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Resoconto d'Aula della Seduta n. 242 di mercoledì 10 giugno 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Giuramento di Deputato

   PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno: «Giuramento
  di Deputato».
   Ricordo che, nella seduta n. 240 del 9 giugno 2015, l'Assemblea ha
  preso  atto delle dimissioni, per incompatibilità, dalla carica  di
  deputato  regionale dell'onorevole Firetto e che, nella  seduta  n.
  241  di  pari  data,  la  stessa  Assemblea  ha  preso  atto  delle
  conclusioni  della  Commissione  per  la  Verifica  dei  Poteri  di
  attribuire il seggio resosi vacante all'onorevole Gaetano Cani.

                   (L'onorevole Cani entra in Aula)

   Poiché  l'onorevole Cani è presente in Aula, lo invito a  prestare
  il giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:

   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

    (L'onorevole Cani  pronuncia a voce alta le parole: Lo giuro )

   Dichiaro  immesso  l'onorevole Cani  nelle  funzioni  di  deputato
  all'Assemblea regionale siciliana.

                              (Applausi)

   BARGALLO, segretario dà lettura del processo verbale della  seduta
  n. 240 che, non sorgendo osservazione si intende approvato.

   PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta n. 241 sarà  data
  lettura nella seduta successiva.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo, per  la  giornata
  odierna,  gli onorevoli Arancio, Vullo, Alloro, Lo Sciuto,  Tamajo,
  Forzese, Milazzo A., Foti, Zafarana e Dipasquale.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
                               politico

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   delle    dimissioni
  dell'onorevole  Firetto, di cui l'Assemblea  ha  preso  atto  nella
  seduta n. 240 del 9 giugno 2015, decadono i seguenti atti ispettivi
  e di indirizzo politico:

   -  interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn.  175,  309,
  712, 756, 870, 1138, 2096, 2150;
   -  interrogazioni  con richiesta di risposta in  commissione:  nn.
  1603, 1642, 2216, 2251;
   - interpellanze: nn. 63, 149;
   - mozioni: nn. 258, 304, 342, 400.

   Inoltre,  decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:

   -  interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn.  294,  472,
  474, 1650, 1766, 2083;
   -  interrogazioni  con richiesta di risposta in  commissione:  nn.
  1616, 1617, 1665, 1958, 2056, 2130, 2255, 2366, 2603, 2619, 2652;
   -  interrogazioni  con richiesta di risposta  scritta:  nn.  1386,
  1471, 1473, 1479, 1498, 1501, 1914, 2634;
   - interpellanza: n. 61;
   - mozioni: nn. 71, 143, 228, 251, 254, 266, 270, 373, 441.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  pare  doveroso
  ringraziare  e  salutare calorosamente tutti voi, fare  i  migliori
  auguri  di  un buon lavoro al collega onorevole Firetto, per  tutto
  quello  che  ha fatto e per il suo nuovo incarico e ringraziare  il
  partito  per  tutto  quello che è venuto fuori  e  per  la  fiducia
  accordatami.
   Dichiaro  anche di aderire, fin da adesso, al gruppo  parlamentare
  UDC.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Se volete, noi ce ne andiamo

   TURANO.  Onorevole  Cordaro, noi abbiamo la fortuna  di  avere  un
  nuovo  collega  e  abbiamo il piacere di porgere  ufficialmente  il
  benvenuto  a lui, augurargli buon lavoro e, al contempo,  rimarcare
  perché  da noi ci sono alcune regole che sono chiare. già  ieri  il
  gruppo  parlamentare  si era riunito e aveva ratificato  l'adesione
  dell'onorevole Cani.
   Questo  è  un  atto  che voglio testimoniare, a  nome  del  gruppo
  parlamentare  dell'UDC,  nei confronti del  nuovo  collega  e  come
  comunicazione all'Aula.

   zione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli  ammini-
   stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie
   (n. 980/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Discussione  del  disegno  di legge  Disposizioni  in  materia  di
  composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status  degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali.  Disposizioni
  varie  (n. 980/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno.
  Discussione  del  disegno  di  legge  Disposizioni  in  materia  di
  composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status  degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali.  Disposizioni
  varie  (n. 980/A)
   Invito i componenti della I Commissione, «Affari istituzionali», a
  prendere posto nei banchi loro assegnati.
   Ricordo  che  ieri  era  stata  data lettura  della  comunicazione
  dell'autorizzazione  che  il  sottoscritto  ha  dato  all'onorevole
  Cracolici  di  partecipare alla missione a Roma il 10 giugno  2015,
  proprio  oggi,  presso  il  Ministero degli  Affari  regionali  per
  partecipare all'incontro inerente la riforma delle ex province e la
  ristrutturazione dei liberi consorzi.
   Lo volevo ribadire in questa sede perché oggi noi incardiniamo - e
  abbiamo  presente  il  relatore del  disegno  di  legge,  onorevole
  Malafarina  - il disegno di legge sullo status degli amministratori
  e  si può avviare la discussione generale, comunque, concludere  la
  discussione  generale entro martedì ed entro lo stesso  termine  di
  martedì, si possono presentare eventuali emendamenti.
   Abbiamo il dovere, però, così come ci siamo intesi, anche  se  non
  formalmente,  di incardinare il disegno di legge con  la  relazione
  dell'onorevole Malafarina.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Malafarina  per  svolgere  la
  relazione.

   MALAFARINA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non
  darò  lettura  della  relazione alla quale  rimando,  anche  perché
  riassume  sinteticamente quello che è il contenuto  degli  articoli
  che  sono  stati approvati, il contenuto della legge  che  è  stato
  approvato all'unanimità in commissione.
   Però, ritengo importante e significativo spiegare quelli che  sono
  i  motivi  ispiratori di questa norma e vorrei  che  gli  onorevoli
  colleghi prestassero un momento di giusta attenzione a quello che è
  lo spirito a cui ci si è ispirati nell'adottare questa legge.
   Da un lato, ci si è adeguati a quella che è la norma nazionale sul
  contenimento delle spese per i consigli comunali e, dall'altro,  si
  è cercato, sicuramente, di mantenere quanto più intatti possibili i
  livelli di partecipazione, di rappresentatività democratica per  le
  comunità locali.
   Sono due fattori difficilmente conciliabili fra di loro perché, se
  da  un lato ci sono meno risorse, dall'altro, a garantire i livelli
  di  efficienza  pressoché  analoghi, è  decisamente  difficile.  Ma
  nonostante  questo  credo  che  la  Commissione  -  sottolineo  con
  l'unanime  consenso di tutta la Commissione - abbia fatto  un  buon
  lavoro di sintesi.
   Credo  anche  che sia doveroso informare la pubblica opinione,  ma
  anche  le forze politiche presenti in questa Aula, dei risparmi  di
  spesa  che  si  andranno a realizzare, risparmi di  spesa  che  non
  saranno  finalizzati  a  comprimere la rappresentatività,  torno  a
  dire,  delle  forze  politiche all'interno dei  consigli  comunali,
  quanto   piuttosto  a  contenere  delle  spese  che,   oggi,   sono
  sicuramente non più sostenibili da parte delle comunità locali,  da
  parte  della finanza pubblica, specialmente in piccole realtà  come
  sono   i  comuni  inferiori  a  10  mila  abitanti,  per  i  quali,
  sicuramente, c'è stata una riduzione.
   La  riduzione che riguarda, essenzialmente, i comuni inferiori  ai
  50 mila abitanti riguarda sia il numero di consiglieri comunali, in
  generale, sia il numero di assessori.
   Non  voglio  scendere  nei  particolare perché  poi,  sicuramente,
  l'Assessorato distribuirà delle tabelle aggiornate e analitiche per
  dire quanti e quali risparmi di spesa si vadano a quantificare.  Vi
  do  dei  numeri  che - mi perdonerete - sono approssimativi  perché
  calcolati assieme a qualche collaboratore in modo non assolutamente
  esteso  a tutte le realtà, però, indicativamente si andrà ad  avere
  una  riduzione  di  circa  350 assessori complessivamente  nei  390
  comuni   siciliani  e  una  riduzione  complessivamente  di   1.050
  consiglieri  sui  comuni. I consiglieri comunali passeranno  da  un
  numero di circa 5.250 a 4.200.
   Questi dati comporteranno dei grossi risparmi di spesa e il  primo
  risparmio  di  spesa  che si va a realizzare è  sicuramente  quello
  relativo  agli stipendi e agli emolumenti di sindaci,  vicesindaci,
  assessori e presidenti di consigli comunali.
   A conti fatti, i sindaci incideranno per 2 milioni e 400 mila euro
  circa  l'anno in meno; i vicesindaci per quasi 3 milioni  di  euro,
  esattamente   per  2  milioni  e  940  mila  euro;  gli   assessori
  scenderanno  di  350 unità con un risparmio di  spesa  di  circa  3
  milioni  e 900 mila euro annui e i presidenti dei consigli comunali
  avranno una riduzione complessiva di 820 mila euro circa.
   L'ammontare  complessivo  della cifra  che  le  finanze  pubbliche
  risparmieranno sarà circa di 18 mila euro e su questa cifra ci sarà
  sicuramente da approfondire perché non tiene assolutamente conto di
  quelle  che  saranno  le  nuove normative per  quanto  riguarda  le
  presenze, i gettoni di presenza, gli emolumenti e il rimborso delle
  spese per i consiglieri comunali.
   Capisco che politicamente si coglie  un certo disagio delle  forze
  politiche nel far digerire alle rappresentanze locali una normativa
  del  genere, però, nell'ambito generale della revisione della spesa
  non c'è nulla che sia indolore, tutt'altro, basta considerare che i
  piccoli comuni da 1.000 a 5.000 mila abitanti sono quelli che hanno
  un   numero   di   Assessori,  di  rappresentanza   e   quant'altro
  assolutamente notevole, 375 piccoli comuni su 390 sono quelli  che,
  sostanzialmente,   contribuiranno   notevolmente,    perché    sono
  sicuramente in numero maggiore, alla riduzione della spesa.
   Nella  discussione generale che si andrà ad affrontare  da  qua  a
  quando lei, Presidente, deciderà penso la settimana prossima, io vi
  prego  di tenere conto di questi dati, vi prego di tener conto  del
  fatto  che  il  risparmio di spesa è assolutamente  indispensabile,
  condiviso  e necessario. E'  necessario perché le situazioni  delle
  finanze  pubbliche le conosciamo tutti quanti, sappiamo con  quanta
  delicatezza, con quanta difficoltà sono state affrontare e sappiamo
  che,  purtroppo,  i  tagli sono dolorosi ma  necessari,  anche  per
  ristabilire  quei  criteri di moralità che, in  alcuni  casi,  sono
  stati abbondantemente elusi senza dimenticare che alcuni eccessi di
  commissioni  e  quant'altro  hanno portato  sicuramente  un  grande
  discredito  alla  politica  in  generale,  così  come  oggi   altri
  scandali,  purtroppo, stanno continuando a portare  disdoro  a  una
  politica che mi sembra molto distratta nell'affrontare i temi etici
  e la famosa questione morale di qualche anno addietro che è rimasta
  così un po' nel dimenticatoio.
   Credo  che  siano  delle occasioni importanti perché  la  politica
  possa  ritornare ad essere il luogo delle scelte comuni,  il  luogo
  della trasparenza, il luogo dell'importanza, facendo comprendere il
  perché  tanti  sacrifici  vengono  richiesti  e  il  perché   tanti
  sacrifici  sono necessari, fermo restando, però, che la Commissione
  nella  sua interezza ha garantito livelli di rappresentatività,  di
  partecipazione  democratica  e  di  rispetto  delle  funzioni   dei
  Consigli    comunali   assolutamente   notevoli   e   assolutamente
  essenziali.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  a  me  corre  il   dovere   di
  evidenziare  nella mia qualità, avendo partecipato ad  un  incontro
  stimolato  dai comuni, in particolar modo dal Comune di  Castel  di
  Lucio,  ma  c'erano tantissimi, almeno 20 amministratori di  comuni
  sia delle Madonie che dei Nebrodi, che mi hanno espresso l'esigenza
  -  era  presente  l'onorevole Rinaldi  - che  erano  d'accordo  sul
  contenimento  della spesa, su questo non c'è dubbio.  Ma  mi  hanno
  voluto  evidenziare, con la massima chiarezza che, soprattutto  nei
  piccoli  comuni, il costo complessivo di un consigliere comunale  -
  così la finiamo di enfatizzare - non supera i 200 euro l'anno e  ci
  sono  comuni che hanno rinunciato interamente alle loro  indennità,
  sia  gli  amministratori che i consiglieri comunali. E' chiaro  che
  bisogna  intervenire  perché  all'opinione  pubblica  va  data  una
  risposta,  ma  noi siamo un Parlamento e dobbiamo  operare  con  la
  massima verità.
   Debbo dare atto all'ANCI - attenzione - che essa stessa già da sei
  mesi,  in  persona  del  suo Presidente, del suo  Vice  Presidente,
  all'unanimità, così come ha fatto questo Parlamento,  uniformandosi
  col Decreto Monti al resto d'Italia, aveva chiesto che le indennità
  degli amministratori locali e dei consiglieri comunali fossero  non
  superiori,  ove  siano superiori - stiamo attenti -  a  quelli  del
  resto di Italia.
   Questo  proprio  perché  ci  stiamo avviando  in  un  dibattito  e
  dobbiamo,  in  qualche modo, chiarirci le idee su questo  percorso.
  Perché  se  sprechi ci sono negli enti locali, così  come  ci  sono
  nelle  Regioni,  questo è sotto gli occhi di tutti,  chiaramente  i
  primi  ad  evidenziarli sono quegli amministratori, credetemi,  che
  sono  la  gran parte che lavorano all'interno dei loro  comuni  con
  serietà,  con  onestà, spesso è un termine richiamato  ma  dovrebbe
  essere un prerequisito questo indispensabile in ogni professione.
   Io spero - scusate se sono intervenuto in questo dibattito dopo la
  relazione  - che si incominci a fare chiarezza perché non  possiamo
  essere  proprio noi, Parlamento, ad assumerci delle responsabilità,
  a continuare a gettare discredito sulle nostre Istituzioni.
   Se  ci  sono  sprechi,  onorevoli colleghi, l'abbiamo  evidenziato
  anche   personalmente  in  sede  di  Corte  dei  Conti,  a  livello
  nazionale,  in  un  incontro con tutti i presidenti  di  Corte  dei
  Conti,  sezioni  di  controllo, d'Italia, si  evidenziava  il  gran
  numero dei consiglieri comunali, faccio presente che i Comuni al di
  sotto  di  500  abitanti in Sicilia sono quattro, in Piemonte  sono
  340.
   Questo  è  il  dato  e  queste sono le proporzioni.  Però,  quando
  operiamo  e quando legiferiamo, dobbiamo avere chiarezza anche  sui
  conti.  Ci  sarà un dato da approfondire; deve essere allegato.  E'
  uscito  fuori  questo  presunto risparmio di 18  milioni  di  euro,
  scusate, deve essere rapportato, obiettivamente, se i dati dei  390
  comuni  sono questi, credo che sia esagerato. Un dato che forse  ci
  stava  nell'ambito  della Finanziaria. E voglio dare  una  risposta
  anche   a   chi   ha  pensato  che  togliendo  dalla   Finanziaria,
  estrapolando  proprio la legge che riguarda le indennità,  io  sono
  per  le operazioni di verità, anche andando contro non all'opinione
  pubblica, attenzione, ma anche contro una mania estrema di  gettare
  discredito su tutto e su tutti.
   In  questo  momento, consentitemi di esprimere la mia  solidarietà
  all'onorevole Michele Cimino, perché si è trovato coinvolto,  anche
  lui, in questa ondata moralizzatrice, all'interno di un contesto ma
  si trattava di una semplice omonimia. E su questo non vado oltre.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   È iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  ritengo  che  questo  disegno di legge meriti  un  approfondimento.
  Merita  un  approfondimento perché la relazione testé ascoltata  da
  parte  dell'onorevole  Malafarina sui presunti  risparmi  -  a  mio
  avviso,  non credo che ci possano essere quei numeri - ... e  parlo
  da  sindaco.  Nei  comuni con popolazione inferiore  ai  cinquemila
  abitanti,  il gettone di presenza di un consigliere comunale  è  di
  venti  euro;  si  celebrano  quattro, cinque  consigli  ogni  anno;
  inoltre,  è gente che si spende dalla mattina alla sera,  significa
  che si rimbocca le maniche e lavora insieme ai dipendenti comunali.
   Qui  piuttosto che avere la premura di approvare quei  disegni  di
  legge  che  servono  a riorganizzare anche l'assetto  organizzativo
  ordinamentale - mi riferisco ai liberi consorzi - stiamo  lasciando
  sprechi incredibili con i Commissari, con le province, senza  avere
  potuto fare una norma e siamo qui a correre pensando di risparmiare
  chissà che cosa.
   È  giusto,  laddove ci sono degli sprechi, anche  con  riferimento
  eventualmente ai Consigli comunali e mi riferisco alle  Commissioni
  che possono essere ridotte, e mi riferisco ai Consigli di quartiere
  laddove  non  sono necessari e dove si può ridurre  il  numero,  mi
  riferisco  alle indennità dei presidenti dei Consigli di  quartiere
  laddove  si può anche ridurre l'indennità, ma se andiamo a  fare  i
  moralisti  con  i  consiglieri comunali e con  i  sindaci  che  non
  prendono  neanche l'indennità di carica, vi posso  assicurare  che,
  quando  non  si  riescono a pagare gli stipendi,  le  indennità  di
  carica degli amministratori locali vengono lasciate per sopperire e
  pagare gli stipendi.
   Mi  rifiuto di continuare questo dibattito, cioè qui non  possiamo
  dare  l'impressione  di  fare  leggi che  servono  per  gli  altri.
  Cominciamo  ad eliminare gli sprechi di questa Regione. L'assessore
  Baccei, in sede di finanziaria, avrebbe già dovuto portare gli enti
  che aveva posto in liquidazione. Li abbiamo rinviati a 180 giorni .
  Li  ci  sono  gli sprechi. Mantenendo quelle consulenze, mantenendo
  quegli incarichi, qui c'è la democrazia che va salvaguardata.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà   di  parlare   l'onorevole   Figuccia.
  Nell'ordine  avevo  l'onorevole Figuccia,  l'onorevole  Barbagallo,
  l'onorevole Alongi e l'onorevole Siragusa.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli
  colleghi,  vorrei  intanto  rassicurare  tutti,  a  cominciare  dal
  relatore  illustre  del  disegno  di  legge,  sul  fatto   che   il
  sottoscritto  non  deve fare digerire niente a  nessuno  e  non  ha
  nessuna difficoltà a fare digerire questa pseudo riforma ad alcuno.
  Tra  i  tanti  ruolo che svolgo non c'è quello del digestivo.  Anzi
  alla cortesia del relatore vorrei fare qualche osservazione e anche
  qualche  domanda perché il disegno di legge, che per molti  aspetti
  mi  vede assolutamente favorevole e concorde, si apre con una norma
  che  è  una norma che mi pare vada in direzione esattamente opposta
  alle buone intenzioni dichiarate dal relatore; si apre cioè con una
  eccezione  alla regola.  Si dice proprio all'articolo 1,  I  comma,
  che la riduzione del numero dei consiglieri comunali è nella misura
  del  20%.  Immediatamente interviene l'eccezione  che  riduce  alla
  misura  del  10%, quindi alla metà, la riduzione per i  comuni  con
  popolazione da 50 mila e un abitante a 100 mila e per i  capoluoghi
  di provincia.
   Questa  mi  sembra  un'eccezione che  probabilmente  si  riferisce
  soltanto  a pochissime città, forse ad una soltanto, che  conta  un
  numero di abitanti tra 50 e 100 mila e non è capoluogo di provincia
  e  qui  ci  si  continua ad esprimere nei termini di  capoluogo  di
  provincia  in  una legge della Regione siciliana,  dopo  la  pseudo
  riforma  e  abolizione delle provincie, il che è tutto  dire  sulla
  cura e sulla capacità legislativa.
   Se,   quindi,  non  c'è  una  ragione,  non  soltanto   presenterò
  l'emendamento,  ma  chiederò alla Commissione di  esprimere  parere
  favorevole all'emendamento.
   Quanto, invece, al merito della questione, a me sembra che debbano
  essere proprio le grandi città o le città maggiori eventualmente  a
  sostenere  un sacrificio in tal senso, anche perché il  numero  dei
  consiglieri  comunali  delle  città  maggiori  è  proporzionalmente
  superiore  rispetto a quello degli altri comuni e  soprattutto  dei
  comuni più piccoli, dei comuni minori.
   Per  il  resto,  mi  sembra  che le osservazioni  che  sono  state
  rassegnate ora sia dal Presidente dell'Assemblea sia dall'onorevole
  Grasso  siano  assolutamente condivisibili. Ci si trova  lungo  una
  china  assolutamente ingovernabile che rischia di  individuare  gli
  sprechi   laddove  gli  sprechi  non  ci  sono  o  sono  facilmente
  correggibili     rispetto    invece    ad    amplissimi     settori
  dell'amministrazione regionale sui quali si annunciano da due  anni
  e  mezzo  interventi che non hanno mai visto la luce e che  vengono
  rinviati di giorno in giorno e di mese in mese.
   Basti  pensare a quanto sta costando in termini economici ma anche
  e  soprattutto  in  termini sociali il mancato completamento  della
  riforma sull'ente intermedio.Centinaia di strade provinciali chiuse
  al   transito,  centinaia  di  edifici  scolastici  che  diventano,
  rischiano  di diventare, trappola per coloro i quali sono costretti
  ed abilitati a frequentarli giorno dopo giorno.
   Il  danno  sociale,  economico,  finanziario  di  quanta  attività
  obbligatoria in materia di assistenza sociale non viene più  svolta
  dall'ente intermedio e siamo qui a dover inseguire una riforma, che
  tutto è tranne che una riforma.
     Su  alcuni  aspetti - dicevo inizialmente - sono concorde  e  mi
  trovo  d'accordo  con  il  disegno  di  legge,  ma  certo  esso  va
  migliorato,   nel  corso  del  dibattito,  parlamentare,   se   non
  addirittura attraverso un ritorno in Commissione per un migliore  e
  maggiore approfondimento, come prima richiedeva l'onorevole Grasso.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  il  primo
  firmatario di questo disegno di legge d'iniziativa parlamentare  e,
  sentendo i toni della relazione che è stata fatta poc'anzi in Aula,
  credo  che  ci sia una discrasia tra quello che è stato lo  spirito
  parlamentare  che ha animato l'iniziativa del disegno  di  legge  -
  devo  dire sostenuta dalla Presidenza dell'Assemblea in modo netto,
  chiaro  e  sollecitatorio - e quello che poi è un po' il  risultato
  della Commissione ed i toni che abbiamo ascoltato poc'anzi.
   Credo,  onorevole  Malafarina, che qui, in  Sicilia,  non  c'è  il
  peggio nella classe dirigente degli amministratori locali.
   Io  ho  avuto  la  fortuna  di crescere negli  enti  locali,  sono
  diventato  consigliere comunale a vent'anni in un comune piccolo  e
  devo dire che è la palestra migliore per la classe politica, per la
  classe  dirigente,  dove ognuno di noi si può  formare,  mettere  a
  confronto con il cittadino, con le istituzioni pubbliche e  formare
  e crescere nella propria personalità.
   Se  poi  facciamo  di  tutta l'erba un fascio  oppure  utilizziamo
  alcune  vicende che hanno riguardato singoli e specifici  casi  per
  estendere  questo  ragionamento a tutta  la  classe  dirigente  che
  amministra  gli  enti  locali  in  Sicilia,  credo  che  quest'oggi
  facciamo  un  grave  errore  che non  può  inficiare  il  dibattito
  parlamentare e le decisioni che l'Assemblea dovrà dettare su questa
  legge.
   Lo stesso discorso vale per i sindaci e non solo per i consiglieri
  comunali. Da dieci giorni, non sono più sindaco ma decidere, con il
  lavoro  che  ha fatto la Commissione, di tagliare le indennità  dei
  sindaci  -  e  lo  dice  uno che all'indennità  di  sindaco  ci  ha
  rinunciato  - in un momento come questo, in Sicilia,  con  tutti  i
  rischi,  i  pericoli le difficoltà che ci sono, credo  che  sia  un
  segnale  sbagliato perché la politica e l'Assemblea  oggi  dovrebbe
  decidere  di  stare vicino ai nostri primi cittadini e vicino  agli
  amministratori  e  non segnare una linea ed un solco  profondo  che
  lascia anche un segnale di sconcerto e sfinimento nei confronti dei
  territori.
   Il disegno di legge, come proposto, prevedeva una riorganizzazione
  dei   consigli   comunali  e  l'applicazione  dello  status   degli
  amministratori che prevede la normativa statale anche alla  Regione
  siciliana.
   Credo - come ha detto prima l'onorevole Ioppolo - che la norma sia
  perfettibile, bisogna migliorarla su alcuni aspetti,  anche  perché
  ci sono delle incongruenze gravi, cioè dai piccoli comuni ai grossi
  comuni  il taglio deve essere uguale. Non vedo perché devono essere
  tagliati sempre i piccoli comuni, onorevole Grasso.
   Se  c'è  un taglio in una misura deve valere per tutti  e  non  ci
  devono  essere privilegi per le grosse comunità. Va riallineata  la
  proporzione tra il numero e la composizione degli assessori  ed  il
  numero  dei  consiglieri comunali; anche quella che è la  normativa
  nazionale;  ad esempio, nei comuni tra i 10 ed i 30 mila  abitanti,
  nel  resto  d'Italia,  ci  sono  5 assessori  mentre  nelle  nostre
  comunità soltanto 4.
   Credo  che  in  rapporto ai consiglieri comunali,  16,  manchi  la
  proporzionalità ed il rispetto del rapporto, così come previsto nel
  resto d'Italia al di sotto dei 10 mila abitanti; siccome oggi nella
  normativa attuale le giunte non è giusto che scendano al  di  sotto
  dei  4  componenti  perché rischiamo vizi evidenti  di  democrazia,
  perché se si fa una giunta, e vedo tanti ex sindaci anche in  Aula,
  onorevole  Laccoto,  si  fa una giunta di  3  persone  e  manca  un
  assessore; facciamo una giunta a 2?
   Credo  che ci sono elementi dove il buon senso e la logica debbano
  prevalere  e  non  debba  soltanto prevalere questo  insopportabile
  sentimento  di  tagliare tutto e tutti; dobbiamo tagliare  tutto  e
  tutti e non possiamo però certamente tagliare la democrazia che, in
  un  momento  come questo, deve rappresentare la pietra miliare  per
  uscire  da  questa crisi. Dobbiamo affidarci alla  politica  e  non
  distruggere  anche  la  politica sull'onda dei  tagli  a  tutta  la
  democrazia ed alla partecipazione popolare.
   Non  aggiungo  altro,  signor Presidente, e  rinvio  i  singoli  e
  specifici  riferimenti  alla  discussione  poi  sull'articolato   e
  preannuncio, sin da adesso, due emendamenti che avevo già fatto  in
  Commissione,  che  credo,  poi,  verranno  classificati   tra   gli
   aggiuntivi  ma sono due interessanti spunti di dibattito che offro
  all'Assemblea e sono sulle incompatibilità dei consiglieri comunali
  e dei sindaci, così come previsto dalla normativa nazionale e dalla
  normativa   di   altri  comuni  dell'Unione  Europea   e   riguarda
  l'incompatibilità per i medici di base nelle piccole comunità, dove
  molti  medici di base si candidano a sindaco del Consiglio comunale
  sbaragliando la concorrenza e quelli che rivestono ruoli diretti  o
  indiretti  per gli istituti di patronato, così come previsti  dalla
  legge, che oggi rappresentano la maggior parte degli amministratori
  in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aloni.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
  viviamo  un  momento della democrazia dove la caccia alle  streghe,
  che  viene  individuata  nell'organo politico,  credo  che  sia  un
  momento che vada governato e ragionato.
   Mi   rivolgo  al  collega  Malafarina  e  gradirei  conoscere  poi
  l'eventuale replica: se non ho capito male, mi pare abbia citato un
  risparmio complessivo negli enti locali di 18 milioni di  euro.  Mi
  pare  di avere capito ciò. Volevo sapere se questo risparmio che  è
  stato  quantificato lo è stato con un ragionamento  autonomo  o  se
  avete fatto una nota semplice, che andava fatta e si poteva fare  a
  tutte  le  amministrazioni  comunali, 400  ed  oltre  comuni  della
  Sicilia, per comprendere quanto costano oggi le amministrazioni.
   Come  hanno  detto,  infatti, i miei colleghi precedentemente:  1)
  molti  amministratori  rinunciano  oggi  alle  loro  indennità  per
  devolverla,  e  sono  tanti  e ne potrei  elencare  tantissimi  ma,
  siccome  non  voglio  dimenticarne nessuno, mi  pare  corretto  non
  citarli;  2)  secondo aspetto non indifferente, e qui preparerò  un
  emendamento - può essere che stia dicendo delle sciocchezze ma  non
  è  quello il problema, il dibattito nei prossimi giorni ci  porterà
  poi,  eventualmente, a fare le adeguate verifiche e  valutazioni  -
  quando  diciamo  all'articolo 2 che l'amministratore  deve  recarsi
  un'ora  prima  che inizi il Consiglio o l'eventuale Commissione  ed
  un'ora  dopo, ho una sensazione personale: o che viviamo fuori  dal
  mondo, nelle favole, o che non abbiamo contezza ancora di come  sia
  strutturato. Faccio un esempio banalissimo: se sono un  consigliere
  comunale  di  Bagheria,  per  citarne uno,  e  lavoro  all'ospedale
  Cervello,  qui  a  Palermo,  non  mi  pare  che  in  un'ora   possa
  attraversare tranquillamente viale Regione siciliana.  Sto  facendo
  un  esempio banalissimo. Credo che qui va modificato il testo e  va
  emendato  meglio,  sotto  questo punto  di  vista;  3)  un  aspetto
  importante:  parliamo di circoscrizioni, con una riduzione  del  20
  per   cento,   invece  diciamo  che  poi  non  ci  possono   essere
  circoscrizioni  superiori  a 10 componenti.  La  circoscrizione  di
  Palermo  ha 15 consiglieri di circoscrizione, le posso dire  che  è
  così,  può darsi che abbia letto male nella velocità. voi dite  che
  la  circoscrizione non può avere più di 10 consiglieri.  Significa,
  da 15 a 10, una riduzione del trenta per cento.
   Signor  Presidente, ho fatto il sindaco in un  piccolo  comune  di
  duemila abitanti. Mi auguro che un giorno il mio collega Malafarina
  possa  vivere  una esperienza straordinaria che è  quella  di  fare
  l'amministratore - lo dico non con tono polemico ma come  fatto  di
  cucina politica - il sindaco di un piccolo comune, di due o tremila
  abitanti, dove il consigliere comunale ha una indennità di 14  euro
  lorde  a  seduta e viene svolto un consiglio comunale al mese.  Ciò
  significa 140 euro lordi circa all'anno di indennità. Questi sono i
  numeri  veri che vanno detti. Perché quando parliamo all'esterno  e
  diciamo  tagliamo', è chiaro che qui bisogna essere severi  con  le
  irregolarità.   Chi   fa   trucchi  e  trucchetti   va   denunciato
  all'autorità   giudiziaria,  deve  pagare.  Quando   si   inventano
  commissioni  che non sono utili e che non servono vanno verificate,
  vanno  vagliate, ma una cosa è un organo di controllo che verifichi
  la   corretta   funzionalità  dei  suoi  organi,  un'altra   è   la
  funzionalità  politica di un organo, perché, in un piccolo  centro,
  in  un piccolo comune - forse molti non lo sanno - ma i consiglieri
  comunali spesso si sostituiscono all'operatore ecologico che  manca
  o all'operatore che apre l'acqua.
   Lo  voglio  dire  con molta schiettezza. In queste  settimane,  in
  questi mesi, nei comuni dell'ATO di Palermo i consiglieri comunali,
  i  sindaci  e  gli  assessori hanno aperto  e  chiuso  l'acqua  per
  permettere ai cittadini di ricevere l'acqua nelle proprie case.
   Nei  comuni,  i  sindaci in prima persona, sotto  l'effetto  della
  responsabilità - e mi rivolgo all'assessore Caleca, qui presente in
  rappresentanza del Governo che credo abbia avuto qualche esperienza
  nella   sua   vita  passata  da  avvocato  di  difesa  di   qualche
  amministratore che si trova ad essere denunciato un'ora dopo essere
  stato  nominato  sindaco  perché il  depuratore  probabilmente  non
  funziona  adeguatamente  -  e allora voglio  dire  smettiamola  con
  l'ipocrisia di rito che non serve a nessuno, ridiamo ordine  ad  un
  segmento importante ma non tarpiamo le ali alla politica.
   Quando  diminuiamo  gli  assessori, i  consiglieri  in  un  comune
  abbiamo   soltanto  fatto  un  percorso,  quello  di  tagliare   la
  democrazia, tagliare il rapporto col territorio, perché la mattina,
  quando un sindaco si alza, ha un solo problema, tra riunioni  degli
  ATO  rifiuti, riunioni con l'ATO idrico, riunioni alla Asl o  altre
  problematiche,  con uno o due assessori e due consiglieri  non  può
  svolgere fino in fondo il suo mandato.
   Questo  mio  intervento accorato nasce perché avendo indossato  la
  fascia tricolore, che è quella del sindaco, per nove anni, vi posso
  garantire  che in questo testo di legge c'è tanta demagogia,  tanta
  ipocrisia  e  credo  che  sia giunto il  momento  e  sia  opportuno
  guardare dove sono i veri sprechi e se gli sprechi sono nei  comuni
  mettiamo all'angolo quelli che strategicamente utilizzano giochi  e
  giochetti  -  lo ribadisco - per portare a casa risultati  che  non
  sono legittimi.
   Lì bisogna intervenire, senza se e senza ma, ma intervenire con la
  mannaia  solo  perché  chi fa il sindaco è un  mascalzone,  chi  fa
  l'assessore  non  serve  a  niente, chi  fa  il  consigliere  è  da
  lapidare. A questo tipo di politica non ci sto. Presenterò  diversi
  emendamenti  con il mio Gruppo parlamentare perché ritengo  che  la
  democrazia abbia un valore, il valore del confronto, il valore  del
  voto, il valore del servizio sociale ai cittadini.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto  è
  innegabile   che  in  Sicilia  ci  siano  sindaci,  amministratori,
  consiglieri  comunali  che  rinunciano al  proprio  stipendio,  che
  rinunciano  ai  propri  gettoni,  che  ci  siano  persone,  singoli
  cittadini impegnati nelle istituzioni che virtuosamente si  mettono
  a disposizione della comunità.
   Ma   è   altrettanto  inequivocabile,  innegabile  che  in  queste
  settimane ci sono state delle notizie di cronaca giudiziaria che ci
  hanno  portato alla berlina in tutte le trasmissioni  nazionali  in
  cui  appare  quanto meno poi che singoli fatti penali  che  saranno
  accertati  dalla Magistratura e quanto meno che la legge precedente
  abbia subito degli abusi, ci sia stato un comportamento quanto meno
  allegro  da  parte delle persone che in questo momento  si  trovano
  sottoposte a giudizio e indagine della Magistratura.
   Quindi  normale  e  logico  che  il  Parlamento  sia  chiamato  ad
  intervenire almeno a correggere le possibilità che ulteriori  abusi
  o  ulteriori  comportamenti allegri si possano  venire  a  ricreare
  nuovamente.
   Quindi  non  si tratta di una caccia alle streghe, neanche  di  un
  taglio   della   democrazia   o  un  restringimento   dei   diritti
  democratici. I diritti democratici si tagliano quando  i  cittadini
  si  allontanano dalle istituzioni e il nostro compito è  quello  di
  fare  in  modo,  giustamente, lo ha sottolineato il Presidente,  di
  riavvicinare  i cittadini alle istituzioni, ma non li riavviciniamo
  aumentando  il  numero  dei consiglieri comunali  o  mantenendo  le
  indennità così come sono; li avviciniamo dimostrando che  siamo  in
  grado  di  intervenire  come Parlamento e poi  anche  come  singoli
  Comuni  come  sindaci, consiglieri accettando quelle  che  sono  le
  situazioni  che si vengano a creare e fare in modo che si  scoprano
  quali  siano le problematiche che portano a comportamenti sbagliati
  e porvi rimedio.
   In  questo  modo,  dando  l'esempio,  si  possono  riavvicinare  i
  cittadini  alle istituzioni e rafforzare la democrazia;  non  è  la
  presenza  di  un  consigliere comunale in più o in meno  che  fanno
  questa differenza.
   Non  è  il disegno di legge che avrebbe voluto il Movimento Cinque
  Stelle;  noi,  ahimè,  ci  prenderemo dei  populisti,  non  so  dei
  demagoghi, ma avremmo immaginato un intervento ancora più incisivo.
  Avremmo  immaginato  che  questo Parlamento  avrebbe  fatto  valere
  l'autonomia  siciliana, non come ha fatto finora,  differenziandosi
  dallo  Stato  italiano in una condizione di aumento  e  utilizzando
  sempre  il  discorso  dell'autonomia per  riportare  la  situazione
  siciliana al pari del resto dello Stato italiano.
   Ci  saremmo  aspettati un utilizzo dell'autonomia  per  essere  di
  esempio a tutto lo Stato italiano, quindi essere molto più rigorosi
  dello Stato stesso.
   Avremmo puntato anche in particolare sul gettone unico giornaliero
  -  che  è un emendamento che ripresenteremo - che sarebbe stato  da
  prendere   veramente  come  esempio  da  dare  ai   cittadini.   Il
  consigliere  comunale  può  percepire un  solo  gettone  al  giorno
  indipendentemente dal numero di Commissioni e Consigli  comunali  a
  cui partecipa.
   In  quel modo, sì che si sarebbe dato un chiaro segno e un  chiaro
  segnale ai cittadini.
   Pur  non di meno, abbiamo dato il nostro appoggio e abbiamo votato
  favorevolmente  in  Commissione e voteremo anche favorevolmente  in
  Aula,  qualora  non  si stravolga ovviamente  il  senso  di  questo
  disegno  di legge, perché comunque, come detto all'inizio, va  dato
  un  segnale, questo Parlamento deve dare un segnale ai cittadini e,
  per  fare  in  modo proprio che i cittadini si possano riavvicinare
  alle  istituzioni con fiducia e non temendo di essere  raggirati  o
  quanto  meno  presi in giro da chi quelle istituzioni  le  dovrebbe
  rappresentare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto,  per
  precisare che, dopo una lunga discussione in Commissione attorno  a
  questo testo che era stato devo dire perfettamente condiviso, tanto
  è  vero  che,  per diverse settimane, dopo aver rinviato  il  testo
  dall'Aula  in  Commissione, si era arrivato anche alla condivisione
  per cui serviva ovviamente arrivare ad una norma che guardasse alla
  razionalizzazione della spesa.
   Tuttavia,  fatta  questa premessa doverosa, con la  quale  intendo
  sottolineare come era intendimento mio personale e del  mio  Gruppo
  parlamentare,  dare avvio ad una riforma che andasse davvero  nella
  direzione dei risparmi, detto questo devo sottolineare e verificare
  con  profondo  rammarico  che nell'ultima Commissione  io  non  ero
  presente,  e sono stato sostituito dal mio Capogruppo  che  non  ha
  votato  il testo, nell'arroganza e non semplice superficialità  del
  Presidente della Commissione ha modificato il testo.
   Lo  ha fatto con riferimento alla questione della mezzanotte e  lo
  ha  fatto  con  riferimento alla questione del  tempo  strettamente
  necessario da impiegarsi rispetto alle sedute d'Aula. Ed  ha  fatto
  ciò  sia con riferimento ai consiglieri comunali che ai consiglieri
  di circoscrizione.
   Bene  ha detto qualcuno prima, che così rischiamo di dare in pasto
  a  quell'opinione pubblica che fa di ogni erba un fascio e che  non
  distingue  fra buona e cattiva politica, un'idea secondo  la  quale
  tutti i soggetti che fanno politica sono da condannarsi.
   Presidente, io a questo gioco non ci sto
   Vengo  adesso  da  una  marcia per la  legalità  fatta  con  tanti
  cittadini  orgogliosi di avere al loro fianco chi  la  politica  ha
  deciso  di interpretarla come messaggio sociale, come messaggio  di
  impegno, come messaggio di solidarietà e che ha deciso di farlo non
  certamente  nel tempo strettamente necessario, perchè  non  capisco
  come  si  possa  arrivare a dire che un consigliere comunale  o  un
  consigliere di circoscrizione espleti il proprio mandato  solamente
  durante il tempo dedicato alla commissione.
   E'  chiaro  che i consiglieri comunali, soprattutto quelli  a  cui
  lei, Presidente, faceva riferimento, quei consiglieri comunali  che
  guadagnano  trecento euro l'anno, si alzano  la  mattina  -  e  chi
  svolge questo ruolo con impegno lo fa in quel modo - con l'idea  di
  mettersi  la  scopa in mano, di andare ad aprire  i  rubinetti  con
  spirito di servizio presso le loro comunità.
   Quegli  stessi  consiglieri  comunali che,  d'altra  parte,  tolto
  quello  spazio di democrazia elettiva rappresentata dai consiglieri
  provinciali  sono rimasti ultimo baluardo all'interno dei  consigli
  comunali,  l'ultimo avamposto, l'ultima antenna sensibile,  l'unico
  soggetto  che  si  sovrappone  e  interpone  tra  questa  Assemblea
  regionale - ultimo soggetto elettivo - e quei consiglieri comunali.
   Abbiamo già eliminato i consigli provinciali ma domandiamoci quali
  risparmi abbiamo trovato.
   La provincia che benefici ne sta ottenendo? Evidentemente nessuno,
  come  del  resto  nessuno è il risparmio a cui  stiamo  dando  vita
  attraverso questo testo.
   Un  testo  in base al quale l'onorevole Malafarina dice di  potere
  determinare  un  risparmio di diciotto milioni  di  euro,  che  non
  capisco   come   possa  essere  quantificato  considerato   che   i
  consiglieri   comunali   -   come  lei   giustamente,   Presidente,
  sottolineava  a  margine  della nota  dell'ANCI  -  guadagno  circa
  trecento  euro  per  un gettone di presenza che li  vede  impegnati
  tutto l'anno.
   Basta con la demagogia
   Era  stato  predisposto un testo, e di quel  testo  il  Presidente
  della Commissione ha voluto non tenerne conto presentando una serie
  di modifiche.
   Al  presidente  Cracolici vorrei dire che i passaggi  che  c'erano
  stati e che avevano visto il testo tornare dall'Aula in Commissione
  avrebbero  senz'altro meritato maggiore sensibilità,  maggior  buon
  senso   e  senso  di  responsabilità  rispetto,  non  soltanto   ai
  componenti della Commissione, ma rispetto a tutti quei soggetti che
  fanno  politica attivamente nella Regione siciliana e che  in  ogni
  singolo comune, da Castellana ad Alia, passando per Bisacquino fino
  a  Cerda, rappresentano il loro impegno in modo serio, onesto,  che
  nulla  ha  a  che vedere con gli scandali, con le ruberie,  con  il
  sistema di  gettonopoli , che nulla ha a che fare con quell'impegno
  e  che  invece  -  come ribadito da noi più volte -  va  ovviamente
  condannato  attraverso una riforma vera e non attraverso  un  finto
  testo  come  quello che questa Commissione, in mia  assenza,  si  è
  ostinato a portare in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor presidente, onorevoli colleghi, dagli  interventi
  che  sono  emersi fin ora, vedo molte perplessità e molti dubbi  su
  questa  legge  che  ci  stiamo affrettando ad approvare,  dopo  gli
  emendamenti che saranno presentati alla prossima seduta.
   Emerge  che  per quest'anno non c'è più l'esigenza della  spending
  review,  ma soprattutto anche della riduzione che poteva  apportare
  alla  finanziaria,  visto  che ormai la  finanziaria  è  stata  già
  approvata,  quindi  potevamo riflettere un  po'  di  più  e  vedere
  esattamente quali sono le esigenze reali, l'emergenza e la priorità
  per approvare questo disegno di legge.
   Signo  Presidente, vorrei fare riferimento anche a quello che  lei
  aveva accennato nell'incontro che abbiamo avuto con alcuni sindaci,
  amministratori ed assessori della provincia.
   Mi piace richiamare due passaggi che vengono indicati dai sindaci,
  i   quali  dicono  che  è  inaccettabile  che,  ancora  una  volta,
  sull'altare della spending review, vengano sacrificati i diritti  e
  le  libertà irrinunciabili e costituzionalmente garantiti, come già
  successo  nel  campo  della  giustizia,  con  la  soppressione  dei
  tribunali,  della  sanità, con la chiusura ed il  ridimensionamento
  degli ospedali ed anche con la virtuale soppressione delle province
  che, di fatto, ha solo cancellato gli organi elettivi.
   Oggi  si  vorrebbero  eliminare dai  territori  anche  gli  ultimi
  baluardi  della  democrazia, espressione  della  volontà  popolare,
  ossia amministratori, consiglieri eletti dal popolo e non virtuali,
  nominati  o  designati  che,  in  virtù  di  un  mandato  popolare,
  amministrano  i  comuni,  assicurano i servizi  indispensabili,  si
  occupano   giornalmente  dei  bisogni  degli   elettori,   assumono
  responsabilità,   si  confrontano  i  consigli   comunali,   luoghi
  imprescindibili dove si impara a fare politica e a  prendersi  cura
  del bene comune.
   Sono  alcuni  passaggi  del  documento che  hanno  stilato  questi
  amministratori della provincia sia di Palermo che di Messina,  dove
  mettono  in  luce e in evidenza il ruolo importante e  determinante
  degli amministratori, non soltanto del consiglio comunale, ma anche
  dei consiglio circoscrizionali.
   E'  per  questo,  signor Presidente, che io ho  votato  contro  in
  Commissione  a  molti  degli emendamenti  presentati  dal  Governo,
  perché  sulla scorta della spending review si vuole nascondere  una
  volontà  precisa che non può essere giustificata con  la  riduzione
  della spesa.
   Il  Governo non può legittimare l'aumento del costo dei commissari
  che  sono,  in  questo momento, preposti negli enti regionali,  che
  sono stati aumentati nell'ultima finanziaria da quarantamila a  140
  o  160  mila,  addirittura, giustificare  la  spesa  di  tutti  gli
  assessori regionali esterni e poi, invece, non legittimare la spesa
  dei  consiglieri  comunali  o  dei  consiglieri  di  quartiere  che
  rappresentano il front office della politica giornaliera.
   Tutte  le  emergenze,  tutte  le  esigenze  della  comunità,   dei
  cittadini   vengono   affrontate   giornalmente   dai   consiglieri
  circoscrizionali e dai consiglieri comunali che, non solo  svolgono
  la loro attività soltanto e durante il consiglio comunale o durante
  le  commissioni,  ma  la  svolgono anche  dopo,  quando  vanno  sul
  territorio  a  verificare  quali sono le esigenze,  a  sostenere  i
  diritti  lesi  dei  cittadini, soprattutto  nei  villaggi  e  nelle
  comunità.
   Ritengo,  quindi,  che non sia sostenibile che ci  sia  stata  una
  spending  review  e,  tra  l'altro, non vedo  nella  relazione  del
  disegno di legge un quadro da dove emerga effettivamente il  grande
  risparmio di 18 milioni di euro.
   Avrei  gradito che nella relazione del disegno di legge  ci  fosse
  stato un quadro dove emergeva, esattamente, quale sarebbe stato  il
  risparmio   effettivo  se  avessimo  diminuito  le   indennità   ai
  consiglieri comunali e circoscrizionali.
   Capisco che bisogna fare l'adeguamento a quelle che sono le  norme
  nazionali  e cioè a quelli che riguardano tutti gli altri  consigli
  comunali d'Italia, però non si può sostenere, così come abbiamo più
  volte  spiegato  in Commissione, e mi dispiace che il  collega  del
  Movimento   Cinque   Stelle  insista  ancora,  il   gettone   unico
  giornaliero. Abbiamo visto che se dovessimo applicare la norma  del
  gettone  unico,  che  è  di euro 18,08 non ci  arriveremmo  facendo
  consiglio  ogni giorno o commissioni a coprire l'indennità  massima
  che gli altri consiglieri nelle altre regioni percepiscono.
   Quindi, non solo stiamo facendo l'adeguamento, ma inserendo questa
  ulteriore  norma  penalizzeremmo tutti  i  consiglieri  comunali  e
  circoscrizionali  di  Messina.  Così  come  non  sono  d'accordo  a
  diminuire il numero dei consiglieri di circoscrizione e a diminuire
  l'orario  che  deve  essere  dato a chi  svolge  una  attività  non
  soltanto  per  le  ore  che  vengono svolte  durante  il  consiglio
  comunale, durante le commissioni, ma anche per tutta l'attività che
  viene   svolta  e  che  non  viene  rendicontata  durante  le   ore
  giornaliere  trascorse  nell'impegno con tutte  le  comunità  e  le
  emergenze.
   Ecco  perché credo che questo disegno di legge, se era stato fatto
  per  la  spending review, e quindi aveva una emergenza di avere  un
  credito  da  mettere  nella finanziaria,  questa  priorità,  questa
  premura  non  è più necessaria. Si può svolgere con molta  cautela,
  con  molta attenzione. Perché parliamo di amministratori  che  come
  noi  ogni giorno fanno politica e tentano di affrontare e risolvere
  i problemi quotidiani e si mettono a servizio della popolazione.
   Chiedo  ai miei colleghi, ed anche viste le perplessità  che  sono
  emerse  dagli  altri colleghi che mi hanno preceduto, di  esaminare
  con  attenzione questo disegno di legge, senza penalizzare  nessuno
  perché  anche  loro fanno politica e la vogliono fare con  passione
  così  come la facciamo noi. Non è possibile pensare che c'è  sempre
  qualche altro che approfitti della politica penalizzando tutti  gli
  altri  che  invece  l'hanno sempre fatta con grande  passione,  con
  amore,  da  una vita e vorrebbero continuare ad essere  a  servizio
  delle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono andato
  in  I  Commissione una volta sola perché si stava esaminando questo
  disegno  di  legge. E il Presidente Cracolici ha detto subito  qual
  era  la  via da seguire nel recepimento di questa legge  Delrio.  E
  quello  che  ho subito apprezzato è che questa Assemblea  deve  far
  presente  che  la competenza primaria riguardo alla politica  degli
  enti locali, è della Regione e deve rimanere della Regione.
   E questo è quello che, in questo disegno di legge, si sta facendo.
  Per quanto riguarda la spending review è inutile che ci tiriamo  la
  giacca  tutti quanti siamo, perché viene dettata da un  disegno  di
  legge  -  sempre  Delrio  - e che è quella  la  dirittura  che  noi
  dobbiamo  recepire.  Non possiamo andare a  parlare  di  differente
  trattamento  dei  consiglieri, dei consiglieri di circoscrizione  e
  così via.
   Bene  facciamo noi a fare una buona legge per quanto  riguarda  la
  politica degli enti locali, ma facciamo benissimo a dare un segnale
  di  novità  per  quanto  riguarda le  spese  che  avvengono  per  i
  consiglieri  comunali, per i consiglieri di circoscrizione  e  così
  via.
   Ho presentato un emendamento, signor Presidente. Lei, sicuramente,
  così  come  a  Palermo, dove noi abbiamo fatto forse questo  ruolo,
  come abbiamo avuto questo ruolo, vogliamo mettere in risalto che  i
  consiglieri di circoscrizione il consiglio comunale non ha dato mai
  le  propri competenze, sono convinto che a Messina è pure  così.  A
  Palermo è così. A Palermo il Consiglio comunale non ha mai dato  le
  competenze ai Consiglieri di circoscrizione.
   Ma  è facile, signor Presidente trovare la giustificazione, perché
  se  danno le competenze ai Consigli di circoscrizione è chiaro  che
  tante competenze che ha il Consiglio comunale le deve passare  alla
  circoscrizione,  quindi se il Consiglio comunale  si  riunisce  per
  delle  problematiche  che  con il mio  emendamento  da  180  giorni
  dall'insediamento  del  Consiglio  comunale  li  deve   dare   alle
  circoscrizioni, è chiaro che non si può riunire 26 volte, perché il
  problema  lo  abbiamo creato noi, lo abbiamo  creato  noi  con  gli
  scandali, Presidente Ardizzone. Non è che noi siamo stati  virtuosi
  e  abbiamo  lavorato per far funzionare la macchina  amministrativa
  del Comune di Palermo e degli altri Comuni della Sicilia.
   Ci sono state delle storture ed è giusto in questo momento dare un
  segnale preciso di cambiamento anche da parte dell'Assemblea  della
  Regione.  L'altra  cosa che mi trova un po'  sbalordito  è  che  in
  Commissione  forse  hanno  votato tutti contro  questo  disegno  di
  legge.
   Ho  sentito  parlare colleghi che hanno votato  tutti  contro.  In
  quella  seduta  hanno votato tutti a favore. Io  non  l'ho  capito,
  forse nell'ultima riunione di Commissione di questa settimana,  non
  lo  sò,  il  Presidente, l'altra settimana,  forse  hanno  cambiato
  tutto,  però io sono convinto che se noi abbandoniamo il fatto  che
  siamo  politici che proveniamo dai Consigli comunali,  abbandoniamo
  il  fatto  che noi Consiglieri comunali siamo quelli che  lavoriamo
  sul territorio - io mi sono fatto un'idea sempre ben precisa  - che
  il  ruolo di ognuno di noi se non è sul territorio non è un  ruolo,
  ed io avendo fatto quel ruolo sono diventato deputato regionale.
   Nessuno mi regala voti, io i voti me li sono andati a cercare casa
  per casa, lavorando sul territorio e i Consiglieri comunali devono,
  da  oggi  in  poi,  da  quando noi questo provvedimento  lo  faremo
  diventare legge, devono capire che devono lavorare sul territorio e
  per  quelle ore necessarie a fare il Consiglio comunale, o  a  fare
  una Commissione consiliare.
   Quindi,  signor Presidente, sono convinto che certe  storture  che
  lei  ha menzionato sui piccoli Comuni bisogna superarle ed è giusto
  che  li  superiamo.  Ma per quanto riguarda le  tre  grandi  città,
  quell'emendamento  di  buon senso, che  se  entro  180  giorni  non
  vengono  date,  le competenze decadono automaticamente,  o  gli  si
  danno  i  compiti  o decadono perché non possiamo  tenere,  noi  ne
  abbiamo  8  circoscrizioni  e  sono a 15  per  ogni  circoscrizione
  considerate  quante spese inutili per non avere nessun compito  noi
  facciamo.
   Queste storture bisogna eliminarle, signor Presidente.

   MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
  l'opportunità  di  poter rispondere a qualche  osservazione  che  è
  stata  fatta  sulla mia relazione, sgombrando il campo  da  qualche
  equivoco.
   Lungi  da  me  di pensare di sostenere che i Consigli comunali,  i
  consiglieri  comunali  o  altri nella loro generalità  abbiano  mai
  abusato delle loro funzioni.
   Lungi da me pensare che una rappresentanza democratica nei piccoli
  centri,  nei  medi,  nei grandi centri, possa aver  esorbitato  dal
  proprio ruolo. Se casi ci sono stati - i famosi casi di gettonopoli
  - sono stati casi isolati che hanno suscitato un qual certo clamore
  nella  pubblica opinione che ha portato a un disegno  di  legge  di
  iniziativa parlamentare.
   Disegno di legge presentato dagli onorevoli Barbagallo, Gucciardi,
  Lupo e Cirone il 13 aprile 2015, come si può leggere nella leggenda
  del  disegno di legge n. 980. Forse non si è voluto capire,  perché
  conviene non capire, il messaggio che avevo lanciato qualche minuto
  addietro.
   Non  si  intende  criminalizzare, colpire,  colpevolizzare  nessun
  consigliere  comunale,  nessun  consiglio  comunale,  né  tantomeno
  coloro  i  quali  abbiano rinunciato ai gettoni di  presenza,  alle
  cariche. Si sta facendo un'analisi e si è fatta un'analisi che bene
  sarebbe stato fare preventivamente per capire quanto e in che  modo
  avremmo  potuto  risparmiare. Però si dice meglio  tardi  che  mai.
  Perché   nonostante  io  lo  abbia  chiesto,  a  più  riprese,   in
  Commissione,  per  capire quali risparmi di spesa  si  andavano  ad
  effettuare, stamattina purtroppo ho dovuto provvedere da  solo  con
  la  speranza che da qua a qualche giorno qualcuno ci dia  i  numeri
  necessari  per  capire, approfonditamente,  senza  la  mia  singola
  iniziativa. Ed io gradirei anche poter comprendere quanto costa  la
  Pubblica  amministrazione,  la  rappresentatività  democratica   in
  Sicilia e quanto risparmieremmo.
   Io  ribadisco un concetto. Secondo calcoli approssimativi  che  mi
  auguro  che  non siano sbagliati ma che ho fatto, il  risparmio  di
  spesa ai numeri di oggi è circa di 18 milioni di euro. Al di là dei
  sindaci che non percepiscono le indennità, al di là dei consiglieri
  comunali  che rinunciano alle proprie indennità, al di là di  tutto
  quello  che si vuol sostenere per rappresentare un mondo  idilliaco
  dove poi ognuno di noi sa benissimo che probabilmente non è più  il
  mondo delle fate.
   Io  vi  invito a riflettere solo su un piccolo numero: 32  sindaci
  dei comuni sotto i mille abitanti in Sicilia percepiscono 1680 euro
  lordi in base alla vecchia normativa. In base alla nuova normativa,
  dovrebbero  percepire 1291 euro lordi. I sindaci, che sono  92  dei
  comuni da mille a tremila abitanti, percepiscono oggi 1680,60  euro
  lordi,  domani  dovrebbero percepire - se questo disegno  di  legge
  sarà  esitato da quest'Aula, e sottolineo se - 1402,70  euro.  Solo
  questi  due  dati, con tabelle fornite dall'Assessorato, comportano
  il  modestissimo  risparmio  di spesa  di  38  mila  euro  mensili,
  moltiplicato per 12. Se allora qualcuno si degna a fare  dei  conti
  capirà che i 18 milioni di euro, probabilmente, non sono così tanto
  lontani dalla realtà.
   Anzi,  signor Presidente, le posso anche antipicare che  da  prime
  proiezioni il risparmio di spesa ammonterebbe a circa 40 milioni di
  euro.  Ma  non posso dare il trisma dell'ufficialità a dei  calcoli
  che sono tuttora in corso e che sono tardivi, perché questi calcoli
  si   dovevano   presentare  in  Commissione  prima   ancora   della
  discussione, per capire di che cosa si stava parlando.  Perché  qua
  si parla di aria fritta. Molta gente non sa, non conosce i numeri e
  si  arroga la presunzione di dire che non si risparmia nulla. E non
  è vero
   Qua  non  c'entra  nulla  la  democrazia,  non  c'entra  nulla  la
  rappresentanza, c'entra solo ed esclusivamente l'adeguamento  della
  Sicilia  al resto della nazione, perché se il sindaco di un  comune
  qualsiasi in provincia di Pesaro prende mille euro, è giusto che il
  sindaco di pari importanza e di pari popolazione prenda quanto  nel
  resto d'Italia.
   Non  stiamo  sacrificando e non vogliamo sacrificare  nessuno,  ma
  vogliamo  semplicemente dire, una volta per tutte, che  l'autonomia
  siciliana  sotto  il  punto  di  vista  economico  -  e  sottolineo
  economico - è esattamente uguale al resto dell'Italia.
   Nessuno è attento alla libertà dei sindaci, nessuno è attento alla
  libertà  dei  consiglieri comunali. Così come  mi  fa  piacere  che
  questo  disegno  di  legge  sia  stato  imputato  alla  volontà  di
  Malafarina,  come se Malafarina fosse l'intera Commissione.  Questo
  disegno di legge è uscito con il voto unanime di tutti i componenti
  la  Commissione e qualche capogruppo di deputati che ha parlato  da
  quello  scranno  dicendosi  assenti, hanno  presentato  emendamenti
  peggiorativi,  come  nel caso dei consiglieri comunali  di  cui  si
  parla  dei  permessi orari. I permessi orari, o almeno l'astensione
  dal  lavoro per i consiglieri comunali, era stata fissata fino alla
  mezzanotte. L'emendamento presentato da Forza Italia lo  ha  esteso
  fino alle 2. Quindi, bontà loro che abbiano partecipato, però torno
  a  dire che bisogna fare i calcoli, bisogna avere i numeri, bisogna
  avere  le  tabelle  e sarebbe utile e necessario  che  prima  della
  presentazione degli emendamenti ci venisse presentata una relazione
  analitica per capire di cosa stiamo parlando.
   Le  tabelle  che sono state presentate sono relative.  Quello  che
  posso  dire  è  che  i comuni fino a 3 mila abitanti,  parliamo  di
  piccoli  comuni,  che  sono  complessivamente  124,  subiranno   la
  modestissima riduzione di un assessore. Anzi 92 comuni  da  1000  a
  3000  abitanti subiscono la modestissima riduzione di un assessore;
  32  comuni  fino a 1000 abitanti cioè poco più di un condominio  di
  Palermo  subirà la riduzione di due assessori, portando il rapporto
  fra  assessore  -abitante alla stupefacente cifra di due  assessori
  ogni 1500 abitanti mediamente, anzi mi correggo perché essendo 1000
  abitanti di un assessore ogni 500 abitanti più il vice sindaco,  il
  sindaco  e il Presidente del Consiglio. Dopo di che, se noi andiamo
  a  vedere i comuni come Catania, avremo un assessore ogni  32  mila
  abitanti.
   I  numeri  non  sono ne di destra ne di sinistra.  I  numeri  sono
  numeri  e  come tali vanno interpretati. I numeri oggi  -  torno  a
  dire, con tutta l'approssimazione, la frettolosità e quant'altro  -
  danno   un  risparmio  di  circa  18  milioni  di  euro.  Solo   ed
  esclusivamente per dire alla politica rappresentativa nei territori
  che partecipa con i propri sacrifici al generale andamento negativo
  della nazione, che la politica, responsabilmente, sta tagliando  se
  stessa,  sta  tagliano  i propri emolumenti facendo  trasparenza  e
  chiarezza a vantaggio delle comunità e dei cittadini.
   Signor  Presidente, vorrei ricordare che questa Assemblea, su  sua
  iniziativa,  qualche anno fa ha adeguato i trattamenti  stipendiali
  dei deputati al resto della Nazione e mi sembra giusto, doveroso  e
  corretto. Così come mi sembra giusto, doveroso e corretto allineare
  il  trattamento di consigliere comunale, assessori,  sindaci,  vice
  sindaci  e Presidenti di Consigli comunali al resto della  Nazione.
  Dopo  di  che,  il resto è sostanzialmente immutato  salvo  qualche
  leggera  limatura. Qua si parla non di attentato  alla  democrazia,
  non  di  mancanza di rappresentatività, non di gettone di presenza,
  onorevole  Alongi, di 14 euro, non so dove lei abbia tratto  questo
  dato perché i gettoni di presenza per i comuni di 1000 abitanti  di
  22 euro. Se non si conoscono i numeri, è meglio prima documentarsi.
   Quindi,  ripeto  il  concetto: non c'è nessun  attentato,  nessuna
  voglia   di   attentare,   nulla  di  nulla   da   attentare   alla
  rappresentatività   degli  enti  locali  a  cui   va   riconosciuto
  sicuramente   un  grande  impegno  ed  una  grande   capacità,   ma
  semplicemente la necessità di adeguare i costi della rappresentanza
  al resto della Nazione.
   Questo  è lo spirito con cui io ho votato questo disegno di legge,
  questo  è  lo spirito con cui l'ho sostengo in Aula e questa  è  la
  richiesta che faccio: si diano ufficialmente dei numeri in grado di
  quantificare la spesa e su questi numeri ci si confronti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Sudano, Sammartino e Giuseppe Milazzo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  i  lavori  continuano  con  la  prosecuzione
  dell'attività ispettiva relativamente alla Rubrica  Sanità .
   Ribadisco che la discussione generale continuerà fino a martedì ed
  entro il termine di chiusura della medesima discussione si potranno
  presentare gli emendamenti relativamente a questo disegno di legge.
   Sospendo   la   seduta   in   attesa  dell'arrivo   dell'Assessore
  Borsellino. Avverto che la seduta riprenderà alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.32, è ripresa alle ore 18.03)

                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CIRONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per soddisfare
  una  mia curiosità. Come tanti altri colleghi anch'io ho certamente
  presentato  delle interrogazioni e tuttavia, queste interrogazioni,
  non sono inserite nel brogliaccio che è stato qui condiviso con gli
  altri  colleghi.  Probabilmente vi sarà  una  motivazione,  non  lo
  escludo.  Vorrei  segnalare,  ad  esempio,  almeno  due  di  queste
  interrogazioni  estrapolandole  dalle  altre.  Una  è  del  2015  e
  riguarda  un  rimborso  spese per vaccini che  riguarda  una  fetta
  congrua  di  cittadini che hanno delle sensibilità  particolari  ai
  quali  prima  venivano dati dei rimborsi spesa  invece  adesso,  da
  qualche tempo a questa parte, non vengono più dati.
   L'altra   è   ancora  precedente,  del  2014,  dove  chiedevo   in
  particolare  lo  stato di attuazione della legge 194  del  1978  in
  Sicilia.  A  seguito, per altro di lettura di parecchi  articoli  e
  pubblicati sui media, sui giornali regionali nei quali si  evinceva
  che  vi era uno stato di sofferenza distribuito nel territorio  per
  carenza  in  particolare di professionalità  che  si  prestavano  a
  questo servizio.
   Le  segnalo  soltanto perché credo che possano  contribuire  anche
  queste mie interrogazioni a farci un'idea precisa di come la sanità
  in  Sicilia  esplichi  la  sua presenza, ma  anche  per  avere  una
  risposta  del  perché, magari vengono considerate marginali  oppure
  non  utili  al  dibattito  pubblico, ma anche  era  giusto  che  io
  segnalassi il mio disagio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cirone nel corso  della  seduta  conto  di
  poterle  rispondere,  gli  uffici  attiveranno  immediatamente  una
  verifica speriamo di potere rispondere quanto prima.

   rubrica 'Salute'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                        della rubrica  Salute

   PRESIDENTE.  Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  dello  svolgimento  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della
  rubrica   Salute , si procede con l'interrogazione n. 1484 a  firma
  dell'onorevole  Falcone, non essendo presente in  Aula  l'onorevole
  interrogante, alla stessa sarà data risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1518  a  firma  dell'onorevole
  Panepinto,  non essendo presente in Aula l'onorevole  interrogante,
  alla stessa sarà data risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  1536,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.

   VINCIULLO. Desidero risposta scritta

   PRESIDENTE.  Pertanto  all'interrogazione in  oggetto  verrà  data
  risposta scritta.
     Si  passa  all'interrogazione n.  1548  a  firma  dell'onorevole
  Arancio,  non  essendo  presente in Aula l'onorevole  interrogante,
  alla stessa sarà data risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1551  a  firma  dell'onorevole
  Zafarana  ed  altri,  non  essendo  presente  in  Aula  l'onorevole
  interrogante, alla stessa sarà data risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1582  a  firma  dell'onorevole
  Lentini,  non  essendo  presente in Aula l'onorevole  interrogante,
  alla stessa sarà data risposta scritta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  138  a  firma   dell'onorevole
  Barbagallo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  io ritengo di essere stato in questi anni uno  dei  più
  convinti  sostenitori dell'azione riformista di questo  Governo  in
  particolare   della   gestione   dell'Assessorato   che   ella   ha
  amministrato in questi anni.
   Faccio  questa premessa perché in questa vicenda io credo che  non
  servano  le  classiche  risposte  legate  alla  burocrazia  e  agli
  apparati burocratici agli eccessivi formalismi.
   Questa  è una vicenda Assessore dove serve non solo tutto il  buon
  senso,  ma anche tutta la discrezionalità dell'Amministrazione  con
  la  convinzione  che  in  ossequio  ai  principi  dell'articolo  97
  dell'Amministrazione,   cioè  la  trasparenza,   l'efficienza,   la
  funzionalità, la discrezionalità vera dell'Amministrazione serva  e
  serva tutta.
   Il  caso  -  e  cerco di essere chiaro - anche nei  confronti  dei
  colleghi  presenti affinché prendano conoscenza di questi  aspetti,
  l'Assessorato  alla salute ha inteso valorizzare la   pediatria  in
  associazione ,  ha  inteso  valorizzarla riconoscendo  anche  degli
  ulteriori  bonus  non  solo economici ma anche  nell'organizzazione
  dell'attività  dei pediatri ed hanno inteso farlo  dai  primi  anni
  2000  con  dei decreti proprio per favorire la pediatria  e  quindi
  anche l'approfondimento, lo studio per stimolare la professione.
   Come  si  accede  alla  pediatria in  associazione?  Si  accede  o
  costituendo  un'associazione nuova di pediatri dando la possibilità
  ai  pediatri di aderire a delle associazioni esistenti. Il  decreto
  del  2004  dell'Assessorato regionale della salute  prevedeva  come
  unica   attività   formale  quella  opportuna  di  costituzione   o
  dichiarazione  di  costituzione  ad  un  gruppo  già  esistente,  a
  un'associazione  già  esistente con relativa comunicazione  formale
  all'azienda sanitaria di competenza. Il decreto del 2011, poi,  non
  ha  ridisciplinato la materia, ha previsto la stessa  articolazione
  con alcune precisazioni.
   Uno  degli  allegati,  alla  lettera  i)  credo,  prevedeva  anche
  un'ulteriore comunicazione all'Ordine dei medici. Io non lo so qual
  è  la  ratio  che  ha spinto l'allora Assessore a prevedere  questa
  specifica  comunicazione  all'Ordine  dei  medici,  fatto  sta  che
  siccome la materia, sostanzialmente, nella sovrapposizione dei  due
  decreti,  dal  2004 al 2011 non è cambiata sia per la  costituzione
  alle associazioni nuove, sia per l'adesione a quelle già esistenti,
  diversi  pediatri in tutto il territorio siciliano hanno provveduto
  a  dar  luogo  alla comunicazione formale solo per quanto  riguarda
  l'amministrazione di appartenenza e, quindi, l'azienda ospedaliera.
  Diversi  pediatri, non sapendolo, non hanno fatto la  comunicazione
  all'Ordine dei medici, io, ancora oggi, non capisco la ratio  della
  previsione.
   Le  graduatorie  che, quindi, sono state fatte in  esecuzione  del
  decreto  2011 riportano per questi pediatri la mancata attribuzione
  del  punteggio.  Assessore,  se lei mi dovesse  dare  una  risposta
  formale,  burocratica, basterebbe che mi dicesse che in  esecuzione
  del decreto del 2011 occorreva questa comunicazione formale e non è
  stata  fatta,  finisce  la  politica e finisce  la  discrezionalità
  dell'amministrazione e il buon governo della salute che io auspico.
   Io   spero   che,   nell'ambito  della   sua   competenza,   nella
  riorganizzazione  della  materia  e  quanto  prima,  anche   perché
  Presidente, questa interpellanza ormai è dannata, mi pare  che  sia
  del  2013 e già sono passati quasi due anni, io auspico un atto  di
  giustizia  che  consenta a questi pediatri, che  sostanzialmente  e
  concretamente  hanno svolto questa attività, di  aver  riconosciuto
  questo   lavoro.  Anche  perché  l'hanno  fatto,  hanno  comunicato
  all'azienda     sanitaria    di    competenza    la    costituzione
  all'associazione   o  l'ingresso  in  una  già  esistente   quindi,
  certamente, non dichiaravano il falso.
   Non  solo,  ma c'è anche un altro aspetto Assessore che spero  che
  lei  valuti, ci sono in atti diversi contenziosi e sarebbe un  modo
  anche per eliminare i contenziosi esistenti.
   Ultima   riflessione,  se  ci  dovesse  essere  un  provvedimento,
  potrebbe essere fatto anche nei limiti di competenza delle  risorse
  finanziarie  dell'amministrazione  che  è  giusto  che  vadano  non
  soltanto  ai pediatri che hanno fatto in tempo la comunicazione  ma
  anche a quelli che hanno svolto il servizio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino.

   BORSELLINO.   Signor  Presidente,  non  posso  che  dare   ragione
  all'onorevole  Barbagallo in linea di principio, perché  al  di  là
  delle   interpretazioni  letterali  degli  accordi  che   si   sono
  susseguiti  nel  tempo, dovrei dire sotto il  profilo  tecnico  che
  nessuna  discriminazione è stata fatta in ordine al  riconoscimento
  dell'associazionismo in forma semplice laddove la comunicazione sia
  stata fatta all'azienda piuttosto che all'ordine, nel senso che  in
  realtà   l'unico  caso  in  cui  c'è  stato  richiesto  un   parere
  sull'argomento è stato da parte dell'Asp di Catania,  relativamente
  a un singolo caso.
   Quindi, sul piano tecnico vorrei fugare ogni dubbio circa il fatto
  che  sussistono  in atto contenziosi significativi  sull'argomento,
  però  volevo anche dire, questa volta in veste diversa da Assessore
  per  la  salute,  quindi al di fuori da un profilo tecnico  che  si
  attenga  all'esclusiva  interpretazione  di  accordi  che  si  sono
  susseguiti,  devo  dire che se oggi andiamo verso un  potenziamento
  del  territorio e quindi della medicina di prossimità e se dobbiamo
  favorire,  naturalmente, le forme di associazione tra  pediatri  di
  libera   scelta   oltre  che  dei  medici  di  medicina   generale,
  considerate  le nuove forme previste anche dalla legge  di  riforma
  nazionale  che dovrebbero vedere espresse in un accordo  collettivo
  nazionale che poi si tradurrà in accordi collettivi regionali.
   Le  forme  di associazionismo in AFT e CCP in questo caso,  credo,
  dobbiamo  fare  un  passo in avanti e quindi mi impegno  in  questo
  senso  affinchè si possa dare maggiore flessibilità nel riconoscere
  le  forme  di associazionismo ancorchè la comunicazione  sia  stata
  fatta  soltanto all'azienda e non anche all'ordine o viceversa.  Mi
  pare  un  principio  assolutamente  giusto  perché  sarebbe  giusto
  prescindere  dal  fatto  che queste forme di associazionismo  siano
  state  fatte  con l'accordo dei medici e poi disincentivarle  sulla
  base  di  una  semplice interpretazione letterale. Sono  pienamente
  d'accordo.

   PRESIDENTE. Grazie assessore Borsellino. L'onorevole Barbagallo si
  dichiara soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1618 a  firma  dell'onorevole  Di
  Mauro.
   Non  essendo  lo  stesso presente in Aula alla  stessa  sarà  data
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1623  a  firma  degli  onorevoli
  Sudano, Sammartino.
   Non  essendo  gli  stessi presenti in Aula alla stessa  sarà  data
  risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1630  a  firma  dell'onorevole
  Falcone.
   Non  essendo  lo  stesso presente in Aula alla  stessa  sarà  data
  risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1631  a  firma  dell'onorevole
  Falcone.
   Non  essendo  lo  stesso presente in Aula alla  stessa  sarà  data
  risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1653  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,  con
  riferimento al contenuto dell'interrogazione parlamentare che tende
  ad  avere  chiarimenti  sul  blocco del  trattamento  accessorio  e
  lavoratori  ex LSU titolari del contratto quinquennale  di  diritto
  privato,  in servizio presso le aziende sanitarie regionali,  posso
  affermare che a seguito della verifica di evidenziate disomogeneità
  di   trattamento  economico  riferite  al  salario  accessorio   al
  personale  precario  applicato  da  taluni  aziende  nel   servizio
  sanitario,  sono state fornite con una direttiva da me adottata  ad
  ottobre  del 2013 alcuni chiarimenti da potere uniformare su  tutto
  il  territorio  regionale la disciplina del  trattamento  economico
  spettante  al  personale LSU titolare di contratti quinquennali  di
  diritto privato.
   Considerato  che  questi  contratti hanno natura  previdenziale  e
  assistenziale  e riguardano anche personale collocato  fuori  ruolo
  che  è  disciplinato da apposita normativa nazionale e regionale  e
  quindi  differente  dal personale di ruolo, come  è  affermato  tra
  l'altro  da  una  recente  giurisprudenza  confermata  con   parere
  dell'Ufficio legale del 2005, con la sopracitata direttiva è  stato
  precisato  anche  alle direzioni aziendali che a  questo  personale
  dovrà  essere  corrisposto esclusivamente il trattamento  economico
  ordinariamente spettante e non anche le voci accessorie. Cosi  come
  invece riconosciute al personale dipendente del servizio sanitario.
   A  seguito di questa direttiva emanata nell'ottobre del 2013  e  a
  seguito  di  confronto con le organizzazioni sindacali  sono  state
  tenute  una serie di riunioni presso l'assessorato con la  presenza
  anche  di  alcuni  rappresentanti delle asp e delle  altre  aziende
  ospedaliere  e si è addivenuti di istituire un tavolo dedicato  che
  in  questo momento sta  proseguendo i lavori. Volevo anche riferire
  in questo contesto che domani avrò un incontro con la Procura della
  Corte dei conti anche per chiarire in linea definitiva quella che è
  la linea che dovrebbe assumere l'amministrazione regionale sul tema
  dei  precari  anche  alla  luce  del decreto  ministeriale  che  ha
  disciplinato questo settore.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, Assessore, sono soddisfatto  della
  risposta  che  lei  mi ha dato. Se poi usa anche la  gentilezza  di
  fornirmela anche dal punto di vista cartaceo. Mi fa piacere che lei
  si   renda  conto  che  è  un  problema  che  ancora  deve   essere
  definitivamente affrontato così come la successiva, la 1654 che  io
  introduco brevemente. C'è la necessità di andare a stabilire  delle
  regole  chiare  in  maniera  tale  che  tutti  i  contrattisti,  ex
  lavoratori  socialmente utili vengono trattati  tutti  allo  stesso
  modo. Vi sono ancora aperte alcuni casi.
   Quello  che  riguardava  lo  stipendio accessorio  credo  sia  una
  risposta  importante  anche perché questi  lavoratori  svolgono  le
  stesse  funzioni  e  gli  stessi compiti di  coloro  i  quali  sono
  dipendenti di ruolo.
   Non si capisce perché ad alcuni debbono essere riconosciute queste
  funzioni e la relativa corrispondenza dal punto di vista economico,
  ad altri, invece, non debbono essere corrisposti.
   Così  come, assessore, l'interrogazione n. 1654, per la  quale  mi
  accontento  della  risposta scritta - che  credo  sarà  anch'  essa
  positiva - riguarda una problematica di alcuni lavoratori che,  pur
  essendo  stati  a suo tempo inseriti nel calderone  dei  lavoratori
  socialmente  utili contrattisti, per una serie di  difficoltà,  non
  legate alle loro condizioni personali ma a quelle delle ASP che non
  avevano, in quel preciso istante, rinnovato i contratti, si trovano
  fuori  dal  bacino.  Sembra ingiusto che ex lavoratori  socialmente
  utili,   contrattisti  a  tutti  gli  effetti,   vengano   trattati
  diversamente non da una ASP all'altra ma, addirittura,  all'interno
  della stessa ASP.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.   1654   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Chiedo che sia data risposta scritta.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza n.  143  a  firma  degli
  onorevoli   Tancredi,  Palmeri,  Cancelleri,   Cappello,   Ciaccio,
  Ciancio,  Zafarana,  Ferreri,  Mangiacavallo,  Siracusa,  Trizzino,
  Foti, La Rocca, Zito.
   Essendo  gli  onorevoli  La  Rocca  e  Tancredi  presenti   invito
  l'assessore a fornire la risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, l'interpellanza verteva a riconoscere se non si ritenesse
  opportuno  effettuare delle verifiche presso l'ASP di Trapani  allo
  scopo  di  accertare,  nell'interesse dell'Amministrazione,  se  la
  procedura  di  aggiudicazione  del servizio  sia  stata  svolta  in
  maniera  aderente  alle  norme di legge, sia  dal  punto  di  vista
  sostanziale  che  formale, e poi di verificare  se  la  sostanziale
  diversità  del  servizio  appaltato,  rispetto  al  ruolo  ed  alle
  funzioni   del  personale  ausiliario  inserito  nella  graduatoria
  tutt'ora vigente, sia idonea a ricoprire il fabbisogni di personale
  e  di  attività come da piano di programmazione del fabbisogno  del
  personale 2009-2010.
   Con  riferimento a questa interpellanza, che attiene ad un oggetto
  che  è stato trattato anche nel corso di interrogazioni precedenti,
  devo   dire   che  l'azienda  ha  confermato,  con   un   ulteriore
  aggiornamento,  la piena legittimità delle procedure  ma  a  questo
  vorrei  aggiungere  anche che, essendo in corso di  definizione  le
  linee  guida  di  indirizzo per la determinazione  delle  dotazioni
  organiche,  noi  abbiamo previsto, in questo  documento  che  verrà
  sottoposto quanto prima al vaglio della commissione legislativa per
  il  parere di merito, che si tenga conto nel dimensionamento  delle
  dotazioni  organiche anche dell'esternalizzazione dei servizi,  nel
  senso  che,  laddove chiaramente si debba ricomprendere all'interno
  della dotazione organica la presenza di profili professionali per i
  quali  si  fa  consueto ricorso a servizi appaltati all'esterno,  a
  quel  punto  tali servizi non potranno essere più esternalizzati  e
  questo  vale  sia per quelli il cui divieto incorre  nella  portata
  applicativa dell'articolo 21 della legge 5/2009 ma anche per quelli
  per i quali il divieto non è automaticamente applicato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Tancredi   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   TANCREDI. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE.  Rispondo  all'onorevole  Cirone.  Gli  uffici   hanno
  verificato,  rispetto  alla  sua  richiesta  di  chiarimenti,   che
  l'interrogazione   n.   1983   che  riguarda    Chiarimenti   circa
  l'attuazione  in  Sicilia della legge 194  del  1978  sulla  tutela
  sociale   della  maternità  e  per  l'interruzione  volontaria   di
  gravidanza   risulta  presentata  con  richiesta  di  risposta   in
  commissione.  L'interrogazione  è  già  stata  assegnata  alla   VI
  Commissione - è presente il Presidente della Commissione, onorevole
  Digiacomo.  Quando l'onorevole Digiacomo riterrà  potrà  iscriverla
  all'ordine   del   giorno   con  la  disponibilità   dell'assessore
  Borsellino a rispondere in commissione.
   Altrettanto  vale  per l'interrogazione che riguarda  il  rimborso
  spese vaccini, di cui le faceva cenno, del 2015.
   E'  anch'essa presentata con richiesta di risposta in  commissione
  ma questa non è ancora stata assegnata alla commissione. Gli uffici
  stanno provvedendo.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1728  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo. Si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1744  dell'onorevole  Vinciullo:
   Iniziative  per istituire una postazione di emergenza-urgenza  118
  nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR) .
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per la Salute. Signor  Presidente,  ho  la
  possibilità  di  istituire una postazione di emergenza-urgenza  nel
  comune  di  Portopalo  di  Capo Passero.  E'  stato  consultato  il
  Comitato  per  l'emergenza previsto dalla legge  n.  5  che,  nella
  proposta  di  rimodulazione che in questo momento  è  in  corso  di
  revisione,  alla  luce  anche della rete ospedaliera  adottata  nel
  gennaio di quest'anno, e aveva espresso parere positivo.
   Naturalmente, dovendo avvenire tutto ciò ad invarianza del  numero
  complessivo delle postazioni, il Comitato per l'emergenza che verrà
  riunito nuovamente nei prossimi giorni si esprimerà definitivamente
  sull'argomento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Ho
  sempre  sostenuto la necessità che il Comune di Portopalo  di  Capo
  Passero  abbia  una postazione di emergenza-urgenza  del  118   dal
  momento  che:  ci troviamo nella zona più lontana dall'ospedale  di
  Avola;  l'ospedale più vicino è quello di Noto; che le strade  sono
  in condizioni disastrose se non addirittura ormai quasi inesistenti
  e  che,  durante  il  periodo estivo, il  periodo  estivo  sta  per
  iniziare,  questo  comune vede almeno aumentare  di  10  volte  gli
  abitanti  che,  in  questo momento, vi  sono.  Per  cui  vi  è  una
  fortissima   presenza   di  turisti  che,  evidentemente,   cercano
  sicurezza, cercano di avere un punto di riferimento importante  per
  quanto riguarda la sanità. Io, con piacere, accolgo la notizia  che
  lei oggi mi dà: che il Comitato si dovrebbe nuovamente riunire.
   Però  avevamo  affrontato questo argomento in Commissione  Sanità,
  sarebbe  opportuno  che  le  scelte che devono  essere  fatte,  dal
  momento  che devono essere in  invarianza , cioè nel senso che  non
  possiamo  aumentare  di  una postazione, vengano  prese  di  comune
  accordo  con  i  sindaci,  cioè non avrebbe  senso  che  andiamo  a
  spogliare  un  paese per destinare un'ambulanza in un altro  paese.
  Sarebbe  opportuno che, così come si sono espressi i sindaci  della
  zona  montana,  perché  ricordo che  si  era  detto  che  bisognava
  togliere  tra Buccheri e Buscemi, che ciò può anche accadere  ma  a
  condizioni che venga accolta la proposta che, in maniera  unitaria,
  i  due  sindaci di Buccheri e di Buscemi hanno fatto:  cioè  i  due
  sindaci  si  sono  dichiarati disponibili a metter  a  disposizione
  ancora  una  volta gratuitamente i locali, a mettere a disposizione
  tutto  ciò  che è necessario per poter fare funzionare un  servizio
  così importante in questi due comuni.
   Però  assessore,  e  credo che lei su questo con  me  converrà:  a
  condizione  che una postazione rimanga tra il comune di Buccheri  e
  di  Buscemi,  e  che siano i sindaci dei due comuni a  gestire,  di
  concerto  evidentemente con il suo assessorato, con l'Asp,  con  il
  Comitato,  l'utilizzo  di  questa ambulanza,  nel  senso  che  loro
  manterranno  le  due  postazioni aperte  e  sempre  a  disposizione
  dell'Asp  e,  di  conseguenza, o si fa la scelta un  mese  ciascuno
  oppure  due mesi ciascuno in maniera tale che i cittadini di queste
  due  comunità abbiano sempre la certezza che, a pochi minuti  dalla
  loro  abitazione, si possa avere un'ambulanza, dal momento  che  si
  spoglierebbe di ambulanza due centri che sono ad oltre  65  km  dal
  primo  ospedale.  L'auspicio era, assessore, che non  avvenisse  in
  invarianza  questo  spostamento,  cioè  che  vi  fosse  una   nuova
  ambulanza  in  provincia di Siracusa, ma se ciò non  può  accadere,
  l'importante, ripeto, è che avvenga con la condivisione  delle  due
  amministrazioni comunali.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 1749 «Iniziative  per
  salvaguardare i livelli occupazionali dei dipendenti del SEUS 118»,
  a firma dell'onorevole Vinciullo
   Mi  sembra  che  l'interrogazione sia superata nei  contenuti.  La
  consideriamo presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1750  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo «Notizie sulla mancata apertura della Residenza Sanitaria
  Assistita di Pachino (SR)», a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, in realtà la previsione della realizzazione di una R.S.A.
  della  provincia  di  Siracusa, nel comune di  Pachino,  era  stata
  prevista  nel  precedente atto di programmazione della  rete  delle
  R.S.A..  Devo dire che sulla base di una recentissima comunicazione
  inviatami dal direttore generale dell'ASP di Siracusa egli  afferma
  che,  a  seguito  di  una attenta attività  di  ricognizione  e  di
  valutazione,  essendo stato previsto che questo progetto  avvenisse
  attraverso  un project financing questo modello avrebbe  presentato
  delle diseconomie risultando meno vantaggioso di un adeguamento del
  sito e di una gestione diretta.
   Quindi,  la  posizione  dell'ASP è  quella  che  verte  verso  una
  gestione diretta della struttura e tale è l'orientamento che si sta
  consolidando in tal senso.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO. Signor Assessore, se l'orientamento dell'assessorato  e
  dell'ASP  è  quello  di  attuare  l'apertura  di  questa  struttura
  direttamente da parte dell'ASP io sono assolutamente d'accordo, nel
  senso  che se si ritiene che il project financing o il progetto  di
  finanza  -  come  lo chiameremo in italiano - non  è  assolutamente
  nelle  condizioni di rispondere a quei criteri di  economicità  per
  cui a suo tempo si pensò di farlo, io sono il primo che le dico  va
  bene. Però le vorrei ricordare che da anni ormai questa R.S.A., che
  è una R.S.A. solo della zona sud della provincia di Siracusa, tanto
  è  vero  che  era stata pensata nell'ex ospedale di  Pachino,  è  a
  Lentini. Per essere chiari, Lentini è il centro più lontano che  ci
  può  essere  da Pachino. Non solo, ma le ricordo che  mentre  nella
  zona  sud noi non abbiamo nessuna Residenza Sanitaria Assistita,  a
  Lentini ne abbiamo addirittura due per novanta posti, perché c'è un
  privato  che  gestisce  i  posti che ha avuto  assegnati  da  parte
  dell'assessorato e in più vi è questa Residenza Sanitaria Assistita
  che evidentemente non è nelle condizioni di poter rispondere a quei
  criteri  di  economicità che invece avrebbe  nel  caso  in  cui  la
  portassimo nella zona sud.
   E'  necessario,  signor assessore, che al più presto  si  realizzi
  questa  volontà  che  è stata la volontà della  commissione  sanità
  nella scorsa legislatura, che credo sia anche la sua volontà, che è
  la volontà dello stesso direttore generale dell'ASP di Siracusa.
   Noi  abbiamo  urgentemente la necessità di avere  nella  zona  sud
  della  provincia  di  Siracusa  questa  Residenza.  Altrimenti  noi
  corriamo il rischio, signor assessore, che tutta la sanità pubblica
  è  concentrata  tra  la  città di Siracusa e  la  zona  nord  della
  provincia  di Siracusa e la zona sud si trova in una situazione  di
  assoluto abbandono a sé stessa, per cui i cittadini di questa  zona
  sono  costretti ad andarsene o in strutture private fuori provincia
  o  in  strutture  pubbliche, ma sempre fuori provincia.  Ci  sembra
  ingiusto che i cittadini della zona sud della provincia di Siracusa
  e  in modo particolare di Pachino si trovino in una situazione così
  difficile.
   Lei  immagina un genitore che è ricoverato a Lentini e  il  figlio
  deve  partire da Pachino e fare circa 270 chilometri tra  andata  e
  ritorno?  Una  situazione assurda  Alla fine cosa fa il  cittadino
  Sceglie la struttura privata. Con questa scelta scriteriata noi non
  facciamo  altro, ancora una volta, che incentivare in provincia  di
  Siracusa il ricorso alle strutture private.
   Per questo motivo, signor assessore, mi dichiaro soddisfatto della
  sua  risposta, però vorrei che questa indicazione emersa tanti anni
  fa  in  commissione  quando io ero il segretario della  commissione
  sanità  si possa trasformare al più  presto in una realtà  concreta
  per la nostra provincia.

   PRESIDENTE.  Si  passa alla interpellanza n.  155  «Iniziative  in
  ordine  alla  nomina del nuovo primario di chirurgia  dell'ospedale
  Sant'Elia  di  Caltanissetta»,  a firma  degli  onorevoli  Ioppolo,
  Formica, Musumeci.

   IOPPOLO. Signor Presidente, chiediamo la risposta scritta.

   PRESIDENTE.  Per la interpellanza non è prevista.  Assessore,  può
  rispondere,  poi può anche presentare una scheda o un documento  da
  acquisire agli atti della Presidenza.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per la salute per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. La risposta  particolarmente
  articolata  era  stata  fornita nel febbraio  del  2014,  la  posso
  produrre,   rispetto  a  questa  abbiamo  ricevuto   un   ulteriore
  aggiornamento  da  parte  del  neo  insediato  direttore   generale
  dell'ASP  di  Caltanissetta, il quale  sostiene  che,  dal  momento
  dell'insediamento, non vi è alcun ricorso e apposizione avverso  la
  procedura  che  ha  portato alla nomina dell'attuale  direttore  di
  strutture complessa della chirurgia  dell'Ospedale Sant'Elia.
   Peraltro,  il  giudizio ancora pendente non ha avuto una  sentenza
  definitiva.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ioppolo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1781 «Chiarimenti circa
  la   compatibilità   della   centrale   elettrica   in   prossimità
  dell'abitato  del  comune  di  Porto  Empedocle  (AG)»,   a   firma
  dell'onorevole   Panepinto   che   non   è   presente.    Pertanto,
  l'interrogazione si considera presentata con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1823 «Notizie urgenti  in  merito
  all'attività di verifica sulla presenza della legionellosi presso i
  presìdi ospedalieri e poliambulatoriali di competenza dell'ASP  6»,
  a firma dell'onorevole Giovanni Greco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'interrogazione verteva ad acquisire notizie in  merito
  all'attività di verifica sulla presenza della legionella  presso  i
  presìdi  ospedalieri e poi l'ambulatorio di competenza dell'ASP  di
  Palermo.
   In  questo senso si sono fatte opportune richieste al Dipartimento
  di  prevenzione  dell'ASP di Palermo che ha fornito  una  relazione
  articolata   sulle   procedure   adottate   a   prevenzione   della
  proliferazione  e diffusione della  legionella pneunophila'  presso
  tutte  le  strutture  sanitarie di competenza in  attuazione  delle
  linee  guida  ministeriale peraltro richiamate in un  provvedimento
  assessoriale dell'agosto 2010.
   Con  tale relazione la stessa azienda di Palermo ha dichiarato che
  tutte  le strutture sanitarie di competenza si attengono alle linee
  guida  ministeriale  e  aggiunge  anche  che  non  sono  mai  state
  segnalati  o  notificati  casi  di legionellosi  nosocomiali  nelle
  strutture  sanitarie di competenza e che dalle verifiche periodiche
  previste   effettuate  sulla  rete  idrica  e  sugli  impianti   di
  condizionamento  delle  strutture  stesse  non   sono   mai   state
  riscontrate  concentrazioni di legionella superiore  al  limite  di
  accettabilità.
   In un solo caso presso il presidio ospedaliero di Termini Imerese,
  in  data 24 marzo del 2014, tali concentrazioni sono state superate
  ed  immediatamente per tale caso sono stati messi in atto tutti gli
  interventi di bonifica previsti dalle direttive ministeriali con il
  pieno recupero della sterilità e il mancato riscontro di legionella
  negli accertamenti fatti sui campioni successivi.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Giovanni  Greco  re
  per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   GRECO  Giovanni.  Assessore  Borsellino,  lei  ha  visto  mai  un'
  ispezione  fatta  dall'ASL ai propri dipendenti portare  alla  luce
  fatti  come  quello che io ho denunziato nella mia  interrogazione?
  Sicuramente,  tutto  quello che io ho scritto proviene  da  notizie
  date  da  chi  è  andato a fare le ispezione  e  hanno  trovato  la
  legionella.
   Se  lei  manda al controllo lo stesso ufficio è chiaro che  queste
  cose  non  vengono  fuori,  io non l'ho  fatto  perché  volevo  far
  presente  che  chi  andò a fare le visite per la legionella  doveva
  fare  una  rivoluzione. No, io dovevo dare a  lei  un  segnale  che
  all'ASP 6, quell'ASP nella quale abbiamo nominato un direttore  per
  meriti di alta legalità, le cose non vanno per il verso giusto.
   Quindi,  assessore Borsellino, le pongo una domanda  semplice.  Ma
  noi  non abbiamo un ufficio ispettivo che va a guardare quello  che
  fa  l'ASL  6?  Se  lei  manda quegli stessi  lavoratori,  i  propri
  dirigenti, è chiaro che cercheranno di  ammucciari'  tutte le cose,
  quindi ne va di mezzo la sanità.
   Ecco  perché sto intervenendo perché già conoscevo questa risposta
  ma  ho  aspettato  cinque  ore per darle un  segnale  che  dal  suo
  Assessorato  per  sua indipendente iniziativa deve condurre  queste
  ispezioni  perché altrimenti queste inefficienze non  verranno  mai
  fuori.
   Pertanto, non mi ritengo soddisfatto.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, in via ordinaria volevo precisare che, il fatto di  avere
  richiesto all'ASP competente di rispondere in merito ad un'attività
  che è di sua competenza istituzionale, comunque, è un'assunzione di
  responsabilità da parte del management aziendale.
   Condivido con lei, onorevole Greco, la necessità in taluni casi di
  dovere  svolgere  un ulteriore approfondimento da  parte  anche  di
  aziende   che,   pur   non  avendo  la  competenza   istituzionale,
  afferiscono  ad  un territorio diverso laddove si possa  verificare
  che gli esiti degli accertamenti siano effettivamente congrui.
   Devo anche dire che si tratta di esami, in taluni casi, ripetibili
  ancorché   fatti   nel  2014  di  cui  ci  sono  stati   comunicati
  puntualmente i singoli esiti.
   Ritengo tuttavia, in altre circostanze, assolutamente utile il suo
  suggerimento che, peraltro, stiamo già applicando anche in tema  di
  controlli con riferimento ad altre fattispecie.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Greco,  alla  luce   delle   precisazioni
  dell'Assessore si ritiene soddisfatto?

   GRECO Giovanni. Mi ritengo parzialmente soddisfatto.
   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  159  «Mantenimento  e
  rilancio  dell'ospedale  'Madonna dell'Alto'  di  Petralia  Sottana
  (PA)» , a firma dell'onorevole Lentini che non essendo presente  in
  Aula, decade.
   Si  passa all'interrogazione n. 1836 «Iniziative per promuovere il
  ricorso a una corretta alimentazione nella popolazione siciliana ed
  evitare   l'insorgere   di  malattie  cardiovascolari»,   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1839 «Interventi utili a potenziare
  la  somministrazione delle cure innovative contro  l'epatite  C  in
  Sicilia», a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1900 «Chiarimenti circa l'indizione
  di procedimenti concorsuali per l'attivazione delle unità operative
  delle  professioni sanitarie e del servizio sociale in Sicilia»,  a
  firma dell'onorevole Ferrandelli.
   Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interpellanza n. 166 «Notizie sullo stato dei servizi
  per le tossicodipendenze della Regione e sullo sblocco del relativo
  personale», a firma degli onorevoli Palmeri, Cancelleri,  Cappello,
  Tancredi,   Ciaccio,  Ciancio,  Zafarana,  Ferreri,  Mangiacavallo,
  Siragusa, Trizzino, Foti, La Rocca, Zito.
   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per la salute per  fornire  la
  risposta.

    BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
  deputati,  risponderò brevemente perché il tema di  efficientamento
  dei  servizi per le tossicodipendenze è tema ampio che vede  adesso
  misurarci   in  riferimento  all'implementazione  delle   dotazioni
  organiche.
   In  realtà l'oggetto principale dell'interrogazione si concentrava
  sulla necessità di un maggiore ed efficiente funzionamento di  tali
  servizi  con  riferimento al personale e proprio in questo  momento
  stiamo   completando  l'iter  della  definizione  delle  linee   di
  indirizzo  dove  i servizi per le tossicodipendenze,  insieme  agli
  altri  servizi  del Dipartimento di salute mentale, sono  tra  quei
  servizi  per  i  quali  viene  richiesto  rispetto  degli  standard
  all'interno delle dotazioni organiche.
   Riteniamo  che  a  questa  interpellanza si  possa  dare  compiuta
  risposta  non appena le aziende avranno definito il dimensionamento
  delle dotazioni organiche secondo le indicazioni che abbiamo appena
  fornito.

   PRESIDENTE. Gli interpellanti prendono atto della risposta?

   TANCREDI. Mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1950 «Notizie circa  lo
  smaltimento  di  rifiuti  speciali presso l'Ospedale  Ingrassia  di
  Palermo», a firma dell'onorevole Giovanni Greco.
   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per la salute per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'interrogazione richiedeva notizie circa lo smaltimento
  dei rifiuti speciali presso l'Ospedale Ingrassia di Palermo.
   Premesso che la materia è stata oggetto di specifiche direttive da
  parte  dell'Assessorato  della salute, c'è stato  comunicato  dalla
  stessa  ASP  nel maggio u.s. - siamo ancora in attesa di  ulteriori
  approfondimenti - che il personale dell'Unità operativa  competente
  effettuerà  ulteriori  sopralluoghi e  controlli  finalizzati  alla
  corretta  gestione dei rifiuti di origine sanitaria  pericolosi,  a
  rischio  infettivo,  pericolosi non a  rischio  infettivo  speciali
  eccetera, proprio perché dovrà essere attenzionata tutta una  serie
  di  questioni,  dal deposito temporaneo dei rifiuti pericolosi,  al
  contenuto   dei   contenitori  per  i  rifiuti   utilizzati,   alla
  tracciabilità   degli   stessi,  alla  raccolta   differenziata   e
  quant'altro.
   Sull'argomento  devo  dire  che, dato  che  riguarda  una  materia
  particolarmente  delicata che, chiaramente,  non  attiene  soltanto
  all'ospedale Ingrassia dell'ASP di Palermo, è stata diramata, pochi
  giorni fa, un'ulteriore direttiva a tutte le aziende sanitarie, per
  avere maggiore contezza proprio su questo tema, per poter fare  una
  ricognizione  accurata  sulle modalità di smaltimento  dei  rifiuti
  speciali da parte delle aziende sanitarie.
   Mi  riservo  di  fornire  ulteriori approfondimenti  all'esito  di
  questo accertamento.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   GRECO  Giovanni.  Signor  assessore,  intervengo  solo  per  farle
  rilevare  che  questa interrogazione porta la data  del  14  aprile
  2014.
   Io  la ringrazio per la sua risposta all'interrogazione, ma non le
  sembra  tanto  un  anno per un argomento così  delicato,  come  lei
  stessa ha riferito qui in Aula?

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  1997  «Interventi
  urgenti   per  scongiurare  la  chiusura  dei  punti  nascita   nel
  territorio regionale», a firma degli onorevoli Figuccia e Falcone.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per la salute per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, l'oggetto dell'interrogazione riguarda la rete dei  punti
  nascita  regionale. Proprio questa mattina si è svolta un'audizione
  da  me richiesta presso la commissione di merito, dove ho fatto  il
  punto  su quello che è lo stato di attuazione della rete dei  punti
  nascita. Vorrei, semplicemente, comunicare, in questa sede,  quanto
  ho  già  riferito in VI commissione stamattina, circa il fatto  che
  sono  in  procinto  di  attivazione tutta una  serie  di  controlli
  standardizzati su tutti i punti nascita della Regione,  sia  quelli
  che  espletano  un numero di parti superiori a 500  l'anno  e  che,
  quindi,  stanno all'interno della rete regionale già  definita  nel
  2010 e mutuata all'interno della rete ospedaliera, sia di primo che
  di  secondo livello, sia per quanto riguarda i centri che ancora in
  Regione fanno un numero di parti inferiori a 500.
   Su questi ultimi è stato chiesto un parere specifico al Ministero,
  il  quale  aveva  richiesto  che la Regione  fornisse  proprio  una
  richiesta di parere vincolante sull'argomento.
   Il  Ministero  si  è espresso con un parere, piuttosto  articolato
  che,  previa analisi dei singoli punti nascita per i quali è  stata
  richiesta la deroga, ha espresso un assenso alla deroga,  solo  con
  riferimento ai punti nascita dell'isola di Pantelleria, nonché  dei
  comuni  di Corleone e Nicosia, oltre che di Cefalù a confronto  con
  Termini Imerese.
   Si  tratta, naturalmente, di processi che dovranno essere  seguiti
  passo passo entro il 31 dicembre di quest'anno e che porteranno  ad
  una definitiva messa in sicurezza dell'intero sistema.
   Nel  frattempo, sono state potenziate tutte le reti  di  trasporto
  materno  assistito e di trasporto neonatale e sono state  condivisi
  protocolli  operativi  da parte di tutti i  neonatologi,  impegnati
  nelle operazioni di trasporto neonatale e materno.
   Procedure  che  sono  state  approvate dal  comitato  regionale  e
  nazionale del percorso nascite.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Figuccia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  solo  per sottolineare come la questione  della  deroga
  rappresenta  un  necessità per il punto nascita  di  Cefalù  e  per
  evidenziare  il  fatto che il mero indicatore  numerico,  sotto  la
  soglia  di  500  non  può rappresentare l'unico  dato  a  cui  fare
  riferimento.
   Credo  che  per  un  tema  così  importante  sia  necessario  fare
  riferimento alla qualità del servizio. Il punto nascita di Cefalù è
  una  struttura che si è sempre distinta rispetto all'eccellenza del
  servizio erogato.
   Nasce, peraltro, all'interno di un territorio - quello madonita  -
  che  serve  ovviamente tutti quei paesi. San Mauro Castelverde,  ad
  esempio  per citare un Comune per tutti, è un territorio che  dista
  tre  quarti  d'ora di curve. Si comprende bene come già questo,  da
  solo, mette a gravissimo rischio la vita non soltanto del nascituro
  ma ovviamente anche della propria mamma.
   In  tutto questo mi sento anche io di sottolineare il dato  che  è
  quello  relativo  alla  data  ovvero  quello  che  per  cui  questa
  interrogazione  venne presentato nel maggio  del  2014.  Mi  sembra
  davvero  che  sul  metodo  possa  dirsi  che  questa  procedura   è
  assolutamente discutibile. Non riguarda ovviamente signor Assessore
  soltanto  la  sua  competenza ma riguarda il metodo  con  il  quale
  questo  Parlamento e ciascun deputato riceve puntualmente  -  è  un
  eufemismo puntualmente - risposta dal Governo. Vorremmo che  questo
  accadesse  in un clima di maggiore collaborazione che,  per  altro,
  come vedete in questo caso, finisce con lasciare il buon senso, con
  il  fare in modo che persino il Parlamento abbandoni il buon senso.
  Non  so  se  avete  fatto  caso  al fatto  che  in  Aula  oggi  c'è
  l'onorevole  Assenza, l'onorevole Ioppolo, il Presidente  Musumeci,
  l'onorevole   Giovanni   Greco,   l'onorevole   Presidente    della
  Commissione  Sanità,  l'onorevole Cirone, il presente,  l'onorevole
  Vinciullo e due grillini, gli onorevoli La Rocca e Tancredi. Non so
  gli altri parlamentari, soprattutto del Movimento cinque stelle che
  di solito fotografa le immagini di un Parlamento che in questo caso
  è  ahimè  davvero  svuotato. Non è nostra consuetudine  farlo  però
  inviterei i colleghi del Movimento cinque stelle di fronte  a  temi
  così importanti avremmo apprezzato una maggiore sensibilità.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Figuccia,  si   attenga   alla   replica
  dell'interrogazione.

   FIGUCCIA.  Solo per dire questo, ovviamente le responsabilità  non
  sono  ascrivibili  ritengo, comunque, ai parlamentari  quanto  alla
  lentezza di un Governo regionale che, francamente, impiega un  anno
  per  dare risposte a delle interrogazioni. Non è davvero questo  il
  metodo e di questo ci dispiaciamo.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 2025 «Chiarimenti sulla
  compartecipazione dei Comuni al costo delle rette giornaliere delle
  prestazioni  socio-sanitarie riabilitative dei soggetti  ricoverati
  in  regime semiresidenziale e residenziale», a firma dell'onorevole
  Vinciullo.
   E'  da  considerarsi  trasformata in interrogazione  con  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2036 «Chiarimenti sulla decisione
  del Governo regionale in materia di ricovero di pazienti presso  le
  comunità terapeutiche assistite» a firma dell'onorevole Vinciullo.
   E'   considerarsi  trasformata  in  interrogazione  con   risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 181 «Notizie sulla mancata  nomina
  del  direttore  generale  dell'Azienda  sanitaria  provinciale   di
  Catania», a firma degli onorevoli Ioppolo, Formica, Musumeci.
   Essendo  presenti  in  Aula i firmatari,  ha  facoltà  di  parlare
  l'Assessore per rispondere all'interpellanza.

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,   mi
  consenta  una  puntualizzazione perché rispetto alle interrogazioni
  ahimè  alcune  datate  di  oltre un anno  il  Governo  ha  risposto
  puntualmente  nei  tempi dovuti e naturalmente in  occasione  della
  presentazione di un numero così significativo di interrogazioni  in
  una unica soluzione si è reso necessario anche un aggiornamento che
  mi  sembrava  rispettoso nei confronti di questa Aula  rispetto  ad
  interrogazioni che ormai riportavano una data piuttosto remota.
   Per  quanto riguarda l'interpellanza in oggetto che fa riferimento
  alla mancata nomina del direttore generale dell'Azienda di Catania,
  l'aggiornamento è a tutti noto rispetto al fatto che il Governo  ha
  già  previsto la designazione del dott. Giuseppe Giammanco e l'iter
  è in corso di perfezionamento presso la I Commissione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  signor  Assessore.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole  Ioppolo  per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della
  risposta dell'assessore.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, signor  Assessore,  mi  consenta  di
  potere  affrontare questo argomento pur nel tempo trascorso tra  il
  giugno del 2014, l'anno scorso proprio di questi giorni, e la  data
  odierna. E' vero ciò che dice l'Assessore Borsellino.
   L'interrogazione   si  riferisce  ad  una  vacanza   dei   vertici
  dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania che registravamo  nel
  giugno del 2014 e lo registravamo già da lungo tempo, perché vorrei
  qui  ricordare che l'ASP di Catania è stata la più negletta, la più
  trascurata  quella  che per più lungo termine è  rimasta  senza  la
  guida del Direttore generale titolare lungamente commissariata  dal
  passato Governo e dell'attuale Governo.
   Quando   si  giunse  poi  e  finalmente,  ecco  perché  approfitto
  dell'occasione  signor  Assessore per  sottolineare  l'urgenza  del
  compimento  e del perfezionamento della procedura che è  ancora  in
  corso,  quando  finalmente si procedette alla nomina del  Direttore
  generale, credo intorno al mese di gennaio, febbraio, di quest'anno
  ecco  perché  passano i mesi, passano gli anni,  ma  la  situazione
  rimane  quella  di  prima  e di sempre, il Direttore  generale  neo
  nominato si dimise ormai un paio di mesi or sono.
   Da  un paio di mesi l'Azienda sanitaria provinciale di Catania con
  le   problematiche  articolate  e  profonde  che  deve   affrontare
  quotidianamente rimane a tutt'oggi senza Direttore generale.
   Abbiamo  appreso  nei giorni scorsi la notizia  che  l'Assessorato
  aveva inviato credo già da alcune settimane, da molte settimane, al
  Governo  alla  Presidenza della Regione la sua indicazione  come  è
  previsto  dalla  normativa vigente e che solo da  pochi  giorni  la
  Giunta  ha  adottato l'atto deliberativo di designazione  che  deve
  essere  adesso ratificata dalla I Commissione legislativa di questo
  Parlamento  il  che è un'anomalia che come il Presidente  Digiacomo
  ben  sa  ed  anzi egli l'ha più volte sottolineata appartiene  però
  alla normativa e la I Commissione e non la VI quella competente  ad
  esprimere parere, questo parere non è stato ancora espresso.
   Il mio auspicio Signor Presidente e Assessore è quello che nel più
  breve  tempo possibile, ma proprio accelerando perché è  necessario
  farlo l'ASP di Catania abbia finalmente la titolarità del Direttore
  generale  che  insieme a quello amministrativo  e  sanitario  possa
  immediatamente rimettere in marcia un'ASP che è tra le  più  grandi
  dell'Italia  meridionale che è la seconda  della  Sicilia,  che  ha
  competenza su un territorio vasto su oltre un milione e cento  mila
  abitanti  e  su  sette  stabilimenti  ospedalieri  riuniti  in  tre
  ospedali  riuniti,  in  tre  distretti  quello  di  Caltagirone   -
  Militello, quello di Acireale - Giarre ahimè, - ahimè per  i  fatti
  recentemente  accaduti in quel distretto -  e  quello  di  Paternò-
  Biancavilla-Bronte.
   Le chiedo pertanto e la sollecito in tal senso signor Assessore  a
  vigilare ed a accelerare ogni procedura consequenziale e successiva
  perché l'ASP venga messa nella condizione di potere programmare gli
  interventi, di potere avere con il territorio un rapporto  positivo
  e  costruttivo  e  soprattutto in una logica di  potenziamento  dei
  presìdi ospedalieri che ho prima menzionato.

   PRESIDENTE  .  Possiamo  dire  che  prende  atto  della   risposta
  dell'Assessore Borsellino.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2142 «Chiarimenti  sulla  mancata
  individuazione  di  un  posto  di assistenza  primaria  (medico  di
  famiglia)  nel  comune di Buscemi (SR) e nomina del  sostituto»,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Desidero che mi venga fornita la risposta scritta.

   PRESIDENTE. Pertanto, la consideriamo presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 2185 «Chiarimenti sull'interruzione
  del   rimborso   della   spesa   per   la   terapia   con   vaccini
  desensibilizzanti ai pazienti allergici e interventi finalizzati  a
  un   ripristino  della  compartecipazione  del  servizio  sanitario
  regionale», a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta all'interrogazione.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  si tratta di una richiesta di chiarimenti in  ordine  al
  rimborso  della spesa per terapia con vaccini desensibilizzanti  di
  pazienti  allergici e interventi finalizzati a un ripristino  della
  compartecipazione del Servizio sanitario regionale.
   Vorrei  dire, con molta sintesi, che si tratta di una  prestazione
  per  la  quale  dal  2001  era previsto  attraverso  una  direttiva
  dell'Assessore  pro-tempore  il  rimborso  a  carico  del  Servizio
  sanitario  delle  terapie con vaccini desensibilizzanti  specifici.
  Devo  dire che nonostante l'approvazione dei LEA, avvenuta nel 2001
  e  poi, successivamente, rivisitati adesso con un provvedimento che
  speriamo  sia  prossimo  da parte del Ministero  di  revisione  dei
  livelli  essenziali  di  assistenza, ancora  una  volta  i  vaccini
  desensibilizzanti  specifici  non  rientrano  tra  le   prestazioni
  erogabili  a  carico del Servizio sanitario regionale.  Per  questo
  motivo,  come  tutte le regioni, non potendo erogare a  carico  del
  Servizio sanitario interventi che non sono previsti all'interno dei
  livelli essenziali sulla base di criteri stabiliti dal Ministero  e
  per  i  quali  la Sicilia non ha potestà esclusiva, abbiamo  dovuto
  escludere  tali prestazioni dal rimborso, tra l'altro che  avveniva
  al  cento  per  cento  delle  prestazioni  a  carico  del  Servizio
  sanitario.
   Devo  dire,  per scrupolo, tenuto conto del fatto  che  di  queste
  terapie  ne  fanno uso anche bambini allergici e che comunque  sono
  affetti   da   altre   patologie   che   richiedono   un'attenzione
  particolare,  è stato istituito un tavolo tecnico volto  intanto  a
  comprendere l'entità del fenomeno, atteso che su questo tema le Asp
  spendevano milioni di euro anche nei confronti di nuclei  familiari
  che  per  reddito, certamente, non avrebbero dovuto avere il  cento
  per  cento delle prestazioni tra l'altro, appunto come dicevo,  non
  erogabili dal Servizio sanitario.
   Per mirare in maniera più oggettiva questo contributo a carico del
  Servizio  sanitario, si sta verificando l'ipotesi  di  concedere  a
  carico  del  Servizio  sanitario queste  prestazioni,  quanto  meno
  facendo  un discrimine nei nuclei familiari sulla base del reddito.
  Ci  sono  molte criticità anche sotto il profilo delle scientifiche
  che   non   hanno  consentito  ad  oggi  l'inclusione  dei  vaccini
  desensibilizzanti all'interno dei LEA proprio per  non  consolidata
  efficacia  secondo  quanto  può  evincersi  dalla  medicina  basata
  sull'evidenza ad oggi presente in letteratura.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.  Assessore, non mi posso considerare soddisfatto  della
  risposta avuta, desidero che lei sia più determinata sulla vicenda.
  Prima  cosa.  È chiaro che un giorno di ricovero ospedaliero  costa
  quanto  più di un vaccino desensibilizzante, quanti bambini, quanti
  adulti  poi saranno costretti nel corso della loro vita  a  recarsi
  negli ospedali. E quindi credo che già l'idea che ci sarà un popolo
  che  non avendo oggi la disponibilità economica per comprare questi
  vaccini,  domani saranno ricoverati cronici nei nostri ospedali  ci
  deve spingere a riflettere.
   È  chiaro,  assessore, come lei giustamente diceva, tutti  avevano
  accesso  a  questo  vaccino;  bisogna  immaginare  una  soglia   di
  sbarramento,  nel  senso  che i poveri hanno  diritto  ad  avere  i
  vaccini.  Coloro  i  quali  non sono nelle  condizioni  di  poterlo
  comprare devono, da parte della Regione, ricevere il vaccino.
   Le  ricordo  che già alcune Regioni, per esempio il  Piemonte,  ma
  anche  la Lombardia, in questo caso si sono già inseriti prevedendo
  delle  fasce al di sotto delle quali hanno la possibilità di  avere
  il  vaccino. Dopodiché, lei converrà con me sul fatto  che  fino  a
  qualche  mese  fa  tutti ordinavano vaccini  e  tutti  andavano  ad
  acquistare.Questo non potrà più accadere.
   Secondo  me, dobbiamo prevedere un centro, un centro pubblico  per
  essere  chiari,  presso  le strutture territoriali  od  ospedaliere
  delle  nostre  Asp che siano gli unici che possono  certificare  lo
  stato  di  bisogno  e  siano  gli unici che  possono  attestare  la
  necessità  di ricorrere ai vaccini desensibilizzanti. Anche  perché
  lei  sa  meglio  di  me  che  noi abbiamo strutture  ospedaliere  e
  strutture territoriali che sono all'avanguardia non solo a  livello
  regionale  ma  anche  a livello nazionale e che  quindi  di  fronte
  all'ultima criticità che lei affermava quella secondo la quale  non
  tutti    sono   d'accordo   che   i   vaccini   possono   risolvere
  definitivamente il problema.
   Noi  però abbiamo su questa vicenda dei centri di altissimo valore
  con competenze e capacità che tutto il  mondo ci riconosce. Per cui
  evidentemente non stiamo ricorrendo a dei cialtroni  oppure  a  dei
  venditori   di  fumo,  stiamo  ricorrendo  a  medici  di  altissima
  professionalità. Quindi se intanto stabiliamo che ci deve essere un
  centro  unico  prescrittore in ogni provincia, che  poi  ci  devono
  essere  delle fasce di reddito a cui deve necessariamente  concesso
  il  vaccino, credo che andiamo ad eliminare una serie di abusi  che
  sicuramente nel passato ci sono stati, una serie di abusi che hanno
  fatto lievitare i costi della sanità. Ma non è che per colpire  gli
  abusi  del  passato noi adesso uniamo coloro i quali oggettivamente
  hanno  bisogno dell'intervento da parte del vaccino.  Anche  perché
  ripeto,  ogni  ragazzo,  ogni  bambino  non  curato,  domani  è  un
  potenziale fruitore delle nostre strutture sanitarie.
   Per cui, assessore, su questo argomento la inviterei ad essere più
  determinata, più decisa. Non è un problema che va collocato solo ed
  esclusivamente in un ambito statale proprio perché lei sa meglio di
  me  che  Lombardia  e  Piemonte  si sono  espresse.  Creiamo  delle
  condizioni  per  dare  la  possibilità a  chi  è  nelle  condizioni
  economiche di non poterlo fare di avere il vaccino.
   Del  resto,  assessore, a chi non è nemmeno  nelle  condizioni  di
  comprarsi  la  pasta,  possiamo chiedere di comprarsi  il  vaccino?
  Questo diventerà un malato cronico, quindi diventerà un uomo o  una
  donna  che  saremo costretti ad assistere per tutta la vita.  Forse
  oggi  avremmo  risparmiato qualche centinaio di euro  però  per  il
  resto  della vita oltre ad avere di fronte a noi un soggetto malato
  e  quindi un frequentatore assiduo dei nostri ospedali avremo anche
  un costo insopportabile per la nostra collettività.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'interpellanza  n.   195,   a   firma
  dell'onorevole Lentini,  Potenziamento del servizio di soccorso  di
  emergenza-urgenza nel comprensorio dei comuni di Ciminna, Baucina e
  Ventimiglia di Sicilia (PA).
   In   questo   momento   non  è  presente  il  firmatario,   quindi
  l'interpellanza decade.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  2236,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo,   Chiarimenti  sull'omessa individuazione  di  un  posto
  medico   di   assistenza  primaria  nei  comuni  di  Giarratana   e
  Monterosso .
   Si ritiene presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2241,  a  firma  degli  onorevoli
  Zafarana,  Cancelleri, La Rocca, Tancredi,  Notizie  in  merito  ai
  piani di miglioramento e di investimento a garanzia della qualità e
  sicurezza dell'unico punto nascita dell'Azienda ospedaliera Papardo-
  Piemonte di Messina .
   Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  2263,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo,   Notizie  sulla  mancata  attivazione  delle  strutture
  terapeutico-riabilitative  per  i  minori   con   gravi   patologie
  psichiatrice .
   Si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  203,  a  firma  degli  onorevoli
  Ioppolo, Musumeci,  Stabilizzazione dei lavoratori precari dell'Asp
  di Catania .
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  si  tratta della stabilizzazione di  lavoratori  precari
  dell'Asp di Catania.
   In  riscontro  a  questa  richiesta si  ritiene  utile  portare  a
  conoscenza che la stessa azienda con atto del 30 dicembre  2014  ha
  deliberato  l'assunzione  a tempo indeterminato  di  48  coadiutori
  amministrativi.  Si  tratta  naturalmente  di  personale  a   tempo
  determinato  che  era  stato reclutato nell'ambito  dei  cosiddetti
  progetti  obiettivo  del piano sanitario,  quindi  non  poteva  che
  avvenire  con  contratti a tempo determinato la cui riconferma  non
  era  automatica ma che ha richiesto una valutazione delle  attività
  progettuali.

   PRESIDENTE.  Grazie,  assessore. Gli  onorevoli  interpellanti  si
  considerano soddisfatti.
   Si passa all'interrogazione n. 2288  Chiarimenti sulla convenzione
  SEUS/Regione  siciliana  e mancata ottemperanza  al  pronunciamento
  dell'Autorità  giudiziaria amministrativa , a firma  dell'onorevole
  Germanà,  che non è presente. Si considera presentata con richiesta
  di risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  207,  a  firma  degli  onorevoli
  Musumeci,  Ioppolo,   Chiarimenti sulla mancata  riattivazione  del
  servizio  di  vaccinazione  nel Comune di  Fiumefreddo  di  Sicilia
  (CT) .
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   si  tratta  di  chiarimenti  in  ordine  alla   mancata
  riattivazione del servizio di vaccinazione del comune   Fiumefreddo
  di Sicilia.
   Nonostante  il  Dipartimento  di prevenzione  ed  il  Servizio  di
  vaccinazione dell'ASP di Catania siano stati più volte  sollecitati
  sull'argomento,  devo  dire che, anche se tardivamente,  la  stessa
  azienda ha rappresentato che la chiusura del centro di vaccinazione
  del  comune  di  Fiumefreddo, avvenuta  già  nel  2011,  era  stata
  determinata da precarie condizioni igienico-sanitarie dei locali  e
  dalla carenza, in pianta organica, del personale necessario per  la
  gestione del centro.
   Riteniamo che, dal momento del riscontro già reso dall'azienda  di
  Catania, siano state, così come c'è stato informalmente comunicato,
  ripristinate le condizioni relative all'adeguamento dell'immobile.
   Per    quanto   riguarda,   invece,   il   personale   la   stessa
  amministrazione ha già concesso alle aziende specifica  deroga  per
  l'implementazione del personale, con riferimento anche alla  nomina
  degli   incarichi   di   struttura   complessa   relativamente   ai
  dipartimenti  di  prevenzione  in quanto,  essendo  l'articolazione
  dell'azienda  senza  posti  letto,  non  venivano  inficiati  dalla
  rimodulazione della rete ospedaliera.
   Si tratta di una direttiva emanata alle aziende qualche mese fa  e
  che  già  sta  consentendo  di coprire i posti  vacanti  in  pianta
  organica all'interno dei dipartimenti di prevenzione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Musumeci   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  ci
  riteniamo  assolutamente insoddisfatti della risposta  fornita  dal
  Governo  che  ha eluso - mi auguro senza volerlo - la  domanda  che
  abbiamo posto al rappresentante dell'Organo esecutivo.
   Poiché, dal dicembre 2011, il servizio di vaccinazione del  comune
  di  Fiumefreddo  di  Sicilia  è stato sospeso,  su  proposta  e  su
  iniziativa della stessa ASP di Catania, poiché il Comune,  già  nel
  maggio  del  2012,  cinque mesi dopo, aveva predisposto  un  locale
  idoneo  e  rispondente  ai  requisiti  previsti  e  necessari   per
  rimettere in funzione il Servizio di vaccinazione, gli interroganti
  chiedevamo di sapere se il Governo intendeva esperire una  indagine
  interna per capire come mai, dal maggio 2012 ad oggi, non sia stato
  attivato  il servizio, malgrado la disponibilità pronta e immediata
  del  Comune  di  Fiumefreddo nel reperire un locale destinato  alla
  riattivazione del servizio.
   Appaiono  evidenti, assessore, responsabilità omissive; c'è  stata
  superficialità gravissima. I cittadini di Fiumefreddo continuano ad
  essere privati di un servizio essenziale, che coinvolge soprattutto
  la   fascia   della  popolazione  più  fragile,  più  debole,   più
  vulnerabile.
   Dalla sua risposta, purtroppo, non si evince alcuna iniziativa  in
  tal senso.
   Credo  che  lei abbia il diritto ed il dovere di capire  come  sia
  possibile che passino tre anni senza che si attivi un servizio  che
  poteva essere ripristinato nello spazio di due o tre settimane.
   Non  ha  fortuna  il comune di Fiumefreddo, non ha fortuna  l'area
  ionica  nella quale il comune di Fiumefreddo ricade, in materia  di
  politiche sanitarie, assessore.
   Vorrei  concludere il mio intervento richiamando la sua attenzione
  sulla drammatica vicenda che si è determinata nel vicino comune  di
  Giarre, dove, alla fine di maggio, una donna è morta, si dice,  per
  tardivi  soccorsi  ed inadeguati, per un'ambulanza  non  dotata  di
  personale medico e di strumenti necessari al primo soccorso.
   Lei  è  prontamente  accorsa al Comune di  Catania,  all'Asp,  per
  assicurare  che sarebbe stato attivato un presidio territoriale  di
  emergenza  con  l'integrazione dei servizi 24 ore  su  24  e  della
  medicalizzazione delle postazioni del 118, del comune di Mascali  e
  del comune di Riposto.
   E' riuscita la sua rassicurazione a calmare la legittima, vibrata,
  protesta  dei  cittadini di Giarre e dell'hinterland che  raccoglie
  oltre 100 mila abitanti.
   Sono passate due settimane, assessore, e del presidio territoriale
  di emergenza a Giarre non si hanno ancora notizie.
   Ho  il dovere di richiamare la sua attenzione sul mantenimento  di
  un  impegno  che lei, in rappresentanza del Governo, ha formalmente
  assunto.  Poiché tutti i tempi necessari, legittimi  e  consentiti,
  sono  scaduti, riteniamo, assessore, che sia necessario  riattivare
  il  servizio del pronto soccorso. Giarre è una piccola capitale  in
  quella   vasta  area  ionico-etnea,  una  zona  molto   frequentata
  soprattutto nei mesi estivi. Privare quel nosocomio del servizio di
  pronto  soccorso  è stata una scelta assolutamente  irresponsabile.
  Altrettanto irresponsabile ci è sembrata la volontà di disattendere
  un  impegno  che lei, in rappresentanza del Governo, il  26  maggio
  scorso, ha assunto col sindaco di Giarre presso la sede dell'Asp di
  Catania.
   Le  sarei  grato, assessore, per quanto inusuale, se  lei  potesse
  fornirmi,  col  consenso del signor Presidente dell'Assemblea,  una
  risposta  rassicurante perché, stasera, tornando  nella  mia  città
  d'origine, appunto Giarre, possa portare una parola di sostegno, di
  conforto,  affinché questo Governo dimostri, almeno una  volta,  di
  saper  mantenere gli impegni che assume di fronte ad  una  esigenza
  che appare prioritaria perché prioritario è il diritto alla salute,
  anche di quella gente.

   PRESIDENTE.  Chiederei  all'assessore  Borsellino  se  può,  anche
  brevemente,  di  replicare  a  quest'ultima  richiesta   da   parte
  dell'onorevole Musumeci.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  rispondo  innanzitutto al primo quesito,  integrando  la
  risposta che avevo già fornito per dire che, certamente, non sfugge
  alla  nostra attenzione il fatto che il Centro di vaccinazione  sia
  stato   reso   inattivo  per  oltre  un  biennio  ed   interessava,
  naturalmente, in quel momento, comprendere quali fossero i tempi di
  riattivazione  perché, intanto, la collettività  locale  avesse  un
  servizio di primaria importanza.
   Si  tratta  di una inattività che precedeva anche al  mio  mandato
  che,  certamente, laddove si è ritenuto necessario, ma questo è  un
  impegno  che  posso assumere al riguardo, l'indagine  retrospettiva
  riguarderà ovviamente i responsabili del biennio 2011-2012, a  capo
  del  management  aziendale perché chiaramente  le  motivazioni  che
  erano   state   addotte  sembravano  plausibili  in  considerazione
  dell'inadeguatezza  dei  locali ed,  in  tal  caso,  il  centro  di
  vaccinazione più vicino, quello di Mascali, era stato  ritenuto  il
  centro  che  potesse assorbire la domanda nella fase di  inattività
  del centro di Fiumefreddo.
   In  ogni  caso,  sarà nostra cura comprendere,  ulteriormente,  se
  l'Azienda abbia proceduto a fare un'indagine interna.
   Per   quanto  riguarda  gli  impegni  assunti  dal  Governo,   con
  riferimento  alla  rifunzionalizzazione  del  presidio  di  Giarre,
  vorrei  ricordare  che  la rifunzionalizzazione  del  presidio  che
  attiene,   naturalmente,  ai  principi  che  sono   stati   assunti
  all'interno della rete ospedaliera, che è stata adottata, peraltro,
  con  il  consenso  dei  sindaci di quel  territorio,  prevedeva  la
  rifunzionalizzazione, tra gli altri, del pronto soccorso di Giarre,
  il presidio terapeutico di emergenza.
   Il  piano,  peraltro concordato con lo stesso sindaco  di  Giarre,
  assunto  dalla  stessa  Asp, con delibera  del  27  aprile  scorso,
  prevedeva  proprio un potenziamento di tutti i servizi di supporto,
  nonché  dello stesso presidio terapeutico di emergenza  H24,  anche
  con  un servizio di anestesiologia e di guardia attiva H24 che  non
  dovesse  far  venir meno quelle che erano le funzioni  primarie  di
  primo  soccorso, già espletate dal precedente servizio, ai fini  di
  una  stabilizzazione  ed il trasferimento  in  altri  nosocomi  per
  livelli di intensità di cure maggiori.
   Devo dire che, in occasione dello spiacevole evento verificatosi e
  per  il quale sono ancora in corso indagini interne, da me promosse
  all'indomani  dell'accaduto, per cui si  è  accertato  anche  se  i
  servizi di soccorso terrestre fossero stati adeguati rispetto  alla
  gravità  dell'evento, vorrei ricordare al riguardo che l'ambulanza,
  seppure con autisti soccorritori, non con il medico a bordo  perché
  l'ambulanza  medicalizzata della seconda postazione di  Giarre  era
  stata  impegnata nel trattamento di un TSO richiesto  peraltro  dai
  Carabinieri  del  luogo,  il  soccorso è  stato  tempestivo  perché
  l'ambulanza è arrivata nel giro di pochi minuti e nel  giro  di  12
  minuti   complessivi  è  anche  arrivata,  la   seconda   ambulanza
  medicalizzata, che era impegnata nel TSO nel comune di Mascali.
   Nello stesso arco temporale, è intervenuto anche l'elisoccorso per
  il  trasporto  aereo  della paziente di cui,  purtroppo,  poi,  nei
  momenti  successivi all'arrivo dell'ambulanza, si è  constatato  il
  decesso,  però devo dire che in quella circostanza i  cui  contorni
  sono  ancora da chiarire, il Servizio Sanitario ha anche subito  un
  danno  piuttosto grave per via di un danneggiamento  dei  mezzi  di
  soccorso da parte di persone che accompagnavano la paziente e che è
  stato  puntualmente anche denunciato all'Autorità  giudiziaria,  in
  quanto ha determinato dei danni ingenti sia all'ambulanza ma  anche
  agli  strumenti elettromedicali presenti all'interno dell'ambulanza
  stessa e all'interno dell'eliambulanza.
   Nei  giorni precedenti, ho anche inviato una ispezione  con  degli
  ispettori  dell'assessorato  Salute perché  verificassero  che  gli
  impegni  assunti in occasione della Conferenza dei servizi tenutasi
  a Giarre fossero stati puntualmente attesi. L'ispezione si è svolta
  meno  di 24 ore fa, quindi attendo ancora l'esito definitivo.  Sarà
  mia  cura puntualizzare all'attuale direzione dell'Azienda, laddove
  ci fossero delle mancanze rispetto al piano che è stato concordato,
  in presenza anche dei sindaci del comprensorio.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  2367,   Interventi
  urgenti  per  il  ripristino  dei servizi  destinati  agli  allievi
  diversamente  abili  ed  erogati  dalle  ex  province   regionali ,
  dell'onorevole Alongi.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, si considera presentata con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla interrogazione n. 2379, dell'onorevole  Vinciullo,
   Chiarimenti sui provvedimenti di recupero somme assunte dalle  ASP
  nei  confronti dei titolari dei laboratori d'analisi per  gli  anni
  2007/2012 .
   E'  stata  trattata ieri una analoga interrogazione. Si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 2416, dell'onorevole  Barbagallo,
   Iniziative  per  prevenire  la  diffusione  del  virus  Ebola   in
  Sicilia .
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, si considera presentata con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  217,  a  firma  degli  onorevoli
  Ioppolo,  Musumeci,  Chiarimenti sulla soppressione del reparto  di
  chirurgia   maxillo  -  facciale  e  microchirurgia   ricostruttiva
  dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania .
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per  la salute.  L'interpellanza  chiedeva
  chiarimenti  sulla  soppressione del reparto di chirurgia  maxillo-
  facciale  e  microchirurgia  ricostruttiva  dell'ospedale  Vittorio
  Emanuele di Catania.
   Con  il  decreto  di  approvazione della rete ospedaliera  del  14
  gennaio  di  quest'anno,  è  stata  prevista  una  unità  operativa
  complessa  di  chirurgia maxillo-facciale con quattro  posti  letto
  presso la medesima azienda.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ioppolo   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  signor  assessore,   mi   dichiaro
  parzialmente soddisfatto o se devo essere più corretto parzialmente
  insoddisfatto,  perché  è vero che la rete ospedaliera  alla  quale
  abbiamo  modestamente  contribuito tutti i componenti  della  sesta
  Commissione, ed io ultimo tra questi, ha previsto i posti letto che
  lei  richiamava.  Anche  vero però che in  atto  l'unica  struttura
  esistente  in  tutta la Sicilia orientale, che  era  quella  presso
  l'ospedale  Vittorio Emanuele, è stata soppressa,  che  i  pazienti
  sono  rimasti  privi  di assistenza e lo sono  fino  alla  compiuta
  attivazione della nuova rete ospedaliera.
   Tutto   ciò   comporta  un  aggravio  di  spesa  per   la   stessa
  amministrazione  regionale  perché nella  impossibilità  di  potere
  ricorrere  a cure sul proprio territorio, i pazienti sono costretti
  quasi sempre a ricorrere a strutture o ad altre strutture regionali
  o ahimè a strutture extra regionali.
   Un modesto intervento di ricostruzione mandibolare ha un costo che
  si  aggira  intorno  a  47 mila euro; non è una  spesa  da  poco  e
  comunque  qualunque considerazione di tipo economico finanziario  è
  superato  dalla  mancanza  della  assistenza  territorialmente  più
  prossima e vicina.
   Io   faccio  voti,  assessore,  affinché  con  il  suo  autorevole
  intervento possano essere immediatamente resi funzionali  e  quindi
  attivati i posti che sono previsti nella rete ospedaliera in quella
  che  giustamente il presidente della Commissione definisce il piano
  regolatore  della sanità siciliana, per lasciare anche questo  tipo
  di  pazienti in una condizione di serenità e di certezza  di  cure,
  senza dovere ricorrere a strutture extra regionali.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  2437,   a   firma
  dell'onorevole  Vinciullo,  Notizie sullo stato di avanzamento  dei
  lavori  presso  l'Istituto comprensivo  Pirandello'  di  Carlentini
  (SR)  nell'ambito delle specifiche risorse comunitarie  assegnate ,
  si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   L'interrogazione  n.  2442,  a  firma  degli  onorevoli  Zafarana,
  Cancelleri,  Cappello,   Notizie  sull'apertura  di  centri  diurni
  semiresidenziali  per  la cura dei pazienti  affetti  da  morbo  di
  Alzheimer ,   si  considera presentata con  richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  2479,  a  firma  dell'onorevole
  Assenza,   Provvedimenti urgenti per il rinnovo del  contratto  del
  personale infermieristico per la postazione 118 di Comiso (RG) .
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Borsellino  per  rispondere
  all'interrogazione.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. L'interrogazione  richiedeva
  provvedimenti  urgenti per il rinnovo del contratto  del  personale
  infermieristico per la postazione del 118 di Comiso.
   In  riscontro  a tale richiesta, con la quale appunto  sono  stati
  richiesti  provvedimenti per il rinnovo del contratto di  personale
  infermieristico per la postazione di Comiso, la direzione  generale
  dell'ASP  di  Ragusa, interpellata sull'argomento ad aprile  ultimo
  scorso,  ha precisato che la presenza del personale infermieristico
  per  questa  postazione è stata garantita in virtù  di  un  accordo
  sindacale  che ha consentito l'utilizzazione dei fondi incentivanti
  del personale del comparto.
   A  seguito  di  tale  accordo per l'anno  2014  le  organizzazioni
  sindacali   hanno   formalizzato  tuttavia   un   parere   negativo
  sull'utilizzo  di  questi  fondi per  cui  non  è  stato  possibile
  proseguire l'attività in oggetto.
   Tuttavia     riteniamo   che   questo   problema   possa    essere
  definitivamente  risolto  in  quanto in  sede  di  revisione  della
  dotazione  delle  piante organiche della aziende sanitarie  abbiamo
  previsto  nell'ambito dell'indirizzo che vedrà  poi  il  parere  da
  parte  della  Commissione  che  venga  definito  all'interno  della
  dotazione  organica  personale dedicato per le postazioni  del  118
  cosa  che  invece  fino ad oggi non è stata perché si è operato  in
  regime di incentivazione.
   Tra l'altro, determinando un aggravio in termini di organizzazione
  all'interno  delle aziende sanitarie, perché questo  personale  per
  operare  incentivazione  sul  118  naturalmente  viene  ad   essere
  depauperato dalle corsie e dai servizi ordinari.
   Tutto  questo  determinerà quindi una stabilità del personale  che
  verrà  all'uopo dedicato sia per quanto riguarda quello medico  che
  quello  infermieristico non soltanto per le ambulanze del  118,  ma
  anche per le centrali operative.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Assenza  chiede  di  parlare   per   la
  replica.Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dichiaro
  assolutamente  insoddisfatto e mi dispiace  che  l'Assessore  nella
  risposta abbia recepito del tutto acriticamente la nota dell'ASP di
  Ragusa, trascurando che vi sono due decreti assessoriali che invece
  smentiscono quanto l'ASP sostiene.
   In  buona  sostanza,  si  ha  l'ardire  di  dire  che  l'ambulanza
  medicalizzata è comunque regolare anche senza infermiere  a  bordo,
  bastando  soltanto  la  previsione di due autisti  soccorritori,  e
  dimenticando quanto stabilisce il decreto assessoriale n.  187  del
  30  aprile 2010 e successivamente ribadito dal decreto assessoriale
  n. 2532 del 31 dicembre 2013.
   Quelle  ambulanze  medicalizzate senza  infermiere  a  bordo  sono
  assolutamente fuori legge.
   Questo lo ha denunciato immediatamente il sindacato dei medici che
  curano le emergenze territoriali, che non solo hanno proclamato  lo
  stato  di  agitazione,  ma  hanno altresì promosso  un  dettagliato
  esposto  alla  procura della Repubblica, mettendo le  mani  avanti,
  perché se dovesse succedere qualche disgrazia - come purtroppo si è
  sfiorato  negli ultimi periodi - la responsabilità non  può  essere
  certo del medico che trovasi ad operare da solo per l'operazione di
  pronto soccorso.
   Se  il  medico  attua  la respirazione o il massaggio  cardiaco  o
  quant'altro  non  può  contemporaneamente  trovare  la  vena   dove
  iniettare il necessario farmaco.
   E'  meglio  smetterla con queste finzioni che abbiamo le ambulanze
  medicalizzate  perché  noi abbiamo soltanto  attuato  un  ulteriore
  pericolo per la salute dei cittadini.
   Se  a  questo  aggiungiamo  quello che  già  lo  stesso  Assessore
  riconosce,   ossia   lo   stato  comatoso   dei   pronti   soccorso
  assolutamente  depotenziati nei piccoli  ospedali  come  quello  di
  Comiso,  e  sovraffollati  e  non in grado  di  attuare  il  pronto
  intervento  negli  ospedali  più  grandi  come  può  essere  quello
  viciniore di Vittoria o di Modica dove vi sarebbe veramente da fare
  delle  trasmissioni televisive per riprendere le  file  d'attesa  e
  come  vengono ammassati i pazienti in attesa di intervento di primo
  soccorso, abbiamo un quadro di assoluto degrado.
   Prendo atto che la volontà è di porre rimedio al più presto.
   In  quest'ottica  ho  predisposto un ordine del  giorno  attinente
  all'argomento   e   chiedo  alla  Presidenza  l'autorizzazione   di
  presentarlo,  impegnando  il Governo ad intervenire  immediatamente
  per  ripristinare,  non solo per Comiso, ma per  tutti  i  casi  di
  ambulanze  medicalizzate, la presenza necessaria  e  indispensabile
  dell'infermiere a bordo.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, in sede ispettiva non è prevista la
  presentazione di ordini del giorno; il Regolamento non lo prevede a
  prescindere dall'argomento che trattiamo.
   Pertanto prendiamo atto delle sue dichiarazioni che saranno  messe
  a  verbale, potrà farlo in occasione di una prima seduta  anche  il
  prossimo  martedì  e poi si deciderà quando trattare  l'ordine  del
  giorno.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  2622    Iniziative   per   la
  trasmissione  delle  informazioni  sulla  presenza  di  amianto  in
  Sicilia nell'apposita banca dati nazionale , a firma dell'onorevole
  D'Asero,  che  si  considera presentata con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 231  Notizie sui centri medici  di
  procreazione  medicalmente assistita in  Sicilia ,  a  firma  degli
  onorevoli Ioppolo, Musumeci.
   Ha facoltà di intervenire l'Assessore per la salute per fornire la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. L'interpellanza  attiene  a
  notizie sui centri medici di procreazione medicalmente assistita in
  Sicilia.
   In  Sicilia, in fase di prima applicazione della legge n.  40  del
  2004,  la materia è stata inizialmente regolamentata con un decreto
  assessoriale del 2004 che ha stabilito, inizialmente,  i  requisiti
  tecnico-scientifici  ed  organizzativi  che  devono  possedere   le
  strutture  pubbliche e private per lo svolgimento dell'attività  di
  procreazione  medicalmente  assistita di  primo,  secondo  e  terzo
  livello.
   Tali   requisiti  sono  stati  successivamente  rivisti   con   un
  provvedimento   assessoriale   del   luglio   del   2011   e    poi
  successivamente nel 2013 dove tali requisiti sono stati  aggiornati
  anche  con  riferimento alle modifiche - tra l'altro nel  frattempo
  innovate a livello nazionale.
   Per  quanto attiene, invece, gli aspetti della programmazione,  la
  normativa regionale è stata rivista anche, sulla base delle recenti
  linee  guida  ministeriali,  nonché  dei  dati  epidemiologici   di
  settore.
   A  questo  scopo  è  stato  istituito un  tavolo  tecnico  che  ha
  consentito,  attraverso la partecipazione, pure dei professionisti,
  di  rivedere  i  documenti di programmazione, per  cui  sono  stati
  censiti tutti i centri di PMA operanti nel territorio della Regione
  siciliana.
   E'  stato  identificato  il rapporto ottimale  tra  popolazione  e
  numero  di centri di PMA, pubblici e privati accreditati, nonché  i
  criteri  di  valutazione e di efficacia utili  ad  identificare  la
  fascia  di utenza con il minor rapporto costo/beneficio, per quanto
  riguarda  l'applicazione  delle tecniche  di  PMA,  cioè  parametri
  clinici e cicli eseguiti.
   La  riorganizzazione dei centri pubblici e privati è  stata  fatta
  anche  in relazione alla complessità dell'attività svolta  ed  alla
  organizzazione  in  rete  dei  servizi  per  patologia,  volumi   e
  complessità  e  si  è  provveduto alla definizione  di  un  network
  regionale  di centri accreditati su due livelli organizzativi,  con
  standards operativi differenziati.
   Il  progetto  complessivo  è  stato reso  possibile  anche  grazie
  all'impiego dei fondi assegnati dal ministero, a valere sulla legge
  40  perché  vorrei ricordare che, ad oggi, le tecniche di  PMA  sia
  omologa  che  eterologa  non sono state incluse  ufficialmente  nei
  livelli essenziali di assistenza.
   Ciò che le Regioni possono fare, anticipando un orientamento che è
  stato  assolutamente  condiviso, a livello regionale  ad  eccezione
  della Regione Lombardia e cioè quello di consentire, nelle tecniche
  di  procreazione  medicalmente assistite, omologa ed eterologa, con
  oneri  a carico del servizio sanitario, si è potuta disciplinare  a
  valere  proprio  sui fondi della legge 40, nelle  more  che  questa
  inclusione avvenga ufficialmente.
   Vorrei  consegnare,  in  questa  sede,  una  relazione  articolata
  sull'argomento  perché, trattandosi di natura  prettamente  tecnica
  non vorrei dilungarmi oltremodo.
   Vorrei, tuttavia, dire che i provvedimenti assunti in questo senso
  da  parte  dell'amministrazione regionale che disciplinano modalità
  di  esecuzione,  nonché le tariffe della procreazione  medicalmente
  assistita,  omologa ed eterologa sono state, in seguito di  ricorso
  giurisdizionale,  recentemente opposto da  parte  dell'associazione
  italiana  spedalità  privata, accolte nella  loro  completezza,  da
  parte  del TAR che ha confermato la fondatezza delle determinazioni
  assunte  dall'assessorato,  ad  eccezione  di  una  motivazione  di
  censura,  mossa  dalla parte ricorrente che riguardava  la  mancata
  chiarificazione nei provvedimenti assessoriali, della tipologia dei
  farmaci che potessero essere comprensivi all'interno della tariffa.
   Ad  eccezione  di  questo aspetto che sarà  oggetto  di  opportuno
  chiarimento    in    un   provvedimento   assessoriale    prossimo,
  l'impostazione data alla materia, da parte dell'assessorato per  la
  Salute è stata ritenuta assolutamente accoglibile anche in sede  di
  giustizia amministrativa.
   Questo ci consente di continuare ad operare in questo senso.  Sono
  stati  erogati  finanziamenti al pubblico, anche per consentire  al
  sistema  pubblico  di  accelerare  i  processi  di  adeguamento  ai
  requisiti strutturali, organizzativi per l'avvio delle tecniche  di
  procreazione  medicalmente  assistita,  mentre  i  centri   privati
  accreditati che possono svolgere queste attività, sono  quelli  già
  registrati  al  network  regionale ed  accreditati  alla  data  del
  dicembre del 2013.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ioppolo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si  passa all'interpellanza n.  235   Notizie  sulla
  paventata  chiusura  del  punto  nascite  dell'ospedale  Santissimo
  Salvatore  di Paternò , a firma degli onorevoli Ioppolo e Musumeci.
  In  realtà,  analoga interrogazione era sta presentata  ieri  e  il
  governo ha già risposto.
   In   apertura  di  seduta  l'assessore  Borsellino  ha  fatto  una
  comunicazione che penso possa rappresentare una risposta anche alla
  presente interpellanza che consideriamo assorbita nella discussione
  che si è già svolta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  238   Chiarimenti  in   merito
  all'attività  di  consulenza presso l'Assessorato  regionale  della
  salute,  al  relativo operato ed alla gestione  del  servizio  CQRC
  regionale ,  dell'onorevole Grasso, che in  questo  momento  non  è
  presente ed è pertanto decaduta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  241   Notizie  in  ordine   al
  riconoscimento della sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS)
  nell'elenco delle malattie rare , a firma degli onorevoli La Rocca,
  Ciaccio ed altri.
   Invito l'assessore Borsellino a fornire la risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per la Salute. Signor  Presidente,  questa
  interpellanza riguarda un argomento che è stato più volte dibattuto
  anche in seno alle articolazioni dell'Assessorato che ho l'onore di
  guidare in questo momento. Si tratta di una patologia assolutamente
  invalidante,  per quanto ancora non riconosciuta  tra  le  malattie
  rare,  la sensibilità chimica multipla che naturalmente costituisce
  un  complesso di condizioni para-patologiche in quanto ancora è una
  sindrome validata sotto il profilo scientifico che comunque non può
  non  richiedere  una  attenzione da parte  del  Servizio  sanitario
  regionale per le condizioni proprie invalidanti che le persone  che
  ne  sono  affette sono sottoposte. Anche per mancanza di un  centro
  qualificato che ne possa effettuare una chiara diagnosi.
   Si  tratta  di un problema che è stato anche oggetto di  confronto
  insieme  con  altre Regioni che si sono imbattute  per  quanto  non
  abbiano  numeri significativi di pazienti. Devo dire che su  questo
  tema,   il  Governo  si  è  impegnato  a  richiedere  al  Ministero
  l'inclusione della sindrome all'interno dell'elenco delle  malattie
  rare in corso di revisione da parte del Ministero della salute.
   Questa  è  l'unica strada che riteniamo possa essere  percorribile
  perché   questa  patologia  possa  essere  riconosciuta  e   quindi
  adeguatamente  trattata.  Ricordando, tuttavia,  che  non  esistono
  ancora evidenze scientifiche che ne determinano un percorso di cura
  adeguato,  anche  alla  riduzione  dei  sintomi  che  purtroppo  si
  manifestano in presenza di una sindrome così complessa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  La  Rocca  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   LA ROCCA. Mi ritengo soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 246  Chiarimenti  sulle
  iniziative  da adottare per risolvere le criticità dei  presidi  di
  medicina di urgenza nel comune di Catania , a firma degli onorevoli
  La Rocca e Tancredi.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. Signor  Presidente,  questa
  interpellanza chiedeva chiarimenti sulle iniziative da adottare per
  risolvere criticità dei presidi di medicina d'urgenza del Comune di
  Catania.  In  realtà  per  quanto riguarda  la  medicina  d'urgenza
  l'interpellanza  faceva  riferimento  in  particolare   al   pronto
  soccorso  del  Presidio Rodolico dell'Azienda ospedaliera  Vittorio
  Emanuele.  Vorrei  dire  a tal proposito,  anche  in  relazione  ai
  recenti   fatti  di  cronaca  che  hanno  visto  il   tema   legato
  all'adeguamento  del  Pronto soccorso Rodolico  tra  gli  argomenti
  oggetto anche di attenzione da parte di  Striscia la notizia ,  nei
  mesi scorsi, devo dire che questa è una delle tante incompiute  per
  le  quali  soltanto adesso si sta dando un impulso  definitivo  con
  l'assegnazione, attraverso i criteri di riparto del Fondo sanitario
  regionale  anno  2014,  quindi si tratta di risorse  immediatamente
  spendibili  da  parte  dell'Azienda Vittorio Emanuele,  sono  stati
  erogati  tre  milioni  per  il  completamento  dell'intervento   di
  adeguamento  che  era  stato già previsto nei precedenti  cicli  di
  programmazione  a  valere sull'articolo  20  in  tema  di  edilizia
  sanitaria.
   La stessa Azienda ne ha dato notizia in questi giorni e ha assunto
  l'impegno  anche  nell'ambito  dell'obiettivo  strategico  è  stato
  assegnato  al Direttore generale dell'Azienda stessa, di completare
  nell'arco di pochissimi mesi tutte le operazioni di adeguamento con
  la  totale  attivazione  e  funzionalità del  Pronto  soccorso  del
  Presidio in questione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  La  Rocca  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   LA ROCCA. Mi ritengo soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 263  Chiarimenti  sulle
  ventilate  assunzioni di personale presso l'Istituto  San  Raffaele
  Giglio di Cefalù  a firma dell'onorevole Giovanni Greco. Ha facoltà
  di    parlare    l'Assessore    Borsellino    per    la    risposta
  all'interpellante.

   BORSELLINO,   assessore   per   la  salute.   Signor   Presidente,
  l'argomento è particolarmente delicato. Riguarda chiarimenti  sulle
  ventilate  assunzioni del personale presso l'Istituto San  Raffaele
  Giglio di Cefalù. Con una nota a mia firma del 20 ottobre 2014,  ho
  incaricato  il  dirigente generale del Dipartimento  pianificazione
  strategica che ha competenze in materia di personale delle  Aziende
  sanitarie,  di  effettuare  una  verifica  interna  per  verificare
  appunto se l'Ospedale Giglio di Cefalù nel corso dell'anno  2013  e
  del  2014 avesse proceduto a nuove assunzioni di personale. Come  è
  noto  a  tutti il Servizio sanitario regionale è stato  interessato
  per oltre un biennio dal blocco delle procedure di reclutamento del
  personale,  blocco  voluto  dalla legge  di  riforma  del  Servizio
  sanitario  nazionale cosiddetta  legge Balduzzi  che  differiva  la
  riapertura  delle procedure di reclutamento alla definizione  degli
  atti   di   programmazione  quindi  rete  ospedaliere  e  dotazione
  organica.   Devo  dire  che  in  relazione  alla  natura  giuridica
  dell'ospedale  Giglio di Cefalù questa materia è  ancora  piuttosto
  controversa ancorché si debba stabilire con estrema chiarezza se il
  veto  previsto dal disposto normativo di cui all'art.  1  comma  10
  della  legge  regionale 25/2008 debba essere  riferito  anche  agli
  organismi  comunque  denominati che usufruiscono  di  trasferimenti
  diretti  da  parte della Regione e quindi anche alla Fondazione  in
  oggetto.
   Tenuto  conto anche della memoria presentata dall'ospedale  Giglio
  di  Cefalù a fronte delle richieste di chiarimenti da noi formulate
  in  relazione alle verificate assunzioni fatte negli anni 2013/2014
  seppure a tempo determinato e con diverse tipologie contrattuali si
  è  ritenuto di dovere richiedere un ulteriore parere all'Avvocatura
  distrettuale dello Stato prima di assumere provvedimenti definitivi
  in ordine all'applicazione rigida del veto normativa anche a questo
  nosocomio. Inoltre, in ragione del fatto che con il  nuovo  assetto
  che  è  stato  ratificato dal nuovo statuto  della  Fondazione,  la
  Fondazione è ormai a totale partecipazione pubblica per  cui  ancor
  di  più  occorre chiarezza sull'applicazione del veto normativo  ed
  eventualmente anche al nosocomio in questione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giovanni  Greco  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore .

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore
  mi  ritengo  non soddisfatto per uno degli argomenti che  le  avevo
  chiesto e che lei non ha menzionato nella sua relazione. Io  volevo
  sapere se vi erano delle assunzioni di parenti dei vertici del  San
  Raffaele.  Su  questo  lei  non mi  ha  risposto  e  le  chiedo  di
  verificare anche questo argomento perché è importante.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Credo che rispetto  a  questa
  circostanza a meno che non sia molto semplice fare questo  tipo  di
  associazioni  a  relazione  alle  generalità  dei  soggetti  questo
  problema  è  stato compiutamente posto all'attenzione dell'Autorità
  giudiziaria.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 265  Notizie  in  ordine
  all'attività  dei  presidi  territoriali  di  assistenza   a  firma
  dell'onorevole Giovanni Greco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Borsellino  per  rispondere
  all'interpellanza.

   BORSELLINO,  assessore  per  la salute.  L'interpellanza  chiedeva
  notizie  generali in relazione all'organizzazione  della  rete  dei
  presidi territoriali di assistenza avviata a seguito della legge n.
  5  del 2009 di riforma del Servizio sanitario regionale. Sulla base
  degli  standard e delle indicazioni contenute non solo nella  legge
  di  riforma ma anche nel piano della salute vigente per il triennio
  seguente  la  legge di riforma stessa, era previsto  al  31/12/2014
  l'attivazione di complessivi 52 presidi territoriali di assistenza.
  Questo  obiettivo  è  stato  raggiunto  nel  senso  che  i  presidi
  territoriali  che  facevano parte della programmazione  della  rete
  territoriali sono stati tutti attivati e a partire dal febbraio del
  2014  sono state effettuate presso i 52 PTA  delle visite  in  loco
  per  verificare  il rispetto degli standard frattanto  disciplinati
  con   un  provvedimento  assessoriale. Si è  potuto  constatare  al
  31/12/2014  sulla base dei flussi anche di attività che sono  stati
  istituiti  per  verificare la funzionalità della rete  territoriale
  che  sono stati eseguiti 27663  pazienti diabetici dagli ambulatori
  a  gestione integrata presenti all'interno dei presidi territoriali
  di  assistenza nonché 5942 pazienti con scompenso cardiaco circa il
  20  per  cento  dei  pazienti inseriti nel  registro  dei  pazienti
  cronici  distrettuali. Questo lo affermo in  quanto  questa  è  una
  delle  attività principali cui sono state preposte queste strutture
  territoriali,  affinché proprio gestissero la  cronicità  nel  loro
  complesso,  in particolare in riferimento ai pazienti  diabetici  e
  con  scompenso  cardiaco per i quali sono stati  individuati  degli
  sportelli  dedicati a questo particolare target. Sono  stati  anche
  attivati  63  punti  di primo intervento, di cui  58  territoriali,
  all'interno dei presidi territoriali di assistenza e 5 con funzioni
  di  ambulatorio di codici bianchi affiancati al Pronto  soccorso  e
  gestiti  dai  medici  di  continuità  assistenziale  e  che   hanno
  dimostrato  di  svolgere, seppure in maniera  crescente  e  oggetto
  ancora di efficientamento, funzioni di filtro così come evidenziato
  dall'alta percentuale di prestazioni che non sono state seguite  da
  invio in aree di emergenza.
   Da   quando   abbiamo  condotto  questa  analisi  abbiamo   potuto
  verificare che il 98,5 per cento di accessi sui 500 che sono  stati
  registrati  al  pronto soccorso, questa grande  percentuale  non  è
  stata  seguita da ricovero, il che significa che i punti  di  primo
  intervento,  a  maggior  ragione quelli  allocati  all'interno  dei
  pronto  soccorsi hanno potuto svolgere una funzione  di  filtro  in
  maniera  più efficace di quanto non si sia potuto fare con i  punti
  di   primo   intervento  previsti  in  altri  ambiti  territoriali.
  Naturalmente,  questa  è un'attività che deve essere  assolutamente
  monitorata,  cosa  che  si  sta facendo  puntualmente  proprio  per
  garantire  lo stato di efficientamento nella rete territoriale  che
  rappresenta,  tra i vari ambiti innovativi della legge  di  riforma
  una  delle  sfide  maggiori con cui il Servizio sanitario  si  deve
  misurare.
   Questi  dati, per quanto significativi, naturalmente,  non  devono
  consentire battute d'arresto soprattutto in un momento in  cui  con
  il  dimensionamento delle dotazioni organiche e  all'interno  delle
  aziende  sanitarie  molto  personale che in  questo  momento  opera
  all'interno  delle  strutture ospedaliere  potrebbe  anche,  in  un
  processo  di  riconversione, essere rifunzionalizzato  in  attività
  territoriali   secondo   l'assetto  previsto   dalla   nuova   rete
  ospedaliera.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Greco   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GRECO Giovanni. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  267   Notizie   sui
  risultati raggiunti dal centro di riferimento regionale della banca
  del  sangue  e  del  cordone ombelicale ,  dell'onorevole  Giovanni
  Greco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore regionale per la salute. Anche su  questo  è
  stata  fornita,  per  quanto  si tratti  di  un'interpellanza,  una
  relazione  articolata  con  i numeri che scaturiscono  dai  rilievi
  fatti  e dai numerosi controlli operati dal Centro regionale sangue
  in  collaborazione col Centro nazionale sangue. Se il Presidente me
  lo  consente  io la vorrei consegnare perché è una relazione  molto
  tecnica  che dà conto degli esiti, dei controlli, fatti dal  Centro
  regionale  sangue  e  dal Centro nazionale e che  mostra  come  nel
  tempo,  nonostante  la banca cordonale sia di  remota  istituzione,
  perché parliamo degli anni 2006 e seguire, soltanto di recente  nel
  corso  degli  ultimi  anni,  col varo dell'ultimo  Piano  regionale
  sangue,  si  è potuto conseguire un processo di allineamento  della
  banca cordonale agli standard previsti dalle normative nazionali di
  recepimento  delle norme comunitarie e, quindi, adesso  l'obiettivo
  prossimo  è proprio quello della iscrizione della banca del  sangue
  cordonale  nel  registro  nazionale che è, sicuramente,  uno  degli
  obiettivi  più  sfidanti  che  ci si è prefissati  in  conseguenza,
  adesso,  dell'allineamento agli standard, soprattutto  in  tema  di
  crioconservazione. Io consegno questa relazione perché  l'onorevole
  Greco possa prenderne visione.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Greco   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GRECO Giovanni. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 269  Iniziative  per  il
  trasferimento   delle  competenze  relative   ad   accertamento   e
  declaratoria  delle  invalidità  civili  in  capo  alla  U.O.C.  di
  Medicina  legale  con  particolare riferimento  all'ASP  di  Enna ,
  dell'onorevole Alloro.
   Non  essendo  presente  in  Aula  il  firmatario,  l'interpellanza
  decade.
   Si  passa  all'interpellanza n. 274  Chiarimenti  in  ordine  agli
  accreditamenti   istituzionali   degli   ambulatori   odontoiatrici
  operanti nella Regione ., dell'onorevole Giovanni Greco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO,  assessore regionale per la salute.  In  relazione  ai
  chiarimenti  richiesti con una richiesta del maggio  di  quest'anno
  questo  assessorato  ha  operato presso le  aziende  sanitarie  una
  ricognizione   del   fabbisogno  nel  territorio   di   prestazioni
  odontoiatriche  invitando  le  ASP  a  trasmettere  quindi  i  dati
  relativi   alla   domanda  sanitaria  in  questo  settore.   Questa
  ricognizione  si  è resa necessaria soprattutto  per  stabilire  la
  fattibilità  della contrattualizzazione di soggetti già accreditati
  presenti  nel  sistema ma anche di eventuali nuovi  accreditamenti.
  Questo  in  ragione  del  fatto che come  sarà  a  voi  tutti  noto
  l'articolo   25  della  legge  n.  5  del  2009  che  aveva   posto
  inizialmente un veto a nuovi accreditamenti in realtà poi  è  stato
  disapplicato in relazione all'esito di alcuni giudizi sia di I  che
  di II grado che hanno sancito di illegittimità costituzionale.
   Questo  ha determinato naturalmente una riapertura delle procedure
  di   accreditamento   che  ancorché  debbano  essere   strettamente
  correlate  al  fabbisogno ha determinato appunto una  richiesta  da
  questo  punto  di  vista  di  aggiornamento  dei  dati  di  domanda
  sanitaria  da  parte dei territori. Il lavoro è stato compiuto  nei
  mesi  scorsi  e  ha portato alla identificazione dell'ambito  delle
  risorse  disponibili di nuovi soggetti già accreditati nel  sistema
  che  saranno  oggetto di prossima contrattualizzazione. Soprattutto
  in  alcune  province  che presentavano un alto numero  di  soggetti
  accreditati ma che non offrivano prestazioni a carico del  servizio
  sanitario.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Greco   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, Assessore  io  mi  ritengono
  soddisfatto dell'ultima interpellanza a cui lei ha risposto.
   Non  so  se la forma è corretta, però le devo chiedere un dato  su
  una  interrogazione che io non riesco a trovare ed è il trattamento
  dell'emofiliaco. Le posso chiedere di fare una ispezione  su  tutti
  gli  ospedali e se hanno il fattore ottavo che è il medicinale  che
  serve per non fare morire l'emofiliaco? Questo glielo dico perché è
  capitato nella città di Palermo, non le dico l'ospedale perché  non
  h  corretto, perché ho avuto un discorso ben duro con il  direttore
  competente  e  spero che non succeda, però se noi non siamo  vigili
  capiterà  un caso di malasanità, e morirà qualcuno perché manca  il
  fattore ottavo.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 275  Chiarimenti  sulla
  paventata  chiusura  del  punto di primo intervento  pediatrico  di
  Adrano (CT), degli onorevoli Ioppolo e Musumeci.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore regionale per la salute. L'interpellanza era
  finalizzata a conoscere notizie sulla presunta chiusura  del  primo
  intervento  pediatrico di Adrano con decorrenza  dal  1  maggio  di
  quest'anno.
   L'assistenza nei punti di primo intervento è garantita da pediatri
  di  libera  scelta e da specialisti non convenzionati col  servizio
  sanitario regionale.
   A  seguito  della realizzazione di questa rete di punti  di  primo
  intervento,  anche  a  valere sugli obiettivi  di  piano  sanitario
  nazionale  per  gli  anni 2011 e 2012, sono  state  dedicate  delle
  risorse per l'ulteriore efficientamento di questa rete.
   In  particolare, il 15 dicembre del 2012 è stato attivato il punto
  di primo intervento pediatrico ad Adrano, presso il Poliambulatorio
  che  ha  registrato, al 31 dicembre 2013, numero di accessi pari  a
  2597,  a  fronte  di 1210 ore di attività e soltanto  due  pazienti
  inviati  a  ricovero.  Questo  significa  che  il  punto  di  primo
  intervento  ha  funzionato, svolgendo un compito  significativo  di
  filtro, rispetto ai ricoveri impropri in ambito ospedaliero.
   I  dati  del  2014  evidenziano, altresì, un ulteriore  incremento
  degli  accessi  al  punto  di primo intervento,  passando  da  2597
  accessi a 3543, con solo 12 pazienti inviati al pronto soccorso.
   In considerazione dei dati soddisfacenti mostrati negli ultimi due
  anni,  è  stato richiesto all'Azienda, a prescindere dalle  risorse
  dedicate  di  obiettivi  di  piano  sanitario,  di  rendere  questa
  attività   istituzionale,   evitando  che   ci   potessero   essere
  interruzioni di un pubblico servizio, ormai riconosciuto  da  parte
  della collettività, solo a valere di quelle risorse che il servizio
  sanitario nazionale mette a disposizione solamente per una fase  di
  start up.
   Questa  sono state le indicazioni che sono state date a  tutte  le
  ASP, compresa quella di Catania, attraverso i comitati aziendali di
  pediatria.
   Noi  riteniamo  che questo servizio non possa essere assolutamente
  interrotto  e,  a  questo  scopo, chiederemo  anche  alle  aziende,
  all'atto   della  determinazione  delle  dotazioni  organiche,   di
  individuare, anche al sistema, tutto ciò che occorre perché  questa
  attività  vada garantita, in via istituzionale, senza tenere  conto
  soltanto delle risorse che, di volta in volta, vengono dedicate  in
  ambito dei progetti obiettivo.
   Volevo anche dire, a tal proposito che, trattandosi di un'attività
  territoriale   che   fa  leva  sui  pediatri  di   libera   scelta,
  convenzionati  col  servizio  sanitario  che  non  rientrano  nelle
  dotazioni  organiche  delle  aziende,  particolare  importanza  per
  l'istituzionalizzazione a regime di questo servizio anche l'accordo
  collettivo regionale che potrà aversi, rinnovando quello del  2011,
  soltanto  dopo  che sarà stipulato l'accordo collettivo  a  livello
  nazionale che ancora è in fase di completamento.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli interroganti si ritengono  soddisfatti
  della risposta dell'Assessore?

   IOPPOLO.    Siamo    pienamente   soddisfatti    della    risposta
  dell'assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  277   Iniziative  per
  garantire  le  terapie necessarie per la cura  dell'osteoporosi  in
  Sicilia , a firma degli onorevoli Raia e Barbagallo.
   Essendo i firmatari assenti, l'interpellanza decade.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DIGIACOMO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi  rammarico
  di  non essere stato presente ieri, ma oggi ho ascoltato con  molta
  attenzione l'eccellente lavoro svolto dai colleghi deputati,  dalla
  Presidenza,  ovviamente dal Governo per il puntiglio e  la  serietà
  con cui le interrogazioni dei colleghi sono state presentate.
   Penso   che   sia  un  peccato,  riconosco  esatta  l'affermazione
  dell'onorevole Figuccia, quelle poche volte che la politica  riesce
  a  presentarsi  in modo serio, articolato, corretto, a  prescindere
  poi dalle valutazioni di soddisfazione o insoddisfazione, l'Aula  è
  quasi  vuota.  Magari l'onorevole Figuccia, dopo aver fatto  questa
  osservazione, poteva rimanere in Aula
   Mi voglio rivolgere alla Presidenza ed al Governo segnatamente per
  un  problema.  Se  c'è un settore in cui la velocità  è  un  valore
  aggiunto,  e  questo  valore aggiunto può salvare  le  vite  umane,
  questa è la sanità, questa è la sanità.
   Io  ritengo  che  noi  registriamo due tipi  di  ritardo:  uno  da
  attribuire ad incertezze e farraginosità della politica,  però  uno
  lo  riterrei imperdonabile, signor Presidente. Quello imperdonabile
  è  che,  anche  un orecchio non esperto intuisce che la  stragrande
  maggioranza delle interrogazioni dimostrano sofferenze, soprattutto
  in talune realtà ed in talune aree geografiche.
   Quindi,  o  i  parlamentari che hanno presentato le interrogazioni
  sono  fuori dal mondo oppure registriamo una sofferenza  in  alcune
  Asp,  in alcune parti del territorio. E' mai possibile che  per  un
  raccordo, probabilmente, in cui c'è un telegrafo senza fili, in una
  di  queste aree che è rappresentata dal catanese, non si  riesca  a
  capire  dove è andato a finire il decreto della Giunta  di  governo
  per passare al parere della I Commissione?
   Io  vorrei rivolgermi al Presidente dell'Assemblea ed anche,  come
  dire, al Segretario generale se non ritengono opportuno, ai fini di
  una  buona  e  sciolta  e  tempestiva  fluidificazione  dei  lavori
  dell'Aula,  in  raccordo con il Governo, se  non  sia  il  caso  di
  instaurare  un  tavolo, in raccordo con la Segreteria  generale  di
  Palazzo d'Orleans, per fluidificare questo flusso di informazioni.
   Non  è  l'unico caso, lo stiamo riscontrando in diversi  casi,  ci
  deve  essere  qualche cosa, signor Presidente, che  nella  macchina
  organizzativa e nella trasmissione dei dati non và. E' in sanità  è
  una cosa molto grave. Un ritardo può costare anche una vita umana.
   Un'ultima  cosa, mi rivolgo al Governo. Assessore, non so  se  lei
  ritiene  che sia il momento in cui possiamo concludere,  varata  la
  rete  ospedaliera  e  le  linee  direttive  delle  nuove  dotazioni
  organiche, che la legge n. 5 ha fatto il suo tagliando. Noi abbiamo
  fatto  una  buona legge alcuni anni fa, ma non abbiamo  scritto  le
  tavole dei 10 comandamenti.
   Probabilmente,  c'è  qualcosa che noi  dobbiamo  rivedere  perché,
  Assessore,  insomma  il  sistema Seus 118, l'assessore  Borsellino,
  questo lo posso dichiarare io, perché mi onoro di essere anche  suo
  amico, non parla mai in dialetto, ma a proposito di alcune cose che
  abbiamo fatto negli anni passati, nel definire la società, la Seus,
  ha   detto:   sai  Pippo  abbiamo  fatto  una  cosa   arripizzata',
  allora  .  E,  questo,  va rivisto. Sono  tra  le  cose  che  vanno
  riviste,  però  per  quanto  riguarda  la  medicalizzazione   delle
  ambulanze,  per quanto riguarda gli infermieri, gli anestesisti,  i
  medici,  dice  va  bene  Assenza ma è mai  possibile  che  noi  non
  riusciamo   ad  emanciparci  ed  a  costituire,  velocemente,   del
  personale  dedicato a cui non dobbiamo il favore  se  per  cortesia
  abbandoni  corsie  e  sale  operatorie  per  venire  a   fare   uno
  straordinario in ambulanza, nel 118, reperendo uno stipendio che, a
  volte, equivale, tanto quanto a quello ordinario.
   E' mai possibile che per mettere un infermiere in ambulanza noi ci
  dobbiamo svenare dal punto di vista finanziario, con difficoltà  di
  reperimento del personale stesso, soprattutto in un settore in  cui
  lì, a maggior ragione che in altri la velocità è un valore aggiunto
  e,  lì  dove il sistema dimostra delle sofferenze, perché centinaia
  di   interrogazioni   dimostrano   anche   questo:   c'è   qualcosa
  nell'emergenza-urgenza che non va, che non funziona.  Quindi,  sono
  meccanismi che vanno rivisti.
   Quindi inviterei, Presidente dell'Assemblea, per quello che dicevo
  rispetto  alla  velocità della canalizzazione dei flussi  normativi
  che  sono  sottoposti  ad ulteriori pareri ed interventi  da  parte
  dell'Assemblea  regionale  ed  il  Governo,  dall'altra  parte,   a
  predisporre  delle correzioni anche di carattere normativo  che,  a
  nostro parere,  stanno prendendo la piega dell'urgenza.
   Se noi abbiamo abbassato il capo dicendo che in sanità la velocità
  è  un valore aggiunto,  ma come è possibile, signor assessore,  che
  in  Sicilia orientale e in Sicilia occidentale noi non abbiamo  due
  elisuperficie  come si deve, aperte h24, su cui  possano  atterrare
  gli  elicotteri?  Ma in fin dei conti viaggiamo noi,  ma  viaggiano
  anche turisti e non sempre sono viaggi di piacere.
   Ma  lo  chiuderemmo  noi mezza giornata, la notte  l'aeroporto  di
  Palermo  o  l'aeroporto  di  Catania? Potremmo  chiudere  per  anni
  l'attività aeroportuale? Credo che succederebbe una rivoluzione nel
  giro  di quaranta millesimi di secondi. Queste sono le ragioni  che
  ci  dovrebbe  portare anche a una certa severità  punitiva.  Voglio
  adottare   l'aggettivo   qualificativo   più   appropriato   perché
  l'inagibilità di un elisuperficie, di un elisoccorso non matura  da
  un  giorno  all'altro. E' il risultato di una serie di inadempienze
  che   poi  ci  fanno  chiudere  le  strutture.  E  noi  credo   che
  riaffermiamo la dignità di un Parlamento anche quando  riusciamo  a
  dare  la  forza  al Governo di prendere contromisure drastiche  nei
  confronti  di  chi,  in  qualche modo,  perché  in  altre  faccende
  impegnato, ci fa fare di queste cattive figure.
   Infine, signor Presidente, non c'entra con l'argomento di oggi, io
  vorrei  sapere, giacché mi pare sia stato investito il  Parlamento,
  se   la   Presidenza   dell'ARS  intenda  prendere   provvedimenti,
  iniziative  a  proposito  di un elenco  che  è  stato  recentemente
  pubblicato  su  un  settimanale e poi ripreso da  altri  organi  di
  informazione.
   Un  decreto  in cui sarebbero stati pubblicati nomi  di  cittadini
  siciliani  che  non avrebbero ottemperato ad alcuni  pagamenti  nei
  confronti  del nostro esattore, come lo chiamo il Presidente  della
  Regione, il nostro gabelliere, e se risponde al vero - non pretendo
  che  mi  risponda  oggi - e queste sono cose  coperte  dal  segreto
  d'ufficio. Questo silenzio complice e coniglio da parte nostra  non
  è   la   prova  che  aumenta  il  nostro  prestigio  e  la   nostra
  autorevolezza.
   Questo è un Parlamento signor Presidente, non lo devo ricordare  a
  lei.  Quando lo ridurranno al consiglio di quartiere di  Frigintini
  piuttosto che di Pedalino, ne prenderemo atto, ma dipende da  altri
  organi, non certamente da noi. Ma fino a quando non è così, abbiamo
  il  dovere di affermare la dignità e di non consentire questo  tipo
  di  gogne  pubbliche  in un silenzio che non  può  che  essere  che
  complice  e  tutti  i silenzi complici di qualsiasi  natura  e  per
  qualsiasi ragione siano stati ispirati, sono il risultato  concreto
  di  quello  che il mio amico Dino Bufalino da Comiso  definiva   il
  brodo dell'incultura, il brodo dei servi .
   Io,  come  parlamentare, non intendo tralasciare  questo  come  se
  fosse   un   incidente   di  percorso  e   chiedo   al   Presidente
  dell'Assemblea che scenda in campo e se c'è da sporgere denuncia  o
  querela, o comunque censurare a una diffusione illegale di  notizie
  che  riguardano  atti  che  sarebbero dovuti  essere  protetti  dal
  segreto  della riservatezza, agisca di conseguenza,  con  tutta  la
  severità del caso.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   assessore   Borsellino,    a
  conclusione  di  questi due giorni di sedute che  abbiamo  dedicato
  alla trattazione degli atti ispettivi, delle interrogazioni e delle
  interpellanze  parlamentari, io vorrei ringraziarvi per  la  vostra
  collaborazione  e  il  vostro impegno. Ringraziare  in  particolare
  l'assessore Borsellino per la sua disponibilità sottolineare che ha
  risposto  a tutti gli atti ispettivi presentati, interrogazioni  ed
  interpellanze,  ovviamente le valutazioni poi dei  deputati  ce  ne
  sono  stati  di  soddisfazione e di insoddisfazioni,  questo  nelle
  prerogative del deputato, comunque abbiamo dato svolgimento a tutti
  gli atti ispettivi della Rubrica Salute.
   Personalmente, condivido che la tempestività della  risposta  alle
  interrogazioni  e  alle  interpellanze da  parte  del  Governo  sia
  necessaria  per  la  vitalità  e  per  la  efficacia  dell'attività
  ispettiva   stessa.  Riferirò  pertanto  al  Presidente,  onorevole
  Ardizzone,  l'esigenza  avvertita direi unanimemente  dall'Aula,  è
  stato detto da deputati di maggioranza e da deputati di opposizione
  e  voglio  sottolinearlo,  di  dedicare  maggiore  attenzione  alla
  calendarizzazione  dello  svolgimento  degli  atti  ispettivi   per
  realizzare   pienamente  le  finalità  precipue  previste.   Voglio
  ricordare  che  l'articolo 7 dello Statuto recita  che  i  deputati
  hanno  il diritto di interpellanza, di interrogazione e di  mozione
  in  seno  all'Assemblea e finalità previsto  ovviamente  anche  dal
  Regolamento interno per questa tipologia di atti.
   Mi  auguro  che  anche da parte del Governo ci sia in  futuro  una
  piena  disponibilità, così come c'è stata in questi giorni da parte
  dell'assessore  Borsellino,  a  rispondere  celermente  agli   atti
  stessi.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  16  giugno
  2015,  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   I   - COMUNICAZIONI

   II   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      Disposizioni in materia di composizione dei consigli e  delle
        giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
        consigli circoscrizionali. Disposizioni varie . (n.  980/A)
        (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 20.18

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio