Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRECO Marcello, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ioppolo è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
siciliana per l'anno 2013 (documento n. 147)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
«Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno 2013» (documento n. 147)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno 2013 (documento n. 147).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi per svolgere la
relazione.
RINALDI, deputato questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si presenta per l'approvazione, ai sensi
dell'articolo 77 del regolamento interno, il rendiconto delle
entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per
l'esercizio finanziario 2013, approvato dal Consiglio di
presidenza.
Onorevoli colleghi, attentamente sono elencate, in maniera
dettagliata e analitica, le spese e le entrate che sono state
effettuate nell'esercizio 2013, indicando anche in maniera
dettagliata, le spese correnti e le spese in conto capitale e
quindi, diviso, attraverso i capitoli che troverete nella
relazione.
Onorevole presidente, siccome è abbastanza lunga, prego gli
onorevoli colleghi di dare una lettura e li invito a votare il
consuntivo del 2013 e, quindi, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor presidente, onorevoli colleghi. L'Aula già
dice quanto interesse c'è nei componenti dell'Assemblea per questo
atto finanziario. Già vi dice tutto, a cominciare dal segretario
che non fa parte del Consiglio di presidenza.
E' ormai una prassi che iniziamo le sedute senza che vi siano
presenti i segretari del Consiglio di presidenza che hanno un
compito, quello di venire a verbalizzare ed ad aiutare il
presidente in ogni seduta di Assemblea.
Non ci sono mai. La domanda che mi pongo qual è? Che ci stiamo a
fare? Che ci stanno a fare?
La rappresentazione dice tutto.
Io volevo iniziare con un tipo di attenzione su questo lavoro che
fa il Presidente dell'Assemblea più che il Presidente del
Consiglio, cercando di portare delle tematiche in modo tale da
potere collaborare, si dice così, con la responsabilità che ormai
deve essere in noi, anche per il bilancio interno dell'Assemblea
presentando delle criticità.
Tempo addietro sul giornale è apparsa la notizia. Diversi
dirigenti e impiegati dell'Assemblea hanno usufruito del
riconoscimento del servizio militare che una sentenza della Corte
costituzionale l'ha dichiarata illegittima. Domanda. E quindi
presenterò semprecchè il Presidente dell'Assemblea me lo consente
perché avevo chiesto ai miei collaboratori di prepararmi questo
ordine del giorno ma non so per quale motivo non l'ho trovato.
Quindi se di qua alla fine mi date la possibilità di presentarlo vi
darò l'ordine del giorno che riguarda quest'argomento.
La domanda che pongo in quell'ordine del giorno è che cosa ha
fatto l'amministrazione dell'ARS per il recupero delle somme che a
detta della sentenza non spettavano al personale che ne aveva fatto
richiesta.
Vi porto a conoscenza dell'Assemblea che un dipendente, lo dico
perché c'è stata una dichiarazione spontanea, un dipendente che ha
capito che non gli spettava sta rimborsando a rate quella somma non
dovuta e quindi mi domando perché lo deve fare uno e l'Assemblea
non ha fatto niente per recuperare le somme non dovute a tutti
questi impiegati che prendono 400, 500 mila euro di pensione. Non è
che sto chiedendo il rimborso a persone che prendono otto mila euro
l'anno di pensione. Quindi questo è il mio primo ordine del giorno.
E lo faccio per collaborare. Un altro ordine del giorno che sto
presentando, quindi la prego Presidente, di apprezzarne sia per il
contenuto sia perché secondo me se debbo iniziare un nuovo modo di
collaborare con questa Presidenza, se mi respingete gli ordini del
giorno, perché sono delle tematiche che si possono discutere con il
buon senso, è chiaro che sarò, e cercherò e troverò la maniera
affinchè questi provvedimenti vengano portati all'attenzione e
risolti. Ad esempio, ho fatto un ordine del giorno sui contratti in
essere. Che è successo con i contratti in essere? Io non lo so se
nel bilancio, nel consuntivo del 2013 perché non l'ho controllato,
però lo dico perché è un tema di discussione. Nel bilancio del
2013, se sbaglio voi mi correggete, la somma per pagare i 40 furbi
non era messa al bilancio. I 40 furbi non erano in bilancio. E
allora, Giovanni Greco che per senso di responsabilità non ha fatto
il furbo deve vedersi passare sotto il naso tutti questi contratti
in essere, allora dico, la domanda che pongo al Presidente
dell'Assemblea, se non erano iscritti in bilancio, come è che li
abbiamo contrattualizzati?
E abbiamo trovato i soldi ad aprile? E' una manovra corretta o una
manovra che non si poteva fare. Se non si poteva fare, io non dico
di buttarla in mezzo alla strada, io cerco sempre lavoro per i
poverelli e anche questi sono lavoratori, però non possono passare
per contratti in essere. Il contratto in essere, se eravamo
galantuomini, doveva essere solo ed esclusivamente il collaboratore
parlamentare, tutti gli altri, signor presidente, sono furbizie che
non portano onore a questa Istituzione.
Questo è un altro argomento che sto portando all'attenzione
dell'Assemblea.
Al presidente dei Questori, non so se posso lasciare questo
appunto e poi nel suo intervento ricevere delle risposte. Sono
degli appunti di buon senso proprio sulla nuova e cosciente
spending review che deve avvenire, per primo, anche dal Consiglio
di Presidenza. Se il Consiglio di Presidenza non da l'esempio, che
tipo di spending review vogliamo? Deve essere una spending review
che deve partire dall'alto per arrivare fino all'ultimo.
Ad esempio, prendiamo in esame il personale addetto alle
segreterie. Abbiamo una riduzione di 200 mila euro, il consulente
del Consiglio di Presidenza passa da 329 a 300 mila euro. E' chiaro
che negli ordini del giorno che sto presentando vi do pure la
possibilità di andare a controllare se questo personale che voi
assumete è un personale che potete mettere in valigia e portarlo di
qua e di la. Noi assumiamo col Consiglio di Presidenza circa cento
persone, se mi sbaglio mi dovete perdonare, ma giù di lì, che se
frequentassero Palazzo dei Normanni non ci entreremmo più , fra
stabilizzati, fra personale del Consiglio di Presidenza, fra
contratti in essere, qua dovrebbe essere una bolgia ogni giorno.
Vi chiedo, invece, attraverso il mio ordine del giorno, di sapere
cosa fanno. Il segretario particolare rimane a Trapani magari
perché gli fate un contratto Co.Co.Co.? O ci fate un altro tipo di
contratto e quindi non c'è la presenza qua in Assemblea?
Non ce n'è personale che deve essere personale , è personale che
deve servire in funzione dell'incarico istituzionale che ha il
componente del Consiglio di Presidenza. Non è una persona che può
fare il segretario al componente del Consiglio di Presidenza a
Messina, oppure a Trapani, oppure a Catania. No, lo deve fare qua.
E' una battaglia, non lo so se riuscirò a vincerla, ma sono
convinto che i soldi che qui spendiamo per far funzionare questo
Consiglio di Presidenza deve essere speso qua.
Ho scritto pure un ordine del giorno in questo fogliettino, che
lascierò agli atti, relativo alla sede di rappresentanza di
Catania. A che serve? A che serve? Potrebbe servire in momenti in
cui soldi ce ne sono per tutti, ma noi spendiamo circa 500 mila
euro per mantenere la sede distaccata di Catania. Tu devi pensare
che ci sono due impiegati niente sprecano?
Un altro esempio: per mantenere i libri tutta la dotazione dei
libri dell'Assemblea lo sapete che spendiamo 80 mila euro l'anno?
Noi non abbiamo i palazzi in cui adibire due o tre stanze per i
libri? Perché io non so chi cura la custodia ed il mantenimento
sistemato di quest'ultimi.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la invito a concludere.
GRECO Giovanni. Se lei vuole io smetto. Alla fine lo so, siamo in
pochi.
La Fondazione Federico II a partire dalla nomina del direttore
generale che noi possiamo avere la possibilità di prenderlo dai
dirigenti interni dell'Assemblea, a partire da questo, e quindi
risparmieremmo, non lo so quanto, duecentomila euro, non lo conosco
lo stipendio del direttore generale, a partire da questo, ma tutte
le iniziative della Fondazione Federico II, guardate che sono delle
belle iniziative.
La via crucis di Botero è stata visitata da migliaia, migliaia e
migliaia di persone. Noi gli abbiamo dato centomila euro o giù di
lì. Ma se tutte le iniziative della Fondazione Federico II gliele
dobbiamo pagare noi, perché la comunicazione gliela paghiamo noi, e
sono altri centocinquantamila euro che gli diamo, quando lo vediamo
se questa Fondazione Federico II sa camminare con le proprie gambe,
perché se non arriviamo a portare la Fondazione Federico II in
condizione di potere lavorare per i risultati che porta lei, se noi
gli diamo trecentomila euro ogni anno, ma perché li dobbiamo dare a
questa Fondazione Federico II e non li diamo ad un'altra
associazione che può darsi che porta risultati migliori.
Quindi diversi sono gli argomenti e le criticità. La prima è la
più difficile, però la dobbiamo fare, dobbiamo recuperare tutte le
somme dovute ad un riconoscimento illegittimo, illegittimo.
Penso di avere toccato tutti i punti qualificanti.
Voglio chiudere il mio intervento con un argomento che mi sento
onestamente di voler fare anche se non c'entra niente sulla
materia: debbo ringraziare tutti i capigruppo, tutti i deputati che
nella notte della esposizione del bilancio hanno collaborato,
tutti, dal presidente forse all'ultimo deputato è contento di
questo provvedimento, che è quello sugli stabilizzati, che è sempre
che parte dal Consiglio di Presidenza.
Io vi debbo ringraziare, perché se non c'era la collaborazione di
tutti, anche dei burocrati che erano partiti che se non c'era una
copertura finanziaria non si poteva fare. No, la copertura
finanziaria non c'è di bisogno. La copertura finanziaria ci sarà
dal primo gennaio della diciassettesima legislatura, se non sbaglio
questa è la sedicesima. Quindi possiamo stare tranquilli, così come
possono stare tranquilli i PIP che per tre anni gli abbiamo trovato
lo strumento di finanziamento.
Quindi se vogliamo iniziare a parlare di questo argomento che
secondo me nella legge n. 1 dovevamo essere più riflessivi è una
legge importante, ma siamo stati tutti leggeri.
Grazie Presidente delle sua attenzione.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il fatto
di discutere questo bilancio in fretta e furia all'inizio della
seduta quando ancora l'Aula è semivuota è un chiaro segnale ed è un
segnale che questa presidenza dà che il bilancio dell'Assemblea va
approvato così com'è, lo stanziamento che dà la Regione sono 46
milioni e quei 146 milioni non si toccano. Tanti devono essere e
guai a chi osa proporre qualche riduzione. Tant'è vero che viene
approvato prima del bilancio regionale, perché lo stanziamento dei
146 milioni è nel bilancio, nel disegno di legge n. 911. Ma, mi
chiedo: se qualcuno volesse proporre una riduzione al bilancio
regionale, se noi lo approviamo prima, questa cosa non si può fare.
Allora quello che chiedo, visto che abbiamo un bilancio lacrime e
sangue, di approvare dopo il bilancio dell'Assemblea perché - io
per prima - ho proposto alcuni emendamenti di riduzione.
E' inutile dire che siamo contrari a questo bilancio non solo
perché pensiamo si possa ridurre in molte voci, ma perché non siamo
rappresentati nel Consiglio di Presidenza e, quindi, non abbiamo
avuto nessuna voce in capitolo su questo bilancio. Però, da un
lato, se noi chiediamo tagli e sacrifici a milioni di siciliani,
l'unica cosa che potremmo fare per acquistare un minino di
credibilità è vedere lì dove questi tagli sono veramente eccessivi
e non permettono un normale svolgimento delle funzioni e andarli a
prendere, per esempio, dal bilancio dell'Assemblea regionale. Del
resto, non credo che, se al bilancio dell'Assemblea facciamo un
taglio di uno o due milioni qui, c'è il pericolo che si
RINALDI, deputato Questore e relatore . Un taglio di tre milioni è
già stato fatto l'anno scorso
CIANCIO. Sì, sì, ho visto, onorevole Rinaldi, lo conosco il
bilancio, ho visto che è stato fatto un taglio di tre milioni.
Però, per esempio, quest'anno abbiamo fatto un taglio di tre
milioni ai grandi teatri. Stiamo tagliando per tre milioni la spesa
produttiva, la spesa delle produzioni artistiche dei nostri teatri.
Allora mi chiedo: visto che i soldi non si trovano mai per le cose
impronti, ma per l'Assemblea si trovano sempre, perché non dare un
segnale ai siciliani, alla cultura e dire che noi tagliamo un poco
dall'Assemblea - perché è poco in realtà un taglio di questo tipo
per l'Assemblea, ma significa tanto, ma veramente tanto per altri
istituzioni? Ripeto che non abbiamo avuto modo di vedere le singole
voci però, se l'Ufficio di Presidenza, l'Ufficio dei Questori, è
disponibile, facciamo uno studio sui vari capitoli e vediamo quali
esattamente si possono eliminare. Vedo tante voci che si ripetono,
vedo spese della Presidenza, per esempio, cerimonie, onoranze,
rappresentanza, contributi, beneficenza, attività culturali Poi,
ancora, al capitolo 8 Attività di rappresentanza istituzionale ci
sono 602 mila euro; nelle spese della Presidenza ci sono 1.021 mila
euro.
Ma, insomma, è possibile che chiediamo agli altri sempre di
stringere la cinghia e noi non riusciamo a tagliare un misero
milione da questo bilancio?
Chiedo che questo bilancio venga rivisto e, alla luce dei tagli
che verranno fatti al bilancio 911 e alla finanziaria 912, vedere
se la politica finalmente può dare un segnale - perché solo di un
segnale si tratta - e riacquistare un minino di credibilità,
dicendo che, prima di chiedere un sacrificio agli altri, i primi a
fare sacrifici siamo noi.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarà un
intervento molto breve, già i colleghi hanno detto tante cose,
però secondo me il clima è diventato talmente irrespirabile, signor
Presidente, che continuare a dare martellate e cercare di demolire
ancora e sempre di più e ogni giorno, ancora il buon nome
dell'Assemblea regionale siciliana, aldilà di eventuali
accorgimenti o miglioramenti che l'Assemblea può, certamente,
apportare nel suo funzionamento, certamente questo ben venga. Però
io Le posso dire una cosa.
Sono parlamentare da circa tre anni e così come l'altra notte ho
avuto la fortuna di partecipare in Commissione Bilancio ai lavori
per il bilancio e per la finanziaria, e devo dire la verità, signor
Presidente, ho visto la tempestività e l'organizzazione esemplare
di questa Assemblea. E aldilà di errori politici, aldilà di tutto
il cortile e di tutte le vendette che ognuno di noi cerca di
consumare nell'agone politico io vorrei lanciare un messaggio a
tutti.
Sappiate che quando si demolisce ogni cosa, chi è all'esterno non
farà distinzione. Non dirà a quel deputato bravo e a quell'altro
cattivo , dirà siete tutti una cosa e siccome io ritengo che
fango ne è stato già buttato abbastanza nelle trasmissioni
televisive, nei luoghi comuni, nei quotidiani che ogni giorno
cercano sì di pilotare deputati, di pilotare coloro i quali devono
portare avanti tutta l'Assemblea regionale siciliana, e mi
riferisco a coloro che ci rappresentano nelle figure apicali, di
comando di questa Assemblea, dicevo, certa stampa, certi
giornalisti, certi conduttori cercano di giocare proprio sulla
estemporaneità, sul fatto che molti deputati e molti di coloro i
quali ho citato poco fa, poi presi dalla smania di protagonismo
vengono qua e cercano ogni giorno nella speranza di togliere
qualche cosa e nella loro mente di migliorare non si rendono conto
che ogni giorno, sempre di più, fanno più danni e questa Assemblea,
che è frutto, insieme a questo Parlamento, di una mediazione
nazionale che fu frutto dell'Unità d'Italia - Milazzo fa
riferimento a questo? Sì.
Noi siamo il Parlamento siciliano perché noi durante il periodo
dell'Unità d'Italia siamo stati fregati e certamente non giustifica
il fatto che molti malfattori hanno non onorato il proprio mandato.
Però oggi ci siamo noi e ognuno di noi risponde delle proprie
azioni e non è facendo funzionare, non è che riducendo le spese
significa che l'Assemblea funzionerà sicuramente meglio. No. Si può
anche spendere di più e fare funzionare meglio perché quel più è
impiegato bene.
Allora io ritengo che ognuno di noi, quando prende la parola, non
deve dire dobbiamo tagliare perché tagliare è buono. Tagliare non è
buono. E' buono spendere i soldi degli altri in modo corretto ed
onesto.
Questo è buono. E io ho visto l'altra notte, come lo vedo quando
facciamo Assemblea, una Assemblea che funziona bene nei suoi
apparati perché vedo gente che ci mette l'anima però vedo gente
anche, signor Presidente, che quando si vede mortificato nel
proprio contratto di lavoro, nel taglio che subisce, poi la prende
male.
Così come la prende male quando c'è la corsa - ora - a farli
posteggiare non so a quanti chilometri e quando finisce
l'Assemblea, alle quattro, alle cinque del mattino, i dipendenti
nella Palermo notturna, con tutti i malumori e i malcontenti che ci
sono, ognuno di noi deve farsi lunghe passeggiate a piedi con il
clima di odio che ognuno di noi viene qua e continua ad alimentare.
Allora io dico fermiamoci tutti. Ci sono gli strumenti idonei che
la politica e i regolamenti parlamentari ci hanno dato. La
Conferenza dei Capigruppo, l'Ufficio dei Questori, l'Ufficio di
Presidenza, le sedi opportune.
Però, io ritengo che venire qua solo perché ognuno di noi si deve
difendere in qualche diniego e deve sparare su altre cose non è
edificante per nessuno.
Io ritengo che queste due ore che abbiamo impiegato non
interessano ai siciliani.
Ci sono regionali che aspettano di avere fatta giustizia. Ci sono
precari che aspettano certezza sulla copertura del loro stipendio
su tutti e 12 mesi annui. Ci sono forestali che aspettano che la
materia si regolamenti in modo responsabili. E potrei, e potrei
continuare. Queste le cose di cui noi oggi siamo chiamati ad
occuparci. Là può essere lo scontro che il Movimento Cinque stelle
si batte per fare passare un determinato criterio, Forza Italia
magari la vede in altro posto, e questo è il dibattito politico che
deve andare avanti. Ma tutte le altre cose fanno solo male
all'Assemblea regionale.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizialmente,
sentendo l'intervento del collega Milazzo Giuseppe, pensavo che si
stesse rivolgendo a noi poi però, fortunatamente, siccome ha
specificato che il Palazzo viene distrutto da coloro che vanno in
TV, ho capito che si rivolgeva al Presidente Crocetta. E, quindi,
anche noi facciamo questo invito: Presidente Crocetta, per favore
la smetta di andare in TV, di fare spot, di distruggere questo
Palazzo , perché effettivamente ha una storia, ha un ruolo anche se
come ho detto in dibattito alla finanziaria, oggettivamente le
scelte che oramai troppo spesso fa questo Ufficio di presidenza, la
porteranno a diventare un Consiglio regionale e quindi a perdere il
suo status che i nostri padri, come ricordava il collega Milazzo,
sicuramente hanno lottato per ottenere.
Come siamo sempre soliti fare, noi abbiamo presentato due ordini
del giorno in maniera costruttiva perché vogliamo invitare
l'Ufficio di presidenza, perché è di loro competenza, a iniziare a
valutare e a verificare effettivamente se è possibile siglare un
accordo con l'INPS per quanto riguarda le nostre pensioni.
Le pensioni, soprattutto le pensioni dei deputati, che ad oggi
anche se è stato modificato il vitalizio e in Tv siamo bravi a
difendere ah, in Sicilia non c'è più un vitalizio però, dopo 4
anni 6 mesi e un giorno, in automatico scatta la pensione. Quindi,
comunque, è sempre un privilegio, non è in funzione a quanto ogni
deputato, in funzione del tempo della legislatura ha versato. Noi
mettiamo caso, stiamo in carica 5 anni, poi ognuno fa la propria
vita, in automatico a 65 anni si vede recapitato a casa la parte di
pensione ad oggi impostata in questo modo è sempre un privilegio.
Per questo, vogliamo invitare l'Ufficio di presidenza a fare una
cosa normale, quello che avviene con tutti i lavoratori. La parte
di retribuzione che ogni deputato versa, viene versata all'INPS e,
quindi, non gestita in maniera autonoma da questo Parlamento poi,
se continuerà a lavorare, e quindi accumulare altri contributi,
avrà la pensione, altrimenti, avrà la pensione sociale come hanno
tantissime persone.
Quindi è un invito, è un invito di buon senso, anche perché la
maggior parte, anzi una buona quota, del Bilancio dell'Assemblea, è
per coprire questo privilegio. Ricordo anche che, fortunatamente,
grazie al nostro intervento, gente che è condannata per mafia non
riceve più un vitalizio. E poi un altro invito, perché questo
dipende anche dall'Ufficio di presidenza, la legge 1/2014 prevedeva
un tetto perché era un recepimento Monti per una spending review,
portava il tetto a 11.100 euro lordi.
Allora, ad oggi, riteniamo che sia doveroso nei confronti di
questo Parlamento per prendere credibilità ma, soprattutto, nei
confronti dei siciliani, l'Ufficio di presidenza dovrebbe abbassare
l'indennità, quanto meno proponiamo, questa è la nostra proposta,
6.000 euro lordi. Molti colleghi ci hanno criticato dicendo che con
2.500 euro netti non è possibile fare politica, penso che ad oggi
14 parlamentari di cui in questo istante mi onoro di rappresentare
fanno un'ottima politica, quindi è possibile però va bene, noi
siamo un'eccezione, siamo estremisti, siamo populisti, siamo quello
che vogliamo, però 6 mila euro, quindi vogliamo cortesemente che
questo invito venga con l'ordine del giorno presentato, votato e
che l'Ufficio di Presidenza se ne faccia carico e eventualmente
invii al Gruppo Movimento Cinque Stelle la decisione che ha preso
con la votazione perché è giusto dire ai siciliani che l'Ufficio di
Presidenza ritiene che con 6 mila euro lordi al mese non è
possibile fare attività parlamentare.
Quindi, questi sono i due ordine del giorno che ci accingiamo a
votare e che il Gruppo del Movimento Cinque Stelle ha presentato e
che spero trovino l'accoglienza di tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Non avendo altri deputati chiesto di intervenire,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del documento contabile n. 147.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'entrata. Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa e
del Titolo I Entrate effettive - Cap. I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del titolo secondo Partite di giro - Capitoli dal
III all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla spesa. Si dà lettura del Titolo I Spese correnti -
Capitoli dal I al XVII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del titolo II Spese in conto capitale - capitoli
dal XVIII al XXI.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del titolo III Partite di giro - Capitoli dal XXII
al XXVII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura degli allegati A, B, C, D, E, F, G, H, I, K, L, M.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Onorevoli colleghi, pertanto pongo in votazione l'intero documento
n. 147.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
per l'anno finanziario 2015 (documento n. 148)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
«Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2015» (Doc. n. 148)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno «Progetto
di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2015». (Doc. n. 148).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi, deputato Questore e
relatore.
RINALDI, deputato Questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, come ho fatto per il rendiconto, tenterò di
essere sintetico anche per quello che riguarda il progetto del
bilancio interno per l'esercizio finanziario 2015. metterò soltanto
in evidenza alcuni punti in maniera veramente telegrafica ma che
ritengo necessari e importanti da sottolineare: a pagina 1 noi
vediamo, intanto, quello che ha fatto questo Consiglio di
Presidenza da quando si è insediato e oltre ad avere effettuato una
riduzione in quest'anno di 3 milioni, dal 2012 ad oggi la cifra
complessiva ammonta a 16 milioni di riduzione che è stato fatto nel
bilancio dell'Assemblea.
Nella pagina 2 ci sono in evidenza alcuni parametri che riguardano
il previsionale 2013-2015, come potete ben vedere, colleghi, c'è
una diminuzione in tutte le voci che riguardano le spese sostenute
da questa Assemblea dal 2013 al 2015.
Nella pagina quarta noi abbiamo la percentuale di diminuzione
delle spese che è stata effettuato per ogni anno, dal 2011 al 2015,
c'è una tabella abbastanza chiaro che non ha bisogno di essere,
diciamo, spiegata, ma la cosa più importante credo che sia quello
di pagina 6, dove nella tabella per gli aggregati di spesa noi
troviamo una spesa complessiva che, diciamo, riguarda una spesa
obbligatoria del bilancio che ammonta all'88 per cento, 27, se a
questo noi sommiamo anche gli impegni assunti nel 2014 ma che
vengono pagati nel 2015 perché noi abbiamo un bilancio di cassa e
non di competenza arriviamo quasi al 91, 92 per cent quindi da
questo si può ben vedere che quello che resta disponibile per
l'Assemblea tolte le spese obbligatorie è ben poco ed è
generalmente utilizzato per la manutenzione straordinaria di questo
magnifico Palazzo che comporta ogni anno una spesa enorme ma non
soltanto per quella ordinaria soprattutto per quella straordinaria
perché stiamo facendo, come avete visto, dei lavori che riguardano
il ristorante, che riguardano la cucina, che riguardano la Sala dei
Vicerè, che riguardano le Commissioni. Abbiamo rinnovato tutto
l'impianto della climatizzazione, insomma stiamo svolgendo una
serie di lavori che nelle poche risorse che restano disponibili di
questo bilancio, quindi, invito i colleghi deputati a votare questo
preventivo del 2015, considerando che la maggior parte delle spese
che vengono sostenute riguardano appunto spese obbligatorie che
arrivano, come abbiamo detto poc'anzi, oltre il 92, 93 per cento. .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò su
questa proposta di bilancio di previsione del 2015 dell'Assemblea
regionale siciliana. Ho ascoltato i vari interventi che da più
parti, anche dal collega onorevole Milazzo, il mio Gruppo, sono
arrivati all'indirizzo di quest'Assemblea, ma a mio avviso anche
all'indirizzo dell'opinione pubblica che chiaramente molte volte è
oltremodo severa nei nostri confronti ma non sempre a toro,
dobbiamo dirlo. Molte volte è la stessa politica e chi rappresenta
la politica che non interpreta a pieno le aspettative, le ansie, le
paure, le preoccupazioni che tanti genitori hanno nei confronti dei
propri figlie e tanti figli hanno perché non vedono una prospettiva
di futuro qua in questa nostra terra pensando che è forse più utle
andare via piuttosto che scommettersi qua per noi in questa
Sicilia.
Altre volte la politica invece a dare quelle risposte, riesce a
profondere un impegno non sempre meritevole, se vogliamo, di quei
successi, invece, che dovrebbe ottenere. Un impegno serio, un
impegno costante, un impegno fatto di abnegazione e di assoluta
onestà prima d tutto intellettuale. Non a caso, come dire, vi sono
dei politici che non hanno mai avuto una macula, seppur in tanti
annidi carriera, di attività politica mai una ben che minima macula
che li abbia sfiorati.
Ed in questo senso leggendo allora il bilancio, il prospetto, il
progetto di previsione 2015, però ci rendiamo altresì conto che vi
sono delle spese che potrebbero essere rdotte. Vi sono delle spese
che è giusto che l'Assemblea possa ridurre, ed è giusto che questo
Parlamento faccia un ulteriore sforzo aggiuntivo, suppletivo, per
dimostrare all'opinione pubblica che in un momento di corale
difficoltà comunque in questo Parlamento che è il più antico
d'Europa c'è qualcuno che ancora ora ha e sente forte il peso di
uno dei momenti più terribili e più difficili dal dopoguerra ad
oggi. Ed ecco allora perché leggendo, come dire, le previsioni mi
rendo conto che ci sono delle cose, delle spese incomprimibili ma
ci sono anche altre spese che potrebbero essere ridotte ad iniziare
da quella spesa che poi discende, se vogliamo, da un atto di grave
arroganza - e qua lo voglio dire, non lo smetterò di ripetere fino
alla fine - del Partito Democratico quando decise, con un atto di
protervia, di assurgere o di occupare l'ultimo posto in maniera
abusiva al di là del collega Lupo ma, noi, il nostro giudizio
rimane sempre tale, abusivamente, l'onorevole Lupo, occupa la
posizione di Vicepresidente.
Ma comunque, al di là di questo, ha letto di cui tutto ciò, noi
riteniamo che sia giusto dare un segnale e il segnale lo dobbiamo
dare, cari colleghi, votando un ordine del giorno che, come Gruppo
parlamentare, stiamo depositando che riduce del 50% gli Uffici di
segreteria, i cosiddetti Uffici di Gabinetto di tutti i componenti
della Presidenza, dell'Ufficio di Presidenza.
Quegli Uffici che costano, qua lo dobbiamo dire, oltre 3 milioni e
450 mila euro, quegli Uffici che, se verrà approvato l'ordine del
giorno nostro, di Forza Italia, significa porterà un risparmio a
questa Assemblea di 1 milione e 750 mila euro netti.
Noi riteniamo che in un momento di Spending review e di serenità,
se vogliamo, dobbiamo fare tutti uno sforzo aggiuntivo e, allora,
uno sforzo che iniziò già l'anno scorso.
Ecco perché, Forza Italia, presenta un altro ordine del giorno e
l'ordine del giorno che presenta Forza Italia è quello di ridurre
alcuni benefit, fra l'altro chi è all'Ufficio di Presidenza è
giusto che ha delle, tra virgolette, indennità aggiuntive e quella
indennità di cui il collega Ciaccio parlava, a cui si riferiva, che
costa anche.
E, allora, se è giusto avere una indennità e se è giusto mantenere
la garanzia, l'orgoglio, il prestigio di questo Parlamento, però, è
altrettanto giusto che dobbiamo iniziare a limitare queste
prerogative che, molte volte, trascendono.
E, allora, l'altro l'ordine del giorno che prevede che l'auto blu,
che l'autovettura con gli annessi dipendenti, autista, perché non è
l'auto blu, non è la benzina soltanto ma sono gli autisti, sono, è
il personale che ruota attorno, pagato dall'Assemblea e pagato dai
cittadini, sia limitato al Presidente e al Vicepresidente vicario,
non ad altri, non ad altri, dobbiamo qua assumere un atto
responsabile che possa dire, in maniera chiara, noi vogliamo
adeguarci ad un momenti di grande difficoltà.
Qualche settimana fa, presidente Venturino, andiamo qua ad un
altro elemento importante, Forza Italia aveva preannunciato un
disegno di legge col quale volevamo limitare le indennità degli ex
Parlamentari, perché è uscito sulla Stampa e non solo che, in
effetti, andando a leggere il progetto, gli ex Parlamentari
costano, a questa Assemblea, una cifra che si aggira intorno ai 20
milioni di euro annui e questi 20 milioni e 70 mila euro annui e,
allora, qua è il cuore della nostra, è un'azione che deve guardare
ad una riforma seria, concreta, ad una azione di contenimento e di
razionalizzazione della spesa pubblica.
Avevamo detto che volevamo presentare un disegno di legge con il
quale riducevamo le indennità agli ex Parlamentari facendo e
stabilendo alcune cose molto semplici: chi percepisce più di 5 mila
e 500 euro lordi deve rinunciare al 50% sulla eccedenza.
Alla fine ci siamo resi conto che da questo calcolo si ha una
indennità di 4 mila e 200 euro netti, significa chi ha completato
tre legislature piene non sarebbe toccato. Chi, invece, ha
un'indennità aggiuntiva superiore ai cinquemilacinquecento euro
dovrà cedere il 50 per cento della parte eccedente, ma ancora, chi
ha il doppio trattamento pensionistico e cioè quello dell'Assemblea
regionale siciliana e del parlamento nazionale o chi ha il terzo
trattamento pensionistico dell'Assemblea regionale siciliana, del
Senato della Repubblica o della Camera o di entrambi e
dell'europarlamento, debba cedere sulla seconda o terza.
Siccome la questione è molto importante, caro presidente
Venturino, non si schieri con l'ancien regime, non si schieri
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, semplicemente per dare a tutti la
possibilità di intervenire.
FALCONE Cose molto chiare, ma necessarie . Deve rinunciare al 50
per cento della seconda o della terza indennità aggiuntiva.
Stiamo discutendo e mettendo in ginocchio un intero comparto dei
regionali, un intero comparto dei forestali. Significa 40 mila
persone, stiamo dicendo loro guardate che da domani vi facciamo
una decurtazione sul trattamento di fine rapporto, sul trattamento
pensionistico, sul trattamento dei superstiti della pensione di
reversibilità . Un governo a loro lo fa . A 40 mila persone lo fa
e, invece, ai deputati no. Ai deputati, no.
Per cui oggi ci accorgiamo che ci sono ex parlamentari i cui
superstiti percepiscono una pensione che, in alcuni casi, va al 100
per cento.
Ecco perché la credibilità della politica viene meno. Ecco perché,
quando la politica, ad altri chiede sacrifici e, poi, non riesce a
farli su se stessa, in quel momento la politica si piega in due.
In quel momento la politica rischia veramente tutta la propria
autorevolezza e mette a repentaglio il prestigio di questo
onorevolissimo parlamento.
Allora, anche qua, sull'attenzione ai superstiti, ho concluso
signor presidente, non la tedio più, ma la prego
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non è una questione di tediare. E'
questione di avere una capacità di sintesi quando si interviene.
FALCONE. Ai superstiti degli ex deputati, degli ex parlamentari
è giusto che spetti la pensione, ma che sia, anche qua, parametrata
alle regole nazionali e, cioè, quello del 60 o dell'80 per cento e
non del 100 per cento.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del documento contabile n. 148.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'entrata. Si da lettura del fondo iniziale di cassa.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del titolo primo entrate effettive, capitoli I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del titolo secondo Partite di giro , capitoli dal
III all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla spesa. Si dà lettura del titolo primo Spese
correnti , capitoli dal I al XVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del titolo secondo Spese in conto capitale ,
capitoli dal XIX al XXII.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del titolo terzo Partite di giro , capitoli dal
XXIII al XXVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al preventivo per il triennio 2015/2017. Se ne dà lettura
insieme agli annessi ed allegati, ponendo in votazione l'intero
documento n. 148.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, come avevo preannunciato, sono
stati presentati diversi ordini del giorni.
Sospendo l'Aula per trenta secondi per dare la possibilità agli
assistenti di distribuire gli ordini del giorno.
(La seduta è sospesa alle ore 16,12, è ripresa alle ore 16.16)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno: dal 416 al 424. Il 416 a firma dell'onorevole
Ciaccio, il 418, il 419 e il 420 a firma dell'onorevole Greco, il
422, il 423 e il 424 a firma dell'onorevole Falcone.
Questi ordini del giorno sono in distribuzione, li ho anticipati
per dire che vengono accettati come raccomandazione dall'Ufficio di
Presidenza.
La seduta è sospesa, riprenderà tra quindici minuti circa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.47)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Commemorazione del cooperante Giovanni Lo Porto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di riprendere i lavori è
doveroso ricordare la figura di Giovanni Lo Porto, il cooperante
palermitano che è stato rapito in Pakistan più di tre anni fa ed è
rimasto vittima di un incidente, per cui vi invito ad alzarvi.
Giovedì scorso si è appresa la notizia della morte del cooperante
palermitano Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan più di tre anni
fa e rimasto vittima del fuoco amico americano, durante un rai a
gennaio scorso. A nome dell'Assemblea regionale siciliana, voglio
partecipare al lutto della famiglia ed esprimere la vicinanza al
mondo della cooperazione internazionale sempre più esposto a
notevoli rischi, anche a seguito dell'aggravarsi di crisi in
diverse aree del mondo.
Lo Porto era arrivato in Pakistan da appena tre giorni, quando fu
rapito nel gennaio del 2012. Era lì per fare il suo lavoro: ridare
alloggi alle popolazioni colpite dall'alluvione del 2010. Era lì
come portatore di pace e non di guerra. Era lì per cercare di dare
speranza in un futuro migliore a uomini, donne e bambini duramente
provati.
Lo Porto è l'immagine della Sicilia vera, la stessa che accoglie
gli immigrati, sempre pronta ad aiutare gli ultimi e che non rimane
indifferente davanti ad ogni sofferenza umana.
Ecco perché, cari colleghi, prima di proseguire i nostri lavori,
interpretando i sentimenti di tutta l'Assemblea, tutta l'Assemblea,
vi invito ad osservare un minuto di silenzio in segno di cordoglio
e solidarietà per la morte del cooperante siciliano Giovanni Lo
Porto.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A) e 'Disposi-
zioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale' (n. 912/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità
regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità
regionale» (n. 912/A).
La Presidenza avverte preliminarmente che l'ordine di esame e di
votazione dei singoli articoli del disegno di legge di bilancio a
legislazione vigente del disegno di legge Finanziaria avverrà in
base a quanto prescritto dall'articolo 121 sex del Regolamento
interno.
Si procederà, quindi, innanzitutto, all'esame della votazione
degli articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio e
dei relativi emendamenti.
Esaurita tale fase, si sospenderà la discussione del disegno di
legge sul bilancio non passando immediatamente alla sua votazione
finale ma procedendo alla successiva fase b .
Si passerà, quindi, all'esame e alla votazione dei singoli
articoli e delle tabelle del disegno di legge Finanziaria con i
relativi emendamenti.
Esaurita anche tale fase si passerà direttamente alla votazione
finale del disegno di legge Finanziaria .
Approvato il disegno di legge Finanziaria si sospenderà la
seduta d'Aula per consentire al Governo di predisporre la nota di
variazione al bilancio conseguente all'approvazione della legge
Finanziaria .
Durante tale sospensione, la Commissione bilancio si riunirà per
esprimere, sulla stessa nota, il parere di cui all'articolo 73
quinquies del Regolamento interno.
Si passerà, infine, alla votazione della nota di variazione della
votazione finale del disegno di legge di bilancio modificata in
base al contenuto della stessa nota.
Con particolare riferimento agli emendamenti al bilancio e alla
finanziaria, la Presidenza avverte che il loro contenuto si
conforma sia a quanto previsto dalla legge che alle disposizioni
generali in materia di emendamenti ed a quelle appositamente
dettate dal Regolamento interno.
Gli emendamenti che prevedono maggiori spese devono recare
puntuali indicazioni sulle necessarie compensazioni.
Nel valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti, la
Presidenza considererà inammissibili gli emendamenti privi di
compensazione, la cui compensazioni, in base agli emendamenti
disponibili risulti insufficiente, recanti compensazioni
manifestatamene inidonee sul piano formale, recanti compensazioni
tra variazioni delle tabelle del bilancio e delle tabelle della
finanziaria.
Spetta, invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino una eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento.
In tali casi l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce
degli elementi, eventualmente, forniti dal Governo.
Si esamina il bilancio di previsione per l'anno 2015.
Si da lettura dell'articolo 1, stato di previsione delle entrate
del disegno di legge n. 911/A la cui discussione si sospende per
passare all'esame della tabella A del documento di bilancio.
Alla tabella A è stato presentato un solo emendamento che
trovate a pagina 3 del fascicolo, presentato dal Governo, A.1.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La Presidenza avverte che l'approvazione delle unità previsionali
di base delle entrate e dell'articolo 1, avverrà facendo salve le
modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Si esamina lo stato di previsione delle entrate, tabella A ,
pagina 253.
Avanzo finanziario presunto, pagina 255.
La Presidenza avverte che si procederà a votare le unità
revisionali di base dell'entrata secondo le amministrazioni
competenti ed il titolo a partire dall'amministrazione Assessorato
dell'Economia.
Economia. Entrate correnti in conto capitale e per accensione di
prestiti, dall'unità revisionale di base 43111, alla unità
revisionale di base 4238, da pagina 256 a 260
Presidenza della Regione , entrate correnti ed in conto capitale,
dalla unità previsionale 1.2.1.4.1 all'unita previsionale di base
1.6.1.5 ter, da pagina 26 a 268.
Attività produttive , entrate correnti ed in conto capitale,
dalla unità previsionale 2.2.1.4.1 all'unita previsionale di base
2.2.2.7.2, da pagina 269 a 270.
Beni culturali ed identità siciliana , entrate correnti ed in
conto capitale, dalla unità previsionale di base 3.2.1.4.1
all'unita previsionale di base 3.2.2.6.1, da pagina 261 a 272.
Energia e servizi di pubblica utilità , entrate correnti ed in
conto capitale, dalla unità previsionale di base 5.2.1.4.1
all'unita previsionale di base 5.3.2.6.1, da pagina 273 a 276.
Famiglie, politiche sociali e lavoro , entrate correnti ed in
conto capitale, dalla unità previsionale di base 6.2.1.41 all'unita
previsionale di base 6.3.2.6.1, da pagina 277 a 280.
Autonomia locale e funzione pubblica , entrate correnti ed in
conto capitale, dalla unità previsionale di base 7.2.1.4.1
all'unita previsionale di base 7.3.2.7.2, da pagina 281 a 284.
Infrastruttura e mobilità , entrate correnti ed in conto
capitale, dalla unità previsionale 8.2.1.5.2 all'unita previsionale
di base 8.4.2.8.2, da pagina 285 a 288.
Istruzione e formazione professione , entrate correnti ed in
conto capitale, dalla unità previsionale di base 9.2.1.4.1
all'unita previsionale di base 9.2.2.6.2, da pagina 289 a 290.
Risorse agricole ed alimentari , entrate correnti ed in conto
capitale, dalla unità previsionale di base 10.2.1.4.1 all'unita
previsionale di base 10.5.2.7.1, da pagina 291 a 298.
Salute , entrate correnti ed in conto capitale, dalla unità
previsionale di base 11.2.1.4.1 all'unita previsionale di base
11.3.2.6.1, da pagina 299 a 302.
Territorio e Ambiente , entrate correnti ed in conto capitale,
dalla unità previsionale di base 12.2.1.1 all'unita previsionale di
base 12.4.2.6.1, da pagina 303 a 307.
Turismo, Sport e Spettacolo , entrate correnti ed in conto
capitale, dalla unità previsionale di base 13.2.1.4.1 all'unita
previsionale di base 13.2.2.6.1, da pagina 308 a 309.
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti che
modificano gli stanziamenti nei singoli capitoli. A pagina 6,
assessore. L'emendamento B1. Il parere della Commissione?
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
iniziando con la Rubrica della Presidenza della Regione. Poiché
durante la formazione del Bilancio il Presidente Crocetta ha fatto
delle dichiarazioni rivoluzionarie, delle dichiarazioni che questo
bilancio, se non lo facevamo con la collaborazione con Roma lui
passava alla opzione B, allora io ho preparato un bilancio secondo
l'opzione B, tagliando tutto quello che si poteva tagliare a
cominciare dalla Presidenza della Regione. Questo emendamento
taglia le spese e quelle a venire sempre sulla Rubrica della
Presidenza, quindi ho tagliato le missioni, ho tagliato le spese
per il funzionamento dell'ufficio di Bruxelles, ho cercato di fare
degli emendamenti che sono consequenziali alle dichiarazioni del
Presidente della Regione che, guarda caso, Presidente, lei non c'è
stato, è assente.
Quella poltrona è vuota. Non è possibile che noi stiamo
affrontando un bilancio senza il Presidente della Regione. Non è
che appena finiamo di approvare il bilancio, dice che non è il suo
bilancio. Ed io me lo aspetto.
Questo se ne andrà da Giletti e dirà che questo non è il bilancio
che ho fatto io ma è un bilancio a nome di Baccei con il quale noi,
responsabilmente dell'opposizione, fino adesso abbiamo collaborato
ed io sono sicuro che anche nel prosieguo da parte dell'opposizione
ci sarà quella opposizione responsabile di cui la Sicilia ha
bisogno, Presidente. Quindi mantengo l'emendamento e poi le dirò
quelli che ritiro.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, io ruberò un minuto a quest'Aula per
parlare non di una questione di bilancio ma di una situazione
vergognosa che riguarda la discarica di Sciacca. Cioè
l'amministrazione regionale sta facendo chiudere per assoluta
inerzia da parte dell'assessorato regionale dell'ambiente e
dell'energia.
Il 3 maggio 17 Comuni non sapranno dove scaricare perché c'è
l'assoluta inefficienza dei due dell'Amministrazione regionale.
Tutto ciò ricadrà sui comuni, sui cittadini perché il governo non è
in grado di chiamare due dirigenti e fargli firmare i
provvedimenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Giovanni Greco mantiene l'emendamento B1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Greco gli altri emendamenti li mantiene o
li ritira?
GRECO Giovanni. Mantengo il 10.3.17 e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. No, no allora andiamo avanti. Parere del Governo sul
B2
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Allora, onorevole Greco quest'anno proprio ha fatto
una produzione notevole di emendamenti, magari se indica a questa
Presidenza quelli che mantiene facciamo prima
GRECO Giovanni. Se ha la pazienza, al momento opportuno, le dirò
quelli che mantengo.
PRESIDENTE. Vorrei semplificare il lavoro d'Aula. Se lei me lo
dice prima, ritiriamo quelli che decide di ritirare e poniamo in
votazione quelli che lei mantiene. Siccome sono oltre 90, per
essere chiari.
GRECO Giovanni. Io mantengo tutti quelli della Rubrica della
Presidenza della Regione per protesta e per l'assenza del
Presidente della regione. Li mantengo tutti. Dopo di che li ritiro.
PRESIDENTE. Ho capito mantiene quelli della Rubrica della
Presidenza della Regione. Allora, scusate, per semplificare
assessore Baccei acquisiamo a priori il parere contrario sia del
Governo che della Commissione.
Pongo in votazione l'emendamento B2. Col parere contrario sia del
Governo che della Commissione non è approvato.
Pongo in votazione l'emendamento B3.
GRECO Giovanni. Per il B3 chiedo il voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento B3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente i lavori
d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, quando si vota il voto c'è stato,
evitiamo equivoci, il problema è solamente e squisitamente
politico, non possiamo metterci a discutere chi era dentro, chi era
contro, ho dichiarato chiusa la votazione e quindi è quello che
risulta.
Siamo noi già a inizio di discussione del bilancio, siccome ci
vuole un po' di comprensione politica tra di noi io non posso
dichiarare non valida la votazione, nel senso che la votazione è
valida, perché è quello che risulta, perché se noi iniziamo con
questo sistema non arriviamo in nessun posto.
MILAZZO Giuseppe. Ma eravamo seduti qua.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 50
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 27
Contrari 21
Astenuti 1
(E' approvato)
MILAZZO Giuseppe. Ma mi faccia dichiarare almeno il voto.
PRESIDENTE. Non lo può dichiarare perché è a scrutinio segreto.
Pagina 9, onorevole Greco, lo mantiene o lo ritira?
GRECO Giovanni. Quale?
PRESIDENTE. Pagina 9, il B4.
GRECO Giovanni. Lo mantengo e chiedo la votazione segreta.
PRESIDENTE. Diciamo di cosa si tratta. Riguarda le agenzie di
informazione. Ci riferiamo alla rubrica che riguarda l'informazione
istituzionale.
Mi rendo conto che l'Assessore non mi può dare risposte
immediate. Glielo dico subito perché si sta parlando di
comunicazione istituzionale, di sottrazione di risorse. Dovremmo
verificare se ci sono contratti in corso. Forse c'è bisogno di
sospendere ai fini dell'ammissibilità o meno.
Devo sospendere la seduta perché si prevede l'azzeramento del
capitolo e, quindi, se hanno contratti in corso con le agenzie.
Si tratta di vedere se ci sono abbonamenti annuali, biennali,
triennali con le agenzie. Di questo si tratta.
Si sospende la trattazione della Rubrica Presidenza .
Si passa alla rubrica 2 Attività produttive . Ci sono emendamenti
da pag. 96 a pag. 115 tutti a firma dell'onorevole Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Li ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la rubrica 2 Attività produttive .
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla rubrica 3 Beni culturali .
GRECO Giovanni. Ritiro tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Stiamo controllando se ci sono altri emendamenti. Sono
ritirati tutti gli emendamenti dell'onorevole Giovanni Greco.
Rimane solo un emendamento del Governo a pag. 123, a firma Baccei.
Parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento B373. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ci sono altri due emendamenti. Uno a pag. 133, a firma degli
onorevoli Barbagallo, Lupo e Gucciardi. E uno a pag. 134 a firma
degli onorevoli Ruggirello, Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
RUGGIRELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la rubrica 3 così come emendata.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla rubrica 5 Energia e dei servizi di pubblica
utilità . Gli emendamenti presentati a firma degli onorevoli
Giovanni Greco e Di Mauro sono ritirati.
Gli emendamenti ritirati sono da pag. 136 a pag. 158.
Pongo in votazione la rubrica 5. Chi è favorevole rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla rubrica 6 Famiglia, politiche sociali e lavoro .
L'onorevole Giovanni Greco ritira tutti gli emendamenti presentati.
A pag. 186 c'è un emendamento a firma degli onorevoli Maggio e
Gucciardi.
MAGGIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la rubrica 6 Famiglia, politiche
sociali e lavoro . Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla rubrica 7 Autonomie locali e funzione pubblica .
L'onorevole Giovanni Greco ritira tutti gli emendamenti presentati.
A pag. 196 c'è un emendamento a firma degli onorevoli Formica,
Ioppolo e Musumeci. Poiché non sono presenti in Aula i firmatari
dichiaro decaduto l'emendamento.
A pag. 209 c'è un emendamento a firma dell'onorevole Ciancio
Gianina.
L'onorevole Ciancio lo mantiene penso. Lo vuole illustrare? Lo
mantiene? Vabbé, ora lo sentiamo.
CIANCIO. Signor Presidente. Allora, l'emendamento che propongo
all'Aula, consiste in un incremento del capitolo 373713 che, leggo
qua, nell'emendamento l'ho riassunto, però leggo il capitolo a cosa
si riferisce: Contributo per l'aggiornamento di docenti e borse di
studio di indagine e di ricerca per gli studenti di ogni ordine e
grado, nonché contributi per la realizzazione di manifestazioni,
mostre, gemellaggi, iniziative formative, aventi come tema la lotta
alla criminalità mafiosa . Questa è la legge regionale 20 del '99,
esattamente il titolo III che prevede quindi dei contributi a tutte
le Istituzioni scolastiche per iniziative di carattere culturale
legate, ovviamente, alla lotta alla mafia. Io credo che sia di buon
senso. Questa è una legge che è stata finanziata fino al 2012, poi
il capitolo è stato azzerato. Guarda caso, col Governo, col
Presidente paladino dell'antimafia, insomma, tutti i capitoli che
riguardano poi, concretamente, la lotta alla mafia, sono stati
azzerati, perché qua si parla di agire all'interno delle scuole
che, come sappiamo, a livello preventivo, è fondamentale.
E' per tutta la Sicilia, quindi non c'è una questione né di
Province che vengono finanziate, piuttosto che altre, riguarda
tutto il territorio siciliano, ma la cosa interessante è che, io,
questa copertura l'ho trovata nel capitolo 108515 che riguarda il
noleggio leasing e autoveicoli per l'amministrazione regionale.
Questo capitolo è stato incrementato quest'anno di 380 mila euro,
ci sono 500 mila euro e il Governo ha pensato bene, anziché ridurre
i costi della macchina amministrativa regionale, nel vero senso
della parola, di aumentarli per ulteriori 380 mila. Ora, io penso
che spostare queste somme per un fine nobile, io ritengo sia il
minimo che quest'Assemblea possa fare e, quindi, chiedo un atto di
responsabilità da parte dei colleghi e che votino questo
emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Scusate, anche su questo emendamento, onorevole
Gucciardi, l'onorevole Ciancio è stata abbastanza chiara sulle
motivazioni di ordine politico, si possono condividere o meno, ma è
stata più che chiara. Il discorso è, anche per questo emendamento,
secondo me, il Governo dovrebbe dire se ci sono contratti in corso
o meno. Non possono essere io a dirlo.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Si, grazie Presidente. Essendo un incremento rispetto
alla posta appostata l'anno scorso, dovrebbe apparire chiaro che
non ci siano in questo momento contratti in essere. Ma i contratti
sono probabilmente a venire. Quindi in questo senso.
GRECO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Presidente, lei stesso si accorge che non possiamo lavorare
bene per l'assenza sia del Presidente che degli Assessori tecnici.
Lei ha presenti quattro Assessori tecnici che non sono nominati,
che non sono della corrente di Crocetta, tanto per mettere pace in
questa maggioranza. Quindi noi non possiamo andare avanti perché
giustamente lei dice: se ci sono contratti a venire, che
succede? . Ora, è possibile che noi ora su questo emendamento ci
fermiamo e aspettiamo l'Assessore tecnico? Che facciamo?
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.31, è ripresa alle ore 17.34)
La seduta è ripresa.
Il Governo ha avuto i necessari chiarimenti, almeno ritengo.
GRECO Giovanni. Presidente, chiedo il voto segreto su questo
emendamento.
PRESIDENTE. Un secondo, facciamo spiegare al Governo, stiamo
parlando intanto dell'emendamento illustrato dall'onorevole
Ciancio.
Quello che riguarda l'aumento per le borse di studio e la
diminuzione del noleggio o leasing. Deve fare una dichiarazione
chiara delle decisioni che deve prendere questa Presidenza in
ordine..
BACCEI, assessore per l'economia. Allora, lo stanziamento sul
Capitolo di 965 mila euro previsto per il 2015. Gli impegni nel
2014 erano 751 mila euro per cui in confronto algi impegni assunti
nel 2014 sarebbero liberi 214 mila euro quindi meno dei 380
richiesti in questo emendamento.
PRESIDENTE. No, no, per intenderci su quello cha ha detto
l'assessore, così siamo in sintonia. Siccome, scusate, sono fatti
tecnici, evitate di portare emendamenti all'assessore perché ha
bisogno pure di un po' di calma per potere rispondere. L'assessore
sta dicendo, in altre parole, che non c'è la copertura finanziaria,
se non ho compreso male, cioè di 380.
BACCEI, assessore per l'economia. Ripeto, per il 2015 lo
stanziamento previsto sul Capitolo è di 965 mila euro. Gli impegni
della spesa nel 2014 erano di 751 mila euro per cui, rispetto al
2014, l'incremento sul Capitolo è 214 mila euro per cui minore dei
380 mila previsti in questo emendamento.
PRESIDENTE. Quindi, è inammissibile.
CIANCIO. No.
PRESIDENTE. Come no?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi perdoni
Presidente non è inammissibile nel senso che si può anche ridurre
rispetto a quanto previsto. Se la Presidenza lo permette,
presenterei un sub-emendamento per ridurre la cifra. Grazie.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei. Corretto, perfetto. Lo può
ridurre.
Comunico, allora, che è stato presentato un sub-emendamento al
B384, presentato dalla stessa presentatrice, dallo stesso Gruppo
che ha presentato l'emendamento. Lo dovremmo leggere, quindi +200
e -200 . L'emendamento porta la firma di tutto il Movimento Cinque
Stelle, primo firmatario l'onorevole Ciancio ed altri: l'onorevole
Venturino, l'onorevole Greco, l'onorevole Lombardo e l'onorevole
Assenza. Per 214. Comunico, allora, che è stato presentato il sub-
emendamento che sostituisce la cifra di 380 con 214.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto.
GRECO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto del sub-emendamento B384.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub-
emendamento B384.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 35
Contrari 29
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'emendamento B376 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio intervenire
non su questo emendamento.
Io desideravo un chiarimento.
Presidente, le chiedo scusa, il mio è un chiarimento che dovrebbe
fornirmi lei.
Mi sto accorgendo che, per alcuni emendamenti, lei ha ribadito,
più volte, non so se possono essere ammessi perché si tratta di
impegni già presi, dico, o il Governo, perché si tratta di impegni
già presi.
Ma che significa?
Il bilancio di previsione, il bilancio si fa e gli impegni si
prendono per ogni anno, cioè non è che l'Amministrazione prende
impegni e poi verifica se ci sono
PRESIDENTE. No, no
GRASSO. No, mi scusi, vale pure per gli sportellisti.
Per gli sportellisti mancano 15 milioni di euro,
PRESIDENTE. Signor Sindaco, sono contratti che riguardavano le
agenzie, che riguardavano
GRASSO. Ma che scadevano, Presidente.
PRESIDENTE. i noleggi, quindi, significa che ti riporti nel
corso degli anni, tant'è che la dimostrazione qual è stata?
Proprio da un punto di vista tecnico, il fatto che l'Assessore
GRASSO. Ma pure i lavoratori degli sportelli sono
PRESIDENTE. Ma non c'entrano i lavoratori degli sportelli.
GRASSO. E' la stessa identica cosa, Presidente, non ritengo sia
giusto a seconda l'Amministrazione se ha preso impegni o meno.
PRESIDENTE. No, no, no, no, no, signor Sindaco, non è così.
GRECO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo far notare
che questo emendamento è dipartimento funzione pubblica o autonomie
locali.
Io lo volevo illustrato dall'Assessore.
E' una cosa che posso chiedere?
O, e quindi, lo accantoniamo e lo chiamiamo con il telefono.
PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Greco.
Pongo il votazione l'emendamento B376.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' assorbito l'emendamento 327 dall'approvazione di quello del
Governo.
Lo abbiamo approvato perché è già in quello presente del Governo,
è già stato approvato.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, la proposta che io
avanzo è di implementare di 15 mila euro il capitolo che serve per
pagare le missioni dell'ufficio ispettivo dell'assessorato agli
enti locali, decurtando la cifra dal capitolo sulle consulenze
giuridiche dell'assessore.
PRESIDENTE. Si, già il governo l'ha presentato. Lei aveva previsto
un aumento di + 15, il governo aveva previsto, sullo stesso
capitolo un aumento di + 25, quindi è assorbito.
TURANO. Signor presidente, in aggiunta ai 25 previsti dal governo,
chiediamo di mettere altri 15.
PRESIDENTE. Allora, lei diceva + 40.
TURANO. Si.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato.
TURANO. Abbiamo votato il 383. Mi faccia raccordare un attimo col
governo perché questo è un emendamento che mi viene dall'assessore
al ramo.
PRESIDENTE. Questo emendamento è assorbito. Eventualmente, qualche
aggiustamento lo facciamo successivamente. Se il governo presenta +
25. Mi diceva, già in partenza, + 40.
TURANO. E' una necessità.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, lo capisco che è un fatto di
carattere istituzionale. L'ho capito perfettamente. Abbiamo già
votato, però.
TURANO. 376. Ora c'e il 327. Alla manovra proposta dal governo, io
sto chiedendo di aggiungere 15 mila euro per le spese di
funzionamento del dipartimento della funzione pubblica,
relativamente all'ufficio degli ispettori della Regione. Non credo
che quell'ufficio possa funzionare con 25 mila euro. Mi dicono gli
uffici che serve un'implementazione. La copertura la troviamo,
levando identica risorsa dal capitolo sulle consulenze giuridiche
che potrebbe nominare l'assessore. Mi sembra una cosa di buon senso
per far funzionare l'amministrazione, se diamo possibilità agli
ispettori .
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Con l'incremento previsto
precedentemente si sale a 30 mila euro. L'anno scorso gli impegni
erano per 8 mila euro, per cui mi pare abbondantemente rimpinguato,
il capitolo.
PRESIDENTE. E' assorbito.
Ritirati gli emendamenti a firma dell'onorevole Greco G. alla
Rubrica 9, la pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Rubrica 10. Preannuncio che sulla Rubrica c'è un
emendamento a firma Cascio S. .
CASCIO Salvatore. Dichiaro di ritirarlo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Debbo dirle e ripetere la stessa cantilena. Dove è
l'assessore per l'agricoltura?
CARUSO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro. E' in Giunta.
GRECO GIOVANNI. E' in Giunta? C'è la Giunta mentre da noi facciamo
il bilancio. Bella notizia che arriva. Ma è normale? Non è normale,
assessore Caruso. Era meglio non saperlo. Una cosa terribile. Io,
se c'era l'assessore all'agricoltura volevo porre alcuni quesiti,
Presidente, proprio sulla rubrica. Ho avuto notizie con un atto
ispettivo fatto da un mio collega, che in una associazione, in una
società dove c'è un consigliere di amministrazione che è della
famiglia del direttore generale, quindi siccome sono diversi io non
lo dico qual è il direttore generale perché non è corretto, esiste
questo problema. Se c'era l'assessore volevo chiedere come mai si
danno contributi ad una associazione, ad una società e il direttore
generale è colui che emana il bando. Io queste cose, siccome noi
come primo atto abbiamo fatto che su tutte le assunzioni che
facciamo, tutti i gruppi, non debbono esserci parenti fino al
quinto grado, questo stesso motivo per cui noi abbiamo fatto per
dare l'esempio, è uno dei pochi segnali per far risorgere un poco
la politica, ma questi direttori e questi assessori tecnici che
fanno? Non ci stanno attenti a queste cose? Ecco perché le chiedo
di rinviare la seduta e far venire tutti gli assessori tecnici per
l'approvazione del bilancio.
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Greco, comunque lei ha ritirato gli
emendamenti. Grazie.
Comunico che è stato presentato un emendamento a firma Lentini, a
pagina 302.
LENTINI. Lo mantengo. Chiedo di parlare per illustrarlo. Questo
emendamento si riferisce al dipartimento regionale per lo sviluppo
rurale. Praticamente i mezzi hanno bisogno di assicurazione e di
pagamento bollo, quindi è un emendamento tecnico che passa da un
capitolo all'altro. E' un'autorizzazione a fare questo. Per pagare
gli automezzi che inizieranno per organizzare le squadre anti-
incendio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Sul capitolo ci sono impegnate
obbligazioni per 60 mila su circa 230 mila, per cui tecnicamente è
fattibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 372 a firma Lentini.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non ci sono emendamenti sulla Rubrica 10. La pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Salute, la Rubrica 11 di pagina
326
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti del
Governo e a seguire quello dell'onorevole Fontana. Pagina 326
Pongo in votazione l'emendamento B377. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento dell'onorevole Fontana B164 di pagina
327.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor presidente, questo è un emendamento che riguarda i
titolari di farmacie rurali che si trovano nelle isole minori e
come lei sa svolgono un servizio pubblico. Negli anni hanno sempre
ricevuto un contributo perché, evidentemente, non c'è la
sostenibilità dell'attività dato l'esiguo numero di residenti
durante il lungo inverno e, ogni anno, questo contributo è stato
sempre decurtato. Adesso non ce la fanno più, rischiano di chiudere
definitivamente le saracinesche e non offrire più questo servizio
pubblico ai residenti nelle Isole.
Pertanto, è necessario, Assessore - mi rivolgo anche ai colleghi
parlamentari della provincia di Messina, mi rivolgo ai colleghi
parlamentari della provincia di Palermo e di Trapani dove insistono
queste farmacie - considerato che il contributo che la Regione
eroga per la sostenibilità di questa attività sociale negli anni si
è sempre più assottigliato ed adesso non ce la fanno più,
rifondere questo capitolo con 212 migliaia di euro per potere fare
fronte al contributo e consentire la sopravvivenza di questa
attività indispensabile perché svolgono oltre che un'attività
sociale nell'erogazione dei farmaci anche un'assistenza ai
cittadini perché spesso i cittadini dell'isola si rivolgono alle
farmacie anche per la misurazione della pressione, anche per
qualche esame urgente di cui hanno necessità, per cui dobbiamo
assolutamente sostenere questa attività.
PRESIDENTE. Allora, gli Uffici evidenziano che questo è un
emendamento che va in Finanziaria perché fa riferimento alla
tabella G. Non finisce nel gruppone, onorevole Fontana, per
intenderci. Verrà apprezzato e votato, poi, si potrà votare a
favore o contro, ma in Finanziaria perché è allegato alla tabella
G.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
apporre anch'io la firma all'emendamento dell'onorevole Fontana
ritenendo giusta la funzione di presidio sanitario locale
esercitata dalle farmacie soprattutto nelle zone di difficile
tratta.
PRESIDENTE. Appongono la firma gli onorevoli Picciolo, Cascio
Salvatore, Tamajo, Venturino, Lentini, Siragusa, Musumeci,
Ruggirello, Fazio, Rinaldi, Maggio, Lo Giudice, tutti.
Pongo in votazione la Rubrica 11 Salute , così come emendata. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Rubrica 12 Territorio e Ambiente . Comunico che è
stato presentato l'emendamento B379, a pagina 351, a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Naturalmente, tutti gli emendamenti a firma dell'onorevole Greco
si intendono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento B378,
che si trova a pagina 379. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Rubrica 12 Territorio e Ambiente , così
come emendata. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Rubrica 13 Turismo, sporte e spettacolo . Comunico
che è stato presentato l'emendamento B230 a firma degli onorevoli
Alloro, Arancio, Sudano e Ruggirello, che si trova a pagina 397. Lo
ritirano o lo mantengono?
ARANCIO. Lo manteniamo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevoli colleghi,
l'emendamento B230 viene mantenuto e trasferito in Finanziaria per
essere trattato, come quello precedente.
Pongo in votazione la Rubrica 13 Turismo, sporte e spettacolo .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, si rende necessario sospendere la seduta
perché, prima di passare alla Rubrica 4 Economia , dovremmo
tornare alla trattazione della Rubrica 1 Presidenza che abbiamo
in precedenza accantonato.
La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle ore 18.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i deputati a prendere posto. Allora, dobbiamo
tornare alla trattazione della Rubrica 1 Presidenza ,
precedentemente accantonata. Il tomo 1. Eravamo a pagina 8, era
stata approvata la richiesta dell'onorevole Greco di avere in Aula
la presenza del Presidente della Regione e dell'intero Governo.
Peraltro, su alcuni emendamenti c'era la necessità di verificare se
vi erano contratti in corso o meno. L'onorevole Greco ho capito che
insiste su un emendamento.
GRECO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Signor Presidente, questo problema è stato affrontato anche
in Commissione. Io mantengo l'emendamento B9 che è a pagina 16, sul
capitolo 100303; assieme all'emendamento le presento pure un
subemendamento perché parlando con l'assessore Baccei se li leviamo
tutti, leviamo anche i contratti che lui già ha fatto, leviamo
quello che lui ha approfittato, quindi, presento un subemendamento
e, invece, di 200 mila levo 100 mila, d'accordo nel ragionamento
perché lui mi darà parere contrario, questo è sicuro. Vero è?
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Greco Giovanni a formalizzare il
subemendamento.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo solo per un chiarimento: visto che qui c'è l'assessore
per l'economia e l'assessore per il lavoro ed abbiamo parlato, per
esempio, per le Agenzie di comunicazione per impegni assunti,
siccome c'è un impegno assunto anche dal Governo per dare la
copertura ai tre anni della Formazione professionale per conseguire
il conseguimento della qualifica a 3 mila giovani siciliani, c'è un
capitolo di bilancio il 372522 che in atto è senza fondi, e
bisogna
PRESIDENTE. Ma che c'entra questo, di quale Rubrica stiamo
parlando?
GRASSO. Parliamo del capitolo di bilancio, è un chiarimento, è nel
tomo 2, il capitolo ora mi sfugge, lo prendiamo, però, dico glielo
consegno ed i due Assessori mi dicono se è possibile rimpinguare il
capitolo 372522, che è senza fondi, di 15 milioni di euro perché
c'era un impegno assunto da parte del Governo per i tre mila
giovani della Formazione professionale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Alongi.
L'Assemblea ne prende atto.
di previsione della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2015 e bilancio pluriennale 2015/2017' (n. 911/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(n. 911/A)
PRESIDENTE. Ritorniamo all'argomento che stavamo trattando.
Comunico che l'onorevole Greco Giovanni ritira tutti gli
emendamenti alla Rubrica 1 Presidenza tranne uno che subemenda,
cioè l'emendamento B9 che è a pagina 16. L'emendamento è così
sostituito: UBP 11152 capitolo 100303 da meno 200 diventa meno
100 .
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
di previsione della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2015 e bilancio pluriennale 2015/2017' (n. 911/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento B9.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento B9.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
PRESENTI 66
VOTANTI 65
MAGGIORANZA 33
FAVOREVOLI 33
CONTRARI 29
ASTENUTI 3
(E' approvato)
Pongo in votazione la Rubrica 1 Presidenza , così come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
FALCONE. La politica è fatta di voto segreto, altrimenti non si va
avanti
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica 4 Economia .
A pagina 399 comunico che è stato presentato l'emendamento B386, a
firma degli onorevoli Ruggirello ed altri.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
A pagina 400 comunico che è stato presentato l'emendamento B387, a
firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Rubrica 4 Economia . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, un po' di attenzione andate all'ultima pagina.
A pagina 402 ritorniamo all'articolo 1.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione per l'anno
finanziario 2015 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni
altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
(tabella A)».
Comunico che è stato presentato un emendamento interamente
sostitutivo dell'articolo 1, che così recita:
«L'articolo 1 è così sostituito:
Articolo 1
Stato di previsione dell'entrata
1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, numero
118 e successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle
entrate che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle
casse della Regione per gli anni finanziari 2015, 2016 e 2017 in
forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo,
risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata (tabella A e
C)».
Pongo in votazione l'articolo 1, così come sostituito. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Stato di previsione della spesa
l. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2015, in conformità dello
stato di previsione della spesa annesso alla presente legge
(tabella B)».
Comunico che l'articolo 2 è stato così sostituito:
«Articolo 2
Stato di previsione della spesa
l. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, numero
118 e successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati
l'impegno ed il pagamento delle spese della Regione siciliana per
gli anni finanziari 2015, 2016 e 2017 in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B e
D)».
Pongo in votazione l'articolo 2, così come sostituito. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo. 3
Elenchi
l. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
descritte nell'elenco n. l annesso allo stato di previsione della
spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
per l'economia la facoltà di cui all'articolo 28, comma 2, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196 sono descritte nell'elenco n. 2
annesso allo stato di previsione della spesa».
Comunico che all'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
«3. Al bilancio di previsione per il triennio 2015-2017 è annesso
l'elenco n. 5 relativo agli oneri per far fronte a nuovi
provvedimenti legislativi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Totale generale del bilancio annuale
l. E' approvato in 24.100.041 migliaia di euro in termini di
competenza ed in 21.773.067 migliaia di euro in termini di cassa,
il totale generale dell'entrata ed il totale generale della spesa
del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2015.
Comunico che l'articolo 4 è così sostituito:
«Articolo 4
Totale generale del bilancio triennale
l. E' approvato in 24.100.041 migliaia di euro in termini di
competenza ed in 21.773.067 migliaia di euro in termini di cassa,
il totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2015.
2. E' approvato in 14.201.152 migliaia di euro in termini di
competenza, il totale generale dell'entrate e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016.
3. E' approvato in 14.157.057 migliaia di euro in termini di
competenza, il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2017».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Allegati
l. Per l'anno finanziario 2015 le unità previsionali di base e le
funzioni obiettivo sono individuate, rispettivamente, negli
allegati n. 1 e 2 alla presente legge».
Lo pongo in votazione con i relativi allegati. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Bilancio pluriennale
1. E' approvato in 52.458.250 migliaia di euro il totale generale
dell'entrata ed il totale generale della spesa del bilancio
pluriennale della Regione siciliana per il triennio 2015-2017,
nelle risultanze di cui alle tabelle C e D allegate alla presente
legge.
2. Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5 relativo agli
oneri a carico del triennio 2015-2017 per far fronte a nuovi
provvedimenti legislativi».
Comunico che è stato presentato un emendamento soppressivo del
comma 2, a firma del Governo, che così recita:
«Il comma 2 dell'articolo 6 è abrogato».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Quadri
l. Sono approvati il quadro generale riassuntivo del bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2015 e per il
triennio 2015-2017, in termini di competenza, con i relativi
allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2015».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2015.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge del Bilancio a
legislazione vigente prima del voto finale, per passare all'esame
del disegno di legge n. 912/A Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale .
Dovremmo passare adesso alla Finanziaria. C'era una richiesta
pervenuta dall'onorevole Greco ma anche da parte di altri deputati
di avere la presenza in Aula del Presidente della Regione e
comunque del Governo nel maggior numero dei suoi componenti
possibile, per cui così come di intesa, intanto ringrazio coloro
che hanno permesso l'approvazione del Bilancio anche se non abbiamo
dato la votazione finale e, quindi, l'Aula viene rinviata a domani
mercoledì 29 aprile 2015, alle ore 15.00, però
(Brusio in Aula)
TURANO. Perché?
PRESIDENTE. Onorevole Turano che vuol dire perché? Ho sentito i
Presidente dei Gruppi parlamentari di maggioranza, ho sentito
l'onorevole Gucciardi, ho sentito tutti. Se noi dobbiamo andare
avanti a scrutinio segreto, lo possiamo pure fare. Allora,
onorevole Turano, siamo tutti bravi a dare consigli, capisco
perfettamente.
Onorevole Turano siamo bravi qui a dare consigli, capisco
perfettamente.
TURANO. Signor Presidente, io
PRESIDENTE. Onorevole Turano, mi sono fatto promotore di una
intesa; stasera ci è stato consentito di approvare il bilancio
anche se non nel voto finale.
L'impegno era mio, insieme ai Capigruppo della maggioranza, di
sospendere ed avere il Presidente della Regione in Aula. Questo è
il dato di base.
Invito i Capigruppo ad un incontro in Sala Lettura.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, non è mia abitudine essere polemica ma
solo per rassicurare gli impiegati della formazione, cortesemente
se l'Assessore ci può dare una risposta su questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, la stessa
riprenderà domani, mercoledì 29 aprile 2015, alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.33 di martedì 28 aprile 2015, è
ripresa alle ore 16.05 di mercoledì 29 aprile 2015)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Sammartino, Firetto, e l'onorevole Francesco Cascio sia
per oggi che per domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico, altresì, che mi è pervenuta una nota da
parte del Presidente della Regione che leggo: Caro Presidente, a
seguito di convocazione urgente a Roma da parte del Presidente del
Consiglio dei Ministri, comunico che non potrò partecipare ai
lavori pomeridiani d'Aula. Si assicura la presenza del Governo
regionale attraverso la partecipazione del vicepresidente e
dell'Assessore per l'Economia nonché degli assessori competenti per
ciascun ramo di amministrazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Su una comunicazione ricevuta tramite posta elettronica
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori credo
che sia successo un fatto increscioso e che solo gli uffici della
Presidenza possono accertare se ciò risponde a vero e, se ciò
risponde a vero, inviare gli atti alla Procura.
A numerosi colleghi, - e siamo, quindi, pronti a depositarlo -
nella propria casella di posta elettronica, è arrivata una
comunicazione, da parte di sedicenti lavoratori a tempo determinato
di una società partecipata dalla Regione, con la quale questi
lavoratori mettono in mora e diffidano i componenti di questo
Parlamento dall'attuare le prerogative costituzionali loro
concesse, cioè quelle di esprimere liberamente il voto.
Noi, Presidente, le faremo avere adesso uno di questi messaggi. La
pregheremmo di dare incarico agli uffici di Presidenza di
verificare se, in questi messaggi, vi sono gli estremi per
trasmettere alla Procura di Palermo perché è chiaro che nessuno può
pensare, qualche ora prima dell'inizio del lavoro, di esercitare
indebite pressioni sui deputati.
Anche perché, com'è noto, la volontà dei parlamentari non è
soggetta, assolutamente, a nessuna imposizione di alcuna natura
perché ognuno di noi risponde alla propria coscienza e risponde
alla legge. E la legge dice che il voto è libero e non
condizionabile Pertanto, ci sembra che questo messaggino arrivato,
ammesso che sia vero, è una indebita interferenza in quella che è
la volontà, il libero arbitrio dei deputati di questa Assemblea. Ci
è sembrata una indebita ingerenza nei lavori di questo Parlamento,
ci è sembrata, anche, una indebita pressione nei confronti dei
parlamentari che, invece, devono poter votare liberamente
esprimendo le proprie convinzioni.
Presidente, adesso le faremo avere copia di questo messaggio.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sulla mancata presenza in Aula del Presidente della Regione
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi devo dire che
questa è una dichiarazione che mi riempie, anche, di grande
amarezza.
Devo dire che ho seguito, con attenzione, queste settimane che ci
hanno preparato alla votazione del bilancio e della finanziaria. Ho
visto i grandi sforzi e le tribolazioni che ci sono stati, sia
dentro la maggioranza ma anche con le parti sociali con parte del
Governo e della Giunta e devo dire anche che sarebbe ingeneroso,
signor Presidente, non riconoscere anche lo sforzo di chi sta
cercando di tenere la barra dritta e sta cercando soluzioni anche a
problemi che sono stati ereditati dal passato.
Tuttavia, il senso di responsabilità è anche quello di denunciare
le cose per come stanno, di guardare in faccia la realtà e la
responsabilità di dire fino in fondo come stanno le cose.
Mi ha lasciato anche molto turbato e molto perplesso
l'atteggiamento e comportamento del Presidente della Regione che,
dice persino di non conoscere una manovra che porta la sua stessa
firma.
Questo ci preoccupa perché non fa altro che ribadire quel punto di
vista che già ho espresso in più di un'occasione di una Sicilia,
senza più il Governo della Regione, senza più un comandante che
tiene la barca, una barca che sta andando a schiantarsi.
Questa è una finanziaria che mostra già tante criticità, per la
mancanza di attivazione di alcuni passaggi - ne ho citati alcuni
anche in una nota di cui abbiamo dato diffusione alcuni minuti fa -
cioè della mancanza di attivazione di un tavolo di contrattazione
sulle infrastrutture, sulle entrate; vedere delle realtà sulle
mancanze di riorganizzazione e di copertura finanziaria, come si
sia prevista per il 2015, una copertura del bilancio, immaginando
un aumento di un miliardo di entrate.
In realtà è controtendenza ai provvedimenti del consuntivo del
dicembre scorso e persino anche della manovra che è stata fatta per
l'allineamento dell'esercizio di bilancio del 2014, e questo già
crea un disavanzo di circa 1.700 milioni.
Nonostante questa situazione noi assistiamo basiti ad un
Presidente della Regione che, dice di non conoscere la manovra, un
Presidente della Regione che non si è trovato in Aula né ieri e non
vediamo oggi; e per questo e per altri motivi, ad esempio la
programmazione dei fondi comunitari, il rischio è che non vedremo
nel 2015, la spesa di un miliardo e 700 milioni di fondi
comunitari.
Parliamo di circa 430 milioni di euro di copertura che stiamo
chiedendo in un accordo romano, poi abbiamo un miliardo e 700
milioni a disposizioni di fondi comunitari e, ad esempio, veder
sparire dalla nostra manovra, la norma che prevede la possibilità
dei comuni di essere enti intermedi di spesa, ci lascia altrettanto
preoccupati.
Potrei continuare con altre tematiche, per farla breve, il senso
di responsabilità è senso di responsabilità di tutti e non si può
essere presidente della Regione a giorni alterni.
Una manovra finanziaria o la si riconosce o non la si riconosce e
non si può non riconoscerla a giorni alterni e porre una firma su
una finanziaria e poi non essere in Aula a difenderla, vedendo
continuamente andare giù il Governo ma si va giù perché non c'è più
né una maggioranza numerica, non c'è più neanche una maggioranza
politica, non c'è più il Governo, non soltanto dei processi
dell'Aula ma della Regione.
Non possiamo consentire che un Presidente della Regione che
rappresenta tutti i siciliani, e li rappresenta amministrativamente
dica di disconoscere uno strumento così importante e magari poi
scaricare tra qualche settimana, le responsabilità sugli altri ed
iniziare uno schifoso gioco di scarica barile, di responsabilità
quando c'è una Sicilia a pezzi.
Questa manovra non piace a nessuno.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
SIRAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
vorrei chiedere per interposta persona a questo punto al Presidente
della Regione, quale dignità egli attribuisce a questo Parlamento.
Non lo abbiamo visto durante i lavori della Commissione, non lo
vediamo in Aula e peraltro sentiamo dichiarazioni allucinanti in
cui di fatto il Presidente snobba questo Parlamento innanzi tutto
ma snobba il suo stesso Governo e la sua stessa finanziaria. Siamo
ormai alla vergogna, siamo al totale disinteresse da parte del
Presidente della Regione non solo verso il Parlamento ma verso i
cittadini siciliani che questo Parlamento rappresenta.
Noi chiediamo a tutta l'Aula e anche alla Presidenza un sussulto e
un richiamo forte al Presidente della Regione affinché si assuma
innanzi tutto le sue responsabilità in prima persona ma che onori
questo Parlamento e la Sicilia intera della sua presenza, non si
può andare avanti così non possiamo avere categorie di cittadini
che protestano in strada senza avere una interlocuzione da parte
del Presidente della Regione, non possiamo affidarci in buona
sostanza a un personaggio che si sta rivelando completamente
inadeguato e incapace a governare quest'Isola.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sulla mancata presenza in Aula del Presidente della Regione
FIGUCCIA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo
procedere a passo rapido per approvare questa finanziaria, il tempo
effettivamente a disposizione è veramente poco, però non possiamo
non notare la presenza del Presidente della Regione, non possiamo
non registrare alcune affermazioni e dichiarazioni fatte anche da
deputati della maggioranza dello stesso Partito democratico.
Io arrivando qui in Parlamento questa mattina, anzi qualche minuto
fa, sono arrivato dall'ingresso principale, ho deciso di farlo
perché ritengo che Forza Italia e l'opposizione oggi possa con
coraggio e con determinazione affrontare la folla. Fuori da questo
palazzo ci sono diverse categorie, ci sono le categorie dei
forestali, di emergenza Palermo, ci sono alcuni operatori della
formazione di cui non si sta più parlando, non si sta parlando
ormai da settimane da mesi.
E siccome anch'io che ho fatto la scelta nei mesi passati di
continuare a lavorare per quella categoria anch'io ho provato un
certo imbarazzo quando mi sono reso conto che davvero il Governo
regionale aveva deciso di mettere completamente da parte quella
categoria, allora di fronte a quell'imbarazzo ho deciso di prendere
la parola su questo tema e chiedo che quella gente non può dopo una
condizione di massacro sociale alla quale è stata esposta essere
adesso abbandonata a se stessa, così non può essere abbandonata a
se stessa la categoria dei forestali, qua fuori c'è tantissima
gente che aspetta delle risposte che aspetta chiarezza anche
rispetto ad alcuni tagli che si temono possono essere fatti.
Ovviamente da questo testo così come è stato scritto non c'è
ancora chiarezza ad esempio rispetto alla questione dei
pensionamenti cioè se debbano effettivamente essere facoltativi o
se sono invece forzati così come non c'è chiarezza rispetto a quel
bacino di Palermo lavoro che viene trattato ancora con una dote
lavoro come se stessero andando al matrimonio come se quella gente
stesse ricevendo un regalo prima di sposarsi.
Io credo che dopo 15 anni questa gente avrebbe meritato di più, io
creo che una risposta questo Governo in maniera diversa avrebbe
assolutamente dovuto darla. Così come avrebbe dovuto darlo rispetto
alla riforma dei rifiuti. Se ci sono stati dei licenziamenti e
contro quei licenziamenti il Gruppo di Forza Italia si è messo
contro, questo certamente non è stato colpa dell'opposizione. Certo
questo è stato colpa di chi invece quella riforma delle SRR non ha
determinato creando un vero e proprio vuoto e generando il
licenziamento di centinaia di persone che potrebbero diventare.
Allora, noi come opposizione oggi siamo qui, come gruppo di Forza
Italia, a fare la battaglia con ogni singolo emendamento. Questa
sera noi staremo incollati a quelle sedie per vigilare affinché
nessuno di quegli emendamenti che sono stati presentati possa
subire ritorsioni da parte del Governo. È vero abbiamo avuto un
atteggiamento responsabile nella consapevolezza che di più
evidentemente da questo Governo incapace non ci si poteva
aspettare, però attenzione, non fate passi indietro rispetto agli
impegni presi perché quello sarebbe il momento in cui ovviamente
questa opposizione non starebbe più ai patti, che chiaramente non
si sono potuti determinare anche perché non c'è stata
l'autorevolezza di trattare con Roma, si è andati lì con il
cappello in mano, i 450 milioni di euro sono gli stessi che in
realtà ci toccano di diritto, e per questo, signor Presidente, noi
chiediamo che si possa procedere celermente con questa Finanziaria
senza colpi di coda da parte di nessuno.
PRESIDENTE. Comprendo il senso degli interventi ma a mio avviso è
opportuno andare avanti con la massima attenzione perché la
Finanziaria è frutto del lavoro soprattutto di questa Aula,
confidiamo nella collaborazione, che sicuramente ci sarà, da parte
dell'intero Governo, in primo luogo del Vice Presidente e
dell'assessore al Bilancio. Se facciamo un lavoro disciplinato, poi
il Parlamento vota dopo avere spiegato le varie posizioni, non c'è
interesse, da quello che comprendo, ostruzionistico da parte di
nessuno, c'è l'interesse a portare avanti una buona Finanziaria
rispetto alla quale, onorevole Figuccia e onorevole Ferrandelli,
nessuno può prendere le distanze perché è la Finanziaria che fa
quest'Aula e che fa questo Governo.
di previsione della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A) e
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale' (n. 912/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione dei disegni
di legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A).
BACCEI, assessore all'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore all'Economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, volevo fare una breve premessa che va poi in aggiunta e
si ricollega al mio discorso in fase di apertura di questi lavori.
Come ho ricordato il disavanzo all'inizio era considerevole,
abbiamo cercato di rilevare tutte le esigenze, di affrontare tutti
i problemi e di dare tutte le soluzioni evitando di fare qualsiasi
tipo di macelleria sociale; come ho già detto gli interventi che
abbiamo fatto ritengo che siano interventi di allineamento e non
lacrime e sangue ; tuttavia, anche parlando con voi, ascoltandovi
durante gli interventi in questi giorni, nei discorsi che ci siamo
fatti anche in maniera informale, ritengo che ci siano 4, 5 temi
che richiedono ancora una discussione e un lavoro comune, 4, 5 temi
prioritari, poi può darsi che ne emerga qualcun altro che magari
non è emerso in questi giorni, però riguardo a questi 4, 5 temi io
ho sentito un'esigenza anche trasversale ai partiti quasi più di
territorio che riguardano tutta la Sicilia più che i singoli
partiti, per questo ho voluto riprenderli all'attenzione per
affrontarli nei prossimi due mesi.
Vi dico quali sono i temi e come vorrei affrontarli insieme a voi.
C'è un tema collegato agli aeroporti, nasce in qualche modo da
Comiso ma poi va a prendere un pò tutto il sistema aeroportuale
siciliano, che anche per le difficoltà di strade e ferrovie diventa
ovviamente un punto di forza fondamentale per attrarre turisti sia
dall'Italia ma soprattutto dall'Europa. Come sapete c'è stata una
certa strada che è stata intrapresa, gli emendamenti sono stati
correttamente stralciati dal Presidente, poi si era deciso di
riproporli, poi si ci è ritornati, perché la soluzione non è
chiara, non è chiara la soluzione tecnica, non è chiaro quanto è
l'importo economico e a che titolo darlo, quindi penso che questo
sia un tema che merita una riflessione che vada fatta tutti insieme
passando anche attraverso le Commissioni di merito e la Commissione
bilancio.
C'è un secondo tema, nel quale noi siamo intervenuti facendo degli
interventi di contenimento della spesa, che riguarda il tema del
trasporto gommato, soprattutto extra urbano, quindi sia l'AST, la
società partecipata dalla Regione, ma anche le aziende private.
Anche qui secondo me c'è un tema di gare che dovrebbero essere
fatte, di una soluzione anche di medio termine, di nuovo anche
pensando alle problematiche delle strade e alla necessità di
trasporti. Anche su questo penso che, partendo dagli interventi
fatti, anche riflettendoci insieme, anche alla società e alle
società private, vada un attimo ripreso questo tema che necessita
di un momento di ulteriore riflessione.
Il terzo tema è quello dei teatri. Sui teatri è stato detto nei
giorni scorsi che ci sono stati interventi per tagliare la cultura.
Io non ho nessuna intenzione di tagliare soldi alla cultura, vorrei
solo capire insieme a voi come dare quei soldi per migliorare la
programmazione, per fare arrivare i soldi ad artisti, a tecnici,
evitando di far andare quei soldi magari più agli amministrativi
che alla programmazione vera e propria. Quindi quanti soldi c'è
bisogno di dare, a chi e in che modo. Per cui anche qui di nuovo
nessuna intenzione di fare tagli alla cultura, solo capire quanti
soldi dare, come darli e a chi darli nell'interesse della cultura e
nell'interesse della Sicilia.
Il quarto tema, che anche questo ha sollevato trasversalmente,
riguarda contratti di servizio, reddito minimo, eccetera. Qui c'è
uno stanziamento, mi si dice che arriva fino a luglio, e ovviamente
è un problema che di nuovo va affrontato, va capito quanto è
l'importo, cosa bisogna fare, qual è la soluzione, però di nuovo
massima disponibilità da parte mia e del Governo di lavorare su
questo tema.
Un quinto tema è quello delle IPA. Dove è stato fatto notare
correttamente ieri che il capitolo è stato azzerato. Lo è stato
fatto non perché non si voglia affrontare il tema, ma perché è la
conseguenza, di nuovo, di uno stralcio che è stato correttamente
effettuato dal Presidente dell'Assemblea sul tema delle IPA. Anche
qui secondo me bisogna capire, cioè io per capire a chi dare i
soldi e quanti soldi, devo conoscere la situazione, devo conoscere
i bilanci, devo avere una visibilità che ad oggi non ho. Per cui
secondo me il tema di finanziare le IPA va affrontato di fronte a
degli elementi certi che al momento non avevo, per cui di nuovo
massima disponibilità ad affrontare, in maniera un pochino più
calma e più organica, il tema.
Per cui la mia proposta su questi cinque temi, o su altri
eventuali che ad oggi non sono emersi, è: io stimo questa somma che
può volerci sulla base di elementi che ho attualmente in mano,
intorno ai 15-20 milioni. Ad oggi 15-20 milioni sul bilancio non ci
sono per cui è inutile far la corsa all'ultimo secondo, magari
andando a mettere dei soldi che non si possono dare in quella
maniera, per cui rischieremmo l'effetto contrario di perderli. La
mia proposta è da parte mia di trovare questi fondi, ormai abbiamo
trovato più di tre miliardi e 200 milioni, penso che venti milioni
non siano un grande problema. Quindi da parte mia la massima
disponibilità di trovarli. Diamoci un traguardo che potrebbe essere
più o meno in luglio quando presentiamo il rendiconto, in questi
due mesi lavorare insieme alle Commissioni di merito e alla
Commissione bilancio, tutti insieme per trovare delle soluzioni che
di nuovo siano soluzioni per la Sicilia. Vi chiederei quindi di non
affrontare in maniera sparsa con emendamenti questi temi, fermo
restando il mio impegno e quello del Governo, di trovare la
soluzione per metà luglio, per dare la soluzione organica sia dal
punto di vista tecnico, che dal punto di vista dei soggetti da
finanziare, che delle modalità di finanziamento.
Quindi su questi temi vi chiederei di nuovo, visto che devo
riconoscere che c'è stato un grande senso di responsabilità in
Commissione bilancio, e devo dire anche ieri, di andare avanti per
questa strada, di trovare insieme una soluzione che sia per la
Sicilia.
Come penso di trovare le risorse? Vi rubo ancora qualche minuto.
Ci sono diverse partite aperte, fra l'altro, e qui colgo
l'occasione per fare un po' di chiarezza sulla sentenza della Corte
Costituzione che, come sapete, è arrivata qualche giorno fa, ma
ancora non è pubblicata, è stato firmato un accordo che prevede
che, o ritiravamo i ricorsi, ma ormai è scaduto il termine e i
ricorsi non li abbiamo fortunatamente ritirati, o che rinunciavamo
agli effetti benefici per gli anni 2014/2017.
Ora gli effetti benefici partivano dal 2012, per cui, quanto meno,
i soldi del 2012 e del 2013, la nostra interpretazione è che ci
spettano. Per quanto riguarda, quindi, la sentenza in essere,
stiamo parlando di una cifra che, a nostro modo di vedere, è
intorno ai 230 milioni. Dico, a nostro modo di vedere, perché ci
sono delle altre partite collegate che, a livello dello Stato,
interpretano come compensative. Chiaramente, qui, c'è una nostra
interpretazione, ci sarà una loro interpretazione, secondo me, la
cosa migliore, di nuovo, è, nell'ambito di una trattativa
complessiva, sedersi al tavolo, forti di una sentenza della Corte
costituzionale che, chiaramente, è un elemento molto, molto
importante.
Per quanto riguarda, dall'anno prossimo, essendoci una sentenza
della Corte, che fa cadere la norma, è chiaro che, a mio modo di
vedere, non si possono richiedere delle cose a fronte di una norma
che non c'è più, per cui, di nuovo, ci sarà da capire, al di là che
noi possiamo rinunciare, perché abbiamo firmato un accordo, agli
effetti benefici, ma c'è da capire se loro possono richiedere una
cosa non essendoci più la norma. Per cui, secondo me, di nuovo,
2016 e 2017 sarà necessario mettere in piedi una trattativa.
L'altro elemento, secondo me, molto importante, a vantaggio della
Regione, di tutti noi, è il fatto che erano stati fatti 4 ricorsi,
molto legati fra di loro, perché erano in violazione dell'articolo
36 e 43 dello Statuto, e tutti per la stessa motivazione, per cui,
è legittimo pensare, insomma, che se è valido il primo, visto che
le motivazioni sono le stesse, si porti dietro gli altri 3 ricorsi.
E queste porterebbe altre frecce al nostro arco, ci renderebbe più
forti nella trattativa e ci farebbe avere diritto ad ulteriori
risorse, per cui, io penso che, in questo momento, la situazione
sia favorevole alla Regione siciliana e noi abbiamo tutta
l'intenzione, come già lo stavamo facendo, perché come ho già detto
non c'era alcuna sudditanza nei confronti dello Stato, ma in forza
di queste norme, sederci ad una trattativa che, necessariamente, ci
deve essere con lo Stato, forti di questa prima sentenza cui
speriamo ne possano seguire delle altre.
A mio modo di vedere, è importante il riconoscimento, invece, dei
300 milioni che lo Stato ci dovrebbe, siamo certi ci farà, al di là
della cifra, perché riconoscono il fenomeno dell'erosione
dell'IRPEF. Questo è il valore importante di questo accordo con lo
Stato, al di là di quella che sarà la cifra. Da un lato, quindi,
abbiamo la sentenza della Corte costituzionale, dall'altro se
riusciamo a portare a casa questo accordo, come, insomma, siamo più
che confidenti di fare, vuol dire che c'è un riconoscimento di
altro fenomeno importante che va in attuazione dello Statuto.
Questi sono tutti elementi su cui possiamo pensare di contare per
trovare ulteriori risorse. Con Cassa Depositi e Prestiti già ci
siamo incontrati ieri, abbiamo già iniziato l'adesione a quegli
atti che ci hanno mandato, per i 150 milioni di congelamento.
Lunedì siamo a Roma e dovremmo chiudere l'accordo, quindi, su
questi diciamo che c'è una ragionevolissima certezza di riuscire a
chiudere l'accordo. Stiamo lavorando su altri tavoli con lo Stato.
Stiamo, quindi, cercando di portarci a casa la tassa di
circolazione e questo dovrebbe consentire di aumentare le entrate
perché ad oggi la stima che fa il dipartimento finanze e che ci
siano margini per recuperare qualche decina di milioni di euro.
Abbiamo degli incontri per i diritti di motorizzazione.
Stiamo andando a farci riconoscere l'articolo 37. Sono parecchi i
tavoli dove pensiamo di portare a casa ulteriori risorse.
Questo ci rende abbastanza tranquilli, per questo io mi stavo
impegnando prima a trovare ulteriori risorse per affrontare dei
temi che non sono stati affrontati in maniera completa ed organica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è venuto un forte impulso insieme
ad una forte delegazione di sindaci, ci sono degli argomenti che
vanno al di là dell'interesse sempre legittimo del singolo
parlamentare, del singolo gruppo di appartenenza.
Debbo dare atto onestamente all'assessore Baccei dello sforzo che
sta compiendo su un impegno serio che sta prendendo in questa Aula
per una soluzione più o meno immediata di questi problemi
certamente con riferimento alle disponibilità finanziarie.
Secondo me noi abbiamo in calendario diversi disegni di legge e in
primo luogo la questione delle province, che non sono state
assolutamente accantonate, tutt'altro con delle scadenze, ma è
opportuno avviare in questa aula anche un chiarimento, assessore
lei mi da lo spunto per farlo ed ha fatto bene ad anticipare il
ragionamento, sulla sentenza da lei testè richiamata, che in realtà
è stata depositata e pubblicata solo qualche giorno fa, forse la
settimana scorsa, ed è una sentenza che ci dà maggiore forza, che
riguarda la questione delle accise in materia di energia e comunque
c'è un riconoscimento di somme che ci sono dovute, perché lo Stato
non ci sta regalando assolutamente niente, sulla base di un
contenzioso; è chiaro che in questa aula e quest'Aula ha il dovere
di sapere ed ha il diritto di pretendere che si sappia sulla
questione con certezza dei contenziosi, se sono stati rinunciati,
se non sono stati rinunciati, ma questo prescinde dalla sua
persona, assessore Baccei, noi dobbiamo sapere quanti contenziosi
sono, perché lei stesso, ma non poteva essere diversamente, ha
posto la questione, gliene do atto, l'ha posta in termini
dubitativi dicendo con certezza questa sentenza ci dà maggiore
forza nella trattativa (già questo è un brutto termine) con lo
Stato, però realisticamente, mentre io ho certezza sugli anni
pregressi 2012 e 2013, non posso dirlo alla luce della presunta
rinuncia ai ricorsi se possiamo pretendere queste somme sul 2014 e
2015 e quello che sarà .
Quindi su queste cose va fatta chiarezza, perché l'Aula ha il
dovere di saperlo, ripeto, e noi abbiamo il diritto di pretendere
che ci sia chiarezza, nell'interesse dei siciliani, per sapere dove
andiamo effettivamente ogni volta che legiferiamo quali sono le
nostre disponibilità, ripeto, sulla base di risorse che ci sono
dovute. Quindi tutto sommato il tempo non è trascorso invano, è
arrivata una sentenza della Corte Costituzionale che ci aiuta.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, ho apprezzato il suo intervento, lo condivido in pieno,
mi è parso molto equilibrato e veramente convincente. Mi permetto
di suggerire al Governo un ripensamento relativamente alla
problematica aeroportuale. Voi stessi avete proposto un articolo in
finanziaria che riguardava l'aeroporto di Comiso e l'aeroporto di
Trapani.
Ora nella problematica aeroportuale stoppare e stralciare questo
provvedimento - a mio parere - è un doppio errore: uno di carattere
politico, in un momento in cui in Sicilia altre infrastrutture si
stanno letteralmente sbriciolando e poi perché nel sistema
aeroportuale la velocità è un valore aggiunto e tre mesi di ritardo
possono interamente compromettere una stagione, stiamo parlando di
una struttura che è costata allo Stato, alla Regione siciliana ed
al comune di Comiso 80 milioni di euro; è il primo aeroporto in
Italia quanto a percentuale di incremento di traffico, siamo già a
500 mila passeggeri trasportati.
La pregherei di rivedere questa posizione rispetto, ripeto questo
comma stralciato, perché le faccio un esempio: è proprio di queste
ore un bando europeo per implementare altre sei tratte da e per
Comiso, ciò consentirà all'aeroporto di sforare il tetto dei 500
mila passeggeri e raggiungere un milione di passeggeri entro il
2016.
Orbene, se noi non inseriamo subito questa norma, ma lei pensa che
al bando internazionale parteciperà per una compagnia, non sapendo
se questo aeroporto chiude o apre? Cioè le voglio dire che il
messaggio che passerebbe sarebbe devastante da questo punto di
vista.
Ho avuto anche un'interlocuzione pochi minuti fa con il Presidente
della Regione e devo dire che l'ho trovato pienamente consapevole
ed orientato a ripescare questo articolo qualora il Presidente
dell'A.R.S. fosse d'accordo.
Se noi abbiamo bisogno di soffermarci una mezz'ora per spiegare
anche tecnicamente le finalità e quant'altro, credo che noi
spenderemmo una buona mezz'ora e faremmo un buon lavoro per i
Siciliani, daremmo un eccellente segnale.
Io non rimanderei ulteriormente perché - ripeto - sarebbe un
rimandare, con grave danno, una decisione che possiamo prendere
subito.
Faccio appello anche alla parte del Governo qui presente che ha
particolarmente a cuore le vicende dell'aeroporto di Comiso - mi
riferisco all'Assessore per il turismo, perché il turismo si fa con
gli aerei. Altre forme di turismo non ce ne sono.
Quindi, io raccomando anche a lei di esercitare la sua
autorevolezza su questo problema.
Noi rischiamo di ritrovarci a luglio con un aeroporto che, agli
occhi dei vettori internazionali, è un aeroporto che non si sa se
rimarrà aperto o se chiuderà. Ma lei, Assessore Baccei, in un
aeroporto combinato come quello di Comiso lo prenoterebbe un
biglietto aereo per vedere Ibla la meravigliosa, Scicli, le spiagge
di Marina di Ragusa, Modica, Noto, Pantalica, Palazzolo Acreide, lo
prenoterebbe? Credo ci no, perché l'incertezza che pesa su questa
importante infrastruttura che è l'unica nuova opera realizzata e
consegnata, l'unica grande infrastruttura negli ultimi vent'anni,
l'unico aeroporto che è nato per volontà del popolo, perché tutti
gli altri sono stati o previsti per legge dello Stato o trasformati
da aeroporti militari in aeroporti civili.
Io questo segnale di attenzione mi sento di raccomandarlo e ci
credo pienamente.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie e grazie
anche all'Assessore perché ha avuto la bontà nell'introduzione di
ricordare cinque temi che, non per presunzione, avevo cercato di
toccare in sede di discussione generale.
Esaurito il ringraziamento, però, debbo dire che la promessa di
rivedere la problematica entro due mesi lascia il tempo che trova,
Assessore.
Io mi permetto di ricordare a me stesso, all'Aula, alla Presidenza
della Regione che questa è la terza finanziaria. Io sarò uno
stupido, uno sprovveduto, un pivellino di prima legislatura ma io
questo problema di portare a cinque anni la fase di start up
sull'aeroporto di Comiso l'avevo sollevato sin dalla prima
finanziaria targata Crocetta.
Mi fu detto, anche dai miei colleghi parlamentari della provincia,
non preoccuparti, per ora i soldi ci sono, non è il caso di
allarmarsi .
Io temevo - e sono stato purtroppo pessimo profeta - che arrivato
al momento finale noi ci saremmo trovati in questa situazione, per
cui, nonostante nella seconda finanziaria l'Assessore Bianchi si
fosse convinto e avesse firmato un suo emendamento che riproduceva
quello mio, per mettere i soldi, non se ne fece nulla.
Adesso, signor Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo a lei e mi
rivolgo al Presidente Dina oltre che al Governo.
Io non voglio pensar male, che il Governo faccia il gioco delle
tre carte, cioè da un lato propone l'emendamento, magari in maniera
poco tecnica, e dall'altro poi, quando lei lo dichiara
inammissibile, dice noi la volontà ce l'avevamo ma, guarda caso,
appena questi due milioni e mezzo appostati vengono tolti da quel
capitolo si trova subito la sistemazione in altro.
Allora, forse è la volontà politica di questo Governo che manca,
diciamocelo chiaramente.
Per riepilogare, signor Presidente, questo benedetto aeroporto di
Comiso che ha fatto miracoli nei primi anni di apertura (in soli
due anni ha raggiunto vette inimmaginabili di traffico passeggeri)
e che da solo ha consentito in quella parte non solo del ragusano
ma di tutta la Sicilia sud orientale di incrementare, di
raddoppiare l'afflusso turistico con tutto quello che ne consegue e
al 31 maggio rischia di chiudere, di abbassare le saracinesche,
Presidente.
Il 31 maggio scade la convenzione tra la società di gestione e
l'ENAV.
L'ENAV deve assicurare i servizi a terra e costano circa due
milioni e mezzo l'anno che vanno - non ad una società privata,
Assessore, Presidente, onorevole Dina, tecnici dell'Assessorato,
vanno all'ENAV che è un ente nazionale di Stato il cui capitale
sociale è il 100 per cento di titolarità del Ministero del tesoro.
Finiamola con queste manfrine che daremmo soldi ad una società
privata.
Abbiate il pudore di non prenderci in giro.
Presidente, questo emendamento dichiarato inammissibile, Vice
Presidente Lo Bello le ricordo che durante la sua visita a Ragusa
quindici giorni fa, le ho rappresentato questo triste epilogo in
quella sede alla Camera di Commercio.
Lei aveva assunto l'impegno di fare tutto il possibile perché
questo non si realizzasse ed è ora di mantenere la parola.
Gli strumenti tecnici ci sono perché attraverso la Commissione
Ambiente e territorio - e ringrazio tutti i componenti della IV
Commissione, il Presidente Trizzino - abbiamo fatto proprio
l'emendamento governativo cambiando la forma, il capitolo di
finanziamento lo abbiamo reintrodotto.
Anche questo emendamento è stato dichiarato inammissibile dalla
Presidenza Dina così come quello del sottoscritto.
In Aula oggi ci sono, oltre gli emendamenti di tanti colleghi, sei
emendamenti del sottoscritto che prevedono sei possibilità
alternative di finanziamento.
Fra i sei ce ne può essere, ce n'è sicuramente uno che può essere
approvato dall'Aula.
Non venitemi a dire che ne riparliamo fra due mesi perché fra un
mese l'aeroporto ha chiuso e non abbiamo nulla di che discutere -
poi infatti è difficile ricontattare le compagnie, riprendere i
contratti, fare la programmazione dei voli.
Quell'emendamento mio nelle precedenti finanziarie aveva questo
scopo.
Le compagnie non fanno i contratti se sanno che fra uno, due anni
l'aeroporto è destinato a chiudere, programmano a lunga scadenza.
Pertanto un discorso era avere un aeroporto che per cinque anni,
almeno, avesse una vita assicurata un altro è un aeroporto che,
anno per anno, doveva arrivare al lumicino.
Assessore Baccei, questo sforzo va fatto, non possiamo aspettare i
due mesi.
Significherebbe che noi vogliamo continuare ad avere una Sicilia
stracciona che ha i soldi per tutte le assistenze possibili o per
gli enti clientelari o per gli amici li troviamo e per un'opera di
sviluppo, di incremento turistico, di volano per la nostra economia
non riusciamo a trovare.
Con la massima franchezza, io questo emendamento le devo dire con
la massima chiarezza sia su sua sollecitazione onorevole Di
Giacomo ed altri parlamentari, mi hanno detto di riconsiderare e di
vederla attentamente.
Da un esame fatto non è da escludere che si tratti di aiuti di
Stato, onorevole Assenza mi scusi lei già sa la soluzione su tutto,
siccome io non sono in via aprioristica contro, tutt'altro io sono
a favore per incrementare sia l'aeroporto di Comiso che l'aeroporto
di Birgi.
Se siamo d'accordo e se riusciamo a recuperare questi 2 milioni e
mezzo dei quali si dice, noi potremmo mettere però attenzione, una
decisione che può maturare adesso proprio a dimostrazione che non
siamo contrari, la cosiddetta clausola di salvaguardia comunitaria,
che in questa legislatura ancora non abbiamo adottato, che prevede
che gli interventi previsti in quest'articolo sono subordinati al
rispetto delle vigenti normative comunitarie in materia di aiuti di
Stato, nonché alla definizione delle procedure di cui all'articolo
88 ecc., significa che devono passare 60 giorni senza che ci sia
impugnativa da parte della Commissione di Bruxelles.
Questa potrebbe essere una soluzione, questo a dimostrazione che
non c'è una prevenzione contro, ne da parte del Governo, ne tanto
meno da parte della Presidenza dell'Assemblea, perché siamo
perfettamente tutti convinti che va potenziato il sistema degli
aeroporti.
Significa incentivare il turismo e creare concorrenze fra le
compagnie aeree.
Però io dico questa potrebbe una soluzione che viene immaginata in
questo momento da parte degli Uffici, capisco la pressione che c'è,
se riusciamo a recuperare un milione e mezzo, nella foga
l'onorevole Assenza, però non si può dire era uno e mezzo, era due
e mezzo, era tre e mezzo, lo spirito è quello di risolvere il
problema.
Ora giustamente onorevole Assenza abbiamo due aeroporti che sono
quello di Comiso che chiaramente va incentivato, perché chiaro che
il risultato c'è e che conviene a tutta la Sicilia che venga
incentivato l'aeroporto di Comiso, così come c'è un aeroporto di
Trapani che va incentivato. Troviamo una soluzione con questa
clausola di salvaguardia.
Chiaro che però occorre trovare la disponibilità finanziaria, se
c'è un ragionamento che gli Uffici mi possono fare da qua a domani,
lo facciamo con questa clausola di salvaguardia comunitaria e penso
che potremo risolvere il problema.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, siamo all'inizio della finanziaria,
ancora siamo alle battute preliminari.
Siamo qua per risolvere i problemi o ci dobbiamo parlare addosso
sulle cose? Io do la parola all'inizio perché capisco pure
l'onorevole Arancio che sicuramente parlerà del reddito minimo,
onorevole Turano a seguire l'onorevole D'Asero, l'onorevole Ragusa
e l'onorevole Arancio.
Però brevità cortesemente, si onorevole Di Pasquale tutti quelli
di Ragusa, perché il problema non è della Sicilia, abbiamo trovato
la soluzione, ogni parlamentare deve intervenire, chiaro che sono
tutti d'accordo.
Dico io assessore è chiaro che quello che ho detto io e una
soluzione a condizione che ci siano le risorse finanziarie, non la
voglio assolutamente mettere in alcuna difficoltà.
Il problema reale sulla vicenda dell'aeroporto, che non si vuole
comprendere, a chi destinare i soldi? All'ENAV? E a che titolo?
Destinarli a chi? Al Comune? E a che titolo?
Quindi il problema, l'assessorato, se lo era posto perché è chiaro
che c'è l'interesse a incentivare.
La soluzione la debbono trovare i tecnici, onorevole Digiacomo, se
c'è l'intento di farlo.
Se c'è l'intento di farlo la soluzione la trovano i tecnici, però,
io dico, comunque come uffici abbiamo il dovere di porre la
clausola di salvaguardia comunitaria.
Allora, se l'assessore fa il ragionamento per fortuna è uscita una
sentenza pubblicato l'altro giorno. Può essere che abbiamo la
disponibilità di queste somme. Si può fare un articolo singolo, si
sostiene dinnanzi ogni sede.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Gucciardi
intervengo sul punto cercando di evidenziare due aspetti.
GUCCIARDI. Perché si rivolge solo a me?
TURANO. No, parlo anche con lei.
Vengono rilevati due diversi aspetti. Un aspetto di copertura
finanziaria e un aspetto di volontà a trovare una soluzione tecnica
che rispetti le disposizioni comunitarie. La via che lei individua
- io prima avevo parlato con l'assessore Baccei, e lo avevo
tranquillizzato sul fatto che, su un impegno politico, a trovare
una soluzione non avrei, come dire alzato le barricate.
Credo che questo dibattito d'Aula possa essere lo stimolo perché,
nell'acro delle prossime 24 ore, si trovi una soluzione Basta
leggere la Gazzetta Ufficiale, non bisogna inventarsi niente, per
capire come altre regioni hanno trovato la soluzione. L'assessore
Baccei conosce il tema perché, oggi, è stato a colazione con me e
ne abbiamo parlato in lungo e in largo. Io pregherei il Governo di,
come dire, accantonare il problema aeroportuale a tutti gli altri
problemi che ha appena finito di evidenziare e, se c'è buona
volontà, nell'arco di 24 ore noi risolviamo i problemi degli
aeroporti minori della Sicilia. Perché Birgi rappresenta temi
diversi da quelli che sono rappresentati da Comiso. Pur tuttavia,
tutt'e due hanno la necessità di capire come implementare i flussi
turistici.
Sulla Gazzetta Ufficiale c'è pubblicato quello che ha fatto la
regione Toscana, ivi compreso, Presidente, questo lo voglio
CARUSO, assessore per la famiglia, per le politiche sociali e per
il lavoro Ci sono gli investitori privati, in Toscana
TURANO. No, no, no assessore Caruso. La prego. Veda in tema di
lavoro non mi permetterei di parlare. In tema di aeroporti, per
l'esperienza che ho misurato, lei mi può aiutare ma, mi creda, non
è come dice lei. Si, come no Come sono a Palermo, come sono a
Trapani, come sono ovunque.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, si rivolga alla Presidenza.
TURANO. La pregavo, soltanto, di aiutare a trovare la soluzione
perché, la clausola di salvaguardia significa notificare l'atto, e
significa aspettare ..bene, bene, bene.
Io ritengo, per come leggo sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana che c'è la soluzione per risolvere il problema
e, pertanto, ora con gli uffici dell'Assemblea e del Governo
proveremo a imbastire il ragionamento.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Presidente la
ringrazio perché, in tempo reale, ha ricevuto i sindaci della
provincia di Caltanissetta e di Enna per le problematiche legate ai
cantieri di servizio.
Ringrazio anche l'assessore Baccei, per la disponibilità che ha
mostrato riguardo ai cantieri di servizio, con l'impegno che ha
preso, perché ovviamente i soldi non bastano per arrivare al 31
dicembre, arrivano a luglio, ma lui pubblicamente ha preso
l'impegno con quest'Assemblea che, entro luglio affronteremo il
problema.
Volevo focalizzare un punto Presidente. Con la finanziaria del
2014, l'articolo 35 comma 4, c'eravamo impegnati di mettere
quest'anno dei soldi per la fuoriuscita da questo bacino.
Sarebbe importante che noi, in questa finanziaria, tenessimo conto
di questa necessità di mettere dei soldi immediatamente, sarebbe
quindi opportuno - e ne abbiamo parlato anche con gli assessori di
riferimento e con l'assessore Baccei - segnatamente a queste
necessità implementare il capitolo solo per la fuori uscita e poi a
luglio se ne parlerà per il resto.
PRESIDENTE. Scusate, così ci comprendiamo fino in fondo. Gradirei
un pò di attenzione.
Noi saremo alla seconda prova di confronto con gli uffici della
Presidenza del Consiglio, nella fattispecie, il Ministero per gli
affari regionali, che dovrà esaminare questa finanziaria.
Noi rischiamo di farci impugnare, tantissimi articoli, nonostante
la bontà degli articoli.
L'onorevole Arancio e di questo lo ringrazio, ma insieme
all'onorevole Cancelleri e lo porto come esempio agli altri
deputati delle province, di Caltannissetta e Enna, ieri hanno posto
un problema che, se posto nei giusti termini,non può non trovare
riscontro in quest'Aula, sul capitolo per la fuoriuscita,
sostanzialmente di questi lavoratori a reddito minimo, perché dal
2005, ci sono dei lavoratori che per necessità e per convenienza,
se noi ci pensiamo, di quei territori e delle loro famiglie, di
poter uscire da quel tipo di bacino. Altrimenti permangono in una
situazione di grande precarietà.
Voi pensate che noi possiamo affrontare questo argomento
nell'ambito della finanziaria? O non è opportuno che l'assessore
Baccei, insieme all'assessore al lavoro in questo caso, perché gli
devo dare atto che l'assessore Baccei, non lo conosciamo,
figuriamoci i deputati delle altre province, figuratevi gli
assessori che sono arrivati da qualche mese. Hanno la necessità di
approfondire questi argomenti.
Su questo, se non ho compreso male l'assessore Baccei si è
impegnato a recuperare quindici milioni di euro su questi settori,
perché quando arriveremo sulle Ipab sarà la stessa cosa.
Fare dei disegni di legge appositi, specificarli altrimenti noi
saremo apposto con la nostra coscienza o penseremo di essere
apposto con la nostra coscienza. Perché quando ieri mi sono fatto
carico in prima persona di affrontare questo problema, perché
questi lavoratori ma anche i sindaci delle province di Enna e
Caltannissetta hanno ragione, perché utilizzano questo personale,
mi sono fatto carico di questo problema che è un problema che
appartiene a tutta la Sicilia.
La soluzione ragionandoci, può essere trovata perché non sono
precari, non sono conosciuti quindi dalla gran parte della politica
regionale, non si sa che persone sono e come vengono adoperate,
sapendo però che svolgono un lavoro utile, quindi va fatta una
riflessione per dare la possibilità a quest'Aula di approntare con
cautela disegni di legge che alla fine possano superare il vaglio
da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di questo si
tratta.
Poi se ognuno di noi deve sostenere le proprie idee, lo possiamo
fare. Do per scontato che quello che ha detto l'assessore Baccei, e
non lo sto difendendo sapete quali sconti abbiamo avuto sempre sul
profilo della correttezza, si è impegnato a recuperare quindici
milioni di euro perché si fa forte anche su questa sentenza della
corte Costituzionale, recentemente. Il problema lo abbiamo posto
ieri, perché è chiaro che questi problemi devono essere affrontati,
però non possiamo volere tutto e subito altrimenti non avremmo
assolutamente niente.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo, ma prendo
lo spunto proprio dalle considerazione che lei Presidente Ardizzone
ha fatto circa la necessità di procedere con un senso di
responsabilità e anche con un'attenta analisi visto il confronto
che noi dobbiamo reggere con il Ministero delle Regioni per la
verifica sulle leggi che andiamo ad approvare.
E in questo suo ragionamento mi meraviglia che sicuramente la
Presidenza su una finanziaria di circa 110 articoli dove sono
evidenziati alcuni interventi che vanno trattati per singolo
specifico settore e singola materia l'esame dell'Amministrazione
regionale sicuramente portano ad un appesantimento che a mio avviso
mette in discussione il risultato complessivo della stessa manovra
e per aderire anche alla considerazione dell'Assessore Baccei circa
l'invito ad assumere atteggiamenti di responsabilità, io come capo
Gruppo del Nuovo Centro Destra evidenzio e faccio presente che il
senso di responsabilità lo abbiamo sempre dimostrato, ma questo non
è servito a dare una spinta, un contributo e di questo ce ne
rammarichiamo verso un'azione significativa, propulsiva,
costruttiva di questo Governo.
Noi oggi registriamo un momento di grande negatività, un momento
in cui si riscontra una totale assenza di programmazione, un
momento in cui c'è un rischio grave di potere determinare la
compromissione di diverse iniziative, di diverse opere importanti
per la nostra Sicilia perché il rimandare la soluzione dei problemi
o il rimandare la ipotesi relativa a soluzioni di problemi
sicuramente non qualifica l'azione del Governo ma la rende
criticabile, negativa e molto approssimativa e in questo io mi
permetto dire: ma vi sembra giusto Assessore Baccei, Governo il
disastro dei conti che si percepisce dalla lettura dei primi
articoli di questa finanziaria?
L'Articolo 3 nel riportare il risultato di gestione del 2014 e per
evidenziare una posta di disavanzo di un miliardo settecento
cinquantacinque milioni di euro che cosa fa? Realizza una
progressiva spinta in avanti di un problema lasciandolo sul
tappeto, cioè a dire riportiamo sugli altri esercizi, quindi
aggraviamo gli esercizi successivi 2016 - 2017 e 2015
sostanzialmente di cinquecento ottantacinque milioni di euro.
Poi c'è il problema che sostanzialmente facciamo per salvaguardare
l'aspetto che riguarda i Comuni e per fare l'intervento questo
positivo sulle strade provinciali e accendiamo un mutuo di 145
milioni e poi - io dico la parte più delicata che voglio
evidenziare - non è possibile ancora una volta tagliare dalle opere
pubbliche gli investimenti dove abbiamo -udite- rinunciato a 674
milioni dei fondi in conto capitale provenienti dalla nostra
dotazione del Fondo FSC ex FAS. Allora io dico
PRESIDENTE.. Si attenga alla discussione, lei mi sta ritornando
sulla discussione generale che era chiusa.
D'ASERO . Presidente non ero intervenuto ma mi permetto di dire
che
PRESIDENTE.. Veniva lunedì come gli altri deputati che sono
intervenuti, vada avanti
D'ASERO . Sto rispondendo all'invito anche dell'Assessore, sto
completando e la ringrazio della sua attenzione molto precisa sul
mio intervento.
Concludo dicendo che sicuramente ci sono anche altre problematiche
che riguardano la riduzione di specifici interventi. Ancora una
volta voglio evidenziare che su leggi di settore o su argomenti che
riguardano i singoli rami dell'Amministrazione non si può
intervenire con una finanziaria in cui in maniera violenta si
proceda ad eliminare Enti, a sostituire posizioni, a creare un
momento di grande confusione.
Concludo dicendo: l'articolo 8 propone una ipotesi dei lavori
PRESIDENTE. Le devo togliere la parola onorevole D'Asero perché
lei si sta allontanando completamente dal tema, io ho dato la
parola ai colleghi parlamentari sulla base delle dichiarazioni che
aveva fatto l'assessore Baccei, aveva posto 5 punti e lei non è
venuto lunedì sulla discussione generale e mi sta intervendo adesso
sulla discussione generale, non mi sembra corretto nei confronti
dei colleghi che l'ascoltano.
D'ASERO. Volevo solo dire che sull'articolo 8, siccome condivido
l'impostazione di riportare sui costi standard il problema dei
costi degli enti locali, però dico attenzione questo è un problema
di programmazione, i costi standard porteranno ad un problema di
surplus di personale, pensiamo oggi cosa intendiamo fare di ciò che
verrà determinato.
RAGUSA. Chiedo di intervenire sulle questioni poste
dall'assessore.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, possibilmente ci eviti la questione
sull'importanza dell'aeroporto di Comiso che condividiamo.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, visto
che condivide mi permetta una critica nei suo confronti e nei
confronti dell'assessore Baccei, perché se in modo cosciente e
moderato dobbiamo trovare la soluzione postuma, perché non si è
pensato a trovarla prima questa soluzione, perché non ha senso che
oggi arrivate qua in Aula, lei signor Presidente e lei assessore
Baccei, e ci ponete questa difficoltà, tra l'altro a maggio non ci
sarà più un centesimo per mandare avanti l'aeroporto di Comiso,
allora siccome fino a prova contraria il Presidente Crocetta ci ha
spiegato che lo sviluppo passa anche attraverso gli aeroporti e il
turismo, è una scelta governativa; faccia pure lei assessore Baccei
e faccia lei signor Presidente, e mi permetta anche di dirle una
cosa, per me è una doppia sconfitta questo perché questa
opposizione mi fa critiche e mi dice il presidente Ardizzone ha
stracciato la norma , e a me questa cosa mi da fastidio,
PRESIDENTE. Ormai io sono il cattivo di questo Palazzo e di tutta
la Sicilia, però le regole si rispettano.
RAGUSA. Lei ha trovato la soluzione, e sarebbe interessante che
l'assessore Baccei si alzasse e dicesse condivido la sua proposta
e noi ci sentiamo garantiti, ma non certamente fra 6 mesi ma
subito.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, mi permetta qualche considerazione
proprio perché lei appartiene alla mia stessa politica e glielo
dico con la massima franchezza, questa è la dimostrazione che
bisogna operare nel rispetto delle regole e le ribadisco il
concetto: noi vogliamo che siano approvate e che non siano
impugnate queste norme o dobbiamo parlare solo al nostro
elettorato?
Se noi dobbiamo parlare solo al nostro elettorato noi andiamo
avanti e faremo una finanziaria di 200 emendamenti, siccome io sono
dell'avviso che è importante l'aeroporto di Comiso per lo sviluppo
della Sicilia ed è importante l'aeroporto di Birgi per lo sviluppo
della Sicilia io le sto dicendo la mia posizione sarebbe quella,
non domani, perché motivo di riflessione è quello che ha detto
l'onorevole Turano e io ne prendo atto, può essere che già la
soluzione c'è e non c'è bisogno della clausola di salvaguardia,
potrebbe essere pure questo, ma se non troviamo la soluzione e
l'assessore Baccei, ho ragione di credere che sia così, ha detto
metto a disposizione 15 milioni di euro e tutti condividiamo che
i due aeroporti sono un'emergenza della Sicilia è un motivo di
orgoglio per l'intera Sicilia e non solo per Comiso o per Trapani,
troviamo la soluzione. Perché comunque verranno impugnate se le
norme non vengono scritte bene e poi guardi io la norma
necessariamente la dovevo stralciare, nonostante le sue inventive e
le sue pressioni.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, dopo
le considerazioni del Presidente Ardizzone io credo che c'è poco da
aggiungere se non ribadire che il metodo che questo pomeriggio
abbiamo registrato qui in Aula da parte dell'assessore Baccei, di
interloquire con il Parlamento in piena trasparenza nel senso di
comunicare al Parlamento che è in una difficoltà finanziaria
straordinaria, ritiene il Governo di poter recuperare delle risorse
da qui a 60 giorni, all'estate, per individuare e provare a
risolvere finanziarie, problemi e problematiche meritevoli di
considerazione.
Lo ho detto appunto Baccei, nel senso che non è necessario che
ciascuno di noi si sforzi nel riconoscere la valenza strategica,
per lo sviluppo della Sicilia, degli aeroporti di Birgi e di
Comiso, piuttosto che la necessità posta dall'onorevole Arancio e
da altri colleghi sul reddito minimo, che garantisce un precariato
e un reddito minimo alle famiglie di due Province di questa nostra
Regione, ed altre problematiche di interesse generale e non
certamente legati ad una parte politica piuttosto che all'altra.
Quindi prendendo atto dell'impegno del Governo, espresso
spontaneamente in questa sede, di impegnare delle risorse da qui a
60 giorni, più o meno, per la soluzione di importanti
problematiche, io credo che non mancherà certamente all'Aula, nel
corso di questa maratona che inizia questo pomeriggio, e che si
concluderà certamente nella giornata di domani, di poter
eventualmente individuare soluzioni, ma soluzioni che, come ha
ribadito il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Ardizzone, siano
coerenti intanto tecnicamente, che siano delle norme che non
servano, diceva Ardizzone, soltanto per parlare in maniera vana al
nostro elettorato.
Questa non è l'intenzione di nessuno dei deputati di questa
Assemblea e quindi il metodo proposto io credo che sia il metodo
giusto, fermo restando ripeto che se soluzioni, nel frattempo, in
queste ore, interverranno per risolvere i problemi che il Governo
ha riconosciuto problemi di interesse generale, io credo che sarà
fatto e saranno portato a soluzione le problematiche poste.
Quindi credo che l'Assemblea debba tempestivamente iniziare il
lavoro, è un lavoro duro, sono 102 articoli, occorre
democraticamente tener conto di tutte le proposte che verranno
negli emendamenti presentati alla legge di stabilità, quindi io
credo che il Parlamento in questo momento ha la necessità di
cominciare subito a trattare della legge di stabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Rubo
soltanto un minuto al dibattito sulla legge di stabilità per
richiamare l'attenzione della Presidenza e del Governo, e per esso
dell'assessore Baccei, su una possibile pregiudiziale procedurale
che io mi permetto di sollevare all'attenzione della Presidenza e
del Governo.
Il tema è stato richiamato dall'assessore nella sua introduzione e
da lei, signor Presidente, subito dopo. La Corte Costituzionale, ha
riconosciuto, era l'ora, alla Regione siciliana il diritto ad
incassare imposte per accise su energia e carburanti, tema
tormentato e tormentoso che ci trasciniamo da anni.
In buona sostanza la Corte Costituzionale ha dato torto al Governo
Crocetta che, qualche settimana fa con un atteggiamento remissivo,
assolutamente imperdonabile, ha rinunciato ad un vasto e solido
contenzioso che, ahilei e ahinoi, assessore Baccei, avrebbe
ristorato le finanze di questa Regione.
Io mi chiedo, poiché la decisione della Consulta non può non avere
refluenze sullo strumento contabile della Regione, perché si tratta
di centinaia di milioni di euro, benché spalmati tra il 2012 ed
oggi, io mi chiedo assessore, come pensa lei di poter affrontare
questo tema, come ha detto poco fa nel suo intervento, fra qualche
mese, nel momento in cui la sentenza della Corte Costituzionale
appare essere immediatamente esecutiva? Lei non ritiene che appaia
incauta la volontà di procedere comunque e a prescindere rispetto a
quello che è avvenuto pochi giorni fa da parte della Consulta?
Io chiedo signor Presidente dell'Assemblea che lei offra, dopo
aver ascoltato il Governo, o magari dopo avere chiarito come
intende affrontare il tema, offra l'opportunità di valutare se una
pregiudiziale, per evitare eventuali conseguenze, vada posta in
questa sede all'attenzione dell'Assemblea o se, invece, con
assoluta serenità, la Presidenza ed il Governo ritengono che,
comunque, si possa andare avanti.
Avevo il dovere di consegnare questa mia perplessità e questa mia
riflessione agli atti parlamentari.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, il mio non è un intervento, è solo per
un chiarimento. L'emendamento che, assieme all'onorevole Arancio,
abbiamo presentato sul reddito minimo di inserimento, è conseguenza
diretta di quella che è stata la finanziaria che abbiamo approvato
l'anno scorso, nel senso che l'articolo 35 della finanziaria
prevedeva delle misure per la fuoriuscita. A suo tempo, c'è stato
un problema con il Commissario dello Stato, che non si capiva se
andava definita questa cosa, signor Presidente, però, mi deve
ascoltare
A suo tempo, seppur a mio avviso l'articolo 35 della finanziaria
del 2014 fosse chiaro, si fece un passaggio con il Commissario
dello Stato. Il comma 4 prevedeva delle misure per la fuoriuscita.
Il bacino, però, era rimasto unico, per cui non si capiva, se
all'interno, quale era la percentuale per la fuoriuscita. Ora,
siccome, ci sono tutta una serie di lavoratori che hanno fatto la
richiesta di fuoriuscita per autoimpiego, il problema è definire,
assessore, qual è l'importo.
L'importo, già di per sé, oggi, è insufficiente, perché noi
abbiamo 6.400.000, più 2.100.000, consideriamo che sono 850 mila
euro al mese, quindi, l'anno scorso sono stati quasi 10 milioni di
euro, per cui, ammettiamo un milione per la fuoriuscita, sganciamo
le altre risorse, si trattava di questo. Dico, non è un piacere, è
solo definire questa partita che teniamo ormai da due anni
PRESIDENTE. Allora, scusate, l'onorevole Musumeci ha posto una
questione, con garbo, pregiudiziale. Io non faccio, siccome la
questione c'è, di fatti, l'aveva già sollevata l'assessore Baccei,
ma io ho voluto rimarcare il ragionamento perché un problema
esiste.
Invito a soprassedere su questa discussione, non tanto per la
presentazione o meno della pregiudiziale, o altro, però, il
problema c'è, realisticamente.
Siccome l'assessore, ribadisco un concetto, ha detto: abbiamo una
sentenza che, in effetti, è stata pubblicata e, quindi, dovremmo
tenere in considerazione in questa fase. .
Ma, l'assessore, per ovvie ragioni, non è in condizioni, in questo
momento, di quantificare il risultato in termini di euro, per la
Sicilia, perché dice: di certo, ribadisco quello che ho detto,
parliamo degli anni precedenti, non lo so per il futuro. .
Io stesso ho detto, la prima riunione d'Aula che dovremmo fare
alla ripresa, prima delle province stesse, occorre chiarezza anche
alla luce di questa sentenza della Corte costituzionale, non tanto
delle trattative che ci sono in corso con lo Stato, ma la questione
del contenzioso, perché questa sentenza, ora, in maniera pratica,
ci pone il problema rinuncia al contenzioso . Di che cosa si è
trattato? Di questo stiamo parlando. In che termini ha inciso e
quali altri ricorsi sono pendenti dinanzi alla Corte
costituzionale?
Io, pertanto, la invito, a soprassedere in questa sede, per
MUSUMECI. Signor Presidente, se lei è sereno ed è sereno il
Governo
PRESIDENTE. Se l'avesse detto qualche altra autorità, io sereno,
io non Se lo dice lei
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
saldo netto da impiegare per l'anno 2015 è determinato in termini
di competenza in 527.758 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, è determinato per l'anno 2016
un saldo netto da impiegare pari a 296.603 migliaia di euro e per
l'anno 2017 un saldo netto da impiegare pari a 266.813 migliaia di
euro.
3. L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente e in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2015,
in 217.871 migliaia di euro.
Comunico che sull'articolo 1, si soprassiede perché viene
approvato alla fine.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Disposizioni in materia di residui attivi,
passivi e perenti e di equilibrio di bilancio
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2013 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2014, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 1, che sono iscritte in
apposito elenco con decreto del Ragioniere generale della Regione.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2014. Qualora, a fronte delle
somme eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
si provvede al loro accertamento all'atto della riscossione con
imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli di
entrata.
3. Le somme eliminate nei precedenti esercizi per perenzione
amministrativa agli effetti amministrativi relative ad impegni
assunti fino all'esercizio finanziario 2004, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2014, sono
eliminate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
medesimo. Con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai
sensi del presente comma. Copia di detti decreti è allegata al
Rendiconto Generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014.
4. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2013 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2012, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2014 non corrispondano obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le modalità di
appalto.
6. Le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 4, che sono iscritte in
apposito elenco con decreto del Ragioniere generale della Regione.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2014.
7. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del presente
articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni.
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato un emendamento
inammissibile. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
E' approvato
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3
Risultato di gestione
1. Il disavanzo di gestione dell'esercizio finanziario 2014,
stimato in complessivi 1.755.000 migliaia di euro, è ripartito in
tre annualità pari a 585.000 migliaia di euro iscritti in ciascuno
degli esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017.
All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti, entrambi
inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4
Ricorso ad operazioni finanziarie
1. Il Ragioniere Generale è autorizzato nell'esercizio finanziario
2015 ad effettuare operazioni finanziarie per un importo pari
complessivamente a 145.000 migliaia di euro di cui 115.000 migliaia
di euro per le finalità di cui all'articolo 6 e 30.000 migliaia di
euro per le finalità dell'articolo 10.
Gli emendamenti presentati sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5
Accantonamenti tributari
1. Il concorso al risanamento della finanza pubblica a carico
della Regione, complessivamente determinato in 1.385.383 migliaia
di euro per. ciascuno degli anni 2015-2017, per effetto
dell'ulteriore onere previsto dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190
, comma 400, è ridotto di 98.638 migliaia di euro annui per effetto
dell'intesa sancita dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del
26 febbraio 2015.
2. All'onere di cui al comma 1, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2015, 2016 e 2017, si provvede quanto a 673.548 migliaia
di euro mediante utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione
ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del decreto legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto
2012, n. 135 e successive modifiche ed integrazioni, e quanto a
613.197 migliaia di euro con risorse a carico del bilancio
regionale (UPB 4.3.1.5.4 - capitolo 219213).
3. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
- al comma 1 le parole "gli esercizi finanziari 2014-2016" sono
sostituite con le parole l'anno 2014 e le parole e in 979.004
migliaia di euro per l'anno 2016 sono abrogate;
- al comma 2 lettera b) le parole e 400 milioni di euro annui per
l'anno 2016 sono soppresse e le parole il triennio 2014-2016
sono sostituite con le parole l'anno 2014 ;
- la lettera c) è soppressa.
4. I commi 1 e 2 dell'articolo 9 della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3 sono abrogati.
Sono stati presentati vari emendamenti, che sono inammissibili,
tranne il 5.3, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Grazie.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, però l'emendamento è inammissibile, non è che
sto derogando alla regola che non si discute una volta che sono
stati dichiarati inammissibili gli emendamenti.
CIACCIO. No, no, non metto in dubbio che è sua facoltà dichiararli
inammissibili, anche perché entra nel merito dell'infrastruttura
della manovra finanziaria, però era giusto per chiedere anche
all'assessore che una parte di copertura anche al comma 2,
praticamente noi la stiamo andando a coprire con i fondi FSC, che
sono lo strumento con il quale il Governo e le Regioni sviluppano
interventi per equilibri economici e sociali tra le diverse aree
geografiche del paese, in attuazione dell'articolo 119 del comma 5
della Costituzione.
Ora, i fondi FSC quindi parliamo dello sviluppo economico della
Sicilia, più volte abbiamo chiesto cortesemente di trovare altro,
perché parlano nelle linee strategiche, nel quadro strategico
nazionale servivano a coprire diversi interventi, tra cui
l'inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e le
attrattive territoriali, ora con questi interventi, o meglio con
queste risorse è possibile fare degli interventi, tipo il reddito
di cittadinanza, e noi invece stiamo andando a coprire parte del
bilancio, quindi andare a togliere parte dello sviluppo
territoriale, il nostro futuro, per andare a mettere una pezza ed
una toppa ad un bilancio e ad una mala gestione degli ultimi venti
anni.
Ora noi non siamo d'accordo e per questo, questa ratio aveva
questo emendamento, però è stato dichiarato inammissibile, anche se
non lo condividiamo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 6 riguarda l'assegnazione sui comuni, questo ci
impegnerà molto, è uno dei più complessi, propongo di accantonarlo
e di andare avanti con gli articoli più facili. Ogni emendamento è
legittimo, è chiaro, su questo emendamento mi fermerei un momentino
con il Governo, alla luce del sole, per vedere se si può trovare un
momento di sintesi, se non si può trovare si inizia a votare e
basta.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Il comma 9 dell'articolo 6, rubricato Disposizioni in
materia di assegnazioni finanziarie ai comuni, dispone per i comuni
siciliani in dissesto e predissesto finanziario un contributo
regionale per il personale a tempo determinato dell'80 per cento
del costo complessivo annuo del contratto. Tale comma, assessore mi
rivolgo a lei perché non credo di sbagliare nel dire che è
legittimo, perché l'articolo 25, a cui si fa riferimento nel comma
9 dell'articolo 6 è stato di fatto abrogato dall'articolo 30, comma
6, della legge regionale.
PRESIDENTE. E' accantonato, onorevole Venturino, lo vediamo dopo.
Si passa all'articolo 7:
Art. 7
Servizi di autolinee urbane
Al comma 6 dell'articolo 27 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 e successive modifiche ed integrazioni, al settimo
periodo sostituire le parole da a prevalente economia turistica
sino a i relativi oneri con le parole singoli o associati, a
condizione che, se associati, la maggioranza di essi sia a
prevalente economia turistica ai sensi dell'articolo 13, comma 5,
della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, ed a condizione che
venga stipulata tra di essi apposita convenzione che ne regoli
modalità attuative anche ai fini dell'utilizzo in comune delle
risorse turistiche e del miglioramento dei servizi di mobilità, con
l'utilizzo anche di bus scoperti che attraversano il territorio dei
comuni, ed a condizione che ne assumano integralmente i relativi
oneri. .
All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.4
dall'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento 7.2
dall'onorevole Grasso.
GRASSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.1 dell'onorevole
Fazio.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la prima
parte dell'emendamento sostanzialmente ripristina qualcosa
che era già contenuta nella proposta approvata dalla IV
Commissione. Non riusciamo a spiegarci come sia stato
possibile, nel momento in cui è avvenuto il passaggio dalla
IV Commissione alla II Commissione, che la parola contigui
sia sparita.
Ecco perché ho presentato l'emendamento, per reintrodurla,
anche perché ha un senso. Non avrebbe alcun senso laddove non
fosse introdotta la parola contigui , perché significa
sostanzialmente che un comune può fare benissimo la
convenzione con un altro comune a distanza enorme e poi
realizzare l'obiettivo.
Altra cosa, a mio avviso, è che l'emendamento introduce un
elemento in più e dobbiamo ricordarci che qui si tratta di un
fatto prettamente finalizzato allo sfruttamento della
potenzialità turistica, non quindi ad una sostituzione
dell'attività di linea perché questo non potrebbe e non
dovrebbe accadere.
Ecco perché l'introduzione affinché, con decreto
assessoriale, si possa specificare meglio l'ambito di portata
della norma.
Io cerco di immaginare in maniera particolare, ad esempio,
l'aggregazione di un certo numero di comuni che non sia
superiore ad una certa superficie territoriale oppure ad una
certa popolazione o che abbiano caratteristiche comuni.
Ecco la necessità di integrare la portata della norma con
quanto effettivamente proposto per renderla non solo migliore
ma, possibilmente, con una maggiore applicazione aderente
alle caratteristiche del territorio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 così come emendato. Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8:
Art. 8
Livelli essenziali delle prestazioni degli enti locali
1. Al fine di garantire la trasparenza e la
razionalizzazione della spesa pubblica locale, nonché il
progressivo superamento del criterio della spesa storica
nell' assegnazione delle risorse regionali, nel rispetto
dei principi e dei criteri definiti dall'articolo 11
della legge 5 maggio 2009, n. 42, l'Amministrazione
regionale, con il concorso delle autonomie locali,
determina i fabbisogni standard di Comuni e liberi
consorzi comunali relativamente alle funzioni
fondamentali degli stessi enti, per garantire i livelli
essenziali delle prestazioni eventualmente dalle stesse
implicate.
Ai fini di cui al comma 1, entro sei mesi dall'entrata
in vigore delle presente legge, con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia, previo parere della Conferenza Regione-
autonomie locali, sono definite le disposizioni in
materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni
standard dei comuni e dei liberi consorzi comunali, con
riferimento alle funzioni fondamentali.
All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti 8.1 e
8.2 dagli onorevoli D'Asero e Falcone.
D'ASERO. Lo ritiro.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9:
Art. 9
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai
liberi consorzi comunali
1. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017
al fine di garantire il funzionamento dei liberi consorzi
comunali, è autorizzato un contributo di parte corrente di
19.150 migliaia di euro comprensivo della quota annuale di
1.650 migliaia di euro per le finalità di cui alla legge
regionale 5 agosto 1982, n. 93, come integrata dall'articolo
17 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive
modifiche ed integrazioni. La superiore riserva sarà
calcolata all'interno dei trasferimenti spettanti al libero
consorzio comunale interessato. Per l'esercizio finanziario
2015 il contributo di parte corrente di cui al presente comma
è comprensivo delle assegnazioni autorizzate dell'articolo 3,
comma 1 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, previo parere della Conferenza
Regione-autonomie locali, sono stabiliti entro il 31 maggio
2015 i criteri per la ripartizione delle risorse di cui al
comma 1.
Nelle more dell'effettuazione dei trasferimenti di cui al
comma 1, al fine di fronteggiare eventuali situazioni
emergenziali, su richiesta motivata dei liberi consorzi
comunali, l'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica può autorizzare l'erogazione di un acconto
fino al 30 per cento del corrispondente trasferimento
dell'anno precedente.
All'articolo 9 è stato presentato un emendamento
dall'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Sono stati presentati altri due emendamenti
dagli onorevoli Di Mauro e Greco.
DI MAURO. Lo ritiro.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per segnalare una questione per la quale non so se possiamo
trovare una soluzione insieme agli uffici.
E' successa una cosa singolare, cioè che avevamo nel testo della
finanziaria proposto dal Governo, per il quale la I Commissione
avendone competenza ha dato parere, la norma sugli organismi
intermedi nell'ambito della programmazione 2014-2020 ed
individuava, in particolare per gli organismi intermedi come
modello attuativo della programmazione decentrata, i liberi
consorzi.
La Commissione Bilancio nella notte famosa questa norma è
stata stralciata.
Se c'è una cosa che ci può consentire di spostare nel territorio
le somme della nuova programmazione comunitaria è la possibilità di
creare gli organismi intermedi come modello di spesa dei Fondi
comunitari.
E' una norma che è presentata dal Governo nel testo, apprezzata
dalla Commissione di merito, non c'è più nel testo finale, credo
sia coerente metterla all'articolo in questione.
PRESIDENTE. Il richiamo dell'onorevole Cracolici è pertinente,
pertanto do lettura dell'emendamento 9.4 Aggiungere il seguente
comma: La Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 123 del
Regolamento (UE) n. 1303 del 17 dicembre 2013, attua parte
rilevante delle azioni inerenti lo sviluppo locale mediante i
comuni del territorio siciliano, le loro aggregazioni e i loro
liberi consorzi, ritenuti idonei in quanto dotati di un apposito
sistema di contabilità, sorveglianza e informativa finanziaria
separati e informatizzati, che vengono individuati quali Organismi
intermedi (O.I) nell'ambito del PO FESR Sicilia, dei PO FSE e del
PSR 2014-2020 .
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, in Commissione Bilancio su questo
articolo, che adesso è 9 ma prima era 10, avevamo posto il problema
che riguarda i lavoratori socialmente utili delle province, delle
ex province regionali attualmente liberi consorzi' i quali si
trovano in una sorta di limbo a seguito di tutta quella che è la
normativa quindi la legge 5, prima, il fatto che non abbia definito
i liberi consorzi, la legge 2/2014 ecc.
Il problema che si pone è sostanzialmente riportare il contributo
per il riequilibrio che è stato determinato dalla legge 5,
riportarlo a quello che era nel 2013. In Commissione Bilancio ciò
h stato condiviso da tutti e si era detto di andare a verificare se
ci fossero impegni di spesa da assumere a carico del bilancio.
Con il Direttore Morale e con il ragioniere generale Sammartano
abbiamo verificato che così non è.
Ho presentato insieme ad altri colleghi un emendamento in questo
senso, emendamento che è inserito fra gli aggiuntivi.
Volevo solo farlo presente perché se questo emendamento non
dovesse essere approvato, i precari delle province siciliane, circa
quattrocento, - non sono precari ma lavoratori socialmente utili
contrattualizzati così come quelli degli enti locali - si
troverebbero a non potere essere prorogati alla scadenza del
contratto andando a creare un grave vulnus, avremmo un problema di
carattere generale che riguarda quattro province in Sicilia.
Lo faccio presente perché può succedere poi che gli aggiuntivi
vengono tutti stralciati, sarebbe utile inserirlo adesso.
GRECO Giovanni. Chiedo di Parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei
presentare un sub emendamento di buon senso, questo problema che
tratta l'articolo 9, vorrei aggiungere le parole previo parere' io
ho scritto vincolante della Commissione legislativa di merito, ma
mettiamo anche consultiva, però diciamo un sub emendamento di aiuto
e di collaborazione da parte del Parlamento con il Governo.
Se non ha niente in contrario, glielo do.
PRESIDENTE Anche su questo articolo avendo approvato l'emendamento
9.4 presentato dall'onorevole Cracolici, lo accantoniamo perché
vediamo dove dobbiamo inserire questo emendamento, ma soprattutto
dovremmo recuperare questo che mi dice l'onorevole Alloro.
Facciamo una verifica.
Abbiamo accantonato l'articolo 6 e l'articolo 9.
Sull'articolo 9 però abbiamo approvato l'emendamento, con la
verifica di quanto dichiarato dall'onorevole Alloro.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 17.45)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ritorniamo all'articolo 9.
Gradirei un attimo di attenzione da parte dell'onorevole Alloro e
da parte dell'onorevole Giovanni Greco, che hanno posto due
argomenti. Per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo.
GRECO G. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Greco. L'onorevole Alloro lo
mantiene. Lo tratteremo successivamente, all'articolo 12.
Pongo in votazione l'articolo 9, che non ha emendamenti. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10
Programma straordinario di interventi sulla viabilità
secondaria
1. Per l'esercizio finanziario 2015 è autorizzata la spesa di
30.000 migliaia di euro da destinare ai liberi consorzi comunali
per l'attuazione di un programma straordinario di interventi sulle
infrastrutture stradali di viabilità secondaria dell'isola, che
assicuri il raggiungimento delle seguenti finalità:
a) eliminazione delle condizioni di pericolo della rete viaria
secondaria e sua messa in sicurezza;
b) miglioramento dell'accessibilità alle aree metropolitane;
c) miglioramento delle interconnessioni con la rete viaria
primaria e conseguentemente con i poli di scambio internodale;
d) accessibilità ai servizi essenziali della sanità,
dell'istruzione ed agli altri servizi sociali;
e) miglioramento delle condizioni di accessibilità delle aree
interne;
f) superamento delle condizioni di chiusura e/o limitazione del
transito sulla rete secondaria dovute ad ordinanze emesse dalle
Autorità competenti.
2. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
Giunta regionale, sentiti i liberi Consorzi comunali e
l'Assessorato regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti, è approvato il piano degli interventi e le modalità di
assegnazione delle risorse finanziarie.
Comunico che l'emendamento 10.2 è ritirato. Emendamento 10.6,
onorevole Barbagallo lo vuole illustrare.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'articolo è
già abbastanza eloquente. Ci è sembrato giusto aggiungere, tra i
criteri e le finalità da perseguire, anche quello che è la
viabilità secondaria verso i siti dell'UNESCO e quella inserita nel
piano regionale delle vie di fuga - che, quindi, già sono delle
esigenze obiettive già trattate dall'amministrazione regionale -
avessero priorità insieme alle altre, già individuate nel testo
base.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi pur condividendo e
apprezzando l'intervento dell'onorevole Barbagallo riteniamo che,
in questa sede e questo lo voglio dire all'Aula, non sia meritevole
di accoglimento questo emendamento perché l'intervento è stato
mirato proprio per intervenire sulle fragilità che il sistema
viario, oggi secondario, comporta e presenta in tutta la Sicilia,
anche alla luce degli ultimi fatti della Catania-Palermo.
Per cui chiederei al collega Barbagallo di soprassedere su
quest'emendamento e, eventualmente, di ripresentarlo in altra fase
su altra norma.
Intervengo anche, così non interverrò più su questo articolo, per
spiegare l'emendamento 10.5.
Il 10.5, sostanzialmente, cosa dice? Che questo piano di riparto,
che dovrebbe essere fatto per le Province, dev'essere anche
disciplinato e la disciplina, la regolamentazione, è giusto che
avvenga con decreto dell'Assessore regionale alle infrastrutture e
ai trasporti che possa individuare, disciplinare il piano degli
interventi con la relativa assegnazione delle somme, delle risorse.
Serve, proprio, perché si possa creare una programmazione seria,
concreta ed incisiva.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori
colpisce in questo articolo, nell'elenco di questi emendamenti, il
fatto che sia stato il Governo a cambiare idea.
Infatti, all'articolo 10.3 c'è scritto, esattamente, l'opposto di
quello che abbiamo concordato in Commissione bilancio dopo due ore.
Pertanto, vede io, intanto faccio un appello anche al Governo a
ritirare questo emendamento.
Mentre, l'emendamento dell'onorevole Greco e dell'onorevole
Falcone possono essere unificati perché vanno nel senso auspicato
dalla Commissione e dal Governo quella sera.
In pratica, Presidente, cosa sta succedendo? Che le strade, l'asse
viario più importante della Sicilia - quello che collega la Sicilia
occidentale con la Sicilia orientale, la Catania-Palermo è
inservibile.
L'assessorato regionale per le infrastrutture ha già predisposto
di concerto con le province, un bando di 49 milioni di euro che
riguarda le strade provinciali della Sicilia.
Ok. Noi cosa intendiamo fare? Intendiamo a tale disponibilità di
49 milioni di euro aggiungere questo. Perché abbiamo la necessità
entro trenta giorni, come dice l'emendamento dell'onorevole Greco,
che l'assessorato faccia pervenire di concerto con le province
l'elenco delle strade su cui bisogna intervenire immediatamente.
Abbiamo anche quella sera visto che attraverso l'Urega, velocemente
si fanno le gare, attraverso il Genio civile, e con orgoglio noi
diciamo di avere in tutte le province dei Geni civili,
particolarmente capaci e competenti, si possono fare le gare.
Abbiamo la necessità di non appesantire il bilancio delle province
con ulteriori somme che, poi non sarebbero nelle condizioni di
svendere, di conseguenza assessore, presidente sarei dell'idea di
approvare se l'onorevole Falcone è d'accordo e ritira il suo
emendamento, l'emendamento dell'onorevole Greco, anche perché
abbiamo la necessità di velocizzare e di ridare in capo
all'assessorato per le infrastrutture così come quella sera
abbiamo concordato, la titolarità di interventi che possano
oggettivamente iniziare entro trenta giorni anche perché
l'assessorato alle infrastrutture, di concerto con le province o le
ex province ha già pronto l'elenco degli interventi.
Elenco di interventi che è stato suffragato dall'autorevole
intervento anche del Genio civile e della protezione civile.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, signor Presidente, onorevoli colleghi, questi 30 milioni
di euro sostanzialmente sono stati sottratti ai comuni ed erano
destinati per gli investimenti e sono stati sottratti ai comuni
perché c'era la necessità di intervenire sull'asse viario
secondario.
Ritengo che non si può appesantire la norma ma in questo momento
che la Sicilia ha la necessità di ripristinare tutto il sistema
viario in tutte le province, diceva bene l'onorevole Vinciullo,
ebbene che questo monitoraggio venga fatto dall'assessorato per le
infrastrutture in collaborazione e quindi con i Geni civili, che
possono, in tutte le province, effettuare sopralluoghi e
intervenire con dei progetti di somma urgenza al ripristino delle
strade.
Altra cosa invece non possono fare le province perché abbiamo già
contezza, chi vive nei territori, che purtroppo, gli uffici tecnici
della provincia, per quel che riguarda comuni del territorio dei
Nebrodi che hanno ottenuto finanziamenti dalla protezione civile e
ancora gli uffici tecnici della provincia devono rediger i
progetti, quindi siccome sulla viabilità non si può scherzare né si
può mediare, ritengo che sia l'emendamento 10.1 che l'emendamento
10.5 devono essere apprezzati.
Potremmo anche ritirare l'emendamento 10.5 e approvare
l'emendamento 10.1.
PRESIDENTE. Ho capito che c'è convergenza sull'emendamento
dell'onorevole Greco.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
l'emendamento all'articolo 10, l'emendamento 10.3, anche se non c'è
l'assessore per le infrastrutture. Credo che vada ritirato questo
emendamento e riscritto anche rispetto al testo originario che è il
secondo comma, perché credo che sottrarre ai liberi consorzi la
funzione di ripristinare la viabilità rurale, caricando di
responsabilità anche la protezione civile, è a mio parere,
aggravando la procedura per stabile le priorità degli interventi.
Quindi chiedo al Governo di riscrivere il comma 2 dell'articolo 10
e ritirare il 10.3.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questo articolo c'è stata anche una certa discussione in
Commissione e anche appassionata e il punto è questo: vorrei
ricordare a tutti che noi parliamo delle strade la cui competenza
in atto, fissata dalla legge 9 è dei liberi Consorzi, quindi io non
capisco cosa dovrebbe fare la Regione su cose la cui competenza è
dei liberi Consorzi. Ci è stato spiegato e io ho convenuto in tal
senso che potrebbe determinarsi una situazione che è la seguente:
noi diamo i 30 milioni alle province o ai liberi Consorzi ma
siccome sono vincolati dal patto di stabilità i liberi Consorzi
non ne avrebbero poi la possibilità materiale di spendere questi
soldi.
Allora colleghi avevamo convenuto che si teneva il fondo in capo
alla Regione, ma la modalità di spesa era in capo ai liberi
Consorzi, cioè si alla programmazione, ora sento parlare che c'è
un programma già fatto chi l'avrebbe fatto? Con chi sarebbe stato
fatto? Di cosa stiamo parlando? Ecco perché onorevole Presidente io
credo che la dizione che è rimasta nel testo e chiedo a tutti i
colleghi di ritirare gli emendamenti vari la dizione che è
contenuta nel testo è quella che quanto meno tiene al centro la
titolarità dei liberi Consorzi che assieme alla Regione attraverso
le infrastrutture fa il programma comune ma guai a perdere di vista
che la titolarità è dei liberi Consorzi perché violeremmo ciò che
la legge assegna come competenza. Quindi chiedo a tutti i colleghi
a partire da Greco che in commissione ha espresso una opinione
completamente diversa dall'emendamento che ha scritto ecco perché
gli chiedo di ritirare a lui e a Falcone gli emendamenti .
PRESIDENTE. Fatemi comprendere, c'erano stati una serie di
interventi di condivisione dell'emendamento dell'onorevole Greco
con un invito che ha fatto l'onorevole Vinciullo a ritiro
all'onorevole Falcone perché mi avete spiegato che in Commissione
erano successe determinate cose ora o resta quello di Falcone o
resta quello di Greco per essere chiari lei onorevole Greco lo
ritira il suo emendamento?
GRECO Giovanni. Lo ritiro
PRESIDENTE. ritirato, lei onorevole Falcone lo mantiene
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. L'onorevole Falcone lo mantiene. Il Governo ritira il
10.3, l'onorevole Barbagallo ritira il suo e allora ritirato
l'emendamento 10.2
Chiede di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevole colleghi,
l'onorevole Cracolici su questa materia si è ostinato a portare
avanti una battaglia giusta pur non avendo i requisiti normativi.
Nel merito abbiamo svolto su questo articolo, su questa tematica,
in presenza degli uffici della Regione dell'Assemblea di almeno tre
ore chiesto più volte al Ragioniere generale della Regione,
Presidente Ardizzone è bene avere anche la sua attenzione perché
anche lei ha fatto poco fa un appello, l'Assemblea è chiamata a
legiferare per non farsi impugnare articoli. Se noi approvassimo le
disposizioni proposte dall'onorevole Cracolici incorreremmo in una
impugnativa perché quei 30 milioni in virtù del patto di stabilità
non potrebbero essere utilizzati. L'Assessore alle infrastrutture
chiamato in commissione ha certificato di essere l'unico strumento
utile in virtù del fatto, tutte le domande che si è fatto
l'onorevole Cracolici, ma chi ha fatto il lavoro? Non è così. I
liberi consorzi ovvero le vecchie province, hanno fatto un lavoro e
c'è un elenco avallato anche dal Genio Civile e fatto proprio da
una delibera della Giunta regionale per cui il lavoro sulle
emergenze e sulle frane che si sono verificate è già stato fatto,
l'assessore chiamato - e non è un pericoloso amico di Milazzo - ha
certificato che è pronto ad intervenire subito perché questo
articolo signor Presidente nasce da un desiderio delle minoranze di
intervenire con urgenza nelle strade provinciali. Capisco che c'è
la corsa ad intestarci non so che cosa, ma noi ci siamo fermati
come minoranza e abbiamo posto temi, non abbiamo fatto la corsa a
dare emendamenti per difendere amici o prebende, abbiamo posto
temi, il buono scuola, le emergenze sulla viabilità nelle strade
provinciali e questo è un tema a cui noi teniamo veramente e se
deve essere efficace si deve approvare l'emendamento 10.5 in questi
termini.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
problematiche di natura finanziaria, come è stato espresso poc'anzi
da altri colleghi, che riguardano soprattutto il Patto di stabilità
e le Province hanno imposto una lunghissima discussione in
Commissione Bilancio, con il rischio che questi soldi non potessero
essere spesi; tuttavia, siccome si tratta di risorse che sono
proprie delle autonomie locali e risorse che riguardano le strade
secondarie su cui è stato detto se la competenza di legge
attribuita alle ex Province, oggi Liberi Consorzi Comunali, io
credo che non si possa prescindere, in una pianificazione di questo
genere meritoria ed indispensabile per tutto ciò che sta accadendo
in Sicilia, non si possa prescindere da una proposta vincolante per
gli organi e dipartimenti regionali - qualunque esso sia, qualunque
dipartimento a cui attribuiamo la competenza - non si possa
prescindere da un piano, da una pianificazione vincolante che venga
dai Liberi Consorzi Comunali, cioè che venga dalle istituzioni
pubbliche rappresentative, dall'ente pubblico territoriale che ha
competenza specifica in questa materia, cioè delle strade
secondarie.
Pertanto, io credo che si possa riscrivere la norma vincolando gli
organi regionali che eventualmente hanno competenza per superare la
problematica finanziaria del patto di stabilità ma che non si
possano assolutamente discostare dalla pianificazione che provenga
dagli enti pubblici territoriali cui, per legge, la competenza
delle strade secondarie è attribuita. A questo io credo che non si
possa assolutamente derogare, pertanto, credo che si possa
approvare una norma di questo tipo, mi riferisco al comma 2
dell'articolo in trattazione, occorre assolutamente, in modo
perentorio, attribuire una competenza precisa di proposte
vincolante ai Liberi Consorzi Comunali che rappresentano le
autonomie territoriali, le autonomie locali, comuni compresi.
MILAZZO Giuseppe. Ma il comma 1 già lo dice
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, devo
dire che, leggendo il testo di questo articolo non mi piace molto
l'obiettivo che si vuole raggiungere anche perché, così come è
scritto il testo, di fatto, mi pare che si vuole una grande
attività di concertazione tra i Liberi Consorzi, tra l'assessore
alle Infrastrutture, tra la Giunta regionale, tra il Presidente
della Regione, per spendere delle risorse che poi vedono come
soggetto attuatore, ritengo, i Geni civili dell'isola perché gli
interventi sulle infrastrutture della viabilità che assicurino le
finalità, ritengo che la competenza, a meno che l'assessore Baccei
mi chiarisca poi operativamente nel territorio chi è il
responsabile di questa misura, tralasciando invece un argomento
vero che secondo me oggi va affrontato con questi trenta milioni di
euro, indipendentemente dalla necessità delle strade secondarie,
rispetto a quello che sta succedendo in Sicilia sulle calamità
naturali, sui disastri nei centri storici, sui disastri nelle
strade anche appena costruite e che, di fatto, hanno tagliato la
nostra Regione in più parti.
Un intervento di questo genere non deve, secondo me, distinguersi
tra strade interprovinciali, tra strade poderali, tra centri
storici, sono interventi di emergenza, e allora la domanda che io
farei all'assessore Baccei, rispetto a questi trenta milioni di
euro che si vuole poter programmare con una collegialità assoluta,
sentendo più parti del territorio, ma la Protezione Civile in
Sicilia, l'emergenza infrastrutturale in Sicilia, di cui alla
Protezione Civile, quanto ha nel bilancio della Regione siciliana?
Perché noi stiamo parlando di programmare, pianificare trenta
milioni di euro sentendo il mondo intero e abbandonando le
emergenze di alcuni Comuni che sono tagliati da questa Regione,
mettendo nel capitolo di bilancio pochissime risorse per le
emergenze e le calamità infrastrutturali, onorevole Presidente
dell'Assemblea.
Allora, il criterio da scegliere non è quello di questi cinque
punti che sono una presa in giro, il criterio da prendere è quello
dell'emergenza, di cui alle ordinanze del Presidente della Regione
sullo stato di calamità. E mi dica quali sono le risorse appostate
nel capitolo della Protezione Civile regionale, per le associazioni
di volontariato non c'è un euro, per le infrastrutture siciliane
non c'è un euro e aspettiamo i soldi da Roma.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
sto assistendo ad un balletto che è indecoroso e ad un
atteggiamento che testimonia, intanto, un approccio privo di una
logica ed una competenza che stia a monte ma, soprattutto, un modo
di legiferare che contraddice a distanza di qualche minuto quello
che si è sostenuto ed approvato qualche minuto prima.
Voglio far notare, signor Presidente, che qualche minuto fa noi
abbiamo approvato un emendamento di Cracolici che fa diventare
soggetti attuatori intermedi i Consorzi dei Comuni.
Ora, in una situazione nella quale, a fronte del fatto che non
sappiamo come andrà a finire col caos che questo Governo e questa
maggioranza hanno creato per le Province, quindi, non si sa con la
legge come andrà a finire, ma a parte questo, si è data dignità
politica, attuativa ed amministrativa ai Consorzi dei Comuni,
addirittura facendoli diventare soggetto intermedio, cioè un
soggetto a cui si dà la capacità di bypassare la Regione nella
richiesta di finanziamenti alla Comunità Economica Europea. Cioè,
si dà a questi soggetti la dignità di un soggetto non solo capace
di progettare, ma che è anche in grado poi di eseguire, di portare
a termine, i finanziamenti del PO FESR, tutti i finanziamenti
europei.
Allora, come si pretende, poi, di bypassare, di saltare questo
organismo, impedendo a questo soggetto di essere attuatore di ciò
che spetta per legge? Stiamo togliendo i fondi, questi trenta
milioni, ai Comuni, e quindi dal fondo degli enti locali e poi,
invece, vorremmo darli alla Protezione Civile o ad una delibera, ad
un programma che viene approvato in Giunta. E la Giunta su quali
criteri sceglierà i progetti da approvare? Sui dodici assessori che
sono là dentro e che magari hanno interesse per fare approvare
questo, piuttosto che quell'altro progetto e non, invece, in base
all'urgenza.
Allora, io ritengo che bisogna approvare l'emendamento, il 10.5,
signor Presidente.
Lasciamo le cose incardinate secondo i canoni istituzionali.
I soldi li abbiamo tolti agli enti locali. Bene, i soldi, questi
soldi devono essere gestiti dalle province, a cui sono stati tolti.
CRACOLICI. Non è così, onorevole Formica
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, questo è un argomento che è stato
ampiamente discusso in commissione bilancio e, francamente, siamo
assolutamente d'accordo su questo prelievo dei 30 milioni per la
viabilità secondaria provinciale, oggi, dei liberi consorzi.
Ritengo che queste sono risorse, purtroppo, esigue, ma visto lo
stato delle strade nelle nostre province, credo che sia
assolutamente indispensabile, anche se non sono delle risorse che
potranno soddisfare tutte le esigenze dei vari territori
provinciali.
Vorrei, però, aggiungere, ad adiuvandum, e per evitare che poi
l'assessorato, magari, decida in maniera verticistica, senza
sentire le vere esigenze dei territori, vorrei aggiungere al
secondo comma che, con decreto del Presidente della Regione, previa
delibera della Giunta regionale, non sentiti i liberi consorzi, ma
che sia un parere vincolante dei liberi consorzi, perché sentire i
liberi consorzi, mi pare di lasciare tutto in aria. Mettiamo noi,
invece, col parere vincolante dei liberi consorzi', perché non
vorrei che poi le esigenze manifestate dai liberi consorzi, non
vengano tenute in conto dall'assessorato e l'assessorato, invece,
segua altre strade ed altre decisioni.
E, poi, vorrei capire, chi farà le gare d'appalto per queste
opere?
Immagino il Genio civile, probabilmente.
Anche questo, però, non è specificato. Bisogna capire chi poi
gestirà queste risorse e chi farà le relative gare d'appalto.
FORMICA. Io sto preparando un subemendamento, altrimenti lo
accantoniamo
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, oggi,
le ex province consorzi molte volte sono chiamate in causa da
ordinanze dei sindaci in danno, proprio per alcune viabilità che
non sono assolutamente idonee alla sicurezza.
Penso, quindi, che l'articolo, così com'è, debba restare, facendo
un subemendamento che possa essere anche in linea con quanto
dichiarato dai colleghi Ferrara e Formica, che venga espressamente
detto, su proposta dei liberi consorzi, nel senso che, oggi,
cercare di ribaltare la paternità o la titolarità ad altre
istituzioni è sbagliato, perché solo i consorzi rispondono a volte
di richieste in danno fatte dai comuni e, quindi, la priorità degli
interventi spetta, sicuramente, ai consorzi dei comuni. E' ormai
chiaro che, anche, l'esiguità delle risorse delle ex province
porta, sicuramente, a lasciare delle strade importanti senza
doverosi interventi, è quindi giusto, ed è per questo Presidente,
che vi sia una stragrande maggioranza, prego, onorevole Gucciardi,
di presentare anche questo subemendamento, dicendo e chiarendo che
si tratta di interventi su proposta dei consorzi dei comuni.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo costretta
a ribadire che in Commissione il punto di difficoltà della norma è
nato quando non si è detto di togliere le risorse ai comuni, perché
nessuno ha detto di togliere le risorse ai comuni, perché lo
spirito della norma è, invece, quello di prendere queste risorse e
di finalizzarle a quelli che devono essere gli investimenti per le
infrastrutture viarie, provinciali, anche alla luce di quanto è
accaduto; per cui il problema da risolvere e che era stato
demandato al Governo era quello di fare in modo che le risorse,
attribuendole ai consorzi dei comuni, i naturali destinatari, non
si bloccassero dentro i vincoli del patto di stabilità. Questo era
stato chiesto al Governo approvando quella norma.
Credo che il risultato che ne è venuto fuori non risponda
assolutamente a quel criterio e, quindi, dobbiamo trovare il modo
che in maniera vincolante i comuni esprimano il loro parere e,
contemporaneamente, quelle risorse non sottratte, ma semplicemente
individuate nella destinazione finale, prioritarie, siano
spendibili in maniera chiara in base al piano deliberato dai
comuni.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, scusi non vorrei ripetermi, perché dico
alla fine 30 milioni di euro per tutta la Sicilia con la situazione
delle strade così come è in tutti i territori, perché in alcune
parti del territorio fortunatamente si parla di autostrade, io vivo
in un territorio che non è né in prossimità della città
metropolitana, per cui dico abbiamo la situazione in Sicilia, in
tutte le province di strade dissestate, ritengo che queste somme
mandate alle province siano un disastro, la provincia di Palermo ha
un avanzo di due milioni di euro da spendere per le strade.
Bene, la giunta di Governo ha dovuto emanare una delibera di
giunta per autorizzare il patto incentivante verticale, cioè per
consentire alla provincia di pagare i mutui, in modo da potere
spendere le risorse, se oggi si trasferiscono ai liberi consorzi
perché ancora non ci sono alle province queste somme, esse non
saranno mai spese e noi abbiamo l'esigenza in tutte le province di
sistemare le strade dissestate. Quindi, l'obiettivo non è la lite
tra il dipartimento, la protezione civile e l'assessorato alle
infrastrutture, qui ci vuole una procedura snella e bisogna
individuare quale sia la procedura più snella perché si possano
spendere queste somme. Sicuramente non è quella di destinarle alle
ex province, perché io ho esperienza e posso testimoniare che da
tre anni ancora la provincia di Messina deve redigere progetti e
questo non è consentito.
Presenterò un ordine del giorno dove dirò che c'è una strada che
attraversa dieci comuni che è in condizioni di non transitabilità,
h una trazzera e quindi qui ci vuole trasparenza e correttezza,
perché checché se ne dica questi erano trenta milioni di euro
destinati agli investimenti per i comuni, ogni comune all'interno
del proprio territorio, che non ha i soldi per asfaltare le strade,
avrebbe potuto procedere a sistemarsi le strade interne.
Bene, siccome alla Regione non ci sono somme, li togliamo ai
comuni, i comuni devono sapere e devono essere a conoscenza, e
devono partecipare anche se sono solo dieci milioni di euro per
sapere quali strade si possono e si debbano sistemare.
Questo lo possono fare il Genio civile, la Protezione civile, non
ha importanza ma ci vuole un organismo attuatore che immediatamente
stabilisca, nei trenta giorni, in maniera equa con un piano per
tutta la Sicilia - oggi il Presidente della Regione ha incontrato i
sindaci delle province di Scillato, eccetera, faremo la trazzera.
Con quali soldi? Ci vogliono 10 milioni e non possiamo sistemare
solo tre strade con 30 milioni di euro.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo dibattito
appare desolante e davvero disarmante. Per chi ha un minimo di
confidenza con le vicende delle province sa che stiamo parlando del
nulla.
L'alternarsi a questa tribuna di colleghi di diverso orientamento
politico mi ricorda la felice descrizione dei capponi di Renzo.
Stiamo parlando di 30 milioni di euro, significa del rifacimento
del manto stradale appena appena di una ventina di chilometri in
tutto, 30 milioni di euro non trenta miliardi e ci chiediamo chi
deve gestirli se il commissario, che si farà i suoi amici, o se
restituirli ai sindaci che avrebbero potuto impiegarli utilmente o
se lasciare carta bianca al Presidente della Regione che potrebbe
continuare a favorire qualche amico.
Signor Presidente e signori assessori e, soprattutto, assessore
per le infrastrutture e la mobilità, io credo che un parametro
esista. Intanto, esiste il problema viabilità provinciale che sia
chiaro è stato finora risolto, da quando avete messo sotto processo
le province, è stato risolto con una sfilza di ordinanze di
chiusura. Nel territorio provinciale non si può più camminare, è
una sequela di divieti perché il commissario ritiene utile, anche a
salvaguardia del proprio ruolo, disporre su richiesta dell'Ufficio
tecnico l'ordinanza di chiusura. Poi i disagi per gli automobilisti
e per i cittadini sono problemi che appaiono assolutamente
secondari.
Il problema è uno, Presidente e assessori: esiste un parametro di
cui la Regione dispone già, ogni provincia ha un determinato numero
di chilometri di strade provinciali alle quali si aggiunge un
determinato numero di strade consortili che, per una legge della
Regione degli anni ottanta, sono oggi di competenza delle province.
Allora, se il parametro c'è tanto è lo sviluppo delle strade
provinciali di Palermo e tanto viene assegnato partendo dal budget
complessivo che è quello di trenta milioni di euro. Poi è chiaro
che saranno gli uffici tecnici dei liberi consorzi a dover
espletare le gare e a dover predisporre gli interventi, ma in tutta
la Sicilia parliamo di quattro, cinque strade, signor Presidente,
in tutta la Sicilia, per qualche chilometro.
Il rifacimento del manto stradale o la eliminazione di una frana,
non c'è altro. Per eliminare una frana occorrono tre, quattro,
cinque milioni di euro, una frana; qui sono in tutto trenta
milioni, ma di che stiamo parlando?
Stiamo perdendo un'ora del tempo per discutere del nulla, è
davvero desolante
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo dopo l'onorevole Musumeci per fare il paio a quello che
ha detto l'onorevole Musumeci. Mi sembra che stiamo parlando del
nulla.
Cioè, c'è una questione riguardante il testo che dà al Presidente
della Regione la possibilità di emanare un decreto, vi è un
emendamento che stravolge questo e lo trasmette, lo trasporta
all'Assessorato delle infrastrutture, vi è un emendamento del
Governo - una pantomima - che invece non lo dà né al Presidente
della Regione, né alle infrastrutture, alla programmazione e lo
affida alla Protezione civile perdendo di vista l'obiettivo.
L'obiettivo è il titolo di questo emendamento Programma
straordinario che presuppone di per sé anche un'urgenza, viste le
condizioni disastrose in cui viviamo.
L'onorevole Cracolici sollevava un dubbio che è quello secondo cui
le province non potevano spendere questi soldi per tutta una serie
di ragioni, non ultimo lo sforamento del Patto di stabilità.
Se questo è vero dovremmo modificare il comma 1.
Il comma 1 assegna le somme alle province, dovremmo specificare
somme da destinare ai territori dei liberi consorzi, dovremmo fare
questa modifica.
Poi dovremmo aggiungere un altro comma in cui individuiamo il
soggetto che eroga, che fornisce, che gestisce realmente questa
programmazione.
Personalmente se la programmazione viene fatta dall'Assessorato
delle infrastrutture, se viene fatta dalla Protezione civile, se
viene fatta dal Presidente della Regione o chiunque è abilitato a
farla, importante è che si faccia.
Non penso che sia un problema se viene fatta dai lavori pubblici o
dalla Protezione civile.
Il problema è quello che poneva l'onorevole Cracolici.
Vogliamo spenderli questi soldi o devono essere solo
un'enunciazione?
Se è un'enunciazione possiamo votarlo così per com'è perché le
province non saranno mai in grado di spendere questi soldi, primo
perché non hanno ancora un'entità giuridica ben definita, non
sappiamo cosa siano.
Secondo, non hanno neanche gli strumenti così veloci quindi si
trovino quell'ente terminale che è in grado di gestire questi
trenta milioni di euro nelle varie province.
Se poi ciascuno di noi vuole portare a casa un risultato,
Presidente, ha ragione il Presidente Musumeci quando dice che ci
prenderemo solo delle briciole, delle noccioline, poco meno che
briciole.
Se, invece, si vogliono fare cose serie, per me trenta milioni si
possono spendere solo a Messina se l'urgenza è Messina e
l'emergenza è Messina.
Se, invece, vogliamo fare la distribuzione dei pani e dei pesci, è
chiaro che facciamo un cattivo servizio alla Sicilia.
MUSUMECI. Mettiamo un vincolo di novanta giorni. Se non viene
espletata la gara il denaro torna alla Regione così creiamo una
spinta
FORMICA. Il problema è che, forse, non si vogliono fare le gare
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli assessori, mi rifaccio
all'intervento di qualche oratore che mi ha preceduto.
I trenta milioni di cui stiamo parlando, dobbiamo comprendere se
rappresenti una cifra gestita o meno in emergenza.
Trenta milioni per chi conosce un minimo di contabilità di
cantiere significa - come ha detto l'onorevole Musumeci - nemmeno
trenta chilometri quadrati di strada, rappresenta la possibilità di
realizzare due-tre bretelle di dieci chilometri circa in tutta la
Sicilia a fronte di migliaia e migliaia di chilometri dissestati,
impraticabili ove sono state messe ordinanze di divieto di
transito, a fronte di questo, parliamo di trenta chilometri di
viabilità da sistemare.
Con trenta milioni possiamo considerare soltanto la stesura
dell'asfalto, del tappetino di usura.
Quindi, dobbiamo decidere questa sera qui - e ci stiamo attardando
- se gestire in emergenza con le dovute gare o gestirlo in maniera
tale da potere individuare i tratti importanti quali quelli che
portano agli ospedali, ai servizi primari di una città, di un
libero consorzio, considerare se un ospedale, una caserma sono
irraggiungibili.
Parliamo di una somma che può gestire l'emergenza di qualche
chilometro di rifacimento.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, è stato detto che il tema sta appassionando nonostante la
pochezza quantitativa dell'intervento previsto. La pochezza aumenta
se consideriamo che questi 30 milioni dei quali stiamo discutendo,
perché previsti come programma straordinario all'articolo 10, sono
ancora del tutto virtuali poiché discendono dalla norma che è stata
approvata in precedenza circa le operazioni finanziarie. Onorevoli
colleghi, non crediate che si tratti di 30 milioni nel cassetto
dell'assessorato, nel cassetto della Regione, da essere trasferiti
ai liberi consorzi o alle province perché è denaro contante, denaro
disponibile.
Si tratta sostanzialmente dell'ennesimo mutuo da contrarre e che
deve essere contratto con le procedure, con i tempi che ovviamente
la normativa prevede.
Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la verità è che
quando si scrivono norme come l'articolo 10 la confusione anziché
diminuire aumenta. Se nella norma, infatti, scriviamo cinque
obiettivi da raggiungere, alcuni dei quali sono alternativi tra di
loro e non complementari, è chiaro che stiamo costringendo i
destinatari di questo pur teorico intervento a non esplicitare, a
non esprimere nessun atto concreto.
Se si tratta di un piano straordinario, non può che essere
demandato a chi il territorio lo conosce, cioè agli enti
territoriali. Non può essere la Regione.
Se io, assessore competente, in questo momento, dicessi e
chiedessi sa egli quante sono le ordinanze di chiusura al transito
della Provincia di Catania o della Provincia di Enna, o della
Provincia di Messina, sicuramente non saprebbe rispondere perché mi
risulta che in assessorato non esiste un monitoraggio della
viabilità provinciale che è stata inibita al transito negli ultimi
anni.
Allora il piano non può che essere demandato agli enti intermedi,
secondo requisiti e criteri che siano oggettivi e che tengano conto
del numero dei chilometri delle strade, che tengano conto del
numero di abitanti di quella singola ex Provincia o attuale
Provincia, a meno che, signor Presidente e colleghi, non si voglia
nascondere dietro la definizione dell'articolo 10 programma
straordinario solo la possibilità di espletare una quantità di
somme urgenze con procedure assolutamente semplificate e regolate
che non hanno niente a che vedere con un programma straordinario
La norma, pertanto, signor Presidente, le chiedo che venga in
questo momento stralciata, che venga accantonata, per riscriverla
meglio, attendendoci, da parte del Governo, un contributo di
chiarezza e un contributo di onestà intellettuale nello scrivere
una norma che sia davvero di programmazione e non di mera gestione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome sono
d'accordo con il collega Ioppolo, vorrei che questo essere
d'accordo non sia soltanto un modo per parlarci addosso.
Allora una cosa deve essere chiara: il tema non è chi fa ma,
sostanzialmente, in capo a chi è la competenza, chi fa - scusate il
bisticcio di parole -, anche perché giustamente lo faceva rilevare
l'onorevole Cascio, il primo comma dell'articolo 10 fa una norma, e
spiegherò anche perché, in cui dice I liberi consorzi hanno
assegnati 30 milioni e lo facciamo in virtù di un ragionamento,
che abbiamo fatto.
Io ricordo che la norma che era entrata in finanziaria prevedeva
un mutuo di 145 milioni, di cui 135 per i comuni e 10 per le
province o liberi consorzi. Ad un certo punto, prima nella
Commissione I e poi nella II Commissione, è emerso giustamente, io
dico, il tema dell'emergenza strade. Si è detto, allora, riduciamo
il mutuo per i comuni e aumentiamo quello per le province e,
quindi, da 10 passiamo a 30. Ora non vorrei che, in realtà, le
province da 10 stiano passando a zero perché, alla fine, i 30
dovevano servire alle province non per investimenti indistinti ma
per fare strade.
Una, mezza, un centesimo ma secondo un piano che spetta alla
competenza delle province.
Poi si è capito, e me lo ricordava il collega Di Giacinto, che il
tema del patto di stabilità per le province non esiste perché
sull'entrata e sull'uscita le province non operano, come dire, su
tetti ma operano su saldi. Il problema è un altro. Il problema è
che, essendo un mutuo, la provincia deve avere la certezza della
tempistica. Ma allora questo è un problema amministrativo.
Ora, volete sapere cosa penso io, e io chiedo di votare per parti
separate e secondo voi non c'è bisogno neanche di stralciare. Noi
dobbiamo votare il comma 1 e bocciare il comma 2, e bocciare tutti
gli emendamenti, cioè, i fondi vanno alle province. Poi le modalità
con le quali si spendono sono delle province e non sono né del
Presidente della Regione, né dell'Assessorato alle infrastrutture,
né della Protezione civile che hanno altri strumenti. Perché su una
cosa dobbiamo intenderci, e lo diceva bene l'onorevole Ioppolo:
cosa vogliamo fare di questi 30 milioni, somme urgenze?
Vogliamo fare somme urgenze? Io sono contrario a usarli per le
somme urgenze, chiaro? Se qualcuno pensa che facciamo 30 milioni
per fare somme urgenze, facendo gare con inviti dedicati, io sarò
contrario.
Quindi io sono perché 30 milioni vadano a liberi consorzi, secondo
il piano di riparto previsto dall'assessorato alle autonomie
locali. Sarà in capo ai liberi consorzi la responsabilità di fare
un metro, di fare dieci metri o di fare dieci chilometri sulla base
delle risorse assegnate.
Evitiamo confusione in questa materia.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo gioco
delle parti dove la maggioranza diventa opposizione al Governo e
l'opposizione deve sforzarsi di spiegare ai deputati di maggioranza
quello che sta succedendo, lo possiamo fare solo in questa
circostanza, perché c'è in ballo l'interesse della collettività e
c'è il futuro di parecchi comuni che sono, al momento, isolati.
Però, vicepresidente, non possiamo assolutamente pensare di
intervenire, a sostegno del Governo, e di spiegare quello che
succede perché i deputati della maggioranza fanno finta di non
capire o, e la cosa sarebbe ancora peggio, non hanno capito.
Prima cosa. Per quale motivo abbiamo detto che queste risorse non
potevano essere date alle province? Lo abbiamo detto non per fare
un favore al Governo, si badi bene se mai io volessi fare un favore
al Governo. Perché è stato ampiamente dimostrato che le province
non possono spendere questi denari perché ci sarebbe
GRECO Giovanni. E' falso, è falso
VINCIULLO. Giovanni, va bene. Li puoi spendere a Palermo Ma
siccome non possiamo fare la finanziaria per la provincia di
Palermo e dobbiamo fare la finanziaria per tutte le province non
puoi pensare di condizionare tutta la tua provincia Chiaro Le
province sono 9 e si opera per 9 province.
Allora, una cosa è certa e non può il caso di Palermo essere
portato ad esempio, le somme non possono essere spese nelle altre
province. Non possono essere spese Poi, quando qualcuno ci
dimostrerà che non è così. Dopo di che, si è detto spendete i
cento milioni di euro che avete a Palermo, perché non li spendete
questi cento milioni di euro che avete a Palermo? .
Posto quindi che fu detto che non c'era la possibilità di fare
spendere questi finanziamenti alle province perché c'era il rischio
che saltasse il patto di stabilità, che al momento costringe
numerose province a non spendere, che cosa abbiamo detto?
Questo Governo in data 4 marzo 2015 ha approvato la deliberazione
n. 64. Cosa prevede questa deliberazione che i colleghi della
maggioranza non hanno mai contestato?
Prevede che sono stati individuati 49 milioni di euro da destinare
a interventi - se ci sono - in maniera tale che si possa
intervenire nelle varie province.
E' stata fatta, a differenza di quanto è stato detto fino ad ora
perché non si conosce la storia di questa Regione e non si conosce
l'iter dei provvedimenti, una graduatoria.
Questa graduatoria è stata fatta ascoltando i Geni civili, le
province e ogni provincia, nessuna esclusa, ha fatto pervenire
all'assessorato l'elenco delle opere di cui si ha assoluto bisogno.
Questo elenco è arrivato in assessorato ed è stato poi
ulteriormente verificato da parte del Genio civile e il Genio
civile delle nove province, quindi, in maniera oggettiva, ha
certificato se gli interventi di cui i liberi consorzi di comuni
avevano chiesto il finanziamento fossero veri o meno.
Non vorrei smentire autorevoli colleghi, ma qui non si tratta di
qualche chilometro quadrato, perché, per essere chiari, possiamo
andare a finanziare almeno 60 strade, comprese 49 precedenti,
quindi significa che apriamo al transito almeno 60 strade
provinciali, la maggior parte delle quali al momento sono chiuse.
In modo particolare, onorevole Greco, anche tutte quelle della
provincia di Palermo che attualmente, pur avendo la provincia di
Palermo cento milioni di euro, non riesce a realizzare perché non
può movimentare le somme che ha a disposizione.
Ciò posto la soluzione che avevamo trovato in Commissione era una
soluzione che accontentava tutti i partiti, sia di maggioranza sia
di opposizione. Non si capisce questo attacco alla diligenza che è
iniziato stamattina in Aula.
Se l'attacco alla diligenza delle risorse destinate alla provincia
significa che il centrosinistra vuole continuare a mettere in
discussione il Governo che, pure lo rappresenta, ditelo pure; se,
invece, si è trattato di un incidente di percorso perché non era
chiaro, onorevole Cracolici, il percorso, dopo che ve l'ho
spiegato, vi invito ad andare sul sito della Presidenza della
Regione a vedere la deliberazione n. 64 del 4 marzo e, se questa
vicenda non nasconde imboscate rivolte al Governo, credo che
possiamo approvare facilmente questo articolo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
penso che sia chiaro che nessuno vuole mettere in discussione le
risorse per le province, le risorse per le strade provinciali che
tutti conosciamo e tutti sappiamo in che condizioni sono, però ho
la sensazione davvero che un pochino di demagogia qui la stiamo
facendo e mi voglio fermare solamente alla parola demagogia a meno
che ci siano cose che io non conosco, a meno che qualcuno già ha
pensato come spendere questi soldi e la cosa infastidisce ancora di
più, però queste cose io non le penso e non le voglio pensare,
voglio fare solamente una riflessione. Il problema relativo alla
non possibilità di spesa - certo, signor Presidente, è molto
difficile intervenire in Aula, aumento io il volume della voce -
quindi il problema dell'impossibilità a spendere le risorse per il
patto di stabilità non esiste, non esiste per due motivi: uno
perché questi interventi non sono interventi immediati pronti per
essere fatti ma bisognava fare i progetti esecutivi, appaltare le
opere e quindi non andranno ad incidere intanto subito nel
bilancio, ma, al di là di questo, a prescindere da questa
riflessione, già dal Governo Letta le risorse in quota parte per
investimenti vengono stralciate.
Questa è una cosa che ritengo importante: vengono stralciate -
sembriamo davvero in un campo di calcio - e pertanto non esiste il
problema e l'intervento che ha fatto il collega Cracolici è un
intervento serio, non ci fa dimenticare che le province hanno
competenze e tra queste competenze i liberi Consorzi hanno quelle
del rifacimento delle strade.
CIMINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, gradisco una risposta su questo
argomento perché ritengo che sia un argomento molto serio e
delicato ed è bene che i colleghi parlamentari possano avere
certezza e contezza di quello che noi stiamo facendo questa sera.
L'onorevole Cracolici ha iniziato il proprio intervento ribadendo
come il problema era quello di capire chi fa? Chi realizza?
Signor Presidente, il mio problema non è chi fa ma cosa fa. Perché
ritengo che questo articolo già nel suo titolo sia in
contraddizione con le problematiche che sta vivendo la nostra
Regione a tutt'oggi.
Il titolo recita: Programma straordinario di interventi sulla
viabilità secondaria . Chiedo all'assessore Baccei di poter
comunicare all'Aula: noi siamo pronti a poter programmare 30
milioni di euro per la viabilità secondaria, ma quali sono le
risorse statuite dalla Commissione, dal bilancio per le frane, per
gli smottamenti, per i crolli, se domani dovesse crollare un pezzo
della cattedrale di Agrigento o una ragazza muore per una buca
sulla strada comunale di Agrigento questo non è possibile perché le
risorse sono destinate solo alla viabilità secondaria?
A me non interessa chi fa ma cosa fa. La Sicilia ha tante
emergenze. Se i sindaci ritengono necessario con queste risorse
presentare un piano d' intervento per una copertura finanziaria su
una frana, su uno smottamento, su un crollo o su una strada
comunale o su una strada provinciale che ben venga, decida la
programmazione comunale del sindaco, ma non può essere un'attività
devoluta alla pubblica amministrazione, all'assessorato regionale,
vincolando le risorse ad una programmazione che non si potrà mai
realizzare.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima dell'intervento dell'onorevole Turano gradirei
che su questo il Governo si pronunciasse, anche per chiarezza,
perché il dibattito non è stato inutile, il dibattito è
finalizzato, a parte che c'è un dato scontato che le risorse sono
veramente minimali, anche su chi deve realizzare questi
interventi, se deve essere l'assessorato di riferimento, e se è
l'assessorato di riferimento, attraverso quali strumenti, perché
nell'emendamento del Governo si parlava di dipartimento della
protezione civile, nei vari emendamenti di infrastrutture. Ecco
bisogna capire questi concetti prima che noi andiamo a votare o se
devono essere invece direttamente i Liberi consorzi, farei
concludere gli interventi.
Io farei concludere gli interventi perché ha chiesto di
intervenire nuovamente l'onorevole Falcone e l'onorevole Sorbello e
successivamente dopo l'intervento dell'assessore l'Aula è nelle
condizioni almeno di votare anche sotto forma di eventuale
interpretazione che dovremo dare nel caso di attuazione di questa
legge. Ha facoltà di parlare l'onorevole Turano.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cercherò
di fare una breve sintesi su tutto quello che si è verificato in
quest'Aula e sulle cose che ho scoperto essersi verificate in
Commissione Bilancio, Commissione che non è il Vangelo, dove
onestamente si costruisce una mediazione spesso utile talvolta, per
come viene esposta, quasi insopportabile, fino a quando in
Commissione Bilancio si era votato questo emendamento che non
prevedeva assolutamente niente non c'erano problemi di sorta,
problemi di Liberi Consorzi, tutto andava bene e non c'era lo
stravolgimento ma il tutto è cominciato quando ho chiesto se non
era corretto che la proposta venisse avanzata sull'articolo
approvato dalla Commissione Bilancio dall'assessore per le
infrastrutture e la mobilità, il quale aveva gli Uffici periferici
per verificare quali erano le realtà su cui intervenire
immediatamente. Lesa maestà Abbiamo scoperto il patto di
stabilità, abbiamo scoperto che i comuni o le province non possono
intervenire, abbiamo scoperto ora che possono intervenire.
La cosa che non sopporto, perché questa è politica, possiamo
decidere tutto e il contrario di tutto. Rimango delle mie idee e
non mi impicco se l'Aula vota in maniera diversa. Condivido
l'emendamento del collega Falcone con la modifica proposta
dall'onorevole Formica su proposta dei Liberi Consorzi. Questa,
ripeto, è politica; la deriva insopportabile è quando lasciamo
adombrare ombre di chissà quale tipo e chissà su che cosa. Questo
non mi appartiene. Che lo faccia l'onorevole Ioppolo, è libero di
farlo; rappresento una opposizione che va contro tutto e contro il
Governo in particolare; che lo facciano autorevoli esponenti della
maggioranza.
Siamo all'articolo 10 di una finanziaria e dobbiamo arrivare
all'articolo 100 e allora ho capito onorevole Cracolici, delle due
l'una, o stiamo programmando e stiamo dicendo alla Regione visto
che abbiamo soffocato le Province e non abbiamo ancora approvato il
disegno di legge sulle Province, intervieni per le emergenze
cercando di capire , non vorrei che le cose che lei dice onorevole
Cracolici siano scritte nell'emendamento che il Governo ha
ritirato.
Allora cerchiamo di essere chiari. Delle due l'una: o l'impianto
reggeva nel senso che chiamavano l'assessore per attuare gli
interventi da fare su proposta dei Liberi Consorzi oppure questo
intervento deve essere demandato ai Liberi Consorzi.
Credo che quello che è stato fatto in Commissione Bilancio vada
sostenuto. Non ho partecipato a quei lavori, non ho detto che le
cose non mi garbano, ma la logica mi fa dire che la proposta
dell'assessore al ramo sul parere del Libero Consorzio è uno
strumento utile, è uno strumento che rende rapida l'azione. Non
capisco cosa debba fare il decreto del Presidente, previa delibera
di Giunta comunale, e sentiti i Liberi Consorzi e l'assessore.
Il secondo comma, diciamocelo chiaramente, da qualcuno viene visto
come chi deve gestire queste risorse. Io penso quali interventi si
debbano fare e gli interventi sono quelli indicati nel primo comma
dell'articolo, quindi non mi stupisce se la proposta la fa il
Libero Consorzio e la procedura la segue l'assessore.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, quando
la Commissione ha immaginato questo intervento è stato pensato a
seguito delle difficoltà viarie, abbiamo detto, in cui oggi la
Sicilia si trova. E quando utilizzo il termine difficoltà è
chiaro che sia un eclatante eufemismo per dire che la situazione è
veramente disastrosa in Sicilia.
Fatta questa considerazione, volevo un attimino fermarmi e
richiamare un po' all'Aula qual è l'obiettivo che questo articolo
vuole raggiungere e quali sono le procedure soprattutto. Perché
l'obiettivo lo abbiamo compreso tutti, le procedure invece sono
deficitarie nella comprensione di quest'Aula. Allora, con
l'emendamento 10.5 che, a mio avviso, può essere benissimo
integrato dal subemendamento 10.5.3, cosa si vuole fare?
Le province possono indicare all'assessorato per le infrastrutture
e la mobilità, assessorato deputato a ciò, a questo intervento,
quali sono le esigenze. L'assessore raccoglie le esigenze, le
valuta, sentite le Province eventualmente con un parere anche
vincolante, e dopo fa un decreto, emana un decreto, col quale
assegna le risorse alle Province, individuando specificatamente gli
interventi su cui attuare questa spesa.
Qualcuno ha parlato di patto di stabilità. Mi dispiace raccogliere
e registrare questa eccezione, perché l'intervento, siccome è a
destinazione vincolata e affluisce al Titolo II delle Province, non
incide sul patto di stabilità delle Province perché è un intervento
a destinazione vincolata. Ma è chiaro, chiaro Per cui noi abbiamo:
i Liberi Consorzi propongono; l'assessorato valuta, raccoglie e
assegna le risorse a seconda delle esigenze; i Liberi Consorzi
attueranno questo intervento; e poi l'assessore ritornerà in
Commissione entro 180 giorni e relazionerà sugli interventi
effettuati.
È chiaro, questa è la procedura, su questo riteniamo che non ci
siano particolari problemi, per cui noi diciamo di andare avanti,
di votare il 10.5 o i subemendamenti, nel caso in cui invece questa
Presidenza, e lo voglio dire al Presidente, ritenesse che ancora ci
sono dei dubbi, fermiamoci allora, accantoniamo l'articolo, lo
riscriviamo in maniera chiara perché un buon legislatore deve fare
norme semplici ed efficaci.
Nel momento in cui ci impantaniamo, qua, e stiamo discutendo da
un'ora su un articolo condiviso, su un obiettivo e su un intervento
voluto da tutti, in un momento di grande difficoltà per la Sicilia,
noi non stiamo facendo e non stiamo espletando al meglio il nostro
mandato.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, volevo per intanto dire al collega Turano, un minimo di
rispetto per il lavoro fatto dalla Commissione Bilancio , visto
che, tra l'altro, ha lavorato cinque giorni, notte e giorno, per
riuscire ad uscire fuori una finanziaria che riteniamo sia
abbastanza equilibrata.
E su questo articolo, devo dire, che tutti i discorsi che si
stanno rifacendo in Aula, sono stati fatti tutti in commissione
l'altra sera. Ed alla fine, abbiamo tentato di trovare una
soluzione che è quella che è stata scritta stasera ed è stata
portata in Aula.
Rispetto al patto di stabilità, volevo chiarire una cosa, non
fosse altro per dire che le province possono spendere questi soldi.
I liberi consorzi li possono spendere, perché, a differenza del
patto di stabilità regionale, lì ci sono i saldi finanziari, i
saldi di competenza, che sono diversi rispetto al patto di
stabilità della Regione. Siccome noi abbiamo, qui, un'entrata ed
un'uscita, le province possono spendere, sicuramente, le somme.
Non possono spendere, in questo momento, gli avanzi di
amministrazione perché già sono vincolati nei vecchi patti di
stabilità e non possono utilizzare gli avanzi di amministrazione.
Questo, sicuramente, non lo possono fare, ma queste risorse possono
essere spese.
Mi dispiace che l'onorevole Turano, avendo fatto il presidente
della Provincia di Trapani, voglia, stasera, azzerare le
competenze degli enti locali.
Ritengo che debbano essere i liberi consorzi a dover programmare
ciò che fare nei propri territori sulle strade provinciali e credo
che le province, gli uffici provinciali dei liberi consorzi delle
province, hanno tanti progetti e, chiaramente, i 30 milioni sono
una goccia in un mare
Stiamo parlando di un miliardo di euro che ha bisogno la Sicilia
per rimettere in sesto le strade provinciali e noi stiamo parlando
di 30 milioni, che è lo sforzo che abbiamo potuto fare con questa
finanziaria ed abbiamo fatto. E sono delle risorse che sono state
tolte agli enti locali, ritengo, per darle ad altri enti locali.
Il nostro Gruppo, pertanto, ha presentato un emendamento
soppressivo del comma 2, cosicché risolve il problema di tutti.
Rimane soltanto il comma 1, in cui si dice che le risorse vanno ai
liberi consorzi dei comuni che programmano e spendono i soldi
facendo fare le gare. Non loro stessi. Vi ricordo che le gare che
superano 1.500.000 euro vanno all'Eureka, per cui, i liberi
consorzi non fanno altro che programmare, approvare i progetti e
mandarli all'Eureka.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, questa sera sta accadendo di tutto.
Quando i fondi mancano, giustamente, ci si irrigidisce sul fatto
che servono i fondi per avviare e altre cose.
Stasera ci sono i fondi e si dibatte a chi darli per spenderli.
Questa è veramente una cosa ridicola
C'è un articolo; c'è un assessore per le infrastrutture. Ma io mi
chiedo, chiedo ai colleghi della maggioranza, ha una valenza
politica l'assessore per le infrastrutture in questo benedetto
Governo? Se non ha una valenza lo dite chiaro e tondo e se ne va.
Si dimette e se ne va. Ma se ha un ruolo e se deve avere un ruolo,
certamente, affidiamogli la disponibilità e la possibilità di
creare le condizioni ottimali per far spendere questi 30 milioni di
euro, altrimenti qua si è alla ricerca costante e continua del
nulla.
Ed io dico un'altra cosa, signor Presidente. La prego di mettere
ai voti questo benedetto articolo e la chiudiamo questa storia,
perché io sono per questo Governo e, per me, gli assessori sono
tutti validi, perché lavorano nell'interesse generale della Sicilia
ed è ora di finirla, perché altrimenti viene sollevato un problema
politico in questa storia.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, sarò brevissima, perché capisco che
tutti stiamo prendendo la parola su questo tema, però
effettivamente in Commissione l'argomento è stato proprio questo.
Non credo che il problema sia adombrare la figura dell'assessore
Pizzo, perché ci mancherebbe altro, c'è grande stima da parte di
tutti i colleghi, però ritengo che il dibattito che c'è stato in
Commissione era proprio quello di dare questi 30 milioni per le
strade secondarie, ritenendola una emergenza della Sicilia. Quindi,
quello che vorrei sottolineare è che questi 30 milioni per nove
province sono circa tre milioni e mezzo a provincia, basteranno a
stento per mettere in sicurezza le strade o per asfaltarle, quindi
non credo che sia un problema darle ai liberi consorzi, perché
nessuna strada sarà possibile rifarla in maniera adeguata, rispetto
ai progetti che ci sono nei liberi consorzi.
Quindi, ritengo che vada cassato il secondo comma e vengano
destinate queste somme direttamente ai liberi consorzi.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, per capire ancora una volta, se ce ne
fosse bisogno, che sostanzialmente noi dobbiamo dire tutta la
verità su questa vicenda, perché dai primi approcci della
discussione di questo articolato si è evidenziato in questa Aula
che non potevano essere trasferite le somme ai liberi consorzi, a
parte il fatto che un parere mio personale che non trasferirei
alcuna somma visto se ancora non abbiamo una norma, se esistono
questi liberi consorzi o non esistono. Ma questo è un mio giudizio
personale. Ma dire poi che il trasferimento delle somme è legato al
non rispetto del patto di stabilità è dire qualche bugia, è mentire
ai deputati, ai colleghi presenti in questa Aula. Per cui, fermo
restando che il patto di stabilità non ha niente a che vedere con
il trasferimento ad hoc perché là si parte di trasferimenti di
titolo 2, a titolo generale, e non con i saldi con il finanziamento
specifico della manutenzione.
Allora, noi dobbiamo dire con estrema lealtà se queste somme le
dobbiamo gestire e celermente essere spesati li incardiniamo come
un programma dell'Assessorato delle infrastrutture con i pareri e
le proposte dei geni civili provinciali è una strada; l'altra
strada è quella dei liberi consorzi.
Dobbiamo decidere questa sera qua e mi sembra che a questo punto è
diventato, come ha detto qualcuno, un problema politico, se
affidarlo all'Assessorato delle infrastrutture con i pareri delle
istituzioni presenti di riferimento, cioè a dire i Geni civili
provinciali che hanno tutte le competenze ed hanno la
professionalità affinchè si superi, anche perché non vorrei che
tutta questa manfrina poi porti all'assegnazione di queste somme
con il percorso della somma urgenza perché sulla somma urgenza noi
saremmo contro.
CRACOLICI. Il genio civile solo quello può fare
SORBELLO. No, possono fare anche le gare, le gare le possono fare,
onorevole Cracolici, io sono convinto che le gare si possono fare.
A parte questo, in ogni caso, formalizzare un programma con
l'Assessorato e con i Geni civili provinciali o affidare queste
somme, se si ritiene politicamente che sia la strada più
percorribile, ai liberi consorzi, nonostante la mia personale
opinione che i liberi consorzi fino a questo momento sono sulla
carta e non nella realtà, perché ho detto nella seduta scorsa, e
sono stato frainteso, i liberi consorzi, i commissari sono stati
nominati con una procedura che può essere tutta criticata.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo tre
ore di discussione in II Commissione, l'onorevole Falcone
onestamente dice che queste spese non rientrano nel patto di
stabilità. Sono contento che lei si è ravveduto, ma dopo tre ore in
Commissione e qua non so per quale motivo esce questa cosa.
Veda Presidente, questa è stata la guerra in II Commissione.
L'abbiamo superata.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma che hai superato Ora te lo dico io che ci
rientrano, perché l'ha detto il Ragioniere generale quattro volte
GRECO GIOVANNI. Per quanto riguarda il suo intervento che vuole
sentire il parere dell'Assessore per le infrastrutture, ma
l'Assessore per le infrastrutture su questo argomento che ci
azzecca? Il caos è proprio per questo, sono somme che vanno alle
province e debbono essere spese dalle province.
Onorevoli colleghi, io ho fatto l'intervento pure in II
Commissione e, dopo il mio intervento che è stato al limite della
legalità, e me ne scuso, non mi fate andare su tutte le furie.
Le cose semplici non facciamole difficili, abbiamo una finanziaria
da approvare, cerchiamo di approvarla ed ognuno di noi si tratti le
competenze proprie. Quindi, l'assessore per le infrastrutture si
può alzare e dire che non è competenza sua perché è delle province.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
che il dibattito è stato interessante e sicuramente ha portato
contributi positivi da tutte le parti, io per un attimo vorrei
mettermi nei panni di un cittadino siciliano che si collega alla
televisione ed assiste alle ultime due ore di questa seduta.
In un momento in cui la Sicilia crolla a pezzi, in cui la
stragrande maggioranza è franata, crolla, è impercorribili, sono
mulattiere più che strade, penso che al siciliano interessi di più
avere le strade, che queste strade si facciano indipendentemente da
chi le fa.
E' ovvio che ci sono due posizioni nette e contrapposte. Ho
qualche dubbio che dietro queste contrapposizioni vi sia realmente
la possibilità o meno di fare questi lavori ma ci siano
probabilmente veti incrociati e situazioni e contingenze politiche
che, sempre al solito cittadino siciliano, interessano poco.
Per cui, io innanzitutto vorrei chiedere al Governo, che è
l'esecutore materiale, il potere esecutivo di questa Regione, di
indicare quella che può essere una strada di sintesi tra le
posizioni che si sono venute a creare.
Dopodichè, eventualmente, prendere in considerazione di
accantonare di trovare una sintesi che consenta, sempre al
cittadino siciliano, di aver fatte le strade, poi votiamo e quello
che uscirà fuori da questa norma sarà che, spero, i cittadini
siciliani possano trovare tra qualche mese le strade fatte.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente avevamo
trovato 30 milioni di euro. Da dove li prendiamo, tutto quello che
è successo ed ora la lite per chi li deve gestire.
E' chiaro che 30 milioni di euro, Presidente, rispetto ai 316
milioni con i quali l'Assessorato delle infrastrutture, attraverso
un controllo certosino, in tutta la Regione siciliana necessitano
316 milioni di euro.
Questo è un piano di risanamento del territorio. Queste somme
penso siano vincolate e devono essere vincolate perché i liberi
consorzi credo siano i soggetti deputati ad attuare perché
conoscono il territorio.
Il fatto che ci si riferisca alla legge 8, che ha tagliato le
province, di fatto ancora le province esistono, aspettano una legge
che non arriva solo perché siamo stati distratti, abbiamo perso
molto tempo e non abbiamo risolto il problema dei liberi consorzi.
Dopo l'approvazione della finanziaria la prima cosa che va fatta è
approvare i liberi consorzi, le città metropolitane in modo tale da
far partire questa macchina che si è inceppata.
Gli interlocutori diretti sono i liberi consorzi che hanno
conoscenza del territorio e assieme ai comuni che, autonomamente
gestiscono il proprio territorio, possono mettere in sicurezza il
territorio stesso.
Le priorità sono ben specificate, vanno bene.
Sono quelle che consentono alle persone finalmente di arrivare in
un paese, che consentono di entrare a casa, che consentono di fare
vivere in modo sereno.
Ciò avviene solo ed esclusivamente se questo Parlamento si impegna
immediatamente ad approvare questa finanziaria per poi approdare
all'approvazione dei liberi consorzi e delle città metropolitane.
PRESIDENTE. Il Governo è chiamato a dare un'indicazione e a
chiarire in ordine alla spendibilità immediata di queste risorse,
si fa riferimento infatti ad una programmazione di interventi
immediati sullo stato di dissesto che grava nella Regione siciliana
sulle strade provinciali.
Il soggetto che deve spendere questo somme deve essere la Regione
siciliana, a prescindere da quale sia l'organo della Regione
deputato a farla o devono essere i liberi consorzi?
Se lasciamo nel vago, la norma sarà di difficile attuazione. Tutte
le questioni di patto di stabilità vengono dopo. Se lasciamo nel
vago la norma ci sarà difficoltà perché la norma come scritta parla
di un programma. Chi debba attuare il programma non si sa.
L'intervento del Governo serve a chiarire questi problemi,
diligentemente posti dall'Aula, perché dobbiamo fare una
legislazione di qualità.
Se poi il Governo ritiene, nella figura dell'Assessore per le
infrastrutture o del Vice Presidente o di qualche altro Assessore,
che sia necessaria una riscrittura complessiva per fare chiarezza,
lo dicano e l'Aula si determinerà in tal senso votando la
riscrittura sulla base di queste considerazioni o bocciando la
riscrittura andà avanti sulla base degli emendamenti presentati,
sulla base del disegno di legge presentato.
La volontà espressa del Governo - se lo conferma l'Assessore
Baccei - era quella del ritiro dell'emendamento 10.3.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Mi scuso per
non avere sentito tutti gli interventi anche se, più o meno,
ricalcano due filosofie di gestione su cui si può attuare questa
misura finanziaria.
Non ho assistito a tutti gli interventi - ogni tanto qualcosa di
positivo, non tutto va male - perché oggi è entrata in funzione, la
linea Palermo-Catania con i treni che io definisco normali non
veloci, due ore e quarantacinque, che consentiranno in questa fase
di emergenza della A19 un ristoro al traffico passeggeri
soprattutto ai pendolari impegnati sul fronte del lavoro, della
scuola e della università.
Detto questo, qua c'è da capire, intanto, di dirimere la questione
principale. C'è un comma 1 che io ci azzecco perché ho contribuito
a scriverlo buona parte del comma l'ho scritto di mio pugno, quindi
evidentemente ci azzecco qualche cosa, no onorevole Greco? C'è un
comma 2.
Il comma 1 è una norma che dà un ordine, qual è la cornice su cui
stiamo lavorando. Quindi, dà una indicazione a chiunque poi
susseguentemente dovrà attuare i piani di programmazione e di
decretazione impegno e spesa su come affrontare questa spesa.
Andiamo al comma 2. Sul comma 2 dobbiamo prendere una decisione,
perché o trasferiamo alle Province, quindi una norma di
trasferimento con un primo comma di programmazione, io te li
trasferisco questi soldi ma me li devi spendere così, con questo
comma, e a questo punto il Governo non c'entra più, il Governo è
una fase esecutiva, quindi se le somme sono destinate ad un'azione
esecutiva del Governo che deve porre in essere è un conto, se le
somme vengono trasferite alle Province che li destineranno ai sensi
della cornice del comma 1 è un altro.
Noi eravamo riusciti a trovare una sintesi alle 4.15 del mattino,
quindi dopo una discussione accesa notturna e ben pensata, con
l'articolo 10. Era una sintesi che mediava fra queste due
posizioni. Una sintesi politica; non tutti erano d'accordo, non
tutto era possibile mettere in quell'accordo, lascia però
quell'articolo alcune - come giustamente dice il Presidente
dell'Assemblea - alcune decisioni da prendere, però queste sono
quelle che interessano i cittadini.
I cittadini non vogliono sapere chi li spende i soldi, ma che
velocità, in quanto tempo mi dai viabilità sulla strada, questo
vuole sapere oggi il cittadino e l'utente.
Io sono passato 14 volte da Polizzi, non so quanti di voi lo hanno
fatto, e vi posso assicurare che coloro che ci passano, mi sono
fermato con la stradale, con i carabinieri, ho intervistato le
persone che passano, come ho intervistato quelli che vanno sui
treni o sui pullman.
Quindi, fare questo, andare verso il cittadino non è una cosa così
orribile orrenda, sbagliata, il cittadino oggi vuole sapere se da
Corleone ci può passare o no, se da Rosolini ci può passare o no,
se la strada per Palazzolo Acreide si riapre o non si riapre, se le
interruzioni che ci sono sulle stradi provinciali vengono riparate,
perché qua si parla di riparazioni signori, con 30 milioni il
lavoro non è da programmazione o da ristrutturazione strade
GRECO GIOVANNI. Lei non è competente Si ritiri
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Con 30
milioni si possono fare, ai sensi dei piani che mi hanno portato le
Province, si possono fare più o meno cinque o sei interventi in
tutta la Sicilia, quindi ci sarà la lotta a chi sono quei cinque o
sei interventi?
Allora qua c'è un lavoro invece molto tecnico di fotografie del
singolo intervento, di schede progettuali ed esecuzioni. Se le
Province ritenete che siano in grado di farlo, dovete votare il
trasferimento alle Province; se ritenete che le Province non sono
in grado di farle, dovete dare un compito al Governo, poi chi lo
farà lo deciderete, di fare interventi mirati per recupero della
maggior parte di mobilità. Perché qua non dobbiamo recuperare su
una Provincia o su un'altra Provincia, dobbiamo cercare di
assicurare alla maggior parte dei cittadini dell'Isola una
viabilità su 14 mila chilometri di strada provinciali il cui 50 per
cento è dissestato.
Il piano di intervento presentato sia sul piano juncker, sia al
Ministero dell'Infrastrutture è per circa 2 miliardi e già nel 2007
era previsto un intervento da un miliardo e 50 poi definanziato da
una finanziaria del 2008. Quindi, un problema già antico, risale al
2007, si è aggravato; quest'anno ci sono state 6 mila nuove frane,
6 mila nuove frane, almeno 3.000, 2.500 hanno colpito strade
provinciali. Quindi, bisogna intervenire su tutti quei siti e quei
luoghi che sono stati dissestati da queste frane.
Non fare strade, ma fare interventi mirati. Questo mi preme dirlo,
perché la mia competenza è avere osservato per quattro mesi tutta
la fotografia del sistema. Perché abbiamo aperto un tavolo tecnico,
che ha tenuto presenti al tavolo comuni e province che ci hanno
portato tutti i dati sulle strade, ci ha fatto fare una fotografia
di circa duecento, duecentocinquanta interventi.
Ora questi duecento, duecentocinquanta interventi per recuperare
viabilità non lo so se le province sono in grado. Se ritenete che
hanno la struttura tecnica, le competenze perché facciano
velocemente questi interventi mirati, votate il trasferimento.
Punto. Se, invece, decidete una modalità di intervento più tecnica
e mirata dovete fare un emendamento
PRESIDENTE. Scusate, quello che dobbiamo fare l'Aula lo sa.
Assessore, qua si trattava di capire l'orientamento del Governo in
questa fare. Il discorso è, mi scusi assessore, se noi lasciamo
l'articolo 10 così come è scritto, non si comprende se si tratta
solo di un piano, come lei ha bene descritto, di programmazione e
quindi c'è l'assegnazione alle province perché di questo si tratta.
GRECO GIOVANNI. Ma non è così
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego. Dal corso del dibattito, e
quindi è stato utile, è uscito fuori che non sarebbe così, ma che
occorreva un intervento diretto da parte dell'Assessorato delle
infrastrutture, magari attraverso i Geni civili. E questa idea,
viene rafforzata dal fatto che c'è un emendamento, sempre del
Governo il 10.5 che è stato ritirato, per cui sulla base di quello
che era uscito dalla Commissione che dovevano essere le province e
che ci si dove va limitare a un piano, nel corso del dibattito sono
usciti altri ragionamenti.
Quindi, noi vogliamo sapere se andiamo a votare questo benedetto
articolo 10 le risorse vengono trasferite ai comuni? Qual è
l'intendimento del Governo, che ha partecipato alla stesura di
questo articolo? Quindi penso che questo dibattito sia stato più
che proficuo. Poi, quello che deve fare l'Aula è chiaro che lo farà
con le votazioni.
Lei, magari, in questo momento potrà dire: Secondo me le province
non hanno - oppure, hanno - le competenze atte per gestire fondi
che vengono trasferiti .
Quindi, praticamente, lei in questo momento, potrebbe essere anche
una logica, sottrae in una visione più generale la ripartizione
delle somme, come si è detto in qualche intervento, sulla base di
determinati parametri che conosciamo in base alla legge 9.
Perché, può essere che c'è una emergenza magari più nella
provincia di Enna rispetto alla provincia di Messina o di Palermo,
avendo una visione più complessiva. Quindi il programma, è chiaro
che, lo fa il Governo. Il problema che è stato posto dall'Aula, una
volta che il programma lo fa il Governo - e le diamo atto che
l'Assessorato, in questi 4 mesi, ha lavorato - una volta che
vengono assegnate le risorse, chi deve alla fine materialmente,
chiaramente attraverso gli Eureka se parliamo di somme superiori a
un milione e mezzo, di questo si tratta. Oppure bisogna ritornare,
originariamente, al fatto, che può essere una soluzione, che deve
essere l'Assessorato alle infrastrutture o, comunque, la protezione
civile questo si vedrà sulla base degli emendamenti vostri.
Mi scusi, Assessore, ma serviva per fare chiarezza dopo quattro
ore di dibattito su questo intervento.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora, è
vero quello che avevo detto prima. L'articolo uscito dalla
Commissione lasciava una strada aperta, perché poi, se leggiamo il
secondo comma, è la giunta regionale con delibera che assegna le
risorse. Non c'è scritto a chi le assegna, può scegliere di
assegnarle alle province, e quindi c'è questa libertà aperta.
PRESIDENTE. Questa è la legge. Noi dobbiamo sapere, in questo
momento se li assegniamo, attenzione vedrà che serve a fare
chiarezza, se votiamo l'articolo 10 così come è scritto, altrimenti
diventa inattuato, noi dobbiamo sapere se vengono assegnati
all'Assessorato alle infrastrutture che agisce attraverso i Geni
civili, se vengono assegnati alla Protezione civile e quindi
all'assessorato di competenza, o vengono assegnati alle province.
No, no, no, onorevole Greco. Decide l'Aula, però ci dobbiamo
intendere su questo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che non abbiamo
attenzionato, a fondo, il comma 1. Il comma 1 dà alle province
l'attuazione di questo programma.
Il problema è chi fa la programmazione? La farà la Regione con
parere vincolante, dobbiamo chiarire il comma 2, l'attualizzazione
è in capo alle province in maniera chiara e inequivocabile.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dina, ho compreso perfettamente.
GRECO. Non è cosi.
PRESIDENTE. Invito la Commissione a presentare un subemendamento
al secondo comma, dove specifica che l'attuazione, una volta fatta
la programmazione, è delle province.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dobbiamo solo definire chi fa la programmazione, l'attuazione è in
capo alle province, al comma 1. Al comma 2 dobbiamo stabilire come
si realizza questa programmazione.
MILAZZO. Con l'emendamento 10.5 si chiarisce.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
chiarire alcune cose e lo faccio per venire incontro anche alla
soluzione del tema che stiamo trattando.
In considerazione del fatto che esistono delle risorse in
assessorato, i famosi 49-50 milioni di euro, che possono essere
utilizzati benissimo per la manutenzione delle strade secondarie, e
che tutto questo logicamente verrà fatto dall'assessorato; sia la
programmazione che gli interventi con la relativa gestione anche di
tutta questa programmazione.
Per quanto riguarda invece i trenta milioni di euro,
sostanzialmente aggiuntivi, e che verranno distribuiti alle
province, ritengo che le emergenze esistono e ci sono in tutte le
province. Perché non distribuire queste risorse così come si fa per
l'assegnazione delle somme alle varie province, e quindi tenendo
conto della popolazione e del territorio? E quindi ogni libero
consorzio gestirà queste somme in relazione alle esigenze ed alla
programmazione che i liberi consorzi fanno?
Quindi avranno le risorse relative alle province, gestiranno e non
solo programmeranno gli interventi ma avranno anche la gestione
delle stesse risorse.
Non capisco perché non può essere seguita questa strada.
Ritengo che questa sia la strada maestra, assessore Pizzo; voi
avreste i 50 milioni di euro che saranno gestiti dall'assessorato
ed in più abbiamo questi 30 milioni di euro che possono benissimo
essere distribuiti alla province in base ai trasferimenti che si
fanno normalmente, così ogni provincia potrà gestire la sua quota e
saranno gli interventi programmati e gestiti dai liberi Consorzi.
Mi pare che siamo qui che c'è l'assalto alla diligenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Fontana sta proponendo una ridistribuzione
secondo i parametri esistenti, perché le esigenze sono in tutte le
province.
Considerato che 30 milioni di euro sono ben poca cosa, cosa che
hanno detto tutti i parlamentari, e siccome le esigenze sono in
tutte le province, è inutile fare questo piano di programmazione
perché non ci porta assolutamente a niente. Ripeto, i 30 milioni di
euro li distribuiamo alle province sulla base dei parametri
esistenti.
MUSUMECI. L'unico parametro è che ogni provincia ha un numero di
chilometri di strade provinciali.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 10.8. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
10.8, utilizzando sistema di votazione elettronico, ma senza
registrazione dei voti.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo già in fase di votazione.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 10.8. Chi vota a
favore vota verde, chi vota contro vota rosso.
(È approvato)
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, visto
che la Presidenza non ha dato l'opportunità all'assessore al
Bilancio di intervenire sulla mia domanda, voglio solo ribadire che
nel capitolo interventi di prima assistenza per le calamità
infrastrutturali della protezione civile vi sono 807 mila euro e
stiamo parlando di strade viarie secondarie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 10, così come è stato
emendato. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11
Incentivazione delle Unioni di Comuni
Nell'ottica del contenimento della spesa, al fine di incentivare
le unioni dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267 è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 la spesa di 1.600 migliaia di euro, quale compartecipazione
regionale ai trasferimenti statali per gli esercizi finanziari 2014
e 2015. I contributi di cui al presente comma vengono concessi in
ragione della verifica dei servizi già attivati, in forma
associata, nell'anno 2014 dalle stesse unioni, a seguito della
delega esclusiva deliberata dai comuni aderenti, con evidenza dei
risparmi conseguiti .
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Ciaccio ed altri
l'emendamento soppressivo 11.2.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini del
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.2.
Chi vota a favore vota verde chi vota contro vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio segreto:
Presenti . 69
Votanti ...67
Maggioranza . 64
Favorevoli .37
Contrari ..30
(L'assemblea approva)
L'articolo 11 è pertanto soppresso.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.
Art. 12
Disposizioni in materia di personale precario
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 30, comma 5 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, cosi come rideterminata
dall'articolo 1, comma 2 della legge regionale 13 gennaio 2015, n.
3 è incrementata per l'esercizio finanziario 2015 di 24.241
migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313318).
2. All'articolo 30, comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 la parola 2016 è sostituita con la parola 2015 e le parole
per il triennio 2014-2016, la spesa annua sono sostituite con le
parole per l'anno 2014, la spesa .
3. Le spese autorizzate per l'esercizio finanziario 2015
dall'articolo 30, comma 8 e comma 10 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, cosi come rideterminate, dall'articolo 1, comma
3 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3, sono incrementate
rispettivamente di 115.503 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.99,
capitolo 191310) e 18.434 migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 -
capitolo 313319).
4. Le spese autorizzate per l'esercizio finanziario 2016
dall'articolo 30, comma 8 e comma 10 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, sono rideterminate rispettivamente in 117.390
migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.99 - capitolo 191310) e in 16.591
migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313319).
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 1 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, cosi come modificata
dall'articolo 1, comma 4 della legge regionale 13 gennaio 2015, n.
3 è rideterminata per l'esercizio finanziario 2015 in 312 migliaia
di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo - 313318).
6. All'articolo 31, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 le parole per il triennio 2014-2016 sono sostituite con le
parole per il biennio 2014-2015 .
7. Al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5, le parole previa intesa in sede di sono sostituite
con le parole previo parere della .
8. All'articolo 30, commi 7 e 9 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 13 gennaio 2015, n.
2 le parole Con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014 sono
sostituite dalle parole Le disposizioni del presente comma si
interpretano con effetto dall'entrata in vigore della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5. .
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
sottoporre all'assessore Baccei la modifica del comma 2
dell'articolo, che prevede che i benefici della legge n. 5 del 2014
terminino nel 2015.
Inoltre, comunico anche il parere favorevole del mio Gruppo
parlamentare in caso contrario alla decisione del Governo
all'emendamento soppressivo, che venga spostato il termine al 2016.
Mi risulta che l'assessore Baccei, in tal senso abbia predisposto
già un emendamento di modifica del Governo, su proposta mia e
dell'onorevole Greco. Se l'assessore Baccei vuole dare risposta in
tal senso sarebbe gradita la sua interlocuzione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Assume la Presidenza il Vice Presidente Venturino
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
solo chiarire che le somme previste, sono previste in un
emendamento, che faccio anche mio, presentato dagli onorevoli
Maggio, Gucciardi e Milazzo, l'emendamento 12.4.
Su questa vicenda degli ASU la norma esiste, c'era un problema di
finanziamento, che è previsto appunto nell'emendamento 12.4, che
prevede l'incremento delle somme da inserire per far sì che vi sia
un fatto di giustizia verso gli ASU, e che possano arrivare fino al
2016.
Questo è quello che volevo chiarire, in modo che l'assessore possa
avere contezza anche di questo emendamento.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sono
esattamente d'accordo, ma ho già visto che l'assessore, accettando
le nostre motivazioni, ha presentato l'emendamento 12.15, che
riscrive l'articolo recependo la proposta del PDR, nonché le
integrazioni dell'onorevole Maggio e dell'onorevole Laccoto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
proporrei che questo articolo venisse accantonato, perché trattasi
di un articolo un po' complesso, che merita un momento di
riflessione, poiché anche l'Aula mi sembra un attimino agitata.
Magari continuiamo con il successivo e poi lo riprendiamo quando è
opportuno, dopo che abbiamo fatto una verifica ed un
approfondimento.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solamente
dire che concordo con quanto fatto dal Governo, perché sarebbe
stato un grave vulnus mantenere i lavoratori ASU, che poi, per
altro, dopo che abbiamo fatto la legge, sono ormai in un bacino
unico assieme ai contrattisti LSU. Il fatto che sia stata
determinata la proroga fino al 2016 anche per loro, è meritorio per
il Governo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sono
dell'avviso che bisogna un attimino accantonare questo articolo,
perché è un articolo troppo difficile per potere commettere un
errore. E per potere poi condannare alla disoccupazione coloro i
quali potrebbero rimanere fuori dalla norma.
Volevo, però, per un istante ritornare alla soppressione
dell'articolo 11 Incentivazione dell'unione dei comuni , perché è
stata una pazzia. Una pazzia Una pazzia Siamo, qui, stasera, solo
per farci del male e per fare del male ai siciliani.
Volete sapere cosa abbiamo votato? Abbiamo deciso di rinunciare a
2 milioni di euro di contributi statali a favore dei comuni
siciliani. Questo abbiamo votato E di fronte a questo errore
imperdonabile, di fronte a questo errore che condanna,
ulteriormente, i comuni siciliani, noi non possiamo rimanere
indifferenti.
Faccio, pertanto, appello alla Presidenza, al Governo, alla
Conferenza dei Capigruppo, affinché si ritorni su questo argomento
e si recuperino le somme per i comuni.
Abbiamo bocciato la compartecipazione dei comuni, delle unioni,
per poter ottenere il contributo statale. Se non abbiamo la nostra
parte di cofinanziamento, lo Stato, mai e poi mai, ci darà le sue
risorse.
E' come, per essere chiaro, se ci fossimo tagliati le mani.
PRESIDENTE. Ricordo che sono iscritti a parlare gli onorevoli
Sorbello, Grasso, Barbagallo, Fontana e Milazzo.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Sorbello.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
chiarire, se ce ne fosse ancora bisogna, che anche l'emendamento
12.1, presentato dal mio capogruppo, onorevole Ragusa e dal
sottoscritto, prevede di recuperare le somme, così come hanno detto
molti miei colleghi, per gli LSU e gli ASU al 31 dicembre 2015, e
andare oltre fino al 2016.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera si è
deciso che vi è una parte di cittadini siciliani che deve soffrire.
Abbiamo cominciato con il personale del precariato. Sulla questione
degli ASU, spero che gli emendamenti trovino parere favorevole e
vengano accolti, perché si è ridotto di un anno.
Per anni, con la legge 24, si era parlato di processi di
stabilizzazione. Ebbene, fra un anno, continuando così, questo
Governo manderà a casa 20 mila precari e c'è una contraddizione di
norme: si sono trasferiti 30 milioni di euro che sono stati tolti
ai comuni in attesa di una legge che normi i liberi consorzi alle
ex province e quindi nelle mani dei commissari. E per quanto
riguarda i precari, non sono stati emanati i relativi decreti per
quei comuni, che pur avevano già presentato e concluso i processi
di stabilizzazione e per i quali era intervenuta una circolare che
consentiva ai comuni, qualora avessero ricevuto quel contributo, di
eliminare una parte di precariato, non c'è nessuna norma. C'è solo
una norma, un articolo confusionario che stanzia le somme per un
anno.
Anch'io voglio ritornare un attimo sulla soppressione
dell'articolo 11, che prevede la mancata compartecipazione della
Regione Sicilia alle unioni dei comuni in base ad una legge
nazionale, la legge di stabilità nazionale. Lo ricordo all'Aula
perché mi dispiace che parte dei colleghi non abbiano idea di che
cosa succede sui territori. Oggi questa Assemblea, i cittadini e i
comuni siciliani devono prendere atto che da domani, fra dieci
giorni non esistono più i comuni e fra un anno non esisteranno più
i precari, perché quando si approverà la legge sui liberi consorzi,
i precari verranno mandati a casa, non c'è traccia di procedure di
stabilizzazione e vi ricordo che le centrali di committenza, per
chi è sindaco lo sa, devono essere i territori ed i comuni si
stanno organizzando, devono essere organizzati all'interno delle
unioni dei comuni e dei consorzi dei comuni. Questo sapete che cosa
significa? Che avete complicato la vita ai comuni che si stavano
organizzando, che abbiamo rinunciato alle somme stanziate dallo
Stato proprio per la miopia di questa Regione di avere voluto
togliere, sempre con un mutuo, perché queste somme non ci saranno
mai, 30 milioni di euro per viabilità secondaria destinata alle
province, che non saranno in grado di fare progetti e nello stesso
tempo non cofinanziare le unioni dei comuni.
Non solo, quindi togliere ai servizi. Vi sono comuni che per
risparmiare la spesa si sono uniti in consorzi e gestiscono servizi
quali vigilanza urbana, tributi ed altro; è veramente una grande
vergogna, così come questa norma sul precariato siciliano,
assolutamente, è una presa in giro. Vi stanno dando le somme per
farli sopravvivere per un anno e basta .
E' veramente questa la finanziaria che è stata proposta ai
siciliani? Questa è la finanziaria che questo Governo sta
proponendo ai siciliani? Tra tutte le altre cose, l'ho detto
all'inizio, un bilancio ipotetico, non ci sono somme, solo una
stretta di mano, e continuando così continueremo a prendere in giro
ed a massacrare ulteriormente questa terra.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola dopo l'intervento dell'onorevole Vinciullo per sottolineare
la gravità di quanto accaduto a proposito dell'articolo 11. Ricordo
che in Sicilia abbiamo 47 unioni dei comuni, per lo più comuni
piccoli inferiori ai 5.000 abitanti, e l'impinguamento di quel
capitolo di un milione e 600 mila euro, serviva per servizi per cui
il risparmio era stato attivato già nel 2014. Quindi, prima la
Regione ha chiesto ai comuni di attivare i servizi, e dopo che i
servizi sono stati attivati ed è stato ottenuto un risparmio, noi
non eroghiamo le somme.
Io credo che ci sia stato un atteggiamento grave anche di chi ha
richiesto il voto segreto con sufficienza. Oltretutto, nella
votazione non sono stati acquisiti i pareri della Commissione, né è
stato acquisito il parere dell'assessore Leotta. Anch'io, come
l'onorevole Vinciullo, pur essendo un'altra forza politica, faccio
appello alla Presidenza affinché si ponga riparo a questo pasticcio
burocratico.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, anch'io mi associo a questo appello
che è stato fatto poco fa dall'onorevole Vinciullo perché avere
bocciato l'articolo 11 significa una sconfitta per noi e per la
Sicilia, ma soprattutto per l'Unione dei comuni, perché significa
perdere, tra l'altro, il finanziamento statale per cui io pregherei
anche il Governo per trovare una soluzione per recuperare queste
risorse e far tornare a vivere questo articolo che consente ai
piccoli comuni che si associano come Unione dei comuni al recupero
delle somme che sarebbe francamente un danno tremendo.
Per tornare invece all'articolo 12...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se continuiamo così sarò costretto
a sospendere l'Aula, ve lo dico perché francamente è difficilissimo
poter seguire gli interventi.
FONTANA. Desidero sottolineare che in questo articolo - e lo avevo
già detto in Commissione - non c'è traccia sui precari delle
province. Forse si tratta di precari di serie B, di serie C?
Non comprendo come mai non sono stati presi in considerazione i
precari delle province.
E' chiaro che bisogna trovare anche una soluzione per questi
lavoratori perché sono alla stessa stregua di tutti gli altri
precari e, quindi, va chiarito assolutamente questo aspetto.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, poco fa l'onorevole Alloro,
anticipando l'articolo 12, in occasione dell'articolo 9, aveva già
anticipato l'emendamento che tra un poco verrà discusso.
ALLORO. C'è un emendamento.
MILAZZO Giuseppe, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe, relatore di minoranza. Signor Presidente quello
che si è svolto durante la votazione sull'articolo 11 sa cosa è?
Dobbiamo essere onesti. Qua ci sono dei Pierini' che presentano
soppressivi e che chiedono voti segreti. Una parte della
maggioranza io l'apostroferei con un dialetto molto colorito
sperta che galoppa, molto spesso su questi Pierini'.
Poco fa sull'articolo 10 tutti ridevano, ora i Pierini' hanno
riproposto una cosa del genere su un articolo molto serio ed è
successo l'irreparabile perché è un problema molto serio.
Quando l'onorevole Di Giacinto parlava di un ragionamento
istituzionale fatto insieme alla Commissione, quando il Presidente
Ardizzone parlava di una condivisione d'Aula, non parlava del fatto
che in Commissione tutti i partiti rappresentati in questa
Assemblea hanno trovato un punto di equilibrio e poi si alzano gli
scienziati che in ogni articolo, in base alla vendetta che devono
consumare, propongono soppressivi, votano i soppressivi di questi
Pierini' perché noi, vi dovete ricordare, siamo guardati e
controllati da coloro i quali per ora sono qua sotto e guardano la
televisione e tutti ridiamo quando un soppressivo colpisce magari
una norma difesa dall'onorevole Milazzo, poi arriveremo alla
Coinres di Figuccia, e qualcun altro lo richiederà di nuovo, poi
arriveremo all'acqua e si dice a Cancelleri l'emendamento si è
perso , ma qua non c'è dignità da parte di alcuni, c'è solo
disfattismo arbitrario e c'è una maggioranza che deve avere la
dignità di rispettare gli accordi e le cose proposte dalle
minoranze, perché sui trenta milioni ci siamo chiusi tutte le
minoranze e abbiamo fatto una battaglia su temi - il buono scuola,
la viabilità - abbiamo posto delle situazioni concrete e poi si
viene qua e con i voti segreti si vuole annullare il lavoro che si
è fatto e la situazione è questa. E allora cosa dovrebbe fare
l'onorevole Milazzo, ora, quando giustamente si deve porre rimedio
a una cosa che è indecente e indegna? Dovrebbe dire: Presidente,
ma in base alla legge - la nostra legge che è il Regolamento - non
si può più tornare indietro perché ci siamo espressi
coscientemente, in modo consapevole, su un principio . Ma
l'onorevole Milazzo rinuncia a questa seconda parte e si zittisce.
DI GIACINTO. Chiedo do parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevole colleghi io credo che
sull'articolo 11 è stato fatto un errore madornale, anche perché
così come diceva poco fa l'onorevole Barbagallo, non parliamo di
risorse del 2015, parliamo di risorse del 2015 che i comuni hanno
già speso nel 2014, per cui io chiedo per cui io chiedo
all'Assessore agli Enti locali e chiedo all'Aula, anche, di poter
riformulare all'interno dell'articolo 6, che è ancora aperto, uno
spiraglio per poter ridare i soldi alle Unioni dei comuni e non
perdere il contributo statale perché, altrimenti, non perdiamo
soltanto il contributo... Capisco che non interessa niente a
nessuno, signor Presidente
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto, finito
l'intervento dell'onorevole Di Giacinto, se dovesse continuare
questo clima di confusione, sospendo l'Aula fino a quando non si
riporta un po' di ordine in questa Assemblea perché, visto da qui,
veramente, non fa onore a nessuno di noi.
Onorevole Siragusa, torni al suo posto Faccia finire il suo
collega, quando verrà il suo turno potrà dire quello che avrà da
dire. Ripeto: se continua questo clima, onorevole Panepinto,
onorevole Milazzo, sospendo l'Aula
MILAZZO. relatore di minoranza. E' un ricatto, Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego di non replicare.
Onorevole Di Giacinto, completi il suo intervento, per favore.
DI GIACINTO. Se c'è silenzio in Aula continuo, diversamente
rinuncio, tanto non serve a nessuno. Dicevo al Governo ed, in
particolare, all'assessore agli enti locali: abbiamo ancora aperto
l'articolo 6, che riguarda il finanziamento ai Comuni. Se è
possibile chiedo all'Aula, con molto rispetto dei Comuni e
dell'Unione dei Comuni, di poter ritornare sull'Unione dei Comuni
perché significherebbe dissestare tutte le Unione dei Comuni che
sono, così come diceva l'onorevole Barbagallo, circa 70 in tutta la
Sicilia. Per cui ai tecnici dell'Assemblea ed al Governo chiedo di
poter riscrivere un articolo sull'articolo 6.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, vi pregherei un momento di
attenzione. Do la parola a tutti perché è giusto che sia così,
però, vorrei ricordarvi che quell'articolo è stato votato.
Ringrazio l'onorevole Di Giacinto per aver sottolineato la
possibilità di tornare sull'argomento, quando si tratterà
l'articolo 6 che è stato accantonato.
Da questo momento in poi gradirei soltanto degli interventi
sull'articolo 12, altrimenti sono costretto a togliervi la parola.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, resto
sul tema dell'articolo 12 per dire che, oltre ad avere presentato
l'emendamento per coprire la spesa per gli Asu del 2016, perché
avevano soltanto la proroga dal punto di vista normativo, ma non
avevano il finanziamento, vorrei ricordare a tutti noi, ed al
Governo soprattutto, che è necessario fare un grande sforzo per
cercare di avviare un reale percorso di stabilizzazione perché,
vero è che, alla fine, il Governo nazionale ci ha permesso questa
proroga triennale, ma è pur vero che la proroga - ricordo a tutti
noi - è finalizzata all'avvio di un percorso di stabilizzazione,
senza la quale non avremmo fatto un buon lavoro perché un punto è
cercare di tamponare, anno dopo anno, un altro è assumersi
politicamente la responsabilità di dare sicurezza ai tanti
lavoratori precari che svolgono un ruolo fondamentale all'interno
degli Enti locali. E, in questo senso, sarebbe anche utile che
l'assessorato competente svolgesse quel ruolo che più di una volta
gli abbiamo chiesto in V Commissione, di coordinamento e di
verifica presso tutti gli Enti locali per fare in modo che le
amministrazioni che sono nelle condizioni, oggi, di stabilizzare lo
facciano.
Solo così io credo che noi potremmo, domani, fra un anno, tornare
nei confronti del Governo nazionale ad avere fiducia, perché è
chiaro che risolvere un problema di migliaia e migliaia di precari
non è facile in tempi rapidi ma seguire un percorso virtuoso, che è
stato disegnato per avere la proroga, credo che sia anche un
obbligo nostro.
E' stato presentato, tra l'altro, un emendamento in Commissione
Bilancio - lo voglio ricordare - che prevede che per la proroga
tutti gli enti locali devono seguire quella che era la fotografia
nel momento in cui si è costituito il bacino dei precari, significa
che i contratti devono essere rinnovati con la stessa posizione
giuridica ed economica e, purtroppo, siccome non c'è un indirizzo,
quell'indirizzo che abbiamo più volte richiesto in commissione,
siamo in una condizione da Far West dove ogni locale fa quello che
gli pare e piace e io credo che sia dovere di questo Governo e di
questo Parlamento tutelare anche su questo frangente i lavoratori.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo
anticipato poco fa all'articolo 9, solo per dire un plauso al
Governo e all'assessore agli enti locali che ha fatto un
emendamento che io, assieme ad altri colleghi deputati, circa una
quarantina compreso lei, abbiamo presentato per porre rimedio al
problema che riguarda la possibilità di fare le proroghe ai
lavoratori LSU che sono in carico alle province.
Si tratta di circa 500 lavoratori che, in seguito all'approvazione
della legge n. 5 che riguardava le stabilizzazioni che ha
modificato le procedure per il concorso della Regione sui compensi
relativi agli squilibri inerenti il taglio del personale,
rischiavano, alla scadenza del proprio contratto, di non avere
prorogato il contratto. Questo perché le province, oggi, si trovano
in una situazione quasi di limbo, non sono più province regionali,
non sono liberi consorzi e non sono neanche province ai sensi della
legge Delrio.
Questo determina che i liberi consorzi in Sicilia sono sottoposti
ai pesanti tagli che la norma Delrio ha previsto per tutte le
province in Italia, comprese le province che sono in Sicilia e in
Sardegna, nonostante ciò non sia previsto dal DDL che riguarda i
liberi consorzi. Quindi, con questo emendamento fatto proprio dal
Governo poniamo rimedio nell'immediato, è ovvio che poi, quando
andremo alla discussione del DDL sui liberi consorzi dovremo far sì
che questo problema che si è creato venga eliminato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
riguarda le proroghe dei contratti in scadenza perché è chiaro che
se noi non facciamo le proroghe fino al 2016, alla scadenza del 31
dicembre 2015 tutti coloro che oggi hanno un contratto aperto
avranno difficoltà perché bisognerà aspettare la prossima
finanziaria per essere prorogati, per cui io chiedo all'assessore
se condivide l'idea - e noi abbiamo fatto un emendamento, il 12.1 -
di prorogarli per tutto il 2016. Ragionamento diverso riguarda
l'articolo 11 di poc'anzi.
Io ritengo che questa maggioranza deve riorganizzarsi perché è
chiaro che sta sorgendo qualche problema politico, perché prima si
è messo in crisi l'assessore alle infrastrutture, adesso combiniamo
quest'altra faccenda, per cui bisogna tirare le fila e chiedo ai
capigruppo di maggioranza di fare un momento di sintesi rispetto al
percorso che l'Aula deve darsi perché è imbarazzante, a volte,
trovarsi in queste condizioni.
Pertanto, aspetto adesso una risposta dell'assessore Baccei
rispetto alla proroga del precariato fino al 2016, perché penso che
si sia reso conto che siamo all'articolo 12, assessore, perché è
chiaro che se noi li facciamo scadere il 31 dicembre 2015, dovranno
aspettare la prossima finanziaria per essere rinnovati, cioè
quattro mesi di vacanza.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Baccei, assessore Caruso, credo che sia necessario - e l'avete
fatto, lei, in particolare, assessore Caruso, nei rapporti con Roma
- verificare esattamente la norma che stiamo approvando così come
emendata, perché abbiamo dei problemi, uno di ordine finanziario.
Ricordo che nel pluriennale 2014, 2015 e 2016 c'era, per intero, la
posta di bilancio sia per il contributo 80-90 per cento ai comuni e
alle province, sia per quanto riguarda il trasferimento all'INPS
per pagare gli ASU. Abbiamo due ordini di problemi. Il primo, la
questione di superare il 31 dicembre 2015 per il quadro normativo
nazionale; il secondo, la questione delle risorse.
Ora, lo chiedo anche all'assessore Baccei, oltre che all'assessore
Caruso, e gradirei che approfondissimo il tema, perché rischiamo di
lanciare come messaggio il fatto che, comunque, al 31 dicembre
2015, cioè fra qualche mese, le 6 mila unità, cui oggi viene
corrisposto per le venti ore lavorative il reddito dall'INPS,
rischiano di entrare in una situazione di grande incertezza. Questo
come primo aspetto di merito.
C'è un aspetto politico, rispetto anche al fatto che ci sono
delle sentenze che, se applicate, riguardano il trasferimento non
dell'80, del 90 per cento, ma del 7 per cento in meno ai comuni, il
che aggraverebbe ancora il fondo per l'occupazione, per cui
rischiamo di non avere certezza nemmeno in termini di risorsa
complessiva per l'anno in corso.
Credo che sia necessario attivare, assessore Baccei, un tavolo
nazionale perché altrimenti il rischio è che creiamo l'incertezza
per il 2016 (cioè fra otto mesi) per i 6 mila Asu; creiamo
incertezza per i comuni, che non potranno fare il bilancio perché
non siamo in condizione di sapere se siamo al 90 per cento previsto
dalla norma e riconosciuto ai comuni sotto i 15 mila abitanti e 80
sopra i 15 mila abitanti, per cui sembrerebbe chiusa questa fase.
Ma stasera è obbligatorio fare chiarezza sulle risorse e sulla
norma che ci permette di superare il divieto nazionale e gradirei
che eventualmente si accantoni questo articolo, che venga
approfondito un po' di più da parte del Governo e anche degli
Uffici della Presidenza riguardo le disposizioni del cosiddetto
decreto D'Alia . Credo che sia necessario.
Signor Presidente, sarà sua cura recuperare quello che considero
un incidente di percorso.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, le chiedo la cortesia di poter
rispondere in maniera garbata all'intervento fatto poc'anzi dal
collega Giuseppe Milazzo (che, peraltro, non vedo in Aula). Dicevo
- appunto - in maniera garbata perché noi cerchiamo di essere
garbati, contrariamente a quello che, invece, ha fatto l'onorevole
Milazzo.
Noi apprezziamo sempre gli interventi così colorati del collega,
li riteniamo molto simpatici, però, l'utilizzo del termine
Pierini ci sembra fuori luogo, soprattutto tenendo conto - e ne
prendiamo atto - del passaggio, di fatto, dell'onorevole Milazzo
alla maggioranza di questo Governo, visto che ha difeso in maniera
così strenua alcune situazioni che nemmeno la reale maggioranza del
Governo ha fatto.
Noi non abbiamo fatto sintesi né dentro la Commissione Bilancio né
fuori da essa né dentro quest'Aula né fuori da quest'Aula.
Noi abbiamo una battaglia politica che intendiamo portare avanti e
questa battaglia consiste proprio nel fare emergere le situazioni
di totale divisione che ci sono all'interno di quest'Aula e quello
del voto sull'articolo 11 ne è un esempio.
Ce ne saranno anche altri nel corso di questa seduta. La
dimostrazione deve essere questa: che questo Parlamento non è in
grado di supportare un governo, al governo di questa Isola, e che
l'unica cosa che potrebbe fare è andarsene a casa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intanto per preannunciare che ritiriamo l'emendamento 12.2. Questo
subito per evitare che ci siano errori. Quindi lo ritiriamo
immediatamente.
Seconda cosa: annunciamo il voto favorevole alla disposizione in
materia di personale precario proprio perché abbiamo sempre detto
che è un problema serio che va affrontato. L'unica condizione che
poniamo è che, come primo emendamento, possa essere votato il 12.10
che è quello che prevede che, per l'esercizio finanziario 2016, è
autorizzata la spesa di 21 milioni e quattrocentomila euro. Questo
lo riteniamo un fatto importante. Ecco perché con piacere prendiamo
atto che il Governo ha accolto la proposta che più volte abbiamo
fatto in Commissione bilancio, cioè quella di prevedere somme anche
per l'esercizio 2016, quindi, velocemente, se si potesse passare
all'approvazione di quest'articolo dal momento che è stato
sviscerato in tutti i suoi vari aspetti. Confermo il ritiro
dell'emendamento 12.2.
PRESIDENTE. Non ci sono più iscritti a parlare. Dato che
l'assessore Baccei è stato chiamato più volte in causa, nel
frattempo, sono stati distribuiti tre emendamenti, il 12.13, 12.14
e il 12.15 che da quello che intendo fanno la sintesi di questo
dibattito. Pertanto, chiedo all'assessore Baccei di illustrarli
velocemente.
Ripeto, sono stati distribuiti tre emendamenti da parte del
Governo che tendono a fare chiarezza sull'articolo 12 che abbiamo
finora dibattuto. Poiché non siete in possesso di tutti e tre gli
emendamenti sospendo l'Aula per un minuto.
(La seduta, sospesa alle 20.22, è ripresa alle 20.23)
La seduta riprende.
Invito l'assessore Baccei ad illustrare gli emendamenti.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, un emendamento è firmato dall'assessore Caruso, l'altro è
firmato dall'assessore Leotta che aspetto che rientri, io spiego
l'emendamento 12.15 che è sostanzialmente relativo alla proroga dal
2016 al 2017 dei precari per i quali nel bilancio era stata già
prevista una somma stanziata per il 2016-2017 con questo
emendamento, semplicemente, allineiamo l'articolo con quanto già
previsto nel bilancio per cui proroghiamo al 31 dicembre 2016, nei
limiti delle somme già autorizzate nel bilancio approvato ieri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Caruso per
illustrare l'emendamento.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, signori deputati, l'emendamento che
presento insieme al Governo è un emendamento puramente tecnico. La
parola si interpreta una legge che deve avere efficacia non ha
senso. La legge si applica e siccome era una norma di modifica
sulla base dei rilievi di incostituzionalità del Governo, l'abbiamo
perfezionata dal punto di vista tecnico, nulla di più.
PRESIDENTE. L'emendamento 12.2, come già preannunciato
dall'onorevole Vinciullo, è stato ritirato.
Quindi, si passa all'emendamento 12.1 che viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.10 del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.15 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 12.9, 12.6 e il 12.4 sono tutti emendamenti di
maggiori spesa. Li mantenete o li ritirate onorevoli colleghi?
Onorevole Falcone?
FALCONE. Li ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.14. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.13 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 12, così come emendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Procedure di conciliazione
1. L'Assessorato regionale della autonomie locali e della funzione
pubblica - Dipartimento regionale della funzione pubblica - è
autorizzato alla conciliazione ex articolo 410 c.p.c., previa
verifica della sussistenza delle concrete modalità di svolgimento
delle prestazioni individuali che mostrino indici rivelatori della
subordinazione, per tutte le istanze di conciliazione pervenute
all'Amministrazione regionale entro il 31 dicembre 2013.
2. Per gli effetti derivanti dalle conciliazioni di cui al comma
precedente si provvede con la disponibilità di cui al capitolo
108169 per gli esercizi finanziari 2015 e 2016.
3. Le conciliazioni di cui al comma 1 producono effetti utili
anche ai fini dell'articolo 1, comma 400, della legge 24 dicembre
2012, n. 228 e dell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto
legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché per le disposizioni di proroga
dei contratti a tempo determinato al 3l dicembre 2013 presso la
Regione siciliana».
All'articolo 13 è stato presentato un emendamento soppressivo
dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
ho chiesto di intervenire perché vorrei capire con precisione di
cosa stiamo parlando e segnatamente del comma 1 dell'articolo 13.
Capisco che: L'Assessorato regionale della autonomie locali è
autorizzato alla conciliazione ex articolo 410 previa verifica
della sussistenza delle concrete modalità di svolgimento delle
prestazioni individuali che mostrino indici rivelatori della
subordinazione .
Io vorrei capire - anzi penso di aver capito bene - che stiamo
facendo delle assunzioni. Se la conciliazione è subordinata alla
verifica del principio della subordinazione, vuol dire che non
siamo in condizione di dimostrare che non c'era un lavoro
subordinato e il lavoro subordinato è quello che viene
regolamentato da discipline chiare.
Allora, io vorrei capire qual è il bacino sul quale stiamo
intervenendo e questo, spero, sia assolutamente chiaro per evitare
che questo bacino cresca a dismisura.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'articolo 13 è l'epilogo di una discussione che si è avviata ormai
da un anno sia in IV che in V Commissione riguardo un gruppo di
lavoratori che fanno capo a un servizio fondamentale
dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente che è quello che
procede alle valutazioni ambientali.
Si tratta di un gruppo di quarantacinque unità che sono state
assunte con concorso per titoli ed esami, poi una serie di
incomprensioni e di difficoltà della pubblica amministrazione e
questi professionisti li ha portati ad essere sospesi senza giusta
causa o giustificato motivo.
Al di là di questo dato che chiaramente colpisce questi lavoratori
c'è anche da riflettere sul fatto che il servizio che prestavano
queste persone, di fatto, si è bloccato impedendo la possibilità
che le procedure di valutazione sia VIA che VAS che AIA quindi
autorizzazioni integrate ambientali, ma anche le VINC si sono si
sono interrotte del tutto, creando un ritardo per tutti i 390
comuni siciliani, sia sotto il profilo dei piani regolatori, che
sotto il profilo dei piani di utilizzo del demanio marittimo, che
su tutte le altre attività sulle quali incide una valutazione
ambientale strategica.
Ricordo che in Commissione Ambiente e territorio sono state votate
numerose risoluzioni, una, il cui primo firmatario è l'onorevole
Assenza, un'altra a firma mia, dove si è sempre chiesto al Governo
di trovare una soluzione.
Di recente anche in Commissione congiunta con la V, in Sala Rossa,
si è discusso, e anche con la Commissione Seconda, si è discusso di
questa tematica e si è chiesto più volte al Governo di trovare una
soluzione.
Quello che viene riportato all'articolo 13 sembrerebbe, appunto,
la soluzione proposta dal Governo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Falcone, che ha
chiesto di intervenire, giusto per chiarire con l'onorevole Turano
che le perplessità che ha sollevato l'onorevole Turano di fatto
trovano spiegazione nell'emendamento presentato dal Governo il
13.2.
Onorevole Turano, dia una occhiata all'emendamento.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, lei mi ha preceduto nel mio intervento
perché noi abbiamo sollecitato il Governo a precisare i termini
della norma, visto che questa norma, così com'era stata concepita,
seppure apprezzabilissima sotto un profilo di sforzo legislativo,
rischiava però di non raggiungere l'obiettivo che si prefigge.
Con questo emendamento, invece, riusciamo a chiarire, a
circoscrivere i termini e ad evitare, come magari il collega, il
Presidente Turano ha detto, vogliamo aprire alle assunzioni.
Qua si vuole regolamentare e si vuole riconoscere un diritto a chi
ha lavorato in questo e per questo territorio e che è stato anche
penalizzato pur avendo lavorato e pur avendo avuto, avendo
sottoscritto con la Regione una conciliazione.
Allora, con questo articolo, restituiamo giustizia sociale a
determinati lavoratori.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'ennesima
volta, parliamo di una questione che già dovrebbe essere chiusa da
circa due anni, da quando questi lavoratori, avendo verificato un
percorso, tra l'altro concordato con il Governo e con l'assessore
pro tempore, hanno chiuso una conciliazione che li ha visti, tra
l'altro, prorogati insieme a tutti gli altri precari in quanto
nella conciliazione i lavoratori hanno avuto riconosciuto la loro
qualifica di lavoratori a tempo determinato e non più di
Co.co.pro..
E' accaduto durante il corso di quest'anno che i lavoratori hanno
prestato la loro opera senza essere, purtroppo, pagati, così come
accade per tutti i lavoratori.
Adesso si ripropone la questione perché è impossibile che una
questione che già, davvero, dal punto di vista normativo aveva
trovato la sua esitazione venga ancora una volta alla ribalta
perché non si applicano non solo le norme ma neanche quelle che
sono le decisioni che vengono in questo caso dalle conciliazioni.
Si riconosce la possibilità di ripartire con questo percorso, ma
solo perché c'è già stata una conciliazione. Per cui non si tratta
di un percorso che nasce adesso e di una soluzione ex novo, ma di
riprendere proprio il filo della matassa da quella vecchia
riconciliazione che permette a questi lavoratori di avere, così
come gli spetta, riconosciuta quella continuità lavorativa di
un'opera che hanno prestato, tant'é che nello stesso parere
dell'Avvocatura dello Stato a loro viene riconosciuto anche quello
che è il risarcimento per la prestazione lavorativa che hanno
effettuato e che non gli è stata pagata.
Credo che da parte di questo Parlamento, richiamo al senso di
responsabilità tutti i colleghi, dobbiamo in qualche modo approvare
questa norma perché è una norma risarcitoria nei confronti di
lavoratori che sono in una condizione davvero di precarietà, non
solo per lo status di precari, ma semplicemente per il fatto che,
così come la abbiamo riconosciuta agli altri, a loro ancora non è
stata riconosciuta questa possibilità di essere reinseriti nel
bacino dei lavoratori precari che hanno avuto il rinnovo del
contratto.
Credo che davvero dobbiamo scegliere la strada, stasera, della
giustizia e del ripristino del diritto che deve valere per tutti e
deve valere anche per questi lavoratori, che credo abbiano dalla
loro parte non solo le norme, ma qualche disattenzione, dal punto
di vista dell'amministrazione, che quelle norme sono anche la
risultanza di contenziosi, non ha voluto riconoscere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maggio.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, non voglio ribadire qual è la
fattispecie concreta che ha, diciamo così, reso possibile
l'intervento nei confronti di questo personale che a mio avviso è
veramente un paradosso e un assurdo, convengo con la collega che è
un fatto di giustizia, e che a mio avviso è necessario
effettivamente intervenire per rendere concreta giustizia però, non
posso non nutrire, veramente, perplessità nell'ambito della scelta
della formulazione del testo in questione.
Abbiamo ascoltato la collega Maggio, abbiamo ascoltato anche il
Presidente Trizzino e abbiamo appreso, anche se già lo sapevamo,
che trattasi di una fattispecie concreta che aveva trovato
soluzione nell'ambito, appunto, di un processo di conciliazione. La
domanda che faccio, e che mi faccio, a coloro i quali hanno
formulato questo testo, è che ovviamente la norma approvata non
produce effetti retroattivi, e quindi quando l'assessorato è
autorizzato alla conciliazione, che significa sotto questo aspetto?
Non può mai produrre effetti retroattivi nell'ambito, peraltro, di
conciliazioni già operate e già giuridicamente vincolanti. E,
allora, la formulazione è talmente generica, consentitemi anche di
farci entrare, non questa fattispecie di cui noi ci stiamo
occupando, bensì altre situazioni e altre fattispecie, o, almeno,
intravedo un rischio così concreto che vi posso assicurare, non è
del tutto infondato.
La invito, signor Presidente, a verificare, eventualmente con il
segretario, la fattispecie giuridica che in qualche modo abbiamo
all'esame anche per emendarla, eventualmente.
Il testo, così come effettivamente formulato, non raggiunge, per
quello che effettivamente mi è dato sapere, l'obiettivo che tutti
noi vogliamo a tutti i costi che si concretizzi. Credo invece che
si raggiungano altri tipi di obiettivi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fazio. Prego, onorevole Milazzo.
MILAZZO. Ritiro l'intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire
che, ovviamente, noi siamo assolutamente favorevoli a questo testo,
così come siamo favorevoli ogni qual volta si parla di personale
che può essere in qualche modo recuperato.
Bene ha detto, prima, il collega del Movimento Cinque Stelle, che
è un fatto di giustizia; l'ha detto l'onorevole Maggio: bisogna
regolamentare il settore, bisogna evitare che vengano negati
diritti.
Ovviamente, su questo, onorevoli colleghi, noi non abbiamo fatto
nessun tipo di emendamento soppressivo, signor Presidente. Non
sarebbe mai stato nella nostra cultura di governo e di chi è sempre
dalla parte dei lavoratori. Noi, certamente, su questo emendamento,
non ci ha neanche sfiorato lontanamente l'idea di chiedere un
soppressivo.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia
FIGUCCIA. E su questo testo siamo assolutamente d'accordo, così
come siamo d'accordo ogni qualvolta c'è da tutelare un solo posto
di lavoro. E, siccome, su questo emendamento e su questo articolo
siamo d'accordo, signor Presidente, io le chiedo che venga
accantonato, perché su questo personale non si può giocare; non si
può giocare su queste teste come non si può giocare sulle teste di
alcuno dei dipendenti che è stato posto in votazione con questo
articolo.
Quindi, signor Presidente, c'è la richiesta di accantonare - non
mi dica che lo stiamo votando perché siamo ancora alla discussione
dell'articolo - e questo è un articolo su cui noi abbiamo la
necessità di aprire un confronto serio perché non ci possono essere
delle parti politiche che si fanno promotori di un'iniziativa a
tutela di alcuni lavoratori che diventano di serie A , rispetto ad
altri lavoratori di serie B . Questi sono lavoratori che hanno
svolto un servizio importantissimo rispetto al VIA VAS, rispetto ai
piani regolatori; sono dei lavoratori rispetto ai quali sono stati
fatti degli incontri in IV Commissione legislativa permanente, a
cui io stesso ho partecipato; sono dei lavoratori a tutela dei
quali si è espressa la maggioranza come l'opposizione e il Governo
e hanno gli stessi diritti dei lavoratori che andremo a difendere
con altri articoli. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, circa l'intervento
dell'onorevole Fazio, mi pare ovvio e giusto suggerire una
riscrittura del testo, di accantonare l'articolo in discussione,
nelle more di una riscrittura.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonamento da parte della II
Commissione, quindi per il momento accantoniamo l'articolo 13
Procedure di conciliazione , in attesa di questa riscrittura.
Grazie, onorevole Fazio.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Art. 14
Rimpinguamento del fondo siciliano lavoratori
disoccupati
1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34 della
legge regionale 18 maggio 1996, n. 33, per l'esercizio finanziario
2015, sono versate, in entrata del Fondo siciliano per l'assistenza
e il collocamento dei lavoratori disoccupati, 250 migliaia di euro
cui si fa fronte con le disponibilità del capitolo 215704 -
accantonamento 1001 .
CIACCIO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 14.1, di cui sono
primo firmatario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
D'ASERO. Ritiro l'emendamento 14.2, di cui sono primo firmatario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
Art. 15
Personale S.R.R.
1. All'articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 dopo
il comma 7 è aggiunto il seguente:
7 bis. Per personale da assumere presso le S.R.R. ai sensi dei
commi 6 e 7, devono intendersi anche le unità lavorative in
possesso dei requisiti di cui ai predetti commi che, nelle more
della costituzione e dell'avvio delle S.R.R., abbiano avuto
interrotto il rapporto con le società d'ambito, purché già in
servizio alla data del 31 dicembre 2009. .
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Onorevole Milazzo, lei vuole fare teatro con me? Le
riuscirebbe in maniera difficoltosa. Intanto, signor Presidente,
comunico che l'emendamento 15.2 è ritirato.
Al di là di questo, per evitare che qualcuno - in buona fede
sicuramente - faccia sciacallaggio politico su questo tema così
importante che riguarda i lavoratori licenziati dagli ex Ato (in
particolare qui ci sono dentro i 180 lavoratori dell'ex Coinres,
oggi ancora Coinres in pieno) vorrei ricordare, proprio per evitare
che qualcuno faccia informazione errata all'esterno, che il
sottoscritto, col mio Gruppo parlamentare ma col sostegno anche
degli altri colleghi - e questo va detto - avevano presentato un
testo di legge, già nel lontano novembre 2014, il disegno di legge
n. 864, e all'articolo 1 di questo testo di legge, che a questo
punto verrà accantonato perchè non ci sarà più motivo di
approvarlo, non è altro che la riproposizione dell'articolo 15 in
questo momento trattato.
Voglio anche dire, ed è un ringraziamento che voglio fare ai miei
colleghi, che su questo testo, al di là delle appartenenze
politiche, c'è stato un lavoro d'Aula, anzi un lavoro di
Commissione Bilancio - era presente anche lei, onorevole Falcone -
e questo articolo che è stato presentato in Commissione Bilancio ha
trovato nella Commissione stessa una larga condivisione da parte di
tanti colleghi, di maggioranza come di opposizione; e questo lo
voglio sottolineare perché è importante, perché riteniamo che
questo articolo possa sanare un'ingiustizia che è stata perpetrata
nei confronti di questi 180 lavoratori, non soltanto questi
lavoratori, ma anche altri lavoratori ATO di altre province.
Quindi, signor Presidente, per evitare nuovamente equivoci,
ritiriamo l'articolo soppressivo perché voglio puntualizzare quanto
era importante. Il nostro Gruppo parlamentare ha presentato ad ogni
singolo articolo un articolo soppressivo ma non è stato fatto
perché era nostra intenzione sopprimere uno o diversi articoli ma
per dare un segnale chiaro che ritenevamo che questa finanziaria fa
acqua da tutte le parti e quindi gli articoli soppressivi servivano
soltanto a permetterci di intervenire di volta in volta da questi
scranni per spiegare la criticità di questa finanziaria nel suo
complesso.
Quindi, signor Presidente, il Gruppo parlamentare Nuovo Centro
Destra è favorevole all'articolo 15 sul personale SRR, anche
perché, come Gruppo, insieme a molti altri Gruppi parlamentari, nei
mesi scorsi, abbiamo svolto un lavoro fianco a fianco a questi
lavoratori perché noi teniamo che i lavoratori abbiano tutti la
stessa dignità e concludo con un invito e lo faccio ai miei
colleghi e a tutti indistintamente.
Caro Presidente, quando si gioca e, ci tengo a fare campagna
elettorale con i bisogni dei lavoratori, e utilizzando la
disperazione dei lavoratori che da anni non percepiscono lo
stipendio, questo è un fatto veramente ignobile e ingiustificabile.
Questo è il tema che volevo affrontare questa sera ritirando
l'emendamento e puntualizzando il nostro voto favorevole a questo
articolo 15.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, anche per questo articolo chiedo che
venga accantonato. Non mi sento ovviamente di spendere una parola
in più o una parola in meno rispetto a quello che è stato fatto
rispetto al precedente articolo. Torno a ribadire quello che ho
detto prima: non possono esserci lavoratori di serie A o lavoratori
di serie B ad essere impreparati. Questi del COINRES, SRR, i 180
delle SRR sono semplicemente vittima di una mancata riforma; sono
semplicemente vittima del fatto che la riforma dei rifiuti non è
mai stata fatta e per questo ovviamente questo stesso personale
merita di avere un trattamento che consenta loro un reinserimento.
Quindi, anche su questo, signor Presidente, come per l'articolo
precedente, chiediamo che venga accantonato.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, riteniamo che sui due subemendamenti soppressivi, siccome
trattasi di lavoratori, ognuno ci debba mettere la faccia,
pertanto, chiederemo il voto elettronico, nominale.
PRESIDENTE. Intanto, procediamo con ordine.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Milazzo,
le ricordo che dei due uno è già stato ritirato. Le ricordo che
l'onorevole Alongi ha appena preannunciato, vediamo poi sull'altro
perché probabilmente verrà ritirato anche quello.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, ha facoltà di continuare il suo
intervento.
TAMAIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con i miei
colleghi che mi hanno preceduto sull'attenzione che è stata messa
da parte di tanti deputati della provincia di Palermo verso quei
lavoratori del COINRES con contratto a tempo determinato. Li
abbiamo seguiti, li abbiamo accompagnati in questa vicenda. A me
dispiace che oggi non ci sia l'assessore Contraffatto, assessore
competente su questo articolo. Volevo evidenziare, però, non so
visto che non c'è l'assessore, non so con chi, se era possibile,
caro Presidente, presentare un subemendamento che dia la
possibilità ai soggetti che transiteranno in queste SRR, quindi la
possibilità di essere trasferiti, parlo di quei soggetti che
usufruiscono di legge 104/92, articolo 3, comma 3 e hanno dei
problemi di disabilità all'interno del nucleo familiare. Quindi io
proporrò a questo articolo un emendamento perché sia votato in Aula
per capire se ci sono tutte le condizioni per potere far sì,
ripeto, signor Presidente, che siano inseriti e fare parte di una
SRR .
PRESIDENTE. Non ho capito di quale articolo sta parlando,
onorevole Tamajo.
TAMAJO. Dell'articolo 15. Volevo concordare, intanto, impegno
con l'Assessore che non vedo in Aula, per cui volevo capire
tecnicamente come poter fare, anche attraverso un subemendamento,
se è possibile, per evidenziare una questione che riguarda i
soggetti se lei sospende un attimo, lo concordo con gli Uffici.
(La seduta, sospesa alle ore 20,50, è ripresa alle ore 20,52)
TAMAJO. Ho concordato con gli Uffici che verrà trattato con gli
emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un attimo di attenzione, così poi
evitiamo di fare domande. Siamo all'articolo 15 e l'onorevole
Alongi ha già preannunciato il ritiro dell'emendamento 15.2. Rimane
soltanto l'emendamento 15.1, a firma dell'onorevole Ciaccio ed
altri.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Credo che su questo articolo c'era stata una richiesta di
accantonamento.
PRESIDENTE. No, onorevole Falcone, noi siamo già estremamente in
ritardo con i tempi per cui se cominciamo ad accantonare articolo
su articolo va a finire che non arriveremo in tempo. Credo che
questa Assemblea debba darsi anche un regime per quanto riguarda i
tempi, per cui non cominciamo ad accantonare.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Ricordo che
si vota per il mantenimento dell'articolo.
Onorevole Cancelleri, se lei piuttosto che agitarsi, ascoltasse,
eviterebbe di fare interventi assurdi. Onorevole Lentini, se lei si
sedesse ed ascoltasse, non farebbe questi interventi inutili. Ho
appena spiegato che è rimasto soltanto un elemento soppressivo, non
è stato ritirato, è stata avanzata una richiesta di voto segreto e,
trattandosi dell'unico emendamento soppressivo, si vota il
mantenimento o meno dell'articolo. Credo di essere stato chiaro.
Onorevole colleghi, vediamo se riusciamo a capirci perché credo che
ci sia un problema.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 15.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco..
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 31
Astenuti
(Non è approvato)
ALONGI. Signor Presidente, c'è stato un errore. Per me il voto è
favorevole. Non funzionava, signor Presidente. Noi votavamo verde.
PRESIDENTE. Andiamo avanti.
FIGUCCIA. Non funzionava, signor Presidente.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Ripetiamo la votazione.
PRESIDENTE. Che vuol dire che non ha funzionato? Un attimo
soltanto, onorevole Milazzo. Sospendo i lavori un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20.56, è ripresa alle ore 20.57)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevole Aloni, adesso le do parola. Mi lasci parlare un attimo.
Lei avrà le sue giuste motivazioni ma io non posso fare ripetere,
per Regolamento, la votazione. Ecco perché vi prego più e più volte
di stare attenti e, soprattutto, vi è stato spiegato più volte che
quando si vota non bisogna rilasciare il tasto fino a quando la
votazione non viene dichiarata chiusa. Se, dopo tante spiegazioni e
dopo tante votazioni, non riusciamo a capire questo io non so cosa
farci. Il sistema ha funzionato perfettamente, io non posso fare
altro che prendere atto del risultato finale della votazione.
Onorevole Alongi, ha facoltà di parlare.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Prendo
atto, però voglio lasciare traccia. Registrato, considerato
l'intervento di poco fa
PRESIDENTE. Assolutamente.
ALONGI. Considerato che ho pressato il verde e che ancora ci vedo
bene, considerato che è spuntato astenuto , volevo affermare che
la mia non è un'astensione, il mio è stato un voto favorevole e
vorrei che se ne prendesse atto, a verbale, e ne rimanesse traccia.
Una cosa semplice, nient'altro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ha fatto una dichiarazione di voto
prima, non dopo. Perché, altrimenti, finanziaria non se ne fa più.
Qui c'è un voto dell'onorevole Alongi, che non è astenuto ed è un
voto favorevole. Sono 32 e 31 Lei ne prenda atto e vada avanti,
approvando l'articolo. Ha capito o no? Che sia chiaro, lei deve
essere corretto.
PRESIDENTE. Il voto è segreto, onorevole Falcone. Chi mi dice che
l'astenuto non sia stato un altro, onorevole Falcone. No, non
risulta astenuto, il voto è segreto. Onorevoli colleghi, adesso
verifichiamo dal tabulato.
ALONGI. Ho fatto un intervento prima del voto, dove ho dichiarato,
a nome del gruppo Nuovo Centro Destra, il mio voto favorevole a
quell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, vediamo se riesco ad essere chiaro e
spero di essere interpretato in maniera chiara da tutti. Noi
prendiamo atto, non solo della sua dichiarazione dopo il voto ma
anche di quella fatta prima del voto e, su questo, nessuno ha dubbi
ed è a verbale. Adesso lei ha detto che è risultato astenuto;
siccome l'astenuto è l'unico voto che nel tabulato risulta, in base
alla postazione, perché gli altri voti, mi ricorda l'onorevole
Falcone, sono dei voti segreti, quindi non si può sapere, adesso
vediamo. Qualora dovesse risultare astenuto il voto dell'onorevole
Alongi, però devo guardare prima i tabulati. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.00, è ripresa alle ore 21.02)
La seduta è ripresa.
Onorevole Falcone, mi sono consultato anche con gli uffici, il
Regolamento non mi permette di ignorare l'esito di questa
votazione. Per cui rimane così.
Torniamo all'articolo 13 e chiedo all'onorevole Fazio di
intervenire per fare chiarezza su quell'intervento di una eventuale
riscrittura.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo attenta
riflessione, visto che qualsiasi tipo di intervento andrebbe a
modificare il testo e che, quindi, non intendo assumermi alcuna
responsabilità al riguardo
(Proteste da parte dell'onorevole Figuccia)
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, si accomodi
Prego, onorevole Fazio.
FAZIO. Signor Presidente, le propongo di sottoporlo all'Aula e
passarlo alla votazione così com'è.
FIGUCCIA. Signor Presidente, lei deve motivare all'Aula le sue
scelte
PRESIDENTE. Vi pregherei di fare attenzione. all'articolo 13 era
stato ritirato .
(Brusio in Aula)
La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.04, è ripresa alle ore 21.14)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, come preannunciato prima della sospensione,
ripartiamo dall'articolo 13 che era stato momentaneamente
accantonato.
L'articolo 13 presente tre emendamenti di cui il 13.1 è stato già
ritirato.
Si passa all'emendamento 13.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.3 a firma degli onorevoli Lentini e
Currenti.
Poiché non sono presenti in Aula, l'emendamento decade.
MILAZZO GIUSEPPE. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Lo fa proprio l'onorevole Milazzo.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, torno all'articolo di poco fa. Capisco
che per lei questa è una vicenda semplice.
PRESIDENTE. No, onorevole Alongi, non le permetto di dire questo
Per me è una questione di Regolamento e di applicazione del
Regolamento. Lei probabilmente non si è reso conto di come ha
votato, non è colpa mia.
Prego continui e cerchiamo di andare avanti.
ALONGI. Signor Presidente, lei non può dirmi: non si è reso conto
di cosa ha votato , tant'è che dal momento del voto dall'Aula
stessa, dal mio scranno ho alzato la mando dicendo: attenzione che
si è verificato l'errore sul voto . Tant'è che essendo un voto
segreto e l'unico voto che è venuto fuori diverso dal voto segreto
è l'astensione era corretto che io lo dicessi.
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, ascolti, io non voglio assolutamente
entrare nel merito
ALONGI. Io parto da un presupposto, lavorerò, vedremo se ci sono
le condizioni con i miei colleghi, con i capigruppo, lungo il
percorso della finanziaria; a questo punto se c'è la condizione per
potere presentare o un subemendamento su qualche altro articolo
perché è chiaro che la volontà nostra era quella.
PRESIDENTE. Giusto per fare chiarezza: il voto astenuto appare
solo se si pigia il tasto astenuto e questo risulta dai tabulati.
Io non sono un esperto quindi andiamo avanti.
Siamo arrivati all'emendamento 13.3 che è stato fatto proprio
dall'onorevole Milazzo.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e per l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Disposizioni in materia di contratti per il personale
precario
1. I contratti di lavoro subordinato a tempo determinato
prorogati ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 non possono essere oggetto di modifiche relative
all'inquadramento giuridico ed economico».
Anche qui c'è un emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero,
Alongi, Cascio, Fontana, Germanà. Lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Funzionamento della Conferenza Regione-autonomie locali
1. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica con proprio decreto determina le modalità di funzionamento
ed i componenti della segreteria di cui all'articolo 43, comma 6,
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, come modificato
dall'articolo 100 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, scelti
fra il personale in servizio presso il dipartimento regionale delle
autonomie locali senza ulteriori oneri a carico del bilancio
regionale.
2. Il comma 7 e il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 6
febbraio 2008, n. 1 sono abrogati».
Anche qui c'è un emendamento il 17.3 soppressivo. Onorevole
D'Asero, Alongi, Cascio, Fontana, Germanà.
ALONGI. Lo ritiro.
GRECO GIOVANNI. L'emendamento soppressivo 17.1 I parte lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.2 dell'onorevole Greco Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
assessore Baccei io mi rivolgo a lei che è colui che ha le chiavi
della cassa. Questo emendamento è di buon senso perché il comitato
tecnico previsto da questo emendamento io lo compongo a titolo
gratuito, ecco perché è di buon senso. Quindi, se lei lo vuole
apprezzare in questo senso è solo per questo e risparmiamo soldi.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 17.1 II parte, dell'onorevole
Greco Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Spesa sanitaria
1. Quota parte del gettito derivante dalla maggiorazione
dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive e
dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone
fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30
dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche ed integrazioni, è
destinata, ai sensi dell'articolo 2, comma 80, della legge 23
dicembre 2009, n. 191 e successive modifiche ed integrazioni, al
finanziamento della compartecipazione regionale, di cui
all'articolo 1, comma 830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
della spesa sanitaria relativa alla quota indistinta delle
disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale,
quale servizio pubblico essenziale (UPB 11.2.1.3.1 - capitolo
413302) per l'importo di 198.952 migliaia di euro, di 142.644
migliaia di euro e di 149.689 migliaia di euro, rispettivamente,
per gli esercizi finanziari 2015-2017.
2. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge
regionale 2 maggio 2007, n. 12 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari
2016 e 2017, la spesa annua di 5.000 migliaia di euro.
3. Per far fronte alle obbligazioni assunte per le finalità di cui
al Titolo I della legge regionale 20 agosto 1994, n. 33 è
autorizzato un limite d'impegno decennale di 1.300 migliaia di euro
a decorrere dall'esercizio finanziario 2016».
All'articolo 18 sono stati presentati tre emendamenti. Si passa
all'emendamento 18.1, soppressivo, a firma dell'onorevole Alongi,
Fontana e Germanà.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.2, a firma dell'onorevole Falcone,
Assenza, Figuccia.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, questo è chiaramente un emendamento
che viene fatto perché riguarda i disavanzi nelle ASP e nelle
Aziende, cioè nel settore sanitario.
Noi riteniamo che questo emendamento serva da stimolo al Governo
perché il limite di impegno di 5 milioni di euro annui che servono
per coprire i disavanzi debbano essere gradualmente ridotti.
Se il Governo li mantiene significa che nel prosieguo ritiene che
dovrà mantenere sempre quel disavanzo. Diversamente sarebbe uno
stimolo per il Governo a ridurre quello che è il debito della
sanità.
BORSELLINO, Assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, Assessore per la salute. Signor Presidente, la
previsione di 5 milioni, come cifra massima, per un eventuale
sfondamento è stata prevista anche lo scorso anno e quindi è
ripetuta anche per questo esercizio finanziario solamente a titolo
precauzionale perché l'esercizio finanziario corrente, al pari
degli esercizi finanziari precedenti, si sono chiusi in pareggio di
bilancio con un avanzo di gestione.
La previsione di 5 milioni al pari dello scorso anno è motivata
dal fatto che per quest'anno siamo in una situazione di nuovo
definanziamento del fondo sanitario nazionale che per la Regione
siciliana pesa intorno a 250 milioni. Quindi, riteniamo
assolutamente congruo prevedere la stessa cifra dello scorso anno
soltanto a titolo precauzionale in considerazione anche del fatto
che l'andamento dei conti del primo trimestre lascia propendere,
anche per quest'anno, ad una chiusura di bilancio in pareggio.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.4 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CANCELLERI. Ma c'è l'emendamento 18.5
PRESIDENTE. L'emendamento 18.5, onorevole Cancelleri, non è
ammissibile perchè è un emendamento aggiuntivo ed è stato
presentato fuori dai tempi previsti per la presentazione degli
emendamenti.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Ticket per le prestazioni sanitarie
1. La Regione, ai fini del versamento del ticket per le
prestazioni sanitarie, equipara i soggetti inoccupati a quelli
disoccupati. Per tali finalità è autorizzata la spesa massima, per
l'anno 2015, di 500 migliaia di euro. La Giunta regionale adotta,
su proposta dell'Assessore competente, una deliberazione contenente
le direttive di attuazione e i criteri applicativi finalizzati
anche a limitare la spesa entro l'importo massimo stabilito (UPB
11.2.1.3.1 - capitolo 413302)».
Do lettura della relazione firmata dal Ragioniere generale
Salvatore Sammartano: Con riferimento all'articolo 19 - Ticket per
le prestazioni sanitarie del DDL n. 912/A - Disposizione
programmatiche e correttive per l'anno 2015, legge di stabilità
regionale, si rappresenta che, ai sensi dell'articolo 7 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni, il regime di esenzione dalla partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie nella Regione siciliana è disciplinato
dall'articolo 8 della legge n. 537/1993, che ne individua
espressamente le singole fattispecie. La eventuale modifica del
predetto regime deve comunque tenere conto della salvaguardia del
gettito che dovrebbe essere assunto a carico del bilancio regionale
e non a valere sulle risorse del capitolo 413302 - Quota
integrativa, a carico della Regione, delle assegnazioni di parte
corrente del Fondo Sanitario Nazionale.
Inoltre, per una puntuale quantificazione degli oneri è necessaria
un'analisi approfondita, non compatibile con i tempi ristretti
disponibili per l'approvazione della legge di stabilità. Pur
condividendo il rilievo sociale della norma, si ritiene che la
stessa debba essere riproposta dopo le necessarie verifiche. Per le
ragioni sopra esposte, si chiede, ove condiviso dalla S.V., lo
stralcio della norma in parola per mancanza della necessaria
copertura finanziaria.
Pertanto, l'articolo 19 viene stralciato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io vorrei sentire anche su questo
l'Assessore per la salute. Ritengo comunque, Assessore per
l'economia, che questa particolare specie sia un fatto sociale più
volte, praticamente, espresso.
Noi abbiamo qui approvato delle norme salvando e salvaguardando
tutti; ma io credo che sia opportuna fare una riflessione su quelle
che sono le famiglie perché fra inoccupati e disoccupati non credo
che ci sia una grande differenza. C'è un problema molto serio che
interessa moltissime famiglie siciliane.
Voi sapete bene che negli ultimi tempi anche i servizi televisivi
hanno evidenziato che molte famiglie non sono in grado più di
comprare i medicinali anche medicine vitali e io credo che su
questo bisogna fare un approfondimento serio.
Ora, io non è che voglio mettere in discussione il parere del
Ragioniere generale Sammartano che è un parere dotto, competente,
eccetera, ma c'è una problema che noi dobbiamo porci come Aula. Noi
dobbiamo tentare, in qualsiasi momento, di trovare una soluzione
per far sì che migliaia di famiglie possano curarsi perché sono in
condizioni di povertà.
Assessore Borsellino, io credo che su questa vicenda, assieme
all'Assessore per l'economia, bisogna riflettere un attimo, perché
c'è un problema serio. Allora, la mia proposta è che venga
accantonato in questo momento e che, poi, attraverso una
convergenza fra l'Assessore per la salute e l'Assessore per
l'economia, si trovi una soluzione perché questo è in questo
momento il problema sociale di tantissime famiglie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo a lei e
non conosco il testo dell'articolo di cui non mi interessa niente.
Io, però, devo capire con quali ferri lavoriamo, perché non vorrei
che oggi si consumi un precedente dal quale non si esce più.
Io voglio capire se l'emendamento ha la copertura finanziaria o se
la relazione tecnica è stata espressa in Commissione Bilancio. Se
una legge viene incardinata non esce da quest'Aula se non o con la
bocciatura o con l'approvazione dell'articolo. Non si può portare
un articolo e, mentre lo stiamo discutendo, arriva una relazione
del Ragioniere generale che dice che è opportuno soprassedere.
Questo, qualora lei lo dovesse adottare, voglio che non sia un
precedente perché, diversamente, questa Assemblea viene spodestata
da tutti i poteri e non avrà più la possibilità di approvare nulla,
o mentre lavoriamo arriverà una relazione qualunque che contesterà
l'operato dell'Assemblea. La prego su questo punto di essere
categorico, perché non voglio che ciò costituisca un precedente che
possa essere ricordato durante i lavori di questa legge
finanziaria, di altre leggi o in altre legislature.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, condivido le sue preoccupazioni,
però allo stesso tempo, e facendo seguito a quello che diceva poco
fa l'onorevole Laccoto, cioè dell'importanza di questo articolo,
piuttosto che approvare un articolo, per poi scoprire che non ci
sia una copertura finanziaria adeguata, correndo il rischio che
esso possa essere impugnato dal Governo nazionale, preferisco che
questo articolo venga stralciato, torni in Commissione per una
giusta valutazione, contestualmente all'individuazione della
necessaria copertura finanziaria affinché si posa dare il giusto
servizio ai cittadini.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ferreri. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
emendamento è passato dal vaglio dalla II Commissione legislativa
permanente, per cui vorrei capire che senso avrebbe fare prima il
passaggio nelle Commissioni di merito, se sistematicamente gli
emendamenti non arrivano al bilancio. Una volta che arrivano in II
Commissione e vengono votati, vengono resi ammissibili in Aula, per
cui chiedo che la relazione tecnica sia portata in Commissione
Bilancio .
Abbiamo passato molte ore a dibattere in II Commissione, c'era
tutto il tempo per elaborare un'adeguata relazione tecnica. Tra
l'altro questa disparità tra disoccupati e inoccupati è una cosa
della quale dobbiamo interessarci, è un problema enorme,
specialmente perché si innesca quel meccanismo per il quale i
disoccupati a volte fanno dei giochetti , si fanno ingaggiare, o
trovano dei sotterfugi proprio per mantenere lo status di
disoccupazione e non pagare il ticket sanitario.
Nel frattempo, chi è inoccupato, e a loro accomunerei anche le
molte persone che hanno un lavoro autonomo ed in questo momento
sono in difficoltà, si trovano a dovere pagare pure il ticket. E'
notizia di qualche settimana fa che a Gela, a causa di questa
confusione enorme, sono state accertate 5400 richieste false di
esenzione dal ticket sanitario, facendo quindi un buco all'ASP di
Caltanissetta per circa 1 milione 900mila euro. Con questa cifra
avremmo potuto equiparare, in questo disegno di legge, occupati e
disoccupati. Per di più in altre Regioni questa equiparazione è già
stata effettuata, ad esempio nel Trentino Alto Adige, nel Friuli
Venezia Giulia, in Sardegna; quindi vorrei che iniziassimo a dare
un messaggio ai siciliani, perché in un momento di crisi come
quello attuale si trovano a dover pagare il ticket anche persone
che sono senza un lavoro e che non hanno mai lavorato o che
possibilmente il lavoro lo perdono, ed in ogni caso l'emendamento è
passato dalla II Commissione, per cui pretendo che venga messo al
voto e che non ci sia nessuno stralcio.
PRESIDENTE. Onorevole Ferreri, vorrei fare chiarezza, per evitare
eventuali strumentalizzazioni che non servirebbero a nessuno. Qui
c'è un problema molto serio: la mancanza della necessaria copertura
finanziaria per procedere.
Devo tener conto di questa nota, e proprio nell'interesse delle
cose che ha appena detto lei, onorevole Ferreri, dobbiamo cercare
di arrivare ad una conclusione che sia positiva per i cittadini.
Leggo l'articolo 81 della Costituzione della Repubblica Italiana,
che recita, tra le altre cose Ogni altra legge che importi nuove o
maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte . Quindi se
mi arriva dalla Ragioneria Generale una nota che avvisa che non c'è
la copertura finanziaria, ritengo che la cosa più saggia da parte
di questo Parlamento sia quello di assegnare immediatamente alla
Commissione competente questo articolo per stralciarlo o per
trovare immediatamente una copertura finanziaria necessaria per far
sì che i cittadini abbiano il servizio di cui tutti quanti siamo
convinti sia doveroso.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, capisco
e comprendo anche dal vocio di sottofondo, ed anche dall'agitazione
che c'è sui banchi del Governo o tra qualche collega della
maggioranza che occupa i banchi del Governo, di quanto sia delicata
la questione che stiamo esaminando. Ma ho bisogno di un minimo di
attenzione perché la partita in gioco non si riferisce - e già
sarebbe tanto - al contenuto della norma, quanto alla corretta
applicazione procedurale e regolamentare, vorrei dire del diritto
parlamentare.
Una volta che la norma è transitata dalla Commissione Bilancio,
dopo essere stata approvata dalla Commissione di merito e approdata
in Aula, la norma non è più nella disponibilità di qualunque altro
soggetto, di qualunque soggetto diverso dall'Assemblea
parlamentare, altrimenti davvero qui dentro si fa trame di ogni
sacrosanto principio. Saremmo persino legittimati a pensare che
quest'Aula, stasera, sia utilizzata per recitare parti in commedia
perché c'è una parte della politica e della maggioranza e
l'Assessore che scrive una norma, forse in attesa della letterina
del Ragioniere Generale che all'ultimo scopre che non c è copertura
finanziaria, come per dire che politicamente volevamo farlo ma
mancavano miserevoli 500 mila euro, che sono assolutamente
insufficienti forse persino all'interno di una singola azienda
sanitaria provinciale per equiparare nella esenzione dei ticket gli
inoccupati ai disoccupati.
Allora, Presidente, io vorrei che la questione fosse apprezzata
seriamente innanzitutto da lei che ha pronunciato termini eretici
sotto il profilo dell'applicazione del diritto poco fa, stralcio
rimando in Commissione . Non può rimandare in Commissione ciò che
dalla Commissione è già pervenuto, e dobbiamo assolutamente
presumere che la Commissione non abbia giocato per 5 lunghi giorni
ed anche per molte parti di 5 nottate. Quando la legge
complessivamente approda in Aula, la copertura finanziaria si
riferisce a tutte le norme contenute.
Mettiamo un pò di ordine, altrimenti non ha più senso, colleghi,
rimanere in Aula, non ha alcun senso se sul piano procedurale,
regolamentare e normativo basta la lettera del Ragioniere Generale
per dire e per dettare all'Aula ciò che deve approvare e ciò che
non deve approvare. Sì alla chiarezza, chieda il Governo di
bocciare la norma ma la norma oramai è nella disponibilità del
Parlamento e non può ritornare indietro da nessuna parte.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo apprezza senz'altro il principio su cui si
fonda la previsione di questa norma perché certamente la presenza
degli inoccupati nella nostra Regione è assai significativa al pari
dei disoccupati, e lo testimonia l'elevatissima percentuale di
prestazioni sanitarie erogate in regime di esenzione.
Ma proprio per questa ragione è facilmente intuibile come la somma
appostata sia assolutamente insufficiente il che rischierebbe
sicuramente di ingenerare delle attese che nonostante criteri
stringenti che la giunta dovrebbe mettere in atto certamente non
potrebbero soddisfare l'enorme domanda di richiesta di esenzione
che ne scaturirebbe.
Tuttavia vorrei proporre, a nome del Governo di condizionare
l'attuazione della presente norma all'autorizzazione preventiva di
cui all'articolo precedente.
L'articolo precedente prevede, nel comma aggiunto dal Governo, che
a garanzia della sostenibilità del Servizio sanitario le norme che
determinano ulteriori o maggiori oneri a carico del Fondo
sanitario, in questo caso della Compartecipazione, debbono essere
sottoposti ad autorizzazione preventiva dei Ministeri dell'Economia
e della Salute.
Io ritengo che in questo modo noi salvaguardiamo il principio
della norma e nello stesso tempo salvaguardiamo la possibilità che
non ci venga impugnata, chiaramente in sede nazionale.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente l'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 21.41, è ripresa alle ore 21.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo l'emendamento anticipato dall'assessore Borsellino.
Onorevole Vinciullo, ha avuto modo di visionare l'emendamento del
Governo?
VINCIULLO. Signor Presidente, no e né mi interessa visionarlo in
questo momento. Perché, in questo momento, intervengo sul discorso
generale, che non ha nulla a che fare con l'emendamento che ha
presentato il Governo. Veda, la battaglia che questo Parlamento da
anni porta avanti per equiparare gli inoccupati ai disoccupati,
finalmente, è giunta a compimento. E' una questione di giustizia
perché chi non ha lavorato mai, quindi in teoria non percepisce
nemmeno un euro al mese per poter vivere, deve essere messo nelle
stesse condizioni di colui il quale è disoccupato e, quindi, da
qualche mese non percepisce più lo stipendio di lavoratore.
E' una questione di giustizia sociale, assessore e lei lo sa
perché uno dei motivi dello scontro fra me ed il suo predecessore è
stato su questo argomento. Io ritengo che tutti i poveri, tutti,
nessuno escluso, siano identici fra di loro. E fra tutti i poveri,
gli inoccupati sono i più poveri perché non hanno mai percepito
alcuna forma di reddito.
Non sfugge alla sua sensibilità, assessore, che questo problema
doveva essere risolto da questo Parlamento. Però, su alcune cose,
io devo richiamare il Presidente dell'Assemblea. Veda, signor
Presidente, non è perché il Ragioniere Generale pensa di
rimangiarsi il parere che ha dato in Commissione Bilancio, lei lo
stralcia, perché questo non lo potrà più fare Al massimo, lei lo
può accantonare. Ed il parere, seppur autorevolissimo, del
Ragioniere Generale deve essere firmato dall'assessore Baccei,
altrimenti non ha alcun valore in questa Assemblea.
Se la Presidenza accetta l'idea che il Ragioniere Generale possa
sostituirsi al Governo, diciamo agli assessori di accomodarsi
fuori, facciamo venire il Ragioniere Generale e sarà lui a trattare
tutte le tematiche riguardanti l'approvazione della finanziaria con
il Parlamento. Ma siccome non è così, perché il regolamento interno
dell'Assemblea prevede tutt'altro, io già le dico che lei non lo
potrà stralciare. Le comunico pure che ritiro l'emendamento
soppressivo 19.1, e quindi non ci sarà più la possibilità per
alcuno di sopprimere l'articolo, che adesso deve essere votato. E
questa Assemblea potrà approvarlo oppure potrà non approvarlo, però
un fatto è certo Presidente: è una questione di giustizia.
L'assessore ritiene che le somme siano insufficienti? Anche noi
sappiamo che le somme sono insufficienti, e per questo ci auguriamo
che il Governo, di qui a qualche ora, faccia pervenire un altro
emendamento che aumenti lo stanziamento su questo capitolo, ma
siccome mi sembra di capire che, di qui a qualche mese, dovremmo
andare a riscrivere la finanziaria perché mancano oltre 100 milioni
di euro solo per quanto riguarda il comparto forestale ed i
consorzi di bonifica, si impegni da parte sua, assessore, che nel
caso in cui l'articolo 18, come lei ha detto, troverà finalmente
conclusione positiva, e noi tutti ce lo auguriamo, le maggiori
risorse possano essere utilizzate a favore dell'articolo 19.
Su problematiche legate ad eventuali prese di posizioni del
Governo nazionale, io ricordo a tutti noi, perché ho l'impressione
che prima avevamo paura del Commissario dello Stato ed oggi abbiamo
paura del Governo, che c'è un giudice terzo che è la Corte
Costituzionale, alla quale, in qualsiasi momento, ci possiamo
rivolgere per capire se abbiamo ragione noi o ha ragione il Governo
nazionale.
Del resto, se non avessimo commesso la sciocchezza di ritirare il
ricorso sulle accise, il giudice della legge, la Corte
Costituzionale appunto, ci ha dato ragione. Su questa vicenda, fin
da adesso, noi diciamo che la posizione del Parlamento è chiara,
con la schiena dritta, noi vogliamo che gli inoccupati vengano
considerati come i disoccupati. Se il Governo nazionale dovesse
impugnare il provvedimento, noi ci rivolgeremo alla Corte
costituzionale chiedendo il rispetto di quelle che sono le
prerogative. Questi 500 mila euro credo che bastino per i primi
mesi, in attesa della finanziaria bis dove andremo ad inserire le
risorse necessarie per coprire questo provvedimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
MILAZZO Giuseppe. Signore Presidente, onorevoli colleghi, intanto
l'onorevole Gucciardi mi faceva notare una cosa importante. Abbiamo
appena votato l'articolo 18 con un emendamento del Governo di cui
vorrei dare lettura: Norme di garanzia per la sostenibilità del
servizio sanitario regionale. L'attuazione delle norme contenute
nella presente legge, della cui applicazione scaturiscono nuovi o
maggiori oneri diretti o indiretti a carico del fondo sanitario
regionale, è subordinata all'autorizzazione del Ministero . Cioe,
stiamo parlando di niente
Il Ministero, appena votiamo l'articolo 19, ci prende per pazzi
perché direbbero che, senza criterio, proponiamo una cosa che è
bella, ma non è sostenibile
Vorrei ricordare all'onorevole Cancelleri che quando abbiamo
votato questo emendamento, è stato fatto presente in Commissione
che non c'era copertura, visto che lui lo ricorda. E vorrei
chiedere all'onorevole Vinciullo di consentire ai deputati di
parlare, perché, nonostante i deputati vengono a minacciarmi,
vorrei avere anch'io la possibilità di parlare, considerato che non
interrompo nessuno quando parlano.
Fermo restando che stiamo parlando del nulla e fermo restando che
se l'onorevole Vinciullo ritirerà l'emendamento soppressivo, io da
buon samaritano lo farò mio perché l'Assemblea deve avere un
atteggiamento logico durante una finanziaria. Io ritengo che lei,
non in virtù della lettera del Ragioniere Generale, che non doveva
nemmeno leggere, ma in virtù dell'incoerenza della legge che
abbiamo già tracciato, perché l'Assemblea si è espressa su un
principio, ora diciamo soldi per tutti . Anch'io voglio presentare
un emendamento per le isole minori: facciamo due ospedali con venti
centri di specializzazione per ogni ospedale, quattro elicotteri
per Isola, cinque navi, venti motoscafi. Ma di che cosa stiamo
parlando? Il Parlamento voterà l'emendamento soppressivo Milazzo
per voto palese perché dimostra di essere coerente. Mentre poco fa
abbiamo ammazzato i COINRES, ora chiediamo di fare colpi di reni
senza copertura finanziaria, con un atteggiamento incoerente
rispetto all'articolo 18, per accontentare un gruppo politico.
Sempre Milazzo parla contro i Cinque Stelle, però mi hanno
spiegato che approvando la legge elettorale con i Cinque Stelle
concorrerà il centro-destra, quindi io mi troverò come
interlocutore il Movimento Cinque Stelle, e devo spiegare ai miei
che l'alternativa siamo noi perché noi abbiamo un atteggiamento
moderato nel merito e non ci attacchiamo sul lampadario per
normette' che non servono a niente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi troverò a
fare un po' di ordine rispetto a quello che è accaduto. La norma è
approdata in Aula e noi abbiamo stabilito un patto col popolo
siciliano. Nel mio intervento voglio, con orgoglio, rivendicare il
primato della politica. Sammartano dice: Non imputate queste somme
sul fondo sanitario perché è un definanziamento del fondo. Non lo
potete fare . Il punto non è stralciare la norma, è trovare una
nuova copertura.
Signori Assessori, signor Governo, tecnico o non tecnico, non è la
stessa cosa reperire le risorse per i comandati, dove noi siamo
bravi e puntuali, e negare la possibilità di curarsi agli
inoccupati
Sono equivalenze tecniche che io non accetto Chiaro Allora, o
noi troviamo il modo di essere persone serie davanti all'opinione
pubblica siciliana, reperendo le risorse per finanziare questo
fondo - tra l'altro è dato mandato alla Giunta, in una seconda
fase, di organizzare le modalità di distribuzione di questa somma -
o altrimenti cade completamente la serietà del parlamento
siciliano. E farebbero bene i siciliani, se noi non diamo copertura
a questa promessa, che abbiamo fatto senza che ce l'abbiamo
chiesto, senza che nessuno ce l'abbia chiesto, o altrimenti
metaforicamente non ci dobbiamo poi lamentare se qualcuno ci
immagina vestiti con il saio arancione, noi della politica, a fare
una mala fine. Non ci dobbiamo lamentare di questo.
Quindi, io avrei apprezzato maggiormente che questa nota fosse
stata indirizzata alla Giunta di Governo in modo molto riservato,
anche per dare la possibilità alla Giunta e all'Assessore di
trovare nuove strade, ma noi non possiamo uscire da qui dentro se
non onoriamo questo patto, perché, se noi non onoriamo questo
patto, sappiate che grava sulla nostra coscienza la possibilità di
curarsi per persone a reddito zero.
Quindi, se l'Aula è d'accordo, se lei, signor Presidente, è
d'accordo, sospendiamo la discussione perché il Governo si deve
concentrare e deve trovare le risorse. D'altronde, signor
Presidente, e concludo entro i tre minuti che mi ha assegnato,
assessore Borsellino, noi non possiamo strombazzare ancora ai
quattro venti di essere al quarto esercizio finanziario in attivo
della sanità e poi non trovare le risorse per dare una mano d'aiuto
a questi poveracci. Noi non lo possiamo e non lo dobbiamo fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che l'onorevole Digiacomo
abbia centrato perfettamente l'argomento. Quindi, nonostante sia
già stato presentato un emendamento dal Governo, se siamo
d'accordo, l'accantoniamo per vedere di trovare la copertura
finanziaria a questo articolo 19.
Gli articoli 20 e 21 sono accantonati.
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
Art. 22
Disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in
liquidazione
1. Per le finalità dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale
11 maggio 2014, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni, la
Regione è autorizzata, a trasferire alla RESAIS S.p.A., a titolo di
compartecipazione destinata esclusivamente agli oneri sostenuti per
il personale in servizio, l'ulteriore somma di 5.646 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2015 (UPB 4.2.1.3.99 - capitolo
214107), comprensiva degli eventuali oneri convenzionali. Per
ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017 è autorizzata la
spesa di 7.800 migliaia di euro.
2. All'Istituto regionale vini e oli di Sicilia è concesso un
contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti al
personale proveniente dall'Ente acquedotti siciliani in
liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, nella misura massima di 138
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015 (UPB 10.3.1.3.2 -
capitolo 147325) oltre a quanto già autorizzato con legge regionale
13 gennaio 2015, n. 3 articolo 7, comma 2. Per ciascuno degli
esercizi finanziari 2016 e 2017 è autorizzata la spesa di 207
migliaia di euro.
3. All'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive è concesso un contributo per il concorso al pagamento
degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in liquidazione,
ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, di 738 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2015 (UPB 2.2.1.3.7 - capitolo 343315). Per
ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017 è autorizzata
l'ulteriore spesa di 1.107 migliaia di euro.
4. Agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario
della Sicilia è concesso un contributo, per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in
liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, di 1.805 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2015 (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373347).
Per ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017 è autorizzata
l'ulteriore a spesa di 2.708 migliaia di euro. .
Comunico che all'articolo 22 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 22.1, a firma degli onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio,
Fontana.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.1, a firma degli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio, Fontana.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 22 nel testo risultante.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura.
Art. 23
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
rurale
1. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno 2015, l'ulteriore
spesa di 4.500 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 - capitolo
147326).
2. Il conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati per le
finalità di cui al comma 1, dei requisiti per l'accesso ai
trattamenti pensionistici, ne determina la fuoriuscita dal bacino
delle garanzie occupazionali.'
All'articolo 23 sono stati presentati due emendamenti soppressivi,
degli onorevoli Greco Giovanni e dell'onorevole Alongi.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
ALONGI. Lo ritiro.
FIGUCCIA. Faccio mio l'emendamento 23.2.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
capisco il significato del secondo comma. Il conseguimento da parte
dei lavoratori utilizzati per le finalità di cui al comma 1, dei
requisiti per l'accesso ai trattamenti pensionistici, ne determina
la fuoriuscita dal bacino delle garanzie occupazionali.
Non lo capisco quello che significa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Turano
lo spiego io perché è necessario questo emendamento.
Il comma 2 è indispensabile perché si sono verificati in questi
ultimi due anni episodi incresciosi di gente che contemporaneamente
ha l'età per andare in pensione, non va in pensione anche un
lavoratore che ha 72 anni e continua ancora a far parte di questo
bacino. E il modo per tagliare definitivamente la testa su questa
vicenda, chi ha l'età per andare via deve andare via come è giusto
che sia.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Presidente mi scusi siccome l'articolo 20 accantonato,
però ancora non abbiamo avuto gli emendamenti all'allegato 1, è
possibile distribuirli così nel frattempo li visionamo.
PRESIDENTE. La sua richiesta è legittima, ma diamo il tempo anche
agli uffici che stanno lavorando in maniera abbastanza celere di
ordinare tutto il lavoro.
Sarà questione di poco tempo e poi verranno distribuiti.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori. Siccome
l'articolo 13 è accantonato potremmo per fare distribuire gli
emendamenti sull'articolo 13?
PRESIDENTE. L'abbiamo già approvato. Il 12 è stato approvato.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, relativamente al tema del ticket sanitario, visto che
capisco l'importanza della materia, quello che vi propongo la stima
del Governo è di diverse decine di milioni di euro.
Se decidiamo che questa è una cosa prioritaria, la votiamo. Io mi
prendo il tempo di rivedere tutto il bilancio per tirare fuori
trenta, quaranta milioni di euro da altre poste perché non ci sono
altri fondi.
Una scelta politica che io capisco e condivido.
PRESIDENTE. Di quale sta parlando, scusi.
BACCEI, assessore per l'economia. Del ticket sanitario, il 19.
PRESIDENTE. No, l'abbiamo accantonato per il momento. Dopo
troviamo altre spiegazioni. Pensavo che intervenisse sull'articolo
23.
C'era il 23.2. L'ha fatto proprio l'onorevole Figuccia.
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come già fatto precedentemente
trattandosi di un solo emendamento soppressivo votiamo il
mantenimento o meno dell'articolo.
Chi è favorevole al mantenimento dell'articolo resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
Art. 24
Misure di sostegno per il ricovero di minori
1. Il dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali per i rapporti, anche in convenzione, con le comunità
alloggio per i minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità
giudiziaria minorile nell'ambito della competenza civile ed
amministrativa, è autorizzato a rimborsare ai Comuni, fino ad un
ammontare massimo dell'80 per cento, le spese documentate da
provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di ingresso in un
istituto di accoglienza per ricovero di minori disposto dal
tribunale per i minorenni ai sensi dell'articolo 25 del regio
decreto legge 20 luglio 1934, n. 1404.
2. Le tariffe di riferimento per il rimborso ai Comuni di cui al
comma precedente non devono essere superiori a quelle applicate a
livello nazionale.
3. Per le finalità del comma 1 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2015 la spesa di 24.300 migliaia di euro di cui 10.000
migliaia di euro in favore degli enti di cui al comma 8 bis
dell'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni.
PRESIDENTE. Ci sono anche qui due emendamenti uno soppressivo a
firma dell'onorevole Fontana, Alongi ritirato. Ritirato anche
quello dell'onorevole Gucciardi. Lo fa proprio il Movimento Cinque
Stelle.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VINCIULLO. Il Governo deve spiegare perché vuole il mantenimento
dell'articolo.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. E' la medesima motivazione che abbiamo avanzato in sede di
commissione, istituire due capitoli di bilancio diversi per
comunità che svolgono sostanzialmente la medesima funzione con una
copertura molto elevata per la prima fascia di comunità che sono
fra l'altro in numero minore e che svolgono le medesime funzioni
rispetto alla seconda fascia che arrivano a un livello di copertura
sulla base della tariffa molto più bassa si è ritenuto, diciamo,
una sperequazione irragionevole per cui avevamo proposto già come
Governo l'unificazione dei capitoli, l'unificazione di trattamento,
in commissione era stata modificata, c'è ora la proposta
dell'onorevole Gucciardi e il Governo da parere favorevole.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, qui
dobbiamo capire, vicepresidente Lo Bello, se facciamo il gioco
delle parti o se voi avete un minimo di coerenza e riuscite a
mantenere ciò che abbiamo stabilito in Commissione Bilancio. Perché
se questo non c'è per essere chiari e c'è questa distonia così
netta fra il Governo e la maggioranza, tra quello che viene
stabilito in Commissione e quello che portate in Aula.
Io capisco che l'onorevole Cracolici è il maggiore oppositore di
questo Governo, ma non gridi, non ha senso gridare. Non è che
gridando risolviamo i problemi, soprattutto un problema così grave.
E' un problema che abbiamo lungamente dibattuto e tutti insieme,
tutti insieme, abbiamo trovato una soluzione.
Se vi ricordate, abbiamo fermato i lavori chiedendo l'intervento
del direttore generale. Il direttore generale ci ha spiegato quello
che stavamo facendo e tutti insieme coerentemente abbiamo deciso di
tornare indietro.
Veda assessore, Lei forse dormiva quando abbiamo approvato, mi
dispiace per Lei. Lei la prossima volta anziché andare nella stanza
accanto stia al tavolo della Commissione.
Cosa ha detto il suo dirigente? Perché abbiamo ancora i verbali
che possiamo andare a prendere, perché lo ricordiamo tutti. Il suo
dirigente ha detto una cosa che tutti sapevamo: che vi sono due
categorie di istituti che accolgono i minori.
La prima categoria, composta da 53 enti, la seconda categoria che
sono diventati nel frattempo 300. E se noi approviamo questo
emendamento diventeranno 600, assessore Borsellino, poi 900, poi
1200, poi 1500, poi 1800 e poi di qui a qualche giorno ci
porteranno tutti coloro i quali lavorano in questa struttura a dire
che siccome hanno lavorato con la Regione li dobbiamo assumere e li
dobbiamo mettere dentro.
Non c'era nessuna disparità di trattamento tra le prime 53 e le
seconde 53. Il problema di fondo qual è? Le prime 53 è stato fatto
un bando, venti anni fa, forse anche più di venti anni fa, a questo
bando hanno partecipato degli enti, vi è stata una selezione
durissima, è stata fatta una convenzione fra questi soggetti e la
Regione per cui la Regione nei confronti di questi 53 enti ha degli
obblighi ben precisi tanto è vero che i ragazzi minori, sottoposti
all'autorità giudiziaria, li mandiamo in questa struttura.
Nel frattempo, siccome siamo il Paese di bengodi,e siamo il Paese
in cui ognuno di noi è furbo si è verificato, assessore Lo Bello,
lo stesso problema della formazione che in maniera assolutamente
non conforme a quelle che erano le regole si sono costituiti altri
300 enti in una situazione di disagio soprattutto legata alla
ospitalità dei bambini provenienti da oltre mare.
Allora cosa è successo? A questi enti è stata data la possibilità
così di ingolfare la loro struttura con questi minori cosa che
dobbiamo assolutamente fare. Però, veda assessore, nel momento in
cui noi autorizziamo anche gli altri 300 a ospitare soggetti
attraverso questo articolo 24, noi creiamo un buco di bilancio che,
assessore Baccei, sarà superiore agli 80 milioni di euro, 80
milioni di euro, perché da oggi noi riconosciamo anche 300
strutture che potranno assumere, potranno ospitare soggetti anche
non siciliani e, mentre noi abbiamo il problema di trovare le
risorse per gli inoccupati siciliani, cioè per i poveri e per i
disperati siciliani, apriamo una maglia che porterà questa Regione
a impegnare almeno 80 milioni di euro.
Perché da questo momento in poi noi avremo dei debiti certi nei
confronti non più di 53 associazioni, istituti, che sono stati
riconosciuti dalla Regione ma anche nei confronti di questi
ulteriori 300 che diventeranno 600 e diventeranno 900 perché da
domani ognuno di noi nelle proprie province, dal momento che capirà
che è così facile fare clientela, trovare occupazione e avere
risorse, all'amico del cuore e all'amico lontano gli dirà fatti
una struttura tanto la Regione ti andrà a riconoscere.
Per cui veda, assessore, e lo dico anche agli amici del PD, prima
di approvare questa norma, così come non abbiamo fatto quando è
stato per i comuni, riflettiamo. Pensiamo al danno che possiamo
fare a questa Terra. Pensiamo al danno che potremo fare ai nostri
figli. Ogni anno ci sarà un debito di 80 milioni di euro e, dopo
questa norma, dal momento che non c'è più nessuna differenza fra
chi ha un contratto con la Regione, una convenzione firmata con la
Regione, un riconoscimento firmato dalla Regione, e chi non ha
nessun riconoscimento, il risultato sarà che ognuno avrà dei
diritti sulla Regione, Assessore Caruso, avrà dei diritto che noi
gli dobbiamo andare a riconoscere. Grazie.
LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire l'onorevole Falcone e
l'onorevole Di Giacomo. Prego
LA ROCCA Claudia. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
volevo ricordare altre cose che si sono dette in Commissione oltre
quelle che ha ricordato, che ha fatto presenti l'onorevole
Vinciullo.
Noi, ovviamente, abbiamo fatto nostro l'emendamento dell'onorevole
Gucciardi perché in realtà le cose che sono state dette in
Commissione sono state anche differenti, ovvero si è fatto presente
che ci sono circa le 53 strutture che vengono rimborsate al 100%,
le altre 300 che vengono rimborsate su per giù al 26%; ovviamente
questo costituisce un problema per i Comuni perché è un servizio
che gestiscono i Comuni e, quindi, costituisce un problema
nell'accoglienza dei minori, ricordando sempre che il settore dei
minori non è un settore dove si spera ci sia del business.
Ovviamente il ricovero per i minori, è l'ultima spiaggia alla
quale si deve arrivare. Quindi, l'uniformare questo settore è
auspicabile anche perché ricordo che l'articolo in questione che si
abrogherebbe approvando questo emendamento, è previsto come spesa
obbligatoria quando, in realtà, questo tipo di spesa non ha i
caratteri di spesa obbligatoria come è previsto dalle norme di
contabilità vigente.
Quindi questa è un'altra anomalia che c'è in questa situazione.
Quindi uniformare i capitolo sarebbe la soluzione ideale. Grazie.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente la ringrazio. Io credo che il Governo in
primis se vuole concludere favorevolmente e positivamente questa
finanziaria, deve essere più coerente. Assessore Caruso, non
prendiamoci in giro, lei è prodigo nell'applaudire alcune volte ad
alcuni deputati che parlano, dovrebbe essere un attimino più
attento, però, nei rapporti istituzionali e nei passaggi
procedurali che una norma effettua. Noi abbiamo fatto una
riflessione approfondita in Commissione, e abbiamo fatto questo
articolo per che cosa? A) Per un fatto finanziario, per evitare che
la Regione avesse un danno, per mettere in sicurezza, e qua lo dico
all'Assessore Baccei, i conti della Regione.
Perché? Sino all'anno scorso, lo voglio dire ai colleghi, c'era
una norma, secondo la quale, si riconosceva l'80% del servizio, ai
Comuni. Molti Enti non accreditati, anzi accreditati non
convenzionati con la Regione, hanno proceduto a dei contenziosi, e
noi ci troviamo una massa, un contenzioso non indifferente.
Per cui, il Governo ha chiesto un atto di buona volontà alla
Commissione e ha detto: guardate, poiché noi non riusciamo a
coprire, a rimborsare totalmente questa spesa, nemmeno all'80%,
possiamo mettere la parolina sino a..? In maniera garbata.
Assessore, di fronte ad una richiesta legittima del Governo, ma è
una richiesta politica, noi siamo venuti incontro, perché avremmo
potuto dire e perché lei Assessore deve togliere i soldi a chi ha
svolto un servizio e si aspettava interamente la refusione dello
stesso? .
E noi, invece, politicamente abbiamo fatto un passo indietro e
abbiamo detto accediamo ad una tesi. Ecco lo spirito
dell'intervento dell'onorevole Vinciullo. Dopo di che avete posto
un altro tema, i costi devono essere standardizzati a livello
nazionale. Scusate vi abbiamo chiesto. Ma perché allora noi
paghiamo di più rispetto che nel resto d'Italia, ce lo spiegate? E
voi ci avete risposto, ma non in maniera particolarmente precisa.
Ciò nonostante, noi abbiamo detto comunque, parametriamo, mettiamo
questo comma 2 e, pro bono pacis, andiamo avanti. C'era un problema
allora. Avevate creato un fondo unico di 24milioni 300mila euro per
tutti, per le comunità convenzionate e le comunità non
convenzionate, le quali in questi ultimi anni stanno aumentando
sempre di più. Negli ultimi sette anni sono nate 252 nuove
strutture, che si aggiungono a quelle precedenti, superando in
questo modo quota 300, e 53 sono le strutture convenzionate.
Abbiamo dunque una proliferazione di comunità. Signor Assessore,
siccome noi riteniamo che il libero mercato sia un principio
sacrosanto, ma chi ha partecipato a un bando e abbia determinati
requisiti vada altresì salvaguardato, noi diciamo che va bene il
libero mercato, ma è altrettanto giusto che sia salvaguardato ciò
che ha avuto una garanzia negli anni, non in questo modo, ma una
garanzia avendo partecipato un bando, quindi avendo partecipato al
libero mercato. Dopo di che, Assessore, la prego, ma lo dico al
Vicepresidente, su questo emendamento, che già l'onorevole
Gucciardi, da Capogruppo del partito di maggioranza relativa di
quest'Assemblea aveva ritirato, esprimiamo un parere contrario,
quindi chiediamo il mantenimento dell'articolato così come uscito
dalla Commissione di merito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
chiaro che con questo articolo stiamo generando un debito di 80
milioni di euro l'anno. Stiamo facendo una sorta di sanatoria
all'interno di un contesto dove avremmo preferito che
strumentalizzazioni non ce ne fossero. Avevamo chiesto che venisse
istituito il fondo unico dei servizi sociali e sanitari, ma
purtroppo questo non è stato possibile. Questa famosa integrazione
che, voluta da quella bimbetta gracile gracile , come fu definita
la legge n. 328 del 2000 che ancora non ha trovato una vera
applicazione in Sicilia, rispetto alla quale l'utilizzo dei fondi
PAC - anche lì non trovano alcuna possibilità di stanziamento - una
serie di risorse con le quali, probabilmente, saremmo potuti andare
incontro all'esigenze non soltanto dei minori, ma anche degli
anziani che ad esempio erano previsti all'interno di quel fondo.
Però abbiamo fatto questa scelta; la scelta oggi è quella di
accumulare le 53 strutture nate 20 anni fa alle strutture che oggi
diventano 600, con un effetto moltiplicatore che non ci consente di
capire quanto potrebbero diventare nel prossimo futuro. Di fronte a
questa scelta di creare dei debiti fuori bilancio, vorrei
riproporre all'Assessore la stessa domanda che gli feci in II
Commissione: se lo scorso anno abbiamo previsto una percentuale che
h ben al di sotto dell'80%, perché con questo articolo adesso ci
stiamo accanendo con una sorta di, scusate la ripetizione,
accanimento terapeutico su una soglia che non sappiamo se potremo
mai raggiungere? Abbiamo per certo un dato: queste comunità faranno
ricorso, sono delle comunità con le quali l'Amministrazione sta
accendendo dei debiti fuori bilancio, sono delle strutture rispetto
alle quali vengono prestati dei legittimi diritti, ma rispetto alle
quali noi i pagamenti delle rette non li facciamo, sono strutture
che da una parte provocheranno debiti fuori bilancio per
l'Amministrazione, e dall'altra genereranno dei debiti tali per le
strutture stesse, al punto da non potere mantenere l'attività.
Allora la domanda è la stessa che ho rivolto in Commissione
bilancio: lo scorso anno fino a che percentuale è stato dato il
contributo. Mi è stato detto fino al 23% perché oggi noi fissiamo
questo tetto all'80%, Presidente, io rivolgo questa domanda
all'Assessore e se per favore è possibile avere una risposta al
fine di comprendere se effettivamente è anche questa una norma
oppure se ci sono le possibilità per pensarla diversamente. Però
Presidente le chiedo che su questo punto l'Assessore possa
rispondere.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molte delle
domande che ha posto l'onorevole Falcone poco fa le avevo poste io
l'altra sera in Commissione Bilancio. Questa è stata la sintesi
fatta in Commissione Bilancio ma ricorderà l'Assessore che ho anche
detto che i 14 milioni e 300 mila euro per quanto riguardava i
Comuni sicuramente era una somma molto inferiore rispetto a quella
necessaria per i Comuni.
Allora noi non vogliamo rompere quello che funziona ma vorremmo
sistemare qualcosa che non funziona. Ho chiesto anche, e mi sono
informato su questo, che c'è un fondo Pac di 150 milioni circa e
l'ho chiesto anche l'altra sera e ora glielo chiedo qui chiedendo
l'impegno al Governo non soltanto chiedendo come ho fatto l'altra
volta perché l'altra volta gliel'ho chiesto però non avevo certezza
e quindi ho detto vabbe quello che mi dice l'Assessore prendo
atto'. Il fondo pac di 150 milioni parla anche di infanzia.
Allora io ritengo e, chiedo al Governo, e in questo chiedo
all'Assessore Baccei cortesemente di ascoltarmi che se è possibile
prelevare 10 milioni dal fondo pac e darli ai comuni per le case
dei minori perché assessore, io capisco tutto, ma noi quest'anno in
questa finanziaria i Comuni li abbiamo ammazzati. Allora diamo
qualche segnale nei confronti dei Comuni, quindi io chiedo al
Governo che se è possibile l'utilizzo dei fondi pac 10 milioni di
fondi pac siano utilizzati per i comuni.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, rispetto all'ultima proposta i fondi Pac
a cui si è fatto riferimento, cui l'onorevole ha fatto riferimento
sono vincolati nello scopo e quindi siccome sono vincolati dallo
scopo dal Ministero non abbiamo alcuna autonomia di destinare i
fondi ad altri scopi rispetto a quello per cui sono stati
trasferiti alle Regioni. Quindi questo l'abbiamo approfondito, ho
preso atto della sua osservazione.
Non è tecnicamente possibile con tutta la buona volontà. Per
quanto riguarda invece l'obiezione del tetto dell'80%, non so se è
per evitare il contenzioso endemico nei confronti dei comuni e dei
comuni nei confronti della Regione, anziché porre il tetto fisso
dell'80% con una assunzione di una obbligazione preventiva, la
norma serve a flessibilizzare fino all'80% in maniera tale da
evitare qualunque tipo preventivamente di contenzioso e consentire
una gestione flessibile di questi fondi, tenuto conto che,
comunque, sono fondi che non possono essere decisi autonomamente
dalla Regione, sono fondi che sono prefissati dalla Regione su cui
evidentemente non si può andare oltre i limiti di budget, i limiti
di trasferimenti nazionali che arrivano dalla 328. Per cui, anche
rispetto all'ultima questione, non esiste in alcun modo il rischio
di assunzione di debiti fuori bilancio perché comunque le risorse
sono quelle che sono trasferite dallo Stato e la Regione non può
evidentemente in campo nuove risorse e tuttavia, detto questo, dato
le diverse posizioni che ci sono in Aula, il Governo anziché parere
positivo si rimette all'autonoma deliberazione dell'Aula.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento
24.3 dell'onorevole Gucciardi. La ritirate? Benissimo. Il Governo
si è rimesso all'Aula. Onorevole Ciaccio, mettetevi d'accordo. Ho
appena chiesto al suo capogruppo che ha detto va bene. Allora
votiamo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 24.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 24.3 a firma dell'onorevole Gucciardi.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole
all'emendamento preme il pulsante verde; chi è contrario preme il
pulsante rosso;
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ...... 58
Maggioranza ............. 30
Favorevoli ............... 22
Contrari ................... 35
Astenuti ................... 1
(L'Assemblea non approva)
Pongo in votazione l'articolo 24, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi:
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25
Comunità alloggio per disabili psichici
1. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione, con le
comunità alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo 76,
comma 4, ultimo periodo, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2
e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2015, la spesa di 11.500 migliaia di euro
(UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 182519)».
E' stato presentato un emendamento soppressivo a firma
dell'onorevole D'Asero, Alongi ed altri. E' ritirato.
L'altro emendamento, mi fanno notare gli uffici, prevede una
maggiore spesa quindi gradirei sentire il Governo su questo
emendamento.
Onorevole Alongi, lo ritira?
ALONGI. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi. non potete dire sì e poi no, non
siamo qui a barattare. Lo avete ritirato. Basta così.
Onorevole Alongi, io ho chiesto se l'emendamento fosse stato
ritirato? E mi avete detto ritirato. Siccome non si gioca in Aula e
dovete stare attenti io proseguo.
ALONGI. Ma chi l'ha detto? L'emendamento non è ritirato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 22,33 è ripresa alle ore 22,34)
La seduta è ripresa.
Onorevole Alongi, d'accordo, chiedo scusa, però, dovete mettervi
d'accordo perché chi dice che ritira l'emendamento e chi dice che
non lo ritira. Io non riesco a seguirvi.
Il Governo fa notare che non c'è copertura finanziaria per cui
dichiaro l'emendamento 25.2 degli onorevoli D'Asero, Alongi ed
altri inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 25.
Siamo all'articolo 25, onorevole Figuccia
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, capisco
l'inammissibilità pronunziata dal Governo, però ne approfitto per
fare un invito al Governo, ed in particolar modo all'assessore al
ramo, perché sulle comunità alloggio per disabili psichici, che è
una categoria di soggetti che sicuramente non troveremo mai a
protestare sotto il Palazzo, oggi c'è una problematica che è ancora
più grave: dopo il 30 di aprile, come lei sa, sono stati chiusi i
manicomi criminali e non soltanto, quindi, ritengo che sia
importante che il Governo, in prospettiva, su questo tema, si
assuma un impegno morale.
Per me già il fatto che l'assessore, che conosco come persona
perbene e che gli impegni morali li mantiene, una prospettiva di
qui a fine anno, perché l'anno scorso su questo capitolo c'erano 18
milioni di euro circa, quest'anno ce ne sono 11,5, quindi, credo,
assessore, che sia importante che lei trovi un grande sforzo, ma è
importante che questo capitolo trovi capienza per intero, com'era
l'anno scorso, quanto meno l'importo dell'anno scorso, possa essere
assunto l'impegno da parte sua in questa direzione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26
Norme in materia di consorzi di bonifica
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per l'anno 2015, la
spesa di 10.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo
147320).
2. Il conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati per le
finalità di cui al comma 1, dei requisiti per l'accesso ai
trattamenti pensionistici, ne determina la fuoriuscita dal bacino
delle garanzie occupazionali».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 26.1 a firma
D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27
Acquisizione dei servizi delle società partecipate
1. All'articolo 11, comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5, come sostituito dall'articolo 8, comma 2 della legge
regionale 13 gennaio 2015, n. 3 le parole per ciascuno degli
esercizi finanziari 2015 e 2016, la spesa annua sono sostituite
con le parole per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di e dopo
le parole migliaia di euro sono aggiunte le seguenti parole e
per ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017 la spesa di
44.523 migliaia di euro, ».
Comunico che sono stati presentati due emendamenti: il 27.1 degli
onorevoli Di Mauro e Greco Giovanni e il 27.2 degli onorevoli
D'Asero, Alongi ed altri. Entrambi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28
Trasporti isole minori
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 12 è autorizzata la spesa complessiva di 315.000
migliaia di euro in ragione di 63.000 per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2016 al 2020».
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 28.2 degli
onorevoli D'Asero, Alongi ed altri e 28.1 dell'onorevole Fazio.
Onorevole Alongi lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 28.1 dell'onorevole
Fazio. Il parere della Commissione?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29
Inventario dei beni immobili della Regione siciliana
1. I beni immobili della Regione siciliana sono inseriti nel Conto
del Patrimonio della Regione mediante apposito inventario da
formarsi presso la Ragioneria generale per effetto delle vigenti
norme sull'amministrazione regionale che assegnano alla medesima
Ragioneria le competenze in materia di patrimonio immobiliare.
2. L'inventario deve contenere gli elementi atti a farne conoscere
la consistenza e il valore. I beni patrimoniali disponibili
provenienti da procedura di sdemanializzazione destinati alla
successiva vendita sono iscritti in apposito elenco contenente i
dati di carico e scarico dei valori, previa delibera della Giunta
regionale.
3. Con decreto del Ragioniere generale della Regione sono
determinati i criteri e le modalità per la formazione e la
conservazione dell'inventario».
Si passa all'emendamento 29.2 D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FIGUCCIA. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Vi pregherei di non urlare. Pongo in votazione
l'emendamento 29.2. Il parere della Commissione?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.4 a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.3, II parte, a firma Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. La prego assessore di seguirmi in maniera tale da far
comprendere qual è la natura dell'emendamento e a cosa vuole
mirare. Con l'articolo 29 si fa un inventario dei beni immobili
della Regione Siciliana, cosa buona e giusta però nell'ottica di
andare a fare cosa? Semplicemente di andare a stabilire che
proprietà abbiamo.
L'emendamento, invece, mira ad andare a riportare, all'interno
delle casse della Regione, parecchi soldi che sono quelli che si
sono persi e che si perdono ogni anno a causa del fatto che i
nostri uffici sono ospitati da immobili non di proprietà per i
quali chiaramente paghiamo un affitto.
Con il comma 3 che andiamo a sostituire e, quindi, andiamo ad
aggiungere, in qualche modo, diciamo che grazie all'inventario
andiamo a stabilire entro quanto tempo possiamo trasferire uffici
che in questo momento sono in immobili in affitto, in uffici di
proprietà della Regione e, nel caso in cui la Giunta regionale e il
Presidente della Regione non giudichi buoni per accogliere, ad
esempio, un assessorato, degli immobili di proprietà - e in quel
caso diventa impossibile - per effetto di una legge che abbiamo già
fatto l'anno scorso, dobbiamo andare a rinegoziare il contratto di
affitto al ribasso di almeno del 15 per cento.
Tutto questo deve avvenire all'interno di una data ben precisa che
abbiamo indicato come 31 luglio del 2016. Mi sembra assolutamente
di buon senso e in linea anche con le capacità e la volontà di
questa Regione di andare a fare tagli alla spesa pubblica per cui
prego l'assessore Baccei, in questo caso, di dare parere favorevole
all'emendamento che tutto dà alla Regione di buono e nulla di
sbagliato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, giusto per chiarire l'articolo: quello che diceva
l'onorevole Cancelleri non c'entra con quello che sta in questo
articolo. Questo articolo si riferisce semplicemente al decreto n.
118 sull'armonizzazione bilanci e prevede l'inserimento e la
creazione di un libro cespiti all'interno della contabilità,
quindi, riprendere le informazioni attinenti all'immobile per fare
l'operazione contabile e dichiarazione del libro cespiti. Quindi,
non c'entra assolutamente niente con quello che diceva l'onorevole
Cancelleri.
Le locazioni sono tutta un'altra cosa, sono gestite in un altro
modo, non sono riportate in finanziaria perché vengono gestite con
altre logiche oggetto di un piano di locazione che già quest'anno
prevede risparmi per tre milioni e mezzo e sono presi a bilancio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.3, II parte. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.1 dell'onorevole Foti ed altri.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento si
spiega da sé: l'inventario di cui al comma 1 è pubblicato sul sito
istituzionale. Ci sembra che sia opportuno fare sapere - si creerà
un elenco - ai cittadini quali sono questi beni immobili al fine
anche di evitare quelle situazioni in cui persino gli assessori
scoprono edifici costruiti con soldi pubblici di cui sconoscevano
l'esistenza, mi pare qualche settimana fa l'assessore Caleca, con
piacere, ha scoperto che esisteva un grande stabile in provincia di
Messina di cui non conosceva l'esistenza o, almeno, la stampa ha
riportato questa notizia e, allora, questo inventario, se è
possibile, che venga pubblicato, nulla di che, un piccolo passaggio
secondo noi a favore della trasparenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, per chiarire, l'inventario è stato fatto già da anni ed è
disponibile. Questo è un inventario contabile, quindi, riparte da
lì e mette dei valori contabili al fine della valorizzazione
dell'attivo, è un libro dei cespiti, si può anche mettere on line,
ma non ha valore contabile. L'inventario dei beni immobili è
tutt'altra faccenda e quello può essere consultato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.1, degli onorevoli
Foti ed altri. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne dò lettura:
«Art. 30
Interventi in favore di attività turistiche, sportive,
musicali, ricreative
e promozione dell'immagine della Regione
1. Al fine di evitare l'insorgere di contenziosi nei confronti
dell'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la spesa
di 297 migliaia di euro per il finanziamento delle istanze
presentate a valere sul bando di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, pubblicato nella GURS n. 39 del 19
settembre 2014 ed esitate positivamente dalla competente
commissione».
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti soppressivi
30.1, a firma degli onorevoli Di Mauro e Greco Giovanni, 30.2 a
firma degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri, e 30.3 degli
onorevoli Ciancio ed altri.
ALONGI. Ritiro l'emendamento 30.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento
30.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, intanto volevo capire una cosa:
l'emendamento che ho presentato io, caricato sul sito dei deputati,
è nel completo l'abrogazione, sì, dell'articolo 30 ma la seconda
parte dell'emendamento dice che le somme risultanti sono portate
all'incremento del fondo di cui all'articolo 68 , ovvero il Fondo
Unico per lo Spettacolo.
Se mi date l'opportunità io lo ripresento. Io l'ho preso da quelli
che abbiamo caricato, quindi, è esattamente quello che hanno gli
uffici. E' incompleto.
PRESIDENTE. Facciamo un accertamento, ovviamente, con gli uffici.
Intanto, lei mantiene quello soppressivo? Porti quella copia.
CIANCIO. Lo illustro brevemente: non condivido la logica di questo
articolo, l'assessore, quando ho avuto modo di chiederglielo, mi ha
fatto capire che è un aggiustamento tecnico. Più che un
aggiustamento tecnico io la definirei una sanatoria, onestamente mi
sono stancata di operare a cose fatte ovvero il Governo fa gli
errori, fa i bandi, non fa gli impegni di spesa e poi, con le
finanziarie successive, dobbiamo intervenire per sistemare le cose.
In questo caso non c'entra neanche l'Assessore perché neanche
c'era all'epoca. Però - ripeto - non condivido questo articolo
perché è una sanatoria a tutti gli effetti e credo che gli
organismi che erano finanziati con questo bando possono avere
diverse altre forme di finanziamento, quali il FURS, ma c'è il
nuovo bando dell'articolo 128, quindi, dell'ex tabella H, ci sono
le iniziative direttamente promosse, ci sono diverse modalità di
finanziamento di questi enti.
Approvare questo articolo, mi dispiace per l'Assessore che -
ripeto - neanche c'era quando è stato fatto l'errore,
significherebbe avallare gli ennesimi ritardi di questo Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, c'era stato un problema di
trascrizione. Adesso chiaramente andremo a votare l'emendamento
30.3 con l'aggiunta che lei aveva sottolineato che non era stata
stampata nel fascicolo.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che qua non si è contrari all'incremento del FURS.
L'emendamento dell'onorevole Ciancio, condivisibile nei princìpi,
non è applicabile in questa fattispecie perché non è un problema di
sanatoria di cose vecchie, ma la graduatoria era pubblicata al 31
di dicembre.
Se noi dovessimo togliere questi soldi, andremmo a creare dei
debiti fuori bilanci e soprattutto tutta una serie di contenziosi
perché sono tutte attività che sapevano già di essere state
approvate e sono attività 2014, quindi, attenzione.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
permetto di fare una riflessione. E' stato fatto un bando pubblico
da parte dell'Assessorato. Sono arrivate delle domande esaminate
dalla commissione, dopodiché poi alcuni sono rientrati perché
c'erano le risorse e altri no.
Allora, qui non si tratta, di farla pagare al Governo che ha fatto
inadempienze. Qua si tratta di vessare e di mortificare cittadini,
associazioni che aspettano delle risorse in maniera legittima e che
non solo hanno il dovere di ottenerle, ma se non dovesse oggi
essere accolto questo articolo, lo sapete cosa succede? Così come
avviene nella pubblica amministrazione, noi andiamo a creare debiti
fuori bilancio. E quindi poi alla fine dovremo ritornare sempre per
sanare, comunque, un vuoto che noi abbiamo creato.
Allora, guardiamola con lucidità. Qua si tratta di cittadini, qua
si tratta di associazioni e non c'entra farla pagare al Governo
cattivo. Qui andiamo contro le associazioni che sono in
graduatoria.
LI CALZI, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI CALZI, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, signori deputati, volevo chiarire che non si
tratta in alcun modo di sanatoria. E' stato un problema
esclusivamente tecnico. L'avviso generale del 19 settembre e già il
25 ottobre, cioè prima del mio insediamento, la graduatoria era
stata esitata.
La delibera di Giunta che apposta le risorse è di fine dicembre.
Il 30 dicembre che era il giorno in cui avrebbero dovuto essere
caricate, vi è stato un guasto tecnico al SIC che ha impedito al
direttore generale del turismo di inserire le somme.
E' una graduatoria, tra l'altro voi trovate, pubblicata ai sensi
dell'articolo 68 sulla trasparenza, nel sito già dal mese di
ottobre e, quindi, come è stato già detto negli interventi dei
deputati che mi hanno preceduto, andiamo incontro a contenziosi nel
caso in cui non si approva questa norma.
Ma non si dà nessun diritto a soggetti che non ce li hanno.
Soccombiamo noi nei contenziosi esclusivamente questo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 30.3, così come è stato
distribuito, con la correzione a cui aveva fatto riferimento
precedentemente l'onorevole Ciancio.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 30, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si ritorna all'articolo 6 che era stato precedentemente
accantonato. Ne do lettura:
«Art. 6
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai
comuni
1. L'assegnazione ai comuni di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 per l'anno 2015, già
rideterminata con il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale
13 gennaio 2015, n. 3, è stabilita in 356.500 migliaia di euro.
Conseguentemente è ulteriormente rideterminata l'aliquota di
compartecipazione al gettito dell'imposta sui redditi
effettivamente riscossa di cui all'articolo 6, comma 1, della
medesima legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
2. Al comma l dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5, dopo le parole azioni di interesse comune è aggiunto
il seguente periodo , pena la restituzione nell'esercizio
finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo tali
modalità. .
3. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 è così sostituito:
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, previo parere della Conferenza Regione-autonomie
locali, sono stabilite entro il 31 maggio di ciascun anno
l'aliquota di contribuzione al Fondo di cui al comma 2, uniforme
per tutti i comuni e, per ciascun comune, le quote di spettanza del
già menzionato Fondo, al netto, per l'anno 2015, delle destinazioni
di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 2 della legge regionale 13
gennaio 2015, n. 3, sulla base dei seguenti criteri:
a) dimensione demografica;
b) esigenza di limitare le variazioni, in aumento ed in
diminuzione, delle risorse disponibili per ciascun comune;
c) minore capacità fiscale in relazione al gettito dell'IRPEF e
dell'IMU;
d) esigenze di spesa delle isole minori per il trasporto rifiuti
via mare, garantendo un'assegnazione di parte corrente interamente
le spese effettivamente sostenute nell'anno precedente;
e) esigenze commisurate alla spesa sostenuta nell'anno precedente
per:
il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie
superiori, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 26 maggio
1973, n. 24, e successive modifiche ed integrazioni, interamente
per le spese effettivamente sostenute nell'anno precedente;
la gestione degli asili nido nei comuni con popolazione inferiore
a 10.000 abitanti;
il piano di miglioramento dell'efficienza dei servizi di polizia
municipale previsto dall'art. 13, comma 2, della legge regionale 1
agosto 1990, n. 17;
f) sostenere le iniziative di salvaguardia degli equilibri di
bilancio in presenza di
comprovate situazioni di difficoltà finanziaria, destinando almeno
1,5 milioni di
euro ai comuni che hanno elevato al massimo le aliquote sui
tributi propri;
g) attuazione di forme di democrazia partecipata, con riguardo
alla serie storica dell'ultimo triennio;
h) capacità di riscossione;
i) tasso di emigrazione superiore al 50 per cento, calcolato per
ogni comune come rapporto del numero complessivo degli iscritti
all'anagrafe italiani residenti all'estero (AIRE) al 31 dicembre
dell'anno precedente sulla popolazione residente. .
4. Per l'anno 2015 il Fondo per investimenti dei comuni previsto
dell'articolo 6 comma 5 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
è determinato in 115.000 migliaia di euro.
5. Per le finalità di cui agli articoli 8 e 10 della legge
regionale 8 agosto 1985, n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata la spesa di 650 migliaia di euro. Per le
finalità di cui alla legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e
successive modifiche ed integrazioni è autorizzata la spesa di
2.000 migliaia di euro. Agli oneri derivanti dall'applicazione del
presente comma, quantificati complessivamente in 2.650 migliaia di
euro, si provvede a valere sulle risorse di cui al comma 4.
6. All'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modifiche e integrazioni dopo il comma 7 ter è aggiunto
il seguente:
7 quater. Per l'anno 2015 a valere sul fondo perequativo di cui
al comma 2, per l'erogazione dei contributi previsti dal comma 8
dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata al spesa di 500
migliaia di euro. .
7. Al comma 10 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche e integrazioni le parole in
proporzione alle somme richieste e incorporate nei rispettivi piani
di riequilibrio sono sostituite dalle parole: sulla base dei
criteri individuati con decreto dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, previo parere della
Conferenza Regione-autonomie locali. .
8. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 259 del decreto legislativo
18 agosto 2000 n. 267, per far fronte alla collocazione in
disponibilità del personale dipendente degli enti locali che, entro
il 30 giugno 2015, per l'esercizio finanziario 2014 abbiano
accertato e dichiarato la condizione di dissesto, per gli esercizi
finanziari 2015, 2016 e 2017, è previsto a carico del fondo di cui
all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
uno stanziamento di 2.000 migliaia di euro, per integrare i posti
delle piante organiche rideterminate, ai sensi del decreto del
Ministro dell'Interno del 24 luglio 2014.
9. Nei comuni in dissesto, per il personale a tempo determinato
individuato dall'articolo 25 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, il contributo è pari all'ottanta per cento del costo
complessivo annuo del contratto. Per le finalità del presente
comma, per l'esercizio finanziario 2015 sono vincolate 1.000
migliaia di euro sul Fondo per le autonomie locali.
10. All'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole gli enti di cui all'articolo 1 sono
sostituite dalle parole e i suoi enti e organismi strumentali
esclusi gli enti di cui al titolo secondo ;
b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Per gli enti locali e per i relativi enti e organismi
strumentali, resta fermo quanto previsto dall'articolo 79 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche
e integrazioni, su decorrenza e modalità di applicazione delle
relative disposizioni, che dovrà comunque avviarsi a decorrere dal
1 gennaio 2016» .
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.5 degli onorevoli
D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.13 dell'onorevole Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
sull'articolo 6 il comma 2 noi riteniamo che debba essere cassato
per un motivo molto semplice perché la partecipazione democratica
non deve essere un obbligo ma è una facoltà per cui noi diciamo che
è giusto che i Comuni possano spendere, successivamente c'è un
emendamento mio, fino al due per cento ma in un momento di grande
difficoltà finanziaria se costringiamo i Comuni a dover spendere
almeno il 2 per cento nella partecipazione democratica, stiamo
facendo un atto di coercizione ingiustificato.
Allora questo emendamento che cassa l'articolo 2 si armonizza
successivamente con un altro emendamento che, invece, dice: i
Comuni hanno la facoltà di spendere fino al 2 per cento per la
partecipazione democratica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.13. Il parere del
Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.10 sempre a firma dell'onorevole
Falcone ed altri. Il parere del Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.12 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
parere del Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di non
ridere perché altrimenti faccio parlare l'onorevole Ciaccio. C'è un
punto G' in questo articolo che va tolto perché è in contrasto con
il comma 2.
PRESIDENTE. Ma quando ci arriviamo.
CRACOLICI. Ma siccome non c'è l'emendamento fatelo d'ufficio.
PRESIDENTE. Ci sono gli emendamenti è che lei non ha resistito
alla battuta, onorevole Cracolici. Allora andiamo avanti.
Si passa all'emendamento 6.9, degli onorevoli Falcone ed altri. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, onorevole Falcone, le ricordo che
avevamo deciso che sugli emendamenti si interveniva una volta sola
per cui, la prego, siccome ci sono altri emendamenti suoi, faccia
un intervento veloce.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
- lo dico all'assessore Leotta - che è assolutamente, a mio avviso,
l'anno scorso ci fu tutto un dibattito Onorevole Cracolici parlo
con lei, l'anno scorso ci fu con lei proprio un dibattito se
dovevamo garantire un minimo di stanziamento ai Comuni al di sotto
dei cinquemila abitanti o meno.
Io l'anno scorso dissi che dovevamo togliere quel limite di
stanziamento perché era giusto fare concorre tutti i Comuni. Lei,
in un momento disse ok, successivamente verificando il danno che si
poteva creare a questi Comuni, invece, pretese - e ottenne - che
quel limite di stanziamento venisse mantenuto.
CRACOLICI. Non mi ricordo.
FALCONE. Lo ricordo io, è così. Io, fermo restando che non faccio
un dogma di questo emendamento, però, vorrei dire che noi siamo
passati per i Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti ad uno
stanziamento di almeno centoquindici milioni di euro a zero.
Io proporrei, con questo emendamento, che ci fosse uno
stanziamento di almeno cento milioni di euro, atteso che ci sono
maggiori riduzioni rispetto all'anno scorso, e creare così un
equilibrio fra i vari Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti o
oltre i cinquemila abitanti. Ma non è un dogma. Ma non è un dogma.
CRACOLICI. 115 era su 560.
FALCONE. No, era su 375. E questo è 100 milioni su . Ma non ne
faccio un dogma. Lo do all'attenzione e alla riflessione del
Governo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei,
a proposito dell'assegnazione di somme ai comuni, fare rilevare a
questo Governo come in questa finanziaria i comuni sono stati
massacrati.
Questo Governo, intanto, il primo anno, ha fatto sparire il fondo
delle autonomie locali. Il fondo delle autonomie locali ha avuto
una contrazione incredibile destinando ad altri, per altre
finalità, somme e risorse che erano destinate ai comuni,
finalizzando risorse verso comuni che hanno sì problemi di carenza
idrica ma per l'incapacità di questo Governo che non ha voluto
ancora definire il disegno di legge sull'acqua e, quindi,
continuiamo a regalare, a dare soldi ai comuni per finalità che
dovrebbero essere già stabilite e contenute in una norma di
settore.
Sull'emendamento presentato dall'onorevole Falcone, dalla
sottoscritta ed altri, i comuni con popolazione inferiore a 5000
abitanti hanno pochissime risorse.
Non c'è un piano rifiuti emanato per cui c'è un costo che grava
anche sui comuni perché i cittadini, in questo momento, non sono
nelle condizioni di pagare ed è una responsabilità di questo
Governo che fino ad oggi non ha emanato un piano rifiuti e mi
riferisco ai costi della raccolta dei rifiuti.
Per cui credo che mantenere questo emendamento, approvare questo
emendamento, sia non rassegnare al Governo ma sia un dovere del
Governo in un momento di grande crisi economica che soprattutto
grava sui piccoli comuni.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, assessore Baccei, assessore Leotta,
onorevoli colleghi, io vedo introdotte altre riserve rispetto
all'anno precedente e anche una discrezionalità che poi si è avuta
in sede di Conferenza Regione-Autonomie locali.
Se ai piccoli comuni, ai quali viene chiesto, peraltro, pure di
spendere una percentuale del proprio bilancio per attività di
democrazia partecipata - mi sembrano anche forme esagerate -
fissando in finanziaria quanto e come spendere per la democrazia
partecipata, poi abbiamo una percentuale obbligatoria per la
formazione, è prevista da una norma nazionale, del personale, credo
che vadano garantiti almeno 100 milioni di euro per i comuni che
sono oltre 200, sotto i 5000 abitanti, per una ragione anche che
prima o poi o in questa o in altra legislatura questo Parlamento
dovrà affrontare, la questione che riguarda lo spopolamento di
questi piccoli comuni.
E si riduce anche il gettito da imposte e aggiungasi a questo,
assessore Leotta, che i trasferimenti dello Stato anche quest'anno
si riducono sensibilmente.
Per cui avete - è l'articolo 6 ancora da approvare nella sua
interezza - introdotto rispetto alla finanziaria e ai criteri del
2014, ulteriori riserve. La pregherei, quindi, assessore, di
immaginare che non si può andare sotto i 100 milioni di euro.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 23.05, è ripresa alle ore 23.08)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Siamo all'emendamento 6.9. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.11, sempre a firma dell'onorevole
Falcone. Onorevole Falcone, prima che mi chieda dove siamo, mi sta
seguendo? Siamo all'emendamento 6.11.
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Non capisco se c'è un errore di scrittura.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguarda le spese,
il rimborso delle spese del trasporto alle isole minori e del
trasporto degli alunni nelle scuole medie superiori. Poiché viene
rimborsato interamente, che preveda interamente il rimborso è un
fatto tecnico ma possiamo non metterlo, è soltanto tecnico, non è
altro.
PRESIDENTE. Allora, un attimo solo.
FALCONE. Al comma 3, lettera d), sarebbe così: Esigenza di spesa
delle isole minori per il trasporto rifiuti via mare, garantendo
un'assegnazione di parte corrente che preveda interamente le spese
effettivamente sostenute nell'anno precedente .
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Falcone?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'esame
dell'emendamento 6.14, sempre a firma dell'onorevole Falcone.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
DIGIACOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
all'apertura dei lavori d'Aula è stato posto un problema: la
riserva su Comiso. Noi stiamo aspettando ancora che il Governo,
che ha ritenuto prioritario questo intervento, presenti
l'emendamento. Direi quindi di fermarci un minuto, altrimenti
abbiamo anche un andamento schizofrenico.
C'è stato il mio intervento, quello dei colleghi Assenza, Ragusa e
Dipasquale; c'è stata un'ampia apertura. Il Governo ha riportato
che è una priorità, però l'emendamento relativo non lo vedo.
PRESIDENTE. A quale articolo si sta riferendo, onorevole
Digiacomo?
DIGIACOMO. Stiamo parlando proprio dell'articolo 6. Stiamo
parlando di enti locali. Abbiamo conclamato una priorità del
Governo e ancora stiamo aspettando chi metta questo emendamento.
Basta con le prese in giro.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, lo stanno distribuendo in questo
momento. Non chiuderemo l'articolo 6, non si preoccupi. Intanto
andiamo avanti. Nel frattempo sarebbe inutile bloccare i lavori.
Riprende l'esame del disegno di legge n. 912/A
Si passa all'emendamento 6.14. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questo
emendamento nasce, paradossalmente, dalla volontà di questo
Governo, e voglio subito chiarire che non intende andare a
modificare o riformare la legge 30, per quello c'è un apposito
disegno di legge che, come è stato detto, a seguire dalla
finanziaria, verrà discusso in Aula, ma è un criterio, cioè andare
a inserire un criterio in quei Comuni che oggettivamente hanno una
spesa, per quanto riguarda le cariche elettive dei Comuni,
naturalmente più virtuosi, perché ricordo che ultimamente il caso
gettonopoli scoppiato ad Agrigento, Siracusa, Enna ed altri
Comuni, ha destato talmente scalpore che finalmente questo
Parlamento ha deciso di incardinare un disegno di legge al
riguardo.
Al di là del disegno di legge, che sicuramente avrà dei principi
giusti, è altrettanto corretto inserire un criterio che premia quei
Comuni, che equipara, quindi hanno delle spese ridotte, e che si
possono avvicinare il più possibile ai Comuni più virtuosi
d'Italia. Spero, quindi, che sia una norma di buon senso che parte
soprattutto dal Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, stia seduta. Stiamo votando
l'emendamento 6.1. Stiamo votando e poi le do la parola. Non può
chiedermi cosa facciamo, cosa non facciamo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non è modo di lavorare. Ne ha facoltà.
FALCONE. Anche se io faccio perdere alla Presidenza qualche minuto
in più è utile, mi creda.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, si vada a sedere, si ricordi il
ruolo che riveste.
FALCONE. Io richiamerei all'attenzione anche l'assessore Leotta.
Parlo prima e poi l'onorevole Sudano a seguire. Mi permetto di dire
questo. Vorrei richiamare l'attenzione del Governo e dell'assessore
Leotta per un motivo molto semplice. Nei requisiti, nei criteri che
stiamo indicando, sono criteri che serviranno all'assessorato, al
dipartimento e alla Conferenza Regioni-Autonomie locali, come
distribuire questo . il criterio cosa è? Non è altro che un
sistema premiale per indicare sia ad un comune che ad un altro che
dobbiamo dare qualcosa in più o in meno. Fatta questa premessa, che
significa la performance delle cariche elettive, dobbiamo fare un
criterio dove stabiliamo questo e poi una verifica in tutti e 390
comuni per capire se al comune di Valguarnera o al comune di Brolo
o ad altro, i consiglieri comunali hanno partecipato alle
commissioni, hanno partecipato oltre modo ai consigli comunali,
hanno effettuato assenze, non ne hanno effettuate, hanno preso dei
gettoni in più rispetto questa è pura demagogia Movimento Cinque
Stelle, ancorchè animati di buona volontà, dobbiamo capire le cose
che possono essere fatte e le cose che non possono essere fatte. Se
poi dobbiamo porre delle sanzioni nei confronti di quei consiglieri
comunali o rappresentanti delle istituzioni che non assolvono al
meglio e dignitosamente il ruolo che viene loro assegnato dalla
collettività, in quel caso, c'è il disegno di legge 980 a cui
possono per cui pregherei il Governo di esprimere parere
contrario a questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, ha facoltà di parlare.
SUDANO. Signor Presidente, volevo farle presente che noi non ci
stiamo facendo i nostri comodi ma stavamo facendo notare agli
Uffici che questo emendamento doveva essere dichiarato
inammissibile perché molti di quegli emendamenti sono stati
dichiarati inammissibili perché collegati a leggi di settore e noi
abbiamo una legge messa all'ordine del giorno, subito dopo questa,
e quindi se si tratta di carica elettiva non andava messa in
finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sudano.
Pongo in votazione l'emendamento 6.1. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.20, a firma dell'onorevole
Foti ed altri.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo fare un
chiarimento perché forse nella presentazione degli emendamenti e
nella lettura di questa pagina ho indotto a qualche perplessità.
Anzitutto volevo dire che il Gruppo Movimento Cinque Stelle tiene
particolarmente all'emendamento 6.6 per cui siamo disposti anche a
ritirare gli altri.
Si tratta dell'istituzione dell'organo di composizione di crisi da
sovraindebitamento ai sensi dell'articolo 15 della Legge n. 3 del
2012.
Si tratta delle cosiddette norme anti suicidio predisposte
dall'allora Governo Monti. Per i comuni il costo è zero e per
questo fondo consiste solo un elemento di qualità distintivo con
cui l'assessorato da una migliore valutazione dei comuni che
istituiscono questo organo.
I comuni devono semplicemente studiare la norma, chiaramente, e
chiedere l'accreditamento al Ministero della Giustizia affinché i
cittadini possano inoltrare delle pratiche e certificare gli
eventuali debiti incolpevoli. Ci riferiamo a tutte quelle
situazioni di imprenditori, di famiglie, di persone che si vedono
pignorata la casa cui queste unità di crisi riconosciute dai comuni
e dal Ministero della Giustizia si vedono certificato un debito
iniziale, ossia senza tutto quel debito cumulativo che a volte
schiaccia in maniera incolpevole le piccole imprese, le grandi
imprese e le famiglie.
Solamente sarebbe un criterio di valutazione, meritevole dei
comuni che si attivano. Perché questa volontà? Potrebbero farla a
prescindere. Questo è per diffondere questa norma che purtroppo non
è conosciuta, però c'è già qualche comune che si sta attivando,
che sta venendo a conoscenza di questa opportunità. Lo ripeto, i
costi sono zero, non richiede somme. Già poco fa con l' Assessore
avevamo ampiamente discusso, sarebbe davvero un gesto di apertura,
di speranza per le centinaia di migliaia di imprese, e ricordo
anche famiglie, che in questo momento non sanno dove sbattere la
testa e a volte decidono di chiudere addirittura con la loro vita
perché non trovano sfogo. L'unità di crisi da sovra indebitamento è
una norma, lo ripeto, introdotta nel Salva Italia di Monti che di
recente, proprio nel gennaio di quest'anno, ha visto finalmente
dare alla luce il decreto attuativo e quindi saremmo una Regione
davvero pioniera.
Ripeto, non si devono aggiungere risorse, è solo un criterio di
valutazione meritoria dei comuni.
Se volete potremmo fare dal 2016, aggiungiamo così quest'anno i
comuni si attivano e magari presso l'Assessorato agli enti locali
fornire l'adeguata comunicazione. Noi ci mettiamo a disposizione in
tutti i sensi.
PRESIDENTE. Mi è sembrato di capire che tra i quattro emendamenti
presentati da lei, ritiriamo, essendo di stessa natura, ritiriamo
gli altri tre?. Quindi gli emendamenti 6.7, 6.8 e 6.20 sono
ritirati?
FOTI. Dichiaro di ritirali.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se la
collega ritira tutti gli emendamenti perché è chiaro che,
assessore Leotta, mi perdoni, lei è il rappresentante dei comuni
con tutto il rispetto delle proposte presentate dai colleghi del
Movimento Cinque Stelle, che vanno dalla questione delle
compostiere, dall'albo, sto dicendo la mia, alla questione delle
missioni, ecc, voglio dire che questi Comuni che sembrano la causa
di tutto togliamo tutto Gradirei, assessore, che su questo tema
alla fine non resterà nulla per i Comuni, i quali si occupano di
ciò che non copre la Regione per i ricoveri, anticipano, voglio
dire, sono quelli che si occupano di tutto. Io gradirei, assessore
Leotta, che ci fosse un'astensione nei confronti di ulteriori
riserve che danneggeranno già un esiguo fondo per le autonomie
locali.
Vi ricordo, in questo Palazzo ovattato, che alla fine ogni
emergenza, sanitaria, ogni emergenza viaria, ogni emergenza sociale
ricade sostanzialmente sui comuni. Io non voglio fare qui il
tribuno dei sindaci o dei comuni. Anzi a proposito, assessore, se
subemendate recuperiamo quel milione e 600 di cofinanziamento che
non sarebbe male, però deve essere trattato questo fondo come se
già abbondantemente tagliato e, quindi, inseriamo tutto
anche diciamo, un volo sulla luna I criteri di valutazione non si
improvvisano perché è chiaro che i criteri di valutazione poi
finiscono nelle mani della Conferenza Regione-Autonomie locali ed
io posso portare documenti dove chi si siede in quella Commissione
si porta a casa molto di più degli altri comuni. E, siccome, non
siamo in Scandinavia ma siamo in questa benedetta terra io,
assessore, le chiedo, sennò rifiuterò di votare questa manovra, che
non ci siano più aggiunte di riserva, di nessun tipo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Per
quanto apprezzabili gli emendamenti dei colleghi del Movimento
Cinque Stelle noi oggi qui stiamo approvando l'articolo 6 che
stabilisce la ripartizione ed i criteri di ripartizione dei comuni.
Questi non possono essere inseriti come criteri perché approvare
questo emendamento significa imbrigliare ancor di più i comuni,
significa istituire commissioni di valutazioni. Sono norme che, se
devono avere un senso, devono essere approvate separatamente,
quindi abbiamo il 908: se possono essere inseriti lì che ben
vengano ma non possono far parte dei criteri di ripartizione. Qui,
da un lato li avete massacrati, dall'altro togliamo risorse, vi
immaginate un piccolo comune che deve istituire un albo per
l'indebitamento, deve fare una commissione, come lo fa? veramente
diventa difficile. Non è un fatto strumentale, è un fatto di seria
applicazione e concordo con quanto diceva l'onorevole Panepinto.
Dico: chi vive all'interno di un comune sa le difficoltà di questo
momento, credetemi Non lo dico in maniera strumentale,
assolutamente, però ritengo che possa essere fatto, inserito, nel
disegno di legge n. 908 e va disciplinato.
SIRACUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRACUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Giusto
per chiarire all'Aula: noi manteniamo soltanto l'emendamento 6.6.
Lei, signor Presidente, ha capito ma, forse, ci sono molti colleghi
che non hanno compreso. Ritiriamo il 6.20, 6.7 e 6.8 e presentiamo
un subemendamento al 6.6.
PRESIDENTE. Dal 2016, se ho capito bene.
SIRACUSA. Dal 2016. Non si tratta di definire o togliere, dare
soldi ai comuni, si tratta di inserire un nuovo criterio.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io spero che
l'Assessore per gli enti locali possa avere chiaro cosa si sta
facendo questa sera del fondo unico degli enti locali. Intanto, i
criteri di premialità hanno delle caratteristiche che devono essere
uguali per tutti i comuni.
L'emendamento, che è nobile, presentato dalla collega del
Movimento Cinque Stelle, a mio avviso, è più attinente a un
discorso e a una rubrica dell'Assessorato della famiglia perché
così facendo seguiamo dei criteri che non hanno più una omogeneità
per tutti, perché ci possono essere dei comuni dove vi sono un
caso, due casi, vi sono dei comuni dove non ce ne sono.
Tra l'altro, io le dico, Assessore, che qui stanno massacrando il
fondo delle autonomie locali. E' una sera che si continua a
prendere una riserva per questo, una riserva per quello. Io vorrei
solamente evidenziare che il fondo delle autonomie locali, oltre ad
avere avuto una grande diminuzione, non può essere bistrattato in
una serata in cui c'è una distrazione totale per cui si continuano
a fare riserve per una cosa e per l'altra.
Voi sapete, gli enti locali come potranno arrivare a continuare ad
amministrare rispetto a quelle che sono le problematiche anche
delegate di tipo sociale in queste condizioni? Stiamo facendo tutto
così, all'acqua di rose
Io non vorrei, Assessore, che non sia chiaro qual è l'intendimento
di questo fondo delle autonomie locali e quali sono i criteri di
premialità che debbono essere sicuramente improntati a una massima
omogeneità e trasparenza.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo per dire che per quanto
meritoria l'iniziativa del Movimento Cinque Stelle secondo me non è
attuabile per un motivo molto semplice, perché l'unità di crisi
deve essere iscritta al registro del Ministero di Grazia e
Giustizia, quindi dovremmo capire qual è il criterio che diamo, chi
ha attivato l'iscrizione? Chi si è già iscritto? E per quei comuni
che non hanno queste difficoltà, cosa facciamo?
E'una norma questa di settore che va, eventualmente, in un
disegno di legge specifico.
PRESIDENTE. Il Movimento Cinque Stelle ha ritirato tutti gli
emendamenti, il 6.20, il 6.7 e il 6.8, lasciando soltanto il 6.6
presentando lo stesso un subemendamento che aggiunge soltanto dal
2016 .
Pongo in votazione l'emendamento 6.6, così come subemendato. Il
parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.16. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.4. Lo dichiaro inammissibile perché
prevede maggiori spese.
Si passa all'emendamento soppressivo 6.2, a firma dell'onorevole
Ciaccio, Cancelleri ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, l'emendamento è molto semplice in una
finanziaria di tagli a tutti e quasi in maniera indiscriminata
attualmente quanto meno in questa finanziaria andare a dare
all'associazione siciliana amministratori enti locali o alla lega
siciliana delle autonomie locali non pensiamo sia opportuno dare
questo importo. Quindi ne chiediamo la soppressione.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 6.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 34
Contrari 16
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, a firma dell'onorevole Ciaccio ed
altri.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.7, a firma del Governo, al quale è
stato presentato il subemendamento 6.17.1
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei il
Governo a soprassedere su questi emendamenti per un motivo molto
semplice che spiego. Questi non sono altro che delle sanatorie.
Allora, siccome mi pare che la materia ancora degli enti locali
deve essere trattata e c'è qualche altra cosa, rinviamoli ad altro
articolo e su questi anche faremo un ragionamento per cui
l'articolo 6 è stato chiuso stasera va bene così. Questi due
emendamenti, invece, li rimandiamo ad altra materia trovando la
coralità e la più ampia condivisione dell'Aula.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, mi era sfuggito, fermo restando che
ritiro l'emendamento, però volevo sapere dal Governo, visto che si
parla di proroga per quanto riguarda il recepimento del 118 che è
l'armonizzazione dei comuni, siccome l'armonizzazione dei comuni
era in un accordo siglato dal Presidente della Regione con lo
Stato, vorrei sapere - e quindi messo a verbale - dall'Assessore o
chi per lui che se continuiamo a prorogare questo accordo vale
anche, perché se noi ogni anno proroghiamo però nell'accordo c'è
messo che lo dobbiamo recepire delle due l'una. Quindi, il
recepimento del 118 penso che sia fondamentale.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 6.17.1. L'onorevole
Picciolo dichiara di voler apporre la firma.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, nel
comunicare che appongo la firma a questo emendamento a nome mio e
al nome del Gruppo, ovviamente spiego che si tratta di
un'iniziativa che prosegue nel progetto obiettivo a suo tempo
finanziato nel 2010, per i lavoratori della Pumex di Lipari e,
quindi, progetto obiettivo finanziato nel 2010 per i lavoratori
della Pumex di Lipari che rimane al momento ancora sospesa per
l'attività estrattiva. E' la prosecuzione della legge approvata nel
2010. E' un atto di giustizia nei confronti delle isole Eolie.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire,
soprattutto per i colleghi che sono arrivati in questa legislatura
in Parlamento, che questa norma nasce da una vicenda legata al
riconoscimento delle Eolie come patrimonio dell'Unesco. Allora la
Regione e gli enti locali della provincia di Messina e delle isole
Eolie convennero con la Commissione dell'Unesco che per dare questo
riconoscimento bisognava cessare l'attività estrattiva che era
gestita dalla Pumex, un'attività antica; siccome l'Unesco è anche
sensibile al problema sociale chiese alla Regione e agli enti
locali di farsi carico dei dipendenti che rimanevano senza lavoro.
Per ragioni connesse alle lentezze istituzionali ed essendo
intervenuto successivamente il blocco delle assunzioni a qualunque
titolo da parte della Regione e anche lo stesso ingresso nei
cosiddetti contrattisti, si è utilizzata la disponibilità del
comune di Lipari finanziandolo con una cifra modesta per consentire
attività socialmente utili a questi lavoratori che, non per colpa
loro e neanche dell'azienda, furono espulsi dalla produzione in
accordo con l'Unesco perché ci fosse questo prestigioso
riconoscimento alle isole Eolie, ma anche alla Sicilia.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
proposta di poco fa dell'onorevole Falcone sia assolutamente di
buon senso. Noi l'articolo 6 l'abbiamo completato, se introduciamo
questi articoli aggiuntivi del Governo e poi subemendamenti a firma
degli onorevoli Gucciardi e Panarello, non me ne vogliano i
colleghi, perché Lipari è una splendida città e merita tutta la
nostra ammirazione, però se parliamo di fondi di riserva, allora mi
si perdoni, noi non possiamo dire che per l'aeroporto di Comiso, i
fondi di riserva non possono essere stanziati
GUCCIARDI. Un approfondimento tecnico
ASSENZA. Qui, però c'è un emendamento da voi firmato e per
l'aeroporto di Comiso c'è solo aria fritta Mi si consenta
L'approfondimento tecnico, noi lo facciamo su tutto. Non lo
possiamo fare su alcuni argomenti a piacimento scegliamo fiori da
fiori e cerchiamo di vedere quello che possiamo infilare all'ultimo
momento con un subemendamento. Fermiamoci sull'articolo 6.
Eliminiamo tutte le norme aggiuntive, perché altrimenti saremo
costretti, nostro malgrado, a chiedere il voto segreto su questo e
vediamo come va a finire. Ma non voglio essere io ad affossare il
finanziamento su Lipari - ci mancherebbe altro - però è un
discorso di correttezza, complessivo di una manovra che deve
riguardare l'intero territorio dell'isola e non può fare figli e
figliastri, mi si perdoni, perché le difficoltà tecniche se
valgono, valgono per tutti.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, le posso dire che condivido
perfettamente la natura del suo intervento; non solo, io avevo già
anticipato all'onorevole Digiacomo che non avrei chiuso l'articolo
6 proprio perché sul discorso di Comiso va fatto un
approfondimento; però, portiamoci un po' avanti con il lavoro,
votiamo il subemendamento 6.17.1, ci portiamo avanti e non si
chiude per questa sera l'articolo 6, rimandando l'approfondimento
sul punto di Comiso sollevato dall'onorevole Digiacomo.
Il parere del Governo sul subemendamento 6.17.1?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDNETE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.17 così come subemendato.
FALCONE. Questa è una sanatoria bella e buona
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto che deve essere
appoggiata.
Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 23.47, è ripresa alle ore 23.48)
La seduta è ripresa.
Ha chiesto di intervenire l'assessore Leotta.
MUSUMECI. Desidero conoscere la natura dell'emendamento del
Governo.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Falcone c'era una richiesta di voto
segreto, la mantiene?
VINCIULLO. Deve spiegare cosa stiamo votando
PRESIDENTE. C'è una richiesta giusta, legittima di spiegazione
dell'emendamento.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, le presento formale richiesta di
accantonare l'emendamento 6.17 in quanto l'Assessore ha chiesto
tempo per documentarsi nel contenuto dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla base di questa richiesta che
arriva dal Governo e dall'onorevole Picciolo, la seduta è sospesa e
riprenderà domani, 30 aprile 2015, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 23.50 di mercoledì, 29 aprile 2015, è
ripresa
alle ore 12.34 di giovedì 30 aprile 2015)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, vedo che ci
sono ancora tante assenze. Invito i Presidenti dei Gruppi
parlamentari a sollecitare la presenza dei parlamentari di
riferimento, così iniziamo l'esame della finanziaria.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
PRESIDENTE. Brevità, perché sono 102 articoli e ne sono stati
fatti meno di un terzo.
CORDARO. Certo, signor Presidente. Desidero rassegnare a lei ed
all'intera Aula un fatto gravissimo che è accaduto ieri pomeriggio
durante la votazione dell'articolo 15. E' accaduto, infatti, che
rispetto ad una richiesta di voto segreto da parte di alcuni
colleghi, ci sia stata una richiesta di verifica da parte del
collega, onorevole Alongi, a fronte di un esito della votazione che
è stato di 31 a 31 più un astenuto.
Rispetto a questo esito il collega Alongi è intervenuto affermando
pubblicamente, prima che il Presidente pro tempore desse l'esito
della votazione, che il suo voto, così come erroneamente era stato
registrato, non era di astensione, bensì era un voto favorevole,
pertanto l'esito corretto della votazione era di 32 voti a favore e
31 contrari, l'articolo 15 era stato votato favorevolmente.
Il collega Alongi, ha ribadito questo tema ed il collega Falcone
ha fatto un ragionamento assolutamente lineare e cioè ha detto se
stanno così le cose - e le cose stanno così - l'articolo è stato
approvato . Il Presidente pro tempore, collega Venturino, in
maniera assolutamente incredibile ed ingiustificabile, ha invece
spiegato che il voto era concluso, che la macchina dava quel dato e
che, quindi, non si poteva più fare nulla.
Ora, rispetto a questa cosa, signor Presidente, posto che nel voto
segreto l'unico fatto accertabile è il voto di astensione, ed il
voto di astensione dell'onorevole Alongi compariva in maniera
assolutamente nitida, è chiaro che o abbiamo a che fare con un
collega dissociato e cioè il collega Alongi, e ciò non è, posto che
egli ha fatto la dichiarazione di voto favorevole, ha lavorato per
tanti giorni insieme all'assessore per arrivare a conclusioni
condivise, ha lavorato insieme alla Commissione Bilancio per
arrivare a condizioni condivise e dopodiché vota astenuto? Non
solo, ma questo chiarimento, che è intervenuto prima dell'esito del
voto, doveva indurre il Presidente pro tempore, quanto meno per un
fatto di chiarezza e di serenità d'Aula, a fare rivotare.
E, allora, signor Presidente, ascolti, posto che sto parlando con
grande serenità perché come faccio sempre, non avendo interessi
personali su nessuno degli articoli nella finanziaria, sono libero,
vivaddio, di dire quello che penso, io le chiedo Presidente, anche
attraverso le soluzioni che lei riterrà più opportune, anche
attraverso una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari,
anche attraverso tutto quello che vuole lei, di riparare il danno
perché, Presidente, noi riteniamo che, rispetto a questa cosa, vada
data una risposta di chiarezza al netto del merito di
quell'articolo che a me, allo stato, non importa, importa
comprendere se in quest'Aula ci sono colleghi che vengono su questo
scranno, per dire eventualmente il falso come allora avrebbe fatto
l'onorevole Alongi, oppure se è vero che ci sono colleghi che
sostengono delle cose e le votano e noi, per un mero errore della
macchina, non possiamo mandare a quel Paese giornate e nottate di
lavoro.
E, allora, Presidente, attendo una sua risposta.
Dalla sua risposta noi, politicamente, in maniera serena ma
altrettanto decisa stabiliremo quali proiezione dare.
PRESIDENTE. Va bene, lasciamo stare l'ultima parte dell'intervento
che non è propositiva o descrittiva dal suo punto di vista.
Do il diritto di replica e poi chiudiamo questa discussione perché
dovrebbe prevalere il buon senso eventualmente in altre sedi, però,
ho il dovere di riferirle che, una volta che viene dichiarata
chiusa la votazione, non possiamo noi ritornare, però, il buon
senso che è il buon senso politico, quindi, non voglio - per carità
- difendere la posizione della Presidenza o del Presidente pro
tempore non si tratta di questo per cui se un po' tutti ci calmiamo
e adottiamo più cautela anche nell'affrontare i problemi forse
sarebbe cosa più opportuna se abbiamo a cuore l'interesse generale
di risolvere i problemi stessi.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto perché
sono stato chiamato in causa e ho anche apprezzato i toni pacati
che ha usato il collega, onorevole Cordaro ma vorrei semplicemente
far presente che ieri sera non c'è stato nessun atteggiamento
particolare da parte di questa Presidenza se non l'applicazione del
Regolamento così come è.
Vorrei ricordare - e si può evincere, penso, anche dalla
registrazione - che la prima battuta dell'onorevole Alongi fu
quella di dichiarare che non funzionava il sistema elettronico.
Non è così perché qualora non avesse funzionato gli Uffici mi
avrebbero detto che c'era un problema e, invece, è risultato tutto
perfettamente funzionante tant'è vero che è risultato anche il voto
dell'onorevole Alongi che ha pigiato, di fatto, il pulsante.
Ora, siccome non sarò certo io a cambiare il Regolamento di questa
Assemblea solo perché, per diverse ragioni che a me non interessa
andare a sindacare, distrazione, qualsiasi ragione, non lo so, ma
non è un problema mio.
L'onorevole Alongi ha votato, è stato effettuato un voto segreto e
non si può rieffettuare la votazione a meno che il dispositivo non
funzioni.
Siccome tutto è risultato essere abbastanza a posto non ho trovato
assolutamente doveroso ritornare indietro su quello che era stato
il parere dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie per questo intervento perché era chiaro quale
era l'esito della votazione.
In corso di serata vedremo l'evolversi.
CORDARO. Non ho capito.
PRESIDENTE. Lei, onorevole Cordaro, sbaglia atteggiamento e come
si propone in questo momento, perché questo atteggiamento di sfida
guardi che non aiuta, mi creda, siamo ancora all'inizio della
seduta..
CORDARO. Non è molto corretto quello che sta facendo, lei è al
microfono e io no.
PRESIDENTE. Non aiuta la causa.
Onorevole Cordaro, intanto si accomodi al suo posto.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 12.43, riprende alle ore 12.44)
La seduta è ripresa.
zioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabili-
tà regionale' (n. 912/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge
di stabilità regionale». (n. 912/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito della
discussione del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale». (n.
912/A).
Da un esame fatto, da una interlocuzione veloce con i Presidenti
dei gruppi Parlamentari, con alcuni Presidenti di gruppi
Parlamentari, per carità, non con tutti, riprendiamo dall'articolo
49.
Io sarei dell'avviso di andare con il seguente ordine: articoli
49, 51, 53, 54 e 57 perché si tratta di quegli articoli che,
finanziariamente, danno sostegno all'intera manovra.
Su tutto il resto possiamo discutere, possiamo ritrovarci, come io
mi auguro, ma occorre un minimo di condivisione e di attenzione da
parte dell'Aula.
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Art. 49
Misure di razionalizzazione e contenimento della spesa
nel settore agricolo e forestale
1. Al comma 4 dell'articolo 45 ter della legge regionale
6 aprile 1996 n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni è aggiunto il seguente comma:
4 bis. I lavoratori forestali vengono, di norma,
utilizzati nell'ambito di 20 chilometri tra andata e
ritorno. Nei casi in cui sia necessario utilizzarli oltre
tale distanza gli uffici provinciali devono chiedere
autorizzazione al dipartimento regionale competente ed i
rimborsi relativi possono essere oggetto di
contrattazione specifica, avendo come base il costo
effettivo del carburante. .
2. Al fine di attuare misure di contrasto per mitigare
il rischio di dissesto idrogeologico e di manutenzione
straordinaria degli alvei fluviali, i dipartimenti
regionali Sviluppo rurale e territoriale, Agricoltura,
Ambiente, Protezione civile, Tecnico, Acque e rifiuti, e
l'ufficio del commissario straordinario contro il
dissesto idrogeologico, nel rispetto della normativa
statale e comunitaria, sono autorizzati a progettare e
realizzare interventi a valere sui fondi della
programmazione comunitaria, sul Piano di Azione e
Coesione e sul Fondo di Sviluppo e Coesione o su altri
fondi extraregionali, con le modalità di cui al comma 3.
3. Nella progettazione e nell'esecuzione degli
interventi di cui al comma 2, i dipartimenti interessati,
in via prioritaria, dovranno prevedere l'acquisizione dei
lavori in economia di cui all'articolo 125 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
ed integrazioni con l'impiego degli operai agricolo-
forestali di cui alla legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e successive modifiche e integrazioni, degli operai
addetti alla campagna di meccanizzazione dell'ente di
sviluppo agricolo e degli operai dei Consorzi di
bonifica, anche ai fini del raggiungimento, entro i
limiti previsti dalla vigente normativa, delle rispettive
garanzie occupazionali.
4. La progettazione degli interventi di cui al comma 3
deve essere eseguita entro 90 giorni dalla data di
pubblicazione della presente legge e, comunque, a seguito
di formale assegnazione di fondi.
5. I commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 12 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 sono sostituiti dai
seguenti:
1. Al fine di migliorare l'efficienza del lavoro
attraverso la riorganizzazione delle risorse umane del
settore forestale, il personale impiegato nel servizio di
antincendio boschivo di cui all'elenco speciale dei
lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche e integrazioni e di cui all'articolo 44 della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, è inserito in
un'unica graduatoria distrettuale congiuntamente a tutti
gli altri lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche e integrazioni, nei relativi contingenti di
appartenenza e con i criteri previsti dall'articolo 49
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16. Gli addetti
al servizio antincendio boschivo sono individuati
prioritariamente in coloro che svolgevano già detta
funzione, previo accertamento dell'idoneità specifica
nella mansione. Per la rideterminazione dei contingenti
dei lavoratori addetti al servizio prevenzione incendi,
in un quadro di miglioramento dell'efficienza e di
rispondenza alle mutate esigenze della collettività, si
procede annualmente sulla base delle effettive e motivate
esigenze organizzative e territoriali, garantendo in ogni
caso giusti livelli operativi a salvaguardia del
patrimonio forestale regionale assicurando comunque una
riduzione del contingente dei lavoratori addetti al
servizio di prevenzione incendi nella misura pari ad
almeno il venti percento di quello impiegato nel 2014.
2. Sono confermate le competenze del Comando del corpo
forestale della Regione siciliana previste dall'articolo
65 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni e dall'articolo 47
del decreto presidenziale 20 aprile 2007, n. 154.
3. Per la realizzazione delle attività di rispettiva
competenza, il Comando del corpo forestale della Regione
siciliana in coerenza con quanto disposto dal precedente
comma 2, e il dipartimento regionale dello sviluppo
rurale e territoriale attingeranno dalla graduatoria
unica di cui al precedente comma l. .
6. Al comma 12 dell'articolo 44 della legge regionale 14
aprile 2006, n. 14, le parole in ambito provinciale
sono sostituite dalle parole in ambito regionale .
7. Ai fini di una gestione organizzativa unitaria e
organica degli adempimenti posti a carico della Regione
siciliana nella qualità di datore di lavoro, a partire
dall'anno 2016, la gestione e l'elaborazione del
trattamento economico dei lavoratori forestali inseriti
nella graduatoria unica di cui all'articolo 12, comma 1,
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, degli operai
dei Consorzi di bonifica, degli operai dell'Ente di
sviluppo agricolo e degli altri Enti del settore
agricolo, è attribuita alla Società RESAIS S.p.a., o ad
altri enti del settore agricolo, previa stipula di
apposita convenzione con i competenti dipartimenti
regionali del Comando del corpo forestale e dello
sviluppo rurale e territoriale.
8. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché per il personale di cui
al comma 7 dell'articolo 44 della legge regionale 14
aprile 2006, n. 14, alle dipendenze del Dipartimento
regionale Azienda regionale foreste demaniali e del
Comando del corpo forestale della Regione siciliana, per
l'espletamento delle attività di sistemazione e
manutenzione idraulico-forestale ed idraulico-agraria,
imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei boschi
esistenti ed attività connesse, difesa del suolo,
valorizzazione ambientale e paesaggistica, anche al fine
della fruizione sociale del territorio, ivi compresa la
gestione delle aree protette, attività per la produzione
e la vendita di legno a scopi energetici, difesa della
vegetazione dagli incendi, per le attività di cui agli
articoli 14 e 29 della legge regionale n. 16/1996 e
successive modifiche ed integrazioni è autorizzata, per
l'anno 2015, l'ulteriore spesa nel limite massimo di
101.670 migliaia di euro. Per ciascuno degli esercizi
finanziari 2016 e 2017 lo spesa iscritta all'UPB
10.5.1.3.2 - capitolo 156604 è rideterminata in 36.330
migliaia di euro e in 31.330 migliaia di euro.
9. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale
16 agosto 1974, n. 36 è autorizzata per il triennio 2015-
2017 la spesa annua di 3.000 migliaia di euro (UPB
12.4.1.3.2 - capitolo 150514).
10. Il conseguimento, da parte dei lavoratori utilizzati
nelle attività di cui al comma 8, dei requisiti per
l'accesso ai trattamenti pensionistici, ne determina la
fuoriuscita dal bacino delle garanzie occupazionali.
11. All'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
1977, n. 106 e successive modifiche ed integrazioni, dopo
il comma 1, sono aggiunti i seguenti:
1 bis. Ferma restando la misura massima del concorso
all'integrazione dei bilanci di cui al comma 1, i
consorzi di bonifica sono tenuti ad adottare tutte le
misure amministrative e gestionali finalizzate al
conseguimento dell'equilibrio finanziario entro
l'esercizio 2020.
1 ter. Per le finalità di cui al comma 1 bis,
l'erogazione dei servizi consortili è subordinata alla
verifica della regolarità dei pagamenti dell'anno
precedente e all'avvenuta regolarizzazione di eventuali
morosità pregresse. Ai fini della regolarizzazione di
eventuali morosità pregresse devono essere corrisposti
interamente i canoni del 2014 e per almeno due esercizi
precedenti. L'ulteriore debito residuo può essere
rateizzato fino ad un massimo di 5 rate annuali dal 2015
al 2020. Il dipartimento agricoltura verifica la puntuale
applicazione delle disposizioni di cui al presente
articolo.
l quater. Per ciascuna delle annualità 2015-2019,
rispetto all'entità del contributo assegnato
nell'esercizio finanziario 2014, in funzione del
tendenziale equilibrio finanziario dei consorzi di
bonifica, la misura del contributo a carico della Regione
non può essere superiore all'importo derivante
dall'applicazione delle seguenti decurtazioni:
a) 2015 decurtazione del 10 percento;
b) 2016 decurtazione del 30 percento;
c) 2017 decurtazione del 50 percento;
d) 2018 decurtazione del 70 percento;
e) 2019 decurtazione del 90 percento;
A decorrere dal 2020 il contributo è soppresso.
1 quinquies. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge con decreto dell'Assessore regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea, si provvede alla revisione del rapporto
unità di personale/territorio tra i consorzi di cui
all'articolo 13, comma 2, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5. .
12. Per le finalità dell'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1977, n. 106 e successive modifiche
ed integrazioni, tenuto conto delle disposizioni di cui
al comma 12, è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 l'ulteriore spesa di 19.586 migliaia di euro e per
gli esercizi finanziari 2016 e 2017 rispettivamente la
spesa di 19.202 migliaia di euro e di 5.858 migliaia di
euro.
13. Al fine di concorrere al raggiungimento degli
obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa
pubblica e garantire maggiore efficienza ed efficacia nei
servizi da erogare, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea, è autorizzato a disporre con proprio
decreto, sentito l'Assessore regionale per l'economia e
previa delibera di Giunta, un piano di riordino degli
enti vigilati dallo stesso Assessorato.
14. Nel quadro delle iniziative di riordino degli enti
vigilati dall'Assessorato di cui al comma 13, deve essere
in ogni caso prevista la fusione per incorporazione
dell'Istituto per l'incremento ippico di Catania e
dell'Istituto sperimentale zootecnico di Palermo
nell'Ente per lo sviluppo agricolo.
15. A seguito della fusione di cui al comma 14,
avvalendosi delle procedure di evidenza pubblica di cui
al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni e del relativo
Regolamento di esecuzione di cui al decreto del
Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2010, n. 207 e
successive modifiche ed integrazioni, l'Ente per lo
sviluppo agricolo attiva strumenti per la valorizzazione
dei beni già appartenenti al patrimonio dell'Istituto
incremento ippico di Catania e dell'Istituto sperimentale
zootecnico di Palermo.
16. L'Istituto regionale del vino e dell'olio assicura
il progressivo perseguimento dell'equilibrio economico
finanziario, tenuto conto anche della valorizzazione dei
servizi resi secondo quanto previsto dal comma 17.
17. Al fine del perseguimento dell'equilibrio economico,
con lo stesso decreto di cui al comma 13 sono individuati
i criteri per la remunerazione dei servizi resi dagli
enti vigilati di cui al comma 13 in favore dei privati e
degli enti pubblici, compresi quelli resi in favore della
Regione e per conto della medesima.
18. All'articolo 21 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera e) del comma 2, le parole nel
regolamento sono sostituite dalle parole nelle linee
guida ;
b) al comma 6 dopo la parola perseguimento è cassata
la parola almeno .
19. All'articolo 18, comma 6 bis della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni le parole alla data del 31 dicembre 2010
sono sostituite dalle parole alla data del 31 dicembre
di ogni anno solare . Gli aiuti in conto interessi sono
concessi dall'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC), a valere sul fondo unico costituito
presso lo stesso Istituto ai sensi dell'articolo 63 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, fino alla concorrenza
di 5.000 migliaia di euro».
All'articolo 49 è stato presentato l'emendamento soppressivo 49.20
degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Tratteremo gli articoli 49, 51, 53, 54, 57 per poi ritornare
all'articolo 6. L'emendamento 49.20 è stato ritirato.
Si passa all'emendamento 49.19, degli onorevoli Figuccia ed altri.
Onorevole Figuccia, lo ritira?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente su
questo articolo noi, come gruppo parlamentare di Forza Italia
avevamo fatto una serie di proposte. In Commissione bilancio non
tutte sono state accolte. Ci sono una serie di temi che per noi
sono fondamentali rispetto ai quali non è stata fatta abbastanza
chiarezza. I temi attengono, ad esempio, alla questione del blocco
del turnover, un blocco del turnover che assolutamente, così come è
stato immaginato, è improponibile.
E' improponibile per una ragione semplice, perché quando tu sei in
fila, così come in qualsiasi posto in cui ti trovi a fare la fila,
aspetti che quello che è avanti a te passa a fare quello che deve
fare per poi liberare il posto successivo.
Bene, questo è un principio che attiene qualsiasi inserimento
all'interno di un contesto ed è un principio che va tutelato anche
per i forestali. La stessa cosa dicasi, ad esempio, rispetto alla
questione dei pensionamenti. Noi non possiamo immaginare, così come
è stato fatto all'interno del testo, e come invece era stato
ipotizzato all'inizio, che quei pensionamenti debbano essere
obbligatori.
Così come non possiamo immaginare, rispetto alla questione delle
indennità chilometriche, di fissare quel parametro di 20 km. E' un
parametro che, di fatto, non viene rispettato. Sappiamo che
operativamente, quando il personale viene utilizzato, non si fa mai
riferimento in maniera chiara a quel principio, per cui riteniamo
che, così come è stato immaginato, non possa funzionare. Avevamo
fatto delle proposte sulla questione della forestazione. Si era
parlato di bosco produttivo, si era parlato della possibilità di
rendere i boschi effettivamente quello che possono rappresentare in
altri contesti d'Italia dove, ovviamente, il lavoratore forestale
non può essere considerato un ammortizzatore sociale, ma dove va
trattato al rango di lavoratore.
C'è gente che è dentro le graduatorie da oltre vent'anni. C'è
gente che oggi subisce la mortificazione a causa della graduatoria
unica e sono tutti princìpi che abbiamo provato a smantellare uno
dopo l'altro trovando, però, spesso diniego.
Certamente così com'è ha subìto alcuni miglioramenti ma siamo
assolutamente lontani da quel processo di riforma che tutti quanti
auspicavamo perché il bosco produttivo possa essere un'opportunità
di sviluppo per la nostra terra, attraverso la valorizzazione degli
itinerari turistici, attraverso la vendita di quello che c'è
all'interno del bosco, attraverso quel processo di pirolisi che
consente la trasformazione del cippato in energia elettrica, tutta
una serie di iniziative che potevano essere agganciate alla
programmazione comunitaria, Presidente dell'Assemblea, e che di
fatto il Governo, ancora una volta, ha lasciato che si arenassero,
che si arenassero come tutta una serie di riforme che non sono
state fatte attraverso questa finanziaria, così da lasciare arenato
non soltanto un processo di riforma ma lasciando arenate le
aspettative di 20 mila persone che si aggiungono alle aspettative
di tanti lavoratori precari che attendono al mondo degli enti
locali, che attendono al mondo della formazione rispetto alla quale
un rigo soltanto non è stato speso.
Ma perché faccio riferimento a questi bacini? Perché tutti questi
potevano essere ancorati a questo bacino che è quello della
forestazione, l'unico vero settore produttivo sul quale avremmo
potuto insistere, sul quale avremmo potuto intervenire. E invece
no Ancora una volta volere andare a muso duro, con
quell'atteggiamento tipico di chi sta elemosinando nei rapporti con
Roma, quell'atteggiamento a cui abbiamo chiesto di fare retromarcia
rispetto a tutte quelle categorie che, con questa finanziaria, non
state volendo attenzionare.
Allora, Governo, rispetto a questo emendamento, diciamo di
prenderlo in considerazione perché è assolutamente una proposta di
grande valore.
Certamente non ci aspettiamo una mano tesa da parte vostra,
abbiamo ormai capito l'atteggiamento miope col quale affrontate
questo genere di tematiche, ma sappiate, Governo - che non vedo,
così come non ho visto il Presidente della Regione in questi tre
giorni - che l'opposizione starà qui anche per queste ulteriori due
giornate, come lo è stata in Commissione Bilancio, per provare a
rettificare questa visione miope che continuate a mantenere.
PRESIDENTE. Mantiene o ritira l'emendamento 49.19?
FIGUCCIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.19. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 49.7, I parte, a firma degli onorevoli
Cordaro ed altri.
CORDARO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
semplicemente, è un emendamento che vorremmo avesse il parere
favorevole del Governo e della Commissione Bilancio perché, in
buona sostanza, non fa altro che esplicitare un principio che è
stato già previsto nella norma e cioè che il lavoratore della
forestale deve lavorare in un sito che non sia più lontano dei 20
km.dalla residenza e, quindi, è un emendamento di carattere
funzionale ed esplicativo rispetto al testo dell'articolo.
Vedo che non mi toglie la parola, quindi, ho detto tutte cose che
le stanno bene, mi fa piacere, Presidente. Di questo la ringrazio e
ho concluso.
PRESIDENTE. Capisco la complessità della materia ma non dovrebbe
stare qua solo l'assessore all'economia e ringrazio gli altri
assessori presenti ma gli assessori di competenza per ciascun ramo,
perché è stato posto un problema...
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedevo di
accantonare questo articolo e di aspettare l'arrivo dell'Assessore
anche perché il Governo ha presentato l'emendamento 49.32 che non
capiamo cosa significhi.
PRESIDENTE. Non possiamo più accantonare, siamo già in fase ormai
VINCIULLO. L'ho capito, ma è la riproduzione della legge che
abbiamo.
PRESIDENTE. Lo capisco. Siamo all'emendamento dell'onorevole
Cordaro che ha dato una spiegazione di carattere tecnico-giuridica
ed è per questo che occorre l'attenzione da parte della
Commissione.Per il Governo chi può dare un parere? Evitiamo che i
parlamentari interloquiscano direttamente con il Governo perché
altrimenti non riescono a seguire.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, da una
verifica che avevo fatto su questo tema prima di venire qua mi
risulta che la difficoltà sia per i progetti dissesto
idrogeologico; chiaramente, non si va in base al luogo di residenza
ma in base al progetto. Per cui, i lavoratori devono essere
allocati con facilità su questi progetti che, di fatto, sono il
grosso delle somme con i quali vengono finanziati, perché, se vi
ricordate, chi era in Commissione, mi pare che quasi il 50, 60 per
cento di finanziamento preveda questi progetti. Questa norma, di
fatto, è difficilmente applicabile e complicherebbe la vita
organizzativa dei forestali.
PRESIDENTE. Occorrono risposte chiare per l'Aula. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.7 a firma
dell'onorevole Cordaro.
(Brusio in Aula)
Scusate, debbo fare una prova elettronica. Nella prova elettronica
non c'è registrazione, non c'è astenuto. Senza registrazione di
votanti. Invito il deputato segretario, onoevole Ragusa, a prendere
il suo posto.
Pongo in votazione l'emendamento 49.7 I parte. Chi vota a favore
dell'emendamento vota verde; chi vota contro vota rosso; chi si
astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 49.12 I parte. Onorevole Figuccia, lo
mantiene o lo ritira?
FIGUCCIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente La seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 13.06)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicotra, Sammartino,
Panepinto, Forzese e Gennuso hanno chiesto di essere considerati in
congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Barbagallo sarà in missione
dal 12 al 13 maggio 2015.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del disegno di legge 912/A
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, lei insiste nella richiesta di
voto segreto. Verifica richiedenti.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la materia della
finanziaria è una materia molto difficile e delicata e conosciamo
tutti il rischio che ogni volta si prospetta con un voto segreto.
Io gradirei, prima del voto segreto su un emendamento, che il
deputato che presenta l'emendamento possa comunque venire qui a
rappresentare cosa vuole, di fatto, cassare perché con questo
voto segreto sull'emendamento a firma dell'onorevole Figuccia, al
comma 2, noi togliamo la possibilità e l'opportunità di attivare
fondi comunitari per riuscire a poter continuare le giornate
lavorative del mondo della Forestale. Quindi, quando poi la
Sicilia non potrà pagare i forestali per un voto segreto che boccia
questo provvedimento noi rischiamo di azzardare una copertura col
Bilancio regionale e il Bilancio regionale che non ha un supporto.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
CIMINO. Siccome qui non scherziamo, io la prego, prima di
procedere alla votazione segreta, di spiegare all'onorevole di
turno le ragioni del danno che si crea all'economia della nostra
Regione.
PRESIDENTE. Quando abbiamo ripreso i lavori, abbiamo sentito un
po' i capigruppo e si è concordato di procedere e di anticipare la
trattazione degli articoli 49, 51, 53, 54 e 57 perché sono gli
articoli più corposi, più pesanti che tengono in piedi l'intera
manovra; per cui, si è chiesto di procedere con la dovuta cautela
ma anche in maniera concertata, di questo si tratta. Poi, se noi
dobbiamo ancora rivangare quello che è successo o quello che
succederà dopo l'approvazione di questo articolo, non andiamo da
nessuna parte.
Per cui, un po' di attenzione da parte di tutti non guasterebbe.
Di questo si tratta, evitiamo i voti segreti perché i voti segreti
poi, alla fine, hanno delle motivazioni che non entrano nel merito
ma altro tipo di votazioni, ma non mi sto riferendo a lei onorevole
Figuccia, per carità
Era questo il senso. Abbiamo detto ripartiamo dall'articolo 6 se
c'è un modo concertato di procedere. Per cui, ringrazio l'onorevole
Cimino che ha voluto fare questo appunto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questa sua precisazione nel chiamare alla responsabilità che,
ovviamente, questo Parlamento ha rispetto alle sorti non soltanto
della categoria, ma della Sicilia intera, perché questo genere di
emendamento potrebbe avere degli effetti che comprendiamo bene: a
cascata potrebbero coinvolgere l'intera economia siciliana.
Con questo appello alla responsabilità, presidente Ardizzone, che
lei fa, io ritiro la richiesta di voto segreto certo che questo
sarà l'atteggiamento che vorrà condurre da qui in seguito in
quest'Aula, in questo Palamento.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.32 di riscrittura a firma del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, di fatto, nelle numerose riscrittura di questi articoli
era rimasto un refuso dove si andava ad abrogare un comma, il comma
4, che sostanzialmente bloccava i rinnovi contrattuali. Così
facendo aprivamo a rinnovi contrattuali che qui sarebbe costati
circa 20 milioni per i quali non ci sarebbe stata la copertura. Per
cui, semplicemente è la rettifica di un refuso che era rimasto
nella riscrittura.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, adesso comprendo
le motivazioni di questo emendamento che oggettivamente non
avevamo, penso, nessuno dei colleghi, compreso, anche perché si
trattava di una riscrittura di quello che era previsto ai commi 1,
2 e 3 dell'articolo 12 della legge 5. Quindi, in pratica, noi
stiamo cassando, mi pare di capire, solo il comma 4. Va bene
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il mio
voto favorevole a questo emendamento sostitutivo del Governo,
perché effettivamente inserire anche la sostituzione al comma 4
avrebbe comportato un aumento di spesa di almeno 20 milioni di euro
senza nessuna possibilità di assicurare la relativa copertura
finanziaria.
Noto con piacere che ci si è resi conto dell'errore che si sta
rimediando, quindi voto favorevole senz'altro a questo emendamento
del Governo.
Se passava il testo originario introducevamo una inammissibile
disparità di trattamento con le altre categorie di lavoratori.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io aderisco al
voto positivo di questo emendamento presentato dall'Assessore
Baccei, tuttavia una riflessione va fatta sul ragionamento
generale.
Il turnover, Assessore, andrebbe applicato per coloro che
fuoriescono dalle garanzie occupazionali no? Perché è chiaro che è
una delle aspettative per il futuro, per migliorare la posizione
economica e finanziaria anche di lavoro, di prospettiva per le
famiglie, così come, secondo me, andrebbe riguardato alla questione
del chilometraggio. Perché ci sono delle zone che a volte superano
i 20 chilometri, e superando i 20 chilometri, non essendo le
aziende che mandano a lavorare i lavoratori nei boschi, questo
ricade sul patrimonio personale, perché è chiaro che se tu superi
20 chilometri e te ne rimborsano solo 20 avrai qualche difficoltà.
Così come pure l'emendamento, che non è stato preso in
considerazione, presentato da me e dal collega Fazio, dove si
prevedeva il fatto di disunire le due graduatorie: una per il Corpo
forestale ed una per i lavoratori boschivi. Se nel ragionamento
generale di questa opzione, lei volesse valutare qualcosa di
cambiamento, io la ringrazierei, signor Presidente.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Signor Presidente, vorrei
fare un intervento di carattere generale sul buon andamento dei
lavori, rispetto anche a questo articolo.
Vorrei fare un appello ai Capigruppo di quest'Assemblea, signor
Presidente, perché so che è stato detto tante volte, ma le prometto
che per tanti articoli lei non mi sentirà più parlare. Se Formica
anziché allontanarsi, lui che è un autorevole componente di questa
Assemblea, ed ha anche grande esperienza, ascoltasse, mi
aiuterebbe, sicuramente, mi darebbe una mano insieme all'onorevole
Ioppolo.
Ieri, erroneamente, senza malafede e senza buonafede, un articolo
non è andato in porto e l'Assemblea lo ha respinto. Certamente, nei
contenuti identici non può essere né riproposto né approvato.
I Capigruppo, però, congiuntamente ad uomini di esperienza,
considerato che un parlamentare, erroneamente, ha votato, avendo
condizioni familiari gravi - lo dico io perché non lo dice lui - il
parlamentare che ha sbagliato ha un problema familiare grave. E'
venuto qua per amore di votare. Ha un parente vicinissimo, grave,
in ospedale: viene qua a fare una dichiarazione di voto, perché ci
mette la faccia ed erroneamente risulta, sbaglia. Non faccio colpa
ad alcuno. Se, però, ognuno di noi si immedesimasse sulla questione
che si è venuta a creare, veramente brutta, si fermasse. Io
chiederei anche al Capogruppo di Forza Italia di ritirare
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si attenga all'articolo in base al
Regolamento.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Mi attengo all'articolo,
signor Presidente. Io inviterei i Capigruppo della minoranza a
ritirare ogni
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si attenga all'articolo 49.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Della finanziaria sto
parlando, signor Presidente, mi lasci finire
PRESIDENTE. No, onorevole Milazzo, lei si deve attenere, però, in
base al Regolamento, a questa questione. Perché più parlate delle
questioni, più mi viene il dubbio che non volete risolvere i
problemi. Ecco, glielo dico con la massima chiarezza, onorevole
Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE, relatore di minoranza. Rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Mi scusi.
Pongo in votazione l'emendamento 49.32. Il parere della
Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono assorbiti tutti gli emendamenti fino al 49.3.
Si passa all'emendamento 49.3 a firma degli onorevoli Alloro e
Arancio, che ritirano penso
Onorevole Falcone, non lo ritira?
FALCONE. Signor Presidente, ma dove siamo arrivati?
PRESIDENTE. Siamo al 49.3 ed al 49.10. Sono due emendamenti
soppressivi, prevedono la soppressione del comma 7.
FALCONE. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Allora, sulla base di quello che ha detto l'onorevole
Cimino, spiegatelo, perché si tratta di soppressione. Che cosa
significa e che l'Aula sia attenta, così come credo anche il
Governo e la Commissione. Se c'è un po' di calma.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, avevo fatto presente, anche in
Commissione Bilancio , della inopportunità di passare, tout
court, diciamo, da un regime di gestione delle buste paga esterno
ad un regime interno, per due ordini di motivi. Il primo era quello
che, oggettivamente, il costo di cui è gravata la Regione
siciliana, rispetto a quella che è la mole di buste paga che
vengono gestite, per altro, non si tratta solo di buste paga, ma si
tratta di avviamenti, proroghe, gestione del sito, gestione di
malattie, dati, eccetera, per un costo irrilevante per singola
busta paga di circa euro 1,90.
Faccio presente anche un'altra cosa e cioè che bisogna dare a
questi studi, che sino ad ora si sono occupati di questo, anche la
possibilità di riconvertirsi. Per cui, per quanto mi riguarda, se
c'è una disponibilità sull'emendamento successivo che riguarda
l'entrata in vigore dal 2017 da parte mia c'è la disponibilità a
ritirare l'emendamento, diversamente ne chiedo la votazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi interveniamo
in merito alla soppressione del comma 7, perché vorremo spiegare
che molte volte norme che sembrano apparentemente migliorative di
contenimento di spesa rischiano dopo di essere peggiorative e di
comportare un danno all'amministrazione.
Noi sappiamo che gli adempimenti fiscali, tributari e comunque
delle buste paga sono adempimenti che hanno precise scadenze,
l'infrazione delle quali comporta delle sanzioni per
l'amministrazione.
Le buste paga dell'intero comparto dei forestali, di 24.500
persone o di 26.000 buste paga, è un adempimento che ha delle
precise scadenze e che viene fatto puntualmente con una somma di
circa 200 mila euro l'anno.
Ipotizzare di assegnare ad un'altra società, ancorché partecipata
della Regione, che non ha le risorse anche professionali metterebbe
l'Amministrazione regionale di fronte alla possibilità se non alla
probabilità di andare in infrazione, perché non ha le risorse
umane, professionali e di esperienza per poter fare questo
servizio.
Allora noi diciamo che per ora sopprimiamo questo comma,
aspettiamo il riordino complessivo e in questo riordino più
complessivo delle partecipate, che insiste successivamente
all'articolato successivo, eventualmente questa funzione cercheremo
di assegnarla ma con maggiore riflessione e con maggiore
razionalità. Molte volte la gattina frettolosa fa i gattini ciechi
e allora evitiamo.
A tutta l'Aula chiediamo di soprassedere su questa norma,
abroghiamo il comma 7 e successivamente ci impegniamo tutti a
ritornare sull'argomento.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido
l'emendamento dell'onorevole Falcone che tende a spostare la data
di modifica del sistema di elaborazione delle buste paga e di tutti
i servizi per i lavoratori indicati nel comma 7, perché ritengo che
c'è bisogno per qualunque altro soggetto che debba acquisire questo
compito, di una fase formativa, di acquisizione dei know-out, delle
strumentazioni informatiche, per cui spostare di un anno questa
decisione consente, intanto, di evitare che ci sia una fase di
paralisi operativa, cioè un momento di trasferimento traumatico per
cui potremmo avere difficoltà nell'erogazione degli stipendi e al
tempo stesso, siccome noi abbiamo il dovere di tutelare il sistema
delle imprese, in questo caso c'è un'impresa che è impegnata in
questo campo a dargli il tempo di potersi reimmettere nel mercato
con altre proposte ed altre attività ed evita problemi di tenuta
occupazionale e quanto altro.
Chiedo, quindi, all'onorevole Alloro, di ritirare l'emendamento
che avrei condiviso e di sostenere, invece, l'emendamento a firma
dell'onorevole Falcone sullo spostamento della data.
PRESIDENTE. L'emendamento, a firma dell'onorevole Falcone, è
identico. Scusate, prima di intervenire tutti, ho capito che c'è
quasi un'indicazione, la giustificazione ancora più precisa,
scusate.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.11. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi,si ritorna all'emendamento 49.4, a firma
dell'onorevole Fazio, perché è compatibile con l'emendamento di
riscrittura votato. Se lo può spiegare, onorevole Fazio.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento presentato sopravvive anche al testo di riscrittura
in dipendenza del fatto che abbiamo scoperto, e vorremmo
obiettivamente che non si verificasse nei fatti, che la visita
propedeutica e preliminare per l'avvio, ovviamente, al lavoro non
viene fatta in termini preventivi ma molte volte viene fatta in
termini contestuali e addirittura in termini successivi.
Che cosa accade, in maniera particolare? A coloro i quali vengono
avviati al lavoro e provengono dalla categoria antincendio viene
corrisposta una indennità aggiuntiva di circa il 20 per cento dei
corrispettivi erogati. Che cosa accade? Nell'ipotesi in cui,
ovviamente, viene fatta a posteriori la visita medica a questi
comunque viene corrisposto il 20 per cento dell'indennità di
rischio, nonostante nei fatti non svolgono alcuna attività perché
poi, ovviamente, avviati a mansioni completamente diverse.
Allora, l'emendamento tiene a precisare che la visita medica deve
essere inderogabilmente effettuata in via preventiva e comunque
laddove in qualche modo questo non è abilitato alle mansioni
antincendio non deve esser comunque corrisposta l'indennità di
rischio. E', sostanzialmente, un dato di fatto che è emerso a
seguito di diverse audizioni che sono state promosse, richieste
alla IV Commissione e che, ovviamente, pone rimedio ad una
discrasia nei fatti.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole Fazio
al quale ha posto la firma l'onorevole Ruggirello ed i componenti
della IV Commissione Ambiente e Territorio del Gruppo del Movimento
Cinque Stelle. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 49.12, II parte, a firma
dell'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comma 11. Onorevole Cancelleri, lo ritira?
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.25 (I parte), a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 49.24, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 49.17 e 49.28.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sono
impegnato a ritirare l'emendamento 49.15, che sopprimeva l'intero
comma perché noi non ci vogliamo porre ad una azione riformatrice
che il Governo vuole portare avanti.
E' chiaro che noi non siamo conservatori, non vogliamo mantenere
dei privilegi o, come in questo caso, non è un privilegio
consolidato che nel tempo ha dato ed ha avuto dei chiari, ma ha
avuto anche delle parti oscure nella gestione dei consorzi di
bonifica.
Noi vogliamo aprirci al vento della novità ma dobbiamo evitare che
ci sia una foga omicida nei confronti di ciò che è buono.
Ed allora, riteniamo che possiamo raggiungere un momento di
compromesso nell'articolazione della riforma che l'anno scorso si
tentò di iniziare ma che è naufragata immediatamente.
Vi ricordate quando si disse di fare una grande riforma, di
abolire tutti i consorzi di bonifica, di fare due grandi consorzi e
così avremo un risparmio finanziario e un avvicendamento della
spesa?
Non è stato così
Noi non vorremo che anche questa eccessiva innovazione porti più
danni che benefici. Assessore Baccei, cerchiamo di trovare un punto
di incontro ed il punto di incontro potrebbe essere che la
autosostenibilità finanziaria dei consorzi di bonifica non avverrà
in maniera repentina, così come l'avete fatta voi, ma in maniera
graduale, dicendo che nel 2015 ci sia una decurtazione del 10%, nel
2016 del 20% e poi, via via, nel 2017 sino ad arrivare, in maniera
meno draconiana, così come era nell'idea del testo dell'articolato
iniziale.
Ecco perché chiedo al Governo che venga apprezzato favorevolmente
l'emendamento 49.17 e successivamente il 49.28.
BACCEI, assessore per l'economia. Condivido in parte la teoria
dell'onorevole Falcone, anche se allungare di due anni, forse mi
sembra un po' troppo; sono d'accordo nel partire un pochino più
gradualmente, 10, 20, 30% e magari se riusciamo a ridurre di un
anno e trovare un punto di incontro. Facciamo magari fino al 2020.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, predisponiamo una
riscrittura dell'emendamento, una norma di salvaguardia per gli
stagionali, così evitiamo che ci siano particolari scossoni.
Quindi, magari, accantoniamo questo emendamento, nelle more di
riscriverlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 49.29 dell'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
all'emendamento 49.29, la seconda parte resta assorbita dal
ragionamento che stava facendo l'onorevole Falcone e, quindi, sarà
oggetto di riscrittura. Invece, la prima parte, quella che riscriva
il comma 1 ter, consentirebbe ai consorzi di bonifica di attivare
dei propri uffici di riscossione e di garantire così, anche, la
salvaguardia delle garanzie occupazionali.
Solo per il consorzio di bonifica 9 di Catania, il monte debiti
che oggi la Serit non ha riscosso, è di 12 milioni di euro.
Quindi, insisto affinché si voti soltanto la prima parte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento 49.29
è stato presentato dagli onorevoli Barbagallo e Gucciardi il sub
emendamento 49.29.1, con il quale si cassa tutta la parte che
comporta maggiori oneri e rimane in piedi solo la prima parte
dell'emendamento.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, in
terza Commissione, durante il trattamento della finanziaria per le
parti che riguardavano il merito della Commissione Attività
produttive, abbiamo affrontato un ragionamento rispetto al comma o
ai commi che riguardano i consorzi di bonifica.
Abbiamo anche analizzato richieste che provenivano da associazioni
che si occupano di agricoltura e altro, proprio in relazione a
quella che è la volontà di fare una riforma più organica e
complessiva dei consorzi di bonifica, fra l'altro, avviata in una
precedente finanziaria dall'allora assessore Cartabellotta e che
ancora, ad oggi, non è completata.
La richiesta che veniva riformulata su iniziativa di alcuni
parlamentari, ma che poi veniva fatta propria da tutta la terza
commissione, come potrà anche affermare il presidente Marziano, era
quella di accantonare, da questa finanziaria e, quindi di togliere
da questa finanziaria tutti quei commi che riguardavano i consorzi
di bonifica, per trattarli unitamente ad una riforma più
complessiva, in un disegno di legge, immediatamente successivo alla
finanziaria stessa.
Credo che sia una proposta di buon senso, anche perché il tema è
molto complesso e merita, secondo me, un approfondimento maggiore
da parte di tutti i parlamentari di tutti i gruppi politici.
La richiesta che le faccio è proprio questa, di chiedere
all'assessore se c'è questa volontà di potere mettere da parte
questi commi che riguardano i consorzi di bonifica per poterli
trattare congiuntamente con un disegno di legge immediatamente
successivo.
PRESIDENTE. C'è una richiesta del Movimento 5 Stelle al Governo di
stralciare tutto ciò che riguarda i consorzi di bonifica e
trattarlo in un disegno di legge a parte.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mantiene questo emendamento? Sto
chiedendo se lo mantiene perché ho capito che non c'è condivisione.
BARBAGALLO. Dichiaro di ritirare l'emendamenti 49.29 ed il
subemendamento 49.29.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.5 della Commissione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Assessore Baccei, volevo sapere se c'è l'impegno, anche a luglio,
di riconsiderare un riequilibrio dello stanziamento, nel senso che
per ora mancano 6 milioni, prendendo in considerazione il 2014 per
le spese dei dipendenti, quindi per il funzionamento generale del
Consorzio. C'è uno stanziamento sottostimato di 6 milioni rispetto
all'anno precedente.
BACCEI, assessore per l'economia. Nell'ambito di questa
finanziaria non penso che ci siano gli spazi. Vediamo come vanno le
cose..
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirare l'emendamento 49.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 49.6, 49.30 e 49.31 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 49.16 dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi vorrei che il
Governo apprezzasse favorevolmente gli emendamenti 49.16 e il
49.14.
L'articolato dice che l'ESA dovrebbe incorporare l'istituto
zootecnico e l'istituto di incremento idrico. Anche qua siamo
d'accordo perché un ente che ha grandi difficoltà può pensare di
gestire altri enti? Allora in una riforma organica e di riordino
possiamo eventualmente rivedere, in un piano di riordino più
razionale, più condiviso e di prospettiva, come rilanciare questi
enti.
BACCEI, assessore per l'economia. Mi sembra una proposta
ragionevole se la leghiamo all'approvazione del piano di riordino
che mi pare sia l'articolo 41.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
richiamare l'attenzione del Governo sull'impegno dell'assessore
Baccei assunto lo scorso anno durante il dibattito per la
finanziaria, circa la proposta venuta dalle opposizioni di
procedere alla soppressione dell'Ente di sviluppo agricolo e al
passaggio del personale, e quindi delle competenze, ad un
Dipartimento apposito dell'Assessorato dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
Allora da parte del Governo si manifestò ampia disponibilità in
questo senso però nel corso dell'anno le iniziative e la condotta
governativa pare si siano mosse in direzione del tutto diverse.
Ecco perché votiamo questo emendamento ma al tempo stesso vorremmo
richiamare il Governo sulla necessità di fare chiarezza circa la
riorganizzazione di questa istituzione che è stata lodevole,
gloriosa ma che crediamo abbia già esaurito la sua spinta. Ecco
perché ci pare assurdo dovere incorporare due istituti, zootecnico
di Palermo ed incremento ippico di Catania che hanno funzioni,
competenze e specificità assolutamente diverse che vanno
salvaguardate.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, vorrei
spiegare la ratio di questa norma, detto che in parte concordo con
quanto detto dall'onorevole Musumeci. La volontà era quella di dare
in concessione dei beni dell'Istituto zootecnico e dell'altro
istituto di cui non ricordo il nome e quindi appoggiava sull'ESA.
Però concordo con l'affermazione dell'onorevole Musumeci che in
parte riprende quella dell'onorevole Falcone, relativamente al
passaggio del personale secondo me c'è un tema di verificare
trattamenti stipendiali e quindi di un possibile maggior costo però
secondo me, se quando votiamo l'articolo 41 che prevede il piano di
riordino, nell'ambito di quel piano di riordino valutiamo le
diverse possibilità, quindi son d'accordo di sospendere, di
sopprimere questi due commi subordinati al fatto che approviamo il
piano di riordino che rientra tutto in quello.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.16. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.14. Parere del
Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 49.9 è precluso. Si passa
all'emendamento 49.25 II, sul quale c'è un'intera riscrittura del
Governo che sopprime il comma 19. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame degli emendamenti 49.17 e 49.28,
precedentemente accantonati. Sospendo brevemente la seduta, in
attesa di una riscrittura degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.49, è ripresa alle ore 14.00)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sono stati riscritti gli emendamenti 49.17 e
49.28. L'onorevole Cancelleri su questo insiste per la soppressione
dell'1 quater, che era già al 49.24 e comunque anche sulla base
della riscrittura insiste sulla soppressione.
Per cui, invito l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Falcone ad
illustrare i loro emendamenti.
Allora, l'emendamento 49.17 e 49.28 che riguarda l'1 quater è
stato riscritto; l'onorevole Cancelleri insiste per la soppressione
nonostante la riscrittura.
Quindi, facciamo spiegare i motivi della soppressione
all'onorevole Cancelleri, oppure invertiamo, come ritenete
opportuno, e facciamo spiegare i motivi della riscrittura
all'onorevole Falcone.
Prego, onorevole Cancelleri, tanto la soppressione si vota per
prima
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo il
discorso di poc'anzi. I consorzi di bonifica, in questo momento
storico, sono in agonia, sono agonizzanti perché non riescono a
trovare le giuste coperture né per il personale né tanto meno per i
servizi che devono portare direttamente gli agricoltori.
Andare ad intervenire con una norma come questa nello specifico,
l'1 quater, cosa determina? Determina che l'intervento economico
della Regione a scaglioni si va a risolvere entro il 2020.
E quindi, entro il 2020, la Regione non darà più soldi ai consorzi
di bonifica. A fronte di che cosa? Gli abbiamo tolto la gestione
delle dighe, gli abbiamo tolto la gestione dei servizi, per cui
praticamente sono diventati degli enti che, di fatto, non hanno la
possibilità di andarsi a procacciare il denaro perché non hanno
servizi da offrire e, se ne hanno, ne hanno talmente pochi che non
giustificano la spesa che devono affrontare per la manutenzione e
per il personale.
Per cui, siccome è una riforma importante che deve essere
attenzionata da persone che stanno all'interno di una Commissione
parlamentare e non si può risolvere all'interno di un comma, di un
articolo come se stessimo trattando di qualcosa che non è
importante per la Sicilia, perché in III Commissione sono arrivate
non una, ma parecchie lettere non solo di chi lavora nei consorzi
di bonifica, che sarebbero, diciamo, di parte, ma da parte di
confederazioni di agricoltori che chiedono lo stralcio di questa
norma perché vogliono affrontarla e vogliono essere sentiti in
Commissione per apportare i dovuti correttivi anche ad una norma di
cui, per carità, se ne sente il bisogno, ma non è così che va
affrontata.
Vi chiedo, pertanto, di sostenere l'emendamento soppressivo in
questa fase, perché secondo me è importante dare diritto e dignità
alla III Commissione che si deve occupare in pieno e deve diventare
il fulcro di quella che deve essere una discussione parlamentare a
360 gradi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
condivido pienamente l'intervento dell'onorevole Cancelleri, perchè
noi, già nella passata finanziaria, con un emendamento direi a
sorpresa, abbiamo attivato una riforma dei consorzi di bonifica tra
Sicilia occidentale e Sicilia orientale, che ancora oggi trova
grande difficoltà nella sua piena realizzazione.
Allora, un tema così difficile, così delicato dove poc'anzi
sull'andamento dell'onorevole presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Dina, per dare le necessarie risorse per le
garanzie occupazionali e quindi per poter pagare i lavoratori -
l'Assessore ha testé ribadito la mancanza di copertura finanziaria
- pensare di volere attivare una rimodulazione di questo senso,
secondo me, è notevolmente pericoloso.
Siccome questa finanziaria, sicuramente, darà a noi l'opportunità
di ritornare in Aula nel brevissimo periodo, potere attivare un
tavolo di lavoro, della III Commissione parlamentare competente con
la Commissione Bilancio, per presentare un testo organico, vero,
sui consorzi di bonifica, tale da dare l'opportunità sia di seguire
le attività che nelle singole province, i consorzi di bonifica, in
questi giorni, ancor oggi, riescono ad espletare, sia anche la
possibilità di pensare ad uno sviluppo delle risorse agricole in
Sicilia.
Volere intervenire in questo modo, significa, di fatto, creare
dall'errore di quella riforma che accorpava i consorzi di bonifica,
in Sicilia occidentale con la Sicilia orientale, continuare in
questo modo, nella consapevolezza, che ancor oggi, i consorzi di
bonifica sono commissariati.
Non hanno dato la voce agli agricoltori per creare i consigli di
amministrazione.
Noi, quindi, stiamo continuando a fare delle riforme su dei
consorzi che hanno dei commissari senza avere ascoltato, invece,
chi realmente del consorzio di bonifica ha la necessità di essere
soggetto e parte attiva, come il mondo dell'agricoltura siciliana.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nuovamente, in
sede di finanziaria, di legge di stabilità, ci ritroviamo a
discutere in modo grossolano - e direi davvero, ridicolo - della
vicenda dei consorzi di bonifica.
Sono passati tre anni. Questo Governo compirà il terzo anno di
vita a novembre di quest'anno. E' il terzo esercizio, legge di
stabilità, con il quale questo Governo e questa maggioranza
politica affronta la questione dei consorzi in modo puerile.
Vede, però, signor Presidente, fino a quando l'irresponsabilità,
l'incapacità politica ed amministrativa di questo Governo si limita
a dichiarazioni giornalistico-mediatiche, riguarda, come dire, la
decenza e l'amor proprio di ognuno dei componenti di questo
Governo.
Quando si continua a toccare ed a devastare i consorzi di
bonifica, che, lo ricordo, non sono degli enti che nominano
consigli di amministrazione e che si occupano del nulla, ma che
hanno il compito di portare l'acqua alle coltivazioni, quindi, di
dare sostentamento economico ai lavoratori più deboli della nostra
organizzazione sociale, che sono gli agricoltori.
Signor Presidente, ma come si fa, ancora una volta, ad affrontare
le vicende dei consorzi di bonifica con questa leggerezza? Dove il
tema dei temi sembra essere la decurtazione: ridurre del 5,
aggiungere un 5% in più per il prossimo anno, tra due anni, tra tre
anni, quando il problema è strutturale, comprendere come affrontare
le nuove sfide dell'erogazione idrica, comprendere come accorpare i
consorzi sulla base dei corsi d'acqua che nei decenni si sono
modificati, comprendere quali, e come, opere infrastrutturali sono
state realizzate e quali, e come, siano state bloccate.
Non si può affrontare con questa imbarazzante, e ripeto
imbarazzante, incapacità politica, prima ancora che amministrativa,
ogni questione.
I consorzi di bonifica, lo ripeto, sono fonti di sostentamento per
migliaia di siciliani, impiegano migliaia di lavoratori che, ogni
giorno, non sanno quante ore di lavoro dovranno svolgere, non nel
prossimo anno ma, durante la prossima settimana.
Gli agricoltori nella Piana di Catania non sanno quante ore di
acqua avranno; non sanno se la diga Disueri piuttosto che un'altra
funzionerà.
Non si può proseguire in questo modo. Non si può. E lo dico ai
colleghi deputati. Noi, oggi, continuiamo uno stanco esercizio di
devastazione di questa terra che ci continua e si continuerà a
comportare e, soprattutto, per noi deputati una mancanza di
rispetto da parte dei cittadini nei nostri confronti. Questo è il
tema, signor Presidente.
Io non mi accapiglio sul 5 per cento in più o in meno; questo
comma va cassato, va rispedito al mittente e va affrontata, una
volta per tutte, dagli assessori competenti al ramo che non vedo -
è il terzo giorno che siamo qui dall'inizio della seduta fino alla
fine a discutere e ad affrontare i commi e i signori assessori,
ringrazio i presenti, non sono qui - ma a me piacerebbe sentire,
anche per la sua competenza, la sua capacità, l'assessore Caleca e
noi, signor Presidente, non possiamo proseguire in una situazione
drammatica, dove siamo assediati dai lavoratori e da tutti coloro
che hanno interessi affinché questa Regione funzioni al meglio con
una squadra e una Giunta di Governo non al completo, non lo è mai
stata un solo giorno.
Lo ribadisco: chiedo ai miei colleghi che si cassi questo comma
non perché vi sia una pregiudiziale nei confronti del Governo o di
qualche componente del Governo ma perché dobbiamo smetterla di
affrontare ogni questione in modo contabile, perché dietro ai
numeri ci sono migliaia di persone e noi dobbiamo rispondere
politicamente a loro e alle loro famiglie.
PRESIDENTE. Invito i deputati ad entrare in Aula, perché tra poco
passeremo al voto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna rendersi
conto di una circostanza molto particolare: l'articolo 49 sta
trattando un gruppo di lavoratori. Nella prima fase, abbiamo
trattato i forestali e sono 22 mila persone che saranno sottoposte
a delle riduzioni, a nuove norme che guideranno il loro lavoro.
Questi sono lavoratori che operano nel settore ambientale;
purtroppo l'ossigeno non si può quantificare, non si può
quantificare il costo o l'introito che offre l'ossigeno, eppure
loro curano i nostri territori, impiantano boschi, creano ossigeno
e ci aiutano ad avere una qualità della vita più buona, più
interessante.
L'emendamento 49.17 tratta i consorzi di bonifica. Adesso, a
prescindere che al personale, che è importante e indispensabile,
venga garantito il sostentamento naturale che le norme e le leggi
gli hanno affidato, ma è mai pensabile che questo articolo e questo
emendamento possano nel tempo lentamente far scomparire i consorzi
di bonifica?
Ritengo, assessore, che questo articolo, che questa norma sui
consorzi di bonifica debba essere stralciata, perché, veda, non è
tanto il problema il personale ma diventa un problema
l'agricoltura.
Questi lavoratori danno opportunità di lavoro ad altri
lavoratori, cioè danno l'acqua per produrre attraverso i campi
prodotti ortofrutticoli, prodotti agrumicoli e, quindi, dal mio
punto di vista, una scelta saggia sarebbe quella di stralciare
questo emendamento 49.17 e sarebbe anche il caso di ascoltare cosa
ne pensa l'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea di questa programmazione data nel tempo.
Signor Presidente, aspettiamo una risposta perché questo articolo
non ci convince.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul punto, siccome
la richiesta di un chiarimento sulla prosecuzione dei lavori circa
i consorzi di bonifica mi pare che arrivi in maniera assolutamente
trasversale da parlamentari, peraltro, che, da anni, lavorano in
questo Parlamento e che sono sia di maggioranza che di opposizione,
al netto del fatto che ho presentato un subemendamento che vuole
salvaguardare la tutela dei livelli occupazionali, al di là di
quelli che saranno gli scaglioni sui quali non mi trovo d'accordo,
ma è chiaro noi siamo opposizione e quindi prendiamo eventualmente
atto di quello che dovrebbe stabilire l'Aula, credo, però, signor
Presidente, che lei dovrebbe valutare attentamente la richiesta
pervenuta a più voci di fare presenziare l'assessore Calca, anche
in relazione o soprattutto in relazione al fatto che lei sa, bene o
male, qual è il percorso d'Aula che dovremo seguire.
Mi spiego, Presidente Ardizzone: se dovessimo chiudere stasera e
l'assessore Caleca non fosse raggiungibile ne prenderemmo atto come
opposizione e faremmo le nostre valutazioni, ma, se dovessimo
andare a domani o a dopodomani, non so quali sono, ripeto, i
ragionamenti fatti finora, la invito, signor Presidente, per una
corretta prosecuzione dei lavori, eventualmente, di accantonare
questo articolo, in attesa che l'assessore Caleca venga a spiegare
la prospettiva circa un argomento così delicato.
Ribadisco: non so dove sia l'assessore Calca;, magari fra dieci
minuti arriva, però, se così non dovesse essere, signor Presidente,
ma veramente dobbiamo perdere di vista anche le prerogative
parlamentari minimali ed affrontare un argomento così delicato come
quello che riguarda i consorzi di bonifica nell'assenza
dell'assessore competente?
Signor Presidente, questa volta glielo dico senza enfasi ma quasi
con il cuore in mano, le chiedo di valutare questo tema perché
secondo me andare avanti su un argomento come questo senza che
l'assessore Caleca ci spieghi qual è la prospettiva, dove vanno
queste persone, di quali lavori si occuperanno, da dove arriverà
l'acqua, a chi si rivolgerà, quale sarà l'utenza, mi pare che
finisca per snaturare la natura stessa di questa norma ed il ruolo
del Parlamento intero.
PRESIDENTE. Per illustrare un emendamento che ha presentato che mi
sembrava, mi sembra obiettivamente di buon senso, visto il
ragionamento d'Aula che si è fatto, perché lei è il primo
firmatario di un emendamento a questo di riscrittura, presentato
dall'onorevole Falcone, dove si dice fatto salvo l'attuale
livello occupazionale .
Quindi, o l'uno o l'altro: se, sulla base di questo, l'onorevole
Cancelleri si può ritenere soddisfatto, passerei a votare questo e
accantonerei. L'onorevole Lombardo, comunque, insiste, ed allora
va bene.
Intanto, se possono entrare i parlamentari, perché adesso
passeremo al voto.
GUCCIARDI. Chiedo di paralare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
perplessità ragionevoli espresse dai colleghi che mi hanno
preceduto abbiano più di una ragione. Tuttavia non siamo qui a
discutere un disegno di legge di riordino complessivo di un
comparto che, comunque, ha bisogno - e quindi condivido quanto
detto dai colleghi - di un successivo intervento legislativo che
riordini complessivamente la materia che stiamo in questo momento
trattando. Qui stiamo trattando una norma che attiene, come dire,
ai profili finanziari del comparto e, quindi, l'emendamento
presentato dall'onorevole Falcone, a cui appongo la firma, cui si
aggiunge l'emendamento di cui lei parlava, signor Presidente, che
ha come primo firmatario l'onorevole Cordaro, su cui anch'io
appongo la firma, e l'onorevole Cimino con cui abbiamo interloquito
su questo tema altrettanto, credo che, in questo momento, riesca a
risolvere il problema che ci riguarda in questa sede, cioè
salvaguardare i livelli occupazionali con una norma, un sigillo
legislativo e tenere conto dei profili finanziari che, in questa
sede, più di ogni altro, riguardano il Parlamento, quindi credo che
se il 49.17.1 verrà subemendato con l'emendamento, a firma degli
onorevoli Cordaro, Cimino e di me stesso che appongo la firma,
penso che si possa compiere un atto legislativo propedeutico ad un
successivo, come dicevo, intervento legislativo complessivo che
riordini una materia delicata e complessa che il Governo ha il
dovere di proporci in tempi rapidissimi.
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ribadire
che l'onorevole Lentini ha presentato un emendamento del genere,
quindi, penso che debba essere purificato perché c'è un emendamento
presentato dall'onorevole Lentini e dal sottoscritto che parla di
fatte salve le garanzie occupazionali .
PRESIDENTE. Diciamo che lei appone la firma qua, li unifichiamo.
Va bene unificato, c'è la firma su questo da parte dell'onorevole
Lentini e dall'onorevole Salvatore Cascio e anche dell'onorevole
Fontana su tutti e due.
Anche l'onorevole Alloro, l'onorevole Marziano e l'onorevole
Arancio appongono la propria firma. .
E, allora, onorevole Cancelleri, lei insiste nella soppressione?
Perché alla fine, questo dibattito, mi scusi, è stato utile ad
arrivare ad una conclusione: la certezza che vige la garanzia del
livello occupazionale.
C'è un problema immediato finanziario, quindi, la ringraziamo per
avere sollevato il problema attraverso la presentazione
dell'emendamento ma non credo sia necessariamente opportuno
insistere. Le diamo, però, atto del buon lavoro fatto perché se non
ci fosse stata la sua sollecitazione non si sarebbe presentato un
subemendamento che fa salvi i livelli occupazionali.
Poi, se lei insiste, si passa al voto, per carità.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me, la
questione è molto importante per cui chiederei alla Presidenza di
accertarsi se c'è la possibilità di far venire in Aula l'assessore
perché così non possiamo continuare a discutere i livelli
occupazionali, non occupazionali, tutte queste cose qui, che sono,
chiaramente, tutti temi importanti. Il problema, però, è uno: qui
abbiamo bisogno di risposte di prima mano, date da chi è il
responsabile dell'assessorato e, in questo caso, è l'assessore,
quindi, se non è in Aula, chiedo di accantonare l'articolo e di
passare ad altri, perché questa cosa è importante; diversamente,
mantengo il soppressivo perché sono convinto delle mie ragioni.
PRESIDENTE. Si, allora no, mi dispiace, andiamo avanti; non
possiamo vincolare il nostro lavoro alla presenza degli assessori.
Obiettivamente, non è questo il compito che dovrebbe svolgere un
Parlamento.
Abbiamo sviscerato il problema, grazie anche al suo intervento,
anche senza la presenza dell'assessore, quindi, non credo che
avrebbe potuto aggiungere di più o di meno rispetto a quello che ha
detto l'assessore Baccei.
E allora, abbiamo un emendamento soppressivo dell'emendamento di
riscrittura
CIACCIO. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto? E' proprio necessario il voto segreto
per voi?
CIACCIO. Palese.
PRESIDENTE. Palese.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario che riguarda la
soppressione. Era contrario alla soppressione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo l'onorevole Giuseppe
Federico.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende l'esame del disegno di legge n. 912/A
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti sul voto
palese, ai fini procedurali, che devono essere 7.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 49.24.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 49.24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 17
Contrari 38
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 49.17.1.1, a firma degli onorevoli
Cordaro, Cascio, Lentini, Marziano e altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 49.17.1, così come
subemendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 49, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
Art. 51
Norme di armonizzazione, contenimento ed efficientamento
della Pubblica Amministrazione
1. Ai fini di una razionalizzazione e riduzione della
spesa pubblica, entro 180 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge l'Amministrazione regionale, con le
procedure previste dall'articolo 11 della legge regionale
3 dicembre 2003, n. 20, provvede alla riorganizzazione
del proprio apparato amministrativo al fine di conseguire
una riduzione delle strutture intermedie e delle unità
operative di base, comunque denominate, in misura
complessivamente non inferiore al 30 per cento rispetto
alle rilevazioni sul numero di unità operative di base
al 31 dicembre 2014 e alle aree e servizi di cui al
decreto del Presidente della regione 22 ottobre 2014, n.
27, eccetto il Dipartimento agricoltura dell'Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della
pesca mediterranea. All'esito della riorganizzazione, i
dirigenti generali applicano l'istituto della risoluzione
unilaterale del contratto individuale di lavoro per
motivate ragioni organizzative e gestionali come previsto
dal vigente contratto collettivo dell'area della
dirigenza.
2. Entro sei mesi dalla pubblicazione del regolamento
di cui al comma 1, con decreto del Presidente della
regione, previa delibera di Giunta regionale, adottata su
proposta dell'Assessore regionale delle autonomie locali
e della funzione pubblica, sulla base degli effettivi
fabbisogni di personale rilevati dal dipartimento della
funzione pubblica e del personale, sentiti i dirigenti
generali, sono determinati i contingenti di personale da
assegnare a ciascun dipartimento o struttura equiparata.
3. Alla data di entrata in vigore della presente legge
la dotazione organica del comparto della dirigenza della
Regione siciliana di cui all'art. 5 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, è rideterminata in numero 1.736
unità. Per il quinquennio 2015-2020 tale dotazione
organica è annualmente ridotta in numero pari ai soggetti
comunque cessati dal servizio nell'anno precedente.
4. Alla data di entrata in vigore della presente legge
la dotazione organica del comparto non dirigenziale della
Regione siciliana di cui all'art. 51, comma 3, della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, modificata con
decreto del Presidente della regione 23 dicembre 2010, n.
312235 è rideterminata in numero 13.551 unità, distinte
secondo le categorie specificate nella seguente tabella:
Categoria "D" 4.621
Categoria "C" 3.847
Categoria "B" 2.256
Categoria "A" 2.827
Totale 13.551
personale
del
comparto
non
dirigenzial
e
Tale dotazione organica è annualmente ridotta per il
biennio 2015-2016 in numero pari ai soggetti comunque
cessati dal servizio nell'anno precedente e per il
quadriennio 2017-2020 in numero pari al 50 percento dei
soggetti comunque cessati dal servizio nell'anno
precedente.
5. Alla data di entrata in vigore della presente legge
la dotazione organica del personale del comparto non
dirigenziale del Corpo Forestale della Regione siciliana
è rideterminata in numero 1.250 unità distinte secondo le
categorie specificate nella seguente tabella:
Categoria D 223
Categoria C 1.001
Categoria B 26
Totale 1.250
Tale dotazione organica è annualmente ridotta per il
biennio 2015-2016 in numero pari ai soggetti comunque
cessati dal servizio nell'anno precedente e per il
quadriennio 2017-2020 in numero pari al 50 percento dei
soggetti comunque cessati dal servizio nell'anno
precedente.
6. Agli enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 si applicano, ove
compatibili, le disposizioni di cui al presente articolo.
7. All'articolo 11, comma 2, della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20, dopo le parole: strutture
intermedie , sono aggiunte le seguenti: e delle unità
operative di base e sono soppresse le parole: resta
fermo il potere di organizzazione interna del dirigente
generale in ordine alla costituzione di unità operative
di base e uffici semplici .
8. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 1 della legge
regionale 16 gennaio 2012, n. 9.
9. Per l'anno 2016 continuano a trovare applicazione le
disposizioni in materia di divieto di assunzioni di cui
al comma 10 dell'articolo 1, della legge regionale 29
dicembre 2008, n. 25 e successive modifiche e
integrazioni.
10. All'articolo 4, comma 4, della legge regionale 15
settembre 2005, n. 10 e successive modifiche e
integrazioni, le parole: in numero di almeno uno in ogni
provincia sono sostituite con le parole: nel numero
massimo di uno per ogni ambito territoriale coincidente
con ciascuna ex provincia .
11. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Amministrazione regionale e gli enti
che applicano il contratto collettivo di lavoro dei
dipendenti regionali, qualora alla scadenza dell'incarico
dirigenziale, anche in dipendenza di processi di
riorganizzazione, non intendano, anche in assenza di
valutazione negativa, confermare l'incarico già
conferito, conferiscono al dirigente un altro incarico,
anche di valore economico inferiore. Non si applicano le
disposizioni normative o contrattuali più favorevoli.
12. L'articolo 16 della legge regionale 6 febbraio
2008, n. 1, è abrogato.
13. In armonia con le vigenti disposizioni in materia
di mobilità nel pubblico impiego, nell'ambito del
rapporto di lavoro alle dipendenze della Regione
siciliana e degli enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n.10, il personale con
qualifica dirigenziale e il personale con qualifica non
dirigenziale può essere trasferito, all'interno
dell'Amministrazione regionale, in sedi collocate nel
territorio dello stesso comune ovvero a distanza non
superiore a cinquanta chilometri dalla sede cui sono
adibiti.
14. Le unità operative di base prive di titolare sono
affidate ad interim, per un periodo non superiore a tre
mesi, senza alcun incremento retributivo, al dirigente
della struttura intermedia in cui l'unità operativa di
base è incardinata. Entro tale periodo il dirigente
generale definisce le procedure per l'assegnazione
dell'incarico.
15. L'incarico ad interim di una struttura
amministrativa intermedia può essere conferito al
dirigente di altra struttura intermedia del medesimo
dipartimento. L'incarico determina esclusivamente
l'attribuzione della retribuzione di risultato riferita
al periodo effettivo di svolgimento dell'incarico ed è
calcolata sulla retribuzione di posizione di parte
variabile relativa alla pesatura della struttura
ricoperta ad interim. L'incarico ad interim per le
strutture intermedie non deve avere durata superiore a
tre mesi ed entro tale periodo devono essere definite le
procedure per l'assegnazione dell'incarico. Non si
applicano le disposizioni di legge e contrattuali vigenti
più favorevoli.
16. Il dipartimento regionale della funzione pubblica e
del personale aggiorna il ruolo unico della dirigenza con
l'individuazione dei dirigenti privi di incarico. Nei
casi in cui, a seguito dell'esperimento delle procedure
per il conferimento degli incarichi dirigenziali non
siano state presentate istanze, al fine del conferimento
diretto degli incarichi i dirigenti generali utilizzano
l'elenco dei dirigenti privi di incarico tenendo conto
del curriculum vitae, delle esperienze maturate e degli
incarichi ricoperti.
17. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, ai dirigenti ed al personale con
qualifica non dirigenziale dell'Amministrazione regionale
e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, che applicano il contratto
collettivo di lavoro dei dirigenti e dei dipendenti
regionali, per i periodi di assenza per malattia di
qualunque durata, nei primi dieci giorni di assenza è
corrisposto il trattamento economico fondamentale con
esclusione di ogni indennità o emolumento comunque
denominati aventi carattere fisso e continuativo nonché
di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il
trattamento più favorevole eventualmente previsto dai
contratti collettivi o dalle specifiche normative di
settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio
sul lavoro oppure ricovero ospedaliero o a day hospital
nonché per le assenze relative a patologie gravi che
richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti
dall'applicazione del presente comma non possono essere
utilizzati per incrementare i fondi per la contrattazione
collettiva.
18. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, ai dirigenti ed al personale con
qualifica non dirigenziale dell'Amministrazione regionale
e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, i permessi retribuiti per
particolari motivi familiari o personali spettano nella
misura massima di tre giorni per anno solare. Non si
applicano le disposizioni di legge e contrattuali vigenti
più favorevoli.
19. Fermi restando i limiti massimi delle assenze per
permessi retribuiti previsti dalla normativa vigente, nei
casi in cui la legge, i regolamenti, il contratto
collettivo o gli accordi sindacali prevedano una
fruizione alternativa in ore o in giorni, la
quantificazione ai fini della fruizione viene effettuata
esclusivamente in ore. Nel caso di fruizione dell'intera
giornata lavorativa, l'incidenza dell'assenza sul monte
ore a disposizione del dipendente per ciascuna tipologia,
viene computata con riferimento all'orario di lavoro
previsto nella giornata di assenza.
20. A decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo alla
data di entrata in vigore della presente legge, il
trattamento economico e normativo spettante in caso di
fruizione di congedo parentale è quello previsto per i
dipendenti statali del comparto Ministeri.
21. Con apposito accordo quadro sono definite le
modalità per ridurre ulteriormente, entro il 2015, il
contingente complessivo dei distacchi, aspettative e
permessi sindacali spettante nell'Amministrazione
regionale e negli enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e negli enti e società
che applicano il contratto collettivo regionale di lavoro
dei dipendenti regionali, al fine di renderlo omogeneo ai
contingenti spettanti negli altri comparti del pubblico
impiego. In caso di mancato accordo, a decorrere dal 1
gennaio 2016 i contingenti sono rideterminati in
applicazione della normativa statale e del contratto
collettivo nazionale quadro.
22. Nelle more della riforma del Corpo Forestale della
Regione siciliana, l'indennità mensile pensionabile di
cui all'articolo 1, comma 7, della legge regionale 27
febbraio 2007, n. 4 è corrisposta esclusivamente al
personale del comparto non dirigenziale del Corpo
Forestale della Regione di cui all'articolo 41, allegato
1, tabella A, art. 42, allegato 2, tabella B e art. 43,
allegato 3 tabella C, del decreto del Presidente della
Regione Siciliana 20 aprile 2007, emanato in attuazione
dell'articolo 1, comma 4, della legge regionale 27
febbraio 2007, n. 4 in servizio presso il Corpo Forestale
della Regione siciliana o in posizione di comando o di
assegnazione temporanea presso il Dipartimento
Territoriale dello sviluppo rurale e territoriale.
Dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate
tutte le disposizioni di legge e regolamentari in
contrasto con la presente disposizione.
23. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Regione,
su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, sono adottate le modifiche al regolamento
approvato con decreto del Presidente della Regione
siciliana 20 aprile 2007, conseguenti all'applicazione
dei commi 4 e 22.
24. Il comma 9 dell'articolo 6 della legge regionale 9
maggio 2012, n. 26, è sostituito dal seguente: 9. I
rinnovi contrattuali per i bienni 2006/2007 e 2008/2009
del personale dirigenziale e quello per il biennio
2008/2009 del personale del comparto non dirigenziale
della Regione Siciliana e degli enti di cui all'articolo
1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 che ne
applicano i contratti non possono determinare aumenti
retributivi superiori all'indennità di vacanza
contrattuale già riconosciuta. Nessuna somma aggiuntiva è
dovuta a titolo di interessi e rivalutazione monetaria .
Il comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 15
maggio 2013, n. 9 è abrogato.
25. All'articolo 13 comma 4 della legge 15 maggio 2000,
n. 10, sono soppresse le parole: e confluiscono nelle
risorse destinate al trattamento economico accessorio
della dirigenza .
26. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il limite di tre incarichi conferiti
dall'Amministrazione regionale o su designazione della
stessa, già previsto per i dirigenti dell'Amministrazione
regionale dall'articolo 2, comma 5, della legge regionale
16 dicembre 2008, n. 19, è ridotto a due incarichi e si
applica anche al personale del comparto non dirigenziale
e al personale degli enti di cui all'articolo 1 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10. Gli incarichi
conferiti anteriormente alla data di entrata in vigore
della presente legge continuano ad essere espletati fino
alla loro naturale scadenza.
27. A decorrere dal 1 gennaio 2016 e sino al 31
dicembre 2020, l'ammontare complessivo delle risorse
destinate annualmente al trattamento accessorio del
personale, incluse le retribuzioni di posizione e di
risultato del personale dirigenziale, non può superare il
corrispondente importo dell'anno 2014 ed è comunque
automaticamente ridotto in misura proporzionale alla
riduzione del personale comunque cessato dal servizio.
28. Le Autorità di Gestione dei programmi regionali
comunitari cofinanziati dal FESR e dal FSE d'intesa con
il Dipartimento regionale della Funzione Pubblica
provvedono ad attivare un piano di formazione per il
personale dell'Amministrazione regionale finalizzato al
rafforzamento delle competenze nel settore dei fondi
strutturali, comunitari e delle politiche di sviluppo e
coesione, a valere sulle risorse del FSE. Il personale
così formato è destinato prioritariamente alle Unità di
monitoraggio e controllo della spesa comunitaria operanti
nei Dipartimenti regionali, agli Uffici Competenti per le
Operazioni (UCO) che si occupano della gestione dei fondi
extraregionali, e agli Uffici speciali dell'Autorità di
Certificazione e dell'Autorità di Audit.
29. Con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore della funzione pubblica e del
personale oggetto di preventiva informativa sindacale,
previa deliberazione della Giunta regionale, sono
individuate le attività lavorative da garantire con
continuità nell'interesse dell'utenza o per lo
svolgimento di servizi strumentali essenziali per
l'intera amministrazione, per le quali deve farsi ricorso
alla programmazione di calendari di lavoro
plurisettimanali e annuali nel rispetto delle
disposizioni previste dal vigente contratto collettivo.
30. Il Fondo per il trattamento accessorio del
personale con la qualifica diversa da quella
dirigenziale, in servizio presso gli Uffici di diretta
collaborazione del Presidente della Regione e degli
Assessori regionali, per l'esercizio finanziario 2015 è
ridotto dell'importo di 1.000 migliaia di euro .
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome il 51, il
52 e il 53, sono articoli di grande aspettativa, sarebbe opportuno
che, per la chiarezza e la trasparenza, il nostro assessore, in un
intervento tipico, ci spiegasse, magari in sintesi, la volontà e la
filosofia di questi articoli.
PRESIDENTE. Ho compreso la richiesta dell'onorevole Ragusa.
Siccome si tratta di pubblico impiego, è corretto e giusto che
l'assessore Leotta, se lo vuole può illustrare, in sintesi, la
manovra complessiva e gli obiettivi che si tendono con questi
articoli.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Si tratta di una disposizione del disegno di legge molto articolata
e che affronta vari problemi. Il primo è quello della riduzione
degli organici del personale dell'amministrazione regionale, che è
quello fondamentale, che è stato distribuito nell'arco dei sei
anni, includendo anche l'anno 2015, dal 2015/2020.
Prevede una riduzione della pianta organica dei dirigenti, pari al
numero dei soggetti dei quali viene agevolata, con le disposizione
in materia pensionistica, la fuoriuscita e una riduzione del
personale del comparto, pari al 50 per cento dei soggetti che
aderiscono alle procedure agevolate di fuoriuscita, sempre
nell'arco del periodo 2015/2020.
L'articolo comprende, poi, tutta una serie di norme di carattere
più squisitamente connesse allo status dei soggetti, dei lavoratori
regionali, riguardanti, in particolare, i permessi, le assenze, i
congedi e i distacchi e le aspettative per motivi sindacali.
Una rivisitazione della indennità dei soggetti appartenenti al
Corpo forestale della Regione, al comparto non dirigenziale del
Corpo forestale della Regione, riservando la speciale indennità a
coloro che si trovano in servizio presso il Corpo forestale
regionale o in posizione di comando presso il Dipartimento
regionale dello sviluppo rurale e territoriale. Alcune norme
riguardano, poi, il limite degli incarichi conferiti
dall'Amministrazione regionale che viene ridotto da 3 a 2; viene
affrontato anche il problema della formazione del personale
regionale per quanto riguarda la gestione delle risorse comunitarie
e, quindi, la necessità di rafforzare le competenze del personale
nel settore della gestione dei Fondi comunitari.
Infine, una delle ultime disposizioni riguarda la necessità di
programmare, in maniera particolare, i calendari di lavori
plurisettimanali annuali di particolari categorie di lavoratori e
questo per garantire la funzionalità di particolari servizi.
Per il resto ritengo che ci sia poco da aggiungere anche perché si
tratta di una disposizione di un articolato che, nel suo complesso,
è molto minuzioso e va esaminato comma per comma.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 51.15, a firma
dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 51.18 I parte, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sono assorbiti gli emendamenti 51.9 e 51.17.
Si passa all'emendamento 51.18 II parte, del Governo. Il parere
della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 51.18 III parte, del Governo. Il parere
della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 51.5 è inammissibile, perché comporta maggiori
oneri.
Si passa all'emendamento 51.18 IV parte, del Governo. Il parere
della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 51.3, a firma degli onorevoli Cracolici e
Gucciardi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento 51.3 assieme
all'emendamento
Signor Presidente, temo che manchi un emendamento che era connesso
al 51.3. Spiego qual è il senso così ci capiamo.
Questo emendamento, sostanzialmente, vorrei che l'Assessore mi
ascoltasse perché è un tema delicato che ha suscitato tanto clamore
sui giornali. Come è noto la I Commissione, che ho l'onore di
presiedere, ha approvato un emendamento - e devo dire che è stato
approvato in Commissione all'unanimità - che prevedeva che la
Regione nell'ambito del turnover connesso ai prepensionamenti di
cui al successivo articolo 54, consentisse la possibilità di
sostituire una parte del turnover bandendo nuovi concorsi, in
particolare, per figure di funzionari di comparto laureati in
discipline giuridiche ed in discipline economiche.
Invito l'Assessore ad ascoltarmi, considerato che poi dovrà dare
un parere.
Ciò nasce dal fatto che è consapevolezza diffusa che questa
Amministrazione tanto più che sarà interessata a processi di
fuoriuscita massicci a seguito delle norme che approveremo da qui a
qualche ora, avrà una fuoriuscita soprattutto delle figure
professionalmente più strutturate. Ma già, oggi, questa
Amministrazione ha dei buchi molto seri soprattutto in settori come
quello che ho appena citato su materie dove c'è bisogno di una
particolare competenza giuridica e quelli in cui c'è bisogno di una
particolare competenza economica.
La dico in una battuta: bisogna in qualche modo formare dei
funzionari a saper scrivere un decreto ed a saper costruire un
impegno finanziario. La dico così e quando dico scrivere non lo
dico a caso, visto anche che comincia ad esserci una pericolosa
china di questa Amministrazione che, praticamente, rischia di
perdere tutti i contenziosi davanti al TAR, spesso, per complessità
di scrittura dei decreti stessi.
Ma detto ciò, mi rendo conto che, in un momento così complesso,
come quello che stiamo avviando di fatto, un accompagnamento ed una
fuoriuscita importante per alleggerire gli organici di questa
Regione, certo appare, agli occhi di chi non conosce la vita reale
di questa Amministrazione, illogico che si avviino
contemporaneamente nuovi concorsi.
Ribadisco concorsi, una parola che, negli ultimi 15 anni, almeno,
è stata abrogata dal linguaggio delle leggi di questa Regione. Non
facciamo più concorsi, credo l'ultimo sia stato nel 2000.
Da questo punto di vista, questo emendamento si limita a dire che
la cancellazione dalla dotazione organica per le persone che
andranno via per pensionamento non sarà al 100 per cento come,
invece, è contenuto nel testo, ma sarà al 90 per cento, lasciando
un 10 per cento per consentire all'Amministrazione di bandire
concorsi, ripeto, in una disciplina specifica, che consenta a
questa Amministrazione di formare i quadri del futuro, perché
questa Regione si potrà criticare, si potrà giudicare negativa per
ciò che ha fatto, ma una cosa non possiamo consentire, che questa
Amministrazione non abbia più una burocrazia in grado di garantire
la continuità amministrativa e gestionale.
Ecco perché questo emendamento, ripeto, non trovo l'altro che era
connesso al 51.3, ma glielo posso dare; è quello che prevede
l'attivazione delle procedure concorsuali per il 10 per cento del
personale, nel numero del 10 per cento del personale che andrà in
pensione.
PRESIDENTE. Lo può scrivere complessivamente?
CARCOLICI. Glielo sto consegnando.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole Cracolici e lo chiedo anche a chi ha materialmente
predisposto la raccolta degli emendamenti. Il 51.3 si riferisce al
comma 5. Il comma 5 riguarda il Corpo forestale regionale, quindi,
ci dobbiamo intendere se ci riferiamo al Corpo forestale regionale,
al personale regionale del comparto
CRACOLICI. Al personale regionale del comparto.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Perfetto Detto ciò, con riferimento al comparto il Governo non può
che condividere le preoccupazioni dell'onorevole Cracolici perché
la burocrazia regionale necessita di un'iniezione di competenze,
senza le quali non si va da nessuna parte. Quindi, il Governo
condivide la proposta dell'onorevole Cracolici di bandire i
concorsi per figure particolari di dipendenti regionali in grado di
rimpolpare le competenze dell'ente Regione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Dal punto di vista personale
condivido, come ha detto l'assessore Leotta, la posizione, infatti,
ero stato uno dei primi a proporre di fare dei concorsi. La
problematica è che noi stiamo andando avanti per evitare successive
impugnative nella verifica con gli organi del Governo centrale che
dovranno, poi, esaminare questa legge.
Se vedete, non casualmente, nel comma si fa riferimento a due
periodi diversi. Uno è il 2015/2016, poi c'è un secondo periodo.
Abbiamo verificato questa norma con gli affari regionali, la
Ragioneria generale ed il Ministero del lavoro e quello che ci si
dice è che nel periodo 2015/2016 essendo, comunque, aperta la
finestra della pre Fornero non ci sono problemi nelle cose che
vedremo dopo, di prepensionamenti, salvo il fatto di non fare nuove
assunzioni.
Nella seconda finestra che è 2017/2020 che abbiamo messo di questo
tipo perché, in qualche modo, trasliamo il periodo della Fornero
che è cinque anni, che finora non abbiamo utilizzato, c'è stato
detto che ci sono un po' più di problemi. Ad oggi, stante
l'impianto normativo attuale sarebbe impugnata, però, siccome anche
a livello nazionale si sta pensando di allungare la finestra
prepensionamenti, comunque, abbiamo deciso di metterla, in
quest'ambito abbiamo previsto il 50 per cento di rimpiazzi nel
comparto pensando anche alla stabilizzazione dei precari.
Inserendo le assunzioni, possiamo inserirle in maniera chirurgica
tenendole separate in modo che se impugnano questo pezzo non
impugnano tutto il comma. Io non ho problemi a inserire il 90 per
cento, quello che chiedo è, se vogliamo scriverlo, di evitare
l'impugnativa di tutto.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Vorrei replicare brevemente al discorso dell'impugnativa.
PRESIDENTE. Vediamo se possiamo, in qualche modo, concordare
l'emendamento. Prego Assessore, può intervenire.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Solo per uscire da un equivoco di fondo. La Regione siciliana ha
competenza esclusiva in materia di personale. Mi sono posto il
problema, da qualche mese a questa parte, se la competenza in
materia di pensioni, che è la preoccupazione dell'assessore Baccei,
rientrasse nella competenza esclusiva ovvero rientrasse nella
competenza concorrente in materia previdenziale.
Ho fatto una ricerca abbastanza accurata sull'argomento e sono
arrivato alla conclusione, sulla base di sentenza della Corte
Costituzionale, la prima delle quali è stata redatta nel 1970 o
1971 dal Consigliere della Corte Costituzionale, Costantino
Mortati, che non è una persona qualsiasi ma uno dei padri fondatori
della Repubblica. In questa sentenza si diceva a chiare lettere che
la competenza della Regione siciliana in materia di pensioni
rientra nella competenza esclusiva, perché rientra nella competenza
in materia di personale, posto che la Regione gestisce anche le
proprie pensioni.
Questo orientamento della Corte è stato ribadito da tutta una
serie di sentenze successive.
Dico ciò a scanso di equivoci, per intenderci su cosa stiamo
parlando e quali sono i poteri che ha il legislatore regionale in
materia di impiego dei propri dipendenti e, quindi, anche in
materia di pensioni.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
riguardo all'intervento del collega Cracolici, siamo
particolarmente contenti che qualche esponente della maggioranza,
quindi, del PD, finalmente, si renda conto della situazione che c'è
all'interno della Regione siciliana e per questo siamo favorevoli
perché è giusto iniziare a fare dei concorsi e, come è stato detto,
fare questa iniezione di gente preparata all'interno della Pubblica
Amministrazione.
Però, bisogna anche prendere atto del perché si è arrivati a
questo punto, perché è inutile, oggi, farsi belli, dicendo o
proponendo una norma condivisa e condivisibile e che, però, non
hanno sbagliato gli uffici perché la norma bocciata era stata messa
tra gli aggiuntivi. Però, riprendiamola, ridiscutiamola perché gli
aggiuntivi, non vedo perché, qualche aggiuntivo di qualche collega
possa essere ripreso e qualcun altro no.
Però, ripeto, è una norma condivisa e condivisibile e che cerca di
trovare una soluzione a coloro i quali negli ultimi 20 anni hanno
inserito con norme, cooperative, LSU, precari, bacini che, ad oggi,
agli occhi di tutti sono una clientela e sono quelli che,
attualmente, anche in qualche comune, sostengono l'attività
amministrativa anche se non gli compete.
Quindi, siamo contenti che finalmente, forse, si stia facendo un
passo indietro, però, pongo un problema all'assessore Baccei che
sta parlando con gli uffici: questa norma non prevede un impegno di
spesa? Perché se da una parte con il prepensionamento che
tratteremo dopo, comunque, stiamo cercando di snellire per far
risparmiare l'Amministrazione, non vorrei che per aprire un
concorso sia necessario un impegno di spesa e, allora, sugli
impegni di spesa, presidente Ardizzone, le chiedo di verificare se
così è e se così fosse, allora, anche questo dovrebbe essere
accantonato perché, all'articolo 6, quando si parlava, ad esempio,
di trovare le risorse per Comiso allora, si è accantonato perché si
diceva che non era possibile.
Allora, chiedo cortesemente che si trovi un metodo per tutte le
cose virtuose in questa Finanziaria, molto poche, ma per fortuna
qualche collega le ha presentate, e che si usi lo stesso metro per
analizzare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, questo faceva parte del fascicolo
non era tra gli aggiuntivi e abbiamo detto di specificarlo tant'è
che l'onorevole Cracolici ha correttamente ed onestamente detto che
occorreva fare un'aggiunta ma per un discorso di trascrizione,
infatti era nel fascicolo non era tra gli aggiuntivi.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 14.49 è ripresa alle ore 14.55)
La seduta è ripresa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, sicuramente, una seria azione di
armonizzazione e di efficientamento della Pubblica Amministrazione
che comporta, quindi, economie di bilancio, va fatta. Non si può,
però, tagliare tutto col presupposto di riorganizzare.
L'articolo 51 prevede anche la riduzione dell'organico del Corpo
forestale della Regione siciliana.
Dico che non si può tagliare tutto per tagliare, perché non è
stata fatta, a monte, una verifica sull'effettiva consistenza delle
figure del Corpo forestale.
Ed allora, quando si parla di armonizzazione bisogna capire,
siccome è possibile anche la mobilità fra gli enti e, poiché vi è
tanto personale nelle amministrazioni periferiche, ma
amministrativo, dirigenti, eccetera, questo potrebbe essere
trasferito presso l'Amministrazione centrale e tanti sono
all'interno del Corpo forestale.
Nella provincia di Messina, ma anche in altre province, vi posso
assicurare che l'organico è di 58 persone. Ora, in una Regione come
la nostra che ha 5 parchi, 70 riserve, 271.000 ettari di territorio
protetto, non è possibile che vi possa essere un'ampia riduzione.
Allora, questa riduzione comporterà che avremo altro personale
amministrativo, con l'aggravante che la Regione, oggi, l'onorevole
Cracolici ha presentato un emendamento e, prendiamo atto che, nel
tempo, la Pubblica Amministrazione non è stata formata.
Questa è una grande pecca della Regione che non ha provveduto a
formare adeguatamente il personale.
Ed allora, se effettivamente, si vuole procedere in questo senso,
cominciamo a razionalizzare ed a vedere dove c'è personale in
esubero, soprattutto quel personale che si risparmierà
dall'abolizione delle Province. Cominciamo a formare il personale e
questo per una parte, però, non tagliamo laddove non c'è da
tagliare, perché da una lato stiamo tagliando il Corpo forestale,
dall'altro lato stiamo, invece, dicendo che c'è necessità di alcune
figure amministrative.
Vi prego, pertanto, prima di tagliare, laddove non si può e non è
possibile, perché lasceremo i territori allo sbando, di eliminare
la parte in cui si prevede la riduzione dell'organico del Corpo
forestale.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, intervengo per comunicare il pieno
sostegno del Gruppo parlamentare del PDR all'emendamento 51.3
proposto dagli onorevoli Cracolici e Gucciardi, relativo alla
possibilità, finalmente, in questa Regione, di fare concorsi
pubblici, anche se nella misura ridotta del 10 per cento dei
pensionamenti, usando il merito come metodo, dando risposta ai
tanti giovani che, purtroppo, non credono più nella Regione, ma
credono che ci sia una Regione blindata, in cui non c'è la
possibilità di fare concorsi. Ecco, questa prospettiva, sia pure
limitata, ovviamente, nelle ristrettezze economiche, credo apra uno
spiraglio nuovo su questo Governo, su una politica del fare che
auspichiamo da troppo tempo e per troppo tempo abbiamo visto invece
ingessata dalle mille leggi e leggine che impediscono
effettivamente al Governo di portare avanti una politica
occupazionale seria.
Ovviamente, nessun dirigente, tutti quadri direttivi, gente
laureata in economia e commercio, in giurisprudenza, laureate in
lingue possibilmente in base alle esigenze della Regione - ci
mancherebbe altro - però, ovviamente, concorsi di qualità
finalmente.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei potere
evidenziare al Governo e in particolare all'Assessore Leotta - che
poco fa ho sentito esprimere un parere di qualità e quindi di
apprezzamento anche su recenti decisioni della Consulta, della
Corte - che in materia di acquisizione di nuovi profili
professionali questa Regione non ha un ufficio stampa coperto da
giornalisti regolarmente iscritti all'Albo.
Il sottoscritto, assieme ad altri colleghi di tutti gli
schieramenti politici, ha presentato lo scorso anno, signor
Presidente, un disegno di legge finalizzato a consentire all'Ente
Regione di potere affidare la comunicazione non alla buona volontà
dello stesso Presidente Crocetta - che mi risulta sedersi davanti
al computer e stilare comunicati stampa o ai suoi collaboratori,
con tutto il rispetto per i collaboratori - ma affidare la
comunicazione, che è un tema serio per la democrazia e per la
responsabilità che attiene alla stessa funzione, a chi è
qualificato a farlo.
E allora, qualora l'emendamento dovesse mantenere l'impostazione
originaria, come è stata illustrata dal collega Cracolici, io le
figure giuridiche ed economiche le porrei con un sub emendamento
che, comunque, ho già presentato agli uffici della Presidenza, di
inserire operatori dell'informazione regolarmente iscritti
all'Ordine.
Se, invece, la definizione dovesse restare generica, in quel caso
si evidenzierà l'esigenza di dover dotare gli Assessorati della
Regione, almeno ogni Assessorato di un giornalista, ammesso
attraverso concorso pubblico per titoli e per esami se lo si
riterrà, perché noi abbiamo il dovere di allinearci a tutte le
altre Regioni d'Italia.
Solo per un esempio e concludo: la Regione Lazio ha 32 giornalisti
preposti alla direzione degli uffici stampa della Presidenza e
degli altri rami dell'Amministrazione.
Credo che in questo senso noi abbiamo il dovere di obbedire ad una
logica che è anche una logica di trasparenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati una serie di
sub emendamenti, uno è stato illustrato poc'anzi.
Sono tutti di importanza notevole per il funzionamento della
Regione siciliana, a maggior ragione questo della comunicazione.
Se siamo d'accordo, perché altri riguardano altre categorie, ci si
è sforzati di presentare un emendamento di riscrittura di carattere
generale che così recita: L'Amministrazione regionale, previa
verifica delle proprie esigenze funzionali, a decorrere dall'anno
2016 è autorizzato a bandire concorsi pubblici per il reclutamento
di figure professionali munite di diploma di laurea specialistica o
magistrale nei limiti del 10 per cento dei soggetti collegati in
quiescenza per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 54. .
Onorevole Cracolici, le faccio un ragionamento alla luce del solo
perché sono state poste delle questioni oggettive di interesse.
Questa norma che è stata scritta è chiaramente di carattere
generale. Ce n'è una specifica , ci sono più specifiche. Ce n'è una
presentata dagli onorevoli Musumeci, Ioppolo, Assenza, Cordaro, Di
Giacinto, cioè di tutti i Gruppi, sostanzialmente, che va specifico
riferimento ad un'esigenza che è quella degli uffici stampa. Se noi
la lasciamo .
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Ne ho presentato
uno che non entra nel merito.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, va bene, e qual è il problema.
Sì, però, è sempre dello stesso contenuto. Se, però entriamo
nello specifico.. in ragione delle concrete esigenze delle piante
organiche, è chiaro Ma è scritto in quello dell'onorevole
Cracolici
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Noi non è che
possiamo decidere di assumere.
PRESIDENTE. E rimangono fuori proprio quelli dell'ufficio stampa
perché praticamente possono non avere la laurea perché fanno parte
di un albo. Mi rivolgo all'onorevole Cracolici che pure ha
contribuito ed ha sollevato la questione. Quello che sosteneva
l'onorevole Di Giacinto è già incluso in questo perché giustamente
dice nell'ambito della pianta organica .
Allora, lo rileggo io per tutti: L'Amministrazione regionale,
previa verifica delle proprie esigenze funzionali, a decorrere
dall'anno 2016 è autorizzata a bandire concorsi pubblici per il
reclutamento di figure professionali, munite di diploma di laurea
specialistica o magistrale nei limiti del 10 per cento dei soggetti
collocati in quiescenza per effetto delle disposizioni di cui
all'articolo 54, ivi inclusi gli operatori dell'informazione
professionale per la comunicazione istituzionale. .
CRACOLICI. Va bene.
PRESIDENTE. Intanto lo riscriviamo così lo distribuisco basta che
non apriamo discussione.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
chiarire l'esigenza della modifica che lei ha appena assorbito
nella definizione che dovrebbe essere quella conclusiva. Si può
essere giornalisti professionisti anche senza il possesso di
diploma di laurea, quindi, se noi specifichiamo per gli operatori
dell'informazione senza il richiamo alla laurea, io credo che
facciamo salvo alla partecipazione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio
rapidissimamente.
Siccome il personale dell'Assemblea, rispetto all'Ufficio Stampa,
in realtà è tutto in pensione, se si potesse fare riferimento anche
all'Assemblea oltre che alla Regione perché sarebbe un servizio
importante quello legato all'informazione.
PRESIDENTE. Lo farà all'esterno, ma non facciamo questa confusione
fra Assemblea.
FIGUCCIA. Io non ho cose a tutela di una parte o di un'altra,
anzi, assolutamente, se si potesse fare riferimento.
PRESIDENTE. Si, l'ho compreso.
Bene.
Ricordo che l'Assemblea è un ente autarchico.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me
l'articolo così come è scritto non sarà di facile applicazione
perché noi facciamo le leggi e, poi, i dirigenti, devono poter fare
i bandi; siccome, il termine operatore dell'informazione non
risolve il problema come diceva l'onorevole Musumeci, bisogna
inserire operatori d'informazione inscritto all'ordine dei
giornalisti perché se no il tema della laurea di cui al capoverso
precedente ritorna sul tema dell'operatore dell'informazione.
Se, invece, noi mettiamo inscritto all'ordine dei giornalisti
allora, di fatto, dai la serenità al dirigente che deve fare il
bando, poi, di più.
PRESIDENTE. Allora dell'informazione può essere pure il tecnico
audio.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
tornare sull'argomento.
La precisazione dell'onorevole Cimino non è assolutamente fuori
luogo ma nel sub-emendamento è specificato informazione e
professionale però può anche essere un laureato in scienze delle
comunicazioni operatore della comunicazione, quindi, è meglio
precisare regolarmente inscritto all'ordine dei giornalisti
professionisti , così abbiamo evitato e eviteremo qualunque
possibile dubbio nella interpretazione nel momento in cui
bisognerà redigere il relativo bando di concorso; l'importante che
lo svincoliamo dal requisito del diploma di laurea.
PRESIDENTE. Scusate lo posso leggere io?
Ne do lettura e lo diamo per distribuito se siamo d'accordo:
L'Amministrazione regionale, previa verifica delle proprie
esigenze funzionali, a decorrere dall'anno 2016 è autorizzata a
bandire concorsi pubblici per il reclutamento di figure
professionali, munite di diploma di laurea specialistico-magistrale
nei limiti del 10% dei soggetti collocati in quiescenza per effetto
delle disposizioni di cui all'articolo 54, inclusi gli operatori
dell'informazione professionale e della comunicazione istituzionale
iscritti nell'ordine professionale dei giornalisti.
MUSUMECI. Può essere iscritto senza laurea.
PRESIDENTE. E difatti, a maggior ragione l'abbiamo specificato:
inscritti all'ordine dei giornalisti professionisti .
Mi scusi, così rimane agli atti ai fini delle difficoltà
interpretative che evidenziava l'onorevole Cimino.
Se abbiamo voluto specificare la categoria dei giornalisti proprio
per evitare la disquisizione sul possesso della laurea o meno in
ordine a questa categoria.
L'abbiamo specificato. L'importante è che siano iscritti nell'albo
dei giornalisti.
Possono o non possono avere la laurea. E' indifferente,
l'importante è che siano iscritti all'albo dei giornalisti
professionisti, senza differenza fra pubblicisti e professionisti.
Lo pongo in votazione. Il parere del governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 51.3 è da leggersi così: al
comma 4, sostituire le parole in numero pari con 90 per cento
Pongo in votazione l'emendamento 51.3.
Il parere del governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 51.10.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor presidente, colleghi, questo comma aggiuntivo, basta
leggerlo, è abbastanza descrittivo, parla dei provvedimenti di
riorganizzazione delle piante organiche. Sono dei provvedimenti,
approvati dai consigli di amministrazione, di enti, aziende e
istituti, sottoposti alla vigilanza e tutela della Regione.
Cosa significa? Significa che questo articolo 3 della legge 2 del
'78, una legge regionale, dice che questi atti deliberativi di
questi organi periferici che operano sul territorio, quando
riguardano le piante organiche, devono essere approvati
successivamente, dall'assessorato al ramo o, addirittura, della
giunta.
Vi chiederete ma perché andare a ribadire il concetto e la norma
già stabilita? Perché in Sicilia succede, come ad esempio nel caso
della CRIAS che siamo balzati agli onori della cronaca, ma non da
oggi, sono anni che se ne parla, per il fatto che abbiamo cinquanta
dirigenti su ottantasette dipendenti. Un caso unico in tutta
Italia.
Più volte ho avuto modo di vedere le lettere scambiate tra la
CRIAS e l'assessorato alle attività produttive in cui, chiaramente,
l'assessorato alle attività produttive dice di revocare che non
sono efficaci queste delibere del consiglio di amministrazione
eppure ad oggi la pianta organica vigente è quella di 50 dirigenti
su 87 dipendenti. Per cui chiedo all'Assemblea di votare questo
emendamento che ci riporterebbe alla normalità e che tutti gli
assessori vadano a controllare queste delibere dei consigli di
amministrazione dei vari enti, aziende ed istituti sottoposti alla
vigilanza e tutela dell'amministrazione perché se da una parte gli
assessorati collaborano e aiutano questi enti, dall'altra devono
anche vigilare. Penso che non ci sia nulla in contrario a questa
posizione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è un 51.20 del Governo, che prevede la soppressione del comma
10. Lo pongo in votazione. Col parere favorevole della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al 51.19 del Governo che sostituisce i commi 17 e 18. Lo
pongo in votazione. Col parere favorevole della Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 51.11 dell'onorevole Falcone. Precluso.
Abbiamo il 51.12, soppressivo. Il 51.6 soppressivo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente, intervengo per evitare che in una azione di
riordino e di armonizzazione che stiamo cercando di fare
all'interno della pubblica amministrazione, evitiamo anche di
aggravare piuttosto che di snellire. Se passasse questo articolato,
il comma 22, potremmo essere esposti ad un rischio ricorsi.
Noi con grande pacatezza, ma con altrettanta determinazione
chiediamo che venga votato questo emendamento soppressivo perché
riguarda il corpo forestale ma evita che dipendenti che hanno
acquisito un diritto soggettivo negli anni, possano vederselo
sottratto e quindi successivamente ricorrere dinanzi alle autorità
giudiziarie ma addirittura corre il rischio che questo comma
venisse impugnato anche dal consiglio dei ministri a seguito di
proposta dell'ufficio delle regione del controllo sulle leggi delle
regioni.
Per cui, noi chiediamo che venga votato, chiediamo il parere
favorevole anche al governo sul nostro emendamento soppressivo per
poter andare avanti nel prosieguo di questa attività e di questa
azione di riordino della pubblica amministrazione regionale.
PRESIDENTE. In effetti, assessore, il problema si potrebbe porre,
si è enfatizzata un po' troppo questa vicenda.
ALLORO. Chiedo di aprlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Io Presidente ritengo che la proposta dell'onorevole
Falcone mi veda assolutamente concorde anche perché noi rischiamo
non solo contenziosi con i dipendenti del corpo forestale. Si
tratta di indennità che sono di natura stipendiale rispetto a
soggetti che hanno vinto dei concorsi e all'atto dell'assunzione
avevano già queste indennità nello stipendio. Quindi penso che
bisognerebbe andare cauti.
C'è in atto l'idea di riformare il Corpo forestale ed in quella
sede secondo me sarebbe più opportuno andare a fare un ragionamento
di questo tipo. Quindi chiedo all'Assessore Baccei di volere avere
un'attenzione particolare a questo argomento.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
tornare su quanto affermato dal collega Falcone che condividiamo in
pieno tant'è che come gruppo del Nuovo Centro Destra avevamo
presentato identico emendamento soppressivo che poi è il 51.6,
quindi voglio dire, sosteniamo l'emendamento a firma dell'onorevole
Falcone, di analogo contenuto di quello presentato da noi.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella condivisione
della soppressione del comma 22 che riguarda i componenti del Corpo
forestale, anche coloro che non sono Corpo forestale, trattasi di
indennità pensionabile, ma riguarda soprattutto il personale che
oggi si occupa dell'avviamento dei lavoratori forestali. Qualora
dovessimo recedere da questa prospettiva mancherebbe un anello
importante nell'avviamento degli operai forestali per cui operiamo
per la soppressione, tutto rimane com'era prima.
PRESIDENTE. In termini positivi per quello che ha spiegato
l'onorevole Falcone.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assolutamente
d'accordo anch'io per la soppressione dell'articolo 22 perché
sarebbe tra l'altro una disparità rispetto alla norma nazionale,
quindi la permanenza di questa norma è opportuna nonché idonea.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
BACCEI, Assessore regionale per l'economia. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vice Presidente della Commissione bilancio.
Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole della Commissione, il Governo si
è rimesso all'Aula, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Vengono assorbiti gli emendamenti 5.4, 5.16. Si passa
all'emendamento 5.13.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
dire che l'emendamento 51.13 è consequenziale al 51.12 e al 51.6,
nel senso che, cadendo il comma 22 non deve essere disciplinato
nulla, quindi il comma 23 viene meno.
PRESIDENTE. Formalmente lo dobbiamo porre in votazione
FALCONE. Signor Presidente, mi permetto di dire, magari con la
Segreteria generale lo leggiamo bene. Siccome ci sono i commi 4 e
22 oppure lo riformuliamo e diciamo va tolto solo il comma 22.
PRESIDENTE. In sede di coordinamento lo verifichiamo.
FALCONE. La parola e 22
PRESIDENTE. Quindi non è in votazione, in sede di coordinamento
formale, perché dal 23 viene cancellato il riferimento in sede di
coordinamento quando riscriviamo viene già cancellato di fatto il
comma 22. Non rimane, viene cancellato in automatico e resta tutto
il resto.
Si passa all'emendamento 51.15 nel senso che è soppresso anche qui
il comma 22 in una sorta di coordinamento tecnico formale. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' di identico contenuto quello a firma degli
onorevoli Oddo e Di Giacinto.
Si passa all'emendamento 51.2 a firma degli onorevoli Cracolici e
Gucciardi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Assume la Presidenza il vicepresidente Venturino
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, io questo emendamento l'ho
presentato perché la Commissione è stata sede di audizioni e di
incontro anche con le organizzazioni sindacali dei dipendenti
regionali. In quella sede una ipotesi sulla quale, consentitemi di
dire, personalmente ho cercato di favorire il recupero di un'intesa
tra le organizzazioni sindacali e il Governo - questo dialogo
doveva essere, in qualche modo, ricondotto alla sua normale
dialettica ma con l'obiettivo di costruire una sintesi (scusate se
mi ascoltate un attimo è una cosa che credo interessi tutta l'Aula)
era quello di favorire, attraverso i prepensionamenti di cui al
successivo articolo 54, con i risparmi connessi a quelle attività
di prepensionamento, il rinnovo dei contratti scaduti da molti anni
sia per il personale di comparto che per quello della dirigenza.
Dico subito che per un refuso, Segretario generale, c'è un errore
nell'emendamento che al personale di comparto si fa riferimento
solo al contratto 2008 e 2009 e non anche 2010, 2011 che sono
bloccati dalla legge dello Stato.
In Sicilia i nostri contratti hanno un blocco antecedente
addirittura a quello dello Stato. La mia proposta, che mi permetto
di sottolineare e di proporre anche al Governo e di farla -
consentitemi di dire - unilateralmente rispetto al rapporto anche
con le organizzazioni sindacali, è quella che con questa
finanziaria che avvia la riforma del sistema pensionistico dei
dipendenti regionali, io credo che sia una cosa seria se,
contemporaneamente, diciamo pure ai dipendenti regionali che,
comunque, garantiamo il rinnovo di contratto scaduto e per il quale
loro utilizzano da diverso tempo soltanto una quota prevista dalla
legge di aumento retributivo.
Ecco perché io ho proposto il 50 per cento dei risparmi, mi è
stato detto da parte del Governo che tale cifra potrebbe essere
particolarmente impegnativa, io sono pronto - e qui mi rimetto al
Governo - a valutare una percentuale diversa, certo non ridicola,
che consenta di uscire con questa Finanziaria con un messaggio che
stiamo facendo una Finanziaria pesante, su un tema dirimente, che
ha visto anche lo sciopero generale fino a ieri ma, nello stesso
tempo, stiamo affrontando un nodo che da anni è irrisolto che
riguarda lo status economico dei dipendenti di questa Regione,
delle società partecipate e delle società ai sensi della legge n.
10.
È chiaro che questo compito non spetta a nessuno di noi, spetta
all'ARAN che è il soggetto che la legge regionale prevede come
soggetto della negoziazione sindacale e quindi l'emendamento
autorizza l'ARAN ad avviare le procedure del rinnovo contrattuale
nei limiti di quei due bienni per il personale della dirigenza e il
biennio per il personale di comparto.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'emendamento 51.2 io ho presentato un subemendamento e lo
confermo se è ammissibile, ma se non è ammissibile...
PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo.
GRECO Giovanni. Va bene, non si preoccupi, caso mai lo discutiamo
come aggiuntivo e rafforzeremo la mia idea.
Sono contrario all'emendamento 52.2, presentato dall'onorevole
Cracolici che vuole dare l'incarico all'ARAN per la trattazione dei
contratti, così com'è scritto nel suo emendamento, per un semplice
motivo: L'ARAN non è nelle condizioni di potere portare avanti
questa trattativa perché fino ad adesso che cosa ha fatto?
Fino ad adesso abbiamo l'ARAN forse per giocare a tressette, a
briscola in cinque perché è un ente inutile e quindi io
dell'emendamento aggiuntivo, addirittura, chiedo la soppressione
perché non è corretto che tutte le altre regioni d'Italia si
servano dell'agenzia dell'ARAN nazionale che ci costa una lira
rispetto a quello che costa l'ARAN della Sicilia
Io sono convinto che su questo influisca molto chi sta dietro a
chi gestisce l'agenzia ARAN Sicilia, che è il marito della
dottoressa Monterosso, non ci sono segreti, la Monterosso è quel
dirigente generale che è stato condannato per danno erariale e che
fa? Me lo vuole scrivere lei, Presidente, quello che devo dire io?
PRESIDENTE. Non l'ho interrotta.
GRECO Giovanni. Lei deve stare in rigoroso comportamento, lo dico
io quello che devo dire.
E' stata condannata per danno erariale per un milione e 300 mila
euro e che qui dentro, Presidente Venturino - così glielo ricordo
ogni volta - esiste una mozione di censura a firma del Movimento
Cinque Stelle e del sottoscritto da 6 mesi E' una vergogna Ma che
cosa ha fatto questo Parlamento? Ma perché ci pagano?
Quindi, Presidente Venturino, chiedo la soppressione di questo
emendamento mediante voto segreto, quindi non facciamo che lei
appena lo pone in votazione dirà... Chiedo il voto segreto
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è un
subemendamento all'emendamento 51.2 nel quale chiediamo di fare
un'azione di spending review seria sulla falsa riga delle parole
dell'onorevole Greco.
C'è un'agenzia nazionale che si occupa dei contratti dei
dipendenti regionali alla quale, come tutte le altre regioni, anche
la nostra Regione si può chiaramente rivolgere, quindi, non c'è
bisogno di tenere un consiglio di amministrazione regionale per
l'ARAN Sicilia e tutta una serie di situazioni. Per cui, proponiamo
un subemendamento al 51.2 col quale proponiamo la soppressione
dell'ARAN Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, quando si propone un
subemendamento, bisogna presentarlo, ma era lo stesso che aveva
presentato l'onorevole Greco?
CANCELLERI. No.
PRESIDENTE. Ma se noi non ce lo abbiamo?
CANCELLERI. Glielo sto preannunciando.
PRESIDENTE. Comunque, le posso preannunciare che sono emendamenti
aggiuntivi.
CANCELLERI. Mi perdoni, non sono aggiuntivi, trattano lo stesso
tema dell'emendamento in questione. Stiamo trattando il 51.2,
tratta di ARAN e io sto preparando il subemendamento
PRESIDENTE. Sì, ma l'argomento in questione del subemendamento è
la soppressione dell'ARAN, non riguarda questo articolo. E' un
emendamento aggiuntivo e verrà discusso tra gli aggiuntivi.
CANCELLERI. Mi scusi, il comma in questione non riguarda l'ARAN,
allora neanche l'emendamento 51.2, perché parla di ARAN nello
specifico.
PRESIDENTE. Stiamo parlando con questo articolo di rinnovi
contrattuali, onorevole Cancelleri, lei presenti il subemendamento
che riguarda l'ARAN e verrà trattato tra gli emendamenti
aggiuntivi.
Procediamo, onorevole Greco, c'è stata, se ricordo bene, una sua
richiesta di voto segreto su questo emendamento. Allora, prima di
procedere col voto segreto che, ricordo, deve essere appoggiato.
Intanto chiedo al Governo, Assessore Baccei, il parere
sull'emendamento 51.2 presentato dall'onorevole Cracolici, visto
che prevede la maggiore spesa.
BACCEI. assessore per l'economia. Signor Presidente, sono
favorevole, come peraltro avevo cominciato a esporre ai sindacati
nel corso della trattativa, era un'apertura che avevo fatto io per
primo, per cui sono favorevole sul concetto.
La problematica che ho, a questo punto del bilancio della legge
finanziaria, è di tipo economico-finanziario, per cui la
percentuale del 50 per cento, onestamente, non è compatibile perché
ci andiamo a rimangiare tutti i risparmi fra assunzioni e quello
che stiamo facendo.
Io la percentuale massima la posso vedere nell'ordine del 25 per
cento, una cosa del genere, che non abbia impatto sul bilancio di
quest'anno perché non riusciamo ad avere risorse, ma già su quello
del 2016.
PRESIDENTE. Allora, mi sembra di capire, Assessore, che non c'è
copertura finanziaria per questo emendamento
CRACOLICI. C'è copertura finanziaria
PRESIDENTE. No, l'Assessore sta dicendo che non c'è copertura
finanziaria.
GRECO Giovanni. Lei ha chiesto il parere al Governo ora lo deve
chiedere alla Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Greco, prima di porlo in votazione devo
capire se dichiararlo ammissibile o non ammissibile, perché se non
c'è la copertura finanziaria diventa inammissibile.
CRACOLICI. Onorevole Greco, non stiamo ancora votando
GRECO. E' già aperta la votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento non ha bisogno di copertura per la semplice ragione che
opera nell'ambito di un risparmio che ancora non conosciamo. Il
risparmio, come è stabilito dall'articolo 54, sarà connesso a una
domanda che avranno i dipendenti regionali, 60 giorni per
presentare; avremo a quel punto una certezza dei prepensionamenti e
avremo a quel punto, mi auguro, un calcolo sull'effettivo risparmio
che ci sarà a seguito dei prepensionamenti.
In questo emendamento ci si limita a fissare una percentuale di
quel risparmio, una percentuale viene dedicata al rinnovo dei
contratti, che nulla ha a che vedere con la copertura finanziaria.
Quindi, si può bocciare per ragioni politiche, ma non si può
bocciare per ragioni tecniche, perché qui non siamo all'arbitrio.
Allora, ribadisco: io penso che il Governo commetta un errore
grave Se uscisse da questo Parlamento di fronte ad una ipotesi che
è stata già prospettata ai sindacati in sede di contrattazione, con
la possibilità di riaprire la stagione contrattuale la cui
efficacia, chiaramente, dipende da due condizioni: i risparmi che
si devono determinare e il contratto che si deve rinegoziare.
E' evidente che l'una e l'altra non potranno che verificarsi a
finire della procedura dell'articolo 54. Siamo, quindi, di fatto a
fine anno.
Io chiedo all'assessore di fare uno sforzo e di consentire di
mettere una percentuale del 30% dei risparmi provenienti
dall'articolo 54, da destinare alla contrattazione, poi si vedrà.
Il Governo ha le chiavi della macchina, con il negoziato che dovrà
fare.
Dire, oggi, che noi usciamo da qui, da un lato col futuro articolo
54 dove facciamo una norma importante per questa Regione e,
dall'altro lato, negando il rinnovo dei contratti, io lo considero
un grave errore politico.
Insisto, un grave errore politico . Chiedo, quindi, al Governo di
precisare il suo pensiero.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Solo per avere contezza dal
punto di vista tecnico. Noi nel bilancio di quest'anno ci siamo
già presi il beneficio dei prepensionamenti. E' chiaro che non
sappiamo il numero preciso, abbiamo fatto un'ipotesi, per altro,
differenziata, fra contratto 1 e contratto 2, dove ci aspettiamo
delle percentuali diverse, ma c'è un risparmio economico, peraltro,
c'è una relazione tecnica allegata alla norma.
Non è vero, pertanto, che non c'è un risparmio che non è definito
a bilancio, essendo una previsione, come tutte le previsioni può
essere più o meno vicina a quella che sarà la realtà, basata, però,
su tutti gli elementi a nostra conoscenza in questo momento, con un
abbattimento prudenziale, come normalmente si fa in tutte le
previsioni sulla base delle migliori conoscenze, ci siamo presi un
risparmio a bilancio.
Per cui, siccome non ci sono spazi, ripeto, sul bilancio 2015 e,
siccome il bilancio, come tutti sapete, è fatto di certezze, devo
avere la certezza che sul bilancio 2015 questo non incida. Per
cui, se si trova una formula che dà certezza che non ci sia alcuna
necessità di copertura sul bilancio 2015, io sul concetto di
adeguamento dei contratti mi sono già espresso favorevolmente
perché prevedo un allineamento a quello che è fatto a livello di
Stato. E come ho detto anche ai sindacati, è giusto che se ci si
allinea eliminando alcune cose positive, ci si allinei migliorando
alcune cose negative, per cui sul concetto ero favorevole.
Purtroppo, per come sono andate le cose, ad oggi, questa copertura
non c'è ed io devo avere certezze che non impatti sul bilancio
2015.
PRESIDENTE. Allora, mi sembra di capire che lei ha sostenuto una
teoria diversa da quella che ha detto l'assessore, che non c'è.
Ascolti, onorevole Cracolici, stavo per arrivare al punto.
Lei stesso nel suo intervento ha fatto riferimento ad una
percentuale più bassa, piuttosto che il 50% un 25%, per cui, se lei
mi presenta un subemendamento a questo emendamento, io lo pongo in
votazione, sulla base di quanto appena dichiarato anche
dall'assessore.
CRACOLICI. Io avevo proposto il 30%.
PRESIDENTE. Il 30%., se lei mi presenta un subemendamento io
chiederò il parere al Governo.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 15.48, è ripresa alle ore 15.51)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sulla base di quanto dichiarato in ben due
interventi dall'Assessore Baccei, il quale ha ribadito che per il
2015 non c'e copertura, dichiaro l'emendamento 51.2 inammissibile.
Si passa all'emendamento 51.8, a firma degli onorevoli Ciaccio e
La Rocca.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 51.14, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 51, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53
Armonizzazione del sistema pensionistico regionale a
quello statale
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, al fine di armonizzare il sistema
pensionistico regionale a quello statale, il calcolo
della quota retributiva di pensione del personale
regionale destinatario delle disposizioni di cui
all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9
maggio 1986, n. 2 è effettuato in base alle norme
relative agli impiegati civili dello Stato.
2. In ogni caso il trattamento pensionistico complessivo
annuo lordo non può superare l'ottantacinque per cento
della media dei trattamenti stipendiali degli ultimi
cinque anni.
3. Le aliquote percentuali delle pensioni ai
superstiti in vigore nel regime dell'assicurazione
generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i
superstiti, applicate, a decorrere dall'1 gennaio 2004,
sulla quota di pensione calcolata con il sistema
contributivo ai sensi dell'articolo 20, comma 1, della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono estese, a
decorrere dalla data di pubblicazione della presente
legge, a tutti i trattamenti di pensione di reversibilità
e di pensione indiretta riferiti al personale di cui
all'articolo 10, commi 2 e 3, legge regionale 9 maggio
1986, n. 21.
4. Il regime di cumulo di cui all'articolo 1, comma 41,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, applicato a decorrere
dall'1 gennaio 2004 ai trattamenti dei superstiti di
dipendente collocato in pensione, o deceduto, dopo
l'entrata in vigore dell'articolo 20 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, destinatario delle
disposizioni di cui all'articolo 10, commi 2 e 3, della
legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, è esteso, a
decorrere dalla data di pubblicazione della presente
legge, anche ai trattamenti pensionistici attribuiti a
superstiti di dipendente destinatario delle citate
disposizioni, collocato in pensione prima dell'entrata in
vigore dell'articolo 20 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21.
5. Il trattamento di quiescenza attribuito ai sensi del
presente articolo non può in ogni caso essere inferiore a
quello previsto per gli impiegati civili dello Stato».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 53.2 a
firma degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 53.4, a firma del Governo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, se leggete il comma 1 c'è l'adeguamento alla normativa
nazionale per la parte di calcolo della quota retributiva della
pensione. In maniera migliorativa, diciamo così, rispetto alla
normativa nazionale, inseriamo qua un comma che era stato inserito
dopo, però, siccome poteva generare equivoci l'abbiamo anticipato
perché lo Stato prevede che i calcoli vengano fatti sulla media
degli ultimi dieci anni della retribuzione invece qui lo facciamo
nella media degli ultimi cinque anni per cui se non lo scrivessimo
sarebbe peggiorativo quindi è una cosa migliorativa per i
lavoratori.
Stessa cosa al comma 2 perché leggendo sembrava per trattamenti
stipendiali potesse generare confusione e quindi andare a fare il
calcolo su una parte minore e quindi più svantaggiosa per i
lavoratori. Lo abbiamo integrato con complessivi così è chiaro
che si prende tutto il trattamento stipendiale fino al calcolo ed
è quindi di nuovo migliorativo un emendamento che va a chiarire,
quindi, migliorativo rispetto al quello precedente.
GRECO Giovanni. Perché non mettere retributivo ?
PRESIDENTE. Onorevole Greco, se vuole parlare, prenda la parola,
perché a distanza ci si capisce male e perdiamo più tempo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
riunione della Commissione ho posto un problema che c'è scritto
stipendiale ed io invece dico che, al posto di stipendiale
dovete mettere retributivi . Perché le dico stipendiale? Perché
può succedere che il Presidente Lo Bello fa una nomina di un
direttore generale, sta sei mesi e prende sei mesi di stipendio e,
quindi, questo stipendiale darà la possibilità a quel direttore
generale - e, quindi, si faranno la politica - di prendere la
pensione come direttore generale e non vanno a fare la media che
dice lei. Queste sono, intanto, le norme vigenti, quindi, noi
mettiamo retributivi in modo che sono i contributi che vanno ad
incidere sulla pensione cui ha diritto.
SORBELLO. Contributivi, non retributivi
GRECO Giovanni. Contributivi, scusi, ho sbagliato. Assessore
Caruso, è da 20 giorni che stiamo notte e giorno qua.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Greco, lo vuole formalizzare con un
subemendamento? Comunico che è stato presentato l'emendamento
53.4.1.
Però, onorevole Panarello, onorevoli colleghi, se vi allontanate
cortesemente dai banchi del Governo, non si può lavorare così Non
posso andare avanti perché ho bisogno di parlare con il Governo.
Se cortesemente vi allontanate dai banchi del Governo, procediamo
con ordine.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.58, è ripresa alle ore 15.59)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, così come descritto dall'onorevole Greco nel
suo intervento, è stato presentato il subemendamento 53.4.1
all'emendamento 53.4 di cui do lettura, si tratta soltanto di una
correzione: Al comma 2 sostituire la parola stipendiali con la
parola retributivi .
GRECO Giovanni. Chiedo il voto segreto sul subemendamento 53.4.1
di cui do lettura. Si tratta soltanto di una correzione: Al comma
2 sostituire la parola stipendiali' con la parola retributivi' ,
quindi non è il caso
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Prima di procedere, intanto chiedo il parere al
Governo, perché se il Governo dovesse essere favorevole evitiamo di
perdere del tempo. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. A me gli esperti continuano a
dire che deve essere questa dizione, per cui non posso che essere
contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto. La richiesta deve
essere appoggiata.
CIMINO. Vorremmo che l'emendamento venisse distribuito.
PRESIDENTE. L'avevo letto perché eravate d'accordo, ma lo faccio
distribuire. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.01, è ripresa alle ore 16.06)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dopo questa breve pausa, l'onorevole Greco
Giovanni ha deciso di ritirare il subemendamento 53.4.1. Quindi,
rimane l'emendamento 53.4 del Governo, che era stato illustrato
precedentemente dall'assessore Baccei.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 53.3, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 53.1 è precluso.
ALONGI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare
l'assessore Baccei a porre un attimo di attenzione su un tema così
delicato ed importante prima del voto.
Mi è arrivata adesso un'informazione che per ignoranza
giurisprudenziale mi mancava su una sentenza della Corte di
Cassazione, la 17982 del 2014, che dice il contrario di quello che
stiamo facendo noi. Questo lo dico perché, se dovessimo votare,
approvare questo articolo 53, non vorrei che, poi, un ricorso
eventuale ci porrà in una magra figura ed incrineremo anche il
rapporto con il personale e non faremo una straordinaria figura col
personale.
Su questo, Assessore, mi permetto di sottoporre la sua attenzione
perché questo è un tema su cui non possiamo sbagliare. E' una
sentenza, attenzione, può darsi che stia dicendo una sciocchezza,
ma è una sentenza della Corte di Cassazione. Quindi, sarei
particolarmente cauto ed attento perché credo che corriamo il
pericolo che poi sia impugnato. Adesso l'Aula voterà, ognuno
secondo la propria coscienza; io dico con molta onestà che, a
seguito di questa sentenza del 2014, dichiaro che non posso fare
altro che votare contrario all'articolo 53.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 53, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54
Norma transitoria in materia di collocamento in
quiescenza
1. Ai dipendenti destinatari delle disposizioni di cui
all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio 1986,
n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, collocati in
quiescenza entro il 31 dicembre 2020 con i requisiti pensionistici
di cui al Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 , sono
riconosciuti i trattamenti di pensione disciplinati dall'articolo
20 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come modificato
dal comma 7 del presente articolo, con una decurtazione della quota
retributiva tale da determinare una riduzione complessiva del 10
percento sul trattamento pensionistico complessivo annuo lordo
finale, che non può in ogni caso superare il novanta per cento
della media dei trattamenti stipendiali degli ultimi cinque anni
per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2016 e
dell'ottantacinque per cento per coloro che maturano i requisiti
dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2020.
2. I dipendenti dell'Amministrazione regionale che, dalla data di
pubblicazione della presente legge e sino al 31 dicembre 2016,
risultino in possesso dei requisiti per l'accesso al trattamento
pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell'entrata in
vigore dell'articolo 24 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214, possono essere collocati in quiescenza, entro un anno dal
raggiungimento dei requisiti, a domanda da presentarsi entro 60
giorni decorrenti dalla data di pubblicazione della presente legge.
La mancata presentazione della domanda entro il predetto termine
comporta la decadenza dal beneficio del collocamento anticipato in
quiescenza ai sensi del presente comma.
3. Ai dipendenti regionali collocati in quiescenza ai sensi del
comma precedente sono riconosciuti i trattamenti di pensione di cui
al comma 1.
4. Al fine di ridurre ulteriormente la spesa per il personale in
servizio e di contenere la spesa pensionistica a carico del
bilancio della Regione siciliana, i dipendenti che, nel periodo dal
1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2020, maturino i requisiti per
l'accesso al trattamento pensionistico in base alla disciplina
vigente prima dell'entrata in vigore dell'articolo 24 del Decreto
Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, possono presentare la domanda di
collocamento anticipato in quiescenza entro il termine perentorio
di cui al comma 2.
5. Ai dipendenti regionali collocati in quiescenza ai sensi del
comma 4 sono riconosciuti i trattamenti di pensione disciplinati
dall'articolo 20 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
come modificato dal comma 7 del presente articolo, con una
decurtazione della quota retributiva tale da determinare una
riduzione complessiva del 10 percento sul trattamento pensionistico
complessivo annuo lordo finale, che non può in ogni caso superare
l'ottantacinque per cento della media dei trattamenti stipendiali
degli ultimi cinque anni.
6. L'amministrazione regionale può contingentare, per numero,
categorie e dipartimenti, la fuoriuscita dei dipendenti che hanno
presentato domanda, con l'obbligo comunque di collocarli in
quiescenza entro un anno dalla maturazione dei requisiti.
7. All'articolo 20, comma 1, della legge regionale 29 dicembre
2003 n. 21 le parole alla retribuzione ultima in godimento sono
sostituite dalle parole la media delle retribuzioni degli ultimi
cinque anni .
8. Il trattamento di fine servizio dei dipendenti collocati
anticipatamente in quiescenza ai sensi del presente articolo è
corrisposto con le modalità e i tempi previsti dalla normativa
statale in caso di pensionamenti anticipati.
9. Il trattamento di quiescenza attribuito ai sensi del presente
articolo non può in ogni caso essere inferiore a quello previsto
per gli impiegati civili dello Stato».
All'articolo 54 ci sono due riscritture del Governo. Se
cortesemente, Assessore, ce ne fa pervenire soltanto una.
Sospendo brevemente la seduta per consentire di riscrivere.
(La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore17.02)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
All'articolo 54, sono stati presentati l'emendamento 54.18 e il
subemendamento 54.18.1, entrambi del Governo.
LENTINI. Facciamo spiegare all'assessore l'articolo 54. Poi chiedo
di intervenire, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sì. Prima di tutto ci sono due emendamenti
soppressivi.
Si procede con il 54.5, a firma dell'onorevole Alongi. Lo ritira,
onorevole?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo
LENTINI. Prima facciamo spiegare all'assessore l'articolo 54 e poi
interveniamo.
FONTANA. Allora aspettiamo che parli l'assessore, prima di parlare
degli emendamenti.
PRESIDENTE. Prima di proseguire c'è un altro emendamento
soppressivo, poi darò la parola all'assessore Bacchi per
illustrare l'articolo 54.
Onorevole Ciaccio, lo ritira?
SIRACUSA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Assessore, c'è una richiesta per avere una spiegazione
dell'articolo 54.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, chiaramente questo articolo va letto insieme a quello che
abbiamo approvato sull'allineamento per la parte retributiva della
pensione al trattamento previsto per gli altri dipendenti, secondo
la legge Fornero.
In questo emendamento prevediamo di aprire una finestra che è
spaccata in due, come dicevo prima, in quanto da alcune verifiche
che stiamo facendo in parallelo con gli organi che andranno a
verificare la legge nei sessanta giorni successivi alla
pubblicazione, come vi dicevo prima, questa prima verifica, mentre
è stata data un'approvazione sulla finestra fino al 31 dicembre
2016, sulla seconda finestra in linea di massima l'orientamento non
è favorevole a meno che nel frattempo non intervenga una normativa
statale o si comincia a lavorare, diciamo, in maniera fattiva su
una normativa che preveda un allungamento della finestra anche a
livello statale.
Per questo l'abbiamo spezzato in due. Sul primo siamo
ragionevolmente sicuri che non ci saranno problemi, sul secondo c'è
questo pericolo di possibile impugnativa e questo perché si va
oltre i limiti definiti dalla legge Fornero.
Per cercare di supportare il più possibile questa seconda finestra
abbiamo previsto di agganciarci al fatto che comunque la Regione
siciliana dal punto di vista del trattamento previdenziale è
autonoma perché, come sapete, le pensioni del contratto uno
gravano sul bilancio della Regione, le pensioni del contratto due
gravano sul fondo regionale, per cui di fatto noi non andiamo a
gravare sull'INPS-INPDAP, quindi è un possibile aggancio anche se,
rappresentato in prima battuta nel corso degli incontri con Roma,
diciamo che non è stato completamente recepito.
L'altra cosa che abbiamo previsto per rafforzare questa seconda
finestra è prevedere, diciamo che questo articolo prevede comunque
un'applicazione graduale di quello che è l'articolo precedentemente
approvato, quindi va a calcolare le pensioni secondo il vecchio
sistema decurtandolo del 10% e ponendo un tetto massimo alle
pensioni che è del 90% della media degli ultimi cinque anni di
stipendio, tenete conto che comunque questo tetto è più alto del
livello cui personale pubblico-privato degli altri enti vanno in
pensione, quindi comunque è un tetto che abbiamo posto a un livello
più alto.
Nella seconda finestra per rafforzare e quindi cercare di non
farla impugnare abbiamo previsto di lasciare uguale le decurtazioni
ma di abbassare di cinque punti il tetto proprio perché la nostra
teoria è che da un lato siamo indipendenti da un punto di vista
della gestione previdenziale, dall'altro lato portiamo maggiore
risparmi alla Regione, quindi vista la difficile situazione
economico-finanziaria della Regione pensiamo che questo possa
rafforzare le motivazioni e quindi evitare una successiva
impugnativa e consentirci quindi di avere l'approvazione anche di
questa seconda parte.
Abbiamo previsto la seconda finestra fino al 2020 perché il
periodo di apertura della finestra Fornero era di cinque anni e
quindi di un periodo analogo a quello che andiamo a portare della
somma delle due finestre che mettiamo in questo articolo e di nuovo
la nostra teoria è quella di adottare una finestra simile alla pre-
Fornero traslandola nel tempo.
Ora è chiaro che ogni modifica in questa seconda finestra di
quanto previsto va ad aumentare le probabilità dell'impugnativa.
Quindi per questo motivo noi abbiamo cercato di rafforzare il più
possibile questa seconda finestra per cercare di diminuire le
probabilità di impugnativa che comunque, in maniera del tutto
trasparente per tenervi correttamente allineati, vi ho
rappresentato.
Ovviamente, i prepensionamenti sono volontari. Si richiede che per
questi prepensionamenti, la domanda venga presentata nei primi 60
giorni dalla pubblicazione della legge per un motivo molto
semplice, cioè perché abbiamo l'esigenza di capire dove vanno a
mancare le persone e, conseguentemente, riorganizzare tutti gli
uffici perché potrebbe essere che le persone vadano via in misura
maggiore in alcuni dipartimenti piuttosto che in altri, per cui c'è
da ridisegnare l'organizzazione.
Questo articolo va ancora letto insieme all'articolo che prevede
una diminuzione del 30 per cento degli uffici. Quindi, diminuendo
le persone, si prevede, ovviamente, la diminuzione degli uffici e
anche un miglioramento dell'attuale rapporto fra dirigenti e
comparto in quanto, comunque, in proporzione la tabella della
dirigenza è più alta, quindi questo rapporto, almeno dalle
simulazioni che abbiamo visto, poi bisogna vedere il livello di
adesione al prepensionamento e come ripeto è volontario, sarà
nell'effettivo.
Mi pare che questi siano i punti principali.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo per chiarire anche quest'aspetto che ha testé, in
maniera molto chiara, esposto l'assessore parlando, appunto, delle
due finestre e, quindi, della prima che è una certezza e della
seconda che lascia qualche perplessità.
Ed è proprio a proposito di queste perplessità che cercherei di
non creare una disparità di trattamento tra coloro i quali possono
andare in pensione entro il 31 dicembre 2016 e chi invece potrebbe
andare dal 1 gennaio 2017.
Vero è che l'assessore sostiene che questa proposta potrebbe in
qualche modo mitigare l'impugnativa ma io non credo che sia
soltanto questo appesantimento dell'ulteriore 5 per cento che può
far decidere se impugnare o non impugnare.
Se ci sono elementi per una impugnativa ci saranno comunque al di
là di questo ulteriore appesantimento. Non solo, ma, a mio parere,
creando una sorta di parità di trattamento fino al 2020, aumenta il
livello dell'incentivo.
Evidentemente significa incentivare il personale ad andare in
pensione e, quindi, può essere una ulteriore spinta ad andare via
anziché essere penalizzati da un ulteriore 5 per cento.
Quindi, quello che chiedo all'assessore è equiparare questa
penalizzazione del 10 per cento a tutto il personale che andrà in
pensione dal 2016 fino al 2020.
Credo che non cambi nulla e credo che sia una proposta
assolutamente accettabile.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
lasciato qualche settimana fa un gruppo di sindacalisti che mi
dicevano che avevano avuto un incontro con il Presidente della
Regione e con l'assessore Baccei, riguardo al pensionamento, al
prepensionamento, riguardo a tutta questa vicenda che riguarda il
comparto dei dipendenti regionali.
Ho avuto modo di avere anche un protocollo di intesa in cui non ho
capito come mai questo protocollo di intesa alla firma del
Presidente della Regione e la firma dell'assessore Baccei
onorevole Presidente, è arrivato proprio al momento giusto, oserei
dire.
Stavo parlando, Presidente della Regione, di questo protocollo
d'intesa e volevo capire, visto che c'è una firma sua e
dell'assessore Baccei, un protocollo d'intesa per cui si era
iniziato un percorso condiviso con i sindacati che rappresentano i
dipendenti regionali per arrivare ad una soluzione. Questo non si è
concretizzato.
Tra ieri ed oggi i dipendenti regionali manifestano nelle grandi
città della Regione siciliana perché non condividono, perché non
condividiamo questa ingiustizia, perché questa è una delle cose più
gravi di questa Regione siciliana.
In questo momento come si va a spiegare che un diritto acquisito,
dove il ragionamento sul pensionamento riguarda fino al 2003 il
sistema retributivo, da gennaio 2004 contributivo, un accordo che
il Parlamento precedente al nostro, il Parlamento di quell'anno ha
fatto col Governo, di chiudere questa finestra ed aprirne un'altra,
equiparando i dipendenti della Regione siciliana al resto d'Italia.
Io vorrei sapere se c'è un ente in Italia che ha perso i diritti
acquisiti; mi dovete dare il nome di un ente che ha perso i
diritti acquisiti. In qualsiasi campo se li sono trattenuti,
nessuno ne parla.
Onorevole Presidente, vorrei capire qual è l'obiettivo, perché non
è chiaro, che il Governo vuole raggiungere attraverso il personale
della Regione siciliana, quel personale che ci porta, ci spinge, ci
aiuta giorno per giorno tutti gli assessorati, tutti i dipartimenti
e noi li ripaghiamo togliendo loro un diritto acquisito. Questa è
solo ed esclusivamente una vergogna.
Onorevole Presidente, per non parlare dei dipendenti che andranno
in pensione fra qualche mese, entro quest'anno, che sono circa
quindici, che hanno già un provvedimento da parte degli uffici
regionali per andare in pensione, hanno in mano un provvedimento
che dice loro che dal 1 agosto, dal 1 settembre sono posti in
pensione.
A livello nazionale per la Spending review il personale delle
poste, per dimagrire i numeri dei dipendenti, hanno condizionato in
sette, otto anni e li hanno posti in pensione in anteprima. Invece,
quando si tratta del personale regionale - gli unici che su questa
terra hanno vinto un concorso, non me ne voglia nessuno, non c'è
una categoria oltre ai regionale ed agli enti locali che abbia
vinto un concorso - contratti bloccati dal 2008, bloccati dal 2008,
noi li mettiamo in prepensionamento facendo loro perdere pure il
rinnovo del contratto dal 2008 al 2015.
Questo è veramente vergognoso; votare questo articolo è veramente
vergognoso. Aveva ragione l'onorevole Cracolici quando mette di
rispettare sia il comparto dirigenziale come quello non
dirigenziale, il rispetto almeno di chiudere i contratti 2008/2011,
perché questa vergognosa vicenda della vacanza contrattuale, che
sono 20 euro, è una vergogna.
Io non voterò mai questo articolo 54, e chiedo a tutti di non
votarlo, perché il personale della Regione siciliana è quel
personale che ad oggi, da quando è nata l'amministrazione, nel
1947, ha portato con dignità avanti i lavori di questa Regione,
rispettando uomini e cose, in particolare i politici.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
vediamo se l'assessore Baccei per un istante mi ascolta, così
cerchiamo di riassumere quello che stiamo votando, perché è giusto
capire con chiarezza ciò che stiamo votando. Per essere chiari, per
tutti quelli che andranno in pensione entro il 31 dicembre di
quest'anno, non si applicano le decurtazioni previste
dall'emendamento. Mi pare di capire che sia questo. Ciò comporta
che il comma 7 decade.
Oppure l'emendamento, così come è stato presentato, va corretto,
perché nel foglio che ci è stato consegnato c'è scritto: il comma
7 è soppresso . Se qualcuno dà copia dell'emendamento
all'assessore
Deve vedere con attenzione di restituire questa cosa.
Secondo punto: per coloro i quali andranno in pensione entro il 31
dicembre 2016 ci sarà una decurtazione che non può superare il 90%,
mi pare di capire; per quanto riguarda gli altri abbiamo questa
decurtazione che può superare il 90% e arrivare all'85%. Però è
anche vero che c'è da ricordare una cosa importante, menzionata
poco fa dall'onorevole Lentini.
Ci sono dei diritti acquisiti da parte dei lavoratori. I
dipendenti della Regione hanno in questi anni acquisito dei diritti
che, se passasse tout court l'emendamento da lei presentato,
assessore, è chiaro che verrebbero meno e ciò significherebbe che
andrebbero impugnati i provvedimenti, andando a mettere in
discussione la manovra che stiamo preparando. Per cui, assessore,
se su questa materia abbiamo ascoltato poco fa l'assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, che ci ha spiegato
giustamente come abbiamo poteri esclusivi sull'argomento.
Se cercassimo di essere un poco più chiari, in maniera tale da
evitare queste difficoltà che abbiamo di comprendere questo
emendamento, forse lo potremmo approvare in maniera più semplice e
veloce, evitando che ognuno di noi intervenga a tutela di un
diritto dei lavoratori che avrebbero acquisito e che attraverso
questo emendamento sembrerebbe essere venuto meno.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, per gli interventi tecnici interverrà l'assessore Baccei
non mi informate sulle prossime candidature, perché le elezioni le
vedo molto lontane, non è la seduta adatta per discutere di liste.
Andiamo alla sostanza della questione.
Ho ascoltato l'intervento appassionato dell'onorevole Lentini e
capisco anche le ragioni poi che ne dettano tanta passione però
credo che dobbiamo cercare di comprendere una questione. L'articolo
precedente ha allineato il sistema pensionistico siciliano a quello
nazionale. L'articolo che abbiamo in discussione praticamente dà i
benefici cioè mette una griglia dentro la quale i tagli non si
applicano immediatamente ma verrebbero dilatati. Ora se non
approviamo questo articolo in buona sostanza immediatamente ne
avrebbero dei danni maggiori i lavoratori per cui magari il dramma
è questo, che a quel punto andrebbero immediatamente in pensione
con l'allineamento statale e quindi non avrebbero i benefici che
invece stiamo concedendo con questa norma.
C'è un tema che è stato posto anche dall'onorevole Vinciullo
relativamente all'accordo sindacale e anche dall'onorevole Lentini.
E' chiaro che noi abbiamo posto alle organizzazioni sindacali la
possibilità di raggiungere un accordo e di calarlo con un
emendamento qui nella finanziaria.
Però, guardate, su che cosa è avvenuto il non dialogo: sull'idea
che la griglia di prepensionamento potesse essere infinita, cioè
non avesse un limite temporale. Ora capite bene che non mettere un
limite temporale alla griglia significa una cosa che verrebbe
impugnata immediatamente, significa che noi di fatto in Sicilia
attraverso una accorgimento tecnico chiamato prepensionamento, di
fatto abbiamo abbassato l'età pensionabile. Cosa che non possiamo
fare perché questo è disciplinato dalle norme statali sulle
pensioni, che è una norma tra l'altro sulla Spending review.
Mi sarei aspettato invece una discussione sulla quale noi eravamo
completamente aperti e disponibili facendo diverse proposte, tra
l'altro, già nella norma presentata, abbiamo tenuto conto già di
alcune richieste che venivano dai sindacati, per esempio il tema
dell'applicazione, il tema dell'applicazione del contratto che da
anni non si fa in Sicilia, quindi sbloccare una stagione
contrattuale, che da vantaggi soprattutto a coloro che rimangono ma
anche a quelli che andranno in pensione, che si troveranno ad
andarci con un tetto maggiore in relazione .io sto dicendo che
l'abbiamo proposta però che rappresentava la vera volontà del
Governo e comunque in un quadro più globale sono queste norme in
ogni caso recuperabili perché è chiaro che se chiediamo ai
lavoratori l'allineamento con il quadro nazionale poi glielo
dobbiamo chiedere non soltanto in termini di sacrifici ma anche in
termini di vantaggi che dovranno avere.
Credo sia chiaro, quindi, che non ci potremo tornare adesso però
credo che nelle prossime variazioni dovremo cominciare a ritornare
su questo discorso dello sblocco contrattuale perché se dicessimo
cari lavoratori, in Sicilia, d'ora in poi, siete allineati alle
pensioni come nel resto d'Italia , la risposta sarebbe e i
contratti perché non sono allineati? .
E' chiaro che è un vulnus terrificante. Il Governo l'aveva
proposto, non è passata, non so le ragioni, non l'ho seguita, però
ripeto, la volontà del Governo in ogni caso è quella di presentare
alla prima sessione utile di variazioni di bilancio, fra l'altro
abbiamo un tema che sarà positivo dopo che la finanziaria sarà
passata al vaglio nazionale e quindi diventerà ufficiale, abbiamo
anche il tema di intervenire su alcune questioni che questa
Finanziaria, in qualche modo, lascia scoperte, dopo avere ordinato
i conti.
Quindi, è su questo che vi chiedo un'attenzione. Bocciare questo
articolo equivarrebbe a creare un danno irreparabile nei confronti
dei lavoratori, che si troverebbero a non cogliere i vantaggi che
si hanno rispetto all'articolo precedente che stabilisce tout court
che le pensioni sono allineate a quelle nazionali. Qui stiamo
discutendo, invece, dei benefici, quindi, credo che la discussione
andava, probabilmente, fatta sull'articolo precedente e non su
questo.
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Baccei per i chiarimenti
tecnici.
Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia il bilancio. Signor Presidente,
considerato che molti chiarimenti li ha già forniti il presidente
Crocetta, mi soffermo sul tema della possibile impugnativa.
Innanzitutto, qui stiamo parlando di una adesione volontaria ad un
prepensionamento, per cui questo riduce, chiaramente, i termini
della possibile impugnativa sull'articolo 54. Il secondo motivo,
per come l'abbiamo scritto, andiamo a toccare la parte retributiva,
non la parte contributiva, dove si potrebbero prefigurare dei
diritti acquisiti. La parte retributiva è una modalità di calcolo e
già sono state riviste le logiche per cui riteniamo, sotto questo
punto di vista, di essere più tranquilli.
Per quanto riguarda il tema, che era stato toccato, di alzare da
85 al 90 per cento, ripeto, l'ho fatto perché penso che ciò
rafforzi il comma e, quindi, diminuisca le possibilità di
impugnativa, come ha fatto osservare l'onorevole Fontana, anche
perché ho fatto io i colloqui a Roma ed ho capito l'orientamento,
però, se l'Aula ritiene di voler alzare al 90 per cento questo
tetto, secondo me si aumentano i rischi di impugnativa, però,
insomma, a quel punto, mi rimetto perché l'ho fatto veramente solo
per questo motivo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente,
invece, non ho dubbi a votare questo articolo 54 perché lo
considero, comunque, una forma intelligente di sostenere un
processo di alleggerimento della Regione perché, lo dico con
franchezza, qui non stiamo facendo una norma, a differenza
dell'articolo precedente che è una norma che per chi rimane incide
profondamente nel sistema di calcolo, qui, invece, stiamo facendo
una norma che dà, in qualche modo, un vantaggio, cioè favorisce la
possibilità di andarsene in pensione prima del tempo e, quindi,
viene considerato quello che in gergo si chiama prepensionamento a
cui tanti aspirerebbero non solo nel pubblico impiego ma anche nel
sistema privatistico.
Il punto è uno e lo voglio dire a proposito della vicenda,
consentitemi di dire, della gestione politica delle cose. L'ultimo
comma che vedo nell'emendamento 54.18 era già contenuto nel testo
iniziale del Governo, cioè quello di prevedere che il
prepensionamento per l'anno 2015 avvenisse senza decurtazioni, poi,
è arrivata una nuova versione in cui non si è più ritenuto di
considerare esente da decurtazioni il 2015 ma di inserirlo, assieme
al 2016, nella decurtazione.
Adesso torniamo indietro. Io continuo a pensare, ma probabilmente
in questo c'è una differenza che ci distingue, ognuno ha la sua
storia, io vengo da una cultura del rapporto con le organizzazioni
sindacali, penso che la concertazione costituisca sempre una via
maestra, anche se è faticosa, mi rendo conto, quindi, credo che
sarebbe stato molto bello se questa norma fosse stata, quanto meno,
condivisa, condivisa con i sindacati, cioè fare la mediazione per
poi non farla con i soggetti che sono abilitati, secondo me,
finisce per far diventare le norme un favore e non, invece, un
processo di condivisione concertata.
Ora, non ho motivo di non sostenere anche questa modifica che è
stata fatta, oltretutto ne avevamo parlato in Commissione, però, lo
ribadisco, penso che in questa materia le riforme si facciano non
pensandola tutti alla stessa maniera, chi governa si deve assumere
le responsabilità e chi rappresenta i lavoratori se ne assume altre
e, alla fine, ci deve essere un livello di responsabilità. Però,
credo che, in questa materia, se avessimo provato ad ascoltare un
po' di più, sento parlare ora della mediazione al 90 per cento,
anche qui si era ipotizzata una possibile mediazione al 90 per
cento, ad un certo punto è stata considerata una bestemmia.
Lo dico perché a me non piace questo modello che a seconda l'ora
cambiamo opinioni. Teniamo una barra. Avere un'opinione è
importante, ma teniamola una barra perché così sbandiamo tutti.
Io sono sicuro che questa Finanziaria ci porterà davanti a tante
discussioni ma dobbiamo saperla reggere, tenerla, da domani
dobbiamo discutere con le forze sociali che sono presenti in questa
Regione, guai a perdere di vista anche un sistema relazionale che
per quanto faticoso possa apparire è, comunque, necessario per
tenere tutto insieme.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Intervengo per rispondere
all'onorevole Cracolici. I motivi per cui abbiamo impostato in
questo modo la norma sono frutto di due considerazioni: 1) dalle
verifiche fatte con chi, poi, deve esaminare, eventualmente,
speriamo di no, impugnare questa norma; 2) è una fattibilità, una
sostenibilità economica perché, mi riferisco al contratto uno
ovviamente, per il contratto due non sono previste le decurtazioni,
sul contratto uno se devo avere delle persone che mi escono da un
capitolo per cento, che è quello del lavoro, degli stipendi e mi
entrano nel capitolo delle pensioni per un importo maggiore o
uguale a cento la manovra non ha alcun valore economico-
finanziario. Per garantirmi un valore economico-finanziario devo
avere un vantaggio dal fatto che le persone da attive diventano
inattive. Altrimenti, oltre al fatto che perdo la loro forza
lavoro, perdo anche dei soldi e questo, chiaramente, non è
sostenibile né dal mio punto di vista, né tantomeno dal punto di
vista di chi va ad impugnare la legge, perché nel momento in cui
presento la relazione tecnica, che diminuisco le persone e mi
aumentano i costi al bilancio, chiaramente, mi sto tirando la zappa
sui piedi.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. E' stato
ritirato sia l'emendamento 54.5 che il 54.9. Siamo a pagina 150 del
fascicolo per essere chiari. Sono stati già distribuiti il 54.18.1
del Governo e il 54.18.
Pongo in votazione l'emendamento 54.18.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
LENTINI. Signor Presidente, qualcuno che lo spieghi
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Dina per
illustrarlo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Siamo di fronte al recepimento di una norma nazionale che consente
ai soggetti di trovare l'invalidità civile al 75 per cento, di
poter godere di due mesi di contributi figurativi, ogni anno di
attività, per un massimo di cinque anni. Stiamo recependo la norma
nazionale.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, avevo presentato un emendamento a
questo articolo 54 che riguarda, in modo particolare, il
prepensionamento, una pensione anticipata per i dipendenti con
figli con gravi disabilità. Tra l'altro è stata fatta una nota a
livello nazionale, e questa più o meno era riconducibile a quella,
e chiaramente, attenzione, non un disabile che sia in quella
famiglia da uno o due mesi, ma che abbia convissuto in quella
famiglia da almeno diciotto anni, e che il lavoratore abbia versato
contributi per almeno venticinque anni. Volevo rassicurazioni che
fosse stato inserito in quanto era calzante all'articolo; la mia
era semplicemente una preoccupazione in questo senso, quindi, lo
troveremo aggiuntivo alla fine.
PRESIDENTE. E' un aggiuntivo.
Onorevole Dina, soltanto un chiarimento: con gli uffici ci stavamo
chiedendo se è da intendersi tutto sottolineato, da ogni anno di
servizio fino a
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. No
assolutamente, non c'è bisogno di sottolineare.
PRESIDENTE. Siccome dalla fotocopia sembra tagliato.
DINA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Casualmente è sottolineato.
PRESIDENTE. Benissimo.
Pongo in votazione il 54.18.1 con il parere favorevole della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al 54.18. Il parere della Commissione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, si passa all'emendamento 54.4, a firma degli
onorevoli Musumeci, Formica e Ioppolo. in quanto gli emendamenti
54.7, 54.3, 54.6 e 54.8 sono assorbiti.
LENTINI. Il 54.8 non può essere assorbito perché riguarda altre
cose. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, dal 2017 al 2020 con i conteggi che
hanno fatto gli uffici e che ha fatto il Governo, non si
raggiungerà il numero di dipendenti che si dimetteranno, cioè voi
puntate su tremila persone, ma fino al 2020 saranno 1.800 persone,
non raggiungerete il numero; arriverete ai numeri che dite voi nel
2021. Questa finestra, considerato il fatto che ancora aspettiamo
il Ministro Madia che ci dia la certezza di prolungare dalla pre
Fornero ad arrivare fino al 2020, quest'anno sicuramente vi
metterà, finalmente, a raggiungere il vostro obiettivo che è quello
di arrivare a 3.000, 3.500 persone fuoriusciti. Vorrei che
l'emendamento 54.8 fosse posto in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, proceduralmente, è stato già
assorbito.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Allora, come ho detto prima il
motivo per cui abbiamo messo la finestra al 2020 era per traslare
il periodo pre Fornero e limitare l'impugnativa, non ho niente
contro ad allungare al 2021, se si può fare, aumentiamo i rischi di
impugnativa, però, mi rimetto a voi, se volete allungare la
finestra allunghiamola, ma aumentiamo il rischio di impugnativa..
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ascolti. Proceduralmente
l'emendameto è stato assorbito, evitiamo di complicare i lavori
d'Aula.
FONTANA. Chiedo di parlare sull'emendamento 54.4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
che ho scritto sul 54.3, in effetti, è sul 54.4. Io ritorno sulla
mia proposta perché sono assolutamente convinto che se riuscissimo
ad approvare questo emendamento e, quindi, a non penalizzare i
dipendenti con una penalità del 15 per cento, ma riuscissimo a
scendere al 10 per cento, sono convinto che la platea aumenterebbe,
che incentiveremmo certamente il personale ad andare in pensione e
recupereremmo molto di più rispetto alla penalizzazione del 15 per
cento.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, ho già spiegato all'onorevole
Lentini che, proceduralmente, dal momento che c'è stata la
riscrittura del comma 1
FONTANA. Ma io ho chiesto al Governo di farlo proprio.
PRESIDENTE. Ma no, perché è stato già assorbito. Tra l'altro, il
Governo ha spiegato abbondantemente che questo potrebbe aumentare
il rischio di impugnativa da parte dello Stato.
FONTANA. Non c'entra niente, signor Presidente. E lo sa
l'Assessore, lo sa anche il Presidente. Con l'impugnativa da parte
dello Stato non c'entra niente la penalizzazione del 10 o del 15
per cento.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, non complichiamo i lavori d'Aula.
Dal momento che li abbiamo dichiarato assorbiti si procede, si va
avanti con l'emendamento 54.4.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 54.12, a firma degli onorevoli Venturino
e Fazio.
FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 54.14 I parte, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 54.6 II Parte, a firma degli onorevoli
Sudano, Anselmo, Ruggirello, Sammartino e Nicotra, che è assorbito.
Si passa all'emendamento 54.11.
FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 54.14 II Parte, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro assorbiti gli emendamenti 54.2, 54.10, 54.1 e 54.15.
FALCONE. Perché è stato assorbito l'emendamento 54.15?
PRESIDENTE. Il comma 7 è stato soppresso, onorevole Falcone. Nella
riscrittura dell'articolo 1 del Governo, nel 54.18 che abbiamo
approvato
FALCONE. D'accordo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 54.
IOPPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo per dichiarazione di voto sull'articolo 54 perché mi
preme chiarire qualche aspetto relativo al tema del pubblico
impiego e dei dipendenti regionali che, nella giornata di oggi, mi
sembra escano troppo maltrattati da alcune dichiarazioni che sono
state formalizzate e formulate da alcuni che sono intervenuti
durante i lavori della giornata.
Abbiamo cominciato stamattina persino pensando e dicendo che era
necessario riaprire il tema dei pubblici concorsi per assumere
nuova linfa vitale all'interno dell'apparato amministrativo
regionale perché questo apparato amministrativo regionale sarebbe
del tutto inadeguato, asfittico, demotivato, incapace.
Nessuno apparato amministrativo può ritenersi indenne dalla
necessità e dal bisogno di nuove energie e di nuovi apporti, ma il
sostenere la bontà e la necessità di ipotetiche nuove assunzioni
attraverso questa sorta di descrizione di una Armata Brancaleone'
che rappresenta soltanto un peso ed un fardello per la Regione
siciliana, mi sembra davvero troppo.
E mi sembra troppo anche il rischio che stiamo correndo e la
Regione sta correndo con l'approvazione di queste norme che sotto
la definizione di riorganizzazione, di allineamento, in realtà,
espone le norme che stiamo per approvare ed alcune che abbiamo già
approvato, o ad un giudizio di illegittimità costituzionale, in
forza del Titolo III della Costituzione, articolo 36 e seguenti o
se passassero indenni queste norme dall' impugnativa e dal giudizio
di illegittimità costituzionale, certamente, non rimarrebbero
indenni rispetto al diritto di impugnazione di ogni singolo
destinatario della norma stessa.
Vorrei davvero confidare nella saggezza, nella competenza, nella
preparazione, soprattutto di alcuni Assessori tecnici, docenti del
diritto, maestri di diritto amministrativo, ma queste norme, sia
detto con chiarezza, si muovono all'interno di questa possibile
forbice: o Corte costituzionale o giudici di merito.
Si possono ritoccare le retribuzioni secondo quella che è la
concezione, la definizione, l'affermazione del diritto acquisito?
E' possibile che un datore di lavoro mentre è in corso un rapporto
contrattuale, unilateralmente, decida di abbattere del 10, 15, 20
per cento, la retribuzione? E' possibile dire ai lavoratori, in
prossimità o in procinto di andare in pensione, che hanno già
confidato su una determinata quota di pensione, che questa
pensione, invece, viene, unilateralmente, ridotta?
Ecco perché quello che suggeriva l'onorevole Fontana, cioè un più
saggio apprezzamento anche con riferimento alle percentuali ed alle
quote, potrebbe anche in una sintesi complessiva essere d'aiuto
rispetto ai dubbi, che più che dubbi sono assolutamente una
certezza.
E, allora, a me sembra che non sia nemmeno dignitoso, sotto il
profilo politico, che una classe dirigente e politica abbia così
bassa considerazione dei propri collaboratori della quotidianità.
E perché non ci chiediamo, invece, talvolta - e dovrebbe essere
più che talvolta -, che se l'apparato burocratico non rende
esattamente come si vorrebbe, probabilmente, la responsabilità è di
chi dovrebbe, meglio e più, stimolare, meglio e più, rappresentare
e delineare obiettivi strategici da raggiungere.
Mi sembra che noi, con queste norme, volendo raggiungere
apparentemente obiettivi finanziari, e concludo signor Presidente,
in realtà, avremmo dovuto mettere mano ad una seria riforma dei
rapporti all'interno dell'Amministrazione regionale e questa non è
materia da Finanziaria, benché qualche effetto finanziario, forse,
potrebbe avere.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
voterò a favore di queste norme. Sono intervenuto anche perché gli
argomenti esplicitati dall'onorevole Ioppolo, con la sua verve
oratoria, mi sembrano impropri in rapporto al testo che stiamo
approvando.
Faccio un esempio: quando si è fatta la legge Fornero, che ricordo
a tutti ha elevato l'età pensionabile per tutti i dipendenti
italiani pubblici e privati, paradossalmente, si potrebbe dire che
il sistema italiano, le singole aziende, l'amministrazione pubblica
ha valutato che non se ne potesse privare per un numero di anni,
come dire, a maggiore, cioè se partiamo da questo presupposto,
anzi, è un investimento positivo rispetto al valore dei dipendenti
regionali perché, con questa norma, il Parlamento ed il Governo
della Regione dicono che i dipendenti regionali devono restare in
servizio per un periodo più lungo di quello che era previsto prima.
Perché dico questo? Noi stiamo approvando una norma, ha ragione
l'onorevole Cracolici, parliamo di quella prima non di questa,
perché con questa norma riconosciamo ai dipendenti della Regione la
possibilità, l'opportunità di andare prima in pensione, se se la
sentono, perché altrimenti possono restare in servizio fino alla
scadenza naturale prevista dalla legge che vale in tutta Italia,
per offrire un'opportunità che la normativa nazionale, alle stesse
condizioni, non è stata in grado di offrire.
Io ricordo a tutti - e credo che i dipendenti regionali ne siano
pienamente informati perché stanno dentro le loro categorie
nazionali - che la normativa nazionale consente prepensionamenti
con quote di penalizzazione molto più elevate di queste.
Mi permetto di correggere un'altra considerazione che faceva
l'onorevole Ioppolo.
Chi ha proposto di assumere con le formule che abbiamo già votato
non ha mai sostenuto che i dipendenti regionali sono degli
incapaci. Ha semplicemente sottolineato che alcune categorie
professionali sono sottodimensionate nel corpo dei dipendenti, dei
dirigenti della Regione e per questo motivo è utile avviare delle
procedure concorsuali nelle forme e nei modi che sono stati
stabiliti.
Quindi, non c'è nessuna svalutazione del lavoro che fanno i
regionali. C'è un dato finanziario che non può sfuggire a nessuno e
c'è, ovviamente, la giusta considerazione che un sistema
pensionistico che vale in tutta Italia e in tutti i settori, fermo
restando le specificità per esempio che riguardano gli invalidi, è
giusto, è normale, è naturale, non dico giusto o sbagliato, è
normale che sia applicato anche ai dipendenti della Regione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ritengo che il Presidente della Regione sia arrivato probabilmente
nel momento meno opportuno.
Evidentemente dopo tre giorni di assenza durante i quali si sono
consumati una serie di passaggi legati ad articoli importanti che
attenevano il mondo della forestazione, del precariato, dei comuni,
dove questa maggioranza è andata sotto in una serie di episodi. E'
andata sotto in maniera grave, anche, Presidente dell'Assemblea. E'
andata sotto perché sono state commesse una serie di ingiustizie
che hanno riguardato alcune categorie di lavoratori, che hanno
riguardato alcuni settori produttivi, che hanno riguardato, ad
esempio, i comuni.
Adesso si arriva a dibattito inoltrato, ad un articolo molto
delicato che ha previsto il coinvolgimento di tutti i gruppi
parlamentari, in seno ai gruppi stessi, ma in seno anche alle
commissioni e che ha visto in questi giorni, in queste settimane
una vera e propria levata di scudi da parte della categoria dei
dipendenti regionali.
Levata di scudi che senz'altro non è stata illegittima ma che, al
contrario, affondava le sue radici in una serie di questioni che
attengono un sistema di tutela, un sistema di diritti acquisiti
negli anni, ed è chiaro che con questi articoli, il 54 in testa,
noi stiamo andando a trattare tutta una serie di norme che
riguardano gli istituti contrattuali della Regione, come la
mobilità, come permessi, come indennità, che andavano, invece,
evidentemente lasciate alla contrattazione sindacale.
Lei saprà certamente, signor Presidente, che in queste ore erano
giunte diverse richieste da tutte le organizzazioni sindacali che
certamente non attengono a una parte politica o l'altra, anzi,
molte di queste organizzazioni sindacali notoriamente non sono
vicine alle posizioni del mio partito, dei partiti di centrodestra,
eppure a quelle organizzazioni sindacali avevamo detto che avremmo
mantenuto un impegno.
L'impegno era quello di incontrare i Capigruppo con il Presidente
dell'Assemblea, con il Governo, ma questo impegno evidentemente non
è stato possibile - da parte della Presidenza dell'Assemblea -
essere mantenuto.
Il risultato è che adesso noi stiamo con un colpo di spugna
togliendo una serie di diritti acquisiti rispetto ai quali
inevitabilmente riceveremo una serie di impugnative da parte dei
dipendenti regionali che finiranno di fronte ai giudici di merito,
di fronte alla Corte Costituzionale, una serie di diritti acquisiti
che riguardano dei tagli, come quello ad esempio del 2015 e 2016
che si aggirano, anzi, che in maniera chiara, netta, sono del 10
per cento, come quelli del 2017 e 2020 che riguardano, addirittura,
il 15 per cento e che, secondo le clausole contrattuali che si
andranno a determinare proprio contro i dipendenti regionali,
finiranno addirittura ad una fascia, con lo schizzare in alto,
verso una fascia del 22 per cento.
E' chiaro che, con una fascia del 22%, nessuno andrà in pensione,
è chiaro che con una fascia di questo tipo nessuna armonizzazione
del sistema pensionistico regionale, così come questo Governo
prevedeva, potrà attuarsi, perché è chiaro che non si può in una
notte trasformare lo status di un dipendente da regionale a
statale.
Lo diceva bene l'onorevole Ioppolo prima: come si può immaginare
di tagliare unilateralmente le condizioni contrattuali tra le due
parti, come può decidere il datore di lavoro di mortificare,
addirittura arrivando a far schizzare al 22% questi tagli? E'
chiaro che la risposta la conosciamo tutti: questo non si può fare,
i dipendenti regionali non solo insorgeranno ma finiranno con
l'impugnare legittimamente questi atti e la Regione, ancora una
volta, si ritroverà con debiti fuori bilancio, con buchi da
risanare e tutto questo sulle spalle dei Siciliani come sempre.
Per questa ragione, ovviamente, noi dichiariamo di essere contrari
a questo articolo, per questa ragione, tra l'altro, le dico già da
adesso, signor Presidente, che su questo articolo chiederemo il
voto segreto.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, pongo in
votazione l'articolo 54 così come emendato.
C'è una richiesta di voto segreto, da parte dell'onorevole
Falcone.
FALCONE. La ritiro.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Art. 57
Gestione centralizzata acquisti
1. Nell'ambito dell'Assessorato regionale dell'economia, al fine
di razionalizzare e ridurre la spesa pubblica regionale, per gli
acquisti di beni e servizi è istituito l'Ufficio Centrale Unica di
committenza per l'acquisizione di beni e servizi , unico soggetto
aggregatore per la centralizzazione degli acquisti di beni e
servizi.
2. L'Ufficio funge da centrale unica di committenza per gli
acquisti di beni e servizi oltre che per i diversi rami
dell'Amministrazione regionale anche per gli enti e le aziende del
servizio sanitario regionale, per gli enti regionali di cui
all'articolo l della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e per le
società a totale o maggioritaria partecipazione regionale, ferme
restando le competenze attribuite agli UREGA in materia di appalti
di lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale
12 luglio 2011, n. 12.
3. In deroga a quanto previsto nei commi precedenti, il
dipartimento regionale della Protezione civile è la sede
istituzionale dell'Ufficio Gare delle attività relative
all'attuazione di interventi che riguardano opere di protezione
civile, anche attraverso l'impiego di piattaforma telematica.
4. I soggetti di cui ai commi l e 3 e gli Uffici di cui
all'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 possono
ricorrere, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale,
ad apposite convenzioni, previa deliberazione della Giunta
regionale, con altre Amministrazioni pubbliche o società a
partecipazione pubblica che risultino adeguate, sotto il profilo
organizzativo e tecnologico, alla gestione degli appalti pubblici
relativi alle richiamate attività di competenza.
5. Con deliberazione della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per l'economia è definita la dotazione
organica dell'Ufficio cui deve essere assegnato personale già in
possesso di adeguata professionalità ed esperienza in materia di
appalti di forniture di beni e servizi.
6. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di
contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, dalla
definizione delle procedure di cui al comma precedente sono
soppressi gli Uffici o strutture altrimenti denominate, in ordine
ai quali sono riconducibili competenze che costituiscono
duplicazione delle attività ascritte all'Ufficio Centrale Unica di
committenza per l'acquisizione di beni e servizi , ai sensi del
presente articolo.
7. La soppressione di cui al comma 6 è disposta con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale,
su proposta dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, a seguito di apposita ricognizione.
8. Con decreto dell'Assessore per l'economia, da emanare entro il
31 dicembre di ogni anno, è adottato un piano strategico degli
acquisti che individua le categorie merceologiche dei beni e dei
servizi di cui al comma 2. Con il decreto di cui al presente comma
sono, altresì, individuate le relative modalità di attuazione e gli
importi, riferiti a ciascuna categoria merceologica, al di sotto
dei quali può non sussistere l'obbligo del ricorso al soggetto
aggregatore di cui al comma 1.»
All'articolo 57 sono stati presentati i seguenti emendamenti:
57.1 dell'onorevole Falcone e 57.2 dell'onorevole Alongi.
FALCONE. Lo ritiro.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Sono stati presentati dal Governo gli emendamenti 57.3
I parte, 57.3 II parte, 57.3 III parte e 57.3 IV parte.
Si passa all'emendamento 57.3 I parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.3 II parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.3 III parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.3 IV parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Art. 58
Nuovo assetto dell'Assessorato regionale dell'economia
1. All'articolo 8, comma l, lettera c) della legge regionale 29
dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, dopo
le parole Risparmio , sono aggiunte le parole: Centrale unica di
committenza per acquisti di beni e servizi .
2. Alla Tabella A della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni, come sostituita dalla Tabella
A dell'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19,
dopo le parole Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
- Dipartimento Bilancio e tesoro - Ragioneria generale della
Regione sono aggiunte le parole ,Controllo spesa pubblica e
programmazione economica (DEF) e dopo le parole Dipartimento
regionale finanze e credito sono aggiunte le parole del demanio e
del patrimonio . All'articolo 7, comma 1, lettera c) della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni dopo le parole regolarità amministrativo-contabile
sono aggiunte le parole compresi i controlli sugli enti pubblici
economici e sulle partecipate della Regione siciliana e le parole
committenza unica per l'acquisto dei beni e dei servizi .
3. Ogni riferimento normativo, regolamentare o amministrativo
relativo alle competenze attribuite all'Assessorato dell'economia,
ai sensi dell'articolo 8, comma l, lettera c) della legge regionale
n. 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni,
deve intendersi riferito unicamente ai dipartimenti regionali e
alle altre articolazioni interne dell'Assessorato dell'economia.
4. Al fine di consentire l'immediata attuazione delle presenti
disposizioni, improntate a criteri dì efficienza dell'azione
amministrativa e, al contempo, di contenimento della relativa
spesa, la ripartizione e la modifica delle attribuzioni
dell'Assessorato regionale dell'economia che scaturiscono dalla
presente legge e la relativa articolazione organizzativa e
funzionale delle strutture intermedie, in misura ridotta del trenta
per cento, nonché degli Uffici alle dirette dipendenze
dell'Assessore, sono determinati, nelle more dell'iter richiamato
dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19, con delibera della Giunta regionale su proposta
dell'Assessore per l'economia.
5. All'articolo 2, comma 6, della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 19 le parole dipartimento regionale bilancio e tesoro -
Ragioneria generale della Regione sono sostituite con le parole
dell'Ufficio speciale di cui al comma 6 ter dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2014 n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni .
6. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, dopo le parole finanze e credito sono aggiunte le
parole e dei dirigenti responsabili degli Uffici speciali
incardinati presso il medesimo .
7. Il Ragioniere generale della regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dal presente
articolo.»
Sull'articolo 58 c'è una riscrittura del Governo, l'emendamento
58.5.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
articolo presentato dal Governo, l'emendamento 58.5, è un
emendamento molto corretto che di fatto dà la possibilità
all'Assessorato per l'economia non solo di avere un nuovo assetto
istituzionale, ma riesce ad operare meglio nell'attività di
controllo e di trasparenza nell'ambito dell'Amministrazione
regionale, anche per quanto concerne le società partecipate, ma
ritengo che sia necessario, trattando quest'articolo 58, potersi
collegare con la soppressione, direi immediata, dell'articolo 55,
perché è una controtendenza voler di fatto dare l'opportunità
all'Assessorato per l'economia di avere una pianificazione, una
conoscenza a 360 sulla materia contabile regionale, e nello stesso
tempo avere un articolo 55 che invece rappresenta un'assurdità,
perché l'articolo 55, che dovrebbe essere proprio di competenza
dell'Assessorato per l'economia, in una finanziaria diventa di
competenza dell'Assessorato alle autonomie locali, e chissà come
mai oggi, in questa finanziaria, diventa di competenza
dell'Assessorato alle infrastrutture.
Allora, dobbiamo muoverci con una certa logicità e non a zig-zag,
perché il sistema informativo regionale nasce come competenza
dell'Assessorato per l'economia, perché è l'economia che deve avere
il coordinamento sull'informatizzazione della Regione siciliana
anche nel collegamento con le amministrazioni locali e con le
società partecipate. Non so come mai già nella passata finanziaria
qualcuno aveva interpretato questa norma, dandone le competenze
all'Assessorato alle autonomie locali, probabilmente per collegare
meglio i Comuni, guarda caso con la Regione, ma oggi, ritengo che è
un'assurdità, parlando di coordinamento dell'Assessorato per
l'economia, dare le competenze del servizio informatico
all'Assessorato alle infrastrutture, al che proporrei, se dobbiamo
veramente creare le condizioni di una razionalizzazione della
macchina amministrativa, l'articolo 55 o deve considerarsi di fatto
già incluso nella programmazione che si fa con l'Assessorato per
l'economia o allora sic et simpliciter ritengo che approvando
l'articolo 58 si ritiene soppresso l'articolo 55 che riguarda il
sistema informativo regionale, non vorrei che alle 18.15 parliamo
di dare all'Assessorato per l'economia un ruolo di coordinamento e
di controllo, alle 19.15 diamo all'Assessorato alle infrastrutture
una competenza che non le è propria.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, capisco benissimo il suo
ragionamento, però procediamo con ordine, anche perché all'articolo
55 ci sono diversi emendamenti soppressivi per cui, se il suo
ragionamento sarà condiviso dall'Aula potremo, quando torneremo
all'articolo 55, comportarci di conseguenza. Si passa
all'emendamento 58.4, dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
58.5. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Essendo approvato l'emendamento 58.5, che è di
riscrittura dell'art. 58, si può passare all'esame dell'articolo
35.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, capisco
che dobbiamo procedere, siamo d'accordo con l'articolo 35, però o
ritorniamo al 31 o andiamo in avanti, oppure concludiamo, abbiamo
tre tomi, dall'1 al 30 l'abbiamo fatto (quasi) poi dal 31 al 60 e
poi dal 61 alla fine, vediamo di fare un lavoro
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ci siamo dati un ordine stamattina
e il Presidente lo aveva anche preannunciato. Stiamo seguendo
questa tabella dopo di che non c'è nessun problema tanto dobbiamo
farli, non è un problema. Adesso probabilmente visto anche, scusi
onorevole Falcone, l'intervento dell'onorevole Cimino probabilmente
a seguire trattiamo l'articolo 55. Si torna all'articolo 55.
FALCONE. Va bene.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, io volevo chiedere, abbiamo votato il
58.5 ma c'era un nostro emendamento il 58.2 che nonostante la
riscrittura non decade, perché invece di collegarsi al comma 6, si
collega al comma 4. Volevo capire perché non l'abbiamo votato.
Praticamente aggiunge dopo le parole
PRESIDENTE. Si, così come ho avuto il conforto degli Uffici. Dal
momento che si passa ad una riscrittura intera dell'articolo, e di
fatto viene approvato, tutti gli emendamenti presentati
all'articolo decadono. Tutto qui.
Si passa all'esame dell'articolo 55. Ne do lettura.
«Art. 55
Sistema informativo regionale
1. L'Ufficio per l'attività di coordinamento dei sistemi
informativi regionali e per l'attività informatica della Regione e
delle Pubbliche amministrazioni regionali, istituto nell'ambito
dell'assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica con l'articolo 35 della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9, ai sensi del comma 7 dell'articolo 4 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, dall'entrata in vigore della presente legge, è
trasferito, unitamente al personale in servizio presso lo stesso,
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.
2. Il personale dell'Amministrazione regionale con specifiche
competenze informatiche in servizio presso gli assessorati
regionali, è assegnato, dalla data di entrata in vigore della
presente legge, all'Ufficio per l'attività di coordinamento dei
sistemi informativi regionali e per l'attività informatica della
Regione e delle Pubbliche amministrazioni regionali. Le strutture
intermedie dei dipartimenti regionali che svolgono competenze
informatiche e/o di gestione di centri di elaborazione dati dei
singoli assessorati sono soppresse.
3. Al fine di provvedere alla sostituzione del personale a tempo
determinato impiegato dalla società in house Sicilia e-Servizi, i
dipendenti regionali in possesso di specifiche competenze tecnico-
informatiche, correlate alle attività della società, già assegnati
all'Ufficio di cui al comma 1, possono essere utilizzati in
assegnazione temporanea, ai sensi dei vigenti contratti collettivi
regionali di lavoro, dalla società in house Sicilia e-Servizi, in
base al fabbisogno dalla stessa rilevato.
4. Al comma 2 dell'articolo 56 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 le parole Assessore regionale per le Autonomie locali
e la funzione pubblica sono sostituite dalle parole Assessore
regionale per le infrastrutture e la mobilità .
5. Alla lettera g) del comma 1, dell'articolo 8, della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni, sono aggiunte le parole Attività informatiche della
Regione e della pubblica amministrazione regionale e locale;
coordinamento di sistemi informativi . Alla lettera f) del comma 1
dell'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, le parole Attività
informatiche della Regione e della pubblica amministrazione
regionale e locale: coordinamento di sistemi informativi , sono
soppresse.
6. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, con proprio
decreto, ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio per
l'attuazione del presente articolo.»
Siamo a pagina 154. I primi 4 emendamenti, il 55.3, 55.7, 55.9 e
55.10 sono tutti e quattro soppressivi. Volevo sapere dai
presentatori se vengono mantenuti? Vengono mantenuti.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul sistema
informativo regionale io volevo dei maggiori chiarimenti da parte
dell'assessore perché studiando la questione, noi non possiamo
analizzare o cambiare attualmente il sistema se non conosciamo il
passato.
Questo Parlamento, nella scorsa finanziaria, ha tracciato un
percorso cioè l'idea condivisa da tutti, era quella di
internalizzare' un servizio perché è sotto gli occhi di tutti che
la società che era stata creata appositamente per portare la
Regione nell'era dell'informatizzazione di fatto l'unico effetto
che ha avuto è stato quello di tenere per il bavero il Governo e
tutta la Regione, perché quando a Sicilia e-Servizi' gli vengono
affidati tutta una serie di interventi, ma se queste persone
vengono a mancare che poi pongono sotto ricatto l'intera Regione,
allora l'idea era l'internalizzazione. Si era creato un
coordinamento, quindi un Ufficio. Venivano soppressi tutti gli
altri e quindi creare questo coordinamento. Ora però l'idea si sta
cambiando perché in Commissione l'Assessore parlava di avere la
testa non più alla funzione pubblica ma alle infrastrutture e il
braccio operativo a Sicilia e-Servizi' con la opportunità anche di
trasferire personale regionale ad una partecipata. Naturalmente
questo è un passo indietro rispetto a prima perché l'idea era
invece nostra, quindi i nostri uffici, il nostro dipartimento a
gestire l'informatizzazione. Quindi quello che attualmente noi
chiediamo, e per questo motivo c'è il soppressivo, è mantenere
l'internalizzazione del servizio. Grazie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io in verità devo
dire che condivido l'impostazione dell'articolo 55 nel suo
complesso tranne che il comma 3, quindi inviterei l'Assessore
Leotta a sottoscrivere, o all'Assessore Baccei, un emendamento
soppressivo del comma 3 e porre in votazione l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Turano. Mi riferiscono gli Uffici che
ci sono già diversi emendamenti soppressivi del comma 3. Pongo in
votazione l'emendamento 55.3.
Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.3
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Si procede alla verifica dei
richiedenti. Siccome ogni volta che abbiamo a che fare con il
sistema elettronico succedono problemi, e poi sono sotto lo sguardo
severo dell'onorevole Cordaro, vi pregherei di fare attenzione.
Stiamo procedendo per verificare chi appoggia la richiesta di voto
segreto.
(Si procede con la verifica)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 55.3. Chiarisco il significato di voto: chi è
favorevole alla soppressione vota verde; chi è contrario alla
soppressione vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 57
Contrari 14
(E' approvato)
Quindi l'articolo 55 è soppresso.
PRESIDENTE. Si torna all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35
Amministrazione delle società a totale
o maggioritaria partecipazione della Regione
1. A decorrere dal primo rinnovo degli organi societari
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge,
all'Amministrazione delle società controllate dalla Regione si
applicano le disposizioni seguenti:
a) nelle società che svolgono attività di "in house providing" per
la Regione siciliana, l'amministrazione è affidata, in linea con
quanto previsto dall'articolo 4, comma 4, del decreto legge 6
luglio 2012, n. 95 e successive modifiche e integrazioni, per un
periodo non inferiore a tre e non superiore a cinque anni, ad un
amministratore unico;
b) nelle altre società, a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione siciliana, l'amministrazione è affidata ad un
consiglio di amministrazione con durata triennale, composto da un
presidente e due consiglieri, che può nominare tra i suoi
componenti un amministratore delegato, stabilendone i poteri e le
funzioni in conformità a quanto appositamente previsto dallo
statuto di ciascuna società.
2. Le cariche di amministratore unico o delegato di cui al
precedente comma sono rinnovabili una volta sola.
3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20, comma 4, della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, qualora l'amministratore
unico o l'amministratore delegato ricopra anche le funzioni di
direttore generale, il limite massimo del trattamento economico
annuo omnicomprensivo è pari alla somma delle voci retributive,
spettanti ai dirigenti generali della Regione siciliana, riferite
unicamente alle seguenti componenti: a) stipendio tabellare; b)
retribuzione di posizione prevista dall'articolo 15 numeri l e 2
del Decreto del Presidente della Regione 11 novembre 1999, n. 26;
c) retribuzione di posizione, nella misura massima decurtata del 20
per cento; d) retribuzione di risultato, di cui al contratto
collettivo regionale di lavoro dell'Area della Dirigenza. Lo stesso
trattamento spetta al direttore generale nel caso in cui
l'amministratore unico o delegato non ricopra anche le funzioni di
direttore generale.
4. Il limite massimo di cui al comma 3, per gli amministratori
unici o delegati che ricoprano anche le funzioni di direttore
generale, è ridotto del trenta per cento, per le società con un
numero di dipendenti inferiore a quattrocento o con un valore della
produzione inferiore a quindici milioni di euro.
5. Per le società di cui al comma 1, i limiti di cui all'articolo
20, comma 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 sono
ridotti del 30 per cento.
6. Le cariche di amministratore unico e amministratore delegato
possono essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso di
adeguata e comprovata professionalità e, nel caso previsto dal
precedente comma 3, sono incompatibili con l'esercizio d'impresa
e/o l'esercizio di qualsiasi altra attività, sia di lavoro
autonomo, sia di lavoro dipendente anche occasionale.
7. L'Assessorato regionale dell'economia esercita il controllo
analogo e ne stabilisce le modalità. Le società conformano i propri
statuti alle disposizioni dell'Assessorato.
8. L'Assessorato regionale dell'economia procede alla verifica del
Piano Operativo Strategico (POS), del Piano dei Servizi e del
Personale, del Piano Economico Annuale (PEA) e dell'andamento
gestionale trimestrale.
9. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le società di cui al comma l dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e successive modifiche ed
integrazioni, adeguano i propri statuti alle prescrizioni della
presente legge.»
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sull'articolo 35
inviterei questa Presidenza e il Governo a ..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi capisco che magari un poco di
stanchezza comincia ad affiorare ma cerchiamo di non trasformare
l'Aula. Prego onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente io stavo leggendo l'articolo 35. Io
credo che sull'articolo 35 vada fatta una approfondita riflessione,
perché noi stiamo facendo questa finanziaria lacrime e sangue
basata tutta sul contenimento della spesa, sulla razionalizzazione
e comunque su sacrifici che stiamo chiedendo a tutti i siciliani
indistintamente.
Ora l'articolo 35 che dovrebbe teoricamente rappresentare un
momento di efficientamento delle società partecipate in house
providing e le altre partecipate, in effetti rischia di rivelarsi
un articolo che può alzare i tetti degli amministratori, ancorché
unici e non raggiungere, invece, gli effetti sperati.
Soprattutto il comma 1 alla lettera b) quando prevede che possono
essere nominate, nelle altre società, sino a tre componenti,
all'interno del consiglio di amministrazione, nominare un
amministratore unico che, come recita il successivo comma 3, nel
caso in cui accorpasse in sé anche la funzione di direttore
generale può avere un trattamento pari al dirigente generale della
Regione siciliana, noi stiamo - anziché contenere la spesa -,
creando i presupposti per innalzare la spesa e allora io qua mi
fermerei per dire, e lo dico al vicepresidente che può
rappresentare il Governo, è entrato l'assessore Baccei, io invito
il Governo a ritirare questo articolo, onde evitare che si possa
andare, o comunque a sospenderlo, per vedere una riscrittura
CORDARO. Ma che sospendere, passerà
FALCONE. Passerà, ma dobbiamo capire dove passerà, se passa agli
atti che va poi a Roma o se va nel cestino. Io vorrei evitare che
andasse nel cestino, quindi invito il Governo a ritirare questo
articolo, non è utile ai fini dell'efficientamento della Pubblica
Amministrazione, rischia di essere falcidiato come l'articolo 55,
nessuno di quest'Aula, sentendo il clima, è d'accordo, evitiamo
stillicidi ed andiamo avanti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, come lei sa mi sono astenuto
finora a dare il mio modestissimo contributo a questo dibattito. Ma
leggendo il comma 3 di questo articolo, vorrei invitare il quarto
uomo, Baccei, ad accomodarsi. Io devo convincere l'assessore
Bacceri, ci sono novità assessore?
BACCEI, assessore per l'economia. Sto accantonando.
MILAZZO. Siccome io la voglio convincere ancora di più, visto che
lei lo vuole accantonare, ma lei lo deve ritirare e le dico perché.
Ormai è partito il treno, visto che voi prendete i treni, questo
non lo potete fermare, ormai sono in pieno slancio.
Secondo lei assessore, poco fa abbiamo parlato ai dipendenti
regionali e gli abbiamo detto che sono chiamati a fare dei
sacrifici. Abbiamo chiamato altre categorie a fare dei sacrifici.
Non commentiamo il fatto che avete chiamato altri per eventuali
assunzioni, ma stendiamo un velo pietoso. Il punto è, assessore
Baccei, ma lei se la sente di difendere il comma 3? Che leggo:
fermo restando quanto previsto all'articolo 20, qualora
l'amministratore unico o l'amministratore delegato ricopra anche le
funzioni di direttore generale voi lo equiparate a un dirigente
regionale: 100.000 euro, il CdA è composto, 50.000 vanno a lui e
25.000 a ciascuno dei due consiglieri. Voi lo porterete a 160.000
euro.
Ora lei prenderà la parola e leggerà la norma e me la spiega,
prende la tabellina, e lei che ha visto nell'onorevole Milazzo un
suo grande sostenitore - noi le abbiamo dato un mandato pieno,
lavori, e poi a consuntivo deve certificare tutte le cose che lei
ha sostenuto. Lei sta difendendo un impianto nella manovra, nessuno
glielo vuole toccare perché poi lei prenderebbe avanti diciamo al
mio paese e direbbe ah perché mi hanno toccato l'articolo x o
l'articolo y ci vedremo a luglio, e io le auguro per amore di
tutti i siciliani che la sua mission vada a buon fine. Andiamo
all'articolo 3 al comma 3, lei mi deve garantire, visto che
Presidente Venturino ci siamo dilettati a dire il parere
dell'assessore se c'è aumento di spesa, quante volte l'abbiamo
detto sugli emendamenti dei parlamentari, ora io la domanda è secca
con questo comma 3 noi aumentiamo il compenso di questi super
uomini che faranno tre cose contemporaneamente, questo è il punto,
ora lei prenderà la parola e mi deve rassicurare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Milazzo, onorevole Cancelleri e a
seguire l'onorevole Di Giacinto, ascoltiamo tutti assessore e poi
così facciamo una replica a conclusione degli interventi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
collega Milazzo le posso rispondere io, c'è aumento di spesa, c'è
aumento di spesa e lo sa perché? Perché questa norma scritta in un
altro modo, è la stessa che c'era l'anno scorso, ed è la stessa che
abbiamo bocciato l'anno scorso. L'assessore Baccei non è delle
nostre zone però le pratiche le ha imparate abbastanza in fretta,
perché sono le stesse che sapevano già i suoi predecessori. L'anno
scorso con una norma in finanziaria si è cercato di togliere il
tetto di cinquantamila euro a chi facesse il direttore di una
società partecipata che è di cinquantamila euro, lo andavano a
togliere andandolo a parificare a centosessantamila euro. Non ci
siamo riusciti, era troppo lampante l'anno scorso, era talmente
lampante che l'Assemblea Regionale prima in commissione, poi in
Aula ha deciso che questa cosa non doveva essere. Quest'anno lo
scrivono un attimino diversamente come se i riferimenti normativi,
come se tutte le altre cose fossimo talmente tanto incapaci da non
riuscirli ad andare a trovare.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ARDIZZONE
CANCELLERI. Siamo stanche di sta roba, siamo stanchi, quando vi
mettete poi lì a dire che non ci sono i soldi per pagare i ticket
alle persone e prendiamo soldi ai cittadini, e non riuscite
veramente a trovare queste cose qua. Queste sono delle norme che
sono degli spot, ditelo alle persone che togliete i soldi ai
cittadini normali, fate mutui per 2,7 miliardi congelando le
aliquote dell'Irap e dell'Irpef condannando la Sicilia per i
prossimi trent'anni ad essere la regione più tassata d'Italia, e
poi ve ne uscite con queste porcate. Abbia per favore la cortesia
di ritirare questo comma 3 immediatamente.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
volevo spiegato il comma 6 di questo articolo, che così recita le
cariche di amministratore unico o amministratore delegato possono
essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso di adeguata
e comprovata professionalità e fin qui va bene, poi c'è e nel
caso previsto dal precedente comma 3 sono incompatibili con
l'esercizio d'impresa, l'esercizio di qualsiasi altra attività sia
di lavoro autonomo sia di lavoro dipendente e anche occasionale ,
cioè nessuno praticamente.
BACCEI, assessore per l'economia. Allora provo a rispiegare questa
norma, che è stata totalmente fraintesa. Innanzitutto i tetti
rimangono quelli che già c'erano per i Presidenti, per i membri dei
consigli, e dei collegi rimangono uguali, non li ha toccati
nessuno, per cui chi è andato a dire che si fa, non si fa niente, i
tetti rimangono uguali. Quello che non c'è oggi è il tetto per il
direttore generale, e qua si va ..
MILAZZO G. Perché non mettete il riferimento normativo.
BACCEI, assessore per l'economia. Quello che si sta dicendo in
questa norma, e fermi restando i tetti che ci sono oggi, qualora
l'amministratore coincida col direttore, oggi abbiamo casi di
società dove l'amministratore prende il tetto, dovrebbe prendere il
tetto che è cinquantamila euro e c'è un direttore generale che ne
guadagna duecentocinquanta. Stiamo dicendo, che laddove
l'amministratore coincide con il direttore generale, non calcolo 50
mila + 250 mila = 300 mila, ma gli do 140 mila. Non solo quella
persona non deve fare altro, cioè, fa il direttore generale a tempo
pieno, non ha altri incarichi, mentre oggi ci sono delle persone
che guadagnano 250 mila euro e hanno altri incarichi.
Quindi, non solo riduco i compensi, ma impedisco loro di lavorare
da altre parti, per cui la riduzione di spesa è di tutta evidenza.
Non capisco perché si sia interpretata la norma in maniera opposta
a quello che è lo spirito della norma. Sono stato chiaro? L'ho già
spiegato in Commissione, lo spiego un'altra volta, se volete la
togliamo, se la togliamo la spesa è più alta, sarà come volete voi.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.41)
La seduta è ripresa.
BACCEI , assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI , assessore per l'economia. Signor Presidente, proprio per
lasciare invariati i tetti abbiamo previsto delle diverse
fattispecie. Oggi ci sono dei tetti che riguardano l'amministratore
unico, il presidente, i membri del consiglio di amministrazione e
il collegio dei revisori.
Questi tetti rimangono tutti uguali però le figure come il
presidente o l'amministratore unico rivestono delle responsabilità
e hanno un compenso abbastanza ridotto che è di cinquantamila euro,
quaranta mila euro, è stato ridotto. Non mi ricordo esattamente.
A queste persone, se continuano a rivestire a questo ruolo, con
quarantamila euro, stiamo parlando di un stipendio basso, possono
ricoprire altri incarichi.
Se la persona ricopre altri incarichi, la persona non riesce a
gestire la società, perché sono società con settecento, duemila,
tremila dipendenti, con responsabilità, non li può gestire come
succede oggi, una persona che sta lì mal che vada un giorno a
settimana.
La figura gestionale è quella di direttore generale o di
amministratore delegato. La norma dice se l'amministratore unico
coincide con il direttore generale, questa persona deve fare il
lavoro a tempo pieno, non può avere altri incarichi e può percepire
una retribuzione massima che è divisa in due fattispecie, per le
società più grandi, dove più grandi è riferito a due parametri,
valore della produzione e numero dei dipendenti, prende uno
stipendio che è circa centoquarantamila euro, complessivo, quindi
sommando la retribuzione di amministratore unico e di direttore
generale, o di amministratore delegato e di direttore generale.
Se invece, le figure non coincidono chiaramente come presidente, o
amministratore unico ritorniamo nella fattispecie di prima, possono
fare altri ruoli e prenderanno i tetti di oggi e quel tetto si
applica al direttore generale che in questo caso può essere
diverso.
Lasciamo aperta la doppia opzione.
Questo rispetto ad oggi, ripeto specialmente in due, tre casi, è
un risparmio perché oggi applico il tetto all'amministratore unico,
ma il direttore generale lo pago di più del tetto di oggi.
Per cui è un risparmio, non vedo come possa essere un aumento di
spesa. Ovviamente lo possiamo applicare al prossimo rinnovo che ad
oggi non posso applicare se invece rimangono gli organi in carica.
PRESIDENTE. Dopo questo chiarimento si mantengono gli emendamenti
soppressivi? Onorevole Ciaccio, primo firmatario, mantiene
l'emendamento soppressivo?
CIACCIO. Sì lo mantengo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 35.2 che prevede la
soppressione dell'articolo. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 35.1. Onorevole Cordaro lo
mantiene o lo ritira?
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
colgo nell'Aula un momento di incertezza che le ho rappresentato e
torno a rappresentarle. E' un articolo molto serio, così come molti
altri, alcuni invece io non li considero tali, rispetto a questo,
signor Presidente, considerato che le argomentazioni dell'assessore
sono comunque argomentazioni che hanno un pregio ma che non ci
convincono fino in fondo volevamo avere il tempo di approfondirle
ed è la ragione per la quale le chiedo nuovamente di accantonare la
votazione di questi emendamenti perché ci potrebbe essere ad
esempio una soluzione che potrebbe essere quella di subemendare ad
un budget inferiore rispetto a centosessantamila euro per cercare
comunque di individuare una soglia di carattere numerico.
Se lei ci potesse dare, considerato che abbiamo ancora tanti
articoli da affrontare, venti minuti di tempo, senza minimamente
sospendere l'Aula per carità, ma per approfondire il ragionamento
con l'assessore, io gliene sarei grato e credo che faremmo un buon
servizio alla norma e alla legge intera.
PRESIDENTE. Va bene, allora senza sospendere l'Aula si passa
all'articolo 36.
Ne do lettura:
Art. 36
Accorpamento dell'IRIDAS all'Istituto Florio e Salamone
1. Ferme restando la medesima denominazione e le finalità
statutarie dell'Istituto dei ciechi Opere riunite Florio e
Salamone , nel pieno rispetto delle volontà testamentarie indicate
nell'atto costitutivo dell'istituto medesimo, le funzioni già
svolte dall'ente posto in liquidazione dall'articolo 63 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21 sono trasferite all'istituto
Florio e Salamone di cui all'articolo 1 della legge regionale 30
dicembre 1980, n. 152 che subentra in tutti i rapporti attivi e
passivi.
2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono
trasferite, senza ulteriori oneri a carico del bilancio regionale,
all'ente cessionario, in forza della presente legge, le risorse
materiali e immateriali nonché il personale in servizio presso
l'ente liquidato alla data di avvio del procedimento di
liquidazione, che mantiene il trattamento giuridico ed economico in
essere alla detta data.
PRESIDENTE. C'è un emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero,
Alongi, Cascio. Lo mantengono o lo ritirano?
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 36.2 degli onorevoli
Cracolici e Gucciardi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questo emendamento riguarda l'Istituto ciechi Florio e Salamone .
Con questa norma, poiché il consiglio di amministrazione è fissato
da una legge a numero undici, questa legge lo porta a cinque,
chiaro? Dopodiché l'emendamento che farà l'onorevole Clemente è
concordato, nel senso che toglie la nomina dei dirigenti.
PRESIDENTE. Formuliamo questo sub emendamento Il comma 4 è
cassato .
Pongo in votazione il sub emendamento a firma Clemente, Cordaro,
36.2.1 sub emendamento all'emendamento 36.2. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 36.2 nel testo risultante. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36 nel testo risultante. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
Art. 37
Sviluppo Italia Sicilia
1. Allo scopo di rafforzare il ruolo di Sviluppo Italia
Sicilia quale società strategica per il perseguimento
delle finalità istituzionali della Regione nell'ambito
dell'Area strategica Sviluppo, la società Sviluppo Italia
Sicilia sostiene la competitività e l'attrattività del
territorio attraverso la creazione di impresa e il
miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia dei
processi di programmazione e attuazione delle politiche
di sviluppo locale.
2. La società Sviluppo Italia Sicilia è riconosciuta
quale soggetto in house cui i Dipartimenti regionali
devono prioritariamente rivolgersi per l'affidamento
delle attività in tema di creazione di impresa e di
assistenza tecnica in relazione all'utilizzo dei fondi
comunitari.
3. Le attività di Sviluppo Italia Sicilia sono
remunerate con tariffe non maggiori di quelle di mercato.
E' prevista la soppressione da un emendamento a firma degli
onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio e Fontana.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Emendamento 37.1 a firma del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, Assessore all'economia. Questo emendamento era per
ampliare il campo di azione di Sviluppo Italia Sicilia non
limitandolo ai fondi comunitari ma anche ai fondi extra regionali.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento 37.3 dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
l'emendamento riguarda la grave situazione di liquidità di cassa
che riguarda Sviluppo Italia Sicilia.
Al momento i 76 dipendenti non hanno percepito lo stipendio per
tutto il 2015.
Io sono disponibile al ritiro a patto, assessore, che ci sia un
impegno chiaro del Governo sul trasferimento degli 800 mila euro
già impegnati dall'assessorato dell'economia e da trasferire alla
società che ancora oggi non è avvenuto.
E' una commessa di 800 mila euro che deve essere trasferita.
Chiedo all'Aula che i dipendenti abbiano chiarezza da questo punto
di vista.
Se l'assessore prende l'impegno io lo ritiro signor Presidente.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Su Sviluppo Italia Sicilia il
fondo che era stato accantonato nell'esercizio provvisorio credo
che sia in fase di liquidazione, non so esattamente a che punto sia
però la pratica penso che sia in conclusione per i quattro
dodicesimi.
Successivamente verrà liquidata la parte che sarà un conferimento
sostanzialmente a titolo non oneroso che dovrà essere restituito
alla società perché ricapitalizzazioni non se ne possono fare più.
Lì è in mano alla struttura amministrativa non dipende da me.
Comunque sì io lo sto portando avanti, non so a che punto sia
esattamente ma lo stiamo portando avanti.
BARBAGALLO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 37, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
Art. 38
Organismo indipendente di valutazione
1. Per il funzionamento dell'organismo di cui
all'articolo 9 del decreto del Presidente della Regione
n. 52 del 21 giugno 2012 é autorizzata per ciascuno degli
esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017 la spesa di euro 90
migliaia di euro.
Vi sono due emendamenti soppressivi che penso siano ritirati.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché in
merito all'articolo 38 c'era stata una discussione in Commissione
Bilancio inerente proprio i criteri che vanno a essere individuati
per quanto riguarda l'istituzione dell'OIV, cioè dell'Organismo
Indipendente di Valutazione.
Dal momento che in Commissione, gli uffici mi potranno
eventualmente sostenere in quanto sto dicendo, c'era stato dato
parere favorevole rispetto alla inclusione non soltanto
dell'articolo 9 del DPR del 2012, n. 52 del 2012, ma anche ai sensi
dell'articolo 10, ed è questo appunto l'aggiunta dell'emendamento
che propongo va ad individuare esattamente quali sono i requisiti
di coloro che vanno a costituire l'organismo indipendente di
valutazione.
Oltre a questo, va ad individuare i compensi che devono essere
elargiti che, stando all'articolo 10, sono inferiori rispetto a
quanto previsto attualmente dall'articolo del Governo.
Pertanto, credo che, dal momento che c'era stato accoglimento -
l'assessore Baccei ricorderà - in commissione, pensiamo che sia
assolutamente una norma di buon senso che va a ridurre la spesa dai
90 mila euro previsti ad una spesa di 65 mila euro.
LEOTTA. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, leggo che ci sono emendamenti
soppressivi e, poi, c'è un emendamento dove si parla di svolgere
l'attività a titolo gratuito.
PRESIDENTE. Questo a titolo gratuito sarebbe ritirato. Comunque, è
inammissibile, a titolo gratuito un'attività non può essere svolta.
Possiamo disquisire su quanto detto dall'onorevole Zafarana perché
prevedeva una riduzione. Ma un organo di valutazione, ai fini
dell'indipendenza .
GRECO GIOVANNI. Se approviamo l'emendamento dell'onorevole
Zafarana ritiro il mio.
LEOTTA. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si tratta
di un'attività piuttosto delicata, demandata peraltro a soggetti di
elevata professionalità.
Ritengo che gli importi indicati siano i minimi indispensabili per
far funzionare l'organo di valutazione in maniera .
Quindi, sono contrario a qualsiasi riduzione dell'importo.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
nessuno mette in dubbio che il compenso sia dovuto a queste
persone. Ma l'articolo 10 della legge a cui si fa riferimento
distingue in maniera precisa quali sono gli importi. E la somma è
65 mila euro, non 90 mila.
Quindi, noi diciamo semplicemente che venga aggiunto all'articolo
che stiamo trattando il riferimento al comma 10 che stabilisce
importi precisi.
LEOTTA. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
se la questione è in questi termini mi rimetto all'Aula.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Appongo la mia firma all'emendamento
dell'onorevole Zafarana.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intendo
insistere sull'emendamento soppressivo a questo articolo.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Assenza, se uno di voi dai banchi mi
dice che è ritirato non posso chiedere a tutti i firmatari se lo
ritirano
ASSENZA Ma chi l'ha ritirato?
PRESIDENTE. E' stato detto, onorevole Assenza, l'ho detto più
volte.
ASSENZA. Io chiedo la testimonianza dei colleghi seduti accanto a
me.
PRESIDENTE. No, mi scusi, lei sta mettendo in dubbio la mia
parola. E' stato detto: E' ritirato .
ASSENZA. Ma ritirato quello dell'MCD, non quello di Forza Italia.
PRESIDENTE. Chiariamo, il riferimento all'articolo 10 prevede un
compenso per il Presidente di 25 mila euro annui e 20 mila per i
Presidenti. Il Governo si è rimesso all'Aula. E' una riduzione
rispetto alle cifre precedentemente previste. Pongo in votazione
l'emendamento 38.4, a firma dell'onorevole Zafarana ed altri. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 38.4 bis degli onorevoli Zafarana
ed altri.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 38, come emendato.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 38.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
38.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 70
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 43
Contrari 25
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39
Interventi in materia di enti cooperativi
1. All'articolo 21 della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36, e successive modifiche ed integrazioni, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole numero dei soci sono
aggiunte le seguenti parole , al fatturato ;
b) il comma 3 è abrogato;
c) il comma 7 è sostituito dai seguenti:
7. Ferme restando le competenze dell'Assessorato
regionale delle attività produttive, le cooperative non
aderenti alle associazioni di rappresentanza del
movimento cooperativistico legalmente riconosciute sono
sottoposte a revisione ordinaria da parte delle
articolazioni organizzative regionali delle medesime
associazioni, sulla base di appositi elenchi forniti
dall'Assessorato regionale delle attività produttive, nel
rispetto dei criteri di rappresentatività di cui
all'articolo 57, comma 7, della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17. Ciascuna associazione è tenuta a
svolgere un numero di attività revisionali non inferiore
al 90% del totale delle cooperative ad essa affidate per
la revisione.
7 bis. Le cooperative di cui al comma 7 versano il
contributo di cui al comma 1 in misura pari all'80% alle
associazioni di rappresentanza del movimento cooperativo
legalmente riconosciute che effettuano la revisione ed in
misura pari al 20% in apposito capitolo di entrata del
bilancio della Regione.
7 ter. Le associazioni di rappresentanza del movimento
cooperativo legalmente riconosciute che effettuano la
revisione sono tenute a trasmettere all'Assessorato delle
attività produttive, in forma digitale, i risultati delle
attività espletate, allo scopo di costituire una banca
dati sulle cooperative siciliane da utilizzare per
finalità istituzionali nell'ambito di protocolli di
legalità».
E' stato presentato l'emendamento soppressivo 39.1, a firma
D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 39. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura.
«Art. 40
Fondo per l'eliminazione dei residui attivi
1. All'articolo 78, comma 3, della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21 le parole da di 72.006 migliaia di
euro fino a esercizio finanziario 2016 sono sostituite
con le parole ed è determinata in 90.000 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2015 e in 100.000
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2016 e 2017 .
2. Le disponibilità del fondo di cui all'articolo 5
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, a seguito
del riaccertamento straordinario dei residui di cui
all'articolo 3, comma 7 del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni sono
destinate al fondo crediti di dubbia esigibilità di cui
al medesimo comma 7, dell'art. 3 lettera e) del citato
decreto legislativo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 40.1
degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 40.2 sostitutivo
del comma 2 del Governo. Invito gli assistenti a distribuirlo. E'
un emendamento tecnico.
Il parere della Commissione?.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40 così come emendato.Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura.
«Art. 41
Piano di riordino degli enti regionali
1. Al fine di concorrere al raggiungimento degli
obiettivi di contenimento della spesa pubblica, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, ciascun Assessore regionale, di concerto
con l'Assessore regionale per l'economia, predispone un
piano di riordino degli enti di cui all'articolo 1 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sottoposti a
vigilanza e/o controllo del proprio ramo di
amministrazione.
2. Il piano complessivo di riordino definisce misure per
il contenimento e la razionalizzazione della spesa. Al
piano è allegata una relazione tecnica che indica i
risparmi di spesa discendenti dalle misure programmate,
per l'esercizio in corso e per i due esercizi successive.
Il piano, corredato delle eventuali proposte legislative
necessarie per la completa attuazione dello stesso, è
approvato con decreto del Presidente della Regione,
previa delibera della Giunta regionale, previo parere
della II Commissione permanente dell'Assemblea regionale
siciliana, entro 180 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge».
PRESIDENTE. All'articolo 41 sono stati presentati emendamenti
soppressivici sono degli emendamenti soppressivi.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 41
parla del piano di riordino degli enti regionali. Più volte in
Commissione ho fatto presente che è giusto riordinare e, quindi,
sfoltire la pubblica amministrazione però bisogna trovare il modo
giusto per farlo.
Allora, per quanto riguarda gli enti che sono istituiti alla
pubblica amministrazione è giusto che il Governo o chiunque possano
fare un proprio piano, però, ci sono enti che sono istituiti per
legge e allora non è possibile dare carta bianca al Governo che può
sopprimere o accorpare degli enti che sono istituiti per legge. Gli
enti istituiti per legge devono essere accorpati con apposita
legge.
Con l'emendamento 41.4, proprio per questo motivo, noi volevamo
escludere dal piano di riordino degli enti quelli dove è necessaria
una norma perché non è possibile che un ente istituito per legge
venga accorpato con un decreto del Presidente della Regione quindi
già era di buon senso l'emendamento 41.4.
Inoltre, il 41.8, invece, a firma del Governo, che cosa fa,
giustamente siccome non può accorpare degli enti con un piano a
livello amministrativo, così per intenderci, lo accorpa con una
legge.
Sarebbe corretto che gli accorpamenti e le soppressione degli enti
istituiti per legge venissero presentata alla Commissione di
competenza - non è scritto così e l'ho sollevato più volte e lo
ribadisco da qua - alla Commissione di competenza quello che il
Governo vuole fare, la Commissione di competenza, a seguito di uno
studio e di una analisi, poi realizzi e approvi una norma.
Viceversa a livello amministrativo, con atto del Governo, può
riorganizzare tutti gli enti. Siccome, ripeto, l'abbiamo sostenuto
in Commissione e lo ribadiamo e non c'è scritto questo,
nell'articolo 41, invitiamo non solo ad approvare eventualmente non
solo ad approvare eventualmente il 41.4, se così non dovesse
essere, manteniamo l'articolo soppressivo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi la previsione della norma come discusso in Commissione
Bilancio e come modificata in Commissione Bilancio prevede che
venga fatto un piano, venga poi fatto un passaggio in Commissione
bilancio, allegato al piano laddove la modifica degli enti
richiederà degli interventi normativi, saranno allegate le relative
norme e discusse.
Pertanto, non capisco la preoccupazione dell'onorevole Ciaccio
perché se ci sono degli interventi normativi, alleghiamo le norme,
si discutono le norme e si va avanti. Se non c'è bisogno di norme
nel piano ci sono, comunque, previste degli interventi, comunque
prima di farli si passa dalla Commissione bilancio, si approvano in
Giunta e si va avanti per cui non capisco la preoccupazione,
francamente.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò
breve. L'Assessore ci deve chiarire a cosa fa riferimento l'ultimo
capoverso, l'ultimo rigo più che l'ultimo capoverso, del primo
comma, ovvero Oggetto della riorganizzazione prevista
dall'articolo 44 della legge regionale 4 maggio 2009, n. 6 e
successive modifiche , quali enti rientrano in questa normativa?
Occorre chiarirlo all'Assemblea vista la tempestività, la
riscrittura, non abbiamo il tempo materiale di analizzarla perché
lei in Commissione, Assessore, ci aveva promesso entro i sessanta,
poi sono diventati centoventi giorni, ora non si sa quando se ne
parlerà, quindi, almeno chiarisca all'Assemblea questo aspetto.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, se leggo bene, capisco le
perplessità espresse dall'onorevole Ciaccio, questa discussione
comunque serve a chiarirci le idee, però, nel secondo comma, in
effetti, c'è scritto che predisposto il piano corredato dalle
eventuali proposte legislative necessarie per la completa
attuazione dello stesso .
E' in sintonia. Lei, onorevole Ciaccio ha fatto bene ad
evidenziarlo tant'è che poi c'è una questione che riguarda l'Ente
porto di Messina che, comunque, viene posto in liquidazione con
legge e lo facciamo noi in questo momento. Infatti, noi facciamo un
piano di riordino, le fasi successive sono previste, per cui se
occorrono gli interventi legislativi porteremo gli interenti
legislativi, anzi mi sembra corretto come ragionamento, se la
finalità è unica, quella di un piano di riordino degli enti
regionali.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me
l'intervento dell'onorevole Ciaccio è opportuno perché la
terminologia utilizzata nel testo non è corretta. Trattandosi di
enti regionali, gli enti regionali sono tutti disciplinati da legge
regionale, quindi, il Governo non deve proporre un piano di
riordino ma deve proporre una proposta legislativa di riordino del
settore perché un conto è parlare di piano di riordino che poi va a
definirsi con l'ultimo capoverso con un parere vincolante che, di
fatto, pone poi il decreto del Presidente della Regione, ma non ci
può essere un piano di riordino del Presidente della Regione nel
momento in cui, di fatto, manca la legge perché gli enti regionali
hanno la norma d'azione dell'attività legislativa del Parlamento,
al ché il Governo deve presentare, secondo quello che c'è scritto,
una proposta legislativa e in quella proposta legislativa vi è il
riordino degli enti regionali.
No, perché la proposta legislativa poi non ha il parere vincolante
della Commissione Bilancio ma ha il parere delle Commissioni di
merito, come dice l'onorevole Ciaccio, e dalle Commissioni di
merito poi si va al parere della Commissione Bilancio e poi la
proposta legislativa, quindi, il piano di riordino non è un decreto
del Presidente della Regione ma è una legge dell'Assemblea
regionale.
PRESIDENTE. Però, leggiamo attentamente il secondo comma: la fase
successiva al piano di riordino . E' chiaro.
CIMINO. No, Presidente, la contrarietà nasce nella parte finale,
guardi. Glielo posso leggere?
previo parere della seconda Commissione permanente dell'Assemblea
regionale siciliana, entro 180 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge .
PRESIDENTE. Si, perché lei sta facendo un ragionamento. Se la
competenza è attività produttive2, dovrebbe andare ad attività
produttive , questo è un discorso di semplificazione, sta facendo
un piano di riordino generale degli enti regionali che comportano
un'economia di spesa e successivamente propone una legge che va in
seconda commissione. Mi sembra chiaro. E' un procedimento di
semplificazione.
CIMINO. Sarebbe più chiaro.
PRESIDENTE. Invece, è chiarissimo. Noi stiamo autorizzando a fare
un piano di riordino. Quando noi contestiamo, come Ufficio di
Presidenza, che mancano le relazioni tecniche, gli stiamo dicendo
anzi questa norma è di auspicio. Si faccia un piano di riordino. Il
piano di riordino, se deve essere corredato, come sicuramente deve
essere corredato, dalle proposte legislative, si faranno le
proposte legislative e andranno solo in seconda commissione, non
vedo questa stranezza.
Onorevole Ciaccio, lei mantiene l'emendamento soppressivo?
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.1 I parte degli onorevoli Di Mauro e
Greco. Al comma 1 sostituire le parole entro centoventi giorni'
con le parole entro sessanta giorni'. L'onorevole Greco non c'è. Lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 41.4 dell'onorevole Ciaccio dopo le
parole del proprio ramo di amministrazione' aggiungere le parole
fatti salvi gli enti istituiti per legge che sono riorganizzati
attraverso apposita legge' . Sono costretto a dichiararlo
inammissibile proprio per i ragionamenti che ci siamo fatti perché
si è detto che sono costituiti per la gran parte con legge e
comunque il riordino verrà fatto con legge.
Si passa all'emendamento 41.1, II parte al comma 2 sostituire le
parole entro 180 giorni' con entro novanta giorni' degli
onorevoli Di Mauro e Greco. Non essendo presente in Aula, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento sostitutivo del 41.8 presentato dal
Governo, il 41.8.1.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. L'impostazione dell'articolato convince perché in effetti
va nella direzione di semplificare. Invece, io pongo all'attenzione
del Presidente e dell'assessore un problema riguardante tutti gli
enti in liquidazione. Rimangono in liquidazione sine die. La
pregherei, assessore, dovremmo mettere un termine perentorio entro
il quale si deve chiudere la liquidazione e questo dovrebbe essere
un auspicio per tutti gli altri enti in liquidazione.
Quindi, assessore, scelga lei un termine congruo per chiudere la
vicenda delle liquidazioni, altrimenti, sarebbe sempre una vicenda
senza termine, tutti in liquidazione.
PRESIDENTE. In effetti, è un buon auspicio. C'è un piccolo
problema di carattere giuridico che succede quando c'è la
liquidazione degli enti, che se ci sono contenziosi in corso la
liquidazione, la definizione dipende dal momento in cui si chiude
il contenzioso. Noi, in questo momento, non possiamo disciplinare
con legge e mettere un termine. Già il fatto che è in liquidazione
significa se tu hai una causa in corso che dura vent'anni, e sono
i casi a cui lei fa riferimento ed ha ragione, però, in questo
momento, è contro il diritto mettere un termine perché noi dovremmo
sostanzialmente già definire quando si chiudono eventuali
contenziosi.
LACCOTO. Dobbiamo trovare una formula che troverà il Governo
perché, altrimenti, i liquidatori restano in carica continuando a
pagarli, bisogna trovare una soluzione, o un ufficio unico per le
liquidazioni. Assessore, io penso che sia opportuno prevedere un
centro unico di liquidazione, altrimenti, questa vicenda resterà
sempre così.
PRESIDENTE. Ha fatto bene a porre la questione, l'onorevole
Laccoto perché è uno dei problemi seri non solo della Regione
siciliana, ma di tutta Italia. Le liquidazioni rimangono a tempo
indefinito.
L'onorevole Cimino che ci darà un suo contributo e poi l'onorevole
Falcone.
CIMINO. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per un
chiarimento, e capire soltanto rispetto al primo capoverso, l'Ente
autonomo portuale di Messina, se è istituito con decreto del
Presidente della Regione e non con legge, per porlo in liquidazione
basta il decreto del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Parla con un messinese che conosce, come tutti i
messinesi, questa stranissima vicenda. Io le dico proprio questo è
uno di quei casi dove occorre una legge che comunque è superiore
nella gerarchia delle fonti ai decreti, perché è stato istituito
sulla base di una legge nazionale che prevedeva l'istituzione dei
punti franchi, poi, successivamente, con un decreto del 1951 o
1957, non ricordo, ma si è così dilatata nel tempo la questione che
occorre una legge, perché nessuno si è preso carico di procedere
con decreto alla soppressione o alla liquidazione.
Finalmente arriviamo con un atto gerarchicamente superiore, che è
quello della liquidazione, cioè che è la legge, e quindi poniamo
fine a questa sopravvivenza di un ente porto che sostanzialmente si
accavalla con le competenze di una autorità portuale.
CIMINO. Devo dire che, giuridicamente, non mi convince il tema
della gerarchia delle fonti, perché se è stato istituito con legge
nazionale, anche la legge regionale non dà .
PRESIDENTE. No, chiarisco che la legge nazionale prevedeva
l'istituzione dei porti franchi, i porti franchi tra i quali
Messina, a distanza di oltre settant'anni il punto franco non ce lo
abbiamo, è stato fatto un decreto, perché non si era trovato a suo
tempo la legge e quindi nel corso dei decenni tra decreti e leggi,
noi siamo ad un punto che c'è l'inutilità di un Ente porto perché
si sovrappone su un aerea di competenza dell'autorità portuale. Se
finalmente il Governo arriva a questa determinazione, scrive bene
liquidazione', e alla fine si procede definitivamente e si chiude.
CIMINO. No, per concludere e chiarire, proprio per venire
incontro, secondo me, assessore Baccei, per realizzare questo
obiettivo, secondo me, si deve autorizzare il Presidente della
Regione con legge, che con decreto pone in liquidazione l'ente.
Perché io ritengo giuridicamente, che così come è scritto, non si
raggiunge l'obiettivo.
PRESIDENTE. Perché la legge è superiore, fin quando non viene
impugnata è superiore.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io andrei cauto a
votare un emendamento che rischia di essere soltanto un
emendamento annuncio', anzi è un emendamento che rischia di creare
più problemi che risolverli, il 41.8.1, e vi spiego il motivo.
Noi abbiamo la Regione siciliana che ha un primato, il primato è
dato da alcuni enti che si chiamano Azasi, Ems ed Espi, sono i tre
enti che sono posti in liquidazione ormai da diversi lustri, vicino
a questi enti ci sono altri enti come l'Eas, come ultimamente la
Sicilia Turismo e Cinema S.p.a., la società Patrimonio Immobiliare
S.p.a., cioè noi ogni volta poniamo in liquidazione con legge un
ente e quella gestione liquidatoria dura anche vent'anni,
venticinque anni.
E' chiaro, però, dobbiamo anche dire che noi oggi avevamo con
l'articolo 41 - e in commissione lo avevamo chiarito - noi ponevamo
una norma di cornice, cosa dicevamo con questa norma di cornice,
che entro 180 giorni l'assessore portava in commissione Bilancio e
programmazione un piano di riordino di tutte le società, ma un
piano che non andasse con la foglia di carciofo a prendere questa o
quell'altra società, ma le prendesse tutte in maniera indistinta e
portandoli con un piano di razionalizzazione all'attenzione della
Commissione, potesse poi trovare una soluzione per chiudere enti
inutili non per sostituire la vita di un ente inutile con un
accanimento terapeutico della gestione liquidatoria, che costa
ancora di più.
Ora, parlando dei consorzi di ripopolamento ittico, proprio nel
2009, affrontammo questo tema e, se vi ricordate, in quell'articolo
44 ponemmo il divieto per i comuni che non avevano attinenza con il
mare, ma addirittura alcuni erano comuni montani, di far parte dei
consorzi di ripopolamento ittico.
Allora, a distanza di sei anni, siccome nulla è stato fatto,
ancorché vi fossero state delle garanzie, con questo articolo non
stiamo facendo altro che creare delle gestioni liquidatorie senza
risolvere il problema. E, allora, eravamo per una norma più
articolata e più complessiva, ma nel caso in cui, Assessore, lei
volesse insistere su questo subemendamento, il 41..8.1, dobbiamo
mettere un termine, cioè, dobbiamo dire entro quando deve essere
chiusa la gestione liquidatoria pena la decadenza del liquidatore.
Cioè, personalmente, avevo presentato in Commissione un emendamento
che poi non è stato votato perché era un articolo aggiuntivo, che
diceva che Sicilia, Turismo e Cinema S.p.a., che diceva che ESPI,
che diceva che Arsea venivano posti, assieme all'ARAN, assieme a
tanti altri enti, in liquidazione prefissando alla data del 31
dicembre 2015 la data finale per la chiusura della gestione
liquidatoria, pena la decadenza del liquidatore.
Perché questa sanzione? Perché se noi non mettiamo una sanzione a
chi deve effettuare questa liquidazione, un termine entro il quale
poter completare questo processo di chiusura, di liquidazione ci
accorgiamo che, a distanza di decenni, abbiamo ancora gestioni
liquidatorie che comportano un peso, un onere.
Addirittura l'anno scorso si disse che all'AZASI era stata data
una consulenza di 100 mila euro. Ne parlò La Repubblica, ne parlò
Sicilia Informazione e, allora, se vogliamo ancora cadere in questo
errore stiamo sbagliando.
Se l'Assessore vuole mantenere, riformuliamo e mettiamo un
emendamento modificativo che dica il termine finale entro cui la
gestione liquidatoria deve concludersi.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi dispiace perché probabilmente
ripetiamo le stesse questioni.
Il termine finale non può essere posto alla liquidazione perché la
liquidazione dipende, la gran parte delle volte, dai contenziosi e
lei non può a priori sapere quanto dura un contenzioso per cui non
può fare ricadere in capo al commissario liquidatore i tempi della
giustizia che spesso sono molto lunghi con l'apposizione di un
termine, che comunque è inammissibile.
Per questo non si chiudono le liquidazioni, detto da chi ha
esperienza. Quando viene nominato un commissario liquidatore in un
qualunque ente, anche per liquidare una cooperativa, se c'è un
contenzioso aperto e quel contenzioso dura vent'anni, purtroppo,
durerà vent'anni.
Se poi c'è una responsabilità del liquidatore, questo è un altro
tipo di ragionamento. Ma prima, intervenendo sulla stessa
questione, l'onorevole Laccoto aveva trovato una soluzione di
mezzo, una forma di ufficio di controllo sull'attività dei
liquidatori. Ma questo è un altro tipo di problema, cioè, che
debbono riferire semestralmente, annualmente, ma noi non possiamo
porre giuridicamente un termine alla liquidazione.
Ho l'esperienza dell'associazione Teatro di Messina, ci sono
contenziosi aperti con i dipendenti che ancora è in vita.
Hanno cercato centomila volte di chiuderla e non è possibile
giuridicamente e così per tutte le liquidazioni, comprese le
semplici cooperative, mi creda.
Quando viene nominato un commissario liquidatore dall'Assessorato
delle attività produttive, un avvocato, un commercialista, non ci
può essere un termine messo a priori, perché non sai quanto durerà
il contenzioso.
(Proteste da parte dell'onorevole Lentini)
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a
proposito dell'ente autonomo el porto di Messina, è stato istituito
con decreto del Presidente, riprendiamo la stessa questione perché
se vogliamo veramente porre in liquidazione con legge, dobbiamo con
legge che entro trenta giorni il Presidente della Regione dovrà
porre in liquidazione l'ente autonomo perché altrimenti non abbiamo
fatto nulla. Abbiamo scherzato
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, questo tema della messa in
liquidazione, dello scioglimento come si diceva prima, qua abbiamo
in Aula l'onorevole Germanà che si era fatto nella passata
finanziaria promotore, se non erro insieme all'onorevole Picciolo e
anche lei puntava allo scioglimento, noi sappiamo e ribadisco per
l'ennesima volta che è uno di quegli enti vergogna di questa
Regione siciliana. Perché è un ente vergogna? Perché una legge
nazionale prevedeva l'istituzione dei punti franchi. Nel 1957
l'allora presidente della Regione fece un decreto di perimetrazione
dell'ente porto. Sono passati decenni e ci sono stati leggi e
decreti. Nessuno si è preso la responsabilità di procedere allo
scioglimento dell'ente porto.
Noi dobbiamo decidere in questa sede se con un atto
gerarchicamente superiore che è la legge che toglie dall'impiccio
assessori, presidente di Regione, perché nessuno si vuole assumere
la responsabilità, si procede alla liquidazione o meno. Siamo al
punto finale di dire basta all'ente porto di Messina Poi, se non
lo vogliamo, noi possiamo continuare ancora, questo è quel famoso
ente porto di Messina che aveva un solo dipendente.
E poi, il Presidente della Regione, per carità, non ha bisogno
della mia difesa, insieme all'Assessore per le attività produttive,
è stata più volte mediaticamente messa sotto processo sul
presupposto che non aveva proceduto allo scioglimento perché doveva
nominare un liquidatore.
Se lo vogliamo risolvere lo risolviamo il problema
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Sinceramente non ho nessuna
difficoltà a fare l'atto domani mattina, solo che la questione
risulta anche incomprensibile. Perché qui quello che si vuole fare
anche con questa legge è verificare che attorno ad una vicenda
terribile che riguarda sprechi, mantenimento, c'è un Parlamento che
lo vuole fare. Se poi questo Parlamento non lo vuole fare ma mi
sembra che tutti dicono che lo vogliono fare e poi si pongono
questioni di metodo. Però io non ho nessuna difficoltà ad
intraprendere.
Per cui, non capisco ci mettiamo a discutere di cose, cioè ci
interessa la sostanza. E' chiaro che il provvedimento legislativo
darà un consenso maggiore e rafforzerà tecnicamente il
provvedimento del Presidente della Regione, evitando contestazioni
inutili.
Rispetto allo scioglimento degli enti, così evito la replica
all'assessore Baccei, non è vero che sono infiniti. Da quando c'è
questo Governo, non sono più infiniti, per esempio, Sicilia cinema,
non è vero che è stata sciolta, è da un anno e mezzo che non c'è
più.
Noi abbiamo cominciato a scioglierli gli enti e le partecipate.
Fra l'altro c'è una strategia molto precisa sullo scioglimento
degli enti proprio per evitare le questioni tecniche su cui
giustamente il Presidente dell'Assemblea informava l'Aula che non è
possibile mettere un termine perentorio. Ma noi per superare
questa vicenda stiamo operando nel trasferire ad un soggetto unico
tutte le competenze e procedere alle liquidazioni. Questi termini
ci creerebbero solo difficoltà.
Ma la volontà precisa del Governo che già si sta attuando è quella
proprio di trasferire. Però è chiaro che non si potrà attendere la
fine del contenzioso e qualcosa dovrà comunque rimanere in piedi,
perché ci vuole sempre un soggetto giuridico responsabile.
Quindi, sinceramente io mi auguro che questa norma di soppressione
dell'Ente autonomo del porto di Messina venga approvata altrimenti
è chiaro che non ci sarà alternativa a procedere solo con decreto
del Presidente della Regione che comunque io sono disponibile a
fare domani mattina.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, onorevole
presidente della Regione prendo atto che dopo otto anni, come
diceva il presidente Ardizzone prima, si fa chiarezza con una
norma.
Io mi auguro che questa norma possa valere alla bisogna perché c'è
anche una legge nazionale, mi ricordo che c'è stato pure un decreto
del Presidente della Repubblica che lo ha mantenuto in vita e
quindi ci fu un problema rispetto alla norma di soppressione
dell'ente approvata dal presidente Lombardo, è ovvio che gli uffici
legali del presidente Crocetta metteranno in atto tutti quei
dispositivi necessari perché quest'opera si compia e si compia in
raccordo con l'autorità portuale e che produca gli effetti che noi
desideriamo con questa norma.
PRESIDENTE. Però, praticamente non capisco tutta questa
insistenza. Capisco che ogni volta che si parla dell'Ente porto di
Messina c'è qualcosa di strano perché non si vuole lo scioglimento
o forse non si vuole il rilancio del porto di Messina dove abbiamo
la sovrapposizione di due istituzioni: l'autorità portuale e l'Ente
porto di Messina ormai inutile per un porto franco che non si è mai
realizzato e noi cincischiamo perché più volte i presidenti della
Regione che si sono alternati hanno provato a sciogliere l'Ente
porto e non è stato mai possibile scioglierlo e non lo potrà
sciogliere con tutta la buona volontà neanche il Presidente della
Regione attuale.
SUDANO. Ma sciogliamolo, qual è il problema?
PRESIDENTE. Non capisco perché non va sciolto, una volta che si
parla di un'istituzione che non serve a niente, non lo capisco
Cioè da messinese non sto chiedendo di istituire un ente, sto
chiedendo, stiamo chiedendo ai messinesi che deve essere sciolto.
Quale personale? Questa è stata una delle vergogne della Sicilia e
siamo usciti sulle prime pagine del Corriere della Sera perché era
un ente che aveva un consiglio di amministrazione con un direttore
per non fare niente.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non intendo
assolutamente difendere l'ente porto di Messina, mi fido delle cose
che voi profondi conoscitori della realtà avete affermato in
quest'Aula e ne prendo atto. Io mi permetto solo di esprimere una
perplessità di carattere giuridico. Io una legge che pone in
liquidazione un ente, onestamente, ad oggi non l'ho vista. Lei sa
meglio di me che per la liquidazione amministrativa occorre una
preventiva dichiarazione dello stato di insolvenza del tribunale a
automaticamente il decreto del presidente della Regione che mette
in liquidazione l'ente nominando il liquidatore. Perché dobbiamo
impelagarci in una procedura farraginosa che rischia di ottenere
risultati opposti cioè di aprire un contenzioso senza.
PANARELLO. Abbiamo liquidato l'EMS l'AZASI, lo abbiamo fatto per
legge.
ASSENZA. Io mi sono permesso di esprimere questa mia
personalissima opinione nella quale credo, poi l'Assemblea è
liberissima di fare. Aveva più senso allora l'emendamento
dell'onorevole Laccoto che parla di soppressione che è un concetto
diverso.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 41.8.1. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto, sono assorbiti gli emendamenti 41.8 e 41.7.
Si passa all'emendamento 41.2, a firma degli onorevoli Alloro ed
altri. Viene ritirato.
Il 41.9 è ritirato, onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. No è una riduzione di spesa.
PRESIDENTE. Stiamo trattando l'emendamento 41.9 a firma
dell'onorevole Cancelleri che prevede una riduzione delle somme dei
compensi per componenti
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo per tranquillizzare l'onorevole Alloro che comunque
l'emendamento 41.2, primo firmatario Alloro, il 41.9, primo
firmatario Cancelleri, e il 41.10, primo firmatario il
sottoscritto, hanno esattamente lo stesso tenore e ipotizziamo il
parere favorevole del Governo e della Commissione perché si tratta
della previsione di ridurre i compensi corrisposti ai componenti
degli organi di amministrazione in relazione a tutti gli enti,
associazioni, consorzi comunque denominati, agenzie, ecc. tranne
quelli che si riferiscono al settore sanitario.
Quindi, nell'ottica del risparmio di spesa i tre emendamenti hanno
lo stesso tenore e sono molto somiglianti tra di loro.
PRESIDENTE. Veramente anche qua ci sarebbe da discutere perché
prima l'onorevole Lentini, che non vedo in Aula, faceva riferimento
al fatto, porto l'esempio dei compensi dei liquidatori delle
cooperative, che noi non troviamo persone più disponibili a
procedere alla liquidazione, ad avere incarichi di liquidazione
delle società cooperative, perché attingono sull'eventuale attivo
che rimane.
E' previsto questo, non è un compenso previsto a priori, perché
una cosa è procedere alla liquidazione di un ente x ...
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, si tratta ovviamente di una norma di
risparmio e di contenimento della spesa che parte dal presupposto
che sostanzialmente i compensi degli enti regionali, quindi i
compensi di cui all'articolo 1 della legge 10 e di tutti gli altri,
sono assolutamente una giungla.
Cogliendo l'occasione che ci viene data dal Governo, che propone
un piano di riordino di tutti questi enti, e cogliendo anche
l'occasione della proposta del Governo che, con l'emendamento
ultimo presentato, fa diventare i consigli di amministrazione di
tre o, in alcuni casi eccezionali, di cinque, nelle more di questo
piano di riordino si potrebbe, in maniera assolutamente credibile,
uniformare quelli che sono i compensi di tutti gli enti, perché ci
sono dei casi assolutamente macroscopici che io voglio evitare
anche di citare, perché non ce l'abbiamo con nessuno. E'
semplicemente andare ad una omogeneizzazione di tutti i consigli di
amministrazione, dimezzarli ulteriormente nel caso in cui si
tratti di componenti dell'amministrazione regionale.
Poi, sul compenso si può anche discutere: noi diciamo 24 mila euro
per gli organi di amministrazione e 12 per quelli di vigilanza. Si
può anche discutere sul merito del compenso. Il problema che noi
poniamo è un problema di merito, cioè non ci possono essere figli e
figliastri, i compensi debbono essere uguali per tutti.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, condivido appieno
l'emendamento posto da Ioppolo, formica e Musumeci e vi appongo la
mia firma in quanto ritengo che, in un momento in cui si parla
tanto di spending review e in un momento in cui ci si attacca anche
ai gettoni dei consigli comunali e quant'altro, dare un esempio di
ristrettezza e di controllo della spesa anche per gli enti
partecipati regionali, con dei compensi che mi sembrano equi e
calibrati suoi ruoli svolti, che sia un atto dovuto da parte di
quest'Assemblea.
Quindi, apprezzo anche l'iniziativa del Movimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. I due emendamenti a firma degli onorevoli Cancelleri e
Ioppolo sono simili. Se l'onorevole Cancelleri lo ritira votiamo
quello dell'onorevole Ioppolo per ordine. C'è la specificità perché
lascia correttamente fuori gli istituti sanitari.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contrario a questo emendamento non perché io sono uno spendaccione,
perché qua mi sembra che stiamo tagliando la ttesta a tutti, siamo
diventati tutti giacobini, io non capisco il clima che si respira
in quest'Aula.
Poi non capisco il comma 7. Se per un verso abbiamo detto che i
compensi a titolo gratuito non possono essere previsti per legge,
votando questo emendamento votiamo anche il comma 7 che prevede
anche compensi a titolo gratuito per coloro che sono in quiescenza.
Intanto, deve essere sicuramente cassato, perché una prestazione -
come ha detto lei - deve essere remunerata e non si parla solo di
consigli d'amministrazione, si parla anche di organi di vigilanza.
Quindi, non lo capisco da questo punto di vista.
Per quanto riguarda me ed il gruppo che rappresento, noi voteremo
contro a questo emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lo dico in
particolare al collega che è un parlamentare di lungo corso.
Stiamo attenti che stiamo un po' sbandando tutti. Guardate che
andare ad amministrare una società, un ente comporta una
responsabilità personale in capo all'amministratore. La prima cosa
che devi fare è fare un'assicurazione per eventuali danni.
Stiamo attenti che così rischiamo di avere soltanto i peggiori,
perché è chiaro che .
Una personalità media, di media competenza, che è chiamato a
svolgere un incarico di gestione, non si può pensare di dargli 1000
euro al mese.
Signori, ma cosa stiamo combinando? Ma fermiamoci un attimo prima
di sbaraccare tutto e tutti.
Io chiedo al collega Ioppolo la gentilezza, lo chiedo a nome
dell'etica e della politica, di ritirare l'emendamento a sua firma,
perché è un errore culturale, di modello; stiamo costruendo un
sistema dei mediocri, pensando che la mediocrità sia l'unico
valore, ed è sicuramente qualcosa di pericoloso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, dopo il mio intervento e la sua
appassionata arringa, era come se la sottoscritta avesse qualche
difficoltà.
PRESIDENTE. Stiamo parlando sui compensi ora.
GRASSO. Ancora siamo alla discussione dell'articolo 41. Stiamo
parlando di enti regionali, della riorganizzazione degli enti
regionali. Siamo andati avanti? Voglio intervenire per una
questione di principio, dicendo che se questo Governo avesse la
reale volontà di chiudere gli enti, anche domani mattina - mi
riferisco a tutti gli enti regionali e a tutti gli enti di ricerca
- e delegarne le funzioni, potrebbe fare una cosa semplicissima, e
potrebbe farlo pure in 30 giorni, con decreto del Presidente della
Regione - c'è un avvocato - sciogliere gli enti, nominare un
funzionario regionale con le precipue funzioni di liquidatore, che
da una parte trasferisca le competenze ai singoli dipartimenti e
dall'altra compia gli atti di liquidazione. Questa a mio avviso è
la procedura più semplice, altrimenti questi enti non si
scioglieranno mai, da tre anni si pensa, infruttuosamente, di
farlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 41.10, a firma degli
onorevoli Ioppolo, Formica e Musumeci, di contenuto quasi identico
all'emendamento 4.9 a firma dei deputati del Movimento 5 Stelle.
Chiarisco che l'approvazione, o respingimento, del 41.10
assorbirebbe di riflesso l'emendamento 4.9.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
SUDANO. Il comma 7 va cassato.
PRESIDENTE. E' una volontà del legislatore, non giriamoci intorno.
Il legislatore, in questo momento, siamo noi, e il legislatore sta
decidendo quello che vuole fare con le persone in quiescenza;
essendo noi il legislatore se non saremo d'accordo voteremo contro.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 41.10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 41.10. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 35
Contrari 35
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura.
«Art. 42
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è autorizzata per l'anno 2015 la
spesa di 640 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
2. Per le finalità di cui all'articolo 59, della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 500 migliaia di euro (UPB
10.3.1.3.99 - capitolo 147314).
3. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 7.000 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
4. Per le finalità di cui alla legge regionale 31 dicembre 1964 n.
34 e successive modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo
183701).
5. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della legge
regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 600
migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).
6. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 30
dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 1.700 migliaia di euro
(UPB. 9.2.1.3.3 - capitolo 373711).
7. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge regionale 15
maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 280 migliaia di euro (UPB
7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
8. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento delle
Università, degli istituti universitari, degli osservatori
astronomici, astrofisici, geofisici, e vulcanologici di cui
all'articolo 73, comma 6 della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 200 migliaia di euro
(UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373307).
9. Per le assegnazioni alle Università per spese inerenti
l'attività sportiva universitaria e per i relativi impianti, di cui
all'articolo 73, comma 6, della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo
373313).
10. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2, della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di 100
migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 376576).
11. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge regionale
16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015
la spesa di 1.500 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
473709).
12. Per la concessione di contributi alle società sportive
professionistiche, semiprofessionistiche e dilettantistiche
partecipanti a campionati nazionali di serie A e di serie B, già
previsti dal comma 2 dell'articolo 21 della legge regionale 17
maggio 1984, n. 31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015
la spesa di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
473710).
13. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2, lettera c)
della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 350 migliaia di euro (UPB
1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
14. Per le finalità di cui alla legge regionale 1 febbraio 2006,
n. 5 e successive modifiche ed integrazioni è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 300 migliaia di euro (UPB
13.2.1.3.7 - capitolo 377762).
15. Per le finalità dell'articolo 57 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 250 migliaia di euro per l'anno 2015 (UPB
8.2.1.1.2 - capitolo 272531).
16. Per le finalità dell'articolo 1 della legge regionale 5 marzo
1979, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata
la spesa di 400 migliaia di euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3 -
capitolo 377735).
17. Per le finalità di cui all'articolo 195, comma 3, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 il Dipartimento regionale degli
affari extraregionali è autorizzato ad erogare per l'esercizio
finanziario 2015 la somma di 350 migliaia di euro .
18. Per le finalità di cui all'articolo 7 della legge regionale 20
novembre 2008, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 100
migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99 - cap. 348111).
19. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c)
della legge regionale 16 agosto 1975, n. 66 e successive modifiche
ed integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la
somma di 300 migliaia di euro (cap. 377703).
20. L'UPB 6.2.2.6.3- cap. 776016 è incrementata per l'esercizio
finanziario 2015 dell'importo di 1.500 migliaia di euro».
L'articolo 42 è accantonato.
Chiedo al Governo, sull'articolo 35 c'era stata la riscrittura?
Onorevole Cordaro, mi avevate chiesto l'accantonamento
dell'articolo 35.
CORDARO. Abbiamo dato un'ipotesi agli Uffici. Stanno valutando.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura.
«Art. 43
Utilizzazione di fondi a favore di attività sportive
1. Le disposizioni di cui all'articolo 13 della legge regionale
13 gennaio 2015, n. 3, si applicano anche alle iniziative di cui
all'articolo 12 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8, a
valere sui finanziamenti del capitolo 473709 del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014».
PRESIDENTE. Ci sono due emendamenti soppressivi.
Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento 43.2? E' soppressivo
dell'articolo 43 Utilizzazione di fondi a favore di attività
sportive'.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ma ammesso che lo volessi ritirare,
con tutto questo assembramento che c'è nei banchi del Governo,
come Faccio, Presidente
PRESIDENTE. Dichiara di ritirarlo.
FALCONE. No, ma io potrei anche chiedere un chiarimento, però se
c'è un sovraffollamento, non posso.
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole, lei si è riposato. Grazie.
Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44
Incentivazione all'acquisto e all'impiego di
riproduttori animali
1. La Regione sostiene le attività volte a conseguire e diffondere
il miglioramento genetico del patrimonio zootecnico regionale, sia
con l'obiettivo di migliorare la competitività degli allevamenti,
sia di valorizzare gli usi sostenibili del territorio rurale e
conservare la biodiversità.
2. L'Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della
pesca mediterranea incentiva il miglioramento qualitativo degli
allevamenti attraverso il ricambio dei riproduttori maschi e
femmine selezionati e il ripopolamento delle stalle rispondendo
alle esigenze di una zootecnia siciliana più aderente alle
direttive comunitarie.
3. Sono concessi aiuti in conto capitale, per un massimo del 25%,
a fronte della spesa sostenuta per l'acquisto di animali
riproduttori maschi e femmine delle specie e razze di interesse
zootecnico.
4. L'azione è attuata nell'ambito del Regolamento UE n. 1408/2013
della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione
Europea agli aiuti de minimis nel settore agricolo, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. 352 del 24 dicembre
2013.
5. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2015, la spesa complessiva
di 1.500 migliaia di euro a valere sulle disponibilità di cui alla
lettera h) del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19».
Ci sono due emendamenti soppressivi presentati dagli onorevoli
Ciaccio, La Rocca. Sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45
Aiuti alle associazioni allevatori per la tenuta dei
libri genealogici
1. Per l'espletamento dei compiti relativi alla tenuta dei libri
genealogici e per l'attuazione dei controlli funzionali,
l'Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea è autorizzato a concedere aiuti alle Associazioni
regionali degli allevatori giuridicamente riconosciute e aderenti
all'Associazione italiana allevatori di cui all'articolo 3, comma 2
della legge 1991, n. 30, in conformità all'articolo 27 del
regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014
che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione
degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale
e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione
(CE) n. 1857/2006, pubblicato nella GUUEL 193 dell'1 luglio 2014.
2. Possono essere concessi nei limiti stabiliti dalle norme
nazionali e unionali in materia:
a) aiuti fino al 100% dei costi amministrativi inerenti alla
costituzione e alla tenuta dei libri genealogici;
b) aiuti fino al 70% dei costi sostenuti per test di
determinazione della qualità genetica o della resa del bestiame,
effettuati da o per conto terzi, eccettuati i controlli effettuati
dal proprietario del bestiame e i controlli di routine sulla
qualità del latte.
3. Gli aiuti sono erogati in natura e non comportano pagamenti
diretti ai beneficiari.
4. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata, per
l'anno 2015, la spesa di 2.300 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 -
capitolo 144111)».
Ci sono emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli
Ciaccio, La Rocca, Alongi. Sono ritirati.
L'emendamento a firma dell'onorevole Alloro è
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46
Contributo straordinario in favore dei marittimi
imbarcati in
motopescherecci sequestrati nel Mar Mediterraneo
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere un contributo
straordinario nel limite massimo di 50 migliaia di euro in favore
di ciascuno dei marittimi imbarcati sui motopescherecci sequestrati
Maestrale , Boccia Secondo , Antonino Sirrato , Giulia P.G. ,
Daniela L. e Flori sequestrati in acque internazionali, per gli
eventi del 7 giugno 2012, del 7 ottobre 2012 e del 8 dicembre 2012.
Il contributo è erogato indipendentemente dal computo dei giorni di
navigazione al fine di fronteggiare almeno parzialmente il danno
causato dall'interruzione dell'attività di pesca. Per le finalità
del presente articolo è autorizzata la spesa di 246 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2015.
2. Il contributo di cui al comma 1 è erogato al netto delle somme
riferibili allo stesso evento, eventualmente percepite ai sensi di
ulteriori interventi regionali, nazionali e/o comunitari o
derivanti da indennizzi assicurativi».
Ci sono due emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli
Alongi, La Rocca.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché vorrei spiegato questo articolo visto che non c'era in
Finanziaria e nella nottata è spuntato. Non tanto nel merito perché
ha delle finalità corrette cioè se ci sono dei pescherecci, delle
imbarcazioni che comunque aiutano e quindi sono a soccorso di
persone che sono in difficoltà e poi sono state danneggiate a
seguito del loro intervento, sicuramente hanno fatto qualcosa di
utile e per questo devono essere premiate.
Però mi chiedo, siccome determinate situazioni sono di competenza
nazionale e visto che qua, giustamente, è stato inserito che è al
netto degli interventi nazionali o comunitari derivanti da
indennizzi assicurativi, se diamo un contributo regionale e poi a
livello nazionale, perché molti di questi hanno un contenzioso a
livello nazionale, fra uno, due, tre, cinque, dieci anni ricevono
pure un contributo, la Regione è in grado di capire se può
richiedere le somme che attualmente gli sta dando? La stessa cosa
vale per gli indennizzi assicurativi. Noi ritiriamo l'emendamento
soppressivo, però invito il Governo a scriverlo in un determinato
modo perché ad oggi significa che noi diamo queste somme e non le
rivedremo mai più.
Allora dobbiamo andare a capire che cosa vogliamo fare, se è un
contributo a fondo perduto oppure effettivamente dobbiamo sub
emendarlo per andare a capire se gli interventi nazionali,
comunitari o assicurativi prima o poi arriveranno.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi noi ritiriamo l'articolo
soppressivo, però al Presidente Crocetta vorremmo fare presente una
cosa: tutti i pescherecci che vengono, purtroppo, sequestrati da
parte delle autorità dei Paesi che come noi si affacciamo sul
Mediterraneo sono identici.
E' successo però un fatto strano negli ultimi anni: che quelli di
altre marinerie, e non voglio fare assolutamente una
contrapposizione territoriale, per questo tra le altre cose, ritiro
l'emendamento, hanno avuto rimborsate le risorse. Quelli invece
della marineria della provincia di Siracusa e in modo particolare
della marineria di Porto Palo attendono ancora di avere questi
contributi.
Ora non è possibile che si facciamo due pesi e due misure.
Ripeto, io qui non intendo assolutamente iniziare una battaglia
fra sventurati, fra disperati, fra gente che hanno bisogno
dell'intervento della Regione, però al Presidente della Regione
vorrei ricordare che non ci può essere disparità di trattamento.
Chiunque ha avuto le navi sottoposte a sequestro deve ricevere da
parte della Regione il giusto ristoro. E onorevole Turano mi fermo
qui, nel senso che non sto dicendo nulla, ho detto che sono
d'accordo all'emendamento, ho detto che lo voterò, ho detto che
toglierò l'emendamento soppressivo però al Presidente della Regione
ricordo questa ingiustizia che da anni viene perpetrata nei
confronti della marineria della provincia di Siracusa. Grazie
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
non perché contesto l'articolo ma perché un inciso del secondo
comma mi mette in ambasce. Leggo testualmente il contributo di
cui al comma 1 è erogato al netto delle somme riferibili allo
stesso evento, eventualmente percepite ai sensi di ulteriori
interventi regionali . Ma di ulteriori interventi regionali?
Capisco che non possiamo sapere se interventi nazionali o
comunitari o assicurativi hanno già risarcito, ma di ulteriori
interventi regionali credo che non possa essere accettato come
principio.
Vorrei capire se per lo stesso fatto paghiamo due volte o ci sono
altre imbarcazioni che hanno subito eventi identici e non sono mai
stati risarciti.
E' possibile avere una risposta su questo punto? Diversamente sono
costretto a fare un emendamento soppressivo dell'inciso ulteriori
interventi regionali . E' una cosa che chiedo anche alla Presidenza
dell'Assemblea.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la norma generale interviene su alcuni motopescherecci
sequestrati dove è stata fatta una istruttoria e si riconosce
specificamente che questi hanno diritto ad un indennizzo. Quindi
non è una norma che in generale crea una attesa rispetto a coloro
che avranno le stesse condizioni, anche perché talvolta vengono
sequestrati per ragione del fatto che magari sono responsabili di
avere violato norme e quindi non può essere riconosciuto alcun
contributo, quindi, si tratta di una norma specifica che interviene
su casi molto determinati. E' chiaro all'onorevole Vinciullo, a
questo mi rivolgo, che se poi ci sono dei casi concreti che bisogna
segnalare vuol dire che in occasione di variazioni di bilancio o in
occasione di prossima finanziaria potremo sostenere gli aiuti alle
imbarcazioni interessate. Per quanto riguarda ulteriori interventi
regionali in realtà queste nazionali o comunitarie è una norma di
salvaguardia perché è vietato per legge superare anche in termini
di contribuzione l'ammontare del danno e quindi in via
precauzionale perché ci potrebbero essere anche contributi concessi
in via amministrativa per considerazioni umanitarie e altre cose
che potrebbero rivelarsi aggiuntive e quindi è soltanto una norma
di salvaguardia.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo pronti a
ritirare gli emendamenti soppressivi perché non è giusto, come ha
detto l'onorevole Vinciullo, che si faccia una battaglia sulle
disgrazie di soggetti che meritano invece la stima, la vicinanza e
la solidarietà di questo Parlamento, però c'è anche una
perplessità. Se noi identifichiamo già da ora tutti questi, ad
esempio, a gennaio ci furono due imbarcazioni, una di Siracusa, e
una di Riposto, Jonathan, faccio un nome, c'è stata la Madonnina di
Scoglitti nel ragusano, ci sono stati altri motopescherecci.
Concediamo un contributo straordinario nel limite di 50 mila di
euro in favore di ciascuno dei marittimi imbarcati, prevedendo 246
mila di euro, 50 mila euro a marittimo, considerate che in ogni
imbarcazione ci sono 7, 8, 10 marittimi. Allora, sarebbe anche più
opportuno che dicessimo di arrivare a 300 mila euro, vediamo chi
sono i vari pescherecci che dal 2012 ad ieri, all'entrata in vigore
di questa legge sono stati colpiti da questa disgrazia, cioè sono
stati sequestrati in acque internazionali da autorità straniere,
ingiustamente hanno avuto un danno, hanno subito un torto e il
Parlamento dimostra, a coloro che hanno avuto questo danno, di
essere loro vicini con un contributo che sarà nel limite, ma per
tutti. Quindi, se lo possiamo riformulare in questo senso sarebbe
più opportuno e più equo.
PRESIDENTE. C'è già l'emendamento 46.3 del Governo che lo
corregge, perché si sono accorti dell'errore.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Guardate, io ritengo che
sarebbe più giusto fare una norma erga omnes, stabilendo poi,
ovviamente, che le pratiche dovrebbero essere affrontate sulla base
delle priorità, per cui se la formulazione potesse essere molto più
semplice, prevedendo un contributo straordinario in favore dei
marittimi di pescherecci sequestrati nel Mar Mediterraneo, è
stanziata la somma di 246 migliaia di euro, quindi per me possiamo
sostituirlo subito con un emendamento, perché mi sembra troppo
specifico.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo la
proposta del Presidente della Regione, anche perché mi pare che vi
siano pescherecci in situazioni analoghe anche a Licata, o in altri
compartimenti marittimi della Sicilia, la proposta che io farei è
comunque quella di aumentare la cifra se possibile dei 246 mila
euro, quindi istituire un capitolo di bilancio, magari mettendo 500
mila euro che riguarda la problematica in generale e può soddisfare
oltre queste imbarcazioni che già sono inserite, anche altre
imbarcazioni che oggi magari il Parlamento non conosce, ma che
vivono una situazione di difficoltà come queste di cui al comma 1.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
conosco perfettamente questa situazione, e per sottolineare un
discorso. Questo tipo di contributo dato a queste imbarcazioni era
già stato fatto in precedenza per i relativi marittimi, e per
insufficienza di fondi in realtà gli armatori erano rimasti fuori,
quindi noi di fatto stiamo andando a sanare un qualcosa che era
stato in parte non completamente completato nelle passate
finanziarie. La cifra è una cifra minima, che tra l'altro io vi
posso assicurare che non arriva nemmeno a compensare la minima
parte di quello che queste aziende, perché di fatto sono aziende
che hanno dovuto subire nell'arco di questi eventi, e credo che una
norma generale sarebbe assolutamente auspicabile, perché la
battaglia che avviene nel mar Mediterraneo adesso sta creando una
serie di problemi anche ad altre imbarcazioni di altre città.
Quindi nel caso in fondo sarebbe il caso di rimpinguarlo ed
ovviamente, in questo caso di specie, noi andiamo a compensare le
minime spese di questi pescatori.
MUSUMECI, Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto
per dare voce alle centinaia di pescherecci che stasera non sono
rappresentati in questo emendamento. Sono pescherecci che non hanno
mai subito sequestri e impedimenti alla loro attività, e che pure
affrontano con serena difficoltà l'aridità del pane quotidiano. Io
credo che noi non facciamo giustizia piena nel momento in cui non
teniamo conto delle decine e decine di altri battelli che hanno
subito gli stessi atti di violenza nel canale di Sicilia negli anni
precedenti, e non rendiamo giustizia ai tanti battelli che ogni
giorno debbono fare i conti con una burocrazia assolutamente
snervante e ostinatamente contraria al mantenimento della pesca
artigianale sotto costa. E allora approfitto di questo emendamento,
per il quale il mio gruppo voterà a favore, per invitare il Governo
ad aprire, se lo riterrà il signor Presidente della Regione, visto
che stasera, nonostante le pressioni, ci onora della sua presenza,
perché si possa aprire un sereno dibattito in Aula sulla politica
per la pesca e, soprattutto, per la piccola pesca, quella
sottocosta e quella artigianale, per questa categoria che non ha
voce e che spesso non trova sensibilità sufficienti nelle
istituzioni.
Mi auguro che nelle prossime settimane, assieme all'assessore al
ramo, il Governo ci faccia conoscere quali contenziosi intenda
aprire col Governo nazionale e - perché no? - con l'Unione europea
perché si possa, a cominciare dalle infrastrutture portuali, quelle
di tipo peschereccio, finalmente aprire uno squarcio di luce su
questa categoria che, purtroppo, non ha santi in paradiso e credo
che sia l'ora che senza essere santi o senza vocazioni santifiche
si possa in quest'Aula trovare riferimenti responsabili e risultati
concreti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è l'accordo di tutti riguardo ad
una riscrittura generale dell'articolo, per cui l'accantoniamo
momentaneamente.
Si passa all'articolo 47: Ne do lettura:
Art. 47
Disposizioni a favore dei Comuni in dissesto per far
fronte alle
situazioni emergenziali nel settore idrico
1. Al comma 4 dell'articolo 2 delle legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3, è aggiunto il seguente periodo: A tal fine il
dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti è autorizzato a
trasferire contributi a fondo perduto ai comuni interessati o alle
loro forme associative già costituite ai sensi dell'articolo 9
della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e successive modifiche
integrazioni. .
2. Al comma 4 dell'articolo 2 delle legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3, le parole 30 aprile 2015 sono sostituite con le
parole: 30 giugno 2015 .
Comunico che all'articolo 47 è stato presentato l'emendamento
47.3, a firma dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 47.1, a firma
dell'onorevole Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 47.4, degli
onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per una questione
di giustizia e di equo trattamento dei comuni dell'Isola. Succede
questo che nell'esercizio provvisorio questo Parlamento è venuto
incontro a 523 comuni del palermitano, perché erano di fronte ad
un'emergenza
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. E'
la stessa emergenza che non si risolve.
FALCONE Era una questione di emergenza idrica che dovevano
affrontare. Attenzione, abbiamo dato un contributo di 8 milioni di
euro. Questo contributo di 8 milioni di euro lo stiamo facendo
gravare sul fondo delle autonomie locali che, nel frattempo,
quest'anno è stato ridotto di 45 milioni rispetto all'anno scorso.
L'anno scorso avevamo riserve per 14 milioni e 500 mila euro,
quest'anno già ad oggi abbiamo riserve per 17 milioni e 700 mila
euro. Siccome è possibile che ci saranno altre cose, credo che noi
così come abbiamo fatto per la provincia, laddove c'era la
provincia di Catania, una riserva di 1 milione 650 mila euro per i
cosiddetti doposcuolisti che grava comunque sullo stesso fondo
della stessa provincia è chiaro che su questo noi dovremo trovare
un momento di compensazione. Mi rendo conto che trattasi di un
emendamento forte però vorrei anche comprendere che se il fondo
dell'Ara, dell'agenzia dell'Acqua e dei rifiuti ha delle somme a
disposizione che possono essere date a fondo perduto, è chiaro che
io dico prendiamoli dall'Agenzia e non gli togliamo dal fondo delle
autonomie locali. Avevo chiesto che venisse fatta una verifica in
tal senso e dalla Commissione all'Aula quella verifica doveva
essere portata in Aula.
Purtroppo, oggi non ci accorgiamo che questa verifica non è stata
fatta, non abbiamo una relazione che ci faccia comprendere, per cui
è chiaro che rischiamo di creare una disuguaglianza e una disparità
di trattamento tra comuni e comuni.
Ciononostante, presidente Dina, sono pronto a ritirare questo
emendamento, però vorrei capire che dobbiamo anche operare nel
rapporto di equo trattamento, cioè se qualcuno pensa che c'è chi si
infila e altri che possono invece pensare di rimanere esclusi,
questo no
Voglio consegnare questa che può diventare una mera riflessione
all'Aula.
PRESIDENTE. Gli uffici mi hanno fatto uno schema del lavoro fatto
fino adesso. Noi abbiamo approvato su 102 articoli, 42 articoli,
quindi ne mancano esattamente 60. E' pur vero che gli articoli
maggiormente complessi, ancora ce n'è qualche altro, sono stati
votati, quindi l'impianto della finanziaria c'è tutto.
Però se noi su ogni articolo interveniamo in maniera ripetuta, noi
non riusciamo neanche entro domani alle ore 14,00 a chiudere questa
finanziaria.
Quindi pregherei, nonostante gli interventi sono tutti utili, di
limitare il tempo degli interventi, ove possibile. Evitiamo di
dilungarci perché, ripeto, mancano 60 articoli ancora, sapendo che
la procedura poi prevede che poi c'è la sospensione, si deve
riunire la Giunta e deve far combaciare il bilancio con la
finanziaria che è stata approvata.
Quindi, è un invito che faccio innanzitutto a me stesso,
conteniamo ove possibile, se siamo d'accordo sull'esito di un
articolo, è inutile parlarci addosso.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è che
pensate che facciamo le leggi e poi le cambiate come pensate voi
Cosa prevedeva il comma 4, dell'articolo 2 della legge regionale
13 gennaio 2015. A tal fine il dipartimento regionale dell'acqua e
dei rifiuti è autorizzato a trasferire contributi a fondo perduto
ai comuni interessati o loro forme associative già costituite ai
sensi dell'articolo 9 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e
successive modifiche e integrazioni'.
Ma dove era scritto che questo era solo per la provincia di
Palermo? Era riferito a tutte le province. Ora perché non è
interessata Catania chiudiamo la partita.
Dopodiché, per essere chiari, presidente Dina, la legge era
rivolta intanto a due province, che vivono lo stesso dramma,
Palermo e Siracusa. Poi che i sindaci di Siracusa non hanno fatto
nessuna richiesta, la responsabilità non è di questo Parlamento, ma
dei sindaci.
Ancora però più grave, presidente Dina, è che il Presidente della
Regione, insieme alla sua Giunta, abbiano pensato di interpretare
questa legge escludendo la provincia di Siracusa.
Cosa che non può essere fatta, perché veda Presidente, le ho fatto
un'interrogazione parlamentare su questa vicenda. Il giorno in cui
ci sarà un solo sindaco della mia provincia che farà richiesta di
finanziamenti, io andrò a sostenerlo. Ripeto, la legge era rivolta
a due province che vivono lo stesso dramma. E non è che possiamo
pensare di fare una finanziaria Palermocentrica, perché il rischio
è proprio questo che tutta la finanziaria che noi facciamo viene
incentrata sulle istanze e sui problemi di Palermo.
La norma era rivolta a due province. Poi il Governo ha pensato di
cambiarla ed il Presidente della Regione, insieme alla sua Giunta,
si sono assunti delle responsabilità gravissime.
Ora ritorniamo a proporre questo problema ed allora dovete avere
il coraggio di scrivere che è rivolto solo alla provincia di
Palermo, perché se non lo scrivete è chiaro che anche la provincia
di Siracusa, trovandosi nella stessa situazione ha diritto a
ricevere i contributi nel caso in cui i sindaci facessero domanda.
Ma siccome i sindaci della nostra provincia sono assolutamente
disattenti, potete anche lasciarla così, perché tanto richiesta di
finanziamento non ce ne sarà mai.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Vinciullo, togliamo i soldi a Ortigia e li mettiamo lì
VINCIULLO. Ortigia? Stiamo parlando di seicentocinquantamila euro
a fronte di otto milioni, ma di cosa stiamo parlando? E noi ne
abbiamo ventuno, chiaro?
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo accolto
l'invito della Presidenza e non volevo intervenire su questo
articolo proprio per evitare che ci fossero questioni tra comuni.
Ma chiedo al Governo e ai presidenti delle Commissioni, ma vi
sembra normale che noi ogni anno ci sono leggi che trasferiscono ai
comuni, in questo caso ai cinquantadue comuni di Palermo, e c'è un
disegno di legge sull'acqua che non arriva in Aula?
E' una vergogna, cioè in un momento in cui la Sicilia sta morendo
noi destiniamo sette milioni e otto, giustamente non acqua; ma si è
chiesto perché questi comuni non si sono consorziati, non si sono
presi le reti? Così c'è una parte di Sicilia che non paga l'acqua,
comuni che non pagano e cittadini che non pagano. Ma la vogliamo
smettere? Ciò vale per Siracusa, vale per Messina, vale per
Catania, vale per tutti. Ed io mi chiedo: noi siamo qui da due anni
e il disegno di legge sull'acqua dov'è? Perché altrimenti, così
come questo, così come i rifiuti, noi possiamo andare avanti di
finanziaria in finanziaria a togliere risorse importanti e poi non
ce le abbiamo per qualsiasi norma di settore o di sviluppo.
E' mortificante, io ho solo una voglia di andarmene a casa
PRESIDENTE. Non vada a casa, onorevole Grasso, il suo contributo è
prezioso. Lei deve stare qua tutta la notte con noi.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ci indichi con saggezza una soluzione
perché abbiamo compreso il problema.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei, se ci
riesco, riportare tutti ad una riflessione più pacata e vorrei
invitare soprattutto il Presidente Crocetta che sono sicuro non ci
sarà stato in questi giorni perché avrà studiato approfonditamente
la finanziaria quindi ora è preparato e ci darà il contributo che
ci aspettiamo .
CROCETTA, presidente della Regione. L'articolo è
anticostituzionale
CORDARO. Voglio però ricordare ai colleghi che, come certamente è
a loro noto, questo non è il Consiglio comunale di Palermo, questo
è il Parlamento siciliano ma nel Parlamento siciliano non possono
non affrontarsi anche i problemi che, per una volta, viva Dio,
piuttosto che occuparsi dei pescherecci di Mazara del Vallo,
piuttosto che occuparci dell'Ente Fiera di Messina, piuttosto che
occuparci di Siracusa e di Ortigia, piuttosto che occuparci di
Comiso, piuttosto che occuparci di tutte le cose delle singole
province, tutte corrette, ci stiamo occupando dell'acqua.
Ed allora, rispetto a questo, siccome io lascio gridare solo
l'onorevole Vinciullo, perché gli do questa primazia che non voglio
assolutamente insidiare, voglio invece dire con pacatezza ma con
altrettanta convinzione che al netto di quello che possono essere
stati errori di gestione, che possono essere state responsabilità
di amministratori incapaci, che possono essere state responsabilità
di un Governo o di un'Assemblea che probabilmente non sempre ha
fatto quello che andava fatto. Siamo in una condizione che ci deve
far guardare in maniera costruttiva e non distruttiva una ipotesi
che ha trovato convergenze in Commissione, che ha trovato copertura
nell'esercizio provvisorio del Governo e che vede oggi la necessità
di una conferma, per garantire ai comuni della provincia di Palermo
la possibilità di continuare a godere dell'erogazione dell'acqua e,
quindi, al netto delle grida del collega Vinciullo io insisto
chiedendo pacatamente che questo articolo venga votato.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Falcone, lei lo ha ritirato?
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Vinciullo, mi
rivolgo a lei, sto rispondendo a lei.
Siccome lei ha accusato il Governo di avere fatto una norma ad hoc
per Palermo se mi fa parlare visto che io l'ho ascoltata con
molta attenzione, siccome questa norma non l'ha proposta il Governo
ma è venuta fuori dal lavoro della Commissione, le chiedo
correttamente di rivedere la comunicazione.
La Giunta regionale, sulla base della precedente norma, perché
abbiamo avuto due norme sui rifiuti che sono state fatte nel 2014,
una ha riguardato Siracusa e l'altra ha riguardato Palermo la
norma successiva che è stata fatta su Palermo riguardava intanto
noi abbiamo avuto una difficoltà che era quella relativa al fatto
che il Commissario dello Stato ravvisava che una norma
generalizzata potesse in qualche modo, che non nascesse da una
considerazione straordinaria, in qualche modo creasse proprio
quelle eccezioni che dice lei e cioè che l'acqua i cittadini la
devono pagare. E, quindi non può essere a loro carico.
Correttamente a questo principio, nella erogazione dei fondi,
nell'attribuzione dei fondi ai comuni il Governo ha proposto ai
comuni interessati due possibilità: o questi fondi venivano
trasferiti ai comuni per spese di investimento e, quindi, per
acquisire le quote all'interno dell'AMAP o se, invece, venivano
date per la gestione del servizio idrico essendo previsto dalla
legislazione europea e italiana che il servizio idrico è a carico
degli utenti, questi fondi non possono essere trasferiti a fondo
perduto come prevede questa norma. Per essere chiaro.
Non è, quindi, una norma del Governo e per quel che mi riguarda è
pure anticostituzionale. Persino inammissibile. Per essere
estremamente chiari, perché i comuni non possono restituire fondi,
non possono non restituire fondi per la gestione e io sono convinto
che questa norma verrà impugnata a livello nazionale e noi
collezioneremo l'ennesima brutta figura.
D'altra parta non è che si può stabilire che alcuni comuni della
provincia di Palermo devono avere l'acqua gratis contrariamente a
quello che fa tutto il resto del popolo siciliano. Quindi, il tema
non è quello che lei pone di estendere questo diritto ai
siracusani, perché lo potremmo estendere poi ai gelesi, poi ai
messinesi, poi ai ragusano, poi agli ennesi. Di fatto stabilire il
principio che l'acqua non si paga.
Ma che quei comuni devono se vogliono utilizzare le somme non a
titolo di investimento ma per spese d'esercizio, non possono che
restituire le somme per cui questo comma per me è sostanzialmente
in violazione delle norme comunitarie e nazionali.
Capisco che ci facciamo qualche nemico sindaco però la verità è
rivoluzionaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome il Presidente della
Regione, ed è il Presidente della Regione, ha fatto riferimento ad
eventuale incostituzionalità della norma, mi dovete chiarire - la
Commissione questo deve fare - se è una norma già presente
nell'esercizio provvisorio e c'è già una copertura.
Se già era contenuta nell'esercizio provvisorio significa che già
ha passato il vaglio del Governo nazionale. Però questo va chiarito
per la Presidenza.
CROCETTA, presidente della Regione. Per quel che mi riguarda il
comma 1 dell'articolo 47 è ritirato.
PRESIDENTE. Non si può ritirare un articolo, si vota eventualmente
contro.
Da un punto di vista procedurale, la Commissione mi deve chiarire,
sulla base dell'intervento dell'onorevole Cordaro, se questa è una
norma già approvata nell'esercizio provvisorio e, quindi, ha
superato il vaglio del Governo nazionale e se si tratta di una
semplice proroga o meno. Questo va chiarito.
Poi così mettiamo in condizione l'Aula di votare l'eventuale
soppressione che proporrà il Presidente della Regione o meno.
Si tratta di questo o no? C'è la copertura già data nell'esercizio
provvisorio?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, ho ascoltato gli interventi
di tutti con molta attenzione ed ho avuto una sensazione,
un'impressione, ritengo fondata, che si vogliano riproporre questa
sera delle argomentazioni che dovevano essere proposte a gennaio,
quando la norma base è stata approvata.
Ora stiamo ritornando indietro nel tempo riparlando di cose che
sono state già superate e sancite in una disposizione di legge
sulla quale non c'è stata nessuna impugnativa da parte del Governo.
Primo punto.
La finalità della norma, che è stata proposta dal Governo, per
l'esattezza è stata proposta dal mio assessorato, per superare
delle difficoltà di carattere operativo, a fronte di situazioni che
avevano portato ad una situazione di vera e propria emergenza
idrica e la finalità della norma è unicamente quella di consentire
l'utilizzazione concreta dei fondi. Questa e non altra è la
finalità della norma.
Per questa esigenza è stato anche necessario portare oltre il
termine.
PRESIDENTE. C'è una posizione tecnica dell'assessore Leotta ed una
posizione politica del Presidente della Regione, onorevole
Crocetta.
IOPPOLO. E' proprio perché ci sono due posizione dentro al
Governo.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, credo
che mantenere l'articolo 47 sia l'unica soluzione possibile, perché
non si può parlare di una norma così; io non voglio contraddire il
Presidente della Regione, però credo che, in questa legge
finanziaria, stiamo dando contributi a fondo perduto a Comuni,
Enti, a chiunque. C'è una situazione emergenziale e lo sappiamo
bene noi componenti della IV Commissione, perché affrontiamo spesso
in Commissione l'emergenza del palermitano. Credo che ad Ortigia e
a Ragusa Ibla si diano dei soldi inutilmente; almeno li stiamo
dando per una motivazione valida.
PRESIDENTE. Se non ho compreso male, in questo momento, non stiamo
mettendo nuove somme ma sono somme già accantonate con l'esercizio
provvisorio. Non si sono spese entro il 30 aprile e c'è la
necessità di spenderle entro il 30 giugno, altrimenti andranno in
economia. Questa è la situazione dal punto di vista tecnico. Tutte
le altre questioni politiche potranno essere soggette al voto
d'Aula.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è una
mozione pregiudiziale alla prosecuzione dei lavori d'Aula. Chiedo
una riunione di maggioranza immediata.
PRESIDENTE. Non è possibile.
PICCIOLO. Le comunico dunque che il mio Gruppo, stante la
situazione, abbandona l'Aula.
PRESIDENTE. Non deve chiedere a me la riunione di maggioranza ma
deve chiederla al Presidente della Regione.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 912/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Picciolo, le posso chiedere la gentilezza di
ascoltarmi un attimo? C'è un grande equivoco in procinto di
scoppiare. Questa norma è stata approvata con l'esercizio
provvisorio. Siamo tutti stanchi, ma evitiamo di esasperare i toni.
Gli otto milioni sono del fondo delle autonomie locali non
comportano nuove spese di nessun tipo. Per loro natura, i fondi
degli enti locali vengono trasferiti ai Comuni, a fondo perduto,
quindi non è in discussione il fondo perduto. Il tema è un altro,
che il dottore. Morale ha avuto una difficoltà sulla modalità di
assegnazione di questi fondi ai Comuni oggetto della crisi idrica
dei 41 della provincia di Palermo. Questa norma serve soltanto a
tranquillizzare il dirigente generale dell'Assessorato alle
autonomie locali sulle modalità di assegnazione dei fondi ai Comuni
per l'emergenza idrica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Crocetta. Ne ha
facoltà.
CROCETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo seguito
questa vicenda con attenzione ed è evidente che abbiamo avuto -
l'assessore Leotta in prima persona - delle difficoltà enormi.
L'onorevole Cracolici ha ricostruito correttamente la vicenda
rispetto all'erogazione dei fondi. Però è anche chiaro che l'acqua
si paga. E' anche chiaro che l'acqua si paga e che sia pure a
carico dei fondi dei Comuni, non ci sono nuove spese da parte della
Regione, per cui, a questo punto, anche il parere dell'assessore
per l'economia non poteva che essere favorevole però è anche vero
che l'acqua si paga e quindi quelle somme a fondo perduto potevano
essere trasferite solo in una certa ottica. Non insisto
sull'emendamento soppressivo nella logica diciamo probabilmente più
politica che tecnica.
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo
47.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusate, onorevoli colleghi, abbiamo discusso oltre un'ora e mezza
su un articolo. Alla fine ci siamo chiariti le idee. Se avessimo
ascoltato i nostri interlocutori forse avremmo evitato tanti
equivoci.
Si passa all'esame dell'articolo 35. Ne do lettura.
Art. 35
Amministrazione delle società a totale
o maggioritaria partecipazione della Regione
1. A decorrere dal primo rinnovo degli organi societari
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge,
all'Amministrazione delle società controllate dalla Regione si
applicano le disposizioni seguenti:
a) nelle società che svolgono attività di "in house providing" per
la Regione siciliana, l'amministrazione è affidata, in linea con
quanto previsto dall'articolo 4, comma 4, del decreto legge 6
luglio 2012, n. 95 e successive modifiche e integrazioni, per un
periodo non inferiore a tre e non superiore a cinque anni, ad un
amministratore unico;
b) nelle altre società, a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione siciliana, l'amministrazione è affidata ad un
consiglio di amministrazione con durata triennale, composto da un
presidente e due consiglieri, che può nominare tra i suoi
componenti un amministratore delegato, stabilendone i poteri e le
funzioni in conformità a quanto appositamente previsto dallo
statuto di ciascuna società.
2. Le cariche di amministratore unico o delegato di cui al
precedente comma sono rinnovabili una volta sola.
3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20, comma 4, della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, qualora l'amministratore
unico o l'amministratore delegato ricopra anche le funzioni di
direttore generale, il limite massimo del trattamento economico
annuo omnicomprensivo è pari alla somma delle voci retributive,
spettanti ai dirigenti generali della Regione siciliana, riferite
unicamente alle seguenti componenti: a) stipendio tabellare; b)
retribuzione di posizione prevista dall'articolo 15 numeri l e 2
del Decreto del Presidente della Regione 11 novembre 1999, n. 26;
c) retribuzione di posizione, nella misura massima decurtata del 20
per cento; d) retribuzione di risultato, di cui al contratto
collettivo regionale di lavoro dell'Area della Dirigenza. Lo stesso
trattamento spetta al direttore generale nel caso in cui
l'amministratore unico o delegato non ricopra anche le funzioni di
direttore generale.
4. Il limite massimo di cui al comma 3, per gli amministratori
unici o delegati che ricoprano anche le funzioni di direttore
generale, è ridotto del trenta per cento, per le società con un
numero di dipendenti inferiore a quattrocento o con un valore della
produzione inferiore a quindici milioni di euro.
5. Per le società di cui al comma 1, i limiti di cui all'articolo
20, comma 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 sono
ridotti del 30 per cento.
6. Le cariche di amministratore unico e amministratore delegato
possono essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso di
adeguata e comprovata professionalità e, nel caso previsto dal
precedente comma 3, sono incompatibili con l'esercizio d'impresa
e/o l'esercizio di qualsiasi altra attività, sia di lavoro
autonomo, sia di lavoro dipendente anche occasionale.
7. L'Assessorato regionale dell'economia esercita il controllo
analogo e ne stabilisce le modalità. Le società conformano i propri
statuti alle disposizioni dell'Assessorato.
8. L'Assessorato regionale dell'economia procede alla verifica del
Piano Operativo Strategico (POS), del Piano dei Servizi e del
Personale, del Piano Economico Annuale (PEA) e dell'andamento
gestionale trimestrale.
9. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le società di cui al comma l dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e successive modifiche ed
integrazioni, adeguano i propri statuti alle prescrizioni della
presente legge .
PRESIDENTE. Era stato accantonato. C'è una intesa su questi
emendamenti? Gli Uffici mi ricordano che eravamo all'emendamento
35.1. Se avete bisogno di un po' di sospensione così si
ristabilisce la calma. La Commissione mi deve seguire. Invito i
deputati a non avvicinarsi al banco della Commissione e al banco
del Governo. Per uno svolgimento ordinato dei lavori, i deputati
sono pregati di non avvicinarsi al banco della Commissione e al
banco del Governo, cortesemente. L'emendamento 35.1 prevede la
soppressione del comma 3. Ci siamo fermati e c'è un emendamento
dell'onorevole Falcone e dell'onorevole Cordaro, il 35.7.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma quale illustra?
FALCONE. Il primo. Stiamo inserendo secondo le previsioni
statutarie sulla rappresentanza dei soci. Cosa succede? Ci sono
delle società come i mercati agroalimentari di Catania, che poi non
sono di Catania ma della Sicilia, che hanno al proprio seno una
rappresentanza, cioè sono formati da soci pubblici e soci privati e
lo Statuto prevede che ci sia una rappresentanza dell'uno e
dell'altro. Non stiamo facendo altro che richiamare lo statuto
secondo la rappresentanza dei soci di categoria A e di categoria B.
Nient'altro.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
apporre la firma a questo emendamento. Ritengo centrale e
fondamentale che le compagini private vengano rappresentate,
continuano ad essere rappresentate proprio per non scoraggiare una
Regione che, purtroppo, troppo spesso, scoraggia i privati ad
intervenire nella compagine societaria di queste società; illustro
l'ulteriore emendamento, a firma degli onorevoli Cordaro, Lombardo,
Greco ed altri, riguardante il tetto onnicomprensivo previsto per
gli incarichi di cui al comma 3 che non possa superare i 90 mila
euro.
A me sembra una norma innanzitutto di grande buon senso visto
anche il clima di confusione che si è creato precedentemente in
merito al tetto previsto che, sommando eventuali incarichi di
responsabilità all'interno delle società partecipate, fissi un
tetto che mi sembra più che opportuno che non è limitativo e,
quindi, potremmo dire umiliante nei confronti dei componenti, ma
non mi sembra neanche eccessivamente alto in modo tale da evitare
eventuali attacchi sull'esosità di tali incarichi.
E al comma 2 prevediamo ulteriormente quello che ormai è
consuetudine a livello nazionale, data l'approvazione, come
sappiamo, del decreto legislativo n. 39 del 2013, che ha visto uno
scatto e un salto di qualità dell'intervento delle normative
anticorruzione e trasparenza di cui lei stesso, Presidente
Ardizzone, di questo le va dato atto, così come anche sulla
Spending review di questa Assemblea, molte di queste norme sono
entrate ad essere norme attive di quest'Assemblea.
Allo stesso modo, chiediamo che l'applicazione di questa norma
anticorruzione trovi uno scatto anche all'interno delle società
partecipate di questa Regione. Vedete, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, in questi giorni, a Roma, si paventa un accordo
tra Ministero dell'economia e autorità anticorruzione, in merito
alla trasparenza delle società partecipate al Ministero
dell'Economia. Addirittura la CONSOB si sta adoperando affinché
queste norme possano entrare anche nelle società quotate dello
Stato.
Penso che se si chiede oggi alla Regione di equiparare gli
stipendi dei regionali, se si chiedono sacrifici ai regionali e ai
dipendenti di questa Regione, penso che sia un atto dovuto, se non
un primo passo adeguarsi anche alle norme anticorruzione e
trasparenza che penso siano molto più della repressione lo
strumento vero per evitare casi di corruzione, casi di malaffare,
casi di inopportune presenze all'interno delle società partecipate
della Regione siciliana che purtroppo se non ingenerano casi di
corruzione certamente ingenerano casi di cattivo gusto per non
utilizzare altri termini.
Quindi spero che l'Aula possa apprezzare questo emendamento ed
approvarlo. Grazie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
congiuntamente sugli emendamenti 35.7 e 35.1.1, che a me sembrano
due emendamenti di buon senso. Uno perché permette di rispettare le
disposizioni statutarie, cose che non possono essere modificate,
l'altro perché individua un tetto oltre il quale in questo momento
potremmo apparire come troppo generosi e credo che sia una somma
congrua se parametrata, faccio un esempio su tutti, alla
retribuzione che prendono alcune amministratori di enti molto
importanti, come il sindaco di Palermo, il sindaco di Catania, o i
presidenti delle ex province.
Ho compreso che c'è quasi l'unanimità dell'Aula. L'onorevole
Cordaro mi fa notare che occorre ulteriormente differenziare questo
limite di novanta e rapportarlo all'importanza delle società.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche
raccordandomi col Governo ma chiedendo ovviamente all'Aula, perché
è una modifica che abbiamo fatto in questo istante, nel capoverso
successivo e cioè al comma 4 dell'articolo 35 si prevedeva una
riduzione del trenta per cento. Avendo abbassato il parametro da
140 a 90 mila, abbiamo sostituito, con l'accordo del Governo, la
parola fino al trenta per cento' con settantamila euro', quindi
per le società che hanno maggiori responsabilità e più dipendenti
un tetto di novantamila, per le altre di settantamila.
PRESIDENTE. Diamo per distribuito il subemendamento
all'emendamento 35.1.1 che assume il nome 35.1.1 bis, primo
firmatario l'onorevole Cordaro, che è quello appena illustrato. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 35.1.1, così come subemendato.
Chi è favorevole si resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 35.7, a firma degli onorevoli
Falcone e Cordaro. Chi è favorevole si resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 35.6, a firma dell'onorevole
Sudano che prevede la soppressione del comma 6. Il comma 6 prevede
che le cariche di amministratore unico e amministratore delegato
possano essere conferite esclusivamente a soggetti in possesso di
adeguata e comprovata professionalità e nel caso previsto dal
precedente comma 3 sono incompatibili con l'esercizio di impresa e
con l'esercizio di qualsiasi altra attività, sia di lavoro
autonomo, sia di lavoro dipendente, anche occasionale.
SUDANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, non lo ritiro perché ci sono le norme
del codice civile che stabiliscono quando si può fare
l'amministratore, quindi non capisco perché stiamo inventando una
normativa regionale.
PRESIDENTE. C'è un emendamento soppressivo del comma 6. Dovremmo
prestare attenzione a quello che ha illustrato l'onorevole Sudano,
perché estendere pure al lavoro occasionale...
Il parere del Governo sulla soppressione del comma 6? L'onorevole
Sudano sul comma 6 dice che ci sono già delle norme che prevedono
la compatibilità o meno.
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole della Commissione e del Governo,
lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.3, del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46, in precedenza accantonato.
Onorevole Falcone è stato presentato un emendamento di riscrittura
da parte del presidente Crocetta, il 46.3.1 e, c'è anche un suo
emendamento.
FALCONE. Posso spiegarlo?
PRESIDENTE. No, evitiamo di spiegare, il presidente Crocetta dice
con delibera di Giunta; è abbastanza democratico. Lei dice che deve
essere solo l'Assessorato regionale all'agricoltura.
Quindi, dove sta la differenza l'ho detto io. Pongo in votazione
prima quello del Governo; se passa l'emendamento del Governo, in
automatico, il suo viene assorbito.
CRACOLICI. Io non sono d'accordo sulla riscrittura? Posso
intervenire?
PRESIDENTE. No. Ma lo poteva dire prima.
CRACOLICI. Io non ero in Aula, posso intervenire?
PRESIDENTE. Che non eravate presenti non è un problema dell'Aula.
Dobbiamo andare avanti perché su quest'articolo si è intervenuto.
Se abbiamo bloccato i lavori d'Aula perché bisognava pensare ad
una riscrittura, pensavo che ci fosse una riscrittura unica, adesso
esce una riscrittura quasi simile, c'è una differenza tra quello
presentato riscritto dal Governo che dice bisogna riprogrammare con
delibera di Giunta e quello presentato dall'onorevole Falcone che
dice che deve essere l'Assessore alla pesca.
Si è parlato di una norma di carattere generale senza
l'individuazione dei pescherecci, già questo dibattito lo abbiamo
fatto non possiamo riaprirlo. Siamo in presenza di due emendamenti,
per cui pongo in votazione l'emendamento del Governo e, ribadisco,
se passa quello del Governo viene assorbito quello dell'onorevole
Falcone.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'emendamento 46.4 è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 46, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MARZIANO. Sono qui da due giorni, mi sono allontanato due minuti e
viene approvato. Così la spesa non si attiverà
PRESIDENTE. Che vuol dire che lei si allontana due minuti. Lo
abbiamo già approvato.
Sull'articolo 46, sulla questione pescherecci, c'è stata un'ora di
discussione, ci siamo fermati dicendo che bisognava riscriverlo ed
abbiamo dato mandato al Governo, la massima istituzione, di
riscriverlo e ci mettiamo di nuovo a discutere sulla riscrittura.
Lo abbiamo votato e siamo andati avanti.
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Articolo 48
Abrogazioni e modifiche di norme
1. L'articolo 5 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 29 è
abrogato.
2. All'articolo 7, comma 1, della legge regionale 1 agosto 1990,
n. 20 le parole lire 500.000 sono sostituite dalle parole euro
411,62 e le parole da rivalutata a precedente sono soppresse.
3. All'articolo 13 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 è aggiunta la lettera g) anticipi ai dipendenti per
le spese di missione. ;
b) al comma 5 le parole riguardanti spese correnti sono
soppresse;
c) i commi 6 e 7 sono soppressi;
d) al comma 8 dopo le parole alla competente amministrazione
sono aggiunte le parole: ed alla competente ragioneria centrale .
4. A decorrere dal 2016 all'articolo 47, comma 1, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 le parole da per l'espletamento
fino a progetti obiettivo e le parole da nonché mediante fino a
rifiuti sono soppresse.
5. Al comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 19 aprile
2005, n. 5 le parole persone residenti nel territorio della
Regione da almeno sette anni sono sostituite con le parole: i
dirigenti del ruolo dell'amministrazione regionale.
6. Il comma 5 dell'articolo 68 della legge regionale 12 agosto
2014, è sostituito dal seguente:
5. I decreti dirigenziali devono essere pubblicati per esteso nel
sito internet della Regione siciliana, a pena di nullità dell'atto,
entro il termine perentorio di sette giorni dalla data di emissione
degli stessi. Le medesime regole si applicano, altresì, ai decreti
del Fondo di cui all'articolo 15 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6, in ossequio ai principi di cui all'articolo 5 del
decreto del Presidente della Regione 23 dicembre 2009, n. 14,
recante Norme per l'organizzazione del Fondo di quiescenza del
personale della Regione siciliana».
Poiché si tratta di abrogazione di norme, lo accantonerei per il
momento e lo lascerei fra gli ultimi.
Onorevoli colleghi, sospenderei per tre minuti perché vorrei
ritornare all'articolo 6 e concordare la linea da seguire per
evitare grandi discussioni, però, senza spostarci dall'Aula.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.05, è ripresa alle ore 21.32)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 50. Comunico che è stato presentato un
emendamento soppressivo il 50.3 a firma D'Asero, Alongi.
D'ASERO. Lo ritiro.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo 50.2 a firma
Assenza, Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi insistiamo su
questo emendamento, il cui primo firmatario è l'onorevole Assenza,
che è, diciamo così, un intervento che, seppur breve e piccolo,
crea un attimo di sostegno alle imprese, però volevo chiedere al
Governo che sul 50, mi è sembrato di capire, che c'è una
riscrittura da fare.
Io avevo scritto da riscrivere, quindi non lo so se stiamo
procedendo in maniera errata. Attenzione.
BACCEI. Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI. Assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, confermo che c'è la riscrittura che pensavo di aver
consegnato Non c'è?
PRESIDENTE. Il Governo intende presentare una riscrittura?
Proporrei di accantonare in attesa della riscrittura del Governo.
Si passa all'esame dell'articolo 52. Ne do lettura:
Art. 52
Riduzione dei costi dell'Ufficio di cui all'articolo 9,
della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12
1. Ai componenti delle commissioni, dipendenti
dell'Amministrazione regionale, di cui al comma 22,
quarto periodo dell'articolo 9, della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12, è corrisposto, fermo restando il
disposto di cui all'articolo 36, comma 1, dell'allegato
A' al decreto del Presidente della Regione 22 giugno
2001, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, il
trattamento economico accessorio di cui all'articolo 35,
lettere d) ed e) del medesimo allegato, nella misura
prevista dall'articolo 14, comma 5, del decreto del
Presidente della Regione 31 gennaio 2012, n. 13, ridotta
del 20%. Analoga riduzione si applica per gli altri
componenti per i quali l'eventuale indennità è posta a
carico delle rispettive amministrazioni di provenienza.
2. Nelle more del rinnovo del contratto collettivo
regionale di lavoro dei dipendenti regionali non
appartenenti all'area della dirigenza, il budget
assegnato a titolo di trattamento economico accessorio da
corrispondere al personale del comparto non dirigenziale
dell'Amministrazione regionale assegnato all'Ufficio di
segreteria tecnico-amministrativa di cui all'articolo 9
della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 è ridotto del
20 per cento.
Comunico che all'articolo 52 è stato presentato un emendamento
soppressivo il 52.3 a firma D'Asero, Alongi.
D'ASERO. Lo ritiro.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo del comma 2,
emendamento 52.1 a firma Ruggirello.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Regione. Si rimette all'Aula.
GRECO G. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.4, a firma dell'onorevole
Ruggirello.
L'onorevole Ruggirello mantiene l'emendamento. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, io potrei accertare anche la
riduzione, perché mi spieghi il Governo come mai al bilancio alla
posta per i Presidenti delle Commissioni dell'Ureka li ha aumentati
di 60 mila Euro? Guardi il capitolo di bilancio, portato da voi,
non aumentato da nessuno.
BACCEI, assessore per l'economia. Verifico.
RUGGIRELLO. Siccome siamo in votazione. Per i Presidenti delle
Commissioni 60 mila Euro in più rispetto a quelli che c'erano sul
bilancio della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Prendo il tempo per verificare
pure.
PRESIDENTE. Il Governo chiede qualche minuto per dare una risposta
più precisa.
RUGGIRELLO. Vediamo se lo possiamo accantonare e lo votiamo dopo.
Oppure gli Uffici nostri lo sapranno, perché il Bilancio è stato
approvato ieri quindi lo possiamo vedere.
PRESIDENTE. Allora, per dare modo al Governo di rispondere alla
richiesta dell'onorevole Ruggirello accantoniamo l'emendamento
52.4.
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura.
Rendicontazione e controlli spesa programmi comunitari
e nazionali
1. I rimborsi ricevuti dalla Commissione europea per le
spese sostenute per la copertura della quota parte degli
oneri, anche accessori, relativi al personale
esclusivamente impegnato in attività riferibili
direttamente a preparazione, gestione, sorveglianza,
valutazione, informazione e comunicazione, controllo,
certificazione e audit a valere sull'Asse dell'assistenza
tecnica previsto da ciascun Programma Operativo della
Regione siciliana cofinanziato dai fondi strutturali e di
investimento europei, compresi quelli per lo sviluppo
rurale e per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020,
vengono riversati in entrata del bilancio della Regione.
2. Le funzioni relative al controllo di primo livello
sui programmi operativi regionali cofinanziati dalla
Commissione europea a valere sul FESR sono esercitate,
per ciascun Centro di responsabilità, da unità operative
di base del dipartimento regionale della Programmazione
ubicate presso la sede del dipartimento o ufficio
responsabile per l'attuazione. Per il coordinamento e la
supervisione delle attività svolte da tali unità
operative, il dirigente generale del dipartimento della
Programmazione si avvale di una apposita struttura
intermedia incardinata nel proprio organigramma. È fatto
divieto di attribuire a strutture di qualsivoglia
dimensione di singoli Centri di responsabilità i compiti
e le funzioni di cui al presente comma.
3. Le disposizioni di cui al precedente comma non si
applicano alle articolazioni degli Uffici del Genio
Civile cui è demandata l'esecuzione dei controlli di
primo livello sulle operazioni di competenza del
dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti, in capo al quale sono
ricondotte le relative funzioni di coordinamento.
Si passa all'emendamento n. 56.2 a firma d'Asero, Alongi. Prevede
la soppressione dell'articolo.
Onorevole Alongi chiede che si metta ai voti o lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 56.3 a firma Falcone. Il parere della
Commissione?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 56.4 del Governo. Il parere della
Commissione?
DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 56.1 sempre del Governo. Il parere della
Commissione?
DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 56 così come emendato
nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduta. Chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Torniamo all'articolo 52. Il Governo si era riservato di
rispondere alla domanda dell'onorevole Ruggirello in merito
all'emendamento 52.4. MI pare di capire che l'onorevole Ruggirello
avesse chiesto come mai il Governo non accettasse una riduzione
considerato che nel capitolo
CROCETTA, Presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della regione. La norma parla chiaro che le
riduzioni di spesa si applicano a tutti. Il fatto che una rubrica
possa contenere una spesa sovrastimata rispetto alle necessità può
determinare solo eventualmente avanzo di amministrazione.
Eventualmente per evitare questo rischio, noi possiamo aggiungere
che, oltre ai componenti delle Commissione, si applica un ulteriore
comma ai componenti della Commissione, al Presidente, al
Vicepresidente etc si applica una riduzione. Quindi, propongo di
aggiungere prima di ai componenti delle Commissioni , al
Presidente, al vicepresidente e ai componenti delle Commissioni,
per cui sostanzialmente diventa molto chiaro.
PANARELLO. Presidente Crocetta, parliamo dell'articolo 52, comma
2. L'emendamento dell'onorevole Ruggirello riguarda il comma 2.
CROCETTA, presidente della Regione. Sto parlando del comma 1,
dove è trattata la riduzione della spesa.
La c'è scritto i componenti delle Commissioni. Non stiamo parlando
dei dipendenti. Dipendenti dell'amministrazione regionale. Stiamo
parlando cioè di quei dirigenti che fanno parte delle commissioni e
sono dipendenti regionali. Siccome guadagnano una barca di soldi,
li vogliamo ridurre. Perché guadagnano eccessivamente. Aggiungiamo,
per amore di chiarezza visto che le previsioni di bilancio per i
presidenti e vicepresidenti sembrerebbero non essere rinviati a
questa norma, prima ai componenti delle commissioni, al presidente,
al vicepresidente e ai componenti delle commissioni si applica
PANARELLO. Io sto parlando del comma 2.
CROCETTA, presidente della Regione. E io sto parlando del comma 1.
e il comma 2, qual è il problema.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io ho da fare una confessione. Ho
votato favorevolmente al 52.1 e quindi lo ammetto e ho perso, però
vorrei dire al Presidente Crocetta e anche all'onorevole Panarello,
che il ragionamento del Governo è in conferente perché immaginare
di equiparare i componenti delle commissioni, i presidenti e i
vicepresidenti al personale del comparto non dirigenziale, diciamo
che è assolutamente sbagliato.
Allora, io ripeto, ho votato contro la riduzione del 20 per cento.
Credo che sarebbe di buon senso per persone che guadagnano molto,
ma molto meno rispetto ai soggetti interessati dal primo comma,
fare in proporzione una riduzione non del 20 per cento, ma del 7
per cento nel senso auspicato dall'emendamento 52.4 a firma
Ruggirello ed altri al quale appongo la mia firma.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, la questione su questo emendamento, per
spiegarla all'Aula che le indennità aggiuntive sull'Eureka erano
state date proprio per far sì che i funzionari lavorassero come
devono lavorare all'interno dell'Eureka ed evitare le corruttele.
perché comunque queste commissioni lavorano tutto il giorno. La
funzione dell'indennità aggiuntiva in queste commissioni serviva
proprio per evitare le corruttele quindi io non so se è conveniente
diminuire queste indennità perché in realtà non si capisce perché
un funzionario dovrebbe andare a svolgere delle gare d'appalto.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Siccome ho prima parlato del
comma 1, sul comma 2 guardate che l'indennità di salario accessorio
per questi dipendenti dell'Eureka, che non è che lavorano più dei
dipendenti della regione, è 500 euro in più al mese rispetto agli
altri dipendenti della regione.
Quindi una riduzione del 20% mi pare che non sia questo grande
sacrificio considerato che questi lavoratori che lavorano di meno
sono privilegiati rispetto agli altri dipendenti della regione.
Il governo insiste per il mantenimento del 20%.
Una norma persino di giustizia, precisando che se ci sono quei
rischi sempre sul comma 1 che i componenti delle commissioni
compreso il presidente e il vice presidente.
PRESIDENTE: L'assessore Baccei, chiede la parola.
Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia, solo per completare la relazione
del presidente.
Il risparmio per questa norma sono comunque 400 mila euro che se
togliamo da qui dobbiamo prenderli da un'altra parte.
MILAZZO Giuseppe, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe, signor presidente, onorevoli colleghi, intanto
amichevolmente presidente Crocetta la vedo stanco, siccome i
siciliani domani avranno bisogno ancora di lei, ma lei non si deve
esprimere sull'onorevole Milazzo che non sa cosa le devo dire
signor presidente.
Vuole l'anteprima?
Io sono a favore dell'articolo.
Presidente, se lei va a riposare domani i siciliani avranno un
presidente della regione più energico e noi diciamo acceleriamo un
pochettino, ma lo sa perché le dico, lei intervenendo su tutti gli
articolo io glielo dico perché lo sa che le riconosco grande
rispetto e stima.
Se lei interviene su tutti gli articoli, il suo intervento diventa
uguale a quello dell'onorevole Milazzo.
Invece lei se in tutta la finanziaria fa un intervento, diventa un
intervento e tutti prestiamo attenzione.
Nel merito, io sono d'accordo ma noi dobbiamo estendere questi
tagli. Lo abbiamo fatto per i deputati, lei lo vuole per i
consiglieri comunali, io pure, io lo voglio però anche per i
componenti degli uffici di gabinetto, per i presidenti delle
commissioni parlamentari, per i componenti dell'Ufficio di
presidenza, facciamo una riscrittura e dimostriamo ai siciliani che
noi non abbiamo la faccia con i calli, il termine è rozzo ma
efficace presidente.
Diciamo che abbiamo adottato provvedimenti per i regionali sulle
pensioni, per i forestali, per gli amministratori locali, per i
parlamentari, lo ricordo sempre, io andrò in pensione a 65 anni con
340 euro, giusto non mi scandalizzo.
Dobbiamo andare avanti così, però questo rigore si deve estendere
a tutti, perché se tutti noi siamo chiamati ad esprimere un
esercizio per dare un contributo, non si deve chiedere niente in
cambio, si deve dire alla Sicilia sono qua, sono qua per dare un
contributo a gratis'
Quindi il 20% estendiamo a tutti e io voterò favorevolmente.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione chiede di parlare.
Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione, lei mi chiesto di intervenire
però le posso dire che non ci ha azzeccato.
Sa perché glielo dico, perché i componenti dei gabinetti non
prendono un centesimo di straordinario, lavorano dalle 8 del
mattino alle 2 o 3 di notte e lavorano. Gli Eureka ci stanno 6
mesi per fare una gara, e non mi pare che abbiano tutte queste gare
da fare. Quindi, incominciamo a paragonare questioni che hanno ben
altra valenza. Quindi, se lei vuole operare con giustizia,
riconosca il lavoro della gente.
PRESIDENTE. Il Governo ha precisato che l'approvazione
dell'emendamento 52.4 comporterebbe un minor risparmio di circa
quattrocentomila euro, credo rapportato, però, al venti per cento.
E' chiaro che, se dovesse essere approvato l'emendamento Ruggirello
che ridimensiona dal venti al sette, ovviamente vi sarebbe,
comunque un risparmio anche se di importo inferiore. Questo giusto
per precisarlo.
Comunque, con il parere contrario del Governo. Parere della
Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi mi era sembrato
di capire, poco fa, che c'era la condivisione, da parte del
Governo, ad estendere questo taglio pure ai presidenti ed ai
vicepresidenti delle commissioni. Lo scriviamo questo benedetto sub
emendamento?
Allora non lo mettiamo in votazione così. Mettiamo in votazione il
sub emendamento dell'onorevole Ruggirello sub emendato da questa
dicitura, in maniera tale che abbiamo una norma che è
condivisibile. Perché a lasciare i soldi ai capoccioni e a
toglierli, invece, alla gente normale non ci stiamo neanche noi del
Movimento Cinque Stelle a questo punto.
CROCETTA, Presidente della Regione Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione Signor Presidente, onorevoli
colleghi onorevole Musumeci, non c'è bisogno, ci impiego cinque
secondi a scriverlo.
PRESIDENTE. Il Governo ha formalizzato l'emendamento al comma 1.
Diamo tempo agli uffici di numerarlo e ne diamo lettura per la
votazione. Non c'è un sub emendamento.
Do lettura dell'emendamento presentato dal Governo a firma del
Presidente della Regione.
Le parole al comma 1, ai componenti delle Commissioni' sono
sostituite con le parole a tutti i componenti delle Commissioni
inclusi Presidenti e Vicepresidenti'.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
CANCELLERI. E' l'emendamento al comma 1?
PRESIDENTE. Riguarda il comma 1.
Se volete lo distribuiamo però l'ho letto, era solo per
velocizzare i lavori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento 52.4 dell'onorevole
Ruggirello.
Il Governo e la Commissione avevano già espresso parere contrario.
Pongo in votazione l'emendamento.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 52, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Articolo 50
Ristrutturazione delle passività a tasso agevolato
l. Al fine di favorire la ripresa economica e produttiva
delle società cooperative agricole, aventi sede in
Sicilia, 1'IRCAC è autorizzato a concedere, previa
convenzione con l'Assessorato regionale dell'agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
prestiti di durata quinquennale per il finanziamento di
piani di consolidamento e ristrutturazione delle
esposizioni debitorie di natura agraria già scadute o in
scadenza al 31 dicembre 2015.
2. Le richieste di finanziamento di cui al comma l,
vanno presentate all'IRCAC entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, che vi
provvede nei limiti delle disponibilità del fondo unico
costituito presso lo stesso Istituto ai sensi
dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
e successive modifiche ed integrazioni derivanti dalle
operazioni di disimpegno operate con decorrenza dall'1
gennaio 2015, ai sensi dell'articolo 61 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 12, e comunque entro il
limite massimo di 25.000 migliaia di euro.
3. I finanziamenti di cui al presente articolo sono
concessi in regime di de minimis' a favore delle
cooperative agricole, in attività, che gestiscono
impianti di trasformazione commercializzazione di
produzioni agricole di cui al regolamento (UE) 18
dicembre 2013, n. 1408/2013 della Commissione, pubblicato
nella G.U.U.E. del 24 dicembre 2013, n. L 352, per le
imprese agricole di produzione primaria e secondo quanto
previsto dal regolamento (UE) 18 dicembre 2013, n. 1407
n. L 352 per le aziende di trasformazione e
commercializzazione».
Eravamo all'emendamento 50.3 che era stato ritirato. Comunico. che
è stato presentato l'emendamento 50.2, degli onorevoli Assenza e
Falcone.
E' mantenuto o è ritirato?
Preannuncio che è stato presentato dal Governo l'emendamento 50.4.
Ne do lettura: All'articolo 50, comma 3, le parole che
gestiscono impianti di trasformazione, commercializzazione di
produzioni agricole' sono soppresse.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sull'articolo 50, non sono contrario al rinnovo
delle cambiali agrarie ma pongo una questione di liquidità
dell'Ircac.
Noi stiamo impegnando questa sera 25 milioni di euro per il
rinnovo delle cambiali agricole e, quindi, questo significa che
verrà a mancare liquidità a a favore di nuove iniziative da parte
delle cooperative. Un minuto di ragionamento lo farei su questo.
Chiedo al Governo di ragionare un attimo su questo articolo,
perché, ripeto, togliamo 25 milioni di liquidità all'Ircac.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Stiamo parlando dell'articolo 50, gli emendamenti sono
due con buona pace dell'onorevole Di Giacinto, non vogliamo
togliere nulla, se avesse letto bene l'emendamento anzi noi
cerchiamo di reperire altrettanta somma per la CRIAS. Gli
emendamenti hanno due scopi: il primo emendamento Se mi date gli
emendamenti di cui stiamo parlando posso essere più chiaro, però,
io volevo capire se il Governo ha fatto questo emendamento di
riscrittura o no.
PRESIDENTE: C'è un emendamento del Governo, il 50.4 di cui ho già
dato lettura. Se vuole lo rileggo.
Mi è parso di capire che l'onorevole Di Giacinto si rivolgesse al
Governo e non specificatamente all'emendamento a firma Assenza e
Falcone. Non si riferiva a lei, onorevole Assenza.
ASSENZA. Allora non si riferiva a noi Questo emendamento cerca di
mettere a rotazione questo intervento che come ho detto in sede di
discussione generale è assolutamente sacrosanto, ossia è il
problema di non limitare ad una scadenza ma di cercare di
utilizzare questo meccanismo per mettere, ripeto, a rotazione la
possibilità di erogare mutui da parte della CRIAS perché se noi li
blocchiamo alle passività già consolidate non abbiamo risolto
nulla, abbiamo fatto una specie di moratoria e basta, se noi invece
mettiamo questa somma di 25 milioni in condizioni di permettere
alle imprese che sono in difetto di pagamento, in arretrato di
pagamento, di potere onorare alla scadenza già maturate e,
contemporaneamente, queste somme incassate vengono rimesse nel
circuito produttivo continuando a concedere mutui alle altre, noi
abbiamo fatto un'operazione assolutamente virtuosa. In caso
contrario abbiamo fatto solo un intervento importante ma fine a se
stesso che cercherà di dare un po' di respiro alle aziende che già
sono in contenzioso ma non darà quel necessario input di volano
alla ripresa del settore.
Il secondo emendamento, così intervengo una volta sola, è nel
senso di dire che in agricoltura oltre alle cooperative operano
fortunatamente, io direi, anche imprese in forma individuale e
associata, queste non godono del finanziamento da parte dell'IRCAC
ma bensì della CRIAS, allora noi analogo intervento lo dobbiamo
fare nei confronti della CRIAS, altrimenti creiamo anche in questo
settore e in periodi di grande difficoltà economiche figli e
figliastri, cioè lasciamo escluse da questa possibilità le imprese
individuali e le imprese individuali associate, dimenticando in
questa ottica, in questo momento storico molti dei titolari di
queste imprese si trovano indebitate fino al collo e si trovano
addirittura con i propri immobili anche in molti casi le loro prime
case messe all'asta. La Regione in questo senso, io dicevo che
l'articolo 50 è uno dei pochi articoli di questa Finanziaria che
merita il massimo rispetto ma deve essere ampliata - mi perdonerete
- nella platea degli interventi perché imprese agricole sono le
cooperative, imprese agricole sono le imprese individuali e
associate.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo articolo non è vero che non interviene sullo
sviluppo perché la prima forma di sviluppo è quella di impedire che
le aziende che si trovano in difficoltà falliscano, quindi che noi
concediamo delle deroghe in termini di scadenza del pagamento delle
rate, eccetera, quindi prolunghiamo i termini, diminuiamo quella
tensione che c'è nei confronti di imprese profondamente in
difficoltà.
È chiaro, quindi, che poi le risorse sono quelle che sono e
dobbiamo gestirle, però io credo che se noi non difendiamo
l'esistente, anche il nuovo non nasce, perché travolgeremmo tutta
l'economia, così come spesso quando parliamo dell'occupazione
difendiamo l'occupazione esistente; credo che poi vada
incrementata, ci sono le misure a favore della Cassa integrazione
dei lavoratori, però per le imprese non ci sono.
Onestamente, in qualche modo, l'emendamento fatto dall'assessore
Baccei, il 50.4, estende la platea quando dice all'articolo 50,
comma 3, le parole che gestiscono impianti di trasformazione e
commercializzazione di produzioni agricole' sono soppresse , quindi
in qualche modo allarga, senza una riscrittura del testo,
sostanzialmente la platea comprendendo tutti i destinatari di
finanziamenti dell'Ircac.
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Presidente della Regione, assessori, rispetto
ai 25 milioni che noi già abbiamo tolto l'anno scorso all'Ircac
ancora l'Ircac non è riuscita a reperire tutti i 25 milioni, ha
restituito alla Regione 17 milioni e ancora non ha la liquidità per
dare gli ulteriori 8 milioni.
Se noi stasera interveniamo con un altro taglio all'Ircac di 25
milioni rischiamo di non far funzionare più l'Ircac, questo è il
problema, è un problema di liquidità. Io condivido con lei
Presidente della Regione che le cambiali agrarie vanno rinnovate.
CROCETTA, Presidente della Regione. Entro il limite massimo di 25
milioni...
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Può essere una
soluzione ma l'Ircac non ha la liquidità per rimborsarle.
CROCETTA, Presidente della Regione. E' stato stabilito un tetto
massimo.
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Questa è la
situazione dell'Ircac.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, io su questo voglio dire al Presidente della
Regione che noi, in un momento così particolare, dobbiamo essere
assolutamente concreti, non possiamo gettare fumo negli occhi ad
una Sicilia disperata, né tanto meno possiamo rovinare ciò che
rimane ancora di funzionante in questa regione. L'Ircac è una di
queste pochissime realtà.
Noi cosa stiamo facendo stasera? Stiamo facendo una norma
manifesto ma che non è solo inutile, perché è inutile ma è anche
nociva, cioè è una norma con la quale si prevede e si impone un
prelevamento di 25 milioni di euro, comunque sino ad un limite di
25 milioni di euro, quando già l'anno scorso dallo stesso Istituto
prelevammo 25 milioni di euro per pagare i forestali, di quei 25
milioni soltanto 17 sono stati disimpegnati, ancora 8 li dobbiamo
trovare perché non è riuscita a disimpegnarli creando un buco di
bilancio alla Regione Siciliana perché ancora quegli 8 milioni li
dobbiamo trovare, e in più stiamo ancora, stasera, facendo una
norma manifesto che addirittura colpisce l'Ircac.
Noi non possiamo essere d'accordo, noi siamo per le norme di
sviluppo, per le norme che creano, e ha ragione quando il
Presidente della Regione dice che partendo dal consolidamento,
dalla eliminazione delle posizioni debitorie di chi fa impresa in
questa Sicilia, già si crea un sostegno all'intrapresa privata e
quindi anche allo sviluppo. Però, è altrettanto vero che non
possiamo dare l'impressione di dare una mano e, al contempo, quella
mano non la diamo ma ammazziamo una realtà produttiva quale
l'Ircac. Quindi su questo articolo io credo che o lo riscriviamo o,
diversamente, rischia un voto contrario nostro perché ha tutti gli
elementi di mancanza di copertura finanziaria, di aleatorietà della
copertura e, soprattutto, perché mette anche in fibrillazione un
istituto che, invece, oggi è virtuoso e può dare qualcosa.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato un emendamento
che riduce il limite massimo di 25 milioni, di cui al comma due, a
10 milioni. Invito gli uffici a distribuire l'emendamento e lo
mettiamo ai voti.
Pongo in votazione l'emendamento 50.4: All'articolo 50, comma 3,
le parole che gestiscono impianti di trasformazione,
commercializzazione e di produzioni agricole' sono soppresse ..
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 50.5, con il quale il Governo
riduce il limite massimo di 25 milioni di cui al comma 2, a 10
milioni. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 50.2 e 50.1 entrambi a firma
degli onorevoli Assenza e Falcone. Credo che comportino maggiori
oneri, quindi necessiterebbero di una copertura.
FALCONE. Ritiro l'emendamento 50.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ASSENZA. Ritiro l'emendamento 50.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 50, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Comunico che è stato presentato dal
Governo un emendamento di riscrittura dell'articolo, il 59.5.
Attendiamo che venga distribuito.
Si passa all'articolo 60: Misure in materia di assetto
organizzativo e finanziario dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente .
Comunico che all'articolo 60 è stato presentato l'emendamento 60.8
L'articolo è soppresso , firmatari D'Asero, Alongi e altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 60.4 a firma Digiacomo, Marziano, Ragusa,
Dipasquale.
DIGIACOMO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GUCCIARDI. C'è un subemendamento.
PRESIDENTE. Comunico che c'è una riscrittura del Governo
dell'intero comma 2, dell'articolo 60 che è in distribuzione,
attendiamo un minuto che venga distribuito.
Il parere della Commissione all'emendamento 60.9 di riscrittura
del comma 2?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 60.2 soppressivo del comma 4 a firma
Picciolo, Greco, Tamajo, Lo Giudice, Cimino.
PICCIOLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
il comma 4 è totalmente assorbito dal comma 13 dell'articolo 3 del
Decreto Legislativo 30 dicembre 1982, n. 502 che illustra già
esattamente le modalità previste per legge per il contenuto del
comma 4, quindi è superfluo e conviene mantenere la norma così
com'era, quella che fa riferimento alla legge del 30 dicembre 1982,
n 502. Quindi, lo mantengo.
PRESIDENTE. L'onorevole Picciolo mantiene l'emendamento
soppressivo del comma 4 dell'articolo 60. Il parere del Governo?
CROCE. Assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 60.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono tutti preclusi per effetto della
riscrittura del Governo.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
esprimere un dubbio. Siccome, nella fretta ci hanno dato la
riscrittura dell'emendamento 60.9, le somme sono a valere del Fondo
Sanitario Nazionale. Io penso che non sia possibile che col Fondo
Sanitario Nazionale si possa finanziare l'ARPA.
L'Ho detto in Commissione sanità e lo ribadisco qua, perché il
Fondo sanitario nazionale serve per soddisfare Ilea, qua invece è
un'altra cosa. Quindi, prelevare i soldi dal Fondo sanitario
nazionale, per me non è corretto.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole, è la
legge nazionale che prevede che l'Arpa acceda, così come succede in
tutta Italia. Tutte le Arpa accedono al Fondo Sanitario Nazionale,
è così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 60, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 31. Ne do lettura.
«Art. 31
Interventi in materia di acqua e rifiuti
1. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 1,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per ciascuno
degli anni 2015, 2016 e 2017 la spesa di 370 migliaia di
euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo 243308).
2. All'articolo 46, comma 1, della legge regionale 15
maggio 2013, n. 9 le parole a decorrere dall'esercizio
finanziario 2014 sono sostituite con le parole: per gli
esercizi finanziari 2014, 2015, 2016 e 2017 .
3. La spesa autorizzata per le finalità di cui
all'articolo 3 della legge regionale 15 novembre 1982, n.
134 è rideterminata in 5.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2015, 2016 e 2017.
(UPB 5.2.1.3.99 - capitolo 242543).
4. Per le finalità di cui alla legge regionale 15
novembre 1982, n. 134 è autorizzata per ciascuno degli
anni 2015, 2016 e 2017 la spesa di 14.869 migliaia di
euro per ciascun anno per consentire il pagamento di
debiti pregressi per la fornitura di gas metano al
dissalatore di Trapani ed il limite di impegno di 10.536
migliaia di euro per dieci anni a decorrere dal 2016 per
la gestione degli impianti e la fornitura delle utilities
al dissalatore di Gela».
Si passa all'articolo 31.1 soppressivo dell'articolo 31 a firma
dell'onorevole D'Asero e Alongi.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.6
soppressivo del comma 2 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.5
soppressivo del comma 3 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 31.4
soppressivo del comma 3 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, c'è una riscrittura già presentata
dall'onorevole Falcone, da me, da Ioppolo e Musumeci.
PRESIDENTE. Al 31.4, in effetti, c'è una riscrittura a firma
Falcone, Raia, Ioppolo, Musumeci, ed è il 31.4.R, che è in
distribuzione.
Sull'emendamento di riscrittura, il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. L'onorevole Sudano chiede di apporre la firma.
Pongo in votazione l'emendamento 31.4.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31.2 a firma dell'onorevole Falcone ed
altri. E' precluso.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, le chiedevo se potevamo accantonare un
momento questo articolo perché c'è qualche altra piccola
riscrittura che deve essere fatta nell'altro comma. Al 31.8 io
avrei qualche dubbio. Riflettiamoci un attimo, ecco. Chiedo di
accantonarlo.
PRESIDENTE. E' Accantonato, torneremo all'articolo 31
successivamente. .
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Art. 59
Norme riguardanti l'uso dei beni ricadenti nel demanio
regionale marittimo
1. I soggetti privati di cui all'articolo l, comma l, del decreto
legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con modificazioni con la
legge 4 dicembre 1993, n. 494, recepito dall'articolo 4 bis della
legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 e successive modifiche e
integrazioni, detentori di concessione demaniale marittima di cui
all'articolo 1, comma 1, legge regionale n. 15/2005, possono su
richiesta da presentare entro centocinquanta giorni dalla entrata
in vigore della presente legge, regolarizzare la propria posizione
concessoria, rimasta inevasa nel periodo 2005-2012, impegnandosi a
corrispondere anticipatamente l'importo dei canoni arretrati
calcolati a canone base, incrementato degli interessi legali dovuti
e senza imposizione di ulteriori aggravi.
2. Gli importi derivanti dall'applicazione del comma 1, superiori
a 2.500 euro, su espressa richiesta, possono essere rateizzati
entro 24 mesi, previa presentazione di adeguata polizza
fideiussoria.
3. Le disposizioni di cui ai commi dal 732 al 734 della legge
147/2003 si applicano a decorrere della pubblicazione della
presente legge. A tal fine, entro il 30 settembre 2015, potrà
essere presentata istanza per liquidare in un'unica soluzione,
entro 60 giorni, le spettanze dovute per i canoni di locazione e
degli indennizzi i canoni per gli specchi acquei per gli impianti
produttivi per l'utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle
relative pertinenze. Qualora si scelga di rateizzare in 6 rate
annuali è fatto obbligo il versamento in un'unica soluzione del 30%
del canone sottoposto a dilazione».
Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura
dell'intero articolo 59.
C'è una riscrittura dell'intero articolo a firma Assessore Baccei
che porta la numerazione 59.5. E poi c'è una riscrittura a firma di
diversi onorevoli colleghi, primo firmatario Ruggirello, segue
Milazzo che è il 59.4.R. Quindi, prima si mette in votazione la
riscrittura del Governo dell'intero articolo 59. L'onorevole
Rinaldi dice che ha presentato due subemendamenti alla riscrittura
59.5. Si stanno fotocopiando i subemendamenti dell'onorevole
Rinaldi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, è da condividere sicuramente
l'emendamento fatto dall'Assessore, ma io ne avevo fatto un altro
che non trovo qua, comunque spiego all'Assessore di che cosa si
tratta. E' una cosa importante.
Io lascio alla vostra valutazione un problema che si pone: ci
sono molte aree degradati che i Comuni, praticamente, sono
costretti a fare manutenzione perché, altrimenti, resterebbero
così, selvagge queste zone e in più creano dei problemi, a volte
vengono anche chiamati i Sindaci a rispondere perché queste aree
molte volte creano problemi igienico-sanitari.
Io le chiedo, concordando anche una forma, se in questa
ristrutturazione, tra l'altro c'era anche nell'emendamento
originario fatto dalla direzione regionale, se fosse possibile
mettere una clausola perché i Comuni possano da una parte occuparsi
di queste aree, ma dall'altra parte averla in concessione senza
oneri perché altrimenti si trovano nelle due condizioni di dovere,
praticamente, avere oneri, sicuramente dover pagare oneri molto
alto, e dall'altra parte, in ogni caso, essere costretti anche
senza concessioni a occuparsi della manutenzione, pulizia di queste
aree. Questo solo. Rispetto all'emendamento già presentato che mi
trova d'accordo perché l'avevo già presentato pure io. Se possibile
trovare una soluzione. E' possibile?
BACCEI, assessore per l'economia. Qui la problematica, avevo
verificato, che ci sono delle entrate e, quindi, c'è un problema di
scopertura finanziaria, pari che fossero stati 700 mila euro. Ci
sono attualmente 700 mila euro di entrate, per cui sarebbe un
problema trovare copertura per altre cose.
LACCOTO. Ma allora, siccome i Comuni sono praticamente costretti e
onerati a dover fare la pulizia, io parlo delle aree
particolarmente degradate, possiamo prevedere una riduzione del
canone per i Comuni. Parliamo di Comuni non parliamo di
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, stiamo parlando di Comuni.
Comunque, c'è un'entrata, ripeto, se facciamo questo .700 mila
euro da qualche altra parte.
LACCOTO. Ma non lo facciamo. Non è che la togliamo. Praticamente
io direi di fare una tariffa agevolata per quei Comuni che hanno
l'obbligo di occuparsi di questo; le aree demaniali non le tocca e
non le pulisce nessuno, la verità è questa. C'è un problema
igienico-sanitario in molti comuni. Se trovate una soluzione, se
c'è un contraccettivo nel senso che se tu dai una cosa nel senso
che fai la pulizia ed io ho una concessione in maniera agevolata,
non gli stessi canoni che pagano i privati. Ecco, questo è il
concetto.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Lo illustro brevemente, la numerazione del 59 era
originariamente il 17; sono trattati ampiamente in Commissione
nella sua versione originaria prevedeva la regolarizzazione delle
istanze di concessione demaniale ad uso privatistico ed abitativo.
Ora, la norma è stata modificata, apprezziamo quindi il cambio
dell'assessorato che poi ha mantenuto questa impostazione anche in
commissione bilancio, fondamentalmente perché la normativa
nazionale, che è il decreto legge 400 del 93 e la normativa
regionale cioè la legge regionale 15/2005, non prevedono la
possibilità di utilizzo abitativo nelle aree costiere, quindi nella
fascia dei 150 metri dal mare. Per cui, abbiamo modificato il
comma 1 eliminando il richiamo all'uso privatistico e abitativo e
agganciandolo all'articolo 1, comma 1 della legge 15/2005.
E' stato completamente eliminato il comma 2 che prevedeva una vera
e propria sanatoria e questo è apprezzabile. L'unico mio dubbio
rimane anche nella riscrittura che era stata adesso presentata dal
Governo, se è opportuno eliminare i primi due commi e mantenere
soltanto il terzo, perché i primi due commi prevedono una
procedura Assessore se mi ascolta..
Dicevo l'articolo è condivisibile soltanto con un discorso di
ordine normativa.
I primi due commi individuano una disciplina che è ripetuta nel
comma terzo. Il comma terzo che cosa fa, individua la disciplina
per la regolarizzazione della legge di stabilità del 2013. Ora
questa procedura può essere applicata anche all'ipotesi di cui al
comma 1 cioè quella fascia 2005/2012 all'interno della quale non si
è potuto procedere alla regolarizzazione. Ora si vengono a creare
due sistemi paralleli cioè un meccanismo previsto dal comma 1 e un
meccanismo richiamato dalla legge di stabilità del 2013. Ora delle
due l'una nel senso che i meccanismi fondamentalmente hanno la
medesima finalità, cioè regolarizzare la posizione concessoria.
Cambia soltanto l'oggetto perché nel primo comma si individuano
delle ipotesi dal 2005 al 2012 nel terzo comma tutte le altre.
Quindi, se c'è una differenza di oggetto tra il primo e il terzo
comma, ok. Lo manteniamo. Altrimenti lasciamo soltanto il comma 3.
Volevo questo chiarimento ed eventualmente ritiro l'emendamento che
ho firmato il 59.2.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. In realtà, sia il
combinato del comma 1 e del comma 2 che il combinato del comma 3
tra di loro attivano due sistemi di regolarizzazione del canone
concessorio pregresso.
Io ho visto che ci sono degli emendamenti sia al comma 1 che al
comma 2 che, ovviamente, cambiano lo spirito perché così come è
impostato o si sopprime il comma 1, comma 2 o si lascia il comma 3.
Se negli emendamenti dovessero passare, allora a quel punto
cambierebbe il meccanismo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione prima della riscrittura, i tre
subemendamenti, il 59.5.3, il 59.5.1 e il 59.5.2 che sono stati
distribuiti.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei che
venissero illustrati gli emendamenti perché nel merito cambiano
l'impostazione dell'intero articolo e, quindi, anche la struttura e
la logica stessa della regolarizzazione.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. L'emendamento
59.5 di riscrittura del Governo in realtà sana un refuso che era
scritto nell'articolato originario della finanziaria, ovvero al
comma 3 si citavano i commi dal 7.3.2 al 7.3.4 della 147 del 2003,
in realtà i commi sono dal 7.3.2 al 7.3.3.
Quindi, il 59.5 è solo una mera riscrittura per un refuso
materiale sul comma 3 dell'articolo 59.
Mentre, in realtà, esiste poi la riscrittura che è il 59.4.R che è
la riscrittura dell'emendamento 59.4.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
il testo del 59.5 e il 59.5R di riscrittura sono i testi sui quali
si dovrà esprimere l'Aula perché c'erano degli errori materiali che
non avevamo già corretto con degli emendamenti di modifica, ma a
questo punto i nostri emendamenti perché vengono assorbiti a pieno
dalla riscrittura del Governo che per noi è perfetta anche per un
settore così delicato come quello normato dall'articolo 59 nelle
zone demaniali.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor presidente, onorevoli colleghi, è stato un
emendamento di riscrittura volevo evidenziare e capire concordando
con l'Assessore se era possibile inserire un subemendamento al
comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 15 del 2005. dopo la
parola stabilimenti, aggiungere la parola anche strutture .
Questo per fare cosa? La parola struttura permetterebbe e
agevolerebbe la maggior parte di associazioni sportive senza fini
di lucro a continuare l'attività sportiva nell'arco dell'anno non
solo per il periodo estivo, considerando anche che la concessione
del relativo canone annuale e ad oggi le associazioni sportive ne
usufruirebbero solo per quattro mesi.
Quindi, Assessore se è possibile, all'interno dell'emendamento di
riscrittura fatto dal Governo, inserire anche la parola struttura
oltre stabilimenti , permetterebbe alle associazioni sportive di
potere espletare l'attività per l'intero anno solare.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, se lei vuole presenti un
subemendamento, diversamente pongo in votazione il 59.5.3.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi il
subemendamento lo avevamo presentato solo non conoscevamo la
riscrittura del Governo. Quindi, adesso dovrebbe darci il tempo di
collegare il subemendamento alla riscrittura.
Il tema è semplice. Potrebbe consentire agli stabilimenti e alle
strutture sportive di non smontare dopo i quattro mesi le attività,
poterlo utilizzare anche nel periodo invernale visto che comunque
pagano un canone annuale, non stagionale.
Vorremmo solo il tempo presidente di riscrivere il subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Clemente, l'emendamento di cui parlate è
materia aggiuntiva.
Non può essere trattato sulla riscrittura del 59.
CLEMENTE. Noi avremmo gradito che il Governo lo facesse proprio,
Presidente.
PRESIDENTE, Se il Governo lo avesse fatto io ne avrei tenuto
conto.
Diamo la parola al governo per rispondere.
L'assessore Croce, chiede di intervenire?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi, non ho
sentito
CLEMENTE. Assessore, avevamo presentato un subemendamento prima
della vostra riscrittura aggiungendo la parola strutture in modo
che gli stabilimenti e anche le associazioni sportive non fossero
costretti a smontare dopo la stagione estiva le strutture,
considerato che, comunque, pagano canoni annuali. Quindi,
gradiremmo, assessore, che lei lo facesse proprio il
subemendamento.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Lo stesso
subemendamento dell'onorevole Tamajo. Lo facciamo nostro.
PRESIDENTE. C'è un subemendamento del Governo al 59.5? Se non c'è
un emendamento di riscrittura del 59.5. Noi non possiamo fermare i
lavori d'Aula per un subemendamento che, probabilmente, non ci
sarà. Chiedo al Governo di esprimersi e di dire se intende
presentare
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assessore
Croce. Onorevole Tamajo, io parlo con lei e con l'onorevole Roberto
Clemente. Onorevole Clemente, io vorrei che si usasse un po' di
buon senso, perché stiamo trattando una materia molto delicata.
Esiste già una disposizione che ti permette di non smontare
totalmente la struttura.
CLEMENTE. Ma non è applicata in molti Comuni
TURANO. Possiamo dire una cosa? Cerchiamo di equiparare la
posizione di chi ha delle strutture turistiche precarie e paga ad
un prezzo molto agevolato l'uso del demanio marittimo - e, magari,
ne fa un uso improprio perché, solitamente, vengono richiesti per
la diretta fruizione del mare e poi diventano dei ristoranti, delle
discoteche notturne - rispetto a chi, sullo stesso demanio, ci ha
il ristorante e non può fare nient'altro e paga le tasse tutto
l'anno.
Quindi, io vorrei che ci fosse una condivisione nel sostegno delle
attività turistiche che non penalizzasse quelli che hanno strutture
stabili, pagano le tasse tutto l'anno molto alte, e non possono
avere i vantaggi di chi ha una struttura precaria. Mi affido al
Governo per trovare una soluzione di buon senso.
PRESIDENTE. Non è pervenuto alcun emendamento. Io ricordo che
l'articolo 59 è stato discusso, a lungo, in Commissione; quindi,
pongo in votazione il subemendamento 59.5.3.
Il parere del Governo?
CROCE, Assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Stiamo votando il subemendamento 59.5.3 alla
riscrittura del Governo 59.5. Il subemendamento che pongo in
votazione è a firma degli onorevoli Falcone e Assenza.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 59.5.1.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'assessore, per i territorio e l'ambiente, dottor Croce, non abbia
letto bene l'emendamento 59.5.3. Spiego il motivo.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, il subemendamento è già stato
approvato e credo che l'assessore Croce l'abbia letto bene.
TRIZZINO. Non l'ha letto bene. Noi abbiamo espunto dall'articolo
59 le parole di cui al comma 1, articolo 1 comma 1, legge
regionale n. 15 del 2015'. Questo è stato oggetto di un lungo
dibattito in Commissione bilancio, all'interno del quale si è
agganciata alla regolarizzazione una norma di legge, che è la legge
n. 15 del 2005, sulla gestione delle aree costiere.
Ora sganciare di nuovo la normativa, significa riaprire la maglia,
cioè in questo modo che cosa facciamo? Apriamo un condono a tutti
gli effetti, perché è chiaro che rientra anche di fatto in gioco la
discussione dell'area privatistica d'uso abitativo, che abbiamo
eliminato sia durante il dibattito in Commissione Territorio e
Ambiente, che durante il dibattito in Commissione Bilancio;
dibattito durante il quale l'assessore era presente e ha condiviso
l'emendamento di riscrittura.
Cioè l'emendamento di riscrittura è nato da un dibattito tra la
Commissione e l'assessorato, in questo modo riprendiamo un discorso
che si era chiuso, per questo invito l'assessore a rivedere il
parere positivo che ha dato su questo emendamento, perché sembra un
discorso dissociato.
Non lo faccio per volere contestare la decisone dell'Aula, ma
semplicemente per il fatto che c'è una discrasia tra la decisione
che l'assessore stesso ha preso in Commissione Bilancio e il parere
positivo che sta dando adesso. E' una cosa sulla quale dobbiamo
riflettere.
PRESIDENTE. L'emendamento è già stato approvato.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 59.5.1, degli
onorevoli Rinaldi e Alloro. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto palese nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale del subemendamento 59.5.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese nominale del
subemendamento 59.5.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
PRESENTI 50
VOTANTI 49
MAGGIORANZA 25
FAVOREVOLI 35
CONTRARI 13
ASTENUTO 1
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 59.5.2 a firma degli onorevoli Rinaldi,
Alloro. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il Territorio e l'Ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la riscrittura del Governo dell'articolo 59.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese nominale. È
chiarissimo, stiamo votando la riscrittura dell'art. 59 che porta
la numerazione 59.5 a firma dell'assessore Baccei.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
vorrei che l'Aula mi ascoltasse perché siamo stanchi e ci siamo
pure confusi e io per primo. Se ho capito bene la norma che è stata
votata al testo di modifica, cosiddetta firma Falcone , avrebbe un
effetto che non regolerebbe più il limite delle attività presenti
nel demanio marittimo.
Allora, siccome noi con questa norma, ricordo, ci stiamo occupando
di come pagare i canoni e non di regolarizzare eventuali abusi
commessi in demanio perché è un'altra cosa, è una formula di
pagamento dilazionato dei canoni dovuti, quindi è una norma che
consente entrate alla Regione, siccome il comma 3, riscritto
giustamente dal Governo con la modifica del 733, si limita a
recepire la norma nazionale, nulla di più, con le modifiche
temporali che sono stati appena approvate, io personalmente per
sicurezza, non avendo chiaro che cosa è avvenuto, io chiedo di
votare per parti separate, approvando, da parte mia, il solo comma
3 che è recepimento di una disposizione nazionale.
Per quanto attiene i commi 1 e 2, visto che l'Assessore ha pure
detto che era disponibile a sopprimerlo sull'emendamento Trizzino,
a questo punto chiedo all'Aula di sopprimere i commi 1 e 2 proprio
per gli effetti incerti che esso può produrre e approvare il solo
comma 3 che è recepimento della norma nazionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che anche in caso di
votazione per parti separate è previsto che si possa effettuare
votazione palese nominale o anche a scrutinio segreto, quindi la
modalità di voto la decidiamo dopo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
modalità di voto è stata già decisa perché è palese nominale e su
questo nulla questio. Noi riteniamo di aver presentato un
subemendamento all'emendamento del Governo che cerca di chiarire
quel pasticcio fatto precedentemente, quando ad una circolare
dell'assessore Lo Bello, che prevedeva determinate cose, ne seguì
un'altra dell'assessore successivo che vietava determinate cose.
L'impalcatura di questo emendamento serve per dare degli introiti
alla Regione e per regolarizzare strutture che hanno determinate
finalità così come dice la normativa nazionale. Se però ci fossero
ancora dei dubbi, piuttosto che dire di votare per parti separate,
siccome io non sono uno di quelli che si innamora delle proprie
convinzioni e se uno commette un errore deve avere la capacità di
riconoscerlo e di fare un passo indietro, direi di fermarci un
attimo.
L'assessore Croce ci potrà spiegare, e se ci chiarirà i dubbi,
allora può anche darsi che l'intera Aula possa votare, altrimenti
può anche darsi che l'intera Aula deciderà di trovare una soluzione
correttiva a quello che si è fatto.
PRESIDENTE. Assessore Croce intende rispondere all'intervento
dell'onorevole Falcone?
CROCE, assessore del Territorio e dell'Ambiente. Credo che sia
meglio accantonare un attimo l'articolo 59.
PRESIDENTE. L'articolo 59 è accantonato per dare modo al Governo
di valutare la risposta tenendo anche conto dell'andamento del
dibattito e anche del parere espresso dal Presidente della
Commissione Territorio e Ambiente, onorevole Trizzino.
Si riprende l'esame dell'articolo 32 precedentemente accantonato.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
desidererei avere un chiarimento.
In Commissione c'è stato un dibattito, che poi è finito in una
nuvola di fumo e non si è capito bene che cosa è successo, perché
io avevo chiesto una risposta chiara al Governo per sapere se
questi contratti fossero stati già siglati o meno. Mi è stato
risposto prima si, dopo no, poi forse, poi non lo sappiamo, ed
allora siccome dagli organi di stampa - perché noi ormai
apprendiamo le notizie dagli organi di stampa - abbiamo appreso che
13 contratti sono già stati siglati, mi può spiegare qualcuno con
quale copertura finanziaria è stato fatto questo?
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la legge sui testimoni di giustizia, come sapete tutti, è
una legge del 2014, che ha previsto una dotazione finanziaria
iniziale che era quella che c'era nel capitolo e che copriva fino a
13 posizioni lavorative. Quindi la copertura, per i primi 13, trova
finanziamento nella legge istitutiva medesima, che ha previsto già
un fondo, quindi i fondi c'erano.
Quando abbiamo inoltrato la richiesta al Ministero dell'Interno
per conoscere il numero esatto dei testimoni di giustizia
siciliani, ci è stato comunicato in numero di 38 e non 13, come
ragionevolmente poteva coprire quella norma, che sono esattamente
tutti coloro che sono stati riconosciuti testimoni di giustizia in
processi incardinati nel territorio siciliano. Quindi sono quelli
ufficialmente riconosciuti con sentenze dei tribunali ed inseriti
nei piani di protezione del Ministero dell'Interno.
Naturalmente, siccome noi non intendiamo escludere nessuno, anche
perché la normativa non prevede l'esclusione di nessuno, è
necessario impinguare il capitolo per assumere gli ulteriori 25.
I 13 sono stati assunti, ovviamente gli atti sono secretati, e
sono secretati non perché non vogliamo essere trasparenti, ma
perché noi dobbiamo proteggere l'identità di queste persone che
rischiano la vita, molti dei quali hanno anche cambiato nome. E'
stabilito un protocollo d'intesa fra noi ed il Ministero
dell'Interno, anch'esso secretato per ragioni di sicurezza, sulla
base della legge dello Stato.
Che si possa avere avuto una risposta ambigua sul fatto che siano
stati assunti, perché non vorrete seriamente pensare che noi
assumiamo un testimone di giustizia con la nuova identità facendo
conoscere il nome a tutti i funzionare della Regione?
Questi nomi sono noti si e no a due persone, uno della burocrazia
statale ed uno della burocrazia regionale. Quindi, nel caso di fuga
di notizie, si saprà anche di chi sono le responsabilità. C'è un
protocollo d'intesa che protegge l'identità di queste persone,
nessuno potrà sapere dove sono destinate al lavoro, e tutto questo
per proteggere l'identità dei testimoni, così come abbiamo previsto
nell'accordo che io ho stipulato col Ministro dell'Interno.
Le somme aggiuntive che chiediamo sono semplicemente quelle che,
sulla base dell'istruttoria che ha fatto il Ministero dell'Interno,
servono ad assumere ulteriori 25 persone.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
preannuncio che io voterò favorevolmente a questo articolo, però
vorrei far riflettere sulla norma che abbiamo approvato in
Parlamento e sullo stanziamento che stiamo prevedendo in
finanziaria.
Ora, in modo costruttivo, è una legge sana, giusta perché in
Sicilia affermiamo un principio, ed è inutile specificare qual è il
principio. Noi siamo in prima linea per affermare la nostra
battaglia, sappiamo tutto ed è inutile fare l'intervento spot.
Però, Presidente Crocetta, noi dobbiamo stare attenti; stiamo
lavorando per contenere il bacino dei forestali, e non vorrei che
per una un'interpretazione distorta, e non mi riferisco alla norma,
per gli anni successivi noi non possiamo, come Regione, mantenere
questi ritmi, e questo lo dico in modo costruttivo.
Allora, io vorrei che il Presidente della Regione, che è in prima
linea rispetto a questa norma che io voterò favorevolmente,
rassicurasse il Parlamento su una interpretazione corretta.
Non entro nel merito: uno, dieci, cento sono giusti o sono
sbagliati, un'interpretazione corretta che metta al riparo le
strumentalizzazione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, i testimoni di giustizia in Italia sono 20, ufficialmente
dichiarati sulla base della legge, e questi 20 non sono tutti
quelli che hanno denunciato il pizzo, per essere chiari. Perché se
queste fossero le cifre, noi dovremmo assumere in Sicilia 610
denuncianti ed io conosco a memoria la distribuzione città per
città: 150 a Gela; 10 a Caltanissetta; 50 a Barcellona; 50 a
Messina; 150 in provincia di Palermo; 50 in provincia di Catania; 7
a Enna, un po' pochini, onorevole Alloro.
Non sono tutti coloro che hanno denunciato, ma semplicemente
coloro che rientrano in una decisione del Tribunale che li
qualifica come tali e che sono riconosciuti poi con Decreto del
Ministro dell'Interno, che non ha niente a che vedere, ripeto, con
tutti coloro che hanno denunciato, in modo occasionale, il racket
dell'estorsione.
Quindi ci siamo rivolti ad una categoria. Il massimo che può
succedere in un anno, che se ne aggiungono due per essere chiari,
perché queste sono le proporzioni. E non tutti i testimoni fanno
domanda per essere assunti, perché alcuni testimoni sono
imprenditori ed intendono continuare la loro attività
imprenditoriale. Dicevo infatti che in totale sono 58 e noi in
Sicilia abbiamo richieste per 38. Quindi, da questo punto di vista,
voglio rassicurare il Parlamento sulla corretta applicazione,
perché le assunzioni sono quelle che sono state concordate col
Ministero dell'Interno e quelle che sono state stabilite per
tribunale e per decreto del ministro dell'Interno, che li riconosce
come testimoni di giustizia. Ovviamente, siccome parecchi hanno
cambiato identità, vi renderete conto che sono segretati.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il mio
voto favorevole all'articolo 32, ma il Ministero di Grazia e
Giustizia, l'Agenzia per i beni confiscati, gestiscono i nostri
beni mobili e immobili nonché le risorse, le tante risorse
sequestrate.
Ora, in un momento particolare dove la Sicilia, la Regione
Siciliana, l'Amministrazione regionale vive delle difficoltà
economiche non indifferenti, a mio avviso questi soldi li devono
mettere il Ministero di Grazia e Giustizia e l'Agenzia per i beni
confiscati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.2, degli onorevoli Alongi
ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.1 I parte, degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 32.4, degli onorevoli Falcone
ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.3 a firma degli onorevoli
Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.1 II parte, degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.5 a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 33.
Si passa all'emendamento 33.1, degli onorevoli D'Asero e Alongi.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 33.2. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2 del Governo. Chi
è favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 34.
Si passa all'emendamento 34.7, degli onorevoli Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.11, degli onorevoli Ciaccio ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 34
Disposizioni in materia di società partecipate in particolare il
comma 1 e poi il comma 2 dà il finanziamento, individua a carico
della Regione un advisor per la vendita delle quote societarie
delle società messe in liquidazione.
Ora, c'è stato un lungo dibattito in Commissione, dove più
componenti hanno chiesto se effettivamente l'individuazione di
questa figura doveva obbligatoriamente essere a carico della
Regione, perché si è fatto riferimento a delle normative nazionali
e dal dibattito, dalla nostra posizione, da quello che c'è stato
detto, ad oggi non è obbligatorio. Quindi, sembra quasi un creare
ad hoc una figura pagata 150 mila euro solo per il 2015 che ci
stiamo sobbarcando noi.
Siccome ci sono altre società partecipate che hanno loro stesse
individuato un advisor, ad esempio l'aeroporto di Palermo, quindi
una società partecipata, ha individuato a proprio carico un advisor
per la quantificazione e valorizzazione di queste quote, non vorrei
che questo sia un modo per dare una consulenza e, per questo
motivo, manteniamo l'emendamento soppressivo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, come spiegato in Commissione, chiaramente si può far fare
alle società, il problema è che la Regione deve avere una propria
idea di quello che è il valore delle azioni che andiamo a cedere
per non sottostimare e, quindi, non andare a depauperare il proprio
patrimonio.
Ci sono delle società con soci privati in cui la valutazione
potrebbe non essere attendibile ed essere fortemente sottostimata.
Quindi, questo articolo è assolutamente a tutela del patrimonio
della Regione, anche perché sono professionalità, persone esterne,
penso che le perizie devono essere firmate da periti, e non ci sono
queste risorse all'interno della Regione, per cui non vedo altra
alternativa. Spesso poi la procedura richiede di ricorrere al
tribunale, il quale nomina un advisor, che deve pagare la Regione e
per il quale ci vogliono i soldi, altrimenti neanche possiamo
ricorrere al tribunale per queste valutazioni. Il parere del
Governo all'emendamento soppressivo è quindi negativo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.11. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 34.1, 34.2, 34.1 II parte e 34.3 sono preclusi
perché i due commi sono collegati.
Si passa all'emendamento 34.1 III parte, gli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.6, degli onorevoli Ferrandelli e
Gucciardi.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
34.11, poc'anzi non approvato, era soppressivo dell'intero articolo
34. Ma l'emendamento 34.2, è soprressivo del solo comma 1, e
pertanto non capisco perché lo ha dichiarato precluso. Semmai è al
contrario; se bocciamo il comma 1, il comma 2 in automatico decade
perché legato al comma 1.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, sopprimendo il comma 1,
sostanzialmente la soppressione equivarrebbe alla soppressione
dell'articolo. Però, siccome c'è una precisa richiesta, possiamo
mettere ai voti la soppressione del comma 1 con il parere contrario
del Governo e della Commissione.
CIACCIO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Vediamo se è appoggiata la richiesta di soppressione,
per voto segreto, del comma 1 dell'articolo 34
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero un
chiarimento a proposito di questo articolo, perché si fa
riferimento ad una norma che praticamente preclude la possibilità
di fare assunzioni.
Invece, in questo caso, si supera questa norma e quindi c'è la
possibilità di nuove assunzioni, assessore. Vorrei capire in
effetti se si tratta di nuove assunzioni, oppure se parliamo
soltanto di trasferimenti di personale da alcune società ad altre,
quindi vengono assorbiti. Io vorrei questo chiarimento assessore,
se fosse possibile.
BACCEI, assessore per l'economia. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, non solo non prevediamo di fare nuove assunzioni,
semplicemente un trasferimento di personale dalle aziende
sanitarie, ma stavo ora dicendo ad un onorevole che non devono
neanche esserci promozioni.
Per cui anche il passare personale da una categoria inferiore ad
una categoria superiore, quindi una promozione, non si può fare.
Quindi non solo no a nuove assunzioni, ma la legge dice anche no a
promozioni.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per potere
attenzionare come abrogare il primo comma di questo articolo che di
fatto renderebbe impossibile potere operare con le dismissioni.
Quindi attenzione, perché tutti noi siamo convinti che bisogna
razionalizzare e dismettere, se indipendentemente dal criterio che
aveva posto l'onorevole Ciancio della possibilità di fare in modo
che l'advisor venisse pagato dalla stessa società che va in
liquidazione, io ritengo e sicuramente per un ruolo di indipendenza
e di imparzialità più interessante così come è scritto che la
Regione direttamente fa la gara e la Regione opera poi con un
collegamento diretto per fare in modo che l' advisor abbia come
interlocutore l'amministrazione regionale.
Ma cassando questo articolo devo dire viene meno buona parte del
senso della manovra.
Altro passaggio invece che vorrei attenzionato dall'assessore è il
punto 4.
Il punto 4 invece riprendendo l'intervento dell'onorevole Fontana:
per il reclutamento del personale secondo le procedure del comma 3
non si applica il divieto di nuove assunzioni e questo passaggio
forse deve essere maggiormente specificato.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi ripeto
sul comma 1 perché concordo con quanto affermato dall'onorevole
Cimino, cioè c'è da chiarire perché c'è una discrasia fra quanto
leggo nel testo, infatti, si dice nel testo che per la società Seus
SpA in relazione alle professionalità specifiche richieste nel
settore di riferimento, quindi per la dismissione, la stessa può
attingere sia da altre società partecipate sia in posizione comando
dalle aziende sanitarie.
Su questo invece che presenta la Commissione, sostanzialmente
modifica e quindi c'è da chiarire perché dice è autorizzata a
dotarsi di livelli professionali intermedi la Seus, quindi come se
alla Seus dessimo nuove competenze, almeno la società di emergenza
è autorizzata a dotarsi di livelli professionali intermedi, da
selezionare sempre con l'efficienza del servizio. Possibilmente ho
capito male io. Vorrei chiarita solo questa parte.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, relativamente
alla Seus si tratta di questo. Al di là degli organismi di gestione
di controllo, la Seus, signor Presidente, funziona in questo modo:
c'è un direttore generale e poi ci sono tremiladuecento autisti
soccorritori. Non ci sono quadri intermedi. Se il direttore
generale è, per motivi di salute, assente e non consegna la
password ,quel mese non si possono fare gli accrediti degli
stipendi.
Allora, il senso dell'emendamento qual è? All'interno, se non ho
capito male, assessore - onorevole Dina, Presidente Dina - se non
ho capito male all'interno del budget che il Servizio sanitario
trasferisce alla SEUS, si possono dare dei quadri intermedi
attraverso un procedimento selettivo che, nel suo complesso, non
sfori il budget?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza Non
manca personale. Non è che è gratis, lo dovrebbero pagare, per
svolgere questo ruolo di quadro intermedio, se questa è la ratio.
DIGIACOMO. No, no, su questo, onorevole Dina, c'è uno storico
perché i passaggi in comando da altre aziende alla SEUS sono stati
fallimentari su un doppio binario - sul binario della competenza e
della convenienza economica - esponendoci, assessore Baccei,
esponendoci a richiami da parte della Corte dei Conti che ci ha
detto: Sarebbe questo il modo, economico, attraverso cui voi
ripristinate l'organico per le vostre esigenze pagando di più? .
Quindi, io credo che questa sia una norma, assolutamente, di buon
senso. Se, poi, dovesse prevalere l'idea che sia possibile gestire
questa società nei termini di come è stata gestita fino a questo
momento, questo è un altro ragionamento. Ma non facciamo un buon
servizio né facciamo una buona economia.
Trincerarsi, assessore Baccei, secondo me, poi io mi permetto,
onorevole Dina, se lei è d'accordo, di dare un momento di
sospensione a questa cosa perché credo che quello che noi stiamo
dicendo vada, poi, riportato nell'emendamento a maggiore
chiarimento perché, già, sto vedendo l'assessore Baccei che nella
sedia sta ballando la samba. Noto che c'è un certo nervosismo.
Qua non si vuole fare nessuna nuova assunzione. Qua si vuole
strutturare un'azienda all'interno della stesso budget, seguendo un
principio di buona organizzazione perché lei, assessore, proviene
da un'azienda fortemente strutturata in cui ci sono i partner, in
cui ci sono i manager, in cui ci sono i direttori, in cui ci sono i
BA, in cui c'è un recluting, eccetera.
E come mai può pensare che, un'azienda di questo genere non si
possa strutturare nell'esempio della buona società di cui lei ha
provenienza? Questo è il punto che noi dobbiamo risolvere. Ed è
principio di buona organizzazione, è un principio di buona
amministrazione prevalente su tutto, a mio parere.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
Prima, nel sottolineare e condividere l'intervento dell'onorevole
Digiacomo, pregherei il Governo di tentare un momento di
riflessione su quella che è la proposta del 34.14, di esaminarlo
con attenzione prima di pronunziarsi, assessore.
BACCEI, assessore per l'economia. Innanzitutto, sul tema delle
assunzioni, c'è già un emendamento governativo, che penso sia il
34.14, che specifica che non si tratta di nuove assunzioni, quindi
dovrebbe chiarire gli interventi precedenti e ora li distribuiamo.
Relativamente al tema, il mio punto è molto semplice. Allora,
tutti sappiamo che nelle partecipate abbiamo degli esuberi. Quando
ci sono delle persone in esubero, mi vanno a finire nell'albo e
queste persone, poi, possono essere richieste nelle altre società.
Detto che prima di fare delle promozioni, bisogna verificare che
nelle altre società ci siano persone che sono in grado di ricoprire
quel ruolo, diversamente da una parte ragioniamo in un modo,
dall'altra no.
Detto che, come sapete, non ho nessuna preferenza di nessun tipo,
semplicemente c'è una procedura che, secondo me, deve essere
applicata e deve essere rispettata, nel rispetto delle persone che
sono in difficoltà col lavoro e delle società che sono in
difficoltà
Diversamente ragioniamo prima in un modo e poi per convenienza in
un altro.
Dico semplicemente, visto che mancano dei quadri e visto che mi
pare che ci siano nelle società partecipate disponibilità di
quadri, siccome tutti, giustamente affermiamo che sono delle ottime
professionalità, non penso che nessuno abbia voglia di buttarle,
prima di provarle.
Se poi, invece, non ci sono queste figure vediamo che ragionamento
fare.
PRESIDENTE. Scusate colleghi, stiamo discutendo dell'emendamento
34.2, non anticipiamo dibattiti che riguardano altri emendamenti o
altri commi.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un punto
dirimente. Si tratta di personale altamente specializzato, cioè in
linea del tutto teorica, posso andare io a soccorrere con la
patente B, assessore, uno che si è sfasciato in mezzo alla strada.
Praticamente non è una cosa possibile.
E se noi facciamo transitare, figure di coordinamento inesperte in
questo settore, facciamo quello che abbiamo fatto con la bambina di
Catania.
In quale lingua lo dobbiamo dire? Anche in questa Regione
disastrata ci sono figure di alta professionalità. Se uno ha
lavorato in un aeroporto ed ha conseguito: le patenti, la lingua,
la certificazione Enac, non è producente fare entrare altro
personale, perché ci costerà una barca di soldi formarli. Dove vi
sono aerei, dove vi è salute, non si può improvvisare. Sarà una
cosa atroce ma le debbo dire che un ragioniere scarso o bravo
portato da una parte all'altra non se ne accorge nessuno. Non
appena facciamo entrare in certi settori personale qualificato,
nella sicurezza, nell'handling in sanità non lo possiamo fare,
assessore, sarà una cosa difficile da capire.
Solitamente mi so spiegare in buona lingua italiana ma è cosi.
Questa società non deve fare entrare ragionieri, deve fare entrare
uno che organizzi bene i turni, assessore Baccei; deve fare entrare
uno che organizzi beni i turni che, prima che capisce che uno di
Ispica non lo deve portare a Monterosso, perché altrimenti non
trovano il malato passano tre anni. Ecco perché devono essere
all'interno dell'azienda.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia, Chiedo solo di applicare la
procedura. Se la procedura dice che quelle persone non sono in
grado di ricoprire quel ruolo, si cerca un'altra soluzione, però
c'è una procedura da rispettare che va rispettata per legge.
Non posso bypassare una procedura, se non c'è nessuna persona in
grado delle competenze richieste si cerca un'altra persona, ma
prima verifichiamo. Tutto qua.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. A me corre l'obbligo di
rappresentare in questo momento il rischio che possiamo paventare
all'interno del Servizio di emergenza-urgenza.
Mi corre l'obbligo non foss'altro perché questa società
partecipata, a differenza delle altre società partecipate, eroga un
livello essenziale di assistenza e quindi, come tale non può essere
distonico rispetto ad alcuni parametri che naturalmente vedono
questo tipo di servizio, misurato in ragione anche ai tempi di
percorrenza, della capacità del personale, di prestare assistenza e
altri parametri che, naturalmente, sui quali altre società, per
ovvie ragioni, non sono misurate.
In questo momento il servizio di emergenza-urgenza consta di 251
mezzi, nonché un personale che più volte è stato detto in esubero,
ancorché è quello che proviene dal trasferimento del personale
dalla ex Sise a Seus.
Oggi questo personale è tutto impiegato, nelle funzioni, anche
attraverso contratti di servizio, per trasporti secondari, così
come previsto dallo Statuto, ma anche per servizi cosiddetti
secondari, così come previsto dallo Satuto è tutto impiegato. Il
che significa che, se volessimo, in questo momento, andare a
reperire dei livelli intermedi che non ci sono, dovremmo andarli a
reperire da altre partecipate creando altri esuberi e immettendo
altro personale per il quale l'Amministrazione pubblica dovrebbe
investire ulteriori risorse per la formazione.
Andiamo ai comandi: i comandi sono ancora più onerosi perché
mentre questo personale in questo momento ha un contratto di
diritto privato per cui per i livelli di E, C, i costi sono di
circa 32 mila euro all'anno, se dobbiamo incamerare personale in
comando dalle aziende noi spendiamo per ogni impiegato in questo
caso di livello, D, S, con contratto pubblico 5 mila euro all'anno
in più, quindi anche di fronte all'organo di controllo della Corte
dei Conti, io non vedo come possiamo giustificare un intervento di
questo genere.
Ritengo che sia molto più giustificabile allorché si esperiscano
le corrette procedure di selezione all'interno dei dipendenti della
stessa società; ritengo molto più giustificabile individuare dei
livelli intermedi laddove naturalmente sussistano i presupposti e i
requisiti all'interno della compagine interna alla stessa società
ancorché formata e sulla quale l'Amministrazione pubblica ha speso
risorse pubbliche per la formazione.
Io credo che un provvedimento del genere noi potremmo benissimo
incardinarlo nelle procedure corrette, di selezione, perché credo
che sia stato questo il punto su cui la Corte dei Conti ha inteso
nel passato andare a verificare il rispetto e la correttezza delle
procedure, e poi non comprendo nel momento in cui vige il veto
delle assunzioni così come per i comandi non si applica il veto
delle assunzioni non vedo perché lo stesso principio non possa
essere applicabile per le progressioni di carriera laddove
naturalmente questo avvenga attraverso le normali procedure di
selezione.
Ora io non voglio generare in questo sicuramente delle attese o
dire che è giusto questo o l'altro procedimento; posso dire, però,
sulla scorta della mission sanitaria che questa società partecipata
ha, che in questo momento l'organizzazione di questa società è
letteralmente impossibile perché è una squadra di oltre 3.300
persone tutte della stessa qualifica che non possono essere
certamente organizzate in un territorio vasto come la Sicilia con
una sola figura dirigenziale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
rivolgo all'assessore per l'economia. Credo che l'impianto fatto
dall'assessore per l'Economia possa restare per tutte le
partecipate. Noi, escludendo praticamente la Seus da questo
impianto, risolviamo il problema, si pone giustamente, dice
l'assessore, ma questo è per le figure sanitarie, per le figure
amministrative si può pure evitare ma qui c'è un problema posto
anche dal Presidente che dice ma se una figura di coordinamento
che deve conoscere le modalità di pronto soccorso, abbiamo avuto in
Sicilia dei casi particolari per cui io pregherei l'assessore di
lasciare l'impianto per tutte le partecipate ad esclusione della
Seus.
Per quanto riguarda l'emendamento del Presidente Dina, io credo
che si pone anche lì un piccolo problema rispetto a tutte le altre
società partecipate o della Regione e allora bisognerebbe meglio
specificare quali possono essere gli avanzamenti di carriera perché
altrimenti creiamo una disparità nel mondo regionale, quindi,
creiamo due cose: escludiamo la Seus da questo discorso delle
partecipate, poi mi consenta, assessore, conoscendo anche il mondo
delle Asp, andare a fare i comandi dalle Asp alla Seus peggioriamo
di molto la situazione. Tra l'altro in un momento in cui le piante
organiche nelle Asp hanno un problema perché si stanno facendo in
questa fase, io credo che quella parte vada stralciata e risolviamo
il problema, è inutile creare contrapposizioni, siamo ad un'ora
abbastanza tarda, ci rendiamo conto che ci sono situazioni
particolari, quindi la proposta con un sub-emendamento, che
potrebbe fare anche lei assessore Baccei, che stralciamo da questa
parte praticamente alla Seus mentre per quanto riguarda
l'emendamento del Presidente Dina io pregherei di formularlo solo
per alcune figure altrimenti creeremmo anche là una disparità.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
rapidissimo anche perché sono assolutamente d'accordo con quanto
testè detto dall'assessore. Noi abbiamo una società che è ingolfata
di personale, noi siamo stati alcuni mesi addietro costretti,
eravamo in audizione in Commissione, ad assistere ad un
trasferimento di personale da una Provincia ad un'altra proprio
perché si sono verificate delle situazioni di esubero dello stesso
personale. A questo punto noi passiamo altro personale e lo
trasferiamo alla Seus? Ma per fare cosa? A mio parere invece va
formato il personale che è all'interno della Seus.
Credo che su 3.300 persone che lavorano in questa società esistano
almeno un 5-10% di persone che possono essere formate e quindi
trovare questi livelli intermedi per questo personale. Credo che
non sia un compito difficile da fare, ma sia semplicissimo ed è
possibile realizzare tutto questo senza ingolfare ulteriormente la
struttura, utilizzando le stesse figure che lavorano all'interno
della società. Io credo che questa sia l'unica strada da seguire.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi dispiace
che l'assessore Baccei non sia in Aula. Partiamo dal presupposto
che avere all'interno della Seus figure intermedie è una cosa
necessaria, queste figure intermedie effettivamente servono.
Abbiamo già fatto un piccolo studio e abbiamo visto che il comando
e il trasferimento avevano dei costi, ma per esempio il
trasferimento da altre partecipate poneva un problema che è appunto
quello della formazione, però il passaggio di livello, da un
livello C ad un livello D, Ds, quello che sia, se non ricordo male
ormai è considerato come nuova assunzione; altra cosa, per fare
questi concorsi siamo sicuri che si possono fare internamente o
come prevede l'articolo 97 della Costituzione quindi fino al 50% lo
dobbiamo aprire a tutti? E quindi possibilmente lì ci sarà un
aggravio di spesa. Quindi secondo me un confronto con la Corte dei
Conti per una discussione anche informale per capire quale è la
possibilità effettiva non sarebbe male. Ma la cosa che mi preme di
più è capire come mai queste norme arrivano sempre così in
finanziaria, quando noi abbiamo un disegno di legge fatto da una
sottocommissione che si è riunita per 4/6 mesi, ha predisposto un
disegno di legge dove in quel disegno di legge purtroppo non c'è
riferimento alle figure intermedie ma si poteva inserire, si poteva
discutere e invece tutto quello che è riforma, che è
riorganizzazione di partecipate, di sistema sanitario, di qualunque
cosa in generale essa sia, non si riesce a discutere nelle
Commissioni di appartenenza e poi ne vediamo spuntare in
Finanziaria all'ultimo secondo rischiando di fare procedure che
poi sono illegittime,. Quindi io invito l'assessore a verificare
qualora si volessero fare dei concorsi interni, è fattibile con la
Corte dei Conti, se è fattibile solo ed esclusivamente confinandolo
a quelle che sono le figure professionali all'interno della SEUSS,
e sappiamo che ci sono molti ragazzi laureati e molti ragazzi in
gamba. Perché altrimenti stiamo commettendo un errore che non
possiamo pagare così di fretta a mezzanotte o in piena nottata qui
in Assemblea regionale.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ritengo l'emendamento presentato dall'onorevole Dina, a cui appongo
la mia firma, corretto. Anche perché assessore, la SEUSS, oltre ad
avere tutto il personale, autisti e soccorritori, ed assistenti
socio sanitari, ha anche il personale medico, e voglio ricordare
che il personale medico, siccome svolge un'attività logorante, nel
tempo questo personale può essere utilizzato anche per figure
intermedie, anche perché gestire, assessore, 3.500 persone con un
direttore generale è tanto difficile. Ed allora possiamo utilizzare
il personale medico, che lei sa meglio di me, che negli anni va
incontro ad un logoramento professionale, e quindi può essere
utilizzato per questo.
Ma voglio dire un'altra cosa: all'interno della SEUSS, fra gli
autisti soccorritori ci sono tanti che sono diventati infermieri e
questo personale lo possiamo convertire con notevole risparmio,
perché lei sa meglio di me che per il personale infermieristico si
attinge al personale esterno con costi aumentati.
Allora dare la possibilità al personale di potere fare carriera
all'interno sempre dello stesso personale, secondo me porta
notevoli risparmi ed una funzione ottimale di quello che può essere
la SEUSS.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chiedo se l'emendamento 34.2 è ritirato. E' confermato.
E' stato richiesto il voto segreto. Si procede alla verifica dei
richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 34.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 34.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 24
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 34.6 è ritirato.
Si passa all'emendamento 34.9, a firma degli onorevoli Sudano e
Anselmo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualora venisse approvato, sarebbe
soppresso l'emendamento 34.14. Credo sia corretto dirlo. Il parere
del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute, Signor Presidente, onorevoli
colleghi, allora, per sopprimere l'ultimo capoverso del comma 3
occorre tenere conto dell'emendamento 34.14, perché altrimenti
LACCOTO. Approvato prima quello automaticamente casca l'altro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 34.9?
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 34.14.1. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 34.14.1, dopo la parola:
intermedi specifica per le funzioni indispensabili , così come
richiesto dall'assessore Borsellino.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non pongo dubbi
sulla bontà e sulla buona fede dell'emendamento Dina, però, mi
pongo un problema, sono stato un po' disattento perché siamo andati
a vedere altra cosa e correggere altra cosa.
Ma, io mi pongo, stiamo parlando della SEUS o di un'azienda
qualunque? Della SEUS
La SEUS tratta di sanità, di emergenza-urgenza, a questo
subemendamento, secondo me, sarebbe utile inserire figure per le
funzioni indispensabili sanitarie , perché altrimenti può succedere
che inseriamo figure e funzioni indispensabili e, allora, qua
stiamo andando oltre, allora aggiungiamo questo subemendamento e su
questo ci siamo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli, aggiungiamo: sanitarie .
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei che
l'assessore Borsellino
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, aspettiamo l'Assessore prima di aggiungere
sanitarie .
PRESIDENTE. Onorevole Dina, le chiedo di nuovo, intende aggiungere
o no la parola sanitarie' all'emendamento 34.14.1?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. No,
anche l'onorevole Falcone concorda sul fatto di lasciarlo.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento rimane nella formulazione
iniziale, senza la parola sanitarie'.
Prego, onorevole Cimino. Ha facoltà di parlare.
CIMINO. Signor Presidente, io gradirei essere ascoltato un minuto
dal Presidente della Regione e dall'Assessore perché ritengo e non
voglio, in questo caso, fare l'avvocato d'ufficio dell'Assessore al
bilancio che rispetto all'ipotesi dell'assessore Baccei - che ha
una visione generale del sistema partecipate regionali - si voleva
dare con questo articolo, ritengo, la possibilità e l'opportunità
di attingere nell'ambito di un bacino delle società regionali per
creare anche la condizione di coprire dei ruoli importanti che sono
presenti alla SEUS.
Dagli emendamenti in corso, e rispetto anche all'intervento fatto
dal Presidente della Commissione sanità, gradisco poter avere un
chiarimento da parte dell'assessore Borsellino, perché, siccome
credo fermamente nell'onestà intellettuale dell'assessore
Borsellino, il Presidente Di Giacomo ha affermato che dentro la
SEUS vi sono circa 3.000 soccorritori ed un dirigente che se sta
male il dirigente - di fatto - la SEUS si blocca.
Allora, dagli emendamenti qui presentati mi pare che vorremmo
poter formare solo ed esclusivamente i dipendenti della SEUS per
svolgere attività intermedie.
Io vorrei capire, e questo lo chiedo all'assessore Borsellino,
cosa si intende per attività intermedie'. Cioè gli operatori
sanitari o soccorritori diventano con questo tipo di procedure
anche infermieri, sanitari? O diventano anche amministrativi,
ragionieri e contabili? Perché voler togliere la parola sanitari'
ai lavoratori intermedi mi fa, a maggior ragione convincere, che
l'ipotesi che stiamo trattando è un'ipotesi totalmente errata.
Allora, se questa materia si vuole trattare per come è stata
rappresentata, con un'iniziativa organica che riguarda la SEUS e la
sua pianta organica, ne sono pienamente convinto, se si vuole fare
in modo che dalla SEUS sia blindata e chiusa rispetto alle figure
economico, contabili, amministrative delle altre società, lo si
dica, ma nello stesso tempo mi si spieghi cosa significa dotarsi di
figure e di livelli professionali intermedi.
Giuridicamente, chi è il lavoratore professionale intermedio? Se
abbiamo 3mila operatori soccorritori possiamo trasformare questi
operatori in dirigenti amministrativi? O possiamo trasformare
questi operatori in infermieri?
Secondo me ci vuole un momento di chiarezza perché l'ipotesi che
aveva accennato l'assessore Baccei, secondo me, chiariva la
possibilità che dentro alcune nostre società regionali vi sono
professionalità che, sicuramente, non possono fare gli infermieri,
che, sicuramente, non possono fare soccorritori ma, probabilmente,
possono fare i dirigenti amministrativi ed i dirigenti contabili.
Quindi, vorrei spiegato qual è questa figura professionale che si
intende come operatori intermedi. Se sono infermieri soccorritori o
dirigenti amministrativi e contabili.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Chiudo le iscrizioni a parlare su questo subemendamento. A seguire
una breve replica dell'Assessore, un minuto e, poi, passiamo al
voto.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che la
SEUS sta vivendo attualmente che non ha consentito neanche il
rinnovo del direttore generale e che, quindi, come dire, ha
lasciato una società di 3.300 dipendenti acefala, è proprio legato
a questo, è legato al fatto che sotto il direttore generale non c'è
nessuno, cioè non ci sono le figure intermedie laddove per figure
intermedie si intende figure di natura amministrativo contabile a
supporto del direttore generale che, quindi, controllano i turni,
fanno i turni, fanno il disbrigo di tutte quelle cose che,
ovviamente, solo un direttore generale rispetto ad un organico così
grosso, non può portare avanti.
Quindi, è questo il problema, le figure sanitarie alla SEUS ci
sono, poi, è chiaro, Assessore, che noi come Commissione Sanità
abbiamo presentato già da qualche mese un disegno di legge organico
che è frutto del lavoro della sottocommissione che tenta di
risolvere anche l'altro problema, cioè il fatto che la SEUS è una
società che viene, come dire, strutturata con un consiglio di
sorveglianza ed un consiglio di gestione e un direttore generale.
Questo non consente di prendere quelle decisioni immediate che una
società di emergenza-urgenza ha bisogno di prendere. Quindi, questa
cosa delle figure intermedie sarebbe già un problema risolto, in
attesa di una riorganizzazione complessiva della società.
PRESIDENTE. Il Governo intende aggiungere qualche chiarimento dopo
gli interventi? Assessore Borsellino?
CROCETTA, presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della regione. Guardate sulla SEUS abbiamo
diversi problemi. Il problema principale è che le assunzioni che
vennero fatte all'epoca hanno coperto tutta la pianta organica
dell'azienda. Solo che queste assunzioni vennero fatte e non ci si
curò di assicurare le varie posizioni. Solo che noi, oggi, ci
troviamo in posizione di divieto di progressione verticale, tant'è
vero che recentemente c'è stata anche qualche sentenza in merito
che non può non lasciare preoccupati rispetto al fatto che si
dovrebbe aprire ad una progressione verticale interna.
Quindi, la norma che qui si è proposta, è una norma
Addirittura, penso che dovremmo specificare che nei passaggi da
altre società, anche quelle dovrebbero essere in posizione di
comando, non soltanto quelli che vengono dalle aziende sanitarie.
Comunque, in ogni caso, quella norma così com'è, interviene su un
bacino che è quello delle società partecipate delle aziende
ospedaliere che già hanno questo personale e lo possono utilizzare
in altre società.
Il tema - e qui chiedo l'intervento dell'assessore Borsellino - è
di capire quale tipo - e condivido l'intervento dell'onorevole
Cimino in tale senso - di professionalità viene richiesta e, in
ogni caso, se noi con normativa regionale possiamo derogare alla
normativa nazionale che blocca le assunzioni e le professioni
verticali che vengono paragonate a nuove assunzioni.
Voglio essere onesto nei confronti del Parlamento, questi sono i
temi, per cui, non vorrei che, alla fine, nei disastri e negli
errori fatti prima ci debba andare di mezzo chi non c'entra
assolutamente nulla. Per essere chiari fino in fondo. Assessore, se
vuole specificare la questione.
BORSELLINO, assessore per la salute. Il Presidente ha chiarito,
come è stato detto all'inizio, che la dotazione organica di SEUS è
satura, sostanzialmente, quindi, in questo momento, probabilmente,
non c'è neanche la possibilità di introitare altre professionalità
dall'esterno se non c'è una fuoriuscita in pari misura, perché
altrimenti si creano nuovi esuberi.
Il problema è rendere l'organizzazione flessibile in quanto a
figure intermedie per potere organizzare un minimo di
organizzazione interna che, in questo momento, non può essere
garantita in tutto il territorio della Regione, nella
considerazione che il passaggio di tutto questo personale è stato
fatto con la medesima qualifica di autista soccorritore.
La cosa importante per la quale penso che sia necessario un
minimo di approfondimento è che, comunque, queste professioni
cosiddette verticali dovrebbero venir fuori a seguito di una
procedura di selezione che, probabilmente, nel passato, non è stata
fatta e che dovrebbe riguardare una platea molto più vasta di
quella legata alla stessa società, questo è il punto, perché
altrimenti si viola la norma in tema di pubblico concorso. Quindi,
probabilmente, è questo l'aspetto che va approfondito anche
rispetto all'indagine della Corte dei Conti che ha interessato le
azioni fatte nel passato.
PRESIDENTE. Il parere sul subemendamento 34.14.1?
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo un minuto di
approfondimento.
PRESIDENTE. Sospendo per qualche minuto la trattazione
dell'articolo 34, per consentire un approfondimento.
(La seduta, sospesa alle ore 00.18, è ripresa alle ore 00.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di accantonare
l'articolo 34 per una eventuale riscrittura.
PRESIDENTE. Il presidente Crocetta chiede di accantonare
l'articolo 34. Pertanto, chiedo all'assessore Croce se è pronta la
riscrittura dell'articolo 59, diversamente passiamo al voto.
Onorevoli colleghi, non siamo pronti. Chiedo di verificare la
distribuzione del terzo blocco a partire dall'articolo 61, in
quanto alcuni deputati non lo hanno ricevuto.
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette e nei
demani forestali
1. Entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge
l'Assessore per il territorio e l'ambiente emana un decreto di
istituzione di biglietti e servizi a pagamento delle aree naturali
protette e dei demani forestali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- 61.3, soppressivo dell'articolo, a firma degli onorevoli
Falcone, Assenza ed altri.
- 61.4, soppressivo dell'articolo, a firma degli onorevoli
D'Asero, Alongi ed altri.
- 61.5, a firma degli onorevoli Siragusa e Trizzino.
- 61.3, a firma degli onorevoli Lentini ed altri.
- 61.1, a firma dell'onorevole Fazio.
- 61.2, a firma degli onorevoli Picciolo ed altri.
Si passa all'emendamento 61.3.
ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 61.4.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 61.5.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del presidente Ardizzone
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è scritto così perché la formulazione originaria
dell'articolo era ancora più lungo dell'emendamento, un motivo c'è,
poi alla fine si è deciso, in Commissione Bilancio, di utilizzare
la formula del decreto assessoriale, ma il motivo principale della
dimensione esagerata di questa riscrittura è perché si è fatta
una discussione all'interno della Commissione Ambiente, nella quale
si è apprezzata l'idea di garantire gli introiti dei biglietti dei
ticket direttamente nelle casse delle aree protette, perché
fondamentalmente chi utilizza queste somme è l'area protetta,
quindi, ci sembrava quanto meno normale aprire un capitolo o,
comunque, una situazione all'interno della quale lo stesso soggetto
gestore potesse gestire questi introiti.
La norma, poi, si allunga in una serie di disposizioni legate non
soltanto alla gestione dello sbigliettamento ma ad una serie di
attività collaterali che sono il noleggio di attrezzature per la
fruizione, l'utilizzo delle foresterie, tutta una serie di attività
delle aree protette che possono fare cassa.
Ora, alla fine, l'Assessore ha utilizzato la formula del decreto
assessoriale. Io ritiro l'emendamento, però, con l'invito che nel
documento che verrà contemplato dall'Assessore tutte queste
prescrizioni vengano inserite. Per questo chiedo un intervento
dell'Assessore a conferma, dopodiché ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 61.3 di pagina 172 - perché per un errore
materiale due emendamenti sono stati numerati in modo identico -, a
firma degli onorevoli Lentini, Cascio Salvatore, Coltraro, Currenti
e Lantieri.
Onorevole Lentini lo mantiene, lo vuole discutere? Lo illustri
brevemente, oppure sentiamo il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 61.1.
FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
61.2 a firma dell'onorevole Picciolo.
PICCIOLO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo mantiene? Posso dire una cosa? Scusate: Dalla
entrata in vigore della presente legge, sono abrogate tutte le
disposizioni di legge e regolamenti in contrasto con la presente
disposizione . E non è un principio di diritto questo? Perché ha
bisogno di rafforzarlo? Non è un principio di diritto generale? Il
principio della successione delle leggi nel tempo C'è il trucco
Assessore Croce, lo spieghi. Non lo abbiamo compreso.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. La ratio è che,
siccome inseriamo i biglietti per servizi a pagamento nelle aree
protette attraverso un decreto dell'Assessore che non può abrogare
delle norme precedenti, inseriamo l'emendamento 61.2 per abrogare
le norme in maniera tale che il decreto sia, poi, efficace.
PRESIDENTE. Come? Non ho capito. Ma lei con legge abroga un
regolamento? E' inammissibile
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire che
mancano alcuni emendamenti all'articolo 61. Se potete controllare,
tramite gli uffici, per favore.
PRESIDENTE. Di certo sono stati inseriti tra gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 61, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 62.R.
I soppressivi sono mantenuti onorevole Palmeri, onorevole Alongi?
PALMERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Prove cinofile.
PALMERI. Chiedo di parlare, per illustrare l'emendamento 62.R.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare il
motivo per cui ho presentato questo abrogativo, leggendo la
sentenza della Corte Costituzionale dell'11 febbraio 2011.
In riferimento all'articolo 1, del comma 16, legge regionale
Campania, n. 2 del 2010, ne dichiara l'illegittimità
costituzionale.
Il riferimento a quella legge parlava del rilancio dell'economia
delle zone montane e dei territori compresi nei parchi mediante il
turismo cinofilo e cinoturismo, addestramento e allenamento di cani
da caccia e alle conseguenze verifiche zootecniche, per terapie al
soccorso.
La disposizione si parrebbe in contrasto con la normativa statale
del settore rappresentata dalla legge 6 dicembre 91, n. 394, legge
quadro sulle aree protette che all'art. 11 prevede che ogni parco
nel rispetto delle proprie caratteristiche attraverso il proprio
Regolamento disciplini l'esercizio delle attività consentite entro
il territorio di competenza imponendo tuttavia al comma 3 il
divieto di tutte le attività e le opere che possono compromettere
la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati
con particolare riguarda alla flora e la fauna protetta e
rispettivi habitat.
Tra tali attività rientra sicuramente l'addestramento cani atteso
che come affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza 350 del
91 nessun dubbio può sussistere né in ordine al fatto che
addestramento dei cani in quanto attività strumentale all'esercizio
venatorio debba ricondursi alla materia della caccia e di
conseguenza costituisce attività assolutamente vietata nelle aree
protette. Conclusivamente la norma regionale in esame dettando
disposizione difforme dalla normativa nazionale afferente alla
materia della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e della tutela
della concorrenza di cui all'art. 117 con la quale lo Stato ha
competenza esclusiva è costituzionalmente illegittima per
violazione della suddetta disposizioni costituzionali.
PRESIDENTE. Non apriamo una questione ulteriore, io ringrazio
intanto l'onorevole Palmeri, no votiamo, ringrazio l'onorevole
Palmeri perché mi sta facendo un'eccezione pregiudiziale, posso
dire, apposto in questi termini sulla costituzionalità della norma,
citando espressamente una sentenza, non possiamo ora aprire ora un
dibattito se è costituzionalmente o meno, se gentilmente me la fa
avere la facciamo verificare se fosse incostituzionale, mi sta
dicendo che è incostituzionale l'attività cinofila all'interno dei
parchi e delle riserve.
CLEMENTE. Ha detto cose diverse.
PRESIDENTE. Come ha detto cose diverse? No, è inutile, ringrazio
della buona volontà tutti voi, ma se c'è un principio di
incostituzionalità che l'ha sollevata in via pregiudiziale anche se
non formalmente io ringrazio l'onorevole Palmeri, me la fa avere la
facciamo consultare in questo momento perché se è incostituzionale
è incostituzionale e poi la trattiamo.
PALMERI. Vorrei concludere solo che l'anno scorso è stato
presentato lo stesso articolo identico ed è stato stralciato
proprio per questa ragione.
PRESIDENTE. Non possiamo trattare l'articolo 62 per le ragione già
illustrate dall'onorevole Palmeri, è stralciato l'art. 62, non
viene trattato per evidente incostituzionalità, e la prossima volta
evitiamo però, onorevole Clemente
CLEMENTE. Presidente, ma che significa?
PRESIDENTE. Perché ora giustamente mi si dice c'era stato un
tentativo in Commissione, già la volta precedente gli Uffici
l'avevano stralciata, aiutiamoci. A questo proposito gradirei un
minino di attenzione da parte dell'Aula, noi dobbiamo andare avanti
con i lavori, ieri ci sono stati due votazioni, andiamo al dunque
dei problemi che sono in campo, le due votazioni riguardano sia la
soppressione dell'articolo 11 che riguarda le somme per l'Unione
dei Comuni e c'è un voto d'Aula che prevede la soppressione di
quell'articolo, sia la vicenda Coires, sulla quale c'è stato un
equivoco ma il voto d'Aula comunque è stato dichiarato e il voto è
quello.
Sulla base della prassi, qualche vota si è tentato, se c'è
l'unanimità dell'Aula, 90 parlamentari su 90 o comunque sui
presenti, io sono disponibile a rimettere in votazione sulla base
regolamentare le due norme, chiaramente separatamente, non lo sto
facendo in questo momento ma è chiaro che voglio l'unanimità
dell'Aula altrimenti non posso mettere in votazione l'una o
l'altra, quindi quando chiamerò l'una norma, non apriremo dibattito
sul si o sul no, quindi sta alla maturità dei singoli componenti e
di tutti coloro che tengono a questa norma, avviare quella
sensibilità con l'interlocuzione con gli altri deputati per vedere
di trovare un momento di sintesi per stare nell'ambito della prassi
parlamentare.
Lo faremo tra un po' per dare la possibilità a ciascuno di voi di
trattare la questione.
CLEMENTE. Volevo una relazione rispetto all'emendamento proposto.
PRESIDENTE. Una volta che si dichiara inammissibile è
inammissibile, punto.
CLEMENTE. E chi lo dichiara inammissibile?
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile io perché è evidente che è
inammissibile.
CLEMENTE. Dopo ampia discussione in Commissione Bilancio, questa
norma è stata approvata, io vorrei per favore una relazione da
parte degli uffici in cui mi si dimostri questa incostituzionalità
a cui si riferisce la collega perché non è possibile che io arrivo
qua con una legge regionale che è diversa da quella della Sicilia e
si adducano problemi di incostituzionalità, quindi se me li
dimostrate signor Presidente io gliene sarei grato.
PRESIDENTE. Assolutamente, dopo che approveremo la Finanziaria
avremo modo di interloquire. Ormai è stata stralciata
CLEMENTE. L'ha stralciata lei? Lei non può stralciarla.
PRESIDENTE. Come non posso stralciare In II Commissione è stato
dato ampio mandato, abbiamo detto andiamo in Aula sulla basa di una
sintesi che c'è, se mi viene fatta una eccezione di pregiudizialità
io in questo momento ho il dovere di esaminarla, è stata esaminata,
glielo assicuro, e siccome ci sono precedenti di questa Aula che
hanno previsto lo stralcio, è inutile che andiamo avanti,
l'attività cinofila all'interno di aree vincolate di parchi e
riserve non si può fare, è un principio costituzionale e non
c'entra la questione se la Campania o il Trentino Alto Adige, è un
principio costituzionale e la Costituzione vale in tutta Italia. Se
dobbiamo andare avanti e ognuno di voi si innamora delle proprie
idee non possiamo andare avanti
Si riprende l'esame dell'articolo 59.
C'è un emendamento di riscrittura del Governo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Assessore Croce, un chiarimento. Avevo presentato, Presidente,
sulla vecchia formulazione dell'articolo 50, dopo le parole negli
specchi acquei anche dei laghi . Voglio avere la certezza
dall'assessore che è compreso qui anche quando parliamo di specchi
acquei che ci riferiamo anche a quelli dei laghi.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Si è così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 59.6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:
Modifiche e integrazioni di norme in materia di beni
culturali.
Art. 63
Azioni di miglioramento della valorizzazione, fruizione
e tutela dei luoghi della
cultura. Modifiche alla legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10
1. Entro il 30 novembre di ogni anno, a valere per
l'anno successivo, è approvato con decreto dell'Assessore
regionale per i beni culturali e per l'identità
siciliana, sentito l'Assessorato regionale del turismo,
dello sport e dello spettacolo e le organizzazioni
sindacali, il calendario della fruizione e degli accessi
ai luoghi della cultura regionali.
2. In considerazione dell'importanza della
valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo
economico regionale, il calendario di cui al comma 1
assume come obiettivo prioritario la più ampia estensione
dei periodi di apertura dei siti e dei musei, tenuto
conto delle iniziative programmate, dei flussi di
visitatori e delle risorse disponibili.
3. Nelle more dell'applicazione delle disposizioni di
cui all'articolo 51, comma 29, l'Assessorato regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana può fare
ricorso, in via provvisoria e limitatamente alla
pianificazione annuale delle aperture dell'anno 2015,
alle procedure di cui all'articolo 40, comma 3 ter, del
decreto legislativo 30 aprile 2001, n. 165.
4. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, come modificato dal comma 32
dell'articolo 127 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 127, sono soppresse le parole direttamente e con
cadenza trimestrale ; al secondo periodo del medesimo
comma 1 sono soppresse le parole da in occasione a più
enti .
5. Dopo il comma 1 dell'articolo 7 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 è aggiunto il seguente
comma:
l bis. Il versamento è effettuato in forma anticipata
nella misura dell'80 percento calcolata sugli introiti
dell'anno precedente, previa definizione degli interventi
e progetti da realizzare. La restante quota sarà erogata
a seguito di rendicontazione delle spese effettuate. .
6. Per l'esercizio finanziario 2015 il 10 percento dei
proventi derivanti dai biglietti di ingresso e servizi a
pagamento che affluiscono ai bilanci dei parchi di cui
alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 è versato in
entrata al bilancio della Regione a titolo di concorso
alle spese del personale dei parchi.
7. Al fine di dare attuazione alle disposizioni
contenute nel titolo secondo del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, con decreto dell'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana sono individuate le
forme di coinvolgimento dei privati nella conservazione,
valorizzazione e gestione dei beni culturali nel rispetto
dei principi di trasparenza, evidenza pubblica,
imparzialità, economicità e massima semplificazione. Le
erogazioni liberali effettuate a sostegno della cultura
sono introitate in apposito capitolo di bilancio e
assegnate all'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana.
8. Al fine di introdurre nuove modalità di fruizione
dei beni culturali e nuove conseguenti configurazioni dei
prezzi di accesso ai musei ed ai siti della cultura,
comitato di cui all'articolo 9 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 può essere integrato fino a due
esperti in economia dei beni culturali, e in economia del
turismo, designati dall'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana, senza diritto di voto e
con funzioni di supporto, approfondimento e consultive.
La partecipazione degli esperti è a titolo gratuito.
9. Il Dipartimento regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana è autorizzato a stipulare
convenzioni con le fondazioni di cui alla legge regionale
13 luglio 1995, n. 51 per la fruizione di attività
espositive negli istituti e luoghi della cultura. La
convenzione può prevedere l'istituzione di un biglietto
unico integrato e la percentuale di riparto sulla
maggiorazione. Il Dipartimento è, altresì, autorizzato a
stipulare con Enti in possesso di personalità giuridica,
aventi sede in Sicilia, convenzioni finalizzate alla
valorizzazione e fruizione del patrimonio librario,
archivistico, storico e documentario di rispettiva
pertinenza, da realizzarsi tramite i rispetti archivi,
biblioteche o Centri per il catalogo e per il restauro,
prevedendo accordi di collaborazione sull'utilizzo di
personale in dotazione, senza oneri a carico del bilancio
regionale.
L'emendamento soppressivo a firma Alongi è ritirato.
Si passa all'emendamento 63.6, a firma Zafarana.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Prima
di entrare nel merito dell'emendamento, una notazione sul metodo.
Quello che è impossibile che si verifichi in una finanziaria è che
si parli veramente di tutto e del contrario di tutto, nottetempo,
alle 00.47. In questo articolo, che è esattamente l'articolo 63,
passiamo dall'accesso alla contrattazione integrativa, alla
modificazione di come gestire gli introiti dei parchi archeologici,
a come applicare il decreto Francescini sulle erogazioni liberali e
sulla partecipazione dei privati alla sponsorizzazione dei nostri
beni archeologici, al co .dei biglietti d'ingresso e poi ancora
andiamo a toccare la legge sui parchi.
Cioè praticamente tutto il contrario di tutto, ed effettivamente
io chiederei e strapperei un impegno all'assessore, se di questa
materia fu e si avi cchiu come si dice in Sicilia, dal 2 di
maggio se ne comincia a parlare ma in maniera seria, perché queste
manovrine a mosaico, strappate di qua e di là, non danno chiarezza
e sostanzialmente non palesano comunque una intenzione, un
intendimento, una prospettiva, una visione che dovrebbe essere
collegata tra turismo e beni culturali, di ciò che noi veramente ne
vogliamo dei nostri beni culturali. Perché letta così senza capire
quello che comunque l'assessorato vuole fare della fruizione dei
beni culturali, sono piccoli aggiustamenti che si vanno a fare su
una finanziaria del '97, modificando la legge sui parchi, un pout
pourri che non aiuta sinceramente.
Quindi i miei emendamenti vanno anche in questo senso, nel senso
di capire, soprattutto di bloccare questa tendenza alla
monarchizzazione del tutto veniva messo nelle mani del Presidente
della Regione . Qualsiasi decreto, anche di competenza dei beni
culturali si esautora la decisione dell'assessore per le nomine, e
si va a dare tutto al Presidente della Regione.
Sinceramente ritengo che tale tipo di modifiche, a parte non avere
fiducia personalmente nell'attuale Presidente, ma in generale
qualsiasi Presidente, tutti i comitati e i consigli che attualmente
attendono, ce ne sono molti, di essere costituiti per nomina del
Presidente della Regione, praticamente sono fermi nelle stanze del
palazzo qui a lato.
Comunque, entrando nel merito, illustro sia il 63.6 che il 63.3
che vanno sostanzialmente a modificare il comma 5, sono delle
proposte di valorizzazione dei servizi all'interno dell'Assessorato
e all'interno dei Parchi archeologici, perché fanno in modo
sostanzialmente che le convenzioni che qualora vengano stipulate
tra i comuni e i Parchi archeologici e siti archeologici, tengano
comunque contro delle indicazioni dei servizi che se li riteniamo
atti a far questo devono comunque dare indicazioni sulla gestione,
la conservazione e la tutela e soprattutto sul come far ricadere in
maniera efficace e proficua fino al 30 per cento dell'introito
dello sbigliettamento.
Pertanto, è una volontà di valorizzare l'attività
dell'amministrazione pubblica. Il secondo emendamento il 63.3, va a
introdurre in un già tanto bistrattato articolo 7 della legge 10
del '99 un elemento sanzionatorio. Nel senso che comune che non
dovesse ottemperare comunque per compensazione restituisce alla
Regione la cifra che viene data.
Perché è chiaro che se non si crea un circuito, una circuitazione
di dout des tra il sito che ricade e il comune su cui ricade
sinceramente noi non ci stiamo.
Pertanto, sono emendamenti di correzione e di miglioramento.
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
preciso una procedura che già sono dette dentro la norma, si
possono anche accettare perché precisano un procedimento
amministrativo, ma di fatto il contenuto sostanziale rimane
identico.
Quindi si possono anche accettare, appunto, soltanto da questo
punto di vista. Il parere del Governo è favorevole sia per
l'emendamento 63.6, sial al 63.3
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emdmanto 63.6. Il parere del
Governo?
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione bilancio e relatore di
maggioranza. Favorevole.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che al
punto 6, per l'esercizio finanziario del 2015 il 10 percento dei
proventi, considerato la difficoltà economica che oggi vivono
soprattutto le aree archeologiche e i musei con problematiche
serie nel pagamento degli straordinari ai dipendenti per tenere i
siti aperti anche la domenica e nei giorni festivi. Proporrei se
questo 10 per cento può essere aumentato al 20 per cento ed in più
devo dire, invece, per quanto riguarda il punto 8, che l'Assessore
può designare gli esperti per i beni culturali a titolo gratuito,
non è necessario essere autorizzati con leggi.
A titolo gratuito, ritengo, può nominarne quanti ne vuole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emdmanto 63.6. Il parere del
Governo?
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione bilancio e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 63.3. Il parere del Governo?
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione bilancio e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 63.4. Il parere del
Governo?
PURPURA. Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione bilancio e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Col parere contrario della Commissione e del Governo
lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Aggiungere è diverso, perché io voglio fare in modo che
l'assessore per i beni culturali abbia maggiori risorse da dare ai
parchi perché le risorse vengono da lì, mentre così come veniva
rappresentato il venti percento avveniva il contrario. Assessore mi
sono spiegato?
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Verifica richiedenti scrutinio segreto
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la verifica dei richiedenti. Dichiaro aperta la
verifica.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 63.2, con il parere
contrario del Governo e della Commissione. Chiarisco il significato
del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 22
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 63.5 a firma dell'onorevole
Zafarana.
ZAFARANA. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e per l'identità
siciliana. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e della Commissione
lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
C'è un emendamento del Governo: All'art. 63 è aggiunto il
seguente comma: l'art. 3 della legge regionale 20 luglio 2014 n. 16
al comma 3, è sostituito dal seguente:
Ho una firma del Governo pure. Io ho chiesto che mi venisse
controfirmato dal Governo, perché in questo momento, arrivare con
emendamenti aggiuntivi non riesco a comprendere perché. Se c'è un
minimo di condivisione, questo era. Entro 90 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge previo parere della
competente Commissione legislativa, l'Assemblea Regionale
Siciliana, sono definite le linee guida per il riconoscimento della
qualifica di ecomuseo . Quindi va bene. E' un'ulteriore
sollecitazione che viene fatta al Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Il comma 6, signor Presidente, volevo chiarire che col
dieci per cento dei proventi si vanno a togliere gli incassi ed i
parchi. Quindi, non è che si danno soldi ai parchi, si tolgono
soldi ai parchi. Faccio un esempio, se il Parco Archeologico di
Agrigento incassa 3 milioni di Euro, trecento milioni di Euro
vengono decurtati. Quindi che sia chiaro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 63, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Art. 64
Modifiche alla legge regionale 1 agosto 1977, n. 80 in
materia di
composizione del Consiglio regionale dei beni culturali.
Soppressione dei comitati di gestione dei Centri
regionali.
1. Al fine di semplificare lo svolgimento delle funzioni
che si intestano al Consiglio regionale dei beni
culturali e le procedure di nomina dei relativi
componenti, il comma 2 dell'articolo 4 della legge
regionale l agosto 1977, n. 80, come modificato
dall'articolo 29, comma 1, della legge regionale 9 agosto
2002, n. 9, e dall'articolo 127, comma 5, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è sostituito dal
seguente:
"2. La composizione, nel numero massimo di quindici
membri, è stabilita con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana, previo parere della V
Commissione cultura, formazione e lavoro dell'Assemblea
regionale siciliana e previa deliberazione della Giunta
regionale.".
2. Al primo alinea del primo comma dell'articolo 6 della
legge regionale l agosto 1977, n. 80 sono soppresse le
parole da elabora a presente legge e sostituite con
fornisce indicazioni sul .
3. Nelle more di una revisione della normativa di
settore, alla data dell'entrata in vigore della presente
legge, sono soppressi i Comitati di gestione di cui
all'articolo 10 della legge regionale 1 agosto 1977, n.
80, e successive modifiche e integrazioni. Le relative
funzioni sono assegnate ad un Commissario straordinario
nominato dall'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana, senza alcun onere a carico del
bilancio della Regione».
Comunico che sono stati presentati due emendamenti soppressivi il
64.1 a firma Alongi che ritira e il 64.2 a firma Zafarana. Lo
ritira?
ZAFARANA. Lo ritiro ma solo perché, diciamo, in Commissione è
passata comunque previo parere della V Commissione Cultura. Nel
senso che, comunque, non è stato ben esplicitato il perché debba
essere - ribadisco - il Presidente della Regione a occuparsi pure
della composizione del Consiglio regionale dei beni culturali.
Comunque, anche perché, appunto, finora era stata in capo
all'Assessore. Quanto meno c'è il vaglio della Commissione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Allora pongo in votazione
l'articolo 64. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.
«Art. 65
Modifica alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 in
materia di composizione del Consiglio del Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi
1. Al fine di introdurre i necessari adeguamenti
normativi in materia di riduzione del costo degli
apparati amministrativi, in conformità di quanto previsto
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, articolo 6, comma 5,
come richiamata dal comma 3, dell'articolo 22 del decreto
legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con legge 22
dicembre 2011, n. 214, il comma 1 dell'articolo 8 della
legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, è sostituito dal
seguente:
1. La composizione del Consiglio del Parco, nel numero
massimo di cinque membri, è stabilita con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana,
previa deliberazione della Giunta regionale. .
2. All'articolo 7, comma 1, lettera c) e all'articolo 12
della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, le parole
Collegio dei revisori sono sostituite con Revisore
legale .
3. Il secondo comma dell'articolo 12 della legge
regionale 3 novembre 2000, n. 20, è sostituito dal
seguente:
2. Il Revisore legale è nominato, per la durata di tre
anni, fra dipendenti inclusi nei ruoli regionali,
iscritti nel registro dei revisori legali di cui al
decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Al Revisore
legale, è corrisposto per ogni seduta il solo trattamento
di missione, se dovuto, a norma delle vigenti
disposizioni. .
4. Al comma 6 dell'articolo 8, della legge regionale 3
novembre 2000, n. 20, sono soppresse le parole da
nonché a pubblica istruzione ?».
Abbiamo due emendamenti soppressivi, il 65.2 degli onorevoli
D'Asero, Alongi ed altri e il 65.3 degli onorevoli Ruggirello ed
altri.
ALONGI. Ritiro l'emendamento 65.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
RUGGIRELLO. Ritiro l'emendamento 65.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 65.1 a firma Cracolici e Gucciardi. Lo
ritira?
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge istitutiva
del parco archeologico, sebbene oggi il Consiglio del parco è
commissariato, prevedeva la partecipazione nel Consiglio del parco
archeologico del Sindaco. Scusate, la composizione del parco, non
ho letto gli emendamenti presentati dai colleghi ma ritengo che sia
necessaria anche per dare la giusta rappresentanza al territorio,
perché la legge istitutiva del parco archeologico, e all'epoca il
sottoscritto era il presidente della Commissione beni culturali,
aveva di fatto la partecipazione non solo del Sindaco, del
presidente della camera di commercio, del presidente della
Provincia ma anche delle associazioni e dei professori universitari
interessati. Quindi, ritengo che tra questi 5 componenti che deve
indicare il presidente della Regione su proposta della giunta
regionale, bisogna poter dare anche alcuni connotati che sono
propri del territorio.
PRESIDENTE. Sì, però ci dobbiamo intendere ancora sul percorso.
Quello che lei dice può essere corretto o meno, comunque deve
essere tradotto eventualmente in subemendamenti da collegare ad
emendamenti. Non stiamo alle dichiarazioni di principio così
evitiamo tante discussioni e andiamo a votare.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
risparmiare tempo al collega Cimino perché c'è il recepimento della
legge n. 201 che impone il fatto che Consigli, Comitati, non
possano superare un numero da 3 a 5 componenti.
Pertanto, la riduzione del Consiglio del parco si impone di fatto,
cioè non è che stiamo andando a modificare chissà che, stiamo
andando a recepire il decreto Monti. L'emendamento, il 65.8 è fatto
in modo tale che non si comprima l'individuazione dei criteri e
delle figure, come dicevo precedentemente, perché l'articolo
presentato in Commissione prevedeva, appunto, la nomina da parte
del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale e
previa deliberazione della Giunta regionale.
Pertanto, noi con questo emendamento manteniamo quella che è una
rappresentanza sul territorio, come diceva giustamente il collega,
manteniamo il Sindaco, manteniamo il sovrintendente dei beni
culturali e, inoltre, una scelta tra esperti che siano appunto
competenti nel settore della tutela, salvaguardia, valorizzazione,
divulgazione, studi e ricerca, chiaramente della Valle dei templi
perché stiamo parlando del Titolo I della legge 20/2000 pertanto
della legge relativa al parco archeologico della Valle dei Templi,
pertanto, questa potrebbe essere la soluzione intermedia e ci viene
sostanzialmente imposta dal Governo nazionale, non si può derogare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io rapidamente. Ho ritirato
l'emendamento perché l'assessore mi ha fatto notare che la collega
Zafarana aveva presentato un emendamento.
Io avevo presentato un emendamento che tra l'altro non è il mio,
ma è stato approvato dalla commissione ed è stato su iniziativa dei
deputati della commissione, in particolare l'onorevole Panepinto,
Siragusa ed altri. Il punto era questo: io credo che sia corretto
che si riducano i componenti del consiglio del parco a 5 e sia
corretto che 3 dei 5 siano degli esperti.
L'unica differenza è che mentre io indicavo gli esperti in maniera
generica, in capo all'assessore, l'assessore preferisce tipizzare
gli esperti.
Secondo me riduce i margini valutativi, però, se l'assessore è
contento non sarò certo io a mettermi contro. Io credo che comunque
il territorio c'è perché c'è il sindaco e il sovrintendente ai beni
culturali del territorio competente.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, onorevole Presidente, onorevole assessore ai beni
culturali, ritengo che così come avevamo detto informalmente,
riprendendo anche per il ritiro dell'emendamento a firma del
capogruppo del PD Cracolici, con la logica di 3 esperti che abbiano
quelle qualifiche necessarie.
La rappresentanza del territorio, sono d'accordo con l'onorevole
Cimino sul fatto serve il sindaco di Agrigento che, fra l'altro,
dobbiamo ancora eleggere e probabilmente valutare se inserire il
presidente dell'istituendo libero consorzio. Però, gradirei che lo
facessimo subito perché altrimenti rischiamo che qualcuno dubiterà
che dobbiamo nominare subito, qualcuno del consiglio di
amministrazione.
PRESIDENTE. Scusate, se ragioniamo sull'emendamento presentato
dall'onorevole Zafarana, forse ci sono le risposte che ognuno di
voi si sta dando.
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, do la spiegazione del perché il Governo è
favorevole alla proposta di composizione, perché nella norma va
distinta la composizione e la costituzione. La scelta che si è
fatta è di definire fin dall'inizio l'insieme dei profili
professionali e istituzionali che devono comporre il parco.
L'attenzione viene posta alle tematiche della valorizzazione
piuttosto che della conservazione, ecco perché ho chiesto
all'onorevole Cracolici di ritirare l'emendamento, per cui nella
composizione che viene proposta dall'onorevole Zafarana è previsto
un economista della cultura e un esperto in materia di tutela
ambientale e, nello specifico, dell'area della Valle dei Templi che
assicuri un'attenzione particolare sulla questione della
valorizzazione. Per altro verso, il territorio è presente con il
soprintendente e con il sindaco.
Passiamo da un comitato che è di 15 membri a un comitato di 5,
molto professionali e molto orientati alle cose di cui questa terra
ha bisogno. Quindi, io credo che l'emendamento dell'onorevole
Zafarana possa essere accolto e il governo esprime parere
favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei sta presentando un
subemendamento all'emendamento dell'onorevole Zafarana. Lo
presenti. Intanto, che cosa ha aggiunto lei, quale qualifica ha
aggiunto?
MILAZZO Giuseppe. Chiedo il voto segreto sull'emendamento 65.8
dell'onorevole Zafarana e Ciancio.
PRESIDENTE. Cosa abbiamo aggiunto, quale qualifica?
Lo leggo, c'è un subemendamento all'emendamento 65.8
dell'onorevole Zafarana, il subemendamento è presentato
dall'onorevole Cimino, Panepinto ed altri e prevede l'inserimento
della figura del presidente del libero consorzio e del direttore
del parco archeologico.
Il parere del Governo sul subemendamento?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
rimette all'Aula
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
rimette all'Aula.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo il voto segreto sull'emendamento
dell'onorevole Zafarana..
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.8 dell'onorevole Zafarana e
Ciancio, così come subemendamento dall'emendamento dell'onorevole
Cimino.
C'è una richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Giuseppe
Milazzo..
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiederei agli
Uffici di verificare quello che dicevo poc'anzi, il recepimento del
decreto Monti che prevede che il numero non debba essere superiore
a cinque persone all'interno dei comitati e dei consigli, da tre a
cinque.
Per cui mi sembra che l'inserimento del presidente del libero
consorzio sia un sesto.
PRESIDENTE. C'è un altro subemendamento soppressivo che sta
illustrando l'onorevole Cimino, rispetto al subemendamento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfondendo le
dichiarazioni dell'onorevole Zafarana, siccome il presidente del
libero consorzio, così come il sindaco, non hanno alcun emolumento
dal far parte del consiglio del parco vanno in deroga al decreto
Monti.
PRESIDENTE: No, non possiamo improvvisare in questo momento,
allora avendo ammesso per errore materiale questa Presidenza - mi
assumo la responsabilità - il subemendamento perché ha inserito un
presidente del consorzio che a tutt'oggi non esiste, quindi, lo
diamo come non approvato, un presidente del consorzio non esiste,
esistono i commissari.
Allora si vota l'emendamento 65.8 dell'onorevole Zafarana senza
alcun subemendamento.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è stato favorevole.
Si passa alla verifica dei richiedenti del voto segreto.
La richiesta è appoggiata. Bene, i richiedenti ci sono: dieci
persone la sostengono, onorevole Milazzo.
Allora, chi vota a favore dell'emendamento vota verde, chi vota
contro vota rosso, chi si astiene vota bianco.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.8.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 65.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 42
Contrari 23
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Lei è stato, clamorosamente, bocciato onorevole Milazzo Giuseppe.
Si passa all'emendamento 65.5 a firma dell'onorevole Zafarana. Lo
mantiene o lo ritira? E' precluso, mi scusi.
Si passa all'emendamento 65.6. Anche questo è precluso. Quelli
precedenti sono preclusi dalla votazione positiva dell'emendamento.
Si passa all'emendamento 65.4, I parte, a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri..
GUCCIARDI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
65.4, II parte, a firma degli onorevoli Gucciardi ed altri.
GUCCIARDI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
65.7 a firma dell'onorevole Zafarana ed altri: Al comma 3 - 2
sopprimere le parole da Al revisore fino a disposizioni' .
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
65.4, III parte, dell'onorevole Gucciardi ed altri.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 65, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura
«Art. 66
Servizi per l'Impiego. Definizione e finalità
1. La Regione siciliana garantisce i livelli essenziali
delle prestazioni in materia di lavoro in regime di
cooperazione attraverso la rete dei Centri per l'impiego
e dei soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi
dell'articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276».
Il Governo ha reinserito una norma che era stata cassata dalla
Commissione Bilancio. Proceduralmente si può fare, però adesso si
pronuncerà l'Aula. Intanto, abbiamo l'emendamento
ALONGI. Ritiro l'emendamento 66.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 66.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
CARUSO, Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, la norma non è stata più presentata in
Commissione soltanto per un corto circuito organizzativo. Non è
stata, assolutamente, cassata nel merito. L'intervento, in oggetto,
riguarda la cosiddetta dote lavoro', contratto di ricollocazione
che è uno degli interventi più qualificanti in tema di politica
attiva del lavoro e funziona, molto semplicemente, in questo modo:
l'inoccupato o il disoccupato viene preso in carico da un'agenzia
per il lavoro sulla base di un contratto fra il centro per
l'impiego o l'agenzia e lo stesso inoccupato, e l'inoccupato viene
accompagnato verso una posizione di nuova occupazione attraverso,
anche, misure di riqualificazione e di orientamento.
La dote, che verrà corrisposta all'agenzia, è soltanto al
risultato. Il meccanismo richiama una delle riforme più importanti
contenute nel Jobs act , il decreto n. 23 del 2014, e in Sicilia
viene adattato e viene articolato attraverso una serie, anche, di
misure specificative che verranno emanate con un successivo decreto
che riguardano la profilatura del soggetto. Cioè, ma sarà
proporzionata al grado di difficoltà del soggetto di essere
inserito nel mondo del lavoro e alla tipologia di contratto che
verrà offerta al lavoratore.
Uno degli elementi che qualifica questa finanziaria in termini di
sviluppo, per cui abbiamo ritenuto insistere, malgrado il
cortocircuito organizzativo di cui mi scuso davanti al Parlamento,
perché credo che sia uno degli elementi più qualificanti della
riforma finanziaria, oggetto della vostra approvazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era un
emendamento in Commissione che, chiaramente, per effetto della
bocciatura di questo articolo non è stato valutato neanche.
L'ho riproposto, però, non avendo la possibilità di agganciarlo,
lo avevo inserito fra gli aggiuntivi. Volevo capire se c'era la
disponibilità da parte dell'assessore e glielo volevo illustrare
brevemente.
L'intervento, questo intervento, chiaramente è per la creazione di
nuovi posti di lavoro, cioè nella speranza di creare nuovi posti di
lavoro, non dobbiamo dimenticarci però che nel momento in cui siamo
dobbiamo anche salvaguardare i posti di lavoro esistenti.
Una buona logica potrebbe essere quella dei contratti di
solidarietà che stanno avendo applicazione a livello regionale, già
in Lombardia e anche in altre regioni con dei buoni risultati.
Quello che le chiedo è se può analizzare questo emendamento è se
nella cifra dei 15 milioni di euro, può destinare tre, quattro
milioni di euro ai contratti di solidarietà, lasciando poi la
rimanente somma sui contratti di ricollocazione.
Le chiedo solo se lo può visionare per capire se lo può apprezzare
in qualche modo, perché potrebbe essere una cosa interessante. E'
la salvaguardia dei posti di lavoro nelle aziende che hanno meno di
15 dipendenti e che, quindi, non hanno salvaguardia occupazionali e
che, in qualche modo, grazie ai contratti di solidarietà, non
vengono messi in cassa integrazione, ma rimangono all'interno del
ciclo produttivo perché, in questo modo, grazie a riduzione
dell'orario di lavoro e quant'altro non vanno a finire nel
cosiddetto mercato dei cassintegrati.
CARUSO, Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, guarderò con attenzione, per quel che
mi consta, per le mie conoscenze personali, il contratto di
solidarietà è regolamentato a livello nazionale.
CANCELLERI. E' questo è in aggiunta.
CARUSO, Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E' in aggiunta ma soltanto sulle risorse, perchè il
contratto di solidarietà è ordinamento civile, non può essere
oggetto di regolamentazione autonoma.
RAIA. Non rientra nel suo.
CANCELLERI. Non è così. L'emendamento non lo ha neanche letto ma
già sa che è così. Siete talmente pieni di voi che non riuscite
neanche ad ascoltare
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Oltretutto, onorevole, le risorse sono le risorse Pac che
sono già riprogrammate non possono essere redistribuite su un'altra
misura.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, non voglio
entrare nel merito della questione patti, contratti di solidarietà
e altro. Onorevole Giuseppe Milazzo, noi, però, stiamo discutendo
di un'altra norma che introduce una questione di carattere
fortemente innovativo nella legislazione persino italiana; cioè che
a occuparsi del lavoro per i disoccupati, per la ricerca del lavoro
dei disoccupati, non sono più soltanto gli uffici tradizionali di
collocamento ma sul modello anglosassone, individua delle agenzie
convenzionate attraverso apposite evidenze di pubblica selezione
che guadagneranno soltanto se riescono a trovare lavoro ad un
disoccupato.
Le risorse che sono qui destinate dovranno essere impinguate per
intenderci, altro che sottrarre risorse, quindi, si tratterebbe
semmai, infatti, il nostro obiettivo, qual è? Non fermarci a questi
15 milioni di euro - come diceva correttamente l'assessore - ma
cominciare ad utilizzare i fondi Pac per queste misure di lavoro.
Poi, se vogliamo parlare di contratti di solidarietà, non capisco
perché i soldi li dobbiamo togliere ad altri poveri, cioè, voglio
dire, se uno sente il bisogno di fare una norma che riguarda i
contratti di solidarietà toglie agli sprechi, toglie a ciò che è
insufficiente, a ciò che fa spreco, ma non li toglie laddove noi
abbiamo la necessità, invece, addirittura, di mettere altre
risorse.
CANCELLERI. Presidente, le dico una cosa: possiamo chiudere,
ritiro la proposta. È stucchevole.
CROCETTA, Presidente della Regione. Perfetto, per cui dico magari
in fase di variazione di bilancio, onorevole
CANCELLERI. Vada avanti, non prendiamoci in giro, è stucchevole
CROCETTA, presidente della Regione. Ma non è una norma cattiva.
Cioè, per forza ve ne deve essere un'altra? Se lei mi dice che la
norma è cattiva....
CANCELLERI. Guardi che lei a me questi giochetti non li deve fare.
Io non ho detto che la norma è cattiva, ho detto di prenderla in
esame. Chiudiamo la discussione perché è stucchevole
CROCETTA, presidente della Regione. Ma perché non prende i soldi
dagli sprechi invece di toglierli ai poveri? Lei prende ai poveri
per darli ad altri poveri.
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri ha ritirato la proposta. Non
c'è motivo di alterarsi.
Siamo all'emendamento 66.2.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, assessori, volevo anche chiarire del perché si ci
infervora così tanto: proprio perché stiamo parlando di misure per
i poveri, come li chiama lei , Presidente Crocetta, per tutte le
persone che hanno problemi di reddito e di sostentamento in questa
Sicilia, o di accesso al lavoro che non sono soltanto determinati
bacini già bene individuati e qualificati ma sono molti di più e
sono tutti quelli che con le valigie in mano hanno la mia fascia di
età se ne vanno, ed io ho persone tutte fuori, va bene, fuori
dall'Italia e fuori dall'Europa.
Noi del Movimento Cinque Stelle si prova a fare delle misure
concrete, reali già esistenti sul territorio siciliano ma comunque
entro nel merito, Presidente, allora il concetto è questo: siccome
anche dalla vostra relazione al Gov 2 che avete allegato
all'emendamento con cui avete completato questa matassa infinita
della Finanziaria 2015 che ce la portiamo dietro da dicembre, avete
detto che la ricaduta dei contratti di ricollocazione sarà 3.400
persone che sono il nulla.
Per carità, dico, a fronte di niente la facciamo comunque, però,
il concetto è questo che l'emendamento presentato già in V
Commissione dal mio collega Cancelleri è stato, con la medesima
superficialità con cui è stato affrontato qua, è stato affrontato
anche nella Commissione Lavoro, quindi poniamoci un problema di
democrazia e poniamoci anche un problema di dialogo sui problemi
seri, poi faccio una domanda ed esco da questa questione perché
tanto l'argomento è concluso.
All'assessore Caruso vorrei chiedere, dal momento che il bando
per l'individuazione degli operatori accreditati sul territorio
regionale, questo bando l'avete bandito pochi giorni fa, si è
concluso o forse si deve ancora concludere, noi come facciamo ad
individuare gli operatori accreditati già per legge se attualmente
ancora non esistono e non li avete accreditati.
Per favore, abbiamo avuto molta attenzione su tutti gli
emendamenti che vi interessavano personalmente, ora se permettete
su misure che spero possano essere di carattere generale anche io
voglio il mio tempo, mi dispiace per voi, è l'una e trenta, ma ci
siamo arrivati insieme. Allora perché c'è questa distinzione tra
gli operatori accreditati e poi invece alla misura successiva che è
quella relativa alla fuoriuscita del bacino Pip emergenza Palermo
noi abbiamo invece una selezione per bando pubblico?
Pertanto, mi piacerebbe che si chiarisse questo aspetto perché non
ci è stato chiarito e si mettesse a verbale, e soprattutto chiedo
una terza cosa, la determinazione della spesa all'interno del POR
Sicilia FSE 1420 che in questo momento è indefinito e indeterminato
e se stiamo parlando comunque di una determinazione di spesa mi
sembra una promessa, allora facciamola quando entreremo nel merito
della programmazione 14.20 perché se è un impegno deve essere
mantenuto. Altra cosa, dal momento che questa è un'applicazione del
Jobs Act e il Jobs Act all'articolo 17 del 181, mi pare, prevede
che il voucher venga dato al soggetto lavoratore direttamente,
mentre noi qua lo facciamo passare attraverso l'operatore
accreditato, volevo chiariti questi passaggi e anche il fatto che
ci stiamo discostando dalla norma nazionale.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, lo dico
al collega Cancelleri, vorrei evitare guerre per errore perché il
tema che pone l'onorevole Cancelleri che ha una sua dignità va
affrontato in una certa maniera, qua siamo in presenza di una
proposta che tende ad utilizzare il Fondo Sociale Europeo del
prossimo sessennio sulla base di una misura specifica e di un tema
specifico che è già fissato, quindi le risorse che qui sono
ipotizzate non possono essere utilizzate per lo scopo pur nobile
proposto dal collega Cancelleri. Quindi, siamo in presenza
ZAFARANA. Abbiamo fatto mille programmazioni della spesa
PANARELLO. Non è così, collega Zafarana mi sorprende che si fa
prendere dalla verve polemica. Siccome qua la misura e il tema è
preso dalla programmazione del FSE prossimo, naturalmente tra
l'altro si dice previa disponibilità da parte della Commissione
Europea, è del tutto evidente che queste risorse possono essere
utilizzate per l'occupabilità, si può discutere se questa
formulazione è la più efficace o meno, ma certamente non può essere
utilizzata per le finalità della proposta del collega Cancelleri,
quindi si deve giudicare in rapporto all'ambito nel quale
l'Assessorato si è trovato a dovere intervenire e credo che la
proposta dell'assessore Caruso sia, in questo senso, rispettabile e
potenzialmente efficace.
Sull'esito finale, né l'assessore Caruso, né nessuno di noi, né un
mago, può stabilire quanto sarà efficace, che esito positivo ha, ma
certamente noi in una Regione come la nostra, abbiamo bisogno di
misure che sostengono l'occupabilità, non il sostegno alla povertà,
pur così nobile proposta dal collega Cancelleri, che è un'altra.
CANCELLERI. Tu non conosci la proposta. Io non faccio un sostegno
alla povertà
PANARELLO. Io questo ho sentito, scusami, dalle cose che dicevi
tu. Ma tu non ti sei fatto ascoltare. Comunque per me era così, poi
se il collega Cancelleri ha un'altra proposta, che può essere
utilmente apprezzata, io sono il primo ad apprezzarla, ma non credo
che possa essere alternativa a questa proposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, può formalizzare la sua proposta
in atti, come subemendamento all'emendamento presentato dal
Governo? Così cominciamo a ragionare sugli atti e vediamo di fare
votare l'Aula.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento è fra gli aggiuntivi che avete voi, lo recuperiamo.
Fermo restando che a me non interessa come si esprime l'Assemblea,
perché già ne ho sentite parecchie, volevo semplicemente in questo
intervento dire una cosa.
Il collega è ignorante, nel senso che ignora, ignora le cose che
avvengono nel resto dell'Italia. Perché i contratti di solidarietà
regionali applicati sulla normativa nazionale che ci sono in
Lombardia sono finanziati con i fondi della Comunità Europea,
questo per inciso, giusto per dire a qualcuno che ogni tanto si
sente con la spocchia , con i capelli bianchi e un po' di forfora
accumulata nella giacca, che non è che siccome ha qualche anno in
più di permanenza qua dentro, questo equivale ad essere cchiù
spirtu , come si dice nel gergo della strada. Perché per essere
cchiù spirti si deve studiare, e noi purtroppo abbiamo tanta
umiltà e ci mettiamo a leggere le leggi degli altri, quando le
leggi degli altri sono migliori delle nostre.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Onorevole Cancelleri, non metto in dubbio le capacità di
studio, di abnegazione sui testi del Movimento Cinque Stelle e suo
in particolare, io ho ampiamente interloquito con l'onorevole
Zafarana e pensavo che ci eravamo chiariti. Dobbiamo evitare le
tempeste nel bicchiere d'acqua perché poi alla fine fanno perdere
solo tempo ed il tempo dovrebbe essere prezioso, per me è così, non
so se per voi.
Per chiarire, il contratto di solidarietà con il contratto di
ricollocazione non hanno nulla a che fare. Poi se si vuole fare un
discorso di travaso di risorse è un altro discorso, ma non si può
mettere in coda al contratto di ricollocazione quello che è uno
strumento, la solidarietà attiva, la solidarietà difensiva, che ha
altri scopi.
Dopodiché è una questione di fondi. È chiaro che a livello
regionale possiamo aggiungere dei fondi sul contratto di
solidarietà, per ora noi stiamo scegliendo, attraverso i fondi PAC,
di varare questa misura, che è una misura di politica attiva. La
misura del contratto di solidarietà è in qualche modo misura di
politica passiva, perché tende a preservare l'occupazione esistente
attraverso uno strumento atipico di cassa integrazione.
Il contratto di solidarietà attiva serve ad incrementare
l'occupazione, quella è una misura di politica attiva, attraverso
la riduzione di orario.
Il contratto di ricollocazione ha tutt'altro scopo. Serve a
movimentare il mercato del lavoro, ad accompagnare i disoccupati e
gli inoccupati, coloro che hanno difficoltà a trovare da soli
lavoro attraverso i normali strumenti, il passaparola, il centro
per l'impiego vecchio tipo, eccetera, eccetera.
Il contratto di ricollocazione va finanziato. Come lo abbiamo
finanziato? Lo abbiamo finanziato con i fondi PAC, il piano
straordinario per l'occupazione, per evitare ogni equivoco abbiamo
inserito un subemendamento per eliminare ogni riferimento alla
nuova programmazione. Ma sia chiaro che questo è uno strumento su
cui il Governo intende investire anche con la nuova programmazione,
perché funzione in Europa, funzione in Olanda, funziona in Francia,
funziona nei Paesi dove si fanno vere politiche attive. Ha
funzionato in Lombardia, noi lo abbiamo mutuato dalla dote lavoro
del modello lombardo, per quanto riguarda il discorso delle Agenzie
non facciamo confusione.
Le agenzie che possono attivare il contratto di ricollocazione
sono le Agenzie autorizzate ex articolo 6 della 276. Noi abbiamo
ampliato la platea dei soggetti che possono utilizzare attraverso
il sistema di accreditamento delle APL, che non sono le agenzie per
il lavoro, sono altre cose che aumentano il numero dei soggetti
nel territorio che possono utilizzare il contratto di
ricollocazione.
La questione dell'evidenza pubblica non c'entra nulla, perché è lo
strumento che utilizzeremo per un altro tipo di intervento,
l'intervento sui PIP, su cui parleremo, perché le agenzie vengono
scelte autonomamente.
PRESIDENTE. ringrazio l'onorevole Panepinto e l'onorevole Maggio,
diamo per letto il suo intervento lo depositerà agli atti della
presidenza.
Pongo in votazione il subemendamento del Governo 66.2.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento del Governo 66.2, così come
subemendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 66 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Brusio in Aula)
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 1.42, è ripresa alle ore 1.44)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
«Art. 67
Norme in materia di riconoscimento, promozione e
valorizzazione
delle associazioni di promozione sociale
1. La Regione siciliana riconosce, promuove e valorizza il ruolo
dell'associazionismo di promozione sociale come espressione di
partecipazione, solidarietà, libertà e pluralismo nello spirito
della Costituzione dello Stato e dello Statuto regionale, ne
promuove lo sviluppo e favorisce il suo apporto al conseguimento di
finalità di carattere sociale, civile, educativo, culturale di
ricerca etica e spirituale. Determina, altresì, le modalità di
partecipazione delle associazioni di promozione sociale
all'esercizio delle funzioni regionali di programmazione e
coordinamento nei settori in cui esse operano.
2. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro entro novanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, istituisce il Registro regionale delle associazioni
di promozione sociale, disciplinandone le modalità di iscrizione e
cancellazione e periodica revisione.
3. L'iscrizione nel registro è condizione necessaria per potere
stipulare convenzioni con enti pubblici e per usufruire dei
benefici previsti dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383 e successive
modifiche e integrazioni.
Comunico che all'articolo 67 ci sono due emendamenti soppressivi.
DIGIACOMO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che il Governo ha ripresentato sottoforma di emendamento
un articolo che era già presente nel testo governativo e che la
Commissione aveva cassato. Questo è quello depositato, Assessore.
Se lo vuole illustrare brevemente C'è un errore? No, se non è
depositato non lo posso trattare, Assessore.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 1.45, è ripresa alle ore 1.46)
La seduta è ripresa.
L'articolo 67 è accantonato.
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
TITOLO VIII
Disposizioni per favorire lo sviluppo delle attività
teatrali e del turismo.
Riscossione Sicilia. Ulteriori disposizioni in materia
di personale
«Art. 68
Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS)
1. E' istituito il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS)
finalizzato a sostenere ed incrementare le attività di enti,
associazioni, cooperative e fondazioni che abbiano sede legale in
Sicilia da almeno tre anni e siano operanti nei settori del teatro,
della musica, della danza nonché l'Istituto nazionale per il dramma
antico-Fondazione Onlus (I.N.D.A.) con sede amministrativa ed
operativa in Siracusa.
2. Le aliquote di ripartizione del Fondo di cui al comma l tra i
settori lirico-sinfonico, del teatro di prosa, della musica e della
danza, sono stabilite triennalmente, con decreto dell'Assessore
regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo, previa delibera
della Giunta regionale, da adottarsi entro trenta giorni
dall'approvazione della legge regionale di bilancio. Il Fondo è
destinato in misura non inferiore al 50 per cento ai soggetti
privati di cui alla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 25 e
successive modifiche ed integrazioni, e alla legge regionale 10
dicembre 1985, n. 44, articoli 5 e 6 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, previa delibera di Giunta
regionale sono stabilite le modalità di erogazione dei contributi
per gli enti, associazioni e fondazioni a partecipazione pubblica,
dando priorità alle attività e alle performance svolte. Per i
soggetti e gli organismi privati di cui al comma 2 si applicano i
criteri e le modalità di erogazione dei contributi previsti dalle
seguenti leggi di settore: legge regionale 5 dicembre 2007, n. 25 e
legge regionale 10 dicembre 1985, n. 44.
4. Per l'accesso alle somme stanziate nel Fondo gli enti, le
associazioni e le fondazioni di cui al comma 3 del presente
articolo, dovranno documentare:
a) di avviare un percorso di risanamento finalizzato a
ripristinare le condizioni di equilibrio economico-finanziario
delle istituzioni intervenendo sulla rinegoziazione del contratto
integrativo aziendale, collegandolo a criteri legati all'incremento
della produttività e su tutte le altre voci di bilancio non
compatibili con il pareggio strutturale dei conti;
b) a partire dall'anno 2016 di avere ottenuto nell'anno
precedente, incassi non inferiori all'ammontare dei contributi
pubblici a qualunque titolo ottenuti nell'anno precedente e
rispettivamente: del 10 percento nell'anno 2016 e del 15 percento
nell'anno 2017 e seguenti;
c) il rapporto tra personale amministrativo e il personale totale
non sia superiore al 40 percento nell'anno 2015, al 35 percento
nell'anno 2016 e al 30 percento dal 2017 in poi.
5. Per gli esercizi finanziari 2015 e 2016, l'ammontare del Fondo
di cui al comma 1 è determinato rispettivamente in 5.000 migliaia
di euro e 2.500 migliaia di euro».
Eè stato presentato un solo emendamento soppressivo che è
ritirato.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, non sarei intervenuta se non fosse
stato, insomma, necessario.
Io volevo proporre all'Aula una piccolissima modifica che consiste
al comma 4, lettera A, di sostituire la lettera e' con e - sbarra
- o. Le spiego perché. Perché noi con questa lettera chiediamo
articolo 68, comma 4 lettera A, delle condizioni, mettiamo dei
paletti che le nostre grandi istituzioni culturali devono
rispettare per accedere a questo fondo. In Commissione V, nella
commissione di merito, avevamo fatto sostituire la lettera a) che
inizialmente era di eliminare il contratto integrativo aziendale
dei dipendenti e lo abbiamo fatto sostituire con la formulazione
che trovate qua, e l'intento era quello di lasciare libera i nostri
teatri, di intervenire sulle spese che loro avessero ritenuto più
opportune.
Però, se noi mettiamo che devono intervenire sia sulla
rinegoziazione del contratto integrativo, che sulle altre voci di
bilancio, in realtà noi stiamo chiedendo entrambe le cose, perché
non lasciamo l'istituzione libera di fare o quello, o quello. Però,
in questo modo le condizioni sono quattro, non sono più tre, cioè
nel senso che alla lettera a) noi lasciamo l'istituzione
intervenendo sulla rinegoziazione del contratto integrativo
aziendale e su tutte le altre voci di bilancio non compatibili.
Secondo me dovremmo lasciare - già, diciamo, stiamo chiedendo delle
cose abbastanza importanti. Comunque, io l'articolo lo conosco,
spero che i colleghi lo abbiano letto.
Secondo me bisogna lasciare questa modifica e/o, lascia i nostri
teatri liberi, almeno se devono fare una riduzione o se devono fare
un percorso di finanziamento di scegliere dove possono tagliare, se
possono intervenire sull'efficientamento e sulla ottimizzazione dei
costi, oppure sui contratti e sui dipendenti, quindi anche sui
lavoratori.
PRESIDENTE. Assessore Li Calzi, formalmente non c'è emendamento.
Ha sollevato una questione di carattere tecnico, la sta ponendo
proprio all'Assessore, se l'Assessore ritiene come fatto tecnico di
accettarlo, lo farà proprio l'Assessore, se ritiene di non
accettarlo
LI CALZI, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. No,
non lo accetto perché cambia la filosofia.
PRESIDENTE. Allora, non lo accetta. Pongo in votazione l'articolo
68. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura.
«Art. 69
Riscossione Sicilia S.p.A
1. Al fine di assicurare il funzionamento del servizio regionale
di riscossione, il rimborso a carico della Regione delle spese di
cui al comma 6 lettera a), dell'articolo 17 del decreto legislativo
13 aprile 1999, n. 112, maturate dal 2000 al 2010 nonché delle
spese di notifica della cartella di pagamento ai sensi del comma 7
ter dello stesso articolo 17, spettante a Riscossione Sicilia
S.p.A. è riconosciuto nei limiti del credito allo stesso titolo
iscritto nell'ultimo bilancio societario approvato quantificato
nella misura di euro 78.674.786,00, ferma restando l'applicazione
delle disposizioni in materia di riscossione introdotte con i commi
da 682 a 689 dell'articolo l della legge 23 dicembre 2014 n. 190.
2. Le somme oggetto di rimborso sono individuate dalla società
sulla base delle quote risultate inesigibili e/o oggetto di
provvedimenti di sgravio.
3. A seguito del mancato riconoscimento del discarico per
inesigibilità con provvedimento definitivo da parte del competente
ufficio impositore, le somme rimborsate sono recuperate, maggiorate
degli interessi legali, mediante riversamento all'entrata del
bilancio della Regione. Sono parimenti recuperate mediante
riversamento all'entrata del bilancio della Regione le somme
rimborsate e successivamente riscosse.
4. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 6 maggio 2014,
n. 11, è sostituito dal seguente:
2. Riscossione Sicilia S.p.A. compensa il debito di cui al comma
precedente, pari a 40.000 migliaia di euro, con i crediti della
medesima Società nei confronti della Regione, a titolo di rimborso
delle, spese di cui al comma 6 dell'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112, maturate dal 2000 al 2010, e
delle spese di notifica della cartella di pagamento ai sensi del
comma 7 ter dello steso articolo 17, nei limiti dell'importo allo
stesso titolo iscritto nell'ultimo bilancio approvato. .
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 40.000 migliaia di euro».
C'è un emendamento soppressivo, a firma dell'onorevole Alongi che
è ritirato.
Si passa all'emendamento 69.2. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.
«Art. 70
Disposizioni per il personale in quiescenza dell'ente
acquedotti siciliani
in regime di trattamento sostitutivo
1. Presso il Fondo Pensioni Sicilia è costituito il Fondo
speciale transitorio ad esaurimento del personale in quiescenza
dell'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione destinato al
pagamento, per il solo periodo di tempo strettamente necessario al
raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico
dell'INPS ed in misura equivalente, del trattamento pensionistico
sostitutivo agli ex dipendenti dell'Ente Acquedotti Siciliani in
liquidazione, riconosciuto con provvedimenti amministrativi i cui
effetti siano antecedenti alla data di entrata in vigore
dell'articolo 8 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21.
2. Il Fondo speciale transitorio ad esaurimento del personale in
quiescenza dell'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione assicura
con onere a carico dell'Amministrazione Regionale i trattamenti di
pensione sostitutivi a favore del personale in quiescenza (e
rispettivi superstiti) dell'EAS in liquidazione destinatari delle
disposizioni di cui al comma l.
3. Per l'espletamento delle funzioni di cui ai commi l e 2 al
Fondo può essere trasferito personale dell'Ente Acquedotti
Siciliani, ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale n.
10/1999 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Il Fondo adegua il proprio Statuto alle previsioni dei commi 1,
2 e 3.
5. Per far fronte agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui
al commi 1 e 2 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2015 la
spesa di euro 400 migliaia a copertura dei costi per gli anni 2014
e 2015, per l'esercizio finanziario 2016 la spesa di euro 270
migliaia, per l'esercizio finanziario 2017 la spesa di euro 270
migliaia.
6. Per gli esercizi finanziari successivi è autorizzata la spesa
di 200 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2018, 140
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2019, 55 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2020 e 25 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2021.
Abbiamo un soppressivo, che è ritirato, a firma Alongi. Onorevole
Di Giacinto, c'è un emendamento suo abbastanza corposo che comporta
maggiori oneri per cui il Governo dovrebbe dare la copertura.
DI GIACINTO. Se mi dà il tempo lo spiego, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, però ci vuole la copertura finanziaria. Se c'è la
copertura finanziaria lo discutiamo, se non c'è la copertura
finanziaria, che dovrebbe dare l'Assessore, no.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Faccio una breve premessa perché
la questione è abbastanza delicata, chiedo un attimo di attenzione,
riguarda i pensionati dell'EAS che penso che sia una vicenda che
conosciamo un po' tutti.
Allora, qua sono questi pensionati dell'EAS di cui ci sono due
casistiche: alcuni che non percepiscono nessuna pensione, altri che
percepiscono la pensione ma non percepiscono la pensione
integrativa. Qui c'è un parere sia dell'Avvocatura interna che,
soprattutto, della Corte dei conti, abbastanza pesante.
Ora, la via di compromesso che abbiamo trovato è quella di dare la
pensione sostitutiva a 8 pensionati. Come dicevo, abbiamo trovato
questa via di mezzo che già questa è un po' borderline, però
abbiamo, diciamo, concordato che comunque potevamo dare questa
pensione sostitutiva a questi 8 pensionati che non percepiscono
nessuna pensione mentre la pensione integrativa la Corte dei conti
s'è espressa in maniera abbastanza netta. Poi siamo stati anche di
persona e ce l'hanno ribadito.
Sostanzialmente, questi pensionati sono andati in pensione in
maniera anticipata rispetto a quelli che erano i requisiti
dell'INPS, per cui noi li copriamo nel periodo che gli serve per
arrivare alla pensione INPS. Quindi, si andranno gradualmente ad
esaurire perché man mano che raggiungo i requisiti e quindi entrano
nel sistema previdenziale dell'INPS.
Quelli per la pensione integrativa invece non c'è soluzione, la
Corte dei conti è stata abbastanza netta nella decisione e
oltretutto richiede la copertura che sarebbe di 5 milioni l'anno.
Ripeto, in origine non sarebbe stato un problema di copertura, ma
un problema proprio che non c'era una strada per farlo. Magari, i
soldi l'avremmo trovati, inizialmente, però proprio non era
possibile farlo e abbiamo solo la sostitutiva.
PRESIDENTE. Allora, il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario. Il problema è che c'è
questo parere nettissimo, siamo stati di persona a verificare ma è
proprio. Quindi, non è un problema di copertura, ma un problema di
fattibilità giuridica.
DIGIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACINTO. Signor Presidente, io volevo ricordare una cosa e cioè
che questi pensionati sono stati riconosciuti con un atto
amministrativo e siccome sono stati riconosciuti con un atto
amministrativo è chiaro che la Corte dei conti darà sempre parere
negativo, per cui la legge serve proprio a dare un riconoscimento a
questi lavoratori che già hanno una normativa nazionale.
Faccio tra l'altro presente, assessore, che stiamo parlando di 87
persone di età fra 80 e 94 anni che già hanno avuto questo
beneficio e che se noi glielo togliamo, stiamo togliendo questa
indennità a persone fra 80 e 94 anni e abbiamo 95 persone di età
fra 56 e 69 anni, quindi capite bene di che cosa stiamo parlando.
Quindi, quando io propongo la norma, la propongo solo perché è
stato fatto con un atto amministrativo e quindi è chiaro che la
Corte di conti darà sempre torto alla Regione fin quando non
facciamo un atto amministrativo.
Ripeto, i lavoratori EAS hanno una norma nazionale a cui è stata
agganciata una delibera di giunta e non una norma regionale. Questo
è il problema, assessore. Quindi voglio sanare questo problema.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Il fatto che c'era questo parere
netto e confermato, al momento abbiamo tolto la copertura
finanziaria che abbiamo utilizzato per altro, se decidete di fare
una legge, prima c'è da verificare comunque la fattibilità di
togliere 5 milioni da qualche altra parte. E' un'operazione
abbastanza complessa.
PRESIDENTE. Quindi, c'è un problema di copertura e pertanto non è
ammissibile.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il tema qui della pensione integrativa dei lavoratori
dell'EAS è molto più semplice di quanto noi pensiamo. Alcuni di
questi dipendenti hanno usufruito per anni di una pensione
integrativa senza avere versato mai i contributi e senza che ci
fosse la legge istitutiva che dava loro quella, sulla base di
deliberazioni amministrative.
Dopodichè noi abbiamo cominciato, l'anno scorso mi ricordo che il
Commissario dello Stato impugnò la norma, noi pensammo di fare
un'operazione simile cioè quella di mettere insieme soltanto la
pensione sostitutiva per coloro che erano andati in pensione e non
godevano di nessuna pensione per salvaguardare la situazione di
queste persone senza reddito. Poi si è voluto mettere in
commissione tutti i soliti lavori che si fanno, perché magari non
si conoscono le cose e magari si interviene, si è voluto mettere
anche le pensioni integrative per quegli altri. Risultato: che non
ce l'ha avuto nessuno.
Siccome il ruolo del Commissario dello Stato lo sostituisce lo
Stato, in questo caso direttamente, invece di farci impugnare di
nuovo la norma e lasciare pure quelli che sono senza soldi senza un
centesimo di nuovo, almeno salvaguardiamo la posizione perché a
quegli altri non gli spetta perché non hanno versato i contribuiti.
Possiamo votare segretamente quello che vogliamo, però votiamo un
atto illegittimo.
PRESIDENTE. Scusate, non dobbiamo votare perché, tenuto conto che
non c'è copertura finanziaria, l'emendamento 70.4 non è
ammissibile, così come gli emendamenti 70.3, il 70.1, 70.2 e 70.6.
Pongo in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:
Art. 71
Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
al bacino PIP Emergenza Palermo
1. Al fine di favorirne una stabile occupazione, e la fuoriuscita
dal bacino PIP Emergenza Palermo , ai soggetti iscritti
nell'elenco ad esaurimento, istituito presso il dipartimento
regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento dei servizi e
delle attività formative, ai sensi dell'articolo 34 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, cui l'assegno di sostegno al
reddito, nell'importo e con le modalità attualmente in godimento,
viene riconosciuto, fino al 31 dicembre 2017, è attribuita, una
dote lavoro sotto forma di voucher, pari ad euro 10.000,00.
2. La dote lavoro di cui al comma l può essere utilizzata, con
le modalit�� che saranno stabilite con delibera di Giunta regionale,
su proposta dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, unicamente presso
un'Agenzia per il lavoro, autorizzata ai sensi dell'articolo 4 del
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ed accreditata presso
la Regione siciliana, selezionata attraverso procedure di evidenza
pubblica.
3. I soggetti di cui al comma l possono richiedere la
corresponsione, in unica soluzione cumulativa dell'assegno di
sostegno al reddito mensile in godimento nella seguente misura:
a) per l'importo corrispondente ad anni 3, al netto delle
mensilità già erogate per l'anno in corso, se la richiesta è
presentata entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge;
b) per l'importo corrispondente ad anni 2 se la richiesta è
presentata nel termine decorrente dal 1 gennaio 2016 a non oltre
i131 gennaio 2016;
c) per l'importo corrispondente ad anni l se la richiesta è
presentata nel termine decorrente dallo gennaio 2017 a non oltre il
31 gennaio 2017.
Coloro che conseguono la corresponsione dell'assegno in un'unica
soluzione sono cancellati dall'elenco ad esaurimento e fuoriescono
definitivamente dal bacino di appartenenza.
4. I soggetti, iscritti nell'elenco ad esaurimento di cui
all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 che non
possiedono, alla data di entrata in vigore della presente legge, i
requisiti per l'utilizzazione presso amministrazioni ed enti
pubblici, nonché quelli esclusi dallo stesso in quanto destinatari
di misure interdittive perpetue dai pubblici uffici, possono essere
impegnati in specifici progetti di utilità collettiva con finalità
di recupero sociale e beneficiano, per la durata delle attività
progettuali avviate, di un assegno di sostegno al reddito in misura
pari a quella attribuita agli altri soggetti del medesimo bacino,
corrisposto dall'ente utilizzatore.
5. La dote lavoro di cui al comma l è attribuita anche ai
soggetti di cui al comma 4.
6. La perdita dei benefici di cui ai precedenti commi, si
verifica, automaticamente, nelle seguenti ipotesi:
a) rifiuto della presa in carico presso l'agenzia di cui al comma
2;
b) rifiuto o mancata partecipazione alle obbligatorie misure di
attivazione proposte;
c) il sussidio non è erogato nelle ipotesi in cui i soggetti di
cui ai commi 1 e 2 si rendano responsabili di azioni contrarie
all'ordine pubblico e/o al patrimonio e/o alle persone.
d) rifiuto di partecipazione alle attività di pubblica utilità
loro proposte;
e) violazione delle regole di comportamento e di utile prestazione
dell'attività previste nell' ambito della proposta progettuale di
cui al comma 4.
7. Sono abrogati l'articolo 43 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9, l'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5 nonché ogni precedente disposizione di legge in contrasto con il
presente articolo.
8. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito nella
Rubrica del Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività produttive un fondo
unico, di durata triennale, per il finanziamento delle misure per
la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al bacino PIP - Emergenza
Palermo . Per gli esercizi finanziari 2015-2017 è autorizzata la
spesa annua di 27.000 migliaia di euro.
9. La spesa autorizzata per l'esercizio finanziario 2016
dell'articolo 34, comma 3 sexies per le finalità di cui al comma 3
ter della legge 28 gennaio 2014, n. 5 è ridotta di 9.000 migliaia
di euro.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Alongi ed altri,
l'emendamento soppressivo 71.7.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 71.9.1,
che riguarda il reddito minimo delle province di Caltanissetta ed
Enna.
(La seduta, sospesa alle ore 02.10, è ripresa alla ore 02.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 79.9.1, del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 71.2, degli onorevoli Maggio ed altri.
MAGGIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
si riferisce a circa dieci PIP che non hanno presentato in tempo
utile la domanda per l'ASPI e quindi sono stati esclusi dal bacino,
nonostante la legge n. 9 del 2013, ed in particolare l'articolo 43,
li abbia invece inseriti nel bacino.
Successivamente, con la legge regionale n. 5 del 28 gennaio 2014,
abbiamo aggiunto un altro criterio e questi lavoratori non hanno
recepito in tempo quella che era l'azione nuova che dovevano
mettere in atto ed hanno presentato in ritardo la domanda. Preciso
che si tratta di un numero molto piccolo, piccolissimo di
lavoratori.
Ci sarebbe, tra l'altro, la possibilità di finanziare il loro
reinserimento nel bacino per un importo di centodiecimila euro dal
capitolo 31.33.19 per il quale ho presentato il sub emendamento
71.2.1.
PRESIDENTE. A questo proposito l'assessore Baccei dovrebbe dare la
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Maggio, la questione
è un'altra.
Se noi dobbiamo tutelare quelle dieci persone che hanno
dimenticato di fare la domanda, è un discorso, però se noi diciamo
a tutti quelli che hanno teoricamente fruito, allora fra questi ci
sono coloro che abbiamo allontanato perché hanno commesso reati.
Dove è scritto che non sono previsti questi individui?
PRESIDENTE. Assessore Baccei, ha facoltà di intervenire per
dichiarare se c'è o meno la copertura finanziaria.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, la copertura
finanziaria c'è.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aggiungo la
mia firma all'emendamento 71.2 ed al subemendamento 71.2.1
dell'onorevole Maggio ed altri, condividendone tutte le
motivazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della stesura
definitiva dell'emendamento degli onorevoli Maggio, Milazzo
Giuseppe, Gucciardi, Greco Giovanni Tamajo: soggetti che avendone
i requisiti amministrativamente di legge abbiano presentato la
domanda per la fruizione dell'indennità ASPI in ritardo , sui quali
il Governo ha già detto che c'è la relativa copertura finanziaria.
Pongo in votazione il subemendamento 71.2.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 71.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 71.5, degli onorevoli Milazzo Giuseppe e
Falcone e 71.8, degli onorevoli Alongi ed altri, di identico
contenuto.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ho facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiaramente
rispondo al Presidente e non ad altri, ma vorrei precisare
all'onorevole Panarello che non c'era nessuna trattativa;
l'emendamento è stato presentato prima in Commissione Bilancio e
poi, non essendo passato, è stato presentato negli emendamenti già
inseriti nel fascicolo. E lo stesso emendamento è stato presentato
anche dagli onorevoli Falcone e Milazzo Giuseppe.
L'emendamento è rivolto ad un gruppo di lavoratori ex PIP che, a
seguito di una sentenza del giudice per un rapporto di lavoro a
tempo determinato, che già era stato sviluppato da questi
lavoratori presso la società che ha gestito gli ex PIP dal 2004 al
2010.
A differenza di tanti altri, questi realmente hanno una regolare
sentenza, e quindi ritengo che non possa essere fatta ingiustizia
tra soggetti che, pur con una sentenza in mano passata in
giudicato, e quindi a loro favore, rimangono fuori, ed invece altri
che poi vengono inseriti.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, ci può riferire se c'è la copertura
finanziaria sull'emendamento 71.5?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, la copertura
finanziaria non c'è.
ALONGI. Assessore Baccei, le dico con molta lealtà e con molta
onestà, che qui facciamo grandi disparità. E glielo dico con grande
schiettezza.
Questo emendamento l'ho sostenuto per una sola condizione; io non
ho mai fatto interventi a favore dei PIP, e lo dico oggi
pubblicamente, ma questi lavoratori hanno ricevuto una sentenza a
loro favore, cioè una sentenza di un giudice, e rimangono comunque
fuori.
Invito il Presidente Crocetta e l'assessore Baccei, anche subito
dopo la finanziaria, ad individuare un percorso affinché una
giustizia di una sentenza a favore di questi pochi, trenta o
quaranta lavoratori, possa diventare giustizia giusta nei loro
confronti.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il bacino dei PIP è composto esclusivamente dall'elenco
che è stato fornito dal Comune di Palermo, recante le persone che
erano inseriti nell'elenco Emergenza PIP di Palermo al 31 dicembre
del 1999.
Questi lavoratori non rientrano in quell'elenco, altrimenti
sarebbero già transitati; se il Comune di Palermo ha avuto dei
comportamenti irregolari nei confronti di tali lavoratori, questo
attiene i rapporti fra loro ed il Comune di Palermo. La sentenza
che li riguarda attiene all'inserimento negli elenchi dei PIP, per
cui stiamo riconoscendo, perché altrimenti già noi avremmo dovuto
dare esecuzione alla sentenza senza bisogno di una disposizione
normativa. La sentenza riguarda i rapporti che intercorrevano tra
il Comune di Palermo e quella società ed i rapporti che avevano nei
confronti di quella società quelle persone. Verranno ristorati,
debbono essere ristorati e non c'entra assolutamente nulla perché
se i lavoratori poi ritengono che questo loro diritto sia stato
leso, possono ricorrere nei confronti del giudice e si fanno
emettere un'altra sentenza. Sarebbe un inserimento dentro il bacino
che non ha nessuna fonte, né giurisdizionale né normativa. Quindi
la giustizia è applicare le leggi, prima di tutto.
PRESIDENTE. Comunque non hanno copertura finanziaria gli
emendamenti 71.5, 71.8, 71.6. Siamo all'emendamento 71.3, a firma
dell'onorevole Ciaccio.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Presidente Crocetta, avrei l'esigenza di replicare a quanto lei ha
affermato in Aula oggi. La giustizia della sua giustizia
dell'ingiustizia le posso dire, con molta schiettezza, che è anche
un valore politico E, ribadisco, che per me il valore politico è
importante, per quanto mi riguarda e mi assumo la responsabilità
oggi in questa sede, a quest'ora, anche se tardi. Le dico che io
non l'ho mai fatto ma accompagnerò, perché non lo farò da solo,
accanto a loro perché ritengo che sia stata fatta ingiustizia nei
confronti di questi lavoratori. Dopodiché sono sicuro che un
giudice terzo farà giustizia di un'ingiustizia che qualcuno ritiene
che è stata fatta questa sera.
CROCETTA, presidente della Regione. Non sono dei favoriti
PRESIDENTE. Non c'è copertura finanziaria, onorevole Figuccia
CIACCIO. Chiedo di parlare sull'emendamento 7.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento, come si può ben leggere, è il tetto che questo
Parlamento aveva inserito. Ora perché ripresentarlo? Perché con la
riscrittura che ha fatto il Governo, all'articolo 7, vengono
abrogate le due leggi di riferimento. Ora non vorrei aver compreso
male, però se in una norma noi abbiamo inserito un tetto, che era
ventimila, alla finanziaria successiva abbiamo cambiato le parole
che era il tetto familiare da ventimila sostituendolo con redditi
individuali personali inferiori a ventimila euro o reddito Isee
familiare non superiore a quarantamila euro . Con il comma 7,
abrogando la normativa basilare, ovviamente, salta completamente il
tetto. Questo vuol dire, Presidente della Regione, le chiedo
cortesemente un attimo di attenzione, che potrebbero rientrare nel
bacino gente che è stata esclusa e che è stata su tutti i giornali
che ha un reddito milionario. Ora io, siccome ci sono diverse
interpretazioni, chiedo intanto agli Uffici ed alla Presidenza,
naturalmente, di verificare se il tetto di quarantamila euro, il
tetto che abbiamo fissato a quarantamila euro, per come è riscritta
la norma, salta e, quindi, reinserendo gente con un reddito molto
alto, addirittura, c'è un aumento di spesa. Qui vorrei, allora, che
verificaste cortesemente quanto da me esposto per capire se è
ammissibile o meno.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio la facciamo più semplice. Attraverso
il suo emendamento si vuole confermare il reddito che era previsto
in precedenza. Capisco che devono intervenire tutti quelli di
Palermo, ho capito Neanche un messinese e neanche un siracusano
Però cercate, onorevoli colleghi, di essere concisi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ma
guardi, signor Presidente, sarò velocissimo Vorrei l'attenzione
del Parlamento. L'ultima volta che si è proposta una cosa del
genere, io ero là, gridando ho detto che avremmo fatto danno e
tutti no ma non è così, e' tutto a posto . Poi siamo dovuti
ritornare sul pezzo. Allora io dico, la Commissione Bilancio, no
Milazzo, poi per carità il Movimento Cinque Stelle non c'era, aveva
abbandonato i lavori per motivi su cui non entro nel merito, ma la
Commissione bilancio ha firmato un emendamento su cui il Governo
oggi non ha messo diciamo nessuna modifica. Io ritengo, signor
Presidente, che siccome l'articolo così per com'è non introduce
nuovi principi, non allarga il bacino, non fa niente, il Parlamento
debba bocciare questo emendamento perché è un emendamento
PRESIDENTE. L'onorevole Ciaccio, siccome ha posto un problema alla
Presidenza, è stato chiaro e siccome lei ha seguito i lavori della
Commissione mi può riferire cortesemente se il limite di 20 mila
euro viene abrogato o no.
MILAZZO. Signor Presidente, la Commissione non ha apprezzato
questo emendamento.
PRESIDENTE. E' abrogato e quindi. l'onorevole Ciaccio ritiene di
reinserirlo.
MILAZZO. E io ritengo di ribadire che i lavori della Commissione
Bilancio al Parlamento
PRESIDENTE. Su questo si pronuncia l'Aula. Dopo gli interventi
degli onorevoli Figuccia e Tamajo si pronuncerà l'Aula.
CROCETTA, presidente della Regione. Per alcuni 40 mila sembrano
pochi. Vi faccio presente che nei 40 mila non c'entra il reddito
dei Pip perché essendo un contributo sociale non fa reddito. Quindi
stiamo parlando di una famiglia che ha un Isee non un reddito lordo
cioè che guadagna più di voi in termini retributivi perché per
avere un iIee da 40 mila euro bisogna avere almeno un reddito di 80
mila euro e naturalmente c'è uno Stato generosissimo che invece di
dare i soldi ai nullatenenti, a quelli che sono senza soldi e
muoiono di fame, li deve dare a persone che hanno un reddito
familiare di 80 mila euro l'anno a titolo di generosità perché
qualche amico, che magari ha il marito gioielliere, l'agenzia
assicurativa e qualche signora ecc. ecc. poverina è rimasta fuori.
Pensate ai poveri, invece di pensare ai clienti.
PRESIDENTE. E quindi onorevole Crocetta, lei è a favore
dell'emendamento dell'onorevole Ciaccio?
CROCETTA, presidente della Regione. Siamo favorevoli
all'emendamento dell'onorevole Ciaccio.
PRESIDENTE. Grazie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. .
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà io non
mi dilungherò sulla questione, credo che stiamo parlando di temi
importanti, non mi dilungherò sulla questione del reddito che è
stata già affrontata in passato e la ritengo anche superata. C'è un
tema, signor Presidente, che viene rappresentato attraverso questi
emendamenti. Il tema attiene da una parte al futuro e alla
prospettiva nel tempo di questi lavoratori rispetto ai quali noi
abbiamo fissato il principio della dote lavoro che francamente è un
principio che ritengo superato ed inapplicabile rispetto a persone
che lavorano da oltre 15 anni. Gente che in realtà non andrebbe
trattata come sussidiata.
Se vogliamo che effettivamente questa gente possa interpretare il
ruolo di chi la mattina si alza per andare a lavorare. Noi stiamo
confinando e costringendo un bacino di 3 mila persone ad un tunnel
senza luce, ad un tunnel dentro il quale li condanniamo ad una
visione di ammortizzatori sociali a vita. Io dico in questi casi
che cosa. La dote si da quando ci si sposa e non quando si deve
andare a lavorare. Bene mi sta il ragionamento dell'Assessore prima
sulle politiche attive del lavoro., ma in questo caso, trattandosi
di personale, il concetto di dote sarebbe un concetto superato.
Tuttavia, mi rendo anche conto che da questo Governo non ci
possiamo aspettare questa visione di prospettiva
PRESIDENTE. Basta, onorevole Figuccia, la invito a concludere.
FIGUCCIA. . Sto arrivando ad un punto fondamentale.
PRESIDENTE. Adesso basta Lei gira intorno al problema. Non ha
detto se è favore o contro l'emendamento dell'onorevole Ciaccio. Ci
sta facendo una ulteriore disquisizione sui PIP. Stiamo esagerando.
Non abusi della pazienza dei parlamentari che non sono della
provincia di Palermo.
FIGUCCIA. Mi può dare la parola?
PRESIDENTE. No. Ora basta.
FIGUCCIA. Mi fa parlare sull'emendamento?
PRESIDENTE. Lei ha già parlato. Deve dire se è a favore o contro
l'emendamento dell'onorevole Ciaccio.
FIGUCCIA. Questa è una vertenza che riguarda Palermo.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, sta abusando della pazienza di
tutti noi.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intervenga limitatamente alla questione
posta dall'onorevole Ciaccio.
TAMAJO. Signor Presidente, sarò brevissimo e volevo subito fare
una domanda all'assessore Caruso. Lei è al corrente che fino ad
oggi i PIP non hanno percepito l'indennità del mese di aprile?
E' a conoscenza del problema che c'è stato con la convenzione?
PRESIDENTE. Basta, onorevole Tamajo, stiamo votando l'emendamento
dell'onorevole Ciaccio. E' stato posto il problema del limite
reddituale. Lei dica se è a favore o contro perché l'Aula si deve
determinare, in un senso o nell'altro.
TAMAIO. Signor Presidente, oggi tantissimi lavoratori PIP sono
stati qui sotto a protestare perché non hanno percepito lo
stipendio. C'è un problema di convenzione con l'INPS.
PRESIDENTE. Non c'entra. Stiamo parlando dello sviluppo della
Sicilia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voterò contro
l'emendamento del Movimento 5 stelle e lo farò convintamente perché
l'anno scorso questo tema è stato già affrontato ed è stato già, a
mio parere, sotto il profilo giuridico e normativo, definitivamente
esitato.
E' stato ancora trattato in Commissione ed è stato bocciato, però
vorrei invitare il presidente Crocetta ad approfondire i temi,
prima di esprimere un giudizio perché che siano ventimila o che
siano quarantamila gli euro all'anno, sono frutto di un lavoro che
non nasce oggi, ma che nasce dal 2003.
Questa è gente che lavora. E' gente che è entrata in un bacino e
non doveva essere esclusa, come qualcuno, in maniera superficiale,
aveva sostenuto perché era pregiudicata, perché essere condannato,
essere ex alcolista ed ex tossico erano le condizioni per entrare
nel bacino, no per essere buttati fuori. Detto questo credo che
tornare ogni anno, così com'è stato fatto ancora una volta, sullo
stesso tema è ozioso, parliamo di padri di famiglia, di gente che
dobbiamo recuperare, dobbiamo svolgere un ruolo politico e
legislativo. Io voterò contro, signor Presidente.
PRESIDENTE. La ringrazio per la chiarezza. Così si svolgono i
dibattiti, senza girarci intorno. Si passa all'emendamento 71.3, a
firma Ciaccio, Cancelleri, La Rocca, tutto il Movimento Cinque
Stelle. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
CROCETTA presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedere il voto nominale
sapendo che qui ci sono gruppi organizzati che minacciano persino i
parlamentari, perché avviene, significa volere stilare delle liste
di proscrizione. Voto o palese in cui c'è un Parlamento che si
prende le responsabilità o segreto, non nominale.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
CROCETTA, presidente della Regione. Siccome hai detto voto
nominale, è un'altra cosa.
MILAZZO. Io ci metto sempre la faccia in tutto.
CROCETTA, presidente della Regione. ci sono persone che non
possono andare tranquille a casa.
PRESIDENTE. Stiamo esagerando, onorevole Milazzo. Allora lei
insiste nella richiesta di voto nominale? Su questo emendamento il
voto segreto?
Allora, lo pongo in votazione. Chi è a favore dell'emendamento
dell'onorevole Ciaccio resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Annullo la votazione. Nominale, facciamo la richiesta
di voto nominale.
CORDARO. No, si vota per alzata e seduta.
PRESIDENTE. E allora come abbiamo votato adesso. No, qua non
dobbiamo equivocare adesso. Questo non lo permetto a nessuno
onorevole Cordaro, si è votato per alzata e seduta come ho detto io
dopo l'intervento chiaro del Presidente Crocetta.
CORDARO. Io neanche l'ho capito il presidente Crocetta.
PRESIDENTE. No, no lo abbiamo capito. Lei chiede il voto nominale?
Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto nominale. L'onorevole
Falcone sta chiedendo il voto nominale, vediamo se è appoggiata. Si
proceda alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 71.3.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 71.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 32
Contrari 21
Astenuti 1
(E' approvato)
Su questi argomenti, onorevole Milazzo, sarebbe opportuno non
esasperare gli animi.
Ma quali problemi delle altre province? Non è un problema di altre
province. Non c'entra Palermo qua.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 2.51, riprende alle ore 2.53).
Pongo in votazione l'articolo 71 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
Art. 72
Consorzi di ricerca
1. All'articolo 59 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 dopo le parole legge regionale 5 agosto 1982, n. 88
sono aggiunte le seguenti parole sono destinati altresì ai
consorzi agrari di Palermo e Agrigento .
Si passa all'emendamento 72.1 dell'onorevole Ciaccio.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 72
parla dei consorzi di ricerca, sono quei consorzi nati con la legge
88 del 1982. Non si sa come nella lunga notte della commissione
bilancio ad un certo punto a questi consorzi di ricerca, nati con
una finalità di ricerca, che voglio ricordare, cercano di lavorare
per lo sviluppo dell'intera Sicilia, a questa norma istitutiva di
questi consorzi che sono otto in tutta la Sicilia, si vogliono
aggiungere i consorzi agrari di Palermo ed Agrigento. Intanto non
riesco a capire perché solo di Palermo e di Agrigento, ma ricordo
che i consorzi agrari non hanno le stesse finalità di ricerca e
sviluppo dei consorzi di ricerca, quindi andare a mettere assieme
in uno stesso calderone, soprattutto in un capitolo dove parliamo
di 500 mila euro, oggettivamente non ha alcun senso, quindi non
solo per le disparità che ci sono, ma anche in commissione che si
sta lavorando per uniformare e unificare tutti i consorzi di
ricerca, e addirittura da un'altra parte della finanziaria i
consorzi agrari stanno ricevendo un loro contributo, sarebbe
veramente scorretto, ingiusto metterli tutti assieme, cioè stiamo
confondendo le cose forse perché qualcuno vuole prendersi anche
queste risorse, quindi noi siamo dell'idea che proprio i consorzi
agrari e i consorzi di ricerca vanno mantenuti separati proprio
perché la loro essenza è diversa.
CIACCIO. Noi siamo dell'idea che proprio i consorzi agrari e i
consorzi di ricerca vanno mantenuti separati proprio perché la
loro essenza è diversa. Una parte si occupa di ricerca e sviluppo,
gli altri si occupano di altre cose. Quindi, manteniamo
l'emendamento soppressivo per questo motivo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 72.1, a firma
dell'onorevole Ciaccio ed altri.
E' pervenuta una richiesta perché la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto l'emendamento 72.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 72.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 49
Contrari 15
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
Art. 73
Aree destinate alla vendita di beni prodotti nei
fabbricati utilizzati dalle imprese.
1. Alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 18, dopo
l'articolo 18, è inserito il seguente:
Art. 18.bis - 1. All'interno delle aree destinate allo
svolgimento di attività produttive di cui all'articolo 1,
comma 1, una quota della superficie dei fabbricati
utilizzati dalle imprese. pari al cinque per cento per gli
usi industriali ed al sette per cento per gli usi
artigianali, può essere destinata all'attività di vendita
dei beni prodotti nei medesimi fabbricati e di beni a
carattere accessorio agli stessi. .
Comunico che all'articolo 73 è stato presentato un emendamento
soppressivo, a firma dell'onorevole Alongi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 73. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
Art. 74
Proroga di termini in materia di edilizia agevolata e
convenzionata
1. Al comma 1 dell'art. 72 della legge regionale 19
Agosto 2014, n. 21, dopo le parole "inizio lavori" sono
aggiunte le parole "e per la utilizzazione degli
stanziamenti" . Al comma 2 dell' art. 72 della legge
regionale 19 Agosto 2014, n. 21, dopo le parole "inizio
lavori" sono aggiunte le parole "e per la utilizzazione
degli stanziamenti".
2. Per le cooperative edilizie inserite nelle
graduatorie di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975 n.
79 e 5 dicembre 1977 n. 95, il termine ultimo per la
utilizzazione degli stanziamenti è fissato al 31 dicembre
2016.
3. I termini di cui al comma 79 dell'art. 11 della legge
regionale 9 maggio 2012 n. 26, per l'inizio dei lavori e
per la utilizzazione degli stanziamenti da parte delle
imprese inserite nelle graduatorie di cui alla legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25, art. 132, ancorché
scaduti sono prorogati al 31 dicembre 2016. .
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 74 è stato presentato un
emendamento a firma dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato un emendamento a firma
dell'onorevole Turano.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 74. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
Art. 75
Convenzioni per la fornitura di biomasse o materiale
cippato
prodotto nei boschi demaniali
1. Il Dipartimento regionale Aziende regionale Foreste
Demaniali stipula su richiesta dei rappresentanti dei Patti
dei Sindaci un impegno per l'Energia (Covenant of Mayors,
Committed to local sustainable energy) convenzioni per la
fornitura di biomasse o materiale cippato prodotto nei
boschi demaniali. Il costo per tonnellate verrà stabilito
entro il 31 gennaio di ogni anno; relativamente all'anno
2014, il suddetto costo è stabilito entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge. .
Comunico che all'articolo 75 è stato presentato l'emendamento
75.3, a firma dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 75.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, vorrei una delucidazione in merito
alle intenzioni dell'Assessorato rispetto a questo articolo. Vorrei
capire meglio quali erano le intenzioni ed a cosa avrebbe portato
questa cosa, quindi, poi, mi riserverò, sulla base della
spiegazione, di ritirarlo o meno.
PANEPINTO. Chiedo di parlare poiché sono l'ispiratore di questo
emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene nella qualità di ispiratore,
fino adesso c'era il relatore, adesso c'è l'ispiratore
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
onorevole Cancelleri, ogni anno fatichiamo a trovare le risorse per
coprire tutto il comparto forestale che coltiva duecentomila ettari
di bosco che, ad oggi, non creano alcuna entrata per il bilancio
della Regione.
Abbiamo contemporaneamente - l'assessore Contrafatto me ne darà
atto - una previsione di spesa nella nuova programmazione regionale
per un miliardo cinquecentotrenta milioni di euro. Duecentododici
comuni hanno presentato il PAES, Prelevamento e produzione di
energia attraverso l'utilizzo delle biomasse di legno vergine,
nonché di ciò che è residuale di potature.
Se immaginiamo una Regione che pensa a riconvertire l'attività
della propria azienda forestale utilizzando con i piani di
coltivazione tutto ciò che viene dalle potature, dal discerbamento
del bosco, da tutto ciò che sta dentro questo sistema che ha una
sua straordinaria importanza ambientale ed economica, considerato
che grazie al fatto che le centrali di produzione di energia
attraverso biomasse di legno vergine sono per il GSE l'ultimo
settore che ha ancora possibilità di ottenere incentivi, potremmo
ottenere due risultati: consentire piccoli impianti alimentati dal
nostro legno, anziché essere importato dalla Russia o dalla
Calabria e potremmo consentire finalmente un bosco che produce ed
immaginare anche, in una logica ovviamente più ampia che riguarderà
soprattutto l'Assessorato dell'agricoltura, pezzi di aree marginali
coltivate a legno a crescita rapida.
Per cui chiedo, poi facciano come riterranno più opportuno i
colleghi del Movimento Cinque Stelle, di ritirare gli emendamenti,
perché già l'idea che l'azienda forestale possa produrre,
selezionare e mettere a bordo strada, creando tutta la filiera
fatta anche dal cippato all'essiccamento, ebbene, metteremmo in
condizione di utilizzare questo materiale, rientrando perfettamente
negli obiettivi del Kyoto 20 20 20. Ci sono duecentododici comuni
che hanno presentato all'Assessorato energia il PAES e aggiungo
l'ultima considerazione: immaginiamo che un impianto di duecento KW
ha bisogno di quattromila tonnellate l'anno per funzionare,
potremmo immaginare che un bosco diventi produttivo e se c'è una
politica illuminata, se c'è un'organizzazione che mette insieme
tutti i pezzi della filiera, del ciclo complessivo, il risultato è
quello che di qua a sette, otto anni, nascendo impianti piccoli,
sia degli enti locali che dei privati, che delle aziende, potremmo
immaginare - non voglio sparare numeri, ma se non arrivare a
pareggio con il costo dei forestali -, immaginare di coprire il 50,
60 per cento di quei duecentoquaranta, duecentocinquanta milioni di
euro, oggi, necessari per mantenere, non dico gli operai forestali,
ma per manutendere un bosco che è un polmone di verde nella
Sicilia.
PREESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ha avuto la spiegazione
direttamente dall'ispiratore, quindi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, faccio
un piccolo ragionamento per, poi, arrivare alla conclusione su ciò
che intendo fare sul soppressivo.
In questo momento, c'è una querelle a livello regionale che si è
consumata maggiormente in III Commissione perché era la commissione
deputata a e, poi, anche sui territori, che è quella che riguarda
l'accordo contrattuale che la Regione ha fatto con una società di
biomasse che ha sede a Dittaino, che si chiama BIOMASSE S.p.A. e
che opera per conto della SPER che ha una centrale di biomasse
nella quale, poi, brucia il legno che viene gentilmente venduto con
un contratto di alberi in piedi direttamente dalla Regione
siciliana, contratto che chiaramente non è imputabile a questo
Governo e che ha radici passate, però, di fatto, c'è la volontà
dell'assessore Caleca, in questo momento, che ha chiesto un parere
all'Avvocatura dello Stato, perché ritiene che questo contratto
sia, a fronte di tutta una serie di studi che ha fatto,
impugnabile, annullabile, possa essere rescisso in maniera
unilaterale e, chiaramente, ha bisogno di un parere dell'Avvocatura
dello Stato per portarlo davanti ad un giudice, appunto, per
renderlo nullo.
Questa cosa, anche a fronte di questa attesa da parte del parere
dell'Avvocatura dello Stato, in questo momento, il quinto blocco
non viene consegnato. Ora c'è in atto questo discorso. Andare a
mettere in piedi una situazione del genere, dove non vengono
minimamente dissipati i dubbi che hanno portato la battaglia
parlamentare su quel tema che era fatta su alcune tematiche, non ci
sono misure di compensazione per i comuni, non ci sono possibilità
per i comuni di andare a dettagliare i piani di taglio, di fatto,
in questo momento, nella provincia di Caltanissetta, nel bosco di
Gabbara di San Cataldo, a fronte di un piano di prescrizione di
massima di polizia forestale con un limite di cinque ettari di
taglio continuato, abbiamo come Assessorato, come azienda
forestale, dato una deroga un attimo superiore ai cinque ettari,
cioè cinquantatre ettari, dieci volte tanto.
Allora, siccome, questo è un tema molto caro e poco fa
scherzosamente dicevo
CORDARO. Abbiamo chi?
CALCELLERI. come Regione siciliana. Poco fa ascoltavo in maniera
molto attenta l'intervento dell'onorevole Panepinto e,
scherzosamente, lo commentavo con il collega Marziano che, come
presidente della III Commissione, ha più volte presieduto la stessa
Commissione in trasferta durante degli incontri che abbiamo fatto
direttamente sui territori e scherzavo proprio dicendo che se
questo intervento fosse stato fatto proprio sui territori, la gente
probabilmente non l'avrebbe esattamente gradito perché c'è una
grande attenzione da parte di chi vive l'entroterra che non ha il
mare, non ha gli ombrelloni, non ha la sabbia, ma ha il bosco come
identità, come evento culturale, come possibilità di aggregazione
e, siccome, i nostri boschi sono dei patrimoni da tutelare non
possono essere svenduti per fare biomasse. Faremo la biomassa
perché è un argomento sul quale dobbiamo ragionare perché anche
quella è una possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili,
però, non lo possiamo lasciare a sei righe di un articolo di una
finanziaria, va fatta una norma seria all'interno della III
Commissione con un assessore Caleca che mi sembra molto attento a
questo tema e con un presidente di Commissione, Bruno Marziano, che
anche lui mi sembra attento a questo tema, quindi, chiedo al
Governo di ritirare questo articolo e se non lo ritira, mantengo
l'emendamento soppressivo e voglio che venga votato.
PRESIDETE. Ormai l'articolo appartiene all'Aula, quindi, il
Governo non ha alcuna possibilità di ritirarlo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Vorrei fare solo una precisazione, onorevole
Cancelleri. Riconosco il tema di Enna ed è esattamente l'opposto.
Per evitare che debba passare come l'estensore di questa norma,
come chi vuole svendere il bosco, tra l'altro vivo nell'area
interna e le posso rappresentare solo un fatto: parlo di potature
di piani di coltivazione non di disboscamento in massa, per cui,
questa volta, mi consenta, non per farle un torto, l'ignorante, nel
senso che ignora, è lei. Ovviamente escludo che ci sia malafede
perché lei non immagina la foresta amazzonica, vediamo esattamente
il contrario. Quindi, questa volta, la prego di approfondire il
tema e non peccare di ignoranza, intesa come ignorare la questione.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
chiaro che le due questioni, nel testo dell'emendamento, riguarda
tutt'altro, riguarda la regolamentazione di un sistema di
alimentazione della produzione di energia a biomasse.
Il tema che si è posto nell'ennese e nel nisseno nasce dalle
modalità di coltivazione, così si dice, cioè di utilizzo del bosco
dalla modalità con cui si fanno le tagliate e dal fatto che la
tagliata di decine di ettari contemporaneamente determina un
effetto desertificazione, quanto meno all'occhio perché, poi, gli
eucalipteti hanno non solo la capacità ma hanno bisogno di essere
tagliati e rinnovati perché nascono sotto altra forma, da fustaia a
ceppaia.
Detto ciò, quindi, in quel luogo si pone un problema delle
modalità di coltivazione del bosco da tagliare.
La questione che pone, invece, l'articolo è una modalità di
regolamentazione attraverso, non ricordo se si chiama protocollo o
accordo, della possibilità di alimentare centrali a biomasse. Sono
due cose diverse al di là della battuta che facevamo che in un
territorio c'è un allarme per le modalità con cui si sta
alimentando la centrale a biomasse.
Quindi, sono due questioni assolutamente diverse e, personalmente,
sono d'accordo per l'approvazione dell'articolo.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, vorrei
porre l'attenzione su questa problematica visto che siamo
all'ultimo passaggio per quanto riguarda le fonti rinnovabili in
Sicilia.
Abbiamo perso diversi treni noi, dal fotovoltaico, all'eolico.
Abbiamo soltanto, come ha detto poc'anzi l'onorevole Panepinto, il
quinto conto energia che ancora come fonti rinnovabili dà un
contributo che va nell'ordine di 26 centesimi a KW prodotto.
E per evitare che anche in questo settore, cioè della legna pura,
si invada la Sicilia di impianti e di società che sono venute
dall'estero, abbiamo vissuto la stagione dell'invasione delle
energie rinnovabili a mezzo fotovoltaico di tutte le società
tedesche, spagnole, americane, di tutto e di più, abbiamo questo
ultimo passaggio.
Quando l'onorevole Panepinto dice e ripete che dobbiamo
individuare delle aree con una crescita immediata, una crescita che
va nell'ordine di 10-12 anni per passare, poi, al taglio, perché
rammento a me stesso che la produzione che un impianto, che i
piccoli impianti, con un consumo che va da 1 chilo di legno all'ora
per ogni KW potrebbe aiutare notevolmente la produzione di energie
rinnovabili a mezzo legna.
Per cui l'articolato, a mio avviso, è l'inizio di un percorso per,
poi, essere regolamentato nella fase di perimetrazione e di
individuazione delle aree per essere sfruttate proprio per il
recupero della legna viva per alimentare questi piccoli impianti a
biomasse poiché a seguito del quinto conto energia e reputo anche
che ci sarà un sesto conto energia che potrà alimentare e potrà
dare una ricaduta economica proprio al costo dei forestali e una
ricaduta e economica anche al gruppo forestale.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo quale
membro della Commissione Territorio ed Ambiente. Anzitutto, ritengo
che una materia così importante non si possa determinare attraverso
cinque righi alle 4.30 di mattina. Si è parlato di energia
rinnovabile, della grande stagione che abbiamo vissuto delle pale
eoliche, dei pannelli solari e, ora, vogliamo avere lo stesso
approccio anche con le biomasse per trasformarle in un incubo? Ci
sono due approcci, c'è l'approccio dei grandi impianti, poi, c'è
l'approccio del modello diffuso.
La produzione di energia rinnovabile deve essere diffusa, creare
un grande mostro, un grande gigante, una centrale a combustione,
perché ricordiamoci che le energie rinnovabili da biomasse possono
essere ottenute attraverso la digestione dei materiali e la
raccolta di gas, oppure attraverso la combustione; sono due cose
ben diverse, dobbiamo stare attenti.
Magari sul legno ne parleranno in III Commissione, ma la
definizione biomasse così per come è scritta non è identificata. Le
biomasse sono un grande ventaglio di materiali in cui, addirittura,
possono essere inclusi gli scarti dei rifiuti, Presidente; biomasse
è troppo generico, perché ci sono i codici CER che identificano i
materiali, qui, non viene per nulla definito.
E, allora, siamo per le rinnovabili, ma che siano diffuse. Se ogni
famiglia avesse avuto il proprio impiantino solare, oggi, le mafie
non si sarebbero approfittate di fare enormi campi solari, se
l'eolico fosse micro eolico diffuso, oggi, non avremmo un paesaggio
ed un territorio devastato e un patrimonio in mano alle mafie, che
ci rendono primi e leader nel mondo, capaci di fare accaparrare una
grande opportunità alla mafia, lo ripeto.
Non vorrei che la stessa cosa si ripeta con le energie
rinnovabili. L'Europa ci ha dato questi principi è vero, ma
l'Europa, nel mappamondo ci sono i paesi più a nord e più a sud,
nei paesi del nord dove ci sono immense distese di boschi il
rinnovabile, la biomassa e la combustione possono avere un senso,
nel nostro territorio liquidare questa questione con cinque righi,
senza farla passare dalla mia Commissione lo ritengo del tutto
inappropriato.
Dato che ci diletteremo in numerose finanziarie, in questo anno,
chiedo con senso di responsabilità al Governo ed ai colleghi
deputati, di voler mettere da parte questa materia e di discuterla,
in maniera condivisa, tra tutti.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, troppe volte abbiamo
messo da parte la modernità, troppe volte ci siamo fatti
convincere, in questi anni, di cose che, poi, non esistono, ci
siamo fatti convincere sul nucleare e, poi, siamo circondati dal
nucleare, ci siamo fatti convincere da migliaia di cose che, poi,
hanno fatto sì che noi italiani, il costo dell'energia ha un costo
rispetto a tutta Europa, forse qualche volta anche il doppio.
Questo è l'inizio della modernità, l'inizio di una legge e
l'inizio di qualcosa che, sicuramente, non può essere solo ed
esclusivamente additata come fanno gli amici ed i colleghi del
Movimento Cinque Stelle, della demagogia pseudo verde, perché
vedete fino a qualche mese fa, quando qualche collega del Movimento
Cinque Stelle parlava, diceva, fra le altre cose, che l'Italia, la
Sicilia, in particolare, è quella Regione che porta in discarica
più rifiuti di tutta l'Europa. E dicevano, qualcuno portava ad
esempio la Germania. In Germania solo il 3 per cento dei rifiuti va
in discarica, diceva il collega del Movimento Cinque Stelle,
dimenticandosi che in Germania il 90 per cento dei rifiuti va a
finire nei forni inceneritori, si incenerisce e quel 3 per cento di
rifiuto che va in discarica sono le ceneri dei forni inceneritori.
E, allora, qui stiamo parlando, sicuramente, di impianti moderni.
Qui c'è l'assessore Contrafatto ma c'è anche l'assessore Croce e
tutti conoscono i procedimenti dei Via-vas e così via di seguito.
Se voi sapeste i controlli che fa l'ARPA presso i nostri impianti
che ci sono in Sicilia.
(Tumulto in Aula)
PRESIDENTE. Facciamo parlare l'onorevole Vullo, onorevole Foti
VULLO. Non si può parlare perché ci sono coloro i quali sono i
depositari della verità Che poi non è così Perché non lo sono,
completamente, e non lasciano parlare nessuno, perché loro sono la
modernità e questa modernità ha portato la nostra Sicilia e
l'Italia ad essere a questo punto
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri mantiene l'emendamento
soppressivo 75.3. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Naturalmente contrario. Signor Presidente volevo
intervenire.
PRESIDENTE. Prego, può parlare, sono semplicemente le 3 e mezza
del mattino Abbiamo 102 articoli.
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Tenuto conto che l'intervento dell'onorevole Foti
ha, di fatto, parlato di un articolo, mi permetto di dire che,
probabilmente, è diverso da questo che ci apprestiamo a votare.
L'articolo parla di una sorta di autorizzazione al Dipartimento
regionale aziende foreste demaniali a stipulare convenzioni per la
fornitura di biomasse o materiale cippato prodotto dai boschi
demaniali, quindi quali rifiuti? Ma di quale centrale? Noi stiamo
semplicemente parlando, solo ed esclusivamente, di cippato e
potature che, in questo momento, sono quelli prodotti dai boschi
demaniali. Solo ed esclusivamente questo.
PRESIDENTE. Complimenti per la brevità. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 75.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 75.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti67
Maggioranza 34
Favorevoli 23
Contrari 43
Astenuti 1
(Non è approvato)
L'emendamento 75.4, a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, è
assorbito.
Si passa all'emendamento 75.1 a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri.
PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, possibilmente senza repliche.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghe, Assessori, come
abbiamo sentito ci sono dei contenziosi, un diffuso contenzioso su
questo argomento ed è motivo per cui ho presentato questo
emendamento. Il contenzioso, quindi, riguarda le modalità con le
quali viene utilizzata la biomassa a fini energetici. Se potete
fare un po' di silenzio, gentilmente. Grazie.
Quindi, vorrei ribadire che ci sono delle leggi nazionali e, poi,
una legge regionale che sarebbe la numero 227 del 18 maggio 2001,
modificata da una legge regionale, la numero 16 del 1996, che
prevede la redazione di piani di gestione forestale sostenibile
proprio perché ogni modifica di quello che è il demanio, di quelli
che sono questi complessi boscati dovrebbe passare per legge da
questa pianificazione, dalla redazione di questi piani.
Questi piani, purtroppo, non sono mai stati redatti, però erano
previsti per legge. Quindi, cosa vuol dire che tutto quello che
viene fatto a livello demaniale e, quindi, in particolare modo,
l'utilizzazione della biomassa a fini energetici sfugge da
qualsiasi pianificazione e, quindi, se in una determinata località
boscata potrebbero esserci delle utilizzazioni a fini diversi, come
ad esempio ci potrebbe essere una vocazione naturalistica, una
vocazione turistica o di svago di qualsiasi genere, questo deve
essere previsto in un apposito piano. Quindi, evidentemente, questa
cosa si deve fare.
Questo è un emendamento di buon senso, non vuole andare a vietare
la biomassa ma vuole andare a sottoporre questa decisione alla
redazione di questi piani previsti per legge.
Fra l'altro oltre ai piani di gestione la legge prevede anche la
redazione e l'aggiornamento delle linee programmatiche, la loro
obbligatorietà ai fini dell'effettuazione di interventi diversi
dalla manutenzione ordinaria e, soprattutto, la loro approvazione
nel rispetto di elementari principi di pubblicità e partecipazione
fra l'altro sempre in riferimento alla legge 227 e alla legge
regionale 16 del 1996. Fra l'altro questi piani e queste linee
programmatiche dovevano essere redatti secondo un criterio di
partecipazione democratica, quindi, queste linee guida dovevano
venire squisitamente dal territorio, dal basso, quindi, chiedo
semplicemente di applicare la legge.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Siragusa un subemendamento all'emendamento 75.1, esattamente il
75.1.1. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 75.1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 75.1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 18
Contrari 38
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.1. Onorevole Palmeri, lo mantiene
nonostante la bocciatura del subemendamento?
PALMERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.2 a firma Palmeri.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor presidente, a prescindere dalla materia di cui
stiamo parlando, però se una persona legge l'articolo il
dipartimento regionale foreste demaniali stipula, su richiesta dei
rappresentanti dei patti dei sindaci, un impegno per l'energia,
convenzioni per la fornitura di biomasse , qua è impossibile capire
il senso di questo articolo.
Rendiamo chiaro, anche non è neanche individuato, a prescindere
dal fatto che la norma, volendo, potrebbe anche non avere senso
perché non dobbiamo, come tutta una serie di altre norme, in questa
finanziaria, andare ad individuare, per legge, aspetti che
potrebbero, assolutamente, essere di competenza amministrativa
perché qua si parla di un dipartimento regionale che fa convenzioni
per il patto dei sindaci. Non si capisce con chi. Il secondo attore
della convenzione chi è? Una lezione di diritto non la devo fare
io, ma mi pare che non sia per niente chiaro, questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 75.
Chi é favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 76. Ne do lettura.
Art. 76
Sostegno dei Liberi consorzi comunali a favore dei
consorzi universitari
e delle istituzioni culturali.
1. Ai Liberi consorzi comunali è attribuita la funzione
di sostegno ai Consorzi Universitari ed alle istituzioni
culturali già partecipate dalle province regionali.
2. Per le finalità di cui al comma l, i Liberi Consorzi
comunali utilizzano il contributo di parte corrente
assegnato dalla Regione per il loro funzionamento. Le spese
destinate ai Liberi consorzi comunali ed alle istituzioni
culturali hanno carattere di priorità, fatte salve le spese
obbligatorie.
3. A valere su parte della disponibilità dell'UPB
9.2.1.3.5 - capitolo 373718, per l'esercizio finanziario
2015, al Consorzio universitario costituito dalla ex
provincia regionale di Agrigento è attribuito un contributo
di 800 migliaia di euro e al Consorzio universitario
costituito dalla ex provincia regionale di Trapani è
attribuito un contributo di 600 migliaia di euro.
Sull'articolo 76 vorrei un chiarimento da parte della
commissione. Si parla di funzioni attribuite ai liberi consorzi
comunali. Di questo articolo lascerei solo il terzo comma perché,
correttamente, individua la destinazione di una somma parlando di
ex provincia. Tutto giusto, noi stiamo parlando di attribuzione di
libero Consorzio ora. No, all'inizio.
On. Cimino, ai liberi Consorzi comunali, quali sono i liberi
Consorzi comunali?
FONTANA. Le ex province.
PRESIDENTE. Le ex province, è attribuita la funzione cioè noi
dobbiamo attribuire le funzioni, stiamo attribuendo le funzioni
anticipatamente quella che c'è nel disegno di legge la stiamo
attribuendo già da questa Va bene, se siete d'accordo e l'avete
esaminata io faccio un passo indietro, però significa che
anticipatamente abbiamo attribuito una funzione. No, no, non
apriamo il discorso. Va bene così l'articolo.
Allora consentitemi, è a fin di bene il ragionamento che sto
facendo: lasciamo in piedi il terzo comma che ha un senso, ma non
il primo e il secondo perché è attribuzione di funzione
anticipatamente. E allora sono stralciati e trasferiti alla legge
sulle province il primo e il secondo comma dell'articolo 76, si
vota solo il terzo comma.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, all'allegato 1 c'è
un emendamento 20.10 che tratta del consorzio universitario di
Caltanisetta lo chiedevo di trattare insieme al comma 3, perché è
la stessa materia. Non capisco perché è stato posto nell'allegato 1
e non nel testo originario. Questo qua, è una richiesta tecnica,
niente di più.
PRESIDENTE. E' lasciato il terzo comma, è accantonato per vedere
se si può trattare nell'allegato 1 insieme all'altro consorzio.
TURANO. No, chiedo di trattare l'emendamento all'allegato 1 qua.
PRESIDENTE. Allora, poiché sono stralciati i commi 1 e 2 andiamo
avanti.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor presidente, onorevoli colleghi, approfitto di
questa norma per fare presente che l'altra sera in Commissione
Bilancio è stato approvato un emendamento che assegnava
settecentomila euro in più all'Università Kore. Di questi
settecentomila euro non abbiamo più traccia, siamo a quattrocento.
Vorremo capire che fine hanno fatto gli altri trecento.
PRESIDENTE. Dice che ne parliamo all'allegato 1. Allora facciamo
una cosa alla volta. Stiamo trattando questo andiamo avanti così.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo mantiene o ritira l'emendamento?
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
ritirato però io, assessore Purpura, mi sarei aspettato un
intervento, perché qual è la ragione del comma 1 e del comma 2 che
abbiamo stralciato, signor Presidente? La ragione del comma 1 e del
comma 2 è che sono i commissari alle province che la prima cosa che
fanno è smantellare i consorzi universitari, va bene?
Quindi noi abbiamo un consorzio che muore perché non gli
trasferiamo 5, 600 mila euro e dall'altra parte dirigenti regionali
anche esterni che vengono pagati 300 mila euro l'anno. Il senso era
quello di mantenere vincolato, in attesa del nuovo assetto
amministrativo, il consorzio alla provincia e al futuro ente.
Chiaro?
PRESIDENTE. Allora è ritirato questo. Onorevole Fazio lei lo
mantiene?
FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Turano, lei lo mantiene?
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, sono stato distratto e le
chiedo scusa formalmente ma il Governo ci ha illustrato l'articolo
76? Perché non ho sentito il Governo. Almeno per un minimo di
discussione generale capire, io che sono estraneo della materia,
visto che sono un deputato che si occupa solo dei problemi della
provincia di Palermo e in commissione bilancio mi sono solo
occupato della provincia di Palermo, i deputati che erano presenti
sanno che ho proposto solo cose per la provincia di Palermo in
tutti i miei emendamenti, per un totale di zero emendamenti, così
lo dico in modo più sereno ai deputati. Tutte queste propostine che
ora arriveranno per la singola città, il singolo paesino, il
singolo teatrino, l'onorevole Milazzo, palermitano accanito e
fissato solo per i problemi di Palermo, ha votato a favore di tutti
questi provvedimenti, con serenità e, come direbbe il mio amico
Alongi, con schiettezza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 76, comma terzo e
chiaramente comma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
Art. 77
Interpretazione dell'art. 7 della legge regionale 1 del
2014 in materia di contributi ai Gruppi parlamentari per
spese di personale
1. L'articolo 7 della legge regionale 4 gennaio 20 l4,
n. 1 si interpreta nel senso che lo stesso non trova
applicazione per i soggetti già regolamentati, alla data
d'entrata in vigore della citata legge regionale, da
previgenti disposizioni emanate ai sensi del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana.
Comunico che è stato presentato un emendamento dell'onorevole
Sudano.
SUDANO. Dichiaro di ritirare il 77.2.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Siccome è un aggiuntivo, lo dobbiamo aggiungere all'articolo 77.
L'emendamento 77.3 è ritirato e 77..2 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 77.2.1
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
chiedere una delucidazione visto che ieri abbiamo approvato il
bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, volevo capire perché
questo articolo mi sembra che poi vada a cambiare le cose.
E, quindi, mi ponevo poco fa una domanda. Per il personale la
quota appostata in questo momento all'ARS è di 4 milioni e mezzo di
euro. E' stata aumentata di 630 mila euro per il 2015 però
attualmente è 4 milioni e mezzo di euro. Dalla prossima legislatura
saremo 70, saranno 70 i deputati che saranno eletti e che, per
effetto sempre dell'articolo 7 della legge n. 1 del 2014,
riceveranno per i collaboratori un budget che abbiamo definito
nella legge D6, che sono grosso modo 58 mila euro lordi l'anno.
Il calcolo è semplice. 70 x 58 mila è uguale a 4 milioni e 60
mila euro. La somma fa 8 milioni 560 mila euro. Non sono più i 4
milioni e mezzo di prima E' vero che ci saranno 20 deputati in
meno e recupereremo 2 milioni e mezzo, però mi chiedo: l altro
milione e mezzo chi ha proposto questo articolo ha già capito da
dove li vuole prendere? Perché mi pare che il bilancio
dell'Assemblea regionale non vada ogni anno ad aumentare. Anzi
Ogni anno vedo che il Governo una limatura ce la mette sempre.
Quindi, volevo capire chi mi poteva rispondere. Fermo restando che
la norma ci trova chiaramente favorevoli, non abbiamo nulla in
contrario però volevo capire proprio questa sfumatura.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Cancelleri, è un problema che verrà affrontato in una
prossima legislatura.. Dentro la capienza del bilancio
dell'Assemblea si troveranno i fondi o con economie o con altre
soluzioni.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che ha
posto il collega Cancelleri è senz'altro di natura economica e
chiede a questo Governo ovviamente alcune delucidazioni ovvero al
proponente. Io, invece, pongo un tema che è politico e, siccome la
legge n. 1 del 2014, ci ho lavorato anch'io perché facevo parte
della Commissione speciale che fu istituita allo scopo di recepire,
anche se è stato un recepimento alla siciliana di questa norma, di
questo decreto Monti famosissimo, perché abbiamo detto e ce l'ha
detto durante queste sedute anche l'assessore Baccei, che se
vogliamo difendere meglio la nostra Autonomia forse dobbiamo fare
un passo indietro e uniformarci alla normativa nazionale. Così come
oggi abbiamo fatto nel caso dei dipendenti della Regione.
Ora, mi chiedo: questo articolo 77, ed è un tema che sto ponendo
(per quanto siano le quattro del mattino e sicuramente è difficile
discuterne ) questa interpretazione cambia in un certo qual modo
l'assetto che ci siamo dati con la legge n. del 2014 perché
contiene ci siamo detti così come lo Stato ci ha imposto di essere
un Parlamento regionale che è uguale per l'uniformità degli
stipendi, per l'uniformità dei soldi che vengono attribuiti ai
Gruppi, per la separazione delle spese per il funzionamento e per
il personale uguale a quello delle altre regioni proprio per gli
scandali che erano successi nelle altre regioni.
Allora questa norma chiaramente cambia quell'impianto, cambia
quell'impostazione e probabilmente ci disallinea rispetto alla
normativa che, invece, è uniforme e che vale per tutte le regioni
d'Italia. La cambia anche perché - ricordo perfettamente, mi
corregerete voi se sbaglio, la legge n. 1 del 2014 non solo
stabilisce un ammontare massimo per gli emolumenti ma anche un
rapporto tra deputato e dipendente che dovrà essere di uno a uno
dalla prossima legislatura. Mi chiedo se questo Parlamento vuole
assumersi la responsabilità di distinguersi rispetto alle altre
regioni per quanto concerne il futuro perché se verrà approvata da
questo momento non potremo dirci uguali e uniformi alla normativa
che vige in tutta l'Italia.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire però intervengo perché i deputati del Movimento cinque
stelle, al solito usano due pesi e due misure.
Questi quattro articoli che riguardano il personale dei gruppi
parlamentari dell'Assemblea sono quattro articoli che cercano di
eliminare quattro storture della legge n. 1 del 2014.
L'unico articolo dove tutti i gruppi hanno abusato, compreso
quello dei Cinque stelle, riguarda i cosiddetti contratti in
essere.
Onorevole Cancelleri, quanti contratti in essere avete?
Smettiamola, smettiamola, cerchiamo di aggiustare per far
funzionare la legge n. 1 come si deve perché è chiaro che è giusto
fare questi aggiustamenti, ci darà la possibilità di farli
funzionare meglio e cerchiamo di eliminare le polemiche che ci sono
sempre.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, voglio
interloquire con il collega Cappello che come sempre ha esplicitato
con pacatezza e sobrietà un punto di vista.
Noi non stiamo cambiando la legge che abbiamo votato, onorevole
Cappello, perché fin da quando abbiamo votato quella legge sapevamo
che questo Parlamento, a differenza dei consigli regionali, ha una
storia, quella storia, a proposito dei cosiddetti stabilizzati, è
stata tradotta in un ordine del giorno, Presidente, che lei
ricorderà bene, che chiedeva al Consiglio di Presidenza di tenere
conto di questo tema per tradurlo in termini di tutela per persone
che lavorano da molti anni all'interno di questa Istituzione.
Quindi, credo che coloro che hanno proposto questa norma, non
avevano e non hanno intenzione né di distinguerci dal resto del
Paese, né di attuare in maniera dissennata il decreto Monti. Si
tratta di tradurre in norma l'ordine del giorno che a suo tempo
l'Assemblea votò partendo dalla constatazione che dentro questa
Istituzione che ha una storia molto più antica dei consigli
regionali, si era determinata una situazione che sarebbe, diciamo
così, stolto negare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo 77.2.1, a
firma degli onorevoli Sudano ed altri. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 77, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 78 e ne do lettura:
Art. 78
Interpretazione dell'art. 7 della legge regionale 1 del
2014 in materia di transito di personale fra Gruppi
parlamentari
1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 4
gennaio 2014, n. 1, dopo le parole della presente legge,
sono inserite le seguenti: nonché i contratti che
dispongono il transito dei soggetti contrattualizzati da un
Gruppo parlamentare all'altro, .'
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 79 e ne do lettura:
Art. 79
Modifica dell'art. 8 della legge regionale 1 del 2014 in
materia di rimborso spese e sostituzione di contratti
relativi a collaboratori dei deputati regionali
1. All'articolo 8 della legge regionale n .1/2014 e'
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Per la legislatura in corso sono ammesse a
rimborso le spese sostenute da ciascun deputato per i
contratti di lavoro esistenti alla data di entrata in
vigore della presente legge, nelle previsioni e nei limiti
fissati dalle disposizioni interne dell' Assemblea
regionale siciliana. E' ammessa la sostituzione dei
collaboratori in corso di legislatura, a condizione che non
vi siano oneri aggiuntivi per il bilancio
dell'Amministrazione e nel rispetto della normativa vigente
in materia di lavoro. '
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80 e ne do lettura:
Art. 80
Interpretazione dell'art. 8 della legge regionale 1 del
2014 in materia di estensione di garanzia di contratti
stipulati dai Gruppi parlamentari
1. L'articolo 8 della legge regionale 4 gennaio 2014, n.
1, si interpreta nel senso che entro i limiti di spesa in
esso stabiliti, la garanzia contrattuale prevista si
estende ai rapporti contrattuali stipulati in data
successiva da parte di Gruppi parlamentari in occasione di
subentro, nel corso della medesima legislatura di nuovi
deputati.'
Pongo in votazione l'articolo 80. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:
Art. 81
Patrocini onerosi
1. Le manifestazioni di importo complessivo non
superiore a 10.000,00 euro di cui al comma 2
dell'articolo 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2,
non si includono nel calendario di cui al comma 1 del
citato articolo 39.
PRESIDENTE. C'è un emendamento a firma dell'onorevole Falcone,
Ciaccio ed Alongi
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente volevo capire, soprattutto
dall'assessore competente o dall'Assessore Baccei, perché
praticamente noi stiamo escludendo l'erogazione di importi
inferiori ai 10 mila euro da un atto di trasparenza, cioè
l'Assessorato di competenza per dare i patrocini onerosi sotto i 10
mila euro può, da quello che mi risulta, non essere incluso nel
calendario al comma I1citato nell'articolo 39. Ora secondo me un
passo indietro nel concetto di trasparenza, quindi noi non siamo
contro a darli ma inserirli in quello elenco e renderlo pubblico
proprio per far capire effettivamente dove danno, Questo invece
articolo fa un passo indietro e non si sa questi patrocini onerosi
oggettivamente a chi vanno, quindi addirittura potrebbe
configurarsi contro la norma sulla trasparenza a livello nazionale,
quindi chiediamo chiarimenti in merito e comunque lo manteniamo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE LUPO
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Assessore io pongo un problema alla sua
attenzione. Noi sappiamo che negli anni scorsi questi patrocini
hanno subito un poco situazioni particolari, non dico altro. Ora io
penso che nel momento attuale sia più opportuno per la Sicilia dare
veramente una immagine di questa Sicilia all'esterno dell'Italia e
tentare di attrarre quanto più turisti possibili.
Io le chiedo e chiedo alla sua valutazione e discrezione se non
ritenga lei, anche in un prossimo futuro, evitare questi patrocini
onerosi e devolvere tutte queste somme invece alla cura
dell'immagine della Sicilia che ci serve particolarmente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LI CALSI, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Volevo intervenire in risposta all'intervento dell'onorevole
Ciaccio. Innanzitutto non viene in alcun modo, volevo chiarire,
violata la legge sulla trasparenza perché il calendario delle
manifestazioni turistiche è un atto di programmazione, tra l'altro
inattuato negli ultimi anni. Io l'ho ripristinato, essendo
obbligatorio per legge, l'ho pubblicato e va pubblicato un anno e
mezzo prima dell'anno in cui le manifestazioni si svolgono, per cui
le manifestazioni che valgono dieci mila euro in tutto finanziate
al soggetto richiedente per cinque mila euro sono legate
strettamente alla domanda stagionale, quindi chiedere un atto di
programmazione un anno e mezzo prima e il territorio essere pronto
è difficile e sono residuali relativi al turismo di nicchia.
Non si sottace né a procedure selettive per la scelta dei
patrocini, quindi c'è comunque una istanza da presentare a
sportello telematico con dei criteri selettivi ben precisi, e non
si sottrae alla pubblicazione, ex articolo 68 dei decreti che
individuano i beneficiari dei patrocini, quindi è esclusivamente la
sottrazione da un atto di programmazione che deve intervenire
diciotto mesi prima.
LACCOTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 81. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:
Art. 82
Contributo di esercizio al servizio funiviario del Comune
di Erice
1. Nell'ambito del Piano regionale dei trasporti
previsto dalla legge regionale 14 giugno 1983, n. 68, e
successive modifiche ed integrazioni, il servizio
funiviario del Comune di Erice, di cui all'articolo 5 della
suddetta legge, ancorché di nuova istituzione, a decorrere
dalla data di entrata in vigore della presente legge è
ammesso al contributo di esercizio ex articoli 4 e 10 della
legge regionale 14 giugno 1983, n 68. Il contributo, che
trova copertura al capitolo relativo 476521, sarà
determinato utilizzando i conti economici standardizzati e
i ricavi presunti già stabiliti per i servizi funiviari con
D.A. N 13/3TR del 16 febbraio 1999.
2. Per le finalità dell'articolo 5, comma 1, numero 4)
della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 è autorizzata
per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 200 migliaia
di euro per l'impianto di funivia del Comune di Erice (UPB
8.2.1.3.6 cap. 476521).
PRESIDENTE. All'articolo 82 è stato presentato un emendamento
soppressivo a firma dell'onorevole Musumeci.
MUSUMECI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo a firma D'Asero e
Alongi.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Emendamento soppressivo, a
firma Barbagallo, Raia, Vullo, Sudano.
BARBAGALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 82. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:
«Art. 83
Misure anticrisi per le imprese insediate negli
agglomerati industriali
e negli ex consorzi .
1. Le imprese insediate negli agglomerati industriali
della Sicilia presso immobili realizzati con contributi
pubblici, trasformano i contratti di locazione o
concessione, sin dalla data della loro stipula, in
contratti d'uso gratuito che prevedono il mantenimento
dell'attività e dei livelli occupazionali.
2. I contratti che andranno registrati a cura e spese
delle imprese, dovranno prevedere l'immediata risoluzione
in caso di mancato svolgimento delle rispettive attività e
mancato rispetto degli standard occupazionali. I consorzi e
l'Irsap controllano il rispetto delle predette condizioni e
in caso di riscontrato inadempimento procedono alla
disdetta del contratto di comodato per procedere
all'assegnazione in comodato ad altre aziende, selezionate
secondo graduatorie di merito, che garantiscano più alti
indici occupazionali mediante la presentazione di piani
d'impresa che documentino l'impatto occupazionale, i
mercati di sbocco e la capacità finanziaria per far fronte
ai nuovi investimenti. Analogamente andranno stipulati i
contratti per l'assegnazione degli immobili ancora liberi a
nuove imprese.
3. Le imprese insediate o da insediarsi presso gli
immobili degli ex Consorzi sono tenute al pagamento delle
spese di manutenzione straordinaria. Resta confermato il
diritto di prelazione in favore delle imprese insediate in
caso di vendita degli immobili. La vendita potrà avvenire
anche utilizzando l'istituto della vendita con patto di
riservato dominio per la durata di venti anni e con
pagamento degli interessi legali maturati in sede di
pagamento dell'ultima rata annuale. La valutazione
dell'immobile al momento della vendita sarà pari al
cinquanta per cento del valore risultante secondo i criteri
previsti dalla legge. I pagamenti effettuati da
imprenditori già insediati negli immobili degli ex Consorzi
ASI della Sicilia, mediante il medesimo istituto del patto
con riservato dominio saranno portati in compensazione e
ricontrattualizzati secondo le superiori modalità».
L'onorevole Cancelleri annuncia la presentazione di un
emendamento.Attendiamo che si formalizzi.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:
«Art. 84
Iscrizione dei Comitati Locali e Provinciali dell'Associazione
Italiana della Croce Rossa
al Registro regionale delle persone giuridiche e al registro
regionale delle Associazioni
di Volontariato
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1-bis del
decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178
(Riorganizzazione dell'Associazione Italiana della Croce
Rossa (C.R.I.), i Comitati Locali e Provinciali
dell'Associazione Italiana della Croce Rossa esistenti alla
data del 31 dicembre 2013 sul territorio siciliano sono
iscritti di diritto nel Registro regionale delle persone
giuridiche della Regione Siciliana alla data prevista dal
medesimo articolo 1 bis e nel Registro delle Associazioni
di volontariato; i Comitati locali della dell'Associazione
italiana della C.R.I costituiti dopo il 1 gennaio 2014, che
siano stati riconosciuti regolarmente dal Comitato centrale
della C.R.I., sono iscritti ad istanza di parte nei
medesimi Registri. L'Associazione Italiana della Croce
Rossa è abilitata a svolgere nella regione siciliana le
funzioni previste dal comma 4 e seguenti dell'articolo 1
del Decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 84.1 a
firma D'Asero e Alongi.
ALONGI. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'articolo è accantonato perché c'è un emendamento che si sta
formalizzando.
Si passa all'articolo 85. Ne do lettura:
«Art. 85
Riduzione degli oneri concessori per l'adozione di sistemi
di
isolamento o dissipazione sismica.
1. L'articolo 7 della legge regionale 23 marzo 2010, n.
6 è così sostituito: "L'adozione di sistemi di isolamento
e/o dissipazione sismica nelle costruzioni sia nuove che
derivanti da precedenti demolizioni comporta una riduzione
pari al 20 per cento degli oneri concessori che si aggiunge
a quella prevista dall' articolo 4. La medesima riduzione
si applica anche nel caso di adozione di tali sistemi nell'
ambito di interventi sul patrimonio edilizio esistente"».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 85.1 a firma D'Asero
e Alongi.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 85. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:
«Art. 86
Recepimento del decreto Cultura
1. È recepito l'articolo 7 comma 8 bis, della legge 7
ottobre 2013 n. 112 "Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2013 n, 9
(Decreto Cultura), recante Disposizioni urgenti per la
tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle
attività culturali e del turismo e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 86.1.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 86. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:
«Art. 87
Attività di estrazione di giacimenti minerari di cava.
1. L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 è sostituito dal seguente:
'Art. 12. - A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge è dovuto un canone di produzione annuo
che è commisurato alla superficie dell'area coltivabile ed
ai volumi autorizzati della cava. Esso è ottenuto sommando
gli importi corrispondenti agli scaglioni di superfici e di
volumi autorizzati riportati nelle seguenti tabelle:
2. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia ed
i servizi di pubblica utilità le tariffe devono essere
aggiornate ogni due anni sulla base dell'indice ISTAT.
3. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità, sentita la Conferenza permanente Regione-
autonomie locali, definisce, con proprio decreto, le
modalità applicative e di controllo del pagamento dei
canoni entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente
legge nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
4. I canoni di produzione sono destinati per il 50 per
cento al comune in cui ricade l'area di cava e per il 40
per cento all'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità. Qualora siano interessati più
comuni, la quota del 50 per cento è ripartita sulla base
della superficie dell'area di cava ricadente in ciascun
comune. II rimanente 10 per cento dei canoni di produzione
è destinato al finanziamento del fondo di cui al comma 9
del presente articolo. Tale fondo può essere altresì
finanziato con le risorse regionali stabilite annualmente
dalla legge di bilancio.
5. I canoni destinati ai Comuni sono finalizzali alla
realizzazione di opere di recupero e riqualificazione
ambientale riguardanti l'attività estrattiva nonché al
recupero dei beni confiscati alla mafia ed alle
organizzazioni criminali.
6. Il 50 per cento del gettito derivante dal canone
destinato all'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità, è destinato a sostenere le
attività di studi e ricerche di settore, di monitoraggio e
vigilanza del settore estrattivo, nonché per il
potenziamento delle risorse umane assegnate all'
Assessorato per l'incremento dell'attività di sorveglianza,
controllo e lotta all'abusivismo in campo estrattivo.
7. In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
sensi dell'art. 24 della l.r. 127/80 e s.m.i. la quota dei
canoni relativa al periodo di sospensione non è dovuta.
Eventuali periodi di attività estrattiva inferiori all'anno
solare saranno calcolati per dodicesimi.
8. Il ritardato pagamento delle somme dovute comporta
l'applicazione degli interessi legali.
9. E' istituito il Fondo regionale di rotazione per le
spese di demolizione delle opere abusive, per concedere ai
Comuni anticipazioni senza interessi sui costi relativi
agli interventi di demolizione delle opere abusive e di
ripristino dello stato dei luoghi. Le anticipazioni sono
rimborsate al Fondo stesso utilizzando le somme ricevute
dai responsabili degli abusi ovvero le somme riscosse
coattivamente come previsto dal D.P.R. del 6 giugno 2001,
n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia". Qualora le somme
anticipate non siano rimborsate entro 5 anni, la Regione,
al fine di reintegrare il Fondo di rotazione stesso,
trattiene la corrispondente somma dai fondi dei capitoli
del bilancio regionale che prevedono a qualsiasi titolo
trasferimenti ai Comuni inadempienti».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 87.5 a
firma degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, solo per
rimarcare, ovviamente, che questa proposta che, tra l'altro, è
stata fatta proprio del Governo e votata dalla Commissione, dalla
III Commissione, rende giustizia secondo me a un comparto.
Un po' di tempo fa, qualche anno fa, questo Parlamento è
intervenuto per procedere a determinare una imposta che si è
rivelata non solo iniqua ma addirittura sostanzialmente di
difficile applicazione tenuto conto che i parametri su cui si
basava erano di difficile, in qualche modo, attuazione.
La norma in questione approvata, appunto, dalla III Commissione
rende giustizia e rende sopportabile, comunque, l'imposizione
tributaria che non è esclusa ma ovviamente viene ridimensionata
alla capacità di sopportazione dello stesso comparto.
Anche le somme che effettivamente ne derivano sono finalizzate per
interesse in qualche modo pubblici quali quelli in maniera
particolare del ripristino ambientale e, soprattutto, l'utilizzo da
parte del Comune di somme che servono ovviamente alla stessa
collettività che, peraltro, sopporta la presenza appunto delle cave
ed è giusto che effettivamente ne usufruisca anche dei benefici.
Volevo in qualche modo, appunto, ringraziare il Presidente della
III Commissione e, ovviamente, anche coloro i quali sicuramente si
sono prodigati, in maniera molto particolare molti deputati, nel
cercare di ripristinare quel senso di giustizia che a mio avviso
era stata in qualche modo violata precedentemente.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ribadire
che l'articolo che è inserito nel testo della legge finanziaria è
proprio il frutto di questo lavoro, che si è fatto in commissione
con la categoria dei rappresentanti dei titolari delle cave, e con
la presenza di colleghi presenti da altre commissioni, perché la
legge precedente aveva determinato una situazione di difficoltà del
settore. Devo dire che la formulazione che abbiamo adottato in
commissione, poi modificata in una delle tabelle in commissione
bilancio, ha trovato il consenso del direttore del dipartimento,
perché mantiene un suo equilibrio finanziario, cioè attraverso la
modifica delle fasce migliora la situazione per la gran parte delle
aziende di estrazione di materiali da cava, senza avere un danno
finanziario da parte della regione.
Ecco è uno di quei casi in cui attraverso una modifica delle
tabelle di riferimento, abbiamo dato un segnale di attenzione al
settore che ha ricevuto il consenso del direttore del dipartimento.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente
il Presidente Marziano ha illustrato dettagliatamente anche gli
aspetti tecnici di questa norma, che determina un entrata per la
Regione, quindi non è assolutamente vero che questa è una norma che
determina una spesa, e quindi in un settore tra i più importanti
dell'apparato produttivo siciliano, sia dal punto di vista della
incidenza sul prodotto interno lordo, sia per quanto riguarda la
esportazione, io credo che l'Assemblea Regionale Siciliana deve
dare ancora una volta una risposta precisa a questo comparto. E
dico questo perché il metodo di calcolo determina un'entrata certa
per la Regione, mentre la legge vigente determina un'incertezza su
quelli che sono i canoni introitati dalla Regione perché sono
legati ai volumi estratti, che determinano davvero incertezza e
persino rischio di infrazioni e di comportamenti involontariamente
illeciti da parte degli operatori, che hanno difficoltà
evidentemente ad individuare i volumi, questa norma invece da
certezza a che la Regione venga ad introitare queste risorse,
perché lega i canoni alla superficie autorizzata, e ai volumi
autorizzati, quindi non c'è alcun dubbio nessuna incertezza.
Io ho riscritto rispetto al testo della commissione questa norma,
aggiungendo qualche particolare.
E' previsto che il 50% dei canoni introitati debbano andare ai
comuni questo è giusto, ma è altrettanto giusto che debbano servire
certamente ad opere di bonifica, ma ad interventi che siano
Presidente strettamente legati all'attività estrattiva, non
possiamo pensare che i comuni possano utilizzare queste risorse per
scopi di bonifica che certamente non sono legati alle attività
estrattiva. Alla stessa maniera dobbiamo precisare che la relazione
puntuale del dirigente generale dell'ingegnere Lo Monaco, precisa
come rispetto agli introiti preventivati nel 2010 che erano di
circa cinque milioni, oggi siamo in una condizione purtroppo legata
alla fase di crisi, alla fase recessiva per cui rispetto al 2010 il
20% di cave non sono più in attività ed, inoltre, è stato di gran
lunga ridotto il volume di esportazione per cui questa norma,
ribadisco, Presidente e Governo, dà certezza di entrate. Non
determina assolutamente una spesa e, soprattutto, dà ad un settore,
ad un comparto produttivo tra i più importanti ripeto della
Sicilia, certezza per quanto riguarda il pagamento dei canoni e per
quanto riguarda il loro futuro. Quindi credo che il Parlamento
vorrà davvero votare e fare di questo emendamento e di questa norma
una legge della Regione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Devo
dire che la norma è stata abbastanza discussa all'interno della III
Commissione. E' figlia di una precedente finanziaria e si è
affrontato, devo dire, il tema però con molta pacatezza anche
perché abbiamo sentito tutti gli autori della problematica: i
cavatori, tutte le persone che gravitano attorno a questo bacino. E
siamo addivenuti, in qualche modo, ad una proposta anche con
l'aiuto degli uffici regionali, del dottor Lo Monaco che, in
qualche modo, ha messo in pari quello che era, comunque, un dare ed
un avere quindi la sostenibilità anche della norma.
Voglio, però, fare notare alla sua Presidenza e, quindi, anche a
tutta l'Aula che, chiaramente, questo ragionamento è avvenuto
all'interno della III Commissione, poi però la norma è passata,
ulteriormente, al vaglio della II Commissione che ha cambiato
alcune parti. La cosa importante è che è cambiata soprattutto la
tabella. Nell'emendamento 87.2 io ripropongo di nuovo la tabella
che era uscita dalla III Commissione, ma non perché io abbia a dire
che non mi piace, perché semplicemente è la tabella che gli uffici
regionali ci hanno proposto dandoci praticamente quella che era il
bilanciamento perfetto tra quello che viene dato e quello che si
deve avere da parte di una amministrazione regionale. Per cui
ritengo importante questo principio, mi riservo di intervenire su
un emendamento successivo. Credo, intanto, che la prima parte
riguarda senza ombra di dubbio questa cosa qui che sembra di lana
caprina però, in realtà, utilizzo proprio le parole del dottor Lo
Monaco quella griglia che era stata proposta, che è quella
dell'emendamento 87.2, dà proprio il bilanciamento perfetto tra
quello che dobbiamo dare e quello che dobbiamo avere.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Avevo
deciso di non intervenire perché gli interventi degli onorevoli
Fazio e Gucciardi sono esaustivi. Lo faccio soltanto perché il
ravvedimento operoso dell'onorevole Cancelleri credo che vada
rimarcato. La norma di due anni fa è nata per volere del gruppo del
Movimento Cinque Stelle che considerava gli estrattori delle cave
di marmo siciliani come dei petrolieri Dopo anni si è riusciti a
capire che era sbagliato e, quindi, il fatto che loro la sostengano
mi fa piacere. Lo volevo rimarcare e, chiaramente, voterò a favore
dell'emendamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri, quindi, mantiene l'emendamento
87.2. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 87.4, I parte, del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione pongo in
votazione l'emendamento 87.4.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, mi sembra veramente assurdo questo
emendamento. Mi perdonerete, non so chi l'ha fatto. Il comma 4
stabilisce che il 100% è il canone che i cavatori danno e il 50% va
ai Comuni, il 40% va al fondo regionale e il 10% va ad istituire un
fondo regionale di rotazione per le spese di demolizione delle
opere abusive.
Se con questo emendamento andiamo a sopprimere che il 10% va li e
che il 50%, ora capisco che gli assessori probabilmente hanno da
fare e non vengono in Commissione, però, se ci mandano i dirigenti
degli assessorati che si vengono a prendere degli impegni e poi
vengono disattesi dagli assessori qui, allora la vogliamo fare una
norma regionale seria stasera.
Facciamo che se non vengono gli assessori gli cominciamo a
togliere una parte dello stipendio, perché non si può lavorare in
questo modo. Cioè qui Lo Monaco, il dirigente Lo Monaco è venuto in
Commissione a prendere degli impegni a nome dell'Assessore e oggi
gli Assessori fanno l'esatto contrario di quello che è venuto a
fare. Allora, io personalmente, da oggi in poi, quando non vengono
gli assessori diserto Aula e diserto Commissioni. Non partecipo
più.
BACCEI, Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, Assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, qua anche se fosse venuto, non è un problema di assessori
ma il problema è tecnico, di contabilità finanziaria perché non si
possono fare entrate vincolate quindi per questo motivo è stato
fatto. Il parere non è un parere da Commissione ambiente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 87.4. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
CANCELLERI . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto,
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.4, I parte
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 87.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota non preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti.....................65
Votanti......................65
Maggioranza.............33
Favorevoli.................37
Contrari.....................24
Astenuti .................... 4
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 87.7 che è stato distribuito.
Il parere del Governo sull'emendamento 87.7.
BACCEI, Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, il comma 5
vincola l'intera somma per riqualificazione ambientale. La
riqualificazione ambientale spetta ai proprietari di cave, nei
propri territori, nel momento in cui abbandonano le cave per aprire
altre cave.
Quindi, nelle varie concessione che vengono rilasciate, spetta al
proprietario stesso, di farlo.
Nel mio emendamento non do soldi a quel comune che è deturpato in
quel territorio e vive in un momento di disagio, ma do la
possibilità, non di spenderli a fare feste e festini, è giusto
così, ma poter utilizzare il 50 per cento alle risorse date dal
comma 5, per la manutenzione e la movimentazione ambientale, nonché
per i beni confiscati alla mafia, ma l'altro 50 per cento alla
valorizzazione del territorio, del tessuto urbano e degli edifici
scolastici ad uso istituzionale.
A volte il comune non ha i soldi neanche per potere adempiere a
questo.
Prego, quindi, il governo di darmi un parere favorevole perché non
penso di aver fatto qualcosa di negativo per il territorio e per i
comuni.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GUCCIARDI. Signor presidente, l'intenzione dell'onorevole
Ruggirello è certamente lodevole e positiva, tuttavia il testo
dell'articolo 87, così come per altro, già emendato, con l'Aula che
ha approvato gli emendamenti del governo, per motivi di contabilità
finanziaria, ha detto l'assessore, che non è possibile dare un
vincolo di destinazione, così come era scritto e così come è
proposto nell'emendamento dell'onorevole Ruggirello e, quindi, è
stato già cassato dall'Aula.
Il comma 5 che rimane nel testo e rispetto al quale non è previsto
alcun emendamento, prevede letteralmente che i canoni destinati ai
comuni sono finalizzati alla realizzazione di opere di recupero e
riqualificazione ambientale, riguardanti l'attività estrattiva,
nonché al recupero dei beni confiscati alla mafia e alle
organizzazioni criminali.
L'obiettivo è raggiunto. Non è immaginabile che i canoni vengano
pagati da imprenditori del comparto del marmo e date ai comuni su
cui insistono le cave e, poi, si utilizzino le risorse per
riqualificazione ambientale che non siano legate all'attività
estrattiva.
Questo, credo sia assolutamente ragionevole perché non è possibile
utilizzare per la riqualificazione ambientale della costa, ad
esempio, ma debbono essere destinate alla riqualificazione
ambientale delle cave e, quindi, del territorio che è legato e
collegato all'attività estrattivi.
Noi abbiamo un vincolo di destinazione che non consente ai comuni
di fare un uso diverso e, quindi, di destinare le somme verso
finalità diverse, ma riqualificando il territorio che viene
sfruttato e, in qualche modo, violentato dall'attività estrattiva.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
RUGGIRELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 87.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 30
Contrari 25
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 87.4, II parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 87.4 III parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 87.6, che è stato distribuito, a firma
dell'onorevole Cancelleri e altri.
CANCELLERI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 87.1 a firma dell'onorevole
Assenza, Falcone immagino sia ritirato. L'emendamento propone
un'applicazione retroattiva della norma.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo
dire all'assessore Baccei che tanto si è prodigato immediatamente a
dire che non si poteva fare la riduzione dal cinquanta al quaranta
per istituire un fondo del 10%, un fondo di rotazione regionale per
l'abbattimento degli ecomostri perché erano delle somme vincolate.
Quando però poco fa gli ho detto che un dirigente dei suoi
assessorati aveva detto che non si pareggiavano i conti se si
andava a cambiare la tabella, perché le cave sono più da cinquanta
e centro metri cubi e non ce ne sono da cinquemila e andando a
parametrare gli oltre cinquemila metri cubi stiamo tassando il
nulla, perché non ci sono cave. Però questo non l'aveva capito o
forse non lo aveva voluto capire.
Ora questo emendamento io non lo so se lo ritiro, può essere che
lo ritiro, non lo so ora mentre che me ne vado al banco ci penserò.
MILAZZO Giuseppe. Lo mantenga.
CANCELLERI. Grazie onorevole Milazzo, quando mi incoraggia. Lo
mantengo allora. Lo sa perché l'ho presentato? L'ho presentato
perché anche qui in questo emendamento io dico una cosa semplice,
la storia delle cave è combinata in questo modo che si danno delle
concessioni per un determinato volume di metri cubi, al termine del
volume dei metri cubi cavati si devono ripristinare le zone, anche
dal punto di vista ambientale quindi di decoro, di messa in
sicurezza e quant'altro. Però. fatta la norma trovato praticamente
l'inganno, perché cosa succede? Che non si arriva al cento per
cento di completamento, ci si ferma un minuto prima, al
novantanove, al novantacinque, per cui non c'è mai l'obbligo del
ripristino. Allora noi abbiamo detto che si deve ripristinare
qualunque cava che o viene terminata nella cavatura o che per due
anni l'attività di cavatura viene interrotta in maniera continuata,
che non mi sembra un periodo.
RAGUSA. C'è la crisi .
CANCELLERI. Mi sembra un periodo lungo, mi sembra un periodo molto
lungo. Ora dico, onorevole Ragusa, ci sarà anche la crisi, ma che
non è che sono due potevano diventare tre, quattro, ci potevamo
ragionare su questa cosa, invece no. Questa è la logica dei numeri.
Voi volete andare avanti, tant'è che non solo, perché ora ve le
devo raccontare le cose, non solo in commissione questo emendamento
il dirigente dell'assessorato, non un signore che passava di lì, ma
un dirigente dell'assessorato dice no onorevole, questo
emendamento se permette lo apprezziamo, lo inseriamo poi nel piano
cave, però se vuole magari lo ritira perché non è materia di
finanziaria . Ecco a me questi ragionamenti piacciono e quindi io
convengo con il dirigente e dico va bene, ok.
Poi però nella norma, nella notte della finanziaria mi ritrovo un
comma 7 che dice che se tu non cavi per un anno non sei neanche
tenuto a pagare il canone. E' l'esatto direzione contraria, però
quella lì diventa norma di finanziaria? Non esiste. Quindi o
cominciamo a parlare la stessa lingua e la stessa lingua la devono
parlare sia quelli che fanno parte dell'opposizione che della
maggioranza, o diversamente possiamo fare l'alba di giorno 2 perché
emendamenti ne abbiamo a mai finire.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri io avevo inteso che l'emendamento
87.6 fosse ritirato. E' mantenuto?
CANCELLERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto all'emendamento
87.6. Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 20
Contrari 40
(non è approvato)
Invito al ritiro dell'emendamento 87.1. Bisogna capire se è
realmente applicabile, disponendo una decorrenza retroattiva. Poi
su questo chiederei il parere del Governo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, come è evidente, noi con
l'approvazione dell'articolo 87 stiamo introducendo una modalità di
calcolo del pagamento e dei canoni totalmente diversa rispetto a
quella precedente che il governo ha riconosciuto essere totalmente
errata. Non solo. Ma era una modalità astrusa e gli uffici mi
potranno confermare che ad oggi non è stato incassato neppure un
euro perché i calcoli erano resi impossibili dalla farraginosità
della norma. I pagamenti dell'anno 2014, peraltro, a norma di legge
sono ancora in corso. Siamo in presenza di una norma che non è
assolutamente retroattiva perché i pagamenti sono in corso, le
scadenze dei pagamenti relativi all'anno 2014 andranno a scadere il
30 maggio. Noi oggi stiamo cambiando la mentalità di calcolo del
canone, Quindi, adottare per il pagamento dell'anno scorso un
metodo di calcolo che è stato per legge riconosciuto erroneo
sarebbe questo sì illegittimo. Mi si consenta, non il contrario
perché noi applicheremmo una norma non più esistente ad un
pagamento che ancora deve avvenire.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. In bilancio è stato
messo l'importo nel 2014 che oggi sono residui attivi che noi non
possiamo più variare perché altrimenti squilibriamo il bilancio
2014. Quindi il parere è contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 87.1. Il parere
della Commissione?
DINA , presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 87.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 87.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 25
Astenuti 1
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 87 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:
«Art. 88
Disposizioni in materia di medici specialisti di medicina
veterinaria.
1. Al fine di implementare l'attività di controllo e prevenzione e
lotta alle malattie animali e la sicurezza alimentare, l'Assessore
regionale per la salute è autorizzato per il triennio 2015-2017, ad
incrementare le ore lavorative dei medici specialistici di medicina
veterinaria impegnati nelle azioni previste dal piano nazionale di
prevenzione 2014-2018, e a prorogare i contratti a tempo
determinato dei medici specialisti di medicina veterinaria in
servizio presso le ASP, nei limiti massimi stabiliti dalla vigente
legislazione in materia nei limiti dei fabbisogni sanitari.
2. All'onere derivante dal presente articolo si farà fronte nei
limiti della disponibilità del Fondo sanitario».
Comunico che all'articolo 88 è stato presentato l'emendamento
87.7, a firma del Governo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore di
questa questione ne abbiamo parlato in Commissione sanità anche più
volte, però in questo modo, quando mettiamo i limite delle
assegnazioni alle ASP, non abbiamo risolto il problema perché
praticamente non diamo un centesimo in più alle ASP e questo
significa, siccome questa questione è stata portata in Commissione
e avevamo chiesto un progetto speciale per quanto riguardava i
problemi di Messina, Enna, Ragusa, Siracusa, perché vi sono dei
casi particolari di brucellosi, di altre malattie con situazioni
gravi, con questo limite non abbiamo concluso. Stiamo dando alle
ASP le stesse somme che davano l'anno scorso e negli anni
precedenti. Non abbiamo incrementato.
Qui c'è una norma che dice fondo sanitario regionale annualmente
assegnato alle ASP dagli stanziamenti
DIGIACOMO. E' incrementato.
LACCOTO. Incrementato di quanto?
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. La riscrittura era tesa
semplicemente a modificare alcuni aspetti formali. Intanto non è
l'assessore regionale per la salute ad essere autorizzato ad
incrementare le ore, ma le ASP.
Quindi abbiamo modificato soltanto questo. Poi l'articolo,
sostanzialmente, autorizza le aziende sanitarie provinciali ad
incrementare le ore lavorative. Il che significa che questo deve
avvenire nell'ambito della quota capitale annualmente assegnata
alle ASP a valere sul fondo sanitario.
LACCOTO. Assessore, ma la parte economica non viene incrementata.
BORSELLINO, assessore per la salute. La parte economica legata ai
costi del personale è soggetta ad un tetto di spesa. Il tetto di
spesa è quello complessivo, non della specialistica convenzionata.
Non possiamo fissare importi nella norma.
Questa è materia di negoziazione con le aziende. Noi non possiamo
fissare in una norma il tetto di spesa per il personale.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Assessore, le volevo chiedere una cosa. L'emendamento fa
riferimento solamente ai veterinari assunti a tempo determinato per
le ore riferite per ogni singola provincia.
Io so di veterinari assunti a tempo indeterminato che svolgono non
più di dieci, undici ore, molto meno rispetto a quelle. Questi sono
a tempo determinato.
BORSELLINO, assessore per la salute. Ci sono entrambe le
fattispecie.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
per proporre alla Presidenza e ai colleghi, visto che ormai è
presto se ci possiamo dare un ordine diverso senza togliere la
parola a nessuno, magari un componente per gruppo, senza limite o
il designato del gruppo e vediamo di snellire i lavori rispetto al
fatto che magari tra gruppi ci riuniamo e quando c'è una questione
la espone uno per tutti e quando ci sono più emendamenti il
deputato spiega tutto e ci togliamo il pensiero visto che siamo
PRESIDETNE. E' un suggerimento di buon senso. Devono essere i
gruppi ad autodeterminarsi.
Pongo in votazione l'emendamento 88.7 del Governo. Il parere della
Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 88.3 del Governo, emendamento aggiuntivo.
Il parere della Commissione?
DIGIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 88 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:
«Art. 89
Misure per i minori affetti da disabilità.
1. Una quota pari al 10% delle risorse assegnate alla Regione
siciliana a valere sul Fondo nazionale per le non autosufficienze è
destinata all'attuazione dell'articolo 91 della 1.r. 11/2010 (Piani
personalizzati per minori affetti da disabilità).
2. Per le suddette finalità, le Aziende sanitarie provinciali hanno
l'obbligo di stipulare apposite convenzioni con le associazioni
delle famiglie dei minori disabili.»
E' stato presentato un emendamento del Governo a firma del
Presidente della Regione soppressivo. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 89 è soppresso.
Si ritorna all'articolo 83. E' stato presentato un emendamento a
firma dell'onorevole Cancelleri 83.2. E' un emendamento aggiuntivo.
Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per l'istruzione e formazione professionale.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Io vi inviterei a chiedere di parlare prima che io
chieda il parere del Governo e della Commissione. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, volevo solo fare presente che
l'articolo così come è formulato, le imprese insediate negli
agglomerati industriali della Sicilia presso immobili realizzati
con contributi pubblici , non fa riferimento agli immobili di
proprietà dell'Irsap. In questo modo fa riferimento
complessivamente agli immobili anche di proprietà di privati, cioè
un privato che ha realizzato, per esempio, un immobile con i patti
territoriali, rientra assolutamente in questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 83 nel testo risultante.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Lo spirito dell'articolo è quello di mettere nelle
condizioni le imprese che sono in capannoni, in immobili di
proprietà dell'Irsap che se proseguono l'attività e mantengono i
livelli occupazionali gli si da in comodato. Come è formulato
l'articolo, l'articolo riguarda anche i privati ed è una cosa
illegittima. Noi non possiamo andare a requisire i capannoni dei
privati.
PRESIDENTE. L'emendamento 83.2 è stato votato con esito negativo.
Se ci sono altre proposte di emendamento all'articolo 83, prima che
sia messo ai voti, vengono formalizzate e procediamo alla
votazione.
Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:
«Art. 90
Accreditamento enti di formazione professionale.
1. Con decreto del Presidente della Regione Siciliana, adottato su
proposta dell'assessore Regionale per l'Istruzione e la Formazione
Professionale, in conformità alle specifiche intese raggiunte in
Conferenza Stato Regioni ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della
legge 5 giugno 2003, n. 131 e successive modifiche ed integrazioni,
sono approvate le disposizioni disciplinanti l'accreditamento degli
organismi formativi operanti nel sistema della formazione
professionale siciliana».
C'è un emendamento soppressivo, 90.1, che è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 90. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 83. E' stato formalizzato l'emendamento 83.3
che recita: Al primo comma dopo presso immobili aggiungere di
proprietà dell'IRSAP , a firma dell'onorevole Alloro. Il parere del
Governo?
LO BELLO, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro di
interpretare erroneamente l'articolo. Però io temo che attraverso
l'approvazione di questo articolo noi diamo l'ennesimo colpo, e
forse quello definitivo, alle finanze dei comuni.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Comuni?
ASSENZA. Sì. Così come è scritto.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Abbiamo aggiunto
di proprietà dell'IRSAP .
ASSENZA. Allora non c'è bisogno . Perché altrimenti anche tutti
gli immobili
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 83. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:
«Art. 91
Distacco del personale del Corpo di vigilanza del Parco
dei Nebrodi .
1. E' autorizzato il distacco per gli anni 2015-2016 del
personale del corpo di vigilanza del Parco dei Nebrodi, già
equiparato al personale del Corpo forestale della Regione, nei
limiti dei posti vacanti alla data di entrata in vigore della
presente legge, nel ruolo dello stesso Corpo forestale della
Regione, con oneri a carico del Parco dei Nebrodi quale ente
distaccante».
C'è un emendamento soppressivo, 91.1, a firma dell'onorevole
Alongi che è stato ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 91. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:
«Art. 92
Utilizzo di acque minerali per fini idropotabili
1. In conformità alle disposizioni contenute all'articolo 97 del
decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, l'utilizzo delle
acque minerali, naturali e di sorgente per fini pubblici
idropotabili è prioritario rispetto all'utilizzo industriale.
2. Il competente ufficio del Genio Civile, valutata la necessità
dell'uso di acqua minerale a fini idropotabili, ne determina la
portata necessaria al fabbisogno della popolazione, identifica i
relativi pozzi e/o sorgenti e, nelle more che si ripristinino le
condizioni previste dal Piano Regionale degli acquedotti, e quindi
per un periodo transitorio, provvede al rilascio della concessione.
3. Il titolare della concessione di acqua minerale è tenuto a
corrispondere alla Regione un canone annuo di superficie pari a 48
euro per ogni ettaro o frazione di ettaro di superficie concessa,
non inferiore comunque a 2.500 euro, da corrispondere
anticipatamente entro il 31 gennaio di ogni anno, ed un canone
annuo di produzione, commisurato alla quantità di acqua emunta,
pari a 0,03 euro per ogni metro cubo, da corrispondere entro il 31
gennaio dell'anno successivo a quello di produzione.
4. I canoni di cui al comma 3 sono aggiornati ogni due anni sulla
base dell'indice ISTAT con provvedimento dell'Assessore regionale
per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo decorrono dalla
data di entrata in vigore della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9».
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questo articolo va spiegato bene perché è un articolo molto
particolare anche perché dal titolo già si capisce che è un
argomento un po' strano.
L'articolo 92. Stiamo parlando di utilizzo di acque minerali per
uso idropotabile, cioè dovrebbe essere non scontato che
praticamente l'acqua minerale si usa per bere, no? E, invece, qua
c'è bisogno di specificarlo.
Ma andiamo a spiegare un po' di cosa si tratta anche perché la
norma nasce da un'altra esigenza, non è l'esigenza che vediamo
rappresentata in questo articolo.
In pratica c'è stato un problema che abbiamo ravvisato con
l'Ufficio, con il Dipartimento Acqua e Rifiuti, in cui una società
in provincia di Palermo che ha avuto una concessione per l'utilizzo
delle acque minerali, la utilizza invece per fini acquedottistici e
si è ritrovata nel corso di questi anni, negli ultimi anni, per
effetto di una norma che abbiamo approvato nel 2013, a pagare
l'acqua non tanto quanto la pagava prima, quindi a 13 centesimi
circa a metro cubo, ma a due euro a metro cubo per effetto della
norma su cui abbiamo inciso per le concessioni per le acque
minerali. E, quindi, da quanto pagava prima a quanto paga adesso
c'è una bella differenza.
Questo articolo cerca di sanare questa situazione tant'è che poi,
alla fine, vedrete le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano con data retroattiva , questo sicuramente non è
applicabile, è una norma un po' strana.
Quello che noi vogliamo fare rilevare oltre a questo, è che non
solo viene praticamente data una concessione per l'utilizzo delle
acque minerali e poi viene utilizzata per fini acquedottistici, ma
poi viene dato ad un canone di 0,3 centesimi a metro cubo, quando
praticamente tutte le altre società che le utilizzano per fini di
acqua minerali e la imbottigliano, lo vedremo nell'articolo 93 la
pagano ad 1 euro, 1,80 a metro cubo, quindi si crea una sorta di
disparità.
Il problema che si cerca di sanare con questa norma è un problema
di carattere amministrativo, quindi basta cambiare la concessione
da tipo acque minerali a tipo acquedottistico e si risolve il
problema., ma si cerca di sanare con una norma quindi con una
legge.
Quindi pensiamo che questa norma vada ovviamente soppressa, questo
articolo vada soppresso per questi motivi, se c'è un problema di
carattere amministrativo questo va sanato con un provvedimento
amministrativo e non con una legge, anche perché se noi aprissimo
praticamente questo genere di maglia, con cui chi ottiene una
licenza per fini di acque minerali, può utilizzare poi anche per
scopi acquedottistici apriamo una maglia in tutta la regione,
quando l'azienda da salvare allo stato attuale è soltanto una in
tutta la regione Sicilia, grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Mangiacavallo ha sollevato un problema che
invito il Governo a valutare, cioè la retroattività dell'entrata in
vigore della norma.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le considerazioni
fatte dal collega Mangiacavallo sono tutte considerazioni
giustissime, che sono state tenute in debito conto nel dibattito
che si è svolto in commissione, abbiamo però valutato l'opportunità
di fare questo articolo, perché c'è una situazione peculiare in
un'area diciamo significativa del comune di Palermo.
Allora anche in una interlocuzione molto stringente con il
direttore del dipartimento, si sono poste le condizioni perché
questa sia una situazione diciamo eccezionale, e che non debba
durare nel tempo, tant'è che la concessione all'utilizzo di acqua
minerale, che è un bene prezioso oggettivamente, stiamo parlando di
un bene diverso dall'acqua per usi idropotabili, debba essere
motivata, debba essere fatta su concessione diciamo motivata da
parte del genio civile, per un periodo limitato e a differenza di
quanto avviene oggi, perché vero è che il canone previsto è minore,
ma a differenza di quanto avviene oggi si prevede un canone.
Ecco il tema che ha posto il collega Mangiacavallo potrebbe essere
in qualche modo tenuto in considerazione, definendo il periodo
temporale massimo in cui una situazione eccezionale può essere
diciamo avallata, per cui se si inserisce che anziché ogni due anni
si rivaluti il canone, si può dire per la durata massima di due
anni. Io penso così di tenere conto di una esigenza che è stata
posta, quindi con un sub emendamento si può tenere conto di quelle
esigenze, e limitare nel tempo la possibilità di uso di acqua
minerale per uso idropotabile.
PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo sulla retroattività.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una parte qua
ci troviamo come già è stato detto una norma che è molto forzata,
perché questo è un problema che va risolto da punto di vista
amministrativo, ovvero a Baida si usa acqua a fini acquedottistici
con una concessione di tipo industriale, l'anormalità sta qua, e
questa cosa avviene da vent'anni.
Io ho fatto pure una richiesta di accesso agli atti, alla quale
non ho avuto ancora risposta. Quindi, non solo c'è l'anomalia di
risolvere il problema per via normativa, ma quanto meno la
retroattività stralciatela perché non è possibile approvare una
norma dal 2013.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, visto
che la retroattività farebbe veramente sfigurare l'intero
Parlamento, chiediamo che venga votato a parte, così il Governo può
esprimere un parere contrario quanto meno al comma 5. Votiamolo per
commi e cerchiamo, quanto meno, di salvare la faccia perché,
effettivamente, bisognerebbe dichiararlo stralciato.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto per parti separate. In
realtà i commi 1, 2, 3 e 4 sono strettamente connessi tra di loro e
ciò impedisce, di fatto, la votazione per commi.
Si passa alla votazione dell'emendamento soppressivo 92.1.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 92.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti52
Maggioranza 27
Favorevoli 18
Contrari 21
Astenuti 3
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 92.2, degli onorevoli Alongi
ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo un emendamento
soppressivo del comma 5. Il parere della Commissione?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 92, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:
Art. 93
Modifica all'articolo 14 della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9
l. Il comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 è sostituito dal seguente:
'2. Il titolare di concessione mineraria corrisponde alla Regione,
per ogni ettaro o frazione di ettaro della superficie compresa
nell'area di concessione, un diritto proporzionale pari a euro
48.'.
2. Il comma 6 dell'articolo 14 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 è sostituito dal seguente:
'6. L'importo del diritto annuo di cui al comma 5 è cosi stabilito:
a) in misura di 1,10 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
cubo di acqua
minerale naturale o di sorgente emunta ed imbottigliata in quota
parte di produzione annua fino a 30.000.000 di litri;
b) in misura di 1,80 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
cubo di acqua
minerale naturale o di sorgente emunta ed imbottigliata in quota
parte di produzione annua superiore a 30.000.000;
c) in misura di 1,00 euro per ogni metro cubo o frazione di metro
cubo di acqua minerale naturale o di sorgente emunta e non
imbottigliata.'.
Si passa all'emendamento soppressivo, 93.1, degli onorevoli Alongi
ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire
unicamente che l'articolo 93 interviene solo sui canoni, mentre
lascia inalterata tutta quella parte della legge che privilegia la
trasformazione, la produzione di acque minerali, formule
riciclabili, quindi in vetro, gli incentivi per la produzione, cioè
non stravolge il senso della legge precedente ma interviene solo
sui canoni tenendo conto delle esigenze che erano state poste.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 93. Chi è d'accordo
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 94. Ne do lettura.
Art. 94
Rendicontazione dei costi per progetti formativi del CIAPI
di Priolo.
1. Per le attività formative erogate dal C.I.A.P.I. di Priolo G.,
ivi incluse quelle in corso di esecuzione alla data di entrata in
vigore della presente legge, in sede di rendicontazione dei costi
sostenuti per la realizzazione dei relativi progetti formativi,
trova applicazione il sistema di riconoscimento dei costi reali, di
cui all'art. 9 della legge regionale n. 24 del 06 marzo 1976 e
s.m.i.
Si passa all'emendamento soppressivo, 94.1, degli onorevoli Alongi
ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 94.1 del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 94 così come emendato. . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 95. Ne do lettura.
Art. 95
Norme in materia di autorizzazioni ambientali di
competenza regionale.
1. Al fine di accelerare il rilascio delle autorizzazioni
ambientali con conseguente incremento delle entrate finanziarie e
dello sviluppo economico con Decreto dell'Assessore regionale del
Territorio e dell'Ambiente è istituita una Commissione Tecnica
specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie
per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza
regionale, previa deliberazione di Giunta che ne fisserà i criteri
per la costituzione.
2. A decorrere dalla data del decreto di cui al comma l, sono
soppressi: il Consiglio regionale dell'Urbanistica di cui
all'articolo 58 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 ed
il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale di
cui all'articolo 3 della legge regionale 6 maggio 1981 n. 98.
3. Le funzioni ed i compiti dei soppressi consigli, di cui al
comma 2, fanno capo ai competenti Dipartimenti.
4. Per quanto non espressamente integrato dalla presente legge
trova immediata attuazione il Codice dell'ambiente di cui al
decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.
5. Ai fini dell'istruttoria per il rilascio degli atti e dei
pareri relativi alla Valutazione Ambientale Strategica, alla
Valutazione di Impatto Ambientale, alla Valutazione di Incidenza
Ambientale ed alla Autorizzazione Integrata Ambientale, le tariffe
dovute dal Proponenti e dalle Autorità procedenti, vengono
determinate come da seguente allegato:
Allegato 1
Definizione delle tariffe regionali, a copertura delle spese
Istruttorie per Il rilascio di autorizzazioni ambientali poste a
carico del soggetti proponenti, da versare alle autorità competenti
al momento dell'inoltro dell'istanza di autorizzazione.
La quantificazione del suddetti oneri prevede la determinazione di
un importo fisso e di uno variabile, differenziato In relazione al
tipo di procedimento attivato, come indicato nel seguente
prospetto:
PROCEDIMENTO QUOTA FISSA QUOTA
VARIABILE
Verifica di assoggettabilità a 1000,00 nulla
VAS art. 12, D.Lgs. 152/2006
Verifica di assoggettabilità a 2000,00 + 0.4 per
VIA art. 20, D.Lgs. 152/2006 1000 del
valore
dell'opera
Valutazione Ambientale 5000,00 nulla
Strategica - art. 13, D.Lgs.
152/2006
Valutazione d'Impatto 3000,00 +1 per
ambientale art. 23, D.Lgs. 1000 del
152/2006 valore
dell'opera
Valutazione di incidenza 2000,00 nulla
ambientale
Procedura integrata di 3000,00 nulla
Verifica di assoggettabilità a
VAS e Verifica di incidenza
ambientate
Procedura integrata di VIA e 5000,00 +1 per
Verifica di incidenza 1000 del
ambientale valore
dell'opera
Procedura integrata di VAS e 7000,00 nulla
Verifica di incidenza
ambientale
Procedura integrata di 4000,00 +-0.4 per
Verifica di assoggettabilità a 1000 del
VIA e Verifica di incidenza valore
ambientale dell'opera
Procedura unificata VAS/VIA 8000,00 +1 per
(porti) 1000 del
valore
dell'opera
Procedura di Autorizzazione 5000,00 +-0.5 per
Integrata Ambientale mille del
valore
dell'opera
Procedura unificata AIA/VIA 8000.00 +1.5 per
mille del
valore
dell'opera
6. Con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le istanze inoltrate all'autorità procedente per il rilascio
delle autorizzazioni ambientali di cui al presente articolo devono
essere corredate, pena il non avvio dell'iter istruttorio, della
certificazione di avvenuto versamento della relativa tariffa di
riferimento.
7. In caso di VAS su strumenti di pianificazione territoriale si
precisa che tenuti al relativo versamento sono tutte le
amministrazioni competenti, ovvero i privati che presentano i
relativi piani, in conformità alla vigente legislazione. Al solo
scopo di incentivare il corretto governo del territorio per le
realtà territoriali minori si precisa che la quota fissa prevista
per la procedura di VAS sugli strumenti urbanistici del comuni
entro i 1000 abitanti è ridotta della metà.
8. Sono abrogati l'art. 51 della legge regionale 8 febbraio 2007
n. 2; l'art. 10 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modifiche ed integrazioni; l'art. 13, comma 2, della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 11; l'art. 6, commi 24 e 25,
della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26.
Si passa all'emendamento 95.1 soppressivo dell'articolo, degli
onorevoli Cracolici e Gucciardi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà
l'emendamento è formalizzato e probabilmente c'è stato un refuso,
comunque non intendo sopprimere l'articolo ma il mio intendimento è
quello di sopprimere il comma 2 e non perché trovi scandalosa la
soppressione della Commissione Regionale Urbanistico del CRPP ma
perché l'abrogazione di questi due organismi, che supportano
l'attività dell'assessorato o nell'approvazione dei decreti che
approvano i piani regolatori della Sicilia CRPPN con altri compiti,
in questa fase, in assenza di una riforma, mi risulta che la
Commissione urbanistica ha avviato un percorso di riordino della
materia che per la verità è vecchiotta visto che la legge 71 risale
al 78.
Io però considero un errore mettere insieme la vicenda
dell'accelerazione della funzionalità della viavas della nostra
Regione con il problema della Commissione Regionale Urbanistica.
Ecco perché suggerisco anche al Governo di fare propria l'idea di
separare le questioni, rinviare la questione del CLUE, del CRPPN
alla riforma che si sta discutendo e mandare avanti la norma
dell'articolo 95.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico e vorrei l'attenzione dell'onorevole Cordaro; ogni
tanto il Governo viene, propone la soppressione di qualcosa che
porta risparmio ed ecco che scatta il meccanismo di
autoconservazione, di difesa di organismi che il Governo stesso
reputa oramai superati e quindi una norma anche di risparmio.
Io suggerirei all'onorevole Cracolici di ritirare la sua proposta,
snellire e dare segnale all'esterno che qualcosa noi la stiamo
sopprimendo e per cui io ritengo che vada votato l'articolo con
tutti i suoi commi.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 95 è
condivisibile per la soluzione che il Governo vuole portare
all'annosa questione delle valutazioni ambientali che, come abbiamo
già detto in un articolo precedente, è fermo da almeno un anno.
Se la soluzione portata dall'assessorato è quella di istituire
queste commissioni esterne che, leggo nell'articolato, sono
strutture a supporto e cioè non sostituiscono il personale in
essere, ben vengano.
Qualche riserva ce l'ho, allo stesso modo con cui ha sottolineato
l'onorevole Cracolici, sui commi 2 e 3 e cioè quelli del PPN e del
CRU perché sono due strutture che non hanno nulla a che vedere con
la valorizzazione ambientale.
Il PPN e il CRU si occupano di altre cose e lo trovo fuori dal
contesto.
Un'altra riserva sul comma 4 perché lo ritengo pleonastico, nel
senso che, come sapete il codice dell'ambiente si applica a
prescindere da una espressa indicazione della normativa regionale
perché l'articolo 117 della Costituzione individua come esclusiva,
la competenza in materia di ambiente.
Il codice dell'ambiente si applica in Sicilia senza esplicita
menzione. Per il resto l'articolo è condivisibile
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 94 è
apprezzabile perché raggiunge due obiettivi, uno di economicità e
uno di snellimento della procedura.
Non dobbiamo dimenticare che il CRU è stato istituito con decreto
prima che ci fosse la legge di istituzione che poi è stata superata
dal VIA VAS.
Tutto quello che significa snellire la procedura di approvazione
dei piani regolatori perché del CRU fanno parte due professori
universitari, due ingegneri, due rappresentanti dei consigli
dell'ordine degli ingegneri, un sovrintendente e due dirigenti dei
dipartimenti, territorio ambiente e urbanistica.. Tutta una serie
di professionisti che sono tutti nominati.
Che senso ha, quando il piano regolatore del comune di Caprileone
per avere il parere del CRU e del VIA VAS ci ha impiegato due anni
e mezzo?
E' mai possibile che, nel momento in cui, si pensa di trasferire
la pianificazione urbanistica ai liberi consorzi, ai territori,
manteniamo ancora strutture che ormai non servono più?
Il CRU aveva una sua funzione prima del VIA VAS.
La sovrintendenza, quindi, la tutela paesaggistica, la tutela
ambientale, quella geologica, sono tutte presenti nel VIA VAS.
Se dobbiamo ancora continuare a mantenere carrozzoni, bene,
altrimenti, se vogliamo snellire, di anni, la procedura, credo che
vada approvata e sostenuta.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
avrei preferito non intervenire su questo articolo per la mia
storia personale.
Sono stato componente del consiglio regionale urbanistica, nella
composizione che è attualmente in carica. Mi sono dimesso sei mesi
prima delle elezioni, per potermi candidare alle elezioni
regionali.
Credo che la riflessione che ha fatto l'onorevole Grasso non renda
merito a un organismo prestigioso che, nell'impostazione che ha
avuto la legge regionale 71/78 che, in fondo, se ce la siamo tenuta
quasi per quaranta anni, era una buona legge, altrimenti, non
l'avremmo tenuta per così tanto tempo.
E' un organismo che ha attraversato, se pur nei gravi e profondi
periodi di trasformazione che hanno visto protagonista l'attività
edilizia, momenti difficili, ma li ha sempre affrontati con grande
autorevolezza.
Le lungaggini relative al procedimento di formazione dei piani
regolatori e all'attività di controllo dell'edilizia in Sicilia,
credo che hanno avuto tempi lunghi, non certo per colpa del
Consiglio regionale di urbanistica. Onorevole Milazzo, stiamo
affrontando questi temi in Commissione Territorio e Ambiente e
credo che il procedimento di formazione, le direttive, lo schema di
massima, i termini per l'adozione, le controdeduzioni nel complesso
arrechino un appesantimento della procedura che certamente non è
imputabile esclusivamente al Consiglio regionale urbanistico, anzi
in questi anni alcuni scempi sono stati evitati come la possibilità
di edificare alla Scala dei Turchi e l'elenco potrebbe essere lungo
per una serie di attività che possono essere il CRU. A prescindere
da quella che è l'indicazione del Governo che mi trova favorevole,
quindi se dobbiamo sopprimere il CRU e c'è il CRPPN per una
semplificazione del procedimento e nell'ottica della
semplificazione della VAS, questo mi può trovare d'accordo, ma dire
che tutte le colpe dell'urbanistica degli ultimi anni sono colpa
del CRU, assessore, questo non mi sembra corretto, ed è giusto
precisarlo anche perché nel corso di questi quaranta anni si sono
susseguiti alla giuda come componenti del CRU illustri docenti,
illustri architetti, illustri rappresentanti degli ordini che hanno
reso onore alla Sicilia e all'Assessorato.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, telegraficamente
nessuno, onorevole Barbagallo, dirà mai che il CRU era un organismo
inutile o dannoso, assolutamente, ma certamente era elefantiaco e
certamente non ha reso un buon servizio alla Sicilia in questi anni
perché ne parlano per noi le mille e duecento pratiche inevase di
VIA VAS e quel cumulo di arretrati di piani regolatori che ancora
giacciono all'Assessorato Territorio e Ambiente. Per cui uno
snellimento legislativo era obbligatorio, un ammodernamento anche
in virtù delle norme, come diceva bene l'onorevole Trizzino e
l'onorevole Grasso, delle norme di ricevimento di quelle nazionali
sulla VAS e sulla VIA, quindi in realtà una semplificazione
burocratica anche perché i pareri dei CRU sono ormai soggetti alla
VIA e alla VAS quindi è inutile mantenere un doppione, una
commissione che si auto finanzi, che sia capace di autodeterminarsi
e che nel contempo ci aiuti a smaltire, assessore Croce, questo
enorme arretrato che è un macigno per l'economia siciliana, questo
è sicuramente un atto di buon senso e ringraziamo il Governo.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
emendamento soppressivo per quanto riguarda la lettura della legge,
dove si diceva che doveva essere soppresso il CRU; io invece
l'avevo presentato al contrario, quindi sono perché si metta poi ai
voti, cioè io sono per il mantenimento del CRU.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Trovo veramente paradossali le
conversazioni che si svolgono a volte, sono anni che ci sentiamo
dire di abolire queste commissioni che bloccano, , addirittura da
destra si arriva a dire che l'autorizzazione non occorre, che uno
cominci a fare i lavori senza autorizzazione, e poi quando
arriviamo per mettere delle semplificazioni, blocchiamo.
GRASSO. Ma noi siamo d'accordo.
CROCETTA, presidente della Regione. Io vi presento una storia
singolare. Io non sono più sindaco di Gela dall'estate del 2009.
Prima di dimettermi da sindaco ho depositato alla Regione un piano
regolatore completo, bene, questo piano regolatore ancora non è
efficace. Allora voi ritenete che questa possa essere una logica di
una Regione che va da qualche parte? Perché una volta il CRU, poi
un'altra volta è quello dell'ambiente, poi un'altra volta è la
commissione dei beni culturali, poi un'altra volta il consiglio
regionale dei beni culturali, poi un'altra volta è il dirigente
dell'urbanistica.
Noi dobbiamo cominciare a fare le norme della serie che, se dopo
120 giorni la Regione, per esempio su un piano regolatore, non si è
pronunciata, è approvato e il dirigente che non ha approvato gli
atti è responsabile civilmente persino degli atti che non compie.
Il tema di non abolire i CRU a che serve? Il CRU viene nominato al
Governo, quindi se vogliamo esercitare un potere di controllo è
chiaro che lo esercitiamo nelle nomine però serve creare una serie
di soggetti che poi controllano tutti questi meccanismi? Almeno se
facciamo decidere i dirigenti sappiamo che le responsabilità sono
precise, personali e individuali. In questo modo le responsabilità
si perdono dietro mille comitati. Tutti questi comitati devono
sparire perché organismi inutili. Onorevole Cracolici, tutta questa
logica dirigistica che continuiamo ad avere è retaggio di un
passato che ha bloccato lo sviluppo della Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 95.1.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 95.6, degli onorevoli Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 95.5 I parte degli onorevoli Siragusa ed
altri, soppressivo del comma 2.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 95.5 I parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 37
Contrari 31
(E' approvato)
GRECO GIOVANNI. Lei non ha maggioranza, presidente Crocetta. Si
dimetta
PRESIDENTE. Gli emendamenti 95.3 e 95.2 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 95.5 II Parte, degli onorevoli Siragusa
ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancorché il comma
2 sia stato soppresso c'è l'emendamento 95.3 che dice: a far data
dall'entrata in vigore della nuova legge urbanistica è soppresso il
consiglio cioè lo stiamo posticipando ma comunque la norma rimane.
PRESIDENTE. L'emendamento 95.3 è precluso.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
chiedere al Presidente della Regione - può darsi che stia
ricordando male - credo che nella proposta di riforma della
provincia regionali una delle competenze decentrate che fa arte del
nostro primo disegno di legge del mio Gruppo era quella di
occuparsi di strumenti urbanistici. Tutto questo ritiene sia
compatibile con la proposta del Governo prima ancora di definire le
competenze degli enti intermedi, non sarebbe stato più razionale e
più logico - è solo una domanda la mia senza alcun tono polemico -
affrontare il riordino della materia soltanto quando avremmo dovuto
definire le competenze anche in materia urbanistica dei nuovi enti
intermedi? Pongo questa domanda perché mi sembrerebbe affrettato,
una sorta di fuga in avanti rispetto ad una materia che ha bisogno
di essere ragionata nelle sue articolazioni, ferma restando la
nostra volontà di snellire le procedure e di eliminare Questa
struttura che ha determinato davvero la paralisi per molti aspetti
nel settore dell'urbanistica. Chiedo che il Governo si pronunci
sull'opportunità di non procedere in questo senso.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il tema non è quale legge migliore del mondo noi possiamo
fare sempre dopo perché proprio su questo terreno si dibatte questo
Parlamento da due anni e ogni volta quando c'è una norma che
buttiamo nella finanziaria, lasciamola ad un disegno organico di
legge, la stralciamo non è di competenza finanziaria, non è
strettamente finanziaria. Resta il risultato che, per esempio, la
norma sulla semplificazione amministrativa, che farebbe veramente
decollare lo sviluppo della Sicilia, l'abbiamo presentata
nell'agosto 2013 ed è stata stralciata anche da questa finanziaria.
Allora il tema, se ogni volta c'è sempre una legge futura
migliore, nella quale bisogna affrontare questi temi e che noi
questa Sicilia e questa Italia non la cambiamo Quando siamo
arrivati al Governo abbiamo trovato 3.500 pratiche all'Assessorato
del territorio e ambiente, ferme da tre anni e ancora oggi
fatichiamo ad avere percorsi autorizzativi. Quindi, continuiamo a
trovare migliori perfezionismi, i comitati di docenti universitari
come se questi fossero soggetti neutri rispetto allo scenario degli
interessi, come se fosse esistesse la perfezione della tecnica,
della scienza, i rappresentanti degli ordini, non fossero a loro
volta portatori di interessi specifici e hobbistici.
Questi sono questi comitati. Gruppi di lobbies codificati con
diciotto, trenta rappresentanti dove è difficile individuare una
responsabilità. D'altra parte se noi queste cose le dobbiamo
incardinare dentro i liberi consorzi dei comuni e le città
metropolitane è chiaro che non esisteranno più questi organismi.
Quindi, perché non incominciare adesso e nelle more di subentro di
questi comitati, magari abbiamo sei mesi di accelerazione di una
serie di pratiche e cominciamo ad accelerare seriamente lo sviluppo
della Sicilia. Perché il tempo non è un fattore secondario rispetto
al progetto di cambiamento e di riforme.
Capisco che ci sono delle pericolosità nell'abolire gli organismi
di controllo. Però il tema che noi dobbiamo cominciare ad
introdurre è il tema della responsabilità politica degli atti,
quando c'è un governo che si assume tutta la responsabilità delle
cose che fa e che non fa, civile, penale e politica. E i dirigenti
MUSUMECI. Senza delegare alla magistratura.
CROCETTA, presidente della Regione. E i dirigenti che fanno le
autorizzazioni o non le fanno si assumono la responsabilità
amministrativa e persino civile degli atti che compiono e di quelli
che non compiono.
Perché oggi il tema non è compiere gli atti, è non compiere gli
atti. Per cui prima di tre mesi ti mando la richiesta di
chiarimenti, poi te ne mando un'altra, poi scadono altri tre mesi
ed è quello che abbiamo proposto e che ogni anno si consenta di
stralciare dalla finanziaria dicendo che ci sarà sempre un disegno
di legge specifico. Solo che la Sicilia è immobilizzata da questo
sistema di logorrea istituzionale di produzione di leggi.
Noi abbiamo bisogno di semplificare e di eliminare una serie di
leggi che impediscono lo sviluppo della Sicilia, a cominciare
dall'assumere il principio della responsabilità degli atti che si
compiono.
Poi vogliamo mettere ottomila controlli perché tanto se facciamo
trenta nomine, un po' di nomine ciascuno non capitano sempre.
Però non è questo più il tema. Il tema è cominciare ad accelerare,
a produrre, a lanciare un'idea di una Sicilia produttiva.
Se si vuole poi l'immobilismo non si accusi il Governo di essere
inadeguato, qualche volta di non proporre delle riforme. Assumetevi
la responsabilità di cristallizzare la storia della Sicilia.
LACCOTO. Se è possibile seguire l'appello dell'onorevole Milazzo.
Vogliamo portare avanti la finanziaria. Dobbiamo fare un appello a
tutti per stringer i tempi e parlare meno.
PRESIDENTE. La Presidenza è dell'avviso che bisogna limitare i
tempi degli interventi per procedere rapidamente all'approvazione
del bilancio e della finanziaria.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
presidente Crocetta, le volevo sottolineare, sono d'accordo al 100
per cento su quanto detto in questo momento da lei.
Ma c'è però una contraddizione. Se noi leggiamo tutto questo
articolato, al comma 1, istituiamo un'altra commissione e creiamo
altri lacci e laccioli per il rilascio del Via Vas e dell'AIA..
Se nello stesso articolato il comma 1 lo istituiamo e al comma 2
aboliamo, significa che c'è qualcosa che non va. Questo è
elementare. Significa che dobbiamo abolire.
CROCETTA, presidente della Regione. Non possiamo discutere sulla
base di una legge che non c'è.
SORBELLO. Onorevole Presidente, io sono d'accordo con lei.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sorbello. Il comma 3 è anch'esso
soppresso perché cade per effetto della soppressione del comma 2.
Pongo in votazione l'articolo 95, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:
Art. 96
Proroga dei termini per gli interventi di programmazione
in favore dell'edilizia sociale
1. Il termine di cui all'articolo 3 della legge
regionale 3 gennaio 2012, n. 1 è ulteriormente differito
alla data di entrata in vigore della presente legge .
E' stato presentato un emendamento a firma dell'onorevole Fontana,
il 96.2
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. E' stato presentato l' emendamento 96.3, a firma
dell' onorevole Gucciardi.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 96.4, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'altro emendamento è precluso. Pongo in votazione
l'articolo 96 nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:
Art. 97
Proroga dei termini per gli interventi di ampliamento e
rinnovamento
del patrimonio edilizio
1. All'articolo 72, comma 5, della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, le parole 31 dicembre 2015 sono
sostituite dalle parole 31 dicembre 2016 .
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento soppressivo a firma
degli onorevoli Fontana ed Alongi.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 97 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:
Art. 98
Modifica dell'art. 67, comma 1, della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 Gas naturale e abrogazione dell'articolo
86 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4
1. L'articolo 67, comma 1, della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, è così sostituito:
1. Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio
2000, n. 164 riguardante attuazione della direttiva n.
98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas
naturale, di cui all'articolo 41 della legge 17 maggio 1999,
n. 144 e successive modifiche ed integrazioni, si applicano
nel territorio della Regione siciliana , osservando altresì
le disposizioni di cui ai seguenti commi .
2. All'articolo 67 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti commi:
4 bis. Gli enti locali che, in forza di disposizioni
legislative previgenti, non abbiano potuto avviare la
procedura di gara nei termini di cui all'articolo 14, comma
7, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164,
provvedono entro un anno dalla pubblicazione della presente
legge. In caso di mancato rispetto del termine indicato, la
Regione avvia la procedura di gara a mezzo di un commissario
ad acta appositamente nominato.
4 ter. E' fatto obbligo, al titolare della concessione
in essere alla data della pubblicazione della presente
legge, di garantire l'erogazione del servizio fino al
subentro del nuovo concessionario .
4 quater. Nelle more dell'espletamento delle gare, i
Comuni possono applicare un canone pari al 10 per cento del
Vincolo sui Ricavi di Distribuzione (VRD) di cui alla
delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas n.
237 del 28 dicembre 2000, pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2001, e
successive modificazioni. I Comuni, nei quali il canone già
esistente risulta inferiore, possono incrementarlo fino alla
misura del 10 per cento del VRD. Le risorse aggiuntive sono
destinate, prioritariamente, all'attivazione di misure di
tutela sociale per le fasce deboli della popolazione, a
spese di investimento o al supporto delle procedure di
riequilibrio finanziario previste dall'art. 243-bis del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 .
3. Il comma 5 dell'articolo 67 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 è abrogato.
4. L'articolo 86 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
abrogato.
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento a firma degli
onorevoli Fontana ed Alongi.
ALONGI. Lo ritiro. Pongo in votazione l'articolo 98 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:
Art. 99
Integrazione del Fondo unico a gestione separata da
destinare agli interventi previsti sul credito agevolato a
favore degli artigiani e delle imprese agricole
1. A integrazione del Fondo unico a gestione separata,
di cui all'articolo 64 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 è disposto uno stanziamento pluriennale dal 2015 al
2020, nella misura di 2.000 migliaia di euro per ciascun
esercizio finanziario da destinare quanto a 1.200 migliaia
di euro agli interventi previsti dalla vigente normativa sul
credito agevolato a favore degli artigiani (UPB 2.2.2.7.1 -
capitolo 745606) e per 800 migliaia di euro alle finalità
dell'articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6
e successive modifiche ed integrazioni (UPB 10.2.2.7.99 -
capitolo 545601).
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzato, a
decorrere dall'anno 2015, un limite di impegno quinquennale di
2.000 migliaia di euro.
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento soppressivo a firma
dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE . E' stato presentato un emendamento a firma
dell'onorevoli Alongi, il 99.1.
L'emendamento comporta maggiore spesa. E' ritirato? L'onorevole
Alongi dice di no. Faccio presente che l'emendamento 99.1 comporta
oneri di bilancio e il Governo non è nelle condizioni di dare
copertura, quindi l'emendamento è inammissibile.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco e comprendo
che il Governo in questo momento non è nelle condizioni di potere
integrare questo capitolo a sostegno degli artigiani delle imprese
agricole ma credo che questo nostro emendamento, non mio, possa
farlo suo come atto di indirizzo il Governo affinché nella
previsione, nella prospettiva di una possibile variazione di
bilancio possa individuare fra le pieghe del bilancio un recupero
di somme a due categorie particolarmente importanti come quella
degli artigiani e degli agricoltori che vivono un momento di grande
criticità.
Quindi, assessore Baccei, so che lei è persona particolarmente
attenta e sensibile e accoglierà questo emendamento, che capisco
che non può essere votato, ma come atto di indirizzo nei confronti
del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 99. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Torniamo all'articolo 67. Pongo in votazione l'emendamento 67.3, a
firma del Governo. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 67.3. E' stato
distribuito il subemendamento 67.3.1. L'emendamento al comma 4
introduce materia estranea al testo che peraltro non è stato
oggetto di esame in Commissione.
Quindi, sarebbe di fatto un emendamento aggiuntivo e non un
emendamento modificativo del testo.
Se il Governo insiste perché sia trattato io lo metto in
votazione, ma ho il dovere di precisarlo. L'emendamento 67.3.1
parla di appalti e norme in materie di appalti. Capisco bene
assessore, se vuole ha facoltà di parlare.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro..Il complesso del subemendamento 67.3.1 mette insieme una
serie di misure per agevolare il meccanismo di affidamento dei
servizi sociali alle cooperative sociali e all'associazione di
promozione sociale. E' una norma che abbiamo concordato coi
capigruppo, ne abbiamo già parlato, è una norma che è fortemente
voluta dalle associazioni sindacali, dalle parti sociali,
dall'Anci, è una norma che consente un rapido espletamento degli
affidamenti dei servizi sociali a livello appunto periferico, e che
consente soprattutto di mobilitare immediatamente i fondi Pac che
sono stati assegnati alla Regione Siciliana. E' una norma
fortemente voluta dagli enti locali, dai comuni, e consente di
mobilitare risorse che produrranno oltretutto nuova occupazione. Se
la volete approvare la approvate.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 67.3.1 e l'emendamento 67.3 vanno in
contrasto fra di loro. Quindi noi possiamo votare o l'uno o
l'altro, sono entrambi del Governo, invito il Governo a
determinarsi.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, passando
le cinque del mattino il sonno non c'è più, guardi siamo rinati.
Signor Presidente, se può indicare al quarto uomo di fermare il
tempo e di ristabilire l'ordine, perché c'è in atto il congresso
del Partito Democratico.
Grazie, signor Presidente mi sta dando la possibilità di
intervenire nel migliore dei modi,. Ora io dico, signor Presidente,
ma alle 6.00 del mattino come viene in testa di presentare
riscritture diciamo così azzardate, ora o il Governo ritorna sui
suoi passi e ripropone una riscrittura che sia contenuta nelle sue
procedure, proprio per entrare nel merito dell'articolo assessore
perché abbiamo studiato, o non solo la riscrittura penso proprio
che visto il clima non vedrà la luce, ma questo penso che inciderà
negativamente sul buon lavoro che lei dovrebbe svolgere per il
Presidente della Regione, perché lei mette a repentaglio anche lo
stesso articolo, allora dovete proporre delle cose che siano
contenute.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 67.3 che è il primo
che è stato presentato. C'è una richiesta di voto segreto sul 67.3;
verifichiamo se è appoggiata. Si proceda alla verifica dei
richiedenti.
Avete chiesto voi il voto segreto, onorevole La Rocca
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 67.3 del Governo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 21
Contrari 45
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 67.3.1 è, pertanto, precluso. Si passa
alla votazione dell'articolo 67, così come emendato. C'è una
richiesta di votazione per scrutinio segreto sull'articolo 67. Si
procede alla verifica del numero dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 67.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti66
Maggioranza 34
Favorevoli 41
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
Art. 34
Disposizioni in materia di società partecipate
1. Ai fini di agevolare il processo di dismissione delle
partecipazioni azionarie della Regione siciliana, l'Assessorato
dell'economia è autorizzato ad avvalersi dei servizi di advisory
tecnico-finanziari da affidare mediante le procedure previste dal
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE a singoli professionisti o
società in possesso di requisiti professionali e di comprovata
esperienza in materia di valutazione e collocamento di
partecipazioni azionarie. Gli incarichi di valutazione non possono
essere affidati a società di revisione che abbiano svolto incarichi
di consulenza in favore delle società di cui al presente comma nei
due anni precedenti la data di entrata in vigore della presente
legge.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 150
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015.
3. Per sopperire ai propri fabbisogni di personale è fatto obbligo
alle società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni, di attingere all'albo del personale di cui al comma 1
dell'articolo 64 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 sulla
base di integrazioni al piano previsto dall'articolo 20, comma 2,
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, predisposte anche oltre
i termini previsti dal comma 5 del citato articolo 64, purché nel
rispetto delle ulteriori condizioni ivi previste. Per la società
SEUS s.p.a, in relazione alle professionalità specifiche richieste
nel settore sanitario di riferimento, la stessa può attingere sia
dalle altre società partecipate sia, in posizione di comando, dalle
Aziende sanitarie.
4. Per il reclutamento del personale secondo le procedure di cui
al comma 3 non si applica il divieto di nuove assunzioni previsto
dall'articolo 20, comma 6 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 e successive modifiche ed integrazioni.
5. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 64 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21 continuano ad applicarsi al
personale già iscritto all'albo di cui al comma 1 del medesimo
articolo 64 della legge regionale, anche in caso di risoluzione del
rapporto di lavoro connesso con il processo di liquidazione delle
società.
6. L'articolo 66 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 è
soppresso.
7. Al comma 6 quater dell'articolo 20 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 le parole la sede per tutte le società in
liquidazione è istituita presso l'Ufficio speciale di cui al comma 6
ter sono soppresse .
Si passa all'emendamento 34.14.1, a firma dell'onorevole
Dina. C'è una riscrittura del Governo. Invito il Governo a
presentarlo alla Presidenza. Ha facoltà di parlare l'assessore per
la salute, dottoressa Borsellino.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, abbiamo proposto una riscrittura dell'ultimo periodo del
comma 3 dell'articolo 34 in modo da contemperare quelle esigenze
che erano state oggetto di dibattito nella prima lettura
dell'articolo. A questo punto noi abbiamo previsto nella
riscrittura che per la società Seis, al fine di rendere quanto più
efficiente il servizio in tutto il territorio della Regione, si è
ritenuto prioritariamente, quindi, al fine di coprire i quadri
intermedi, di attingere presso il personale delle altre
partecipate, come primo step. Laddove le professionalità necessarie
per il settore di riferimento non fossero reperibili nelle altre
società partecipate si procede con procedure selettive interne,
tra le professionalità interne. Per le sole figure dirigenziali
invece si attinge al personale delle aziende sanitarie e anche in
comando. Io penso che in questo modo si contemperino tutte le
esigenze che erano state in qualche modo espresse prima.
PRESIDENTE. E' stata distribuita la riscrittura del Governo,
l'emendamento 34.16.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
DI GIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente ho
una perplessità. Il problema della Seus non è quello di attingere
ad altre professionalità da altri bacini. Il problema della Seus è
che sono bloccate le nuove assunzioni. Quando noi individuiamo da
altra società significa che stiamo assumendo da altra società e
carichiamo nel mio libro paga. Quindi che cosa abbiamo risolto con
questi emendamenti? Cioè se noi complichiamo, l'atto principale
quale sarebbe? il direttore generale della Seus cosa fa? un bando
per cui io vengo da un' altra azienda partecipata e mi assumono.
Cioè così abbiamo bloccato completamente gli interni, gli esterni e
le mobilità. Se mi consente, signor Presidente, l'ora è tarda ma
cerchiamo di mantenere un minimo di lucidità.
Io dico che questa norma è meglio che l'approfondiamo in
Commissione e facciamo un buon lavoro perché non vorrei che
pasticciate in questo modo, noi blocchiamo qualsiasi.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. L'emendamento dell'assessore
Borsellino, contrariamente al testo originale ha aperto alle
professioni verticali, in pratica. Dicendo che cosa? Correttamente
come prevede la legge, dicendo che se noi riusciamo a trovare
personale, ma siccome è già stato detto che non c'è questo
personale in gran parte, perché si tratta di personale medico,
infermieristico, riusciamo ad attingere da altre società
partecipate, ora si prende in comando dalle altre società
partecipate. Non si assume niente. Perché fra l'altro hanno un
problema. Cioè nella soppressione di alcune partecipate questi
lavoratori dovrebbero andare a casa e in realtà si potrebbero anche
salvare.
L'altro elemento, quindi, quando non ci sono le professionalità
relative si fa con processi di mobilità interna.
Interpreta correttamente lo spirito delle leggi che impediscono la
mobilità orizzontale, sia l'assunzione e risolve la questione.
Questo è lo spirito. Se volete che si dice che dobbiamo aprire alla
professione verticale, non si può fare senza avere sperimentato, se
non hai le risorse adeguate.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
impressione è che ciò che suggeriva l'onorevole Digiacomo sia la
via migliore perché rischieremmo di fare solo dei danni.
Ricordo all'Assessore e vorrei che mi smentisse se sto sbagliando,
che la pianta organica della SEUS è stata chiusa dall'assemblea dei
soci a giugno 2014.
Non si possono portare dei comandati o personale esterno, in una
pianta organica che è già chiusa.
Rischiamo di fare dei danni alla società e di mortificare i
lavoratori. Sto chiedendo se è il caso di rinviare.
CROCETTA, presidente della Regione. Il lavoro delle Commissioni
non salvaguarda la SEUS. Fate quello che volete. Noi vogliamo
salvaguardare i deputati delle commissioni, rispetto a sentenze
anche della Corte dei Conti.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
fare un intervento per dire che lo spirito del presidente Digiacomo
è giusto, però, sono d'accordo con l'emendamento dell'assessore
Borsellino.
L'emendamento dell'assessore Borsellino, se letto correttamente,
favorisce le progressioni verticali, all'interno dell'azienda.
Dato per certo che all'esterno del bacino non ci sono figure
specialistiche, l'emendamento dice che quelle figure specialistiche
devono essere fatte tramite un reclutamento interno, tramite una
selezione pubblica interna.
E' perfettamente nello spirito di ciò che vogliamo ottenere.
Per quanto riguarda, invece, le figure dirigenziali, è chiaro che
si può attingere solo per comando dell'Azienda sanitaria. Lo do per
scontato. Non ci sono altre alternative.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
proposta del presidente Digiacomo sia quella più corretta, nel
senso che questa mattina, all'improvviso, siamo chiamati a decidere
sulla sorte della SEUS e sulla sorte di oltre 1.300 lavoratori,
molti dei quali sono in soprannumero.
Le figure che servono non sono figure medico o paramedico, ma sono
soprattutto amministrative.
Il rischio è che andiamo ad ingolfare la SEUS, con altro personale
e, quindi, aumentiamo ulteriormente la dotazione che ha in questo
momento, cioè, anziché utilizzare il personale in soprannumero per
destinarlo a funzioni di natura amministrativa, aumentiamo il
bacino delle presenze nella SEUS.
Io sarei dell'idea e la sottopongo a lei, presidente Lupo, che
questo emendamento venga stralciato, venga inviato, immediatamente,
in Commissione sanità ed il presidente Digiacomo, però, deve
prendere formale impegno che, entro una settimana, lo riporta in
Aula.
Avremmo la possibilità, nella Commissione di merito, di affrontare
e risolvere un problema che necessita di maggiore maturazione e di
maggiore attenzione di quanta ne possiamo avere alle ore 6.05, dopo
venti ore che siamo chiusi in questa sala.
PRESIDENTE. L'unico modo che ha l'Aula di esprimersi, a questo
punto, è votare l'emendamento 34.16. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 34.14.1 e 34.14 sono pertanto preclusi.
L'emendamento 34.16 precisa, là dove si parla di selezione
pubblica, di professionalità presenti nella stessa società .
Si passa all'emendamento 34.15 con la precisazione che là dove si
dice al comma 6 della legge regionale n. 11/2010 si intende al
comma 6 dell'articolo 20 della legge regionale n. 11/2010 .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
Favorevole.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Onorevole Turano lo vuole illustrare.
TURANO. Si illustra da sé.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 34.15.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 34.15.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 44
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 37
Contrari 0
Astenuti 3
Si passa agli emendamenti 34.1 IV parte, 34.4, 34.5. Vengono
mantenuti o sono ritirati?
FALCONE. Dichiaro di mantenere l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.1, IV parte.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, sicuramente mi sarò distratto perché
avevamo un emendamento soppressivo al comma 4 perché per come è
scritto attualmente, quindi, che il reclutamento del personale
riferito al comma precedente non si applica il divieto di nuove
assunzioni previsto dalla legge, che era il blocco delle assunzioni,
così come è scritto non vale solo per la SEUS che abbiamo capito che
è in situazioni particolari, ma vale per tutte le società
partecipate o controllate della Regione. Ora, pongo il problema al
Governo perché in questo modo se non lo specifichiamo altre
partecipate potrebbero fare variazioni, avanzamenti verticali o
addirittura nuove assunzioni. Quindi, quanto meno specificarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.5 dell'onorevole
Ciaccio che è un soppressivo. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. C'era una riscrittura del
Governo che è il 34.13. Se non è chiaro per me va bene sopprimerlo.
Tanto l'intenzione non era di assumere, per cui per me va bene anche
sopprimere l'emendamento. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
Pongo in votazione gli emendamenti soppressivi del comma 4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
L'emendamento 34.13 è precluso.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 34.1 V parte,
VI parte e VII parte.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 34
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 39
Contrari 0
Astenuti 18
(E' approvato)
Si ritorna all'articolo 31 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 31.2, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.8, del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo a
quello che ha detto il presidente Ardizzone qualche ora fa.
Siccome, su questo articolo doveva arrivare, con la condivisione
dell'Aula, un emendamento che se è possibile lo può anche
articolare il Governo, credo che magari su questo abbiamo votato
tutto l'articolato. Andiamo avanti e, poi, torniamo indietro
quando sarà matura questa nuova formulazione.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Falcone, lei chiede l'accantonamento
dell'articolo 31? Ai sensi del Regolamento interno, se non ci sono
altri emendamenti non ho motivi per non procedere all'approvazione
dell'articolo 31. Ci sono altri emendamenti da parte del Governo
all'articolo 31? Invitiamo il Governo a presentarli alla
Presidenza.
Gli uffici stanno distribuendo gli emendamenti del Governo
all'articolo 31.
FALCONE. Presidente, sarebbe meglio non mettere altra carne al
fuoco. Votiamo l'articolo 31, senza altri emendamenti.
SIRAGUSA. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte di più deputati di mettere
ai voti l'articolo 31 così com'è, senza altri emendamenti.
Gli emendamenti annunciati, peraltro non arrivano, quindi, mi
sembra che la cosa migliore sia porre in votazione l'articolo 31,
così come già emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si ritorna all'articolo 48, in precedenza accantonato. Si passa
all'emendamento soppressivo 48.3 a firma degli onorevoli Alongi,
Fontana ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, ovviamente prendo atto che rispetto a
questo emendamento aggiuntivo
Signor Presidente, non entro nel merito, io abbandono questa Aula
in senso di protesta perché sono accadute una serie di cose che,
evidentemente, non rispettano quello che si era deciso, con
riferimento, in modo particolare, ad alcune categorie che non sono
state tutelate.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 48.10, a firma degli
onorevoli Falcone, Assenza ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
48.7, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 48.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.1, a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. E' stato presentato
l'emendamento 48.2, a firma degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.5, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo solo per fare notare
all'Aula che il parere è contrario pure quando andiamo ad inserire
Ssenza ulteriori oneri a carico dell'amministrazione regionale . Mi
bastava anche solo questo. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che è stato
presentato l'emendamento 48.11, a firma dell'onorevole Lentini. Il
parere del Governo?
BACCEI, Assessore all'economia. Mi rimetto all'Aula.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, mi scusi però qualcuno mi deve fare
capire. Io vedo arrivare emendamenti aggiuntivi, tra l'altro, non
parliamo dell'orario, non parliamo che non abbiamo neanche il tempo
di leggerli. Parliamo della procedura. Degli emendamenti firmati
dall'onorevole Lentini, Lantieri, Cascio, ecc.
Ma poco fa io ho fatto la stessa identica cosa ed è stato ritenuto
inammissibile. Come è possibile questa cosa?
PRESIDENTE. Invito gli uffici a verificare l'ammissibilità degli
emendamenti in base a quanto osservato dall'onorevole Ciancio.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, intervento per chiarire. Questo è un
emendamento che ho dovuto firmare io perché l'ufficio me lo ha
chiesto e l'ho fatto.
Praticamente è un emendamento tecnico. Questo è un emendamento
tecnico, ne ho parlato con il Ragioniere generale che ha
concordato, perché l'assessore in questo momento rappresenta
all'Expo di Milano la Regione siciliana.
Se vogliono che si ritiri, lo ritiro. Non voglio sapere niente.
Però questo è un emendamento tecnico perché non ci sono risorse
perché passano da un capitolo ad un altro. Io personalmente non ho
interesse.
Presidente lo vuole spiegare perché altrimenti non si capisce.
CIANCIO. Ritiralo
LENTINI. Dovevate far ritirare l'art. 94 e non lo avete fatto. Vi
siete stati zitti
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente per dire che
considerato che l'onorevole Lentini rappresenta l'assessorato
volevo capire meglio.
Visto che gli Uffici dell'assessorato all'agricoltura si rivolgono
solo agli onorevoli di Sicilia democratica io mi volevo offrire
volontario caso mai.
Volevo capire l'emendamento onorevole Presidente.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono materia aggiuntiva. Quindi la
Presidenza li dichiara inammissibili.
Gli emendamenti 48.11, 48.12.
LENTINI. Ritiro l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lentini ritira l'emendamento.
Inammissibile anche il 48.13.
Si passa alla votazione dell'articolo 48.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, solo per farle notare che io avevo
presentato un emendamento soppressivo al comma 2 che non trovo nel
testo. Evidentemente ci sarà stato un problema, perché volevo
sottoporre all'Aula il tema del comma 2 di questo articolo.
Leggete che si passa da lire 500 mila ad euro 411,62 voi direte
Va bene è semplicemente una trasformazione della cifra . In realtà
non è vero, stanno abbassando l'assegno ai talassemici che era di
più di 411 euro ma era di circa 480 euro. Quindi, questa è una
ulteriore riprova qualora ce ne fosse ancora da provarla questa
cosa che durante questa finanziaria stiamo aumentando gli stipendi
agli amici e, quindi, ai dirigenti, ai direttori, alle persone che
gestiscono le società partecipate e togliamo 50 euro ai cittadini
che sono ammalati di patologie gravi, è questo il problema.
(Applausi dal Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. L'Onorevole Falcone, mantiene quindi l'emendamento
48.2, è in corso di distribuzione una riscrittura tecnica del
Governo, ma semplicemente di una parte di un comma.
Il parere del Governo sull'emendamento 48.2 soppressivo del comma
5?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo alla soppressione del comma 5 si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. C'è una piccola riscrittura, tecnica, del comma 6
dell'articolo 48, dove dice decreti dirigenziali sono aggiunte le
seguenti parole conclusivi di procedimenti amministrativi devono
essere pubblicati , quindi si aggiungono solo poche parole.
Lo rileggo: i decreti dirigenziali - aggiunge il Governo questa
integrazione - conclusivi di procedimenti amministrativi devono
essere pubblicati , se necessario un ulteriore chiarimento
l'assessore Leotta si era già offerto di intervenire, diversamente
pongo in votazione l'emendamento 48.14, , onorevole Falcone
procediamo con la votazione.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi l'Assemblea
approva.
(E'approvato)
Metto ai voti l'articolo 48 come emendato. Chi è d'accordo resti
seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
ASSUME LA PRESIDENZA IL PRESIDENTE ARDIZZONE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riassumiamo, rimangono da
approvare gli articolo 1, 6, 19, 20, 21, 42, 100, 101, 102, oltre
devo sottoporre all'Aula la questione relativa all'unione dei
comuni e al Coinres. Cosa significa, ribadisco, ieri l'Aula ha
votato su entrambi gli articoli a scrutinio segreto e si è
pronunciata contro, sembra che c'era una volontà - quasi unanime -
a riportare al voto d'Aula, indipendentemente se a favore o contro,
entrambi gli articoli, è chiaro che se anche uno dei parlamentari è
contrario, - chiaramente chiamo ad esprimersi su entrambi gli
articoli -, proceduralmente non posso andare avanti. Quindi
relativamente al Coinres, onorevole Crocetta lei è contro?
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Per un richiamo al Regolamento
CROCETTA. Su Coinres, mentre lei non c'era è stato riproposto il
tema dell'emendamento, si tanto è vero che l'onorevole Figuccia ha
abbandonato l'Aula
MILAZZO Giuseppe. No, non è vero. Non è così.
CROCETTA. Ha abbandonato l'Aula per questa ragione Quindi si è
detto che l'articolo 31 era secco , senza emendamenti. Quindi per
la seconda volta, dopo il voto di ieri, è stato escluso che si
votasse sul Coinres. Sul piano del metodo, voglio dire: se noi
introduciamo il principio che per ogni articolo che si vota,
ovviamente noi non possiamo essere contrari a rimpinguare il
capitolo dell'Unione dei Comuni, però se introduciamo il principio
che, per ogni articolo bocciato, si possa rivotare, io credo che
noi non facciamo un buon servizio alla democrazia. Tanto ci saranno
le variazioni di bilancio a luglio, e si rimpinguerà il capitolo
PRESIDENTE. L'onorevole Crocetta, in quanto componente di questa
Assemblea, mi ha fatto un richiamo al Regolamento e, quindi, non
posso riportare al voto di quest'Aula, in questa sessione, sia la
vicenda Coinres, sia la vicenda Unione dei Comuni. Il discorso è
chiuso. Ringrazio l'onorevole Crocetta.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Onorevole Presidente Crocetta, io volevo comprendere
meglio - perché ero un attimo fuori -, qual'era il suo intervento.
PRESIDENTE. No, non possiamo più ritornare su questa vicenda
CORDARO. Volevo chiedere al Presidente della Regione di ribadire
quello che aveva detto. Presidente resta chiuso il ragionamento,
può ripetere il Presidente Crocetta cosa intende fare e come
intendere risolvere la situazione? Tutto qui.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Siccome
non voterò la finanziaria, perché sto abbandonando l'Aula, mi
sembrava corretto spiegare le motivazioni perché non continuerò a
votare la finanziaria. Il Presidente Crocetta so che è in buona
fede, non oso pensare che è in malafede. Il collega Figuccia non
aveva assolutamente citato né articoli, né Coinres, né Unione dei
Comuni, aveva un ragionamento un po' più complessivo. E siccome
Presidente ha detto poco fa, ci sono le registrazioni ,
controlliamo le registrazioni e non era stata fatta nessuna
affermazioni in quella direzione. Però credo di avere capito,
Presidente Crocetta
CROCETTA. Presidente della Regione. Non possiamo stravolgere il
Regolamento Si era deciso di ritirare tutto
ALONGI. Credo di avere capito che lei ha detto che per l'Unione
dei Comuni a luglio ci sarà la manovra e, quindi, c'è un impegno in
questa direzione. Quindi, presumo di avere compreso anche che se
poi non è così questo non lo so, probabilmente che lei si assume
anche da parlamentare e non da Presidente, visto che ha posto una
pregiudiziale a quanto aveva chiesto il Presidente Ardizzone, ed io
lo ringrazio per la riproposizione perché si è reso conto, pur non
essendo presente in Aula di quello che era accaduto ieri, che è
stato un mero errore non nel pigiare il pulsante, ma è stata una
non corretta lettura da parte del sistema di voto elettronico. Io,
quindi, sono sicuro che il Presidente Crocetta, - nonché deputato
Crocetta -, ripresenterà questo articolo, mi pare che era il 13 o
il 15, se non ricordo male. Diversamente, lo presenteremo a nostra
firma e pertanto, Presidente Ardizzone, non è nel mio stile ma io
le dico con molta correttezza che non essendo stato compreso e
capito il senso dell'equivoco, di quello che era successo ieri, e
del fatto che erroneamente e chiaramente prima ancora che la
Presidenza si esprimesse sul voto prima, -quindi non lo conosceva
nessuno -, dell'Aula, da lì è stata commessa una lettura errata di
uno dei voti dei parlamentari presenti. Per tutto ciò io lascio
l'Aula e non voto la finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, io capisco la sua amarezza, ci sono
anche altri strumenti previsti dal nostro Regolamento, possono
essere gli ordini del giorno. Se lei scrive un ordine del giorno
che impegna il Governo. C'è già un ordine del giorno presentato
dall'onorevole Greco e dall'onorevole Cordaro, la invito proprio
perché lei è stato protagonista, non si allontani dall'Aula.
Approviamo un ordine del giorno. Lo ha presentato, mi hanno detto
adesso l'onorevole Greco e l'onorevole Cordaro. Verificatelo. Lo
riscrivete ed eventualmente il primo ordine del giorno che
metteremo ai voti in quest'Aula, a seguire la finanziaria. Grazie.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Lei mi ha fatto un invito. Io conosco le regole della
democrazia e le regole del rispetto istituzionale, considerato che
l'ordine del giorno, che lo farò anche mio, sarà da me firmato,
sono sicuro che l'Aula lo voterà e lo approverà, per noi che
avevamo predisposto quel testo è sicuramente elemento di garanzia
affinché da qui a breve possa essere trovato un modo per trovare la
soluzione al problema.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Si torna all'esame del disegno di legge n. 912/A
PRESIDENTE. Però predisponetelo in tempo, così lo facciamo
verificare agli uffici.
L'emendamento 6.17.2 è firmato da tutta l'Assemblea. Comiso per
intenderci, non apriamo dibattiti, per cortesia. L'Assessore per
l'economia mi garantisce che c'è la copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'emendamento 6.17.2. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.17 così come è
stato subemendato. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 6.19 è identico e viene pertanto
assorbito dalla precedente votazione.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola,
ma voglio richiamare l'attenzione della Presidenza e degli Uffici
sul comma 4 dell'articolo 6 che ieri sera, come in una sorta di
gioco da prestigiatore del miglior Silvan, delle migliori serate,
il presidente Venturino non ha dato la possibilità ai presentatori
di illustrare all'Aula.
Sto parlando dell'articolo che si riferisce a due finanziamenti
importanti. Riguardano due siti UNESCO, uno è la città di Ragusa e
l'altro è il centro storico di Ortigia, entrambi finanziati, ma
quello di Ortigia, finanziato per una quantità di risorse
estremamente residuale e poco significativa, anche perché circa dal
2001, questa legge speciale di Ortigia non veniva più rifinanziata
e vi sono all'Ufficio tecnico di Siracusa quattrocento pratiche
istruite che attendono di essere sostenute economicamente.
E' inutile che io dica quanto possa essere importante impinguare
questa parte del comma che ieri sera è stato immediatamente
cancellato e cestinato, senza dare a ciascuno di noi, i quattro
sostenitori di questo articolo, la possibilità di illustrarlo e
quanto io consideri la disparità di trattamento tra i due centri
storici, estremamente importanti, ripeto, Ortigia è patrimonio
dell'umanità e, da questo punto di vista, è un centro storico di
primissimo rilievo, ma ha una grande parte del centro ancora
degradata e abbandonata, bisognevole di essere rilanciata.
Pertanto, noi chiediamo e, in questo caso chiedo anche agli Uffici
della Presidenza, chiediamo come mai non sia stato consentito: a)
la discussione del comma e b) sia stato riferito in Aula che questa
nostra proposta veniva ritenuta inammissibile, non capisco perché,
perché era imputata allo stesso comma 4 che finanziava sia la prima
tranche di Ortigia, quella di seicentocinquantamila euro, sia
quella della città di Ragusa.
Non voglio fare concorrenza alla città di Ragusa, assolutamente,
per me va benissimo quel finanziamento, ritengo che mi si debbano
delle spiegazioni perché averlo avuto liquidato con un
inammissibilità è qualcosa che non ho compreso.
Non l'ho compresa io, non l'hanno compresa gli onorevoli
Marziano, Panarello e Milazzo che con me hanno sottoscritto.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Io, sinceramente, vorrei
invitare il Parlamento a cambiare registro.
Non ci sono bellezze in Sicilia che non meritino di essere
valorizzate. La Sicilia è bellissima, ha una serie di angoli che
sono stupendi, io sarei dell'avviso di finirla con questa Ragusa
Ibla, all'infinito. Allora, io presento un emendamento per la
valorizzazione di Valguarnera Caropepe che è citata da Angelo
Musco, come patrimonio storico dell'umanità.
La vogliamo finire di pensare che il bilancio è una serie di
elementi locali e che esistono i fondi di trasferimento ai comuni?
E Siracusa e Ortigia, ma basta, abbiate il coraggio di avere una
rottura con il passato, abbiate questo coraggio civile e
democratico. Abbiate questo coraggio.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente stiamo arrivando alla conclusione
della finanziaria, diamo atto al Parlamento che ha recuperato negli
ultimi tre, quattro giorni il ritardo con il quale il Governo ha
trasmesso questa manovra finanziaria. Non vado oltre, non voglio
aprire polemiche.
(Applausi dal Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.22, presentato
dalla Commissione, è una riscrittura di carattere tecnico
dell'emendamento 9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6 così com'è stato
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori e invito il Governo, invito i colleghi, ora
che stiamo per approvare le ultime norme, a ricordaci che noi siamo
qui a tutelare gli interessi di tutti i cittadini siciliani e che
ci vuole anche un minimo di decoro. Con questa finanziaria non è
cambiato nulla in questa Sicilia. Quello che c'era vent'anni fa,
trent'anni fa oggi è stato riproposto ancora peggio e hanno fatto
bene i colleghi ad abbandonare l'Aula, ma io starò qui fino
all'ultimo a votare contro alcune norme che non si possono più
votare.
Non diamo i ticket agli inoccupati e ancora sosteniamo perché il
patrimonio dell'UNESCO è solo in una parte della Sicilia, perché
gli aeroporti o gli interporti sono in una parte della Sicilia
mentre c'è un'altra parte della Sicilia che è ancora alle
trazzere'. Cominciamo a capire che rappresentiamo tutta la
Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Si torna all'esame del disegno di legge 912/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 19. Assessore Borsellino, c'era
stata una discussione in Aula con un impegno della commissione e
penso anche da parte dell'Assessorato di una riscrittura. Se c'è
questa riscrittura bene, se no andiamo avanti con l'emendamento che
era stato presentato che è il 19.3. Commissione e assessore
Borsellino sul ticket sanitario dovevate riscriverlo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Era stato fatto un
emendamento che prevedeva di sottoporre l'attuazione di questo
articolo all'autorizzazione preventiva
PRESIDENTE. E allora è il 19.3.
BORSELLINO, assessore per la salute. Sì.
PRESIDENTE. Va bene, va bene.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io posso sentire
tutto ma un Parlamento che approva una norma subordinata ad
un'autorizzazione io non l'ho mai sentito, con tutto il rispetto.
Io chiedo all'Aula, visto che non riusciamo a dare copertura e la
copertura data né è capiente rispetto alla quantità di inoccupati,
né è solo uno spot che non serve a nulla, ma non mi si dica di
approvare una norma che deve essere valida se autorizzata non si sa
da chi, da un comitato che non conosco.
Noi siamo il Parlamento della Sicilia, rivendichiamo la nostra
dignità. La norma se non è coperta si boccia e la chiudiamo qui.
GRASSO. Ripristiniamo la legalità
FERRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che per
questo articolo è stata messa una copertura simbolica di
cinquecentomila euro, ma è un'indicazione, continuo a dire
Noi siamo qua la parte politica di questo Parlamento, siamo qui
per portare in questo Parlamento le istanze dei cittadini e questa
non è una cosa che sento dire da ieri, è tre anni e mezzo che i
cittadini mi chiedono di essere nello stesso piano occupati e
disoccupati, adesso i risparmi si possono fare e noi richieste di
tagli ne abbiamo fatte a bizzeffe, e adesso ci sarà il mio collega
che le elencherà tutte ma c'è un'altra cosa avevamo proposto che si
potevano mettere in questo Fondo i soldi che venivano risparmiati
dal Fondo sanitario ogni anno.
Quello potrebbe essere un punto di partenza poi a normarlo dovete
essere voi che siete un Governo tecnico a noi spetta la parte
politica questo emendamento è passato dalla commissione bilancio
quindi io vi prego di portarlo avanti e poi lo normate lo fate
partire quando volete nel senso che vi date un tempo lo fate in
maniera sperimentale solamente per alcuni e poi piano piano lo
allargate dobbiamo dare u n messaggio e soprattutto dobbiamo
allargare i controlli a chi dice di essere disoccupato e non lo è
perché questi signori prendono la disoccupazione non pagano il
tiket e in più sono disoccupati a discapito di inoccupati.
PRESIDENTE .Siccome penso che ci sia ben poco da discutere, mi
hanno chiesto di intervenire l'onorevole Alongi, l'onorevole
Cascio, fermiamoci un momentino, Assessore Borsellino in effetti
questo articolo già in partenza mancava della copertura finanziaria
non c'è copertura , devo dare atto e ringrazio l'onorevole
Cracolici che l'ha evidenziato in questa confusione generale per
cui mi vedo costretto essendo già inserito all'ordine del giorno a
invitare l'Aula a votare contro questo articolo per un fatto
procedurale, non si può ritirare l'articolo perché è già inserito,
non c'è la copertura. Viene stralciato l'articolo 19 e viene
inviato alla VI Commissione per un approfondimento.
Si riprende l'esame dell'art. 20, attenzione da parte del
Presidente Crocetta e dell'Assessore Baccei.
All'articolo 20 che fa riferimento agli interventi individuati
nell'allegato 1 sono stati presentati una ventina di emendamenti.
Io invito i presentatori a ritirarli tutti, sto invitando al ritiro
non so di chi siano. Mi hanno consegnato in questo momento un
blocco di emendamenti allegati all'allegato 1 tutti mantenuti in
vita.
L'Assessore Baccei mi chiede dieci minuti di tempo per verificare
la copertura finanziaria su questi emendamenti inseriti
nell'Allegato 1. Non stiamo parlando, però, dell'articolo 20 perché
ripeto si sta verificando la copertura finanziaria.
CASCIO SALVATORE Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor presidente, intanto che aspettiamo
bisogna fare un chiarimento a quest'Aula ed il chiarimento è il
seguente: l'emendamento di poco fa, quello del ticket di 500 mila
euro è indecoroso perché è il testo del governo. Se il governo ci
porta un testo in cui attesta 500 mila euro ed oggi scopriamo che
non c'è la copertura finanziaria, lo trovo sbagliato.
Per quanto riguarda, invece, il discorso dell'onorevole Cracolici
che, giustamente, sottolineava il fatto dei 500 mila euro,
onorevole Cracolici lo sa che cosa abbiamo votato ieri? Abbiamo
votato l'articolo 18 e il 18.4, gli impegni per 180 milioni di euro
previa autorizzazione del Ministero dell'economia. Già l'abbiamo
fatta questa cosa col 18.4.
Qua parliamo di 500 mila euro assessore, non parlavamo di 187
milioni di euro che rientravano nel piano di rientro e ci stava
PRESIDENTE. Si riprende l'articolo 21, l'assessore di riferimento
è sempre l'assessore della Sanità. Rimborso alle Aziende sanitarie
per il personale comandato all'Assessorato regionale della salute e
disposizioni finanziarie in materia di comando del personale in
servizio al dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti e al
dipartimento regionale del bilancio e del tesoro .
Sono stati presentati più emendamenti soppressivi. Onorevole
Alongi lo ritira?
ALONGI: Ritirato
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio lo ritira o lo mantiene?
CANCELLERI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CANCELLERI. Signor presidente, questo è uno di quegli articoli che
visto che il 19 non aveva copertura finanziaria, questo poteva
essere il principio di una copertura finanziaria ed io prego il
presidente Digiacomo di cominciare a prendere nota, perché questo
milione di euro si può tirare via, anche perché non capisco il
fatto per il quale ogni anno parliamo sempre dei comandati
dell'assessorato della sanità e abbiamo sempre provato a ridurli, a
ridurli, a ridurli, ci riusciamo in minima parte, sempre in minima
parte.
Credo che sia arrivato il momento di cominciare a dare delle
risposte concrete, quello del ticket è un'esigenza che ormai da più
parti viene dichiarata irrinunciabile, non si può più rinviare,
quindi dobbiamo cominciare a prenderci le responsabilità delle
scelte che facciamo.
Per cui quando, ad esempio, ieri avevamo presentato l'emendamento
per il prelievo del 30 per cento degli stipendi delle figure
dirigenziali delle ASP - ricordo all'Assessore Baccei che vale
questa riduzione un milione 755 mila euro - assieme col milione
comandati avrebbero già fatto due milioni 755 mila euro e assieme
ai 500 mila appostati erano oltre i tre milioni. Potevamo andare
oltre ancora, ovviamente, a prendere e a reperire. Noi abbiamo
fatto un breve calcolo con un emendamento dove andavamo a
recuperare tra i 15 e i 20 milioni di euro in maniera abbastanza
dettagliata.
Ecco, qua il discorso è uno. Noi dobbiamo capire cosa vogliamo
fare di questa Regione perché siamo di fronte a un Governo - e lo
ripeto di nuovo, ancora una volta - che aumenta gli stipendi per i
dirigenti, per i presidenti delle società partecipate e non pensa
ai cittadini che stanno morendo di fame per la strada e che hanno
problemi e che hanno bisogni che ormai non sono più rimandabili.
Che vuole fare questo Parlamento? Vuole continuare a dare retta a
questo Governo o vuole cominciare ad avere una propria autonomia e
cominciare a rispondere ai problemi dei cittadini? Perché è questo
il problema La domanda che io pongo a voi, onorevoli di questo
Parlamento, è questa: siete ancora complici di questo modo di fare
o no?
(Applausi)
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Grazie Presidente. Io volevo chiedere proprio
all'Assessore di illustrarci questa situazione, perché sicuramente
a livello politico è stata scorretta nei confronti della
Commissione Bilancio perché più volte, personalmente, ho chiesto di
avere curricula e documentazione di queste persone che lei ha
definito indispensabili, documentazione che non è mai arrivata in
Commissione Bilancio.
BORSELLINO, Assessore regionale per la salute. È pubblicata sul
sito.
CIACCIO. Anche i documenti pubblici possono essere dati come
accesso agli atti e con una richiesta pubblica. E' correttezza
istituzionale rispondere. Ciò nonostante non è mai avvenuta.
Quindi, di questo, quantomeno ne prenda atto. Soprattutto, anche
perché essendo pubblici i dati, ma moralmente aiutare i cittadini e
avere un dirigente farmaceutico o un dirigente informatico lei è in
grado di dire che queste figure non ci sono? All'interno della
platea dei regionali e della sanità non può ancora sostenere che
sono fondamentali, perché pian piano li stiamo iniziando a
conoscere e risulta sempre più una scusa che lei vuole difendere a
discapito dei cittadini piuttosto che un valore oggettivo.
Quantomeno sarebbe stato giusto e corretto dire: temporaneamente
non rifinanziamo questa situazione e appostiamo oltre ai 500 mila
euro il milione e anche i 40 che è di un altro - e mi rivolgo al
Presidente - Assessorato, all'energia.
Bisogna dare delle priorità. E le priorità non sono chi in qualche
modo è vicino a una cerchia di amici, ma sono i cittadini e gli
inoccupati nel ticket sanitario sono una delle priorità.
Se spostavamo il rifinanziamento di un anno alla prossima
finanziaria, non sarebbe cambiato nulla. Voi e lei vi state
ostinando ad andare sempre contro i cittadini e a fare dei vostri
gli interessi principali.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, ritengo che molte volte sia troppo
facile generalizzare e magari fare anche un po' di spettacolo e
demagogia. Io non conosco chi sono queste figure e che qualifiche
hanno. So che in questi anni, grazie soprattutto a lavoro di queste
persone, l'Amministrazione regionale, l'Assessore per la sanità e
l'Assessorato della sanità hanno avuto l'opportunità di avvalersi
di professionisti che hanno dato forza di raggiungere degli
obiettivi difficili.
Ritengo che così come negli anni passati ho difeso questa
copertura finanziaria per i comandati, continuo a difenderla nella
consapevolezza che questa azione di ristrutturazione di
ammodernamento della sanità siciliana deve poter proseguire ed anzi
ribadisco che rispetto agli altri anni la somma è stata
notevolmente ridotta e penso che questa cifra sia il minimo
indispensabile che l'Assessore Borsellino ha voluto richiedere per
poter proseguire in questa azione di collaborazione che ad oggi ha
dato dei risultati positivi.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
riallacciarmi a quello che ha poc'anzi detto il mio collega Cimino.
Parliamo di soggetti che veramente hanno svolto un grande lavoro ed
un'attività di supporto all'interno del dipartimento sanità. Per
quanto riguarda invece la questione dei comandati del dipartimento
regionale acqua energia e rifiuti, caro Presidente, la invito a
rimpinguare di ulteriori 40 mila euro, come erano già previsti
originariamente, il capitolo perché le ricordo che tra questi
soggetti che sono in una posizione di comando ce ne sono due che
hanno una 104, art. 3, comma 3, per disabilità grave all'interno
del proprio nucleo familiare, con figli che hanno patologie
gravissime, per cui un eventuale spostamento creerebbe enormi
problemi di natura familiare.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo fare
un piccolo intervento allacciandomi a quello che ha detto
l'onorevole Cimino che ha parlato di democrazia e spettacolo.
Sicuramente lui è riuscito a fare qualcosa di spettacolare perché
nonostante prima era assente riusciva a votare anche alle 6.14, non
so come ha votato anche alle 5.50, è stato bravissimo, una cosa
veramente spettacolare, non so come era assente però riusciva a
votare. Però va bene, queste sono cose che capitano. Abbiamo qui,
comunque sia, le stampe. Assessore, siamo disposti a ritirare
l'emendamento soppressivo.
C'è l'emendamento 21.8 a mia firma che è una riduzione di questa
quota che poi va a qualcosa che non è il ticket ma è qualcosa di
importante ad esempio che è quel famoso decreto assessoriale che
era previsto dalla legge 5 del 2009 per le zone a rischio
ambientale, perché, caro assessore dobbiamo cominciare a fare
veramente qualcosa di serio, ancora le energie ci sono, quindi
problemi non ce ne sono, proprio queste zone, assessore c'è bisogno
di fare screening, di fare controlli e di farli per bene.
Non li vuole tagliare da qui? Deve trovare i soldi. Assessore?
Assessore? Presidente mi rivolgo a lei, perché se poi i controlli e
gli screening non sono fatti bene succede quello che è successo in
una ASP dove una donna va a fare una mammografia per avere un
controllo, quelli che vengono fatti ogni due anni gratis, quindi va
la, il primo medico che la controlla le dice: signora c'è qualcosa
che non va, dobbiamo approfondire va a fare dei controlli,
scoprono che ha un tumore, la operano d'urgenza, peccato che dopo
tre settimane le arriva la lettera della stessa ASP, dicendo che
non aveva nulla e che quindi, dopo due anni si poteva fare il
successivo controllo.
Gli screening e i controlli si devono fare bene, si devono seguire
le linee guida, si devono seguire i decreti e dobbiamo trovare
uomini bravi che li sanno fare, altrimenti affossiamo la sanità,
perché non sono solo i soldi, quelli che servono per fare una
sanità migliore.
PRESIDENTE. Gli articoli soppressivi sono ritirati se non ho
capito male.
ZITO. Se accetta.
PRESIDENTE. Non è un problema di negoziazione. Incominciamo a
votare.
ALONGI . Ritiro l'emendamento21.7.
PRESIDENTE. Il 21.4 è mantenuto? Quindi correttamente l'Aula vota.
Il 21.4 è un emendamento soppressivo dell'articolo 21 a firma
dell'onorevole Ciaccio.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione, Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
GRECO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Quello sostitutivo.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 21.8?
BORSELLINO, assessore per la salute, Contrario. Ma voglio spiegare
anche il motivo e cioè che alle 4 aziende abbiamo dato appena
adesso quando ha chiuso il bilancio 2014, un milione in più a
ciascuna azienda.
PRESIDENTE. Indico la votazione dell'emendamento 21.8. Chiarisco
il significato del voto, chi è favorevole vota verde, chi è
contrario vota rosso.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli , indico la votazione dell'emendamento 21.8 e ne proclamo
l'esito:
Presenti 51
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
L'Assemblea non approva.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.6.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.1.
GRECO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 21.2.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 21. nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
TAMAJO. Il Governo ha presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. Il Governo non ha presentato alcun emendamento. Così
blocchiamo tutto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 21. nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' così, perché non è regolare arrivare all'ultimo
momento per inserire altri emendamenti, per rispetto di questa
Presidenza e chiedere al Governo di presentare un emendamento.
TAMAJO. Perché lei ha fretta.
PRESIDENTE. Io ho fretta?
PRESIDENTE. Assessore Baccei, lei ha verificato la copertura
finanziaria
Allora, siccome siamo all'articolo 20 e sono stati presentati
numerosi emendamenti di spesa ci discipliniamo in questo modo per
comprensione, senza interventi altrimenti sarebbero altri 20
articoli sui quali ognuno parlerebbe a spiegare le proprie
ragioni. Io chiedo il parere su ciascuno, al Governo e alla
Commissione e l'Aula vota o a favore o contro.
Si passa all'emendamento 20.15 a firma dell'onorevole Ciaccio ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
( Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.3 a firma dell'onorevole Lo Giudice ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
( Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.4 a firma dell'onorevole Lo Giudice ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
( Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.17 a firma dell'onorevole Ciaccio ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
( Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.19 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
altri.
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.22 a firma dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
( Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.29 a firma dell'onorevole Dina ed
altri.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.01 a firma dell'onorevole Dina ed
altri.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.14 a firma dell'onorevole Ciaccio ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.11 a firma dell'onorevole Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.26. E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.21. E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.27 a firma Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.05 a firma dell'onorevole Alloro ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Come accantonato? Ritirato?
DINA. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Può
accantonarlo un momento?
PRESIDENTE. Ci siamo dati una disciplina perché ci sono ancora
altri 20 emendamenti. No, scusate, i fuori sacco non vengono
distribuiti. Se c'è qualche emendamento si parla col Governo, lo
presenta il Governo, non si presentano emendamenti fuori sacco,
scusate. Non si presentano emendamenti fuori sacco Allora, invito
gli uffici a non distribuire emendamenti. Invito il Governo a
collaborare con questa Presidenza, per cortesia, capisco le
difficoltà del Governo. Farò una valutazione Io non li voglio
neanche vedere Onorevole Dina, io non ho compreso
l'accantonamento di questo. Va bene, è momentaneamente accantonato
il 20.10.
Si passa all'emendamento 20.2 a firma degli onorevoli Dina e
Turano.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.23 a firma dell'onorevole
Vinciullo.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
20.7 a firma degli onorevoli Assenza e Falcone.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto Si passa all'emendamento
20.06 a firma dell'onorevole Alloro. Aziende silvo-pastorali'. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e della Commissione
lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.20 a firma dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto Si passa all'emendamento
20.24 a firma dell'onorevole
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto Si passa all'emendamento
20.31 a firma dell'onorevole Siragusa.
SIRAGUSA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto Si passa all'emendamento
20.31 a firma del Governo. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 20.31. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.18 a firma dell'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Dichiaro di mantenerlo e richiedo voto palese.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 20.18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti . 59
Votanti ...58
Maggioranza ..30
Favorevoli ..22
Contrari ..36
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.16, a firma dell'onorevole Ciaccio.
CIACCIO. Dichiaro di mantenere l'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento B230, a firma dell'onorevole Alloro ed
altri.
L'emendamento dell'onorevole Lantieri era rafforzativo, ma già
l'onorevole Lantieri l'aveva presentato. E' già nel corpo di questo
documento, quindi, non è un emendamento aggiuntivo.
Riguardano tutti la stessa cifra, poi vediamo. Verifichiamo se è
la stessa cifra. Scusate, me lo deve dire il Governo, non me lo
deve dire lei. E' la stessa cifra.
Sono il B230, votiamo il secondo.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.25, a firma dell'onorevole Raia ed
altri.
RAIA. Dichiaro di mantenere l'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.9, a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di illustrare l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. No, onorevole Milazzo, non lo può illustrare. No, non
lo deve spiegare. Lei è disattento. L'abbiamo detto prima, sul
piano procedurale, gli emendamenti di spesa non non si spiegano.
Quindi, lo ritira.
MILAZZO Giuseppe. No, che ritiro Ne ho due.
PRESIDENTE. Bene, due. Allora facciamo due votazioni. Non lo può
spiegare. Il Governo certo che si esprime.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
MILAZZO Giuseppe. Il Governo deve avere un atteggiamento uguale
con tutti i parlamentari. Stiamo parlando dei teatri, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Falcone chiede il voto segreto
sull'emendamento 20.09.
Però, onorevole Milazzo, guardi, siamo in 90, a volte qualcuno in
meno, forse non mi so spiegare, io non consento capannelli né a
lei, né a nessun altro Parlamentare.
Va bene, però, basta ora con queste sceneggiate, onorevole
Milazzo.
MILAZZO Giuseppe. Io sono una persona seria, non faccio
sceneggiate
PRESIDENTE. Però, ci vuole rispetto, onorevole Milazzo, glielo sto
dicendo perché lei, intanto, non deve gridare perché già è
difficile gestire quest'Aula.
L'onorevole Falcone ha chiesto il voto segreto sull'emendamento
20.09.
Facciamo la verifica dei richiedenti per la votazione a scrutinio
segreto.
Rimpinguamenti teatro Massimo di Palermo, Bellini, Biondo di
Palermo, Stabile di Catania e Fondazione Orchestra Sinfonica.
Prevede la riduzione del capitolo 215709.
Non c'è disponibilità, quindi, l'emendamento è inammissibile.
Bene, lei mette la firma.
Questo è inammissibile per mancanza di fonte finanziaria.
Si passa all'emendamento 20.08: Riduzione orizzontale di tutti
gli altri capitoli dell'allegato 1 .
Questo è scritto da mano espertissima, perché mi mette riduzione
orizzontale di tutti gli altri capitoli dell'allegato 1, quindi,
non ha individuato la fonte di finanziamento, vorrei capire come?
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario..
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Vi è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
Verifichiamo i richiedenti per la votazione a scrutinio segreto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.08.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 20.08.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 18
Contrari 41
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.13, a firma di Ciancio Gianina.
Non riesco comprendere, onorevole Milazzo, sento solo la sua voce.
CIANCIO. Vorrei illustrarlo.
PRESIDENTE. No, non si può illustrare.
Allora, anche questo è un emendamento che riguarda i Teatri e
prevede dei rimpinguamenti per diversi Teatri, il Teatro Stabile di
Catania, Bellini di Catania, Messina, Biondo, l'Inda, trova
copertura?
Verifichiamo il 20.13. Verifichiamo se c'è la copertura, intanto.
La copertura c'è.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
Vi è una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.13.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 20.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 23
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 20.28, a firma
dell'onorevole Sudano. Onorevole Sudano, lo mantiene o lo ritira?
SUDANO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta di votazione per scrutinio palese
nominale.
Verifichiamo i richiedenti.
L'emendamento non può essere posto in votazione per mancanza della
copertura finanziaria.
Onorevoli colleghi, scusate, è rimasto accantonato l'emendamento
20.10, a firma dell'onorevole Dina.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Sono stati presentati emendamenti fuori sacco. Questi sono quelli
depositati nei termini. Anche il Governo li doveva presentare nei
termini. Quelli presentati in regola facevano parte del gruppo.
Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è
autorizzata per l'anno 2015 la spesa di 640 migliaia di
euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
2. Per le finalità di cui all'articolo 59, della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
500 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 - capitolo 147314).
3. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
7.000 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo
215734).
4. Per le finalità di cui alla legge regionale 31
dicembre 1964 n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).
5. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 -
capitolo 183715).
6. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa
di 1.700 migliaia di euro (UPB. 9.2.1.3.3 - capitolo
373711).
7. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
280 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
8. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
delle Università, degli istituti universitari, degli
osservatori astronomici, astrofisici, geofisici, e
vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 200 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373307).
9. Per le assegnazioni alle Università per spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i
relativi impianti, di cui all'articolo 73, comma 6, della
legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373313).
10. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 -
capitolo 376576).
11. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 1.500 migliaia
di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).
12. Per la concessione di contributi alle società
sportive professionistiche, semiprofessionistiche e
dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di
serie A e di serie B, già previsti dal comma 2
dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.
31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la
spesa di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
473710).
13. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2,
lettera c) della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di
350 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
14. Per le finalità di cui alla legge regionale 1
febbraio 2006, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 la spesa di 300 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.7 -
capitolo 377762).
15. Per le finalità dell'articolo 57 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 250 migliaia di
euro per l'anno 2015 (UPB 8.2.1.1.2 - capitolo 272531).
16. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 400 migliaia di
euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).
17. Per le finalità di cui all'articolo 195, comma 3,
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 il
Dipartimento regionale degli affari extraregionali è
autorizzato ad erogare per l'esercizio finanziario 2015
la somma di 350 migliaia di euro .
18. Per le finalità di cui all'articolo 7 della legge
regionale 20 novembre 2008, n. 16 e successive modifiche
ed integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99 -
cap. 348111).
19. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1,
lettera c) della legge regionale 16 agosto 1975, n. 66 e
successive modifiche ed integrazioni è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la somma di 300 migliaia di
euro (cap. 377703).
20. L'UPB 6.2.2.6.3- cap. 776016 è incrementata per
l'esercizio finanziario 2015 dell'importo di 1.500
migliaia di euro».
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
RAIA.Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà
RAIA. Signor Presidente, Assessori, io sull'ordine dei lavori dico
questo: poco fa l'Assessore Baccei all'inizio della discussione
diceva semplicemente che su alcuni punti precisamente sui teatri, e
su altri punti ancora avrebbe fatto e comunque avrebbe mantenuto la
promessa che entro luglio si sarebbero trovate risorse per potere
rimpinguare le somme o i capitoli afferenti ai cinque punti che lui
diceva.
Noi con la manovra di questa sera dell'allegato 1, signor
Presidente, stiamo condannando se non si fa un assestamento di
bilancio, stiamo condannando i teatri siciliani in modo particolare
lo Stabile di Catania, il Bellini di Catania alla chiusura. Io mi
auguro Presidente Crocetta, Presidente, Assessori, mi auguro che
questo vulnus venga recuperato e che ci sia la possibilità di
riprendere e di incrementare le somme per questi teatri che
certamente non fanno né spettacoli secondari ma che sono un
elemento fondamentale della cultura siciliana e per questo che
invito il Presidente e l'Assessore a mantenere la parola
diversamente ci sarà un buio totale su questa terra oltre che c'è
un buio su tante altre cose anche sulla cultura ci sarà altrettanto
buio.
Mi auguro che questo non accada perché se accade ovviamente
segneremo una brutta pagina della nostra storia in Sicilia.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CASCIO Salvatore. Signor Presidente io volevo intervenire
sull'ordine dei lavorii siccome stiamo trattando l'art. 42 e si
tratta tutte di ulteriori spese e finanziamenti, io se è possibile
votiamolo per commi non votiamo l'articolato, perché noi abbiamo
usato un metodo: votiamo gli emendamenti e poi votiamo l'articolo,
questo lo votiamo per commi e siccome sono specificati solo le
leggi e non capiamo, almeno io non capisco a che cosa si
riferiscono, vorrei capire quella legge a che cosa si riferisce
dagli Assessori competenti.
FONTANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FONTANA. Signor Presidente ancora ora non riesco a comprendere
come mai l'emendamento presentato e firmato dall'onorevole Maggio,
Gucciardi, il sottoscritto e l'onorevole Cimino lei non lo ha messo
ai voti, non capisco perché, tra l'altro confermato anche
dall'Assessore Baccei.
PRESIDENTE. Non ho capito qual è l'argomento?
FONTANA. L'emendamento che prevede uno stanziamento di somme per
l'Azienda siciliana trasporti, tra l'altro c'è anche la copertura e
non capisco per quale ragione lei non l'ha esclusa.
Tra l'altro abbiamo l'Assessore che dice che l'abbiamo
regolarmente presentato non si comprende perché lei
PRESIDENTE. Regolarmente presentato non è perché si presenta nei
termini per rispetto dell'Aula, regolarmente presentato non è.
FONTANA. Tra l'altro Presidente all'azienda sono stati tagliati 6
milioni di euro sono stati trovati credo circa 3 milioni e c'è la
copertura.
Non capisco perché non lo mette ai voti? C'è il parere favorevole
del governo, perché non lo mette ai voti?
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 42. Sospendo per 10 minuti siccome
abbiamo l'articolo 42, il governo in questi 10 minuti mi deve
presentare un emendamento di riscrittura da agganciare in qualche
modo all'articolo 42 ed eventualmente all'articolo 20, però deve
essere il Governo e deve essere uno.
Se non viene presentato - sono le ore 8.00 del mattino -
chiaramente, l'Aula riapre e dà per scontato quello che è stato
fatto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, intervengo per rimarcare il mio
disappunto per quello che è successo anche perché il mio
emendamento era l'unico che aveva la copertura finanziaria.
Ovviamente non è una responsabilità della Presidenza, mi dispiace
che quest'Aula non abbia accolto l'emendamento che era,
semplicemente, di buon senso; sarebbe stato bene, magari, leggerlo
prima o magari spiegarlo prima. Mi rendo conto che è stata fatta
una scelta dalla Presidenza per tutti gli emendamenti, però non
potere spiegare neanche dagli Uffici da dove si prendono e da dove
si mettono, evidentemente, è pregiudizievole per l'approvazione
dell'emendamento.
Anch'io credo che stiamo facendo un danno troppo, troppo marcato
ai teatri. Non solo col FUS stiamo togliendo una percentuale di
circa il 6% e a questa percentuale potranno accedere solo con dei
paletti molto, molto restrittivi, ma stiamo tagliando un ulteriore
6% che in alcuni teatri significa la chiusura, significa
intervenire sulle produzioni artistiche, intervenire su numerose
spese che sicuramente, poi, in una legge successiva dovremmo andare
a correggere.
Io tutte queste cose le avevo, già, dette in Commissione bilancio.
Avevo cercato e c'era stato anche un'apertura da parte del
Presidente della Commissione, da parte dei deputati a rivedere
queste somme per riportarle almeno alla quota del 2014, perché se
noi continuiamo a dire ai teatri di fare una programmazione come
Dio comanda ma continuiamo a tagliare di anno in anno, è evidente
che siamo incoerenti noi e non permettiamo a loro di fare questa
benedetta programmazione.
Ripeto che, secondo me, dobbiamo tornare su questo argomento ed è
stato un gravissimo errore dell'Aula quello di avere bocciato
questi emendamenti che erano numerosi.
PRESIDENTE. Adesso sospenderò la seduta per 10 minuti per
verificare insieme all'assessore la prosecuzione dei lavori in
ordine all'articolo 42 che prevede il finanziamento e ulteriori
interventi di spesa ed eventualmente ritornare sull'articolo 20
relativamente al recupero di qualche norma di carattere sociale.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, vorrei sapere che fine ha fatto un
emendamento aggiuntivo che avevo presentato e che non ho visto
raccolto in nessuno dei tre fascicoli, che riguardava le moto e le
auto d'epoca e per il quale non c'era bisogno, naturalmente, di
risorse ma, anzi, era impostato in modo che le risorse arrivassero.
Io continuo a fare domande precise signor Presidente. Poco fa ne
ho fatta una per cui non mi si è data la risposta, ho assistito ad
un siparietto del Presidente della regione nei miei confronti, ma
nessuna risposta alla domanda che era: come mai è stato dichiarato
inammissibile quell'emendamento che riguardava i centri storici di
cui si è parlato.
Bene, parentesi chiusa. Adesso faccio un'altra domanda precisa
perché sono stata qui tre giorni, tre notti, appresso a ciascuno di
voi, ad ascoltare. Voglio sapere che fine ha fatto l'emendamento
sulle auto e moto d'epoca che era stato presentato e non soltanto
firmato da me perché ho doveri anche di rappresentanza con i miei
colleghi.
PRESIDENTE. La domanda mi sembra pertinente. Noi stiamo votando
sulla legge uscita fuori dalla Commissione. Tutti gli emendamenti
che non sono collegati - onorevole Cirone l'ho ascoltata, gradirei
che mi ascoltasse - noi abbiamo votato la legge uscita fuori dalla
Commissione e gli emendamenti che si agganciavano agli articoli
contenuti nella legge che ha esitato la Commissione. Gli argomenti
in materia nuova, rispetto ai 102 articoli sono per definizione
emendamenti aggiuntivi e abbiamo 300 emendamenti aggiuntivi. Di
questo si tratta. Quale sarà il percorso d'Aula, francamente, in
questo momento non glielo so dire. Se si possono recuperare 3, 4, 5
articoli. So qual è l'articolo cui lei si riferisce che non
comporta spese, questo è il punto. Ma non possiamo aprire il
dibattito, chiaramente, su 300 articoli. Sarebbe stato più
opportuno che in II Commissione fosse stato esaminato
quell'emendamento per farne parte integrante di quei 102 articoli
che magari sarebbero diventati 103. Questo è il punto.
Fa parte degli aggiuntivi, quindi se noi decidiamo di andare
avanti andiamo avanti con gli aggiuntivi, esamineremo pure questi.
(La seduta, sospesa alle ore 8.02, è ripresa alle ore 8.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato
piccolissime e brevissime riscritture di emendamenti che erano
stati già depositati dal Governo stesso ed anche da qualche
deputato.
Debbo dargli atto che non si tratta assolutamente di maxi
emendamenti, come ho sentito parlare. E su questo invito
l'assessore Baccei a rassicurarci e a spiegare, in linea generale,
il contenuto di queste norme. Noi possiamo votarle singolarmente o
per parti separate, senza alcuna difficoltà, rimanendo fermo
l'articolo 42.
Su ogni norma, mi spiega il Governo, c'è un'esigenza, ad esempio
per l'ente sordomuti che è rimasto fuori e c'è una condivisione di
carattere generale. Siccome noi dobbiamo passare all'approvazione
dell'articolo 42, i singoli parlamentari hanno la possibilità di
verificare il contenuto di questi articoli che, ribadisco, rispetto
a come eravamo abituati negli anni passati, mi sembrano molto
contenuti, non si può certamente parlare di un max-emendamento.
Si tratta di emendamenti che erano stati presentati in più fasi
dal Governo ma anche da qualche parlamentare, ma alla fine gli
interessi sono unici, per cui se c'è un accordo di massima, si può
votare come unico atto altrimenti si votano per parti separate.
Senza però aprire grandi discussioni.
MILAZZO Giuseppe. Come relatore di minoranza, chiedo che qualcuno
me li spieghi.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ho appena detto che l'assessore si
è fatto carico degli emendamenti che sono stati presentati dal
Governo stesso e da qualche parlamentare.
FALCONE. Signor Presidente, lei ha detto che si dovevano ritirare
tutti gli emendamenti, ed ora il Governo ne ripresenta. Presidente
Crocetta, lei è un provocatore
PRESIDENTE Non c'è motivo di litigare. Assessore Baccei, mi può
individuare l'emendamento dell'Ente Sordomuti?
FONTANA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, volevo ricordare che noi abbiamo
trattato un emendamento, una mia proposta che poi tecnicamente non
si è potuta votare, ma che però sarebbe stata inserita nella
tabella G, ed era quella delle farmacie rurali. Volevo chiedere
dove è finito il previsto finanziamento di 216 mila euro.
PRESIDENTE. Si deve votare ancora votare la tabella G.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo un po' tutti
stanchi, però io invitavo i colleghi ad un momento di buon senso.
Penso che questi emendamenti, soprattutto quelli che comportano
spese, per questioni di buon gusto e di bon ton vanno ritirati.
Però vi è un emendamento che non comporta spesa, quello relativo al
Porto di Palermo, che è un emendamento normativo e non è un
emendamento di spesa. Quanto meno recuperiamo quello tecnico, nel
senso stretto della parola, e eliminiamo tutti gli emendamenti di
spesa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessore Baccei, mi pare che qui ci sono almeno due
questioni generali, ma può essere che ce ne siano di più.
La prima questione è quella dei teatri, che è trasversale al
sistema assembleare, per la seconda mi pare che ci sia una
sensibilità alta e riguarda la vicenda dell'AST.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici qui non ci sono né teatri, né AST.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi faccia parlare. Visto che nessuno
sta scappando e stiamo comunque chiudendo una finanziaria, vorrei
fare una proposta: consentire al Governo di parlare e prendere un
impegno formale e sostanziale su questi due nodi che sono della
Regione siciliana, che non sono né di Cracolici, né di qualche
altro.
Detto questo, se per chiudere la finanziaria, a questo punto, si
dovrebbe rinunciare a tutti gli emendamenti di spesa e consentire
soltanto di fare uno, due emendamenti normativi, io sono per
chiuderla perché credo che abbiamo fatto un bel lavoro, faticoso,
complicato, duro, e non vorrei che distruggiamo tutto all'ultimo.
Se questo può essere, quindi, un impegno del Governo sulle cose da
fare, ritiriamo quello che in qualche modo crea ostilità, e mi pare
che questa possa essere una soluzione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho già detto prima che la questione degli emendamenti che
si sono respinti, relativi ai teatri, all'AST ed anche ad altre
cose importanti, non è legata al fatto che noi siamo contrari.
Noi dovevamo fare quadrare dei conti. Questi conto sono quadrati.
Andare a mettere emendamenti alla fine, così, senza una valutazione
globale e complessiva sicuramente dà qualche problema.
Siccome già l'Assessore ha annunciato che entro luglio noi
dobbiamo presentare la manovra, è chiaro che dobbiamo ripristinare
i capitoli relativi ai teatri nella misura in cui è stato proposto.
Fra l'altro sul teatro Stabile di Palermo c'è un accordo su un
mutuo che presuppone un piano di rientro che gli salterebbe, per
cui è chiara questa questione.
Il problema è che ci si è trovati di fronte ad una massa di
emendamenti, per cui se si apriva su qualcuno valido si rischiava
poi di doverli ammettere tutti. Questo è il tema.
Così come bisognerà ripristinare la questione dell'unione dei
comuni. Per quanto riguarda la COINRES io ho detto con molta onestà
che non è un emendamento del Governo. Sono stati sollevati sulla
COINRES problemi di legittimità. Se questi problemi di legittimità
li risolviamo, ma una cosa è una norma illegittima, una cosa invece
quei finanziamenti su cui c'è l'impegno totale del Governo. Per
quanto riguarda gli emendamenti presentati, quello dei sordi mi
pare che è condiviso da tutti.
PRESIDENTE. Quello dei sordi sì, perché era stato presentato.
CROCETTA, presidente della Regione. Bene. Quello dei bacini è un
problema meramente tecnico che non impegna finanze ulteriori,
quindi non è che stiamo accelerando la spesa. Qui ci troviamo di
fronte a un finanziamento comunitario che rischia di essere perduto
se non si mette immediatamente in gara la costruzione di nuovi
bacini di carenaggio. E questo perché nelle previsioni finanziarie
precedenti erano stati previsti bacini di carenaggio di inferiore
tonnellata, in considerazione del fatto che ce n'erano altri.
Onorevole Milazzo, stiamo discutendo dello sviluppo di Palermo, non
stiamo parlando di giochetti.
GRECO Giovanni. E' da un'ora che la sentiamo parlare
CROCETTA, presidente della Regione. Posso avere trenta secondi per
spiegarlo? Dopodiché lei può votare contro, però glielo spiegherà
ai palermitani e ai siciliani. Ognuno si assume le responsabilità
degli atti che compie. Oggi la Fincantieri rischia di chiudere a
Palermo se non si fanno questi lavori e rischiamo di perdere i
soldi. Non sono risorse aggiuntive ma soltanto una modifica di una
previsione di legge.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, manteniamo la calma, quella che
c'è stata anche questa notte, perché realisticamente io penso che
abbiamo fatto un buon lavoro, ed ha ragione l'onorevole Cracolici,
noi non possiamo dare all'esterno un'immagine che poi non
rispecchia il lavoro fatto.
Io avevo premesso che siamo ben lontani dai maxi emendamenti ai
quali eravamo abituati. C'è una proposta che ha fatto l'onorevole
Cracolici ma che il Governo ha fatto sua, che io condivido, cioè
quella di limitare alla questione dei sordomuti, all'ente sordi ed
alla questione del bacino di carenaggio, che non comporta spese e
la chiudiamo.
Onorevole Milazzo, ora sta esagerando.
MILAZZO Giuseppe I vostri temi sono buoni, i nostri non servono
Abbiamo posto il tema di Banco Alimentare e ci è stato detto che
non c'erano i soldi.
PRESIDENTE. Non ci sono nostre e vostre , onorevole Milazzo, in
questo ragionamento non ci sono trattative
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, facendo tesoro
della raccomandazione alla calma del Presidente Ardizzone vorrei
dire, appunto con calma, al Presidente Crocetta che quando esisteva
la politica, quella con la P maiuscola, la tanto vituperata
politica, non sarebbe mai potuto accadere che dopo 24 ore di lavoro
ininterrotto, o poco ci manca, il Governo, senza una previa
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si fosse
presentato in Aula col prodotto preconfezionato delle marchette
dell'ultima ora. Perché sono marchette Perché non le avete
discusse con nessuno
Fatta questa premessa, da palermitano sono felice se portate una
norma sul porto di Palermo, ma qui stiamo decidendo e stiamo
discutendo di criterio. La politica è una cosa seria, Presidente
Crocetta. L'amministrazione è una cosa altrettanto seria.
Abbiamo parlato di formazione e ci avete preso a calci, perché non
se ne poteva parlare, essendo in sede di sessione di bilancio e
finanziaria, ed oggi scopriamo, negli ultimi minuti, che di tabella
H non se ne può parlare perché c'è il bando.
Ma voglio essere sicuro, Presidente Ardizzone, e mi rivolgo a lei,
perché se dovessimo scoprire, visto che il Banco Alimentare, il
Centro Sturzo e l'Istituto di giornalismo non si possono
finanziare, per fare tre esempi, non vorrei che poi dovessimo
scoprire che avete infilato in qualche emendamento finale qualche
ente che invece viene dalla tabella H. Perché questa sarebbe una
truffa politica ai danni certamente dell'opposizione se non di
tutto il Parlamento. E se vogliamo fare tutte le cose perbene,
valutiamo tutte le cose serie che ci sono, abbiamo fatto trenta,
nel senso che abbiamo iniziato dalle 11.00 e sono le 9.00, facciamo
31; altrimenti, signor Presidente, noi ci comporteremo di
conseguenza ed assumeremo le iniziative che riterremo più
opportune.
Quello che noi rassegniamo a lei e a coloro che ci ascoltano,
Presidente Ardizzone, è l'assoluta assenza di stile politico e di
modus procedendi che abbia una qualsiasi attinenza con quello che
deve essere il corretto rapporto tra Governo e opposizione, tra
maggioranza e opposizione.
PRESIDENTE. Ci siamo chiariti le idee, ringrazio anche per la
chiarezza, e sottolineo, dell'onorevole Cordaro in questo
ragionamento.
Il Governo è disponibile. Ha preannunciato di ritirare tutti gli
emendamenti. Si rimette all'Aula in ordine all'Ente sordomuti,
perché c'è una condivisione. E il Governo ritira tutti gli
emendamenti.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
Art. 42
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è
autorizzata per l'anno 2015 la spesa di 640 migliaia di
euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
2. Per le finalità di cui all'articolo 59, della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
500 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 - capitolo 147314).
3. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
7.000 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo
215734).
4. Per le finalità di cui alla legge regionale 31
dicembre 1964 n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
1.543 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).
5. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 -
capitolo 183715).
6. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa
di 1.700 migliaia di euro (UPB. 9.2.1.3.3 - capitolo
373711).
7. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
280 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
8. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
delle Università, degli istituti universitari, degli
osservatori astronomici, astrofisici, geofisici, e
vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 200 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373307).
9. Per le assegnazioni alle Università per spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i
relativi impianti, di cui all'articolo 73, comma 6, della
legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373313).
10. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno
2015, la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 -
capitolo 376576).
11. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la spesa di 1.500 migliaia
di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).
12. Per la concessione di contributi alle società
sportive professionistiche, semiprofessionistiche e
dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di
serie A e di serie B, già previsti dal comma 2
dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.
31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la
spesa di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
473710).
13. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2,
lettera c) della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2015 la spesa di
350 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
14. Per le finalità di cui alla legge regionale 1
febbraio 2006, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 la spesa di 300 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.7 -
capitolo 377762).
15. Per le finalità dell'articolo 57 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 250 migliaia di
euro per l'anno 2015 (UPB 8.2.1.1.2 - capitolo 272531).
16. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 400 migliaia di
euro per l'anno 2015 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).
17. Per le finalità di cui all'articolo 195, comma 3,
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 il
Dipartimento regionale degli affari extraregionali è
autorizzato ad erogare per l'esercizio finanziario 2015
la somma di 350 migliaia di euro .
18. Per le finalità di cui all'articolo 7 della legge
regionale 20 novembre 2008, n. 16 e successive modifiche
ed integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015 la spesa di 100 migliaia di euro (UPB 10.4.1.3.99 -
cap. 348111).
19. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1,
lettera c) della legge regionale 16 agosto 1975, n. 66 e
successive modifiche ed integrazioni è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2015 la somma di 300 migliaia di
euro (cap. 377703).
20. L'UPB 6.2.2.6.3- cap. 776016 è incrementata per
l'esercizio finanziario 2015 dell'importo di 1.500
migliaia di euro .
PRESIDENTE. Nel fascicolo ci sono emendamenti all'articolo 42.
FALCONE. Chiedo una breve sospensione di cinque minuti.
PRESIDENTE. Bene ma per quel che riguarda il percorso d'Aula è già
stato deciso che si esaminerà l'articolo 42 con quello che è già
inserito, perché il Governo ha ritirato tutti gli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 9.03, è ripresa alle ore 9.29)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Leanza,
Coltraro,Venturino, Miccichè, Di Pasquale, Oddo, Greco Marcello,
Picciolo, Nicotra, Sammartino e D'Agostino hanno chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Falcone lei aveva chiesto 5 minuti di sospensione.
Possiamo riprendere? Ha qualcosa da riferire all'Aula?
FALCONE. Ho già parlato.
MUSUMECI. Possiamo procedere con l'articolo 42?
PRESIDENTE. Certo che procediamo col 42. E' stato presentato
l'emendamento soppressivo 42.9 che prevede la soppressione di tutti
i finanziamenti dell'articolo 42. Onorevole Alongi, lo mantiene o
lo ritira?
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
42.7 degli onorevoli Sudano ed altri.
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
42.6, a firma degli onorevoli Gucciardi ed altri.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
42.10 a firma dell'onorevole Gucciardi. Lo ritira?
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
42.4, a firma degli onorevoli Ciaccio ed altri.
CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.13, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.2, a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.3 a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.8, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.15, a firma degli onorevoli Gucciardi
ed altri.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.5, a firma degli onorevoli Gucciardi
ed altri.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.14, a firma degli onorevoli Assenza e
Falcone. Non sono presenti in Aula, pertanto, lo dichiaro decaduto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, ho molto apprezzato che il
Governo abbia saputo cogliere il senso di responsabilità delle
opposizioni perché, in questi giorni, quando voi stessi, con veti
incrociati, avete tentato di massacrare la Finanziaria, vi abbiamo
sostenuto con il numero legale, ovviamente, esprimendo la nostra
contrarietà, vi abbiamo consentito prima in Commissione Bilancio e,
poi, in questo Parlamento di potere portare avanti la Finanziaria e
certifichiamo il fatto che il Governo, con senso di responsabilità,
lo ha recepito, col fatto che hanno spedito, qua in Aula, un
mazzettino di emendamenti, frutto di incontri privati, in una
stanza che ancora dobbiamo individuare, fra l'Assessore per
l'economia e qualche deputato che, a suo modo di pensare,
giustamente, ha intravisto un emendamento salvifico per la Sicilia.
Veda Presidente, Forza Italia poco fa ha presentato due
emendamenti ed il Movimento Cinque Stelle un emendamento, che
riguardava la garanzia dello stanziamento di cui al 2014, no
aumentiamo e facciamo assunzioni, no aumentiamo e trasformiamo i
Co.co.co in dipendenti regionali, niente di tutto questo.
Avevamo chiesto la cortesia istituzionale visto che alcune di
queste strutture, Presidente, la scorsa finanziaria l'onorevole
Dina apostrofò un suo pensiero in dialetto e lo voglio ripetere:
Cu' alluonga accurza, e cu' accurza alluonga .
Avevo chiesto di parlare su quegli emendamenti, rispettivamente
per alcuni teatri in particolare ci sono piani di risanamento,
impegni siglati a livello romano. Se lo stanziamento oggi, no a
luglio, si riduce di un euro Roma strapperà l'accordo e dichiarerà,
per esempio il teatro Massimo di Palermo non responsabile e con una
procedura di non garanzia rispetto al piano che ha sottoscritto.
Ma quando uno vi pone una questione del genere, ma più di questo
cosa vi deve dire? Invece no, mi dispiace per i colleghi e
chiarisco subito che non è un attacco, né all'intervento in senso
stretto né alla provincia di appartenenza. L'autodromo di Pergusa è
più importante del teatro Massimo di Palermo? Io direi alla pari.
L'intervento su Siracusa è più importante dello Stabile di Catania?
Io direi alla pari. Continuiamo? L'intervento che abbiamo
finanziato sulla legge di Ragusa Ibla è più importante delle cose
che ho citato? No, alla pari.
Allora, un Governo che ha un minimo di senso di responsabilità e
l'assessore Baccei che ha testato la nostra serietà, perché non gli
abbiamo portato emendamenti di singoli parlamentari. Assessore, lei
ha condiviso con noi lunghe notti in Commissione ed in Parlamento.
Le abbiamo posto sempre temi alla luce del sole. Lei non ha mai
partecipato ad alcuna riunione segreta per qualche cortesia, ed è
questo che ci ha ferito. Perché se uno non fa niente per nessuno e
spiega al Parlamento ed ai siciliani che c'è il rigore, tutti noi
accettiamo il rigore. Se il rigore vale per alcune cose e per altre
no, non lo accettiamo.
Fosse per me, perché deve sapere una cosa, tutti ridiamo, tutti
facciamo, l'onorevole Milazzo scherza, io sono qui, dalla mattina
alla sera, come tanti altri e cerco di dare il mio contributo, e
finisco Presidente, pertanto se fosse per me, voglio essere onesto,
me ne sarei andato, ritorniamo tra un'ora e ritorniamo domani.
Purtroppo, non sarà così.
Per fortuna ho avuto modo di dirvi ciò che penso, non mi nascondo
dietro al fatto che ora magari si approva l'articolo 32 o qualche
appostamento in qualche assessorato e Milazzo andrà lì col
piattino. Vi dico che queste cose mi fanno schifo e ve lo dico in
faccia che se fosse stato per me vi avrei mandato a quel paese, vi
avrei castigato, la figuraccia ve l'avrei fatta fare visto che
avete detto ai siciliani che la Finanziaria è approvata. Ma con
l'arroganza che avete, con i numeri che avete, e questi stessi
numeri col voto segreto vi si scagliano contro, perché sulla non
tenuta della Finanziaria noi vi abbiamo aiutato perché a Roma non
ci potevate nemmeno mettere piede, perché non siete credibili,
perché non avete una maggioranza né numerica, né politica.
PRESIDENTE. Per onestà, mi riferisce l'onorevole Marziano,
Presidente della III Commissione, che l'articolo sul bacino di
carenaggio è stato più volte affrontato in III Commissione, siccome
sembrava che fosse un fatto del Governo, siccome è un discorso che
appartiene al Parlamento, l'onorevole Marziano, mi ha voluto
precisare, questo perché rimanga agli atti, non sto difendendo in
questo momento il Governo, sto difendendo un principio.
L'onorevole Marziano, Presidente della III Commissione, mi ha
manifestato che la vicenda del bacino di carenaggio è stata più
volte affrontata in III Commissione ed è passata all'unanimità.
Purtroppo, si sono perse le tracce cammin facendo, di questo si
tratta, ma era un articolo che partiva dal Parlamento, dalla III
Commissione, poi non si tratterà. Perfetto
FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho riflettuto
molto prima di fare questo intervento ma lo voglio fare.
Lo voglio fare, Rosario, anche guardandoti in faccia, guardandoti
negli occhi, con la serietà ma anche con la sincerità e con il
temperamento di un ragazzo di 34 anni che mette i piedi in
quest'Aula per la prima volta e per la sua legislatura.
Non ci possiamo più nascondere dietro quello che sta accadendo in
quest'Aula, ormai da troppo tempo, questo lo dico a te, lo dico a
tutta la tua Giunta, lo dico al Presidente, lo dico anche ai
colleghi dell'Aula.
Non possiamo più nasconderci, non possiamo più nascondere il sole
con una rete. Ce l'ho messa tutta. Sono stato qua per giorni
interi, ho fatto la nottata, ho esposto in tempi non sospetti le
criticità di questa manovra. Non l'ho riconosciuta mia. Per molti
aspetti ho detto veramente che, non si poteva prendere parte a
questo corpo, però poi c'è il senso di responsabilità, nei
confronti di chi ti ha sostenuto, nei confronti della Sicilia che
rappresenti, nei confronti del tuo partito, e dei tuoi compagni di
partito che stanno qui e che cercano di dare un senso agli sforzi.
Sarebbe ingeneroso negare che ci sono degli sforzi che sono in
atto e sarebbe ingeneroso non dire, che tutto ciò che stiamo
affrontando, oggi, ha delle radici lontane.
Noi lo abbiamo visto qualche minuto fa. Si è consumata, ancora per
l'ennesima volta, la mortificazione dell'assenza di una direzione
di una maggioranza politica e di una maggioranza numerica, che non
avevamo; eravamo riusciti a costruirla, ma c'è un problema fra gli
stessi che hanno sostenuto quella coalizione che ci ha portato ad
essere qui.
Questo lo voglio dire con sincerità, non ci sto a portare avanti
una Finanziaria che non ha un corpo, che non ha un'anima, che vede
mortificare le persone. Non ce la faccio a guardar in faccia quelle
persone che hanno passato con noi la notte e che non sono qui a
difendere un privilegio.
Noi non abbiamo chiesto, con l'articolo 42 e con quegli
emendamenti dell'Assessore di fare un favore ad un deputato o ad un
parlamentare. Noi abbiamo chiesto di rimediare ad una disattenzione
che c'era stata in Commissione Bilancio e ad una disattenzione che
il Governo aveva manifestato nel non trattare i sordomuti parimenti
ai ciechi ed io non accetto, essendo un membro della maggioranza,
essendo uno di quelli che governa i processi, di dover guardare con
gli stessi occhi che hanno passato con me la notte, cercando di
capire ciò che accade, dicendo che non siamo nelle condizioni di
dare una risposta, che non governiamo l'Aula, che abbiamo bisogno
della stampella di chi ci ha consentito, in questi giorni, di poter
portare avanti i provvedimenti.
Senso di responsabilità: bene, è senso di responsabilità anche
guardare avanti la realtà ed è senso di responsabilità essere anche
complici di una situazione senza fare nulla per cambiarla.
Credo che si sia esaurito un processo politico. Credo che dobbiamo
guardarci in faccia, Governo, i membri che sostengono questa
maggioranza e decidere con serietà che cosa fare e come andare
avanti. Non è stato soltanto l'intoppo dell'ultimo articolo di
Finanziaria.
Voi sapete quanto abbiamo faticato in queste ore. Eppure, siamo
stati qua, eppure Rosario, sono stato qua a difendere una
Finanziaria che, dicevo che non avrei voluto votare, senza
ipocrisia colleghi, quello che sto dicendo è molto serio, e
nonostante tutto sono stato qua a difendere una Finanziaria che tu
stesso dicevi di non conoscere, che tu stesso non difendevi. Eppure
sono stato qui.
Dico con molta sincerità, non riusciamo neanche, in queste ore, a
garantire lo stanziamento dei fondi dei parchi e delle riserve che
abbiamo depauperato nel 2014. E c'è molto dolore in questa mia
dichiarazione, c'è molta sofferenza in questa presa di conoscenza.
Grazie Presidente della Regione, colleghi parlamentari, credo che
ognuno di noi debba rispondere al proprio mandato, debba rispondere
alla propria coscienza, alla propria dignità e debba pensare se
continuare a camminare a testa alta e con la schiena dritta.
Io sento di dover fare questa dichiarazione e non sento di poter
partecipare ancora a questa pantomima per senso di responsabilità
nei confronti del mio Partito, dei siciliani e di tutti coloro che
veramente necessitano di una manovra. Starò in Aula a garantire il
numero legale e la presenza affinché si possa andare avanti, ma
credo veramente che il passo immediatamente successivo sia quello
di risintonizzarsi con la società, guardarsi veramente in faccia e
comprendere se veramente questa esperienza possa dare qualcosa alla
Sicilia o, se come penso io, forse è il caso di mandarla negli
annali della storia.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, lo dico
con assoluta franchezza, non volevo intervenire, sono le 10 del
mattino, siamo qua dalle 11 di ieri, sono 24 ore e la stanchezza è
galoppante.
Intervengo soltanto perché cercherò di capire, non sapete quanta
simpatia mi fa il collega Ferrandelli, ma averlo sentito parlare
per me, parlare dopo un eroe, diventa difficile.
Io non ho capito che cosa ha voluto dire Onorevole Cracolici, qua
sappiamo che abbiamo un problema e dobbiamo cercare di risolverlo
e non lo risolviamo accusando un Governo o una coalizione
GUCCIARDI. Ma che sta dicendo
TURANO. Presidente, rinuncio all'intervento.
MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, con grande rispetto abbiamo
seguito l'intervento del collega Ferrandelli che ci sembrava essere
molto più appropriato ad una sessione di Partito e, comunque, ad
una riunione di maggioranza per l'accorato appello che ha voluto
rivolgere al suo compagno di partito Rosario .
Per noi qui si tratta di porre l'accento sulle regole elementari
che devono disciplinare i rapporti fra maggioranza e opposizione,
fra Governo e Parlamento.
Il collega Cordaro ed il collega Falcone hanno ampiamente
manifestato il dissenso di tutta l'opposizione, credo di potere
dire anche del gruppo dei colleghi del Movimento 5 Stelle per un
atteggiamento che ci è parso ingeneroso e irrispettoso.
Noi siamo rimasti in questa lunga ed estenuante seduta di bilancio
al nostro posto contribuendo a, come si dice nel gergo della
protezione civile, mitigare il rischio e mitigare la calamità o gli
effetti della calamità di una Finanziaria, Presidente Crocetta, e
di un Bilancio che anche stavolta non hanno né un anima né una
strategia.
E siamo rimasti al nostro posto, invece, che dare vita ad
iniziative ostruzionistiche, non per rendere omaggio a questo
Governo - che omaggio non merita -, ma per rendere onore alla
dignità del ruolo di parlamentare e per servire i legittimi
interessi dei siciliani che, sempre più nauseati, si augurano che
lei, Presidente Crocetta, se ne vada a casa il prima possibile.
Ecco perché siamo rimasti responsabilmente al nostro posto. I
fatti sono sotto gli occhi di tutti. Lei, Presidente, non ha più
una maggioranza, deve prenderne atto, con grande senso di
responsabilità, con lo stesso senso di responsabilità col quale si
è offerto liberamente al giudizio dei siciliani.
Gli atti di furbizia ai quali è stata data vita stamattina da
parte del Governo, non ripagano la responsabilità e l'impegno
profuso da tutto il Parlamento e, in modo particolare - mi sia
consentito -, dai Gruppi della opposizione. Mostrare i muscoli di
cartone e di carta pesta non serve quando la barca sta crollando ed
imbarca acqua da tutte le parti.
Ed allora Presidente, siccome lei non merita questa opposizione,
siccome questo Governo non merita questa opposizione, in un suo
ulteriore atteggiamento di responsabilità, anzi, proprio perché
vogliamo fare un disperato appello al senso della responsabilità,
noi dopo avere votato - se il Presidente lo metterà ai voti,
l'articolo 42 di questo strumento contabile - lasceremo l'Aula e la
metteremo di fronte allo specchio, alla prova dell'evidenza, alla
prova dei fatti. Se lei ha la maggioranza, fra un quarto d'ora
potrà votarsi lo strumento contabile, se non avrà la maggioranza
lei dovrà prendere atto che passare ulteriori giornate su quella
sedia è un danno, non solo per la sua immagine - della quale
francamente possiamo poco occuparci - ma è un danno per questa
Sicilia che lei in due anni ha condannato al collasso politico,
economico, sociale ed amministrativo.
Per questo, Presidente, fra qualche minuto - almeno il mio Gruppo
- ma credo di poter dire, parecchi colleghi del centro destra e del
Movimento Cinque Stelle, lasceremo quest'Aula per consegnare, al
Governo ed alla maggioranza che lo sostiene, appieno, la
responsabilità di un calvario che non conosce più stazioni.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, colleghi, Governo, Presidente
Crocetta, la sua avventura oggi mette in scena i titoli di coda.
Abbiamo assistito in questi giorni al totale disfacimento della
maggioranza che la sostiene. Sfaldamento confermato dal fatto che
non l'hanno fatta giocare, l'hanno tenuta in panchina, non le hanno
fatto nemmeno vedere la palla. Hanno cercato in buona sostanza di
metterla di lato perché, di fatto, la sua maggioranza l'ha già
sfiduciata, e lo ha confermato l'intervento dell'onorevole
Ferrandelli di poco fa. Oggi, si materializza il suo totale
fallimento. Lei non è in grado di garantire un Governo a questa
Isola.
Lei non è in possesso dei numeri per fare votare questa
maggioranza e fino ad oggi i numeri per andare avanti li ha
garantiti l'opposizione. Se lei fosse responsabile - oggi stesso -
si dimetterebbe, ma non lo è; perché lei è circondato da interessi
troppo grandi che deve tutelare in ogni modo ed in barba agli
stessi siciliani.
Il Movimento Cinque Stelle, invece, è un movimento responsabile e
non si presta a seguire questo modus operandi, non cerca queste
marchette di fine impero, e responsabilmente ce ne andremo
dall'Aula.
Se lei è in grado di avere i numeri per farsi approvare questa
Finanziaria, bene per lei e male per la Sicilia. Anche se penso per
poco tempo. In caso contrario, libereremo la nostra Isola dalla
iattura di questi due anni.
In conclusione, però, una cosa la voglio dire, comunque vada,
voglio augurare buona fortuna alla Sicilia.
LOMBARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, arriviamo a quest'ora tarda, ormai,
della mattina, a commentare lo scempio che si è consumato, ahimè, e
lo dico, davvero sconfortato, in queste ore, in quest'Aula.
E' uno scempio più volte annunciato e che non mi sorprende, ad
essere sincero.
Ed è uno scempio, veda Presidente Crocetta, che matura in uno
scenario terribile, dove lei, il suo Governo, ma mi permetta, l'ho
affermato anche in altre circostanze, più di ogni altro, la sua
maggioranza non politica, ci ha impelagato.
Uno scenario che vede una crisi ed una guerra tra bilanci dello
Stato e degli enti dello Stato.
Una guerra terribile, all'ultimo sangue, dove lo Stato continua e
continuerà a scippare risorse a questa nostra Sicilia. E le
garantisco, Presidente Crocetta, che lo farà ancora di più.
Sappiamo che nelle scorse ore, la Corte costituzionale ha
impugnato una parte consistente della legge Fornero. E lo possiamo
dire che, da oggi, lo Stato italiano è a caccia di 10 miliardi di
euro.
E sono sicuro, Presidente Crocetta, che la preda prediletta di
questa caccia, e succulenta, sarà ancora una volta una Sicilia
indifesa da una maggioranza politica incapace di difendere le
prerogative istituzionali, ancora prima che politiche, di questo
nostro Statuto siciliano che, le vorrei ribadire, non è il frutto
di una concessione di alcuno, ma è il frutto di battaglie di
cittadini siciliani che si sono immolati sull'altare di una
battaglia, affinché questa Regione avesse riconosciuti dei
sacrosanti diritti.
Questo è lo scenario all'interno del quale ci muoviamo. E lo
scippo è stato quotidiano in questi anni. E' stato continuo, è
stato studiato, è stato scientifico ed a partire dal D.L. n. 95 del
2012, operato dal Governo Monti, ha scippato un miliardo di euro
alle casse di questa Regione, per quello che viene definito un
contributo alle risorse pubbliche dello Stato.
Perché una cosa deve essere chiara: in questi anni i cittadini
siciliani hanno versato un miliardo di euro del loro sangue,
affinché i bilanci dello Stato fossero in equilibrio. Non è il
contrario
Noi non abbiamo bisogno di proconsoli o di professori che vengano,
qui, a dirci come dobbiamo risparmiare.
Noi abbiamo il diritto sacrosanto che lo Statuto di questa Regione
venga rispettato, con il sangue di quei siciliani, con la forza
della giurisdizione e di chi ha avuto il coraggio di firmare dei
contenziosi presso la Corte costituzionale, affinché la dignità di
questo popolo non venisse calpestata.
E se, oggi, c'è un barlume di speranza, in questa Regione, lo si
deve a chi coraggiosamente, nel 2012, ha impugnato quelle normative
dello Stato che ci hanno costretto a questa pantomima ed a questa
vergogna politica.
Questa è la verità, che nessuno vuole confessare. Questa è la
verità
Ed allora, dinanzi a questo quadro di inconsistenza politica,
perché va detto, in questi tre anni, questo Partito Democratico non
ha garantito le risorse per la sussistenza di questa Regione.
Si è parlato più volte di pensioni o di privilegi dei regionali,
che andrebbero a discapito dei disoccupati siciliani, ma in cambio
di questo sangue, quale linfa per lo sviluppo ha ricevuto questa
Regione? Quale dallo Stato nazionale? Nessuna
Questo è il dato politico vero e profondo che questo Parlamento
deve trattare, una volta per tutte, con una maggioranza, che non è
quella che è uscita dalla urne, perché che sia chiaro: non è uscita
alcuna maggioranza dalle urne Nessuna Nessuna Dalle urne, è
uscita la consapevolezza che questo popolo, o si salva tutto
assieme, cari colleghi Deputati, o andrà a sbattere, una volta per
tutte, non con il Rosario Crocetta di turno o con il prossimo
Presidente della Regione che avrà le stesse difficoltà del
Presidente Crocetta, perché andrà a sbattere con la revoca dello
Statuto della Regione siciliana e questo dobbiamo dircelo in modo
chiaro e una volta per tutte.
Ecco perché, Presidente Crocetta, io uscirò da quest'Aula non
perché voglia consumare uno sgarbo istituzionale nei suoi
confronti, me ne guarderei bene, perché so quanto è importante
questo documento contabile, esco da quest'Aula perché questa
ipocrisia vergognosa, consumata dal partito di maggioranza
relativa, in questi due anni e mezzo, mi ha stancato e occorre, una
volta per tutte, prendere atto di questa situazione, assumersi le
proprie responsabilità e avviare una stagione politica nuova,
diversamente sarà il caso di andare ad elezioni e affrontare ognuno
le proprie responsabilità dinanzi al popolo sovrano.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, io, in buona sostanza,
avendo deciso insieme ai colleghi dell'opposizione di abbandonare
l'Aula, anticiperò, di fatto, quella che doveva essere, in buona
parte, - non la svolgerò tutta -, la mia dichiarazione di voto.
Abbiamo portato innanzi una finanziaria senza un Presidente della
Regione; il Presidente della Regione non c'è stato; il Presidente
della Regione ha spiegato che non c'era perché non conosceva la
finanziaria
CROCETTA, presidente della Regione. Ma chi l'ha detto? Quando l'ha
sentito dire?
CORDARO. Il Presidente della Regione è arrivato, oggi, ed ha
inaugurato la stagione del Signor no' e non c'entrava qui la
legalità perché nel primo intervento, il suo primo intervento, il
Presidente della Regione, pur di dire no, ha fatto riferimento ad
un articolo che era stato appena bocciato.
Nel suo secondo intervento, pur di dire no, si è scagliato contro
una sua legge, cioè il Presidente della Regione, - e lo ha dovuto
smentire l'assessore Leotta -, ha fatto strali di una legge che era
quella che era stata votata con l'esercizio provvisorio e che
riguardava, quindi, soltanto una proroga e non una nuova legge.
Il Presidente Crocetta pur di dire no, ha preferito massacrare i
piccoli Comuni pur di non far rivotare la legge, l'articolo sul
Coinres e di non guarire quella ferita istituzionale e Presidente
Ardizzone, per quanto ci riguarda, resta e resta tutta intera su
quel voto di ieri sera.
Ebbene, Presidente, noi oggi accertiamo un modus politico
arrogante e inconcludente perché, vede Presidente della Regione, in
Commissione bilancio' voi non avevate la maggioranza e grazie alla
sovraesposizione del Presidente Dina, il cui voto, in caso di
parità vale doppio, che la quasi totalità delle norme sono state
approvate.
In Aula, voi non avevate la maggioranza eppure avete mantenuto un
atteggiamento di spocchia e mi riferisco, soprattutto, a lei,
rispondendo a tutte le manifestazioni di volontà, anche le più
disparate, Presidente Crocetta.
Il Presidente della Regione deve fare sintesi, si deve sforzare di
creare collante all'interno dell'Aula, deve sacrificarsi, deve
anche subire, deve portare un risultato a casa, lei non lo ha fatto
mai, lei ci ha bacchettato, ci ha additato, ha detto no, no senza
un perché, solo per il gusto di dire no Ebbene, questo è il
risultato che lei oggi consegue. E alla maggioranza e soprattutto
al PD voglio dire che il nostro senso di responsabilità non poteva
essere illimitato. Non è possibile pensare che quando dovete votare
un vicepresidente dell'Ars che tocca a noi ve lo prendete voi e poi
ci chiedete senso di responsabilità Non è possibile, non
funzionano così le istituzioni e non ci vuole l'università della
politica per capire che oggi l'Ufficio di Presidenza dell'Ars è
formato da soli rappresentanti della maggioranza, e nessuno ha
mosso un dito e questa sera ci chiedete senso di responsabilità?
Noi ne abbiamo avuto senso di responsabilità, onorevole Presidente,
e ne abbiamo avuto veramente tanto, e lo abbiamo avuto nonostante
questa maggioranza e questa finanziaria, scusate, facesse schifo
Una finanziaria che non ha parlato di formazione, del dramma di
migliaia di famiglie siciliane, in un momento in cui bisognava
tentare di dare una risposta ci avete cacciato Una finanziaria che
non ha detto nulla sul lavoro, sullo sviluppo, una finanziaria che
ha massacrato i dirigenti regionali. Una finanziaria che ha
massacrato i comuni. Una finanziaria che ha massacrato le province.
Non ha dato nessun spiegazione, Presidente Crocetta, il Presidente
della Regione, quando stabilisce una cosa, quando porta una legge
in Parlamento deve sapere qual è il punto di caduta.
Avete eliminato le province ed oggi ci troviamo - e vi chiedete
il perché - senza manutenzione stradale, senza manutenzione agli
edifici scolastici e senza sociale garantito nelle province e vi
chiedete per quale ragione oggi noi non possiamo più girare per la
Sicilia, perché da quasi tre anni, essendo venute meno le province,
non c'è più nessuno che fa la manutenzione stradale, e vi chiedete
perché i calcinacci cadono sulle teste dei nostri ragazzi in
provincia? Per la stessa ragione Avete eliminato le province, con
buona pace di Giletti, senza sapere ancora, Partito Democratico,
Udc e Governo, che cosa dovevate mettere al suo posto. E, allora, è
il tempo della responsabilità, ma non della nostra, noi già ne
abbiamo avuta fin troppa. E' il tempo in cui ciascuno si assuma la
propria responsabilità.
Credo che il Presidente Crocetta, questo Governo e questa
maggioranza debbano assumersela davanti ai siciliani , per quanto
ci riguarda, noi, con grande senso di responsabilità, anche in
questa scelta che mi rammarica e che ci rammarica, siamo pienamente
convinti che soltanto un atto di questa natura possa farla guardare
allo specchio, come bene ha detto chi mi ha preceduto, e possa
farle trarre le dovute conseguenze.
PRESIDENTE. Mi scusi, Presidente Crocetta, perché qua si sono
anticipate le dichiarazioni di voto, io
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
la scaletta è stata completamente invertita, si parlava
dell'articolo 42 ed, invece, si è passati direttamente alle
dichiarazioni di voto, anch'io voglio esercitare questo ruolo che è
quello di fare la dichiarazione di voto a nome mio personale e se
me lo consente il Capogruppo, per una volta, anche a nome del
Gruppo di Sicilia Democratica. La questione - penso che saranno
cose condivise - è chiaro che oggi stiamo assistendo ad una
pantomima e la pantomima è rappresentata che in politica il
bicchiere a volte è mezzo pieno e a volte è mezzo vuoto ed ognuno
in politica deve fare la sua parte, c'è l'opposizione che la fa
bene e c'è la maggioranza, ahimè, che a volte la fa male, e questa
una autocritica, a me per primo che rappresento la maggioranza,
però è anche vero e mi rifaccio a quello che ha detto in un
intervento precedente l'amico Totò Cordaro quando parlava di
emendamenti che avevano il senso e il sapore delle marchette', -
ha usato questo termine -, le marchette' non hanno colore, non
sono di destra, non sono di sinistra, io in quest'Aula ho assistito
di tutto Presidente, ho assistito a discorsi del tipo: eravamo
abituati a fare la finanziaria con 90 deputati e ognuno alla fine
portava qualcosa a casa e quindi forse quelle erano pure marchette
quando ogni deputato nel suo territorio magari in maniera nobile
portava risultati.
Però io non sono innamorato di qualche cosa io sono innamorato
della Valle dei templi ma non perché sono agrigentino perché è
patrimonio dell'umanità, sono innamorato altrettanto di Taormina,
di Ragusa Ibla, e qui ho assistito invece a un gioco, che è un
gioco che facciamo tutti, in cui si gioca a fare chi è più furbo
dell'altro, chi scippa qualcosa per portarla nel suo territorio a
scapito degli altri, non sapendo che a scapito degli altri non è a
scapito dei deputati è a scapito dei siciliani, perché se non si
porta qualcosa alla Valle dei Templi non è colpa dell'onorevole
Cascio, dell'onorevole Fontana, Cimino, dell'onorevole Margherita
La Rocca Ruvolo di tutti i deputati agrigentini è un danno per la
Sicilia e così vale per le altre province.
Quindi, questo spirito nobile che tanto viene decantato, tanto
viene esercitato, poi alla fine all'atto pratico, si traduce in
prebende e marchette', per tutti. E queste per tutti rappresentano
quello che qualcuno ha detto: Presidente tu non hai la maggioranza?
E il Presidente è vero non ha la maggioranza, e non ha la
maggioranza perché il corpo elettorale non gli ha dato la
maggioranza dei deputati. Il corpo elettorale siciliano però lo ha
fatto Presidente della Regione, lo ha fatto Presidente della
Regione e gli ha dato la fiducia di governare questa Regione.
In paesi in cui la democrazia è elevata, è avanzata, tipo
l'Inghilterra, ci sono questioni di bon ton, e quando un
Presidente, un Governo, alla conta dei numeri in Aula - come
avverrà fra poco -, si è meno rispetto a quelli che dovrebbero
fare opposizione, qualcuno dell'opposizione esce ristabilisce
l'equilibrio, nel senso che ridà la maggioranza, - in Inghilterra
funziona così c'è il bon-ton inglese -, il savoir faire inglese e
si procede per il bene del Paese.
E il bene del paese era rappresentato dalla finanziaria, era
rappresentato dal bilancio perché io fino a qualche mese fa
onorevole Presidente ho sentito solo un de profundis, andiamo a
votare a maggio, andiamo a votare a ottobre, andiamo a votare a
novembre, si parlava della data dell'elezione perché questo Governo
non era in grado di fare un bilancio perché questo Governo non era
in grado di fare una finanziaria.
Questo Governo un bilancio l'ha fatto, una finanziaria l'ha fatta
e una finanziaria che oggettivamente non è la finanziaria dei sogni
ma è una finanziaria, oggi più di ieri, che garantisce i servizi,
che garantisce le categorie, che garantisce i precari, che
garantisce i forestali, i consorzi di bonifica e sembrerebbero
bazzecole e sono bazzecole in un momento di normalità, diventano
fatti straordinari in un momento in cui non c'è una lira, non c'è
un euro e non si può cavare un ragno dal buco diventano fatti
importanti che vanno sottolineati.
Io l'ultima cosa, onorevole Presidente, l'ultima cosa è una mia
valutazione semplicemente politica, politica nel senso che - è
questa è una critica che faccio a me stesso, a lei e a tutti i
componenti della maggioranza, se in quest'Aula, oggi, qualche
nostro collega distratto, preso da altre cose, magari del
prefestivo o era impegnato per altri motivi, alcuni seri altri
meno seri, erano presenti, a quest'ora in quest'Aula, i numeri e
cioè la maggioranza il Presidente Crocetta li aveva. Non ce li ha,
semplicemente, per la distrazione di qualche nostro collega.
Non entro nel merito dell'amico Ferrandelli perché è una sua
valutazione, legittima, è una sua valutazione critica, però io
nello spirito critico di Ferrandelli ho notato anche qualcosa di
costruttivo. Possono notare uno sprone e lo sprone deve essere a
tutti i componenti della maggioranza. Quando c'è la chiamata alle
armi bisogna essere precettati e questa barzelletta di uscire, non
uscire, ci vediamo domani, ci vediamo fra un'ora sicuramente finiva
nell'arco di un quarto d'ora.
CROCETTA, presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, non appartiene allo stile di questo presidente precettare
nessuno, cercare il consenso per il consenso o cercare mediazioni
asfittiche persino dentro la propria maggioranza.
Ci siamo presentati ai siciliani con un programma preciso e questo
programma è la mediazione che noi abbiamo raggiunto dentro un
percorso politico.
Il sistema elettorale siciliano non dà la maggioranza, non la dà
oggi, non la darà domani, non la darà dopodomani, perché è
evidente che non esiste un premio di maggioranza significativo, a
favore di un presidente che vince le elezioni, che permetta di
governare, né tanto meno io me lo auguro, ve lo devo dire con
estrema sincerità perché questo presidente è un convinto persino
proporzionalista, è uno che vuole rispettare le forze politiche in
quanto tali e pensa che gli altri si rispettano e che le opinioni
si rispettano, che esiste un sistema elettorale che fra l'altro non
consentirebbe mai questo perché è basato sul sistema dei collegi
provinciali, dove il dinamismo regionale dei partiti ha poca
influenza, perché i partiti possono decidere quello che vogliono
però poi nelle province vengono eletti quelli che prendono i voti.
Nelle province possono decidere di non presentare alcuni candidati
che possono tranquillamente presentare le loro liste e ottenere,
grazie a questo sistema, l'elezione di pattuglie di parlamentari
anche con percentuali che consentono di superare la quota di
sbarramento.
Sinceramente, io non è che abbia un particolare legame con il
potere per cui mi senta particolarmente vincolato a questa logica e
poi, lo sapete benissimo, e credo che sinceramente nessuno, - ho
sentito qualche accenno, penso persino manco condiviso da chi l'ha
detto o forse è scappato -, che sto qui per difendere un sistema
di interessi. Non mi riferisco a lei, onorevole Museumeci, ho
detto che quasi nessuno l'ha detto ma a qualcuno forse gli è
scappato.
Mi pare che questo sia chiaro e la prima domanda che dovremmo
porci è questa: sarebbe nelle prime condizioni attuali,
un'elezione utile per la Sicilia nel senso che darebbero insieme
alle elezioni di un presidente posto che non venga rieletto, posto
questo, che venga affidato ad altri che magari trovando quelle
risorse che non ci sono, riuscendo a coprire quei debiti che
abbiamo accumulato negli anni, a trovare tutti quei soldi che ogni
anno ci vengono tagliati dalle finanziarie dello Stato, ai blocchi
della spesa sugli investimenti strutturali che dall'Europa rispetto
a linee che non riescono neanche a combattere i governi nazionali e
che si vorrebbe che improvvisamente combattesse, - io li combatto -
che li capovolgesse un Presidente della Regione rispetto a un
processo di globalizzazione totale dove si tende a marginalizzare
sempre più nel mondo, in un'Europa che fa fallire la Grecia,
figurarsi quanto gliene frega della Sicilia e dove la solidarietà
oggi è sempre meno rispetto ai più deboli, dentro un gioco che è
preordinato da altri e dentro questo gioco siamo riusciti a imporre
modelli di democrazia, modelli di risparmio, modelli di rigore e
modelli di ripresa che sono chiari anche nella fine della caduta
del Pil che questa Regione ha avuto e rispetto anche alla questione
dell'utilizzo dei fondi europei. È la prima volta che un
Commissario europeo veniva a dire la Sicilia ha fatto bene negli
ultimi due anni.
Poi, probabilmente, qui queste cose non si capiscono. Pensiamo che
sia più importante un taglio che si fa . Quello che vi voglio porre
è questo. Questo Parlamento ha fatto uno splendido lavoro. Io
voglio essere estremamente onesto e leale. E voglio dire anche con
simpatia all'onorevole Cordaro che questo Presidente, rispetto ad
emendamenti che ribaltavano anche ipotesi della maggioranza e
ipotesi del Governo, da quando io ci sono stato, ma anche
l'Assessore Baccei aveva fatto lo stesso in Commissione e prima, mi
pare che abbia aperto ma non per fare una marchetta istituzionale
nei confronti delle opposizioni o di componenti della maggioranza,
ma semplicemente per una lealtà perché se ci si rende conto che una
cosa è giusta si accetta. Perché nessuno ce l'ha la formula sulle
cose giuste o sbagliate da fare, quando parliamo di emendamenti,
quando parliamo di tagli, quando soprattutto parliamo di tagli.
Perché nei tempi in cui le risorse noi ce le avevamo era anche più
semplice. Quando sono arrivato nel 2012, nel primo bilancio abbiamo
discusso di cento emendamenti alla Tabella H, di questo abbiamo
discusso. Questo appartiene al passato, non mi dite che questo dal
punto di vista culturale non faccia un cambio epocale di questo
Parlamento.
Era pensabile, fino a qualche anno fa, non fare le ennesime
assunzioni in ogni finanziaria? Anche questo fa la differenza. Era
pensabile fino a qualche Finanziaria fa che c'era un rigore dei
conti? Anche questo fa la differenza. Allora c'è chi vuole vedere
il bicchiere mezzo pieno e chi lo vuole vedere mezzo vuoto. C'è chi
vuole vedere la rivoluzione come un processo automatico per cui uno
vince le elezioni e magicamente tutto cambia, io vorrei vedere con
quali strumenti, vorrei vedere con quale consenso, vorrei capire
come si fa ad assemblare insieme posizioni, teste, idee diverse. E
l'idea, in qualche modo, di rispondere ad un programma che è della
propria coalizione e fare i conti con numeri che non ci sono.
Dicono poi è colpa anche del Presidente del Governo se poi non ha
il consenso all'interno della propria coalizione.
Probabilmente poi dentro questa coalizione ci sono anche persone,
o tutti nel Parlamento, che chiedono cose che a volte hanno un
senso completamente opposto. C'è chi mi dice guai se tu apri a
quelli dell'Expo' e c'è qualcuno che magari vorrebbe che si aprisse
all'Expo. Posso mediare con entrambi. Voglio essere chiaro. Quando
si dice alcuni sono assenti, siccome abbiamo fatto l'ennesimo
rimpasto del Governo io non riesco a capire visto che si sono
scelti assessori, queste scelte sono state politicizzate, visto che
si è detto che questa squadra è di competenza.
Siccome non sono un bambino, queste vicende le ho vissute per
tutta la mia vita. So benissimo che in un accordo di governo non si
riesce a fare quadrare tutti, in una finanziaria non si riesce a
fare quadrare tutti, che è duro dovere spiegare ai lavoratori che
stiamo intervenendo sul sistema pensionistico. Però dire che
onestamente avere una pensione più alta al resto del Paese non sia
un privilegio questo è impossibile sostenerlo. Non esiste nessun
Paese al mondo dove un dipendente se ne va in pensione col 15% in
più rispetto all'ultimo stipendio. Questo è quello che è accaduto
in questa Regione. E pensare di uniformare all'ultimo stipendio,
sostanzialmente, che ha preso, perché rinuncerebbe al 10%
sostanzialmente, a quel 15%, questo è il taglio che stiamo facendo,
stiamo allineando non allo Stato, ai soldi che guadagnava da
lavoratore. Non mi si dica che questi sono tagli, però resta il
fatto che fino a qualche mese fa si diceva che c'era un buco di 3
miliardi 2 cento milioni, che il bilancio non si sarebbe dovuto
fare, che ci avrebbero commissariati perché non si approvava la
finanziaria perché non eravamo in grado di farla, poi sono
scoppiate le emergenze, il ponte che crolla, il Presidente che non
fa niente, perché la frana la doveva fermare lui con le sue mani,
dalla montagna, poi ci sono le emergenze della Sicilia.
Giusto per essere chiari la finanziaria reca solo la firma del
Presidente della Regione e se avessi voluto disconoscerla avrei
semplicemente non messo la mia firma, ma proprio perché la firma la
finanziaria, in modo inusuale non era firmata dal Presidente perché
frutto di un lavoro collegiale che abbiamo fatto anche con gli
Assessori, con l'Assessore regionale per l'economia - era
necessario che l'Assessore regionale per l'economia visibilmente ci
mettesse la sua faccia -, così come visibilmente ci ha messo la
faccia questo Presidente a difendere quegli articoli nella fase
finale che non erano le proposizione dell'Assessorato regionale
dell'economia.
Ognuno ha fatto il suo ruolo e l'abbiamo fatto anche bene, così
come avete fatto benissimo i lavori. Bene, quali sono le
contestazioni sollevate rispetto all' articolo 42? Che c'erano
alcuni emendamenti di incremento della spesa, dopo che ad altri,
nei precedenti articoli, si era detto di no.
Ora il tema qui si riprende rispetto al ragionamento che faceva
l'onorevole Ferrandelli dice ma i sordomuti che sono diversi dai
ciechi? . Onestamente non sono diversi dai ciechi, voglio
rassicurare che i sordomuti i soldi li avranno comunque, quindi la
scaramuccia di non approvare un emendamento non serve a niente, ce
li avranno in due modi, o attraverso il contributo che si fa
rispetto ai normali contributi con un istruttoria, aspetteranno un
mese in più, oppure con la manovra di luglio, come sarebbe giusto
equipararli agli altri.
Quindi non perdo la testa sul fatto che si cancella, giustamente
Ferrandelli diceva: però cediamo su un principio . Il problema è
se sul principio non cediamo per nulla. Probabilmente cediamo uno
strumento, cediamo un mezzo, ma non cediamo un principio, perché i
sordomuti ce li avranno i soldi. Probabilmente è necessaria la
mediazione politica, ma è il tema che ha posto il centro destra. Il
tema che ha posto il centro destra è: cara maggioranza, gliela
date la maggioranza al Governo rispetto a queste cose oppure visto
che non avete maggioranza in qualche modo dovete discutere con
noi? Questo è il tema che ci hanno posto. Penso che gli atti di
responsabilità si facciano tutti insieme, li deve fare il Governo e
li deve fare l'opposizione. Sinceramente non condivido i tagli ai
teatri, così come lo condivide l'Assessore Baccei e così come sono
convinto che noi, e vado alla conclusione, nella manovra di luglio
proprio in considerazione di alcune risorse aggiuntive che potremmo
avere, potremmo ripristinare queste somme. Quindi questo impegno
c'è, oggi dobbiamo fare precipitare tutti, è chiaro che non
approvare una finanziaria è un atto di sfiducia al Governo con
tutte le conseguenze.
Se qualcuno pensa che io prenda la via di fuga, su questo si
sbaglia, perché sono sato eletto direttamente dal popolo siciliano
e fino in fondo manifesterà questa lealtà, però è evidente che
bocciare una finanziaria e non completarlo per le previsioni di
legge, ci saranno delle conseguenze e io considero un atto di
sfiducia nei confronti del Governo.
Non sto chiedendo un atto di fiducia nel Governo ma chiedo un atto
di fiducia nei confronti di voi stessi. Perché quella finanziaria,
dire che la finanziaria è solo del Governo o è solo della
maggioranza non è vero, perché negli articoli ci avete messo mano
tutti, con il parere favorevole anche del Governo, qualche volta
anche ribaltando i risultati; ma quando si votano i singoli
articoli non si scappa alla fine.
Quello che chiedo sinceramente, è un atto di responsabilità per la
Sicilia, perché credo che la Sicilia in questo momento, a meno che
non vuole fare crollare il rating a meno che non vuole fare
annullare le prospettive, a meno che non vuole mettere in
discussione, onorevole Lombardo, in discussione l'autonomia
speciale, perché lo sa benissimo che è l'attacco che abbiamo.
Questo governo che è referente politicamente del governo
nazionale, ha avuto il coraggio di impugnare la finanziaria del
2015, per tre miliardi, non solo e non abbiamo ritirato nonostante
le pressioni.
Chiedo di salvare quelle prospettive dell'autonomia siciliana, che
verrebbe minacciata, di salvare l'economia siciliana, il rating
della Sicilia che crollerebbe sui mercati e le poche speranze che
si aprono con gli operatori. E' la finanziaria perfetta? No. Però è
una finanziaria che ha cercato di salvare le fasce sociali, i
precari, la sanità, i servizi di contribuzione; non siamo riusciti
su tutto?
A luglio completeremo, quando avremo la certezza di alcuni
finanziamenti che il governo ci dovrà riconoscere, anche per
effetto di sentenze, compresa quella sulle accise, che vale 270
milioni di euro. E potrà essere messa in campo nella prossima
manovra di luglio.
Quello che chiedo, capisco e mi scuso (anche qualvolta dei toni),
più sull'incomprensione devo dire, ma sinceramente: che c'entra la
gara del Porto di Palermo con le questioni legate alla finanziaria?
Riteniamo che anche all'interno di uno scontro politico, anche più
grave, anche se si siano superati i toni, è possibile sacrificare i
lavoratori della Fincantieri? Metterli a rischio di licenziamento?
Fare perdere il finanziamento, perché noi dobbiamo manifestare chi
è governo e chi opposizione?
L'opposizione dovrebbe dire: grazie a noi, salvate i lavoratori di
Palermo Questa è la soddisfazione che si deve prendere
l'opposizione.
Quindi un invito sincero a tutti quanti a una collaborazione leale
che, in questo momento è più che necessaria, un atto di
responsabilità collettiva.
Non voglio accusare nessuno di responsabilità però, sincere mante,
non vi imploro per la mia carica che non me ne frega niente, ve lo
dico, ma per amore della Sicilia.
Se resta ancora un barlume della Sicilia, salviamola veramente.
PRESIDENTE. Siccome siamo ancora lontani dalla votazione finale.
Andiamo avanti con i nostri lavori. Però si sono anticipate le
dichiarazioni di voto quindi potremo accelerare successivamente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100.
Art. 100
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
e successive modifiche ed integrazioni, per il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che si
perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, restano
determinati per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017
nelle misure indicate nelle tabelle A' e B' allegate alla
presente legge, rispettivamente per il fondo globale
destinato alle spese correnti e per il fondo globale
destinato alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, le dotazioni da iscrivere in
bilancio per l'eventuale rifinanziamento, per non più di un
anno, di spese in conto capitale autorizzate da norme
vigenti e per le quali nel precedente esercizio sia
previsto uno stanziamento di competenza, sono stabilite
negli importi indicati, per l'anno 2014, nell'allegata
tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, le autorizzazioni di spesa
recate dalle leggi indicate nell'allegata tabella D' sono
ridotte degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni
2015, 2016 e 2017 , nella tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, le autorizzazioni di spesa
recate dalle leggi a carattere pluriennale indicate
nell'allegata tabella E' sono rimodulate degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2015, 2016 e
2017 nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, le leggi di spesa indicate nella
allegata tabella F' sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in
relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria sono determinati
nell'allegata tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, le spese autorizzate relative
agli interventi di cui all'articolo 200, comma 1, della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni, sono indicate nell'allegata
tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di
impegno per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e
dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata tabella
L'.
9. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31
dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni, le disposizioni della presente legge che
comportano nuove o maggiori spese hanno effetto entro i
limiti della spesa espressamente autorizzata dalle relative
norme finanziarie. Con decreto del Ragioniere generale
della Regione, da pubblicare nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, è accertato l'avvenuto raggiungimento
dei predetti limiti di spesa. Le disposizioni recanti
espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per
l'anno in corso alla medesima data.
Si passa alla Tabella G: Fondi globali e tabelle .
Pongo in votazione il comma uno con annesse tabelle A e B.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione il comma 2 tabella C.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 3 tabella D.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 4 tabella E.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 5 tabella F.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 6 tabella G.
Alla tabella G abbiamo diversi emendamenti.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 10.37, è ripresa alle ore 10.39)
La seduta è ripresa.
Pongo in votazione la tabella G6 a firma dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
( Non è approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la tabella G7 a firma
dell'onorevole Vinciullo .
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
( E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la tabella G8 a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
( Non è approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la tabella G9 a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
( Non è approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la tabella G10 a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, Vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
( E'approvata)
Si passa all'emendamento G5 a firma dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamentoG1 che non sono presenti i
firmatari: Musumeci, Formica, Ioppolo, decade.
Si passa all'emendamento G2.
Si passa all'emendamento G3. Onorevole Fontana mi ha detto che
ritirava il G3 importi di cui alla tabella G, spese correnti
infrastrutture e mobilità UPB, sono determinati per gli anni 2015
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento G4 a firma dell'onorevole
Fontana.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento B164 a firma dell'onorevole
Fontana.
FONTANA. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la Tabella G, come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella I, comma 7 , come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella L, comma 8 , come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione Tabella L, comma 9 , come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 100 con le allegate
tabelle, così come emendate Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 101 con il prospetto
allegato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Praticamente dell'articolo 1 si tengono presenti tutti
gli effetti della Finanziaria che abbiamo testè approvato.
Pongo in votazione l'articolo 102, relativo alla entrata in
vigore. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.7. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.9. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.10. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 117.11. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente i lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.18)
La seduta è ripresa. Ringrazio l'onorevole Dina che ha dovuto fare
una verifica attenta sull'esito finale della finanziaria.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge
di stabilità regionale' (n. 912/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale» (912/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 39
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta ed autorizzo la Commissione
Bilancioa riunirsi per gli adempimenti di rito. La Giunta di
Governo deve riunirsi anche per gli adempimenti di propria
competenza.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.19, è ripresa alle ore 11.30)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
La Commissione si è riunita.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Ho
la nota di variazione, pertanto viene risottoposta all'Assemblea
perché dobbiamo votare il bilancio anche alla luce della nota di
variazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la nota di variazione di bilancio,
esitata dalla II Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e
bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017' (n. 911/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale del disegno di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017 (n. 911/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale
per il triennio 2015/2017 (n. 911/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 39
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
(Brusìo in Aula)
Onorevoli colleghi, scusate, abbiamo tantissimi ordini del giorno
che trasmettiamo al Governo per un esame. Ne abbiamo estrapolati
alcuni che possono essere votati. Il primo: Urgenti interventi di
manutenzione straordinaria per la Cattedrale di San Lorenzo di
Trapani , a firma dell'onorevole Fazio. Accettiamo tutto come
raccomandazione.
Diamo atto all'onorevole Greco di avere presentato un ordine del
giorno che impegna il Governo a risolvere la vicenda COINRES, che
ha impegnato quest'Aula.
Onorevoli colleghi, così come eravamo rimasti dobbiamo passare a
trattare il disegno di legge n. 980, presentato dai deputati
Barbagallo, Gucciardi, Lupo e Cirone. Considerata l'ora, la seduta
è rinviata a martedì 12 aprile 2015, alle ore 16.00, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 68 BIS DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norme in materia di composizione dei consigli comunali
e di status degli amministratori locali . (n. 980)
(Seguito)
La seduta è tolta alle ore 11.34 di venerdì 1 maggio 2015
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.10 di venerdì 1
maggio 2015)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO 1
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2015 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL
TRIENNIO 2015/2017 . (N. 911/A)
Approvati gli emendamenti A.1 (pag. 3), B.3 (pag. 8), B.373
(pag. 123), B.376 (pag. 219), B. 383 (pag. 221) (vedasi Tomo
1 Fascicolo emendamenti allegato)
Emendamento B.384.1(interamente sostitutivo dell'emendamento
B.384)
All'emendamento B.384 sostituire la cifra 380 con 214 .
B.372 (pag. 302), B.377 (pag. 326), B.379 (pag. 351), B. 378
(pag. 379), B.387 (pag. 400), 1.R (emendamento di riscrittura di
pag. 402) (vedasi Tomo 2 Fascicolo emendamenti allegato)
Emendamento B.9.1
L'emendamento B.9 è così sostituito:
UPB 1.1.1.5.2 capitolo 100303 -100
Mercoledì 29 aprile 2015
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER
L'ANNO 2015. LEGGE DI STABILITà REGIONALE . (N. 912/A)
Emendamento 7.1
L'articolo è cosi modificato:
-Dopo le parole ..ai sensi dell'articolo 13, comma 5, della legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28 aggiungere contigui .
-Dopo la parola oneri contenuta all'ultimo rigo introdurre entro
il termine di 60 giorni dalla entrata in vigore della presente
legge l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità con proprio
decreto disciplinerà l'esecuzione della presente disposizione .
Emendamento 9.4
All'articolo 9 è aggiunto il seguente comma 4
Organismi intermedi nell'ambito della programmazione 2014-2020
4. La Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 123 del
Regolamento (UE) n. 1303 del 17 dicembre 2013, attua parte
rilevante delle azioni inerenti lo sviluppo locale mediante i
Comuni del territorio siciliano, le loro aggregazioni e i loro
liberi consorzi, ritenuti idonei in quanto dotati di un apposito
sistema di contabilità, sorveglianza e informativa finanziaria
separati e informatizzati, che vengono individuati quali Organismi
Intermedi (O.I.) nell'ambito del PO FESR Sicilia, dei PO FSE e del
PSR 2014-2020.
Emendamento 10.8
Il comma 2 dell'articolo 10 è soppresso.
Emendamento 11.2
L'articolo 11 è soppresso.
Emendamento 12.10
Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
per l'esercizio finanziario 2016 è autorizzata la spesa di 21.400
migliaia di euro .
Emendamento 12.15
Il comma 2 dell'articolo 12 è sostituito dal seguente:
2. All'articolo 30, comma 5 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 le parole a far data dall'1 gennaio 2014 e fino al 31
dicembre 2016 sono sostituite con le parole per il triennio 2014-
2016, nei limiti delle autorizzazione di spesa previste per ciascun
anno .
Emendamento 12.14
Dopo il comma 8 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente comma:
9. Nelle more dell'attuazione della riforma prevista
dall'articolo 2 della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8, la quota
del fondo di cui all'articolo 30, comma 7, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e s.m.i., in favore dei Liberi Consorzi comunali
per i lavoratori con contratto a tempo determinato, è pari al
contributo già concesso dalla Regione per ogni singolo lavoratore
alla data del 31 dicembre 2013 .
Emendamento 12.13
All'articolo 12, comma 8, le parole si interpretano sono
sostituite con le parole si applicano .
Emendamento 13.2
Al comma 1 dopo le parole tutte le istanze di conciliazione sono
aggiunte le seguenti: riferite ai soggetti di cui alla lettera d),
comma 1, dell'articolo 5 della legge regionale 9 maggio 2012, n.
26 .
Emendamento 13.3
All'articolo 13 sono aggiunti i seguenti commi:
1. gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione
Siciliana sono autorizzati, nei limiti delle disponibilità
finanziarie dell'ente stesso, alla conciliazione ex art. 410
C.P.C., previa verifica della sussistenza delle concrete modalità
di svolgimento delle prestazioni individuali che mostrino indici
rilevatori della subordinazione, per tutte le diffide e messe in
mora pervenute formalmente alle stesse entro il 31 dicembre 2013.
2. le conciliazioni di cui al comma 1 producono effetti utili
anche ai fini dell'art. 1, comma 400, della legge 24 dicembre 2012,
n. 288 e dell'art. 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31
maggio 2010, n. 78 convertito con modificazione dalla legge 3
luglio 2010, n. 122, nonché per le disposizioni di proroga a tempo
determinato al 31 dicembre 2013 presso la Regione Siciliana.
Emendamento 17.2
Al comma 1 dell'articolo sostituire le parole ..ed i componenti
della segreteria di cui all'art. 43 comma 6, della legge regionale
7 marzo 1997, n. 6, come modificato dall'articolo 100 della legge
regionale n. 2/2002, scelti fra il personale in servizio presso il
Dipartimento regionale delle Autonomie locali , con le seguenti
parole: l'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica con proprio decreto determina le modalità di
funzionamento ed i componenti della segreteria di cui all'art. 43
comma 6, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, come modificato
dall'articolo 100 della legge regionale n. 2/2002, vengono
individuati fra gli impiegati regionali ed il loro operato è a
titolo gratuito.
Emendamento 18.4
E' aggiunto il seguente comma:
Norme di garanzia per la sostenibilità del Servizio sanitario
regionale.
L'attuazione delle norme contenute nella presente legge, dalla cui
applicazione scaturiscono nuovi e maggiori oneri, diretti o
indiretti, a carico del Fondo Sanitario regionale, è subordinata
all'autorizzazione preventiva dei Ministeri dell'economia e della
salute in termini di compatibilità con i Programmi operativi di
prosecuzione dei Piani di Rientro.
Emendamento 28.1
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
2. L'art. 1 comma 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 12
recante nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
della Sicilia. Disposizioni finanziarie nel settore trasporti è
così modificato 4. L'esercizio dei servizi di collegamento
marittimo con le isole minori è regolato da contratti di servizio
aventi durata non inferiore a quattro anni.'
Emendamento 29.4
Al comma 1 le parole la Ragioneria generale sono sostituite con
le parole il competente dipartimento dell'Assessorato regionale
dell'economia e le parole per effetto delle vigenti norme
sull'amministrazione regionale che assegnano alla medesima
Ragioneria le competenze in materia di patrimonio immobiliare sono
soppresse.
Emendamento 6.9
Al comma 3 la lettera b) è così sostituita:
b) Esigenza di limitare per i comuni significative variazioni, in
aumento e in diminuzione, garantendo ai comuni con popolazione
inferiore a 5000 abitanti, di cui alla legge 27 dicembre 1977, n.
984, un'assegnazione di parte corrente non inferiore a 100.000
migliaia di euro;
Emendamento 6.14 (di identico contenuto dell'emendamento 6.15)
Al comma 3, la lettera g) è soppressa.
Emendamento 6.2
Il comma 6 è soppresso.
Emendamento 6.17.1
Per le finalità di cui al comma 10 dell'articolo 4 della legge
regionale 12 maggio 2010 n. 11, è autorizzata la spesa di 500
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015 in favore del
Comune di Lipari, a valere sulle assegnazioni di cui al comma 1.
Giovedì 30 aprile e Venerdì 1 maggio 2015
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER
L'ANNO 2015. LEGGE DI STABILITà REGIONALE . (N. 912/A)
Emendamento 49.32 (riscrittura comma 5 art. 49)
5. I commi l, 2 e 3 dell'articolo 12 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 sono sostituiti dai seguenti:
1. AI fine di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso
la riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale,
il personale impiegato nel servizio di antincendio boschivo di
cui all'elenco speciale dei lavoratori forestali di cui
all'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16
e successive modifiche e integrazioni e di cui all'articolo 44
della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, è inserito in
un'unìca graduatoria distrettuale congiuntamente a tutti gli
altri lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche e
integrazioni, nei relativi contingenti di appartenenza e con i
criteri previsti dall'articolo 49 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16. Gli addetti al servizio antincendio
boschivo sono individuati prioritariamente in coloro che
svolgevano già detta funzione, previo accertamento dell'
idoneità specifica nella mansione. Per la rideterminazione dei
contingenti dei lavoratori addetti al servizio prevenzione
incendi, in un quadro di miglioramento dell'efficienza e di
rispondenza alle mutate esigenze della collettività, si procede
annualmente sulla base delle effettive e motivate esigenze
organizzative e territoriali, garantendo in ogni caso giusti
livelli operativi a salvaguardia del patrimonio forestale
regionale assicurando comunque una riduzione del contingente
dei lavoratori addetti al servizio di prevenzione incendi nella
misura pari ad almeno il venti percento di quello impiegato nel
2014.
2. Sono confermate le competenze del Comando del corpo
forestale della Regione siciliana previste dall'articolo 65
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni e dall'articolo 47 del decreto
presidenziale 20 aprile 2007, n.
154.
3. Per la realizzazione delle attività di rispettiva
competenza, il Comando del corpo forestale della Regione
siciliana in coerenza con quanto disposto dal precedente comma
2, e il dipartimento regionale dello sviluppo rurale e
territoriale attingeranno dalla graduatoria unica di cui al
precedente comma 1.".
Emendamento 49.11
Al comma 7 le parole anno 2016 sono sostituite dalle parole
anno 2017
Emendamento 49.4
- Al comma 5-1, dopo le parole « che svolgevano già detta
funzione, previo » inserire la parola «inderogabile»;
- al comma 5-1, dopo le parole « accertamento dell'idoneità
specifica nella mansione» inserire le parole «, in difetto non
potrà essere corrisposta l'indennità di rischio».
Emendamento 49.25 I Parte:
Al comma 11 (1 ter) le parole 5 rate annuali dal 2015 al 2020
sono sostituite con le parole 5 rate annuali dal 2015 al 2019 .
Emendamento 49.16
Il comma 14 è soppresso
Emendamento 49.14
Il comma 15 è soppresso
Emendamento 49.25.1 II parte
Il comma 19 dell'art. 49 è soppresso.
Emendamento 49.17.1.1
All'emendamento 49.17.1 aggiungere alla fine: Fatto salvo
l'attuale livello occupazionale .
Emendamento 49.17.1:
1) L'emendamento 49.17 è così sostituito: Al comma 11 le parole
2015-2019 sono sostituite dalle parole 2015-2020 .
2) La tabella dell'1-quater è così sostituita:
a) 2015 decurtazione del 10%
b) 2016 del 20%
c) 2017 del 30%
d) 2018 del 40%
e) 2019 del 60%
f) 2020 dell'80%
A decorrere dl 2021 il contributo è soppresso.
Emendamento 51.18 I parte:
Al comma 1 le parole eccetto il Dipartimento agricoltura
dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea sono sostituite dalle seguenti: Ai
fini della predetta riduzione si tiene conto delle esigenze
prioritarie connesse ai processi di gestione, rendicontazione,
certificazione e controllo della spesa a valere sui fondi
extraregionali e dopo le parole contratto individuale di lavoro
sono aggiunte le parole relativo all'incarico dirigenziale .
Emendamento 51.18 II parte:
Al comma 3 sostituire le parole Per il quinquennio 2015-2020 con
Per il quinquennio 2016-2020
Emendamento 51.18 III parte:
Al comma 4 sostituire le parole Per il biennio 2015-2016 con
Per il biennio 2016-2017 e le parole e per il quadriennio 2017-
2020 con e per il triennio 2018-2020 .
Emendamento 51.18 IV parte:
Al comma 5 sostituire le parole Per il biennio 2015-2016 con
Per il biennio 2016-2017 e le parole e per il quadriennio 2017-
2020 con e per il triennio 2018-2020 .
Emendamento 51.3.1.1
1. Sostituire le parole comma 5 con le parole comma 4 ;
2. Aggiungere dopo il comma 9 il seguente:
9 bis. L'Amministrazione regionale, previa verifica delle
proprie esigenze funzionali, a decorrere dall'anno 2016 è
autorizzata a bandire concorsi pubblici per il reclutamento di
figure professionali munite di diploma di laurea specialistica o
magistrale nei limiti del 10% dei soggetti collocati in quiescenza
per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 54, inclusi gli
operatori dell'informazione professionale e della comunicazione
istituzionale iscritti nell'ordine dei giornalisti.
Emendamento 51.3
Al comma 4 sostituire le parole in numero pari con al 90 per
cento dei
Emendamento 51.10
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
I provvedimenti di riorganizzazione delle piante organiche e
degli organigrammi degli enti, aziende o istituti sottoposti a
vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale le cui spese di
funzionamento sono direttamente ed indirettamente a carico del
bilancio della Regione o che gestiscono fondi regionali definiti di
terzi in amministrazione, che alla data di pubblicazione della
presente Legge, non risultano definiti ai sensi dell'ultimo comma
dell'art.3 della L.R. n. 2/78, sono revocati.
Emendamento 51.20
Il comma 10 dell'articolo 51 è soppresso.
Emendamento 51.19
Emendamento art. 51 (Riscrittura commi 17 e 18)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai dirigenti ed al personale con qualifica non dirigenziale
dell' Amministrazione regionale e degli enti di cui all'articolo I
della legge regionale 15 maggio 2000, n. IO, che applicano il
contratto collettivo di lavoro dei dirigenti e dei dipendenti
regionali, per i periodi di assenza per malattia di qualunque
durata, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il
trattamento economico fondamentale, comprendente l'indennità
integrativa speciale e l'indennità di vacanza contrattuale, con
esclusione di ogni ulteriore indennità o emolumento comunque
denominati aventi carattere fisso e continuativo nonché di ogni
altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più
favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle
specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute
ad infortunio sul lavoro oppure ricovero ospedaliero o a day
hospital nonché per le assenze relative a patologie gravi che
richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti
dall'applicazione del presente comma non possono essere utilizzati
per incrementare i fondi per la contrattazione collettiva.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai dirigenti ed al personale con qualifica non dirigenziale
dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'articolo 1
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, i permessi retribuiti
per particolari motivi familiari o personali spettano nella misura
massima di tre giorni per anno solare. Si applicano le disposizioni
statali vigenti in materia di assenze per visite, terapie,
prestazioni specialistiche ed esami diagnostici. Non si applicano
le disposizioni di legge e contrattuali vigenti più favorevoli.
Emendamento 51.12
Sopprimere il comma 22
Emendamento 51.15 V parte (di identico contenuto al 51.16 II
parte):
Al comma 23 sostituire le parole commi 4 e 22 con 5 e 22 .
Emendamento 53.4:
All'articolo 53 sono apportate le seguenti modifiche:
-dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis:
1 bis. All'articolo 20, comma 1 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21 le parole alla retribuzione ultima in godimento sono
sostituite dalle parole la media delle retribuzioni degli ultimi
cinque anni .
-Al comma 2 dopo le parole trattamenti stipendiali è aggiunta la
parola complessivi .
Emendamento 53.3:
Riscrittura dell'articolo 53 commi 3 e 4
Armonizzazione del sistema pensionistico regionale a quello
statale
1. Le aliquote percentuali delle pensioni ai superstiti in vigore
nel regime dell'assicurazione generale obbligatoria per
l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, applicate, a decorrere
dall'l gennaio 2004, sulla quota di pensione calcolata con il
sistema contributivo ai sensi dell'articolo 20, comma 1, della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono estese, a decorrere
dalla data di pubblicazione della presente legge, a tutti i
trattamenti di pensione di reversibilità e di pensione indiretta
riferiti al personale di cui all'articolo 10, commi 2 e 3, legge
regionale 9 maggio 1986, n. 21, deceduto successivamente alla data
di entrata in vigore della presente legge.
2. Il regime di cumulo di cui all'articolo 1, comma 41, della legge
8 agosto 1995, n. 335, applicato a decorrere dall'l gennaio 2004 ai
trattamenti dei superstiti di dipendente collocato in pensione, o
deceduto, dopo l'entrata in vigore dell'articolo 20 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, destinatario delle disposizioni
di cui all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio
1986, n. 21, è esteso, a decorrere dalla data di pubblicazione
della presente legge, anche ai trattamenti pensionistici attribuiti
a superstiti di dipendente destinatario delle citate disposizioni,
collocato in pensione prima dell'entrata in vigore dell'articolo 20
della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, deceduto
successivamente alla data di entrata in vigore della presente
legge.
Emendamento 54.18.1:
-Aggiungere il seguente comma:
Come previsto dal comma 3 dell'articolo 80 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, a decorrere dall'anno 2002, ai lavoratori
sordomuti di cui all'articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381,
nonché agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata
riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento o ascritta
alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo
unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915,
come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive
modificazioni, è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di
servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero
cooperative effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di
contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla
pensione e dell'anzianità contributiva, il beneficio è riconosciuto
fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione
figurativa. .
Emendamento 54.18:
- il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Ai dipendenti destinatari delle disposizioni di cui
all'articolo 10, commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio 1986,
n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, collocati in
quiescenza entro il 31 dicembre 2020 con i requisiti pensionistici
di cui al decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono
riconosciuti i trattamenti di pensione disciplinati dall'articolo
20 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come modificato
dal comma 1 bis dell'articolo 5, con una decurtazione della quota
retributiva tale da determinare una riduzione complessiva del 10
per cento sul trattamento pensionistico complessivo annuo lordo
finale, che non può in ogni caso superare il novanta per cento
della media dei trattamenti stipendiali degli ultimi cinque anni
per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2016 e
dell'ottantacinque per cento per coloro che maturano i requisiti
dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2020. Per coloro che maturano il
diritto di cui al decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
entro il 31 dicembre 2015 non si applicano le decurtazioni previste
dal presente comma. .
Emendamento 54.14 I Parte:
Al comma 3 dopo le parole Ai dipendenti regionali sono aggiunte
le parole destinatari delle disposizioni di cui all'articolo 10,
commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, .
Emendamento 54.14 II Parte:
Al comma 5 dopo le parole Ai dipendenti regionali sono aggiunte
le parole destinatari delle disposizioni di cui all'articolo 10,
commi 2 e 3, della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, .
Emendamento 57.3 I Parte:
Al comma 1 le parole: istituito l'Ufficio sono sostituite con le
parole: istituita la
Emendamento 57.3 II Parte:
Al comma 2 le parole: L'Ufficio funge da centrale unica di
committenza per gli sono sostituite dalle parole La centrale
unica di committenza provvede agli .
Emendamento 57.3 III Parte:
Il comma 5 è soppresso
Emendamento 57.3 IV Parte:
Al comma 6 la parola Ufficio è soppressa
Emendamento 58.5 (Riscrittura dell'articolo 58):
Art. 58
Nuovo assetto dell'Assessorato regionale
dell'economia
1. 1. All'articolo 8, comma 1, lettera c) della legge regionale 29
dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, dopo
le parole "regolarità amministrativo-contabile" sono aggiunte le
parole "compresi i controlli sugli enti pubblici e sulle società
partecipate della Regione siciliana. Committenza unica per
l'acquisto dei beni e dei servizi .
2. AI fine di consentire l'immediata attuazione delle disposizioni
di cui al presente articolo, improntate a criteri di efficienza
dell'azione amministrativa e, al contempo, di contenimento della
relativa spesa, la ripartizione e la modifica delle attribuzioni
dell'Assessorato regionale dell'economia che scaturiscono dalla
presente legge e la relativa articolazione organizzativa e
funzionale delle strutture intermedie, in misura ridotta del trenta
per cento, nonché degli Uffici alle dirette dipendenze
dell'Assessore, sono determinati, nelle more dell'iter richiamato
dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19, con delibera della Giunta regionale su proposta
dell'Assessore per l'economia. La Centrale unica di committenza per
l'acquisto dei beni e dei servizi è ascritta alle competenze del
Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria
Generale e le funzioni in materia di Demanio e Patrimonio
immobiliare sono attribuite al Dipartimento regionale delle Finanze
e del Credito.
3. All'Ufficio speciale di cui al comma 6 ter dell'articolo 20
della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni sono attribuite, altresì, le competenze in materia
di Liquidazioni A.T.O., Enti ed Aziende regionali.
4. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, dopo le parole "finanze e credito" sono aggiunte le
parole "e dei dirigenti responsabili degli Uffici speciali
incardinati presso il medesimo".
5. Il Ragioniere generale della regione è autorizzato ad effettuare
le variazioni di bilancio discendenti dal presente articolo.
Emendamento 55.3:
L'articolo è soppresso.
Emendamento 36.2.1.:
Il comma 4 dell'emendamento 36.2 è cassato
Emendamento 36.2:
Sono aggiunti i seguenti commi:
L'articolo 2 della legge regionale 1 Marzo 1995, n. 16, è così
modificato:
1. Il Consiglio di amministrazione dell'istituto dei ciechi "Opere
riunite I. Florio - F. ed A. Salamone", con sede in Palermo,
previsto dall'articolo 7 dello statuto approvato dal regio decreto
6 maggio 1935, n. 937 ed integrato dall'articolo 4 della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 33, è nominato dall'Assessore
Regionale all'Istruzione e alla Formazione Professionale, secondo
la seguente composizione:
- n. 2 rappresentanti della Sezione Provinciale di Palermo
dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti quale sede
territorialmente competente;
- n. 1 rappresentante del Consiglio Regionale Siciliano dell'Unione
Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti;
- n. 1 rappresentante della Regione Siciliana - Assessorato
all'Istruzione e alla Formazione Professionale;
- n. 1 rappresentante della famiglia Florio designato dai
legittimi discendenti e/o aventi causa.
2. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore Regionale all'Istruzione e alla Formazione
Professionale provvede alla nomina del nuovo Consiglio di
Amministrazione dell'Istituto secondo la composizione di cui al
precedente comma 1; il nuovo Consiglio di Amministrazione potrà
insediarsi ed operare anche in presenza di tre Consiglieri su
cinque.
3. Il Consiglio, che dura in carica cinque anni, elegge nel suo
seno il presidente ed il vicepresidente dell'Istituto.
4. Il Consiglio nomina e revoca i dirigenti dell'Istituto.
5. Ai fini del controllo amministrativo - contabile
dell'Istituto, viene istituito un collegio di revisori composto da
tre membri, di cui uno nominato dall'Assessore regionale
all'Istruzione e alla Formazione Professionale e due
dall'Assessore Regionale dell'Economia.
Emendamento 37.1:
Al comma 2 le parole in relazione all'utilizzo dei fondi
comunitari. sono sostituite da in relazione all'utilizzo dei
fondi extraregionali .
Emendamento 38.4bis:
- Le parole di euro 90 migliaia sono sostituite dalle parole
prevista dall'articolo 10 del DPR n. 52 del 21 giugno 2012
Emendamento 40.2:
- Il comma 2 dell'articolo 40 del DDL è così sostituito:
2. Al comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 12 agosto
2014, n. 21 le parole "a decorrere dall'esercizio finanziario 2015"
sono sostituite con le parole "per l'esercizio finanziario 2014".
Dopo il comma 2 dell'articolo 40 sono aggiunti i seguenti commi:
"3. Il comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale 12 agosto
2014, n. 21 è soppresso.
4. Per l'esercizio finanziario 2015 l'eliminazione dal conto del
bilancio dei crediti previsti dall'articolo 1, commi 527 e 528,
della legge 24 dicembre 2012, n, 228, secondo le procedure del
comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 12 agosto 2014, n.21,
nonché i crediti non presenti nei conti dell'agente della
riscossione, è effettuata nell'ambito delle procedure del
riaccertamento straordinario dei residui di cui al comma 7
dell'articolo 3 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n.118 e
successive modifiche ed interrogazioni. Per gli esercizi successivi
l'eliminazione è effettuata annualmente nell'ambito del
riaccertamento ordinario di cui al comma 4 dell'articolo 3 del
Decreto legislativa 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni.
5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2015 le disponibilità
del fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui
di cui all'articolo 3, comma 7 del Decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni sono destinate
al fondo crediti di dubbia esigibilità di cui al medesimo comma 7,
dell'art. 3 lettera e) del citato decreto legislativo . .
Emendamento 41.8.1 (Riscrittura emendamento aggiuntivo 41.8)
Articolo ......
Enti pubblici regionali liquidazione e composizione organi
l. L'Ente Autonomo Portuale di Messina, istituito con il decreto
del Presidente della Regione 10 novembre 1953, n. 270, l'Agenzia
della Regione Siciliana per le Erogazioni in Agricoltura, istituita
con l'articolo 60 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 1 e i
Consorzi di ripopolamento ittico, istituiti con la legge regionale
1 agosto 1974, n. 31, ivi inclusi quelli oggetto della
riorganizzazione prevista dall'articolo 44 della legge regionale 4
maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, sono
posti in liquidazione.
2. l saldi finali attivi di liquidazione dei Consorzi di
ripopolamento ittico sono prioritariamente destinati al
soddisfacimento di eventuali crediti rimasti insoddisfatti nei
confronti di altri Consorzi di ripopolamento ittico in
liquidazione.
3. Agli Enti pubblici regionali si applicano le disposizione
dell'articolo 6, comma 5, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito in legge con modificazioni dall'articolo l, comma l,
della legge 30 luglio 2010, n. 122, fissando a tre il numero
massimo dei componenti degli organi di amministrazione, a partire
dalla ricostituzione degli organi attualmente in carica.
4. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
con decreto del Presidente della Regione, previa delibera di Giunta
di governo, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 48, comma
1, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono definite le
rappresentanze degli organi degli enti di cui al comma l, e, per
particolari esigenze, i casi in cui gli organi di amministrazione
mantengono 5 componenti, con le procedure di cui all'articolo 7,
comma 3, della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21.
Emendamento 35.1.1.1:
Al comma 4 le parole del 30% sono sostituite con le parole a
70.000,00
Emendamento 35.1.1:
3. Qualora l'amministratore unico o l'amministratore delegato
ricopra anche le funzioni di direttore generale, il limite massimo
del trattamento economico annuo omnicomprensivo è pari a euro
90.000,00 (novantamila).
4. per gli incarichi previsti nel presente articolo si applicano
le norme di inconferibilità previste dall'articolo 9 del d.lgs.
39/2013.
Emendamento 35.7:
Al comma 1, lett. b), dopo le parole due consiglieri e prima
delle parole che può nominare sono inserite le seguenti secondo
le previsioni statutarie sulla rappresentanza dei soci
Emendamento 35.6:
Sopprimere il comma 6
Emendamento 35.3:
Al comma 7 le parole L'Assessorato regionale dell'economia sono
sostituite dalle seguenti: Il Dipartimento regionale bilancio e
tesoro - Ragioneria generale .
Emendamento 46.3.1:
Il comma 1 dell'articolo 46 è sostituito dal seguente:
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere, sulla base di
criteri definiti con delibera della Giunta regionale, contributi
straordinari a favore dei marittimi siciliani che abbiano subito
danni per effetto di sequestri illegittimi di imbarcazione nel
Mediterraneo. Per le finalità del presente articolo è autorizzata
la spesa di 246 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2015.
Emendamento 50.4:
All'articolo 50, comma 3, le parole che gestiscono impianti di
trasformazione commercializzazione di produzione agricole sono
soppresse.
Emendamento 52.5
Al comma 1 dell'articolo 52, le parole ai componenti delle
commissioni sono sostituite dalle seguenti a tutti i componenti
delle commissioni, inclusi presidenti e vicepresidenti
Emendamento 56.4:
Al comma 1 dell'articolo 56, dopo le parole certificazione,
audit è aggiunta la seguente parola: , monitoraggio .
Emendamento 56.1
Al comma 2 dopo le parole le funzioni relative al controllo di
primo livello sui programmi operativi regionali cofinanziati dalla
Commissione europea a valere sul FESR, sono aggiunte le parole
sul PAC .
Emendamento 50.5
All'articolo 50, comma 2, le parole 25.000 sono sostituite con
le parole 10.000 .
Emendamento 60.9 (Riscrittura comma 2)
Misure in materia di riorganizzazione e finanziamento delle
attività dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, il
comma 10 è così sostituito:
2bis Al fine di far fronte agli oneri derivanti dal passaggio del
personale dai laboratori di igiene e profilassi e agli oneri
inerenti le spese di funzionamento e di manutenzione dei beni in
uso all'Agenzia, alla stessa è assegnata una quota di finanziamento
ordinario annuale delle risorse del fondo sanitario regionale pari
a 29 milioni di euro per svolgere le attività tecniche
istituzionali e di controllo obbligatorie per gli anni 2016 e per
quelli successivi, nonché una quota di finanziamento annuale delle
risorse del fondo sanitario regionale proporzionale al piano della
perfomance da negoziare anno per anno con l'Assessorato per la
salute. A decorrere dall'esercizio 2016, il contributo di cui al
comma 9 dell'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6
è commisurato al 10 per cento dell'importo assegnato ai sensi del
primo periodo del presente comma .
2ter L'ARPA per il potenziamento dell'Agenzia e prioritariamente
per le funzioni collegate al monitoraggio ed al controllo
ambientale delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale e
delle aree metropolitane, è autorizzato, a domanda, l'immissione in
ruolo nei posti vacanti e disponibili, dei dipendenti pubblici in
atto in posizione di comando e in possesso dei requisiti, i cui
oneri sono già a carico dell'Agenzia nonché mediante procedure di
mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo
delle amministrazioni pubbliche, di cui al comma 2, dell'articolo 1
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni nei limiti delle risorse finanziarie di
cui al presente articolo. Il collocamento del personale secondo le
suddette procedure non costituisce nuova assunzione .
Emendamento 60.2
Sopprimere il comma 4.
Emendamento 59.5.3
Al comma 1 dell'emendamento 59.5 le parole di cui all'articolo 1,
comma 1, della legge regionale n. 15/2015 sono soppresse.
Emendamento 59.5.1
Al comma 1 sostituire le parole 2005/2012 con le seguenti
2005/2014
Emendamento 59.5.2
Al comma 3 la parola settembre è sostituita con dicembre
Emendamento 33.2
All'articolo 33 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
1bis. Le economie derivanti dal minore esborso in linea capitale
negli anni 2015 e 2016, conseguente alla rinegoziazione, di cui al
comma 1, dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti sono
destinate alla copertura parziale del debito in essere (UPB
4.2.3.9.1.)
Emendamento 59.6 (riscrittura art. 59)
Art. 59
Norme riguardanti l'uso dei beni ricadenti nel demanio
regionale marittimo
1. Le disposizioni di cui ai commi 732 e 733 dell'articolo 1 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147 si applicano a decorrere dalla
pubblicazione della presente legge. A tal fine, la domanda di cui
al comma 733 è presentata entro il 30 settembre 2015. Nell'ipotesi
di versamento secondo le modalità di cui alla lettera b) del comma
732 è fatto obbligo del versamento, in un'unica soluzione, del 30
per cento del canone sottoposto a dilazione".
2. Con riferimento agli impianti di produzione relativi
all'attività di acquacoltura, maricoltura, ivi compresi gli
impianti di molluschicoltura, indipendentemente dalla loro natura
giuridica, che insistono sugli specchi acquei, a decorrere dalla
data di entrata in vigore della presente legge i canoni concessori
suddetti sono stabiliti: in euro 0,1 (zero virgola uno) per metro
quadro annuo per le aree occupate a mare comprese le aree occupate
a terra. Le indennità dovute a qualsiasi titolo, per le fattispecie
di cui al presente comma, saranno calcolate con i criteri previsti
dall'articolo 7 del D.P.R.S. del 26 luglio 1994, sulla base del
canone predetto.
3. I canoni concessori di cui al comma 2 vengono applicati alle
concessioni demaniali marittime rilasciate alle Forze armate e
della Polizia di Stato nonché agli Enti ecclesiastici per attività
rientranti tra quelle istituzionali.
Emendamento 63.6
Al comma 5, 1bis: dopo le parole previa definizione aggiungere
, in accordo con i Servizi competenti per la gestione dei parchi,
musei, delle gallerie e delle zone archeologiche e monumentali
regionali .
Emendamento 63.3
Al comma 5, 1bis aggiungere il comma 1 ter: La mancata
destinazione dei proventi da parte dei Comuni alle finalità
indicate nella convenzione comporta il recupero delle somme, anche
tramite compensazione, da parte dell'Assessorato dei beni culturali
e dell'identità siciliana .
Emendamento 63.7
All'articolo 63 è aggiunto il seguente comma:
10. Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 2 luglio
2014, n. 16, è sostituito dal seguente:
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, previo parere della competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, sono definite le
linee guida per il riconoscimento della qualifica di Ecomuseo. .
Emendamento 65.8
Il comma 1.1 da La composizione a della Giunta regionale è
sostituito dal seguente:
1. Il Consiglio del Parco è composto: a) da un dirigente dei
ruoli regionali con adeguata esperienza di gestione di istituzioni
culturali e di governo di organi collegiali di amministrazione,
nominato dall' Assessore regionale ai beni culturali e all'identità
siciliana, con funzione di Presidente del Consiglio; b) dal Sindaco
del comune di Agrigento; c) dal Soprintendente ai beni culturali e
ambientali competente per territorio; d) da un esperto in economia
dei beni culturali, nominato dall' Assessore regionale ai beni
culturali e all'identità siciliana; e) un esperto nominato
dall'Assessore regionale ai beni culturali e all'identità siciliana
tra quelli esperti nel settore della tutela, salvaguardia,
valorizzazione, divulgazione, studio e ricerca, relative alla Valle
dei Templi .
Emendamento 66.2.1:
All'emendamento 66.2, al comma 6, sopprimere le parole ed, a
regime, fino alla fine.
Emendamento 66.2:
Al comma l dell'art. 66 sono aggiunti i seguenti commi:
1. La Regione Siciliana promuove lo strumento innovativo di
politica attiva "dote lavoro" che si ispira all'art. 17 del decreto
legislativo n. 23/2015.
2. La dote lavoro è uno strumento di politica attiva finalizzata
all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro di un
soggetto disoccupato o inoccupato. Essa è gestita dal Centro per
l'Impiego mediante un contratto stipulato tra un operatore
accreditato per i Servizi per il Lavoro ed il soggetto interessato.
3. Le modalità di sottoscrizione, del contratto a cui accede la
dote lavoro (contratto di ricollocazione), la sua durata in ragione
della profilatura del soggetto, nonché i requisiti dei soggetti che
possono stipulare il suddetto contratto e ogni ulteriore necessaria
modalità di attuazione, saranno determinate con decreto
dell'Assessore alla famiglia, alle politiche social i e al lavoro
da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
4. L'operatore accreditato per i servizi specialistici assume
l'obbligo, con la sottoscrizione del contratto di dote lavoro, di
accompagnare il soggetto interessato nel mercato del lavoro, nella
ricerca di una nuova occupazione e di riqualificazione
professionale.
5. All'operatore accreditato è riconosciuto un voucher che può
arrivare sino ad un importo massimo di 8.000,00 . L' entità e le
modalità di erogazione saranno disciplinate con il decreto
assessoriale di cui al comma 3.
6. La dote lavoro, in prima applicazione, è finanziata per un
importo pari a 15.000 migliaia di euro a valere sull'azione 4.2.1
del "Piano Straordinario: rafforzare l'occupabilità in Sicilia",
approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 31 del 18
febbraio 2015 ed, a regime, con le risorse dell'asse I, obiettivo
tematico 8, del POR Sicilia FSE 2014/2020, previa acquisizione del
parere della Commissione Europea e verifica dei risultati
conseguiti.
Emendamento 69.2:
Sono aggiunti i seguenti commi:
Disposizioni in materia di Entrate
Al fine di incrementare le entrate proprie della Regione, gli
Assessorati regionali riscuotono le entrate derivanti dalle
attività amministrativa di rispettiva competenza avvalendosi di
Riscossione Sicilia S.p.A., secondo le direttive emanate, entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
dall'Assessore regionale per l'economia, con la quale sono
individuate le modalità di razionalizzazione delle banche dati dei
debitori e di efficientamento dello scambio di flussi informativi
tra i soggetti interessati alla riscossione, anche attraverso
apposito servizio di assistenza tecnica fornito da Riscossione
Sicilia.
Per il servizio di assistenza tecnica è riconosciuto
esclusivamente il rimborso nei limiti delle spese sostenute.
Emendamento 71.9.1
Al comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 le parole a titolo di borse di autoimpiego sono eliminate.
Emendamento 71.2.1
All'emendamento 71.2 aggiungere:
Ai relativi oneri, pari ad euro 110 mila, si provvede con le
disponibilità del capitolo 313319. .
Emendamento 71.2.2
Dopo le parole legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 sono
aggiunte le parole nonché esclusivamente ai soggetti che, avendone
i requisiti amministrativi e di legge, abbiano presentato la
domanda per la fruizione dell'indennità ASPI in ritardo .
Emendamento 71.3
Al comma 6 aggiungere la seguente lettera:
f) reddito individuale personale inferiore a 20.000 euro o
reddito ISEE familiare non superiore a 40.000 euro .
Emendamento 72.1
Sopprimere l'articolo.
Emendamento 77.2.1
L'emendamento 77.2 è così sostituito:
All'articolo 77 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
Il trattamento previsto per i soggetti di cui al comma 1 trova
applicazione anche per i soggetti con contratto in essere secondo
le previsioni di cui all'articolo 8 della legge regionale 4 gennaio
2014, n. 1, purchè già contrattualizzati presso i gruppi
parlamentari alla data di entrata in vigore del decreto legge 10
ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213, a condizione che abbiano intrattenuto
rapporti di lavoro coi gruppi parlamentari all'A.R.S. nel corso
della precedente legislatura.
Emendamento 87.4 I parte:
Al comma 4 le parole e per il 40 per cento all'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità sono
sostituite con le parole e per il 50 per cento sono versate in
entrata nel bilancio regionale e le parole da il rimanente 10 per
cento a legge di bilancio sono soppresse.
Emendamento 87.7:
Il comma 5 è così sostituito:
I comuni destinatari delle quote di canone di cui al comma 4
impiegano le somme esclusivamente per interventi infrastrutturali
di recupero, riqualificazione e valorizzazione del territorio, del
tessuto urbano e degli edifici scolastici e ad uso istituzionale.
Una quota non inferiore al 50 per cento delle dette risorse è
riservata agli interventi di manutenzione e valorizzazione
ambientale ed infrastrutturale connessi all'attività estrattiva o
su beni immobili confiscati alla mafia ed alle organizzazioni
criminali. .
Emendamento 87.4 II parte:
Il comma 6 è soppresso.
Emendamento 87.4 III parte:
Il comma 9 è soppresso.
Emendamento 87.1:
E' aggiunto il seguente comma 10: Le presenti disposizioni si
applicano anche per il calcolo del pagamento dei canoni relativi
all'anno 2014. .
Emendamento 88.7;
Al fine di implementare l'attività di controllo e prevenzione e
lotta alle malattie animali e sicurezza alimentare, le Aziende
Sanitarie Provinciali sono autorizzate, per il triennio 2015-2017,
ad incrementare le ore lavorative dei medici specialisti di
medicina veterinaria impegnati nelle azioni previste dal piano
nazionale di prevenzione 2014-2018, e a prorogare i contratti a
tempo determinato dei medici di medicina veterinaria in servizio
presso le ASP e presso l'Istituto zooprofilattico della Sicilia,
nei limiti massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia
e nei limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a valere
sulla quota capitaria di Fondo sanitario regionale annualmente
assegnato alle ASP e sugli stanziamenti dell'IZS .
Emendamento 88.3:
Il personale medico, titolare di rapporti di continuità
assistenziale che, a seguito di verbale definitivo della
Commissione medica del Ministero dell'economia e delle finanze per
l'accertamento delle invalidità civili, è stato assegnato, da
almeno quattro anni, a servizi propri di aziende del servizio
sanitario regionale, a decorrere dall'entrata in vigore della
presente legge, è collocato nell'organico dell'azienda presso cui
presta servizio ed alle cui dipendenze viene riclassificato il
relativo rapporto di lavoro nell'ambito della disponibilità dei
vincoli di spesa per il personale. .
Emendamento 83.3:
Al primo comma dopo le parole presso immobili aggiungere le
parole di proprietà dell'IRSAP .
Emendamento 92.3:
Il comma 5 è soppresso.
Emendamento 94.1:
All'articolo, dopo le parole n. 24 del 6 marzo 1976 e s.m.i. ,
sono aggiunte le seguenti parole comunque entro i limiti previsti
dalle leggi nazionali e comunitarie di finanziamento .
Emendamento 95.5 I parte:
Sopprimere il comma 2 .
Emendamento 96.3:
Al comma 1 dell'articolo 96 le parole di entrata in vigore della
presente legge sono sostituite dalle seguenti del 31 dicembre
2015 .
Emendamento 96.4:
All'articolo 96 sostituire le parole articolo 3 con le parole
articolo 8 .
Emendamento 34.16:
L'ultimo periodo del comma 3 è sostituito dal seguente:
Per la società SEUS scpa, al fine di garantire il servizio di
emergenza-urgenza 118 su tutto il territorio della Regione ed in
relazione alle esigenze di professionalità specifiche nel settore
di riferimento, la stessa può attingere prioritariamente dalle
altre società partecipate; ove tali professionalità non siano
reperibili nelle altre società partecipate le stesse saranno
reclutate attraverso procedure di selezione pubblica di
professionalità presenti nelle stesse società.
Per le sole figure dirigenziali la SEUS scpa può attingere dalle
aziende sanitarie anche in posizione di comando. .
Emendamento 34.15:
Al comma 3 dell'articolo 34 dopo le parole modifiche ed
integrazioni aggiungere le parole con esclusione delle società
affidatarie di servizi pubblici che operano in regime di
concessione regolata dalla normativa nazionale, .
Al comma 6 della legge regionale n. 11/2010 e successive modifiche
ed integrazioni dopo le parole maggioritaria della Regione
aggiungere con esclusione delle società affidatarie di servizi
pubblici che operano in regime di concessione regolata dalla
normativa nazionale, .
Emendamento 34.4:
Il comma 4 è soppresso.
Emendamento 31.8:
Al comma 4 le parole la gestione degli impianti e la fornitura
delle utilities al dissalatore di Gela. sono sostituite con il
pagamento dei debiti pregressi relativi alla gestione degli
impianti ed alla fornitura delle utilities del dissalatore di
Gela. .
Emendamento 48.14:
Al comma 6 dopo le parole i decreti dirigenziali sono aggiunte
le parole conclusivi di procedimenti amministrativi .
Emendamento 6.17.2:
All'articolo 6, comma 6, le parole è aggiunto il seguente comma
sono sostituite con le parole sono aggiunti i seguenti commi e
dopo il comma 7 quater è aggiunto il seguente comma:
7 quinquies. Nelle more dell'inserimento nel programma di
servizio dell'ENAV per il triennio 2016-2019, per l'anno 2015, a
valere sul fondo perequativo di cui al comma 2 la somma di 1.000
migliaia di euro è destinata al comune di Comiso al fine di
garantire la continuità dei servizi di assistenza al volo da parte
dell'ENAV. .
Emendamento 6.17
E' aggiunto il seguente articolo:
Disciplina contributi straordinari agli enti locali
In considerazione delle particolari difficoltà finanziarie del
comparto degli enti locali, il Dirigente generale del Dipartimento
regionale delle autonomie locali, su richiesta delle enti
assegnatari di contributi straordinari e previa autorizzazione
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, può provvedere a riassegnare allo stesso ente le somme
già erogate nelle ipotesi in cui dalla rendicontazione, presentata
oltre il termine previsto dall'articolo 158 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267 e s.m.i., risulti che le stesse sono state
utilizzate per le previste finalità.
Emendamento 6.22:
Emendamento sostitutivo del comma 9, dell'articolo 6, del ddl n.
912/A