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Resoconto d'Aula della Seduta n. 248 di martedì 30 giugno 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Clemente, Vullo, Coltraro, Currenti, Federico, Vinciullo,
  Lombardo, Giuffrida.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in  missione  i
  giorni 1 e 2 luglio 2015.

   L'Assemblea ne prende atto.

                Annunzio di disegni di legge presentati

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione  delle  Sale del commiato  e  delle  case  funebri.
  Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18. (n. 1011)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Germanà, Alongi, Cascio F., D'Asero,  Fontana e Lo Sciuto  in  data
  23 giugno 2015.

   - Norme in materia di agricoltura sociale. (n. 1012)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Giacinto,
  Malafarina e Oddo in data 23 giugno 2015.

   - Norme in materia di polizia locale e sicurezza urbana. (n. 1013)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi in
  data 25 giugno 2015.

   -  Utilizzazione  agronomica delle acque  reflue  provenienti  dai
  caseifici. (n. 1014)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Alloro  in
  data 25 giugno 2015.

   -  Nuove  disposizioni  per  il contrasto  e  la  prevenzione  del
  randagismo. (n. 1015)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri,   Cappello,  Ciaccio,  Ciancio,  Ferreri,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 30 giugno 2015.

   -  Norme  a  sostegno  dello sviluppo mediante la  semplificazione
  delle procedure. (n. 1016)
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  in data 30 giugno 2015.

   - Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali nel settore
  di gestione integrata dei rifiuti. Modifiche alla legge regionale 8
  Aprile 2010, n. 9. (n. 1017)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cordaro,
  Clemente, Grasso e Gennuso in data 30 giugno 2015.

            Comunicazione di richieste  di parere pervenute
                ed assegnate alla Commissione competente

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  pervenute  ed  assegnate   alla
  competente Commissione  le seguenti richieste di parere:

   -   Linee  di  indirizzo  regionali per la rideterminazione  delle
  dotazioni  organiche delle Aziende del Servizio sanitario regionale
  (n.  59/VI).
      Pervenuto in data 29 giugno 2015.
      Inviato in data 29 giugno 2015.

   -   Linee  guida  per  l'adeguamento degli  atti  aziendali  delle
  Aziende del Servizio sanitario regionale (n.  60/VI).
      Pervenuto in data 29 giugno 2015.
      Inviato in data 29 giugno 2015.

         Comunicazione di risoluzione approvata in Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Commissione  legislativa   Servizi
  sociali e sanitari' (VI) nella seduta n. 159 del 17 giugno 2015  ha
  approvato  la  risoluzione  Revisione dei criteri di accreditamento
  di cui al D.A. n. 2208/11  (n. 43/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2721  -  Chiarimenti  sulle  cause  del  crollo  sul  viadotto
  'Scorciavacche' lungo la Palermo-Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2722  -  Chiarimenti sul mancato finanziamento delle  attività
  turistico- alberghiere in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2723 - Chiarimenti sulla mancata indizione dell'appalto per la
  promozione e la fruizione del sito di Pantalica (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N. 2724 - Chiarimenti sulle azioni che la Regione intende adottare
  a  tutela  del  piano particolareggiato di Ortigia, nel  comune  di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2725  -  Notizie e chiarimenti sulle procedure e  sul  mancato
  completamento del trasferimento del personale CIEM s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2726  -  Posticipo della data di chiusura  della  caccia  agli
  uccelli acquatici al 31 gennaio 2015.
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   ***
   Ruggirello Paolo

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo ed  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2727 - Urgenti interventi per lo sblocco dei fondi della cassa
  integrazione   in   favore   dei   lavoratori   della    formazione
  professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   ***
   Falcone   Marco;   Figuccia  Vincenzo;  Assenza  Giorgio;   Grasso
  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo

   N. 2728 - Pagamento delle spettanze ai lavoratori della formazione
  professionale a valere sul fondo di garanzia regionale ex art.  132
  della l.r. n. 4 del 2003.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   ***
   Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio

   N.  2729  -  Urgenti  interventi in favore  dei  lavoratori  della
  formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   ***
   Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio

   N.  2730  -  Accreditamento provvisorio per gli enti di formazione
  professionale cui lo stesso è stato revocato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   ***
   Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  301  -  Iniziative  da  assumere in  relazione  ai  canoni  di
  depurazione richiesti in pagamento da Girgenti Acque s.p.a.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   ***
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti   Angela;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri  Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi Sergio

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

        Comunicazione relativa a decreti di nomina assessoriale

   PRESIDENTE. Comunico che:
   con  nota  prot.  n. 31313 del 26 giugno 2015,   pervenuta  il  29
  giugno successivo  e protocollata  al n. 6210/AulaPg di pari  data,
  la  Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
  copia   del decreto presidenziale n. 242/Area 1 /S.G. del 25 giugno
  2015,  di  nomina del dr. Giovanni Pistorio ad Assessore  regionale
  per  le  autonomie  locali e la funzione pubblica  per  contestuale
  cessazione dalla carica medesima del dr. Ettore Leotta;
   con  nota  prot.  n. 31390 del 29 giugno 2015,   pervenuta  il  30
  giugno successivo  e protocollata  al n. 6215/AulaPg di pari  data,
  la  Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
  copia   del decreto presidenziale n. 246/Area 1 /S.G. del 27 giugno
  2015, di nomina della dr.ssa Rosaria Barresi ad Assessore regionale
  per  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea  per
  contestuale  cessazione dalla carica medesima dell'avv.to  Antonino
  Caleca.

   Invito il deputato Segretario a darne lettura.

   BARBAGALLO,    segretario.       Regione    siciliana.     Decreto
  Presidenziale n. 242/Area 1  S.G.

   Il Presidente,

                             D e c r e t a

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato il dott.  Ettore  Leotta,  a
  seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
  dalla  carica di Assessore Regionale per le Autonomie Locali  e  la
  Funzione Pubblica.

                                Art. 2

   Contestualmente  alle dimissioni di cui al  superiore  art.  1  il
  dott.  Giovanni  Pistorio nato a Catania il 07/08/1960  è  nominato
  Assessore  regionale  con  preposizione dell'Assessorato  regionale
  delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.

                                Art. 3

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana e nel sito internet della Regione  siciliana  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21. .

    Regione siciliana.  Decreto Presidenziale n. 246/Area 1  S.G.

   Il Presidente,

                             D e c r e t a

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'avv.  Antonino  Caleca,  a
  seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
  dalla  carica di Assessore Regionale per l'Agricoltura, lo sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.

                                Art. 2

   Contestualmente  alle dimissioni di cui al  superiore  art.  1  la
  dott.ssa  Rosaria  Barresi  nata a  Palermo  l'1  novembre  1959  è
  nominata  Assessore  regionale  con  preposizione  dell'Assessorato
  regionale  dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale  e  della  pesca
  mediterranea. .

                                Art. 3

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana e nel sito internet della Regione  siciliana  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21. .

    Comunicazione del calendario-programma dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in attuazione  del  deliberato  della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  del  24  giugno
  u.s.  (di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 247 di pari
  data), l'Aula terrà seduta:
   -da  martedì  30 giugno a giovedì 2 luglio 2015 per l'avvio  della
      discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia di liberi
      Consorzi comunali e Città metropolitane  (nn. 833-783-791-819-822-
      823-824-831-832-839-842-848 bis/A), nonché per la discussione dei
      seguenti disegni di legge:
   a)  Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011   (nn.
      488-762/A), in ordine al quale l'Aula voterà lo stralcio  delle
      norme in materia di UREGA;
  b)  Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
  dei centri storici   (nn. 602-641-711-732/A);
  c)  Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia  (n. 585/A)
   -da  martedì  7   a  giovedì 9 luglio 2015 per la discussione  del
      disegno  di legge n. 997  Legge regionale 7 maggio 2015,  n.  9
      'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
      stabilità regionale'. Modifica degli articoli 51 e 52 , che dovrà
      pertanto essere esitato per tempo dalla I Commissione legislativa
      permanente.

   I lavori parlamentari d'Aula e di Commissione riprenderanno quindi
  a  decorrere dal 16 luglio 2015. In particolare, l'Aula  tornerà  a
  riunirsi  il  16  luglio 2015 per il seguito della discussione  del
  disegno  di  legge   Disposizioni in  materia  di  liberi  Consorzi
  comunali  e  Città metropolitane  (nn. 833-783-791-819-822-823-824-
  831-832-839-842-848 bis/A), fino a conclusione dei relativi lavori.
   Resta  invariato quanto già deliberato dalla Conferenza in  ordine
  alle  comunicazioni  del  Governo sul  contratto  di  servizio  con
  Trenitalia, nonché  alla calendarizzazione delle mozioni  nn.  286,
  462 e 463.
   Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Zafarana.
   L'Assemblea ne prende atto


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi   ho   dato,   appena   adesso,
  comunicazione del calendario dei lavori per tutto il mese, è chiaro
  che può essere modificato solo con una Conferenza dei Capigruppo ed
  è evidente che sono stati inseriti disegni di legge pronto Aula, ad
  eccezione   delle  disposizioni  programmatiche  che  ci  auguriamo
  possano essere esitate dalla I Commissione.
   Dico  questo  perché mi sono giunte due note,  una  da  parte  del
  Capogruppo di NCD e l'altra da parte del Capogruppo di Forza Italia
  che,  per motivi vari, tutti importanti per carità, si chiedeva  di
  volere   tenere   in   considerazione  il  posticipo   dei   lavori
  parlamentari per riunioni da tenersi nella capitale.
   Non  ho  potuto aderire a questa richiesta perché com'è prassi  di
  questa  Assemblea  solo  nel  caso  di  congressi  viene  data   la
  sospensione, in ogni caso il calendario è stato proprio esitato  in
  tempi abbastanza recenti.
   Così  com'è  chiaro  a  tutti  che  c'è  una  situazione  politica
  complessa  che  riguarda  il Governo regionale,  abbiamo  avuto  la
  sostituzione  di  due Assessori fino adesso, se ne  preannuncia  un
  terzo, io stesso mi sono fatto promotore che, così com'è giusto, il
  Presidente della Regione venga a riferire in Aula.
   Quello che io voglio evidenziare è che noi dobbiamo mantenere fede
  agli  impegni presi in Conferenza dei Capigruppo e porre in  essere
  tutti quegli atti legislativi necessari a dare serenità, per quanto
  possibile   e   per  quello  che  riguarda  le  nostre   competenze
  specifiche, dell'Ars, alla Sicilia; e, comunque, c'è un  calendario
  abbastanza nutrito fino al 31 luglio.
   Più  volte  abbiamo  ribadito questa data del  31  luglio,  non  è
  assolutamente occasionale questa data, sappiamo che vanno a scadere
  i termini di proroga dei commissari nelle Province, sappiamo quanto
  è  stato complesso, e quant'è complesso, il dibattito in ordine  al
  governo  delle  aree  vaste, sappiamo che c'è  stato  uno  stop  in
  precedenza in quest'Aula, per cui bisogna riavviare il dibattito su
  questo   disegno  di  legge  come  sugli  altri  che   sono   stati
  preannunciati.
   È  chiaro  che di pari passo ci saranno delle verifiche a  livello
  politico,  è  chiaro  che  dovrà essere  riferito  in  Aula,  e  il
  Governatore ha comunicato la propria disponibilità per venire  alle
  ore  17.30, è chiaro che potrà riferire questa sera, possiamo anche
  chiedere di riferire in una seduta apposita.
   Ho,  però,  ritenuto opportuno che si desse contezza  di  ciò  che
  stava succedendo. Però ribadisco che dobbiamo proseguire nel nostro
  percorso  perché è giusto, perché è necessario, perché è  dovuto  e
  perché abbiamo una scadenza - che è quella del 31 luglio - che, per
  i motivi a voi tutti noti, non possiamo assolutamente derogare.
   Per  questo, come convenuto in Conferenza dei Capigruppo  iniziamo
  questa  seduta  dando la parola al Presidente della I  Commissione,
  l'onorevole Cracolici, perché ci dica lo stato dell'arte di  questa
  legge.
   Abbiamo  il  neo Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica il quale, se lo ritiene, potrà dire la sua sul disegno  di
  legge in corso, per proseguire oggi stesso con l'incardinamento dei
  tre disegni di legge concordati in Conferenza dei Capigruppo con la
  possibilità di poterli esitare, mi auguro, entro giovedì di  questa
  settimana  e  mi riferisco alla legge sugli appalti,  quella  norma
  stralciata  sugli   Urega   che  è  abbastanza  complessa,  andare,
  ribadisco,  la prossima settimana al 7 e all'8 con le  disposizioni
  programmatiche,  abbiamo non a caso qui la presenza  dell'Assessore
  Baccei  con  quelle  misure  correttive rispetto  alla  finanziaria
  approvata e, quindi, giorno 16 iniziare no stop con il lavoro,  fin
  quando non verrà esitato che riguarda il testo delle ex Province.
   Invito  l'onorevole Cracolici a volere riferire in Aula in  ordine
  allo stato dei lavori dell'arte sulla questione Province.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, siamo ad un passaggio che davanti a  tutti  mi
  pare  che  ci sia la comune consapevolezza che sulla vicenda  delle
  Province c'è un tempo in cui si può discutere e c'è un tempo in cui
  bisogna  decidere e credo che sia venuto il tempo  in  cui  bisogna
  decidere,  al  di  là  delle  modalità con  le  quali  pensiamo  di
  riformare  il  sistema  delle aree vaste.  C'è  una  questione  che
  riguarda   innanzitutto  una  storia  e  chi  vive  quella   storia
  appartiene  ai  dipendenti che non può essere  lasciato  nel  limbo
  dell'incertezza e della precarietà.
   Credo  che  oggi si renda necessario e urgente non  solo  fare  la
  legge  ma  la condizione per cui facciamo questa legge è necessaria
  anche per avere la sufficiente forza anche di negoziazione se  così
  si  può  definire rispetto ai problemi aperti che la stessa riforma
  Del Rio lascia nelle cosiddette aree come quelle siciliane, cioè le
  Regioni  a  Statuto speciale, perché come è noto la legge  Del  Rio
  essendo  grande riforma economico-sociale pone però un grande  tema
  che   ad   oggi   non   è   facilmente   risolvibile,   ovvero   la
  ristrutturazione  delle dotazioni organiche delle  future  Province
  siciliane non ha al momento una prospettiva certa sulle modalità di
  reimpiego del personale stesso. Come è noto i processi di  mobilità
  nel  resto  di  Italia investono prioritariamente le  Regioni  e  i
  Comuni   delle  altre  Regioni.  La  Sicilia  difficilmente   potrà
  assorbire  eventuali  esuberi connessi  alla  riorganizzazione  del
  sistema  delle  aree vaste considerato che sia la  Regione,  che  è
  impegnata  in un processo addirittura di alleggerimento dei  propri
  dipendenti, sia i Comuni, che sono impegnati invece in un  processo
  che  li vede necessariamente nel processo di stabilizzazione  degli
  oltre  x  mila  precari  che ci sono negli enti  locali  siciliani.
  Immaginare  quindi che le Province come nel resto d'Italia  possano
  vivere  i  dipendenti  un  processo di mobilità  verso  questi  due
  soggetti istituzionali territoriali è una pia illusione.
   Ecco  perché noi non possiamo fare una riforma che alimenta paure,
  noi  dobbiamo  fare  una  riforma che dia certezze,  dia  stabilità
  partendo  da un dato, l'abbiamo detto e lo ripetiamo, il  tema  per
  noi  non è sciogliamo le Province così come non lo è stato  per  la
  legge   Del  Rio.  La  legge  Del  Rio  si  pone  dentro  un  solco
  costituzionale che è quello vigente; fino a quando la  Costituzione
  prevede  l'ente  Provincia anche lo Stato non potrà prescindere  da
  una previsione costituzionale.
   Ma mentre nel resto del Paese è in atto una riforma costituzionale
  che  ne prevede appunto l'abolizione, comunque in Sicilia il nostro
  Statuto  non prevede l'eliminazione dei Liberi Consorzi, intendendo
  per Liberi Consorzi non i consorzi tra  Comuni, come dire una sorta
  di  modalità  di unioni dei Comuni, ma enti di area vasta  con  una
  personalità  giuridica propria e quindi come organi ai  quali  sono
  conferiti  specifici  compiti  e poteri.  In  tal  senso  onorevole
  Presidente  lo dico all'Aula io credo che per il percorso  che  fin
  qui si è fatto non ci possono essere marce indietro.
   Nel  senso  che  non  possiamo che uniformare  il  nostro  sistema
  ordinamentale  anche  sulle  modalità di  scelta  delle  governance
  secondo i principi che sono contenuti nella cosiddetta legge Delrio
  e  che  devo  dire, per la verità, la legge siciliana, ancor  prima
  della legge Delrio, aveva con nettezza affermato, mi riferisco agli
  organi di secondo livello.
   Così  come  non possiamo tornare indietro sul sistema delle  città
  metropolitane così come le abbiamo individuate, cioè le tre  grandi
  aree metropolitane, di Palermo, Catania e Messina e invece i liberi
  consorzi   per  le  aree  cosiddette  non  coinvolte  nelle   città
  metropolitane.
   Aggiungo  che non dovremmo neanche tornare indietro su  un  punto,
  ovvero sui compiti e le funzioni che questi enti devono avere.
   Sicuramente fino a quando non è definito il quadro complessivo,  a
  mio  avviso,  è  bene  che i liberi consorzi, così  come  le  città
  metropolitane  assumano i compiti e le funzioni  che  erano  propri
  della legge n. 9 del 1986. E quindi attraverso questi compiti anche
  utilizzare  le risorse, i tributi che vengono pagati per finanziare
  questi  enti  che,  come è noto, in Sicilia, si  aggirano  a  circa
  ottanta  milioni di euro che sono le risorse, i tributi che vengono
  pagati,  in particolare sull'R C Auto, sulla bolletta energetica  e
  che servono a finanziare le funzioni istituzionali delle province.
   Allo stesso tempo, credo, che faremmo una buona cosa se con questa
  legge,  fermo  restando i limiti finanziari nei quali operiamo,  si
  potessero trasferire compiti e funzioni di questa Regione  al  fine
  di  alleggerirne  il  ruolo,  intanto, con  quel  trasferimento  di
  funzioni  che  non hanno bisogno di oneri finanziari specifici,  ma
  rinviando  ad  appositi decreti anche la possibilità di  trasferire
  ulteriori  compiti  assegnando risorse umane e  finanziarie  perché
  possano realizzarsi tali obiettivi.
   Chiudo, signor Presidente, dicendo che le città metropolitane sono
  un  grande  tema del futuro dei nostri territori. Come  è  noto  la
  stessa  scelta  strategica  nazionale  dei  fondi  comunitari  vede
  nell'individuazione delle città  metropolitane i  soggetti  attorno
  ai  quali  costruire  e concentrare politiche di  investimento  nei
  prossimi anni sull'ammodernamento dei servizi per i cittadini.
   Noi  faremmo  un  delitto  verso  la  Sicilia  e  i  siciliani  se
  pensassimo, in nome delle nostre divisioni su quale idea ha  ognuno
  di  noi della provincia o delle città metropolitane, di paralizzare
  il  tutto. Perché mentre noi discutiamo altre città sono  già  alla
  fase di presentazione dei progetti.
   Mentre  noi dibattiamo altre città stanno vincendo la competizione
  tra di loro.
   Noi siamo in questo momento fuori dal gioco.
   Ecco  perché  credo  sia  opportuno  come  lei  ha  ricordato  che
  quest'Assemblea,  a partire dal 16 luglio, come dal  calendario  da
  lei definito, possa celermente metter un punto e la parola fine  al
  grande problema di riforme delle autonomie locali delle aree vaste.
   Quindi  non  credo  di  dover  aggiungere  altro.  C'è  stato   un
  incidente.  Quell'incidente è stato la bocciatura dell'articolo  1.
  Credo che quest'Aula possa ripartire, come lei giustamente ha fatto
  e  ha detto, sin dal primo momento, la legge senza l'articolo 1 non
  è pregiudicata nella sua possibilità di andare avanti.
   Tra  l'altro  ora siamo in una nuova sessione e quindi  come  tale
  forse  anche questi termini possono servirci anche a dare un  nuovo
  tempo  per gli emendamenti e quindi aggiustare, laddove necessario,
  attraverso procedure emendative, possibili problemi che si  possono
  determinare.  L'appello che faccio a tutti  è  di  discutere  anche
  calorosamente  ma  evitiamo di bloccare  un  iter  di  riforma  che
  rischia  di  danneggiare innanzitutto chi  ci  lavoro  ma  anche  e
  soprattutto  coloro che ricevono servizi da parte di  questi  enti.
  Scuole,  strade,  persone con disabilità che  hanno  una  serie  di
  servizi grazie alle province e tutta una serie di attività che sono
  proprio  in  capo  alle  province e che dobbiamo  in  qualche  modo
  restituirne certezza di funzione e di prospettiva. Grazie.

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo intanto
  per  comunicarvi  la  mia  personale  emozione  nel  rientrare   in
  quest'Aula  dopo qualche anno perché qui ho maturato una esperienza
  umana,  politica e amministrativa importante che spero possa essere
  utile nell'esercizio di queste funzioni cui sono stato chiamato per
  collaborare  insieme a voi per trovare soluzioni  adeguate  a  temi
  complessi  che hanno bisogno di una risposta che io immagino  debba
  vedere  concorde  il  Parlamento e il  Governo.  Ho  ascoltato  con
  attenzione  l'intervento dell'onorevole Cracolici, non è  la  prima
  volta che avevo la possibilità di conoscere la sua impostazione, la
  sua  visione  che  ha  fatto da Presidente  della  Commissione,  da
  relatore  della  legge su questo evento così importante  e  ho  una
  sintonia  grande con l'approccio che lui ha al problema e  di  buon
  senso  ispirato alla definizione di questo procedimento legislativo
  oramai troppo in ritardo che ha una scadenza tassativa il 31 luglio
  ma  che  non  è  soltanto  un adempimento  connesso  ad  un  dovere
  istituzionale,  credo  contenga  anche  la  responsabilità  per  il
  Parlamento  e  per  il  Governo di dare  una  risposta  certa  alla
  inquietudine e alla difficoltà di questi enti e di tanti lavoratori
  che  in  questi  enti appassionatamente, con competenza  provano  a
  svolgere la loro azione.
   Io   credo  che  il  dialogo  che  vorrei  intraprendere  con   il
  Parlamento, proverò anche insieme ai capigruppo ad individuare  una
  modalità  perché preceda la sessione d'Aula e che  veda  anche  una
  serie  di  incontri ravvicinati per individuare che hanno  fino  ad
  oggi  frenato  questo  provvedimento,  ci  possano  consentire  con
  rispetto  reciproco  ed  avendo chiaro l'obiettivo  di  raggiungere
  questo  risultato  che  è  imprescindibile  anche  come  ha   detto
  l'onorevole Cracolici, le condizioni più idonee per sviluppare quel
  negoziato con il Governo centrale che è indispensabile per avere un
  assetto   di   prospettiva.  Noi  abbiamo,   immaginiamo,   ve   lo
  preannuncio,  anche  negli interventi di materia  finanziaria,  nel
  disegno  di  legge per salvaguardare gli equilibri di bilancio  nel
  2015, la prospettiva di questi enti, la loro mission è legata anche
  alla possibilità di avere rapporti con lo Stato con una coincidenza
  di  interessi  e di prospettiva. Io suggerisco a me stesso  di  non
  innamorarmi  di  alcuna tesi perché su questi  enti  tutti  abbiamo
  immaginato processi riformatori avanzati e anche innovativi.
   Credo che oggi sia fondamentale questo approccio per una soluzione
  equilibrata  di  buon  senso avendo anche il  tempo  quando  avremo
  stabilizzato questi enti, salvaguardato il personale, garantito  le
  funzioni  essenziali  e verificato la nuova  governance,  anche  di
  procedere successivamente se in queste modalità saranno realizzate,
  anche   i   processi  come  si  può  dire  di  innovazione   e   di
  alleggerimento  del carico centralistico regionale, avvicinando  il
  più possibile i servizi al cittadino.
   Intanto  dobbiamo  fare in modo che questi enti  abbiano  certezza
  della  loro  condizione e successivamente possiamo anche immaginare
  processi  evolutivi in cui sperimentare le capacità di  innovazione
  del sistema autonomistico regionale.
   Concludo  dicendo che per me è un onore mettere la mia esperienza,
  la  mia passione politica a servizio dell'istituzione autonomistica
  della Regione siciliana.
   Mi  impegno  con voi solennemente a svolgere questo  ruolo  avendo
  soltanto questo obiettivo, servire questa Regione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  ho  ascoltato  l'intervento  del
  Presidente Cracolici e dell'Assessore Pistorio.
   Vorrei solo un chiarimento.
   Mi  è  sembrato  di capire dalle cose che ha detto  il  Presidente
  Cracolici    che   si   inizia   la   discussione   sull'articolato
  dall'articolo 2.
   Credo  che  eravamo  rimasti,  in Conferenza  dei  Capigruppo,  di
  iniziare  il  disegno di legge daccapo, si dall'articolo  1  perché
  proprio  l'articolo  1  contiene  questioni  importanti  che  vanno
  esaminate e che contestualmente vada fatto un ragionamento -  ferme
  restando le posizioni di ciascuno di noi.
   Non  credo  che  si  possa chiudere allora,  in  quel  determinato
  giorno,  la  seduta in una certa maniera e ripartire,  tralasciando
  l'articolo  1,  perché ritengo che il disegno di  legge  nella  sua
  interezza vada esaminato dall'Assemblea.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, è corretto il suo intervento e  mi
  dà  possibilità di precisare il percorso - anche se  tra  le  righe
  l'onorevole Cracolici lo abbia già evidenziato.
   La sessione precedente si è chiusa, siamo in una nuova sessione.
   Formalmente  anche  sotto forma di emendamento aggiuntivo  si  può
  ritornare all'articolo 1.
   La disponibilità mostrata da parte dell'Assessore per le autonomie
  locali - abbiamo anche il tempo necessario per trovare una sintesi,
  considerato che si tratta di una grande riforma - in considerazione
  che  abbiamo  altri  disegni di legge che  andremo  ad  incardinare
  stasera.
   Non mi formalizzerei da quale articolo partire.
   L'articolo 1 è chiaro che vada recuperato.

   DI MAURO. Se è stato bocciato non potrà mai essere recuperato

   PRESIDENTE. Formalmente può essere recuperato, siamo in una  nuova
  sessione, onorevole Di Mauro, cerchiamo di fare prevalere  il  buon
  senso  in  questo momento perché se ci formalizziamo su determinati
  passaggi  significa che il 31 luglio non daremo alcuna serenità  ai
  lavoratori delle province.

   n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge: «Modifiche alla legge regionale
                 n. 12 del 12 luglio 2011» (488-762/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011» (nn. 488-
  762/A) posto al II punto all'ordine del giorno, numero 2).
   Invito   i   componenti  la  IV  commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

   Onorevoli colleghi, con riferimento al disegno di legge «Modifiche
  alla  legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011» (nn. 488-762/A)  in
  materia  di  appalti, ricordo che la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari del 24 giugno 2015 ha stabilito di  stralciare
  le  norme  relative alla riforma degli UREGA. Pongo,  pertanto,  in
  votazione lo stralcio degli articoli 1 e 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
     Modifiche all'articolo 19 della legge regionale n. 12 del 12
                              luglio 2011

   1.  Fino al  termine di cui all'art. 253, comma 20 bis del decreto
  legislativo n. 163/2006, il comma 6, dell'articolo 19, della  legge
  regionale 12 luglio 2011, n. 12, è sostituito dal seguente: "6. Per
  gli  appalti  di  lavori,  servizi  o  forniture  che  non  abbiano
  carattere  transfrontaliero,  nel  caso  in  cui  il  criterio   di
  aggiudicazione  sia  quello  del  prezzo  più  basso,  la  stazione
  appaltante  può  prevedere nel bando che si  applichi  il  criterio
  dell'esclusione automatica dalla gara delle offerte che  presentano
  una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia
  individuate al comma  6-bis.

   6-bis.  La soglia di anomalia è individuata dalla media aritmetica
  dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione
  del    dieci    per   cento,   arrotondato   all'unità   superiore,
  rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e quelle di  minor
  ribasso,  incrementata o decrementata percentualmente di un  valore
  pari  alla  prima cifra, dopo la virgola, della somma  dei  ribassi
  offerti  dai  concorrenti ammessi. L'incremento o il  decremento  è
  stabilito  in base alla prima cifra, dopo la virgola,  della  somma
  dei  ribassi  offerti dai concorrenti ammessi,  rispettivamente  se
  pari  o dispari. Nel caso in cui il valore così determinato risulti
  inferiore  all'offerta  di  minor  ribasso  ammessa,  la   gara   è
  aggiudicata a quest'ultima. Per la determinazione della  media,  in
  caso  di  presentazione di offerte aventi identico ribasso,  queste
  ultime  sono  computate  una sola volta. La facoltà  di  esclusione
  automatica  non  è  comunque esercitabile quando  il  numero  delle
  offerte ammesse è inferiore a 10; in tal caso si applica l'articolo
  86, comma 3, del Decreto legislativo n. 163/2006.

   6-ter.  Le imprese che effettuano un ribasso superiore al  25  per
  cento  producono, nell'offerta, le relative analisi  giustificative
  che  sono  valutate  dalla Commissione di gara nel  caso  risultino
  aggiudicatarie in sede di verifica di congruità dell'offerta.

   6-quater.   Con   decreto   dell'Assessore   regionale   per    le
  infrastrutture  e  la  mobilità sono  individuate  le  modalità  di
  verifica  per  la  congruità dell'offerta e le eventuali  ulteriori
  disposizioni  per  la  valutazione  della  corrispondenza  fra   le
  previsioni  formulate in sede di verifica di congruità dell'offerta
  e l'esecuzione delle opere.'.

   TURANO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   relatore.   Signor  Presidente,   assessori,   onorevoli
  colleghi,  seppur  in  modo telegrafico, cercherò  di  spiegare  le
  ragioni  che  hanno  portato all'elaborazione  e  alla  conseguente
  approvazione di questo importante disegno di legge che ha avuto  un
  iter  per  certi versi travagliato per ragioni politiche e  che  ha
  avuto  un  impulso  da  parte di alcuni colleghi  parlamentari  del
  Movimento Cinque Stelle che, cammin facendo, hanno come dire  sotto
  gli  occhi  di  tutti, apprezzato l'opportunità che il  disegno  di
  legge  fosse  quanto più condiviso possibile.  Io  stesso  -  nella
  qualità  di presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC ho  mandato
  due note, una con la quale chiedevo di sottoscrivere il disegno  di
  legge,  l'altra con la quale tutto il Gruppo parlamentare  chiedeva
  di  sottoscrivere  il disegno di legge. Disegno  di  legge  che  in
  sintesi  modifica il sistema del ribasso d'asta per gli appalti  in
  Sicilia.
   Vorrei  dare soltanto due numeri per spiegare a tutti  come  si  è
  passato  in Sicilia da un eccesso all'altro e non sono due  numeri,
  così  detti in libertà, frutto della cabala, ma numeri che  vengono
  dall'osservatorio regionale dei lavori pubblici. In Sicilia fino al
  2011  il sistema degli appalti veniva fatto con una sorta di numero
  fisso,  nel  senso che tutte le imprese facevano un ribasso  d'asta
  pari a 7,5132 e poi si provvedeva al sorteggio. A seguito di quella
  legge  si  è via via passato dal ribasso del 7 percento al  ribasso
  del  18-20  percento  -  che io considero congruo  nel  sistema  di
  aggiudicazione  -  ma negli anni a seguire, un  po'  dettato  dalla
  crisi,  un  po'  dalle difficoltà economiche che  hanno  come  dire
  coinvolto il sistema il ribasso è diventato in una media che va dal
  37 al 42 percento.
   Ora io sono fortemente preoccupato che questo possa continuare  ad
  essere  sistema  base  per diverse ragioni.  Perché  non  considero
  sicuro  un cantiere dove ci sia un ribasso del 40 percento;  perché
  non  considero  sicuro  un lavoro dove ci sia  un  ribasso  del  40
  percento;  perché esponiamo le imprese e l'ANCE in testa  -  che  è
  l'associazione  di  categoria - ha evidenziato  come  così  non  si
  poteva  più  continuare  a  lavorare.  In  Commissione  ambiente  e
  territorio  -  grazie  all'impegno  in  particolare  dell'onorevole
  Tancredi  -  si  è  condiviso un percorso, si  è  approvato  questo
  disegno  di legge che poi, diciamoci tutto con assoluta franchezza,
  ha  avuto  un piccolo rallentamento come dire, io lo definisco  per
  ragioni di opportunità, per ragioni di opportunità perché io  credo
  che  il  sistema  degli appalti e le modifiche  che  riguardano  il
  sistema  degli  appalti debba essere intestato  prevalentemente  al
  Governo,  non  è  bene che lo faccia una forza politica  tanto  che
  tutte  le  forze politiche con le quali ci siamo confrontati  hanno
  deciso di sottoscrivere il disegno di legge stesso. Oggi siamo  qua
  al giro di boa.
   Siamo,   e  concludo,  a  chiedere  l'approvazione  dell'Assemblea
  Regionale  di  questa  parte per permettere  agli  imprenditori  di
  potere operare.
   Mi  fa piacere potere dire che questo contesto si materializza  il
  30 di giugno, e soltanto il 18 di giugno al Senato della Repubblica
  è  stata  approvata  la modifica al sistema degli  appalti  che  ha
  abolito  il  massimo  ribasso. Quindi  per  certi  versi  siamo  in
  assoluta  sintonia  con le disposizioni nazionali  che  stanno  per
  essere  approvate, approvate già al Senato - devono ritornare  alla
  Camera  -  e credo che con l'approvazione di questa legge  possiamo
  dare  certezza, dico certezza, ai datori di lavoro,  certezza  agli
  imprenditori,  certezze ai lavoratori, certezze alla manovalanza  e
  certezze   della  buona  esecuzione  dei  lavori.  Io   penso   che
  un'approvazione veloce permetterà di raggiungere questi obiettivi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  sentito
  l'onorevole Turano, ho letto anche il testo e la relazione  che  lo
  accompagnava e ho letto anche la relazione tecnica all'articolo  3.
  Io  posso anche condividere le ragioni politiche, le preoccupazioni
  sociali,  economiche, che hanno mosso i proponenti di  fare  questa
  modifica alla modalità di calcolo delle cosiddette offerte anomale.
  Però, lo dico con franchezza, non si può fare. La Regione siciliana
  non  ha  competenza  in  materia  di  questioni  che  attengono  la
  competitività del sistema economico; come è noto, è una  competenza
  riservata  allo  Stato,  oltretutto c'è una  sentenza  della  Corte
  Costituzionale che lo sancisce in maniera inequivocabile.
   E dico di più, onorevoli colleghi, credo che sulle modalità con le
  quali  si  fa una gara più siamo dentro un quadro normativo  comune
  cioè  le  norme europee e nazionali, più tuteliamo anche il  nostro
  sistema  economico, perché non vorrei che immaginare di fare  norme
  speciali  per  la Sicilia possa, in realtà, finire per svantaggiare
  il nostro sistema economico.
   Questa è una norma, ripeto, che non ha alcuna possibilità di avere
  efficacia,  tanto  più  che  le sentenze  sono  inequivocabili.  In
  materia di modalità e, soprattutto, di definizione delle soglie  di
  anomalia,  la  legge  163,  cioè  la  legge  che  vige  nel  nostro
  ordinamento  nazionale,  è una legge alla  quale  anche  la  nostra
  Regione deve adeguarsi.
   Attenzione,  lo  dico  ai  colleghi: non pensate  che  quando  qui
  facciamo  una  forzatura risolviamo un problema. Noi  mettiamo  nei
  guai le stazioni appaltanti, le imprese perché non sapranno mai  se
  la  gara a cui hanno partecipato potrà essere cancellata da un  TAR
  e,  soprattutto, se l'ufficio di gara che sta operando,  applicando
  una legge, sta commettendo un abuso o meno.
   Ecco  perché suggerirei a chi vuole semplificare di stare più  nel
  sistema  delle regole generali perché quest'ultime sono un elemento
  di  certezza  per tutti. Le regole particolari, invece, determinano
  una condizione di incertezza generalizzata.
   Io  non  voglio  aggiungere altro. Capisco le ragioni,  capisco  i
  sentimenti,  capisco le buone intenzioni, ma ripeto, credo  che  la
  stessa  Presidenza, anche alla luce dei rilievi - che non  potevano
  che   essere   tali  -  della  stessa  segreteria   tecnica,   cioè
  dell'Ufficio istruttorio dei nostri disegni di legge, abbia  posto,
  giustamente, i rilievi che ho appena ricordato.
   Pertanto,  signor  Presidente, credo  che  sia  opportuno  che  la
  Presidenza  si  determini  anche nell'evitare  che  si  faccia  una
  discussione, come dire, lacerante su una cosa che, ripeto,  non  si
  può  fare qui dentro e se l'Aula si dovesse determinare in  maniera
  diversa,  faremmo  un  danno  alle imprese  che,  invece,  vorremmo
  aiutare, perché le aiutiamo se diamo un sistema di regole unitario,
  non  le aiutiamo inventandoci regole a seconda del momento politico
  o storico.
   Pertanto,   considero   questa  legge,  non   formalmente,   nelle
  condizioni di essere votata dall'Aula.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha lanciato un macigno su questa
  legge  in  questo  momento.  Io gradirei  che  si  pronunciasse  la
  Commissione, soprattutto il presidente Trizzino, perché sappiamo le
  insistenze  che ci sono state per l'approvazione. E' pur  vero  che
  gli  Uffici  avevano evidenziato dei rilievi. Mi è stato assicurato
  che  erano stati superati e che il problema era stato dibattuto  in
  Commissione.  Evitiamo di fare leggi spot che,  poi,  se  dovessero
  essere  impugnate  sarebbe  chiaramente un  effetto  boomerang  per
  l'Assemblea.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  non  è
  chiaramente  intenzione di questa Commissione portare in  Aula  una
  legge  che  possa  essere  oggetto di  conflitti  di  attribuzione.
  Abbiamo  analizzato  questo  testo  in  diverse  audizioni  con  le
  categorie professionali, con gli Assessori competenti e non abbiamo
  mai   ricevuto  dei  limiti  costituzionali  alla  possibilità   di
  modificare la legge 12 del 2011. Non sono pervenute osservazioni in
  tal  senso,  quindi, chiederò al collega Cracolici  di  fornire  la
  sentenza  che ha citato poc'anzi ma, ripeto, i pareri positivi  che
  sono  arrivati  sia  dagli Assessorati che, appunto,  dagli  uffici
  legislativi  di questo Parlamento, non hanno mai evidenziato  alcun
  limite  che  possa  pregiudicare  la  compatibilità  con  la  norma
  nazionale del codice degli appalti.
   Pertanto,  sono  dell'idea che la discussione di questo  testo  di
  legge possa rimanere in quest'Aula ed essere affrontata allo stesso
  modo di come è stato fatto in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Trizzino,  un  chiarimento.   Non   voglio
  difendere  gli  Uffici dell'Assemblea, questa norma, peraltro,  era
  pure  stata  stralciata  dal sottoscritto in precedenza,  l'abbiamo
  inviata  in  Commissione  con  i rilievi  fatti  dagli  Uffici  per
  l'approfondimento  e  c'era l'assicurazione che  si  poteva  andare
  avanti,  però,  siamo qua per discutere alla luce  del  sole  anche
  sulle  dichiarazioni fatte; non è vero che non ci  sono  stati  dei
  rilievi che sono stati mossi.
   Anch'io  sono stato oggetto, sono diventato il casus  belli,  cioè
  ero io che bloccavo la legge, per carità, se ci sono dei profili la
  legge  va  bloccata. Si è discusso in Commissione, si è  detto  che
  c'era il via libera su questa legge, pensavo che i problemi fossero
  risolti  anche  sui  rilievi  che  gli  uffici  avevano  fatto   in
  precedenza. Questo per chiarezza, però, possiamo andare avanti.

   TRIZZINO,  presidente della Commissione. E' chiaro che  se  questi
  rilievi  arrivano  adesso in Aula devo avere il  tempo  di  poterli
  acquisire.  Durante il dibattito in Commissione non  è  mai  emerso
  nulla  e  nel  corso  delle audizioni non si  è  mai  sollevato  il
  problema  di  compatibilità con la norma del codice degli  appalti,
  per cui se è arrivato adesso ed il collega Cracolici solleva questa
  obiezione  che,  chiaramente, è un macigno, come dice   lui,  sulla
  normativa e sui lavori d'Aula, ma è chiaro che devo avere un minimo
  di  tempo per poterla studiare ma, ripeto, in Commissione,  durante
  le   numerose   sedute  che  sono  state  fatte  con   gli   organi
  professionali  e  anche  con le parti di  Governo,  non  si  è  mai
  sollevato questo problema.

   PRESIDENTE. Lei ha posto il problema.

   TURANO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ora  le  do la parola perché siamo  in  una  fase  di
  pregiudizialità di costituzionalità sostanzialmente, anche se non è
  stata formalizzata.
   Ne ha facoltà.

   TURANO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  che  il
  testo  introduce  un  meccanismo che  consente  alle  medio-piccole
  imprese di potere sopravvivere è un dato assolutamente oggettivo ed
  è  un  testo  che  modifica la precedente normativa  regionale  che
  definiva il percorso.
   Siccome,   comunque,   sono  sempre  attento  alle   dichiarazioni
  dell'onorevole Cracolici, secondo me si tratta di argomentare  bene
  nel  rispetto dello Statuto siciliano, quali siano le  ragioni  che
  portano ad una modifica che considero essenziale.
   Però,  mi  permetto  di dare un suggerimento:  sarebbe  un  errore
  bloccare  l'iter.  Siccome  oggi  abbiamo  avviato  la  discussione
  generale e dovremmo dare un termine per gli emendamenti, credo  che
  si  possa  tranquillamente continuare con il lavoro  e  da  qui  al
  termine  per  la  presentazione degli emendamenti, permettere  alla
  Commissione  di  fare questo apprezzamento  di merito  al  fine  di
  potere riferire in Aula come stanno le cose.
   Se,  diversamente, ci blocchiamo di nuovo siamo  nel  pantano  più
  assoluto e non sono per creare questa situazione che già di per  sé
  è  difficile per il momento critico che viviamo e diventerà  ancora
  più   complessa se lo utilizzeremo su tutti i disegni di legge  che
  arriveranno in quest'Aula.
   Quindi,  la  richiesta  che  avanzo formalmente  è  di  continuare
  l'esame  del disegno di legge dando il termine per la presentazione
  degli   emendamenti   e  permettendo  alla  Commissione   di   fare
  l'approfondimento per replicare puntualmente.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  evidente  che
  l'intervento  di  un  collega  così  autorevole  come   l'onorevole
  Cracolici sposta un attimo il taglio dell'intervento.
   Io  non  sono  un costituzionalista, non ho particolari  studi  di
  questa  natura, però sono un politico per il ruolo  che  svolgo  e,
  credo  e,  condivido il taglio dato dalla Commissione, dal relatore
  all'esame di questo disegno di legge.
   Vedete,  in  Sicilia viviamo una situazione di estrema  difficoltà
  economica,  sociale  ed  a  questa  prima  considerazione  dobbiamo
  aggiungerne  una  seconda considerazione che è  quella  che  questo
  Parlamento  ed  il quadro politico più generale che stiamo  vivendo
  anche  in  queste ore, è tale che abbiamo assolutamente bisogno  di
  risintonizzarci con l'opinione pubblica siciliana.
   Questa iniziativa legislativa, a mio parere - e chi ha minimamente
  il polso della situazione economica della Sicilia - è molto attesa.
  L'edilizia,  in  particolare, in Sicilia, è  stata  uno  dei  pochi
  volani  per  tanti anni dell'economia e, oggi, risente pesantemente
  della  crisi generale. Noi abbiamo assolutamente l'obbligo,  a  mio
  parere politico, evidentemente, di tenere conto delle richieste che
  ci  provengono  dalla società siciliana e su questo  tema  c'è  una
  richiesta unanime che proviene dagli operatori del settore.
   Ora, credo che, in questo Parlamento, abbiamo poche possibilità di
  fare  leggi  che  richiedono  copertura  finanziaria  perché,  come
  sappiamo,  viviamo  una  stagione di grande difficoltà,  quantomeno
  dobbiamo cercare, laddove possiamo intervenire sul piano normativo,
  come in questo caso, di rendere meno difficile la vita ai siciliani
  e se è possibile, soprattutto ai settori imprenditoriali che ancora
  danno segni di vivacità, di potere operare.
   Lo  spirito  di  questo  disegno di legge è in  questa  direzione,
  secondo me, cioè quello di fare qualcosa che va nella direzione  di
  dare  un  poco  di  ossigeno, normativo, però, non  finanziario,  a
  un'economia asfittica. Non frustriamo questo tentativo per  ragioni
  che,  a  questo  punto,  sono  meramente  di  natura  squisitamente
  giuridica. Questa è una valutazione politica, evidentemente, se  in
  altra  sede  emergessero valutazioni di natura diversa,  di  natura
  costituzionale, eventualmente, ne prenderemo atto, ma mi  sento  di
  avere  la  coscienza  a posto. Credo che, come  Parlamento,  quando
  facciamo  un  atto di questo tipo non dobbiamo temere  il  giudizio
  perché,    comunque,    è    un'operazione   fatta    assolutamente
  nell'interesse  della  Sicilia ed assolutamente,  credo,  in  buona
  fede.
   In  ragione  di  queste considerazioni il Gruppo parlamentare  del
  Megafono  è  favorevole  a  proseguire  l'esame  e,  possibilmente,
  arrivare all'approvazione del disegno di legge.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, vorrei
  fare  un  piccolo excursus di quella che è, diciamo, la nascita  di
  questo  disegno  di legge che mi ha visto collaborare  con  diversi
  rappresentanti    sia    delle   categorie    che    rappresentanti
  istituzionali, anche diversi colleghi hanno dato una  mano  fattiva
  per  arrivare  ad  un disegno di legge che fosse il  più  possibile
  condiviso.
   Ricordo  ai  colleghi che, per ben due volte, è stato  esitato  in
  maniera  positiva  dalla  Commissione e  gli  stessi  Uffici  della
  Presidenza,  seppur in un primo momento avevano delle  perplessità,
  successivamente,  si  sono determinati in una  maniera  differente,
  questo  per rispondere all'onorevole Cracolici che dice che  stiamo
  facendo qualcosa che va in contrasto con la norma nazionale.
   Il  problema  di  fondo, a parer mio, è che  noi  già,  in  questo
  momento,  in  Regione utilizziamo una legge che va  teoricamente  a
  seguire   un  meccanismo  di  aggiudicazione  difforme  da   quello
  nazionale.
   Ora se dobbiamo impedire una modifica a quello che, personalmente,
  ho  reputato un errore all'inizio, quando è stato approvato  questo
  tipo  di  dispositivo, che sta portando ad un processo incrementale
  progressivo,  che ha visto dal momento in cui abbiamo cominciato  a
  lavorare  su questo disegno di legge passare dal 30 all'attuale  40
  per  cento  di  ribassi,  se dobbiamo continuare  a  chiedere  alle
  aziende che operano nel settore di morire - perché di questo stiamo
  parlando - ne dobbiamo prendere atto, in quanto ci stiamo prendendo
  la  responsabilità di condannare tutto un reparto, che ancora vuole
  sopravvivere e provare a stare sul mercato, alla morte certa.
   Quindi,  è chiaro che se dovessero essere evidenti dei profili  di
  incostituzionalità ne prenderemo tutti atto, ma è anche chiaro  che
  questo  Parlamento deve prendersi la responsabilità forte  di  dare
  delle risposte certe ad un comparto che è stato trainante per lungo
  periodo e che, adesso è - parliamoci chiaro - in agonia.
   Quindi,   chiedo  all'Assemblea  di  determinarsi  per  proseguire
  nell'ordine  dei  lavori e cercare di portare a  compimento  questo
  disegno di legge nel più breve tempo possibile.

   PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, per chiarimento: dopo l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici,  che  ha  evidenziato  un   profilo   di
  incostituzionalità,  ma  non  ha  sollevato  una  pregiudiziale  di
  incostituzionalità  sulla quale si dovrebbe pronunciare  l'Aula,  e
  dopo  l'intervento dell'onorevole Turano, che ha  detto  di  andare
  avanti   per   dare  la  possibilità  di  verificare,   anche   con
  emendamenti,  ritengo  che il dibattito stia  continuando.  Quindi,
  credo  che ci sia la volontà di venire incontro, perché le esigenze
  sono   chiare,  ma  le  esigenze  delle  categorie  debbono  essere
  contenute   nell'ambito   della   Costituzione   e   dei   principi
  costituzionali che ha sancito la stessa Corte costituzionale.
   Questa Presidenza, già in precedenza, più volte, aveva evidenziato
  attraverso  gli  Uffici  profili  di  incostituzionalità;  avendoli
  evidenziati   c'era  stata  la  rassicurazione  che   erano   stati
  affrontati.  Di  questo  si tratta. Io su questo  darei  la  parola
  all'onorevole Trizzino per un chiarimento.

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione. Signor  Presidente,  sia
  chiaro   che   nessuno  vuole  superare  i  limiti   costituzionali
  attraverso questo importante disegno di legge che, chiaramente,  ha
  delle   influenze  determinanti,  soprattutto  sotto   il   profilo
  politico.
   Il discorso è che, in questa sede, in questo momento, manca quella
  parte  del  Governo  che ha presentato l'emendamento  integrale  di
  riscrittura  al  disegno  di  legge 488,  perché  -  come  ben  lei
  ricordava   -   il  testo  è  stato  sottoposto  ad  un   ulteriore
  approfondimento  della Commissione, alla luce delle  questioni  che
  sono  state  sollevate  già  in passato.  Il  testo  è  tornato  in
  Commissione e l'assessore per le infrastrutture, il dottore  Pizzo,
  ha presentato questa riscrittura che, poi, è diventato il testo, il
  corpo  che,  oggi, stiamo esaminando e, chiaramente, c'è  stato  il
  vaglio  degli Uffici legislativi che si occupano di questa  materia
  nel   suo  ramo  di  amministrazione.  La  nostra  Commissione   ha
  esaminato,  lo  ripeto,  nel  merito le  varie  questioni;  quindi,
  secondo  me  è anche necessario che vi sia la parola del proponente
  l'emendamento che ha presentato questo testo.
   Poi, secondo me, la discussione, una volta acquisito questo parere
  - può rimanere in questa sede.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   credo   che
  l'argomento  che  è  stato  trattato  necessiti  di  un   ulteriore
  approfondimento. Le spiego: la normativa che, in  qualche  modo,  è
  stata  richiamata,  per certi versi, è riferibile  alla  competenza
  regionale,  ma  su alcuni aspetti che, peraltro, richiamano  alcuni
  principi   comunitari  in  ordine  alla  concorrenza,  può   essere
  demandata alla competenza esclusiva del legislatore statale.
   Io  credo  che il percorso che è stato individuato, quello  di  un
  rinvio  per consentire un approfondimento e fugare ogni  dubbio  in
  ordine   alla  competenza  del  legislatore  siciliano   di   poter
  intervenire sulla materia, sia quanto meno opportuno.
   Credo  che non basti solo una presa di posizione ma credo che  sia
  opportuno  ed indispensabile, eventualmente, un approfondimento  di
  carattere complessivo di tutta la normativa con un confronto, anche
  sotto l'aspetto giuridico, con gli addetti ai lavori.

   PRESIDENTE.  Le  cose sono conciliabili e questi  interventi  sono
  serviti  anche  a chiarirci un percorso. Diamo il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti fino alle ore 13.00 di domani.
   Domani  l'assessore Pizzo deve venire, in quest'Aula,  a  riferire
  sulla questione di Trenitalia e delle ferrovie in generale, quindi,
  c'è  anche l'opportunità, peraltro, è giusto che ci sia l'Assessore
  di competenza e di riferimento.
   Sarà  compito  del  presidente Trizzino  interloquire,  in  questo
  momento, con il Governo che ha dato assicurazioni sulla bontà della
  norma   che   doveva  essere  rivista  e,  a  seguito   di   queste
  dichiarazioni  che farà l'Assessore - in un senso o  nell'altro  -,
  si  procederà  di seguito, tenendo in considerazione, però,  quello
  che è già stato detto in quest'Aula in maniera molto autorevole.
   Quindi,   ribadisco,   il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti è fissato fino a domani alle ore 13.00.

   del patrimonio edilizio di base dei centri storici (nn. 602-641-
   711-732/a)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge  Norme per favorire il recupero
  del patrimonio edilizio di base dei centri storici (nn. 602-641-711-
                               732/A) .

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge numeri 602-641-711-732/A
   Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei
  centri  storici ,  posto al numero 3) del II punto  all'ordine  del
  giorno.
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

   FAZIO, relatore. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione
  dell'Aula sul fatto che questo disegno di legge ritorna, ancora una
  volta,  in  Aula, tenuto conto che era stato esitato ed incardinato
  per  la  discussione  generale  e,  poi,  l'Aula  ne  ha  richiesto
  approfondimenti.
   Quindi,  ritorna,  per la seconda volta, in  Aula  e,  ovviamente,
  quegli  approfondimenti e quelle precisazioni che erano  state,  in
  qualche  modo, richieste dall'Aula sono state oggetto di attuazione
  da parte della Commissione.
   Infatti, la Commissione si è confrontata con ordini professionali,
  con esperti del settore ed ha introdotto quelle modifiche opportune
  e  necessarie per evitare, obiettivamente, che il disegno di  legge
  non trovasse la condivisione, almeno per la maggior parte, in larga
  parte,  non solo dell'opinione pubblica ma, soprattutto,  da  parte
  degli organi professionali e degli universitari.
   Non  le  sto a dire quanto sia importante questo disegno di  legge
  perché  credo  che possa annoverarsi tra le riforme più  importanti
  che   il   legislatore  siciliano  ha  approntato,  laddove   verrà
  approvato, negli ultimi tempi.
   Vengo  e  mi  spiego:  credo che la collettività,  in  genere,  si
  aspetti  questa legge da moltissimo tempo, non sto lì a  descrivere
  quale  sia la situazione, appunto, in cui versano i centri storici,
  la maggior parte di questi in totale stato di abbandono.
   Le  motivazioni,  ovviamente, di questo  stato  di  cose,  possono
  annoverarsi per quanto riguarda i procedimenti previsti dalla legge
  per  gli interventi del centro storico abbastanza complessi  e,  mi
  consenta,  negli  ultimi tempi estremamente onerosi  dal  punto  di
  vista  prettamente  economico, tanto è vero che  per  approvare  un
  Piano  di  recupero, sicuramente, non solo è necessario un  esborso
  economico non indifferente ma, addirittura, i tempi sono cosiddetti
  biblici. Ecco perché la maggior parte dei centri storici non ha mai
  ricevuto quell'attenzione che veramente merita.
   Questo  disegno  di  legge  tenta  di  raggiungere  due  obiettivi
  fondamentali. Il primo è quello della semplificazione, cioè  quello
  di  alleggerire  tutta  una  serie di procedimenti  previsti  dalla
  pregressa  normativa  per  effettuare  interventi  nell'ambito  del
  centro storico.
   Secondo,  quello  dell'innovazione per potere,  in  qualche  modo,
  immaginare  di  intervenire nell'ambito di quelle  zone  cosiddette
  degradate  e,  soprattutto,  negli interventi  sugli  immobili  non
  recuperabili  e che, comunque, non abbiano alcun valore,  non  solo
  dal punto di vista prettamente culturale, artistico, architettonico
  e quant'altro, ma anche dal punto di vista prettamente economico.
   Io  credo che, approvando questo disegno di legge, si introduce un
  sistema  molto  veloce  per  potere  effettuare  quegli  interventi
  necessari  nei  nostri centri storici e, quindi,  poter  recuperare
  quelle aree degradate.
   Come  potete  vedere  la norma non è indirizzata  semplicemente  e
  solamente ai privati, ma soprattutto alle pubbliche amministrazioni
  laddove,  in  qualche modo, a loro è consentito  effettuare  quegli
  interventi e quegli investimenti necessari per recuperarli.
   Vado  un  po'  al  succo  della proposta  che,  a  mio  avviso,  è
  estremamente  rilevante perché questa proposta prevede  un  sistema
  cosiddetto    semplificato   ma,   comunque,   la    partecipazione
  determinante  da  parte della Sovraintendenza che,  effettuata  una
  attività   cosiddetta  ricognitiva,  svolge  quella   funzione   di
  individuazione  per  destinare l'immobile a seconda  delle  diverse
  tipologie, cioè in maniera particolare la norma prevede  a  seconda
  della  tipologia di classificazione che viene impressa, allora,  il
  proprietario è a conoscenza immediatamente di cosa può fare,  quale
  interventi  può eseguire nell'ambito dell'immobile e se addirittura
  l'immobile, così come abbiamo visto non presenta particolari  pregi
  di alcuna natura, addirittura è possibile la sua demolizione con la
  sua ricostruzione.
   Ma  non  solo  questo, la norma in questione prevede, appunto,  di
  realizzare  quegli interventi di carattere e di interesse  pubblico
  quale la realizzazione di quelle strade estremamente importanti per
  poter valorizzare, ovviamente, gli immobili del centro storico.
   Continuo   a  ripetere:  credo  che  sia  una  norma  estremamente
  importante,  potrebbe  dare una mano non indifferente  al  comparto
  dell'edilizia  che,  sicuramente,  sta  attraversando  un   periodo
  bruttissimo  dove  i  fallimenti  nell'ambito  delle  imprese  sono
  all'ordine  del  giorno, e anche perché credo  che  solo  i  centri
  storici  possano essere attenzionati ed attenzionare  eventualmente
  le  imprese e sopratutto i proprietari privati nell'ambito  appunto
  del recupero.
   Io  credo che si raggiunga anche un altro obiettivo: piuttosto che
  andare  alla ricerca di zone vergini, cioè di terreni vergini,  per
  poterli destinare all'edificazione, come si è fatto in tutti questi
  anni, invece, un riuso dei territori a ciò destinati, credo che sia
  non solo condivisibile ma sia fattibile.
   Tengo  a  precisare  comunque un aspetto che mi  sembra  opportuno
  rimarcare:  la  norma  non  incide  nell'ambito  delle  scelte  già
  effettuate da molti Comuni che, ovviamente, hanno già effettuato ed
  approvato i Piani di recupero e sono andati avanti, ma la norma  si
  rivolge  e si dirige a quelle inerzie da parte di quei Comuni  che,
  sicuramente, non hanno affrontato mai il problema e che si  trovano
  in enorme ritardo nell'ambito degli interventi di rivitalizzazione,
  di recupero appunto dei centri storici.
   Io   credo  che  finalmente  con  questa  norma  si  possa   anche
  verificare,  dal  punto  di  vista  prettamente  materiale,  se  la
  collettività  siciliana è matura, perché  quello  che  è  stato  in
  qualche  modo evidenziato è sicuramente il rischio che, in  qualche
  modo,  si  corre per quanto riguarda gli interventi  in  questione.
  Rischio  a  mio  avviso estremamente limitato per la partecipazione
  non solo del Comune e dell'Ufficio tecnico da parte del Comune,  ma
  segnatamente  dalla Sovraintendenza cui è demandata la  valutazione
  e,  quindi,  la  decisione nell'ambito degli  interventi  che  sono
  eseguibili e possibili nell'ambito, appunto, dei centri storici.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la
  portata  dell'impatto politico-normativo della  legge  che  abbiamo
  all'esame  oggi sia di grande rilevanza perché si inserisce  in  un
  quadro normativo che sta cambiando, infatti, la IV Commissione  non
  solo  ha  attenzionato  il tema dei centri  storici,  ma  ha  anche
  esitato all'unanimità il Testo Unico per l'edilizia che è in attesa
  in  settimana della relazione tecnica del Governo ed ha già fissato
  il  termine per gli emendamenti sulla riscrittura della nuova legge
  urbanistica, fissata al 13 luglio.
   Credo che questo sia un atteggiamento di grande maturità di questa
  classe  dirigente,  un  atteggiamento  di  grande  maturità   della
  Commissione  e  che l'impostazione a cui siamo stati  abituati  per
  quasi  40  anni,  che ha fondato l'urbanistica e  l'edilizia  su  2
  grandi leggi la n. 71/78 e la n. 37/85, oggi, si appresti ad essere
  cambiata con un'impostazione più veloce, meno burocratica e  più  a
  tutela delle bellezze architettoniche e monumentali e, soprattutto,
  più  celere,  perché credo che la domanda di semplificazione  venga
  soprattutto   da   parte  dei  cittadini,  delle   imprese,   delle
  organizzazioni  di categoria, delle associazioni di  settore  e  la
  politica, mai come in questo momento, è chiamata a cogliere  queste
  istanze.
   Voglio fare un plauso al Governo perché, pur essendo le tre  leggi
  e   in   particolare  questa  che  esaminiamo  oggi  di  iniziativa
  parlamentare, devo riconoscere all'assessore Croce un atteggiamento
  di  grande maturità perché, a differenza di altri assessori per  il
  territorio e l'ambiente del passato, non è intervenuto a gamba tesa
  alle  iniziative  parlamentari della Commissione lasciando  fare  e
  credo  che  questo  sia  un  merito  che  in  questo  momento  vada
  riconosciuto.
   Credo  che  l'impostazione a cui ha fatto già riferimento  il  mio
  collega Fazio sia perfettamente in linea anche con gli intendimenti
  del  Governo   da  ultimo accennati, approvati  in  quest'Aula  nel
  documento di programmazione economica e finanziaria. C'era  qua  in
  Aula prima l'assessore Baccei, e il fatto di fondare il futuro,  lo
  sviluppo  economico della Sicilia per i prossimi anni come  abbiamo
  approvato  in  quest'Aula sul turismo e sui beni  culturali,  passa
  anche dall'approvazione di questa legge.
   In   passato,  negli  scorsi  mesi  abbiamo  approvato  la   legge
  sull'albergo  diffuso, sempre su iniziativa della IV Commissione  e
  io  credo  che questa legge si inserisca in questo filo conduttore,
  in  questo rapporto tra beni culturali, beni architettonici,  anche
  di  natura  privata come quelli ricadenti nei centri storici  e  il
  turismo  spicciolo,  delle  cose semplici,  normali,  anche  legato
  all'albergo diffuso.
   Credo,  spero,  mi  auguro  che per anni sentiremo  parlare  dello
  studio di dettaglio che è quello fissato dall'articolo 3.  Per anni
  abbiamo  fondato i nostri studi, gli esami dei centri  storici  sul
  piano  particolareggiato del centro storico che -  voglio  ribadire
  nella  discussione generale - abbiamo affrontato  più  volte  nella
  discussione in Commissione e, voglio tranquillizzare i colleghi  di
  Palermo, è un istituto che resterà e verrà fatto salvo.
   Accanto a questo istituto è previsto lo studio di dettaglio che  è
  una norma più semplice, più veloce con le tutele opportune perché è
  prevista una relazione esplicativa e una planimetria redatta  sotto
  il parere della Soprintendenza ai beni culturali.
   Sono   garantite   le  procedure  di  legge  e  le   pubblicazioni
  nell'interesse   del  cittadino  mediante  norme   più   snelle   e
  soprattutto, cari colleghi, è previsto l'intervento sostitutivo  in
  modo  certo  all'articolo 3 che in questi anni  è  stato  causa  di
  ritardi,  se è vero, come è vero, che in Sicilia soltanto un  terzo
  dei   comuni  siciliani  hanno  avviato  o  definito  le  procedure
  riguardanti  l'edilizia  privata all'interno  dei  centri  storici,
  mentre il restante due terzi ancora oggi non è riuscito neanche  ad
  attivarla.
   Credo  che  ci  siano tutti i presupposti per  esitare  nei  tempi
  brevi,  congrui, questa legge per dare una risposta, così  come  ha
  sottolineato  il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  anche
  all'edilizia, perché se non riparte l'edilizia non è facile  uscire
  in tempi veloci da questa crisi.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  questo
  testo   di   legge  nasce  dall'ascolto  continuo  delle  categorie
  professionali,  in  primis  la  consulta  degli  architetti,  degli
  ingegneri,  dei  geologi, con i professionisti che  quotidianamente
  lavorano sul terreno dell'edilizia.
   Ricordo  che  la  Commissione  Ambiente ,  oltre  a  questo  testo
  importante, che mi auguro venga esitato in tempi brevi, ha discusso
  e  votato all'unanimità il testo di legge che recepisce il DPR  380
  del  2001, testo che è stato esitato dalla Commissione diversi mesi
  fa e che, in questo momento, si trova in Commissione  Bilancio  per
  la copertura finanziaria.
   Parallelamente a questo testo, un altro importante progetto, che è
  in  cantiere nella Commissione  Ambiente , è la riforma della legge
  71 del 1978, il testo in materia urbanistica, che chiaramente va  a
  rivisitare una norma fondamentale.
   Questi  tre  disegni di legge, chiaramente, vanno a  chiudere  una
  riforma  che  si  aspetta da oltre trent'anni, se pensiamo  appunto
  alla legge 71/78.
   Invito  i  colleghi deputati, anche alla luce dell'approfondimento
  che  è  stato fatto in Commissione e delle diverse in audizione,  a
  limitare il più possibile l'attività emendativa, proprio perché  si
  tratta di un testo molto tecnico, come dicevano i colleghi Fazio  e
  Barbagallo, un testo che ha accolto le istanze dei professionisti e
  soprattutto  in  relazione anche che è un lavoro molto  settoriale,
  stiamo   parlando  del  centro  storico,  della  zona   A,   e   in
  considerazione  anche  del  fatto  che  il  dibattito   poi   verrà
  ulteriormente sviluppato quando l'Aula verrà chiamata  a  discutere
  sia  del testo di legge in materia edilizia, sia del testo di legge
  in materia urbanistica.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, anche io  a  nome  della  Commissione
  volevo  innanzitutto dire che questa Commissione ha  dimostrato  in
  questi due anni di volere affrontare tutti i temi più rilevanti  di
  questa  Regione.  E  devo  dire  che ringrazio  il  Presidente  per
  l'equilibrio che ha mantenuto per la possibilità data  a  tutti  di
  potere  intervenire,  confrontandosi anche a  volte  aspramente  ma
  trovando, poi, una sintesi in tutti i disegni di legge.
   Su  questo  tema abbiamo, infatti, come è stato detto dagli  altri
  colleghi,  diviso  in  diversi disegni di legge  tutti  i  settori.
  Abbiamo  fatto il recepimento delle norme edilizie che,  purtroppo,
  come  è stato detto in questi giorni, ancora sono bloccate per  una
  semplice relazione tecnica dovuta soltanto ad uno start, quindi  ad
  un singolo articolo su quasi 90 articoli, ed è bloccata da circa  4
  mesi. Anche quello è un disegno di legge veramente importante.
   Poi  si  è  fatta la legge sui centri storici perché si è ritenuto
  che  si dovesse intervenire proprio per valorizzare quello che  c'è
  nella  nostra Terra e soprattutto facendo e snellendo le  procedure
  che,  come  sappiamo,  bloccano la macchina burocratica  e  diventa
  difficilissimo  intervenire per la restaurazione e ristrutturazione
  dei centri storici.
   Su  questo testo ci sono stati diversi confronti; abbiamo  sentito
  più   volte  gli  ordini  professionali,  le  consulte,  tantissime
  associazioni.  Proprio  come diceva il Presidente  Trizzino,  si  è
  arrivati  ad  una  sintesi  definitiva  dopo  l'ultimo  rinvio   in
  Commissione ed anche io chiedo all'Aula di emendare il  disegno  di
  legge  stando  veramente attenti a non toccare dei punti  che  sono
  serviti  a  fare sintesi con le associazioni e con  gli  ordini  di
  categoria.
   Io  mi  auguro che questo testo si possa approvare perché,  avendo
  fatto  il consigliere comunale, so perfettamente quanto è difficile
  intervenire nella ristrutturazione edilizia perché spesso i  comuni
  non  hanno  i piani regolatori. In Sicilia su 380 comuni,  280  non
  hanno  il piano regolatore, le varianti ai centri storici hanno  un
  iter  che  dura  anni, i piani particolareggiati non vengono  fatti
  perché comuni non hanno più soldi in bilancio.
   Quindi,  mi  auguro  che questo testo venga approvato  velocemente
  proprio perché così, come diceva il collega Barbagallo, si possa un
  minimo sbloccare l'edilizia e fare girare l'economia in Sicilia.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, anche io volevo unirmi, mi pare che siamo
  abbastanza  concordi  nel fatto di potere  rassicurare  l'Aula  che
  abbiamo ascoltato davvero tutti.
   Io  ritengo questo disegno di legge molto utile. Ha affrontato dei
  momenti  molto difficili e ci sono stati anche tentativi  di  farlo
  diventare  qualcos'altro.  Ma  oggi,  per  come  si  presenta,  può
  diventare  uno  strumento efficace per consentire la  rigenerazione
  del  costruito, sempre nel rispetto ovviamente dei luoghi d'arte  e
  di  tutto  il dettame legislativo, ma che consente di rivitalizzare
  l'edilizia e di frenare seriamente il consumo di altro suolo.
   Forse,  per  questo la Commissione  Ambiente  ha  anche  speranze,
  nutro speranze, anche io, che i centri urbani non continuino più ad
  espandersi  e  a  consumare il territorio, ma  che  si  rigeneri  e
  attualizzi la funzione degli edifici.
   Abbiamo sentito anche da diversi sindaci lo stato di  abbandono in
  cui  versano i centri storici, lo stato di pericolosità di parecchi
  edifici  senza alcun valore storico-artistico che oggi sono davvero
  un peso per i centri urbani.
   E'  anche  un invito alla messa in sicurezza - parliamo  anche  di
  norme  sismiche  ed  efficentamento energetico  -  cosa  che  potrà
  rivitalizzare l'iniziativa imprenditoriale e speriamo di dare linfa
  vitale all'economia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Anselmo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende la discussione del disegno di legge nn. 602-641-711-732/A

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale del disegno di
  legge  nn.  602-641-711-732/A . Il termine per  gli  emendamenti  è
  fissato alle ore 13.00 di domani 1 luglio 2015.

   cerca in Sicilia' (n. 585/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Istituzione delle Biobanche di
                    ricerca in Sicilia» (n. 585/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Istituzione  delle Biobanche di ricerca in Sicilia.»  (n.  585/A),
  posto al numero 4).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Oddo, per svolgere la
  relazione.

   ODDO,  relatore. Signor Presidente, onorevole colleghi, spesso  la
  Sicilia  va  a  rimorchio del resto del Paese.  Questa  volta,  con
  questa    iniziativa   legislativa,   si   porrebbe   la    Sicilia
  all'avanguardia  rispetto  al  resto  del  Paese  in   un   settore
  fondamentale  per lo sviluppo di uno Stato o di una  Regione  quale
  quello della ricerca scientifica.
   La  ricerca  scientifica  è  uno dei  termometri  del  livello  di
  avanzamento di una società.
   Credo  che  la  Sicilia  dotandosi di  uno  strumento  legislativo
  all'avanguardia ci pone - per una volta - in una posizione  non  di
  fanalino di coda.
   In  Italia le biobanche terapeutiche, cioè quelle che lavorano  al
  trapianto anche delle cellule staminali - come quello di Sciacca  -
  sono disciplinate.
   Un campo ove non c'è alcuna disciplina legislativa, oggi, è quello
  delle    biobanche    di   ricerca.   Significa,   sostanzialmente,
  regolamentare  e  consentire  che  tessuti  organici  che   vengono
  prodotti quotidianamente dal semplice prelievo di sangue- nel mondo
  della   sanità   in  cui  tutto  viene  buttato,   costituisce   un
  patrimonio,   se  ben  conservato,  se  raccolto  bene,   messo   a
  disposizione della ricerca scientifica.
   Nel  bilancio 2015 degli Stati Uniti d'America, Obama  ha inserito
  300  milioni di euro per le biobanche di ricerca, perché  l'America
  ritiene  che  la  nuova  frontiera della  ricerca  scientifica  sia
  proprio quella delle biobanche di ricerca.
   Un  campo rispetto al quale il nostro Paese, al solito, arriva  in
  grande   ritardo  e  che  noi  potremmo,  per  una  volta,  vederci
  all'avanguardia attraverso una regolamentazione per legge, in  modo
  da  consentire a strutture ospedaliere pubbliche e private, che  ne
  abbiano i requisiti e le condizioni di garanzia, di raccogliere  il
  materiale organico che i cittadini mettono a disposizione.
   E' evidente che c'è un primo risvolto scientifico e c'è un secondo
  risvolto, addirittura civico,  perché evidentemente è un  fatto  di
  solidarietà  verso  gli  altri mettere a  disposizione  il  proprio
  materiale organico a favore di una ricerca scientifica che potrebbe
  consentire  alla  Sicilia  -  non c'è  questo  materiale  organico,
  evidentemente non può essere venduto, non è frutto, non può  essere
  oggetto  di  mercati  - però possiamo avere  in  cambio  di  questo
  materiale  organico che metteremo a disposizione delle  istituzioni
  che  operano  nel  settore della ricerca scientifica,  informazioni
  scientifiche,  che  potrebbero essere  fondamentali  ad  esempio  a
  curare   alcune  patologie  derivanti  dall'esposizione  ai  rischi
  ambientali.
   Noi  abbiamo delle aree - cito Priolo e Gela, ma evidentemente  ve
  ne sono altre - in cui vi sono delle patologie tumorali che nascono
  anche,  probabilmente, da rischi ambientali e sui quali la  ricerca
  scientifica oggi ancora deve fare nuove tappe.
   Quindi,   fare  un  passo  in  avanti  sul  campo  della   ricerca
  scientifica,  mettendo  a  disposizione  di  coloro  che   studiano
  materiale  organico  di  questo tipo, ci  potrebbe  fare  acquisire
  informazioni   che  potrebbero  essere  utili  per  curare   questa
  patologia.
   Ultima   riflessione.  Questo  disegno  di  legge  ha   avuto   il
  beneplacito, l'avallo, di due organizzazioni fondamentali: l'Unesco
  ha   dato  il  patrocinio  a  questo  disegno  di  legge   -   cosa
  assolutamente  inusuale - e Telethon ha fatto altrettanto.  Quindi,
  che due istituzioni di grande prestigio nazionale ed internazionale
  come  l'Unesco  e Telethon abbiano dato il loro patrocinio  ad  una
  iniziativa legislativa la dice lunga su quanto sia essa meritoria.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Anche  per questo disegno di legge il termine per la presentazione
  degli emendamenti è fissato per domani alle ore 13.00.
   Onorevoli  colleghi,  ho  sentito  poc'anzi  il  Presidente  della
  Regione  il quale ha detto che non si sottrae al dibattito  d'Aula.
  E' chiaro che c'è un'evoluzione in corso per altro: mi comunica che
  è  scoppiata  un'emergenza  su cui deve adottare  determinati  atti
  improrogabilmente entro oggi, entro domani.
   Mi  ha  comunicato  che la sua disponibilità  a  confrontarsi  con
  l'Aula,  a  riferire  sulle  vicende complesse  che  riguardano  il
  Governo,  in  considerazione - non ha negato che  c'è  una  vicenda
  relativa  all'Assessore   per la salute, l'assessore  Borsellino  -
  chiedeva  sostanzialmente se era possibile rinviare  alla  prossima
  settimana il confronto d'Aula perché ha tutta una serie di incontri
  con i partiti politici.
   Credo che non ci sia nulla di ostativo, anche perché abbiamo molta
  carne  al fuoco e noi comunque, come Assemblea regionale siciliana,
  dobbiamo andare avanti.
   Vorrei  precisare  che  per quanto riguarda il  primo  disegno  di
  legge  è chiaro che è necessaria la presenza dell'Assessore per  le
  infrastrutture, lo dico al Presidente della IV Commissione,  perché
  il  Governo ha il dovere di riferire in ordine alla riscrittura  di
  questo  emendamento,  chiamiamolo così, viste  le  perplessità  che
  erano  state  a  suo tempo sollevate dagli Uffici della  Presidenza
  dell'Ars,   perché  se  non  vengono  superate  le   questioni   di
  incostituzionalità    rimane    ferma    la    pregiudiziale     di
  incostituzionalità  sulla  quale si potrà  pronunciare  liberamente
  l'Aula,  sentendo  chiaramente la Commissione  stessa.  Quindi,  il
  fatto che noi abbiamo la determina non significa che è superata  la
  questione pregiudiziale di incostituzionalità.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, siccome di fatto lei ha  dato  termine
  fino  alle  ore  13.00 di domani per presentare gli emendamenti  al
  disegno  di legge, io ritengo che anche domani l'Aula tratterà  gli
  altri suoi disegni di legge, io ritengo che anche giovedì  si possa
  lavorare.  Se vuole dare il termine fino a giovedì alle  ore  13.00
  per  il  disegno  di  legge sugli appalti, per permettere  nei  due
  giorni  che  ci  sono un approfondimento compiuto,  credo  che  sia
  utile.

   PRESIDENTE.  Se  non  sorgono osservazioni,  il  termine  per  gli
  emendamenti al primo disegno di legge, quello che riguarda la legge
  sugli  appalti,  così diamo la possibilità all'assessore  Pizzo  di
  confrontarsi  anche con i componenti della Commissione,  è  fissato
  fino alle ore 13.00 di giovedì.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi volevo  riferire
  all'assessore   Pistorio.  Il  23  dicembre   2013   presento   una
  interrogazione per quanto riguarda la gestione del personale presso
  la Provincia di Siracusa. Sollecito questa interrogazione, vi siete
  succeduti  in  tanti  in quella poltrona, a  tutti  ho  cercato  di
  sollecitare un intervento perché ho chiesto una ispezione presso la
  Provincia ma non si è mosso nulla. Proprio qualche settimana fa  ho
  mandato la stessa interrogazione via PEC al suo Assessorato per far
  presente   che  c'è  qualcosa  che  non  va  e  bisogna  andare   a
  controllare.
   Da  che  cosa viene questa interrogazione? Da una serie di lettere
  anonime  che mi sono pervenute, ma lettere anonime accompagnate  da
  delibere. Quindi, qualcosa di circostanziato, qualcosa di  concreto
  che mi ha stupito rispetto a quello che leggevo.
   Ora,   Assessore,   dobbiamo  aspettare   per   l'ennesima   volta
  l'intervento  della  Magistratura o  per  una  volta  l'Assessorato
  riuscirà  ad intervenire prima che arriva qualcun altro più  grande
  di noi?
   Penso  che  sia  importante visto che l'interrogazione  è  del  23
  dicembre 2013, quindi più di un anno e mezzo ormai e non si è avuto
  alcuna   risposta   neanche   un   vedremo,   manderemo   qualcuno,
  controlleremo  o  anche  risponderemo a  breve .  Assolutamente  il
  silenzio
   Quindi, onde evitare che intervenga prima la Magistratura, cercate
  di muovervi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  1
  luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL CONTRATTO DI SERVIZIO
  CON TRENITALIA
  III  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
                 metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
                 848 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Cracolici

             2)  -  Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 .
                 (nn. 488-762/A)  (Seguito)

                Relatore: on. Turano

             3)  -  Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
                 base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)

                Relatore: on. Fazio

             4)  -  Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
                 585/A) (Seguito)

                Relatore: on. Oddo

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                             GRECO G.  - FIGUCCIA -  DI GIACINTO  -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                   LENTINI - CASCIO S. -   COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

                   La seduta è tolta alle ore 17.53

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.05)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio