Presidenza del Presidente Ardizzone
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Cooperative di abitazione, passaggio in proprietà delle aree
concesse in diritto di superficie. (n. 1005)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Panarello,
Cracolici, Arancio, Ferrandelli, Marziano, Milazzo A. e Raia in
data 17 giugno 2015.
- Vendita dei prodotti agricoli. (n. 1006)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano in
data 17 giugno 2015.
- Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo. (n. 1007)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano in
data 17 giugno 2015.
- Istituzione del reddito minimo di sostegno. (n. 1008)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 18 giugno 2015.
- Turismo enogastronomico. Costituzione enoteche regionali. (n.
1009)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 18 giugno 2015.
- Norme a favore di soggetti incontinenti e stomizzati della
Regione Siciliana. (n. 1010)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza in
data 18 giugno 2015.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riordino consorzi di ricerca. (n. 985)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 19 giugno 2015.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme riguardanti la sepoltura o la cremazione degli animali da
compagnia (n. 986)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 19 giugno 2015.
PARERE I.
Comunicazione relativa a questione di legittimità
costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Gela - Sezione civile,
ufficio lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria, con
l'ordinanza prot. n. 1310/14 del 4 novembre 2014 ha dichiarato
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 8, comma 1 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21, nella parte in cui sancisce il
divieto di erogare il trattamento pensionistico, di natura
sostitutiva, già maturato e goduto dal lavoratore grazie alla
normativa regionale illo tempore applicabile, sino all'emanazione
di una legge, statale o regionale, che ne definisca l'ambito di
applicazione, i presupposti, l'entità e la relativa copertura a
carico dei rispettivi bilanci, in relazione agli articoli 36, primo
comma, 38, commi secondo, terzo, quarto e quinto, 3, commi primo e
secondo e 2 della Costituzione, disponendo la trasmissione degli
atti alla Corte Costituzionale.
Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE comunico che la Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV) nella seduta n. 220 del 16 giugno 2015 ha
approvato la risoluzione Prassi condivise di controllo e vigilanza
ambientale nel SIN di Priolo-Melilli-Augusta (n. 22/IV).
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea il 23 giugno 2015 e protocollata al n. 6030/AulaPG
di pari data, l'on. Forzese ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare Il Megafono - Lista Crocetta .
Pertanto, a decorrere dal 23 giugno 2015, lo stesso deputato cessa
contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare Patto dei
Democratici per le riforme .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreti del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
seguenti decreti del Presidente dell'Assemblea, tutti del 23 giugno
2015.
RAGUSA, segretario:
REPUBBLICA ITALIANA
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTA la nota prot. n. 5560/SGPG del 10 giugno
2015, con la quale l'on. Cordaro, Presidente
del Gruppo Grande Sud - PID - Cantiere
popolare verso Forza Italia, ha chiesto
l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 23 del Regolamento
interno, del Gruppo parlamentare denominato
Grande Sud - PID - Cantiere popolare verso
Forza Italia;
CONSIDERAT che il Consiglio di Presidenza, nella seduta
O n. 33 dell'11 giugno 2015, ha ritenuto
sussistenti le condizioni previste dal comma 3
dell'articolo 23 del Regolamento interno ed, in
particolare, quella dell'elezione dei
componenti in almeno due circoscrizioni, e,
come dimostrato nella predetta nota, quella
dell'organizzazione del partito o movimento
nell'intera Regione;
VISTO il Regolamento interno ed in particolare
l'articolo 23;
DECRETA
Articolo 1 È autorizzato il mantenimento del Gruppo
- parlamentare denominato Grande Sud - PID -
Cantiere popolare verso Forza Italia, composto
dagli onorevoli Salvatore Cordaro, Roberto
Clemente, Giuseppe Gennuso, Bernadette Felice
Grasso.
Articolo 2 Il presente decreto sarà comunicato
- all'Assemblea.
REPUBBLICA ITALIANA
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTE le note prot. n. 5515/SGPG del 10 giugno 2015
e n. 5629/SGPG dell'11 giugno 2015, con le
quali l'on. Di Giacinto, Presidente del Gruppo
Il Megafono - Lista Crocetta, ha chiesto
l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 23 del Regolamento
interno, del Gruppo parlamentare denominato Il
Megafono - Lista Crocetta;
CONSIDERATO che il Consiglio di Presidenza, nella seduta
n. 34 del 16 giugno 2015, esaminata la
documentazione trasmessa dal Presidente del
Gruppo, on. Di Giacinto, con nota prot. n.
5629/SGPG dell'11 giugno 2015, ad integrazione
della precedente nota prot. n. 5515/SGPG del 10
giugno 2015, sottoposta alla valutazione del
Consiglio di Presidenza nella seduta n. 33
dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
condizioni previste dal comma 3 dell'articolo
23 del Regolamento interno ed, in particolare,
quella dell'elezione dei componenti in almeno
due circoscrizioni, e, come dimostrato nelle
predette note, quella dell'organizzazione del
partito o movimento nell'intera Regione;
VISTO il Regolamento interno ed in particolare
l'articolo 23;
DECRETA
Articolo 1 È autorizzato il mantenimento del Gruppo
- parlamentare denominato Il Megafono - Lista
Crocetta, composto dagli onorevoli Giovanni Di
Giacinto, Antonio Malafarina, Salvatore Oddo.
Articolo 2 Il presente decreto sarà comunicato
- all'Assemblea.
REPUBBLICA ITALIANA
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTE le note prot. n. 5565/SGPG del 10 giugno 2015
e n. 5630/SGPG dell'11 giugno 2015, con le
quali l'on. Formica, Presidente del Gruppo
Lista Musumeci verso Forza Italia, ha chiesto
l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 23 del Regolamento
interno, del Gruppo parlamentare denominato
Lista Musumeci verso Forza Italia;
CONSIDERATO che il Consiglio di Presidenza, nella seduta
n. 34 del 16 giugno 2015, esaminata la
documentazione trasmessa dal Presidente del
Gruppo, on. Formica, con nota prot. n.
5630/SGPG dell'11 giugno 2015, ad integrazione
della precedente nota prot. n. 5565/SGPG del 10
giugno 2015, sottoposta alla valutazione del
Consiglio di Presidenza nella seduta n. 33
dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
condizioni previste dal comma 3 dell'articolo
23 del Regolamento interno ed, in particolare,
quella dell'elezione dei componenti in almeno
due circoscrizioni, e, come dimostrato nelle
predette note, quella dell'organizzazione del
partito o movimento nell'intera Regione;
VISTO il Regolamento interno ed in particolare
l'articolo 23;
DECRETA
Articolo 1 È autorizzato il mantenimento del Gruppo
- parlamentare denominato Lista Musumeci verso
Forza Italia, composto dagli onorevoli Santi
Formica, Giovanni Ioppolo, Sebastiano Musumeci.
Articolo 2 Il presente decreto sarà comunicato
- all'Assemblea.
REPUBBLICA ITALIANA
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTE le note prot. n. 5551/SGPG del 10 giugno 2015
e n. 5698/SGPG del 16 giugno 2015, con le quali
l'on. Di Mauro, Presidente del Gruppo Partito
dei siciliani - MPA, ha chiesto
l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 23 del Regolamento
interno, del Gruppo parlamentare denominato
Partito dei siciliani - MPA;
CONSIDERATO che il Consiglio di Presidenza, nella seduta
n. 34 del 16 giugno 2015, esaminata la
documentazione trasmessa dal Presidente del
Gruppo, on. Di Mauro, con nota prot. n.
5698/SGPG del 16 giugno 2015, ad integrazione
della precedente nota prot. n. 5551/SGPG del 10
giugno 2015, sottoposta alla valutazione del
Consiglio di Presidenza nella seduta n. 33
dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
condizioni previste dal comma 3 dell'articolo
23 del Regolamento interno ed, in particolare,
quella dell'elezione dei componenti in almeno
due circoscrizioni, e, come dimostrato nelle
predette note, quella dell'organizzazione del
partito o movimento nell'intera Regione;
VISTO il Regolamento interno ed in particolare
l'articolo 23;
DECRETA
Articolo 1 È autorizzato il mantenimento del Gruppo
- parlamentare denominato Partito dei siciliani -
MPA, composto dagli onorevoli Giovanni Roberto
Di Mauro, Cataldo Fiorenza, Giovanni Greco,
Salvatore Lombardo.
Articolo 2 Il presente decreto sarà comunicato
- all'Assemblea.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta orale:
N. 2714 - Notizie in merito all'anomalo cedimento del viadotto
'Scorciavacche' sulla Palermo-Agrigento, nei pressi di Mezzojuso.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe; Savona
Riccardo
N. 2717 - Realizzazione degli interventi necessari alla
costruzione della cittadella giudiziaria nei locali dell'ex
presidio ospedaliero Ascoli Tomaselli di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2718 - Notizie in merito alla richiesta di pagamento da parte
dell'EAS di fatture per eccedenze 2008-2009.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca
mediterranea
Oddo Salvatore
N. 2719 - Iniziative in ordine all'accordo comunitario con il
Marocco in difesa dell'agricoltura siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca
mediterranea
Vinciullo Vincenzo
N. 2720 - Chiarimenti sulla rideterminazione degli aggregati di
spesa provinciali destinati a centri di riabilitazione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2711 - Interventi urgenti per la salvaguardia
occupazionale dei lavoratori degli enti della formazione
professionale in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Figuccia Vincenzo
N. 2712 - Manutenzione e risorse in favore degli Istituti autonomi
case popolari e misure finalizzate a prevenire l'occupazione
abusiva di alloggi.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Fazio Girolamo
N. 2713 - Chiarimenti circa la mancata chiamata in servizio del
personale docente ed amministrativo destinato al progetto Prometeo
per lo sviluppo dei percorsi formativi.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Fazio Girolamo
N. 2715 - Chiarimenti circa i requisiti di ammissione nell'ambito
del bando CIAPI 'Garanzia Giovani'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo; Grasso
Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo
N. 2716 - Chiarimenti sulla mancata erogazione dei fondi relativi
ai corsi per 'assistente domiciliare e dei servizi tutelari'
gestiti dall'Enaip Asaform Sicilia, Ente Acli Istruzione
Professionale Associazione Agenzia Formative Sicilia .
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 299 - Iniziative in ordine alla riduzione del personale
impiegato nel servizio di prevenzione incendi nei
distaccamenti di Caltagirone e Vizzini.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 300 - Rideterminazione del riparto delle unità destinate
all'antincendio nel catanese per il riequilibrio numerico delle
unità lavorative.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
sulla gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia.
Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo; Di Giacinto Giovanni; Cordaro
Salvatore; Tamajo Edmondo; Alongi Pietro; Siragusa Salvatore
Presentata il 17/06/15
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale per
prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti connesso ai flussi
migratori e assicurare un'ordinata gestione dell'accoglienza dei
migranti aventi titolo.
Lentini Salvatore; Cascio Salvatore; Coltraro Giambattista;
Currenti Carmelo; Lantieri Annunziata Luisa
Presentata il 22/06/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a noma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Raia, Cirone, Grasso, Sorbello, D'Agostino, Coltraro, Cappello e
Ciaccio per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
teria di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di sta-
tus degli amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Di-
sposizioni varie. (n. 980/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni in
materia di composizione dei
consigli e delle giunte comunali, di status degli amministratori
locali e di consigli
circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di
legge Disposizioni in materia di composizione dei consigli e delle
giunte comunali, di status degli
amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
varie . (n. 980/A)
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 5, ne do lettura:
«Articolo 5.
Soppressione delle commissioni consiliari
nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000
abitanti
1. Al comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno 1990, n. 142,
come introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e successive modifiche ed
integrazioni, sono aggiunte all'inizio le parole Nei comuni con
popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti, .
2. I comuni adeguano i propri statuti e regolamenti entro
centoventi giorni della data di entrata in vigore della presente
legge».
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
arrivato leggermente in ritardo, può darsi che questa informazione
che le chiedo già l'abbia data. Ci siamo lasciati che lei doveva
avere un dialogo con i capigruppo per gli emendamenti aggiuntivi.
Volevo chiedere notizie, se ce ne sono.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, a parte un emendamento ai sensi
dell'articolo 117, ho sentito alcuni capigruppo, non tutti, non in
una riunione formale. C'è stata una riunione alla presenza dei
lavoratori della provincia e non era opportuno, quindi, sollevare
questioni attinenti l'Aula. C'è una condivisione - ma questo lo
porrò all'Aula - sembrerebbe almeno per quello che riguarda
l'emendamento relativo alla tornata elettorale da tenersi solo
nella giornata di domenica e uniformarsi al resto d'Italia. C'è un
altro emendamento, ho sentito alcuni parlamentari, che però era
stato già dichiarato inammissibile in I Commissione per questioni
procedurali che ci allinea al Parlamento nazionale in ordine al
subentro nei consigli comunali in caso di sospensione dalla carica.
Se l'Aula su questo non è d'accordo, anche un solo deputato,
chiaramente non si darà corso all'emendamento. Per cui magari
questi emendamenti si provvede a distribuirli per un esame. Ripeto,
su uno non ci dovrebbero essere difficoltà. C'è un altro
emendamento che provvedo a distribuire che mi è stato evidenziato
formalmente dall'ANCI che riguarda il contributo sul fondo di
perequazione relativo all'ANCI che distribuirò .
FALCONE. Le norme devono essere condivise
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei arriva in ritardo. Io ho detto:
se anche un deputato fosse contrario sugli emendamenti . Infatti
sto andando al di là dei capigruppo sulla questione di tenere la
tornata elettorale - questo è comunque contenimento di spesa - non
ho visto opposizioni da parte dei gruppi, sostanzialmente non mi
sembra. C'è un altro emendamento che riguarderebbe il subentro,
allineandoci alla normativa nazionale, in caso di sospensione dalla
carica per provvedimenti di carattere giudiziario, se ci sono
parlamentari contrari non si va avanti. C'è un altro emendamento
portato avanti dall'ANCI. Se non siamo d'accordo non lo trattiamo.
Più alla luce del sole di questo non credo che ci sia nulla da
aggiungere.
Distribuiamo questi tre emendamenti, senza aprire un dibattito, mi
fate un cenno se non si è d'accordo su alcuni, non c'è bisogno di
aprire dibattito. Se non si è d'accordo lo mettiamo da parte e lo
tratteremo in altra sede, singolarmente. Quindi fondamentalmente
sono tre.
PANEPINTO. Ma il Presidente della Regione fa decreti legislativi?
PRESIDENTE. E' chiaro che il Presidente della Regione non fa
decreti legislativi e neanche il Governo regionale. Questo è
l'emendamento presentato dall'onorevole Cordaro. A quel tempo
poteva fare il decreto legislativo mi confermano gli Uffici.
Onorevole Panepinto leggiamo bene la questione. È stato scritto
dall'avvocato Cordaro. Intanto esaminatelo attentamente.
Si passa all'art. 5. I soppressivi vengono mantenuti, onorevole Di
Mauro?
DI MAURO. Lo ritiro.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
FALCONE. Lo ritiro.
SUDANO. Lo mantengo e chiedo di parlare per poterlo illustrare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
mantengo il mio emendamento soppressivo perché in quest'Aula si era
iniziato a valutare come intervenire sulla riforma degli Enti
locali e parlando di allineamento alle norme statali, invece qui
addirittura stiamo ancora di più unendo i comuni siciliani,
addirittura stiamo prevedendo che i comuni sotto i 10 mila abitanti
che sappiamo perfettamente che è la spesa irrisoria non possono più
riunirsi per fare le Commissioni, io mi chiedo come un consigliere
comunale può arrivare ad affrontare una delibera senza averla prima
esaminata in una Commissione, questo mi sembra demagogia pura, io
posso capire se il limite si dava un tot di giorni di Commissione
da poter fare, ma non poter fare più Commissioni vuol dire che
vogliamo una classe dirigente ignorante, che vada in Aula a votare
anche debiti fuori bilancio, chiamato anche dalla Corte dei Conti
senza avere avuto la possibilità di affrontare un testo prima di
votarlo.
PRESIDENTE. Su questo gradirei sentire la Commissione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
credo che abolire le Commissioni anche nei comuni sotto i 10 mila
abitanti significa smorzare il dialogo, significa smorzare la
democrazia, significa togliere la possibilità ai consiglieri
comunali di dibattere sulle questioni che poi andranno affrontate
successivamente in consiglio comunale, quindi ritengo l'emendamento
della collega Sudano oggetto di mio parere favorevole, anche se
avevo presentato lo stesso emendamento perché dobbiamo dare la
possibilità a chi è giornalmente sul campo ad affrontare i problemi
quotidiani della propria comunità di potere svolgere il proprio
ruolo in maniera adeguata e con tutto il tempo possibile comprese
la discussione nelle Commissioni, quindi voterà a favore
dell'emendamento.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Questo testo è entrato in
questa norma, è entrata in Commissione con emendamento dei colleghi
della Commissione. Io devo dire che non posso che rimettermi
all'Aula nel giudizio sul voto personalmente, ma è un mio giudizio
personale che esime la Commissione da una valutazione, io ritengo
sbagliato abolire le Commissioni nei comuni sotto i 10 mila
abitanti per una ragione: perché il principio organizzativo di un
ente locale non può che essere uniforme e quindi non si capisce
perché all'interno di una classe demografica ci possano essere
modalità organizzative dell'organo elettivo che si differenziano
pertanto io personalmente voterò a favore della collega Sudano ma
la Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
all'emendamento soppressivo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 5 è soppresso.
Onorevoli colleghi, mi ricordano gli uffici che all'articolo 2
erano contenuti gli emendamenti 2.14, primi firmatari Barbagallo,
Rinaldi, Lupo e Cirone e il 2.15 degli onorevoli Barbagallo,
Rinaldi, Lupo e Cirone che rinviavano all'articolo 6 perché materia
pertinente le indennità dei consiglieri circoscrizionali. Sono
richiamati in questa sede.
All'articolo 2 vi erano degli emendamenti che riguardavano le
indennità dei Presidenti e dei consiglieri circoscrizionali. Li
abbiamo rinviati al momento della trattazione, cosa che stiamo
facendo adesso, dell'articolo 6.
Comunico che sono stati ritirati gli emendamenti 2.14 e 2.15.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Falcone, c'era un emendamento primo firmatario Milazzo,
che prevedeva al Presidente della circoscrizione è corrisposta una
indennità pari a quella corrisposta al consiglio di
circoscrizione . Lo intendiamo ritirato.
Comunico che è stato ritirato pure l'emendamento 2.22.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Norme in materia di consigli circoscrizionali
1. Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta eccezione per
i comuni di Palermo, Catania e Messina.
2. A decorrere dal primo rinnovo dei consigli circoscrizionali
successivo all'entrata in vigore della presente legge, il numero
dei componenti dei consigli circoscrizionali di cui al comma 4
dell'articolo 13 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge regionale 11
dicembre 1991, n. 48, e successive modifiche ed integrazioni è
ridotto del 20% rispetto a quanto previsto dal citato articolo 13
e, comunque, non può essere superiore a 10, compreso il presidente
del consiglio circoscrizionale.
3. Sono abrogate le norme in contrasto con il presente articolo».
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
intervenire nel merito dell'ordine dei lavori perché c'era
all'articolo 5 un emendamento del mio gruppo con il quale andavamo
ad individuare al comma 2 un importante concetto che sembrerebbe
ormai raccolto da tutti e unanimemente condiviso, che è quello
della pubblicità dei lavori delle commissioni consiliari. Ma non è
così. Ma avendo noi votato il soppressivo andiamo a tagliare di
fatto questo argomento e sinceramente ritengo che sia un argomento
molto importante e vicino alla sensibilità dei cittadini ancorché
io le devo rappresentare che l'ho presentato, chiaramente uno
studia i regolamenti consiliari e si rende conto del fatto che
purtroppo ad oggi bisogna riconoscere come alcuni regolamenti
comunali, quello di Messina per esempio e l'ho sperimentato
personalmente, ancora portano nel loro testo il fatto che le
commissioni non sono pubbliche.
Questa dicitura è stata addotta a motivazione di un diniego, da
parte del segretario comunale, strano a dirsi ma è così, nei miei
confronti ancorché io debba avere accesso a prescindere in quanto
deputato facente le proprie funzioni e quindi richiedente i verbali
delle commissioni consiliari.
La questione è questa. Non sono pubbliche le commissioni
attualmente e pertanto dovrebbero invece esseri pubblici gli atti
amministrativi derivanti da un consesso che è una estrinsecazione
del consiglio comunale nei fatti. E allora io mi chiedo, questo
concetto della pubblicità delle commissioni consiliari sia in
termini della partecipazione come anche della fruizione
all'esterno, come del resto avviene anche qui, avviene nella
commissione quarta che è la commissione ambiente di cui il
presidente è l'onorevole Trizzino del Movimento Cinque Stelle,
forse sarà questo il motivo, avviene allorquando noi lo richiediamo
anche nelle altre commissioni, qui avviene anche che si stilano
verbali e che sono pubblici e pubblicati sul sito. Questa benedetta
trasparenza, che è il perno della lotta alla corruzione, la
vogliamo difendere si o no? Quindi chiederei gentilmente all'Aula e
al Presidente di volere vagliare la possibilità di potere
introdurre comunque, in questo testo, la pubblicità dei lavori
delle commissioni consiliari, perché, mi spiace ammetterlo,
ancorché si pensi che sia così perché ci sono orientamenti
giurisprudenziali, addirittura noi abbiamo la sentenza Tar Puglia
che riconosce il fatto che non soltanto il deputato, il consigliere
regionale ma anche chi non ne abbia un diritto legittimamente
giustificato abbia accesso ai verbali delle commissioni. Poiché
questo non avviene e ad oggi i saloni messinesi a me hanno fatto
diniego dell'accesso ai verbali delle sedute consiliari,
chiaramente consideriamo ciò che avviene per un normale cittadino e
io so chiaramente di dinieghi reiterati. Pertanto questa
trasparenza, che ripeto, è il perno della lotta alla corruzione
così come è stato istituito dalla Costituzione di Merida la
vogliamo difendere. Si o no?. Grazie Presidente, vorrei una
riflessione in merito.
PRESIDENTE. Le ha posto un problema sulla base del nostro
Regolamento, mi scusi onorevole Zafarana, avendo soppresso
l'articolo 5 tutti gli emendamenti decadono. Comunque la questione
della pubblicità era già inserita all'articolo 4 e peraltro alcuni
emendamenti ad esempio quelli Di Mauro - Greco.
ZAFARANA. Non è passato.
PRESIDENTE. Si non è passato, ma se non è passato non possiamo
ritornare rimettedo .lei ha posto una questione, per carità, una
cosa è che riguarda le sedute pubbliche, l'altra questione riguarda
il diritto, se non ho capito male del deputato regionale di
acquisire eventualmente i verbali. Io credo non ci sia un limite
all'acquisizione di verbali delle commissioni in qualunque comune
della Sicilia.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Io chiedo la parola avvalendomi della norma del Regolamento che
consente al Governo di interloquire in qualsiasi momento della
seduta. Il problema che è stato proposto dall'onorevole che mi ha
appena preceduto è un problema molto serio perché con il
superamento dell'articolo 5 cade anche l'emendamento del Governo
5.2 con il quale era stata proposta una modifica di leggi vigenti,
di una norma del testo unico degli enti locali, vigente in Sicilia,
invertendo il criterio della pubblicità delle sedute delle
commissioni. Mi spiego meglio. Nella normativa vigente non è detto
espressamente che le sedute delle commissioni consiliari sono
pubbliche. La normativa vigente consente che le sedute delle
commissioni consiliari siano pubbliche sulla base di una previsione
effettuata da ogni singolo ente.
L'emendamento che aveva presentato il Governo era agganciato
all'articolo 5 e il Governo chiede che venga agganciato
all'articolo 7 che si occupa di pubblicità degli atti e delle
sedute, ed è quello che le sedute delle commissioni consiliari sono
pubbliche di norma, tranne i casi espressamente previsti dal
Regolamento.
Questo vuol dire che sarà il Regolamento a determinare le
eccezioni ma la regola è la pubblicità delle sedute delle
commissioni che si tengono preferibilmente in un arco temporale non
coincidente con l'orario di lavoro dei partecipanti. Su questo
secondo profilo il Governo è pronto anche ad un ripensamento,
tenendo fermo in ogni caso il principio di fondo ossia quello della
pubblicità delle sedute delle commissioni consiliari. Pertanto il
Governo chiede che l'emendamento 5.2 venga rivisto e riesaminato in
occasione dell'esame dell'articolo 7. Grazie.
PRESIDENTE. Con un po' di buon senso risolviamo il problema però
su questo io vorrei sentire la commissione perché formalmente
sarebbe precluso da quella trattazione però correttamente
l'Assessore ha fatto riferimento all'articolo 7 e in effetti ci
sono tutta una serie di norme che riguardano trasparenza,
pubblicità o altro. Quindi tutto sommato anche sotto forma, se c'è
volontà di riscrittura, si può in qualche modo recuperare
l'argomento o comunque si apre un dibattito e poi l'Aula vota come
ritiene più opportuno.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
quanto richiesto dall'Assessore sia totalmente accettabile e
conforme al decreto nazionale anticorruzione che prescrive che
tutti gli atti del comune, addirittura parla anche dei mandati,
siano pubblicati sul sito. Quindi noi non stiamo facendo niente di
eccezionale. Le sedute delle commissioni sono atti pubblici, devono
essere atti pubblici, quindi io ritengo che debba essere accolta,
anzi addirittura sull'articolo 7 sulle pubblicità l'Assessore
potrebbe anche estendere il quadro perché noi non possiamo esimerci
dall'applicare in Sicilia il decreto anticorruzione, tenendo conto
che molti comuni ancora non si sono adeguati alle norme nazionali,
non sono norme da recepire, ma sono norme da attuare.
PRESIDENTE. E allora, non c'è bisogno onorevole Sudano, è stata
posta una questione che può essere recuperata all'articolo 7, però
ci dobbiamo intendere sulle parole. Una cosa è la seduta pubblica,
l'altro è che si tratta di atti pubblici che comunque debbono
essere pubblicati. Sono state poste due questioni completamente
diverse. Noi non possiamo pretendere che tutte le sedute delle
commissioni siano pubbliche o addirittura estremizzando pure delle
Giunte. I verbali sono atti pubblici, ma questo mi sembra più che
evidente. Quindi io sulla questione posta dall'assessore Leotta non
sarei obiettivamente contrario, facendo la differenza tra la seduta
pubblica e la pubblicità degli atti, perché credo che nessuno si
possa opporre sulla questione che gli atti della commissione siano
atti che possono essere estesi su richiesta al diritto di chi è che
lo richiede.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Sia l'emendamento 5.2 che
l'emendamento 5.6 è improprio che siano all'articolo 5.
PRESIDENTE. Quindi la facciamo sotto forma di riscrittura
all'articolo 7, però differenziando la questione posta
dall'assessore Leotta rispetto a quella posta dall'onorevole
Zafarana che paralava di seduta pubblica, che tutte le sedute
devono essere pubbliche, pure quelle delle commissioni,
estremizzando pure quelle delle giunte. Mi sembra obiettivamente
ZAFARANA. Vorrei fare un distinguo.
PRESIDENTE. No, va bene, ma siccome ci siamo intesi lo portiamo
all'articolo 7 e andiamo avanti. Perfetto, le sedute sono pubbliche
nel senso che sono gli atti che possono essere esternalizzati.
Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Greco
Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole
Falcone.
FALCONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Di
Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirati anche gli emendamenti soppressivi dei singoli
commi.
Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Gucciardi che
si ritiene decaduto per assenza del proponente.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole
Musumeci, ne do lettura: Fatta eccezione per le città
metropolitane di Palermo, Catania e Messina, gli statuti dei
regolamenti dei comuni non possono attribuire retribuzioni, gettoni
di presenza, indennità, emolumenti o rimborsi in qualsiasi forma
siano percepiti a favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali .
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo più che
per spiegare gli emendamenti a cui sono contrario, per spiegare il
testo dell'articolo che è presente nella legge.
Questo, di fatto, recepisce la normativa nazionale sui consigli
di circoscrizione che prevede che essi siano istituiti solo ed
esclusivamente nei comuni superiori ai 250 mila abitanti. Si è
specificato Palermo, Catania e Messina per ovviare alla presenza a
Messina che non riesce a raggiungere i 250 mila abitanti e come
città metropolitana sarebbe stato inverosimile togliere i consigli
circoscrizionali.
Lo spirito dell'articolo è questo equipararsi alla norma
nazionale, il fatto che poi si voglia attribuire ad altri consigli
di circoscrizione titoli gratuiti, in realtà non è così perché il
consiglio circoscrizionale, quand'anche espletato gratuitamente
dai componenti ha sempre un costo per l'ente comunale che è
rappresentato dai locali, che è rappresentato dal personale che
deve fornire il servizio di segreteria, che è rappresentato dalla
corrente elettrica e tutto il resto.
Quindi l'intenzione è quella di provvedere ad un risparmio per gli
enti comunali mantenendo, come dice la norma nazionale, i consigli
circoscrizionali solamente nei comuni superiori ai 250 mila
abitanti o comunque Palermo, Catania e Messina.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non ho capito
male questo emendamento, fatta eccezione per i comuni di Catania,
Palermo e Messina, gli altri consiglieri delle circoscrizioni che
non riguardano quelle tre città, con questo emendamento non si
darebbero più i gettoni di presenza. Siccome c'è un emendamento che
abbiamo già approvato precedentemente in un altro articolo che
slitta tutto al rinnovo del prossimo consiglio sia comunale che
quello circoscrizionale, secondo me questo è improponibile, cioè è
decaduto questo emendamento. Noi abbiamo approvato un emendamento
che rinvia al prossimo rinnovo, sia dei consigli comunali che dei
rinnovi circoscrizionali, le indennità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, se ho capito bene, l'emendamento ha una
finalità: ripristinare i consigli di circoscrizione in tutti i
comuni con esclusione di Palermo, Catania e Messina dove invece
sono definiti per legge.
Quindi l'emendamento dice che in questi comuni i consigli di
circoscrizione si possono fare ma non devono essere date indennità
e quindi gettoni, pertanto l'emendamento si propone di istituire
consigli di circoscrizione a titolo gratuito.
Ora la Commissione ha operato sul testo vigente. Il testo vigente
che opera con la legge 30 cosa prevede? Prevede che nei comuni di
Palermo, Catania, Messina e Siracusa è previsto che ci siano i
consigli di circoscrizione; in tutti gli altri comuni i consigli di
circoscrizione possono essere istituiti dai singoli comuni
gratuitamente.
Questa norma ha inteso abolire la possibilità di farle fare le
circoscrizioni ancorché gratuite, lasciando soltanto Palermo,
Catania e Messina per la ragione che diceva l'onorevole Siracusa,
poiché Palermo, Catania e Messina sono città, saranno città
metropolitane, il tema dell'organizzazione diciamo decentrata
circoscrizionale, è un tema che sta dentro le circoscrizioni.
Quindi l'emendamento Musumeci ecc. compreso Gucciardi, ripristina
ciò che c'è nella legge 30, la legge così come è abolisce dalla
legge 30 la possibilità di fare i consigli anche gratuitamente.
Spero di essere stato chiaro per chiarire i termini della
questione. Sono stato chiaro o no?
PRESIDENTE. Chiarissimo solo che essendo stato chiaro, secondo me
la dobbiamo scrivere con chiarezza la norma. Perché scritta così,
dico a parte che c'è la dicitura amministratori dei consigli
circoscrizionali.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusi se insisto,
qui c'è scritto, almeno io leggo così: fatta eccezione per le città
metropolitane Palermo, Catania e Messina gli statuti e regolamenti
dei comuni non possono attribuire retribuzioni, gettoni di
presenza, indennità, emonumenti e rimborsi a qualsiasi forma siano
essi percepiti a favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali. Significa che approvando questo articolo, noi da
domani mattina non possiamo più dare il gettone di presenza ai
consiglieri di circoscrizione di Siracusa.
CRACOLICI, Presidente della commissione. I consigli
circoscrizionali non ne hanno, oggi sono gratuiti.
PRESIDENTE. Allora scusate, gli interventi d'Aula sia quello
dell'onorevole Siracusa, che quello del Presidente della
commissione, no no scusate.. Siracusa si. Però dico non
nascondiamoci, se ci sono dei comuni anche piccoli che hanno
istituito dei consigli circoscrizionali a titolo gratuito, quindi
l'onorevole Siracusa ha voluto estremizzare il ragionamento dicendo
anche senza indennità rappresentano un costo di questo si tratta,
però io farei, se siamo d'accordo scriverei una norma più chiara, e
sulla norma si vota.
La norma dovrebbe essere per i comuni della Sicilia è possibile
istituire i consigli circoscrizionali a titolo gratuito punto, da
prevedere nei propri regolamenti, su questo il Movimento Cinque
Stelle è contrario, gli altri, prego assessore Leotta.
CRACOLICI, Presidente della commissione. Attualmente la legge 30
lo prevede.
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Onorevoli deputati, sul termine gratuito ci dobbiamo intendere,
perché a prescindere dal discorso dei costi della struttura che
deve ospitare il consiglio, rimane un altro tema aperto è quello
dei permessi e dei rimborsi al datore di lavoro, quindi il Governo
richiama l'attenzione dell'Aula su questo aspetto, ossia se la
gratuità è una gratuità a 360, cioè senza alcun costo di qualsiasi
natura sulle finanze dell'ente locale, e allora in Governo è
d'accordo, ma se ci sono dei costi indiretti camuffati, allora il
parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Scusate, vedete che la norma che è uscita fuori dalla
commissione era chiara, perché ora si comprende, perché
sostanzialmente in atto ad eccezione di Catania, Palermo e Messina,
la dove ci sono consigli circoscrizionali sono a titolo gratuito,
questo è la norma, a Siracusa non è a titolo gratuito? No,
CRACOLICI, presidente della Commissione. Non vorrei che siamo
stanchi appena stiamo iniziando. La norma che è uscita dalla
Commissione dice, semplicemente, questo: in Sicilia le uniche città
in cui è possibile fare i Consigli di Circoscrizione sono a
Palermo, Catania e Messina. In tutte le altre sono abrogate le
Circoscrizioni. Chiaro? Questa è la norma contenuta dall'articolo
6. Cioè: non si possono fare neanche gratuitamente.
Questo è l'articolo 6. Dopodiché si può cambiare tutto ma questo è
l'articolo 6. Ricordo, infine, che la legge invece vigente, la
legge n. 30, prevede che i Consigli di Circoscrizione, con gettone,
si possono fare a Palermo, Catania, Messina e Siracusa, mentre
nelle altre è possibile che i propri statuti dei Comuni possano
prevedere le Circoscrizioni senza alcun onere finanziario a carico
dell'Amministrazione, ovvero senza gettone. Quindi questa è la
legge n. 30, mentre l'articolo 6 abolisce le Circoscrizioni
dappertutto tranne che a Palermo, Catania e Messina.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Io credo
che, se si deve ritornare a prevedere le Circoscrizioni a titolo
gratuito, basta sopprimere l'articolo 6, non occorre riscriverlo in
modo diverso perché la legge n. 30 già prevede quello che si cerca
di fare con l'emendamento. Poi volevo rispondere all'assessore
Leotta che, in realtà, per quanto riguarda le indennità ed i
permessi, le indennità sono collegate alle indennità del sindaco e,
quindi, una volta che abbiamo ridotto già per i Consiglieri
comunali, la riduzione avviene automaticamente anche per i
Consiglieri circoscrizionali e, quindi, non occorre prevederla. E'
già a cascata , rispetto alla riduzione che abbiamo fatto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. In
pratica, con l'articolo 6, cosa si prevede? Si prevede la
soppressione dei Consigli circoscrizionali solo nella città di
Siracusa. Diventa, così, sempre difficile spiegare le cose in
questa Assemblea perché cerchiamo sempre di nasconderci e cerchiamo
di non dire le cose come stanno. Quindi, con l'articolo 6, l'unica
cosa che si ottiene è la soppressione dei Consigli circoscrizionali
nella città di Siracusa. Solo questo dice l'articolo 6. Noi, signor
Presidente, non siamo d'accordo con l'articolo 6 in quanto
riteniamo che i Consigli di Circoscrizione siano una palestra di
democrazia, siano una palestra che aiuta, poi, a fare il
Consigliere comunale, pertanto siamo dell'idea che, in ogni città,
in ogni statuto, si devono determinare se vogliono o meno i
Consigli di Circoscrizione.
E' chiaro che, non essendo legati al vile pecunio, i Consiglieri
circoscrizionali della città di Siracusa sono disponibili, sin da
subito, a rinunciarci. Non sono assolutamente disponibili a
rinunciarci all'idea di avere la Circoscrizione. Anche perché, veda
Presidente Cracolici, qual è la differenza fra una città di 128.000
abitanti ed una città che ha più di 200.000 abitanti? quali sono le
esigenze di democrazia che in una città ci sono e nell'altra città,
invece, non esistono?
Anche perché, per essere chiari, per quanto riguarda la città di
Siracusa, e mi dispiace fare un discorso di puro campanile, abbiamo
due ex frazioni, Belvedere e Cassibile, che da tempo anelano,
desiderano, avere addirittura l'autonomia. Hanno presentato tutta
la documentazione per poter ottenere l'autonomia e, quindi, di qui
a qualche anno, possibilmente, Belvedere e Cassibile si
staccheranno dalla città di Siracusa.
Se noi a queste due Circoscrizioni, a queste due ex frazioni, che
fra le altre cose una dista 25 chilometri da Siracusa, l'altra più
di 10 chilometri, riconosciamo una Circoscrizione, un luogo dove i
rappresentanti del popolo possono discutere e dare suggerimenti
all'Amministrazione comunale, possibilmente di qui a qualche anno
non vedremo aumentare di due unità i Consigli comunali della nostra
Regione. Pertanto, signor Presidente, ed io credo che anche
l'assessore in questo caso sarà favorevole, c'è l'emendamento a
firma dell'onorevole Cirone, Marziano, Lupo e mio sulla vicenda di
Siracusa ma io insieme agli altri tre colleghi riteniamo un fatto
insopportabile che si debba fare una eccezione solo per la città di
Siracusa e, riteniamo, che anche le altre città capoluogo di
provincia e anche le altre città che hanno una estensione di
territorio e una presenza non omogenea sul territorio comunale,
anche altri comuni, devono avere il diritto di istituire liberi
consorzi circoscrizionali senza, assessore Leotta, senza gravare
sul bilancio comunale sia per quanto riguarda la parte del
contributo che viene dato all'eletto, sia il rimborso che viene
dato alle aziende dove l'eletto lavora. Cioè nel senso che i
consigli di circoscrizione si riuniscono in orari non lavorativa.
Nel senso che non deve il consiglio di circoscrizione pesare
assolutamente sul bilancio del Comune.
Credo che questo sia un fatto importante, Presidente Cracolici, un
fatto che aiuterà i consiglieri comunali una volta eletti ad essere
più maturi perché quello a cui assistiamo negli ultimi tempi è che
essendo venuto meno il cursus honorum oggi fai l'insegnante
elementare e domani sei Ministro della Pubblica Istruzione, se non
addirittura, oggi fai l'insegnante elementare e domani sei Ministro
del Bilancio.
Ritorniamo a quello che ci hanno insegnato i latini, un cursus
honorum che è un corso degli studi e delle cariche pubbliche che ci
consente, una volta diventi consiglieri comunali, di non essere
all'oscuro di ciò che succede nella città.
I consigli circoscrizionali, a titolo assolutamente gratuito,
credo che debbano essere previsti dalla legge in tutti i comuni che
lo vorranno fare.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
premesso che io condivido assolutamente e totalmente lo spirito
della legge così come è uscita dalla Commissione che va in
direzione della riduzione della spesa senza ledere la democrazia di
base rappresentata dai consigli comunali, dai consigli
circoscrizionali, perché abbiamo ritenuto di presentare un
emendamento che è molto collegato con quello di cui si sta
discutendo.
Perché? Con l'articolo 1 l'unica città che vedrebbe impedito il
diritto ad avere i consigli circoscrizionali sarebbe la città di
Siracusa.
Allora noi ci siamo posti un problema, quello di mantenere per le
circoscrizioni di Siracusa le stesse condizioni che ci sono per
quelle di Palermo, Catania e Messina ma facendo con l'emendamento
6.7 uno sforzo ulteriore in direzione della revisione della spesa
perché prevediamo che nelle città come Siracusa, superiore ai
100.000 abitanti, si possono istituire i consigli circoscrizionali
con le caratteristiche di quelli di Palermo, Catania e Messina ma
limitando il numero dei consigli a non più di cinque e limitando il
numero dei consiglieri da 5 a 8.
Questo cosa significa? Che in una città come Siracusa, 128.000
abitanti, se tu togli due consigli circoscrizionali che sono quelli
delle frazioni storiche, Belvedere e Cassibile, restano quasi se
non oltre 100.000 abitanti.
Prevedere la possibilità per 100.000 abitanti di istituire tre
consigli di circoscrizione è un segnale in direzione del
mantenimento della democrazia dal basso, ma riducendoli da 9 a 3
più le due frazioni.
Riducendo il numero dei consiglieri e non privando l'unica città
siciliana oltre i 100.000 abitanti, oltre le tre città
metropolitane, del diritto ad avere dei veri e propri consigli
circoscrizionali.
Ecco, penso che si possa apprezzare la volontà di mantenere per
Siracusa, che è l'unica città prevista già nella legge n. 30, il
diritto ai consigli circoscrizionali sapendo che è nostra
intenzione con l'emendamento 6.7 ridurli a 5, lasciando quindi sole
circoscrizioni in un centro urbano che va oltre i centomila
abitanti e riducendo sensibilmente il numero dei consiglieri, ecco
perché chiederei di mantenere l'assetto della legge n. 30 che
mantiene a Siracusa il diritto alle circoscrizioni e poi di
approvare l'emendamento 6.7 che le riduce nel numero e nel numero
dei componenti.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Solo
sull'emendamento presentato dall'onorevole Ruggirello che era stato
presentato anche dall'onorevole Musumeci, semplicemente noi stiamo
facendo una leggera modifica condivisa che, riguarda più la forma,
e che sostituisce le parole a favore degli amministratori dei
consigli circoscrizionali' con le parole a favore dei consiglieri
e dei presidenti circoscrizionali' era soltanto un fatto di forma,
in questo modo di mette ordine sulla questione lasciando
l'opportunità, ovviamente nei comuni di poter istituire le
circoscrizioni purché queste siano a titolo gratuito.
Sto quindi presentando insieme ai colleghi un subemendamento
all'emendamento 6.21 con questa forma, grazie.
PRESIDENTE. Quindi dovrebbe essere un emendamento sostitutivo del
comma 1, con quest'eccezione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi, gli
onorevoli: Cancelleri, La Rocca, Ciancio, Ferreri, Tancredi,
Cappello e Mangiacavallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge n. 980/A
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
intervenuto né in Commissione, durante la stesura di questa legge,
né finora, in Aula. Veda Presidente, onorevoli colleghi, quando un
parlamento, un consiglio, una rappresentanza di eletti, pregherei
l'assessore di ascoltarmi, il governo; siccome è una persona che
stimo la pregherei di ascoltare.
Quando un consesso di eletti rinuncia, no può, non sa, non è in
grado di esercitare la funzione per la quale è stato eletto e a cui
il popolo ha demandato questa funzione, si deve trovare
un'occupazione, si deve trovare qualcosa che possa giustificare la
sua presenza.
Questo non sta accadendo solo qua, e allora inseguiamo i populismi
vari; c'è quello col carro armato, l'altro con la ruspa, l'altro
ancora che mistifica, iperbole che si arrampica sugli specchi,
bisticciato con le cifre e quindi abbiamo iniziato con l'abolire,
le province perché un governo siffatto o comunque un Assemblea di
persone siffatte, che ripeto, non sanno, non possono, non sono in
grado, e comunque non assolvono la funzione, hanno il problema di
come limitare il diritto di democrazia, il diritto di
rappresentanza.
Si è cominciato con l'abolizione delle province per abolire solo i
consiglieri provinciali, per abolire gli eletti, per impedire al
popolo di esercitare una sua opzione.
Si continua con il Senato, dicendo che si risparmia un miliardo,
poi cinquecento milioni, poi duecento, poi ottanta, poi sessanta,
poi niente. Poi niente Bisogna abolire le elezioni. Si attacca
quindi con questa norma, si attaccano i consiglieri comunali.
Risparmieremo 50 milioni di euro. Di che cosa? Incompetenti,
incapaci. Risparmiate zero. In ben 270 comuni su 380-390 comuni che
sono i comuni siciliani, i consiglieri comunali non percepiscono
alcunché o, per lo meno, un gettone di presenza di 100 euro, 150
euro all'anno. All'anno Risparmio zero Non 50 milioni, forse in
tutto 500 mila euro per abolire un diritto di democrazia.
E siamo qui a cianciare perché dobbiamo dare in pasto all'opinione
pubblica non avendo la colonna vertebrale dritta - io in seguito
all'incidente che ho avuto, ce l'ho da poco dritta di nuovo - non
avendo la colonna vertebrale per non dire altro dritta, per dire le
cose come stanno. Questa è una pagliacciata che mi rifiuto di
chiamare legge che serve solo a buttare fumo negli occhi
dell'opinione pubblica. E poi emergono i pasticci che si facevano
notare, come in questo caso. Perché Palermo sì, Catania sì, Messina
sì, Siracusa no? C'è meno diritto di democrazia e di rappresentanza
se ci sono 1000 abitanti in più o in meno? E' una vergogna di una
classe politica che non ha il coraggio di dire no quando deve dire
no, e di portare avanti le proprie idee se sono giuste. Di una
classe politica che si appiattisce prendendo in giro la gente. Alla
gente va spiegato, va detto qual è il problema. E quando il
problema non è come si rappresenta ma è altro, bisogna avere il
coraggio di dirlo. Perché altrimenti si abdica alla propria
funzione. E' inutile pensare di salvarsi dalle proteste perché la
gente ha ragione, sta male, non cercando di risolvere i problemi
che sono all'origine della protesta ma cavalcando populismi
inutili.
Cosa stiamo risolvendo in Sicilia approvando questa legge?
Eliminiamo spazi di democrazia. Ma se così è, se così è, eliminiamo
tutti gli spazi di democrazia. Ritorniamo alla buona vecchia buon
anima. Nominiamo un bel commissario per le regioni, un commissario
in sostituzione di Camera e Senato, e abbiamo risparmiato una
montagna di soldi.
Ma la democrazia non è questo La democrazia ha un costo. Poi ci
sono gli abusi. Ma gli abusi, le ruberie, il non rispettare il
proprio ruolo quello non è più compito dell'azione parlamentare.
Quello è compito - e lo fanno molto bene e fanno bene a farlo - dei
magistrati. Noi stiamo confondendo qual è l'azione che viene
demandata al deputato. Il deputato esiste per fare da trait d'union
tra ciò che è la rappresentanza popolare, ciò che è l'espressione
popolare, e la funzione legislativa. Se noi abdichiamo andando a
rincorrere i populismi vari, non c'è più bisogno di un deputato.
Riuniamo le piazze, le famose agorà , e andiamo direttamente sugli
umori popolari giorno per giorno. O si ha il coraggio di affermare
queste cose o si rinunci ad essere rappresentanti del popolo.
Bisogna avere il coraggio di dire che questa legge è una
buffonata. Non risparmia nulla ed elimina la democrazia. Non si ha
questo coraggio, si abbi il coraggio di dire: non sono in grado di
rappresentare il popolo.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo
avere sentito l'onorevole Formica che mi sembra un pericoloso
agitatore visto che io l'altra volta ho fatto un intervento di
questo tipo e c'è stata la sommossa in Aula.
In Aula sono stato bollato come colui il quale vuole creare
condizioni, di esasperare gli animi, io vorrei fare alcune analisi
molto pacate, Presidente; vede la logica di questa norma è
completamente sbagliata per un semplice motivo: noi non solo non
applichiamo, non recepiamo in toto la norma nazionale ponendo in
essere un vero e proprio pastrocchio, non me ne voglia l'onorevole
Cracolici sulla cui onorabilità e serietà non ho mai messo in
discussione in nessuno intervento, le mie sono valutazione di tipo
politico, a lui e a tanti altri deputati di lungo corso, un neo
deputato non può dire avete fatto bene, ma è un giudizio, un punto
di vista politico sulle norme che oggi noi modifichiamo perché le
riteniamo inadeguate ed è un ragionamento pacato. Allora qual era,
Presidente, la ratio, la logica di una buona norma?
Dire soprattutto ai grandi comuni facciamo una norma che
stabilisce le indennità in base a degli obiettivi , l'onorevole
Milazzo parla di obiettivi? Mi scusi, ma lei è una società
partecipata che è pesante da un punto di vista del personale, della
gestione, non glieli dà gli obiettivi come Regione? Ditemi voi se
non sono oggettivi? Obiettivi oggettivi: la lotta all'evasione, la
valutazione sulla corretta applicazione degli strumenti
urbanistici, la lotta all'abusivismo, la qualità dell'aria, una
indennità fluttuante, comune hai lavorato male? Sei stato
redarguito, ammonito, perché lo strumento urbanistico non è
adeguato? Perché hai sforato i termini sull'inquinamento? Non solo
ti persegue la Corte dei Conti quando sbagli ma anche io Regione
siccome ti trasferisco dei soldi che sono dei cittadini se tu su
questi parametri sbagli, io sai che ti dico l'anno prossimo per il
2015 ti dimezzo l'indennità, non te la decurto del 5%, te la
dimezzo , tu sindaco non ti occupi della qualità della vita?
Ci sono casi perché poi i verbali della Polizia Municipale sono
là. Ci sono casi e finisco, Presidente, ci sono casi di abusivismo
esasperato? Sindaco lo sai che c'è? Io ti dimezzo l'indennità,
invece che facciamo, Presidente, facciamo una legge e fa le stesse
cose per tutte. Io vi dico che tutto sommato va bene questa legge
perché mantiene lo status quo, tante cose partiranno da dopo,
ognuno, chi se la canta e chi se la suona, invece noi saremmo stati
la prima Regione virtuosa in Italia se anche a questa norma così
per com'è, avessimo accompagnato l'ipotesi di una ulteriore
decurtazione se il comune non fa il comune e cioè non si occupa
della qualità dei servizi ma alla fine, Presidente, lei un comune
perché lo mantiene in piedi? Perché deve dare servizi al cittadino,
ma se i servizi al cittadino sono scadenti io vi dico questo 20%
non sarà sufficiente ai cittadini perché saranno sempre degli
incapaci ed ancora, Presidente, io ritengo che l'articolo che
stiamo trattando deve essere approvato così per com'è ad eccezione
di una eventuale modifica che prevede l'istituzione di
circoscrizioni gratuitamente perché questo deve essere un fatto di
autonomia per il comune di Agrigento, se lo ritiene opportuno o no
e cioè, poi in soldoni se il notaio si vuole impegnare in una
azione civica dicendo io farò parte del Consiglio della
Circoscrizione perché voglio dare il mio contributo e voglio
trasferire alla Giunta alcune proposte sul territorio.
PRESIDENTE. La sua proposta è suggestiva, certo sarebbe
interessante applicare questo criterio anche a noi parlamentari in
base agli obiettivi. Poi vediamo chi ci controlla. E al lavoro e
alla produzione.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
capito una cosa che da domani non andrò più al di fuori della
Sicilia perché ho capito una cosa che al di fuori della Sicilia ci
sono leggi dittatoriali, c'è la dittatura e quindi quello che
succede con delle leggi nel resto d'Italia qui minano invece la
democrazia.
Tutti che si mettono in bocca questa parola, la democrazia, ma
allora vuole dire, assessore, che non c'è nelle altre regioni la
democrazia. E come facciamo? Esportiamo la nostra democrazia
Facciamoci promotori di questa voglia incredibile di esportare
democrazia.
Assessore, questa legge si sta innacquando terribilmente. E questa
è una cosa brutta dopo le figure che abbiamo fatto in tutta Italia.
Tenere consigli circoscrizionali aperti a titolo gratuito lo sa che
cosa vuol dire?
Che possibilmente c'è qualcuno che lavora per la pubblica
amministrazione che si candida per essere eletto e poi richiedere
l'avvicinamento. Vengono qui, si fanno le commissioni che non so a
cosa possono servire se invece si punta sui comitati cittadini,
basta solo ascoltare la gente, quello che dovrebbe fare un sindaco,
ma questo non si fa. Ci sono delle strutture a contorno che
rimarranno e quindi saranno un costo e in più un'altra cosa
assessore, se qualcuno di loro farà ricorso, perché lei ha detto
una cosa giusta a cui nessuno ancora ha risposto: ma i rimborsi
alle società private li dovremmo dare sì o no? . Li dovremmo dare
perché questa legge non lo prevede così l'articolo come è scritto e
quindi se qualcuno fa ricorso al TAR possibilmente lo vince anche a
mani basse e poi saremmo costretti anche a dare gli arretrati, ma
noi dobbiamo tutelare la democrazia perché altrimenti come
facciamo?
Non riusciamo veramente a cambiare le cose per bene, parliamo
sempre della democrazia che è stata minata però abbiamo minato la
stabilità sociale e che figura ci facciamo noi davanti alla gente
dopo tutto quello che è successo? E ancora qui si sta a discutere
se vanno bene a titolo gratuito o meno, li salvaguardiamo solamente
per alcune città, altre no, sempre a fare disparità e chi è più
forte. Questo non si può accettare più signor Presidente. Non c'è
trasparenza perché l'avevamo chiesta più e più volte ma non viene
dato un tocco di trasparenza a questa legge e ora se ammazziamo
anche questo articolo non abbiamo risolto assolutamente nulla.
PRESIDENTE. Dal dibattito abbiamo compreso il senso degli
emendamenti. Siamo all'emendamento 6.10 di identico contenuto
dell'emendamento 6.12 e del 6.21. E' stato presentato un sub-
emendamento dell'onorevole Figuccia all'emendamento 6.12 a favore
degli amministratori sono sostituite le parole a favore dei
presidenti e dei consiglieri circoscrizionali'. Pongo in votazione
il sub-emendamento 6.12.1. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Contrario.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e della Commissione,
pongo in votazione il sub-emendamento 6.12.1. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Chiedo che venga un deputato segretario.
Siamo in fase di votazione. Ripetiamo il voto.
FOTI. E' stato già votato.
PRESIDENTE. Quale è stato l'esito del voto, onorevole Foti? Me lo
dica lei.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, arrivavano persone e man mano si
alzavano. Quindi ho annullato subito io per mancata chiarezza, è
una questione di uno o due. Non abbiamo votato. Ora ripetiamo il
voto con attenzione.
ZAFARANA. Io insisto. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vista la confusione. Siamo in fase di votazione. Se
vuole l'incidente con me non ci riesce. Non le posso dare la
parola.
Si passa al subemendamento all'emendamento 6.10 che sostituisce il
6.12 e 6.21. Questo emendamento è sostitutivo del comma 1 e c'è un
sub emendamento che sostituisce la parola a favore degli
amministratori con a favore dei consiglieri e dei presidenti
circoscrizionali', perché noi nelle circoscrizioni non abbiamo
amministratori ma abbiamo presidenti e consiglieri
circoscrizionali.
Il parere della Commissione è stato contrario. Il parere del
Governo è stato contrario.
Chi è favorevole al subemendamento si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. No, onorevole Zito, guardi questo atteggiamento, lo so
che a voi serve continuamente per fare spot. Dovete smetterla
perché se c'è uno che fa rispettare il regolamento qui dentro, voi
volete solo andare all'esterno per dire non so che cosa. C'è una
notevole confusione non si capiva chi aveva votato a favore e chi
contro. Basta. Allora finitela con questi show continui e andiamo
avanti.
Si passa all'emendamento 6.12 così come è stato emendato. Chi è
favorevole si alzi.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.12.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 6.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 48
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 24
Contrari 24
(Non è approvato)
L'emendamento 6.7 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.1 soppressivo del comma 2.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole
Milazzo Giuseppe.
MILAZZO GIUSEPPE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole
Sudano.
SUDANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole
Rinaldi.
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.3 dell'onorevole Giovanni
Greco.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento che ho presentato vuole dare un indirizzo all'Assemblea
perché questa legge la stiamo facendo per dare delle novità fuori.
Io ho presentato un emendamento dove le circoscrizioni vengono
ridotte del 50% per me è una riduzione di spesa e la mantengo,
chiedo che venga votata a scrutinio segreto.
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'emendamento
dell'onorevole Greco ha un senso se visto in una particolare
ottica, cioè in relazione a quello che è successo in precedenza,
ossia, se noi partiamo dalla premessa che sono stati soppressi
tutti i consigli circoscrizionali con esclusione di quelli
riguardanti i comuni di Palermo, Catania e Messina, l'accoglimento
dell'emendamento dell'onorevole Greco porta alla riduzione del 50%
non dei consigli circoscrizionali che sono stati soppressi, perché
se non ci sono che riduzione apportiamo? Ma porta la riduzione dei
consigli circoscrizionali delle tre città metropolitane soltanto
per richiamare l'attenzione dell'Aula sulle conseguenze di questo
emendamento.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Fazio.
FAZIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.22.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, Presidente della Commissione. E' un emendamento tecnico
perché la norma era stata scritta con la riduzione del 20% e poi è
detto comunque non superiore a 10 . Allora così come è scritto
sembra una contraddizione il non superiore a 10 deve essere il
fondamento quindi, si limita a cassare la riduzione al 20 perché lo
riduce di oltre
PRESIDENTE. La Commissione lo ha presentato. Il parere del
Governo?
LEOTTA, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per verità di
quello che comunque accade in Sicilia, gli enti locali con i loro
statuti e con delibere consiliari, possono ridurre le municipalità
ai consigli di circoscrizione.
In Sicilia è accaduto che nel comune di Catania, non perché io
sono di Catania ma perché ero consigliere comunale e ho approvato
quella delibera, abbiamo ridotto le municipalità da 10 a 6 e
abbiamo ridotto i consiglieri di circoscrizione da 20 a 12, quello
che invece non è accaduto né a Palermo, né a Messina, né a
Siracusa.
Quindi io non capisco perché questa riduzione debba essere fatta
per legge quando in ogni realtà ci sono situazioni diverse
rispetto alle circoscrizioni e non siano gli stessi comuni con le
loro delibere consiliari ad intervenire sulla riduzione.
Semmai si può prevedere che questa riduzione siano i singoli
comuni a farla, non è una competenza nostra, sono i comuni che con
le loro delibere si occupano del decentramento amministrativo.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Presidente della commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, onorevole Alongi abbiamo votato, in realtà
abbiamo precisato con l'emendamento 6.22 che i consigli di
circoscrizione di Palermo, Catania e Messina, non possono essere i
componenti del consiglio superiori a dieci, compreso il Presidente,
questo è quello che abbiamo votato.
Pertanto qualunque altra variazione che si propone è, poiché
abbiamo già votato non si può riproporre una votazione, questo è il
senso, quindi votando il 6.22 abbiamo sancito che nelle tre città i
consigli di circoscrizione sono composti da nove consiglieri, più
il Presidente.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio il
Presidente Cracolici, comprendo l'emendamento 6.22, però devo fare
due considerazioni Presidente Cracolici, vorrei fare due
considerazioni di carattere politico con tono pacato, per dire che
noi ci stiamo avviando ad una macelleria democratica questo è il
mio pensiero, guai se non fosse così, non tutti la possiamo pensare
come l'onorevole Cracolici, e spesso lei non la pensa come la penso
io.
Ho sempre massimo rispetto del suo pensiero e del suo stile
politico, vorrei fare due considerazioni politiche: città di
Palermo le circoscrizioni oggi sono composte da sedici componenti
delle circoscrizioni, questo articolo non riduce del 20% come
accade per i consigli comunali, ma questo articolo riduce del 35%
il taglio facendo una disparità tra quello che è la riduzione dei
consigli comunali, e dei consigli di circoscrizione.
Questo è un dato politico, non credo che questo possa essere ne
cambiato ne invertito, perché la verità è che c'è un accanimento
politico nei confronti dei consiglieri di circoscrizione che a mio
avviso svolgono un ruolo importante, anzi aggiungo che è giunta
l'ora, in particolar modo nella città di Palermo, dopo che sono
state soppresse le provincie, dove prima nei cinque collegi della
città di Palermo delle province, venivano eletti ventiquattro
consiglieri di circoscrizione che rappresentavano le esigenze di
quel territorio, ritengo che il ruolo dei consiglieri di
circoscrizione sia un ruolo importante, anzi sarebbe utile che il
sindaco Orlando e la sua giunta prendesse spunto, e si occupasse di
un decentramento vero nelle Circoscrizioni perché, evidentemente,
se la politica non ha il coraggio di decentrare e di trasferire
funzioni a ruolo politico della Circoscrizione, evidentemente,
chiaramente, alla fine abbiamo creato scatole vuote. Quindi
l'invito che faccio è il seguente e poi collega Cracolici ed
assessore voglio fare un piccolo passo indietro Collega Sudano
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, sta parlando l'onorevole Alongi.
ALONGI. Vede, signor Presidente, io sono sicuro che questa norma
la comprenderemo e capiremo il danno complessivo dopo che sarà
approvata, quando verrà vietato a Consiglieri di Comuni importanti
di non partecipare al Consiglio perché quella norma, che abbiamo
approvato l'altro giorno, è una porcata colossale Glielo dico con
molto schiettezza Ma voglio puntualizzarmi su un dato, Presidente
Cracolici, e se può darmi una risposta Vedo che il Presidente
Cracolici è interessato solo quando
CRACOLICI. Presidente della Commissione. Io voglio il filo spinato
qui davanti
ALONGI. Signor Presidente, un quesito che vorrei porre al
Presidente Cracolici ed anche all'assessore per un articolo che
abbiamo approvato precedentemente ma credo che siamo ancora in
tempo. La norma che abbiamo approvato nei Comuni sotto i 3.000
abitanti prevede, un po' di attenzione soprattutto dall'Aula,
capisco che forse l'argomento non interessa a nessuno ma credo che
interessi agli amministratori che sono a casa e che ci ascoltano in
questo minuto.
(brusio in Aula)
ALONGI. Signor Presidente, abbiamo approvato una norma per i
Comuni sotto i 3.000 abitanti dove gli assessori li abbiamo portati
da 2 a 3, vorrei ricordare ai colleghi dell'Aula e all'assessore
che la legge regionale approvata sulla nomina degli assessori
prevede che il 50% degli assessori può essere di nomina consiliare,
cioè significa che la metà degli assessori possono essere
consiglieri comunali, considerato che sono 3, spero e mi auguro che
l'assessore chiarisca al momento dell'approvazione della legge, se
sono 2 gli assessori che si possono nominare o se è 1. Presidente
Cracolici lo capisco che lei sorride, siccome questa norma lei l'ha
voluta insieme a me fortemente, gradirei una risposta.
Se mi ascolta probabilmente può rispondermi, se non mi ascolta Le
stavo dicendo: abbiamo approvato una norma che prevede nei Comuni
sotto i 3.000 abitanti che il sindaco può nominare 3 assessori.
Considerato che la norma regionale prevede che la metà, il 50%,
degli assessori può essere di nomina consiliare, può fare cioè il
consigliere e l'assessore, visto che sono 3, il 50% è 1,5, allora
possiamo nominarne 2, il 70% degli assessori, a questo punto
violiamo la legge, o sono 1? Sono delle cose sciocche ma è una
norma che abbiamo approvato e che stiamo andando ad approvare,
creando sicuramente confusione ed io aggiungo, probabilmente, non
adeguata attenzione rispetto a quello che è il rispetto
istituzionale nei confronti dei Consigli comunali, dei Sindaci e
dei Consiglieri di Circoscrizione.
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, ha fatto bene a porre questo tema,
magari vediamo di sistemarlo con il 117, per cui io la ringrazio,
onorevole Alongi perché lei ha posto un tema che siccome siamo
ancora in fase di votazione con un 117 si può correre ai ripari,
per cui la ringrazio per la questione che è stata posta.
La questione va risolta con un 117. E' chiaro che si va in
riduzione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, le pongo anche un'altra questione
visto che siamo nei termini tecnici, nel cosiddetto 117.
L'articolo che abbiamo approvato adesso dà lo stesso numero di
consiglieri di quartiere sia a Catania che a Messina perché abbiamo
le stesse circoscrizioni sia a Catania che a Messina quindi avremo,
anche se Catania ha una popolazione maggiore, lo stesso numero di
consiglieri a Catania e a Messina. Mi sembra una sproporzione
rispetto
PRESIDENTE. E' fino ad un massimo. Poi era un principio che
richiamava l'onorevole Sudano, noi stiamo stabilendo il tetto
massimo. Poi sulla base dei loro statuti i singoli comuni si
disciplinano.
RINALDI. Ma se noi già ne abbiamo di più a Messina e ne hanno di
più anche a Catania
PRESIDENTE. Ma perché ne hanno di più a Messina?
RINALDI. Perché abbiamo 15 consiglieri con 6 di circoscrizione.
Anzi ne abbiamo 18 mi pare.
PRESIDENTE. E, quindi, per il futuro saranno di meno.
RINALDI. 16, scusi. Ne abbiamo 16 a Messina e 12 a Catania.
PRESIDENTE. Saranno di meno.
RINALDI. Saranno 10 a Messina e 10 a Catania.
PRESIDENTE. No, è fino ad un massimo. Se Messina riterrà di averne
10 ne avrà 10.
RINALDI. Sarà così.
PRESIDENTE. Sarà così, dipende da quale sarà l'Amministrazione
futura.
L'emendamento 6.18 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.6 a firma dell'onorevole Giovanni Greco
ed altri.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per illustrare il mio
emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un
emendamento di buon senso e mi era sembrato che anche lei lo avesse
apprezzato. Forse non lo ricordava.
Presidente Cracolici, Lei sa meglio di me che nella città di
Palermo, le parlo della città di Palermo perché io ho tanta
esperienza di consigliere comunale, ai consiglieri di
circoscrizione, alle circoscrizioni, non vengono date le deleghe.
E il problema qual è? Se entro 180 giorni alle circoscrizioni,
Presidente Ardizzone, non vengono date le deleghe, decadono perché
i consiglieri di circoscrizione non fanno niente. Ecco perché ho
presentato questo emendamento, per far sì che i consiglieri
comunali diano le deleghe alle circoscrizioni in modo che i 5
consiglieri di circoscrizione possano lavorare.
Questo è l'emendamento di buon senso che ho presentato.
PRESIDENTE. Scusate, qua ci dobbiamo intendere perché il fine è
lodevole. Non vorrei che alla fine il raggiungimento del risultato
fosse devastante. Onorevole, ora vediamo come scriverlo perché il
discorso è uno. Se io consiglio comunale voglio la soppressione di
un consiglio circoscrizionale, per 180 giorni non delibero e,
quindi, sostanzialmente non è una mancanza. Eventualmente dovrebbe
decadere il consiglio comunale non il consiglio circoscrizionale.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto sul caso Palermo le
posso assicurare che l'Assessore Catania, che è l'Assessore al
decentramento, ha trasferito alcune deleghe, quindi, stiamo
parlando del nulla.
Signor Presidente, non si può proporre un emendamento che fa
decadere un ente per la volontà di altri.
Signor Presidente, se qua si combina un pastrocchio finirà che
questo articolo, complessivamente, sarà votato per scrutinio
segreto perché ognuno poi tenterà di togliere, o attivare vendette.
Facciamo la legge. Abbiamo applicato il taglio numerico, che è un
taglio consistenti, lo stiamo accettando, lo stiamo spiegando.
Abbiamo fatto il taglio economico. Lo stiamo facendo. Basta
Perché poi c'è l'accanimento. Non devono più uscire di casa. Se
devono uscire di casa, entro 60 giorni, ce lo devono scrivere
altrimenti decadranno. Ma di che cosa parliamo? Scriviamo qualche
cosa per i deputati regionali, visto che il Presidente parlava di
obiettivi.
PANARELLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là della
formulazione che andrebbe, forse valutata meglio, il principio
contenuto nell'emendamento, credo che sia condivisibile, anche
perché si parla di consigli di circoscrizione anche nella norma
nazionale, con poteri.
Dobbiamo partire dal presupposto che, se un'amministrazione
comunale, se un consiglio comunale, ritiene dei non avere bisogno
dei consigli di circoscrizione, li sopprime. Se non sono funzionali
all'attività amministrativa, allora non servono, collega Milazzo,
tu che sei stato consigliere comunale. Il tema è questo. I Consigli
di circoscrizione sono strumenti dell'Amministrazione comunale che
deve fare in modo che esercitino delle funzioni e abbiano dei
poteri, altrimenti non servono a niente, quindi al di là della
formulazione che, forse non è felice, del collega Greco, e
naturalmente mi rimetto alla Commissione per trovare una
formulazione efficace, credo che il principio sia giusto e vorrei
ricordare sommessamente che, nella norma nazionale è previsto il
principio che i consigli di circoscrizione si accoppiano alle
deleghe e ai poteri.
PRESIDENTE. Forse la soluzione l'ha data l'intervento
dell'onorevole Panarello, perché dice: nella normativa nazionale è
comunque contenuto il principio del trasferimento delle funzioni'.
Quindi la lasciamo sottoforma di principio, la sanzione a carico,
sostanzialmente di un soggetto che non è responsabile
dell'inadempienza del consiglio comunale, obiettivamente questa
ultima parte andrebbe cassata e lasciamo il principio che è
condivisibile.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il collega Greco pone una questione giusta,
perché le circoscrizioni hanno senso se sono organismi decentrati,
cioè con poteri reali, gestiti dalle circoscrizioni, tra l'altro
abbiamo introdotto l'elezione diretta del presidente della
circoscrizione. Sono d'accordo sull'emendamento modificando la
sanzione, nel senso che: non sono sciolti i consigli di
circoscrizione ma i comuni che entro 180 giorni, entro 12 mesi non
provvedono a trasferire poteri alle circoscrizioni, le indennità
spettanti ai consiglieri comunali, e al sindaco, sono ridotte di un
ulteriore 20 per cento.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma che dici, li conosci i comuni?
CRACOLICI, presidente della Commissione.. Sì, perché è l'unico
modo per determinare un effettivo processo di decentramento.
MILAZZO GIUSEPPE. Trasferendo le funzioni e i soldi al comune e se
la Regione non gli dai i soldi?
CRACOLICI, presidente della Commissione. E, allora, non li fai i
quartieri
FORMICA. Con i poteri sostitutivi della Regione siciliana.
PRESIDENTE. La soluzione l'ha data l'onorevole Formica: i poteri
sostitutivi della Regione siciliana. Scriviamolo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto il clima
che sta maturando in quest'Aula, forse andrebbe precisata la
decorrenza di questo tipo di disposizione. Perché se interveniamo
per sanare questo problema sulle deleghe e fissiamo la sanzione a
me parrebbe giusto che la disposizione entri in vigore da subito,
senza rinviarla al prossimo rinnovo utile.
Facciamo un intervento di questo tipo per dare poteri alle
circoscrizioni e la rinviamo a fra quattro, cinque anni?
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che io
sono contrario alla legge, come ho detto prima, è una pagliacciata.
Ma se dobbiamo rendere il provvedimento con una logica, se entro
180 giorni i comuni non sono adempienti si interviene con un
commissario ad acta. E' tanto semplice.
PRESIDENTE. Se siamo d'accordo, l'ultima parte da trascorso a
saranno soppresse è sostituita con decorso infruttuosamente
detto termine, l'Assessorato delle autonomie locali, nomina un
commissario ad acta .
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto, per una
riscrittura.
(La seduta, sospesa alle ore 18.12, è ripresa alle ore 18.14)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si sta riscrivendo l'emendamento interamente sostitutivo
dell'emendamento 6.6.
Si passa all'emendamento 6.24 che è precluso dall'emendamento 6.9.
Si passa all'emendamento 6.13 a firma dell'onorevole Falcone, lo
ritira?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.23.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo attenti, siamo al 6.23
così lo specifichiamo perché rimanga traccia: Le disposizioni di
cui al comma 1 non si applicano ai consiglieri delle Circoscrizioni
in carica alla data in vigore della presente legge . Mi sembra
corretto, chiarisce che non vengono soppressi fin da adesso i
consigli circoscrizionali.
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente, è scontato. Già l'Aula ha votato
sulla riduzione.
PRESIDENTE. E' scontato, lei pensa che con questa legge è scontato
che da domani non si possa eccepire che ad esempio...
CRACOLICI, presidente della Commissione. Ritiriamo l'emendamento
6.23.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.14 a firma dell'onorevole
Milazzo Giuseppe. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Complimenti, onorevole Milazzo.
Si ritorna all'emendamento 6.6. Sospendo la seduta per qualche
minuto.
(La seduta sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
E' stato presentato il subemendamento 6.6.1 a firma dell'onorevole
Greco Giovanni, primo firmatario, e a firma degli onorevoli
Barbagallo e Cracolici, sostitutivo dell'emendamento 6.6.
Ne do lettura: entro 180 giorni dal rinnovo dei consigli
circoscrizionali, i consigli dei comuni di cui al comma 1 assegnano
le competenze alle circoscrizione di decentramento. Decorso
infruttuosamente il suddetto termine, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica nomina un commissario ad
acta.
In fase di prima applicazione della presente legge i consigli
comunali assegnano le competenze alle circoscrizioni di
decentramento entro 180 giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge. Decorso infruttuosamente il predetto termine,
l'assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica nomina
un commissario ad acta' per l'assegnazione delle funzioni.
Assegnano le competenze alle circoscrizioni.
L'onorevole Greco e la I Commissione hanno voluto differenziare.
Siccome noi manteniamo in atto i consigli circoscrizionali in ogni
parte della Sicilia, indipendentemente dalle tre città
metropolitane, entro 180 giorni le funzioni devono essere assegnate
anche a questi consigli circoscrizionali, se hanno un senso. Questo
è il discorso.
E' da intendersi un commissario ad acta che interviene in via
sostitutiva. Non lo scriviamo più. Pongo in votazione l'emendamento
6.6.1 a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Barbagallo e
Cracolici.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Articolo 18.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. E' fatto obbligo alle amministrazioni comunali, ai liberi
Consorzi comunali nonché alle unioni di comuni, fermo restando le
disposizioni a tutela della privacy, di rendere noti per estratto,
entro tre giorni dalla loro emanazione, tutti gli atti deliberativi
adottati dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni sindacali
e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini di pubblicità notizia.
Le delibere della giunta e del consiglio comunale rese
immediatamente esecutive sono pubblicate entro i 7 giorni
successivi all'approvazione. In caso di mancato rispetto dei
suddetti termini l'atto è nullo.
2. E' fatto obbligo alle aziende pubbliche ex municipalizzate di
rendere noti nel rispettivo sito internet tutti gli atti adottati
dal consiglio di amministrazione e le determinazioni presidenziali
e dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui al comma
1. ».
Si passa all'emendamento evidenziato dall'onorevole Zafarana e dal
Governo che avevamo portato all'articolo 7.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato alcuni
emendamenti, uno di questi è un emendamento aggiuntivo inserito,
ovviamente, tra quelli aggiuntivi perché appunto contiene
un'integrazione al testo formulato e presentato da parte della
Commissione.
Ad inizio della discussione di questo disegno di legge ho
sottoposto la questione e, ovviamente, il Presidente, allora pro
tempore, ha confermato che sarebbe stato oggetto di esame alla fine
della discussione dell'articolato proposto.
Mi permetto di richiamare la sua attenzione su un aspetto,
ovviamente, poi, lei assumerà le decisioni consequenziali.
L'emendamento contiene due proposte distinte e separate l'una
dall'altra.
La prima segnatamente, credo che tutti sappiano
Scusate un attimo di attenzione Credo che sia opportuno che
l'Aula presti attenzione e, poi, assuma le decisioni che ritiene
più opportune.
Credo che tutti sappiano che a livello nazionale è stata approvata
la legge che introduce il terzo mandato per quanto riguarda i
sindaci con popolazione inferiore ai tremila abitanti. Credo che
non inserirlo nell'ambito di questo disegno di legge per equiparare
la stessa posizione dei comuni con popolazione inferiore ai tremila
abitanti, nel resto di tutta Italia, rispetto anche e per quanto
riguarda la Sicilia, sia forse un'opportunità che è difficile possa
ripetersi. Io non credo che sia opportuno non esaminare questa
proposta emendativa perché credo che equiparare le posizioni dei
sindaci sia una cosa opportuna e saggia.
L'altro argomento, a mio avviso, importante - e forse lo è ancora
di più del primo - riguarda e mi consenta, signor Presidente, le
limitazioni nei confronti dei consiglieri comunali per quanto
riguarda tre mandati consecutivi.
Io credo che l'esperienza dei limiti nei confronti dei sindaci di
due mandati consecutivi abbia sortito un effetto estremamente
positivo. Introdurre un limite anche ai consiglieri comunali di tre
mandati consecutivi, vorrei ricordare sostanzialmente che tre
mandati consecutivi significano quindici anni di attività, appunto
di consiliatura, di collaborazione con l'amministrazione comunale,
quindi, significa fornire tutta una serie di idee, di iniziative e
quant'altro, ma credo che dopo quindici anni queste idee, presumo,
siano in fase di esaurimento e sarebbe opportuno anche un ricambio,
non dico generazionale, ma soprattutto un ricambio da parte di quei
soggetti che hanno svolto il loro compito e sarebbe anche opportuno
sostituirli. Motivo per cui ritengo e chiedo a lei, eventualmente
anche all'Aula, di esaminare questo emendamento aggiuntivo per
verificarne effettivamente la sua eventuale approvazione.
PRESIDENTE. Eravamo all'articolo 7. Comunico che è stato
presentato l'emendamento 7.14 a firma del Governo.
Si passa all'articolo 7.1, a firma degli onorevoli Di Mauro e
Greco Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.5, a firma degli onorevoli Milazzo
Giuseppe, Falcone ed altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.12, a firma dell'onorevole Sudano ed
altri, Ne do lettura: E' fatto obbligo, fermi restando gli
obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina
statale in vigore .
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Per me va bene solo che
forse va armonizzato con la lingua italiana, cioè ci sono due
fermi restando uno di seguito all'altro, per me va bene, perché
se lei vede con questo emendamento diventa: prima delle parole è
fatto obbligo aggiungere: fermi restando gli obblighi di
pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina statale in
vigore, è fatto obbligo alle amministrazioni comunali e ai liberi
consorzi fermo restando le disposizioni a tutela della privacy . Ci
sono due fermi restando, a forza di restare fermi prima o poi ci
si paralizza Mettiamolo in maniera tale che non si resta fermi.
Si può scrivere: in armonia con gli obblighi previsti dalla
disciplina statale in materia di pubblicità e trasparenza, è fatto
obbligo Va bene?
Altrimenti in coerenza? No, in armonia. In armonia alle
disposizioni previste dalla disciplina statale in vigore in materia
di pubblicità e trasparenza, è fatto obbligo
SUDANO. In diritto non esiste in armonia?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Giusto. E quindi come
scriviamo? In coerenza.
In diritto esiste la coerenza. Che cosa è la coerenza nel diritto?
PRESIDENTE. Questo emendamento, obiettivamente, è ultroneo perché
realisticamente da parte della legge statale, c'è un obbligo, forse
è opportuno precisarlo per evitare discrezionalità da parte dei
comuni come se si applicasse solo la normativa nostra e non quella
statale.
Onorevole Sudano, nel rispetto va bene? Allora: nel rispetto
degli obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dalla
disciplina statale in vigore .
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, Nel rispetto ed in armonia , esprime un
concetto del tutto diverso rispetto a fermi restando gli obblighi
di pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina statale in
vigore , perché la frase che si vuole introdurre fermi restando
gli obblighi di pubblicità , vuol dire essenzialmente che, intanto,
vanno comunque applicati gli obblighi di pubblicità previsti dalla
normativa statale e, in aggiunta, facciamo anche queste altre cose,
per cui la proposta del Governo è la seguente: fermi restando gli
obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina
statale in vigore, è fatto obbligo all'amministrazione comunale, ai
liberi consorzi, nonché all'unione di comuni, fatte salve in ogni
caso le disposizioni a tutela della privacy , quindi fermo
restando lo potremmo sostituire con fatte salve le disposizioni a
tutela della privacy .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vedete è tutto in progress
sostanzialmente, anche la scrittura. L'assessore Leotta ha proposto
una soluzione, peraltro l'ha motivata giuridicamente, se gli uffici
hanno seguito, allora diciamo: fermo restando gli obblighi di
pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina statale in
vigore, è fatto obbligo alle amministrazioni comunali, ai liberi
consorzi comunali, nonché all'unione di comuni, fatte salve le
disposizioni a tutela della privacy . Perfetto.
Allora, pongo in votazione il subemendamento 7.12.1 del Governo,
sostitutivo del 7.12. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, da un punto di vista procedurale l'emendamento 7.12 è
approvato così come è nel testo, quello del Governo prende il
numero 7.15 e sostituisce le parole ferme restando le
disposizioni con le seguenti fatte salve le disposizioni .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.10, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.9, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 7.8 è assorbito dall'emendamento 7.9.
Si passa all'emendametno 7.6, a firma degli onorevoli Milazzo
Giuseppe ed altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.11, a firma della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Rendere noti non
significa niente
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Lombardo e Greco Giovanni.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.3, a firma degli onorevoli Lombardo e
Di Mauro.
DI MAURO. Chiedo il voto segreto sull'emendamento 7.3.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi c'è una richiesta di voto segreto.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Ma non lo abbiamo già
votato?
PRESIDENTE. Quello riguardava solo le indennità.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo esprime il proprio disagio, per non dire il proprio
disappunto, per il voto segreto per una questione attinente alla
pubblicità degli atti degli organi dei Comuni. E' veramente un
comportamento che non è degno di quest'Aula
(Applausi)
PRESIDENTE. Assessore, si poteva fermare alla prima parte, quello
che è degno o non è degno non sta a lei deciderlo, in quanto
componente del Governo. Fin quando è previsto il voto segreto, da
Regolamento, è tutto legittimo. Non apriamo un dibattito su questo
Scusate, ho una richiesta di voto segreto
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
CORDARO. Ma l'intervento dell'Assessore è sull'emendamento 7.3? La
sua dichiarazione su che cosa è Assessore?
PRESIDENTE. Sull'emendamento 7.2.
CORDARO. Ma il voto segreto è sull'emendamento 7.3
ZAFARANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Non siamo in votazione, onorevole Zafarana.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, assessore Leotta, ho chiesto di parlare sull'ordine dei
lavori. Beh, però, colleghi, posso parlare per lasciare agli atti
dell'Assemblea il mio intervento, o posso parlare per cercare di
condividere un percorso?
Ora lo dico, con il cuore in mano: l'onorevole Di Mauro,
legittimamente, esercita le proprie potestà che il Regolamento gli
consente. Però, mi chiedo, ma possiamo decidere di rinviare
l'applicazione della legge alla prossima tornata utilizzando lo
strumento del voto segreto che avrebbe, per gli addetti ai lavori,
l'effetto di mettere in difficoltà il Governo e, nei confronti
dell'opinione pubblica, invece, quello di far passare un principio
che sarebbe mal visto dai cittadini siciliani?
E' meglio votare, onorevole Di Mauro, chieda il voto palese,
perché ognuno si assuma le proprie responsabilità alla luce del
sole.
Il voto segreto è una cosa seria e lo stiamo banalizzando.
L'onorevole Di Mauro, bene o male, dà una risposta politica, chiede
al Governo di avere i numeri in Aula, e questa è una battaglia
politica, più o meno legittima. Io la considero legittima ma non è
l'argomento su cui dividerci.
Dobbiamo oggi parlare con l'opinione pubblica e dire che stiamo
facendo una legge che si applica sin da subito.
A nome del Gruppo parlamentare dell'UDC dico che non sono
d'accordo sullo strumento che l'onorevole Di Mauro vuole attivare e
dico pure che qualora dovesse mantenere la richiesta voterò contro
l'emendamento dell'onorevole Di Mauro perché ritengo che questa
legge vada applicata immediatamente.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 980/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, chiedo un attimo di
attenzione e l'ausilio del Presidente della Commissione perché
siamo in una fase delicata.
Noi già abbiamo votato per ben due volte, una volta a scrutinio
segreto in ordine al rinvio della legge concernente le indennità ed
una volta a scrutinio palese per quello che riguarda
l'applicabilità della norma, immediatamente, in ordine ai permessi.
Per cui, non è ammissibile porre in votazione una norma in
contrasto con un precedente già votato. Per cui, invito l'onorevole
Di Mauro a precisare, altrimenti lo farò d'ufficio, che
l'emendamento si riferisce esclusivamente all'articolo 7, cioè
posticipa l'entrata in vigore solo dell'articolo 7.
Onorevole Di Mauro, l'emendamento 7.3 si deve intendere Le
disposizioni del presente articolo , altrimenti
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli Milazzo
Giuseppe ed altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 7.13 è precluso.
Si passa all'emendamento 7.14, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sono stati presentati tre emendamenti aggiuntivi ai quali se ne
aggiunge, sulla base dell'intervento...
A parte gli emendamenti all'articolo 117 c'era una intesa, vi sono
degli emendamenti aggiuntivi. Ora se ne è aggiunto un altro. Se c'è
l'accordo d'Aula si va avanti; se non c'è accordo d'Aula, anche uno
contrario, lo discutiamo in altra seduta, in altra legge.
Il primo sul quale c'è condivisione è l'emendamento A21, a firma
degli onorevoli Di Mauro e Giovanni Greco, che è quello che recita:
a decorrere dal primo rinnovo dei consigli comunali successivo
all'entrata in vigore della presente legge, lo svolgimento delle
operazioni di voto per l'elezione del sindaco e del consiglio
comunale si svolgeranno nella sola giornata della domenica .
SUDANO. Non sono d'accordo. E' elettorale non c'entra niente con
questa legge.
PRESIDENTE. Lei non è d'accordo.
Gli emendamenti aggiuntivi sono tutti ritirati.
Era un emendamento, però, onorevole Sudano, si era detto che
c'erano emendamenti di buon senso su alcune cose. E' chiaro che
sono aggiuntivi. Va bene gli aggiuntivi non vengono trattati.
MILAZZO GIUSEPPE. E' giusto approvarlo.
PRESIDENTE. Lo so che è giusto approvarlo.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo fa proprio l'emendamento che limita le operazioni di
voto a un solo giorno.
SUDANO. Ma cosa fa proprio
PRESIDENTE. Va bene, anche per il Governo è un emendamento
aggiuntivo.
SUDANO. Non è un problema di contenimento, non abbiamo potuto fare
l'emendamento elettorale, e allora vale per tutti, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, lei non è d'accordo. Come non è
contenimento della spesa, non se ne introduce nessuno non è che è
una trattativa in corso, abbiamo parlato di adeguamento .
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, le posso spiegare: in Commissione non
abbiamo potuto presentare emendamenti su norme elettorali, quindi,
a me dispiace che ci sia una condivisione di non so di chi, che si
porti un emendamento fuori sacco su norme elettorali, perché tutti
potevamo avere la volontà di fare delle norme elettorali e
inserirle in questo testo, quindi, non sono d'accordo.
Sono d'accordo a quella del subentro, lei aveva informato che se
qualcuno non era d'accordo lo avrebbe ritirato.
PRESIDENTE. Allora, non sono ammessi emendamenti aggiuntivi. Tutti
ritirati e vanno trasferiti in un'altra legge.
MILAZZO GIUSEPPE. E' sbagliato
PRESIDENTE. Ma sbagliato che? Questo era un appello al buon senso
perché c'erano altri emendamenti come quello dell'onorevole Fazio.
Alla fine, uno poteva votare pure contro.
Si passa all'articolo 8.
«Articolo 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2, primo firmatario l'onorevole
Alongi.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
Aula, tanto zelante a ridurre, a centellinare un'ora in più, un'ora
meno, deve girare, deve timbrare. Domani i titoli dei giornali non
diranno che abbiamo fatto una buona legge ma diranno che potevamo
ridurre a un solo giorno le elezioni amministrative e portare
risparmio certo, e non si è potuto fare. Non parleranno di questo
pastrocchio che avete scritto, che penalizza solo gli
amministratori. Parleranno del fatto che potevamo farlo e non
abbiamo voluto farlo.
E potete stabilire anche quattro giorni per votare. Così
continuando, le persone non ci andranno a votare Perché era questa
una cosa importante
Signor Presidente, le chiedo, entro i termini regolamentari, di
riconsiderare questa cosa. E' giusto ridurre come tutto il resto
d'Italia. Vi siete riempiti la bocca a dire che dovevamo recepire
la norma nazionale, ma in tutta Italia si vota un giorno solo per
le amministrative. Vergogna
Avete ridotto i consigli di circoscrizione e poi votate due
giorni
Io vi dico di più: votiamo un giorno e leviamo pure i ballottaggi.
Turno secco I cittadini vogliono meno confusione
Signor Presidente, perché non avete recepito che nei comuni al di
sotto dei tre mila abitanti ci può essere il terzo mandato per i
sindaci visto che non si candida più nessuno, come prevede la norma
nazionale?
Avete recepito ciò che vi conviene, ciò che vi dà fastidio in base
alle vostre ignoranze, non lo avete nemmeno trattato
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo il comizio
fatto dal mio collega onorevole Milazzo, non dico che viene
difficile perché, come dicevo qualche giorno fa, siamo alla sagra
delle bugie e alla sagra della demagogia. Capisco che dentro il
Gruppo del PD, che è il Gruppo parlamentare più grosso, sicuramente
c'è un dibattito in corso fra alcuni componenti che vedono la
democrazia in un modo e altri che vedono la democrazia in un altro
modo.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.04, è ripresa alle ore 19.05)
La seduta è ripresa.
Onorevole Vullo, ha facoltà di continuare il suo intervento.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vediamo
se con un po' di calma possiamo ritornare alle ragioni della
politica. Qualcuno nella foga del comizio, della demagogia,
dimentica una cosa importante, dimentica che questa legge riguarda
solo ed esclusivamente le amministrazioni locali, dimenticando che
qui - siamo 90 su 90 - dovremmo ricordare che si è votato il 28
ottobre del 2012 e si è votato solo per un giorno.
Quando si vota per le elezioni nazionali si vota per un giorno;
questa legge e questi emendamenti erano solo ed esclusivamente
affinché la gente, i nostri cittadini potessero andare a votare e
possano farlo in due giorni. Ed allora, se noi cominciamo a parlare
di risparmio, qualche nostro deputato si è dimenticato la cosa più
importante, che era quello dei rimborsi ai datori di lavoro ed
allora lì dove noi potremmo colpire il malcostume, potremmo fare un
risparmio, molti demagoghi questo risparmio che dicono che vogliono
fare poi alla fine non interessa a nessuno, perché devono
proteggere la categoria dei consiglieri comunali .
Io non vorrei parlare del fatto climatico in Sicilia, perché lei
sa meglio di me che generalmente si vota nel mese di giugno o
maggio e noi siamo stati abituati, specialmente per le elezioni
amministrative, a votare per due giorni, e non mi sembra quello di
votare per due giorni una lesa maestà a qualcuno.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
volevo fare un richiamo al Regolamento e segnatamente all'articolo
111, comma 1/bis, che prevede l'ammissibilità degli emendamenti
aggiuntivi secondo l'insindacabile apprezzamento del Presidente.
Signor Presidente, in relazione al clima d'Aula di grande
condivisione a quanto affermato e sostenuto anche dal Governo e dai
numerosi colleghi, la volevo pregare di valutare l'ammissibilità
almeno dei due emendamenti di cui si è dibattuto, quello
dell'onorevole Fazio e quello che riguarda la durata della
votazione soltanto estesa alla domenica, che credo che in questo
momento di contenimento della spesa pubblica, che è molto attuale,
ed anche alla luce dei principi ispiratori che hanno sostenuto e
avallato la presentazione del disegno di legge, e lo dico anche
come primo firmatario, siano assolutamente pertinenti.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, abbiamo dato la norma finale di
chiusura, quindi non possiamo introdurre emendamenti aggiuntivi.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
dire che siccome il mio era stato un fatto di principio, ma capisco
che l'Aula vuole votare questo emendamento della domenica e che
ritengo tra l'altro che sia giusto dal punto di vista del
contenimento della spesa, nel merito della questione, facendo da
parte il mio principio, ritengo che se tutta l'Aula è d'accordo
possiamo metterlo ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, non bisogna abusare della pazienza
Assolutamente no. Andiamo avanti. Mi prendo io la responsabilità.
Sono io contro la spending review, andiamo avanti.
(Proteste in Aula)
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'avevo già detto in fase di discussione generale che questa non
era la legge che il Movimento Cinque Stelle avrebbe mai scritto
relativamente al tema in oggetto, ma che comunque si avviava o
avviava un percorso in una direzione, che quanto meno provava ad
equiparare la nostra Isola al resto d'Italia, dove abbiamo appurato
poco fa che non vige la democrazia, come ha fatto notare il mio
collega Zito.
Cerchiamo di mettere un po' di dittatura anche qui in Sicilia, ma
dobbiamo sempre distinguerci dal resto del Paese e siamo riusciti a
peggiorare anche queste piccole cose che riusciamo a fare e quindi
abbiamo rinviato tutto quello che riguarda la parte economica al
prossimo rinnovo dei consigli comunali.
E qui vorrei fare una domanda all'assessore Baccei, se ha già
previsto come sopperire ai mancati risparmi che ci potevano essere
dall'entrata in vigore immediata della parte relativa ai tagli sui
costi dei consigli comunali, che se non mi sbaglio ammontano a 18
milioni di euro, euro più euro meno.
Una cosa buona la potevamo fare, che era quella di accorpare le
elezioni, come nel resto del Paese, ad un giorno solo, cosa
assolutamente di buon senso, cosa condivisa dalla quasi totalità
dell'Aula. Peccato che non è stata la totalità dell'Aula. Noi
eravamo disponibili a votare questo articolo aggiuntivo, restiamo
disponibili a farlo qualora si dovesse decidere in maniera diversa.
In buona sostanza, non è stata approvata nemmeno la riduzione e
l'abolizione delle commissioni nei comuni al di sotto dei diecimila
abitanti.
E' vero che le commissioni sono il luogo dove si studiano gli
atti, le delibere, ma è anche vero che - e lo abbiamo visto - in
comuni ben più grandi di diecimila abitanti, dove le commissioni
sono fatte da quattro, cinque consiglieri al massimo, ci sono
commissioni che durano cinque minuti, giusto il tempo di firmare e
prendere il gettone di presenza, perché il realtà è il consiglio
comunale il luogo dove avviene il vero dibattito e dove avviene il
vero studio. Per questo nasceva l'idea di abolire le commissioni
nei comuni al di sotto dei diecimila abitanti. Abbiamo voluto
togliere anche questo, giusto per dare sempre quel tocco di
democrazia in più che nel resto d'Italia non hanno.
Alla fine, turandoci il naso, questa legge la voteremo, ma la
prendiamo soltanto come un antipasto in attesa della prossima
legge, quella che farà il Movimento Cinque Stelle quando governerà
questa Sicilia, perché a forza di autogol come questi ci
consegnerete la Sicilia direttamente in mano.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per evidenziare le contraddizioni nelle quali siamo scivolati anche
su quest'ultimo punto. Noi stiamo prevedendo di andare al voto per
due giorni, in tutta Italia per queste amministrative si è votato
in un'unica giornata, e la Sicilia è stata l'unica regione dove si
è andato a votare per due giorni. Gli italiani incollati davanti al
televisore vedevano questa sperequazione, questa contraddizione,
una cosa della quale si sta macchiando questa maggioranza,
continuando a determinare una serie di sprechi e di sperperi che
gravano sulle spalle dei siciliani.
Tutto questo lo avete determinato con una serie di contraddizioni,
le indennità dalla prossima consiliatura, i permessi da subito, ma
quali sono le ragioni per cui i permessi si applicano da subito e
invece le indennità dalla prossima legislatura? Ed ancora: perché i
tagli ovunque sul venti per cento e per le circoscrizioni che
dovrebbero essere l'ultima antenna sensibile del territorio, il
luogo si determina la democrazia, la partecipazione vera, dopo che
sono state abolite le province, dopo che sono stati aboliti i
consigli provinciali adesso andiamo a mortificare l'ultima vera
antenna sensibile del territorio e lo facciamo con una riduzione
del trentacinque per cento?
Il Partito Democratico, la maggioranza di quest'Aula queste cose
le andrà a spiegare a quei cittadini, ai propri elettori, certi che
non ne troverete alle prossime urne. Andateglielo a spiegare voi ai
consiglieri di circoscrizione quello che avete determinato con
questa norma, i permessi da subito e le indennità dalla prossima
consiliatura.
Dovete vergognarvi perché i poteri li potevate mettere da subito
Signor Presidente io chiedo qual è la ragione per cui i permessi
da subito ed i poteri a queste circoscrizioni non li diamo da
subito e ci rinviamo a nuova consiliatura. Allora, se questa
maggioranza fosse stata seria, avremmo determinato il decentramento
da subito, obbligando i comuni a dare i poteri e le deleghe entro
180 giorni o creando le condizioni perché il commissariamento ad
acta potesse intervenire da subito.
Io da questa norma mi dissocio, e mi dissocio anche nella mia
condizione di Presidente della I circoscrizione, perché è chiaro
che le responsabilità di questo disegno di legge se le prendono
quelli che così l'hanno voluto e che peraltro ha stravolto rispetto
a quelle che erano le indicazioni precedenti. Vergognatevi
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi rivolgo a lei.
Proceduralmente, se non c'è nulla in contrario, autorizzo la II
Commissione ad esprimere parere come se si trattasse di un disegno
di legge stralcio, su una norma sola che riguarda l'indizione in
un'unica tornata elettorale.
Non possiamo aprire il dibattito su altri articoli.
Se l'onorevole Formica è contrario, non si può fare. Io ci avevo
tentato.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ho l'impressione che ci stiamo accalorando
inutilmente. Noi abbiamo all'esame della Commissione di domani una
legge che riguarda aspetti di modifica della legge finanziaria, in
particolare sulla vicenda delle pensioni.
Siccome penso che non possiamo che essere tutti d'accordo, non di
votare un giorno o due giorni, ma di uniformare la durata e le
operazioni di voto in Sicilia a quelle del resto d'Italia, se si
vota un giorno in Italia, si vota un giorno in Sicilia. Se si vota
due giorni in Italia, si vota due giorni in Sicilia.
Mi pare, da questo punto di vista, che se l'Aula autorizza la
Commissione domani a inserire nel testo che abbiamo all'esame
questa modifica dinamica, quindi di recepimento dinamico sulla
durata delle operazioni elettorali in Sicilia come nel resto
d'Italia, le potremmo fare lì, senza che ci accapigliamo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Cracolici.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui state
compiendo, insieme al Presidente Cracolici, un misfatto giuridico,
perché non vi rendete conto di quello che dite.
Onorevole Cracolici, parlo con lei e parlo con il Presidente
Ardizzone.
L'opposizione all'inizio in Aula, rispetto ai due emendamenti
aggiuntivi, non era per la norma sulla surroga, ma era per la norma
politica che riguardava la data delle elezioni, cioè i due giorni.
Si è fatta grande confusione, signor Presidente, e forse lei non ha
ben compreso quello che voleva dire poco fa l'onorevole Sudano.
Dopodiché, qua il tema è chiaro. Tanto il problema della surroga,
che io adesso spiegherò, quanto quello della riduzione rispetto
alla quale, in linea di principio, sono d'accordo ad un giorno
della tornata elettorale, sono due norme che riguardano altra
materia alla stessa maniera.
Allora, signor Presidente, siccome lei qua è garante e li poc'anzi
ha detto io questa norma non la faccio votare più e me ne assumo
la responsabilità , ora sta chiedendo la responsabilità a me, poi
l'ha chiesta all'onorevole Formica, poi l'ha chiesta all'Aula, ci
dobbiamo intendere. C'è una norma di diritto e di giustizia
sostanziale e normativa. Il Consiglio comunale di Palermo nel
momento in cui viene temporaneamente a mancare un consigliere,
unico consiglio in Italia, non può disporre la surroga, non è nel
plenum, è rimasto per otto mesi con quarantanove consiglieri.
Voglio capire, con il parere favorevole del Governo, per quale
ragione l'onorevole Cracolici si ostina a non voler fare votare
questa norma e per quale ragione la Presidenza dell'Assemblea
ritiene che quella sia una norma di buon senso, e io sono
d'accordo, e l'altra no. Dopodiché fate quello che volete, ne
prenderò atto come coloro che vi ascoltano. Certo, io mi rivolgo
anche al capogruppo di maggioranza, nella sua lungimiranza politica
e nella sua esperienza, oltre che nel suo ruolo, vorrei sentire una
parola sul tema, se lo ritiene, non è una sfida, è una richiesta
alla quale, se non dovesse esserci risposta, è chiaro che nulla
cambierebbe rispetto all'iter che, per quanto riguarda me e il mio
Gruppo parlamentare abbiamo già stabilito.
E vado alla dichiarazione di voto, però quello che ho detto resta,
signor Presidente, e mi attendo una risposta.
Abbiamo fatto un papocchio normativo. Pensate: il Consiglio
comunale di Palermo avrà quaranta consiglieri; il Consiglio
comunale di Bagheria ne avrà ventiquattro, cioè quasi quanto
Messina. Io vorrei sapere chi sono questi legislatori che hanno
partorito con tale sagacia una norma del genere, che finirà fra
poco per dare modo a Bagheria, città alla quale io sono
particolarmente legato, ma che non vedo da legislatore come mai
possa avere per esempio più consiglieri comunali di Ragusa che alla
fine è capoluogo di Provincia. Sono ironico ovviamente, onorevole
Ragusa, omonimo nonché cittadino della città di Ragusa. Avete
immaginato di fare spending-review di fatto sacrificando la
democrazia diretta, però questa è una cosa che ciascuno spiegherà
ai suoi elettori; io lo spiegherò ai miei, voi lo spiegherete ai
vostri, anche io cercherò di spiegarlo ai vostri della sinistra,
chiaramente in una chiave diversa e in un modo diverso rispetto a
quello vostro. Vi ho detto che abbiamo comuni con centootto paesi,
con centootto enti locali, vedi Messina o Palermo con ottantadue.
Ho cercato di spiegare con il buon senso oltre che con il
ragionamento giuridico cosa sarebbe stato reale spending-review e
tuttavia questo non è accaduto.
Molti hanno parlato di democrazia. Io ai colleghi del Movimento
Cinque Stelle, con il rispetto di chi prende in considerazione
l'opinione degli altri, dico che la democrazia non funziona se ti
danno ragione. La democrazia, se è democrazia, è democrazia sempre.
Parlare di democrazia da parte di chi immaginava di eliminare le
commissioni consiliari ad alcune condizioni mi viene difficile da
comprendere e da digerire, ma questo sarà probabilmente un problema
mio. La democrazia per me è un'altra cosa e vale per tutti, non
vale soltanto se l'Aula ci dà ragione oppure ci dà torto.
Io avrei voluto votare, ma mi opporrò strenuamente affinché una
norma che non c'entra niente con un'altra norma venga votata in un
contesto diverso perché c'è la spinta di votarla. Avrei voluto
votare oggi il voto in una giornata unica per l'equiparazione della
Sicilia al resto del Paese, sarebbe stata - quella sì - l'unica
vera, seria, oggettiva perché non incideva sulla volontà
democratica del cittadino, a favore di una spending review che
tutti declamate, ma che in pochi realmente perseguite.
Ed allora, rispetto a tutte queste cose, e concludo, mi sono
affannato e non so con quanto successo, a cercare di spiegare che
il tema di gettonopoli era cosa diversa ed è cosa diversa da
questa legge. Evidentemente non sono stato ben compreso certamente
dai colleghi del Movimento 5 Stelle, perché poc'anzi chi mi ha
preceduto ha detto che c'era la possibilità - e lo dico al collega
Siragusa - di andare 5 minuti in Commissione e prendere il gettone
di presenza.
Quello, a mio parere, si chiama truffa, si chiama reato, si chiama
atto perseguibile dalla Procura della Repubblica, ed è un'altra
cosa. Io ritengo che le commissioni debbano restare così come, per
fortuna, quest'Aula ha deciso che accadesse; ritengo però che
questa legge, che è stata fatta sulla spinta emozionale, perché
comunque bisognava dare una risposta al netto di ciò che era giusto
e di ciò che era sbagliato, non merita il voto favorevole mio e del
mio Gruppo parlamentare e quindi, al netto di quello che deciderà
la Presidenza sui due emendamenti aggiuntivi, preannunzio il voto
contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza già si è
determinata, non può essere trattata in questa sede poiché non c'è
unanimità. Purtroppo, ma questo è dovuto al fatto che non sempre i
parlamentari sono presenti, per carità non si pretende la presenza
10 ore su 10; già si era detto che se ci fosse stata l'unanimità su
due emendamenti estranei, perché era materia elettorale, non
avremmo avuto nessuna difficoltà a trattarli.
L'abbiamo detto più volte. Stasera si è aggiunto un altro
legittimo emendamento, quello che ha illustrato l'onorevole Fazio.
Visto quello che è successo non mi sembra proprio, nonostante i
ripensamenti, che ci sia unanimità e siccome c'è una prima
Commissione, ancora abbiamo sembrerebbe un po' di legislatura
davanti, comunque fino al 31 luglio saremo qua, ci sono delle
occasioni per inserire questi due emendamenti.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo per dichiarare il voto contrario del mio Gruppo
parlamentare su questo disegno di legge, al quale manca una linea
di coerenza, è' mancato il coraggio nei suoi proponenti e nella
maggioranza che lo ha sostenuto di confessare come esso sia stato
determinato, non dalla reale avvertita e condivisa esigenza di
procurare all'Erario pubblico e alle casse della Regione in questo
caso, ma soltanto per abdicare alla spinta emotiva della piazza.
Le ragioni sono essenzialmente due, quelle che confermano un mio
fondato sospetto: la prima ragione sta nel tentativo, operato dalla
maggioranza di centrosinistra, di aver voluto salvare più o meno
dieci grandi città al di sopra dei 50 mila abitanti, rispetto ai
278 piccoli comuni al di sotto dei 10 mila abitanti che avrebbero
dovuto subire una decurtazione del 20 per cento, mentre i grossi
comuni e le città capoluogo si sarebbero salvate con un taglio del
solo 10 per cento, una proposta schizofrenica, irragionevole, sul
piano contabile e sul piano politico, perché se c'è da risparmiare
si risparmia proprio nelle indennità e nei gettoni di presenza dei
grossi centri, non certo dei piccoli centri che rappresentano in
Sicilia quasi il 90 per cento della realtà municipale.
C'era qualcuno, naturalmente in quest'Aula, che aveva assicurato
ai propri adepti ,voglio dire per usare un eufemismo, che comunque
la rappresentanza nei grossi centri sarebbe stata salvata.
Il mio Gruppo si intesta il merito di avere, assieme con
l'opposizione, e credo di poter dire anche con altri colleghi della
maggioranza, fatto saltare il tavolo. Abbiamo ripristinato un
principio di equità, se il taglio viene fatto per risparmiare
denaro pubblico, il taglio deve essere fatto nella stessa misura,
tanto per i piccoli comuni, quanto per i grossi comuni; la dignità
della rappresentanza popolare non conosce parametri demografici. E'
questo il primo dato che dimostra come dietro questo disegno di
legge ci sia tanta ipocrisia politica, lo dico col rispetto che
debbo ai colleghi presentatori.
La seconda ragione è legata al fatto che, da un lato si fa in
fretta per potere in Commissione prima, ed in Aula dopo, avviare in
una sorta di corsia preferenziale un disegno di legge che deve
allinearci giustamente dico io, con il resto d'Italia, e poi con un
colpo di mano si vota per rimandare alla prossima consiliatura
l'applicazione degli effetti di questa legge, altra testimonianza
concreta della ipocrisia che ha accompagnato e accompagna questo
disegno di legge.
Senza dire l'articolo 6 che non merita commento sui consigli
circoscrizionali, vanno condannati tutti fatta eccezione, e non si
capisce per quale santa ragione, dei comuni di Palermo, di Catania
e di Messina, come se la funzione dei consigli circoscrizionali in
queste tre città capoluogo fosse diversa, migliore, efficace,
insostituibile, rispetto a quella di comuni capoluogo di altro
taglio e di altra dimensione per quanto riguarda la popolazione.
Il nostro Gruppo con alcuni emendamenti avrebbe voluto migliorare
questo disegno di legge, ma gli emendamenti sono stati dichiarati
inammissibili.
Mi ricordo qualcuno che è stato appena oggetto di dibattito: il
giorno unico per votare, che impedisce l'uso delle liste di
coscrizione, lista delle chiamate notturne, liste degli ultimi
ammiccamenti, delle ultime promesse, degli ultimi ricatti, delle
ultime minacce, per tornare o per condurre al voto la gente che non
è andata.
Secondo emendamento da noi presentato e non ammesso, sulle
operazioni di scrutinio delle schede votate; terzo emendamento
sulla trasparenza delle procedure elettorali; quarto emendamento
non ammesso sulla composizione delle sezioni elettorali adibiti
allo scrutinio; quinto emendamento non ammesso sulla
pubblicizzazione tramite internet delle operazioni di scrutinio;
sesto emendamento non ammesso sulla pubblicazione delle schede
scrutinate bianche e nulle.
Appare fin troppo chiaro come si tratti di emendamenti finalizzati
a dare trasparenza alle procedure e all'operazione di voto e voglio
augurarmi che almeno su questi temi, che so non essere patrimonio
soltanto del mio Gruppo, si voglia, nelle prossime giornate,
rimediare con un apposito disegno di legge.
La verità, e concludo signor Presidente, signori assessori e
colleghi deputati, è che, ancora una volta, il centrosinistra ha
voluto colpire i rappresentanti, gli artefici, i protagonisti della
democrazia rappresentativa.
Noi non siamo abituati alla democrazia del web. Ci piacciono i
nuovi sistemi di comunicazione, ci piace internet, ma abbiamo
nostalgia per le piazze: grandi contenitori di emozioni Le piazze:
la capacità di guardare negli occhi la gente e di coglierne le
sensibilità e le sensazioni. Saremmo un po' nostalgici, ma ci piace
ancora il contatto con la gente, il contatto personale per
coglierne umori, ansie, tormenti, speranze, certezze.
Lo dico con tutto il rispetto per chi crede di fare politica
esaltando al mito la democrazia del web, ma, in questa occasione,
il centrosinistra si intesta una grande responsabilità: quella di
avere, ancora una volta, voluto operare un colpo di piccone nei
confronti della democrazia popolare. Lo si è fatto abolendo, o
tentando di abolire, vedremo nelle prossime settimane, i Consigli
provinciali. Lo si sta facendo ridimensionando la rappresentanza
popolare e democratica nei Consigli comunali perché, signor
Presidente, non sfugge a lei che si è abbeverato alla fonte della
dottrina Sturziana, popolare e cattolica, che esaltava ed esalta il
principio della municipalità, non sfugge a lei ed agli altri
colleghi, soprattutto dell'UDC e della tradizione Centrista, come
questa legge nulla abbia a che vedere con la riduzione del costo
della politica.
Il costo della politica, che va abbattuto, che va eliminato, che
va combattuto: è quello della macchina blu Le macchine blu vanno
tolte a tutti, Presidente, a tutti, senza eccezione Tranne che per
il Presidente dell'Assemblea o per chi lo rappresenta nelle
funzioni di rappresentanza.
In Sicilia, ancora, 740 auto blu appartengono alla Pubblica
amministrazione. I costi delle auto blu sono quelli dei finti
consulenti. I costi della politica sono quelli dei consorzi di
ricerca, sono quelli dei consigli di amministrazione inutili,
elefantiaci, parassitari, sono quelli degli enti che andrebbero
eliminati già da qualche anno. Il resto, il Consigliere comunale,
l'Assessore, non è un costo della politica, è un costo della
democrazia. E la democrazia costa, e lo sanno quanti si sono
battuti perché si ripristinasse il diritto al voto tanti anni fa.
Ed, allora, signor Presidente, noi non possiamo votare un disegno
di legge che colpisce soltanto chi vuole rappresentare i legittimi
interessi del popolo. Una cosa è il gettone di presenza, che può
essere eliminato, una cosa è l'indennità, che può eliminata, una
cosa è l'emolumento, che può essere eliminato, ma altra cosa è la
rappresentanza consiliare che non c'era alcuna ragione per essere
ridimensionata. Se noi impediamo ai cittadini di potere vivere nel
protagonismo delle loro istanze commetteremmo, davvero, un grave
peccato. E questo Governo, e questa maggioranza, e questo
Parlamento, questa colpa non può assolutamente intestarsela.
Ripensateci
Per queste ragioni, che sono soltanto alcune fra quelle che, molto
diligentemente, da questa tribuna la scorsa settimana ha illustrato
il collega Gino Ioppolo, il nostro Gruppo esprimerà voto contrario
a questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Ricordo che sono iscritti a parlare gli onorevoli
Cracolici, Sudano, Fazio, Panepinto, Alongi e Laccoto. Invito,
quindi, alla sintesi.
E' iscritto a parlare l Presidente della Commissione, onorevole
Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Assessore, devo dire che sento spesso in
quest'Aula troppi commenti che contraddicono alcuni comportamenti
che poi si seguono nel corso dei lavori.
Io, intanto, parto da un dato. Lo considero un successo politico
il fatto che la Commissione Prima ha esitato un testo all'unanimità
di tutti i componenti presenti e tutti i componenti presenti erano
rappresentanti in larga parte del Parlamento siciliano.
Poi, sembra che ci sia una specie di maledizione, l'Aula diventa
una vetrina che in parte fa scatenare anche attività di tipo
teatrale, per cui c'è bisogno di dare apparenze a comportamenti
che, in realtà, sono di altro tipo. Perché vorrei ricordare che noi
abbiamo adeguato il nostro ordinamento amministrativo e il nostro
ordinamento rappresentativo a delle leggi, onorevole Musumeci, a
delle leggi del Parlamento della Repubblica Italiana. Tra l'altro,
vorrei ricordarle, a delle leggi varate da Governi a lei molto
cari.
Com'è noto la legge di cui parliamo è una legge del 2008, e siamo
nei primi mesi del nuovo Governo Berlusconi, dopo l'elezione del
2008, e poi del 2009 dopo aver ridotto la rappresentanza nelle
giunte si è ridotto del 20 per cento la rappresentanza dei consigli
comunali.
Adesso assistiamo ad un rovesciamento della verità, ovvero che ci
sarebbero dei cattivi maestri che in Sicilia vogliono abolire la
democrazia, vogliono cancellarla, semplicemente perché, grazie a
quelle leggi e in virtù di quelle leggi che hanno fatto diventare
la Sicilia inevitabilmente un luogo di eccezione e non un luogo di
normalità, la Sicilia alla fine è costretta ad adeguare il suo
ordinamento a leggi dello Stato.
E quali sono le conseguenze di queste modifiche che stiamo
introducendo? Lo dico anche ai colleghi Cinque Stelle, che io
ringrazio per il lavoro serio e per il comportamento che hanno
avuto in Commissione e, però, vorrei dire con altrettanta nettezza
quando si dice che una legge si vota turandosi il naso bisogna dire
qual è la parte del naso che ha provato cattivo odore in questa
legge.
Io provo a dirlo in numeri gli odori di questa legge.
Approvando questa legge noi riduciamo di circa 1300 il numero dei
consiglieri comunali eletti in Sicilia, sui circa 6200 numero dei
consiglieri eletti.
Con la nuova legge saranno 102 i consiglieri di circoscrizione in
meno nelle tre città siciliane più quelli che sono stati aboliti,
oltre Siracusa, per il resto della Sicilia anche gratuitamente, che
non so quantificare ma che sicuramente si può valutare essere oltre
un centinaio.
Con questa legge abbiamo eliminato, non mi piace il verbo, ma
comunque non ci saranno più circa 500 assessori, dai piccoli ai
grandi comuni.
Allora, lo dico ai colleghi Cinque Stelle, questo naso vedetelo un
po' più aperto perché poi valutando i numeri scoprirete che una
cosa è la demagogia, le parole, gli slogan, altra cosa è una legge
che poi concretamente produce atti, conseguenze, riduce il numero
di addetti - ripeto - riduce adeguando la Sicilia al resto
d'Italia per leggi che ha fatto il centrodestra in Italia.
Con questa legge abbiamo equiparato le indennità, anche qui, cari
colleghi, lo dico ai tanti che dai blog scrivono ai deputati, a
tutti noi rimproverandoci di non aver fatto su di noi quello che
stiamo facendo ai consiglieri comunali.
Vorrei ricordare a me stesso e a tutti voi che il Parlamento
siciliano con la legge n. 1 del 2014 ha introdotto una novità
assoluta nella storia di questa Regione, almeno dalla nascita del
Parlamento del dopoguerra ad oggi. Ha stabilito che le indennità
spettanti al parlamentare di questa Regione siano quelle uguali al
resto dei consiglieri regionali di tutta Italia.
Anche lì c'è stata, discussione, polemiche, però queste cose
raccontiamole, perché non vorrei che, a forza di raccontare e
recitare a soggetto in quest'Aula, finiamo anche per non far capire
che questo Parlamento, prima di affrontare il tema del riordino del
sistema degli enti locali e delle spese dei costi connessi alla
rappresentanza politica, ha dato l'esempio con se stessa. Quindi,
non abbiamo da dimostrare niente a nessuno.
Abbiamo dato esempio partendo da noi e cercando di riordinare il
nostro sistema, sapendo che in tanta parte della richiesta di
risparmio e di abbattimento delle spese della politica è alimentata
da una cultura profondamente antidemocratica e che pensa che la
politica e la democrazia non sia solo un costo ma sia inutile.
Noi dobbiamo contrastare quella filosofia, quella impostazione, ma
non nascondendoci e sapendo affrontare in mare aperto i problemi
che sono dinanzi a noi. Per questo dico che questa è una legge di
un Parlamento normale, di un Parlamento che affronta il tema della
sua specialità, non costruendola su un'idea di specialità di un
privilegio, ma la nostra specialità deve essere la specialità della
normalità, di fare in modo che questa regione non venga vissuta
come un luogo, ci piaccia o no, l'opinione pubblica, ma non solo
l'opinione pubblica, anche altre istituzioni del paese, quando
pensano e guardano o sentono parlare di Sicilia, spesso sono mossi
da pregiudizi che, in qualche modo, sono alimentati anche da nostri
errati comportamenti.
Voto convintamente questa legge, poi non la condivido in tutto, ma
come tutte le leggi è un compromesso fra punti di vista. Si è
cercato di tenere insieme la complessità di quest'Aula e considero
che questa legge è un altro tassello di un Parlamento vituperato,
spesso anche a sproposito da parte dello stesso Governo.
Il mio partito è nato per essere un partito in cui si discute e da
questo punto di vista dico che questo Parlamento deve difendere
anche la dignità non solo dell'insieme, ma anche del lavoro di
ognuno di noi. Quindi, lo voterò con convinzione e questo
Parlamento non ha da vergognarsi di nulla e mi auguro che chi la
vota non si vergogni di averla votata, perché qualche consigliere
comunale legittimamente, qualche amico, tutti noi abbiamo amici
eletti nelle istituzioni. Certo, probabilmente, non sarà felice,
nessun tacchino è felice che arrivi il Natale. Ma pensare che
aboliamo il Natale per impedire che si mangino i tacchini, è
impossibile. Ecco perché credo di poter dire che, oggi, quest'Aula
approverà questa legge senza doversi vergognare di nulla.
PRESIDENTE. E' iscritta l'onorevole Sudano. Rinuncia?
SUDANO. Sì, rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo
all'invito alla brevità, ma non posso non anticipare il voto
contrario del Gruppo Misto, perché sinceramente non ci riconosciamo
nell'ambito del testo che è stato in qualche modo approvato ed
esitato da quest'Aula.
Credo che quest'Aula ha perso un'occasione. Ha perso un'occasione
perché ancora una volta ha dato alibi a chi sicuramente guarda la
Sicilia e i siciliani come soggetti che continuano ad utilizzare la
specialità per mantenere tutta una serie di privilegi che
appartengono al passato. E mi fa molto rabbia perché credo che
avremmo potuto dare sicuramente un esempio diverso.
Non me ne voglia il Presidente Cracolici, io non sarei così
entusiasta, nel momento in cui, così come lui ha affermato, quel
testo - esitato dalla Commissione all'unanimità - è stato
completamente o quasi completamente stravolto dall'Aula.
E' vero, quelli che si sono conseguiti sono risultati parziali. Ma
perché non raggiungere, invece, quei risultati che la collettività
sicuramente si aspettava? Come giustificare, alla stessa
collettività, che quest'Aula ha approvato una legge perché entri in
vigore dopo cinque anni? Perché è vero, come è vero, che per alcuni
comuni queste disposizioni esitate oggi produrranno effetti tra
cinque anni. Come giustifichi? Qual era la necessità allora di
esaminare ed approvare un testo che entra in vigore dopo tantissimi
anni? Forse, era opportuno che lo faceva un altro legislatore che
sicuramente ci va a succedere.
Mi attengo alla brevità e continuo a ripetere: qualcuno dovrebbe
giustificare perché un sindaco della Campania, che rappresenta una
collettività di tre mila abitanti, può continuamente e
sistematicamente farsi il terzo mandato. Mentre non riesco a
spiegare - e qualcuno lo dovrebbe spiegare - perchè il sindaco di
un comune siciliano, con popolazione inferiore ai tre mila
abitanti, al secondo mandato si dovrebbe fermare. Allora, è vero
che la specialità è un handicap, non è un vantaggio. In alcune
occasioni, il nostro legislatore piuttosto che utilizzare e
beneficiare la collettività lo rende un handicap a tutti gli
effetti, come nella fattispecie.
Altro esempio. La gente. E noi stessi riteniamo che l'attività
politica debba essere un servizio, non debba essere un mestiere.
Motivo per cui, credo che abbiamo notato e la gente noti,
soprattutto, che molti consiglieri ne hanno interpretato non come
una attività di servizio ma una attività principale. Ed è da anni
che siedono negli scranni dei consigli comunali e non consentono e
non permettono, direttamente o indirettamente, di determinare
alcuna rotazione.
Ecco perché l'emendamento da me proposto - e mi dispiace signor
Presidente - io non alzo mai la voce, non è da me e non rientra nel
mio carattere. Subisco, ingerisco, ma sicuramente non mi vedrà mai
sbraitare da questo scranno. Grazie e anticipo il voto negativo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi
pare che si è usata troppa enfasi in una norma importante, in un
disegno di legge che arriva alla sua conclusione e al recepimento
di norme nazionali e debbo dire che resto anche stupito conoscendo
la grande onestà intellettuale di alcuni colleghi autorevoli che
sono intervenuti dell'opposizione nel voler ribaltare,
sostanzialmente, alcune aspetti di questa legge. Ed è quello che
l'entrata in vigore di norme di buon senso viene rinviata il nuovo
insediamento delle nuove consiliature perché è stato chiesto il
voto segreto che ormai è diventata in questa Aula l'occasione per
cambiare posizione senza che nessuno ne abbia notizia, è la
caratteristica del voto segreto e credo che vada mantenuto affinché
garantisca libertà ai colleghi.
Però, intervengo soprattutto per sottolineare un aspetto e lo dico
all'onorevole Siragusa che è persona che stimo: noi rischiamo di
rappresentare quelle centinaia di uomini e donne che si sacrificano
nella rappresentanza di piccole e medie comunità come se fossero
soggetti da tenere sotto osservazione, come se si trattasse di
potenziali delinquenti per cui iniziata una fase, diciamo, è stato
dato un campo di illecità, di illegittimità e di illegalità.
È stato oggi chiuso un iter per una legge che, di fatto, si limita
sostanzialmente a recepire quello che già avviene in altre 19
regioni d'Italia, a recepire sostanzialmente parti di un testo
unico.
Detto ciò io credo che bisogna anche riconoscere agli
amministratori locali che sono quelli che sono la prima
rappresentanza delle istituzioni, in un momento in cui le
istituzioni nazionali, regionali hanno difficoltà ad essere
riconosciute e anche difficoltà di legittimazione.
Per cui, dico all'assessore Leotta che ringrazio, che ha condotto
in Commissione, in Aula con grande spirito di difendere
l'architettura del testo stesso. Però, oggi si pone un problema, lo
dico anche al vicepresidente, oggi i comuni una volta che si è
stabilito il numero dei consiglieri comunali, una volta che si è
ridotto il numero degli assessori, una volta che si è operato sulle
Commissioni, una volta che si è dato un segnale forte anche sulle
degenerazioni come gettonopoli e il testo corregge queste
distorsioni, oggi però bisogna porre l'attenzione ai comuni non
come luogo di nefandezze, ma come strumenti per rappresentare i
bisogni dei cittadini.
Noi abbiamo oggi comuni che non hanno risorse, ci sono ritardi nei
trasferimenti, bisogna immaginare anche, lo dico all'Assessore, che
nella vecchia programmazione sono stati scippati 280 milioni
dall'asse 6 ed erano soldi che servivano a realizzare opere
primarie, importanti per i comuni e sono stati portati nelle grandi
opere. Se non c'è un collegamento tra la nuova programmazione e gli
interventi di cui i comuni hanno necessità noi rischiamo di avere i
comuni diventare solo come gli ex Eca, gli enti comunali di
assistenza, perché si occuperanno solo di pagare stipendi in
ritardo perché lo Stato taglia, la Regione taglia, i trasferimenti
di cassa avvengono dopo mesi e mesi.
Per cui, Assessore, mi auguro che lei possa in I Commissione
portare ora un testo concordato con il Parlamento, con il Governo
che riveda esattamente l'organizzazione degli Enti locali, che
riporti la possibilità di dare più velocità e snellezza all'azione
amministrativa e che riporti al centro quella che è la ragione
fondamentale della nostra democrazia, quella che è lo strumento che
ci consente di tenere insieme una società che ha grande
fibrillazione ed è l'autonomia locale dei piccoli comuni.
Quindi, Assessore, mi auguro che lei voglia continuare nell'opera
e far sì che quello che oggi è solo un importante disegno di legge
di recepimento possa avere un epilogo diverso che è quello di
intervenire sugli enti locali ma per farli diventare strumento
snello di sviluppo e di crescita di questa Terra.
ALONGI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento breve per esprimere non una contrarietà, perché essere
contrari è facile, ma per esprimere una votazione politica su una
norma che, a mio avviso, ha preso di mira la democrazia nei comuni.
Signor Presidente, Assessore e caro vicepresidente, abbiamo
presentato degli emendamenti lungo questa norma perché quando la
politica con la P maiuscola si lascia trascinare dal vento della
piazza pensando che questa norma serva soltanto a sanare o a porre
rimedio a quello che, poi, è gettonopoli', credo si commetta un
grave errore.
Oggi, abbiamo normato la democrazia nei comuni e quando parlo di
democrazia significa anche la partecipazione e caro Assessore, se
lei mi autorizza, vorrei sottolineare che avevamo posto un problema
di carattere, di partecipazione democratica su questo testo di
legge, come Nuovo Centro Destra, che era quella che permetteva il
permesso che prima era per l'intera giornata tout court per quelli
che erano i consigli comunali, voi avete posto un'ora prima e
un'ora dopo ed abbiamo dimostrato in quest'Aula, con garbo, con
senso istituzionale, con rispetto delle regole che sicuramente
quell'ora prima e quell'ora dopo erano brevi nella partecipazione e
mi pare che lei abbia dato parere favorevole e, privatamente, mi ha
detto sicuramente questo sarà e dovrà essere corretto perché non
permette la piena partecipazione democratica alle assise comunali.
Quando una legge ti vieta o ti mette in difficoltà alla
partecipazione democratica di un consiglio comunale, quella è la
fine della partecipazione, quella è la fine della democrazia,
quella è la fine della rappresentanza politica e credo che questo
sia un tema che qui è stato sottovalutato e che, dalla prossima
legislatura, sicuramente, molti consiglieri saranno costretti a non
partecipare alle assisi comunali per la distanza dal luogo di
lavoro.
Io non so chi a scrutinio segreto ha votato contro o a favore, ma
una cosa è certa siamo qui, oggi, a ribadire che è stato scorretto,
non è stato giusto rinviare alla prossima legislatura, ma lo dico
con schiettezza, chi ha votato col suo ditino era una maggioranza
d'Aula che non ha condiviso questa norma, quindi, non credo che sia
passata soltanto con i numeri del centro destra, è passata con
molti numeri del centro destra, ma io aggiungo con tanti e tanti
numeri del centro sinistra.
Vede, presidente Cracolici, le dico con molta schiettezza ed
onestà, evidentemente una norma che è passata all'unanimità in I
Commissione non significa nulla perché lei mi insegna che nel
momento in cui esce dalla Commissione ed arriva in Aula, ogni
deputato che non ha partecipato in Commissione e che raccoglie un
consiglio, un suggerimento da parte degli amministratori, questa è
la democrazia del rapporto diretto, del consenso elettorale,
dell'ascolto del territorio e, quindi, emendarlo non significa che
sia un fatto grave, altrimenti gli emendamenti a cosa servirebbero?
Perché li avremmo presentati?
Aggiungo ancora una cosa importante. Poco fa è stato detto da
parte di qualche deputato, e lì credo che non ci possiamo
permettere sbavature di questo tipo, che ci sono assessori o
consiglieri che lo fanno per mestiere, io non so se lo fanno per
mestiere, però un dato è certo, il consigliere comunale che viene
eletto, viene eletto con un consenso popolare da parte dei
cittadini, quella è la democrazia; il cittadino è adulto per
votare, sa quello che vota, per chi vota e quando lo vota. Quindi,
su questo non permetto di offendere alcun elettore che,
democraticamente, nel segreto dell'urna, senza imposizione alcuna
vota. Ma aggiungo, e parlo di segreto dell'urna, poniamoci una
domanda e qui, su questo tema, mi auguro che l'Aula al più presto,
invece, voti una norma importante che è quella che i voti delle
singole sezioni vengano cumulati tutte quanti insieme e lo spoglio
non si faccia per singola sezione.
Mi spiego ancora meglio. Troppo spesso qualcuno ritiene che il
voto venga condizionato, controllato e, allora, uniamo le schede di
20, 30 sezioni affinché il voto sia certo e non ci possa essere la
controllabilità di un voto elettronico.
Quella è democrazia, quello è senso di responsabilità. Io ritengo
che questo sia un tema, Presidente, che vada affrontato non
soltanto dal centro destra ma va affrontato ad ogni livello.
Vede, Presidente, Assessore e vice Presidente, lo dico con molta
schiettezza, occhio, perché si sta innescando una deriva
democratica e quando la deriva esce da quest'Aula ed arrivano i
consigli comunali, consiglieri che non possono uscire più di casa
perché il trasferimento di questa Regione non permette di pagare
gli abbonamenti agli alunni pendolari, quando gli studenti delle
scuole non ricevono adeguata istruzione o non possono partecipare
alle classi perché mancano banchi e mancano sedie, quando gli
anziani non ricevono la dovuta assistenza, quando i disabili non
ricevono adeguata assistenza e servizi perché mancano le risorse,
ebbene, lì si innesca un meccanismo pericolosissimo che è quello
dove giochiamo a scarica barile.
Occhio, che a giocare a scarica barile un giorno è per te e un
giorno è per me. Io vi dico che noi senza rendercene conto stiamo
instaurando un meccanismo dove probabilmente scarichiamo sul muro
basso che sono gli amministratori che difendono il territorio
perché la gran parte degli amministratori, dei sindaci, dei
consiglieri e degli assessori sono persone per bene, sono uomini
che ci mettono la faccia, sono uomini che stanno sotto casa, sono
uomini che vengono presi sotto casa e chiamati giornalmente da
uomini e donne che non hanno come sbarcare il lunario. Questa è la
grande verità.
Allora, diamoci ordine e competenza, ridiamoci il ruolo, alziamo
dritta la schiena, facciamo norme affinché un sindaco possa essere
orgoglioso di essere sindaco ed un sindaco non diventi strumento ed
ostaggio dei bisogni della gente. Quando riusciremo a fare questo
sicuramente si parlerà di democrazia ma fin quando questo non
accadrà, caro Assessore, caro Presidente, caro vice Presidente,
credo che questa norma sia norma soltanto di maschera per coprire
soltanto ridicoli numeri ma, alla fine, sicuramente la democrazia
oggi paga un prezzo salatissimo.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stasera
ci apprestiamo a votare un disegno di legge, a farla diventare
norma e questo disegno di legge vede la luce così come la vedrà tra
qualche momento grazie al concorso ed all'impegno costruttivo che,
soprattutto, la minoranza, l'opposizione, ha voluto profondere a
favore di un testo; un testo che, dobbiamo dire, non è chissà quale
panacea o non è risolutivo a tutte le storture, ai mali che
qualcuno o su cui qualcuno voleva anche speculare dicendo dobbiamo
fare una norma punitiva. Punitiva di chi? Dei rappresentanti del
popolo Punitiva di chi Di chi sbaglia cercando e magari, molte
volte, utilizzando a suo uso e consumo quello che è il mandato
popolare e credo che stasera stiamo rassegnando, regalando alla
Sicilia una norma. Normale, niente di particolare.
Una norma che dobbiamo dire come nasce, onorevole Cracolici. Nasce
con un mero recepimento della norma nazionale e cosa diceva la
norma nazionale se l'avessimo recepita sic et simpliciter, ebbene,
diceva che avremo diminuito da un lato i consiglieri ma avremo
aumentato gli assessori, quindi, se avessimo fatto passare con la
norma così come la si voleva e l'aveva proposta il Partito
democratico non avremo diminuito i costi ma paradossalmente li
avremo aumentati nella consapevolezza che il Partito democratico
attualmente gestisce il maggior numero di enti locali e avremo dato
un ulteriore appannaggio di poltrone e di posti a chi, oggi, poi,
invoca la diminuzione delle stesse.
E sono gli atti a parlare, assessore Leotta, gli atti dicono
questo, non lo diciamo noi. Noi, invece, in maniera responsabile,
abbiamo detto un conto è quello che fa lo Stato, altro conto è la
competenza ordinamentale che la Sicilia deve svolgere e l'abbiamo
svolto.
C'è stato un dibattito serrato in I Commissione, ma anche in Aula
e lo abbiamo fatto anche tutti e ciascuno nella consapevolezza e
nella coscienza della libertà di pensiero. Io vi traccerei soltanto
alcuni esempi. Quando si è votato per il differimento degli effetti
finanziari, come si è votato? Si è votato a scrutinio palese? Si è
votato per appello nominale, assessore Leotta? O alcuni nel Partito
Democratico hanno chiesto il voto segreto che prevale sul voto
nominale? Lo dobbiamo dire.
E in quella occasione, come ha detto il presidente Musumeci, c'è
stato un voto d'Aula che è stata una maggioranza e siccome la
minoranza o l'opposizione non ha la maggioranza è chiaro che c'è
stato un intervento considerevole di una parte del Partito
Democratico che oltre a proporre una norma l'ha anche votata.
E allora, piuttosto che fare questo gioco delle parti
pirandelliano, o il gioco delle docce scozzesi , una volta l'acqua
è fredda ed una volta è calda, occorrerebbe avere tutti un
sussulto di maggiore dignità dicendo che dobbiamo portare questa
norma a Roma perché, sostanzialmente, il Governo regionale è
commissariato da Roma. Roma ci chiede dei compitini, ce li ha
assegnati e questo Governo, questa maggioranza, in maniera stanca,
quasi vivacchiando, cerca di portare a Roma qualcosa per
accreditarsi con Palazzo Chigi.
E lo dobbiamo dire perché questa norma, e lo voglio dire
all'onorevole presidente Gucciardi, ma anche all'onorevole
Malafarina, con cui ci siamo anche, come dire, scontrati in maniera
molto garbata devo dire ma, di fatto, questa norma, assessore
Leotta, cos'è? Non è nient'altro che un oggetto di scambio che
stiamo facendo ed è l'esempio di come questa maggioranza e questo
Governo vivacchia. Non ci dimentichiamo che se qualche giorno fa da
questo pulpito chi parla in questo istante non avesse puntato i
piedi dicendo che dovevamo fare questa norma, sarebbe saltata
nuovamente. E, allora, dobbiamo dire che qua è necessario il
concorso e l'impegno costruttivo di chi, ciascuno di noi, svolge il
proprio compito e lo fa con abnegazione, con senso critico e che se
vogliamo anche con quella consapevolezza che è giusto che venga
svolta e che venga assunta da chi ha un mandato popolare.
Attenzione, l'anno scorso abbiamo votato una norma che ha ridotto
drasticamente l'indennità dei deputati e lo abbiamo fatto in
maniera molto chiara, cioè i deputati percepivano al lordo 14.850
euro, ora percepiscono a lordo 11.100 euro. Questa indennità la
percepiscono i deputati siciliani, la percepiscono i consiglieri
del Piemonte, della Val d'Aosta, del Lazio o dell'Abruzzo in
maniera uniforme. E quelle norme, signor presidente Ardizzone, le
abbiamo fatte perché era giusto dare l'esempio agli altri.
Ecco perché dobbiamo dire che, oggi, quello che è stato fatto lo
abbiamo fatto con grande impegno. Certo, ci saremmo aspettati
qualcosa in più. Noi quando veniamo in Aula vediamo molto
pressappochismo da parte di questo Governo, di questa maggioranza
sbrindellata, di una maggioranza che dice una cosa e poi ne fa
un'altra, perché posso capire che ci può essere anche un voto
personale, che ci può essere anche un voto lasciato alla libertà di
coscienza del parlamentare, ma su una votazione, non sulla seconda
e sulla terza.
Ad esempio il gruppo di Forza Italia sul differimento dello status
ha lasciato libertà di coscienza; il collega Figuccia, ad esempio,
ha votato per il differimento, chi vi parla ha votato per il
mantenimento, per l'attuazione immediata dell'ingresso della
condizione del consigliere comunale.
E perché l'ha fatto? Perché dobbiamo capire, devono capire anche i
rappresentanti del popolo che, oggi, il clima è cambiato, che
l'opinione pubblica ha un diritto di giudizio su chi è chiamato a
svolgere un ruolo.
E, allora, in questo senso, abbiamo anche fatto in Commissione un
lavoro importante ed in Commissione abbiamo detto: abbiamo
garantito l'intera giornata per la seduta di consiglio, abbiamo
garantito che i permessi per le commissioni non fossero legati
soltanto al periodo e al tempo strettamente necessari per
l'espletamento della commissione, ma l'abbiamo esteso, abbiamo
anche detto un'altra cosa in più, abbiamo lasciato inalterati i
permessi di 48 ore per i sindaci, per i capigruppo consiliari,
cioè abbiamo mantenuto lo status, le condizioni per l'espletamento
del mandato.
Cosa abbiamo ridotto? Abbiamo ridotto alcuni privilegi, ad esempio
il rimborso al datore di lavoro è stato bloccato ad un terzo, ma
abbiamo al contempo, proprio per evitare che potessero essere
penalizzati i consiglieri comunali, impedito che un emendamento
potesse ridurre allo svolgimento di un'unica seduta di commissione
o di consiglio, ma abbiamo previsto la pluralità del gettone di
presenza nella stessa giornata, onde evitare che si potesse
guardare alla norma con senso punitivo. Ma dinanzi a tutte queste
cose avrei voluto ascoltare un partito di maggioranza che, in
quest'Aula, conta dai 25 deputati, avere un'idea più chiara,
un'idea più concreta, un'idea se vogliamo meno ondivaga.
Allora, in questo senso, chiediamo e siamo convinti che, oggi, con
questa norma dimostriamo, forse a qualcuno, che i compiti a casa
sono stati fatti e questo lo dimostra il Partito democratico che,
domani, se ne potrà andare a Roma e chiedere col cappello in mano
qualche prebenda come ad esempio i 300 milioni di euro che ancora
non arrivano, quei 300 milioni di euro che, invece, dovrebbero
essere già stati assegnati alla Regione siciliana.
Chiudo dicendo e lo dico al presidente Ardizzone che c'è un ordine
del giorno votato o comunque accolto come raccomandazione, un
ordine del giorno che chiede che tranne il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana ed i Vicepresidenti dobbiamo
togliere le auto blu a tutto il resto, in questa Assemblea. Questa
è una cosa che chiedo lei porti in Commissione, in Consiglio di
Presidenza, se poi la bocciate, siccome noi non siamo ancora in
Consiglio di Presidenza perché il Partito democratico - e lo
ribadirò fino alla fine - illegittimamente, abusivamente, occupa
una poltrona del Vicepresidente che spettava alla minoranza,
diciamo ancora che il Consiglio di Presidenza deve fare proprio.
E poi, presidente Ardizzone, nei prossimi giorni rassegneremo
all'opinione pubblica un ulteriore disegno di legge per il quale
c'è un altro ordine del giorno che giace presso l'Ufficio del
Consiglio di Presidenza relativo alla riduzione delle indennità dei
vitalizi oltre 5.500 euro per gli ex parlamentari perché è giusto
che facciamo una rinuncia, ma è altrettanto giusto che chi
percepisce oltre 5.500 euro degli ex parlamentari lasci il 50 per
cento sulla eccedenza.
Queste cose o le fa lei, caro presidente Ardizzone, o noi lo
grideremo all'opinione pubblica.
MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Proteste in Aula)
Onorevole Malafarina, deve intervenire o rinuncia?
MALAFARINA, relatore. Capisco che i colleghi hanno fretta, però,
solo una cosa
(Rinnovate proteste in Aula)
PRESIDENTE. Ma scusate, a quest'ora aveva già finito l'intervento.
Scusate, facciamo parlare il collega Malafarina.
MALAFARINA, relatore. Io capisco che magari l'Aula sia stanca e
che, probabilmente
Onorevoli colleghi, vi invito ad un attimino di serietà, perché da
quel banco, poco fa, sono state lanciate pesantissime accuse al PD
ed alla maggioranza, sono state lanciate accuse estremamente
pesanti su cui è necessario fare anche le opportune chiarezze.
Se qualche Capogruppo della maggioranza ritiene di dover parlare
al posto mio, cedo volentieri la parola, ma non è accettabile che
la demagogia trionfi a danno di gente che si è impegnata a portare
avanti una legge, e se ritenete che debba prendere la parola per
farmi bello agli occhi dei siciliani non ne ho bisogno, credo che
sia giusto e necessario difendere la dignità di questa maggioranza.
Ribadisco il concetto, c'è un trionfo della demagogia, della
demagogia di quelli che hanno chiesto il voto segreto, sapendo che
i vuoti della maggioranza per assenza e quant'altro, avrebbero
facilmente determinato un voto favorevole ad alcuni emendamenti che
hanno posticipato la valenza di questa legge.
Voto segreto chiesto regolarmente dall'opposizione, supportato da
quelli che, oggi, si stracciano le vesti e che parlano di un prezzo
salatissimo della democrazia perché la Sicilia si sta adeguando
solo e semplicemente al resto dell'Italia.
Le norme che valgono in Emilia, in Veneto, in Campania e
quant'altro, non devono valere secondo alcuni per la Sicilia,
perché la democrazia sarebbe compromessa, perché la democrazia che
si fa a Bologna, con un numero di 36consiglieri, Presidente - 36
consiglieri comunali a Bologna, città di quasi 400 mila abitanti -,
ebbene, la democrazia di Bologna sarebbe diversa dalla democrazia
di Palermo, dove a Palermo per la riduzione del 20 per cento, fra
l'altro sollecitata proprio dalla destra, questa democrazia sarebbe
gravemente compromessa non si sa bene per che cosa e per chi.
Io penso che la politica debba avere la coerenza, la credibilità e
la chiarezza necessaria per portare aventi un percorso di riforme,
non solo volute da questa Assemblea, ma assolutamente necessarie.
Non si può vantare come trionfo di un grande impegno per portare a
compimento questa legge, come poco fa qualcuno ha ricordato e,
contestualmente, dire che si fa un regalo a Roma per chissà quale
tipo di vassallaggio, non esiste alcun vassallaggio, esiste solo ed
esclusivamente la necessità di adeguare la Sicilia al resto
dell'Italia, rivendicando la specialità non per delle norme di
guarentigia a vantaggio di qualche consigliere comunale, che porta
voti e sostegno ai deputati regionali, ma per dare a questa Sicilia
un futuro, una specialità diversa dovuta alla lontananza, dovuta
all'assenza di infrastrutture, dovuta ad un cronico sottosviluppo,
dovuta ad una immigrazione che nel corso degli anni ha spopolato
questa Terra, Terra di frontiera dove oggi assistiamo al fenomeno
dell'immigrazione. Questa, forse, è la specialità che dovremmo
rivendicare in Sicilia, non la specialità di tutelare chissà quale
cosa diversa rispetto al resto d'Italia.
Non credo che la riduzione di 2, 3 auto blu risolva i problemi
della Sicilia, ben vengano. Non mi spertico né per il sì, né per
il no. Ma, se dobbiamo lanciare fumo negli occhi alla gente,
lanciamolo. Perché le 3 auto blu che si risparmierebbero
sicuramente in questa Assemblea, giusto, doveroso, necessario,
indispensabile, ma propagandato per chissà quale grande risparmio,
quando questa legge, signor Presidente, non per i conti che ho
fatto io, ma per i conti che, poi, ha fatto il Governo risparmierà
ben più di 18 milioni di euro che non saranno risparmiati da
domani, saranno risparmiati grazie al voto segreto chiesto ed
ottenuto da quella destra che, oggi, contesta l'incompletezza di
questa legge, chiesto da quella destra che ha rimandato
l'applicazione di questa legge alle prossime elezioni.
CORDARO. Noi non siamo quarantasei
MALAFARINA. Voi non siete quarantasei, per fortuna Però, vi posso
preannunciare che c'è un piccolo errore di fondo in tutto questo:
questa legge è una legge che deve necessariamente guardare
all'aspetto finanziario perché è una legge dello stato che riguarda
la finanza e come tale deve essere e potrebbe essere applicata
senza bisogno di una legge.
I tagli finanziari che stiamo propagandando come chissà quale
grande risultato non sono tali, perché siamo già in ritardo e siamo
in ritardo dal 2011, ben prima della nomina di questa Assemblea. E
mi auguro, e non so se sarà così, che i tagli finanziari che sono
stati indebitamente postergati alle prossime elezioni, non possano
essere applicati da subito. Questo sarà un argomento su cui ci
confronteremo nei momenti e nelle sedi opportune.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati 3 ordini del
giorno. Il numero 481 «Iniziative urgenti per i comuni
inottemperanti alle disposizioni della legge regionale n. 22/2008
in materia di funzioni ai consigli circoscrizionali», è superato,
cioè quello che prevedeva l'intervento sostitutivo della Regione
sui Comuni che non avessero attribuito le competenze ai Consigli
circoscrizionali. E' stata fatta la norma, quindi è superato.
Gli altri 2, penso che il Governo li possa accettare come
raccomandazione, sono il numero 480 «Iniziative volte ad assicurare
la corretta applicazione della mozione di sfiducia al presidente
del consiglio circoscrizionale» ed il numero 482 «Iniziative
urgenti per avviare attività ispettive nei confronti degli organi
elettivi dei comuni».
Assessore Leotta, li accetta come raccomandazione?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la Funzione pubblica.
Il parere del Governo è contrario sull'ordine del giorno numero 480
«Iniziative volte ad assicurare la corretta applicazione della
mozione di sfiducia al presidente del consiglio circoscrizionale».
PRESIDENTE. Scusi Assessore, l'ordine del giorno impegna il
Governo della Regione e per esso l'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica a verificare la percorribilità
giuridica nell'incertezza quindi, questo era il concetto. Non si
trattava di esprimere ora un giudizio.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la Funzione pubblica.
Va bene, il Governo li accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Raccomandazione per entrambi, bene.
sizioni in materia di composizione dei consigli e delle giunte comu-
nali, di status degli amministratori locali e di consigli circoscri-
zionali. Disposizioni varie. (n. 980/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in materia di composizione dei consigli e delle
giunte comunali, di status degli amministratori locali e di
consigli circoscrizionali. Disposizioni varie. (n. 980/A)»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni in materia di composizione dei
consigli e delle giunte comunali, di status degli amministratori
locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni varie. (n.
980/A)»
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 48
Contrari 18
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, ricordo che l'Aula è convocata per domani,
mercoledì 24 giugno 2015, alle ore 16.00 per commemorare il
compianto onorevole Lino Leanza. E' inutile che evidenzi
l'importanza della presenza in Aula.
Ricordo anche che domani è convocata la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari in ordine alla questione del rinnovo delle
Commissioni.
interno
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi volevo
rivolgere all'assessore Lo Bello in maniera tale che possa riferire
al Presidente della Regione e si possa procedere in maniera veloce,
senza perdere ulteriore tempo.
Assessore, dopo circa 20 giorni, ieri sera si è finalmente riunita
la Giunta, che ha deliberato su tutto tranne sull'utilizzo dei
fondi PAC. Lei sa, Assessore, che stiamo parlando di oltre 300
milioni di euro, che sono le ultime risorse che possono essere
destinate all'edilizia scolastica e che possono essere destinate
alla banda ultralarga.
L'edilizia scolastica, signor Presidente, ci vede in Sicilia in
una situazione di grave pericolo, con le somme che in parte sono
state già inviate ai presidi, in parte no, e con oltre 200 scuole
che potrebbero non riuscire a completare i progetti.
Assessore Lo Bello, le chiedo per cortesia di attivarsi
immediatamente con il Governo, che rappresenta, affinché queste
somme vengano immediatamente sbloccate. Non è possibile che per
qualche campo di calcio o di pallavolo che non sappiamo in quale
comune e in quale territorio della Regione siciliana non sono stati
ancora appaltati si pensa di tenere bloccate oltre 200 scuole.
L'altro problema, gravissimo, è quello della banda ultralarga.
Come lei sa, Assessore Lo Bello, noi siamo l'ultima nazione in
Europa per quanto riguarda l'attivazione della banda ultralarga.
Siamo l'ultima nazione in Italia e come Regione siciliana siamo in
assoluto l'ultima, nel senso che tutte le altre regioni almeno
hanno appaltato i lavori.
Oggi, nonostante l'Assessore Leotta ed i suoi uffici abbiano
attivato in maniera seria, con una programmazione che tutti ci
invidiano, l'attività per potere appaltare questi lavori, e
ricordo, cosa che sfugge ai suoi colleghi, che c'è un vincitore,
cioè la gara è stata fatta, è stata assegnata e c'è una persona che
ha vinto il bando.
Ma possiamo pensare di continuare a perdere tempo su questa
vicenda? La modernizzazione della Sicilia passa attraverso la banda
ultralarga. Se noi pensiamo di perdere ancora tempo e di perdere
questi finanziamenti credo che siamo proprio alla frutta.
Signor Presidente, anche a lei raccomando la vicenda in maniera
tale che possa fare le dovute pressioni, corrette evidentemente,
sul Governo affinché queste risorse vengano sbloccate.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzo lo
strumento dell'articolo 83 del Regolamento interno, alla presenza
del Governo e segnatamente del Vicepresidente della Regione, per
evidenziare che in questi giorni è molto attuale il tema
dell'indirizzo rilanciato anche dal Presidente del Consiglio Matteo
Renzi.
L'Assemblea Regionale Siciliana ha anticipato questo tema,
approvando all'unanimità in IV Commissione il recepimento del Testo
Unico sull'edilizia, un testo di 80 articoli che è stato trasmesso
alla Commissione Bilancio, e per il quale il 12 marzo scorso è
stata richiesta la relazione tecnica agli uffici della Regione.
Il Presidente Crocetta e la Giunta di Governo spero che sveglino
dal letargo questi uffici, che sono chiamati da quattro mesi a
scrivere cinque righe di relazione tecnica. Non so come si chiama
il dirigente, Corrao o Curaro, che è chiamato da quattro mesi a
sbloccare e liberare i lavori della Commissione Bilancio, per una
norma che se approvata, consentirebbe la sburocratizzazione di
numerosissime pratiche in Sicilia.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprendiamo dai
giornali che l'assessore Pizzo si appresta - pare sia già a Roma -
a firmare il contratto di servizio. Un contratto di servizio che ci
costerà cento milioni di euro, che durerà cinque anni e che forse
potrà essere considerato da qualcuno come largamente condiviso, ma
secondo noi non lo è stato a sufficienza.
E' un atto amministrativo, forse era una questione di garbo
istituzionale quello di condividerlo almeno con la Commissione
Ambiente e che si occupa anche di trasporti. Ma abbiamo bussato ad
una porta a cui non risponde nessuno; né una bozza, né delle linee
guida per capire come ci si sta muovendo, e non perché non ci si
fidi del Governo. che ha già dato ampia prova di come si chiude in
se stesso, a volte senza condivider dei passaggi importanti per
tutta la Regione. In questo momento i trasporti mostrano davvero
tutta la loro fragilità, il grave danno economico, e speriamo di
non trovarci di fronte all'ennesima frittata che, devo dire,
purtroppo, non abbiamo potuto condividere.
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo avanzare
una richiesta in aggiunta a quanto detto poc'anzi dalla mia
collega, perché non ricordo se lo ha detto. Qualora la firma di
questo contratto avvenga in settimana, chiedo alla Presidenza che
l'assessore Pizzo venga a riferire in Aula rispetto a quanto fatto,
chiaramente per potere mettere tutti al corrente di una scelta
importante, perché rivoluzionerà coi soldi dei siciliani il sistema
ferroviario attuale e si ritiene comunque che debba essere
conosciuto e saputo da tutti i siciliani se determinati convogli ci
saranno ancora, se determinate fermate ci saranno ancora. Perché,
ad uno studio preliminare di quanto è stato possibile raccattare
qua e là dalle informazioni date, sia a mezzo stampa sia attraverso
coloro che sono stati invitati, comunque il comitato pendolari, la
situazione a noi sembra positiva ad esempio, tanto per voler
individuare soltanto una criticità a una diminuzione di tempistica
e pertanto non ci sarebbe un concetto diffuso su tutte le tratte né
un reale guadagno, perché le abbiamo studiate.
In seconda battuta, avendo studiato un po' la storia
dell'Assemblea Regionale Siciliana all'indomani della sua
istituzione, le prime tematiche che furono trattate, furono quelle
del sociale, furono quelle relative ai temi sociali.
Ci troviamo in questo momento, ad avere nuovamente quelle urgenze.
Da anni - sono passati ormai due anni - anche per la responsabilità
che ci incameriamo noi sulle nostre spalle, essendo ogni giorno
qua, allorquando non si portano avanti dei processi che sarebbero
per esempio le riforme relative al settore sociale in senso lato.
Nella scorsa finanziaria abbiamo approvato un articolo che, in
barba al recepimento della 328, per legge individuava la procedura
del decreto interassessoriale. Decreto interassessoriale che - a
mia notizia - non è ancora arrivato da un anno rispetto
all'utilizzo del Fondo socio-sanitario. Noi abbiamo una riforma
degli IPAB ancora portata, poi ritirata, non trattata, sembra che
ci sia quasi un timore, una timidezza da parte dell'Assessore Bruno
Caruso a trattare questa materia.
Noi abbiamo 40 milioni e più sulla materia degli asili, una
situazione regionale scandalosa. Sappiamo come fino ad oggi la
copertura proveniente sia dall'offerta - sotto il profilo delle
strutture - sia dalla possibilità che il terzo settore, in qualche
modo, operi attraverso i fondi pubblici. Noi abbiamo un sistema
cristallizzato che ha coperture a macchie di leopardo sul
territorio regionale. Gli enti locali non sono neanche aiutati, e
probabilmente dobbiamo anche interrogarci su quanto gli enti locali
oggi siano capaci di rispondere alle esigenze del territorio, alle
famiglie, ai nuclei familiari che devono mettere da qualche parte
questi ragazzi, perché oggi la famiglia è vessata. E noi abbiamo
notizia dell'Assessorato famiglia di 40 milioni di euro bloccati
solo perché un disegno di legge di riordino del sistema
dell'infanzia non viene portato avanti.
Allora, chiedo alla Presidenza di volersi attivare con i mezzi che
riterrà più opportuni. Io mi sono già attivata con il Presidente
della Commissione Sanità, onorevole Digiacomo, con l'Assessore
Caruso, con la dott.ssa Bullara. Sono tutti pronti e disponibili.
C'è la relazione pronta e non si capisce perché non si va avanti.
Che ci si dia una mossa sotto questo profilo, dato che rimarremo
fino al 31 luglio; almeno fino a quella data si faccia qualcosa di
serio per la Sicilia.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 24 giugno 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE NICOLA LEANZA
II - COMUNICAZIONI
III -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea . (V.
allegato)
La seduta è tolta alle ore 20.42
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMPOSIZIONE DEI
CONSIGLI E DELLE GIUNTE COMUNALI, DI STATUS DEGLI AMMINISTRATORI
LOCALI E DI CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI. DISPOSIZIONI VARIE . (N.
980/A)
(Evidenziati in rosso ed in grassetto gli emendamenti approvati)
Testo del disegno di Legge
Art. 1.
Norme in materia di composizione dei consigli e delle giunte
comunali
1. A decorrere dal primo rinnovo dei consigli
comunali successivo all'entrata in vigore della presente
legge, il numero dei componenti dei consigli comunali
previsto dall'articolo 43 della legge regionale 15 marzo
1963, n. 16 e successive modifiche e integrazioni è
ridotto del 20 per cento rispetto alle previsioni del
suddetto articolo, fatta eccezione per i comuni con
popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i comuni
capoluogo di provincia, per i quali il numero dei
consiglieri è ridotto del 10 % rispetto alle previsioni
del citato articolo 43.
2. Al comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), dalla legge regionale 11 dicembre 1991, n.
48 e successive modifiche ed integrazioni sono
introdotte le seguenti modifiche:
a) dopo le parole al 20 per cento dei componenti
dell'organo elettivo di riferimento aggiungere le
parole , arrotondato all'unità superiore qualora il
rapporto presenti un risultato decimale pari o superiore
a 0,1. ;
b) le parole da e, limitatamente alle giunte
comunali, fino alla fine del comma sono sostituite
dalle parole Nei comuni con popolazione superiore a
5.000 e pari o inferiore a 10.000 abitanti il numero di
assessori è fissato a quattro, nei comuni con
popolazione superiore a 3.000 e pari o inferiore a 5.000
abitanti il numero degli assessori è fissato a tre, nei
comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti
il numero degli assessori è fissato a due. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
1.8 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.2 L'articolo è soppresso Milazzo
1 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.3 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.2 Il comma 1 è soppresso Milazzo
0 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.2 All'articolo 1 apportare le seguenti Commiss
5 modifiche: ione
a) al comma 1, eliminare le parole da
A decorrere fino a presente legge .
b) aggiungere il seguente comma:
3. Le disposizioni del presente
articolo si applicano a decorrere dal
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo alla data di entrata in vigore
della presente legge. .
1.4 Al comma 1, sostituire le parole è Di
ridotto del 20 per cento rispetto alle Mauro
previsioni del suddetto articolo, fatta Greco
eccezione per i comuni con popolazione G.
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i
comuni capoluogo di provincia, per i
quali il numero dei consiglieri è ridotto
del 10 % rispetto alle previsioni del
citato articolo 43 con le parole è così
composto:
a) 30 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 500.000 abitanti;
b) 25 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 250.000 abitanti;
c) 20 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 100.000 abitanti;
d) 15 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 50.000 abitanti;
e) 14 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 30.000 abitanti;
f) 9 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 10.000 abitanti;
g) 7 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 5.000 abitanti;
h) 5 membri nei comuni con popolazione
superiore alla data dell'ultimo dato
ISTAT disponibile a 3.000 abitanti;
i) 3 membri negli altri comuni. .
1.9 Al comma 1 sostituire le parole è Alongi
ridotto del 20 per cento rispetto alle D'Asero
previsioni del suddetto articolo, fatta Fontana
eccezione per i comuni con popolazione Germanà
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i Lo
comuni capoluogo di provincia, per i Sciuto
quali il numero dei consiglieri è ridotto
del 10 % rispetto alle previsioni del
citato articolo 43. con le parole è
ridotto del 10 per cento rispetto alle
previsioni del suddetto articolo .
1.1 Al comma 1 sostituire le parole è Lo
7 ridotto del 20 per cento con le parole Sciuto
è ridotto del 10 per cento . Alongi
D'Asero
Germanà
1.1 Al comma 1 sopprimere le parole: fatta Fazio
2 eccezione per i comuni con popolazione
tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i
comuni capoluogo di provincia, per i
quali il numero di consiglieri è ridotto
del 10% rispetto alle previsioni del
citato articolo 43 .
1.1 Al comma 1 sopprimere il periodo che va Musumec
4 da fatta eccezione fino a citato i
articolo 43 . Formica
Ioppolo
1.1 Al comma 1 sopprimere il periodo , Siragus
6 fatta eccezione per i comuni con a
popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti Cappell
e per i comuni capoluogo di provincia, o
per i quali il numero di consiglieri è
ridotto del 10% rispetto alle previsioni
del citato articolo 43 .
1.1 Al comma 1 sopprimere le parole per i Siragus
5 comuni con popolazione tra 50.001 e a
100.000 abitanti e . Cappell
o
1.2 Alla fine del comma 1 aggiungere il Commiss
6 seguente periodo: ione
Qualora il rapporto presenti un
risultato decimale pari o superiore a 0,1
il numero di consiglieri è determinato
con arrotondamento all'unità superiore .
1.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
1.1 Il comma 2 è soppresso Milazzo
9 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.1 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Barbaga
3 2. Per la composizione delle giunte llo
comunali, si applicano le disposizioni Lupo
dell'articolo 47, comma 1, del decreto Cirone
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Sono Vullo
abrogate tutte le disposizioni in
contrasto. .
Al comma 2 sopprimere la lettera a) Milazzo
1.18 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.6 La lettera a) del comma 2 è così Di
sostituita: Mauro
a) la giunta comunale è composta dal Greco
Sindaco che la presiede e da un numero di G.
assessori rideterminate nel modo
seguente:
1) 10 assessori nei comuni con
popolazione superiore a 500.000 abitanti;
2) 9 assessori nei comuni con
popolazione sino a 250.000 abitanti;
3) 8 assessori nei comuni con
popolazione sino a 100.000 abitanti;
4) 7 assessori nei comuni con
popolazione sino a 50.000 abitanti;
5) 6 assessori nei comuni con
popolazione sino a 30.000 abitanti;
6) 5 assessori nei comuni con
popolazione sino a 10.000 abitanti;
7) 4 assessori nei comuni con
popolazione sino a 5.000 abitanti;
8) 3 assessori nei comuni con
popolazione sino a 3.000 abitanti. .
1.1 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Rinaldi
(*)
Al comma 2 sopprimere la lettera b) Milazzo
1.23 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
1.1 Al comma 2, lettera b) sostituire le Alongi
0 parole Nei comuni con popolazione D'Asero
superiore a 5.000 e pari o inferiore a Germanà
10.000 abitanti il numero di assessori è Lo
fissato a quattro, nei comuni con Sciuto
popolazione superiore a 3.000 e pari o
inferiore a 5.000 abitanti il numero
degli assessori è fissato a tre, nei
comuni con popolazione pari o inferiore a
3.000 abitanti il numero degli assessori
è fissato a due. con le parole Nei
comuni con popolazione da zero a 10.000
abitanti il numero di assessori è fissato
a quattro. .
All'art. 1, comma 2 lett. b) Di
1.2 sostituire le parole da superiore a Giacinto
7 3.000 fino alla fine con le parole pari
o inferiore a 5.000 abitanti il numero
degli assessore è fissato a tre. .
1.2 Al comma 2, lettera b) sostituire le Di
4 parole inferiore a 5.000 abitanti il Giacinto
numero degli assessori è fissato a tre, Malafar
nei comuni con popolazione pari o ina
inferiore a 3.000 abitanti il numero
degli assessori è fissato a due. con le
parole inferiore a 5.000 abitanti il
numero degli assessori è fissato da due a
quattro, nel rispetto del tetto di spesa
complessivo degli assessori, nei comuni
con popolazione pari o inferiore a 3.000
abitanti il numero degli assessori è
fissato da due a quattro, nel rispetto
del tetto di spesa complessivo degli
assessori.
1.7 Dopo la lettera b) è aggiunta la Di
seguente lettera: Mauro
c) all'articolo 33 della legge 8 Greco
giugno 1990 n. 142, come introdotto G.
dall'articolo 1, comma 1, lettera e),
della legge regionale n. 48/1991,
integrato dall'articolo 1 della legge
regionale 16 dicembre 2008 n. 22 sono
aggiunte le parole nei comuni con
popolazione da 1.000 a 2.000 abitanti ,
la giunta comunale è composta dal Sindaco
che la presiede e da 2 assessori.
1.1 Dopo il comma 2 inserire il seguente: Alongi
1 2 bis. Ai fini di una migliore D'Asero
partecipazione democratica alla Germanà
amministrazione della cosa pubblica, gli Lo
statuti dei comuni possono prevedere che Sciuto
il numero dei componenti, sia del
consiglio comunale che degli assessori,
possa essere maggiore di quello stabilito
dalla presente legge, purché la spesa
derivante e gravante sul bilancio del
comune non superi la spesa complessiva
che lo stesso comune sopporterebbe a
seguito della applicazione della presente
legge regionale.
1.2 Dopo il comma 2 inserire il seguente: Milazzo
2 2 bis. Le disposizioni dei commi 1 e 2 G.
si applicano a decorrere dal primo Falcone
rinnovo elettorale. Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 2.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di status degli amministratori locali
1. La misura massima delle indennità di funzione e
dei gettoni di presenza di cui all'articolo 19 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e successive
modifiche e integrazioni è commisurata alle previsioni
di cui alla tabella A allegata al Regolamento adottato
con decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
n. 119 e successive modifiche ed integrazioni, di cui
all'articolo 82, comma 8 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni. Al presidente del consiglio comunale è
attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore dei
comuni della stessa classe demografica.
2. All'articolo 20 della legge regionale n. 30/2000
e successive modifiche e integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole si protraggano oltre la
mezzanotte sono sostituite dalle parole si
protraggano oltre le due ;
b) al comma 2 le parole hanno diritto, per la
partecipazione alle sedute, di assentarsi dal servizio
per l'intera giornata sono sostituite dalle parole
hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo
strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna
seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo della
riunione e rientrare al posto di lavoro nella misura
massima di un'ora prima e di un'ora dopo lo svolgimento
della seduta. .
3. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 18
e 20 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche e integrazioni in materia di aspettative
nonché di permessi e licenze degli amministratori degli
enti locali della Regione, i rimborsi a favore del
datore di lavoro di cui al comma 5 del citato articolo
20 della legge regionale n. 30/2000 e successive
modifiche e integrazioni sono corrisposti dalla
amministrazione locale competente nel limite massimo di
1/3 dell'indennità spettante al rispettivo sindaco,
fatta eccezione per i rimborsi relativi agli
amministratori dei comuni con popolazione pari o
inferiore a 10.000 abitanti, per i quali il limite
previsto dal presente comma è pari al 50% della medesima
indennità.
4. All'articolo 21 della legge regionale n. 30/2000
e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il comma 4 è soppresso;
b) al comma 5 le parole da e che, in ragione del loro mandato
fino a modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle parole ,
spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute
dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la
presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
delle funzioni proprie o delegate. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
2.4 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 L'articolo è soppresso Milazzo
3 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.6 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.3 Il comma 1 è soppresso Milazzo
0 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.5 Il comma 1 è così sostituito: Di
1. La misura massima delle indennità Mauro
di funzione e dei gettoni di presenza di Greco
cui al comma 2 dell'articolo 19 della G.
legge regionale n. 30 del 23 dicembre
2000 e successive modifiche e
integrazioni, è determinata secondo
quanto previsto dalla tabella A
allegata al Regolamento adottato con
decreto del 4 aprile 2000 n. 119 e sue
successive modifiche e integrazioni, di
cui all'articolo 82, comma 8 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e sue
successive modifiche e integrazioni,
decurtata del 20%. .
2.3 Al comma 1 sostituire le parole è Commiss
7 commisurata alle previsioni di cui alla ione
con le parole è pari a quella prevista
dalla .
2.1 Al comma 1, dopo le parole successive Siragus
9 modifiche ed integrazioni aggiungere a
non è comunque consentito erogare più di Cappell
un gettone al giorno, anche in caso di o
partecipazione a più di una seduta dei
relativi organi consiliari. .
2.3 Al comma 1, dopo le parole e Laccoto
3 successive modifiche ed integrazioni Panarel
sono aggiunte le parole: fatto salvo lo
che, nella parte relativa ai gettoni di Vullo
presenza dei consiglieri comunali, la Arancio
dimensione demografica degli scaglioni da
30.001 a 500.000 è così rideterminata: da
30.001 a 200.000 e da 200.001 a 500.000 .
2.1 Al comma 1, alla fine del primo Rinaldi
2 periodo, dopo le parole del decreto Sudano
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e Alloro
successive modifiche ed integrazioni Vinciul
aggiungere le seguenti: a decorrere dal lo
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo all'entrata in vigore della
presente legge. .
2.1 Al comma 1 dopo le parole Al Barbaga
4 presidente del consiglio comunale è llo
attribuita un'indennità pari a quella Rinaldi
dell'assessore dei comuni della stessa Lupo
classe demografica aggiungere le parole Cirone
Ai presidenti dei consigli di
circoscrizione è corrisposta una
indennità pari all'80 per cento di quella
spettante agli assessori dei rispettivi
comuni. I consiglieri di circoscrizione
hanno diritto a percepire un gettone di
presenza per l'effettiva partecipazione a
Consigli e Commissioni. In nessun caso
l'ammontare percepito nell'ambito di un
mese da un consigliere circoscrizionale
può superare l'importo pari ad un quarto
dell'indennità prevista per il rispettivo
presidente .
2.1 Al comma 1 dopo le parole Al Barbaga
5 presidente del consiglio comunale è llo
attribuita un'indennità pari a quella Rinaldi
dell'assessore dei comuni della stessa Lupo
classe demografica aggiungere le parole: Cirone
Ai presidenti dei consigli di
circoscrizione è corrisposta una
Seg indennità pari al 60 per cento di quella
ue spettante agli assessori dei rispettivi
comuni. I consiglieri di circoscrizione
seg hanno diritto a percepire un gettone di
ue presenza per l'effettiva partecipazione a
Consigli e Commissioni. In nessun caso
l'ammontare percepito nell'ambito di un
mese da un consigliere circoscrizionale
può superare l'importo pari ad un terzo
dell'indennità prevista per il rispettivo
presidente .
2.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
2 seguente: G.
1 bis. Al Presidente della Falcone
circoscrizione è corrisposta una Savona
indennità pari a quella corrisposta al Assenza
Consigliere di circoscrizione. Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
1 seguente: G.
1 bis. L'indennità stabilita per gli Falcone
Assessori non può in ogni caso superare Savona
il 70% dell'importo massimo percepito dai Assenza
consiglieri comunali. . Figucci
a
Papale
2.1 Dopo il comma 1, aggiungere il Milazzo
6 seguente: G.
1 bis. L'indennità dell'Assessore Falcone
comunale non può superare l'indennità del Savona
Consigliere comunale. Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Dopo il comma 1, aggiungere il Governo
seguente:
1 bis. All'articolo 19, comma 12 bis,
della legge regionale 23 dicembre 2000 n.
30, è aggiunto il seguente periodo: La
corresponsione dei gettoni di presenza è
in ogni caso esclusa, ove una seduta sia
dichiarata deserta per mancanza del
numero legale.'.
2.8 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.3 Il comma 2 è soppresso Milazzo
1 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Il comma 2 è soppresso Figucci
2 a
Falcone
Assenza
Federico
Grasso
Milazzo
G.
Papale
Savona
2.3 Il comma 2 è soppresso Cascio
5 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.3 Il comma 2 è soppresso Sudano
9 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
2.1 Al comma 2 sopprimere le lettere a) e Rinaldi
b) (*)
Al comma 2 sopprimere la lettera a) Milazzo
2.28 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Al comma 2 sopprimere la lettera a) Cascio
6 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.2 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Milazzo
9 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.3 Al comma 2 sopprimere la lettera b) Cascio
4 F.
Lo
Sciuto
Alongi
Germanà
2.1 Al comma 2, lettera b) sostituire le Alongi
1 parole nella misura massima di un'ora D'Asero
prima e di un'ora dopo lo svolgimento Germanà
della seduta. con le parole nella Lo
misura massima di due ore prima e di due Sciuto
ore dopo lo svolgimento della seduta.
2.1 Al comma 2, lettera b) le parole nella Zito
8 misura massima di un'ora e di un'ora dopo Mangiaca
lo svolgimento della seduta sono vallo
sostituite dalle parole nella misura Cancelle
massima di 30 minuti e di 30 minuti dopo ri
lo svolgimento della seduta . Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
2.7 Al comma 2, dopo la lettera b) è Di
aggiunta la seguente lettera: Mauro
c) i consiglieri comunali hanno Greco
diritto a percepire un gettone di G.
presenza al giorno per la partecipazione
a consigli e commissioni anche in caso di
partecipazioni a più sedute nella stessa
giornata. In nessun caso si potranno
accumulare più di 20 gettoni al mese.
2.9 Il comma 3 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 Il comma 3 è soppresso Milazzo
7 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.4 Il comma 3 è sostituito dal seguente: Sudano
0 3. All'articolo 20, comma 5 della Ruggire
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, llo
le parole pari a due terzi sono Anselmo
sostituite dalle parole pari ad un terzo Nicotra
o, limitatamente ai Comuni con Sammart
popolazione inferiore a 10.000 abitanti ino
pari alla metà .
2.3 Al comma 3 eliminare le parole da Commiss
8 Fermo restando a della Regione . ione
2.1 Al comma 3 le parole nel limite Zito
7 massimo di 1/3 sono sostituite dalle Mangiaca
I parole nel limite massimo di 1/4 ed 1/5 vallo
part nelle città di Catania, Messina e Cancelle
e Palermo . ri
Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
Al comma 3 sopprimere le parole: fatta Fazio
2.13 eccezione per i rimborsi relativi agli
amministratori dei comuni con popolazione
pari o inferiore a 10.000 abitanti, per i
quali il limite previsto dal presente
comma è pari al 50% della medesima
indennità .
2.1 Al comma 3 è pari al 50% della Zito
7 medesima indennità sono sostituite Mangiaca
II dalle parole è pari ad 1/3 della vallo
part medesima indennità . Cancelle
e ri
Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
Il comma 4 è soppresso Di
2.10 Mauro
Greco
G.
Lombard
o
2.2 Il comma 4 è soppresso Milazzo
6 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Al comma 4, sopprimere le lettere a) e Milazzo
5 b) G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.2 Al comma 4 sopprimere la lettera b) Rinaldi
(*)
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente Lombard
2.20 comma: o
5. Le disposizioni del presente Di
articolo si applicano a decorrere dal Mauro
primo rinnovo dei consigli comunali
successivo all'entrata in vigore della
presente legge .
2.2 Dopo il comma 4 aggiungere il seguente Milazzo
4 comma: G.
5. Le disposizioni di cui sopra si Falcone
applicano dal prossimo rinnovo Savona
elettorale. Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
2.4 All'articolo 2, comma 1, del DDL, è Governo
1 aggiunto il seguente periodo:
Il dipendente di un ente locale eletto
alla carica di sindaco presso il Comune
di servizio percepisce un'indennità di
carica in ogni caso non inferiore al
trattamento economico complessivo in
godimento all'atto dell'insediamento. .
Testo del disegno di Legge
Art. 3.
Adeguamento dei comuni
1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
3.1 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
3.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.8 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.5 Al comma 1 sostituire la parola Milazzo
sessanta con trenta . G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
3.1 Al comma 1, sostituire le parole alle Commiss
1 disposizioni in essa contenute con le ione
parole alle disposizioni di cui agli
articoli 1 e 2 e sostituire le parole
quanto previsto dagli articoli 1 e 2
con le parole quanto previsto dai
medesimi articoli .
3.1 Al comma 1, il secondo periodo è così Sudano
0 sostituito: In caso di mancato Ruggire
adempimento entro i termini si applicano llo
le procedure di cui all'articolo 24 della Anselmo
Legge Regionale 3 dicembre 1991, n. 44. Nicotra
Le disposizioni di cui agli articoli 1 e Sammart
2 trovano applicazione anche in caso di ino
mancato adeguamento degli Statuti
comunali.
3.1 Al comma 1, il secondo periodo è Sudano
2 sostituto dal seguente: Le disposizioni Ruggire
di cui agli articoli 1 e 2 trovano llo
applicazione anche in caso di mancato Anselmo
adeguamento degli Statuti comunali. Nicotra
Sammart
ino
3.9 Al comma 1, sostituire le parole 1 e Di
2 con 1, 2 e 5 . Giacinto
3.2 Al comma 1 aggiungere le seguenti Lombard
parole : Le disposizioni del presente o
articolo, si applicano a decorrere dal Di
primo rinnovo dei consigli comunali e dei Mauro
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge .
3.3 Aggiungere il seguente comma: Milazzo
2. Le disposizioni di cui al comma 1 G.
si applicano, a decorrere dal primo Falcone
rinnovo dei consigli comunali, successivo Savona
alla data di entrata in vigore della Assenza
presente legge. Figucci
a
Papale
3.4 Aggiungere il seguente comma: Lo
2. Le disposizioni di cui agli Sciuto
articoli 1 e 2 della presente legge si Alongi
applicano a decorrere dal primo rinnovo D'Asero
dei consigli comunali successivo alla Germanà
data di entrata in vigore della presente
legge.
3.6 Aggiungere il seguente comma: Milazzo
2. Le disposizioni di cui agli G.
articoli precedenti si applicano dal Falcone
prossimo rinnovo elettorale. Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
Testo del disegno di Legge
Art. 4.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
in materia di trasparenza amministrativa
1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
21 è aggiunto il seguente:
Art. 21 bis.
Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali
1. Al fine di garantire la massima trasparenza nelle
pubblica amministrazione, tutte le spese a carico
dell'ente per i rimborsi e per i gettoni ai consiglieri
comunali sono pubblicate nel sito istituzionale
dell'ente.
2. I comuni predispongono nei propri siti internet
una sezione dedicata ai consigli comunali ed alle
singole commissioni dove sono inseriti gli ordini del
giorno, i verbali delle commissioni e dei consigli,
l'orario di inizio e di fine delle commissioni e dei
consigli comunali. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
4.2 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
4.6 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
4.7 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
4.8 Al comma 1 prima delle parole Al fine Sudano
di garantire aggiungere le parole Fermi Ruggire
restando gli obblighi di pubblicità e llo
trasparenza previsti dalla disciplina Anselmo
statale in vigore . Nicotra
Sammart
ino
4.1 Al comma 1, Art. 21 bis, sopprimere il Rinaldi
comma 2 (*)
4.5 Al comma 1, Art. 21 bis, al comma 2, Zito
dopo le parole: e dei consigli comunali Mangiaca
aggiungere la seguente frase: nonché vallo
l'attività consiliare degli eletti con la Cancelle
possibilità di poter scaricare dal sito ri
del comune gli atti depositati . Cappello
Ciaccio
Ciancio
Ferreri
Foti
La
Rocca
Palmeri
Siragusa
Trizzino
Tancredi
Zafarana
4.3 Aggiungere il seguente comma: Di
1 bis. Ai fini della pubblicità dei Mauro
lavori delle commissioni consiliari, è Greco
fatto obbligo ai comuni di adeguare entro G.
120 giorni i propri statuti e
regolamenti, all'utilizzo della rete
Internet e delle trasmissioni video delle
sedute delle commissioni consiliari.
4.4 Aggiungere il seguente comma: Di
1 bis. Gli enti locali, per quanto Mauro
attiene la riduzione delle misure delle Greco
indennità di funzione e dei gettoni di G.
presenza in attuazione della presente
norma, dovranno produrre all'Assessorato
Regionale delle Autonomie Locali e della
Funzione Pubblica alla data del 31
dicembre di ogni anno, specifica
certificazione attestante l'effettiva
riduzione di spesa conseguita alla data
del 31 dicembre dell'anno precedente.
L'assessore, riscontrata la differenza
tra l'ammontare delle economie di cassa e
la riduzione dei trasferimenti, con
propri decreti adegua la dotazione per
l'anno di riferimento del Fondo
straordinario di cui all'art. 30 della
legge regionale n. 5 del 28 gennaio
2014.
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Art. 5.
Soppressione delle commissioni consiliari
nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti
1. Al comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11 dicembre 1991, n.
48 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
all'inizio le parole Nei comuni con popolazione pari o
inferiore a 10.000 abitanti, .
2. I comuni adeguano i propri statuti e regolamenti
entro centoventi giorni della data di entrata in vigore
della presente legge.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
5.3 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 L'articolo è soppresso Sudano
3 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
5.1 Il comma 1 è soppresso Rinaldi
(*)
5.4 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.8 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 Al comma 1, sostituire le parole pari Commiss
1 o inferiore con la parola superiore . ione
5.2 Dopo il comma 1, aggiungere il Governo
seguente:
1 bis. Al comma 4 dell'articolo 31
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11
dicembre 1991, n. 48 e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) dopo la parola organizzazione',
sopprimere le parole e le forme di
pubblicità dei lavori';
b) dopo la parola diffusi' aggiungere
il seguente periodo Le sedute delle
commissioni consiliari sono pubbliche,
salvi i casi previsti dal regolamento, e
si tengono preferibilmente in un arco
temporale non coincidente con l'orario di
lavoro dei partecipanti.'.
5.6 Dopo il comma 1, aggiungere il Siragus
seguente: a
1 bis. Al comma 4 dell'articolo 31 Cappell
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come o
introdotto dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), della legge regionale 11
dicembre 1991, n. 48 e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) dopo le parole interessi diffusi.
Aggiungere: I lavori delle commissioni
consiliari sono pubblici, è fatto obbligo
ai comuni siciliani di adeguare i propri
Statuti ed i propri regolamenti indicando
l'utilizzo della rete Internet e della
trasmissione video delle sedute delle
commissioni consiliari, quale forma
prevalente di pubblicità dei lavori. ;
b) le parole e le forme di pubblicità
dei lavori sono soppresse.
5.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
5.9 Il comma 2 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
5.1 Il comma 2 è soppresso Di
0 Giacinto
5.1 Al comma 2 dopo la parola regolamenti Commiss
2 inserire le parole alle disposizioni di ione
cui al comma 1 .
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 6.
Norme in materia di consigli circoscrizionali
1. Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta
eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina.
2. A decorrere dal primo rinnovo dei consigli
circoscrizionali successivo all'entrata in vigore della
presente legge, il numero dei componenti dei consigli
circoscrizionali di cui al comma 4 dell'articolo 13
della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48, e successive
modifiche ed integrazioni è ridotto del 20% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e, comunque, non
può essere superiore a 10, compreso il presidente del
consiglio circoscrizionale.
3. Sono abrogate le norme in contrasto con il
presente articolo.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
6.2 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 L'articolo è soppresso Milazzo
5 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.4 Il comma 1 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 Il comma 1 è soppresso Milazzo
6 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.9 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Gucciar
1. Fatta eccezione per le città di
metropolitane di Palermo, Catania e
Messina, i presidenti ed i consiglieri di
circoscrizioni, dalla data di entrata in
vigore della presente legge, non
percepiranno compensi, gettoni di
presenza, indennità, emolumenti o
rimborsi, a qualunque titolo e in
qualsiasi forma. E' fatto altresì divieto
agli Statuti ed ai Regolamenti dei Comuni
di prevedere l'attribuzione di compensi,
gettoni di presenza, indennità,
emolumenti o rimborsi, a qualunque titolo
e in qualsiasi forma, a favore dei
presidenti e dei consiglieri delle
circoscrizioni .
6.1 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Musumec
0 1. Fatta eccezione per le città i
metropolitane di Palermo, Catania e Formica
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei Ioppolo
Comuni non possono attribuire
retribuzioni, gettoni di presenza,
indennità, emolumenti o rimborsi in
qualsiasi forma siano essi percepiti, a
favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali .
6.1 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Ruggire
2 1. Fatta eccezione per le città llo
metropolitane di Palermo, Catania e Sammart
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei ino
Comuni non possono attribuire Sudano
retribuzioni, gettoni di presenza, Nicotra
indennità, emolumenti o rimborsi in
qualsiasi forma siano essi percepiti, a
favore degli amministratori dei consigli
circoscrizionali .
6.2 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Figucci
1 1. Fatta eccezione per le città a
metropolitane di Palermo, Catania e Falcone
Messina, gli Statuti ed i Regolamenti dei Assenza
Comuni non possono attribuire Federico
retribuzioni, gettoni di presenza, Grasso
indennità, emolumenti o rimborsi in Milazzo
qualsiasi forma siano percepiti, a favore G.
degli amministratori dei consigli Papale
circoscrizionali. Savona
6.2 Il comma 1 è sostituito dal seguente: Venturi
0 1. Fatta eccezione per i Comuni di no
Palermo, Catania e Messina, per i quali Fazio
si applica la normativa previgente, i
Comuni con popolazione superiore a 50.000
abitanti possono prevedere nei propri
statuti e regolamenti i consigli di
circoscrizione, tutti gli incarichi
esercitati dai loro organi sono a titolo
gratuito, ed in nessun caso gli statuti e
i regolamenti dei Comuni potranno
prevedere gettoni di presenza e/o altro
emolumento a carico degli stessi Comuni .
6.7 Dopo il comma 1 aggiungere il seguente: Cirone
1 bis. Alle città con popolazione Marzian
superiore ai 100.000 abitanti è o
consentita l'istituzione di consigli di Lupo
circoscrizione fino a un massimo di Vinciul
cinque. Il numero dei consiglieri eletti lo
in ogni singola circoscrizione viene
fissato da un minimo di cinque a un
massimo di otto rappresentanti sulla base
delle popolazioni residenti nelle
rispettive circoscrizioni .
6.1 Il comma 2 è soppresso Rinaldi
(*)
6.5 Il comma 2 è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
6.1 Il comma 2 è soppresso Milazzo
7 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.2 Il comma 2 è soppresso Sudano
5 Ruggire
llo
Anselmo
Nicotra
Sammart
ino
6.3 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Di
2. A decorrere dal primo rinnovo dei Mauro
consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, il numero dei componenti dei
consigli circoscrizionali di cui al comma
4 dell'articolo 13 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo 1, comma 1, lettera c),
della legge regionale 11 dicembre 1991,
n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni è ridotto del 50% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e,
comunque, non può essere superiore a 7,
compreso il presidente del consiglio
circoscrizionale.
6.1 Il comma 2 è sostituito dal seguente: Venturi
9 2. Nei comuni di cui al primo comma, e no
nei Comuni di Palermo, Catania e Messina, Fazio
a decorrere dalla prima costituzione o
primo rinnovo dei consigli
circoscrizionali successivo all'entrata
in vigore della presente legge, il numero
dei componenti dei consigli
circoscrizionali di cui al comma 4
dell'articolo 13 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto
dall'articolo l , comma 1, lettera c),
della legge regionale 11 dicembre 1991,
n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni è ridotto del 20% rispetto a
quanto previsto dal citato articolo 13 e,
comunque, non può essere superiore a l0,
compreso il presidente del consiglio
circoscrizionale. ".
6.2 Al comma 2, eliminare le parole da è Commiss
2 ridotto a e comunque . ione
6.8 Al comma 2 sostituire le parole è Alongi
ridotto del 20% rispetto a quanto D'Asero
previsto dal citato articolo 13 e, Germanà
comunque, non può essere superiore a 10, Lo
compreso il presidente del consiglio Sciuto
circoscrizionale. con le parole è
ridotto del 15% rispetto a quanto
previsto dal citato articolo 13.
6.1 Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti: Di
1 2 bis. A decorrere dal primo rinnovo Mauro
dei consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, nei comuni con popolazione
compresa tra i 250 mila e i 500 mila
abitanti, fino all'effettivo
decentramento delle competenze di cui
all'art. 13 legge n. 142/90, ai
presidenti dei consigli di circoscrizione
è corrisposta un'indennità di funzione
nella misura massima del 50% di quella
spettante per i sindaci.
2 ter. All'amministratore cui venga
corrisposta l'indennità di cui al
precedente punto 1, non spetta alcun
gettone di presenza per le partecipazioni
di sedute dell'organo collegiale.
6.1 Il comma 3 è soppresso Milazzo
8 G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.6 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Di
4. A decorrere dal primo rinnovo dei Mauro
consigli circoscrizionali successivo Greco
all'entrata in vigore della presente G.
legge, nei comuni dove insistono le
circoscrizioni di decentramento, i
Consigli Comunali, entro 180 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente
legge, dovranno definire l'iter di
assegnazione delle competenze alle
circoscrizioni; trascorso
infruttuosamente tale termine, ai sensi
dell'articolo 17 del testo Unico di cui
al decreto legislativo n. 267 del 2000 e
sue successive modifiche e integrazioni
le stesse saranno soppresse.
6.2 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Sudano
4 4. Ai Presidenti dei Consigli Ruggire
Circoscrizionali è corrisposta llo
un'indennità nella misura massima fissata Anselmo
dall'articolo 7 del decreto di cui Nicotra
all'articolo 2, comma 1. Ai consiglieri Sammart
delle Circoscrizioni è corrisposto un ino
gettone di presenza nella misura massima
fissata dall'articolo 8 dallo stesso
Decreto di cui all'articolo 2, comma 1.
In nessun caso l'importo corrisposto al
consigliere in ciascun mese potrà
eccedere la misura di un terzo del
trattamento previsto per il Presidente
del relativo consiglio circoscrizionale.
6.1 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Milazzo
3 4. Le Circoscrizioni che, a causa G.
dell'elezione del Presidente di Falcone
Circoscrizione, hanno aumentato il numero Savona
dei componenti del consiglio di Assenza
circoscrizione, hanno l'obbligo di Federic
diminuirlo a partire dal prossimo rinnovo o
elettorale. . Figucci
a
Papale
6.2 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente Commiss
3 comma: ione
Le disposizioni di cui al comma 1 non
si applicano ai consiglieri
circoscrizionali in carica alla data di
entrata in vigore della presente legge.
6.1 Dopo il comma 3 aggiungere il seguente: Milazzo
4 4. Le disposizioni di cui ai commi G.
precedenti si applicano dal prossimo Falcone
rinnovo elettorale . Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
6.1 All'emendamento 6.12 le parole a Figucci
2.1 favore degli amministratori sono a
sostituite con le parole a favore dei Sammart
consiglieri e dei presidenti ino
circoscrizionali. Di
Mauro
Falcone
Federic
o
Lo
Sciuto
Fontana
6.6 L'emendamento 6.6 è sostituito dal Barbaga
.1 seguente: llo
aggiungere i seguenti commi: Entro 180 Cracoli
giorni dal rinnovo dei consigli ci
circoscrizionali, i consigli dei comuni
di cui al comma 1 assegnano le competenze
alle circoscrizioni di decentramento.
Decorso infruttuosamente il suddetto
termine, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica
nomina un commissario ad acta che
provvede in via sostitutiva.
In fase di prima applicazione della
presente legge i consigli comunali
assegnano le competenze alle
circoscrizioni di decentramento entro 180
giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge. Decorso infruttuosamente
il suddetto termine, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica nomina un commissario
ad acta che provvede in via sostitutiva.
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 7.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Articolo 18.
Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet
1. E' fatto obbligo alle amministrazioni comunali,
ai liberi Consorzi comunali nonché alle unioni di
comuni, fermo restando le disposizioni a tutela della
privacy, di rendere noti per estratto, entro tre giorni
dalla loro emanazione, tutti gli atti deliberativi
adottati dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni
sindacali e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini di
pubblicità notizia. Le delibere della giunta e del
consiglio comunale rese immediatamente esecutive sono
pubblicate entro i 7 giorni successivi all'approvazione.
In caso di mancato rispetto dei suddetti termini l'atto
è nullo.
2. E' fatto obbligo alle aziende pubbliche ex municipalizzate di
rendere noti nel rispettivo sito internet tutti gli atti adottati
dal consiglio di amministrazione e le determinazioni presidenziali
e dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui al comma
1. .
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
7.1 L'articolo è soppresso Di
Mauro
Greco
G.
Lombard
o
7.7 L'articolo è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.5 Il comma 1 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Prima delle parole E' fatto obbligo Sudano
2 alle aggiungere le parole Fermi Ruggire
restando gli obblighi di pubblicità e llo
trasparenza previsti dalla disciplina Anselmo
statale in vigore . Nicotra
Sammart
ino
7.1 Al comma 1, sostituire le parole Commiss
0 rendere noti per estratto con ione
pubblicare per estratto nei rispettivi
siti internet .
7.9 Al comma 1 sostituire le parole entro Commiss
tre giorni con le parole entro sette ione
giorni e le parole entro i 7 giorni
successivi all'approvazione con le
parole entro tre giorni
dall'approvazione .
7.8 Al comma 1, sostituire le parole entro Di
tre giorni dalla loro emanazione con le Giacinto
parole entro sette giorni dalla loro
emanazione .
7.6 Il comma 2 è soppresso Milazzo
G.
Falcone
Savona
Assenza
Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Al comma 2 sostituire le parole Commiss
1 rendere noti con pubblicare ed ione
eliminare le parole di pubblicazione .
7.2 Aggiungere il seguente articolo: Di
Art. 7 bis. Mauro
1. Le disposizioni della presente legge Lombard
si applicano a decorrere dal primo o Greco
rinnovo dei consigli comunali e dei G.
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge.
7.3 Aggiungere il seguente articolo: Lombard
Art. 7 bis. o
1. Le disposizioni della presente Di
legge, si applicano a decorrere dal primo Mauro
rinnovo dei consigli comunali e dei
consigli di circoscrizione successivo
alla data di pubblicazione della presente
legge .
7.4 Aggiungere il seguente articolo: Milazzo
Art. 7 bis. G.
1. I Comuni entro trenta giorni dalla Falcone
pubblicazione della presente legge hanno Savona
l'obbligo di adeguare i propri statuti Assenza
alle norme vigenti. Federic
o
Figucci
a
Papale
7.1 Aggiungere il seguente articolo: Sudano
3 Art. 7 bis. Decorrenza delle Ruggire
disposizioni. llo
1. Le disposizioni di cui agli articoli Anselmo
1, 2 commi 1 e 2, 5 e 6 si applicano a Nicotra
ciascun Comune a decorrere dalla scadenza Sammart
naturale dei relativi organi in carica o, ino
per i Comuni soggetti a Commissariamento,
dalla prima elezione di rinnovo degli
organi.
7.1 All'art. 7 del disegno di legge è Governo
4 aggiunto il seguente comma:
Al comma 4 dell'art. 31 della legge 8
giugno 1990, n. 142, come introdotto
dall'art. 1, comma 1, lettera e), della
legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e
successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) dopo la parola organizzazione ,
sopprimere le parole e le forme di
pubblicità dei lavori';
b) dopo la parola diffusi va aggiunto
il seguente periodo: Le sedute delle
commissioni consiliari sono pubbliche,
salvi i casi previsti dal regolamento, e
si tengono preferibilmente in un arco
temporale non coincidente con l'orario di
lavoro dei partecipanti.
7.1 All'art. 7 sostituire le parole fermo Governo
5 restando le disposizioni con le
seguenti: fatte salve le disposizioni .
Emendamenti ai sensi dell'art. 117 R.I.
117 Al comma 1, sostituire le parole è Cracoli
.1 pari a quella prevista dalla tabella A' ci
allegata al Regolamento adottato con
decreto del Ministro dell'Interno del 4
aprile 2000, n. 119 e successive
modifiche ed integrazioni con le parole
è determinata ai sensi delle
disposizioni del Regolamento adottato con
decreto del Ministro dell'Interno del 4
aprile 2000, n. 119 e successive
modifiche ed integrazioni e delle tabelle
allegate, .
117 All'emendamento 6.14 sostituire le Falcone
.2 parole ai commi precedenti con le
parole ai commi 1 e 2
117 All'art. 1 aggiungere il seguente
.3 comma: 3. Qualora, per effetto delle
disposizioni di cui al comma 2, il numero
degli assessori comunali sia dispari, la
carica di assessore può essere attribuita
ad un numero di consiglieri pari alla
metà dei componenti la giunta comunale
arrotondato all'unità inferiore .
Testo del disegno di Legge
Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato