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Resoconto d'Aula della Seduta n. 245 di giovedì 18 giugno 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Ferrandelli,  Alloro, Laccoto, Cascio Salvatore, Gennuso,  Assenza,
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per la salute:

   N. 2442 - «Notizie sull'apertura di centri diurni semiresidenziali
  per  la  cura  dei  pazienti affetti da morbo di Alzheimer»,  degli
  onorevoli  Zafarana - Cancelleri - Cappello - Ciaccio -  Ciancio  -
  Ferreri  -  Foti - La Rocca - Mangiacavallo - Palmeri - Siragusa  -
  Tancredi - Zito - Trizzino;

   (Con  nota  prot n. 3570/IN.16 del 27 gennaio 2015  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N. 2288 - «Chiarimenti sulla convenzione SEUS/Regione siciliana  e
  mancata  ottemperanza  al pronunciamento dell'Autorità  giudiziaria
  amministrativa», dell'onorevole Germanà;

   N.   2623   -  «Interventi  urgenti  per  il  contenimento   della
  proliferazione   dei  'colombi  di  città'  e  dei   'colombacci'»,
  dell'onorevole Ioppolo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
  alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.53)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Di Pasquale  ha  chiesto  di
  essere considerato in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   teria di consigli e delle giunte comunali, di status degli  ammini-
   stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie.
   (n. 980/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni in
   materia di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di
  status degli amministratori locali e di consigli circoscrizionali.
                    Disposizioni varie . (n. 980/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia  di
  composizione dei consigli e delle giunte comunali, di status  degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali.  Disposizioni
  varie . (n. 980/A)
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 2, ne do lettura:

                              «Articolo 2
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
           in materia di status degli amministratori locali

   1.  La misura massima delle indennità di funzione e dei gettoni di
  presenza  di cui all'articolo 19 della legge regionale 23  dicembre
  2000,  n.  30  e successive modifiche e integrazioni è  commisurata
  alle  previsioni  di cui alla tabella  A  allegata  al  Regolamento
  adottato  con decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile  2000,
  n.  119 e successive modifiche ed integrazioni, di cui all'articolo
  82,  comma  8  del decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267  e
  successive  modifiche ed integrazioni. Al presidente del  consiglio
  comunale è attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore dei
  comuni della stessa classe demografica.

   2.  All'articolo 20 della legge regionale n. 30/2000 e  successive
  modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 1 le parole  si protraggano oltre la mezzanotte   sono
  sostituite dalle parole  si protraggano oltre le due ;

   b) al comma 2 le parole  hanno diritto, per la partecipazione alle
  sedute,  di  assentarsi  dal servizio per l'intera  giornata   sono
  sostituite  dalle parole  hanno diritto di assentarsi dal  servizio
  per il tempo strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna
  seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo della riunione e
  rientrare al posto di lavoro nella misura massima di un'ora prima e
  di un'ora dopo lo svolgimento della seduta. .

   3.  Fermo  restando quanto disposto dagli articoli 18 e  20  della
  legge regionale n. 30/2000 e successive modifiche e integrazioni in
  materia   di  aspettative  nonché  di  permessi  e  licenze   degli
  amministratori degli enti locali della Regione, i rimborsi a favore
  del datore di lavoro di cui al comma 5 del citato articolo 20 della
  legge  regionale n. 30/2000 e successive modifiche  e  integrazioni
  sono corrisposti dalla amministrazione locale competente nel limite
  massimo  di  1/3  dell'indennità spettante al  rispettivo  sindaco,
  fatta  eccezione  per i rimborsi relativi agli  amministratori  dei
  comuni  con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti,  per  i
  quali  il  limite previsto dal presente comma è pari al  50%  della
  medesima indennità.
   4.  All'articolo 21 della legge regionale n. 30/2000 e  successive
  modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   il comma 4 è soppresso;

   b)  al  comma 5 le parole da  e che, in ragione del loro  mandato
  fino a  modifiche ed integrazioni  sono sostituite dalle parole   ,
  spetta  il  rimborso  per  le sole spese di viaggio  effettivamente
  sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute dei
  rispettivi  organi assembleari ed esecutivi nonché per la  presenza
  necessaria  presso  la sede degli uffici per lo  svolgimento  delle
  funzioni proprie o delegate. .

   Si passa all'emendamento 2.4 che è soppressivo. E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 2.23, a firma degli onorevoli Milazzo  e
  Falcone.  Lo  ritira?  Onorevole Falcone,  un  po'  di  attenzione,
  riguarda la soppressione dell'intero articolo 2, lo mantiene  o  lo
  ritira?
   Ritirato.
   Sono ritirati anche gli emendamenti 2.6 e 2.30.
   L'emendamento 2.5, onorevole Greco?
   E' ritirato.
   Ne abbiamo uno della Commissione che ritengo sia tecnico, il 2.37.
   Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E approvato)

   Si passa all'emendamento 2.19, a firma degli onorevoli Siragusa  e
  Cappello.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Cinque minuti sull'intero articolo e su tutti gli emendamenti.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  sarò brevissimo, Presidente.
   Questo   emendamento   tende  a  introdurre   il   gettone   unico
  giornaliero,  cioè  per  i  Consiglieri comunali,  dall'entrata  in
  vigore  della  legge  che  andiamo ad  approvare,  sarà  consentito
  percepire  un solo gettone al giorno, indipendentemente dal  numero
  di  sedute di Commissione o di Consiglio comunale e Commissione che
  ci sono  nella stessa giornata.
   Tende  questo  ad evitare l'incremento del numero  di  Commissioni
  volto ad incrementare il numero dei gettoni di presenza.
   Semplicemente questo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  questo  emendamento,  perché  più volte,  in  Commissione,  abbiamo
  dimostrato  che  se sommiamo la quota del gettone prevista  per  il
  Consigliere comunale rispetto alle sedute, dovremmo fare almeno  37
  sedute  per arrivare l'indennità massima per raggiungere  l'importo
  rispetto a quello previsto dalle altre Regioni in Italia.
  Quindi,   approvare  questo  emendamento  sarebbe  una   sorta   di
  penalizzazione per i Consiglieri comunali siciliani, ecco perché io
  invito   il   collega   se   può  ritirare   l'emendamento   perché
  matematicamente penalizzeremmo i nostri Consiglieri  comunali  che,
  con  l'importo  dovuto  dal  gettone  di  presenza  stabilito,  non
  arriveremmo all'intera indennità.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, io intervengo perché la cosa è un po'  delicata
  e  l'onorevole Siragusa conosce bene il dibattito che c'è stato  in
  Aula  anche perché l'emendamento che ha fatto l'onorevole Siragusa,
  in   realtà,  era  un  emendamento  scritto  dalla  Presidenza  che
  conteneva anche altri emendamenti.
  Alla  fine,  ci  siamo  accorti, ed io insisto  nei  confronti  dei
  colleghi  del  Movimento 5 stelle, perché in linea di principio  io
  sono  assolutamente d'accordo con loro, anzi, scusate un attimo,  è
  una  cosa  delicata, devo dire che in gran parte dei Comuni  è  già
  così, io ho fatto il Consigliere comunale a Palermo, nessuno ha mai
  pensato  di  poter  percepire, nella stessa  giornata,  più  di  un
  gettone ed è ancora così.
  Ma cosa succede sulla base delle indennità che qui stiamo andando a
  definire?
  Che  per alcuni Comuni, ovvero per i Comuni che sono da 100  a  250
  mila,  e  per  i  Comuni  che sono da 10  a  30  mila,  sulla  base
  dell'entità del gettone quotidiano, il numero di sedute  necessarie
  per  potere raggiungere il 25% dell'indennità del sindaco che è  la
  misura  massima che noi stiamo prevedendo come indennità  spettante
  al Consigliere comunale in tutti i Comuni che cambia chiaramente  a
  secondo la misura dell'indennità del sindaco, in questi Comuni  tra
  100 e 250 mila e tra 10 e 30 mila, occorre fare da un minimo di  32
  sedute mensili ad un massimo di 34 sedute mensili. Ora è del  tutto
  evidente che non esiste un mese né di 32 né di 34 giorni.
  Quindi così come è nella legge nazionale, ci siamo chiesti ma  come
  mai  la  legge nazionale prevede la possibilità nello stesso giorno
  di  avere più gettoni? Lo prevede proprio in virtù di questo  dato,
  che  è la misura massima consentita è raggiungibile consentendo  di
  avere  contemporaneamente nella stessa giornata più di un  gettone,
  ecco  perché io vorrei rassicurare i colleghi che questa disciplina
  comunque  è calmierata da un dato che comunque in tutti i Comuni  i
  consiglieri  comunali  potranno  percepire  una  indennità  mensile
  globale  pari  al 25 % dell'indennità spettante al sindaco,  quindi
  non  esiste nessuno spreco nel caso in cui in un Comune si facciano
  due  sedute  nella stessa giornata di Commissione e di Consiglio  e
  per il quale si percepisce il gettone, perché comunque anche se  ne
  percepisci  due in un'unica giornata la misura massima mensile  non
  può superare il 25%.
  Io  capisco la ragione dei colleghi del Movimento 5 Stelle ma  devo
  dire che obiettivamente pur condividendone il senso dell'obiettivo,
  ma  questo  violerebbe,  se passasse quella  norma,  violerebbe  il
  principio  di  garantire a chi comunque può raggiungere  una  certa
  cifra, di garantire la possibilità di raggiungerla. Ecco perché  io
  gli chiedo il ritiro ma se dovessero insistere chiedo che l'Aula lo
  bocci.

   PRESIDENTE.  onorevole Siracusa c'è l'invito al  ritiro,  è  stato
  spiegato da un punto di vista economico-giuridico.

   SIRACUSA. Chiedo che si voti.

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  il
  problema  non è che il Movimento 5 Stelle ha la preoccupazione  che
  secondo i calcoli matematici come è stato detto bene da lei non  si
  eviti lo spreco, qua la questione è di costume.
  È  vero che in alcuni Comuni si percepisce già un gettone unico  ma
  nella   maggioranza  comunque  i  gettoni  sono  2.  Noi   vorremmo
  introdurre  un  principio, con tutto il rispetto per i  consiglieri
  comunali,  di  rieducazione all'etica  di quello che,  come  dicevo
  ieri,  non  può  e  non deve essere una professione.  Per  cui  noi
  vogliamo  mantenerlo,  anche come effetto deterrente  verso  sedute
  che,  se  è vero che comunque il massimo è sempre il 25%,  è  anche
  vero che si fanno 3-4 Commissioni inutilmente e sono dei costi  che
  i   Comuni  devono  comunque  sopportare  e  sono  costi  vivi  che
  prescindono  dal  gettone  stesso  che  poi  viene  percepito   dal
  consigliere  comunale. Noi lo manteniamo e invitiamo il  Governo  a
  dare parere positivo.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, qualcuno
  poc'anzi  mentre  io  mi  recavo qua in  questa  sede,  mi  diceva:
   onorevole usate, e lei in particolare, scienza e coscienza .
   Scienza  cosa  significa? Quello che uno scrive,  quello  che  uno
  apprende,  quello che succede tutti i giorni, non  per  forza  deve
  essere  la  scienza della conoscenza sui libri ma può essere  anche
  una scienza sulla conoscenza diretta.
   La  coscienza  è  che  ognuno di noi deve dire  sempre,  comunque,
  quello che pensa e quello che è giusto per questa nostra società.
   E,  allora,  con questo inizio cosa vorrei dire? Tutto il problema
  delle  Commissioni, presidente Cracolici, due, tre, ne pagano  uno,
  ne  pagano  due,  i comuni . Se non ricordo male, qua  c'è  qualche
  deputato che forse, con i capelli bianchi, si ricorda che nel 1960,
  nel  1970,  nel 1980, nel 1990 e forse anche nel 2000 esistevano  i
  Consigli comunali.
   Presidente,  a  Messina esisteva il Consiglio comunale  nel  1956?
  Credo di sì.
   Presidente Cracolici, Le chiedo scusa, a Palermo da quanti anni  è
  istituito il Consiglio comunale?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. C'era il senato..

   VULLO.  Allora  il  punto è questo. Scusate esisteva  il  rimborso
  spesa ai datori di lavoro?

   CRACOLICI,    presidente    della   Commissione.    C'erano    gli
  aristocratici.

   VULLO.  Io credo che nel dopoguerra gli aristocratici non  c'erano
  più, lei lo sa che non c'erano gli aristocratici.
   Questa  legge,  come  dicevo  ieri, si  può  fare  in  due  minuti
  lasciando perdere le indennità e quant'altro. Basta che si  tolgano
  le   indennità  ai  datori  di  lavoro.  Questa  è  la  vera  legge
  rivoluzionaria che questa Assemblea deve fare.
   Non  c'è l'onorevole Musumeci. Mi ricordo che l'onorevole Musumeci
  è  stato consigliere comunale a Gravina di Catania. Vorrei chiedere
  all'onorevole Musumeci  ma quando lei era consigliere a Gravina  di
  Catania c'era qualcuno che rimborsava il suo datore di lavoro?
   No.   E,  allora  a  quel  punto,  carissimo  onorevole  Cappello,
  onorevole  Siragusa, quando noi toglieremo i rimborsi ai datori  di
  lavoro  finiscono tutte queste commissioni. Solo così si può  avere
  la vera moralità.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario. Il parere del
  Governo?

   LEOTTA,  Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole del Governo  e  il  parere
  contrario della Commissione lo pongo ai voti.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   teria di consigli e delle giunte comunali, di status degli  ammini-
   stratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie.
   (n. 980/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.19

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          23
   Contrari            28
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.33, a firma dell'onorevole Laccoto  ed
  altri. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Credo  che sia una profonda scorrettezza  quella  che  è
  stata  fatta con questo atto. Vediamo se ho letto bene: con  questo
  emendamento  che  è  passato  abbiamo alzato  significativamente  i
  gettoni  di  presenza,  perché stiamo  equiparando  il  gettone  di
  presenza dalla dimensione democratica, a scaglioni da 30 a 500 mila
  abitanti  - e così è terminata - da 30 mila a 200 mila,  e  da  200
  mila  a  500  mila.  Vorrei chiedere agli uffici qual  è  l'impatto
  finanziario di questa norma? Se non ha un impatto

   PRESIDENTE.  Non è sull'ordine dei lavori, dobbiamo andare  avanti
  onorevole Falcone, lei ha tutto il diritto di intervenire,  lei  mi
  ha  chiesto la parola sull'ordine dei lavori su un emendamento  già
  approvato. Lei chiede la parola su

   FALCONE.  Siccome  questa  norma aveva una  norma  come  principio
   contenimento  di  spesa', tutto ciò che va oltre  il  contenimento
  della  spesa  non  può  essere approvato, perché   No,  Presidente.
  Dobbiamo  essere seri, Presidente. Perché altrimenti  noi  vogliamo
  parlare  e noi abbiamo il diritto ed il dovere di dovere utilizzare
  il tempo a disposizione.

   PRESIDENTE.  Sì, infatti  Cinque minuti, e lei mi  ha  chiesto  la
  parola  sull'ordine dei lavori  No, onorevole Falcone,  intanto  si
  calmi   Lei mi ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori che  non
  c'entra   con   l'intervento  da  lei  fatto,  che  riguardava   un
  emendamento già approvato, e lei è uno molto attento.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente sull'ordine dei lavori. Questa  norma
  approvata,  questo  emendamento appena  approvato,  come  affermava
  anche  in parte l'onorevole Falcone, ha un'incidenza all'interno  -
  diciamo - della piattaforma economica di tagli economici che  si  è
  data  questa norma. Siccome sappiamo che questa norma ha una  certa
  importanza, deriva anche da alcune previsioni che sono state  fatte
  in   sede  di  finanziaria  e  di  bilancio,  tutta  una  serie  di
  ragionamenti,  io  direi  cinque  minuti  di  interrompere  e   far
  verificare agli uffici che incidenza ha questa norma. Solo questo.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Vorrei tranquillizzare  i
  colleghi, perché non vorrei che ci fossero equivoci.
   Questa  norma,  onorevole  Falcone, si  limita  a  introdurre  una
  modifica  che è la fascia da 200 mila abitanti in su, ovvero  è  un
  solo comune in Sicilia ed è il comune di Messina, che essendo,  tra
  l'altro  -  speriamo  non  so quando, fra  qualche  mese  -,  Città
  metropolitana, si trova in questa situazione.
   La  città  di  Messina aveva poco più di 250  mila  abitanti,  con
  l'ultimo  censimento  è una città da 247 mila abitanti,  quindi  si
  troverebbe  in  quella  condizione  di  essere  da  un  lato  Città
  metropolitana  e dall'altro lato città che non ha il requisito  che
  la legge nazionale introduce delle fasce oltre i 250 mila.
   Quindi  questa  modifica che abbiamo introdotto, e  lo  dico  come
  interpretazione autentica agli Uffici, non modifica nulla tra i  30
  mila  e  i  200 mila, ovvero rimangono le fasce distinte così  come
  sono, ma da 200 mila in su stabilisce che la fascia di 250 mila  si
  riduce a 200 mila.
   Ripeto,  l'effetto  è  solo  ed esclusivamente  per  la  città  di
  Messina, quindi tutte le preoccupazioni

   FALCONE.  Tutti  i comuni che perdono la popolazione  li  facciamo
  schizzare sotto. È una vergogna

   CRACOLICI,  presidente  della  Commissione.  Allora  non  mi  sono
  spiegato

   FALCONE. È una vergogna

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione.  Va  bene,  è  una  sua
  opinione.  Vorrei  ricordarle, onorevole Falcone,  che  ieri  avete
  bocciato  una  norma  che prevedeva per i comuni  capoluogo  e  per
  quelli  tra  50 mila e 100 mila abitanti la possibilità di  ridurre
  del solo 10% i consiglieri comunali.

   FALCONE. Noi eravamo per il 10% per tutti i comuni.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione. No  onorevole  Falcone,
  avete bocciato l'emendamento. Era a firma vostra l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Tanto l'emendamento è già stato  approvato.
  Così  rimane  agli  atti  il  suo intervento  e  quindi  vale  come
  interpretazione  autentica  provenendo,  peraltro,  dal  Presidente
  della I Commissione.

   Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 980/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.12 a firma degli  onorevoli
  Rinaldi, Sudano, Alloro e Vinciullo.
   È stato presentato un subemendamento che però è inammissibile.
   Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento?

   RINALDI. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   LOMBARDO. Chiedo che l'onorevole Rinaldi illustri l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Facciamo   illustrare  l'emendamento   all'onorevole
  Rinaldi.

   RINALDI.  Signor Presidente, questo emendamento non fa  altro  che
  rinviare  l'entrata in vigore, per quello che riguarda le indennità
  dei consiglieri comunali, al rinnovo del prossimo Consiglio.
   Quindi è una norma di buon senso perché sia i consiglieri comunali
  che  i  consiglieri circoscrizionali avevano già fatto un programma
  rispetto  all'impegno che determinava anche l'indennità e,  quindi,
  secondo  me  è una norma di buon senso così come abbiamo  fatto  la
  riduzione del 20% che scatta dal prossimo rinnovo, credo sia giusto
  adeguare lo scatto dell'indennità dal prossimo rinnovo dei consigli
  comunali.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lombardo le ricordo che ha  a
  disposizione 5 minuti sull'intero articolo.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, premesso che ritengo  poco  corretto
  che  sia  stato approvato un emendamento che deroghi ad  una  norma
  generale  nell'interesse  di  un singolo  comune,  ma  tornando  al
  discorso    attuale,    e    prendendo   spunto    dall'emendamento
  dell'onorevole Rinaldi, per condividerlo anzitutto, e poi perché  è
  anche  un  emendamento  che è stato presentato  a  mia  firma,  più
  avanti, per l'intero articolo.
   Premesso che questa norma, che gia ieri, in parte, ho commentato e
  che  continua a generare perplessità più che certezze, non solo  da
  un  punto  di  vista  legislativo - ieri  abbiamo  avuto  quasi  un
  paradosso  tra  un potere esecutivo ed un assessore che  richiamava
  una  normativa  della  Repubblica  che  andava  applicata  sic   et
  simpliciter  all'interno del nostro ordinamento e un presidente  di
  Commissione  che,  invece, affermava che la  norma  riguardante  le
  indennità andava tradotta nel nostro ordinamento per intero, mentre
  la  norma  sullo  status degli amministratori andava  interpretata,
  così come si sta facendo proprio in questi momenti.
   E  questo  mi  sembra  un fatto inusuale, se  fossimo  nella  fase
  antecedente  la  discussione generale, sarebbe da presentare  anche
  una  questione  pregiudiziale ma naturalmente siamo nella  fase  di
  trattazione.
   Premesso  questo,  e  quindi  il grande  disordine  ordinamentale,
  giuridico,  su cui si fonda questa norma, poi si sta traducendo  in
  questa  grande  confusione, in questa voglia  di  tagliare  di  cui
  parlavo  ieri.  Ed  è  necessità, anche per dare  la  dimostrazione
  immediata, quella di inserirla subito nell'ordinamento e quindi  di
  incidere immediatamente su chi? Sui consiglieri comunali, che anche
  ieri si diceva, sono oggi al centro dell'opinione pubblica, come se
  fossero  al  centro dei problemi. Io lo dico con grande franchezza,
  non  incontro  persone che vengono da me a chiedermi  che  il  loro
  problema  riguarda  l'indennità del consigliere comunale  piuttosto
  che il numero delle assemblee elettive. Non mi succede, succederà a
  qualche  membro  della maggioranza, a qualche  membro  del  Partito
  Democratico,  che  sta  tagliando le  indennità  ai  sindaci,  agli
  assessori,  ai consiglieri comunali della Sicilia. Starà succedendo
  a loro, a me non succede.
   Il   dato,   invece,  che  mi  sembra  condivisibile   di   questo
  emendamento, ma anche dell'emendamento che rinvia tutto  l'articolo
  alle prossime elezioni dei consigli comunali, mi sembra un dato  di
  buon  senso,  ovvero abbiamo degli eletti nei Comuni  che  si  sono
  spesi,  che  hanno  investito tempo, affetti,  interessi  personali
  all'interno  delle  elezioni  nei  consigli  comunali.   Oggi   noi
  riscriviamo  le  regole  della loro partecipazione  all'interno  di
  questi  consessi e anche delle loro prestazioni economiche riguardo
  l'attività che svolgono.
   Veda  Presidente, lei è stato anche chiaro in alcune  affermazioni
  nelle  settimane  precedenti,  a me  non  sembra  corretto  che  un
  consigliere comunale, per l'impegno che profonde all'interno  degli
  istituti comunali debba oggi vedersi ridurre un'indennità che già è
  misera,  parliamoci chiaro, soltanto perché questa  Assemblea  deve
  distribuire al popolo, per l'ennesima volta, qualche osso  da  fare
  divorare affinché si plachi.
   A  me  questo modo di legiferare non piace, e lo dico francamente,
  anche   ai  consiglieri  comunali  che  hanno  affetti,  che  hanno
  interessi,  che  hanno un figlio che hanno iscritto in  un'attività
  sportiva,  oggi  vedono ridursi l'indennità  e  quindi  sacrificare
  qualcosa. A me sembra profondamente errato, signor Presidente, ecco
  perché  al  di là di tutto e al di là delle battaglie che  uno  sta
  conducendo  nella  propria responsabilità e nel proprio  credo,  io
  penso che su questo l'Aula debba condividere questo emendamento  ma
  anche l'applicazione di tutto l'articolo alle prossime elezioni dei
  consigli  comunali. Perché altrimenti davvero, onorevoli  colleghi,
  noi  potremo  essere  originali o copie sulla  scia  del  Movimento
  Cinque  Stelle  oggi, che dichiara, e più volte ha dichiarato,  che
  non  crede  più  nella democrazia rappresentativa, io  credo  nella
  democrazia   rappresentativa.  Il  Movimento   Cinque   Stelle   dà
  dichiarazioni, per carità in modo legittimo, ha dichiarato  che  il
  mondo  si evolve verso una democrazia diretta, ognuno ha le proprie
  idee.  Io credo nella democrazia rappresentativa, e credo  che  gli
  eletti   dal  popolo  vadano  rispettati  anche  nelle  prestazioni
  economiche,  e  anche nel loro status, e chiedo  all'Assemblea,  ai
  deputati, molti di voi siete stati consiglieri comunali,  vi  prego
  di  condividere  lo  spirito  di buon senso  e  di  rispetto  della
  democrazia  rappresentativa e di poter applicare l'intero  articolo
  alla prossima elezione.

   MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA,   relatore.   Presidente,  io   vorrei   semplicemente
  ricordare  quello che è lo spirito di questa legge. L'ho già  detto
  in fase di relazione, l'ho ripetuto ieri, lo ribadisco oggi.
   Questa  è  una norma finanziaria, sostanzialmente, a cui il  resto
  d'Italia  si  è  già adeguato dal 2011. La riduzione  dei  compensi
  degli  amministratori e dei consiglieri comunali è  già  norma  nel
  resto  dell'Italia  da quattro anni. Pensare che  si  possa  ancora
  tergiversare  e continuare a mantenere una situazione  su  cui  già
  siamo in ritardo, credo che non sia conducente per la politica  nel
  suo complesso.
   Vorrei  ricordare  che quest'Aula con senso di responsabilità,  su
  sua  ferrea  determinazione  e  su  suo  invito,  ha  adeguato   il
  trattamento  al  resto dell'Italia così come previsto  dalle  norme
  nazionali.
   Non vedo il perché, sotto il punto di vista economico, si continui
  o si possa continuare a perdere ulteriore tempo specialmente quando
  è  a tutti nota la situazione delle finanze locali. Si richiede  un
  atto   di   responsabilità  a  questa  Assemblea  ed  un  atto   di
  responsabilità  agli stessi Consiglieri comunali  ed  io  le  posso
  anticipare  e  posso, sicuramente, ribadire che nelle riunioni  con
  molti   Consiglieri  comunali  dell'area  etnea  si  è  esattamente
  percepito  lo  spirito  della legge con la disponibilità  di  tanti
  consiglieri a recepire e ad essere consapevoli del perché di questa
  norma.
   Invito  l'onorevole Rinaldi a ritirare la norma, perché non  credo
  che possa essere congrua ed ammissibile.

   PRESIDENTE.   Ci  sono  numerosissime  richieste  di   intervento,
  ribadisco  che  si interviene una volta sull'intero articolo  e  su
  tutti gli emendamenti per non più di 5 minuti.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor presidente, volevo ringraziare  l'assessore  per
  aver  mantenuto ferma la barra del timone e per la coerenza che  ha
  dimostrato in Commissione ieri ed oggi, qui, in Aula.
   Noi  in  Commissione abbiamo discusso seguendo una sorta di doppio
  binario,  visto  che ci sono le elezioni in corso, la  composizione
  dei  Consigli  non va mutata ma, siccome vogliamo  fare  una  legge
  vera,  concreta che abbia effetto non posticipato al primo  rinnovo
  ma  ad  oggi  e  non  solo per una questione di effetti  finanziari
  perché  altrimenti  questa diventa semplicemente  una  legge  spot,
  perché  se  noi approviamo questo emendamento, abbiamo svuotato  la
  legge di ogni sua effettività.
   Quand'è  il  primo rinnovo, fra un anno? Non abbiamo fatto  nulla.
  Siamo,   assolutamente,   contrari   all'approvazione   di   questo
  emendamento perché la legge deve avere una sostanza altrimenti  non
  è una legge.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO SCIUTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ritengo che, in
  via  di  principio,  questo  emendamento presentato  dall'onorevole
  Rinaldi  è un emendamento giusto. Noi non dobbiamo dimenticare  che
  la  democrazia  ha  un costo e, allora, non possiamo  assolutamente
  pensare  che  si possano risolvere le difficoltà, le criticità  del
  bilancio  regionale  colpendo  gli  amministratori  ed  i  sindaci.
  Dobbiamo   ricordare   che   i  sindaci   e   gli   amministratori,
  personalmente ritengo che, già, hanno un'indennità che sia risicata
  ed  io  non condivido né l'articolo 2, né la legge nazionale perché
  non  possiamo  pensare che il sindaco che amministra un  comune  di
  30/40/50  mila abitanti, che è responsabile davanti alla Corte  dei
  Conti col proprio patrimonio, possa guadagnare duemila euro. Qua si
  rischia  che  noi  portiamo  avanti  il  problema  della  pressione
  politica della società civile e dimentichiamo che un sindaco  o  un
  assessore  deve essere una persona preparata da un punto  di  vista
  politico,  da  un punto di vista professionale che sia  competente,
  che abbia l'attitudine ad amministrare. Com'è, quindi, che possiamo
  determinare questo amministratore nel momento in cui non  diamo  il
  merito  di  chi  sa  amministrare. Qua rischiamo di  costruire  una
  cultura  in  una  classe  dirigente che,  anziché  amministrare  in
  maniera  forte  e che sappia quello che fa, amministra  in  maniera
  inefficiente facendo danni alla collettività. E' questo quello  che
  possiamo creare
   Ritengo,  allora, che sia giusto che questa norma venga modificata
  e  che  si parta dal prossimo rinnovo dei Consigli comunali  perché
  non  mi  sembra giusto colpire chi in questo momento ha una carica,
  chi  in  questo  momento sta amministrando  avendo  fatto  anche  i
  relativi impegni personali.
   Io sono a favore dell'emendamento dell'onorevole Rinaldi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,   credo
  che  la questione che abbiamo trattato sia quella di fissare  delle
  regole,  abbiamo detto, non punitive, ma delle regole  di  regolare
  condotta  dopo che la partita si finisce o quando la  partita  deve
  iniziare.
   Durante  la  corsa  le regole devono rimanere quelle  che  abbiamo
  fissato antecedentemente. E soprattutto alla luce del fatto che noi
  parliamo di persone che hanno avuto una - come ho detto ieri -  una
  investitura dal popolo, nel bene o nel male. E in quanto tali vanno
  rispettati.  Sono i rappresentanti del popolo che  non  sono  stati
  nominati,  non  perchè l'onorevole Malafarina voglia magari  venire
  qua  e  dire che siamo in ritardo, ma siamo in ritardo di che cosa?
  Quale  maggioranza  doveva fare questa legge? L'opposizione  o  una
  maggioranza  del presidente Crocetta assolutamente  inesistente?  A
  chi  vuole  fare  la morale l'onorevole Malafarina?  Lo  deve  dire
  chiaramente.
   E'  questo  un  parlamento totalmente  di  eletti  o  è  anche  un
  parlamento  di  nominati? E' bello venire qua e dire  che  dobbiamo
  cambiare le regole. Noi dobbiamo stare calmi perché giochiamo sulla
  pelle di chi ogni giorno espleta il mandato nell'interesse primario
  dei siciliani.
   Se  qualcuno, invece, crea degenerazione, crea malaffare, è giusto
  che  si  assuma  le proprie responsabilità, ma sarà  altro  organo,
  altra  autorità  che  è  quella giudiziaria a  dovere  svolgere  un
  proprio giudizio di censura.
   E  allora,  sulla  scorta di questo principio,  credo  che  questo
  Parlamento,  così  come  ha  fatto  il  presidente  Cracolici   per
  l'articolo  1,  introducendo giustamente quell'emendamento  tecnico
  che  fa  decorrere dalla volta successiva gli effetti dell'articolo
  nella  riduzione del numero dei consiglieri comunali e quindi anche
  dei  componenti della giunta, facciamo decorrere gli effetti  sullo
  status,  sulla condizione economica, sul trattamento economico  dei
  nostri eletti in Sicilia, dalla volta prossima.
   Tra l'altro - e concludo signor Presidente - di cosa parliamo? Già
  l'anno  prossimo ci saranno ottanta comuni che andranno al  voto  e
  allora c'è un numero considerevole nei confronti dei quali potremmo
  già applicare gli effetti di questa legge.
   Se  poi a qualcuno serve la foglia di fico per nascondere qualcosa
  e  allora non va bene. Noi dobbiamo attuare norme nell'interesse  e
  non per punire qualcuno. Ma per migliorare questa nostra terra.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vengo da una
  città  che  è  stata  protagonista nelle scorse  settimane  di  una
  vicenda, quella chiamata  gettonopoli'  che non è semplicemente  un
  fenomeno  di malcostume, è un vero e proprio modo di utilizzare  le
  casse   del   comune  come  un  bancomat.  Un  comune  intorno   ai
  cinquantamila abitanti che in un anno spende quasi un milione per i
  costi della politica, è un costo non sostenibile per i cittadini.
   I  cittadini hanno bisogno di una risposta oggi, non fra un  anno,
  fra due anni.
   Ma di cosa stiamo parlando? Quando si vuole garantire lo stipendio
  a  tutti  i costi, significa che qualcuno ha scambiato l'opera  del
  consigliere  comunale  come un concorso per un'assunzione  a  tempo
  determinato dalla quale pensa di trarre un reddito e questa non può
  essere una prerogativa su cui si muove l'azione politica locale.
   E' impensabile
   D'altronde, cosa cambierebbe? E' una decurtazione minima  che  già
  esiste  in  tutto  il  resto di Italia, che  stiamo  recependo  con
  fortissimo ritardo, che è stata stralciata.
   Lo  vogliamo  dare?  Lo volete dare? Perché da parte  nostra  sarà
  assolutamente  la  richiesta  di ritirare  questo  emendamento.  La
  possibilità  di  dare una risposta ai cittadini,  quella  che  ieri
  qualcuna chiamava la cosiddetta  opinione pubblica ; sono i  nostri
  datori  di  lavoro  e noi dobbiamo dare rispetto alle  persone,  ai
  cittadini,  non pensare che quello che succede qui  dentro  non  si
  verrà a sapere.
   Già    con    la   questione   del   multi   gettone   giornaliero
  quest'Assemblea,  che  si  è  espressa  persino  contro  il  parere
  positivo  dell'Assessore, veramente, ha fatto scadere a un  livello
  bassissimo  il  valore  di questo voto, ma  anche  questa   Quindi,
  chiedo,  per  favore, di ritirare questo emendamento  e  di  andare
  avanti velocemente, perché la situazione è davvero insostenibile  e
  se c'è qualcuno che fa antipolitica è chi vive su questo sistema  e
  ancora  lo vuole fare perdurare e vuole postergare la realizzazione
  di una legge che è davvero significativa e che si deve.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  dire  una
  cosa,   noi   con   questi  dibattiti  non   facciamo   altro   che
  criminalizzare una classe politica.
   Io  sono contro, per esempio, tutte le riunioni che hanno fatto  i
  consiglieri  nelle commissioni consiliari, mi sembrano assurde,  ma
  quelli  vanno penalizzati  in maniera diversa e, se ci sono  reati,
  chi  lo  fa  deve essere penalizzato. Però qui stiamo  parlando  di
  un'indennità  che  noi dobbiamo dare ai consiglieri,  che  dobbiamo
  dare ai sindaci e io ritengo che il loro lavoro va rispettato se  è
  fatto seriamente.
   Quindi,  non ritengo di tagliare indennità, non ritengo che  tutti
  gli  sperperi sono dovuti ai compensi che si deve dare per  cercare
  di   rispettare  la  democrazia,  per  cercare  di  rispettare   un
  equilibrato uso dei sistemi di natura amministrativa.
   In  questo  modo se tagliamo da tutte le parti non facciamo  altro
  che  incoraggiare il latrocinio all'interno dei comuni, perché  chi
  fa  una  determinata attività la può fare in maniera spontanea,  in
  maniera  gratuita per un certo periodo, ma non la può fare con  una
  certa intensità da mattina a sera.
   In  ogni  caso  le regole non possono essere cambiate  durante  il
  corso  della legislatura, chi è stato eletto per questa legislatura
  sapeva  che  c'erano determinate regole. Fino alla fine  le  regole
  sono  queste, ecco perché io sono a favore dell'emendamento  che  è
  stato presentato.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  velocissimo
  anche  perché  ho un emendamento e devo intervenire  con  il  tempo
  restante sull'emendamento successivo, sempre di questo articolo.
   Ho  fatto più volte una domanda: sarò logorroico, sarò noioso,  ma
  la  Commissione, anzi, il presidente della Commissione e il Governo
  non mi ha ancora dato risposta.
   Avete dato cifre in bocca ai siciliani da questi scranni dove dite
  che  c'è  un  risparmio  di  18 milioni di  euro.  Vogliamo  capire
  realmente quanto è il risparmio, questo risparmio è falso e  non  è
  vero   Aggiungo, mettetevi nei panni di un sindaco, come il  Comune
  di  Carini  che  governa  oltre  40  mila  abitanti,  dove  essendo
  dipendente pubblico la sua indennità pulita è 1.200 euro che  forse
  gli  bastano per pagare gli avvocati durante la sua legislatura per
  i problemi che deve affrontare.
   Mi  pare  che  siamo nella Repubblica delle banane e mi  pare  che
  stiamo  facendo  un percorso solo per vendere fumo  all'esterno  di
  quest'Aula.

    GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GIUFFRIDA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  certo  il  mio
  esordio in questo Parlamento regionale avrebbe voluto essere un po'
  diverso  anche perché da Sindaco, da amministratore comunale,  vedo
  che  c'è  -  non  dico atti di terrorismo - ma di persecuzione  nei
  confronti  di amministratori locali che negli anni hanno svolto  un
  valoroso impegno di rappresentanza negli Enti locali.
   Parliamo  di rappresentanza costituzionalmente garantita  pertanto
  non   vedo  per  quale  motivo  bisogna  praticamente  sminuire   o
  mortificare  il  valore  operativo  di  rappresentanti  degli  Enti
  locali.
   Io certamente apprezzo, in un certo senso, il valore meritorio del
  disegno di legge che testè si sta portando avanti il Governo  anche
  se  praticamente  sottolineo alcuni aspetti che  secondo  me  vanno
  stigmatizzati, uno per esempio quello che oggi afferisce  a  questo
  emendamento  del  collega  Rinaldi, non è  mai  possibile  per  una
  questione di certezza del diritto che bisogna cambiare le regole in
  corso d'opera.
   Quando si approva una legge si deve portare avanti fin quando c'ha
  quel  determinato  valore  giuridico, pertanto  io  ritengo  che  è
  sacrosanto  che   l'entrata in vigore di questa normativa  sia  nel
  primo  momento in cui si hanno praticamente il rinnovo dei Consigli
  comunali.
   Un  secondo  vulnus  che io praticamente sottolineo  negativamente
  nell'approvazione di questo disegno di legge, signor  Presidente  e
  mi   meraviglio  che  si  applicano  delle  norme  specifiche   per
  recuperare  determinate  fattispecie che invece  dovrebbero  essere
  previste    in    una    situazione    ordinamentale    importante,
  sostanzialmente  oggi andiamo ad approvare oggi per  recuperare  il
  numero di abitanti di Messina o di Trapani.
   Una  legge che deve avere degli aspetti generali e non particolari
  pertanto  io  esorto il Governo in futuro che quando si  propongono
  disegni  di  legge bisogna che la legge abbia una caratterizzazione
  generale e non di carattere particolare per conservare o costituire
  determinati fattispecie che interessano l'una o un altro deputato.

   CIANCIO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIANCIO.   Signor Presidente, sarò brevissima. Io intervengo  solo
  per dire che noi ci stiamo concentrando su una questione che genera
  un dibattito molto acceso sempre a convenienza perché lei stesso mi
  confermerà  che noi l'anno scorso abbiamo approvato  una  legge  la
  cosiddetta  spending review sulla quale noi come è noto  chiedevamo
  molto  ma molto di più ma era una legge che interveniva anche sugli
  stipendi dei deputati di quest'Aula.
   E  l'abbiamo fatto in corso d'opera. Voglio dire, perché in questo
  caso  andava  bene,  a meno che noi non diciamo che  effettivamente
  così  come abbiamo detto anche noi era una finta di spending review
  in  realtà i nostri stipendi non sono cambiati di nulla in  effetti
  come è stato perché poi al netto siamo sui 300 euro di differenza e
  allora facciamo la stessa cosa per i Consiglieri comunali. Però sto
  dicendo  se  l'abbiamo fatto in quest'Aula, se l'Aula per prima  ha
  dato  l'esempio perché non dovremmo farlo anche per  i  Consiglieri
  comunali.  Qua il discorso è farlo prima o dopo le elezioni,  tanto
  ripeto  stiamo parlando di cifre molto modeste. Comunque  io  credo
  che chi faccia politica lo faccia e lo debba fare sempre e comunque
  per passione non per quei cento euro, duecento euro che cambiano in
  busta  paga  perché  se  siamo questi  a  questo  Presidente  siamo
  veramente all'insulto delle istituzioni.

   SUDANO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SUDANO.  Signor  Presidente, già credo  che  ieri  quest'Aula   ha
  dimostrato  che  non c'è stato più un idea né  di  partito,  né  di
  maggioranza, né di quello che si era fatto in Commissione  ma  ogni
  deputato è andato dritto in base alla sua provenienza, al suo luogo
  di  nascita e ha votato per migliorare questa legge ognuno pensando
  al suo territorio.
   Io  credo che è vero che noi abbiamo applicato la legge su di  noi
  della  spending review ma è anche vero che noi nella  nostra  legge
  comunque abbiamo previsto una fase transitoria.
   Quindi, non vedo perché, anche per i Consiglieri comunali, non  si
  possa fare la stessa cosa.
   In  quest'Aula,  purtroppo,  vedo  che  vengono  molto  denigrati,
  sicuramente  c'è questa vicenda  gettonopoli  che sta  creando  una
  gogna  mediatica nei confronti dei Consiglieri comunali  anche  se,
  credo che, molti di loro vivono la loro vita al servizio delle loro
  collettività  lavorando,  anche ed  essendo  a  disposizione  della
  gente, anche di sabato e di domenica.
   Credo  che  non cambi nulla a rinviare la riduzione dell'indennità
  al  rinnovo  dei Consigli comunali anche perché, come è  stato  già
  detto,  queste cifre che vengono date dal Governo del risparmio  di
  18 milioni di euro, sono non vere, anche perché tutti sappiamo che,
  se  un  Ente  locale  risparmia  dai costi  della  politica,  dovrà
  utilizzare  quelle  somme  come  meglio  crede  e,  di  certo,  non
  comporteranno tagli dai trasferimenti della Regione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   La  Commissione  si  è rimessa all'Aula sull'emendamento  2.12,  a
  firma dell'onorevole Rinaldi che prevede il rinvio dell'entrata  in
  vigore  della  legge  a  decorrere dal primo rinnovo  dei  Consigli
  comunali successivo all'entrata in vigore.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.12.

   CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Il voto segreto è chiesto dall'onorevole  Clemente  e
  deve essere appoggiato da almeno 9 deputati.
   Verifica dei richiedenti.
   L'emendamento  porta  la  firma degli onorevoli  Rinaldi,  Sudano,
  Alloro e Vinciullo.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.12.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          29
   Contrari            25
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Allora, scusate, io ho bisogno di 30 secondi con gli Uffici  anche
  perché,  sulla  base  dell'approvazione  di  questa  norma,   debbo
  rivedere  alcuni,  soprattutto,  sub-emendamenti  che  sono   stati
  presentati. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 17.50)

   La seduta è ripresa.

   Si passa all'emendamento 2.14.
   Comunico che sono stati presentati 2 subemendamenti, il 2.14.1 che
  è  precluso dall'approvazione di quello appena avvenuto e il 2.14.2
  a firma degli onorevoli Rinaldi, Sudano, Alloro e Vinciullo.
   Sostanzialmente   l'emendamento  prevede  che   in   nessun   caso
  l'ammontare  percepito nell'ambito di un mese di un consigliere  di
  circoscrizione può superare l'importo pari e prevista ad ¼ il  sub-
  emendamento prevede ½.

   CRACOLICI,   presidente   della  Commissione.   Io   non   capisco
  l'emendamento    rispetto   all'articolo.   La   questione    delle
  circoscrizioni è trattata con un articolo apposito. Il 2.14  regola
  le indennità delle circoscrizioni che è trattata all'articolo 6.

   PRESIDENTE. Mi ha convinto. Rinviato all'articolo 6,  e  anche  il
  2.15 e il 2.22.
   Si  passa  all'emendamento 2.21 a firma degli  onorevoli  Milazzo,
  Falcone.

   FALCONE. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  2.3  del  Governo.    la
  corresponsione dei gettoni di presenza è in ogni caso  esclusa  ove
  una seduta sia dichiarata deserta per mancanza del numero legale .

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo al Governo  se  ha
  verificato che la non corresponsione del gettone non fa venire meno
  il  diritto al rimborso? Perché se io sono al Consiglio comunale  e
  va  deserto ma mi sono assentato durante la giornata perché  sapevo
  che  c'era  il Consiglio comunale, il fatto che sia andato  deserto
  non  per  colpa mia, non può far venire meno il diritto al rimborso
  al  consigliere. È evidente che il gettone non viene erogato perché
  il  gettone scatta solo se il Consiglio è validamente costituito ma
  se  l'intendimento  dell'emendamento  ha  come  obiettivo  non  far
  corrispondere  il  diritto al permesso  è,  mi  permetto  di  dire,
  sbagliato  perché  tu  non puoi sapere prima  se  il  Consiglio  va
  deserto  e se hai il Consiglio alle 8.00 e ti sei preso la giornata
  la mattina viene danneggiato due volte.
   Non   prendi  il  gettone  perché  il  Consiglio  non  si  fa  ma,
  addirittura, devi recuperare un giorno di ferie perché in quel caso
  non  hai  più diritto alla giornata di assenza perché il  Consiglio
  comunale non si è fatto.
   Ad  oggi  non  funziona così. Quindi, la modifica che  propone  il
  Governo, se è intesa di non erogare il solo gettone di presenza,  è
  già  così  perché il gettone si dà solo se la seduta è  validamente
  costituita  perché  se il Consiglio non si apre non  scatta  nessun
  gettone.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Lo ritiro.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.8 a firma dell'onorevole Di
  Mauro, Greco Giovanni. Prevede la soppressione

   LOMBARDO. Lo ritiro.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  tutti gli emendamenti  soppressivi  si
  ritengono ritirati.

   SUDANO. Il mio no.

   PRESIDENTE. Trattiamo quello dell'onorevole Sudano.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Sudano aveva già  parlato  ma  diamo  la
  parola per illustrarlo a tutti.  Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, lo mantengo e spiego perché.
   Il  comma 2 prevede il diritto, cioè la partecipazione un'ora dopo
  dei consiglieri comunali. Io credo che in questa legge intervenendo
  nella  riduzione  del  rimborso al  datore  di  lavoro  e,  quindi,
  mantenendo  il  rimborso ad un terzo rispetto  alla  indennità  del
  sindaco, tutto il resto che fa il consigliere comunale verrà  fatto
  a  titolo  gratuito. Quindi non vedo perché noi dobbiamo levare  la
  possibilità  ai consiglieri comunali di partecipare a  riunioni,  a
  incontri,  a  commissioni, a tutto quello  che  accade  nella  vita
  cittadina a costo zero.
   Quindi,  chiedo la possibilità di lasciare il permesso giornaliero
  e lasciare come era previsto lo status dalla legge n. 30 del 2000.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore,
  d'accordo  all'emendamento dell'onorevole Sudano  e  lo  voterò  in
  quanto  penso che il fatto del permesso un'ora prima e un'ora  dopo
  va  a mortificare il ruolo di chi espleta l'attività di consigliere
  comunale  in  quanto  non fa sì che il consigliere  comunale  possa
  partecipare eventualmente ad un sopralluogo, ad un incontro.
   Quindi l'attività che deve svolgere nel territorio in questo  modo
  viene   completamente,  il  consigliere  comunale  di  turno  viene
  obbligato a non farla.
   Quindi sostengo l'emendamento dell'onorevole Sudano.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  ovviamente  anche  noi  sosteniamo
  questo emendamento.
   Anzi,  ne avevamo presentato un'altro di pari oggetto, soppressivo
  rispetto al comma 2, per una ragione semplicissima.
   Non  si  può  far fare il consigliere comunale, il consigliere  di
  circoscrizione  a  tempo.  Quello è un mandato  che  chiaramente  i
  cittadini  ricevono  rispetto al diritto di elettorato  attivo.  Lo
  ricevono  dal  popolo.  Non sono dei nominati  e  non  conosco  dei
  soggetti  che  possono andare a  svolgere la loro funzione  con  il
  cronometro in mano.
   Non  si  può chiedere ad un libero cittadino eletto dal popolo  di
  dovere essere mortificato o umiliato secondo questo principio.
   E'  chiaro  che  si  tratta di un principio immaginato  da  chi  è
  completamente  fuori dalla politica. E' chiaro che i  cittadini  ci
  chiedono  di intervenire in maniera decisa, in maniera  diretta  ma
  non sulla tempistica.
   I  cittadini - oggi ne ho incontrato, come ogni giorno, a decine -
  mi   chiedono  che  vengano  fatti  dei  provvedimenti  per  creare
  occupazione;  i  cittadini mi chiedono  che  le  strade  di  questa
  bellissima  città, come di tutti i Comuni della Regione  siciliana,
  siano  strade  pulite; i cittadini ci chiedono  che  vengano  fatte
  delle riforme; i cittadini tutto ci chiedono tranne che questo  che
  stiamo  facendo rispetto a questo comma 2. Vi posso  garantire  che
  nessuno  qua  sotto  si  sta strappando i capelli  per  mettere  la
  catenina all'orologio del consigliere comunale.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non posso dare la parola sempre sull'articolo 2.

   LOMBARDO. Però, sono tematiche diverse.

   PRESIDENTE.  No, non sono tematiche diverse, sono tutte  tematiche
  che riguardano le indennità degli amministratori.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
  spiegare  il  senso  delle  cose di  cui  stiamo  parlando,  perché
  altrimenti  rischiamo  tutti  di  incartarci.  Ricordo  che  stiamo
  intervenendo  su  una materia in cui abbiamo deciso  di  farlo  con
  legge  regionale.  Eravamo  partiti da  una  norma  che  era  stata
  depositata che prevedeva l'allineamento al testo nazionale. Come  è
  noto  nazionalmente, la legge nazionale, prevede che per le  sedute
  dei  consigli  comunali e delle commissioni sia  previsto  il  solo
  tempo  strettamente necessario allo svolgimento delle attività  sia
  durante il consiglio comunale che durante la commissione.
   La  commissione  ha scelto una strada, ovvero: relativamente  alla
  seduta  del  consiglio comunale in Sicilia, la Regione  con  questa
  legge  intende affermare il diritto all'intera giornata di  assenza
  da  parte  dei consiglieri comunali, questo perché oltre la  seduta
  del  consiglio  vi  sono le attività propedeutiche  di  studio,  di
  elaborazione  dei  testi,  che  non  possono  essere  precluse   al
  Consiglio   comunale;  per  quanto  attiene   alle   sedute   delle
  commissioni abbiamo ripristinato ciò che c'era fino al 2001, ovvero
  che  nelle  commissioni si ha il diritto al rimborso al  datore  di
  lavoro  nella misura massima delle ore strettamente necessarie  più
  il  tempo  di  spostamento  che  è  un'ora  all'entrata  ed  un'ora
  all'uscita.
   Io  credo  che questa norma abbia un suo equilibrio, perché,  cari
  colleghi, non possiamo far finta di non vedere che cosa succede nel
  resto  d'Italia;  ecco perché chiedo ai colleghi  di  non  eccedere
  nell'utilizzo della specialità.
   Penso, invece, che questa disciplina associata all'altra, che è il
  comma 3, ovvero che il rimborso dovuto al datore di lavoro non  può
  essere  superiore ad un terzo dell'indennità del sindaco,  cioè  la
  stiamo  dimezzando;  ciò  anche per un fatto  di  moralità,  perché
  conosciamo le cose, ieri ne parlava l'onorevole Cordaro a proposito
  dei direttori diventati tali il giorno dopo le elezioni.
   Allora,  credo che la norma, così come l'abbiamo costruita,  abbia
  un  suo equilibrio, una sua sostenibilità, ecco perché ritengo  che
  sia  sbagliato intervenire tutelando, mantenendo l'attuale  sistema
  come  se  nulla  fosse.  Credo che sia  opportuno  che  i  colleghi
  ritirino gli emendamenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, le chiedo di intervenire,  anche  su
  questo comma, perché penso sia importante.
   Veda,  signor Presidente, non accetto questo ragionamento  un  po'
  peloso,  mi si permetta, dell'adeguamento alla normativa  nazionale
  e,  in  altri momenti, del non adeguamento. C'è un momento  in  cui
  bisogna adeguarsi ed un momento in cui bisogna essere autonomi;  un
  momento  in cui abbiamo delle prerogative legislative e dei momenti
  in  cui  non le abbiamo; dei momenti in cui sfioriamo la  normativa
  nazionale, perché la normativa nazionale non parla di un'ora dopo o
  di  un'ora  prima,  ma  noi  che siamo di origine  anche  bizantina
  inseriamo  un'ora prima ed un'ora dopo, quindi, non  siamo  né  una
  normativa nazionale né una normativa autonoma che dà un senso  alle
  cose. Siamo un po' nazionali e un po' autonomi, quindi, nulla.
   Uno, nessuno e centomila  In questo caso siamo nessuno
   Allora, scusate, onorevoli colleghi, se è vero come è vero che  il
  nostro  Statuto  all'articolo  14, lettera  o),  ci  dà  competenza
  legislativa  esclusiva  in materia di status,  ce  la  sentiamo  di
  assumerci  una  responsabilità dicendo che il ruolo di  consigliere
  comunale  è  un  ruolo importante; che sono i rappresentanti  delle
  istituzioni in prima linea; che necessitano dei momenti  per  poter
  esercitare questa loro attività? Sì o no?
   Questo è il dato, non un'ora prima o un'ora dopo, perché non serve
  questo
   Vogliamo  dare ai nostri eletti la possibilità di svolgere  questo
  ruolo? Facciamolo.
   Ci discostiamo dalla normativa nazionale? Bene
   Non  è  che  la  normativa  nazionale è un  idolo  attorno  a  cui
  costruire tutto, assolutamente  Anche perché lo Stato nazionale non
  mi  sembra  che sia uno Stato da seguire o da imitare  per  la  sua
  grande  efficacia  ed  efficienza,  quindi,  finiamola  con  questo
  pedissequo  seguire norme nazionali. L'Italia non  è  la  Svizzera,
  l'Italia è un Paese che ha un debito pubblico del 130 per cento del
  proprio PIL, quindi, finiamola con questa storia.
   Quindi,  signor  Presidente, invito i miei  colleghi  a  sostenere
  questo  emendamento  soppressivo che mi sembra peloso  e,  inoltre,
  sottolineo   come  la  vicenda  commissioni  possa   essere   anche
  affrontata  con un occhio diverso, assessore Leotta: il servizio  3
  del  Dipartimento  alle  autonomie locali che  svolge  attività  di
  indagine  ed ispettive presso gli enti locali - ed è un ordine  del
  giorno  che  ho presentato -  può benissimo, annualmente,  svolgere
  un'indagine con propri funzionari, quindi, a costo zero, in tutti i
  comuni  della  Regione  e verificare quante sedute  del  consiglio,
  quante  commissioni  in  ogni comune,  di  cosa  si  è  trattato  e
  riferire, annualmente, all'Assemblea regionale siciliana.
   Mi  sembra che una politica seria attivi i propri strumenti  e  se
  questa  Regione  ha  uno strumento di indagine e  di  ispezione  lo
  faccia  valere affinché le sedute delle commissioni e del consiglio
  comunale di Gela anziché essere 1.300, diventino 100 o 120.
   Questo  è il ruolo della politica, svolgere il proprio mandato  ed
  utilizzare  i  poteri  che le sono conferiti,  non  fare  norme  da
  diffondere, così, per quietare l'opinione pubblica.
   Quindi,  invito  i  miei colleghi ad essere di  buon  senso  ed  a
  sopprimere questo comma che mi sembra peloso.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 980/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, preciso che  l'emendamento  2.35,
  primo  firmatario l'onorevole Cascio Francesco, che prevede  sempre
  la soppressione, non è ritirato.
   Quindi stiamo trattando, in maniera unificata, l'emendamento 2.35,
  che  ha  come  primo  firmatario  l'onorevole  Cascio  Francesco  e
  l'emendamento  2.39,  che  ha  come  primo  firmatario  l'onorevole
  Sudano.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  ieri
  oltre  a  dichiararmi favorevole alla parte relativa alla riduzione
  dei  rimborsi,  così come ribadito dall'onorevole Cracolici,  avevo
  sollevato,  con riferimento a questo articolo - al  netto  del  mio
  intervento  sulla legge e sui vari aspetti che abbiamo  trattato  e
  che  tratteremo -, l'aspetto relativo alla presenza del consigliere
  comunale   ed  ai  permessi,  perché  mentre  sui  rimborsi   siamo
  d'accordo, sui permessi mi sono permesso - a proposito di  permessi
  - di dare un'indicazione, un paio di indicazioni precise.
   Onorevole  Cracolici ed onorevoli colleghi, rientrano nel  mandato
  istituzionale  e politico del consigliere comunale  il  diritto  di
  partecipare  ad un convegno su un tema che riguarda la  commissione
  della quale lo stesso fa parte?
   Rientra  o  non  rientra  nel  mandato del  consigliere  comunale,
  rappresentante  del  popolo, andare in una scuola  per  parlare  di
  legalità, di trasparenza, di attività produttive, piuttosto che  di
  turismo o di cultura?
   Ecco,  non  la faccio lunga. La bontà dell'intervento del  collega
  Lombardo  e  la bontà dell'emendamento soppressivo,  trova  la  sua
  ragione nel fatto che può accadere - ed io sono certo e per  questo
  la   sostengo  e  questa  volta  è  accaduto  -  che   una   norma,
  astrattamente,  sia  la migliore ma, concretamente,  determini  dei
  guasti  che  finiscono per incidere sulla libertà  e  sulla  stessa
  azione  istituzionale e politica che un rappresentante del  popolo,
  perché di questo stiamo parlando, poi, finisce per subire.
   E,  allora,  invito  l'Aula o a trovare una soluzione,  eliminando
  questa  empasse, o altrimenti, lo comunico formalmente, mi  troverò
  costretto a chiedere il voto segreto perché me lo chiede gran parte
  della  maggioranza che sostiene questo Governo e che,  formalmente,
  onorevole Cracolici, sostiene la sua legge, perché lo chiedono a me
  che   sono  dell'opposizione  perché  voglio  votarla  segretamente
  contro. Quindi, o trovate una soluzione o chiederò il voto segreto.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signore Presidente, onorevoli colleghi, stiamo assistendo al
  solito  teatrino  in cui, con la scusa di cambiare  qualcosa,  alla
  fine, non si vuole cambiare niente.
   Qui si sta discutendo dell'opportunità che un consigliere comunale
  voglia  andare  a  corsi,  stage, documentarsi,  ma  da  quando  la
  formazione personale deve avvenire a posteriori rispetto  a  quando
  si  viene  eletti? Ma lo sapete che qua in Sicilia ci sono  persone
  che  da  10 anni si assentano dal lavoro e gravano sulle casse  dei
  comuni  che, poi, non hanno i soldi né per integrare rette per  gli
  asili  comunali, né per tappare un buco nella strada,  come  diceva
  l'onorevole Figuccia, una cosa così importante. I comuni  hanno  le
  casse  vuote  anche perché i costi sono diventati esorbitanti.  Non
  dobbiamo fare finta di vivere in Svezia.
   Noi  abbiamo fatto un'attenta indagine su tantissimi  comuni  e  i
  consiglieri  comunali  si  dilettano  spesso  ad  andare  a  vedere
  presepi,  manifestazioni, le luminarie  di  Natale,  le  mense  dei
  poveri e le tombole, a pagamento, signori, a pagamento  Ed è questo
  che  ci  dovrebbe  fare rabbrividire  E per chi  ha  i  consiglieri
  comunali  dei  propri partiti che lavorano sul territorio,  ebbene,
  consiglio  ai  miei  colleghi di andargli a tirare  le  orecchie  e
  dirgli che queste cose non le devono fare, perché sono diventati lo
  zimbello di tutta l'Italia.
   E, allora, mi chiedo: è possibile che nei comuni, che sono i primi
  per  indice  di  vivibilità,  quindi, qualità  dei  servizi,  delle
  strade,  della  sicurezza, le commissioni ed  i  consigli  comunali
  siano davvero numericamente ridotti, davvero convocati solo se  c'è
  un  reale  bisogno? E qui, siccome tutto è facile e siamo speciali,
  in  un  anno  si  sfiorano  le  1.000  commissioni  mediamente,   o
  addirittura  1200, 1300, se non nei rari casi dove, per  carità,  i
  presidenti dei consigli comunali, con grande spirito di dovere e di
  servizio, convocano solo quando c'è bisogno.
   Noi siamo stanchi di vedere consiglieri che vanno a verificare  se
  il  cassonetto  è  stato  svuotato, se la lampadina  è  avvitata  o
  svitata, se il cespuglio sporge dalla ringhiera del privato.
   I consiglieri comunali non devono fare questo; le prerogative sono
  quelle  di  ispezione, controllo, per carità,  propositivo,  ma  le
  commissioni  itineranti,  la  partecipazione  a  convegni   non   è
  contemplata.  Se  la  facciano nel tempo libero,  la  domenica,  il
  sabato, senza gravare sulle casse dei Comuni.
   Questa benedetta specialità del nostro Statuto doveva valere altro
  e  stiamo facendo ribaltare dentro le tombe chi è che ha scritto lo
  Statuto  della  nostra Regione. Non è possibile, è  uno  spettacolo
  indegno, Presidente

   MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA,  relatore. Signor Presidente, penso  che  la  politica
  siciliana  stia  perdendo  una  buona  occasione   per  dare  delle
  risposte  agli  elettori.  Il  rinvio dell'approvazione  di  queste
  norme,  di  postergare alle prossime tornate elettorali,  significa
  deludere le aspettative dei siciliani, significa rivendicare quella
  differenziazione che non ha motivo di essere perché se una norma  è
  applicata  da  Bolzano  a  Reggio  Calabria,  la  Sicilia  non  può
  rivendicare e non deve rivendicare una diversità di trattamento. Se
  una  norma va bene per il consigliere comunale di Milano,  va  bene
  anche per quello di Palermo o per quelle piccole realtà.
   Mi  auguro che si voglia recuperare il senso delle cose, il  senso
  delle  opportunità politiche. Non si può, sull'onda  emozionale  di
  qualche  deputato  che  deve  a tutti i  costi  tutelare  patrimoni
  antichi  di clientele, sacrificare la politica. Ritengo che  ognuno
  debba metterci la faccia nelle scelte che si fanno.
   Signor Presidente, su queste norme chiedo il voto palese.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto c'è una richiesta di  voto
  palese.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, sono molto contento e rassicurato dalla
  sua ultima affermazione, perché l'avere detto che c'è una richiesta
  di voto palese mi permette di assumermi la responsabilità della mia
  azione di fronte all'opinione pubblica.
   Vorrei  fare un intervento che renda giustizia a chi in precedenza
  ha svolto il ruolo, importante, di consigliere comunale ed a chi lo
  svolge  adesso, così come, con assoluta franchezza, dico che alcune
  sbavature non meritano alcuna copertura.
   La  legge  30  che  io, da Assessore per le autonomie  locali  del
  Governo della buonanima dell'onorevole Vincenzino Leanza, proposi e
  feci  approvare, era una legge che nasceva negli anni  2000  e  che
  recepiva   buona   parte  della  legge  267,  ovvero   la   riforma
  dell'onorevole Bassanini che introduceva una serie di  principi  ed
  una   serie   di  benefici,  addirittura,  se  non  ricordo   male,
  correggendo la 265.
   Se non ricordo male, prima del 2000, tutti coloro i quali facevano
  i  consiglieri comunali avevano diritto ad un'ora di permesso prima
  ed un'ora di permesso dopo la commissione. E non ricordo che questi
  consiglieri  lavoravano  male.  Erano  persone  serie,  scrupolose,
  attente,  che  svolgevano l'incarico di consigliere comunale  e  la
  loro funzione di lavoro, cioè producevano per arricchire l'Italia e
  producevano  nella propria attività professionale e  nella  propria
  attività politica.
   Mistificare tutto e fare diventare come una necessità la richiesta
  di  qualche consigliere comunale che tira la giacca del collega  fa
  male  al  collega  che  si  fa tirare  la  giacca  e,  fa  male  al
  consigliere comunale che gliela tira.
   Ma  lo  dico con passione. Non mi fermerò a fare un appello  tanto
  per farlo.
   Qualcuno si rende conto che è cambiato il mondo? Qualcuno si rende
  conto   che   siamo  stati  costretti  a  modificare  principi   di
  rappresentanza popolare adeguandoli al resto d'Italia  o  al  resto
  d'Europa, oppure, vogliamo fare finta di niente?
   Allora, che i consiglieri domani mi possano chiedere:  Turano come
  hai  votato? , mi inorgoglisce perché loro sanno che quello che  si
  garantisce per ora è una forzatura. Lo sanno benissimo  e  mi  sono
  preoccupato,  oggi, onorevole Gucciardi, di suggerire all'Assessore
  per  le  autonomie  locali  di  fare  un  vertice  di  maggioranza,
  allargato  anche alle opposizioni e non tutte le opposizioni  hanno
  partecipato, perché credo che su alcuni principi di buon senso  non
  ci  debba  essere  una  maggioranza ed  un'opposizione,  su  alcuni
  principi di buon senso ci deve essere un governo del buon senso  ed
  il  governo  del buon senso non è quello di fare dire a Turano  che
  non vuole fare dare permesso, ma è quello di dire che dobbiamo dare
  permessi  giusti, così come è quello di dire che se  c'è  consiglio
  comunale,  il consigliere comunale, legittimamente, perché  produce
  degli  atti,  deve  avere il permesso per tutta  la  giornata,  per
  studiare le delibere che deve votare.
   Ma  le commissioni sono commissioni consultive, non assumono degli
  atti formali.
   Allora,  vi  prego,  evitiamo  la demagogia,  evitiamo  di  essere
  ballerini,  facciamo il nostro lavoro seriamente e  votiamo  quello
  che  ha proposto il Governo e il Presidente della Commissione, cioè
  l'allineamento alla normativa nazionale.
   Se,  poi, dobbiamo fare delle piccole modifiche che sono modifiche
  di  buon  senso,  nessuno si oppone, ma se dobbiamo trasformare  lo
  strumento del voto segreto, del voto palese, come uno strumento per
  portare  delle storture che sono fuori dal mondo, non  facciamo  un
  buon  servizio ad alcuno, né al consigliere che lo chiede, né  alla
  società che, oggi, guarda con attenzione

   GRASSO. Con chi parla, onorevole?

   TURANO.  Parlo  anche  con  lei, onorevole  Grasso,  lo  dico  con
  passione:  dire  alle commissioni che è consentito  al  consigliere
  comunale che partecipa all'intera seduta del consiglio comunale  un
  giorno  intero  di  permesso  e dire,  come  ha  detto  l'onorevole
  Cracolici,  che  se  la seduta va deserta il  giorno  non  si  deve
  trasformare in un giorno di ferie è una cosa giusta.
   Dire al consigliere comunale che partecipa alla commissione che ha
  un'ora  di tempo per raggiungere la commissione ed un'ora di  tempo
  per  ritornare  al  lavoro,  è una cosa giusta  nell'interesse  del
  comune;  è una cosa che fa risparmiare al comune stesso il  ristoro
  al datore di lavoro; è una cosa che permette al consigliere di fare
  il  consigliere;  è una cosa che permette a un  uomo  di  andare  a
  lavorare anche facendo politica.
   Questo  credo  che sia giusto, pertanto, sono contento  di  potere
  dichiarare il voto favorevole, mio e del gruppo parlamentare,  alla
  proposta del Governo e, quindi, votare contro la soppressione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole  Turano
  ognuno ha le sue idee
   Presidente, ho presentato anche degli emendamenti a sostegno della
  collega Sudano, perché secondo me questa norma mortifica il  lavoro
  dei  consiglieri  comunali e dei consiglieri  circoscrizionali  che
  svolgono  la  loro attività con passione, con amore e non  si  deve
  guardare  soltanto l'impegno del tempo che trascorrono  durante  le
  commissioni, ma c'è un impegno continuo, costante, che è  l'impegno
  sul  territorio, quando incontrano le persone che gli  esprimono  i
  problemi che affrontano giornalmente.
   I  consiglieri comunali, i consiglieri di quartiere,  sono  sempre
  sul  front office, hanno giornalmente e quotidianamente il rapporto
  con il territorio, con la gente che gli dichiara, gli esprime quali
  sono  i  veri problemi che affronta giornalmente, quindi, dire  che
  sia   necessario   soltanto   un'ora  prima  e  un'ora   dopo   dal
  raggiungimento  del posto per fare la commissione  -   tra  l'altro
  abbiamo  una  città,  diciamo  in  maniera  longitudinale  e,   per
  attraversarla ci si impiega generalmente circa cinquanta  minuti  -
  mi  sembra una mortificazione, non dargli il tempo di leggersi  gli
  atti  che riguardano la commissione, gli argomenti posti all'ordine
  del  giorno  e le dirò di più, il consiglio comunale  è,  a  volte,
  diciamo, l'atto finale, ma quello che precede il consiglio comunale
  è  la  discussione  vera  che riguarda  tutte  le  questioni,  poi,
  trattate  dal  consiglio  comunale, ma che  vengono  affrontate  in
  commissione.
   Quindi,  considerare la commissione come un impegno  secondario  è
  riduttivo. Credo che il consigliere comunale abbia la necessità  di
  essere libero di poter impegnare il proprio tempo a disposizione ed
  al  servizio  della comunità e della collettività per  svolgere  al
  meglio il proprio ruolo.
   Ecco perché sono a favore dell'emendamento della collega Sudano ed
  avevo presentato anch'io un emendamento in tal senso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso di non
  intervenire perché ritengo che mai come questa  volta il  dibattito
  d'Aula sia sterile.
   Noi    stiamo   criminalizzando   consiglieri   comunali,   stiamo
  criminalizzando  amministratori  come  se  fossero  chissà   quali,
  possiamo dire fra virgolette  approfittatori , dimenticando che  il
  legislatore chiama il ruolo del consigliere comunale come status di
  amministratore ed il consigliere comunale ha delle prerogative  che
  esercita e che ha il diritto di esercitare.
   Quindi, siccome la democrazia è una democrazia partecipata perché,
  altrimenti,  non è più democrazia, quindi, tutto questo accanimento
  è   veramente   demagogico   e   proprio   con   riferimento   alla
  partecipazione delle commissioni, non dobbiamo dimenticare che  già
  con l'articolo 1 sono state ridotte le indennità.
   Quindi,  nel  momento in cui non c'è più incidenza  dal  punto  di
  vista finanziario, chi siamo noi per limitare la partecipazione del
  consigliere  comunale  ad una commissione, oppure  del  consigliere
  comunale  che  si  deve preoccupare di girare in una  città,  nella
  città  metropolitana, in una grande città, in un grosso centro,  ad
  andare  a  preoccuparsi  o  incontrare i  sindacati,  o  incontrare
  operatori  economici, o portare avanti un progetto,  oppure,  certe
  volte,  affiancare anche gli operai del comune, i  dipendenti,  per
  andare a controllare un lavoro?
   Mi  spiegate  cosa stiamo facendo? Ma che diritto  abbiamo?  Anche
  qui,  stiamo  cercando di correggere questa norma, con  fatica,  in
  corso  d'opera  perché c'è una parte del PD che si vuole  intestare
  non  so che cosa ed un'altra parte del PD perché c'è una parte  del
  PD  che si vuole intestare non so che cosa e un'altra parte del PD,
  perché  non  c'è  neanche una maggioranza coesa  all'interno  della
  maggioranza di questo Governo che sa che cosa vuole perché si rende
  conto,  intimamente  e nel profondo, che non si  possono  approvare
  norme  che sono solo populistiche, demagogiche e che hanno solo  un
  effetto: quello veramente di andare a distruggere la democrazia.
   Io  sono  una persona che crede profondamente nelle istituzioni  e
  quando voi parlate di queste grandi indennità che percepiscono  gli
  amministratori  locali  per la realtà che  vivo  io,  non  nel  mio
  Comune,  ma anche nei Comuni limitrofi, vi assicuro che  in  questo
  momento di grande crisi gli amministratori le indennità le lasciano
  per sopperire a bisogni e non è giusto quello che si sta facendo in
  quest'Aula. Ecco perché mi ero rifiutata di prendere la parola.
   Cerchiamo  veramente  di  tornare al  buon  senso  e  qui  bastava
  semplicemente  fare quello che lei aveva proposto  in  finanziaria,
  adeguare perché era una norma finanziaria, adeguare le indennità  e
  lasciare  le  prerogative  di status di  consigliere  comunale  per
  quello  che è contemplato nella legge, nel regolamento.  Invece,  è
  una vera vergogna


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  hanno  chiesto   congedo   per   oggi
  l'onorevole Musumeci, l'onorevole Ioppolo, l'onorevole  Currenti  e
  l'onorevole Nicotra.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 980/A

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  io  credo  che  il  dibattito   stia
  assumendo toni che davvero è difficile riuscire a comprendere.
   Ci  si  sta  dividendo  su un tentativo di  criminalizzazione  nei
  confronti  dei componenti della Commissione che hanno, secondo  me,
  tentato  di  trovare  una  quadratura  che  a  me  pare  nobile   e
  assolutamente responsabile rispetto ad altri che invece pensano  di
  dovere inalberare la bandiera della difesa dei Consiglieri comunali
  quasi che in quest'Aula vi fosse bisogno di questo.
   Noi stiamo difendendo tutti il ruolo e la funzione dei Consiglieri
  comunali che sia chiaro, nessuno da qui può uscire dicendo:  io  li
  ho  difesi più di altri  , perché con la evidente proposta  che  la
  Commissione  ha  formulato e su cui si è  trovata  anche  un  ampio
  consenso  si  è arrivati invece al rilancio di questa  figura  che,
  purtroppo,  negli ultimi periodi era stata, come  dire,  offesa  da
  comportamenti per i quali alcuni consigli comunali sono finiti  sui
  media  nazionali e che, però, io lo voglio qui ricordare,  per  gli
  stessi  Consigli comunali che avevano in qualche modo  sopravanzato
  una  certa soglia di decenza hanno avuto la compiacenza di  trovare
  al  proprio  interno  la capacità di correggere determinazioni  che
  erano state considerate a ragione scandalose.
   Allora, con il provvedimento che in quest'Aula si deve assumere, e
  si  deve  assumere io mi auguro nelle prossime ore perché è  atteso
  dall'opinione  pubblica,  noi  stiamo  assolutamente  aiutando  una
  capacità di auto riforma che è già partita dai Consigli comunali.
   Io  voglio  citare  alcuni  Consigli comunali  come  il  Consiglio
  comunale di Siracusa che ha trovato al proprio interno la forza  di
  auto   riformarsi.  Noi  non  possiamo  adesso,  inseguendo  questo
  tentativo  di fare dichiarazioni di principio fuori da ogni  grazia
  di  Dio, non possiamo secondo me, in quest'Aula produrre una  legge
  che  sia  inferiore allo sforzo che alcuni Consigli comunali  hanno
  già fatto, perché c'è una realtà che ha camminato in avanti, che ha
  preso   atto  che  alcune  questioni  erano  distorte  e  bisognava
  correggerle  e  una  realtà che attende da  quest'Aula  di  potersi
  riformare in modo da interpretare al meglio una domanda di politica
  che è cambiata rispetto agli anni passati.
   C'è  una domanda di politica snella, pulita, efficace, onesta tale
  da  potere  essere  rappresentata  costantemente  con  trasparenza.
  Questo è il ruolo e la funzione che i Consiglieri comunali vogliono
  esercitare nel loro territorio e devono essere riconosciuti come il
  simbolo della buona politica.
   Io  non  credo che aumentando o diminuendo un'ora di permesso  noi
  modifichiamo,  come  dire, mortifichiamo il  ruolo,  non  lo  credo
  proprio  e  credo  che sia importante partecipare alle  Commissioni
  consultive  come  i  lavori consiliari, ma  tutto  si  tiene  nella
  proposta della Commissione, si dà legittimamente riconoscimento  al
  ruolo  e alla funzione, si riconosce che bisogna procedere  ad  una
  moralizzazione anche qui, che non è solo spending review, ma è  una
  moralizzazione  che,  invece,  tende  a  rilanciare  il  ruolo  del
  Consigliere comunale, cioè dell'eletto, di quell'eletto  in  cui  i
  cittadini si riconoscono. Quindi, per piacere, questo dibattito sia
  ricondotto  davvero  al  suo fondamento, alla  sua  essenza  perché
  diventa  difficile riconoscersi in quest'Aula se non  riusciamo  ad
  adottare  un  provvedimento che sia misurato,  compatibile  con  la
  realtà che ci circonda.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  avrei
  fatto  volentieri a meno di intervenire oggi perché avevo  espresso
  il   mio  parere  sulla  legge  nel  suo  complesso  e  anche,   in
  particolare, su questo emendamento e avevo fatto riferimento, nello
  specifico,  esattamente  a  questo  articolo,  a  questo  comma  2,
  dell'articolo 2, cioè un comma che va a modificare lo status  degli
  amministratori  locali. Ma dopo l'intervento  dell'onorevole  Foti,
  non  ho  potuto  fare  a  meno, di tornare su  questo  pulpito  per
  esprimere il mio pensiero.
   Veda,  onorevole Foti, lei fa giustamente il suo mestiere,  lei  è
  deputato  eletto nella lista del Movimento Cinque  Stelle,  che  ha
  fatto  della protesta un modo legittimo di fare politica e, quindi,
  anche il tenore dei suoi interventi risente di questo modo di  fare
  politica.
   Io,  mi  sforzo  ancora perché ci credo realmente  di  tentare  di
  approfondirli i ragionamenti e non fermarmi all'urlo,  al  concetto
  facilmente  trasferibile all'opinione pubblica affamata di  sangue,
  cerco sempre di immaginare che sviluppando e approfondendo concetti
  nel  merito, probabilmente si riesca a fare meglio il nostro lavoro
  e  si  riesca  a portare a compimento una legislazione migliore  di
  quella che, invece, si adotta sulla scia dei provvedimenti adottati
  sui moti popolari, sulla sete di sangue che, in questo momento,  la
  popolazione siciliana chiede alla politica ma anche credo a livello
  nazionale.
   Allora,  cerchiamo di ricondurre l'argomento su quello  che  è  il
  tema che stiamo trattando in questo momento cioè l'emendamento 2.35
  a   firma   del   sottoscritto  e  l'emendamento   2.30   a   firma
  dell'onorevole Sudano.
   Cosa   dice  questo  emendamento,  così  che  abbiamo  non  stiamo
  parlando,  perché qui abbiamo parlato di tutto e del  contrario  di
  tutto,  stiamo  parlando di lasciare la legge come è  uscita  dalla
  Commissione  e cioè che i Consiglieri comunali, oltre a  godere  la
  giornata   di  libertà  quando  c'è  Consiglio  comunale,   possono
  usufruire  della  giornata  di libertà quando  c'è  la  Commissione
  consiliare,   anche,   ovvero   approvare   l'emendamento   mio   e
  dell'onorevole Sudano che prevede che anche quando c'è  Commissione
  consiliare, il Consigliere comunale possa godere della giornata  di
  libertà.
   Tutto  questo lo stiamo discutendo dando per scontato che  abbiamo
  già  ridotto il numero dei Consiglieri comunali, ridotto il  numero
  degli Assessori comunali, ridotto gli stipendi dei Sindaci, ridotto
  gli  stipendi  dei  Consiglieri comunali, abolito  il  rimborso  ai
  datori di lavoro che, invece, fino a ieri si faceva in Sicilia come
  il  resto di Italia, abolito i Consiglieri di circoscrizione, messo
  un tetto massimo di Consigli comunali e di rigore della Commissione
  consiliare  per cui diciamo non è che se consentiamo ai Consiglieri
  comunali  la  giornata  di  libertà in  seguito  alla  riunione  di
  Commissione  torniamo a Gettonopoli, a Siracusa, tanto  per  essere
  chiari. Stiamo parlando di un'altra cosa.
   Non  confondiamo  la gente che ci ascolta, immaginando  che  tutto
  quello  che  facciamo è finalizzato a perpetrare un  meccanismo  di
  saccheggio  delle casse comunali, stiamo parlando di un'altra cosa.
   Stiamo  parlando  della dignità e del ruolo della classe  politica
  media, dei consiglieri comunali, che sono gli unici in Sicilia,  ma
  credo  anche  in  Italia,  ahimè, perché i  meccanismi  legislativi
  allontanano  la gente dalla politica ad alto livello istituzionale,
  che  sono gli unici che hanno il rapporto diretto con l'elettore  e
  che,  quindi, esercitano la loro funzione non soltanto  andando  in
  Consiglio comunale, non soltanto andando in commissione consiliare,
  ma anche facendo mille altre attività che sono proprie di chi opera
  a contatto con il cittadino, con il territorio.
   Ci  siamo spesso riempiti la bocca della parola o del concetto che
  la  politica è lontana dalle istituzioni e che bisogna  tornare  al
  concetto  di territorio; ma se il territorio non batte il Consiglio
  comunale,  ma  chi deve batterlo? Il Parlamentare nazionale  che  è
  nominato o l'europarlamentare che sta 4 giorni su 6 Bruxelles?
   Il  Consiglio comunale, però, deve essere messo in condizione alla
  luce  di  queste riduzioni che abbiamo fatto, perché  questa  legge
  credo  che comunque segnerà una svolta nelle amministrazioni locali
  da  oggi  in  poi  e  dai rinnovi, da quando verranno  rinnovati  i
  prossimi  consigli comunali in poi, ma dobbiamo dare la possibilità
  ai consiglieri comunali di esercitare il proprio mandato che non  è
  soltanto andare in Consiglio o in commissione consiliare,  è  anche
  fare  politica sul territorio, partecipare ad iniziative che  molto
  spesso non sono normate perché le iniziative sociali, le iniziative
  di quartiere, le iniziative sindacali, le iniziative ambientali non
  possono  essere  normate ovviamente, ma fanno  parte  dell'attività
  politica di chi sta a contatto con il territorio.
   E  allora,  io  non credo che, posto che abbiamo messo  tetti  per
  tutto  e  abbiamo ridotto tutto, il problema possa essere vincolato
  semplicemente  al  fatto  che  il Consiglio  comunale  possa  avere
  libertà   di   manovra  il  giorno  della  commissione  consiliare.
  Cerchiamo  di  volare  un  attimo un  po'  più  alto,  di  guardare
  complessivamente a quello che stiamo partorendo con  questa  norma,
  che  mi  pare una buona legge al di là di tutto, una legge  che  va
  comunque   nella   direzione  chiesta  dai   cittadini,   cioè   di
  contenimento delle spese, di riduzione dei costi della  politica  e
  di  riduzione anche dei politici professionisti, perché con  questa
  legge aboliamo non so quante migliaia di poltrone in Sicilia, ma  a
  quelli cui lasciamo la possibilità di fare politica, ma lasciamogli
  la  dignità  di  fare  politica, non  mortifichiamoli  anche  nella
  dignità
   Io  ieri  ho  fatto un esempio, che è un esempio concreto,  di  un
  militare  eletto  in un Consiglio comunale. Secondo  questa  legge,
  così  come  è uscita dalla Commissione, cioè di un ora di  permesso
  prima  della  Commissione e due ore di permesso dopo, materialmente
  non  avrebbe il tempo di partecipare perché tra il tempo di  uscita
  da  casa, andare in caserma con la divisa, uscita dalla caserma, si
  deve  spogliare,  ma veramente facciamo ridere il mondo   Veramente
  pensiamo  che  i  mali dell'Italia siano legati  al  fatto  che  un
  consigliere  comunale  possa partecipare o  meno  alla  commissione
  consiliare  e  avere  la mezza giornata libera? Stiamo  scherzando?
  Così ci siamo ridotti?
   Se  è  così, io ho definito questo articolo un articolo micragnoso
  perché è micragnoso. Io sono consapevole che, probabilmente, presso
  un   certo  elettorato  questo  tipo  di  atteggiamento   è   anche
  impopolare, ma io me ne frego, perché la penso in un certo  modo  e
  ho  il coraggio di dirlo a voce alta. Mi dispiace che ci siano  dei
  colleghi   deputati  che,  pur  di  alimentare  questo   clima   di
  antipolitica e di odio nei confronti delle istituzioni,  cavalchino
  questa protesta utilizzando atteggiamenti assolutamente falsi, così
  come  la  montagna  di falsità che ho sentito declamare  da  questo
  pulpito da alcuni nostri colleghi.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  non  ho partecipato nemmeno alla discussione  generale.
  Riguardo a questo articolo ci tenevo a partecipare e a dare il  mio
  modestissimo  contributo  perché  volevo  ricordare  al  Presidente
  Cracolici,  che è allegro e gioisce di questa legge lui  insieme  a
  tanti  altri  deputati di lungo corso, ovviamente non  è  un  fatto
  personale  ma  è un fatto politico, oggi intanto va evidenziato  un
  fatto  politico. Oggi gran parte della classe dirigente  di  questa
  Assemblea regionale, deputati di lungo corso, si svegliano dopo che
  hanno fatto e disfatto di tutto in questa Regione compreso la norma
  che   oggi   criticano  che  è  quella  applicata  da  tanti  anni.
  Presidente,  vale  per  tutti  i  deputati  che  hanno  almeno  tre
  legislature.
   Questo meccanismo che criticate, che non funziona, lo avete  fatto
  voi se è vero che siamo in una Regione a Statuto speciale  Se avete
  consentito di permettere ai consiglieri di circoscrizione di  avere
  permessi,  indennità, siete stati voi deputati di lungo  corso   Se
  avete  previsto  che  un  Presidente di  circoscrizione  avesse  lo
  stipendio,  siete  stati  voi deputati di  lungo  corso   Se  avete
  consentito  questi  permessi, siete stati  voi  deputati  di  lungo
  corso  Voi, deputati di lungo corso, che avete previsto per  i  neo
  deputati una pensione di 330 euro a fine mandato
   Ovviamente, voi rimanete con uno status diverso perché la  spendig
  rewieu  la volete per i neo deputati. Però, voi deputati  di  lungo
  corso  che  parlate di tagli siete tutti coloro i quali oggi  state
  prendendo parola e siete i registi di queste norme.
   E  ora  basta   Non siamo i neo deputati che abbiamo creato  tutto
  questo,  tutte  queste disfatte  I forestali, i PIP,  la  Sas,    i
  precari.  Siete  stati voi da destra e da sinistra, certamente  non
  Milazzo,  non i deputati del Movimento Cinque Stelle, non Clemente,
  non   i  deputati  di  due  legislature.  Voi  avete  creato  tutta
  l'architettura  di  questa Regione e oggi  con  i  paraocchi,  alla
  cieca,  tentate  di  mortificare  anche  il  ruolo  che  voi  avete
  esercitato  prima  di  diventare deputati. Ora  volete  la  spendig
  review
   Pubblicherò  io  chi era consigliere comunale prima  di  diventare
  deputato e quanto guadagnava quando era consigliere comunale e oggi
  si  batte  il petto qua con la spending review  Assessori comunali,
  tutti gli incarichi
   Ora  entro  nel  merito  della norma dopo avere  ricordato  questa
  piccola  cosa. Io ritengo che lo strumento di scelta dei candidati,
  degli eletti via internet sia una cosa importante.

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare per fatto personale,  altrimenti  lo
  blocchi    Deve portare gli elenchi  Ora li tira fuori  e  li  deve
  portare in Aula

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, non  mi  faccia  minacciare
  dall'onorevole Vinciullo perché ho paura  Chiedo di essere scortato
  a  casa  perché l'onorevole Vinciullo fra poco replicherà  sul  mio
  intervento e io temo questa replica.
   Vorrei  ricordare  che lo strumento di scelta  di  meccanismi  per
  individuare chi deve candidarsi via internet, come fa il  Movimento
  Cinque Stelle, è uno strumento serio e rispettabilissimo.
   Vorrei  dire  lo strumento di scelta dei candidati  via  internet,
  Presidente,  è  uno  strumento  serio  e  rispettabilissimo,   però
  dobbiamo  ricordare  che fra gli elettori  ci  sono  anche  persone
  anziane  che,  integriamo anche questa riflessione, a  causa  della
  abrogazione della norma che prevedeva i consigli provinciali già li
  abbiamo privati di una loro rappresentanza territoriale. Immaginate
  per  caso se questa norma fosse approvata e, quindi, il consigliere
  comunale  non può partecipare ad una inaugurazione di  una  scuola,
  non può partecipare a niente.
   Voi  ritenete  che  il consigliere comunale sia il  cosiddetto,  a
  Palermo  lo chiamiamo sa come, Presidente Ardizzone?  U palettaru ,
  cioè  deve  andare in Consiglio comunale senza avere  il  tempo  di
  studiarsi  le carte e dire come voto? Con il rischio che  la  Corte
  dei Conti lo condannerà, fra le altre cose
   Come si può non concedere ad un eletto che ha una propria capacità
  propositiva  presso  il  Consiglio di cui è  componente,   per  cui
  presenta interrogazioni, atti ispettivi, mozioni, partecipa al voto
  sulle  proposte di deliberazione proposte dalla Giunta? Come  potrà
  rappresentare  i  cittadini  se non ha  la  possibilità  di  essere
  presente nel territorio? Come potrà fare questo se noi gli diciamo:
   o te ne vai a lavoro o ti chiudi in un consiglio e vota, basta che
  voti   e  dura  il Consiglio comunale  Non è una cosa intelligente.
  Così come privare il consigliere di circoscrizione che è il vecchio
  consigliere  di  quartiere, che è colui il quale - Presidente,  non
  certo il deputato sta in giro per i quartieri - ascolta un problema
  che  oggi,  magari,  farà  ridere qualche  deputato.  Un  senso  di
  circolazione invertito, in un senso rispetto che ad un  altro,  può
  determinare la chiusura di un esercizio commerciale, può mandare  a
  casa  un  ragazzo  di diciotto anni che semplicemente,  Presidente,
  lavora  lasciando  il sacchetto con la carne ed il  suo  datore  di
  lavoro lo licenzierà perché nessuno lo rappresenterà attraverso  il
  consiglio  di  circoscrizione, evidenziando in  consiglio  comunale
  fino ad arrivare all'assessore al ramo, nessuno lo rappresenterà in
  seno alla Giunta per dimostrargli che l'inversione di quel senso di
  circolazione  lo  porta  alla fame e non potrà  pagare  nemmeno  le
  tasse.
   Vivere  il  territorio significa questo, non significa  per  forza
  dare  un  posto  di  lavoro. Ci sono persone che determineranno  il
  proprio  voto  anche  per una lampadina,  se è  spenta  o  qualcuno
  gliela  andrà  a  riparare. Ecco perché  deve  essere  messo  nelle
  condizioni, il consigliere di circoscrizione, di potere operare.
   Questa  norma va bocciata perché non è come il taglio:  vabbè,  lo
  facciamo  dalla  prossima volta  . Dalla prossima  volta  e  per  i
  prossimi anni  l'amministratore locale deve essere nelle condizioni
  di  amministrare, di partecipare e, soprattutto, avere coscienza  e
  conoscenza   delle   proposizioni  che  arrivano   dai   cittadini,
  concretizzandole   lui,  formalizzandole  presso   l'istituto,   il
  consesso di cui fa parte. Questa è democrazia.
   Avete tolto le Province senza avere uno straccio di strategie e ci
  sono  le  scuole  in mezzo ad una strada. Le strade provinciali  in
  mezzo alla strada  Ora volete ridurre anche le città metropolitane,
  le città, i Comuni, tutto  Lo volete completamente abbandonare a se
  stesso   Ritengo che questo debba essere impedito.  Motivo  per  il
  quale dobbiamo sostenere la richiesta di voto segreto e l'onorevole
  Cordaro perché questo è un vero e proprio abominio.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. No, onorevole Vinciullo non c'è alcun fatto personale,
  lei  non è stato citato. Lei interviene, ma non è stato citato.  Se
  poi  essere  deputato da più di tre legislature è fatto  personale,
  dico, lo lascio alla sua libera interpretazione, ma lei sa che  non
  è così. Lei interviene perché ha diritto ad intervenire.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, veda, io credo che  nessuno  possa
  dare  lezioni  di  morale a nessuno. Soprattutto chi  ha  condiviso
  alcune  scelte politiche negli ultimi anni nella città di  Palermo;
  scelte  politiche che poi sono state scaricate su questo Parlamento
  e  sono  state  scaricate  su  tutti i siciliani.  Quindi,  non  ho
  intenzione  di  farmi  dare  lezioni di  morale  da  nessuno.  Poi,
  siccome io mi sono sentito...

   MILAZZO  Giuseppe. Onorevole Vinciullo, ora dobbiamo fare silenzio
  perché parla lei?

   VINCIULLO. Veda, io a differenza sua

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  lei  deve  dare  la  possibilità
  all'onorevole Vinciullo di intervenire.

   MILAZZO   Giuseppe.  Lei  prima  non  ha  richiamato   l'onorevole
  Vinciullo e ora deve richiamare me?

   PRESIDENTE.  Io  a  lei non l'ho richiamata  Di che  sta  parlando
  onorevole Milazzo? Non ha visto che l'ho fatta parlare? L'ho  fatta
  sfogare, ha fatto il suo show, basta  L'abbiamo ascoltata.  Lei  ha
  detto  che  io l'ho interrotta, non è così  Ora basta  Per  chi  li
  ascolta  so  che alla fine anche voi avete imparato, o finirete  su
  Facebook  e, quindi, pensate di esservi accattivati la simpatia  di
  tutti, io penso che..

   MILAZZO Giuseppe. Io non ci sono su Facebook. Lei c'è?

   PRESIDENTE.  Sì,  io  ci sono. Basta, onorevole  Milazzo,  dia  la
  possibilità all'onorevole Vinciullo di esprimere la sua opinione

   VINCIULLO. Poi, veda, a differenza sua, onorevole Milazzo,  io  un
  mestiere  ce  l'ho, l'ho acquisito studiando, vincendo  concorsi  e
  quindi fino a oggi .

   MILAZZO Giuseppe. Pure io ho un lavoro

   VINCIULLO.  fino ad oggi non ho avuto bisogno di andare in giro  a
  vendere frutta  .

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ora basta

   VINCIULLO.  ciò posto

   MILAZZO Giuseppe. Perché non richiamava l'onorevole Vinciullo come
  sta richiamando me?

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, mi scusi, da quando è  intervenuto
  lei non c'è più calma in quest'Aula.

              (proteste dell'onorevole Milazzo Giuseppe)

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
     (La seduta, sospesa alle ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Scusate onorevoli colleghi, per essere chiari,  non  è
  che  gridando noi pensiamo di rinviare la riforma, Che sia  chiaro
  Con  tutte le turbolenze d'Aula ritorneremo qua domani, dopodomani,
  martedì  e  riprenderemo fin quando la riforma non viene  fatta,  a
  scanso di equivoci.
   Per cui, invito l'Assessore e la Commissione ad avere pazienza   e
  l'onorevole  Vinciullo  a riprendere il suo  intervento,  anche  se
  capisco che è difficile.

   VINCIULLO.  Sarò brevissimo. Nel chiedere scusa all'Assemblea  per
  avere contribuito anch'io ad alzare il tono dello

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la sto ammonendo  La prossima volta
  lei andrà fuori  Adesso basta

   MILAZZO Giuseppe. Ma io non sto parlando

   PRESIDENTE.  No,  sta  infastidendo  l'Aula.  Continui,  onorevole
  Vinciullo.

   VINCIULLO. Nel chiedere scusa, dicevo, all'Assemblea, a lei signor
  Presidente, all'Assessore, per aver contribuito anch'io  a  rendere
  sempre  più esacerbati gli animi, ricordo che in questi due  giorni
  non  ho aperto bocca. Però, veda, l'idea che qualcuno possa pensare
  di  fare  il censore in quest'Aula agli altri colleghi è  una  cosa
  insopportabile.
   Mi sono sentito, poi, offeso personalmente e di questo chiedo alla
  Presidenza dell'Assemblea di accertare i miei comportamenti laddove
  il  collega  Milazzo ha detto che molti di noi quando  siamo  stati
  consiglieri   comunali,   assessori   o   altro,   abbiamo   tenuto
  comportamenti poco chiari. Questo non lo consento a nessuno, perché
  c'è di mezzo la mia dignità, c'è di mezzo la mia famiglia.
     Io  vorrei ricordare a tutti, compreso l'onorevole Milazzo,  che
  penso  che non sia aggiornato, che né io né i miei amici a Siracusa
  siamo stati  coinvolti nelle vicende legate al  gettonopoli , né io
  né  i  miei amici, e che per essere chiari, nel periodo in  cui  ho
  fatto  l'assessore comunale non ho mai messo insieme due  stipendi.
  Dal  primo giorno in cui sono diventato assessore, come è possibile
  vedere  da  tutti  i  documenti, mi sono messo in  aspettativa  non
  retribuita a scuola.
   Per cui l'idea che si voglia fare passare, che qui dentro io, come
  tanti  altri  miei colleghi, che abbiamo seguito la stessa  strada,
  siamo  degli  accattoni messi sulla strada, e che  adesso  vorremmo
  impedire ad altri di fare quello che abbiamo fatto noi, è una  cosa
  che  non funziona perché noi non abbiamo mai seguito strade che non
  siano  quella  della  giustizia, non vogliamo  che  altri  facciano
  comportamenti irregolari, come ricordava poco fa con grande garbo e
  grande  attenzione la collega Cirone Di Marco,  per  cui  anche  in
  virtù  delle  cose  che  sono successe a  Siracusa,  dove  però  il
  consiglio comunale ha avuto, sia il coraggio di tirarle fuori,  sia
  il  coraggio di ridursi, non vorrei che passasse l'idea che dopo le
  parole  dell'onorevole Milazzo tutti abbiamo intrapreso una  strada
  che non è quella della correttezza.
   Per  questo signor  Presidente le chiedo che lei ufficialmente  si
  faccia consegnare dall'onorevole Milazzo gli atti e i documenti che
  dimostrano  quello  che lui ha detto, perché  nel  caso  contrario,
  laddove la legge lo prevede,  adirò le vie legali.

   PRESIDENTE.  C'era una richiesta di voto per appello  nominale  da
  parte  dell'onorevole Malafarina, appoggiata dall'onorevole Turano.
  Occorrono 7 deputati ad appoggiare questa richiesta.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della  Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.39

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 2.39.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            50
   Votanti             50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          16
   Contrari            34
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, noi dovremmo continuare l'approvazione,  spero
  che  si  possa ristabilire la calma, e che questo voto  in  maniera
  palese  sia  servito in qualche modo a ristabilire un  po'  i  toni
  giusti del dibattito.
   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 2.1, a  firma  Rinaldi.  E'
  precluso
   Tutti  gli  emendamenti soppressivi, 2.28, 2.36, 2.29, 2.34,  sono
  preclusi.
   Si passa all'esame dell'emendamento 2.11 dell'onorevole Alongi.
     Io  farei  un  invito ai parlamentari. Si può dire  tutto  della
  Commissione, si può essere d'accordo o a sfavore, ognuno di noi  ha
  manifestato  la  propria opinione in Aula anche,  forse,  nei  toni
  esagerati.
   Avendo  la Commissione, in qualche modo, cercato di fare  sintesi,
  quanto  più  possibile  non discostiamoci dai  lavori  fatti  dalla
  Commissione.
   Con  un  po'  di  buon  senso possiamo addivenire  alla  votazione
  finale.

   ALONGI. Chiedo di parlare sull'emendamento 2.11

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi prestiamo attenzione all'onorevole Alongi  che,
  sostanzialmente, cerca di trovare una soluzione: porta da una a due
  ore la possibilità di partecipare alle Commissioni.

   ALONGI.  Signor  Presidente, questo è un emendamento  che  non   è
  populista,  ma  è  un emendamento che è stato pensato  e  ragionato
  anche  con  chi  in  questo minuto svolge la funzione  di  pubblico
  amministratore, in particolar modo di consigliere comunale.
   Porre un'ora prima e un'ora dopo delle Commissioni, che poi vorrei
  ricordare,  che  è importante perché chi ci ascolta dall'esterno  è
  convinto  che tutti i comuni fanno Commissioni, ma non è  così:  le
  Commissioni sono regolamentate per i comuni che superano i 30/ o 40
  mila  abitanti, nei comuni piccoli non ci sono Commissioni e questo
  va detto nella gran maggioranza.
   Ritengo, però, Signor presidente, che pensare di prolungare da una
  a  due  ore  prima della Commissione e a due ore dopo  affinché  il
  lavoratore che si trova sul posto di lavoro e che deve svolgere  la
  sua  funzione,  credo che questo sia un emendamento moderato  e  mi
  auguro  che  l'Assessore possa esprimere parere  favorevole  perché
  credo che questo emendamento non stravolga quello che è il senso ma
  che  dia  serenità e sostegno ad un amministratore serio che  vuole
  svolgere  le sue funzioni; funzioni democratiche attribuitegli  non
  su  nomina di qualcuno, ma voglio ricordare che chi è stato  eletto
  per fare il consigliere comunale o il consigliere di circoscrizione
  è uno che si è confrontato nel territorio con i suoi elettori e non
  soltanto, raccogliendo esigenze territoriali e quindi credo che sia
  importante   dare  un  lasso  di  tempo  affinché  possa   svolgere
  serenamente il suo ruolo e non possa cronometrarsi alla  Mennea'  ,
  buonanima, dove riposa, per raggiungere il luogo della Commissione.
   Come ho detto, lei non c'era ieri ma lo voglio ricordare, mi metto
  nei  panni  di  un  lavoratore che conosco,  che  è  consigliere  a
  Bagheria e che lavora all'ospedale Cervello. Vorrei capire come  fa
  in  un'ora a raggiungere dall'ospedale Cervello  Bagheria e  subito
  dopo ritornare indietro su Viale Regione siciliana.
   Credo  che questo sia un emendamento mediano di buon senso  e  non
  sia  eccessivo  e  rimette  un po' di ordine  su  una  materia  che
  probabilmente è troppo discussa.
   Invito  nuovamente  l'assessore ad esprimere parere  favorevole  a
  questo mio emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della  Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le economie  locali.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 2.18.  Onorevole  Zito  la
  invito al ritiro se è possibile.

   ZITO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   L'emendamento 2.7 è assorbito dall'emendamento 2.19.

   Si  passa  al 2.9  e 2.27 relativo alla soppressione del comma  3.
  Abbiamo  gli emendamenti degli onorevoli Di Mauro, Greco  Giovanni,
  Milazzo Giuseppe e Falcone.

   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.40 degli onorevoli Sudano, Ruggirello,
  Anselmo,  Nicotra e Sammartino.
   Su  questo  ho  un  appunto degli uffici che  mi  parlano  di  una
  riscrittura   che   interviene  correttamente  su   una   normativa
  regionale. La rendono armonica con il nostro ordinamento regionale.
  Se conferma la Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. E' una riscrittura.  Dice
  la  stessa cosa che è contenuta nel comma 3, ovvero che il rimborso
  è  pari ad un terzo, tranne che per i comuni sotto a diecimila dove
  è pari alla metà.
   Allora, il rimborso è pari ad un terzo dell'indennità del sindaco.
   Per  i  comuni  sotto i diecimila è pari alla metà  dell'indennità
  spettante al sindaco. E' già così nel vecchio ordinamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        L'  emendamento 2.38 è precluso, 2.17 è precluso, il  2.13  è
  precluso.

   Si  passa all'emendamento 2.10, soppressione del comma 4, a  firma
  degli onorevoli Di Mauro, Greco, Milazzo, Falcone.

   MILAZZO Giuseppe. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 2.25  che riguarda la soppressione delle
  lettere a) e b) del comma 4, a firma degli onorevoli Milazzo  G.  e
  Falcone. E' assorbito insieme al 2.2.
   L'emendamento 2.20 è  precluso perché abbiamo già votato.
   C'è un emendamento del Governo che leggo io.
    All'articolo2,  comma  1, del disegno  di  legge  è  aggiunto  il
  seguente  periodo:   Il dipendente di un ente  locale  eletto  alla
  carica   di   sindaco  presso  il  comune  di  servizio  percepisce
  un'indennità  di carica in ogni caso non inferiore  al  trattamento
  economico complessivo in godimento all'atto dell'insediamento .
   Mi  spiegano  gli  Uffici ai fini dell'interpretazione,  se  viene
  eletto sindaco del comune di Canicattì un dipendente di quel comune
  il  sindaco  non può prendere un'indennità inferiore al trattamento
  che  percepiva  da  dipendente. E' un  emendamento  che    è  stato
  presentato dal Governo.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,    presidente    della    Commissione.    L'emendamento
  sostanzialmente  prevede che il sindaco di  un  comune  qualora  la
  propria   indennità   sia  inferiore  al  trattamento   stipendiale
  spettante  al  dipendente  di  quel comune  gli  spetta  la  stessa
  indennità che avrebbe percepito nella qualità di dipendente.
   A me non pare una cosa eccessivamente clamorosa. Ho qualche dubbio
  sul  profilo di norma costituzionale, però,  io credo che il  fatto
  di  consentire a un dipendente di candidarsi - e si deve mettere in
  aspettativa  -  però  di  guadagnare nel  proprio  comune,  qualora
  l'indennità  sia inferiore a quella che percepiva come  dipendente,
  -  di  prendere  la  stesa  indennità  -,  non  mi  pare  una  cosa
  estremamente  complicata, quindi mi rimetto all'Aula  per  dare  il
  giudizio della Commissione.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
  Cracolici, per capirlo un poco e trovarci bene nel futuro.  Lei  ha
  fatto l'esempio di un dipendente di Canicattì .

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.   Il  dipendente   di
  Canicattì non sono io.

   GRECO  Giovanni. Beh, chiunque, non ha importanza, se  il  sindaco
  candidato è un imprenditore e ha un reddito di tre milioni di euro,
  che  fa? Ci diamo tre milioni di euro per fare  il sindaco?  Fatemi
  capire   Non si metta a ridere lei, ci faccia capire come è  questa
  cosa.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego
  io, visto che in qualche modo questo emendamento l'ho suggerito io.
   Onorevole Greco l'emendamento funziona così: se un dipendente  del
  Comune  di  Lercara  Friddi  vuole candidarsi  legittimamente  alla
  carica  di sindaco di quel comune, nell'ipotesi in cui venga eletto
  sindaco,  deve  automaticamente  e  obbligatoriamente  mettersi  in
  aspettativa,    perché    la    legge   prevede    l'obbligatorietà
  dell'aspettativa.
   Quindi  non  prende più lo stipendio di impiegato al comune  1.300
  euro,  faccio l'esempio, facendo il sindaco ne prende 700 di  euro,
  quindi  cosa  fa? Prende meno di quanto prendeva come stipendio  da
  dipendente, chiaramente non essendo più dipendente del comune.
   Allora, questo emendamento punta semplicemente a prevedere che  un
  sindaco  in  questa fattispecie,  prenda lo stipendio che  prendeva
  come dipendente, né più e né meno. Sostanzialmente si risparmia uno
  stipendio di sindaco.
   E'  chiaro  che l'imprenditore che diventa sindaco e guadagna  tre
  milioni  di  euro  l'anno, onorevole Greco, io  penso  che  rinunci
  all'indennità   di   sindaco,   immagino   che   vorrà   rinunciare
  all'indennità  di  sindaco  avendo  già  tre  milioni   l'anno   di
  appannaggio.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione si  è
  rimessa all'Aula. Pongo in votazione l'art. 2, come emendato.

   MILAZZO Giuseppe. Perché signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Perché, onorevole, prima del suo  intervento  abbiamo
  votato una norma, primo firmatario l'onorevole Rinaldi dello stesso
  contenuto.

   MILAZZO Giuseppe. Sull'indennità?

   PRESIDENTE. No sull'indennità
   Onorevole  Milazzo  la  Commissione  mi  precisa  che  quella  era
  riferita solo al comma 1; questo è riferito a tutto l'articolo.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  2.24.   Il   parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione.  Contrario.

   PERSIDENTE. Il parere del Governo?

        LEOTTA,  assessore  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                        Adeguamento dei comuni

   1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
  della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
  disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
  trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.»

   Comunico   che  all'articolo  3  sono  stati  presentati   diversi
  emendamenti  soppressivi; vengono mantenuti o  ritirati?  Onorevole
  Greco il 3.1?

   GRECO Giovanni. Lo ritiro

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone il 3.7?

   FALCONE. Lo ritiro

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Quindi sono ritirati anche quelli a seguire  ritengo,
  3.8 e 3.5.
   Onorevole  Falcone l'emendamento 3.5 è mantenuto o  ritirato?   Al
  comma sostituire le parola 60 con 30

   PRESIDENTE. Però scusate non dobbiamo essere in contraddizione, la
  consideri  una  sottolineatura però bonaria fino adesso  anche  lei
  abbiamo  parlato sempre a favore dei Comuni l'onorevole  Milazzo  o
  altro,  ora stiamo aggravando i Comuni del procedimento gli  stiamo
  dicendo con questo emendamento:  dovete fare i regolamenti entro 30
  giorni .

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende  atto.  La  Commissione   ha
  presentato un emendamento il 3.11.
   Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 3.11 con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione, chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.10 che è precluso il secondo  periodo
  dall'approvazione del 3.11.
   Si passa all'emendamento 3.12,  che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  3.9,  che è  precluso  perché  abbiamo
  approvato il 3.11.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente è semplicemente  un  emendamento
  tecnico perché dice che i Comuni devono adeguare agli Statuti entro
  60 giorni, l'articolo 5, entro 120 giorni, volevo adeguarlo, quindi
  tutti a 60 giorni.

   PRESIDENTE.  Allora,  avendo approvato i 60 giorni la modifica  la
  proposta  deve  essere fatta all'altro articolo,  viene  trasferito
  all'articolo 5.
   Si  passa  all'emendamento 3.3 onorevole Falcone lo mantiene  o  è
  ritirato?

   FALCONE.  Ritirato

   PRESIDENTE . L'assemblea ne prende atto
   Si   passa   all'emendamento  3.4  che  è   superato.   Si   passa
  all'emendamento  3.6      Le  disposizioni  di  cui  agli  articoli
  precedenti si applicano dal prossimo rinnovo elettorale  è superato
  perché  è  chiaro  che l'entrata in vigore della legge  slitta  dal
  rinnovo prossimo elettorale.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3, così come  è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
               in materia di trasparenza amministrativa

   1.  Alla  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
  21 è aggiunto il seguente:

                              Art. 21 bis.
           Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali

   1.  Al  fine  di  garantire la massima trasparenza nelle  pubblica
  amministrazione, tutte le spese a carico dell'ente per i rimborsi e
  per  i  gettoni  ai consiglieri comunali sono pubblicate  nel  sito
  istituzionale dell'ente.

   2.  I  comuni  predispongono nei propri siti internet una  sezione
  dedicata ai consigli comunali ed alle singole commissioni dove sono
  inseriti gli ordini del giorno, i verbali delle commissioni  e  dei
  consigli,  l'orario  di inizio e di fine delle  commissioni  e  dei
  consigli comunali. .»

   Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi?

   GRECO Giovanni. Ritirati

   PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Milazzo ritira?

   MILAZZO Giuseppe. Sì ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.7 onorevole Milazzo ritira?

   MILAZZO Giuseppe. Sì lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.8 a firma dell'onorevole  Sudano   Al
  fine  di garantire aggiungere le parole fermo restando gli obblighi
  di  pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina  statale  in
  vigore .  La pubblicazione, è ridondante pure forse averlo previsto
  noi perché era il decreto sulla trasparenza che si applicava già.
   Il  4.8   obblighi di trasparenza ,  fermo restando l'applicazione
  della  normativa  statale era chiaro forse serve  specificarlo.  E'
  chiaro  che  la  normativa  statale in materia  di  trasparenza  si
  applica,   parliamo  della  33  se  non  erro.  Il   parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il  parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il 4.8 con il parere favorevole del
  Governo e della Commissione, chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a firma dell'onorevole Rinaldi:  Al comma
  1, articolo 21 bis  sopprimere il comma 2'

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.5;  Al comma 1, articolo  .
   Onorevole Zito, lo mantiene o lo ritira?
   Lo mantiene?
   Forse  è  meglio ritirarlo perché,  abbiamo centinaia  di  piccoli
  comuni,  è  aggravamento di procedimento,  già  i  comuni  sono  in
  difficoltà,  cioè,  l'attività del singolo  consigliere,  non  sono
  Parlamento, cioè noi qua registriamo le interrogazioni, le mozioni,
  gli  ordini  del giorno, però un piccolo comune,  di Rocca  Fiorita
  con  323  abitanti e 12 Consiglieri comunali e già un  responsabile
  unico  che  fa  l'Ingegnere  capo, il Responsabile  amministrativo,
  obiettivamente,  forse,  stiamo sovraccaricando  un  po'  troppo  i
  Comuni.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me, è giusto
  dare  merito  anche ai Consiglieri perché ci sono tanti  bravissimi
  Consiglieri che si impegnano nel territorio, fanno battaglie  molto
  serie,  quindi,  noi  non facciamo quella demagogia  di  cui  hanno
  parlato gli altri colleghi, dobbiamo dare anche merito a chi  si  è
  impegnato nel territorio, che ha fatto belle battaglie, secondo  me
  dobbiamo  dare,  quanto  meno,  la possibilità,  ai  vari  Consigli
  comunali, di potere mettere on-line gli atti che vengono depositati
  così diamo merito a chi si impegna.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Presidente  io lo so che lei è molto felice quando  io   chiedo  la
  parola,  le volevo dire questo, Presidente, un rilievo di carattere
  giuridico  e  d'Aula  a  cui solo lei può  dare  risposta:   ebbene
  quest'Aula  si  è  espressa, se ho ben capito,  su  tre  condizioni
  giuridiche  diverse per quanto riguarda l'Amministratore,  uno,  la
  composizione del Consiglio comunale e, quindi, abbiamo detto,  come
  Assemblea, dai prossimi rinnovi e, obiettivamente, non si  potrebbe
  applicare immediatamente sarebbe inapplicabile.
   Seconda  fattispecie concreta:  abbiamo detto come Assemblea,  per
  quanto riguarda il taglio delle indennità dalla prossima volta.
   Voi  dite  che  l'onorevole Milazzo è sempre  quello  puntiglioso,
  invece,  sullo status dei permessi, c'era un emendamento  mio,  che
  dava  una  logica  alla  norma che ti  diceva  tutta  la  norma  la
  applichiamo dai prossimi rinnovi.
   Ebbene,   su  questo,  Presidente,  lei  prima  lo  ha  dichiarato
  precluso,  poi  lo  ha  messo  in votazione  e  l'Assemblea  lo  ha
  respinto,  ma  che  senso ha su tre condizioni, composizione  dalla
  prossima  volta,  taglio  sulle  indennità  dalla  prossima  volta,
  permessi da ora.
   Lei mi può chiarire?

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole
  Zito.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.3, a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  Greco.
   Onorevole  Greco  anche per questo c'è l'adeguamento  dei  piccoli
  comuni.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione.  Allora,  scusi  signor
  Presidente, io capisco tutto ma vorrei ricordare che i  Comuni  non
  sono tutti uguali, cioè che noi prevediamo le trasmissioni video in
  un piccolo Comune, oltre ad essere un costo stiamo introducendo una
  generalizzazione in nome della trasparenza che poco, poi, ha a  che
  fare  con la trasparenza. In un piccolo Comune non c'è bisogno  del
  video,  tutto  il  Comune  sa quello che succede  in  un  consiglio
  comunale.  Lo  dico perché mi pare assolutamente  eccessiva  questa
  dimensione, oltre ai costi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io
  capisco  la poca dimestichezza che il Presidente della Commissione,
  onorevole Cracolici, ha nei confronti dei mezzi innovativi  che  la
  rete   internet  mette  a  disposizione,  però,  fare  una  diretta
  streaming di una seduta di Consiglio comunale costa, non  a  seduta
  per  tutta  la  vita  fino  a quando le strumentazioni  chiaramente
  rimangono  in  uso e sono sane, utilizzabili, 250 euro  che  potrei
  chiaramente  dettagliare  ma non entro  del  dettaglio  perché  non
  interessa, serve una webcam, collegare il computer ai microfoni che
  già  solitamente sono in uso all'interno del consiglio comunale per
  avere un audio di qualità migliore e buona.
   Questo  non  solo permetterebbe di seguire le sedute  direttamente
  dalla  rete  internet e, quindi, dal sito del Comune  ma  andrebbe,
  grazie ad un programma gratuito e scaricabile da internet e che è a
  disposizione  di tutti, ad andare a creare anche un archivio  delle
  sedute  in modo tale che i cittadini possano comodamente  andare  a
  guardarle quando vogliono e quando sono liberi.
   Questo  è  quello  che  già avviene, ad esempio,  con  l'Assemblea
  Regionale  Siciliana e con tanti altri Comuni e non credo  che  sia
  una  spesa  particolarmente  onerosa; se  vogliamo  intervenire  in
  questo  senso potremmo anche mettere che i Comuni non  sono  magari
  obbligati  a  fare  una scelta del genere ma che  devono  adeguarsi
  entro  un determinato periodo di tempo e questo potrebbe essere  un
  compromesso  giusto  che  può avviare la  nostra  terra  verso  una
  informatizzazione dell'attività politica che avviene all'interno di
  ogni  casa  dei  cittadini  che noi qui  stasera  stiamo  chiamando
  comunque.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per una
  precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Mi sarebbe piaciuto  che
  il  collega  Cancelleri, prima di discettare sulle  sue  competenze
  informatiche,  avesse letto l'emendamento perché,  oltre  a  sapere
  utilizzare la rete, bisogna leggere e scrivere e leggere e scrivere
  è  una  categoria  che  è  fondamentale  per  fare  il  consigliere
  comunale.  Stiamo parlando delle commissioni consiliari dei  comuni
  cioè  anche  dei  piccoli  comuni, allora, prevedere  l'obbligo  di
  introdurre sistemi di ripresa video nei piccoli Comuni, io  capisco
  il  bisogno  di  trasparenza, però, non vorrei che  in  nome  della
  trasparenza,  eccedessimo a tal punto da determinare l'impazzimento
  del sistema amministrativo.
   Ogni  comune che vuole, con 250 euro, con 100 euro, è in grado  di
  farlo  ma prevedere una norma che obblighi i Comuni a farlo  se  lo
  dobbiamo   fare,  onorevole  Presidente,  dobbiamo   prevedere   la
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE.  Io  mi  pongo una questione: noi,  forse,  stiamo  in
  qualche modo invadendo le competenze dei Comuni perché sappiamo che
  i  Comuni  attraverso  i  propri  statuti  hanno  una  capacità  di
  autoregolamentazione,  questo è il dato  fondamentale,  noi  stiamo
  disciplinando,  nel dettaglio, una materia che non può  non  essere
  riservata  ai Comuni, quando diciamo che nel loro Statuto comunale,
  addirittura quando affronteremo la normativa sui Liberi Consorzi  e
  sulle  Città metropolitane - ne fa riferimenti la Delrio, ma già  è
  prevista  la  nostra  costituzione - dettagliare  in  maniera  così
  articolata  quello che deve fare un Comune, mi sembra un  po'  come
  entrare a gamba tesa nel senso che, se stabiliamo un principio come
  lei  diceva  che  è  opportuno,  è  necessario,  una  questione  di
  principio  che  i  Comuni si dotino pure bene, però,  ripeto,  fare
  obbligo  ai  Comuni  in  questi termini c'è un  problema  anche  di
  compatibilità con la Costituzione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, solo per replicare  al  Presidente
  della  Commissione che chiaramente trovo sempre simpatico nel  modo
  che  ha poi di rivolgersi con grande simpatia, glielo dico, però  è
  vero.
   Se   da   un   lato  bisogna  essere  preparati  sulle  situazioni
  informatiche,  se  da  un  lato  bisogna  sapere  sia  leggere  che
  scrivere,  però, bisognerebbe, visto che lei la legge  l'ha  fatta,
  andare all'articolo 5 dove lei, come Presidente della Commissione e
  tutta  la  Commissione,  proponete  a  quest'Aula  di  levarle   le
  Commissioni per i comuni sotto i 10.000 abitanti. Quindi, di  quali
  commissioni stiamo parlando?

   CRACOLICI,  presidente  della  Commissione.  Ancora  ci   dobbiamo
  arrivare.

   CANCELLERI.  Allora, bisogna saper leggere e scrivere sapendo  che
  per i comuni piccoli rimarrebbero solo i consigli comunali, quindi,
  il costo rimane di 250 euro in maniera dettagliata.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  per
  un motivo molto semplice e mi rivolgo all'amico Cancelleri.
   Ho la sensazione che, ogni tanto, onorevole Cracolici, gradirei un
  momento di attenzione su questo passaggio, il collega Cracolici con
  i  colleghi del Movimento Cinque Stelle mi pare che su quella che è
  l'informazione,   ogni  tanto,sono  un  po'   scollegati   con   il
  territorio.
   E  mi  spiego  meglio,  molto  meglio: l'informazione  televisiva,
  spesso, nei comuni particolarmente grandi - non parlo per i piccoli
  comuni - sicuramente è un fatto importante che permette all'anziano
  di  70  anni  o all'anziano di 60 anni, che magari non  si  collega
  attraverso internet, attraverso gli strumenti telematici, di potere
  tenere  informati  sui dibattiti e non di potere  indirizzare  solo
  attraverso  internet soltanto quelli che sono  sulla  long  list  o
  quelli che si collegano.
   Spero  che i colleghi del Movimento Cinque Stelle, dove a Bagheria
  l'opposizione  si tassa per fare trasmettere le trasmissioni  posso
  trovare  quelle  poche  risorse per  poterle  fare  trasmettere  ai
  cittadini bagheresi e fare vedere quello che fa quel Consiglio.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  visto  che  la
  discussione  ormai  sul  disegno di legge  sta  entrando  pure  nei
  dettagli  e,  probabilmente, è importante e l'Aula  si  appassiona,
  ritengo  che l'emendamento, anche se può essere utile potere  avere
  la  ripresa in diretta dei lavori consiliari, però, attenzione,  lo
  dico  all'assessore che mi auguro su questo darà  parere  negativo,
  sull'emendamento, il rischio è di mortificare per intero quella che
  è l'autonomia statutaria dei consigli comunali e il regolamento sul
  funzionamento dei consigli comunali.
   Pertanto,  proviamo  a  non essere un'Assemblea  parlamentare  che
  ricorda,   per   alcuni   versi,  la  furia  delle   pianificazioni
  quinquennali  dell'Unione Sovietica. Vogliamo stabilire  tutto  per
  tutti.
   Per cui io penso che - lo dico da consigliere comunale, da Sindaco
  -  immaginare  anche un obbligo e non una scelta che  il  consiglio
  comunale  può  fare  sia con la potestà in materia  statutaria  ma,
  soprattutto,  con l'adozione dei regolamenti sul funzionamento  dei
  consigli comunali, a me pare eccessivo con il rischio, al di là del
  merito del tema, perché il problema non è se una attività streaming
  costa  250  o  500  euro, il problema reale  è  che  dobbiamo  pure
  immaginare  che i consigli comunali non hanno bisogno  di  sostegno
  nella redazione e predisposizione delle proprie azioni.
   Una   cosa  è  la  pubblicazione  degli  atti,  che  deve   essere
  trasparente,  veloce  e  deve  consentire  l'accesso  a   tutti   i
  cittadini,  cosa diversa è la trasmissione degli atti,  aggiungendo
  un  altro  elemento che, probabilmente, non si coglie:  la  diretta
  streaming imporrà poi un'altra cosa. Imporrà esattamente che ci sia
  la trascrizione, per intero, dei verbali ed è ad un costo eccessivo
  perché, ad oggi, fanno fede, sostanzialmente, i resoconti che fanno
  i segretari comunali nelle sedute.
   Quindi, immaginare di aggiungere questo ulteriore peso, che non  è
  sul  costo,  ma  è  sulla conduzione generale dei  resoconti  delle
  sedute,  a mio parere è mortificante per alcuni versi e defatigante
  per  altri,  per  i  consigli comunali stessi e perché  i  consigli
  comunali  li deve rendicontare, dal punto di vista della seduta,  e
  per chi li deve presiedere.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, qui ci sono  diversi  punti  di  vista:
  qualcuno  pensa  che  pubblicare gli atti che  vengono  depositati,
  metterli  su  internet,  sul sito del  Comune,  non  sia  una  cosa
  necessaria,  però,  poi si riempiono la bocca  di  trasparenza,  di
  partecipazione, di permettere ai cittadini chissà che cosa.  Ma  al
  momento di votare poi non ci si schioda dalla sedia.
   Andiamo alla diretta streaming. Qui il tentativo di sottoporre, di
  voler sollevare i Comuni piccolini - quando poi le Commissioni  non
  ci  saranno - mi pare che sia stato chiarito. Ma io vorrei dire che
  stiamo  vivendo  una bella stagione, ed essendo  nella  Commissione
  Territorio  ed Ambiente, in cui lo streaming permette ai  cittadini
  di partecipare, di capire meglio, di rivedere con comodo le sedute,
  ed   anche   ai  consiglieri,  nel  nostro  caso  i  deputati,   ma
  permetterebbe  ai consiglieri di dare evidenza del proprio  lavoro,
  del dibattito, degli argomenti che si sviluppano.
   Invece così, volendo mantenere l'età della pietra - cioè quella lì
  dove  l'insinuazione è quella che cresce sempre  di  più  -  e  non
  permettere  ai  Consigli comunali - noi che qui dovremmo  dare  una
  governance, le giuste dritte - di munirsi di dispositivi minimi per
  dare la possibilità ai cittadini di assistere ai lavori, seguire le
  sedute,  mi  sembra veramente qualcosa che sminuisce il lavoro  dei
  consiglieri.
   Siamo  stati  qua a spaccare il capello in quattro, due  giorni  a
  discutere  se  gli  possiamo  dare  o  non  dare  il  permesso   di
  partecipare  a  queste benedette sedute, talmente è  importante  il
  lavoro  che si fa nelle Commissioni ma, nel momento in cui parliamo
  di  dare visibilità del lavoro delle Commissioni, allora lì  stiamo
  mortificando.
   Signori,  delle  due  l'una  perché se  il  lavoro  è  importante,
  propedeutico, fondamentale per l'attività di questi consiglieri, ma
  allora  perché non dare l'indirizzo giusto? E' quello di adeguarci.
  Il  Medioevo  è  finito, l'età della pietra è finita.  E  raramente
  qualcuno  può lasciare quello che sta facendo per andarsi a  vedere
  la  seduta  o  seguire  gli  argomenti  che  gli  interessano,  gli
  argomenti  che  si sviluppano nelle Commissioni che  poi  vanno  in
  consiglio, che sono fondamentali.
   Allora,  diamogli  l'indirizzo giusto a questi Consigli  comunali,
  così  da  permettere  anche loro di ricostruire un'immagine  perché
  oggi, lei deve sapere, che a me telefonano i cittadini e mi dicono:
  onorevole, vada lì in quella Commissione  X' o  Y' del Comune   X',
  perché  durante  le sedute di Commissione giocano  con  il  tablet,
  perché durante le Commissioni parlano della partita di calcio.
   Tutto  questo  è incredibile, cioè sono sicuro che  i  consiglieri
  lavorano e, quindi, non c'è nulla da nascondere. Sfatiamoli  questi
  miti,   queste  leggende  metropolitane  e  portiamo   davvero   la
  trasparenza  e la partecipazione che sono i princìpi  base  su  cui
  dobbiamo  lavorare anche perché i costi sarebbero davvero limitati.
  E  poi  questo  obbligo  di trascrivere interamente  i  dialoghi  è
  veramente l'ultima invenzione, non è così.
    LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, sono favorevole a questo emendamento
  perché  penso  sia anche un modo per far tornare la  partecipazione
  delle  comunità all'interno dei lavori dei Consigli comunali e  poi
  ritengo  che  il vero intento di questa norma sia quello  di  poter
  verificare i lavori delle Commissioni e dei Consigli comunali.
   Mi sono battuto nei precedenti articoli affinché venisse garantito
  lo  status  del  consigliere e di potere operare il  proprio  ruolo
  anche  al di là del momento della Commissione, ma penso che  se  la
  Commissione  è  un  momento di lavoro, è  giusto  che  i  cittadini
  possono partecipare anche da casa.
   Poi  penso  anche  che proprio per quel ruolo di  controllo  e  di
  indagine che deve svolgere il dipartimento delle autonomie  locali,
  penso  sia  aiutato  e  favorito da una norma  che  possa  limitare
  eventuali   spazi   di  abuso  da  parte  di  alcuni,   pochissimi,
  consiglieri  che,  magari,  volessero  prolungare  il  tempo  delle
  Commissioni al solo fine di avere qualche permesso in più. Questo è
  scorretto.
   Battersi  affinché lo status sia allargato secondo me è  corretto,
  favorire,  o  comunque  non  limitare, eventuali  abusi  penso  sia
  scorretto.
   Quindi, dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo, pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.4 a firma degli onorevoli Di  Mauro  e
  Greco Giovanni.
   Onorevole Greco, la invito al ritiro  Gli enti locali, per  quanto
  attiene  la  riduzione debbono trasmettere all'Assessorato  per  le
  autonomie locali   , sono aggravi di procedure.
   Se  un Comune non si adegua, a parte una responsabilità contabile,
  credo che ci sia una evidente violazione di legge, quindi, il fatto
  che ci debba essere un controllo da parte della Regione sui comuni,
  è  un po' in controtendenza con quello che ci diciamo. Io la invito
  al ritiro.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, noi abbiamo davanti ancora altri due articoli.

   VINCIULLO. Andiamo avanti.

   PRESIDENTE.  No,  non andiamo avanti perché ci dobbiamo  decidere.
  Siccome è una materia molto delicata, gli Uffici, in qualche  modo,
  debbono pure verificare quello che abbiamo votato.

   SAMMARTINO. Ha ragione il Presidente

   PRESIDENTE.  Inoltre, ho altri due emendamenti, che sono  tra  gli
  aggiuntivi,  che potrebbero essere condivisi; ho pero bisogno,  per
  essere  condivisi e non fare forzature regolamentari, di sentire  i
  Capigruppo.
   Ho due emendamenti di buon senso, uno che prevede l'adeguamento al
  resto d'Italia per quello che riguarda la tornata elettorale, ma  è
  chiaro  che se io ammetto questo emendamento... fatemi fare il  mio
  lavoro  fino in fondo. Vi è un altro emendamento che riguarda  pure
  l'adeguamento  alla normativa nazionale che mi è arrivato  tra  gli
  aggiuntivi ed è anche quello di buon senso.
   Però,  se  ammetto  questi  ce ne sono  tanti  altri,  altrettanto
  legittimi;   però,  mentre  su  questi  ci  potrebbe   essere   una
  condivisione,  che  devo  appurare,  con  gli  altri  non   lo   so
  francamente.
   Pertanto, la mia proposta è quella di rinviare i lavori a  martedì
  23  giugno  2015 la trattazione, facendo una valutazione su  questi
  due  emendamenti  che,  per  quello che  riguarda  gli  Uffici,  in
  effetti,  si  tratta  di adeguamento alla normativa  nazionale,  ma
  proceduralmente non hanno seguito il percorso che dovevano seguire,
  cioè  la  presentazione  in Commissione e,  quindi,  si  voterà  di
  conseguenza.
   Io sono dell'avviso, se non c'è nulla in contrario, di rinviare la
  discussione  degli  altri  due articoli e l'approvazione,  con  gli
  emendamenti  ai  quali  ho  fatto  appena  cenno,  a  martedì   23,
  chiaramente con l'impegno di esitare la legge nello stesso  giorno,
  verificando quello che abbiamo fino ad adesso votato.
   Ricordo a tutta l'Aula che giorno 24 faremo la commemorazione  del
  compianto  onorevole Lino Leanza, per cui la  presenza  è  più  che
  dovuta   nei   confronti  di  un  collega  che   ci   ha   lasciato
  prematuramente.

   GRECO Giovanni. A che ora?

   PRESIDENTE. L'Aula è rinviata intanto a martedì 23 alle ore 16.00.
  Sto   preannunciando  che  mercoledì  24  giugno  2015  faremo   la
  commemorazione dell'onorevole Lino Leanza.
   Vorrei  fare anche un altro tipo di ragionamento, scusate, un  po'
  di attenzione da parte dei colleghi parlamentari.
   Come  voi  ben  sapete  abbiamo avviato la  procedura,  così  come
  concordato   in   Conferenza  dei  Capigruppo,  di  rinnovo   delle
  Commissioni,    attenendoci   a   un   criterio   di   ripartizione
  proporzionale.
   È  chiaro che abbiamo avuto negli ultimi due giorni un aumento del
  numero  dei  deputati appartenenti al Gruppo Misto e la  deroga  ai
  cosiddetti minigruppi.
   È  chiaro  che  la situazione non è più quella del  2012,  è  pure
  evidente che il Gruppo Misto non è un Gruppo omogeneo, è un  Gruppo
  eterogeneo.  Per cui sta alla sensibilità dei Gruppi  parlamentari,
  sostanzialmente,  ci  sono  problemi  in  Seconda  Commissione,  la
  Seconda  Commissione  è  ambita,  partendo  dal  presupposto   che,
  comunque,  almeno formalmente la maggioranza deve essere garantita.
  Di  questo  si  tratta, per cui l'appello che  si  fa  agli  stessi
  Capigruppo di maggioranza, di cercare prima del 24 giugno

   CASCIO Francesco. La maggioranza qual è?

   PRESIDENTE. La maggioranza, quella formale, per quella sostanziale
  poi  vedremo,  lo  verificheremo una  volta  che  si  voterà  nelle
  Commissioni. Quindi, è uno sforzo di sensibilità che tra di noi  si
  può  fare. È chiaro che rimane fermo l'impegno di questa Presidenza
  di   dare   la  possibilità  alle  opposizioni  tutte   di   essere
  rappresentate   in  maniera  degna  anche  con  i   vertici   nelle
  Commissioni di riferimento.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 23 giugno 2015,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -Comunicazioni

   II  - Discussione del disegno di legge:

      Disposizioni in materia di composizione dei consigli e  delle
        giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
        consigli circoscrizionali. Disposizioni varie . (n.  980/A)
        (Seguito)

           Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 19.52.

         (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI IN MATERIA DI  COMPOSIZIONE  DEI
  CONSIGLI  E  DELLE GIUNTE COMUNALI, DI STATUS DEGLI  AMMINISTRATORI
  LOCALI  E  DI  CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI. DISPOSIZIONI VARIE .  (N.
  980/A)

   (Evidenziati in rosso ed in grassetto gli emendamenti approvati)

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 1.
     Norme in materia di composizione dei consigli e delle giunte
                               comunali

         1.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     comunali  successivo all'entrata in vigore della presente
     legge,  il  numero  dei componenti dei consigli  comunali
     previsto dall'articolo 43 della legge regionale 15  marzo
     1963,  n.  16  e  successive modifiche e  integrazioni  è
     ridotto  del  20  per cento rispetto alle previsioni  del
     suddetto  articolo,  fatta eccezione  per  i  comuni  con
     popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i  comuni
     capoluogo  di  provincia,  per  i  quali  il  numero  dei
     consiglieri  è ridotto del 10 % rispetto alle  previsioni
     del citato articolo 43.

         2.  Al  comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), dalla legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48   e   successive   modifiche  ed   integrazioni   sono
     introdotte le seguenti modifiche:

         a)   dopo  le  parole  al 20 per cento dei componenti
     dell'organo   elettivo  di  riferimento   aggiungere   le
     parole   ,  arrotondato all'unità  superiore  qualora  il
     rapporto  presenti un risultato decimale pari o superiore
     a 0,1. ;

         b)   le  parole  da   e,  limitatamente  alle  giunte
     comunali,   fino  alla  fine del  comma  sono  sostituite
     dalle  parole   Nei  comuni con popolazione  superiore  a
     5.000  e pari o inferiore a 10.000 abitanti il numero  di
     assessori   è   fissato  a  quattro,   nei   comuni   con
     popolazione superiore a 3.000 e pari o inferiore a  5.000
     abitanti  il numero degli assessori è fissato a tre,  nei
     comuni  con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti
     il numero degli assessori è fissato a due. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   1.8   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.3   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.2   All'articolo  1  apportare  le  seguenti  Commiss
  5    modifiche:                                 ione

         a)  al  comma 1, eliminare le parole  da
        A decorrere  fino a  presente legge .

         b) aggiungere il seguente comma:

          3.   Le   disposizioni   del   presente
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo alla data di entrata in  vigore
       della presente legge. .
   1.4   Al  comma  1,  sostituire le  parole   è  Di
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle Mauro
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Greco
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione G.
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato articolo 43  con le parole  è  così
       composto:
         a)  30 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 500.000 abitanti;
         b)  25 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 250.000 abitanti;
         c)  20 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 100.000 abitanti;
         d)  15 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 50.000 abitanti;
         e)  14 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 30.000 abitanti;
         f)  9  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 10.000 abitanti;
         g)  7  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 5.000 abitanti;
         h)  5  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 3.000 abitanti;
         i) 3 membri negli altri comuni. .
   1.9   Al  comma  1  sostituire le  parole    è  Alongi
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle  D'Asero
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Fontana
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione  Germanà
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i  Lo
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i Sciuto
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato  articolo  43.  con  le  parole   è
       ridotto  del  10 per cento  rispetto  alle
       previsioni del suddetto articolo .
   1.1   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Lo
  7    ridotto  del 20 per cento  con  le  parole Sciuto
        è ridotto del 10 per cento .               Alongi
                                                   D'Asero
                                                   Germanà
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2    eccezione  per  i  comuni con  popolazione
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero di consiglieri è  ridotto
       del   10%  rispetto  alle  previsioni  del
       citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere il periodo che va  Musumec
  4    da    fatta  eccezione   fino  a    citato i
       articolo 43 .                               Formica
                                                   Ioppolo
   1.1   Al  comma  1  sopprimere il  periodo   ,  Siragus
  6    fatta   eccezione   per   i   comuni   con a
       popolazione tra 50.001 e 100.000  abitanti  Cappell
       e  per  i  comuni capoluogo di  provincia, o
       per  i  quali  il numero di consiglieri  è
       ridotto  del 10% rispetto alle  previsioni
       del citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole  per  i  Siragus
  5    comuni   con  popolazione  tra  50.001   e a
       100.000 abitanti e .                        Cappell
                                                  o
   1.2   Alla  fine  del  comma 1  aggiungere  il  Commiss
  6    seguente periodo:                          ione
          Qualora   il   rapporto   presenti   un
       risultato decimale pari o superiore a  0,1
       il  numero  di  consiglieri è  determinato
       con arrotondamento all'unità superiore .
   1.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Barbaga
  3       2.  Per  la  composizione delle  giunte llo
       comunali,  si  applicano  le  disposizioni  Lupo
       dell'articolo  47, comma  1,  del  decreto  Cirone
       legislativo 18 agosto 2000, n.  267.  Sono  Vullo
       abrogate   tutte   le   disposizioni    in
       contrasto. .
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  1.18                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.6   La   lettera  a)  del  comma  2  è  così  Di
       sostituita:                                Mauro
          a)  la  giunta comunale è composta  dal  Greco
       Sindaco che la presiede e da un numero  di G.
       assessori    rideterminate    nel     modo
       seguente:
         1)   10   assessori   nei   comuni   con
       popolazione superiore a 500.000 abitanti;
         2)    9   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 250.000 abitanti;
         3)    8   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 100.000 abitanti;
         4)    7   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 50.000 abitanti;
         5)    6   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 30.000 abitanti;
         6)    5   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 10.000 abitanti;
         7)    4   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 5.000 abitanti;
         8)    3   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 3.000 abitanti. .
   1.1   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  1.23                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  0    parole    Nei   comuni   con   popolazione  D'Asero
       superiore  a  5.000 e pari o  inferiore  a  Germanà
       10.000  abitanti il numero di assessori  è  Lo
       fissato   a   quattro,  nei   comuni   con Sciuto
       popolazione  superiore a 3.000  e  pari  o
       inferiore  a  5.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori  è  fissato  a  tre,  nei
       comuni con popolazione pari o inferiore  a
       3.000  abitanti il numero degli  assessori
       è  fissato  a  due.  con  le  parole   Nei
       comuni  con popolazione da zero  a  10.000
       abitanti il numero di assessori è  fissato
       a quattro. .
         All'art.   1,    comma   2   lett.    b)  Di
   1.2 sostituire  le  parole  da   superiore   a Giacinto
  7    3.000  fino alla fine con le parole   pari
       o  inferiore  a 5.000 abitanti  il  numero
       degli assessore è fissato a tre. .

   1.2   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Di
  4    parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il Giacinto
       numero  degli assessori è fissato  a  tre,  Malafar
       nei   comuni   con  popolazione   pari   o ina
       inferiore  a  3.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori è fissato a due.  con  le
       parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il
       numero degli assessori è fissato da due  a
       quattro,  nel rispetto del tetto di  spesa
       complessivo  degli assessori,  nei  comuni
       con  popolazione pari o inferiore a  3.000
       abitanti  il  numero  degli  assessori   è
       fissato  da  due a quattro,  nel  rispetto
       del   tetto  di  spesa  complessivo  degli
       assessori.
   1.7   Dopo   la  lettera  b)  è  aggiunta   la  Di
       seguente lettera:                          Mauro
            c)  all'articolo  33  della  legge  8  Greco
       giugno   1990  n.  142,  come   introdotto G.
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  e),
       della    legge   regionale   n.   48/1991,
       integrato  dall'articolo  1  della   legge
       regionale  16  dicembre 2008  n.  22  sono
       aggiunte   le  parole   nei   comuni   con
       popolazione  da 1.000 a 2.000  abitanti  ,
       la  giunta comunale è composta dal Sindaco
       che la presiede e da 2 assessori.
   1.1   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Alongi
  1       2   bis.   Ai  fini  di  una   migliore  D'Asero
       partecipazione      democratica       alla  Germanà
       amministrazione della cosa  pubblica,  gli  Lo
       statuti  dei comuni possono prevedere  che Sciuto
       il   numero   dei  componenti,   sia   del
       consiglio  comunale che  degli  assessori,
       possa  essere maggiore di quello stabilito
       dalla  presente  legge,  purché  la  spesa
       derivante  e  gravante  sul  bilancio  del
       comune  non  superi  la spesa  complessiva
       che  lo  stesso  comune  sopporterebbe   a
       seguito  della applicazione della presente
       legge regionale.
   1.2   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Milazzo
  2       2 bis. Le disposizioni dei commi 1 e  2 G.
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo  Falcone
       rinnovo elettorale.                         Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 2.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
           in materia di status degli amministratori locali

         1.  La  misura massima delle indennità di funzione  e
     dei  gettoni  di  presenza di cui all'articolo  19  della
     legge  regionale  23 dicembre 2000, n.  30  e  successive
     modifiche  e  integrazioni è commisurata alle  previsioni
     di  cui alla tabella  A  allegata al Regolamento adottato
     con  decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
     n.  119  e successive modifiche ed integrazioni,  di  cui
     all'articolo  82,  comma  8 del  decreto  legislativo  18
     agosto   2000,   n.   267  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni.  Al  presidente del  consiglio  comunale  è
     attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore  dei
     comuni della stessa classe demografica.

         2.  All'articolo 20 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche e integrazioni sono apportate  le
     seguenti modifiche:

         a)  al  comma  1 le parole  si protraggano  oltre  la
     mezzanotte     sono   sostituite   dalle    parole     si
     protraggano oltre le due ;

         b)  al  comma  2  le parole  hanno  diritto,  per  la
     partecipazione  alle sedute, di assentarsi  dal  servizio
     per  l'intera  giornata   sono  sostituite  dalle  parole
      hanno  diritto di assentarsi dal servizio per  il  tempo
     strettamente  necessario alla partecipazione  a  ciascuna
     seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo  della
     riunione  e  rientrare al posto di  lavoro  nella  misura
     massima  di  un'ora prima e di un'ora dopo lo svolgimento
     della seduta. .

         3.  Fermo restando quanto disposto dagli articoli  18
     e  20  della  legge  regionale n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e  integrazioni  in  materia  di  aspettative
     nonché  di permessi e licenze degli amministratori  degli
     enti  locali  della  Regione, i  rimborsi  a  favore  del
     datore  di  lavoro di cui al comma 5 del citato  articolo
     20   della   legge  regionale  n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e   integrazioni   sono   corrisposti   dalla
     amministrazione locale competente nel limite  massimo  di
     1/3   dell'indennità  spettante  al  rispettivo  sindaco,
     fatta   eccezione   per   i   rimborsi   relativi    agli
     amministratori   dei  comuni  con  popolazione   pari   o
     inferiore  a  10.000  abitanti, per  i  quali  il  limite
     previsto  dal presente comma è pari al 50% della medesima
     indennità.

         4.  All'articolo 21 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
     seguenti modifiche:

         a) il comma 4 è soppresso;
  b) al comma 5 le parole da  e che, in ragione del loro mandato
  fino a  modifiche ed integrazioni  sono sostituite dalle parole  ,
  spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
  sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute
  dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la
  presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
  delle funzioni proprie o delegate. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   2.4   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  3                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.6   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.5   Il comma 1 è così sostituito:             Di
          1.  La  misura massima delle  indennità Mauro
       di  funzione e dei gettoni di presenza  di  Greco
       cui  al  comma  2 dell'articolo  19  della G.
       legge  regionale  n. 30  del  23  dicembre
       2000    e    successive    modifiche     e
       integrazioni,   è   determinata    secondo
       quanto   previsto   dalla   tabella     A
       allegata   al  Regolamento  adottato   con
       decreto  del 4 aprile 2000 n.  119  e  sue
       successive  modifiche e  integrazioni,  di
       cui  all'articolo 82, comma 8 del  decreto
       legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e  sue
       successive   modifiche   e   integrazioni,
       decurtata del 20%. .
   2.3   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Commiss
  7    commisurata alle previsioni di  cui  alla  ione
       con  le  parole  è pari a quella  prevista
       dalla .
   2.1   Al  comma  1, dopo le parole  successive  Siragus
  9    modifiche   ed  integrazioni    aggiungere a
        non è comunque consentito erogare più  di  Cappell
       un  gettone  al giorno, anche in  caso  di o
       partecipazione  a più di  una  seduta  dei
       relativi organi consiliari. .
   2.3   Al   comma   1,   dopo  le   parole    e  Laccoto
  3    successive   modifiche  ed   integrazioni   Panarel
       sono  aggiunte  le  parole:   fatto  salvo lo
       che,  nella  parte relativa ai gettoni  di  Vullo
       presenza  dei  consiglieri  comunali,   la  Arancio
       dimensione demografica degli scaglioni  da
       30.001 a 500.000 è così rideterminata:  da
       30.001 a 200.000 e da 200.001 a 500.000 .
   2.1   Al   comma   1,  alla  fine  del   primo  Rinaldi
  2    periodo,  dopo  le  parole   del   decreto  Sudano
       legislativo  18  agosto  2000,  n.  267  e  Alloro
       successive   modifiche  ed   integrazioni   Vinciul
       aggiungere  le seguenti:  a decorrere  dal lo
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge. .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  4    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le  parole  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
       indennità pari all'80 per cento di  quella
       spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
       hanno  diritto a percepire un  gettone  di
       presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad un  quarto
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  5    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le parole:  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
   Seg indennità  pari al 60 per cento di  quella
  ue   spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
   seg hanno  diritto a percepire un  gettone  di
  ue   presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad  un  terzo
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  2    seguente:                                  G.
          1     bis.    Al    Presidente    della  Falcone
       circoscrizione    è    corrisposta     una  Savona
       indennità  pari  a quella  corrisposta  al  Assenza
       Consigliere di circoscrizione.              Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  1    seguente:                                  G.
          1  bis.  L'indennità stabilita per  gli  Falcone
       Assessori  non  può in ogni caso  superare  Savona
       il  70% dell'importo massimo percepito dai  Assenza
       consiglieri comunali. .                     Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.1   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  6    seguente:                                  G.
          1   bis.   L'indennità   dell'Assessore  Falcone
       comunale non può superare l'indennità  del  Savona
       Consigliere comunale.                       Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis. All'articolo 19, comma 12  bis,
       della legge regionale 23 dicembre 2000  n.
       30,  è  aggiunto il seguente periodo:   La
       corresponsione dei gettoni di  presenza  è
       in  ogni caso esclusa, ove una seduta  sia
       dichiarata   deserta  per   mancanza   del
       numero legale.'.
   2.8   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Figucci
  2                                               a
                                                  Falcone
                                                  Assenza
                                                  Federico
                                                  Grasso
                                                   Milazzo
                                                  G.
                                                  Papale
                                                   Savona
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Cascio
  5                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  9                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   2.1   Al  comma 2 sopprimere le lettere  a)  e  Rinaldi
       b)                                          (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  2.28                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Cascio
  6                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.2   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Cascio
  4                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  1    parole   nella  misura massima  di  un'ora  D'Asero
       prima  e  di  un'ora dopo  lo  svolgimento  Germanà
       della   seduta.   con  le  parole    nella  Lo
       misura  massima di due ore prima e di  due Sciuto
       ore dopo lo svolgimento della seduta.
   2.1   Al  comma 2, lettera b) le parole  nella  Zito
  8    misura massima di un'ora e di un'ora  dopo Mangiaca
       lo    svolgimento   della   seduta    sono vallo
       sostituite  dalle  parole   nella   misura Cancelle
       massima  di 30 minuti e di 30 minuti  dopo ri
       lo svolgimento della seduta .              Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   2.7   Al  comma  2,  dopo  la  lettera  b)   è  Di
       aggiunta la seguente lettera:              Mauro
          c)   i   consiglieri   comunali   hanno  Greco
       diritto   a   percepire  un   gettone   di G.
       presenza  al  giorno per la partecipazione
       a  consigli e commissioni anche in caso di
       partecipazioni a più sedute  nella  stessa
       giornata.  In  nessun  caso  si   potranno
       accumulare più di 20 gettoni al mese.
   2.9   Il comma 3 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.4   Il comma 3 è sostituito dal seguente:     Sudano
  0       3.   All'articolo  20,  comma  5  della  Ruggire
       legge  regionale 23 dicembre 2000, n.  30, llo
       le   parole    pari  a  due  terzi    sono  Anselmo
       sostituite dalle parole  pari ad un  terzo  Nicotra
       o,    limitatamente    ai    Comuni    con  Sammart
       popolazione  inferiore a  10.000  abitanti ino
       pari alla metà  .
   2.3   Al   comma  3  eliminare  le  parole  da  Commiss
  8     Fermo restando  a  della Regione .        ione

   2.1   Al   comma  3  le  parole   nel   limite  Zito
  7    massimo  di  1/3   sono  sostituite  dalle Mangiaca
   I   parole   nel limite massimo di 1/4 ed  1/5 vallo
  part nelle   città   di  Catania,   Messina   e Cancelle
  e    Palermo .                                  ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Al  comma 3 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2.13 eccezione  per  i rimborsi  relativi  agli
       amministratori dei comuni con  popolazione
       pari o inferiore a 10.000 abitanti, per  i
       quali  il  limite  previsto  dal  presente
       comma   è   pari  al  50%  della  medesima
       indennità .
   2.1   Al   comma  3   è  pari  al  50%   della  Zito
  7    medesima    indennità    sono   sostituite Mangiaca
   II  dalle   parole   è  pari  ad   1/3   della vallo
  part medesima indennità .                       Cancelle
  e                                               ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Il comma 4 è soppresso                    Di
  2.10                                            Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 4 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al  comma 4, sopprimere le lettere a)  e  Milazzo
  5    b)                                         G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al comma 4 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Lombard
  2.20 comma:                                     o
          5.   Le   disposizioni   del   presente  Di
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal Mauro
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge .
   2.2   Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Milazzo
  4    comma:                                     G.
          5.  Le  disposizioni di  cui  sopra  si  Falcone
       applicano     dal     prossimo     rinnovo  Savona
       elettorale.                                 Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.4   All'articolo  2, comma  1,  del  DDL,  è  Governo
  1    aggiunto il seguente periodo:
          Il  dipendente di un ente locale eletto
       alla  carica di sindaco presso  il  Comune
       di  servizio  percepisce  un'indennità  di
       carica  in  ogni  caso  non  inferiore  al
       trattamento   economico   complessivo   in
       godimento all'atto dell'insediamento. .

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 3.
                        Adeguamento dei comuni

  1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
    disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
    trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   3.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   3.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.5   Al   comma   1  sostituire   la   parola  Milazzo
        sessanta  con  trenta .                   G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.1   Al  comma 1, sostituire le parole   alle  Commiss
  1    disposizioni  in  essa contenute   con  le ione
       parole   alle  disposizioni  di  cui  agli
       articoli  1  e 2  e sostituire  le  parole
        quanto  previsto dagli articoli  1  e  2
       con   le   parole   quanto  previsto   dai
       medesimi articoli .
   3.1   Al  comma 1, il secondo periodo  è  così  Sudano
  0    sostituito:     In   caso    di    mancato  Ruggire
       adempimento  entro i termini si  applicano llo
       le  procedure di cui all'articolo 24 della  Anselmo
       Legge  Regionale 3 dicembre 1991,  n.  44.  Nicotra
       Le  disposizioni di cui agli articoli 1  e  Sammart
       2  trovano applicazione anche in  caso  di ino
       mancato    adeguamento    degli    Statuti
       comunali.
   3.1   Al   comma  1,  il  secondo  periodo   è  Sudano
  2    sostituto  dal seguente:  Le  disposizioni  Ruggire
       di   cui  agli  articoli  1  e  2  trovano llo
       applicazione  anche  in  caso  di  mancato  Anselmo
       adeguamento degli Statuti comunali.         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   3.9   Al  comma 1, sostituire le parole   1  e  Di
       2  con  1, 2 e 5 .                         Giacinto
   3.2   Al   comma   1  aggiungere  le  seguenti  Lombard
       parole  :    Le disposizioni del  presente o
       articolo,  si  applicano a  decorrere  dal  Di
       primo rinnovo dei consigli comunali e  dei Mauro
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   3.3   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2.  Le  disposizioni di cui al comma  1 G.
       si   applicano,  a  decorrere  dal   primo  Falcone
       rinnovo  dei consigli comunali, successivo  Savona
       alla  data  di  entrata  in  vigore  della  Assenza
       presente legge.                             Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.4   Aggiungere il seguente comma:             Lo
          2.   Le   disposizioni  di   cui   agli Sciuto
       articoli  1  e 2 della presente  legge  si  Alongi
       applicano  a  decorrere dal primo  rinnovo  D'Asero
       dei   consigli  comunali  successivo  alla  Germanà
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge.
   3.6   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2. Le disposizioni di cui agli          G.
       articoli precedenti si applicano dal        Falcone
       prossimo rinnovo elettorale.                Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 4.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
               in materia di trasparenza amministrativa

    1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
       21 è aggiunto il seguente:

                             Art. 21 bis.
           Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali

         1.  Al fine di garantire la massima trasparenza nelle
     pubblica   amministrazione,  tutte  le  spese  a   carico
     dell'ente  per i rimborsi e per i gettoni ai  consiglieri
     comunali   sono   pubblicate   nel   sito   istituzionale
     dell'ente.

         2.  I  comuni predispongono nei propri siti  internet
     una   sezione  dedicata  ai  consigli  comunali  ed  alle
     singole  commissioni dove sono inseriti  gli  ordini  del
     giorno,  i  verbali  delle commissioni  e  dei  consigli,
     l'orario  di  inizio e di fine delle  commissioni  e  dei
     consigli comunali. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   4.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   4.6   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.7   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.8   Al  comma 1 prima delle parole  Al  fine  Sudano
       di  garantire  aggiungere le parole  Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   4.1   Al  comma 1, Art. 21 bis, sopprimere  il  Rinaldi
       comma 2                                     (*)
   4.5   Al  comma  1, Art. 21 bis, al  comma  2,  Zito
       dopo  le parole:  e dei consigli comunali  Mangiaca
       aggiungere  la  seguente  frase:    nonché vallo
       l'attività consiliare degli eletti con  la Cancelle
       possibilità  di poter scaricare  dal  sito ri
       del comune gli atti depositati .           Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   4.3   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Ai  fini della pubblicità  dei Mauro
       lavori  delle  commissioni  consiliari,  è  Greco
       fatto  obbligo ai comuni di adeguare entro G.
       120    giorni   i   propri    statuti    e
       regolamenti,   all'utilizzo   della   rete
       Internet e delle trasmissioni video  delle
       sedute delle commissioni consiliari.
   4.4   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Gli  enti locali,  per  quanto Mauro
       attiene  la  riduzione delle misure  delle  Greco
       indennità  di  funzione e dei  gettoni  di G.
       presenza   in  attuazione  della  presente
       norma,  dovranno  produrre all'Assessorato
       Regionale delle Autonomie Locali  e  della
       Funzione   Pubblica  alla  data   del   31
       dicembre    di   ogni   anno,    specifica
       certificazione   attestante    l'effettiva
       riduzione  di spesa conseguita  alla  data
       del   31  dicembre  dell'anno  precedente.
       L'assessore,  riscontrata  la   differenza
       tra l'ammontare delle economie di cassa  e
       la   riduzione   dei  trasferimenti,   con
       propri  decreti  adegua la  dotazione  per
       l'anno    di    riferimento   del    Fondo
       straordinario  di  cui all'art.  30  della
       legge   regionale  n.  5  del  28  gennaio
       2014.

    ¥³´¯¤¥¬¤©³¥  ¯¤© ¥  ¥

                               Art. 5.
              Soppressione delle commissioni consiliari
     nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti

         1.  Al  comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), della legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48  e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
     all'inizio le parole  Nei comuni con popolazione  pari  o
     inferiore a 10.000 abitanti, .

         2.  I  comuni adeguano i propri statuti e regolamenti
     entro  centoventi giorni della data di entrata in  vigore
     della presente legge.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   5.3   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   L'articolo è soppresso                    Sudano
  3                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   5.1   Il comma 1 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   5.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Al  comma 1, sostituire le parole   pari  Commiss
  1    o inferiore  con la parola  superiore .    ione
   5.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,  n.   48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)   dopo  la  parola   organizzazione',
       sopprimere  le  parole   e  le  forme   di
       pubblicità dei lavori';
         b)  dopo  la parola  diffusi' aggiungere
       il   seguente  periodo   Le  sedute  delle
       commissioni  consiliari  sono   pubbliche,
       salvi  i casi previsti dal regolamento,  e
       si  tengono  preferibilmente  in  un  arco
       temporale non coincidente con l'orario  di
       lavoro dei partecipanti.'.
   5.6   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Siragus
       seguente:                                  a
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31  Cappell
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come o
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,  n.   48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)  dopo  le parole  interessi diffusi.
       Aggiungere:   I  lavori delle  commissioni
       consiliari sono pubblici, è fatto  obbligo
       ai  comuni siciliani di adeguare i  propri
       Statuti  ed i propri regolamenti indicando
       l'utilizzo  della  rete Internet  e  della
       trasmissione  video  delle  sedute   delle
       commissioni   consiliari,   quale    forma
       prevalente di pubblicità dei lavori. ;
         b)  le  parole  e le forme di pubblicità
       dei lavori  sono soppresse.
   5.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.9   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Il comma 2 è soppresso                    Di
  0                                               Giacinto
   5.1   Al  comma 2 dopo la parola  regolamenti   Commiss
  2    inserire  le parole  alle disposizioni  di ione
       cui al comma 1 .

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 6.
            Norme in materia di consigli circoscrizionali

         1.  Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta
     eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina.

         2.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     circoscrizionali successivo all'entrata in  vigore  della
     presente  legge,  il numero dei componenti  dei  consigli
     circoscrizionali  di  cui  al comma  4  dell'articolo  13
     della  legge  8  giugno  1990, n.  142,  come  introdotto
     dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),  della   legge
     regionale   11   dicembre  1991,  n.  48,  e   successive
     modifiche  ed integrazioni è ridotto del 20%  rispetto  a
     quanto  previsto dal citato articolo 13 e, comunque,  non
     può  essere  superiore a 10, compreso il  presidente  del
     consiglio circoscrizionale.

         3.  Sono  abrogate  le  norme  in  contrasto  con  il
     presente articolo.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   6.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  5                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.9   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Gucciar
          1.   Fatta  eccezione  per   le   città di
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e
       Messina, i presidenti ed i consiglieri  di
       circoscrizioni, dalla data di  entrata  in
       vigore    della   presente   legge,    non
       percepiranno    compensi,    gettoni    di
       presenza,    indennità,    emolumenti    o
       rimborsi,   a   qualunque  titolo   e   in
       qualsiasi forma. E' fatto altresì  divieto
       agli  Statuti ed ai Regolamenti dei Comuni
       di  prevedere l'attribuzione di  compensi,
       gettoni     di     presenza,    indennità,
       emolumenti o rimborsi, a qualunque  titolo
       e   in  qualsiasi  forma,  a  favore   dei
       presidenti   e   dei   consiglieri   delle
       circoscrizioni .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Musumec
  0       1.   Fatta  eccezione  per   le   città i
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Formica
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei  Ioppolo
       Comuni      non     possono     attribuire
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Ruggire
  2       1.   Fatta  eccezione  per   le   città llo
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Sammart
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei ino
       Comuni      non     possono     attribuire  Sudano
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,  Nicotra
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Figucci
  1       1.   Fatta  eccezione  per   le   città a
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e Falcone
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei Assenza
       Comuni      non     possono     attribuire Federico
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza, Grasso
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in  Milazzo
       qualsiasi forma siano percepiti, a  favore G.
       degli    amministratori    dei    consigli Papale
       circoscrizionali.                           Savona
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Venturi
  0       1.  Fatta  eccezione per  i  Comuni  di no
       Palermo,  Catania e Messina, per  i  quali  Fazio
       si  applica  la  normativa  previgente,  i
       Comuni  con popolazione superiore a 50.000
       abitanti  possono  prevedere  nei   propri
       statuti   e  regolamenti  i  consigli   di
       circoscrizione,   tutti   gli    incarichi
       esercitati dai loro organi sono  a  titolo
       gratuito, ed in nessun caso gli statuti  e
       i    regolamenti   dei   Comuni   potranno
       prevedere  gettoni di presenza  e/o  altro
       emolumento a carico degli stessi Comuni .

   6.7   Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:   Cirone
          1   bis.  Alle  città  con  popolazione  Marzian
       superiore    ai   100.000    abitanti    è o
       consentita  l'istituzione di  consigli  di  Lupo
       circoscrizione  fino  a  un   massimo   di  Vinciul
       cinque.  Il numero dei consiglieri  eletti lo
       in   ogni  singola  circoscrizione   viene
       fissato  da  un  minimo  di  cinque  a  un
       massimo di otto rappresentanti sulla  base
       delle    popolazioni    residenti    nelle
       rispettive circoscrizioni  .
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   6.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  5                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   6.3   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Di
          2.  A  decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   il  numero  dei  componenti   dei
       consigli circoscrizionali di cui al  comma
       4  dell'articolo 13 della legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 50% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque,  non può essere superiore  a  7,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale.
   6.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Venturi
  9       2. Nei comuni di cui al primo comma,  e no
       nei  Comuni di Palermo, Catania e Messina,  Fazio
       a  decorrere  dalla prima  costituzione  o
       primo       rinnovo      dei      consigli
       circoscrizionali  successivo   all'entrata
       in  vigore della presente legge, il numero
       dei      componenti      dei      consigli
       circoscrizionali  di  cui   al   comma   4
       dell'articolo  13  della  legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  l , comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 20% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque, non può essere superiore  a  l0,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale. ".
   6.2   Al  comma 2, eliminare le parole  da   è  Commiss
  2    ridotto  a  e comunque .                   ione
   6.8   Al  comma  2  sostituire  le  parole   è  Alongi
       ridotto   del   20%  rispetto   a   quanto  D'Asero
       previsto   dal  citato  articolo   13   e,  Germanà
       comunque, non può essere superiore  a  10,  Lo
       compreso   il  presidente  del   consiglio Sciuto
       circoscrizionale.   con   le   parole    è
       ridotto   del   15%  rispetto   a   quanto
       previsto dal citato articolo 13.
   6.1   Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:    Di
  1       2  bis.  A decorrere dal primo  rinnovo Mauro
       dei  consigli circoscrizionali  successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,    nei   comuni   con   popolazione
       compresa  tra  i 250 mila  e  i  500  mila
       abitanti,        fino        all'effettivo
       decentramento  delle  competenze  di   cui
       all'art.   13   legge   n.   142/90,    ai
       presidenti  dei consigli di circoscrizione
       è  corrisposta  un'indennità  di  funzione
       nella  misura  massima del 50%  di  quella
       spettante per i sindaci.
         2   ter.  All'amministratore  cui  venga
       corrisposta   l'indennità   di   cui    al
       precedente  punto  1,  non  spetta   alcun
       gettone  di presenza per le partecipazioni
       di sedute dell'organo collegiale.

   6.1   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  8                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.6   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Di
            4. A decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   nei  comuni  dove  insistono   le
       circoscrizioni    di   decentramento,    i
       Consigli Comunali, entro 180 giorni  dalla
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge,   dovranno   definire   l'iter   di
       assegnazione    delle   competenze    alle
       circoscrizioni;                  trascorso
       infruttuosamente  tale termine,  ai  sensi
       dell'articolo 17 del testo  Unico  di  cui
       al  decreto legislativo n. 267 del 2000  e
       sue  successive  modifiche e  integrazioni
       le stesse saranno soppresse.
   6.2   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Sudano
  4     4.    Ai    Presidenti    dei    Consigli  Ruggire
       Circoscrizionali       è       corrisposta llo
       un'indennità nella misura massima  fissata  Anselmo
       dall'articolo   7  del  decreto   di   cui  Nicotra
       all'articolo  2, comma 1.  Ai  consiglieri  Sammart
       delle  Circoscrizioni  è  corrisposto   un ino
       gettone  di presenza nella misura  massima
       fissata   dall'articolo  8  dallo   stesso
       Decreto  di cui all'articolo 2,  comma  1.
       In  nessun  caso l'importo corrisposto  al
       consigliere   in   ciascun   mese    potrà
       eccedere   la  misura  di  un  terzo   del
       trattamento  previsto  per  il  Presidente
       del relativo consiglio circoscrizionale.
   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  3         4.  Le  Circoscrizioni che,  a  causa G.
       dell'elezione     del    Presidente     di  Falcone
       Circoscrizione, hanno aumentato il  numero  Savona
       dei    componenti   del    consiglio    di  Assenza
       circoscrizione,   hanno    l'obbligo    di  Federic
       diminuirlo a partire dal prossimo  rinnovo o
       elettorale. .                               Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Dopo  il  comma 3 aggiungere il seguente  Commiss
  3    comma:                                     ione
          Le  disposizioni di cui al comma 1  non
       si      applicano      ai      consiglieri
       circoscrizionali in carica  alla  data  di
       entrata in vigore della presente legge.

   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  4         4.  Le  disposizioni di cui ai  commi G.
       precedenti   si  applicano  dal   prossimo  Falcone
       rinnovo elettorale .                        Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 7.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

    1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
       successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

                             Articolo 18.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

         1.  E'  fatto obbligo alle amministrazioni  comunali,
     ai   liberi  Consorzi  comunali  nonché  alle  unioni  di
     comuni,  fermo  restando le disposizioni a  tutela  della
     privacy,  di rendere noti per estratto, entro tre  giorni
     dalla   loro  emanazione,  tutti  gli  atti  deliberativi
     adottati  dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni
     sindacali e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini  di
     pubblicità  notizia.  Le  delibere  della  giunta  e  del
     consiglio  comunale  rese immediatamente  esecutive  sono
     pubblicate  entro i 7 giorni successivi all'approvazione.
     In  caso di mancato rispetto dei suddetti termini  l'atto
     è nullo.

         2.   E'  fatto  obbligo  alle  aziende  pubbliche  ex
     municipalizzate  di  rendere  noti  nel  rispettivo  sito
     internet  tutti  gli  atti  adottati  dal  consiglio   di
     amministrazione  e  le  determinazioni  presidenziali   e
     dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui  al
     comma 1. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   7.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   7.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.5   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Prima  delle  parole  E'  fatto  obbligo  Sudano
  2    alle     aggiungere   le   parole    Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   7.1   Al   comma   1,  sostituire  le   parole  Commiss
  0     rendere    noti    per   estratto     con ione
        pubblicare  per estratto  nei  rispettivi
       siti internet .
   7.9   Al  comma 1 sostituire le parole   entro  Commiss
       tre  giorni   con le parole   entro  sette ione
       giorni   e  le parole  entro  i  7  giorni
       successivi   all'approvazione    con    le
       parole        entro       tre       giorni
       dall'approvazione .
   7.8   Al  comma 1, sostituire le parole  entro  Di
       tre  giorni dalla loro emanazione  con  le Giacinto
       parole   entro  sette  giorni  dalla  loro
       emanazione .
   7.6   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Al   comma   2  sostituire   le   parole  Commiss
  1     rendere   noti    con    pubblicare    ed ione
       eliminare le parole  di pubblicazione .
   7.2   Aggiungere il seguente articolo:          Di
          Art. 7 bis.                             Mauro
         1.  Le disposizioni della presente legge  Lombard
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo o   Greco
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei G.
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge.
   7.3   Aggiungere il seguente articolo:          Lombard
          Art. 7 bis.                             o
         1.   Le   disposizioni  della   presente  Di
       legge, si applicano a decorrere dal  primo Mauro
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   7.4   Aggiungere il seguente articolo:          Milazzo
          Art. 7 bis.                             G.
         1.  I  Comuni entro trenta giorni  dalla  Falcone
       pubblicazione della presente  legge  hanno  Savona
       l'obbligo  di  adeguare i  propri  statuti  Assenza
       alle norme vigenti.                         Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Aggiungere il seguente articolo:          Sudano
  3       Art.    7    bis.   Decorrenza    delle  Ruggire
       disposizioni.                              llo
         1.  Le disposizioni di cui agli articoli  Anselmo
       1,  2  commi  1 e 2, 5 e 6 si applicano  a  Nicotra
       ciascun  Comune a decorrere dalla scadenza  Sammart
       naturale dei relativi organi in carica  o, ino
       per  i Comuni soggetti a Commissariamento,
       dalla  prima  elezione  di  rinnovo  degli
       organi.

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 8.
                             Norma finale

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
     e di farla osservare come legge della Regione.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato