi, di più.

   PRESIDENTE. Allora  dell'informazione  può essere pure il  tecnico
  audio.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  me  dispiace
  tornare sull'argomento.
   La  precisazione  dell'onorevole Cimino non è assolutamente  fuori
  luogo   ma  nel  sub-emendamento  è  specificato   informazione   e
  professionale  però può anche essere un laureato in  scienze  delle
  comunicazioni  operatore  della  comunicazione,  quindi,  è  meglio
  precisare    regolarmente  inscritto  all'ordine  dei   giornalisti
  professionisti ,   così  abbiamo  evitato  e  eviteremo   qualunque
  possibile  dubbio  nella  interpretazione  nel   momento   in   cui
  bisognerà redigere il relativo bando di concorso; l'importante  che
  lo svincoliamo dal requisito del diploma di laurea.

   PRESIDENTE. Scusate lo posso leggere io?
   Ne do  lettura e lo diamo per distribuito se siamo d'accordo:
   L'Amministrazione   regionale,  previa  verifica   delle   proprie
  esigenze  funzionali, a decorrere dall'anno 2016  è  autorizzata  a
  bandire   concorsi   pubblici  per  il   reclutamento   di   figure
  professionali, munite di diploma di laurea specialistico-magistrale
  nei limiti del 10% dei soggetti collocati in quiescenza per effetto
  delle  disposizioni di cui all'articolo 54, inclusi  gli  operatori
  dell'informazione professionale e della comunicazione istituzionale
  iscritti nell'ordine professionale dei giornalisti.

   MUSUMECI. Può essere iscritto senza laurea.

   PRESIDENTE.  E  difatti, a maggior ragione l'abbiamo  specificato:
   inscritti all'ordine dei giornalisti professionisti .
   Mi   scusi,  così  rimane  agli  atti  ai  fini  delle  difficoltà
  interpretative che evidenziava l'onorevole Cimino.
   Se abbiamo voluto specificare la categoria dei giornalisti proprio
  per  evitare la disquisizione sul possesso della laurea o  meno  in
  ordine a questa categoria.
   L'abbiamo specificato. L'importante è che siano iscritti nell'albo
  dei giornalisti.
   Possono   o   non   possono  avere  la  laurea.  E'  indifferente,
  l'importante   è  che  siano  iscritti  all'albo  dei   giornalisti
  professionisti, senza differenza fra pubblicisti e professionisti.
    Lo pongo in votazione. Il parere del governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 51.3 è da  leggersi  così:  al
  comma 4, sostituire le parole  in numero pari  con  90 per cento

   Pongo in votazione l'emendamento 51.3.
   Il parere del governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 51.10.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor presidente, colleghi, questo comma aggiuntivo, basta
  leggerlo,  è  abbastanza descrittivo, parla  dei  provvedimenti  di
  riorganizzazione  delle piante organiche. Sono  dei  provvedimenti,
  approvati  dai  consigli di amministrazione,  di  enti,  aziende  e
  istituti, sottoposti alla vigilanza e tutela della Regione.
   Cosa significa? Significa che questo articolo 3 della legge 2  del
  '78,  una  legge  regionale, dice che questi atti  deliberativi  di
  questi   organi  periferici  che  operano  sul  territorio,  quando
  riguardano   le   piante   organiche,   devono   essere   approvati
  successivamente,  dall'assessorato al ramo  o,  addirittura,  della
  giunta.
   Vi  chiederete  ma perché andare a ribadire il concetto e la norma
  già stabilita?  Perché in Sicilia succede, come ad esempio nel caso
  della  CRIAS che siamo balzati agli onori della cronaca, ma non  da
  oggi, sono anni che se ne parla, per il fatto che abbiamo cinquanta
  dirigenti  su  ottantasette dipendenti.  Un  caso  unico  in  tutta
  Italia.
   Più  volte  ho  avuto modo di vedere le lettere scambiate  tra  la
  CRIAS e l'assessorato alle attività produttive in cui, chiaramente,
  l'assessorato  alle attività produttive dice di  revocare  che  non
  sono  efficaci  queste  delibere del consiglio  di  amministrazione
  eppure  ad oggi la pianta organica vigente è quella di 50 dirigenti
  su  87  dipendenti. Per cui chiedo all'Assemblea di  votare  questo
  emendamento  che  ci riporterebbe alla normalità e  che  tutti  gli
  assessori  vadano  a controllare queste delibere  dei  consigli  di
  amministrazione dei vari enti, aziende ed istituti sottoposti  alla
  vigilanza e tutela dell'amministrazione perché se da una parte  gli
  assessorati  collaborano e aiutano questi enti,  dall'altra  devono
  anche  vigilare. Penso che non ci sia nulla in contrario  a  questa
  posizione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è  un  51.20 del Governo, che prevede la soppressione del  comma
  10.    Lo   pongo   in  votazione.  Col  parere  favorevole   della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al 51.19 del Governo che sostituisce i commi 17 e 18.  Lo
  pongo in votazione. Col parere favorevole della Commissione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 51.11 dell'onorevole Falcone. Precluso.
   Abbiamo il 51.12, soppressivo. Il 51.6 soppressivo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Presidente, intervengo per evitare che in una azione  di
  riordino   e  di  armonizzazione  che  stiamo  cercando   di   fare
  all'interno  della  pubblica  amministrazione,  evitiamo  anche  di
  aggravare piuttosto che di snellire. Se passasse questo articolato,
  il comma 22, potremmo essere esposti ad un rischio ricorsi.
   Noi  con  grande  pacatezza,  ma  con  altrettanta  determinazione
  chiediamo  che  venga votato questo emendamento soppressivo  perché
  riguarda  il  corpo  forestale ma evita che  dipendenti  che  hanno
  acquisito  un  diritto  soggettivo negli  anni,  possano  vederselo
  sottratto e quindi successivamente ricorrere dinanzi alle  autorità
  giudiziarie  ma  addirittura  corre il  rischio  che  questo  comma
  venisse  impugnato anche dal consiglio dei ministri  a  seguito  di
  proposta dell'ufficio delle regione del controllo sulle leggi delle
  regioni.
   Per  cui,  noi  chiediamo che venga votato,  chiediamo  il  parere
  favorevole anche al governo sul nostro emendamento soppressivo  per
  poter  andare avanti nel prosieguo di questa attività e  di  questa
  azione di riordino della pubblica amministrazione regionale.

   PRESIDENTE. In effetti, assessore, il problema si potrebbe  porre,
  si è enfatizzata un po' troppo questa vicenda.

   ALLORO. Chiedo di aprlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Io  Presidente  ritengo che  la  proposta  dell'onorevole
  Falcone  mi veda assolutamente concorde  anche perché noi rischiamo
  non  solo  contenziosi  con i dipendenti del  corpo  forestale.  Si
  tratta  di  indennità  che sono di natura  stipendiale  rispetto  a
  soggetti  che  hanno vinto dei concorsi e all'atto  dell'assunzione
  avevano  già  queste indennità nello stipendio.  Quindi  penso  che
  bisognerebbe andare cauti.
   C'è  in  atto l'idea di riformare il Corpo forestale ed in  quella
  sede secondo me sarebbe più opportuno andare a fare un ragionamento
  di  questo tipo. Quindi chiedo all'Assessore Baccei di volere avere
  un'attenzione particolare a questo argomento.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  per
  tornare su quanto affermato dal collega Falcone che condividiamo in
  pieno  tant'è  che  come  gruppo del Nuovo  Centro  Destra  avevamo
  presentato  identico emendamento soppressivo che  poi  è  il  51.6,
  quindi voglio dire, sosteniamo l'emendamento a firma dell'onorevole
  Falcone, di analogo contenuto di quello presentato da noi.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella condivisione
  della soppressione del comma 22 che riguarda i componenti del Corpo
  forestale,  anche coloro che non sono Corpo forestale, trattasi  di
  indennità  pensionabile, ma riguarda soprattutto il  personale  che
  oggi  si  occupa dell'avviamento dei lavoratori forestali.  Qualora
  dovessimo  recedere  da  questa prospettiva mancherebbe  un  anello
  importante nell'avviamento degli operai forestali per cui  operiamo
  per la soppressione, tutto rimane com'era prima.

   PRESIDENTE.  In  termini  positivi  per  quello  che  ha  spiegato
  l'onorevole Falcone.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assolutamente
  d'accordo  anch'io  per  la soppressione dell'articolo  22   perché
  sarebbe  tra  l'altro una disparità rispetto alla norma  nazionale,
  quindi la permanenza di questa norma è opportuna nonché idonea.

   PRESIDENTE. Parere del Governo?

   BACCEI,   Assessore  regionale  per  l'economia.   Ci   rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   DI   GIACINTO,   Vice   Presidente  della  Commissione   bilancio.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole della Commissione, il Governo si
  è  rimesso all'Aula, lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Vengono assorbiti gli emendamenti 5.4, 5.16. Si  passa
  all'emendamento 5.13.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  dire  che l'emendamento 51.13 è consequenziale al 51.12 e al  51.6,
  nel  senso  che,  cadendo il comma 22 non deve essere  disciplinato
  nulla, quindi il comma 23 viene meno.

   PRESIDENTE. Formalmente lo dobbiamo porre in votazione

   FALCONE.  Signor Presidente, mi permetto di dire,  magari  con  la
  Segreteria generale lo leggiamo bene. Siccome ci sono i commi  4  e
  22 oppure lo riformuliamo e diciamo  va tolto solo il comma 22.

   PRESIDENTE. In sede di coordinamento lo verifichiamo.

   FALCONE. La parola  e 22

   PRESIDENTE.  Quindi non è in votazione, in sede  di  coordinamento
  formale, perché dal 23 viene cancellato il riferimento  in sede  di
  coordinamento quando riscriviamo viene già cancellato di  fatto  il
  comma  22. Non rimane, viene cancellato in automatico e resta tutto
  il resto.
   Si passa all'emendamento 51.15 nel senso che è soppresso anche qui
  il comma 22 in una sorta di coordinamento tecnico formale. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  E'  di  identico  contenuto  quello  a  firma   degli
  onorevoli Oddo e Di Giacinto.
   Si passa all'emendamento 51.2 a firma degli onorevoli Cracolici  e
  Gucciardi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Assume la Presidenza il vicepresidente Venturino

   CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, io questo emendamento  l'ho
  presentato  perché la Commissione è stata sede di  audizioni  e  di
  incontro  anche  con  le  organizzazioni sindacali  dei  dipendenti
  regionali. In quella sede una ipotesi sulla quale, consentitemi  di
  dire, personalmente ho cercato di favorire il recupero di un'intesa
  tra  le  organizzazioni  sindacali e il Governo  -  questo  dialogo
  doveva  essere,  in  qualche  modo,  ricondotto  alla  sua  normale
  dialettica ma con l'obiettivo di costruire una sintesi (scusate  se
  mi ascoltate un attimo è una cosa che credo interessi tutta l'Aula)
  era  quello di favorire, attraverso i prepensionamenti  di  cui  al
  successivo  articolo 54, con i risparmi connessi a quelle  attività
  di prepensionamento, il rinnovo dei contratti scaduti da molti anni
  sia per il personale di comparto che per quello della dirigenza.
   Dico  subito che per un refuso, Segretario generale, c'è un errore
  nell'emendamento  che al personale di comparto  si  fa  riferimento
  solo  al  contratto  2008 e 2009 e non anche 2010,  2011  che  sono
  bloccati dalla legge dello Stato.
   In   Sicilia  i  nostri  contratti  hanno  un  blocco  antecedente
  addirittura a quello dello Stato. La mia proposta, che mi  permetto
  di  sottolineare  e  di  proporre anche al Governo  e  di  farla  -
  consentitemi  di dire - unilateralmente rispetto al rapporto  anche
  con   le   organizzazioni  sindacali,  è  quella  che  con   questa
  finanziaria  che  avvia  la riforma del sistema  pensionistico  dei
  dipendenti  regionali,  io  credo  che  sia  una  cosa  seria   se,
  contemporaneamente,  diciamo  pure  ai  dipendenti  regionali  che,
  comunque, garantiamo il rinnovo di contratto scaduto e per il quale
  loro  utilizzano da diverso tempo soltanto una quota prevista dalla
  legge di aumento retributivo.
   Ecco  perché  io  ho proposto il 50 per cento dei risparmi,  mi  è
  stato  detto  da  parte del Governo che tale cifra potrebbe  essere
  particolarmente impegnativa, io sono pronto - e qui mi  rimetto  al
  Governo  -  a valutare una percentuale diversa, certo non ridicola,
  che  consenta di uscire con questa Finanziaria con un messaggio che
  stiamo  facendo una Finanziaria pesante, su un tema dirimente,  che
  ha  visto  anche lo sciopero generale fino a ieri ma, nello  stesso
  tempo,  stiamo  affrontando un nodo che da  anni  è  irrisolto  che
  riguarda  lo  status  economico dei dipendenti di  questa  Regione,
  delle  società partecipate e delle società ai sensi della legge  n.
  10.
   È  chiaro  che questo compito non spetta a nessuno di noi,  spetta
  all'ARAN  che  è  il soggetto che la legge regionale  prevede  come
  soggetto   della  negoziazione  sindacale  e  quindi  l'emendamento
  autorizza  l'ARAN ad avviare le procedure del rinnovo  contrattuale
  nei limiti di quei due bienni per il personale della dirigenza e il
  biennio per il personale di comparto.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  sull'emendamento  51.2  io ho presentato  un  subemendamento  e  lo
  confermo se è ammissibile, ma se non è ammissibile...

   PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo.

   GRECO  Giovanni. Va bene, non si preoccupi, caso mai lo discutiamo
  come aggiuntivo e rafforzeremo la mia idea.
   Sono  contrario  all'emendamento 52.2,  presentato  dall'onorevole
  Cracolici che vuole dare l'incarico all'ARAN per la trattazione dei
  contratti, così com'è scritto nel suo emendamento, per un  semplice
  motivo:  L'ARAN  non  è nelle condizioni di potere  portare  avanti
  questa trattativa perché fino ad adesso che cosa ha fatto?
   Fino  ad  adesso abbiamo l'ARAN forse per giocare a  tressette,  a
  briscola   in  cinque  perché  è  un  ente  inutile  e  quindi   io
  dell'emendamento  aggiuntivo, addirittura, chiedo  la  soppressione
  perché  non  è  corretto che tutte le  altre  regioni  d'Italia  si
  servano  dell'agenzia dell'ARAN nazionale che  ci  costa  una  lira
  rispetto a quello  che costa l'ARAN della Sicilia
   Io  sono  convinto che su questo influisca molto chi sta dietro  a
  chi  gestisce  l'agenzia  ARAN  Sicilia,  che  è  il  marito  della
  dottoressa  Monterosso, non ci sono segreti, la Monterosso  è  quel
  dirigente generale che è stato condannato per danno erariale e  che
  fa? Me lo vuole scrivere lei, Presidente,  quello che devo dire io?

   PRESIDENTE. Non l'ho interrotta.

   GRECO Giovanni. Lei deve stare in rigoroso comportamento, lo  dico
  io quello  che devo dire.
   E'  stata condannata per danno erariale per un milione e 300  mila
  euro  e  che qui dentro, Presidente Venturino - così glielo ricordo
  ogni  volta  - esiste una mozione di censura a firma del  Movimento
  Cinque Stelle e del sottoscritto da 6 mesi  E' una vergogna  Ma che
  cosa ha fatto questo Parlamento?  Ma perché ci pagano?
   Quindi,  Presidente  Venturino, chiedo la soppressione  di  questo
  emendamento  mediante  voto segreto, quindi non  facciamo  che  lei
  appena lo pone in votazione dirà...  Chiedo il voto segreto

   CANCELLERI. Chiedo  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vi  è   un
  subemendamento  all'emendamento 51.2 nel quale  chiediamo  di  fare
  un'azione  di  spending review seria sulla falsa riga delle  parole
  dell'onorevole Greco.
   C'è   un'agenzia  nazionale  che  si  occupa  dei  contratti   dei
  dipendenti regionali alla quale, come tutte le altre regioni, anche
  la  nostra  Regione si può chiaramente rivolgere, quindi,  non  c'è
  bisogno  di  tenere un consiglio di amministrazione  regionale  per
  l'ARAN Sicilia e tutta una serie di situazioni. Per cui, proponiamo
  un  subemendamento  al  51.2 col quale proponiamo  la  soppressione
  dell'ARAN Sicilia.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cancelleri,   quando   si   propone   un
  subemendamento,  bisogna presentarlo, ma era lo  stesso  che  aveva
  presentato l'onorevole Greco?

   CANCELLERI. No.

   PRESIDENTE. Ma se noi non ce lo abbiamo?

   CANCELLERI. Glielo sto preannunciando.

   PRESIDENTE.  Comunque, le posso preannunciare che sono emendamenti
  aggiuntivi.

   CANCELLERI.  Mi perdoni, non sono aggiuntivi, trattano  lo  stesso
  tema   dell'emendamento  in questione. Stiamo  trattando  il  51.2,
  tratta di ARAN e io sto preparando il subemendamento

   PRESIDENTE.  Sì, ma l'argomento in questione del subemendamento  è
  la  soppressione  dell'ARAN, non riguarda questo articolo.  E'   un
  emendamento aggiuntivo e verrà discusso tra gli aggiuntivi.

   CANCELLERI.  Mi scusi, il comma in questione non riguarda  l'ARAN,
  allora  neanche  l'emendamento 51.2, perché  parla  di  ARAN  nello
  specifico.

   PRESIDENTE.  Stiamo  parlando  con  questo  articolo  di   rinnovi
  contrattuali,  onorevole Cancelleri, lei presenti il subemendamento
  che   riguarda   l'ARAN  e  verrà  trattato  tra  gli   emendamenti
  aggiuntivi.
   Procediamo, onorevole Greco, c'è stata, se ricordo bene,  una  sua
  richiesta di voto segreto su questo emendamento. Allora,  prima  di
  procedere  col  voto segreto che, ricordo, deve essere  appoggiato.
  Intanto   chiedo   al   Governo,  Assessore   Baccei,   il   parere
  sull'emendamento  51.2 presentato dall'onorevole  Cracolici,  visto
  che prevede la maggiore spesa.

   BACCEI.   assessore  per  l'economia.  Signor   Presidente,   sono
  favorevole,  come peraltro avevo cominciato a esporre ai  sindacati
  nel  corso della trattativa, era un'apertura che avevo fatto io per
  primo, per cui sono favorevole sul concetto.
     La  problematica che ho, a questo punto del bilancio della legge
  finanziaria,   è  di  tipo  economico-finanziario,   per   cui   la
  percentuale del 50 per cento, onestamente, non è compatibile perché
  ci  andiamo a rimangiare tutti i risparmi fra assunzioni  e  quello
  che stiamo facendo.
   Io  la percentuale massima la posso vedere nell'ordine del 25  per
  cento,  una cosa del genere, che non abbia impatto sul bilancio  di
  quest'anno perché non riusciamo ad avere risorse, ma già su  quello
  del 2016.

   PRESIDENTE.  Allora, mi sembra di capire, Assessore, che  non  c'è
  copertura finanziaria per questo emendamento

   CRACOLICI. C'è copertura finanziaria

   PRESIDENTE.  No,  l'Assessore sta dicendo che  non  c'è  copertura
  finanziaria.

   GRECO  Giovanni. Lei ha chiesto il parere al Governo ora  lo  deve
  chiedere alla Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, prima di porlo  in  votazione  devo
  capire se dichiararlo ammissibile o non ammissibile, perché se  non
  c'è la copertura finanziaria diventa inammissibile.

   CRACOLICI. Onorevole Greco, non stiamo ancora votando

   GRECO. E' già  aperta la votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento non ha bisogno di copertura per la semplice ragione che
  opera  nell'ambito  di un risparmio che ancora non  conosciamo.  Il
  risparmio, come è stabilito dall'articolo 54, sarà connesso  a  una
  domanda   che  avranno  i  dipendenti  regionali,  60  giorni   per
  presentare; avremo a quel punto una certezza dei prepensionamenti e
  avremo a quel punto, mi auguro, un calcolo sull'effettivo risparmio
  che ci sarà a seguito dei prepensionamenti.
   In  questo  emendamento ci si limita a fissare una percentuale  di
  quel  risparmio,  una  percentuale viene dedicata  al  rinnovo  dei
  contratti, che nulla ha a che vedere con la copertura finanziaria.
   Quindi,  si  può bocciare per ragioni politiche,  ma  non  si  può
  bocciare per ragioni tecniche, perché qui non siamo all'arbitrio.
   Allora,  ribadisco:  io penso che il Governo  commetta  un  errore
  grave  Se uscisse da questo Parlamento di fronte ad una ipotesi che
  è stata già prospettata ai sindacati in sede di contrattazione, con
  la  possibilità  di  riaprire  la  stagione  contrattuale  la   cui
  efficacia,  chiaramente, dipende da due condizioni: i risparmi  che
  si devono determinare e il contratto che si deve rinegoziare.
   E'  evidente  che l'una e l'altra non potranno che  verificarsi  a
  finire della procedura dell'articolo 54. Siamo, quindi, di fatto  a
  fine anno.
   Io  chiedo  all'assessore di fare uno sforzo e  di  consentire  di
  mettere   una   percentuale  del  30%  dei   risparmi   provenienti
  dall'articolo 54, da destinare alla contrattazione, poi si vedrà.
   Il Governo ha le chiavi della macchina, con il negoziato che dovrà
  fare.
   Dire, oggi, che noi usciamo da qui, da un lato col futuro articolo
  54  dove  facciamo  una  norma importante  per  questa  Regione  e,
  dall'altro lato, negando il rinnovo dei contratti, io lo  considero
  un grave errore politico.
   Insisto, un grave errore politico . Chiedo, quindi, al Governo  di
  precisare il suo pensiero.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Solo per  avere  contezza  dal
  punto  di  vista tecnico. Noi nel bilancio di  quest'anno ci  siamo
  già  presi  il  beneficio dei prepensionamenti. E' chiaro  che  non
  sappiamo  il numero preciso, abbiamo fatto un'ipotesi,  per  altro,
  differenziata,  fra contratto 1 e contratto 2, dove  ci  aspettiamo
  delle percentuali diverse, ma c'è un risparmio economico, peraltro,
  c'è una relazione tecnica allegata alla norma.
   Non  è vero, pertanto, che non c'è un risparmio che non è definito
  a  bilancio,  essendo una previsione, come tutte le previsioni  può
  essere più o meno vicina a quella che sarà la realtà, basata, però,
  su tutti gli elementi a nostra conoscenza in questo momento, con un
  abbattimento  prudenziale,  come normalmente  si  fa  in  tutte  le
  previsioni sulla base delle migliori conoscenze, ci siamo presi  un
  risparmio a bilancio.
   Per  cui, siccome non ci sono spazi, ripeto, sul bilancio 2015  e,
  siccome  il bilancio, come tutti sapete, è fatto di certezze,  devo
  avere  la  certezza che sul bilancio 2015 questo  non  incida.  Per
  cui,  se si trova una formula che dà certezza che non ci sia alcuna
  necessità  di  copertura  sul bilancio 2015,  io  sul  concetto  di
  adeguamento  dei  contratti  mi sono  già  espresso  favorevolmente
  perché  prevedo un allineamento a quello che è fatto a  livello  di
  Stato.  E come ho detto anche ai sindacati, è giusto che se  ci  si
  allinea  eliminando alcune cose positive, ci si allinei migliorando
  alcune cose negative, per cui sul concetto ero favorevole.
   Purtroppo, per come sono andate le cose, ad oggi, questa copertura
  non  c'è  ed  io devo avere certezze che non impatti  sul  bilancio
  2015.

   PRESIDENTE.  Allora, mi sembra di capire che lei ha sostenuto  una
  teoria diversa da quella che ha detto l'assessore, che non c'è.
   Ascolti, onorevole Cracolici, stavo per arrivare al punto.
   Lei  stesso  nel  suo  intervento  ha  fatto  riferimento  ad  una
  percentuale più bassa, piuttosto che il 50% un 25%, per cui, se lei
  mi  presenta un subemendamento a questo emendamento, io lo pongo in
  votazione,   sulla   base   di  quanto  appena   dichiarato   anche
  dall'assessore.

   CRACOLICI. Io avevo proposto il 30%.

   PRESIDENTE.  Il  30%.,  se lei mi presenta  un  subemendamento  io
  chiederò il parere al Governo.
   La seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.48, è ripresa alle ore 15.51)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, sulla base di quanto dichiarato  in  ben  due
  interventi dall'Assessore Baccei, il quale ha ribadito che  per  il
  2015 non c'e copertura, dichiaro l'emendamento 51.2 inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 51.8, a firma degli onorevoli Ciaccio  e
  La Rocca.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 51.14, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 51, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 53. Ne do lettura:

                               «Art. 53
         Armonizzazione del sistema pensionistico regionale a
                            quello statale

       1.  A  decorrere dalla data di entrata in  vigore  della
     presente   legge,  al  fine  di  armonizzare  il   sistema
     pensionistico  regionale  a  quello  statale,  il  calcolo
     della   quota   retributiva  di  pensione  del   personale
     regionale   destinatario   delle   disposizioni   di   cui
     all'articolo  10,  commi 2 e 3, della  legge  regionale  9
     maggio  1986,  n.  2  è  effettuato  in  base  alle  norme
     relative agli impiegati civili dello Stato.

       2. In ogni caso il trattamento pensionistico complessivo
     annuo  lordo  non può superare l'ottantacinque  per  cento
     della  media  dei  trattamenti  stipendiali  degli  ultimi
     cinque anni.
          3.   Le   aliquote  percentuali  delle  pensioni   ai
     superstiti   in   vigore  nel  regime   dell'assicurazione
     generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia  e  i
     superstiti,  applicate, a decorrere dall'1  gennaio  2004,
     sulla   quota  di  pensione  calcolata  con   il   sistema
     contributivo  ai sensi dell'articolo 20,  comma  1,  della
     legge  regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono  estese,  a
     decorrere  dalla  data  di  pubblicazione  della  presente
     legge,  a tutti i trattamenti di pensione di reversibilità
     e  di  pensione  indiretta riferiti al  personale  di  cui
     all'articolo  10,  commi 2 e 3, legge regionale  9  maggio
     1986, n. 21.

       4.  Il regime di cumulo di cui all'articolo 1, comma 41,
     della  legge 8 agosto 1995, n. 335, applicato a  decorrere
     dall'1  gennaio  2004  ai trattamenti  dei  superstiti  di
     dipendente   collocato  in  pensione,  o  deceduto,   dopo
     l'entrata   in   vigore  dell'articolo  20   della   legge
     regionale  29  dicembre  2003, n. 21,  destinatario  delle
     disposizioni di cui all'articolo 10, commi 2  e  3,  della
     legge  regionale  9  maggio  1986,  n.  21,  è  esteso,  a
     decorrere  dalla  data  di  pubblicazione  della  presente
     legge,  anche  ai trattamenti pensionistici  attribuiti  a
     superstiti   di  dipendente  destinatario   delle   citate
     disposizioni, collocato in pensione prima dell'entrata  in
     vigore  dell'articolo 20 della legge regionale 29 dicembre
     2003, n. 21.

       5. Il  trattamento di quiescenza attribuito ai sensi del
     presente articolo non può in ogni caso essere inferiore  a
     quello previsto per gli impiegati civili dello Stato».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  53.2  a
  firma degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 53.4, a firma del Governo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati,  se  leggete il comma 1 c'è l'adeguamento alla  normativa
  nazionale  per  la  parte di calcolo della quota retributiva  della
  pensione.  In  maniera migliorativa, diciamo  così,  rispetto  alla
  normativa nazionale, inseriamo qua un comma che era stato  inserito
  dopo,  però, siccome poteva generare equivoci l'abbiamo  anticipato
  perché  lo  Stato prevede che i calcoli vengano fatti  sulla  media
  degli  ultimi dieci anni della retribuzione invece qui lo  facciamo
  nella  media degli ultimi cinque anni per cui se non lo scrivessimo
  sarebbe  peggiorativo  quindi  è  una  cosa  migliorativa   per   i
  lavoratori.
   Stessa  cosa  al comma 2 perché leggendo sembrava per  trattamenti
  stipendiali potesse generare confusione e quindi andare a  fare  il
  calcolo  su  una  parte  minore e quindi  più  svantaggiosa  per  i
  lavoratori.  Lo abbiamo integrato con  complessivi  così  è  chiaro
  che  si prende tutto il trattamento stipendiale fino al calcolo  ed
  è  quindi  di nuovo migliorativo un emendamento che va a  chiarire,
  quindi, migliorativo rispetto al quello precedente.

   GRECO Giovanni. Perché non mettere  retributivo ?

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, se vuole parlare, prenda  la  parola,
  perché a distanza ci si capisce male e perdiamo più tempo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nella
  riunione  della  Commissione ho posto un problema che  c'è  scritto
   stipendiale   ed  io  invece dico che, al posto  di   stipendiale
  dovete  mettere   retributivi . Perché le dico stipendiale?  Perché
  può  succedere  che  il Presidente Lo Bello fa  una  nomina  di  un
  direttore generale, sta sei mesi e prende sei mesi di stipendio  e,
  quindi,  questo  stipendiale darà la possibilità a  quel  direttore
  generale  -  e,  quindi, si faranno la politica -  di  prendere  la
  pensione  come direttore generale e non vanno a fare la  media  che
  dice  lei.  Queste  sono, intanto, le norme  vigenti,  quindi,  noi
  mettiamo   retributivi  in modo che sono i contributi che vanno  ad
  incidere sulla pensione cui ha diritto.

   SORBELLO. Contributivi, non retributivi

   GRECO  Giovanni.  Contributivi,  scusi,  ho  sbagliato.  Assessore
  Caruso, è da 20 giorni che stiamo notte e giorno qua.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Greco, lo vuole formalizzare con  un
  subemendamento?  Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento
  53.4.1.
   Però,  onorevole Panarello, onorevoli colleghi, se vi  allontanate
  cortesemente dai banchi del Governo, non si può lavorare così   Non
  posso andare avanti perché ho bisogno di parlare con il Governo.
   Se  cortesemente vi allontanate dai banchi del Governo, procediamo
  con ordine.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.58, è ripresa alle ore 15.59)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, così come descritto dall'onorevole Greco  nel
  suo   intervento,  è  stato  presentato  il  subemendamento  53.4.1
  all'emendamento 53.4 di cui do lettura, si tratta soltanto  di  una
  correzione:  Al comma 2 sostituire la parola  stipendiali   con  la
  parola  retributivi .

   GRECO  Giovanni. Chiedo il voto segreto sul subemendamento  53.4.1
  di  cui do lettura. Si tratta soltanto di una correzione:  Al comma
  2  sostituire la parola  stipendiali' con la parola  retributivi' ,
  quindi non è il caso

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Prima  di  procedere, intanto  chiedo  il  parere  al
  Governo, perché se il Governo dovesse essere favorevole evitiamo di
  perdere del tempo. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. A me gli esperti  continuano  a
  dire  che deve essere questa dizione, per cui non posso che  essere
  contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  C'è una richiesta di voto segreto. La richiesta  deve
  essere appoggiata.

   CIMINO. Vorremmo che l'emendamento venisse distribuito.

   PRESIDENTE. L'avevo letto perché eravate d'accordo, ma  lo  faccio
  distribuire. Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.01, è ripresa alle ore 16.06)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  dopo questa breve pausa,  l'onorevole  Greco
  Giovanni  ha  deciso di ritirare il subemendamento 53.4.1.  Quindi,
  rimane  l'emendamento  53.4 del Governo, che era  stato  illustrato
  precedentemente dall'assessore Baccei.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 53.3, a firma del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 53.1 è  precluso.

   ALONGI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  invitare
  l'assessore Baccei a porre un attimo di attenzione su un tema  così
  delicato ed importante prima del voto.
   Mi   è   arrivata   adesso  un'informazione  che   per   ignoranza
  giurisprudenziale  mi  mancava  su  una  sentenza  della  Corte  di
  Cassazione, la 17982 del 2014, che dice il contrario di quello  che
  stiamo  facendo  noi. Questo lo dico perché, se  dovessimo  votare,
  approvare  questo  articolo 53, non vorrei  che,  poi,  un  ricorso
  eventuale  ci  porrà  in una magra figura ed incrineremo  anche  il
  rapporto con il personale e non faremo una straordinaria figura col
  personale.
   Su  questo, Assessore, mi permetto di sottoporre la sua attenzione
  perché  questo  è  un tema su cui non possiamo  sbagliare.  E'  una
  sentenza,  attenzione, può darsi che stia dicendo una  sciocchezza,
  ma  è  una  sentenza  della  Corte  di  Cassazione.  Quindi,  sarei
  particolarmente  cauto  ed attento perché  credo  che  corriamo  il
  pericolo  che  poi  sia  impugnato. Adesso  l'Aula  voterà,  ognuno
  secondo  la  propria  coscienza; io dico con molta  onestà  che,  a
  seguito  di  questa sentenza del 2014, dichiaro che non posso  fare
  altro che votare contrario all'articolo 53.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   53,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                             «Articolo 54
            Norma transitoria in materia di collocamento in
                              quiescenza

   1.   Ai   dipendenti   destinatari  delle  disposizioni   di   cui
  all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio  1986,
  n.   21  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  collocati  in
  quiescenza  entro il 31 dicembre 2020 con i requisiti pensionistici
  di  cui  al Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,  con
  modificazioni,  dalla  legge  22 dicembre  2011,  n.  214  ,   sono
  riconosciuti  i trattamenti di pensione disciplinati  dall'articolo
  20  della  legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come modificato
  dal comma 7 del presente articolo, con una decurtazione della quota
  retributiva  tale da determinare una riduzione complessiva  del  10
  percento  sul  trattamento pensionistico  complessivo  annuo  lordo
  finale,  che  non può in ogni caso  superare il novanta  per  cento
  della  media  dei trattamenti stipendiali degli ultimi cinque  anni
  per  coloro  che maturano i requisiti entro il 31 dicembre  2016  e
  dell'ottantacinque per cento  per coloro che maturano  i  requisiti
  dal 1 gennaio 2017 al  31 dicembre 2020.

   2.  I dipendenti dell'Amministrazione regionale che, dalla data di
  pubblicazione  della  presente legge e sino al  31  dicembre  2016,
  risultino  in  possesso dei requisiti per l'accesso al  trattamento
  pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell'entrata in
  vigore dell'articolo 24 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n.  201,
  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011,  n.
  214,  possono  essere collocati in quiescenza, entro  un  anno  dal
  raggiungimento  dei  requisiti, a domanda da presentarsi  entro  60
  giorni decorrenti dalla data di pubblicazione della presente legge.
  La  mancata  presentazione della domanda entro il predetto  termine
  comporta la decadenza dal beneficio del collocamento anticipato  in
  quiescenza ai sensi del presente comma.

   3.  Ai  dipendenti regionali collocati in quiescenza ai sensi  del
  comma precedente sono riconosciuti i trattamenti di pensione di cui
  al comma 1.

   4.  Al fine di ridurre ulteriormente la spesa per il personale  in
  servizio  e  di  contenere  la  spesa pensionistica  a  carico  del
  bilancio della Regione siciliana, i dipendenti che, nel periodo dal
  1  gennaio  2017  al  31 dicembre 2020, maturino  i  requisiti  per
  l'accesso  al  trattamento pensionistico in  base  alla  disciplina
  vigente  prima dell'entrata in vigore dell'articolo 24 del  Decreto
  Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
  legge  22  dicembre 2011, n. 214, possono presentare la domanda  di
  collocamento  anticipato in quiescenza entro il termine  perentorio
  di cui al comma 2.

   5.  Ai  dipendenti regionali collocati in quiescenza ai sensi  del
  comma  4  sono  riconosciuti i trattamenti di pensione disciplinati
  dall'articolo  20 della legge regionale 29 dicembre  2003,  n.  21,
  come  modificato  dal  comma  7  del  presente  articolo,  con  una
  decurtazione  della  quota  retributiva  tale  da  determinare  una
  riduzione complessiva del 10 percento sul trattamento pensionistico
  complessivo annuo lordo finale, che non può in ogni caso   superare
  l'ottantacinque  per cento della media dei trattamenti  stipendiali
  degli ultimi cinque anni.

   6.  L'amministrazione  regionale può  contingentare,  per  numero,
  categorie  e dipartimenti, la fuoriuscita dei dipendenti che  hanno
  presentato  domanda,  con  l'obbligo  comunque  di  collocarli   in
  quiescenza entro un anno dalla maturazione dei requisiti.

   7.  All'articolo  20, comma 1, della legge regionale  29  dicembre
  2003  n. 21 le parole  alla retribuzione ultima in godimento   sono
  sostituite  dalle parole  la media delle retribuzioni degli  ultimi
  cinque anni .

   8.  Il  trattamento  di  fine servizio  dei  dipendenti  collocati
  anticipatamente  in  quiescenza ai sensi del  presente  articolo  è
  corrisposto  con  le  modalità e i tempi previsti  dalla  normativa
  statale in caso di pensionamenti anticipati.
   9.  Il  trattamento di quiescenza attribuito ai sensi del presente
  articolo  non  può in ogni caso essere inferiore a quello  previsto
  per gli impiegati civili dello Stato».

   All'articolo   54  ci  sono  due  riscritture  del   Governo.   Se
  cortesemente, Assessore, ce ne fa pervenire soltanto una.
   Sospendo brevemente la seduta per consentire di riscrivere.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore17.02)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   All'articolo 54, sono stati presentati l'emendamento  54.18  e  il
  subemendamento 54.18.1, entrambi del Governo.

   LENTINI. Facciamo spiegare all'assessore l'articolo 54. Poi chiedo
  di intervenire, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Sì.   Prima  di  tutto  ci  sono   due   emendamenti
  soppressivi.
   Si  procede con il 54.5, a firma dell'onorevole Alongi. Lo ritira,
  onorevole?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo

   LENTINI. Prima facciamo spiegare all'assessore l'articolo 54 e poi
  interveniamo.

   FONTANA. Allora aspettiamo che parli l'assessore, prima di parlare
  degli emendamenti.

   PRESIDENTE.   Prima   di  proseguire  c'è  un  altro   emendamento
  soppressivo,   poi  darò  la  parola   all'assessore   Bacchi   per
  illustrare l'articolo 54.
   Onorevole Ciaccio, lo ritira?

   SIRACUSA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Assessore,   c'è   una   richiesta  per  avere   una   spiegazione
  dell'articolo 54.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, chiaramente questo articolo va letto insieme a quello che
  abbiamo approvato sull'allineamento per la parte retributiva  della
  pensione al trattamento previsto per gli altri dipendenti,  secondo
  la legge Fornero.
   In  questo  emendamento prevediamo di aprire una  finestra  che  è
  spaccata  in due, come dicevo prima, in quanto da alcune  verifiche
  che  stiamo  facendo  in parallelo con gli organi  che  andranno  a
  verificare   la   legge   nei  sessanta  giorni   successivi   alla
  pubblicazione, come vi dicevo prima, questa prima verifica,  mentre
  è  stata  data un'approvazione sulla finestra fino al  31  dicembre
  2016, sulla seconda finestra in linea di massima l'orientamento non
  è  favorevole a meno che nel frattempo non intervenga una normativa
  statale  o  si comincia a lavorare, diciamo, in maniera fattiva  su
  una  normativa che preveda un allungamento della finestra  anche  a
  livello statale.
   Per   questo   l'abbiamo  spezzato  in  due.   Sul   primo   siamo
  ragionevolmente sicuri che non ci saranno problemi, sul secondo c'è
  questo  pericolo  di possibile impugnativa e questo  perché  si  va
  oltre i limiti definiti dalla legge Fornero.
   Per cercare di supportare il più possibile questa seconda finestra
  abbiamo  previsto di agganciarci al fatto che comunque  la  Regione
  siciliana  dal  punto  di  vista del  trattamento  previdenziale  è
  autonoma  perché,  come  sapete, le pensioni  del  contratto   uno
  gravano sul bilancio della Regione, le pensioni del contratto  due
  gravano  sul  fondo regionale, per cui di fatto noi non  andiamo  a
  gravare sull'INPS-INPDAP, quindi è un possibile aggancio anche  se,
  rappresentato in prima battuta nel corso degli incontri  con  Roma,
  diciamo che non è stato completamente recepito.
   L'altra  cosa  che abbiamo previsto per rafforzare questa  seconda
  finestra  è prevedere, diciamo che questo articolo prevede comunque
  un'applicazione graduale di quello che è l'articolo precedentemente
  approvato,  quindi  va a calcolare le pensioni secondo  il  vecchio
  sistema  decurtandolo  del  10% e ponendo  un  tetto  massimo  alle
  pensioni  che  è  del 90% della media degli ultimi cinque  anni  di
  stipendio,  tenete conto che comunque questo tetto è più  alto  del
  livello  cui personale pubblico-privato degli altri enti  vanno  in
  pensione, quindi comunque è un tetto che abbiamo posto a un livello
  più alto.
   Nella  seconda  finestra per rafforzare e quindi  cercare  di  non
  farla impugnare abbiamo previsto di lasciare uguale le decurtazioni
  ma  di  abbassare di cinque punti il tetto proprio perché la nostra
  teoria  è  che da un lato siamo indipendenti da un punto  di  vista
  della  gestione  previdenziale, dall'altro lato  portiamo  maggiore
  risparmi   alla  Regione,  quindi  vista  la  difficile  situazione
  economico-finanziaria  della  Regione  pensiamo  che  questo  possa
  rafforzare   le   motivazioni  e  quindi  evitare  una   successiva
  impugnativa e consentirci quindi di avere l'approvazione  anche  di
  questa seconda parte.
   Abbiamo  previsto  la  seconda finestra fino  al  2020  perché  il
  periodo  di  apertura della finestra Fornero era di cinque  anni  e
  quindi  di un periodo analogo a quello che andiamo a portare  della
  somma delle due finestre che mettiamo in questo articolo e di nuovo
  la nostra teoria è quella di adottare una finestra simile alla pre-
  Fornero traslandola nel tempo.
   Ora  è  chiaro  che  ogni modifica in questa seconda  finestra  di
  quanto  previsto  va ad aumentare le probabilità  dell'impugnativa.
  Quindi  per questo motivo noi abbiamo cercato di rafforzare il  più
  possibile  questa  seconda finestra per  cercare  di  diminuire  le
  probabilità  di  impugnativa che comunque,  in  maniera  del  tutto
  trasparente   per   tenervi   correttamente   allineati,   vi    ho
  rappresentato.
   Ovviamente, i prepensionamenti sono volontari. Si richiede che per
  questi  prepensionamenti, la domanda venga presentata nei primi  60
  giorni  dalla  pubblicazione  della  legge  per  un  motivo   molto
  semplice,  cioè perché abbiamo l'esigenza di capire  dove  vanno  a
  mancare  le  persone e, conseguentemente, riorganizzare  tutti  gli
  uffici  perché potrebbe essere che le persone vadano via in  misura
  maggiore in alcuni dipartimenti piuttosto che in altri, per cui c'è
  da ridisegnare l'organizzazione.
   Questo  articolo va ancora letto insieme all'articolo che  prevede
  una  diminuzione del 30 per cento degli uffici. Quindi,  diminuendo
  le  persone, si prevede, ovviamente, la diminuzione degli uffici  e
  anche  un  miglioramento  dell'attuale  rapporto  fra  dirigenti  e
  comparto  in  quanto,  comunque, in proporzione  la  tabella  della
  dirigenza  è  più  alta,  quindi  questo  rapporto,  almeno   dalle
  simulazioni  che abbiamo visto, poi bisogna vedere  il  livello  di
  adesione  al  prepensionamento e come  ripeto  è  volontario,  sarà
  nell'effettivo.
   Mi pare che questi siano i punti principali.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  per  chiarire  anche quest'aspetto  che  ha  testé,  in
  maniera molto chiara, esposto l'assessore parlando, appunto,  delle
  due  finestre  e,  quindi, della prima che è una certezza  e  della
  seconda che lascia qualche perplessità.
   Ed  è  proprio a proposito di queste perplessità che cercherei  di
  non  creare una disparità di trattamento tra coloro i quali possono
  andare  in pensione entro il 31 dicembre 2016 e chi invece potrebbe
  andare dal 1 gennaio 2017.
   Vero  è  che l'assessore sostiene che questa proposta potrebbe  in
  qualche  modo  mitigare  l'impugnativa ma  io  non  credo  che  sia
  soltanto questo appesantimento dell'ulteriore 5 per cento  che  può
  far decidere se impugnare o non impugnare.
   Se  ci sono elementi per una impugnativa ci saranno comunque al di
  là  di questo ulteriore appesantimento. Non solo, ma, a mio parere,
  creando una sorta di parità di trattamento fino al 2020, aumenta il
  livello dell'incentivo.
   Evidentemente  significa incentivare il  personale  ad  andare  in
  pensione  e, quindi, può essere una ulteriore spinta ad andare  via
  anziché essere penalizzati da un ulteriore 5 per cento.
   Quindi,  quello  che  chiedo  all'assessore  è  equiparare  questa
  penalizzazione del 10 per cento a tutto il personale che  andrà  in
  pensione dal 2016 fino al 2020.
   Credo   che  non  cambi  nulla  e  credo  che  sia  una   proposta
  assolutamente accettabile.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  ho
  lasciato  qualche  settimana fa un gruppo di  sindacalisti  che  mi
  dicevano  che  avevano avuto un incontro con  il  Presidente  della
  Regione  e  con  l'assessore Baccei, riguardo al pensionamento,  al
  prepensionamento, riguardo a tutta questa vicenda che  riguarda  il
  comparto dei dipendenti regionali.
   Ho avuto modo di avere anche un protocollo di intesa in cui non ho
  capito  come  mai  questo  protocollo  di  intesa  alla  firma  del
  Presidente   della  Regione  e  la  firma  dell'assessore   Baccei
  onorevole Presidente, è arrivato proprio al momento giusto,  oserei
  dire.
   Stavo  parlando,  Presidente della Regione, di  questo  protocollo
  d'intesa  e  volevo  capire,  visto  che  c'è  una  firma   sua   e
  dell'assessore  Baccei,  un protocollo  d'intesa  per  cui  si  era
  iniziato un percorso condiviso con i sindacati che rappresentano  i
  dipendenti regionali per arrivare ad una soluzione. Questo non si è
  concretizzato.
   Tra  ieri ed oggi i dipendenti regionali manifestano nelle  grandi
  città  della Regione siciliana perché non condividono,  perché  non
  condividiamo questa ingiustizia, perché questa è una delle cose più
  gravi di questa Regione siciliana.
    In questo momento come si va a spiegare che un diritto acquisito,
  dove  il  ragionamento sul pensionamento riguarda fino al  2003  il
  sistema  retributivo, da gennaio 2004 contributivo, un accordo  che
  il  Parlamento precedente al nostro, il Parlamento di quell'anno ha
  fatto col Governo, di chiudere questa finestra ed aprirne un'altra,
  equiparando i dipendenti della Regione siciliana al resto d'Italia.
   Io  vorrei sapere se c'è un ente in Italia che ha perso i  diritti
  acquisiti;  mi  dovete dare il nome di  un  ente  che  ha  perso  i
  diritti  acquisiti.  In  qualsiasi campo  se  li  sono  trattenuti,
  nessuno ne parla.
   Onorevole Presidente, vorrei capire qual è l'obiettivo, perché non
  è  chiaro, che il Governo vuole raggiungere attraverso il personale
  della Regione siciliana, quel personale che ci porta, ci spinge, ci
  aiuta giorno per giorno tutti gli assessorati, tutti i dipartimenti
  e  noi li ripaghiamo togliendo loro un diritto acquisito. Questa  è
  solo ed esclusivamente una vergogna.
   Onorevole Presidente, per non parlare dei dipendenti che  andranno
  in  pensione  fra qualche mese, entro quest'anno,  che  sono  circa
  quindici,  che  hanno già un provvedimento da  parte  degli  uffici
  regionali  per  andare in pensione, hanno in mano un  provvedimento
  che  dice  loro  che dal 1 agosto, dal 1 settembre  sono  posti  in
  pensione.
   A  livello  nazionale per la Spending review  il  personale  delle
  poste, per dimagrire i numeri dei dipendenti, hanno condizionato in
  sette, otto anni e li hanno posti in pensione in anteprima. Invece,
  quando  si tratta del personale regionale - gli unici che su questa
  terra  hanno vinto un concorso, non me ne voglia nessuno,  non  c'è
  una  categoria  oltre ai regionale ed agli enti  locali  che  abbia
  vinto un concorso - contratti bloccati dal 2008, bloccati dal 2008,
  noi  li  mettiamo in prepensionamento facendo loro perdere pure  il
  rinnovo del contratto dal 2008 al 2015.
   Questo  è veramente vergognoso; votare questo articolo è veramente
  vergognoso.  Aveva ragione l'onorevole Cracolici  quando  mette  di
  rispettare   sia   il  comparto  dirigenziale   come   quello   non
  dirigenziale, il rispetto almeno di chiudere i contratti 2008/2011,
  perché  questa  vergognosa vicenda della vacanza contrattuale,  che
  sono 20 euro, è una vergogna.
   Io  non  voterò mai questo articolo 54, e chiedo a  tutti  di  non
  votarlo,  perché  il  personale  della  Regione  siciliana  è  quel
  personale  che  ad  oggi,  da quando è nata l'amministrazione,  nel
  1947,  ha  portato con dignità avanti i lavori di  questa  Regione,
  rispettando uomini e cose, in particolare i politici.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  vediamo  se  l'assessore  Baccei per un istante  mi  ascolta,  così
  cerchiamo di riassumere quello che stiamo votando, perché è  giusto
  capire con chiarezza ciò che stiamo votando. Per essere chiari, per
  tutti  quelli  che  andranno in pensione entro il  31  dicembre  di
  quest'anno,    non   si   applicano   le   decurtazioni    previste
  dall'emendamento.  Mi pare di capire che sia questo.  Ciò  comporta
  che il comma 7 decade.
   Oppure  l'emendamento, così come è stato presentato, va  corretto,
  perché nel foglio che ci è stato consegnato c'è scritto:  il  comma
  7   è   soppresso .   Se   qualcuno   dà   copia   dell'emendamento
  all'assessore
   Deve vedere con attenzione di restituire questa cosa.
   Secondo punto: per coloro i quali andranno in pensione entro il 31
  dicembre 2016 ci sarà una decurtazione che non può superare il 90%,
  mi  pare  di  capire; per quanto riguarda gli altri abbiamo  questa
  decurtazione  che può superare il 90% e arrivare  all'85%.  Però  è
  anche  vero  che  c'è da ricordare una cosa importante,  menzionata
  poco fa dall'onorevole Lentini.
   Ci  sono  dei  diritti  acquisiti  da  parte  dei  lavoratori.   I
  dipendenti della Regione hanno in questi anni acquisito dei diritti
  che,  se  passasse  tout  court l'emendamento  da  lei  presentato,
  assessore,  è chiaro che verrebbero meno e ciò significherebbe  che
  andrebbero   impugnati  i  provvedimenti,  andando  a  mettere   in
  discussione  la manovra che stiamo preparando. Per cui,  assessore,
  se  su questa materia abbiamo ascoltato poco fa l'assessore per  le
  autonomie  locali  e  la  funzione pubblica,  che  ci  ha  spiegato
  giustamente come abbiamo poteri esclusivi sull'argomento.
   Se  cercassimo  di essere un poco più chiari, in maniera  tale  da
  evitare  queste  difficoltà  che   abbiamo  di  comprendere  questo
  emendamento, forse lo potremmo approvare in maniera più semplice  e
  veloce,  evitando  che  ognuno di noi intervenga  a  tutela  di  un
  diritto  dei  lavoratori che avrebbero acquisito e  che  attraverso
  questo emendamento sembrerebbe essere venuto meno.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, per gli interventi tecnici interverrà l'assessore Baccei
  non mi informate sulle prossime candidature, perché le elezioni  le
  vedo  molto lontane, non è la seduta adatta per discutere di liste.
  Andiamo alla sostanza della questione.
   Ho  ascoltato l'intervento appassionato dell'onorevole  Lentini  e
  capisco  anche  le ragioni poi che ne dettano tanta  passione  però
  credo che dobbiamo cercare di comprendere una questione. L'articolo
  precedente ha allineato il sistema pensionistico siciliano a quello
  nazionale. L'articolo che abbiamo in discussione praticamente dà  i
  benefici  cioè mette una griglia  dentro la quale i  tagli  non  si
  applicano  immediatamente  ma  verrebbero  dilatati.  Ora  se   non
  approviamo  questo  articolo  in buona sostanza  immediatamente  ne
  avrebbero dei danni maggiori i lavoratori per cui magari il  dramma
  è  questo,  che a quel punto andrebbero immediatamente in  pensione
  con  l'allineamento statale e quindi non avrebbero i  benefici  che
  invece stiamo concedendo con questa norma.
   C'è  un  tema  che  è  stato posto anche dall'onorevole  Vinciullo
  relativamente all'accordo sindacale e anche dall'onorevole Lentini.
  E'  chiaro  che noi abbiamo posto alle organizzazioni sindacali  la
  possibilità  di  raggiungere  un  accordo  e  di  calarlo  con   un
  emendamento qui nella finanziaria.
   Però,  guardate, su che cosa è avvenuto il non dialogo:  sull'idea
  che  la  griglia di prepensionamento potesse essere infinita,  cioè
  non avesse un limite temporale. Ora capite bene che non mettere  un
  limite  temporale  alla  griglia significa una  cosa  che  verrebbe
  impugnata  immediatamente, significa che noi di  fatto  in  Sicilia
  attraverso  una accorgimento tecnico chiamato prepensionamento,  di
  fatto  abbiamo abbassato l'età pensionabile. Cosa che non  possiamo
  fare  perché  questo  è  disciplinato  dalle  norme  statali  sulle
  pensioni, che è una norma tra l'altro sulla Spending review.
   Mi  sarei aspettato invece una discussione sulla quale noi eravamo
  completamente  aperti e disponibili facendo diverse  proposte,  tra
  l'altro,  già nella norma presentata, abbiamo tenuto conto  già  di
  alcune  richieste che venivano dai sindacati, per esempio  il  tema
  dell'applicazione, il tema dell'applicazione del contratto  che  da
  anni   non   si  fa  in  Sicilia,  quindi  sbloccare  una  stagione
  contrattuale, che da vantaggi soprattutto a coloro che rimangono ma
  anche  a  quelli  che andranno in pensione, che  si  troveranno  ad
  andarci  con  un  tetto maggiore in relazione .io sto  dicendo  che
  l'abbiamo  proposta  però  che rappresentava la  vera  volontà  del
  Governo  e comunque in un quadro più globale sono queste  norme  in
  ogni  caso  recuperabili  perché  è  chiaro  che  se  chiediamo  ai
  lavoratori  l'allineamento  con  il  quadro  nazionale  poi  glielo
  dobbiamo chiedere non soltanto in termini di sacrifici ma anche  in
  termini di vantaggi che dovranno avere.
   Credo  sia chiaro, quindi, che non ci potremo tornare adesso  però
  credo  che nelle prossime variazioni dovremo cominciare a ritornare
  su  questo discorso dello sblocco contrattuale perché se  dicessimo
   cari  lavoratori, in Sicilia, d'ora in poi, siete  allineati  alle
  pensioni  come  nel  resto  d'Italia , la  risposta  sarebbe   e  i
  contratti perché non sono allineati? .
   E'  chiaro  che  è  un  vulnus terrificante.  Il  Governo  l'aveva
  proposto, non è passata, non so le ragioni, non l'ho seguita,  però
  ripeto,  la volontà del Governo in ogni caso è quella di presentare
  alla  prima  sessione utile di variazioni di bilancio, fra  l'altro
  abbiamo  un  tema  che sarà positivo dopo che la  finanziaria  sarà
  passata  al vaglio nazionale e quindi diventerà ufficiale,  abbiamo
  anche  il  tema  di  intervenire su  alcune  questioni  che  questa
  Finanziaria, in qualche modo, lascia scoperte, dopo avere  ordinato
  i conti.
   Quindi,  è su questo che vi chiedo un'attenzione. Bocciare  questo
  articolo  equivarrebbe a creare un danno irreparabile nei confronti
  dei  lavoratori, che si troverebbero a non cogliere i vantaggi  che
  si hanno rispetto all'articolo precedente che stabilisce tout court
  che  le  pensioni  sono  allineate a quelle nazionali.  Qui  stiamo
  discutendo,  invece, dei benefici, quindi, credo che la discussione
  andava,  probabilmente,  fatta sull'articolo precedente  e  non  su
  questo.

   PRESIDENTE.  Do la parola all'assessore Baccei per  i  chiarimenti
  tecnici.
   Ne ha facoltà.

     BACCEI, assessore per l'economia il bilancio. Signor Presidente,
  considerato  che molti chiarimenti li ha già forniti il  presidente
  Crocetta,   mi  soffermo  sul  tema  della  possibile  impugnativa.
  Innanzitutto, qui stiamo parlando di una adesione volontaria ad  un
  prepensionamento,  per  cui questo riduce, chiaramente,  i  termini
  della  possibile  impugnativa sull'articolo 54. Il secondo  motivo,
  per come l'abbiamo scritto, andiamo a toccare la parte retributiva,
  non  la  parte  contributiva,  dove si potrebbero  prefigurare  dei
  diritti acquisiti. La parte retributiva è una modalità di calcolo e
  già  sono state riviste le logiche per cui riteniamo, sotto  questo
  punto di vista, di essere più tranquilli.
   Per  quanto riguarda il tema, che era stato toccato, di alzare  da
  85  al  90  per  cento,  ripeto, l'ho fatto perché  penso  che  ciò
  rafforzi   il  comma  e,  quindi,  diminuisca  le  possibilità   di
  impugnativa,  come  ha fatto osservare l'onorevole  Fontana,  anche
  perché  ho  fatto io i colloqui a Roma ed ho capito l'orientamento,
  però,  se  l'Aula  ritiene di voler alzare al 90 per  cento  questo
  tetto,  secondo  me  si  aumentano i rischi di  impugnativa,  però,
  insomma, a quel punto, mi rimetto perché l'ho fatto veramente  solo
  per questo motivo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  personalmente,
  invece,  non  ho  dubbi  a  votare questo  articolo  54  perché  lo
  considero,  comunque,  una  forma  intelligente  di  sostenere   un
  processo  di  alleggerimento  della Regione  perché,  lo  dico  con
  franchezza,  qui  non  stiamo  facendo  una  norma,  a   differenza
  dell'articolo precedente che è una norma che per chi rimane  incide
  profondamente  nel sistema di calcolo, qui, invece, stiamo  facendo
  una norma che dà, in qualche modo, un vantaggio, cioè favorisce  la
  possibilità  di  andarsene in pensione prima del tempo  e,  quindi,
  viene considerato quello che in gergo si chiama prepensionamento  a
  cui  tanti aspirerebbero non solo nel pubblico impiego ma anche nel
  sistema privatistico.
   Il  punto  è  uno  e  lo  voglio dire a proposito  della  vicenda,
  consentitemi di dire, della gestione politica delle cose.  L'ultimo
  comma  che vedo nell'emendamento 54.18 era già contenuto nel  testo
  iniziale   del   Governo,  cioè  quello   di   prevedere   che   il
  prepensionamento per l'anno 2015 avvenisse senza decurtazioni, poi,
  è  arrivata  una  nuova versione in cui non si è  più  ritenuto  di
  considerare esente da decurtazioni il 2015 ma di inserirlo, assieme
  al 2016, nella decurtazione.
   Adesso  torniamo indietro. Io continuo a pensare, ma probabilmente
  in  questo  c'è una differenza che ci distingue, ognuno ha  la  sua
  storia,  io vengo da una cultura del rapporto con le organizzazioni
  sindacali,  penso che la concertazione costituisca sempre  una  via
  maestra,  anche  se è faticosa, mi rendo conto, quindi,  credo  che
  sarebbe stato molto bello se questa norma fosse stata, quanto meno,
  condivisa,  condivisa con i sindacati, cioè fare la mediazione  per
  poi  non  farla  con  i  soggetti che sono abilitati,  secondo  me,
  finisce  per  far  diventare le norme un favore e non,  invece,  un
  processo di condivisione concertata.
   Ora,  non ho motivo di non sostenere anche questa modifica  che  è
  stata fatta, oltretutto ne avevamo parlato in Commissione, però, lo
  ribadisco,  penso che in questa materia le riforme si facciano  non
  pensandola tutti alla stessa maniera, chi governa si deve  assumere
  le responsabilità e chi rappresenta i lavoratori se ne assume altre
  e,  alla  fine, ci deve essere un livello di responsabilità.  Però,
  credo  che, in questa materia, se avessimo provato ad ascoltare  un
  po'  di  più, sento parlare ora della mediazione al 90  per  cento,
  anche  qui  si era ipotizzata una possibile mediazione  al  90  per
  cento, ad un certo punto è stata considerata una bestemmia.
   Lo  dico perché a me non piace questo modello che a seconda  l'ora
  cambiamo   opinioni.  Teniamo  una  barra.  Avere   un'opinione   è
  importante, ma teniamola una barra perché così sbandiamo tutti.
   Io  sono sicuro che questa Finanziaria ci porterà davanti a  tante
  discussioni  ma  dobbiamo  saperla  reggere,  tenerla,  da   domani
  dobbiamo discutere con le forze sociali che sono presenti in questa
  Regione,  guai a perdere di vista anche un sistema relazionale  che
  per  quanto  faticoso  possa apparire è, comunque,  necessario  per
  tenere tutto insieme.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Intervengo  per  rispondere
  all'onorevole  Cracolici.  I motivi per cui  abbiamo  impostato  in
  questo  modo la norma sono frutto di due considerazioni:  1)  dalle
  verifiche  fatte  con  chi,  poi,  deve  esaminare,  eventualmente,
  speriamo  di no, impugnare questa norma; 2) è una fattibilità,  una
  sostenibilità  economica  perché, mi  riferisco  al  contratto  uno
  ovviamente, per il contratto due non sono previste le decurtazioni,
  sul  contratto uno se devo avere delle persone che mi escono da  un
  capitolo  per cento, che è quello del lavoro, degli stipendi  e  mi
  entrano  nel  capitolo  delle pensioni per un  importo  maggiore  o
  uguale   a   cento  la  manovra  non  ha  alcun  valore  economico-
  finanziario.  Per  garantirmi un valore economico-finanziario  devo
  avere  un  vantaggio dal fatto che le persone da  attive  diventano
  inattive.  Altrimenti,  oltre al fatto  che  perdo  la  loro  forza
  lavoro,  perdo  anche  dei  soldi  e  questo,  chiaramente,  non  è
  sostenibile  né dal mio punto di vista, né tantomeno dal  punto  di
  vista  di chi va ad impugnare la legge, perché nel momento  in  cui
  presento  la  relazione tecnica, che diminuisco  le  persone  e  mi
  aumentano i costi al bilancio, chiaramente, mi sto tirando la zappa
  sui piedi.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altri iscritti  a  parlare.  E'  stato
  ritirato sia l'emendamento 54.5 che il 54.9. Siamo a pagina 150 del
  fascicolo per essere chiari. Sono stati già distribuiti il  54.18.1
  del Governo e il 54.18.
   Pongo  in votazione l'emendamento  54.18.1 del Governo. Il  parere
  della Commissione?

     DINA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   LENTINI. Signor Presidente, qualcuno che lo spieghi

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare   l'onorevole   Dina   per
  illustrarlo.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Siamo  di fronte al recepimento di una norma nazionale che consente
  ai  soggetti  di trovare l'invalidità civile al 75  per  cento,  di
  poter  godere  di due mesi di contributi figurativi, ogni  anno  di
  attività, per un massimo di cinque anni. Stiamo recependo la  norma
  nazionale.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente,  avevo presentato  un  emendamento  a
  questo   articolo   54  che  riguarda,  in  modo  particolare,   il
  prepensionamento,  una pensione anticipata  per  i  dipendenti  con
  figli  con gravi disabilità. Tra l'altro è stata fatta una  nota  a
  livello  nazionale, e questa più o meno era riconducibile a quella,
  e  chiaramente,  attenzione,  non un disabile  che  sia  in  quella
  famiglia  da  uno  o  due mesi, ma che abbia convissuto  in  quella
  famiglia da almeno diciotto anni, e che il lavoratore abbia versato
  contributi  per almeno venticinque anni. Volevo rassicurazioni  che
  fosse  stato inserito in quanto era calzante all'articolo;  la  mia
  era  semplicemente una preoccupazione in questo senso,  quindi,  lo
  troveremo aggiuntivo alla fine.

   PRESIDENTE. E' un aggiuntivo.
   Onorevole Dina, soltanto un chiarimento: con gli uffici ci stavamo
  chiedendo se è da intendersi tutto sottolineato, da  ogni  anno  di
  servizio fino a

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  No
  assolutamente, non c'è bisogno di sottolineare.

   PRESIDENTE. Siccome dalla fotocopia sembra tagliato.

   DINA  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza.
  Casualmente è sottolineato.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Pongo  in  votazione  il  54.18.1 con il parere  favorevole  della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa al 54.18. Il parere della Commissione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto, si passa all'emendamento 54.4,   a  firma  degli
  onorevoli  Musumeci, Formica e Ioppolo. in quanto  gli  emendamenti
  54.7, 54.3, 54.6 e 54.8 sono assorbiti.

   LENTINI.  Il  54.8 non può essere assorbito perché riguarda  altre
  cose. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, dal 2017 al 2020 con i  conteggi  che
  hanno  fatto  gli  uffici  e  che  ha  fatto  il  Governo,  non  si
  raggiungerà il numero di dipendenti che si dimetteranno,  cioè  voi
  puntate  su tremila persone, ma fino al 2020 saranno 1.800 persone,
  non  raggiungerete il numero; arriverete ai numeri che dite voi nel
  2021.  Questa finestra, considerato il fatto che ancora  aspettiamo
  il  Ministro Madia che ci dia la certezza di prolungare  dalla  pre
  Fornero  ad  arrivare  fino  al  2020,  quest'anno  sicuramente  vi
  metterà, finalmente, a raggiungere il vostro obiettivo che è quello
  di   arrivare  a  3.000,  3.500  persone  fuoriusciti.  Vorrei  che
  l'emendamento 54.8 fosse posto in votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  proceduralmente,  è  stato   già
  assorbito.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Allora, come ho detto prima  il
  motivo  per cui abbiamo messo la finestra al 2020 era per  traslare
  il  periodo  pre Fornero e limitare l'impugnativa,  non  ho  niente
  contro ad allungare al 2021, se si può fare, aumentiamo i rischi di
  impugnativa,  però,  mi  rimetto a  voi,  se  volete  allungare  la
  finestra allunghiamola, ma aumentiamo il rischio di impugnativa..

   PRESIDENTE.    Onorevole    Lentini,   ascolti.    Proceduralmente
  l'emendameto  è  stato assorbito, evitiamo di complicare  i  lavori
  d'Aula.

   FONTANA. Chiedo di parlare sull'emendamento 54.4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
  che  ho scritto sul 54.3, in effetti, è sul 54.4. Io ritorno  sulla
  mia  proposta perché sono assolutamente convinto che se riuscissimo
  ad  approvare  questo emendamento e, quindi, a  non  penalizzare  i
  dipendenti  con  una penalità del 15 per cento,  ma  riuscissimo  a
  scendere al 10 per cento, sono convinto che la platea aumenterebbe,
  che incentiveremmo certamente il personale ad andare in pensione  e
  recupereremmo molto di più rispetto alla penalizzazione del 15  per
  cento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fontana,  ho  già  spiegato  all'onorevole
  Lentini  che,  proceduralmente,  dal  momento  che  c'è  stata   la
  riscrittura del comma 1

   FONTANA. Ma io ho chiesto al Governo di farlo proprio.

   PRESIDENTE.  Ma no, perché è stato già assorbito. Tra l'altro,  il
  Governo  ha spiegato abbondantemente che questo potrebbe  aumentare
  il rischio di impugnativa da parte dello Stato.

   FONTANA.  Non  c'entra  niente,  signor  Presidente.   E   lo   sa
  l'Assessore, lo sa anche il Presidente. Con l'impugnativa da  parte
  dello  Stato non c'entra niente la penalizzazione del 10 o  del  15
  per cento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fontana, non complichiamo i lavori  d'Aula.
  Dal  momento che li abbiamo dichiarato assorbiti si procede, si  va
  avanti con l'emendamento 54.4.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di   maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 54.12, a firma degli onorevoli Venturino
  e Fazio.

   FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 54.14 I parte, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di   maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 54.6 II Parte, a firma degli  onorevoli
  Sudano, Anselmo, Ruggirello, Sammartino e Nicotra, che è assorbito.
   Si passa all'emendamento 54.11.

   FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 54.14 II Parte, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di   maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione   Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro assorbiti gli emendamenti 54.2, 54.10, 54.1 e 54.15.

   FALCONE.  Perché è stato assorbito l'emendamento 54.15?

   PRESIDENTE. Il comma 7 è stato soppresso, onorevole Falcone. Nella
  riscrittura  dell'articolo 1 del Governo,  nel  54.18  che  abbiamo
  approvato

   FALCONE. D'accordo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 54.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  per dichiarazione di voto sull'articolo  54  perché  mi
  preme  chiarire  qualche  aspetto relativo  al  tema  del  pubblico
  impiego e dei dipendenti regionali che, nella giornata di oggi,  mi
  sembra  escano troppo maltrattati da alcune dichiarazioni che  sono
  state  formalizzate  e  formulate da alcuni  che  sono  intervenuti
  durante i lavori della giornata.
   Abbiamo  cominciato stamattina persino pensando e dicendo che  era
  necessario  riaprire  il tema dei pubblici  concorsi  per  assumere
  nuova   linfa   vitale  all'interno  dell'apparato   amministrativo
  regionale  perché questo apparato amministrativo regionale  sarebbe
  del tutto inadeguato, asfittico, demotivato, incapace.
   Nessuno  apparato  amministrativo  può  ritenersi  indenne   dalla
  necessità e dal bisogno di nuove energie e di nuovi apporti, ma  il
  sostenere  la bontà e la necessità di ipotetiche  nuove  assunzioni
  attraverso  questa sorta di descrizione di una  Armata Brancaleone'
  che  rappresenta  soltanto un peso ed un fardello  per  la  Regione
  siciliana, mi sembra davvero troppo.
   E  mi  sembra  troppo anche il rischio che stiamo  correndo  e  la
  Regione  sta correndo con l'approvazione di queste norme che  sotto
  la  definizione  di riorganizzazione, di allineamento,  in  realtà,
  espone le norme che stiamo per approvare ed alcune che abbiamo  già
  approvato,  o  ad  un giudizio di illegittimità costituzionale,  in
  forza  del Titolo III della Costituzione, articolo 36 e seguenti  o
  se passassero indenni queste norme dall' impugnativa e dal giudizio
  di   illegittimità  costituzionale,  certamente,  non  rimarrebbero
  indenni  rispetto  al  diritto  di  impugnazione  di  ogni  singolo
  destinatario della norma stessa.
   Vorrei  davvero confidare nella saggezza, nella competenza,  nella
  preparazione, soprattutto di alcuni Assessori tecnici, docenti  del
  diritto,  maestri di diritto amministrativo, ma queste  norme,  sia
  detto  con  chiarezza, si muovono all'interno di  questa  possibile
  forbice: o Corte costituzionale o giudici di merito.
   Si  possono  ritoccare le retribuzioni secondo  quella  che  è  la
  concezione,  la definizione, l'affermazione del diritto  acquisito?
  E'  possibile che un datore di lavoro mentre è in corso un rapporto
  contrattuale, unilateralmente, decida di abbattere del 10,  15,  20
  per  cento,  la  retribuzione? E' possibile dire ai lavoratori,  in
  prossimità  o  in  procinto di andare in pensione,  che  hanno  già
  confidato  su  una  determinata  quota  di  pensione,  che   questa
  pensione, invece, viene, unilateralmente, ridotta?
   Ecco perché quello che suggeriva l'onorevole Fontana, cioè un  più
  saggio apprezzamento anche con riferimento alle percentuali ed alle
  quote,  potrebbe  anche in una sintesi complessiva  essere  d'aiuto
  rispetto  ai  dubbi,  che  più  che dubbi  sono  assolutamente  una
  certezza.
   E,  allora,  a me sembra che non sia nemmeno dignitoso,  sotto  il
  profilo  politico, che una classe dirigente e politica  abbia  così
  bassa considerazione dei propri collaboratori della quotidianità.
   E  perché  non ci chiediamo, invece, talvolta - e dovrebbe  essere
  più  che  talvolta  -,  che  se l'apparato  burocratico  non  rende
  esattamente come si vorrebbe, probabilmente, la responsabilità è di
  chi  dovrebbe, meglio e più, stimolare, meglio e più, rappresentare
  e delineare obiettivi strategici da raggiungere.
   Mi   sembra   che  noi,  con  queste  norme,  volendo  raggiungere
  apparentemente obiettivi finanziari, e concludo signor  Presidente,
  in  realtà,  avremmo dovuto mettere mano ad una seria  riforma  dei
  rapporti all'interno dell'Amministrazione regionale e questa non  è
  materia da Finanziaria, benché qualche effetto finanziario,  forse,
  potrebbe avere.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  voterò a favore di queste norme. Sono intervenuto anche perché  gli
  argomenti  esplicitati dall'onorevole Ioppolo,  con  la  sua  verve
  oratoria,  mi  sembrano impropri in rapporto al  testo  che  stiamo
  approvando.
   Faccio un esempio: quando si è fatta la legge Fornero, che ricordo
  a  tutti  ha  elevato  l'età pensionabile per  tutti  i  dipendenti
  italiani pubblici e privati, paradossalmente, si potrebbe dire  che
  il sistema italiano, le singole aziende, l'amministrazione pubblica
  ha  valutato che non se ne potesse privare per un numero  di  anni,
  come  dire,  a  maggiore, cioè se partiamo da  questo  presupposto,
  anzi,  è un investimento positivo rispetto al valore dei dipendenti
  regionali  perché, con questa norma, il Parlamento  ed  il  Governo
  della  Regione dicono che i dipendenti regionali devono restare  in
  servizio per un periodo più lungo di quello che era previsto prima.
   Perché  dico questo? Noi stiamo approvando una norma,  ha  ragione
  l'onorevole  Cracolici, parliamo di quella  prima  non  di  questa,
  perché con questa norma riconosciamo ai dipendenti della Regione la
  possibilità, l'opportunità di andare prima in pensione,  se  se  la
  sentono,  perché altrimenti possono restare in servizio  fino  alla
  scadenza  naturale prevista dalla legge che vale in  tutta  Italia,
  per  offrire un'opportunità che la normativa nazionale, alle stesse
  condizioni, non è stata in grado di offrire.
   Io  ricordo a tutti - e credo che i dipendenti regionali ne  siano
  pienamente  informati  perché  stanno  dentro  le  loro   categorie
  nazionali  -  che  la normativa nazionale consente prepensionamenti
  con quote di penalizzazione molto più elevate di queste.
   Mi  permetto  di  correggere  un'altra considerazione  che  faceva
  l'onorevole Ioppolo.
   Chi  ha proposto di assumere con le formule che abbiamo già votato
  non  ha  mai  sostenuto  che  i  dipendenti  regionali  sono  degli
  incapaci.   Ha  semplicemente  sottolineato  che  alcune  categorie
  professionali sono sottodimensionate nel corpo dei dipendenti,  dei
  dirigenti  della Regione e per questo motivo è utile avviare  delle
  procedure  concorsuali  nelle forme  e  nei  modi  che  sono  stati
  stabiliti.
   Quindi,  non  c'è  nessuna svalutazione del  lavoro  che  fanno  i
  regionali. C'è un dato finanziario che non può sfuggire a nessuno e
  c'è,   ovviamente,  la  giusta  considerazione   che   un   sistema
  pensionistico che vale in tutta Italia e in tutti i settori,  fermo
  restando le specificità per esempio che riguardano gli invalidi,  è
  giusto,  è  normale,  è naturale, non dico giusto  o  sbagliato,  è
  normale che sia applicato anche ai dipendenti della Regione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  ritengo  che il Presidente della Regione sia arrivato probabilmente
  nel momento meno opportuno.
   Evidentemente dopo tre giorni di assenza durante i quali  si  sono
  consumati  una serie di passaggi legati ad articoli importanti  che
  attenevano il mondo della forestazione, del precariato, dei comuni,
  dove questa maggioranza è andata sotto in una serie di episodi.  E'
  andata sotto in maniera grave, anche, Presidente dell'Assemblea. E'
  andata  sotto  perché sono state commesse una serie di  ingiustizie
  che  hanno  riguardato  alcune categorie di lavoratori,  che  hanno
  riguardato  alcuni  settori produttivi, che  hanno  riguardato,  ad
  esempio, i comuni.
   Adesso  si  arriva  a dibattito inoltrato, ad  un  articolo  molto
  delicato  che  ha  previsto il coinvolgimento  di  tutti  i  gruppi
  parlamentari,  in  seno ai gruppi stessi, ma  in  seno  anche  alle
  commissioni  e  che ha visto in questi giorni, in queste  settimane
  una  vera  e  propria levata di scudi da parte della categoria  dei
  dipendenti regionali.
   Levata di scudi che senz'altro non è stata illegittima ma che,  al
  contrario,  affondava le sue radici in una serie di  questioni  che
  attengono  un  sistema di tutela, un sistema di  diritti  acquisiti
  negli  anni, ed è chiaro che con questi articoli, il 54  in  testa,
  noi  stiamo  andando  a  trattare tutta  una  serie  di  norme  che
  riguardano  gli  istituti  contrattuali  della  Regione,  come   la
  mobilità,  come  permessi, come indennità,  che  andavano,  invece,
  evidentemente lasciate alla contrattazione sindacale.
   Lei  saprà certamente, signor Presidente, che in queste ore  erano
  giunte  diverse richieste da tutte le organizzazioni sindacali  che
  certamente  non  attengono a una parte politica  o  l'altra,  anzi,
  molte  di  queste  organizzazioni sindacali notoriamente  non  sono
  vicine alle posizioni del mio partito, dei partiti di centrodestra,
  eppure  a quelle organizzazioni sindacali avevamo detto che avremmo
  mantenuto un impegno.
   L'impegno  era quello di incontrare i Capigruppo con il Presidente
  dell'Assemblea, con il Governo, ma questo impegno evidentemente non
  è  stato  possibile  - da parte della Presidenza  dell'Assemblea  -
  essere mantenuto.
   Il  risultato  è  che  adesso noi stiamo con un  colpo  di  spugna
  togliendo  una  serie  di  diritti  acquisiti  rispetto  ai   quali
  inevitabilmente riceveremo una serie di impugnative  da  parte  dei
  dipendenti regionali che finiranno di fronte ai giudici di  merito,
  di fronte alla Corte Costituzionale, una serie di diritti acquisiti
  che  riguardano dei tagli, come quello ad esempio del 2015  e  2016
  che  si  aggirano, anzi, che in maniera chiara, netta, sono del  10
  per cento, come quelli del 2017 e 2020 che riguardano, addirittura,
  il  15  per  cento e che, secondo le clausole contrattuali  che  si
  andranno  a  determinare  proprio contro  i  dipendenti  regionali,
  finiranno  addirittura  ad una fascia, con lo  schizzare  in  alto,
  verso una fascia del 22 per cento.
   E'  chiaro che, con una fascia del 22%, nessuno andrà in pensione,
  è  chiaro  che con una fascia di questo tipo nessuna armonizzazione
  del  sistema  pensionistico regionale,  così  come  questo  Governo
  prevedeva,  potrà attuarsi, perché è chiaro che non si può  in  una
  notte  trasformare  lo  status  di un  dipendente  da  regionale  a
  statale.
   Lo  diceva  bene l'onorevole Ioppolo prima: come si può immaginare
  di  tagliare unilateralmente le condizioni contrattuali tra le  due
  parti,  come  può  decidere  il datore di  lavoro  di  mortificare,
  addirittura  arrivando  a far schizzare al  22%  questi  tagli?  E'
  chiaro che la risposta la conosciamo tutti: questo non si può fare,
  i  dipendenti  regionali  non solo insorgeranno  ma  finiranno  con
  l'impugnare  legittimamente questi atti e la  Regione,  ancora  una
  volta,  si  ritroverà  con  debiti fuori  bilancio,  con  buchi  da
  risanare e tutto questo sulle spalle dei Siciliani come sempre.
   Per questa ragione, ovviamente, noi dichiariamo di essere contrari
  a  questo articolo, per questa ragione, tra l'altro, le dico già da
  adesso,  signor  Presidente, che su questo articolo  chiederemo  il
  voto segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendoci altri iscritti  a  parlare,  pongo  in
  votazione l'articolo 54 così come emendato.
   C'è  una  richiesta  di  voto  segreto,  da  parte  dell'onorevole
  Falcone.

   FALCONE. La ritiro.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                               «Art. 57
                    Gestione centralizzata acquisti

   1.  Nell'ambito dell'Assessorato regionale dell'economia, al  fine
  di  razionalizzare e ridurre la spesa pubblica regionale,  per  gli
  acquisti di beni e servizi è istituito l'Ufficio  Centrale Unica di
  committenza  per l'acquisizione di beni e servizi , unico  soggetto
  aggregatore  per  la  centralizzazione degli  acquisti  di  beni  e
  servizi.

   2.  L'Ufficio  funge  da  centrale unica di  committenza  per  gli
  acquisti   di  beni  e  servizi  oltre  che  per  i  diversi   rami
  dell'Amministrazione regionale anche per gli enti e le aziende  del
  servizio  sanitario  regionale,  per  gli  enti  regionali  di  cui
  all'articolo l della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e per le
  società  a  totale o maggioritaria partecipazione regionale,  ferme
  restando le competenze attribuite agli UREGA in materia di  appalti
  di  lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale
  12 luglio 2011, n. 12.

   3.   In  deroga  a  quanto  previsto  nei  commi  precedenti,   il
  dipartimento   regionale  della  Protezione  civile   è   la   sede
  istituzionale    dell'Ufficio   Gare   delle   attività    relative
  all'attuazione  di  interventi che riguardano opere  di  protezione
  civile, anche attraverso l'impiego di piattaforma telematica.

   4.  I  soggetti  di  cui  ai commi l e  3  e  gli  Uffici  di  cui
  all'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12  possono
  ricorrere,  senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale,
  ad   apposite   convenzioni,  previa  deliberazione  della   Giunta
  regionale,  con  altre  Amministrazioni  pubbliche  o   società   a
  partecipazione  pubblica che risultino adeguate, sotto  il  profilo
  organizzativo  e tecnologico, alla gestione degli appalti  pubblici
  relativi alle richiamate attività di competenza.

   5.   Con   deliberazione  della  Giunta  regionale,  su   proposta
  dell'Assessore  regionale per l'economia è  definita  la  dotazione
  organica  dell'Ufficio cui deve essere assegnato personale  già  in
  possesso  di adeguata professionalità ed esperienza in  materia  di
  appalti di forniture di beni e servizi.

   6.  Al  fine  di concorrere al raggiungimento degli  obiettivi  di
  contenimento  e  razionalizzazione  della  spesa  pubblica,   dalla
  definizione  delle  procedure  di  cui  al  comma  precedente  sono
  soppressi  gli Uffici o strutture altrimenti denominate, in  ordine
  ai   quali   sono   riconducibili  competenze   che   costituiscono
  duplicazione delle attività ascritte all'Ufficio  Centrale Unica di
  committenza  per l'acquisizione di beni e servizi ,  ai  sensi  del
  presente articolo.

   7.  La  soppressione di cui al comma 6 è disposta con decreto  del
  Presidente  della Regione, previa delibera della Giunta  regionale,
  su  proposta dell'Assessore regionale per le autonomie locali e  la
  funzione pubblica, a seguito di apposita ricognizione.

   8.  Con decreto dell'Assessore per l'economia, da emanare entro il
  31  dicembre  di  ogni anno, è adottato un piano  strategico  degli
  acquisti  che individua le categorie merceologiche dei beni  e  dei
  servizi di cui al comma 2. Con il decreto di cui al presente  comma
  sono, altresì, individuate le relative modalità di attuazione e gli
  importi,  riferiti a ciascuna categoria merceologica, al  di  sotto
  dei  quali  può  non sussistere l'obbligo del ricorso  al  soggetto
  aggregatore di cui al comma 1.»

   All'articolo  57   sono  stati presentati i seguenti  emendamenti:
  57.1 dell'onorevole Falcone e 57.2 dell'onorevole Alongi.

   FALCONE. Lo ritiro.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Sono stati presentati dal Governo gli emendamenti 57.3
  I parte, 57.3 II parte, 57.3 III parte e 57.3 IV parte.

   Si   passa   all'emendamento  57.3  I  parte.  Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  57.3  II  parte.   Il  parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  57.3  III  parte.   Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  57.3   IV  parte.   Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 57, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 58.  Ne do lettura:

                               «Art. 58
        Nuovo assetto dell'Assessorato regionale dell'economia

   1.  All'articolo 8, comma l, lettera c) della legge  regionale  29
  dicembre  1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni,  dopo
  le  parole  Risparmio , sono aggiunte le parole:  Centrale unica di
  committenza per acquisti di beni e servizi .

   2.  Alla Tabella A della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni, come sostituita dalla Tabella
  A  dell'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008,  n.  19,
  dopo  le parole  Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
  -  Dipartimento  Bilancio  e  tesoro -  Ragioneria  generale  della
  Regione   sono  aggiunte  le parole  ,Controllo  spesa  pubblica  e
  programmazione  economica  (DEF) e  dopo  le  parole   Dipartimento
  regionale finanze e credito  sono aggiunte le parole  del demanio e
  del  patrimonio . All'articolo 7, comma 1, lettera c)  della  legge
  regionale  29  dicembre  1962,  n. 28  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  dopo  le parole  regolarità amministrativo-contabile
  sono  aggiunte le parole  compresi i controlli sugli enti  pubblici
  economici e sulle partecipate della Regione siciliana  e le  parole
   committenza unica per l'acquisto dei beni e dei servizi .

   3.  Ogni  riferimento  normativo, regolamentare  o  amministrativo
  relativo  alle competenze attribuite all'Assessorato dell'economia,
  ai sensi dell'articolo 8, comma l, lettera c) della legge regionale
  n. 29 dicembre 1962, n. 28  e successive modifiche ed integrazioni,
  deve  intendersi  riferito unicamente ai dipartimenti  regionali  e
  alle altre articolazioni interne dell'Assessorato dell'economia.

   4.  Al  fine  di consentire l'immediata attuazione delle  presenti
  disposizioni,  improntate  a  criteri  dì  efficienza   dell'azione
  amministrativa  e,  al  contempo, di  contenimento  della  relativa
  spesa,   la   ripartizione   e  la  modifica   delle   attribuzioni
  dell'Assessorato  regionale dell'economia  che  scaturiscono  dalla
  presente   legge  e  la  relativa  articolazione  organizzativa   e
  funzionale delle strutture intermedie, in misura ridotta del trenta
  per   cento,   nonché   degli   Uffici  alle   dirette   dipendenze
  dell'Assessore,  sono determinati, nelle more dell'iter  richiamato
  dall'articolo  3, comma 2, della legge regionale 16 dicembre  2008,
  n.   19,   con   delibera  della  Giunta  regionale   su   proposta
  dell'Assessore per l'economia.

   5.  All'articolo  2,  comma 6, della legge regionale  16  dicembre
  2008,  n. 19 le parole  dipartimento regionale bilancio e tesoro  -
  Ragioneria  generale della Regione  sono sostituite con  le  parole
   dell'Ufficio speciale di cui al comma 6 ter dell'articolo 20 della
  legge  regionale  12  maggio 2014 n. 11 e successive  modifiche  ed
  integrazioni .

   6.  Al  comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale  15  maggio
  2000,  n.  10, dopo le parole  finanze e credito  sono aggiunte  le
  parole    e  dei  dirigenti  responsabili  degli  Uffici   speciali
  incardinati presso il medesimo .

   7.   Il  Ragioniere  generale  della  regione  è  autorizzato   ad
  effettuare  le  variazioni  di bilancio  discendenti  dal  presente
  articolo.»

   Sull'articolo  58  c'è una riscrittura del Governo,  l'emendamento
  58.5.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questo
  articolo   presentato  dal  Governo,  l'emendamento  58.5,   è   un
  emendamento   molto  corretto  che  di  fatto  dà  la   possibilità
  all'Assessorato per l'economia non solo di avere un  nuovo  assetto
  istituzionale,  ma  riesce  ad  operare  meglio  nell'attività   di
  controllo   e   di   trasparenza  nell'ambito  dell'Amministrazione
  regionale,  anche  per quanto concerne le società  partecipate,  ma
  ritengo  che  sia necessario, trattando quest'articolo 58,  potersi
  collegare  con la soppressione, direi immediata, dell'articolo  55,
  perché  è  una  controtendenza voler di  fatto  dare  l'opportunità
  all'Assessorato  per  l'economia di avere una  pianificazione,  una
  conoscenza a 360 sulla materia contabile regionale, e nello  stesso
  tempo  avere  un  articolo 55 che invece rappresenta  un'assurdità,
  perché  l'articolo  55, che dovrebbe essere proprio  di  competenza
  dell'Assessorato  per  l'economia, in una  finanziaria  diventa  di
  competenza  dell'Assessorato alle autonomie locali, e  chissà  come
  mai   oggi,   in   questa   finanziaria,  diventa   di   competenza
  dell'Assessorato alle  infrastrutture.
   Allora,  dobbiamo muoverci con una certa logicità e non a zig-zag,
  perché  il  sistema  informativo regionale  nasce  come  competenza
  dell'Assessorato per l'economia, perché è l'economia che deve avere
  il  coordinamento  sull'informatizzazione della  Regione  siciliana
  anche  nel  collegamento con le amministrazioni  locali  e  con  le
  società  partecipate. Non so come mai già nella passata finanziaria
  qualcuno  aveva  interpretato questa norma, dandone  le  competenze
  all'Assessorato alle autonomie locali, probabilmente per  collegare
  meglio i Comuni, guarda caso con la Regione, ma oggi, ritengo che è
  un'assurdità,   parlando  di  coordinamento  dell'Assessorato   per
  l'economia,   dare   le   competenze   del   servizio   informatico
  all'Assessorato alle infrastrutture, al che proporrei, se  dobbiamo
  veramente  creare  le  condizioni di  una  razionalizzazione  della
  macchina amministrativa, l'articolo 55 o deve considerarsi di fatto
  già  incluso  nella programmazione che si fa con l'Assessorato  per
  l'economia  o  allora  sic et simpliciter  ritengo  che  approvando
  l'articolo  58 si ritiene soppresso l'articolo 55 che  riguarda  il
  sistema  informativo regionale, non vorrei che alle 18.15  parliamo
  di dare all'Assessorato per l'economia un ruolo di coordinamento  e
  di  controllo, alle 19.15 diamo all'Assessorato alle infrastrutture
  una competenza che non le è propria.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cimino,   capisco   benissimo   il   suo
  ragionamento, però procediamo con ordine, anche perché all'articolo
  55  ci  sono  diversi emendamenti soppressivi per cui,  se  il  suo
  ragionamento  sarà  condiviso dall'Aula potremo,  quando  torneremo
  all'articolo   55,   comportarci   di   conseguenza.    Si    passa
  all'emendamento 58.4, dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  58.5. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Essendo   approvato  l'emendamento  58.5,  che  è  di
  riscrittura  dell'art.  58, si può passare all'esame  dell'articolo
  35.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, capisco
  che  dobbiamo procedere, siamo d'accordo con l'articolo 35, però  o
  ritorniamo  al 31 o andiamo in avanti, oppure concludiamo,  abbiamo
  tre  tomi, dall'1 al 30 l'abbiamo fatto (quasi) poi dal 31 al 60  e
  poi dal 61 alla fine, vediamo di fare un lavoro

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ci siamo dati un ordine  stamattina
  e  il  Presidente  lo  aveva anche preannunciato.  Stiamo  seguendo
  questa  tabella dopo di che non c'è nessun problema tanto  dobbiamo
  farli,  non è un problema. Adesso probabilmente visto anche,  scusi
  onorevole Falcone, l'intervento dell'onorevole Cimino probabilmente
  a seguire trattiamo l'articolo 55. Si torna all'articolo 55.

   FALCONE. Va bene.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, io volevo chiedere, abbiamo votato  il
  58.5  ma  c'era  un nostro emendamento il  58.2 che  nonostante  la
  riscrittura non decade, perché invece di collegarsi al comma 6,  si
  collega  al  comma  4. Volevo capire perché non  l'abbiamo  votato.
  Praticamente aggiunge dopo le parole

   PRESIDENTE.  Si, così come ho avuto il conforto degli Uffici.  Dal
  momento che si passa ad una riscrittura intera dell'articolo, e  di
  fatto   viene   approvato,   tutti   gli   emendamenti   presentati
  all'articolo decadono. Tutto qui.
   Si passa all'esame dell'articolo 55. Ne do lettura.

                               «Art. 55
                     Sistema informativo regionale

   1.   L'Ufficio  per  l'attività  di  coordinamento   dei   sistemi
  informativi regionali e per l'attività informatica della Regione  e
  delle  Pubbliche  amministrazioni regionali,  istituto  nell'ambito
  dell'assessorato regionale delle autonomie locali e della  funzione
  pubblica con l'articolo 35 della legge regionale 15 maggio 2013, n.
  9,  ai  sensi del comma 7 dell'articolo 4 della legge regionale  15
  maggio 2000, n. 10, dall'entrata in vigore della presente legge,  è
  trasferito, unitamente al personale in servizio presso  lo  stesso,
  all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.

   2.  Il  personale  dell'Amministrazione regionale  con  specifiche
  competenze   informatiche  in  servizio  presso   gli   assessorati
  regionali,  è  assegnato,  dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  all'Ufficio per l'attività di  coordinamento  dei
  sistemi  informativi regionali e per l'attività  informatica  della
  Regione  e  delle Pubbliche amministrazioni regionali. Le strutture
  intermedie  dei  dipartimenti  regionali  che  svolgono  competenze
  informatiche  e/o  di gestione di centri di elaborazione  dati  dei
  singoli assessorati sono soppresse.

   3.  Al  fine di provvedere alla sostituzione del personale a tempo
  determinato  impiegato dalla società in house Sicilia e-Servizi,  i
  dipendenti regionali in possesso di specifiche competenze  tecnico-
  informatiche, correlate alle attività della società, già  assegnati
  all'Ufficio  di  cui  al  comma  1, possono  essere  utilizzati  in
  assegnazione temporanea, ai sensi dei vigenti contratti  collettivi
  regionali  di lavoro, dalla società in house Sicilia e-Servizi,  in
  base al fabbisogno dalla stessa rilevato.

   4.  Al  comma 2 dell'articolo 56 della legge regionale  27  aprile
  1999,  n. 10 le parole  Assessore regionale per le Autonomie locali
  e  la  funzione  pubblica  sono sostituite dalle parole   Assessore
  regionale per le infrastrutture e la mobilità .

   5.  Alla  lettera  g) del comma 1, dell'articolo  8,  della  legge
  regionale  29  dicembre  1962,  n. 28  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono aggiunte le parole  Attività informatiche  della
  Regione  e  della  pubblica  amministrazione  regionale  e  locale;
  coordinamento di sistemi informativi . Alla lettera f) del comma  1
  dell'articolo  8 della legge regionale 29 dicembre 1962,  n.  28  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,   le   parole    Attività
  informatiche   della  Regione  e  della  pubblica   amministrazione
  regionale  e  locale: coordinamento di sistemi  informativi ,  sono
  soppresse.

   6. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, con proprio
  decreto,  ad  effettuare le necessarie variazioni di  bilancio  per
  l'attuazione del presente articolo.»

   Siamo  a pagina 154. I primi 4 emendamenti, il 55.3, 55.7, 55.9  e
  55.10   sono  tutti  e  quattro  soppressivi.  Volevo  sapere   dai
  presentatori se vengono mantenuti? Vengono mantenuti.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sul   sistema
  informativo regionale io volevo dei maggiori chiarimenti  da  parte
  dell'assessore  perché  studiando la questione,  noi  non  possiamo
  analizzare  o cambiare attualmente il sistema se non conosciamo  il
  passato.
   Questo  Parlamento,  nella  scorsa finanziaria,  ha  tracciato  un
  percorso   cioè   l'idea  condivisa  da  tutti,   era   quella   di
   internalizzare' un servizio perché è sotto gli occhi di tutti  che
  la  società  che  era  stata creata appositamente  per  portare  la
  Regione  nell'era dell'informatizzazione di fatto  l'unico  effetto
  che  ha  avuto è stato quello di tenere per il bavero il Governo  e
  tutta  la Regione, perché quando a  Sicilia e-Servizi' gli  vengono
  affidati  tutta  una  serie di interventi,  ma  se  queste  persone
  vengono  a mancare che poi pongono sotto ricatto l'intera  Regione,
  allora   l'idea   era  l'internalizzazione.   Si  era   creato   un
  coordinamento,  quindi  un Ufficio. Venivano  soppressi  tutti  gli
  altri e quindi creare questo coordinamento. Ora però l'idea si  sta
  cambiando  perché in Commissione l'Assessore parlava  di  avere  la
  testa  non più alla funzione pubblica ma alle infrastrutture  e  il
  braccio operativo a  Sicilia e-Servizi' con la opportunità anche di
  trasferire  personale  regionale ad una  partecipata.  Naturalmente
  questo  è  un  passo  indietro rispetto a prima perché  l'idea  era
  invece  nostra,  quindi i nostri uffici, il nostro  dipartimento  a
  gestire  l'informatizzazione. Quindi  quello  che  attualmente  noi
  chiediamo,  e  per  questo motivo c'è il soppressivo,  è  mantenere
  l'internalizzazione del servizio. Grazie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, io in verità  devo
  dire   che  condivido  l'impostazione  dell'articolo  55  nel   suo
  complesso  tranne  che  il  comma 3, quindi  inviterei  l'Assessore
  Leotta   a  sottoscrivere, o all'Assessore Baccei,  un  emendamento
  soppressivo del  comma  3 e porre in  votazione l'articolo.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Turano. Mi riferiscono gli Uffici che
  ci  sono già diversi emendamenti soppressivi del comma 3. Pongo  in
  votazione l'emendamento 55.3.

  Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.3

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, Si  procede  alla  verifica  dei
  richiedenti.  Siccome ogni volta che abbiamo  a  che  fare  con  il
  sistema elettronico succedono problemi, e poi sono sotto lo sguardo
  severo  dell'onorevole Cordaro, vi pregherei  di  fare  attenzione.
  Stiamo procedendo  per verificare chi appoggia la richiesta di voto
  segreto.

                     (Si procede con la verifica)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  55.3. Chiarisco il significato  di  voto:  chi  è
  favorevole  alla  soppressione vota verde;  chi  è  contrario  alla
  soppressione vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          57
   Contrari            14

                            (E' approvato)

   Quindi l'articolo 55 è soppresso.

   PRESIDENTE. Si torna all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35
                Amministrazione delle società a totale
             o maggioritaria partecipazione della Regione

   1.    A   decorrere  dal  primo  rinnovo  degli  organi  societari
  successivo  alla  data di entrata in vigore della  presente  legge,
  all'Amministrazione  delle  società controllate  dalla  Regione  si
  applicano le disposizioni seguenti:

   a) nelle società che svolgono attività di "in house providing" per
  la  Regione siciliana, l'amministrazione è affidata, in  linea  con
  quanto  previsto  dall'articolo 4, comma 4,  del  decreto  legge  6
  luglio  2012, n. 95 e successive modifiche e integrazioni,  per  un
  periodo  non inferiore a tre e non superiore a cinque anni,  ad  un
  amministratore unico;

   b)  nelle  altre  società, a totale o maggioritaria partecipazione
  della  Regione  siciliana,  l'amministrazione  è  affidata  ad   un
  consiglio di amministrazione con durata triennale, composto  da  un
  presidente  e  due  consiglieri,  che  può  nominare  tra  i   suoi
  componenti un amministratore delegato, stabilendone i poteri  e  le
  funzioni  in  conformità  a  quanto  appositamente  previsto  dallo
  statuto di ciascuna società.

   2.  Le  cariche  di  amministratore unico o  delegato  di  cui  al
  precedente comma sono rinnovabili una volta sola.

   3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20, comma 4, della
  legge  regionale  12  maggio 2010, n. 11, qualora  l'amministratore
  unico  o  l'amministratore delegato ricopra anche  le  funzioni  di
  direttore  generale,  il limite massimo del  trattamento  economico
  annuo  omnicomprensivo  è pari alla somma delle  voci  retributive,
  spettanti  ai dirigenti generali della Regione siciliana,  riferite
  unicamente  alle  seguenti componenti: a) stipendio  tabellare;  b)
  retribuzione di posizione prevista dall'articolo 15 numeri  l  e  2
  del  Decreto del Presidente della Regione 11 novembre 1999, n.  26;
  c) retribuzione di posizione, nella misura massima decurtata del 20
  per  cento;  d)  retribuzione di risultato,  di  cui  al  contratto
  collettivo regionale di lavoro dell'Area della Dirigenza. Lo stesso
  trattamento   spetta  al  direttore  generale  nel  caso   in   cui
  l'amministratore unico o delegato non ricopra anche le funzioni  di
  direttore generale.

   4.  Il  limite  massimo di cui al comma 3, per gli  amministratori
  unici  o   delegati  che ricoprano anche le funzioni  di  direttore
  generale,  è  ridotto del trenta per cento, per le società  con  un
  numero di dipendenti inferiore a quattrocento o con un valore della
  produzione inferiore a quindici milioni di euro.

   5.  Per le società di cui al comma 1, i limiti di cui all'articolo
  20,  comma  4  della legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  sono
  ridotti del 30 per cento.

   6.  Le  cariche di amministratore unico e amministratore  delegato
  possono  essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso  di
  adeguata  e  comprovata professionalità e, nel  caso  previsto  dal
  precedente  comma  3, sono incompatibili con l'esercizio  d'impresa
  e/o   l'esercizio  di  qualsiasi  altra  attività,  sia  di  lavoro
  autonomo, sia di lavoro dipendente anche occasionale.

   7.  L'Assessorato  regionale dell'economia esercita  il  controllo
  analogo e ne stabilisce le modalità. Le società conformano i propri
  statuti alle disposizioni dell'Assessorato.

   8. L'Assessorato regionale dell'economia procede alla verifica del
  Piano  Operativo  Strategico (POS), del Piano  dei  Servizi  e  del
  Personale,  del  Piano  Economico Annuale  (PEA)  e  dell'andamento
  gestionale trimestrale.

   9.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, le società di cui al comma l dell'articolo 20 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  adeguano  i propri statuti alle  prescrizioni  della
  presente legge.»

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sull'articolo 35
  inviterei questa Presidenza e il Governo a  ..

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi capisco che  magari  un  poco  di
  stanchezza  comincia ad affiorare ma cerchiamo di  non  trasformare
  l'Aula. Prego onorevole Falcone.

   FALCONE.  Signor  Presidente io stavo leggendo l'articolo  35.  Io
  credo che sull'articolo 35 vada fatta una approfondita riflessione,
  perché  noi  stiamo  facendo questa finanziaria  lacrime  e  sangue
  basata  tutta sul contenimento della spesa, sulla razionalizzazione
  e  comunque  su sacrifici che stiamo chiedendo a tutti i  siciliani
  indistintamente.
   Ora  l'articolo  35  che  dovrebbe teoricamente  rappresentare  un
  momento  di  efficientamento  delle società  partecipate  in  house
  providing  e le altre partecipate, in effetti rischia di  rivelarsi
  un  articolo che può alzare i tetti degli amministratori,  ancorché
  unici e non raggiungere, invece, gli effetti sperati.
   Soprattutto il comma 1 alla lettera b) quando prevede che  possono
  essere  nominate,  nelle  altre società,  sino  a  tre  componenti,
  all'interno   del   consiglio  di  amministrazione,   nominare   un
  amministratore unico che, come recita il successivo  comma  3,  nel
  caso  in  cui  accorpasse  in sé anche  la  funzione  di  direttore
  generale può avere un trattamento pari al dirigente generale  della
  Regione  siciliana,  noi stiamo -  anziché contenere  la  spesa  -,
  creando  i  presupposti per innalzare la spesa e allora io  qua  mi
  fermerei   per   dire,  e  lo  dico  al  vicepresidente   che   può
  rappresentare il Governo, è entrato l'assessore Baccei,  io  invito
  il  Governo a ritirare questo articolo, onde evitare che  si  possa
  andare, o comunque a sospenderlo,  per vedere una riscrittura

   CORDARO. Ma  che sospendere, passerà

   FALCONE.  Passerà, ma dobbiamo capire dove passerà, se passa  agli
  atti  che va poi a Roma o se va nel cestino. Io vorrei evitare  che
  andasse  nel  cestino, quindi invito il Governo a  ritirare  questo
  articolo,  non è utile ai fini dell'efficientamento della  Pubblica
  Amministrazione, rischia di essere falcidiato come  l'articolo  55,
  nessuno  di  quest'Aula, sentendo il clima, è  d'accordo,  evitiamo
  stillicidi ed andiamo avanti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, come lei sa mi sono astenuto
  finora a dare il mio modestissimo contributo a questo dibattito. Ma
  leggendo  il comma 3 di questo articolo, vorrei invitare il  quarto
  uomo,  Baccei,  ad  accomodarsi.  Io  devo  convincere  l'assessore
  Bacceri, ci sono novità assessore?

   BACCEI, assessore per l'economia. Sto accantonando.

   MILAZZO. Siccome io la voglio convincere ancora di più, visto  che
  lei lo vuole accantonare, ma lei lo deve ritirare e le dico perché.
  Ormai  è  partito il treno, visto che voi prendete i treni,  questo
  non lo potete fermare, ormai sono in pieno slancio.
   Secondo  lei  assessore,  poco fa abbiamo  parlato  ai  dipendenti
  regionali  e  gli  abbiamo  detto che  sono  chiamati  a  fare  dei
  sacrifici.  Abbiamo chiamato altre categorie a fare dei  sacrifici.
  Non  commentiamo  il fatto che avete chiamato altri  per  eventuali
  assunzioni,  ma stendiamo un velo pietoso.  Il punto  è,  assessore
  Baccei,  ma  lei se la sente di difendere il comma  3?  Che  leggo:
   fermo   restando   quanto   previsto  all'articolo   20,   qualora
  l'amministratore unico o l'amministratore delegato ricopra anche le
  funzioni  di  direttore generale  voi lo equiparate a un  dirigente
  regionale: 100.000 euro,  il CdA è composto, 50.000 vanno a  lui  e
  25.000  a ciascuno dei due consiglieri. Voi lo porterete a  160.000
  euro.
   Ora  lei  prenderà la parola e leggerà la norma e  me  la  spiega,
  prende la tabellina,  e lei che ha visto nell'onorevole Milazzo  un
  suo  grande  sostenitore -  noi le abbiamo dato un  mandato  pieno,
  lavori,  e poi a consuntivo deve certificare tutte le cose che  lei
  ha sostenuto. Lei sta difendendo un impianto nella manovra, nessuno
  glielo  vuole toccare perché poi lei prenderebbe avanti diciamo  al
  mio  paese  e  direbbe  ah perché mi hanno toccato l'articolo  x  o
  l'articolo  y   ci vedremo a luglio, e io le auguro  per  amore  di
  tutti  i  siciliani  che la sua mission vada a buon  fine.  Andiamo
  all'articolo  3  al  comma  3, lei mi  deve  garantire,  visto  che
  Presidente   Venturino  ci  siamo  dilettati  a  dire   il   parere
  dell'assessore  se  c'è  aumento di spesa, quante  volte  l'abbiamo
  detto sugli emendamenti dei parlamentari, ora io la domanda è secca
  con  questo  comma  3 noi aumentiamo il compenso  di  questi  super
  uomini  che faranno tre cose contemporaneamente, questo è il punto,
  ora lei prenderà la parola e mi deve rassicurare.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Milazzo, onorevole  Cancelleri  e  a
  seguire l'onorevole Di Giacinto, ascoltiamo tutti assessore  e  poi
  così facciamo una replica a conclusione degli interventi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  collega  Milazzo le posso rispondere io, c'è aumento di spesa,  c'è
  aumento di spesa e lo sa perché? Perché questa norma scritta in  un
  altro modo, è la stessa che c'era l'anno scorso, ed è la stessa che
  abbiamo  bocciato  l'anno scorso. L'assessore Baccei  non  è  delle
  nostre  zone però le pratiche le ha imparate abbastanza in  fretta,
  perché  sono le stesse che sapevano già i suoi predecessori. L'anno
  scorso  con  una norma in finanziaria si è cercato di  togliere  il
  tetto  di  cinquantamila euro a chi facesse  il  direttore  di  una
  società  partecipata  che è di cinquantamila euro,  lo  andavano  a
  togliere  andandolo a parificare a centosessantamila euro.  Non  ci
  siamo  riusciti,  era troppo lampante l'anno scorso,  era  talmente
  lampante  che  l'Assemblea Regionale prima in commissione,  poi  in
  Aula  ha  deciso che questa cosa non doveva essere.  Quest'anno  lo
  scrivono  un attimino diversamente come se i riferimenti normativi,
  come se tutte le altre cose fossimo talmente tanto incapaci da  non
  riuscirli ad andare a trovare.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE

   CANCELLERI.  Siamo stanche di sta roba, siamo stanchi,  quando  vi
  mettete  poi lì a dire che non ci sono i soldi per pagare i  ticket
  alle  persone  e  prendiamo  soldi ai  cittadini,  e  non  riuscite
  veramente  a trovare queste cose qua. Queste sono delle  norme  che
  sono  degli  spot,  ditelo alle persone che  togliete  i  soldi  ai
  cittadini  normali,  fate  mutui per  2,7  miliardi  congelando  le
  aliquote  dell'Irap  e  dell'Irpef condannando  la  Sicilia  per  i
  prossimi  trent'anni ad essere la regione più tassata  d'Italia,  e
  poi  ve  ne uscite con queste porcate. Abbia per favore la cortesia
  di ritirare questo comma 3 immediatamente.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
  volevo spiegato il comma 6 di questo articolo, che così recita   le
  cariche  di amministratore unico o amministratore delegato  possono
  essere  conferite esclusivamente a soggetti in possesso di adeguata
  e  comprovata professionalità  e fin qui va bene, poi  c'è   e  nel
  caso  previsto  dal  precedente  comma  3  sono  incompatibili  con
  l'esercizio d'impresa, l'esercizio di qualsiasi altra attività  sia
  di  lavoro  autonomo sia di lavoro dipendente e anche occasionale ,
  cioè nessuno praticamente.

   BACCEI, assessore per l'economia. Allora provo a rispiegare questa
  norma,  che  è  stata  totalmente fraintesa. Innanzitutto  i  tetti
  rimangono quelli che già c'erano per i Presidenti, per i membri dei
  consigli,  e  dei  collegi  rimangono uguali,  non  li  ha  toccati
  nessuno, per cui chi è andato a dire che si fa, non si fa niente, i
  tetti  rimangono uguali. Quello che non c'è oggi è il tetto per  il
  direttore generale, e qua si va ..

   MILAZZO G. Perché non mettete il riferimento normativo.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Quello che si  sta  dicendo  in
  questa  norma,  e fermi restando i tetti che ci sono oggi,  qualora
  l'amministratore  coincida  col direttore,  oggi  abbiamo  casi  di
  società dove l'amministratore prende il tetto, dovrebbe prendere il
  tetto  che è cinquantamila euro e c'è un direttore generale che  ne
  guadagna    duecentocinquanta.   Stiamo   dicendo,   che    laddove
  l'amministratore coincide con il direttore generale, non calcolo 50
  mila  +  250  mila = 300 mila, ma gli do 140 mila. Non solo  quella
  persona non deve fare altro, cioè, fa il direttore generale a tempo
  pieno,  non ha altri incarichi,  mentre oggi ci sono delle  persone
  che guadagnano 250 mila euro e hanno altri incarichi.
   Quindi,  non solo riduco i compensi, ma impedisco loro di lavorare
  da altre parti, per cui la riduzione di spesa è di tutta evidenza.
   Non capisco perché si sia interpretata la norma in maniera opposta
  a  quello che è lo spirito della norma. Sono stato chiaro? L'ho già
  spiegato  in  Commissione, lo spiego un'altra volta, se  volete  la
  togliamo, se la togliamo la spesa è più alta, sarà come volete voi.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.41)

   La seduta è ripresa.

   BACCEI , assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI , assessore per l'economia. Signor Presidente, proprio  per
  lasciare   invariati  i  tetti  abbiamo  previsto   delle   diverse
  fattispecie. Oggi ci sono dei tetti che riguardano l'amministratore
  unico,  il presidente, i membri del consiglio di amministrazione  e
  il collegio dei revisori.
   Questi  tetti  rimangono  tutti uguali  però  le  figure  come  il
  presidente  o l'amministratore unico rivestono delle responsabilità
  e hanno un compenso abbastanza ridotto che è di cinquantamila euro,
  quaranta mila euro, è stato ridotto. Non mi ricordo esattamente.
   A  queste  persone, se continuano a rivestire a questo ruolo,  con
  quarantamila  euro, stiamo parlando di un stipendio basso,  possono
  ricoprire altri incarichi.
   Se  la  persona ricopre altri incarichi, la persona non  riesce  a
  gestire  la  società, perché sono società con settecento,  duemila,
  tremila  dipendenti, con responsabilità, non li  può  gestire  come
  succede  oggi,  una persona che sta lì mal che  vada  un  giorno  a
  settimana.
   La   figura  gestionale  è  quella  di  direttore  generale  o  di
  amministratore  delegato. La norma dice se  l'amministratore  unico
  coincide  con  il direttore generale, questa persona deve  fare  il
  lavoro a tempo pieno, non può avere altri incarichi e può percepire
  una  retribuzione massima che è divisa in due fattispecie,  per  le
  società  più  grandi, dove più grandi è riferito a  due  parametri,
  valore  della  produzione  e  numero  dei  dipendenti,  prende  uno
  stipendio  che è circa centoquarantamila euro, complessivo,  quindi
  sommando  la  retribuzione di amministratore unico e  di  direttore
  generale, o di amministratore delegato e di direttore generale.
   Se invece, le figure non coincidono chiaramente come presidente, o
  amministratore unico ritorniamo nella fattispecie di prima, possono
  fare  altri  ruoli e prenderanno i tetti di oggi e  quel  tetto  si
  applica  al  direttore  generale che  in  questo  caso  può  essere
  diverso.
   Lasciamo aperta la doppia opzione.
   Questo  rispetto ad oggi, ripeto specialmente in due, tre casi,  è
  un risparmio perché oggi applico il tetto all'amministratore unico,
  ma il direttore generale lo pago di più del tetto di oggi.
   Per  cui è un risparmio, non vedo come possa essere un aumento  di
  spesa. Ovviamente lo possiamo applicare al prossimo rinnovo che  ad
  oggi non posso applicare se invece rimangono gli organi in carica.

   PRESIDENTE.  Dopo questo chiarimento si mantengono gli emendamenti
  soppressivi?   Onorevole   Ciaccio,  primo   firmatario,   mantiene
  l'emendamento soppressivo?

   CIACCIO. Sì lo mantengo.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  35.2  che   prevede   la
  soppressione dell'articolo. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 35.1. Onorevole  Cordaro  lo
  mantiene o lo ritira?

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  colgo nell'Aula un momento di incertezza che le ho rappresentato  e
  torno a rappresentarle. E' un articolo molto serio, così come molti
  altri,  alcuni invece io non li considero tali, rispetto a  questo,
  signor Presidente, considerato che le argomentazioni dell'assessore
  sono  comunque  argomentazioni che hanno un pregio ma  che  non  ci
  convincono  fino in fondo volevamo avere il tempo di  approfondirle
  ed è la ragione per la quale le chiedo nuovamente di accantonare la
  votazione  di  questi  emendamenti perché  ci  potrebbe  essere  ad
  esempio una soluzione che potrebbe essere quella di subemendare  ad
  un  budget inferiore rispetto a centosessantamila euro per  cercare
  comunque di individuare una soglia di carattere numerico.
   Se  lei  ci  potesse  dare, considerato che abbiamo  ancora  tanti
  articoli  da  affrontare, venti minuti di tempo, senza  minimamente
  sospendere  l'Aula per carità, ma per approfondire il  ragionamento
  con  l'assessore, io gliene sarei grato e credo che faremmo un buon
  servizio alla norma e alla legge intera.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  allora senza sospendere  l'Aula  si  passa
  all'articolo 36.
   Ne do lettura:
                                Art. 36
       Accorpamento dell'IRIDAS all'Istituto  Florio e Salamone

   1.   Ferme  restando  la  medesima  denominazione  e  le  finalità
  statutarie  dell'Istituto  dei  ciechi  Opere  riunite   Florio   e
  Salamone , nel pieno rispetto delle volontà testamentarie  indicate
  nell'atto  costitutivo  dell'istituto  medesimo,  le  funzioni  già
  svolte dall'ente posto in liquidazione dall'articolo 63 della legge
  regionale  12  agosto  2014,  n.  21 sono  trasferite  all'istituto
   Florio e Salamone  di cui all'articolo 1 della legge regionale  30
  dicembre  1980,  n. 152 che subentra in tutti i rapporti  attivi  e
  passivi.

   2.  Per  l'esercizio  delle  funzioni  di  cui  al  comma  1  sono
  trasferite,  senza ulteriori oneri a carico del bilancio regionale,
  all'ente  cessionario, in forza della presente  legge,  le  risorse
  materiali  e  immateriali nonché il personale  in  servizio  presso
  l'ente   liquidato   alla  data  di  avvio  del   procedimento   di
  liquidazione, che mantiene il trattamento giuridico ed economico in
  essere alla detta data.

   PRESIDENTE. C'è un emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero,
  Alongi, Cascio. Lo mantengono o lo ritirano?

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  36.2  degli   onorevoli
  Cracolici e Gucciardi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  questo emendamento riguarda l'Istituto ciechi   Florio e Salamone .
  Con  questa norma, poiché il consiglio di amministrazione è fissato
  da  una  legge  a  numero undici, questa legge lo porta  a  cinque,
  chiaro?  Dopodiché  l'emendamento che farà l'onorevole  Clemente  è
  concordato, nel senso che toglie la nomina dei dirigenti.

   PRESIDENTE.  Formuliamo  questo sub  emendamento   Il  comma  4  è
  cassato .
   Pongo  in  votazione il sub emendamento a firma Clemente, Cordaro,
  36.2.1  sub  emendamento  all'emendamento 36.2.  Chi  è  favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 36.2 nel testo risultante. Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 36 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
                                Art. 37
                        Sviluppo Italia Sicilia

       1.  Allo scopo di rafforzare il ruolo di Sviluppo Italia
     Sicilia  quale  società strategica  per  il  perseguimento
     delle  finalità  istituzionali della  Regione  nell'ambito
     dell'Area strategica Sviluppo, la società Sviluppo  Italia
     Sicilia  sostiene  la competitività e  l'attrattività  del
     territorio  attraverso  la  creazione  di  impresa  e   il
     miglioramento   dell'efficienza   e   dell'efficacia   dei
     processi  di  programmazione e attuazione delle  politiche
     di sviluppo locale.

       2.  La  società  Sviluppo Italia Sicilia è  riconosciuta
     quale  soggetto  in  house  cui i  Dipartimenti  regionali
     devono   prioritariamente  rivolgersi  per   l'affidamento
     delle  attività  in  tema di creazione  di  impresa  e  di
     assistenza  tecnica in relazione all'utilizzo  dei   fondi
     comunitari.

       3.   Le   attività  di  Sviluppo  Italia  Sicilia   sono
     remunerate con tariffe non maggiori di quelle di mercato.

   E'  prevista  la  soppressione da un  emendamento  a  firma  degli
  onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio e Fontana.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Emendamento 37.1 a firma del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   Assessore  all'economia.  Questo  emendamento  era   per
  ampliare  il  campo  di  azione  di  Sviluppo  Italia  Sicilia  non
  limitandolo ai fondi comunitari ma anche ai fondi extra regionali.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Emendamento 37.3 dell'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  l'emendamento  riguarda la grave situazione di liquidità  di  cassa
  che riguarda Sviluppo Italia Sicilia.
   Al  momento  i 76 dipendenti non hanno percepito lo stipendio  per
  tutto il 2015.
   Io  sono disponibile al ritiro a patto, assessore,  che ci sia  un
  impegno  chiaro del Governo sul trasferimento degli 800  mila  euro
  già  impegnati dall'assessorato dell'economia e da trasferire  alla
  società che ancora oggi non è avvenuto.
   E' una commessa di 800 mila euro che deve essere trasferita.
   Chiedo all'Aula che i dipendenti abbiano chiarezza da questo punto
  di vista.
   Se l'assessore prende l'impegno io lo ritiro signor Presidente.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Su Sviluppo Italia  Sicilia  il
  fondo  che  era stato accantonato nell'esercizio provvisorio  credo
  che sia in fase di liquidazione, non so esattamente a che punto sia
  però  la  pratica  penso  che  sia in  conclusione  per  i  quattro
  dodicesimi.
   Successivamente verrà liquidata la parte che sarà un  conferimento
  sostanzialmente  a  titolo non oneroso che dovrà essere  restituito
  alla società perché ricapitalizzazioni non se ne possono fare più.
   Lì  è  in  mano alla struttura amministrativa non dipende  da  me.
  Comunque  sì  io  lo sto portando avanti, non so a  che  punto  sia
  esattamente ma lo stiamo portando avanti.

   BARBAGALLO. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   37,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
                                Art. 38
                 Organismo indipendente di valutazione

       1.   Per   il   funzionamento  dell'organismo   di   cui
     all'articolo  9 del decreto del Presidente  della  Regione
     n.  52 del 21 giugno 2012 é autorizzata per ciascuno degli
     esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017 la spesa di euro  90
     migliaia di euro.

   Vi sono due emendamenti soppressivi che penso siano ritirati.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché  in
  merito  all'articolo 38 c'era stata una discussione in  Commissione
  Bilancio  inerente proprio i criteri che vanno a essere individuati
  per  quanto  riguarda  l'istituzione dell'OIV, cioè  dell'Organismo
  Indipendente di Valutazione.
   Dal   momento   che  in  Commissione,  gli  uffici   mi   potranno
  eventualmente  sostenere in quanto sto dicendo,  c'era  stato  dato
  parere   favorevole   rispetto   alla   inclusione   non   soltanto
  dell'articolo 9 del DPR del 2012, n. 52 del 2012, ma anche ai sensi
  dell'articolo  10, ed è questo appunto l'aggiunta  dell'emendamento
  che  propongo va ad individuare esattamente quali sono i  requisiti
  di  coloro  che  vanno  a  costituire l'organismo  indipendente  di
  valutazione.
   Oltre  a  questo, va ad individuare i compensi che  devono  essere
  elargiti  che,  stando all'articolo 10, sono inferiori  rispetto  a
  quanto previsto attualmente dall'articolo del Governo.
   Pertanto,  credo che, dal momento che c'era stato  accoglimento  -
  l'assessore  Baccei ricorderà - in commissione,  pensiamo  che  sia
  assolutamente una norma di buon senso che va a ridurre la spesa dai
  90 mila euro previsti ad una spesa di 65 mila euro.

   LEOTTA.  Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA.  Assessore  per le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, leggo  che  ci  sono  emendamenti
  soppressivi  e, poi, c'è un emendamento dove si parla  di  svolgere
  l'attività a titolo gratuito.

   PRESIDENTE. Questo a titolo gratuito sarebbe ritirato. Comunque, è
  inammissibile, a titolo gratuito un'attività non può essere svolta.
  Possiamo disquisire su quanto detto dall'onorevole Zafarana  perché
  prevedeva  una  riduzione. Ma un organo  di  valutazione,  ai  fini
  dell'indipendenza .

   GRECO   GIOVANNI.   Se  approviamo  l'emendamento   dell'onorevole
  Zafarana ritiro il mio.

   LEOTTA.  Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si  tratta
  di un'attività piuttosto delicata, demandata peraltro a soggetti di
  elevata professionalità.
   Ritengo che gli importi indicati siano i minimi indispensabili per
  far funzionare l'organo di valutazione in maniera .
   Quindi, sono contrario a qualsiasi riduzione dell'importo.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  nessuno  mette  in  dubbio  che il compenso  sia  dovuto  a  queste
  persone.  Ma  l'articolo 10 della legge a  cui  si  fa  riferimento
  distingue in maniera precisa quali sono gli importi. E la  somma  è
  65 mila euro, non 90 mila.
   Quindi,  noi diciamo semplicemente che venga aggiunto all'articolo
  che  stiamo  trattando il riferimento al comma  10  che  stabilisce
  importi precisi.

   LEOTTA. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
  se la questione è in questi termini mi rimetto all'Aula.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO    GIOVANNI.    Appongo   la   mia   firma   all'emendamento
  dell'onorevole Zafarana.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   intendo
  insistere sull'emendamento soppressivo a questo articolo.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole Assenza, se uno di voi dai  banchi  mi
  dice  che è ritirato non posso chiedere a tutti i firmatari  se  lo
  ritirano

   ASSENZA Ma chi l'ha ritirato?

   PRESIDENTE.  E'  stato detto, onorevole Assenza,  l'ho  detto  più
  volte.

   ASSENZA. Io chiedo la testimonianza dei colleghi seduti accanto  a
  me.

   PRESIDENTE.  No,  mi  scusi, lei sta mettendo  in  dubbio  la  mia
  parola. E' stato detto:  E' ritirato .

   ASSENZA. Ma ritirato quello dell'MCD, non quello di Forza Italia.

     PRESIDENTE. Chiariamo, il riferimento all'articolo 10 prevede un
  compenso  per il Presidente di 25 mila euro annui e 20 mila  per  i
  Presidenti.  Il  Governo si è rimesso all'Aula.  E'  una  riduzione
  rispetto  alle cifre precedentemente previste. Pongo  in  votazione
  l'emendamento 38.4, a firma dell'onorevole Zafarana  ed  altri.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si   rimette
  all'Aula.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 38.4 bis degli onorevoli Zafarana
  ed altri.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 38, come emendato.

    FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 38.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  38.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            70
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          43
   Contrari            25

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39
               Interventi in materia di enti cooperativi

       1. All'articolo 21 della legge regionale 23 maggio 1991,
     n.  36,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono
     apportate le seguenti modifiche:

       a)  al  comma 1, dopo le parole  numero dei  soci   sono
     aggiunte le seguenti parole  , al fatturato ;

       b) il comma 3 è abrogato;

       c) il comma 7 è sostituito dai seguenti:

        7.   Ferme   restando  le  competenze  dell'Assessorato
     regionale  delle  attività produttive, le cooperative  non
     aderenti   alle   associazioni   di   rappresentanza   del
     movimento  cooperativistico legalmente  riconosciute  sono
     sottoposte   a   revisione  ordinaria   da   parte   delle
     articolazioni   organizzative  regionali  delle   medesime
     associazioni,  sulla  base  di  appositi  elenchi  forniti
     dall'Assessorato regionale delle attività produttive,  nel
     rispetto   dei   criteri  di  rappresentatività   di   cui
     all'articolo  57,  comma  7,  della  legge  regionale   28
     dicembre  2004, n. 17. Ciascuna associazione  è  tenuta  a
     svolgere  un numero di attività revisionali non  inferiore
     al  90% del totale delle cooperative ad essa affidate  per
     la revisione.

       7  bis.  Le  cooperative di cui al comma  7  versano  il
     contributo  di cui al comma 1 in misura pari all'80%  alle
     associazioni  di rappresentanza del movimento  cooperativo
     legalmente riconosciute che effettuano la revisione ed  in
     misura  pari  al 20% in apposito capitolo di  entrata  del
     bilancio della Regione.

       7  ter.  Le associazioni di rappresentanza del movimento
     cooperativo  legalmente  riconosciute  che  effettuano  la
     revisione sono tenute a trasmettere all'Assessorato  delle
     attività produttive, in forma digitale, i risultati  delle
     attività  espletate,  allo scopo di costituire  una  banca
     dati   sulle  cooperative  siciliane  da  utilizzare   per
     finalità   istituzionali  nell'ambito  di  protocolli   di
     legalità».

   E'   stato  presentato  l'emendamento  soppressivo  39.1,  a  firma
  D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo  39. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura.
                               «Art. 40
              Fondo per l'eliminazione dei residui attivi

       1.  All'articolo 78, comma 3, della legge  regionale  12
     agosto  2014,  n. 21 le parole da  di 72.006  migliaia  di
     euro   fino a  esercizio finanziario 2016  sono sostituite
     con  le  parole   ed è determinata in 90.000  migliaia  di
     euro   per  l'esercizio  finanziario  2015  e  in  100.000
     migliaia  di  euro per ciascuno degli esercizi  finanziari
     2016 e 2017 .

       2.  Le  disponibilità del fondo di  cui  all'articolo  5
     della  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11,  a  seguito
     del   riaccertamento  straordinario  dei  residui  di  cui
     all'articolo 3, comma 7 del decreto legislativo 23  giugno
     2011,  n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  sono
     destinate  al fondo crediti di dubbia esigibilità  di  cui
     al  medesimo comma 7, dell'art. 3  lettera e)  del  citato
     decreto legislativo».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento soppressivo  40.1
  degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento 40.2  sostitutivo
  del  comma 2 del Governo. Invito gli assistenti a distribuirlo.  E'
  un emendamento tecnico.
   Il parere della Commissione?.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  40  così  come  emendato.Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura.

                               «Art. 41
                Piano di riordino degli enti regionali

       1.   Al  fine  di  concorrere  al  raggiungimento  degli
     obiettivi  di  contenimento della  spesa  pubblica,  entro
     centoventi  giorni dalla data di entrata in  vigore  della
     presente  legge, ciascun Assessore regionale, di  concerto
     con  l'Assessore regionale per l'economia,  predispone  un
     piano  di riordino degli enti di cui all'articolo 1  della
     legge  regionale  15  maggio 2000,  n.  10,  sottoposti  a
     vigilanza    e/o   controllo   del   proprio    ramo    di
     amministrazione.

       2. Il piano complessivo di riordino definisce misure per
     il  contenimento  e la razionalizzazione della  spesa.  Al
     piano  è  allegata  una  relazione tecnica  che  indica  i
     risparmi  di  spesa discendenti dalle misure  programmate,
     per  l'esercizio in corso e per i due esercizi successive.
     Il  piano,  corredato delle eventuali proposte legislative
     necessarie  per  la completa attuazione  dello  stesso,  è
     approvato  con  decreto  del  Presidente  della   Regione,
     previa  delibera  della  Giunta regionale,  previo  parere
     della  II  Commissione permanente dell'Assemblea regionale
     siciliana,  entro  180 giorni dalla  data  di  entrata  in
     vigore della presente legge».

   PRESIDENTE.  All'articolo  41  sono stati  presentati  emendamenti
  soppressivici sono degli emendamenti soppressivi.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  41
  parla  del  piano di riordino degli enti regionali.  Più  volte  in
  Commissione  ho fatto presente che è giusto riordinare  e,  quindi,
  sfoltire la pubblica amministrazione però bisogna trovare  il  modo
  giusto per farlo.
   Allora,  per  quanto  riguarda gli enti che  sono  istituiti  alla
  pubblica amministrazione è giusto che il Governo o chiunque possano
  fare  un  proprio piano, però, ci sono enti che sono istituiti  per
  legge e allora non è possibile dare carta bianca al Governo che può
  sopprimere o accorpare degli enti che sono istituiti per legge. Gli
  enti  istituiti  per  legge devono essere  accorpati  con  apposita
  legge.
   Con  l'emendamento 41.4, proprio per questo motivo,  noi  volevamo
  escludere dal piano di riordino degli enti quelli dove è necessaria
  una  norma  perché non è possibile che un ente istituito per  legge
  venga  accorpato con un decreto del Presidente della Regione quindi
  già era di buon senso l'emendamento 41.4.
   Inoltre,  il  41.8,  invece, a firma del  Governo,  che  cosa  fa,
  giustamente  siccome non può accorpare degli enti con  un  piano  a
  livello  amministrativo, così per intenderci, lo  accorpa  con  una
  legge.
   Sarebbe corretto che gli accorpamenti e le soppressione degli enti
  istituiti  per  legge  venissero  presentata  alla  Commissione  di
  competenza  - non è scritto così e l'ho sollevato più  volte  e  lo
  ribadisco  da  qua - alla Commissione di competenza quello  che  il
  Governo vuole fare, la Commissione di competenza, a seguito di  uno
  studio e di una analisi, poi realizzi e approvi una norma.
   Viceversa  a  livello amministrativo, con atto  del  Governo,  può
  riorganizzare tutti gli enti. Siccome, ripeto, l'abbiamo  sostenuto
  in   Commissione   e  lo  ribadiamo  e  non  c'è  scritto   questo,
  nell'articolo 41, invitiamo non solo ad approvare eventualmente non
  solo  ad  approvare  eventualmente il 41.4,  se  così  non  dovesse
  essere, manteniamo l'articolo soppressivo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi  la  previsione della norma come discusso  in  Commissione
  Bilancio  e  come  modificata in Commissione Bilancio  prevede  che
  venga  fatto  un piano, venga poi fatto un passaggio in Commissione
  bilancio,  allegato  al  piano  laddove  la  modifica  degli   enti
  richiederà degli interventi normativi, saranno allegate le relative
  norme e discusse.
   Pertanto,  non  capisco  la preoccupazione dell'onorevole  Ciaccio
  perché  se ci sono degli interventi normativi, alleghiamo le norme,
  si  discutono le norme e si va avanti. Se non c'è bisogno di  norme
  nel  piano  ci sono, comunque, previste degli interventi,  comunque
  prima di farli si passa dalla Commissione bilancio, si approvano in
  Giunta  e  si  va  avanti  per cui non capisco  la  preoccupazione,
  francamente.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  sarò
  breve.  L'Assessore ci deve chiarire a cosa fa riferimento l'ultimo
  capoverso,  l'ultimo  rigo più che l'ultimo  capoverso,  del  primo
  comma,    ovvero     Oggetto   della   riorganizzazione    prevista
  dall'articolo  44  della legge regionale 4  maggio  2009,  n.  6  e
  successive modifiche , quali enti rientrano in questa normativa?
   Occorre   chiarirlo  all'Assemblea  vista  la   tempestività,   la
  riscrittura,  non abbiamo il tempo materiale di analizzarla  perché
  lei  in Commissione, Assessore, ci aveva promesso entro i sessanta,
  poi  sono diventati centoventi giorni, ora non si sa quando  se  ne
  parlerà, quindi, almeno chiarisca all'Assemblea questo aspetto.

   PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, se leggo bene, capisco le
  perplessità  espresse  dall'onorevole Ciaccio,  questa  discussione
  comunque  serve  a chiarirci le idee, però, nel secondo  comma,  in
  effetti,  c'è  scritto  che  predisposto il piano  corredato  dalle
  eventuali   proposte  legislative  necessarie   per   la   completa
  attuazione dello stesso .
   E'   in  sintonia.  Lei,  onorevole  Ciaccio  ha  fatto  bene   ad
  evidenziarlo  tant'è che poi c'è una questione che riguarda  l'Ente
  porto  di  Messina  che, comunque, viene posto in liquidazione  con
  legge e lo facciamo noi in questo momento. Infatti, noi facciamo un
  piano  di  riordino, le fasi successive sono previste, per  cui  se
  occorrono   gli  interventi  legislativi  porteremo  gli  interenti
  legislativi,  anzi  mi  sembra corretto come  ragionamento,  se  la
  finalità  è  unica,  quella  di un piano  di  riordino  degli  enti
  regionali.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   secondo   me
  l'intervento   dell'onorevole  Ciaccio  è   opportuno   perché   la
  terminologia  utilizzata nel testo non è corretta.  Trattandosi  di
  enti regionali, gli enti regionali sono tutti disciplinati da legge
  regionale,  quindi,  il  Governo non  deve  proporre  un  piano  di
  riordino ma deve proporre una proposta legislativa di riordino  del
  settore perché un conto è parlare di piano di riordino che poi va a
  definirsi con l'ultimo capoverso con un parere vincolante  che,  di
  fatto, pone poi il decreto del Presidente della Regione, ma non  ci
  può  essere  un piano di riordino del Presidente della Regione  nel
  momento  in cui, di fatto, manca la legge perché gli enti regionali
  hanno  la  norma d'azione dell'attività legislativa del Parlamento,
  al  ché il Governo deve presentare, secondo quello che c'è scritto,
  una  proposta legislativa e in quella proposta legislativa vi è  il
  riordino degli enti regionali.
   No, perché la proposta legislativa poi non ha il parere vincolante
  della  Commissione  Bilancio ma ha il parere delle  Commissioni  di
  merito,  come  dice  l'onorevole Ciaccio, e  dalle  Commissioni  di
  merito  poi  si va al parere della Commissione Bilancio  e  poi  la
  proposta legislativa, quindi, il piano di riordino non è un decreto
  del   Presidente  della  Regione  ma  è  una  legge  dell'Assemblea
  regionale.

   PRESIDENTE. Però, leggiamo attentamente il secondo comma:  la fase
  successiva al piano di riordino . E' chiaro.

   CIMINO.  No, Presidente, la contrarietà nasce nella parte  finale,
  guardi. Glielo posso leggere?
    previo parere della seconda Commissione permanente dell'Assemblea
  regionale  siciliana, entro 180 giorni dalla  data  di  entrata  in
  vigore della presente legge .

   PRESIDENTE.  Si,  perché lei sta facendo un  ragionamento.  Se  la
  competenza  è   attività produttive2, dovrebbe andare ad   attività
  produttive , questo è un discorso di semplificazione,  sta  facendo
  un  piano  di riordino generale degli enti regionali che comportano
  un'economia di spesa e successivamente propone una legge che va  in
  seconda  commissione.  Mi  sembra chiaro.  E'  un  procedimento  di
  semplificazione.

   CIMINO. Sarebbe più chiaro.

   PRESIDENTE. Invece, è chiarissimo. Noi stiamo autorizzando a  fare
  un  piano  di  riordino. Quando noi contestiamo,  come  Ufficio  di
  Presidenza,  che mancano le relazioni tecniche, gli stiamo  dicendo
  anzi questa norma è di auspicio. Si faccia un piano di riordino. Il
  piano di riordino, se deve essere corredato, come sicuramente  deve
  essere  corredato,  dalle  proposte  legislative,  si  faranno   le
  proposte  legislative e andranno solo in seconda  commissione,  non
  vedo questa stranezza.
   Onorevole Ciaccio, lei mantiene l'emendamento soppressivo?

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 41.1 I parte degli onorevoli Di Mauro  e
  Greco.   Al comma 1 sostituire le parole  entro centoventi  giorni'
  con le parole entro sessanta giorni'. L'onorevole Greco non c'è. Lo
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 41.4 dell'onorevole  Ciaccio   dopo  le
  parole   del proprio ramo di amministrazione' aggiungere le  parole
   fatti  salvi  gli enti istituiti per legge che sono  riorganizzati
  attraverso   apposita   legge' .  Sono  costretto   a   dichiararlo
  inammissibile proprio per i ragionamenti che ci siamo fatti  perché
  si  è  detto  che  sono costituiti per la gran parte  con  legge  e
  comunque il riordino verrà fatto con legge.
   Si passa all'emendamento 41.1, II parte   al comma 2 sostituire le
  parole   entro  180  giorni'  con   entro  novanta  giorni'   degli
  onorevoli  Di  Mauro  e  Greco. Non essendo presente  in  Aula,  lo
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento sostitutivo  del  41.8  presentato  dal
  Governo, il 41.8.1.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. L'impostazione dell'articolato convince perché in effetti
  va nella direzione di semplificare. Invece, io pongo all'attenzione
  del  Presidente e dell'assessore un problema riguardante tutti  gli
  enti  in  liquidazione.  Rimangono in  liquidazione  sine  die.  La
  pregherei, assessore, dovremmo mettere un termine perentorio  entro
  il  quale si deve chiudere la liquidazione e questo dovrebbe essere
  un auspicio per tutti gli altri enti in liquidazione.
   Quindi,  assessore, scelga lei un termine congruo per chiudere  la
  vicenda  delle liquidazioni, altrimenti, sarebbe sempre una vicenda
  senza termine, tutti in liquidazione.

   PRESIDENTE.  In  effetti,  è  un buon  auspicio.  C'è  un  piccolo
  problema  di  carattere  giuridico  che  succede  quando   c'è   la
  liquidazione degli enti, che se ci sono contenziosi  in   corso  la
  liquidazione, la definizione dipende dal momento in cui  si  chiude
  il  contenzioso. Noi, in questo momento, non possiamo  disciplinare
  con  legge e mettere un termine. Già il fatto che è in liquidazione
  significa   se tu hai una causa in corso che dura vent'anni, e sono
  i  casi  a  cui lei fa riferimento ed ha ragione, però,  in  questo
  momento, è contro il diritto mettere un termine perché noi dovremmo
  sostanzialmente   già   definire  quando  si   chiudono   eventuali
  contenziosi.

   LACCOTO.  Dobbiamo  trovare una formula  che  troverà  il  Governo
  perché,  altrimenti, i liquidatori restano in carica continuando  a
  pagarli, bisogna trovare una soluzione, o un ufficio unico  per  le
  liquidazioni.  Assessore, io penso che sia opportuno  prevedere  un
  centro  unico  di liquidazione, altrimenti, questa vicenda  resterà
  sempre così.

   PRESIDENTE.  Ha  fatto  bene  a porre  la  questione,  l'onorevole
  Laccoto  perché  è  uno dei problemi seri non  solo  della  Regione
  siciliana,  ma di tutta Italia. Le liquidazioni rimangono  a  tempo
  indefinito.
   L'onorevole Cimino che ci darà un suo contributo e poi l'onorevole
  Falcone.

   CIMINO. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, soltanto  per  un
  chiarimento, e capire soltanto rispetto al primo capoverso,  l'Ente
  autonomo  portuale  di  Messina, se è  istituito  con  decreto  del
  Presidente della Regione e non con legge, per porlo in liquidazione
  basta il decreto del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Parla  con  un messinese che conosce,  come  tutti  i
  messinesi, questa stranissima vicenda. Io le dico proprio questo  è
  uno  di  quei casi dove occorre una legge che comunque è  superiore
  nella  gerarchia  delle fonti ai decreti, perché è stato  istituito
  sulla  base di una legge nazionale che prevedeva l'istituzione  dei
  punti  franchi,  poi, successivamente, con un decreto  del  1951  o
  1957, non ricordo, ma si è così dilatata nel tempo la questione che
  occorre  una  legge, perché nessuno si è preso carico di  procedere
  con decreto alla soppressione o alla liquidazione.
   Finalmente arriviamo con un atto gerarchicamente superiore, che  è
  quello  della  liquidazione, cioè che è la legge, e quindi  poniamo
  fine a questa sopravvivenza di un ente porto che sostanzialmente si
  accavalla con le competenze di una autorità portuale.

   CIMINO.  Devo  dire che, giuridicamente, non mi convince  il  tema
  della  gerarchia delle fonti, perché se è stato istituito con legge
  nazionale, anche la legge regionale non dà  .

   PRESIDENTE.  No,  chiarisco  che  la  legge  nazionale   prevedeva
  l'istituzione  dei  porti  franchi, i porti  franchi  tra  i  quali
  Messina, a distanza di oltre settant'anni il punto franco non ce lo
  abbiamo, è stato fatto un decreto, perché non si era trovato a  suo
  tempo  la legge e quindi nel corso dei decenni tra decreti e leggi,
  noi  siamo ad un punto che c'è l'inutilità di un Ente porto  perché
  si  sovrappone su un aerea di competenza dell'autorità portuale. Se
  finalmente  il Governo arriva a questa determinazione, scrive  bene
   liquidazione', e alla fine si procede definitivamente e si chiude.

   CIMINO.  No,  per  concludere  e  chiarire,  proprio  per   venire
  incontro,  secondo  me,  assessore Baccei,  per  realizzare  questo
  obiettivo,  secondo  me, si deve autorizzare  il  Presidente  della
  Regione  con  legge,  che con decreto pone in liquidazione  l'ente.
  Perché  io ritengo giuridicamente, che così come è scritto, non  si
  raggiunge l'obiettivo.

   PRESIDENTE.  Perché  la legge è superiore, fin  quando  non  viene
  impugnata è superiore.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io andrei cauto  a
  votare   un   emendamento  che  rischia  di  essere   soltanto   un
   emendamento annuncio', anzi è un emendamento che rischia di creare
  più problemi che risolverli, il 41.8.1, e vi spiego il motivo.
   Noi  abbiamo la Regione siciliana che ha un primato, il primato  è
  dato da alcuni enti che si chiamano Azasi, Ems ed Espi, sono i  tre
  enti che sono posti in liquidazione ormai da diversi lustri, vicino
  a  questi  enti ci sono altri enti come l'Eas, come ultimamente  la
  Sicilia  Turismo e Cinema S.p.a., la società Patrimonio Immobiliare
  S.p.a.,  cioè noi ogni volta poniamo in liquidazione con  legge  un
  ente   e   quella  gestione  liquidatoria  dura  anche   vent'anni,
  venticinque anni.
   E'  chiaro,  però,  dobbiamo anche dire che noi oggi  avevamo  con
  l'articolo 41 - e in commissione lo avevamo chiarito - noi ponevamo
  una  norma  di cornice, cosa dicevamo con questa norma di  cornice,
  che entro 180 giorni l'assessore portava in commissione Bilancio  e
  programmazione  un  piano di riordino di tutte le  società,  ma  un
  piano che non andasse con la foglia di carciofo a prendere questa o
  quell'altra società, ma le prendesse tutte in maniera indistinta  e
  portandoli  con un piano di razionalizzazione all'attenzione  della
  Commissione,  potesse poi trovare una soluzione per  chiudere  enti
  inutili  non  per  sostituire la vita di un  ente  inutile  con  un
  accanimento  terapeutico  della gestione  liquidatoria,  che  costa
  ancora di più.
   Ora,  parlando dei consorzi di ripopolamento ittico,  proprio  nel
  2009, affrontammo questo tema e, se vi ricordate, in quell'articolo
  44 ponemmo il divieto per i comuni che non avevano attinenza con il
  mare, ma addirittura alcuni erano comuni montani, di far parte  dei
  consorzi di ripopolamento ittico.
   Allora,  a  distanza  di sei anni, siccome nulla  è  stato  fatto,
  ancorché  vi fossero state delle garanzie, con questo articolo  non
  stiamo  facendo altro che creare delle gestioni liquidatorie  senza
  risolvere  il  problema.  E,  allora, eravamo  per  una  norma  più
  articolata  e  più complessiva, ma nel caso in cui, Assessore,  lei
  volesse  insistere  su questo subemendamento, il 41..8.1,  dobbiamo
  mettere  un  termine, cioè, dobbiamo dire entro quando deve  essere
  chiusa  la gestione liquidatoria pena la decadenza del liquidatore.
  Cioè, personalmente, avevo presentato in Commissione un emendamento
  che  poi non è stato votato perché era un articolo aggiuntivo,  che
  diceva  che Sicilia, Turismo e Cinema S.p.a., che diceva che  ESPI,
  che  diceva che Arsea venivano posti, assieme all'ARAN,  assieme  a
  tanti  altri  enti, in liquidazione prefissando alla  data  del  31
  dicembre  2015  la  data  finale per  la  chiusura  della  gestione
  liquidatoria, pena la decadenza del liquidatore.
   Perché questa sanzione? Perché se noi non mettiamo una sanzione  a
  chi  deve effettuare questa liquidazione, un termine entro il quale
  poter  completare questo processo di chiusura, di  liquidazione  ci
  accorgiamo  che,  a  distanza di decenni, abbiamo  ancora  gestioni
  liquidatorie che comportano un peso, un onere.
   Addirittura  l'anno scorso si disse che all'AZASI era  stata  data
  una  consulenza di 100 mila euro. Ne parlò La Repubblica, ne  parlò
  Sicilia Informazione e, allora, se vogliamo ancora cadere in questo
  errore stiamo sbagliando.
   Se   l'Assessore  vuole  mantenere,  riformuliamo  e  mettiamo  un
  emendamento  modificativo che dica il termine finale entro  cui  la
  gestione liquidatoria deve concludersi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, mi dispiace  perché  probabilmente
  ripetiamo le stesse questioni.
   Il termine finale non può essere posto alla liquidazione perché la
  liquidazione dipende, la gran parte delle volte, dai contenziosi  e
  lei  non può a priori sapere quanto dura un contenzioso per cui non
  può  fare ricadere in capo al commissario liquidatore i tempi della
  giustizia  che  spesso sono molto lunghi con  l'apposizione  di  un
  termine, che comunque è inammissibile.
   Per  questo  non  si chiudono le liquidazioni,  detto  da  chi  ha
  esperienza. Quando viene nominato un commissario liquidatore in  un
  qualunque  ente,  anche per liquidare una cooperativa,  se  c'è  un
  contenzioso  aperto  e quel contenzioso dura vent'anni,  purtroppo,
  durerà vent'anni.
   Se  poi c'è una responsabilità del liquidatore, questo è un  altro
  tipo   di   ragionamento.  Ma  prima,  intervenendo  sulla   stessa
  questione,  l'onorevole  Laccoto aveva  trovato  una  soluzione  di
  mezzo,  una  forma  di  ufficio  di  controllo  sull'attività   dei
  liquidatori.  Ma  questo  è un altro tipo di  problema,  cioè,  che
  debbono  riferire semestralmente, annualmente, ma noi non  possiamo
  porre giuridicamente un termine alla liquidazione.
   Ho  l'esperienza  dell'associazione Teatro di  Messina,   ci  sono
  contenziosi aperti con i dipendenti che ancora è in vita.
   Hanno  cercato  centomila volte di chiuderla  e  non  è  possibile
  giuridicamente  e  così  per  tutte le  liquidazioni,  comprese  le
  semplici cooperative, mi creda.
   Quando  viene nominato un commissario liquidatore dall'Assessorato
  delle  attività produttive, un avvocato, un commercialista, non  ci
  può  essere un termine messo a priori, perché non sai quanto durerà
  il contenzioso.

              (Proteste da parte dell'onorevole Lentini)

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,   a
  proposito dell'ente autonomo el porto di Messina, è stato istituito
  con  decreto del Presidente, riprendiamo la stessa questione perché
  se vogliamo veramente porre in liquidazione con legge, dobbiamo con
  legge  che  entro trenta giorni il Presidente della  Regione  dovrà
  porre in liquidazione l'ente autonomo perché altrimenti non abbiamo
  fatto nulla. Abbiamo scherzato

   PRESIDENTE.   Onorevole  Grasso,  questo  tema  della   messa   in
  liquidazione, dello scioglimento come si diceva prima, qua  abbiamo
  in  Aula  l'onorevole  Germanà  che  si  era  fatto  nella  passata
  finanziaria promotore, se non erro insieme all'onorevole Picciolo e
  anche  lei puntava allo scioglimento, noi sappiamo e ribadisco  per
  l'ennesima  volta  che  è  uno di quegli enti  vergogna  di  questa
  Regione  siciliana.  Perché è un ente vergogna?  Perché  una  legge
  nazionale  prevedeva  l'istituzione dei  punti  franchi.  Nel  1957
  l'allora presidente della Regione fece un decreto di perimetrazione
  dell'ente  porto.  Sono passati decenni e ci  sono  stati  leggi  e
  decreti.  Nessuno  si è preso la responsabilità di  procedere  allo
  scioglimento dell'ente porto.
   Noi   dobbiamo   decidere  in  questa  sede   se   con   un   atto
  gerarchicamente  superiore che è la legge che toglie  dall'impiccio
  assessori, presidente di Regione, perché nessuno si vuole  assumere
  la  responsabilità, si procede alla liquidazione o meno.  Siamo  al
  punto  finale di dire basta all'ente porto di Messina  Poi, se  non
  lo  vogliamo, noi possiamo continuare ancora, questo è quel  famoso
  ente porto di Messina che aveva un solo dipendente.
   E  poi,  il  Presidente della Regione, per carità, non ha  bisogno
  della mia difesa, insieme all'Assessore per le attività produttive,
  è   stata  più  volte  mediaticamente  messa  sotto  processo   sul
  presupposto che non aveva proceduto allo scioglimento perché doveva
  nominare un liquidatore.
   Se lo vogliamo risolvere lo risolviamo il problema

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Sinceramente non  ho  nessuna
  difficoltà  a  fare l'atto domani mattina, solo  che  la  questione
  risulta anche incomprensibile. Perché qui quello che si vuole  fare
  anche  con  questa legge è verificare che attorno  ad  una  vicenda
  terribile che riguarda sprechi, mantenimento, c'è un Parlamento che
  lo  vuole  fare. Se poi questo Parlamento non lo vuole fare  ma  mi
  sembra  che  tutti  dicono che lo vogliono fare e  poi  si  pongono
  questioni  di  metodo.  Però  io  non  ho  nessuna  difficoltà   ad
  intraprendere.
   Per  cui,  non  capisco ci mettiamo a discutere di cose,  cioè  ci
  interessa  la sostanza. E' chiaro che il provvedimento  legislativo
  darà   un   consenso   maggiore   e  rafforzerà   tecnicamente   il
  provvedimento  del Presidente della Regione, evitando contestazioni
  inutili.
   Rispetto  allo  scioglimento degli enti,  così  evito  la  replica
  all'assessore Baccei, non è vero che sono infiniti. Da  quando  c'è
  questo Governo, non sono più infiniti, per esempio, Sicilia cinema,
  non  è  vero che è stata sciolta, è da un anno e mezzo che non  c'è
  più.
   Noi  abbiamo  cominciato a scioglierli gli enti e le  partecipate.
  Fra  l'altro  c'è  una strategia molto precisa  sullo  scioglimento
  degli  enti  proprio  per  evitare le  questioni  tecniche  su  cui
  giustamente il Presidente dell'Assemblea informava l'Aula che non è
  possibile   mettere  un termine perentorio.  Ma  noi  per  superare
  questa vicenda stiamo operando nel trasferire ad un soggetto  unico
  tutte  le competenze e procedere alle liquidazioni. Questi  termini
  ci creerebbero solo difficoltà.
   Ma la volontà precisa del Governo che già si sta attuando è quella
  proprio di trasferire. Però è chiaro che non si potrà attendere  la
  fine  del contenzioso e qualcosa dovrà comunque rimanere in  piedi,
  perché ci vuole sempre un soggetto giuridico responsabile.
   Quindi, sinceramente io mi auguro che questa norma di soppressione
  dell'Ente  autonomo del porto di Messina venga approvata altrimenti
  è  chiaro che non ci sarà alternativa a procedere solo con  decreto
  del  Presidente  della Regione che comunque io sono  disponibile  a
  fare domani mattina.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  presidente  della  Regione prendo atto che  dopo  otto  anni,  come
  diceva  il  presidente  Ardizzone prima, si fa  chiarezza  con  una
  norma.
   Io mi auguro che questa norma possa valere alla bisogna perché c'è
  anche una legge nazionale, mi ricordo che c'è stato pure un decreto
  del  Presidente  della Repubblica che lo ha  mantenuto  in  vita  e
  quindi  ci  fu  un  problema rispetto alla  norma  di  soppressione
  dell'ente approvata dal presidente Lombardo, è ovvio che gli uffici
  legali  del  presidente  Crocetta metteranno  in  atto  tutti  quei
  dispositivi necessari perché quest'opera si compia e si  compia  in
  raccordo con l'autorità portuale e che produca gli effetti che  noi
  desideriamo con questa norma.

   PRESIDENTE.   Però,   praticamente  non   capisco   tutta   questa
  insistenza. Capisco che ogni volta che si parla dell'Ente porto  di
  Messina  c'è qualcosa di strano perché non si vuole lo scioglimento
  o  forse non si vuole il rilancio del porto di Messina dove abbiamo
  la sovrapposizione di due istituzioni: l'autorità portuale e l'Ente
  porto di Messina ormai inutile per un porto franco che non si è mai
  realizzato  e noi cincischiamo perché più volte i presidenti  della
  Regione  che  si  sono alternati hanno provato a sciogliere  l'Ente
  porto  e  non  è  stato mai possibile scioglierlo e  non  lo  potrà
  sciogliere  con tutta la buona volontà neanche il Presidente  della
  Regione attuale.

   SUDANO. Ma sciogliamolo, qual è il problema?

   PRESIDENTE.  Non capisco perché non va sciolto, una volta  che  si
  parla  di  un'istituzione che non serve a niente, non  lo  capisco
  Cioè  da  messinese  non sto chiedendo di istituire  un  ente,  sto
  chiedendo, stiamo chiedendo ai messinesi che deve essere sciolto.
   Quale personale? Questa è stata una delle vergogne della Sicilia e
  siamo usciti sulle prime pagine del Corriere della Sera perché  era
  un  ente che aveva un consiglio di amministrazione con un direttore
  per non fare niente.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor presidente, onorevoli colleghi,  io  non  intendo
  assolutamente difendere l'ente porto di Messina, mi fido delle cose
  che  voi  profondi  conoscitori della  realtà  avete  affermato  in
  quest'Aula  e ne prendo atto. Io mi permetto solo di esprimere  una
  perplessità  di  carattere giuridico. Io  una  legge  che  pone  in
  liquidazione un ente, onestamente, ad oggi non l'ho vista.  Lei  sa
  meglio  di  me che per la liquidazione amministrativa  occorre  una
  preventiva dichiarazione dello stato di insolvenza del tribunale  a
  automaticamente il decreto del presidente della Regione  che  mette
  in  liquidazione  l'ente nominando il liquidatore. Perché  dobbiamo
  impelagarci  in una procedura farraginosa che rischia  di  ottenere
  risultati opposti cioè di aprire un contenzioso senza.

   PANARELLO. Abbiamo liquidato l'EMS l'AZASI, lo abbiamo  fatto  per
  legge.

   ASSENZA.   Io   mi   sono   permesso  di  esprimere   questa   mia
  personalissima  opinione  nella  quale  credo,  poi  l'Assemblea  è
  liberissima   di   fare.  Aveva  più  senso  allora   l'emendamento
  dell'onorevole Laccoto che parla di soppressione che è un  concetto
  diverso.

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento 41.8.1. Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, sono assorbiti gli emendamenti 41.8 e 41.7.
   Si  passa all'emendamento 41.2, a firma degli onorevoli Alloro  ed
  altri. Viene ritirato.
   Il 41.9 è ritirato, onorevole Cancelleri?

   CANCELLERI. No è una riduzione di spesa.

   PRESIDENTE.   Stiamo   trattando  l'emendamento   41.9   a   firma
  dell'onorevole Cancelleri che prevede una riduzione delle somme dei
  compensi per componenti

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  per  tranquillizzare l'onorevole  Alloro  che  comunque
  l'emendamento  41.2,  primo  firmatario  Alloro,  il  41.9,   primo
  firmatario   Cancelleri,   e   il  41.10,   primo   firmatario   il
  sottoscritto,  hanno esattamente lo stesso tenore e ipotizziamo  il
  parere  favorevole del Governo e della Commissione perché si tratta
  della  previsione di ridurre i compensi corrisposti  ai  componenti
  degli  organi  di  amministrazione in relazione a tutti  gli  enti,
  associazioni,  consorzi comunque denominati, agenzie,  ecc.  tranne
  quelli che si riferiscono al settore sanitario.
   Quindi, nell'ottica del risparmio di spesa i tre emendamenti hanno
  lo stesso tenore e sono molto somiglianti tra di loro.

   PRESIDENTE.  Veramente anche qua ci sarebbe  da  discutere  perché
  prima l'onorevole Lentini, che non vedo in Aula, faceva riferimento
  al  fatto,  porto  l'esempio  dei compensi  dei  liquidatori  delle
  cooperative,  che  noi  non  troviamo  persone  più  disponibili  a
  procedere  alla  liquidazione, ad avere incarichi  di  liquidazione
  delle  società cooperative, perché attingono sull'eventuale  attivo
  che rimane.
   E'  previsto  questo, non è un compenso previsto a priori,  perché
  una cosa è procedere alla liquidazione di un ente x ...

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, si tratta ovviamente di una  norma  di
  risparmio  e  di contenimento della spesa che parte dal presupposto
  che  sostanzialmente  i  compensi degli enti  regionali,  quindi  i
  compensi di cui all'articolo 1 della legge 10 e di tutti gli altri,
  sono assolutamente una giungla.
   Cogliendo  l'occasione che ci viene data dal Governo, che  propone
  un  piano  di  riordino  di tutti questi enti,  e  cogliendo  anche
  l'occasione  della  proposta  del Governo  che,  con  l'emendamento
  ultimo  presentato,  fa diventare i consigli di amministrazione  di
  tre  o, in alcuni casi eccezionali, di cinque, nelle more di questo
  piano  di riordino si potrebbe, in maniera assolutamente credibile,
  uniformare quelli che sono i compensi di tutti gli enti, perché  ci
  sono  dei  casi  assolutamente macroscopici che io  voglio  evitare
  anche   di  citare,  perché  non  ce  l'abbiamo  con  nessuno.   E'
  semplicemente andare ad una omogeneizzazione di tutti i consigli di
  amministrazione,  dimezzarli ulteriormente   nel  caso  in  cui  si
  tratti di componenti dell'amministrazione regionale.
   Poi, sul compenso si può anche discutere: noi diciamo 24 mila euro
  per gli organi di amministrazione e 12 per quelli di vigilanza.  Si
  può  anche discutere sul merito del compenso. Il problema  che  noi
  poniamo è un problema di merito, cioè non ci possono essere figli e
  figliastri, i compensi debbono essere uguali per tutti.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, condivido appieno
  l'emendamento posto da Ioppolo, formica e Musumeci e vi appongo  la
  mia  firma  in  quanto ritengo che, in un momento in cui  si  parla
  tanto di spending review e in un momento in cui ci si attacca anche
  ai  gettoni dei consigli comunali e quant'altro, dare un esempio di
  ristrettezza  e  di  controllo  della  spesa  anche  per  gli  enti
  partecipati  regionali, con dei compensi che  mi  sembrano  equi  e
  calibrati  suoi ruoli svolti, che sia un atto dovuto  da  parte  di
  quest'Assemblea.
   Quindi, apprezzo anche l'iniziativa del Movimento 5 Stelle.

   PRESIDENTE. I due emendamenti a firma degli onorevoli Cancelleri e
  Ioppolo  sono  simili. Se l'onorevole Cancelleri lo ritira  votiamo
  quello dell'onorevole Ioppolo per ordine. C'è la specificità perché
  lascia correttamente fuori gli istituti sanitari.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono
  contrario a questo emendamento non perché io sono uno spendaccione,
  perché qua mi sembra che stiamo tagliando la ttesta a tutti,  siamo
  diventati  tutti giacobini, io non capisco il clima che si  respira
  in quest'Aula.
   Poi  non capisco il comma 7. Se per un verso abbiamo detto  che  i
  compensi  a titolo gratuito non possono essere previsti per  legge,
  votando  questo emendamento votiamo anche il comma  7  che  prevede
  anche compensi a titolo gratuito per coloro che sono in quiescenza.
   Intanto, deve essere sicuramente cassato, perché una prestazione -
  come  ha detto lei - deve essere remunerata e non si parla solo  di
  consigli  d'amministrazione, si parla anche di organi di vigilanza.
  Quindi, non lo capisco da questo punto di vista.
   Per  quanto riguarda me ed il gruppo che rappresento, noi voteremo
  contro a questo emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lo  dico  in
  particolare al collega che è un parlamentare di lungo corso.
   Stiamo  attenti  che stiamo un po' sbandando tutti.  Guardate  che
  andare   ad   amministrare  una  società,  un  ente  comporta   una
  responsabilità personale in capo all'amministratore. La prima  cosa
  che devi fare è fare un'assicurazione per eventuali danni.
   Stiamo  attenti che così rischiamo di avere soltanto  i  peggiori,
  perché è chiaro che  .
   Una  personalità  media, di media competenza,  che  è  chiamato  a
  svolgere un incarico di gestione, non si può pensare di dargli 1000
  euro al mese.
   Signori, ma cosa stiamo combinando? Ma fermiamoci un attimo  prima
  di sbaraccare tutto e tutti.
   Io  chiedo  al  collega Ioppolo la gentilezza, lo  chiedo  a  nome
  dell'etica e della politica, di ritirare l'emendamento a sua firma,
  perché   è  un  errore culturale, di modello; stiamo costruendo  un
  sistema  dei  mediocri,  pensando che  la  mediocrità  sia  l'unico
  valore, ed è sicuramente qualcosa di pericoloso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  dopo il  mio  intervento  e  la  sua
  appassionata  arringa, era come se la sottoscritta  avesse  qualche
  difficoltà.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando sui compensi ora.

   GRASSO.  Ancora  siamo alla discussione dell'articolo  41.  Stiamo
  parlando  di  enti  regionali,  della riorganizzazione  degli  enti
  regionali.  Siamo  andati  avanti?  Voglio  intervenire   per   una
  questione  di  principio, dicendo che se questo Governo  avesse  la
  reale  volontà  di  chiudere gli enti, anche domani  mattina  -  mi
  riferisco a tutti gli enti regionali e a tutti gli enti di  ricerca
  -  e delegarne le funzioni, potrebbe fare una cosa semplicissima, e
  potrebbe farlo pure in 30 giorni, con decreto del Presidente  della
  Regione  -  c'è  un  avvocato - sciogliere gli  enti,  nominare  un
  funzionario regionale con le precipue funzioni di liquidatore,  che
  da  una  parte trasferisca le competenze ai singoli dipartimenti  e
  dall'altra compia gli atti di liquidazione. Questa a mio  avviso  è
  la   procedura  più  semplice,  altrimenti  questi  enti   non   si
  scioglieranno  mai,  da  tre  anni si pensa,  infruttuosamente,  di
  farlo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 41.10, a firma  degli
  onorevoli Ioppolo, Formica e Musumeci, di contenuto quasi  identico
  all'emendamento  4.9 a firma dei deputati del Movimento  5  Stelle.
  Chiarisco   che   l'approvazione,  o   respingimento,   del   41.10
  assorbirebbe di riflesso l'emendamento 4.9.

   ASSENZA. Chiedo che la  votazione  avvenga  per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   SUDANO. Il comma 7 va cassato.

   PRESIDENTE. E' una volontà del legislatore, non giriamoci intorno.
  Il  legislatore, in questo momento, siamo noi, e il legislatore sta
  decidendo  quello  che  vuole fare con le  persone  in  quiescenza;
  essendo noi il legislatore se non saremo d'accordo voteremo contro.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 41.10

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 41.10. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   segreto:

   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          35
   Contrari            35
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 41  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura.

                               «Art. 42
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

     1. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26, della legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è autorizzata per l'anno 2015 la
  spesa di 640 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

   2. Per le finalità di cui all'articolo 59, della legge regionale 7
  marzo  1997,  n.  6  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 500 migliaia di euro (UPB
  10.3.1.3.99 - capitolo 147314).

   3.  Per  le finalità di cui all'articolo 128 della legge regionale
  12  maggio  2010,  n. 11 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  autorizzata,  per l'anno 2015, la spesa di 7.000 migliaia  di  euro
  (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).

   4. Per le finalità di cui alla legge regionale 31 dicembre 1964 n.
  34 e successive modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'anno
  2015,  la spesa di 1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo
  183701).

   5.  Per  le  finalità di cui agli articoli 1, 2 e  8  della  legge
  regionale   30  aprile  2001,  n.  4  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  è  autorizzata, per l'anno 2015,  la  spesa  di  600
  migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).

   6.  Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 30
  dicembre  1980,  n. 152 e successive modifiche ed  integrazioni,  è
  autorizzata,  per l'anno 2015, la spesa di 1.700 migliaia  di  euro
  (UPB. 9.2.1.3.3 - capitolo 373711).

   7. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge regionale 15
  maggio  2013,  n.  9  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 280 migliaia di euro (UPB
  7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

   8.  Per  l'erogazione  di  contributi per il  funzionamento  delle
  Università,   degli   istituti  universitari,   degli   osservatori
  astronomici,  astrofisici,  geofisici,  e  vulcanologici   di   cui
  all'articolo 73, comma 6 della legge regionale 15 maggio  2013,  n.
  9, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 200 migliaia di euro
  (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373307).

   9.   Per  le  assegnazioni  alle  Università  per  spese  inerenti
  l'attività sportiva universitaria e per i relativi impianti, di cui
  all'articolo 73, comma 6, della legge regionale 15 maggio 2013,  n.
  9 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
  2015,  la  spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -  capitolo
  373313).

   10.  Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2, della  legge
  regionale   15  maggio  2013,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  è  autorizzata, per l'anno 2015,  la  spesa  di  100
  migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 376576).

   11.  Per  le finalità di cui all'articolo 12 della legge regionale
  16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015
  la  spesa  di  1.500  migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3  -  capitolo
  473709).

   12.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società  sportive
  professionistiche,    semiprofessionistiche   e    dilettantistiche
  partecipanti  a campionati nazionali di serie A e di serie  B,  già
  previsti  dal  comma  2 dell'articolo 21 della legge  regionale  17
  maggio 1984, n. 31, è autorizzata per l'esercizio finanziario  2015
  la  spesa  di  180  migliaia  di euro (UPB  13.2.1.3.3  -  capitolo
  473710).

   13.  Per  le finalità di cui all'articolo 14, comma 2, lettera  c)
  della  legge  regionale 15 maggio 1991, n.  27  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 350 migliaia di euro  (UPB
  1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

   14.  Per le finalità di cui alla legge regionale 1 febbraio  2006,
  n.  5  e  successive  modifiche ed integrazioni è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 300 migliaia di euro  (UPB
  13.2.1.3.7 - capitolo 377762).

   15.  Per  le  finalità dell'articolo 57 della legge  regionale  12
  agosto  2014,  n.  21  e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata la spesa di 250 migliaia di euro per l'anno  2015  (UPB
  8.2.1.1.2 - capitolo 272531).

   16.  Per le finalità dell'articolo 1 della legge regionale 5 marzo
  1979,  n.  14 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata
  la  spesa di 400 migliaia di euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3  -
  capitolo 377735).

   17.  Per le finalità di cui all'articolo 195, comma 3, della legge
  regionale  23 dicembre 2000, n. 32 il Dipartimento regionale  degli
  affari  extraregionali  è  autorizzato ad erogare  per  l'esercizio
  finanziario 2015 la somma di 350 migliaia di euro .

   18. Per le finalità di cui all'articolo 7 della legge regionale 20
  novembre  2008,  n.  16 e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  autorizzata  per  l'esercizio finanziario  2015  la  spesa  di  100
  migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99 - cap. 348111).

   19.  Per  le  finalità di cui all'articolo 1, comma 1, lettera  c)
  della  legge regionale 16 agosto 1975, n. 66 e successive modifiche
  ed  integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015  la
  somma di 300 migliaia di euro (cap. 377703).

   20.  L'UPB  6.2.2.6.3- cap. 776016 è incrementata per  l'esercizio
  finanziario 2015 dell'importo di 1.500 migliaia di euro».

   L'articolo 42 è accantonato.
    Chiedo al Governo, sull'articolo 35 c'era stata la riscrittura?
   Onorevole    Cordaro,   mi   avevate   chiesto   l'accantonamento
  dell'articolo 35.

   CORDARO. Abbiamo dato un'ipotesi agli Uffici. Stanno valutando.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura.

                               «Art. 43
         Utilizzazione di fondi a favore di attività sportive

   1.  Le  disposizioni di cui all'articolo 13 della legge regionale
  13  gennaio 2015, n. 3, si applicano anche alle iniziative di  cui
  all'articolo  12 della legge regionale 16 maggio  1978,  n.  8,  a
  valere  sui  finanziamenti del capitolo 473709 del bilancio  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2014».

   PRESIDENTE. Ci sono due emendamenti soppressivi.
   Onorevole  Falcone, mantiene l'emendamento 43.2?  E'  soppressivo
  dell'articolo  43   Utilizzazione di fondi a  favore  di  attività
  sportive'.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, ma ammesso che lo volessi  ritirare,
  con  tutto  questo assembramento che c'è nei banchi  del  Governo,
  come Faccio, Presidente

   PRESIDENTE. Dichiara di ritirarlo.

   FALCONE. No, ma io potrei anche chiedere un chiarimento, però  se
  c'è un sovraffollamento, non posso.

   PRESIDENTE. Ho capito, onorevole, lei si è riposato. Grazie.
   Pongo in votazione l'articolo 43.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44
             Incentivazione all'acquisto e all'impiego di
                         riproduttori animali

   1. La Regione sostiene le attività volte a conseguire e diffondere
  il  miglioramento genetico del patrimonio zootecnico regionale, sia
  con  l'obiettivo di migliorare la competitività degli  allevamenti,
  sia  di  valorizzare  gli usi sostenibili del territorio  rurale  e
  conservare la biodiversità.

   2.  L'Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e  della
  pesca  mediterranea  incentiva il miglioramento  qualitativo  degli
  allevamenti  attraverso  il  ricambio  dei  riproduttori  maschi  e
  femmine  selezionati  e il ripopolamento delle  stalle  rispondendo
  alle   esigenze  di  una  zootecnia  siciliana  più  aderente  alle
  direttive comunitarie.

   3.  Sono concessi aiuti in conto capitale, per un massimo del 25%,
  a   fronte   della  spesa  sostenuta  per  l'acquisto  di   animali
  riproduttori  maschi e femmine delle specie e  razze  di  interesse
  zootecnico.

   4.  L'azione è attuata nell'ambito del Regolamento UE n. 1408/2013
  della  Commissione  del 18 dicembre 2013 relativo  all'applicazione
  degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione
  Europea  agli  aiuti  de minimis  nel settore agricolo,  pubblicato
  nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. 352 del 24 dicembre
  2013.

   5. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è
  autorizzata  per l'esercizio finanziario 2015, la spesa complessiva
  di  1.500 migliaia di euro a valere sulle disponibilità di cui alla
  lettera  h)  del comma 1 dell'articolo 4 della legge  regionale  22
  dicembre 2005, n. 19».

   Ci  sono  due emendamenti soppressivi presentati dagli  onorevoli
  Ciaccio, La Rocca. Sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 45. Ne do lettura:

                               «Art. 45
         Aiuti alle associazioni allevatori per la tenuta dei
                           libri genealogici

   1.  Per l'espletamento dei compiti relativi alla tenuta dei  libri
  genealogici   e   per   l'attuazione  dei   controlli   funzionali,
  l'Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
  mediterranea  è  autorizzato a concedere  aiuti  alle  Associazioni
  regionali  degli allevatori giuridicamente riconosciute e  aderenti
  all'Associazione italiana allevatori di cui all'articolo 3, comma 2
  della  legge  1991,  n.  30,  in  conformità  all'articolo  27  del
  regolamento  (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno  2014
  che  dichiara  compatibili con il mercato interno, in  applicazione
  degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
  europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale
  e  nelle  zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione
  (CE) n. 1857/2006, pubblicato nella GUUEL 193 dell'1 luglio 2014.

   2.  Possono  essere  concessi  nei limiti  stabiliti  dalle  norme
  nazionali e unionali in materia:

   a)  aiuti  fino  al  100% dei costi amministrativi  inerenti  alla
  costituzione e alla tenuta dei libri genealogici;

   b)   aiuti   fino  al  70%  dei  costi  sostenuti  per   test   di
  determinazione  della qualità genetica o della resa  del  bestiame,
  effettuati  da o per conto terzi, eccettuati i controlli effettuati
  dal  proprietario  del  bestiame e i  controlli  di  routine  sulla
  qualità del latte.

   3.  Gli  aiuti  sono erogati in natura e non comportano  pagamenti
  diretti ai beneficiari.

   4. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata, per
  l'anno  2015, la spesa di 2.300 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2  -
  capitolo 144111)».

   Ci  sono  emendamenti  soppressivi a firma  degli  onorevoli
  Ciaccio, La Rocca, Alongi. Sono ritirati.
   L'emendamento    a    firma    dell'onorevole    Alloro    è
  inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 45. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46
           Contributo straordinario in favore dei marittimi
                             imbarcati in
           motopescherecci sequestrati nel Mar Mediterraneo

   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e  della pesca mediterranea è autorizzato a concedere un contributo
  straordinario nel limite massimo di 50 migliaia di euro  in  favore
  di ciascuno dei marittimi imbarcati sui motopescherecci sequestrati
   Maestrale ,   Boccia Secondo ,  Antonino Sirrato ,  Giulia  P.G. ,
   Daniela L.  e  Flori  sequestrati in acque internazionali, per gli
  eventi del 7 giugno 2012, del 7 ottobre 2012 e del 8 dicembre 2012.
  Il contributo è erogato indipendentemente dal computo dei giorni di
  navigazione  al fine di fronteggiare almeno parzialmente  il  danno
  causato  dall'interruzione dell'attività di pesca. Per le  finalità
  del  presente  articolo è autorizzata la spesa di 246  migliaia  di
  euro per l'esercizio finanziario 2015.

   2.  Il contributo di cui al comma 1 è erogato al netto delle somme
  riferibili allo stesso evento, eventualmente percepite ai sensi  di
  ulteriori   interventi  regionali,  nazionali  e/o   comunitari   o
  derivanti da indennizzi assicurativi».

   Ci  sono  due  emendamenti  soppressivi a  firma  degli  onorevoli
  Alongi, La Rocca.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  perché  vorrei  spiegato questo articolo visto  che  non  c'era  in
  Finanziaria e nella nottata è spuntato. Non tanto nel merito perché
  ha  delle finalità corrette cioè se ci sono dei pescherecci,  delle
  imbarcazioni  che  comunque aiutano e quindi  sono  a  soccorso  di
  persone  che  sono  in  difficoltà e poi sono state  danneggiate  a
  seguito  del  loro intervento, sicuramente hanno fatto qualcosa  di
  utile e per questo devono essere premiate.
   Però  mi chiedo, siccome determinate situazioni sono di competenza
  nazionale e visto che qua, giustamente, è stato inserito che è   al
  netto   degli  interventi  nazionali  o  comunitari  derivanti   da
  indennizzi assicurativi, se diamo un contributo regionale e  poi  a
  livello  nazionale, perché molti di questi hanno un  contenzioso  a
  livello  nazionale, fra uno, due, tre, cinque, dieci anni  ricevono
  pure  un  contributo,  la  Regione è in  grado  di  capire  se  può
  richiedere  le somme che attualmente gli sta dando? La stessa  cosa
  vale  per  gli indennizzi assicurativi. Noi ritiriamo l'emendamento
  soppressivo,  però invito il Governo a scriverlo in un  determinato
  modo  perché ad oggi significa che noi diamo queste somme e non  le
  rivedremo mai più.
   Allora  dobbiamo andare a capire che cosa vogliamo fare, se  è  un
  contributo  a  fondo  perduto  oppure effettivamente  dobbiamo  sub
  emendarlo   per  andare  a  capire  se  gli  interventi  nazionali,
  comunitari o assicurativi prima o poi arriveranno.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, signor presidente  della  Regione,
  signori  assessori,  onorevoli colleghi  noi  ritiriamo  l'articolo
  soppressivo, però al Presidente Crocetta vorremmo fare presente una
  cosa:  tutti  i pescherecci che vengono, purtroppo, sequestrati  da
  parte  delle  autorità  dei Paesi che come noi  si  affacciamo  sul
  Mediterraneo sono identici.
   E'  successo però un fatto strano negli ultimi anni: che quelli di
  altre   marinerie,   e   non   voglio   fare   assolutamente    una
  contrapposizione territoriale, per questo tra le altre cose, ritiro
  l'emendamento,  hanno  avuto rimborsate le risorse.  Quelli  invece
  della  marineria della provincia di Siracusa e in modo  particolare
  della  marineria  di Porto Palo attendono ancora  di  avere  questi
  contributi.
   Ora non è possibile che si facciamo due pesi e due misure.
   Ripeto,  io  qui non intendo assolutamente iniziare una  battaglia
  fra   sventurati,  fra  disperati,  fra  gente  che  hanno  bisogno
  dell'intervento  della  Regione, però al Presidente  della  Regione
  vorrei ricordare che non ci può essere disparità di trattamento.
   Chiunque ha avuto le navi sottoposte a sequestro deve ricevere  da
  parte  della Regione il giusto ristoro. E onorevole Turano mi fermo
  qui,  nel  senso  che  non sto dicendo nulla,  ho  detto  che  sono
  d'accordo  all'emendamento, ho detto che lo voterò,  ho  detto  che
  toglierò l'emendamento soppressivo però al Presidente della Regione
  ricordo  questa  ingiustizia  che  da  anni  viene  perpetrata  nei
  confronti della marineria della provincia di Siracusa. Grazie

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
  non  perché  contesto l'articolo ma perché un  inciso  del  secondo
  comma  mi  mette in ambasce. Leggo testualmente   il contributo  di
  cui  al  comma  1  è erogato al netto delle somme  riferibili  allo
  stesso  evento,  eventualmente  percepite  ai  sensi  di  ulteriori
  interventi   regionali .  Ma  di  ulteriori  interventi  regionali?
  Capisco   che  non  possiamo  sapere  se  interventi  nazionali   o
  comunitari  o  assicurativi hanno già risarcito,  ma  di  ulteriori
  interventi  regionali  credo che non possa  essere  accettato  come
  principio.
   Vorrei capire se per lo stesso fatto paghiamo due volte o ci  sono
  altre imbarcazioni che hanno subito eventi identici e non sono  mai
  stati risarciti.
   E' possibile avere una risposta su questo punto? Diversamente sono
  costretto  a fare un emendamento soppressivo dell'inciso  ulteriori
  interventi regionali . E' una cosa che chiedo anche alla Presidenza
  dell'Assemblea.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  norma generale interviene su alcuni  motopescherecci
  sequestrati  dove  è  stata fatta una istruttoria  e  si  riconosce
  specificamente  che  questi hanno diritto ad un indennizzo.  Quindi
  non  è  una norma che in generale crea una attesa rispetto a coloro
  che  avranno  le  stesse condizioni, anche perché talvolta  vengono
  sequestrati  per ragione del fatto che magari sono responsabili  di
  avere  violato  norme  e quindi non può essere  riconosciuto  alcun
  contributo, quindi, si tratta di una norma specifica che interviene
  su  casi  molto determinati. E' chiaro all'onorevole  Vinciullo,  a
  questo mi rivolgo, che se poi ci sono dei casi concreti che bisogna
  segnalare vuol dire che in occasione di variazioni di bilancio o in
  occasione di prossima finanziaria potremo sostenere gli aiuti  alle
  imbarcazioni interessate. Per quanto riguarda ulteriori  interventi
  regionali in realtà queste nazionali o comunitarie è una  norma  di
  salvaguardia perché è vietato per legge superare anche  in  termini
  di   contribuzione  l'ammontare  del  danno   e   quindi   in   via
  precauzionale perché ci potrebbero essere anche contributi concessi
  in  via amministrativa per considerazioni umanitarie e altre   cose
  che  potrebbero rivelarsi aggiuntive e quindi è soltanto una  norma
  di salvaguardia.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo pronti a
  ritirare gli emendamenti soppressivi perché non è giusto,  come  ha
  detto  l'onorevole  Vinciullo, che si faccia  una  battaglia  sulle
  disgrazie di soggetti che meritano invece la stima, la vicinanza  e
  la   solidarietà  di  questo  Parlamento,  però   c'è   anche   una
  perplessità.  Se  noi identifichiamo già da ora  tutti  questi,  ad
  esempio,  a gennaio ci furono due imbarcazioni, una di Siracusa,  e
  una di Riposto, Jonathan, faccio un nome, c'è stata la Madonnina di
  Scoglitti  nel  ragusano,  ci  sono  stati  altri  motopescherecci.
  Concediamo  un contributo straordinario nel limite di  50  mila  di
  euro in favore di ciascuno dei marittimi imbarcati, prevedendo  246
  mila  di  euro, 50 mila euro a marittimo, considerate che  in  ogni
  imbarcazione ci sono 7, 8, 10 marittimi. Allora, sarebbe anche  più
  opportuno  che dicessimo di arrivare a 300 mila euro,  vediamo  chi
  sono i vari pescherecci che dal 2012 ad ieri, all'entrata in vigore
  di  questa legge sono stati colpiti da questa disgrazia, cioè  sono
  stati  sequestrati  in acque internazionali da autorità  straniere,
  ingiustamente  hanno avuto un danno, hanno subito  un  torto  e  il
  Parlamento  dimostra,  a coloro che hanno avuto  questo  danno,  di
  essere  loro vicini con un contributo che sarà nel limite,  ma  per
  tutti.  Quindi, se lo possiamo riformulare in questo senso  sarebbe
  più opportuno e più equo.

   PRESIDENTE.  C'è  già  l'emendamento  46.3  del  Governo  che   lo
  corregge, perché si sono accorti dell'errore.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Guardate,  io  ritengo  che
  sarebbe  più  giusto  fare una norma erga  omnes,  stabilendo  poi,
  ovviamente, che le pratiche dovrebbero essere affrontate sulla base
  delle priorità, per cui se la formulazione potesse essere molto più
  semplice,  prevedendo  un contributo straordinario  in  favore  dei
  marittimi  di  pescherecci  sequestrati  nel  Mar  Mediterraneo,  è
  stanziata la somma di 246 migliaia di euro, quindi per me  possiamo
  sostituirlo  subito  con un emendamento, perché  mi  sembra  troppo
  specifico.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condividendo  la
  proposta del Presidente della Regione, anche perché mi pare che  vi
  siano pescherecci in situazioni analoghe anche a Licata, o in altri
  compartimenti marittimi della Sicilia, la proposta che io  farei  è
  comunque  quella di aumentare la cifra se possibile  dei  246  mila
  euro, quindi istituire un capitolo di bilancio, magari mettendo 500
  mila euro che riguarda la problematica in generale e può soddisfare
  oltre  queste  imbarcazioni  che già  sono  inserite,  anche  altre
  imbarcazioni  che  oggi magari il Parlamento non  conosce,  ma  che
  vivono una situazione di difficoltà come queste di cui al comma 1.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  conosco  perfettamente  questa situazione, e  per  sottolineare  un
  discorso. Questo tipo di contributo dato a queste imbarcazioni  era
  già  stato  fatto  in precedenza per i relativi  marittimi,  e  per
  insufficienza di fondi in realtà gli armatori erano rimasti  fuori,
  quindi  noi  di fatto stiamo andando a sanare un qualcosa  che  era
  stato   in   parte  non  completamente  completato  nelle   passate
  finanziarie.  La cifra è una cifra minima, che tra  l'altro  io  vi
  posso  assicurare  che  non arriva nemmeno a compensare  la  minima
  parte  di  quello che queste aziende, perché di fatto sono  aziende
  che hanno dovuto subire nell'arco di questi eventi, e credo che una
  norma   generale  sarebbe  assolutamente  auspicabile,  perché   la
  battaglia  che avviene nel mar Mediterraneo adesso sta creando  una
  serie di problemi anche ad altre imbarcazioni di altre città.
   Quindi  nel  caso  in  fondo sarebbe il caso  di  rimpinguarlo  ed
  ovviamente,  in questo caso di specie, noi andiamo a compensare  le
  minime spese di questi pescatori.

   MUSUMECI, Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  un  minuto
  per  dare  voce alle centinaia di pescherecci che stasera non  sono
  rappresentati in questo emendamento. Sono pescherecci che non hanno
  mai  subito sequestri e impedimenti alla loro attività, e che  pure
  affrontano con serena difficoltà l'aridità del pane quotidiano.  Io
  credo  che noi non facciamo giustizia piena nel momento in cui  non
  teniamo  conto  delle decine e decine di altri battelli  che  hanno
  subito gli stessi atti di violenza nel canale di Sicilia negli anni
  precedenti,  e  non rendiamo giustizia ai tanti battelli  che  ogni
  giorno  debbono  fare  i  conti  con una  burocrazia  assolutamente
  snervante  e  ostinatamente contraria al mantenimento  della  pesca
  artigianale sotto costa. E allora approfitto di questo emendamento,
  per il quale il mio gruppo voterà a favore, per invitare il Governo
  ad  aprire, se lo riterrà il signor Presidente della Regione, visto
  che  stasera, nonostante le pressioni, ci onora della sua presenza,
  perché  si possa aprire un sereno dibattito in Aula sulla  politica
  per   la  pesca  e,  soprattutto,  per  la  piccola  pesca,  quella
  sottocosta  e quella artigianale, per questa categoria che  non  ha
  voce   e  che  spesso  non  trova  sensibilità  sufficienti   nelle
  istituzioni.
   Mi  auguro che nelle prossime settimane, assieme all'assessore  al
  ramo,  il  Governo  ci  faccia conoscere quali contenziosi  intenda
  aprire  col Governo nazionale e - perché no? - con l'Unione europea
  perché si possa, a cominciare dalle infrastrutture portuali, quelle
  di  tipo  peschereccio, finalmente aprire uno squarcio di  luce  su
  questa  categoria che, purtroppo, non ha santi in paradiso e  credo
  che  sia  l'ora che senza essere santi o senza vocazioni santifiche
  si possa in quest'Aula trovare riferimenti responsabili e risultati
  concreti.

  PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è l'accordo di tutti riguardo  ad
  una  riscrittura  generale dell'articolo,  per  cui  l'accantoniamo
  momentaneamente.

  Si passa all'articolo 47: Ne do lettura:

                                Art. 47
         Disposizioni a favore dei Comuni in dissesto per far
                              fronte alle
              situazioni emergenziali nel settore idrico

  1.  Al  comma  4 dell'articolo 2 delle legge regionale  13  gennaio
  2015,  n.  3,  è  aggiunto  il seguente periodo:   A  tal  fine  il
  dipartimento  regionale dell'acqua e dei rifiuti  è  autorizzato  a
  trasferire contributi a fondo perduto ai comuni interessati o  alle
  loro  forme  associative già costituite ai sensi  dell'articolo   9
  della   legge  5  gennaio  1994,  n.  36,  e  successive  modifiche
  integrazioni. .

  2.  Al  comma  4 dell'articolo 2 delle legge regionale  13  gennaio
  2015,  n.  3,  le  parole  30 aprile 2015 sono  sostituite  con  le
  parole:  30 giugno 2015 .

   Comunico  che  all'articolo  47 è stato  presentato  l'emendamento
  47.3, a firma dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  47.1,  a  firma
  dell'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  47.4,   degli
  onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per una questione
  di  giustizia e di equo trattamento dei comuni dell'Isola.  Succede
  questo  che nell'esercizio provvisorio questo Parlamento  è  venuto
  incontro  a 523 comuni del palermitano, perché erano di  fronte  ad
  un'emergenza

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  E'
  la stessa emergenza che non si risolve.

   FALCONE     Era  una  questione di emergenza idrica  che  dovevano
  affrontare. Attenzione, abbiamo dato un contributo di 8 milioni  di
  euro.  Questo  contributo di 8 milioni di euro  lo  stiamo  facendo
  gravare  sul  fondo  delle  autonomie locali  che,  nel  frattempo,
  quest'anno è stato ridotto di 45 milioni rispetto all'anno  scorso.
  L'anno  scorso  avevamo riserve per 14 milioni  e  500  mila  euro,
  quest'anno  già ad oggi abbiamo riserve per 17 milioni e  700  mila
  euro. Siccome è possibile che ci saranno altre cose, credo che  noi
  così  come  abbiamo  fatto  per  la  provincia,  laddove  c'era  la
  provincia di Catania, una riserva di 1 milione 650 mila euro per  i
  cosiddetti   doposcuolisti  che grava comunque sullo  stesso  fondo
  della  stessa provincia è chiaro che su questo noi dovremo  trovare
  un  momento  di  compensazione. Mi rendo conto che trattasi  di  un
  emendamento  forte però vorrei anche comprendere che  se  il  fondo
  dell'Ara,  dell'agenzia dell'Acqua e dei rifiuti ha delle  somme  a
  disposizione che possono essere date a fondo perduto, è chiaro  che
  io dico prendiamoli dall'Agenzia e non gli togliamo dal fondo delle
  autonomie  locali. Avevo chiesto che venisse fatta una verifica  in
  tal  senso  e  dalla  Commissione all'Aula quella  verifica  doveva
  essere portata in Aula.
   Purtroppo, oggi non ci accorgiamo che questa verifica non è  stata
  fatta, non abbiamo una relazione che ci faccia comprendere, per cui
  è chiaro che rischiamo di creare una disuguaglianza e una disparità
  di trattamento tra comuni e comuni.
   Ciononostante,  presidente Dina, sono  pronto  a  ritirare  questo
  emendamento,  però  vorrei capire che dobbiamo  anche  operare  nel
  rapporto di equo trattamento, cioè se qualcuno pensa che c'è chi si
  infila  e  altri  che possono invece pensare di  rimanere  esclusi,
  questo no
   Voglio  consegnare questa che può diventare una  mera  riflessione
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Gli uffici mi hanno fatto uno schema del lavoro  fatto
  fino  adesso.  Noi abbiamo approvato su 102 articoli, 42  articoli,
  quindi  ne  mancano esattamente 60. E' pur vero  che  gli  articoli
  maggiormente  complessi, ancora ce n'è qualche  altro,  sono  stati
  votati, quindi l'impianto della finanziaria c'è tutto.
   Però se noi su ogni articolo interveniamo in maniera ripetuta, noi
  non riusciamo neanche entro domani alle ore 14,00 a chiudere questa
  finanziaria.
   Quindi  pregherei, nonostante gli interventi sono tutti utili,  di
  limitare  il  tempo  degli interventi, ove possibile.  Evitiamo  di
  dilungarci perché, ripeto, mancano 60 articoli ancora, sapendo  che
  la  procedura  poi  prevede che poi c'è  la  sospensione,  si  deve
  riunire  la  Giunta  e  deve  far combaciare  il  bilancio  con  la
  finanziaria che è stata approvata.
   Quindi,   è  un  invito  che  faccio  innanzitutto  a  me  stesso,
  conteniamo  ove  possibile,  se siamo d'accordo  sull'esito  di  un
  articolo, è inutile parlarci addosso.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  è  che
  pensate che facciamo le leggi e poi le cambiate come pensate voi
   Cosa  prevedeva il comma 4, dell'articolo 2 della legge  regionale
  13 gennaio 2015.  A tal fine il dipartimento regionale dell'acqua e
  dei  rifiuti è autorizzato a trasferire contributi a fondo  perduto
  ai  comuni  interessati o loro forme associative già costituite  ai
  sensi  dell'articolo  9  della  legge  5  gennaio  1994,  n.  36  e
  successive modifiche e integrazioni'.
   Ma  dove  era  scritto  che questo era solo per  la  provincia  di
  Palermo?  Era  riferito  a  tutte le province.  Ora  perché  non  è
  interessata Catania chiudiamo la partita.
   Dopodiché,  per  essere  chiari, presidente  Dina,  la  legge  era
  rivolta  intanto  a  due  province, che vivono  lo  stesso  dramma,
  Palermo  e Siracusa. Poi che i sindaci di Siracusa non hanno  fatto
  nessuna richiesta, la responsabilità non è di questo Parlamento, ma
  dei sindaci.
   Ancora però più grave, presidente Dina, è che il Presidente  della
  Regione,  insieme alla sua Giunta, abbiano pensato di  interpretare
  questa legge escludendo la provincia di Siracusa.
   Cosa che non può essere fatta, perché veda Presidente, le ho fatto
  un'interrogazione parlamentare su questa vicenda. Il giorno in  cui
  ci  sarà un solo sindaco della mia provincia che farà richiesta  di
  finanziamenti, io andrò a sostenerlo. Ripeto, la legge era  rivolta
  a  due  province che vivono lo stesso dramma. E non è che  possiamo
  pensare  di fare una finanziaria Palermocentrica, perché il rischio
  è  proprio  questo che tutta la finanziaria che noi facciamo  viene
  incentrata sulle istanze e sui problemi di Palermo.
   La  norma era rivolta a due province. Poi il Governo ha pensato di
  cambiarla ed il Presidente della Regione, insieme alla sua  Giunta,
  si sono assunti delle responsabilità gravissime.
   Ora  ritorniamo a proporre questo problema ed allora dovete  avere
  il  coraggio  di  scrivere che è rivolto  solo  alla  provincia  di
  Palermo,  perché se non lo scrivete è chiaro che anche la provincia
  di  Siracusa,  trovandosi  nella stessa  situazione  ha  diritto  a
  ricevere  i contributi nel caso in cui i sindaci facessero domanda.
  Ma  siccome  i  sindaci della nostra provincia  sono  assolutamente
  disattenti, potete anche lasciarla così, perché tanto richiesta  di
  finanziamento non ce ne sarà mai.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Onorevole Vinciullo, togliamo i soldi a Ortigia e li mettiamo lì

   VINCIULLO. Ortigia? Stiamo parlando di seicentocinquantamila  euro
  a  fronte  di otto milioni, ma di cosa stiamo parlando?  E  noi  ne
  abbiamo ventuno, chiaro?

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  avevo  accolto
  l'invito  della  Presidenza  e  non volevo  intervenire  su  questo
  articolo  proprio per evitare che ci fossero questioni tra  comuni.
  Ma  chiedo  al  Governo e ai presidenti delle  Commissioni,  ma  vi
  sembra normale che noi ogni anno ci sono leggi che trasferiscono ai
  comuni, in questo caso ai cinquantadue comuni di Palermo, e c'è  un
  disegno di legge sull'acqua che non arriva in Aula?
   E'  una vergogna, cioè in un momento in cui la Sicilia sta morendo
  noi destiniamo sette milioni e otto, giustamente non acqua; ma si è
  chiesto  perché questi comuni non si sono consorziati, non si  sono
  presi  le reti? Così c'è una parte di Sicilia che non paga l'acqua,
  comuni  che  non pagano e cittadini che non pagano. Ma la  vogliamo
  smettere?  Ciò  vale  per  Siracusa, vale  per  Messina,  vale  per
  Catania, vale per tutti. Ed io mi chiedo: noi siamo qui da due anni
  e  il  disegno  di legge sull'acqua dov'è? Perché altrimenti,  così
  come  questo,  così come i rifiuti, noi possiamo andare  avanti  di
  finanziaria in finanziaria a togliere risorse importanti e poi  non
  ce le abbiamo per qualsiasi norma di settore o di sviluppo.
   E' mortificante, io ho solo una voglia di andarmene a casa

   PRESIDENTE. Non vada a casa, onorevole Grasso, il suo contributo è
  prezioso. Lei deve stare qua tutta la notte con noi.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ci indichi con saggezza una  soluzione
  perché abbiamo compreso il problema.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei,  se  ci
  riesco,  riportare  tutti ad una riflessione più  pacata  e  vorrei
  invitare soprattutto il Presidente Crocetta che sono sicuro non  ci
  sarà  stato in questi giorni perché avrà studiato approfonditamente
  la  finanziaria quindi ora è preparato e ci darà il contributo  che
  ci aspettiamo  .

   CROCETTA,     presidente    della    Regione.     L'articolo     è
  anticostituzionale

   CORDARO. Voglio però ricordare ai colleghi che, come certamente  è
  a  loro noto, questo non è il Consiglio comunale di Palermo, questo
  è  il  Parlamento siciliano ma nel Parlamento siciliano non possono
  non  affrontarsi  anche i problemi che, per una  volta,  viva  Dio,
  piuttosto  che  occuparsi  dei pescherecci  di  Mazara  del  Vallo,
  piuttosto  che occuparci dell'Ente Fiera di Messina, piuttosto  che
  occuparci  di  Siracusa e di Ortigia, piuttosto  che  occuparci  di
  Comiso,  piuttosto  che occuparci di tutte le  cose  delle  singole
  province, tutte corrette, ci stiamo occupando dell'acqua.
   Ed  allora,  rispetto  a questo, siccome io  lascio  gridare  solo
  l'onorevole Vinciullo, perché gli do questa primazia che non voglio
  assolutamente  insidiare, voglio invece dire con pacatezza  ma  con
  altrettanta  convinzione che al netto di quello che possono  essere
  stati  errori  di gestione, che possono essere state responsabilità
  di amministratori incapaci, che possono essere state responsabilità
  di  un  Governo o di un'Assemblea che probabilmente non  sempre  ha
  fatto quello che andava fatto. Siamo in una condizione che ci  deve
  far  guardare in maniera costruttiva e non distruttiva una  ipotesi
  che ha trovato convergenze in Commissione, che ha trovato copertura
  nell'esercizio provvisorio del Governo e che vede oggi la necessità
  di una conferma, per garantire ai comuni della provincia di Palermo
  la possibilità di continuare a godere dell'erogazione dell'acqua e,
  quindi,  al  netto  delle grida del collega  Vinciullo  io  insisto
  chiedendo pacatamente che questo articolo venga votato.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Falcone, lei lo ha ritirato?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Onorevole  Vinciullo,   mi
  rivolgo a lei, sto rispondendo a lei.
   Siccome lei ha accusato il Governo di avere fatto una norma ad hoc
  per  Palermo    se  mi fa parlare visto che io l'ho  ascoltata  con
  molta attenzione, siccome questa norma non l'ha proposta il Governo
  ma   è  venuta  fuori  dal  lavoro  della  Commissione,  le  chiedo
  correttamente di rivedere la comunicazione.
   La  Giunta  regionale, sulla base della precedente  norma,  perché
  abbiamo avuto due norme sui rifiuti che sono state fatte nel  2014,
  una  ha  riguardato  Siracusa e l'altra ha riguardato  Palermo   la
  norma  successiva che è stata fatta su Palermo riguardava   intanto
  noi  abbiamo avuto una difficoltà che era quella relativa al  fatto
  che   il   Commissario  dello  Stato  ravvisava   che   una   norma
  generalizzata  potesse in qualche modo, che  non  nascesse  da  una
  considerazione  straordinaria,  in  qualche  modo  creasse  proprio
  quelle  eccezioni che dice lei e cioè che l'acqua  i  cittadini  la
  devono pagare. E, quindi non può essere a loro carico.
   Correttamente  a  questo principio, nella  erogazione  dei  fondi,
  nell'attribuzione  dei fondi ai comuni il Governo  ha  proposto  ai
  comuni   interessati  due  possibilità:  o  questi  fondi  venivano
  trasferiti  ai  comuni  per spese di investimento  e,  quindi,  per
  acquisire  le  quote all'interno dell'AMAP o se,  invece,  venivano
  date  per  la  gestione del servizio idrico essendo previsto  dalla
  legislazione europea e italiana che il servizio idrico è  a  carico
  degli  utenti, questi fondi non possono essere trasferiti  a  fondo
  perduto come prevede questa norma. Per essere chiaro.
   Non è, quindi, una norma del Governo e per quel che mi riguarda  è
  pure   anticostituzionale.   Persino  inammissibile.   Per   essere
  estremamente chiari, perché i comuni non possono restituire  fondi,
  non possono non restituire fondi per la gestione e io sono convinto
  che  questa  norma  verrà  impugnata  a  livello  nazionale  e  noi
  collezioneremo l'ennesima brutta figura.
   D'altra  parta non è che si può stabilire che alcuni comuni  della
  provincia  di Palermo devono avere l'acqua gratis contrariamente  a
  quello che fa tutto il resto del popolo siciliano. Quindi, il  tema
  non  è  quello  che  lei  pone  di  estendere  questo  diritto   ai
  siracusani,  perché lo potremmo estendere poi  ai  gelesi,  poi  ai
  messinesi, poi ai ragusano, poi agli ennesi. Di fatto stabilire  il
  principio che l'acqua non si paga.
   Ma  che quei comuni devono se vogliono utilizzare le somme  non  a
  titolo  di  investimento ma per spese d'esercizio, non possono  che
  restituire  le  somme per cui questo comma per me è sostanzialmente
  in violazione delle norme comunitarie e nazionali.
   Capisco  che ci facciamo qualche nemico sindaco però la  verità  è
  rivoluzionaria.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  siccome  il  Presidente   della
  Regione, ed è il Presidente della Regione, ha fatto riferimento  ad
  eventuale incostituzionalità della norma, mi dovete chiarire  -  la
  Commissione  questo  deve  fare -  se  è  una  norma  già  presente
  nell'esercizio provvisorio e c'è già una copertura.
   Se  già era contenuta nell'esercizio provvisorio significa che già
  ha passato il vaglio del Governo nazionale. Però questo va chiarito
  per la Presidenza.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Per quel che mi  riguarda  il
  comma 1 dell'articolo 47 è ritirato.

   PRESIDENTE. Non si può ritirare un articolo, si vota eventualmente
  contro.
   Da un punto di vista procedurale, la Commissione mi deve chiarire,
  sulla base dell'intervento dell'onorevole Cordaro, se questa è  una
  norma  già  approvata  nell'esercizio  provvisorio  e,  quindi,  ha
  superato  il  vaglio del Governo nazionale e se si  tratta  di  una
  semplice proroga o meno. Questo va chiarito.
   Poi  così  mettiamo  in  condizione l'Aula di  votare  l'eventuale
  soppressione che proporrà il Presidente della Regione o meno.
   Si tratta di questo o no? C'è la copertura già data nell'esercizio
  provvisorio?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, ho ascoltato gli interventi
  di   tutti  con  molta  attenzione  ed  ho  avuto  una  sensazione,
  un'impressione, ritengo fondata, che si vogliano riproporre  questa
  sera  delle argomentazioni che dovevano essere proposte a  gennaio,
  quando la norma base è stata approvata.
   Ora  stiamo ritornando indietro nel tempo riparlando di  cose  che
  sono  state  già  superate e sancite in una disposizione  di  legge
  sulla quale non c'è stata nessuna impugnativa da parte del Governo.
  Primo punto.
   La  finalità  della norma, che è stata proposta dal  Governo,  per
  l'esattezza  è  stata  proposta dal mio assessorato,  per  superare
  delle difficoltà di carattere operativo, a fronte di situazioni che
  avevano  portato  ad  una situazione di vera  e  propria  emergenza
  idrica  e la finalità della norma è unicamente quella di consentire
  l'utilizzazione  concreta  dei fondi.  Questa  e  non  altra  è  la
  finalità della norma.
   Per  questa  esigenza è stato anche necessario  portare  oltre  il
  termine.

   PRESIDENTE. C'è una posizione tecnica dell'assessore Leotta ed una
  posizione   politica   del  Presidente  della  Regione,   onorevole
  Crocetta.

   IOPPOLO.  E'  proprio  perché  ci sono  due  posizione  dentro  al
  Governo.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  credo
  che mantenere l'articolo 47 sia l'unica soluzione possibile, perché
  non si può parlare di una norma così; io non voglio contraddire  il
  Presidente   della  Regione,  però  credo  che,  in  questa   legge
  finanziaria,  stiamo  dando contributi a fondo  perduto  a  Comuni,
  Enti,  a  chiunque. C'è una situazione emergenziale e  lo  sappiamo
  bene noi componenti della IV Commissione, perché affrontiamo spesso
  in Commissione l'emergenza del palermitano. Credo che ad Ortigia  e
  a  Ragusa  Ibla  si diano dei soldi inutilmente; almeno  li  stiamo
  dando per una motivazione valida.

   PRESIDENTE. Se non ho compreso male, in questo momento, non stiamo
  mettendo  nuove somme ma sono somme già accantonate con l'esercizio
  provvisorio.  Non  si  sono spese entro  il  30  aprile  e  c'è  la
  necessità  di spenderle entro il 30 giugno, altrimenti andranno  in
  economia. Questa è la situazione dal punto di vista tecnico.  Tutte
  le  altre  questioni  politiche potranno essere  soggette  al  voto
  d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  mia  è  una
  mozione  pregiudiziale alla prosecuzione dei lavori d'Aula.  Chiedo
  una riunione di maggioranza immediata.

   PRESIDENTE. Non è possibile.

   PICCIOLO.  Le  comunico  dunque  che  il  mio  Gruppo,  stante  la
  situazione, abbandona l'Aula.

   PRESIDENTE.  Non deve chiedere a me la riunione di maggioranza  ma
  deve chiederla al Presidente della Regione.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 912/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Onorevole Picciolo, le posso chiedere la gentilezza  di
  ascoltarmi  un  attimo?  C'è  un grande  equivoco  in  procinto  di
  scoppiare.   Questa  norma  è  stata  approvata   con   l'esercizio
  provvisorio. Siamo tutti stanchi, ma evitiamo di esasperare i toni.
  Gli  otto  milioni  sono  del  fondo  delle  autonomie  locali  non
  comportano  nuove spese di nessun tipo. Per loro  natura,  i  fondi
  degli  enti  locali vengono trasferiti ai Comuni, a fondo  perduto,
  quindi  non è in discussione il fondo perduto. Il tema è un  altro,
  che  il  dottore. Morale ha avuto una difficoltà sulla modalità  di
  assegnazione  di questi fondi ai Comuni oggetto della crisi  idrica
  dei  41  della provincia di Palermo. Questa norma serve soltanto  a
  tranquillizzare   il   dirigente  generale  dell'Assessorato   alle
  autonomie locali sulle modalità di assegnazione dei fondi ai Comuni
  per l'emergenza idrica.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Crocetta.  Ne  ha
  facoltà.

   CROCETTA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  seguito
  questa  vicenda  con attenzione ed è evidente che abbiamo  avuto  -
  l'assessore  Leotta  in  prima persona - delle  difficoltà  enormi.
  L'onorevole  Cracolici  ha  ricostruito  correttamente  la  vicenda
  rispetto all'erogazione dei fondi. Però è anche chiaro che  l'acqua
  si  paga.  E'  anche chiaro che l'acqua si paga e che  sia  pure  a
  carico dei fondi dei Comuni, non ci sono nuove spese da parte della
  Regione,  per  cui, a questo punto, anche il parere  dell'assessore
  per  l'economia non poteva che essere favorevole però è anche  vero
  che  l'acqua si paga e quindi quelle somme a fondo perduto potevano
  essere   trasferite   solo  in  una  certa  ottica.   Non   insisto
  sull'emendamento soppressivo nella logica diciamo probabilmente più
  politica che tecnica.

   PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo
  47.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Scusate, onorevoli colleghi, abbiamo discusso oltre un'ora e mezza
  su  un  articolo. Alla fine ci siamo chiariti le idee. Se  avessimo
  ascoltato  i  nostri  interlocutori  forse  avremmo  evitato  tanti
  equivoci.
   Si passa all'esame dell'articolo 35. Ne do lettura.

                                    Art. 35
                Amministrazione delle società a totale
             o maggioritaria partecipazione della Regione

   1.    A   decorrere  dal  primo  rinnovo  degli  organi  societari
  successivo  alla  data di entrata in vigore della  presente  legge,
  all'Amministrazione  delle  società controllate  dalla  Regione  si
  applicano le disposizioni seguenti:

   a) nelle società che svolgono attività di "in house providing" per
  la  Regione siciliana, l'amministrazione è affidata, in  linea  con
  quanto  previsto  dall'articolo 4, comma 4,  del  decreto  legge  6
  luglio  2012, n. 95 e successive modifiche e integrazioni,  per  un
  periodo  non inferiore a tre e non superiore a cinque anni,  ad  un
  amministratore unico;

   b)  nelle  altre  società, a totale o maggioritaria partecipazione
  della  Regione  siciliana,  l'amministrazione  è  affidata  ad   un
  consiglio di amministrazione con durata triennale, composto  da  un
  presidente  e  due  consiglieri,  che  può  nominare  tra  i   suoi
  componenti un amministratore delegato, stabilendone i poteri  e  le
  funzioni  in  conformità  a  quanto  appositamente  previsto  dallo
  statuto di ciascuna società.

   2.  Le  cariche  di  amministratore unico o  delegato  di  cui  al
  precedente comma sono rinnovabili una volta sola.

   3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20, comma 4, della
  legge  regionale  12  maggio 2010, n. 11, qualora  l'amministratore
  unico  o  l'amministratore delegato ricopra anche  le  funzioni  di
  direttore  generale,  il limite massimo del  trattamento  economico
  annuo  omnicomprensivo  è pari alla somma delle  voci  retributive,
  spettanti  ai dirigenti generali della Regione siciliana,  riferite
  unicamente  alle  seguenti componenti: a) stipendio  tabellare;  b)
  retribuzione di posizione prevista dall'articolo 15 numeri  l  e  2
  del  Decreto del Presidente della Regione 11 novembre 1999, n.  26;
  c) retribuzione di posizione, nella misura massima decurtata del 20
  per  cento;  d)  retribuzione di risultato,  di  cui  al  contratto
  collettivo regionale di lavoro dell'Area della Dirigenza. Lo stesso
  trattamento   spetta  al  direttore  generale  nel  caso   in   cui
  l'amministratore unico o delegato non ricopra anche le funzioni  di
  direttore generale.

   4.  Il  limite  massimo di cui al comma 3, per gli  amministratori
  unici  o   delegati  che ricoprano anche le funzioni  di  direttore
  generale,  è  ridotto del trenta per cento, per le società  con  un
  numero di dipendenti inferiore a quattrocento o con un valore della
  produzione inferiore a quindici milioni di euro.

   5.  Per le società di cui al comma 1, i limiti di cui all'articolo
  20,  comma  4  della legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  sono
  ridotti del 30 per cento.

   6.  Le  cariche di amministratore unico e amministratore  delegato
  possono  essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso  di
  adeguata  e  comprovata professionalità e, nel  caso  previsto  dal
  precedente  comma  3, sono incompatibili con l'esercizio  d'impresa
  e/o   l'esercizio  di  qualsiasi  altra  attività,  sia  di  lavoro
  autonomo, sia di lavoro dipendente anche occasionale.

   7.  L'Assessorato  regionale dell'economia esercita  il  controllo
  analogo e ne stabilisce le modalità. Le società conformano i propri
  statuti alle disposizioni dell'Assessorato.

   8. L'Assessorato regionale dell'economia procede alla verifica del
  Piano  Operativo  Strategico (POS), del Piano  dei  Servizi  e  del
  Personale,  del  Piano  Economico Annuale  (PEA)  e  dell'andamento
  gestionale trimestrale.

   9.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, le società di cui al comma l dell'articolo 20 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  adeguano  i propri statuti alle  prescrizioni  della
  presente legge .

   PRESIDENTE.  Era  stato  accantonato. C'è  una  intesa  su  questi
  emendamenti?  Gli  Uffici mi ricordano che eravamo  all'emendamento
  35.1.   Se  avete  bisogno  di  un  po'  di  sospensione  così   si
  ristabilisce  la  calma. La Commissione mi deve seguire.  Invito  i
  deputati  a non avvicinarsi al banco della Commissione e  al  banco
  del  Governo. Per uno svolgimento ordinato dei lavori,  i  deputati
  sono  pregati  di non avvicinarsi al banco della Commissione  e  al
  banco  del  Governo, cortesemente. L'emendamento  35.1  prevede  la
  soppressione  del  comma 3. Ci siamo fermati e c'è  un  emendamento
  dell'onorevole Falcone e dell'onorevole Cordaro, il 35.7.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma quale illustra?

   FALCONE.   Il  primo.  Stiamo  inserendo  secondo  le   previsioni
  statutarie  sulla  rappresentanza dei soci. Cosa succede?  Ci  sono
  delle società come i mercati agroalimentari di Catania, che poi non
  sono  di  Catania ma della Sicilia, che hanno al proprio  seno  una
  rappresentanza, cioè sono formati da soci pubblici e soci privati e
  lo  Statuto  prevede  che  ci  sia una  rappresentanza  dell'uno  e
  dell'altro.  Non  stiamo facendo altro che  richiamare  lo  statuto
  secondo la rappresentanza dei soci di categoria A e di categoria B.
  Nient'altro.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  apporre   la  firma  a  questo  emendamento.  Ritengo  centrale   e
  fondamentale   che  le  compagini  private  vengano  rappresentate,
  continuano ad essere rappresentate proprio per non scoraggiare  una
  Regione  che,  purtroppo, troppo spesso,  scoraggia  i  privati  ad
  intervenire nella compagine societaria di queste società;  illustro
  l'ulteriore emendamento, a firma degli onorevoli Cordaro, Lombardo,
  Greco  ed altri, riguardante il tetto onnicomprensivo previsto  per
  gli  incarichi di cui al comma 3 che non possa superare i  90  mila
  euro.
   A  me  sembra  una norma innanzitutto di grande buon  senso  visto
  anche  il  clima  di confusione che si è creato precedentemente  in
  merito  al  tetto  previsto che, sommando  eventuali  incarichi  di
  responsabilità  all'interno  delle società  partecipate,  fissi  un
  tetto  che  mi  sembra più che opportuno che non  è  limitativo  e,
  quindi,  potremmo dire umiliante nei confronti dei  componenti,  ma
  non  mi  sembra neanche eccessivamente alto in modo tale da evitare
  eventuali attacchi sull'esosità di tali incarichi.
   E   al  comma  2  prevediamo  ulteriormente  quello  che  ormai  è
  consuetudine   a  livello  nazionale,  data  l'approvazione,   come
  sappiamo, del decreto legislativo n. 39 del 2013, che ha visto  uno
  scatto  e  un  salto  di  qualità dell'intervento  delle  normative
  anticorruzione   e  trasparenza  di  cui  lei  stesso,   Presidente
  Ardizzone,  di  questo  le  va dato atto,  così  come  anche  sulla
  Spending  review  di questa Assemblea, molte di queste  norme  sono
  entrate ad essere norme attive di quest'Assemblea.
   Allo  stesso  modo, chiediamo che l'applicazione di  questa  norma
  anticorruzione  trovi  uno scatto anche all'interno  delle  società
  partecipate  di  questa  Regione.  Vedete,  signor  Presidente   ed
  onorevoli colleghi, in questi giorni, a Roma, si paventa un accordo
  tra  Ministero dell'economia e autorità anticorruzione,  in  merito
  alla   trasparenza   delle   società   partecipate   al   Ministero
  dell'Economia.  Addirittura la CONSOB si  sta  adoperando  affinché
  queste  norme  possano  entrare anche nelle società  quotate  dello
  Stato.
   Penso  che  se  si  chiede  oggi alla Regione  di  equiparare  gli
  stipendi dei regionali, se si chiedono sacrifici ai regionali e  ai
  dipendenti di questa Regione, penso che sia un atto dovuto, se  non
  un  primo  passo  adeguarsi  anche  alle  norme  anticorruzione   e
  trasparenza  che  penso  siano  molto  più  della  repressione   lo
  strumento  vero per evitare casi di corruzione, casi di  malaffare,
  casi  di inopportune presenze all'interno delle società partecipate
  della  Regione  siciliana che purtroppo se non ingenerano  casi  di
  corruzione  certamente  ingenerano casi di cattivo  gusto  per  non
  utilizzare altri termini.
   Quindi  spero  che l'Aula possa apprezzare questo  emendamento  ed
  approvarlo. Grazie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  congiuntamente sugli emendamenti 35.7 e 35.1.1, che a  me  sembrano
  due emendamenti di buon senso. Uno perché permette di rispettare le
  disposizioni  statutarie, cose che non possono  essere  modificate,
  l'altro  perché individua un tetto oltre il quale in questo momento
  potremmo  apparire come troppo generosi e credo che sia  una  somma
  congrua   se   parametrata,  faccio  un  esempio  su  tutti,   alla
  retribuzione  che  prendono  alcune amministratori  di  enti  molto
  importanti, come il sindaco di Palermo, il sindaco di Catania, o  i
  presidenti delle ex province.
   Ho  compreso  che  c'è  quasi l'unanimità  dell'Aula.  L'onorevole
  Cordaro mi fa notare che occorre ulteriormente differenziare questo
  limite di novanta e rapportarlo all'importanza delle società.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    anche
  raccordandomi col Governo ma chiedendo ovviamente all'Aula,  perché
  è  una  modifica che abbiamo fatto in questo istante, nel capoverso
  successivo  e  cioè al comma 4 dell'articolo 35  si  prevedeva  una
  riduzione  del trenta per cento. Avendo abbassato il  parametro  da
  140  a  90 mila, abbiamo sostituito, con l'accordo del Governo,  la
  parola   fino al trenta per cento' con  settantamila euro',  quindi
  per  le  società che hanno maggiori responsabilità e più dipendenti
  un tetto di novantamila, per le altre di settantamila.

   PRESIDENTE.    Diamo    per    distribuito    il    subemendamento
  all'emendamento  35.1.1  che  assume  il  nome  35.1.1  bis,  primo
  firmatario l'onorevole Cordaro, che è quello appena illustrato.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  si  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 35.1.1, così come  subemendato.
  Chi è favorevole si resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 35.7, a firma  degli  onorevoli
  Falcone  e  Cordaro.   Chi  è favorevole si  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 35.6, a  firma  dell'onorevole
  Sudano  che prevede la soppressione del comma 6. Il comma 6 prevede
  che  le  cariche di amministratore unico e amministratore  delegato
  possano  essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso  di
  adeguata  e  comprovata  professionalità e nel  caso  previsto  dal
  precedente comma 3 sono incompatibili con l'esercizio di impresa  e
  con   l'esercizio  di  qualsiasi  altra  attività,  sia  di  lavoro
  autonomo, sia di lavoro dipendente, anche occasionale.

   SUDANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, non lo ritiro perché ci sono le  norme
  del   codice   civile   che  stabiliscono  quando   si   può   fare
  l'amministratore, quindi non capisco perché stiamo  inventando  una
  normativa regionale.

   PRESIDENTE.  C'è un emendamento soppressivo del comma 6.  Dovremmo
  prestare attenzione a quello che ha illustrato l'onorevole  Sudano,
  perché estendere pure al lavoro occasionale...
   Il  parere del Governo sulla soppressione del comma 6? L'onorevole
  Sudano  sul comma 6 dice che ci sono già delle norme che  prevedono
  la compatibilità o meno.

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole della Commissione e del Governo,
  lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  35.3, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 35, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 46, in precedenza accantonato.
   Onorevole Falcone è stato presentato un emendamento di riscrittura
  da  parte  del presidente Crocetta, il 46.3.1 e, c'è anche  un  suo
  emendamento.

   FALCONE. Posso spiegarlo?

   PRESIDENTE. No, evitiamo di spiegare, il presidente Crocetta  dice
  con delibera di Giunta; è abbastanza democratico. Lei dice che deve
  essere solo l'Assessorato regionale all'agricoltura.
   Quindi,  dove sta la differenza l'ho detto io. Pongo in  votazione
  prima  quello del Governo; se passa l'emendamento del  Governo,  in
  automatico, il suo viene assorbito.

   CRACOLICI.   Io  non  sono  d'accordo  sulla  riscrittura?   Posso
  intervenire?

   PRESIDENTE. No. Ma lo poteva dire prima.

   CRACOLICI. Io non ero in Aula, posso intervenire?

   PRESIDENTE. Che non eravate presenti non è un problema  dell'Aula.
  Dobbiamo andare avanti perché su quest'articolo si è intervenuto.
   Se  abbiamo  bloccato i lavori d'Aula perché bisognava pensare  ad
  una riscrittura, pensavo che ci fosse una riscrittura unica, adesso
  esce  una  riscrittura quasi simile, c'è una differenza tra  quello
  presentato riscritto dal Governo che dice bisogna riprogrammare con
  delibera  di Giunta e quello presentato dall'onorevole Falcone  che
  dice che deve essere l'Assessore alla pesca.
   Si   è   parlato   di  una  norma  di  carattere  generale   senza
  l'individuazione dei pescherecci, già questo dibattito  lo  abbiamo
  fatto non possiamo riaprirlo. Siamo in presenza di due emendamenti,
  per  cui pongo in votazione l'emendamento del Governo e, ribadisco,
  se  passa  quello del Governo viene assorbito quello dell'onorevole
  Falcone.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'emendamento 46.4 è assorbito.
   Pongo  in  votazione l'articolo 46, così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MARZIANO. Sono qui da due giorni, mi sono allontanato due minuti e
  viene approvato. Così la spesa non si attiverà

   PRESIDENTE.  Che  vuol dire che lei si allontana  due  minuti.  Lo
  abbiamo già approvato.
   Sull'articolo 46, sulla questione pescherecci, c'è stata un'ora di
  discussione, ci siamo fermati dicendo che bisognava riscriverlo  ed
  abbiamo  dato  mandato  al  Governo,  la  massima  istituzione,  di
  riscriverlo e ci mettiamo di nuovo a discutere sulla riscrittura.
   Lo abbiamo votato e siamo andati avanti.
   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                             «Articolo 48
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  L'articolo  5 della legge regionale 6 aprile  1996,  n.  29  è
  abrogato.

   2.  All'articolo 7, comma 1, della legge regionale 1 agosto  1990,
  n.  20  le parole  lire 500.000  sono sostituite dalle parole  euro
  411,62  e le parole da  rivalutata  a  precedente  sono soppresse.

   3.  All'articolo 13 della legge regionale 8 luglio 1977, n.  47  e
  successive  modifiche  ed integrazioni sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a) al comma 1 è aggiunta la lettera  g) anticipi ai dipendenti per
  le spese di missione. ;
   b)  al  comma  5  le  parole   riguardanti  spese  correnti   sono
  soppresse;
   c) i commi 6 e 7 sono soppressi;
   d)  al  comma  8  dopo le parole  alla competente amministrazione
  sono aggiunte le parole:  ed alla competente ragioneria centrale .

   4.  A  decorrere  dal 2016 all'articolo 47, comma 1,  della  legge
  regionale  12  maggio 2010, n. 11 le parole da  per l'espletamento
  fino a  progetti obiettivo  e le parole da  nonché mediante  fino a
   rifiuti  sono soppresse.

   5.  Al  comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale  19  aprile
  2005,  n.  5  le  parole   persone residenti nel  territorio  della
  Regione  da  almeno sette anni  sono sostituite con le  parole:   i
  dirigenti del ruolo dell'amministrazione regionale.

   6.  Il  comma 5 dell'articolo 68 della legge regionale  12  agosto
  2014, è sostituito dal seguente:
    5. I decreti dirigenziali devono essere pubblicati per esteso nel
  sito internet della Regione siciliana, a pena di nullità dell'atto,
  entro il termine perentorio di sette giorni dalla data di emissione
  degli  stessi. Le medesime regole si applicano, altresì, ai decreti
  del  Fondo  di cui all'articolo 15 della legge regionale 14  maggio
  2009,  n.  6,  in  ossequio ai principi di cui all'articolo  5  del
  decreto  del  Presidente della Regione 23  dicembre  2009,  n.  14,
  recante   Norme  per l'organizzazione del Fondo di  quiescenza  del
  personale della Regione siciliana».

   Poiché  si tratta di abrogazione di norme, lo accantonerei per  il
  momento e lo lascerei fra gli ultimi.
   Onorevoli  colleghi,  sospenderei per  tre  minuti  perché  vorrei
  ritornare  all'articolo  6 e concordare la  linea  da  seguire  per
  evitare grandi discussioni, però, senza spostarci dall'Aula.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.05, è ripresa alle ore 21.32)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   La seduta è ripresa.

   Si  passa  all'articolo  50. Comunico che è  stato  presentato  un
  emendamento soppressivo il 50.3 a firma D'Asero, Alongi.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento aggiuntivo  50.2  a  firma
  Assenza, Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi insistiamo  su
  questo  emendamento, il cui primo firmatario è l'onorevole Assenza,
  che  è,  diciamo così, un intervento che, seppur breve  e  piccolo,
  crea  un  attimo di sostegno alle imprese, però volevo chiedere  al
  Governo  che  sul  50,  mi  è  sembrato  di  capire,  che  c'è  una
  riscrittura da fare.
   Io  avevo  scritto  da  riscrivere, quindi non  lo  so  se  stiamo
  procedendo in maniera errata. Attenzione.

   BACCEI. Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI.  Assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  confermo  che c'è la riscrittura  che  pensavo  di  aver
  consegnato  Non c'è?

   PRESIDENTE.   Il  Governo  intende  presentare  una   riscrittura?
  Proporrei di accantonare in attesa della riscrittura del Governo.
   Si passa all'esame dell'articolo 52. Ne do lettura:

                                Art. 52
        Riduzione dei costi dell'Ufficio di cui all'articolo 9,
              della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12

       1.   Ai   componenti   delle   commissioni,   dipendenti
     dell'Amministrazione  regionale,  di  cui  al  comma   22,
     quarto  periodo dell'articolo 9, della legge regionale  12
     luglio  2011,  n.  12, è corrisposto,  fermo  restando  il
     disposto  di  cui all'articolo 36, comma 1,  dell'allegato
      A'  al  decreto  del Presidente della Regione  22  giugno
     2001,  n.  10  e successive modifiche ed integrazioni,  il
     trattamento  economico accessorio di cui all'articolo  35,
     lettere  d)  ed  e)  del medesimo allegato,  nella  misura
     prevista  dall'articolo  14,  comma  5,  del  decreto  del
     Presidente  della Regione 31 gennaio 2012, n. 13,  ridotta
     del  20%.  Analoga  riduzione si  applica  per  gli  altri
     componenti  per i quali l'eventuale indennità  è  posta  a
     carico delle rispettive amministrazioni di provenienza.

       2.  Nelle  more  del  rinnovo del  contratto  collettivo
     regionale   di   lavoro  dei  dipendenti   regionali   non
     appartenenti   all'area   della   dirigenza,   il   budget
     assegnato a titolo di trattamento economico accessorio  da
     corrispondere  al personale del comparto non  dirigenziale
     dell'Amministrazione  regionale assegnato  all'Ufficio  di
     segreteria  tecnico-amministrativa di cui  all'articolo  9
     della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 è ridotto  del
     20 per cento.

   Comunico  che  all'articolo 52 è stato presentato  un  emendamento
  soppressivo il 52.3 a firma D'Asero, Alongi.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  del  comma  2,
  emendamento 52.1 a firma Ruggirello.

   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Regione. Si rimette all'Aula.

   GRECO G. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          19
   Contrari            35
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 52.4, a firma dell'onorevole
  Ruggirello.
   L'onorevole  Ruggirello  mantiene  l'emendamento.  Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.  Signor  Presidente,  io  potrei  accertare  anche  la
  riduzione,  perché mi spieghi il Governo come mai al bilancio  alla
  posta per i Presidenti delle Commissioni dell'Ureka li ha aumentati
  di  60  mila Euro? Guardi il capitolo di bilancio, portato da  voi,
  non aumentato da nessuno.

   BACCEI, assessore per l'economia. Verifico.

   RUGGIRELLO.  Siccome siamo in votazione. Per  i  Presidenti  delle
  Commissioni  60 mila Euro in più rispetto a quelli che c'erano  sul
  bilancio della Regione.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Prendo il tempo per verificare
  pure.

   PRESIDENTE. Il Governo chiede qualche minuto per dare una risposta
  più precisa.

   RUGGIRELLO. Vediamo se lo possiamo accantonare e lo votiamo  dopo.
  Oppure  gli Uffici nostri lo sapranno, perché il Bilancio  è  stato
  approvato ieri quindi lo possiamo vedere.

   PRESIDENTE.  Allora, per dare modo al Governo di  rispondere  alla
  richiesta   dell'onorevole  Ruggirello  accantoniamo  l'emendamento
  52.4.
    Si passa all'articolo 56. Ne do lettura.

         Rendicontazione e controlli spesa programmi comunitari
                              e nazionali

       1.  I rimborsi ricevuti dalla Commissione europea per le
     spese  sostenute per la copertura della quota parte  degli
     oneri,    anche    accessori,   relativi   al    personale
     esclusivamente    impegnato   in    attività    riferibili
     direttamente   a  preparazione,  gestione,   sorveglianza,
     valutazione,  informazione  e  comunicazione,   controllo,
     certificazione  e audit a valere sull'Asse dell'assistenza
     tecnica  previsto  da  ciascun Programma  Operativo  della
     Regione siciliana cofinanziato dai fondi strutturali e  di
     investimento  europei,  compresi quelli  per  lo  sviluppo
     rurale  e  per gli affari marittimi e la pesca  2014-2020,
     vengono riversati in entrata del bilancio della Regione.

       2.  Le  funzioni relative al controllo di primo  livello
     sui   programmi  operativi  regionali  cofinanziati  dalla
     Commissione  europea  a valere sul FESR  sono  esercitate,
     per  ciascun Centro di responsabilità, da unità  operative
     di  base  del  dipartimento regionale della Programmazione
     ubicate   presso  la  sede  del  dipartimento  o   ufficio
     responsabile per l'attuazione. Per il coordinamento  e  la
     supervisione   delle  attività  svolte   da   tali   unità
     operative,  il  dirigente generale del dipartimento  della
     Programmazione   si  avvale  di  una  apposita   struttura
     intermedia incardinata nel proprio organigramma.  È  fatto
     divieto   di   attribuire  a  strutture  di   qualsivoglia
     dimensione di singoli Centri di responsabilità  i  compiti
     e le funzioni di cui al presente comma.

       3.  Le  disposizioni di cui al precedente comma  non  si
     applicano  alle  articolazioni  degli  Uffici  del   Genio
     Civile  cui  è  demandata l'esecuzione  dei  controlli  di
     primo   livello   sulle  operazioni  di   competenza   del
     dipartimento   regionale   delle   infrastrutture,   della
     mobilità   e   dei  trasporti,  in  capo  al  quale   sono
     ricondotte le relative funzioni di coordinamento.

    Si passa all'emendamento n. 56.2 a firma d'Asero, Alongi. Prevede
  la soppressione dell'articolo.
  Onorevole Alongi chiede che si metta ai voti o lo ritira?

  ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 56.3 a firma Falcone. Il  parere  della
  Commissione?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento  56.4  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 56.1 sempre del Governo. Il parere della
  Commissione?

   DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 56 così come  emendato
  nel  testo  risultante.  Chi  è  favorevole  resti  seduta.  Chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Torniamo   all'articolo  52.  Il  Governo  si  era  riservato   di
  rispondere  alla  domanda  dell'onorevole  Ruggirello   in   merito
  all'emendamento 52.4. MI pare di capire che l'onorevole  Ruggirello
  avesse  chiesto  come mai il Governo non accettasse  una  riduzione
  considerato che nel capitolo

   CROCETTA, Presidente della regione. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, Presidente della regione. La norma parla chiaro  che  le
  riduzioni  di spesa si applicano a tutti. Il fatto che una  rubrica
  possa contenere una spesa sovrastimata rispetto alle necessità  può
  determinare   solo   eventualmente   avanzo   di   amministrazione.
  Eventualmente  per evitare questo rischio, noi possiamo  aggiungere
  che, oltre ai componenti delle Commissione, si applica un ulteriore
  comma    ai   componenti  della  Commissione,  al  Presidente,   al
  Vicepresidente  etc  si applica una riduzione. Quindi, propongo  di
  aggiungere   prima  di   ai  componenti  delle  Commissioni ,    al
  Presidente,  al vicepresidente e  ai componenti delle  Commissioni,
  per cui sostanzialmente diventa molto chiaro.

   PANARELLO. Presidente Crocetta, parliamo dell'articolo  52,  comma
  2. L'emendamento dell'onorevole Ruggirello riguarda il comma 2.

   CROCETTA,  presidente della Regione.  Sto parlando  del  comma  1,
  dove è trattata la riduzione della spesa.
   La c'è scritto i componenti delle Commissioni. Non stiamo parlando
  dei  dipendenti. Dipendenti dell'amministrazione regionale.  Stiamo
  parlando cioè di quei dirigenti che fanno parte delle commissioni e
  sono  dipendenti regionali. Siccome guadagnano una barca di  soldi,
  li vogliamo ridurre. Perché guadagnano eccessivamente. Aggiungiamo,
  per  amore di chiarezza visto che le previsioni di bilancio  per  i
  presidenti  e  vicepresidenti sembrerebbero non essere  rinviati  a
  questa norma, prima ai componenti delle commissioni, al presidente,
  al vicepresidente e ai componenti delle commissioni si applica

   PANARELLO. Io sto parlando del comma 2.

   CROCETTA, presidente della Regione. E io sto parlando del comma 1.
  e il comma 2, qual è il problema.

   CORDARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io ho da fare  una  confessione.  Ho
  votato favorevolmente al 52.1 e quindi lo ammetto e ho perso,  però
  vorrei dire al Presidente Crocetta e anche all'onorevole Panarello,
  che  il  ragionamento del Governo è in conferente perché immaginare
  di  equiparare  i componenti delle commissioni, i  presidenti  e  i
  vicepresidenti al personale del comparto non dirigenziale,  diciamo
  che è assolutamente sbagliato.
   Allora, io ripeto, ho votato contro la riduzione del 20 per cento.
  Credo  che sarebbe di buon senso per persone che guadagnano  molto,
  ma  molto  meno rispetto ai soggetti interessati dal  primo  comma,
  fare  in proporzione una riduzione non del 20 per cento, ma  del  7
  per  cento  nel  senso  auspicato  dall'emendamento  52.4  a  firma
  Ruggirello ed altri al quale appongo la mia firma.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, la questione su questo emendamento, per
  spiegarla  all'Aula che le indennità aggiuntive  sull'Eureka  erano
  state  date  proprio per far sì che i funzionari  lavorassero  come
  devono  lavorare all'interno dell'Eureka ed evitare le  corruttele.
  perché  comunque queste commissioni lavorano tutto il  giorno.   La
  funzione  dell'indennità aggiuntiva in queste  commissioni  serviva
  proprio per evitare le corruttele quindi io non so se è conveniente
  diminuire  queste indennità perché in realtà non si capisce  perché
  un funzionario dovrebbe andare a svolgere delle gare d'appalto.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Siccome ho prima parlato  del
  comma 1, sul comma 2 guardate che l'indennità di salario accessorio
  per  questi dipendenti dell'Eureka, che non è che lavorano più  dei
  dipendenti  della regione, è 500 euro in più al mese rispetto  agli
  altri dipendenti della regione.
   Quindi  una  riduzione del 20% mi pare che non sia  questo  grande
  sacrificio considerato che questi lavoratori che lavorano  di  meno
  sono privilegiati rispetto agli altri dipendenti della regione.
   Il governo insiste per il mantenimento del 20%.
   Una  norma  persino di giustizia, precisando che se ci  sono  quei
  rischi  sempre  sul  comma  1  che i componenti  delle  commissioni
  compreso il presidente e il vice presidente.

   PRESIDENTE: L'assessore Baccei, chiede la parola.
   Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia, solo per completare la relazione
  del presidente.
   Il  risparmio per questa norma sono comunque 400 mila euro che  se
  togliamo da qui dobbiamo prenderli da un'altra parte.

   MILAZZO Giuseppe, chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe, signor presidente, onorevoli colleghi,  intanto
  amichevolmente  presidente  Crocetta  la  vedo  stanco,  siccome  i
  siciliani domani avranno bisogno ancora di lei, ma lei non si  deve
  esprimere  sull'onorevole Milazzo che non  sa  cosa  le  devo  dire
  signor presidente.
   Vuole l'anteprima?
   Io sono a favore dell'articolo.
   Presidente,  se  lei va a riposare domani i siciliani  avranno  un
  presidente della regione più energico e noi diciamo acceleriamo  un
  pochettino, ma lo sa perché le dico, lei intervenendo su tutti  gli
  articolo  io  glielo  dico  perché lo sa che  le  riconosco  grande
  rispetto e stima.
   Se lei interviene su tutti gli articoli, il suo intervento diventa
  uguale a quello dell'onorevole Milazzo.
   Invece lei se in tutta la finanziaria fa un intervento, diventa un
  intervento e tutti prestiamo attenzione.
   Nel  merito,  io  sono d'accordo ma noi dobbiamo estendere  questi
  tagli.  Lo  abbiamo  fatto  per i deputati,  lei  lo  vuole  per  i
  consiglieri  comunali,  io pure, io lo  voglio  però  anche  per  i
  componenti  degli  uffici  di gabinetto,  per  i  presidenti  delle
  commissioni   parlamentari,  per  i  componenti   dell'Ufficio   di
  presidenza, facciamo una riscrittura e dimostriamo ai siciliani che
  noi  non  abbiamo  la  faccia con i calli, il termine  è  rozzo  ma
  efficace presidente.
   Diciamo  che abbiamo adottato provvedimenti per i regionali  sulle
  pensioni,  per  i forestali, per gli amministratori locali,  per  i
  parlamentari, lo ricordo sempre, io andrò in pensione a 65 anni con
  340 euro, giusto non mi scandalizzo.
   Dobbiamo  andare avanti così, però questo rigore si deve estendere
  a  tutti,  perché  se  tutti  noi siamo chiamati  ad  esprimere  un
  esercizio  per dare un contributo, non si deve chiedere  niente  in
  cambio,  si deve dire alla Sicilia sono qua, sono qua per  dare  un
  contributo  a gratis'
   Quindi il 20% estendiamo a tutti e io voterò favorevolmente.

   PRESIDENTE. Il Presidente della Regione chiede di parlare.
   Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione, lei mi chiesto di intervenire
  però le posso dire che non ci ha azzeccato.
   Sa  perché  glielo  dico, perché i componenti  dei  gabinetti  non
  prendono  un  centesimo  di straordinario,  lavorano  dalle  8  del
  mattino  alle 2 o 3 di notte e lavorano.  Gli Eureka  ci  stanno  6
  mesi per fare una gara, e non mi pare che abbiano tutte queste gare
  da  fare. Quindi, incominciamo a paragonare questioni che hanno ben
  altra   valenza.  Quindi,  se  lei  vuole  operare  con  giustizia,
  riconosca il lavoro della gente.

   PRESIDENTE.   Il   Governo   ha   precisato   che   l'approvazione
  dell'emendamento  52.4 comporterebbe un minor  risparmio  di  circa
  quattrocentomila euro, credo rapportato, però, al venti per  cento.
  E' chiaro che, se dovesse essere approvato l'emendamento Ruggirello
  che  ridimensiona  dal  venti  al  sette,  ovviamente  vi  sarebbe,
  comunque un risparmio anche se di importo inferiore. Questo  giusto
  per precisarlo.
   Comunque,  con  il  parere  contrario del  Governo.  Parere  della
  Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza
  Contrario.

   PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi mi era  sembrato
  di  capire,  poco  fa,  che  c'era la condivisione,  da  parte  del
  Governo,  ad  estendere  questo taglio pure  ai  presidenti  ed  ai
  vicepresidenti delle commissioni. Lo scriviamo questo benedetto sub
  emendamento?
   Allora non lo mettiamo in votazione così. Mettiamo in votazione il
  sub  emendamento dell'onorevole Ruggirello sub emendato  da  questa
  dicitura,   in   maniera  tale  che  abbiamo  una   norma   che   è
  condivisibile.  Perché  a  lasciare  i  soldi  ai  capoccioni  e  a
  toglierli, invece, alla gente normale non ci stiamo neanche noi del
  Movimento Cinque Stelle a questo punto.

   CROCETTA, Presidente della Regione Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi  onorevole Musumeci, non c'è bisogno,  ci  impiego  cinque
  secondi a scriverlo.

   PRESIDENTE.  Il Governo ha formalizzato l'emendamento al comma  1.
  Diamo  tempo  agli uffici di numerarlo e ne diamo  lettura  per  la
  votazione. Non c'è un sub emendamento.
   Do  lettura  dell'emendamento presentato dal Governo a  firma  del
  Presidente della Regione.
   Le  parole  al  comma  1,  ai componenti delle  Commissioni'  sono
  sostituite  con  le parole  a tutti i componenti delle  Commissioni
  inclusi Presidenti e Vicepresidenti'.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   CANCELLERI. E' l'emendamento al comma 1?

   PRESIDENTE. Riguarda il comma 1.
   Se   volete  lo  distribuiamo  però  l'ho  letto,  era  solo   per
  velocizzare i lavori.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'emendamento 52.4 dell'onorevole
  Ruggirello.
   Il Governo e la Commissione avevano già espresso parere contrario.
   Pongo in votazione l'emendamento.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                               (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 52, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                             «Articolo 50
          Ristrutturazione delle passività a tasso agevolato

       l. Al fine di favorire la ripresa economica e produttiva
     delle   società  cooperative  agricole,  aventi  sede   in
     Sicilia,   1'IRCAC  è  autorizzato  a  concedere,   previa
     convenzione  con l'Assessorato regionale dell'agricoltura,
     dello   sviluppo   rurale  e  della  pesca   mediterranea,
     prestiti  di  durata quinquennale per il finanziamento  di
     piani   di   consolidamento   e   ristrutturazione   delle
     esposizioni debitorie di natura agraria già scadute  o  in
     scadenza al 31 dicembre 2015.

       2.  Le  richieste di finanziamento di cui  al  comma  l,
     vanno presentate all'IRCAC entro trenta giorni dalla  data
     di   entrata  in  vigore  della  presente  legge,  che  vi
     provvede  nei limiti delle disponibilità del  fondo  unico
     costituito   presso   lo   stesso   Istituto   ai    sensi
     dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n.  6
     e  successive  modifiche ed integrazioni  derivanti  dalle
     operazioni  di  disimpegno operate con  decorrenza  dall'1
     gennaio  2015,  ai  sensi  dell'articolo  61  della  legge
     regionale  12  agosto  2014, n. 12, e  comunque  entro  il
     limite massimo di 25.000 migliaia di euro.

       3.  I  finanziamenti  di cui al presente  articolo  sono
     concessi  in  regime  di   de  minimis'  a  favore   delle
     cooperative   agricole,   in  attività,   che   gestiscono
     impianti   di   trasformazione   commercializzazione    di
     produzioni  agricole  di  cui  al  regolamento   (UE)   18
     dicembre  2013, n. 1408/2013 della Commissione, pubblicato
     nella  G.U.U.E. del 24 dicembre 2013, n.  L  352,  per  le
     imprese  agricole di produzione primaria e secondo  quanto
     previsto  dal regolamento (UE) 18 dicembre 2013,  n.  1407
     n.   L   352   per   le   aziende  di   trasformazione   e
     commercializzazione».

   Eravamo all'emendamento 50.3 che era stato ritirato. Comunico. che
  è stato presentato l'emendamento 50.2, degli onorevoli Assenza e
  Falcone.
   E' mantenuto o è ritirato?
   Preannuncio che è stato presentato dal Governo l'emendamento 50.4.
   Ne do lettura:   All'articolo 50, comma 3, le parole  che
  gestiscono impianti di trasformazione, commercializzazione di
  produzioni agricole' sono soppresse.

    DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, sull'articolo 50, non sono contrario al rinnovo
  delle   cambiali  agrarie  ma  pongo  una  questione  di  liquidità
  dell'Ircac.
   Noi  stiamo  impegnando  questa sera 25 milioni  di  euro  per  il
  rinnovo  delle  cambiali agricole e, quindi, questo  significa  che
  verrà  a mancare liquidità a a favore di nuove iniziative da  parte
  delle  cooperative. Un minuto di ragionamento lo farei  su  questo.
  Chiedo  al  Governo  di  ragionare un attimo  su  questo  articolo,
  perché, ripeto, togliamo 25 milioni di liquidità all'Ircac.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Stiamo  parlando dell'articolo 50, gli emendamenti  sono
  due  con  buona  pace  dell'onorevole  Di  Giacinto,  non  vogliamo
  togliere  nulla,  se  avesse  letto  bene  l'emendamento  anzi  noi
  cerchiamo   di  reperire  altrettanta  somma  per  la  CRIAS.   Gli
  emendamenti  hanno due scopi: il primo emendamento Se mi  date  gli
  emendamenti  di cui stiamo parlando posso essere più chiaro,  però,
  io  volevo  capire  se  il Governo ha fatto questo  emendamento  di
  riscrittura o no.

   PRESIDENTE: C'è un emendamento del Governo, il  50.4 di cui ho già
  dato lettura. Se vuole lo rileggo.
   Mi  è parso di capire che l'onorevole Di Giacinto si rivolgesse al
  Governo  e  non specificatamente all'emendamento a firma Assenza  e
  Falcone. Non si riferiva a lei, onorevole Assenza.

   ASSENZA. Allora non si riferiva a noi  Questo emendamento cerca di
  mettere a rotazione questo intervento che come ho detto in sede  di
  discussione  generale  è  assolutamente  sacrosanto,  ossia  è   il
  problema  di  non  limitare  ad  una  scadenza  ma  di  cercare  di
  utilizzare  questo meccanismo per mettere, ripeto, a  rotazione  la
  possibilità di erogare mutui da parte della CRIAS perché se noi  li
  blocchiamo  alle  passività  già consolidate  non  abbiamo  risolto
  nulla, abbiamo fatto una specie di moratoria e basta, se noi invece
  mettiamo  questa  somma di 25 milioni in condizioni  di  permettere
  alle  imprese  che sono in difetto di pagamento,  in  arretrato  di
  pagamento,  di  potere  onorare  alla  scadenza  già  maturate   e,
  contemporaneamente,  queste  somme incassate  vengono  rimesse  nel
  circuito  produttivo continuando a concedere mutui alle altre,  noi
  abbiamo   fatto  un'operazione  assolutamente  virtuosa.  In   caso
  contrario abbiamo fatto solo un intervento importante ma fine a  se
  stesso che cercherà di dare un po' di respiro alle aziende che  già
  sono  in  contenzioso ma non darà quel necessario input  di  volano
  alla ripresa del settore.
   Il  secondo  emendamento, così intervengo una volta  sola,  è  nel
  senso  di  dire  che in agricoltura oltre alle cooperative  operano
  fortunatamente,  io  direi, anche imprese in  forma  individuale  e
  associata,  queste non godono del finanziamento da parte dell'IRCAC
  ma  bensì  della CRIAS, allora noi analogo intervento  lo  dobbiamo
  fare  nei confronti della CRIAS, altrimenti creiamo anche in questo
  settore  e  in  periodi  di grande difficoltà  economiche  figli  e
  figliastri, cioè lasciamo escluse da questa possibilità le  imprese
  individuali  e  le imprese individuali associate,  dimenticando  in
  questa  ottica,  in questo momento storico molti  dei  titolari  di
  queste  imprese si trovano indebitate fino al collo  e  si  trovano
  addirittura con i propri immobili anche in molti casi le loro prime
  case  messe  all'asta. La Regione in questo senso,  io  dicevo  che
  l'articolo  50  è uno dei pochi articoli di questa Finanziaria  che
  merita il massimo rispetto ma deve essere ampliata - mi perdonerete
  -  nella  platea degli interventi perché imprese agricole  sono  le
  cooperative,  imprese  agricole  sono  le  imprese  individuali   e
  associate.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  questo  articolo non è vero  che  non  interviene  sullo
  sviluppo perché la prima forma di sviluppo è quella di impedire che
  le  aziende che si trovano in difficoltà falliscano, quindi che noi
  concediamo delle deroghe in termini di scadenza del pagamento delle
  rate,  eccetera,  quindi prolunghiamo i termini, diminuiamo  quella
  tensione  che  c'è  nei  confronti  di  imprese  profondamente   in
  difficoltà.
   È  chiaro,  quindi,  che poi le risorse sono  quelle  che  sono  e
  dobbiamo  gestirle,  però  io  credo  che  se  noi  non  difendiamo
  l'esistente,  anche il nuovo non nasce, perché travolgeremmo  tutta
  l'economia,  così  come  spesso  quando  parliamo  dell'occupazione
  difendiamo   l'occupazione   esistente;   credo   che   poi    vada
  incrementata,  ci sono le misure a favore della Cassa  integrazione
  dei lavoratori, però per le imprese non ci sono.
   Onestamente,  in qualche modo, l'emendamento fatto  dall'assessore
  Baccei,  il  50.4, estende la platea quando dice  all'articolo  50,
  comma  3,  le  parole  che gestiscono impianti di trasformazione  e
  commercializzazione di produzioni agricole' sono soppresse , quindi
  in   qualche  modo  allarga,  senza  una  riscrittura  del   testo,
  sostanzialmente  la  platea comprendendo  tutti  i  destinatari  di
  finanziamenti dell'Ircac.

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, Presidente della Regione, assessori,  rispetto
  ai  25  milioni  che noi già abbiamo tolto l'anno scorso  all'Ircac
  ancora  l'Ircac  non è riuscita a reperire tutti i 25  milioni,  ha
  restituito alla Regione 17 milioni e ancora non ha la liquidità per
  dare gli ulteriori 8 milioni.
   Se  noi stasera interveniamo con un altro taglio all'Ircac  di  25
  milioni  rischiamo di non far funzionare più l'Ircac, questo  è  il
  problema,  è  un  problema  di  liquidità.  Io  condivido  con  lei
  Presidente della Regione che le cambiali agrarie vanno rinnovate.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Entro il limite massimo di  25
  milioni...

   DI  GIACINTO,  Vicepresidente della Commissione.  Può  essere  una
  soluzione ma l'Ircac non ha la liquidità per rimborsarle.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. E' stato stabilito  un  tetto
  massimo.

   DI   GIACINTO,  Vicepresidente  della  Commissione.  Questa  è  la
  situazione dell'Ircac.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  assessori, io su questo voglio dire al  Presidente  della
  Regione  che  noi, in un momento così particolare, dobbiamo  essere
  assolutamente  concreti, non possiamo gettare fumo negli  occhi  ad
  una  Sicilia  disperata, né tanto meno possiamo  rovinare  ciò  che
  rimane  ancora di funzionante in questa regione. L'Ircac è  una  di
  queste pochissime realtà.
   Noi   cosa  stiamo  facendo  stasera?  Stiamo  facendo  una  norma
  manifesto  ma che non è solo inutile, perché è inutile ma  è  anche
  nociva,  cioè  è una norma con la quale si prevede e si  impone  un
  prelevamento di 25 milioni di euro, comunque sino ad un  limite  di
  25  milioni di euro, quando già l'anno scorso dallo stesso Istituto
  prelevammo  25 milioni di euro per pagare i forestali, di  quei  25
  milioni  soltanto 17 sono stati disimpegnati, ancora 8 li  dobbiamo
  trovare  perché non è riuscita a disimpegnarli creando un  buco  di
  bilancio  alla Regione Siciliana perché ancora quegli 8 milioni  li
  dobbiamo  trovare,  e  in più stiamo ancora, stasera,  facendo  una
  norma manifesto che addirittura colpisce l'Ircac.
   Noi  non  possiamo essere d'accordo, noi siamo  per  le  norme  di
  sviluppo,  per  le  norme  che  creano,  e  ha  ragione  quando  il
  Presidente  della  Regione  dice che partendo  dal  consolidamento,
  dalla  eliminazione delle posizioni debitorie di chi fa impresa  in
  questa  Sicilia, già si crea un sostegno all'intrapresa  privata  e
  quindi  anche  allo  sviluppo. Però, è  altrettanto  vero  che  non
  possiamo dare l'impressione di dare una mano e, al contempo, quella
  mano  non  la  diamo  ma  ammazziamo una  realtà  produttiva  quale
  l'Ircac. Quindi su questo articolo io credo che o lo riscriviamo o,
  diversamente, rischia un voto contrario nostro perché ha tutti  gli
  elementi di mancanza di copertura finanziaria, di aleatorietà della
  copertura  e,  soprattutto, perché mette anche in fibrillazione  un
  istituto che, invece, oggi è virtuoso e può dare qualcosa.

   PRESIDENTE.  Comunico che il Governo ha presentato un  emendamento
  che riduce il limite massimo di 25 milioni, di cui al comma due,  a
  10  milioni.  Invito  gli uffici a distribuire l'emendamento  e  lo
  mettiamo ai voti.
   Pongo in votazione l'emendamento 50.4:  All'articolo 50, comma  3,
  le    parole     che   gestiscono   impianti   di   trasformazione,
  commercializzazione e di produzioni agricole' sono soppresse ..
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 50.5, con il quale  il  Governo
  riduce  il  limite massimo di 25 milioni di cui al comma  2,  a  10
  milioni. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
   alzi.

                          (E' approvato)

   Pongo  in votazione gli emendamenti 50.2 e 50.1 entrambi  a  firma
  degli  onorevoli  Assenza e Falcone. Credo che comportino  maggiori
  oneri, quindi necessiterebbero di una copertura.

   FALCONE. Ritiro l'emendamento 50.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ASSENZA. Ritiro l'emendamento 50.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo in votazione l'articolo 50, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 59. Comunico che è  stato  presentato  dal
  Governo  un  emendamento  di riscrittura  dell'articolo,  il  59.5.
  Attendiamo che venga distribuito.
   Si   passa   all'articolo  60:   Misure  in  materia  di   assetto
  organizzativo   e   finanziario  dell'Agenzia  regionale   per   la
  protezione dell'ambiente .
   Comunico che all'articolo 60 è stato presentato l'emendamento 60.8
   L'articolo è soppresso , firmatari D'Asero, Alongi e altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 60.4 a firma Digiacomo, Marziano, Ragusa,
  Dipasquale.

   DIGIACOMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GUCCIARDI. C'è un subemendamento.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  c'è  una  riscrittura   del   Governo
  dell'intero  comma  2,  dell'articolo 60 che  è  in  distribuzione,
  attendiamo un minuto che venga distribuito.
   Il  parere  della Commissione all'emendamento 60.9 di  riscrittura
  del comma 2?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 60.2 soppressivo del comma  4  a  firma
  Picciolo, Greco, Tamajo, Lo Giudice, Cimino.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
  il  comma 4 è totalmente assorbito dal comma 13 dell'articolo 3 del
  Decreto  Legislativo  30 dicembre 1982, n.  502  che  illustra  già
  esattamente  le  modalità previste per legge per il  contenuto  del
  comma  4,  quindi è superfluo e conviene mantenere  la  norma  così
  com'era, quella che fa riferimento alla legge del 30 dicembre 1982,
  n 502. Quindi, lo mantengo.

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Picciolo    mantiene    l'emendamento
  soppressivo del comma 4 dell'articolo 60. Il parere del Governo?

   CROCE.  Assessore  per  il territorio e  l'ambiente.   Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  60.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti sono tutti preclusi per effetto della
  riscrittura del Governo.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
  esprimere  un  dubbio.  Siccome, nella  fretta  ci  hanno  dato  la
  riscrittura dell'emendamento 60.9, le somme sono a valere del Fondo
  Sanitario  Nazionale. Io penso che non sia possibile che col  Fondo
  Sanitario Nazionale si possa finanziare l'ARPA.
   L'Ho  detto  in Commissione sanità e lo ribadisco qua,  perché  il
  Fondo  sanitario nazionale serve per soddisfare Ilea, qua invece  è
  un'altra  cosa.  Quindi,  prelevare i  soldi  dal  Fondo  sanitario
  nazionale, per me non è corretto.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole,  è  la
  legge nazionale che prevede che l'Arpa acceda, così come succede in
  tutta  Italia. Tutte le Arpa accedono al Fondo Sanitario Nazionale,
  è così.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 60, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'art. 31. Ne do lettura.

                               «Art. 31
               Interventi in materia di acqua e rifiuti

       1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 73,  comma  1,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n. 9 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni, è autorizzata,  per  ciascuno
     degli  anni 2015, 2016 e 2017 la spesa di 370 migliaia  di
     euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo 243308).

       2.  All'articolo 46, comma 1, della legge  regionale  15
     maggio  2013,  n. 9 le parole  a decorrere  dall'esercizio
     finanziario 2014  sono sostituite con le parole:  per  gli
     esercizi finanziari 2014, 2015, 2016 e 2017 .

       3.   La  spesa  autorizzata  per  le  finalità  di   cui
     all'articolo 3 della legge regionale 15 novembre 1982,  n.
     134   è  rideterminata  in  5.000  migliaia  di  euro  per
     ciascuno  degli  esercizi finanziari 2015,  2016  e  2017.
     (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo 242543).

       4.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  15
     novembre  1982,  n. 134 è autorizzata per  ciascuno  degli
     anni  2015,  2016  e 2017 la spesa di 14.869  migliaia  di
     euro  per  ciascun  anno per consentire  il  pagamento  di
     debiti  pregressi  per  la  fornitura  di  gas  metano  al
     dissalatore di Trapani ed il limite di impegno  di  10.536
     migliaia  di euro per dieci anni a decorrere dal 2016  per
     la  gestione degli impianti e la fornitura delle utilities
     al dissalatore di Gela».

   Si  passa all'articolo 31.1 soppressivo dell'articolo 31  a  firma
  dell'onorevole D'Asero e Alongi.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.6
  soppressivo del comma 2 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.5
  soppressivo del comma 3 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.4
  soppressivo del comma 3 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente,  c'è  una  riscrittura  già  presentata
  dall'onorevole Falcone, da me, da Ioppolo e Musumeci.

   PRESIDENTE.  Al  31.4,  in effetti, c'è una  riscrittura  a  firma
  Falcone,  Raia,  Ioppolo,  Musumeci, ed  è  il  31.4.R,  che  è  in
  distribuzione.
   Sull'emendamento di riscrittura, il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. L'onorevole Sudano chiede di apporre la firma.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 31.4.R. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  31.2 a firma  dell'onorevole  Falcone  ed
  altri. E' precluso.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, le chiedevo se potevamo accantonare un
  momento   questo   articolo  perché  c'è  qualche   altra   piccola
  riscrittura  che  deve essere fatta nell'altro comma.  Al  31.8  io
  avrei  qualche  dubbio. Riflettiamoci un attimo,  ecco.  Chiedo  di
  accantonarlo.

   PRESIDENTE.    E'    Accantonato,   torneremo   all'articolo    31
  successivamente. .
   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                               «Art. 59
        Norme riguardanti l'uso dei beni ricadenti nel demanio
                          regionale marittimo

   1.  I soggetti privati di cui all'articolo l, comma l, del decreto
  legge  5 ottobre 1993, n. 400, convertito con modificazioni con  la
  legge  4 dicembre 1993, n. 494, recepito dall'articolo 4 bis  della
  legge  regionale 29 novembre 2005, n. 15 e successive  modifiche  e
  integrazioni, detentori di concessione demaniale marittima  di  cui
  all'articolo  1,  comma 1, legge regionale n. 15/2005,  possono  su
  richiesta  da presentare entro centocinquanta giorni dalla  entrata
  in  vigore della presente legge, regolarizzare la propria posizione
  concessoria, rimasta inevasa nel periodo 2005-2012, impegnandosi  a
  corrispondere   anticipatamente  l'importo  dei  canoni   arretrati
  calcolati a canone base, incrementato degli interessi legali dovuti
  e senza imposizione di ulteriori aggravi.

   2.  Gli importi derivanti dall'applicazione del comma 1, superiori
  a  2.500  euro,  su  espressa richiesta, possono essere  rateizzati
  entro   24   mesi,   previa  presentazione  di   adeguata   polizza
  fideiussoria.

   3.  Le  disposizioni di cui ai commi dal 732 al  734  della  legge
  147/2003  si  applicano  a  decorrere  della  pubblicazione   della
  presente  legge.  A  tal  fine, entro il 30 settembre  2015,  potrà
  essere  presentata  istanza per liquidare  in  un'unica  soluzione,
  entro  60  giorni, le spettanze dovute per i canoni di locazione  e
  degli  indennizzi  i canoni per gli specchi acquei per gli impianti
  produttivi  per  l'utilizzo dei beni demaniali  marittimi  e  delle
  relative  pertinenze.  Qualora si scelga di rateizzare  in  6  rate
  annuali è fatto obbligo il versamento in un'unica soluzione del 30%
  del canone sottoposto a dilazione».

   Comunico  che  è  stato presentato un emendamento  di  riscrittura
  dell'intero articolo 59.
   C'è  una riscrittura dell'intero articolo a firma Assessore Baccei
  che porta la numerazione 59.5. E poi c'è una riscrittura a firma di
  diversi  onorevoli  colleghi,  primo firmatario  Ruggirello,  segue
  Milazzo  che  è il 59.4.R. Quindi, prima si mette in  votazione  la
  riscrittura   del  Governo  dell'intero  articolo  59.  L'onorevole
  Rinaldi  dice che ha presentato due subemendamenti alla riscrittura
  59.5.   Si  stanno  fotocopiando  i  subemendamenti  dell'onorevole
  Rinaldi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  è  da   condividere   sicuramente
  l'emendamento fatto dall'Assessore, ma io ne avevo fatto  un  altro
  che  non  trovo qua, comunque spiego all'Assessore di che  cosa  si
  tratta. E' una cosa importante.
   Io  lascio  alla vostra valutazione un problema che si  pone:   ci
  sono   molte  aree  degradati  che  i  Comuni,  praticamente,  sono
  costretti  a  fare  manutenzione perché,  altrimenti,  resterebbero
  così,  selvagge queste zone e in più creano dei problemi,  a  volte
  vengono  anche chiamati i Sindaci a rispondere perché  queste  aree
  molte volte creano problemi igienico-sanitari.
   Io   le   chiedo,  concordando  anche  una  forma,  se  in  questa
  ristrutturazione,   tra   l'altro  c'era   anche   nell'emendamento
  originario  fatto  dalla direzione regionale,  se  fosse  possibile
  mettere una clausola perché i Comuni possano da una parte occuparsi
  di  queste  aree,  ma dall'altra parte averla in concessione  senza
  oneri  perché altrimenti si trovano nelle due condizioni di dovere,
  praticamente,  avere oneri, sicuramente dover  pagare  oneri  molto
  alto,  e  dall'altra  parte, in ogni caso, essere  costretti  anche
  senza concessioni a occuparsi della manutenzione, pulizia di queste
  aree.  Questo solo. Rispetto all'emendamento già presentato che  mi
  trova d'accordo perché l'avevo già presentato pure io. Se possibile
  trovare una soluzione. E' possibile?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Qui  la  problematica,  avevo
  verificato, che ci sono delle entrate e, quindi, c'è un problema di
  scopertura  finanziaria, pari che fossero stati 700 mila  euro.  Ci
  sono  attualmente  700 mila euro di entrate,  per  cui  sarebbe  un
  problema trovare copertura per altre cose.

   LACCOTO. Ma allora, siccome i Comuni sono praticamente costretti e
  onerati   a   dover   fare  la  pulizia,  io   parlo   delle   aree
  particolarmente  degradate, possiamo prevedere  una  riduzione  del
  canone per i Comuni. Parliamo di Comuni non parliamo di

   BACCEI,  assessore per l'economia. Sì, stiamo parlando di  Comuni.
  Comunque,  c'è  un'entrata, ripeto, se facciamo questo   .700  mila
  euro da qualche altra parte.

   LACCOTO.  Ma  non lo facciamo. Non è che la togliamo. Praticamente
  io  direi  di fare una tariffa agevolata per quei Comuni che  hanno
  l'obbligo di occuparsi di questo; le aree demaniali non le tocca  e
  non  le  pulisce  nessuno,  la verità è  questa.  C'è  un  problema
  igienico-sanitario in molti comuni. Se trovate  una  soluzione,  se
  c'è  un  contraccettivo nel senso che se tu dai una cosa nel  senso
  che  fai  la pulizia ed io ho una concessione in maniera agevolata,
  non  gli  stessi  canoni che pagano i privati. Ecco,  questo  è  il
  concetto.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Lo  illustro  brevemente,  la numerazione  del  59  era
  originariamente   il  17; sono trattati ampiamente  in  Commissione
  nella  sua versione originaria prevedeva la regolarizzazione  delle
  istanze di concessione demaniale ad uso privatistico ed abitativo.
   Ora,  la  norma è stata modificata, apprezziamo quindi  il  cambio
  dell'assessorato che poi ha mantenuto questa impostazione anche  in
  commissione   bilancio,  fondamentalmente   perché   la   normativa
  nazionale,  che  è  il  decreto legge 400 del  93  e  la  normativa
  regionale  cioè  la  legge  regionale  15/2005,  non  prevedono  la
  possibilità di utilizzo abitativo nelle aree costiere, quindi nella
  fascia  dei  150  metri dal mare.  Per cui, abbiamo  modificato  il
  comma  1 eliminando il richiamo all'uso privatistico e abitativo  e
  agganciandolo all'articolo 1, comma 1 della legge 15/2005.
   E' stato completamente eliminato il comma 2 che prevedeva una vera
  e  propria  sanatoria e questo è apprezzabile. L'unico  mio  dubbio
  rimane anche nella riscrittura che era stata adesso presentata  dal
  Governo,  se  è opportuno eliminare i primi due commi  e  mantenere
  soltanto  il  terzo,  perché  i  primi  due  commi  prevedono   una
  procedura  Assessore se mi ascolta..
   Dicevo  l'articolo  è condivisibile soltanto con  un  discorso  di
  ordine normativa.
   I  primi  due commi individuano una disciplina che è ripetuta  nel
  comma  terzo.  Il comma terzo che cosa fa, individua la  disciplina
  per  la  regolarizzazione della legge di stabilità  del  2013.  Ora
  questa  procedura può essere applicata anche all'ipotesi di cui  al
  comma 1 cioè quella fascia 2005/2012 all'interno della quale non si
  è  potuto procedere alla regolarizzazione. Ora si vengono a  creare
  due sistemi paralleli cioè un meccanismo previsto dal comma 1 e  un
  meccanismo richiamato dalla legge di stabilità del 2013. Ora  delle
  due  l'una  nel  senso che i meccanismi fondamentalmente  hanno  la
  medesima  finalità,  cioè regolarizzare  la posizione  concessoria.
  Cambia  soltanto  l'oggetto perché nel primo comma  si  individuano
  delle ipotesi dal 2005 al 2012 nel terzo comma tutte le altre.
   Quindi,  se c'è una differenza di oggetto tra il primo e il  terzo
  comma, ok. Lo manteniamo. Altrimenti lasciamo soltanto il comma  3.
  Volevo questo chiarimento ed eventualmente ritiro l'emendamento che
  ho firmato il 59.2.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. In realtà, sia il
  combinato  del comma 1 e del comma 2 che il combinato del  comma  3
  tra  di  loro attivano due sistemi di regolarizzazione  del  canone
  concessorio pregresso.
   Io  ho  visto che ci sono degli emendamenti sia al comma 1 che  al
  comma  2  che, ovviamente, cambiano lo spirito perché così  come  è
  impostato o si sopprime il comma 1, comma 2 o si lascia il comma 3.
  Se  negli  emendamenti  dovessero  passare,  allora  a  quel  punto
  cambierebbe il meccanismo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione prima della  riscrittura,  i  tre
  subemendamenti,  il 59.5.3, il 59.5.1 e il 59.5.2  che  sono  stati
  distribuiti.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  vorrei  che
  venissero  illustrati gli emendamenti perché  nel  merito  cambiano
  l'impostazione dell'intero articolo e, quindi, anche la struttura e
  la logica stessa della regolarizzazione.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  L'emendamento
  59.5  di  riscrittura del Governo in realtà sana un refuso che  era
  scritto  nell'articolato originario della  finanziaria,  ovvero  al
  comma  3 si citavano i commi dal 7.3.2 al 7.3.4 della 147 del 2003,
  in realtà i commi sono dal 7.3.2 al 7.3.3.
   Quindi,  il  59.5  è  solo  una mera  riscrittura  per  un  refuso
  materiale sul comma 3 dell'articolo 59.
   Mentre, in realtà, esiste poi la riscrittura che è il 59.4.R che è
  la riscrittura dell'emendamento 59.4.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
  il  testo del 59.5 e il 59.5R di riscrittura sono i testi sui quali
  si dovrà esprimere l'Aula perché c'erano degli errori materiali che
  non  avevamo già corretto con degli emendamenti di modifica,  ma  a
  questo punto i nostri emendamenti perché vengono assorbiti a  pieno
  dalla  riscrittura del Governo che per noi è perfetta anche per  un
  settore  così delicato come quello normato dall'articolo  59  nelle
  zone demaniali.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  è  stato   un
  emendamento  di riscrittura volevo evidenziare e capire concordando
  con  l'Assessore  se  era possibile inserire un  subemendamento  al
  comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 15 del 2005.  dopo la
  parola stabilimenti, aggiungere la parola anche strutture .
   Questo  per  fare  cosa?  La  parola  struttura  permetterebbe   e
  agevolerebbe la maggior parte di associazioni sportive  senza  fini
  di  lucro a continuare l'attività sportiva nell'arco dell'anno  non
  solo  per  il periodo estivo, considerando anche che la concessione
  del  relativo canone annuale e ad oggi le associazioni sportive  ne
  usufruirebbero solo per quattro mesi.
   Quindi, Assessore se è possibile, all'interno dell'emendamento  di
  riscrittura fatto dal Governo, inserire anche la parola  struttura
  oltre   stabilimenti , permetterebbe alle associazioni sportive  di
  potere espletare l'attività per l'intero anno solare.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Tamajo,  se  lei   vuole   presenti   un
  subemendamento, diversamente pongo in votazione il 59.5.3.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor   presidente,  onorevoli   colleghi,   noi   il
  subemendamento  lo  avevamo  presentato  solo  non  conoscevamo  la
  riscrittura del Governo. Quindi, adesso dovrebbe darci il tempo  di
  collegare il subemendamento alla riscrittura.
   Il  tema è semplice. Potrebbe consentire agli stabilimenti e  alle
  strutture sportive di non smontare dopo i quattro mesi le attività,
  poterlo  utilizzare anche nel periodo invernale visto che  comunque
  pagano un canone annuale, non stagionale.
   Vorremmo solo il tempo presidente di riscrivere il subemendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Clemente, l'emendamento di  cui  parlate  è
  materia aggiuntiva.
   Non può essere trattato sulla riscrittura del 59.

   CLEMENTE.  Noi avremmo gradito che il Governo lo facesse  proprio,
  Presidente.

   PRESIDENTE,  Se  il  Governo lo avesse fatto io  ne  avrei  tenuto
  conto.
   Diamo la parola al governo per rispondere.
   L'assessore Croce, chiede di intervenire?

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Scusi,  non  ho
  sentito

   CLEMENTE.  Assessore,  avevamo presentato un subemendamento  prima
  della vostra riscrittura aggiungendo la parola  strutture  in  modo
  che  gli  stabilimenti e anche le associazioni sportive non fossero
  costretti   a  smontare  dopo  la  stagione  estiva  le  strutture,
  considerato   che,   comunque,  pagano  canoni   annuali.   Quindi,
  gradiremmo,   assessore,   che   lei   lo   facesse   proprio    il
  subemendamento.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Lo  stesso
  subemendamento dell'onorevole Tamajo. Lo facciamo nostro.

   PRESIDENTE. C'è un subemendamento del Governo al 59.5? Se non  c'è
  un emendamento di riscrittura del 59.5. Noi non possiamo fermare  i
  lavori  d'Aula  per  un subemendamento che, probabilmente,  non  ci
  sarà.  Chiedo  al  Governo  di esprimersi  e  di  dire  se  intende
  presentare

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assessore
  Croce. Onorevole Tamajo, io parlo con lei e con l'onorevole Roberto
  Clemente.  Onorevole Clemente, io vorrei che si usasse  un  po'  di
  buon  senso,  perché stiamo trattando una materia  molto  delicata.
  Esiste  già  una  disposizione  che ti  permette  di  non  smontare
  totalmente la struttura.

   CLEMENTE. Ma non è applicata in molti Comuni

       TURANO.  Possiamo dire una cosa? Cerchiamo  di  equiparare  la
  posizione di chi ha delle strutture turistiche precarie e  paga  ad
  un  prezzo molto agevolato l'uso del demanio marittimo - e, magari,
  ne  fa un uso improprio perché, solitamente, vengono richiesti  per
  la diretta fruizione del mare e poi diventano dei ristoranti, delle
  discoteche notturne - rispetto a chi, sullo stesso demanio,  ci  ha
  il  ristorante  e non può fare nient'altro e paga  le  tasse  tutto
  l'anno.
  Quindi, io vorrei che ci fosse una condivisione nel sostegno  delle
  attività turistiche che non penalizzasse quelli che hanno strutture
  stabili,  pagano le tasse tutto l'anno molto alte,  e  non  possono
  avere  i  vantaggi di chi ha una struttura precaria. Mi  affido  al
  Governo per trovare una soluzione di buon senso.

   PRESIDENTE.  Non  è pervenuto alcun emendamento.  Io  ricordo  che
  l'articolo  59 è stato discusso, a lungo, in Commissione;   quindi,
  pongo in votazione il subemendamento 59.5.3.
   Il parere del Governo?

   CROCE, Assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Stiamo   votando  il  subemendamento   59.5.3   alla
  riscrittura  del  Governo  59.5. Il  subemendamento  che  pongo  in
  votazione  è a firma degli onorevoli Falcone e Assenza.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il subemendamento 59.5.1.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  l'assessore, per i territorio e l'ambiente, dottor Croce, non abbia
  letto bene l'emendamento 59.5.3. Spiego il motivo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Trizzino, il subemendamento  è  già  stato
  approvato e credo che l'assessore Croce l'abbia letto bene.

   TRIZZINO.  Non  l'ha letto bene. Noi abbiamo espunto dall'articolo
  59  le  parole   di  cui  al comma 1, articolo  1  comma  1,  legge
  regionale  n.  15  del 2015'. Questo è stato oggetto  di  un  lungo
  dibattito  in  Commissione bilancio, all'interno  del  quale  si  è
  agganciata alla regolarizzazione una norma di legge, che è la legge
  n. 15 del 2005, sulla gestione delle aree costiere.
   Ora sganciare di nuovo la normativa, significa riaprire la maglia,
  cioè  in questo modo che cosa facciamo? Apriamo un condono a  tutti
  gli effetti, perché è chiaro che rientra anche di fatto in gioco la
  discussione  dell'area  privatistica d'uso abitativo,  che  abbiamo
  eliminato  sia  durante  il dibattito in Commissione  Territorio  e
  Ambiente,   che  durante  il  dibattito  in  Commissione  Bilancio;
  dibattito  durante il quale l'assessore era presente e ha condiviso
  l'emendamento di riscrittura.
   Cioè  l'emendamento di riscrittura è nato da un dibattito  tra  la
  Commissione e l'assessorato, in questo modo riprendiamo un discorso
  che  si  era  chiuso, per questo invito l'assessore a  rivedere  il
  parere positivo che ha dato su questo emendamento, perché sembra un
  discorso dissociato.
   Non  lo  faccio  per volere contestare la decisone  dell'Aula,  ma
  semplicemente per il fatto che c'è una discrasia tra  la  decisione
  che l'assessore stesso ha preso in Commissione Bilancio e il parere
  positivo  che  sta dando adesso. E' una cosa sulla  quale  dobbiamo
  riflettere.

   PRESIDENTE. L'emendamento è già stato approvato.
   Comunico  che  è stato presentato il subemendamento 59.5.1,  degli
  onorevoli  Rinaldi e Alloro. Lo pongo in votazione. Il  parere  del
  Governo?

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto palese nominale.

   Votazione per scrutinio palese nominale del subemendamento 59.5.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese nominale  del
  subemendamento 59.5.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde, chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   PRESENTI  50
   VOTANTI   49
   MAGGIORANZA   25
   FAVOREVOLI  35
   CONTRARI  13
   ASTENUTO       1

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 59.5.2 a firma degli onorevoli Rinaldi,
  Alloro. Il parere del Governo?

   CROCE,  assessore  per  il  Territorio e  l'Ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione la riscrittura del Governo dell'articolo 59.

  CIACCIO.  Chiedo  che  la votazione avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale.

  PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese  nominale.  È
  chiarissimo, stiamo votando la riscrittura dell'art. 59  che  porta
  la numerazione 59.5 a firma dell'assessore Baccei.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  vorrei  che  l'Aula mi ascoltasse perché siamo stanchi e  ci  siamo
  pure confusi e io per primo. Se ho capito bene la norma che è stata
  votata al testo di modifica, cosiddetta firma  Falcone , avrebbe un
  effetto  che non regolerebbe più il limite delle attività  presenti
  nel demanio marittimo.
   Allora, siccome noi con questa norma, ricordo, ci stiamo occupando
  di  come  pagare  i canoni e non di regolarizzare  eventuali  abusi
  commessi  in  demanio perché è un'altra cosa,   è  una  formula  di
  pagamento  dilazionato dei canoni dovuti, quindi è  una  norma  che
  consente  entrate  alla  Regione, siccome  il  comma  3,  riscritto
  giustamente  dal  Governo con la modifica  del  733,  si  limita  a
  recepire  la  norma  nazionale, nulla  di  più,  con  le  modifiche
  temporali  che  sono stati appena approvate, io  personalmente  per
  sicurezza,  non  avendo chiaro che cosa è avvenuto,  io  chiedo  di
  votare per  parti separate, approvando, da parte mia, il solo comma
  3 che è recepimento di una disposizione nazionale.
   Per  quanto attiene i commi 1 e 2, visto che l'Assessore  ha  pure
  detto  che era disponibile a sopprimerlo sull'emendamento Trizzino,
  a  questo punto chiedo all'Aula di sopprimere i commi 1 e 2 proprio
  per  gli effetti incerti che esso può produrre e approvare il  solo
  comma 3 che è recepimento della norma nazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo  che  anche  in  caso  di
  votazione  per  parti separate è previsto che si  possa  effettuare
  votazione  palese nominale o anche a scrutinio segreto,  quindi  la
  modalità di voto la decidiamo dopo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   la
  modalità di voto è stata già decisa perché è palese nominale  e  su
  questo   nulla  questio.  Noi  riteniamo  di  aver  presentato   un
  subemendamento  all'emendamento del Governo che cerca  di  chiarire
  quel  pasticcio  fatto  precedentemente, quando  ad  una  circolare
  dell'assessore Lo Bello, che prevedeva determinate cose,  ne  seguì
  un'altra dell'assessore successivo che vietava determinate cose.
   L'impalcatura di questo emendamento serve per dare degli  introiti
  alla  Regione  e per regolarizzare strutture che hanno  determinate
  finalità così come dice la normativa nazionale. Se però ci  fossero
  ancora  dei dubbi, piuttosto che dire di votare per parti separate,
  siccome  io  non sono uno di quelli che si innamora  delle  proprie
  convinzioni  e se uno commette un errore deve avere la capacità  di
  riconoscerlo  e  di fare un passo indietro, direi  di  fermarci  un
  attimo.
   L'assessore  Croce  ci potrà spiegare, e se ci chiarirà  i  dubbi,
  allora  può  anche darsi che l'intera Aula possa votare, altrimenti
  può anche darsi che l'intera Aula deciderà di trovare una soluzione
  correttiva a quello che si è fatto.

   PRESIDENTE.  Assessore  Croce  intende  rispondere  all'intervento
  dell'onorevole Falcone?

   CROCE,  assessore del Territorio e dell'Ambiente.  Credo  che  sia
  meglio accantonare un attimo l'articolo 59.

   PRESIDENTE. L'articolo 59 è accantonato per dare modo  al  Governo
  di  valutare  la  risposta tenendo anche conto  dell'andamento  del
  dibattito  e  anche  del  parere  espresso  dal  Presidente   della
  Commissione Territorio e Ambiente, onorevole Trizzino.

   Si riprende l'esame dell'articolo 32 precedentemente accantonato.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  desidererei avere un chiarimento.
   In  Commissione c'è stato un dibattito, che poi è  finito  in  una
  nuvola  di fumo e non si è capito bene che cosa è successo,  perché
  io  avevo  chiesto  una risposta chiara al Governo  per  sapere  se
  questi  contratti  fossero stati già siglati o  meno.  Mi  è  stato
  risposto  prima  si, dopo no, poi forse, poi non  lo  sappiamo,  ed
  allora   siccome  dagli  organi  di  stampa  -  perché  noi   ormai
  apprendiamo le notizie dagli organi di stampa - abbiamo appreso che
  13  contratti sono già stati siglati, mi può spiegare qualcuno  con
  quale copertura finanziaria è stato fatto questo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, la legge sui testimoni di giustizia, come sapete tutti, è
  una  legge  del  2014,  che ha previsto una  dotazione  finanziaria
  iniziale che era quella che c'era nel capitolo e che copriva fino a
  13 posizioni lavorative. Quindi la copertura, per i primi 13, trova
  finanziamento nella legge istitutiva medesima, che ha previsto  già
  un fondo, quindi i fondi c'erano.
   Quando  abbiamo  inoltrato la richiesta al Ministero  dell'Interno
  per   conoscere  il  numero  esatto  dei  testimoni  di   giustizia
  siciliani,  ci è stato comunicato in numero di 38 e  non  13,  come
  ragionevolmente  poteva coprire quella norma, che sono  esattamente
  tutti coloro che sono stati riconosciuti testimoni di giustizia  in
  processi  incardinati nel territorio siciliano. Quindi sono  quelli
  ufficialmente riconosciuti con sentenze dei tribunali  ed  inseriti
  nei piani di protezione del Ministero dell'Interno.
   Naturalmente, siccome noi non intendiamo escludere nessuno,  anche
  perché  la  normativa  non  prevede  l'esclusione  di  nessuno,   è
  necessario impinguare il capitolo per assumere gli ulteriori 25.
   I  13  sono  stati assunti, ovviamente gli atti sono secretati,  e
  sono  secretati  non  perché non vogliamo  essere  trasparenti,  ma
  perché  noi  dobbiamo proteggere l'identità di queste  persone  che
  rischiano  la vita, molti dei quali hanno anche cambiato  nome.  E'
  stabilito   un   protocollo  d'intesa  fra  noi  ed  il   Ministero
  dell'Interno,  anch'esso secretato per ragioni di sicurezza,  sulla
  base della legge dello Stato.
   Che  si possa avere avuto una risposta ambigua sul fatto che siano
  stati  assunti,  perché  non  vorrete seriamente  pensare  che  noi
  assumiamo  un testimone di giustizia con la nuova identità  facendo
  conoscere il nome a tutti i funzionare della Regione?
   Questi  nomi sono noti si e no a due persone, uno della burocrazia
  statale ed uno della burocrazia regionale. Quindi, nel caso di fuga
  di  notizie, si saprà anche di chi sono le responsabilità.  C'è  un
  protocollo  d'intesa  che protegge l'identità  di  queste  persone,
  nessuno potrà sapere dove sono destinate al lavoro, e tutto  questo
  per proteggere l'identità dei testimoni, così come abbiamo previsto
  nell'accordo che io ho stipulato col Ministro dell'Interno.
   Le  somme aggiuntive che chiediamo sono semplicemente quelle  che,
  sulla base dell'istruttoria che ha fatto il Ministero dell'Interno,
  servono ad assumere ulteriori 25 persone.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  preannuncio  che io voterò favorevolmente a questo  articolo,  però
  vorrei  far  riflettere  sulla  norma  che  abbiamo  approvato   in
  Parlamento   e   sullo  stanziamento  che  stiamo   prevedendo   in
  finanziaria.
   Ora,  in  modo  costruttivo, è una legge sana,  giusta  perché  in
  Sicilia affermiamo un principio, ed è inutile specificare qual è il
  principio.  Noi  siamo  in  prima linea  per  affermare  la  nostra
  battaglia, sappiamo tutto ed è inutile fare l'intervento spot.
   Però,  Presidente  Crocetta, noi dobbiamo  stare  attenti;  stiamo
  lavorando  per contenere il bacino dei forestali, e non vorrei  che
  per una un'interpretazione distorta, e non mi riferisco alla norma,
  per  gli  anni successivi noi non possiamo, come Regione, mantenere
  questi ritmi, e questo lo dico in modo costruttivo.
   Allora, io vorrei che il Presidente della Regione, che è in  prima
  linea  rispetto  a  questa  norma  che  io  voterò  favorevolmente,
  rassicurasse il Parlamento su una interpretazione corretta.
   Non  entro  nel  merito:  uno, dieci, cento  sono  giusti  o  sono
  sbagliati,  un'interpretazione corretta  che  metta  al  riparo  le
  strumentalizzazione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, i testimoni di giustizia in Italia sono 20, ufficialmente
  dichiarati  sulla  base della legge, e questi  20  non  sono  tutti
  quelli che hanno denunciato il pizzo, per essere chiari. Perché  se
  queste  fossero  le  cifre, noi dovremmo assumere  in  Sicilia  610
  denuncianti  ed  io  conosco a memoria la distribuzione  città  per
  città:  150  a  Gela;  10 a Caltanissetta; 50 a  Barcellona;  50  a
  Messina; 150 in provincia di Palermo; 50 in provincia di Catania; 7
  a Enna, un po' pochini, onorevole Alloro.
   Non  sono  tutti  coloro  che hanno denunciato,  ma  semplicemente
  coloro  che  rientrano  in  una  decisione  del  Tribunale  che  li
  qualifica  come  tali e che sono riconosciuti poi con  Decreto  del
  Ministro dell'Interno, che non ha niente a che vedere, ripeto,  con
  tutti  coloro che hanno denunciato, in modo occasionale, il  racket
  dell'estorsione.
   Quindi  ci  siamo  rivolti ad una categoria. Il  massimo  che  può
  succedere  in un anno, che se ne aggiungono due per essere  chiari,
  perché  queste  sono le proporzioni. E non tutti i testimoni  fanno
  domanda   per   essere  assunti,  perché  alcuni   testimoni   sono
  imprenditori    ed   intendono   continuare   la   loro    attività
  imprenditoriale.  Dicevo infatti che in totale sono  58  e  noi  in
  Sicilia abbiamo richieste per 38. Quindi, da questo punto di vista,
  voglio  rassicurare  il  Parlamento  sulla  corretta  applicazione,
  perché  le  assunzioni  sono quelle che sono state  concordate  col
  Ministero  dell'Interno  e  quelle che  sono  state  stabilite  per
  tribunale e per decreto del ministro dell'Interno, che li riconosce
  come  testimoni  di giustizia. Ovviamente, siccome  parecchi  hanno
  cambiato identità, vi renderete conto che sono segretati.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il  mio
  voto  favorevole  all'articolo 32, ma  il  Ministero  di  Grazia  e
  Giustizia,  l'Agenzia per i beni confiscati,  gestiscono  i  nostri
  beni  mobili  e  immobili  nonché  le  risorse,  le  tante  risorse
  sequestrate.
   Ora,  in  un  momento  particolare dove  la  Sicilia,  la  Regione
  Siciliana,   l'Amministrazione  regionale  vive  delle   difficoltà
  economiche  non indifferenti, a mio avviso questi soldi  li  devono
  mettere il Ministero di  Grazia e Giustizia e l'Agenzia per i  beni
  confiscati.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.2, degli onorevoli  Alongi
  ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  32.1 I parte,  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 32.4, degli onorevoli Falcone
  ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.3 a firma degli  onorevoli
  Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.1 II parte,  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 32.5 a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 33.
   Si passa all'emendamento 33.1, degli onorevoli D'Asero e Alongi.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 33.2. Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2 del Governo. Chi
  è favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 33, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 34.
   Si passa all'emendamento 34.7, degli onorevoli Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.11, degli onorevoli Ciaccio ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  34
   Disposizioni in materia di società partecipate  in particolare  il
  comma  1  e poi il comma 2 dà il finanziamento, individua a  carico
  della  Regione  un  advisor per la vendita delle  quote  societarie
  delle società messe in liquidazione.
   Ora,  c'è  stato  un  lungo  dibattito in  Commissione,  dove  più
  componenti  hanno  chiesto  se effettivamente  l'individuazione  di
  questa  figura  doveva  obbligatoriamente  essere  a  carico  della
  Regione,  perché si è fatto riferimento a delle normative nazionali
  e  dal  dibattito, dalla nostra posizione, da quello che c'è  stato
  detto,  ad oggi non è obbligatorio. Quindi, sembra quasi un  creare
  ad  hoc  una  figura pagata 150 mila euro solo per il 2015  che  ci
  stiamo sobbarcando noi.
   Siccome  ci  sono altre società partecipate che hanno loro  stesse
  individuato  un advisor, ad esempio l'aeroporto di Palermo,  quindi
  una società partecipata, ha individuato a proprio carico un advisor
  per la quantificazione e valorizzazione di queste quote, non vorrei
  che  questo  sia  un  modo per dare una consulenza  e,  per  questo
  motivo, manteniamo l'emendamento soppressivo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, come spiegato in Commissione, chiaramente si può far fare
  alle  società, il problema è che la Regione deve avere una  propria
  idea  di  quello che è il valore delle azioni che andiamo a  cedere
  per non sottostimare e, quindi, non andare a depauperare il proprio
  patrimonio.
   Ci  sono  delle  società con soci privati in  cui  la  valutazione
  potrebbe  non essere attendibile ed essere fortemente sottostimata.
  Quindi,  questo  articolo è assolutamente a tutela  del  patrimonio
  della  Regione, anche perché sono professionalità, persone esterne,
  penso che le perizie devono essere firmate da periti, e non ci sono
  queste  risorse all'interno della Regione, per cui non  vedo  altra
  alternativa.  Spesso  poi  la procedura richiede  di  ricorrere  al
  tribunale, il quale nomina un advisor, che deve pagare la Regione e
  per  il  quale  ci  vogliono i soldi, altrimenti  neanche  possiamo
  ricorrere  al  tribunale  per  queste valutazioni.  Il  parere  del
  Governo all'emendamento soppressivo è quindi negativo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  34.11.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti  34.1, 34.2, 34.1 II parte e 34.3  sono  preclusi
  perché i due commi sono collegati.
   Si passa all'emendamento 34.1 III parte, gli onorevoli Di Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  34.6, degli  onorevoli  Ferrandelli  e
  Gucciardi.

   GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  34.11, poc'anzi non approvato, era soppressivo dell'intero articolo
  34.  Ma  l'emendamento 34.2, è soprressivo  del  solo  comma  1,  e
  pertanto non capisco perché lo ha dichiarato precluso. Semmai è  al
  contrario; se bocciamo il comma 1, il comma 2 in automatico  decade
  perché legato al comma 1.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Ciaccio,   sopprimendo   il   comma   1,
  sostanzialmente  la  soppressione  equivarrebbe  alla  soppressione
  dell'articolo.  Però, siccome c'è una precisa  richiesta,  possiamo
  mettere ai voti la soppressione del comma 1 con il parere contrario
  del Governo e della Commissione.

   CIACCIO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Vediamo se è appoggiata la richiesta di soppressione,
  per voto segreto, del comma 1 dell'articolo 34

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero   un
  chiarimento   a  proposito  di  questo  articolo,  perché   si   fa
  riferimento  ad una norma che praticamente preclude la  possibilità
  di fare assunzioni.
   Invece,  in  questo caso, si supera questa norma e quindi  c'è  la
  possibilità  di  nuove  assunzioni,  assessore.  Vorrei  capire  in
  effetti  se  si  tratta  di nuove assunzioni,  oppure  se  parliamo
  soltanto di trasferimenti di personale da alcune società ad  altre,
  quindi  vengono assorbiti. Io vorrei questo chiarimento  assessore,
  se fosse possibile.

   BACCEI, assessore per l'economia. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  non  solo  non  prevediamo  di  fare  nuove  assunzioni,
  semplicemente   un   trasferimento  di  personale   dalle   aziende
  sanitarie,  ma  stavo ora dicendo ad un onorevole  che  non  devono
  neanche esserci promozioni.
   Per  cui anche il passare personale da una categoria inferiore  ad
  una  categoria superiore, quindi una promozione, non si  può  fare.
  Quindi non solo no a nuove assunzioni, ma la legge dice anche no  a
  promozioni.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  potere
  attenzionare come abrogare il primo comma di questo articolo che di
  fatto  renderebbe  impossibile potere operare con  le  dismissioni.
  Quindi  attenzione,  perché tutti noi siamo  convinti  che  bisogna
  razionalizzare e dismettere, se indipendentemente dal criterio  che
  aveva  posto l'onorevole Ciancio della possibilità di fare in  modo
  che  l'advisor  venisse  pagato dalla  stessa  società  che  va  in
  liquidazione, io ritengo e sicuramente per un ruolo di indipendenza
  e  di  imparzialità più interessante così come  è  scritto  che  la
  Regione  direttamente  fa la gara e la Regione  opera  poi  con  un
  collegamento  diretto per fare in modo che l'  advisor  abbia  come
  interlocutore l'amministrazione regionale.
   Ma  cassando questo articolo devo dire viene meno buona parte  del
  senso della manovra.
   Altro passaggio invece che vorrei attenzionato dall'assessore è il
  punto 4.
   Il punto 4 invece riprendendo l'intervento dell'onorevole Fontana:
  per il reclutamento del personale secondo le procedure del comma  3
  non  si  applica il divieto di nuove assunzioni e questo  passaggio
  forse deve essere maggiormente specificato.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non  mi  ripeto
  sul  comma  1  perché concordo con quanto affermato  dall'onorevole
  Cimino,  cioè c'è da chiarire perché c'è una discrasia  fra  quanto
  leggo nel testo, infatti, si dice nel testo che per la società Seus
  SpA  in  relazione  alle professionalità specifiche  richieste  nel
  settore  di  riferimento, quindi per la dismissione, la stessa  può
  attingere sia da altre società partecipate sia in posizione comando
  dalle aziende sanitarie.
   Su  questo  invece  che  presenta la Commissione,  sostanzialmente
  modifica  e  quindi  c'è da chiarire perché dice  è  autorizzata  a
  dotarsi di livelli professionali intermedi la Seus, quindi come  se
  alla  Seus dessimo nuove competenze, almeno la società di emergenza
  è  autorizzata  a  dotarsi di livelli professionali  intermedi,  da
  selezionare sempre con l'efficienza del servizio. Possibilmente  ho
  capito male io. Vorrei chiarita solo questa parte.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, relativamente
  alla Seus si tratta di questo. Al di là degli organismi di gestione
  di controllo, la Seus,  signor Presidente, funziona in questo modo:
  c'è  un  direttore  generale e poi ci sono tremiladuecento  autisti
  soccorritori.  Non  ci  sono  quadri  intermedi.  Se  il  direttore
  generale  è,  per  motivi  di salute, assente  e  non  consegna  la
  password  ,quel  mese  non  si possono  fare  gli  accrediti  degli
  stipendi.
   Allora, il senso dell'emendamento qual è? All'interno, se  non  ho
  capito  male, assessore - onorevole Dina, Presidente Dina - se  non
  ho  capito  male  all'interno del budget che il Servizio  sanitario
  trasferisce  alla  SEUS,  si  possono  dare  dei  quadri  intermedi
  attraverso  un  procedimento selettivo che, nel suo complesso,  non
  sfori il budget?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza  Non
  manca  personale.  Non  è che è gratis, lo dovrebbero  pagare,  per
  svolgere questo ruolo di quadro intermedio, se questa è la ratio.

   DIGIACOMO.  No,  no, su questo, onorevole Dina,  c'è  uno  storico
  perché i passaggi in comando da altre aziende alla SEUS sono  stati
  fallimentari su un doppio binario - sul binario della competenza  e
  della   convenienza  economica  -  esponendoci,  assessore  Baccei,
  esponendoci  a richiami da parte della Corte dei Conti  che  ci  ha
  detto:   Sarebbe  questo  il modo, economico,  attraverso  cui  voi
  ripristinate l'organico per le vostre esigenze pagando di più? .
   Quindi, io credo che questa sia una norma, assolutamente, di  buon
  senso.  Se, poi, dovesse prevalere l'idea che sia possibile gestire
  questa  società nei termini di come è stata gestita fino  a  questo
  momento,  questo è un altro ragionamento. Ma non facciamo  un  buon
  servizio né facciamo una buona economia.
   Trincerarsi,  assessore Baccei, secondo me, poi  io  mi  permetto,
  onorevole  Dina,  se  lei  è  d'accordo,  di  dare  un  momento  di
  sospensione  a questa cosa perché credo che quello che  noi  stiamo
  dicendo   vada,   poi,   riportato  nell'emendamento   a   maggiore
  chiarimento perché, già, sto vedendo l'assessore Baccei  che  nella
  sedia sta ballando la samba. Noto che c'è un certo nervosismo.
   Qua  non  si  vuole fare nessuna nuova assunzione.  Qua  si  vuole
  strutturare un'azienda all'interno della stesso budget, seguendo un
  principio  di buona organizzazione perché lei, assessore,  proviene
  da  un'azienda fortemente strutturata in cui ci sono i partner,  in
  cui ci sono i manager, in cui ci sono i direttori, in cui ci sono i
  BA, in cui c'è un recluting, eccetera.
   E  come  mai può pensare che, un'azienda di questo genere  non  si
  possa  strutturare nell'esempio della buona società di cui  lei  ha
  provenienza?  Questo è il punto che noi dobbiamo  risolvere.  Ed  è
  principio  di  buona  organizzazione,  è  un  principio  di   buona
  amministrazione prevalente su tutto, a mio parere.

   DINA,  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza
  Prima,  nel  sottolineare e condividere l'intervento dell'onorevole
  Digiacomo,   pregherei  il  Governo  di  tentare  un   momento   di
  riflessione  su quella che è la proposta del 34.14,  di  esaminarlo
  con attenzione prima di pronunziarsi, assessore.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Innanzitutto,  sul  tema  delle
  assunzioni,  c'è già un emendamento governativo, che penso  sia  il
  34.14,  che specifica che non si tratta di nuove assunzioni, quindi
  dovrebbe chiarire gli interventi precedenti e ora li distribuiamo.
   Relativamente  al  tema,  il mio punto è molto  semplice.  Allora,
  tutti  sappiamo che nelle partecipate abbiamo degli esuberi. Quando
  ci  sono  delle persone in esubero, mi vanno a finire  nell'albo  e
  queste  persone, poi, possono essere richieste nelle altre società.
  Detto  che  prima di fare delle promozioni, bisogna verificare  che
  nelle altre società ci siano persone che sono in grado di ricoprire
  quel  ruolo,  diversamente  da una parte  ragioniamo  in  un  modo,
  dall'altra no.
   Detto  che, come sapete, non ho nessuna preferenza di nessun tipo,
  semplicemente  c'è  una  procedura che,  secondo  me,  deve  essere
  applicata e deve essere rispettata, nel rispetto delle persone  che
  sono  in   difficoltà  col  lavoro e  delle  società  che  sono  in
  difficoltà
   Diversamente ragioniamo prima in un modo e poi per convenienza  in
  un altro.
   Dico  semplicemente, visto che mancano dei quadri e visto  che  mi
  pare  che  ci  siano  nelle  società partecipate  disponibilità  di
  quadri, siccome tutti, giustamente affermiamo che sono delle ottime
  professionalità,  non penso che nessuno abbia voglia  di  buttarle,
  prima di provarle.
   Se poi, invece, non ci sono queste figure vediamo che ragionamento
  fare.

   PRESIDENTE.  Scusate colleghi, stiamo discutendo  dell'emendamento
  34.2, non anticipiamo dibattiti che riguardano altri emendamenti  o
  altri commi.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  un  punto
  dirimente. Si tratta di personale altamente specializzato, cioè  in
  linea  del  tutto  teorica, posso andare io  a  soccorrere  con  la
  patente  B, assessore, uno che si è sfasciato in mezzo alla strada.
  Praticamente non è una cosa possibile.
   E se noi facciamo transitare, figure di coordinamento inesperte in
  questo settore, facciamo quello che abbiamo fatto con la bambina di
  Catania.
   In  quale  lingua  lo  dobbiamo  dire?  Anche  in  questa  Regione
  disastrata  ci  sono  figure  di alta professionalità.  Se  uno  ha
  lavorato  in un aeroporto ed ha conseguito: le patenti, la  lingua,
  la  certificazione  Enac,  non  è  producente  fare  entrare  altro
  personale, perché ci costerà una barca di soldi formarli.  Dove  vi
  sono  aerei, dove vi  è salute, non si può improvvisare.  Sarà  una
  cosa  atroce  ma  le debbo dire che un ragioniere  scarso  o  bravo
  portato  da  una  parte  all'altra non se ne accorge  nessuno.  Non
  appena  facciamo  entrare in certi settori  personale  qualificato,
  nella  sicurezza,  nell'handling in sanità  non lo  possiamo  fare,
  assessore, sarà una cosa difficile da capire.
   Solitamente mi so spiegare in buona lingua italiana ma è cosi.
   Questa società non deve fare entrare ragionieri, deve fare entrare
  uno che organizzi bene i turni, assessore Baccei; deve fare entrare
  uno  che organizzi beni i turni che, prima che capisce che  uno  di
  Ispica  non  lo  deve portare a Monterosso, perché  altrimenti  non
  trovano  il  malato  passano tre anni. Ecco  perché  devono  essere
  all'interno dell'azienda.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia, Chiedo solo  di  applicare  la
  procedura.  Se  la procedura dice che quelle persone  non  sono  in
  grado  di  ricoprire quel ruolo, si cerca un'altra soluzione,  però
  c'è una procedura da rispettare che va rispettata per legge.
   Non  posso bypassare una procedura, se non c'è nessuna persona  in
  grado  delle  competenze richieste si cerca  un'altra  persona,  ma
  prima verifichiamo. Tutto qua.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. A  me  corre  l'obbligo  di
  rappresentare  in questo momento il rischio che possiamo  paventare
  all'interno del Servizio di emergenza-urgenza.
   Mi   corre   l'obbligo  non  foss'altro  perché   questa   società
  partecipata, a differenza delle altre società partecipate, eroga un
  livello essenziale di assistenza e quindi, come tale non può essere
  distonico  rispetto  ad  alcuni parametri che  naturalmente  vedono
  questo  tipo  di servizio, misurato in ragione anche  ai  tempi  di
  percorrenza, della capacità del personale, di prestare assistenza e
  altri  parametri  che, naturalmente, sui quali altre  società,  per
  ovvie ragioni, non sono misurate.
   In  questo momento il servizio di emergenza-urgenza consta di  251
  mezzi,  nonché un personale che più volte è stato detto in esubero,
  ancorché  è  quello  che proviene dal trasferimento  del  personale
  dalla ex Sise a Seus.
   Oggi  questo  personale è tutto impiegato, nelle  funzioni,  anche
  attraverso  contratti  di servizio, per trasporti  secondari,  così
  come  previsto  dallo  Statuto,  ma anche  per  servizi  cosiddetti
  secondari,  così come previsto dallo Satuto è tutto  impiegato.  Il
  che  significa  che,  se  volessimo, in questo  momento,  andare  a
  reperire dei livelli intermedi che non ci sono, dovremmo andarli  a
  reperire  da  altre partecipate creando altri esuberi e  immettendo
  altro  personale  per il quale l'Amministrazione pubblica  dovrebbe
  investire ulteriori risorse per la formazione.
   Andiamo  ai  comandi:  i comandi sono ancora  più  onerosi  perché
  mentre  questo  personale  in questo momento  ha  un  contratto  di
  diritto  privato  per cui per i livelli di E, C, i  costi  sono  di
  circa  32  mila euro all'anno, se dobbiamo incamerare personale  in
  comando  dalle aziende noi spendiamo per ogni impiegato  in  questo
  caso  di livello, D, S, con contratto pubblico 5 mila euro all'anno
  in  più, quindi anche di fronte all'organo di controllo della Corte
  dei Conti, io non vedo come possiamo giustificare un intervento  di
  questo genere.
   Ritengo  che  sia molto più giustificabile allorché si esperiscano
  le corrette procedure di selezione all'interno dei dipendenti della
  stessa  società;  ritengo molto più giustificabile individuare  dei
  livelli intermedi laddove naturalmente sussistano i presupposti e i
  requisiti  all'interno della compagine interna alla stessa  società
  ancorché formata e sulla quale l'Amministrazione pubblica ha  speso
  risorse pubbliche per la formazione.
   Io  credo  che un provvedimento del genere noi potremmo  benissimo
  incardinarlo  nelle procedure corrette, di selezione, perché  credo
  che  sia stato questo il punto su cui la Corte dei Conti ha  inteso
  nel  passato andare a verificare il rispetto e la correttezza delle
  procedure,  e  poi non comprendo nel momento in cui  vige  il  veto
  delle  assunzioni così come per i comandi non si  applica  il  veto
  delle  assunzioni  non vedo perché lo stesso  principio  non  possa
  essere   applicabile  per  le  progressioni  di  carriera   laddove
  naturalmente  questo  avvenga attraverso le  normali  procedure  di
  selezione.
   Ora  io  non voglio generare in questo sicuramente delle attese  o
  dire  che è giusto questo o l'altro procedimento; posso dire, però,
  sulla scorta della mission sanitaria che questa società partecipata
  ha,  che  in  questo momento l'organizzazione di questa  società  è
  letteralmente  impossibile  perché è una  squadra  di  oltre  3.300
  persone  tutte  della  stessa  qualifica  che  non  possono  essere
  certamente  organizzate in un territorio vasto come la Sicilia  con
  una sola figura dirigenziale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  mi
  rivolgo  all'assessore per l'economia. Credo che  l'impianto  fatto
  dall'assessore   per  l'Economia  possa  restare   per   tutte   le
  partecipate.  Noi,  escludendo  praticamente  la  Seus  da   questo
  impianto,  risolviamo  il  problema,  si  pone  giustamente,   dice
  l'assessore,  ma questo è per le figure sanitarie,  per  le  figure
  amministrative  si  può pure evitare ma qui c'è un  problema  posto
  anche  dal  Presidente che dice  ma se una figura di  coordinamento
  che deve conoscere le modalità di pronto soccorso, abbiamo avuto in
  Sicilia dei casi particolari   per cui io pregherei l'assessore  di
  lasciare  l'impianto per tutte le partecipate ad  esclusione  della
  Seus.
   Per  quanto riguarda l'emendamento del Presidente Dina,  io  credo
  che  si pone anche lì un piccolo problema rispetto a tutte le altre
  società  partecipate  o della Regione e allora bisognerebbe  meglio
  specificare quali possono essere gli avanzamenti di carriera perché
  altrimenti  creiamo  una  disparità nel  mondo  regionale,  quindi,
  creiamo  due  cose:  escludiamo la Seus da  questo  discorso  delle
  partecipate, poi mi consenta, assessore, conoscendo anche il  mondo
  delle  Asp, andare a fare i comandi dalle Asp alla Seus peggioriamo
  di  molto la situazione. Tra l'altro in un momento in cui le piante
  organiche  nelle Asp hanno un problema perché si stanno facendo  in
  questa fase, io credo che quella parte vada stralciata e risolviamo
  il  problema,  è inutile creare contrapposizioni, siamo  ad  un'ora
  abbastanza   tarda,  ci  rendiamo  conto  che  ci  sono  situazioni
  particolari,  quindi  la  proposta  con  un  sub-emendamento,   che
  potrebbe fare anche lei assessore Baccei, che stralciamo da  questa
  parte   praticamente   alla  Seus  mentre   per   quanto   riguarda
  l'emendamento  del Presidente Dina io pregherei di formularlo  solo
  per alcune figure altrimenti creeremmo anche là una disparità.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  sarò
  rapidissimo  anche perché sono assolutamente d'accordo  con  quanto
  testè detto dall'assessore. Noi abbiamo una società che è ingolfata
  di  personale,  noi  siamo  stati alcuni mesi  addietro  costretti,
  eravamo   in   audizione  in  Commissione,  ad  assistere   ad   un
  trasferimento  di  personale da una Provincia ad  un'altra  proprio
  perché  si sono verificate delle situazioni di esubero dello stesso
  personale.  A  questo  punto  noi passiamo  altro  personale  e  lo
  trasferiamo  alla  Seus? Ma per fare cosa? A mio parere  invece  va
  formato il personale che è all'interno della Seus.
   Credo che su 3.300 persone che lavorano in questa società esistano
  almeno  un  5-10%  di persone che possono essere formate  e  quindi
  trovare  questi livelli intermedi per questo personale.  Credo  che
  non  sia  un compito difficile da fare, ma sia semplicissimo  ed  è
  possibile realizzare tutto questo senza ingolfare ulteriormente  la
  struttura,  utilizzando le stesse figure che  lavorano  all'interno
  della società. Io credo che questa sia l'unica strada da seguire.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi dispiace
  che  l'assessore  Baccei non sia in Aula. Partiamo dal  presupposto
  che  avere  all'interno  della Seus figure intermedie  è  una  cosa
  necessaria,   queste  figure  intermedie  effettivamente   servono.
  Abbiamo  già fatto un piccolo studio e abbiamo visto che il comando
  e   il   trasferimento  avevano  dei  costi,  ma  per  esempio   il
  trasferimento da altre partecipate poneva un problema che è appunto
  quello  della  formazione,  però il passaggio  di  livello,  da  un
  livello C ad un livello D, Ds, quello che sia, se non ricordo  male
  ormai  è  considerato come nuova assunzione; altra cosa,  per  fare
  questi  concorsi  siamo sicuri che si possono fare  internamente  o
  come prevede l'articolo 97 della Costituzione quindi fino al 50% lo
  dobbiamo  aprire  a tutti? E quindi possibilmente  lì  ci  sarà  un
  aggravio di spesa. Quindi secondo me un confronto con la Corte  dei
  Conti  per  una discussione anche informale per capire quale  è  la
  possibilità effettiva non sarebbe male. Ma la cosa che mi preme  di
  più  è  capire  come  mai  queste norme  arrivano  sempre  così  in
  finanziaria,  quando noi abbiamo un disegno di legge fatto  da  una
  sottocommissione che si è riunita per 4/6 mesi, ha  predisposto  un
  disegno  di legge dove in quel disegno di legge purtroppo  non  c'è
  riferimento alle figure intermedie ma si poteva inserire, si poteva
  discutere   e   invece  tutto  quello  che   è   riforma,   che   è
  riorganizzazione di partecipate, di sistema sanitario, di qualunque
  cosa  in  generale  essa  sia,  non si  riesce  a  discutere  nelle
  Commissioni   di  appartenenza  e  poi  ne  vediamo   spuntare   in
  Finanziaria  all'ultimo secondo rischiando di  fare  procedure  che
  poi  sono  illegittime,. Quindi io invito l'assessore a  verificare
  qualora si volessero fare dei concorsi interni,  è fattibile con la
  Corte dei Conti, se è fattibile solo ed esclusivamente confinandolo
  a  quelle che sono le figure professionali all'interno della SEUSS,
  e  sappiamo  che ci sono molti ragazzi laureati e molti ragazzi  in
  gamba.  Perché  altrimenti stiamo commettendo  un  errore  che  non
  possiamo pagare così di fretta a mezzanotte o in piena nottata  qui
  in Assemblea regionale.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  ritengo l'emendamento presentato dall'onorevole Dina, a cui appongo
  la  mia firma, corretto. Anche perché assessore, la SEUSS, oltre ad
  avere  tutto  il personale, autisti e soccorritori,  ed  assistenti
  socio  sanitari,  ha anche il personale medico, e voglio  ricordare
  che  il personale medico, siccome svolge un'attività logorante, nel
  tempo  questo  personale  può essere utilizzato  anche  per  figure
  intermedie, anche perché gestire, assessore, 3.500 persone  con  un
  direttore generale è tanto difficile. Ed allora possiamo utilizzare
  il  personale  medico, che lei sa meglio di me, che negli  anni  va
  incontro  ad  un  logoramento professionale, e  quindi  può  essere
  utilizzato per questo.
   Ma  voglio  dire un'altra cosa: all'interno della SEUSS,  fra  gli
  autisti soccorritori ci sono tanti che sono diventati infermieri  e
  questo  personale  lo  possiamo convertire con notevole  risparmio,
  perché lei sa meglio di me che per il personale infermieristico  si
  attinge al personale esterno con costi aumentati.
   Allora  dare  la possibilità al personale di potere fare  carriera
  all'interno  sempre  dello  stesso  personale,  secondo  me   porta
  notevoli risparmi ed una funzione ottimale di quello che può essere
  la SEUSS.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chiedo se l'emendamento 34.2 è ritirato. E' confermato.
   E'  stato richiesto il voto segreto. Si procede alla verifica  dei
  richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 34.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 34.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          24
   Contrari            35
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 34.6 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 34.9, a firma degli onorevoli Sudano  e
  Anselmo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualora venisse approvato, sarebbe
  soppresso l'emendamento 34.14. Credo sia corretto dirlo. Il  parere
  del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute, Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  allora, per sopprimere l'ultimo capoverso  del  comma  3
  occorre tenere conto dell'emendamento 34.14, perché altrimenti

   LACCOTO. Approvato prima quello automaticamente casca l'altro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 34.9?

   SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 34.14.1. Il parere del Governo?
   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il 34.14.1, dopo la parola:
   intermedi  specifica  per le funzioni indispensabili ,  così  come
  richiesto dall'assessore Borsellino.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  pongo  dubbi
  sulla  bontà  e  sulla buona fede dell'emendamento Dina,  però,  mi
  pongo un problema, sono stato un po' disattento perché siamo andati
  a vedere altra cosa e correggere altra cosa.
   Ma,  io  mi  pongo,  stiamo parlando della SEUS  o  di  un'azienda
  qualunque? Della SEUS
   La   SEUS  tratta  di  sanità,  di  emergenza-urgenza,  a   questo
  subemendamento, secondo me, sarebbe utile inserire  figure  per  le
  funzioni indispensabili sanitarie , perché altrimenti può succedere
  che  inseriamo  figure  e funzioni indispensabili  e,  allora,  qua
  stiamo andando oltre, allora aggiungiamo questo subemendamento e su
  questo ci siamo.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli, aggiungiamo:  sanitarie .

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gradirei   che
  l'assessore Borsellino

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  aspettiamo  l'Assessore  prima  di  aggiungere
   sanitarie .

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, le chiedo di nuovo, intende aggiungere
  o no la parola  sanitarie'  all'emendamento 34.14.1?

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  No,
  anche l'onorevole Falcone concorda sul fatto di lasciarlo.

   PRESIDENTE.   Quindi,  l'emendamento  rimane  nella   formulazione
  iniziale, senza la parola  sanitarie'.
   Prego, onorevole Cimino. Ha facoltà di parlare.

   CIMINO. Signor Presidente, io gradirei essere ascoltato un  minuto
  dal  Presidente della Regione e dall'Assessore perché ritengo e non
  voglio, in questo caso, fare l'avvocato d'ufficio dell'Assessore al
  bilancio  che rispetto all'ipotesi dell'assessore Baccei -  che  ha
  una  visione generale del sistema partecipate regionali - si voleva
  dare  con  questo articolo, ritengo, la possibilità e l'opportunità
  di  attingere nell'ambito di un bacino delle società regionali  per
  creare anche la condizione di coprire dei ruoli importanti che sono
  presenti alla SEUS.
   Dagli  emendamenti in corso, e rispetto anche all'intervento fatto
  dal  Presidente della Commissione sanità, gradisco poter  avere  un
  chiarimento  da  parte dell'assessore Borsellino,  perché,  siccome
  credo    fermamente   nell'onestà   intellettuale    dell'assessore
  Borsellino,  il Presidente Di Giacomo ha affermato  che  dentro  la
  SEUS  vi sono circa 3.000 soccorritori ed un dirigente che  se  sta
  male il dirigente - di fatto - la SEUS si blocca.
   Allora,  dagli  emendamenti qui presentati mi  pare  che  vorremmo
  poter  formare solo ed esclusivamente i dipendenti della  SEUS  per
  svolgere attività intermedie.
   Io  vorrei  capire,  e questo lo chiedo all'assessore  Borsellino,
  cosa  si  intende  per  attività intermedie'.  Cioè  gli  operatori
  sanitari  o  soccorritori diventano con questo  tipo  di  procedure
  anche  infermieri,  sanitari?  O  diventano  anche  amministrativi,
  ragionieri  e contabili? Perché voler togliere la parola  sanitari'
  ai  lavoratori  intermedi mi fa, a maggior ragione convincere,  che
  l'ipotesi che stiamo trattando è un'ipotesi totalmente errata.
   Allora,  se  questa materia si vuole trattare  per  come  è  stata
  rappresentata, con un'iniziativa organica che riguarda la SEUS e la
  sua  pianta organica, ne sono pienamente convinto, se si vuole fare
  in  modo che dalla SEUS sia blindata e chiusa rispetto alle  figure
  economico,  contabili, amministrative delle altre  società,  lo  si
  dica, ma nello stesso tempo mi si spieghi cosa significa dotarsi di
  figure e di livelli professionali intermedi.
   Giuridicamente, chi è il lavoratore professionale  intermedio?  Se
  abbiamo  3mila  operatori soccorritori possiamo trasformare  questi
  operatori  in  dirigenti  amministrativi?  O  possiamo  trasformare
  questi operatori in infermieri?
   Secondo  me ci vuole un momento di chiarezza perché l'ipotesi  che
  aveva  accennato  l'assessore  Baccei,  secondo  me,  chiariva   la
  possibilità  che  dentro alcune nostre società  regionali  vi  sono
  professionalità che, sicuramente, non possono fare gli  infermieri,
  che,  sicuramente, non possono fare soccorritori ma, probabilmente,
  possono  fare i dirigenti amministrativi ed i dirigenti  contabili.
  Quindi, vorrei spiegato qual è questa figura professionale  che  si
  intende come operatori intermedi. Se sono infermieri soccorritori o
  dirigenti amministrativi e contabili.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Chiudo le iscrizioni a parlare su questo subemendamento. A seguire
  una  breve  replica dell'Assessore, un minuto e, poi,  passiamo  al
  voto.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che  la
  SEUS  sta  vivendo  attualmente che non ha  consentito  neanche  il
  rinnovo  del  direttore  generale e  che,  quindi,  come  dire,  ha
  lasciato una società di 3.300 dipendenti acefala, è proprio  legato
  a questo, è legato al fatto che sotto il direttore generale non c'è
  nessuno,  cioè non ci sono le figure intermedie laddove per  figure
  intermedie  si intende figure di natura amministrativo contabile  a
  supporto  del direttore generale che, quindi, controllano i  turni,
  fanno  i  turni,  fanno  il  disbrigo di  tutte  quelle  cose  che,
  ovviamente, solo un direttore generale rispetto ad un organico così
  grosso, non può portare avanti.
   Quindi,  è  questo il problema, le figure sanitarie alla  SEUS  ci
  sono,  poi,  è  chiaro, Assessore, che noi come Commissione  Sanità
  abbiamo presentato già da qualche mese un disegno di legge organico
  che  è  frutto  del  lavoro  della sottocommissione  che  tenta  di
  risolvere anche l'altro problema, cioè il fatto che la SEUS  è  una
  società  che  viene,  come dire, strutturata con  un  consiglio  di
  sorveglianza ed un consiglio di gestione e un direttore generale.
   Questo non consente di prendere quelle decisioni immediate che una
  società di emergenza-urgenza ha bisogno di prendere. Quindi, questa
  cosa  delle  figure intermedie sarebbe già un problema risolto,  in
  attesa di una riorganizzazione complessiva della società.

   PRESIDENTE. Il Governo intende aggiungere qualche chiarimento dopo
  gli interventi? Assessore Borsellino?

   CROCETTA, presidente della regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della regione. Guardate sulla  SEUS  abbiamo
  diversi  problemi. Il problema principale è che le  assunzioni  che
  vennero  fatte  all'epoca hanno coperto tutta  la  pianta  organica
  dell'azienda. Solo che queste assunzioni vennero fatte e non ci  si
  curò  di  assicurare le varie posizioni. Solo  che  noi,  oggi,  ci
  troviamo in posizione di divieto di progressione verticale,  tant'è
  vero  che  recentemente c'è stata anche qualche sentenza in  merito
  che  non  può  non lasciare preoccupati rispetto al  fatto  che  si
  dovrebbe aprire ad una progressione verticale interna.
   Quindi, la norma che qui si è proposta, è una norma
   Addirittura,  penso che dovremmo specificare che nei  passaggi  da
  altre  società,  anche  quelle dovrebbero essere  in  posizione  di
  comando,  non soltanto quelli che vengono dalle aziende  sanitarie.
  Comunque, in ogni caso, quella norma così com'è, interviene  su  un
  bacino  che  è  quello  delle  società  partecipate  delle  aziende
  ospedaliere che già hanno questo personale e lo possono  utilizzare
  in altre società.
   Il tema - e qui chiedo l'intervento dell'assessore Borsellino -  è
  di  capire  quale  tipo  - e condivido l'intervento  dell'onorevole
  Cimino  in  tale senso - di professionalità viene richiesta  e,  in
  ogni  caso,  se noi con normativa regionale possiamo derogare  alla
  normativa  nazionale  che  blocca le assunzioni  e  le  professioni
  verticali che vengono paragonate a nuove assunzioni.
   Voglio  essere onesto nei confronti del Parlamento, questi sono  i
  temi,  per  cui,  non vorrei che, alla fine, nei disastri  e  negli
  errori  fatti  prima  ci  debba andare di  mezzo  chi  non  c'entra
  assolutamente nulla. Per essere chiari fino in fondo. Assessore, se
  vuole specificare la questione.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Il Presidente  ha  chiarito,
  come è stato detto all'inizio, che la dotazione organica di SEUS  è
  satura,  sostanzialmente, quindi, in questo momento, probabilmente,
  non  c'è neanche la possibilità di introitare altre professionalità
  dall'esterno  se  non  c'è una fuoriuscita in pari  misura,  perché
  altrimenti si creano nuovi esuberi.
   Il  problema  è rendere l'organizzazione flessibile  in  quanto  a
  figure   intermedie   per   potere   organizzare   un   minimo   di
  organizzazione  interna  che, in questo  momento,  non  può  essere
  garantita   in   tutto   il   territorio   della   Regione,   nella
  considerazione che il passaggio di tutto questo personale  è  stato
  fatto con la medesima qualifica di autista soccorritore.
   La  cosa  importante   per la quale penso che  sia  necessario  un
  minimo  di  approfondimento  è  che, comunque,  queste  professioni
  cosiddette  verticali  dovrebbero venir  fuori  a  seguito  di  una
  procedura di selezione che, probabilmente, nel passato, non è stata
  fatta  e  che  dovrebbe riguardare una platea molto  più  vasta  di
  quella  legata  alla  stessa società, questo  è  il  punto,  perché
  altrimenti si viola la norma in tema di pubblico concorso.  Quindi,
  probabilmente,  è  questo  l'aspetto  che  va  approfondito   anche
  rispetto  all'indagine della Corte dei Conti che ha interessato  le
  azioni fatte nel passato.

   PRESIDENTE. Il parere sul subemendamento 34.14.1?

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Chiedo  un   minuto   di
  approfondimento.

   PRESIDENTE.   Sospendo   per   qualche   minuto   la   trattazione
  dell'articolo 34, per consentire un approfondimento.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.18, è ripresa alle ore 00.20)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Chiedo   di   accantonare
  l'articolo 34 per una eventuale riscrittura.

   PRESIDENTE.   Il   presidente  Crocetta  chiede   di   accantonare
  l'articolo 34. Pertanto, chiedo all'assessore Croce se è pronta  la
  riscrittura dell'articolo 59, diversamente passiamo al voto.
   Onorevoli  colleghi,  non siamo pronti. Chiedo  di  verificare  la
  distribuzione  del  terzo  blocco a partire  dall'articolo  61,  in
  quanto alcuni deputati non lo hanno ricevuto.
   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
  Biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette e nei
                           demani forestali

   1.  Entro  trenta giorni dalla pubblicazione della presente  legge
  l'Assessore  per  il territorio e l'ambiente emana  un  decreto  di
  istituzione di biglietti e servizi a pagamento delle aree  naturali
  protette e dei demani forestali.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   61.3,  soppressivo  dell'articolo,  a  firma  degli  onorevoli
  Falcone, Assenza ed altri.
   -   61.4,  soppressivo  dell'articolo,  a  firma  degli  onorevoli
  D'Asero, Alongi ed altri.
   - 61.5, a firma degli onorevoli Siragusa e Trizzino.
   - 61.3, a firma degli onorevoli Lentini ed altri.
   - 61.1, a firma dell'onorevole Fazio.
   - 61.2, a firma degli onorevoli Picciolo ed altri.

   Si passa all'emendamento 61.3.

   ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 61.4.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 61.5.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del presidente Ardizzone

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  è  scritto  così  perché  la  formulazione  originaria
  dell'articolo era ancora più lungo dell'emendamento, un motivo c'è,
  poi  alla  fine si è deciso, in Commissione Bilancio, di utilizzare
  la  formula del decreto assessoriale, ma il motivo principale della
  dimensione   esagerata  di questa riscrittura è perché si  è  fatta
  una discussione all'interno della Commissione Ambiente, nella quale
  si  è apprezzata l'idea di garantire gli introiti dei biglietti dei
  ticket   direttamente  nelle  casse  delle  aree  protette,  perché
  fondamentalmente  chi  utilizza queste  somme  è  l'area  protetta,
  quindi,  ci  sembrava  quanto meno normale aprire  un  capitolo  o,
  comunque, una situazione all'interno della quale lo stesso soggetto
  gestore potesse gestire questi introiti.
   La  norma, poi, si allunga in una serie di disposizioni legate non
  soltanto  alla gestione dello sbigliettamento ma ad  una  serie  di
  attività  collaterali che sono il noleggio di attrezzature  per  la
  fruizione, l'utilizzo delle foresterie, tutta una serie di attività
  delle aree protette che possono fare cassa.
   Ora,  alla fine, l'Assessore ha utilizzato la formula del  decreto
  assessoriale. Io ritiro l'emendamento, però, con l'invito  che  nel
  documento   che  verrà  contemplato  dall'Assessore  tutte   queste
  prescrizioni  vengano  inserite. Per questo  chiedo  un  intervento
  dell'Assessore a conferma, dopodiché ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 61.3 di pagina 172 - perché per un errore
  materiale due emendamenti sono stati numerati in modo identico -, a
  firma degli onorevoli Lentini, Cascio Salvatore, Coltraro, Currenti
  e Lantieri.
   Onorevole  Lentini  lo mantiene, lo vuole discutere?  Lo  illustri
  brevemente, oppure sentiamo il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 61.1.

   FAZIO.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  61.2 a firma dell'onorevole Picciolo.

   PICCIOLO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Lo  mantiene? Posso dire una  cosa?  Scusate:   Dalla
  entrata  in  vigore  della presente legge, sono abrogate  tutte  le
  disposizioni  di legge e regolamenti in contrasto con  la  presente
  disposizione .  E non è un principio di diritto questo?  Perché  ha
  bisogno di rafforzarlo? Non è un principio di diritto generale?  Il
  principio  della successione delle leggi nel tempo  C'è il  trucco
  Assessore Croce, lo spieghi. Non lo abbiamo compreso.

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. La ratio è  che,
  siccome  inseriamo i biglietti per servizi a pagamento  nelle  aree
  protette  attraverso un decreto dell'Assessore che non può abrogare
  delle  norme precedenti, inseriamo l'emendamento 61.2  per abrogare
  le norme in maniera tale che il decreto sia, poi, efficace.

   PRESIDENTE.  Come?  Non  ho capito. Ma lei  con  legge  abroga  un
  regolamento? E' inammissibile

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  dire  che
  mancano  alcuni emendamenti all'articolo 61. Se potete controllare,
  tramite gli uffici, per favore.

   PRESIDENTE. Di certo sono stati inseriti tra gli aggiuntivi.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   61,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo  62.R.
   I soppressivi sono mantenuti onorevole Palmeri, onorevole Alongi?

   PALMERI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Prove cinofile.

   PALMERI. Chiedo di parlare, per illustrare l'emendamento 62.R.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare il
  motivo  per  cui  ho  presentato  questo  abrogativo,  leggendo  la
  sentenza della Corte Costituzionale dell'11 febbraio 2011.
   In  riferimento  all'articolo 1, del  comma  16,  legge  regionale
  Campania,    n.   2   del   2010,   ne   dichiara   l'illegittimità
  costituzionale.
   Il  riferimento a quella legge parlava del rilancio  dell'economia
  delle zone montane e dei territori compresi nei parchi mediante  il
  turismo cinofilo e cinoturismo, addestramento e allenamento di cani
  da  caccia e alle conseguenze verifiche zootecniche, per terapie al
  soccorso.
   La  disposizione si parrebbe in contrasto con la normativa statale
  del  settore rappresentata dalla legge 6 dicembre 91, n. 394, legge
  quadro  sulle aree protette che all'art. 11 prevede che ogni  parco
  nel  rispetto delle proprie caratteristiche attraverso  il  proprio
  Regolamento disciplini l'esercizio delle attività consentite  entro
  il  territorio  di  competenza imponendo tuttavia  al  comma  3  il
  divieto  di  tutte le attività e le opere che possono compromettere
  la  salvaguardia  del paesaggio e degli ambienti naturali  tutelati
  con  particolare  riguarda  alla  flora  e  la  fauna  protetta   e
  rispettivi habitat.
   Tra  tali attività rientra sicuramente l'addestramento cani atteso
  che  come affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza 350 del
  91  nessun  dubbio  può  sussistere  né  in  ordine  al  fatto  che
  addestramento dei cani in quanto attività strumentale all'esercizio
  venatorio  debba  ricondursi  alla  materia  della  caccia   e   di
  conseguenza costituisce attività assolutamente vietata  nelle  aree
  protette.  Conclusivamente  la norma regionale  in  esame  dettando
  disposizione  difforme  dalla normativa  nazionale  afferente  alla
  materia della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e della tutela
  della  concorrenza  di cui all'art. 117 con la quale  lo  Stato  ha
  competenza   esclusiva   è   costituzionalmente   illegittima   per
  violazione della suddetta disposizioni costituzionali.

   PRESIDENTE.  Non  apriamo  una questione ulteriore,  io  ringrazio
  intanto  l'onorevole  Palmeri,  no votiamo,  ringrazio  l'onorevole
  Palmeri  perché  mi  sta facendo un'eccezione pregiudiziale,  posso
  dire, apposto in questi termini sulla costituzionalità della norma,
  citando espressamente una sentenza, non possiamo ora aprire ora  un
  dibattito se è costituzionalmente o meno, se gentilmente me  la  fa
  avere  la  facciamo  verificare se fosse incostituzionale,  mi  sta
  dicendo che è incostituzionale l'attività cinofila all'interno  dei
  parchi e delle riserve.

   CLEMENTE. Ha detto cose diverse.

   PRESIDENTE.  Come ha detto cose diverse? No, è inutile,  ringrazio
  della  buona  volontà  tutti  voi,  ma  se  c'è  un  principio   di
  incostituzionalità che l'ha sollevata in via pregiudiziale anche se
  non formalmente io ringrazio l'onorevole Palmeri, me la fa avere la
  facciamo  consultare in questo momento perché se è incostituzionale
  è incostituzionale e poi la trattiamo.

   PALMERI.  Vorrei  concludere  solo  che  l'anno  scorso  è   stato
  presentato  lo  stesso  articolo identico  ed  è  stato  stralciato
  proprio per questa ragione.

   PRESIDENTE. Non possiamo trattare l'articolo 62 per le ragione già
  illustrate  dall'onorevole  Palmeri, è stralciato  l'art.  62,  non
  viene trattato per evidente incostituzionalità, e la prossima volta
  evitiamo però, onorevole Clemente

   CLEMENTE. Presidente, ma che significa?

     PRESIDENTE.  Perché ora giustamente mi si dice  c'era  stato  un
  tentativo  in  Commissione,  già la  volta  precedente  gli  Uffici
  l'avevano  stralciata, aiutiamoci. A questo proposito  gradirei  un
  minino di attenzione da parte dell'Aula, noi dobbiamo andare avanti
  con  i  lavori, ieri ci sono stati due votazioni, andiamo al dunque
  dei problemi che sono in campo, le due votazioni riguardano sia  la
  soppressione  dell'articolo 11 che riguarda le somme  per  l'Unione
  dei  Comuni  e  c'è un voto d'Aula che prevede la  soppressione  di
  quell'articolo,  sia la vicenda Coires, sulla quale  c'è  stato  un
  equivoco ma il voto d'Aula comunque è stato dichiarato e il voto  è
  quello.
   Sulla  base  della  prassi, qualche vota  si  è  tentato,  se  c'è
  l'unanimità  dell'Aula,  90  parlamentari  su  90  o  comunque  sui
  presenti,  io sono disponibile a rimettere in votazione sulla  base
  regolamentare le due norme, chiaramente separatamente, non  lo  sto
  facendo  in  questo  momento  ma è chiaro  che  voglio  l'unanimità
  dell'Aula  altrimenti  non  posso  mettere  in  votazione  l'una  o
  l'altra, quindi quando chiamerò l'una norma, non apriremo dibattito
  sul si o sul no, quindi sta alla maturità dei singoli componenti  e
  di  tutti  coloro  che  tengono  a  questa  norma,  avviare  quella
  sensibilità con l'interlocuzione con gli altri deputati per  vedere
  di trovare un momento di sintesi per stare nell'ambito della prassi
  parlamentare.
   Lo  faremo tra un po' per dare la possibilità a ciascuno di voi di
  trattare la questione.

   CLEMENTE. Volevo una relazione rispetto all'emendamento proposto.

   PRESIDENTE.   Una   volta   che  si   dichiara   inammissibile   è
  inammissibile, punto.

   CLEMENTE. E chi lo dichiara inammissibile?

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile io perché è evidente  che  è
  inammissibile.

   CLEMENTE.  Dopo ampia discussione in Commissione Bilancio,  questa
  norma  è  stata  approvata, io vorrei per favore una  relazione  da
  parte  degli uffici in cui mi si dimostri questa incostituzionalità
  a  cui si riferisce la collega perché non è possibile che io arrivo
  qua con una legge regionale che è diversa da quella della Sicilia e
  si  adducano  problemi  di  incostituzionalità,  quindi  se  me  li
  dimostrate signor Presidente io gliene sarei grato.

   PRESIDENTE.  Assolutamente,  dopo che approveremo  la  Finanziaria
  avremo modo di interloquire. Ormai è stata stralciata

   CLEMENTE. L'ha stralciata lei? Lei non può stralciarla.

   PRESIDENTE. Come non posso stralciare  In II  Commissione è  stato
  dato ampio mandato, abbiamo detto andiamo in Aula sulla basa di una
  sintesi che c'è, se mi viene fatta una eccezione di pregiudizialità
  io in questo momento ho il dovere di esaminarla, è stata esaminata,
  glielo  assicuro, e siccome ci sono precedenti di questa  Aula  che
  hanno   previsto  lo  stralcio,  è  inutile  che  andiamo   avanti,
  l'attività  cinofila  all'interno di aree  vincolate  di  parchi  e
  riserve  non  si  può  fare, è un principio  costituzionale  e  non
  c'entra la questione se la Campania o il Trentino Alto Adige, è  un
  principio costituzionale e la Costituzione vale in tutta Italia. Se
  dobbiamo  andare avanti e ognuno di voi si innamora  delle  proprie
  idee non possiamo andare avanti
   Si riprende l'esame dell'articolo 59.
   C'è un emendamento di riscrittura del Governo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Assessore  Croce,  un  chiarimento. Avevo  presentato,  Presidente,
  sulla  vecchia formulazione dell'articolo 50, dopo le parole  negli
  specchi  acquei   anche   dei  laghi .  Voglio  avere  la  certezza
  dall'assessore che è compreso qui anche quando parliamo di  specchi
  acquei che ci riferiamo anche a quelli dei laghi.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Si è così.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura  59.6.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:

          Modifiche e integrazioni di norme in materia di beni
                              culturali.

                                Art. 63
        Azioni di miglioramento della valorizzazione, fruizione
                       e tutela dei luoghi della
        cultura. Modifiche alla legge regionale 27 aprile 1999,
                                 n. 10

       1.  Entro  il  30 novembre di ogni anno,  a  valere  per
     l'anno  successivo, è approvato con decreto dell'Assessore
     regionale   per   i  beni  culturali  e   per   l'identità
     siciliana,  sentito l'Assessorato regionale  del  turismo,
     dello   sport  e  dello  spettacolo  e  le  organizzazioni
     sindacali,  il calendario della fruizione e degli  accessi
     ai luoghi della cultura regionali.

       2.     In     considerazione    dell'importanza    della
     valorizzazione  del patrimonio culturale per  lo  sviluppo
     economico  regionale, il calendario  di  cui  al  comma  1
     assume  come obiettivo prioritario la più ampia estensione
     dei  periodi  di  apertura dei siti e  dei  musei,  tenuto
     conto   delle  iniziative  programmate,  dei   flussi   di
     visitatori e delle risorse disponibili.

       3.  Nelle  more dell'applicazione delle disposizioni  di
     cui  all'articolo  51,  comma 29, l'Assessorato  regionale
     dei  beni  culturali  e dell'identità siciliana  può  fare
     ricorso,   in   via   provvisoria  e  limitatamente   alla
     pianificazione  annuale  delle  aperture  dell'anno  2015,
     alle  procedure di cui all'articolo 40, comma 3  ter,  del
     decreto legislativo 30 aprile 2001, n. 165.

       4.  Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale  27
     aprile   1999,  n.  10,  come  modificato  dal  comma   32
     dell'articolo 127 della legge regionale 28 dicembre  2004,
     n.  127,  sono soppresse le parole  direttamente   e   con
     cadenza  trimestrale ;  al secondo  periodo  del  medesimo
     comma 1 sono soppresse le parole da  in occasione  a   più
     enti .

       5.   Dopo  il  comma  1  dell'articolo  7  della   legge
     regionale  27  aprile 1999, n. 10 è aggiunto  il  seguente
     comma:

          l bis. Il versamento è effettuato in forma anticipata
     nella  misura  dell'80 percento calcolata  sugli  introiti
     dell'anno  precedente, previa definizione degli interventi
     e  progetti da realizzare. La restante quota sarà  erogata
     a seguito di rendicontazione delle spese effettuate. .

       6.  Per l'esercizio finanziario 2015 il 10 percento  dei
     proventi  derivanti dai biglietti di ingresso e servizi  a
     pagamento  che  affluiscono ai bilanci dei parchi  di  cui
     alla  legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 è versato  in
     entrata  al  bilancio della Regione a titolo  di  concorso
     alle spese del personale dei parchi.

       7.   Al   fine  di  dare  attuazione  alle  disposizioni
     contenute  nel  titolo secondo del decreto legislativo  22
     gennaio  2004,  n.  42, con decreto dell'Assessore  per  i
     beni culturali e l'identità siciliana sono individuate  le
     forme  di  coinvolgimento dei privati nella conservazione,
     valorizzazione e gestione dei beni culturali nel  rispetto
     dei    principi   di   trasparenza,   evidenza   pubblica,
     imparzialità,  economicità e massima  semplificazione.  Le
     erogazioni  liberali effettuate a sostegno  della  cultura
     sono  introitate  in  apposito  capitolo  di  bilancio   e
     assegnate  all'Assessorato regionale dei beni culturali  e
     dell'identità siciliana.

       8.  Al  fine  di introdurre nuove modalità di  fruizione
     dei  beni culturali e nuove conseguenti configurazioni dei
     prezzi  di  accesso  ai musei ed ai  siti  della  cultura,
     comitato  di  cui all'articolo 9 della legge regionale  27
     aprile  1999,  n.  10  può essere  integrato  fino  a  due
     esperti in economia dei beni culturali, e in economia  del
     turismo,  designati dall'Assessore regionale  per  i  beni
     culturali e l'identità siciliana, senza diritto di voto  e
     con  funzioni  di supporto, approfondimento e  consultive.
     La partecipazione degli esperti è a titolo gratuito.

       9.  Il  Dipartimento  regionale  dei  beni  culturali  e
     dell'identità   siciliana   è  autorizzato   a   stipulare
     convenzioni con le fondazioni di cui alla legge  regionale
     13  luglio  1995,  n.  51  per la  fruizione  di  attività
     espositive  negli  istituti e  luoghi  della  cultura.  La
     convenzione  può prevedere l'istituzione di  un  biglietto
     unico   integrato  e  la  percentuale  di  riparto   sulla
     maggiorazione. Il Dipartimento è, altresì,  autorizzato  a
     stipulare  con Enti in possesso di personalità  giuridica,
     aventi  sede  in  Sicilia,  convenzioni  finalizzate  alla
     valorizzazione   e  fruizione  del  patrimonio   librario,
     archivistico,   storico  e  documentario   di   rispettiva
     pertinenza,  da  realizzarsi tramite i  rispetti  archivi,
     biblioteche  o Centri per il catalogo e per  il  restauro,
     prevedendo  accordi  di  collaborazione  sull'utilizzo  di
     personale in dotazione, senza oneri a carico del  bilancio
     regionale.

   L'emendamento soppressivo a firma Alongi è ritirato.

   Si passa all'emendamento 63.6, a firma Zafarana.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Prima
  di  entrare nel merito dell'emendamento, una notazione sul  metodo.
  Quello che è impossibile che si verifichi in una finanziaria è  che
  si  parli  veramente di tutto e del contrario di tutto, nottetempo,
  alle  00.47.  In questo articolo, che è esattamente l'articolo  63,
  passiamo   dall'accesso  alla  contrattazione   integrativa,   alla
  modificazione di come gestire gli introiti dei parchi archeologici,
  a come applicare il decreto Francescini sulle erogazioni liberali e
  sulla  partecipazione dei privati alla sponsorizzazione dei  nostri
  beni  archeologici, al co .dei biglietti d'ingresso  e  poi  ancora
  andiamo a toccare la legge sui parchi.
   Cioè  praticamente tutto il contrario di tutto, ed  effettivamente
  io  chiederei e strapperei un impegno all'assessore, se  di  questa
  materia   fu  e  si avi cchiu  come si dice in Sicilia,  dal  2  di
  maggio  se ne comincia a parlare ma in maniera seria, perché queste
  manovrine  a mosaico, strappate di qua e di là, non danno chiarezza
  e   sostanzialmente  non  palesano  comunque  una  intenzione,   un
  intendimento,  una  prospettiva, una visione  che  dovrebbe  essere
  collegata tra turismo e beni culturali, di ciò che noi veramente ne
  vogliamo dei nostri beni culturali. Perché letta così senza  capire
  quello  che  comunque l'assessorato vuole fare della fruizione  dei
  beni  culturali, sono piccoli aggiustamenti che si vanno a fare  su
  una  finanziaria del '97, modificando la legge sui parchi, un  pout
  pourri che non aiuta sinceramente.
   Quindi  i miei emendamenti vanno anche in questo senso, nel  senso
  di   capire,   soprattutto  di  bloccare   questa   tendenza   alla
  monarchizzazione del  tutto veniva messo nelle mani del  Presidente
  della  Regione .  Qualsiasi decreto, anche di competenza  dei  beni
  culturali si esautora la decisione dell'assessore per le nomine,  e
  si va a dare tutto al Presidente della Regione.
   Sinceramente ritengo che tale tipo di modifiche, a parte non avere
  fiducia  personalmente  nell'attuale  Presidente,  ma  in  generale
  qualsiasi Presidente, tutti i comitati e i consigli che attualmente
  attendono,  ce ne sono molti, di essere costituiti per  nomina  del
  Presidente della Regione, praticamente sono fermi nelle stanze  del
  palazzo qui a lato.
   Comunque,  entrando nel merito, illustro sia il 63.6 che  il  63.3
  che  vanno  sostanzialmente a modificare il  comma  5,  sono  delle
  proposte di valorizzazione dei servizi all'interno dell'Assessorato
  e  all'interno  dei  Parchi  archeologici,  perché  fanno  in  modo
  sostanzialmente  che le convenzioni che qualora  vengano  stipulate
  tra  i  comuni e i Parchi archeologici e siti archeologici, tengano
  comunque  contro delle indicazioni dei servizi che se li  riteniamo
  atti  a far questo devono comunque dare indicazioni sulla gestione,
  la conservazione e la tutela e soprattutto sul come far ricadere in
  maniera  efficace  e  proficua fino al 30 per  cento  dell'introito
  dello sbigliettamento.
   Pertanto,    è    una    volontà   di    valorizzare    l'attività
  dell'amministrazione pubblica. Il secondo emendamento il 63.3, va a
  introdurre  in un già tanto bistrattato articolo 7 della  legge  10
  del  '99  un elemento sanzionatorio. Nel senso che comune  che  non
  dovesse  ottemperare  comunque per compensazione  restituisce  alla
  Regione la cifra che viene data.
   Perché  è chiaro che se non si crea un circuito, una circuitazione
  di  dout  des  tra  il sito che ricade e il comune  su  cui  ricade
  sinceramente noi non ci stiamo.
   Pertanto, sono emendamenti di correzione e di miglioramento.

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana,
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana,
  preciso  una  procedura  che già sono dette  dentro  la  norma,  si
  possono   anche   accettare   perché  precisano   un   procedimento
  amministrativo,  ma  di  fatto  il  contenuto  sostanziale   rimane
  identico.
   Quindi  si  possono anche accettare, appunto, soltanto  da  questo
  punto  di  vista.  Il  parere  del Governo  è  favorevole  sia  per
  l'emendamento 63.6, sial al 63.3

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emdmanto 63.6.  Il  parere  del
  Governo?

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.   Presidente  della  Commissione  bilancio  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo  che  al
  punto  6,  per l'esercizio finanziario del 2015 il 10 percento  dei
  proventi,  considerato  la  difficoltà economica  che  oggi  vivono
  soprattutto  le  aree  archeologiche e i musei  con   problematiche
  serie  nel pagamento degli straordinari ai dipendenti per tenere  i
  siti  aperti  anche la domenica e nei giorni festivi. Proporrei  se
  questo 10 per cento può essere aumentato al 20 per cento ed in  più
  devo  dire, invece, per quanto riguarda il punto 8, che l'Assessore
  può  designare gli esperti per i beni culturali a titolo  gratuito,
  non è necessario essere autorizzati con leggi.
   A titolo gratuito, ritengo, può nominarne quanti ne vuole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emdmanto 63.6.  Il  parere  del
  Governo?

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.   Presidente  della  Commissione  bilancio  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 63.3. Il parere del Governo?

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.   Presidente  della  Commissione  bilancio  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 63.4. Il  parere  del
  Governo?

   PURPURA.  Assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.   Presidente  della  Commissione  bilancio  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Col parere contrario della Commissione e del  Governo
  lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Aggiungere è diverso, perché io voglio fare in  modo  che
  l'assessore per i beni culturali abbia maggiori risorse da dare  ai
  parchi  perché  le risorse vengono da lì, mentre così  come  veniva
  rappresentato il venti percento avveniva il contrario. Assessore mi
  sono spiegato?


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                Verifica richiedenti scrutinio segreto

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indico la verifica dei richiedenti. Dichiaro aperta  la
  verifica.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 63.2, con il parere
  contrario  del Governo e della Commissione. Chiarisco il significato
  del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          22
   Contrari            43
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 63.5 a firma dell'onorevole
  Zafarana.

   ZAFARANA. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,   assessore  per  i  beni  culturali  e  per   l'identità
  siciliana. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Col parere contrario del Governo e della  Commissione
  lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   C'è  un  emendamento  del  Governo:  All'art.  63  è  aggiunto  il
  seguente comma: l'art. 3 della legge regionale 20 luglio 2014 n. 16
  al comma 3, è sostituito dal seguente:

   Ho  una  firma  del  Governo pure. Io ho chiesto  che  mi  venisse
  controfirmato dal Governo, perché in questo momento,  arrivare  con
  emendamenti aggiuntivi non riesco a comprendere perché. Se  c'è  un
  minimo di condivisione, questo era.  Entro 90 giorni dalla data  di
  entrata  in  vigore  della  presente  legge  previo  parere   della
  competente    Commissione   legislativa,   l'Assemblea    Regionale
  Siciliana, sono definite le linee guida per il riconoscimento della
  qualifica   di   ecomuseo .  Quindi  va   bene.   E'   un'ulteriore
  sollecitazione che viene fatta al Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO SCIUTO. Il comma 6, signor Presidente,  volevo chiarire che col
  dieci per cento dei proventi si vanno a togliere gli incassi  ed  i
  parchi.  Quindi,  non è che si danno soldi ai  parchi,  si  tolgono
  soldi  ai  parchi. Faccio un esempio, se il Parco  Archeologico  di
  Agrigento  incassa  3  milioni di Euro, trecento  milioni  di  Euro
  vengono decurtati. Quindi che sia chiaro.
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 63, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                               «Art. 64
        Modifiche alla legge regionale 1 agosto 1977, n. 80 in
                              materia di
       composizione del Consiglio regionale dei beni culturali.
           Soppressione dei comitati di gestione dei Centri
                              regionali.

       1. Al fine di semplificare lo svolgimento delle funzioni
     che   si   intestano  al  Consiglio  regionale  dei   beni
     culturali   e   le  procedure  di  nomina   dei   relativi
     componenti,  il  comma  2  dell'articolo  4  della   legge
     regionale   l   agosto  1977,  n.  80,   come   modificato
     dall'articolo 29, comma 1, della legge regionale 9  agosto
     2002,  n.  9,  e dall'articolo 127, comma 5,  della  legge
     regionale  28  dicembre  2004, n.  17,  è  sostituito  dal
     seguente:

       "2.  La  composizione, nel numero  massimo  di  quindici
     membri,  è  stabilita  con decreto  del  Presidente  della
     Regione, su proposta dell'Assessore regionale per  i  beni
     culturali  e l'identità siciliana, previo parere  della  V
     Commissione  cultura,  formazione e lavoro  dell'Assemblea
     regionale  siciliana e previa deliberazione  della  Giunta
     regionale.".

       2. Al primo alinea del primo comma dell'articolo 6 della
     legge  regionale  l agosto 1977, n. 80 sono  soppresse  le
     parole  da   elabora  a  presente legge  e sostituite  con
      fornisce indicazioni sul .

       3.  Nelle  more  di  una revisione  della  normativa  di
     settore,  alla data dell'entrata in vigore della  presente
     legge,  sono  soppressi  i Comitati  di  gestione  di  cui
     all'articolo  10 della legge regionale 1 agosto  1977,  n.
     80,  e  successive modifiche e integrazioni.  Le  relative
     funzioni  sono  assegnate ad un Commissario  straordinario
     nominato  dall'Assessore regionale per i beni culturali  e
     l'identità  siciliana,  senza alcun  onere  a  carico  del
     bilancio della Regione».

   Comunico che sono stati presentati due emendamenti soppressivi il
  64.1 a firma Alongi che ritira e il 64.2 a firma Zafarana. Lo
  ritira?

   ZAFARANA.  Lo  ritiro ma solo perché, diciamo,  in  Commissione  è
  passata  comunque  previo parere della V Commissione  Cultura.  Nel
  senso  che,  comunque, non è stato ben esplicitato il perché  debba
  essere  - ribadisco - il Presidente della Regione a occuparsi  pure
  della  composizione  del Consiglio regionale  dei  beni  culturali.
  Comunque,  anche  perché,  appunto,  finora  era  stata   in   capo
  all'Assessore. Quanto meno c'è il vaglio della Commissione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Allora pongo in  votazione
  l'articolo  64. Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.

                               «Art. 65
        Modifica alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 in
            materia di composizione del Consiglio del Parco
          archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi

       1.   Al  fine  di  introdurre  i  necessari  adeguamenti
     normativi   in  materia  di  riduzione  del  costo   degli
     apparati  amministrativi, in conformità di quanto previsto
     dalla  legge 30 luglio 2010, n. 122, articolo 6, comma  5,
     come  richiamata dal comma 3, dell'articolo 22 del decreto
     legge  6  dicembre 2011, n. 201, convertito con  legge  22
     dicembre  2011, n. 214, il comma 1 dell'articolo  8  della
     legge  regionale 3 novembre 2000, n. 20, è sostituito  dal
     seguente:

        1.  La composizione del Consiglio del Parco, nel numero
     massimo  di  cinque membri, è stabilita  con  decreto  del
     Presidente   della  Regione,  su  proposta  dell'Assessore
     regionale  per  i  beni culturali e l'identità  siciliana,
     previa deliberazione della Giunta regionale. .

       2. All'articolo 7, comma 1, lettera c) e all'articolo 12
     della  legge regionale 3 novembre 2000, n. 20,  le  parole
      Collegio  dei  revisori   sono sostituite  con   Revisore
     legale .

       3.   Il  secondo  comma  dell'articolo  12  della  legge
     regionale  3  novembre  2000,  n.  20,  è  sostituito  dal
     seguente:

        2.  Il Revisore legale è nominato, per la durata di tre
     anni,   fra   dipendenti  inclusi  nei  ruoli   regionali,
     iscritti  nel  registro  dei revisori  legali  di  cui  al
     decreto  legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.  Al  Revisore
     legale,  è corrisposto per ogni seduta il solo trattamento
     di   missione,   se   dovuto,  a   norma   delle   vigenti
     disposizioni. .

       4.  Al comma 6 dell'articolo 8, della legge regionale  3
     novembre  2000,  n.  20,  sono  soppresse  le  parole   da
      nonché  a  pubblica istruzione ?».

   Abbiamo due emendamenti soppressivi, il 65.2 degli onorevoli
  D'Asero, Alongi ed altri e il 65.3 degli onorevoli Ruggirello ed
  altri.

   ALONGI. Ritiro l'emendamento 65.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   RUGGIRELLO. Ritiro l'emendamento 65.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 65.1 a firma Cracolici e Gucciardi. Lo
  ritira?

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge istitutiva
  del  parco  archeologico, sebbene oggi il  Consiglio  del  parco  è
  commissariato, prevedeva la partecipazione nel Consiglio del  parco
  archeologico del Sindaco. Scusate, la composizione del  parco,  non
  ho letto gli emendamenti presentati dai colleghi ma ritengo che sia
  necessaria  anche per dare la giusta rappresentanza al  territorio,
  perché  la legge istitutiva del parco archeologico, e all'epoca  il
  sottoscritto  era il presidente della Commissione  beni  culturali,
  aveva  di  fatto  la  partecipazione  non  solo  del  Sindaco,  del
  presidente   della  camera  di  commercio,  del  presidente   della
  Provincia ma anche delle associazioni e dei professori universitari
  interessati. Quindi, ritengo che tra questi 5 componenti  che  deve
  indicare  il  presidente  della Regione su  proposta  della  giunta
  regionale,  bisogna  poter  dare anche alcuni  connotati  che  sono
  propri del territorio.

   PRESIDENTE.  Sì, però ci dobbiamo intendere ancora  sul  percorso.
  Quello  che  lei  dice  può essere corretto o meno,  comunque  deve
  essere  tradotto  eventualmente in subemendamenti da  collegare  ad
  emendamenti.  Non  stiamo  alle  dichiarazioni  di  principio  così
  evitiamo tante discussioni e andiamo a votare.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   far
  risparmiare tempo al collega Cimino perché c'è il recepimento della
  legge  n.  201  che  impone  il fatto che Consigli,  Comitati,  non
  possano superare un numero da 3 a 5 componenti.
   Pertanto, la riduzione del Consiglio del parco si impone di fatto,
  cioè  non  è  che  stiamo andando a modificare chissà  che,  stiamo
  andando a recepire il decreto Monti. L'emendamento, il 65.8 è fatto
  in  modo  tale che non si comprima l'individuazione dei  criteri  e
  delle   figure,  come  dicevo  precedentemente,  perché  l'articolo
  presentato  in Commissione prevedeva, appunto, la nomina  da  parte
  del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale e
  previa deliberazione della Giunta regionale.
   Pertanto, noi con questo emendamento manteniamo quella che  è  una
  rappresentanza sul territorio, come diceva giustamente il  collega,
  manteniamo  il  Sindaco,  manteniamo  il  sovrintendente  dei  beni
  culturali  e,  inoltre, una scelta tra esperti  che  siano  appunto
  competenti  nel settore della tutela, salvaguardia, valorizzazione,
  divulgazione, studi e ricerca, chiaramente della Valle  dei  templi
  perché  stiamo  parlando del Titolo I della legge 20/2000  pertanto
  della  legge relativa al parco archeologico della Valle dei Templi,
  pertanto, questa potrebbe essere la soluzione intermedia e ci viene
  sostanzialmente imposta dal Governo nazionale, non si può derogare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  io  rapidamente.   Ho   ritirato
  l'emendamento perché l'assessore mi ha fatto notare che la  collega
  Zafarana aveva presentato un emendamento.
   Io  avevo presentato un emendamento che tra l'altro non è il  mio,
  ma è stato approvato dalla commissione ed è stato su iniziativa dei
  deputati  della commissione, in particolare l'onorevole  Panepinto,
  Siragusa  ed altri. Il punto era questo: io credo che sia  corretto
  che  si  riducano i componenti del consiglio del parco a  5  e  sia
  corretto che 3 dei 5 siano degli esperti.
   L'unica differenza è che mentre io indicavo gli esperti in maniera
  generica,  in capo all'assessore, l'assessore preferisce  tipizzare
  gli esperti.
   Secondo  me  riduce i margini valutativi, però, se  l'assessore  è
  contento non sarò certo io a mettermi contro. Io credo che comunque
  il territorio c'è perché c'è il sindaco e il sovrintendente ai beni
  culturali del territorio competente.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,  onorevole  Presidente,  onorevole  assessore  ai  beni
  culturali,  ritengo  che  così  come avevamo  detto  informalmente,
  riprendendo  anche  per  il  ritiro dell'emendamento  a  firma  del
  capogruppo del PD Cracolici, con la logica di 3 esperti che abbiano
  quelle qualifiche necessarie.
   La  rappresentanza del territorio, sono d'accordo con  l'onorevole
  Cimino  sul  fatto serve il sindaco di Agrigento che, fra  l'altro,
  dobbiamo  ancora eleggere e probabilmente valutare se  inserire  il
  presidente dell'istituendo libero consorzio. Però, gradirei che  lo
  facessimo subito perché altrimenti rischiamo che qualcuno  dubiterà
  che   dobbiamo   nominare  subito,  qualcuno   del   consiglio   di
  amministrazione.

   PRESIDENTE.  Scusate,  se  ragioniamo sull'emendamento  presentato
  dall'onorevole Zafarana, forse ci sono le risposte  che  ognuno  di
  voi si sta dando.

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente,  do  la spiegazione del  perché  il  Governo  è
  favorevole  alla proposta di composizione, perché  nella  norma  va
  distinta  la  composizione e la costituzione. La scelta  che  si  è
  fatta   è   di  definire  fin  dall'inizio  l'insieme  dei  profili
  professionali  e  istituzionali  che  devono  comporre  il   parco.
  L'attenzione   viene  posta  alle  tematiche  della  valorizzazione
  piuttosto   che  della  conservazione,  ecco  perché   ho   chiesto
  all'onorevole  Cracolici di ritirare l'emendamento, per  cui  nella
  composizione che viene proposta dall'onorevole Zafarana è  previsto
  un  economista   della cultura e un esperto in  materia  di  tutela
  ambientale e, nello specifico, dell'area della Valle dei Templi che
  assicuri   un'attenzione   particolare   sulla   questione    della
  valorizzazione.  Per altro verso, il territorio è presente  con  il
  soprintendente e con il sindaco.
   Passiamo  da un comitato che è di 15 membri  a un comitato  di  5,
  molto professionali e molto orientati alle cose di cui questa terra
  ha  bisogno.  Quindi,  io  credo  che l'emendamento  dell'onorevole
  Zafarana   possa  essere  accolto  e  il  governo  esprime   parere
  favorevole.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cimino,   lei   sta   presentando    un
  subemendamento   all'emendamento   dell'onorevole   Zafarana.    Lo
  presenti.  Intanto,  che cosa ha aggiunto lei, quale  qualifica  ha
  aggiunto?

   MILAZZO  Giuseppe.  Chiedo il voto segreto  sull'emendamento  65.8
  dell'onorevole Zafarana e Ciancio.

   PRESIDENTE. Cosa abbiamo aggiunto, quale qualifica?
   Lo    leggo,   c'è   un   subemendamento   all'emendamento    65.8
  dell'onorevole   Zafarana,   il   subemendamento    è    presentato
  dall'onorevole  Cimino, Panepinto ed altri e prevede  l'inserimento
  della  figura  del presidente del libero consorzio e del  direttore
  del parco archeologico.
   Il parere del Governo sul subemendamento?

   PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
  rimette all'Aula
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Si
  rimette all'Aula.

   MILAZZO   Giuseppe.   Chiedo  il  voto  segreto   sull'emendamento
  dell'onorevole Zafarana..

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 65.8 dell'onorevole Zafarana  e
  Ciancio,  così  come subemendamento dall'emendamento dell'onorevole
  Cimino.

   C'è una richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Giuseppe
  Milazzo..

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiederei  agli
  Uffici di verificare quello che dicevo poc'anzi, il recepimento del
  decreto  Monti che prevede che il numero non debba essere superiore
  a  cinque persone all'interno dei comitati e dei consigli, da tre a
  cinque.
   Per  cui  mi  sembra che l'inserimento del presidente  del  libero
  consorzio sia un sesto.

   PRESIDENTE.  C'è  un  altro  subemendamento  soppressivo  che  sta
  illustrando l'onorevole Cimino, rispetto al subemendamento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, approfondendo  le
  dichiarazioni  dell'onorevole Zafarana, siccome il  presidente  del
  libero  consorzio, così come il sindaco, non hanno alcun emolumento
  dal  far  parte del consiglio del parco vanno in deroga al  decreto
  Monti.

   PRESIDENTE:  No,  non  possiamo improvvisare  in  questo  momento,
  allora avendo ammesso per errore materiale questa Presidenza  -  mi
  assumo la responsabilità - il subemendamento perché ha inserito  un
  presidente  del  consorzio che a tutt'oggi non esiste,  quindi,  lo
  diamo  come non approvato, un presidente del consorzio non  esiste,
  esistono i commissari.
   Allora  si  vota l'emendamento 65.8 dell'onorevole Zafarana  senza
  alcun subemendamento.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo è stato favorevole.
   Si passa alla verifica dei richiedenti del voto segreto.
   La  richiesta  è  appoggiata. Bene, i richiedenti ci  sono:  dieci
  persone la sostengono, onorevole Milazzo.
   Allora,  chi vota a favore dell'emendamento vota verde,  chi  vota
  contro vota rosso, chi si astiene vota bianco.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.8.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 65.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          42
   Contrari            23
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Lei  è stato, clamorosamente, bocciato onorevole Milazzo Giuseppe.
  Si  passa all'emendamento 65.5 a firma dell'onorevole Zafarana.  Lo
  mantiene o lo ritira? E' precluso, mi scusi.
   Si  passa  all'emendamento 65.6. Anche questo è  precluso.  Quelli
  precedenti sono preclusi dalla votazione positiva dell'emendamento.
   Si  passa  all'emendamento 65.4, I parte, a firma degli  onorevoli
  Gucciardi ed altri..

   GUCCIARDI. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  65.4, II parte, a firma degli onorevoli Gucciardi ed altri.

   GUCCIARDI. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  65.7  a  firma dell'onorevole Zafarana ed altri:  Al comma  3  -  2
  sopprimere le parole da  Al revisore  fino a  disposizioni' .

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  65.4, III parte, dell'onorevole Gucciardi ed altri.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 65, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

        (E' approvato)

   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura

                               «Art. 66
             Servizi per l'Impiego. Definizione e finalità

       1.  La Regione siciliana garantisce i livelli essenziali
     delle  prestazioni  in  materia di  lavoro  in  regime  di
     cooperazione  attraverso la rete dei Centri per  l'impiego
     e  dei  soggetti pubblici e privati accreditati  ai  sensi
     dell'articolo  7  del  decreto  legislativo  10  settembre
     2003, n. 276».

   Il  Governo  ha  reinserito una norma che era stata cassata  dalla
  Commissione Bilancio. Proceduralmente si può fare, però  adesso  si
  pronuncerà l'Aula. Intanto, abbiamo l'emendamento

   ALONGI. Ritiro l'emendamento 66.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  66.2  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   CARUSO,  Assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  Assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, la norma non è stata più presentata  in
  Commissione  soltanto  per un corto circuito organizzativo.  Non  è
  stata, assolutamente, cassata nel merito. L'intervento, in oggetto,
  riguarda  la  cosiddetta  dote lavoro', contratto di ricollocazione
  che  è  uno  degli interventi più qualificanti in tema di  politica
  attiva del lavoro e funziona, molto semplicemente, in questo  modo:
  l'inoccupato  o il disoccupato viene preso in carico da  un'agenzia
  per  il  lavoro  sulla  base  di un contratto  fra  il  centro  per
  l'impiego o l'agenzia e lo stesso inoccupato, e l'inoccupato  viene
  accompagnato  verso una posizione di nuova occupazione  attraverso,
  anche, misure di riqualificazione e di orientamento.
   La   dote,  che  verrà  corrisposta  all'agenzia,  è  soltanto  al
  risultato.  Il meccanismo richiama una delle riforme più importanti
  contenute  nel  Jobs act , il decreto n. 23 del 2014, e in  Sicilia
  viene  adattato e viene articolato attraverso una serie, anche,  di
  misure specificative che verranno emanate con un successivo decreto
  che   riguardano  la  profilatura  del  soggetto.  Cioè,  ma   sarà
  proporzionata  al  grado  di  difficoltà  del  soggetto  di  essere
  inserito  nel  mondo del lavoro e alla tipologia di  contratto  che
  verrà offerta al lavoratore.
   Uno degli elementi che qualifica questa finanziaria in termini  di
  sviluppo,   per  cui  abbiamo  ritenuto  insistere,   malgrado   il
  cortocircuito organizzativo di cui mi scuso davanti al  Parlamento,
  perché  credo  che  sia uno degli elementi più  qualificanti  della
  riforma finanziaria, oggetto della vostra approvazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'era   un
  emendamento  in  Commissione che, chiaramente,  per  effetto  della
  bocciatura di questo articolo non è stato valutato neanche.
   L'ho  riproposto, però, non avendo la possibilità di  agganciarlo,
  lo  avevo  inserito fra gli aggiuntivi. Volevo capire se  c'era  la
  disponibilità  da  parte dell'assessore e glielo volevo  illustrare
  brevemente.
   L'intervento, questo intervento, chiaramente è per la creazione di
  nuovi posti di lavoro, cioè nella speranza di creare nuovi posti di
  lavoro, non dobbiamo dimenticarci però che nel momento in cui siamo
  dobbiamo anche salvaguardare i posti di lavoro esistenti.
   Una   buona  logica  potrebbe  essere  quella  dei  contratti   di
  solidarietà che stanno avendo applicazione a livello regionale, già
  in Lombardia e anche in altre regioni con dei buoni risultati.
   Quello che le chiedo è se può analizzare questo emendamento  è  se
  nella  cifra  dei  15 milioni di euro, può destinare  tre,  quattro
  milioni  di  euro  ai contratti di solidarietà,  lasciando  poi  la
  rimanente somma sui contratti di ricollocazione.
   Le chiedo solo se lo può visionare per capire se lo può apprezzare
  in  qualche modo, perché potrebbe essere una cosa interessante.  E'
  la salvaguardia dei posti di lavoro nelle aziende che hanno meno di
  15 dipendenti e che, quindi, non hanno salvaguardia occupazionali e
  che,  in  qualche  modo, grazie ai contratti  di  solidarietà,  non
  vengono  messi in cassa integrazione, ma rimangono all'interno  del
  ciclo  produttivo  perché,  in  questo  modo,  grazie  a  riduzione
  dell'orario  di  lavoro  e  quant'altro  non  vanno  a  finire  nel
  cosiddetto mercato dei cassintegrati.

   CARUSO,  Assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente,  guarderò con attenzione, per quel  che
  mi  consta,  per  le  mie  conoscenze personali,  il  contratto  di
  solidarietà è regolamentato a livello nazionale.

   CANCELLERI. E' questo è in aggiunta.

   CARUSO,  Assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  E'  in  aggiunta  ma soltanto  sulle  risorse,  perchè  il
  contratto  di  solidarietà è ordinamento  civile,  non  può  essere
  oggetto di regolamentazione autonoma.

   RAIA. Non rientra nel suo.

   CANCELLERI. Non è così. L'emendamento non lo ha neanche  letto  ma
  già  sa  che  è così. Siete talmente pieni di voi che non  riuscite
  neanche ad ascoltare

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Oltretutto, onorevole, le risorse sono le risorse Pac  che
  sono già riprogrammate non possono essere redistribuite su un'altra
  misura.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, non  voglio
  entrare  nel merito della questione patti, contratti di solidarietà
  e  altro.  Onorevole Giuseppe Milazzo, noi, però, stiamo discutendo
  di   un'altra  norma  che  introduce  una  questione  di  carattere
  fortemente innovativo nella legislazione persino italiana; cioè che
  a occuparsi del lavoro per i disoccupati, per la ricerca del lavoro
  dei  disoccupati, non sono più soltanto gli uffici tradizionali  di
  collocamento  ma sul modello anglosassone, individua delle  agenzie
  convenzionate  attraverso apposite evidenze di  pubblica  selezione
  che  guadagneranno  soltanto se riescono a  trovare  lavoro  ad  un
  disoccupato.
   Le  risorse che sono qui destinate dovranno essere impinguate  per
  intenderci,  altro  che sottrarre risorse, quindi,  si  tratterebbe
  semmai, infatti, il nostro obiettivo, qual è? Non fermarci a questi
  15  milioni  di euro - come diceva correttamente l'assessore  -  ma
  cominciare ad utilizzare i fondi Pac per queste misure di lavoro.
   Poi,  se vogliamo parlare di contratti di solidarietà, non capisco
  perché  i soldi li dobbiamo togliere ad altri poveri, cioè,  voglio
  dire,  se  uno  sente il bisogno di fare una norma che  riguarda  i
  contratti  di solidarietà toglie agli sprechi, toglie a ciò  che  è
  insufficiente,  a ciò che fa spreco, ma non li toglie  laddove  noi
  abbiamo  la  necessità,  invece,  addirittura,  di  mettere   altre
  risorse.

   CANCELLERI.  Presidente,  le  dico una  cosa:  possiamo  chiudere,
  ritiro la proposta. È stucchevole.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Perfetto, per cui dico  magari
  in fase di variazione di bilancio, onorevole

   CANCELLERI. Vada avanti, non prendiamoci in giro, è stucchevole

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ma non è una  norma  cattiva.
  Cioè,  per forza ve ne deve essere un'altra? Se lei mi dice che  la
  norma è cattiva....

   CANCELLERI. Guardi che lei a me questi giochetti non li deve fare.
  Io  non  ho detto che la norma è cattiva, ho detto di prenderla  in
  esame. Chiudiamo la discussione perché è stucchevole

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma perché non prende  i  soldi
  dagli  sprechi invece di toglierli ai poveri? Lei prende ai  poveri
  per darli ad altri poveri.

                           (brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  L'onorevole Cancelleri ha ritirato la  proposta.  Non
  c'è motivo di alterarsi.
   Siamo all'emendamento 66.2.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta,  assessori,  volevo  anche  chiarire  del  perché  si  ci
  infervora così tanto: proprio perché stiamo parlando di misure  per
  i  poveri, come li chiama lei , Presidente Crocetta, per  tutte  le
  persone che hanno problemi di reddito e di sostentamento in  questa
  Sicilia,  o  di accesso al lavoro che non sono soltanto determinati
  bacini  già bene individuati e qualificati ma sono molti di  più  e
  sono tutti quelli che con le valigie in mano hanno la mia fascia di
  età  se  ne  vanno, ed io ho persone tutte fuori,  va  bene,  fuori
  dall'Italia e fuori dall'Europa.
   Noi  del  Movimento  Cinque Stelle si prova a  fare  delle  misure
  concrete, reali già esistenti sul territorio siciliano ma  comunque
  entro  nel merito, Presidente, allora il concetto è questo: siccome
  anche   dalla  vostra  relazione  al  Gov  2  che  avete   allegato
  all'emendamento  con cui avete completato questa  matassa  infinita
  della Finanziaria 2015 che ce la portiamo dietro da dicembre, avete
  detto  che  la ricaduta dei contratti di ricollocazione sarà  3.400
  persone che sono il nulla.
   Per  carità, dico, a fronte di niente la facciamo comunque,  però,
  il  concetto  è  questo  che  l'emendamento  presentato  già  in  V
  Commissione  dal  mio collega Cancelleri è stato, con  la  medesima
  superficialità  con cui è stato affrontato qua, è stato  affrontato
  anche  nella  Commissione Lavoro, quindi poniamoci un problema   di
  democrazia  e  poniamoci anche un problema di dialogo sui  problemi
  seri,  poi  faccio  una domanda ed esco da questa questione  perché
  tanto l'argomento è concluso.
   All'assessore  Caruso vorrei chiedere, dal momento  che  il  bando
  per  l'individuazione  degli operatori accreditati  sul  territorio
  regionale,  questo  bando l'avete bandito pochi  giorni  fa,  si  è
  concluso  o  forse si deve ancora concludere, noi come facciamo  ad
  individuare  gli operatori accreditati già per legge se attualmente
  ancora non esistono e non li avete accreditati.
   Per   favore,  abbiamo  avuto  molta  attenzione  su   tutti   gli
  emendamenti  che vi interessavano personalmente, ora se  permettete
  su  misure che spero possano essere di carattere generale anche  io
  voglio il mio tempo, mi dispiace per voi, è l'una e trenta,  ma  ci
  siamo  arrivati  insieme. Allora perché c'è questa distinzione  tra
  gli operatori accreditati e poi invece alla misura successiva che è
  quella  relativa alla fuoriuscita del bacino Pip emergenza  Palermo
  noi abbiamo invece una selezione per bando pubblico?
   Pertanto, mi piacerebbe che si chiarisse questo aspetto perché non
  ci  è  stato chiarito e si mettesse a verbale, e soprattutto chiedo
  una  terza cosa, la determinazione della spesa all'interno del  POR
  Sicilia FSE 1420 che in questo momento è indefinito e indeterminato
  e  se  stiamo parlando comunque di una determinazione di  spesa  mi
  sembra una  promessa, allora facciamola quando entreremo nel merito
  della  programmazione  14.20 perché se è  un  impegno  deve  essere
  mantenuto. Altra cosa, dal momento che questa è un'applicazione del
  Jobs  Act  e il Jobs Act all'articolo 17 del 181, mi pare,  prevede
  che  il  voucher  venga  dato al soggetto lavoratore  direttamente,
  mentre   noi   qua  lo  facciamo  passare  attraverso   l'operatore
  accreditato, volevo chiariti questi passaggi e anche il  fatto  che
  ci stiamo discostando dalla norma nazionale.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, lo dico
  al  collega Cancelleri, vorrei evitare guerre per errore perché  il
  tema  che  pone  l'onorevole Cancelleri che ha una sua  dignità  va
  affrontato  in  una  certa maniera, qua siamo in  presenza  di  una
  proposta  che  tende  ad utilizzare il Fondo  Sociale  Europeo  del
  prossimo sessennio sulla base di una misura specifica e di un  tema
  specifico  che  è  già  fissato, quindi le  risorse  che  qui  sono
  ipotizzate  non possono essere utilizzate per lo scopo  pur  nobile
  proposto dal collega Cancelleri. Quindi, siamo in presenza

   ZAFARANA. Abbiamo fatto mille programmazioni della spesa

   PANARELLO.  Non è così, collega Zafarana mi sorprende  che  si  fa
  prendere  dalla verve polemica. Siccome qua la misura e il  tema  è
  preso  dalla  programmazione  del FSE  prossimo,  naturalmente  tra
  l'altro  si  dice  previa disponibilità da parte della  Commissione
  Europea,  è  del  tutto evidente che queste risorse possono  essere
  utilizzate   per  l'occupabilità,  si  può  discutere   se   questa
  formulazione è la più efficace o meno, ma certamente non può essere
  utilizzata  per le finalità della proposta del collega  Cancelleri,
  quindi   si  deve  giudicare  in  rapporto  all'ambito  nel   quale
  l'Assessorato  si è trovato a dovere intervenire  e  credo  che  la
  proposta dell'assessore Caruso sia, in questo senso, rispettabile e
  potenzialmente efficace.
   Sull'esito finale, né l'assessore Caruso, né nessuno di noi, né un
  mago, può stabilire quanto sarà efficace, che esito positivo ha, ma
  certamente  noi in una Regione come la nostra, abbiamo  bisogno  di
  misure che sostengono l'occupabilità, non il sostegno alla povertà,
  pur così nobile proposta dal collega Cancelleri, che è un'altra.

   CANCELLERI. Tu non conosci la proposta. Io non faccio un  sostegno
  alla povertà

   PANARELLO.  Io questo ho sentito, scusami, dalle cose  che  dicevi
  tu. Ma tu non ti sei fatto ascoltare. Comunque per me era così, poi
  se  il  collega  Cancelleri ha un'altra proposta,  che  può  essere
  utilmente apprezzata, io sono il primo ad apprezzarla, ma non credo
  che possa essere alternativa a questa proposta dell'assessore.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, può formalizzare la sua proposta
  in   atti,  come  subemendamento  all'emendamento  presentato   dal
  Governo? Così cominciamo a ragionare sugli atti e vediamo  di  fare
  votare l'Aula.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  l'emendamento  è fra gli aggiuntivi che avete voi, lo  recuperiamo.
  Fermo  restando che a me non interessa come si esprime l'Assemblea,
  perché  già ne ho sentite parecchie, volevo semplicemente in questo
  intervento dire una cosa.
   Il  collega è ignorante, nel senso che ignora, ignora le cose  che
  avvengono  nel resto dell'Italia. Perché i contratti di solidarietà
  regionali  applicati  sulla normativa  nazionale  che  ci  sono  in
  Lombardia  sono  finanziati  con i fondi  della  Comunità  Europea,
  questo  per  inciso, giusto per dire a qualcuno che ogni  tanto  si
  sente  con la  spocchia , con i capelli bianchi e un po' di forfora
  accumulata nella giacca, che non è che siccome ha qualche  anno  in
  più  di  permanenza qua dentro, questo equivale  ad  essere   cchiù
  spirtu ,  come  si dice nel gergo della strada. Perché  per  essere
   cchiù  spirti   si  deve studiare, e noi purtroppo  abbiamo  tanta
  umiltà  e  ci  mettiamo a leggere le leggi degli altri,  quando  le
  leggi degli altri sono migliori delle nostre.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Onorevole Cancelleri, non metto in dubbio le  capacità  di
  studio, di abnegazione sui testi del Movimento Cinque Stelle e  suo
  in  particolare,  io  ho  ampiamente interloquito  con  l'onorevole
  Zafarana  e  pensavo che ci eravamo chiariti. Dobbiamo  evitare  le
  tempeste  nel bicchiere d'acqua perché poi alla fine fanno  perdere
  solo tempo ed il tempo dovrebbe essere prezioso, per me è così, non
  so se per voi.
   Per  chiarire,  il contratto di solidarietà con  il  contratto  di
  ricollocazione non hanno nulla a che fare. Poi se si vuole fare  un
  discorso di travaso di risorse è un altro discorso, ma non  si  può
  mettere  in coda al contratto di ricollocazione quello  che  è  uno
  strumento, la solidarietà attiva, la solidarietà difensiva, che  ha
  altri scopi.
   Dopodiché  è  una  questione di fondi.  È  chiaro  che  a  livello
  regionale   possiamo  aggiungere  dei  fondi   sul   contratto   di
  solidarietà, per ora noi stiamo scegliendo, attraverso i fondi PAC,
  di  varare  questa misura, che è una misura di politica attiva.  La
  misura  del  contratto di solidarietà è in qualche modo  misura  di
  politica passiva, perché tende a preservare l'occupazione esistente
  attraverso uno strumento atipico di cassa integrazione.
   Il   contratto   di  solidarietà  attiva  serve  ad   incrementare
  l'occupazione,  quella è una misura di politica attiva,  attraverso
  la riduzione di orario.
   Il  contratto  di  ricollocazione ha  tutt'altro  scopo.  Serve  a
  movimentare il mercato del lavoro, ad accompagnare i disoccupati  e
  gli  inoccupati,  coloro che hanno difficoltà  a  trovare  da  soli
  lavoro  attraverso i normali strumenti, il passaparola,  il  centro
  per l'impiego vecchio tipo, eccetera, eccetera.
   Il  contratto  di  ricollocazione va finanziato. Come  lo  abbiamo
  finanziato?  Lo  abbiamo  finanziato con  i  fondi  PAC,  il  piano
  straordinario per l'occupazione, per evitare ogni equivoco  abbiamo
  inserito  un  subemendamento per eliminare  ogni  riferimento  alla
  nuova  programmazione. Ma sia chiaro che questo è uno strumento  su
  cui il Governo intende investire anche con la nuova programmazione,
  perché funzione in Europa, funzione in Olanda, funziona in Francia,
  funziona  nei  Paesi  dove  si  fanno  vere  politiche  attive.  Ha
  funzionato  in Lombardia, noi lo abbiamo mutuato dalla dote  lavoro
  del modello lombardo, per quanto riguarda il discorso delle Agenzie
  non facciamo confusione.
   Le  agenzie  che  possono attivare il contratto di  ricollocazione
  sono  le  Agenzie autorizzate ex articolo 6 della 276. Noi  abbiamo
  ampliato  la platea dei soggetti che possono utilizzare  attraverso
  il sistema di accreditamento delle APL, che non sono le agenzie per
  il  lavoro,  sono altre cose che aumentano il  numero dei  soggetti
  nel   territorio   che   possono   utilizzare   il   contratto   di
  ricollocazione.
   La questione dell'evidenza pubblica non c'entra nulla, perché è lo
  strumento  che  utilizzeremo  per  un  altro  tipo  di  intervento,
  l'intervento  sui PIP, su cui parleremo, perché le agenzie  vengono
  scelte autonomamente.

   PRESIDENTE. ringrazio l'onorevole Panepinto e l'onorevole  Maggio,
  diamo  per  letto il suo intervento lo depositerà agli  atti  della
  presidenza.
   Pongo  in  votazione il subemendamento del Governo 66.2.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento del Governo  66.2,  così  come
  subemendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo  66 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                           (Brusio in Aula)

   La seduta è sospesa per un minuto.

      (La seduta, sospesa alle ore 1.42, è ripresa alle ore 1.44)

   La seduta è ripresa.
   Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:

                               «Art. 67
           Norme in materia di riconoscimento, promozione e
                            valorizzazione
               delle associazioni di promozione sociale

   1.  La  Regione siciliana riconosce, promuove e valorizza il ruolo
  dell'associazionismo  di  promozione sociale  come  espressione  di
  partecipazione,  solidarietà, libertà e  pluralismo  nello  spirito
  della  Costituzione  dello  Stato e  dello  Statuto  regionale,  ne
  promuove lo sviluppo e favorisce il suo apporto al conseguimento di
  finalità  di  carattere  sociale, civile, educativo,  culturale  di
  ricerca  etica  e spirituale. Determina, altresì,  le  modalità  di
  partecipazione    delle   associazioni   di   promozione    sociale
  all'esercizio   delle  funzioni  regionali  di   programmazione   e
  coordinamento nei settori in cui esse operano.

   2.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro  entro  novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge, istituisce il Registro regionale delle associazioni
  di promozione sociale, disciplinandone le modalità di iscrizione  e
  cancellazione e periodica revisione.

   3.  L'iscrizione nel registro è condizione necessaria  per  potere
  stipulare  convenzioni  con  enti  pubblici  e  per  usufruire  dei
  benefici  previsti dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383 e successive
  modifiche e integrazioni.

   Comunico che all'articolo 67 ci sono due emendamenti soppressivi.

   DIGIACOMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che il Governo ha ripresentato sottoforma di emendamento
  un  articolo che era già presente nel testo governativo  e  che  la
  Commissione aveva cassato.  Questo è quello depositato,  Assessore.
  Se  lo  vuole illustrare brevemente  C'è un errore? No,  se  non  è
  depositato non lo posso trattare, Assessore.
   La seduta è sospesa per un minuto.

      (La seduta sospesa alle ore 1.45, è ripresa alle ore 1.46)

   La seduta è ripresa.
   L'articolo 67 è accantonato.
   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                              TITOLO VIII
         Disposizioni per favorire lo sviluppo delle attività
                        teatrali e del turismo.
        Riscossione Sicilia. Ulteriori disposizioni in materia
                             di personale

                               «Art. 68
            Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS)

   1.  E' istituito il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS)
  finalizzato  a  sostenere  ed incrementare  le  attività  di  enti,
  associazioni, cooperative e fondazioni che abbiano sede  legale  in
  Sicilia da almeno tre anni e siano operanti nei settori del teatro,
  della musica, della danza nonché l'Istituto nazionale per il dramma
  antico-Fondazione  Onlus  (I.N.D.A.)  con  sede  amministrativa  ed
  operativa in Siracusa.

   2.  Le aliquote di ripartizione del Fondo di cui al comma l tra  i
  settori lirico-sinfonico, del teatro di prosa, della musica e della
  danza,  sono  stabilite  triennalmente, con decreto  dell'Assessore
  regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo, previa delibera
  della   Giunta   regionale,  da  adottarsi  entro   trenta   giorni
  dall'approvazione  della legge regionale di bilancio.  Il  Fondo  è
  destinato  in  misura  non inferiore al 50 per  cento  ai  soggetti
  privati  di  cui  alla legge regionale 5 dicembre  2007,  n.  25  e
  successive  modifiche ed integrazioni, e alla  legge  regionale  10
  dicembre  1985,  n.  44, articoli 5 e 6 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
  lo  spettacolo,  da emanarsi entro sessanta giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, previa delibera di  Giunta
  regionale  sono stabilite le modalità di erogazione dei  contributi
  per  gli enti, associazioni e fondazioni a partecipazione pubblica,
  dando  priorità  alle  attività e alle performance  svolte.  Per  i
  soggetti  e gli organismi privati di cui al comma 2 si applicano  i
  criteri  e le modalità di erogazione dei contributi previsti  dalle
  seguenti leggi di settore: legge regionale 5 dicembre 2007, n. 25 e
  legge regionale 10 dicembre 1985, n. 44.

   4.  Per  l'accesso  alle somme stanziate nel Fondo  gli  enti,  le
  associazioni  e  le  fondazioni di cui  al  comma  3  del  presente
  articolo, dovranno documentare:

   a)   di   avviare   un  percorso  di  risanamento  finalizzato   a
  ripristinare  le  condizioni  di  equilibrio  economico-finanziario
  delle  istituzioni intervenendo sulla rinegoziazione del  contratto
  integrativo aziendale, collegandolo a criteri legati all'incremento
  della  produttività  e  su  tutte le altre  voci  di  bilancio  non
  compatibili con il pareggio strutturale dei conti;

   b)   a   partire  dall'anno  2016  di  avere  ottenuto   nell'anno
  precedente,  incassi  non  inferiori all'ammontare  dei  contributi
  pubblici  a  qualunque  titolo  ottenuti  nell'anno  precedente   e
  rispettivamente: del 10 percento nell'anno 2016 e del  15  percento
  nell'anno 2017 e seguenti;

   c)  il rapporto tra personale amministrativo e il personale totale
  non  sia  superiore al 40 percento nell'anno 2015, al  35  percento
  nell'anno 2016 e al 30 percento dal 2017 in poi.

   5.  Per gli esercizi finanziari 2015 e 2016, l'ammontare del Fondo
  di  cui  al comma 1 è determinato rispettivamente in 5.000 migliaia
  di euro e 2.500 migliaia di euro».

   Eè  stato  presentato  un  solo  emendamento   soppressivo  che  è
  ritirato.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, non sarei intervenuta  se  non  fosse
  stato, insomma, necessario.
   Io volevo proporre all'Aula una piccolissima modifica che consiste
  al  comma 4, lettera A, di sostituire la lettera  e' con e - sbarra
  -  o.  Le  spiego  perché. Perché noi con questa lettera  chiediamo
  articolo  68,  comma  4 lettera A, delle condizioni,  mettiamo  dei
  paletti   che   le  nostre  grandi  istituzioni  culturali   devono
  rispettare  per  accedere a questo fondo. In Commissione  V,  nella
  commissione di merito, avevamo fatto sostituire la lettera  a)  che
  inizialmente  era  di eliminare il contratto integrativo  aziendale
  dei  dipendenti  e lo abbiamo fatto sostituire con la  formulazione
  che trovate qua, e l'intento era quello di lasciare libera i nostri
  teatri,  di intervenire sulle spese che loro avessero ritenuto  più
  opportune.
   Però,   se   noi  mettiamo  che  devono  intervenire   sia   sulla
  rinegoziazione del contratto integrativo, che sulle altre  voci  di
  bilancio,  in realtà noi stiamo chiedendo entrambe le cose,  perché
  non lasciamo l'istituzione libera di fare o quello, o quello. Però,
  in  questo modo le condizioni sono quattro, non sono più tre,  cioè
  nel   senso   che   alla  lettera  a)  noi  lasciamo  l'istituzione
  intervenendo   sulla   rinegoziazione  del  contratto   integrativo
  aziendale  e  su  tutte le altre voci di bilancio non  compatibili.
  Secondo me dovremmo lasciare - già, diciamo, stiamo chiedendo delle
  cose  abbastanza  importanti. Comunque, io l'articolo  lo  conosco,
  spero che i colleghi  lo abbiano letto.
   Secondo  me bisogna lasciare questa modifica e/o, lascia i  nostri
  teatri liberi, almeno se devono fare una riduzione o se devono fare
  un percorso di finanziamento di scegliere dove possono tagliare, se
  possono intervenire sull'efficientamento e sulla ottimizzazione dei
  costi,  oppure  sui contratti e sui dipendenti,  quindi  anche  sui
  lavoratori.

   PRESIDENTE.  Assessore Li Calzi, formalmente non c'è  emendamento.
  Ha  sollevato  una questione di carattere tecnico, la  sta  ponendo
  proprio all'Assessore, se l'Assessore ritiene come fatto tecnico di
  accettarlo,  lo  farà  proprio  l'Assessore,  se  ritiene  di   non
  accettarlo

   LI CALZI, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  No,
  non lo accetto perché cambia la filosofia.

   PRESIDENTE. Allora, non lo accetta. Pongo in votazione  l'articolo
  68. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (è approvato)

   Si passa all'articolo 69. Ne do lettura.

                               «Art. 69
                       Riscossione Sicilia S.p.A

   1.  Al  fine di assicurare il funzionamento del servizio regionale
  di  riscossione, il rimborso a carico della Regione delle spese  di
  cui al comma 6 lettera a), dell'articolo 17 del decreto legislativo
  13  aprile  1999,  n. 112, maturate dal 2000 al 2010  nonché  delle
  spese di notifica della cartella di pagamento ai sensi del comma  7
  ter  dello  stesso  articolo 17, spettante  a  Riscossione  Sicilia
  S.p.A.  è  riconosciuto nei limiti del credito allo  stesso  titolo
  iscritto  nell'ultimo  bilancio societario  approvato  quantificato
  nella  misura  di euro 78.674.786,00, ferma restando l'applicazione
  delle disposizioni in materia di riscossione introdotte con i commi
  da 682 a 689 dell'articolo l della legge 23 dicembre 2014 n. 190.

   2.  Le  somme  oggetto di rimborso sono individuate dalla  società
  sulla  base  delle  quote  risultate  inesigibili  e/o  oggetto  di
  provvedimenti di sgravio.

   3.   A  seguito  del  mancato  riconoscimento  del  discarico  per
  inesigibilità con provvedimento definitivo da parte del  competente
  ufficio impositore, le somme rimborsate sono recuperate, maggiorate
  degli  interessi  legali,  mediante  riversamento  all'entrata  del
  bilancio   della   Regione.  Sono  parimenti  recuperate   mediante
  riversamento  all'entrata  del  bilancio  della  Regione  le  somme
  rimborsate e successivamente riscosse.

   4. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 6 maggio 2014,
  n. 11, è sostituito dal seguente:

    2.  Riscossione Sicilia S.p.A. compensa il debito di cui al comma
  precedente,  pari a 40.000 migliaia di euro, con  i  crediti  della
  medesima  Società nei confronti della Regione, a titolo di rimborso
  delle,  spese  di  cui  al  comma 6 dell'articolo  17  del  decreto
  legislativo 13 aprile 1999, n. 112, maturate dal 2000  al  2010,  e
  delle  spese di notifica della cartella di pagamento ai  sensi  del
  comma  7 ter dello steso articolo 17, nei limiti dell'importo  allo
  stesso titolo iscritto nell'ultimo bilancio approvato. .

   5.  Per  le  finalità  del  presente articolo  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 40.000 migliaia di euro».

    C'è un emendamento soppressivo, a firma dell'onorevole Alongi che
  è ritirato.
   Si passa all'emendamento 69.2. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.

                               «Art. 70
         Disposizioni per il personale in quiescenza dell'ente
                         acquedotti siciliani
                 in regime di trattamento sostitutivo

   1.  Presso  il  Fondo  Pensioni Sicilia  è  costituito  il   Fondo
  speciale  transitorio  ad esaurimento del personale  in  quiescenza
  dell'Ente  Acquedotti  Siciliani  in  liquidazione   destinato   al
  pagamento, per il solo periodo di tempo strettamente necessario  al
  raggiungimento  della  decorrenza  del  trattamento   pensionistico
  dell'INPS  ed  in misura equivalente, del trattamento pensionistico
  sostitutivo  agli ex dipendenti dell'Ente Acquedotti  Siciliani  in
  liquidazione, riconosciuto con provvedimenti amministrativi  i  cui
  effetti   siano  antecedenti  alla  data  di  entrata   in   vigore
  dell'articolo 8 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21.

   2.  Il  Fondo speciale transitorio ad esaurimento del personale in
  quiescenza dell'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione  assicura
  con onere a carico dell'Amministrazione Regionale i trattamenti  di
  pensione  sostitutivi  a  favore del  personale  in  quiescenza  (e
  rispettivi  superstiti) dell'EAS in liquidazione destinatari  delle
  disposizioni di cui al comma l.

   3.  Per  l'espletamento delle funzioni di cui ai commi l  e  2  al
  Fondo   può   essere  trasferito  personale  dell'Ente   Acquedotti
  Siciliani,  ai  sensi  dell'articolo 23 della  legge  regionale  n.
  10/1999 e successive modifiche ed integrazioni.

   4. Il Fondo adegua il proprio Statuto alle previsioni dei commi 1,
  2 e 3.

   5.  Per far fronte agli oneri derivanti dalle disposizioni di  cui
  al  commi 1 e 2 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2015  la
  spesa di euro 400 migliaia a copertura dei costi per gli anni  2014
  e  2015,  per  l'esercizio finanziario 2016 la spesa  di  euro  270
  migliaia,  per l'esercizio finanziario 2017 la spesa  di  euro  270
  migliaia.

   6.  Per gli esercizi finanziari successivi è autorizzata la  spesa
  di  200  migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario  2018,  140
  migliaia  di euro per l'esercizio finanziario 2019, 55 migliaia  di
  euro  per  l'esercizio finanziario 2020 e 25 migliaia di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2021.

   Abbiamo  un soppressivo, che è ritirato, a firma Alongi. Onorevole
  Di Giacinto, c'è un emendamento suo abbastanza corposo che comporta
  maggiori oneri per cui il Governo dovrebbe dare la copertura.

   DI GIACINTO. Se mi dà il tempo lo spiego, Presidente.

   PRESIDENTE. Sì, però ci vuole la copertura finanziaria. Se c'è  la
  copertura  finanziaria  lo discutiamo,  se  non  c'è  la  copertura
  finanziaria, che dovrebbe dare l'Assessore, no.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Faccio una breve premessa perché
  la questione è abbastanza delicata, chiedo un attimo di attenzione,
  riguarda  i  pensionati dell'EAS che penso che sia una vicenda  che
  conosciamo un po' tutti.
   Allora,  qua  sono questi pensionati dell'EAS di cui ci  sono  due
  casistiche: alcuni che non percepiscono nessuna pensione, altri che
  percepiscono   la   pensione  ma  non  percepiscono   la   pensione
  integrativa.  Qui  c'è un parere sia dell'Avvocatura  interna  che,
  soprattutto, della Corte dei conti, abbastanza pesante.
   Ora, la via di compromesso che abbiamo trovato è quella di dare la
  pensione  sostitutiva a 8 pensionati. Come dicevo, abbiamo  trovato
  questa  via  di  mezzo  che già questa è un  po'  borderline,  però
  abbiamo,  diciamo,  concordato che comunque  potevamo  dare  questa
  pensione  sostitutiva  a questi 8 pensionati che  non  percepiscono
  nessuna pensione mentre la pensione integrativa la Corte dei  conti
  s'è espressa in maniera abbastanza netta. Poi siamo stati anche  di
  persona e ce l'hanno ribadito.
   Sostanzialmente,  questi pensionati sono  andati  in  pensione  in
  maniera   anticipata  rispetto  a  quelli  che  erano  i  requisiti
  dell'INPS,  per cui noi li copriamo nel periodo che gli  serve  per
  arrivare  alla  pensione INPS. Quindi, si andranno gradualmente  ad
  esaurire perché man mano che raggiungo i requisiti e quindi entrano
  nel sistema previdenziale dell'INPS.
   Quelli  per  la pensione integrativa invece non c'è soluzione,  la
  Corte  dei  conti  è  stata  abbastanza netta  nella   decisione  e
  oltretutto richiede la copertura che sarebbe di 5 milioni l'anno.
   Ripeto, in origine non sarebbe stato un problema di copertura,  ma
  un  problema proprio che non c'era una strada per farlo. Magari,  i
  soldi  l'avremmo  trovati,  inizialmente,  però  proprio  non   era
  possibile farlo e abbiamo solo la sostitutiva.

   PRESIDENTE. Allora, il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario. Il problema è che c'è
  questo parere nettissimo, siamo stati di persona a verificare ma  è
  proprio. Quindi, non è un problema di copertura, ma un problema  di
  fattibilità giuridica.

   DIGIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACINTO. Signor Presidente, io volevo ricordare una cosa e cioè
  che   questi  pensionati  sono  stati  riconosciuti  con  un   atto
  amministrativo  e  siccome  sono stati  riconosciuti  con  un  atto
  amministrativo è chiaro che la Corte dei conti darà  sempre  parere
  negativo, per cui la legge serve proprio a dare un riconoscimento a
  questi lavoratori che già hanno una normativa nazionale.
   Faccio tra l'altro presente, assessore, che stiamo parlando di  87
  persone  di  età  fra  80  e 94 anni che  già  hanno  avuto  questo
  beneficio  e  che  se noi glielo togliamo, stiamo togliendo  questa
  indennità  a persone fra 80 e 94 anni e abbiamo 95 persone  di  età
  fra  56  e 69 anni, quindi capite bene di che cosa stiamo parlando.
  Quindi,  quando  io propongo la norma, la propongo  solo  perché  è
  stato  fatto  con un atto amministrativo e quindi è chiaro  che  la
  Corte  di  conti  darà  sempre torto alla Regione  fin  quando  non
  facciamo un atto amministrativo.
   Ripeto,  i lavoratori EAS hanno una norma nazionale a cui è  stata
  agganciata una delibera di giunta e non una norma regionale. Questo
  è il problema, assessore. Quindi voglio sanare questo problema.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Il fatto che c'era questo parere
  netto   e   confermato,  al  momento  abbiamo  tolto  la  copertura
  finanziaria che abbiamo utilizzato per altro, se decidete  di  fare
  una  legge,  prima  c'è da verificare comunque  la  fattibilità  di
  togliere  5  milioni  da  qualche  altra  parte.  E'  un'operazione
  abbastanza complessa.

   PRESIDENTE. Quindi, c'è un problema di copertura e pertanto non  è
  ammissibile.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   il  tema qui della pensione integrativa dei  lavoratori
  dell'EAS  è  molto più semplice di quanto noi pensiamo.  Alcuni  di
  questi   dipendenti  hanno  usufruito  per  anni  di  una  pensione
  integrativa  senza avere versato mai i contributi e  senza  che  ci
  fosse  la  legge  istitutiva che dava loro quella,  sulla  base  di
  deliberazioni amministrative.
   Dopodichè noi abbiamo cominciato, l'anno scorso mi ricordo che  il
  Commissario  dello  Stato impugnò la norma, noi  pensammo  di  fare
  un'operazione  simile cioè quella di mettere  insieme  soltanto  la
  pensione sostitutiva per coloro che erano andati in pensione e  non
  godevano  di  nessuna pensione per salvaguardare la  situazione  di
  queste   persone  senza  reddito.  Poi  si  è  voluto  mettere   in
  commissione tutti i soliti lavori che si fanno, perché  magari  non
  si  conoscono  le cose e magari si interviene, si è voluto  mettere
  anche le pensioni integrative per quegli altri. Risultato: che  non
  ce l'ha avuto nessuno.
   Siccome  il  ruolo del Commissario dello Stato lo  sostituisce  lo
  Stato,  in  questo caso direttamente, invece di farci impugnare  di
  nuovo la norma e lasciare pure quelli che sono senza soldi senza un
  centesimo  di nuovo, almeno salvaguardiamo la posizione   perché  a
  quegli altri non gli spetta perché non hanno versato i contribuiti.
  Possiamo  votare segretamente quello che vogliamo, però votiamo  un
  atto illegittimo.

   PRESIDENTE. Scusate, non dobbiamo votare perché, tenuto conto  che
  non   c'è   copertura  finanziaria,  l'emendamento   70.4   non   è
  ammissibile, così come gli emendamenti 70.3, il 70.1, 70.2 e 70.6.
   Pongo  in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:

                                Art. 71
          Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
                   al bacino  PIP Emergenza Palermo

   1.  Al fine di favorirne una stabile occupazione, e la fuoriuscita
  dal   bacino    PIP   Emergenza  Palermo ,  ai  soggetti   iscritti
  nell'elenco   ad  esaurimento,  istituito  presso  il  dipartimento
  regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento dei servizi e
  delle  attività  formative, ai sensi dell'articolo 34  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014, n. 5, cui l'assegno  di  sostegno  al
  reddito,  nell'importo e con le modalità attualmente in  godimento,
  viene  riconosciuto, fino al 31 dicembre 2017,  è  attribuita,  una
   dote lavoro  sotto forma di voucher, pari ad euro 10.000,00.

   2.  La  dote lavoro  di cui al comma l può essere utilizzata,  con
  le modalit�� che saranno stabilite con delibera di Giunta regionale,
  su  proposta dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
  sociali  e  il lavoro, da adottarsi entro 60 giorni dalla  data  di
  entrata   in   vigore  della  presente  legge,  unicamente   presso
  un'Agenzia per il lavoro, autorizzata ai sensi dell'articolo 4  del
  decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ed accreditata presso
  la  Regione siciliana, selezionata attraverso procedure di evidenza
  pubblica.

   3.   I   soggetti  di  cui  al  comma  l  possono  richiedere   la
  corresponsione,  in  unica  soluzione  cumulativa  dell'assegno  di
  sostegno al reddito mensile in godimento nella seguente misura:

   a)  per  l'importo  corrispondente  ad  anni  3,  al  netto  delle
  mensilità  già  erogate  per l'anno in corso,  se  la  richiesta  è
  presentata entro e non oltre sessanta giorni dalla data di  entrata
  in vigore della presente legge;

   b)  per  l'importo  corrispondente ad anni 2  se  la  richiesta  è
  presentata  nel termine decorrente dal 1 gennaio 2016 a  non  oltre
  i131 gennaio 2016;

   c)  per  l'importo  corrispondente ad anni l  se  la  richiesta  è
  presentata nel termine decorrente dallo gennaio 2017 a non oltre il
  31 gennaio 2017.
   Coloro  che conseguono la corresponsione dell'assegno in  un'unica
  soluzione  sono cancellati dall'elenco ad esaurimento e fuoriescono
  definitivamente dal bacino di appartenenza.

   4.   I  soggetti,  iscritti  nell'elenco  ad  esaurimento  di  cui
  all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 che non
  possiedono, alla data di entrata in vigore della presente legge,  i
  requisiti  per  l'utilizzazione  presso  amministrazioni  ed   enti
  pubblici,  nonché quelli esclusi dallo stesso in quanto destinatari
  di misure interdittive perpetue dai pubblici uffici, possono essere
  impegnati in specifici progetti di utilità collettiva con  finalità
  di  recupero  sociale e beneficiano, per la durata  delle  attività
  progettuali avviate, di un assegno di sostegno al reddito in misura
  pari  a  quella attribuita agli altri soggetti del medesimo bacino,
  corrisposto dall'ente utilizzatore.

   5.  La   dote  lavoro   di cui al comma l è  attribuita  anche  ai
  soggetti di cui al comma 4.

   6.  La  perdita  dei  benefici  di cui  ai  precedenti  commi,  si
  verifica, automaticamente, nelle seguenti ipotesi:

   a)  rifiuto della presa in carico presso l'agenzia di cui al comma
  2;

   b)  rifiuto o mancata partecipazione alle obbligatorie  misure  di
  attivazione proposte;

   c)  il  sussidio non è erogato nelle ipotesi in cui i soggetti  di
  cui  ai  commi  1  e 2 si rendano responsabili di azioni  contrarie
  all'ordine pubblico e/o al patrimonio e/o alle persone.

   d)  rifiuto  di  partecipazione alle attività di pubblica  utilità
  loro proposte;

   e) violazione delle regole di comportamento e di utile prestazione
  dell'attività  previste nell' ambito della proposta progettuale  di
  cui al comma 4.

   7.  Sono  abrogati l'articolo 43 della legge regionale  15  maggio
  2013, n. 9, l'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
  5  nonché ogni precedente disposizione di legge in contrasto con il
  presente articolo.

   8.  Per le finalità di cui al presente articolo è istituito  nella
  Rubrica   del  Dipartimento  regionale  del  lavoro,  dell'impiego,
  dell'orientamento, dei servizi e delle attività produttive un fondo
  unico,  di durata triennale, per il finanziamento delle misure  per
  la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al bacino  PIP - Emergenza
  Palermo .  Per  gli esercizi finanziari 2015-2017 è autorizzata  la
  spesa annua di 27.000 migliaia di euro.

   9.   La   spesa  autorizzata  per  l'esercizio  finanziario   2016
  dell'articolo 34, comma 3 sexies per le finalità di cui al comma  3
  ter  della legge 28 gennaio 2014, n. 5 è ridotta di 9.000  migliaia
  di euro.

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Alongi ed  altri,
  l'emendamento soppressivo 71.7.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  71.9.1,
  che  riguarda il reddito minimo delle province di Caltanissetta  ed
  Enna.

     (La seduta, sospesa alle ore 02.10, è ripresa alla ore 02.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 79.9.1, del  Governo.
  Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 71.2, degli onorevoli Maggio ed altri.

   MAGGIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  si  riferisce a circa dieci PIP che non hanno presentato  in  tempo
  utile la domanda per l'ASPI e quindi sono stati esclusi dal bacino,
  nonostante la legge n. 9 del 2013, ed in particolare l'articolo 43,
  li abbia invece inseriti nel bacino.
   Successivamente, con la legge regionale n. 5 del 28 gennaio  2014,
  abbiamo  aggiunto un altro criterio e questi lavoratori  non  hanno
  recepito  in  tempo  quella  che era l'azione  nuova  che  dovevano
  mettere  in atto ed hanno presentato in ritardo la domanda. Preciso
  che  si  tratta  di  un  numero  molto  piccolo,  piccolissimo   di
  lavoratori.
   Ci  sarebbe,  tra  l'altro, la possibilità di finanziare  il  loro
  reinserimento nel bacino per un importo di centodiecimila euro  dal
  capitolo  31.33.19  per il quale ho presentato il  sub  emendamento
  71.2.1.

   PRESIDENTE. A questo proposito l'assessore Baccei dovrebbe dare la
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Maggio, la questione
  è un'altra.
   Se   noi   dobbiamo  tutelare  quelle  dieci  persone  che   hanno
  dimenticato di fare la domanda, è un discorso, però se noi  diciamo
  a  tutti quelli che hanno teoricamente fruito, allora fra questi ci
  sono  coloro  che abbiamo allontanato perché hanno commesso  reati.
  Dove è scritto che non sono previsti questi individui?

   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei,  ha  facoltà  di  intervenire  per
  dichiarare se c'è o meno la copertura finanziaria.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, la copertura
  finanziaria c'è.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aggiungo la
  mia   firma  all'emendamento  71.2  ed  al  subemendamento   71.2.1
  dell'onorevole   Maggio   ed   altri,   condividendone   tutte   le
  motivazioni.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  do  lettura   della   stesura
  definitiva   dell'emendamento  degli  onorevoli   Maggio,   Milazzo
  Giuseppe, Gucciardi, Greco Giovanni Tamajo:  soggetti che  avendone
  i  requisiti  amministrativamente di legge  abbiano  presentato  la
  domanda per la fruizione dell'indennità ASPI in ritardo , sui quali
  il Governo ha già detto che c'è la relativa copertura finanziaria.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 71.2.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 71.2. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti 71.5, degli onorevoli Milazzo Giuseppe e
  Falcone  e  71.8,  degli  onorevoli Alongi ed  altri,  di  identico
  contenuto.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ho facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  chiaramente
  rispondo  al  Presidente  e  non  ad  altri,  ma  vorrei  precisare
  all'onorevole   Panarello   che  non  c'era   nessuna   trattativa;
  l'emendamento  è stato presentato prima in Commissione  Bilancio  e
  poi, non essendo passato, è stato presentato negli emendamenti  già
  inseriti  nel fascicolo. E lo stesso emendamento è stato presentato
  anche dagli onorevoli Falcone e Milazzo Giuseppe.
   L'emendamento è rivolto ad un gruppo di lavoratori ex PIP  che,  a
  seguito  di  una sentenza del giudice per un rapporto di  lavoro  a
  tempo   determinato,  che  già  era  stato  sviluppato  da   questi
  lavoratori presso la società che ha gestito gli ex PIP dal 2004  al
  2010.
   A  differenza di tanti altri, questi realmente hanno una  regolare
  sentenza,  e  quindi ritengo che non possa essere fatta ingiustizia
  tra  soggetti  che,  pur  con  una  sentenza  in  mano  passata  in
  giudicato, e quindi a loro favore, rimangono fuori, ed invece altri
  che poi vengono inseriti.

   PRESIDENTE. Assessore Baccei, ci può riferire se c'è la  copertura
  finanziaria sull'emendamento 71.5?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, la copertura
  finanziaria non c'è.

   ALONGI.  Assessore Baccei, le dico con molta lealtà  e  con  molta
  onestà, che qui facciamo grandi disparità. E glielo dico con grande
  schiettezza.
   Questo emendamento l'ho sostenuto per una sola condizione; io  non
  ho  mai  fatto  interventi  a  favore  dei  PIP,  e  lo  dico  oggi
  pubblicamente, ma questi lavoratori hanno ricevuto una  sentenza  a
  loro  favore, cioè una sentenza di un giudice, e rimangono comunque
  fuori.
   Invito  il Presidente Crocetta e l'assessore Baccei, anche  subito
  dopo  la  finanziaria,  ad  individuare un  percorso  affinché  una
  giustizia  di  una  sentenza a favore di  questi  pochi,  trenta  o
  quaranta  lavoratori,  possa diventare giustizia  giusta  nei  loro
  confronti.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il bacino dei PIP è composto esclusivamente  dall'elenco
  che  è stato fornito dal Comune di Palermo, recante le persone  che
  erano  inseriti nell'elenco Emergenza PIP di Palermo al 31 dicembre
  del 1999.
   Questi   lavoratori  non  rientrano  in  quell'elenco,  altrimenti
  sarebbero  già  transitati; se il Comune di Palermo  ha  avuto  dei
  comportamenti  irregolari nei confronti di tali lavoratori,  questo
  attiene  i  rapporti fra loro ed il Comune di Palermo. La  sentenza
  che  li riguarda attiene all'inserimento negli elenchi dei PIP, per
  cui  stiamo riconoscendo, perché altrimenti già noi avremmo  dovuto
  dare  esecuzione  alla sentenza senza bisogno di  una  disposizione
  normativa.  La sentenza riguarda i rapporti che intercorrevano  tra
  il Comune di Palermo e quella società ed i rapporti che avevano nei
  confronti  di  quella  società quelle persone. Verranno  ristorati,
  debbono  essere ristorati e non c'entra assolutamente nulla  perché
  se  i  lavoratori poi ritengono che questo loro diritto  sia  stato
  leso,  possono  ricorrere nei confronti  del  giudice  e  si  fanno
  emettere un'altra sentenza. Sarebbe un inserimento dentro il bacino
  che  non ha nessuna fonte, né giurisdizionale né normativa.  Quindi
  la giustizia è applicare le leggi, prima di tutto.

   PRESIDENTE.   Comunque   non  hanno  copertura   finanziaria   gli
  emendamenti 71.5, 71.8, 71.6. Siamo all'emendamento 71.3,  a  firma
  dell'onorevole Ciaccio.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori.
  Presidente Crocetta, avrei l'esigenza di replicare a quanto lei  ha
  affermato   in   Aula  oggi.  La  giustizia  della  sua   giustizia
  dell'ingiustizia le posso dire, con molta schiettezza, che è  anche
  un  valore politico  E, ribadisco, che per me il valore politico  è
  importante,  per  quanto mi riguarda e mi assumo la  responsabilità
  oggi  in questa sede, a quest'ora, anche se tardi. Le dico  che  io
  non  l'ho  mai fatto ma accompagnerò, perché non lo farò  da  solo,
  accanto  a loro perché ritengo che sia stata fatta ingiustizia  nei
  confronti  di  questi  lavoratori. Dopodiché  sono  sicuro  che  un
  giudice terzo farà giustizia di un'ingiustizia che qualcuno ritiene
  che è stata fatta questa sera.

   CROCETTA, presidente della Regione. Non sono dei favoriti

   PRESIDENTE. Non c'è copertura finanziaria, onorevole Figuccia

   CIACCIO. Chiedo di parlare sull'emendamento 7.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento,  come  si può ben leggere, è  il  tetto  che  questo
  Parlamento aveva inserito. Ora perché ripresentarlo? Perché con  la
  riscrittura  che  ha  fatto  il Governo,  all'articolo  7,  vengono
  abrogate  le due leggi di riferimento. Ora non vorrei aver compreso
  male,  però se in una norma noi abbiamo inserito un tetto, che  era
  ventimila, alla finanziaria successiva abbiamo cambiato  le  parole
  che  era il tetto familiare da ventimila sostituendolo con  redditi
  individuali  personali inferiori a ventimila euro  o  reddito  Isee
  familiare  non  superiore a quarantamila euro .  Con  il  comma  7,
  abrogando la normativa basilare, ovviamente, salta completamente il
  tetto.  Questo  vuol  dire,  Presidente della  Regione,  le  chiedo
  cortesemente un attimo di attenzione, che potrebbero rientrare  nel
  bacino  gente che è stata esclusa e che è stata su tutti i giornali
  che  ha  un  reddito milionario. Ora io, siccome  ci  sono  diverse
  interpretazioni,  chiedo intanto agli Uffici  ed  alla  Presidenza,
  naturalmente,  di verificare se il tetto di quarantamila  euro,  il
  tetto che abbiamo fissato a quarantamila euro, per come è riscritta
  la  norma, salta e, quindi, reinserendo gente con un reddito  molto
  alto, addirittura, c'è un aumento di spesa. Qui vorrei, allora, che
  verificaste  cortesemente quanto da me  esposto  per  capire  se  è
  ammissibile o meno.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio la facciamo più semplice. Attraverso
  il  suo emendamento si vuole confermare il reddito che era previsto
  in  precedenza.  Capisco  che devono intervenire  tutti  quelli  di
  Palermo,  ho  capito  Neanche un messinese e neanche un siracusano
  Però cercate, onorevoli colleghi, di essere concisi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Ma
  guardi,  signor  Presidente, sarò velocissimo  Vorrei  l'attenzione
  del  Parlamento.  L'ultima volta che si è  proposta  una  cosa  del
  genere,  io  ero là, gridando ho detto che avremmo  fatto  danno  e
  tutti    no ma  non  è così, e' tutto a posto .  Poi  siamo  dovuti
  ritornare  sul pezzo. Allora io dico, la Commissione  Bilancio,  no
  Milazzo, poi per carità il Movimento Cinque Stelle non c'era, aveva
  abbandonato i lavori per motivi su cui non entro nel merito, ma  la
  Commissione  bilancio ha firmato un emendamento su cui  il  Governo
  oggi  non  ha  messo diciamo nessuna modifica. Io  ritengo,  signor
  Presidente,  che  siccome l'articolo così per com'è  non  introduce
  nuovi principi, non allarga il bacino, non fa niente, il Parlamento
  debba bocciare questo emendamento perché è un emendamento

   PRESIDENTE. L'onorevole Ciaccio, siccome ha posto un problema alla
  Presidenza, è stato chiaro e siccome lei ha seguito i lavori  della
  Commissione mi può riferire cortesemente se il limite  di  20  mila
  euro viene abrogato o no.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  la Commissione  non  ha  apprezzato
  questo emendamento.

   PRESIDENTE. E' abrogato e quindi. l'onorevole Ciaccio  ritiene  di
  reinserirlo.

   MILAZZO.  E  io ritengo di ribadire che i lavori della Commissione
  Bilancio al Parlamento

   PRESIDENTE.  Su  questo si pronuncia l'Aula. Dopo  gli  interventi
  degli onorevoli Figuccia e Tamajo si pronuncerà l'Aula.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Per alcuni 40  mila  sembrano
  pochi.  Vi  faccio presente che nei 40 mila non c'entra il  reddito
  dei Pip perché essendo un contributo sociale non fa reddito. Quindi
  stiamo parlando di una famiglia che ha un Isee non un reddito lordo
  cioè  che  guadagna  più di voi in termini retributivi  perché  per
  avere un iIee da 40 mila euro bisogna avere almeno un reddito di 80
  mila euro e naturalmente c'è uno Stato generosissimo che invece  di
  dare  i  soldi  ai nullatenenti, a quelli che sono  senza  soldi  e
  muoiono  di  fame,  li  deve dare a persone che  hanno  un  reddito
  familiare  di  80  mila euro l'anno a titolo di  generosità  perché
  qualche  amico,  che  magari  ha il marito  gioielliere,  l'agenzia
  assicurativa e qualche signora ecc. ecc. poverina è rimasta  fuori.
  Pensate ai poveri, invece di pensare ai clienti.

   PRESIDENTE.  E  quindi  onorevole  Crocetta,  lei   è   a   favore
  dell'emendamento dell'onorevole Ciaccio?

   CROCETTA,    presidente    della   Regione.    Siamo    favorevoli
  all'emendamento dell'onorevole Ciaccio.

   PRESIDENTE. Grazie.
   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. .

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà io  non
  mi  dilungherò sulla questione, credo che stiamo parlando  di  temi
  importanti,  non mi dilungherò sulla questione del  reddito  che  è
  stata già affrontata in passato e la ritengo anche superata. C'è un
  tema,  signor Presidente, che viene rappresentato attraverso questi
  emendamenti.  Il  tema  attiene da  una  parte  al  futuro  e  alla
  prospettiva  nel tempo di questi lavoratori rispetto ai  quali  noi
  abbiamo fissato il principio della dote lavoro che francamente è un
  principio che ritengo superato ed inapplicabile rispetto a  persone
  che  lavorano  da oltre 15 anni. Gente che in realtà  non  andrebbe
  trattata come sussidiata.
   Se  vogliamo che effettivamente questa gente possa interpretare il
  ruolo  di chi la mattina si alza per andare a lavorare. Noi  stiamo
  confinando e costringendo un bacino di 3 mila persone ad un  tunnel
  senza  luce,  ad  un tunnel dentro il quale li condanniamo  ad  una
  visione  di  ammortizzatori sociali a vita. Io dico in questi  casi
  che  cosa.  La dote si da quando ci si sposa e non quando  si  deve
  andare a lavorare. Bene mi sta il ragionamento dell'Assessore prima
  sulle  politiche attive del lavoro., ma in questo caso, trattandosi
  di personale, il concetto di dote sarebbe un concetto superato.
   Tuttavia,  mi  rendo  anche conto che da  questo  Governo  non  ci
  possiamo aspettare questa visione di prospettiva

   PRESIDENTE. Basta, onorevole Figuccia, la invito a concludere.

   FIGUCCIA.  . Sto arrivando ad un punto fondamentale.

   PRESIDENTE.  Adesso basta  Lei gira intorno al  problema.  Non  ha
  detto se è favore o contro l'emendamento dell'onorevole Ciaccio. Ci
  sta facendo una ulteriore disquisizione sui PIP. Stiamo esagerando.
  Non  abusi  della  pazienza dei parlamentari  che  non  sono  della
  provincia di Palermo.

   FIGUCCIA. Mi può dare la parola?

   PRESIDENTE. No. Ora basta.

   FIGUCCIA. Mi fa parlare sull'emendamento?

   PRESIDENTE. Lei ha già parlato. Deve dire se è a favore  o  contro
  l'emendamento dell'onorevole Ciaccio.

   FIGUCCIA. Questa è una vertenza che riguarda Palermo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, sta abusando  della  pazienza  di
  tutti noi.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intervenga limitatamente alla questione
  posta dall'onorevole Ciaccio.

   TAMAJO.  Signor Presidente, sarò brevissimo e volevo  subito  fare
  una  domanda  all'assessore Caruso. Lei è al corrente che  fino  ad
  oggi i PIP non hanno percepito l'indennità del mese di aprile?
   E' a conoscenza del problema che c'è stato con la convenzione?

   PRESIDENTE.  Basta, onorevole Tamajo, stiamo votando l'emendamento
  dell'onorevole  Ciaccio.  E' stato posto  il  problema  del  limite
  reddituale. Lei dica se è a favore o contro perché l'Aula  si  deve
  determinare, in un senso o nell'altro.

   TAMAIO.  Signor  Presidente, oggi tantissimi lavoratori  PIP  sono
  stati  qui  sotto  a  protestare  perché  non  hanno  percepito  lo
  stipendio. C'è un problema di convenzione con l'INPS.

   PRESIDENTE.  Non  c'entra. Stiamo parlando  dello  sviluppo  della
  Sicilia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voterò  contro
  l'emendamento del Movimento 5 stelle e lo farò convintamente perché
  l'anno scorso questo tema è stato già affrontato ed è stato già,  a
  mio parere, sotto il profilo giuridico e normativo, definitivamente
  esitato.
   E'  stato ancora trattato in Commissione ed è stato bocciato, però
  vorrei  invitare  il  presidente Crocetta ad approfondire  i  temi,
  prima  di  esprimere un giudizio perché che siano ventimila  o  che
  siano quarantamila gli euro all'anno, sono frutto di un lavoro  che
  non nasce oggi, ma che nasce dal 2003.
   Questa  è gente che lavora. E' gente che è entrata in un bacino  e
  non  doveva essere esclusa, come qualcuno, in maniera superficiale,
  aveva  sostenuto perché era pregiudicata, perché essere condannato,
  essere  ex alcolista ed ex tossico erano le condizioni per  entrare
  nel  bacino,  no per essere buttati fuori. Detto questo  credo  che
  tornare  ogni anno, così com'è stato fatto ancora una volta,  sullo
  stesso  tema è ozioso, parliamo di padri di famiglia, di gente  che
  dobbiamo   recuperare,  dobbiamo  svolgere  un  ruolo  politico   e
  legislativo. Io voterò contro, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio per la chiarezza. Così  si  svolgono  i
  dibattiti, senza girarci intorno. Si passa all'emendamento 71.3,  a
  firma  Ciaccio,  Cancelleri, La Rocca, tutto  il  Movimento  Cinque
  Stelle. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si   rimette
  all'Aula.

   MILAZZO   Giuseppe.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio nominale.

   CROCETTA presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Chiedere  il  voto  nominale
  sapendo che qui ci sono gruppi organizzati che minacciano persino i
  parlamentari, perché avviene, significa volere stilare delle  liste
  di  proscrizione.  Voto o palese in cui c'è un  Parlamento  che  si
  prende le responsabilità o segreto, non nominale.

   MILAZZO  Giuseppe. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Siccome  hai  detto   voto
  nominale, è un'altra cosa.

   MILAZZO. Io ci metto sempre la faccia in tutto.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.   ci sono  persone  che  non
  possono andare tranquille a casa.

   PRESIDENTE.  Stiamo  esagerando,  onorevole  Milazzo.  Allora  lei
  insiste nella richiesta di voto nominale? Su questo emendamento  il
  voto segreto?
   Allora,  lo  pongo  in votazione. Chi è a favore  dell'emendamento
  dell'onorevole Ciaccio resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Annullo la votazione. Nominale, facciamo la  richiesta
  di voto nominale.

   CORDARO. No, si vota per alzata e seduta.

   PRESIDENTE.  E  allora come abbiamo votato  adesso.  No,  qua  non
  dobbiamo  equivocare  adesso. Questo  non  lo  permetto  a  nessuno
  onorevole Cordaro, si è votato per alzata e seduta come ho detto io
  dopo l'intervento chiaro del Presidente Crocetta.

   CORDARO. Io neanche l'ho capito il presidente Crocetta.

   PRESIDENTE. No, no lo abbiamo capito. Lei chiede il voto nominale?
  Vediamo  se è appoggiata la richiesta di voto nominale. L'onorevole
  Falcone sta chiedendo il voto nominale, vediamo se è appoggiata. Si
  proceda alla verifica dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 71.3.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 71.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           54
   Votanti            54
   Maggioranza   28
   Favorevoli       32
   Contrari           21
   Astenuti             1

                            (E' approvato)

   Su  questi  argomenti,  onorevole Milazzo, sarebbe  opportuno  non
  esasperare gli animi.
   Ma quali problemi delle altre province? Non è un problema di altre
  province. Non c'entra Palermo qua.
   La seduta è sospesa.

   (La  seduta, sospesa alle ore  2.51, riprende alle ore 2.53).

   Pongo  in  votazione  l'articolo 71  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
                                Art. 72
                          Consorzi di ricerca

         1.  All'articolo 59 della legge regionale 7 marzo  1997,
     n.  6 dopo le parole  legge regionale 5 agosto 1982, n.  88
     sono aggiunte le seguenti parole  sono destinati altresì  ai
     consorzi agrari di Palermo e Agrigento .

   Si passa all'emendamento 72.1 dell'onorevole Ciaccio.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  72
  parla dei consorzi di ricerca, sono quei consorzi nati con la legge
  88  del  1982.  Non si sa come nella lunga notte della  commissione
  bilancio  ad un certo punto a questi consorzi di ricerca, nati  con
  una  finalità di ricerca, che voglio ricordare, cercano di lavorare
  per  lo sviluppo dell'intera Sicilia, a questa norma istitutiva  di
  questi  consorzi  che  sono otto in tutta la Sicilia,  si  vogliono
  aggiungere  i consorzi agrari di Palermo ed Agrigento. Intanto  non
  riesco  a capire perché solo di Palermo e di Agrigento, ma  ricordo
  che  i  consorzi agrari non hanno le stesse finalità di  ricerca  e
  sviluppo  dei consorzi di ricerca, quindi andare a mettere  assieme
  in  uno  stesso calderone, soprattutto in un capitolo dove parliamo
  di  500  mila euro, oggettivamente non ha alcun senso,  quindi  non
  solo  per le disparità che ci sono, ma anche in commissione che  si
  sta  lavorando  per  uniformare e unificare  tutti  i  consorzi  di
  ricerca,  e  addirittura  da  un'altra parte  della  finanziaria  i
  consorzi  agrari  stanno  ricevendo  un  loro  contributo,  sarebbe
  veramente  scorretto, ingiusto metterli tutti assieme, cioè  stiamo
  confondendo  le  cose forse perché qualcuno vuole  prendersi  anche
  queste  risorse, quindi noi siamo dell'idea che proprio i  consorzi
  agrari  e  i  consorzi di ricerca vanno mantenuti separati  proprio
  perché la loro essenza è diversa.

   CIACCIO.  Noi siamo dell'idea che proprio i consorzi  agrari  e  i
  consorzi  di  ricerca vanno mantenuti separati  proprio  perché  la
  loro  essenza è diversa. Una parte si occupa di ricerca e sviluppo,
  gli   altri   si   occupano  di  altre  cose.  Quindi,   manteniamo
  l'emendamento soppressivo per questo motivo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  72.1,  a   firma
  dell'onorevole Ciaccio ed altri.
   E'  pervenuta  una  richiesta  perché  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


          Votazione per scrutinio segreto l'emendamento  72.1

      PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 72.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

  Presenti e votanti    64
  Maggioranza           33
  Favorevoli            49
  Contrari              15
  Astenuti                0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 73.  Ne do lettura:

                                Art. 73
           Aree destinate alla vendita di beni prodotti nei
                 fabbricati utilizzati dalle imprese.

         1.  Alla  legge regionale 12 gennaio 2012, n.  18,  dopo
     l'articolo 18, è inserito il seguente:
          Art. 18.bis - 1. All'interno delle aree destinate  allo
     svolgimento  di  attività produttive di cui all'articolo  1,
     comma   1,   una  quota  della  superficie  dei   fabbricati
     utilizzati dalle imprese. pari al cinque per cento  per  gli
     usi   industriali  ed  al  sette  per  cento  per  gli   usi
     artigianali,  può essere destinata all'attività  di  vendita
     dei  beni  prodotti  nei medesimi fabbricati  e  di  beni  a
     carattere accessorio agli stessi. .

   Comunico  che  all'articolo 73 è stato presentato  un  emendamento
  soppressivo, a firma dell'onorevole Alongi.

   Pongo  in  votazione  il   mantenimento dell'articolo  73.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                                Art. 74
         Proroga di termini in materia di edilizia agevolata e
                             convenzionata

         1.  Al  comma  1 dell'art. 72 della legge  regionale  19
     Agosto  2014,  n.  21, dopo le parole "inizio  lavori"  sono
     aggiunte   le   parole   "e  per  la   utilizzazione   degli
     stanziamenti"  .  Al  comma  2 dell'  art.  72  della  legge
     regionale  19  Agosto 2014, n. 21, dopo  le  parole  "inizio
     lavori"  sono  aggiunte le parole "e  per  la  utilizzazione
     degli stanziamenti".

         2.   Per   le   cooperative  edilizie   inserite   nelle
     graduatorie di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975  n.
     79  e  5  dicembre  1977  n. 95, il termine  ultimo  per  la
     utilizzazione  degli stanziamenti è fissato al  31  dicembre
     2016.

         3. I termini di cui al comma 79 dell'art. 11 della legge
     regionale  9  maggio 2012 n. 26, per l'inizio dei  lavori  e
     per  la  utilizzazione  degli stanziamenti  da  parte  delle
     imprese  inserite  nelle  graduatorie  di  cui  alla   legge
     regionale  1  settembre  1993, n.  25,  art.  132,  ancorché
     scaduti sono prorogati al 31 dicembre 2016. .

   PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 74 è  stato  presentato  un
  emendamento a firma dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

       PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Comunico   che   è   stato  presentato  un  emendamento   a   firma
  dell'onorevole Turano.

       TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

       PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Pongo  in  votazione  l'articolo 74.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:

                                Art. 75
         Convenzioni per la fornitura di biomasse o materiale
                                cippato
                     prodotto nei boschi demaniali

         1.  Il  Dipartimento regionale Aziende regionale Foreste
     Demaniali stipula su richiesta dei rappresentanti dei  Patti
     dei  Sindaci un impegno per l'Energia (Covenant  of  Mayors,
     Committed  to local sustainable energy) convenzioni  per  la
     fornitura  di  biomasse  o materiale  cippato  prodotto  nei
     boschi  demaniali. Il costo per tonnellate  verrà  stabilito
     entro  il  31  gennaio di ogni anno; relativamente  all'anno
     2014,  il  suddetto  costo è stabilito entro  trenta  giorni
     dalla data di entrata in vigore della legge. .

    Comunico che all'articolo 75 è stato presentato l'emendamento
  75.3, a firma dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 75.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, vorrei una delucidazione in  merito
  alle intenzioni dell'Assessorato rispetto a questo articolo. Vorrei
  capire  meglio quali erano le intenzioni  ed a cosa avrebbe portato
  questa   cosa,  quindi,  poi,  mi  riserverò,  sulla   base   della
  spiegazione, di ritirarlo o meno.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare poiché sono l'ispiratore  di   questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene nella qualità di ispiratore,
  fino adesso c'era il relatore, adesso c'è l'ispiratore

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  onorevole Cancelleri, ogni anno fatichiamo a trovare le risorse per
  coprire tutto il comparto forestale che coltiva duecentomila ettari
  di  bosco  che, ad oggi, non creano alcuna entrata per il  bilancio
  della Regione.
   Abbiamo  contemporaneamente - l'assessore Contrafatto me  ne  darà
  atto - una previsione di spesa nella nuova programmazione regionale
  per  un  miliardo cinquecentotrenta milioni di euro. Duecentododici
  comuni  hanno  presentato  il PAES, Prelevamento  e  produzione  di
  energia  attraverso  l'utilizzo delle biomasse  di  legno  vergine,
  nonché di ciò che è residuale di potature.
   Se  immaginiamo  una  Regione che pensa a riconvertire  l'attività
  della  propria  azienda  forestale  utilizzando  con  i  piani   di
  coltivazione  tutto ciò che viene dalle potature, dal discerbamento
  del  bosco, da tutto ciò che sta dentro questo sistema che  ha  una
  sua  straordinaria importanza ambientale ed economica,  considerato
  che  grazie  al  fatto  che le centrali di  produzione  di  energia
  attraverso  biomasse  di legno vergine sono  per  il  GSE  l'ultimo
  settore  che ha ancora possibilità di ottenere incentivi,  potremmo
  ottenere due risultati: consentire piccoli impianti alimentati  dal
  nostro  legno,  anziché  essere  importato  dalla  Russia  o  dalla
  Calabria  e potremmo consentire finalmente un bosco che produce  ed
  immaginare anche, in una logica ovviamente più ampia che riguarderà
  soprattutto l'Assessorato dell'agricoltura, pezzi di aree marginali
  coltivate a legno a crescita rapida.
   Per  cui  chiedo,  poi facciano come riterranno  più  opportuno  i
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle, di ritirare gli emendamenti,
  perché   già   l'idea  che  l'azienda  forestale  possa   produrre,
  selezionare  e  mettere a bordo strada, creando  tutta  la  filiera
  fatta  anche  dal cippato all'essiccamento, ebbene,  metteremmo  in
  condizione di utilizzare questo materiale, rientrando perfettamente
  negli  obiettivi del Kyoto 20 20 20. Ci sono duecentododici  comuni
  che  hanno  presentato all'Assessorato energia il PAES  e  aggiungo
  l'ultima considerazione: immaginiamo che un impianto di duecento KW
  ha   bisogno  di  quattromila  tonnellate  l'anno  per  funzionare,
  potremmo  immaginare che un bosco diventi produttivo e se  c'è  una
  politica  illuminata, se c'è un'organizzazione  che  mette  insieme
  tutti i pezzi della filiera, del ciclo complessivo, il risultato  è
  quello  che  di qua a sette, otto anni, nascendo impianti  piccoli,
  sia  degli enti locali che dei privati, che delle aziende, potremmo
  immaginare  -  non  voglio sparare numeri, ma  se  non  arrivare  a
  pareggio con il costo dei forestali -, immaginare di coprire il 50,
  60 per cento di quei duecentoquaranta, duecentocinquanta milioni di
  euro, oggi, necessari per mantenere, non dico gli operai forestali,
  ma  per  manutendere  un  bosco che è un  polmone  di  verde  nella
  Sicilia.

   PREESIDENTE.   Onorevole  Cancelleri,  ha  avuto  la   spiegazione
  direttamente dall'ispiratore, quindi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, faccio
  un  piccolo ragionamento per, poi, arrivare alla conclusione su ciò
  che intendo fare sul soppressivo.
   In  questo momento, c'è una querelle a livello regionale che si  è
  consumata maggiormente in III Commissione perché era la commissione
  deputata  a e, poi, anche sui territori, che è quella che  riguarda
  l'accordo  contrattuale che la Regione ha fatto con una società  di
  biomasse  che ha sede a Dittaino, che si chiama BIOMASSE  S.p.A.  e
  che  opera  per  conto della SPER che ha una centrale  di  biomasse
  nella quale, poi, brucia il legno che viene gentilmente venduto con
  un   contratto  di  alberi  in  piedi  direttamente  dalla  Regione
  siciliana,  contratto  che chiaramente non è  imputabile  a  questo
  Governo  e  che ha radici passate, però, di fatto, c'è  la  volontà
  dell'assessore Caleca, in questo momento, che ha chiesto un  parere
  all'Avvocatura  dello  Stato, perché ritiene che  questo  contratto
  sia,   a  fronte  di  tutta  una  serie  di  studi  che  ha  fatto,
  impugnabile,   annullabile,  possa  essere  rescisso   in   maniera
  unilaterale e, chiaramente, ha bisogno di un parere dell'Avvocatura
  dello  Stato  per  portarlo  davanti ad un  giudice,  appunto,  per
  renderlo nullo.
   Questa  cosa, anche a fronte di questa attesa da parte del  parere
  dell'Avvocatura  dello Stato, in questo momento, il  quinto  blocco
  non  viene  consegnato. Ora c'è in atto questo discorso.  Andare  a
  mettere  in  piedi  una  situazione del genere,  dove  non  vengono
  minimamente  dissipati  i  dubbi che  hanno  portato  la  battaglia
  parlamentare su quel tema che era fatta su alcune tematiche, non ci
  sono  misure di compensazione per i comuni, non ci sono possibilità
  per  i  comuni di andare a dettagliare i piani di taglio, di fatto,
  in  questo momento, nella provincia di Caltanissetta, nel bosco  di
  Gabbara  di  San Cataldo,  a fronte di un piano di prescrizione  di
  massima  di  polizia forestale con un limite di  cinque  ettari  di
  taglio   continuato,   abbiamo  come  Assessorato,   come   azienda
  forestale,  dato una deroga un attimo superiore ai  cinque  ettari,
  cioè cinquantatre ettari, dieci volte tanto.
   Allora,   siccome,  questo  è  un  tema  molto  caro  e  poco   fa
  scherzosamente dicevo

   CORDARO. Abbiamo chi?

   CALCELLERI.  come Regione siciliana.  Poco fa ascoltavo in maniera
  molto    attenta   l'intervento   dell'onorevole    Panepinto    e,
  scherzosamente,  lo  commentavo con il collega Marziano  che,  come
  presidente della III Commissione, ha più volte presieduto la stessa
  Commissione  in trasferta durante degli incontri che abbiamo  fatto
  direttamente  sui  territori e scherzavo  proprio  dicendo  che  se
  questo intervento fosse stato fatto proprio sui territori, la gente
  probabilmente  non  l'avrebbe esattamente gradito  perché  c'è  una
  grande attenzione da parte di chi vive l'entroterra che non  ha  il
  mare, non ha gli ombrelloni, non ha la sabbia, ma ha il bosco  come
  identità,  come evento culturale, come possibilità di  aggregazione
  e,  siccome,  i  nostri boschi sono dei patrimoni da  tutelare  non
  possono  essere  svenduti  per fare biomasse.  Faremo  la  biomassa
  perché  è  un  argomento sul quale dobbiamo ragionare perché  anche
  quella  è una possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili,
  però,  non lo possiamo lasciare a sei righe di un articolo  di  una
  finanziaria,  va  fatta  una  norma  seria  all'interno  della  III
  Commissione con un assessore Caleca che mi sembra molto  attento  a
  questo tema e con un presidente di Commissione, Bruno Marziano, che
  anche  lui  mi  sembra  attento a questo tema,  quindi,  chiedo  al
  Governo  di  ritirare questo articolo e se non lo ritira,  mantengo
  l'emendamento soppressivo e voglio che venga votato.

   PRESIDETE.  Ormai  l'articolo  appartiene  all'Aula,  quindi,   il
  Governo non ha alcuna possibilità di ritirarlo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Vorrei   fare   solo  una   precisazione,   onorevole
  Cancelleri.  Riconosco il tema di Enna ed è esattamente  l'opposto.
  Per  evitare  che debba passare come l'estensore di  questa  norma,
  come  chi  vuole  svendere  il bosco, tra  l'altro  vivo  nell'area
  interna  e le posso rappresentare solo un fatto: parlo di  potature
  di  piani  di coltivazione non di disboscamento in massa, per  cui,
  questa volta, mi consenta, non per farle un torto, l'ignorante, nel
  senso  che  ignora, è lei. Ovviamente escludo che ci  sia  malafede
  perché  lei non immagina la foresta amazzonica, vediamo esattamente
  il  contrario.  Quindi, questa volta, la prego di  approfondire  il
  tema e non peccare di ignoranza, intesa come ignorare la questione.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  è
  chiaro  che le due questioni, nel testo dell'emendamento,  riguarda
  tutt'altro,   riguarda  la  regolamentazione  di  un   sistema   di
  alimentazione della produzione di energia a biomasse.
   Il  tema  che  si  è posto nell'ennese e nel nisseno  nasce  dalle
  modalità di coltivazione, così si dice, cioè di utilizzo del  bosco
  dalla  modalità  con cui si fanno le tagliate e dal  fatto  che  la
  tagliata  di  decine  di  ettari  contemporaneamente  determina  un
  effetto  desertificazione, quanto meno all'occhio perché, poi,  gli
  eucalipteti hanno non solo la capacità ma hanno bisogno  di  essere
  tagliati e rinnovati perché nascono sotto altra forma, da fustaia a
  ceppaia.
   Detto  ciò,  quindi,  in  quel luogo si  pone  un  problema  delle
  modalità di coltivazione del bosco da tagliare.
   La  questione  che  pone, invece, l'articolo  è  una  modalità  di
  regolamentazione attraverso, non ricordo se si chiama protocollo  o
  accordo, della possibilità di alimentare centrali a biomasse.  Sono
  due  cose  diverse al di là della battuta che facevamo  che  in  un
  territorio  c'è  un  allarme  per  le  modalità  con  cui  si   sta
  alimentando la centrale a biomasse.
   Quindi, sono due questioni assolutamente diverse e, personalmente,
  sono d'accordo per l'approvazione dell'articolo.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, vorrei
  porre   l'attenzione  su  questa  problematica  visto   che   siamo
  all'ultimo  passaggio per quanto riguarda le fonti  rinnovabili  in
  Sicilia.
   Abbiamo  perso  diversi  treni noi, dal fotovoltaico,  all'eolico.
  Abbiamo soltanto, come ha detto poc'anzi l'onorevole Panepinto,  il
  quinto  conto  energia  che ancora come  fonti  rinnovabili  dà  un
  contributo che va nell'ordine di 26 centesimi a KW prodotto.
   E  per evitare che anche in questo settore, cioè della legna pura,
  si  invada  la  Sicilia di impianti e di società  che  sono  venute
  dall'estero,  abbiamo  vissuto  la  stagione  dell'invasione  delle
  energie  rinnovabili  a  mezzo fotovoltaico  di  tutte  le  società
  tedesche,  spagnole, americane, di tutto e di più,  abbiamo  questo
  ultimo passaggio.
   Quando   l'onorevole   Panepinto  dice  e  ripete   che   dobbiamo
  individuare delle aree con una crescita immediata, una crescita che
  va  nell'ordine  di 10-12 anni per passare, poi, al taglio,  perché
  rammento  a  me  stesso che la produzione che un  impianto,  che  i
  piccoli impianti, con un consumo che va da 1 chilo di legno all'ora
  per  ogni KW potrebbe aiutare notevolmente la produzione di energie
  rinnovabili a mezzo legna.
   Per cui l'articolato, a mio avviso, è l'inizio di un percorso per,
  poi,  essere  regolamentato  nella  fase  di  perimetrazione  e  di
  individuazione  delle  aree per essere  sfruttate  proprio  per  il
  recupero della legna viva per alimentare questi piccoli impianti  a
  biomasse  poiché a seguito del quinto conto energia e reputo  anche
  che  ci  sarà un sesto conto energia che potrà alimentare  e  potrà
  dare  una ricaduta economica proprio al costo dei forestali  e  una
  ricaduta e economica anche al gruppo forestale.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  intervengo  quale
  membro della Commissione Territorio ed Ambiente. Anzitutto, ritengo
  che una materia così importante non si possa determinare attraverso
  cinque  righi  alle  4.30  di mattina.  Si  è  parlato  di  energia
  rinnovabile, della grande stagione che abbiamo vissuto  delle  pale
  eoliche,  dei  pannelli  solari e, ora, vogliamo  avere  lo  stesso
  approccio  anche con le biomasse per trasformarle in un incubo?  Ci
  sono  due  approcci, c'è l'approccio dei grandi impianti, poi,  c'è
  l'approccio del modello diffuso.
   La  produzione di energia rinnovabile deve essere diffusa,  creare
  un  grande  mostro, un grande gigante, una centrale a  combustione,
  perché  ricordiamoci che le energie rinnovabili da biomasse possono
  essere  ottenute  attraverso  la  digestione  dei  materiali  e  la
  raccolta  di gas, oppure attraverso la combustione; sono  due  cose
  ben diverse, dobbiamo stare attenti.
   Magari  sul  legno  ne   parleranno  in  III  Commissione,  ma  la
  definizione biomasse così per come è scritta non è identificata. Le
  biomasse sono un grande ventaglio di materiali in cui, addirittura,
  possono essere inclusi gli scarti dei rifiuti, Presidente; biomasse
  è  troppo generico, perché ci sono i codici CER che identificano  i
  materiali, qui, non viene per nulla definito.
   E, allora, siamo per le rinnovabili, ma che siano diffuse. Se ogni
  famiglia avesse avuto il proprio impiantino solare, oggi, le  mafie
  non  si  sarebbero  approfittate di fare enormi  campi  solari,  se
  l'eolico fosse micro eolico diffuso, oggi, non avremmo un paesaggio
  ed  un territorio devastato e un patrimonio in mano alle mafie, che
  ci rendono primi e leader nel mondo, capaci di fare accaparrare una
  grande opportunità alla mafia, lo ripeto.
   Non   vorrei  che  la  stessa  cosa  si  ripeta  con  le   energie
  rinnovabili.  L'Europa  ci  ha dato  questi  principi  è  vero,  ma
  l'Europa,  nel mappamondo ci sono i paesi più a nord e più  a  sud,
  nei  paesi  del  nord  dove ci sono immense distese  di  boschi  il
  rinnovabile, la biomassa e la combustione possono avere  un  senso,
  nel  nostro territorio liquidare questa questione con cinque righi,
  senza  farla  passare dalla mia Commissione lo  ritengo  del  tutto
  inappropriato.
   Dato  che ci diletteremo in numerose finanziarie, in questo  anno,
  chiedo  con  senso  di  responsabilità al Governo  ed  ai  colleghi
  deputati, di voler mettere da parte questa materia e di discuterla,
  in maniera condivisa, tra tutti.

   VULLO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, troppe volte abbiamo
  messo   da  parte  la  modernità,  troppe  volte  ci  siamo   fatti
  convincere,  in  questi anni, di cose che, poi,  non  esistono,  ci
  siamo  fatti  convincere sul nucleare e, poi, siamo circondati  dal
  nucleare,  ci siamo fatti convincere da migliaia di cose che,  poi,
  hanno  fatto sì che noi italiani, il costo dell'energia ha un costo
  rispetto a tutta Europa, forse qualche volta anche il doppio.
   Questo  è  l'inizio  della  modernità, l'inizio  di  una  legge  e
  l'inizio  di  qualcosa che, sicuramente, non  può  essere  solo  ed
  esclusivamente  additata come fanno gli amici  ed  i  colleghi  del
  Movimento  Cinque  Stelle,  della demagogia  pseudo  verde,  perché
  vedete fino a qualche mese fa, quando qualche collega del Movimento
  Cinque Stelle parlava, diceva, fra le altre cose, che l'Italia,  la
  Sicilia,  in  particolare, è quella Regione che porta in  discarica
  più  rifiuti  di  tutta l'Europa. E dicevano, qualcuno  portava  ad
  esempio la Germania. In Germania solo il 3 per cento dei rifiuti va
  in  discarica,  diceva  il  collega del  Movimento  Cinque  Stelle,
  dimenticandosi  che in Germania il 90 per cento dei  rifiuti  va  a
  finire nei forni inceneritori, si incenerisce e quel 3 per cento di
  rifiuto che va in discarica sono le ceneri dei forni inceneritori.
   E,  allora, qui stiamo parlando, sicuramente, di impianti moderni.
  Qui  c'è  l'assessore Contrafatto ma c'è anche l'assessore Croce  e
  tutti  conoscono i procedimenti dei Via-vas e così via di  seguito.
  Se  voi  sapeste i controlli che fa l'ARPA presso i nostri impianti
  che ci sono in Sicilia.

                           (Tumulto in Aula)

   PRESIDENTE. Facciamo parlare l'onorevole Vullo, onorevole Foti

   VULLO.  Non  si può parlare perché ci sono coloro i quali  sono  i
  depositari  della verità  Che poi non è così  Perché non  lo  sono,
  completamente, e non lasciano parlare nessuno, perché loro sono  la
  modernità  e  questa  modernità ha  portato  la  nostra  Sicilia  e
  l'Italia ad essere a questo punto

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Cancelleri   mantiene   l'emendamento
  soppressivo 75.3. Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Naturalmente contrario.  Signor  Presidente  volevo
  intervenire.

   PRESIDENTE. Prego, può parlare, sono semplicemente le  3  e  mezza
  del mattino  Abbiamo 102 articoli.

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Tenuto conto che l'intervento  dell'onorevole  Foti
  ha,  di  fatto, parlato di un articolo, mi permetto  di  dire  che,
  probabilmente,  è  diverso da questo che ci apprestiamo  a  votare.
  L'articolo  parla  di una sorta di autorizzazione  al  Dipartimento
  regionale aziende foreste demaniali a stipulare convenzioni per  la
  fornitura  di  biomasse  o materiale cippato  prodotto  dai  boschi
  demaniali,  quindi quali rifiuti? Ma di quale centrale? Noi  stiamo
  semplicemente  parlando,  solo  ed  esclusivamente,  di  cippato  e
  potature  che, in questo momento, sono quelli prodotti  dai  boschi
  demaniali. Solo ed esclusivamente questo.

   PRESIDENTE.   Complimenti  per  la  brevità.   Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 75.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 75.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti67
   Maggioranza       34
   Favorevoli        23
   Contrari          43
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 75.4, a firma degli onorevoli D'Asero  ed  altri,  è
  assorbito.
   Si  passa all'emendamento 75.1 a firma degli onorevoli Palmeri  ed
  altri.

   PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, possibilmente senza repliche.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghe, Assessori,  come
  abbiamo sentito ci sono dei contenziosi, un diffuso contenzioso  su
  questo   argomento  ed  è  motivo  per  cui  ho  presentato  questo
  emendamento.  Il contenzioso, quindi, riguarda le modalità  con  le
  quali  viene  utilizzata la biomassa a fini energetici.  Se  potete
  fare un po' di silenzio, gentilmente. Grazie.
   Quindi, vorrei ribadire che ci sono delle leggi nazionali e,  poi,
  una  legge regionale che sarebbe la numero 227 del 18 maggio  2001,
  modificata  da  una legge regionale, la numero  16  del  1996,  che
  prevede  la  redazione  di piani di gestione forestale  sostenibile
  proprio perché ogni modifica di quello che è il demanio, di  quelli
  che  sono  questi complessi boscati dovrebbe passare per  legge  da
  questa pianificazione, dalla redazione di questi piani.
     Questi piani, purtroppo, non sono mai stati redatti, però  erano
  previsti  per  legge. Quindi, cosa vuol dire che tutto  quello  che
  viene  fatto  a  livello demaniale e, quindi, in particolare  modo,
  l'utilizzazione  della  biomassa  a  fini  energetici   sfugge   da
  qualsiasi pianificazione e, quindi, se in una determinata  località
  boscata potrebbero esserci delle utilizzazioni a fini diversi, come
  ad  esempio  ci  potrebbe essere una vocazione  naturalistica,  una
  vocazione  turistica  o di svago di qualsiasi genere,  questo  deve
  essere previsto in un apposito piano. Quindi, evidentemente, questa
  cosa si deve fare.
   Questo  è un emendamento di buon senso, non vuole andare a vietare
  la  biomassa  ma  vuole andare a sottoporre questa  decisione  alla
  redazione di questi piani previsti per legge.
   Fra  l'altro oltre ai piani di gestione la legge prevede anche  la
  redazione  e  l'aggiornamento delle linee programmatiche,  la  loro
  obbligatorietà  ai  fini dell'effettuazione di  interventi  diversi
  dalla  manutenzione ordinaria e, soprattutto, la loro  approvazione
  nel  rispetto di elementari principi di pubblicità e partecipazione
  fra  l'altro  sempre in riferimento alla legge  227  e  alla  legge
  regionale  16  del 1996. Fra l'altro questi piani  e  queste  linee
  programmatiche    dovevano essere redatti secondo  un  criterio  di
  partecipazione  democratica, quindi, queste  linee  guida  dovevano
  venire  squisitamente  dal territorio, dal  basso,  quindi,  chiedo
  semplicemente di applicare la legge.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Siragusa  un  subemendamento all'emendamento 75.1,  esattamente  il
  75.1.1.  Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 75.1.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 75.1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti          58
   Votanti           56
   Maggioranza       29
   Favorevoli        18
   Contrari          38
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 75.1. Onorevole  Palmeri,  lo  mantiene
  nonostante la bocciatura del subemendamento?

   PALMERI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 75.2 a firma Palmeri.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor presidente, a prescindere dalla materia  di  cui
  stiamo   parlando,  però  se  una  persona  legge  l'articolo    il
  dipartimento regionale foreste demaniali stipula, su richiesta  dei
  rappresentanti  dei  patti dei sindaci, un impegno  per  l'energia,
  convenzioni per la fornitura di biomasse , qua è impossibile capire
  il senso di questo articolo.
   Rendiamo  chiaro, anche non è neanche individuato,  a  prescindere
  dal  fatto  che la norma, volendo, potrebbe anche non  avere  senso
  perché non dobbiamo, come tutta una serie di altre norme, in questa
  finanziaria,  andare  ad  individuare,  per  legge,   aspetti   che
  potrebbero,  assolutamente,  essere  di  competenza  amministrativa
  perché qua si parla di un dipartimento regionale che fa convenzioni
  per il patto dei sindaci. Non si capisce con chi. Il secondo attore
  della  convenzione chi è? Una lezione di diritto non la  devo  fare
  io, ma mi pare che non sia per niente chiaro, questo articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 75.
   Chi é favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 76. Ne do lettura.

                                Art. 76
          Sostegno dei Liberi consorzi comunali a favore dei
                         consorzi universitari
                    e delle istituzioni culturali.

         1.  Ai Liberi consorzi comunali è attribuita la funzione
     di  sostegno  ai  Consorzi Universitari ed alle  istituzioni
     culturali già partecipate dalle province regionali.

         2.  Per le finalità di cui al comma l, i Liberi Consorzi
     comunali   utilizzano  il  contributo  di   parte   corrente
     assegnato dalla Regione per il loro funzionamento. Le  spese
     destinate  ai  Liberi consorzi comunali ed alle  istituzioni
     culturali hanno carattere di priorità, fatte salve le  spese
     obbligatorie.

         3.  A  valere  su  parte  della  disponibilità  dell'UPB
     9.2.1.3.5  -  capitolo  373718, per l'esercizio  finanziario
     2015,   al  Consorzio  universitario  costituito  dalla   ex
     provincia  regionale di Agrigento è attribuito un contributo
     di  800  migliaia  di  euro  e  al  Consorzio  universitario
     costituito  dalla  ex  provincia  regionale  di  Trapani   è
     attribuito un contributo di 600 migliaia di euro.

   Sull'articolo    76   vorrei  un  chiarimento   da   parte   della
  commissione.  Si  parla di funzioni attribuite ai  liberi  consorzi
  comunali.  Di questo articolo lascerei solo il terzo comma  perché,
  correttamente, individua la destinazione di una somma  parlando  di
  ex  provincia. Tutto giusto, noi stiamo parlando di attribuzione di
  libero Consorzio ora. No, all'inizio.
   On.  Cimino,  ai  liberi Consorzi comunali, quali  sono  i  liberi
  Consorzi comunali?

   FONTANA. Le ex province.

   PRESIDENTE. Le ex province,  è attribuita la funzione    cioè  noi
  dobbiamo  attribuire  le funzioni, stiamo attribuendo  le  funzioni
  anticipatamente   quella che c'è nel disegno  di  legge  la  stiamo
  attribuendo  già da questa  Va bene, se siete d'accordo  e  l'avete
  esaminata   io  faccio  un  passo  indietro,  però  significa   che
  anticipatamente  abbiamo  attribuito  una  funzione.  No,  no,  non
  apriamo il discorso. Va bene così l'articolo.
   Allora  consentitemi,  è  a fin di bene il  ragionamento  che  sto
  facendo: lasciamo in piedi il terzo comma che ha un senso,  ma  non
  il   primo   e  il  secondo  perché  è  attribuzione  di   funzione
  anticipatamente. E allora sono stralciati e trasferiti  alla  legge
  sulle  province  il primo e il secondo comma dell'articolo  76,  si
  vota solo il terzo comma.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, all'allegato 1  c'è
  un  emendamento  20.10  che tratta del consorzio  universitario  di
  Caltanisetta lo chiedevo di trattare insieme al comma 3,  perché  è
  la stessa materia. Non capisco perché è stato posto nell'allegato 1
  e  non  nel testo originario. Questo qua, è una richiesta  tecnica,
  niente di più.

   PRESIDENTE. E' lasciato il terzo comma, è accantonato  per  vedere
  se si può trattare nell'allegato 1 insieme all'altro consorzio.

   TURANO. No, chiedo di trattare l'emendamento all'allegato 1 qua.

   PRESIDENTE. Allora, poiché sono stralciati i commi 1 e  2  andiamo
  avanti.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  approfitto  di
  questa  norma  per  fare presente che l'altra sera  in  Commissione
  Bilancio   è   stato   approvato  un  emendamento   che   assegnava
  settecentomila   euro  in  più  all'Università  Kore.   Di   questi
  settecentomila euro non abbiamo più traccia, siamo a  quattrocento.
  Vorremo capire che fine hanno fatto gli altri trecento.

   PRESIDENTE.  Dice che ne parliamo all'allegato 1. Allora  facciamo
  una cosa alla volta. Stiamo trattando questo andiamo avanti così.

   PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo mantiene o ritira l'emendamento?

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  è
  ritirato  però  io,  assessore  Purpura,  mi  sarei  aspettato   un
  intervento, perché qual è la ragione del comma 1 e del comma 2  che
  abbiamo stralciato, signor Presidente? La ragione del comma 1 e del
  comma 2 è che sono i commissari alle province che la prima cosa che
  fanno è smantellare i consorzi universitari, va bene?
   Quindi  noi  abbiamo  un  consorzio  che  muore  perché  non   gli
  trasferiamo 5, 600 mila euro e dall'altra parte dirigenti regionali
  anche esterni che vengono pagati 300 mila euro l'anno. Il senso era
  quello   di  mantenere  vincolato,  in  attesa  del  nuovo  assetto
  amministrativo,  il  consorzio alla provincia  e  al  futuro  ente.
  Chiaro?

   PRESIDENTE.  Allora  è  ritirato questo. Onorevole  Fazio  lei  lo
  mantiene?

   FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Turano, lei lo mantiene?

   TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, sono stato  distratto  e  le
  chiedo  scusa formalmente ma il Governo ci ha illustrato l'articolo
  76?  Perché  non  ho sentito il Governo. Almeno per  un  minimo  di
  discussione  generale capire, io che sono estraneo  della  materia,
  visto  che  sono un deputato che si occupa solo dei problemi  della
  provincia  di  Palermo  e  in commissione  bilancio  mi  sono  solo
  occupato  della provincia di Palermo, i deputati che erano presenti
  sanno  che  ho  proposto solo cose per la provincia di  Palermo  in
  tutti  i miei emendamenti, per un totale di zero emendamenti,  così
  lo dico in modo più sereno ai deputati. Tutte queste propostine che
  ora  arriveranno  per  la  singola città, il  singolo  paesino,  il
  singolo  teatrino,  l'onorevole  Milazzo,  palermitano  accanito  e
  fissato solo per i problemi di Palermo, ha votato a favore di tutti
  questi  provvedimenti, con serenità e, come direbbe  il  mio  amico
  Alongi, con schiettezza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'articolo  76,  comma  terzo  e
  chiaramente comma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (è approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
                                Art. 77
        Interpretazione dell'art. 7 della legge regionale 1 del
       2014 in materia di contributi ai Gruppi parlamentari per
                          spese di personale

         1.  L'articolo 7 della legge regionale 4 gennaio 20  l4,
     n.  1  si  interpreta  nel senso che  lo  stesso  non  trova
     applicazione  per  i soggetti già regolamentati,  alla  data
     d'entrata  in  vigore  della  citata  legge  regionale,   da
     previgenti  disposizioni emanate ai  sensi  del  Regolamento
     interno dell'Assemblea regionale siciliana.

   Comunico  che  è  stato  presentato un emendamento  dell'onorevole
  Sudano.

   SUDANO. Dichiaro di ritirare il 77.2.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Siccome  è un aggiuntivo, lo dobbiamo aggiungere all'articolo  77.
  L'emendamento 77.3 è ritirato e 77..2 è ritirato.
   Pongo in votazione l'emendamento 77.2.1

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  solo
  chiedere  una  delucidazione visto che ieri  abbiamo  approvato  il
  bilancio  dell'Assemblea regionale siciliana, volevo capire  perché
  questo articolo mi sembra che poi vada a cambiare le cose.
   E,  quindi,  mi  ponevo poco fa una domanda. Per il  personale  la
  quota appostata in questo momento all'ARS è di 4 milioni e mezzo di
  euro.  E'  stata  aumentata  di 630 mila  euro  per  il  2015  però
  attualmente è 4 milioni e mezzo di euro. Dalla prossima legislatura
  saremo  70,  saranno 70 i deputati che saranno eletti  e  che,  per
  effetto  sempre  dell'articolo  7  della  legge  n.  1  del   2014,
  riceveranno  per  i  collaboratori un budget che  abbiamo  definito
  nella legge D6, che sono grosso modo 58 mila euro lordi l'anno.
   Il  calcolo  è semplice. 70 x  58 mila è uguale a 4 milioni  e  60
  mila  euro. La somma fa 8 milioni 560 mila euro. Non sono più  i  4
  milioni  e  mezzo di prima  E' vero che ci saranno 20  deputati  in
  meno  e  recupereremo 2 milioni e mezzo, però mi chiedo:  l   altro
  milione  e  mezzo chi ha proposto questo articolo ha già capito  da
  dove   li   vuole  prendere?  Perché  mi  pare  che   il   bilancio
  dell'Assemblea  regionale non vada ogni anno  ad  aumentare.  Anzi
  Ogni  anno  vedo  che il Governo una limatura ce la  mette  sempre.
  Quindi, volevo capire chi mi poteva rispondere. Fermo restando  che
  la  norma  ci  trova chiaramente favorevoli, non abbiamo  nulla  in
  contrario però volevo capire proprio questa sfumatura.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Onorevole  Cancelleri, è un problema che verrà  affrontato  in  una
  prossima    legislatura..   Dentro   la   capienza   del   bilancio
  dell'Assemblea  si troveranno i fondi o con economie  o  con  altre
  soluzioni.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema  che  ha
  posto  il  collega  Cancelleri è senz'altro di natura  economica  e
  chiede  a questo Governo ovviamente alcune delucidazioni ovvero  al
  proponente. Io, invece, pongo un tema che è politico e, siccome  la
  legge  n.  1  del 2014, ci ho lavorato anch'io perché facevo  parte
  della Commissione speciale che fu istituita allo scopo di recepire,
  anche se è stato un recepimento alla siciliana di questa norma,  di
  questo  decreto Monti famosissimo, perché abbiamo detto e  ce  l'ha
  detto  durante  queste  sedute anche  l'assessore  Baccei,  che  se
  vogliamo  difendere meglio la nostra Autonomia forse dobbiamo  fare
  un passo indietro e uniformarci alla normativa nazionale. Così come
  oggi abbiamo fatto  nel caso dei dipendenti della Regione.
   Ora,  mi  chiedo: questo articolo 77, ed è un tema che sto ponendo
  (per quanto siano le quattro del  mattino e sicuramente è difficile
  discuterne  ) questa interpretazione cambia in un certo  qual  modo
  l'assetto  che  ci  siamo  dati con la legge  n.  del  2014  perché
  contiene ci siamo detti così come lo Stato ci ha imposto di  essere
  un  Parlamento  regionale  che  è  uguale  per  l'uniformità  degli
  stipendi,  per  l'uniformità dei soldi che  vengono  attribuiti  ai
  Gruppi, per la separazione delle spese per il funzionamento  e  per
  il  personale uguale a quello delle altre regioni proprio  per  gli
  scandali che erano successi nelle altre regioni.
   Allora  questa  norma  chiaramente cambia  quell'impianto,  cambia
  quell'impostazione  e  probabilmente ci  disallinea  rispetto  alla
  normativa  che, invece, è uniforme e che vale per tutte le  regioni
  d'Italia.  La  cambia  anche  perché -  ricordo  perfettamente,  mi
  corregerete  voi  se  sbaglio, la legge n.  1  del  2014  non  solo
  stabilisce  un  ammontare massimo per gli emolumenti  ma  anche  un
  rapporto  tra deputato e dipendente che dovrà essere di uno  a  uno
  dalla  prossima  legislatura. Mi chiedo se questo Parlamento  vuole
  assumersi  la  responsabilità di distinguersi rispetto  alle  altre
  regioni per quanto concerne il futuro perché se verrà approvata  da
  questo  momento non potremo dirci uguali e uniformi alla  normativa
  che vige in tutta l'Italia.

   GRECO Giovanni.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
  intervenire però intervengo perché i deputati del Movimento  cinque
  stelle, al solito usano due pesi e due misure.
   Questi  quattro  articoli che riguardano il personale  dei  gruppi
  parlamentari  dell'Assemblea sono quattro articoli che  cercano  di
  eliminare quattro storture della legge n. 1 del 2014.
   L'unico  articolo  dove  tutti i gruppi  hanno  abusato,  compreso
  quello  dei  Cinque  stelle,  riguarda i  cosiddetti  contratti  in
  essere.
   Onorevole   Cancelleri,   quanti  contratti   in   essere   avete?
  Smettiamola,   smettiamola,  cerchiamo  di   aggiustare   per   far
  funzionare la legge n. 1 come si deve perché è chiaro che è  giusto
  fare   questi  aggiustamenti,  ci  darà  la  possibilità  di  farli
  funzionare meglio e cerchiamo di eliminare le polemiche che ci sono
  sempre.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  voglio
  interloquire con il collega Cappello che come sempre ha esplicitato
  con pacatezza e sobrietà un punto di vista.
   Noi  non  stiamo cambiando la legge che abbiamo votato,  onorevole
  Cappello, perché fin da quando abbiamo votato quella legge sapevamo
  che  questo Parlamento, a differenza dei consigli regionali, ha una
  storia,  quella storia, a proposito dei cosiddetti stabilizzati,  è
  stata  tradotta  in  un  ordine  del giorno,  Presidente,  che  lei
  ricorderà  bene, che chiedeva al Consiglio di Presidenza di  tenere
  conto  di questo tema per tradurlo in termini di tutela per persone
  che lavorano da molti anni all'interno di questa Istituzione.
   Quindi,  credo  che  coloro che hanno proposto questa  norma,  non
  avevano  e  non hanno intenzione né di distinguerci dal  resto  del
  Paese,  né  di attuare in maniera dissennata il decreto  Monti.  Si
  tratta  di  tradurre in norma l'ordine del giorno che a  suo  tempo
  l'Assemblea  votò  partendo dalla constatazione che  dentro  questa
  Istituzione  che  ha  una  storia molto  più  antica  dei  consigli
  regionali,  si era determinata una situazione che sarebbe,  diciamo
  così, stolto negare.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo 77.2.1,  a
  firma degli onorevoli Sudano ed altri. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 77, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 78 e ne do lettura:

                                Art. 78
        Interpretazione dell'art. 7 della legge regionale 1 del
          2014 in materia di transito di personale fra Gruppi
                             parlamentari

         1.  Al  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale  4
     gennaio  2014, n. 1, dopo le parole  della presente  legge,
     sono   inserite   le  seguenti:   nonché  i  contratti   che
     dispongono il transito dei soggetti contrattualizzati da  un
     Gruppo parlamentare all'altro, .'
         Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

         Si passa all'articolo 79 e ne do lettura:

                                Art. 79
       Modifica  dell'art. 8 della legge regionale 1 del 2014 in
        materia di rimborso spese e  sostituzione di contratti
            relativi a collaboratori dei deputati regionali

         1.  All'articolo 8 della legge regionale  n  .1/2014  e'
     aggiunto il seguente comma:
          1  bis.  Per  la  legislatura in corso sono  ammesse  a
     rimborso  le  spese  sostenute da  ciascun  deputato  per  i
     contratti  di  lavoro  esistenti alla  data  di  entrata  in
     vigore  della presente legge, nelle previsioni e nei  limiti
     fissati   dalle   disposizioni   interne   dell'   Assemblea
     regionale   siciliana.  E'  ammessa  la   sostituzione   dei
     collaboratori in corso di legislatura, a condizione che  non
     vi     siano    oneri    aggiuntivi    per    il    bilancio
     dell'Amministrazione e nel rispetto della normativa  vigente
     in materia di lavoro. '

         Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

         Si passa all'articolo 80 e ne do lettura:

                                Art. 80
        Interpretazione dell'art. 8 della legge regionale 1 del
        2014 in materia di estensione di garanzia di contratti
                   stipulati dai Gruppi parlamentari

         1. L'articolo 8 della legge regionale 4 gennaio 2014, n.
     1,  si  interpreta nel senso che entro i limiti di spesa  in
     esso   stabiliti,  la  garanzia  contrattuale  prevista   si
     estende   ai   rapporti  contrattuali  stipulati   in   data
     successiva  da parte di Gruppi parlamentari in occasione  di
     subentro,  nel  corso  della medesima legislatura  di  nuovi
     deputati.'

  Pongo  in  votazione l'articolo 80. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:

                                Art. 81
                           Patrocini onerosi

         1.   Le   manifestazioni  di  importo  complessivo   non
     superiore   a      10.000,00  euro  di  cui   al   comma   2
     dell'articolo 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2,
     non  si  includono  nel calendario di cui  al  comma  1  del
     citato articolo 39.

  PRESIDENTE.   C'è  un  emendamento a firma dell'onorevole  Falcone,
  Ciaccio ed Alongi

  FALCONE.  Dichiaro di ritirarlo.

  ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

  CIACCIO. Chiedo di parlare.

  PRESIENTE. Ne ha facoltà.

  CIACCIO.    Signor    Presidente   volevo    capire,    soprattutto
  dall'assessore   competente   o   dall'Assessore   Baccei,   perché
  praticamente   noi  stiamo  escludendo  l'erogazione   di   importi
  inferiori  ai  10  mila  euro  da  un  atto  di  trasparenza,  cioè
  l'Assessorato di competenza per dare i patrocini onerosi sotto i 10
  mila  euro  può, da quello che mi risulta, non essere  incluso  nel
  calendario  al comma I1citato nell'articolo 39. Ora secondo  me  un
  passo  indietro nel concetto di trasparenza, quindi noi  non  siamo
  contro  a  darli ma inserirli in quello elenco e renderlo  pubblico
  proprio  per  far capire effettivamente dove danno,  Questo  invece
  articolo fa un passo indietro e non si sa questi patrocini  onerosi
  oggettivamente   a   chi   vanno,   quindi   addirittura   potrebbe
  configurarsi contro la norma sulla trasparenza a livello nazionale,
  quindi chiediamo chiarimenti in merito e comunque lo manteniamo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE LUPO

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  LACCOTO.    Signor  Assessore  io  pongo  un  problema   alla   sua
  attenzione.  Noi  sappiamo che negli anni scorsi  questi  patrocini
  hanno subito un poco situazioni particolari, non dico altro. Ora io
  penso che nel momento attuale sia più opportuno per la Sicilia dare
  veramente una immagine di questa Sicilia all'esterno dell'Italia  e
  tentare di attrarre quanto più turisti possibili.
  Io  le  chiedo e chiedo alla sua valutazione e discrezione  se  non
  ritenga  lei, anche in un prossimo futuro, evitare questi patrocini
  onerosi   e   devolvere  tutte  queste  somme  invece   alla   cura
  dell'immagine della Sicilia che ci serve particolarmente.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    LI  CALSI,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Volevo   intervenire  in  risposta  all'intervento   dell'onorevole
  Ciaccio.  Innanzitutto  non viene in alcun modo,  volevo  chiarire,
  violata  la  legge  sulla trasparenza perché  il  calendario  delle
  manifestazioni turistiche è un atto di programmazione, tra  l'altro
  inattuato   negli  ultimi  anni.  Io  l'ho  ripristinato,   essendo
  obbligatorio per legge, l'ho pubblicato e va pubblicato un  anno  e
  mezzo prima dell'anno in cui le manifestazioni si svolgono, per cui
  le  manifestazioni che valgono dieci mila euro in tutto  finanziate
  al   soggetto   richiedente  per  cinque  mila  euro  sono   legate
  strettamente alla domanda stagionale, quindi chiedere  un  atto  di
  programmazione un anno e mezzo prima e il territorio essere  pronto
  è difficile e sono residuali relativi al turismo di nicchia.
    Non  si  sottace  né  a procedure selettive  per  la  scelta  dei
  patrocini,  quindi  c'è  comunque  una  istanza  da  presentare   a
  sportello telematico con dei criteri selettivi ben precisi,  e  non
  si  sottrae  alla  pubblicazione, ex articolo 68  dei  decreti  che
  individuano i beneficiari dei patrocini, quindi è esclusivamente la
  sottrazione  da  un  atto di programmazione  che  deve  intervenire
  diciotto mesi prima.

    LACCOTO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 81. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:

                                Art. 82

       Contributo di esercizio al servizio funiviario del Comune
                               di Erice

         1.   Nell'ambito  del  Piano  regionale  dei   trasporti
     previsto  dalla  legge regionale 14 giugno 1983,  n.  68,  e
     successive   modifiche   ed   integrazioni,   il    servizio
     funiviario del Comune di Erice, di cui all'articolo 5  della
     suddetta  legge, ancorché di nuova istituzione, a  decorrere
     dalla  data  di  entrata in vigore della  presente  legge  è
     ammesso al contributo di esercizio ex articoli 4 e 10  della
     legge  regionale  14 giugno 1983, n 68. Il  contributo,  che
     trova   copertura   al   capitolo  relativo   476521,   sarà
     determinato  utilizzando i conti economici standardizzati  e
     i  ricavi presunti già stabiliti per i servizi funiviari con
     D.A. N 13/3TR del 16 febbraio 1999.

       2.  Per  le  finalità dell'articolo 5, comma 1, numero  4)
     della  legge  regionale 14 giugno 1983, n. 68 è  autorizzata
     per  l'esercizio finanziario 2015 la spesa di  200  migliaia
     di  euro per l'impianto di funivia del Comune di Erice  (UPB
     8.2.1.3.6 cap. 476521).

   PRESIDENTE.   All'articolo  82 è stato presentato  un  emendamento
  soppressivo a firma dell'onorevole Musumeci.

   MUSUMECI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo a firma D'Asero e
  Alongi.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Emendamento soppressivo, a
  firma Barbagallo, Raia, Vullo, Sudano.

   BARBAGALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo  82. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:

                               «Art. 83
            Misure anticrisi per le imprese insediate negli
                        agglomerati industriali
                         e negli ex consorzi .

         1.  Le  imprese insediate negli agglomerati  industriali
     della  Sicilia  presso  immobili realizzati  con  contributi
     pubblici,   trasformano   i   contratti   di   locazione   o
     concessione,   sin  dalla  data  della  loro   stipula,   in
     contratti  d'uso  gratuito  che  prevedono  il  mantenimento
     dell'attività e dei livelli occupazionali.

         2.  I  contratti che andranno registrati a cura e  spese
     delle  imprese,  dovranno prevedere l'immediata  risoluzione
     in  caso di mancato svolgimento delle rispettive attività  e
     mancato rispetto degli standard occupazionali. I consorzi  e
     l'Irsap controllano il rispetto delle predette condizioni  e
     in   caso   di  riscontrato  inadempimento  procedono   alla
     disdetta   del   contratto   di   comodato   per   procedere
     all'assegnazione  in comodato ad altre aziende,  selezionate
     secondo  graduatorie  di merito, che garantiscano  più  alti
     indici  occupazionali  mediante la  presentazione  di  piani
     d'impresa   che   documentino  l'impatto  occupazionale,   i
     mercati  di sbocco e la capacità finanziaria per far  fronte
     ai  nuovi  investimenti. Analogamente andranno  stipulati  i
     contratti per l'assegnazione degli immobili ancora liberi  a
     nuove imprese.

         3.  Le  imprese  insediate o da  insediarsi  presso  gli
     immobili  degli  ex Consorzi sono tenute al pagamento  delle
     spese  di  manutenzione straordinaria. Resta  confermato  il
     diritto  di prelazione in favore delle imprese insediate  in
     caso  di  vendita degli immobili. La vendita potrà  avvenire
     anche  utilizzando  l'istituto della vendita  con  patto  di
     riservato  dominio  per  la  durata  di  venti  anni  e  con
     pagamento  degli  interessi  legali  maturati  in  sede   di
     pagamento   dell'ultima   rata   annuale.   La   valutazione
     dell'immobile  al  momento  della  vendita  sarà   pari   al
     cinquanta per cento del valore risultante secondo i  criteri
     previsti   dalla   legge.   I   pagamenti   effettuati    da
     imprenditori già insediati negli immobili degli ex  Consorzi
     ASI  della Sicilia, mediante il medesimo istituto del  patto
     con  riservato  dominio saranno portati in  compensazione  e
     ricontrattualizzati secondo le superiori modalità».

   L'onorevole   Cancelleri   annuncia   la   presentazione   di   un
  emendamento.Attendiamo che si formalizzi.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:

                               «Art. 84
    Iscrizione dei Comitati Locali e Provinciali dell'Associazione
                      Italiana della Croce Rossa
     al Registro regionale delle persone giuridiche e al  registro
                     regionale delle Associazioni
                            di Volontariato

         1.  Ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 1-bis  del
     decreto    legislativo   28   settembre   2012,    n.    178
     (Riorganizzazione  dell'Associazione  Italiana  della  Croce
     Rossa    (C.R.I.),   i   Comitati   Locali   e   Provinciali
     dell'Associazione Italiana della Croce Rossa esistenti  alla
     data  del  31  dicembre 2013 sul territorio  siciliano  sono
     iscritti  di  diritto nel Registro regionale  delle  persone
     giuridiche  della Regione Siciliana alla data  prevista  dal
     medesimo  articolo  1 bis e nel Registro delle  Associazioni
     di  volontariato;  i Comitati locali della dell'Associazione
     italiana della C.R.I costituiti dopo il 1 gennaio 2014,  che
     siano  stati riconosciuti regolarmente dal Comitato centrale
     della  C.R.I.,  sono  iscritti  ad  istanza  di  parte   nei
     medesimi  Registri.  L'Associazione  Italiana  della   Croce
     Rossa  è  abilitata  a svolgere nella regione  siciliana  le
     funzioni  previste  dal comma 4 e seguenti  dell'articolo  1
     del Decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  84.1  a
  firma D'Asero e Alongi.

   ALONGI. L'emendamento è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'articolo  è  accantonato perché c'è un emendamento  che  si  sta
  formalizzando.

   Si passa all'articolo 85. Ne do lettura:

                               «Art. 85
      Riduzione degli oneri concessori per l'adozione di sistemi
                                  di
                  isolamento o dissipazione sismica.

         1.  L'articolo 7 della legge regionale 23 marzo 2010, n.
     6  è  così  sostituito: "L'adozione di sistemi di isolamento
     e/o  dissipazione sismica nelle costruzioni  sia  nuove  che
     derivanti  da precedenti demolizioni comporta una  riduzione
     pari  al 20 per cento degli oneri concessori che si aggiunge
     a  quella  prevista dall' articolo 4. La medesima  riduzione
     si  applica anche nel caso di adozione di tali sistemi nell'
     ambito di interventi sul patrimonio edilizio esistente"».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 85.1 a firma D'Asero
  e Alongi.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 85. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:

                               «Art. 86
                   Recepimento del  decreto Cultura

         1.  È  recepito l'articolo 7 comma 8 bis, della legge  7
     ottobre   2013   n.   112   "Conversione   in   legge,   con
     modificazioni,  del  decreto-legge  8  agosto  2013   n,   9
     (Decreto  Cultura),  recante  Disposizioni  urgenti  per  la
     tutela,  la  valorizzazione e il rilancio dei beni  e  delle
     attività culturali e del turismo  e successive modifiche  ed
     integrazioni».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 86.1.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 86. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:

                               «Art. 87
        Attività di estrazione di giacimenti minerari di cava.

         1.  L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio  2013,
     n. 9 è sostituito dal seguente:
         'Art.  12. - A decorrere dalla data di entrata in vigore
     della  presente legge è dovuto un canone di produzione annuo
     che  è commisurato alla superficie dell'area coltivabile  ed
     ai  volumi autorizzati della cava. Esso è ottenuto  sommando
     gli importi corrispondenti agli scaglioni di superfici e  di
     volumi autorizzati riportati nelle seguenti tabelle:

         2. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia ed
     i  servizi  di  pubblica  utilità le tariffe  devono  essere
     aggiornate ogni due anni sulla base dell'indice ISTAT.

         3.  L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi  di
     pubblica  utilità, sentita la Conferenza permanente Regione-
     autonomie   locali,  definisce,  con  proprio  decreto,   le
     modalità  applicative  e  di  controllo  del  pagamento  dei
     canoni  entro  90 giorni dalla pubblicazione della  presente
     legge nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

         4.  I canoni di produzione sono destinati per il 50  per
     cento  al  comune in cui ricade l'area di cava e per  il  40
     per  cento  all'Assessorato  regionale  dell'energia  e  dei
     servizi  di pubblica utilità. Qualora siano interessati  più
     comuni,  la  quota del 50 per cento è ripartita  sulla  base
     della  superficie  dell'area di cava  ricadente  in  ciascun
     comune.  II  rimanente 10 per cento dei canoni di produzione
     è  destinato al finanziamento del fondo di cui  al  comma  9
     del   presente  articolo.  Tale  fondo  può  essere  altresì
     finanziato  con  le risorse regionali stabilite  annualmente
     dalla legge di bilancio.

         5.  I  canoni destinati ai Comuni sono finalizzali  alla
     realizzazione   di  opere  di  recupero  e  riqualificazione
     ambientale  riguardanti  l'attività  estrattiva  nonché   al
     recupero   dei   beni   confiscati  alla   mafia   ed   alle
     organizzazioni criminali.

         6.  Il  50  per cento del gettito derivante  dal  canone
     destinato  all'Assessorato  regionale  dell'energia  e   dei
     servizi  di  pubblica utilità, è destinato  a  sostenere  le
     attività  di studi e ricerche di settore, di monitoraggio  e
     vigilanza   del   settore   estrattivo,   nonché   per    il
     potenziamento    delle   risorse   umane   assegnate    all'
     Assessorato  per l'incremento dell'attività di sorveglianza,
     controllo e lotta all'abusivismo in campo estrattivo.

         7.  In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
     sensi  dell'art. 24 della l.r. 127/80 e s.m.i. la quota  dei
     canoni  relativa  al periodo di sospensione  non  è  dovuta.
     Eventuali periodi di attività estrattiva inferiori  all'anno
     solare saranno calcolati per dodicesimi.

         8.  Il  ritardato pagamento delle somme dovute  comporta
     l'applicazione degli interessi legali.

         9.  E' istituito il Fondo regionale di rotazione per  le
     spese  di demolizione delle opere abusive, per concedere  ai
     Comuni  anticipazioni  senza interessi  sui  costi  relativi
     agli  interventi  di demolizione delle opere  abusive  e  di
     ripristino  dello  stato dei luoghi. Le  anticipazioni  sono
     rimborsate  al  Fondo stesso utilizzando le  somme  ricevute
     dai  responsabili  degli  abusi  ovvero  le  somme  riscosse
     coattivamente  come previsto dal D.P.R. del 6  giugno  2001,
     n.  380  "Testo  unico  delle  disposizioni  legislative   e
     regolamentari  in  materia  edilizia".  Qualora   le   somme
     anticipate  non siano rimborsate entro 5 anni,  la  Regione,
     al  fine  di  reintegrare  il  Fondo  di  rotazione  stesso,
     trattiene  la  corrispondente somma dai fondi  dei  capitoli
     del  bilancio  regionale che prevedono  a  qualsiasi  titolo
     trasferimenti ai Comuni inadempienti».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  87.5  a
  firma degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, solo  per
  rimarcare,  ovviamente, che questa proposta  che,  tra  l'altro,  è
  stata  fatta proprio del Governo e votata dalla Commissione,  dalla
  III Commissione, rende giustizia secondo me a un comparto.
   Un  po'  di  tempo  fa,  qualche  anno  fa,  questo  Parlamento  è
  intervenuto  per  procedere a determinare  una  imposta  che  si  è
  rivelata   non  solo  iniqua  ma  addirittura  sostanzialmente   di
  difficile  applicazione tenuto conto che  i  parametri  su  cui  si
  basava erano di difficile, in qualche modo, attuazione.
   La  norma  in  questione approvata, appunto, dalla III Commissione
  rende  giustizia  e  rende  sopportabile,  comunque,  l'imposizione
  tributaria  che  non  è esclusa ma ovviamente viene  ridimensionata
  alla capacità di sopportazione dello stesso comparto.
   Anche le somme che effettivamente ne derivano sono finalizzate per
  interesse  in  qualche  modo  pubblici  quali  quelli  in   maniera
  particolare del ripristino ambientale e, soprattutto, l'utilizzo da
  parte  del  Comune  di  somme che servono  ovviamente  alla  stessa
  collettività che, peraltro, sopporta la presenza appunto delle cave
  ed è giusto che effettivamente ne usufruisca anche dei benefici.
   Volevo  in qualche modo, appunto, ringraziare il Presidente  della
  III Commissione e, ovviamente, anche coloro i quali sicuramente  si
  sono  prodigati, in maniera molto particolare molti  deputati,  nel
  cercare  di  ripristinare quel senso di giustizia che a mio  avviso
  era stata in qualche modo violata precedentemente.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ribadire
  che  l'articolo che è inserito nel testo della legge finanziaria  è
  proprio  il  frutto di questo lavoro, che si è fatto in commissione
  con  la categoria dei rappresentanti dei titolari delle cave, e con
  la  presenza di colleghi presenti da altre commissioni,  perché  la
  legge precedente aveva determinato una situazione di difficoltà del
  settore.  Devo  dire  che la formulazione che abbiamo  adottato  in
  commissione,  poi  modificata in una delle tabelle  in  commissione
  bilancio,  ha  trovato il consenso del direttore del  dipartimento,
  perché  mantiene un suo equilibrio finanziario, cioè attraverso  la
  modifica delle fasce migliora la situazione per la gran parte delle
  aziende  di estrazione di materiali da cava, senza avere  un  danno
  finanziario da parte della regione.
   Ecco  è  uno  di  quei casi in cui attraverso una  modifica  delle
  tabelle  di  riferimento, abbiamo dato un segnale di attenzione  al
  settore che ha ricevuto il consenso del direttore del dipartimento.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente
  il  Presidente  Marziano ha illustrato dettagliatamente  anche  gli
  aspetti  tecnici di questa norma, che determina un entrata  per  la
  Regione, quindi non è assolutamente vero che questa è una norma che
  determina  una  spesa, e quindi in un settore tra i più  importanti
  dell'apparato  produttivo siciliano, sia dal punto di  vista  della
  incidenza  sul prodotto interno lordo, sia per quanto  riguarda  la
  esportazione,  io  credo che l'Assemblea Regionale  Siciliana  deve
  dare  ancora  una volta una risposta precisa a questo  comparto.  E
  dico  questo perché il metodo di calcolo determina un'entrata certa
  per la Regione, mentre la legge vigente determina un'incertezza  su
  quelli  che  sono  i  canoni introitati dalla Regione  perché  sono
  legati  ai  volumi estratti, che determinano davvero  incertezza  e
  persino  rischio di infrazioni e di comportamenti involontariamente
  illeciti   da   parte   degli  operatori,  che   hanno   difficoltà
  evidentemente  ad  individuare i volumi,  questa  norma  invece  da
  certezza  a  che  la  Regione venga ad introitare  queste  risorse,
  perché  lega  i  canoni alla superficie autorizzata,  e  ai  volumi
  autorizzati, quindi non c'è alcun dubbio nessuna incertezza.
   Io  ho riscritto rispetto al testo della commissione questa norma,
  aggiungendo qualche particolare.
   E'  previsto  che il 50% dei canoni introitati debbano  andare  ai
  comuni questo è giusto, ma è altrettanto giusto che debbano servire
  certamente  ad  opere  di  bonifica, ma  ad  interventi  che  siano
  Presidente   strettamente  legati  all'attività   estrattiva,   non
  possiamo pensare che i comuni possano utilizzare queste risorse per
  scopi  di  bonifica  che certamente non sono legati  alle  attività
  estrattiva. Alla stessa maniera dobbiamo precisare che la relazione
  puntuale  del dirigente generale dell'ingegnere Lo Monaco,  precisa
  come  rispetto  agli introiti preventivati nel 2010  che  erano  di
  circa cinque milioni, oggi siamo in una condizione purtroppo legata
  alla fase di crisi, alla fase recessiva per cui rispetto al 2010 il
  20%  di cave non sono più in attività ed, inoltre, è stato di  gran
  lunga  ridotto  il  volume di esportazione per  cui  questa  norma,
  ribadisco,  Presidente  e  Governo, dà  certezza  di  entrate.  Non
  determina assolutamente una spesa e, soprattutto, dà ad un settore,
  ad  un  comparto  produttivo  tra i  più  importanti  ripeto  della
  Sicilia, certezza per quanto riguarda il pagamento dei canoni e per
  quanto  riguarda  il loro futuro. Quindi credo  che  il  Parlamento
  vorrà davvero votare e fare di questo emendamento e di questa norma
  una legge della Regione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Devo
  dire che la norma è stata abbastanza discussa all'interno della III
  Commissione.  E'  figlia  di  una precedente  finanziaria  e  si  è
  affrontato,  devo  dire,  il tema però con  molta  pacatezza  anche
  perché  abbiamo  sentito  tutti gli autori  della  problematica:  i
  cavatori, tutte le persone che gravitano attorno a questo bacino. E
  siamo  addivenuti,  in  qualche modo, ad  una  proposta  anche  con
  l'aiuto  degli  uffici  regionali, del dottor  Lo  Monaco  che,  in
  qualche modo, ha messo in pari quello che era, comunque, un dare ed
  un avere quindi la sostenibilità anche della norma.
   Voglio,  però, fare notare alla sua Presidenza e, quindi, anche  a
  tutta  l'Aula  che,  chiaramente, questo  ragionamento  è  avvenuto
  all'interno  della III Commissione, poi però la  norma  è  passata,
  ulteriormente,  al  vaglio  della II Commissione  che  ha  cambiato
  alcune  parti.  La cosa importante è che è cambiata soprattutto  la
  tabella.  Nell'emendamento 87.2 io ripropongo di nuovo  la  tabella
  che era uscita dalla III Commissione, ma non perché io abbia a dire
  che  non mi piace, perché semplicemente è la tabella che gli uffici
  regionali ci hanno proposto dandoci praticamente quella che era  il
  bilanciamento  perfetto tra quello che viene dato e quello  che  si
  deve  avere  da  parte di una amministrazione  regionale.  Per  cui
  ritengo  importante questo principio, mi riservo di intervenire  su
  un  emendamento  successivo. Credo, intanto,  che  la  prima  parte
  riguarda senza ombra di dubbio questa cosa qui che sembra  di  lana
  caprina  però, in realtà, utilizzo proprio le parole del dottor  Lo
  Monaco  quella  griglia  che  era  stata  proposta,  che  è  quella
  dell'emendamento  87.2,  dà proprio il bilanciamento  perfetto  tra
  quello che dobbiamo dare e quello che dobbiamo avere.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Avevo
  deciso  di  non  intervenire perché gli interventi degli  onorevoli
  Fazio  e  Gucciardi  sono esaustivi. Lo faccio soltanto  perché  il
  ravvedimento  operoso  dell'onorevole  Cancelleri  credo  che  vada
  rimarcato. La norma di due anni fa è nata per volere del gruppo del
  Movimento  Cinque Stelle che considerava gli estrattori delle  cave
  di  marmo siciliani come dei petrolieri  Dopo anni si è riusciti  a
  capire che era sbagliato e, quindi, il fatto che loro la sostengano
  mi  fa piacere. Lo volevo rimarcare e, chiaramente, voterò a favore
  dell'emendamento.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri, quindi, mantiene l'emendamento
  87.2. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA.  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 87.4, I parte,  del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con il parere favorevole della Commissione  pongo  in
  votazione l'emendamento 87.4.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, mi sembra veramente assurdo  questo
  emendamento.  Mi  perdonerete, non so chi l'ha fatto.  Il  comma  4
  stabilisce che il 100% è il canone che i cavatori danno e il 50% va
  ai Comuni, il 40% va al fondo regionale e il 10% va ad istituire un
  fondo  regionale  di  rotazione per le spese di  demolizione  delle
  opere abusive.
   Se con questo emendamento andiamo a sopprimere che il 10% va li  e
  che  il  50%, ora capisco che gli assessori probabilmente hanno  da
  fare e  non vengono in Commissione, però, se ci mandano i dirigenti
  degli  assessorati che si vengono a prendere degli  impegni  e  poi
  vengono disattesi dagli assessori qui, allora la vogliamo fare  una
  norma regionale seria stasera.
   Facciamo  che  se  non  vengono gli  assessori  gli  cominciamo  a
  togliere  una parte dello stipendio, perché non si può lavorare  in
  questo modo. Cioè qui Lo Monaco, il dirigente Lo Monaco è venuto in
  Commissione a prendere degli impegni a nome dell'Assessore  e  oggi
  gli  Assessori fanno l'esatto contrario di quello che  è  venuto  a
  fare.  Allora, io personalmente, da oggi in poi, quando non vengono
  gli  assessori  diserto Aula e diserto Commissioni.  Non  partecipo
  più.

   BACCEI, Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  Assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati, qua anche se fosse venuto, non è un problema di assessori
  ma  il problema è tecnico, di contabilità finanziaria perché non si
  possono  fare entrate vincolate  quindi per questo motivo  è  stato
  fatto. Il parere non è un parere da Commissione ambiente.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  87.4.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

   CANCELLERI  .  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto,


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.4, I parte

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 87.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi vota non preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti.....................65
   Votanti......................65
   Maggioranza.............33
   Favorevoli.................37
   Contrari.....................24
   Astenuti .................... 4

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'emendamento 87.7 che è stato distribuito.
   Il parere del Governo sull'emendamento 87.7.

   BACCEI, Assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  il  comma  5
  vincola   l'intera  somma  per  riqualificazione   ambientale.   La
  riqualificazione  ambientale spetta ai  proprietari  di  cave,  nei
  propri territori, nel momento in cui abbandonano le cave per aprire
  altre cave.
   Quindi, nelle varie concessione che vengono rilasciate, spetta  al
  proprietario stesso, di farlo.
   Nel mio emendamento non do soldi a quel comune che è deturpato  in
  quel  territorio  e  vive  in  un momento  di  disagio,  ma  do  la
  possibilità,  non  di spenderli a fare feste e  festini,  è  giusto
  così,  ma  poter utilizzare il 50 per cento alle risorse  date  dal
  comma 5, per la manutenzione e la movimentazione ambientale, nonché
  per  i  beni  confiscati alla mafia, ma l'altro 50 per  cento  alla
  valorizzazione del territorio, del tessuto urbano e  degli  edifici
  scolastici ad uso istituzionale.
   A  volte  il comune non ha i soldi neanche per potere adempiere  a
  questo.
   Prego, quindi, il governo di darmi un parere favorevole perché non
  penso di aver fatto qualcosa di negativo per il territorio e per  i
  comuni.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GUCCIARDI.    Signor   presidente,   l'intenzione   dell'onorevole
  Ruggirello  è  certamente lodevole e positiva,  tuttavia  il  testo
  dell'articolo 87, così come per altro, già emendato, con l'Aula che
  ha approvato gli emendamenti del governo, per motivi di contabilità
  finanziaria,  ha  detto l'assessore, che non è  possibile  dare  un
  vincolo  di  destinazione, così come era  scritto  e  così  come  è
  proposto  nell'emendamento dell'onorevole Ruggirello e,  quindi,  è
  stato già cassato dall'Aula.
   Il comma 5 che rimane nel testo e rispetto al quale non è previsto
  alcun emendamento, prevede letteralmente che i canoni destinati  ai
  comuni  sono finalizzati alla realizzazione di opere di recupero  e
  riqualificazione  ambientale,  riguardanti  l'attività  estrattiva,
  nonché   al  recupero  dei  beni  confiscati  alla  mafia  e   alle
  organizzazioni criminali.
   L'obiettivo  è raggiunto. Non è immaginabile che i canoni  vengano
  pagati  da imprenditori del comparto del marmo e date ai comuni  su
  cui  insistono  le  cave  e,  poi, si  utilizzino  le  risorse  per
  riqualificazione  ambientale  che  non  siano  legate  all'attività
  estrattiva.
   Questo, credo sia assolutamente ragionevole perché non è possibile
  utilizzare  per  la  riqualificazione ambientale  della  costa,  ad
  esempio,   ma   debbono  essere  destinate  alla   riqualificazione
  ambientale  delle cave e, quindi, del territorio  che  è  legato  e
  collegato all'attività estrattivi.
   Noi  abbiamo un vincolo di destinazione che non consente ai comuni
  di  fare  un  uso  diverso e, quindi, di destinare le  somme  verso
  finalità  diverse,  ma  riqualificando  il  territorio  che   viene
  sfruttato e, in qualche modo, violentato dall'attività estrattiva.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   RUGGIRELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.7

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 87.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          30
   Contrari            25
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Si   passa  all'emendamento  87.4,  II  parte.  Il  parere   della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  87.4  III  parte.  Il  parere   della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 87.6, che è stato distribuito,  a  firma
  dell'onorevole Cancelleri e altri.

   CANCELLERI. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 87.1 a firma dell'onorevole
  Assenza,  Falcone  immagino  sia  ritirato.  L'emendamento  propone
  un'applicazione retroattiva della norma.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor presidente, onorevoli colleghi, intanto  volevo
  dire all'assessore Baccei che tanto si è prodigato immediatamente a
  dire  che non si poteva fare la riduzione dal cinquanta al quaranta
  per istituire un fondo del 10%, un fondo di rotazione regionale per
  l'abbattimento degli ecomostri perché erano delle somme  vincolate.
  Quando  però  poco  fa  gli  ho detto che  un  dirigente  dei  suoi
  assessorati  aveva  detto che non si pareggiavano  i  conti  se  si
  andava  a cambiare la tabella, perché le cave sono più da cinquanta
  e  centro  metri cubi e non ce ne sono da cinquemila  e  andando  a
  parametrare  gli  oltre cinquemila metri cubi  stiamo  tassando  il
  nulla,  perché non ci sono cave. Però questo non l'aveva  capito  o
  forse non lo aveva voluto capire.
   Ora  questo emendamento io non lo so se lo ritiro, può essere  che
  lo ritiro, non lo so ora mentre che me ne vado al banco ci penserò.

   MILAZZO Giuseppe. Lo mantenga.

   CANCELLERI.  Grazie onorevole Milazzo, quando  mi  incoraggia.  Lo
  mantengo  allora.  Lo  sa perché l'ho presentato?  L'ho  presentato
  perché  anche qui in questo emendamento io dico una cosa  semplice,
  la  storia delle cave è combinata in questo modo che si danno delle
  concessioni per un determinato volume di metri cubi, al termine del
  volume dei metri cubi cavati si devono ripristinare le zone,  anche
  dal  punto  di  vista  ambientale quindi di  decoro,  di  messa  in
  sicurezza  e quant'altro. Però. fatta la norma trovato praticamente
  l'inganno,  perché  cosa succede? Che non si arriva  al  cento  per
  cento   di   completamento,  ci  si  ferma  un  minuto  prima,   al
  novantanove,  al novantacinque, per cui non c'è mai  l'obbligo  del
  ripristino.  Allora  noi  abbiamo detto che  si  deve  ripristinare
  qualunque cava che o viene terminata nella cavatura o che  per  due
  anni l'attività di cavatura viene interrotta in maniera continuata,
  che non mi sembra un periodo.

   RAGUSA. C'è la crisi .

   CANCELLERI. Mi sembra un periodo lungo, mi sembra un periodo molto
  lungo.  Ora dico, onorevole Ragusa, ci sarà anche la crisi, ma  che
  non  è  che  sono due potevano diventare tre, quattro, ci  potevamo
  ragionare su questa cosa, invece no. Questa è la logica dei numeri.
  Voi  volete andare avanti, tant'è che non solo, perché  ora  ve  le
  devo raccontare le cose, non solo in commissione questo emendamento
  il dirigente dell'assessorato, non un signore che passava di lì, ma
  un   dirigente   dell'assessorato  dice    no   onorevole,   questo
  emendamento se permette lo apprezziamo, lo inseriamo poi nel  piano
  cave,  però  se  vuole magari lo ritira perché  non  è  materia  di
  finanziaria . Ecco a me questi ragionamenti piacciono e  quindi  io
  convengo con il dirigente e dico va bene, ok.
   Poi però nella norma, nella notte della finanziaria mi ritrovo  un
  comma  7  che  dice che se tu non cavi per un anno non sei  neanche
  tenuto  a  pagare il canone. E' l'esatto direzione contraria,  però
  quella  lì  diventa  norma di finanziaria?  Non  esiste.  Quindi  o
  cominciamo a parlare la stessa lingua e la stessa lingua la  devono
  parlare  sia  quelli  che  fanno parte dell'opposizione  che  della
  maggioranza, o diversamente possiamo fare l'alba di giorno 2 perché
  emendamenti ne abbiamo a mai finire.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri io avevo inteso che l'emendamento
  87.6 fosse ritirato. E' mantenuto?

   CANCELLERI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto  segreto  all'emendamento
  87.6.  Essendo  la richiesta appoggiata a termini  di  Regolamento,
  indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          20
   Contrari            40

                           (non è approvato)

   Invito  al  ritiro  dell'emendamento 87.1.  Bisogna  capire  se  è
  realmente  applicabile, disponendo una decorrenza retroattiva.  Poi
  su questo chiederei il parere del Governo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,   come   è   evidente,   noi   con
  l'approvazione dell'articolo 87 stiamo introducendo una modalità di
  calcolo  del pagamento e dei canoni totalmente diversa  rispetto  a
  quella  precedente che il governo ha riconosciuto essere totalmente
  errata.  Non  solo. Ma era una modalità astrusa  e  gli  uffici  mi
  potranno  confermare che ad oggi non è stato incassato  neppure  un
  euro  perché  i  calcoli erano resi impossibili dalla farraginosità
  della norma. I pagamenti dell'anno 2014, peraltro, a norma di legge
  sono  ancora  in corso. Siamo in presenza di una norma  che  non  è
  assolutamente  retroattiva perché i pagamenti  sono  in  corso,  le
  scadenze dei pagamenti relativi all'anno 2014 andranno a scadere il
  30  maggio.  Noi oggi stiamo cambiando la mentalità di calcolo  del
  canone,  Quindi,  adottare  per il pagamento  dell'anno  scorso  un
  metodo  di  calcolo  che  è  stato per legge  riconosciuto  erroneo
  sarebbe  questo  sì illegittimo. Mi si consenta, non  il  contrario
  perché  noi  applicheremmo  una  norma  non  più  esistente  ad  un
  pagamento che ancora deve avvenire.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. In bilancio è stato
  messo  l'importo nel 2014 che oggi sono residui attivi che noi  non
  possiamo  più  variare perché altrimenti squilibriamo  il  bilancio
  2014. Quindi il parere è contrario.

    PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  87.1.  Il  parere
  della Commissione?

   DINA  ,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione  avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 87.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          34
   Contrari            25
   Astenuti             1

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 87 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:

                               «Art. 88
       Disposizioni in materia di medici specialisti di medicina
                             veterinaria.

   1. Al fine di implementare l'attività di controllo e prevenzione e
  lotta  alle malattie animali e la sicurezza alimentare, l'Assessore
  regionale per la salute è autorizzato per il triennio 2015-2017, ad
  incrementare le ore lavorative dei medici specialistici di medicina
  veterinaria impegnati nelle azioni previste dal piano nazionale  di
  prevenzione   2014-2018,  e  a  prorogare  i  contratti   a   tempo
  determinato  dei  medici  specialisti di  medicina  veterinaria  in
  servizio presso le ASP, nei limiti massimi stabiliti dalla  vigente
  legislazione in materia nei limiti dei fabbisogni sanitari.

   2.  All'onere derivante dal presente articolo si farà  fronte  nei
  limiti della disponibilità del Fondo sanitario».

   Comunico  che  all'articolo  88 è stato  presentato  l'emendamento
  87.7, a firma del Governo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore  di
  questa questione ne abbiamo parlato in Commissione sanità anche più
  volte,  però  in  questo  modo,  quando  mettiamo  i  limite  delle
  assegnazioni  alle  ASP,  non abbiamo risolto  il  problema  perché
  praticamente  non  diamo un centesimo in  più  alle  ASP  e  questo
  significa,  siccome questa questione è stata portata in Commissione
  e  avevamo  chiesto  un progetto speciale per quanto  riguardava  i
  problemi  di  Messina, Enna, Ragusa, Siracusa, perché vi  sono  dei
  casi  particolari di brucellosi, di altre malattie  con  situazioni
  gravi,  con  questo limite non abbiamo concluso. Stiamo dando  alle
  ASP   le  stesse  somme  che  davano l'anno  scorso  e  negli  anni
  precedenti. Non abbiamo incrementato.
   Qui  c'è  una norma che dice fondo sanitario regionale annualmente
  assegnato alle ASP dagli stanziamenti

   DIGIACOMO. E' incrementato.

   LACCOTO. Incrementato di quanto?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO,  assessore  per la salute.  La  riscrittura  era  tesa
  semplicemente  a modificare alcuni aspetti formali. Intanto  non  è
  l'assessore  regionale  per  la salute  ad  essere  autorizzato  ad
  incrementare le ore, ma le ASP.
   Quindi   abbiamo  modificato  soltanto  questo.  Poi   l'articolo,
  sostanzialmente,  autorizza  le aziende  sanitarie  provinciali  ad
  incrementare  le ore lavorative. Il che significa che  questo  deve
  avvenire  nell'ambito  della quota capitale  annualmente  assegnata
  alle ASP a valere sul fondo sanitario.

   LACCOTO. Assessore, ma la parte economica non viene incrementata.

   BORSELLINO, assessore per la salute. La parte economica legata  ai
  costi  del personale è soggetta ad un tetto di spesa. Il  tetto  di
  spesa  è quello complessivo, non della specialistica convenzionata.
  Non possiamo fissare importi nella norma.
   Questa  è materia di negoziazione con le aziende. Noi non possiamo
  fissare in una norma il tetto di spesa per il personale.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Assessore,  le volevo chiedere una cosa.  L'emendamento  fa
  riferimento solamente ai veterinari assunti a tempo determinato per
  le ore riferite per ogni singola provincia.
   Io so di veterinari assunti a tempo indeterminato che svolgono non
  più di dieci, undici ore, molto meno rispetto a quelle. Questi sono
  a tempo determinato.

   BORSELLINO,   assessore  per  la  salute.  Ci  sono  entrambe   le
  fattispecie.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  per  proporre  alla  Presidenza e ai colleghi, visto  che  ormai  è
  presto  se  ci  possiamo dare un ordine diverso senza  togliere  la
  parola  a nessuno, magari un componente per gruppo, senza limite  o
  il  designato del gruppo e vediamo di snellire i lavori rispetto al
  fatto che magari tra gruppi ci riuniamo e quando c'è  una questione
  la  espone  uno  per  tutti  e quando ci sono  più  emendamenti  il
  deputato spiega tutto e ci togliamo il pensiero visto che siamo

   PRESIDETNE.  E'  un suggerimento di buon senso.  Devono  essere  i
  gruppi ad autodeterminarsi.
   Pongo in votazione l'emendamento 88.7 del Governo. Il parere della
  Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 88.3 del Governo, emendamento aggiuntivo.
  Il parere della Commissione?

   DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l'articolo 88 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:

                               «Art. 89
              Misure per i minori affetti da disabilità.

  1.  Una  quota  pari  al 10% delle risorse assegnate  alla  Regione
  siciliana a valere sul Fondo nazionale per le non autosufficienze è
  destinata all'attuazione dell'articolo 91 della 1.r. 11/2010 (Piani
  personalizzati per minori affetti da disabilità).

  2. Per le suddette finalità, le Aziende sanitarie provinciali hanno
  l'obbligo  di  stipulare apposite convenzioni con  le  associazioni
  delle famiglie dei minori disabili.»

  E'  stato  presentato  un  emendamento  del  Governo  a  firma  del
  Presidente della Regione soppressivo. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 89 è soppresso.
   Si  ritorna all'articolo 83. E' stato presentato un emendamento  a
  firma dell'onorevole Cancelleri 83.2. E' un emendamento aggiuntivo.
  Il parere del Governo?

   LO  BELLO,  assessore per l'istruzione e formazione professionale.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.

  PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Io vi inviterei a chiedere di parlare  prima  che  io
  chieda il parere del Governo e della Commissione. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor  Presidente,  volevo  solo  fare   presente   che
  l'articolo  così  come  è  formulato,  le imprese  insediate  negli
  agglomerati  industriali della Sicilia presso  immobili  realizzati
  con  contributi  pubblici ,  non fa riferimento  agli  immobili  di
  proprietà    dell'Irsap.   In   questo    modo    fa    riferimento
  complessivamente agli immobili anche di proprietà di privati,  cioè
  un  privato che ha realizzato, per esempio, un immobile con i patti
  territoriali, rientra assolutamente in questo articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 83 nel testo risultante.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Lo  spirito  dell'articolo  è  quello  di  mettere  nelle
  condizioni  le  imprese  che  sono in  capannoni,  in  immobili  di
  proprietà  dell'Irsap che se proseguono l'attività e  mantengono  i
  livelli  occupazionali  gli  si da in comodato.  Come  è  formulato
  l'articolo,  l'articolo riguarda anche i  privati  ed  è  una  cosa
  illegittima.  Noi non possiamo andare a requisire i  capannoni  dei
  privati.

   PRESIDENTE. L'emendamento 83.2 è stato votato con esito  negativo.
  Se ci sono altre proposte di emendamento all'articolo 83, prima che
  sia   messo  ai  voti,  vengono  formalizzate  e  procediamo   alla
  votazione.
   Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:

                               «Art. 90
           Accreditamento enti di formazione professionale.

   1. Con decreto del Presidente della Regione Siciliana, adottato su
  proposta  dell'assessore Regionale per l'Istruzione e la Formazione
  Professionale,  in conformità alle specifiche intese  raggiunte  in
  Conferenza Stato Regioni ai sensi dell'articolo 8, comma  6,  della
  legge 5 giugno 2003, n. 131 e successive modifiche ed integrazioni,
  sono approvate le disposizioni disciplinanti l'accreditamento degli
  organismi   formativi   operanti  nel  sistema   della   formazione
  professionale siciliana».

   C'è un emendamento soppressivo, 90.1, che è ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 90. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 83. E' stato formalizzato l'emendamento 83.3
  che  recita:  Al primo comma dopo  presso immobili  aggiungere   di
  proprietà dell'IRSAP , a firma dell'onorevole Alloro. Il parere del
  Governo?

   LO   BELLO,   Assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  auguro  di
  interpretare  erroneamente l'articolo. Però io temo che  attraverso
  l'approvazione  di  questo articolo noi diamo l'ennesimo  colpo,  e
  forse quello definitivo, alle finanze dei comuni.

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Comuni?

   ASSENZA. Sì. Così come è scritto.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente della Commissione. Abbiamo  aggiunto
   di proprietà dell'IRSAP .

   ASSENZA.  Allora non c'è bisogno . Perché altrimenti  anche  tutti
  gli immobili

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 83.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:

                               «Art. 91
        Distacco del personale del Corpo di vigilanza del Parco
                             dei Nebrodi .

   1.   E'  autorizzato  il  distacco  per  gli  anni  2015-2016  del
  personale  del  corpo  di  vigilanza del  Parco  dei  Nebrodi,  già
  equiparato  al  personale del Corpo forestale  della  Regione,  nei
  limiti  dei  posti  vacanti alla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  nel  ruolo  dello stesso  Corpo  forestale  della
  Regione,  con  oneri  a  carico del Parco dei  Nebrodi  quale  ente
  distaccante».

   C'è  un  emendamento  soppressivo, 91.1,  a  firma  dell'onorevole
  Alongi che è stato ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 91. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:

                               «Art. 92
           Utilizzo di acque minerali per fini idropotabili

   1.  In conformità alle disposizioni contenute all'articolo 97  del
  decreto  legislativo  del 3 aprile 2006, n. 152,  l'utilizzo  delle
  acque   minerali,  naturali  e  di  sorgente  per   fini   pubblici
  idropotabili è prioritario rispetto all'utilizzo industriale.

   2.  Il  competente ufficio del Genio Civile, valutata la necessità
  dell'uso  di  acqua minerale a fini idropotabili, ne  determina  la
  portata  necessaria al fabbisogno della popolazione,  identifica  i
  relativi  pozzi  e/o sorgenti e, nelle more che si ripristinino  le
  condizioni previste dal Piano Regionale degli acquedotti, e  quindi
  per un periodo transitorio, provvede al rilascio della concessione.

   3.  Il  titolare della concessione di acqua minerale  è  tenuto  a
  corrispondere alla Regione un canone annuo di superficie pari a  48
  euro  per  ogni ettaro o frazione di ettaro di superficie concessa,
  non   inferiore   comunque   a   2.500   euro,   da   corrispondere
  anticipatamente  entro il 31 gennaio di ogni  anno,  ed  un  canone
  annuo  di  produzione, commisurato alla quantità di  acqua  emunta,
  pari a 0,03 euro per ogni metro cubo, da corrispondere entro il  31
  gennaio dell'anno successivo a quello di produzione.

   4.  I canoni di cui al comma 3 sono aggiornati ogni due anni sulla
  base  dell'indice ISTAT con provvedimento dell'Assessore  regionale
  per l'energia e i servizi di pubblica utilità.

   5.  Le  disposizioni di cui al presente articolo  decorrono  dalla
  data di entrata in vigore della legge regionale 15 maggio 2013,  n.
  9».

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,
  questo  articolo  va  spiegato bene  perché  è  un  articolo  molto
  particolare  anche  perché dal titolo  già  si  capisce  che  è  un
  argomento un po' strano.
   L'articolo  92. Stiamo parlando di utilizzo di acque minerali  per
  uso   idropotabile,   cioè  dovrebbe  essere   non   scontato   che
  praticamente l'acqua minerale si usa per bere, no? E,  invece,  qua
  c'è bisogno di specificarlo.
   Ma  andiamo  a spiegare un po' di cosa si tratta anche  perché  la
  norma  nasce  da  un'altra esigenza, non è l'esigenza  che  vediamo
  rappresentata in questo articolo.
   In  pratica  c'è  stato  un  problema che  abbiamo  ravvisato  con
  l'Ufficio, con il Dipartimento Acqua e Rifiuti, in cui una  società
  in provincia di Palermo che ha avuto una concessione per l'utilizzo
  delle acque minerali, la utilizza invece per fini acquedottistici e
  si  è  ritrovata nel corso di questi anni, negli ultimi  anni,  per
  effetto  di  una  norma che abbiamo approvato nel  2013,  a  pagare
  l'acqua  non  tanto quanto la pagava prima, quindi a  13  centesimi
  circa  a  metro cubo, ma a due euro a metro cubo per effetto  della
  norma  su  cui  abbiamo  inciso per le  concessioni  per  le  acque
  minerali.  E, quindi, da quanto pagava prima a quanto  paga  adesso
  c'è una bella differenza.
   Questo articolo cerca di sanare questa situazione tant'è che  poi,
  alla fine, vedrete  le disposizioni di cui al presente articolo  si
  applicano   con  data  retroattiva ,  questo  sicuramente   non   è
  applicabile, è una norma un po' strana.
   Quello  che noi vogliamo fare rilevare oltre a questo, è  che  non
  solo  viene praticamente data una concessione per l'utilizzo  delle
  acque minerali e poi viene utilizzata per fini acquedottistici,  ma
  poi  viene dato ad un canone di 0,3 centesimi a metro cubo,  quando
  praticamente tutte le altre società che le utilizzano per  fini  di
  acqua  minerali e la imbottigliano, lo vedremo nell'articolo 93  la
  pagano  ad 1 euro, 1,80 a metro cubo, quindi si crea una  sorta  di
  disparità.
   Il  problema che si cerca di sanare con questa norma è un problema
  di  carattere amministrativo, quindi basta cambiare la  concessione
  da  tipo  acque  minerali a tipo acquedottistico e  si  risolve  il
  problema.,  ma  si  cerca di sanare con una norma  quindi  con  una
  legge.
   Quindi pensiamo che questa norma vada ovviamente soppressa, questo
  articolo  vada soppresso per questi motivi, se c'è un  problema  di
  carattere  amministrativo  questo va sanato  con  un  provvedimento
  amministrativo e non con una legge, anche perché se  noi  aprissimo
  praticamente  questo  genere di maglia, con  cui  chi  ottiene  una
  licenza  per fini di acque minerali, può utilizzare poi  anche  per
  scopi  acquedottistici  apriamo una maglia  in  tutta  la  regione,
  quando  l'azienda da salvare allo stato attuale è soltanto  una  in
  tutta la regione Sicilia, grazie.

   PRESIDENTE. L'onorevole Mangiacavallo ha sollevato un problema che
  invito il Governo a valutare, cioè la retroattività dell'entrata in
  vigore della norma.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le considerazioni
  fatte   dal   collega   Mangiacavallo  sono  tutte   considerazioni
  giustissime,  che sono state tenute in debito conto  nel  dibattito
  che si è svolto in commissione, abbiamo però valutato l'opportunità
  di  fare  questo articolo, perché c'è una situazione  peculiare  in
  un'area diciamo significativa del comune di Palermo.
   Allora  anche  in  una  interlocuzione  molto  stringente  con  il
  direttore  del  dipartimento, si sono poste  le  condizioni  perché
  questa  sia  una situazione diciamo eccezionale, e  che  non  debba
  durare  nel tempo, tant'è che la concessione all'utilizzo di  acqua
  minerale, che è un bene prezioso oggettivamente, stiamo parlando di
  un  bene  diverso  dall'acqua  per usi idropotabili,  debba  essere
  motivata,  debba  essere fatta su concessione diciamo  motivata  da
  parte  del genio civile, per un periodo limitato e a differenza  di
  quanto avviene oggi, perché vero è che il canone previsto è minore,
  ma a differenza di quanto avviene oggi si prevede un canone.
   Ecco il tema che ha posto il collega Mangiacavallo potrebbe essere
  in  qualche  modo  tenuto in considerazione, definendo  il  periodo
  temporale  massimo  in  cui una situazione eccezionale  può  essere
  diciamo avallata, per cui se si inserisce che anziché ogni due anni
  si  rivaluti  il canone, si può dire per la durata massima  di  due
  anni.  Io  penso così di tenere conto di una esigenza che  è  stata
  posta,  quindi con un sub emendamento si può tenere conto di quelle
  esigenze,  e  limitare nel tempo la possibilità  di  uso  di  acqua
  minerale per uso idropotabile.

   PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo sulla retroattività.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una parte qua
  ci  troviamo come già è stato detto una norma che è molto  forzata,
  perché  questo  è  un problema che va risolto  da  punto  di  vista
  amministrativo,  ovvero a Baida si usa acqua a fini acquedottistici
  con  una concessione di tipo industriale, l'anormalità sta  qua,  e
  questa cosa avviene da vent'anni.
   Io  ho  fatto pure una richiesta di accesso agli atti, alla  quale
  non  ho  avuto ancora risposta. Quindi, non solo c'è l'anomalia  di
  risolvere  il  problema  per  via  normativa,  ma  quanto  meno  la
  retroattività  stralciatela perché non è  possibile  approvare  una
  norma dal 2013.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  visto
  che   la   retroattività  farebbe  veramente   sfigurare   l'intero
  Parlamento, chiediamo che venga votato a parte, così il Governo può
  esprimere un parere contrario quanto meno al comma 5. Votiamolo per
  commi  e  cerchiamo,  quanto  meno, di salvare  la  faccia  perché,
  effettivamente, bisognerebbe dichiararlo stralciato.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto per  parti  separate.  In
  realtà i commi 1, 2, 3 e 4 sono strettamente connessi tra di loro e
  ciò impedisce, di fatto, la votazione per commi.
   Si passa alla votazione dell'emendamento soppressivo 92.1.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 92.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti52
   Maggioranza       27
   Favorevoli        18
   Contrari          21
   Astenuti            3

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 92.2, degli onorevoli  Alongi
  ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  un  emendamento
  soppressivo del comma 5. Il parere della Commissione?

   DINA.  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 92, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:

                                Art. 93
    Modifica all'articolo 14 della legge regionale 15 maggio 2013,
                                 n. 9

   l.  Il  comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale  15  maggio
   2013, n. 9 è sostituito dal seguente:
  '2.  Il titolare di concessione mineraria corrisponde alla Regione,
   per  ogni  ettaro  o frazione di ettaro della superficie  compresa
   nell'area  di concessione, un diritto proporzionale  pari  a  euro
   48.'.

  2.  Il  comma  6 dell'articolo 14 della legge regionale  15  maggio
   2013, n. 9 è sostituito dal seguente:
  '6. L'importo del diritto annuo di cui al comma 5 è cosi stabilito:

  a)  in  misura di 1,10 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
   cubo di acqua
  minerale  naturale o di sorgente emunta ed imbottigliata  in  quota
   parte di produzione annua fino a 30.000.000 di litri;

  b)  in  misura di 1,80 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
   cubo di acqua
  minerale  naturale o di sorgente emunta ed imbottigliata  in  quota
   parte di produzione annua superiore a 30.000.000;

  c)  in  misura di 1,00 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
   cubo  di  acqua  minerale  naturale o di  sorgente  emunta  e  non
   imbottigliata.'.

   Si passa all'emendamento soppressivo, 93.1, degli onorevoli Alongi
  ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  dire
  unicamente  che  l'articolo 93 interviene solo sui  canoni,  mentre
  lascia inalterata tutta quella parte della legge che privilegia  la
  trasformazione,   la   produzione  di   acque   minerali,   formule
  riciclabili, quindi in vetro, gli incentivi per la produzione, cioè
  non  stravolge  il senso della legge precedente ma interviene  solo
  sui canoni tenendo conto delle esigenze che erano state poste.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 93.  Chi  è  d'accordo
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 94. Ne do lettura.

                                Art. 94
      Rendicontazione dei costi per progetti formativi del CIAPI
                              di Priolo.

   1.  Per le attività formative erogate dal C.I.A.P.I. di Priolo G.,
  ivi  incluse quelle in corso di esecuzione alla data di entrata  in
  vigore  della presente legge, in sede di rendicontazione dei  costi
  sostenuti  per  la  realizzazione dei relativi progetti  formativi,
  trova applicazione il sistema di riconoscimento dei costi reali, di
  cui  all'art.  9 della legge regionale n. 24 del 06  marzo  1976  e
  s.m.i.

   Si passa all'emendamento soppressivo, 94.1, degli onorevoli Alongi
  ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 94.1 del Governo. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 94 così come  emendato.  .  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 95. Ne do lettura.

                                Art. 95
           Norme in materia di autorizzazioni ambientali di
                         competenza regionale.

   1.   Al  fine  di  accelerare  il  rilascio  delle  autorizzazioni
  ambientali  con conseguente incremento delle entrate finanziarie  e
  dello  sviluppo economico con Decreto dell'Assessore regionale  del
  Territorio  e  dell'Ambiente è istituita  una  Commissione  Tecnica
  specialistica  per  il supporto allo svolgimento delle  istruttorie
  per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza
  regionale, previa deliberazione di Giunta che ne fisserà i  criteri
  per la costituzione.

   2.  A  decorrere dalla data del decreto di cui al  comma  l,  sono
  soppressi:   il   Consiglio  regionale  dell'Urbanistica   di   cui
  all'articolo 58 della legge regionale  27 dicembre 1978, n.  71  ed
  il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale di
  cui all'articolo 3 della legge regionale 6 maggio 1981 n. 98.

   3.  Le  funzioni ed i compiti dei soppressi consigli,  di  cui  al
  comma 2, fanno capo ai competenti Dipartimenti.

   4.  Per  quanto  non espressamente integrato dalla presente  legge
  trova  immediata  attuazione  il Codice  dell'ambiente  di  cui  al
  decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.

   5.  Ai  fini  dell'istruttoria per il rilascio degli  atti  e  dei
  pareri  relativi  alla  Valutazione  Ambientale  Strategica,   alla
  Valutazione  di Impatto Ambientale, alla Valutazione  di  Incidenza
  Ambientale ed alla Autorizzazione Integrata Ambientale, le  tariffe
  dovute   dal  Proponenti  e  dalle  Autorità  procedenti,   vengono
  determinate come da seguente allegato:

    Allegato 1

   Definizione  delle  tariffe regionali,  a  copertura  delle  spese
  Istruttorie  per Il rilascio di autorizzazioni ambientali  poste  a
  carico del soggetti proponenti, da versare alle autorità competenti
  al momento dell'inoltro dell'istanza di autorizzazione.

   La quantificazione del suddetti oneri prevede la determinazione di
  un  importo fisso e di uno variabile, differenziato In relazione al
  tipo   di   procedimento  attivato,  come  indicato  nel   seguente
  prospetto:

           PROCEDIMENTO             QUOTA FISSA     QUOTA
                                                  VARIABILE
   Verifica di assoggettabilità a      1000,00       nulla
  VAS art. 12, D.Lgs. 152/2006
   Verifica di assoggettabilità a      2000,00      +  0.4 per
  VIA art. 20, D.Lgs. 152/2006                    1000     del
                                                  valore
                                                  dell'opera
   Valutazione         Ambientale      5000,00       nulla
  Strategica  - art.  13,  D.Lgs.
  152/2006
   Valutazione          d'Impatto      3000,00      +1     per
  ambientale   art.  23,   D.Lgs.                 1000     del
  152/2006                                        valore
                                                  dell'opera
   Valutazione    di    incidenza     2000,00        nulla
  ambientale
   Procedura     integrata     di     3000,00        nulla
  Verifica di assoggettabilità  a
  VAS  e  Verifica  di  incidenza
  ambientate
   Procedura integrata di  VIA  e     5000,00       +1     per
  Verifica      di      incidenza                 1000     del
  ambientale                                      valore
                                                  dell'opera
   Procedura integrata di  VAS  e     7000,00        nulla
  Verifica      di      incidenza
  ambientale
   Procedura     integrata     di     4000,00       +-0.4  per
  Verifica di assoggettabilità  a                 1000     del
  VIA  e  Verifica  di  incidenza                 valore
  ambientale                                      dell'opera
   Procedura  unificata   VAS/VIA     8000,00       +1     per
  (porti)                                         1000     del
                                                  valore
                                                  dell'opera
   Procedura   di  Autorizzazione     5000,00       +-0.5  per
  Integrata Ambientale                            mille    del
                                                  valore
                                                  dell'opera
   Procedura unificata AIA/VIA        8000.00       +1.5   per
                                                  mille    del
                                                  valore
                                                  dell'opera

   6.  Con  decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente
  legge, le istanze inoltrate all'autorità procedente per il rilascio
  delle  autorizzazioni ambientali di cui al presente articolo devono
  essere  corredate,  pena il non avvio dell'iter istruttorio,  della
  certificazione  di  avvenuto versamento della relativa  tariffa  di
  riferimento.

   7.  In caso di VAS su strumenti di pianificazione territoriale  si
  precisa   che   tenuti  al  relativo  versamento  sono   tutte   le
  amministrazioni  competenti, ovvero  i  privati  che  presentano  i
  relativi  piani, in conformità alla vigente legislazione.  Al  solo
  scopo  di  incentivare il corretto governo del  territorio  per  le
  realtà  territoriali minori si precisa che la quota fissa  prevista
  per  la  procedura  di VAS sugli strumenti urbanistici  del  comuni
  entro i 1000 abitanti è ridotta della metà.

   8.  Sono abrogati l'art. 51 della legge regionale 8 febbraio  2007
  n.  2;  l'art.  10 della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4  e
  successive  modifiche ed integrazioni; l'art. 13,  comma  2,  della
  legge  regionale 28 dicembre 2004, n. 11; l'art. 6, commi 24 e  25,
  della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26.

   Si  passa  all'emendamento 95.1 soppressivo  dell'articolo,  degli
  onorevoli Cracolici e Gucciardi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà
  l'emendamento è formalizzato e probabilmente c'è stato  un  refuso,
  comunque non intendo sopprimere l'articolo ma il mio intendimento è
  quello  di  sopprimere il comma 2 e non perché trovi scandalosa  la
  soppressione della Commissione Regionale Urbanistico  del  CRPP  ma
  perché  l'abrogazione  di  questi  due  organismi,  che  supportano
  l'attività  dell'assessorato o nell'approvazione  dei  decreti  che
  approvano i piani regolatori della Sicilia CRPPN con altri compiti,
  in  questa  fase,  in assenza di una riforma,  mi  risulta  che  la
  Commissione  urbanistica ha avviato un percorso di  riordino  della
  materia che per la verità è vecchiotta visto che la legge 71 risale
  al 78.
   Io   però   considero  un  errore  mettere  insieme   la   vicenda
  dell'accelerazione  della funzionalità della  viavas  della  nostra
  Regione  con  il problema della Commissione Regionale  Urbanistica.
  Ecco  perché suggerisco anche al Governo di fare propria l'idea  di
  separare  le questioni, rinviare la questione del CLUE,  del  CRPPN
  alla  riforma  che  si  sta discutendo e mandare  avanti  la  norma
  dell'articolo 95.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
  telegrafico  e  vorrei  l'attenzione dell'onorevole  Cordaro;  ogni
  tanto  il  Governo viene, propone la soppressione di  qualcosa  che
  porta   risparmio   ed   ecco   che   scatta   il   meccanismo   di
  autoconservazione,  di difesa di organismi che  il  Governo  stesso
  reputa oramai superati e quindi una norma anche di risparmio.
   Io suggerirei all'onorevole Cracolici di ritirare la sua proposta,
  snellire  e  dare segnale all'esterno che qualcosa  noi  la  stiamo
  sopprimendo  e  per cui io ritengo che vada votato  l'articolo  con
  tutti i suoi commi.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  95  è
  condivisibile  per  la  soluzione  che  il  Governo  vuole  portare
  all'annosa questione delle valutazioni ambientali che, come abbiamo
  già detto in un articolo precedente, è fermo da almeno un anno.
   Se  la  soluzione portata dall'assessorato è quella  di  istituire
  queste   commissioni  esterne  che,  leggo  nell'articolato,   sono
  strutture  a  supporto  e cioè non sostituiscono  il  personale  in
  essere, ben vengano.
   Qualche  riserva ce l'ho, allo stesso modo con cui ha sottolineato
  l'onorevole Cracolici, sui commi 2 e 3 e cioè quelli del PPN e  del
  CRU  perché sono due strutture che non hanno nulla a che vedere con
  la valorizzazione ambientale.
   Il  PPN  e  il CRU si occupano di altre cose e lo trovo fuori  dal
  contesto.
   Un'altra  riserva  sul comma 4 perché lo ritengo pleonastico,  nel
  senso  che,  come  sapete  il  codice dell'ambiente  si  applica  a
  prescindere  da una espressa indicazione della normativa  regionale
  perché  l'articolo 117 della Costituzione individua come esclusiva,
  la competenza in materia di ambiente.
   Il  codice  dell'ambiente  si applica in Sicilia  senza  esplicita
  menzione. Per il resto l'articolo è condivisibile

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  94  è
  apprezzabile  perché raggiunge due obiettivi, uno di economicità  e
  uno di snellimento della procedura.
   Non  dobbiamo dimenticare che il CRU è stato istituito con decreto
  prima che ci fosse la legge di istituzione che poi è stata superata
  dal VIA VAS.
   Tutto  quello  che significa snellire la procedura di approvazione
  dei  piani  regolatori  perché del CRU fanno parte  due  professori
  universitari,  due  ingegneri,  due  rappresentanti  dei   consigli
  dell'ordine degli ingegneri, un sovrintendente e due dirigenti  dei
  dipartimenti, territorio ambiente e urbanistica.. Tutta  una  serie
  di professionisti che sono tutti nominati.
   Che  senso ha, quando il piano regolatore del comune di Caprileone
  per  avere il parere del CRU e del VIA VAS ci ha impiegato due anni
  e mezzo?
   E'  mai  possibile che, nel momento in cui, si pensa di trasferire
  la  pianificazione  urbanistica ai liberi consorzi,  ai  territori,
  manteniamo ancora strutture che ormai non servono più?
   Il CRU aveva una sua funzione prima del VIA VAS.
   La  sovrintendenza,  quindi, la tutela  paesaggistica,  la  tutela
  ambientale, quella geologica, sono tutte presenti nel VIA VAS.
   Se  dobbiamo  ancora  continuare  a  mantenere  carrozzoni,  bene,
  altrimenti, se vogliamo snellire, di anni, la procedura, credo  che
  vada approvata e sostenuta.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  avrei  preferito  non  intervenire su questo articolo  per  la  mia
  storia personale.
   Sono  stato componente del consiglio regionale urbanistica,  nella
  composizione che è attualmente in carica. Mi sono dimesso sei  mesi
  prima   delle   elezioni,  per  potermi  candidare  alle   elezioni
  regionali.
   Credo che la riflessione che ha fatto l'onorevole Grasso non renda
  merito  a  un organismo prestigioso che, nell'impostazione  che  ha
  avuto la legge regionale 71/78 che, in fondo, se ce la siamo tenuta
  quasi  per  quaranta  anni, era una buona  legge,  altrimenti,  non
  l'avremmo tenuta per così tanto tempo.
   E'  un  organismo che ha attraversato, se pur nei gravi e profondi
  periodi  di  trasformazione che hanno visto protagonista l'attività
  edilizia, momenti difficili, ma li ha sempre affrontati con  grande
  autorevolezza.
   Le  lungaggini  relative al procedimento di formazione  dei  piani
  regolatori  e all'attività di controllo dell'edilizia  in  Sicilia,
  credo  che  hanno  avuto  tempi lunghi, non  certo  per  colpa  del
  Consiglio  regionale  di  urbanistica.  Onorevole  Milazzo,  stiamo
  affrontando  questi  temi in Commissione Territorio  e  Ambiente  e
  credo che il procedimento di formazione, le direttive, lo schema di
  massima, i termini per l'adozione, le controdeduzioni nel complesso
  arrechino  un appesantimento della procedura che certamente  non  è
  imputabile esclusivamente al Consiglio regionale urbanistico,  anzi
  in questi anni alcuni scempi sono stati evitati come la possibilità
  di edificare alla Scala dei Turchi e l'elenco potrebbe essere lungo
  per  una serie di attività che possono essere il CRU. A prescindere
  da  quella che è l'indicazione del Governo che mi trova favorevole,
  quindi  se  dobbiamo  sopprimere il CRU e  c'è  il  CRPPN  per  una
  semplificazione    del    procedimento    e    nell'ottica    della
  semplificazione della VAS, questo mi può trovare d'accordo, ma dire
  che  tutte  le colpe dell'urbanistica degli ultimi anni sono  colpa
  del  CRU,  assessore, questo non mi sembra corretto,  ed  è  giusto
  precisarlo anche perché nel corso di questi quaranta anni  si  sono
  susseguiti  alla  giuda come componenti del CRU  illustri  docenti,
  illustri architetti, illustri rappresentanti degli ordini che hanno
  reso onore alla Sicilia e all'Assessorato.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, telegraficamente
  nessuno, onorevole Barbagallo, dirà mai che il CRU era un organismo
  inutile  o dannoso, assolutamente, ma certamente era elefantiaco  e
  certamente non ha reso un buon servizio alla Sicilia in questi anni
  perché  ne parlano per noi le mille e duecento pratiche inevase  di
  VIA  VAS e quel cumulo di arretrati di piani regolatori che  ancora
  giacciono  all'Assessorato  Territorio  e  Ambiente.  Per  cui  uno
  snellimento  legislativo era obbligatorio, un ammodernamento  anche
  in  virtù  delle  norme,  come diceva bene l'onorevole  Trizzino  e
  l'onorevole Grasso, delle norme di ricevimento di quelle  nazionali
  sulla  VAS  e  sulla  VIA,  quindi in  realtà  una  semplificazione
  burocratica anche perché i pareri dei CRU sono ormai soggetti  alla
  VIA  e  alla  VAS  quindi  è  inutile mantenere  un  doppione,  una
  commissione che si auto finanzi, che sia capace di autodeterminarsi
  e  che  nel  contempo ci aiuti a smaltire, assessore Croce,  questo
  enorme  arretrato che è un macigno per l'economia siciliana, questo
  è sicuramente un atto di buon senso e ringraziamo il Governo.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato  un
  emendamento soppressivo per quanto riguarda la lettura della legge,
  dove  si  diceva  che doveva essere soppresso  il  CRU;  io  invece
  l'avevo presentato al contrario, quindi sono perché si metta poi ai
  voti, cioè io sono per il mantenimento del CRU.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Trovo veramente paradossali le
  conversazioni  che si svolgono a volte, sono anni che  ci  sentiamo
  dire  di abolire queste commissioni che bloccano, , addirittura  da
  destra  si arriva a dire che l'autorizzazione non occorre, che  uno
  cominci  a  fare  i  lavori  senza  autorizzazione,  e  poi  quando
  arriviamo per mettere delle semplificazioni, blocchiamo.

   GRASSO. Ma noi siamo d'accordo.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Io vi  presento  una  storia
  singolare.  Io non sono più sindaco di Gela dall'estate  del  2009.
  Prima  di dimettermi da sindaco ho depositato alla Regione un piano
  regolatore  completo, bene, questo piano regolatore  ancora  non  è
  efficace. Allora voi ritenete che questa possa essere una logica di
  una  Regione che va da qualche parte? Perché una volta il CRU,  poi
  un'altra  volta  è quello dell'ambiente, poi un'altra  volta  è  la
  commissione  dei  beni culturali, poi un'altra volta  il  consiglio
  regionale  dei  beni culturali, poi un'altra volta è  il  dirigente
  dell'urbanistica.
   Noi  dobbiamo cominciare a fare le norme della serie che, se  dopo
  120 giorni la Regione, per esempio su un piano regolatore, non si è
  pronunciata,  è approvato e il dirigente che non ha  approvato  gli
  atti  è  responsabile civilmente persino degli atti che non compie.
  Il  tema di non abolire i CRU a che serve? Il CRU viene nominato al
  Governo,  quindi se vogliamo esercitare un potere  di  controllo  è
  chiaro che lo esercitiamo nelle nomine però serve creare una  serie
  di  soggetti che poi controllano tutti questi meccanismi? Almeno se
  facciamo  decidere i dirigenti sappiamo che le responsabilità  sono
  precise,  personali e individuali. In questo modo le responsabilità
  si  perdono  dietro  mille comitati. Tutti questi  comitati  devono
  sparire perché organismi inutili. Onorevole Cracolici, tutta questa
  logica  dirigistica  che  continuiamo ad avere  è  retaggio  di  un
  passato che ha bloccato lo sviluppo della Sicilia.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 95.1.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 95.6, degli onorevoli Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 95.5 I parte degli onorevoli Siragusa ed
  altri, soppressivo del comma 2.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 95.5 I parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 68
   Maggioranza        35
   Favorevoli         37
   Contrari           31
                            (E' approvato)

   GRECO  GIOVANNI. Lei non ha maggioranza, presidente  Crocetta.  Si
  dimetta

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 95.3 e 95.2 sono preclusi.
   Si  passa  all'emendamento 95.5 II Parte, degli onorevoli Siragusa
  ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancorché il  comma
  2  sia stato soppresso c'è l'emendamento 95.3 che dice:  a far data
  dall'entrata in vigore della nuova legge urbanistica è soppresso il
  consiglio  cioè lo stiamo posticipando ma comunque la norma rimane.

   PRESIDENTE. L'emendamento 95.3 è precluso.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desideravo
  chiedere  al  Presidente  della  Regione  -  può  darsi  che   stia
  ricordando  male  -  credo  che nella  proposta  di  riforma  della
  provincia regionali una delle competenze decentrate che fa arte del
  nostro  primo  disegno  di  legge del  mio  Gruppo  era  quella  di
  occuparsi  di  strumenti  urbanistici.  Tutto  questo  ritiene  sia
  compatibile con la proposta del Governo prima ancora di definire le
  competenze degli enti intermedi, non sarebbe  stato più razionale e
  più logico - è solo una domanda la  mia senza alcun tono polemico -
  affrontare il riordino della materia soltanto quando avremmo dovuto
  definire le competenze anche in materia urbanistica dei nuovi  enti
  intermedi?  Pongo questa domanda perché mi sembrerebbe  affrettato,
  una  sorta di fuga in avanti rispetto ad una materia che ha bisogno
  di  essere  ragionata nelle sue articolazioni,  ferma  restando  la
  nostra  volontà  di  snellire le procedure e  di  eliminare  Questa
  struttura che ha determinato davvero la paralisi per molti  aspetti
  nel  settore  dell'urbanistica. Chiedo che il Governo  si  pronunci
  sull'opportunità di non procedere in questo senso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il tema non è quale legge migliore del mondo noi possiamo
  fare sempre dopo perché proprio su questo terreno si dibatte questo
  Parlamento  da  due  anni e ogni volta quando  c'è  una  norma  che
  buttiamo  nella finanziaria, lasciamola ad un disegno  organico  di
  legge,  la  stralciamo  non  è  di competenza  finanziaria,  non  è
  strettamente finanziaria. Resta il risultato che, per  esempio,  la
  norma  sulla semplificazione amministrativa, che farebbe  veramente
  decollare   lo   sviluppo  della  Sicilia,   l'abbiamo   presentata
  nell'agosto 2013 ed è stata stralciata anche da questa finanziaria.
  Allora  il  tema,  se  ogni  volta  c'è  sempre  una  legge  futura
  migliore,  nella quale bisogna affrontare questi  temi  e  che  noi
  questa  Sicilia  e  questa  Italia non la  cambiamo   Quando  siamo
  arrivati  al Governo abbiamo trovato 3.500 pratiche all'Assessorato
  del  territorio  e  ambiente, ferme  da  tre  anni  e  ancora  oggi
  fatichiamo  ad avere percorsi autorizzativi. Quindi, continuiamo  a
  trovare  migliori perfezionismi, i comitati di docenti universitari
  come se questi fossero soggetti neutri rispetto allo scenario degli
  interessi,  come  se fosse esistesse la perfezione  della  tecnica,
  della  scienza, i rappresentanti degli ordini, non fossero  a  loro
  volta portatori di interessi specifici e hobbistici.
   Questi  sono  questi  comitati. Gruppi di lobbies  codificati  con
  diciotto,  trenta rappresentanti dove è difficile  individuare  una
  responsabilità.  D'altra  parte se  noi  queste  cose  le  dobbiamo
  incardinare  dentro  i  liberi  consorzi  dei  comuni  e  le  città
  metropolitane è chiaro che non esisteranno più questi organismi.
   Quindi, perché non incominciare adesso e nelle more di subentro di
  questi  comitati, magari abbiamo sei mesi di accelerazione  di  una
  serie di pratiche e cominciamo ad accelerare seriamente lo sviluppo
  della Sicilia. Perché il tempo non è un fattore secondario rispetto
  al progetto di cambiamento e di riforme.
   Capisco  che ci sono delle pericolosità nell'abolire gli organismi
  di   controllo.  Però  il  tema  che  noi  dobbiamo  cominciare  ad
  introdurre  è  il  tema della responsabilità politica  degli  atti,
  quando  c'è un governo che si assume tutta la responsabilità  delle
  cose  che fa e che non fa, civile, penale e politica. E i dirigenti

   MUSUMECI. Senza delegare alla magistratura.

   CROCETTA,  presidente della Regione. E i dirigenti  che  fanno  le
  autorizzazioni  o  non  le  fanno  si  assumono  la  responsabilità
  amministrativa e persino civile degli atti che compiono e di quelli
  che non compiono.
   Perché  oggi  il tema non è compiere gli atti, è non compiere  gli
  atti.  Per  cui  prima  di  tre  mesi  ti  mando  la  richiesta  di
  chiarimenti, poi te ne mando un'altra, poi scadono altri  tre  mesi
  ed  è  quello  che abbiamo proposto e che ogni anno si consenta  di
  stralciare dalla finanziaria dicendo che ci sarà sempre un  disegno
  di  legge specifico. Solo che la Sicilia è immobilizzata da  questo
  sistema di logorrea istituzionale di produzione di leggi.
   Noi  abbiamo bisogno di semplificare e di eliminare una  serie  di
  leggi  che  impediscono  lo sviluppo della  Sicilia,  a  cominciare
  dall'assumere il principio della responsabilità degli atti  che  si
  compiono.
   Poi  vogliamo mettere ottomila controlli perché tanto se  facciamo
  trenta nomine, un po' di nomine ciascuno non capitano sempre.
   Però non è questo più il tema. Il tema è cominciare ad accelerare,
  a produrre, a lanciare un'idea di una Sicilia produttiva.
   Se  si  vuole poi l'immobilismo non si accusi il Governo di essere
  inadeguato, qualche volta di non proporre delle riforme. Assumetevi
  la responsabilità di cristallizzare la storia della Sicilia.

   LACCOTO.  Se è possibile seguire l'appello dell'onorevole Milazzo.
  Vogliamo portare avanti la finanziaria. Dobbiamo fare un appello  a
  tutti per stringer i tempi e parlare meno.

   PRESIDENTE.  La  Presidenza è dell'avviso che bisogna  limitare  i
  tempi  degli  interventi per procedere rapidamente all'approvazione
  del bilancio e della finanziaria.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  presidente Crocetta, le volevo sottolineare, sono d'accordo al  100
  per cento su quanto detto in questo momento da lei.
   Ma  c'è  però  una  contraddizione. Se noi leggiamo  tutto  questo
  articolato, al comma 1, istituiamo un'altra commissione  e  creiamo
  altri lacci e laccioli per il rilascio del Via Vas e dell'AIA..
   Se  nello stesso articolato il comma 1 lo istituiamo e al comma  2
  aboliamo,  significa  che  c'è  qualcosa  che  non  va.  Questo   è
  elementare. Significa che dobbiamo abolire.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non possiamo discutere  sulla
  base di una legge che non c'è.

   SORBELLO. Onorevole Presidente, io sono d'accordo con lei.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sorbello.  Il comma 3  è  anch'esso
  soppresso perché cade per effetto della soppressione del comma 2.
   Pongo  in  votazione l'articolo 95, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:

                                Art. 96
       Proroga dei termini per gli interventi di programmazione
                    in favore dell'edilizia sociale

         1.   Il  termine  di  cui  all'articolo  3  della  legge
     regionale  3  gennaio  2012, n. 1 è ulteriormente  differito
     alla data di entrata in vigore della presente legge .

   E' stato presentato un emendamento a firma dell'onorevole Fontana,
  il 96.2

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   E'  stato presentato l' emendamento  96.3,  a  firma
  dell' onorevole Gucciardi.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  96.4, a firma  della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  L'altro emendamento è precluso.  Pongo  in  votazione
  l'articolo 96 nel testo risultante. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:

                                Art. 97
        Proroga dei termini per gli interventi di ampliamento e
                             rinnovamento
                        del patrimonio edilizio

         1.  All'articolo 72, comma 5, della legge  regionale  12
     agosto  2014,  n.  21,  le parole  31  dicembre  2015   sono
     sostituite dalle parole  31 dicembre 2016 .

   PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento soppressivo a firma
  degli onorevoli Fontana ed Alongi.

   FONTANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 97 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:

                                Art. 98
       Modifica dell'art. 67, comma 1, della legge regionale 26
      marzo 2002, n. 2  Gas naturale  e abrogazione dell'articolo
             86 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4

         1.  L'articolo  67,  comma 1, della legge  regionale  26
     marzo 2002, n. 2, è così sostituito:

            1.  Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio
     2000,  n.  164  riguardante  attuazione della  direttiva  n.
     98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas
     naturale, di cui all'articolo 41 della legge 17 maggio 1999,
     n.  144 e successive modifiche ed integrazioni, si applicano
     nel  territorio della Regione siciliana , osservando altresì
     le disposizioni di cui ai seguenti commi .

         2.  All'articolo 67 della legge regionale 26 marzo 2002,
     n. 2, dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti commi:

          4  bis.  Gli  enti locali che, in forza di disposizioni
     legislative  previgenti,  non  abbiano  potuto  avviare   la
     procedura di gara nei termini di cui all'articolo 14,  comma
     7,   del  decreto  legislativo  23  maggio  2000,  n.   164,
     provvedono entro un anno dalla pubblicazione della  presente
     legge. In caso di mancato rispetto del termine indicato,  la
     Regione avvia la procedura di gara a mezzo di un commissario
     ad acta appositamente nominato.

         4  ter.  E' fatto obbligo, al titolare della concessione
     in  essere  alla  data  della pubblicazione  della  presente
     legge,  di  garantire  l'erogazione  del  servizio  fino  al
     subentro del nuovo concessionario .

         4  quater.  Nelle more dell'espletamento delle  gare,  i
     Comuni possono applicare un canone pari al 10 per cento  del
     Vincolo  sui  Ricavi  di Distribuzione  (VRD)  di  cui  alla
     delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il  gas  n.
     237   del  28  dicembre  2000,  pubblicata  nel  supplemento
     ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2001, e
     successive modificazioni. I Comuni, nei quali il canone  già
     esistente risulta inferiore, possono incrementarlo fino alla
     misura del 10 per cento del VRD. Le risorse aggiuntive  sono
     destinate,  prioritariamente, all'attivazione di  misure  di
     tutela  sociale  per  le fasce deboli della  popolazione,  a
     spese  di  investimento  o al supporto  delle  procedure  di
     riequilibrio  finanziario  previste  dall'art.  243-bis  del
     decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 .

         3.  Il comma 5 dell'articolo 67 della legge regionale 26
     marzo 2002, n. 2 è abrogato.

   4.  L'articolo 86 della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4  è
  abrogato.

   PRESIDENTE.  E'  stato  presentato un emendamento  a  firma  degli
  onorevoli Fontana ed Alongi.

   ALONGI.  Lo  ritiro. Pongo in votazione l'articolo  98  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:

                                Art. 99
          Integrazione del Fondo unico a gestione separata da
      destinare agli interventi previsti sul credito agevolato a
            favore degli artigiani e delle imprese agricole

         1.  A  integrazione del Fondo unico a gestione separata,
     di  cui all'articolo 64 della legge regionale 7 marzo  1997,
     n.  6  è  disposto uno stanziamento pluriennale dal 2015  al
     2020,  nella  misura di 2.000 migliaia di euro  per  ciascun
     esercizio  finanziario da destinare quanto a 1.200  migliaia
     di euro agli interventi previsti dalla vigente normativa sul
     credito agevolato a favore degli artigiani (UPB 2.2.2.7.1  -
     capitolo  745606) e per 800 migliaia di euro  alle  finalità
     dell'articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.  6
     e  successive  modifiche ed integrazioni (UPB 10.2.2.7.99  -
     capitolo 545601).

   2.  Per  le  finalità  del  presente  articolo  è  autorizzato,  a
  decorrere  dall'anno  2015, un limite di  impegno  quinquennale  di
  2.000 migliaia di euro.

   PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento soppressivo a firma
  dell'onorevole Alongi.
   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE   .  E'  stato  presentato  un  emendamento   a   firma
  dell'onorevoli Alongi, il 99.1.
   L'emendamento  comporta maggiore spesa. E'  ritirato?  L'onorevole
  Alongi  dice di no. Faccio presente che l'emendamento 99.1 comporta
  oneri  di  bilancio  e il Governo non è nelle  condizioni  di  dare
  copertura, quindi l'emendamento è inammissibile.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco e comprendo
  che  il  Governo in questo momento non è nelle condizioni di potere
  integrare questo capitolo a sostegno degli artigiani delle  imprese
  agricole  ma  credo che questo nostro emendamento, non  mio,  possa
  farlo  suo  come  atto  di  indirizzo  il  Governo  affinché  nella
  previsione,  nella  prospettiva  di  una  possibile  variazione  di
  bilancio  possa individuare fra le pieghe del bilancio un  recupero
  di  somme  a  due categorie particolarmente importanti come  quella
  degli artigiani e degli agricoltori che vivono un momento di grande
  criticità.
   Quindi,  assessore  Baccei, so che lei è  persona  particolarmente
  attenta  e  sensibile e accoglierà questo emendamento, che  capisco
  che  non può essere votato, ma come atto di indirizzo nei confronti
  del Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 99.  Chi  è  favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Torniamo all'articolo 67. Pongo in votazione l'emendamento 67.3, a
  firma del Governo. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  67.3.  E'  stato
  distribuito  il  subemendamento 67.3.1. L'emendamento  al  comma  4
  introduce  materia  estranea al testo  che  peraltro  non  è  stato
  oggetto di esame in Commissione.
   Quindi,  sarebbe  di  fatto un emendamento  aggiuntivo  e  non  un
  emendamento modificativo del testo.
   Se  il  Governo  insiste  perché  sia  trattato  io  lo  metto  in
  votazione,  ma  ho  il  dovere di precisarlo. L'emendamento  67.3.1
  parla  di  appalti  e  norme in materie di  appalti.  Capisco  bene
  assessore, se vuole ha facoltà di parlare.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro..Il  complesso del subemendamento 67.3.1 mette  insieme  una
  serie  di  misure  per agevolare il meccanismo di  affidamento  dei
  servizi  sociali  alle  cooperative sociali e  all'associazione  di
  promozione  sociale.  E'  una  norma  che  abbiamo  concordato  coi
  capigruppo,  ne abbiamo già parlato, è una norma che  è  fortemente
  voluta   dalle   associazioni  sindacali,  dalle   parti   sociali,
  dall'Anci,  è  una norma che consente un rapido espletamento  degli
  affidamenti dei servizi sociali a livello appunto periferico, e che
  consente soprattutto di mobilitare immediatamente i fondi  Pac  che
  sono   stati  assegnati  alla  Regione  Siciliana.  E'  una   norma
  fortemente  voluta  dagli enti locali, dai comuni,  e  consente  di
  mobilitare risorse che produrranno oltretutto nuova occupazione. Se
  la volete approvare la approvate.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 67.3.1 e l'emendamento 67.3  vanno  in
  contrasto  fra  di  loro.  Quindi noi possiamo  votare  o  l'uno  o
  l'altro,   sono  entrambi  del  Governo,  invito   il   Governo   a
  determinarsi.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, passando
  le cinque del mattino il sonno non c'è più, guardi siamo rinati.
   Signor  Presidente, se può indicare al quarto uomo di  fermare  il
  tempo  e  di ristabilire  l'ordine, perché c'è in atto il congresso
  del Partito Democratico.
   Grazie,  signor   Presidente  mi  sta  dando  la  possibilità   di
  intervenire nel migliore dei modi,. Ora io dico, signor Presidente,
  ma  alle  6.00  del  mattino  come viene  in  testa  di  presentare
  riscritture  diciamo così azzardate, ora o il Governo  ritorna  sui
  suoi passi e ripropone una riscrittura che sia contenuta nelle  sue
  procedure,  proprio per entrare nel merito dell'articolo  assessore
  perché  abbiamo studiato, o non solo la riscrittura  penso  proprio
  che  visto il clima non vedrà la luce, ma questo penso che inciderà
  negativamente  sul  buon lavoro che lei dovrebbe  svolgere  per  il
  Presidente della Regione, perché lei mette a repentaglio  anche  lo
  stesso  articolo,  allora  dovete proporre  delle  cose  che  siano
  contenute.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 67.3 che è  il  primo
  che è stato presentato. C'è una richiesta di voto segreto sul 67.3;
  verifichiamo  se  è  appoggiata.  Si  proceda  alla  verifica   dei
  richiedenti.
   Avete chiesto voi il voto segreto, onorevole La Rocca

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 67.3 del Governo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti          67
   Votanti           66
   Maggioranza       34
   Favorevoli        21
   Contrari          45
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 67.3.1 è, pertanto, precluso.  Si  passa
  alla  votazione  dell'articolo 67,  così  come  emendato.  C'è  una
  richiesta di votazione per scrutinio segreto sull'articolo  67.  Si
  procede alla verifica del numero dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 67.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti66
   Maggioranza       34
   Favorevoli        41
   Contrari          25
   Astenuti           0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                                Art. 34
            Disposizioni in materia di società partecipate

   1.   Ai   fini  di  agevolare  il  processo  di  dismissione  delle
  partecipazioni  azionarie  della  Regione  siciliana,  l'Assessorato
  dell'economia  è  autorizzato ad avvalersi dei servizi  di  advisory
  tecnico-finanziari  da affidare mediante le procedure  previste  dal
  decreto  legislativo  12 aprile 2006, n. 163  Codice  dei  contratti
  pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione  delle
  direttive  2004/17/CE  e  2004/18/CE   a  singoli  professionisti  o
  società  in  possesso  di requisiti professionali  e  di  comprovata
  esperienza   in   materia   di   valutazione   e   collocamento   di
  partecipazioni azionarie. Gli incarichi di valutazione  non  possono
  essere  affidati a società di revisione che abbiano svolto incarichi
  di  consulenza in favore delle società di cui al presente comma  nei
  due  anni  precedenti  la data di entrata in vigore  della  presente
  legge.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 150
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015.

   3.  Per sopperire ai propri fabbisogni di personale è fatto obbligo
  alle  società  di  cui  al  comma  1 dell'articolo  20  della  legge
  regionale   12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, di attingere all'albo del personale di cui al comma  1
  dell'articolo 64 della legge regionale 12 agosto 2014, n.  21  sulla
  base  di  integrazioni al piano previsto dall'articolo 20, comma  2,
  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, predisposte anche oltre
  i  termini  previsti dal comma 5 del citato articolo 64, purché  nel
  rispetto  delle  ulteriori condizioni ivi previste. Per  la  società
  SEUS  s.p.a, in relazione alle professionalità specifiche  richieste
  nel  settore  sanitario di riferimento, la stessa può attingere  sia
  dalle  altre società partecipate sia, in posizione di comando, dalle
  Aziende sanitarie.

   4.  Per  il reclutamento del personale secondo le procedure di  cui
  al  comma  3 non si applica il divieto di nuove assunzioni  previsto
  dall'articolo 20, comma 6 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
  11 e successive modifiche ed integrazioni.

     5. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 64 della legge
  regionale  12  agosto  2014,  n.  21  continuano  ad  applicarsi  al
  personale  già  iscritto all'albo di cui al  comma  1  del  medesimo
  articolo 64 della legge regionale, anche in caso di risoluzione  del
  rapporto  di  lavoro connesso con il processo di liquidazione  delle
  società.

   6.  L'articolo  66 della legge regionale 12 agosto 2014,  n.  21  è
  soppresso.

   7.  Al  comma  6 quater dell'articolo 20 della legge  regionale  12
  maggio  2010,  n.  11  le parole  la sede per tutte  le  società  in
  liquidazione è istituita presso l'Ufficio speciale di cui al comma 6
  ter  sono soppresse .

         Si  passa  all'emendamento 34.14.1, a  firma  dell'onorevole
  Dina.  C'è  una  riscrittura  del  Governo.  Invito  il  Governo  a
  presentarlo alla Presidenza. Ha facoltà di parlare l'assessore  per
  la salute, dottoressa Borsellino.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, abbiamo proposto una riscrittura dell'ultimo periodo  del
  comma  3  dell'articolo 34 in modo da contemperare quelle  esigenze
  che   erano   state  oggetto  di  dibattito  nella  prima   lettura
  dell'articolo.   A   questo  punto  noi  abbiamo   previsto   nella
  riscrittura che per la società Seis, al fine di rendere quanto  più
  efficiente il servizio in tutto il territorio della Regione,  si  è
  ritenuto  prioritariamente, quindi, al fine  di  coprire  i  quadri
  intermedi,   di   attingere  presso  il   personale   delle   altre
  partecipate, come primo step. Laddove le professionalità necessarie
  per  il  settore di riferimento non fossero reperibili nelle  altre
  società  partecipate  si procede con procedure  selettive  interne,
  tra  le  professionalità interne. Per le sole  figure  dirigenziali
  invece  si attinge al personale delle aziende sanitarie e anche  in
  comando.  Io  penso  che  in questo modo si contemperino  tutte  le
  esigenze che erano state in qualche modo espresse prima.

   PRESIDENTE.  E'  stata  distribuita la  riscrittura  del  Governo,
  l'emendamento 34.16.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   DI GIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente ho
  una  perplessità. Il problema della Seus non è quello di  attingere
  ad altre professionalità da altri bacini. Il problema della Seus  è
  che  sono bloccate le nuove assunzioni. Quando noi individuiamo  da
  altra  società  significa che stiamo assumendo da altra  società  e
  carichiamo nel mio libro paga. Quindi che cosa abbiamo risolto  con
  questi  emendamenti?  Cioè se noi complichiamo,  l'atto  principale
  quale  sarebbe? il direttore generale della Seus cosa fa? un  bando
  per  cui  io vengo da un' altra azienda partecipata e mi  assumono.
  Cioè così abbiamo bloccato completamente gli interni, gli esterni e
  le  mobilità. Se mi consente, signor Presidente, l'ora è  tarda  ma
  cerchiamo di mantenere un minimo di lucidità.
   Io   dico  che  questa  norma  è  meglio  che  l'approfondiamo  in
  Commissione  e  facciamo  un  buon lavoro  perché  non  vorrei  che
  pasticciate in questo modo, noi blocchiamo qualsiasi.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. L'emendamento  dell'assessore
  Borsellino,  contrariamente  al  testo  originale  ha  aperto  alle
  professioni  verticali, in pratica. Dicendo che cosa? Correttamente
  come  prevede  la  legge, dicendo che se noi  riusciamo  a  trovare
  personale,  ma  siccome  è  già stato  detto  che  non  c'è  questo
  personale   in  gran  parte, perché si tratta di personale  medico,
  infermieristico,   riusciamo   ad  attingere   da   altre   società
  partecipate,   ora  si  prende  in  comando  dalle  altre   società
  partecipate.  Non  si assume niente. Perché fra  l'altro  hanno  un
  problema.  Cioè  nella  soppressione di alcune  partecipate  questi
  lavoratori dovrebbero andare a casa e in realtà si potrebbero anche
  salvare.
   L'altro  elemento,  quindi, quando non ci sono le  professionalità
  relative si fa con processi di mobilità interna.
   Interpreta correttamente lo spirito delle leggi che impediscono la
  mobilità  orizzontale,  sia l'assunzione e  risolve  la  questione.
  Questo è lo spirito. Se volete che si dice che dobbiamo aprire alla
  professione verticale, non si può fare senza avere sperimentato, se
  non hai le risorse adeguate.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   la   mia
  impressione  è che ciò che suggeriva l'onorevole Digiacomo  sia  la
  via migliore perché rischieremmo di fare solo dei danni.
   Ricordo all'Assessore e vorrei che mi smentisse se sto sbagliando,
  che la pianta organica della SEUS è stata chiusa dall'assemblea dei
  soci a giugno 2014.
   Non  si possono portare dei comandati o personale esterno, in  una
  pianta organica che è già chiusa.
   Rischiamo  di  fare  dei danni alla società  e  di  mortificare  i
  lavoratori. Sto chiedendo se è il caso di rinviare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il lavoro  delle  Commissioni
  non  salvaguarda  la  SEUS. Fate quello che  volete.  Noi  vogliamo
  salvaguardare  i  deputati delle commissioni, rispetto  a  sentenze
  anche della Corte dei Conti.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  fare un intervento per dire che lo spirito del presidente Digiacomo
  è  giusto,  però,  sono d'accordo con l'emendamento  dell'assessore
  Borsellino.
   L'emendamento  dell'assessore Borsellino, se letto  correttamente,
  favorisce le progressioni verticali, all'interno dell'azienda.
   Dato  per  certo  che all'esterno del bacino non  ci  sono  figure
  specialistiche, l'emendamento dice che quelle figure specialistiche
  devono  essere fatte tramite un reclutamento interno,  tramite  una
  selezione pubblica interna.
   E' perfettamente nello spirito di ciò che vogliamo ottenere.
   Per  quanto riguarda, invece, le figure dirigenziali, è chiaro che
  si può attingere solo per comando dell'Azienda sanitaria. Lo do per
  scontato. Non ci sono altre alternative.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  proposta  del  presidente Digiacomo sia quella  più  corretta,  nel
  senso che questa mattina, all'improvviso, siamo chiamati a decidere
  sulla  sorte  della  SEUS e sulla sorte di oltre 1.300  lavoratori,
  molti dei quali sono in soprannumero.
   Le figure che servono non sono figure medico o paramedico, ma sono
  soprattutto amministrative.
   Il rischio è che andiamo ad ingolfare la SEUS, con altro personale
  e,  quindi, aumentiamo ulteriormente la dotazione che ha in  questo
  momento, cioè, anziché utilizzare il personale in soprannumero  per
  destinarlo  a  funzioni  di  natura amministrativa,  aumentiamo  il
  bacino delle presenze nella SEUS.
   Io  sarei  dell'idea e la sottopongo a lei, presidente  Lupo,  che
  questo emendamento venga stralciato, venga inviato, immediatamente,
  in  Commissione  sanità  ed  il presidente  Digiacomo,  però,  deve
  prendere  formale impegno che, entro una settimana, lo  riporta  in
  Aula.
   Avremmo la possibilità, nella Commissione di merito, di affrontare
  e  risolvere un problema che necessita di maggiore maturazione e di
  maggiore attenzione di quanta ne possiamo avere alle ore 6.05, dopo
  venti ore che siamo chiusi in questa sala.

   PRESIDENTE.  L'unico  modo che ha l'Aula di esprimersi,  a  questo
  punto, è votare l'emendamento 34.16. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 34.14.1 e 34.14 sono pertanto preclusi.
   L'emendamento  34.16  precisa,  là  dove  si  parla  di  selezione
  pubblica,  di professionalità presenti nella stessa società .
   Si  passa all'emendamento 34.15 con la precisazione che là dove si
  dice   al comma 6 della legge regionale n. 11/2010  si intende   al
  comma 6 dell'articolo 20 della legge regionale n. 11/2010  .

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza
  Favorevole.

   ZAFARANA. Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE. Onorevole Turano lo vuole illustrare.

   TURANO. Si illustra da sé.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 34.15.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 34.15.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            44
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          37
   Contrari              0
   Astenuti              3

   Si  passa  agli  emendamenti 34.1 IV parte,  34.4,  34.5.  Vengono
  mantenuti o sono ritirati?

   FALCONE. Dichiaro di mantenere l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.1, IV parte.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, sicuramente mi sarò distratto  perché
  avevamo  un  emendamento soppressivo al comma 4 perché  per  come  è
  scritto  attualmente,  quindi,  che il  reclutamento  del  personale
  riferito  al  comma precedente non si applica il  divieto  di  nuove
  assunzioni previsto dalla legge, che era il blocco delle assunzioni,
  così come è scritto non vale solo per la SEUS che abbiamo capito che
  è   in   situazioni  particolari,  ma  vale  per  tutte  le  società
  partecipate  o controllate della Regione. Ora, pongo il problema  al
  Governo  perché  in  questo  modo  se  non  lo  specifichiamo  altre
  partecipate  potrebbero  fare variazioni,  avanzamenti  verticali  o
  addirittura nuove assunzioni. Quindi, quanto meno specificarlo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 34.5  dell'onorevole
  Ciaccio che è un soppressivo. Il parere del Governo?

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  C'era  una  riscrittura  del
  Governo  che è il 34.13. Se non è chiaro per me va bene sopprimerlo.
  Tanto l'intenzione non era di assumere, per cui per me va bene anche
  sopprimere l'emendamento. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.  Mi
  rimetto all'Aula.
   Pongo  in votazione gli emendamenti soppressivi del comma 4. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   L'emendamento 34.13 è precluso.

   GRECO  Giovanni. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 34.1 V parte,
  VI parte e VII parte.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 34

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          39
   Contrari            0
   Astenuti            18

                            (E' approvato)

   Si ritorna  all'articolo 31 in precedenza accantonato.
   Si passa all'emendamento 31.2, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  31.8, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore  di  minoranza.
  Favorevole.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  attengo  a
  quello  che  ha  detto  il  presidente Ardizzone  qualche  ora  fa.
  Siccome,  su  questo articolo doveva arrivare, con la  condivisione
  dell'Aula,  un  emendamento  che  se  è  possibile  lo  può   anche
  articolare  il  Governo, credo che magari su questo abbiamo  votato
  tutto   l'articolato.  Andiamo avanti  e,  poi,  torniamo  indietro
  quando sarà matura questa nuova formulazione.

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole Falcone, lei chiede l'accantonamento
  dell'articolo 31? Ai sensi del Regolamento interno, se non ci  sono
  altri  emendamenti non ho motivi per non procedere all'approvazione
  dell'articolo  31. Ci sono altri emendamenti da parte  del  Governo
  all'articolo   31?   Invitiamo  il  Governo  a   presentarli   alla
  Presidenza.
   Gli   uffici  stanno  distribuendo  gli  emendamenti  del  Governo
  all'articolo 31.

   FALCONE.  Presidente, sarebbe meglio non mettere  altra  carne  al
  fuoco. Votiamo l'articolo 31, senza altri emendamenti.

   SIRAGUSA. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte di più deputati di  mettere
  ai voti l'articolo 31 così com'è, senza altri emendamenti.
   Gli  emendamenti  annunciati, peraltro non  arrivano,  quindi,  mi
  sembra  che la cosa migliore sia porre in votazione l'articolo  31,
  così come già emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   ritorna all'articolo 48, in precedenza accantonato. Si  passa
  all'emendamento  soppressivo  48.3 a firma degli onorevoli  Alongi,
  Fontana ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, ovviamente prendo atto che rispetto a
  questo emendamento aggiuntivo
   Signor Presidente, non entro nel merito, io abbandono questa  Aula
  in  senso  di protesta perché sono accadute una serie di cose  che,
  evidentemente,  non  rispettano  quello  che  si  era  deciso,  con
  riferimento, in modo particolare, ad alcune categorie che non  sono
  state tutelate.
   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  48.10,  a  firma   degli
  onorevoli Falcone, Assenza ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  48.7,  a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.  Il parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 48.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 48.1, a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  E'  stato  presentato
  l'emendamento 48.2, a firma degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 48.5, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, intervengo solo  per  fare  notare
  all'Aula  che il parere è contrario pure quando andiamo ad inserire
  Ssenza ulteriori oneri a carico dell'amministrazione regionale . Mi
  bastava anche solo questo. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Comunico  che  è  stato
  presentato l'emendamento 48.11, a firma dell'onorevole Lentini.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, Assessore all'economia. Mi rimetto all'Aula.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, mi scusi però qualcuno mi  deve  fare
  capire.  Io vedo arrivare emendamenti aggiuntivi, tra l'altro,  non
  parliamo dell'orario, non parliamo che non abbiamo neanche il tempo
  di  leggerli.  Parliamo della procedura. Degli emendamenti  firmati
  dall'onorevole Lentini, Lantieri, Cascio, ecc.
   Ma poco fa io ho fatto la stessa identica cosa ed è stato ritenuto
  inammissibile. Come è possibile questa cosa?

   PRESIDENTE.  Invito gli uffici a verificare l'ammissibilità  degli
  emendamenti in base a quanto osservato dall'onorevole Ciancio.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, intervento per chiarire. Questo  è  un
  emendamento  che  ho dovuto firmare io perché l'ufficio  me  lo  ha
  chiesto e l'ho fatto.
   Praticamente  è  un emendamento tecnico. Questo è  un  emendamento
  tecnico,  ne  ho  parlato  con  il  Ragioniere  generale   che   ha
  concordato,   perché  l'assessore  in  questo  momento  rappresenta
  all'Expo di Milano la Regione siciliana.
   Se vogliono che si ritiri, lo ritiro. Non voglio sapere niente.
   Però  questo  è un emendamento tecnico perché non ci sono  risorse
  perché passano da un capitolo ad un altro. Io personalmente non  ho
  interesse.
   Presidente  lo vuole spiegare perché altrimenti non si capisce.

   CIANCIO. Ritiralo

   LENTINI. Dovevate far ritirare l'art. 94 e non lo avete fatto.  Vi
  siete stati zitti

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  semplicemente   per   dire   che
  considerato   che  l'onorevole  Lentini  rappresenta  l'assessorato
  volevo capire meglio.
   Visto che gli Uffici dell'assessorato all'agricoltura si rivolgono
  solo  agli  onorevoli di Sicilia democratica io mi  volevo  offrire
  volontario caso mai.
   Volevo capire l'emendamento onorevole Presidente.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti sono materia aggiuntiva.  Quindi  la
  Presidenza li dichiara inammissibili.
   Gli emendamenti 48.11, 48.12.

   LENTINI. Ritiro l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE.   Grazie   onorevole  Lentini  ritira   l'emendamento.
  Inammissibile anche il 48.13.
   Si passa alla votazione dell'articolo 48.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, solo per farle notare che io  avevo
  presentato un emendamento soppressivo al comma 2 che non trovo  nel
  testo.  Evidentemente  ci  sarà stato un problema,   perché  volevo
  sottoporre all'Aula il tema del comma 2 di questo articolo.
   Leggete  che si passa da lire 500 mila ad euro 411,62  voi  direte
   Va bene è semplicemente una trasformazione della cifra . In realtà
  non  è vero, stanno abbassando l'assegno ai talassemici che era  di
  più  di  411  euro ma era di circa 480 euro. Quindi, questa  è  una
  ulteriore  riprova  qualora ce ne fosse ancora da  provarla  questa
  cosa  che durante questa finanziaria stiamo aumentando gli stipendi
  agli amici e, quindi, ai dirigenti, ai direttori, alle persone  che
  gestiscono  le società partecipate e togliamo 50 euro ai  cittadini
  che sono ammalati di patologie gravi, è questo il problema.

                (Applausi dal Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  L'Onorevole  Falcone, mantiene  quindi  l'emendamento
  48.2,  è  in  corso  di distribuzione una riscrittura  tecnica  del
  Governo, ma semplicemente di una parte di un comma.
   Il  parere del Governo sull'emendamento 48.2 soppressivo del comma
  5?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi è d'accordo alla soppressione  del  comma  5  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non  è approvato)

   PRESIDENTE.  C'è  una piccola riscrittura, tecnica,  del  comma  6
  dell'articolo 48, dove dice  decreti dirigenziali  sono aggiunte le
  seguenti  parole  conclusivi di procedimenti amministrativi  devono
  essere pubblicati   , quindi si aggiungono solo poche parole.
   Lo rileggo:   i decreti dirigenziali - aggiunge il Governo  questa
  integrazione  -  conclusivi di procedimenti  amministrativi  devono
  essere   pubblicati ,   se  necessario  un  ulteriore   chiarimento
  l'assessore  Leotta si era già offerto di intervenire, diversamente
  pongo   in  votazione  l'emendamento  48.14,  ,  onorevole  Falcone
  procediamo con la votazione.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   Chi  è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi l'Assemblea
  approva.

                             (E'approvato)

   Metto  ai voti l'articolo 48 come emendato. Chi è d'accordo  resti
  seduto;  chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


             ASSUME LA PRESIDENZA IL PRESIDENTE ARDIZZONE

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   riassumiamo,  rimangono   da
  approvare  gli articolo 1, 6, 19, 20, 21, 42, 100, 101, 102,  oltre
  devo  sottoporre  all'Aula  la questione  relativa  all'unione  dei
  comuni  e  al  Coinres. Cosa significa, ribadisco, ieri  l'Aula  ha
  votato  su  entrambi  gli  articoli a  scrutinio  segreto  e  si  è
  pronunciata contro, sembra che c'era una volontà - quasi unanime  -
  a riportare al voto d'Aula, indipendentemente se a favore o contro,
  entrambi gli articoli, è chiaro che se anche uno dei parlamentari è
  contrario,  -   chiaramente chiamo ad esprimersi  su  entrambi  gli
  articoli  -,  proceduralmente  non  posso  andare  avanti.   Quindi
  relativamente al Coinres, onorevole Crocetta lei è contro?


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                    Per un richiamo al Regolamento

   CROCETTA.  Su Coinres,  mentre lei non c'era è stato riproposto il
  tema dell'emendamento, si tanto è vero che l'onorevole Figuccia  ha
  abbandonato l'Aula

   MILAZZO Giuseppe. No, non è vero. Non è così.

   CROCETTA.  Ha abbandonato l'Aula per questa ragione  Quindi  si  è
  detto che l'articolo 31 era  secco , senza emendamenti. Quindi  per
  la  seconda  volta, dopo il voto di ieri, è stato  escluso  che  si
  votasse  sul  Coinres. Sul piano del metodo, voglio  dire:  se  noi
  introduciamo  il  principio  che per ogni  articolo  che  si  vota,
  ovviamente  noi  non  possiamo essere  contrari  a  rimpinguare  il
  capitolo  dell'Unione dei Comuni, però se introduciamo il principio
  che,  per  ogni articolo bocciato, si possa rivotare, io credo  che
  noi non facciamo un buon servizio alla democrazia. Tanto ci saranno
  le variazioni di bilancio a luglio, e si rimpinguerà il capitolo

   PRESIDENTE. L'onorevole Crocetta, in quanto componente  di  questa
  Assemblea,  mi ha fatto un richiamo al Regolamento e,  quindi,  non
  posso  riportare al voto di quest'Aula, in questa sessione, sia  la
  vicenda  Coinres, sia la vicenda Unione dei Comuni. Il  discorso  è
  chiuso. Ringrazio l'onorevole Crocetta.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Onorevole  Presidente Crocetta,  io  volevo  comprendere
  meglio -  perché ero un attimo fuori -, qual'era il suo intervento.

   PRESIDENTE. No, non possiamo più ritornare su questa vicenda

   CORDARO.  Volevo chiedere al Presidente della Regione di  ribadire
  quello  che  aveva detto. Presidente resta chiuso il  ragionamento,
  può  ripetere  il  Presidente Crocetta cosa  intende  fare  e  come
  intendere risolvere la situazione? Tutto qui.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Siccome
  non  voterò  la  finanziaria, perché sto  abbandonando  l'Aula,  mi
  sembrava  corretto spiegare le motivazioni perché non continuerò  a
  votare  la  finanziaria. Il Presidente Crocetta so che è  in  buona
  fede,  non  oso pensare che è in malafede. Il collega Figuccia  non
  aveva  assolutamente citato né articoli, né Coinres, né Unione  dei
  Comuni,  aveva  un ragionamento un po' più complessivo.  E  siccome
  Presidente   ha   detto  poco  fa,   ci  sono  le   registrazioni ,
  controlliamo  le  registrazioni  e  non  era  stata  fatta  nessuna
  affermazioni  in  quella  direzione. Però credo  di  avere  capito,
  Presidente Crocetta

   CROCETTA.  Presidente della Regione. Non possiamo  stravolgere  il
  Regolamento  Si era deciso di ritirare tutto

   ALONGI.  Credo di avere capito che lei ha detto che  per  l'Unione
  dei Comuni a luglio ci sarà la manovra e, quindi, c'è un impegno in
  questa  direzione. Quindi, presumo di avere compreso anche  che  se
  poi  non  è così questo non lo so, probabilmente che lei si  assume
  anche  da parlamentare e non da Presidente, visto che ha posto  una
  pregiudiziale a quanto aveva chiesto il Presidente Ardizzone, ed io
  lo  ringrazio per la riproposizione perché si è reso conto, pur non
  essendo  presente in Aula di quello che era accaduto  ieri,  che  è
  stato  un  mero errore non nel pigiare il pulsante, ma è stata  una
  non  corretta lettura da parte del sistema di voto elettronico. Io,
  quindi, sono sicuro che  il Presidente Crocetta,  - nonché deputato
  Crocetta -,  ripresenterà questo articolo, mi pare che era il 13  o
  il 15, se non ricordo male. Diversamente, lo presenteremo  a nostra
  firma  e pertanto, Presidente Ardizzone, non è nel mio stile ma  io
  le  dico  con  molta correttezza che non essendo stato  compreso  e
  capito  il senso dell'equivoco, di quello che era successo ieri,  e
  del  fatto  che  erroneamente e chiaramente  prima  ancora  che  la
  Presidenza si esprimesse sul voto prima,  -quindi non lo  conosceva
  nessuno -, dell'Aula,  da lì è stata commessa una lettura errata di
  uno  dei  voti dei parlamentari presenti. Per tutto ciò  io  lascio
  l'Aula e non voto la finanziaria.

   PRESIDENTE. Onorevole Alongi, io capisco la sua amarezza, ci  sono
  anche  altri  strumenti  previsti dal nostro  Regolamento,  possono
  essere  gli  ordini del giorno. Se lei scrive un ordine del  giorno
  che  impegna  il  Governo. C'è già un ordine del giorno  presentato
  dall'onorevole  Greco e dall'onorevole Cordaro, la  invito  proprio
  perché  lei  è  stato  protagonista, non  si  allontani  dall'Aula.
  Approviamo  un ordine del giorno. Lo ha presentato, mi hanno  detto
  adesso  l'onorevole Greco e l'onorevole Cordaro.  Verificatelo.  Lo
  riscrivete  ed  eventualmente  il  primo  ordine  del  giorno   che
  metteremo ai voti in quest'Aula, a seguire la finanziaria. Grazie.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Lei  mi  ha fatto un invito. Io conosco le  regole  della
  democrazia e le regole del rispetto istituzionale, considerato  che
  l'ordine  del  giorno, che lo farò anche mio, sarà da  me  firmato,
  sono  sicuro  che  l'Aula  lo voterà e lo approverà,  per  noi  che
  avevamo  predisposto quel testo è sicuramente elemento di  garanzia
  affinché da qui a breve possa essere trovato un modo per trovare la
  soluzione al problema.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


             Si torna all'esame del disegno di legge n. 912/A

   PRESIDENTE.  Però  predisponetelo  in  tempo,  così  lo   facciamo
  verificare agli uffici.
   L'emendamento  6.17.2 è firmato da tutta l'Assemblea.  Comiso  per
  intenderci,  non  apriamo dibattiti, per cortesia. L'Assessore  per
  l'economia mi garantisce che c'è la copertura finanziaria.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.17.2. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  6.17  così  come  è
  stato subemendato. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  L'emendamento  6.19  è  identico  e  viene   pertanto
  assorbito dalla precedente votazione.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola,
  ma  voglio richiamare l'attenzione della Presidenza e degli  Uffici
  sul  comma  4 dell'articolo 6 che ieri sera, come in una  sorta  di
  gioco  da prestigiatore del miglior Silvan, delle migliori  serate,
  il  presidente Venturino non ha dato la possibilità ai presentatori
  di illustrare all'Aula.
   Sto  parlando  dell'articolo che si riferisce a due  finanziamenti
  importanti. Riguardano due siti UNESCO, uno è la città di Ragusa  e
  l'altro  è  il  centro storico di Ortigia, entrambi finanziati,  ma
  quello   di  Ortigia,  finanziato  per  una  quantità  di   risorse
  estremamente residuale e poco significativa, anche perché circa dal
  2001,  questa legge speciale di Ortigia non veniva più rifinanziata
  e  vi  sono  all'Ufficio tecnico di Siracusa quattrocento  pratiche
  istruite che attendono di essere sostenute economicamente.
   E'  inutile  che io dica quanto possa essere importante impinguare
  questa  parte  del  comma  che  ieri sera  è  stato  immediatamente
  cancellato  e  cestinato, senza dare a ciascuno di noi,  i  quattro
  sostenitori  di  questo articolo, la possibilità di  illustrarlo  e
  quanto  io  consideri la disparità di trattamento tra i due  centri
  storici,  estremamente  importanti, ripeto,  Ortigia  è  patrimonio
  dell'umanità  e, da questo punto di vista, è un centro  storico  di
  primissimo  rilievo,  ma  ha una grande  parte  del  centro  ancora
  degradata e abbandonata, bisognevole di essere rilanciata.
   Pertanto, noi chiediamo e, in questo caso chiedo anche agli Uffici
  della  Presidenza, chiediamo come mai non sia stato consentito:  a)
  la discussione del comma e b) sia stato riferito in Aula che questa
  nostra  proposta veniva ritenuta inammissibile, non capisco perché,
  perché era imputata allo stesso comma 4 che finanziava sia la prima
  tranche  di  Ortigia,  quella  di seicentocinquantamila  euro,  sia
  quella della città di Ragusa.
   Non  voglio  fare concorrenza alla città di Ragusa, assolutamente,
  per  me  va benissimo quel finanziamento, ritengo che mi si debbano
  delle   spiegazioni   perché  averlo   avuto   liquidato   con   un
   inammissibilità  è qualcosa che non ho compreso.
   Non   l'ho  compresa  io,  non  l'hanno   compresa  gli  onorevoli
  Marziano, Panarello e Milazzo che con me hanno sottoscritto.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Io,  sinceramente,  vorrei
  invitare il Parlamento a cambiare registro.
   Non  ci  sono  bellezze  in Sicilia che  non  meritino  di  essere
  valorizzate.  La Sicilia è bellissima, ha una serie di  angoli  che
  sono  stupendi, io sarei dell'avviso di  finirla con questa  Ragusa
  Ibla,  all'infinito.  Allora, io presento  un  emendamento  per  la
  valorizzazione  di  Valguarnera Caropepe che  è  citata  da  Angelo
  Musco, come patrimonio storico dell'umanità.
   La  vogliamo  finire di pensare che il bilancio  è  una  serie  di
  elementi locali e che esistono i fondi di trasferimento ai  comuni?
  E  Siracusa e Ortigia, ma basta,  abbiate il coraggio di avere  una
  rottura   con  il  passato,  abbiate  questo  coraggio   civile   e
  democratico.  Abbiate questo coraggio.

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente stiamo arrivando alla conclusione
  della finanziaria, diamo atto al Parlamento che ha recuperato negli
  ultimi  tre, quattro giorni il ritardo con il quale il  Governo  ha
  trasmesso  questa manovra finanziaria. Non vado oltre,  non  voglio
  aprire polemiche.

                (Applausi dal Movimento Cinque Stelle)

    PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  6.22,  presentato
  dalla   Commissione,  è  una  riscrittura  di   carattere   tecnico
  dell'emendamento 9.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 6  così  com'è  stato
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine dei lavori e invito il Governo, invito i colleghi,  ora
  che stiamo per approvare le ultime norme, a ricordaci che noi siamo
  qui  a tutelare gli interessi di tutti i cittadini siciliani e  che
  ci  vuole anche un minimo di decoro. Con questa finanziaria  non  è
  cambiato  nulla in questa Sicilia. Quello che c'era  vent'anni  fa,
  trent'anni  fa oggi è stato riproposto ancora peggio e hanno  fatto
  bene  i  colleghi  ad  abbandonare l'Aula, ma  io  starò  qui  fino
  all'ultimo  a  votare contro alcune norme che non  si  possono  più
  votare.
   Non diamo i ticket agli inoccupati e ancora sosteniamo  perché  il
  patrimonio  dell'UNESCO è solo in una parte della  Sicilia,  perché
  gli  aeroporti  o  gli interporti sono in una parte  della  Sicilia
  mentre  c'è  un'altra  parte  della  Sicilia  che  è  ancora   alle
   trazzere'.  Cominciamo  a  capire  che  rappresentiamo  tutta   la
  Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


             Si torna all'esame del disegno di legge 912/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 19. Assessore Borsellino,  c'era
  stata  una  discussione in Aula con un impegno della commissione  e
  penso  anche da parte dell'Assessorato di una riscrittura.  Se  c'è
  questa riscrittura bene, se no andiamo avanti con l'emendamento che
  era  stato  presentato  che  è  il 19.3.  Commissione  e  assessore
  Borsellino sul ticket sanitario dovevate riscriverlo?

   BORSELLINO,   assessore  per  la  salute.  Era  stato   fatto   un
  emendamento  che  prevedeva di sottoporre  l'attuazione  di  questo
  articolo all'autorizzazione preventiva

   PRESIDENTE. E allora è il 19.3.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Sì.

   PRESIDENTE. Va bene, va bene.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io posso sentire
  tutto  ma  un  Parlamento  che approva  una  norma  subordinata  ad
  un'autorizzazione io non l'ho mai sentito, con tutto  il  rispetto.
  Io  chiedo all'Aula, visto che non riusciamo a dare copertura e  la
  copertura  data né è capiente rispetto alla quantità di inoccupati,
  né  è  solo  uno spot che non serve a nulla, ma non mi si  dica  di
  approvare una norma che deve essere valida se autorizzata non si sa
  da chi, da un comitato che non conosco.
   Noi  siamo  il Parlamento della Sicilia, rivendichiamo  la  nostra
  dignità. La norma se non è coperta si boccia e la chiudiamo qui.

   GRASSO. Ripristiniamo la legalità

   FERRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che per
  questo   articolo  è  stata  messa  una  copertura   simbolica   di
  cinquecentomila euro, ma è un'indicazione,  continuo a dire
   Noi  siamo  qua la parte politica di questo Parlamento, siamo  qui
  per  portare in questo Parlamento le istanze dei cittadini e questa
  non  è  una cosa che sento dire da ieri, è tre anni e mezzo  che  i
  cittadini  mi  chiedono  di essere nello stesso  piano  occupati  e
  disoccupati,  adesso i risparmi si possono fare e noi richieste  di
  tagli  ne abbiamo fatte a bizzeffe, e adesso ci sarà il mio collega
  che le elencherà tutte ma c'è un'altra cosa avevamo proposto che si
  potevano  mettere in questo Fondo i soldi che venivano  risparmiati
  dal Fondo sanitario ogni anno.
   Quello  potrebbe essere un punto di partenza poi a normarlo dovete
  essere  voi  che  siete un Governo tecnico a noi  spetta  la  parte
  politica  questo  emendamento è passato dalla commissione  bilancio
  quindi  io  vi  prego di portarlo avanti e poi lo normate  lo  fate
  partire  quando volete nel senso che vi date un tempo  lo  fate  in
  maniera  sperimentale solamente per alcuni e  poi  piano  piano  lo
  allargate  dobbiamo  dare  u  n messaggio  e  soprattutto  dobbiamo
  allargare i controlli a chi dice di essere disoccupato e non  lo  è
  perché  questi  signori prendono la disoccupazione  non  pagano  il
  tiket e in più sono disoccupati a discapito di inoccupati.

   PRESIDENTE  .Siccome penso che ci sia ben poco  da  discutere,  mi
  hanno   chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Alongi,  l'onorevole
  Cascio,  fermiamoci un momentino, Assessore Borsellino  in  effetti
  questo articolo già in partenza mancava della copertura finanziaria
  non  c'è  copertura  ,  devo  dare  atto  e  ringrazio  l'onorevole
  Cracolici  che l'ha evidenziato in questa confusione  generale  per
  cui mi vedo costretto essendo già inserito all'ordine del giorno  a
  invitare  l'Aula  a  votare contro questo articolo   per  un  fatto
  procedurale, non si può ritirare l'articolo perché è già  inserito,
  non  c'è  la  copertura.  Viene stralciato l'articolo  19  e  viene
  inviato alla VI Commissione per un approfondimento.
   Si   riprende  l'esame  dell'art.  20,  attenzione  da  parte  del
  Presidente Crocetta e dell'Assessore Baccei.
   All'articolo  20  che  fa riferimento agli interventi  individuati
  nell'allegato  1 sono stati presentati una ventina di  emendamenti.
  Io invito i presentatori a ritirarli tutti, sto invitando al ritiro
  non  so  di  chi  siano. Mi hanno consegnato in questo  momento  un
  blocco  di  emendamenti allegati all'allegato 1 tutti mantenuti  in
  vita.
   L'Assessore Baccei mi chiede dieci minuti di tempo per  verificare
  la   copertura   finanziaria   su   questi   emendamenti   inseriti
  nell'Allegato 1. Non stiamo parlando, però, dell'articolo 20 perché
  ripeto si sta verificando la copertura finanziaria.

   CASCIO SALVATORE Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE.   Signor  presidente,  intanto  che  aspettiamo
  bisogna  fare  un chiarimento a quest'Aula ed il chiarimento  è  il
  seguente: l'emendamento di poco fa, quello del ticket  di 500  mila
  euro  è indecoroso perché è il testo del governo. Se il governo  ci
  porta  un testo in cui attesta 500 mila euro ed oggi scopriamo  che
  non c'è la copertura finanziaria, lo trovo sbagliato.
   Per  quanto riguarda, invece, il discorso dell'onorevole Cracolici
  che,  giustamente,   sottolineava  il  fatto  dei  500  mila  euro,
  onorevole  Cracolici  lo sa che cosa abbiamo votato  ieri?  Abbiamo
  votato l'articolo 18 e il 18.4, gli impegni per 180 milioni di euro
  previa  autorizzazione del Ministero dell'economia.  Già  l'abbiamo
  fatta questa cosa col 18.4.
   Qua  parliamo  di  500 mila euro assessore, non parlavamo  di  187
  milioni di euro che rientravano nel piano di rientro e ci stava

   PRESIDENTE.  Si riprende l'articolo 21, l'assessore di riferimento
  è sempre l'assessore della Sanità.  Rimborso alle Aziende sanitarie
  per il personale comandato all'Assessorato regionale della salute e
  disposizioni  finanziarie in materia di comando  del  personale  in
  servizio  al dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti  e  al
  dipartimento regionale del bilancio e del tesoro .

   Sono  stati  presentati  più  emendamenti  soppressivi.  Onorevole
  Alongi lo ritira?

   ALONGI: Ritirato

   PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio lo ritira o lo mantiene?

   CANCELLERI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CANCELLERI. Signor presidente, questo è uno di quegli articoli che
  visto  che  il  19 non aveva copertura finanziaria,  questo  poteva
  essere  il  principio di una copertura finanziaria ed io  prego  il
  presidente  Digiacomo di cominciare a prendere nota, perché  questo
  milione  di  euro si può tirare via, anche perché  non  capisco  il
  fatto  per  il  quale  ogni  anno  parliamo  sempre  dei  comandati
  dell'assessorato della sanità e abbiamo sempre provato a ridurli, a
  ridurli, a ridurli, ci riusciamo in minima parte, sempre in  minima
  parte.
   Credo  che  sia  arrivato il momento di cominciare  a  dare  delle
  risposte concrete, quello del ticket è un'esigenza che ormai da più
  parti  viene  dichiarata irrinunciabile, non si può  più  rinviare,
  quindi  dobbiamo  cominciare a prenderci  le  responsabilità  delle
  scelte che facciamo.
   Per  cui quando, ad esempio, ieri avevamo presentato l'emendamento
  per  il  prelievo  del  30 per cento degli  stipendi  delle  figure
  dirigenziali  delle ASP -  ricordo all'Assessore  Baccei  che  vale
  questa  riduzione  un milione 755 mila euro - assieme  col  milione
  comandati  avrebbero già fatto due milioni 755 mila euro e  assieme
  ai  500  mila appostati erano oltre i tre milioni. Potevamo  andare
  oltre  ancora,  ovviamente, a prendere e a  reperire.  Noi  abbiamo
  fatto  un  breve  calcolo  con  un  emendamento  dove  andavamo   a
  recuperare  tra  i 15 e i 20 milioni di euro in maniera  abbastanza
  dettagliata.
   Ecco,  qua  il  discorso è uno. Noi dobbiamo capire cosa  vogliamo
  fare  di questa Regione perché siamo di fronte a un Governo - e  lo
  ripeto di nuovo, ancora una volta - che aumenta gli stipendi per  i
  dirigenti, per i presidenti delle società partecipate e  non  pensa
  ai  cittadini che stanno morendo di fame per la strada e che  hanno
  problemi e che hanno bisogni che ormai non sono più rimandabili.
   Che vuole fare questo Parlamento? Vuole continuare a dare retta  a
  questo Governo o vuole cominciare ad avere una propria autonomia  e
  cominciare a rispondere ai problemi dei cittadini? Perché è  questo
  il  problema   La domanda che io pongo a voi, onorevoli  di  questo
  Parlamento, è questa: siete ancora complici di questo modo di  fare
  o no?

                              (Applausi)

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Grazie   Presidente.   Io   volevo   chiedere   proprio
  all'Assessore di illustrarci questa situazione, perché  sicuramente
  a   livello   politico  è  stata  scorretta  nei  confronti   della
  Commissione Bilancio perché più volte, personalmente, ho chiesto di
  avere  curricula  e  documentazione di queste persone  che  lei  ha
  definito  indispensabili, documentazione che non è mai arrivata  in
  Commissione Bilancio.

   BORSELLINO,  Assessore regionale per la salute. È  pubblicata  sul
  sito.

   CIACCIO.  Anche  i  documenti pubblici possono  essere  dati  come
  accesso  agli  atti  e con una richiesta pubblica.  E'  correttezza
  istituzionale  rispondere.  Ciò  nonostante  non  è  mai  avvenuta.
  Quindi,  di  questo, quantomeno ne prenda atto. Soprattutto,  anche
  perché essendo pubblici i dati, ma moralmente aiutare i cittadini e
  avere un dirigente farmaceutico o un dirigente informatico lei è in
  grado  di  dire  che  queste figure non ci sono? All'interno  della
  platea  dei  regionali e della sanità non può ancora sostenere  che
  sono  fondamentali,  perché  pian  piano  li  stiamo  iniziando   a
  conoscere e risulta sempre più una scusa che lei vuole difendere  a
  discapito   dei  cittadini  piuttosto  che  un  valore   oggettivo.
  Quantomeno  sarebbe  stato giusto e corretto dire:  temporaneamente
  non  rifinanziamo questa situazione e appostiamo oltre ai 500  mila
  euro  il  milione e anche i 40 che è di un altro - e mi rivolgo  al
  Presidente - Assessorato, all'energia.
   Bisogna dare delle priorità. E le priorità non sono chi in qualche
  modo  è  vicino a una cerchia di amici, ma sono i cittadini  e  gli
  inoccupati nel ticket sanitario sono una delle priorità.
   Se   spostavamo  il  rifinanziamento  di  un  anno  alla  prossima
  finanziaria,  non  sarebbe  cambiato nulla.  Voi  e  lei  vi  state
  ostinando  ad andare sempre contro i cittadini e a fare dei  vostri
  gli interessi principali.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, ritengo che molte  volte  sia  troppo
  facile  generalizzare e magari fare anche un po'  di  spettacolo  e
  demagogia.  Io non conosco chi sono queste figure e che  qualifiche
  hanno. So che in questi anni, grazie soprattutto a lavoro di queste
  persone, l'Amministrazione regionale, l'Assessore per la sanità   e
  l'Assessorato della sanità hanno avuto l'opportunità  di  avvalersi
  di  professionisti  che  hanno  dato  forza  di  raggiungere  degli
  obiettivi difficili.
   Ritengo  che  così  come  negli  anni  passati  ho  difeso  questa
  copertura finanziaria per i comandati, continuo a difenderla  nella
  consapevolezza   che   questa   azione   di   ristrutturazione   di
  ammodernamento della sanità siciliana deve poter proseguire ed anzi
  ribadisco   che  rispetto  agli  altri  anni  la  somma   è   stata
  notevolmente  ridotta  e  penso che  questa  cifra  sia  il  minimo
  indispensabile che l'Assessore Borsellino ha voluto richiedere  per
  poter proseguire in questa azione di collaborazione che ad oggi  ha
  dato dei risultati positivi.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  riallacciarmi a quello che ha poc'anzi detto il mio collega Cimino.
  Parliamo di soggetti che veramente hanno svolto un grande lavoro ed
  un'attività  di supporto all'interno del dipartimento  sanità.  Per
  quanto  riguarda invece la questione dei comandati del dipartimento
  regionale  acqua energia e rifiuti, caro Presidente,  la  invito  a
  rimpinguare  di  ulteriori 40 mila euro, come  erano  già  previsti
  originariamente,  il  capitolo perché le  ricordo  che  tra  questi
  soggetti  che sono in una posizione di comando ce ne sono  due  che
  hanno  una  104, art. 3, comma 3, per disabilità grave  all'interno
  del  proprio  nucleo  familiare,  con  figli  che  hanno  patologie
  gravissime,  per  cui  un  eventuale spostamento  creerebbe  enormi
  problemi di natura familiare.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo  fare
  un   piccolo  intervento  allacciandomi  a  quello  che  ha   detto
  l'onorevole  Cimino  che  ha parlato di  democrazia  e  spettacolo.
  Sicuramente  lui è riuscito a fare qualcosa di spettacolare  perché
  nonostante prima era assente riusciva a votare anche alle 6.14, non
  so  come  ha votato anche alle 5.50, è stato bravissimo,  una  cosa
  veramente  spettacolare, non so come era assente  però  riusciva  a
  votare.  Però va bene, queste sono cose che capitano. Abbiamo  qui,
  comunque  sia,  le  stampe. Assessore, siamo  disposti  a  ritirare
  l'emendamento soppressivo.
   C'è  l'emendamento 21.8 a mia firma che è una riduzione di  questa
  quota  che  poi va a qualcosa che non è il ticket ma è qualcosa  di
  importante  ad  esempio che è quel famoso decreto assessoriale  che
  era  previsto  dalla  legge  5  del 2009  per  le  zone  a  rischio
  ambientale,  perché,  caro  assessore dobbiamo  cominciare  a  fare
  veramente  qualcosa  di serio, ancora le energie  ci  sono,  quindi
  problemi non ce ne sono, proprio queste zone, assessore c'è bisogno
  di fare screening, di fare controlli e di farli per bene.
   Non  li  vuole  tagliare da qui? Deve trovare i soldi.  Assessore?
  Assessore? Presidente mi rivolgo a lei, perché se poi i controlli e
  gli screening non sono fatti bene succede quello che è successo  in
  una  ASP  dove  una donna va a fare una mammografia  per  avere  un
  controllo, quelli che vengono fatti ogni due anni gratis, quindi va
  la, il primo medico che la controlla le dice:  signora c'è qualcosa
  che  non  va,  dobbiamo  approfondire   va a  fare  dei  controlli,
  scoprono  che ha un tumore, la operano d'urgenza, peccato che  dopo
  tre  settimane le arriva la lettera della stessa ASP,  dicendo  che
  non  aveva  nulla  e che quindi, dopo due anni si  poteva  fare  il
  successivo controllo.
   Gli screening e i controlli si devono fare bene, si devono seguire
  le  linee  guida,  si devono seguire i decreti e  dobbiamo  trovare
  uomini  bravi che li sanno fare, altrimenti affossiamo  la  sanità,
  perché  non  sono  solo i soldi, quelli che servono  per  fare  una
  sanità migliore.

   PRESIDENTE.  Gli  articoli soppressivi sono  ritirati  se  non  ho
  capito male.

   ZITO. Se accetta.

   PRESIDENTE.  Non  è  un problema di negoziazione.  Incominciamo  a
  votare.

   ALONGI . Ritiro l'emendamento21.7.

   PRESIDENTE. Il 21.4 è mantenuto? Quindi correttamente l'Aula vota.
   Il  21.4  è  un emendamento soppressivo dell'articolo 21  a  firma
  dell'onorevole Ciaccio.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA. Presidente della Commissione, Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   GRECO. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Quello sostitutivo.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 21.8?

   BORSELLINO, assessore per la salute, Contrario. Ma voglio spiegare
  anche  il  motivo  e  cioè che alle 4 aziende abbiamo  dato  appena
  adesso  quando  ha  chiuso il bilancio 2014, un milione  in  più  a
  ciascuna azienda.

   PRESIDENTE.  Indico la votazione dell'emendamento 21.8.  Chiarisco
  il  significato  del  voto,  chi è favorevole  vota  verde,  chi  è
  contrario vota rosso.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di  Regolamento  dagli
  onorevoli , indico la votazione dell'emendamento 21.8 e ne proclamo
  l'esito:

       Presenti              51
       Votanti               50
       Maggioranza           26
       Favorevoli            16
       Contrari              34

       L'Assemblea non approva.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.6.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.1.

   GRECO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.2.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   21.   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   TAMAJO. Il Governo ha presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Il Governo non ha presentato alcun emendamento.  Così
  blocchiamo tutto.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   21.   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  E'  così, perché non è regolare  arrivare  all'ultimo
  momento  per  inserire altri emendamenti, per  rispetto  di  questa
  Presidenza e chiedere al Governo di presentare un emendamento.

   TAMAJO. Perché lei ha fretta.

   PRESIDENTE. Io ho fretta?

   PRESIDENTE.  Assessore   Baccei, lei ha  verificato  la  copertura
  finanziaria
   Allora,  siccome  siamo  all'articolo 20 e sono  stati  presentati
  numerosi emendamenti  di spesa ci discipliniamo in questo modo  per
  comprensione,  senza  interventi  altrimenti  sarebbero  altri   20
  articoli   sui  quali  ognuno  parlerebbe  a  spiegare  le  proprie
  ragioni.  Io  chiedo  il  parere su ciascuno,  al  Governo  e  alla
  Commissione e l'Aula vota o a favore o contro.
   Si  passa all'emendamento 20.15 a firma dell'onorevole Ciaccio  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          ( Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.3 a firma dell'onorevole Lo Giudice ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          ( Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.4 a firma dell'onorevole Lo Giudice ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          ( Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 20.17 a firma dell'onorevole Ciaccio  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          ( Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.19 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
  altri.

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 20.22 a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          ( Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.29 a firma  dell'onorevole  Dina  ed
  altri.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 20.01 a firma  dell'onorevole  Dina  ed
  altri.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento 20.14 a firma dell'onorevole Ciaccio  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 20.11 a firma dell'onorevole Cordaro  ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.26.  E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.21. E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.27 a firma Governo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.05 a firma dell'onorevole Alloro  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Come accantonato? Ritirato?

   DINA. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Può
  accantonarlo un momento?

   PRESIDENTE.  Ci  siamo dati una disciplina perché ci  sono  ancora
  altri  20  emendamenti.  No, scusate, i  fuori  sacco  non  vengono
  distribuiti.  Se c'è qualche emendamento si parla col  Governo,  lo
  presenta  il  Governo, non si presentano emendamenti  fuori  sacco,
  scusate. Non si presentano emendamenti fuori sacco  Allora,  invito
  gli  uffici  a  non distribuire emendamenti. Invito  il  Governo  a
  collaborare  con  questa  Presidenza,  per  cortesia,  capisco   le
  difficoltà  del  Governo. Farò una valutazione  Io  non  li  voglio
  neanche     vedere    Onorevole   Dina,   io   non   ho    compreso
  l'accantonamento di questo. Va bene, è momentaneamente  accantonato
  il 20.10.
   Si  passa  all'emendamento 20.2 a firma  degli  onorevoli  Dina  e
  Turano.

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 20.23 a firma dell'onorevole
  Vinciullo.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  20.7 a firma degli onorevoli Assenza e Falcone.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto Si  passa  all'emendamento
  20.06 a firma dell'onorevole Alloro.  Aziende silvo-pastorali'.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Col parere contrario del Governo e della  Commissione
  lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.20 a firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto Si  passa  all'emendamento
  20.24 a firma dell'onorevole

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto Si  passa  all'emendamento
  20.31 a firma dell'onorevole Siragusa.

   SIRAGUSA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto Si  passa  all'emendamento
  20.31 a firma del Governo. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  20.31.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 20.18 a firma dell'onorevole Ciancio.

   CIANCIO. Dichiaro di mantenerlo e richiedo voto palese.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 20.18

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti   . 59
   Votanti   ...58
   Maggioranza ..30
   Favorevoli  ..22
   Contrari   ..36

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.16, a firma dell'onorevole Ciaccio.

   CIACCIO. Dichiaro di mantenere l'emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento B230, a firma dell'onorevole Alloro  ed
  altri.
   L'emendamento  dell'onorevole Lantieri era  rafforzativo,  ma  già
  l'onorevole Lantieri l'aveva presentato. E' già nel corpo di questo
  documento, quindi, non è un emendamento aggiuntivo.
   Riguardano tutti la stessa cifra, poi vediamo. Verifichiamo  se  è
  la  stessa  cifra. Scusate, me lo deve dire il Governo, non  me  lo
  deve dire lei. E' la stessa cifra.
   Sono il B230, votiamo il secondo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.25, a firma dell'onorevole  Raia  ed
  altri.

   RAIA. Dichiaro di mantenere l'emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.9, a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di illustrare l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. No, onorevole Milazzo, non lo può illustrare. No,  non
  lo  deve  spiegare. Lei è disattento. L'abbiamo  detto  prima,  sul
  piano  procedurale, gli emendamenti di spesa non non  si  spiegano.
  Quindi, lo ritira.

   MILAZZO Giuseppe. No, che ritiro  Ne ho due.

   PRESIDENTE. Bene, due. Allora facciamo due votazioni. Non  lo  può
  spiegare. Il Governo certo che si esprime.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   MILAZZO  Giuseppe.  Il Governo deve avere un atteggiamento  uguale
  con tutti i parlamentari. Stiamo parlando dei teatri, Presidente.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Falcone   chiede   il   voto   segreto
  sull'emendamento 20.09.
   Però, onorevole Milazzo, guardi, siamo in 90, a volte qualcuno  in
  meno,  forse  non mi so spiegare, io non consento capannelli  né  a
  lei, né a nessun altro Parlamentare.
   Va  bene,  però,  basta  ora  con  queste  sceneggiate,  onorevole
  Milazzo.

   MILAZZO   Giuseppe.  Io  sono  una  persona  seria,   non   faccio
  sceneggiate

   PRESIDENTE. Però, ci vuole rispetto, onorevole Milazzo, glielo sto
  dicendo  perché  lei,  intanto,  non  deve  gridare  perché  già  è
  difficile gestire quest'Aula.
   L'onorevole  Falcone  ha chiesto il voto segreto  sull'emendamento
  20.09.
   Facciamo  la verifica dei richiedenti per la votazione a scrutinio
  segreto.
   Rimpinguamenti  teatro  Massimo di  Palermo,  Bellini,  Biondo  di
  Palermo,  Stabile  di  Catania  e Fondazione  Orchestra  Sinfonica.
  Prevede la riduzione del capitolo 215709.
   Non  c'è  disponibilità,  quindi, l'emendamento  è  inammissibile.
  Bene, lei mette la firma.
   Questo è inammissibile per mancanza di fonte finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento 20.08:  Riduzione orizzontale di  tutti
  gli altri capitoli dell'allegato 1 .
   Questo  è  scritto da mano espertissima, perché mi mette riduzione
  orizzontale  di tutti gli altri capitoli dell'allegato  1,  quindi,
  non ha individuato la fonte di finanziamento, vorrei capire come?
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario..

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Vi è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
   Verifichiamo i richiedenti per la votazione a scrutinio segreto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.08.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 20.08.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           60
   Votanti            59
   Maggioranza        30
   Favorevoli         18
   Contrari           41
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.13, a firma di Ciancio Gianina.
   Non riesco comprendere, onorevole Milazzo, sento solo la sua voce.

   CIANCIO. Vorrei illustrarlo.

   PRESIDENTE. No, non si può illustrare.
   Allora,  anche  questo è un emendamento che riguarda  i  Teatri  e
  prevede dei rimpinguamenti per diversi Teatri, il Teatro Stabile di
  Catania,  Bellini  di  Catania,  Messina,  Biondo,  l'Inda,   trova
  copertura?
   Verifichiamo il 20.13. Verifichiamo se c'è la copertura,  intanto.
  La copertura c'è.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
   Vi è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.13.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 20.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            63
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          23
   Contrari            39
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  20.28,  a  firma
  dell'onorevole Sudano. Onorevole Sudano, lo mantiene o lo ritira?

   SUDANO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Vi è una richiesta di votazione per scrutinio  palese
  nominale.
    Verifichiamo i richiedenti.
   L'emendamento non può essere posto in votazione per mancanza della
  copertura finanziaria.
   Onorevoli  colleghi, scusate, è rimasto accantonato  l'emendamento
  20.10, a firma dell'onorevole Dina.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Sono  stati presentati emendamenti fuori sacco. Questi sono quelli
  depositati  nei termini. Anche il Governo li doveva presentare  nei
  termini. Quelli presentati in regola facevano parte del gruppo.
   Pongo  in  votazione l'articolo 20, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               «Art. 42
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

         1.  Per le finalità di cui all'articolo 20, comma  26,
     della   legge  regionale  22  dicembre  2005,  n.  19,   è
     autorizzata  per l'anno 2015 la spesa di 640  migliaia  di
     euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

       2.  Per le finalità di cui all'articolo 59, della  legge
     regionale  7  marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa  di
     500 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 - capitolo 147314).

       3.  Per le finalità di cui all'articolo 128 della  legge
     regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la  spesa  di
     7.000   migliaia  di  euro  (UPB  4.2.1.5.99  -   capitolo
     215734).

       4.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  31
     dicembre   1964   n.   34   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la  spesa  di
     1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).

       5.  Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8  della
     legge   regionale  30  aprile  2001,  n.  4  e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3  -
     capitolo 183715).

       6.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2 della  legge
     regionale  30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa
     di  1.700  migliaia  di  euro (UPB. 9.2.1.3.3  -  capitolo
     373711).

       7.  Per  le finalità di cui all'articolo 17 della  legge
     regionale  15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa  di
     280 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

       8.  Per  l'erogazione di contributi per il funzionamento
     delle   Università,  degli  istituti  universitari,  degli
     osservatori   astronomici,   astrofisici,   geofisici,   e
     vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della  legge
     regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per  l'anno
     2015,  la  spesa di 200 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5  -
     capitolo 373307).

       9.   Per  le  assegnazioni  alle  Università  per  spese
     inerenti  l'attività  sportiva  universitaria  e   per   i
     relativi impianti, di cui all'articolo 73, comma 6,  della
     legge   regionale  15  maggio  2013,  n.  9  e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5  -
     capitolo 373313).

       10.  Per  le finalità di cui all'articolo 73,  comma  2,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n. 9 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 100 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3  -
     capitolo 376576).

       11.  Per le finalità di cui all'articolo 12 della  legge
     regionale   16  maggio  1978,  n.  8  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2015 la spesa di  1.500  migliaia
     di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).

       12.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società
     sportive   professionistiche,   semiprofessionistiche    e
     dilettantistiche  partecipanti a campionati  nazionali  di
     serie   A  e  di  serie  B,  già  previsti  dal  comma   2
     dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984,  n.
     31,  è  autorizzata  per l'esercizio finanziario  2015  la
     spesa  di  180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
     473710).

       13.  Per  le finalità di cui all'articolo 14,  comma  2,
     lettera c) della legge regionale 15 maggio 1991, n.  27  è
     autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la  spesa  di
     350 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

       14.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  1
     febbraio   2006,   n.   5   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è  autorizzata per  l'esercizio  finanziario
     2015  la  spesa di 300 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.7  -
     capitolo 377762).

       15.   Per  le  finalità  dell'articolo  57  della  legge
     regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è autorizzata la spesa di 250  migliaia  di
     euro per l'anno 2015 (UPB 8.2.1.1.2 - capitolo 272531).

       16.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5  marzo 1979, n. 14 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è autorizzata la spesa di 400  migliaia  di
     euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).

       17.  Per  le finalità di cui all'articolo 195, comma  3,
     della   legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32   il
     Dipartimento  regionale  degli  affari  extraregionali   è
     autorizzato  ad  erogare per l'esercizio finanziario  2015
     la somma di 350 migliaia di euro .

       18.  Per  le finalità di cui all'articolo 7 della  legge
     regionale  20 novembre 2008, n. 16 e successive  modifiche
     ed  integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
     2015  la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99  -
     cap. 348111).

       19.  Per  le  finalità di cui all'articolo 1,  comma  1,
     lettera c) della legge regionale 16 agosto 1975, n.  66  e
     successive  modifiche ed integrazioni  è  autorizzata  per
     l'esercizio  finanziario 2015 la somma di 300 migliaia  di
     euro (cap. 377703).

       20.  L'UPB  6.2.2.6.3- cap. 776016  è  incrementata  per
     l'esercizio   finanziario  2015  dell'importo   di   1.500
     migliaia di euro».


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   RAIA.Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.. Ne ha facoltà

   RAIA. Signor Presidente, Assessori, io sull'ordine dei lavori dico
  questo:  poco  fa  l'Assessore Baccei all'inizio della  discussione
  diceva semplicemente che su alcuni punti precisamente sui teatri, e
  su altri punti ancora avrebbe fatto e comunque avrebbe mantenuto la
  promessa  che entro luglio si sarebbero trovate risorse per  potere
  rimpinguare le somme o i capitoli afferenti ai cinque punti che lui
  diceva.
   Noi  con  la  manovra  di  questa  sera  dell'allegato  1,  signor
  Presidente,  stiamo  condannando se non si fa  un  assestamento  di
  bilancio, stiamo condannando i teatri siciliani in modo particolare
  lo  Stabile di Catania, il Bellini di Catania alla chiusura. Io  mi
  auguro  Presidente Crocetta, Presidente, Assessori, mi  auguro  che
  questo  vulnus  venga  recuperato e che ci sia  la  possibilità  di
  riprendere  e  di  incrementare le  somme  per  questi  teatri  che
  certamente  non  fanno  né  spettacoli secondari  ma  che  sono  un
  elemento  fondamentale della cultura siciliana  e  per  questo  che
  invito   il   Presidente  e  l'Assessore  a  mantenere  la   parola
  diversamente ci sarà un buio totale su questa terra oltre  che  c'è
  un buio su tante altre cose anche sulla cultura ci sarà altrettanto
  buio.
   Mi  auguro  che  questo  non accada perché  se  accade  ovviamente
  segneremo una brutta pagina della nostra storia in Sicilia.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CASCIO   Salvatore.   Signor  Presidente  io  volevo   intervenire
  sull'ordine  dei lavorii siccome stiamo trattando l'art.  42  e  si
  tratta  tutte di ulteriori spese e finanziamenti, io se è possibile
  votiamolo  per commi non votiamo l'articolato, perché  noi  abbiamo
  usato  un metodo: votiamo gli emendamenti e poi votiamo l'articolo,
  questo  lo  votiamo  per commi e siccome sono specificati  solo  le
  leggi  e  non  capiamo,  almeno  io  non  capisco  a  che  cosa  si
  riferiscono,  vorrei capire quella legge a che  cosa  si  riferisce
  dagli Assessori competenti.

   FONTANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FONTANA.  Signor Presidente ancora ora  non riesco  a  comprendere
  come  mai l'emendamento presentato e firmato dall'onorevole Maggio,
  Gucciardi, il sottoscritto e l'onorevole Cimino lei non lo ha messo
  ai   voti,  non  capisco  perché,  tra  l'altro  confermato   anche
  dall'Assessore Baccei.

   PRESIDENTE. Non ho capito qual è l'argomento?

   FONTANA.  L'emendamento che prevede uno stanziamento di somme  per
  l'Azienda siciliana trasporti, tra l'altro c'è anche la copertura e
  non capisco per quale ragione lei non l'ha esclusa.
   Tra   l'altro   abbiamo  l'Assessore  che   dice   che   l'abbiamo
  regolarmente presentato non si comprende perché lei

   PRESIDENTE.  Regolarmente presentato non è perché si presenta  nei
  termini per rispetto dell'Aula, regolarmente presentato non è.

   FONTANA. Tra l'altro Presidente all'azienda sono stati tagliati  6
  milioni di euro sono stati trovati credo circa 3 milioni e  c'è  la
  copertura.
   Non  capisco perché non lo mette ai voti? C'è il parere favorevole
  del governo, perché non lo mette ai voti?

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 42. Sospendo per 10 minuti  siccome
  abbiamo  l'articolo  42, il governo in questi  10  minuti  mi  deve
  presentare  un emendamento di riscrittura da agganciare in  qualche
  modo  all'articolo 42 ed eventualmente all'articolo 20,  però  deve
  essere il Governo e deve essere uno.
   Se  non  viene  presentato  -  sono le  ore  8.00  del  mattino  -
  chiaramente,  l'Aula riapre e dà per scontato quello  che  è  stato
  fatto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  intervengo  per  rimarcare  il  mio
  disappunto  per  quello  che  è  successo  anche  perché  il    mio
  emendamento   era  l'unico  che  aveva  la  copertura  finanziaria.
  Ovviamente  non è una responsabilità della Presidenza, mi  dispiace
  che   quest'Aula   non   abbia  accolto  l'emendamento   che   era,
  semplicemente, di buon senso; sarebbe stato bene, magari,  leggerlo
  prima  o  magari spiegarlo prima. Mi rendo conto che è stata  fatta
  una  scelta  dalla Presidenza per tutti gli emendamenti,  però  non
  potere spiegare neanche dagli Uffici da dove si prendono e da  dove
  si  mettono,  evidentemente, è pregiudizievole  per  l'approvazione
  dell'emendamento.
   Anch'io  credo che stiamo facendo un danno troppo, troppo  marcato
  ai  teatri.  Non  solo col FUS stiamo togliendo una percentuale  di
  circa  il 6% e a questa percentuale potranno accedere solo con  dei
  paletti  molto, molto restrittivi, ma stiamo tagliando un ulteriore
  6%   che   in   alcuni  teatri  significa  la  chiusura,  significa
  intervenire  sulle produzioni artistiche, intervenire  su  numerose
  spese che sicuramente, poi, in una legge successiva dovremmo andare
  a correggere.
   Io tutte queste cose le avevo, già, dette in Commissione bilancio.
  Avevo  cercato  e  c'era  stato  anche  un'apertura  da  parte  del
  Presidente  della  Commissione, da parte dei  deputati  a  rivedere
  queste  somme per riportarle almeno alla quota del 2014, perché  se
  noi  continuiamo  a dire ai teatri di fare una programmazione  come
   Dio comanda  ma continuiamo a tagliare di anno in anno, è evidente
  che  siamo  incoerenti noi e non permettiamo a loro di fare  questa
  benedetta programmazione.
   Ripeto che, secondo me, dobbiamo tornare su questo argomento ed  è
  stato  un  gravissimo  errore dell'Aula quello  di  avere  bocciato
  questi emendamenti che erano numerosi.

   PRESIDENTE.  Adesso  sospenderò  la  seduta  per  10  minuti   per
  verificare  insieme  all'assessore la prosecuzione  dei  lavori  in
  ordine  all'articolo  42 che prevede il finanziamento  e  ulteriori
  interventi  di  spesa ed eventualmente ritornare  sull'articolo  20
  relativamente al recupero di qualche norma di carattere sociale.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente, vorrei sapere che fine  ha  fatto  un
  emendamento  aggiuntivo che avevo presentato e  che  non  ho  visto
  raccolto in nessuno dei tre fascicoli, che riguardava le moto e  le
  auto  d'epoca  e  per il quale non c'era bisogno, naturalmente,  di
  risorse ma, anzi, era impostato in modo che le risorse arrivassero.
   Io  continuo a fare domande precise signor Presidente. Poco fa  ne
  ho  fatta una per cui non mi si è data la risposta, ho assistito ad
  un  siparietto del Presidente della regione nei miei confronti,  ma
  nessuna  risposta alla domanda che era: come mai è stato dichiarato
  inammissibile quell'emendamento che riguardava i centri storici  di
  cui si è parlato.
   Bene,  parentesi  chiusa. Adesso faccio un'altra  domanda  precisa
  perché sono stata qui tre giorni, tre notti, appresso a ciascuno di
  voi,  ad  ascoltare. Voglio sapere che fine ha fatto  l'emendamento
  sulle  auto e moto d'epoca che era stato presentato e non  soltanto
  firmato da me perché ho doveri anche di rappresentanza con  i  miei
  colleghi.

   PRESIDENTE.  La  domanda mi sembra pertinente. Noi stiamo  votando
  sulla  legge  uscita fuori dalla Commissione. Tutti gli emendamenti
  che  non sono collegati - onorevole Cirone l'ho ascoltata, gradirei
  che  mi ascoltasse - noi abbiamo votato la legge uscita fuori dalla
  Commissione  e  gli emendamenti che si agganciavano  agli  articoli
  contenuti  nella legge che ha esitato la Commissione. Gli argomenti
  in  materia  nuova, rispetto ai 102 articoli sono  per  definizione
  emendamenti  aggiuntivi  e abbiamo 300 emendamenti  aggiuntivi.  Di
  questo  si  tratta. Quale sarà il percorso d'Aula, francamente,  in
  questo momento non glielo so dire. Se si possono recuperare 3, 4, 5
  articoli.  So  qual  è  l'articolo cui lei  si  riferisce  che  non
  comporta  spese,  questo  è il punto. Ma  non  possiamo  aprire  il
  dibattito,  chiaramente,  su  300  articoli.  Sarebbe   stato   più
  opportuno   che   in   II   Commissione   fosse   stato   esaminato
  quell'emendamento per farne parte integrante di quei  102  articoli
  che magari sarebbero diventati 103. Questo è il punto.
       Fa  parte degli aggiuntivi, quindi se noi decidiamo di  andare
  avanti andiamo avanti con gli aggiuntivi, esamineremo pure questi.

      (La seduta, sospesa alle ore 8.02, è ripresa alle ore 8.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  il  Governo   ha   presentato
  piccolissime  e  brevissime riscritture di  emendamenti  che  erano
  stati  già  depositati  dal  Governo stesso  ed  anche  da  qualche
  deputato.
   Debbo  dargli  atto  che  non  si  tratta  assolutamente  di  maxi
  emendamenti,   come  ho  sentito  parlare.  E  su   questo   invito
  l'assessore Baccei a rassicurarci e a spiegare, in linea  generale,
  il contenuto di queste norme. Noi possiamo votarle singolarmente  o
  per  parti  separate,  senza  alcuna  difficoltà,  rimanendo  fermo
  l'articolo 42.
   Su  ogni  norma, mi spiega il Governo, c'è un'esigenza, ad esempio
  per l'ente sordomuti che è rimasto fuori e c'è una condivisione  di
  carattere  generale. Siccome noi dobbiamo passare  all'approvazione
  dell'articolo  42, i singoli parlamentari hanno la  possibilità  di
  verificare il contenuto di questi articoli che, ribadisco, rispetto
  a  come  eravamo  abituati negli anni passati,  mi  sembrano  molto
  contenuti, non si può certamente parlare di un max-emendamento.
   Si  tratta di emendamenti che erano stati presentati in  più  fasi
  dal  Governo  ma anche da qualche parlamentare, ma  alla  fine  gli
  interessi sono unici, per cui se c'è un accordo di massima, si  può
  votare  come  unico atto altrimenti si votano per  parti  separate.
  Senza però aprire grandi discussioni.

   MILAZZO  Giuseppe. Come relatore di minoranza, chiedo che qualcuno
  me li spieghi.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ho appena detto che l'assessore  si
  è  fatto  carico  degli emendamenti che sono stati  presentati  dal
  Governo stesso e da qualche parlamentare.

   FALCONE.  Signor Presidente, lei ha detto che si dovevano ritirare
  tutti  gli emendamenti, ed ora il Governo ne ripresenta. Presidente
  Crocetta, lei è un provocatore

   PRESIDENTE  Non c'è motivo di litigare. Assessore Baccei,  mi  può
  individuare l'emendamento dell'Ente Sordomuti?

   FONTANA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, volevo  ricordare  che  noi  abbiamo
  trattato un emendamento, una mia proposta che poi tecnicamente  non
  si  è  potuta  votare,  ma che però sarebbe  stata  inserita  nella
  tabella  G,  ed  era quella delle farmacie rurali. Volevo  chiedere
  dove è finito il previsto finanziamento di 216 mila euro.

   PRESIDENTE. Si deve votare ancora votare la tabella G.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo un po'  tutti
  stanchi, però io invitavo i colleghi ad un momento di buon senso.
   Penso  che  questi emendamenti, soprattutto quelli che  comportano
  spese,  per  questioni di buon gusto e di bon ton  vanno  ritirati.
  Però vi è un emendamento che non comporta spesa, quello relativo al
  Porto  di  Palermo,  che è un emendamento  normativo  e  non  è  un
  emendamento  di spesa. Quanto meno recuperiamo quello tecnico,  nel
  senso  stretto della parola, e eliminiamo tutti gli emendamenti  di
  spesa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  assessore  Baccei, mi pare che qui  ci  sono  almeno  due
  questioni generali, ma può essere che ce ne siano di più.
   La  prima  questione  è quella dei teatri, che  è  trasversale  al
  sistema  assembleare,  per  la seconda  mi  pare  che  ci  sia  una
  sensibilità alta e riguarda la vicenda dell'AST.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici qui non ci sono né teatri, né AST.

   CRACOLICI. Signor Presidente, mi faccia parlare. Visto che nessuno
  sta  scappando e stiamo comunque chiudendo una finanziaria,  vorrei
  fare  una proposta: consentire al Governo di parlare e prendere  un
  impegno  formale e sostanziale su questi due nodi  che  sono  della
  Regione  siciliana,  che non sono né di Cracolici,  né  di  qualche
  altro.
   Detto  questo, se per chiudere la finanziaria, a questo punto,  si
  dovrebbe  rinunciare a tutti gli emendamenti di spesa e  consentire
  soltanto  di  fare  uno,  due emendamenti normativi,  io  sono  per
  chiuderla  perché credo che abbiamo fatto un bel lavoro,  faticoso,
  complicato, duro, e non vorrei che distruggiamo tutto all'ultimo.
   Se questo può essere, quindi, un impegno del Governo sulle cose da
  fare, ritiriamo quello che in qualche modo crea ostilità, e mi pare
  che questa possa essere una soluzione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ho già detto prima che la questione degli emendamenti che
  si  sono  respinti, relativi ai teatri, all'AST ed anche  ad  altre
  cose importanti, non è legata al fatto che noi siamo contrari.
   Noi  dovevamo fare quadrare dei conti. Questi conto sono quadrati.
  Andare a mettere emendamenti alla fine, così, senza una valutazione
  globale e complessiva sicuramente dà qualche problema.
   Siccome  già  l'Assessore  ha  annunciato  che  entro  luglio  noi
  dobbiamo  presentare la manovra, è chiaro che dobbiamo ripristinare
  i capitoli relativi ai teatri nella misura in cui è stato proposto.
  Fra  l'altro  sul teatro Stabile di Palermo c'è un  accordo  su  un
  mutuo  che  presuppone un piano di rientro che gli salterebbe,  per
  cui è chiara questa questione.
   Il  problema  è  che ci si è trovati di fronte  ad  una  massa  di
  emendamenti,  per cui se si apriva su qualcuno valido si  rischiava
  poi di doverli ammettere tutti. Questo è il tema.
   Così  come  bisognerà  ripristinare la questione  dell'unione  dei
  comuni. Per quanto riguarda la COINRES io ho detto con molta onestà
  che  non  è un emendamento del Governo. Sono stati sollevati  sulla
  COINRES  problemi di legittimità. Se questi problemi di legittimità
  li risolviamo, ma una cosa è una norma illegittima, una cosa invece
  quei  finanziamenti su cui c'è l'impegno totale  del  Governo.  Per
  quanto  riguarda gli emendamenti presentati, quello  dei  sordi  mi
  pare che è condiviso da tutti.

   PRESIDENTE. Quello dei sordi sì, perché era stato presentato.

   CROCETTA, presidente della Regione. Bene. Quello dei bacini  è  un
  problema  meramente  tecnico  che non  impegna  finanze  ulteriori,
  quindi  non  è che stiamo accelerando la spesa. Qui ci troviamo  di
  fronte a un finanziamento comunitario che rischia di essere perduto
  se  non  si  mette immediatamente in gara la costruzione  di  nuovi
  bacini  di carenaggio. E questo perché nelle previsioni finanziarie
  precedenti  erano stati previsti bacini di carenaggio di  inferiore
  tonnellata,  in  considerazione del fatto  che  ce  n'erano  altri.
  Onorevole Milazzo, stiamo discutendo dello sviluppo di Palermo, non
  stiamo parlando di giochetti.

   GRECO Giovanni. E' da un'ora che la sentiamo parlare

   CROCETTA, presidente della Regione. Posso avere trenta secondi per
  spiegarlo?  Dopodiché lei può votare contro, però glielo  spiegherà
  ai  palermitani  e ai siciliani. Ognuno si assume le responsabilità
  degli  atti  che compie. Oggi la Fincantieri rischia di chiudere  a
  Palermo  se  non si fanno questi lavori e rischiamo  di  perdere  i
  soldi. Non sono risorse aggiuntive ma soltanto una modifica di  una
  previsione di legge.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, manteniamo la calma,  quella  che
  c'è  stata anche questa notte, perché realisticamente io penso  che
  abbiamo  fatto un buon lavoro, ed ha ragione l'onorevole Cracolici,
  noi   non  possiamo  dare  all'esterno  un'immagine  che  poi   non
  rispecchia il lavoro fatto.
   Io  avevo  premesso che siamo ben lontani dai maxi emendamenti  ai
  quali  eravamo abituati. C'è una proposta che ha fatto  l'onorevole
  Cracolici  ma  che il Governo ha fatto sua, che io condivido,  cioè
  quella di limitare alla questione dei sordomuti, all'ente sordi  ed
  alla  questione del bacino di carenaggio, che non comporta spese  e
  la chiudiamo.
   Onorevole Milazzo, ora sta esagerando.

   MILAZZO  Giuseppe I vostri temi sono buoni, i nostri non  servono
  Abbiamo posto il tema di  Banco Alimentare  e ci è stato detto  che
  non c'erano i soldi.

   PRESIDENTE. Non ci sono  nostre  e  vostre , onorevole Milazzo, in
  questo ragionamento non ci sono trattative

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  facendo  tesoro
  della  raccomandazione alla calma del Presidente  Ardizzone  vorrei
  dire, appunto con calma, al Presidente Crocetta che quando esisteva
  la  politica,  quella  con la  P  maiuscola,  la  tanto  vituperata
  politica, non sarebbe mai potuto accadere che dopo 24 ore di lavoro
  ininterrotto,  o  poco  ci  manca, il  Governo,  senza  una  previa
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  si   fosse
  presentato  in Aula col prodotto preconfezionato delle   marchette
  dell'ultima  ora.  Perché sono  marchette    Perché  non  le  avete
  discusse con nessuno
   Fatta  questa premessa, da palermitano sono felice se portate  una
  norma  sul  porto  di  Palermo, ma qui stiamo  decidendo  e  stiamo
  discutendo  di  criterio. La politica è una cosa seria,  Presidente
  Crocetta. L'amministrazione è una cosa altrettanto seria.
   Abbiamo parlato di formazione e ci avete preso a calci, perché non
  se  ne  poteva parlare, essendo in sede di sessione di  bilancio  e
  finanziaria, ed oggi scopriamo, negli ultimi minuti, che di tabella
  H non se ne può parlare perché c'è il bando.
   Ma voglio essere sicuro, Presidente Ardizzone, e mi rivolgo a lei,
  perché  se  dovessimo scoprire, visto che il Banco  Alimentare,  il
  Centro   Sturzo  e  l'Istituto  di  giornalismo  non   si   possono
  finanziare,  per  fare  tre esempi, non vorrei  che  poi  dovessimo
  scoprire  che avete infilato in qualche emendamento finale  qualche
  ente  che  invece viene dalla tabella H. Perché questa sarebbe  una
  truffa  politica  ai danni certamente dell'opposizione  se  non  di
  tutto  il  Parlamento. E se vogliamo fare tutte  le  cose  perbene,
  valutiamo  tutte le cose serie che ci sono, abbiamo  fatto  trenta,
  nel senso che abbiamo iniziato dalle 11.00 e sono le 9.00, facciamo
  31;   altrimenti,   signor  Presidente,  noi  ci  comporteremo   di
  conseguenza   ed  assumeremo  le  iniziative  che   riterremo   più
  opportune.
   Quello  che  noi  rassegniamo a lei e a coloro che  ci  ascoltano,
  Presidente Ardizzone, è l'assoluta assenza di stile politico  e  di
  modus  procedendi che abbia una qualsiasi attinenza con quello  che
  deve  essere  il  corretto rapporto tra Governo e opposizione,  tra
  maggioranza e opposizione.

   PRESIDENTE.  Ci  siamo chiariti le idee, ringrazio  anche  per  la
  chiarezza,   e   sottolineo,  dell'onorevole  Cordaro   in   questo
  ragionamento.
   Il  Governo è disponibile. Ha preannunciato di ritirare tutti  gli
  emendamenti.  Si  rimette  all'Aula in ordine  all'Ente  sordomuti,
  perché  c'è  una  condivisione.  E  il  Governo  ritira  tutti  gli
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                                Art. 42
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

         1.  Per le finalità di cui all'articolo 20, comma  26,
     della   legge  regionale  22  dicembre  2005,  n.  19,   è
     autorizzata  per l'anno 2015 la spesa di 640  migliaia  di
     euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

       2.  Per le finalità di cui all'articolo 59, della  legge
     regionale  7  marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa  di
     500 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 - capitolo 147314).

       3.  Per le finalità di cui all'articolo 128 della  legge
     regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la  spesa  di
     7.000   migliaia  di  euro  (UPB  4.2.1.5.99  -   capitolo
     215734).

       4.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  31
     dicembre   1964   n.   34   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la  spesa  di
     1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).

       5.  Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8  della
     legge   regionale  30  aprile  2001,  n.  4  e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3  -
     capitolo 183715).

       6.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2 della  legge
     regionale  30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa
     di  1.700  migliaia  di  euro (UPB. 9.2.1.3.3  -  capitolo
     373711).

       7.  Per  le finalità di cui all'articolo 17 della  legge
     regionale  15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa  di
     280 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

       8.  Per  l'erogazione di contributi per il funzionamento
     delle   Università,  degli  istituti  universitari,  degli
     osservatori   astronomici,   astrofisici,   geofisici,   e
     vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della  legge
     regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per  l'anno
     2015,  la  spesa di 200 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5  -
     capitolo 373307).

       9.   Per  le  assegnazioni  alle  Università  per  spese
     inerenti  l'attività  sportiva  universitaria  e   per   i
     relativi impianti, di cui all'articolo 73, comma 6,  della
     legge   regionale  15  maggio  2013,  n.  9  e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5  -
     capitolo 373313).

       10.  Per  le finalità di cui all'articolo 73,  comma  2,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n. 9 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'anno
     2015,  la  spesa di 100 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3  -
     capitolo 376576).

       11.  Per le finalità di cui all'articolo 12 della  legge
     regionale   16  maggio  1978,  n.  8  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2015 la spesa di  1.500  migliaia
     di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).

       12.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società
     sportive   professionistiche,   semiprofessionistiche    e
     dilettantistiche  partecipanti a campionati  nazionali  di
     serie   A  e  di  serie  B,  già  previsti  dal  comma   2
     dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984,  n.
     31,  è  autorizzata  per l'esercizio finanziario  2015  la
     spesa  di  180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
     473710).

       13.  Per  le finalità di cui all'articolo 14,  comma  2,
     lettera c) della legge regionale 15 maggio 1991, n.  27  è
     autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la  spesa  di
     350 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

       14.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  1
     febbraio   2006,   n.   5   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è  autorizzata per  l'esercizio  finanziario
     2015  la  spesa di 300 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.7  -
     capitolo 377762).

       15.   Per  le  finalità  dell'articolo  57  della  legge
     regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è autorizzata la spesa di 250  migliaia  di
     euro per l'anno 2015 (UPB 8.2.1.1.2 - capitolo 272531).

       16.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5  marzo 1979, n. 14 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è autorizzata la spesa di 400  migliaia  di
     euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).

       17.  Per  le finalità di cui all'articolo 195, comma  3,
     della   legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32   il
     Dipartimento  regionale  degli  affari  extraregionali   è
     autorizzato  ad  erogare per l'esercizio finanziario  2015
     la somma di 350 migliaia di euro .

       18.  Per  le finalità di cui all'articolo 7 della  legge
     regionale  20 novembre 2008, n. 16 e successive  modifiche
     ed  integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
     2015  la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99  -
     cap. 348111).

       19.  Per  le  finalità di cui all'articolo 1,  comma  1,
     lettera c) della legge regionale 16 agosto 1975, n.  66  e
     successive  modifiche ed integrazioni  è  autorizzata  per
     l'esercizio  finanziario 2015 la somma di 300 migliaia  di
     euro (cap. 377703).

       20.  L'UPB  6.2.2.6.3- cap. 776016  è  incrementata  per
     l'esercizio   finanziario  2015  dell'importo   di   1.500
     migliaia di euro .

   PRESIDENTE. Nel fascicolo ci sono emendamenti all'articolo 42.

   FALCONE. Chiedo una breve sospensione di cinque minuti.

   PRESIDENTE. Bene ma per quel che riguarda il percorso d'Aula è già
  stato  deciso che si esaminerà l'articolo 42 con quello che  è  già
  inserito, perché il Governo ha ritirato tutti gli emendamenti.

      (La seduta, sospesa alle ore 9.03, è ripresa alle ore 9.29)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.       Comunico    che    gli     onorevoli     Leanza,
  Coltraro,Venturino,  Miccichè, Di Pasquale, Oddo,  Greco  Marcello,
  Picciolo,  Nicotra, Sammartino e D'Agostino hanno  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevole  Falcone  lei  aveva chiesto 5  minuti  di  sospensione.
  Possiamo riprendere? Ha qualcosa da riferire all'Aula?

   FALCONE. Ho già parlato.

   MUSUMECI. Possiamo procedere con l'articolo 42?

   PRESIDENTE.  Certo  che  procediamo col 42.  E'  stato  presentato
  l'emendamento soppressivo 42.9 che prevede la soppressione di tutti
  i  finanziamenti dell'articolo 42. Onorevole Alongi, lo mantiene  o
  lo ritira?

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  42.7 degli onorevoli Sudano ed altri.

   SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  42.6, a firma degli onorevoli Gucciardi ed altri.

   GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  42.10 a firma dell'onorevole Gucciardi. Lo ritira?

   GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  42.4, a firma degli onorevoli  Ciaccio ed altri.

   CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 42.13, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 42.2, a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 42.3 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 42.8, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 42.15, a firma degli onorevoli Gucciardi
  ed altri.

   GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 42.5, a firma degli onorevoli Gucciardi
  ed altri.

   GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 42.14, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Falcone. Non sono presenti in Aula, pertanto, lo dichiaro decaduto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, ho molto apprezzato  che  il
  Governo  abbia  saputo  cogliere il senso di  responsabilità  delle
  opposizioni perché, in questi giorni, quando voi stessi,  con  veti
  incrociati, avete tentato di massacrare la Finanziaria, vi  abbiamo
  sostenuto  con il numero legale, ovviamente, esprimendo  la  nostra
  contrarietà, vi abbiamo consentito prima in Commissione Bilancio e,
  poi, in questo Parlamento di potere portare avanti la Finanziaria e
  certifichiamo il fatto che il Governo, con senso di responsabilità,
  lo  ha  recepito,  col fatto che hanno spedito,  qua  in  Aula,  un
  mazzettino  di  emendamenti, frutto di  incontri  privati,  in  una
  stanza  che  ancora  dobbiamo  individuare,  fra  l'Assessore   per
  l'economia  e  qualche  deputato  che,  a  suo  modo  di   pensare,
  giustamente, ha intravisto un emendamento salvifico per la Sicilia.
   Veda   Presidente,  Forza  Italia  poco  fa  ha   presentato   due
  emendamenti  ed  il  Movimento Cinque Stelle  un  emendamento,  che
  riguardava  la  garanzia dello stanziamento  di  cui  al  2014,  no
  aumentiamo  e  facciamo assunzioni, no aumentiamo e trasformiamo  i
  Co.co.co in dipendenti regionali, niente di tutto questo.
   Avevamo  chiesto  la cortesia istituzionale visto  che  alcune  di
  queste  strutture,  Presidente, la scorsa  finanziaria  l'onorevole
  Dina  apostrofò  un suo pensiero in dialetto e lo voglio  ripetere:
   Cu' alluonga accurza, e cu' accurza alluonga .
   Avevo  chiesto  di parlare su quegli emendamenti,  rispettivamente
  per  alcuni  teatri  in particolare ci sono piani  di  risanamento,
  impegni  siglati a livello romano. Se lo stanziamento  oggi,  no  a
  luglio, si riduce di un euro Roma strapperà l'accordo e dichiarerà,
  per esempio il teatro Massimo di Palermo non responsabile e con una
  procedura di non garanzia rispetto al piano che ha sottoscritto.
   Ma  quando uno vi pone una questione del genere, ma più di  questo
  cosa  vi  deve  dire?  Invece  no, mi dispiace  per  i  colleghi  e
  chiarisco subito che non è un attacco, né all'intervento  in  senso
  stretto né alla provincia di appartenenza. L'autodromo di Pergusa è
  più  importante del teatro Massimo di Palermo? Io direi alla  pari.
  L'intervento su Siracusa è più importante dello Stabile di Catania?
  Io   direi   alla  pari.  Continuiamo?  L'intervento  che   abbiamo
  finanziato  sulla legge di Ragusa Ibla è più importante delle  cose
  che ho citato? No, alla pari.
   Allora,  un Governo che ha un minimo di senso di responsabilità  e
  l'assessore Baccei che ha testato la nostra serietà, perché non gli
  abbiamo portato emendamenti di singoli parlamentari. Assessore, lei
  ha  condiviso con noi lunghe notti in Commissione ed in Parlamento.
  Le  abbiamo  posto sempre temi alla luce del sole. Lei non  ha  mai
  partecipato ad alcuna riunione segreta per qualche cortesia,  ed  è
  questo che ci ha ferito. Perché se uno non fa niente per nessuno  e
  spiega  al Parlamento ed ai siciliani che c'è il rigore, tutti  noi
  accettiamo il rigore. Se il rigore vale per alcune cose e per altre
  no, non lo accettiamo.
   Fosse  per  me, perché deve sapere una cosa, tutti ridiamo,  tutti
  facciamo,  l'onorevole Milazzo scherza, io sono qui, dalla  mattina
  alla  sera,  come tanti altri e cerco di dare il mio contributo,  e
  finisco Presidente, pertanto se fosse per me, voglio essere onesto,
  me  ne  sarei  andato, ritorniamo tra un'ora e  ritorniamo  domani.
  Purtroppo, non sarà così.
   Per  fortuna ho avuto modo di dirvi ciò che penso, non mi nascondo
  dietro  al fatto che ora magari si approva l'articolo 32 o  qualche
  appostamento  in  qualche  assessorato  e  Milazzo  andrà  lì   col
  piattino. Vi dico che queste cose mi fanno schifo e ve lo  dico  in
  faccia che se fosse stato per me vi avrei mandato a quel paese,  vi
  avrei  castigato,  la figuraccia ve l'avrei fatta  fare  visto  che
  avete  detto  ai siciliani che la Finanziaria è approvata.  Ma  con
  l'arroganza  che  avete, con i numeri che avete,  e  questi  stessi
  numeri  col voto segreto vi si scagliano contro, perché  sulla  non
  tenuta  della Finanziaria noi vi abbiamo aiutato perché a Roma  non
  ci  potevate  nemmeno  mettere piede, perché non  siete  credibili,
  perché non avete una maggioranza né numerica, né politica.

   PRESIDENTE.   Per  onestà,  mi  riferisce  l'onorevole   Marziano,
  Presidente  della  III Commissione, che l'articolo  sul  bacino  di
  carenaggio è stato più volte affrontato in III Commissione, siccome
  sembrava che fosse un fatto del Governo, siccome è un discorso  che
  appartiene  al  Parlamento,  l'onorevole  Marziano,  mi  ha  voluto
  precisare,  questo perché rimanga agli atti, non sto difendendo  in
  questo momento il Governo, sto difendendo un principio.
   L'onorevole  Marziano,  Presidente della III  Commissione,  mi  ha
  manifestato  che la vicenda del bacino di carenaggio  è  stata  più
  volte  affrontata  in  III Commissione ed è passata  all'unanimità.
  Purtroppo,  si sono perse le tracce cammin facendo,  di  questo  si
  tratta,  ma era un articolo che partiva dal Parlamento,  dalla  III
  Commissione, poi non si tratterà. Perfetto

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  riflettuto
  molto prima di fare questo intervento ma lo voglio fare.
   Lo  voglio fare, Rosario, anche guardandoti in faccia, guardandoti
  negli  occhi,  con la serietà ma anche con la sincerità  e  con  il
  temperamento  di  un  ragazzo di 34  anni  che  mette  i  piedi  in
  quest'Aula per la prima volta e per la sua legislatura.
   Non ci possiamo più nascondere dietro quello che sta accadendo  in
  quest'Aula, ormai da troppo tempo, questo lo dico a te, lo  dico  a
  tutta  la  tua  Giunta, lo dico al Presidente,  lo  dico  anche  ai
  colleghi dell'Aula.
   Non  possiamo più nasconderci, non possiamo più nascondere il sole
  con  una  rete.  Ce  l'ho messa tutta. Sono stato  qua  per  giorni
  interi,  ho  fatto la nottata, ho esposto in tempi non sospetti  le
  criticità  di questa manovra. Non l'ho riconosciuta mia. Per  molti
  aspetti  ho  detto  veramente che, non si poteva prendere  parte  a
  questo  corpo,  però  poi  c'è  il  senso  di  responsabilità,  nei
  confronti  di chi ti ha sostenuto, nei confronti della Sicilia  che
  rappresenti, nei confronti del tuo partito, e dei tuoi compagni  di
  partito che stanno qui e che cercano di dare un senso agli sforzi.
   Sarebbe  ingeneroso negare che ci sono degli sforzi  che  sono  in
  atto  e  sarebbe  ingeneroso non dire,  che tutto  ciò  che  stiamo
  affrontando, oggi, ha delle radici lontane.
   Noi lo abbiamo visto qualche minuto fa. Si è consumata, ancora per
  l'ennesima  volta, la mortificazione dell'assenza di una  direzione
  di  una maggioranza politica e di una maggioranza numerica, che non
  avevamo; eravamo riusciti a costruirla, ma c'è un problema fra  gli
  stessi  che hanno sostenuto quella coalizione che ci ha portato  ad
  essere qui.
   Questo  lo voglio dire con sincerità, non ci sto a portare  avanti
  una  Finanziaria che non ha un corpo, che non ha un'anima, che vede
  mortificare le persone. Non ce la faccio a guardar in faccia quelle
  persone  che hanno passato con noi la notte e che non  sono  qui  a
  difendere un privilegio.
   Noi   non  abbiamo  chiesto,  con  l'articolo  42  e  con   quegli
  emendamenti dell'Assessore di fare un favore ad un deputato o ad un
  parlamentare. Noi abbiamo chiesto di rimediare ad una disattenzione
  che  c'era stata in Commissione Bilancio e ad una disattenzione che
  il Governo aveva manifestato nel non trattare i sordomuti parimenti
  ai  ciechi  ed io non accetto, essendo un membro della maggioranza,
  essendo uno di quelli che governa i processi, di dover guardare con
  gli  stessi  occhi che hanno passato con me la notte,  cercando  di
  capire  ciò  che accade, dicendo che non siamo nelle condizioni  di
  dare  una risposta, che non governiamo l'Aula, che abbiamo  bisogno
  della stampella di chi ci ha consentito, in questi giorni, di poter
  portare avanti i provvedimenti.
   Senso  di  responsabilità: bene, è senso di  responsabilità  anche
  guardare avanti la realtà ed è senso di responsabilità essere anche
  complici di una situazione senza fare nulla per cambiarla.
   Credo che si sia esaurito un processo politico. Credo che dobbiamo
  guardarci  in  faccia,  Governo, i  membri  che  sostengono  questa
  maggioranza  e  decidere con serietà che cosa fare  e  come  andare
  avanti.  Non  è  stato soltanto l'intoppo dell'ultimo  articolo  di
  Finanziaria.
   Voi  sapete  quanto abbiamo faticato in queste ore. Eppure,  siamo
  stati  qua,  eppure  Rosario,  sono  stato  qua  a  difendere   una
  Finanziaria  che,  dicevo  che  non  avrei  voluto  votare,   senza
  ipocrisia  colleghi,  quello  che sto  dicendo  è  molto  serio,  e
  nonostante tutto sono stato qua a difendere una Finanziaria che  tu
  stesso dicevi di non conoscere, che tu stesso non difendevi. Eppure
  sono stato qui.
   Dico con molta sincerità, non riusciamo neanche,  in queste ore, a
  garantire lo stanziamento dei fondi dei parchi e delle riserve  che
  abbiamo  depauperato  nel 2014. E c'è molto dolore  in  questa  mia
  dichiarazione, c'è molta sofferenza in questa presa di conoscenza.
   Grazie Presidente della Regione, colleghi parlamentari, credo  che
  ognuno di noi debba rispondere al proprio mandato, debba rispondere
  alla  propria  coscienza, alla propria dignità e debba  pensare  se
  continuare a camminare a testa alta e con la schiena dritta.
   Io  sento di dover fare questa dichiarazione e non sento di  poter
  partecipare  ancora a questa pantomima per senso di  responsabilità
  nei  confronti del mio Partito, dei siciliani e di tutti coloro che
  veramente necessitano di una manovra. Starò in Aula a garantire  il
  numero  legale  e la presenza affinché si possa andare  avanti,  ma
  credo  veramente che il passo immediatamente successivo sia  quello
  di risintonizzarsi con la società, guardarsi veramente  in faccia e
  comprendere se veramente questa esperienza possa dare qualcosa alla
  Sicilia  o,  se  come penso io, forse è il caso di  mandarla  negli
  annali della storia.

   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  lo  dico
  con  assoluta franchezza, non volevo intervenire, sono  le  10  del
  mattino, siamo qua dalle 11 di ieri, sono 24 ore e la stanchezza  è
  galoppante.
   Intervengo  soltanto perché cercherò di capire, non sapete  quanta
  simpatia  mi  fa il collega Ferrandelli, ma averlo sentito  parlare
  per me, parlare dopo un eroe, diventa difficile.
   Io non ho capito che cosa ha voluto dire  Onorevole Cracolici, qua
  sappiamo  che  abbiamo un problema e dobbiamo cercare di risolverlo
  e non lo risolviamo accusando un Governo o una coalizione

   GUCCIARDI. Ma che sta dicendo

   TURANO. Presidente, rinuncio all'intervento.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, assessori, con grande rispetto  abbiamo
  seguito l'intervento del collega Ferrandelli che ci sembrava essere
  molto  più  appropriato ad una sessione di Partito e, comunque,  ad
  una  riunione di maggioranza per l'accorato appello che  ha  voluto
  rivolgere al suo compagno di partito  Rosario .
   Per  noi  qui si tratta di porre l'accento sulle regole elementari
  che  devono disciplinare i rapporti fra maggioranza  e opposizione,
  fra Governo e Parlamento.
   Il   collega  Cordaro  ed  il  collega  Falcone  hanno  ampiamente
  manifestato   il dissenso di tutta l'opposizione, credo  di  potere
  dire  anche del gruppo  dei colleghi del Movimento 5 Stelle per  un
  atteggiamento che ci è parso ingeneroso e irrispettoso.
   Noi siamo rimasti in questa lunga ed estenuante seduta di bilancio
  al  nostro  posto  contribuendo a, come si  dice  nel  gergo  della
  protezione civile, mitigare il rischio e mitigare la calamità o gli
  effetti  della calamità di una Finanziaria, Presidente Crocetta,  e
  di  un  Bilancio che anche stavolta non hanno né un  anima  né  una
  strategia.
   E  siamo  rimasti  al  nostro posto,  invece,  che  dare  vita  ad
  iniziative  ostruzionistiche,  non per  rendere  omaggio  a  questo
  Governo  -  che  omaggio non merita -, ma per  rendere  onore  alla
  dignità  del  ruolo  di  parlamentare e  per  servire  i  legittimi
  interessi  dei siciliani che, sempre più nauseati, si augurano  che
  lei, Presidente Crocetta, se ne vada a casa il prima possibile.
   Ecco  perché  siamo rimasti responsabilmente al  nostro  posto.  I
  fatti  sono sotto gli occhi di tutti. Lei, Presidente, non  ha  più
  una   maggioranza,  deve  prenderne  atto,  con  grande  senso   di
  responsabilità, con lo stesso senso di responsabilità col quale  si
  è offerto liberamente al giudizio dei siciliani.
   Gli  atti  di  furbizia ai quali è stata data vita  stamattina  da
  parte  del  Governo,  non  ripagano la responsabilità  e  l'impegno
  profuso  da  tutto il Parlamento e, in modo particolare  -  mi  sia
  consentito  -, dai Gruppi della opposizione. Mostrare i muscoli  di
  cartone e di carta pesta non serve quando la barca sta crollando ed
  imbarca acqua da tutte le parti.
   Ed  allora  Presidente, siccome lei non merita questa opposizione,
  siccome  questo Governo non merita questa opposizione,  in  un  suo
  ulteriore  atteggiamento di responsabilità,  anzi,  proprio  perché
  vogliamo  fare  un disperato appello al senso della responsabilità,
  noi  dopo  avere  votato - se il Presidente lo   metterà  ai  voti,
  l'articolo 42 di questo strumento contabile - lasceremo l'Aula e la
  metteremo  di fronte allo specchio, alla prova dell'evidenza,  alla
  prova  dei  fatti. Se lei ha la maggioranza, fra  un  quarto  d'ora
  potrà  votarsi  lo strumento contabile, se non avrà la  maggioranza
  lei  dovrà  prendere atto che passare ulteriori giornate su  quella
  sedia  è  un  danno,  non solo per la sua immagine  -  della  quale
  francamente  possiamo poco occuparci - ma è  un  danno  per  questa
  Sicilia  che  lei  in due anni ha condannato al collasso  politico,
  economico, sociale ed amministrativo.
   Per  questo, Presidente, fra qualche minuto - almeno il mio Gruppo
  - ma credo di poter dire, parecchi colleghi del centro destra e del
  Movimento  Cinque Stelle, lasceremo quest'Aula per  consegnare,  al
  Governo   ed   alla  maggioranza  che  lo  sostiene,  appieno,   la
  responsabilità di un calvario che non conosce più stazioni.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor   Presidente,  colleghi,  Governo,   Presidente
  Crocetta,  la sua avventura oggi mette in scena i titoli  di  coda.
  Abbiamo  assistito  in questi giorni al totale  disfacimento  della
  maggioranza che la sostiene. Sfaldamento confermato dal  fatto  che
  non l'hanno fatta giocare, l'hanno tenuta in panchina, non le hanno
  fatto  nemmeno vedere la palla. Hanno cercato in buona sostanza  di
  metterla  di  lato  perché, di fatto, la sua maggioranza  l'ha  già
  sfiduciata,   e   lo  ha  confermato  l'intervento   dell'onorevole
  Ferrandelli  di  poco  fa.  Oggi, si  materializza  il  suo  totale
  fallimento.  Lei  non è in grado di garantire un Governo  a  questa
  Isola.
   Lei   non  è  in  possesso  dei  numeri  per  fare  votare  questa
  maggioranza  e  fino  ad  oggi i numeri per  andare  avanti  li  ha
  garantiti l'opposizione. Se lei fosse responsabile - oggi stesso  -
  si  dimetterebbe, ma non lo è; perché lei è circondato da interessi
  troppo  grandi  che deve tutelare in ogni modo  ed  in  barba  agli
  stessi siciliani.
   Il Movimento Cinque Stelle, invece, è un movimento responsabile  e
  non  si  presta a seguire questo modus operandi, non  cerca  queste
  marchette  di  fine  impero,  e  responsabilmente  ce  ne   andremo
  dall'Aula.
   Se  lei  è  in grado di avere i numeri per farsi approvare  questa
  Finanziaria, bene per lei e male per la Sicilia. Anche se penso per
  poco  tempo.  In caso contrario, libereremo la nostra  Isola  dalla
  iattura di questi due anni.
   In  conclusione,  però, una cosa la voglio  dire,  comunque  vada,
  voglio augurare buona fortuna alla Sicilia.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, arriviamo a quest'ora tarda,  ormai,
  della mattina, a commentare lo scempio che si è consumato, ahimè, e
  lo dico, davvero sconfortato, in queste ore, in quest'Aula.
   E'  uno  scempio più volte annunciato e che non mi  sorprende,  ad
  essere sincero.
   Ed  è  uno  scempio, veda Presidente Crocetta, che matura  in  uno
  scenario terribile, dove lei, il suo Governo, ma mi permetta,  l'ho
  affermato  anche in altre circostanze, più di ogni  altro,  la  sua
  maggioranza non politica, ci ha impelagato.
   Uno  scenario  che vede una crisi ed una guerra tra bilanci  dello
  Stato e degli enti dello Stato.
   Una guerra terribile, all'ultimo sangue, dove lo Stato continua  e
  continuerà  a  scippare  risorse a  questa  nostra  Sicilia.  E  le
  garantisco, Presidente Crocetta, che lo farà ancora di più.
   Sappiamo  che  nelle  scorse  ore,  la  Corte  costituzionale   ha
  impugnato una parte consistente della legge Fornero. E lo  possiamo
  dire  che, da oggi, lo Stato italiano è a caccia di 10 miliardi  di
  euro.
   E  sono  sicuro, Presidente Crocetta, che la preda  prediletta  di
  questa  caccia,  e  succulenta, sarà ancora una volta  una  Sicilia
  indifesa  da  una  maggioranza politica incapace  di  difendere  le
  prerogative  istituzionali, ancora prima che politiche,  di  questo
  nostro  Statuto siciliano che, le vorrei ribadire, non è il  frutto
  di  una  concessione  di  alcuno, ma è il frutto  di  battaglie  di
  cittadini  siciliani  che  si  sono  immolati  sull'altare  di  una
  battaglia,   affinché  questa  Regione  avesse   riconosciuti   dei
  sacrosanti diritti.
   Questo  è  lo  scenario all'interno del quale ci  muoviamo.  E  lo
  scippo  è  stato  quotidiano in questi anni. E' stato  continuo,  è
  stato studiato, è stato scientifico ed a partire dal D.L. n. 95 del
  2012,  operato dal Governo Monti, ha scippato un miliardo  di  euro
  alle  casse  di  questa Regione, per quello che viene  definito  un
  contributo alle risorse pubbliche dello Stato.
   Perché  una  cosa deve essere chiara: in questi anni  i  cittadini
  siciliani  hanno  versato  un miliardo di  euro  del  loro  sangue,
  affinché  i  bilanci dello Stato fossero in equilibrio.  Non  è  il
  contrario
   Noi non abbiamo bisogno di proconsoli o di professori che vengano,
  qui, a dirci come dobbiamo risparmiare.
   Noi abbiamo il diritto sacrosanto che lo Statuto di questa Regione
  venga  rispettato, con il sangue di quei siciliani,  con  la  forza
  della  giurisdizione e di chi ha avuto il coraggio di  firmare  dei
  contenziosi presso la Corte costituzionale, affinché la dignità  di
  questo popolo non venisse calpestata.
   E  se, oggi, c'è un barlume di speranza, in questa Regione, lo  si
  deve a chi coraggiosamente, nel 2012, ha impugnato quelle normative
  dello  Stato che ci hanno costretto a questa pantomima ed a  questa
  vergogna politica.
   Questa  è  la  verità, che nessuno vuole confessare. Questa  è  la
  verità
   Ed  allora,  dinanzi  a  questo quadro di inconsistenza  politica,
  perché va detto, in questi tre anni, questo Partito Democratico non
  ha garantito le risorse per la sussistenza di questa Regione.
   Si  è  parlato più volte di pensioni o di privilegi dei regionali,
  che  andrebbero a discapito dei disoccupati siciliani, ma in cambio
  di  questo  sangue, quale linfa per lo sviluppo ha ricevuto  questa
  Regione? Quale dallo Stato nazionale? Nessuna
   Questo  è  il dato politico vero e profondo che questo  Parlamento
  deve trattare, una volta per tutte, con una maggioranza, che non  è
  quella che è uscita dalla urne, perché che sia chiaro: non è uscita
  alcuna  maggioranza  dalle urne  Nessuna  Nessuna   Dalle  urne,  è
  uscita  la  consapevolezza  che questo popolo,  o  si  salva  tutto
  assieme, cari colleghi Deputati, o andrà a sbattere, una volta  per
  tutte,  non  con  il Rosario Crocetta di turno o  con  il  prossimo
  Presidente  della  Regione  che  avrà  le  stesse  difficoltà   del
  Presidente  Crocetta, perché andrà a sbattere con la  revoca  dello
  Statuto  della Regione siciliana e questo dobbiamo dircelo in  modo
  chiaro e una volta per tutte.
   Ecco  perché,  Presidente Crocetta, io uscirò  da  quest'Aula  non
  perché   voglia  consumare  uno  sgarbo  istituzionale   nei   suoi
  confronti,  me  ne  guarderei bene, perché so quanto  è  importante
  questo  documento  contabile,  esco  da  quest'Aula  perché  questa
  ipocrisia   vergognosa,  consumata  dal  partito   di   maggioranza
  relativa, in questi due anni e mezzo, mi ha stancato e occorre, una
  volta  per tutte, prendere atto di questa situazione, assumersi  le
  proprie  responsabilità  e  avviare una  stagione  politica  nuova,
  diversamente sarà il caso di andare ad elezioni e affrontare ognuno
  le proprie responsabilità dinanzi al popolo sovrano.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi,  io,  in  buona  sostanza,
  avendo  deciso insieme ai colleghi dell'opposizione di  abbandonare
  l'Aula,  anticiperò, di fatto, quella che doveva essere,  in  buona
  parte, -  non la svolgerò tutta -, la mia dichiarazione di voto.
   Abbiamo portato innanzi una finanziaria senza un Presidente  della
  Regione;  il Presidente della Regione non c'è stato; il  Presidente
  della  Regione  ha spiegato che non c'era perché non  conosceva  la
  finanziaria

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma chi l'ha detto? Quando l'ha
  sentito dire?

   CORDARO.   Il  Presidente della Regione è arrivato,  oggi,  ed  ha
  inaugurato  la  stagione del  Signor no' e  non  c'entrava  qui  la
  legalità  perché nel primo intervento, il suo primo intervento,  il
  Presidente  della Regione, pur di dire no, ha fatto riferimento  ad
  un articolo che era stato appena bocciato.
   Nel  suo secondo intervento, pur di dire no, si è scagliato contro
  una  sua legge, cioè il Presidente della Regione,  - e lo ha dovuto
  smentire l'assessore Leotta -, ha fatto strali di una legge che era
  quella  che  era  stata votata con l'esercizio  provvisorio  e  che
  riguardava, quindi, soltanto una proroga e non una nuova legge.
   Il  Presidente Crocetta pur di dire no, ha preferito massacrare  i
  piccoli  Comuni  pur di non far rivotare la legge,  l'articolo  sul
  Coinres  e di non guarire quella ferita istituzionale e  Presidente
  Ardizzone,  per quanto ci riguarda, resta e resta tutta  intera  su
  quel voto di ieri sera.
   Ebbene,   Presidente,  noi  oggi  accertiamo  un  modus   politico
  arrogante e inconcludente perché, vede Presidente della Regione, in
  Commissione  bilancio' voi non avevate la maggioranza e grazie alla
  sovraesposizione  del  Presidente Dina, il cui  voto,  in  caso  di
  parità  vale doppio, che la quasi totalità delle norme  sono  state
  approvate.
   In  Aula, voi non avevate la maggioranza eppure avete mantenuto un
  atteggiamento  di  spocchia  e mi riferisco,  soprattutto,  a  lei,
  rispondendo  a  tutte le manifestazioni di volontà,  anche  le  più
  disparate, Presidente Crocetta.
   Il Presidente della Regione deve fare sintesi, si deve sforzare di
  creare  collante  all'interno dell'Aula,  deve  sacrificarsi,  deve
  anche subire, deve portare un risultato a casa, lei non lo ha fatto
  mai,  lei ci ha bacchettato, ci ha additato, ha detto no, no  senza
  un  perché,  solo  per  il gusto di dire no  Ebbene,  questo  è  il
  risultato  che lei oggi consegue. E alla maggioranza e  soprattutto
  al  PD voglio dire che il nostro senso di responsabilità non poteva
  essere illimitato. Non è possibile pensare che quando dovete votare
  un vicepresidente dell'Ars che tocca a noi ve lo prendete voi e poi
  ci   chiedete  senso  di  responsabilità   Non  è  possibile,   non
  funzionano  così  le istituzioni e non ci vuole l'università  della
  politica  per  capire che oggi l'Ufficio di Presidenza  dell'Ars  è
  formato  da  soli rappresentanti della maggioranza,  e  nessuno  ha
  mosso  un  dito  e questa sera ci chiedete senso di responsabilità?
  Noi ne abbiamo avuto senso di responsabilità, onorevole Presidente,
  e  ne  abbiamo avuto veramente tanto, e lo abbiamo avuto nonostante
  questa  maggioranza e questa finanziaria, scusate, facesse  schifo
  Una  finanziaria che non ha parlato di formazione,  del  dramma  di
  migliaia  di  famiglie siciliane, in un momento  in  cui  bisognava
  tentare di dare una risposta ci avete cacciato  Una finanziaria che
  non  ha detto nulla sul lavoro, sullo sviluppo, una finanziaria che
  ha  massacrato  i  dirigenti  regionali.  Una  finanziaria  che  ha
  massacrato i comuni. Una finanziaria che ha massacrato le province.
  Non  ha dato nessun spiegazione, Presidente Crocetta, il Presidente
  della  Regione, quando stabilisce una cosa, quando porta una  legge
  in Parlamento deve sapere qual è il punto di caduta.
   Avete  eliminato le province ed oggi ci troviamo -  e vi  chiedete
  il  perché  - senza manutenzione stradale, senza manutenzione  agli
  edifici  scolastici e senza sociale garantito nelle province  e  vi
  chiedete per quale ragione oggi noi non possiamo più girare per  la
  Sicilia, perché da quasi tre anni, essendo venute meno le province,
  non  c'è più nessuno che fa la manutenzione stradale, e vi chiedete
  perché  i  calcinacci  cadono sulle teste  dei  nostri  ragazzi  in
  provincia? Per la stessa ragione  Avete eliminato le province,  con
  buona  pace  di Giletti, senza sapere ancora, Partito  Democratico,
  Udc e Governo, che cosa dovevate mettere al suo posto. E, allora, è
  il  tempo  della responsabilità, ma non della nostra,  noi  già  ne
  abbiamo avuta fin troppa. E' il tempo in cui ciascuno si assuma  la
  propria responsabilità.
   Credo   che  il  Presidente  Crocetta,  questo  Governo  e  questa
  maggioranza debbano assumersela davanti ai siciliani ,  per  quanto
  ci  riguarda,  noi,  con grande senso di responsabilità,  anche  in
  questa scelta che mi rammarica e che ci rammarica, siamo pienamente
  convinti che soltanto un atto di questa natura possa farla guardare
  allo  specchio,  come bene ha detto chi mi ha  preceduto,  e  possa
  farle trarre le dovute conseguenze.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, Presidente Crocetta, perché  qua  si  sono
  anticipate le dichiarazioni di voto, io

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome
  la   scaletta   è   stata  completamente  invertita,   si   parlava
  dell'articolo  42  ed,  invece,  si  è  passati  direttamente  alle
  dichiarazioni di voto, anch'io voglio esercitare questo ruolo che è
  quello di fare la dichiarazione di voto a nome mio personale  e  se
  me  lo  consente  il Capogruppo, per una volta, anche  a  nome  del
  Gruppo  di  Sicilia Democratica. La questione  - penso che  saranno
  cose  condivise  -  è  chiaro che oggi  stiamo  assistendo  ad  una
  pantomima  e  la  pantomima  è rappresentata  che  in  politica  il
  bicchiere  a volte è mezzo pieno e a volte è mezzo vuoto ed  ognuno
  in  politica deve fare la sua parte,  c'è  l'opposizione che la  fa
  bene  e c'è la maggioranza, ahimè, che a volte la fa male, e questa
  una  autocritica,  a me per primo che rappresento  la  maggioranza,
  però  è  anche  vero  e mi rifaccio a quello che  ha  detto  in  un
  intervento  precedente  l'amico  Totò  Cordaro  quando  parlava  di
  emendamenti  che avevano il senso e il sapore delle  marchette',  -
  ha  usato  questo termine -, le  marchette' non hanno  colore,  non
  sono di destra, non sono di sinistra, io in quest'Aula ho assistito
  di  tutto  Presidente, ho assistito a discorsi del  tipo:   eravamo
  abituati  a fare la finanziaria con 90 deputati e ognuno alla  fine
  portava  qualcosa a casa e quindi forse quelle erano pure marchette
  quando  ogni  deputato nel suo territorio magari in maniera  nobile
  portava risultati.
   Però  io  non  sono innamorato di qualche cosa io sono  innamorato
  della  Valle  dei  templi ma non perché sono agrigentino  perché  è
  patrimonio  dell'umanità, sono innamorato altrettanto di  Taormina,
  di  Ragusa  Ibla, e qui ho assistito invece a un gioco,  che  è  un
  gioco  che  facciamo tutti, in cui si gioca a fare chi è più  furbo
  dell'altro,  chi scippa qualcosa per portarla nel suo territorio  a
  scapito degli altri, non sapendo che a scapito degli altri non è  a
  scapito dei deputati è a scapito dei siciliani,  perché se  non  si
  porta  qualcosa  alla  Valle dei Templi non è colpa  dell'onorevole
  Cascio,  dell'onorevole Fontana, Cimino, dell'onorevole  Margherita
  La  Rocca Ruvolo di tutti i deputati agrigentini è un danno per  la
  Sicilia e così vale per le altre province.
   Quindi,  questo  spirito nobile che tanto viene  decantato,  tanto
  viene  esercitato, poi alla fine all'atto pratico,  si  traduce  in
  prebende e  marchette', per tutti. E queste per tutti rappresentano
  quello che qualcuno ha detto: Presidente tu non hai la maggioranza?
  E  il  Presidente  è  vero  non ha  la maggioranza,  e  non  ha  la
  maggioranza  perché  il  corpo  elettorale  non  gli  ha  dato   la
  maggioranza dei deputati. Il corpo elettorale siciliano però lo  ha
  fatto  Presidente  della  Regione, lo  ha  fatto  Presidente  della
  Regione e gli ha dato la fiducia di governare questa Regione.
   In  paesi  in  cui  la  democrazia è  elevata,  è  avanzata,  tipo
  l'Inghilterra,  ci  sono  questioni  di  bon  ton,   e  quando   un
  Presidente,  un  Governo,  alla conta dei numeri in  Aula  -   come
  avverrà  fra  poco -, si è  meno rispetto a quelli  che  dovrebbero
  fare  opposizione,   qualcuno  dell'opposizione  esce  ristabilisce
  l'equilibrio,  nel senso che ridà la maggioranza, -  in Inghilterra
  funziona così c'è il bon-ton inglese -, il savoir faire  inglese  e
  si procede per il bene del Paese.
   E  il  bene  del  paese era rappresentato dalla  finanziaria,  era
  rappresentato  dal  bilancio perché  io  fino  a  qualche  mese  fa
  onorevole  Presidente  ho sentito solo un de profundis,  andiamo  a
  votare  a  maggio, andiamo a votare a ottobre, andiamo a  votare  a
  novembre, si parlava della data dell'elezione perché questo Governo
  non  era in grado di fare un bilancio perché questo Governo non era
  in grado di fare una finanziaria.
   Questo Governo un bilancio l'ha fatto, una finanziaria l'ha  fatta
  e una finanziaria che oggettivamente non è la finanziaria dei sogni
  ma è una finanziaria,  oggi più di ieri,  che garantisce i servizi,
  che   garantisce  le  categorie,  che  garantisce  i  precari,  che
  garantisce  i  forestali,  i consorzi di bonifica  e  sembrerebbero
  bazzecole  e  sono bazzecole in un momento di normalità,  diventano
  fatti straordinari in  un momento in cui non c'è una lira, non  c'è
  un  euro  e  non  si può cavare un ragno dal buco  diventano  fatti
  importanti che vanno sottolineati.
   Io  l'ultima cosa, onorevole Presidente, l'ultima cosa è  una  mia
  valutazione  semplicemente politica, politica nel  senso  che  -  è
  questa  è  una critica che faccio a me stesso, a lei e  a  tutti  i
  componenti  della  maggioranza, se  in  quest'Aula,  oggi,  qualche
  nostro   collega  distratto,  preso  da  altre  cose,  magari   del
  prefestivo  o  era impegnato per altri motivi, alcuni  seri   altri
  meno  seri, erano presenti, a quest'ora in quest'Aula,  i numeri  e
  cioè la maggioranza il Presidente Crocetta li aveva. Non ce li  ha,
  semplicemente, per la distrazione di qualche nostro collega.
   Non  entro  nel  merito dell'amico Ferrandelli perché  è  una  sua
  valutazione,  legittima,  è una sua valutazione  critica,  però  io
  nello  spirito critico di Ferrandelli ho notato anche  qualcosa  di
  costruttivo. Possono notare  uno sprone e lo sprone deve  essere  a
  tutti  i componenti della maggioranza. Quando c'è la chiamata  alle
  armi bisogna essere precettati e questa barzelletta di uscire,  non
  uscire, ci vediamo domani, ci vediamo fra un'ora sicuramente finiva
  nell'arco di un quarto d'ora.

   CROCETTA, presidente della regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, non appartiene allo stile di questo presidente precettare
  nessuno,  cercare il consenso per il consenso o cercare  mediazioni
  asfittiche persino dentro la propria maggioranza.
   Ci siamo presentati ai siciliani con un programma preciso e questo
  programma  è  la  mediazione che noi abbiamo  raggiunto  dentro  un
  percorso politico.
   Il  sistema elettorale siciliano non dà la maggioranza, non la  dà
  oggi,  non  la  darà  domani,  non la darà  dopodomani,   perché  è
  evidente  che non esiste un premio di maggioranza significativo,  a
  favore  di  un  presidente che vince le elezioni, che  permetta  di
  governare,  né  tanto meno io me lo auguro, ve  lo  devo  dire  con
  estrema  sincerità perché questo presidente è un  convinto  persino
  proporzionalista, è uno che vuole rispettare le forze politiche  in
  quanto  tali e pensa che gli altri si rispettano e che le  opinioni
  si rispettano, che esiste un sistema elettorale che fra l'altro non
  consentirebbe  mai questo perché è basato sul sistema  dei  collegi
  provinciali,  dove  il  dinamismo regionale  dei  partiti  ha  poca
  influenza,  perché i partiti possono decidere quello  che  vogliono
  però poi nelle province vengono eletti quelli che prendono i voti.
   Nelle province possono decidere di non presentare alcuni candidati
  che  possono  tranquillamente presentare le loro liste e  ottenere,
  grazie  a  questo sistema, l'elezione di pattuglie di  parlamentari
  anche  con  percentuali  che consentono di  superare  la  quota  di
  sbarramento.
   Sinceramente,  io  non è che abbia un particolare  legame  con  il
  potere per cui mi senta particolarmente vincolato a questa logica e
  poi,  lo sapete benissimo, e credo che sinceramente nessuno, -   ho
  sentito qualche accenno, penso persino manco condiviso da chi  l'ha
  detto  o  forse è scappato -,  che sto qui per difendere un sistema
  di  interessi.  Non  mi riferisco a lei, onorevole  Museumeci,   ho
  detto  che  quasi  nessuno l'ha detto ma a  qualcuno  forse  gli  è
  scappato.
   Mi  pare  che  questo sia chiaro e la prima domanda  che  dovremmo
  porci   è   questa:   sarebbe  nelle  prime   condizioni   attuali,
  un'elezione  utile  per la Sicilia nel senso che darebbero  insieme
  alle  elezioni di un presidente posto che non venga rieletto, posto
  questo,  che  venga  affidato ad altri che magari  trovando  quelle
  risorse  che  non  ci  sono, riuscendo a coprire  quei  debiti  che
  abbiamo accumulato negli anni, a trovare tutti quei soldi che  ogni
  anno  ci vengono tagliati dalle finanziarie dello Stato, ai blocchi
  della spesa sugli investimenti strutturali che dall'Europa rispetto
  a linee che non riescono neanche a combattere i governi nazionali e
  che si vorrebbe che improvvisamente combattesse, - io li combatto -
  che  li  capovolgesse  un Presidente della Regione  rispetto  a  un
  processo  di  globalizzazione totale dove si tende a marginalizzare
  sempre  più  nel  mondo,  in un'Europa che fa  fallire  la  Grecia,
  figurarsi  quanto gliene frega della Sicilia e dove la  solidarietà
  oggi  è sempre meno rispetto ai più deboli, dentro un gioco  che  è
  preordinato da altri e dentro questo gioco siamo riusciti a imporre
  modelli  di democrazia, modelli di risparmio, modelli di  rigore  e
  modelli  di  ripresa che sono chiari anche nella fine della  caduta
  del Pil che questa Regione ha avuto e rispetto anche alla questione
  dell'utilizzo  dei  fondi  europei.  È  la  prima  volta   che   un
  Commissario  europeo veniva a dire la Sicilia ha fatto  bene  negli
  ultimi due anni.
   Poi, probabilmente, qui queste cose non si capiscono. Pensiamo che
  sia più importante un taglio che si fa . Quello che vi voglio porre
  è  questo.  Questo  Parlamento ha fatto uno  splendido  lavoro.  Io
  voglio essere estremamente onesto e leale. E voglio dire anche  con
  simpatia  all'onorevole Cordaro che questo Presidente, rispetto  ad
  emendamenti  che  ribaltavano  anche ipotesi  della  maggioranza  e
  ipotesi  del  Governo,  da  quando  io  ci  sono  stato,  ma  anche
  l'Assessore Baccei aveva fatto lo stesso in Commissione e prima, mi
  pare  che  abbia aperto ma non per fare una marchetta istituzionale
  nei  confronti delle opposizioni o di componenti della maggioranza,
  ma semplicemente per una lealtà perché se ci si rende conto che una
  cosa  è giusta si accetta. Perché nessuno ce l'ha la formula  sulle
  cose  giuste  o sbagliate da fare, quando parliamo di  emendamenti,
  quando  parliamo  di tagli, quando soprattutto parliamo  di  tagli.
  Perché nei tempi in cui le risorse noi ce le avevamo era anche  più
  semplice. Quando sono arrivato nel 2012, nel primo bilancio abbiamo
  discusso  di  cento emendamenti alla Tabella H, di  questo  abbiamo
  discusso. Questo appartiene al passato, non mi dite che questo  dal
  punto  di  vista culturale non faccia un cambio epocale  di  questo
  Parlamento.
   Era  pensabile,  fino  a qualche anno fa,  non  fare  le  ennesime
  assunzioni in ogni finanziaria? Anche questo fa la differenza.  Era
  pensabile  fino a qualche Finanziaria fa che c'era  un  rigore  dei
  conti?  Anche questo fa la differenza. Allora c'è chi vuole  vedere
  il bicchiere mezzo pieno e chi lo vuole vedere mezzo vuoto. C'è chi
  vuole vedere la rivoluzione come un processo automatico per cui uno
  vince le elezioni e magicamente tutto cambia, io vorrei vedere  con
  quali  strumenti, vorrei vedere con quale consenso,  vorrei  capire
  come si fa ad assemblare insieme posizioni, teste, idee diverse.  E
  l'idea, in qualche modo, di rispondere ad un programma che è  della
  propria  coalizione  e fare i conti con numeri  che  non  ci  sono.
  Dicono  poi è colpa anche del Presidente del Governo se poi non  ha
  il consenso all'interno della propria coalizione.
   Probabilmente poi dentro questa coalizione ci sono anche  persone,
  o  tutti  nel  Parlamento, che chiedono cose che a volte  hanno  un
  senso  completamente opposto. C'è chi mi dice  guai se  tu  apri  a
  quelli dell'Expo' e c'è qualcuno che magari vorrebbe che si aprisse
  all'Expo. Posso mediare con entrambi. Voglio essere chiaro.  Quando
  si  dice  alcuni  sono  assenti, siccome abbiamo  fatto  l'ennesimo
  rimpasto  del  Governo io non riesco a capire  visto  che  si  sono
  scelti assessori, queste scelte sono state politicizzate, visto che
  si è detto che questa squadra è di competenza.
   Siccome  non  sono un bambino,  queste vicende le ho  vissute  per
  tutta la mia vita. So benissimo che in un accordo di governo non si
  riesce  a  fare quadrare tutti, in una finanziaria non si riesce  a
  fare  quadrare tutti, che è duro dovere spiegare ai lavoratori  che
  stiamo  intervenendo  sul  sistema  pensionistico.  Però  dire  che
  onestamente avere una pensione più alta al resto del Paese non  sia
  un  privilegio  questo è impossibile sostenerlo. Non esiste  nessun
  Paese  al mondo dove un dipendente se ne va in pensione col 15%  in
  più  rispetto all'ultimo stipendio. Questo è quello che è  accaduto
  in  questa  Regione. E pensare di uniformare all'ultimo  stipendio,
  sostanzialmente,   che  ha  preso,  perché  rinuncerebbe   al   10%
  sostanzialmente, a quel 15%, questo è il taglio che stiamo facendo,
  stiamo  allineando  non  allo Stato, ai  soldi  che  guadagnava  da
  lavoratore.  Non mi si dica che questi sono tagli,  però  resta  il
  fatto che fino a qualche mese fa si diceva che c'era un buco  di  3
  miliardi  2  cento milioni, che il bilancio non si  sarebbe  dovuto
  fare,  che  ci  avrebbero commissariati perché non si approvava  la
  finanziaria  perché  non  eravamo  in  grado  di  farla,  poi  sono
  scoppiate le emergenze, il ponte che crolla, il Presidente che  non
  fa  niente, perché la frana la doveva fermare lui con le sue  mani,
  dalla montagna, poi ci sono le emergenze della Sicilia.
   Giusto  per  essere chiari la finanziaria reca solo la  firma  del
  Presidente  della  Regione e se avessi voluto  disconoscerla  avrei
  semplicemente non messo la mia firma, ma proprio perché la firma la
  finanziaria, in modo inusuale non era firmata dal Presidente perché
  frutto  di  un  lavoro collegiale che abbiamo fatto anche  con  gli
  Assessori,  con  l'Assessore  regionale  per  l'economia   -    era
  necessario che l'Assessore regionale per l'economia visibilmente ci
  mettesse  la  sua faccia -, così come visibilmente ci ha  messo  la
  faccia  questo  Presidente a difendere quegli articoli  nella  fase
  finale  che  non  erano le proposizione dell'Assessorato  regionale
  dell'economia.
   Ognuno  ha  fatto il suo ruolo e l'abbiamo fatto anche bene,  così
  come   avete  fatto  benissimo  i  lavori.  Bene,  quali  sono   le
  contestazioni  sollevate  rispetto all' articolo  42?  Che  c'erano
  alcuni  emendamenti di incremento della spesa, dopo  che ad  altri,
  nei precedenti articoli, si era detto di no.
   Ora  il  tema qui si riprende rispetto al ragionamento che  faceva
  l'onorevole  Ferrandelli  dice ma i sordomuti che sono diversi  dai
  ciechi? .   Onestamente  non  sono  diversi  dai   ciechi,   voglio
  rassicurare che i sordomuti i soldi li avranno comunque, quindi  la
  scaramuccia di non approvare un emendamento non serve a niente,  ce
  li  avranno  in  due  modi, o attraverso il contributo  che  si  fa
  rispetto ai normali contributi con un istruttoria, aspetteranno  un
  mese  in più, oppure con la manovra di luglio, come sarebbe  giusto
  equipararli agli altri.
   Quindi  non  perdo la testa sul fatto che si cancella, giustamente
  Ferrandelli diceva:  però cediamo su un principio . Il  problema  è
  se  sul principio non cediamo per nulla. Probabilmente cediamo  uno
  strumento, cediamo un mezzo, ma non cediamo un principio, perché  i
  sordomuti  ce  li  avranno i soldi. Probabilmente è  necessaria  la
  mediazione politica, ma è il tema che ha posto il centro destra. Il
  tema  che  ha  posto il centro destra è:  cara maggioranza,  gliela
  date  la maggioranza al Governo rispetto a queste cose oppure visto
  che  non  avete  maggioranza in qualche modo dovete  discutere  con
  noi?   Questo è il tema che ci hanno posto. Penso che gli  atti  di
  responsabilità si facciano tutti insieme, li deve fare il Governo e
  li  deve fare l'opposizione. Sinceramente non condivido i tagli  ai
  teatri, così come lo condivide l'Assessore Baccei e così come  sono
  convinto che noi, e vado alla conclusione, nella manovra di  luglio
  proprio in considerazione di alcune risorse aggiuntive che potremmo
  avere,  potremmo ripristinare queste somme. Quindi  questo  impegno
  c'è,  oggi  dobbiamo  fare  precipitare tutti,  è  chiaro  che  non
  approvare  una  finanziaria è un atto di sfiducia  al  Governo  con
  tutte le conseguenze.
   Se  qualcuno  pensa  che io prenda la via di fuga,  su  questo  si
  sbaglia,  perché sono sato eletto direttamente dal popolo siciliano
  e  fino  in  fondo manifesterà questa lealtà, però  è evidente  che
  bocciare  una  finanziaria e non completarlo per le  previsioni  di
  legge,  ci  saranno  delle conseguenze e io considero  un  atto  di
  sfiducia nei confronti del Governo.
   Non sto chiedendo un atto di fiducia nel Governo ma chiedo un atto
  di  fiducia nei confronti di voi stessi. Perché quella finanziaria,
  dire  che  la  finanziaria  è  solo del  Governo  o  è  solo  della
  maggioranza non è vero, perché negli articoli ci avete  messo  mano
  tutti,  con  il parere favorevole anche del Governo, qualche  volta
  anche  ribaltando  i  risultati; ma  quando  si  votano  i  singoli
  articoli non si scappa alla fine.
   Quello che chiedo sinceramente, è un atto di responsabilità per la
  Sicilia, perché credo che la Sicilia in questo momento, a meno  che
  non  vuole  fare  crollare  il rating a meno  che  non  vuole  fare
  annullare  le  prospettive,  a  meno  che  non  vuole  mettere   in
  discussione,   onorevole   Lombardo,  in  discussione   l'autonomia
  speciale, perché lo sa benissimo che è l'attacco che abbiamo.
   Questo   governo  che  è  referente  politicamente   del   governo
  nazionale,  ha  avuto il coraggio di impugnare la  finanziaria  del
  2015,  per tre miliardi, non solo e non abbiamo ritirato nonostante
  le pressioni.
   Chiedo di salvare quelle prospettive dell'autonomia siciliana, che
  verrebbe  minacciata,  di salvare l'economia siciliana,  il  rating
  della  Sicilia che crollerebbe sui mercati e le poche speranze  che
  si aprono con gli operatori. E' la finanziaria perfetta? No. Però è
  una  finanziaria  che  ha cercato di salvare le  fasce  sociali,  i
  precari,  la sanità, i servizi di contribuzione; non siamo riusciti
  su tutto?
   A  luglio  completeremo,  quando  avremo  la  certezza  di  alcuni
  finanziamenti  che  il  governo  ci dovrà  riconoscere,  anche  per
  effetto  di  sentenze, compresa quella sulle accise, che  vale  270
  milioni  di  euro.  E  potrà essere messa in campo  nella  prossima
  manovra di luglio.
   Quello  che chiedo, capisco e mi scuso (anche qualvolta dei toni),
  più sull'incomprensione devo dire, ma sinceramente: che c'entra  la
  gara del Porto di Palermo con le questioni legate alla finanziaria?
  Riteniamo che anche all'interno di uno scontro politico, anche  più
  grave, anche se si siano superati i toni, è possibile sacrificare i
  lavoratori  della Fincantieri? Metterli a rischio di licenziamento?
  Fare perdere il finanziamento, perché noi dobbiamo manifestare  chi
  è governo e chi opposizione?
   L'opposizione dovrebbe dire: grazie a noi, salvate i lavoratori di
  Palermo    Questa   è  la  soddisfazione  che  si   deve   prendere
  l'opposizione.
   Quindi un invito sincero a tutti quanti a una collaborazione leale
  che,   in  questo  momento  è  più  che  necessaria,  un  atto   di
  responsabilità collettiva.
   Non voglio accusare nessuno di responsabilità però, sincere mante,
  non vi imploro per la mia carica che non me ne frega niente, ve  lo
  dico, ma per amore della Sicilia.
   Se resta ancora un barlume della Sicilia, salviamola veramente.

   PRESIDENTE.  Siccome siamo ancora lontani dalla votazione  finale.
  Andiamo  avanti  con  i nostri lavori. Però si sono  anticipate  le
  dichiarazioni di voto quindi potremo accelerare successivamente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100.

                               Art. 100
                        Fondi globali e tabelle

         1.  Gli  importi da iscrivere nei fondi globali  di  cui
     all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977,  n.  47
     e    successive   modifiche   ed   integrazioni,   per    il
     finanziamento   dei   provvedimenti   legislativi   che   si
     perfezionano  dopo  l'approvazione  del  bilancio,   restano
     determinati  per  ciascuno degli anni  2015,   2016  e  2017
     nelle misure indicate nelle tabelle  A' e  B' allegate  alla
     presente   legge,  rispettivamente  per  il  fondo   globale
     destinato  alle  spese  correnti  e  per  il  fondo  globale
     destinato alle spese in conto capitale.

         2.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed  integrazioni, le dotazioni  da  iscrivere  in
     bilancio per l'eventuale rifinanziamento, per non più di  un
     anno,  di  spese  in  conto capitale  autorizzate  da  norme
     vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente  esercizio   sia
     previsto  uno  stanziamento  di competenza,  sono  stabilite
     negli  importi  indicati,  per  l'anno  2014,  nell'allegata
     tabella  C'.

         3.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed  integrazioni,  le  autorizzazioni  di   spesa
     recate  dalle leggi indicate nell'allegata tabella  D'  sono
     ridotte  degli  importi stabiliti, per ciascuno  degli  anni
     2015,  2016 e 2017 , nella tabella medesima.

         4.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed  integrazioni,  le  autorizzazioni  di   spesa
     recate   dalle   leggi  a  carattere  pluriennale   indicate
     nell'allegata  tabella   E' sono  rimodulate  degli  importi
     stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2015,  2016  e
     2017  nella tabella medesima.

         5.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche ed integrazioni, le leggi di spesa indicate  nella
     allegata tabella  F' sono abrogate.

         6.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed integrazioni, gli stanziamenti autorizzati  in
     relazione  a disposizioni di legge la cui quantificazione  è
     demandata    alla   legge   finanziaria   sono   determinati
     nell'allegata tabella  G'.

         7.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed  integrazioni, le spese  autorizzate  relative
     agli  interventi  di cui all'articolo 200,  comma  1,  della
     legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
     modifiche   ed  integrazioni,  sono  indicate  nell'allegata
     tabella  I'.

         8.  Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della
     legge   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e   successive
     modifiche  ed integrazioni, gli importi dei nuovi limiti  di
     impegno  per  ciascuno degli anni considerati  dal  bilancio
     pluriennale,  con l'indicazione dell'anno  di  decorrenza  e
     dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata  tabella
      L'.

         9. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31
     dicembre   2009,   n.   196   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni,  le  disposizioni  della  presente  legge  che
     comportano  nuove  o maggiori spese hanno  effetto  entro  i
     limiti  della spesa espressamente autorizzata dalle relative
     norme  finanziarie.  Con  decreto  del  Ragioniere  generale
     della  Regione, da pubblicare nella Gazzetta ufficiale della
     Regione  siciliana,  è  accertato l'avvenuto  raggiungimento
     dei  predetti  limiti  di  spesa.  Le  disposizioni  recanti
     espresse  autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
     a  decorrere  dalla data di pubblicazione  del  decreto  per
     l'anno in corso alla medesima data.

   Si passa alla Tabella G:  Fondi globali e tabelle .
   Pongo in votazione il comma uno con annesse tabelle A e B.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvata)

   Pongo in votazione il comma 2 tabella C.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                 (E' approvato)

   Pongo in votazione il comma 3 tabella D.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                  (E' approvato)

    Pongo in votazione il comma 4 tabella E.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                  (E' approvato)

   Pongo in votazione il comma 5 tabella F.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                  (E' approvato)

   Pongo in votazione il comma 6 tabella G.
   Alla tabella G abbiamo diversi emendamenti.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.37, è ripresa alle ore 10.39)

   La seduta è ripresa.

   Pongo in votazione la tabella G6 a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                                    ( Non è approvata)

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la   tabella   G7   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo .
   Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                                      ( E' approvata)

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la   tabella   G8   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                                      ( Non è approvata)

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la   tabella   G9   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                                      ( Non è approvata)

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la  tabella   G10   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                                        ( E'approvata)

   Si passa all'emendamento G5 a firma dell'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamentoG1 che non sono  presenti  i
  firmatari: Musumeci, Formica, Ioppolo, decade.
   Si passa all'emendamento G2.

  Si  passa  all'emendamento G3. Onorevole Fontana mi  ha  detto  che
  ritirava  il  G3   importi di cui alla tabella  G,  spese  correnti
  infrastrutture e mobilità UPB, sono determinati per gli anni 2015

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento G4 a firma  dell'onorevole
  Fontana.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento B164 a firma dell'onorevole
  Fontana.

   FONTANA. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la Tabella G, come emendata. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella I, comma 7 , come emendata.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella L, comma 8 , come emendata.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella L, comma 9 , come emendata.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 100  con  le  allegate
  tabelle,  così come emendate Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 101  con  il  prospetto
  allegato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Praticamente dell'articolo 1 si tengono presenti tutti
  gli effetti della Finanziaria che abbiamo testè approvato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 102,  relativo  alla  entrata  in
  vigore. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.2. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.3. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.3. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.4. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.5. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.6. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.7. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.8. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.9. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.10. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.11. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente i lavori d'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.18)

   La seduta è ripresa. Ringrazio l'onorevole Dina che ha dovuto fare
  una verifica attenta sull'esito finale della finanziaria.

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge
    di stabilità regionale' (n. 912/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
                     stabilità regionale» (912/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 42
   Maggioranza        22
   Favorevoli         39
   Astenuti             3

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta ed autorizzo la Commissione
  Bilancioa  riunirsi  per gli adempimenti  di  rito.  La  Giunta  di
  Governo   deve  riunirsi  anche  per  gli  adempimenti  di  propria
  competenza.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.19, è ripresa alle ore 11.30)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   La Commissione si è riunita.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Ho
  la  nota  di variazione,  pertanto viene risottoposta all'Assemblea
  perché  dobbiamo votare il bilancio anche alla luce della  nota  di
  variazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la nota di variazione di  bilancio,
  esitata dalla II Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   della Regione siciliana per l'esercizio  finanziario  2015  e
   bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


          Votazione finale del disegno di legge  Bilancio di
          previsione della Regione siciliana per l'esercizio
        finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
                        2015/2017  (n.  911/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge    Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana  per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio  pluriennale
  per il triennio 2015/2017  (n.  911/A)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          39
   Astenuti              4

                         (L'Assemblea approva)

                           (Brusìo in Aula)

   Onorevoli colleghi, scusate, abbiamo tantissimi ordini del  giorno
  che  trasmettiamo al Governo  per un esame. Ne abbiamo  estrapolati
  alcuni che possono essere votati. Il primo:  Urgenti interventi  di
  manutenzione  straordinaria per la Cattedrale  di  San  Lorenzo  di
  Trapani ,  a  firma  dell'onorevole Fazio.  Accettiamo  tutto  come
  raccomandazione.
   Diamo  atto all'onorevole Greco di avere presentato un ordine  del
  giorno  che impegna il Governo a risolvere la vicenda COINRES,  che
  ha impegnato quest'Aula.
   Onorevoli  colleghi, così come eravamo rimasti dobbiamo passare  a
  trattare  il  disegno  di  legge n. 980,  presentato  dai  deputati
  Barbagallo, Gucciardi, Lupo e Cirone. Considerata l'ora, la  seduta
  è  rinviata  a  martedì  12 aprile 2015, alle  ore  16.00,  con  il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   I   - COMUNICAZIONI

  II    - DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 68 BIS DEL REGOLAMENTO
   INTERNO, DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Norme in materia di composizione dei consigli comunali
              e  di  status degli amministratori locali . (n.  980)
              (Seguito)

       La seduta è tolta alle ore 11.34 di venerdì 1 maggio 2015

  (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.10 di venerdì 1
                             maggio 2015)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

   ALLEGATO 1

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE  SICILIANA
  PER  L'ESERCIZIO  FINANZIARIO 2015 E BILANCIO  PLURIENNALE  PER  IL
  TRIENNIO 2015/2017 . (N. 911/A)

      Approvati gli emendamenti A.1 (pag. 3), B.3 (pag. 8),  B.373
   (pag.  123), B.376 (pag. 219), B. 383 (pag. 221) (vedasi   Tomo
   1  Fascicolo emendamenti allegato)

      Emendamento  B.384.1(interamente  sostitutivo  dell'emendamento
   B.384)
      All'emendamento B.384 sostituire la cifra  380  con  214 .

      B.372  (pag. 302), B.377 (pag. 326), B.379 (pag. 351),  B.  378
   (pag.  379), B.387 (pag. 400), 1.R (emendamento di riscrittura  di
   pag. 402) (vedasi  Tomo 2  Fascicolo emendamenti allegato)

      Emendamento B.9.1
      L'emendamento B.9 è così sostituito:
      UPB 1.1.1.5.2 capitolo 100303 -100

                       Mercoledì 29 aprile 2015

  DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E  CORRETTIVE  PER
  L'ANNO 2015. LEGGE DI STABILITà REGIONALE . (N. 912/A)

   Emendamento 7.1

   L'articolo è cosi modificato:
    -Dopo le parole  ..ai sensi dell'articolo 13, comma 5, della legge
       regionale 22 dicembre 1999, n. 28  aggiungere  contigui .
  -Dopo la parola  oneri  contenuta all'ultimo rigo introdurre  entro
  il termine di 60 giorni dalla entrata in vigore della presente
  legge l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità con proprio
  decreto disciplinerà l'esecuzione della presente disposizione .

   Emendamento 9.4

   All'articolo 9 è aggiunto il seguente comma 4

   Organismi intermedi nell'ambito della programmazione 2014-2020

   4.   La   Regione  siciliana,  ai  sensi  dell'articolo  123   del
  Regolamento  (UE)  n.  1303  del  17  dicembre  2013,  attua  parte
  rilevante  delle  azioni  inerenti lo sviluppo  locale  mediante  i
  Comuni  del  territorio siciliano, le loro aggregazioni  e  i  loro
  liberi  consorzi, ritenuti idonei in quanto dotati di  un  apposito
  sistema  di  contabilità,  sorveglianza e  informativa  finanziaria
  separati  e informatizzati, che vengono individuati quali Organismi
  Intermedi (O.I.) nell'ambito del PO FESR Sicilia, dei PO FSE e  del
  PSR 2014-2020.

   Emendamento 10.8

   Il comma 2 dell'articolo 10 è soppresso.

   Emendamento 11.2

   L'articolo 11 è soppresso.

   Emendamento 12.10

   Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
    per l'esercizio finanziario 2016 è autorizzata la spesa di 21.400
  migliaia di euro .

   Emendamento 12.15

   Il comma 2 dell'articolo 12 è sostituito dal seguente:

    2.  All'articolo  30,  comma 5 della legge regionale  28  gennaio
  2014,  n. 5 le parole  a far data dall'1 gennaio 2014 e fino al  31
  dicembre 2016  sono sostituite con le parole  per il triennio 2014-
  2016, nei limiti delle autorizzazione di spesa previste per ciascun
  anno .

   Emendamento 12.14

   Dopo il comma 8 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente comma:

    9.    Nelle   more   dell'attuazione   della   riforma   prevista
  dall'articolo 2 della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8, la quota
  del fondo di cui all'articolo 30, comma 7, della legge regionale 28
  gennaio 2014, n. 5 e s.m.i., in favore dei Liberi Consorzi comunali
  per  i  lavoratori  con contratto a tempo determinato,  è  pari  al
  contributo  già concesso dalla Regione per ogni singolo  lavoratore
  alla data del 31 dicembre 2013 .

   Emendamento 12.13

   All'articolo  12,  comma  8,  le  parole   si  interpretano   sono
  sostituite con le parole  si applicano .

   Emendamento 13.2

   Al comma 1 dopo le parole  tutte le istanze di conciliazione  sono
  aggiunte le seguenti:  riferite ai soggetti di cui alla lettera d),
  comma  1,  dell'articolo 5 della legge regionale 9 maggio 2012,  n.
  26 .

   Emendamento 13.3

   All'articolo 13 sono aggiunti i seguenti commi:

    1.  gli  enti  sottoposti a controllo e vigilanza  della  Regione
  Siciliana   sono   autorizzati,  nei  limiti  delle   disponibilità
  finanziarie  dell'ente  stesso,  alla  conciliazione  ex  art.  410
  C.P.C.,  previa verifica della sussistenza delle concrete  modalità
  di  svolgimento  delle prestazioni individuali che mostrino  indici
  rilevatori  della subordinazione, per tutte le diffide e  messe  in
  mora pervenute formalmente alle stesse entro il 31 dicembre 2013.

   2.  le  conciliazioni  di cui al comma 1 producono  effetti  utili
  anche ai fini dell'art. 1, comma 400, della legge 24 dicembre 2012,
  n.  288 e dell'art. 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge  31
  maggio  2010,  n.  78 convertito con modificazione  dalla  legge  3
  luglio 2010,  n. 122, nonché per le disposizioni di proroga a tempo
  determinato al 31 dicembre 2013 presso la Regione Siciliana.

   Emendamento 17.2

   Al  comma  1 dell'articolo sostituire le parole  ..ed i componenti
  della  segreteria di cui all'art. 43 comma 6, della legge regionale
  7  marzo 1997, n. 6, come modificato dall'articolo 100 della  legge
  regionale n. 2/2002, scelti fra il personale in servizio presso  il
  Dipartimento  regionale delle Autonomie locali ,  con  le  seguenti
  parole:   l'Assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la
  funzione  pubblica  con proprio decreto determina  le  modalità  di
  funzionamento ed i componenti della segreteria di cui  all'art.  43
  comma  6, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, come modificato
  dall'articolo   100  della  legge  regionale  n.  2/2002,   vengono
  individuati  fra  gli impiegati regionali ed il loro  operato  è  a
  titolo gratuito.

   Emendamento 18.4

   E' aggiunto il seguente comma:

    Norme  di  garanzia  per la sostenibilità del Servizio  sanitario
  regionale.
   L'attuazione delle norme contenute nella presente legge, dalla cui
  applicazione  scaturiscono  nuovi  e  maggiori  oneri,  diretti   o
  indiretti,  a  carico del Fondo Sanitario regionale, è  subordinata
  all'autorizzazione preventiva dei Ministeri dell'economia  e  della
  salute  in  termini di compatibilità con i Programmi  operativi  di
  prosecuzione dei Piani di Rientro.

   Emendamento 28.1

   Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
    2.  L'art. 1 comma 4 della legge regionale 9 agosto 2002,  n.  12
  recante  nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
  della  Sicilia. Disposizioni finanziarie nel settore  trasporti   è
  così   modificato   4.  L'esercizio  dei  servizi  di  collegamento
  marittimo  con le isole minori è regolato da contratti di  servizio
  aventi durata non inferiore a quattro anni.'

   Emendamento 29.4

   Al  comma 1 le parole  la Ragioneria generale  sono sostituite con
  le  parole   il competente dipartimento dell'Assessorato  regionale
  dell'economia   e  le  parole   per  effetto  delle  vigenti  norme
  sull'amministrazione   regionale  che   assegnano   alla   medesima
  Ragioneria le competenze in materia di patrimonio immobiliare  sono
  soppresse.

   Emendamento 6.9

   Al comma 3 la lettera b) è così sostituita:
    b) Esigenza di limitare per i comuni significative variazioni, in
  aumento  e  in  diminuzione, garantendo ai comuni  con  popolazione
  inferiore a 5000 abitanti, di cui alla legge 27 dicembre  1977,  n.
  984,  un'assegnazione  di parte corrente non  inferiore  a  100.000
  migliaia di euro;

   Emendamento 6.14 (di identico contenuto dell'emendamento 6.15)

   Al comma 3, la lettera g) è soppressa.

   Emendamento 6.2

   Il comma 6 è soppresso.

   Emendamento 6.17.1

   Per  le  finalità di cui al comma 10 dell'articolo 4  della  legge
  regionale  12  maggio 2010 n. 11, è autorizzata  la  spesa  di  500
  migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario 2015 in  favore  del
  Comune di Lipari, a valere sulle assegnazioni di cui al comma 1.

              Giovedì 30 aprile  e Venerdì 1 maggio 2015

  DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E  CORRETTIVE  PER
  L'ANNO 2015. LEGGE DI STABILITà REGIONALE . (N. 912/A)

   Emendamento 49.32 (riscrittura comma 5 art. 49)

   5.  I  commi  l, 2 e 3 dell'articolo 12 della legge regionale  28
  gennaio 2014, n. 5 sono sostituiti dai seguenti:
        1.  AI  fine di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso
     la  riorganizzazione delle risorse umane del settore  forestale,
     il  personale impiegato nel servizio di antincendio boschivo  di
     cui   all'elenco  speciale  dei  lavoratori  forestali  di   cui
     all'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,  n.  16
     e  successive modifiche e integrazioni e di cui all'articolo  44
     della  legge  regionale 14 aprile 2006, n.  14,  è  inserito  in
     un'unìca  graduatoria distrettuale congiuntamente  a  tutti  gli
     altri  lavoratori  forestali di cui all'articolo  45  ter  della
     legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive  modifiche  e
     integrazioni, nei relativi contingenti di appartenenza e  con  i
     criteri  previsti  dall'articolo  49  della  legge  regionale  6
     aprile   1996,  n.  16.  Gli  addetti  al  servizio  antincendio
     boschivo   sono  individuati  prioritariamente  in  coloro   che
     svolgevano   già  detta  funzione,  previo  accertamento   dell'
     idoneità  specifica nella mansione. Per la rideterminazione  dei
     contingenti  dei  lavoratori  addetti  al  servizio  prevenzione
     incendi,  in  un  quadro di miglioramento dell'efficienza  e  di
     rispondenza alle mutate esigenze della collettività, si  procede
     annualmente  sulla  base  delle effettive  e  motivate  esigenze
     organizzative  e  territoriali, garantendo in ogni  caso  giusti
     livelli   operativi  a  salvaguardia  del  patrimonio  forestale
     regionale  assicurando  comunque una riduzione  del  contingente
     dei  lavoratori addetti al servizio di prevenzione incendi nella
     misura pari ad almeno il venti percento di quello impiegato  nel
     2014.
       2.  Sono  confermate  le  competenze  del  Comando  del  corpo
     forestale  della  Regione  siciliana previste  dall'articolo  65
     della  legge  regionale  6  aprile  1996,  n.  16  e  successive
     modifiche  ed  integrazioni  e  dall'articolo  47  del   decreto
     presidenziale 20 aprile 2007, n.
       154.
       3.   Per   la   realizzazione  delle  attività  di  rispettiva
     competenza,  il  Comando  del  corpo  forestale  della   Regione
     siciliana  in coerenza con quanto disposto dal precedente  comma
     2,   e  il  dipartimento  regionale  dello  sviluppo  rurale   e
     territoriale  attingeranno dalla graduatoria  unica  di  cui  al
     precedente comma 1.".

   Emendamento 49.11

   Al  comma  7  le parole  anno 2016  sono sostituite  dalle  parole
   anno 2017

   Emendamento 49.4

   -  Al  comma  5-1,  dopo  le  parole « che  svolgevano  già  detta
  funzione, previo » inserire la parola «inderogabile»;
   -  al  comma  5-1,  dopo  le parole «  accertamento  dell'idoneità
  specifica  nella  mansione» inserire le parole «,  in  difetto  non
  potrà essere corrisposta l'indennità di rischio».

   Emendamento 49.25 I Parte:

   Al  comma  11 (1 ter) le parole  5 rate annuali dal 2015 al  2020
  sono sostituite con le parole  5 rate annuali dal 2015 al 2019 .

   Emendamento 49.16

   Il comma 14 è soppresso

   Emendamento 49.14

   Il comma 15 è soppresso

   Emendamento 49.25.1 II parte

   Il comma 19 dell'art. 49 è soppresso.

   Emendamento 49.17.1.1

   All'emendamento  49.17.1  aggiungere  alla  fine:    Fatto   salvo
  l'attuale livello occupazionale .

   Emendamento 49.17.1:

   1)  L'emendamento 49.17 è così sostituito:  Al comma 11 le  parole
   2015-2019  sono sostituite dalle parole  2015-2020 .

   2) La tabella dell'1-quater è così sostituita:

    a) 2015 decurtazione del 10%
  b) 2016                      del 20%
  c) 2017                      del 30%
  d) 2018                      del 40%
  e) 2019                      del  60%
  f) 2020                      dell'80%

   A decorrere dl 2021 il contributo è soppresso.

    Emendamento 51.18 I parte:

   Al   comma  1  le  parole   eccetto  il  Dipartimento  agricoltura
  dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo  rurale
  e  della  pesca  mediterranea  sono sostituite dalle seguenti:   Ai
  fini  della  predetta  riduzione  si  tiene  conto  delle  esigenze
  prioritarie  connesse  ai  processi di  gestione,  rendicontazione,
  certificazione  e  controllo  della  spesa  a  valere   sui   fondi
  extraregionali  e dopo le parole  contratto individuale di  lavoro
  sono aggiunte le parole  relativo all'incarico dirigenziale .

   Emendamento 51.18 II parte:

   Al comma 3 sostituire le parole  Per il quinquennio 2015-2020  con
   Per il quinquennio 2016-2020

   Emendamento 51.18 III parte:

   Al  comma  4  sostituire le parole  Per il biennio 2015-2016   con
   Per  il biennio 2016-2017  e le parole  e per il quadriennio 2017-
  2020  con  e per il triennio 2018-2020 .

   Emendamento 51.18 IV parte:

   Al  comma  5  sostituire le parole  Per il biennio 2015-2016   con
   Per  il biennio 2016-2017  e le parole  e per il quadriennio 2017-
  2020  con  e per il triennio 2018-2020 .

   Emendamento 51.3.1.1

    1. Sostituire le parole  comma 5  con le parole  comma 4 ;
  2. Aggiungere dopo il comma 9 il seguente:
      9  bis.  L'Amministrazione  regionale,  previa  verifica  delle
  proprie   esigenze  funzionali,  a  decorrere  dall'anno   2016   è
  autorizzata  a  bandire concorsi pubblici per  il  reclutamento  di
  figure  professionali munite di diploma di laurea  specialistica  o
  magistrale  nei limiti del 10% dei soggetti collocati in quiescenza
  per  effetto delle disposizioni di cui all'articolo 54, inclusi gli
  operatori  dell'informazione professionale  e  della  comunicazione
  istituzionale iscritti nell'ordine dei giornalisti.

   Emendamento 51.3

   Al  comma 4 sostituire le parole  in numero pari  con  al  90  per
  cento dei

   Emendamento 51.10

   Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:

    I  provvedimenti  di riorganizzazione delle  piante  organiche  e
  degli  organigrammi  degli enti, aziende o  istituti  sottoposti  a
  vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale le cui  spese  di
  funzionamento  sono  direttamente ed indirettamente  a  carico  del
  bilancio della Regione o che gestiscono fondi regionali definiti di
  terzi  in  amministrazione, che alla data  di  pubblicazione  della
  presente  Legge, non risultano definiti ai sensi dell'ultimo  comma
  dell'art.3 della L.R. n. 2/78, sono revocati.

   Emendamento 51.20

   Il comma 10 dell'articolo  51 è soppresso.

   Emendamento 51.19

   Emendamento art. 51 (Riscrittura commi 17 e 18)

  1.  A  decorrere  dalla  data di entrata in vigore  della  presente
    legge, ai dirigenti ed al personale con qualifica non dirigenziale
    dell' Amministrazione regionale e degli enti di cui all'articolo I
    della  legge  regionale 15 maggio 2000, n. IO, che  applicano  il
    contratto  collettivo di lavoro dei dirigenti  e  dei  dipendenti
    regionali,  per  i periodi di assenza per malattia  di  qualunque
    durata,  nei  primi  dieci  giorni di assenza  è  corrisposto  il
    trattamento   economico  fondamentale,  comprendente  l'indennità
    integrativa  speciale e l'indennità di vacanza contrattuale,  con
    esclusione  di  ogni  ulteriore indennità o  emolumento  comunque
    denominati aventi carattere fisso e continuativo nonché  di  ogni
    altro  trattamento  accessorio. Resta fermo  il  trattamento  più
    favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle
    specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute
    ad  infortunio  sul lavoro oppure ricovero ospedaliero  o  a  day
    hospital  nonché  per le assenze relative a patologie  gravi  che
    richiedano    terapie    salvavita.    I    risparmi    derivanti
    dall'applicazione del presente comma non possono essere utilizzati
    per incrementare i fondi per la contrattazione collettiva.

  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
    legge, ai dirigenti ed al personale con qualifica non dirigenziale
    dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'articolo 1
    della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, i permessi retribuiti
    per particolari motivi familiari o personali spettano nella misura
    massima di tre giorni per anno solare. Si applicano le disposizioni
    statali vigenti in materia di assenze per visite, terapie,
    prestazioni specialistiche ed esami diagnostici. Non si applicano
    le disposizioni di legge e contrattuali vigenti più favorevoli.

   Emendamento 51.12

   Sopprimere il comma 22

   Emendamento  51.15  V  parte (di identico contenuto  al  51.16  II
  parte):

   Al comma 23 sostituire le parole  commi 4 e 22  con  5 e 22 .

   Emendamento 53.4:

   All'articolo 53 sono apportate le seguenti modifiche:

    -dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis:

   1  bis. All'articolo 20, comma 1 della legge regionale 29 dicembre
  2003, n. 21 le parole  alla retribuzione ultima in godimento   sono
  sostituite  dalle parole  la media delle retribuzioni degli  ultimi
  cinque anni .

    -Al comma 2 dopo le parole  trattamenti stipendiali  è aggiunta la
       parola  complessivi .

   Emendamento 53.3:
                Riscrittura dell'articolo 53 commi 3 e 4

      Armonizzazione del sistema pensionistico regionale a quello
                                statale

  1.  Le  aliquote percentuali delle pensioni ai superstiti in vigore
    nel   regime   dell'assicurazione   generale   obbligatoria   per
    l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, applicate, a decorrere
    dall'l  gennaio  2004, sulla quota di pensione calcolata  con  il
    sistema  contributivo ai sensi dell'articolo 20, comma  1,  della
    legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono estese, a decorrere
    dalla  data  di  pubblicazione della presente legge,  a  tutti  i
    trattamenti di pensione di reversibilità e di pensione  indiretta
    riferiti al personale di cui all'articolo 10, commi 2 e 3,  legge
    regionale 9 maggio 1986, n. 21, deceduto successivamente alla data
    di entrata in vigore della presente legge.
  2. Il regime di cumulo di cui all'articolo 1, comma 41, della legge
    8 agosto 1995, n. 335, applicato a decorrere dall'l gennaio 2004 ai
    trattamenti dei superstiti di dipendente collocato in pensione, o
    deceduto,  dopo l'entrata in vigore dell'articolo 20 della  legge
    regionale 29 dicembre 2003, n. 21, destinatario delle disposizioni
    di cui all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio
    1986,  n.  21,  è esteso, a decorrere dalla data di pubblicazione
    della presente legge, anche ai trattamenti pensionistici attribuiti
    a superstiti di dipendente destinatario delle citate disposizioni,
    collocato in pensione prima dell'entrata in vigore dell'articolo 20
    della   legge  regionale  29  dicembre  2003,  n.  21,   deceduto
    successivamente  alla  data di entrata in vigore  della  presente
    legge.

   Emendamento 54.18.1:

    -Aggiungere il seguente comma:

    Come  previsto  dal  comma  3 dell'articolo  80  della  legge  23
  dicembre  2000, n. 388, a decorrere dall'anno 2002,  ai  lavoratori
  sordomuti di cui all'articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381,
  nonché  agli  invalidi  per  qualsiasi  causa,  ai  quali  è  stata
  riconosciuta  un'invalidità superiore al 74 per  cento  o  ascritta
  alle  prime  quattro categorie della tabella A  allegata  al  testo
  unico  delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato  con
  decreto  del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n.  915,
  come  sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente
  della   Repubblica   30  dicembre  1981,  n.  834,   e   successive
  modificazioni, è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni  anno  di
  servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private  ovvero
  cooperative  effettivamente svolto, il beneficio  di  due  mesi  di
  contribuzione  figurativa  utile ai  soli  fini  del  diritto  alla
  pensione e dell'anzianità contributiva, il beneficio è riconosciuto
  fino   al   limite   massimo  di  cinque  anni   di   contribuzione
  figurativa. .

   Emendamento 54.18:

   - il comma 1 è sostituito dal seguente:

    1.   Ai   dipendenti  destinatari  delle  disposizioni   di   cui
  all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio  1986,
  n.   21  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  collocati  in
  quiescenza  entro il 31 dicembre 2020 con i requisiti pensionistici
  di  cui  al decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,  con
  modificazioni,  dalla  legge  22  dicembre  2011,  n.   214,   sono
  riconosciuti  i trattamenti di pensione disciplinati  dall'articolo
  20  della  legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come modificato
  dal  comma 1 bis dell'articolo 5, con una decurtazione della  quota
  retributiva  tale da determinare una riduzione complessiva  del  10
  per  cento  sul trattamento pensionistico complessivo  annuo  lordo
  finale,  che  non  può in ogni caso superare il novanta  per  cento
  della  media  dei trattamenti stipendiali degli ultimi cinque  anni
  per  coloro che  maturano i requisiti entro il 31 dicembre  2016  e
  dell'ottantacinque  per cento per coloro che maturano  i  requisiti
  dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2020. Per coloro che maturano  il
  diritto  di  cui  al  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.   201,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
  entro il 31 dicembre 2015 non si applicano le decurtazioni previste
  dal presente comma. .

   Emendamento 54.14 I Parte:

   Al  comma 3 dopo le parole  Ai dipendenti regionali  sono aggiunte
  le  parole  destinatari delle disposizioni di cui all'articolo  10,
  commi  2  e  3,  della  legge regionale 9  maggio  1986,  n.  21  e
  successive modifiche ed integrazioni, .

   Emendamento 54.14 II Parte:

   Al  comma 5 dopo le parole  Ai dipendenti regionali  sono aggiunte
  le  parole  destinatari delle disposizioni di cui all'articolo  10,
  commi  2  e  3,  della  legge regionale 9  maggio  1986,  n.  21  e
  successive modifiche ed integrazioni, .

   Emendamento 57.3 I Parte:

   Al comma 1 le parole:  istituito l'Ufficio  sono sostituite con le
  parole:  istituita la

   Emendamento 57.3 II Parte:

   Al  comma  2  le  parole:  L'Ufficio funge da  centrale  unica  di
  committenza  per  gli  sono sostituite dalle  parole   La  centrale
  unica di committenza provvede agli .

   Emendamento 57.3 III Parte:

   Il comma 5 è soppresso

   Emendamento 57.3 IV Parte:

   Al comma 6 la parola  Ufficio  è soppressa

   Emendamento 58.5 (Riscrittura dell'articolo 58):

                                 Art. 58
                 Nuovo     assetto     dell'Assessorato     regionale
                dell'economia

  1.  1. All'articolo 8, comma 1, lettera c) della legge regionale 29
    dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, dopo
    le  parole "regolarità amministrativo-contabile" sono aggiunte le
    parole  "compresi i controlli sugli enti pubblici e sulle società
    partecipate  della  Regione  siciliana.  Committenza  unica   per
    l'acquisto dei beni e dei servizi .

  2. AI fine di consentire l'immediata attuazione delle disposizioni
  di cui al presente articolo, improntate a criteri di efficienza
  dell'azione amministrativa e, al contempo, di contenimento della
  relativa spesa, la ripartizione e la modifica delle attribuzioni
  dell'Assessorato regionale dell'economia che scaturiscono dalla
  presente legge e la relativa articolazione organizzativa e
  funzionale delle strutture intermedie, in misura ridotta del trenta
  per cento, nonché degli Uffici alle dirette dipendenze
  dell'Assessore, sono determinati, nelle more dell'iter richiamato
  dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale 16 dicembre 2008,
  n. 19, con delibera della Giunta regionale su proposta
  dell'Assessore per l'economia. La Centrale unica di committenza per
  l'acquisto dei beni e dei servizi è ascritta alle competenze del
  Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria
  Generale e le funzioni in materia di Demanio e Patrimonio
  immobiliare sono attribuite al Dipartimento regionale delle Finanze
  e del Credito.
  3. All'Ufficio speciale di cui al comma 6 ter dell'articolo 20
  della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11 e successive modifiche
  ed integrazioni sono attribuite, altresì, le competenze in materia
  di Liquidazioni A.T.O., Enti ed Aziende regionali.
  4. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
  2000, n. 10, dopo le parole "finanze e credito" sono aggiunte le
  parole "e dei dirigenti responsabili degli Uffici speciali
  incardinati presso il medesimo".
  5. Il Ragioniere generale della regione è autorizzato ad effettuare
    le variazioni di bilancio discendenti dal presente articolo.

   Emendamento 55.3:

   L'articolo è soppresso.

   Emendamento 36.2.1.:

    Il comma 4 dell'emendamento 36.2 è cassato

   Emendamento 36.2:

   Sono aggiunti i seguenti commi:

    L'articolo 2 della legge regionale 1 Marzo 1995, n.  16,  è  così
  modificato:

   1. Il Consiglio di amministrazione dell'istituto dei ciechi "Opere
  riunite  I.  Florio  -  F. ed A. Salamone", con  sede  in  Palermo,
  previsto dall'articolo 7 dello statuto approvato dal regio  decreto
  6  maggio  1935, n. 937 ed integrato dall'articolo  4  della  legge
  regionale   23  maggio  1991,  n.  33,  è  nominato  dall'Assessore
  Regionale all'Istruzione e alla  Formazione  Professionale, secondo
  la seguente composizione:
  -   n.  2  rappresentanti  della  Sezione  Provinciale  di  Palermo
   dell'Unione  Italiana  dei Ciechi e degli  Ipovedenti  quale  sede
   territorialmente competente;
  - n. 1 rappresentante del Consiglio Regionale Siciliano dell'Unione
   Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti;
  -  n.  1  rappresentante  della  Regione  Siciliana  -  Assessorato
   all'Istruzione e alla  Formazione Professionale;
   -   n.  1  rappresentante  della  famiglia  Florio  designato  dai
  legittimi discendenti e/o aventi causa.

   2.    Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
  l'Assessore    Regionale   all'Istruzione   e    alla    Formazione
  Professionale   provvede  alla  nomina  del  nuovo   Consiglio   di
  Amministrazione  dell'Istituto secondo la composizione  di  cui  al
  precedente  comma  1;  il nuovo Consiglio di Amministrazione  potrà
  insediarsi  ed  operare anche in presenza di   tre  Consiglieri  su
  cinque.

   3.   Il Consiglio, che dura in carica cinque anni, elegge nel  suo
  seno il presidente ed il vicepresidente dell'Istituto.

   4.  Il Consiglio nomina e revoca i dirigenti dell'Istituto.

   5.    Ai   fini   del   controllo   amministrativo   -   contabile
  dell'Istituto, viene istituito un collegio di revisori composto  da
  tre   membri,   di   cui  uno  nominato  dall'Assessore   regionale
  all'Istruzione   e   alla   Formazione    Professionale    e    due
  dall'Assessore Regionale dell'Economia.

   Emendamento 37.1:

   Al  comma  2  le  parole   in relazione  all'utilizzo  dei   fondi
  comunitari.   sono  sostituite da  in  relazione  all'utilizzo  dei
  fondi extraregionali .

   Emendamento 38.4bis:

   -  Le  parole   di euro 90 migliaia  sono sostituite dalle  parole
   prevista dall'articolo 10 del DPR n. 52 del 21 giugno 2012

   Emendamento 40.2:

    - Il comma 2 dell'articolo 40 del DDL è così sostituito:
   2.  Al  comma  4 dell'articolo 3 della legge regionale  12  agosto
  2014, n. 21 le parole "a decorrere dall'esercizio finanziario 2015"
  sono sostituite con le parole "per l'esercizio finanziario 2014".
   Dopo il comma 2 dell'articolo 40 sono aggiunti i seguenti commi:
   "3.  Il  comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale  12  agosto
  2014, n. 21 è soppresso.
   4.  Per l'esercizio finanziario 2015 l'eliminazione dal conto  del
  bilancio  dei crediti previsti dall'articolo 1, commi  527  e  528,
  della  legge  24  dicembre 2012, n, 228, secondo le  procedure  del
  comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 12 agosto 2014, n.21,
  nonché   i  crediti  non  presenti  nei  conti  dell'agente   della
  riscossione,   è   effettuata  nell'ambito  delle   procedure   del
  riaccertamento  straordinario  dei  residui  di  cui  al  comma   7
  dell'articolo  3 del Decreto Legislativo 23 giugno  2011,  n.118  e
  successive modifiche ed interrogazioni. Per gli esercizi successivi
  l'eliminazione    è   effettuata   annualmente   nell'ambito    del
  riaccertamento  ordinario di cui al comma  4  dell'articolo  3  del
  Decreto  legislativa 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed integrazioni.
   5.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2015 le  disponibilità
  del  fondo  di cui all'articolo 5 della legge regionale  12  maggio
  2010, n. 11, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui
  di  cui  all'articolo 3, comma 7 del Decreto legislativo 23  giugno
  2011,  n. 118 e successive modifiche ed integrazioni sono destinate
  al  fondo crediti di dubbia esigibilità di cui al medesimo comma 7,
  dell'art. 3 lettera e) del citato decreto legislativo . .

   Emendamento 41.8.1 (Riscrittura emendamento aggiuntivo 41.8)
                            Articolo ......

      Enti pubblici regionali liquidazione e composizione organi

   l.  L'Ente Autonomo Portuale di Messina, istituito con il  decreto
  del  Presidente  della Regione 10 novembre 1953, n. 270,  l'Agenzia
  della Regione Siciliana per le Erogazioni in Agricoltura, istituita
  con  l'articolo 60 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 1  e  i
  Consorzi  di ripopolamento ittico, istituiti con la legge regionale
  1   agosto   1974,  n.  31,  ivi  inclusi  quelli   oggetto   della
  riorganizzazione prevista dall'articolo 44 della legge regionale  4
  maggio  2009,  n.  6  e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  posti in liquidazione.
   2.   l  saldi  finali  attivi  di  liquidazione  dei  Consorzi  di
  ripopolamento   ittico   sono   prioritariamente    destinati    al
  soddisfacimento  di  eventuali crediti  rimasti  insoddisfatti  nei
  confronti   di   altri   Consorzi  di   ripopolamento   ittico   in
  liquidazione.
   3.  Agli  Enti  pubblici  regionali si applicano  le  disposizione
  dell'articolo 6, comma 5, del decreto legge 31 maggio 2010, n.  78,
  convertito  in legge con modificazioni dall'articolo  l,  comma  l,
  della  legge  30  luglio 2010, n. 122, fissando  a  tre  il  numero
  massimo  dei componenti degli organi di amministrazione, a  partire
  dalla ricostituzione degli organi attualmente in carica.
   4.  Entro  60 giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,
  con decreto del Presidente della Regione, previa delibera di Giunta
  di governo, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 48, comma
  1,  della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono definite le
  rappresentanze degli organi degli enti di cui al comma  l,  e,  per
  particolari  esigenze, i casi in cui gli organi di  amministrazione
  mantengono  5  componenti, con le procedure di cui all'articolo  7,
  comma 3, della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21.

   Emendamento 35.1.1.1:
   Al comma 4 le parole  del 30%  sono sostituite con le parole  a
  70.000,00

   Emendamento 35.1.1:
   3.  Qualora  l'amministratore  unico o  l'amministratore  delegato
  ricopra  anche le funzioni di direttore generale, il limite massimo
  del  trattamento economico annuo omnicomprensivo  è  pari  a   euro
  90.000,00 (novantamila).
   4.  per  gli incarichi previsti nel presente articolo si applicano
  le  norme  di inconferibilità previste dall'articolo 9  del  d.lgs.
  39/2013.

   Emendamento 35.7:
   Al  comma  1, lett. b), dopo le parole  due consiglieri   e  prima
  delle  parole  che può nominare  sono inserite le seguenti  secondo
  le previsioni statutarie sulla rappresentanza dei soci

   Emendamento 35.6:
   Sopprimere il comma 6

   Emendamento 35.3:
   Al comma 7 le parole  L'Assessorato  regionale dell'economia  sono
  sostituite  dalle seguenti:  Il Dipartimento regionale  bilancio  e
  tesoro - Ragioneria generale .

   Emendamento 46.3.1:
   Il comma 1 dell'articolo 46 è sostituito dal seguente:
   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere, sulla base di
  criteri  definiti  con delibera della Giunta regionale,  contributi
  straordinari  a  favore dei marittimi siciliani che abbiano  subito
  danni  per  effetto  di sequestri illegittimi di  imbarcazione  nel
  Mediterraneo.  Per le finalità del presente articolo è  autorizzata
  la spesa di 246 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015.

   Emendamento 50.4:
   All'articolo  50, comma 3, le parole  che gestiscono  impianti  di
  trasformazione  commercializzazione di  produzione  agricole   sono
  soppresse.

   Emendamento 52.5
   Al  comma  1  dell'articolo  52, le parole   ai  componenti  delle
  commissioni   sono sostituite dalle seguenti  a tutti i  componenti
  delle commissioni, inclusi presidenti e vicepresidenti

   Emendamento 56.4:
   Al  comma  1  dell'articolo  56, dopo le  parole   certificazione,
  audit  è aggiunta la seguente parola:  , monitoraggio .

   Emendamento 56.1
   Al  comma  2 dopo le parole  le funzioni relative al controllo  di
  primo  livello sui programmi operativi regionali cofinanziati dalla
  Commissione  europea a valere sul FESR,  sono  aggiunte  le  parole
   sul PAC .

   Emendamento 50.5
   All'articolo  50, comma 2, le parole  25.000  sono sostituite  con
  le parole  10.000 .

   Emendamento 60.9 (Riscrittura comma 2)
   Misure  in  materia  di  riorganizzazione  e  finanziamento  delle
  attività dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
   All'articolo  90 della legge regionale 3 maggio  2001,  n.  6,  il
  comma 10 è così sostituito:
   2bis  Al fine di far fronte agli oneri derivanti dal passaggio del
  personale  dai  laboratori  di igiene e  profilassi  e  agli  oneri
  inerenti  le spese di funzionamento e di manutenzione dei  beni  in
  uso all'Agenzia, alla stessa è assegnata una quota di finanziamento
  ordinario annuale delle risorse del fondo sanitario regionale  pari
  a   29   milioni   di  euro  per  svolgere  le  attività   tecniche
  istituzionali e di controllo obbligatorie per gli anni 2016  e  per
  quelli successivi, nonché una quota di finanziamento annuale  delle
  risorse del fondo sanitario regionale proporzionale al piano  della
  perfomance  da  negoziare anno per anno con  l'Assessorato  per  la
  salute.  A decorrere dall'esercizio 2016, il contributo di  cui  al
  comma 9 dell'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n.  6
  è  commisurato al 10 per cento dell'importo assegnato ai sensi  del
  primo periodo del presente comma .
   2ter   L'ARPA per il potenziamento dell'Agenzia e prioritariamente
  per   le   funzioni  collegate  al  monitoraggio  ed  al  controllo
  ambientale  delle  aree ad elevato rischio di  crisi  ambientale  e
  delle aree metropolitane, è autorizzato, a domanda, l'immissione in
  ruolo  nei posti vacanti e disponibili, dei dipendenti pubblici  in
  atto  in  posizione di comando e in possesso dei requisiti,  i  cui
  oneri  sono già a carico dell'Agenzia nonché mediante procedure  di
  mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di  ruolo
  delle amministrazioni pubbliche, di cui al comma 2, dell'articolo 1
  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165  e  successive
  modifiche  ed integrazioni nei limiti delle risorse finanziarie  di
  cui al presente articolo. Il collocamento del personale secondo  le
  suddette procedure non costituisce nuova assunzione .
   Emendamento 60.2
   Sopprimere il comma 4.

   Emendamento 59.5.3
   Al comma 1 dell'emendamento 59.5 le parole  di cui all'articolo 1,
  comma 1, della legge regionale n. 15/2015  sono soppresse.

   Emendamento 59.5.1
   Al  comma  1  sostituire  le parole  2005/2012   con  le  seguenti
   2005/2014

   Emendamento 59.5.2
   Al comma 3 la parola  settembre  è sostituita con  dicembre

   Emendamento 33.2
   All'articolo 33 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
    1bis.  Le economie derivanti dal minore esborso in linea capitale
  negli anni 2015 e 2016, conseguente alla rinegoziazione, di cui  al
  comma 1, dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti  sono
  destinate  alla  copertura  parziale  del  debito  in  essere  (UPB
  4.2.3.9.1.)

   Emendamento 59.6 (riscrittura art. 59)
                                Art. 59
        Norme riguardanti l'uso dei beni ricadenti nel demanio
                          regionale marittimo

   1. Le disposizioni di cui ai commi 732 e 733 dell'articolo 1 della
  legge  27  dicembre  2013, n. 147 si applicano  a  decorrere  dalla
  pubblicazione della presente legge. A tal fine, la domanda  di  cui
  al  comma 733 è presentata entro il 30 settembre 2015. Nell'ipotesi
  di  versamento secondo le modalità di cui alla lettera b) del comma
  732  è fatto obbligo del versamento, in un'unica soluzione, del  30
  per cento del canone sottoposto a dilazione".

   2.   Con   riferimento   agli  impianti  di  produzione   relativi
  all'attività   di  acquacoltura,  maricoltura,  ivi  compresi   gli
  impianti  di molluschicoltura, indipendentemente dalla loro  natura
  giuridica,  che  insistono sugli specchi acquei, a decorrere  dalla
  data  di entrata in vigore della presente legge i canoni concessori
  suddetti  sono stabiliti: in euro 0,1 (zero virgola uno) per  metro
  quadro  annuo per le aree occupate a mare comprese le aree occupate
  a terra. Le indennità dovute a qualsiasi titolo, per le fattispecie
  di  cui al presente comma, saranno calcolate con i criteri previsti
  dall'articolo  7 del D.P.R.S. del 26 luglio 1994,  sulla  base  del
  canone predetto.

   3.  I  canoni concessori di cui al comma 2 vengono applicati  alle
  concessioni  demaniali marittime rilasciate  alle  Forze  armate  e
  della  Polizia di Stato nonché agli Enti ecclesiastici per attività
  rientranti tra quelle istituzionali.

   Emendamento 63.6

   Al  comma  5, 1bis: dopo le parole  previa definizione  aggiungere
   ,  in accordo con i Servizi competenti per la gestione dei parchi,
  musei,  delle  gallerie  e delle zone archeologiche  e  monumentali
  regionali .

   Emendamento 63.3

   Al  comma  5,  1bis  aggiungere il  comma  1  ter:     La  mancata
  destinazione  dei  proventi  da  parte  dei  Comuni  alle  finalità
  indicate nella convenzione comporta il recupero delle somme,  anche
  tramite compensazione, da parte dell'Assessorato dei beni culturali
  e dell'identità siciliana .

   Emendamento 63.7

   All'articolo 63 è aggiunto il seguente comma:

    10.  Il  comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale  2  luglio
  2014, n. 16, è sostituito dal seguente:
   3.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente   legge,   previo  parere  della  competente   Commissione
  legislativa  dell'Assemblea regionale siciliana, sono  definite  le
  linee guida per il riconoscimento della qualifica di Ecomuseo. .

   Emendamento 65.8
   Il  comma  1.1  da  La composizione  a  della Giunta regionale   è
  sostituito dal seguente:

    1.  Il  Consiglio  del Parco è composto: a) da un  dirigente  dei
  ruoli  regionali con adeguata esperienza di gestione di istituzioni
  culturali  e  di  governo di organi collegiali di  amministrazione,
  nominato dall' Assessore regionale ai beni culturali e all'identità
  siciliana, con funzione di Presidente del Consiglio; b) dal Sindaco
  del comune di Agrigento; c) dal Soprintendente ai beni culturali  e
  ambientali competente per territorio; d) da un esperto in  economia
  dei  beni  culturali, nominato dall' Assessore  regionale  ai  beni
  culturali   e  all'identità  siciliana;  e)  un  esperto   nominato
  dall'Assessore regionale ai beni culturali e all'identità siciliana
  tra   quelli   esperti  nel  settore  della  tutela,  salvaguardia,
  valorizzazione, divulgazione, studio e ricerca, relative alla Valle
  dei Templi .

   Emendamento 66.2.1:

   All'emendamento  66.2, al comma 6, sopprimere  le  parole   ed,  a
  regime,  fino alla fine.

   Emendamento 66.2:

   Al comma l dell'art. 66 sono aggiunti i seguenti commi:

  1.  La  Regione  Siciliana  promuove  lo  strumento  innovativo  di
    politica attiva "dote lavoro" che si ispira all'art. 17 del decreto
    legislativo n. 23/2015.

  2. La dote lavoro è uno strumento di politica attiva finalizzata
  all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro di un
  soggetto disoccupato o inoccupato. Essa è gestita dal Centro per
  l'Impiego mediante un contratto stipulato tra un operatore
  accreditato per i Servizi per il Lavoro ed il soggetto interessato.
  3. Le modalità di sottoscrizione, del contratto a cui accede la
  dote lavoro (contratto di ricollocazione), la sua durata in ragione
  della profilatura del soggetto, nonché i requisiti dei soggetti che
  possono stipulare il suddetto contratto e ogni ulteriore necessaria
  modalità di attuazione, saranno determinate con decreto
  dell'Assessore alla famiglia, alle politiche social i e al lavoro
  da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge.
  4. L'operatore accreditato per i servizi specialistici assume
  l'obbligo, con la sottoscrizione del contratto di dote lavoro, di
  accompagnare il soggetto interessato nel mercato del lavoro, nella
  ricerca di una nuova occupazione e di riqualificazione
  professionale.
  5. All'operatore accreditato è riconosciuto un voucher che può
  arrivare sino ad un importo massimo di   8.000,00 . L' entità e le
  modalità di erogazione saranno disciplinate con il decreto
  assessoriale di cui al comma 3.
  6.  La  dote  lavoro,  in prima applicazione, è finanziata  per  un
    importo pari a 15.000 migliaia di euro a valere sull'azione 4.2.1
    del  "Piano Straordinario: rafforzare l'occupabilità in Sicilia",
    approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 31  del  18
    febbraio 2015 ed, a regime, con le risorse dell'asse I, obiettivo
    tematico 8, del POR Sicilia FSE 2014/2020, previa acquisizione del
    parere   della  Commissione  Europea  e  verifica  dei  risultati
    conseguiti.

   Emendamento 69.2:

   Sono aggiunti i seguenti commi:

   Disposizioni in materia di Entrate
   Al  fine  di  incrementare le entrate proprie della  Regione,  gli
  Assessorati   regionali  riscuotono  le  entrate  derivanti   dalle
  attività  amministrativa  di rispettiva competenza  avvalendosi  di
  Riscossione  Sicilia  S.p.A., secondo le direttive  emanate,  entro
  novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente   legge,
  dall'Assessore  regionale  per  l'economia,  con  la   quale   sono
  individuate le modalità di razionalizzazione delle banche dati  dei
  debitori  e  di efficientamento dello scambio di flussi informativi
  tra  i  soggetti  interessati  alla riscossione,  anche  attraverso
  apposito  servizio  di  assistenza tecnica fornito  da  Riscossione
  Sicilia.
   Per   il   servizio   di   assistenza   tecnica   è   riconosciuto
  esclusivamente il rimborso nei limiti delle spese sostenute.

   Emendamento 71.9.1

   Al comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n. 5 le parole  a titolo di borse di autoimpiego  sono eliminate.

   Emendamento 71.2.1

   All'emendamento 71.2 aggiungere:
    Ai  relativi  oneri, pari ad euro 110 mila, si  provvede  con  le
  disponibilità del capitolo 313319. .

   Emendamento 71.2.2

   Dopo  le  parole   legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5   sono
  aggiunte le parole  nonché esclusivamente ai soggetti che, avendone
  i  requisiti  amministrativi  e  di legge,  abbiano  presentato  la
  domanda per la fruizione dell'indennità ASPI in ritardo .

   Emendamento 71.3

   Al comma 6 aggiungere la seguente lettera:
    f)  reddito  individuale  personale inferiore  a  20.000  euro  o
  reddito ISEE familiare non superiore a 40.000 euro .

   Emendamento 72.1

   Sopprimere l'articolo.

   Emendamento 77.2.1

   L'emendamento 77.2 è così sostituito:

   All'articolo 77 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
   Il  trattamento previsto per i soggetti di cui al  comma  1  trova
  applicazione  anche per i soggetti con contratto in essere  secondo
  le previsioni di cui all'articolo 8 della legge regionale 4 gennaio
  2014,   n.   1,  purchè  già  contrattualizzati  presso  i   gruppi
  parlamentari  alla data di entrata in vigore del decreto  legge  10
  ottobre  2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla  legge  7
  dicembre  2012,  n.  213,  a  condizione che  abbiano  intrattenuto
  rapporti  di  lavoro coi gruppi parlamentari all'A.R.S.  nel  corso
  della precedente legislatura.

   Emendamento 87.4 I parte:

   Al  comma  4  le  parole   e per il 40 per  cento  all'Assessorato
  regionale  dell'energia  e dei servizi di  pubblica  utilità   sono
  sostituite  con  le parole  e per il 50 per cento sono  versate  in
  entrata nel bilancio regionale e le parole da  il rimanente 10  per
  cento  a  legge di bilancio  sono soppresse.

   Emendamento 87.7:

   Il comma 5 è così sostituito:
    I  comuni  destinatari delle quote di canone di cui  al  comma  4
  impiegano  le  somme esclusivamente per interventi infrastrutturali
  di  recupero, riqualificazione e valorizzazione del territorio, del
  tessuto  urbano  e degli edifici scolastici e ad uso istituzionale.
  Una  quota  non  inferiore al 50 per cento delle  dette  risorse  è
  riservata   agli   interventi  di  manutenzione  e   valorizzazione
  ambientale  ed infrastrutturale connessi all'attività estrattiva  o
  su  beni  immobili  confiscati alla mafia  ed  alle  organizzazioni
  criminali. .

   Emendamento 87.4 II parte:

   Il comma 6 è soppresso.

   Emendamento 87.4 III parte:

   Il comma 9 è soppresso.

   Emendamento 87.1:

   E'  aggiunto  il  seguente comma 10: Le presenti  disposizioni  si
  applicano  anche  per il calcolo del pagamento dei canoni  relativi
  all'anno 2014. .

   Emendamento 88.7;

    Al  fine di implementare l'attività di controllo e prevenzione  e
  lotta  alle  malattie  animali e sicurezza alimentare,  le  Aziende
  Sanitarie  Provinciali sono autorizzate, per il triennio 2015-2017,
  ad  incrementare  le  ore  lavorative  dei  medici  specialisti  di
  medicina  veterinaria  impegnati nelle azioni  previste  dal  piano
  nazionale  di  prevenzione 2014-2018, e a prorogare i  contratti  a
  tempo  determinato dei medici di medicina veterinaria  in  servizio
  presso  le  ASP e presso l'Istituto zooprofilattico della  Sicilia,
  nei  limiti massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia
  e  nei  limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a  valere
  sulla  quota  capitaria  di Fondo sanitario  regionale  annualmente
  assegnato alle ASP e sugli stanziamenti dell'IZS .

   Emendamento 88.3:

    Il   personale   medico,  titolare  di  rapporti  di   continuità
  assistenziale   che,   a  seguito  di  verbale   definitivo   della
  Commissione medica del Ministero dell'economia e delle finanze  per
  l'accertamento  delle  invalidità civili,  è  stato  assegnato,  da
  almeno  quattro  anni,  a servizi propri di  aziende  del  servizio
  sanitario  regionale,  a  decorrere dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge, è collocato nell'organico dell'azienda presso  cui
  presta  servizio  ed  alle cui dipendenze viene  riclassificato  il
  relativo  rapporto  di lavoro nell'ambito della  disponibilità  dei
  vincoli di spesa per il personale. .

   Emendamento 83.3:

   Al  primo  comma  dopo le parole  presso immobili   aggiungere  le
  parole  di proprietà dell'IRSAP .

   Emendamento 92.3:

   Il comma 5 è soppresso.

   Emendamento 94.1:

   All'articolo,  dopo le parole  n. 24 del 6 marzo 1976  e  s.m.i. ,
  sono  aggiunte le seguenti parole  comunque entro i limiti previsti
  dalle leggi nazionali e comunitarie di finanziamento .

   Emendamento 95.5 I parte:

    Sopprimere il comma 2 .

   Emendamento 96.3:

   Al  comma 1 dell'articolo 96 le parole  di entrata in vigore della
  presente  legge   sono sostituite dalle seguenti  del  31  dicembre
  2015 .

   Emendamento 96.4:

   All'articolo  96 sostituire le parole  articolo 3  con  le  parole
   articolo 8 .

   Emendamento 34.16:

   L'ultimo periodo del comma 3 è sostituito dal seguente:
    Per  la  società SEUS scpa, al fine di garantire il  servizio  di
  emergenza-urgenza 118 su tutto il territorio della  Regione  ed  in
  relazione  alle esigenze di professionalità specifiche nel  settore
  di  riferimento,  la  stessa può attingere  prioritariamente  dalle
  altre  società  partecipate;  ove tali  professionalità  non  siano
  reperibili  nelle  altre  società  partecipate  le  stesse  saranno
  reclutate   attraverso   procedure   di   selezione   pubblica   di
  professionalità presenti nelle stesse società.
   Per  le sole figure dirigenziali la SEUS scpa può attingere  dalle
  aziende sanitarie anche in posizione di comando. .

   Emendamento 34.15:

   Al   comma  3  dell'articolo  34  dopo  le  parole   modifiche  ed
  integrazioni   aggiungere le parole  con esclusione  delle  società
  affidatarie   di  servizi  pubblici  che  operano  in   regime   di
  concessione regolata dalla normativa nazionale, .
   Al comma 6 della legge regionale n. 11/2010 e successive modifiche
  ed  integrazioni  dopo  le  parole   maggioritaria  della  Regione
  aggiungere   con  esclusione delle società affidatarie  di  servizi
  pubblici  che  operano  in  regime di  concessione  regolata  dalla
  normativa nazionale, .
   Emendamento 34.4:
   Il comma 4 è soppresso.

   Emendamento 31.8:
   Al  comma  4 le parole  la gestione degli impianti e la  fornitura
  delle  utilities al dissalatore di Gela.  sono sostituite  con   il
  pagamento  dei  debiti  pregressi  relativi  alla  gestione   degli
  impianti  ed  alla  fornitura delle utilities  del  dissalatore  di
  Gela. .

   Emendamento 48.14:
   Al  comma  6 dopo le parole  i decreti dirigenziali  sono aggiunte
  le parole  conclusivi di procedimenti amministrativi .

   Emendamento 6.17.2:
   All'articolo 6, comma 6, le parole  è aggiunto il seguente  comma
  sono  sostituite con le parole  sono aggiunti i seguenti  commi   e
  dopo il comma 7 quater è aggiunto il seguente comma:
      7  quinquies.  Nelle  more dell'inserimento  nel  programma  di
  servizio  dell'ENAV per il triennio 2016-2019, per l'anno  2015,  a
  valere  sul fondo perequativo di cui al comma 2 la somma  di  1.000
  migliaia  di  euro  è  destinata al comune di  Comiso  al  fine  di
  garantire la continuità dei servizi di assistenza al volo da  parte
  dell'ENAV. .

   Emendamento 6.17

   E' aggiunto il seguente articolo:
    Disciplina contributi straordinari agli enti locali
   In  considerazione  delle particolari difficoltà  finanziarie  del
  comparto  degli enti locali, il Dirigente generale del Dipartimento
  regionale   delle  autonomie  locali,  su  richiesta   delle   enti
  assegnatari  di  contributi straordinari  e  previa  autorizzazione
  dell'Assessore   regionale per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica,  può provvedere a riassegnare allo stesso ente  le  somme
  già  erogate nelle ipotesi in cui dalla rendicontazione, presentata
  oltre il termine previsto dall'articolo 158 del decreto legislativo
  18  agosto 2000, n. 267 e s.m.i., risulti che le stesse sono  state
  utilizzate per le previste finalità.

   Emendamento 6.22:

   Emendamento sostitutivo del comma 9, dell'articolo 6, del  ddl  n.
  912/A