Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Giuramento di Deputato
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno: «Giuramento
di Deputato».
Ricordo che, nella seduta n. 240 del 9 giugno 2015, l'Assemblea ha
preso atto delle dimissioni, per incompatibilità, dalla carica di
deputato regionale dell'onorevole Firetto e che, nella seduta n.
241 di pari data, la stessa Assemblea ha preso atto delle
conclusioni della Commissione per la Verifica dei Poteri di
attribuire il seggio resosi vacante all'onorevole Gaetano Cani.
(L'onorevole Cani entra in Aula)
Poiché l'onorevole Cani è presente in Aula, lo invito a prestare
il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Cani pronuncia a voce alta le parole: Lo giuro )
Dichiaro immesso l'onorevole Cani nelle funzioni di deputato
all'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
BARGALLO, segretario dà lettura del processo verbale della seduta
n. 240 che, non sorgendo osservazione si intende approvato.
PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta n. 241 sarà data
lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la giornata
odierna, gli onorevoli Arancio, Vullo, Alloro, Lo Sciuto, Tamajo,
Forzese, Milazzo A., Foti, Zafarana e Dipasquale.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
politico
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Firetto, di cui l'Assemblea ha preso atto nella
seduta n. 240 del 9 giugno 2015, decadono i seguenti atti ispettivi
e di indirizzo politico:
- interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 175, 309,
712, 756, 870, 1138, 2096, 2150;
- interrogazioni con richiesta di risposta in commissione: nn.
1603, 1642, 2216, 2251;
- interpellanze: nn. 63, 149;
- mozioni: nn. 258, 304, 342, 400.
Inoltre, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
- interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 294, 472,
474, 1650, 1766, 2083;
- interrogazioni con richiesta di risposta in commissione: nn.
1616, 1617, 1665, 1958, 2056, 2130, 2255, 2366, 2603, 2619, 2652;
- interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 1386,
1471, 1473, 1479, 1498, 1501, 1914, 2634;
- interpellanza: n. 61;
- mozioni: nn. 71, 143, 228, 251, 254, 266, 270, 373, 441.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare doveroso
ringraziare e salutare calorosamente tutti voi, fare i migliori
auguri di un buon lavoro al collega onorevole Firetto, per tutto
quello che ha fatto e per il suo nuovo incarico e ringraziare il
partito per tutto quello che è venuto fuori e per la fiducia
accordatami.
Dichiaro anche di aderire, fin da adesso, al gruppo parlamentare
UDC.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Se volete, noi ce ne andiamo
TURANO. Onorevole Cordaro, noi abbiamo la fortuna di avere un
nuovo collega e abbiamo il piacere di porgere ufficialmente il
benvenuto a lui, augurargli buon lavoro e, al contempo, rimarcare
perché da noi ci sono alcune regole che sono chiare. già ieri il
gruppo parlamentare si era riunito e aveva ratificato l'adesione
dell'onorevole Cani.
Questo è un atto che voglio testimoniare, a nome del gruppo
parlamentare dell'UDC, nei confronti del nuovo collega e come
comunicazione all'Aula.
zione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli ammini-
stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie
(n. 980/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli
amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
varie (n. 980/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno.
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli
amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
varie (n. 980/A)
Invito i componenti della I Commissione, «Affari istituzionali», a
prendere posto nei banchi loro assegnati.
Ricordo che ieri era stata data lettura della comunicazione
dell'autorizzazione che il sottoscritto ha dato all'onorevole
Cracolici di partecipare alla missione a Roma il 10 giugno 2015,
proprio oggi, presso il Ministero degli Affari regionali per
partecipare all'incontro inerente la riforma delle ex province e la
ristrutturazione dei liberi consorzi.
Lo volevo ribadire in questa sede perché oggi noi incardiniamo - e
abbiamo presente il relatore del disegno di legge, onorevole
Malafarina - il disegno di legge sullo status degli amministratori
e si può avviare la discussione generale, comunque, concludere la
discussione generale entro martedì ed entro lo stesso termine di
martedì, si possono presentare eventuali emendamenti.
Abbiamo il dovere, però, così come ci siamo intesi, anche se non
formalmente, di incardinare il disegno di legge con la relazione
dell'onorevole Malafarina.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Malafarina per svolgere la
relazione.
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
darò lettura della relazione alla quale rimando, anche perché
riassume sinteticamente quello che è il contenuto degli articoli
che sono stati approvati, il contenuto della legge che è stato
approvato all'unanimità in commissione.
Però, ritengo importante e significativo spiegare quelli che sono
i motivi ispiratori di questa norma e vorrei che gli onorevoli
colleghi prestassero un momento di giusta attenzione a quello che è
lo spirito a cui ci si è ispirati nell'adottare questa legge.
Da un lato, ci si è adeguati a quella che è la norma nazionale sul
contenimento delle spese per i consigli comunali e, dall'altro, si
è cercato, sicuramente, di mantenere quanto più intatti possibili i
livelli di partecipazione, di rappresentatività democratica per le
comunità locali.
Sono due fattori difficilmente conciliabili fra di loro perché, se
da un lato ci sono meno risorse, dall'altro, a garantire i livelli
di efficienza pressoché analoghi, è decisamente difficile. Ma
nonostante questo credo che la Commissione - sottolineo con
l'unanime consenso di tutta la Commissione - abbia fatto un buon
lavoro di sintesi.
Credo anche che sia doveroso informare la pubblica opinione, ma
anche le forze politiche presenti in questa Aula, dei risparmi di
spesa che si andranno a realizzare, risparmi di spesa che non
saranno finalizzati a comprimere la rappresentatività, torno a
dire, delle forze politiche all'interno dei consigli comunali,
quanto piuttosto a contenere delle spese che, oggi, sono
sicuramente non più sostenibili da parte delle comunità locali, da
parte della finanza pubblica, specialmente in piccole realtà come
sono i comuni inferiori a 10 mila abitanti, per i quali,
sicuramente, c'è stata una riduzione.
La riduzione che riguarda, essenzialmente, i comuni inferiori ai
50 mila abitanti riguarda sia il numero di consiglieri comunali, in
generale, sia il numero di assessori.
Non voglio scendere nei particolare perché poi, sicuramente,
l'Assessorato distribuirà delle tabelle aggiornate e analitiche per
dire quanti e quali risparmi di spesa si vadano a quantificare. Vi
do dei numeri che - mi perdonerete - sono approssimativi perché
calcolati assieme a qualche collaboratore in modo non assolutamente
esteso a tutte le realtà, però, indicativamente si andrà ad avere
una riduzione di circa 350 assessori complessivamente nei 390
comuni siciliani e una riduzione complessivamente di 1.050
consiglieri sui comuni. I consiglieri comunali passeranno da un
numero di circa 5.250 a 4.200.
Questi dati comporteranno dei grossi risparmi di spesa e il primo
risparmio di spesa che si va a realizzare è sicuramente quello
relativo agli stipendi e agli emolumenti di sindaci, vicesindaci,
assessori e presidenti di consigli comunali.
A conti fatti, i sindaci incideranno per 2 milioni e 400 mila euro
circa l'anno in meno; i vicesindaci per quasi 3 milioni di euro,
esattamente per 2 milioni e 940 mila euro; gli assessori
scenderanno di 350 unità con un risparmio di spesa di circa 3
milioni e 900 mila euro annui e i presidenti dei consigli comunali
avranno una riduzione complessiva di 820 mila euro circa.
L'ammontare complessivo della cifra che le finanze pubbliche
risparmieranno sarà circa di 18 mila euro e su questa cifra ci sarà
sicuramente da approfondire perché non tiene assolutamente conto di
quelle che saranno le nuove normative per quanto riguarda le
presenze, i gettoni di presenza, gli emolumenti e il rimborso delle
spese per i consiglieri comunali.
Capisco che politicamente si coglie un certo disagio delle forze
politiche nel far digerire alle rappresentanze locali una normativa
del genere, però, nell'ambito generale della revisione della spesa
non c'è nulla che sia indolore, tutt'altro, basta considerare che i
piccoli comuni da 1.000 a 5.000 mila abitanti sono quelli che hanno
un numero di Assessori, di rappresentanza e quant'altro
assolutamente notevole, 375 piccoli comuni su 390 sono quelli che,
sostanzialmente, contribuiranno notevolmente, perché sono
sicuramente in numero maggiore, alla riduzione della spesa.
Nella discussione generale che si andrà ad affrontare da qua a
quando lei, Presidente, deciderà penso la settimana prossima, io vi
prego di tenere conto di questi dati, vi prego di tener conto del
fatto che il risparmio di spesa è assolutamente indispensabile,
condiviso e necessario. E' necessario perché le situazioni delle
finanze pubbliche le conosciamo tutti quanti, sappiamo con quanta
delicatezza, con quanta difficoltà sono state affrontare e sappiamo
che, purtroppo, i tagli sono dolorosi ma necessari, anche per
ristabilire quei criteri di moralità che, in alcuni casi, sono
stati abbondantemente elusi senza dimenticare che alcuni eccessi di
commissioni e quant'altro hanno portato sicuramente un grande
discredito alla politica in generale, così come oggi altri
scandali, purtroppo, stanno continuando a portare disdoro a una
politica che mi sembra molto distratta nell'affrontare i temi etici
e la famosa questione morale di qualche anno addietro che è rimasta
così un po' nel dimenticatoio.
Credo che siano delle occasioni importanti perché la politica
possa ritornare ad essere il luogo delle scelte comuni, il luogo
della trasparenza, il luogo dell'importanza, facendo comprendere il
perché tanti sacrifici vengono richiesti e il perché tanti
sacrifici sono necessari, fermo restando, però, che la Commissione
nella sua interezza ha garantito livelli di rappresentatività, di
partecipazione democratica e di rispetto delle funzioni dei
Consigli comunali assolutamente notevoli e assolutamente
essenziali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a me corre il dovere di
evidenziare nella mia qualità, avendo partecipato ad un incontro
stimolato dai comuni, in particolar modo dal Comune di Castel di
Lucio, ma c'erano tantissimi, almeno 20 amministratori di comuni
sia delle Madonie che dei Nebrodi, che mi hanno espresso l'esigenza
- era presente l'onorevole Rinaldi - che erano d'accordo sul
contenimento della spesa, su questo non c'è dubbio. Ma mi hanno
voluto evidenziare, con la massima chiarezza che, soprattutto nei
piccoli comuni, il costo complessivo di un consigliere comunale -
così la finiamo di enfatizzare - non supera i 200 euro l'anno e ci
sono comuni che hanno rinunciato interamente alle loro indennità,
sia gli amministratori che i consiglieri comunali. E' chiaro che
bisogna intervenire perché all'opinione pubblica va data una
risposta, ma noi siamo un Parlamento e dobbiamo operare con la
massima verità.
Debbo dare atto all'ANCI - attenzione - che essa stessa già da sei
mesi, in persona del suo Presidente, del suo Vice Presidente,
all'unanimità, così come ha fatto questo Parlamento, uniformandosi
col Decreto Monti al resto d'Italia, aveva chiesto che le indennità
degli amministratori locali e dei consiglieri comunali fossero non
superiori, ove siano superiori - stiamo attenti - a quelli del
resto di Italia.
Questo proprio perché ci stiamo avviando in un dibattito e
dobbiamo, in qualche modo, chiarirci le idee su questo percorso.
Perché se sprechi ci sono negli enti locali, così come ci sono
nelle Regioni, questo è sotto gli occhi di tutti, chiaramente i
primi ad evidenziarli sono quegli amministratori, credetemi, che
sono la gran parte che lavorano all'interno dei loro comuni con
serietà, con onestà, spesso è un termine richiamato ma dovrebbe
essere un prerequisito questo indispensabile in ogni professione.
Io spero - scusate se sono intervenuto in questo dibattito dopo la
relazione - che si incominci a fare chiarezza perché non possiamo
essere proprio noi, Parlamento, ad assumerci delle responsabilità,
a continuare a gettare discredito sulle nostre Istituzioni.
Se ci sono sprechi, onorevoli colleghi, l'abbiamo evidenziato
anche personalmente in sede di Corte dei Conti, a livello
nazionale, in un incontro con tutti i presidenti di Corte dei
Conti, sezioni di controllo, d'Italia, si evidenziava il gran
numero dei consiglieri comunali, faccio presente che i Comuni al di
sotto di 500 abitanti in Sicilia sono quattro, in Piemonte sono
340.
Questo è il dato e queste sono le proporzioni. Però, quando
operiamo e quando legiferiamo, dobbiamo avere chiarezza anche sui
conti. Ci sarà un dato da approfondire; deve essere allegato. E'
uscito fuori questo presunto risparmio di 18 milioni di euro,
scusate, deve essere rapportato, obiettivamente, se i dati dei 390
comuni sono questi, credo che sia esagerato. Un dato che forse ci
stava nell'ambito della Finanziaria. E voglio dare una risposta
anche a chi ha pensato che togliendo dalla Finanziaria,
estrapolando proprio la legge che riguarda le indennità, io sono
per le operazioni di verità, anche andando contro non all'opinione
pubblica, attenzione, ma anche contro una mania estrema di gettare
discredito su tutto e su tutti.
In questo momento, consentitemi di esprimere la mia solidarietà
all'onorevole Michele Cimino, perché si è trovato coinvolto, anche
lui, in questa ondata moralizzatrice, all'interno di un contesto ma
si trattava di una semplice omonimia. E su questo non vado oltre.
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo che questo disegno di legge meriti un approfondimento.
Merita un approfondimento perché la relazione testé ascoltata da
parte dell'onorevole Malafarina sui presunti risparmi - a mio
avviso, non credo che ci possano essere quei numeri - ... e parlo
da sindaco. Nei comuni con popolazione inferiore ai cinquemila
abitanti, il gettone di presenza di un consigliere comunale è di
venti euro; si celebrano quattro, cinque consigli ogni anno;
inoltre, è gente che si spende dalla mattina alla sera, significa
che si rimbocca le maniche e lavora insieme ai dipendenti comunali.
Qui piuttosto che avere la premura di approvare quei disegni di
legge che servono a riorganizzare anche l'assetto organizzativo
ordinamentale - mi riferisco ai liberi consorzi - stiamo lasciando
sprechi incredibili con i Commissari, con le province, senza avere
potuto fare una norma e siamo qui a correre pensando di risparmiare
chissà che cosa.
È giusto, laddove ci sono degli sprechi, anche con riferimento
eventualmente ai Consigli comunali e mi riferisco alle Commissioni
che possono essere ridotte, e mi riferisco ai Consigli di quartiere
laddove non sono necessari e dove si può ridurre il numero, mi
riferisco alle indennità dei presidenti dei Consigli di quartiere
laddove si può anche ridurre l'indennità, ma se andiamo a fare i
moralisti con i consiglieri comunali e con i sindaci che non
prendono neanche l'indennità di carica, vi posso assicurare che,
quando non si riescono a pagare gli stipendi, le indennità di
carica degli amministratori locali vengono lasciate per sopperire e
pagare gli stipendi.
Mi rifiuto di continuare questo dibattito, cioè qui non possiamo
dare l'impressione di fare leggi che servono per gli altri.
Cominciamo ad eliminare gli sprechi di questa Regione. L'assessore
Baccei, in sede di finanziaria, avrebbe già dovuto portare gli enti
che aveva posto in liquidazione. Li abbiamo rinviati a 180 giorni .
Li ci sono gli sprechi. Mantenendo quelle consulenze, mantenendo
quegli incarichi, qui c'è la democrazia che va salvaguardata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.
Nell'ordine avevo l'onorevole Figuccia, l'onorevole Barbagallo,
l'onorevole Alongi e l'onorevole Siragusa.
FIGUCCIA. Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli
colleghi, vorrei intanto rassicurare tutti, a cominciare dal
relatore illustre del disegno di legge, sul fatto che il
sottoscritto non deve fare digerire niente a nessuno e non ha
nessuna difficoltà a fare digerire questa pseudo riforma ad alcuno.
Tra i tanti ruolo che svolgo non c'è quello del digestivo. Anzi
alla cortesia del relatore vorrei fare qualche osservazione e anche
qualche domanda perché il disegno di legge, che per molti aspetti
mi vede assolutamente favorevole e concorde, si apre con una norma
che è una norma che mi pare vada in direzione esattamente opposta
alle buone intenzioni dichiarate dal relatore; si apre cioè con una
eccezione alla regola. Si dice proprio all'articolo 1, I comma,
che la riduzione del numero dei consiglieri comunali è nella misura
del 20%. Immediatamente interviene l'eccezione che riduce alla
misura del 10%, quindi alla metà, la riduzione per i comuni con
popolazione da 50 mila e un abitante a 100 mila e per i capoluoghi
di provincia.
Questa mi sembra un'eccezione che probabilmente si riferisce
soltanto a pochissime città, forse ad una soltanto, che conta un
numero di abitanti tra 50 e 100 mila e non è capoluogo di provincia
e qui ci si continua ad esprimere nei termini di capoluogo di
provincia in una legge della Regione siciliana, dopo la pseudo
riforma e abolizione delle provincie, il che è tutto dire sulla
cura e sulla capacità legislativa.
Se, quindi, non c'è una ragione, non soltanto presenterò
l'emendamento, ma chiederò alla Commissione di esprimere parere
favorevole all'emendamento.
Quanto, invece, al merito della questione, a me sembra che debbano
essere proprio le grandi città o le città maggiori eventualmente a
sostenere un sacrificio in tal senso, anche perché il numero dei
consiglieri comunali delle città maggiori è proporzionalmente
superiore rispetto a quello degli altri comuni e soprattutto dei
comuni più piccoli, dei comuni minori.
Per il resto, mi sembra che le osservazioni che sono state
rassegnate ora sia dal Presidente dell'Assemblea sia dall'onorevole
Grasso siano assolutamente condivisibili. Ci si trova lungo una
china assolutamente ingovernabile che rischia di individuare gli
sprechi laddove gli sprechi non ci sono o sono facilmente
correggibili rispetto invece ad amplissimi settori
dell'amministrazione regionale sui quali si annunciano da due anni
e mezzo interventi che non hanno mai visto la luce e che vengono
rinviati di giorno in giorno e di mese in mese.
Basti pensare a quanto sta costando in termini economici ma anche
e soprattutto in termini sociali il mancato completamento della
riforma sull'ente intermedio.Centinaia di strade provinciali chiuse
al transito, centinaia di edifici scolastici che diventano,
rischiano di diventare, trappola per coloro i quali sono costretti
ed abilitati a frequentarli giorno dopo giorno.
Il danno sociale, economico, finanziario di quanta attività
obbligatoria in materia di assistenza sociale non viene più svolta
dall'ente intermedio e siamo qui a dover inseguire una riforma, che
tutto è tranne che una riforma.
Su alcuni aspetti - dicevo inizialmente - sono concorde e mi
trovo d'accordo con il disegno di legge, ma certo esso va
migliorato, nel corso del dibattito, parlamentare, se non
addirittura attraverso un ritorno in Commissione per un migliore e
maggiore approfondimento, come prima richiedeva l'onorevole Grasso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono il primo
firmatario di questo disegno di legge d'iniziativa parlamentare e,
sentendo i toni della relazione che è stata fatta poc'anzi in Aula,
credo che ci sia una discrasia tra quello che è stato lo spirito
parlamentare che ha animato l'iniziativa del disegno di legge -
devo dire sostenuta dalla Presidenza dell'Assemblea in modo netto,
chiaro e sollecitatorio - e quello che poi è un po' il risultato
della Commissione ed i toni che abbiamo ascoltato poc'anzi.
Credo, onorevole Malafarina, che qui, in Sicilia, non c'è il
peggio nella classe dirigente degli amministratori locali.
Io ho avuto la fortuna di crescere negli enti locali, sono
diventato consigliere comunale a vent'anni in un comune piccolo e
devo dire che è la palestra migliore per la classe politica, per la
classe dirigente, dove ognuno di noi si può formare, mettere a
confronto con il cittadino, con le istituzioni pubbliche e formare
e crescere nella propria personalità.
Se poi facciamo di tutta l'erba un fascio oppure utilizziamo
alcune vicende che hanno riguardato singoli e specifici casi per
estendere questo ragionamento a tutta la classe dirigente che
amministra gli enti locali in Sicilia, credo che quest'oggi
facciamo un grave errore che non può inficiare il dibattito
parlamentare e le decisioni che l'Assemblea dovrà dettare su questa
legge.
Lo stesso discorso vale per i sindaci e non solo per i consiglieri
comunali. Da dieci giorni, non sono più sindaco ma decidere, con il
lavoro che ha fatto la Commissione, di tagliare le indennità dei
sindaci - e lo dice uno che all'indennità di sindaco ci ha
rinunciato - in un momento come questo, in Sicilia, con tutti i
rischi, i pericoli le difficoltà che ci sono, credo che sia un
segnale sbagliato perché la politica e l'Assemblea oggi dovrebbe
decidere di stare vicino ai nostri primi cittadini e vicino agli
amministratori e non segnare una linea ed un solco profondo che
lascia anche un segnale di sconcerto e sfinimento nei confronti dei
territori.
Il disegno di legge, come proposto, prevedeva una riorganizzazione
dei consigli comunali e l'applicazione dello status degli
amministratori che prevede la normativa statale anche alla Regione
siciliana.
Credo - come ha detto prima l'onorevole Ioppolo - che la norma sia
perfettibile, bisogna migliorarla su alcuni aspetti, anche perché
ci sono delle incongruenze gravi, cioè dai piccoli comuni ai grossi
comuni il taglio deve essere uguale. Non vedo perché devono essere
tagliati sempre i piccoli comuni, onorevole Grasso.
Se c'è un taglio in una misura deve valere per tutti e non ci
devono essere privilegi per le grosse comunità. Va riallineata la
proporzione tra il numero e la composizione degli assessori ed il
numero dei consiglieri comunali; anche quella che è la normativa
nazionale; ad esempio, nei comuni tra i 10 ed i 30 mila abitanti,
nel resto d'Italia, ci sono 5 assessori mentre nelle nostre
comunità soltanto 4.
Credo che in rapporto ai consiglieri comunali, 16, manchi la
proporzionalità ed il rispetto del rapporto, così come previsto nel
resto d'Italia al di sotto dei 10 mila abitanti; siccome oggi nella
normativa attuale le giunte non è giusto che scendano al di sotto
dei 4 componenti perché rischiamo vizi evidenti di democrazia,
perché se si fa una giunta, e vedo tanti ex sindaci anche in Aula,
onorevole Laccoto, si fa una giunta di 3 persone e manca un
assessore; facciamo una giunta a 2?
Credo che ci sono elementi dove il buon senso e la logica debbano
prevalere e non debba soltanto prevalere questo insopportabile
sentimento di tagliare tutto e tutti; dobbiamo tagliare tutto e
tutti e non possiamo però certamente tagliare la democrazia che, in
un momento come questo, deve rappresentare la pietra miliare per
uscire da questa crisi. Dobbiamo affidarci alla politica e non
distruggere anche la politica sull'onda dei tagli a tutta la
democrazia ed alla partecipazione popolare.
Non aggiungo altro, signor Presidente, e rinvio i singoli e
specifici riferimenti alla discussione poi sull'articolato e
preannuncio, sin da adesso, due emendamenti che avevo già fatto in
Commissione, che credo, poi, verranno classificati tra gli
aggiuntivi ma sono due interessanti spunti di dibattito che offro
all'Assemblea e sono sulle incompatibilità dei consiglieri comunali
e dei sindaci, così come previsto dalla normativa nazionale e dalla
normativa di altri comuni dell'Unione Europea e riguarda
l'incompatibilità per i medici di base nelle piccole comunità, dove
molti medici di base si candidano a sindaco del Consiglio comunale
sbaragliando la concorrenza e quelli che rivestono ruoli diretti o
indiretti per gli istituti di patronato, così come previsti dalla
legge, che oggi rappresentano la maggior parte degli amministratori
in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aloni. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
viviamo un momento della democrazia dove la caccia alle streghe,
che viene individuata nell'organo politico, credo che sia un
momento che vada governato e ragionato.
Mi rivolgo al collega Malafarina e gradirei conoscere poi
l'eventuale replica: se non ho capito male, mi pare abbia citato un
risparmio complessivo negli enti locali di 18 milioni di euro. Mi
pare di avere capito ciò. Volevo sapere se questo risparmio che è
stato quantificato lo è stato con un ragionamento autonomo o se
avete fatto una nota semplice, che andava fatta e si poteva fare a
tutte le amministrazioni comunali, 400 ed oltre comuni della
Sicilia, per comprendere quanto costano oggi le amministrazioni.
Come hanno detto, infatti, i miei colleghi precedentemente: 1)
molti amministratori rinunciano oggi alle loro indennità per
devolverla, e sono tanti e ne potrei elencare tantissimi ma,
siccome non voglio dimenticarne nessuno, mi pare corretto non
citarli; 2) secondo aspetto non indifferente, e qui preparerò un
emendamento - può essere che stia dicendo delle sciocchezze ma non
è quello il problema, il dibattito nei prossimi giorni ci porterà
poi, eventualmente, a fare le adeguate verifiche e valutazioni -
quando diciamo all'articolo 2 che l'amministratore deve recarsi
un'ora prima che inizi il Consiglio o l'eventuale Commissione ed
un'ora dopo, ho una sensazione personale: o che viviamo fuori dal
mondo, nelle favole, o che non abbiamo contezza ancora di come sia
strutturato. Faccio un esempio banalissimo: se sono un consigliere
comunale di Bagheria, per citarne uno, e lavoro all'ospedale
Cervello, qui a Palermo, non mi pare che in un'ora possa
attraversare tranquillamente viale Regione siciliana. Sto facendo
un esempio banalissimo. Credo che qui va modificato il testo e va
emendato meglio, sotto questo punto di vista; 3) un aspetto
importante: parliamo di circoscrizioni, con una riduzione del 20
per cento, invece diciamo che poi non ci possono essere
circoscrizioni superiori a 10 componenti. La circoscrizione di
Palermo ha 15 consiglieri di circoscrizione, le posso dire che è
così, può darsi che abbia letto male nella velocità. voi dite che
la circoscrizione non può avere più di 10 consiglieri. Significa,
da 15 a 10, una riduzione del trenta per cento.
Signor Presidente, ho fatto il sindaco in un piccolo comune di
duemila abitanti. Mi auguro che un giorno il mio collega Malafarina
possa vivere una esperienza straordinaria che è quella di fare
l'amministratore - lo dico non con tono polemico ma come fatto di
cucina politica - il sindaco di un piccolo comune, di due o tremila
abitanti, dove il consigliere comunale ha una indennità di 14 euro
lorde a seduta e viene svolto un consiglio comunale al mese. Ciò
significa 140 euro lordi circa all'anno di indennità. Questi sono i
numeri veri che vanno detti. Perché quando parliamo all'esterno e
diciamo tagliamo', è chiaro che qui bisogna essere severi con le
irregolarità. Chi fa trucchi e trucchetti va denunciato
all'autorità giudiziaria, deve pagare. Quando si inventano
commissioni che non sono utili e che non servono vanno verificate,
vanno vagliate, ma una cosa è un organo di controllo che verifichi
la corretta funzionalità dei suoi organi, un'altra è la
funzionalità politica di un organo, perché, in un piccolo centro,
in un piccolo comune - forse molti non lo sanno - ma i consiglieri
comunali spesso si sostituiscono all'operatore ecologico che manca
o all'operatore che apre l'acqua.
Lo voglio dire con molta schiettezza. In queste settimane, in
questi mesi, nei comuni dell'ATO di Palermo i consiglieri comunali,
i sindaci e gli assessori hanno aperto e chiuso l'acqua per
permettere ai cittadini di ricevere l'acqua nelle proprie case.
Nei comuni, i sindaci in prima persona, sotto l'effetto della
responsabilità - e mi rivolgo all'assessore Caleca, qui presente in
rappresentanza del Governo che credo abbia avuto qualche esperienza
nella sua vita passata da avvocato di difesa di qualche
amministratore che si trova ad essere denunciato un'ora dopo essere
stato nominato sindaco perché il depuratore probabilmente non
funziona adeguatamente - e allora voglio dire smettiamola con
l'ipocrisia di rito che non serve a nessuno, ridiamo ordine ad un
segmento importante ma non tarpiamo le ali alla politica.
Quando diminuiamo gli assessori, i consiglieri in un comune
abbiamo soltanto fatto un percorso, quello di tagliare la
democrazia, tagliare il rapporto col territorio, perché la mattina,
quando un sindaco si alza, ha un solo problema, tra riunioni degli
ATO rifiuti, riunioni con l'ATO idrico, riunioni alla Asl o altre
problematiche, con uno o due assessori e due consiglieri non può
svolgere fino in fondo il suo mandato.
Questo mio intervento accorato nasce perché avendo indossato la
fascia tricolore, che è quella del sindaco, per nove anni, vi posso
garantire che in questo testo di legge c'è tanta demagogia, tanta
ipocrisia e credo che sia giunto il momento e sia opportuno
guardare dove sono i veri sprechi e se gli sprechi sono nei comuni
mettiamo all'angolo quelli che strategicamente utilizzano giochi e
giochetti - lo ribadisco - per portare a casa risultati che non
sono legittimi.
Lì bisogna intervenire, senza se e senza ma, ma intervenire con la
mannaia solo perché chi fa il sindaco è un mascalzone, chi fa
l'assessore non serve a niente, chi fa il consigliere è da
lapidare. A questo tipo di politica non ci sto. Presenterò diversi
emendamenti con il mio Gruppo parlamentare perché ritengo che la
democrazia abbia un valore, il valore del confronto, il valore del
voto, il valore del servizio sociale ai cittadini.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto è
innegabile che in Sicilia ci siano sindaci, amministratori,
consiglieri comunali che rinunciano al proprio stipendio, che
rinunciano ai propri gettoni, che ci siano persone, singoli
cittadini impegnati nelle istituzioni che virtuosamente si mettono
a disposizione della comunità.
Ma è altrettanto inequivocabile, innegabile che in queste
settimane ci sono state delle notizie di cronaca giudiziaria che ci
hanno portato alla berlina in tutte le trasmissioni nazionali in
cui appare quanto meno poi che singoli fatti penali che saranno
accertati dalla Magistratura e quanto meno che la legge precedente
abbia subito degli abusi, ci sia stato un comportamento quanto meno
allegro da parte delle persone che in questo momento si trovano
sottoposte a giudizio e indagine della Magistratura.
Quindi normale e logico che il Parlamento sia chiamato ad
intervenire almeno a correggere le possibilità che ulteriori abusi
o ulteriori comportamenti allegri si possano venire a ricreare
nuovamente.
Quindi non si tratta di una caccia alle streghe, neanche di un
taglio della democrazia o un restringimento dei diritti
democratici. I diritti democratici si tagliano quando i cittadini
si allontanano dalle istituzioni e il nostro compito è quello di
fare in modo, giustamente, lo ha sottolineato il Presidente, di
riavvicinare i cittadini alle istituzioni, ma non li riavviciniamo
aumentando il numero dei consiglieri comunali o mantenendo le
indennità così come sono; li avviciniamo dimostrando che siamo in
grado di intervenire come Parlamento e poi anche come singoli
Comuni come sindaci, consiglieri accettando quelle che sono le
situazioni che si vengano a creare e fare in modo che si scoprano
quali siano le problematiche che portano a comportamenti sbagliati
e porvi rimedio.
In questo modo, dando l'esempio, si possono riavvicinare i
cittadini alle istituzioni e rafforzare la democrazia; non è la
presenza di un consigliere comunale in più o in meno che fanno
questa differenza.
Non è il disegno di legge che avrebbe voluto il Movimento Cinque
Stelle; noi, ahimè, ci prenderemo dei populisti, non so dei
demagoghi, ma avremmo immaginato un intervento ancora più incisivo.
Avremmo immaginato che questo Parlamento avrebbe fatto valere
l'autonomia siciliana, non come ha fatto finora, differenziandosi
dallo Stato italiano in una condizione di aumento e utilizzando
sempre il discorso dell'autonomia per riportare la situazione
siciliana al pari del resto dello Stato italiano.
Ci saremmo aspettati un utilizzo dell'autonomia per essere di
esempio a tutto lo Stato italiano, quindi essere molto più rigorosi
dello Stato stesso.
Avremmo puntato anche in particolare sul gettone unico giornaliero
- che è un emendamento che ripresenteremo - che sarebbe stato da
prendere veramente come esempio da dare ai cittadini. Il
consigliere comunale può percepire un solo gettone al giorno
indipendentemente dal numero di Commissioni e Consigli comunali a
cui partecipa.
In quel modo, sì che si sarebbe dato un chiaro segno e un chiaro
segnale ai cittadini.
Pur non di meno, abbiamo dato il nostro appoggio e abbiamo votato
favorevolmente in Commissione e voteremo anche favorevolmente in
Aula, qualora non si stravolga ovviamente il senso di questo
disegno di legge, perché comunque, come detto all'inizio, va dato
un segnale, questo Parlamento deve dare un segnale ai cittadini e,
per fare in modo proprio che i cittadini si possano riavvicinare
alle istituzioni con fiducia e non temendo di essere raggirati o
quanto meno presi in giro da chi quelle istituzioni le dovrebbe
rappresentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, per
precisare che, dopo una lunga discussione in Commissione attorno a
questo testo che era stato devo dire perfettamente condiviso, tanto
è vero che, per diverse settimane, dopo aver rinviato il testo
dall'Aula in Commissione, si era arrivato anche alla condivisione
per cui serviva ovviamente arrivare ad una norma che guardasse alla
razionalizzazione della spesa.
Tuttavia, fatta questa premessa doverosa, con la quale intendo
sottolineare come era intendimento mio personale e del mio Gruppo
parlamentare, dare avvio ad una riforma che andasse davvero nella
direzione dei risparmi, detto questo devo sottolineare e verificare
con profondo rammarico che nell'ultima Commissione io non ero
presente, e sono stato sostituito dal mio Capogruppo che non ha
votato il testo, nell'arroganza e non semplice superficialità del
Presidente della Commissione ha modificato il testo.
Lo ha fatto con riferimento alla questione della mezzanotte e lo
ha fatto con riferimento alla questione del tempo strettamente
necessario da impiegarsi rispetto alle sedute d'Aula. Ed ha fatto
ciò sia con riferimento ai consiglieri comunali che ai consiglieri
di circoscrizione.
Bene ha detto qualcuno prima, che così rischiamo di dare in pasto
a quell'opinione pubblica che fa di ogni erba un fascio e che non
distingue fra buona e cattiva politica, un'idea secondo la quale
tutti i soggetti che fanno politica sono da condannarsi.
Presidente, io a questo gioco non ci sto
Vengo adesso da una marcia per la legalità fatta con tanti
cittadini orgogliosi di avere al loro fianco chi la politica ha
deciso di interpretarla come messaggio sociale, come messaggio di
impegno, come messaggio di solidarietà e che ha deciso di farlo non
certamente nel tempo strettamente necessario, perchè non capisco
come si possa arrivare a dire che un consigliere comunale o un
consigliere di circoscrizione espleti il proprio mandato solamente
durante il tempo dedicato alla commissione.
E' chiaro che i consiglieri comunali, soprattutto quelli a cui
lei, Presidente, faceva riferimento, quei consiglieri comunali che
guadagnano trecento euro l'anno, si alzano la mattina - e chi
svolge questo ruolo con impegno lo fa in quel modo - con l'idea di
mettersi la scopa in mano, di andare ad aprire i rubinetti con
spirito di servizio presso le loro comunità.
Quegli stessi consiglieri comunali che, d'altra parte, tolto
quello spazio di democrazia elettiva rappresentata dai consiglieri
provinciali sono rimasti ultimo baluardo all'interno dei consigli
comunali, l'ultimo avamposto, l'ultima antenna sensibile, l'unico
soggetto che si sovrappone e interpone tra questa Assemblea
regionale - ultimo soggetto elettivo - e quei consiglieri comunali.
Abbiamo già eliminato i consigli provinciali ma domandiamoci quali
risparmi abbiamo trovato.
La provincia che benefici ne sta ottenendo? Evidentemente nessuno,
come del resto nessuno è il risparmio a cui stiamo dando vita
attraverso questo testo.
Un testo in base al quale l'onorevole Malafarina dice di potere
determinare un risparmio di diciotto milioni di euro, che non
capisco come possa essere quantificato considerato che i
consiglieri comunali - come lei giustamente, Presidente,
sottolineava a margine della nota dell'ANCI - guadagno circa
trecento euro per un gettone di presenza che li vede impegnati
tutto l'anno.
Basta con la demagogia
Era stato predisposto un testo, e di quel testo il Presidente
della Commissione ha voluto non tenerne conto presentando una serie
di modifiche.
Al presidente Cracolici vorrei dire che i passaggi che c'erano
stati e che avevano visto il testo tornare dall'Aula in Commissione
avrebbero senz'altro meritato maggiore sensibilità, maggior buon
senso e senso di responsabilità rispetto, non soltanto ai
componenti della Commissione, ma rispetto a tutti quei soggetti che
fanno politica attivamente nella Regione siciliana e che in ogni
singolo comune, da Castellana ad Alia, passando per Bisacquino fino
a Cerda, rappresentano il loro impegno in modo serio, onesto, che
nulla ha a che vedere con gli scandali, con le ruberie, con il
sistema di gettonopoli , che nulla ha a che fare con quell'impegno
e che invece - come ribadito da noi più volte - va ovviamente
condannato attraverso una riforma vera e non attraverso un finto
testo come quello che questa Commissione, in mia assenza, si è
ostinato a portare in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor presidente, onorevoli colleghi, dagli interventi
che sono emersi fin ora, vedo molte perplessità e molti dubbi su
questa legge che ci stiamo affrettando ad approvare, dopo gli
emendamenti che saranno presentati alla prossima seduta.
Emerge che per quest'anno non c'è più l'esigenza della spending
review, ma soprattutto anche della riduzione che poteva apportare
alla finanziaria, visto che ormai la finanziaria è stata già
approvata, quindi potevamo riflettere un po' di più e vedere
esattamente quali sono le esigenze reali, l'emergenza e la priorità
per approvare questo disegno di legge.
Signo Presidente, vorrei fare riferimento anche a quello che lei
aveva accennato nell'incontro che abbiamo avuto con alcuni sindaci,
amministratori ed assessori della provincia.
Mi piace richiamare due passaggi che vengono indicati dai sindaci,
i quali dicono che è inaccettabile che, ancora una volta,
sull'altare della spending review, vengano sacrificati i diritti e
le libertà irrinunciabili e costituzionalmente garantiti, come già
successo nel campo della giustizia, con la soppressione dei
tribunali, della sanità, con la chiusura ed il ridimensionamento
degli ospedali ed anche con la virtuale soppressione delle province
che, di fatto, ha solo cancellato gli organi elettivi.
Oggi si vorrebbero eliminare dai territori anche gli ultimi
baluardi della democrazia, espressione della volontà popolare,
ossia amministratori, consiglieri eletti dal popolo e non virtuali,
nominati o designati che, in virtù di un mandato popolare,
amministrano i comuni, assicurano i servizi indispensabili, si
occupano giornalmente dei bisogni degli elettori, assumono
responsabilità, si confrontano i consigli comunali, luoghi
imprescindibili dove si impara a fare politica e a prendersi cura
del bene comune.
Sono alcuni passaggi del documento che hanno stilato questi
amministratori della provincia sia di Palermo che di Messina, dove
mettono in luce e in evidenza il ruolo importante e determinante
degli amministratori, non soltanto del consiglio comunale, ma anche
dei consiglio circoscrizionali.
E' per questo, signor Presidente, che io ho votato contro in
Commissione a molti degli emendamenti presentati dal Governo,
perché sulla scorta della spending review si vuole nascondere una
volontà precisa che non può essere giustificata con la riduzione
della spesa.
Il Governo non può legittimare l'aumento del costo dei commissari
che sono, in questo momento, preposti negli enti regionali, che
sono stati aumentati nell'ultima finanziaria da quarantamila a 140
o 160 mila, addirittura, giustificare la spesa di tutti gli
assessori regionali esterni e poi, invece, non legittimare la spesa
dei consiglieri comunali o dei consiglieri di quartiere che
rappresentano il front office della politica giornaliera.
Tutte le emergenze, tutte le esigenze della comunità, dei
cittadini vengono affrontate giornalmente dai consiglieri
circoscrizionali e dai consiglieri comunali che, non solo svolgono
la loro attività soltanto e durante il consiglio comunale o durante
le commissioni, ma la svolgono anche dopo, quando vanno sul
territorio a verificare quali sono le esigenze, a sostenere i
diritti lesi dei cittadini, soprattutto nei villaggi e nelle
comunità.
Ritengo, quindi, che non sia sostenibile che ci sia stata una
spending review e, tra l'altro, non vedo nella relazione del
disegno di legge un quadro da dove emerga effettivamente il grande
risparmio di 18 milioni di euro.
Avrei gradito che nella relazione del disegno di legge ci fosse
stato un quadro dove emergeva, esattamente, quale sarebbe stato il
risparmio effettivo se avessimo diminuito le indennità ai
consiglieri comunali e circoscrizionali.
Capisco che bisogna fare l'adeguamento a quelle che sono le norme
nazionali e cioè a quelli che riguardano tutti gli altri consigli
comunali d'Italia, però non si può sostenere, così come abbiamo più
volte spiegato in Commissione, e mi dispiace che il collega del
Movimento Cinque Stelle insista ancora, il gettone unico
giornaliero. Abbiamo visto che se dovessimo applicare la norma del
gettone unico, che è di euro 18,08 non ci arriveremmo facendo
consiglio ogni giorno o commissioni a coprire l'indennità massima
che gli altri consiglieri nelle altre regioni percepiscono.
Quindi, non solo stiamo facendo l'adeguamento, ma inserendo questa
ulteriore norma penalizzeremmo tutti i consiglieri comunali e
circoscrizionali di Messina. Così come non sono d'accordo a
diminuire il numero dei consiglieri di circoscrizione e a diminuire
l'orario che deve essere dato a chi svolge una attività non
soltanto per le ore che vengono svolte durante il consiglio
comunale, durante le commissioni, ma anche per tutta l'attività che
viene svolta e che non viene rendicontata durante le ore
giornaliere trascorse nell'impegno con tutte le comunità e le
emergenze.
Ecco perché credo che questo disegno di legge, se era stato fatto
per la spending review, e quindi aveva una emergenza di avere un
credito da mettere nella finanziaria, questa priorità, questa
premura non è più necessaria. Si può svolgere con molta cautela,
con molta attenzione. Perché parliamo di amministratori che come
noi ogni giorno fanno politica e tentano di affrontare e risolvere
i problemi quotidiani e si mettono a servizio della popolazione.
Chiedo ai miei colleghi, ed anche viste le perplessità che sono
emerse dagli altri colleghi che mi hanno preceduto, di esaminare
con attenzione questo disegno di legge, senza penalizzare nessuno
perché anche loro fanno politica e la vogliono fare con passione
così come la facciamo noi. Non è possibile pensare che c'è sempre
qualche altro che approfitti della politica penalizzando tutti gli
altri che invece l'hanno sempre fatta con grande passione, con
amore, da una vita e vorrebbero continuare ad essere a servizio
delle nostre comunità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono andato
in I Commissione una volta sola perché si stava esaminando questo
disegno di legge. E il Presidente Cracolici ha detto subito qual
era la via da seguire nel recepimento di questa legge Delrio. E
quello che ho subito apprezzato è che questa Assemblea deve far
presente che la competenza primaria riguardo alla politica degli
enti locali, è della Regione e deve rimanere della Regione.
E questo è quello che, in questo disegno di legge, si sta facendo.
Per quanto riguarda la spending review è inutile che ci tiriamo la
giacca tutti quanti siamo, perché viene dettata da un disegno di
legge - sempre Delrio - e che è quella la dirittura che noi
dobbiamo recepire. Non possiamo andare a parlare di differente
trattamento dei consiglieri, dei consiglieri di circoscrizione e
così via.
Bene facciamo noi a fare una buona legge per quanto riguarda la
politica degli enti locali, ma facciamo benissimo a dare un segnale
di novità per quanto riguarda le spese che avvengono per i
consiglieri comunali, per i consiglieri di circoscrizione e così
via.
Ho presentato un emendamento, signor Presidente. Lei, sicuramente,
così come a Palermo, dove noi abbiamo fatto forse questo ruolo,
come abbiamo avuto questo ruolo, vogliamo mettere in risalto che i
consiglieri di circoscrizione il consiglio comunale non ha dato mai
le propri competenze, sono convinto che a Messina è pure così. A
Palermo è così. A Palermo il Consiglio comunale non ha mai dato le
competenze ai Consiglieri di circoscrizione.
Ma è facile, signor Presidente trovare la giustificazione, perché
se danno le competenze ai Consigli di circoscrizione è chiaro che
tante competenze che ha il Consiglio comunale le deve passare alla
circoscrizione, quindi se il Consiglio comunale si riunisce per
delle problematiche che con il mio emendamento da 180 giorni
dall'insediamento del Consiglio comunale li deve dare alle
circoscrizioni, è chiaro che non si può riunire 26 volte, perché il
problema lo abbiamo creato noi, lo abbiamo creato noi con gli
scandali, Presidente Ardizzone. Non è che noi siamo stati virtuosi
e abbiamo lavorato per far funzionare la macchina amministrativa
del Comune di Palermo e degli altri Comuni della Sicilia.
Ci sono state delle storture ed è giusto in questo momento dare un
segnale preciso di cambiamento anche da parte dell'Assemblea della
Regione. L'altra cosa che mi trova un po' sbalordito è che in
Commissione forse hanno votato tutti contro questo disegno di
legge.
Ho sentito parlare colleghi che hanno votato tutti contro. In
quella seduta hanno votato tutti a favore. Io non l'ho capito,
forse nell'ultima riunione di Commissione di questa settimana, non
lo sò, il Presidente, l'altra settimana, forse hanno cambiato
tutto, però io sono convinto che se noi abbandoniamo il fatto che
siamo politici che proveniamo dai Consigli comunali, abbandoniamo
il fatto che noi Consiglieri comunali siamo quelli che lavoriamo
sul territorio - io mi sono fatto un'idea sempre ben precisa - che
il ruolo di ognuno di noi se non è sul territorio non è un ruolo,
ed io avendo fatto quel ruolo sono diventato deputato regionale.
Nessuno mi regala voti, io i voti me li sono andati a cercare casa
per casa, lavorando sul territorio e i Consiglieri comunali devono,
da oggi in poi, da quando noi questo provvedimento lo faremo
diventare legge, devono capire che devono lavorare sul territorio e
per quelle ore necessarie a fare il Consiglio comunale, o a fare
una Commissione consiliare.
Quindi, signor Presidente, sono convinto che certe storture che
lei ha menzionato sui piccoli Comuni bisogna superarle ed è giusto
che li superiamo. Ma per quanto riguarda le tre grandi città,
quell'emendamento di buon senso, che se entro 180 giorni non
vengono date, le competenze decadono automaticamente, o gli si
danno i compiti o decadono perché non possiamo tenere, noi ne
abbiamo 8 circoscrizioni e sono a 15 per ogni circoscrizione
considerate quante spese inutili per non avere nessun compito noi
facciamo.
Queste storture bisogna eliminarle, signor Presidente.
MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'opportunità di poter rispondere a qualche osservazione che è
stata fatta sulla mia relazione, sgombrando il campo da qualche
equivoco.
Lungi da me di pensare di sostenere che i Consigli comunali, i
consiglieri comunali o altri nella loro generalità abbiano mai
abusato delle loro funzioni.
Lungi da me pensare che una rappresentanza democratica nei piccoli
centri, nei medi, nei grandi centri, possa aver esorbitato dal
proprio ruolo. Se casi ci sono stati - i famosi casi di gettonopoli
- sono stati casi isolati che hanno suscitato un qual certo clamore
nella pubblica opinione che ha portato a un disegno di legge di
iniziativa parlamentare.
Disegno di legge presentato dagli onorevoli Barbagallo, Gucciardi,
Lupo e Cirone il 13 aprile 2015, come si può leggere nella leggenda
del disegno di legge n. 980. Forse non si è voluto capire, perché
conviene non capire, il messaggio che avevo lanciato qualche minuto
addietro.
Non si intende criminalizzare, colpire, colpevolizzare nessun
consigliere comunale, nessun consiglio comunale, né tantomeno
coloro i quali abbiano rinunciato ai gettoni di presenza, alle
cariche. Si sta facendo un'analisi e si è fatta un'analisi che bene
sarebbe stato fare preventivamente per capire quanto e in che modo
avremmo potuto risparmiare. Però si dice meglio tardi che mai.
Perché nonostante io lo abbia chiesto, a più riprese, in
Commissione, per capire quali risparmi di spesa si andavano ad
effettuare, stamattina purtroppo ho dovuto provvedere da solo con
la speranza che da qua a qualche giorno qualcuno ci dia i numeri
necessari per capire, approfonditamente, senza la mia singola
iniziativa. Ed io gradirei anche poter comprendere quanto costa la
Pubblica amministrazione, la rappresentatività democratica in
Sicilia e quanto risparmieremmo.
Io ribadisco un concetto. Secondo calcoli approssimativi che mi
auguro che non siano sbagliati ma che ho fatto, il risparmio di
spesa ai numeri di oggi è circa di 18 milioni di euro. Al di là dei
sindaci che non percepiscono le indennità, al di là dei consiglieri
comunali che rinunciano alle proprie indennità, al di là di tutto
quello che si vuol sostenere per rappresentare un mondo idilliaco
dove poi ognuno di noi sa benissimo che probabilmente non è più il
mondo delle fate.
Io vi invito a riflettere solo su un piccolo numero: 32 sindaci
dei comuni sotto i mille abitanti in Sicilia percepiscono 1680 euro
lordi in base alla vecchia normativa. In base alla nuova normativa,
dovrebbero percepire 1291 euro lordi. I sindaci, che sono 92 dei
comuni da mille a tremila abitanti, percepiscono oggi 1680,60 euro
lordi, domani dovrebbero percepire - se questo disegno di legge
sarà esitato da quest'Aula, e sottolineo se - 1402,70 euro. Solo
questi due dati, con tabelle fornite dall'Assessorato, comportano
il modestissimo risparmio di spesa di 38 mila euro mensili,
moltiplicato per 12. Se allora qualcuno si degna a fare dei conti
capirà che i 18 milioni di euro, probabilmente, non sono così tanto
lontani dalla realtà.
Anzi, signor Presidente, le posso anche antipicare che da prime
proiezioni il risparmio di spesa ammonterebbe a circa 40 milioni di
euro. Ma non posso dare il trisma dell'ufficialità a dei calcoli
che sono tuttora in corso e che sono tardivi, perché questi calcoli
si dovevano presentare in Commissione prima ancora della
discussione, per capire di che cosa si stava parlando. Perché qua
si parla di aria fritta. Molta gente non sa, non conosce i numeri e
si arroga la presunzione di dire che non si risparmia nulla. E non
è vero
Qua non c'entra nulla la democrazia, non c'entra nulla la
rappresentanza, c'entra solo ed esclusivamente l'adeguamento della
Sicilia al resto della nazione, perché se il sindaco di un comune
qualsiasi in provincia di Pesaro prende mille euro, è giusto che il
sindaco di pari importanza e di pari popolazione prenda quanto nel
resto d'Italia.
Non stiamo sacrificando e non vogliamo sacrificare nessuno, ma
vogliamo semplicemente dire, una volta per tutte, che l'autonomia
siciliana sotto il punto di vista economico - e sottolineo
economico - è esattamente uguale al resto dell'Italia.
Nessuno è attento alla libertà dei sindaci, nessuno è attento alla
libertà dei consiglieri comunali. Così come mi fa piacere che
questo disegno di legge sia stato imputato alla volontà di
Malafarina, come se Malafarina fosse l'intera Commissione. Questo
disegno di legge è uscito con il voto unanime di tutti i componenti
la Commissione e qualche capogruppo di deputati che ha parlato da
quello scranno dicendosi assenti, hanno presentato emendamenti
peggiorativi, come nel caso dei consiglieri comunali di cui si
parla dei permessi orari. I permessi orari, o almeno l'astensione
dal lavoro per i consiglieri comunali, era stata fissata fino alla
mezzanotte. L'emendamento presentato da Forza Italia lo ha esteso
fino alle 2. Quindi, bontà loro che abbiano partecipato, però torno
a dire che bisogna fare i calcoli, bisogna avere i numeri, bisogna
avere le tabelle e sarebbe utile e necessario che prima della
presentazione degli emendamenti ci venisse presentata una relazione
analitica per capire di cosa stiamo parlando.
Le tabelle che sono state presentate sono relative. Quello che
posso dire è che i comuni fino a 3 mila abitanti, parliamo di
piccoli comuni, che sono complessivamente 124, subiranno la
modestissima riduzione di un assessore. Anzi 92 comuni da 1000 a
3000 abitanti subiscono la modestissima riduzione di un assessore;
32 comuni fino a 1000 abitanti cioè poco più di un condominio di
Palermo subirà la riduzione di due assessori, portando il rapporto
fra assessore -abitante alla stupefacente cifra di due assessori
ogni 1500 abitanti mediamente, anzi mi correggo perché essendo 1000
abitanti di un assessore ogni 500 abitanti più il vice sindaco, il
sindaco e il Presidente del Consiglio. Dopo di che, se noi andiamo
a vedere i comuni come Catania, avremo un assessore ogni 32 mila
abitanti.
I numeri non sono ne di destra ne di sinistra. I numeri sono
numeri e come tali vanno interpretati. I numeri oggi - torno a
dire, con tutta l'approssimazione, la frettolosità e quant'altro -
danno un risparmio di circa 18 milioni di euro. Solo ed
esclusivamente per dire alla politica rappresentativa nei territori
che partecipa con i propri sacrifici al generale andamento negativo
della nazione, che la politica, responsabilmente, sta tagliando se
stessa, sta tagliano i propri emolumenti facendo trasparenza e
chiarezza a vantaggio delle comunità e dei cittadini.
Signor Presidente, vorrei ricordare che questa Assemblea, su sua
iniziativa, qualche anno fa ha adeguato i trattamenti stipendiali
dei deputati al resto della Nazione e mi sembra giusto, doveroso e
corretto. Così come mi sembra giusto, doveroso e corretto allineare
il trattamento di consigliere comunale, assessori, sindaci, vice
sindaci e Presidenti di Consigli comunali al resto della Nazione.
Dopo di che, il resto è sostanzialmente immutato salvo qualche
leggera limatura. Qua si parla non di attentato alla democrazia,
non di mancanza di rappresentatività, non di gettone di presenza,
onorevole Alongi, di 14 euro, non so dove lei abbia tratto questo
dato perché i gettoni di presenza per i comuni di 1000 abitanti di
22 euro. Se non si conoscono i numeri, è meglio prima documentarsi.
Quindi, ripeto il concetto: non c'è nessun attentato, nessuna
voglia di attentare, nulla di nulla da attentare alla
rappresentatività degli enti locali a cui va riconosciuto
sicuramente un grande impegno ed una grande capacità, ma
semplicemente la necessità di adeguare i costi della rappresentanza
al resto della Nazione.
Questo è lo spirito con cui io ho votato questo disegno di legge,
questo è lo spirito con cui l'ho sostengo in Aula e questa è la
richiesta che faccio: si diano ufficialmente dei numeri in grado di
quantificare la spesa e su questi numeri ci si confronti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Sudano, Sammartino e Giuseppe Milazzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, i lavori continuano con la prosecuzione
dell'attività ispettiva relativamente alla Rubrica Sanità .
Ribadisco che la discussione generale continuerà fino a martedì ed
entro il termine di chiusura della medesima discussione si potranno
presentare gli emendamenti relativamente a questo disegno di legge.
Sospendo la seduta in attesa dell'arrivo dell'Assessore
Borsellino. Avverto che la seduta riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.32, è ripresa alle ore 18.03)
Presidenza del Vicepresidente LUPO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CIRONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per soddisfare
una mia curiosità. Come tanti altri colleghi anch'io ho certamente
presentato delle interrogazioni e tuttavia, queste interrogazioni,
non sono inserite nel brogliaccio che è stato qui condiviso con gli
altri colleghi. Probabilmente vi sarà una motivazione, non lo
escludo. Vorrei segnalare, ad esempio, almeno due di queste
interrogazioni estrapolandole dalle altre. Una è del 2015 e
riguarda un rimborso spese per vaccini che riguarda una fetta
congrua di cittadini che hanno delle sensibilità particolari ai
quali prima venivano dati dei rimborsi spesa invece adesso, da
qualche tempo a questa parte, non vengono più dati.
L'altra è ancora precedente, del 2014, dove chiedevo in
particolare lo stato di attuazione della legge 194 del 1978 in
Sicilia. A seguito, per altro di lettura di parecchi articoli e
pubblicati sui media, sui giornali regionali nei quali si evinceva
che vi era uno stato di sofferenza distribuito nel territorio per
carenza in particolare di professionalità che si prestavano a
questo servizio.
Le segnalo soltanto perché credo che possano contribuire anche
queste mie interrogazioni a farci un'idea precisa di come la sanità
in Sicilia esplichi la sua presenza, ma anche per avere una
risposta del perché, magari vengono considerate marginali oppure
non utili al dibattito pubblico, ma anche era giusto che io
segnalassi il mio disagio.
PRESIDENTE. Onorevole Cirone nel corso della seduta conto di
poterle rispondere, gli uffici attiveranno immediatamente una
verifica speriamo di potere rispondere quanto prima.
rubrica 'Salute'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Salute
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: Seguito
dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Salute , si procede con l'interrogazione n. 1484 a firma
dell'onorevole Falcone, non essendo presente in Aula l'onorevole
interrogante, alla stessa sarà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1518 a firma dell'onorevole
Panepinto, non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
alla stessa sarà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1536, a firma dell'onorevole
Vinciullo.
VINCIULLO. Desidero risposta scritta
PRESIDENTE. Pertanto all'interrogazione in oggetto verrà data
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1548 a firma dell'onorevole
Arancio, non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
alla stessa sarà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1551 a firma dell'onorevole
Zafarana ed altri, non essendo presente in Aula l'onorevole
interrogante, alla stessa sarà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1582 a firma dell'onorevole
Lentini, non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
alla stessa sarà data risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 138 a firma dell'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, io ritengo di essere stato in questi anni uno dei più
convinti sostenitori dell'azione riformista di questo Governo in
particolare della gestione dell'Assessorato che ella ha
amministrato in questi anni.
Faccio questa premessa perché in questa vicenda io credo che non
servano le classiche risposte legate alla burocrazia e agli
apparati burocratici agli eccessivi formalismi.
Questa è una vicenda Assessore dove serve non solo tutto il buon
senso, ma anche tutta la discrezionalità dell'Amministrazione con
la convinzione che in ossequio ai principi dell'articolo 97
dell'Amministrazione, cioè la trasparenza, l'efficienza, la
funzionalità, la discrezionalità vera dell'Amministrazione serva e
serva tutta.
Il caso - e cerco di essere chiaro - anche nei confronti dei
colleghi presenti affinché prendano conoscenza di questi aspetti,
l'Assessorato alla salute ha inteso valorizzare la pediatria in
associazione , ha inteso valorizzarla riconoscendo anche degli
ulteriori bonus non solo economici ma anche nell'organizzazione
dell'attività dei pediatri ed hanno inteso farlo dai primi anni
2000 con dei decreti proprio per favorire la pediatria e quindi
anche l'approfondimento, lo studio per stimolare la professione.
Come si accede alla pediatria in associazione? Si accede o
costituendo un'associazione nuova di pediatri dando la possibilità
ai pediatri di aderire a delle associazioni esistenti. Il decreto
del 2004 dell'Assessorato regionale della salute prevedeva come
unica attività formale quella opportuna di costituzione o
dichiarazione di costituzione ad un gruppo già esistente, a
un'associazione già esistente con relativa comunicazione formale
all'azienda sanitaria di competenza. Il decreto del 2011, poi, non
ha ridisciplinato la materia, ha previsto la stessa articolazione
con alcune precisazioni.
Uno degli allegati, alla lettera i) credo, prevedeva anche
un'ulteriore comunicazione all'Ordine dei medici. Io non lo so qual
è la ratio che ha spinto l'allora Assessore a prevedere questa
specifica comunicazione all'Ordine dei medici, fatto sta che
siccome la materia, sostanzialmente, nella sovrapposizione dei due
decreti, dal 2004 al 2011 non è cambiata sia per la costituzione
alle associazioni nuove, sia per l'adesione a quelle già esistenti,
diversi pediatri in tutto il territorio siciliano hanno provveduto
a dar luogo alla comunicazione formale solo per quanto riguarda
l'amministrazione di appartenenza e, quindi, l'azienda ospedaliera.
Diversi pediatri, non sapendolo, non hanno fatto la comunicazione
all'Ordine dei medici, io, ancora oggi, non capisco la ratio della
previsione.
Le graduatorie che, quindi, sono state fatte in esecuzione del
decreto 2011 riportano per questi pediatri la mancata attribuzione
del punteggio. Assessore, se lei mi dovesse dare una risposta
formale, burocratica, basterebbe che mi dicesse che in esecuzione
del decreto del 2011 occorreva questa comunicazione formale e non è
stata fatta, finisce la politica e finisce la discrezionalità
dell'amministrazione e il buon governo della salute che io auspico.
Io spero che, nell'ambito della sua competenza, nella
riorganizzazione della materia e quanto prima, anche perché
Presidente, questa interpellanza ormai è dannata, mi pare che sia
del 2013 e già sono passati quasi due anni, io auspico un atto di
giustizia che consenta a questi pediatri, che sostanzialmente e
concretamente hanno svolto questa attività, di aver riconosciuto
questo lavoro. Anche perché l'hanno fatto, hanno comunicato
all'azienda sanitaria di competenza la costituzione
all'associazione o l'ingresso in una già esistente quindi,
certamente, non dichiaravano il falso.
Non solo, ma c'è anche un altro aspetto Assessore che spero che
lei valuti, ci sono in atti diversi contenziosi e sarebbe un modo
anche per eliminare i contenziosi esistenti.
Ultima riflessione, se ci dovesse essere un provvedimento,
potrebbe essere fatto anche nei limiti di competenza delle risorse
finanziarie dell'amministrazione che è giusto che vadano non
soltanto ai pediatri che hanno fatto in tempo la comunicazione ma
anche a quelli che hanno svolto il servizio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino.
BORSELLINO. Signor Presidente, non posso che dare ragione
all'onorevole Barbagallo in linea di principio, perché al di là
delle interpretazioni letterali degli accordi che si sono
susseguiti nel tempo, dovrei dire sotto il profilo tecnico che
nessuna discriminazione è stata fatta in ordine al riconoscimento
dell'associazionismo in forma semplice laddove la comunicazione sia
stata fatta all'azienda piuttosto che all'ordine, nel senso che in
realtà l'unico caso in cui c'è stato richiesto un parere
sull'argomento è stato da parte dell'Asp di Catania, relativamente
a un singolo caso.
Quindi, sul piano tecnico vorrei fugare ogni dubbio circa il fatto
che sussistono in atto contenziosi significativi sull'argomento,
però volevo anche dire, questa volta in veste diversa da Assessore
per la salute, quindi al di fuori da un profilo tecnico che si
attenga all'esclusiva interpretazione di accordi che si sono
susseguiti, devo dire che se oggi andiamo verso un potenziamento
del territorio e quindi della medicina di prossimità e se dobbiamo
favorire, naturalmente, le forme di associazione tra pediatri di
libera scelta oltre che dei medici di medicina generale,
considerate le nuove forme previste anche dalla legge di riforma
nazionale che dovrebbero vedere espresse in un accordo collettivo
nazionale che poi si tradurrà in accordi collettivi regionali.
Le forme di associazionismo in AFT e CCP in questo caso, credo,
dobbiamo fare un passo in avanti e quindi mi impegno in questo
senso affinchè si possa dare maggiore flessibilità nel riconoscere
le forme di associazionismo ancorchè la comunicazione sia stata
fatta soltanto all'azienda e non anche all'ordine o viceversa. Mi
pare un principio assolutamente giusto perché sarebbe giusto
prescindere dal fatto che queste forme di associazionismo siano
state fatte con l'accordo dei medici e poi disincentivarle sulla
base di una semplice interpretazione letterale. Sono pienamente
d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie assessore Borsellino. L'onorevole Barbagallo si
dichiara soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1618 a firma dell'onorevole Di
Mauro.
Non essendo lo stesso presente in Aula alla stessa sarà data
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1623 a firma degli onorevoli
Sudano, Sammartino.
Non essendo gli stessi presenti in Aula alla stessa sarà data
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1630 a firma dell'onorevole
Falcone.
Non essendo lo stesso presente in Aula alla stessa sarà data
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1631 a firma dell'onorevole
Falcone.
Non essendo lo stesso presente in Aula alla stessa sarà data
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1653 a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, con
riferimento al contenuto dell'interrogazione parlamentare che tende
ad avere chiarimenti sul blocco del trattamento accessorio e
lavoratori ex LSU titolari del contratto quinquennale di diritto
privato, in servizio presso le aziende sanitarie regionali, posso
affermare che a seguito della verifica di evidenziate disomogeneità
di trattamento economico riferite al salario accessorio al
personale precario applicato da taluni aziende nel servizio
sanitario, sono state fornite con una direttiva da me adottata ad
ottobre del 2013 alcuni chiarimenti da potere uniformare su tutto
il territorio regionale la disciplina del trattamento economico
spettante al personale LSU titolare di contratti quinquennali di
diritto privato.
Considerato che questi contratti hanno natura previdenziale e
assistenziale e riguardano anche personale collocato fuori ruolo
che è disciplinato da apposita normativa nazionale e regionale e
quindi differente dal personale di ruolo, come è affermato tra
l'altro da una recente giurisprudenza confermata con parere
dell'Ufficio legale del 2005, con la sopracitata direttiva è stato
precisato anche alle direzioni aziendali che a questo personale
dovrà essere corrisposto esclusivamente il trattamento economico
ordinariamente spettante e non anche le voci accessorie. Cosi come
invece riconosciute al personale dipendente del servizio sanitario.
A seguito di questa direttiva emanata nell'ottobre del 2013 e a
seguito di confronto con le organizzazioni sindacali sono state
tenute una serie di riunioni presso l'assessorato con la presenza
anche di alcuni rappresentanti delle asp e delle altre aziende
ospedaliere e si è addivenuti di istituire un tavolo dedicato che
in questo momento sta proseguendo i lavori. Volevo anche riferire
in questo contesto che domani avrò un incontro con la Procura della
Corte dei conti anche per chiarire in linea definitiva quella che è
la linea che dovrebbe assumere l'amministrazione regionale sul tema
dei precari anche alla luce del decreto ministeriale che ha
disciplinato questo settore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, sono soddisfatto della
risposta che lei mi ha dato. Se poi usa anche la gentilezza di
fornirmela anche dal punto di vista cartaceo. Mi fa piacere che lei
si renda conto che è un problema che ancora deve essere
definitivamente affrontato così come la successiva, la 1654 che io
introduco brevemente. C'è la necessità di andare a stabilire delle
regole chiare in maniera tale che tutti i contrattisti, ex
lavoratori socialmente utili vengono trattati tutti allo stesso
modo. Vi sono ancora aperte alcuni casi.
Quello che riguardava lo stipendio accessorio credo sia una
risposta importante anche perché questi lavoratori svolgono le
stesse funzioni e gli stessi compiti di coloro i quali sono
dipendenti di ruolo.
Non si capisce perché ad alcuni debbono essere riconosciute queste
funzioni e la relativa corrispondenza dal punto di vista economico,
ad altri, invece, non debbono essere corrisposti.
Così come, assessore, l'interrogazione n. 1654, per la quale mi
accontento della risposta scritta - che credo sarà anch' essa
positiva - riguarda una problematica di alcuni lavoratori che, pur
essendo stati a suo tempo inseriti nel calderone dei lavoratori
socialmente utili contrattisti, per una serie di difficoltà, non
legate alle loro condizioni personali ma a quelle delle ASP che non
avevano, in quel preciso istante, rinnovato i contratti, si trovano
fuori dal bacino. Sembra ingiusto che ex lavoratori socialmente
utili, contrattisti a tutti gli effetti, vengano trattati
diversamente non da una ASP all'altra ma, addirittura, all'interno
della stessa ASP.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1654 a firma
dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Chiedo che sia data risposta scritta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 143 a firma degli
onorevoli Tancredi, Palmeri, Cancelleri, Cappello, Ciaccio,
Ciancio, Zafarana, Ferreri, Mangiacavallo, Siracusa, Trizzino,
Foti, La Rocca, Zito.
Essendo gli onorevoli La Rocca e Tancredi presenti invito
l'assessore a fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'interpellanza verteva a riconoscere se non si ritenesse
opportuno effettuare delle verifiche presso l'ASP di Trapani allo
scopo di accertare, nell'interesse dell'Amministrazione, se la
procedura di aggiudicazione del servizio sia stata svolta in
maniera aderente alle norme di legge, sia dal punto di vista
sostanziale che formale, e poi di verificare se la sostanziale
diversità del servizio appaltato, rispetto al ruolo ed alle
funzioni del personale ausiliario inserito nella graduatoria
tutt'ora vigente, sia idonea a ricoprire il fabbisogni di personale
e di attività come da piano di programmazione del fabbisogno del
personale 2009-2010.
Con riferimento a questa interpellanza, che attiene ad un oggetto
che è stato trattato anche nel corso di interrogazioni precedenti,
devo dire che l'azienda ha confermato, con un ulteriore
aggiornamento, la piena legittimità delle procedure ma a questo
vorrei aggiungere anche che, essendo in corso di definizione le
linee guida di indirizzo per la determinazione delle dotazioni
organiche, noi abbiamo previsto, in questo documento che verrà
sottoposto quanto prima al vaglio della commissione legislativa per
il parere di merito, che si tenga conto nel dimensionamento delle
dotazioni organiche anche dell'esternalizzazione dei servizi, nel
senso che, laddove chiaramente si debba ricomprendere all'interno
della dotazione organica la presenza di profili professionali per i
quali si fa consueto ricorso a servizi appaltati all'esterno, a
quel punto tali servizi non potranno essere più esternalizzati e
questo vale sia per quelli il cui divieto incorre nella portata
applicativa dell'articolo 21 della legge 5/2009 ma anche per quelli
per i quali il divieto non è automaticamente applicato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tancredi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
TANCREDI. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Rispondo all'onorevole Cirone. Gli uffici hanno
verificato, rispetto alla sua richiesta di chiarimenti, che
l'interrogazione n. 1983 che riguarda Chiarimenti circa
l'attuazione in Sicilia della legge 194 del 1978 sulla tutela
sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di
gravidanza risulta presentata con richiesta di risposta in
commissione. L'interrogazione è già stata assegnata alla VI
Commissione - è presente il Presidente della Commissione, onorevole
Digiacomo. Quando l'onorevole Digiacomo riterrà potrà iscriverla
all'ordine del giorno con la disponibilità dell'assessore
Borsellino a rispondere in commissione.
Altrettanto vale per l'interrogazione che riguarda il rimborso
spese vaccini, di cui le faceva cenno, del 2015.
E' anch'essa presentata con richiesta di risposta in commissione
ma questa non è ancora stata assegnata alla commissione. Gli uffici
stanno provvedendo.
Si passa all'interrogazione n. 1728 a firma dell'onorevole
Vinciullo. Si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1744 dell'onorevole Vinciullo:
Iniziative per istituire una postazione di emergenza-urgenza 118
nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR) .
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente, ho la
possibilità di istituire una postazione di emergenza-urgenza nel
comune di Portopalo di Capo Passero. E' stato consultato il
Comitato per l'emergenza previsto dalla legge n. 5 che, nella
proposta di rimodulazione che in questo momento è in corso di
revisione, alla luce anche della rete ospedaliera adottata nel
gennaio di quest'anno, e aveva espresso parere positivo.
Naturalmente, dovendo avvenire tutto ciò ad invarianza del numero
complessivo delle postazioni, il Comitato per l'emergenza che verrà
riunito nuovamente nei prossimi giorni si esprimerà definitivamente
sull'argomento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ho
sempre sostenuto la necessità che il Comune di Portopalo di Capo
Passero abbia una postazione di emergenza-urgenza del 118 dal
momento che: ci troviamo nella zona più lontana dall'ospedale di
Avola; l'ospedale più vicino è quello di Noto; che le strade sono
in condizioni disastrose se non addirittura ormai quasi inesistenti
e che, durante il periodo estivo, il periodo estivo sta per
iniziare, questo comune vede almeno aumentare di 10 volte gli
abitanti che, in questo momento, vi sono. Per cui vi è una
fortissima presenza di turisti che, evidentemente, cercano
sicurezza, cercano di avere un punto di riferimento importante per
quanto riguarda la sanità. Io, con piacere, accolgo la notizia che
lei oggi mi dà: che il Comitato si dovrebbe nuovamente riunire.
Però avevamo affrontato questo argomento in Commissione Sanità,
sarebbe opportuno che le scelte che devono essere fatte, dal
momento che devono essere in invarianza , cioè nel senso che non
possiamo aumentare di una postazione, vengano prese di comune
accordo con i sindaci, cioè non avrebbe senso che andiamo a
spogliare un paese per destinare un'ambulanza in un altro paese.
Sarebbe opportuno che, così come si sono espressi i sindaci della
zona montana, perché ricordo che si era detto che bisognava
togliere tra Buccheri e Buscemi, che ciò può anche accadere ma a
condizioni che venga accolta la proposta che, in maniera unitaria,
i due sindaci di Buccheri e di Buscemi hanno fatto: cioè i due
sindaci si sono dichiarati disponibili a metter a disposizione
ancora una volta gratuitamente i locali, a mettere a disposizione
tutto ciò che è necessario per poter fare funzionare un servizio
così importante in questi due comuni.
Però assessore, e credo che lei su questo con me converrà: a
condizione che una postazione rimanga tra il comune di Buccheri e
di Buscemi, e che siano i sindaci dei due comuni a gestire, di
concerto evidentemente con il suo assessorato, con l'Asp, con il
Comitato, l'utilizzo di questa ambulanza, nel senso che loro
manterranno le due postazioni aperte e sempre a disposizione
dell'Asp e, di conseguenza, o si fa la scelta un mese ciascuno
oppure due mesi ciascuno in maniera tale che i cittadini di queste
due comunità abbiano sempre la certezza che, a pochi minuti dalla
loro abitazione, si possa avere un'ambulanza, dal momento che si
spoglierebbe di ambulanza due centri che sono ad oltre 65 km dal
primo ospedale. L'auspicio era, assessore, che non avvenisse in
invarianza questo spostamento, cioè che vi fosse una nuova
ambulanza in provincia di Siracusa, ma se ciò non può accadere,
l'importante, ripeto, è che avvenga con la condivisione delle due
amministrazioni comunali.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1749 «Iniziative per
salvaguardare i livelli occupazionali dei dipendenti del SEUS 118»,
a firma dell'onorevole Vinciullo
Mi sembra che l'interrogazione sia superata nei contenuti. La
consideriamo presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1750 a firma dell'onorevole
Vinciullo «Notizie sulla mancata apertura della Residenza Sanitaria
Assistita di Pachino (SR)», a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in realtà la previsione della realizzazione di una R.S.A.
della provincia di Siracusa, nel comune di Pachino, era stata
prevista nel precedente atto di programmazione della rete delle
R.S.A.. Devo dire che sulla base di una recentissima comunicazione
inviatami dal direttore generale dell'ASP di Siracusa egli afferma
che, a seguito di una attenta attività di ricognizione e di
valutazione, essendo stato previsto che questo progetto avvenisse
attraverso un project financing questo modello avrebbe presentato
delle diseconomie risultando meno vantaggioso di un adeguamento del
sito e di una gestione diretta.
Quindi, la posizione dell'ASP è quella che verte verso una
gestione diretta della struttura e tale è l'orientamento che si sta
consolidando in tal senso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Assessore, se l'orientamento dell'assessorato e
dell'ASP è quello di attuare l'apertura di questa struttura
direttamente da parte dell'ASP io sono assolutamente d'accordo, nel
senso che se si ritiene che il project financing o il progetto di
finanza - come lo chiameremo in italiano - non è assolutamente
nelle condizioni di rispondere a quei criteri di economicità per
cui a suo tempo si pensò di farlo, io sono il primo che le dico va
bene. Però le vorrei ricordare che da anni ormai questa R.S.A., che
è una R.S.A. solo della zona sud della provincia di Siracusa, tanto
è vero che era stata pensata nell'ex ospedale di Pachino, è a
Lentini. Per essere chiari, Lentini è il centro più lontano che ci
può essere da Pachino. Non solo, ma le ricordo che mentre nella
zona sud noi non abbiamo nessuna Residenza Sanitaria Assistita, a
Lentini ne abbiamo addirittura due per novanta posti, perché c'è un
privato che gestisce i posti che ha avuto assegnati da parte
dell'assessorato e in più vi è questa Residenza Sanitaria Assistita
che evidentemente non è nelle condizioni di poter rispondere a quei
criteri di economicità che invece avrebbe nel caso in cui la
portassimo nella zona sud.
E' necessario, signor assessore, che al più presto si realizzi
questa volontà che è stata la volontà della commissione sanità
nella scorsa legislatura, che credo sia anche la sua volontà, che è
la volontà dello stesso direttore generale dell'ASP di Siracusa.
Noi abbiamo urgentemente la necessità di avere nella zona sud
della provincia di Siracusa questa Residenza. Altrimenti noi
corriamo il rischio, signor assessore, che tutta la sanità pubblica
è concentrata tra la città di Siracusa e la zona nord della
provincia di Siracusa e la zona sud si trova in una situazione di
assoluto abbandono a sé stessa, per cui i cittadini di questa zona
sono costretti ad andarsene o in strutture private fuori provincia
o in strutture pubbliche, ma sempre fuori provincia. Ci sembra
ingiusto che i cittadini della zona sud della provincia di Siracusa
e in modo particolare di Pachino si trovino in una situazione così
difficile.
Lei immagina un genitore che è ricoverato a Lentini e il figlio
deve partire da Pachino e fare circa 270 chilometri tra andata e
ritorno? Una situazione assurda Alla fine cosa fa il cittadino
Sceglie la struttura privata. Con questa scelta scriteriata noi non
facciamo altro, ancora una volta, che incentivare in provincia di
Siracusa il ricorso alle strutture private.
Per questo motivo, signor assessore, mi dichiaro soddisfatto della
sua risposta, però vorrei che questa indicazione emersa tanti anni
fa in commissione quando io ero il segretario della commissione
sanità si possa trasformare al più presto in una realtà concreta
per la nostra provincia.
PRESIDENTE. Si passa alla interpellanza n. 155 «Iniziative in
ordine alla nomina del nuovo primario di chirurgia dell'ospedale
Sant'Elia di Caltanissetta», a firma degli onorevoli Ioppolo,
Formica, Musumeci.
IOPPOLO. Signor Presidente, chiediamo la risposta scritta.
PRESIDENTE. Per la interpellanza non è prevista. Assessore, può
rispondere, poi può anche presentare una scheda o un documento da
acquisire agli atti della Presidenza.
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. La risposta particolarmente
articolata era stata fornita nel febbraio del 2014, la posso
produrre, rispetto a questa abbiamo ricevuto un ulteriore
aggiornamento da parte del neo insediato direttore generale
dell'ASP di Caltanissetta, il quale sostiene che, dal momento
dell'insediamento, non vi è alcun ricorso e apposizione avverso la
procedura che ha portato alla nomina dell'attuale direttore di
strutture complessa della chirurgia dell'Ospedale Sant'Elia.
Peraltro, il giudizio ancora pendente non ha avuto una sentenza
definitiva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1781 «Chiarimenti circa
la compatibilità della centrale elettrica in prossimità
dell'abitato del comune di Porto Empedocle (AG)», a firma
dell'onorevole Panepinto che non è presente. Pertanto,
l'interrogazione si considera presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1823 «Notizie urgenti in merito
all'attività di verifica sulla presenza della legionellosi presso i
presìdi ospedalieri e poliambulatoriali di competenza dell'ASP 6»,
a firma dell'onorevole Giovanni Greco.
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'interrogazione verteva ad acquisire notizie in merito
all'attività di verifica sulla presenza della legionella presso i
presìdi ospedalieri e poi l'ambulatorio di competenza dell'ASP di
Palermo.
In questo senso si sono fatte opportune richieste al Dipartimento
di prevenzione dell'ASP di Palermo che ha fornito una relazione
articolata sulle procedure adottate a prevenzione della
proliferazione e diffusione della legionella pneunophila' presso
tutte le strutture sanitarie di competenza in attuazione delle
linee guida ministeriale peraltro richiamate in un provvedimento
assessoriale dell'agosto 2010.
Con tale relazione la stessa azienda di Palermo ha dichiarato che
tutte le strutture sanitarie di competenza si attengono alle linee
guida ministeriale e aggiunge anche che non sono mai state
segnalati o notificati casi di legionellosi nosocomiali nelle
strutture sanitarie di competenza e che dalle verifiche periodiche
previste effettuate sulla rete idrica e sugli impianti di
condizionamento delle strutture stesse non sono mai state
riscontrate concentrazioni di legionella superiore al limite di
accettabilità.
In un solo caso presso il presidio ospedaliero di Termini Imerese,
in data 24 marzo del 2014, tali concentrazioni sono state superate
ed immediatamente per tale caso sono stati messi in atto tutti gli
interventi di bonifica previsti dalle direttive ministeriali con il
pieno recupero della sterilità e il mancato riscontro di legionella
negli accertamenti fatti sui campioni successivi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giovanni Greco re
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GRECO Giovanni. Assessore Borsellino, lei ha visto mai un'
ispezione fatta dall'ASL ai propri dipendenti portare alla luce
fatti come quello che io ho denunziato nella mia interrogazione?
Sicuramente, tutto quello che io ho scritto proviene da notizie
date da chi è andato a fare le ispezione e hanno trovato la
legionella.
Se lei manda al controllo lo stesso ufficio è chiaro che queste
cose non vengono fuori, io non l'ho fatto perché volevo far
presente che chi andò a fare le visite per la legionella doveva
fare una rivoluzione. No, io dovevo dare a lei un segnale che
all'ASP 6, quell'ASP nella quale abbiamo nominato un direttore per
meriti di alta legalità, le cose non vanno per il verso giusto.
Quindi, assessore Borsellino, le pongo una domanda semplice. Ma
noi non abbiamo un ufficio ispettivo che va a guardare quello che
fa l'ASL 6? Se lei manda quegli stessi lavoratori, i propri
dirigenti, è chiaro che cercheranno di ammucciari' tutte le cose,
quindi ne va di mezzo la sanità.
Ecco perché sto intervenendo perché già conoscevo questa risposta
ma ho aspettato cinque ore per darle un segnale che dal suo
Assessorato per sua indipendente iniziativa deve condurre queste
ispezioni perché altrimenti queste inefficienze non verranno mai
fuori.
Pertanto, non mi ritengo soddisfatto.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in via ordinaria volevo precisare che, il fatto di avere
richiesto all'ASP competente di rispondere in merito ad un'attività
che è di sua competenza istituzionale, comunque, è un'assunzione di
responsabilità da parte del management aziendale.
Condivido con lei, onorevole Greco, la necessità in taluni casi di
dovere svolgere un ulteriore approfondimento da parte anche di
aziende che, pur non avendo la competenza istituzionale,
afferiscono ad un territorio diverso laddove si possa verificare
che gli esiti degli accertamenti siano effettivamente congrui.
Devo anche dire che si tratta di esami, in taluni casi, ripetibili
ancorché fatti nel 2014 di cui ci sono stati comunicati
puntualmente i singoli esiti.
Ritengo tuttavia, in altre circostanze, assolutamente utile il suo
suggerimento che, peraltro, stiamo già applicando anche in tema di
controlli con riferimento ad altre fattispecie.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, alla luce delle precisazioni
dell'Assessore si ritiene soddisfatto?
GRECO Giovanni. Mi ritengo parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 159 «Mantenimento e
rilancio dell'ospedale 'Madonna dell'Alto' di Petralia Sottana
(PA)» , a firma dell'onorevole Lentini che non essendo presente in
Aula, decade.
Si passa all'interrogazione n. 1836 «Iniziative per promuovere il
ricorso a una corretta alimentazione nella popolazione siciliana ed
evitare l'insorgere di malattie cardiovascolari», a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1839 «Interventi utili a potenziare
la somministrazione delle cure innovative contro l'epatite C in
Sicilia», a firma dell'onorevole Vinciullo.
Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1900 «Chiarimenti circa l'indizione
di procedimenti concorsuali per l'attivazione delle unità operative
delle professioni sanitarie e del servizio sociale in Sicilia», a
firma dell'onorevole Ferrandelli.
Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 166 «Notizie sullo stato dei servizi
per le tossicodipendenze della Regione e sullo sblocco del relativo
personale», a firma degli onorevoli Palmeri, Cancelleri, Cappello,
Tancredi, Ciaccio, Ciancio, Zafarana, Ferreri, Mangiacavallo,
Siragusa, Trizzino, Foti, La Rocca, Zito.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, risponderò brevemente perché il tema di efficientamento
dei servizi per le tossicodipendenze è tema ampio che vede adesso
misurarci in riferimento all'implementazione delle dotazioni
organiche.
In realtà l'oggetto principale dell'interrogazione si concentrava
sulla necessità di un maggiore ed efficiente funzionamento di tali
servizi con riferimento al personale e proprio in questo momento
stiamo completando l'iter della definizione delle linee di
indirizzo dove i servizi per le tossicodipendenze, insieme agli
altri servizi del Dipartimento di salute mentale, sono tra quei
servizi per i quali viene richiesto rispetto degli standard
all'interno delle dotazioni organiche.
Riteniamo che a questa interpellanza si possa dare compiuta
risposta non appena le aziende avranno definito il dimensionamento
delle dotazioni organiche secondo le indicazioni che abbiamo appena
fornito.
PRESIDENTE. Gli interpellanti prendono atto della risposta?
TANCREDI. Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1950 «Notizie circa lo
smaltimento di rifiuti speciali presso l'Ospedale Ingrassia di
Palermo», a firma dell'onorevole Giovanni Greco.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'interrogazione richiedeva notizie circa lo smaltimento
dei rifiuti speciali presso l'Ospedale Ingrassia di Palermo.
Premesso che la materia è stata oggetto di specifiche direttive da
parte dell'Assessorato della salute, c'è stato comunicato dalla
stessa ASP nel maggio u.s. - siamo ancora in attesa di ulteriori
approfondimenti - che il personale dell'Unità operativa competente
effettuerà ulteriori sopralluoghi e controlli finalizzati alla
corretta gestione dei rifiuti di origine sanitaria pericolosi, a
rischio infettivo, pericolosi non a rischio infettivo speciali
eccetera, proprio perché dovrà essere attenzionata tutta una serie
di questioni, dal deposito temporaneo dei rifiuti pericolosi, al
contenuto dei contenitori per i rifiuti utilizzati, alla
tracciabilità degli stessi, alla raccolta differenziata e
quant'altro.
Sull'argomento devo dire che, dato che riguarda una materia
particolarmente delicata che, chiaramente, non attiene soltanto
all'ospedale Ingrassia dell'ASP di Palermo, è stata diramata, pochi
giorni fa, un'ulteriore direttiva a tutte le aziende sanitarie, per
avere maggiore contezza proprio su questo tema, per poter fare una
ricognizione accurata sulle modalità di smaltimento dei rifiuti
speciali da parte delle aziende sanitarie.
Mi riservo di fornire ulteriori approfondimenti all'esito di
questo accertamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GRECO Giovanni. Signor assessore, intervengo solo per farle
rilevare che questa interrogazione porta la data del 14 aprile
2014.
Io la ringrazio per la sua risposta all'interrogazione, ma non le
sembra tanto un anno per un argomento così delicato, come lei
stessa ha riferito qui in Aula?
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1997 «Interventi
urgenti per scongiurare la chiusura dei punti nascita nel
territorio regionale», a firma degli onorevoli Figuccia e Falcone.
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'oggetto dell'interrogazione riguarda la rete dei punti
nascita regionale. Proprio questa mattina si è svolta un'audizione
da me richiesta presso la commissione di merito, dove ho fatto il
punto su quello che è lo stato di attuazione della rete dei punti
nascita. Vorrei, semplicemente, comunicare, in questa sede, quanto
ho già riferito in VI commissione stamattina, circa il fatto che
sono in procinto di attivazione tutta una serie di controlli
standardizzati su tutti i punti nascita della Regione, sia quelli
che espletano un numero di parti superiori a 500 l'anno e che,
quindi, stanno all'interno della rete regionale già definita nel
2010 e mutuata all'interno della rete ospedaliera, sia di primo che
di secondo livello, sia per quanto riguarda i centri che ancora in
Regione fanno un numero di parti inferiori a 500.
Su questi ultimi è stato chiesto un parere specifico al Ministero,
il quale aveva richiesto che la Regione fornisse proprio una
richiesta di parere vincolante sull'argomento.
Il Ministero si è espresso con un parere, piuttosto articolato
che, previa analisi dei singoli punti nascita per i quali è stata
richiesta la deroga, ha espresso un assenso alla deroga, solo con
riferimento ai punti nascita dell'isola di Pantelleria, nonché dei
comuni di Corleone e Nicosia, oltre che di Cefalù a confronto con
Termini Imerese.
Si tratta, naturalmente, di processi che dovranno essere seguiti
passo passo entro il 31 dicembre di quest'anno e che porteranno ad
una definitiva messa in sicurezza dell'intero sistema.
Nel frattempo, sono state potenziate tutte le reti di trasporto
materno assistito e di trasporto neonatale e sono state condivisi
protocolli operativi da parte di tutti i neonatologi, impegnati
nelle operazioni di trasporto neonatale e materno.
Procedure che sono state approvate dal comitato regionale e
nazionale del percorso nascite.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intervengo solo per sottolineare come la questione della deroga
rappresenta un necessità per il punto nascita di Cefalù e per
evidenziare il fatto che il mero indicatore numerico, sotto la
soglia di 500 non può rappresentare l'unico dato a cui fare
riferimento.
Credo che per un tema così importante sia necessario fare
riferimento alla qualità del servizio. Il punto nascita di Cefalù è
una struttura che si è sempre distinta rispetto all'eccellenza del
servizio erogato.
Nasce, peraltro, all'interno di un territorio - quello madonita -
che serve ovviamente tutti quei paesi. San Mauro Castelverde, ad
esempio per citare un Comune per tutti, è un territorio che dista
tre quarti d'ora di curve. Si comprende bene come già questo, da
solo, mette a gravissimo rischio la vita non soltanto del nascituro
ma ovviamente anche della propria mamma.
In tutto questo mi sento anche io di sottolineare il dato che è
quello relativo alla data ovvero quello che per cui questa
interrogazione venne presentato nel maggio del 2014. Mi sembra
davvero che sul metodo possa dirsi che questa procedura è
assolutamente discutibile. Non riguarda ovviamente signor Assessore
soltanto la sua competenza ma riguarda il metodo con il quale
questo Parlamento e ciascun deputato riceve puntualmente - è un
eufemismo puntualmente - risposta dal Governo. Vorremmo che questo
accadesse in un clima di maggiore collaborazione che, per altro,
come vedete in questo caso, finisce con lasciare il buon senso, con
il fare in modo che persino il Parlamento abbandoni il buon senso.
Non so se avete fatto caso al fatto che in Aula oggi c'è
l'onorevole Assenza, l'onorevole Ioppolo, il Presidente Musumeci,
l'onorevole Giovanni Greco, l'onorevole Presidente della
Commissione Sanità, l'onorevole Cirone, il presente, l'onorevole
Vinciullo e due grillini, gli onorevoli La Rocca e Tancredi. Non so
gli altri parlamentari, soprattutto del Movimento cinque stelle che
di solito fotografa le immagini di un Parlamento che in questo caso
è ahimè davvero svuotato. Non è nostra consuetudine farlo però
inviterei i colleghi del Movimento cinque stelle di fronte a temi
così importanti avremmo apprezzato una maggiore sensibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, si attenga alla replica
dell'interrogazione.
FIGUCCIA. Solo per dire questo, ovviamente le responsabilità non
sono ascrivibili ritengo, comunque, ai parlamentari quanto alla
lentezza di un Governo regionale che, francamente, impiega un anno
per dare risposte a delle interrogazioni. Non è davvero questo il
metodo e di questo ci dispiaciamo.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 2025 «Chiarimenti sulla
compartecipazione dei Comuni al costo delle rette giornaliere delle
prestazioni socio-sanitarie riabilitative dei soggetti ricoverati
in regime semiresidenziale e residenziale», a firma dell'onorevole
Vinciullo.
E' da considerarsi trasformata in interrogazione con risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2036 «Chiarimenti sulla decisione
del Governo regionale in materia di ricovero di pazienti presso le
comunità terapeutiche assistite» a firma dell'onorevole Vinciullo.
E' considerarsi trasformata in interrogazione con risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza n. 181 «Notizie sulla mancata nomina
del direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di
Catania», a firma degli onorevoli Ioppolo, Formica, Musumeci.
Essendo presenti in Aula i firmatari, ha facoltà di parlare
l'Assessore per rispondere all'interpellanza.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, mi
consenta una puntualizzazione perché rispetto alle interrogazioni
ahimè alcune datate di oltre un anno il Governo ha risposto
puntualmente nei tempi dovuti e naturalmente in occasione della
presentazione di un numero così significativo di interrogazioni in
una unica soluzione si è reso necessario anche un aggiornamento che
mi sembrava rispettoso nei confronti di questa Aula rispetto ad
interrogazioni che ormai riportavano una data piuttosto remota.
Per quanto riguarda l'interpellanza in oggetto che fa riferimento
alla mancata nomina del direttore generale dell'Azienda di Catania,
l'aggiornamento è a tutti noto rispetto al fatto che il Governo ha
già previsto la designazione del dott. Giuseppe Giammanco e l'iter
è in corso di perfezionamento presso la I Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, signor Assessore. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Ioppolo per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'assessore.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor Assessore, mi consenta di
potere affrontare questo argomento pur nel tempo trascorso tra il
giugno del 2014, l'anno scorso proprio di questi giorni, e la data
odierna. E' vero ciò che dice l'Assessore Borsellino.
L'interrogazione si riferisce ad una vacanza dei vertici
dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania che registravamo nel
giugno del 2014 e lo registravamo già da lungo tempo, perché vorrei
qui ricordare che l'ASP di Catania è stata la più negletta, la più
trascurata quella che per più lungo termine è rimasta senza la
guida del Direttore generale titolare lungamente commissariata dal
passato Governo e dell'attuale Governo.
Quando si giunse poi e finalmente, ecco perché approfitto
dell'occasione signor Assessore per sottolineare l'urgenza del
compimento e del perfezionamento della procedura che è ancora in
corso, quando finalmente si procedette alla nomina del Direttore
generale, credo intorno al mese di gennaio, febbraio, di quest'anno
ecco perché passano i mesi, passano gli anni, ma la situazione
rimane quella di prima e di sempre, il Direttore generale neo
nominato si dimise ormai un paio di mesi or sono.
Da un paio di mesi l'Azienda sanitaria provinciale di Catania con
le problematiche articolate e profonde che deve affrontare
quotidianamente rimane a tutt'oggi senza Direttore generale.
Abbiamo appreso nei giorni scorsi la notizia che l'Assessorato
aveva inviato credo già da alcune settimane, da molte settimane, al
Governo alla Presidenza della Regione la sua indicazione come è
previsto dalla normativa vigente e che solo da pochi giorni la
Giunta ha adottato l'atto deliberativo di designazione che deve
essere adesso ratificata dalla I Commissione legislativa di questo
Parlamento il che è un'anomalia che come il Presidente Digiacomo
ben sa ed anzi egli l'ha più volte sottolineata appartiene però
alla normativa e la I Commissione e non la VI quella competente ad
esprimere parere, questo parere non è stato ancora espresso.
Il mio auspicio Signor Presidente e Assessore è quello che nel più
breve tempo possibile, ma proprio accelerando perché è necessario
farlo l'ASP di Catania abbia finalmente la titolarità del Direttore
generale che insieme a quello amministrativo e sanitario possa
immediatamente rimettere in marcia un'ASP che è tra le più grandi
dell'Italia meridionale che è la seconda della Sicilia, che ha
competenza su un territorio vasto su oltre un milione e cento mila
abitanti e su sette stabilimenti ospedalieri riuniti in tre
ospedali riuniti, in tre distretti quello di Caltagirone -
Militello, quello di Acireale - Giarre ahimè, - ahimè per i fatti
recentemente accaduti in quel distretto - e quello di Paternò-
Biancavilla-Bronte.
Le chiedo pertanto e la sollecito in tal senso signor Assessore a
vigilare ed a accelerare ogni procedura consequenziale e successiva
perché l'ASP venga messa nella condizione di potere programmare gli
interventi, di potere avere con il territorio un rapporto positivo
e costruttivo e soprattutto in una logica di potenziamento dei
presìdi ospedalieri che ho prima menzionato.
PRESIDENTE . Possiamo dire che prende atto della risposta
dell'Assessore Borsellino.
Si passa all'interrogazione n. 2142 «Chiarimenti sulla mancata
individuazione di un posto di assistenza primaria (medico di
famiglia) nel comune di Buscemi (SR) e nomina del sostituto», a
firma dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Desidero che mi venga fornita la risposta scritta.
PRESIDENTE. Pertanto, la consideriamo presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2185 «Chiarimenti sull'interruzione
del rimborso della spesa per la terapia con vaccini
desensibilizzanti ai pazienti allergici e interventi finalizzati a
un ripristino della compartecipazione del servizio sanitario
regionale», a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta all'interrogazione.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si tratta di una richiesta di chiarimenti in ordine al
rimborso della spesa per terapia con vaccini desensibilizzanti di
pazienti allergici e interventi finalizzati a un ripristino della
compartecipazione del Servizio sanitario regionale.
Vorrei dire, con molta sintesi, che si tratta di una prestazione
per la quale dal 2001 era previsto attraverso una direttiva
dell'Assessore pro-tempore il rimborso a carico del Servizio
sanitario delle terapie con vaccini desensibilizzanti specifici.
Devo dire che nonostante l'approvazione dei LEA, avvenuta nel 2001
e poi, successivamente, rivisitati adesso con un provvedimento che
speriamo sia prossimo da parte del Ministero di revisione dei
livelli essenziali di assistenza, ancora una volta i vaccini
desensibilizzanti specifici non rientrano tra le prestazioni
erogabili a carico del Servizio sanitario regionale. Per questo
motivo, come tutte le regioni, non potendo erogare a carico del
Servizio sanitario interventi che non sono previsti all'interno dei
livelli essenziali sulla base di criteri stabiliti dal Ministero e
per i quali la Sicilia non ha potestà esclusiva, abbiamo dovuto
escludere tali prestazioni dal rimborso, tra l'altro che avveniva
al cento per cento delle prestazioni a carico del Servizio
sanitario.
Devo dire, per scrupolo, tenuto conto del fatto che di queste
terapie ne fanno uso anche bambini allergici e che comunque sono
affetti da altre patologie che richiedono un'attenzione
particolare, è stato istituito un tavolo tecnico volto intanto a
comprendere l'entità del fenomeno, atteso che su questo tema le Asp
spendevano milioni di euro anche nei confronti di nuclei familiari
che per reddito, certamente, non avrebbero dovuto avere il cento
per cento delle prestazioni tra l'altro, appunto come dicevo, non
erogabili dal Servizio sanitario.
Per mirare in maniera più oggettiva questo contributo a carico del
Servizio sanitario, si sta verificando l'ipotesi di concedere a
carico del Servizio sanitario queste prestazioni, quanto meno
facendo un discrimine nei nuclei familiari sulla base del reddito.
Ci sono molte criticità anche sotto il profilo delle scientifiche
che non hanno consentito ad oggi l'inclusione dei vaccini
desensibilizzanti all'interno dei LEA proprio per non consolidata
efficacia secondo quanto può evincersi dalla medicina basata
sull'evidenza ad oggi presente in letteratura.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Assessore, non mi posso considerare soddisfatto della
risposta avuta, desidero che lei sia più determinata sulla vicenda.
Prima cosa. È chiaro che un giorno di ricovero ospedaliero costa
quanto più di un vaccino desensibilizzante, quanti bambini, quanti
adulti poi saranno costretti nel corso della loro vita a recarsi
negli ospedali. E quindi credo che già l'idea che ci sarà un popolo
che non avendo oggi la disponibilità economica per comprare questi
vaccini, domani saranno ricoverati cronici nei nostri ospedali ci
deve spingere a riflettere.
È chiaro, assessore, come lei giustamente diceva, tutti avevano
accesso a questo vaccino; bisogna immaginare una soglia di
sbarramento, nel senso che i poveri hanno diritto ad avere i
vaccini. Coloro i quali non sono nelle condizioni di poterlo
comprare devono, da parte della Regione, ricevere il vaccino.
Le ricordo che già alcune Regioni, per esempio il Piemonte, ma
anche la Lombardia, in questo caso si sono già inseriti prevedendo
delle fasce al di sotto delle quali hanno la possibilità di avere
il vaccino. Dopodiché, lei converrà con me sul fatto che fino a
qualche mese fa tutti ordinavano vaccini e tutti andavano ad
acquistare.Questo non potrà più accadere.
Secondo me, dobbiamo prevedere un centro, un centro pubblico per
essere chiari, presso le strutture territoriali od ospedaliere
delle nostre Asp che siano gli unici che possono certificare lo
stato di bisogno e siano gli unici che possono attestare la
necessità di ricorrere ai vaccini desensibilizzanti. Anche perché
lei sa meglio di me che noi abbiamo strutture ospedaliere e
strutture territoriali che sono all'avanguardia non solo a livello
regionale ma anche a livello nazionale e che quindi di fronte
all'ultima criticità che lei affermava quella secondo la quale non
tutti sono d'accordo che i vaccini possono risolvere
definitivamente il problema.
Noi però abbiamo su questa vicenda dei centri di altissimo valore
con competenze e capacità che tutto il mondo ci riconosce. Per cui
evidentemente non stiamo ricorrendo a dei cialtroni oppure a dei
venditori di fumo, stiamo ricorrendo a medici di altissima
professionalità. Quindi se intanto stabiliamo che ci deve essere un
centro unico prescrittore in ogni provincia, che poi ci devono
essere delle fasce di reddito a cui deve necessariamente concesso
il vaccino, credo che andiamo ad eliminare una serie di abusi che
sicuramente nel passato ci sono stati, una serie di abusi che hanno
fatto lievitare i costi della sanità. Ma non è che per colpire gli
abusi del passato noi adesso uniamo coloro i quali oggettivamente
hanno bisogno dell'intervento da parte del vaccino. Anche perché
ripeto, ogni ragazzo, ogni bambino non curato, domani è un
potenziale fruitore delle nostre strutture sanitarie.
Per cui, assessore, su questo argomento la inviterei ad essere più
determinata, più decisa. Non è un problema che va collocato solo ed
esclusivamente in un ambito statale proprio perché lei sa meglio di
me che Lombardia e Piemonte si sono espresse. Creiamo delle
condizioni per dare la possibilità a chi è nelle condizioni
economiche di non poterlo fare di avere il vaccino.
Del resto, assessore, a chi non è nemmeno nelle condizioni di
comprarsi la pasta, possiamo chiedere di comprarsi il vaccino?
Questo diventerà un malato cronico, quindi diventerà un uomo o una
donna che saremo costretti ad assistere per tutta la vita. Forse
oggi avremmo risparmiato qualche centinaio di euro però per il
resto della vita oltre ad avere di fronte a noi un soggetto malato
e quindi un frequentatore assiduo dei nostri ospedali avremo anche
un costo insopportabile per la nostra collettività.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 195, a firma
dell'onorevole Lentini, Potenziamento del servizio di soccorso di
emergenza-urgenza nel comprensorio dei comuni di Ciminna, Baucina e
Ventimiglia di Sicilia (PA).
In questo momento non è presente il firmatario, quindi
l'interpellanza decade.
Si passa all'interrogazione n. 2236, a firma dell'onorevole
Vinciullo, Chiarimenti sull'omessa individuazione di un posto
medico di assistenza primaria nei comuni di Giarratana e
Monterosso .
Si ritiene presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2241, a firma degli onorevoli
Zafarana, Cancelleri, La Rocca, Tancredi, Notizie in merito ai
piani di miglioramento e di investimento a garanzia della qualità e
sicurezza dell'unico punto nascita dell'Azienda ospedaliera Papardo-
Piemonte di Messina .
Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2263, a firma dell'onorevole
Vinciullo, Notizie sulla mancata attivazione delle strutture
terapeutico-riabilitative per i minori con gravi patologie
psichiatrice .
Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 203, a firma degli onorevoli
Ioppolo, Musumeci, Stabilizzazione dei lavoratori precari dell'Asp
di Catania .
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si tratta della stabilizzazione di lavoratori precari
dell'Asp di Catania.
In riscontro a questa richiesta si ritiene utile portare a
conoscenza che la stessa azienda con atto del 30 dicembre 2014 ha
deliberato l'assunzione a tempo indeterminato di 48 coadiutori
amministrativi. Si tratta naturalmente di personale a tempo
determinato che era stato reclutato nell'ambito dei cosiddetti
progetti obiettivo del piano sanitario, quindi non poteva che
avvenire con contratti a tempo determinato la cui riconferma non
era automatica ma che ha richiesto una valutazione delle attività
progettuali.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Gli onorevoli interpellanti si
considerano soddisfatti.
Si passa all'interrogazione n. 2288 Chiarimenti sulla convenzione
SEUS/Regione siciliana e mancata ottemperanza al pronunciamento
dell'Autorità giudiziaria amministrativa , a firma dell'onorevole
Germanà, che non è presente. Si considera presentata con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 207, a firma degli onorevoli
Musumeci, Ioppolo, Chiarimenti sulla mancata riattivazione del
servizio di vaccinazione nel Comune di Fiumefreddo di Sicilia
(CT) .
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si tratta di chiarimenti in ordine alla mancata
riattivazione del servizio di vaccinazione del comune Fiumefreddo
di Sicilia.
Nonostante il Dipartimento di prevenzione ed il Servizio di
vaccinazione dell'ASP di Catania siano stati più volte sollecitati
sull'argomento, devo dire che, anche se tardivamente, la stessa
azienda ha rappresentato che la chiusura del centro di vaccinazione
del comune di Fiumefreddo, avvenuta già nel 2011, era stata
determinata da precarie condizioni igienico-sanitarie dei locali e
dalla carenza, in pianta organica, del personale necessario per la
gestione del centro.
Riteniamo che, dal momento del riscontro già reso dall'azienda di
Catania, siano state, così come c'è stato informalmente comunicato,
ripristinate le condizioni relative all'adeguamento dell'immobile.
Per quanto riguarda, invece, il personale la stessa
amministrazione ha già concesso alle aziende specifica deroga per
l'implementazione del personale, con riferimento anche alla nomina
degli incarichi di struttura complessa relativamente ai
dipartimenti di prevenzione in quanto, essendo l'articolazione
dell'azienda senza posti letto, non venivano inficiati dalla
rimodulazione della rete ospedaliera.
Si tratta di una direttiva emanata alle aziende qualche mese fa e
che già sta consentendo di coprire i posti vacanti in pianta
organica all'interno dei dipartimenti di prevenzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ci
riteniamo assolutamente insoddisfatti della risposta fornita dal
Governo che ha eluso - mi auguro senza volerlo - la domanda che
abbiamo posto al rappresentante dell'Organo esecutivo.
Poiché, dal dicembre 2011, il servizio di vaccinazione del comune
di Fiumefreddo di Sicilia è stato sospeso, su proposta e su
iniziativa della stessa ASP di Catania, poiché il Comune, già nel
maggio del 2012, cinque mesi dopo, aveva predisposto un locale
idoneo e rispondente ai requisiti previsti e necessari per
rimettere in funzione il Servizio di vaccinazione, gli interroganti
chiedevamo di sapere se il Governo intendeva esperire una indagine
interna per capire come mai, dal maggio 2012 ad oggi, non sia stato
attivato il servizio, malgrado la disponibilità pronta e immediata
del Comune di Fiumefreddo nel reperire un locale destinato alla
riattivazione del servizio.
Appaiono evidenti, assessore, responsabilità omissive; c'è stata
superficialità gravissima. I cittadini di Fiumefreddo continuano ad
essere privati di un servizio essenziale, che coinvolge soprattutto
la fascia della popolazione più fragile, più debole, più
vulnerabile.
Dalla sua risposta, purtroppo, non si evince alcuna iniziativa in
tal senso.
Credo che lei abbia il diritto ed il dovere di capire come sia
possibile che passino tre anni senza che si attivi un servizio che
poteva essere ripristinato nello spazio di due o tre settimane.
Non ha fortuna il comune di Fiumefreddo, non ha fortuna l'area
ionica nella quale il comune di Fiumefreddo ricade, in materia di
politiche sanitarie, assessore.
Vorrei concludere il mio intervento richiamando la sua attenzione
sulla drammatica vicenda che si è determinata nel vicino comune di
Giarre, dove, alla fine di maggio, una donna è morta, si dice, per
tardivi soccorsi ed inadeguati, per un'ambulanza non dotata di
personale medico e di strumenti necessari al primo soccorso.
Lei è prontamente accorsa al Comune di Catania, all'Asp, per
assicurare che sarebbe stato attivato un presidio territoriale di
emergenza con l'integrazione dei servizi 24 ore su 24 e della
medicalizzazione delle postazioni del 118, del comune di Mascali e
del comune di Riposto.
E' riuscita la sua rassicurazione a calmare la legittima, vibrata,
protesta dei cittadini di Giarre e dell'hinterland che raccoglie
oltre 100 mila abitanti.
Sono passate due settimane, assessore, e del presidio territoriale
di emergenza a Giarre non si hanno ancora notizie.
Ho il dovere di richiamare la sua attenzione sul mantenimento di
un impegno che lei, in rappresentanza del Governo, ha formalmente
assunto. Poiché tutti i tempi necessari, legittimi e consentiti,
sono scaduti, riteniamo, assessore, che sia necessario riattivare
il servizio del pronto soccorso. Giarre è una piccola capitale in
quella vasta area ionico-etnea, una zona molto frequentata
soprattutto nei mesi estivi. Privare quel nosocomio del servizio di
pronto soccorso è stata una scelta assolutamente irresponsabile.
Altrettanto irresponsabile ci è sembrata la volontà di disattendere
un impegno che lei, in rappresentanza del Governo, il 26 maggio
scorso, ha assunto col sindaco di Giarre presso la sede dell'Asp di
Catania.
Le sarei grato, assessore, per quanto inusuale, se lei potesse
fornirmi, col consenso del signor Presidente dell'Assemblea, una
risposta rassicurante perché, stasera, tornando nella mia città
d'origine, appunto Giarre, possa portare una parola di sostegno, di
conforto, affinché questo Governo dimostri, almeno una volta, di
saper mantenere gli impegni che assume di fronte ad una esigenza
che appare prioritaria perché prioritario è il diritto alla salute,
anche di quella gente.
PRESIDENTE. Chiederei all'assessore Borsellino se può, anche
brevemente, di replicare a quest'ultima richiesta da parte
dell'onorevole Musumeci.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, rispondo innanzitutto al primo quesito, integrando la
risposta che avevo già fornito per dire che, certamente, non sfugge
alla nostra attenzione il fatto che il Centro di vaccinazione sia
stato reso inattivo per oltre un biennio ed interessava,
naturalmente, in quel momento, comprendere quali fossero i tempi di
riattivazione perché, intanto, la collettività locale avesse un
servizio di primaria importanza.
Si tratta di una inattività che precedeva anche al mio mandato
che, certamente, laddove si è ritenuto necessario, ma questo è un
impegno che posso assumere al riguardo, l'indagine retrospettiva
riguarderà ovviamente i responsabili del biennio 2011-2012, a capo
del management aziendale perché chiaramente le motivazioni che
erano state addotte sembravano plausibili in considerazione
dell'inadeguatezza dei locali ed, in tal caso, il centro di
vaccinazione più vicino, quello di Mascali, era stato ritenuto il
centro che potesse assorbire la domanda nella fase di inattività
del centro di Fiumefreddo.
In ogni caso, sarà nostra cura comprendere, ulteriormente, se
l'Azienda abbia proceduto a fare un'indagine interna.
Per quanto riguarda gli impegni assunti dal Governo, con
riferimento alla rifunzionalizzazione del presidio di Giarre,
vorrei ricordare che la rifunzionalizzazione del presidio che
attiene, naturalmente, ai principi che sono stati assunti
all'interno della rete ospedaliera, che è stata adottata, peraltro,
con il consenso dei sindaci di quel territorio, prevedeva la
rifunzionalizzazione, tra gli altri, del pronto soccorso di Giarre,
il presidio terapeutico di emergenza.
Il piano, peraltro concordato con lo stesso sindaco di Giarre,
assunto dalla stessa Asp, con delibera del 27 aprile scorso,
prevedeva proprio un potenziamento di tutti i servizi di supporto,
nonché dello stesso presidio terapeutico di emergenza H24, anche
con un servizio di anestesiologia e di guardia attiva H24 che non
dovesse far venir meno quelle che erano le funzioni primarie di
primo soccorso, già espletate dal precedente servizio, ai fini di
una stabilizzazione ed il trasferimento in altri nosocomi per
livelli di intensità di cure maggiori.
Devo dire che, in occasione dello spiacevole evento verificatosi e
per il quale sono ancora in corso indagini interne, da me promosse
all'indomani dell'accaduto, per cui si è accertato anche se i
servizi di soccorso terrestre fossero stati adeguati rispetto alla
gravità dell'evento, vorrei ricordare al riguardo che l'ambulanza,
seppure con autisti soccorritori, non con il medico a bordo perché
l'ambulanza medicalizzata della seconda postazione di Giarre era
stata impegnata nel trattamento di un TSO richiesto peraltro dai
Carabinieri del luogo, il soccorso è stato tempestivo perché
l'ambulanza è arrivata nel giro di pochi minuti e nel giro di 12
minuti complessivi è anche arrivata, la seconda ambulanza
medicalizzata, che era impegnata nel TSO nel comune di Mascali.
Nello stesso arco temporale, è intervenuto anche l'elisoccorso per
il trasporto aereo della paziente di cui, purtroppo, poi, nei
momenti successivi all'arrivo dell'ambulanza, si è constatato il
decesso, però devo dire che in quella circostanza i cui contorni
sono ancora da chiarire, il Servizio Sanitario ha anche subito un
danno piuttosto grave per via di un danneggiamento dei mezzi di
soccorso da parte di persone che accompagnavano la paziente e che è
stato puntualmente anche denunciato all'Autorità giudiziaria, in
quanto ha determinato dei danni ingenti sia all'ambulanza ma anche
agli strumenti elettromedicali presenti all'interno dell'ambulanza
stessa e all'interno dell'eliambulanza.
Nei giorni precedenti, ho anche inviato una ispezione con degli
ispettori dell'assessorato Salute perché verificassero che gli
impegni assunti in occasione della Conferenza dei servizi tenutasi
a Giarre fossero stati puntualmente attesi. L'ispezione si è svolta
meno di 24 ore fa, quindi attendo ancora l'esito definitivo. Sarà
mia cura puntualizzare all'attuale direzione dell'Azienda, laddove
ci fossero delle mancanze rispetto al piano che è stato concordato,
in presenza anche dei sindaci del comprensorio.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 2367, Interventi
urgenti per il ripristino dei servizi destinati agli allievi
diversamente abili ed erogati dalle ex province regionali ,
dell'onorevole Alongi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, si considera presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 2379, dell'onorevole Vinciullo,
Chiarimenti sui provvedimenti di recupero somme assunte dalle ASP
nei confronti dei titolari dei laboratori d'analisi per gli anni
2007/2012 .
E' stata trattata ieri una analoga interrogazione. Si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2416, dell'onorevole Barbagallo,
Iniziative per prevenire la diffusione del virus Ebola in
Sicilia .
Per assenza dall'Aula del firmatario, si considera presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 217, a firma degli onorevoli
Ioppolo, Musumeci, Chiarimenti sulla soppressione del reparto di
chirurgia maxillo - facciale e microchirurgia ricostruttiva
dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania .
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. L'interpellanza chiedeva
chiarimenti sulla soppressione del reparto di chirurgia maxillo-
facciale e microchirurgia ricostruttiva dell'ospedale Vittorio
Emanuele di Catania.
Con il decreto di approvazione della rete ospedaliera del 14
gennaio di quest'anno, è stata prevista una unità operativa
complessa di chirurgia maxillo-facciale con quattro posti letto
presso la medesima azienda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor assessore, mi dichiaro
parzialmente soddisfatto o se devo essere più corretto parzialmente
insoddisfatto, perché è vero che la rete ospedaliera alla quale
abbiamo modestamente contribuito tutti i componenti della sesta
Commissione, ed io ultimo tra questi, ha previsto i posti letto che
lei richiamava. Anche vero però che in atto l'unica struttura
esistente in tutta la Sicilia orientale, che era quella presso
l'ospedale Vittorio Emanuele, è stata soppressa, che i pazienti
sono rimasti privi di assistenza e lo sono fino alla compiuta
attivazione della nuova rete ospedaliera.
Tutto ciò comporta un aggravio di spesa per la stessa
amministrazione regionale perché nella impossibilità di potere
ricorrere a cure sul proprio territorio, i pazienti sono costretti
quasi sempre a ricorrere a strutture o ad altre strutture regionali
o ahimè a strutture extra regionali.
Un modesto intervento di ricostruzione mandibolare ha un costo che
si aggira intorno a 47 mila euro; non è una spesa da poco e
comunque qualunque considerazione di tipo economico finanziario è
superato dalla mancanza della assistenza territorialmente più
prossima e vicina.
Io faccio voti, assessore, affinché con il suo autorevole
intervento possano essere immediatamente resi funzionali e quindi
attivati i posti che sono previsti nella rete ospedaliera in quella
che giustamente il presidente della Commissione definisce il piano
regolatore della sanità siciliana, per lasciare anche questo tipo
di pazienti in una condizione di serenità e di certezza di cure,
senza dovere ricorrere a strutture extra regionali.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 2437, a firma
dell'onorevole Vinciullo, Notizie sullo stato di avanzamento dei
lavori presso l'Istituto comprensivo Pirandello' di Carlentini
(SR) nell'ambito delle specifiche risorse comunitarie assegnate ,
si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
L'interrogazione n. 2442, a firma degli onorevoli Zafarana,
Cancelleri, Cappello, Notizie sull'apertura di centri diurni
semiresidenziali per la cura dei pazienti affetti da morbo di
Alzheimer , si considera presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2479, a firma dell'onorevole
Assenza, Provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto del
personale infermieristico per la postazione 118 di Comiso (RG) .
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per rispondere
all'interrogazione.
BORSELLINO, assessore per la salute. L'interrogazione richiedeva
provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto del personale
infermieristico per la postazione del 118 di Comiso.
In riscontro a tale richiesta, con la quale appunto sono stati
richiesti provvedimenti per il rinnovo del contratto di personale
infermieristico per la postazione di Comiso, la direzione generale
dell'ASP di Ragusa, interpellata sull'argomento ad aprile ultimo
scorso, ha precisato che la presenza del personale infermieristico
per questa postazione è stata garantita in virtù di un accordo
sindacale che ha consentito l'utilizzazione dei fondi incentivanti
del personale del comparto.
A seguito di tale accordo per l'anno 2014 le organizzazioni
sindacali hanno formalizzato tuttavia un parere negativo
sull'utilizzo di questi fondi per cui non è stato possibile
proseguire l'attività in oggetto.
Tuttavia riteniamo che questo problema possa essere
definitivamente risolto in quanto in sede di revisione della
dotazione delle piante organiche della aziende sanitarie abbiamo
previsto nell'ambito dell'indirizzo che vedrà poi il parere da
parte della Commissione che venga definito all'interno della
dotazione organica personale dedicato per le postazioni del 118
cosa che invece fino ad oggi non è stata perché si è operato in
regime di incentivazione.
Tra l'altro, determinando un aggravio in termini di organizzazione
all'interno delle aziende sanitarie, perché questo personale per
operare incentivazione sul 118 naturalmente viene ad essere
depauperato dalle corsie e dai servizi ordinari.
Tutto questo determinerà quindi una stabilità del personale che
verrà all'uopo dedicato sia per quanto riguarda quello medico che
quello infermieristico non soltanto per le ambulanze del 118, ma
anche per le centrali operative.
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza chiede di parlare per la
replica.Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
assolutamente insoddisfatto e mi dispiace che l'Assessore nella
risposta abbia recepito del tutto acriticamente la nota dell'ASP di
Ragusa, trascurando che vi sono due decreti assessoriali che invece
smentiscono quanto l'ASP sostiene.
In buona sostanza, si ha l'ardire di dire che l'ambulanza
medicalizzata è comunque regolare anche senza infermiere a bordo,
bastando soltanto la previsione di due autisti soccorritori, e
dimenticando quanto stabilisce il decreto assessoriale n. 187 del
30 aprile 2010 e successivamente ribadito dal decreto assessoriale
n. 2532 del 31 dicembre 2013.
Quelle ambulanze medicalizzate senza infermiere a bordo sono
assolutamente fuori legge.
Questo lo ha denunciato immediatamente il sindacato dei medici che
curano le emergenze territoriali, che non solo hanno proclamato lo
stato di agitazione, ma hanno altresì promosso un dettagliato
esposto alla procura della Repubblica, mettendo le mani avanti,
perché se dovesse succedere qualche disgrazia - come purtroppo si è
sfiorato negli ultimi periodi - la responsabilità non può essere
certo del medico che trovasi ad operare da solo per l'operazione di
pronto soccorso.
Se il medico attua la respirazione o il massaggio cardiaco o
quant'altro non può contemporaneamente trovare la vena dove
iniettare il necessario farmaco.
E' meglio smetterla con queste finzioni che abbiamo le ambulanze
medicalizzate perché noi abbiamo soltanto attuato un ulteriore
pericolo per la salute dei cittadini.
Se a questo aggiungiamo quello che già lo stesso Assessore
riconosce, ossia lo stato comatoso dei pronti soccorso
assolutamente depotenziati nei piccoli ospedali come quello di
Comiso, e sovraffollati e non in grado di attuare il pronto
intervento negli ospedali più grandi come può essere quello
viciniore di Vittoria o di Modica dove vi sarebbe veramente da fare
delle trasmissioni televisive per riprendere le file d'attesa e
come vengono ammassati i pazienti in attesa di intervento di primo
soccorso, abbiamo un quadro di assoluto degrado.
Prendo atto che la volontà è di porre rimedio al più presto.
In quest'ottica ho predisposto un ordine del giorno attinente
all'argomento e chiedo alla Presidenza l'autorizzazione di
presentarlo, impegnando il Governo ad intervenire immediatamente
per ripristinare, non solo per Comiso, ma per tutti i casi di
ambulanze medicalizzate, la presenza necessaria e indispensabile
dell'infermiere a bordo.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, in sede ispettiva non è prevista la
presentazione di ordini del giorno; il Regolamento non lo prevede a
prescindere dall'argomento che trattiamo.
Pertanto prendiamo atto delle sue dichiarazioni che saranno messe
a verbale, potrà farlo in occasione di una prima seduta anche il
prossimo martedì e poi si deciderà quando trattare l'ordine del
giorno.
Si passa all'interrogazione n. 2622 Iniziative per la
trasmissione delle informazioni sulla presenza di amianto in
Sicilia nell'apposita banca dati nazionale , a firma dell'onorevole
D'Asero, che si considera presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza n. 231 Notizie sui centri medici di
procreazione medicalmente assistita in Sicilia , a firma degli
onorevoli Ioppolo, Musumeci.
Ha facoltà di intervenire l'Assessore per la salute per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. L'interpellanza attiene a
notizie sui centri medici di procreazione medicalmente assistita in
Sicilia.
In Sicilia, in fase di prima applicazione della legge n. 40 del
2004, la materia è stata inizialmente regolamentata con un decreto
assessoriale del 2004 che ha stabilito, inizialmente, i requisiti
tecnico-scientifici ed organizzativi che devono possedere le
strutture pubbliche e private per lo svolgimento dell'attività di
procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo
livello.
Tali requisiti sono stati successivamente rivisti con un
provvedimento assessoriale del luglio del 2011 e poi
successivamente nel 2013 dove tali requisiti sono stati aggiornati
anche con riferimento alle modifiche - tra l'altro nel frattempo
innovate a livello nazionale.
Per quanto attiene, invece, gli aspetti della programmazione, la
normativa regionale è stata rivista anche, sulla base delle recenti
linee guida ministeriali, nonché dei dati epidemiologici di
settore.
A questo scopo è stato istituito un tavolo tecnico che ha
consentito, attraverso la partecipazione, pure dei professionisti,
di rivedere i documenti di programmazione, per cui sono stati
censiti tutti i centri di PMA operanti nel territorio della Regione
siciliana.
E' stato identificato il rapporto ottimale tra popolazione e
numero di centri di PMA, pubblici e privati accreditati, nonché i
criteri di valutazione e di efficacia utili ad identificare la
fascia di utenza con il minor rapporto costo/beneficio, per quanto
riguarda l'applicazione delle tecniche di PMA, cioè parametri
clinici e cicli eseguiti.
La riorganizzazione dei centri pubblici e privati è stata fatta
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta ed alla
organizzazione in rete dei servizi per patologia, volumi e
complessità e si è provveduto alla definizione di un network
regionale di centri accreditati su due livelli organizzativi, con
standards operativi differenziati.
Il progetto complessivo è stato reso possibile anche grazie
all'impiego dei fondi assegnati dal ministero, a valere sulla legge
40 perché vorrei ricordare che, ad oggi, le tecniche di PMA sia
omologa che eterologa non sono state incluse ufficialmente nei
livelli essenziali di assistenza.
Ciò che le Regioni possono fare, anticipando un orientamento che è
stato assolutamente condiviso, a livello regionale ad eccezione
della Regione Lombardia e cioè quello di consentire, nelle tecniche
di procreazione medicalmente assistite, omologa ed eterologa, con
oneri a carico del servizio sanitario, si è potuta disciplinare a
valere proprio sui fondi della legge 40, nelle more che questa
inclusione avvenga ufficialmente.
Vorrei consegnare, in questa sede, una relazione articolata
sull'argomento perché, trattandosi di natura prettamente tecnica
non vorrei dilungarmi oltremodo.
Vorrei, tuttavia, dire che i provvedimenti assunti in questo senso
da parte dell'amministrazione regionale che disciplinano modalità
di esecuzione, nonché le tariffe della procreazione medicalmente
assistita, omologa ed eterologa sono state, in seguito di ricorso
giurisdizionale, recentemente opposto da parte dell'associazione
italiana spedalità privata, accolte nella loro completezza, da
parte del TAR che ha confermato la fondatezza delle determinazioni
assunte dall'assessorato, ad eccezione di una motivazione di
censura, mossa dalla parte ricorrente che riguardava la mancata
chiarificazione nei provvedimenti assessoriali, della tipologia dei
farmaci che potessero essere comprensivi all'interno della tariffa.
Ad eccezione di questo aspetto che sarà oggetto di opportuno
chiarimento in un provvedimento assessoriale prossimo,
l'impostazione data alla materia, da parte dell'assessorato per la
Salute è stata ritenuta assolutamente accoglibile anche in sede di
giustizia amministrativa.
Questo ci consente di continuare ad operare in questo senso. Sono
stati erogati finanziamenti al pubblico, anche per consentire al
sistema pubblico di accelerare i processi di adeguamento ai
requisiti strutturali, organizzativi per l'avvio delle tecniche di
procreazione medicalmente assistita, mentre i centri privati
accreditati che possono svolgere queste attività, sono quelli già
registrati al network regionale ed accreditati alla data del
dicembre del 2013.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 235 Notizie sulla
paventata chiusura del punto nascite dell'ospedale Santissimo
Salvatore di Paternò , a firma degli onorevoli Ioppolo e Musumeci.
In realtà, analoga interrogazione era sta presentata ieri e il
governo ha già risposto.
In apertura di seduta l'assessore Borsellino ha fatto una
comunicazione che penso possa rappresentare una risposta anche alla
presente interpellanza che consideriamo assorbita nella discussione
che si è già svolta.
Si passa all'interpellanza n. 238 Chiarimenti in merito
all'attività di consulenza presso l'Assessorato regionale della
salute, al relativo operato ed alla gestione del servizio CQRC
regionale , dell'onorevole Grasso, che in questo momento non è
presente ed è pertanto decaduta.
Si passa all'interpellanza n. 241 Notizie in ordine al
riconoscimento della sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS)
nell'elenco delle malattie rare , a firma degli onorevoli La Rocca,
Ciaccio ed altri.
Invito l'assessore Borsellino a fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente, questa
interpellanza riguarda un argomento che è stato più volte dibattuto
anche in seno alle articolazioni dell'Assessorato che ho l'onore di
guidare in questo momento. Si tratta di una patologia assolutamente
invalidante, per quanto ancora non riconosciuta tra le malattie
rare, la sensibilità chimica multipla che naturalmente costituisce
un complesso di condizioni para-patologiche in quanto ancora è una
sindrome validata sotto il profilo scientifico che comunque non può
non richiedere una attenzione da parte del Servizio sanitario
regionale per le condizioni proprie invalidanti che le persone che
ne sono affette sono sottoposte. Anche per mancanza di un centro
qualificato che ne possa effettuare una chiara diagnosi.
Si tratta di un problema che è stato anche oggetto di confronto
insieme con altre Regioni che si sono imbattute per quanto non
abbiano numeri significativi di pazienti. Devo dire che su questo
tema, il Governo si è impegnato a richiedere al Ministero
l'inclusione della sindrome all'interno dell'elenco delle malattie
rare in corso di revisione da parte del Ministero della salute.
Questa è l'unica strada che riteniamo possa essere percorribile
perché questa patologia possa essere riconosciuta e quindi
adeguatamente trattata. Ricordando, tuttavia, che non esistono
ancora evidenze scientifiche che ne determinano un percorso di cura
adeguato, anche alla riduzione dei sintomi che purtroppo si
manifestano in presenza di una sindrome così complessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Rocca per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
LA ROCCA. Mi ritengo soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 246 Chiarimenti sulle
iniziative da adottare per risolvere le criticità dei presidi di
medicina di urgenza nel comune di Catania , a firma degli onorevoli
La Rocca e Tancredi.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, questa
interpellanza chiedeva chiarimenti sulle iniziative da adottare per
risolvere criticità dei presidi di medicina d'urgenza del Comune di
Catania. In realtà per quanto riguarda la medicina d'urgenza
l'interpellanza faceva riferimento in particolare al pronto
soccorso del Presidio Rodolico dell'Azienda ospedaliera Vittorio
Emanuele. Vorrei dire a tal proposito, anche in relazione ai
recenti fatti di cronaca che hanno visto il tema legato
all'adeguamento del Pronto soccorso Rodolico tra gli argomenti
oggetto anche di attenzione da parte di Striscia la notizia , nei
mesi scorsi, devo dire che questa è una delle tante incompiute per
le quali soltanto adesso si sta dando un impulso definitivo con
l'assegnazione, attraverso i criteri di riparto del Fondo sanitario
regionale anno 2014, quindi si tratta di risorse immediatamente
spendibili da parte dell'Azienda Vittorio Emanuele, sono stati
erogati tre milioni per il completamento dell'intervento di
adeguamento che era stato già previsto nei precedenti cicli di
programmazione a valere sull'articolo 20 in tema di edilizia
sanitaria.
La stessa Azienda ne ha dato notizia in questi giorni e ha assunto
l'impegno anche nell'ambito dell'obiettivo strategico è stato
assegnato al Direttore generale dell'Azienda stessa, di completare
nell'arco di pochissimi mesi tutte le operazioni di adeguamento con
la totale attivazione e funzionalità del Pronto soccorso del
Presidio in questione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Rocca per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
LA ROCCA. Mi ritengo soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 263 Chiarimenti sulle
ventilate assunzioni di personale presso l'Istituto San Raffaele
Giglio di Cefalù a firma dell'onorevole Giovanni Greco. Ha facoltà
di parlare l'Assessore Borsellino per la risposta
all'interpellante.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,
l'argomento è particolarmente delicato. Riguarda chiarimenti sulle
ventilate assunzioni del personale presso l'Istituto San Raffaele
Giglio di Cefalù. Con una nota a mia firma del 20 ottobre 2014, ho
incaricato il dirigente generale del Dipartimento pianificazione
strategica che ha competenze in materia di personale delle Aziende
sanitarie, di effettuare una verifica interna per verificare
appunto se l'Ospedale Giglio di Cefalù nel corso dell'anno 2013 e
del 2014 avesse proceduto a nuove assunzioni di personale. Come è
noto a tutti il Servizio sanitario regionale è stato interessato
per oltre un biennio dal blocco delle procedure di reclutamento del
personale, blocco voluto dalla legge di riforma del Servizio
sanitario nazionale cosiddetta legge Balduzzi che differiva la
riapertura delle procedure di reclutamento alla definizione degli
atti di programmazione quindi rete ospedaliere e dotazione
organica. Devo dire che in relazione alla natura giuridica
dell'ospedale Giglio di Cefalù questa materia è ancora piuttosto
controversa ancorché si debba stabilire con estrema chiarezza se il
veto previsto dal disposto normativo di cui all'art. 1 comma 10
della legge regionale 25/2008 debba essere riferito anche agli
organismi comunque denominati che usufruiscono di trasferimenti
diretti da parte della Regione e quindi anche alla Fondazione in
oggetto.
Tenuto conto anche della memoria presentata dall'ospedale Giglio
di Cefalù a fronte delle richieste di chiarimenti da noi formulate
in relazione alle verificate assunzioni fatte negli anni 2013/2014
seppure a tempo determinato e con diverse tipologie contrattuali si
è ritenuto di dovere richiedere un ulteriore parere all'Avvocatura
distrettuale dello Stato prima di assumere provvedimenti definitivi
in ordine all'applicazione rigida del veto normativa anche a questo
nosocomio. Inoltre, in ragione del fatto che con il nuovo assetto
che è stato ratificato dal nuovo statuto della Fondazione, la
Fondazione è ormai a totale partecipazione pubblica per cui ancor
di più occorre chiarezza sull'applicazione del veto normativo ed
eventualmente anche al nosocomio in questione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giovanni Greco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore .
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore
mi ritengo non soddisfatto per uno degli argomenti che le avevo
chiesto e che lei non ha menzionato nella sua relazione. Io volevo
sapere se vi erano delle assunzioni di parenti dei vertici del San
Raffaele. Su questo lei non mi ha risposto e le chiedo di
verificare anche questo argomento perché è importante.
BORSELLINO, assessore per la salute. Credo che rispetto a questa
circostanza a meno che non sia molto semplice fare questo tipo di
associazioni a relazione alle generalità dei soggetti questo
problema è stato compiutamente posto all'attenzione dell'Autorità
giudiziaria.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 265 Notizie in ordine
all'attività dei presidi territoriali di assistenza a firma
dell'onorevole Giovanni Greco.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino per rispondere
all'interpellanza.
BORSELLINO, assessore per la salute. L'interpellanza chiedeva
notizie generali in relazione all'organizzazione della rete dei
presidi territoriali di assistenza avviata a seguito della legge n.
5 del 2009 di riforma del Servizio sanitario regionale. Sulla base
degli standard e delle indicazioni contenute non solo nella legge
di riforma ma anche nel piano della salute vigente per il triennio
seguente la legge di riforma stessa, era previsto al 31/12/2014
l'attivazione di complessivi 52 presidi territoriali di assistenza.
Questo obiettivo è stato raggiunto nel senso che i presidi
territoriali che facevano parte della programmazione della rete
territoriali sono stati tutti attivati e a partire dal febbraio del
2014 sono state effettuate presso i 52 PTA delle visite in loco
per verificare il rispetto degli standard frattanto disciplinati
con un provvedimento assessoriale. Si è potuto constatare al
31/12/2014 sulla base dei flussi anche di attività che sono stati
istituiti per verificare la funzionalità della rete territoriale
che sono stati eseguiti 27663 pazienti diabetici dagli ambulatori
a gestione integrata presenti all'interno dei presidi territoriali
di assistenza nonché 5942 pazienti con scompenso cardiaco circa il
20 per cento dei pazienti inseriti nel registro dei pazienti
cronici distrettuali. Questo lo affermo in quanto questa è una
delle attività principali cui sono state preposte queste strutture
territoriali, affinché proprio gestissero la cronicità nel loro
complesso, in particolare in riferimento ai pazienti diabetici e
con scompenso cardiaco per i quali sono stati individuati degli
sportelli dedicati a questo particolare target. Sono stati anche
attivati 63 punti di primo intervento, di cui 58 territoriali,
all'interno dei presidi territoriali di assistenza e 5 con funzioni
di ambulatorio di codici bianchi affiancati al Pronto soccorso e
gestiti dai medici di continuità assistenziale e che hanno
dimostrato di svolgere, seppure in maniera crescente e oggetto
ancora di efficientamento, funzioni di filtro così come evidenziato
dall'alta percentuale di prestazioni che non sono state seguite da
invio in aree di emergenza.
Da quando abbiamo condotto questa analisi abbiamo potuto
verificare che il 98,5 per cento di accessi sui 500 che sono stati
registrati al pronto soccorso, questa grande percentuale non è
stata seguita da ricovero, il che significa che i punti di primo
intervento, a maggior ragione quelli allocati all'interno dei
pronto soccorsi hanno potuto svolgere una funzione di filtro in
maniera più efficace di quanto non si sia potuto fare con i punti
di primo intervento previsti in altri ambiti territoriali.
Naturalmente, questa è un'attività che deve essere assolutamente
monitorata, cosa che si sta facendo puntualmente proprio per
garantire lo stato di efficientamento nella rete territoriale che
rappresenta, tra i vari ambiti innovativi della legge di riforma
una delle sfide maggiori con cui il Servizio sanitario si deve
misurare.
Questi dati, per quanto significativi, naturalmente, non devono
consentire battute d'arresto soprattutto in un momento in cui con
il dimensionamento delle dotazioni organiche e all'interno delle
aziende sanitarie molto personale che in questo momento opera
all'interno delle strutture ospedaliere potrebbe anche, in un
processo di riconversione, essere rifunzionalizzato in attività
territoriali secondo l'assetto previsto dalla nuova rete
ospedaliera.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GRECO Giovanni. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 267 Notizie sui
risultati raggiunti dal centro di riferimento regionale della banca
del sangue e del cordone ombelicale , dell'onorevole Giovanni
Greco.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore regionale per la salute. Anche su questo è
stata fornita, per quanto si tratti di un'interpellanza, una
relazione articolata con i numeri che scaturiscono dai rilievi
fatti e dai numerosi controlli operati dal Centro regionale sangue
in collaborazione col Centro nazionale sangue. Se il Presidente me
lo consente io la vorrei consegnare perché è una relazione molto
tecnica che dà conto degli esiti, dei controlli, fatti dal Centro
regionale sangue e dal Centro nazionale e che mostra come nel
tempo, nonostante la banca cordonale sia di remota istituzione,
perché parliamo degli anni 2006 e seguire, soltanto di recente nel
corso degli ultimi anni, col varo dell'ultimo Piano regionale
sangue, si è potuto conseguire un processo di allineamento della
banca cordonale agli standard previsti dalle normative nazionali di
recepimento delle norme comunitarie e, quindi, adesso l'obiettivo
prossimo è proprio quello della iscrizione della banca del sangue
cordonale nel registro nazionale che è, sicuramente, uno degli
obiettivi più sfidanti che ci si è prefissati in conseguenza,
adesso, dell'allineamento agli standard, soprattutto in tema di
crioconservazione. Io consegno questa relazione perché l'onorevole
Greco possa prenderne visione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GRECO Giovanni. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 269 Iniziative per il
trasferimento delle competenze relative ad accertamento e
declaratoria delle invalidità civili in capo alla U.O.C. di
Medicina legale con particolare riferimento all'ASP di Enna ,
dell'onorevole Alloro.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interpellanza
decade.
Si passa all'interpellanza n. 274 Chiarimenti in ordine agli
accreditamenti istituzionali degli ambulatori odontoiatrici
operanti nella Regione ., dell'onorevole Giovanni Greco.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore regionale per la salute. In relazione ai
chiarimenti richiesti con una richiesta del maggio di quest'anno
questo assessorato ha operato presso le aziende sanitarie una
ricognizione del fabbisogno nel territorio di prestazioni
odontoiatriche invitando le ASP a trasmettere quindi i dati
relativi alla domanda sanitaria in questo settore. Questa
ricognizione si è resa necessaria soprattutto per stabilire la
fattibilità della contrattualizzazione di soggetti già accreditati
presenti nel sistema ma anche di eventuali nuovi accreditamenti.
Questo in ragione del fatto che come sarà a voi tutti noto
l'articolo 25 della legge n. 5 del 2009 che aveva posto
inizialmente un veto a nuovi accreditamenti in realtà poi è stato
disapplicato in relazione all'esito di alcuni giudizi sia di I che
di II grado che hanno sancito di illegittimità costituzionale.
Questo ha determinato naturalmente una riapertura delle procedure
di accreditamento che ancorché debbano essere strettamente
correlate al fabbisogno ha determinato appunto una richiesta da
questo punto di vista di aggiornamento dei dati di domanda
sanitaria da parte dei territori. Il lavoro è stato compiuto nei
mesi scorsi e ha portato alla identificazione dell'ambito delle
risorse disponibili di nuovi soggetti già accreditati nel sistema
che saranno oggetto di prossima contrattualizzazione. Soprattutto
in alcune province che presentavano un alto numero di soggetti
accreditati ma che non offrivano prestazioni a carico del servizio
sanitario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, Assessore io mi ritengono
soddisfatto dell'ultima interpellanza a cui lei ha risposto.
Non so se la forma è corretta, però le devo chiedere un dato su
una interrogazione che io non riesco a trovare ed è il trattamento
dell'emofiliaco. Le posso chiedere di fare una ispezione su tutti
gli ospedali e se hanno il fattore ottavo che è il medicinale che
serve per non fare morire l'emofiliaco? Questo glielo dico perché è
capitato nella città di Palermo, non le dico l'ospedale perché non
h corretto, perché ho avuto un discorso ben duro con il direttore
competente e spero che non succeda, però se noi non siamo vigili
capiterà un caso di malasanità, e morirà qualcuno perché manca il
fattore ottavo.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 275 Chiarimenti sulla
paventata chiusura del punto di primo intervento pediatrico di
Adrano (CT), degli onorevoli Ioppolo e Musumeci.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore regionale per la salute. L'interpellanza era
finalizzata a conoscere notizie sulla presunta chiusura del primo
intervento pediatrico di Adrano con decorrenza dal 1 maggio di
quest'anno.
L'assistenza nei punti di primo intervento è garantita da pediatri
di libera scelta e da specialisti non convenzionati col servizio
sanitario regionale.
A seguito della realizzazione di questa rete di punti di primo
intervento, anche a valere sugli obiettivi di piano sanitario
nazionale per gli anni 2011 e 2012, sono state dedicate delle
risorse per l'ulteriore efficientamento di questa rete.
In particolare, il 15 dicembre del 2012 è stato attivato il punto
di primo intervento pediatrico ad Adrano, presso il Poliambulatorio
che ha registrato, al 31 dicembre 2013, numero di accessi pari a
2597, a fronte di 1210 ore di attività e soltanto due pazienti
inviati a ricovero. Questo significa che il punto di primo
intervento ha funzionato, svolgendo un compito significativo di
filtro, rispetto ai ricoveri impropri in ambito ospedaliero.
I dati del 2014 evidenziano, altresì, un ulteriore incremento
degli accessi al punto di primo intervento, passando da 2597
accessi a 3543, con solo 12 pazienti inviati al pronto soccorso.
In considerazione dei dati soddisfacenti mostrati negli ultimi due
anni, è stato richiesto all'Azienda, a prescindere dalle risorse
dedicate di obiettivi di piano sanitario, di rendere questa
attività istituzionale, evitando che ci potessero essere
interruzioni di un pubblico servizio, ormai riconosciuto da parte
della collettività, solo a valere di quelle risorse che il servizio
sanitario nazionale mette a disposizione solamente per una fase di
start up.
Questa sono state le indicazioni che sono state date a tutte le
ASP, compresa quella di Catania, attraverso i comitati aziendali di
pediatria.
Noi riteniamo che questo servizio non possa essere assolutamente
interrotto e, a questo scopo, chiederemo anche alle aziende,
all'atto della determinazione delle dotazioni organiche, di
individuare, anche al sistema, tutto ciò che occorre perché questa
attività vada garantita, in via istituzionale, senza tenere conto
soltanto delle risorse che, di volta in volta, vengono dedicate in
ambito dei progetti obiettivo.
Volevo anche dire, a tal proposito che, trattandosi di un'attività
territoriale che fa leva sui pediatri di libera scelta,
convenzionati col servizio sanitario che non rientrano nelle
dotazioni organiche delle aziende, particolare importanza per
l'istituzionalizzazione a regime di questo servizio anche l'accordo
collettivo regionale che potrà aversi, rinnovando quello del 2011,
soltanto dopo che sarà stipulato l'accordo collettivo a livello
nazionale che ancora è in fase di completamento.
PRESIDENTE. Gli onorevoli interroganti si ritengono soddisfatti
della risposta dell'Assessore?
IOPPOLO. Siamo pienamente soddisfatti della risposta
dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 277 Iniziative per
garantire le terapie necessarie per la cura dell'osteoporosi in
Sicilia , a firma degli onorevoli Raia e Barbagallo.
Essendo i firmatari assenti, l'interpellanza decade.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DIGIACOMO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rammarico
di non essere stato presente ieri, ma oggi ho ascoltato con molta
attenzione l'eccellente lavoro svolto dai colleghi deputati, dalla
Presidenza, ovviamente dal Governo per il puntiglio e la serietà
con cui le interrogazioni dei colleghi sono state presentate.
Penso che sia un peccato, riconosco esatta l'affermazione
dell'onorevole Figuccia, quelle poche volte che la politica riesce
a presentarsi in modo serio, articolato, corretto, a prescindere
poi dalle valutazioni di soddisfazione o insoddisfazione, l'Aula è
quasi vuota. Magari l'onorevole Figuccia, dopo aver fatto questa
osservazione, poteva rimanere in Aula
Mi voglio rivolgere alla Presidenza ed al Governo segnatamente per
un problema. Se c'è un settore in cui la velocità è un valore
aggiunto, e questo valore aggiunto può salvare le vite umane,
questa è la sanità, questa è la sanità.
Io ritengo che noi registriamo due tipi di ritardo: uno da
attribuire ad incertezze e farraginosità della politica, però uno
lo riterrei imperdonabile, signor Presidente. Quello imperdonabile
è che, anche un orecchio non esperto intuisce che la stragrande
maggioranza delle interrogazioni dimostrano sofferenze, soprattutto
in talune realtà ed in talune aree geografiche.
Quindi, o i parlamentari che hanno presentato le interrogazioni
sono fuori dal mondo oppure registriamo una sofferenza in alcune
Asp, in alcune parti del territorio. E' mai possibile che per un
raccordo, probabilmente, in cui c'è un telegrafo senza fili, in una
di queste aree che è rappresentata dal catanese, non si riesca a
capire dove è andato a finire il decreto della Giunta di governo
per passare al parere della I Commissione?
Io vorrei rivolgermi al Presidente dell'Assemblea ed anche, come
dire, al Segretario generale se non ritengono opportuno, ai fini di
una buona e sciolta e tempestiva fluidificazione dei lavori
dell'Aula, in raccordo con il Governo, se non sia il caso di
instaurare un tavolo, in raccordo con la Segreteria generale di
Palazzo d'Orleans, per fluidificare questo flusso di informazioni.
Non è l'unico caso, lo stiamo riscontrando in diversi casi, ci
deve essere qualche cosa, signor Presidente, che nella macchina
organizzativa e nella trasmissione dei dati non và. E' in sanità è
una cosa molto grave. Un ritardo può costare anche una vita umana.
Un'ultima cosa, mi rivolgo al Governo. Assessore, non so se lei
ritiene che sia il momento in cui possiamo concludere, varata la
rete ospedaliera e le linee direttive delle nuove dotazioni
organiche, che la legge n. 5 ha fatto il suo tagliando. Noi abbiamo
fatto una buona legge alcuni anni fa, ma non abbiamo scritto le
tavole dei 10 comandamenti.
Probabilmente, c'è qualcosa che noi dobbiamo rivedere perché,
Assessore, insomma il sistema Seus 118, l'assessore Borsellino,
questo lo posso dichiarare io, perché mi onoro di essere anche suo
amico, non parla mai in dialetto, ma a proposito di alcune cose che
abbiamo fatto negli anni passati, nel definire la società, la Seus,
ha detto: sai Pippo abbiamo fatto una cosa arripizzata',
allora . E, questo, va rivisto. Sono tra le cose che vanno
riviste, però per quanto riguarda la medicalizzazione delle
ambulanze, per quanto riguarda gli infermieri, gli anestesisti, i
medici, dice va bene Assenza ma è mai possibile che noi non
riusciamo ad emanciparci ed a costituire, velocemente, del
personale dedicato a cui non dobbiamo il favore se per cortesia
abbandoni corsie e sale operatorie per venire a fare uno
straordinario in ambulanza, nel 118, reperendo uno stipendio che, a
volte, equivale, tanto quanto a quello ordinario.
E' mai possibile che per mettere un infermiere in ambulanza noi ci
dobbiamo svenare dal punto di vista finanziario, con difficoltà di
reperimento del personale stesso, soprattutto in un settore in cui
lì, a maggior ragione che in altri la velocità è un valore aggiunto
e, lì dove il sistema dimostra delle sofferenze, perché centinaia
di interrogazioni dimostrano anche questo: c'è qualcosa
nell'emergenza-urgenza che non va, che non funziona. Quindi, sono
meccanismi che vanno rivisti.
Quindi inviterei, Presidente dell'Assemblea, per quello che dicevo
rispetto alla velocità della canalizzazione dei flussi normativi
che sono sottoposti ad ulteriori pareri ed interventi da parte
dell'Assemblea regionale ed il Governo, dall'altra parte, a
predisporre delle correzioni anche di carattere normativo che, a
nostro parere, stanno prendendo la piega dell'urgenza.
Se noi abbiamo abbassato il capo dicendo che in sanità la velocità
è un valore aggiunto, ma come è possibile, signor assessore, che
in Sicilia orientale e in Sicilia occidentale noi non abbiamo due
elisuperficie come si deve, aperte h24, su cui possano atterrare
gli elicotteri? Ma in fin dei conti viaggiamo noi, ma viaggiano
anche turisti e non sempre sono viaggi di piacere.
Ma lo chiuderemmo noi mezza giornata, la notte l'aeroporto di
Palermo o l'aeroporto di Catania? Potremmo chiudere per anni
l'attività aeroportuale? Credo che succederebbe una rivoluzione nel
giro di quaranta millesimi di secondi. Queste sono le ragioni che
ci dovrebbe portare anche a una certa severità punitiva. Voglio
adottare l'aggettivo qualificativo più appropriato perché
l'inagibilità di un elisuperficie, di un elisoccorso non matura da
un giorno all'altro. E' il risultato di una serie di inadempienze
che poi ci fanno chiudere le strutture. E noi credo che
riaffermiamo la dignità di un Parlamento anche quando riusciamo a
dare la forza al Governo di prendere contromisure drastiche nei
confronti di chi, in qualche modo, perché in altre faccende
impegnato, ci fa fare di queste cattive figure.
Infine, signor Presidente, non c'entra con l'argomento di oggi, io
vorrei sapere, giacché mi pare sia stato investito il Parlamento,
se la Presidenza dell'ARS intenda prendere provvedimenti,
iniziative a proposito di un elenco che è stato recentemente
pubblicato su un settimanale e poi ripreso da altri organi di
informazione.
Un decreto in cui sarebbero stati pubblicati nomi di cittadini
siciliani che non avrebbero ottemperato ad alcuni pagamenti nei
confronti del nostro esattore, come lo chiamo il Presidente della
Regione, il nostro gabelliere, e se risponde al vero - non pretendo
che mi risponda oggi - e queste sono cose coperte dal segreto
d'ufficio. Questo silenzio complice e coniglio da parte nostra non
è la prova che aumenta il nostro prestigio e la nostra
autorevolezza.
Questo è un Parlamento signor Presidente, non lo devo ricordare a
lei. Quando lo ridurranno al consiglio di quartiere di Frigintini
piuttosto che di Pedalino, ne prenderemo atto, ma dipende da altri
organi, non certamente da noi. Ma fino a quando non è così, abbiamo
il dovere di affermare la dignità e di non consentire questo tipo
di gogne pubbliche in un silenzio che non può che essere che
complice e tutti i silenzi complici di qualsiasi natura e per
qualsiasi ragione siano stati ispirati, sono il risultato concreto
di quello che il mio amico Dino Bufalino da Comiso definiva il
brodo dell'incultura, il brodo dei servi .
Io, come parlamentare, non intendo tralasciare questo come se
fosse un incidente di percorso e chiedo al Presidente
dell'Assemblea che scenda in campo e se c'è da sporgere denuncia o
querela, o comunque censurare a una diffusione illegale di notizie
che riguardano atti che sarebbero dovuti essere protetti dal
segreto della riservatezza, agisca di conseguenza, con tutta la
severità del caso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, assessore Borsellino, a
conclusione di questi due giorni di sedute che abbiamo dedicato
alla trattazione degli atti ispettivi, delle interrogazioni e delle
interpellanze parlamentari, io vorrei ringraziarvi per la vostra
collaborazione e il vostro impegno. Ringraziare in particolare
l'assessore Borsellino per la sua disponibilità sottolineare che ha
risposto a tutti gli atti ispettivi presentati, interrogazioni ed
interpellanze, ovviamente le valutazioni poi dei deputati ce ne
sono stati di soddisfazione e di insoddisfazioni, questo nelle
prerogative del deputato, comunque abbiamo dato svolgimento a tutti
gli atti ispettivi della Rubrica Salute.
Personalmente, condivido che la tempestività della risposta alle
interrogazioni e alle interpellanze da parte del Governo sia
necessaria per la vitalità e per la efficacia dell'attività
ispettiva stessa. Riferirò pertanto al Presidente, onorevole
Ardizzone, l'esigenza avvertita direi unanimemente dall'Aula, è
stato detto da deputati di maggioranza e da deputati di opposizione
e voglio sottolinearlo, di dedicare maggiore attenzione alla
calendarizzazione dello svolgimento degli atti ispettivi per
realizzare pienamente le finalità precipue previste. Voglio
ricordare che l'articolo 7 dello Statuto recita che i deputati
hanno il diritto di interpellanza, di interrogazione e di mozione
in seno all'Assemblea e finalità previsto ovviamente anche dal
Regolamento interno per questa tipologia di atti.
Mi auguro che anche da parte del Governo ci sia in futuro una
piena disponibilità, così come c'è stata in questi giorni da parte
dell'assessore Borsellino, a rispondere celermente agli atti
stessi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16 giugno
2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disposizioni in materia di composizione dei consigli e delle
giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
consigli circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)
(Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.18
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio