Presidenza del Presidente Ardizzone
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Ferrandelli, Alloro, Laccoto, Cascio Salvatore, Gennuso, Assenza,
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la salute:
N. 2442 - «Notizie sull'apertura di centri diurni semiresidenziali
per la cura dei pazienti affetti da morbo di Alzheimer», degli
onorevoli Zafarana - Cancelleri - Cappello - Ciaccio - Ciancio -
Ferreri - Foti - La Rocca - Mangiacavallo - Palmeri - Siragusa -
Tancredi - Zito - Trizzino;
(Con nota prot n. 3570/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 2288 - «Chiarimenti sulla convenzione SEUS/Regione siciliana e
mancata ottemperanza al pronunciamento dell'Autorità giudiziaria
amministrativa», dell'onorevole Germanà;
N. 2623 - «Interventi urgenti per il contenimento della
proliferazione dei 'colombi di città' e dei 'colombacci'»,
dell'onorevole Ioppolo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.53)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Pasquale ha chiesto di
essere considerato in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
teria di consigli e delle giunte comunali, di status degli ammini-
stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie.
(n. 980/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni in
materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di
status degli amministratori locali e di consigli circoscrizionali.
Disposizioni varie . (n. 980/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status degli
amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
varie . (n. 980/A)
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 2, ne do lettura:
«Articolo 2
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di status degli amministratori locali
1. La misura massima delle indennità di funzione e dei gettoni di
presenza di cui all'articolo 19 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 30 e successive modifiche e integrazioni è commisurata
alle previsioni di cui alla tabella A allegata al Regolamento
adottato con decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
n. 119 e successive modifiche ed integrazioni, di cui all'articolo
82, comma 8 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modifiche ed integrazioni. Al presidente del consiglio
comunale è attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore dei
comuni della stessa classe demografica.
2. All'articolo 20 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole si protraggano oltre la mezzanotte sono
sostituite dalle parole si protraggano oltre le due ;
b) al comma 2 le parole hanno diritto, per la partecipazione alle
sedute, di assentarsi dal servizio per l'intera giornata sono
sostituite dalle parole hanno diritto di assentarsi dal servizio
per il tempo strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna
seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo della riunione e
rientrare al posto di lavoro nella misura massima di un'ora prima e
di un'ora dopo lo svolgimento della seduta. .
3. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 18 e 20 della
legge regionale n. 30/2000 e successive modifiche e integrazioni in
materia di aspettative nonché di permessi e licenze degli
amministratori degli enti locali della Regione, i rimborsi a favore
del datore di lavoro di cui al comma 5 del citato articolo 20 della
legge regionale n. 30/2000 e successive modifiche e integrazioni
sono corrisposti dalla amministrazione locale competente nel limite
massimo di 1/3 dell'indennità spettante al rispettivo sindaco,
fatta eccezione per i rimborsi relativi agli amministratori dei
comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti, per i
quali il limite previsto dal presente comma è pari al 50% della
medesima indennità.
4. All'articolo 21 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
il comma 4 è soppresso;
b) al comma 5 le parole da e che, in ragione del loro mandato
fino a modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle parole ,
spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute dei
rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la presenza
necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle
funzioni proprie o delegate. .
Si passa all'emendamento 2.4 che è soppressivo. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 2.23, a firma degli onorevoli Milazzo e
Falcone. Lo ritira? Onorevole Falcone, un po' di attenzione,
riguarda la soppressione dell'intero articolo 2, lo mantiene o lo
ritira?
Ritirato.
Sono ritirati anche gli emendamenti 2.6 e 2.30.
L'emendamento 2.5, onorevole Greco?
E' ritirato.
Ne abbiamo uno della Commissione che ritengo sia tecnico, il 2.37.
Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa all'emendamento 2.19, a firma degli onorevoli Siragusa e
Cappello.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Cinque minuti sull'intero articolo e su tutti gli emendamenti.
SIRAGUSA. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
sarò brevissimo, Presidente.
Questo emendamento tende a introdurre il gettone unico
giornaliero, cioè per i Consiglieri comunali, dall'entrata in
vigore della legge che andiamo ad approvare, sarà consentito
percepire un solo gettone al giorno, indipendentemente dal numero
di sedute di Commissione o di Consiglio comunale e Commissione che
ci sono nella stessa giornata.
Tende questo ad evitare l'incremento del numero di Commissioni
volto ad incrementare il numero dei gettoni di presenza.
Semplicemente questo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
questo emendamento, perché più volte, in Commissione, abbiamo
dimostrato che se sommiamo la quota del gettone prevista per il
Consigliere comunale rispetto alle sedute, dovremmo fare almeno 37
sedute per arrivare l'indennità massima per raggiungere l'importo
rispetto a quello previsto dalle altre Regioni in Italia.
Quindi, approvare questo emendamento sarebbe una sorta di
penalizzazione per i Consiglieri comunali siciliani, ecco perché io
invito il collega se può ritirare l'emendamento perché
matematicamente penalizzeremmo i nostri Consiglieri comunali che,
con l'importo dovuto dal gettone di presenza stabilito, non
arriveremmo all'intera indennità.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io intervengo perché la cosa è un po' delicata
e l'onorevole Siragusa conosce bene il dibattito che c'è stato in
Aula anche perché l'emendamento che ha fatto l'onorevole Siragusa,
in realtà, era un emendamento scritto dalla Presidenza che
conteneva anche altri emendamenti.
Alla fine, ci siamo accorti, ed io insisto nei confronti dei
colleghi del Movimento 5 stelle, perché in linea di principio io
sono assolutamente d'accordo con loro, anzi, scusate un attimo, è
una cosa delicata, devo dire che in gran parte dei Comuni è già
così, io ho fatto il Consigliere comunale a Palermo, nessuno ha mai
pensato di poter percepire, nella stessa giornata, più di un
gettone ed è ancora così.
Ma cosa succede sulla base delle indennità che qui stiamo andando a
definire?
Che per alcuni Comuni, ovvero per i Comuni che sono da 100 a 250
mila, e per i Comuni che sono da 10 a 30 mila, sulla base
dell'entità del gettone quotidiano, il numero di sedute necessarie
per potere raggiungere il 25% dell'indennità del sindaco che è la
misura massima che noi stiamo prevedendo come indennità spettante
al Consigliere comunale in tutti i Comuni che cambia chiaramente a
secondo la misura dell'indennità del sindaco, in questi Comuni tra
100 e 250 mila e tra 10 e 30 mila, occorre fare da un minimo di 32
sedute mensili ad un massimo di 34 sedute mensili. Ora è del tutto
evidente che non esiste un mese né di 32 né di 34 giorni.
Quindi così come è nella legge nazionale, ci siamo chiesti ma come
mai la legge nazionale prevede la possibilità nello stesso giorno
di avere più gettoni? Lo prevede proprio in virtù di questo dato,
che è la misura massima consentita è raggiungibile consentendo di
avere contemporaneamente nella stessa giornata più di un gettone,
ecco perché io vorrei rassicurare i colleghi che questa disciplina
comunque è calmierata da un dato che comunque in tutti i Comuni i
consiglieri comunali potranno percepire una indennità mensile
globale pari al 25 % dell'indennità spettante al sindaco, quindi
non esiste nessuno spreco nel caso in cui in un Comune si facciano
due sedute nella stessa giornata di Commissione e di Consiglio e
per il quale si percepisce il gettone, perché comunque anche se ne
percepisci due in un'unica giornata la misura massima mensile non
può superare il 25%.
Io capisco la ragione dei colleghi del Movimento 5 Stelle ma devo
dire che obiettivamente pur condividendone il senso dell'obiettivo,
ma questo violerebbe, se passasse quella norma, violerebbe il
principio di garantire a chi comunque può raggiungere una certa
cifra, di garantire la possibilità di raggiungerla. Ecco perché io
gli chiedo il ritiro ma se dovessero insistere chiedo che l'Aula lo
bocci.
PRESIDENTE. onorevole Siracusa c'è l'invito al ritiro, è stato
spiegato da un punto di vista economico-giuridico.
SIRACUSA. Chiedo che si voti.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
problema non è che il Movimento 5 Stelle ha la preoccupazione che
secondo i calcoli matematici come è stato detto bene da lei non si
eviti lo spreco, qua la questione è di costume.
È vero che in alcuni Comuni si percepisce già un gettone unico ma
nella maggioranza comunque i gettoni sono 2. Noi vorremmo
introdurre un principio, con tutto il rispetto per i consiglieri
comunali, di rieducazione all'etica di quello che, come dicevo
ieri, non può e non deve essere una professione. Per cui noi
vogliamo mantenerlo, anche come effetto deterrente verso sedute
che, se è vero che comunque il massimo è sempre il 25%, è anche
vero che si fanno 3-4 Commissioni inutilmente e sono dei costi che
i Comuni devono comunque sopportare e sono costi vivi che
prescindono dal gettone stesso che poi viene percepito dal
consigliere comunale. Noi lo manteniamo e invitiamo il Governo a
dare parere positivo.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, qualcuno
poc'anzi mentre io mi recavo qua in questa sede, mi diceva:
onorevole usate, e lei in particolare, scienza e coscienza .
Scienza cosa significa? Quello che uno scrive, quello che uno
apprende, quello che succede tutti i giorni, non per forza deve
essere la scienza della conoscenza sui libri ma può essere anche
una scienza sulla conoscenza diretta.
La coscienza è che ognuno di noi deve dire sempre, comunque,
quello che pensa e quello che è giusto per questa nostra società.
E, allora, con questo inizio cosa vorrei dire? Tutto il problema
delle Commissioni, presidente Cracolici, due, tre, ne pagano uno,
ne pagano due, i comuni . Se non ricordo male, qua c'è qualche
deputato che forse, con i capelli bianchi, si ricorda che nel 1960,
nel 1970, nel 1980, nel 1990 e forse anche nel 2000 esistevano i
Consigli comunali.
Presidente, a Messina esisteva il Consiglio comunale nel 1956?
Credo di sì.
Presidente Cracolici, Le chiedo scusa, a Palermo da quanti anni è
istituito il Consiglio comunale?
CRACOLICI, presidente della Commissione. C'era il senato..
VULLO. Allora il punto è questo. Scusate esisteva il rimborso
spesa ai datori di lavoro?
CRACOLICI, presidente della Commissione. C'erano gli
aristocratici.
VULLO. Io credo che nel dopoguerra gli aristocratici non c'erano
più, lei lo sa che non c'erano gli aristocratici.
Questa legge, come dicevo ieri, si può fare in due minuti
lasciando perdere le indennità e quant'altro. Basta che si tolgano
le indennità ai datori di lavoro. Questa è la vera legge
rivoluzionaria che questa Assemblea deve fare.
Non c'è l'onorevole Musumeci. Mi ricordo che l'onorevole Musumeci
è stato consigliere comunale a Gravina di Catania. Vorrei chiedere
all'onorevole Musumeci ma quando lei era consigliere a Gravina di
Catania c'era qualcuno che rimborsava il suo datore di lavoro?
No. E, allora a quel punto, carissimo onorevole Cappello,
onorevole Siragusa, quando noi toglieremo i rimborsi ai datori di
lavoro finiscono tutte queste commissioni. Solo così si può avere
la vera moralità.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario. Il parere del
Governo?
LEOTTA, Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e il parere
contrario della Commissione lo pongo ai voti.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
teria di consigli e delle giunte comunali, di status degli ammini-
stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie.
(n. 980/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 23
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.33, a firma dell'onorevole Laccoto ed
altri. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Credo che sia una profonda scorrettezza quella che è
stata fatta con questo atto. Vediamo se ho letto bene: con questo
emendamento che è passato abbiamo alzato significativamente i
gettoni di presenza, perché stiamo equiparando il gettone di
presenza dalla dimensione democratica, a scaglioni da 30 a 500 mila
abitanti - e così è terminata - da 30 mila a 200 mila, e da 200
mila a 500 mila. Vorrei chiedere agli uffici qual è l'impatto
finanziario di questa norma? Se non ha un impatto
PRESIDENTE. Non è sull'ordine dei lavori, dobbiamo andare avanti
onorevole Falcone, lei ha tutto il diritto di intervenire, lei mi
ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori su un emendamento già
approvato. Lei chiede la parola su
FALCONE. Siccome questa norma aveva una norma come principio
contenimento di spesa', tutto ciò che va oltre il contenimento
della spesa non può essere approvato, perché No, Presidente.
Dobbiamo essere seri, Presidente. Perché altrimenti noi vogliamo
parlare e noi abbiamo il diritto ed il dovere di dovere utilizzare
il tempo a disposizione.
PRESIDENTE. Sì, infatti Cinque minuti, e lei mi ha chiesto la
parola sull'ordine dei lavori No, onorevole Falcone, intanto si
calmi Lei mi ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori che non
c'entra con l'intervento da lei fatto, che riguardava un
emendamento già approvato, e lei è uno molto attento.
LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente sull'ordine dei lavori. Questa norma
approvata, questo emendamento appena approvato, come affermava
anche in parte l'onorevole Falcone, ha un'incidenza all'interno -
diciamo - della piattaforma economica di tagli economici che si è
data questa norma. Siccome sappiamo che questa norma ha una certa
importanza, deriva anche da alcune previsioni che sono state fatte
in sede di finanziaria e di bilancio, tutta una serie di
ragionamenti, io direi cinque minuti di interrompere e far
verificare agli uffici che incidenza ha questa norma. Solo questo.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Vorrei tranquillizzare i
colleghi, perché non vorrei che ci fossero equivoci.
Questa norma, onorevole Falcone, si limita a introdurre una
modifica che è la fascia da 200 mila abitanti in su, ovvero è un
solo comune in Sicilia ed è il comune di Messina, che essendo, tra
l'altro - speriamo non so quando, fra qualche mese -, Città
metropolitana, si trova in questa situazione.
La città di Messina aveva poco più di 250 mila abitanti, con
l'ultimo censimento è una città da 247 mila abitanti, quindi si
troverebbe in quella condizione di essere da un lato Città
metropolitana e dall'altro lato città che non ha il requisito che
la legge nazionale introduce delle fasce oltre i 250 mila.
Quindi questa modifica che abbiamo introdotto, e lo dico come
interpretazione autentica agli Uffici, non modifica nulla tra i 30
mila e i 200 mila, ovvero rimangono le fasce distinte così come
sono, ma da 200 mila in su stabilisce che la fascia di 250 mila si
riduce a 200 mila.
Ripeto, l'effetto è solo ed esclusivamente per la città di
Messina, quindi tutte le preoccupazioni
FALCONE. Tutti i comuni che perdono la popolazione li facciamo
schizzare sotto. È una vergogna
CRACOLICI, presidente della Commissione. Allora non mi sono
spiegato
FALCONE. È una vergogna
CRACOLICI, presidente della Commissione. Va bene, è una sua
opinione. Vorrei ricordarle, onorevole Falcone, che ieri avete
bocciato una norma che prevedeva per i comuni capoluogo e per
quelli tra 50 mila e 100 mila abitanti la possibilità di ridurre
del solo 10% i consiglieri comunali.
FALCONE. Noi eravamo per il 10% per tutti i comuni.
CRACOLICI, presidente della Commissione. No onorevole Falcone,
avete bocciato l'emendamento. Era a firma vostra l'emendamento.
PRESIDENTE. Va bene. Tanto l'emendamento è già stato approvato.
Così rimane agli atti il suo intervento e quindi vale come
interpretazione autentica provenendo, peraltro, dal Presidente
della I Commissione.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 980/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.12 a firma degli onorevoli
Rinaldi, Sudano, Alloro e Vinciullo.
È stato presentato un subemendamento che però è inammissibile.
Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento?
RINALDI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
LOMBARDO. Chiedo che l'onorevole Rinaldi illustri l'emendamento.
PRESIDENTE. Facciamo illustrare l'emendamento all'onorevole
Rinaldi.
RINALDI. Signor Presidente, questo emendamento non fa altro che
rinviare l'entrata in vigore, per quello che riguarda le indennità
dei consiglieri comunali, al rinnovo del prossimo Consiglio.
Quindi è una norma di buon senso perché sia i consiglieri comunali
che i consiglieri circoscrizionali avevano già fatto un programma
rispetto all'impegno che determinava anche l'indennità e, quindi,
secondo me è una norma di buon senso così come abbiamo fatto la
riduzione del 20% che scatta dal prossimo rinnovo, credo sia giusto
adeguare lo scatto dell'indennità dal prossimo rinnovo dei consigli
comunali.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lombardo le ricordo che ha a
disposizione 5 minuti sull'intero articolo.
LOMBARDO. Signor Presidente, premesso che ritengo poco corretto
che sia stato approvato un emendamento che deroghi ad una norma
generale nell'interesse di un singolo comune, ma tornando al
discorso attuale, e prendendo spunto dall'emendamento
dell'onorevole Rinaldi, per condividerlo anzitutto, e poi perché è
anche un emendamento che è stato presentato a mia firma, più
avanti, per l'intero articolo.
Premesso che questa norma, che gia ieri, in parte, ho commentato e
che continua a generare perplessità più che certezze, non solo da
un punto di vista legislativo - ieri abbiamo avuto quasi un
paradosso tra un potere esecutivo ed un assessore che richiamava
una normativa della Repubblica che andava applicata sic et
simpliciter all'interno del nostro ordinamento e un presidente di
Commissione che, invece, affermava che la norma riguardante le
indennità andava tradotta nel nostro ordinamento per intero, mentre
la norma sullo status degli amministratori andava interpretata,
così come si sta facendo proprio in questi momenti.
E questo mi sembra un fatto inusuale, se fossimo nella fase
antecedente la discussione generale, sarebbe da presentare anche
una questione pregiudiziale ma naturalmente siamo nella fase di
trattazione.
Premesso questo, e quindi il grande disordine ordinamentale,
giuridico, su cui si fonda questa norma, poi si sta traducendo in
questa grande confusione, in questa voglia di tagliare di cui
parlavo ieri. Ed è necessità, anche per dare la dimostrazione
immediata, quella di inserirla subito nell'ordinamento e quindi di
incidere immediatamente su chi? Sui consiglieri comunali, che anche
ieri si diceva, sono oggi al centro dell'opinione pubblica, come se
fossero al centro dei problemi. Io lo dico con grande franchezza,
non incontro persone che vengono da me a chiedermi che il loro
problema riguarda l'indennità del consigliere comunale piuttosto
che il numero delle assemblee elettive. Non mi succede, succederà a
qualche membro della maggioranza, a qualche membro del Partito
Democratico, che sta tagliando le indennità ai sindaci, agli
assessori, ai consiglieri comunali della Sicilia. Starà succedendo
a loro, a me non succede.
Il dato, invece, che mi sembra condivisibile di questo
emendamento, ma anche dell'emendamento che rinvia tutto l'articolo
alle prossime elezioni dei consigli comunali, mi sembra un dato di
buon senso, ovvero abbiamo degli eletti nei Comuni che si sono
spesi, che hanno investito tempo, affetti, interessi personali
all'interno delle elezioni nei consigli comunali. Oggi noi
riscriviamo le regole della loro partecipazione all'interno di
questi consessi e anche delle loro prestazioni economiche riguardo
l'attività che svolgono.
Veda Presidente, lei è stato anche chiaro in alcune affermazioni
nelle settimane precedenti, a me non sembra corretto che un
consigliere comunale, per l'impegno che profonde all'interno degli
istituti comunali debba oggi vedersi ridurre un'indennità che già è
misera, parliamoci chiaro, soltanto perché questa Assemblea deve
distribuire al popolo, per l'ennesima volta, qualche osso da fare
divorare affinché si plachi.
A me questo modo di legiferare non piace, e lo dico francamente,
anche ai consiglieri comunali che hanno affetti, che hanno
interessi, che hanno un figlio che hanno iscritto in un'attività
sportiva, oggi vedono ridursi l'indennità e quindi sacrificare
qualcosa. A me sembra profondamente errato, signor Presidente, ecco
perché al di là di tutto e al di là delle battaglie che uno sta
conducendo nella propria responsabilità e nel proprio credo, io
penso che su questo l'Aula debba condividere questo emendamento ma
anche l'applicazione di tutto l'articolo alle prossime elezioni dei
consigli comunali. Perché altrimenti davvero, onorevoli colleghi,
noi potremo essere originali o copie sulla scia del Movimento
Cinque Stelle oggi, che dichiara, e più volte ha dichiarato, che
non crede più nella democrazia rappresentativa, io credo nella
democrazia rappresentativa. Il Movimento Cinque Stelle dà
dichiarazioni, per carità in modo legittimo, ha dichiarato che il
mondo si evolve verso una democrazia diretta, ognuno ha le proprie
idee. Io credo nella democrazia rappresentativa, e credo che gli
eletti dal popolo vadano rispettati anche nelle prestazioni
economiche, e anche nel loro status, e chiedo all'Assemblea, ai
deputati, molti di voi siete stati consiglieri comunali, vi prego
di condividere lo spirito di buon senso e di rispetto della
democrazia rappresentativa e di poter applicare l'intero articolo
alla prossima elezione.
MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA, relatore. Presidente, io vorrei semplicemente
ricordare quello che è lo spirito di questa legge. L'ho già detto
in fase di relazione, l'ho ripetuto ieri, lo ribadisco oggi.
Questa è una norma finanziaria, sostanzialmente, a cui il resto
d'Italia si è già adeguato dal 2011. La riduzione dei compensi
degli amministratori e dei consiglieri comunali è già norma nel
resto dell'Italia da quattro anni. Pensare che si possa ancora
tergiversare e continuare a mantenere una situazione su cui già
siamo in ritardo, credo che non sia conducente per la politica nel
suo complesso.
Vorrei ricordare che quest'Aula con senso di responsabilità, su
sua ferrea determinazione e su suo invito, ha adeguato il
trattamento al resto dell'Italia così come previsto dalle norme
nazionali.
Non vedo il perché, sotto il punto di vista economico, si continui
o si possa continuare a perdere ulteriore tempo specialmente quando
è a tutti nota la situazione delle finanze locali. Si richiede un
atto di responsabilità a questa Assemblea ed un atto di
responsabilità agli stessi Consiglieri comunali ed io le posso
anticipare e posso, sicuramente, ribadire che nelle riunioni con
molti Consiglieri comunali dell'area etnea si è esattamente
percepito lo spirito della legge con la disponibilità di tanti
consiglieri a recepire e ad essere consapevoli del perché di questa
norma.
Invito l'onorevole Rinaldi a ritirare la norma, perché non credo
che possa essere congrua ed ammissibile.
PRESIDENTE. Ci sono numerosissime richieste di intervento,
ribadisco che si interviene una volta sull'intero articolo e su
tutti gli emendamenti per non più di 5 minuti.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor presidente, volevo ringraziare l'assessore per
aver mantenuto ferma la barra del timone e per la coerenza che ha
dimostrato in Commissione ieri ed oggi, qui, in Aula.
Noi in Commissione abbiamo discusso seguendo una sorta di doppio
binario, visto che ci sono le elezioni in corso, la composizione
dei Consigli non va mutata ma, siccome vogliamo fare una legge
vera, concreta che abbia effetto non posticipato al primo rinnovo
ma ad oggi e non solo per una questione di effetti finanziari
perché altrimenti questa diventa semplicemente una legge spot,
perché se noi approviamo questo emendamento, abbiamo svuotato la
legge di ogni sua effettività.
Quand'è il primo rinnovo, fra un anno? Non abbiamo fatto nulla.
Siamo, assolutamente, contrari all'approvazione di questo
emendamento perché la legge deve avere una sostanza altrimenti non
è una legge.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ritengo che, in
via di principio, questo emendamento presentato dall'onorevole
Rinaldi è un emendamento giusto. Noi non dobbiamo dimenticare che
la democrazia ha un costo e, allora, non possiamo assolutamente
pensare che si possano risolvere le difficoltà, le criticità del
bilancio regionale colpendo gli amministratori ed i sindaci.
Dobbiamo ricordare che i sindaci e gli amministratori,
personalmente ritengo che, già, hanno un'indennità che sia risicata
ed io non condivido né l'articolo 2, né la legge nazionale perché
non possiamo pensare che il sindaco che amministra un comune di
30/40/50 mila abitanti, che è responsabile davanti alla Corte dei
Conti col proprio patrimonio, possa guadagnare duemila euro. Qua si
rischia che noi portiamo avanti il problema della pressione
politica della società civile e dimentichiamo che un sindaco o un
assessore deve essere una persona preparata da un punto di vista
politico, da un punto di vista professionale che sia competente,
che abbia l'attitudine ad amministrare. Com'è, quindi, che possiamo
determinare questo amministratore nel momento in cui non diamo il
merito di chi sa amministrare. Qua rischiamo di costruire una
cultura in una classe dirigente che, anziché amministrare in
maniera forte e che sappia quello che fa, amministra in maniera
inefficiente facendo danni alla collettività. E' questo quello che
possiamo creare
Ritengo, allora, che sia giusto che questa norma venga modificata
e che si parta dal prossimo rinnovo dei Consigli comunali perché
non mi sembra giusto colpire chi in questo momento ha una carica,
chi in questo momento sta amministrando avendo fatto anche i
relativi impegni personali.
Io sono a favore dell'emendamento dell'onorevole Rinaldi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che la questione che abbiamo trattato sia quella di fissare delle
regole, abbiamo detto, non punitive, ma delle regole di regolare
condotta dopo che la partita si finisce o quando la partita deve
iniziare.
Durante la corsa le regole devono rimanere quelle che abbiamo
fissato antecedentemente. E soprattutto alla luce del fatto che noi
parliamo di persone che hanno avuto una - come ho detto ieri - una
investitura dal popolo, nel bene o nel male. E in quanto tali vanno
rispettati. Sono i rappresentanti del popolo che non sono stati
nominati, non perchè l'onorevole Malafarina voglia magari venire
qua e dire che siamo in ritardo, ma siamo in ritardo di che cosa?
Quale maggioranza doveva fare questa legge? L'opposizione o una
maggioranza del presidente Crocetta assolutamente inesistente? A
chi vuole fare la morale l'onorevole Malafarina? Lo deve dire
chiaramente.
E' questo un parlamento totalmente di eletti o è anche un
parlamento di nominati? E' bello venire qua e dire che dobbiamo
cambiare le regole. Noi dobbiamo stare calmi perché giochiamo sulla
pelle di chi ogni giorno espleta il mandato nell'interesse primario
dei siciliani.
Se qualcuno, invece, crea degenerazione, crea malaffare, è giusto
che si assuma le proprie responsabilità, ma sarà altro organo,
altra autorità che è quella giudiziaria a dovere svolgere un
proprio giudizio di censura.
E allora, sulla scorta di questo principio, credo che questo
Parlamento, così come ha fatto il presidente Cracolici per
l'articolo 1, introducendo giustamente quell'emendamento tecnico
che fa decorrere dalla volta successiva gli effetti dell'articolo
nella riduzione del numero dei consiglieri comunali e quindi anche
dei componenti della giunta, facciamo decorrere gli effetti sullo
status, sulla condizione economica, sul trattamento economico dei
nostri eletti in Sicilia, dalla volta prossima.
Tra l'altro - e concludo signor Presidente - di cosa parliamo? Già
l'anno prossimo ci saranno ottanta comuni che andranno al voto e
allora c'è un numero considerevole nei confronti dei quali potremmo
già applicare gli effetti di questa legge.
Se poi a qualcuno serve la foglia di fico per nascondere qualcosa
e allora non va bene. Noi dobbiamo attuare norme nell'interesse e
non per punire qualcuno. Ma per migliorare questa nostra terra.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vengo da una
città che è stata protagonista nelle scorse settimane di una
vicenda, quella chiamata gettonopoli' che non è semplicemente un
fenomeno di malcostume, è un vero e proprio modo di utilizzare le
casse del comune come un bancomat. Un comune intorno ai
cinquantamila abitanti che in un anno spende quasi un milione per i
costi della politica, è un costo non sostenibile per i cittadini.
I cittadini hanno bisogno di una risposta oggi, non fra un anno,
fra due anni.
Ma di cosa stiamo parlando? Quando si vuole garantire lo stipendio
a tutti i costi, significa che qualcuno ha scambiato l'opera del
consigliere comunale come un concorso per un'assunzione a tempo
determinato dalla quale pensa di trarre un reddito e questa non può
essere una prerogativa su cui si muove l'azione politica locale.
E' impensabile
D'altronde, cosa cambierebbe? E' una decurtazione minima che già
esiste in tutto il resto di Italia, che stiamo recependo con
fortissimo ritardo, che è stata stralciata.
Lo vogliamo dare? Lo volete dare? Perché da parte nostra sarà
assolutamente la richiesta di ritirare questo emendamento. La
possibilità di dare una risposta ai cittadini, quella che ieri
qualcuna chiamava la cosiddetta opinione pubblica ; sono i nostri
datori di lavoro e noi dobbiamo dare rispetto alle persone, ai
cittadini, non pensare che quello che succede qui dentro non si
verrà a sapere.
Già con la questione del multi gettone giornaliero
quest'Assemblea, che si è espressa persino contro il parere
positivo dell'Assessore, veramente, ha fatto scadere a un livello
bassissimo il valore di questo voto, ma anche questa Quindi,
chiedo, per favore, di ritirare questo emendamento e di andare
avanti velocemente, perché la situazione è davvero insostenibile e
se c'è qualcuno che fa antipolitica è chi vive su questo sistema e
ancora lo vuole fare perdurare e vuole postergare la realizzazione
di una legge che è davvero significativa e che si deve.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire una
cosa, noi con questi dibattiti non facciamo altro che
criminalizzare una classe politica.
Io sono contro, per esempio, tutte le riunioni che hanno fatto i
consiglieri nelle commissioni consiliari, mi sembrano assurde, ma
quelli vanno penalizzati in maniera diversa e, se ci sono reati,
chi lo fa deve essere penalizzato. Però qui stiamo parlando di
un'indennità che noi dobbiamo dare ai consiglieri, che dobbiamo
dare ai sindaci e io ritengo che il loro lavoro va rispettato se è
fatto seriamente.
Quindi, non ritengo di tagliare indennità, non ritengo che tutti
gli sperperi sono dovuti ai compensi che si deve dare per cercare
di rispettare la democrazia, per cercare di rispettare un
equilibrato uso dei sistemi di natura amministrativa.
In questo modo se tagliamo da tutte le parti non facciamo altro
che incoraggiare il latrocinio all'interno dei comuni, perché chi
fa una determinata attività la può fare in maniera spontanea, in
maniera gratuita per un certo periodo, ma non la può fare con una
certa intensità da mattina a sera.
In ogni caso le regole non possono essere cambiate durante il
corso della legislatura, chi è stato eletto per questa legislatura
sapeva che c'erano determinate regole. Fino alla fine le regole
sono queste, ecco perché io sono a favore dell'emendamento che è
stato presentato.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò velocissimo
anche perché ho un emendamento e devo intervenire con il tempo
restante sull'emendamento successivo, sempre di questo articolo.
Ho fatto più volte una domanda: sarò logorroico, sarò noioso, ma
la Commissione, anzi, il presidente della Commissione e il Governo
non mi ha ancora dato risposta.
Avete dato cifre in bocca ai siciliani da questi scranni dove dite
che c'è un risparmio di 18 milioni di euro. Vogliamo capire
realmente quanto è il risparmio, questo risparmio è falso e non è
vero Aggiungo, mettetevi nei panni di un sindaco, come il Comune
di Carini che governa oltre 40 mila abitanti, dove essendo
dipendente pubblico la sua indennità pulita è 1.200 euro che forse
gli bastano per pagare gli avvocati durante la sua legislatura per
i problemi che deve affrontare.
Mi pare che siamo nella Repubblica delle banane e mi pare che
stiamo facendo un percorso solo per vendere fumo all'esterno di
quest'Aula.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo il mio
esordio in questo Parlamento regionale avrebbe voluto essere un po'
diverso anche perché da Sindaco, da amministratore comunale, vedo
che c'è - non dico atti di terrorismo - ma di persecuzione nei
confronti di amministratori locali che negli anni hanno svolto un
valoroso impegno di rappresentanza negli Enti locali.
Parliamo di rappresentanza costituzionalmente garantita pertanto
non vedo per quale motivo bisogna praticamente sminuire o
mortificare il valore operativo di rappresentanti degli Enti
locali.
Io certamente apprezzo, in un certo senso, il valore meritorio del
disegno di legge che testè si sta portando avanti il Governo anche
se praticamente sottolineo alcuni aspetti che secondo me vanno
stigmatizzati, uno per esempio quello che oggi afferisce a questo
emendamento del collega Rinaldi, non è mai possibile per una
questione di certezza del diritto che bisogna cambiare le regole in
corso d'opera.
Quando si approva una legge si deve portare avanti fin quando c'ha
quel determinato valore giuridico, pertanto io ritengo che è
sacrosanto che l'entrata in vigore di questa normativa sia nel
primo momento in cui si hanno praticamente il rinnovo dei Consigli
comunali.
Un secondo vulnus che io praticamente sottolineo negativamente
nell'approvazione di questo disegno di legge, signor Presidente e
mi meraviglio che si applicano delle norme specifiche per
recuperare determinate fattispecie che invece dovrebbero essere
previste in una situazione ordinamentale importante,
sostanzialmente oggi andiamo ad approvare oggi per recuperare il
numero di abitanti di Messina o di Trapani.
Una legge che deve avere degli aspetti generali e non particolari
pertanto io esorto il Governo in futuro che quando si propongono
disegni di legge bisogna che la legge abbia una caratterizzazione
generale e non di carattere particolare per conservare o costituire
determinati fattispecie che interessano l'una o un altro deputato.
CIANCIO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIANCIO. Signor Presidente, sarò brevissima. Io intervengo solo
per dire che noi ci stiamo concentrando su una questione che genera
un dibattito molto acceso sempre a convenienza perché lei stesso mi
confermerà che noi l'anno scorso abbiamo approvato una legge la
cosiddetta spending review sulla quale noi come è noto chiedevamo
molto ma molto di più ma era una legge che interveniva anche sugli
stipendi dei deputati di quest'Aula.
E l'abbiamo fatto in corso d'opera. Voglio dire, perché in questo
caso andava bene, a meno che noi non diciamo che effettivamente
così come abbiamo detto anche noi era una finta di spending review
in realtà i nostri stipendi non sono cambiati di nulla in effetti
come è stato perché poi al netto siamo sui 300 euro di differenza e
allora facciamo la stessa cosa per i Consiglieri comunali. Però sto
dicendo se l'abbiamo fatto in quest'Aula, se l'Aula per prima ha
dato l'esempio perché non dovremmo farlo anche per i Consiglieri
comunali. Qua il discorso è farlo prima o dopo le elezioni, tanto
ripeto stiamo parlando di cifre molto modeste. Comunque io credo
che chi faccia politica lo faccia e lo debba fare sempre e comunque
per passione non per quei cento euro, duecento euro che cambiano in
busta paga perché se siamo questi a questo Presidente siamo
veramente all'insulto delle istituzioni.
SUDANO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SUDANO. Signor Presidente, già credo che ieri quest'Aula ha
dimostrato che non c'è stato più un idea né di partito, né di
maggioranza, né di quello che si era fatto in Commissione ma ogni
deputato è andato dritto in base alla sua provenienza, al suo luogo
di nascita e ha votato per migliorare questa legge ognuno pensando
al suo territorio.
Io credo che è vero che noi abbiamo applicato la legge su di noi
della spending review ma è anche vero che noi nella nostra legge
comunque abbiamo previsto una fase transitoria.
Quindi, non vedo perché, anche per i Consiglieri comunali, non si
possa fare la stessa cosa.
In quest'Aula, purtroppo, vedo che vengono molto denigrati,
sicuramente c'è questa vicenda gettonopoli che sta creando una
gogna mediatica nei confronti dei Consiglieri comunali anche se,
credo che, molti di loro vivono la loro vita al servizio delle loro
collettività lavorando, anche ed essendo a disposizione della
gente, anche di sabato e di domenica.
Credo che non cambi nulla a rinviare la riduzione dell'indennità
al rinnovo dei Consigli comunali anche perché, come è stato già
detto, queste cifre che vengono date dal Governo del risparmio di
18 milioni di euro, sono non vere, anche perché tutti sappiamo che,
se un Ente locale risparmia dai costi della politica, dovrà
utilizzare quelle somme come meglio crede e, di certo, non
comporteranno tagli dai trasferimenti della Regione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
La Commissione si è rimessa all'Aula sull'emendamento 2.12, a
firma dell'onorevole Rinaldi che prevede il rinvio dell'entrata in
vigore della legge a decorrere dal primo rinnovo dei Consigli
comunali successivo all'entrata in vigore.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.12.
CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Il voto segreto è chiesto dall'onorevole Clemente e
deve essere appoggiato da almeno 9 deputati.
Verifica dei richiedenti.
L'emendamento porta la firma degli onorevoli Rinaldi, Sudano,
Alloro e Vinciullo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.12.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 29
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Allora, scusate, io ho bisogno di 30 secondi con gli Uffici anche
perché, sulla base dell'approvazione di questa norma, debbo
rivedere alcuni, soprattutto, sub-emendamenti che sono stati
presentati. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 17.50)
La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 2.14.
Comunico che sono stati presentati 2 subemendamenti, il 2.14.1 che
è precluso dall'approvazione di quello appena avvenuto e il 2.14.2
a firma degli onorevoli Rinaldi, Sudano, Alloro e Vinciullo.
Sostanzialmente l'emendamento prevede che in nessun caso
l'ammontare percepito nell'ambito di un mese di un consigliere di
circoscrizione può superare l'importo pari e prevista ad ¼ il sub-
emendamento prevede ½.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Io non capisco
l'emendamento rispetto all'articolo. La questione delle
circoscrizioni è trattata con un articolo apposito. Il 2.14 regola
le indennità delle circoscrizioni che è trattata all'articolo 6.
PRESIDENTE. Mi ha convinto. Rinviato all'articolo 6, e anche il
2.15 e il 2.22.
Si passa all'emendamento 2.21 a firma degli onorevoli Milazzo,
Falcone.
FALCONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.3 del Governo. la
corresponsione dei gettoni di presenza è in ogni caso esclusa ove
una seduta sia dichiarata deserta per mancanza del numero legale .
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo al Governo se ha
verificato che la non corresponsione del gettone non fa venire meno
il diritto al rimborso? Perché se io sono al Consiglio comunale e
va deserto ma mi sono assentato durante la giornata perché sapevo
che c'era il Consiglio comunale, il fatto che sia andato deserto
non per colpa mia, non può far venire meno il diritto al rimborso
al consigliere. È evidente che il gettone non viene erogato perché
il gettone scatta solo se il Consiglio è validamente costituito ma
se l'intendimento dell'emendamento ha come obiettivo non far
corrispondere il diritto al permesso è, mi permetto di dire,
sbagliato perché tu non puoi sapere prima se il Consiglio va
deserto e se hai il Consiglio alle 8.00 e ti sei preso la giornata
la mattina viene danneggiato due volte.
Non prendi il gettone perché il Consiglio non si fa ma,
addirittura, devi recuperare un giorno di ferie perché in quel caso
non hai più diritto alla giornata di assenza perché il Consiglio
comunale non si è fatto.
Ad oggi non funziona così. Quindi, la modifica che propone il
Governo, se è intesa di non erogare il solo gettone di presenza, è
già così perché il gettone si dà solo se la seduta è validamente
costituita perché se il Consiglio non si apre non scatta nessun
gettone.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Lo ritiro.
(L'Assemblea ne prende atto)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.8 a firma dell'onorevole Di
Mauro, Greco Giovanni. Prevede la soppressione
LOMBARDO. Lo ritiro.
(L'Assemblea ne prende atto)
PRESIDENTE. Comunico che tutti gli emendamenti soppressivi si
ritengono ritirati.
SUDANO. Il mio no.
PRESIDENTE. Trattiamo quello dell'onorevole Sudano.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Sudano aveva già parlato ma diamo la
parola per illustrarlo a tutti. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, lo mantengo e spiego perché.
Il comma 2 prevede il diritto, cioè la partecipazione un'ora dopo
dei consiglieri comunali. Io credo che in questa legge intervenendo
nella riduzione del rimborso al datore di lavoro e, quindi,
mantenendo il rimborso ad un terzo rispetto alla indennità del
sindaco, tutto il resto che fa il consigliere comunale verrà fatto
a titolo gratuito. Quindi non vedo perché noi dobbiamo levare la
possibilità ai consiglieri comunali di partecipare a riunioni, a
incontri, a commissioni, a tutto quello che accade nella vita
cittadina a costo zero.
Quindi, chiedo la possibilità di lasciare il permesso giornaliero
e lasciare come era previsto lo status dalla legge n. 30 del 2000.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
d'accordo all'emendamento dell'onorevole Sudano e lo voterò in
quanto penso che il fatto del permesso un'ora prima e un'ora dopo
va a mortificare il ruolo di chi espleta l'attività di consigliere
comunale in quanto non fa sì che il consigliere comunale possa
partecipare eventualmente ad un sopralluogo, ad un incontro.
Quindi l'attività che deve svolgere nel territorio in questo modo
viene completamente, il consigliere comunale di turno viene
obbligato a non farla.
Quindi sostengo l'emendamento dell'onorevole Sudano.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, ovviamente anche noi sosteniamo
questo emendamento.
Anzi, ne avevamo presentato un'altro di pari oggetto, soppressivo
rispetto al comma 2, per una ragione semplicissima.
Non si può far fare il consigliere comunale, il consigliere di
circoscrizione a tempo. Quello è un mandato che chiaramente i
cittadini ricevono rispetto al diritto di elettorato attivo. Lo
ricevono dal popolo. Non sono dei nominati e non conosco dei
soggetti che possono andare a svolgere la loro funzione con il
cronometro in mano.
Non si può chiedere ad un libero cittadino eletto dal popolo di
dovere essere mortificato o umiliato secondo questo principio.
E' chiaro che si tratta di un principio immaginato da chi è
completamente fuori dalla politica. E' chiaro che i cittadini ci
chiedono di intervenire in maniera decisa, in maniera diretta ma
non sulla tempistica.
I cittadini - oggi ne ho incontrato, come ogni giorno, a decine -
mi chiedono che vengano fatti dei provvedimenti per creare
occupazione; i cittadini mi chiedono che le strade di questa
bellissima città, come di tutti i Comuni della Regione siciliana,
siano strade pulite; i cittadini ci chiedono che vengano fatte
delle riforme; i cittadini tutto ci chiedono tranne che questo che
stiamo facendo rispetto a questo comma 2. Vi posso garantire che
nessuno qua sotto si sta strappando i capelli per mettere la
catenina all'orologio del consigliere comunale.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non posso dare la parola sempre sull'articolo 2.
LOMBARDO. Però, sono tematiche diverse.
PRESIDENTE. No, non sono tematiche diverse, sono tutte tematiche
che riguardano le indennità degli amministratori.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
spiegare il senso delle cose di cui stiamo parlando, perché
altrimenti rischiamo tutti di incartarci. Ricordo che stiamo
intervenendo su una materia in cui abbiamo deciso di farlo con
legge regionale. Eravamo partiti da una norma che era stata
depositata che prevedeva l'allineamento al testo nazionale. Come è
noto nazionalmente, la legge nazionale, prevede che per le sedute
dei consigli comunali e delle commissioni sia previsto il solo
tempo strettamente necessario allo svolgimento delle attività sia
durante il consiglio comunale che durante la commissione.
La commissione ha scelto una strada, ovvero: relativamente alla
seduta del consiglio comunale in Sicilia, la Regione con questa
legge intende affermare il diritto all'intera giornata di assenza
da parte dei consiglieri comunali, questo perché oltre la seduta
del consiglio vi sono le attività propedeutiche di studio, di
elaborazione dei testi, che non possono essere precluse al
Consiglio comunale; per quanto attiene alle sedute delle
commissioni abbiamo ripristinato ciò che c'era fino al 2001, ovvero
che nelle commissioni si ha il diritto al rimborso al datore di
lavoro nella misura massima delle ore strettamente necessarie più
il tempo di spostamento che è un'ora all'entrata ed un'ora
all'uscita.
Io credo che questa norma abbia un suo equilibrio, perché, cari
colleghi, non possiamo far finta di non vedere che cosa succede nel
resto d'Italia; ecco perché chiedo ai colleghi di non eccedere
nell'utilizzo della specialità.
Penso, invece, che questa disciplina associata all'altra, che è il
comma 3, ovvero che il rimborso dovuto al datore di lavoro non può
essere superiore ad un terzo dell'indennità del sindaco, cioè la
stiamo dimezzando; ciò anche per un fatto di moralità, perché
conosciamo le cose, ieri ne parlava l'onorevole Cordaro a proposito
dei direttori diventati tali il giorno dopo le elezioni.
Allora, credo che la norma, così come l'abbiamo costruita, abbia
un suo equilibrio, una sua sostenibilità, ecco perché ritengo che
sia sbagliato intervenire tutelando, mantenendo l'attuale sistema
come se nulla fosse. Credo che sia opportuno che i colleghi
ritirino gli emendamenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, le chiedo di intervenire, anche su
questo comma, perché penso sia importante.
Veda, signor Presidente, non accetto questo ragionamento un po'
peloso, mi si permetta, dell'adeguamento alla normativa nazionale
e, in altri momenti, del non adeguamento. C'è un momento in cui
bisogna adeguarsi ed un momento in cui bisogna essere autonomi; un
momento in cui abbiamo delle prerogative legislative e dei momenti
in cui non le abbiamo; dei momenti in cui sfioriamo la normativa
nazionale, perché la normativa nazionale non parla di un'ora dopo o
di un'ora prima, ma noi che siamo di origine anche bizantina
inseriamo un'ora prima ed un'ora dopo, quindi, non siamo né una
normativa nazionale né una normativa autonoma che dà un senso alle
cose. Siamo un po' nazionali e un po' autonomi, quindi, nulla.
Uno, nessuno e centomila In questo caso siamo nessuno
Allora, scusate, onorevoli colleghi, se è vero come è vero che il
nostro Statuto all'articolo 14, lettera o), ci dà competenza
legislativa esclusiva in materia di status, ce la sentiamo di
assumerci una responsabilità dicendo che il ruolo di consigliere
comunale è un ruolo importante; che sono i rappresentanti delle
istituzioni in prima linea; che necessitano dei momenti per poter
esercitare questa loro attività? Sì o no?
Questo è il dato, non un'ora prima o un'ora dopo, perché non serve
questo
Vogliamo dare ai nostri eletti la possibilità di svolgere questo
ruolo? Facciamolo.
Ci discostiamo dalla normativa nazionale? Bene
Non è che la normativa nazionale è un idolo attorno a cui
costruire tutto, assolutamente Anche perché lo Stato nazionale non
mi sembra che sia uno Stato da seguire o da imitare per la sua
grande efficacia ed efficienza, quindi, finiamola con questo
pedissequo seguire norme nazionali. L'Italia non è la Svizzera,
l'Italia è un Paese che ha un debito pubblico del 130 per cento del
proprio PIL, quindi, finiamola con questa storia.
Quindi, signor Presidente, invito i miei colleghi a sostenere
questo emendamento soppressivo che mi sembra peloso e, inoltre,
sottolineo come la vicenda commissioni possa essere anche
affrontata con un occhio diverso, assessore Leotta: il servizio 3
del Dipartimento alle autonomie locali che svolge attività di
indagine ed ispettive presso gli enti locali - ed è un ordine del
giorno che ho presentato - può benissimo, annualmente, svolgere
un'indagine con propri funzionari, quindi, a costo zero, in tutti i
comuni della Regione e verificare quante sedute del consiglio,
quante commissioni in ogni comune, di cosa si è trattato e
riferire, annualmente, all'Assemblea regionale siciliana.
Mi sembra che una politica seria attivi i propri strumenti e se
questa Regione ha uno strumento di indagine e di ispezione lo
faccia valere affinché le sedute delle commissioni e del consiglio
comunale di Gela anziché essere 1.300, diventino 100 o 120.
Questo è il ruolo della politica, svolgere il proprio mandato ed
utilizzare i poteri che le sono conferiti, non fare norme da
diffondere, così, per quietare l'opinione pubblica.
Quindi, invito i miei colleghi ad essere di buon senso ed a
sopprimere questo comma che mi sembra peloso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
980/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento 2.35,
primo firmatario l'onorevole Cascio Francesco, che prevede sempre
la soppressione, non è ritirato.
Quindi stiamo trattando, in maniera unificata, l'emendamento 2.35,
che ha come primo firmatario l'onorevole Cascio Francesco e
l'emendamento 2.39, che ha come primo firmatario l'onorevole
Sudano.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, ieri
oltre a dichiararmi favorevole alla parte relativa alla riduzione
dei rimborsi, così come ribadito dall'onorevole Cracolici, avevo
sollevato, con riferimento a questo articolo - al netto del mio
intervento sulla legge e sui vari aspetti che abbiamo trattato e
che tratteremo -, l'aspetto relativo alla presenza del consigliere
comunale ed ai permessi, perché mentre sui rimborsi siamo
d'accordo, sui permessi mi sono permesso - a proposito di permessi
- di dare un'indicazione, un paio di indicazioni precise.
Onorevole Cracolici ed onorevoli colleghi, rientrano nel mandato
istituzionale e politico del consigliere comunale il diritto di
partecipare ad un convegno su un tema che riguarda la commissione
della quale lo stesso fa parte?
Rientra o non rientra nel mandato del consigliere comunale,
rappresentante del popolo, andare in una scuola per parlare di
legalità, di trasparenza, di attività produttive, piuttosto che di
turismo o di cultura?
Ecco, non la faccio lunga. La bontà dell'intervento del collega
Lombardo e la bontà dell'emendamento soppressivo, trova la sua
ragione nel fatto che può accadere - ed io sono certo e per questo
la sostengo e questa volta è accaduto - che una norma,
astrattamente, sia la migliore ma, concretamente, determini dei
guasti che finiscono per incidere sulla libertà e sulla stessa
azione istituzionale e politica che un rappresentante del popolo,
perché di questo stiamo parlando, poi, finisce per subire.
E, allora, invito l'Aula o a trovare una soluzione, eliminando
questa empasse, o altrimenti, lo comunico formalmente, mi troverò
costretto a chiedere il voto segreto perché me lo chiede gran parte
della maggioranza che sostiene questo Governo e che, formalmente,
onorevole Cracolici, sostiene la sua legge, perché lo chiedono a me
che sono dell'opposizione perché voglio votarla segretamente
contro. Quindi, o trovate una soluzione o chiederò il voto segreto.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signore Presidente, onorevoli colleghi, stiamo assistendo al
solito teatrino in cui, con la scusa di cambiare qualcosa, alla
fine, non si vuole cambiare niente.
Qui si sta discutendo dell'opportunità che un consigliere comunale
voglia andare a corsi, stage, documentarsi, ma da quando la
formazione personale deve avvenire a posteriori rispetto a quando
si viene eletti? Ma lo sapete che qua in Sicilia ci sono persone
che da 10 anni si assentano dal lavoro e gravano sulle casse dei
comuni che, poi, non hanno i soldi né per integrare rette per gli
asili comunali, né per tappare un buco nella strada, come diceva
l'onorevole Figuccia, una cosa così importante. I comuni hanno le
casse vuote anche perché i costi sono diventati esorbitanti. Non
dobbiamo fare finta di vivere in Svezia.
Noi abbiamo fatto un'attenta indagine su tantissimi comuni e i
consiglieri comunali si dilettano spesso ad andare a vedere
presepi, manifestazioni, le luminarie di Natale, le mense dei
poveri e le tombole, a pagamento, signori, a pagamento Ed è questo
che ci dovrebbe fare rabbrividire E per chi ha i consiglieri
comunali dei propri partiti che lavorano sul territorio, ebbene,
consiglio ai miei colleghi di andargli a tirare le orecchie e
dirgli che queste cose non le devono fare, perché sono diventati lo
zimbello di tutta l'Italia.
E, allora, mi chiedo: è possibile che nei comuni, che sono i primi
per indice di vivibilità, quindi, qualità dei servizi, delle
strade, della sicurezza, le commissioni ed i consigli comunali
siano davvero numericamente ridotti, davvero convocati solo se c'è
un reale bisogno? E qui, siccome tutto è facile e siamo speciali,
in un anno si sfiorano le 1.000 commissioni mediamente, o
addirittura 1200, 1300, se non nei rari casi dove, per carità, i
presidenti dei consigli comunali, con grande spirito di dovere e di
servizio, convocano solo quando c'è bisogno.
Noi siamo stanchi di vedere consiglieri che vanno a verificare se
il cassonetto è stato svuotato, se la lampadina è avvitata o
svitata, se il cespuglio sporge dalla ringhiera del privato.
I consiglieri comunali non devono fare questo; le prerogative sono
quelle di ispezione, controllo, per carità, propositivo, ma le
commissioni itineranti, la partecipazione a convegni non è
contemplata. Se la facciano nel tempo libero, la domenica, il
sabato, senza gravare sulle casse dei Comuni.
Questa benedetta specialità del nostro Statuto doveva valere altro
e stiamo facendo ribaltare dentro le tombe chi è che ha scritto lo
Statuto della nostra Regione. Non è possibile, è uno spettacolo
indegno, Presidente
MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, penso che la politica
siciliana stia perdendo una buona occasione per dare delle
risposte agli elettori. Il rinvio dell'approvazione di queste
norme, di postergare alle prossime tornate elettorali, significa
deludere le aspettative dei siciliani, significa rivendicare quella
differenziazione che non ha motivo di essere perché se una norma è
applicata da Bolzano a Reggio Calabria, la Sicilia non può
rivendicare e non deve rivendicare una diversità di trattamento. Se
una norma va bene per il consigliere comunale di Milano, va bene
anche per quello di Palermo o per quelle piccole realtà.
Mi auguro che si voglia recuperare il senso delle cose, il senso
delle opportunità politiche. Non si può, sull'onda emozionale di
qualche deputato che deve a tutti i costi tutelare patrimoni
antichi di clientele, sacrificare la politica. Ritengo che ognuno
debba metterci la faccia nelle scelte che si fanno.
Signor Presidente, su queste norme chiedo il voto palese.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto c'è una richiesta di voto
palese.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, sono molto contento e rassicurato dalla
sua ultima affermazione, perché l'avere detto che c'è una richiesta
di voto palese mi permette di assumermi la responsabilità della mia
azione di fronte all'opinione pubblica.
Vorrei fare un intervento che renda giustizia a chi in precedenza
ha svolto il ruolo, importante, di consigliere comunale ed a chi lo
svolge adesso, così come, con assoluta franchezza, dico che alcune
sbavature non meritano alcuna copertura.
La legge 30 che io, da Assessore per le autonomie locali del
Governo della buonanima dell'onorevole Vincenzino Leanza, proposi e
feci approvare, era una legge che nasceva negli anni 2000 e che
recepiva buona parte della legge 267, ovvero la riforma
dell'onorevole Bassanini che introduceva una serie di principi ed
una serie di benefici, addirittura, se non ricordo male,
correggendo la 265.
Se non ricordo male, prima del 2000, tutti coloro i quali facevano
i consiglieri comunali avevano diritto ad un'ora di permesso prima
ed un'ora di permesso dopo la commissione. E non ricordo che questi
consiglieri lavoravano male. Erano persone serie, scrupolose,
attente, che svolgevano l'incarico di consigliere comunale e la
loro funzione di lavoro, cioè producevano per arricchire l'Italia e
producevano nella propria attività professionale e nella propria
attività politica.
Mistificare tutto e fare diventare come una necessità la richiesta
di qualche consigliere comunale che tira la giacca del collega fa
male al collega che si fa tirare la giacca e, fa male al
consigliere comunale che gliela tira.
Ma lo dico con passione. Non mi fermerò a fare un appello tanto
per farlo.
Qualcuno si rende conto che è cambiato il mondo? Qualcuno si rende
conto che siamo stati costretti a modificare principi di
rappresentanza popolare adeguandoli al resto d'Italia o al resto
d'Europa, oppure, vogliamo fare finta di niente?
Allora, che i consiglieri domani mi possano chiedere: Turano come
hai votato? , mi inorgoglisce perché loro sanno che quello che si
garantisce per ora è una forzatura. Lo sanno benissimo e mi sono
preoccupato, oggi, onorevole Gucciardi, di suggerire all'Assessore
per le autonomie locali di fare un vertice di maggioranza,
allargato anche alle opposizioni e non tutte le opposizioni hanno
partecipato, perché credo che su alcuni principi di buon senso non
ci debba essere una maggioranza ed un'opposizione, su alcuni
principi di buon senso ci deve essere un governo del buon senso ed
il governo del buon senso non è quello di fare dire a Turano che
non vuole fare dare permesso, ma è quello di dire che dobbiamo dare
permessi giusti, così come è quello di dire che se c'è consiglio
comunale, il consigliere comunale, legittimamente, perché produce
degli atti, deve avere il permesso per tutta la giornata, per
studiare le delibere che deve votare.
Ma le commissioni sono commissioni consultive, non assumono degli
atti formali.
Allora, vi prego, evitiamo la demagogia, evitiamo di essere
ballerini, facciamo il nostro lavoro seriamente e votiamo quello
che ha proposto il Governo e il Presidente della Commissione, cioè
l'allineamento alla normativa nazionale.
Se, poi, dobbiamo fare delle piccole modifiche che sono modifiche
di buon senso, nessuno si oppone, ma se dobbiamo trasformare lo
strumento del voto segreto, del voto palese, come uno strumento per
portare delle storture che sono fuori dal mondo, non facciamo un
buon servizio ad alcuno, né al consigliere che lo chiede, né alla
società che, oggi, guarda con attenzione
GRASSO. Con chi parla, onorevole?
TURANO. Parlo anche con lei, onorevole Grasso, lo dico con
passione: dire alle commissioni che è consentito al consigliere
comunale che partecipa all'intera seduta del consiglio comunale un
giorno intero di permesso e dire, come ha detto l'onorevole
Cracolici, che se la seduta va deserta il giorno non si deve
trasformare in un giorno di ferie è una cosa giusta.
Dire al consigliere comunale che partecipa alla commissione che ha
un'ora di tempo per raggiungere la commissione ed un'ora di tempo
per ritornare al lavoro, è una cosa giusta nell'interesse del
comune; è una cosa che fa risparmiare al comune stesso il ristoro
al datore di lavoro; è una cosa che permette al consigliere di fare
il consigliere; è una cosa che permette a un uomo di andare a
lavorare anche facendo politica.
Questo credo che sia giusto, pertanto, sono contento di potere
dichiarare il voto favorevole, mio e del gruppo parlamentare, alla
proposta del Governo e, quindi, votare contro la soppressione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Turano
ognuno ha le sue idee
Presidente, ho presentato anche degli emendamenti a sostegno della
collega Sudano, perché secondo me questa norma mortifica il lavoro
dei consiglieri comunali e dei consiglieri circoscrizionali che
svolgono la loro attività con passione, con amore e non si deve
guardare soltanto l'impegno del tempo che trascorrono durante le
commissioni, ma c'è un impegno continuo, costante, che è l'impegno
sul territorio, quando incontrano le persone che gli esprimono i
problemi che affrontano giornalmente.
I consiglieri comunali, i consiglieri di quartiere, sono sempre
sul front office, hanno giornalmente e quotidianamente il rapporto
con il territorio, con la gente che gli dichiara, gli esprime quali
sono i veri problemi che affronta giornalmente, quindi, dire che
sia necessario soltanto un'ora prima e un'ora dopo dal
raggiungimento del posto per fare la commissione - tra l'altro
abbiamo una città, diciamo in maniera longitudinale e, per
attraversarla ci si impiega generalmente circa cinquanta minuti -
mi sembra una mortificazione, non dargli il tempo di leggersi gli
atti che riguardano la commissione, gli argomenti posti all'ordine
del giorno e le dirò di più, il consiglio comunale è, a volte,
diciamo, l'atto finale, ma quello che precede il consiglio comunale
è la discussione vera che riguarda tutte le questioni, poi,
trattate dal consiglio comunale, ma che vengono affrontate in
commissione.
Quindi, considerare la commissione come un impegno secondario è
riduttivo. Credo che il consigliere comunale abbia la necessità di
essere libero di poter impegnare il proprio tempo a disposizione ed
al servizio della comunità e della collettività per svolgere al
meglio il proprio ruolo.
Ecco perché sono a favore dell'emendamento della collega Sudano ed
avevo presentato anch'io un emendamento in tal senso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso di non
intervenire perché ritengo che mai come questa volta il dibattito
d'Aula sia sterile.
Noi stiamo criminalizzando consiglieri comunali, stiamo
criminalizzando amministratori come se fossero chissà quali,
possiamo dire fra virgolette approfittatori , dimenticando che il
legislatore chiama il ruolo del consigliere comunale come status di
amministratore ed il consigliere comunale ha delle prerogative che
esercita e che ha il diritto di esercitare.
Quindi, siccome la democrazia è una democrazia partecipata perché,
altrimenti, non è più democrazia, quindi, tutto questo accanimento
è veramente demagogico e proprio con riferimento alla
partecipazione delle commissioni, non dobbiamo dimenticare che già
con l'articolo 1 sono state ridotte le indennità.
Quindi, nel momento in cui non c'è più incidenza dal punto di
vista finanziario, chi siamo noi per limitare la partecipazione del
consigliere comunale ad una commissione, oppure del consigliere
comunale che si deve preoccupare di girare in una città, nella
città metropolitana, in una grande città, in un grosso centro, ad
andare a preoccuparsi o incontrare i sindacati, o incontrare
operatori economici, o portare avanti un progetto, oppure, certe
volte, affiancare anche gli operai del comune, i dipendenti, per
andare a controllare un lavoro?
Mi spiegate cosa stiamo facendo? Ma che diritto abbiamo? Anche
qui, stiamo cercando di correggere questa norma, con fatica, in
corso d'opera perché c'è una parte del PD che si vuole intestare
non so che cosa ed un'altra parte del PD perché c'è una parte del
PD che si vuole intestare non so che cosa e un'altra parte del PD,
perché non c'è neanche una maggioranza coesa all'interno della
maggioranza di questo Governo che sa che cosa vuole perché si rende
conto, intimamente e nel profondo, che non si possono approvare
norme che sono solo populistiche, demagogiche e che hanno solo un
effetto: quello veramente di andare a distruggere la democrazia.
Io sono una persona che crede profondamente nelle istituzioni e
quando voi parlate di queste grandi indennità che percepiscono gli
amministratori locali per la realtà che vivo io, non nel mio
Comune, ma anche nei Comuni limitrofi, vi assicuro che in questo
momento di grande crisi gli amministratori le indennità le lasciano
per sopperire a bisogni e non è giusto quello che si sta facendo in
quest'Aula. Ecco perché mi ero rifiutata di prendere la parola.
Cerchiamo veramente di tornare al buon senso e qui bastava
semplicemente fare quello che lei aveva proposto in finanziaria,
adeguare perché era una norma finanziaria, adeguare le indennità e
lasciare le prerogative di status di consigliere comunale per
quello che è contemplato nella legge, nel regolamento. Invece, è
una vera vergogna
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi
l'onorevole Musumeci, l'onorevole Ioppolo, l'onorevole Currenti e
l'onorevole Nicotra.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
980/A
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, io credo che il dibattito stia
assumendo toni che davvero è difficile riuscire a comprendere.
Ci si sta dividendo su un tentativo di criminalizzazione nei
confronti dei componenti della Commissione che hanno, secondo me,
tentato di trovare una quadratura che a me pare nobile e
assolutamente responsabile rispetto ad altri che invece pensano di
dovere inalberare la bandiera della difesa dei Consiglieri comunali
quasi che in quest'Aula vi fosse bisogno di questo.
Noi stiamo difendendo tutti il ruolo e la funzione dei Consiglieri
comunali che sia chiaro, nessuno da qui può uscire dicendo: io li
ho difesi più di altri , perché con la evidente proposta che la
Commissione ha formulato e su cui si è trovata anche un ampio
consenso si è arrivati invece al rilancio di questa figura che,
purtroppo, negli ultimi periodi era stata, come dire, offesa da
comportamenti per i quali alcuni consigli comunali sono finiti sui
media nazionali e che, però, io lo voglio qui ricordare, per gli
stessi Consigli comunali che avevano in qualche modo sopravanzato
una certa soglia di decenza hanno avuto la compiacenza di trovare
al proprio interno la capacità di correggere determinazioni che
erano state considerate a ragione scandalose.
Allora, con il provvedimento che in quest'Aula si deve assumere, e
si deve assumere io mi auguro nelle prossime ore perché è atteso
dall'opinione pubblica, noi stiamo assolutamente aiutando una
capacità di auto riforma che è già partita dai Consigli comunali.
Io voglio citare alcuni Consigli comunali come il Consiglio
comunale di Siracusa che ha trovato al proprio interno la forza di
auto riformarsi. Noi non possiamo adesso, inseguendo questo
tentativo di fare dichiarazioni di principio fuori da ogni grazia
di Dio, non possiamo secondo me, in quest'Aula produrre una legge
che sia inferiore allo sforzo che alcuni Consigli comunali hanno
già fatto, perché c'è una realtà che ha camminato in avanti, che ha
preso atto che alcune questioni erano distorte e bisognava
correggerle e una realtà che attende da quest'Aula di potersi
riformare in modo da interpretare al meglio una domanda di politica
che è cambiata rispetto agli anni passati.
C'è una domanda di politica snella, pulita, efficace, onesta tale
da potere essere rappresentata costantemente con trasparenza.
Questo è il ruolo e la funzione che i Consiglieri comunali vogliono
esercitare nel loro territorio e devono essere riconosciuti come il
simbolo della buona politica.
Io non credo che aumentando o diminuendo un'ora di permesso noi
modifichiamo, come dire, mortifichiamo il ruolo, non lo credo
proprio e credo che sia importante partecipare alle Commissioni
consultive come i lavori consiliari, ma tutto si tiene nella
proposta della Commissione, si dà legittimamente riconoscimento al
ruolo e alla funzione, si riconosce che bisogna procedere ad una
moralizzazione anche qui, che non è solo spending review, ma è una
moralizzazione che, invece, tende a rilanciare il ruolo del
Consigliere comunale, cioè dell'eletto, di quell'eletto in cui i
cittadini si riconoscono. Quindi, per piacere, questo dibattito sia
ricondotto davvero al suo fondamento, alla sua essenza perché
diventa difficile riconoscersi in quest'Aula se non riusciamo ad
adottare un provvedimento che sia misurato, compatibile con la
realtà che ci circonda.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avrei
fatto volentieri a meno di intervenire oggi perché avevo espresso
il mio parere sulla legge nel suo complesso e anche, in
particolare, su questo emendamento e avevo fatto riferimento, nello
specifico, esattamente a questo articolo, a questo comma 2,
dell'articolo 2, cioè un comma che va a modificare lo status degli
amministratori locali. Ma dopo l'intervento dell'onorevole Foti,
non ho potuto fare a meno, di tornare su questo pulpito per
esprimere il mio pensiero.
Veda, onorevole Foti, lei fa giustamente il suo mestiere, lei è
deputato eletto nella lista del Movimento Cinque Stelle, che ha
fatto della protesta un modo legittimo di fare politica e, quindi,
anche il tenore dei suoi interventi risente di questo modo di fare
politica.
Io, mi sforzo ancora perché ci credo realmente di tentare di
approfondirli i ragionamenti e non fermarmi all'urlo, al concetto
facilmente trasferibile all'opinione pubblica affamata di sangue,
cerco sempre di immaginare che sviluppando e approfondendo concetti
nel merito, probabilmente si riesca a fare meglio il nostro lavoro
e si riesca a portare a compimento una legislazione migliore di
quella che, invece, si adotta sulla scia dei provvedimenti adottati
sui moti popolari, sulla sete di sangue che, in questo momento, la
popolazione siciliana chiede alla politica ma anche credo a livello
nazionale.
Allora, cerchiamo di ricondurre l'argomento su quello che è il
tema che stiamo trattando in questo momento cioè l'emendamento 2.35
a firma del sottoscritto e l'emendamento 2.30 a firma
dell'onorevole Sudano.
Cosa dice questo emendamento, così che abbiamo non stiamo
parlando, perché qui abbiamo parlato di tutto e del contrario di
tutto, stiamo parlando di lasciare la legge come è uscita dalla
Commissione e cioè che i Consiglieri comunali, oltre a godere la
giornata di libertà quando c'è Consiglio comunale, possono
usufruire della giornata di libertà quando c'è la Commissione
consiliare, anche, ovvero approvare l'emendamento mio e
dell'onorevole Sudano che prevede che anche quando c'è Commissione
consiliare, il Consigliere comunale possa godere della giornata di
libertà.
Tutto questo lo stiamo discutendo dando per scontato che abbiamo
già ridotto il numero dei Consiglieri comunali, ridotto il numero
degli Assessori comunali, ridotto gli stipendi dei Sindaci, ridotto
gli stipendi dei Consiglieri comunali, abolito il rimborso ai
datori di lavoro che, invece, fino a ieri si faceva in Sicilia come
il resto di Italia, abolito i Consiglieri di circoscrizione, messo
un tetto massimo di Consigli comunali e di rigore della Commissione
consiliare per cui diciamo non è che se consentiamo ai Consiglieri
comunali la giornata di libertà in seguito alla riunione di
Commissione torniamo a Gettonopoli, a Siracusa, tanto per essere
chiari. Stiamo parlando di un'altra cosa.
Non confondiamo la gente che ci ascolta, immaginando che tutto
quello che facciamo è finalizzato a perpetrare un meccanismo di
saccheggio delle casse comunali, stiamo parlando di un'altra cosa.
Stiamo parlando della dignità e del ruolo della classe politica
media, dei consiglieri comunali, che sono gli unici in Sicilia, ma
credo anche in Italia, ahimè, perché i meccanismi legislativi
allontanano la gente dalla politica ad alto livello istituzionale,
che sono gli unici che hanno il rapporto diretto con l'elettore e
che, quindi, esercitano la loro funzione non soltanto andando in
Consiglio comunale, non soltanto andando in commissione consiliare,
ma anche facendo mille altre attività che sono proprie di chi opera
a contatto con il cittadino, con il territorio.
Ci siamo spesso riempiti la bocca della parola o del concetto che
la politica è lontana dalle istituzioni e che bisogna tornare al
concetto di territorio; ma se il territorio non batte il Consiglio
comunale, ma chi deve batterlo? Il Parlamentare nazionale che è
nominato o l'europarlamentare che sta 4 giorni su 6 Bruxelles?
Il Consiglio comunale, però, deve essere messo in condizione alla
luce di queste riduzioni che abbiamo fatto, perché questa legge
credo che comunque segnerà una svolta nelle amministrazioni locali
da oggi in poi e dai rinnovi, da quando verranno rinnovati i
prossimi consigli comunali in poi, ma dobbiamo dare la possibilità
ai consiglieri comunali di esercitare il proprio mandato che non è
soltanto andare in Consiglio o in commissione consiliare, è anche
fare politica sul territorio, partecipare ad iniziative che molto
spesso non sono normate perché le iniziative sociali, le iniziative
di quartiere, le iniziative sindacali, le iniziative ambientali non
possono essere normate ovviamente, ma fanno parte dell'attività
politica di chi sta a contatto con il territorio.
E allora, io non credo che, posto che abbiamo messo tetti per
tutto e abbiamo ridotto tutto, il problema possa essere vincolato
semplicemente al fatto che il Consiglio comunale possa avere
libertà di manovra il giorno della commissione consiliare.
Cerchiamo di volare un attimo un po' più alto, di guardare
complessivamente a quello che stiamo partorendo con questa norma,
che mi pare una buona legge al di là di tutto, una legge che va
comunque nella direzione chiesta dai cittadini, cioè di
contenimento delle spese, di riduzione dei costi della politica e
di riduzione anche dei politici professionisti, perché con questa
legge aboliamo non so quante migliaia di poltrone in Sicilia, ma a
quelli cui lasciamo la possibilità di fare politica, ma lasciamogli
la dignità di fare politica, non mortifichiamoli anche nella
dignità
Io ieri ho fatto un esempio, che è un esempio concreto, di un
militare eletto in un Consiglio comunale. Secondo questa legge,
così come è uscita dalla Commissione, cioè di un ora di permesso
prima della Commissione e due ore di permesso dopo, materialmente
non avrebbe il tempo di partecipare perché tra il tempo di uscita
da casa, andare in caserma con la divisa, uscita dalla caserma, si
deve spogliare, ma veramente facciamo ridere il mondo Veramente
pensiamo che i mali dell'Italia siano legati al fatto che un
consigliere comunale possa partecipare o meno alla commissione
consiliare e avere la mezza giornata libera? Stiamo scherzando?
Così ci siamo ridotti?
Se è così, io ho definito questo articolo un articolo micragnoso
perché è micragnoso. Io sono consapevole che, probabilmente, presso
un certo elettorato questo tipo di atteggiamento è anche
impopolare, ma io me ne frego, perché la penso in un certo modo e
ho il coraggio di dirlo a voce alta. Mi dispiace che ci siano dei
colleghi deputati che, pur di alimentare questo clima di
antipolitica e di odio nei confronti delle istituzioni, cavalchino
questa protesta utilizzando atteggiamenti assolutamente falsi, così
come la montagna di falsità che ho sentito declamare da questo
pulpito da alcuni nostri colleghi.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, non ho partecipato nemmeno alla discussione generale.
Riguardo a questo articolo ci tenevo a partecipare e a dare il mio
modestissimo contributo perché volevo ricordare al Presidente
Cracolici, che è allegro e gioisce di questa legge lui insieme a
tanti altri deputati di lungo corso, ovviamente non è un fatto
personale ma è un fatto politico, oggi intanto va evidenziato un
fatto politico. Oggi gran parte della classe dirigente di questa
Assemblea regionale, deputati di lungo corso, si svegliano dopo che
hanno fatto e disfatto di tutto in questa Regione compreso la norma
che oggi criticano che è quella applicata da tanti anni.
Presidente, vale per tutti i deputati che hanno almeno tre
legislature.
Questo meccanismo che criticate, che non funziona, lo avete fatto
voi se è vero che siamo in una Regione a Statuto speciale Se avete
consentito di permettere ai consiglieri di circoscrizione di avere
permessi, indennità, siete stati voi deputati di lungo corso Se
avete previsto che un Presidente di circoscrizione avesse lo
stipendio, siete stati voi deputati di lungo corso Se avete
consentito questi permessi, siete stati voi deputati di lungo
corso Voi, deputati di lungo corso, che avete previsto per i neo
deputati una pensione di 330 euro a fine mandato
Ovviamente, voi rimanete con uno status diverso perché la spendig
rewieu la volete per i neo deputati. Però, voi deputati di lungo
corso che parlate di tagli siete tutti coloro i quali oggi state
prendendo parola e siete i registi di queste norme.
E ora basta Non siamo i neo deputati che abbiamo creato tutto
questo, tutte queste disfatte I forestali, i PIP, la Sas, i
precari. Siete stati voi da destra e da sinistra, certamente non
Milazzo, non i deputati del Movimento Cinque Stelle, non Clemente,
non i deputati di due legislature. Voi avete creato tutta
l'architettura di questa Regione e oggi con i paraocchi, alla
cieca, tentate di mortificare anche il ruolo che voi avete
esercitato prima di diventare deputati. Ora volete la spendig
review
Pubblicherò io chi era consigliere comunale prima di diventare
deputato e quanto guadagnava quando era consigliere comunale e oggi
si batte il petto qua con la spending review Assessori comunali,
tutti gli incarichi
Ora entro nel merito della norma dopo avere ricordato questa
piccola cosa. Io ritengo che lo strumento di scelta dei candidati,
degli eletti via internet sia una cosa importante.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per fatto personale, altrimenti lo
blocchi Deve portare gli elenchi Ora li tira fuori e li deve
portare in Aula
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, non mi faccia minacciare
dall'onorevole Vinciullo perché ho paura Chiedo di essere scortato
a casa perché l'onorevole Vinciullo fra poco replicherà sul mio
intervento e io temo questa replica.
Vorrei ricordare che lo strumento di scelta di meccanismi per
individuare chi deve candidarsi via internet, come fa il Movimento
Cinque Stelle, è uno strumento serio e rispettabilissimo.
Vorrei dire lo strumento di scelta dei candidati via internet,
Presidente, è uno strumento serio e rispettabilissimo, però
dobbiamo ricordare che fra gli elettori ci sono anche persone
anziane che, integriamo anche questa riflessione, a causa della
abrogazione della norma che prevedeva i consigli provinciali già li
abbiamo privati di una loro rappresentanza territoriale. Immaginate
per caso se questa norma fosse approvata e, quindi, il consigliere
comunale non può partecipare ad una inaugurazione di una scuola,
non può partecipare a niente.
Voi ritenete che il consigliere comunale sia il cosiddetto, a
Palermo lo chiamiamo sa come, Presidente Ardizzone? U palettaru ,
cioè deve andare in Consiglio comunale senza avere il tempo di
studiarsi le carte e dire come voto? Con il rischio che la Corte
dei Conti lo condannerà, fra le altre cose
Come si può non concedere ad un eletto che ha una propria capacità
propositiva presso il Consiglio di cui è componente, per cui
presenta interrogazioni, atti ispettivi, mozioni, partecipa al voto
sulle proposte di deliberazione proposte dalla Giunta? Come potrà
rappresentare i cittadini se non ha la possibilità di essere
presente nel territorio? Come potrà fare questo se noi gli diciamo:
o te ne vai a lavoro o ti chiudi in un consiglio e vota, basta che
voti e dura il Consiglio comunale Non è una cosa intelligente.
Così come privare il consigliere di circoscrizione che è il vecchio
consigliere di quartiere, che è colui il quale - Presidente, non
certo il deputato sta in giro per i quartieri - ascolta un problema
che oggi, magari, farà ridere qualche deputato. Un senso di
circolazione invertito, in un senso rispetto che ad un altro, può
determinare la chiusura di un esercizio commerciale, può mandare a
casa un ragazzo di diciotto anni che semplicemente, Presidente,
lavora lasciando il sacchetto con la carne ed il suo datore di
lavoro lo licenzierà perché nessuno lo rappresenterà attraverso il
consiglio di circoscrizione, evidenziando in consiglio comunale
fino ad arrivare all'assessore al ramo, nessuno lo rappresenterà in
seno alla Giunta per dimostrargli che l'inversione di quel senso di
circolazione lo porta alla fame e non potrà pagare nemmeno le
tasse.
Vivere il territorio significa questo, non significa per forza
dare un posto di lavoro. Ci sono persone che determineranno il
proprio voto anche per una lampadina, se è spenta o qualcuno
gliela andrà a riparare. Ecco perché deve essere messo nelle
condizioni, il consigliere di circoscrizione, di potere operare.
Questa norma va bocciata perché non è come il taglio: vabbè, lo
facciamo dalla prossima volta . Dalla prossima volta e per i
prossimi anni l'amministratore locale deve essere nelle condizioni
di amministrare, di partecipare e, soprattutto, avere coscienza e
conoscenza delle proposizioni che arrivano dai cittadini,
concretizzandole lui, formalizzandole presso l'istituto, il
consesso di cui fa parte. Questa è democrazia.
Avete tolto le Province senza avere uno straccio di strategie e ci
sono le scuole in mezzo ad una strada. Le strade provinciali in
mezzo alla strada Ora volete ridurre anche le città metropolitane,
le città, i Comuni, tutto Lo volete completamente abbandonare a se
stesso Ritengo che questo debba essere impedito. Motivo per il
quale dobbiamo sostenere la richiesta di voto segreto e l'onorevole
Cordaro perché questo è un vero e proprio abominio.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. No, onorevole Vinciullo non c'è alcun fatto personale,
lei non è stato citato. Lei interviene, ma non è stato citato. Se
poi essere deputato da più di tre legislature è fatto personale,
dico, lo lascio alla sua libera interpretazione, ma lei sa che non
è così. Lei interviene perché ha diritto ad intervenire.
VINCIULLO. Signor Presidente, veda, io credo che nessuno possa
dare lezioni di morale a nessuno. Soprattutto chi ha condiviso
alcune scelte politiche negli ultimi anni nella città di Palermo;
scelte politiche che poi sono state scaricate su questo Parlamento
e sono state scaricate su tutti i siciliani. Quindi, non ho
intenzione di farmi dare lezioni di morale da nessuno. Poi,
siccome io mi sono sentito...
MILAZZO Giuseppe. Onorevole Vinciullo, ora dobbiamo fare silenzio
perché parla lei?
VINCIULLO. Veda, io a differenza sua
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei deve dare la possibilità
all'onorevole Vinciullo di intervenire.
MILAZZO Giuseppe. Lei prima non ha richiamato l'onorevole
Vinciullo e ora deve richiamare me?
PRESIDENTE. Io a lei non l'ho richiamata Di che sta parlando
onorevole Milazzo? Non ha visto che l'ho fatta parlare? L'ho fatta
sfogare, ha fatto il suo show, basta L'abbiamo ascoltata. Lei ha
detto che io l'ho interrotta, non è così Ora basta Per chi li
ascolta so che alla fine anche voi avete imparato, o finirete su
Facebook e, quindi, pensate di esservi accattivati la simpatia di
tutti, io penso che..
MILAZZO Giuseppe. Io non ci sono su Facebook. Lei c'è?
PRESIDENTE. Sì, io ci sono. Basta, onorevole Milazzo, dia la
possibilità all'onorevole Vinciullo di esprimere la sua opinione
VINCIULLO. Poi, veda, a differenza sua, onorevole Milazzo, io un
mestiere ce l'ho, l'ho acquisito studiando, vincendo concorsi e
quindi fino a oggi .
MILAZZO Giuseppe. Pure io ho un lavoro
VINCIULLO. fino ad oggi non ho avuto bisogno di andare in giro a
vendere frutta .
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ora basta
VINCIULLO. ciò posto
MILAZZO Giuseppe. Perché non richiamava l'onorevole Vinciullo come
sta richiamando me?
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, mi scusi, da quando è intervenuto
lei non c'è più calma in quest'Aula.
(proteste dell'onorevole Milazzo Giuseppe)
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Scusate onorevoli colleghi, per essere chiari, non è
che gridando noi pensiamo di rinviare la riforma, Che sia chiaro
Con tutte le turbolenze d'Aula ritorneremo qua domani, dopodomani,
martedì e riprenderemo fin quando la riforma non viene fatta, a
scanso di equivoci.
Per cui, invito l'Assessore e la Commissione ad avere pazienza e
l'onorevole Vinciullo a riprendere il suo intervento, anche se
capisco che è difficile.
VINCIULLO. Sarò brevissimo. Nel chiedere scusa all'Assemblea per
avere contribuito anch'io ad alzare il tono dello
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la sto ammonendo La prossima volta
lei andrà fuori Adesso basta
MILAZZO Giuseppe. Ma io non sto parlando
PRESIDENTE. No, sta infastidendo l'Aula. Continui, onorevole
Vinciullo.
VINCIULLO. Nel chiedere scusa, dicevo, all'Assemblea, a lei signor
Presidente, all'Assessore, per aver contribuito anch'io a rendere
sempre più esacerbati gli animi, ricordo che in questi due giorni
non ho aperto bocca. Però, veda, l'idea che qualcuno possa pensare
di fare il censore in quest'Aula agli altri colleghi è una cosa
insopportabile.
Mi sono sentito, poi, offeso personalmente e di questo chiedo alla
Presidenza dell'Assemblea di accertare i miei comportamenti laddove
il collega Milazzo ha detto che molti di noi quando siamo stati
consiglieri comunali, assessori o altro, abbiamo tenuto
comportamenti poco chiari. Questo non lo consento a nessuno, perché
c'è di mezzo la mia dignità, c'è di mezzo la mia famiglia.
Io vorrei ricordare a tutti, compreso l'onorevole Milazzo, che
penso che non sia aggiornato, che né io né i miei amici a Siracusa
siamo stati coinvolti nelle vicende legate al gettonopoli , né io
né i miei amici, e che per essere chiari, nel periodo in cui ho
fatto l'assessore comunale non ho mai messo insieme due stipendi.
Dal primo giorno in cui sono diventato assessore, come è possibile
vedere da tutti i documenti, mi sono messo in aspettativa non
retribuita a scuola.
Per cui l'idea che si voglia fare passare, che qui dentro io, come
tanti altri miei colleghi, che abbiamo seguito la stessa strada,
siamo degli accattoni messi sulla strada, e che adesso vorremmo
impedire ad altri di fare quello che abbiamo fatto noi, è una cosa
che non funziona perché noi non abbiamo mai seguito strade che non
siano quella della giustizia, non vogliamo che altri facciano
comportamenti irregolari, come ricordava poco fa con grande garbo e
grande attenzione la collega Cirone Di Marco, per cui anche in
virtù delle cose che sono successe a Siracusa, dove però il
consiglio comunale ha avuto, sia il coraggio di tirarle fuori, sia
il coraggio di ridursi, non vorrei che passasse l'idea che dopo le
parole dell'onorevole Milazzo tutti abbiamo intrapreso una strada
che non è quella della correttezza.
Per questo signor Presidente le chiedo che lei ufficialmente si
faccia consegnare dall'onorevole Milazzo gli atti e i documenti che
dimostrano quello che lui ha detto, perché nel caso contrario,
laddove la legge lo prevede, adirò le vie legali.
PRESIDENTE. C'era una richiesta di voto per appello nominale da
parte dell'onorevole Malafarina, appoggiata dall'onorevole Turano.
Occorrono 7 deputati ad appoggiare questa richiesta.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.39
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.39.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, noi dovremmo continuare l'approvazione, spero
che si possa ristabilire la calma, e che questo voto in maniera
palese sia servito in qualche modo a ristabilire un po' i toni
giusti del dibattito.
Si passa all'esame dell'emendamento 2.1, a firma Rinaldi. E'
precluso
Tutti gli emendamenti soppressivi, 2.28, 2.36, 2.29, 2.34, sono
preclusi.
Si passa all'esame dell'emendamento 2.11 dell'onorevole Alongi.
Io farei un invito ai parlamentari. Si può dire tutto della
Commissione, si può essere d'accordo o a sfavore, ognuno di noi ha
manifestato la propria opinione in Aula anche, forse, nei toni
esagerati.
Avendo la Commissione, in qualche modo, cercato di fare sintesi,
quanto più possibile non discostiamoci dai lavori fatti dalla
Commissione.
Con un po' di buon senso possiamo addivenire alla votazione
finale.
ALONGI. Chiedo di parlare sull'emendamento 2.11
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi prestiamo attenzione all'onorevole Alongi che,
sostanzialmente, cerca di trovare una soluzione: porta da una a due
ore la possibilità di partecipare alle Commissioni.
ALONGI. Signor Presidente, questo è un emendamento che non è
populista, ma è un emendamento che è stato pensato e ragionato
anche con chi in questo minuto svolge la funzione di pubblico
amministratore, in particolar modo di consigliere comunale.
Porre un'ora prima e un'ora dopo delle Commissioni, che poi vorrei
ricordare, che è importante perché chi ci ascolta dall'esterno è
convinto che tutti i comuni fanno Commissioni, ma non è così: le
Commissioni sono regolamentate per i comuni che superano i 30/ o 40
mila abitanti, nei comuni piccoli non ci sono Commissioni e questo
va detto nella gran maggioranza.
Ritengo, però, Signor presidente, che pensare di prolungare da una
a due ore prima della Commissione e a due ore dopo affinché il
lavoratore che si trova sul posto di lavoro e che deve svolgere la
sua funzione, credo che questo sia un emendamento moderato e mi
auguro che l'Assessore possa esprimere parere favorevole perché
credo che questo emendamento non stravolga quello che è il senso ma
che dia serenità e sostegno ad un amministratore serio che vuole
svolgere le sue funzioni; funzioni democratiche attribuitegli non
su nomina di qualcuno, ma voglio ricordare che chi è stato eletto
per fare il consigliere comunale o il consigliere di circoscrizione
è uno che si è confrontato nel territorio con i suoi elettori e non
soltanto, raccogliendo esigenze territoriali e quindi credo che sia
importante dare un lasso di tempo affinché possa svolgere
serenamente il suo ruolo e non possa cronometrarsi alla Mennea' ,
buonanima, dove riposa, per raggiungere il luogo della Commissione.
Come ho detto, lei non c'era ieri ma lo voglio ricordare, mi metto
nei panni di un lavoratore che conosco, che è consigliere a
Bagheria e che lavora all'ospedale Cervello. Vorrei capire come fa
in un'ora a raggiungere dall'ospedale Cervello Bagheria e subito
dopo ritornare indietro su Viale Regione siciliana.
Credo che questo sia un emendamento mediano di buon senso e non
sia eccessivo e rimette un po' di ordine su una materia che
probabilmente è troppo discussa.
Invito nuovamente l'assessore ad esprimere parere favorevole a
questo mio emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le economie locali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.18. Onorevole Zito la
invito al ritiro se è possibile.
ZITO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 2.7 è assorbito dall'emendamento 2.19.
Si passa al 2.9 e 2.27 relativo alla soppressione del comma 3.
Abbiamo gli emendamenti degli onorevoli Di Mauro, Greco Giovanni,
Milazzo Giuseppe e Falcone.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.40 degli onorevoli Sudano, Ruggirello,
Anselmo, Nicotra e Sammartino.
Su questo ho un appunto degli uffici che mi parlano di una
riscrittura che interviene correttamente su una normativa
regionale. La rendono armonica con il nostro ordinamento regionale.
Se conferma la Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. E' una riscrittura. Dice
la stessa cosa che è contenuta nel comma 3, ovvero che il rimborso
è pari ad un terzo, tranne che per i comuni sotto a diecimila dove
è pari alla metà.
Allora, il rimborso è pari ad un terzo dell'indennità del sindaco.
Per i comuni sotto i diecimila è pari alla metà dell'indennità
spettante al sindaco. E' già così nel vecchio ordinamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L' emendamento 2.38 è precluso, 2.17 è precluso, il 2.13 è
precluso.
Si passa all'emendamento 2.10, soppressione del comma 4, a firma
degli onorevoli Di Mauro, Greco, Milazzo, Falcone.
MILAZZO Giuseppe. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.25 che riguarda la soppressione delle
lettere a) e b) del comma 4, a firma degli onorevoli Milazzo G. e
Falcone. E' assorbito insieme al 2.2.
L'emendamento 2.20 è precluso perché abbiamo già votato.
C'è un emendamento del Governo che leggo io.
All'articolo2, comma 1, del disegno di legge è aggiunto il
seguente periodo: Il dipendente di un ente locale eletto alla
carica di sindaco presso il comune di servizio percepisce
un'indennità di carica in ogni caso non inferiore al trattamento
economico complessivo in godimento all'atto dell'insediamento .
Mi spiegano gli Uffici ai fini dell'interpretazione, se viene
eletto sindaco del comune di Canicattì un dipendente di quel comune
il sindaco non può prendere un'indennità inferiore al trattamento
che percepiva da dipendente. E' un emendamento che è stato
presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. L'emendamento
sostanzialmente prevede che il sindaco di un comune qualora la
propria indennità sia inferiore al trattamento stipendiale
spettante al dipendente di quel comune gli spetta la stessa
indennità che avrebbe percepito nella qualità di dipendente.
A me non pare una cosa eccessivamente clamorosa. Ho qualche dubbio
sul profilo di norma costituzionale, però, io credo che il fatto
di consentire a un dipendente di candidarsi - e si deve mettere in
aspettativa - però di guadagnare nel proprio comune, qualora
l'indennità sia inferiore a quella che percepiva come dipendente,
- di prendere la stesa indennità -, non mi pare una cosa
estremamente complicata, quindi mi rimetto all'Aula per dare il
giudizio della Commissione.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Cracolici, per capirlo un poco e trovarci bene nel futuro. Lei ha
fatto l'esempio di un dipendente di Canicattì .
CRACOLICI, presidente della Commissione. Il dipendente di
Canicattì non sono io.
GRECO Giovanni. Beh, chiunque, non ha importanza, se il sindaco
candidato è un imprenditore e ha un reddito di tre milioni di euro,
che fa? Ci diamo tre milioni di euro per fare il sindaco? Fatemi
capire Non si metta a ridere lei, ci faccia capire come è questa
cosa.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego
io, visto che in qualche modo questo emendamento l'ho suggerito io.
Onorevole Greco l'emendamento funziona così: se un dipendente del
Comune di Lercara Friddi vuole candidarsi legittimamente alla
carica di sindaco di quel comune, nell'ipotesi in cui venga eletto
sindaco, deve automaticamente e obbligatoriamente mettersi in
aspettativa, perché la legge prevede l'obbligatorietà
dell'aspettativa.
Quindi non prende più lo stipendio di impiegato al comune 1.300
euro, faccio l'esempio, facendo il sindaco ne prende 700 di euro,
quindi cosa fa? Prende meno di quanto prendeva come stipendio da
dipendente, chiaramente non essendo più dipendente del comune.
Allora, questo emendamento punta semplicemente a prevedere che un
sindaco in questa fattispecie, prenda lo stipendio che prendeva
come dipendente, né più e né meno. Sostanzialmente si risparmia uno
stipendio di sindaco.
E' chiaro che l'imprenditore che diventa sindaco e guadagna tre
milioni di euro l'anno, onorevole Greco, io penso che rinunci
all'indennità di sindaco, immagino che vorrà rinunciare
all'indennità di sindaco avendo già tre milioni l'anno di
appannaggio.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione si è
rimessa all'Aula. Pongo in votazione l'art. 2, come emendato.
MILAZZO Giuseppe. Perché signor Presidente?
PRESIDENTE. Perché, onorevole, prima del suo intervento abbiamo
votato una norma, primo firmatario l'onorevole Rinaldi dello stesso
contenuto.
MILAZZO Giuseppe. Sull'indennità?
PRESIDENTE. No sull'indennità
Onorevole Milazzo la Commissione mi precisa che quella era
riferita solo al comma 1; questo è riferito a tutto l'articolo.
Pongo in votazione l'emendamento 2.24. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PERSIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Adeguamento dei comuni
1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.»
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati diversi
emendamenti soppressivi; vengono mantenuti o ritirati? Onorevole
Greco il 3.1?
GRECO Giovanni. Lo ritiro
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone il 3.7?
FALCONE. Lo ritiro
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Quindi sono ritirati anche quelli a seguire ritengo,
3.8 e 3.5.
Onorevole Falcone l'emendamento 3.5 è mantenuto o ritirato? Al
comma sostituire le parola 60 con 30
PRESIDENTE. Però scusate non dobbiamo essere in contraddizione, la
consideri una sottolineatura però bonaria fino adesso anche lei
abbiamo parlato sempre a favore dei Comuni l'onorevole Milazzo o
altro, ora stiamo aggravando i Comuni del procedimento gli stiamo
dicendo con questo emendamento: dovete fare i regolamenti entro 30
giorni .
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. La Commissione ha
presentato un emendamento il 3.11.
Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.11 con il parere
favorevole del Governo e della Commissione, chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.10 che è precluso il secondo periodo
dall'approvazione del 3.11.
Si passa all'emendamento 3.12, che è precluso.
Si passa all'emendamento 3.9, che è precluso perché abbiamo
approvato il 3.11.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI GIACINTO. Signor Presidente è semplicemente un emendamento
tecnico perché dice che i Comuni devono adeguare agli Statuti entro
60 giorni, l'articolo 5, entro 120 giorni, volevo adeguarlo, quindi
tutti a 60 giorni.
PRESIDENTE. Allora, avendo approvato i 60 giorni la modifica la
proposta deve essere fatta all'altro articolo, viene trasferito
all'articolo 5.
Si passa all'emendamento 3.3 onorevole Falcone lo mantiene o è
ritirato?
FALCONE. Ritirato
PRESIDENTE . L'assemblea ne prende atto
Si passa all'emendamento 3.4 che è superato. Si passa
all'emendamento 3.6 Le disposizioni di cui agli articoli
precedenti si applicano dal prossimo rinnovo elettorale è superato
perché è chiaro che l'entrata in vigore della legge slitta dal
rinnovo prossimo elettorale.
Pongo in votazione l'articolo 3, così come è emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di trasparenza amministrativa
1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
21 è aggiunto il seguente:
Art. 21 bis.
Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali
1. Al fine di garantire la massima trasparenza nelle pubblica
amministrazione, tutte le spese a carico dell'ente per i rimborsi e
per i gettoni ai consiglieri comunali sono pubblicate nel sito
istituzionale dell'ente.
2. I comuni predispongono nei propri siti internet una sezione
dedicata ai consigli comunali ed alle singole commissioni dove sono
inseriti gli ordini del giorno, i verbali delle commissioni e dei
consigli, l'orario di inizio e di fine delle commissioni e dei
consigli comunali. .»
Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi?
GRECO Giovanni. Ritirati
PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Milazzo ritira?
MILAZZO Giuseppe. Sì ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.7 onorevole Milazzo ritira?
MILAZZO Giuseppe. Sì lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8 a firma dell'onorevole Sudano Al
fine di garantire aggiungere le parole fermo restando gli obblighi
di pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina statale in
vigore . La pubblicazione, è ridondante pure forse averlo previsto
noi perché era il decreto sulla trasparenza che si applicava già.
Il 4.8 obblighi di trasparenza , fermo restando l'applicazione
della normativa statale era chiaro forse serve specificarlo. E'
chiaro che la normativa statale in materia di trasparenza si
applica, parliamo della 33 se non erro. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 4.8 con il parere favorevole del
Governo e della Commissione, chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a firma dell'onorevole Rinaldi: Al comma
1, articolo 21 bis sopprimere il comma 2'
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.5; Al comma 1, articolo .
Onorevole Zito, lo mantiene o lo ritira?
Lo mantiene?
Forse è meglio ritirarlo perché, abbiamo centinaia di piccoli
comuni, è aggravamento di procedimento, già i comuni sono in
difficoltà, cioè, l'attività del singolo consigliere, non sono
Parlamento, cioè noi qua registriamo le interrogazioni, le mozioni,
gli ordini del giorno, però un piccolo comune, di Rocca Fiorita
con 323 abitanti e 12 Consiglieri comunali e già un responsabile
unico che fa l'Ingegnere capo, il Responsabile amministrativo,
obiettivamente, forse, stiamo sovraccaricando un po' troppo i
Comuni.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me, è giusto
dare merito anche ai Consiglieri perché ci sono tanti bravissimi
Consiglieri che si impegnano nel territorio, fanno battaglie molto
serie, quindi, noi non facciamo quella demagogia di cui hanno
parlato gli altri colleghi, dobbiamo dare anche merito a chi si è
impegnato nel territorio, che ha fatto belle battaglie, secondo me
dobbiamo dare, quanto meno, la possibilità, ai vari Consigli
comunali, di potere mettere on-line gli atti che vengono depositati
così diamo merito a chi si impegna.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente io lo so che lei è molto felice quando io chiedo la
parola, le volevo dire questo, Presidente, un rilievo di carattere
giuridico e d'Aula a cui solo lei può dare risposta: ebbene
quest'Aula si è espressa, se ho ben capito, su tre condizioni
giuridiche diverse per quanto riguarda l'Amministratore, uno, la
composizione del Consiglio comunale e, quindi, abbiamo detto, come
Assemblea, dai prossimi rinnovi e, obiettivamente, non si potrebbe
applicare immediatamente sarebbe inapplicabile.
Seconda fattispecie concreta: abbiamo detto come Assemblea, per
quanto riguarda il taglio delle indennità dalla prossima volta.
Voi dite che l'onorevole Milazzo è sempre quello puntiglioso,
invece, sullo status dei permessi, c'era un emendamento mio, che
dava una logica alla norma che ti diceva tutta la norma la
applichiamo dai prossimi rinnovi.
Ebbene, su questo, Presidente, lei prima lo ha dichiarato
precluso, poi lo ha messo in votazione e l'Assemblea lo ha
respinto, ma che senso ha su tre condizioni, composizione dalla
prossima volta, taglio sulle indennità dalla prossima volta,
permessi da ora.
Lei mi può chiarire?
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole
Zito.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.3, a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco.
Onorevole Greco anche per questo c'è l'adeguamento dei piccoli
comuni.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Allora, scusi signor
Presidente, io capisco tutto ma vorrei ricordare che i Comuni non
sono tutti uguali, cioè che noi prevediamo le trasmissioni video in
un piccolo Comune, oltre ad essere un costo stiamo introducendo una
generalizzazione in nome della trasparenza che poco, poi, ha a che
fare con la trasparenza. In un piccolo Comune non c'è bisogno del
video, tutto il Comune sa quello che succede in un consiglio
comunale. Lo dico perché mi pare assolutamente eccessiva questa
dimensione, oltre ai costi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
capisco la poca dimestichezza che il Presidente della Commissione,
onorevole Cracolici, ha nei confronti dei mezzi innovativi che la
rete internet mette a disposizione, però, fare una diretta
streaming di una seduta di Consiglio comunale costa, non a seduta
per tutta la vita fino a quando le strumentazioni chiaramente
rimangono in uso e sono sane, utilizzabili, 250 euro che potrei
chiaramente dettagliare ma non entro del dettaglio perché non
interessa, serve una webcam, collegare il computer ai microfoni che
già solitamente sono in uso all'interno del consiglio comunale per
avere un audio di qualità migliore e buona.
Questo non solo permetterebbe di seguire le sedute direttamente
dalla rete internet e, quindi, dal sito del Comune ma andrebbe,
grazie ad un programma gratuito e scaricabile da internet e che è a
disposizione di tutti, ad andare a creare anche un archivio delle
sedute in modo tale che i cittadini possano comodamente andare a
guardarle quando vogliono e quando sono liberi.
Questo è quello che già avviene, ad esempio, con l'Assemblea
Regionale Siciliana e con tanti altri Comuni e non credo che sia
una spesa particolarmente onerosa; se vogliamo intervenire in
questo senso potremmo anche mettere che i Comuni non sono magari
obbligati a fare una scelta del genere ma che devono adeguarsi
entro un determinato periodo di tempo e questo potrebbe essere un
compromesso giusto che può avviare la nostra terra verso una
informatizzazione dell'attività politica che avviene all'interno di
ogni casa dei cittadini che noi qui stasera stiamo chiamando
comunque.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per una
precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Mi sarebbe piaciuto che
il collega Cancelleri, prima di discettare sulle sue competenze
informatiche, avesse letto l'emendamento perché, oltre a sapere
utilizzare la rete, bisogna leggere e scrivere e leggere e scrivere
è una categoria che è fondamentale per fare il consigliere
comunale. Stiamo parlando delle commissioni consiliari dei comuni
cioè anche dei piccoli comuni, allora, prevedere l'obbligo di
introdurre sistemi di ripresa video nei piccoli Comuni, io capisco
il bisogno di trasparenza, però, non vorrei che in nome della
trasparenza, eccedessimo a tal punto da determinare l'impazzimento
del sistema amministrativo.
Ogni comune che vuole, con 250 euro, con 100 euro, è in grado di
farlo ma prevedere una norma che obblighi i Comuni a farlo se lo
dobbiamo fare, onorevole Presidente, dobbiamo prevedere la
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Io mi pongo una questione: noi, forse, stiamo in
qualche modo invadendo le competenze dei Comuni perché sappiamo che
i Comuni attraverso i propri statuti hanno una capacità di
autoregolamentazione, questo è il dato fondamentale, noi stiamo
disciplinando, nel dettaglio, una materia che non può non essere
riservata ai Comuni, quando diciamo che nel loro Statuto comunale,
addirittura quando affronteremo la normativa sui Liberi Consorzi e
sulle Città metropolitane - ne fa riferimenti la Delrio, ma già è
prevista la nostra costituzione - dettagliare in maniera così
articolata quello che deve fare un Comune, mi sembra un po' come
entrare a gamba tesa nel senso che, se stabiliamo un principio come
lei diceva che è opportuno, è necessario, una questione di
principio che i Comuni si dotino pure bene, però, ripeto, fare
obbligo ai Comuni in questi termini c'è un problema anche di
compatibilità con la Costituzione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, solo per replicare al Presidente
della Commissione che chiaramente trovo sempre simpatico nel modo
che ha poi di rivolgersi con grande simpatia, glielo dico, però è
vero.
Se da un lato bisogna essere preparati sulle situazioni
informatiche, se da un lato bisogna sapere sia leggere che
scrivere, però, bisognerebbe, visto che lei la legge l'ha fatta,
andare all'articolo 5 dove lei, come Presidente della Commissione e
tutta la Commissione, proponete a quest'Aula di levarle le
Commissioni per i comuni sotto i 10.000 abitanti. Quindi, di quali
commissioni stiamo parlando?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Ancora ci dobbiamo
arrivare.
CANCELLERI. Allora, bisogna saper leggere e scrivere sapendo che
per i comuni piccoli rimarrebbero solo i consigli comunali, quindi,
il costo rimane di 250 euro in maniera dettagliata.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo per
un motivo molto semplice e mi rivolgo all'amico Cancelleri.
Ho la sensazione che, ogni tanto, onorevole Cracolici, gradirei un
momento di attenzione su questo passaggio, il collega Cracolici con
i colleghi del Movimento Cinque Stelle mi pare che su quella che è
l'informazione, ogni tanto,sono un po' scollegati con il
territorio.
E mi spiego meglio, molto meglio: l'informazione televisiva,
spesso, nei comuni particolarmente grandi - non parlo per i piccoli
comuni - sicuramente è un fatto importante che permette all'anziano
di 70 anni o all'anziano di 60 anni, che magari non si collega
attraverso internet, attraverso gli strumenti telematici, di potere
tenere informati sui dibattiti e non di potere indirizzare solo
attraverso internet soltanto quelli che sono sulla long list o
quelli che si collegano.
Spero che i colleghi del Movimento Cinque Stelle, dove a Bagheria
l'opposizione si tassa per fare trasmettere le trasmissioni posso
trovare quelle poche risorse per poterle fare trasmettere ai
cittadini bagheresi e fare vedere quello che fa quel Consiglio.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che la
discussione ormai sul disegno di legge sta entrando pure nei
dettagli e, probabilmente, è importante e l'Aula si appassiona,
ritengo che l'emendamento, anche se può essere utile potere avere
la ripresa in diretta dei lavori consiliari, però, attenzione, lo
dico all'assessore che mi auguro su questo darà parere negativo,
sull'emendamento, il rischio è di mortificare per intero quella che
è l'autonomia statutaria dei consigli comunali e il regolamento sul
funzionamento dei consigli comunali.
Pertanto, proviamo a non essere un'Assemblea parlamentare che
ricorda, per alcuni versi, la furia delle pianificazioni
quinquennali dell'Unione Sovietica. Vogliamo stabilire tutto per
tutti.
Per cui io penso che - lo dico da consigliere comunale, da Sindaco
- immaginare anche un obbligo e non una scelta che il consiglio
comunale può fare sia con la potestà in materia statutaria ma,
soprattutto, con l'adozione dei regolamenti sul funzionamento dei
consigli comunali, a me pare eccessivo con il rischio, al di là del
merito del tema, perché il problema non è se una attività streaming
costa 250 o 500 euro, il problema reale è che dobbiamo pure
immaginare che i consigli comunali non hanno bisogno di sostegno
nella redazione e predisposizione delle proprie azioni.
Una cosa è la pubblicazione degli atti, che deve essere
trasparente, veloce e deve consentire l'accesso a tutti i
cittadini, cosa diversa è la trasmissione degli atti, aggiungendo
un altro elemento che, probabilmente, non si coglie: la diretta
streaming imporrà poi un'altra cosa. Imporrà esattamente che ci sia
la trascrizione, per intero, dei verbali ed è ad un costo eccessivo
perché, ad oggi, fanno fede, sostanzialmente, i resoconti che fanno
i segretari comunali nelle sedute.
Quindi, immaginare di aggiungere questo ulteriore peso, che non è
sul costo, ma è sulla conduzione generale dei resoconti delle
sedute, a mio parere è mortificante per alcuni versi e defatigante
per altri, per i consigli comunali stessi e perché i consigli
comunali li deve rendicontare, dal punto di vista della seduta, e
per chi li deve presiedere.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, qui ci sono diversi punti di vista:
qualcuno pensa che pubblicare gli atti che vengono depositati,
metterli su internet, sul sito del Comune, non sia una cosa
necessaria, però, poi si riempiono la bocca di trasparenza, di
partecipazione, di permettere ai cittadini chissà che cosa. Ma al
momento di votare poi non ci si schioda dalla sedia.
Andiamo alla diretta streaming. Qui il tentativo di sottoporre, di
voler sollevare i Comuni piccolini - quando poi le Commissioni non
ci saranno - mi pare che sia stato chiarito. Ma io vorrei dire che
stiamo vivendo una bella stagione, ed essendo nella Commissione
Territorio ed Ambiente, in cui lo streaming permette ai cittadini
di partecipare, di capire meglio, di rivedere con comodo le sedute,
ed anche ai consiglieri, nel nostro caso i deputati, ma
permetterebbe ai consiglieri di dare evidenza del proprio lavoro,
del dibattito, degli argomenti che si sviluppano.
Invece così, volendo mantenere l'età della pietra - cioè quella lì
dove l'insinuazione è quella che cresce sempre di più - e non
permettere ai Consigli comunali - noi che qui dovremmo dare una
governance, le giuste dritte - di munirsi di dispositivi minimi per
dare la possibilità ai cittadini di assistere ai lavori, seguire le
sedute, mi sembra veramente qualcosa che sminuisce il lavoro dei
consiglieri.
Siamo stati qua a spaccare il capello in quattro, due giorni a
discutere se gli possiamo dare o non dare il permesso di
partecipare a queste benedette sedute, talmente è importante il
lavoro che si fa nelle Commissioni ma, nel momento in cui parliamo
di dare visibilità del lavoro delle Commissioni, allora lì stiamo
mortificando.
Signori, delle due l'una perché se il lavoro è importante,
propedeutico, fondamentale per l'attività di questi consiglieri, ma
allora perché non dare l'indirizzo giusto? E' quello di adeguarci.
Il Medioevo è finito, l'età della pietra è finita. E raramente
qualcuno può lasciare quello che sta facendo per andarsi a vedere
la seduta o seguire gli argomenti che gli interessano, gli
argomenti che si sviluppano nelle Commissioni che poi vanno in
consiglio, che sono fondamentali.
Allora, diamogli l'indirizzo giusto a questi Consigli comunali,
così da permettere anche loro di ricostruire un'immagine perché
oggi, lei deve sapere, che a me telefonano i cittadini e mi dicono:
onorevole, vada lì in quella Commissione X' o Y' del Comune X',
perché durante le sedute di Commissione giocano con il tablet,
perché durante le Commissioni parlano della partita di calcio.
Tutto questo è incredibile, cioè sono sicuro che i consiglieri
lavorano e, quindi, non c'è nulla da nascondere. Sfatiamoli questi
miti, queste leggende metropolitane e portiamo davvero la
trasparenza e la partecipazione che sono i princìpi base su cui
dobbiamo lavorare anche perché i costi sarebbero davvero limitati.
E poi questo obbligo di trascrivere interamente i dialoghi è
veramente l'ultima invenzione, non è così.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, sono favorevole a questo emendamento
perché penso sia anche un modo per far tornare la partecipazione
delle comunità all'interno dei lavori dei Consigli comunali e poi
ritengo che il vero intento di questa norma sia quello di poter
verificare i lavori delle Commissioni e dei Consigli comunali.
Mi sono battuto nei precedenti articoli affinché venisse garantito
lo status del consigliere e di potere operare il proprio ruolo
anche al di là del momento della Commissione, ma penso che se la
Commissione è un momento di lavoro, è giusto che i cittadini
possono partecipare anche da casa.
Poi penso anche che proprio per quel ruolo di controllo e di
indagine che deve svolgere il dipartimento delle autonomie locali,
penso sia aiutato e favorito da una norma che possa limitare
eventuali spazi di abuso da parte di alcuni, pochissimi,
consiglieri che, magari, volessero prolungare il tempo delle
Commissioni al solo fine di avere qualche permesso in più. Questo è
scorretto.
Battersi affinché lo status sia allargato secondo me è corretto,
favorire, o comunque non limitare, eventuali abusi penso sia
scorretto.
Quindi, dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.4 a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
Onorevole Greco, la invito al ritiro Gli enti locali, per quanto
attiene la riduzione debbono trasmettere all'Assessorato per le
autonomie locali , sono aggravi di procedure.
Se un Comune non si adegua, a parte una responsabilità contabile,
credo che ci sia una evidente violazione di legge, quindi, il fatto
che ci debba essere un controllo da parte della Regione sui comuni,
è un po' in controtendenza con quello che ci diciamo. Io la invito
al ritiro.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, noi abbiamo davanti ancora altri due articoli.
VINCIULLO. Andiamo avanti.
PRESIDENTE. No, non andiamo avanti perché ci dobbiamo decidere.
Siccome è una materia molto delicata, gli Uffici, in qualche modo,
debbono pure verificare quello che abbiamo votato.
SAMMARTINO. Ha ragione il Presidente
PRESIDENTE. Inoltre, ho altri due emendamenti, che sono tra gli
aggiuntivi, che potrebbero essere condivisi; ho pero bisogno, per
essere condivisi e non fare forzature regolamentari, di sentire i
Capigruppo.
Ho due emendamenti di buon senso, uno che prevede l'adeguamento al
resto d'Italia per quello che riguarda la tornata elettorale, ma è
chiaro che se io ammetto questo emendamento... fatemi fare il mio
lavoro fino in fondo. Vi è un altro emendamento che riguarda pure
l'adeguamento alla normativa nazionale che mi è arrivato tra gli
aggiuntivi ed è anche quello di buon senso.
Però, se ammetto questi ce ne sono tanti altri, altrettanto
legittimi; però, mentre su questi ci potrebbe essere una
condivisione, che devo appurare, con gli altri non lo so
francamente.
Pertanto, la mia proposta è quella di rinviare i lavori a martedì
23 giugno 2015 la trattazione, facendo una valutazione su questi
due emendamenti che, per quello che riguarda gli Uffici, in
effetti, si tratta di adeguamento alla normativa nazionale, ma
proceduralmente non hanno seguito il percorso che dovevano seguire,
cioè la presentazione in Commissione e, quindi, si voterà di
conseguenza.
Io sono dell'avviso, se non c'è nulla in contrario, di rinviare la
discussione degli altri due articoli e l'approvazione, con gli
emendamenti ai quali ho fatto appena cenno, a martedì 23,
chiaramente con l'impegno di esitare la legge nello stesso giorno,
verificando quello che abbiamo fino ad adesso votato.
Ricordo a tutta l'Aula che giorno 24 faremo la commemorazione del
compianto onorevole Lino Leanza, per cui la presenza è più che
dovuta nei confronti di un collega che ci ha lasciato
prematuramente.
GRECO Giovanni. A che ora?
PRESIDENTE. L'Aula è rinviata intanto a martedì 23 alle ore 16.00.
Sto preannunciando che mercoledì 24 giugno 2015 faremo la
commemorazione dell'onorevole Lino Leanza.
Vorrei fare anche un altro tipo di ragionamento, scusate, un po'
di attenzione da parte dei colleghi parlamentari.
Come voi ben sapete abbiamo avviato la procedura, così come
concordato in Conferenza dei Capigruppo, di rinnovo delle
Commissioni, attenendoci a un criterio di ripartizione
proporzionale.
È chiaro che abbiamo avuto negli ultimi due giorni un aumento del
numero dei deputati appartenenti al Gruppo Misto e la deroga ai
cosiddetti minigruppi.
È chiaro che la situazione non è più quella del 2012, è pure
evidente che il Gruppo Misto non è un Gruppo omogeneo, è un Gruppo
eterogeneo. Per cui sta alla sensibilità dei Gruppi parlamentari,
sostanzialmente, ci sono problemi in Seconda Commissione, la
Seconda Commissione è ambita, partendo dal presupposto che,
comunque, almeno formalmente la maggioranza deve essere garantita.
Di questo si tratta, per cui l'appello che si fa agli stessi
Capigruppo di maggioranza, di cercare prima del 24 giugno
CASCIO Francesco. La maggioranza qual è?
PRESIDENTE. La maggioranza, quella formale, per quella sostanziale
poi vedremo, lo verificheremo una volta che si voterà nelle
Commissioni. Quindi, è uno sforzo di sensibilità che tra di noi si
può fare. È chiaro che rimane fermo l'impegno di questa Presidenza
di dare la possibilità alle opposizioni tutte di essere
rappresentate in maniera degna anche con i vertici nelle
Commissioni di riferimento.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 23 giugno 2015,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Disposizioni in materia di composizione dei consigli e delle
giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
consigli circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)
(Seguito)
Relatore: on. Malafarina
La seduta è tolta alle ore 19.52.
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMPOSIZIONE DEI
CONSIGLI E DELLE GIUNTE COMUNALI, DI STATUS DEGLI AMMINISTRATORI
LOCALI E DI CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI. DISPOSIZIONI VARIE . (N.
980/A)
(Evidenziati in rosso ed in grassetto gli emendamenti approvati)
Testo del disegno di Legge
Art. 1.
Norme in materia di composizione dei consigli e delle giunte
comunali
1. A decorrere dal primo rinnovo dei consigli
comunali successivo all'entrata in vigore della presente
legge, il numero dei componenti dei consigli comunali
previsto dall'articolo 43 della legge regionale 15 marzo
1963, n. 16 e successive modifiche e integrazioni è
ridotto del 20 per cento rispetto alle previsioni del
suddetto articolo, fatta eccezione per i comuni con
popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i comuni
capoluogo di provincia, per i quali il numero dei
consiglieri è ridotto del 10 % rispetto alle previsioni
del citato articolo 43.
2. Al comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), dalla legge regionale 11 dicembre 1991, n.
48 e successive modifiche ed integrazioni sono
introdotte le seguenti modifiche:
a) dopo le parole al 20 per cento dei componenti
dell'organo elettivo di riferimento aggiungere le
parole , arrotondato all'unità superiore qualora il
rapporto presenti un risultato decimale pari o superiore
a 0,1. ;
b) le parole da e, limitatamente alle giunte
comunali, fino alla fine del comma sono sostituite
dalle parole Nei comuni con popolazione superiore a
5.000 e pari o inferiore a 10.000 abitanti il numero di
assessori è fissato a quattro, nei comuni con
popolazione superiore a 3.000 e pari o inferiore a 5.000
abitanti il numero degli assessori è fissato a tre, nei
comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti
il numero degli assessori è fissato a due. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
1.8 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.2 L'articolo è soppresso Milazzo
1 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.3 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.2 Il comma 1 è soppresso Milazzo
0 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.2 All'articolo 1 apportare le seguenti Commiss
5 modifiche: ione
a) al comma 1, eliminare le parole da
A decorrere fino a presente legge .
b) aggiungere il seguente comma:
3. Le disposizioni del presente
articolo si applicano a decorrere dal
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo alla data di entrata in vigore
della presente legge. .
1.4 Al comma 1, sostituire le parole è Di
ridotto del 20 per cento rispetto alle Mauro
previsioni del suddetto articolo, fatta Greco
eccezione per i comuni con popolazione G.
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i
comuni capoluogo di provincia, per i
quali il numero dei consiglieri è ridotto
del 10 % rispetto alle previsioni del
citato articolo 43 con le parole è così
composto:
a) 30 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 500.000 abitanti;
b) 25 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 250.000 abitanti;
c) 20 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 100.000 abitanti;
d) 15 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 50.000 abitanti;
e) 14 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 30.000 abitanti;
f) 9 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 10.000 abitanti;
g) 7 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 5.000 abitanti;
h) 5 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 3.000 abitanti;
i) 3 membri negli altri comuni. .
1.9 Al comma 1 sostituire le parole è Alongi
ridotto del 20 per cento rispetto alle D'Asero
previsioni del suddetto articolo, fatta Fontana
eccezione per i comuni con popolazione Germanà
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i Lo
comuni capoluogo di provincia, per i Sciuto
quali il numero dei consiglieri è ridotto
del 10 % rispetto alle previsioni del
citato articolo 43. con le parole è
ridotto del 10 per cento rispetto alle
previsioni del suddetto articolo .
1.1 Al comma 1 sostituire le parole è Lo
7 ridotto del 20 per cento con le parole Sciuto
è ridotto del 10 per cento . Alongi
D'Asero
Germanà
1.1 Al comma 1 sopprimere le parole: fatta Fazio
2 eccezione per i comuni con popolazione
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i
comuni capoluogo di provincia, per i
quali il numero di consiglieri è ridotto
del 10% rispetto alle previsioni del
citato articolo 43 .
1.1 Al comma 1 sopprimere il periodo che va Musumec
4 da fatta eccezione fino a citato i
articolo 43 . Formica
Ioppolo
1.1 Al comma 1 sopprimere il periodo , Siragus
6 fatta eccezione per i comuni con a
popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti Cappell
e per i comuni capoluogo di provincia, o
per i quali il numero di consiglieri è
ridotto del 10% rispetto alle previsioni
del citato articolo 43 .
1.1 Al comma 1 sopprimere le parole per i Siragus
5 comuni con popolazione tra 50.001 e a
100.000 abitanti e . Cappell
o
1.2 Alla fine del comma 1 aggiungere il Commiss
6 seguente periodo: ione
Qualora il rapporto presenti un
risultato decimale pari o superiore a 0,1
il numero di consiglieri è determinato
con arrotondamento all'unità superiore .
1.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.1 Il comma 2 è soppresso Milazzo
9 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.1 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Barbaga
3 2. Per la composizione delle giunte llo
comunali, si applicano le disposizioni Lupo
dell'articolo 47, comma 1, del decreto Cirone
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Sono Vullo
abrogate tutte le disposizioni in
contrasto. .
Al comma 2 sopprimere la lettera a) Milazzo
1.18 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.6 La lettera a) del comma 2 è così Di
sostituita: Mauro
a) la giunta comunale è composta dal Greco
Sindaco che la presiede e da un numero di G.
assessori rideterminate nel modo
seguente:
1) 10 assessori nei comuni con
popolazione superiore a 500.000 abitanti;
2) 9 assessori nei comuni con
popolazione sino a 250.000 abitanti;
3) 8 assessori nei comuni con
popolazione sino a 100.000 abitanti;
4) 7 assessori nei comuni con
popolazione sino a 50.000 abitanti;
5) 6 assessori nei comuni con
popolazione sino a 30.000 abitanti;
6) 5 assessori nei comuni con
popolazione sino a 10.000 abitanti;
7) 4 assessori nei comuni con
popolazione sino a 5.000 abitanti;
8) 3 assessori nei comuni con
popolazione sino a 3.000 abitanti. .
1.1 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Rinaldi
(*)
Al comma 2 sopprimere la lettera b) Milazzo
1.23 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.1 Al comma 2, lettera b) sostituire le Alongi
0 parole Nei comuni con popolazione D'Asero
superiore a 5.000 e pari o inferiore a Germanà
10.000 abitanti il numero di assessori è Lo
fissato a quattro, nei comuni con Sciuto
popolazione superiore a 3.000 e pari o
inferiore a 5.000 abitanti il numero
degli assessori è fissato a tre, nei
comuni con popolazione pari o inferiore a
3.000 abitanti il numero degli assessori
è fissato a due. con le parole Nei
comuni con popolazione da zero a 10.000
abitanti il numero di assessori è fissato
a quattro. .
All'art. 1, comma 2 lett. b) Di
1.2 sostituire le parole da superiore a Giacinto
7 3.000 fino alla fine con le parole pari
o inferiore a 5.000 abitanti il numero
degli assessore è fissato a tre. .
1.2 Al comma 2, lettera b) sostituire le Di
4 parole inferiore a 5.000 abitanti il Giacinto
numero degli assessori è fissato a tre, Malafar
nei comuni con popolazione pari o ina
inferiore a 3.000 abitanti il numero
degli assessori è fissato a due. con le
parole inferiore a 5.000 abitanti il
numero degli assessori è fissato da due a
quattro, nel rispetto del tetto di spesa
complessivo degli assessori, nei comuni
con popolazione pari o inferiore a 3.000
abitanti il numero degli assessori è
fissato da due a quattro, nel rispetto
del tetto di spesa complessivo degli
assessori.
1.7 Dopo la lettera b) è aggiunta la Di
seguente lettera: Mauro
c) all'articolo 33 della legge 8 Greco
giugno 1990 n. 142, come introdotto G.
dall'articolo 1, comma 1, lettera e),
della legge regionale n. 48/1991,
integrato dall'articolo 1 della legge
regionale 16 dicembre 2008 n. 22 sono
aggiunte le parole nei comuni con
popolazione da 1.000 a 2.000 abitanti ,
la giunta comunale è composta dal Sindaco
che la presiede e da 2 assessori.
1.1 Dopo il comma 2 inserire il seguente: Alongi
1 2 bis. Ai fini di una migliore D'Asero
partecipazione democratica alla Germanà
amministrazione della cosa pubblica, gli Lo
statuti dei comuni possono prevedere che Sciuto
il numero dei componenti, sia del
consiglio comunale che degli assessori,
possa essere maggiore di quello stabilito
dalla presente legge, purché la spesa
derivante e gravante sul bilancio del
comune non superi la spesa complessiva
che lo stesso comune sopporterebbe a
seguito della applicazione della presente
legge regionale.
1.2 Dopo il comma 2 inserire il seguente: Milazzo
2 2 bis. Le disposizioni dei commi 1 e 2 G.
si applicano a decorrere dal primo Falcone
rinnovo elettorale. Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 2.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di status degli amministratori locali
1. La misura massima delle indennità di funzione e
dei gettoni di presenza di cui all'articolo 19 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e successive
modifiche e integrazioni è commisurata alle previsioni
di cui alla tabella A allegata al Regolamento adottato
con decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
n. 119 e successive modifiche ed integrazioni, di cui
all'articolo 82, comma 8 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni. Al presidente del consiglio comunale è
attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore dei
comuni della stessa classe demografica.
2. All'articolo 20 della legge regionale n. 30/2000
e successive modifiche e integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole si protraggano oltre la
mezzanotte sono sostituite dalle parole si
protraggano oltre le due ;
b) al comma 2 le parole hanno diritto, per la
partecipazione alle sedute, di assentarsi dal servizio
per l'intera giornata sono sostituite dalle parole
hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo
strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna
seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo della
riunione e rientrare al posto di lavoro nella misura
massima di un'ora prima e di un'ora dopo lo svolgimento
della seduta. .
3. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 18
e 20 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche e integrazioni in materia di aspettative
nonché di permessi e licenze degli amministratori degli
enti locali della Regione, i rimborsi a favore del
datore di lavoro di cui al comma 5 del citato articolo
20 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche e integrazioni sono corrisposti dalla
amministrazione locale competente nel limite massimo di
1/3 dell'indennità spettante al rispettivo sindaco,
fatta eccezione per i rimborsi relativi agli
amministratori dei comuni con popolazione pari o
inferiore a 10.000 abitanti, per i quali il limite
previsto dal presente comma è pari al 50% della medesima
indennità.
4. All'articolo 21 della legge regionale n. 30/2000
e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il comma 4 è soppresso;
b) al comma 5 le parole da e che, in ragione del loro mandato
fino a modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle parole ,
spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute
dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la
presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
delle funzioni proprie o delegate. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
2.4 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 L'articolo è soppresso Milazzo
3 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.6 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.3 Il comma 1 è soppresso Milazzo
0 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.5 Il comma 1 è così sostituito: Di
1. La misura massima delle indennità Mauro
di funzione e dei gettoni di presenza di Greco
cui al comma 2 dell'articolo 19 della G.
legge regionale n. 30 del 23 dicembre
2000 e successive modifiche e
integrazioni, è determinata secondo
quanto previsto dalla tabella A
allegata al Regolamento adottato con
decreto del 4 aprile 2000 n. 119 e sue
successive modifiche e integrazioni, di
cui all'articolo 82, comma 8 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e sue
successive modifiche e integrazioni,
decurtata del 20%. .
2.3 Al comma 1 sostituire le parole è Commiss
7 commisurata alle previsioni di cui alla ione
con le parole è pari a quella prevista
dalla .
2.1 Al comma 1, dopo le parole successive Siragus
9 modifiche ed integrazioni aggiungere a
non è comunque consentito erogare più di Cappell
un gettone al giorno, anche in caso di o
partecipazione a più di una seduta dei
relativi organi consiliari. .
2.3 Al comma 1, dopo le parole e Laccoto
3 successive modifiche ed integrazioni Panarel
sono aggiunte le parole: fatto salvo lo
che, nella parte relativa ai gettoni di Vullo
presenza dei consiglieri comunali, la Arancio
dimensione demografica degli scaglioni da
30.001 a 500.000 è così rideterminata: da
30.001 a 200.000 e da 200.001 a 500.000 .
2.1 Al comma 1, alla fine del primo Rinaldi
2 periodo, dopo le parole del decreto Sudano
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e Alloro
successive modifiche ed integrazioni Vinciul
aggiungere le seguenti: a decorrere dal lo
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo all'entrata in vigore della
presente legge. .
2.1 Al comma 1 dopo le parole Al Barbaga
4 presidente del consiglio comunale è llo
attribuita un'indennità pari a quella Rinaldi
dell'assessore dei comuni della stessa Lupo
classe demografica aggiungere le parole Cirone
Ai presidenti dei consigli di
circoscrizione è corrisposta una
indennità pari all'80 per cento di quella
spettante agli assessori dei rispettivi
comuni. I consiglieri di circoscrizione
hanno diritto a percepire un gettone di
presenza per l'effettiva partecipazione a
Consigli e Commissioni. In nessun caso
l'ammontare percepito nell'ambito di un
mese da un consigliere circoscrizionale
può superare l'importo pari ad un quarto
dell'indennità prevista per il rispettivo
presidente .
2.1 Al comma 1 dopo le parole Al Barbaga
5 presidente del consiglio comunale è llo
attribuita un'indennità pari a quella Rinaldi
dell'assessore dei comuni della stessa Lupo
classe demografica aggiungere le parole: Cirone
Ai presidenti dei consigli di
circoscrizione è corrisposta una
Seg indennità pari al 60 per cento di quella
ue spettante agli assessori dei rispettivi
comuni. I consiglieri di circoscrizione
seg hanno diritto a percepire un gettone di
ue presenza per l'effettiva partecipazione a
Consigli e Commissioni. In nessun caso
l'ammontare percepito nell'ambito di un
mese da un consigliere circoscrizionale
può superare l'importo pari ad un terzo
dell'indennità prevista per il rispettivo
presidente .
2.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
2 seguente: G.
1 bis. Al Presidente della Falcone
circoscrizione è corrisposta una Savona
indennità pari a quella corrisposta al Assenza
Consigliere di circoscrizione. Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
1 seguente: G.
1 bis. L'indennità stabilita per gli Falcone
Assessori non può in ogni caso superare Savona
il 70% dell'importo massimo percepito dai Assenza
consiglieri comunali. . Figucci
a
Papale
2.1 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
6 seguente: G.
1 bis. L'indennità dell'Assessore Falcone
comunale non può superare l'indennità del Savona
Consigliere comunale. Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Dopo il comma 1, aggiungere il Governo
seguente:
1 bis. All'articolo 19, comma 12 bis,
della legge regionale 23 dicembre 2000 n.
30, è aggiunto il seguente periodo: La
corresponsione dei gettoni di presenza è
in ogni caso esclusa, ove una seduta sia
dichiarata deserta per mancanza del
numero legale.'.
2.8 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.3 Il comma 2 è soppresso Milazzo
1 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Il comma 2 è soppresso Figucci
2 a
Falcone
Assenza
Federico
Grasso
Milazzo
G.
Papale
Savona
2.3 Il comma 2 è soppresso Cascio
5 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.3 Il comma 2 è soppresso Sudano
9 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
2.1 Al comma 2 sopprimere le lettere a) e Rinaldi
b) (*)
Al comma 2 sopprimere la lettera a) Milazzo
2.28 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Al comma 2 sopprimere la lettera a) Cascio
6 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.2 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Milazzo
9 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Cascio
4 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.1 Al comma 2, lettera b) sostituire le Alongi
1 parole nella misura massima di un'ora D'Asero
prima e di un'ora dopo lo svolgimento Germanà
della seduta. con le parole nella Lo
misura massima di due ore prima e di due Sciuto
ore dopo lo svolgimento della seduta.
2.1 Al comma 2, lettera b) le parole nella Zito
8 misura massima di un'ora e di un'ora dopo Mangiaca
lo svolgimento della seduta sono vallo
sostituite dalle parole nella misura Cancelle
massima di 30 minuti e di 30 minuti dopo ri
lo svolgimento della seduta . Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
2.7 Al comma 2, dopo la lettera b) è Di
aggiunta la seguente lettera: Mauro
c) i consiglieri comunali hanno Greco
diritto a percepire un gettone di G.
presenza al giorno per la partecipazione
a consigli e commissioni anche in caso di
partecipazioni a più sedute nella stessa
giornata. In nessun caso si potranno
accumulare più di 20 gettoni al mese.
2.9 Il comma 3 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 Il comma 3 è soppresso Milazzo
7 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.4 Il comma 3 è sostituito dal seguente: Sudano
0 3. All'articolo 20, comma 5 della Ruggire
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, llo
le parole pari a due terzi sono Anselmo
sostituite dalle parole pari ad un terzo Nicotra
o, limitatamente ai Comuni con Sammart
popolazione inferiore a 10.000 abitanti ino
pari alla metà .
2.3 Al comma 3 eliminare le parole da Commiss
8 Fermo restando a della Regione . ione
2.1 Al comma 3 le parole nel limite Zito
7 massimo di 1/3 sono sostituite dalle Mangiaca
I parole nel limite massimo di 1/4 ed 1/5 vallo
part nelle città di Catania, Messina e Cancelle
e Palermo . ri
Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
Al comma 3 sopprimere le parole: fatta Fazio
2.13 eccezione per i rimborsi relativi agli
amministratori dei comuni con popolazione
pari o inferiore a 10.000 abitanti, per i
quali il limite previsto dal presente
comma è pari al 50% della medesima
indennità .
2.1 Al comma 3 è pari al 50% della Zito
7 medesima indennità sono sostituite Mangiaca
II dalle parole è pari ad 1/3 della vallo
part medesima indennità . Cancelle
e ri
Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
Il comma 4 è soppresso Di
2.10 Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 Il comma 4 è soppresso Milazzo
6 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Al comma 4, sopprimere le lettere a) e Milazzo
5 b) G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Al comma 4 sopprimere la lettera b) Rinaldi
(*)
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente Lombard
2.20 comma: o
5. Le disposizioni del presente Di
articolo si applicano a decorrere dal Mauro
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo all'entrata in vigore della
presente legge .
2.2 Dopo il comma 4 aggiungere il seguente Milazzo
4 comma: G.
5. Le disposizioni di cui sopra si Falcone
applicano dal prossimo rinnovo Savona
elettorale. Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.4 All'articolo 2, comma 1, del DDL, è Governo
1 aggiunto il seguente periodo:
Il dipendente di un ente locale eletto
alla carica di sindaco presso il Comune
di servizio percepisce un'indennità di
carica in ogni caso non inferiore al
trattamento economico complessivo in
godimento all'atto dell'insediamento. .
Testo del disegno di Legge
Art. 3.
Adeguamento dei comuni
1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
3.1 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
3.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.8 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.5 Al comma 1 sostituire la parola Milazzo
sessanta con trenta . G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.1 Al comma 1, sostituire le parole alle Commiss
1 disposizioni in essa contenute con le ione
parole alle disposizioni di cui agli
articoli 1 e 2 e sostituire le parole
quanto previsto dagli articoli 1 e 2
con le parole quanto previsto dai
medesimi articoli .
3.1 Al comma 1, il secondo periodo è così Sudano
0 sostituito: In caso di mancato Ruggire
adempimento entro i termini si applicano llo
le procedure di cui all'articolo 24 della Anselmo
Legge Regionale 3 dicembre 1991, n. 44. Nicotra
Le disposizioni di cui agli articoli 1 e Sammart
2 trovano applicazione anche in caso di ino
mancato adeguamento degli Statuti
comunali.
3.1 Al comma 1, il secondo periodo è Sudano
2 sostituto dal seguente: Le disposizioni Ruggire
di cui agli articoli 1 e 2 trovano llo
applicazione anche in caso di mancato Anselmo
adeguamento degli Statuti comunali. Nicotra
Sammart
ino
3.9 Al comma 1, sostituire le parole 1 e Di
2 con 1, 2 e 5 . Giacinto
3.2 Al comma 1 aggiungere le seguenti Lombard
parole : Le disposizioni del presente o
articolo, si applicano a decorrere dal Di
primo rinnovo dei consigli comunali e dei Mauro
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge .
3.3 Aggiungere il seguente comma: Milazzo
2. Le disposizioni di cui al comma 1 G.
si applicano, a decorrere dal primo Falcone
rinnovo dei consigli comunali, successivo Savona
alla data di entrata in vigore della Assenza
presente legge. Figucci
a
Papale
3.4 Aggiungere il seguente comma: Lo
2. Le disposizioni di cui agli Sciuto
articoli 1 e 2 della presente legge si Alongi
applicano a decorrere dal primo rinnovo D'Asero
dei consigli comunali successivo alla Germanà
data di entrata in vigore della presente
legge.
3.6 Aggiungere il seguente comma: Milazzo
2. Le disposizioni di cui agli G.
articoli precedenti si applicano dal Falcone
prossimo rinnovo elettorale. Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
Testo del disegno di Legge
Art. 4.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di trasparenza amministrativa
1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
21 è aggiunto il seguente:
Art. 21 bis.
Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali
1. Al fine di garantire la massima trasparenza nelle
pubblica amministrazione, tutte le spese a carico
dell'ente per i rimborsi e per i gettoni ai consiglieri
comunali sono pubblicate nel sito istituzionale
dell'ente.
2. I comuni predispongono nei propri siti internet
una sezione dedicata ai consigli comunali ed alle
singole commissioni dove sono inseriti gli ordini del
giorno, i verbali delle commissioni e dei consigli,
l'orario di inizio e di fine delle commissioni e dei
consigli comunali. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
4.2 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
4.6 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
4.7 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
4.8 Al comma 1 prima delle parole Al fine Sudano
di garantire aggiungere le parole Fermi Ruggire
restando gli obblighi di pubblicità e llo
trasparenza previsti dalla disciplina Anselmo
statale in vigore . Nicotra
Sammart
ino
4.1 Al comma 1, Art. 21 bis, sopprimere il Rinaldi
comma 2 (*)
4.5 Al comma 1, Art. 21 bis, al comma 2, Zito
dopo le parole: e dei consigli comunali Mangiaca
aggiungere la seguente frase: nonché vallo
l'attività consiliare degli eletti con la Cancelle
possibilità di poter scaricare dal sito ri
del comune gli atti depositati . Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
4.3 Aggiungere il seguente comma: Di
1 bis. Ai fini della pubblicità dei Mauro
lavori delle commissioni consiliari, è Greco
fatto obbligo ai comuni di adeguare entro G.
120 giorni i propri statuti e
regolamenti, all'utilizzo della rete
Internet e delle trasmissioni video delle
sedute delle commissioni consiliari.
4.4 Aggiungere il seguente comma: Di
1 bis. Gli enti locali, per quanto Mauro
attiene la riduzione delle misure delle Greco
indennità di funzione e dei gettoni di G.
presenza in attuazione della presente
norma, dovranno produrre all'Assessorato
Regionale delle Autonomie Locali e della
Funzione Pubblica alla data del 31
dicembre di ogni anno, specifica
certificazione attestante l'effettiva
riduzione di spesa conseguita alla data
del 31 dicembre dell'anno precedente.
L'assessore, riscontrata la differenza
tra l'ammontare delle economie di cassa e
la riduzione dei trasferimenti, con
propri decreti adegua la dotazione per
l'anno di riferimento del Fondo
straordinario di cui all'art. 30 della
legge regionale n. 5 del 28 gennaio
2014.
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Art. 5.
Soppressione delle commissioni consiliari
nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti
1. Al comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11 dicembre 1991, n.
48 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
all'inizio le parole Nei comuni con popolazione pari o
inferiore a 10.000 abitanti, .
2. I comuni adeguano i propri statuti e regolamenti
entro centoventi giorni della data di entrata in vigore
della presente legge.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
5.3 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 L'articolo è soppresso Sudano
3 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
5.1 Il comma 1 è soppresso Rinaldi
(*)
5.4 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.8 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 Al comma 1, sostituire le parole pari Commiss
1 o inferiore con la parola superiore . ione
5.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Governo
seguente:
1 bis. Al comma 4 dell'articolo 31
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11
dicembre 1991, n. 48 e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) dopo la parola organizzazione',
sopprimere le parole e le forme di
pubblicità dei lavori';
b) dopo la parola diffusi' aggiungere
il seguente periodo Le sedute delle
commissioni consiliari sono pubbliche,
salvi i casi previsti dal regolamento, e
si tengono preferibilmente in un arco
temporale non coincidente con l'orario di
lavoro dei partecipanti.'.
5.6 Dopo il comma 1, aggiungere il Siragus
seguente: a
1 bis. Al comma 4 dell'articolo 31 Cappell
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come o
introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11
dicembre 1991, n. 48 e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) dopo le parole interessi diffusi.
Aggiungere: I lavori delle commissioni
consiliari sono pubblici, è fatto obbligo
ai comuni siciliani di adeguare i propri
Statuti ed i propri regolamenti indicando
l'utilizzo della rete Internet e della
trasmissione video delle sedute delle
commissioni consiliari, quale forma
prevalente di pubblicità dei lavori. ;
b) le parole e le forme di pubblicità
dei lavori sono soppresse.
5.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.9 Il comma 2 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 Il comma 2 è soppresso Di
0 Giacinto
5.1 Al comma 2 dopo la parola regolamenti Commiss
2 inserire le parole alle disposizioni di ione
cui al comma 1 .
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 6.
Norme in materia di consigli circoscrizionali
1. Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta
eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina.
2. A decorrere dal primo rinnovo dei consigli
circoscrizionali successivo all'entrata in vigore della
presente legge, il numero dei componenti dei consigli
circoscrizionali di cui al comma 4 dell'articolo 13
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48, e successive
modifiche ed integrazioni è ridotto del 20% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e, comunque, non
può essere superiore a 10, compreso il presidente del
consiglio circoscrizionale.
3. Sono abrogate le norme in contrasto con il
presente articolo.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
6.2 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 L'articolo è soppresso Milazzo
5 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.4 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 Il comma 1 è soppresso Milazzo
6 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.9 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Gucciar
1. Fatta eccezione per le città di
metropolitane di Palermo, Catania e
Messina, i presidenti ed i consiglieri di
circoscrizioni, dalla data di entrata in
vigore della presente legge, non
percepiranno compensi, gettoni di
presenza, indennità, emolumenti o
rimborsi, a qualunque titolo e in
qualsiasi forma. E' fatto altresì divieto
agli Statuti ed ai Regolamenti dei Comuni
di prevedere l'attribuzione di compensi,
gettoni di presenza, indennità,
emolumenti o rimborsi, a qualunque titolo
e in qualsiasi forma, a favore dei
presidenti e dei consiglieri delle
circoscrizioni .
6.1 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Musumec
0 1. Fatta eccezione per le città i
metropolitane di Palermo, Catania e Formica
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei Ioppolo
Comuni non possono attribuire
retribuzioni, gettoni di presenza,
indennità, emolumenti o rimborsi in
qualsiasi forma siano essi percepiti, a
favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali .
6.1 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Ruggire
2 1. Fatta eccezione per le città llo
metropolitane di Palermo, Catania e Sammart
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei ino
Comuni non possono attribuire Sudano
retribuzioni, gettoni di presenza, Nicotra
indennità, emolumenti o rimborsi in
qualsiasi forma siano essi percepiti, a
favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali .
6.2 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Figucci
1 1. Fatta eccezione per le città a
metropolitane di Palermo, Catania e Falcone
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei Assenza
Comuni non possono attribuire Federico
retribuzioni, gettoni di presenza, Grasso
indennità, emolumenti o rimborsi in Milazzo
qualsiasi forma siano percepiti, a favore G.
degli amministratori dei consigli Papale
circoscrizionali. Savona
6.2 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Venturi
0 1. Fatta eccezione per i Comuni di no
Palermo, Catania e Messina, per i quali Fazio
si applica la normativa previgente, i
Comuni con popolazione superiore a 50.000
abitanti possono prevedere nei propri
statuti e regolamenti i consigli di
circoscrizione, tutti gli incarichi
esercitati dai loro organi sono a titolo
gratuito, ed in nessun caso gli statuti e
i regolamenti dei Comuni potranno
prevedere gettoni di presenza e/o altro
emolumento a carico degli stessi Comuni .
6.7 Dopo il comma 1 aggiungere il seguente: Cirone
1 bis. Alle città con popolazione Marzian
superiore ai 100.000 abitanti è o
consentita l'istituzione di consigli di Lupo
circoscrizione fino a un massimo di Vinciul
cinque. Il numero dei consiglieri eletti lo
in ogni singola circoscrizione viene
fissato da un minimo di cinque a un
massimo di otto rappresentanti sulla base
delle popolazioni residenti nelle
rispettive circoscrizioni .
6.1 Il comma 2 è soppresso Rinaldi
(*)
6.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 Il comma 2 è soppresso Milazzo
7 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.2 Il comma 2 è soppresso Sudano
5 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
6.3 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Di
2. A decorrere dal primo rinnovo dei Mauro
consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, il numero dei componenti dei
consigli circoscrizionali di cui al comma
4 dell'articolo 13 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo 1, comma 1, lettera c),
della legge regionale 11 dicembre 1991,
n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni è ridotto del 50% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e,
comunque, non può essere superiore a 7,
compreso il presidente del consiglio
circoscrizionale.
6.1 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Venturi
9 2. Nei comuni di cui al primo comma, e no
nei Comuni di Palermo, Catania e Messina, Fazio
a decorrere dalla prima costituzione o
primo rinnovo dei consigli
circoscrizionali successivo all'entrata
in vigore della presente legge, il numero
dei componenti dei consigli
circoscrizionali di cui al comma 4
dell'articolo 13 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo l , comma 1, lettera c),
della legge regionale 11 dicembre 1991,
n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni è ridotto del 20% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e,
comunque, non può essere superiore a l0,
compreso il presidente del consiglio
circoscrizionale. ".
6.2 Al comma 2, eliminare le parole da è Commiss
2 ridotto a e comunque . ione
6.8 Al comma 2 sostituire le parole è Alongi
ridotto del 20% rispetto a quanto D'Asero
previsto dal citato articolo 13 e, Germanà
comunque, non può essere superiore a 10, Lo
compreso il presidente del consiglio Sciuto
circoscrizionale. con le parole è
ridotto del 15% rispetto a quanto
previsto dal citato articolo 13.
6.1 Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti: Di
1 2 bis. A decorrere dal primo rinnovo Mauro
dei consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, nei comuni con popolazione
compresa tra i 250 mila e i 500 mila
abitanti, fino all'effettivo
decentramento delle competenze di cui
all'art. 13 legge n. 142/90, ai
presidenti dei consigli di circoscrizione
è corrisposta un'indennità di funzione
nella misura massima del 50% di quella
spettante per i sindaci.
2 ter. All'amministratore cui venga
corrisposta l'indennità di cui al
precedente punto 1, non spetta alcun
gettone di presenza per le partecipazioni
di sedute dell'organo collegiale.
6.1 Il comma 3 è soppresso Milazzo
8 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.6 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Di
4. A decorrere dal primo rinnovo dei Mauro
consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, nei comuni dove insistono le
circoscrizioni di decentramento, i
Consigli Comunali, entro 180 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente
legge, dovranno definire l'iter di
assegnazione delle competenze alle
circoscrizioni; trascorso
infruttuosamente tale termine, ai sensi
dell'articolo 17 del testo Unico di cui
al decreto legislativo n. 267 del 2000 e
sue successive modifiche e integrazioni
le stesse saranno soppresse.
6.2 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Sudano
4 4. Ai Presidenti dei Consigli Ruggire
Circoscrizionali è corrisposta llo
un'indennità nella misura massima fissata Anselmo
dall'articolo 7 del decreto di cui Nicotra
all'articolo 2, comma 1. Ai consiglieri Sammart
delle Circoscrizioni è corrisposto un ino
gettone di presenza nella misura massima
fissata dall'articolo 8 dallo stesso
Decreto di cui all'articolo 2, comma 1.
In nessun caso l'importo corrisposto al
consigliere in ciascun mese potrà
eccedere la misura di un terzo del
trattamento previsto per il Presidente
del relativo consiglio circoscrizionale.
6.1 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Milazzo
3 4. Le Circoscrizioni che, a causa G.
dell'elezione del Presidente di Falcone
Circoscrizione, hanno aumentato il numero Savona
dei componenti del consiglio di Assenza
circoscrizione, hanno l'obbligo di Federic
diminuirlo a partire dal prossimo rinnovo o
elettorale. . Figucci
a
Papale
6.2 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente Commiss
3 comma: ione
Le disposizioni di cui al comma 1 non
si applicano ai consiglieri
circoscrizionali in carica alla data di
entrata in vigore della presente legge.
6.1 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Milazzo
4 4. Le disposizioni di cui ai commi G.
precedenti si applicano dal prossimo Falcone
rinnovo elettorale . Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 7.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Articolo 18.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. E' fatto obbligo alle amministrazioni comunali,
ai liberi Consorzi comunali nonché alle unioni di
comuni, fermo restando le disposizioni a tutela della
privacy, di rendere noti per estratto, entro tre giorni
dalla loro emanazione, tutti gli atti deliberativi
adottati dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni
sindacali e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini di
pubblicità notizia. Le delibere della giunta e del
consiglio comunale rese immediatamente esecutive sono
pubblicate entro i 7 giorni successivi all'approvazione.
In caso di mancato rispetto dei suddetti termini l'atto
è nullo.
2. E' fatto obbligo alle aziende pubbliche ex
municipalizzate di rendere noti nel rispettivo sito
internet tutti gli atti adottati dal consiglio di
amministrazione e le determinazioni presidenziali e
dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui al
comma 1. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
7.1 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
7.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.5 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Prima delle parole E' fatto obbligo Sudano
2 alle aggiungere le parole Fermi Ruggire
restando gli obblighi di pubblicità e llo
trasparenza previsti dalla disciplina Anselmo
statale in vigore . Nicotra
Sammart
ino
7.1 Al comma 1, sostituire le parole Commiss
0 rendere noti per estratto con ione
pubblicare per estratto nei rispettivi
siti internet .
7.9 Al comma 1 sostituire le parole entro Commiss
tre giorni con le parole entro sette ione
giorni e le parole entro i 7 giorni
successivi all'approvazione con le
parole entro tre giorni
dall'approvazione .
7.8 Al comma 1, sostituire le parole entro Di
tre giorni dalla loro emanazione con le Giacinto
parole entro sette giorni dalla loro
emanazione .
7.6 Il comma 2 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Al comma 2 sostituire le parole Commiss
1 rendere noti con pubblicare ed ione
eliminare le parole di pubblicazione .
7.2 Aggiungere il seguente articolo: Di
Art. 7 bis. Mauro
1. Le disposizioni della presente legge Lombard
si applicano a decorrere dal primo o Greco
rinnovo dei consigli comunali e dei G.
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge.
7.3 Aggiungere il seguente articolo: Lombard
Art. 7 bis. o
1. Le disposizioni della presente Di
legge, si applicano a decorrere dal primo Mauro
rinnovo dei consigli comunali e dei
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge .
7.4 Aggiungere il seguente articolo: Milazzo
Art. 7 bis. G.
1. I Comuni entro trenta giorni dalla Falcone
pubblicazione della presente legge hanno Savona
l'obbligo di adeguare i propri statuti Assenza
alle norme vigenti. Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Aggiungere il seguente articolo: Sudano
3 Art. 7 bis. Decorrenza delle Ruggire
disposizioni. llo
1. Le disposizioni di cui agli articoli Anselmo
1, 2 commi 1 e 2, 5 e 6 si applicano a Nicotra
ciascun Comune a decorrere dalla scadenza Sammart
naturale dei relativi organi in carica o, ino
per i Comuni soggetti a Commissariamento,
dalla prima elezione di rinnovo degli
organi.
Testo del disegno di Legge
Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato