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Resoconto d'Aula della Seduta n. 246 di martedì 23 giugno 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Cooperative  di abitazione, passaggio in proprietà  delle  aree
  concesse in diritto di superficie. (n. 1005)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Panarello,
  Cracolici,  Arancio, Ferrandelli, Marziano, Milazzo A.  e  Raia  in
  data 17 giugno 2015.

   - Vendita dei prodotti agricoli. (n. 1006)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano  in
  data 17 giugno 2015.

   -  Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento  del
  consumo del suolo. (n. 1007)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano  in
  data 17 giugno 2015.

   - Istituzione del reddito minimo di sostegno. (n. 1008)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 18 giugno 2015.

   -  Turismo  enogastronomico. Costituzione enoteche regionali.  (n.
  1009)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 18 giugno 2015.

   -  Norme  a  favore  di soggetti incontinenti e  stomizzati  della
  Regione Siciliana. (n. 1010)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 18 giugno 2015.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Riordino consorzi di ricerca. (n. 985)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 19 giugno 2015.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - Norme riguardanti la sepoltura o la cremazione degli animali da
  compagnia       (n. 986)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 19 giugno 2015.
   PARERE I.

           Comunicazione relativa a questione di legittimità
                            costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Tribunale di Gela -  Sezione  civile,
  ufficio   lavoro,   previdenza  ed  assistenza  obbligatoria,   con
  l'ordinanza  prot.  n. 1310/14 del 4 novembre  2014  ha  dichiarato
  rilevante   e   non  manifestamente  infondata  la   questione   di
  legittimità  costituzionale dell'articolo 8, comma  1  della  legge
  regionale  12  agosto 2014, n. 21, nella parte in cui  sancisce  il
  divieto   di  erogare  il  trattamento  pensionistico,  di   natura
  sostitutiva,  già  maturato  e goduto dal  lavoratore  grazie  alla
  normativa  regionale illo tempore applicabile, sino  all'emanazione
  di  una  legge, statale o regionale, che ne definisca  l'ambito  di
  applicazione,  i  presupposti, l'entità e la relativa  copertura  a
  carico dei rispettivi bilanci, in relazione agli articoli 36, primo
  comma, 38, commi secondo, terzo, quarto e quinto, 3, commi primo  e
  secondo  e  2 della Costituzione, disponendo la trasmissione  degli
  atti alla Corte Costituzionale.
   Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
  Commissioni.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE  comunico  che la Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio'  (IV)  nella  seduta n.  220  del  16  giugno  2015  ha
  approvato la risoluzione  Prassi condivise di controllo e vigilanza
  ambientale nel SIN di Priolo-Melilli-Augusta  (n. 22/IV).

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  il 23 giugno 2015 e protocollata al n.  6030/AulaPG
  di  pari  data,  l'on. Forzese ha dichiarato di aderire  al  Gruppo
  parlamentare  Il Megafono - Lista Crocetta .
   Pertanto, a decorrere dal 23 giugno 2015, lo stesso deputato cessa
  contestualmente  di far parte del Gruppo parlamentare    Patto  dei
  Democratici per le riforme .

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di decreti del  Presidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  seguenti decreti del Presidente dell'Assemblea, tutti del 23 giugno
  2015.

   RAGUSA, segretario:

                          REPUBBLICA ITALIANA

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                             IL PRESIDENTE

  VISTA          la  nota  prot.  n. 5560/SGPG del  10  giugno
               2015,  con  la quale l'on. Cordaro,  Presidente
               del   Gruppo  Grande  Sud  -  PID  -   Cantiere
               popolare   verso  Forza  Italia,   ha   chiesto
               l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi  del
               comma   3   dell'articolo  23  del  Regolamento
               interno,  del  Gruppo  parlamentare  denominato
               Grande  Sud  -  PID - Cantiere  popolare  verso
               Forza Italia;

   CONSIDERAT   che  il  Consiglio di Presidenza, nella seduta
  O            n.   33   dell'11  giugno  2015,  ha   ritenuto
               sussistenti le condizioni previste dal comma  3
               dell'articolo 23 del Regolamento interno ed, in
               particolare,    quella    dell'elezione     dei
               componenti  in  almeno due  circoscrizioni,  e,
               come  dimostrato  nella predetta  nota,  quella
               dell'organizzazione  del  partito  o  movimento
               nell'intera Regione;

   VISTO        il   Regolamento  interno  ed  in  particolare
               l'articolo 23;

                                DECRETA

   Articolo  1  È   autorizzato  il  mantenimento  del  Gruppo
  -            parlamentare  denominato Grande  Sud  -  PID  -
               Cantiere  popolare verso Forza Italia, composto
               dagli   onorevoli  Salvatore  Cordaro,  Roberto
               Clemente,  Giuseppe Gennuso, Bernadette  Felice
               Grasso.

   Articolo  2  Il    presente    decreto   sarà    comunicato
  -            all'Assemblea.

                             REPUBBLICA ITALIANA

                        ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                                IL PRESIDENTE

   VISTE        le  note prot. n. 5515/SGPG del 10 giugno 2015
               e  n.  5629/SGPG  dell'11 giugno 2015,  con  le
               quali  l'on. Di Giacinto, Presidente del Gruppo
               Il   Megafono  -  Lista  Crocetta,  ha  chiesto
               l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi  del
               comma   3   dell'articolo  23  del  Regolamento
               interno, del Gruppo parlamentare denominato  Il
               Megafono - Lista Crocetta;

   CONSIDERATO che  il  Consiglio di Presidenza, nella seduta
               n.   34  del  16  giugno  2015,  esaminata   la
               documentazione  trasmessa  dal  Presidente  del
               Gruppo,  on.  Di Giacinto, con  nota  prot.  n.
               5629/SGPG  dell'11 giugno 2015, ad integrazione
               della precedente nota prot. n. 5515/SGPG del 10
               giugno  2015,  sottoposta alla valutazione  del
               Consiglio  di  Presidenza nella  seduta  n.  33
               dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
               condizioni  previste dal comma 3  dell'articolo
               23  del Regolamento interno ed, in particolare,
               quella  dell'elezione dei componenti in  almeno
               due  circoscrizioni, e, come  dimostrato  nelle
               predette  note, quella dell'organizzazione  del
               partito o movimento nell'intera Regione;

   VISTO        il   Regolamento  interno  ed  in  particolare
               l'articolo 23;

                                DECRETA

   Articolo  1  È   autorizzato  il  mantenimento  del  Gruppo
  -            parlamentare  denominato Il  Megafono  -  Lista
               Crocetta, composto dagli onorevoli Giovanni  Di
               Giacinto, Antonio Malafarina, Salvatore Oddo.

   Articolo  2  Il    presente    decreto   sarà    comunicato
  -            all'Assemblea.
                          REPUBBLICA ITALIANA

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                             IL PRESIDENTE

   VISTE        le  note prot. n. 5565/SGPG del 10 giugno 2015
               e  n.  5630/SGPG  dell'11 giugno 2015,  con  le
               quali  l'on.  Formica,  Presidente  del  Gruppo
               Lista  Musumeci verso Forza Italia, ha  chiesto
               l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi  del
               comma   3   dell'articolo  23  del  Regolamento
               interno,  del  Gruppo  parlamentare  denominato
               Lista Musumeci verso Forza Italia;

   CONSIDERATO che  il  Consiglio di Presidenza, nella seduta
               n.   34  del  16  giugno  2015,  esaminata   la
               documentazione  trasmessa  dal  Presidente  del
               Gruppo,   on.  Formica,  con  nota   prot.   n.
               5630/SGPG  dell'11 giugno 2015, ad integrazione
               della precedente nota prot. n. 5565/SGPG del 10
               giugno  2015,  sottoposta alla valutazione  del
               Consiglio  di  Presidenza nella  seduta  n.  33
               dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
               condizioni  previste dal comma 3  dell'articolo
               23  del Regolamento interno ed, in particolare,
               quella  dell'elezione dei componenti in  almeno
               due  circoscrizioni, e, come  dimostrato  nelle
               predette  note, quella dell'organizzazione  del
               partito o movimento nell'intera Regione;

   VISTO        il   Regolamento  interno  ed  in  particolare
               l'articolo 23;

                                DECRETA

   Articolo  1  È   autorizzato  il  mantenimento  del  Gruppo
  -            parlamentare  denominato Lista  Musumeci  verso
               Forza  Italia,  composto dagli onorevoli  Santi
               Formica, Giovanni Ioppolo, Sebastiano Musumeci.

   Articolo  2  Il    presente    decreto   sarà    comunicato
  -            all'Assemblea.

                             REPUBBLICA ITALIANA

                        ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                                IL PRESIDENTE

   VISTE        le  note prot. n. 5551/SGPG del 10 giugno 2015
               e n. 5698/SGPG del 16 giugno 2015, con le quali
               l'on.  Di Mauro, Presidente del Gruppo  Partito
               dei    siciliani     -    MPA,    ha    chiesto
               l'autorizzazione al mantenimento, ai sensi  del
               comma   3   dell'articolo  23  del  Regolamento
               interno,  del  Gruppo  parlamentare  denominato
               Partito dei siciliani  - MPA;

   CONSIDERATO che  il  Consiglio di Presidenza, nella seduta
               n.   34  del  16  giugno  2015,  esaminata   la
               documentazione  trasmessa  dal  Presidente  del
               Gruppo,  on.  Di  Mauro,  con  nota  prot.   n.
               5698/SGPG  del 16 giugno 2015, ad  integrazione
               della precedente nota prot. n. 5551/SGPG del 10
               giugno  2015,  sottoposta alla valutazione  del
               Consiglio  di  Presidenza nella  seduta  n.  33
               dell'11 giugno 2015, ha ritenuto sussistenti le
               condizioni  previste dal comma 3  dell'articolo
               23  del Regolamento interno ed, in particolare,
               quella  dell'elezione dei componenti in  almeno
               due  circoscrizioni, e, come  dimostrato  nelle
               predette  note, quella dell'organizzazione  del
               partito o movimento nell'intera Regione;

   VISTO        il   Regolamento  interno  ed  in  particolare
               l'articolo 23;
                                DECRETA

   Articolo  1  È   autorizzato  il  mantenimento  del  Gruppo
  -            parlamentare denominato Partito dei siciliani -
               MPA,  composto dagli onorevoli Giovanni Roberto
               Di  Mauro,  Cataldo Fiorenza,  Giovanni  Greco,
               Salvatore Lombardo.

   Articolo  2  Il    presente    decreto   sarà    comunicato
  -            all'Assemblea.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta orale:

   N.  2714  -  Notizie in merito all'anomalo cedimento del  viadotto
  'Scorciavacche' sulla Palermo-Agrigento, nei pressi di Mezzojuso.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe; Savona
   Riccardo
   N.   2717   -   Realizzazione  degli  interventi  necessari   alla
  costruzione   della  cittadella  giudiziaria  nei  locali   dell'ex
  presidio ospedaliero Ascoli Tomaselli di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  2718 - Notizie in merito alla richiesta di pagamento da  parte
  dell'EAS di fatture per eccedenze 2008-2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   -         Assessore   Agricoltura   sviluppo   rurale   e    pesca
  mediterranea
   Oddo Salvatore

   N.  2719  -  Iniziative in ordine all'accordo comunitario  con  il
  Marocco in difesa dell'agricoltura siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca
   mediterranea
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2720  - Chiarimenti sulla rideterminazione degli aggregati  di
  spesa provinciali destinati a centri di riabilitazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
   N.    2711    -    Interventi   urgenti   per   la    salvaguardia
  occupazionale   dei   lavoratori  degli   enti   della   formazione
  professionale in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Figuccia Vincenzo

   N. 2712 - Manutenzione e risorse in favore degli Istituti autonomi
  case  popolari  e  misure  finalizzate  a  prevenire  l'occupazione
  abusiva di alloggi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Fazio Girolamo

   N.  2713  - Chiarimenti circa la mancata chiamata in servizio  del
  personale docente ed amministrativo destinato al progetto  Prometeo
  per lo sviluppo dei percorsi formativi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Fazio Girolamo

   N.  2715 - Chiarimenti circa i requisiti di ammissione nell'ambito
  del bando CIAPI 'Garanzia Giovani'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Falcone   Marco;   Assenza  Giorgio;  Figuccia  Vincenzo;   Grasso
  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo

   N.  2716 - Chiarimenti sulla mancata erogazione dei fondi relativi
  ai  corsi  per  'assistente domiciliare  e  dei  servizi  tutelari'
  gestiti   dall'Enaip   Asaform  Sicilia,   Ente   Acli   Istruzione
  Professionale Associazione Agenzia Formative Sicilia .
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;   Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  299  -  Iniziative  in  ordine alla  riduzione  del  personale
  impiegato    nel    servizio    di    prevenzione    incendi    nei
  distaccamenti di Caltagirone e Vizzini.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  300  -  Rideterminazione  del riparto  delle  unità  destinate
  all'antincendio  nel  catanese per il riequilibrio  numerico  delle
  unità lavorative.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  462  -  Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
  sulla gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia.
   Greco  Giovanni; Figuccia Vincenzo; Di Giacinto Giovanni;  Cordaro
  Salvatore; Tamajo Edmondo; Alongi Pietro; Siragusa Salvatore
   Presentata il 17/06/15

   N.  463  -  Iniziative  nei confronti del  Governo  nazionale  per
  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti connesso ai flussi
  migratori  e  assicurare un'ordinata gestione dell'accoglienza  dei
  migranti aventi titolo.
   Lentini   Salvatore;  Cascio  Salvatore;  Coltraro   Giambattista;
  Currenti Carmelo; Lantieri Annunziata Luisa
   Presentata il 22/06/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a noma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno, alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Raia,  Cirone, Grasso, Sorbello, D'Agostino, Coltraro, Cappello  e
  Ciaccio per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   teria di composizione dei consigli e delle giunte comunali, di sta-
   tus degli amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Di-
   sposizioni varie. (n. 980/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni in
                      materia di composizione dei
   consigli e delle giunte comunali, di status degli amministratori
                         locali e di consigli
           circoscrizionali. Disposizioni varie . (n. 980/A)

  PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
  della discussione del disegno di
  legge  Disposizioni in materia di composizione dei consigli e delle
  giunte comunali, di status degli
  amministratori locali e di consigli circoscrizionali. Disposizioni
  varie . (n. 980/A)
  Invito i componenti la I Commissione,  Affari istituzionali , a
  prendere posto nel relativo banco.

   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 5, ne do lettura:

                             «Articolo 5.
               Soppressione delle commissioni consiliari
          nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000
                               abitanti

   1.  Al comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno 1990, n. 142,
  come  introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e), della  legge
  regionale  11  dicembre  1991,  n. 48  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  sono aggiunte all'inizio le parole  Nei  comuni  con
  popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti, .

   2.  I  comuni  adeguano  i  propri  statuti  e  regolamenti  entro
  centoventi  giorni della data di entrata in vigore  della  presente
  legge».
   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono
  arrivato  leggermente in ritardo, può darsi che questa informazione
  che  le  chiedo già l'abbia data. Ci siamo lasciati che lei  doveva
  avere  un  dialogo con i capigruppo per gli emendamenti aggiuntivi.
  Volevo chiedere notizie, se ce ne sono.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, a parte  un  emendamento  ai  sensi
  dell'articolo 117, ho sentito alcuni capigruppo, non tutti, non  in
  una  riunione  formale. C'è stata una riunione  alla  presenza  dei
  lavoratori  della provincia e non era opportuno, quindi,  sollevare
  questioni  attinenti l'Aula. C'è una condivisione -  ma  questo  lo
  porrò  all'Aula  -  sembrerebbe  almeno  per  quello  che  riguarda
  l'emendamento  relativo  alla tornata elettorale  da  tenersi  solo
  nella giornata di domenica e uniformarsi al resto d'Italia. C'è  un
  altro  emendamento, ho sentito alcuni parlamentari,  che  però  era
  stato  già  dichiarato inammissibile in I Commissione per questioni
  procedurali  che ci allinea al Parlamento nazionale  in  ordine  al
  subentro nei consigli comunali in caso di sospensione dalla carica.
  Se  l'Aula  su  questo  non è d'accordo, anche  un  solo  deputato,
  chiaramente  non  si  darà corso all'emendamento.  Per  cui  magari
  questi emendamenti si provvede a distribuirli per un esame. Ripeto,
  su   uno  non  ci  dovrebbero  essere  difficoltà.  C'è  un   altro
  emendamento  che provvedo a distribuire che mi è stato  evidenziato
  formalmente  dall'ANCI  che riguarda il  contributo  sul  fondo  di
  perequazione relativo all'ANCI che distribuirò  .

   FALCONE. Le norme devono essere condivise

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei arriva in ritardo. Io ho detto:
  se  anche un deputato fosse contrario sugli emendamenti  .  Infatti
  sto andando al di là dei capigruppo   sulla questione di tenere  la
  tornata elettorale - questo è comunque contenimento di spesa -  non
  ho  visto opposizioni da parte dei gruppi, sostanzialmente  non  mi
  sembra.  C'è  un altro emendamento che riguarderebbe  il  subentro,
  allineandoci alla normativa nazionale, in caso di sospensione dalla
  carica  per  provvedimenti di carattere  giudiziario,  se  ci  sono
  parlamentari  contrari non si va avanti. C'è un  altro  emendamento
  portato  avanti dall'ANCI. Se non siamo d'accordo non lo trattiamo.
  Più  alla  luce del sole di questo non credo che ci sia  nulla   da
  aggiungere.
   Distribuiamo questi tre emendamenti, senza aprire un dibattito, mi
  fate  un cenno se non si è d'accordo su alcuni, non c'è bisogno  di
  aprire dibattito. Se non si è d'accordo lo mettiamo da parte  e  lo
  tratteremo  in  altra sede, singolarmente. Quindi  fondamentalmente
  sono tre.

   PANEPINTO. Ma il Presidente della Regione fa decreti legislativi?

   PRESIDENTE.  E'  chiaro che il Presidente  della  Regione  non  fa
  decreti  legislativi  e  neanche il  Governo  regionale.  Questo  è
  l'emendamento  presentato  dall'onorevole  Cordaro.  A  quel  tempo
  poteva  fare  il  decreto  legislativo mi  confermano  gli  Uffici.
  Onorevole  Panepinto leggiamo bene la questione.  È  stato  scritto
  dall'avvocato Cordaro. Intanto esaminatelo attentamente.

   Si passa all'art. 5. I soppressivi vengono mantenuti, onorevole Di
  Mauro?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   FALCONE. Lo ritiro.

   SUDANO. Lo mantengo e chiedo di parlare per poterlo illustrare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  mantengo il mio emendamento soppressivo perché in quest'Aula si era
  iniziato  a  valutare  come intervenire sulla  riforma  degli  Enti
  locali  e  parlando di allineamento alle norme statali, invece  qui
  addirittura  stiamo  ancora  di  più  unendo  i  comuni  siciliani,
  addirittura stiamo prevedendo che i comuni sotto i 10 mila abitanti
  che sappiamo perfettamente che è la spesa irrisoria non possono più
  riunirsi  per fare le Commissioni, io mi chiedo come un consigliere
  comunale può arrivare ad affrontare una delibera senza averla prima
  esaminata in una Commissione, questo mi sembra demagogia  pura,  io
  posso  capire se il limite si dava un tot di giorni di  Commissione
  da  poter  fare, ma non poter fare più Commissioni  vuol  dire  che
  vogliamo una classe dirigente ignorante, che vada in Aula a  votare
  anche  debiti fuori bilancio, chiamato anche dalla Corte dei  Conti
  senza  avere avuto la possibilità di affrontare un testo  prima  di
  votarlo.

   PRESIDENTE. Su questo gradirei sentire la Commissione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  credo  che abolire le Commissioni anche nei comuni sotto i 10  mila
  abitanti  significa  smorzare  il dialogo,  significa  smorzare  la
  democrazia,   significa  togliere  la  possibilità  ai  consiglieri
  comunali  di dibattere sulle questioni che poi andranno  affrontate
  successivamente in consiglio comunale, quindi ritengo l'emendamento
  della  collega  Sudano oggetto di mio parere favorevole,  anche  se
  avevo  presentato  lo stesso emendamento perché  dobbiamo  dare  la
  possibilità a chi è giornalmente sul campo ad affrontare i problemi
  quotidiani  della  propria comunità di potere svolgere  il  proprio
  ruolo  in  maniera adeguata e con tutto il tempo possibile comprese
  la   discussione   nelle  Commissioni,  quindi  voterà   a   favore
  dell'emendamento.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Questo testo è entrato in
  questa norma, è entrata in Commissione con emendamento dei colleghi
  della  Commissione.  Io  devo dire che  non  posso  che  rimettermi
  all'Aula  nel giudizio sul voto personalmente, ma è un mio giudizio
  personale  che esime la Commissione da una valutazione, io  ritengo
  sbagliato  abolire  le  Commissioni nei  comuni  sotto  i  10  mila
  abitanti per una ragione: perché il principio organizzativo  di  un
  ente  locale  non può che essere uniforme e quindi non  si  capisce
  perché  all'interno  di una classe demografica  ci  possano  essere
  modalità  organizzative dell'organo elettivo che  si  differenziano
  pertanto  io personalmente voterò a favore della collega Sudano  ma
  la Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.   Lo   pongo   in   votazione.   Chi   è    favorevole
  all'emendamento soppressivo resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 5 è soppresso.
   Onorevoli  colleghi, mi ricordano gli uffici  che  all'articolo  2
  erano  contenuti gli emendamenti 2.14, primi firmatari  Barbagallo,
  Rinaldi,  Lupo  e  Cirone  e  il 2.15 degli  onorevoli  Barbagallo,
  Rinaldi, Lupo e Cirone che rinviavano all'articolo 6 perché materia
  pertinente  le  indennità  dei consiglieri  circoscrizionali.  Sono
  richiamati in questa sede.
   All'articolo  2  vi  erano degli emendamenti che  riguardavano  le
  indennità  dei  Presidenti e dei consiglieri  circoscrizionali.  Li
  abbiamo  rinviati  al momento della trattazione,  cosa  che  stiamo
  facendo adesso, dell'articolo 6.
   Comunico che sono stati ritirati gli emendamenti 2.14 e 2.15.
   L'Assemblea ne prende atto.
  Onorevole  Falcone, c'era un emendamento primo firmatario  Milazzo,
  che prevedeva  al Presidente della circoscrizione è corrisposta una
  indennità    pari   a   quella   corrisposta   al   consiglio    di
  circoscrizione . Lo intendiamo ritirato.
   Comunico che è stato ritirato pure l'emendamento 2.22.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
             Norme in materia di consigli circoscrizionali

   1. Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta eccezione per
  i comuni di Palermo, Catania e Messina.

   2.  A  decorrere  dal primo rinnovo dei consigli  circoscrizionali
  successivo  all'entrata in vigore della presente legge,  il  numero
  dei  componenti  dei consigli circoscrizionali di cui  al  comma  4
  dell'articolo 13 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto
  dall'articolo  1,  comma 1, lettera c), della  legge  regionale  11
  dicembre  1991,  n.  48, e successive modifiche ed  integrazioni  è
  ridotto  del 20% rispetto a quanto previsto dal citato articolo  13
  e,  comunque, non può essere superiore a 10, compreso il presidente
  del consiglio circoscrizionale.

   3. Sono abrogate le norme in contrasto con il presente articolo».

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   volevo
  intervenire   nel  merito  dell'ordine  dei  lavori  perché   c'era
  all'articolo 5 un emendamento del mio gruppo con il quale  andavamo
  ad  individuare  al comma 2 un importante concetto che  sembrerebbe
  ormai  raccolto  da tutti e unanimemente condiviso,  che  è  quello
  della pubblicità dei lavori delle commissioni consiliari. Ma non  è
  così.  Ma  avendo noi votato il soppressivo andiamo a  tagliare  di
  fatto  questo argomento e sinceramente ritengo che sia un argomento
  molto  importante e vicino alla sensibilità dei cittadini  ancorché
  io  le  devo  rappresentare  che l'ho presentato,  chiaramente  uno
  studia  i  regolamenti consiliari e si rende conto  del  fatto  che
  purtroppo  ad  oggi   bisogna riconoscere come  alcuni  regolamenti
  comunali,  quello  di  Messina  per  esempio  e  l'ho  sperimentato
  personalmente,  ancora  portano nel loro  testo  il  fatto  che  le
  commissioni non sono pubbliche.
   Questa  dicitura è stata addotta a motivazione di un  diniego,  da
  parte  del segretario comunale, strano a dirsi ma è così, nei  miei
  confronti  ancorché io debba avere accesso a prescindere in  quanto
  deputato facente le proprie funzioni e quindi richiedente i verbali
  delle commissioni consiliari.
   La   questione  è  questa.  Non  sono  pubbliche  le   commissioni
  attualmente e pertanto dovrebbero invece esseri pubblici  gli  atti
  amministrativi  derivanti da un consesso che è una  estrinsecazione
  del  consiglio  comunale nei fatti. E allora io mi  chiedo,  questo
  concetto  della  pubblicità  delle commissioni  consiliari  sia  in
  termini   della   partecipazione   come   anche   della   fruizione
  all'esterno,  come  del  resto avviene  anche  qui,  avviene  nella
  commissione  quarta  che  è  la  commissione  ambiente  di  cui  il
  presidente  è  l'onorevole  Trizzino del Movimento  Cinque  Stelle,
  forse sarà questo il motivo, avviene allorquando noi lo richiediamo
  anche  nelle  altre commissioni, qui avviene anche che  si  stilano
  verbali e che sono pubblici e pubblicati sul sito. Questa benedetta
  trasparenza,  che  è  il  perno della  lotta  alla  corruzione,  la
  vogliamo difendere si o no? Quindi chiederei gentilmente all'Aula e
  al   Presidente  di  volere  vagliare  la  possibilità  di   potere
  introdurre  comunque,  in questo testo, la  pubblicità  dei  lavori
  delle   commissioni  consiliari,  perché,  mi  spiace   ammetterlo,
  ancorché  si  pensi  che  sia  così  perché  ci  sono  orientamenti
  giurisprudenziali, addirittura noi abbiamo la sentenza  Tar  Puglia
  che riconosce il fatto che non soltanto il deputato, il consigliere
  regionale  ma  anche  chi  non ne abbia un  diritto  legittimamente
  giustificato  abbia  accesso ai verbali delle  commissioni.  Poiché
  questo  non  avviene e ad oggi i saloni messinesi a me hanno  fatto
  diniego   dell'accesso   ai   verbali  delle   sedute   consiliari,
  chiaramente consideriamo ciò che avviene per un normale cittadino e
  io   so   chiaramente  di  dinieghi  reiterati.   Pertanto   questa
  trasparenza,  che  ripeto, è il perno della lotta  alla  corruzione
  così  come  è  stato  istituito dalla  Costituzione  di  Merida  la
  vogliamo  difendere.  Si  o  no?.  Grazie  Presidente,  vorrei  una
  riflessione in merito.

   PRESIDENTE.  Le  ha  posto  un  problema  sulla  base  del  nostro
  Regolamento,   mi   scusi  onorevole  Zafarana,  avendo   soppresso
  l'articolo 5 tutti gli emendamenti decadono. Comunque la  questione
  della  pubblicità era già inserita all'articolo 4 e peraltro alcuni
  emendamenti ad esempio quelli Di Mauro - Greco.

   ZAFARANA. Non è passato.

   PRESIDENTE.  Si  non è passato, ma se non è passato  non  possiamo
  ritornare  rimettedo .lei ha posto una questione, per  carità,  una
  cosa è che riguarda le sedute pubbliche, l'altra questione riguarda
  il  diritto,  se  non  ho  capito male del  deputato  regionale  di
  acquisire  eventualmente i verbali. Io credo non ci sia  un  limite
  all'acquisizione  di verbali delle commissioni in qualunque  comune
  della Sicilia.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Io  chiedo  la  parola avvalendomi della norma del Regolamento  che
  consente  al  Governo  di interloquire in qualsiasi  momento  della
  seduta. Il problema che è stato proposto dall'onorevole che  mi  ha
  appena   preceduto  è  un  problema  molto  serio  perché  con   il
  superamento  dell'articolo 5 cade anche l'emendamento  del  Governo
  5.2  con il quale era stata proposta una modifica di leggi vigenti,
  di una norma del testo unico degli enti locali, vigente in Sicilia,
  invertendo   il  criterio  della  pubblicità  delle  sedute   delle
  commissioni. Mi spiego meglio. Nella normativa vigente non è  detto
  espressamente  che  le  sedute  delle commissioni  consiliari  sono
  pubbliche.  La  normativa  vigente consente  che  le  sedute  delle
  commissioni consiliari siano pubbliche sulla base di una previsione
  effettuata da ogni singolo ente.
   L'emendamento  che  aveva  presentato il  Governo  era  agganciato
  all'articolo   5   e   il  Governo  chiede  che  venga   agganciato
  all'articolo  7  che  si occupa di pubblicità degli  atti  e  delle
  sedute, ed è quello che le sedute delle commissioni consiliari sono
  pubbliche  di  norma,  tranne  i casi  espressamente  previsti  dal
  Regolamento.
   Questo  vuol  dire  che  sarà  il  Regolamento  a  determinare  le
  eccezioni  ma  la  regola  è  la  pubblicità  delle  sedute   delle
  commissioni che si tengono preferibilmente in un arco temporale non
  coincidente  con  l'orario di lavoro dei  partecipanti.  Su  questo
  secondo  profilo  il  Governo è pronto anche  ad  un  ripensamento,
  tenendo fermo in ogni caso il principio di fondo ossia quello della
  pubblicità  delle sedute delle commissioni consiliari. Pertanto  il
  Governo chiede che l'emendamento 5.2 venga rivisto e riesaminato in
  occasione dell'esame dell'articolo 7. Grazie.

   PRESIDENTE.  Con un po' di buon senso risolviamo il problema  però
  su  questo  io  vorrei  sentire la commissione  perché  formalmente
  sarebbe   precluso   da  quella  trattazione   però   correttamente
  l'Assessore  ha fatto riferimento all'articolo 7 e  in  effetti  ci
  sono   tutta   una  serie  di  norme  che  riguardano  trasparenza,
  pubblicità o altro. Quindi tutto sommato anche sotto forma, se  c'è
  volontà   di   riscrittura,  si  può  in  qualche  modo  recuperare
  l'argomento o comunque si apre un dibattito e poi l'Aula vota  come
  ritiene più opportuno.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  ritengo  che
  quanto  richiesto  dall'Assessore  sia  totalmente  accettabile   e
  conforme  al  decreto nazionale anticorruzione  che  prescrive  che
  tutti  gli  atti del comune, addirittura parla anche  dei  mandati,
  siano pubblicati sul sito. Quindi noi non stiamo facendo niente  di
  eccezionale. Le sedute delle commissioni sono atti pubblici, devono
  essere  atti pubblici, quindi io ritengo che debba essere  accolta,
  anzi  addirittura  sull'articolo  7  sulle  pubblicità  l'Assessore
  potrebbe anche estendere il quadro perché noi non possiamo esimerci
  dall'applicare in Sicilia il decreto anticorruzione, tenendo  conto
  che  molti comuni ancora non si sono adeguati alle norme nazionali,
  non sono norme da recepire, ma sono norme da attuare.

   PRESIDENTE.  E allora, non c'è bisogno onorevole Sudano,  è  stata
  posta una questione che può essere recuperata all'articolo 7,  però
  ci  dobbiamo intendere sulle parole. Una cosa è la seduta pubblica,
  l'altro  è  che  si  tratta di atti pubblici che  comunque  debbono
  essere  pubblicati.  Sono  state poste due questioni  completamente
  diverse.  Noi  non possiamo pretendere che tutte  le  sedute  delle
  commissioni siano pubbliche o addirittura estremizzando pure  delle
  Giunte.  I verbali sono atti pubblici, ma questo mi sembra più  che
  evidente. Quindi io sulla questione posta dall'assessore Leotta non
  sarei obiettivamente contrario, facendo la differenza tra la seduta
  pubblica  e  la pubblicità degli atti, perché credo che nessuno  si
  possa  opporre sulla questione che gli atti della commissione siano
  atti che possono essere estesi su richiesta al diritto di chi è che
  lo richiede.

   CRACOLICI, Presidente della Commissione. Sia l'emendamento 5.2 che
  l'emendamento 5.6 è improprio che siano all'articolo 5.

   PRESIDENTE.   Quindi  la  facciamo  sotto  forma  di   riscrittura
  all'articolo   7,   però   differenziando   la   questione    posta
  dall'assessore   Leotta  rispetto  a  quella  posta  dall'onorevole
  Zafarana  che  paralava di seduta pubblica,  che  tutte  le  sedute
  devono   essere   pubbliche,   pure   quelle   delle   commissioni,
  estremizzando pure quelle delle giunte. Mi sembra obiettivamente

   ZAFARANA. Vorrei fare un distinguo.

   PRESIDENTE.  No, va bene, ma siccome ci siamo intesi  lo  portiamo
  all'articolo 7 e andiamo avanti. Perfetto, le sedute sono pubbliche
  nel senso che sono gli atti che possono essere esternalizzati.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo   dell'onorevole   Greco
  Giovanni.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Falcone.

   FALCONE. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Di
  Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirati anche gli emendamenti soppressivi dei singoli
  commi.
   Si  passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Gucciardi che
  si ritiene decaduto per assenza del proponente.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Musumeci,   ne   do  lettura:   Fatta  eccezione   per   le   città
  metropolitane  di  Palermo, Catania e  Messina,  gli   statuti  dei
  regolamenti dei comuni non possono attribuire retribuzioni, gettoni
  di  presenza,  indennità, emolumenti o rimborsi in qualsiasi  forma
  siano   percepiti  a  favore  degli  amministratori  dei   consigli
  circoscrizionali .

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo più  che
  per spiegare gli emendamenti a cui sono contrario, per spiegare  il
  testo dell'articolo che è presente nella legge.
   Questo,  di  fatto, recepisce la normativa nazionale sui  consigli
  di  circoscrizione  che prevede che essi siano istituiti  solo   ed
  esclusivamente  nei comuni superiori ai  250 mila  abitanti.  Si  è
  specificato Palermo, Catania e Messina per ovviare alla presenza  a
  Messina  che  non riesce a raggiungere i 250 mila abitanti  e  come
  città  metropolitana sarebbe stato inverosimile togliere i consigli
  circoscrizionali.
   Lo   spirito   dell'articolo  è  questo  equipararsi  alla   norma
  nazionale, il fatto che poi si voglia attribuire ad altri  consigli
  di  circoscrizione titoli gratuiti,  in realtà non è così perché il
  consiglio  circoscrizionale,  quand'anche  espletato  gratuitamente
  dai  componenti  ha  sempre un costo per  l'ente  comunale  che   è
  rappresentato  dai  locali, che è rappresentato dal  personale  che
  deve   fornire il servizio di segreteria, che è rappresentato dalla
  corrente elettrica e tutto il resto.
   Quindi l'intenzione è quella di provvedere ad un risparmio per gli
  enti comunali mantenendo, come dice la norma nazionale, i  consigli
  circoscrizionali  solamente  nei  comuni   superiori  ai  250  mila
  abitanti o comunque Palermo, Catania  e Messina.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non  ho  capito
  male  questo emendamento, fatta eccezione per i comuni di  Catania,
  Palermo e  Messina, gli altri consiglieri delle circoscrizioni  che
  non  riguardano  quelle tre città, con questo  emendamento  non  si
  darebbero più i gettoni di presenza. Siccome c'è un emendamento che
  abbiamo  già  approvato precedentemente in un  altro  articolo  che
  slitta  tutto  al rinnovo del prossimo consiglio sia  comunale  che
  quello circoscrizionale, secondo me questo è improponibile, cioè  è
  decaduto  questo emendamento. Noi  abbiamo approvato un emendamento
  che  rinvia al prossimo rinnovo, sia dei consigli comunali che  dei
  rinnovi circoscrizionali, le indennità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   Presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  se  ho   capito bene,  l'emendamento  ha  una
  finalità:  ripristinare  i consigli di circoscrizione  in  tutti  i
  comuni  con  esclusione di Palermo, Catania e Messina  dove  invece
  sono definiti per legge.
   Quindi  l'emendamento  dice che in questi comuni  i  consigli   di
  circoscrizione si possono fare ma non  devono essere date indennità
  e  quindi  gettoni, pertanto l'emendamento si propone di  istituire
  consigli di circoscrizione a titolo gratuito.
   Ora  la Commissione ha operato sul testo vigente. Il testo vigente
  che  opera con la legge 30 cosa prevede? Prevede che nei comuni  di
  Palermo,  Catania, Messina e Siracusa è previsto  che  ci  siano  i
  consigli di circoscrizione; in tutti gli altri comuni i consigli di
  circoscrizione   possono  essere  istituiti  dai   singoli   comuni
  gratuitamente.
   Questa  norma  ha inteso abolire la possibilità di farle  fare  le
  circoscrizioni  ancorché  gratuite,  lasciando  soltanto   Palermo,
  Catania  e  Messina per la ragione che diceva l'onorevole Siracusa,
  poiché  Palermo,  Catania  e  Messina  sono  città,  saranno  città
  metropolitane,  il  tema  dell'organizzazione  diciamo   decentrata
  circoscrizionale, è un tema che sta dentro le circoscrizioni.
   Quindi  l'emendamento Musumeci ecc. compreso Gucciardi, ripristina
  ciò  che  c'è  nella legge 30, la legge così come è abolisce  dalla
  legge 30 la possibilità di fare i consigli anche gratuitamente.
   Spero  di  essere  stato  chiaro  per  chiarire  i  termini  della
  questione. Sono stato chiaro o no?

   PRESIDENTE. Chiarissimo solo che essendo stato chiaro, secondo  me
  la  dobbiamo scrivere con chiarezza la norma. Perché scritta  così,
  dico  a  parte  che  c'è  la dicitura amministratori  dei  consigli
  circoscrizionali.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusi se insisto,
  qui c'è scritto, almeno io leggo così: fatta eccezione per le città
  metropolitane Palermo, Catania e Messina gli statuti e  regolamenti
  dei   comuni  non  possono  attribuire  retribuzioni,  gettoni   di
  presenza, indennità, emonumenti e rimborsi a qualsiasi forma  siano
  essi   percepiti  a  favore  degli  amministratori   dei   consigli
  circoscrizionali. Significa che approvando questo articolo, noi  da
  domani  mattina  non possiamo più dare il gettone  di  presenza  ai
  consiglieri di circoscrizione di Siracusa.

   CRACOLICI,    Presidente    della    commissione.    I    consigli
  circoscrizionali non ne hanno, oggi sono gratuiti.

   PRESIDENTE.  Allora  scusate,  gli interventi  d'Aula  sia  quello
  dell'onorevole   Siracusa,   che  quello   del   Presidente   della
  commissione,   no  no  scusate..  Siracusa  si.   Però   dico   non
  nascondiamoci,  se  ci  sono dei comuni  anche  piccoli  che  hanno
  istituito  dei consigli circoscrizionali a titolo gratuito,  quindi
  l'onorevole Siracusa ha voluto estremizzare il ragionamento dicendo
  anche  senza indennità rappresentano un costo di questo si  tratta,
  però io farei, se siamo d'accordo scriverei una norma più chiara, e
  sulla norma si vota.
   La  norma  dovrebbe essere per i comuni della Sicilia è  possibile
  istituire  i consigli circoscrizionali a titolo gratuito punto,  da
  prevedere  nei  propri regolamenti, su questo il  Movimento  Cinque
  Stelle è contrario, gli altri, prego assessore Leotta.

   CRACOLICI, Presidente della commissione. Attualmente la  legge  30
  lo prevede.

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Onorevoli  deputati,  sul termine gratuito ci  dobbiamo  intendere,
  perché  a  prescindere dal discorso dei costi della  struttura  che
  deve  ospitare il consiglio, rimane un altro tema aperto  è  quello
  dei  permessi e dei rimborsi al datore di lavoro, quindi il Governo
  richiama  l'attenzione dell'Aula su questo  aspetto,  ossia  se  la
  gratuità è una gratuità a 360,  cioè senza alcun costo di qualsiasi
  natura  sulle  finanze  dell'ente locale, e  allora  in  Governo  è
  d'accordo, ma se ci sono dei costi indiretti camuffati,  allora  il
  parere del Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Scusate, vedete che la norma che è uscita fuori  dalla
  commissione   era   chiara,  perché  ora   si   comprende,   perché
  sostanzialmente in atto ad eccezione di Catania, Palermo e Messina,
  la  dove  ci sono consigli circoscrizionali sono a titolo gratuito,
  questo è la norma, a Siracusa non è a titolo gratuito? No,

   CRACOLICI,   presidente della Commissione. Non  vorrei  che  siamo
  stanchi  appena  stiamo  iniziando. La norma  che  è  uscita  dalla
  Commissione dice, semplicemente, questo: in Sicilia le uniche città
  in  cui  è  possibile  fare  i Consigli di  Circoscrizione  sono  a
  Palermo,  Catania  e Messina. In tutte le altre  sono  abrogate  le
  Circoscrizioni.  Chiaro? Questa è la norma contenuta  dall'articolo
  6. Cioè: non si possono fare neanche gratuitamente.
   Questo è l'articolo 6. Dopodiché si può cambiare tutto ma questo è
  l'articolo  6.  Ricordo, infine, che la legge  invece  vigente,  la
  legge n. 30, prevede che i Consigli di Circoscrizione, con gettone,
  si  possono  fare  a Palermo, Catania, Messina e  Siracusa,  mentre
  nelle  altre  è  possibile che i propri statuti dei Comuni  possano
  prevedere le Circoscrizioni senza alcun onere finanziario a  carico
  dell'Amministrazione,  ovvero senza gettone.  Quindi  questa  è  la
  legge  n.  30,  mentre  l'articolo  6  abolisce  le  Circoscrizioni
  dappertutto tranne che a Palermo, Catania e Messina.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Io credo
  che,  se  si deve ritornare a prevedere le Circoscrizioni a  titolo
  gratuito, basta sopprimere l'articolo 6, non occorre riscriverlo in
  modo  diverso perché la legge n. 30 già prevede quello che si cerca
  di  fare  con  l'emendamento. Poi volevo  rispondere  all'assessore
  Leotta  che,  in  realtà, per quanto riguarda  le  indennità  ed  i
  permessi, le indennità sono collegate alle indennità del sindaco e,
  quindi,  una  volta  che  abbiamo ridotto  già  per  i  Consiglieri
  comunali,  la  riduzione  avviene  automaticamente  anche   per   i
  Consiglieri circoscrizionali e, quindi, non occorre prevederla.  E'
  già  a cascata , rispetto alla riduzione che abbiamo fatto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore.  In
  pratica,  con  l'articolo  6,  cosa  si  prevede?  Si  prevede   la
  soppressione  dei  Consigli circoscrizionali solo  nella  città  di
  Siracusa.  Diventa,  così, sempre difficile  spiegare  le  cose  in
  questa Assemblea perché cerchiamo sempre di nasconderci e cerchiamo
  di  non dire le cose come stanno. Quindi, con l'articolo 6, l'unica
  cosa che si ottiene è la soppressione dei Consigli circoscrizionali
  nella città di Siracusa. Solo questo dice l'articolo 6. Noi, signor
  Presidente,  non  siamo  d'accordo  con  l'articolo  6  in   quanto
  riteniamo  che i Consigli di Circoscrizione siano una  palestra  di
  democrazia,  siano  una  palestra  che  aiuta,  poi,  a   fare   il
  Consigliere comunale, pertanto siamo dell'idea che, in ogni  città,
  in  ogni  statuto,  si  devono determinare se  vogliono  o  meno  i
  Consigli di Circoscrizione.
   E'  chiaro  che, non essendo legati al vile pecunio, i Consiglieri
  circoscrizionali della città di Siracusa sono disponibili,  sin  da
  subito,  a  rinunciarci.  Non  sono  assolutamente  disponibili   a
  rinunciarci all'idea di avere la Circoscrizione. Anche perché, veda
  Presidente Cracolici, qual è la differenza fra una città di 128.000
  abitanti ed una città che ha più di 200.000 abitanti? quali sono le
  esigenze di democrazia che in una città ci sono e nell'altra città,
  invece, non esistono?
   Anche  perché, per essere chiari, per quanto riguarda la città  di
  Siracusa, e mi dispiace fare un discorso di puro campanile, abbiamo
  due  ex  frazioni,  Belvedere e Cassibile, che  da  tempo  anelano,
  desiderano,  avere addirittura l'autonomia. Hanno presentato  tutta
  la  documentazione per poter ottenere l'autonomia e, quindi, di qui
  a   qualche   anno,  possibilmente,  Belvedere   e   Cassibile   si
  staccheranno dalla città di Siracusa.
   Se  noi a queste due Circoscrizioni, a queste due ex frazioni, che
  fra  le altre cose una dista 25 chilometri da Siracusa, l'altra più
  di 10 chilometri, riconosciamo una Circoscrizione, un luogo dove  i
  rappresentanti  del  popolo possono discutere e  dare  suggerimenti
  all'Amministrazione comunale, possibilmente di qui a  qualche  anno
  non vedremo aumentare di due unità i Consigli comunali della nostra
  Regione.  Pertanto,  signor  Presidente,  ed  io  credo  che  anche
  l'assessore  in  questo caso sarà favorevole, c'è  l'emendamento  a
  firma dell'onorevole Cirone, Marziano, Lupo e mio sulla vicenda  di
  Siracusa  ma io insieme agli altri tre colleghi riteniamo un  fatto
  insopportabile che si debba fare una eccezione solo per la città di
  Siracusa  e,  riteniamo,  che anche le  altre  città  capoluogo  di
  provincia  e  anche  le  altre città che hanno  una  estensione  di
  territorio  e  una  presenza non omogenea sul territorio  comunale,
  anche  altri  comuni, devono avere il diritto di  istituire  liberi
  consorzi  circoscrizionali senza, assessore Leotta,  senza  gravare
  sul  bilancio  comunale  sia  per  quanto  riguarda  la  parte  del
  contributo  che  viene dato all'eletto, sia il rimborso  che  viene
  dato  alle  aziende  dove l'eletto lavora. Cioè  nel  senso  che  i
  consigli  di  circoscrizione si riuniscono in orari non lavorativa.
  Nel  senso  che  non  deve  il consiglio di  circoscrizione  pesare
  assolutamente sul bilancio del Comune.
   Credo che questo sia un fatto importante, Presidente Cracolici, un
  fatto che aiuterà i consiglieri comunali una volta eletti ad essere
  più  maturi perché quello a cui assistiamo negli ultimi tempi è che
  essendo  venuto  meno  il  cursus  honorum  oggi  fai  l'insegnante
  elementare e domani sei Ministro della Pubblica Istruzione, se  non
  addirittura, oggi fai l'insegnante elementare e domani sei Ministro
  del Bilancio.
   Ritorniamo  a  quello che ci hanno insegnato i latini,  un  cursus
  honorum che è un corso degli studi e delle cariche pubbliche che ci
  consente,  una  volta diventi consiglieri comunali, di  non  essere
  all'oscuro di ciò che succede nella città.
   I  consigli  circoscrizionali,  a titolo  assolutamente  gratuito,
  credo che debbano essere previsti dalla legge in tutti i comuni che
  lo vorranno fare.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  premesso  che  io condivido assolutamente e totalmente  lo  spirito
  della  legge  così  come  è  uscita dalla  Commissione  che  va  in
  direzione della riduzione della spesa senza ledere la democrazia di
  base    rappresentata   dai   consigli   comunali,   dai   consigli
  circoscrizionali,  perché  abbiamo  ritenuto   di   presentare   un
  emendamento  che  è  molto  collegato con  quello  di  cui  si  sta
  discutendo.
   Perché?  Con  l'articolo 1 l'unica città che vedrebbe impedito  il
  diritto  ad avere i consigli circoscrizionali sarebbe la  città  di
  Siracusa.
   Allora noi ci siamo posti un problema, quello di mantenere per  le
  circoscrizioni  di Siracusa le stesse condizioni che  ci  sono  per
  quelle  di  Palermo, Catania e Messina ma facendo con l'emendamento
  6.7  uno sforzo ulteriore in direzione della revisione della  spesa
  perché  prevediamo  che  nelle città come  Siracusa,  superiore  ai
  100.000  abitanti, si possono istituire i consigli circoscrizionali
  con  le caratteristiche di quelli di Palermo, Catania e Messina  ma
  limitando il numero dei consigli a non più di cinque e limitando il
  numero dei consiglieri da 5 a 8.
   Questo  cosa  significa? Che in una città come  Siracusa,  128.000
  abitanti, se tu togli due consigli circoscrizionali che sono quelli
  delle  frazioni storiche, Belvedere e Cassibile, restano  quasi  se
  non oltre 100.000 abitanti.
   Prevedere  la  possibilità per 100.000 abitanti di  istituire  tre
  consigli   di   circoscrizione  è  un  segnale  in  direzione   del
  mantenimento della democrazia dal basso, ma riducendoli da  9  a  3
  più le due frazioni.
   Riducendo  il numero dei consiglieri e non privando l'unica  città
  siciliana   oltre   i  100.000  abitanti,  oltre   le   tre   città
  metropolitane,  del  diritto ad avere dei veri  e  propri  consigli
  circoscrizionali.
   Ecco,  penso  che si possa apprezzare la volontà di mantenere  per
  Siracusa,  che è l'unica città prevista già nella legge n.  30,  il
  diritto   ai  consigli  circoscrizionali  sapendo  che   è   nostra
  intenzione con l'emendamento 6.7 ridurli a 5, lasciando quindi sole
  circoscrizioni  in  un  centro urbano  che  va  oltre  i  centomila
  abitanti e riducendo sensibilmente il numero dei consiglieri,  ecco
  perché  chiederei  di mantenere l'assetto della  legge  n.  30  che
  mantiene  a  Siracusa  il  diritto alle  circoscrizioni  e  poi  di
  approvare  l'emendamento 6.7 che le riduce nel numero e nel  numero
  dei componenti.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    Solo
  sull'emendamento presentato dall'onorevole Ruggirello che era stato
  presentato anche dall'onorevole Musumeci, semplicemente noi  stiamo
  facendo una leggera modifica condivisa che, riguarda più la  forma,
  e  che  sostituisce  le parole  a favore degli  amministratori  dei
  consigli  circoscrizionali' con le parole  a favore dei consiglieri
  e  dei presidenti circoscrizionali' era soltanto un fatto di forma,
  in   questo   modo  di  mette  ordine  sulla  questione   lasciando
  l'opportunità,  ovviamente  nei  comuni  di  poter   istituire   le
  circoscrizioni purché queste siano a titolo gratuito.
   Sto  quindi  presentando  insieme ai  colleghi  un  subemendamento
  all'emendamento 6.21 con questa forma, grazie.

   PRESIDENTE. Quindi dovrebbe essere un emendamento sostitutivo  del
  comma 1, con quest'eccezione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  oggi,  gli
  onorevoli:  Cancelleri,  La  Rocca,  Ciancio,  Ferreri,   Tancredi,
  Cappello e Mangiacavallo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 980/A

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    non   sono
  intervenuto né in Commissione, durante la stesura di questa  legge,
  né  finora, in Aula. Veda Presidente, onorevoli colleghi, quando un
  parlamento,  un consiglio, una rappresentanza di eletti,  pregherei
  l'assessore  di ascoltarmi, il governo; siccome è una  persona  che
  stimo la pregherei di ascoltare.
   Quando  un consesso di eletti rinuncia, no può, non sa, non  è  in
  grado di esercitare la funzione per la quale è stato eletto e a cui
  il   popolo   ha   demandato  questa  funzione,  si  deve   trovare
  un'occupazione, si deve trovare qualcosa che possa giustificare  la
  sua presenza.
   Questo non sta accadendo solo qua, e allora inseguiamo i populismi
  vari;  c'è  quello col carro armato, l'altro con la ruspa,  l'altro
  ancora  che  mistifica,  iperbole che si arrampica  sugli  specchi,
  bisticciato  con le cifre e quindi abbiamo iniziato con  l'abolire,
  le  province perché un governo siffatto o comunque un Assemblea  di
  persone  siffatte, che ripeto, non sanno, non possono, non sono  in
  grado,  e comunque non assolvono la funzione, hanno il problema  di
  come   limitare   il   diritto  di  democrazia,   il   diritto   di
  rappresentanza.
   Si è cominciato con l'abolizione delle province per abolire solo i
  consiglieri  provinciali, per abolire gli eletti, per  impedire  al
  popolo di esercitare una sua opzione.
   Si  continua con il Senato, dicendo che si risparmia un  miliardo,
  poi  cinquecento milioni, poi duecento, poi ottanta, poi  sessanta,
  poi  niente.  Poi niente  Bisogna abolire le elezioni.  Si  attacca
  quindi  con  questa  norma, si attaccano  i  consiglieri  comunali.
  Risparmieremo  50  milioni  di euro.  Di  che  cosa?  Incompetenti,
  incapaci. Risparmiate zero. In ben 270 comuni su 380-390 comuni che
  sono  i  comuni siciliani, i consiglieri comunali non  percepiscono
  alcunché  o, per lo meno, un gettone di presenza di 100  euro,  150
  euro  all'anno. All'anno  Risparmio zero  Non 50 milioni, forse  in
  tutto 500 mila euro per abolire un diritto di democrazia.
   E siamo qui a cianciare perché dobbiamo dare in pasto all'opinione
  pubblica  non avendo la colonna vertebrale dritta - io  in  seguito
  all'incidente che ho avuto, ce l'ho da poco dritta di nuovo  -  non
  avendo la colonna vertebrale per non dire altro dritta, per dire le
  cose  come  stanno.  Questa è una pagliacciata che  mi  rifiuto  di
  chiamare   legge  che  serve  solo  a  buttare  fumo  negli   occhi
  dell'opinione pubblica. E poi emergono i pasticci che  si  facevano
  notare, come in questo caso. Perché Palermo sì, Catania sì, Messina
  sì, Siracusa no? C'è meno diritto di democrazia e di rappresentanza
  se  ci sono 1000 abitanti in più o in meno? E' una vergogna di  una
  classe politica che non ha il coraggio di dire no quando deve  dire
  no,  e  di  portare avanti le proprie idee se sono giuste.  Di  una
  classe politica che si appiattisce prendendo in giro la gente. Alla
  gente  va  spiegato,  va  detto qual è il  problema.  E  quando  il
  problema  non  è come si rappresenta ma è altro, bisogna  avere  il
  coraggio  di  dirlo.  Perché  altrimenti  si  abdica  alla  propria
  funzione.  E' inutile pensare di salvarsi dalle proteste perché  la
  gente  ha  ragione, sta male, non cercando di risolvere i  problemi
  che   sono  all'origine  della  protesta  ma  cavalcando  populismi
  inutili.
   Cosa   stiamo  risolvendo  in  Sicilia  approvando  questa  legge?
  Eliminiamo spazi di democrazia. Ma se così è, se così è, eliminiamo
  tutti  gli spazi di democrazia. Ritorniamo alla buona vecchia  buon
  anima.  Nominiamo un bel commissario per le regioni, un commissario
  in  sostituzione  di  Camera e Senato, e  abbiamo  risparmiato  una
  montagna di soldi.
   Ma  la democrazia non è questo  La democrazia ha un costo. Poi  ci
  sono  gli  abusi.  Ma gli abusi, le ruberie, il non  rispettare  il
  proprio  ruolo  quello non è più compito dell'azione  parlamentare.
  Quello è compito - e lo fanno molto bene e fanno bene a farlo - dei
  magistrati.  Noi  stiamo  confondendo qual  è  l'azione  che  viene
  demandata al deputato. Il deputato esiste per fare da trait d'union
  tra  ciò  che è la rappresentanza popolare, ciò che è l'espressione
  popolare,  e la funzione legislativa. Se noi abdichiamo  andando  a
  rincorrere  i  populismi vari, non c'è più bisogno di un  deputato.
  Riuniamo le piazze, le famose  agorà , e andiamo direttamente sugli
  umori  popolari giorno per giorno. O si ha il coraggio di affermare
  queste cose o si rinunci ad essere rappresentanti del popolo.
   Bisogna  avere  il  coraggio  di  dire  che  questa  legge  è  una
  buffonata. Non risparmia nulla ed elimina la democrazia. Non si  ha
  questo coraggio, si abbi il coraggio di dire: non sono in grado  di
  rappresentare il popolo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dopo
  avere  sentito  l'onorevole Formica che  mi  sembra  un  pericoloso
  agitatore  visto  che io l'altra volta ho fatto  un  intervento  di
  questo tipo e c'è stata la sommossa in Aula.
   In  Aula  sono  stato  bollato come colui il  quale  vuole  creare
  condizioni, di esasperare gli animi, io vorrei fare alcune  analisi
  molto  pacate,  Presidente;  vede  la  logica  di  questa  norma  è
  completamente sbagliata per un semplice motivo: noi  non  solo  non
  applichiamo,  non recepiamo in toto la norma nazionale  ponendo  in
  essere  un vero e proprio pastrocchio, non me ne voglia l'onorevole
  Cracolici  sulla  cui onorabilità e serietà non  ho  mai  messo  in
  discussione in nessuno intervento, le mie sono valutazione di  tipo
  politico,  a  lui e a tanti altri deputati di lungo corso,  un  neo
  deputato non può dire avete fatto bene, ma è un giudizio, un  punto
  di  vista politico sulle norme che oggi noi modifichiamo perché  le
  riteniamo inadeguate ed è un ragionamento pacato. Allora qual  era,
  Presidente, la ratio, la logica di una buona norma?
   Dire  soprattutto  ai  grandi  comuni   facciamo  una  norma   che
  stabilisce  le  indennità  in base a degli obiettivi ,  l'onorevole
  Milazzo  parla  di  obiettivi?  Mi scusi,  ma  lei  è  una  società
  partecipata che è pesante da un punto di vista del personale, della
  gestione, non glieli dà gli obiettivi come Regione? Ditemi  voi  se
  non sono oggettivi? Obiettivi oggettivi: la lotta all'evasione,  la
  valutazione    sulla   corretta   applicazione   degli    strumenti
  urbanistici,  la  lotta all'abusivismo, la qualità  dell'aria,  una
  indennità   fluttuante,  comune  hai  lavorato  male?   Sei   stato
  redarguito,  ammonito,  perché  lo  strumento  urbanistico  non   è
  adeguato? Perché hai sforato i termini sull'inquinamento? Non  solo
  ti  persegue la Corte dei Conti quando sbagli ma anche  io  Regione
  siccome  ti trasferisco dei soldi che sono dei cittadini se  tu  su
  questi parametri sbagli, io sai che ti dico  l'anno prossimo per il
  2015  ti  dimezzo  l'indennità, non te la decurto  del  5%,  te  la
  dimezzo , tu sindaco non ti occupi della qualità della vita?
   Ci  sono  casi perché poi i verbali della Polizia Municipale  sono
  là.  Ci sono casi e finisco, Presidente, ci sono casi di abusivismo
  esasperato?  Sindaco  lo  sai che c'è? Io ti  dimezzo  l'indennità,
  invece  che facciamo, Presidente, facciamo una legge e fa le stesse
  cose  per tutte. Io vi dico che tutto sommato va bene questa  legge
  perché  mantiene  lo  status quo, tante cose  partiranno  da  dopo,
  ognuno, chi se la canta e chi se la suona, invece noi saremmo stati
  la  prima  Regione virtuosa in Italia se anche a questa norma  così
  per   com'è,  avessimo  accompagnato  l'ipotesi  di  una  ulteriore
  decurtazione  se il comune non fa il comune e cioè  non  si  occupa
  della  qualità dei servizi ma alla fine, Presidente, lei un  comune
  perché lo mantiene in piedi? Perché deve dare servizi al cittadino,
  ma  se  i servizi al cittadino sono scadenti io vi dico questo  20%
  non  sarà  sufficiente  ai cittadini perché  saranno  sempre  degli
  incapaci  ed  ancora,  Presidente, io ritengo  che  l'articolo  che
  stiamo  trattando deve essere approvato così per com'è ad eccezione
  di   una   eventuale   modifica  che   prevede   l'istituzione   di
  circoscrizioni gratuitamente perché questo deve essere un fatto  di
  autonomia per il comune di Agrigento, se lo ritiene opportuno o  no
  e  cioè,  poi  in  soldoni se il notaio si vuole impegnare  in  una
  azione   civica   dicendo  io  farò  parte  del   Consiglio   della
  Circoscrizione  perché  voglio dare  il  mio  contributo  e  voglio
  trasferire alla Giunta alcune proposte sul territorio.

   PRESIDENTE.   La   sua  proposta  è  suggestiva,   certo   sarebbe
  interessante applicare questo criterio anche a noi parlamentari  in
  base  agli obiettivi. Poi vediamo chi ci controlla. E al  lavoro  e
  alla produzione.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io  ho
  capito  una  cosa  che da domani non andrò più al  di  fuori  della
  Sicilia perché ho capito una cosa che al di fuori della Sicilia  ci
  sono  leggi  dittatoriali, c'è la dittatura  e  quindi  quello  che
  succede  con  delle leggi nel resto d'Italia qui minano  invece  la
  democrazia.
   Tutti  che  si  mettono in bocca questa parola, la democrazia,  ma
  allora  vuole dire, assessore, che non c'è nelle altre  regioni  la
  democrazia.  E  come  facciamo? Esportiamo  la  nostra  democrazia
  Facciamoci  promotori  di  questa voglia incredibile  di  esportare
  democrazia.
   Assessore, questa legge si sta innacquando terribilmente. E questa
  è una cosa brutta dopo le figure che abbiamo fatto in tutta Italia.
  Tenere consigli circoscrizionali aperti a titolo gratuito lo sa che
  cosa vuol dire?
   Che   possibilmente  c'è  qualcuno  che  lavora  per  la  pubblica
  amministrazione che si candida per essere eletto e  poi  richiedere
  l'avvicinamento. Vengono qui, si fanno le commissioni che non so  a
  cosa  possono  servire se invece si punta sui  comitati  cittadini,
  basta solo ascoltare la gente, quello che dovrebbe fare un sindaco,
  ma  questo  non  si  fa.  Ci sono delle strutture  a  contorno  che
  rimarranno  e  quindi  saranno un costo  e  in  più  un'altra  cosa
  assessore,  se qualcuno di loro farà ricorso, perché lei  ha  detto
  una  cosa  giusta a cui nessuno ancora ha risposto:  ma i  rimborsi
  alle  società private li dovremmo dare sì o no? . Li dovremmo  dare
  perché questa legge non lo prevede così l'articolo come è scritto e
  quindi se qualcuno fa ricorso al TAR possibilmente lo vince anche a
  mani  basse e poi saremmo costretti anche a dare gli arretrati,  ma
  noi   dobbiamo  tutelare  la  democrazia  perché  altrimenti   come
  facciamo?
   Non  riusciamo  veramente a cambiare le cose  per  bene,  parliamo
  sempre  della democrazia che è stata minata però abbiamo minato  la
  stabilità  sociale e che figura ci facciamo noi davanti alla  gente
  dopo  tutto quello che è successo? E ancora qui si sta a  discutere
  se vanno bene a titolo gratuito o meno, li salvaguardiamo solamente
  per  alcune città, altre no, sempre a fare disparità e  chi  è  più
  forte.  Questo non si può accettare più signor Presidente. Non  c'è
  trasparenza perché l'avevamo chiesta più e più volte ma  non  viene
  dato  un  tocco  di trasparenza a questa legge e ora se  ammazziamo
  anche questo articolo non abbiamo risolto assolutamente nulla.

   PRESIDENTE.   Dal  dibattito  abbiamo  compreso  il  senso   degli
  emendamenti.  Siamo  all'emendamento  6.10  di  identico  contenuto
  dell'emendamento  6.12  e  del 6.21. E' stato  presentato  un  sub-
  emendamento dell'onorevole Figuccia all'emendamento 6.12  a  favore
  degli  amministratori  sono  sostituite  le  parole  a  favore  dei
  presidenti e dei consiglieri circoscrizionali'. Pongo in  votazione
  il sub-emendamento 6.12.1. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Col parere contrario del Governo e della Commissione,
  pongo  in votazione il sub-emendamento 6.12.1. Chi è favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Chiedo che venga un deputato segretario.
   Siamo in fase di votazione. Ripetiamo il voto.

   FOTI. E' stato già votato.

   PRESIDENTE. Quale è stato l'esito del voto, onorevole Foti? Me  lo
  dica lei.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, arrivavano persone e man  mano  si
  alzavano.  Quindi ho annullato subito io per mancata  chiarezza,  è
  una  questione di uno o due. Non abbiamo votato. Ora  ripetiamo  il
  voto con attenzione.

   ZAFARANA. Io insisto. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Vista la confusione. Siamo in fase di  votazione.  Se
  vuole  l'incidente  con me non ci riesce.  Non  le  posso  dare  la
  parola.
   Si passa al subemendamento all'emendamento 6.10 che sostituisce il
  6.12 e 6.21. Questo emendamento è sostitutivo del comma 1 e c'è  un
  sub   emendamento  che  sostituisce  la  parola   a  favore   degli
  amministratori  con   a  favore dei consiglieri  e  dei  presidenti
  circoscrizionali',  perché  noi nelle  circoscrizioni  non  abbiamo
  amministratori    ma    abbiamo    presidenti     e     consiglieri
  circoscrizionali.
   Il  parere  della  Commissione è stato contrario.  Il  parere  del
  Governo è stato contrario.
   Chi è favorevole al subemendamento si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. No, onorevole Zito, guardi questo atteggiamento, lo so
  che  a  voi  serve  continuamente per fare spot.  Dovete  smetterla
  perché se c'è uno che fa rispettare il regolamento qui dentro,  voi
  volete  solo andare all'esterno per dire non so che cosa.  C'è  una
  notevole confusione non si capiva chi aveva votato a favore  e  chi
  contro.  Basta. Allora finitela con questi show continui e  andiamo
  avanti.
   Si passa all'emendamento 6.12 così come è stato emendato. Chi è
  favorevole si alzi.

   SIRAGUSA.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.12.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 6.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            48
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          24
   Contrari            24

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 6.7 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.1 soppressivo del comma 2.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO GIUSEPPE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Sudano.

   SUDANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Rinaldi.

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.3 dell'onorevole  Giovanni
  Greco.
   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento che ho presentato vuole dare un indirizzo all'Assemblea
  perché  questa legge la stiamo facendo per dare delle novità fuori.
  Io  ho  presentato  un  emendamento dove le circoscrizioni  vengono
  ridotte  del  50% per me è una riduzione di spesa  e  la  mantengo,
  chiedo che venga votata a scrutinio segreto.

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  l'emendamento
  dell'onorevole  Greco  ha  un senso se  visto  in  una  particolare
  ottica,  cioè in relazione  a quello che è successo in  precedenza,
  ossia,  se  noi  partiamo dalla  premessa che sono stati  soppressi
  tutti   i  consigli  circoscrizionali  con  esclusione  di   quelli
  riguardanti i comuni di Palermo, Catania e  Messina, l'accoglimento
  dell'emendamento dell'onorevole Greco porta alla riduzione del  50%
  non  dei consigli circoscrizionali che sono stati soppressi, perché
  se  non ci sono che riduzione apportiamo? Ma porta la riduzione dei
  consigli  circoscrizionali delle tre città  metropolitane  soltanto
  per  richiamare l'attenzione dell'Aula sulle conseguenze di  questo
  emendamento.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.22.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, Presidente della Commissione. E' un emendamento tecnico
  perché la norma era stata scritta con la riduzione del 20% e poi  è
  detto   comunque non superiore a 10 . Allora così  come  è  scritto
  sembra  una contraddizione il  non superiore a 10  deve  essere  il
  fondamento quindi, si limita a cassare la riduzione al 20 perché lo
  riduce di oltre

   PRESIDENTE.  La  Commissione  lo  ha  presentato.  Il  parere  del
  Governo?

   LEOTTA,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  verità  di
  quello  che comunque accade in Sicilia, gli enti locali con i  loro
  statuti  e con delibere consiliari, possono ridurre le municipalità
  ai consigli di circoscrizione.
   In  Sicilia  è accaduto che nel comune di Catania, non  perché  io
  sono  di  Catania ma perché ero consigliere comunale e ho approvato
  quella  delibera,  abbiamo ridotto le municipalità  da  10  a  6  e
  abbiamo ridotto i consiglieri di circoscrizione da 20 a 12,  quello
  che  invece  non  è  accaduto né a Palermo,  né  a  Messina,  né  a
  Siracusa.
   Quindi  io non capisco perché questa riduzione debba essere  fatta
  per  legge  quando   in  ogni realtà ci  sono   situazioni  diverse
  rispetto alle circoscrizioni e non siano gli stessi comuni  con  le
  loro  delibere consiliari ad intervenire sulla riduzione.
   Semmai  si  può  prevedere che questa riduzione  siano  i  singoli
  comuni a farla, non è una competenza nostra, sono i comuni che  con
  le loro delibere si occupano del decentramento amministrativo.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   Presidente  della  commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  onorevole Alongi abbiamo  votato,  in  realtà
  abbiamo  precisato  con  l'emendamento  6.22  che  i  consigli   di
  circoscrizione di Palermo, Catania e Messina, non possono essere  i
  componenti del consiglio superiori a dieci, compreso il Presidente,
  questo è quello che abbiamo votato.
   Pertanto  qualunque  altra variazione che  si  propone  è,  poiché
  abbiamo già votato non si può riproporre una votazione, questo è il
  senso, quindi votando il 6.22 abbiamo sancito che nelle tre città i
  consigli  di circoscrizione sono composti da nove consiglieri,  più
  il Presidente.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  ringrazio  il
  Presidente Cracolici, comprendo l'emendamento 6.22, però devo  fare
  due   considerazioni   Presidente  Cracolici,   vorrei   fare   due
  considerazioni di carattere politico con tono pacato, per dire  che
  noi ci stiamo avviando ad una  macelleria democratica  questo è  il
  mio pensiero, guai se non fosse così, non tutti la possiamo pensare
  come l'onorevole Cracolici, e spesso lei non la pensa come la penso
  io.
   Ho  sempre  massimo  rispetto del suo pensiero  e  del  suo  stile
  politico,  vorrei  fare  due  considerazioni  politiche:  città  di
  Palermo  le  circoscrizioni oggi sono composte da sedici componenti
  delle  circoscrizioni,  questo articolo non  riduce  del  20%  come
  accade  per i consigli comunali, ma questo articolo riduce del  35%
  il  taglio facendo una disparità tra quello che è la riduzione  dei
  consigli comunali, e dei consigli di circoscrizione.
   Questo  è  un dato politico, non credo che questo possa essere  ne
  cambiato  ne  invertito, perché la verità è che c'è un  accanimento
  politico nei confronti dei consiglieri di circoscrizione che a  mio
  avviso  svolgono un ruolo importante, anzi aggiungo  che  è  giunta
  l'ora,  in  particolar modo nella città di Palermo, dopo  che  sono
  state  soppresse le provincie, dove prima nei cinque collegi  della
  città  di  Palermo  delle  province, venivano  eletti  ventiquattro
  consiglieri  di circoscrizione che rappresentavano le  esigenze  di
  quel   territorio,  ritengo  che  il  ruolo  dei   consiglieri   di
  circoscrizione sia un ruolo importante, anzi sarebbe utile  che  il
  sindaco Orlando e la sua giunta prendesse spunto, e si occupasse di
  un  decentramento vero nelle Circoscrizioni perché,  evidentemente,
  se  la  politica non ha il coraggio di decentrare e  di  trasferire
  funzioni  a  ruolo  politico  della Circoscrizione,  evidentemente,
  chiaramente,  alla  fine  abbiamo  creato  scatole  vuote.   Quindi
  l'invito  che  faccio  è  il seguente e poi  collega  Cracolici  ed
  assessore voglio fare un piccolo passo indietro  Collega Sudano

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, sta parlando l'onorevole Alongi.

   ALONGI.  Vede, signor Presidente, io sono sicuro che questa  norma
  la  comprenderemo  e capiremo il danno complessivo  dopo  che  sarà
  approvata,  quando verrà vietato a Consiglieri di Comuni importanti
  di  non  partecipare al Consiglio perché quella norma, che  abbiamo
  approvato l'altro giorno, è una porcata colossale  Glielo dico  con
  molto  schiettezza  Ma voglio puntualizzarmi su un dato, Presidente
  Cracolici,  e  se  può darmi una risposta  Vedo che  il  Presidente
  Cracolici è interessato solo quando

   CRACOLICI. Presidente della Commissione. Io voglio il filo spinato
  qui davanti

   ALONGI.  Signor  Presidente,  un  quesito  che  vorrei  porre   al
  Presidente  Cracolici ed anche all'assessore per  un  articolo  che
  abbiamo  approvato  precedentemente ma credo che  siamo  ancora  in
  tempo.  La  norma che abbiamo approvato nei Comuni  sotto  i  3.000
  abitanti  prevede,  un  po'  di attenzione  soprattutto  dall'Aula,
  capisco che forse l'argomento non interessa a nessuno ma credo  che
  interessi agli amministratori che sono a casa e che ci ascoltano in
  questo minuto.

                           (brusio in Aula)

   ALONGI.  Signor  Presidente, abbiamo approvato  una  norma  per  i
  Comuni sotto i 3.000 abitanti dove gli assessori li abbiamo portati
  da  2  a  3, vorrei ricordare ai colleghi dell'Aula e all'assessore
  che  la  legge  regionale  approvata sulla nomina  degli  assessori
  prevede che il 50% degli assessori può essere di nomina consiliare,
  cioè   significa  che  la  metà  degli  assessori  possono   essere
  consiglieri comunali, considerato che sono 3, spero e mi auguro che
  l'assessore chiarisca al momento dell'approvazione della legge,  se
  sono  2  gli assessori che si possono nominare o se è 1. Presidente
  Cracolici lo capisco che lei sorride, siccome questa norma lei l'ha
  voluta insieme a me fortemente, gradirei una risposta.
   Se mi ascolta probabilmente può rispondermi, se non mi ascolta  Le
  stavo  dicendo: abbiamo approvato una norma che prevede nei  Comuni
  sotto i 3.000 abitanti che il sindaco può nominare 3 assessori.
   Considerato  che la norma regionale prevede che la metà,  il  50%,
  degli  assessori può essere di nomina consiliare, può fare cioè  il
  consigliere  e l'assessore, visto che sono 3, il 50% è 1,5,  allora
  possiamo  nominarne  2,  il  70% degli assessori,  a  questo  punto
  violiamo  la  legge, o sono 1? Sono delle cose sciocche  ma  è  una
  norma  che  abbiamo  approvato e che stiamo andando  ad  approvare,
  creando  sicuramente confusione ed io aggiungo, probabilmente,  non
  adeguata   attenzione  rispetto  a  quello  che   è   il   rispetto
  istituzionale  nei confronti dei Consigli comunali, dei  Sindaci  e
  dei Consiglieri di Circoscrizione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Alongi, ha fatto bene a porre questo  tema,
  magari  vediamo di sistemarlo con il 117, per cui io la  ringrazio,
  onorevole  Alongi  perché lei ha posto un tema  che  siccome  siamo
  ancora  in  fase di votazione con un 117 si può correre ai  ripari,
  per cui la ringrazio per la questione che è stata posta.
   La  questione  va  risolta con un 117. E'  chiaro  che  si  va  in
  riduzione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, le pongo  anche  un'altra  questione
  visto che siamo nei termini tecnici, nel cosiddetto 117.
   L'articolo  che  abbiamo approvato adesso dà lo stesso  numero  di
  consiglieri di quartiere sia a Catania che a Messina perché abbiamo
  le stesse circoscrizioni sia a Catania che a Messina quindi avremo,
  anche  se Catania ha una popolazione maggiore, lo stesso numero  di
  consiglieri  a  Catania  e  a Messina. Mi sembra  una  sproporzione
  rispetto

   PRESIDENTE.  E'  fino  ad un massimo. Poi  era  un  principio  che
  richiamava  l'onorevole  Sudano, noi  stiamo  stabilendo  il  tetto
  massimo.  Poi  sulla  base dei loro statuti  i  singoli  comuni  si
  disciplinano.

   RINALDI.  Ma se noi già ne abbiamo di più a Messina e ne hanno  di
  più anche a Catania

   PRESIDENTE. Ma perché ne hanno di più a Messina?

   RINALDI.  Perché  abbiamo 15 consiglieri con  6 di circoscrizione.
  Anzi ne abbiamo 18 mi pare.

   PRESIDENTE. E, quindi, per il futuro saranno di meno.

   RINALDI. 16, scusi. Ne abbiamo 16 a Messina e 12 a Catania.
   PRESIDENTE. Saranno di meno.

   RINALDI. Saranno 10 a Messina e 10 a Catania.

   PRESIDENTE. No, è fino ad un massimo. Se Messina riterrà di averne
  10 ne avrà 10.

   RINALDI. Sarà così.

   PRESIDENTE.  Sarà  così,  dipende da quale sarà  l'Amministrazione
  futura.
   L'emendamento 6.18 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.6 a firma dell'onorevole Giovanni Greco
  ed altri.

   GRECO   GIOVANNI.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare   il   mio
  emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  un
  emendamento di buon senso e mi era sembrato che anche lei lo avesse
  apprezzato. Forse non lo ricordava.
   Presidente  Cracolici,  Lei sa meglio di me  che  nella  città  di
  Palermo,  le  parlo  della  città di Palermo  perché  io  ho  tanta
  esperienza    di   consigliere   comunale,   ai   consiglieri    di
  circoscrizione, alle circoscrizioni, non vengono date le deleghe.
   E  il  problema  qual è? Se entro 180 giorni alle  circoscrizioni,
  Presidente Ardizzone, non vengono date le deleghe, decadono  perché
  i  consiglieri di circoscrizione non fanno niente. Ecco  perché  ho
  presentato  questo  emendamento,  per  far  sì  che  i  consiglieri
  comunali  diano  le deleghe alle circoscrizioni in  modo  che  i  5
  consiglieri di circoscrizione possano lavorare.
   Questo è l'emendamento di buon senso che ho presentato.

   PRESIDENTE. Scusate, qua ci dobbiamo intendere perché  il  fine  è
  lodevole.  Non vorrei che alla fine il raggiungimento del risultato
  fosse  devastante. Onorevole, ora vediamo come scriverlo perché  il
  discorso è uno. Se io consiglio comunale voglio la soppressione  di
  un  consiglio  circoscrizionale, per 180  giorni  non  delibero  e,
  quindi,  sostanzialmente non è una mancanza. Eventualmente dovrebbe
  decadere il consiglio comunale non il consiglio circoscrizionale.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto sul caso Palermo  le
  posso  assicurare  che l'Assessore Catania, che  è  l'Assessore  al
  decentramento,   ha  trasferito  alcune  deleghe,  quindi,   stiamo
  parlando del nulla.
   Signor  Presidente,  non si può proporre  un  emendamento  che  fa
  decadere un ente per la volontà di altri.
   Signor  Presidente,  se qua si combina un pastrocchio  finirà  che
  questo   articolo,  complessivamente,  sarà  votato  per  scrutinio
  segreto perché ognuno poi tenterà di togliere, o attivare vendette.
   Facciamo la legge. Abbiamo applicato il taglio numerico, che è  un
  taglio  consistenti,  lo stiamo accettando,  lo  stiamo  spiegando.
  Abbiamo  fatto  il  taglio economico. Lo  stiamo  facendo.   Basta
  Perché  poi  c'è l'accanimento. Non devono più uscire di  casa.  Se
  devono  uscire  di  casa, entro 60 giorni, ce  lo  devono  scrivere
  altrimenti decadranno.  Ma di che cosa parliamo? Scriviamo  qualche
  cosa  per i deputati regionali, visto che il Presidente parlava  di
  obiettivi.

   PANARELLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di  là  della
  formulazione  che  andrebbe, forse valutata  meglio,  il  principio
  contenuto  nell'emendamento,  credo che  sia  condivisibile,  anche
  perché  si  parla di consigli di circoscrizione anche  nella  norma
  nazionale, con poteri.
   Dobbiamo   partire  dal  presupposto  che,  se  un'amministrazione
  comunale,  se un consiglio comunale, ritiene dei non avere  bisogno
  dei consigli di circoscrizione, li sopprime. Se non sono funzionali
  all'attività  amministrativa, allora non servono, collega  Milazzo,
  tu che sei stato consigliere comunale. Il tema è questo. I Consigli
  di  circoscrizione sono strumenti dell'Amministrazione comunale che
  deve  fare  in  modo che esercitino delle funzioni  e  abbiano  dei
  poteri,  altrimenti non servono a niente, quindi  al  di  là  della
  formulazione  che,  forse  non  è  felice,  del  collega  Greco,  e
  naturalmente   mi   rimetto  alla  Commissione  per   trovare   una
  formulazione efficace, credo che il principio sia giusto  e  vorrei
  ricordare  sommessamente che, nella norma nazionale è  previsto  il
  principio  che  i  consigli di circoscrizione  si  accoppiano  alle
  deleghe e ai poteri.

   PRESIDENTE.    Forse   la   soluzione   l'ha   data   l'intervento
  dell'onorevole Panarello, perché dice:  nella normativa nazionale è
  comunque  contenuto il principio del trasferimento delle funzioni'.
  Quindi  la lasciamo sottoforma di principio, la sanzione a  carico,
  sostanzialmente   di   un   soggetto   che   non   è   responsabile
  dell'inadempienza  del  consiglio comunale,  obiettivamente  questa
  ultima  parte  andrebbe  cassata e  lasciamo  il  principio  che  è
  condivisibile.

   CRACOLICI, presidente della Commissione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  il collega Greco pone una  questione  giusta,
  perché  le circoscrizioni hanno senso se sono organismi decentrati,
  cioè  con  poteri reali, gestiti dalle circoscrizioni, tra  l'altro
  abbiamo   introdotto  l'elezione  diretta  del   presidente   della
  circoscrizione.  Sono  d'accordo  sull'emendamento  modificando  la
  sanzione,   nel  senso  che:  non  sono  sciolti  i   consigli   di
  circoscrizione ma i comuni che entro 180 giorni,  entro 12 mesi non
  provvedono  a  trasferire poteri alle circoscrizioni, le  indennità
  spettanti ai consiglieri comunali, e al sindaco, sono ridotte di un
  ulteriore 20 per cento.

   MILAZZO GIUSEPPE. Ma che dici,  li conosci i comuni?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione.. Sì,  perché  è  l'unico
  modo per determinare un effettivo processo di decentramento.

   MILAZZO GIUSEPPE. Trasferendo le funzioni e i soldi al comune e se
  la Regione  non gli dai i soldi?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. E, allora, non li  fai  i
  quartieri

   FORMICA. Con i poteri sostitutivi della Regione siciliana.

   PRESIDENTE. La soluzione l'ha data l'onorevole Formica:  i  poteri
  sostitutivi della Regione siciliana. Scriviamolo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  visto il clima
  che  sta  maturando  in  quest'Aula, forse  andrebbe  precisata  la
  decorrenza  di questo tipo di disposizione. Perché se  interveniamo
  per  sanare questo problema sulle deleghe e fissiamo la sanzione  a
  me  parrebbe giusto che la disposizione entri in vigore da  subito,
  senza rinviarla al prossimo rinnovo utile.
   Facciamo  un  intervento  di  questo tipo  per  dare  poteri  alle
  circoscrizioni e la rinviamo a fra quattro, cinque anni?

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso  che  io
  sono contrario alla legge, come ho detto prima, è una pagliacciata.
  Ma  se  dobbiamo rendere il provvedimento con una logica, se  entro
  180  giorni  i  comuni  non sono adempienti si  interviene  con  un
  commissario ad acta. E' tanto semplice.

   PRESIDENTE.  Se siamo d'accordo, l'ultima parte da   trascorso   a
   saranno  soppresse   è  sostituita con   decorso  infruttuosamente
  detto  termine,  l'Assessorato delle autonomie  locali,  nomina  un
  commissario ad acta .
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per  un  minuto,  per  una
  riscrittura.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.12, è ripresa alle ore 18.14)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si   sta   riscrivendo   l'emendamento   interamente   sostitutivo
  dell'emendamento 6.6.
   Si passa all'emendamento 6.24 che è precluso dall'emendamento 6.9.
   Si  passa all'emendamento 6.13 a firma dell'onorevole Falcone,  lo
  ritira?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.23.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici,  stiamo attenti, siamo  al  6.23
  così  lo specifichiamo perché rimanga traccia:  Le disposizioni  di
  cui al comma 1 non si applicano ai consiglieri delle Circoscrizioni
  in  carica  alla  data in vigore della presente legge .  Mi  sembra
  corretto,  chiarisce  che non  vengono soppressi fin  da  adesso  i
  consigli circoscrizionali.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Presidente, è scontato. Già  l'Aula  ha  votato
  sulla riduzione.

   PRESIDENTE. E' scontato, lei pensa che con questa legge è scontato
  che da domani non si possa eccepire che ad esempio...

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Ritiriamo  l'emendamento
  6.23.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.14 a firma dell'onorevole
  Milazzo Giuseppe. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Complimenti, onorevole Milazzo.
   Si  ritorna  all'emendamento 6.6. Sospendo la seduta  per  qualche
  minuto.

     (La seduta sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.26)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   E' stato presentato il subemendamento 6.6.1 a firma dell'onorevole
  Greco  Giovanni,  primo  firmatario,  e  a  firma  degli  onorevoli
  Barbagallo e Cracolici, sostitutivo dell'emendamento 6.6.
     Ne  do  lettura:   entro  180 giorni dal  rinnovo  dei  consigli
  circoscrizionali, i consigli dei comuni di cui al comma 1 assegnano
  le   competenze  alle  circoscrizione  di  decentramento.   Decorso
  infruttuosamente il suddetto termine, l'Assessore regionale per  le
  autonomie   locali e la funzione pubblica nomina un commissario  ad
  acta.
   In  fase  di  prima applicazione della presente legge  i  consigli
  comunali   assegnano   le   competenze   alle   circoscrizioni   di
  decentramento  entro  180 giorni dalla data di pubblicazione  della
  presente  legge.  Decorso  infruttuosamente  il  predetto  termine,
  l'assessore  per le autonomie locali e la funzione pubblica  nomina
  un   commissario  ad  acta'  per  l'assegnazione  delle   funzioni.
  Assegnano le competenze alle circoscrizioni.
   L'onorevole  Greco e la I Commissione hanno voluto  differenziare.
  Siccome noi manteniamo in atto i consigli circoscrizionali in  ogni
  parte   della   Sicilia,   indipendentemente   dalle   tre    città
  metropolitane, entro 180 giorni le funzioni devono essere assegnate
  anche a questi consigli circoscrizionali, se hanno un senso. Questo
  è il discorso.
   E'  da  intendersi  un commissario ad acta che interviene  in  via
  sostitutiva. Non lo scriviamo più. Pongo in votazione l'emendamento
  6.6.1  a  firma  degli  onorevoli  Greco  Giovanni,  Barbagallo   e
  Cracolici.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

   1.  L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

                              Articolo 18.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

   1.  E'  fatto  obbligo  alle amministrazioni comunali,  ai  liberi
  Consorzi  comunali nonché alle unioni di comuni, fermo restando  le
  disposizioni a tutela della privacy, di rendere noti per  estratto,
  entro tre giorni dalla loro emanazione, tutti gli atti deliberativi
  adottati  dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni sindacali
  e  dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini di pubblicità notizia.
  Le   delibere   della   giunta  e  del  consiglio   comunale   rese
  immediatamente  esecutive  sono  pubblicate  entro   i   7   giorni
  successivi  all'approvazione.  In  caso  di  mancato  rispetto  dei
  suddetti termini l'atto è nullo.

   2.  E' fatto obbligo alle aziende pubbliche ex municipalizzate  di
  rendere  noti nel rispettivo sito internet tutti gli atti  adottati
  dal  consiglio di amministrazione e le determinazioni presidenziali
  e  dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui  al  comma
  1. ».

   Si passa all'emendamento evidenziato dall'onorevole Zafarana e dal
  Governo che avevamo portato all'articolo 7.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato alcuni
  emendamenti,  uno  di questi è un emendamento aggiuntivo  inserito,
  ovviamente,   tra   quelli  aggiuntivi  perché   appunto   contiene
  un'integrazione  al  testo formulato e presentato  da  parte  della
  Commissione.
   Ad  inizio  della  discussione  di  questo  disegno  di  legge  ho
  sottoposto  la questione e, ovviamente, il Presidente,  allora  pro
  tempore, ha confermato che sarebbe stato oggetto di esame alla fine
  della discussione dell'articolato proposto.
   Mi  permetto  di  richiamare  la sua  attenzione  su  un  aspetto,
  ovviamente,   poi,   lei  assumerà  le  decisioni   consequenziali.
  L'emendamento  contiene  due proposte  distinte  e  separate  l'una
  dall'altra.
   La prima segnatamente, credo che tutti sappiano
   Scusate  un  attimo  di attenzione  Credo che  sia  opportuno  che
  l'Aula  presti attenzione e, poi, assuma le decisioni  che  ritiene
  più opportune.
   Credo che tutti sappiano che a livello nazionale è stata approvata
  la  legge  che  introduce il terzo mandato per  quanto  riguarda  i
  sindaci  con popolazione inferiore ai tremila abitanti.  Credo  che
  non inserirlo nell'ambito di questo disegno di legge per equiparare
  la stessa posizione dei comuni con popolazione inferiore ai tremila
  abitanti,  nel resto di tutta Italia, rispetto anche e  per  quanto
  riguarda la Sicilia, sia forse un'opportunità che è difficile possa
  ripetersi.  Io  non  credo che sia opportuno non  esaminare  questa
  proposta  emendativa perché credo che equiparare le  posizioni  dei
  sindaci sia una cosa opportuna e saggia.
   L'altro argomento, a mio avviso, importante - e forse lo è  ancora
  di  più  del primo - riguarda e mi consenta, signor Presidente,  le
  limitazioni  nei  confronti  dei consiglieri  comunali  per  quanto
  riguarda tre mandati consecutivi.
   Io  credo che l'esperienza dei limiti nei confronti dei sindaci di
  due  mandati  consecutivi  abbia sortito  un  effetto  estremamente
  positivo. Introdurre un limite anche ai consiglieri comunali di tre
  mandati  consecutivi,  vorrei  ricordare  sostanzialmente  che  tre
  mandati  consecutivi significano quindici anni di attività, appunto
  di  consiliatura, di collaborazione con l'amministrazione comunale,
  quindi, significa fornire tutta una serie di idee, di iniziative  e
  quant'altro, ma credo che dopo quindici anni queste idee,  presumo,
  siano in fase di esaurimento e sarebbe opportuno anche un ricambio,
  non dico generazionale, ma soprattutto un ricambio da parte di quei
  soggetti che hanno svolto il loro compito e sarebbe anche opportuno
  sostituirli.  Motivo per cui ritengo e chiedo a lei,  eventualmente
  anche  all'Aula,  di  esaminare questo emendamento  aggiuntivo  per
  verificarne effettivamente la sua eventuale approvazione.

   PRESIDENTE.   Eravamo  all'articolo  7.  Comunico  che   è   stato
  presentato l'emendamento 7.14  a firma del Governo.
   Si  passa  all'articolo 7.1, a firma degli onorevoli  Di  Mauro  e
  Greco Giovanni.

   GRECO GIOVANNI.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.5, a firma  degli  onorevoli  Milazzo
  Giuseppe, Falcone ed altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.12, a firma dell'onorevole Sudano  ed
  altri,  Ne  do  lettura:   E'  fatto obbligo,  fermi  restando  gli
  obblighi  di  pubblicità  e trasparenza previsti  dalla  disciplina
  statale in vigore .
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Per me va bene  solo  che
  forse  va  armonizzato con la lingua italiana,  cioè  ci  sono  due
   fermi  restando  uno di seguito all'altro, per me va bene,  perché
  se  lei  vede con questo emendamento diventa: prima delle parole  è
  fatto   obbligo  aggiungere:   fermi  restando  gli   obblighi   di
  pubblicità  e  trasparenza  previsti dalla  disciplina  statale  in
  vigore, è fatto obbligo alle amministrazioni comunali  e ai  liberi
  consorzi fermo restando le disposizioni a tutela della privacy . Ci
  sono due fermi restando,  a forza di restare fermi  prima o poi  ci
  si paralizza  Mettiamolo in maniera tale che non si resta fermi.
   Si  può  scrivere:   in  armonia con gli obblighi  previsti  dalla
  disciplina statale in materia di pubblicità e trasparenza, è  fatto
  obbligo   Va bene?
   Altrimenti   in  coerenza?  No,  in  armonia.   In  armonia   alle
  disposizioni previste dalla disciplina statale in vigore in materia
  di pubblicità e trasparenza, è fatto obbligo

   SUDANO. In diritto non esiste in armonia?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Giusto.  E  quindi  come
  scriviamo? In coerenza.
   In diritto esiste la coerenza. Che cosa è la coerenza nel diritto?

   PRESIDENTE. Questo emendamento, obiettivamente, è ultroneo  perché
  realisticamente da parte della legge statale, c'è un obbligo, forse
  è  opportuno precisarlo per evitare discrezionalità  da  parte  dei
  comuni  come se si applicasse solo la normativa nostra e non quella
  statale.
   Onorevole  Sudano,  nel  rispetto va bene? Allora:   nel  rispetto
  degli   obblighi   di  pubblicità  e  trasparenza  previsti   dalla
  disciplina statale in vigore .

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,   Nel  rispetto  ed  in  armonia ,  esprime  un
  concetto  del tutto diverso rispetto a  fermi restando gli obblighi
  di  pubblicità e trasparenza previsti dalla disciplina  statale  in
  vigore ,  perché  la frase che si vuole introdurre  fermi  restando
  gli obblighi di pubblicità , vuol dire essenzialmente che, intanto,
  vanno  comunque applicati gli obblighi di pubblicità previsti dalla
  normativa statale e, in aggiunta, facciamo anche queste altre cose,
  per  cui la proposta del Governo è la seguente:  fermi restando gli
  obblighi  di  pubblicità  e trasparenza previsti  dalla  disciplina
  statale in vigore, è fatto obbligo all'amministrazione comunale, ai
  liberi  consorzi, nonché all'unione di comuni, fatte salve in  ogni
  caso  le  disposizioni  a  tutela  della  privacy ,  quindi   fermo
  restando  lo potremmo sostituire con  fatte salve le disposizioni a
  tutela della privacy .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vedete  è  tutto  in   progress
  sostanzialmente, anche la scrittura. L'assessore Leotta ha proposto
  una soluzione, peraltro l'ha motivata giuridicamente, se gli uffici
  hanno  seguito,  allora diciamo:  fermo restando  gli  obblighi  di
  pubblicità  e  trasparenza  previsti dalla  disciplina  statale  in
  vigore,  è  fatto obbligo alle amministrazioni comunali, ai  liberi
  consorzi  comunali,  nonché all'unione di comuni,  fatte  salve  le
  disposizioni a tutela della privacy . Perfetto.
   Allora,  pongo in votazione il subemendamento 7.12.1 del  Governo,
  sostitutivo  del  7.12.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora,  da  un  punto di vista procedurale l'emendamento  7.12  è
  approvato  così  come  è nel testo, quello del  Governo  prende  il
  numero   7.15   e   sostituisce  le  parole   ferme   restando   le
  disposizioni  con le seguenti  fatte salve le disposizioni .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.10, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.9, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   L'emendamento 7.8 è assorbito dall'emendamento 7.9.
   Si  passa  all'emendametno 7.6, a firma  degli  onorevoli  Milazzo
  Giuseppe ed altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 7.11, a firma della Commissione.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Rendere   noti   non
  significa niente

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Di  Mauro,
  Lombardo e Greco Giovanni.

   DI MAURO. Dichiaro di  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 7.3, a firma degli onorevoli Lombardo  e
  Di Mauro.

   DI MAURO. Chiedo il voto segreto sull'emendamento 7.3.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi c'è una richiesta di voto segreto.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Ma non  lo  abbiamo  già
  votato?

   PRESIDENTE. Quello riguardava solo le indennità.

   LEOTTA, assessore per le  autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  Governo  esprime il proprio disagio, per non  dire  il  proprio
  disappunto,  per il voto segreto per una questione  attinente  alla
  pubblicità  degli  atti degli organi dei Comuni.  E'  veramente  un
  comportamento che non è degno di quest'Aula

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Assessore, si poteva fermare alla prima parte,  quello
  che  è  degno  o  non  è degno non sta a lei deciderlo,  in  quanto
  componente  del Governo. Fin quando è previsto il voto segreto,  da
  Regolamento, è tutto legittimo. Non apriamo un dibattito su questo
  Scusate, ho una richiesta di voto segreto

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
   CORDARO. Ma l'intervento dell'Assessore è sull'emendamento 7.3? La
  sua dichiarazione su che cosa è Assessore?

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 7.2.

   CORDARO. Ma il voto segreto è sull'emendamento 7.3

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Non siamo in votazione, onorevole Zafarana.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cracolici, assessore Leotta, ho chiesto di parlare sull'ordine  dei
  lavori.  Beh, però, colleghi, posso parlare per lasciare agli  atti
  dell'Assemblea  il mio intervento, o posso parlare per  cercare  di
  condividere un percorso?
   Ora  lo  dico,  con  il  cuore  in  mano:  l'onorevole  Di  Mauro,
  legittimamente, esercita le proprie potestà che il Regolamento  gli
  consente.  Però,  mi  chiedo,  ma  possiamo  decidere  di  rinviare
  l'applicazione  della  legge alla prossima tornata  utilizzando  lo
  strumento del voto segreto che avrebbe, per gli addetti ai  lavori,
  l'effetto  di  mettere in difficoltà il Governo  e,  nei  confronti
  dell'opinione pubblica, invece, quello di far passare un  principio
  che sarebbe mal visto dai cittadini siciliani?
   E'  meglio  votare,  onorevole Di Mauro, chieda  il  voto  palese,
  perché  ognuno  si assuma le proprie responsabilità alla  luce  del
  sole.
   Il  voto  segreto  è  una  cosa seria e  lo  stiamo  banalizzando.
  L'onorevole Di Mauro, bene o male, dà una risposta politica, chiede
  al  Governo  di  avere i numeri in Aula, e questa è  una  battaglia
  politica, più o meno legittima. Io la considero legittima ma non  è
  l'argomento su cui dividerci.
   Dobbiamo  oggi parlare con l'opinione pubblica e dire  che  stiamo
  facendo una legge che si applica sin da subito.
   A  nome  del  Gruppo  parlamentare  dell'UDC  dico  che  non  sono
  d'accordo sullo strumento che l'onorevole Di Mauro vuole attivare e
  dico  pure che qualora dovesse mantenere la richiesta voterò contro
  l'emendamento  dell'onorevole Di Mauro perché  ritengo  che  questa
  legge vada applicata immediatamente.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 980/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, scusate,  chiedo  un  attimo  di
  attenzione  e  l'ausilio  del Presidente della  Commissione  perché
  siamo in una fase delicata.
   Noi  già  abbiamo votato per ben due volte, una volta  a scrutinio
  segreto in ordine al rinvio della legge concernente le indennità ed
  una   volta   a   scrutinio   palese  per   quello   che   riguarda
  l'applicabilità della norma, immediatamente, in ordine ai permessi.
  Per  cui,  non  è  ammissibile porre  in  votazione  una  norma  in
  contrasto con un precedente già votato. Per cui, invito l'onorevole
  Di   Mauro   a   precisare,  altrimenti  lo  farò  d'ufficio,   che
  l'emendamento  si  riferisce esclusivamente  all'articolo  7,  cioè
  posticipa l'entrata in vigore solo dell'articolo 7.
   Onorevole  Di  Mauro,  l'emendamento 7.3  si  deve  intendere   Le
  disposizioni del presente articolo  , altrimenti
   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.4, a firma  degli  onorevoli  Milazzo
  Giuseppe ed altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 7.13 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 7.14, a firma del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono  stati presentati tre emendamenti aggiuntivi ai quali  se  ne
  aggiunge, sulla base dell'intervento...
   A parte gli emendamenti all'articolo 117 c'era una intesa, vi sono
  degli emendamenti aggiuntivi. Ora se ne è aggiunto un altro. Se c'è
  l'accordo d'Aula si va avanti; se non c'è accordo d'Aula, anche uno
  contrario, lo discutiamo in altra seduta, in altra legge.
   Il  primo sul quale c'è condivisione è l'emendamento A21, a  firma
  degli onorevoli Di Mauro e Giovanni Greco, che è quello che recita:
   a  decorrere  dal  primo rinnovo dei consigli comunali  successivo
  all'entrata  in  vigore della presente legge, lo svolgimento  delle
  operazioni  di  voto  per l'elezione del sindaco  e  del  consiglio
  comunale si svolgeranno nella sola giornata della domenica .

   SUDANO.  Non sono d'accordo. E' elettorale non c'entra niente  con
  questa legge.

   PRESIDENTE. Lei non è d'accordo.
   Gli emendamenti aggiuntivi sono tutti ritirati.
   Era  un  emendamento, però, onorevole Sudano,  si  era  detto  che
  c'erano  emendamenti di buon senso su alcune cose.  E'  chiaro  che
  sono aggiuntivi. Va bene gli aggiuntivi non vengono trattati.

   MILAZZO GIUSEPPE. E' giusto approvarlo.

   PRESIDENTE. Lo so che è giusto approvarlo.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  Governo  fa  proprio l'emendamento che limita le operazioni  di
  voto a un solo giorno.

   SUDANO. Ma cosa fa proprio

   PRESIDENTE.  Va  bene,  anche  per il  Governo  è  un  emendamento
  aggiuntivo.

   SUDANO. Non è un problema di contenimento, non abbiamo potuto fare
  l'emendamento elettorale, e allora vale per tutti, Presidente?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sudano, lei non è d'accordo.  Come  non  è
  contenimento della spesa, non se ne introduce nessuno non è  che  è
  una trattativa in corso, abbiamo parlato di adeguamento .

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, le posso spiegare: in Commissione  non
  abbiamo  potuto presentare emendamenti su norme elettorali, quindi,
  a  me dispiace che ci sia una condivisione di non so di chi, che si
  porti  un emendamento fuori sacco su norme elettorali, perché tutti
  potevamo  avere  la  volontà  di  fare  delle  norme  elettorali  e
  inserirle in questo testo, quindi, non sono d'accordo.
   Sono  d'accordo a quella del subentro, lei aveva informato che  se
  qualcuno non era d'accordo lo avrebbe ritirato.

   PRESIDENTE. Allora, non sono ammessi emendamenti aggiuntivi. Tutti
  ritirati e vanno trasferiti in un'altra legge.

   MILAZZO GIUSEPPE. E' sbagliato

   PRESIDENTE. Ma sbagliato che? Questo era un appello al buon  senso
  perché  c'erano altri emendamenti come quello dell'onorevole Fazio.
  Alla fine, uno poteva votare pure contro.
   Si passa all'articolo 8.

                             «Articolo 8.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  agli  emendamenti  ai  sensi  dell'articolo  117   del
  Regolamento interno.
   Si passa all'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  117.2,  primo  firmatario  l'onorevole
  Alongi.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  questa
  Aula, tanto zelante a ridurre, a centellinare un'ora in più, un'ora
  meno, deve girare, deve timbrare. Domani i titoli dei giornali  non
  diranno  che abbiamo fatto una buona legge ma diranno che  potevamo
  ridurre  a  un  solo  giorno le elezioni amministrative  e  portare
  risparmio  certo, e non si è potuto fare. Non parleranno di  questo
   pastrocchio    che   avete  scritto,  che   penalizza   solo   gli
  amministratori.  Parleranno del fatto  che  potevamo  farlo  e  non
  abbiamo voluto farlo.
   E   potete  stabilire  anche  quattro  giorni  per  votare.   Così
  continuando, le persone non ci andranno a votare  Perché era questa
  una cosa importante
   Signor  Presidente, le chiedo, entro i termini  regolamentari,  di
  riconsiderare  questa cosa. E' giusto ridurre come tutto  il  resto
  d'Italia.  Vi siete riempiti la bocca a dire che dovevamo  recepire
  la  norma nazionale, ma in tutta Italia si vota un giorno solo  per
  le amministrative. Vergogna
   Avete  ridotto  i  consigli di circoscrizione  e  poi  votate  due
  giorni
   Io vi dico di più: votiamo un giorno e leviamo pure i ballottaggi.
  Turno secco  I cittadini vogliono meno confusione
   Signor Presidente, perché non avete recepito che nei comuni al  di
  sotto  dei tre mila abitanti ci può essere il terzo mandato  per  i
  sindaci visto che non si candida più nessuno, come prevede la norma
  nazionale?
   Avete recepito ciò che vi conviene, ciò che vi dà fastidio in base
  alle vostre ignoranze, non lo avete nemmeno trattato

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  dopo  il  comizio
  fatto  dal  mio  collega  onorevole Milazzo,  non  dico  che  viene
  difficile  perché, come dicevo qualche giorno fa, siamo alla  sagra
  delle  bugie  e alla sagra della demagogia. Capisco che  dentro  il
  Gruppo del PD, che è il Gruppo parlamentare più grosso, sicuramente
  c'è  un  dibattito  in corso fra alcuni componenti  che  vedono  la
  democrazia in un modo e altri che vedono la democrazia in un  altro
  modo.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.04, è ripresa alle ore 19.05)

   La seduta è ripresa.
   Onorevole Vullo, ha facoltà di continuare il suo intervento.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  vediamo
  se  con  un  po'  di  calma possiamo ritornare alle  ragioni  della
  politica.   Qualcuno  nella  foga  del  comizio,  della  demagogia,
  dimentica una cosa importante, dimentica che questa legge  riguarda
  solo ed esclusivamente le amministrazioni locali, dimenticando  che
  qui  -  siamo 90 su 90 - dovremmo ricordare che si è votato  il  28
  ottobre del 2012 e si è votato solo per un giorno.
   Quando  si  vota per le elezioni nazionali si vota per un  giorno;
  questa  legge  e  questi emendamenti erano solo  ed  esclusivamente
  affinché  la gente, i nostri cittadini potessero andare a votare  e
  possano farlo in due giorni. Ed allora, se noi cominciamo a parlare
  di  risparmio, qualche nostro deputato si è dimenticato la cosa più
  importante,  che  era quello dei rimborsi ai datori  di  lavoro  ed
  allora lì dove noi potremmo colpire il malcostume, potremmo fare un
  risparmio, molti demagoghi questo risparmio che dicono che vogliono
  fare   poi  alla  fine  non  interessa  a  nessuno,  perché  devono
  proteggere  la categoria dei consiglieri comunali .
   Io  non vorrei parlare del fatto climatico in Sicilia, perché  lei
  sa  meglio  di  me che generalmente si vota nel mese  di  giugno  o
  maggio  e  noi siamo stati abituati, specialmente per  le  elezioni
  amministrative, a votare per due giorni, e non mi sembra quello  di
  votare per due giorni una lesa maestà a qualcuno.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  volevo  fare un richiamo al Regolamento e segnatamente all'articolo
  111,  comma  1/bis,  che prevede l'ammissibilità degli  emendamenti
  aggiuntivi secondo l'insindacabile apprezzamento del Presidente.
   Signor   Presidente,  in  relazione  al  clima  d'Aula  di  grande
  condivisione a quanto affermato e sostenuto anche dal Governo e dai
  numerosi  colleghi,  la volevo pregare di valutare  l'ammissibilità
  almeno   dei  due  emendamenti  di  cui  si  è  dibattuto,   quello
  dell'onorevole  Fazio  e  quello  che  riguarda  la  durata   della
  votazione  soltanto estesa alla domenica, che credo che  in  questo
  momento  di contenimento della spesa pubblica, che è molto attuale,
  ed  anche  alla luce dei principi ispiratori che hanno sostenuto  e
  avallato  la  presentazione del disegno di legge, e lo  dico  anche
  come primo firmatario, siano assolutamente pertinenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, abbiamo dato la norma finale  di
  chiusura, quindi non possiamo introdurre emendamenti aggiuntivi.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  dire che siccome il mio era stato un fatto di principio, ma capisco
  che  l'Aula  vuole votare questo emendamento della domenica  e  che
  ritengo  tra  l'altro  che  sia  giusto  dal  punto  di  vista  del
  contenimento  della spesa, nel merito della questione,  facendo  da
  parte  il  mio principio, ritengo che se tutta l'Aula  è  d'accordo
  possiamo metterlo ai voti.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, non bisogna abusare della  pazienza
  Assolutamente  no. Andiamo avanti. Mi prendo io la  responsabilità.
  Sono io contro la spending review, andiamo avanti.

                          (Proteste in Aula)

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'avevo  già detto in fase di discussione generale che  questa  non
  era  la  legge che il Movimento Cinque Stelle avrebbe  mai  scritto
  relativamente  al  tema in oggetto, ma che comunque  si  avviava  o
  avviava  un  percorso in una direzione, che quanto meno provava  ad
  equiparare la nostra Isola al resto d'Italia, dove abbiamo appurato
  poco  fa  che non vige la democrazia, come ha fatto notare  il  mio
  collega Zito.
   Cerchiamo di mettere un po' di dittatura anche qui in Sicilia,  ma
  dobbiamo sempre distinguerci dal resto del Paese e siamo riusciti a
  peggiorare anche queste piccole cose che riusciamo a fare e  quindi
  abbiamo  rinviato tutto quello che riguarda la parte  economica  al
  prossimo rinnovo dei consigli comunali.
   E  qui  vorrei fare una domanda all'assessore Baccei,  se  ha  già
  previsto come sopperire ai mancati risparmi che ci potevano  essere
  dall'entrata in vigore immediata della parte relativa ai tagli  sui
  costi dei consigli comunali, che se non mi sbaglio ammontano  a  18
  milioni di euro, euro più euro meno.
   Una  cosa  buona la potevamo fare, che era quella di accorpare  le
  elezioni,  come  nel  resto del Paese,  ad  un  giorno  solo,  cosa
  assolutamente  di buon senso, cosa condivisa dalla  quasi  totalità
  dell'Aula.  Peccato  che  non è stata la  totalità  dell'Aula.  Noi
  eravamo  disponibili a votare questo articolo aggiuntivo,  restiamo
  disponibili a farlo qualora si dovesse decidere in maniera diversa.
  In  buona  sostanza, non è stata approvata nemmeno la  riduzione  e
  l'abolizione delle commissioni nei comuni al di sotto dei diecimila
  abitanti.
   E'  vero  che  le commissioni sono il luogo dove si  studiano  gli
  atti,  le delibere, ma è anche vero che - e lo abbiamo visto  -  in
  comuni  ben  più grandi di diecimila abitanti, dove le  commissioni
  sono  fatte  da  quattro, cinque consiglieri al  massimo,  ci  sono
  commissioni che durano cinque minuti, giusto il tempo di firmare  e
  prendere  il  gettone di presenza, perché il realtà è il  consiglio
  comunale il luogo dove avviene il vero dibattito e dove avviene  il
  vero  studio.  Per questo nasceva l'idea di abolire le  commissioni
  nei  comuni  al  di  sotto dei diecimila abitanti.  Abbiamo  voluto
  togliere  anche  questo,  giusto per  dare  sempre  quel  tocco  di
  democrazia in più che nel resto d'Italia non hanno.
   Alla  fine,  turandoci il naso, questa legge la  voteremo,  ma  la
  prendiamo  soltanto  come  un antipasto in  attesa  della  prossima
  legge,  quella che farà il Movimento Cinque Stelle quando governerà
  questa   Sicilia,  perché  a  forza  di  autogol  come  questi   ci
  consegnerete la Sicilia direttamente in mano.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per evidenziare le contraddizioni nelle quali siamo scivolati anche
  su  quest'ultimo punto. Noi stiamo prevedendo di andare al voto per
  due  giorni, in tutta Italia per queste amministrative si è  votato
  in  un'unica giornata, e la Sicilia è stata l'unica regione dove si
  è andato a votare per due giorni. Gli italiani incollati davanti al
  televisore  vedevano  questa sperequazione, questa  contraddizione,
  una   cosa  della  quale  si  sta  macchiando  questa  maggioranza,
  continuando  a determinare una serie di sprechi e di  sperperi  che
  gravano sulle spalle dei siciliani.
   Tutto questo lo avete determinato con una serie di contraddizioni,
  le  indennità dalla prossima consiliatura, i permessi da subito, ma
  quali  sono le ragioni per cui i permessi si applicano da subito  e
  invece le indennità dalla prossima legislatura? Ed ancora: perché i
  tagli  ovunque  sul  venti per cento e per  le  circoscrizioni  che
  dovrebbero  essere  l'ultima antenna sensibile del  territorio,  il
  luogo si determina la democrazia, la partecipazione vera, dopo  che
  sono  state  abolite  le province, dopo che sono  stati  aboliti  i
  consigli  provinciali  adesso andiamo a mortificare  l'ultima  vera
  antenna  sensibile del territorio e lo facciamo con  una  riduzione
  del trentacinque per cento?
   Il  Partito Democratico, la maggioranza di quest'Aula queste  cose
  le andrà a spiegare a quei cittadini, ai propri elettori, certi che
  non ne troverete alle prossime urne. Andateglielo a spiegare voi ai
  consiglieri  di  circoscrizione quello che  avete  determinato  con
  questa  norma,  i permessi da subito e le indennità dalla  prossima
  consiliatura.
   Dovete vergognarvi perché i poteri li potevate mettere da subito
   Signor  Presidente io chiedo qual è la ragione per cui i  permessi
  da  subito  ed  i poteri a queste circoscrizioni non  li  diamo  da
  subito  e  ci  rinviamo  a nuova consiliatura.  Allora,  se  questa
  maggioranza fosse stata seria, avremmo determinato il decentramento
  da  subito, obbligando i comuni a dare i poteri e le deleghe  entro
  180  giorni  o creando le condizioni perché il commissariamento  ad
  acta potesse intervenire da subito.
   Io  da  questa  norma mi dissocio, e mi dissocio anche  nella  mia
  condizione  di Presidente della I circoscrizione, perché  è  chiaro
  che  le  responsabilità di questo disegno di legge se  le  prendono
  quelli che così l'hanno voluto e che peraltro ha stravolto rispetto
  a quelle che erano le indicazioni precedenti. Vergognatevi

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   mi    rivolgo    a    lei.
  Proceduralmente,  se non c'è nulla in contrario,  autorizzo  la  II
  Commissione ad esprimere parere come se si trattasse di un  disegno
  di  legge  stralcio, su una norma sola che riguarda l'indizione  in
  un'unica tornata elettorale.
   Non possiamo aprire il dibattito su altri articoli.
   Se  l'onorevole Formica è contrario, non si può fare. Io ci  avevo
  tentato.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ho l'impressione che  ci  stiamo  accalorando
  inutilmente. Noi abbiamo all'esame della Commissione di domani  una
  legge che riguarda aspetti di modifica della legge finanziaria,  in
  particolare sulla vicenda delle pensioni.
   Siccome penso che non possiamo che essere tutti d'accordo, non  di
  votare  un  giorno o due giorni, ma di uniformare la  durata  e  le
  operazioni  di voto in Sicilia a quelle del resto d'Italia,  se  si
  vota  un giorno in Italia, si vota un giorno in Sicilia. Se si vota
  due giorni in Italia, si vota due giorni in Sicilia.
   Mi  pare,  da  questo punto di vista, che se l'Aula  autorizza  la
  Commissione  domani  a  inserire nel testo  che  abbiamo  all'esame
  questa  modifica  dinamica,  quindi di recepimento  dinamico  sulla
  durata  delle  operazioni  elettorali in  Sicilia  come  nel  resto
  d'Italia, le potremmo fare lì, senza che ci accapigliamo.

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la  proposta   dell'onorevole
  Cracolici.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   qui   state
  compiendo,  insieme al Presidente Cracolici, un misfatto giuridico,
  perché non vi rendete conto di quello che dite.
   Onorevole  Cracolici,  parlo con lei e  parlo  con  il  Presidente
  Ardizzone.
   L'opposizione  all'inizio  in Aula, rispetto  ai  due  emendamenti
  aggiuntivi, non era per la norma sulla surroga, ma era per la norma
  politica che riguardava la data delle elezioni, cioè i due  giorni.
  Si è fatta grande confusione, signor Presidente, e forse lei non ha
  ben compreso quello che voleva dire poco fa l'onorevole Sudano.
   Dopodiché, qua il tema è chiaro. Tanto il problema della  surroga,
  che  io  adesso  spiegherò, quanto quello della riduzione  rispetto
  alla  quale,  in linea di principio, sono d'accordo  ad  un  giorno
  della  tornata  elettorale,  sono due norme  che  riguardano  altra
  materia alla stessa maniera.
   Allora, signor Presidente, siccome lei qua è garante e li poc'anzi
  ha  detto  io questa norma non la faccio votare più e me ne  assumo
  la  responsabilità , ora sta chiedendo la responsabilità a me,  poi
  l'ha  chiesta all'onorevole Formica, poi l'ha chiesta all'Aula,  ci
  dobbiamo  intendere.  C'è  una norma  di  diritto  e  di  giustizia
  sostanziale  e  normativa. Il Consiglio  comunale  di  Palermo  nel
  momento  in  cui  viene temporaneamente a mancare  un  consigliere,
  unico  consiglio in Italia, non può disporre la surroga, non è  nel
  plenum, è rimasto per otto mesi con quarantanove consiglieri.
   Voglio  capire,  con il parere favorevole del Governo,  per  quale
  ragione  l'onorevole Cracolici si ostina a non  voler  fare  votare
  questa  norma  e  per  quale  ragione la Presidenza  dell'Assemblea
  ritiene  che  quella  sia  una norma  di  buon  senso,  e  io  sono
  d'accordo,  e  l'altra  no. Dopodiché fate quello  che  volete,  ne
  prenderò  atto come coloro che vi ascoltano. Certo, io  mi  rivolgo
  anche al capogruppo di maggioranza, nella sua lungimiranza politica
  e nella sua esperienza, oltre che nel suo ruolo, vorrei sentire una
  parola  sul  tema, se lo ritiene, non è una sfida, è una  richiesta
  alla  quale,  se non dovesse esserci risposta, è chiaro  che  nulla
  cambierebbe rispetto all'iter che, per quanto riguarda me e il  mio
  Gruppo parlamentare abbiamo già stabilito.
   E vado alla dichiarazione di voto, però quello che ho detto resta,
  signor Presidente, e mi attendo una risposta.
   Abbiamo  fatto  un   papocchio  normativo. Pensate:  il  Consiglio
  comunale   di  Palermo  avrà  quaranta  consiglieri;  il  Consiglio
  comunale  di  Bagheria  ne  avrà ventiquattro,  cioè  quasi  quanto
  Messina.  Io  vorrei sapere chi sono questi legislatori  che  hanno
  partorito  con  tale sagacia una norma del genere, che  finirà  fra
  poco   per  dare  modo  a  Bagheria,  città  alla  quale  io   sono
  particolarmente  legato, ma che non vedo da  legislatore  come  mai
  possa avere per esempio più consiglieri comunali di Ragusa che alla
  fine  è  capoluogo di Provincia. Sono ironico ovviamente, onorevole
  Ragusa,  omonimo  nonché  cittadino della città  di  Ragusa.  Avete
  immaginato  di  fare  spending-review  di  fatto  sacrificando   la
  democrazia  diretta, però questa è una cosa che ciascuno  spiegherà
  ai  suoi  elettori; io lo spiegherò ai miei, voi lo spiegherete  ai
  vostri,  anche  io cercherò di spiegarlo ai vostri della  sinistra,
  chiaramente in una chiave diversa e in un modo diverso  rispetto  a
  quello  vostro. Vi ho detto che abbiamo comuni con centootto paesi,
  con  centootto enti locali, vedi Messina o Palermo con  ottantadue.
  Ho  cercato  di  spiegare  con  il buon  senso  oltre  che  con  il
  ragionamento  giuridico cosa sarebbe stato reale spending-review  e
  tuttavia questo non è accaduto.
   Molti  hanno  parlato di democrazia. Io ai colleghi del  Movimento
  Cinque  Stelle,  con  il rispetto di chi prende  in  considerazione
  l'opinione degli altri, dico che la democrazia non funziona  se  ti
  danno ragione. La democrazia, se è democrazia, è democrazia sempre.
  Parlare  di  democrazia da parte di chi immaginava di eliminare  le
  commissioni  consiliari ad alcune condizioni mi viene difficile  da
  comprendere e da digerire, ma questo sarà probabilmente un problema
  mio.  La  democrazia per me è un'altra cosa e vale per  tutti,  non
  vale soltanto se l'Aula ci dà ragione oppure ci dà torto.
   Io  avrei  voluto votare, ma mi opporrò strenuamente affinché  una
  norma che non c'entra niente con un'altra norma venga votata in  un
  contesto  diverso  perché c'è la spinta di  votarla.  Avrei  voluto
  votare oggi il voto in una giornata unica per l'equiparazione della
  Sicilia  al  resto del Paese, sarebbe stata - quella sì  -  l'unica
  vera,   seria,   oggettiva  perché  non  incideva   sulla   volontà
  democratica  del  cittadino, a favore di una  spending  review  che
  tutti declamate, ma che in pochi realmente perseguite.
   Ed  allora,  rispetto  a tutte queste cose, e  concludo,  mi  sono
  affannato  e non so con quanto successo, a cercare di spiegare  che
  il  tema  di   gettonopoli  era cosa diversa ed è cosa  diversa  da
  questa  legge. Evidentemente non sono stato ben compreso certamente
  dai  colleghi  del Movimento 5 Stelle, perché poc'anzi  chi  mi  ha
  preceduto ha detto che c'era la possibilità - e lo dico al  collega
  Siragusa - di andare 5 minuti in Commissione e prendere il  gettone
  di presenza.
   Quello, a mio parere, si chiama truffa, si chiama reato, si chiama
  atto  perseguibile dalla Procura della Repubblica,  ed  è  un'altra
  cosa. Io ritengo che le commissioni debbano restare così come,  per
  fortuna,  quest'Aula  ha  deciso che accadesse;  ritengo  però  che
  questa  legge,  che  è stata fatta sulla spinta emozionale,  perché
  comunque bisognava dare una risposta al netto di ciò che era giusto
  e di ciò che era sbagliato, non merita il voto favorevole mio e del
  mio  Gruppo parlamentare e quindi, al netto di quello che  deciderà
  la  Presidenza sui due emendamenti aggiuntivi, preannunzio il  voto
  contrario.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la   Presidenza   già   si   è
  determinata, non può essere trattata in questa sede poiché non  c'è
  unanimità. Purtroppo, ma questo è dovuto al fatto che non sempre  i
  parlamentari sono presenti, per carità non si pretende la  presenza
  10 ore su 10; già si era detto che se ci fosse stata l'unanimità su
  due  emendamenti  estranei,  perché  era  materia  elettorale,  non
  avremmo avuto nessuna difficoltà a trattarli.
   L'abbiamo  detto  più  volte.  Stasera  si  è  aggiunto  un  altro
  legittimo emendamento, quello che ha illustrato l'onorevole  Fazio.
  Visto  quello  che è successo non mi sembra proprio,  nonostante  i
  ripensamenti,  che  ci  sia  unanimità  e  siccome  c'è  una  prima
  Commissione,  ancora  abbiamo sembrerebbe  un  po'  di  legislatura
  davanti,  comunque  fino al 31 luglio saremo  qua,  ci  sono  delle
  occasioni per inserire questi due emendamenti.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  intervengo  per  dichiarare  il  voto  contrario  del  mio   Gruppo
  parlamentare su questo disegno di legge, al quale manca  una  linea
  di  coerenza,  è' mancato il coraggio nei suoi proponenti  e  nella
  maggioranza che lo ha sostenuto di confessare come esso  sia  stato
  determinato,  non  dalla reale avvertita e  condivisa  esigenza  di
  procurare all'Erario pubblico e alle casse della Regione in  questo
  caso, ma soltanto per abdicare alla spinta emotiva della piazza.
   Le  ragioni sono essenzialmente due, quelle che confermano un  mio
  fondato sospetto: la prima ragione sta nel tentativo, operato dalla
  maggioranza di centrosinistra, di aver voluto salvare  più  o  meno
  dieci  grandi città al di sopra dei 50 mila abitanti,  rispetto  ai
  278  piccoli comuni al di sotto dei 10 mila abitanti che  avrebbero
  dovuto  subire una decurtazione del 20 per cento, mentre  i  grossi
  comuni e le città capoluogo si sarebbero salvate con un taglio  del
  solo  10 per cento, una proposta schizofrenica, irragionevole,  sul
  piano  contabile e sul piano politico, perché se c'è da risparmiare
  si  risparmia proprio nelle indennità e nei gettoni di presenza dei
  grossi  centri,  non certo dei piccoli centri che rappresentano  in
  Sicilia quasi il 90 per cento della realtà municipale.
   C'era  qualcuno, naturalmente in quest'Aula, che aveva  assicurato
  ai  propri adepti ,voglio dire per usare un eufemismo, che comunque
  la rappresentanza nei grossi centri sarebbe stata salvata.
   Il  mio  Gruppo  si  intesta  il  merito  di  avere,  assieme  con
  l'opposizione, e credo di poter dire anche con altri colleghi della
  maggioranza,  fatto  saltare  il tavolo.  Abbiamo  ripristinato  un
  principio  di  equità,  se il taglio viene  fatto  per  risparmiare
  denaro  pubblico, il taglio deve essere fatto nella stessa  misura,
  tanto  per i piccoli comuni, quanto per i grossi comuni; la dignità
  della rappresentanza popolare non conosce parametri demografici. E'
  questo  il  primo dato che dimostra come dietro questo  disegno  di
  legge  ci  sia  tanta ipocrisia politica, lo dico col rispetto  che
  debbo ai colleghi presentatori.
   La  seconda  ragione è legata al fatto che, da un lato  si  fa  in
  fretta per potere in Commissione prima, ed in Aula dopo, avviare in
  una  sorta  di  corsia preferenziale un disegno di legge  che  deve
  allinearci giustamente dico io, con il resto d'Italia, e poi con un
  colpo  di  mano  si  vota per rimandare alla prossima  consiliatura
  l'applicazione  degli effetti di questa legge, altra  testimonianza
  concreta  della  ipocrisia che ha accompagnato e accompagna  questo
  disegno di legge.
   Senza  dire  l'articolo  6 che non merita  commento  sui  consigli
  circoscrizionali, vanno condannati tutti fatta eccezione, e non  si
  capisce  per quale santa ragione, dei comuni di Palermo, di Catania
  e  di Messina, come se la funzione dei consigli circoscrizionali in
  queste  tre  città  capoluogo  fosse diversa,  migliore,  efficace,
  insostituibile,  rispetto  a quella di comuni  capoluogo  di  altro
  taglio e di altra dimensione per quanto riguarda la popolazione.
   Il  nostro Gruppo con alcuni emendamenti avrebbe voluto migliorare
  questo  disegno di legge, ma gli emendamenti sono stati  dichiarati
  inammissibili.
   Mi  ricordo  qualcuno che è stato appena oggetto di dibattito:  il
  giorno  unico  per  votare,  che impedisce  l'uso  delle  liste  di
  coscrizione,  lista  delle chiamate notturne,  liste  degli  ultimi
  ammiccamenti,  delle ultime promesse, degli ultimi  ricatti,  delle
  ultime minacce, per tornare o per condurre al voto la gente che non
  è andata.
   Secondo  emendamento  da  noi  presentato  e  non  ammesso,  sulle
  operazioni  di  scrutinio  delle schede votate;  terzo  emendamento
  sulla  trasparenza  delle procedure elettorali; quarto  emendamento
  non  ammesso  sulla  composizione delle sezioni elettorali  adibiti
  allo    scrutinio;   quinto   emendamento   non    ammesso    sulla
  pubblicizzazione  tramite internet delle operazioni  di  scrutinio;
  sesto  emendamento  non  ammesso sulla pubblicazione  delle  schede
  scrutinate bianche e nulle.
   Appare fin troppo chiaro come si tratti di emendamenti finalizzati
  a dare trasparenza alle procedure e all'operazione di voto e voglio
  augurarmi  che almeno su questi temi, che so non essere  patrimonio
  soltanto  del  mio  Gruppo,  si voglia,  nelle  prossime  giornate,
  rimediare con un apposito disegno di legge.
   La  verità,  e  concludo signor Presidente,  signori  assessori  e
  colleghi  deputati, è che, ancora una volta, il  centrosinistra  ha
  voluto colpire i rappresentanti, gli artefici, i protagonisti della
  democrazia rappresentativa.
   Noi  non  siamo abituati alla democrazia del web. Ci  piacciono  i
  nuovi  sistemi  di  comunicazione, ci piace  internet,  ma  abbiamo
  nostalgia per le piazze: grandi contenitori di emozioni  Le piazze:
  la  capacità  di  guardare negli occhi la gente e di  coglierne  le
  sensibilità e le sensazioni. Saremmo un po' nostalgici, ma ci piace
  ancora  il  contatto  con  la  gente,  il  contatto  personale  per
  coglierne umori, ansie, tormenti, speranze, certezze.
   Lo  dico  con  tutto il rispetto per chi crede  di  fare  politica
  esaltando  al mito la democrazia del web, ma, in questa  occasione,
  il  centrosinistra si intesta una grande responsabilità: quella  di
  avere,  ancora  una volta, voluto operare un colpo di  piccone  nei
  confronti  della  democrazia popolare. Lo si è  fatto  abolendo,  o
  tentando  di abolire, vedremo nelle prossime settimane, i  Consigli
  provinciali.  Lo  si sta facendo ridimensionando la  rappresentanza
  popolare  e  democratica  nei  Consigli  comunali  perché,   signor
  Presidente,  non sfugge a lei che si è abbeverato alla fonte  della
  dottrina Sturziana, popolare e cattolica, che esaltava ed esalta il
  principio  della  municipalità, non sfugge  a  lei  ed  agli  altri
  colleghi,  soprattutto dell'UDC e della tradizione Centrista,  come
  questa  legge nulla abbia a che vedere con la riduzione  del  costo
  della politica.
   Il  costo della politica, che va abbattuto, che va eliminato,  che
  va  combattuto: è quello della macchina blu  Le macchine blu  vanno
  tolte a tutti, Presidente, a tutti, senza eccezione  Tranne che per
  il  Presidente  dell'Assemblea  o  per  chi  lo  rappresenta  nelle
  funzioni di rappresentanza.
   In  Sicilia,  ancora,  740  auto blu  appartengono  alla  Pubblica
  amministrazione.  I  costi delle auto blu  sono  quelli  dei  finti
  consulenti.  I  costi della politica sono quelli  dei  consorzi  di
  ricerca,  sono  quelli  dei  consigli di  amministrazione  inutili,
  elefantiaci,  parassitari, sono quelli degli  enti  che  andrebbero
  eliminati  già da qualche anno. Il resto, il Consigliere  comunale,
  l'Assessore,  non  è  un costo della politica,  è  un  costo  della
  democrazia.  E  la  democrazia costa, e lo  sanno  quanti  si  sono
  battuti perché si ripristinasse il diritto al voto tanti anni fa.
   Ed,  allora, signor Presidente, noi non possiamo votare un disegno
  di  legge che colpisce soltanto chi vuole rappresentare i legittimi
  interessi  del popolo. Una cosa è il gettone di presenza,  che  può
  essere  eliminato, una cosa è l'indennità, che può  eliminata,  una
  cosa  è l'emolumento, che può essere eliminato, ma altra cosa è  la
  rappresentanza consiliare che non c'era alcuna ragione  per  essere
  ridimensionata. Se noi impediamo ai cittadini di potere vivere  nel
  protagonismo  delle loro istanze commetteremmo, davvero,  un  grave
  peccato.   E  questo  Governo,  e  questa  maggioranza,  e   questo
  Parlamento,   questa  colpa  non  può  assolutamente  intestarsela.
  Ripensateci
   Per queste ragioni, che sono soltanto alcune fra quelle che, molto
  diligentemente, da questa tribuna la scorsa settimana ha illustrato
  il  collega Gino Ioppolo, il nostro Gruppo esprimerà voto contrario
  a questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che sono iscritti a  parlare  gli  onorevoli
  Cracolici,  Sudano,  Fazio, Panepinto, Alongi  e  Laccoto.  Invito,
  quindi, alla sintesi.
   E'  iscritto  a parlare l Presidente della Commissione,  onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   Presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  Assessore, devo  dire  che  sento  spesso  in
  quest'Aula  troppi commenti che contraddicono alcuni  comportamenti
  che poi si seguono nel corso dei lavori.
   Io,  intanto, parto da un dato. Lo considero un successo  politico
  il fatto che la Commissione Prima ha esitato un testo all'unanimità
  di  tutti i componenti presenti e tutti i componenti presenti erano
  rappresentanti in larga parte del Parlamento siciliano.
   Poi,  sembra che ci sia una specie di maledizione, l'Aula  diventa
  una  vetrina  che  in  parte fa scatenare anche  attività  di  tipo
  teatrale,  per  cui c'è bisogno di dare apparenze  a  comportamenti
  che, in realtà, sono di altro tipo. Perché vorrei ricordare che noi
  abbiamo  adeguato il nostro ordinamento amministrativo e il  nostro
  ordinamento  rappresentativo a delle leggi, onorevole  Musumeci,  a
  delle  leggi del Parlamento della Repubblica Italiana. Tra l'altro,
  vorrei  ricordarle,  a delle leggi varate da Governi  a  lei  molto
  cari.
    Com'è noto la legge di cui parliamo è una legge del 2008, e siamo
  nei  primi  mesi del nuovo Governo Berlusconi, dopo l'elezione  del
  2008,  e  poi  del  2009 dopo aver ridotto la rappresentanza  nelle
  giunte si è ridotto del 20 per cento la rappresentanza dei consigli
  comunali.
   Adesso assistiamo ad un rovesciamento della verità, ovvero che  ci
  sarebbero  dei cattivi maestri che in Sicilia vogliono  abolire  la
  democrazia,  vogliono cancellarla, semplicemente perché,  grazie  a
  quelle  leggi e in virtù di quelle leggi che hanno fatto  diventare
  la  Sicilia inevitabilmente un luogo di eccezione e non un luogo di
  normalità,  la  Sicilia alla fine è costretta ad  adeguare  il  suo
  ordinamento a leggi dello Stato.
   E  quali  sono  le  conseguenze  di queste  modifiche  che  stiamo
  introducendo?  Lo  dico  anche ai colleghi Cinque  Stelle,  che  io
  ringrazio  per  il  lavoro serio e per il comportamento  che  hanno
  avuto  in Commissione e, però, vorrei dire con altrettanta nettezza
  quando si dice che una legge si vota turandosi il naso bisogna dire
  qual  è  la  parte del naso che ha provato cattivo odore in  questa
  legge.
   Io provo a dirlo in numeri gli odori di questa legge.
   Approvando questa legge noi riduciamo di circa 1300 il numero  dei
  consiglieri comunali eletti in Sicilia, sui circa 6200  numero  dei
  consiglieri eletti.
   Con la nuova legge saranno 102 i consiglieri di circoscrizione  in
  meno  nelle tre città siciliane più quelli che sono stati  aboliti,
  oltre Siracusa, per il resto della Sicilia anche gratuitamente, che
  non so quantificare ma che sicuramente si può valutare essere oltre
  un centinaio.
   Con  questa  legge abbiamo eliminato, non mi piace  il  verbo,  ma
  comunque  non  ci saranno più circa 500 assessori, dai  piccoli  ai
  grandi comuni.
   Allora, lo dico ai colleghi Cinque Stelle, questo naso vedetelo un
  po'  più  aperto perché poi valutando i numeri scoprirete  che  una
  cosa  è la demagogia, le parole, gli slogan, altra cosa è una legge
  che  poi concretamente produce atti, conseguenze, riduce il  numero
  di  addetti  -   ripeto  - riduce adeguando  la  Sicilia  al  resto
  d'Italia per leggi che ha fatto il centrodestra in Italia.
   Con  questa legge abbiamo equiparato le indennità, anche qui, cari
  colleghi,  lo  dico ai tanti che dai blog scrivono ai  deputati,  a
  tutti  noi  rimproverandoci di non aver fatto su di noi quello  che
  stiamo facendo ai consiglieri comunali.
   Vorrei  ricordare  a  me stesso e a tutti voi  che  il  Parlamento
  siciliano  con  la  legge n. 1 del 2014 ha  introdotto  una  novità
  assoluta  nella storia di questa Regione, almeno dalla nascita  del
  Parlamento  del dopoguerra ad oggi. Ha stabilito che  le  indennità
  spettanti al parlamentare di questa Regione siano quelle uguali  al
  resto dei consiglieri regionali di tutta Italia.
   Anche  lì  c'è  stata,  discussione, polemiche, però  queste  cose
  raccontiamole,  perché  non vorrei che, a  forza  di  raccontare  e
  recitare a soggetto in quest'Aula, finiamo anche per non far capire
  che questo Parlamento, prima di affrontare il tema del riordino del
  sistema  degli  enti locali e delle spese dei costi  connessi  alla
  rappresentanza  politica, ha dato l'esempio con se stessa.  Quindi,
  non abbiamo da dimostrare niente a nessuno.
   Abbiamo  dato esempio partendo da noi e cercando di riordinare  il
  nostro  sistema,  sapendo  che in tanta parte  della  richiesta  di
  risparmio e di abbattimento delle spese della politica è alimentata
  da  una  cultura profondamente antidemocratica e che pensa  che  la
  politica e la democrazia non sia solo un costo ma sia inutile.
   Noi dobbiamo contrastare quella filosofia, quella impostazione, ma
  non  nascondendoci e sapendo affrontare in mare aperto  i  problemi
  che sono dinanzi a noi. Per questo dico che questa  è una legge  di
  un  Parlamento normale, di un Parlamento che affronta il tema della
  sua  specialità,  non costruendola su un'idea di specialità  di  un
  privilegio, ma la nostra specialità deve essere la specialità della
  normalità,  di  fare in modo che questa regione non  venga  vissuta
  come  un  luogo, ci piaccia o no, l'opinione pubblica, ma non  solo
  l'opinione  pubblica,  anche altre istituzioni  del  paese,  quando
  pensano e guardano o sentono parlare di Sicilia, spesso sono  mossi
  da pregiudizi che, in qualche modo, sono alimentati anche da nostri
  errati comportamenti.
   Voto convintamente questa legge, poi non la condivido in tutto, ma
  come  tutte  le  leggi è un compromesso fra punti di  vista.  Si  è
  cercato  di tenere insieme la complessità di quest'Aula e considero
  che  questa  legge è un altro tassello di un Parlamento vituperato,
  spesso anche a sproposito da parte dello stesso Governo.
   Il mio partito è nato per essere un partito in cui si discute e da
  questo  punto  di vista dico che questo Parlamento  deve  difendere
  anche  la  dignità non solo dell'insieme, ma anche  del  lavoro  di
  ognuno   di  noi.  Quindi,  lo  voterò  con  convinzione  e  questo
  Parlamento  non ha da vergognarsi di nulla e mi auguro che  chi  la
  vota  non  si vergogni di averla votata, perché qualche consigliere
  comunale  legittimamente, qualche amico, tutti  noi  abbiamo  amici
  eletti  nelle  istituzioni. Certo, probabilmente, non sarà  felice,
  nessun  tacchino  è  felice che arrivi il Natale.  Ma  pensare  che
  aboliamo  il  Natale  per impedire che si  mangino  i  tacchini,  è
  impossibile. Ecco perché credo di poter dire che, oggi,  quest'Aula
  approverà questa legge senza doversi vergognare di nulla.

   PRESIDENTE. E' iscritta l'onorevole Sudano. Rinuncia?

   SUDANO. Sì, rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   attengo
  all'invito  alla  brevità,  ma non posso  non  anticipare  il  voto
  contrario del Gruppo Misto, perché sinceramente non ci riconosciamo
  nell'ambito  del  testo che è stato in qualche  modo  approvato  ed
  esitato da quest'Aula.
   Credo  che quest'Aula ha perso un'occasione. Ha perso un'occasione
  perché  ancora una volta ha dato alibi a chi sicuramente guarda  la
  Sicilia e i siciliani come soggetti che continuano ad utilizzare la
  specialità   per  mantenere  tutta  una  serie  di  privilegi   che
  appartengono  al  passato. E mi fa molto rabbia  perché  credo  che
  avremmo potuto dare sicuramente un esempio diverso.
   Non  me  ne  voglia  il Presidente Cracolici, io  non  sarei  così
  entusiasta,  nel  momento in cui, così come lui ha affermato,  quel
  testo   -  esitato  dalla  Commissione  all'unanimità  -  è   stato
  completamente o quasi completamente stravolto dall'Aula.
   E' vero, quelli che si sono conseguiti sono risultati parziali. Ma
  perché  non raggiungere, invece, quei risultati che la collettività
  sicuramente   si   aspettava?   Come  giustificare,   alla   stessa
  collettività, che quest'Aula ha approvato una legge perché entri in
  vigore dopo cinque anni? Perché è vero, come è vero, che per alcuni
  comuni  queste  disposizioni esitate oggi produrranno  effetti  tra
  cinque  anni.  Come  giustifichi? Qual era la necessità  allora  di
  esaminare ed approvare un testo che entra in vigore dopo tantissimi
  anni?  Forse, era opportuno che lo faceva un altro legislatore  che
  sicuramente ci va a succedere.
   Mi  attengo alla brevità e continuo a ripetere: qualcuno  dovrebbe
  giustificare perché un sindaco della Campania, che rappresenta  una
  collettività   di   tre   mila  abitanti,   può   continuamente   e
  sistematicamente  farsi  il  terzo mandato.  Mentre  non  riesco  a
  spiegare  - e qualcuno lo dovrebbe spiegare - perchè il sindaco  di
  un   comune  siciliano,  con  popolazione  inferiore  ai  tre  mila
  abitanti,  al secondo mandato si dovrebbe fermare. Allora,  è  vero
  che  la  specialità  è un handicap, non è un vantaggio.  In  alcune
  occasioni,  il  nostro  legislatore  piuttosto  che  utilizzare   e
  beneficiare  la  collettività lo rende  un  handicap  a  tutti  gli
  effetti, come nella fattispecie.
   Altro  esempio.  La gente. E noi stessi riteniamo  che  l'attività
  politica  debba essere un servizio, non debba essere  un  mestiere.
  Motivo  per  cui,  credo  che  abbiamo  notato  e  la  gente  noti,
  soprattutto, che molti consiglieri ne hanno interpretato  non  come
  una  attività di servizio ma una attività principale. Ed è da  anni
  che siedono negli scranni dei consigli comunali e non consentono  e
  non  permettono,  direttamente  o  indirettamente,  di  determinare
  alcuna rotazione.
   Ecco  perché  l'emendamento da me proposto - e mi dispiace  signor
  Presidente - io non alzo mai la voce, non è da me e non rientra nel
  mio  carattere. Subisco, ingerisco, ma sicuramente non mi vedrà mai
  sbraitare da questo scranno. Grazie e anticipo il voto negativo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  mi
  pare  che si è usata troppa enfasi in una norma importante,  in  un
  disegno  di  legge che arriva alla sua conclusione e al recepimento
  di  norme nazionali e debbo dire che resto anche stupito conoscendo
  la  grande  onestà intellettuale di alcuni colleghi autorevoli  che
  sono    intervenuti    dell'opposizione   nel   voler    ribaltare,
  sostanzialmente, alcune aspetti di questa legge. Ed  è  quello  che
  l'entrata in vigore di norme di buon senso viene rinviata il  nuovo
  insediamento  delle nuove consiliature perché è  stato  chiesto  il
  voto  segreto che ormai è diventata in questa Aula l'occasione  per
  cambiare  posizione  senza  che nessuno  ne  abbia  notizia,  è  la
  caratteristica del voto segreto e credo che vada mantenuto affinché
  garantisca libertà ai colleghi.
   Però, intervengo soprattutto per sottolineare un aspetto e lo dico
  all'onorevole  Siragusa che è persona che stimo: noi  rischiamo  di
  rappresentare quelle centinaia di uomini e donne che si sacrificano
  nella  rappresentanza di piccole e medie comunità come  se  fossero
  soggetti  da  tenere sotto osservazione, come se  si  trattasse  di
  potenziali delinquenti per cui iniziata una fase, diciamo, è  stato
  dato un campo di illecità, di illegittimità e di illegalità.
   È stato oggi chiuso un iter per una legge che, di fatto, si limita
  sostanzialmente  a  recepire quello che già  avviene  in  altre  19
  regioni  d'Italia,  a recepire sostanzialmente parti  di  un  testo
  unico.
   Detto   ciò   io   credo  che  bisogna  anche   riconoscere   agli
  amministratori   locali  che  sono  quelli  che   sono   la   prima
  rappresentanza  delle  istituzioni,  in  un  momento  in   cui   le
  istituzioni  nazionali,  regionali  hanno  difficoltà   ad   essere
  riconosciute e anche difficoltà di legittimazione.
   Per  cui, dico all'assessore Leotta che ringrazio, che ha condotto
  in   Commissione,   in  Aula  con  grande  spirito   di   difendere
  l'architettura del testo stesso. Però, oggi si pone un problema, lo
  dico  anche  al vicepresidente, oggi i comuni una volta  che  si  è
  stabilito il numero dei consiglieri comunali, una volta  che  si  è
  ridotto il numero degli assessori, una volta che si è operato sulle
  Commissioni, una volta che si è dato un segnale forte  anche  sulle
  degenerazioni   come  gettonopoli  e  il  testo   corregge   queste
  distorsioni,  oggi però bisogna porre l'attenzione  ai  comuni  non
  come  luogo  di  nefandezze, ma come strumenti per rappresentare  i
  bisogni dei cittadini.
   Noi abbiamo oggi comuni che non hanno risorse, ci sono ritardi nei
  trasferimenti, bisogna immaginare anche, lo dico all'Assessore, che
  nella  vecchia  programmazione  sono  stati  scippati  280  milioni
  dall'asse  6  ed  erano  soldi  che servivano  a  realizzare  opere
  primarie, importanti per i comuni e sono stati portati nelle grandi
  opere. Se non c'è un collegamento tra la nuova programmazione e gli
  interventi di cui i comuni hanno necessità noi rischiamo di avere i
  comuni  diventare  solo  come gli ex  Eca,  gli  enti  comunali  di
  assistenza,  perché  si  occuperanno solo  di  pagare  stipendi  in
  ritardo  perché lo Stato taglia, la Regione taglia, i trasferimenti
  di cassa avvengono dopo mesi e mesi.
   Per  cui,  Assessore,  mi auguro che lei possa  in  I  Commissione
  portare  ora un testo concordato con il Parlamento, con il  Governo
  che  riveda  esattamente l'organizzazione degli  Enti  locali,  che
  riporti  la possibilità di dare più velocità e snellezza all'azione
  amministrativa  e  che riporti al centro quella che  è  la  ragione
  fondamentale della nostra democrazia, quella che è lo strumento che
  ci   consente  di  tenere  insieme  una  società  che   ha   grande
  fibrillazione ed è l'autonomia locale dei piccoli comuni.
   Quindi,  Assessore, mi auguro che lei voglia continuare nell'opera
  e  far sì che quello che oggi è solo un importante disegno di legge
  di  recepimento  possa avere un epilogo diverso  che  è  quello  di
  intervenire  sugli  enti  locali ma per farli  diventare  strumento
  snello di sviluppo e di crescita di questa Terra.

   ALONGI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  sarà  un
  intervento  breve per esprimere non una contrarietà, perché  essere
  contrari è facile, ma per esprimere una votazione politica  su  una
  norma che, a mio avviso, ha preso di mira la democrazia nei comuni.
   Signor   Presidente,  Assessore  e  caro  vicepresidente,  abbiamo
  presentato  degli emendamenti lungo questa norma perché  quando  la
  politica con la  P  maiuscola si lascia trascinare dal vento  della
  piazza pensando che questa norma serva soltanto a sanare o a  porre
  rimedio  a  quello che, poi, è  gettonopoli', credo si commetta  un
  grave errore.
   Oggi,  abbiamo normato la democrazia nei comuni e quando parlo  di
  democrazia  significa anche la partecipazione e caro Assessore,  se
  lei mi autorizza, vorrei sottolineare che avevamo posto un problema
  di  carattere,  di partecipazione democratica su  questo  testo  di
  legge,  come Nuovo Centro Destra, che era quella che permetteva  il
  permesso che prima era per l'intera giornata tout court per  quelli
  che  erano  i  consigli comunali, voi avete posto  un'ora  prima  e
  un'ora  dopo  ed abbiamo dimostrato in quest'Aula, con  garbo,  con
  senso  istituzionale,  con rispetto delle  regole  che  sicuramente
  quell'ora prima e quell'ora dopo erano brevi nella partecipazione e
  mi pare che lei abbia dato parere favorevole e, privatamente, mi ha
  detto  sicuramente questo sarà e dovrà essere corretto  perché  non
  permette la piena partecipazione democratica alle assise comunali.
   Quando  una  legge  ti  vieta  o  ti  mette  in  difficoltà   alla
  partecipazione democratica di un consiglio comunale,  quella  è  la
  fine  della  partecipazione, quella è  la  fine  della  democrazia,
  quella  è la fine della rappresentanza politica e credo che  questo
  sia  un  tema  che qui è stato sottovalutato e che, dalla  prossima
  legislatura, sicuramente, molti consiglieri saranno costretti a non
  partecipare  alle  assisi comunali per la  distanza  dal  luogo  di
  lavoro.
   Io  non so chi a scrutinio segreto ha votato contro o a favore, ma
  una cosa è certa siamo qui, oggi, a ribadire che è stato scorretto,
  non  è stato giusto rinviare alla prossima legislatura, ma lo  dico
  con  schiettezza, chi ha votato col suo ditino era una  maggioranza
  d'Aula che non ha condiviso questa norma, quindi, non credo che sia
  passata  soltanto  con i numeri del centro destra,  è  passata  con
  molti  numeri del centro destra, ma io aggiungo con tanti  e  tanti
  numeri del centro sinistra.
   Vede,  presidente  Cracolici, le dico  con  molta  schiettezza  ed
  onestà,  evidentemente una norma che è passata all'unanimità  in  I
  Commissione  non  significa nulla perché lei  mi  insegna  che  nel
  momento  in  cui  esce dalla Commissione ed arriva  in  Aula,  ogni
  deputato  che non ha partecipato in Commissione e che raccoglie  un
  consiglio, un suggerimento da parte degli amministratori, questa  è
  la  democrazia  del  rapporto  diretto,  del  consenso  elettorale,
  dell'ascolto del territorio e, quindi, emendarlo non significa  che
  sia un fatto grave, altrimenti gli emendamenti a cosa servirebbero?
  Perché li avremmo presentati?
   Aggiungo  ancora  una cosa importante. Poco fa è  stato  detto  da
  parte  di  qualche  deputato,  e  lì  credo  che  non  ci  possiamo
  permettere  sbavature  di  questo tipo, che  ci  sono  assessori  o
  consiglieri  che lo fanno per mestiere, io non so se lo  fanno  per
  mestiere,  però un dato è certo, il consigliere comunale che  viene
  eletto,  viene  eletto  con  un  consenso  popolare  da  parte  dei
  cittadini,  quella  è  la  democrazia; il cittadino  è  adulto  per
  votare,  sa quello che vota, per chi vota e quando lo vota. Quindi,
  su   questo   non   permetto  di  offendere  alcun  elettore   che,
  democraticamente,  nel segreto dell'urna, senza imposizione  alcuna
  vota.  Ma  aggiungo,  e parlo di segreto dell'urna,  poniamoci  una
  domanda  e qui, su questo tema, mi auguro che l'Aula al più presto,
  invece,  voti  una norma importante che è quella che i  voti  delle
  singole  sezioni vengano cumulati tutte quanti insieme e lo spoglio
  non si faccia per singola sezione.
   Mi  spiego  ancora meglio. Troppo spesso qualcuno ritiene  che  il
  voto venga condizionato, controllato e, allora, uniamo le schede di
  20, 30 sezioni affinché il voto sia certo e non ci possa essere  la
  controllabilità di un voto elettronico.
   Quella  è democrazia, quello è senso di responsabilità. Io ritengo
  che  questo  sia  un  tema,  Presidente, che  vada  affrontato  non
  soltanto dal centro destra ma va affrontato ad ogni livello.
   Vede,  Presidente, Assessore e vice Presidente, lo dico con  molta
  schiettezza,   occhio,   perché  si  sta  innescando   una   deriva
  democratica  e  quando la deriva esce da quest'Aula ed  arrivano  i
  consigli comunali, consiglieri che non possono uscire più  di  casa
  perché  il  trasferimento di questa Regione non permette di  pagare
  gli  abbonamenti agli alunni pendolari, quando gli  studenti  delle
  scuole  non  ricevono adeguata istruzione o non possono partecipare
  alle  classi  perché  mancano banchi e mancano  sedie,  quando  gli
  anziani  non  ricevono la dovuta assistenza, quando i disabili  non
  ricevono  adeguata assistenza e servizi perché mancano le  risorse,
  ebbene,  lì si innesca un meccanismo pericolosissimo che  è  quello
  dove giochiamo a scarica barile.
   Occhio,  che a giocare a scarica barile un giorno è per  te  e  un
  giorno  è per me. Io vi dico che noi senza rendercene conto  stiamo
  instaurando un meccanismo dove probabilmente scarichiamo  sul  muro
  basso  che  sono  gli  amministratori che difendono  il  territorio
  perché  la  gran  parte  degli  amministratori,  dei  sindaci,  dei
  consiglieri  e degli assessori sono persone per bene,  sono  uomini
  che  ci mettono la faccia, sono uomini che stanno sotto casa,  sono
  uomini  che  vengono  presi sotto casa e chiamati  giornalmente  da
  uomini e donne che non hanno come sbarcare il lunario. Questa è  la
  grande verità.
   Allora,  diamoci ordine e competenza, ridiamoci il ruolo,  alziamo
  dritta  la schiena, facciamo norme affinché un sindaco possa essere
  orgoglioso di essere sindaco ed un sindaco non diventi strumento ed
  ostaggio  dei bisogni della gente. Quando riusciremo a fare  questo
  sicuramente  si  parlerà di democrazia ma  fin  quando  questo  non
  accadrà,  caro  Assessore, caro Presidente, caro  vice  Presidente,
  credo  che questa norma sia norma soltanto di maschera per  coprire
  soltanto  ridicoli numeri ma, alla fine, sicuramente la  democrazia
  oggi paga un prezzo salatissimo.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  stasera
  ci  apprestiamo  a  votare un disegno di legge, a  farla  diventare
  norma e questo disegno di legge vede la luce così come la vedrà tra
  qualche momento grazie al concorso ed all'impegno costruttivo  che,
  soprattutto,  la minoranza, l'opposizione, ha voluto  profondere  a
  favore di un testo; un testo che, dobbiamo dire, non è chissà quale
  panacea  o  non  è  risolutivo a tutte le  storture,  ai  mali  che
  qualcuno  o su cui qualcuno voleva anche speculare dicendo dobbiamo
  fare  una  norma punitiva. Punitiva di chi? Dei rappresentanti  del
  popolo   Punitiva di chi  Di chi sbaglia cercando e  magari,  molte
  volte,  utilizzando a suo uso e consumo quello  che  è  il  mandato
  popolare  e  credo che stasera stiamo rassegnando,  regalando  alla
  Sicilia una norma. Normale, niente di particolare.
   Una norma che dobbiamo dire come nasce, onorevole Cracolici. Nasce
  con  un  mero  recepimento della norma nazionale e cosa  diceva  la
  norma  nazionale se l'avessimo recepita sic et simpliciter, ebbene,
  diceva  che  avremo  diminuito da un lato i consiglieri  ma  avremo
  aumentato gli assessori, quindi, se avessimo fatto passare  con  la
  norma  così  come  la  si  voleva e  l'aveva  proposta  il  Partito
  democratico  non  avremo diminuito i costi  ma  paradossalmente  li
  avremo  aumentati  nella consapevolezza che il Partito  democratico
  attualmente gestisce il maggior numero di enti locali e avremo dato
  un  ulteriore appannaggio di poltrone e di posti a chi, oggi,  poi,
  invoca la diminuzione delle stesse.
   E  sono  gli  atti  a parlare, assessore Leotta, gli  atti  dicono
  questo,  non  lo diciamo noi. Noi, invece, in maniera responsabile,
  abbiamo detto un conto è quello che fa lo Stato, altro conto  è  la
  competenza  ordinamentale che la Sicilia deve svolgere e  l'abbiamo
  svolto.
   C'è  stato un dibattito serrato in I Commissione, ma anche in Aula
  e  lo  abbiamo fatto anche tutti e ciascuno nella consapevolezza  e
  nella coscienza della libertà di pensiero. Io vi traccerei soltanto
  alcuni esempi. Quando si è votato per il differimento degli effetti
  finanziari, come si è votato? Si è votato a scrutinio palese? Si  è
  votato per appello nominale, assessore Leotta? O alcuni nel Partito
  Democratico  hanno  chiesto il voto segreto che  prevale  sul  voto
  nominale? Lo dobbiamo dire.
   E  in quella occasione, come ha detto il presidente Musumeci,  c'è
  stato  un  voto  d'Aula che è stata una maggioranza  e  siccome  la
  minoranza  o l'opposizione non ha la maggioranza è chiaro  che  c'è
  stato   un  intervento  considerevole  di  una  parte  del  Partito
  Democratico che oltre a proporre una norma l'ha anche votata.
   E   allora,   piuttosto  che  fare  questo   gioco  delle   parti
  pirandelliano, o il  gioco delle docce scozzesi , una volta l'acqua
  è  fredda   ed  una  volta  è calda, occorrerebbe  avere  tutti  un
  sussulto  di  maggiore dignità dicendo che dobbiamo portare  questa
  norma  a  Roma  perché,  sostanzialmente, il  Governo  regionale  è
  commissariato  da  Roma. Roma ci chiede dei  compitini,  ce  li  ha
  assegnati e questo Governo, questa maggioranza, in maniera  stanca,
  quasi   vivacchiando,  cerca  di  portare  a  Roma   qualcosa   per
  accreditarsi con Palazzo Chigi.
   E  lo  dobbiamo  dire  perché  questa  norma,  e  lo  voglio  dire
  all'onorevole   presidente  Gucciardi,   ma   anche   all'onorevole
  Malafarina, con cui ci siamo anche, come dire, scontrati in maniera
  molto  garbata  devo  dire  ma, di fatto, questa  norma,  assessore
  Leotta,  cos'è?  Non è nient'altro che un oggetto  di  scambio  che
  stiamo  facendo ed è l'esempio di come questa maggioranza e  questo
  Governo vivacchia. Non ci dimentichiamo che se qualche giorno fa da
  questo  pulpito  chi parla in questo istante non avesse  puntato  i
  piedi  dicendo  che  dovevamo fare questa  norma,  sarebbe  saltata
  nuovamente.  E,  allora,  dobbiamo dire che  qua  è  necessario  il
  concorso e l'impegno costruttivo di chi, ciascuno di noi, svolge il
  proprio compito e lo fa con abnegazione, con senso critico e che se
  vogliamo  anche  con quella consapevolezza che è giusto  che  venga
  svolta e che venga assunta da chi ha un mandato popolare.
   Attenzione, l'anno scorso abbiamo votato una norma che ha  ridotto
  drasticamente  l'indennità  dei deputati  e  lo  abbiamo  fatto  in
  maniera  molto chiara, cioè i deputati percepivano al lordo  14.850
  euro,  ora  percepiscono a lordo 11.100 euro. Questa  indennità  la
  percepiscono  i deputati siciliani, la percepiscono  i  consiglieri
  del  Piemonte,  della  Val  d'Aosta, del Lazio  o  dell'Abruzzo  in
  maniera  uniforme. E quelle norme, signor presidente Ardizzone,  le
  abbiamo fatte perché era giusto dare l'esempio agli altri.
   Ecco  perché dobbiamo dire che, oggi, quello che è stato fatto  lo
  abbiamo  fatto  con  grande impegno. Certo,  ci  saremmo  aspettati
  qualcosa  in  più.  Noi  quando  veniamo  in  Aula  vediamo   molto
  pressappochismo  da parte di questo Governo, di questa  maggioranza
  sbrindellata,  di una maggioranza che dice una cosa  e  poi  ne  fa
  un'altra,  perché  posso capire che ci può  essere  anche  un  voto
  personale, che ci può essere anche un voto lasciato alla libertà di
  coscienza del parlamentare, ma su una votazione, non sulla  seconda
  e sulla terza.
   Ad esempio il gruppo di Forza Italia sul differimento dello status
  ha  lasciato libertà di coscienza; il collega Figuccia, ad esempio,
  ha  votato  per  il  differimento, chi vi parla ha  votato  per  il
  mantenimento,   per  l'attuazione  immediata  dell'ingresso   della
  condizione del consigliere comunale.
   E perché l'ha fatto? Perché dobbiamo capire, devono capire anche i
  rappresentanti  del  popolo che, oggi, il  clima  è  cambiato,  che
  l'opinione  pubblica ha un diritto di giudizio su chi è chiamato  a
  svolgere un ruolo.
   E,  allora, in questo senso, abbiamo anche fatto in Commissione un
  lavoro   importante  ed  in  Commissione  abbiamo  detto:   abbiamo
  garantito  l'intera  giornata per la seduta di  consiglio,  abbiamo
  garantito  che  i  permessi per le commissioni non  fossero  legati
  soltanto  al  periodo  e  al  tempo  strettamente   necessari   per
  l'espletamento  della  commissione, ma  l'abbiamo  esteso,  abbiamo
  anche  detto  un'altra cosa in più, abbiamo lasciato  inalterati  i
  permessi  di  48  ore per i sindaci, per  i capigruppo  consiliari,
  cioè  abbiamo mantenuto lo status, le condizioni per l'espletamento
  del mandato.
   Cosa abbiamo ridotto? Abbiamo ridotto alcuni privilegi, ad esempio
  il  rimborso al datore di lavoro è stato bloccato ad un  terzo,  ma
  abbiamo  al  contempo,  proprio per evitare  che  potessero  essere
  penalizzati  i  consiglieri comunali, impedito che  un  emendamento
  potesse  ridurre allo svolgimento di un'unica seduta di commissione
  o  di  consiglio, ma abbiamo previsto  la pluralità del gettone  di
  presenza  nella  stessa  giornata,  onde  evitare  che  si  potesse
  guardare  alla norma con senso punitivo. Ma dinanzi a tutte  queste
  cose  avrei  voluto  ascoltare un partito di  maggioranza  che,  in
  quest'Aula,  conta  dai  25  deputati, avere  un'idea  più  chiara,
  un'idea più concreta, un'idea se vogliamo meno ondivaga.
   Allora, in questo senso, chiediamo e siamo convinti che, oggi, con
  questa  norma dimostriamo, forse a qualcuno, che i compiti  a  casa
  sono  stati fatti e questo lo dimostra il Partito democratico  che,
  domani, se ne potrà andare a Roma e chiedere col cappello  in  mano
  qualche  prebenda come ad esempio i 300 milioni di euro che  ancora
  non  arrivano,  quei  300 milioni di euro che,  invece,  dovrebbero
  essere già stati assegnati alla  Regione siciliana.
   Chiudo dicendo e lo dico al presidente Ardizzone che c'è un ordine
  del   giorno  votato  o  comunque accolto come raccomandazione,  un
  ordine   del   giorno   che  chiede  che   tranne   il   Presidente
  dell'Assemblea  regionale  siciliana ed i  Vicepresidenti  dobbiamo
  togliere le auto blu  a tutto il resto, in questa Assemblea. Questa
  è  una  cosa  che chiedo lei porti in Commissione, in Consiglio  di
  Presidenza,  se poi la bocciate, siccome noi  non siamo  ancora  in
  Consiglio  di  Presidenza  perché il Partito  democratico  -  e  lo
  ribadirò  fino  alla fine - illegittimamente, abusivamente,  occupa
  una  poltrona  del  Vicepresidente  che  spettava  alla  minoranza,
  diciamo ancora che il Consiglio di Presidenza deve fare proprio.
   E  poi,  presidente  Ardizzone, nei prossimi  giorni  rassegneremo
  all'opinione  pubblica un ulteriore disegno di legge per  il  quale
  c'è  un  altro  ordine  del giorno che giace presso  l'Ufficio  del
  Consiglio di Presidenza relativo alla riduzione delle indennità dei
  vitalizi oltre  5.500 euro per gli ex parlamentari perché è  giusto
  che  facciamo  una  rinuncia,  ma  è  altrettanto  giusto  che  chi
  percepisce oltre 5.500 euro degli ex parlamentari lasci il  50  per
  cento sulla eccedenza.
   Queste  cose  o  le fa lei, caro presidente Ardizzone,  o  noi  lo
  grideremo all'opinione pubblica.

   MALAFARINA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                          (Proteste in Aula)

   Onorevole Malafarina, deve intervenire o rinuncia?

   MALAFARINA,  relatore. Capisco che i colleghi hanno fretta,  però,
  solo una cosa

                     (Rinnovate proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Ma scusate, a quest'ora aveva già finito l'intervento.
  Scusate, facciamo parlare il collega Malafarina.

   MALAFARINA,  relatore. Io capisco che magari l'Aula sia  stanca  e
  che, probabilmente
   Onorevoli colleghi, vi invito ad un attimino di serietà, perché da
  quel banco, poco fa, sono state lanciate pesantissime accuse al  PD
  ed  alla  maggioranza,  sono  state  lanciate  accuse  estremamente
  pesanti su cui è necessario fare anche le opportune chiarezze.
   Se  qualche Capogruppo della maggioranza ritiene di dover  parlare
  al  posto mio, cedo volentieri la parola, ma non è accettabile  che
  la  demagogia trionfi a danno di gente che si è impegnata a portare
  avanti  una  legge, e se ritenete che debba prendere la parola  per
  farmi  bello agli occhi dei siciliani non ne ho bisogno, credo  che
  sia giusto e necessario difendere la dignità di questa maggioranza.
   Ribadisco  il  concetto,  c'è un trionfo  della  demagogia,  della
  demagogia di quelli che hanno chiesto il voto segreto, sapendo  che
  i  vuoti  della  maggioranza per assenza e  quant'altro,  avrebbero
  facilmente determinato un voto favorevole ad alcuni emendamenti che
  hanno posticipato la valenza di questa legge.
   Voto segreto chiesto regolarmente dall'opposizione, supportato  da
  quelli che, oggi, si stracciano le vesti e che parlano di un prezzo
  salatissimo  della democrazia perché la Sicilia  si  sta  adeguando
  solo e semplicemente al resto dell'Italia.
   Le  norme  che  valgono  in  Emilia,  in  Veneto,  in  Campania  e
  quant'altro,  non  devono valere secondo  alcuni  per  la  Sicilia,
  perché la democrazia sarebbe compromessa, perché la democrazia  che
  si  fa a Bologna, con un numero di 36consiglieri, Presidente  -  36
  consiglieri comunali a Bologna, città di quasi 400 mila abitanti -,
  ebbene,  la  democrazia di Bologna sarebbe diversa dalla democrazia
  di  Palermo, dove a Palermo per la riduzione del 20 per cento,  fra
  l'altro sollecitata proprio dalla destra, questa democrazia sarebbe
  gravemente compromessa non si sa bene per che cosa e per chi.
   Io penso che la politica debba avere la coerenza, la credibilità e
  la chiarezza  necessaria per portare aventi un percorso di riforme,
  non solo volute da questa Assemblea, ma assolutamente necessarie.
   Non si può vantare come trionfo di un grande impegno per portare a
  compimento  questa  legge, come poco fa qualcuno  ha  ricordato  e,
  contestualmente, dire che si fa un regalo a Roma per  chissà  quale
  tipo di vassallaggio, non esiste alcun vassallaggio, esiste solo ed
  esclusivamente  la  necessità  di  adeguare  la  Sicilia  al  resto
  dell'Italia,  rivendicando la specialità non  per  delle  norme  di
  guarentigia a vantaggio di qualche consigliere comunale, che  porta
  voti e sostegno ai deputati regionali, ma per dare a questa Sicilia
  un  futuro,  una specialità diversa dovuta alla lontananza,  dovuta
  all'assenza  di infrastrutture, dovuta ad un cronico sottosviluppo,
  dovuta  ad  una immigrazione che nel corso degli anni ha  spopolato
  questa  Terra, Terra di frontiera dove oggi assistiamo al  fenomeno
  dell'immigrazione.  Questa,  forse, è la  specialità  che  dovremmo
  rivendicare in Sicilia, non la specialità di tutelare chissà  quale
  cosa diversa rispetto al resto d'Italia.
   Non  credo  che la riduzione di 2, 3 auto blu risolva  i  problemi
  della Sicilia, ben vengano. Non mi  spertico  né per il sì, né  per
  il  no.  Ma,  se  dobbiamo lanciare fumo negli  occhi  alla  gente,
  lanciamolo.   Perché   le  3  auto  blu  che  si   risparmierebbero
  sicuramente  in  questa  Assemblea, giusto,  doveroso,  necessario,
  indispensabile, ma propagandato per chissà quale grande  risparmio,
  quando  questa  legge, signor Presidente, non per i  conti  che  ho
  fatto  io, ma per i conti che, poi, ha fatto il Governo risparmierà
  ben  più  di  18  milioni  di euro che non saranno  risparmiati  da
  domani,  saranno  risparmiati grazie al  voto  segreto  chiesto  ed
  ottenuto  da  quella destra che, oggi, contesta l'incompletezza  di
  questa   legge,   chiesto  da  quella  destra  che   ha   rimandato
  l'applicazione di questa legge alle prossime elezioni.

   CORDARO. Noi non siamo quarantasei

   MALAFARINA. Voi non siete quarantasei, per fortuna  Però, vi posso
  preannunciare  che c'è un piccolo errore di fondo in tutto  questo:
  questa   legge  è  una  legge  che  deve  necessariamente  guardare
  all'aspetto finanziario perché è una legge dello stato che riguarda
  la  finanza  e  come tale deve essere e potrebbe  essere  applicata
  senza bisogno di una legge.
   I  tagli  finanziari che stiamo propagandando  come  chissà  quale
  grande risultato non sono tali, perché siamo già in ritardo e siamo
  in ritardo dal 2011, ben prima della nomina di questa Assemblea.  E
  mi  auguro, e non so se sarà così, che i tagli finanziari che  sono
  stati  indebitamente postergati alle prossime elezioni, non possano
  essere  applicati  da subito. Questo sarà un argomento  su  cui  ci
  confronteremo nei momenti e nelle sedi opportune.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono stati  presentati  3  ordini  del
  giorno.   Il   numero  481  «Iniziative  urgenti   per   i   comuni
  inottemperanti alle disposizioni della legge regionale  n.  22/2008
  in  materia di funzioni ai consigli circoscrizionali», è  superato,
  cioè  quello  che prevedeva l'intervento sostitutivo della  Regione
  sui  Comuni  che non avessero attribuito le competenze ai  Consigli
  circoscrizionali. E' stata fatta la norma, quindi è superato.
   Gli  altri  2,  penso  che  il Governo  li  possa  accettare  come
  raccomandazione, sono il numero 480 «Iniziative volte ad assicurare
  la  corretta  applicazione della mozione di sfiducia al  presidente
  del  consiglio  circoscrizionale»  ed  il  numero  482  «Iniziative
  urgenti  per avviare attività ispettive nei confronti degli  organi
  elettivi dei comuni».
   Assessore Leotta, li accetta come raccomandazione?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la Funzione pubblica.
  Il parere del Governo è contrario sull'ordine del giorno numero 480
  «Iniziative  volte  ad  assicurare la corretta  applicazione  della
  mozione di sfiducia al presidente del consiglio circoscrizionale».

   PRESIDENTE.  Scusi  Assessore, l'ordine  del  giorno   impegna  il
  Governo  della  Regione  e per esso l'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica a  verificare  la  percorribilità
  giuridica nell'incertezza   quindi, questo era il concetto. Non  si
  trattava di esprimere ora un giudizio.

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la Funzione pubblica.
  Va bene, il Governo li accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Raccomandazione per entrambi, bene.

   sizioni in materia di composizione dei consigli e delle giunte comu-
   nali, di status degli amministratori locali e di consigli circoscri-
   zionali. Disposizioni varie. (n. 980/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Disposizioni  in  materia di composizione  dei  consigli  e  delle
  giunte  comunali,  di  status  degli  amministratori  locali  e  di
  consigli circoscrizionali. Disposizioni varie. (n. 980/A)»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni in materia di composizione  dei
  consigli  e  delle giunte comunali, di status degli  amministratori
  locali  e  di  consigli circoscrizionali. Disposizioni  varie.  (n.
  980/A)»
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          48
   Contrari            18

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  ricordo che l'Aula è convocata  per  domani,
  mercoledì  24  giugno  2015,  alle ore  16.00  per  commemorare  il
  compianto   onorevole   Lino  Leanza.  E'  inutile   che   evidenzi
  l'importanza della presenza in Aula.
   Ricordo  anche che domani è convocata la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari in ordine alla questione del rinnovo delle
  Commissioni.

   interno

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
                                interno

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   volevo
  rivolgere all'assessore Lo Bello in maniera tale che possa riferire
  al Presidente della Regione e si possa procedere in maniera veloce,
  senza perdere ulteriore tempo.
   Assessore, dopo circa 20 giorni, ieri sera si è finalmente riunita
  la  Giunta,  che  ha  deliberato su tutto tranne sull'utilizzo  dei
  fondi  PAC.  Lei sa, Assessore, che stiamo parlando  di  oltre  300
  milioni  di  euro,  che sono le ultime risorse che  possono  essere
  destinate  all'edilizia scolastica e che possono  essere  destinate
  alla banda ultralarga.
   L'edilizia  scolastica, signor Presidente, ci vede in  Sicilia  in
  una  situazione di grave pericolo, con le somme che in  parte  sono
  state  già inviate ai presidi, in parte no, e con oltre 200  scuole
  che potrebbero non riuscire a completare i progetti.
   Assessore   Lo   Bello,  le  chiedo  per  cortesia  di   attivarsi
  immediatamente  con  il Governo, che rappresenta,  affinché  queste
  somme  vengano  immediatamente sbloccate. Non è possibile  che  per
  qualche  campo di calcio o di pallavolo che non sappiamo  in  quale
  comune e in quale territorio della Regione siciliana non sono stati
  ancora appaltati si pensa di tenere bloccate oltre 200 scuole.
   L'altro  problema,  gravissimo, è quello della  banda  ultralarga.
  Come  lei  sa,  Assessore Lo Bello, noi siamo l'ultima  nazione  in
  Europa  per  quanto riguarda l'attivazione della banda  ultralarga.
  Siamo l'ultima nazione in Italia e come Regione siciliana siamo  in
  assoluto  l'ultima,  nel senso che tutte le  altre  regioni  almeno
  hanno appaltato i lavori.
   Oggi,  nonostante  l'Assessore Leotta ed  i  suoi  uffici  abbiano
  attivato  in  maniera seria, con una programmazione  che  tutti  ci
  invidiano,  l'attività  per  potere  appaltare  questi  lavori,   e
  ricordo,  cosa  che sfugge ai suoi colleghi, che c'è un  vincitore,
  cioè la gara è stata fatta, è stata assegnata e c'è una persona che
  ha vinto il bando.
   Ma  possiamo  pensare  di  continuare a perdere  tempo  su  questa
  vicenda? La modernizzazione della Sicilia passa attraverso la banda
  ultralarga.  Se noi pensiamo di perdere ancora tempo e  di  perdere
  questi finanziamenti credo che siamo proprio alla frutta.
   Signor  Presidente, anche a lei raccomando la vicenda  in  maniera
  tale  che  possa  fare le dovute pressioni, corrette evidentemente,
  sul Governo affinché queste risorse vengano sbloccate.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  utilizzo  lo
  strumento  dell'articolo 83 del Regolamento interno, alla  presenza
  del  Governo  e segnatamente del Vicepresidente della Regione,  per
  evidenziare  che  in  questi  giorni  è  molto  attuale   il   tema
  dell'indirizzo rilanciato anche dal Presidente del Consiglio Matteo
  Renzi.
   L'Assemblea   Regionale  Siciliana  ha  anticipato  questo   tema,
  approvando all'unanimità in IV Commissione il recepimento del Testo
  Unico  sull'edilizia, un testo di 80 articoli che è stato trasmesso
  alla  Commissione  Bilancio, e per il quale il 12  marzo  scorso  è
  stata richiesta la relazione tecnica agli uffici della Regione.
   Il  Presidente Crocetta e la Giunta di Governo spero che  sveglino
  dal  letargo  questi uffici, che sono chiamati da  quattro  mesi  a
  scrivere  cinque righe di relazione tecnica. Non so come si  chiama
  il  dirigente,  Corrao o Curaro, che è chiamato da quattro  mesi  a
  sbloccare e liberare i lavori della Commissione Bilancio,  per  una
  norma  che  se  approvata, consentirebbe la  sburocratizzazione  di
  numerosissime pratiche in Sicilia.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  apprendiamo  dai
  giornali che l'assessore Pizzo si appresta - pare sia già a Roma  -
  a firmare il contratto di servizio. Un contratto di servizio che ci
  costerà  cento milioni di euro, che durerà cinque anni e che  forse
  potrà essere considerato da qualcuno come largamente condiviso,  ma
  secondo noi non lo è stato a sufficienza.
   E'  un  atto  amministrativo, forse era  una  questione  di  garbo
  istituzionale  quello  di condividerlo almeno  con  la  Commissione
  Ambiente e che si occupa anche di trasporti. Ma abbiamo bussato  ad
  una  porta a cui non risponde nessuno; né una bozza, né delle linee
  guida  per capire come ci si sta muovendo, e non perché non  ci  si
  fidi del Governo. che ha già dato ampia prova di come si chiude  in
  se  stesso,  a  volte senza condivider dei passaggi importanti  per
  tutta  la  Regione. In questo momento i trasporti mostrano  davvero
  tutta  la  loro fragilità, il grave danno economico, e speriamo  di
  non  trovarci  di  fronte all'ennesima  frittata  che,  devo  dire,
  purtroppo, non abbiamo potuto condividere.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  avanzare
  una  richiesta  in  aggiunta  a quanto  detto  poc'anzi  dalla  mia
  collega,  perché non ricordo se lo ha detto. Qualora  la  firma  di
  questo  contratto avvenga in settimana, chiedo alla Presidenza  che
  l'assessore Pizzo venga a riferire in Aula rispetto a quanto fatto,
  chiaramente  per  potere mettere tutti al corrente  di  una  scelta
  importante, perché rivoluzionerà coi soldi dei siciliani il sistema
  ferroviario  attuale  e  si  ritiene  comunque  che  debba   essere
  conosciuto e saputo da tutti i siciliani se determinati convogli ci
  saranno  ancora, se determinate fermate ci saranno ancora.  Perché,
  ad  uno  studio preliminare di quanto è stato possibile  raccattare
  qua e là dalle informazioni date, sia a mezzo stampa sia attraverso
  coloro che sono stati invitati, comunque il comitato pendolari,  la
  situazione  a  noi  sembra  positiva ad esempio,  tanto  per  voler
  individuare soltanto una criticità a una diminuzione di  tempistica
  e pertanto non ci sarebbe un concetto diffuso su tutte le tratte né
  un reale guadagno, perché le abbiamo studiate.
   In   seconda   battuta,  avendo  studiato   un   po'   la   storia
  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana   all'indomani   della   sua
  istituzione, le prime tematiche che furono trattate, furono  quelle
  del sociale, furono quelle relative ai temi sociali.
   Ci troviamo in questo momento, ad avere nuovamente quelle urgenze.
  Da anni - sono passati ormai due anni - anche per la responsabilità
  che  ci  incameriamo noi sulle nostre spalle, essendo  ogni  giorno
  qua,  allorquando non si portano avanti dei processi che  sarebbero
  per  esempio le riforme relative al settore sociale in senso  lato.
  Nella  scorsa  finanziaria abbiamo approvato un  articolo  che,  in
  barba  al recepimento della 328, per legge individuava la procedura
  del  decreto interassessoriale. Decreto interassessoriale che  -  a
  mia   notizia  -  non  è  ancora  arrivato  da  un  anno   rispetto
  all'utilizzo  del  Fondo socio-sanitario. Noi abbiamo  una  riforma
  degli  IPAB ancora portata, poi ritirata, non trattata, sembra  che
  ci sia quasi un timore, una timidezza da parte dell'Assessore Bruno
  Caruso a trattare questa materia.
   Noi  abbiamo  40  milioni  e più sulla materia  degli  asili,  una
  situazione  regionale scandalosa. Sappiamo come  fino  ad  oggi  la
  copertura  proveniente sia dall'offerta - sotto  il  profilo  delle
  strutture - sia dalla possibilità che il terzo settore, in  qualche
  modo,  operi  attraverso i fondi pubblici. Noi abbiamo  un  sistema
  cristallizzato  che  ha  coperture  a  macchie  di   leopardo   sul
  territorio  regionale. Gli enti locali non sono neanche aiutati,  e
  probabilmente dobbiamo anche interrogarci su quanto gli enti locali
  oggi  siano capaci di rispondere alle esigenze del territorio, alle
  famiglie,  ai nuclei familiari che devono mettere da qualche  parte
  questi  ragazzi, perché oggi la famiglia è vessata. E  noi  abbiamo
  notizia  dell'Assessorato famiglia di 40 milioni di  euro  bloccati
  solo   perché   un  disegno  di  legge  di  riordino  del   sistema
  dell'infanzia non viene portato avanti.
   Allora, chiedo alla Presidenza di volersi attivare con i mezzi che
  riterrà  più  opportuni. Io mi sono già attivata con il  Presidente
  della  Commissione  Sanità,  onorevole Digiacomo,  con  l'Assessore
  Caruso,  con  la dott.ssa Bullara. Sono tutti pronti e disponibili.
  C'è la relazione pronta e non si capisce perché non si va avanti.
   Che  ci  si dia una mossa sotto questo profilo, dato che rimarremo
  fino al 31 luglio; almeno fino a quella data si faccia qualcosa  di
  serio per la Sicilia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  24  giugno 2015, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

   I  -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE NICOLA LEANZA

   II  - COMUNICAZIONI
  III  -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea . (V.
  allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 20.42

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI IN MATERIA DI  COMPOSIZIONE  DEI
  CONSIGLI  E  DELLE GIUNTE COMUNALI, DI STATUS DEGLI  AMMINISTRATORI
  LOCALI  E  DI  CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI. DISPOSIZIONI VARIE .  (N.
  980/A)

   (Evidenziati in rosso ed in grassetto gli emendamenti approvati)

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 1.
     Norme in materia di composizione dei consigli e delle giunte
                               comunali

         1.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     comunali  successivo all'entrata in vigore della presente
     legge,  il  numero  dei componenti dei consigli  comunali
     previsto dall'articolo 43 della legge regionale 15  marzo
     1963,  n.  16  e  successive modifiche e  integrazioni  è
     ridotto  del  20  per cento rispetto alle previsioni  del
     suddetto  articolo,  fatta eccezione  per  i  comuni  con
     popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti e per i  comuni
     capoluogo  di  provincia,  per  i  quali  il  numero  dei
     consiglieri  è ridotto del 10 % rispetto alle  previsioni
     del citato articolo 43.

         2.  Al  comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), dalla legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48   e   successive   modifiche  ed   integrazioni   sono
     introdotte le seguenti modifiche:

         a)   dopo  le  parole  al 20 per cento dei componenti
     dell'organo   elettivo  di  riferimento   aggiungere   le
     parole   ,  arrotondato all'unità  superiore  qualora  il
     rapporto  presenti un risultato decimale pari o superiore
     a 0,1. ;

         b)   le  parole  da   e,  limitatamente  alle  giunte
     comunali,   fino  alla  fine del  comma  sono  sostituite
     dalle  parole   Nei  comuni con popolazione  superiore  a
     5.000  e pari o inferiore a 10.000 abitanti il numero  di
     assessori   è   fissato  a  quattro,   nei   comuni   con
     popolazione superiore a 3.000 e pari o inferiore a  5.000
     abitanti  il numero degli assessori è fissato a tre,  nei
     comuni  con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti
     il numero degli assessori è fissato a due. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   1.8   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.3   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.2   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.2   All'articolo  1  apportare  le  seguenti  Commiss
  5    modifiche:                                 ione

         a)  al  comma 1, eliminare le parole  da
        A decorrere  fino a  presente legge .

         b) aggiungere il seguente comma:

          3.   Le   disposizioni   del   presente
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo alla data di entrata in  vigore
       della presente legge. .
   1.4   Al  comma  1,  sostituire le  parole   è  Di
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle Mauro
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Greco
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione G.
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato articolo 43  con le parole  è  così
       composto:
         a)  30 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 500.000 abitanti;
         b)  25 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 250.000 abitanti;
         c)  20 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 100.000 abitanti;
         d)  15 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 50.000 abitanti;
         e)  14 membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 30.000 abitanti;
         f)  9  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 10.000 abitanti;
         g)  7  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 5.000 abitanti;
         h)  5  membri nei comuni con popolazione
       superiore   alla  data  dell'ultimo   dato
       ISTAT disponibile a 3.000 abitanti;
         i) 3 membri negli altri comuni. .
   1.9   Al  comma  1  sostituire le  parole    è  Alongi
       ridotto  del  20 per cento  rispetto  alle  D'Asero
       previsioni  del  suddetto articolo,  fatta  Fontana
       eccezione  per  i  comuni con  popolazione  Germanà
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i  Lo
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i Sciuto
       quali  il numero dei consiglieri è ridotto
       del  10  %  rispetto alle  previsioni  del
       citato  articolo  43.  con  le  parole   è
       ridotto  del  10 per cento  rispetto  alle
       previsioni del suddetto articolo .
   1.1   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Lo
  7    ridotto  del 20 per cento  con  le  parole Sciuto
        è ridotto del 10 per cento .               Alongi
                                                   D'Asero
                                                   Germanà
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2    eccezione  per  i  comuni con  popolazione
       tra  50.001  e 100.000 abitanti  e  per  i
       comuni  capoluogo  di  provincia,  per   i
       quali  il numero di consiglieri è  ridotto
       del   10%  rispetto  alle  previsioni  del
       citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere il periodo che va  Musumec
  4    da    fatta  eccezione   fino  a    citato i
       articolo 43 .                               Formica
                                                   Ioppolo
   1.1   Al  comma  1  sopprimere il  periodo   ,  Siragus
  6    fatta   eccezione   per   i   comuni   con a
       popolazione tra 50.001 e 100.000  abitanti  Cappell
       e  per  i  comuni capoluogo di  provincia, o
       per  i  quali  il numero di consiglieri  è
       ridotto  del 10% rispetto alle  previsioni
       del citato articolo 43 .
   1.1   Al  comma 1 sopprimere le parole  per  i  Siragus
  5    comuni   con  popolazione  tra  50.001   e a
       100.000 abitanti e .                        Cappell
                                                  o
   1.2   Alla  fine  del  comma 1  aggiungere  il  Commiss
  6    seguente periodo:                          ione
          Qualora   il   rapporto   presenti   un
       risultato decimale pari o superiore a  0,1
       il  numero  di  consiglieri è  determinato
       con arrotondamento all'unità superiore .
   1.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   1.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Barbaga
  3       2.  Per  la  composizione delle  giunte llo
       comunali,  si  applicano  le  disposizioni  Lupo
       dell'articolo  47, comma  1,  del  decreto  Cirone
       legislativo 18 agosto 2000, n.  267.  Sono  Vullo
       abrogate   tutte   le   disposizioni    in
       contrasto. .
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  1.18                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.6   La   lettera  a)  del  comma  2  è  così  Di
       sostituita:                                Mauro
          a)  la  giunta comunale è composta  dal  Greco
       Sindaco che la presiede e da un numero  di G.
       assessori    rideterminate    nel     modo
       seguente:
         1)   10   assessori   nei   comuni   con
       popolazione superiore a 500.000 abitanti;
         2)    9   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 250.000 abitanti;
         3)    8   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 100.000 abitanti;
         4)    7   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 50.000 abitanti;
         5)    6   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 30.000 abitanti;
         6)    5   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 10.000 abitanti;
         7)    4   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 5.000 abitanti;
         8)    3   assessori   nei   comuni   con
       popolazione sino a 3.000 abitanti. .
   1.1   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  1.23                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   1.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  0    parole    Nei   comuni   con   popolazione  D'Asero
       superiore  a  5.000 e pari o  inferiore  a  Germanà
       10.000  abitanti il numero di assessori  è  Lo
       fissato   a   quattro,  nei   comuni   con Sciuto
       popolazione  superiore a 3.000  e  pari  o
       inferiore  a  5.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori  è  fissato  a  tre,  nei
       comuni con popolazione pari o inferiore  a
       3.000  abitanti il numero degli  assessori
       è  fissato  a  due.  con  le  parole   Nei
       comuni  con popolazione da zero  a  10.000
       abitanti il numero di assessori è  fissato
       a quattro. .
         All'art.   1,    comma   2   lett.    b)  Di
   1.2 sostituire  le  parole  da   superiore   a Giacinto
  7    3.000  fino alla fine con le parole   pari
       o  inferiore  a 5.000 abitanti  il  numero
       degli assessore è fissato a tre. .

   1.2   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Di
  4    parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il Giacinto
       numero  degli assessori è fissato  a  tre,  Malafar
       nei   comuni   con  popolazione   pari   o ina
       inferiore  a  3.000  abitanti  il   numero
       degli  assessori è fissato a due.  con  le
       parole   inferiore  a  5.000  abitanti  il
       numero degli assessori è fissato da due  a
       quattro,  nel rispetto del tetto di  spesa
       complessivo  degli assessori,  nei  comuni
       con  popolazione pari o inferiore a  3.000
       abitanti  il  numero  degli  assessori   è
       fissato  da  due a quattro,  nel  rispetto
       del   tetto  di  spesa  complessivo  degli
       assessori.
   1.7   Dopo   la  lettera  b)  è  aggiunta   la  Di
       seguente lettera:                          Mauro
            c)  all'articolo  33  della  legge  8  Greco
       giugno   1990  n.  142,  come   introdotto G.
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  e),
       della    legge   regionale   n.   48/1991,
       integrato  dall'articolo  1  della   legge
       regionale  16  dicembre 2008  n.  22  sono
       aggiunte   le  parole   nei   comuni   con
       popolazione  da 1.000 a 2.000  abitanti  ,
       la  giunta comunale è composta dal Sindaco
       che la presiede e da 2 assessori.
   1.1   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Alongi
  1       2   bis.   Ai  fini  di  una   migliore  D'Asero
       partecipazione      democratica       alla  Germanà
       amministrazione della cosa  pubblica,  gli  Lo
       statuti  dei comuni possono prevedere  che Sciuto
       il   numero   dei  componenti,   sia   del
       consiglio  comunale che  degli  assessori,
       possa  essere maggiore di quello stabilito
       dalla  presente  legge,  purché  la  spesa
       derivante  e  gravante  sul  bilancio  del
       comune  non  superi  la spesa  complessiva
       che  lo  stesso  comune  sopporterebbe   a
       seguito  della applicazione della presente
       legge regionale.
   1.2   Dopo il comma 2 inserire il seguente:     Milazzo
  2       2 bis. Le disposizioni dei commi 1 e  2 G.
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo  Falcone
       rinnovo elettorale.                         Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 2.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
           in materia di status degli amministratori locali

         1.  La  misura massima delle indennità di funzione  e
     dei  gettoni  di  presenza di cui all'articolo  19  della
     legge  regionale  23 dicembre 2000, n.  30  e  successive
     modifiche  e  integrazioni è commisurata alle  previsioni
     di  cui alla tabella  A  allegata al Regolamento adottato
     con  decreto del Ministro dell'Interno del 4 aprile 2000,
     n.  119  e successive modifiche ed integrazioni,  di  cui
     all'articolo  82,  comma  8 del  decreto  legislativo  18
     agosto   2000,   n.   267  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni.  Al  presidente del  consiglio  comunale  è
     attribuita un'indennità pari a quella dell'assessore  dei
     comuni della stessa classe demografica.

         2.  All'articolo 20 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche e integrazioni sono apportate  le
     seguenti modifiche:

         a)  al  comma  1 le parole  si protraggano  oltre  la
     mezzanotte     sono   sostituite   dalle    parole     si
     protraggano oltre le due ;

         b)  al  comma  2  le parole  hanno  diritto,  per  la
     partecipazione  alle sedute, di assentarsi  dal  servizio
     per  l'intera  giornata   sono  sostituite  dalle  parole
      hanno  diritto di assentarsi dal servizio per  il  tempo
     strettamente  necessario alla partecipazione  a  ciascuna
     seduta, compreso il tempo per raggiungere il luogo  della
     riunione  e  rientrare al posto di  lavoro  nella  misura
     massima  di  un'ora prima e di un'ora dopo lo svolgimento
     della seduta. .

         3.  Fermo restando quanto disposto dagli articoli  18
     e  20  della  legge  regionale n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e  integrazioni  in  materia  di  aspettative
     nonché  di permessi e licenze degli amministratori  degli
     enti  locali  della  Regione, i  rimborsi  a  favore  del
     datore  di  lavoro di cui al comma 5 del citato  articolo
     20   della   legge  regionale  n.  30/2000  e  successive
     modifiche   e   integrazioni   sono   corrisposti   dalla
     amministrazione locale competente nel limite  massimo  di
     1/3   dell'indennità  spettante  al  rispettivo  sindaco,
     fatta   eccezione   per   i   rimborsi   relativi    agli
     amministratori   dei  comuni  con  popolazione   pari   o
     inferiore  a  10.000  abitanti, per  i  quali  il  limite
     previsto  dal presente comma è pari al 50% della medesima
     indennità.

         4.  All'articolo 21 della legge regionale n.  30/2000
     e  successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
     seguenti modifiche:

         a) il comma 4 è soppresso;
  b) al comma 5 le parole da  e che, in ragione del loro mandato
  fino a  modifiche ed integrazioni  sono sostituite dalle parole  ,
  spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente
  sostenute per l'effettiva partecipazione ad ognuna delle sedute
  dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi nonché per la
  presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento
  delle funzioni proprie o delegate. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   2.4   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  3                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.6   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  0                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.5   Il comma 1 è così sostituito:             Di
          1.  La  misura massima delle  indennità Mauro
       di  funzione e dei gettoni di presenza  di  Greco
       cui  al  comma  2 dell'articolo  19  della G.
       legge  regionale  n. 30  del  23  dicembre
       2000    e    successive    modifiche     e
       integrazioni,   è   determinata    secondo
       quanto   previsto   dalla   tabella     A
       allegata   al  Regolamento  adottato   con
       decreto  del 4 aprile 2000 n.  119  e  sue
       successive  modifiche e  integrazioni,  di
       cui  all'articolo 82, comma 8 del  decreto
       legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e  sue
       successive   modifiche   e   integrazioni,
       decurtata del 20%. .
   2.3   Al  comma  1  sostituire  le  parole   è  Commiss
  7    commisurata alle previsioni di  cui  alla  ione
       con  le  parole  è pari a quella  prevista
       dalla .
   2.1   Al  comma  1, dopo le parole  successive  Siragus
  9    modifiche   ed  integrazioni    aggiungere a
        non è comunque consentito erogare più  di  Cappell
       un  gettone  al giorno, anche in  caso  di o
       partecipazione  a più di  una  seduta  dei
       relativi organi consiliari. .
   2.3   Al   comma   1,   dopo  le   parole    e  Laccoto
  3    successive   modifiche  ed   integrazioni   Panarel
       sono  aggiunte  le  parole:   fatto  salvo lo
       che,  nella  parte relativa ai gettoni  di  Vullo
       presenza  dei  consiglieri  comunali,   la  Arancio
       dimensione demografica degli scaglioni  da
       30.001 a 500.000 è così rideterminata:  da
       30.001 a 200.000 e da 200.001 a 500.000 .
   2.1   Al   comma   1,  alla  fine  del   primo  Rinaldi
  2    periodo,  dopo  le  parole   del   decreto  Sudano
       legislativo  18  agosto  2000,  n.  267  e  Alloro
       successive   modifiche  ed   integrazioni   Vinciul
       aggiungere  le seguenti:  a decorrere  dal lo
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge. .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  4    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le  parole  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
       indennità pari all'80 per cento di  quella
       spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
       hanno  diritto a percepire un  gettone  di
       presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad un  quarto
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.1   Al   comma   1   dopo  le   parole    Al  Barbaga
  5    presidente   del  consiglio   comunale   è llo
       attribuita  un'indennità  pari  a   quella  Rinaldi
       dell'assessore  dei  comuni  della  stessa  Lupo
       classe  demografica  aggiungere le parole:  Cirone
        Ai    presidenti    dei    consigli    di
       circoscrizione    è    corrisposta     una
   Seg indennità  pari al 60 per cento di  quella
  ue   spettante  agli  assessori dei  rispettivi
       comuni.  I  consiglieri di  circoscrizione
   seg hanno  diritto a percepire un  gettone  di
  ue   presenza per l'effettiva partecipazione  a
       Consigli  e  Commissioni. In  nessun  caso
       l'ammontare  percepito nell'ambito  di  un
       mese  da  un  consigliere circoscrizionale
       può  superare l'importo pari ad  un  terzo
       dell'indennità prevista per il  rispettivo
       presidente .
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  2    seguente:                                  G.
          1     bis.    Al    Presidente    della  Falcone
       circoscrizione    è    corrisposta     una  Savona
       indennità  pari  a quella  corrisposta  al  Assenza
       Consigliere di circoscrizione.              Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  1    seguente:                                  G.
          1  bis.  L'indennità stabilita per  gli  Falcone
       Assessori  non  può in ogni caso  superare  Savona
       il  70% dell'importo massimo percepito dai  Assenza
       consiglieri comunali. .                     Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.1   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Milazzo
  6    seguente:                                  G.
          1   bis.   L'indennità   dell'Assessore  Falcone
       comunale non può superare l'indennità  del  Savona
       Consigliere comunale.                       Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis. All'articolo 19, comma 12  bis,
       della legge regionale 23 dicembre 2000  n.
       30,  è  aggiunto il seguente periodo:   La
       corresponsione dei gettoni di  presenza  è
       in  ogni caso esclusa, ove una seduta  sia
       dichiarata   deserta  per   mancanza   del
       numero legale.'.
   2.8   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  1                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Figucci
  2                                               a
                                                  Falcone
                                                  Assenza
                                                  Federico
                                                  Grasso
                                                   Milazzo
                                                  G.
                                                  Papale
                                                   Savona
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Cascio
  5                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.3   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  9                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   2.1   Al  comma 2 sopprimere le lettere  a)  e  Rinaldi
       b)                                          (*)
         Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Milazzo
  2.28                                            G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera a)       Cascio
  6                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.2   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Milazzo
  9                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.3   Al comma 2 sopprimere la lettera b)       Cascio
  4                                               F.
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Alongi
                                                   Germanà
   2.1   Al  comma  2,  lettera b) sostituire  le  Alongi
  1    parole   nella  misura massima  di  un'ora  D'Asero
       prima  e  di  un'ora dopo  lo  svolgimento  Germanà
       della   seduta.   con  le  parole    nella  Lo
       misura  massima di due ore prima e di  due Sciuto
       ore dopo lo svolgimento della seduta.
   2.1   Al  comma 2, lettera b) le parole  nella  Zito
  8    misura massima di un'ora e di un'ora  dopo Mangiaca
       lo    svolgimento   della   seduta    sono vallo
       sostituite  dalle  parole   nella   misura Cancelle
       massima  di 30 minuti e di 30 minuti  dopo ri
       lo svolgimento della seduta .              Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   2.7   Al  comma  2,  dopo  la  lettera  b)   è  Di
       aggiunta la seguente lettera:              Mauro
          c)   i   consiglieri   comunali   hanno  Greco
       diritto   a   percepire  un   gettone   di G.
       presenza  al  giorno per la partecipazione
       a  consigli e commissioni anche in caso di
       partecipazioni a più sedute  nella  stessa
       giornata.  In  nessun  caso  si   potranno
       accumulare più di 20 gettoni al mese.
   2.9   Il comma 3 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.4   Il comma 3 è sostituito dal seguente:     Sudano
  0       3.   All'articolo  20,  comma  5  della  Ruggire
       legge  regionale 23 dicembre 2000, n.  30, llo
       le   parole    pari  a  due  terzi    sono  Anselmo
       sostituite dalle parole  pari ad un  terzo  Nicotra
       o,    limitatamente    ai    Comuni    con  Sammart
       popolazione  inferiore a  10.000  abitanti ino
       pari alla metà  .
   2.3   Al   comma  3  eliminare  le  parole  da  Commiss
  8     Fermo restando  a  della Regione .        ione

   2.1   Al   comma  3  le  parole   nel   limite  Zito
  7    massimo  di  1/3   sono  sostituite  dalle Mangiaca
   I   parole   nel limite massimo di 1/4 ed  1/5 vallo
  part nelle   città   di  Catania,   Messina   e Cancelle
  e    Palermo .                                  ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Al  comma 3 sopprimere le parole:  fatta  Fazio
  2.13 eccezione  per  i rimborsi  relativi  agli
       amministratori dei comuni con  popolazione
       pari o inferiore a 10.000 abitanti, per  i
       quali  il  limite  previsto  dal  presente
       comma   è   pari  al  50%  della  medesima
       indennità .
   2.1   Al   comma  3   è  pari  al  50%   della  Zito
  7    medesima    indennità    sono   sostituite Mangiaca
   II  dalle   parole   è  pari  ad   1/3   della vallo
  part medesima indennità .                       Cancelle
  e                                               ri
                                                  Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
         Il comma 4 è soppresso                    Di
  2.10                                            Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   2.2   Il comma 4 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al  comma 4, sopprimere le lettere a)  e  Milazzo
  5    b)                                         G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.2   Al comma 4 sopprimere la lettera b)       Rinaldi
                                                   (*)
         Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Lombard
  2.20 comma:                                     o
          5.   Le   disposizioni   del   presente  Di
       articolo  si  applicano  a  decorrere  dal Mauro
       primo   rinnovo   dei  consigli   comunali
       successivo  all'entrata  in  vigore  della
       presente legge .
   2.2   Dopo  il  comma 4 aggiungere il seguente  Milazzo
  4    comma:                                     G.
          5.  Le  disposizioni di  cui  sopra  si  Falcone
       applicano     dal     prossimo     rinnovo  Savona
       elettorale.                                 Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   2.4   All'articolo  2, comma  1,  del  DDL,  è  Governo
  1    aggiunto il seguente periodo:
          Il  dipendente di un ente locale eletto
       alla  carica di sindaco presso  il  Comune
       di  servizio  percepisce  un'indennità  di
       carica  in  ogni  caso  non  inferiore  al
       trattamento   economico   complessivo   in
       godimento all'atto dell'insediamento. .

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 3.
                        Adeguamento dei comuni

  1. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti alle
    disposizioni in essa contenute. In caso di mancato adeguamento
    trova applicazione quanto previsto dagli articoli 1 e 2.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   3.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   3.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.5   Al   comma   1  sostituire   la   parola  Milazzo
        sessanta  con  trenta .                   G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.1   Al  comma 1, sostituire le parole   alle  Commiss
  1    disposizioni  in  essa contenute   con  le ione
       parole   alle  disposizioni  di  cui  agli
       articoli  1  e 2  e sostituire  le  parole
        quanto  previsto dagli articoli  1  e  2
       con   le   parole   quanto  previsto   dai
       medesimi articoli .
   3.1   Al  comma 1, il secondo periodo  è  così  Sudano
  0    sostituito:     In   caso    di    mancato  Ruggire
       adempimento  entro i termini si  applicano llo
       le  procedure di cui all'articolo 24 della  Anselmo
       Legge  Regionale 3 dicembre 1991,  n.  44.  Nicotra
       Le  disposizioni di cui agli articoli 1  e  Sammart
       2  trovano applicazione anche in  caso  di ino
       mancato    adeguamento    degli    Statuti
       comunali.
   3.1   Al   comma  1,  il  secondo  periodo   è  Sudano
  2    sostituto  dal seguente:  Le  disposizioni  Ruggire
       di   cui  agli  articoli  1  e  2  trovano llo
       applicazione  anche  in  caso  di  mancato  Anselmo
       adeguamento degli Statuti comunali.         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   3.9   Al  comma 1, sostituire le parole   1  e  Di
       2  con  1, 2 e 5 .                         Giacinto
   3.2   Al   comma   1  aggiungere  le  seguenti  Lombard
       parole  :    Le disposizioni del  presente o
       articolo,  si  applicano a  decorrere  dal  Di
       primo rinnovo dei consigli comunali e  dei Mauro
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   3.3   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2.  Le  disposizioni di cui al comma  1 G.
       si   applicano,  a  decorrere  dal   primo  Falcone
       rinnovo  dei consigli comunali, successivo  Savona
       alla  data  di  entrata  in  vigore  della  Assenza
       presente legge.                             Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   3.4   Aggiungere il seguente comma:             Lo
          2.   Le   disposizioni  di   cui   agli Sciuto
       articoli  1  e 2 della presente  legge  si  Alongi
       applicano  a  decorrere dal primo  rinnovo  D'Asero
       dei   consigli  comunali  successivo  alla  Germanà
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge.
   3.6   Aggiungere il seguente comma:             Milazzo
          2. Le disposizioni di cui agli          G.
       articoli precedenti si applicano dal        Falcone
       prossimo rinnovo elettorale.                Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 4.
        Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
               in materia di trasparenza amministrativa

    1. Alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30, dopo l'articolo
       21 è aggiunto il seguente:

                             Art. 21 bis.
           Obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali

         1.  Al fine di garantire la massima trasparenza nelle
     pubblica   amministrazione,  tutte  le  spese  a   carico
     dell'ente  per i rimborsi e per i gettoni ai  consiglieri
     comunali   sono   pubblicate   nel   sito   istituzionale
     dell'ente.

         2.  I  comuni predispongono nei propri siti  internet
     una   sezione  dedicata  ai  consigli  comunali  ed  alle
     singole  commissioni dove sono inseriti  gli  ordini  del
     giorno,  i  verbali  delle commissioni  e  dei  consigli,
     l'orario  di  inizio e di fine delle  commissioni  e  dei
     consigli comunali. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   4.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   4.6   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.7   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   4.8   Al  comma 1 prima delle parole  Al  fine  Sudano
       di  garantire  aggiungere le parole  Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   4.1   Al  comma 1, Art. 21 bis, sopprimere  il  Rinaldi
       comma 2                                     (*)
   4.5   Al  comma  1, Art. 21 bis, al  comma  2,  Zito
       dopo  le parole:  e dei consigli comunali  Mangiaca
       aggiungere  la  seguente  frase:    nonché vallo
       l'attività consiliare degli eletti con  la Cancelle
       possibilità  di poter scaricare  dal  sito ri
       del comune gli atti depositati .           Cappello
                                                  Ciaccio
                                                  Ciancio
                                                   Ferreri
                                                   Foti
                                                   La
                                                  Rocca
                                                  Palmeri

                                                  Siragusa
                                                  Trizzino
                                                  Tancredi
                                                  Zafarana
   4.3   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Ai  fini della pubblicità  dei Mauro
       lavori  delle  commissioni  consiliari,  è  Greco
       fatto  obbligo ai comuni di adeguare entro G.
       120    giorni   i   propri    statuti    e
       regolamenti,   all'utilizzo   della   rete
       Internet e delle trasmissioni video  delle
       sedute delle commissioni consiliari.
   4.4   Aggiungere il seguente comma:             Di
          1  bis.  Gli  enti locali,  per  quanto Mauro
       attiene  la  riduzione delle misure  delle  Greco
       indennità  di  funzione e dei  gettoni  di G.
       presenza   in  attuazione  della  presente
       norma,  dovranno  produrre all'Assessorato
       Regionale delle Autonomie Locali  e  della
       Funzione   Pubblica  alla  data   del   31
       dicembre    di   ogni   anno,    specifica
       certificazione   attestante    l'effettiva
       riduzione  di spesa conseguita  alla  data
       del   31  dicembre  dell'anno  precedente.
       L'assessore,  riscontrata  la   differenza
       tra l'ammontare delle economie di cassa  e
       la   riduzione   dei  trasferimenti,   con
       propri  decreti  adegua la  dotazione  per
       l'anno    di    riferimento   del    Fondo
       straordinario  di  cui all'art.  30  della
       legge   regionale  n.  5  del  28  gennaio
       2014.

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                               Art. 5.
              Soppressione delle commissioni consiliari
     nei comuni con popolazione pari o inferiore a 10.000 abitanti

         1.  Al  comma 4 dell'articolo 31 della legge 8 giugno
     1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma  1,
     lettera  e), della legge regionale 11 dicembre  1991,  n.
     48  e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
     all'inizio le parole  Nei comuni con popolazione  pari  o
     inferiore a 10.000 abitanti, .

         2.  I  comuni adeguano i propri statuti e regolamenti
     entro  centoventi giorni della data di entrata in  vigore
     della presente legge.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   5.3   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   L'articolo è soppresso                    Sudano
  3                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   5.1   Il comma 1 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   5.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.8   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Al  comma 1, sostituire le parole   pari  Commiss
  1    o inferiore  con la parola  superiore .    ione
   5.2   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Governo
       seguente:
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,  n.   48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)   dopo  la  parola   organizzazione',
       sopprimere  le  parole   e  le  forme   di
       pubblicità dei lavori';
         b)  dopo  la parola  diffusi' aggiungere
       il   seguente  periodo   Le  sedute  delle
       commissioni  consiliari  sono   pubbliche,
       salvi  i casi previsti dal regolamento,  e
       si  tengono  preferibilmente  in  un  arco
       temporale non coincidente con l'orario  di
       lavoro dei partecipanti.'.
   5.6   Dopo   il   comma   1,   aggiungere   il  Siragus
       seguente:                                  a
          1  bis.  Al  comma  4 dell'articolo  31  Cappell
       della  legge 8 giugno 1990, n.  142,  come o
       introdotto  dall'articolo  1,   comma   1,
       lettera  e),  della  legge  regionale   11
       dicembre   1991,   n.  48   e   successive
       modificazioni, sono apportate le  seguenti
       modifiche:
         a)  dopo  le parole  interessi diffusi.
       Aggiungere:   I  lavori delle  commissioni
       consiliari sono pubblici, è fatto  obbligo
       ai  comuni siciliani di adeguare i  propri
       Statuti  ed i propri regolamenti indicando
       l'utilizzo  della  rete Internet  e  della
       trasmissione  video  delle  sedute   delle
       commissioni   consiliari,   quale    forma
       prevalente di pubblicità dei lavori. ;
         b)  le  parole  e le forme di pubblicità
       dei lavori  sono soppresse.
   5.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   5.9   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   5.1   Il comma 2 è soppresso                    Di
  0                                               Giacinto
   5.1   Al  comma 2 dopo la parola  regolamenti   Commiss
  2    inserire  le parole  alle disposizioni  di ione
       cui al comma 1 .

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 6.
            Norme in materia di consigli circoscrizionali

         1.  Sono soppressi i consigli circoscrizionali, fatta
     eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina.

         2.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dei  consigli
     circoscrizionali successivo all'entrata in  vigore  della
     presente  legge,  il numero dei componenti  dei  consigli
     circoscrizionali  di  cui  al comma  4  dell'articolo  13
     della  legge  8  giugno  1990, n.  142,  come  introdotto
     dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),  della   legge
     regionale   11   dicembre  1991,  n.  48,  e   successive
     modifiche  ed integrazioni è ridotto del 20%  rispetto  a
     quanto  previsto dal citato articolo 13 e, comunque,  non
     può  essere  superiore a 10, compreso il  presidente  del
     consiglio circoscrizionale.

         3.  Sono  abrogate  le  norme  in  contrasto  con  il
     presente articolo.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   6.2   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   L'articolo è soppresso                    Milazzo
  5                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.4   Il comma 1 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
  6                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.9   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Gucciar
          1.   Fatta  eccezione  per   le   città di
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e
       Messina, i presidenti ed i consiglieri  di
       circoscrizioni, dalla data di  entrata  in
       vigore    della   presente   legge,    non
       percepiranno    compensi,    gettoni    di
       presenza,    indennità,    emolumenti    o
       rimborsi,   a   qualunque  titolo   e   in
       qualsiasi forma. E' fatto altresì  divieto
       agli  Statuti ed ai Regolamenti dei Comuni
       di  prevedere l'attribuzione di  compensi,
       gettoni     di     presenza,    indennità,
       emolumenti o rimborsi, a qualunque  titolo
       e   in  qualsiasi  forma,  a  favore   dei
       presidenti   e   dei   consiglieri   delle
       circoscrizioni .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Musumec
  0       1.   Fatta  eccezione  per   le   città i
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Formica
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei  Ioppolo
       Comuni      non     possono     attribuire
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.1   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Ruggire
  2       1.   Fatta  eccezione  per   le   città llo
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e  Sammart
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei ino
       Comuni      non     possono     attribuire  Sudano
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza,  Nicotra
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in
       qualsiasi  forma siano essi  percepiti,  a
       favore  degli amministratori dei  consigli
       circoscrizionali .
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Figucci
  1       1.   Fatta  eccezione  per   le   città a
       metropolitane   di  Palermo,   Catania   e Falcone
       Messina, gli Statuti ed i Regolamenti  dei Assenza
       Comuni      non     possono     attribuire Federico
       retribuzioni,   gettoni    di    presenza, Grasso
       indennità,   emolumenti  o   rimborsi   in  Milazzo
       qualsiasi forma siano percepiti, a  favore G.
       degli    amministratori    dei    consigli Papale
       circoscrizionali.                           Savona
   6.2   Il comma 1 è sostituito dal seguente:     Venturi
  0       1.  Fatta  eccezione per  i  Comuni  di no
       Palermo,  Catania e Messina, per  i  quali  Fazio
       si  applica  la  normativa  previgente,  i
       Comuni  con popolazione superiore a 50.000
       abitanti  possono  prevedere  nei   propri
       statuti   e  regolamenti  i  consigli   di
       circoscrizione,   tutti   gli    incarichi
       esercitati dai loro organi sono  a  titolo
       gratuito, ed in nessun caso gli statuti  e
       i    regolamenti   dei   Comuni   potranno
       prevedere  gettoni di presenza  e/o  altro
       emolumento a carico degli stessi Comuni .

   6.7   Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:   Cirone
          1   bis.  Alle  città  con  popolazione  Marzian
       superiore    ai   100.000    abitanti    è o
       consentita  l'istituzione di  consigli  di  Lupo
       circoscrizione  fino  a  un   massimo   di  Vinciul
       cinque.  Il numero dei consiglieri  eletti lo
       in   ogni  singola  circoscrizione   viene
       fissato  da  un  minimo  di  cinque  a  un
       massimo di otto rappresentanti sulla  base
       delle    popolazioni    residenti    nelle
       rispettive circoscrizioni  .
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Rinaldi
                                                   (*)
   6.5   Il comma 2 è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   6.1   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
  7                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Il comma 2 è soppresso                    Sudano
  5                                                Ruggire
                                                  llo
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   6.3   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Di
          2.  A  decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   il  numero  dei  componenti   dei
       consigli circoscrizionali di cui al  comma
       4  dell'articolo 13 della legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 50% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque,  non può essere superiore  a  7,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale.
   6.1   Il comma 2 è sostituito dal seguente:     Venturi
  9       2. Nei comuni di cui al primo comma,  e no
       nei  Comuni di Palermo, Catania e Messina,  Fazio
       a  decorrere  dalla prima  costituzione  o
       primo       rinnovo      dei      consigli
       circoscrizionali  successivo   all'entrata
       in  vigore della presente legge, il numero
       dei      componenti      dei      consigli
       circoscrizionali  di  cui   al   comma   4
       dell'articolo  13  della  legge  8  giugno
       1990,     n.    142,    come    introdotto
       dall'articolo  l , comma  1,  lettera  c),
       della  legge  regionale 11 dicembre  1991,
       n.   48,   e   successive   modifiche   ed
       integrazioni è ridotto del 20% rispetto  a
       quanto previsto dal citato articolo 13  e,
       comunque, non può essere superiore  a  l0,
       compreso   il  presidente  del   consiglio
       circoscrizionale. ".
   6.2   Al  comma 2, eliminare le parole  da   è  Commiss
  2    ridotto  a  e comunque .                   ione
   6.8   Al  comma  2  sostituire  le  parole   è  Alongi
       ridotto   del   20%  rispetto   a   quanto  D'Asero
       previsto   dal  citato  articolo   13   e,  Germanà
       comunque, non può essere superiore  a  10,  Lo
       compreso   il  presidente  del   consiglio Sciuto
       circoscrizionale.   con   le   parole    è
       ridotto   del   15%  rispetto   a   quanto
       previsto dal citato articolo 13.
   6.1   Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:    Di
  1       2  bis.  A decorrere dal primo  rinnovo Mauro
       dei  consigli circoscrizionali  successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,    nei   comuni   con   popolazione
       compresa  tra  i 250 mila  e  i  500  mila
       abitanti,        fino        all'effettivo
       decentramento  delle  competenze  di   cui
       all'art.   13   legge   n.   142/90,    ai
       presidenti  dei consigli di circoscrizione
       è  corrisposta  un'indennità  di  funzione
       nella  misura  massima del 50%  di  quella
       spettante per i sindaci.
         2   ter.  All'amministratore  cui  venga
       corrisposta   l'indennità   di   cui    al
       precedente  punto  1,  non  spetta   alcun
       gettone  di presenza per le partecipazioni
       di sedute dell'organo collegiale.

   6.1   Il comma 3 è soppresso                    Milazzo
  8                                               G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.6   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Di
            4. A decorrere dal primo rinnovo  dei Mauro
       consigli    circoscrizionali    successivo  Greco
       all'entrata   in  vigore  della   presente G.
       legge,   nei  comuni  dove  insistono   le
       circoscrizioni    di   decentramento,    i
       Consigli Comunali, entro 180 giorni  dalla
       data  di  entrata in vigore della presente
       legge,   dovranno   definire   l'iter   di
       assegnazione    delle   competenze    alle
       circoscrizioni;                  trascorso
       infruttuosamente  tale termine,  ai  sensi
       dell'articolo 17 del testo  Unico  di  cui
       al  decreto legislativo n. 267 del 2000  e
       sue  successive  modifiche e  integrazioni
       le stesse saranno soppresse.
   6.2   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Sudano
  4     4.    Ai    Presidenti    dei    Consigli  Ruggire
       Circoscrizionali       è       corrisposta llo
       un'indennità nella misura massima  fissata  Anselmo
       dall'articolo   7  del  decreto   di   cui  Nicotra
       all'articolo  2, comma 1.  Ai  consiglieri  Sammart
       delle  Circoscrizioni  è  corrisposto   un ino
       gettone  di presenza nella misura  massima
       fissata   dall'articolo  8  dallo   stesso
       Decreto  di cui all'articolo 2,  comma  1.
       In  nessun  caso l'importo corrisposto  al
       consigliere   in   ciascun   mese    potrà
       eccedere   la  misura  di  un  terzo   del
       trattamento  previsto  per  il  Presidente
       del relativo consiglio circoscrizionale.
   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  3         4.  Le  Circoscrizioni che,  a  causa G.
       dell'elezione     del    Presidente     di  Falcone
       Circoscrizione, hanno aumentato il  numero  Savona
       dei    componenti   del    consiglio    di  Assenza
       circoscrizione,   hanno    l'obbligo    di  Federic
       diminuirlo a partire dal prossimo  rinnovo o
       elettorale. .                               Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.2   Dopo  il  comma 3 aggiungere il seguente  Commiss
  3    comma:                                     ione
          Le  disposizioni di cui al comma 1  non
       si      applicano      ai      consiglieri
       circoscrizionali in carica  alla  data  di
       entrata in vigore della presente legge.

   6.1   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:   Milazzo
  4         4.  Le  disposizioni di cui ai  commi G.
       precedenti   si  applicano  dal   prossimo  Falcone
       rinnovo elettorale .                        Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   6.1   All'emendamento  6.12   le   parole    a  Figucci
  2.1  favore    degli    amministratori     sono a
       sostituite  con le parole   a  favore  dei  Sammart
       consiglieri      e     dei      presidenti ino
       circoscrizionali.                           Di
                                                  Mauro
                                                   Falcone
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Lo
                                                  Sciuto
                                                   Fontana
   6.6   L'emendamento   6.6  è  sostituito   dal  Barbaga
  .1   seguente:                                  llo
       aggiungere  i seguenti commi:   Entro  180  Cracoli
       giorni    dal    rinnovo   dei    consigli ci
       circoscrizionali,  i consigli  dei  comuni
       di  cui al comma 1 assegnano le competenze
       alle   circoscrizioni  di   decentramento.
       Decorso   infruttuosamente   il   suddetto
       termine,  l'Assessore  regionale  per   le
       autonomie  locali  e la funzione  pubblica
       nomina   un   commissario  ad   acta   che
       provvede in via sostitutiva.

       In   fase  di  prima  applicazione   della
       presente   legge   i   consigli   comunali
       assegnano      le     competenze      alle
       circoscrizioni di decentramento entro  180
       giorni  dalla data di pubblicazione  della
       presente  legge.  Decorso infruttuosamente
       il     suddetto    termine,    l'Assessore
       regionale  per le autonomie  locali  e  la
       funzione  pubblica nomina  un  commissario
       ad acta che provvede in via sostitutiva.

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 7.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

    1. L'articolo 18 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22 e
       successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

                             Articolo 18.
          Obbligo di pubblicazione di atti nel sito internet

         1.  E'  fatto obbligo alle amministrazioni  comunali,
     ai   liberi  Consorzi  comunali  nonché  alle  unioni  di
     comuni,  fermo  restando le disposizioni a  tutela  della
     privacy,  di rendere noti per estratto, entro tre  giorni
     dalla   loro  emanazione,  tutti  gli  atti  deliberativi
     adottati  dalla giunta, dal consiglio e le determinazioni
     sindacali e dirigenziali nonché le ordinanze, ai fini  di
     pubblicità  notizia.  Le  delibere  della  giunta  e  del
     consiglio  comunale  rese immediatamente  esecutive  sono
     pubblicate  entro i 7 giorni successivi all'approvazione.
     In  caso di mancato rispetto dei suddetti termini  l'atto
     è nullo.

    2. E' fatto obbligo alle aziende pubbliche ex municipalizzate di
       rendere noti nel rispettivo sito internet tutti gli atti adottati
       dal consiglio di amministrazione e le determinazioni presidenziali
       e dirigenziali, entro i termini di pubblicazione di cui al comma
       1. .

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   7.1   L'articolo è soppresso                    Di
                                                  Mauro
                                                   Greco
                                                  G.
                                                   Lombard
                                                  o
   7.7   L'articolo è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.5   Il comma 1 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Prima  delle  parole  E'  fatto  obbligo  Sudano
  2    alle     aggiungere   le   parole    Fermi  Ruggire
       restando  gli  obblighi  di  pubblicità  e llo
       trasparenza   previsti  dalla   disciplina  Anselmo
       statale in vigore .                         Nicotra
                                                   Sammart
                                                  ino
   7.1   Al   comma   1,  sostituire  le   parole  Commiss
  0     rendere    noti    per   estratto     con ione
        pubblicare  per estratto  nei  rispettivi
       siti internet .
   7.9   Al  comma 1 sostituire le parole   entro  Commiss
       tre  giorni   con le parole   entro  sette ione
       giorni   e  le parole  entro  i  7  giorni
       successivi   all'approvazione    con    le
       parole        entro       tre       giorni
       dall'approvazione .
   7.8   Al  comma 1, sostituire le parole  entro  Di
       tre  giorni dalla loro emanazione  con  le Giacinto
       parole   entro  sette  giorni  dalla  loro
       emanazione .
   7.6   Il comma 2 è soppresso                    Milazzo
                                                  G.
                                                   Falcone
                                                   Savona
                                                   Assenza
                                                   Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Al   comma   2  sostituire   le   parole  Commiss
  1     rendere   noti    con    pubblicare    ed ione
       eliminare le parole  di pubblicazione .
   7.2   Aggiungere il seguente articolo:          Di
          Art. 7 bis.                             Mauro
         1.  Le disposizioni della presente legge  Lombard
       si   applicano  a  decorrere   dal   primo o   Greco
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei G.
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge.
   7.3   Aggiungere il seguente articolo:          Lombard
          Art. 7 bis.                             o
         1.   Le   disposizioni  della   presente  Di
       legge, si applicano a decorrere dal  primo Mauro
       rinnovo  dei  consigli  comunali   e   dei
       consigli   di  circoscrizione   successivo
       alla  data di pubblicazione della presente
       legge .
   7.4   Aggiungere il seguente articolo:          Milazzo
          Art. 7 bis.                             G.
         1.  I  Comuni entro trenta giorni  dalla  Falcone
       pubblicazione della presente  legge  hanno  Savona
       l'obbligo  di  adeguare i  propri  statuti  Assenza
       alle norme vigenti.                         Federic
                                                  o
                                                   Figucci
                                                  a
                                                   Papale
   7.1   Aggiungere il seguente articolo:          Sudano
  3       Art.    7    bis.   Decorrenza    delle  Ruggire
       disposizioni.                              llo
         1.  Le disposizioni di cui agli articoli  Anselmo
       1,  2  commi  1 e 2, 5 e 6 si applicano  a  Nicotra
       ciascun  Comune a decorrere dalla scadenza  Sammart
       naturale dei relativi organi in carica  o, ino
       per  i Comuni soggetti a Commissariamento,
       dalla  prima  elezione  di  rinnovo  degli
       organi.
   7.1   All'art.  7  del  disegno  di  legge   è  Governo
  4    aggiunto il seguente comma:
         Al  comma 4 dell'art. 31 della  legge  8
       giugno   1990,  n.  142,  come  introdotto
       dall'art.  1, comma 1, lettera  e),  della
       legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48  e
       successive  modificazioni, sono  apportate
       le seguenti modifiche:
          a)  dopo  la  parola   organizzazione ,
            sopprimere le parole  e le  forme  di
            pubblicità dei lavori';
       b) dopo la parola  diffusi  va aggiunto
       il seguente periodo:  Le sedute delle
       commissioni consiliari sono pubbliche,
       salvi i casi previsti dal regolamento, e
       si tengono preferibilmente in un arco
       temporale non coincidente con l'orario di
       lavoro dei partecipanti.
   7.1   All'art.  7 sostituire le parole   fermo  Governo
  5    restando   le   disposizioni     con    le
       seguenti:  fatte salve le disposizioni .
        Emendamenti ai sensi dell'art. 117 R.I.
   117   Al  comma  1,  sostituire le  parole   è  Cracoli
  .1   pari  a quella prevista dalla tabella   A' ci
       allegata   al  Regolamento  adottato   con
       decreto  del Ministro dell'Interno  del  4
       aprile   2000,   n.   119   e   successive
       modifiche  ed integrazioni  con le  parole
        è     determinata    ai    sensi    delle
       disposizioni del Regolamento adottato  con
       decreto  del Ministro dell'Interno  del  4
       aprile   2000,   n.   119   e   successive
       modifiche ed integrazioni e delle  tabelle
       allegate, .
   117   All'emendamento   6.14   sostituire   le  Falcone
  .2   parole    ai  commi  precedenti   con   le
       parole  ai commi 1 e 2
   117   All'art.   1   aggiungere  il   seguente
  .3   comma:   3.  Qualora,  per  effetto  delle
       disposizioni di cui al comma 2, il  numero
       degli  assessori comunali sia dispari,  la
       carica  di assessore può essere attribuita
       ad  un  numero  di consiglieri  pari  alla
       metà  dei  componenti la  giunta  comunale
       arrotondato all'unità inferiore .

   Testo del disegno di Legge

                               Art. 8.
                             Norma finale

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
     e di farla osservare come legge della Regione.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI

  VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
  Approvato
  Approvato con emendamenti
   Non Approvato