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Resoconto d'Aula della Seduta n. 244 di mercoledì 17 giugno 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da   parte   dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale:

   N.  2228  - Chiarimenti in ordine al server informatico utilizzato
  per il 'Portale Giovani'.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano.

   - Con nota prot. n. 54637/IN.16 del 17 novembre 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l' istruzione e
  la formazione professionale.

   N.  2285 - Notizie in merito all'avviso pubblico per l'istituzione
  di  una  short  list  di esperti in comunicazione  nell'ambito  del
  c.d.'Piano giovani'.
   Firmatari:  Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano.

   N.  2443 - Chiarimenti sulle modalità, contribuzioni e tempistiche
  per  l'annualità formativa 2014-2015 nell'ambito delle proposte  di
  'Percorsi  formativi  per  il  rafforzamento  dell'occupabilità   e
  dell'adattabilità della forza lavoro siciliana.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Ciaccio, Forzese, Cimino, Federico, Alloro;
   l'onorevole Raia per oggi e domani.
   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  297  -  Notizie sulla mancata realizzazione in  Sicilia  delle
  strutture di lunga degenza assistita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi.

   N.  298  - Notizie in merito alla ripartizione del Fondo nazionale
  Morosi Incolpevoli.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  460  -  Iniziative  urgenti a tutela dei docenti  titolari  su
  classi di concorsi atipiche.
   Assenza Giorgio; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo; Papale Alfio
   Presentata il 10/06/15

   N.  461  -  Misure urgenti per il risanamento dell'autostrada  A19
  Palermo-Catania.
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello Francesco; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La  Rocca  Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 10/06/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a noma
  dell'art.  153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa sino alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.11, è ripresa alle ore 16.32)

   La seduta è ripresa.

   materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali,di
   status degli amministratori locali e di consigli circoscriziona-
   li. Disposizioni varie. (n. 980/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni in
   materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di
           status degli amministratori locali e di consigli
           circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia di
  composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
  varie . (n. 980/A)
   Invito  i componenti la I Commissione,  Affari istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  sottoporre
  alla  Presidenza un problema che è emerso dall'esame del  fascicolo
  del  disegno di legge che successivamente sarà sottoposto all'esame
  e alla votazione da parte dell'Aula. Segnatamente, io ho presentato
  alcuni   emendamenti  che  sono  stati  inseriti   ovviamente   nel
  fascicolo,   ma   ho  presentato  anche  un  altro  emendamento   -
  considerato  ovviamente aggiuntivo - che è stato  messo  da  parte.
  Chiedo invece alla Presidenza di disporne, eventualmente anche  con
  la condivisione dell'Aula, l'integrazione.
   Questo  emendamento mira ad introdurre e recepire  in  Sicilia  la
  legge nazionale che nel 2014 ha previsto, nei confronti dei sindaci
  di   comuni  con  popolazione  inferiore  a  tremila  abitanti,  la
  possibilità del terzo mandato. Così come d'altronde prevede  -  per
  evitare  la classifica figura che persiste in tantissimi comuni,  e
  cioè quella del consigliere comunale che svolge l'attività non come
  un  servizio  nei  confronti  della  collettività,  bensì  come  un
  mestiere  a  tutti  gli  effetti - il limite  previsto  appunto  ai
  sindaci  e in questo caso con l'ipotesi dei tre mandati consecutivi
  fermo uno per potersi poi eventualmente ricandidare.
   Ritengo  che  l'argomento  e gli argomenti  introdotti  siano  non
  pertinenti ma addirittura connessi all'argomento in trattazione.  E
  quindi  chiedo  non solo che ne disponga il prelievo ma  ovviamente
  chiedo   di   sottoporli  all'Aula  ed  eventualmente   alla   loro
  approvazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fazio,  condivido  perfettamente  il   suo
  intervento e capisco anche l'importanza dell'emendamento che lei ha
  presentato.   Però,   se  lei  è  d'accordo,  preferirei   trattare
  l'emendamento,  che in questo momento si trova tra gli  aggiuntivi,
  non appena avremo finito la trattazione del disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori in quanto, dall'indomani dell'approvazione
  della  legge finanziaria, quest'Assemblea è rimasta ferma al  palo,
  non riuscendo a discutere nessuna norma.
   Subito  dopo l'approvazione della legge finanziaria io  stessa  ho
  inviato,   insieme  ad  altri  colleghi,  una  nota  al  Presidente
  dell'Assemblea  chiedendo  di calendarizzare  una  seduta  affinché
  quest'Assemblea potesse affrontare la questione relativa  ai  fondi
  comunitari.
   Anche   perché  occorre  ricordare  che,  da  un  lato  ai   sensi
  dell'articolo  29  del  Regolamento  della  Comunità  europea,   il
  negoziato  risulta essere l'ultimo e definitivo processo  verso  la
  definitiva approvazione del POFESR 2014-2020, dall'altro  lato,  ai
  sensi  dell'articolo 11 della legge regionale n.  10  del  2010,  è
  prerogative  dell'Assemblea Regionale Siciliana  quelle  di  essere
  informata  tempestivamente circa i negoziati con l'Unione  europea,
  nonché  quella  di  fornire parere preventivo all'approvazione  dei
  programmi operativi da parte della Giunta.
   Considerato che la spesa comunitaria, anche la rendicontazione  di
  tutte  le  opere  pubbliche finanziate  dal  CIPE  e,  quindi,  con
  finanziamenti statali o anche europei, quelle stesse somme  che  si
  stanno  rendicontando,  per esempi ribassi  d'asta  e  quant'altro,
  potrebbero essere reinvestite per opere pubbliche in un momento  in
  cui - mi pare - stiamo trattando altri temi tranne che preoccuparci
  dello  sviluppo  e  del rilancio economico di quest'Isola  che  sta
  morendo,  io  ritengo che è diventato veramente inqualificabile  il
  comportamento  del  Governo nel non venire qui  a  darci  conto  di
  quello che sta facendo sulla programmazione europea.
   E'  una  prerogativa dell'Assemblea rivendicarne la partecipazione
  perché  noi  non possiamo essere corresponsabili della restituzione
  dei fondi comunitari.
   A questo si aggiunge oggi che uno dei leader dell'UDC, l'onorevole
  D'Alia,   il   cui   Gruppo  sostiene  anche  questa   maggioranza,
  rappresentava  la  preoccupazione che la mancata  approvazione  del
  disegno  di  legge  sui  liberi  consorzi  farà  perdere  i   fondi
  comunitari alle città metropolitane.
   Per cui - siccome si è già tenuta una Conferenza dei Capigruppo  e
  questo  argomento non è stato portato dalla Presidenza  per  essere
  trattato  e  perché  venisse calendarizzato in un'apposita  seduta,
  chiedo  alla  Presidenza che si faccia parte  diligente,  anzi  che
  convochi  una  Conferenza  dei  Capigruppo  perché  noi  finalmente
  possiamo  sapere  cosa il Governo sta facendo  circa  il  programma
  attuativo dei fondi comunitari.
   Desidero, inoltre, sapere, ma non c'è l'assessore competente,  che
  vi  erano 30 milioni di euro destinati ai cantieri di servizio e vi
  sono  comuni  che  ancora  aspettano che  i  cantieri  di  servizio
  partano.  Questi  cantieri  di servizio partiranno,  o  è  un'altra
  beffa?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per fare una  po'  di  chiarezza,
  capisco  che  tutto è importante però vi pregherei di  attenervi  a
  quello che oggi è all'ordine del giorno.
   Per  quanto  riguarda  il  suo intervento,  onorevole  Grasso,  la
  ringrazio  e  spero  che  i  colleghi  -  soprattutto  i   colleghi
  Capigruppo - abbiano ascoltato con attenzione.
   A  tal proposito le posso confermare che già la prossima settimana
  ci  sarà una Conferenza dei capigruppo ed in quell'occasione  spero
  che  i colleghi avanzeranno la proposta di esaminare il disegno  di
  legge di cui lei parlava precedentemente.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  ricollegandomi alle dichiarazioni dell'onorevole Fazio, vorrei dire
  che  c'è un emendamento aggiuntivo, su cui chiederò l'apprezzamento
  di  tutta l'Aula, che riguarda le elezioni in Sicilia, con il quale
  si  chiede che avvengano solo la domenica in modo da uniformarci al
  resto d'Italia.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Greco,  personalmente   non   posso   che
  apprezzare il suo emendamento ma, come ho già detto al collega  che
  l'ha  preceduta, ne parleremo appena si tratteranno gli emendamenti
  aggiuntivi.
   Onorevoli colleghi, vi invito ad attenervi all'ordine del giorno e
  proseguire con la trattazione del disegno di legge.

   materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali,di
   status degli amministratori locali e di consigli  circoscrizio-
   nali. Disposizioni varie. (n. 980/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni in
   materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di
           status degli amministratori locali e di consigli
           circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato presentato
  un  emendamento aggiuntivo che, in buona sostanza - e mi rivolgo al
  Governo,  oltre che all'Aula - oltre ad essere di buon senso  è,  a
  mio  parere  e  a parere dei colleghi Clemente, Grasso,  Gennuso  e
  Milazzo,  anche  un emendamento di buona legislazione  e  di  buona
  amministrazione.
   La  Sicilia è l'unica Regione d'Italia che non prevede  nella  sua
  legislazione  la  possibilità di surrogare il consigliere  comunale
  temporaneamente impedito; per fare un esempio, a Palermo, da  oltre
  6  mesi  non vi è più il plenum perché vi è un consigliere comunale
  impedito che non viene sostituito e quindi sono 49 anziché  50.  Io
  credo  che  siccome  la materia che andremo ad affrontare  riguarda
  proprio  la  legislazione degli enti locali, e non soltanto  quello
  che  è  stato  presentato in maniera assolutamente da certa  stampa
  come la  gettonopoli', perché quella è una parte ed io dico che  se
  ne  dovrebbe  occupare  più  la Procura  della  Repubblica  che  la
  politica.
   Mi  piacerebbe che la politica si occupasse di buone  leggi  e  di
  ragioni  reali, concrete. Credo che questa sia una  norma  di  buon
  senso,   ma   credo  che  sia  soprattutto  una  norma   di   buona
  amministrazione e vorrei fare apprezzare al Governo presente  nella
  persona dell'Assessore Leotta non soltanto la possibilità, cosa che
  io auspico, che il Governo dia parere favorevole, ma che sarebbe il
  caso anche di farlo proprio, perché da parte nostra vi sarebbe  una
  ulteriore considerazione anche rispetto alla volontà di mettere sul
  binario giusto questo disegno di legge, che fino ad oggi, per varie
  ragioni, ha trovato una serie di impedimenti.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottoporre
  un problema logistico che penso sia accomunato anche a diversi miei
  colleghi.  Purtroppo  io  sto avendo conoscenza  degli  emendamenti
  soltanto adesso e vedo che ci sono degli emendamenti che, nel  caso
  in  cui dovessero essere approvati, riscriverebbero il contenuto ma
  inciderebbero anche nello spirito della norma.
   Pertanto,  chiedo  alla  Presidenza,  siccome  questa   norma   va
  certamente  fatta  ed  è  prerogativa  di  questo  Parlamento,  una
  sospensione  di 20 minuti affinché si possa approfondire  il  testo
  degli  emendamenti. Mi sembra il minimo, affinché si possa svolgere
  questo  compito  legislativo al meglio, poter  approfondire  queste
  tematiche  e  confrontarsi anche con il proprio Gruppo parlamentare
  affinché vi possa essere una concordanza di intenti e di risultati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in effetti va sottolineato che  il
  termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto ieri  sera
  e soltanto in mattinata gli stessi sono stati distribuiti.
   Capisco  che  molti  colleghi,  coinvolti  anche  nei  lavori   di
  Commissione, probabilmente non hanno avuto il tempo di leggere  con
  attenzione gli emendamenti, che sono circa un centinaio e pertanto,
  se  non  ci  sono osservazioni, accolgo la richiesta dell'onorevole
  Lombardo e sospendo l'Aula per 20 minuti.

       (La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle 17.22)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno n. 479, a firma dei componenti dell'Ufficio di Presidenza  e
  dei Capigruppo, per la costituzione della Commissione statuto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Seguito della discussione del disegno di legge n. 980/A  Norme
     materia di composizione dei consigli comunali e status degli
                        amministratori locali .

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge n. 980/A  Norme materia di composizione dei consigli comunali
  e status degli amministratori locali .
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Norme in materia di composizione dei consigli e delle
                            giunte comunali

   1.  A decorrere dal primo rinnovo dei consigli comunali successivo
  all'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  il   numero   dei
  componenti  dei consigli comunali previsto dall'articolo  43  della
  legge  regionale  15  marzo 1963, n. 16 e  successive  modifiche  e
  integrazioni  è  ridotto del 20 per cento rispetto alle  previsioni
  del suddetto articolo, fatta eccezione per i comuni con popolazione
  tra  50.001  e  100.000  abitanti  e  per  i  comuni  capoluogo  di
  provincia, per i quali il numero dei consiglieri è ridotto del 10 %
  rispetto alle previsioni del citato articolo 43.

   2.  Al comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142,
  come  introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e), dalla  legge
  regionale  11  dicembre  1991,  n. 48  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni sono introdotte le seguenti modifiche:

   a)   dopo  le  parole  al 20 per cento dei componenti  dell'organo
  elettivo  di  riferimento   aggiungere  le  parole   ,  arrotondato
  all'unità  superiore  qualora  il rapporto  presenti  un  risultato
  decimale pari o superiore a 0,1. ;

   b) le parole da  e, limitatamente alle giunte comunali,  fino alla
  fine  del  comma  sono  sostituite dalle  parole   Nei  comuni  con
  popolazione superiore a 5.000 e pari o inferiore a 10.000  abitanti
  il  numero  di  assessori  è  fissato a  quattro,  nei  comuni  con
  popolazione  superiore a 3.000 e pari o inferiore a 5.000  abitanti
  il  numero  degli  assessori  è  fissato  a  tre,  nei  comuni  con
  popolazione  pari  o  inferiore a 3.000 abitanti  il  numero  degli
  assessori è fissato a due».

   Onorevoli   colleghi,   do   lettura   della   comunicazione    di
  inammissibilità di emendamenti al disegno di legge  980/A  della  I
  commissione.
   Comunico   che   questa  Presidenza  ha  ritenuto  di   dichiarare
  inammissibili, ai sensi degli articoli 111, comma  1  bis,  e  112,
  comma  3,  del  Regolamento interno, alcuni emendamenti  aggiuntivi
  presentati al disegno di legge n. 980/A  Disposizioni in materia di
  composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status  degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali.  Disposizioni
  varie  in quanto concernenti materia estranea allo stesso.
   Tali  emendamenti  riguardano: sistema di  elezione  dei  consigli
  comunali   e   dei   sindaci  e  numero  dei  mandati;   causa   di
  ineleggibilità  e  di  incompatibilità; norme procedurali  relative
  alle operazioni elettorali e pubblicità delle stesse; funzioni  del
  Presidente  del  Consiglio  comunale; contributo  regionale  liberi
  consorzi  comunali  per i contratti di lavoro a tempo  determinato;
  utilizzazione dei risparmi di spesa degli enti locali per contratti
  di lavoro a tempo determinato.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Coltraro,  Anselmo   e
  Sammartino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 980/A

   PRESIDENTE.  Si riprende il seguito della discussione  del  disegno
  di legge numero 980/A.
   Comunico che all'articolo 1 è stato presentato l'emendamento 1.8 a
  firma  degli  onorevoli  Di Mauro, Greco  e  Lombardo,  soppressivo
  dell'intero articolo 1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avviamo  adesso
  l'analisi  e  l'approvazione di questa norma basandoci innanzitutto
  su questo articolo 1 che prevede una riduzione. Innanzitutto vorrei
  ringraziare  il lavoro svolto dai componenti della Commissione  per
  il frutto che hanno dato all'Aula perché so con quanta dedizione  e
  con  quanta  attenzione  si sono adoperati  affinché  questa  norma
  vedesse la luce.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, deputati da più legislature
  e  di  nuova legislatura, io davvero non so se la risposta a questo
  clima   di   antipolitica  che,  diciamocelo   francamente,   ormai
  condiziona  le scelte e i comportamenti di gente che si  è  formata
  nei Partiti, nelle organizzazioni sindacali, negli organi intermedi
  che  la  Costituzione e questo Stato ha dato la possibilità di  far
  nascere,  vede  oggi  una  riduzione  tout  court  per  numero   di
  consiglieri   che  naturalmente  è  stata  preceduta   negli   anni
  precedenti da altre riduzioni e che sembra oggi ridurre  gli  spazi
  della rappresentanza la soluzione all'antipolitica. Dinnanzi  a  un
  problema di rappresentanza e di unione di intenti tra popolazione e
  classe  politica  la risposta che questo Parlamento,  o  la  classe
  politica in generale sembra saper dare, è solo tagliare. Tagliare i
  consiglieri  comunali, tagliare la rappresentanza, tagliare  quindi
  la  possibilità che i rappresentanti della società civile che  sono
  così tanto emarginati da questa politica vengano anche loro esclusi
  da  questi  consigli  comunali.  L'unica  risposta  è  tagliare   i
  componenti, tagliare i rappresentanti. Tagliare quindi luoghi  dove
  si discute, a persone che nascono nelle associazioni, nei movimenti
  giovanili  e  che  vedranno  sempre di  più  ridursi  i  luoghi  di
  confronto  e  di  adozione, di delibere di atti e di  statuti.  Non
  penso che questa sia la risposta, lo dico con grande sincerità.
   E  lo  dico  anche  in  un clima,  mi rendo  conto,  dell'opinione
  pubblica  cosiddetta  che mi vede una  vox  clamantis  in  deserto
  quasi.  Ma  io ho delle convinzioni e penso di essere stato  eletto
  anche per rappresentarle qui dentro.
   Allora  siccome questo emendamento soppressivo non è  soltanto  un
  emendamento  soppressivo per l'articolo ma dà  il  significato  del
  fatto   che,   secondo   me,  nonostante  l'ottimo   lavoro   della
  Commissione,   si   è  eccessivamente  subito  un   condizionamento
  dell'opinione  pubblica  o  di  quella  che  si  intende   opinione
  pubblica, che ancora non si è ben compreso cosa sia, io con  questo
  emendamento  e  con  questa  breve dichiarazione  sull'emendamento,
  invito  i  colleghi deputati da più legislature,  presenti  per  la
  prima  volta qui dentro, a ragionare un attimo perché lo status  di
  amministratore,  il numero dei componenti delle assemblee  comunali
  sono  il fulcro della democrazia, sono il motivo per cui noi  siamo
  qui e la risposta non sarà tagliare, tagliare, tagliare ma sarà far
  funzionare  i  consigli comunali, le circoscrizioni e rendere  agli
  occhi  dei  cittadini utili questi enti. Questa è la  risposta  che
  dovrebbe dare la politica.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  io approfitto dell'intervento  dell'onorevole
  Lombardo  anche  per intervenire attraverso questo  emendamento  e,
  quindi,  relativamente all'articolo, in una discussione in cui  non
  ho potuto prendere la parola.
   Io  vorrei rassicurare il collega Lombardo e tutti i colleghi  nel
  ricordare  che  con questo disegno di legge - e lo ringrazio  anche
  per  avere ricordato anche il lavoro di sintesi che credo sia stato
  anche  significativamente  rappresentato  dal  voto  unanime  della
  Commissione  -  noi  abbiamo  sostanzialmente  operato  con  questo
  schema, ovvero abbiamo operato con il principio che ha ispirato  la
  legge  di  adeguamento  dei compensi dei parlamentari  regionali  e
  dello status del parlamentare regionale, legge che, come è noto,  è
  stata varata l'anno scorso.
   Qual è lo schema e qual è il principio: tutti i compensi che vanno
  agli   eletti   nelle   assemblee   rappresentative   nonché   agli
  amministratori,  sindaci  ed assessori in  Sicilia,  devono  essere
  equiparati  ai corrispettivi amministratori consiglieri  e  sindaci
  nel resto d'Italia.
   Non  si  capisce perché in Sicilia dovremmo avere  un  sistema  di
  riconoscimento  dei gettoni o delle indennità diverso  rispetto  al
  resto  d'Italia.  Ma questo non lo dico perché è una  battaglia  di
  eguaglianza,  lo  dico  semplicemente  perché  io  credo  che   noi
  difendiamo  meglio  e  chi  vi parla non  ha  paura  e  vergogna  a
  difendere la rappresentanza politica e la classe dirigente elettiva
  dei  comuni a tutti i livelli, la difendiamo meglio se la  facciamo
  sentire  non  espressione di un privilegio ma  espressione  di  una
  effettiva  uniformità  rispetto  agli  altri  colleghi  del   resto
  d'Italia.
   Questo  riguarda  i  compensi. Tutto ciò che invece  attiene  allo
  status che il nostro statuto - così come è per i deputati regionali
  -  affida alla legge regionale, noi non intendiamo rinunciare  alla
  prerogativa  che  lo statuto ci assegna di disciplinare  lo  status
  degli  amministratori  in Sicilia attraverso legge  regionale,  non
  quindi  recependo una legge nazionale ma, nel solco di  quello  che
  avviene   nel   resto  d'Italia,  avere,  però,  una  capacità   di
  differenziare sulla base delle nostre esigenze.
   Faccio   un  esempio,  onorevole  Lombardo:  la  questione   della
  riduzione del 20% dei consigli comunali, in realtà, è avvenuta  già
  da  qualche anno nel resto d'Italia. La Sicilia, ad un certo punto,
  ha  deciso  di  non adeguarsi. Noi, con questa legge,  è  vero  che
  stiamo uniformando il taglio, la riduzione del 20% a quello che già
  opera  nel  resto d'Italia da qualche anno ma, ad esempio,  abbiamo
  voluto  dire  -  ho  visto  che ci sono  emendamenti  che  vogliono
  sopprimere  questo ragionamento - che nei Comuni capoluogo,  e  non
  solo nelle Città metropolitane, ma i Comuni capoluogo di Provincia,
  il  taglio o la riduzione degli eletti dei consigli comunali non  è
  nella misura del 20% ma in quella del 10%. Così come abbiamo voluto
  modulare,  ad  esempio, tutta la materia delle  aspettative  e  dei
  permessi,  sulla  base  anche  della  valutazione  sulla   qualità,
  dell'impegno e dell'attività che nei nostri Comuni è necessaria per
  svolgere la carica elettiva.
   Ecco  perché  io  dico che qui non stiamo facendo  una  legge  che
  raccoglie  gli  istinti  dell'antipolitica, ma  neanche,  onorevole
  Lombardo,  possiamo  nascondere  la  testa  sotto  la  sabbia,  non
  cogliendo che c'è il rischio che, se noi facessimo gli struzzi, per
  davvero l'antipolitica rischierebbe di spazzare via tutto e tutti.
   Ecco  perché  io  credo  che il lavoro a cui  siamo  giunti  tiene
  insieme  un  equilibrio: l'equilibrio di mantenere  un  profilo  di
  rigore  sul  tema  dei costi, rivendicando nello stesso  tempo  con
  orgoglio il fatto che in materia di autonomie locali in Sicilia  il
  sovrano sia il Parlamento regionale, e non altri, non il Parlamento
  nazionale  né il Governo nazionale, il sovrano rimane il Parlamento
  regionale,  l'unico legittimato a disciplinare  lo  status  (non  i
  soldi da dare), ma come organizzare e rendere funzionale il sistema
  delle  autonomie  locali. Ecco perché, onorevole  Lombardo,  io  mi
  permetto  di  chiederle, proprio per le cose che  lei  ha  detto  a
  proposito  del  lavoro di sintesi cui è giunta la  Commissione,  di
  ritirare   quell'emendamento,  perché  cancellare  l'articolo   uno
  equivale  a  dire  che non si vuole cambiare,  è  evidente  che  se
  dovesse  essere approvato, la legge non ci sarebbe più,  e  sarebbe
  assolutamente ridicolo continuare a discutere in merito, dopo  aver
  deciso  di mantenere la situazione per come sta. Le chiedo, quindi,
  il   ritiro  di  questo  emendamento,  ribadendone  la  valutazione
  contraria della Commissione.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessori,  ritengo  che  questa  sia  una  norma  che  gran  parte
  dell'opinione   pubblica   si   aspetta.   Invero,   vorrei   avere
  l'attenzione del Presidente Cracolici, perché sa che io ho  seguito
  gran  parte  dei  lavori  della  Commissione,  e  si  è  fatta  una
  distinzione netta tra lo status, ovvero la competenza regionale; la
  materia    economico-finanziaria,   ovvero   i    compensi    degli
  amministratori  locali; in ultimo il numero, ovvero il  recepimento
  della  norma  nazionale sulla riduzione. Gli argomenti  sono  stati
  questi tre.
   Credo  che  una riflessione vada fatta, Presidente,  con  assoluta
  onestà intellettuale. Non si può certamente reggere o mantenere  il
  fatto  che  in tutta Italia vige una norma, mentre qui in  Sicilia,
  non  si capisce in virtù di quale principio, dobbiamo andare in una
  direzione  autonoma,  che  sarebbe  giustificata  e  apprezzata  se
  portasse   efficienza,  risparmio  e  servizi  alla   collettività,
  purtroppo  non  è  questo  il  nostro  caso.  Tutto  questo  non  è
  sostenibile.
   Va  anche  detto,  Presidente Cracolici, che ad un  giocatore  non
  andrebbero  mai  cambiate le regole nel corso della  partita.  Cosa
  intendo  dire?  Sulla riduzione del numero dei  Consiglieri  per  i
  successivi  rinnovi,  sono  d'accordo, però  lei  immagini,  voglio
  portare  ad  esempio  una  fattispecie concreta:  lei  immagini  un
  sindaco di un paese  x  o di una città  y  che, dobbiamo aprire una
  parentesi di onestà intellettuale, oggi un pazzo scatenato  si  può
  candidare a sindaco, oggi un atto di amore forte determina il fatto
  che  una  persona si candidi a sindaco per amministrare la  propria
  città con tagli progressivi che ci sono via via dallo Stato e dalla
  Regione  in  termini di minori trasferimenti, patti di stabilità  e
  tutto  quello  che  noi sappiamo, perché anche  noi  concorriamo  a
  portare avanti queste politiche.
   Mettiamo il caso che il sindaco compia questo atto d'amore per  la
  propria città, fa il libero professionista e si candida sapendo che
  potrà  garantire  quel  minimo  alla  propria  famiglia  attraverso
  quell'indennità,  perché chi fa l'avvocato - per essere  chiari  io
  non  faccio  l'avvocato e porto questo esempio - per fare  politica
  attivamente deve abbandonare la sua professione, uscire  fuori  dal
  gioco  e  dedicarsi  notte e giorno, perché sarà  condannato  dalla
  Corte dei Conti, sarà attaccato politicamente, perché se vuoi  fare
  il  sindaco devi fare solo il sindaco e se lo vorrà fare bene  farà
  solo questo, lascerà tutto perché la legge, quella che c'era quando
  si è candidato era quella.
   Tu,  Giuseppe Milazzo, ti candidi sindaco, lasci stare la tua vita
  e  io ti garantisco questa indennità. Oggi in corso d'opera noi gli
  diminuiamo  l'indennità  dall'alto  della  nostra  efficienza,  gli
  tagliamo  l'indennità, cioè ammazziamo la vita di una persona,  che
  può  essere avvocato - e ho portato l'esempio - ma può essere anche
  un   dipendente  comunale  e,  quindi,  si  è  dovuto  mettere   in
  aspettativa non retribuita e gli dimezzate l'indennità  non  a  lui
  per andare al circoletto del partito, gli diminuite l'indennità che
  gli garantirà di dare da mangiare alla propria famiglia, può essere
  un  semplice  commesso  il sindaco di un  paese  o  un  consigliere
  comunale  che  si  va a mettere in aspettativa e voi  gli  riducete
  l'indennità  e  rischiate  di  introdurre  un  meccanismo   che   è
  pericoloso ovvero la politica è solo per i ricchi o per quelli  che
  sanno  che  l'indennità è, come diciamo a Palermo,  a  menu  spisa
  perché poi mi darò da fare e devo recuperare.
   Con  leggi  cieche  si  innescano meccanismi brutti,  tendenziosi,
  ambigui.  E,  allora,  io dico questo: non  entro  nel  merito  che
  l'Assemblea  vorrà  apportare,  ma  qualunque  sia  la  regola   ad
  eccezione del numero dei componenti che via via sarà ridotto per  i
  singoli  rinnovi,  chi si candiderà, chi vorrà dare  un  contributo
  deve  sapere  che  quelle  saranno  le  regole  d'ora  in  poi,  ma
  cambiargliele  in  corso d'opera non è istituzionalmente  corretto.
  Questo è il principio.
   Allora,  bisogna  dare un segnale alla nostra Regione  perché  una
  legge  va fatta e non si deve dire  oggi, domani e rinviamo  sempre
  senza  fare  niente.  Va  stabilito il principio,  le  regole  sono
  queste, quindi questo deve essere il principio.
   Un'ultima cosa, signor Presidente, lei che ha ricordato  i  lavori
  della  Commissione Affari istituzionali, lei durante  le  audizioni
  con  l'ANCI ha garantito - c'ero io ad ascoltarlo - abbiamo  deciso
  insieme  di mantenere lo status con la normativa attuale  regionale
  su permessi e licenze, saremmo intervenuti solo sull'indennità e si
  sarebbe fatta una modifica sul rimborso al datore di lavoro, ma per
  quanto  riguarda  i  permessi  non avremmo  messo  mano  e  avremmo
  mantenuto  in  vita  l'attuale norma regionale.  Non  posso  essere
  smentito su questo, signor Presidente, e se si facesse la norma nei
  termini che io ho appena esposto, non ci sarebbe la rivolta  perché
  il  taglio  sul  numero  ci  sarebbe,  il  taglio  sulle  indennità
  interverrebbe  via  via  dai  rinnovi  e,  quindi,  tutto   sarebbe
  pacifico.  Punto. Non c'è un aggravio per le casse  regionali.  Ma,
  ripeto,  il  mio emendamento, che è l'ultimo, dice chiaramente  che
  tutte  le  modifiche che noi applicheremo decorreranno dai prossimi
  rinnovi.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   presidente
  Cracolici, per uno come me che ha fatto politica quasi da quando  è
  nato, questa legge mi sembra una cosa un po' difficile.
   Io  sono  stato diverse volte denunziato per occupazione  del  mio
  istituto, io ero in un istituto importante della città di  Catania,
  chi è catanese sa qual è il Vaccarini.
   Sono  cresciuto con il pane e la politica e vedere che molte volte
  o   adesso   la  rappresentanza  istituzionale,  la  rappresentanza
  democratica  non debba più esistere, onestamente, come  si  dice  a
  Washington,  non me la sento a passare'.
   Però,  qua  il  punto  principale  e  quello  di  fare  capire  ai
  cittadini,   assessore  all'economia,  una  cosa   importante:   Mi
  suggeriva benissimo Paolo Ruggirello che la Sicilia ha 390 Comuni.
   Possiamo  sapere  su  questi  390 Comuni  il  costo  dei  consigli
  comunali? Il costo delle Giunte municipali? Il costo di questi  390
  sindaci?  Veda,  assessore,  lei  ha  fatto  nella  sua  vita   non
  l'assessore ma il manager di aziende.
   Siccome  oggi  il tiro al bersaglio e principalmente la  politica,
  anche  se noi facciamo questa legge, approviamo questa legge magari
  molti cittadini non lo capiscono, perché la gente vuole entrare nel
  vivo  della discussione, nel vivo di quelli che sono i costi  della
  politica.
   Una  delle cose che secondo me bisogna fare o bisognava fare  -  e
  penso  che  si  potrebbe  fare - è quella dei  costi  dei  consigli
  comunali, non solo i costi diretti ma anche i costi indiretti,  che
  sono  quelli  di  coloro i quali sono dipendenti e viene  fatto  un
  rimborso ai datori di lavori.
   Ma questa volendo è una legge semplicissima, come dicevo, io nella
  mia  vita ho mangiato pane e politica. Io mi ricordo che negli anni
  passati tutte queste commissioni non c'erano, io mi ricordo che  le
  commissioni e i consigli comunali si facevano di sera.
   Due  cose  bisogna fare, assessore Leotta, per fare  la  legge  in
  cinque  minuti,  perché lei non è un politico, lei sicuramente  qua
  sta  dando un apporto alla nostra Regione, lei vedrà che da  qui  a
  qualche minuto qui ci sarà la sagra dell'ipocrisia, la sagra  della
  demagogia e qui si perderanno ore ed ore di tempo per discutere  di
  nulla.
   Due  cose  sole bisogna fare, e non c'è bisogno, i consiglieri  di
  Catania o quelli di Milo,  li possiamo anche triplicare, non  conta
  niente,  bisogna, innanzitutto, togliere le indennità al datore  di
  lavoro,  non  ci  possono  essere  più,  secondo,  parametrare   le
  indennità ai consigli comunali, solo queste due cose, dopo  di  che
  la legge si può fare in tre minuti.
   Ma  siccome tutto questo non può avvenire, perché ora inizierà  la
  sagra della demagogia, noi perderemo ore ed ore di tempo.
   Chi  fa il consigliere comunale deve fare il consigliere comunale,
  le  commissioni le faccia dopo le 17.00 o, alla fine, come è  stato
  da  sempre  nella prima Repubblica, la gente se ne vada a lavorare,
  il  consigliere comunale non è un mestiere, il consigliere comunale
  è  un  nostro  compito, un nostro diritto che noi  esercitiamo  nei
  confronti dei cittadini e ci impegniamo per questo.
   Non  bisogna  solo  ed esclusivamente pensare che  il  consigliere
  comunale  possa essere un mestiere, non lo è. Allora  bisogna  fare
  subito  due cose: togliamo questo benedetto rimborso ai  datori  di
  lavoro  e  possibilmente diamo un'indennità adeguata ai consiglieri
  comunali.  Vedrete che finiranno le mille o le duemila commissioni.
  Grazie.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritorno  in  un
  ragionamento che avevo fatto la volta corsa durante il dibattito  e
  qui  mancava il presidente della Commissione, onorevole  Cracolici,
  quindi,  approfitto del fatto che sia presente, dove  il  relatore,
  l'onorevole  Malafarina,  ha  lanciato  una  serie  di  numeri  dai
  microfoni  e, quindi, ascoltato da siciliani e da tutti  noi,  dove
  riferiva  una  serie di cifre che sono risparmio per i contribuenti
  con l'approvazione di questa norma.
   Non  vorrei  replicare le cose già dette dove ho  specificato  che
  l'85-90  per  cento  dei  consigli  comunali,  dei  consiglieri  si
  riunisce nei piccoli comuni che sono la stragrande maggioranza, una
  volta al mese quando va bene, con un'indennità di 14- 15 euro lorde
  a  consiglio  comunale e quanto dura, dura, e che molti consiglieri
  rinunciano  ad  oggi,  in  tanti  consigli  ed  in  tanti   comuni,
  all'indennità di gettone ed aggiungo anche molti amministratori  in
  questo  momento rinunciano alle loro indennità per devolverle,  per
  le  esigenze  della  loro  comunità, ed è  stato  riferito  che  il
  risparmio complessivo ammonta a 18 milioni di euro.
   Presidente Cracolici, le chiedo una cortesia, quando voi  riferite
  l'importo  di  18 milioni di euro di risparmio con l'attuazione  di
  detta  norma,  sono  cifre  che  avete  verificato  attraverso  una
  richiesta  od  un minimo di confronto con i comuni e con  gli  enti
  locali dove avete dati di costo complessivo delle indennità? O è un
  elemento  di riflessione, così, generico, che nasce con un calcolo,
  così,  un po' fuori luogo, come dire  alla carlona ? Perché sarebbe
  importante  capire  e  comprendere  oggi,  in  quest'Aula,   quanto
  realmente sarà il risparmio, approvando questa norma.
   L'ho  già  detto la volta scorsa, lo ribadisco, ritengo  che  oggi
  fare  il  sindaco in un piccolo comune, in un medio  comune  è  una
  grande  responsabilità.  Fare  il  consigliere  comunale  significa
  spesso  dedicarsi  ed  andare oltre quello che  è  il  suo  compito
  istituzionale.
   Ritengo,  quindi, che anche il collega, l'onorevole Vullo,  che  è
  intervenuto poco fa, credo che ha detto le cose sacrosante  e  vere
  ed io credo che dobbiamo togliere ed evitare di essere ipocriti, di
  fare  i  populisti, di vendere fumo negli occhi ai cittadini perché
  percorriamo  la  strada dell'antidemocrazia ed  è  una  strada  che
  porterà all'anarchia totale.
   Sarebbe  opportuno, quindi, un approfondimento adeguato e gradirei
  conoscere  da  parte dell'assessore, da parte del presidente  della
  Commissione, se realmente i 18 milioni di risparmio sono veri e  su
  quale fonte sono stati raccolti. Grazie.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci approcciamo
  a  questo disegno di legge e noto che ognuno dice la sua e che  non
  c'è  forse unione di intenti. E' vero che in I Commissione è  stato
  fatto un lavoro importante perché sicuramente rispetto al testo che
  è  arrivato  durante  la finanziaria, si sono  fatti  passi  avanti
  perché  ricordo perfettamente che quel testo, più che  una  riforma
  sui consiglieri comunali, forse era una legge punitiva sullo status
  di consigliere comunale.
   La  I Commissione ha lavorato in modo approfondito perché anche su
  questo - devo dire - si è arrivati a parlare di questo tema,  si  è
  arrivati  con una grande approssimazione sia da parte  del  Governo
  che dei miei colleghi d'Aula.
   Devo  ammettere  che molti non conoscono quali  sono  le  leggi  a
  supporto di questo testo e non sanno neanche che in Sicilia ci sono
  390  comuni di cui 270 sono al di sotto del 10.000 abitanti e  che,
  quindi,  stiamo  parlando  della casta  dei  poveri  e  non  stiamo
  parlando di nessuna casta che fa spreco in Sicilia.
   Ero  indecisa se intervenire o no perché capisco che questo  è  un
  tema sul quale ognuno cerca di non metterci la faccia, cerca di non
  dire quello che pensa proprio perché oggi, purtroppo, c'è una gogna
  mediatica sui consiglieri comunali.
   Non contesto quello che fanno i miei colleghi del Movimento Cinque
  Stelle  perché  capisco  che ognuno ha  il  proprio  modo  di  fare
  politica.
   Io ho fatto il consigliere comunale a Catania, incarico svolto con
  grandissimo  impegno, faccio l'avvocato e, come diceva  il  collega
  Milazzo, ho abbandonato il mio mestiere perché mi impegnavo a  360
  in quell'attività.
   Posso comprendere che un consigliere comunale di un piccolo comune
  abbia  meno  impegni  ma  in un grande comune  si  ha  a  che  fare
  quotidianamente con scioperi, con riunioni con gli  ordini,  con  i
  sindacati e i problemi dei teatri, i problemi delle partecipate,  i
  problemi della spazzatura, i problemi dei quartieri.
   Non  si  può pensare pertanto - per quanto riguarda lo status  del
  consigliere comunale - che si levi il permesso giornaliero.
   Sono  d'accordo a ridurre il rimborso al datore di  lavoro  perché
  quella è stata forse la stortura della legge regionale.
   Il  rimborso al datore di lavoro va diminuito, come previsto nella
  legge, ad un terzo.
   Si  deve  però dare la possibilità ad un consigliere  comunale  di
  rappresentare  le istituzioni in tutte le sue forme  che  non  sono
  solo Commissioni e consiglio comunale.
   Non si può avere il pensiero di dovere tornare al lavoro perché il
  datore  di lavoro a quel punto ti tiene sotto ricatto per rientrare
  un'ora prima o dopo.
   Questo lo dico a tutti, siamo in un'Aula dove facciamo politica ed
  io chiedo ai miei colleghi di passarsi una mano sulla coscienza, di
  non cavalcare l'antipolitica oggi perché conviene.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, purtroppo
  devo riscontrare che ieri abbiamo inutilmente perso una giornata di
  lavoro.
   Tutto  quello che sento oggi, in buona sostanza, altro non  è  che
  una  seria  dichiarazione di principio, valutazioni  politiche  che
  riguardano i singoli deputati, apprezzabili e che forniscono spunti
  di  riflessione intriganti, su una legge su cui non si è  celebrata
  la discussione generale.
   Ieri infatti, per un minuto di distrazione, è successo questo.
   Perché   faccio   questo   ragionamento?   Perché   ho   ascoltato
  attentamente l'introduzione fatta dal Presidente della  Commissione
  che, non solo ha narrato all'Aula l'excursus storico del disegno di
  legge  e  le  votazioni che in Commissione si sono riscontrate  con
  voto  unanime - cosa che non è un fatto da poco - e però  ha  detto
  che  l'impianto  della legge si basa non tanto su un  principio  di
  recepimento  automatico della legislazione nazionale quanto  su  un
  rinvio dinamico che salva le potestà statutarie della Regione e, al
  contempo,  indica come via maestra quella di un allineamento  della
  Sicilia al resto d'Italia.
   Se  così  non fosse, colleghi, domattina si aprirebbe una querelle
  politica  di inaudita portata e, poiché alcune valutazioni che sono
  state rese lasciano il dubbio di un miglioramento del testo, che si
  può  fare,  in  virtù  di  quella potestà statutaria  autonoma  che
  l'onorevole  Cracolici ha voluto rimarcare,  non  vedo  qual  è  il
  discrimine, proprio sull'articolo 1; perché l'articolo 1, che è  un
  impianto   importante  della  legge,  opera   una   riduzione   che
  l'Assemblea  stessa  ha ritenuto di dovere fare  nei  limiti  delle
  proprie   competenze,  richiedendo  al  Parlamento  nazionale,   di
  abbassare  il  numero  della deputazione, espressione  di  un  voto
  popolare da 90 a 70. Una riduzione media del 22-23 per cento che, a
  guardare il principio della democrazia non fa bene, perché  più  si
  ha  la  libertà di esprimere il consenso sulle persone,  meglio  è.
  Però, l'indirizzo nazionale è stato quello, è stato quello in tutte
  le  regioni d'Italia e non avrebbe avuto senso che la Sicilia se ne
  fosse discostata.
   Per  questa ragione dico che l'impianto dell'articolo 1 regge; per
  questa ragione credo che l'onorevole Lombardo, che ne ha chiesto la
  soppressione,  dovrebbe ritirarlo; per questa ragione  ritengo  che
  una  riduzione  del numero dei Consigli, a partire  dalla  prossima
  tornata, produce un effetto anche di buona politica.
   Sono  fortemente  convinto - e lo dico non come  provocazione,  ma
  come elemento di riflessione - che ci saranno comuni siciliani che,
  seppur  considerati capoluogo di provincia, come la città  di  Enna
  che  fa  appena 28 mila abitanti, avranno più consiglieri di  città
  che  hanno il doppio della popolazione, coma Mazara del Vallo e che
  faranno soltanto 24 consiglieri.
   Pur  tuttavia, noi abbiamo individuato una via maestra, che  è  la
  via  dell'allungamento,  la  via  dell'adeguamento,  mantenendo  la
  specialità  che  lo Statuto ci consente e  invito a trovare,  oggi,
  tutte le ragioni dello stare assieme e credo che sull'articolo 1 ci
  sono tutte le ragioni perché l'Aula condivida questo percorso.
   Una  volta consumato questo passaggio, perché approvare l'articolo
  1 corrisponde ad approvare l'impalcaltura generale della legge, non
  sarà  difficile  utilizzare  anche la  giornata  di  domani,  prima
  dell'Aula,  per fare delle correzioni che vanno nel  principio  che
  l'onorevole Cracolici ha individuato.
   Non dovranno apparire come una sbavatura o un surplus, rispetto  a
  altre regioni d'Italia, perché devono essere, non apparire, occorre
  l'adeguamento  della Sicilia al resto d'Italia, pur  mantenendo  la
  specialità di cui abbiamo parlato.
   Per    queste    ragioni,   siamo   favorevoli    all'approvazione
  dell'articolo  1. Chiedo all'onorevole Lombardo di  riflettere  sul
  ritiro degli emendamenti all'articolo 1 stesso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO,  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  ho
  ascoltato  con  molta  attenzione  gli  interventi  che   si   sono
  susseguiti in questi minuti in Aula ed ho anche seguito, nonostante
  non  faccia parte della I Commissione, gran parte dei lavori  della
  stessa,  che hanno istruito il disegno di legge che oggi  viene  in
  Aula per l'apprezzamento.
   Se  per  un  verso  desidero riconoscere all'onorevole  Cracolici,
  rispetto  a quella legge e al suo atteggiamento, rispetto a  quella
  legge  che  si  ostinò a difendere e che, per esempio,  a  Palermo,
  nonostante  lui pensasse di nuocere al centrodestra, ha finito  per
  fare vincere Orlando con trenta consiglieri comunali, ricorderà  il
  dibattito  in  quella  sede, devo dire  che  rispetto  a  quel  suo
  atteggiamento alcune cose sono cambiate.
   L'assessore Caleca non c'era, ma comunque vedo che è d'accordo con
  Cracolici  e  mi fa piacere, d'altronde la scuola è la stessa.  Per
  cui, per carità, anche sotto questo aspetto è un apprezzamento alla
  coerenza,  però  devo  dire  che l'onorevole  Cracolici  col  tempo
  migliora,  cioè comprende che ci sono comunque - anche  l'assessore
  Caleca, per carità, ci mancherebbe  abisit iniuria verbis   -  però
  il  tema  è serio ed è delicato, ed è delicato perché comunque  noi
  con questo disegno di legge finiamo per incidere su quelli che sono
  gli spazi di democrazia della rappresentanza democratica.
   Ed  allora,  al  netto di come finirà, è chiaro che  poi  ciascuno
  esprimerà  non  soltanto le sue opinioni, ma voterà secondo  quello
  che  ritiene  più opportuno, nel mio caso alla mia storia  ed  alle
  cose  alle  quali  credo  e sulle quali ho basato  il  mio  impegno
  politico,  al  netto  di come finirà certamente  questo  non  è  un
  disegno di legge che può essere affrontato con superficialità.
   Ed  allora,  per entrare nello specifico e per non fare demagogia,
  il  tema dei rimborsi è un tema certamente reale rispetto al  quale
  io  dico  che non bisogna fare sconti. Cioè, gli esempi che abbiamo
  avuto   in   questi  anni  che  hanno  visto  consiglieri  comunali
  disoccupati  diventare  direttori generali un  attimo  dopo  essere
  stati eletti per conseguire rimborsi di varia natura, questo  è  un
  tema  che non deve più esistere e rispetto a questo tema, onorevole
  Cracolici  e  colleghi, io sono assolutamente sulle  posizioni  che
  sono venute fuori dalla I Commissione.
   Ma immaginare d'altro canto che il consigliere comunale, invitato,
  ad  esempio,  ad  inaugurare  una scuola  o  a  partecipare  ad  un
  dibattito, non svolgendo un ruolo nè di commissione nè di consiglio
  comunale, debba ottenere un autorizzazione, mettersi in ferie o  in
  congedo,   significa  invece,  e  quindi  noi  dobbiamo  avere   la
  possibilità  di  correggere perché questo  credo  che  non  sia  un
  percorso  plausibile,  in  buona sostanza  finire  per  colpire  la
  rappresentanza  democratica e il libero  voto  del  cittadino  che,
  votando quel consigliere comunale, non gli ha detto che deve  stare
  soltanto  in  consiglio  comunale ed in commissione,  ma  che  deve
  rappresentare  il  proprio elettorato anche in tutte  le  occasioni
  pubbliche che lo vedono o possono vederlo anche solo potenzialmente
  protagonista.
   Ed  allora,  la  vicenda permessi è una vicenda  che  va  valutata
  perché,  e  mi ostino a sostenerlo, dobbiamo distinguere ed  invito
  tutti  a fare uno sforzo, la vicenda gettonopoli dalla vicenda  dei
  consiglieri comunali. Se qualcuno ha commesso reati, è  giusto  che
  paghi  le conseguenze penali e amministrative, penali perché  andrà
  incontro ad una condanna ed amministrative perché verrà sospeso  ed
  uscirà  dalla vita politica; ma questa è un'altra storia altrimenti
  il  ragionamento diventa strumentale, facciamo demagogia e  finiamo
  per  perdere  il senso di quello che invece concretamente  vogliamo
  fare.
   Io vi devo dire la verità, quando sento che in Sicilia elimineremo
  mille consiglieri comunali e 350 assessori, non ve lo nascondo,  mi
  vengono  i brividi, perché significa che vi sarà una rappresentanza
  democratica  drasticamente ridotta nelle grandi  città  come  nelle
  piccole,  perché  significa  che  in  alcuni  comuni  l'istituzione
  consiglio  comunale  finirà per essere  poco  più  di  un  comitato
  condominiale, dove probabilmente sarà anche più facile insediare il
  malaffare,  perché significa che allora dovremmo avere il  coraggio
  di  dire che tutta una serie di comuni, penso a Messina 108  comuni
  piuttosto  che  a Palermo e la sua provincia con 82,  molti  comuni
  dovrebbero  accorparsi  perché quella  sì  sarebbe  reale  spending
  review.
   Allora,  rispetto a questi temi io dico: attenzione,  la  politica
  quella con la  p  maiuscola, nonostante sia con la  p  maiuscola ha
  comunque un costo. Rispetto a questi temi non bisogna andare avanti
  a  colpi  di slogan, non bisogna essere populisti, bisogna valutare
  le   cose   con  serietà  e  conoscerle  in  maniera  assolutamente
  penetrante.
   Allora,  rispetto a questo - e concludo - perché, ripeto,  il  mio
  Gruppo  parlamentare e comunque il centrodestra fa una  valutazione
  di carattere sostanziale che non è di parte, perché su un tema come
  questo io credo che non ci possa e non ci debba essere centrodestra
  e   centrosinistra,  che  non  ci  possa  e  non  ci  debba  essere
  maggioranza  ed  opposizione. Io credo che occorra prima  di  tutto
  buon senso.
   Una  norma  di  buon  senso - e concludo  -  è  certamente  quella
  sostenuta  dal  collega, onorevole Milazzo, perché  tutto  possiamo
  fare tranne che, durante la partita, spiegare che la partita cambia
  le  regole e che, da questo momento in poi, i consiglieri comunali,
  gli  assessori, i sindaci, gli amministratori in carica,  in  buona
  sostanza,  vedranno i loro emolumenti ridotti della metà,  del  20,
  del 30, adesso non so cosa uscirà fuori da quest'Aula.
   La  norma  Milazzo - che io faccio mia ed appongo anche  la  firma
  sull'emendamento, Segretario generale - è una norma che dice che in
  ogni  caso  le  norme che approviamo con questo  disegno  di  legge
  valgano dal momento in cui si chiude una consiliatura  e se ne apre
  un'altra.
   Per tutte queste ragioni, noi non esprimiamo aprioristicamente  né
  una  nostra  opinione definitiva sul completo iter del  disegno  di
  legge né tanto meno un voto, perché norma dopo norma valuteremo  il
  voto da esprimere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   io
  desidero porre all'attenzione, in maniera concreta, dei numeri.
   Stamattina ho fatto una verifica nel mio comune che è un comune di
  4800  abitanti. Se noi diminuissimo, in un comune con  abitanti  da
  4000 a 5000 o meglio fino a 3000, i consiglieri comunali, quindi da
  15  a  12, e 2 assessori, il risparmio che il comune ne avrebbe  in
  generale alla fine dell'anno sarebbe pari a 5.500 euro.
   Io  vorrei  chiedere  che  cosa il comune  con  questa  somma  può
  comprare,  come  la  deve reinvestire, che cosa può  acquistare  di
  utile  e  qual  è il risparmio netto rispetto al fatto  che  questa
  norma   elimina  3  consiglieri  comunali,  quindi,  diventa  anche
  difficile  la composizione, la dialettica in consiglio  comunale  e
  toglie 2 assessori.
   Per  cui, invito il Governo a proporre lui stesso, perché la spesa
  complessiva per i 15 consiglieri comunali, per tutto l'anno, è pari
  a 2.647 euro con 25 consigli comunali.
   Nei  comuni fino a 5000 abitanti non c'è il problema del  rimborso
  perché  nessun datore di lavoro concede il permesso ed  i  consigli
  comunali in genere si celebrano la sera alle 19.00-19.30.
   Quindi, vorremmo anche far capire all'opinione pubblica qual è  il
  senso della portata del risparmio. Forse, il problema è un altro  e
  cioè  che  la Regione deve recuperare quei 18 milioni di  euro  per
  diminuire i trasferimenti ai comuni che già sono in sofferenza.
   Se  continuiamo  ad  andare avanti in questa  maniera  sicuramente
  dobbiamo  capire qual è l'obiettivo, ma non è quello del  risparmio
  di spesa per i comuni perché per i comuni non c'è.
   Quindi,  invito il Governo piuttosto che metterci a discutere  per
  ogni singolo emendamento, può ben presentare un emendamento dicendo
  che  per i comuni fino a 5000 abitanti rimane la partecipazione dei
  15  consiglieri,  così come prevista finora,  perché  così  non  ci
  sarebbe nessun risparmio di spesa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  il  Movimento Cinque Stelle voterà contro l'emendamento
  che  vuole  sopprimere  l'articolo 1. Noi  in  Commissione  abbiamo
  lavorato  tutti e 15 e abbiamo votato all'unanimità questo  disegno
  di  legge  che,  in  parte, condividiamo.  Diamo  una  impostazione
  diversa  soprattutto per quanto concerne l'utilizzo dell'autonomia,
  ma poi a questo ci arriveremo.
   L'abbiamo votato all'unanimità perché riteniamo che questo disegno
  di  legge  non  sia una dichiarazione di guerra nei  confronti  dei
  consiglieri  comunali, ma sia una dichiarazione  di  guerra  contro
  quei  consiglieri comunali disonesti che, approfittando della legge
  che noi ci apprestiamo a modificare, hanno trasformato quello che è
  una  passione  - e quindi la politica - in una professione,  in  un
  mestiere  e  questo  non  è più possibile  e  non  è  assolutamente
  sopportabile.
   Chi  dice che questa legge assecondi l'antipolitica sbaglia  e  si
  pone  contro  la  storia.  Perché,  ha  detto  bene  il  Presidente
  Cracolici  ,  è il Parlamento regionale che è sovrano e  nella  sua
  qualità  deve  decidere  status, compensi  e  composizione.  Ma  un
  Parlamento  è sovrano quando è in grado di interpretare la  volontà
  dei  suoi  cittadini,  non  quando si pone  contro  questa  volontà
  distorcendone le intenzioni e piegandole ai propri interessi. E noi
  del  Movimento  Cinque  Stelle non abbiamo alcun  interesse  perché
  tutti i consiglieri comunali del Movimento già operano la riduzione
  sul  gettone  di  presenza  oppure rinunciano  spontaneamente  e  a
  prescindere dalla legge che noi stiamo votando al doppio gettone di
  presenza  ove vi è un numero esagerato di commissioni  o  vi  è  un
  numero  ingiustificato di consigli comunali ove vi è  una  attività
  politica  che  non sta in cielo e né in terra e  che  mi  ha  fatto
  vergognare  di essere siciliano. Perché oggi la Sicilia  è  passata
  alle  cronache  per  quattro  persone  che  hanno  -  ribadisco   -
  trasformato  in  maniera dolosa una passione in un mestiere  e,  in
  quel  modo,  ci hanno denigrato e hanno buttato fango a  quanto  di
  buono invece la maggioranza dei consiglieri comunali in Sicilia  fa
  e sta facendo.
   Questa  legge  ha uno scopo. Abbiamo partecipato  anche  a  questa
  tornata  elettorale. Ci siamo ritrovati con liste di 30  persone  o
  20, contro stuoli di 400-500  persone. Non possiamo impedire questo
  esercizio  della  democrazia;  la partecipazione,  certo,  non  può
  essere  eliminata attraverso una legge, lungi da noi pensare questo
  o  anche  dal  proporlo  Però, credo che questa  legge  renda  meno
  appetibile il concorso a consigliere comunale, perché se diminuiamo
  i  soldi,  noi  abbiamo un vecchio motto:  se togli i  soldi  dalla
  politica, rimane soltanto la passione .
   Ribadisco  la nostra contrarietà a questo emendamento soppressivo.
  Cercheremo  di modificarla nel tentativo di introdurre  quello  che
  per   noi   è  un  principio  sacrosanto  cioè  il  gettone   unico
  giornaliero. In corso di causa, vedremo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Francesco. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Cracolici,  anche  se  in  questo  momento  non  lo  vedo.  Il  mio
  intervento  è  sì  indirizzato a tutta l'Aula ma,   ovviamente,  mi
  riferisco  principalmente  all'onorevole  Cracolici  che  poi,   in
  qualità  di  Presidente della Commissione, dovrà esprimere  il  suo
  parere  sui  vari  emendamenti che metteremo in discussione  questa
  sera.
   Innanzitutto,  il Nuovo Centro Destra parteciperà all'approvazione
  di  questa  norma  e parteciperà con spirito costruttivo.  Noi  non
  organizzeremo  trappole d'Aula, non ci presteremo  a  voti  segreti
  ingiustificati, ma vorremmo contribuire all'approvazione di  questa
  norma e, possibilmente, a migliorarla, perché siamo convinti che un
  intervento legislativo da questo punto di vista in Sicilia  andasse
  fatto.
   Ci  convince  il  fatto che non può essere più la Sicilia  l'unica
  regione  in cui esiste un trattamento particolare sia del numero  e
  sia dell'indennità degli amministratori locali. Non ci convince  un
  certo   accanimento  istituzionale  nei  confronti   della   classe
  politica,  consiglio  comunale,  amministratori  locali.   Non   ci
  convince  cioè  un  atteggiamento che in  alcuni  articoli  abbiamo
  osservato  e  giudicato esageratamente persecutorio  nei  confronti
  degli enti locali.
   Gli  enti  locali già, oggi, sono diventati l'anello debole  della
  società; tutte le norme in materia finanziaria, quando si parla  di
  tagli, si fanno ricadere sempre sugli enti locali, diciamo a pagare
  le  spese  dei  tagli nazionali e regionali sono sempre  i  comuni.
  Quando  si  parla  di interventi legislativi a tagliare  si  taglia
  sempre sulle prerogative dei consigli comunali.
   Allora,  se  l'allineamento nazionale ci convince e ci  sta  bene,
  così  non  può  essere per alcune norme che riteniamo,  dicevo,  un
  accanimento  inutile  e un accanimento istituzionale  assolutamente
  superfluo.  Mi riferisco soprattutto a due articoli che sono  stati
  approvati  nel disegno di legge approvato dalla Commissione  Affari
  Istituzionali, uno è l'articolo 1 e poi un comma all'articolo 2.
   Faccio riferimento all'emendamento 1.11 dell'onorevole Alongi  che
  dà  la  possibilità ai consigli comunali di normare con il  proprio
  statuto  il  numero dei consiglieri comunali lasciando  intatto  il
  tetto   stipendio  economico,  per  intenderci.  Se  un   consiglio
  comunale,  se un comune con proprio statuto vuole non adempiere  ai
  dettati  di  questa  legge, fermo restando il tetto  economico  che
  questa  legge  comporta di riduzione degli stipendi, può  mantenere
  intatto il numero dei consiglieri comunali.
   Mi  sembra una norma di buon senso e una norma che contribuisce  a
  tagliare  le  spese,  ma nello stesso tempo mantiene  inalterati  i
  livelli  di  partecipazione democratica  all'interno  dei  consigli
  comunali.
   Lo  stesso  tipo  di atteggiamento, chiederei al Presidente  delle
  Commissione  nel frattempo che non è entrato in Aula e mi  dispiace
  perché  evidentemente  dovrò  ripetere  questi  interventi  durante
  l'articolato,  io  speravo  che ci fosse  l'opportunità  di  essere
  ascoltato  dall'onorevole Cracolici in maniera tale che al  momento
  dell'esame  di  questi  emendamenti  si  potesse  evitare  il   mio
  ulteriore intervento.
     All'articolo 2, mi riferisco esattamente al comma 2, il comma  2
  mi  sembra  un articolo micragnoso. L'articolo 2. Cioè  pensare  di
  potere ridurre i costi della politica ampliando di due ore il tetto
  per  potere  essere esentati dal lavoro e portandolo da  mezzanotte
  alle 2.00 del mattino. Mi sembra un inutile e ingiustificato.

   PRESIDENTE. All'articolo 1.

   CASCIO  FRANCESCO  .  Sì,  lo so. Sto facendo  all'articolo  1  un
  intervento   di   carattere  generale  per   evitare   di   rifarlo
  all'articolo 2.
   Lo  stesso  vale  per  il  comma  b  dell'articolo  2  e  cioè  la
  possibilità  per i consiglieri comunali di potere partecipare  alle
  sedute  dei  consigli delle commissioni consiliari senza  avere  la
  fretta  di  scappare,  di dovere scappare in ufficio  stando  quasi
  attenti  all'orario  di  conclusione delle  sedute  di  commissione
  consiliare perché deve tornare in ufficio.
   Faccio l'esempio di un consigliere comunale che è un militare,  un
  carabiniere,  un  poliziotto,  un militare  dell'esercito  che  per
  andare  a  lavorare  deve  mettersi la divisa,  ma  per  andare  in
  consiglio   comunale   o  per  andare  in  commissione   consiliare
  ovviamente andrà in abiti civili.
   Allora,  se  questo  soggetto entra in  caserma  alle  8.00  e  ha
  commissione  alle  10.00, va in caserma vestito da  militare  o  da
  poliziotto, o da carabiniere, dopo di che va a  casa si spoglia, si
  mette  in  abiti  civili, partecipa alla seduta  della  commissione
  consiliare  poi  torna a casa si riveste da  militare  e  torna  in
  caserma.
   Ho   fatto  un  esempio  banale  che,  però,  rende  l'idea  sulla
  situazione che stiamo andando a creare con questa legge inutilmente
  vessatoria  nei  confronti di una categoria che è  rimasta  l'unica
  categoria  della politica che ha il diretto contatto con l'opinione
  pubblica,  con il popolo perché i deputati nazionali  ormai  da  un
  decennio  sono  nominati  dal  Parlamento  e  dai  territori   sono
  totalmente spariti.
   I  deputati regionali ci sono, ma ovviamente si occupano di  macro
  sistemi non hanno un contatto quotidiano con l'elettorato,  con  il
  cittadino,  i  consiglieri  comunali  diventano  il  front  office,
  diventano  il  primo anello istituzionale da potere contattare  per
  una  istanza, per una notizia, per una informazione anche, a volte,
  per un semplice sfogo.
   Onorevole  Cracolici,  ho  fatto un intervento  che  era  riferito
  essenzialmente a lei come Presidente di Commissione. Noi saremo  in
  Aula e saremo cooperanti in positivo verso questa legge; così come,
  ovviamente,  voteremo contro l'emendamento che sopprime  l'articolo
  1,   perché  noi  vogliamo  approvare  questa  legge,  ma  vogliamo
  approvarla  con apertura mentale, vogliamo che venga esaminata  con
  apertura  mentale, perchè è necessaria per una norma  come  questa,
  che  regolamenterà la vita di migliaia di cittadini per i  prossimi
  dieci anni almeno.
   Per  cui,  siamo pronti ad andare avanti con spirito  costruttivo,
  sperando  che gli emendamenti che abbiano un senso, che  non  siano
  ostruzionistici  e  che  abbiano una ratio, vengano  esaminati  con
  l'apertura  mentale  che  il  legislatore  in  questo  caso   dovrà
  certamente avere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  la
  discussione sull'articolo 1 - mi darà atto, signor Presidente -   è
  finita  con il diventare la discussione generale, che forse  fu  un
  po'  troppo  sincopata  la scorsa settimana,  allorquando  però  io
  ritenni di intervenire, correttamente credo, in sede di discussione
  generale, per rappresentare la mia perplessità con riferimento alla
  norma  di  apertura di questo disegno di legge, cioè l'articolo  1,
  che  contiene  o  è  ispirata  da  una  dizione  che  è  dialogica.
  L'articolo 1 si apre fissando una regola, fissando subito  dopo  la
  sua eccezione.
   La  regola  è  la  riduzione  del 20  per  cento  del  numero  dei
  consiglieri  comunali in ogni consiglio comunale siciliano.  Subito
  dopo  interviene la eccezione alla regola - e questo la dice  lunga
  sull'intenzione del legislatore proponente, almeno  fino  a  questo
  momento - perché la eccezione investe i capoluoghi  di Provincia  e
  tutte  le  città  con  popolazione da 50 e 1 abitanti  a  100  mila
  abitanti,  in relazione ai quali la riduzione si dimezza,  passando
  soltanto al 10 per cento; tenuto conto del numero dei capoluoghi di
  Provincia,  e  ancora  questo  disegno  di  legge  usa  il  termine
   Provincie   -  e  anche  questo  la  dice  lunga  sull'accuratezza
  lessicale  e  linguistica del disegno di legge - tenuto  conto  del
  numero di città tra i 50 e 100 mila abitanti, mi pare che alla fine
  la riduzione al 20 per cento colpisca soltanto i piccoli Comuni,  i
  medi  Comuni,  cioè  quelli  laddove  l'incidenza  della  spesa   è
  certamente   minore,  come  hanno  dimostrato  i  vari   interventi
  susseguitisi stasera.
   Detto  questo e in relazione  a questo ho presentato correttamente
  un  emendamento,  che  è  stato ritenuto  ammissibile,  ne  potremo
  riparlare  allorquando  verrà  il  turno  dell'emendamento,  a  mio
  giudizio, correttivo.
   A  me  qui preme sottolineare un altro aspetto, che ritengo ancora
  di  maggiore  importanza.  Due sono i  versanti  sui  quali  questo
  disegno   di   legge   procede:  quello  di  carattere   economico-
  finanziario,  e su questo non ho molto da dire perché  noi  potremo
  anche  arrivare  al  punto di fissare come del tutto  onorifica  la
  carica di amministratore dell'ente locale, l'unico che è rimasto in
  Sicilia,  cioè  il  Comune,  e  i tre  organi,  Sindaco,  Giunta  e
  Consiglio  comunale, noi potremo anche determinare, con una  scelta
  legislativa  coraggiosa,  la  gratuità  del  servizio,  aumentando,
  quello  che  veniva prima correttamente richiamato, il grado  della
  passione e dello spirito di servizio, rispetto anche alla modesta -
  talvolta  modestissima  e  trascurabile - indennità  percepita.  Da
  questo punto di vista, nessun particolare rilievo.
   Invece è sull'altro aspetto che la norma mi preoccupa, soprattutto
  quando  la si vuole far pagare di più ai piccoli comuni  e  non  ai
  grandi  comuni,  o per lo meno a quelli che hanno  una  popolazione
  superiore  a  cinquantamila abitanti,  che  sono  gli  spazi  della
  partecipazione  e  della  democrazia che  noi  stiamo  restringendo
  sempre di più.
   Quando  ascolto  gli  interventi di molti colleghi,  non  soltanto
  dentro   quest'Aula  ma  anche  fuori,  interventi  ovviamente   di
  carattere  politico,  ascolto  l'appello  alla  partecipazione  dei
  cittadini  nella  vita pubblica delle nostre  città,  delle  nostre
  comunità. Quanti di noi continuamente intervenendo in convegni,  in
  comizi, in Assemblea non invitano i cittadini ad essere ancora  più
  vigili  e  più  partecipi rispetto alla vita  democratica  di  ogni
  città?
   Ma   quando  poi  ci  ritroviamo  qui  dentro,  cioè  nella   sede
  legislativa,  nell'Aula  in cui si confezionano  le  leggi,  questi
  spazi  invece li restringiamo, li limitiamo. Faccio un esempio.  Un
  comune   di  quarantamila  abitanti  che  fino  all'ultima  tornata
  elettorale  ha  eletto trenta consiglieri comunali su  quarantamila
  abitanti,  quindi una percentuale davvero minima di  rappresentanti
  del  popolo  a livello di ente locale, a livello di ente  comunale,
  beh,  questi rappresentanti che noi invece auspichiamo siano sempre
  più  partecipi, che riescano ad esprimere una intensità democratica
  e  partecipativa  sempre maggiore nella scelta  collettiva  di  una
  città, li riduciamo a ventiquattro e, visto che per questi vale  la
  regola del 20%, abbiamo così sortito il grande effetto di diminuire
  di  sei  unità,  di  sei rappresentanti del  popolo  in  una  città
  mediamente  di  quarantamila  o  di trentacinque  o  di  trentamila
  abitanti.
   Allora  mi  pare che la norma non si muova nella direzione  giusta
  con  riferimento  al recupero di partecipazione, al riavvicinamento
  dell'opinione pubblica e del popolo rispetto alla politica.
   Altro  rilievo. Ma la classe dirigente e politica - credo  che  su
  questo  possano  essere  d'accordo anche i colleghi  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  anzi  forse  loro  dovrebbero  essere  ancora  più
  d'accordo - in quali palestre si dovrà più selezionare? E se non le
  vogliamo  chiamare  classi  dirigenti e politiche,  che  forse  può
  sembrare  un  orpello che ci fa ricordare definizioni del  passato,
  coloro  i quali che concretamente dovranno amministrare e governare
  i comuni, i cittadini, in quali palestre dovranno esercitare questa
  esperienza, in quali palestre dovranno allenarsi.
   Abbiamo  abolito  l'ente intermedio, che pure  era  certamente  un
  momento importante di selezione della esperienza politica, aboliamo
  o  riduciamo  i rappresentanti in consiglio comunale,  noi  andiamo
  davvero  verso  una  società  sempre  più  asfittica  e  verso   un
  preoccupante  disinteresse  del  popolo  governato  e  amministrato
  rispetto alla politica.
   E  quindi, e concludo, non meravigliamoci poi se ad ogni elezione,
  ad ogni consultazione elettorale registriamo un meno che è costante
  e  che  nella partecipazione del voto e quindi nella partecipazione
  democratica.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  non  per  fare  delle  polemiche, ma  per  consentire  ai  colleghi
  deputati di valutare con maggiore e diversa serenità la portata  di
  questa norma.
   L'aspetto   economico  della  proposta  del   disegno   di   legge
  all'attenzione dell'Aula ricalca nella parte economica  esattamente
  la  legge  nazionale. Ci sono da distinguere due aspetti,  uno  che
  riguarda la finanza pubblica per i risparmi di spesa che si possono
  andare a realizzare ed uno che riguarda le guarentigie comunque  da
  garantire  ai consiglieri comunali per consentire loro di espletare
  serenamente ed efficacemente il loro mandato.
   Sotto  il  primo punto di vista, il contenimento della  spesa,  si
  continua a sostenere che io avrei fatto dei calcoli errati e che il
  risparmio  di spesa sarebbe decisamente molto inferiore,  pressoché
  inconsistente rispetto alla spesa attuale.
   Volevo dire ai colleghi deputati che andassero a guardare bene  la
  legge, compresa anche l'onorevole Grasso, perché non è vero  che  i
  piccoli  Comuni  risparmierebbero solo tremila o  quattromila  euro
  l'anno,  perché  si guarda solo ed esclusivamente  al  contenimento
  della spesa per il numero di sedute e per i gettoni di presenza dei
  consiglieri comunali.
   Veda,   onorevole  Grasso,  il  suo  piccolo  Comune  andrebbe   a
  risparmiare solamente venticinquemila euro l'anno, più  i  risparmi
  di spesa per i consiglieri comunali a tabelle vigenti, e sottolineo
  a tabelle vigenti, per spese di vice sindaco, sindaco e assessori.
   Io  non  so  come lei abbia fatto i calcoli o come il  suo  Comune
  abbia  fatto i calcoli, non so se i suoi assessori percepiscono  le
  tabelle, la enumerazione delle tabelle, ma con i dati che  ci  sono
  riportati,  per  i  compensi  di amministratori  comunali,  oggi  i
  piccoli  Comuni  hanno una incidenza media di risparmio  di  almeno
  venticinquemila  euro solo sugli amministratori pubblici,  che  poi
  gli   amministratori   pubblici  siano  dei   benefattori   e   non
  percepiscono  gli emolumenti previsti ben venga,  fanno  una  opera
  meritoria  a  vantaggio della collettività ma questo non  c'è  dato
  sapere.
   Non  c'è dato sapere se il Comune di  Vattela a pesca' abbia degli
  assessori, dei consiglieri dei vice sindaco, dei sindaci  enumerati
  in  base  alle  tabelle, oppure se i consiglieri,  assessori,  vice
  sindaco  e  quant'altro, esercitano gratuitamente il loro  mandato.
  Perché per la verità questi dati non sono attualmente disponibili.
   I  bilanci dei Comuni, sotto questo punto di vista, non  sono  mai
  stati  verificati, non sono mai stati censiti, non sono  mai  stati
  messi  all'attenzione  di  un organismo  regionale,  che  li  possa
  individuare, certificare e quant'altro.
   Ed  è inutile che l'onorevole Grasso mi dia delle carte, perché io
  mi riferisco a delle tabelle che sono pubbliche che sono quelle che
  vengono  applicate nella generalità dei Comuni. Se ogni Comune  poi
  ha dei benefattori, ben venga, vuol dire che siamo di fronte ad una
  politica attenta che mira al risparmio a favore della collettività.
  Sono  lieto per quei Comuni che possono risparmiare e che  vogliono
  risparmiare.
   Però  dobbiamo  scindere  dai calcoli necessariamente  astratti  e
  generali  da  ciò che succede nel singolo Comune, dove  non  so  se
  quelli  di due, tre mila quattro mila abitanti, applicano tutta  la
  stessa  normativa  di  risparmio,  può  essere  pure  che  qualcuno
  pretenda  da sindaco da vice sindaco, da assessore, l'intera  quota
  che per legge gli spetta, non fa nessun tipo di reato, anzi applica
  una legge, ben venga.
   Questa legge vuole risparmiare, per questione di finanza pubblica,
  delle somme che non sono irrilevanti, non tocca a me dire quanto si
  andrà   a   risparmiare,  ma  sicuramente  non  sono  delle   somme
  irrilevanti. Ed in secondo luogo, voglio accentrare l'attenzione su
  un  piccolo,  insignificante  particolare.  Possibile  mai  che  la
  Sicilia   debba  distinguersi  nella  sua  autonomia,  rivendicando
  attentati   alla   democrazia,   riduzione   della   partecipazione
  democratica,  e chissà quant'altro e negli altri otto  mila  comuni
  italiani  questa  legge  va  bene?  E'  mai  possibile  che  questa
  benedetta Sicilia, che questa Assemblea debba rivendicare a tutti i
  costi una diversità che si basa sul nulla? Forse sarebbe il caso di
  ricondurre  il  dibattito  ad  una  razionalità  diversa  e  avendo
  riguardo  al  rispetto del resto della nazione e  qua  non  c'entra
  nulla  la  demagogia  e  quant'altro. E non c'entra  nulla  neanche
  l'antipolitica. Si tratta di applicare alla Sicilia una  norma  che
  va bene nel resto dell'Italia. Non possiamo essere sempre diversi e
  più   democratici  del  resto  della  nazione.  Credo  che,  forse,
  quest'Assemblea  avrebbe il dovere di essere  più  democratica  nel
  contenere  le  spese e nel dare contezza di ciò che è  successo  in
  Sicilia  laddove  la magistratura, ahi noi, ha  dimostrato  che  ci
  siano degli abusi. Una legge che doveva essere già applicata due  e
  passa  anni  fa  la stiamo applicando in ritardo sull'onda  di  uno
  scandalo o sull'onda di più scandali.
   Guardiamo  in  faccia  la realtà ed abbiamo il  coraggio  di  dire
  quello  che è successo e come si sta correndo a  chiudere le stalle
  quando  i  buoi sono scappati . Abbiamo questo coraggio  una  buona
  volta per tutte e vedremo che anche l'antipolitica che condanna  la
  politica   forse   avrà  anche  un  momento  di  attenzione   verso
  quest'Assemblea che deve riconquistare anche e sottolineo anche  un
  ruolo propositivo ed una diversa dignità politica.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho partecipato  ai
  lavori  della  Commissione, lavori che sono stati fatti  con  tanta
  serietà,  con  tanto  impegno e l'impegno principale  è  quello  di
  assicurare il funzionamento degli organi istituzionali. Non è  vero
  che noi ci vogliamo differenziare.
   La  Commissione ha esitato con il parere positivo la riduzione del
  numero dei consiglieri comunali. Qualcuno dissente da questo perché
  pensa  che  è una mancanza di democrazia, io però voglio fare,  per
  esempio, una cosa cioè i compiti che ha il consiglio comunale  sono
  diversi  da  quello che è l'esecutivo. Il consiglio comunale  è  un
  organo  di  controllo e se alla fine si riduce, così come  dice  la
  legge  nazionale,  del 20 per cento, ritengo che i  componenti  che
  restano  sono  in  grado  di  assicurare  la  funzione  per  cui  i
  consiglieri sono stati eletti. Mi sembra poca la composizione della
  Giunta.  Oggi in tutti i comuni siciliani, la Giunta, il sindaco  a
  volte  si  sostituiscono  a  quelli  che  sono  i  funzionari,  gli
  impiegati,  perché materialmente c'è l'esigenza  di  doverlo  fare.
  Così  come fu approvato all'unanimità il disegno che la Commissione
  ha  portato  avanti ma dissento dalla riduzione  dei  compensi  nei
  confronti  dei  sindaci. Per me è semplicemente scandaloso  che  si
  possa  pensare che un sindaco che è vero che lo fa per  la  propria
  passione,  per  la  voglia che ha di fare politica,  ma  una  volta
  eletto  nel ruolo senza che lui se ne sarà magari accorto di  quali
  sono,  poi, le difficoltà che lo attendono, è obbligato a stare  al
  comune  dalla  mattina  alla sera, sabato  e  domenica,  estate  ed
  inverno, senza esclusione nemmeno delle feste principali. Per me  è
  giusto  e  doveroso non risparmiare sulle indennità che  si  devono
  dare  all'organo  esecutivo  perché  l'organo  esecutivo  che  deve
  lavorare  per  quattro  ore al giorno deve  sopperire  a  tutte  le
  incombenze  che  ci sono nei municipi così come  ne  rispondono  in
  proprio,  col  proprio patrimonio, di eventuali  firme  che,  senza
  accorgersene, possono mettere su determinati provvedimenti.
   Mi  sono permesso di presentare un sub emendamento all'articolo  2
  dove si dice che per quanto riguarda i compensi dei sindaci e degli
  amministratori non devono essere ridotti.
   Per  il  resto - così come ho dichiarato il mio voto favorevole  -
  sono favore al resto del disegno di legge.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   già
  testimoniato  in  Commissione, attraverso i lavori susseguitisi  in
  questi  mesi, il Gruppo parlamentare di Forza Italia  non  può  che
  essere  d'accordo  rispetto ad una riforma che  andava  fatta,  una
  riforma  che  è  stata, per certi aspetti, sapientemente  costruita
  attraverso i lavori della Commissione prima ancora che in Aula, una
  riforma  che  guarda  alla razionalizzazione  della  spesa  e  che,
  ovviamente, andava pertanto attuata in Regione siciliana.
   Fatta  questa dovuta premessa, corre tuttavia obbligo fare  alcune
  considerazioni  che ruotano attorno alla percezione che  l'opinione
  pubblica ha di questa riforma.
   Signor  Presidente, proprio sotto il Palazzo, in  queste  giornate
  calde  di  inizio  estate,  si  stanno  susseguendo  una  serie  di
  iniziative, una serie di proteste, una serie di scontri sociali fra
  categorie  e  nessuna di queste categorie fa riferimento  a  questa
  riforma.
   Non mi sembra che ci sia qualcuno che si stia strappando i capelli
  fuori da questo Palazzo rispetto ad una riforma che, di fatto,  non
  ha  alcun tipo di conseguenze, rispetto ad una riforma che non vede
  dei cambiamenti.
   La  gente  vorrebbe  le strade pulite, la gente  vorrebbe  che  si
  facesse  in  questa  città  la  raccolta  differenziata.  La  gente
  vorrebbe   altro   Vorrebbe  l'applicazione  dei  poteri,  vorrebbe
  l'applicazione del decentramento rispetto alle circoscrizioni.  Non
  mi  sembra  che  nessuno ci stia venendo a ringraziare  perché  noi
  stiamo portando avanti questa riforma.
   Mi  dispiace dover dire che sono stati fatti una serie di  errori,
  veri e propri strafalcioni, soprattutto quando si fa riferimento al
  tempo strettamente necessario.
   Ma  voi lo immaginate un consigliere comunale in un piccolo  paese
  delle Madonie, un sindaco che in questo momento, come magari in una
  domenica  pomeriggio,  si trova perfino a spazzare  le  strade  del
  proprio paese, si trova ad aprire e chiudere i rubinetti perché una
  serie  di  riforme non sono state fatte da questo Governo regionale
  sull'acqua, sui rifiuti?
   Noi,  quel sindaco che vive la condizione di isolamento,  nel  suo
  territorio, nel suo piccolo paese, lo stiamo oggi mortificando,  lo
  stiamo  paragonando  a quella  gettonopoli  che  andava  condannato
  nelle giuste sedi, nelle sedi che non erano quelle del Parlamento.
   Vorrei  dire  al  Parlamento che su questa  vicenda  non  possiamo
  prendere  un  abbaglio, non possiamo prenderlo  soprattutto  quando
  parliamo di tempi strettamente necessari.
   Ve lo immaginate un consigliere comunale che deve, con l'orologio,
  centellinare  i  rapporti  con  il  proprio  elettorato?  Per  cui,
  arrivando ad un certo punto, subito dopo il consiglio comunale o la
  commissione, il consigliere dirà al suo elettore  No   Il  tempo  è
  scaduto  Hanno autorizzato a svolgere il mio mandato di consigliere
  comunale durante l'attività delle Commissioni, dalle 11 alle 12 per
  il  resto non posso più parlare con te. Vai a trovare un'altra sede
  per esercitare uno spazio di democrazia e partecipazione .
   E'  chiaro che questa norma andava fatta, è chiaro che tutti siamo
  per la razionalizzazione, ma non certo con questo modello, che è un
  modello  esasperato, superato, che vuole dare in pasto la  politica
  all'antipolitica  e  a chi desidera di fare di  tutta  un'erba   un
  fascio.

   LENTINI. Chiedi di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi  di  Sicilia
  Democratica siamo d'accordo al taglio dei consiglieri comunali,  sì
  al  20  per  cento, al 10 per cento per i capoluoghi, ma non  siamo
  d'accordo  per  quanto  riguarda i compensi agli  amministratori  e
  anche ai consiglieri.
   Dobbiamo  fare un distinguo perché la spending review la  dobbiamo
  adottare ed è giusto che ci equipariamo alle regole dello Stato.
   Chiedo,  invece,  al  collega Malafarina  come  all'assessore  per
  l'Economia, da un lato conviene equipararci allo Stato e per  altre
  cose  conviene  rimanere  fuori? E mi  riferisco  alla  Sanità.  La
  compartecipazione alla sanità è pagata al 49,11 per  cento,  contro
  le  Regioni che pagano almeno il 42, e qualche regione ancora meno.
  Quindi, di quale equiparazione stiamo parlando?
   Parliamo di accise, ed allora ci sono tante aziende che pagano  le
  tasse  dove hanno l'azienda, la residenza. Non è che possiamo  fare
  un  ragionamento dove conviene per equipararci allo Stato,  per  la
  farsa  della  spending  review, perché  non  è  così  che  dobbiamo
  recuperare,  ma  dobbriamo  recuperare  nei  settori  dove  bisogna
  recuperare.  Come  l'errore commesso nei confronti  dei  dipendenti
  dell'amministrazione  regionale,  dove  abbiamo  dato   un   torto,
  sicuramente abbiamo subito l'antipolitica del malaffare, perché non
  l'anti politica di una democrazia sana, questa non è democrazia.
   La  politica  deve  essere democratica, il popolo  deve  scegliere
  democraticamente  il  consigliere che lo  deve  rappresentare,  gli
  amministratori che lo devono rappresentare.
   Questa  non  è  una  spending review,  queste  sono  macerie,  noi
  produciamo  macerie  nei  comuni,  perché  quando  vengono   eletti
  consiglieri  comunali  che prenderanno  4,  5  voti  e  faranno  il
  consigliere comunale, perché ognuno non ha più la buona volontà  di
  fare  le cose. Dobbiamo evitare ad esempio i mascalzoni consiglieri
  comunali  che, una volta eletti, si fanno assumere dalle aziende  e
  si  fanno mettere possibilmente in una categoria direttiva;  queste
  sono  le  mascalzonate, qua bisogna intervenire, non nella politica
  democratica,  dove  il cittadino deve eleggere  il  consigliere  di
  riferimento.
   Stiamo  arrivando all'assurdo. La gente ancora non sa  all'esterno
  che, tempo fa, il deputato regionale ha subito il taglio del 30 per
  cento  con  il  Decreto  Monti n. 174  ed  il  taglio  netto  sulla
  pensione.  All'esterno  queste cose  non  le  dicono;  noi  abbiamo
  iniziato  l'attività parlamentare in un certo modo,  e  durante  il
  percorso  siamo stati i primi a tagliare, abbiamo dato  al  Governo
  nazionale un'immagine di cambiamento, non possiamo però, ridurre  i
  Consigli  comunali  a consigli fra amici, che  si  organizzano  per
  decidere la politica del comune, perché non è così.
   La  politica, chi si confronta, chi partecipa, chi decide di  fare
  politica  come  lavoro, deve portarlo fare  bene,  il  lavoro  deve
  essere  svolto in modo democratico, non può subire un cittadino  un
  consigliere  comunale  che  va  in  consiglio  comunale  tanto  per
  andarci.
   La   responsabilità  dell'elettore  e  dell'eletto   deve   essere
  democratica, deve essere in parallelo, dove ognuno deve  rispettare
  l'altro.
   Se  noi riduciamo i compensi per gli amministratori in città  come
  Palermo, Catania, Messina, che sono città metropolitane, ma quale è
  l'interesse di un consigliere comunale che  deve  spendersi  a  360
  E' impensabile
   Su  390  comuni, 204 sono fino a 5.000 abitanti e percepiscono  un
  indennità  di  circa 30 euro a seduta. Dobbiamo  ridimensionare  le
  sedute,  dobbiamo attenzionare sulle indennità e capire esattamente
  alcuni  passaggi,  va  bene, ma andare a  fare  una  politica  anti
  democratica  e  creare  un  consiglio  comunale  fatto  da  persone
  incompetenti sarebbe la rovina di questa grande società.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   parlerei
  sull'ordine dei lavori prima di addentrarmi nel merito della norma,
  perché  credo sia un errore pensare di chiudere i lavori  alle  ore
  19:00  per una ragione molto semplice: se questa legge la  dobbiamo
  fare,  è giusto che continuiamo nei lavori senza sotterfugi,  senza
  creare  false  aspettative  e poi dei ragionamenti  che  potrebbero
  portare,  o che tendino di portare a un freno, ad una azione,  come
  dire, deterrente, per poi non arrivare a nulla.
   Onorevole Gucciardi, abbiamo visto che ci sono delle parti in  cui
  si  potrebbe  ancora  pervenire  a qualche  correzione,  a  qualche
  correttivo, a qualche emendamento che cerchi di non mortificare  lo
  status dei consiglieri, degli amministratori.
   L'amministratore è colui che ha avuto non solo una nomina, ci sono
  gli  assessori che sono nominati dall'alto, ma è colui che ha avuto
  un investitura popolare.
   Ed  allora,  proprio  sui consiglieri e sui sindaci  noi  dobbiamo
  capire  che  prima  di porre degli interventi legislativi  dobbiamo
  comprendere quale è la portata, quali possono essere le conseguenze
  nella   compressione  della  rappresentanza  democratica,  e  della
  partecipazione alla gestione complessiva della cosa pubblica.
   Ebbene, quando si parla di politica si parla di polis, si parla di
  governo  della  città,  e siccome noi parliamo  del  governo  delle
  nostre  città,  delle nostre 390 municipalità,  bene  dobbiamo  noi
  operare, e lo dico qua ai due assessori, nell'interesse precipuo di
  efficientare  il  governo o i governi delle nostre  città,  non  di
  creare  delle norme canaglia, non di creare delle persecuzioni  nei
  confronti  degli  eletti soprattutto di coloro che  comunque  hanno
  avuto un'investitura popolare.
   Io  mi fermerei qua, poi potrò ritornare sull'argomento, chiedendo
  al  Presidente  d'Aula di continuare con i lavori,  perché  non  ha
  senso  che rinviamo a domani e magari domani possiamo incappare  in
  qualche diversità di veduta e poi chiudere ed andare a martedì.
   Noi  abbiamo detto alcune cose: questa norma è stato il frutto  di
  un  lavoro  di  commissione a cui personalmente ho partecipato;  su
  alcune  cose  e sulla decorrenza della stessa c'è una diversità  di
  vedute,  lo abbiamo detto col collega Rinaldi e con tanti altri  in
  commissione, e l'aula su questo è sovrana e potrà decidere.
   L'invito  che  rivolgo alla Presidenza è quello di andare  avanti,
  confrontiamoci   con   tanta   serenità,   ci   siamo   confrontati
  sull'aspetto economico, su cui molti deputati, a titolo personale e
  come  gruppo,  hanno esplicitato le proprie posizioni,  le  proprie
  perplessità  sullo status, quindi, sulla condizione dei  singoli  o
  della classe politica regionale nei comuni e su questo io dico  che
  sui  vari  articoli, sui vari commi con i vari emendamenti potremmo
  articolare  un  proficuo dibattito d'Aula che possa  arrivare  alla
  fine  a  licenziare  un  disegno di legge quanto  più  equilibrato,
  quanto più incisiva e, soprattutto, che tenda non ad unire qualcuno
  ma ad efficientare il governo delle nostre città.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Leotta.

   LEOTTA.  Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, su questo disegno di  legge
  ho ascoltato tutti gli interventi con molto interesse. Ho detto, in
  maniera  inconscia, che ho ascoltato gli interessi perché  ciascuno
  di  voi è portatore di vari interessi, interessi sicuramente  degni
  di   tutela,   quello  della  rappresentatività,  quello   di   non
  mortificare la posizione degli amministratori locali incarica, però
  devo sottolineare una cosa che è stata detta soltanto da alcuni  ed
  è  stato  ignorata  da altri, ossia che questo  disegno  di  legge,
  egregi  onorevoli  deputati, è un atto dovuto,  è  un  atto  dovuto
  perché ce lo chiede il legislatore nazionale.
   Non  dimentichiamo che la Sicilia non è una repubblica  a  sé,  fa
  parte  della Repubblica, è il legislatore della Repubblica che  già
  nel  2011  ci  ha  chiesto  di  dare un  determinato  assetto  agli
  organismi elettivi; è il legislatore della Repubblica che nel  2011
  ci  ha  chiesto di ridurre i compensi, di regolamentare in  maniera
  diversa i permessi degli amministratori.
   Dal 2011 al 2015 in Sicilia non è successo assolutamente nulla.
   La   Corte   dei  conti  della  Regione  Sardegna  ha   affrontato
  l'argomento  dell'operatività  immediata  della  normativa  statale
  anche  nelle  regioni  a  statuto  speciale  ed  è  arrivata   alla
  conclusione che le norme del decreto legge del 13 agosto  2011,  n.
  138,   vanno  applicate  immediatamente  nelle  regioni  a  statuto
  speciale.
   Si  sarebbe potuta fare un'operazione semplicissima già nel  2011:
  con una semplice circolare dire che si applicava immediatamente  in
  Sicilia anche la normativa dello Stato. Questo non è stato fatto.
   La  scelta  che  è  stata  fatta  dall'Assemblea,  anzi  dalla   I
  commissione,  con la predisposizione del disegno  di  legge  è  una
  scelta  oculata che io da siciliano condivido. Perché per un  verso
  si  è  guardato al recepimento della normativa nazionale, per altro
  verso, come sottolineato dal Presidente Cracolici, si è cercato  di
  dare dignità all'Autonomia regionale utilizzando le prerogative che
  discendono dallo Statuto.
   L'approvazione di questo disegno di legge, comunque lo si  voglia,
  è  un  momento  ineludibile al quale questa Assemblea  non  si  può
  sottrarre.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo mantiene l'emendamento soppressivo
  1.8?

   LOMBARDO. Si, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.8.

   LOMBARDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          12
   Contrari            49
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.21 è da intendersi assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 1.3 a firma degli onorevoli  Di  Mauro,
  Greco, Lombardo.

   LOMBARDO. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.20 a  firma  dell'onorevole  Milazzo
  Giuseppe e altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.25  presentato dalla Commissione.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   pongo  in  votazione  l'emendamento  1.25.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.4 a firma degli onorevoli Di  Mauro  e
  Greco Giovanni. Onorevole Greco, mantiene l'emendamento?

   GRECO GIOVANNI. Sì lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 1.4.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.9 a firma degli  onorevoli  Alongi  e
  altri. Onorevole Alongi mantiene l'emendamento?

   ALONGI. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.17. E' pertanto assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.12 a firma dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  trae
  origine perché non riesco a comprendere la disparità di trattamento
  nei  confronti  dei  comuni che sono in qualche  modo  attenzionati
  dall'intervento normativo e invece quelli compresi tra i 50 mila  e
  i  100  mila  e  soprattutto i capoluoghi di  provincia  hanno  una
  riduzione  del 10% e non del 20%. Non riesco a trovare una  ragione
  giuridica  ed  eventualmente anche una valutazione  di  opportunità
  perché  effettivamente  la  norma e  perché  la  Commissione  si  è
  sostanzialmente proiettata verso questa proposta. Se qualcuno me lo
  spiega  eventualmente sono anche disponibile anche a  ritirarlo  ma
  così  non  riesco a comprendere se non una disparità di trattamento
  sotto l'aspetto prettamente pratico. Grazie.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione. Signor  Presidente,  la
  ragione  per la quale abbiamo introdotto un principio differenziato
  ed era una delle cose che dicevo nel mio intervento cioè l'utilizzo
  delle  competenze  del  Parlamento siciliano  sullo  status  ci  ha
  portato  a fare una valutazione differenziata. Innanzitutto abbiamo
  voluto  dare  un  valore di riconoscimento ai comuni  capoluogo  di
  provincia.
   Assieme  a loro abbiamo introdotto il principio dei comuni  50-100
  mila  che  se fosse letto come dato demografico, allora ha  ragione
  l'onorevole Fazio a dire cosa vuol dire. Lo spiego così:  i  comuni
  di  Marsala e di Gela, comuni che non sono capoluoghi di  provincia
  ma hanno un numero di popolazione Gela superiore a Caltanissetta  e
  Marsala,  credo,  giù di li di Trapani, per cui si determinava  una
  condizione paradossale, di disuguaglianza.
   Ovvero  i  comuni  capoluoghi ancorché inferiori  come  numero  di
  abitanti  rispetto  ad altri comuni della stessa provincia  avevano
  una    riduzione   inferiore.   Con   questo   artificio,   scusate
  l'espressione, abbiamo recuperato due comuni, fra 50 e 100 mila che
  non sono capoluoghi di provincia. Quindi è il senso per il quale si
  è introdotto questa differenziazione. In totale sono 10.

   FAZIO. Sono solo questi due?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Allora i comuni in totale
  sono 10 di cui 5 o 6 sono già i comuni capoluogo. I comuni tra 50 e
  100 mila sono Marsala, Gela, Ragusa che è comune capoluogo, Trapani
  che  è  comune  capoluogo, Caltanissetta che  è  comune  capoluogo,
  Vittoria,  Agrigento  che  è  comune capoluogo,  Bagheria,  Modica,
  Acireale e Mazara del Vallo. Questi sono i comuni che ancorché  non
  siano comuni capoluogo hanno lo stesso trattamento. Spero di essere
  stato chiaro

   PRESIDENTE. Vorrei sapere se l'onorevole Fazio mantiene  o  ritira
  l'emendamento 1.12, a sua firma.

   FAZIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  1.14. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario

   MUSUMECI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.14.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          31
   Contrari            26
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento    1.26,   essendo   gli
  emendamenti 1.16 e 1.15 assorbiti.   Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.5.

   LOMBARDO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  1.19.

   MILAZZO Giuseppe. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.13.

   BARBAGALLO. Chiedo di intervenire per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  qualità  di
  primo  firmatario del disegno di legge n. 980, onorevole Fazio  per
  favore,  avevo proposto la totale equiparazione dello status  degli
  amministratori  e  delle  norme  in  materia  di  composizione  dei
  consigli  comunali  e  delle giunte rispetto  a  quella  che  è  la
  normativa nazionale.
   L'ho  fatto convintamente, signor Presidente, perché credo che  le
  ragioni che hanno mosso il principio di specialità e l'autonomia in
  particolare  con  riferimento  all'articolo  14  lettera  o)  dello
  statuto  che  prevede  la  legislazione esclusiva  per  la  Regione
  siciliana  in  materia di enti locali non prevedono e  non  trovano
  grandi condizioni migliorative rispetto alla normativa nazionale.
   Penso  cioè,  signor Presidente, che la normativa nazionale  abbia
  delle  condizioni  oggettive che sono piuttosto sperimentate  negli
  anni  a partire dall'applicazione del Testo unico degli enti locali
  che  possono  essere  un riferimento certo.  In  particolare  nella
  composizione  delle  Giunte e questo è il testo dell'emendamento  a
  cui  fa  riferimento  l'emendamento 1.13, nel  resto  d'Italia,  le
  composizioni   della   Giunta,  assessore   Leotta,   corrispondono
  pressappoco alla misura di un terzo. Il lavoro che rispetto  e  che
  ha  fatto  la  Commissione  prevede nei  comuni  al  di  sotto  dei
  diecimila  abitanti, onorevole Grasso, e c'è stata una parte  della
  discussione  generale  che ha riguardato questo  intervento,  delle
  composizioni veramente misere delle giunte nei comuni che vanno  da
  mille a tremila abitanti, da tremila a cinquemila e da cinquemila a
  diecimila,  per cui si avrebbero composizioni delle giunte  di  tre
  componenti: il sindaco più due assessori.
   La  previsione  la  trovo  iniqua e assurda,  tenuto  conto  anche
  dell'attuale  contesto normativo, oggi ci sono una serie  di  norme
  che  impongono  la  presenza  degli assessori  nelle  delibere  che
  riguardano  le  ATO  relative alle acque e  ai  rifiuti,  che  sono
  presenze  quasi  quotidiane,  presenze quotidiane  degli  assessori
  nelle  riunioni che riguardano la legge n. 328 che sono le riunioni
  relative  all'esecuzione delle delibere relative  ai  minori,  alla
  solidarietà  sociale  e sono delibere per cui  non  è  prevista  la
  sostituzione dell'organo tecnico con l'organo politico,  la  stessa
  cosa riguarda gli enti parco, la stessa cosa riguarda i GAL.
   Quindi  i sindaci dei comuni inferiori ai diecimila abitanti,  che
  come  ricordava  l'onorevole  Lentini  sono  più  di  duecento,  si
  troverebbero nella totale disorganizzazione quotidiana,  perché  un
  assessore  dovrebbe  andare  alla  328,  un  altro  alle   riunioni
  dell'ATO,  un  altro restare, credo, al comune e non  darebbero  la
  possibilità  ai  sindaci  e agli enti locali  di  funzionare  e  di
  organizzarsi  sul  territorio. Quindi ritengo la previsione  che  è
  prevista dalla legge n. 267, dal Testo unico degli enti locali, più
  confacente   all'organizzazione  istituzionale  e  all'architettura
  istituzionale  anche  perché è un organizzazione  sperimentata  sul
  territorio  nel  resto d'Italia e che funziona. Questo  per  quanto
  riguarda la composizione delle giunte fino a diecimila abitanti.
   Per quanto riguarda la composizione delle giunte sopra i diecimila
  abitanti,  in  Sicilia,  nei comuni che  vanno  tra  i  dieci  e  i
  trentamila abitanti si registra oggi una grave disfunzione,  tant'è
  che  comuni  del  tenore, il mio collegio  lo  conosco  meglio,  di
  Biancavilla,  Giarre,  San Giovanni La Punta,  hanno  solo  quattro
  assessori, mentre nel resto d'Italia i Comuni che vanno tra i dieci
  e i trenta mila abitanti, hanno cinque assessori.
   La  previsione  di  un  terzo verrebbe  anche  confermata  con  le
  riduzioni che voteremmo all'articolo 1.
   Per cui sarebbe cinque assessori tra i dieci e i trenta mila e  da
  trenta mila in su diventerebbero sei.
   Io credo presidente che sia un recepimento almeno limitatamente  a
  questa  parte di buon senso, certamente non dissanguiamo  le  casse
  della  Regione  e  credo che sarebbe come dire un atto  dovuto  nei
  confronti di chi ogni giorno spende la propria vita per la comunità
  e lo potrebbe fare in modo più razionale.
   Credo  che  sia  anche  contrario ad  ogni  principio  democratico
  assessore Leotta, che i Comuni inferiori ai dieci mila abitanti  si
  ritrovano con una giunta fatta solo di tre componenti che  chiamata
  ad  assumere  atti importanti, fermo restando le problematiche  che
  discernerebbero dall'impedimento, dalla malattia di un assessore, o
  di  due  come  dire provocherebbero gravi disfunzioni nell'attività
  quotidiana di ogni giorno negli Enti locali.
   Per   completezza,  presidente,  rilevo  che  c'è  un  emendamento
  dell'onorevole  Di  Giacinto,  che  prevede  la  distribuzione,  la
  possibilità di spalmare il tetto di spesa per la composizione della
  giunta  che potrebbe essere un sub emendamento a questo emendamento
  e  la  possibilità  decorosa se veramente ne  siamo  convinti  come
  Parlamento  siciliano,  che questa norma si potrebbe  applicare  da
  subito  e  quindi non verrebbe la previsione che prima ha  previsto
  l'onorevole Cracolici che riguarda la prossima tornata elettorale.

   DI GIACINTO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io faccio  la
  premessa  che secondo me non ci sono soldi e indennità che  possono
  pagare i lavori che fanno sindaci tutti i giorni.
   Facendo  questa premessa, fermo restando che poi dobbiamo adeguare
  le indennità nazionali.
   Rispetto a questo articolo relativamente agli assessori, ho  fatto
  a  firma  mia  e a firma dell'onorevole Malafarina, un  emendamento
  l'1.24  che  risolverebbe  il problema  che  ha  posto  l'onorevole
  Barbagallo.

   BARBAGALLO. Solo per i Comuni inferiori ai dieci mila abitanti.

   DI   GIACINTO.   Si   io  faccio  una  considerazione,   onorevole
  Barbagallo, lei è sindaco e anche io sono stato sindaco.
   Noi  sappiamo che molto spesso che le delibere di Giunta  ci  sono
  assessori che devono uscire per incompatibilità.
   Nei  piccoli centri di tremila, cinque mila abitanti, guardate  le
  incompatibilità sono molto spesse a portata di mano, non è  che  se
  li va cercare l'assessore o il sindaco.
   Per cui se ci sono due assessori o il sindaco che è incompatibile,
  la Giunta non si può fare.
   Allora  cosa ho proposto. Ho proposto un emendamento che dice  che
  fermo  restando il tetto di spesa nell'organizzazione interna  agli
  Enti locali, il sindaco può decidere di nominare nei Comuni fino  a
  tremila o a cinque mila abitanti, può nominare quattro assessori.
   Fermo  restando il tetto di spesa dei due assessori fino a tremila
  abitanti e dei tre assessori fino a cinque mila abitanti.
   Credo che sia un emendamento di buon senso Presidente.
   Chiedo  al Governo di esprimere parere favorevole perché  in  ogni
  caso  non andrebbe a toccare i tetti di spesa ma darebbe un po'  di
  democrazia  in  più  perché sarei preoccupato di  fare  gestire  la
  Giunta soltanto da tre persone.

   PRESIDENTE. Ha di parlare l'onorevole Cracolici, presidente  della
  Commissione e relatore.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione.   Innanzitutto  tengo  a
  fare una precisazione.
   La disposizione che prevede che il numero degli assessori sia pari
  al  venti  per  cento  rispetto  all'organo  assembleare,  cioè  al
  Consiglio comunale è quella vigente con la legge n. 30. Quindi,  il
  concetto  del  20  per cento è un concetto che  la  Commissione  ha
  inteso  ribadire rispetto alla legge vigente. Cosa è  successo  nel
  frattempo, ed è forse l'emendamento dell'onorevole Barbagallo,  non
  tiene  conto che il 267 ha subito quattro modifiche nel  frattempo,
  per cui quando fa riferimento all'adeguamento al 267, il famoso  un
  terzo',   in  realtà,  il  267  con  le  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è in alcuni casi, al 20 per cento.
   Ora  io  lo  dico così: su questo c'è stata una lunga discussione,
  perché noi, nel nostro ordinamento regionale, avevamo comunque  una
  norma di salvaguardia per i piccoli comuni, cioè noi abbiamo sempre
  previsto  che  il numero minimo degli assessori non potesse  essere
  inferiore  al  numero  di quattro. Questo è quello  che  già  nella
  nostra disposizione vige.
   Nel momento in cui abbiamo attuato il sistema del 20 per cento,  è
  chiaro  che  abbiamo  dovuto, riducendo il numero  dei  consiglieri
  ridurre  il  numero  degli assessori. Ora,  l'ipotesi  che  propone
  l'onorevole  Di Giacinto può avere una ratio, stabilendo  che  cosa
  vuol  dire  tetto di spesa'. Cosa è il tetto di spesa? E' il  tetto
  massimo  che si prevede per i due assessori dei piccoli comuni  che
  si  divide  per quattro? E' questo? E, allora, bisogna specificarlo
  perché il tetto di spesa così non vuol dire niente.
   Non  credo,  invece, che la norma Barbagallo raggiunga l'obiettivo
  che si pone Barbagallo perché, paradossalmente, la norma Barbagallo
  apre  più  conflitti  interpretativi di quello  che  lui  pensa  di
  risolvere  perché  se  fa riferimento al 267,  il  267  nel  nostro
  ordinamento non è che vige senza modifiche, vige con le  modifiche
  Perché è stato modificato il 267.
   Ecco   perché  suggerisco  all'onorevole  Barbagallo  di  ritirare
  l'emendamento, eventualmente, precisando questa questione, se siamo
  d'accordo,  sulla  vicenda del tetto di  spesa,  prevedere  che  si
  affida  poi ai singoli comuni la possibilità di arrivare a  quattro
  nella  misura  in  cui  questo non abbia  un  ulteriore  onere  per
  l'amministrazione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Se ci sono subemendamenti
  da formalizzare vi invito a farlo rapidamente.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  norma presentata dall'onorevole Di Giacinto possa essere accolta  e
  al presidente Cracolici dico che il tetto è quello che è stabilito.
  Assessore  Leotta, suggerirei di accogliere, chiedendo al  collega,
  onorevole  Barbagallo, di ritirare questo emendamento ed accogliere
  l'emendamento  Di Giacinto perché il tetto di spesa  è  dato  dalla
  legge n. 30 che stabilisce esattamente quali sono le indennità  per
  i  comuni di questa fattispecie, così come per tutti i comuni,  con
  un elemento aggiuntivo.
   L'idea  qual  è?  E'  che più piccolo è il comune  meno  assessori
  servono. In realtà nelle città grandi, da 30 mila, da 20 mila,  c'è
  una  struttura  burocratica che spesso supplisce alla  mancanza  di
  assessori  cioè  nel  senso che c'è chi è incaricato  di  posizioni
  organizzative,  nei  comuni superiori  a  30  mila  abitanti,  puoi
  trovare  la dirigenza. Ho provato a farla passare in I Commissione,
  ma  non  ci  sono riuscito, se avessimo avuto il recepimento  della
  norma  nazionale che consente ai comuni, non solo  fino  a  3  mila
  abitanti, ma fino a 5 mila abitanti o, addirittura, fino a 10  mila
  abitanti di potere attribuire le posizioni organizzative anche agli
  assessori,  avremmo  -  perché è chiaro che un  comune  di  tremila
  abitanti  ha  problemi  che  riguardano  i  servizi  scolastici,  i
  rifiuti,  l'acqua  -  un  numero  di  impiegati  minori,  non  avrà
  categorie.
   Per  avere  idea  spesso  si  è  in presenza  di  comuni  dove  un
  segretario  comunale lavora per tre comuni e non guadagna  per  tre
  comuni  ma  guadagna  lo  stesso,  così  pure  ragionieri,  polizia
  municipale.
   Considerato  che  alcuni comuni - grazie ad  un  errore  fatto  in
  quest'Assemblea - non avranno risorse e quindi non saranno in grado
  di  gestire servizi sovracomunali, chiedo al collega Barbagallo  di
  ritirare  la norma e di approvare la norma, a firma Di  Giacinto  e
  Malafarina, perché pone un problema anche ipocrita.
   Spesso gli assessori dei comuni piccoli rinunciano all'indennità.
   Assessore  Leotta, lei è stato attento al dibattito in Commissione
  e lo ha fatto con passione ed entusiasmo e con la competenza che le
  appartiene  per la sua professione ancor prima di fare l'Assessore.
  Bene, vale a dire che l'approvazione di questo disegno di legge  ce
  la chiede il legislatore nazionale.
   Attenzione,  però, in una Regione come la nostra  dove  più  della
  metà   sono  piccoli  comuni  e  dove  manca  qualunque  punto   di
  riferimento  cioè, a differenza di un comune di Cuneo  dove  magari
  c'è  una  cassa rurale che si sostituisce nelle attività culturali,
  di promozione.
   Nei nostri comuni tutto passa, nel bene e nel male, dai comuni.
   Sulla  questione  degli assessori - lo dice uno che  fa  anche  il
  sindaco  -  avere un comune con tre componenti in Giunta  significa
  che  al primo raffreddore quella giunta non si potrà riunire e  non
  potrà adottare atti fondamentali.
   Ribadisco   che,   il   collega  Barbagallo  potrà   valutare   la
  correlazione con l'altro emendamento che lui stesso richiamava come
  subemendamento e tenere dentro questa finta ipocrisia del tetto  di
  spesa, spesso gli assessori prendono circa duecento euro al mese  e
  se  passano  tutti  i  giorni davanti al bar vicino  al  comune  li
  avranno già spesi per i caffè.
   Noi  immaginiamo lauti compensi per chi amministra, per coloro che
  svolgono   questo   ruolo  con  passione  e   correttezza   non   è
  un'indennità, per coloro che rubano è un'altra cosa,  si  può  fare
  anche gratis l'assessore.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, nel mio intervento  precedente  avevo
  ricordato   che  la  Sicilia,  come  ricordava  anche   l'onorevole
  Panepinto, ha 270 comuni sotto i diecimila abitanti.
   Dobbiamo  capire se fare una normativa sui consiglieri comunali  e
  adeguarci  alla normativa nazionale, oppure, fare  ciò  che  a  noi
  conviene in base a quale comune appartenga un deputato.
   Si  è  prima  ridotto del 20 per cento il numero  dei  consiglieri
  comunali  in  tutta la Sicilia facendo una distinzione  rispetto  a
  quanto accade a livello nazionale.
   I  comuni  sotto i diecimila abitanti, a livello nazionale,  hanno
  sei  consiglieri  comunali per i comuni con mille  abitanti,  sette
  consiglieri comunali nei comuni fino a cinquemila abitanti  e  otto
  consiglieri comunali nei comuni fino a diecimila abitanti.
   Riducendo  del  20 per cento stiamo dando maggiore  democrazia  ai
  comuni  sotto  i  diecimila abitanti, lasciando  dieci  consiglieri
  comunali.
   Se  noi  dobbiamo fare i tagli, cosa vuol dire che  aumentiamo  il
  numero degli assessori e invece togliamo l'aspetto democratico?
   Come  si  può  proporre  di aumentare il numero  degli  assessori,
  perché quanto abbiamo scritto in quell'articolo 1 è previsto  dalla
  norma nazionale.
   Stiamo  anzi garantendo quattro assessori ai comuni dai cinque  ai
  diecimila  abitanti, tre assessori ai comuni dai tre ai  cinquemila
  abitanti e due assessori dai mille ai tremila abitanti.
   Ma veramente mi dite che due assessori e un sindaco non riescono a
  gestire un comune di tremila abitanti?
   Ora siamo alle barzellette in quest'Aula
   Riduciamo la composizione democratica e, invece, i nominati  vanno
  aumentati, non ho più parole

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  del
  collega  Barbagallo,  che  credo essere un  emendamento  che  vuole
  aiutare  l'efficienza dei comuni dell'isola, penso però  che  cozzi
  con  quel principio che oggi stiamo cercando di affermare che è  un
  principio  anche  di  contenimento di costi,  qua  lo  voglio  dire
  all'Aula  che, forse magari, può non comprendere ciò di cui  stiamo
  dibattendo.
   L'emendamento,  andrebbe  teoricamente,  praticamente,  anzi,   in
  controtendenza con quello che abbiamo fatto.
   Da  un  lato  stiamo riducendo gli eletti, cioè coloro  che  hanno
  avuto  l'investitura popolare, dall'altro lato stiamo incrementando
  i nominati, cioè staremo, come dire, aumentando anche, se vogliamo,
  la  spesa  a  discapito  di coloro, invece,  che  rappresentano  il
  popolo, i cittadini.
   Ecco  perché  credo  che  il  collega Barbagallo,  pur  nella  sua
  meritoria  azione,  dovrebbe ritirarlo questo  emendamento  perché,
  anche se tende ad affermare il principio che il governo della  cosa
  pubblica va incentivato, va rafforzato, però, non ha senso che,  da
  un   lato,  togliamo  e  dall'altro  lato  aumentiamo  e  recependo
  totalmente la norma nazionale, la n.. 267, non soltanto si  possono
  creare  dei problemi di tipo interpretativo ma, invece,  andremo  a
  creare una discrasia con la norma che oggi stiamo votando.
   Detto  questo,  credo, comunque, che la norma  che  è  passata  in
  Commissione,  che  fissa per i Comuni al di sotto  dei  dieci  mila
  abitanti,  fino  a  cinque mila cioè fissa  un  limite  di  quattro
  assessori; i comuni tra i cinquemila e i tremila, il limite di  tre
  assessori  e i comuni al di sotto dei tre mila abitanti, il  limite
  di due assessori più il sindaco.
   In un momento in cui si dovrebbe discutere e si sta discutendo nel
  sopprimere, addirittura, e nel creare nei comuni delle comunità più
  grandi,  più vaste nell'aggregazione dei comuni, noi cosa facciamo?
  Andiamo in controtendenza, cioè vogliamo aumentare il numero  degli
  assessori,  credo  che dobbiamo fermarci qua,  ancorché  lo  stesso
  argomentare dell'onorevole Di Giacinto che, vorrebbe invece mettere
  al  di  sotto di un tetto di spesa il numero degli assessori,  cioè
  stabilito  un  tetto di spesa, poi gli assessori  potrebbero  anche
  aumentare o diminuire con quel budget e diventerebbe una cosa quasi
  avvilente.
   Credo che dovremo, invece, fermarci all'articolo così come è stato
  varato in Commissione e proseguire verso l'approvazione della norma
  che stasera, spero, possa finalmente arrivare all'approdo.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  senza
  volere    addentrarmi    nell'analisi   dei    vari    emendamenti,
  dell'emendamento   Di  Giacinto,  piuttosto  che   dell'emendamento
  Barbagallo,  vorrei  dare  un suggerimento  all'Aula,  proprio  per
  evitare  di  perorare  ognuno la propria  giusta  causa,  ma  senza
  arrivare alla fine a un deliberato complessivamente intelligente.
   Prego  il  Presidente Cracolici di prendere in esame l'emendamento
  1.11  che  esamineremo tra quattro emendamenti,  di  cui  il  primo
  firmatario è l'onorevole Alongi.
    Lo leggo testualmente in maniera tale che lo capiamo tutti:
   Dopo  il  comma  2 inserire il seguente:  2 bis. Ai  fini  di  una
  migliore partecipazione democratica all'amministrazione della  cosa
  pubblica,  gli statuti dei comuni possono prevedere che  il  numero
  dei  componenti  sia  del consiglio comunale che  degli  assessori,
  possa  essere  maggiore di quello stabilito dalla  presente  legge,
  purché  la  spesa derivante e gravante sul bilancio del comune  non
  superi  la  spesa complessiva che lo stesso comune sopporterebbe  a
  seguito dell'applicazione della seguente legge .

   Questa norma mi sembra di buon senso perché va nella direzione dei
  costi  della  politica che noi in questa legge stiamo  cercando  di
  trasferire, e dà la possibilità ai comuni di modificare con singolo
  statuto,  fermo  restando il tetto di spesa,  la  composizioni  dei
  consigli  comunali  o delle giunte, ma comunque questo  emendamento
  blocca il tetto di spesa e da la possibilità ai comuni di adeguarsi
  con  proprio  strumento, sono convinto che questo  emendamento  sia
  proponibile così nella sua integrità, cioè vale sia per i  consigli
  comunali  che  per gli assessori, chiediamo un parere  agli  uffici
  della   Presidenza,  ma  io  credo  che  questo   emendamento,   se
  attenzionato  con lo spirito giusto, possa essere la  soluzione  di
  tutti   i   problemi  che  stiamo  in  questo  momento   esaminando
  all'articolo 1.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor   Presidente,  condivido  le  preoccupazioni  dell'onorevole
  Panepinto  a proposito della funzionalità dei comuni più piccoli  e
  mi  hanno  convinto  già  durante  lo  svolgimento  dei  lavori  in
  Commissione.
   In un contesto in cui manca molte volte il ragioniere generale del
  comune  e il comune di appoggia al ragioniere del comune vicino,  o
  manca  il  capo  dell'ufficio tecnico e così  via,  vi  sono  delle
  difficoltà funzionali che possono essere supplite dalla presenza di
  un   assessore  in  più  rispetto  ai  due,  per  cui   mi   sembra
  eccessivamente  riduttivo  il numero  dei  due  per  i  comuni  più
  piccoli.   In   questo,   senso  il  Governo   sarebbe   favorevole
  all'implementazione del numero degli assessori a 3  nei  comuni  da
  3.000 abitanti in giù.
   Comunque, potremmo anche aggiustare uno degli emendamenti,  oppure
  presentare  un emendamento correttivo del Governo, non  lo  so.  Su
  questa  vicenda  il  Governo recepisce  determinate  istanze  e  si
  dichiara  disponibile a quelle che saranno le soluzioni trovate,  è
  aperto  a  tutte le soluzioni che saranno con invarianza di  spesa,
  ovviamente, mi dice il collega.

   PRESIDENTE.  Grazie,  assessore Leotta. Se  è  stato  formalizzato
  l'emendamento  preannunciato dall'onorevole Di  Giacinto...  Non  è
  ancora   stato   formalizzato,  è  un  subemendamento   interamente
  sostitutivo dell'emendamento dell'onorevole Barbagallo.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Scusate un attimo, stiamo
  trattando l'emendamento Barbagallo, l'emendamento Di Giacinto è fra
  quattro  emendamenti,  quindi, o in qualche modo  superiamo  questa
  questione  ed  andiamo  a quello di Di Giacinto,  ma  le  due  cose
  insieme non si tengono.

   BARBAGALLO.  Io  ritiro l'emendamento se trovate  l'accordo  anche
  sulla base di quello che ha detto il Governo.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Per i comuni inferiori  a
  cinquemila è già detto.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Di  Giacinto   ha   preannunciato   un
  subemendamento all'emendamento dell'onorevole Barbagallo, ho capito
  bene?

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione. Signor  Presidente,  se
  approviamo il subemendamento, poi dobbiamo approvare l'emendamento,
  quindi, andiamo a cambiare una cosa e l'altra, delle due l'una.

   PRESIDENTE.   Andiamo  per  ordine:  L'emendamento  dell'onorevole
  Barbagallo è mantenuto o è ritirato?

   BARBAGALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Poi  il  Governo  fa  un
  riscrittura.

   PRESIDENTE. Se l'emendamento 1.13 è ritirato, ovviamente,  non  si
  può subemendare.
   Si  passa  all'emendamento 1.18 degli onorevoli  Milazzo  Guseppe,
  Falcone ed altri.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto  di
  suggerire  alla Presidenza, visto il tema del dibattito -  e  siamo
  sulla  composizione  della  Giunta  -  anticipiamo  la  trattazione
  dell'emendamento Di Giacinto, se è possibile.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panepinto,  gli  uffici  suggeriscono   di
  procedere  con  ordine  perché  diventa  più  funzionale   per   la
  discussione. E, comunque, mi auguro, ci arriveremo nel giro di poco
  tempo.
   L'emendamento 1.18 è mantenuto o ritirato?

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Ricordo che la discussione sugli emendamenti è stata esaurita.

   FALCONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando  che
  il  principio  che passa può essere una deroga, un'eccezione  -  lo
  voglio  dire  al collega Assenza - per la specificità  dei  piccoli
  comuni nei quali, molte volte, si è anche privati dei dipendenti e,
  quindi,  se  deve  passare questo principio,  tale  principio  deve
  essere circoscritto.
   Io,  però, voglio ritornare ad una questione che voglio sottoporre
  al    Presidente   Cracolici.   La   questione   è   l'approvazione
  dell'emendamento 1.14 dell'onorevole Musumeci.
   L'emendamento 1.14, sostanzialmente, comporta che abbiamo  ridotto
  il   numero   dei   consiglieri  in  tutti  i   comuni   e   questo
  automaticamente  comporterà la riduzione  anche  del  numero  degli
  assessori,  quindi, dobbiamo eventualmente trovare una formula,  in
  sede  di  coordinamento, ai sensi dell'articolo 117, che il  numero
  degli assessori deve rimanere.
   Attenzione:  se qua ammazziamo tutto e il contrario  di  tutto,  è
  chiaro  che  su  questo è giusto che l'Aula faccia una  riflessione
  perché    dalla   norma   votata   discendono   delle   conseguenze
  relativamente al numero dell'organo gestionale.
   Io concludo qua ma ci ritorneremo dopo ai sensi dell'articolo 117.

   CRACOLICI. presidente della commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   presidente  della  commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  onorevole  Falcone,  io  la  capisco   e   la
  comprendo,  però non possiamo pensare di  aggiustare il  mondo  col
  ginocchio'.
   L'Aula si è espressa bocciando un'ipotesi che prevedeva per alcuni
  comuni - e solo per alcuni - una riduzione non del 20 ma del 10 per
  cento.  L'Aula  ha  deciso di tenere tutti al  20  per  cento.  Non
  possiamo   avere  un  sistema  differenziato  sul   calcolo   degli
  assessori,  perché  gli  assessori  discendono  dal  consiglio.  Se
  andiamo  a modificare il criterio di assegnazione del numero  degli
  assessori .

   FALCONE.  Se  la  volontà dell'Aula è questa mi rimetto  alla  sua
  volontà.

   CRACOLICI.  presidente della commissione. Altrimenti,  ha  ragione
  l'onorevole  Barbagallo.  Il  tema che  si  pone  è  uniformare  la
  disciplina in maniera ordinata. Io insisto, colleghi. Il  tema  che
  abbiamo non è otto, nove, sette o sei, il tema che abbiamo è  darci
  un criterio.
   In  Sicilia fino ad oggi - e non mi pare che sia successo nulla di
  clamoroso  -  è  stato quello del 20 per cento rispetto  all'organo
  elettivo.
   Il  tema  è: vogliamo mantenere questo principio che ha funzionato
  da almeno quindici anni, dalla legge n. 30.
   Riducendo   il  numero  dei  consiglieri,  ha  un  effetto   sugli
  assessori. Cosa è lo 0,1 per cento che il collega Milazzo  vorrebbe
  togliere?
     Questo 0,1 per cento è il calcolo che noi prevediamo che in caso
  di  un  resto  superiore  a 0,1 si arrotonda  all'unità  superiore.
  Questo  significa arrotondare a  più 1' il numero degli  assessori.
  Ecco  che, in qualche modo, la questione in parte non è il  20  per
  cento secco.
   Faccio  un  esempio immediato: i comuni che avevano 30 consiglieri
  passano  a 24. Il 20 per cento fa 4,8 e fa 5. Quindi, ci  sono,  ma
  potrei   continuare.  E'  un  correttivo  che  arrotonda  all'unità
  superiore.
   Il  punto  è  uno solo: io sono per mantenere il 20 per  cento,  a
  disciplinare per i piccoli comuni un sistema che preveda, nel  caso
  dei piccoli comuni da 5.000 in giù, l'Assessore propone da 3.000  -
  non mi strapperei i capelli se da 5.000 o da 3.000 - la possibilità
  che  i  piccoli  comuni possano, a parità di  costi,  prevedere  un
  numero di assessori per un numero massimo di 4.
   Io farei questa ipotesi .

   BARBAGALLO. E' l'emendamento Di Giacinto.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. E' l'ipotesi Di  Giacinto
  che, in qualche modo, mantiene la specialità attuale vigente con la
  differenza  che si riduce in termine di costi, perché i costi  sono
  ora  rapportati a 2 o a 3. In qualche modo, il risparmio si ottiene
  mantenendo, però, invariato il numero dell'organo.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento 1.18?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.6 a firma degli onorevoli Di  Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lo  ritiro  ma
  solo  se  c'è  l'accordo  tra la maggioranza  e  l'opposizione  per
  l'approvazione  dell'emendamento  dell'onorevole  Di  Giacinto  che
  prevede  il  numero di quattro assessori per i comuni  inferiori  a
  3.000 abitanti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Rinaldi, se c'è  l'accordo  lo  scopriremo
  quando si metterà ai voti l'emendamento dell'onorevole Di Giacinto.
  Non posso dare questa garanzia e non mi spetta, ovviamente.

   RINALDI. Allora, lo mantengo.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  accantoniamo  per  adesso  l'emendamento dell'onorevole  Rinaldi  e
  mettiamo in votazione l'emendamento dell'onorevole Di Giacinto.  Se
  è approvato, questo si intende superato.

   PRESIDENTE.  Se  il  Presidente della  Commissione  mi  chiede  di
  accantonare  l'emendamento, lo accantoniamo.  Però,  c'è  anche  un
  ordine  di votazione, perché già l'onorevole Panepinto aveva  fatto
  analoga richiesta.
   L'emendamento 1.1 è accantonato.
   Si passa all'emendamento 1.23 che è identico all'emendamento 1.1 a
  firma degli onorevoli Milazzo, Falcone Savona.
   Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira? Tanto non cambia nulla,
  perchè c'è l'emendamento 1.1.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.23 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo  e
  vorrei legare, collega Panepinto che è anche sindaco e lo fa  bene,
  lo  dico  davvero, è una grande verità. Vorrei legare l'emendamento
  1.10

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'onorevole Alongi si  rivolge  a
  lei e le chiede di prestare attenzione all'intervento.

   ALONGI.  Lei  è  una persona di grande spessore politico  e,  sono
  convinto perché non la vorrei convincere, però vorrei ragionare con
  l'Aula perché stiamo approvando una legge che da domani modificherà
  l'aspetto democratico e organizzativo di 390 comuni.
   Non  è che approvare una legge è una passeggiata  E' una legge che
  resta, quindi se facciamo danni è chiaro che non possiamo ripararli
  domani  mattina.  Quindi,  in  questo  senso  gradirei  un  po'  di
  attenzione.
    Io non tifo né per assessori né per consiglieri, ma dico una cosa
  con  molta schiettezza. Vorrei legare l'emendamento 1.11,  dove  il
  mio  collega  Ciccio Cascio ha fatto una premessa e  vi  spiego  le
  motivazioni.
   Noi  stiamo approvando una norma con uno Statuto autonomo dove  il
  collega  Cracolici,  giustamente, dice che i  consiglieri  comunali
  devono legarli alla norma nazionale e non possono essere di più del
  20  per  cento. Questo è il ragionamento. Questo avevo  capito.  Mi
  spiego.  Io  le dico con molta onestà che sono fortemente  convinto
  che  l'emendamento 1.11 che affronteremo più tardi, quello che  gli
  statuti  comunali  possono determinare la scelta  degli  assessori,
  quindi per i comuni anche sotto i 3 mila abitanti o sopra i 10 mila
  abitanti, un numero maggiore, a condizione che non ci sia un  costo
  maggiore per l'amministrazione e quindi qui andiamo anche oltre  la
  battaglia dei 3 mila a scendere.
   Parliamo anche delle Giunte dei comuni superiori ai 10 mila  e  ai
  20  mila abitanti. Questo è l'1.11. Se poi sui consiglieri comunali
  non si può fare, lo depenniamo dal consiglio e lasciamo soltanto la
  Giunta. Ma aggiungo a questo: vorrei ricordare ai colleghi  che  la
  modifica degli statuti nei consigli comunali passa con i due  terzi
  dei  votanti,  cioè  significa che  dico  io  una  cosa  con  molta
  schiettezza  ,  ma diamo anche la possibilità alle  amministrazioni
  comunali  di decidere in casa propria democraticamente la  modifica
  senza aumentare i costi. Stiamo decidendo sulla testa degli altri e
  sugli  altri  senza  avere il minimo di rispetto.  Io  ritengo  che
  questa  norma,  passata così, 1.11 che permette di  fare  assessori
  superiori  nei  comuni ai 10 mila abitanti,  ai  20  mila  abitanti
  previsti  dallo  Statuto, purché non superi  il  tetto  massimo  di
  spesa,  sia  un  fatto  di  estrema  democrazia  nei  confronti  di
  quell'amministrazione comunale.
   Io  ritengo  che  sia  un fatto importante, diamo  autorità  anche
  all'amministrazione comunale. L'importante è non superare il  tetto
  di  spesa  e mi pare che qui fino ad oggi, Movimento Cinque  Stelle
  prima  e  anche  gli  altri, hanno fatto un ragionamento  che  deve
  diventare  fucina,  non deve essere un fatto economico.  E'  troppo
  chiaro,   troppo  evidente.  Diamo  una  possibilità   anche   alle
  amministrazioni   comunali,  assumendo  della  responsabilità   nei
  confronti  dei  loro  elettori, che  deve  essere  modificato,  tra
  l'altro,  tramite terzi, di potere fare gli assessori, non soltanto
  4  nei Comuni fino a 3 mila abitanti, ma di modificarli anche oltre
  i 10 mila e 20 mila abitanti.
   Io ritengo che sia un fatto di importante democrazia nei territori
  e  di  governance che rimane in capo agli statuti  comunali.  Io  a
  questa  norma  ci  credo, se però non castriamo le  amministrazioni
  comunali con una norma che è completamente castrante per coloro  lo
  svolgono.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.10?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   ALONGI.  E'  chiaro che per me posso ritirare l'emendamento  1.10,
  perché  poi  l'emendamento 1.11 racchiude la norma  sia  dell'1.10,
  andando oltre.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   FALCONE. Ma è stato ritirato

   PRESIDENTE. E' stato ritirato, onorevole Alongi? Non posso votare,
  se  è  ritirato  sub iudice  non lo posso fare. Se  lo  ritira,  lo
  ritira.  Ormai abbiamo votato.

   ALONGI.  Ribadisco,  perché è importante, che lo  ritiravo  perché
  l'1.11,  dal  mio punto di vista, riprendeva l'1.10 e lo  ampliava.
  Aggiungo  a  questo  che  se  l'1.11  può  essere  subemendato  sui
  consiglieri comunali.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 1.11 lo voteremo dopo.  Lei  ha  detto:
   qualora fosse approvato l'1.11 ritirerei l'1.10 . Noi non possiamo
  anticipare votazioni rispetto all'ordine degli emendamenti  che  ci
  siamo  dati. Abbiamo messo in votazione l'emendamento 1.10, abbiamo
  apprezzato  la  sua  precisazione,  ma  l'emendamento  1.10  non  è
  approvato.
   Si  passa all'emendamento 1.24. Comunico che è stato presentato il
  subemendamento 1.24.1, a firma dell'onorevole Di Giacinto.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  subemendamento non fa altro che recepire quello che lei, Presidente
  della  Commissione,  mi ha chiesto di scrivere:   Nel  rispetto  di
  spesa  complessiva,  aggiungere  dopo,  nel  rispetto  della  spesa
  complessiva per il numero di due assessori per i Comuni  fino  a  3
  mila abitanti, e nel rispetto di spesa complessiva per il numero di
  3 assessori per i Comuni fino a 5 mila abitanti .
   Faccio  un'altra  considerazione. Io credo che non  me  ne  voglia
  l'onorevole   Alongi,   ma   credo  che  l'emendamento   1.11   sia
  anticostituzionale, perché il consiglio comunale

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Giacinto, si attenga al suo emendamento;
  il  successivo  lo tratteremo al momento opportuno.  Credo  che  il
  subemendamento possa essere meglio formulato nel rispetto del tetto
  di spesa complessivo. Onorevole Di Giacinto, nel rispetto del tetto
  di spesa complessivo, una precisazione mi sembra utile.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  penso  che
  l'emendamento  dell'onorevole Di Giacinto possa  essere  migliorato
  anche  nel senso che chiedeva l'onorevole Alongi, però non mettendo
  così  genericamente. Noi dovremmo fare una possibilità agli statuti
  per  il numero dei componenti della giunta che vada da un minimo  a
  un massimo perché altrimenti si crea un'anarchia. Cioè noi possiamo
  dire  nei  comuni  inferiori a 3 mila abitanti, fermo  restando  il
  tetto  di spesa, si può, praticamente, passare da due a tre, dai  3
  mila  ai  5 mila o ai 10 mila da tre a quattro, dai 10 mila  ai  30
  mila e così via, dando la possibilità agli statuti mettendo però un
  tetto  minimo  e  un  tetto  massimo,  altrimenti  diventa  proprio
  un'anarchia.
   Questo  darebbe  la  possibilità agli statuti,  fermo  restando  i
  consiglieri  comunali, secondo me è stato un errore avere  abrogato
  la  norma, perché con le norme della aree metropolitane,  io  penso
  che  in quella sede si possa anche riprendere questo discorso,  con
  le  competenze delle aree metropolitane è un errore avere diminuito
  anche in quei comuni al 20 per cento.
   Comunque,  la  votazione c'è stata. Quindi, io penso,  mi  rivolgo
  all'Assessore  e al Presidente della Commissione, che  si  potrebbe
  fare  un  subemendamento dando la facoltà agli statuti di stabilire
  tra  un minimo e un massimo. Per esempio, mi citano Marsala che  ha
  100  mila  abitanti che avrebbe cinque assessori, cioè uno  in  più
  rispetto  a  quelli  di  10 mila abitanti.  In  questa  maniera  si
  potrebbe  arrivare  a  sei, lasciando la facoltà  agli  statuti  di
  decidere fra cinque e sei, fra quattro e sei, così potrebbe  essere
  per tutte le fasce.

   PRESIDENTE.  Chiederei all'onorevole Di Giacinto di verificare  il
  coordinamento  della norma proposta con il subemendamento  rispetto
  al  periodo  che  precede, magari anche con  l'aiuto  degli  Uffici
  perché c'è qualche difficoltà interpretativa.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
  sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, la difficoltà che si sta
  cominciando a riscontrare nell'analisi del testo perché, purtroppo,
  si  creano delle incongruenze alle volte con la normativa nazionale
  e  alle  volte  con  lo  stesso contenuto della  normativa  attuale
  regionale.  E'  come  non accogliere le rimostranze  dell'onorevole
  Barbagallo, piuttosto che dell'onorevole Alongi.
   Ecco  perché  volevo  semplicemente porre  l'attenzione  dell'Aula
  sull'emendamento sottoscritto dall'onorevole Malafarina,  da  me  e
  dall'onorevole Picciolo, riguardante la possibilità di mantenere lo
  stesso  numero di assessori previsti attualmente, però  dando,  nel
  caso  in  cui  si  volesse mantenere lo stesso numero,  facoltà  ai
  comuni,  anzi dare l'obbligo ai comuni, in questo caso  la  facoltà
  nel numero ma l'obbligo nella riduzione del costo.
   Mi  sembra, signor Presidente, una soluzione adeguata; ogni comune
  responsabilmente  inserirà  nel  proprio  statuto  il   numero   di
  assessori che vorrà nominare pur mantenendo la riduzione di  spesa.
  Quindi, questo per non far saltare

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, è in discussione il subemendamento
  1.24.1  e si interviene solo per dichiarazione di voto. Se vi  sono
  altri  emendamenti  o subemendamenti devono essere  formalizzati  e
  saranno  trattati  al  loro  turno;  non  possiamo  anticipare  una
  discussione  su  un  subemendamento che,  peraltro,  gli  onorevoli
  colleghi  non  conoscono  perché non  è  stato  né  presentato,  né
  numerato,  né distribuito. Lo dico solo al fine di dare  ordine  ai
  lavori.  Se  vuole  intervenire  per  dichiarazione  di  voto   sul
  subemendamento 1.24.1 è suo diritto.

   LOMBARDO. Chiedo alla Commissione, anzi lo chiedo a lei, non so se
  è  lei  che  deve chiedere alla Commissione, di accantonare  questo
  emendamento   per   analizzare  l'emendamento   a   mia   firma   e
  dell'onorevole Malafarina.

   PRESIDENTE.  Si  vota  secondo  l'ordine  di  presentazione,   non
  possiamo   accantonare  nell'ipotesi  che,  forse,  un  emendamento
  successivo  possa  essere  approvato.  Se  vi  sono  emendamenti  o
  subemendamenti  possono essere formalizzati,  ma  dobbiamo  seguire
  l'ordine di votazione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, vorrei
  fare  un  appello  all'Aula. Io capisco che noi vogliamo  garantire
  autonomia  ai  Comuni  nel definire eventuali  ranch  di  minimo  e
  massimo  per  gli assessori, ma io vorrei ritornare alle  cose  che
  abbiamo detto all'inizio, ovvero quando abbiamo detto che  la legge
  che  vogliamo  fare  deve  affermare un principio  e  cioè  che  un
  consigliere comunale o un assessore deve guadagnare la stessa cifra
  che  guadagna il suo collega nel resto d'Italia a parità di  numero
  di abitanti.
   Una  eccezione  la  possiamo fare per i  piccoli  Comuni  per  una
  ragione legata alla particolare dimensione; ma vi pare normale  che
  in un Comune un assessore con 20 mila abitanti guadagni, non lo so,
  mille  euro, in un altro Comune di 20 mila abitanti, sol perché  il
  Comune  prevede di aumentare il numero degli assessori,  lo  stesso
  assessore  che  fa  lo stesso lavoro, deve prendere  una  indennità
  inferiore  rispetto agli altri? Stiamo negando il  principio  della
  legge
   Ecco perché, cari colleghi, io capisco che ci appassioniamo spesso
  ai  numeri,  ma fino ad oggi il numero degli assessori è  stato  un
  numero  fisso, il 20 per cento del numero dei consiglieri e  questo
  ha funzionato fino ad oggi, non è successo nulla.
   Allora, se continuiamo ad affermare un principio secondo il  quale
  il  20  per cento rimane come parametro, certo laddove si è ridotto
  il   numero  dei  consiglieri  si  riduce  anche  il  numero  degli
  assessori,  ma inevitabile con la unica accezione - e mi  sento  di
  condividerla  -  dei piccoli Comuni per consentire  di  avere,  nei
  piccoli Comuni la verità non è tanto l'assessore, è chi occupa  del
  Comune, insomma, chi si occupa dei problemi della propria comunità.
  Allora,  l'idea di fare questa eccezione mi convince, ma  la  norma
  cosiddetta Alongi ha questo limite, di rendere differente il valore
  dello stesso lavoro.
   Ecco  perché  credo che sia un errore, da questo  punto  di  vista
  neghiamo il principio su cui stiamo facendo questa legge. Dopodichè
  l'Aula è sovrana  e deciderà come meglio crede.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor presidente, onorevoli colleghi, io  faccio  prima
  una  considerazione su quello che il Presidente Cracolici ha voluto
  rassegnare all'Aula, ma che sostanzialmente è stato il principio su
  cui ho voluto basare il mio intervento iniziale.
   A  mio  avviso il testo di legge che abbiamo licenziato per l'Aula
  doveva  essere  mantenuto così come lo abbiamo  votato.  C'è  stato
  quell'emendamento  che  ha  cambiato il numero  dei  consiglieri  e
  conseguentemente  anche  il  numero  degli  assessori  nei   Comuni
  capoluogo.  Secondo me con il 117 dovremmo ritornare,  però  è  una
  valutazione che l'Aula poi farà.
   E'  chiaro  che  comunque sulla scorta di questo  ragionamento  io
  credo  che  tutti gli emendamenti che vadano contro la  impalcatura
  che  abbiamo  immaginato  e io dico poi votato  in  Commissione  li
  dobbiamo rigettare.
   Io  faccio un appello ai vari capigruppo soprattutto al capogruppo
  Gucciardi  per  dire: noi dobbiamo andare avanti su  questa  norma,
  dobbiamo   dare  anche  un  segnale  chiaro  che  efficientiamo   e
  conteniamo la spesa.
   Adesso parlerò sull'ordine dei lavori, Signor Presidente, per  cui
  volevo intervenire. Noi, stasera, volendo chiedere con forza che si
  continui  e  si  vada avanti sulla legge, abbiamo voluto  dare  una
  attestazione di stima e di fiducia all'assessore Leotta.  Però,  se
  da un lato l'assessore Leotta registra questo atto di disponibilità
  e  di  fiducia  oltre  che  di  simpatia  da  parte  dell'Aula,  ma
  dall'altro lato da Palazzo d'Orleans arrivano, forse, alcuni strali
  all'impazzata,  nei  confronti  di tanti,  di  colleghi,  di  altri
  deputati fuori dall'Aula o di qualche Assessore, tali da porsi,  da
  suscitare  una  decisione, Assessore, che lei  non  ci  sta  ancora
  rappresentando  ma  che leggiamo però da qualche giornale  on-line,
  questo  ci  dispiace  e ci potrebbe anche addirittura  orientare  a
  fermare i lavori d'Aula, signor Presidente.
   Per  cui, chiedo e credo che l'assessore Leotta debba, come  dire,
  spiegare stasera e debba rassicurare quest'Aula.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  comunicare che, a nome del mio Gruppo, noi sosteniamo l'emendamento
  presentato  dall'onorevole Alongi non perché in linea di  principio
  noi  ribadiamo  la necessità, ovviamente, di adeguarci  alla  norma
  nazionale  per  quanto riguarda il contenimento della  spesa,  atto
  dovuto  e  obbligatorio, ma nell'ambito dell'autonomia dei  comuni,
  fermo  restando  i  paletti che vorrà porre la  Regione  sul  tetto
  massimo  dei  consiglieri  comunali,  come  previsto  dalla  legge,
  vogliamo  lasciare  ad  invarianza  di  spesa  la  piena  autonomia
  gestionale agli statuti dei comuni.
   Per  quanto ci riguarda, il ragionamento dell'onorevole  Cracolici
  non  mi  convince,  non  mi convince il principio  della  disparità
  perché  sono  scelte programmatiche che ogni comune vorrà  e  potrà
  fare  indipendentemente dal numero degli abitanti, dei paletti  che
  la   Regione,   che  l'Assessore  vorrà  porre  nell'ambito   della
  rappresentanza democratica della Giunta e, quindi, è convincente  e
  conducente   il  percorso  dell'onorevole  Alongi  che  rappresenta
  un'alternativa  valida nel rispetto della norma e del  contenimento
  della   spesa  ad  una  possibilità  di  deroga  per  una  maggiore
  rappresentatività nei piccoli, nei medi e nei grandi comuni.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  io,
  pur  rispettando l'intervento dell'onorevole Picciolo, mi pongo una
  domanda e cioè se su questo testo c'è una maggioranza. Me la  pongo
  perché in questa maggioranza si viaggia sempre in un modo, ci  sono
  quelli che fanno la nottata nelle finanziarie che poi rispondono al
  mondo  intero  dei  tagli, dei sacrifici che  dobbiamo  imporre  ai
  forestali ed ai comuni.
   Personalmente, credo che la dichiarazione dell'onorevole Picciolo,
  lo  dico  a titolo personale perché poi sarà il presidente del  mio
  Gruppo,  non possiamo fare che ci sono quelli di cuore grande,  una
  parte della maggioranza e quelli, i catoni, i censori, il testo  su
  cui  anch'io  nutro  molte  perplessità  soprattutto  sul  velo  di
  ipocrisia come se gli assessori dei piccoli comuni rappresentassero
  il dissanguamento delle finanze della Regione, e poi, molto spesso,
  non si conosce nemmeno il funzionamento di una società che si basa,
  che ha come punto di riferimento spesso i comuni.
   Ora, la domanda che mi pongo è, Assessore: ma perché dovrei votare
  un   testo  che  già  dall'articolo  1  presuppone  il  recepimento
  dell'impostazione  nazionale che sta nel testo unico  del  DL  267?
  Nulla  di  particolare,  ma mi chiedo  e  lo  chiedo  a  lei  nella
  rappresentanza  del  Governo cioè qual è la maggioranza  che  dovrà
  sostenere  nel  voto finale questo testo? Credo che si  imponga  la
  sospensione della seduta, Assessore.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  intervengo dicendo subito che ero abituato alle geometrie variabili
  e quindi non mi scandalizza nulla in quest'Aula. Penso che un testo
  del   genere  va  al  di  là  di  alcune  riflessioni  fatte  dalla
  maggioranza,  devono  però essere fatte delle riflessioni  di  buon
  senso.
   Il  motivo  del contendere, onorevole Cracolici - lei  che  ci  ha
  indrottinati  e  ci ha edotti - oggi il motivo del contendere,  per
  cui  stiamo perdendo tempo, riguarda la questione sola ed esclusiva
  dei piccoli comuni.
   Se  questo  è  il  principio  che è stato  sancito  da  tutti  gli
  interventi perché i piccoli comuni devono vicariare alcune funzioni
  che   altri  comuni  più  grossi  hanno,  i  dipartimenti,  i  capi
  dipartimenti,  gli uffici eccetera. Se questo principio  passa  non
  può   essere  accettato  l'emendamento  successivo  che  è   quello
  dell'onorevole Alongi perché estende una platea, a tutti i  comuni.
  L'emendamento  a firma dell'onorevole Alongi fatto in  questo  modo
  non può passare.
   Onorevole Cracolici, cerchiamo di trovare una sintesi. Se lo scopo
  è  quello  di andare incontro alla funzionalità dei piccoli  comuni
  potremo ritirare tutti gli emendamenti, lasciare il testo così  per
  com'è e fare un emendamento aggiuntivo in cui si dice che i piccoli
  comuni  -  in base al loro statuto - hanno la facoltà di  aumentare
  gli  assessori  fino  ad un numero massimo di quattro  purchè  tale
  incarico  sia reso a titolo gratuito e abbiamo chiuso  la  partita.
  Non abbiamo inciso su niente.
   Stiamo  andando fuori dalla legge? Si tratta di un  addendum,  una
  cosa  diversa.  Potrebbe rappresentare una soluzione  condivisa  da
  tutti.

   PRESIDENTE.  E'  in  corso di distribuzione la riformulazione  del
  subemendamento 1.24.1, coordinato con l'emendamento 1.24.

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Rispondo a chi ha fatto riferimento a notizie circa la mia  persona
  e l'esercizio delle mie funzioni.
   Ribadisco  -  a  chi  non l'avesse ancora capito  -  che  sono  un
  Assessore  di  questo  Governo nella pienezza delle  mie  funzioni.
  Considero, pertanto, il discorso chiuso.

   PRESIDENTE.  Sospendo l'Aula per due minuti per dare  agli  uffici
  possibilità di formulare la riscrittura.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.29, è ripresa  alle ore 20.35)

   La seduta è ripresa.
   Comunico che è stato presentato dall'onorevole Di Giacinto il  sub
  emendamento  1.24.2,  sostitutivo  del  sub  emendamento  1.24.1  e
  dell'emendamento 1.24.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ma  avevo  già
  chiesto ben tre volte durante il corso della seduta di intervenire,
  ma evidentemente non è stata notata la mia richiesta.
   Finalmente  posso intervenire e colgo l'occasione  per  dichiarare
  sin   d'ora   il   mio  voto  assolutamente  contrario   a   questo
  subemendamento. Se una deregulation va fatta, si deve  estendere  a
  tutti i comuni e non possiamo arrivare all'assurdo che in un comune
  di  3.000 abitanti abbiamo 4 assessori, così come quello in  quello
  di  50.000 abitanti o di 30.000 abitanti, perché approvando  questo
  emendamento,   e  non  quello  successivo  dell'onorevole   Alongi,
  arriveremmo a questo effetto finale.
   Io  dico  che  in  questa fiera della vacuità e al contempo  delle
  vanità  personali,  cha ha contraddistinto questa  legislatura  sin
  dall'inizio,  oggi  abbiamo cambiato bersaglio  ed  il  nemico  del
  nostro  star  bene  come cittadini italiani, e  come  siciliani  in
  particolare,  dalle  province o dalle sciocchezze  di  parentopoli,
  sono  in  poveri  sindaci ed i poveri consiglieri  comunali,  nella
  stragrande  maggioranza dei casi persone assolutamente corrette  ed
  oneste,  che  sottraggono tempo prezioso alle loro professioni  per
  dedicarsi  al  bene  comune, per gettoni di presenza  assolutamente
  irrisori.
   Se  vi  sono  dei delinquenti, perché tali sono alcuni consiglieri
  che  approfittano di questo per fare delle commissioni sulla carta,
  vanno  processati e condannati, ma non per questo si può processare
  un sistema che è quello della rappresentanza democratica.
   Mi  pare  assurdo che noi andiamo a togliere qualche centinaia  di
  euro  agli  stipendi  ed alle indennità già  miserrime  dei  nostri
  sindaci, che hanno responsabilità di primissimo piano, che sono  il
  fronte esposto ed i parafulmini di ogni problematica locale  e  poi
  consentiamo  che  quello  stesso  sindaco  possa  nominare  l'amico
  presidente  di  una  partecipata  e  magari  con  un'indennità   di
  centinaia  di  migliaia  di  euro  l'anno.  Però,  questo   non   è
  all'attenzione di nessuno, qui non c'è spending review  che  conti,
  non  c'è  nulla, perché noi dobbiamo fare soltanto le battaglie  di
  assoluta dietrologia per andare appresso alla moda del momento.
   Oggi  il nemico sono il sindaco ed il consigliere comunale e  noi,
  come  tanti  parassiti, andiamo appresso a questa  moda  forcaiola,
  inutile, demagogica come se nulla fosse.
   Parliamo  di  risparmi  di spesa astronomici,  l'onorevole  Grasso
  porta i dati ufficiali del suo comune, l'onorevole Malafarina porta
  invece  le tabelle di studi di chissà cosa, adombrando risparmi  di
  spesa milionari che, invece, resteranno assolutamente sulla carta.
   Poi mi fa specie che proprio l'assessore Leotta, che è giurista ed
  esperto di diritto, oggi abbia fatto riferimento a quella pronuncia
  della  Corte dei Conti riferente alla Regione Sardegna dimenticando
  che  è  recentissima  la sentenza della Corte  Costituzionale  che,
  invece,  applicando  un  principio ben più importante,  ha  proprio
  stabilito   la non applicabilità di quelle norme se  prima  se  non
  vengono  recepite dalle Regioni a Statuto speciale  come è avvenuto
  per quanto riguarda la rendicontazione dei Gruppi.
   Dobbiamo applicare questa riduzione che ci è imposta con la  quale
  noi  cambiamo il destino delle nostre popolazioni, di questo 20 per
  cento.  Allora, facciamo una norma semplicissima, una  norma  base.
  Togliamo  tutti gli emendamenti, perché se iniziamo  ad  introdurre
  distinguo  tra  le  varie realtà locali noi non  faremo  altro  che
  creare confusione.
   Non  è  possibile una babele normativa per cui il comune di Comiso
  ha  quattro  assessori e quello vicino di Scicli ne può avere  sei,
  perché  se  adottiamo  quest'altra norma o viceversa  introdurremmo
  veramente un'anarchia normativa per la quale ci riderebbe addosso -
  questa sì - tutta l'Italia.
   Quindi,  io  mi  stupisco che questo Governo e questa  Commissione
  esprimano parere favorevole su una norma che introduce confusione e
  confusione. Rischiamo il ridicolo
   Invito  i  colleghi  deputati a riflettere su  questo  e  siccome,
  purtroppo,  vi  è paura, vi è demagogia di esprimere  con  assoluta
  libertà  le  proprie posizioni, chiedo il voto  segreto  su  questo
  subemendamento  perché io dichiaro ufficialmente che  voto  contro,
  però  molti  magari non hanno questa linearità  di  pensiero  e  di
  espressione.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  ho  partecipato per parecchie sedute ai lavori della Commissione  e
  ritengo  che  il  disegno  di legge che  è  arrivato  in  Aula  sia
  assolutamente ben fatto, e tra l'altro ampiamente condiviso per  le
  lunghe sedute che sono state consumate in quest'Assemblea.
   E  adesso,  in  Aula, stiamo facendo di tutto per  distruggere  in
  parte questo lavoro fatto in Commissione.
   Avevamo pensato - ed io ero stato uno di coloro i quali asserivano
  che  nei  comuni capoluogo, che peraltro erano soltanto quattro  in
  Sicilia, il numero dei consiglieri veniva tagliato soltanto del  10
  per cento anziché del 20 per cento, dove poi sono stati aggiunti  i
  comuni  anche se non sono comuni capoluogo, da 50 mila a  100  mila
  abitanti,  quindi  complessivamente  erano  10.  E  tutto   questo,
  purtroppo,  è  stato smantellato in Aula con l'approvazione  di  un
  emendamento.
   Adesso  stiamo discutendo della questione che riguarda  il  numero
  degli  assessori.  Qui abbiamo un subemendamento dell'onorevole  Di
  Giacinto,  ma  non mi pare che questo subemendamento  possa  essere
  approvato  perché ritengo che questo principio, o  viene  esteso  a
  tutti  i  comuni - quindi fermo restando il budget che  prevede  la
  presenza  di  un  numero di assessori - o non  viene  assolutamente
  previsto.
   Tra  l'altro non capisco perché questa Sicilia debba essere sempre
  speciale in tutto. In questo rapporto, in questo taglio che è stato
  operato  credo  che  sia in linea con quello  che  accade  dopo  lo
  Stretto di Messina. Nel resto d'Italia tutto questo funziona e  poi
  arriviamo   in   Sicilia  e  cerchiamo  sempre  delle  scorciatoie,
  cerchiamo sempre di trovare delle soluzioni diverse.
   Vuoi  per fare il primo della classe, vuoi per farci belli  con  i
  consiglieri  comunali,  vuoi per altre  ragioni,  cerchiamo  sempre
  delle  soluzioni che sono  pirandelliane , per usare una  metafora,
  visto  che  io  sono agrigentino. Dobbiamo comunque sempre  trovare
  delle  soluzioni  che,  tra  l'altro,  alla  fine,  complicano   le
  questioni.
   Non  capisco perché non dobbiamo invece seguire la strada maestra,
  che  è  quella  di  un disegno di legge che noi abbiamo  fortemente
  voluto.  E  comunque  se  dobbiamo  fare  delle  modifiche,   degli
  aggiustamenti,  e  quindi lasciare al consiglio  comunale  ed  allo
  Statuto  dei consigli comunali la libertà di potere modificare,  io
  non  sono  d'accordo. Se deve passare una linea del  genere,  tanto
  vale estenderla a tutti i comuni, perché non ha senso limitarla  ai
  comuni con 3 mila, 5 mila o 10 mila abitanti. Tanto vale estenderla
  a  tutti  e  lasciare quello che è previsto come budget finanziario
  per  il  numero degli assessori e poi modificarlo in base a  questo
  tetto massimo che è previsto.
   Francamente  non  sono d'accordo perché questo, come  diceva  bene
  l'onorevole  Assenza, finirà con il determinare che in  comuni  che
  sono  assolutamente  corrispondenti per  numero  di  abitanti,  per
  popolazione, un comune avrà sei rappresentanti ed un altro ne  avrà
  otto.  Quindi  ci sarà anarchia totale in Sicilia. Vediamo  di  non
  commettere  ancora  di questi errori e fare  le  cose  per  bene  e
  rispettare  le  norme e le regole. Stabilire il numero  preciso  di
  rappresentanti  ed  anche  degli assessori  e  finirla  con  questi
  ragionamenti  che, purtroppo, ci portano sempre fuori  strada  e  a
  fare sempre porcherie anziché fare cose per bene.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
  chiedere a tutti i colleghi, visto che ci stiamo un po' incartando,
  di  ascoltare la mia proposta: modificare il numero degli assessori
  per  i  comuni al di sotto di tre mila abitanti portandoli  a  tre,
  così  come  quelli di cinque mila abitanti e tutto il resto  rimane
  invariato.  Perché  è  evidente che l'unico modo  per  evitare  che
  diventi tutto una variabile è avere tetti fissi per tutti.
   Siccome  il problema che si è posto che sotto i tre mila  abitanti
  avremmo  una  Giunta  formata da un sindaco  e  due  assessori,  lo
  facciamo  diventare il sindaco e tre assessori  sotto  i  tre  mila
  abitanti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se la proposta che ha avanzato  è
  formalizzata  in  un  sub  emendamento, passiamo  nell'ordine  alla
  valutazione e all'approvazione dei sub emendamenti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi continuiamo
  così,  con le proposte che arrivano in diretta non ne usciamo  più.
  Invito   la   Presidenza  ad  andare  avanti  con  gli  emendamenti
  presentati  e  procedere perché altrimenti qui arriveranno  duemila
  subemendamenti  con  ogni  volontà  di  qualsiasi  deputato.  E  le
  annuncio   fin   d'ora   che   io  voterò   contro   l'articolo   1
  complessivamente perché sta uscendo l'articolo stravolto rispetto a
  quello previsto dalla maggioranza.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Lombardo ed altri il subemendamento 1.24.3.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso  che  si
  stia  perdendo la bussola della norma. Con questo principio, che  è
  stato  giustamente  ribadito da alcuni  ex  sindaci,  peraltro,  ex
  amministratori  e  presidenti di provincia, si è giustamente  fatto
  notare  come la funzionalità di certe Giunte possa avere  nocumento
  da  questa norma. Al di là della proposta dell'onorevole Cracolici,
  che  per  carità aumenterebbe di 200 il numero degli  assessori  in
  Sicilia rispetto al testo unico degli enti locali, vorrei capire  a
  questo punto se noi ci stiamo adeguando alla norma nazionale  e  se
  per  alcune fasce dobbiamo andare sotto e per altre dobbiamo andare
  sopra.
   Io  ho  presentato  un  subemendamento che  mi  sembra  garantisca
  maggiore autonomia ai comuni e che peraltro smascheri anche  quello
  che  sta  avvenendo  qui dentro. Non parliamo di rappresentatività,
  non  c'è da valutare se sono 2, 3, 4 o 40 consiglieri. Qui  c'è  da
  garantire  un  parametro economico che è il 20%  del  rapporto  tra
  consiglieri e assessori. L'unica funzione di questa norma è  quella
  di  ridurre  le spese al di là di cosa servono i consiglieri,  cosa
  fanno  gli  assessori,  che deleghe possono  avere.  Questo  non  è
  importante  L'importante è ridurre del 20%.
   Allora mi sembra ragionevole, onorevoli colleghi, molti dei  quali
  avete   giustamente  detto  come  il  numero  possa  intaccare   la
  funzionalità   delle   Giunte.  La   proposta   avanzata   con   il
  subemendamento 1.24.3, che spero voi possiate apprezzare, è  quella
  di mantenere il numero attuale degli assessori attuali ma garantire
  il  taglio  del  20% dal punto di vista economico.  Quindi,  se  un
  comune nella propria distribuzione di deleghe e di attribuzione  di
  assessori  necessita  di  un assessore in  più,  nello  statuto  lo
  scrive,  ma mantiene, visto che è la necessità del Governo e  della
  maggioranza soltanto tagliare qualcosa agli assessori dei comuni di
  tremila,  cinquemila abitanti, a questo punto  diamo  autonomia  ai
  comuni  per  mezzo  del  proprio strumento legislativo,  che  è  lo
  Statuto, di determinare il numero e manteniamo il taglio.

   PRESIDENTE.  Comunico che la proposta dell'onorevole  Cracolici  è
  stata formalizzata con la presentazione del subemendamento 1.27.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.27.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.27.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          31
   Contrari            22
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   A seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.27, sono preclusi i
  subemendamenti   1.24.3,  1.24.2,  1.24.1  e  l'emendamento   1.24.
  Risultano altresì preclusi gli emendamenti 1.7 e 1.11.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, non ho ben compreso, per  essere  più
  chiaro, perché ha dichiarato precluso l'emendamento 1.11.
   Il  subemendamento  1.27  riguardava soltanto  i  comuni  sotto  i
  cinquemila abitanti per cui io ritengo che il mio emendamento possa
  comunque rimanere in piedi. Questo è il mio pensiero, se dico delle
  sciocchezze  mi  ritiro e vado al mio posto, ci mancherebbe  altro,
  non  è  che io sono un legislatore ferrato che so tutto. Ma secondo
  me è una disparità nei confronti dei comuni fino a 3 mila, fino a 5
  mila,  10  mila  e così via. Se poi la Presidenza dice  che  non  è
  accoglibile, nel senso che non è presentabile, lo faccia nullo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Alongi, io la inviterei a ritirare  il  suo
  emendamento  1.11  e  anche  il subemendamento  1.11.1.  Mi  spiego
  meglio,  l'emendamento  è  certamente  precluso  nella  parte   che
  riguarda  i  Comuni  da  cinquemila  abitanti  in  giù,  perché  si
  creerebbe una confusione della quale non ne verremmo fuori.

   ALONGI.  Signor  Presidente, io ritengo che  l'emendamento  faccia
  giustizia di equità e parità nei comuni dal mio punto di vista,  ed
  anche l'onorevole Picciolo era intervenuto in questa direzione.  Se
  poi è precluso me lo dica, ma io non lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 1.11 è precluso  dall'approvazione  del
  subemendamento 1.27, che ha definitivamente normato la materia.
   Quindi  non  possiamo procedere all'esame di ulteriori emendamenti
  sulla  composizione  delle Giunte, per quanto riguarda  i  consigli
  comunali.
   L'emendamento 1.22 è assorbito.
   Si  passa,  pertanto, all'approvazione dell'articolo 1, così  come
  emendato.
   Il parere della Commissione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli onorevoli Rinaldi, Picciolo, Lo Giudice e Assenza hanno votato
  contro.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  18
  giugno 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   I  -Comunicazioni

   II  - Discussione del disegno di legge:

      Disposizioni in materia di composizione dei consigli e  delle
        giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
        consigli circoscrizionali. Disposizioni varie . (n.  980/A)
        (Seguito)

           Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 21.06

    (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 9.30 di giovedì
                            18 giugno 2015)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

   ALLEGATO 2

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI IN MATERIA DI  COMPOSIZIONE  DEI
  CONSIGLI  E  DELLE GIUNTE COMUNALI, DI STATUS DEGLI  AMMINISTRATORI
  LOCALI  E  DI  CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI. DISPOSIZIONI VARIE .  (N.
  980/A)

   (Evidenziati in rosso ed in grassetto gli emendamenti approvati)

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 1.
     Norme in materia di composizione dei consigli e delle giunte
                               comunali

         1.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     comunali  successivo all'entrata in vigore della presente
     legge,  il  numero  dei componenti dei consigli  comunali
     previsto dall'articolo 43 della legge regionale 15  marzo
     1963,  n.  16  e  successive modifiche e  integrazioni  è
     ridotto  del  20  per cento rispetto alle previsioni  del
     suddetto  articolo,  fatta eccezione  per  i  comuni  con
     popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i  comuni
     capoluogo  di  provincia,  per  i  quali  il  numero  dei
     consiglieri  è ridotto del 10 % rispetto alle  previsioni
     del citato articolo 43.

         2.  Al  comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), dalla legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48   e   successive   modifiche  ed   integrazioni   sono
     introdotte le seguenti modifiche:

         a)   dopo  le  parole  al 20 per cento dei componenti
     dell'organo   elettivo  di  riferimento   aggiungere   le
     parole   ,  arrotondato all'unità  superiore  qualora  il
     rapporto  presenti un risultato decimale pari o superiore
     a 0,1. ;

         b)   le  parole  da   e,  limitatamente  alle  giunte
     comunali,   fino  alla  fine del  comma  sono  sostituite
     dalle  parole   Nei  comuni con popolazione  superiore  a
     5.000  e pari o inferiore a 10.000 abitanti il numero  di
     assessori   è   fissato  a  quattro,   nei   comuni   con
     popolazione superiore a 3.000 e pari o inferiore a  5.000
     abitanti  il numero degli assessori è fissato a tre,  nei
     comuni  con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti
     il numero degli assessori è fissato a due. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   1.8   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.3   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.2   All'articolo  1  apportare  le  seguenti  Commiss
  5    modifiche:                                 ione

         a)  al  comma 1, eliminare le parole  da
        A decorrere  fino a  presente legge .

         b) aggiungere il seguente comma:

          3.   Le   disposizioni   del   presente
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo alla data di entrata in  vigore
       della presente legge. .
   1.4   Al  comma  1,  sostituire le  parole   è  Di
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle Mauro
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Greco
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione G.
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato articolo 43  con le parole  è  così
       composto:
         a)  30 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 500.000 abitanti;
         b)  25 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 250.000 abitanti;
         c)  20 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 100.000 abitanti;
         d)  15 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 50.000 abitanti;
         e)  14 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 30.000 abitanti;
         f)  9  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 10.000 abitanti;
         g)  7  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 5.000 abitanti;
         h)  5  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 3.000 abitanti;
         i) 3 membri negli altri comuni. .
   1.9   Al  comma  1  sostituire le  parole    è  Alongi
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle  D'Asero
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Fontana
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione  Germanà
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i  Lo
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i Sciuto
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato  articolo  43.  con  le  parole   è
       ridotto  del  10 per cento  rispetto  alle
       previsioni del suddetto articolo .
   1.1   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Lo
  7    ridotto  del 20 per cento  con  le  parole Sciuto
        è ridotto del 10 per cento .               Alongi
                                                   D'Asero
                                                   Germanà
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2    eccezione  per  i  comuni con  popolazione
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero di consiglieri è  ridotto
       del   10%  rispetto  alle  previsioni  del
       citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere il periodo che va  Musumec
  4    da    fatta  eccezione   fino  a    citato i
       articolo 43 .                               Formica
                                                   Ioppolo
   1.1   Al  comma  1  sopprimere il  periodo   ,  Siragus
  6    fatta   eccezione   per   i   comuni   con a
       popolazione tra 50.001 e 100.000  abitanti  Cappell
       e  per  i  comuni capoluogo di  provincia, o
       per  i  quali  il numero di consiglieri  è
       ridotto  del 10% rispetto alle  previsioni
       del citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole  per  i  Siragus
  5    comuni   con  popolazione  tra  50.001   e a
       100.000 abitanti e .                        Cappell
                                                  o
   1.2   Alla  fine  del  comma 1  aggiungere  il  Commiss
  6    seguente periodo:                          ione
          Qualora   il   rapporto   presenti   un
       risultato decimale pari o superiore a  0,1
       il  numero  di  consiglieri è  determinato
       con arrotondamento all'unità superiore .
   1.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Barbaga
  3       2.  Per  la  composizione delle  giunte llo
       comunali,  si  applicano  le  disposizioni  Lupo
       dell'articolo  47, comma  1,  del  decreto  Cirone
       legislativo 18 agosto 2000, n.  267.  Sono  Vullo
       abrogate   tutte   le   disposizioni    in
       contrasto. .
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  1.18                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.6   La   lettera  a)  del  comma  2  è  così  Di
       sostituita:                                Mauro
          a)  la  giunta comunale è composta  dal  Greco
       Sindaco che la presiede e da un numero  di G.
       assessori    rideterminate    nel     modo
       seguente:
         1)   10   assessori   nei   comuni   con
       popolazione superiore a 500.000 abitanti;
         2)    9   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 250.000 abitanti;
         3)    8   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 100.000 abitanti;
         4)    7   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 50.000 abitanti;
         5)    6   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 30.000 abitanti;
         6)    5   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 10.000 abitanti;
         7)    4   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 5.000 abitanti;
         8)    3   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 3.000 abitanti. .
   1.1   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  1.23                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  0    parole    Nei   comuni   con   popolazione  D'Asero
       superiore  a  5.000 e pari o  inferiore  a  Germanà
       10.000  abitanti il numero di assessori  è  Lo
       fissato   a   quattro,  nei   comuni   con Sciuto
       popolazione  superiore a 3.000  e  pari  o
       inferiore  a  5.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori  è  fissato  a  tre,  nei
       comuni con popolazione pari o inferiore  a
       3.000  abitanti il numero degli  assessori
       è  fissato  a  due.  con  le  parole   Nei
       comuni  con popolazione da zero  a  10.000
       abitanti il numero di assessori è  fissato
       a quattro. .
         All'art.   1,    comma   2   lett.    b)  Di
   1.2 sostituire  le  parole  da   superiore   a Giacinto
  7    3.000  fino alla fine con le parole   pari
       o  inferiore  a 5.000 abitanti  il  numero
       degli assessore è fissato a tre. .

   1.2   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Di
  4    parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il Giacinto
       numero  degli assessori è fissato  a  tre,  Malafar
       nei   comuni   con  popolazione   pari   o ina
       inferiore  a  3.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori è fissato a due.  con  le
       parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il
       numero degli assessori è fissato da due  a
       quattro,  nel rispetto del tetto di  spesa
       complessivo  degli assessori,  nei  comuni
       con  popolazione pari o inferiore a  3.000
       abitanti  il  numero  degli  assessori   è
       fissato  da  due a quattro,  nel  rispetto
       del   tetto  di  spesa  complessivo  degli
       assessori.
   1.7   Dopo   la  lettera  b)  è  aggiunta   la  Di
       seguente lettera:                          Mauro
            c)  all'articolo  33  della  legge  8  Greco
       giugno   1990  n.  142,  come   introdotto G.
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  e),
       della    legge   regionale   n.   48/1991,
       integrato  dall'articolo  1  della   legge
       regionale  16  dicembre 2008  n.  22  sono
       aggiunte   le  parole   nei   comuni   con
       popolazione  da 1.000 a 2.000  abitanti  ,
       la  giunta comunale è composta dal Sindaco
       che la presiede e da 2 assessori.
   1.1   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Alongi
  1       2   bis.   Ai  fini  di  una   migliore  D'Asero
       partecipazione      democratica       alla  Germanà
       amministrazione della cosa  pubblica,  gli  Lo
       statuti  dei comuni possono prevedere  che Sciuto
       il   numero   dei  componenti,   sia   del
       consiglio  comunale che  degli  assessori,
       possa  essere maggiore di quello stabilito
       dalla  presente  legge,  purché  la  spesa
       derivante  e  gravante  sul  bilancio  del
       comune  non  superi  la spesa  complessiva
       che  lo  stesso  comune  sopporterebbe   a
       seguito  della applicazione della presente
       legge regionale.
   1.2   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Milazzo
  2       2 bis. Le disposizioni dei commi 1 e  2 G.
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo  Falcone
       rinnovo elettorale.                         Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 2.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
           in materia di status degli amministratori locali

         1.  La  misura massima delle indennità di funzione  e
     dei  gettoni  di  presenza di cui all'articolo  19  della
     legge  regionale  23 dicembre 2000, n.  30  e  successive
     modifiche  e  integrazioni è commisurata alle  previsioni
     di  cui alla tabella  A  allegata al Regolamento adottato
     con  decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
     n.  119  e successive modifiche ed integrazioni,  di  cui
     all'articolo  82,  comma  8 del  decreto  legislativo  18
     agosto   2000,   n.   267  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni.  Al  presidente del  consiglio  comunale  è
     attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore  dei
     comuni della stessa classe demografica.

         2.  All'articolo 20 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche e integrazioni sono apportate  le
     seguenti modifiche:

         a)  al  comma  1 le parole  si protraggano  oltre  la
     mezzanotte     sono   sostituite   dalle    parole     si
     protraggano oltre le due ;

         b)  al  comma  2  le parole  hanno  diritto,  per  la
     partecipazione  alle sedute, di assentarsi  dal  servizio
     per  l'intera  giornata   sono  sostituite  dalle  parole
      hanno  diritto di assentarsi dal servizio per  il  tempo
     strettamente  necessario alla partecipazione  a  ciascuna
     seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo  della
     riunione  e  rientrare al posto di  lavoro  nella  misura
     massima  di  un'ora prima e di un'ora dopo lo svolgimento
     della seduta. .

         3.  Fermo restando quanto disposto dagli articoli  18
     e  20  della  legge  regionale n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e  integrazioni  in  materia  di  aspettative
     nonché  di permessi e licenze degli amministratori  degli
     enti  locali  della  Regione, i  rimborsi  a  favore  del
     datore  di  lavoro di cui al comma 5 del citato  articolo
     20   della   legge  regionale  n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e   integrazioni   sono   corrisposti   dalla
     amministrazione locale competente nel limite  massimo  di
     1/3   dell'indennità  spettante  al  rispettivo  sindaco,
     fatta   eccezione   per   i   rimborsi   relativi    agli
     amministratori   dei  comuni  con  popolazione   pari   o
     inferiore  a  10.000  abitanti, per  i  quali  il  limite
     previsto  dal presente comma è pari al 50% della medesima
     indennità.

         4.  All'articolo 21 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
     seguenti modifiche:

         a) il comma 4 è soppresso;
  b) al comma 5 le parole da  e che, in ragione del loro mandato
  fino a  modifiche ed integrazioni  sono sostituite dalle parole  ,
  spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
  sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute
  dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la
  presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
  delle funzioni proprie o delegate. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   2.4   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  3                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.6   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.5   Il comma 1 è così sostituito:             Di
          1.  La  misura massima delle  indennità Mauro
       di  funzione e dei gettoni di presenza  di  Greco
       cui  al  comma  2 dell'articolo  19  della G.
       legge  regionale  n. 30  del  23  dicembre
       2000    e    successive    modifiche     e
       integrazioni,   è   determinata    secondo
       quanto   previsto   dalla   tabella     A
       allegata   al  Regolamento  adottato   con
       decreto  del 4 aprile 2000 n.  119  e  sue
       successive  modifiche e  integrazioni,  di
       cui  all'articolo 82, comma 8 del  decreto
       legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e  sue
       successive   modifiche   e   integrazioni,
       decurtata del 20%. .
   2.3   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Commiss
  7    commisurata alle previsioni di  cui  alla  ione
       con  le  parole  è pari a quella  prevista
       dalla .
   2.1   Al  comma  1, dopo le parole  successive  Siragus
  9    modifiche   ed  integrazioni    aggiungere a
        non è comunque consentito erogare più  di  Cappell
       un  gettone  al giorno, anche in  caso  di o
       partecipazione  a più di  una  seduta  dei
       relativi organi consiliari. .
   2.3   Al   comma   1,   dopo  le   parole    e  Laccoto
  3    successive   modifiche  ed   integrazioni   Panarel
       sono  aggiunte  le  parole:   fatto  salvo lo
       che,  nella  parte relativa ai gettoni  di  Vullo
       presenza  dei  consiglieri  comunali,   la  Arancio
       dimensione demografica degli scaglioni  da
       30.001 a 500.000 è così rideterminata:  da
       30.001 a 200.000 e da 200.001 a 500.000 .
   2.1   Al   comma   1,  alla  fine  del   primo  Rinaldi
  2    periodo,  dopo  le  parole   del   decreto  Sudano
       legislativo  18  agosto  2000,  n.  267  e  Alloro
       successive   modifiche  ed   integrazioni   Vinciul
       aggiungere  le seguenti:  a decorrere  dal lo
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge. .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  4    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le  parole  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
       indennità pari all'80 per cento di  quella
       spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
       hanno  diritto a percepire un  gettone  di
       presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad un  quarto
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  5    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le parole:  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
   Seg indennità  pari al 60 per cento di  quella
  ue   spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
   seg hanno  diritto a percepire un  gettone  di
  ue   presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad  un  terzo
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  2    seguente:                                  G.
          1     bis.    Al    Presidente    della  Falcone
       circoscrizione    è    corrisposta     una  Savona
       indennità  pari  a quella  corrisposta  al  Assenza
       Consigliere di circoscrizione.              Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  1    seguente:                                  G.
          1  bis.  L'indennità stabilita per  gli  Falcone
       Assessori  non  può in ogni caso  superare  Savona
       il  70% dell'importo massimo percepito dai  Assenza
       consiglieri comunali. .                     Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.1   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  6    seguente:                                  G.
          1   bis.   L'indennità   dell'Assessore  Falcone
       comunale non può superare l'indennità  del  Savona
       Consigliere comunale.                       Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis. All'articolo 19, comma 12  bis,
       della legge regionale 23 dicembre 2000  n.
       30,  è  aggiunto il seguente periodo:   La
       corresponsione dei gettoni di  presenza  è
       in  ogni caso esclusa, ove una seduta  sia
       dichiarata   deserta  per   mancanza   del
       numero legale.'.
   2.8   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Figucci
  2                                               a
                                                  Falcone
                                                  Assenza
                                                  Federico
                                                  Grasso
                                                   Milazzo
                                                  G.
                                                  Papale
                                                   Savona
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Cascio
  5                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  9                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   2.1   Al  comma 2 sopprimere le lettere  a)  e  Rinaldi
       b)                                          (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  2.28                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Cascio
  6                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.2   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Cascio
  4                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  1    parole   nella  misura massima  di  un'ora  D'Asero
       prima  e  di  un'ora dopo  lo  svolgimento  Germanà
       della   seduta.   con  le  parole    nella  Lo
       misura  massima di due ore prima e di  due Sciuto
       ore dopo lo svolgimento della seduta.
   2.1   Al  comma 2, lettera b) le parole  nella  Zito
  8    misura massima di un'ora e di un'ora  dopo Mangiaca
       lo    svolgimento   della   seduta    sono vallo
       sostituite  dalle  parole   nella   misura Cancelle
       massima  di 30 minuti e di 30 minuti  dopo ri
       lo svolgimento della seduta .              Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   2.7   Al  comma  2,  dopo  la  lettera  b)   è  Di
       aggiunta la seguente lettera:              Mauro
          c)   i   consiglieri   comunali   hanno  Greco
       diritto   a   percepire  un   gettone   di G.
       presenza  al  giorno per la partecipazione
       a  consigli e commissioni anche in caso di
       partecipazioni a più sedute  nella  stessa
       giornata.  In  nessun  caso  si   potranno
       accumulare più di 20 gettoni al mese.
   2.9   Il comma 3 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.4   Il comma 3 è sostituito dal seguente:     Sudano
  0       3.   All'articolo  20,  comma  5  della  Ruggire
       legge  regionale 23 dicembre 2000, n.  30, llo
       le   parole    pari  a  due  terzi    sono  Anselmo
       sostituite dalle parole  pari ad un  terzo  Nicotra
       o,    limitatamente    ai    Comuni    con  Sammart
       popolazione  inferiore a  10.000  abitanti ino
       pari alla metà  .
   2.3   Al   comma  3  eliminare  le  parole  da  Commiss
  8     Fermo restando  a  della Regione .        ione

   2.1   Al   comma  3  le  parole   nel   limite  Zito
  7    massimo  di  1/3   sono  sostituite  dalle Mangiaca
   I   parole   nel limite massimo di 1/4 ed  1/5 vallo
  part nelle   città   di  Catania,   Messina   e Cancelle
  e    Palermo .                                  ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Al  comma 3 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2.13 eccezione  per  i rimborsi  relativi  agli
       amministratori dei comuni con  popolazione
       pari o inferiore a 10.000 abitanti, per  i
       quali  il  limite  previsto  dal  presente
       comma   è   pari  al  50%  della  medesima
       indennità .
   2.1   Al   comma  3   è  pari  al  50%   della  Zito
  7    medesima    indennità    sono   sostituite Mangiaca
   II  dalle   parole   è  pari  ad   1/3   della vallo
  part medesima indennità .                       Cancelle
  e                                               ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Il comma 4 è soppresso                    Di
  2.10                                            Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 4 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al  comma 4, sopprimere le lettere a)  e  Milazzo
  5    b)                                         G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al comma 4 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Lombard
  2.20 comma:                                     o
          5.   Le   disposizioni   del   presente  Di
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal Mauro
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge .
   2.2   Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Milazzo
  4    comma:                                     G.
          5.  Le  disposizioni di  cui  sopra  si  Falcone
       applicano     dal     prossimo     rinnovo  Savona
       elettorale.                                 Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 3.
                        Adeguamento dei comuni

  1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
    disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
    trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   3.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   3.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.5   Al   comma   1  sostituire   la   parola  Milazzo
        sessanta  con  trenta .                   G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.1   Al  comma 1, sostituire le parole   alle  Commiss
  1    disposizioni  in  essa contenute   con  le ione
       parole   alle  disposizioni  di  cui  agli
       articoli  1  e 2  e sostituire  le  parole
        quanto  previsto dagli articoli  1  e  2
       con   le   parole   quanto  previsto   dai
       medesimi articoli .
   3.1   Al  comma 1, il secondo periodo  è  così  Sudano
  0    sostituito:     In   caso    di    mancato  Ruggire
       adempimento  entro i termini si  applicano llo
       le  procedure di cui all'articolo 24 della  Anselmo
       Legge  Regionale 3 dicembre 1991,  n.  44.  Nicotra
       Le  disposizioni di cui agli articoli 1  e  Sammart
       2  trovano applicazione anche in  caso  di ino
       mancato    adeguamento    degli    Statuti
       comunali.
   3.1   Al   comma  1,  il  secondo  periodo   è  Sudano
  2    sostituto  dal seguente:  Le  disposizioni  Ruggire
       di   cui  agli  articoli  1  e  2  trovano llo
       applicazione  anche  in  caso  di  mancato  Anselmo
       adeguamento degli Statuti comunali.         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   3.9   Al  comma 1, sostituire le parole   1  e  Di
       2  con  1, 2 e 5 .                         Giacinto
   3.2   Al   comma   1  aggiungere  le  seguenti  Lombard
       parole  :    Le disposizioni del  presente o
       articolo,  si  applicano a  decorrere  dal  Di
       primo rinnovo dei consigli comunali e  dei Mauro
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   3.3   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2.  Le  disposizioni di cui al comma  1 G.
       si   applicano,  a  decorrere  dal   primo  Falcone
       rinnovo  dei consigli comunali, successivo  Savona
       alla  data  di  entrata  in  vigore  della  Assenza
       presente legge.                             Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.4   Aggiungere il seguente comma:             Lo
          2.   Le   disposizioni  di   cui   agli Sciuto
       articoli  1  e 2 della presente  legge  si  Alongi
       applicano  a  decorrere dal primo  rinnovo  D'Asero
       dei   consigli  comunali  successivo  alla  Germanà
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge.
   3.6   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2. Le disposizioni di cui agli          G.
       articoli precedenti si applicano dal        Falcone
       prossimo rinnovo elettorale.                Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 4.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
               in materia di trasparenza amministrativa

    1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
       21 è aggiunto il seguente:

                             Art. 21 bis.
           Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali

         1.  Al fine di garantire la massima trasparenza nelle
     pubblica   amministrazione,  tutte  le  spese  a   carico
     dell'ente  per i rimborsi e per i gettoni ai  consiglieri
     comunali   sono   pubblicate   nel   sito   istituzionale
     dell'ente.

         2.  I  comuni predispongono nei propri siti  internet
     una   sezione  dedicata  ai  consigli  comunali  ed  alle
     singole  commissioni dove sono inseriti  gli  ordini  del
     giorno,  i  verbali  delle commissioni  e  dei  consigli,
     l'orario  di  inizio e di fine delle  commissioni  e  dei
     consigli comunali. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   4.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   4.6   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.7   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.8   Al  comma 1 prima delle parole  Al  fine  Sudano
       di  garantire  aggiungere le parole  Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   4.1   Al  comma 1, Art. 21 bis, sopprimere  il  Rinaldi
       comma 2                                     (*)
   4.5   Al  comma  1, Art. 21 bis, al  comma  2,  Zito
       dopo  le parole:  e dei consigli comunali  Mangiaca
       aggiungere  la  seguente  frase:    nonché vallo
       l'attività consiliare degli eletti con  la Cancelle
       possibilità  di poter scaricare  dal  sito ri
       del comune gli atti depositati .           Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   4.3   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Ai  fini della pubblicità  dei Mauro
       lavori  delle  commissioni  consiliari,  è  Greco
       fatto  obbligo ai comuni di adeguare entro G.
       120    giorni   i   propri    statuti    e
       regolamenti,   all'utilizzo   della   rete
       Internet e delle trasmissioni video  delle
       sedute delle commissioni consiliari.
   4.4   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Gli  enti locali,  per  quanto Mauro
       attiene  la  riduzione delle misure  delle  Greco
       indennità  di  funzione e dei  gettoni  di G.
       presenza   in  attuazione  della  presente
       norma,  dovranno  produrre all'Assessorato
       Regionale delle Autonomie Locali  e  della
       Funzione   Pubblica  alla  data   del   31
       dicembre    di   ogni   anno,    specifica
       certificazione   attestante    l'effettiva
       riduzione  di spesa conseguita  alla  data
       del   31  dicembre  dell'anno  precedente.
       L'assessore,  riscontrata  la   differenza
       tra l'ammontare delle economie di cassa  e
       la   riduzione   dei  trasferimenti,   con
       propri  decreti  adegua la  dotazione  per
       l'anno    di    riferimento   del    Fondo
       straordinario  di  cui all'art.  30  della
       legge   regionale  n.  5  del  28  gennaio
       2014.

    ¥³´¯¤¥¬¤©³¥  ¯¤© ¥  ¥

                               Art. 5.
              Soppressione delle commissioni consiliari
     nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti

         1.  Al  comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), della legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48  e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
     all'inizio le parole  Nei comuni con popolazione  pari  o
     inferiore a 10.000 abitanti, .

         2.  I  comuni adeguano i propri statuti e regolamenti
     entro  centoventi giorni della data di entrata in  vigore
     della presente legge.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   5.3   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   L'articolo è soppresso                    Sudano
  3                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   5.1   Il comma 1 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   5.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Al  comma 1, sostituire le parole   pari  Commiss
  1    o inferiore  con la parola  superiore .    ione
   5.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,  n.   48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)   dopo  la  parola   organizzazione',
       sopprimere  le  parole   e  le  forme   di
       pubblicità dei lavori';
         b)  dopo  la parola  diffusi' aggiungere
       il   seguente  periodo   Le  sedute  delle
       commissioni  consiliari  sono   pubbliche,
       salvi  i casi previsti dal regolamento,  e
       si  tengono  preferibilmente  in  un  arco
       temporale non coincidente con l'orario  di
       lavoro dei partecipanti.'.
   5.6   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Siragus
       seguente:                                  a
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31  Cappell
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come o
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,  n.   48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)  dopo  le parole  interessi diffusi.
       Aggiungere:   I  lavori delle  commissioni
       consiliari sono pubblici, è fatto  obbligo
       ai  comuni siciliani di adeguare i  propri
       Statuti  ed i propri regolamenti indicando
       l'utilizzo  della  rete Internet  e  della
       trasmissione  video  delle  sedute   delle
       commissioni   consiliari,   quale    forma
       prevalente di pubblicità dei lavori. ;
         b)  le  parole  e le forme di pubblicità
       dei lavori  sono soppresse.
   5.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.9   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Il comma 2 è soppresso                    Di
  0                                               Giacinto
   5.1   Al  comma 2 dopo la parola  regolamenti   Commiss
  2    inserire  le parole  alle disposizioni  di ione
       cui al comma 1 .

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 6.
            Norme in materia di consigli circoscrizionali

         1.  Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta
     eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina.

         2.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     circoscrizionali successivo all'entrata in  vigore  della
     presente  legge,  il numero dei componenti  dei  consigli
     circoscrizionali  di  cui  al comma  4  dell'articolo  13
     della  legge  8  giugno  1990, n.  142,  come  introdotto
     dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),  della   legge
     regionale   11   dicembre  1991,  n.  48,  e   successive
     modifiche  ed integrazioni è ridotto del 20%  rispetto  a
     quanto  previsto dal citato articolo 13 e, comunque,  non
     può  essere  superiore a 10, compreso il  presidente  del
     consiglio circoscrizionale.

         3.  Sono  abrogate  le  norme  in  contrasto  con  il
     presente articolo.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   6.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  5                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.9   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Gucciar
          1.   Fatta  eccezione  per   le   città di
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e
       Messina, i presidenti ed i consiglieri  di
       circoscrizioni, dalla data di  entrata  in
       vigore    della   presente   legge,    non
       percepiranno    compensi,    gettoni    di
       presenza,    indennità,    emolumenti    o
       rimborsi,   a   qualunque  titolo   e   in
       qualsiasi forma. E' fatto altresì  divieto
       agli  Statuti ed ai Regolamenti dei Comuni
       di  prevedere l'attribuzione di  compensi,
       gettoni     di     presenza,    indennità,
       emolumenti o rimborsi, a qualunque  titolo
       e   in  qualsiasi  forma,  a  favore   dei
       presidenti   e   dei   consiglieri   delle
       circoscrizioni .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Musumec
  0       1.   Fatta  eccezione  per   le   città i
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Formica
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei  Ioppolo
       Comuni      non     possono     attribuire
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Ruggire
  2       1.   Fatta  eccezione  per   le   città llo
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Sammart
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei ino
       Comuni      non     possono     attribuire  Sudano
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,  Nicotra
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Figucci
  1       1.   Fatta  eccezione  per   le   città a
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e Falcone
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei Assenza
       Comuni      non     possono     attribuire Federico
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza, Grasso
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in  Milazzo
       qualsiasi forma siano percepiti, a  favore G.
       degli    amministratori    dei    consigli Papale
       circoscrizionali.                           Savona
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Venturi
  0       1.  Fatta  eccezione per  i  Comuni  di no
       Palermo,  Catania e Messina, per  i  quali  Fazio
       si  applica  la  normativa  previgente,  i
       Comuni  con popolazione superiore a 50.000
       abitanti  possono  prevedere  nei   propri
       statuti   e  regolamenti  i  consigli   di
       circoscrizione,   tutti   gli    incarichi
       esercitati dai loro organi sono  a  titolo
       gratuito, ed in nessun caso gli statuti  e
       i    regolamenti   dei   Comuni   potranno
       prevedere  gettoni di presenza  e/o  altro
       emolumento a carico degli stessi Comuni .

   6.7   Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:   Cirone
          1   bis.  Alle  città  con  popolazione  Marzian
       superiore    ai   100.000    abitanti    è o
       consentita  l'istituzione di  consigli  di  Lupo
       circoscrizione  fino  a  un   massimo   di  Vinciul
       cinque.  Il numero dei consiglieri  eletti lo
       in   ogni  singola  circoscrizione   viene
       fissato  da  un  minimo  di  cinque  a  un
       massimo di otto rappresentanti sulla  base
       delle    popolazioni    residenti    nelle
       rispettive circoscrizioni  .
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   6.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  5                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   6.3   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Di
          2.  A  decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   il  numero  dei  componenti   dei
       consigli circoscrizionali di cui al  comma
       4  dell'articolo 13 della legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 50% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque,  non può essere superiore  a  7,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale.
   6.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Venturi
  9       2. Nei comuni di cui al primo comma,  e no
       nei  Comuni di Palermo, Catania e Messina,  Fazio
       a  decorrere  dalla prima  costituzione  o
       primo       rinnovo      dei      consigli
       circoscrizionali  successivo   all'entrata
       in  vigore della presente legge, il numero
       dei      componenti      dei      consigli
       circoscrizionali  di  cui   al   comma   4
       dell'articolo  13  della  legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  l , comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 20% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque, non può essere superiore  a  l0,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale. ".
   6.2   Al  comma 2, eliminare le parole  da   è  Commiss
  2    ridotto  a  e comunque .                   ione
   6.8   Al  comma  2  sostituire  le  parole   è  Alongi
       ridotto   del   20%  rispetto   a   quanto  D'Asero
       previsto   dal  citato  articolo   13   e,  Germanà
       comunque, non può essere superiore  a  10,  Lo
       compreso   il  presidente  del   consiglio Sciuto
       circoscrizionale.   con   le   parole    è
       ridotto   del   15%  rispetto   a   quanto
       previsto dal citato articolo 13.
   6.1   Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:    Di
  1       2  bis.  A decorrere dal primo  rinnovo Mauro
       dei  consigli circoscrizionali  successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,    nei   comuni   con   popolazione
       compresa  tra  i 250 mila  e  i  500  mila
       abitanti,        fino        all'effettivo
       decentramento  delle  competenze  di   cui
       all'art.   13   legge   n.   142/90,    ai
       presidenti  dei consigli di circoscrizione
       è  corrisposta  un'indennità  di  funzione
       nella  misura  massima del 50%  di  quella
       spettante per i sindaci.
         2   ter.  All'amministratore  cui  venga
       corrisposta   l'indennità   di   cui    al
       precedente  punto  1,  non  spetta   alcun
       gettone  di presenza per le partecipazioni
       di sedute dell'organo collegiale.

   6.1   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  8                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.6   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Di
            4. A decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   nei  comuni  dove  insistono   le
       circoscrizioni    di   decentramento,    i
       Consigli Comunali, entro 180 giorni  dalla
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge,   dovranno   definire   l'iter   di
       assegnazione    delle   competenze    alle
       circoscrizioni;                  trascorso
       infruttuosamente  tale termine,  ai  sensi
       dell'articolo 17 del testo  Unico  di  cui
       al  decreto legislativo n. 267 del 2000  e
       sue  successive  modifiche e  integrazioni
       le stesse saranno soppresse.
   6.2   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Sudano
  4     4.    Ai    Presidenti    dei    Consigli  Ruggire
       Circoscrizionali       è       corrisposta llo
       un'indennità nella misura massima  fissata  Anselmo
       dall'articolo   7  del  decreto   di   cui  Nicotra
       all'articolo  2, comma 1.  Ai  consiglieri  Sammart
       delle  Circoscrizioni  è  corrisposto   un ino
       gettone  di presenza nella misura  massima
       fissata   dall'articolo  8  dallo   stesso
       Decreto  di cui all'articolo 2,  comma  1.
       In  nessun  caso l'importo corrisposto  al
       consigliere   in   ciascun   mese    potrà
       eccedere   la  misura  di  un  terzo   del
       trattamento  previsto  per  il  Presidente
       del relativo consiglio circoscrizionale.
   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  3         4.  Le  Circoscrizioni che,  a  causa G.
       dell'elezione     del    Presidente     di  Falcone
       Circoscrizione, hanno aumentato il  numero  Savona
       dei    componenti   del    consiglio    di  Assenza
       circoscrizione,   hanno    l'obbligo    di  Federic
       diminuirlo a partire dal prossimo  rinnovo o
       elettorale. .                               Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Dopo  il  comma 3 aggiungere il seguente  Commiss
  3    comma:                                     ione
          Le  disposizioni di cui al comma 1  non
       si      applicano      ai      consiglieri
       circoscrizionali in carica  alla  data  di
       entrata in vigore della presente legge.

   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  4         4.  Le  disposizioni di cui ai  commi G.
       precedenti   si  applicano  dal   prossimo  Falcone
       rinnovo elettorale .                        Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 7.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

    1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
       successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

                             Articolo 18.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

         1.  E'  fatto obbligo alle amministrazioni  comunali,
     ai   liberi  Consorzi  comunali  nonché  alle  unioni  di
     comuni,  fermo  restando le disposizioni a  tutela  della
     privacy,  di rendere noti per estratto, entro tre  giorni
     dalla   loro  emanazione,  tutti  gli  atti  deliberativi
     adottati  dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni
     sindacali e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini  di
     pubblicità  notizia.  Le  delibere  della  giunta  e  del
     consiglio  comunale  rese immediatamente  esecutive  sono
     pubblicate  entro i 7 giorni successivi all'approvazione.
     In  caso di mancato rispetto dei suddetti termini  l'atto
     è nullo.

         2.   E'  fatto  obbligo  alle  aziende  pubbliche  ex
     municipalizzate  di  rendere  noti  nel  rispettivo  sito
     internet  tutti  gli  atti  adottati  dal  consiglio   di
     amministrazione  e  le  determinazioni  presidenziali   e
     dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui  al
     comma 1. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   7.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   7.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.5   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Prima  delle  parole  E'  fatto  obbligo  Sudano
  2    alle     aggiungere   le   parole    Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   7.1   Al   comma   1,  sostituire  le   parole  Commiss
  0     rendere    noti    per   estratto     con ione
        pubblicare  per estratto  nei  rispettivi
       siti internet .
   7.9   Al  comma 1 sostituire le parole   entro  Commiss
       tre  giorni   con le parole   entro  sette ione
       giorni   e  le parole  entro  i  7  giorni
       successivi   all'approvazione    con    le
       parole        entro       tre       giorni
       dall'approvazione .
   7.8   Al  comma 1, sostituire le parole  entro  Di
       tre  giorni dalla loro emanazione  con  le Giacinto
       parole   entro  sette  giorni  dalla  loro
       emanazione .
   7.6   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Al   comma   2  sostituire   le   parole  Commiss
  1     rendere   noti    con    pubblicare    ed ione
       eliminare le parole  di pubblicazione .
   7.2   Aggiungere il seguente articolo:          Di
          Art. 7 bis.                             Mauro
         1.  Le disposizioni della presente legge  Lombard
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo o   Greco
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei G.
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge.
   7.3   Aggiungere il seguente articolo:          Lombard
          Art. 7 bis.                             o
         1.   Le   disposizioni  della   presente  Di
       legge, si applicano a decorrere dal  primo Mauro
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   7.4   Aggiungere il seguente articolo:          Milazzo
          Art. 7 bis.                             G.
         1.  I  Comuni entro trenta giorni  dalla  Falcone
       pubblicazione della presente  legge  hanno  Savona
       l'obbligo  di  adeguare i  propri  statuti  Assenza
       alle norme vigenti.                         Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Aggiungere il seguente articolo:          Sudano
  3       Art.    7    bis.   Decorrenza    delle  Ruggire
       disposizioni.                              llo
         1.  Le disposizioni di cui agli articoli  Anselmo
       1,  2  commi  1 e 2, 5 e 6 si applicano  a  Nicotra
       ciascun  Comune a decorrere dalla scadenza  Sammart
       naturale dei relativi organi in carica  o, ino
       per  i Comuni soggetti a Commissariamento,
       dalla  prima  elezione  di  rinnovo  degli
       organi.

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 8.
                             Norma finale

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
     e di farla osservare come legge della Regione.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato