Presidenza del Presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Clemente, Vullo, Coltraro, Currenti, Federico, Vinciullo,
Lombardo, Giuffrida.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in missione i
giorni 1 e 2 luglio 2015.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di disegni di legge presentati
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione delle Sale del commiato e delle case funebri.
Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18. (n. 1011)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Germanà, Alongi, Cascio F., D'Asero, Fontana e Lo Sciuto in data
23 giugno 2015.
- Norme in materia di agricoltura sociale. (n. 1012)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Giacinto,
Malafarina e Oddo in data 23 giugno 2015.
- Norme in materia di polizia locale e sicurezza urbana. (n. 1013)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi in
data 25 giugno 2015.
- Utilizzazione agronomica delle acque reflue provenienti dai
caseifici. (n. 1014)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Alloro in
data 25 giugno 2015.
- Nuove disposizioni per il contrasto e la prevenzione del
randagismo. (n. 1015)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 30 giugno 2015.
- Norme a sostegno dello sviluppo mediante la semplificazione
delle procedure. (n. 1016)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
in data 30 giugno 2015.
- Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali nel settore
di gestione integrata dei rifiuti. Modifiche alla legge regionale 8
Aprile 2010, n. 9. (n. 1017)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cordaro,
Clemente, Grasso e Gennuso in data 30 giugno 2015.
Comunicazione di richieste di parere pervenute
ed assegnate alla Commissione competente
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute ed assegnate alla
competente Commissione le seguenti richieste di parere:
- Linee di indirizzo regionali per la rideterminazione delle
dotazioni organiche delle Aziende del Servizio sanitario regionale
(n. 59/VI).
Pervenuto in data 29 giugno 2015.
Inviato in data 29 giugno 2015.
- Linee guida per l'adeguamento degli atti aziendali delle
Aziende del Servizio sanitario regionale (n. 60/VI).
Pervenuto in data 29 giugno 2015.
Inviato in data 29 giugno 2015.
Comunicazione di risoluzione approvata in Commissione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Servizi
sociali e sanitari' (VI) nella seduta n. 159 del 17 giugno 2015 ha
approvato la risoluzione Revisione dei criteri di accreditamento
di cui al D.A. n. 2208/11 (n. 43/VI).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2721 - Chiarimenti sulle cause del crollo sul viadotto
'Scorciavacche' lungo la Palermo-Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2722 - Chiarimenti sul mancato finanziamento delle attività
turistico- alberghiere in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2723 - Chiarimenti sulla mancata indizione dell'appalto per la
promozione e la fruizione del sito di Pantalica (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2724 - Chiarimenti sulle azioni che la Regione intende adottare
a tutela del piano particolareggiato di Ortigia, nel comune di
Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2725 - Notizie e chiarimenti sulle procedure e sul mancato
completamento del trasferimento del personale CIEM s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
***
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2726 - Posticipo della data di chiusura della caccia agli
uccelli acquatici al 31 gennaio 2015.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
***
Ruggirello Paolo
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo ed alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2727 - Urgenti interventi per lo sblocco dei fondi della cassa
integrazione in favore dei lavoratori della formazione
professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
***
Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio; Grasso
Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo
N. 2728 - Pagamento delle spettanze ai lavoratori della formazione
professionale a valere sul fondo di garanzia regionale ex art. 132
della l.r. n. 4 del 2003.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
***
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio
N. 2729 - Urgenti interventi in favore dei lavoratori della
formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
***
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio
N. 2730 - Accreditamento provvisorio per gli enti di formazione
professionale cui lo stesso è stato revocato.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
***
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 301 - Iniziative da assumere in relazione ai canoni di
depurazione richiesti in pagamento da Girgenti Acque s.p.a.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
***
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Comunicazione relativa a decreti di nomina assessoriale
PRESIDENTE. Comunico che:
con nota prot. n. 31313 del 26 giugno 2015, pervenuta il 29
giugno successivo e protocollata al n. 6210/AulaPg di pari data,
la Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
copia del decreto presidenziale n. 242/Area 1 /S.G. del 25 giugno
2015, di nomina del dr. Giovanni Pistorio ad Assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica per contestuale
cessazione dalla carica medesima del dr. Ettore Leotta;
con nota prot. n. 31390 del 29 giugno 2015, pervenuta il 30
giugno successivo e protocollata al n. 6215/AulaPg di pari data,
la Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
copia del decreto presidenziale n. 246/Area 1 /S.G. del 27 giugno
2015, di nomina della dr.ssa Rosaria Barresi ad Assessore regionale
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea per
contestuale cessazione dalla carica medesima dell'avv.to Antonino
Caleca.
Invito il deputato Segretario a darne lettura.
BARBAGALLO, segretario. Regione siciliana. Decreto
Presidenziale n. 242/Area 1 S.G.
Il Presidente,
D e c r e t a
Art. 1
Per quanto in premessa specificato il dott. Ettore Leotta, a
seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
dalla carica di Assessore Regionale per le Autonomie Locali e la
Funzione Pubblica.
Art. 2
Contestualmente alle dimissioni di cui al superiore art. 1 il
dott. Giovanni Pistorio nato a Catania il 07/08/1960 è nominato
Assessore regionale con preposizione dell'Assessorato regionale
delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana e nel sito internet della Regione siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21. .
Regione siciliana. Decreto Presidenziale n. 246/Area 1 S.G.
Il Presidente,
D e c r e t a
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'avv. Antonino Caleca, a
seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
dalla carica di Assessore Regionale per l'Agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
Art. 2
Contestualmente alle dimissioni di cui al superiore art. 1 la
dott.ssa Rosaria Barresi nata a Palermo l'1 novembre 1959 è
nominata Assessore regionale con preposizione dell'Assessorato
regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea. .
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana e nel sito internet della Regione siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21. .
Comunicazione del calendario-programma dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che, in attuazione del deliberato della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del 24 giugno
u.s. (di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 247 di pari
data), l'Aula terrà seduta:
-da martedì 30 giugno a giovedì 2 luglio 2015 per l'avvio della
discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e Città metropolitane (nn. 833-783-791-819-822-
823-824-831-832-839-842-848 bis/A), nonché per la discussione dei
seguenti disegni di legge:
a) Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 (nn.
488-762/A), in ordine al quale l'Aula voterà lo stralcio delle
norme in materia di UREGA;
b) Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
dei centri storici (nn. 602-641-711-732/A);
c) Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia (n. 585/A)
-da martedì 7 a giovedì 9 luglio 2015 per la discussione del
disegno di legge n. 997 Legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale'. Modifica degli articoli 51 e 52 , che dovrà
pertanto essere esitato per tempo dalla I Commissione legislativa
permanente.
I lavori parlamentari d'Aula e di Commissione riprenderanno quindi
a decorrere dal 16 luglio 2015. In particolare, l'Aula tornerà a
riunirsi il 16 luglio 2015 per il seguito della discussione del
disegno di legge Disposizioni in materia di liberi Consorzi
comunali e Città metropolitane (nn. 833-783-791-819-822-823-824-
831-832-839-842-848 bis/A), fino a conclusione dei relativi lavori.
Resta invariato quanto già deliberato dalla Conferenza in ordine
alle comunicazioni del Governo sul contratto di servizio con
Trenitalia, nonché alla calendarizzazione delle mozioni nn. 286,
462 e 463.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi ho dato, appena adesso,
comunicazione del calendario dei lavori per tutto il mese, è chiaro
che può essere modificato solo con una Conferenza dei Capigruppo ed
è evidente che sono stati inseriti disegni di legge pronto Aula, ad
eccezione delle disposizioni programmatiche che ci auguriamo
possano essere esitate dalla I Commissione.
Dico questo perché mi sono giunte due note, una da parte del
Capogruppo di NCD e l'altra da parte del Capogruppo di Forza Italia
che, per motivi vari, tutti importanti per carità, si chiedeva di
volere tenere in considerazione il posticipo dei lavori
parlamentari per riunioni da tenersi nella capitale.
Non ho potuto aderire a questa richiesta perché com'è prassi di
questa Assemblea solo nel caso di congressi viene data la
sospensione, in ogni caso il calendario è stato proprio esitato in
tempi abbastanza recenti.
Così com'è chiaro a tutti che c'è una situazione politica
complessa che riguarda il Governo regionale, abbiamo avuto la
sostituzione di due Assessori fino adesso, se ne preannuncia un
terzo, io stesso mi sono fatto promotore che, così com'è giusto, il
Presidente della Regione venga a riferire in Aula.
Quello che io voglio evidenziare è che noi dobbiamo mantenere fede
agli impegni presi in Conferenza dei Capigruppo e porre in essere
tutti quegli atti legislativi necessari a dare serenità, per quanto
possibile e per quello che riguarda le nostre competenze
specifiche, dell'Ars, alla Sicilia; e, comunque, c'è un calendario
abbastanza nutrito fino al 31 luglio.
Più volte abbiamo ribadito questa data del 31 luglio, non è
assolutamente occasionale questa data, sappiamo che vanno a scadere
i termini di proroga dei commissari nelle Province, sappiamo quanto
è stato complesso, e quant'è complesso, il dibattito in ordine al
governo delle aree vaste, sappiamo che c'è stato uno stop in
precedenza in quest'Aula, per cui bisogna riavviare il dibattito su
questo disegno di legge come sugli altri che sono stati
preannunciati.
È chiaro che di pari passo ci saranno delle verifiche a livello
politico, è chiaro che dovrà essere riferito in Aula, e il
Governatore ha comunicato la propria disponibilità per venire alle
ore 17.30, è chiaro che potrà riferire questa sera, possiamo anche
chiedere di riferire in una seduta apposita.
Ho, però, ritenuto opportuno che si desse contezza di ciò che
stava succedendo. Però ribadisco che dobbiamo proseguire nel nostro
percorso perché è giusto, perché è necessario, perché è dovuto e
perché abbiamo una scadenza - che è quella del 31 luglio - che, per
i motivi a voi tutti noti, non possiamo assolutamente derogare.
Per questo, come convenuto in Conferenza dei Capigruppo iniziamo
questa seduta dando la parola al Presidente della I Commissione,
l'onorevole Cracolici, perché ci dica lo stato dell'arte di questa
legge.
Abbiamo il neo Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica il quale, se lo ritiene, potrà dire la sua sul disegno di
legge in corso, per proseguire oggi stesso con l'incardinamento dei
tre disegni di legge concordati in Conferenza dei Capigruppo con la
possibilità di poterli esitare, mi auguro, entro giovedì di questa
settimana e mi riferisco alla legge sugli appalti, quella norma
stralciata sugli Urega che è abbastanza complessa, andare,
ribadisco, la prossima settimana al 7 e all'8 con le disposizioni
programmatiche, abbiamo non a caso qui la presenza dell'Assessore
Baccei con quelle misure correttive rispetto alla finanziaria
approvata e, quindi, giorno 16 iniziare no stop con il lavoro, fin
quando non verrà esitato che riguarda il testo delle ex Province.
Invito l'onorevole Cracolici a volere riferire in Aula in ordine
allo stato dei lavori dell'arte sulla questione Province.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, siamo ad un passaggio che davanti a tutti mi
pare che ci sia la comune consapevolezza che sulla vicenda delle
Province c'è un tempo in cui si può discutere e c'è un tempo in cui
bisogna decidere e credo che sia venuto il tempo in cui bisogna
decidere, al di là delle modalità con le quali pensiamo di
riformare il sistema delle aree vaste. C'è una questione che
riguarda innanzitutto una storia e chi vive quella storia
appartiene ai dipendenti che non può essere lasciato nel limbo
dell'incertezza e della precarietà.
Credo che oggi si renda necessario e urgente non solo fare la
legge ma la condizione per cui facciamo questa legge è necessaria
anche per avere la sufficiente forza anche di negoziazione se così
si può definire rispetto ai problemi aperti che la stessa riforma
Del Rio lascia nelle cosiddette aree come quelle siciliane, cioè le
Regioni a Statuto speciale, perché come è noto la legge Del Rio
essendo grande riforma economico-sociale pone però un grande tema
che ad oggi non è facilmente risolvibile, ovvero la
ristrutturazione delle dotazioni organiche delle future Province
siciliane non ha al momento una prospettiva certa sulle modalità di
reimpiego del personale stesso. Come è noto i processi di mobilità
nel resto di Italia investono prioritariamente le Regioni e i
Comuni delle altre Regioni. La Sicilia difficilmente potrà
assorbire eventuali esuberi connessi alla riorganizzazione del
sistema delle aree vaste considerato che sia la Regione, che è
impegnata in un processo addirittura di alleggerimento dei propri
dipendenti, sia i Comuni, che sono impegnati invece in un processo
che li vede necessariamente nel processo di stabilizzazione degli
oltre x mila precari che ci sono negli enti locali siciliani.
Immaginare quindi che le Province come nel resto d'Italia possano
vivere i dipendenti un processo di mobilità verso questi due
soggetti istituzionali territoriali è una pia illusione.
Ecco perché noi non possiamo fare una riforma che alimenta paure,
noi dobbiamo fare una riforma che dia certezze, dia stabilità
partendo da un dato, l'abbiamo detto e lo ripetiamo, il tema per
noi non è sciogliamo le Province così come non lo è stato per la
legge Del Rio. La legge Del Rio si pone dentro un solco
costituzionale che è quello vigente; fino a quando la Costituzione
prevede l'ente Provincia anche lo Stato non potrà prescindere da
una previsione costituzionale.
Ma mentre nel resto del Paese è in atto una riforma costituzionale
che ne prevede appunto l'abolizione, comunque in Sicilia il nostro
Statuto non prevede l'eliminazione dei Liberi Consorzi, intendendo
per Liberi Consorzi non i consorzi tra Comuni, come dire una sorta
di modalità di unioni dei Comuni, ma enti di area vasta con una
personalità giuridica propria e quindi come organi ai quali sono
conferiti specifici compiti e poteri. In tal senso onorevole
Presidente lo dico all'Aula io credo che per il percorso che fin
qui si è fatto non ci possono essere marce indietro.
Nel senso che non possiamo che uniformare il nostro sistema
ordinamentale anche sulle modalità di scelta delle governance
secondo i principi che sono contenuti nella cosiddetta legge Delrio
e che devo dire, per la verità, la legge siciliana, ancor prima
della legge Delrio, aveva con nettezza affermato, mi riferisco agli
organi di secondo livello.
Così come non possiamo tornare indietro sul sistema delle città
metropolitane così come le abbiamo individuate, cioè le tre grandi
aree metropolitane, di Palermo, Catania e Messina e invece i liberi
consorzi per le aree cosiddette non coinvolte nelle città
metropolitane.
Aggiungo che non dovremmo neanche tornare indietro su un punto,
ovvero sui compiti e le funzioni che questi enti devono avere.
Sicuramente fino a quando non è definito il quadro complessivo, a
mio avviso, è bene che i liberi consorzi, così come le città
metropolitane assumano i compiti e le funzioni che erano propri
della legge n. 9 del 1986. E quindi attraverso questi compiti anche
utilizzare le risorse, i tributi che vengono pagati per finanziare
questi enti che, come è noto, in Sicilia, si aggirano a circa
ottanta milioni di euro che sono le risorse, i tributi che vengono
pagati, in particolare sull'R C Auto, sulla bolletta energetica e
che servono a finanziare le funzioni istituzionali delle province.
Allo stesso tempo, credo, che faremmo una buona cosa se con questa
legge, fermo restando i limiti finanziari nei quali operiamo, si
potessero trasferire compiti e funzioni di questa Regione al fine
di alleggerirne il ruolo, intanto, con quel trasferimento di
funzioni che non hanno bisogno di oneri finanziari specifici, ma
rinviando ad appositi decreti anche la possibilità di trasferire
ulteriori compiti assegnando risorse umane e finanziarie perché
possano realizzarsi tali obiettivi.
Chiudo, signor Presidente, dicendo che le città metropolitane sono
un grande tema del futuro dei nostri territori. Come è noto la
stessa scelta strategica nazionale dei fondi comunitari vede
nell'individuazione delle città metropolitane i soggetti attorno
ai quali costruire e concentrare politiche di investimento nei
prossimi anni sull'ammodernamento dei servizi per i cittadini.
Noi faremmo un delitto verso la Sicilia e i siciliani se
pensassimo, in nome delle nostre divisioni su quale idea ha ognuno
di noi della provincia o delle città metropolitane, di paralizzare
il tutto. Perché mentre noi discutiamo altre città sono già alla
fase di presentazione dei progetti.
Mentre noi dibattiamo altre città stanno vincendo la competizione
tra di loro.
Noi siamo in questo momento fuori dal gioco.
Ecco perché credo sia opportuno come lei ha ricordato che
quest'Assemblea, a partire dal 16 luglio, come dal calendario da
lei definito, possa celermente metter un punto e la parola fine al
grande problema di riforme delle autonomie locali delle aree vaste.
Quindi non credo di dover aggiungere altro. C'è stato un
incidente. Quell'incidente è stato la bocciatura dell'articolo 1.
Credo che quest'Aula possa ripartire, come lei giustamente ha fatto
e ha detto, sin dal primo momento, la legge senza l'articolo 1 non
è pregiudicata nella sua possibilità di andare avanti.
Tra l'altro ora siamo in una nuova sessione e quindi come tale
forse anche questi termini possono servirci anche a dare un nuovo
tempo per gli emendamenti e quindi aggiustare, laddove necessario,
attraverso procedure emendative, possibili problemi che si possono
determinare. L'appello che faccio a tutti è di discutere anche
calorosamente ma evitiamo di bloccare un iter di riforma che
rischia di danneggiare innanzitutto chi ci lavoro ma anche e
soprattutto coloro che ricevono servizi da parte di questi enti.
Scuole, strade, persone con disabilità che hanno una serie di
servizi grazie alle province e tutta una serie di attività che sono
proprio in capo alle province e che dobbiamo in qualche modo
restituirne certezza di funzione e di prospettiva. Grazie.
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo intanto
per comunicarvi la mia personale emozione nel rientrare in
quest'Aula dopo qualche anno perché qui ho maturato una esperienza
umana, politica e amministrativa importante che spero possa essere
utile nell'esercizio di queste funzioni cui sono stato chiamato per
collaborare insieme a voi per trovare soluzioni adeguate a temi
complessi che hanno bisogno di una risposta che io immagino debba
vedere concorde il Parlamento e il Governo. Ho ascoltato con
attenzione l'intervento dell'onorevole Cracolici, non è la prima
volta che avevo la possibilità di conoscere la sua impostazione, la
sua visione che ha fatto da Presidente della Commissione, da
relatore della legge su questo evento così importante e ho una
sintonia grande con l'approccio che lui ha al problema e di buon
senso ispirato alla definizione di questo procedimento legislativo
oramai troppo in ritardo che ha una scadenza tassativa il 31 luglio
ma che non è soltanto un adempimento connesso ad un dovere
istituzionale, credo contenga anche la responsabilità per il
Parlamento e per il Governo di dare una risposta certa alla
inquietudine e alla difficoltà di questi enti e di tanti lavoratori
che in questi enti appassionatamente, con competenza provano a
svolgere la loro azione.
Io credo che il dialogo che vorrei intraprendere con il
Parlamento, proverò anche insieme ai capigruppo ad individuare una
modalità perché preceda la sessione d'Aula e che veda anche una
serie di incontri ravvicinati per individuare che hanno fino ad
oggi frenato questo provvedimento, ci possano consentire con
rispetto reciproco ed avendo chiaro l'obiettivo di raggiungere
questo risultato che è imprescindibile anche come ha detto
l'onorevole Cracolici, le condizioni più idonee per sviluppare quel
negoziato con il Governo centrale che è indispensabile per avere un
assetto di prospettiva. Noi abbiamo, immaginiamo, ve lo
preannuncio, anche negli interventi di materia finanziaria, nel
disegno di legge per salvaguardare gli equilibri di bilancio nel
2015, la prospettiva di questi enti, la loro mission è legata anche
alla possibilità di avere rapporti con lo Stato con una coincidenza
di interessi e di prospettiva. Io suggerisco a me stesso di non
innamorarmi di alcuna tesi perché su questi enti tutti abbiamo
immaginato processi riformatori avanzati e anche innovativi.
Credo che oggi sia fondamentale questo approccio per una soluzione
equilibrata di buon senso avendo anche il tempo quando avremo
stabilizzato questi enti, salvaguardato il personale, garantito le
funzioni essenziali e verificato la nuova governance, anche di
procedere successivamente se in queste modalità saranno realizzate,
anche i processi come si può dire di innovazione e di
alleggerimento del carico centralistico regionale, avvicinando il
più possibile i servizi al cittadino.
Intanto dobbiamo fare in modo che questi enti abbiano certezza
della loro condizione e successivamente possiamo anche immaginare
processi evolutivi in cui sperimentare le capacità di innovazione
del sistema autonomistico regionale.
Concludo dicendo che per me è un onore mettere la mia esperienza,
la mia passione politica a servizio dell'istituzione autonomistica
della Regione siciliana.
Mi impegno con voi solennemente a svolgere questo ruolo avendo
soltanto questo obiettivo, servire questa Regione.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho ascoltato l'intervento del
Presidente Cracolici e dell'Assessore Pistorio.
Vorrei solo un chiarimento.
Mi è sembrato di capire dalle cose che ha detto il Presidente
Cracolici che si inizia la discussione sull'articolato
dall'articolo 2.
Credo che eravamo rimasti, in Conferenza dei Capigruppo, di
iniziare il disegno di legge daccapo, si dall'articolo 1 perché
proprio l'articolo 1 contiene questioni importanti che vanno
esaminate e che contestualmente vada fatto un ragionamento - ferme
restando le posizioni di ciascuno di noi.
Non credo che si possa chiudere allora, in quel determinato
giorno, la seduta in una certa maniera e ripartire, tralasciando
l'articolo 1, perché ritengo che il disegno di legge nella sua
interezza vada esaminato dall'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, è corretto il suo intervento e mi
dà possibilità di precisare il percorso - anche se tra le righe
l'onorevole Cracolici lo abbia già evidenziato.
La sessione precedente si è chiusa, siamo in una nuova sessione.
Formalmente anche sotto forma di emendamento aggiuntivo si può
ritornare all'articolo 1.
La disponibilità mostrata da parte dell'Assessore per le autonomie
locali - abbiamo anche il tempo necessario per trovare una sintesi,
considerato che si tratta di una grande riforma - in considerazione
che abbiamo altri disegni di legge che andremo ad incardinare
stasera.
Non mi formalizzerei da quale articolo partire.
L'articolo 1 è chiaro che vada recuperato.
DI MAURO. Se è stato bocciato non potrà mai essere recuperato
PRESIDENTE. Formalmente può essere recuperato, siamo in una nuova
sessione, onorevole Di Mauro, cerchiamo di fare prevalere il buon
senso in questo momento perché se ci formalizziamo su determinati
passaggi significa che il 31 luglio non daremo alcuna serenità ai
lavoratori delle province.
n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge: «Modifiche alla legge regionale
n. 12 del 12 luglio 2011» (488-762/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011» (nn. 488-
762/A) posto al II punto all'ordine del giorno, numero 2).
Invito i componenti la IV commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, con riferimento al disegno di legge «Modifiche
alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011» (nn. 488-762/A) in
materia di appalti, ricordo che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari del 24 giugno 2015 ha stabilito di stralciare
le norme relative alla riforma degli UREGA. Pongo, pertanto, in
votazione lo stralcio degli articoli 1 e 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale n. 12 del 12
luglio 2011
1. Fino al termine di cui all'art. 253, comma 20 bis del decreto
legislativo n. 163/2006, il comma 6, dell'articolo 19, della legge
regionale 12 luglio 2011, n. 12, è sostituito dal seguente: "6. Per
gli appalti di lavori, servizi o forniture che non abbiano
carattere transfrontaliero, nel caso in cui il criterio di
aggiudicazione sia quello del prezzo più basso, la stazione
appaltante può prevedere nel bando che si applichi il criterio
dell'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano
una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia
individuate al comma 6-bis.
6-bis. La soglia di anomalia è individuata dalla media aritmetica
dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione
del dieci per cento, arrotondato all'unità superiore,
rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e quelle di minor
ribasso, incrementata o decrementata percentualmente di un valore
pari alla prima cifra, dopo la virgola, della somma dei ribassi
offerti dai concorrenti ammessi. L'incremento o il decremento è
stabilito in base alla prima cifra, dopo la virgola, della somma
dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi, rispettivamente se
pari o dispari. Nel caso in cui il valore così determinato risulti
inferiore all'offerta di minor ribasso ammessa, la gara è
aggiudicata a quest'ultima. Per la determinazione della media, in
caso di presentazione di offerte aventi identico ribasso, queste
ultime sono computate una sola volta. La facoltà di esclusione
automatica non è comunque esercitabile quando il numero delle
offerte ammesse è inferiore a 10; in tal caso si applica l'articolo
86, comma 3, del Decreto legislativo n. 163/2006.
6-ter. Le imprese che effettuano un ribasso superiore al 25 per
cento producono, nell'offerta, le relative analisi giustificative
che sono valutate dalla Commissione di gara nel caso risultino
aggiudicatarie in sede di verifica di congruità dell'offerta.
6-quater. Con decreto dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità sono individuate le modalità di
verifica per la congruità dell'offerta e le eventuali ulteriori
disposizioni per la valutazione della corrispondenza fra le
previsioni formulate in sede di verifica di congruità dell'offerta
e l'esecuzione delle opere.'.
TURANO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, relatore. Signor Presidente, assessori, onorevoli
colleghi, seppur in modo telegrafico, cercherò di spiegare le
ragioni che hanno portato all'elaborazione e alla conseguente
approvazione di questo importante disegno di legge che ha avuto un
iter per certi versi travagliato per ragioni politiche e che ha
avuto un impulso da parte di alcuni colleghi parlamentari del
Movimento Cinque Stelle che, cammin facendo, hanno come dire sotto
gli occhi di tutti, apprezzato l'opportunità che il disegno di
legge fosse quanto più condiviso possibile. Io stesso - nella
qualità di presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC ho mandato
due note, una con la quale chiedevo di sottoscrivere il disegno di
legge, l'altra con la quale tutto il Gruppo parlamentare chiedeva
di sottoscrivere il disegno di legge. Disegno di legge che in
sintesi modifica il sistema del ribasso d'asta per gli appalti in
Sicilia.
Vorrei dare soltanto due numeri per spiegare a tutti come si è
passato in Sicilia da un eccesso all'altro e non sono due numeri,
così detti in libertà, frutto della cabala, ma numeri che vengono
dall'osservatorio regionale dei lavori pubblici. In Sicilia fino al
2011 il sistema degli appalti veniva fatto con una sorta di numero
fisso, nel senso che tutte le imprese facevano un ribasso d'asta
pari a 7,5132 e poi si provvedeva al sorteggio. A seguito di quella
legge si è via via passato dal ribasso del 7 percento al ribasso
del 18-20 percento - che io considero congruo nel sistema di
aggiudicazione - ma negli anni a seguire, un po' dettato dalla
crisi, un po' dalle difficoltà economiche che hanno come dire
coinvolto il sistema il ribasso è diventato in una media che va dal
37 al 42 percento.
Ora io sono fortemente preoccupato che questo possa continuare ad
essere sistema base per diverse ragioni. Perché non considero
sicuro un cantiere dove ci sia un ribasso del 40 percento; perché
non considero sicuro un lavoro dove ci sia un ribasso del 40
percento; perché esponiamo le imprese e l'ANCE in testa - che è
l'associazione di categoria - ha evidenziato come così non si
poteva più continuare a lavorare. In Commissione ambiente e
territorio - grazie all'impegno in particolare dell'onorevole
Tancredi - si è condiviso un percorso, si è approvato questo
disegno di legge che poi, diciamoci tutto con assoluta franchezza,
ha avuto un piccolo rallentamento come dire, io lo definisco per
ragioni di opportunità, per ragioni di opportunità perché io credo
che il sistema degli appalti e le modifiche che riguardano il
sistema degli appalti debba essere intestato prevalentemente al
Governo, non è bene che lo faccia una forza politica tanto che
tutte le forze politiche con le quali ci siamo confrontati hanno
deciso di sottoscrivere il disegno di legge stesso. Oggi siamo qua
al giro di boa.
Siamo, e concludo, a chiedere l'approvazione dell'Assemblea
Regionale di questa parte per permettere agli imprenditori di
potere operare.
Mi fa piacere potere dire che questo contesto si materializza il
30 di giugno, e soltanto il 18 di giugno al Senato della Repubblica
è stata approvata la modifica al sistema degli appalti che ha
abolito il massimo ribasso. Quindi per certi versi siamo in
assoluta sintonia con le disposizioni nazionali che stanno per
essere approvate, approvate già al Senato - devono ritornare alla
Camera - e credo che con l'approvazione di questa legge possiamo
dare certezza, dico certezza, ai datori di lavoro, certezza agli
imprenditori, certezze ai lavoratori, certezze alla manovalanza e
certezze della buona esecuzione dei lavori. Io penso che
un'approvazione veloce permetterà di raggiungere questi obiettivi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
l'onorevole Turano, ho letto anche il testo e la relazione che lo
accompagnava e ho letto anche la relazione tecnica all'articolo 3.
Io posso anche condividere le ragioni politiche, le preoccupazioni
sociali, economiche, che hanno mosso i proponenti di fare questa
modifica alla modalità di calcolo delle cosiddette offerte anomale.
Però, lo dico con franchezza, non si può fare. La Regione siciliana
non ha competenza in materia di questioni che attengono la
competitività del sistema economico; come è noto, è una competenza
riservata allo Stato, oltretutto c'è una sentenza della Corte
Costituzionale che lo sancisce in maniera inequivocabile.
E dico di più, onorevoli colleghi, credo che sulle modalità con le
quali si fa una gara più siamo dentro un quadro normativo comune
cioè le norme europee e nazionali, più tuteliamo anche il nostro
sistema economico, perché non vorrei che immaginare di fare norme
speciali per la Sicilia possa, in realtà, finire per svantaggiare
il nostro sistema economico.
Questa è una norma, ripeto, che non ha alcuna possibilità di avere
efficacia, tanto più che le sentenze sono inequivocabili. In
materia di modalità e, soprattutto, di definizione delle soglie di
anomalia, la legge 163, cioè la legge che vige nel nostro
ordinamento nazionale, è una legge alla quale anche la nostra
Regione deve adeguarsi.
Attenzione, lo dico ai colleghi: non pensate che quando qui
facciamo una forzatura risolviamo un problema. Noi mettiamo nei
guai le stazioni appaltanti, le imprese perché non sapranno mai se
la gara a cui hanno partecipato potrà essere cancellata da un TAR
e, soprattutto, se l'ufficio di gara che sta operando, applicando
una legge, sta commettendo un abuso o meno.
Ecco perché suggerirei a chi vuole semplificare di stare più nel
sistema delle regole generali perché quest'ultime sono un elemento
di certezza per tutti. Le regole particolari, invece, determinano
una condizione di incertezza generalizzata.
Io non voglio aggiungere altro. Capisco le ragioni, capisco i
sentimenti, capisco le buone intenzioni, ma ripeto, credo che la
stessa Presidenza, anche alla luce dei rilievi - che non potevano
che essere tali - della stessa segreteria tecnica, cioè
dell'Ufficio istruttorio dei nostri disegni di legge, abbia posto,
giustamente, i rilievi che ho appena ricordato.
Pertanto, signor Presidente, credo che sia opportuno che la
Presidenza si determini anche nell'evitare che si faccia una
discussione, come dire, lacerante su una cosa che, ripeto, non si
può fare qui dentro e se l'Aula si dovesse determinare in maniera
diversa, faremmo un danno alle imprese che, invece, vorremmo
aiutare, perché le aiutiamo se diamo un sistema di regole unitario,
non le aiutiamo inventandoci regole a seconda del momento politico
o storico.
Pertanto, considero questa legge, non formalmente, nelle
condizioni di essere votata dall'Aula.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha lanciato un macigno su questa
legge in questo momento. Io gradirei che si pronunciasse la
Commissione, soprattutto il presidente Trizzino, perché sappiamo le
insistenze che ci sono state per l'approvazione. E' pur vero che
gli Uffici avevano evidenziato dei rilievi. Mi è stato assicurato
che erano stati superati e che il problema era stato dibattuto in
Commissione. Evitiamo di fare leggi spot che, poi, se dovessero
essere impugnate sarebbe chiaramente un effetto boomerang per
l'Assemblea.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, non è
chiaramente intenzione di questa Commissione portare in Aula una
legge che possa essere oggetto di conflitti di attribuzione.
Abbiamo analizzato questo testo in diverse audizioni con le
categorie professionali, con gli Assessori competenti e non abbiamo
mai ricevuto dei limiti costituzionali alla possibilità di
modificare la legge 12 del 2011. Non sono pervenute osservazioni in
tal senso, quindi, chiederò al collega Cracolici di fornire la
sentenza che ha citato poc'anzi ma, ripeto, i pareri positivi che
sono arrivati sia dagli Assessorati che, appunto, dagli uffici
legislativi di questo Parlamento, non hanno mai evidenziato alcun
limite che possa pregiudicare la compatibilità con la norma
nazionale del codice degli appalti.
Pertanto, sono dell'idea che la discussione di questo testo di
legge possa rimanere in quest'Aula ed essere affrontata allo stesso
modo di come è stato fatto in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, un chiarimento. Non voglio
difendere gli Uffici dell'Assemblea, questa norma, peraltro, era
pure stata stralciata dal sottoscritto in precedenza, l'abbiamo
inviata in Commissione con i rilievi fatti dagli Uffici per
l'approfondimento e c'era l'assicurazione che si poteva andare
avanti, però, siamo qua per discutere alla luce del sole anche
sulle dichiarazioni fatte; non è vero che non ci sono stati dei
rilievi che sono stati mossi.
Anch'io sono stato oggetto, sono diventato il casus belli, cioè
ero io che bloccavo la legge, per carità, se ci sono dei profili la
legge va bloccata. Si è discusso in Commissione, si è detto che
c'era il via libera su questa legge, pensavo che i problemi fossero
risolti anche sui rilievi che gli uffici avevano fatto in
precedenza. Questo per chiarezza, però, possiamo andare avanti.
TRIZZINO, presidente della Commissione. E' chiaro che se questi
rilievi arrivano adesso in Aula devo avere il tempo di poterli
acquisire. Durante il dibattito in Commissione non è mai emerso
nulla e nel corso delle audizioni non si è mai sollevato il
problema di compatibilità con la norma del codice degli appalti,
per cui se è arrivato adesso ed il collega Cracolici solleva questa
obiezione che, chiaramente, è un macigno, come dice lui, sulla
normativa e sui lavori d'Aula, ma è chiaro che devo avere un minimo
di tempo per poterla studiare ma, ripeto, in Commissione, durante
le numerose sedute che sono state fatte con gli organi
professionali e anche con le parti di Governo, non si è mai
sollevato questo problema.
PRESIDENTE. Lei ha posto il problema.
TURANO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ora le do la parola perché siamo in una fase di
pregiudizialità di costituzionalità sostanzialmente, anche se non è
stata formalizzata.
Ne ha facoltà.
TURANO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che il
testo introduce un meccanismo che consente alle medio-piccole
imprese di potere sopravvivere è un dato assolutamente oggettivo ed
è un testo che modifica la precedente normativa regionale che
definiva il percorso.
Siccome, comunque, sono sempre attento alle dichiarazioni
dell'onorevole Cracolici, secondo me si tratta di argomentare bene
nel rispetto dello Statuto siciliano, quali siano le ragioni che
portano ad una modifica che considero essenziale.
Però, mi permetto di dare un suggerimento: sarebbe un errore
bloccare l'iter. Siccome oggi abbiamo avviato la discussione
generale e dovremmo dare un termine per gli emendamenti, credo che
si possa tranquillamente continuare con il lavoro e da qui al
termine per la presentazione degli emendamenti, permettere alla
Commissione di fare questo apprezzamento di merito al fine di
potere riferire in Aula come stanno le cose.
Se, diversamente, ci blocchiamo di nuovo siamo nel pantano più
assoluto e non sono per creare questa situazione che già di per sé
è difficile per il momento critico che viviamo e diventerà ancora
più complessa se lo utilizzeremo su tutti i disegni di legge che
arriveranno in quest'Aula.
Quindi, la richiesta che avanzo formalmente è di continuare
l'esame del disegno di legge dando il termine per la presentazione
degli emendamenti e permettendo alla Commissione di fare
l'approfondimento per replicare puntualmente.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente che
l'intervento di un collega così autorevole come l'onorevole
Cracolici sposta un attimo il taglio dell'intervento.
Io non sono un costituzionalista, non ho particolari studi di
questa natura, però sono un politico per il ruolo che svolgo e,
credo e, condivido il taglio dato dalla Commissione, dal relatore
all'esame di questo disegno di legge.
Vedete, in Sicilia viviamo una situazione di estrema difficoltà
economica, sociale ed a questa prima considerazione dobbiamo
aggiungerne una seconda considerazione che è quella che questo
Parlamento ed il quadro politico più generale che stiamo vivendo
anche in queste ore, è tale che abbiamo assolutamente bisogno di
risintonizzarci con l'opinione pubblica siciliana.
Questa iniziativa legislativa, a mio parere - e chi ha minimamente
il polso della situazione economica della Sicilia - è molto attesa.
L'edilizia, in particolare, in Sicilia, è stata uno dei pochi
volani per tanti anni dell'economia e, oggi, risente pesantemente
della crisi generale. Noi abbiamo assolutamente l'obbligo, a mio
parere politico, evidentemente, di tenere conto delle richieste che
ci provengono dalla società siciliana e su questo tema c'è una
richiesta unanime che proviene dagli operatori del settore.
Ora, credo che, in questo Parlamento, abbiamo poche possibilità di
fare leggi che richiedono copertura finanziaria perché, come
sappiamo, viviamo una stagione di grande difficoltà, quantomeno
dobbiamo cercare, laddove possiamo intervenire sul piano normativo,
come in questo caso, di rendere meno difficile la vita ai siciliani
e se è possibile, soprattutto ai settori imprenditoriali che ancora
danno segni di vivacità, di potere operare.
Lo spirito di questo disegno di legge è in questa direzione,
secondo me, cioè quello di fare qualcosa che va nella direzione di
dare un poco di ossigeno, normativo, però, non finanziario, a
un'economia asfittica. Non frustriamo questo tentativo per ragioni
che, a questo punto, sono meramente di natura squisitamente
giuridica. Questa è una valutazione politica, evidentemente, se in
altra sede emergessero valutazioni di natura diversa, di natura
costituzionale, eventualmente, ne prenderemo atto, ma mi sento di
avere la coscienza a posto. Credo che, come Parlamento, quando
facciamo un atto di questo tipo non dobbiamo temere il giudizio
perché, comunque, è un'operazione fatta assolutamente
nell'interesse della Sicilia ed assolutamente, credo, in buona
fede.
In ragione di queste considerazioni il Gruppo parlamentare del
Megafono è favorevole a proseguire l'esame e, possibilmente,
arrivare all'approvazione del disegno di legge.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, vorrei
fare un piccolo excursus di quella che è, diciamo, la nascita di
questo disegno di legge che mi ha visto collaborare con diversi
rappresentanti sia delle categorie che rappresentanti
istituzionali, anche diversi colleghi hanno dato una mano fattiva
per arrivare ad un disegno di legge che fosse il più possibile
condiviso.
Ricordo ai colleghi che, per ben due volte, è stato esitato in
maniera positiva dalla Commissione e gli stessi Uffici della
Presidenza, seppur in un primo momento avevano delle perplessità,
successivamente, si sono determinati in una maniera differente,
questo per rispondere all'onorevole Cracolici che dice che stiamo
facendo qualcosa che va in contrasto con la norma nazionale.
Il problema di fondo, a parer mio, è che noi già, in questo
momento, in Regione utilizziamo una legge che va teoricamente a
seguire un meccanismo di aggiudicazione difforme da quello
nazionale.
Ora se dobbiamo impedire una modifica a quello che, personalmente,
ho reputato un errore all'inizio, quando è stato approvato questo
tipo di dispositivo, che sta portando ad un processo incrementale
progressivo, che ha visto dal momento in cui abbiamo cominciato a
lavorare su questo disegno di legge passare dal 30 all'attuale 40
per cento di ribassi, se dobbiamo continuare a chiedere alle
aziende che operano nel settore di morire - perché di questo stiamo
parlando - ne dobbiamo prendere atto, in quanto ci stiamo prendendo
la responsabilità di condannare tutto un reparto, che ancora vuole
sopravvivere e provare a stare sul mercato, alla morte certa.
Quindi, è chiaro che se dovessero essere evidenti dei profili di
incostituzionalità ne prenderemo tutti atto, ma è anche chiaro che
questo Parlamento deve prendersi la responsabilità forte di dare
delle risposte certe ad un comparto che è stato trainante per lungo
periodo e che, adesso è - parliamoci chiaro - in agonia.
Quindi, chiedo all'Assemblea di determinarsi per proseguire
nell'ordine dei lavori e cercare di portare a compimento questo
disegno di legge nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, per chiarimento: dopo l'intervento
dell'onorevole Cracolici, che ha evidenziato un profilo di
incostituzionalità, ma non ha sollevato una pregiudiziale di
incostituzionalità sulla quale si dovrebbe pronunciare l'Aula, e
dopo l'intervento dell'onorevole Turano, che ha detto di andare
avanti per dare la possibilità di verificare, anche con
emendamenti, ritengo che il dibattito stia continuando. Quindi,
credo che ci sia la volontà di venire incontro, perché le esigenze
sono chiare, ma le esigenze delle categorie debbono essere
contenute nell'ambito della Costituzione e dei principi
costituzionali che ha sancito la stessa Corte costituzionale.
Questa Presidenza, già in precedenza, più volte, aveva evidenziato
attraverso gli Uffici profili di incostituzionalità; avendoli
evidenziati c'era stata la rassicurazione che erano stati
affrontati. Di questo si tratta. Io su questo darei la parola
all'onorevole Trizzino per un chiarimento.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, sia
chiaro che nessuno vuole superare i limiti costituzionali
attraverso questo importante disegno di legge che, chiaramente, ha
delle influenze determinanti, soprattutto sotto il profilo
politico.
Il discorso è che, in questa sede, in questo momento, manca quella
parte del Governo che ha presentato l'emendamento integrale di
riscrittura al disegno di legge 488, perché - come ben lei
ricordava - il testo è stato sottoposto ad un ulteriore
approfondimento della Commissione, alla luce delle questioni che
sono state sollevate già in passato. Il testo è tornato in
Commissione e l'assessore per le infrastrutture, il dottore Pizzo,
ha presentato questa riscrittura che, poi, è diventato il testo, il
corpo che, oggi, stiamo esaminando e, chiaramente, c'è stato il
vaglio degli Uffici legislativi che si occupano di questa materia
nel suo ramo di amministrazione. La nostra Commissione ha
esaminato, lo ripeto, nel merito le varie questioni; quindi,
secondo me è anche necessario che vi sia la parola del proponente
l'emendamento che ha presentato questo testo.
Poi, secondo me, la discussione, una volta acquisito questo parere
- può rimanere in questa sede.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'argomento che è stato trattato necessiti di un ulteriore
approfondimento. Le spiego: la normativa che, in qualche modo, è
stata richiamata, per certi versi, è riferibile alla competenza
regionale, ma su alcuni aspetti che, peraltro, richiamano alcuni
principi comunitari in ordine alla concorrenza, può essere
demandata alla competenza esclusiva del legislatore statale.
Io credo che il percorso che è stato individuato, quello di un
rinvio per consentire un approfondimento e fugare ogni dubbio in
ordine alla competenza del legislatore siciliano di poter
intervenire sulla materia, sia quanto meno opportuno.
Credo che non basti solo una presa di posizione ma credo che sia
opportuno ed indispensabile, eventualmente, un approfondimento di
carattere complessivo di tutta la normativa con un confronto, anche
sotto l'aspetto giuridico, con gli addetti ai lavori.
PRESIDENTE. Le cose sono conciliabili e questi interventi sono
serviti anche a chiarirci un percorso. Diamo il termine per la
presentazione degli emendamenti fino alle ore 13.00 di domani.
Domani l'assessore Pizzo deve venire, in quest'Aula, a riferire
sulla questione di Trenitalia e delle ferrovie in generale, quindi,
c'è anche l'opportunità, peraltro, è giusto che ci sia l'Assessore
di competenza e di riferimento.
Sarà compito del presidente Trizzino interloquire, in questo
momento, con il Governo che ha dato assicurazioni sulla bontà della
norma che doveva essere rivista e, a seguito di queste
dichiarazioni che farà l'Assessore - in un senso o nell'altro -,
si procederà di seguito, tenendo in considerazione, però, quello
che è già stato detto in quest'Aula in maniera molto autorevole.
Quindi, ribadisco, il termine per la presentazione degli
emendamenti è fissato fino a domani alle ore 13.00.
del patrimonio edilizio di base dei centri storici (nn. 602-641-
711-732/a)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Norme per favorire il recupero
del patrimonio edilizio di base dei centri storici (nn. 602-641-711-
732/A) .
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge numeri 602-641-711-732/A
Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei
centri storici , posto al numero 3) del II punto all'ordine del
giorno.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
FAZIO, relatore. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione
dell'Aula sul fatto che questo disegno di legge ritorna, ancora una
volta, in Aula, tenuto conto che era stato esitato ed incardinato
per la discussione generale e, poi, l'Aula ne ha richiesto
approfondimenti.
Quindi, ritorna, per la seconda volta, in Aula e, ovviamente,
quegli approfondimenti e quelle precisazioni che erano state, in
qualche modo, richieste dall'Aula sono state oggetto di attuazione
da parte della Commissione.
Infatti, la Commissione si è confrontata con ordini professionali,
con esperti del settore ed ha introdotto quelle modifiche opportune
e necessarie per evitare, obiettivamente, che il disegno di legge
non trovasse la condivisione, almeno per la maggior parte, in larga
parte, non solo dell'opinione pubblica ma, soprattutto, da parte
degli organi professionali e degli universitari.
Non le sto a dire quanto sia importante questo disegno di legge
perché credo che possa annoverarsi tra le riforme più importanti
che il legislatore siciliano ha approntato, laddove verrà
approvato, negli ultimi tempi.
Vengo e mi spiego: credo che la collettività, in genere, si
aspetti questa legge da moltissimo tempo, non sto lì a descrivere
quale sia la situazione, appunto, in cui versano i centri storici,
la maggior parte di questi in totale stato di abbandono.
Le motivazioni, ovviamente, di questo stato di cose, possono
annoverarsi per quanto riguarda i procedimenti previsti dalla legge
per gli interventi del centro storico abbastanza complessi e, mi
consenta, negli ultimi tempi estremamente onerosi dal punto di
vista prettamente economico, tanto è vero che per approvare un
Piano di recupero, sicuramente, non solo è necessario un esborso
economico non indifferente ma, addirittura, i tempi sono cosiddetti
biblici. Ecco perché la maggior parte dei centri storici non ha mai
ricevuto quell'attenzione che veramente merita.
Questo disegno di legge tenta di raggiungere due obiettivi
fondamentali. Il primo è quello della semplificazione, cioè quello
di alleggerire tutta una serie di procedimenti previsti dalla
pregressa normativa per effettuare interventi nell'ambito del
centro storico.
Secondo, quello dell'innovazione per potere, in qualche modo,
immaginare di intervenire nell'ambito di quelle zone cosiddette
degradate e, soprattutto, negli interventi sugli immobili non
recuperabili e che, comunque, non abbiano alcun valore, non solo
dal punto di vista prettamente culturale, artistico, architettonico
e quant'altro, ma anche dal punto di vista prettamente economico.
Io credo che, approvando questo disegno di legge, si introduce un
sistema molto veloce per potere effettuare quegli interventi
necessari nei nostri centri storici e, quindi, poter recuperare
quelle aree degradate.
Come potete vedere la norma non è indirizzata semplicemente e
solamente ai privati, ma soprattutto alle pubbliche amministrazioni
laddove, in qualche modo, a loro è consentito effettuare quegli
interventi e quegli investimenti necessari per recuperarli.
Vado un po' al succo della proposta che, a mio avviso, è
estremamente rilevante perché questa proposta prevede un sistema
cosiddetto semplificato ma, comunque, la partecipazione
determinante da parte della Sovraintendenza che, effettuata una
attività cosiddetta ricognitiva, svolge quella funzione di
individuazione per destinare l'immobile a seconda delle diverse
tipologie, cioè in maniera particolare la norma prevede a seconda
della tipologia di classificazione che viene impressa, allora, il
proprietario è a conoscenza immediatamente di cosa può fare, quale
interventi può eseguire nell'ambito dell'immobile e se addirittura
l'immobile, così come abbiamo visto non presenta particolari pregi
di alcuna natura, addirittura è possibile la sua demolizione con la
sua ricostruzione.
Ma non solo questo, la norma in questione prevede, appunto, di
realizzare quegli interventi di carattere e di interesse pubblico
quale la realizzazione di quelle strade estremamente importanti per
poter valorizzare, ovviamente, gli immobili del centro storico.
Continuo a ripetere: credo che sia una norma estremamente
importante, potrebbe dare una mano non indifferente al comparto
dell'edilizia che, sicuramente, sta attraversando un periodo
bruttissimo dove i fallimenti nell'ambito delle imprese sono
all'ordine del giorno, e anche perché credo che solo i centri
storici possano essere attenzionati ed attenzionare eventualmente
le imprese e sopratutto i proprietari privati nell'ambito appunto
del recupero.
Io credo che si raggiunga anche un altro obiettivo: piuttosto che
andare alla ricerca di zone vergini, cioè di terreni vergini, per
poterli destinare all'edificazione, come si è fatto in tutti questi
anni, invece, un riuso dei territori a ciò destinati, credo che sia
non solo condivisibile ma sia fattibile.
Tengo a precisare comunque un aspetto che mi sembra opportuno
rimarcare: la norma non incide nell'ambito delle scelte già
effettuate da molti Comuni che, ovviamente, hanno già effettuato ed
approvato i Piani di recupero e sono andati avanti, ma la norma si
rivolge e si dirige a quelle inerzie da parte di quei Comuni che,
sicuramente, non hanno affrontato mai il problema e che si trovano
in enorme ritardo nell'ambito degli interventi di rivitalizzazione,
di recupero appunto dei centri storici.
Io credo che finalmente con questa norma si possa anche
verificare, dal punto di vista prettamente materiale, se la
collettività siciliana è matura, perché quello che è stato in
qualche modo evidenziato è sicuramente il rischio che, in qualche
modo, si corre per quanto riguarda gli interventi in questione.
Rischio a mio avviso estremamente limitato per la partecipazione
non solo del Comune e dell'Ufficio tecnico da parte del Comune, ma
segnatamente dalla Sovraintendenza cui è demandata la valutazione
e, quindi, la decisione nell'ambito degli interventi che sono
eseguibili e possibili nell'ambito, appunto, dei centri storici.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
portata dell'impatto politico-normativo della legge che abbiamo
all'esame oggi sia di grande rilevanza perché si inserisce in un
quadro normativo che sta cambiando, infatti, la IV Commissione non
solo ha attenzionato il tema dei centri storici, ma ha anche
esitato all'unanimità il Testo Unico per l'edilizia che è in attesa
in settimana della relazione tecnica del Governo ed ha già fissato
il termine per gli emendamenti sulla riscrittura della nuova legge
urbanistica, fissata al 13 luglio.
Credo che questo sia un atteggiamento di grande maturità di questa
classe dirigente, un atteggiamento di grande maturità della
Commissione e che l'impostazione a cui siamo stati abituati per
quasi 40 anni, che ha fondato l'urbanistica e l'edilizia su 2
grandi leggi la n. 71/78 e la n. 37/85, oggi, si appresti ad essere
cambiata con un'impostazione più veloce, meno burocratica e più a
tutela delle bellezze architettoniche e monumentali e, soprattutto,
più celere, perché credo che la domanda di semplificazione venga
soprattutto da parte dei cittadini, delle imprese, delle
organizzazioni di categoria, delle associazioni di settore e la
politica, mai come in questo momento, è chiamata a cogliere queste
istanze.
Voglio fare un plauso al Governo perché, pur essendo le tre leggi
e in particolare questa che esaminiamo oggi di iniziativa
parlamentare, devo riconoscere all'assessore Croce un atteggiamento
di grande maturità perché, a differenza di altri assessori per il
territorio e l'ambiente del passato, non è intervenuto a gamba tesa
alle iniziative parlamentari della Commissione lasciando fare e
credo che questo sia un merito che in questo momento vada
riconosciuto.
Credo che l'impostazione a cui ha fatto già riferimento il mio
collega Fazio sia perfettamente in linea anche con gli intendimenti
del Governo da ultimo accennati, approvati in quest'Aula nel
documento di programmazione economica e finanziaria. C'era qua in
Aula prima l'assessore Baccei, e il fatto di fondare il futuro, lo
sviluppo economico della Sicilia per i prossimi anni come abbiamo
approvato in quest'Aula sul turismo e sui beni culturali, passa
anche dall'approvazione di questa legge.
In passato, negli scorsi mesi abbiamo approvato la legge
sull'albergo diffuso, sempre su iniziativa della IV Commissione e
io credo che questa legge si inserisca in questo filo conduttore,
in questo rapporto tra beni culturali, beni architettonici, anche
di natura privata come quelli ricadenti nei centri storici e il
turismo spicciolo, delle cose semplici, normali, anche legato
all'albergo diffuso.
Credo, spero, mi auguro che per anni sentiremo parlare dello
studio di dettaglio che è quello fissato dall'articolo 3. Per anni
abbiamo fondato i nostri studi, gli esami dei centri storici sul
piano particolareggiato del centro storico che - voglio ribadire
nella discussione generale - abbiamo affrontato più volte nella
discussione in Commissione e, voglio tranquillizzare i colleghi di
Palermo, è un istituto che resterà e verrà fatto salvo.
Accanto a questo istituto è previsto lo studio di dettaglio che è
una norma più semplice, più veloce con le tutele opportune perché è
prevista una relazione esplicativa e una planimetria redatta sotto
il parere della Soprintendenza ai beni culturali.
Sono garantite le procedure di legge e le pubblicazioni
nell'interesse del cittadino mediante norme più snelle e
soprattutto, cari colleghi, è previsto l'intervento sostitutivo in
modo certo all'articolo 3 che in questi anni è stato causa di
ritardi, se è vero, come è vero, che in Sicilia soltanto un terzo
dei comuni siciliani hanno avviato o definito le procedure
riguardanti l'edilizia privata all'interno dei centri storici,
mentre il restante due terzi ancora oggi non è riuscito neanche ad
attivarla.
Credo che ci siano tutti i presupposti per esitare nei tempi
brevi, congrui, questa legge per dare una risposta, così come ha
sottolineato il Presidente del Consiglio dei Ministri, anche
all'edilizia, perché se non riparte l'edilizia non è facile uscire
in tempi veloci da questa crisi.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, questo
testo di legge nasce dall'ascolto continuo delle categorie
professionali, in primis la consulta degli architetti, degli
ingegneri, dei geologi, con i professionisti che quotidianamente
lavorano sul terreno dell'edilizia.
Ricordo che la Commissione Ambiente , oltre a questo testo
importante, che mi auguro venga esitato in tempi brevi, ha discusso
e votato all'unanimità il testo di legge che recepisce il DPR 380
del 2001, testo che è stato esitato dalla Commissione diversi mesi
fa e che, in questo momento, si trova in Commissione Bilancio per
la copertura finanziaria.
Parallelamente a questo testo, un altro importante progetto, che è
in cantiere nella Commissione Ambiente , è la riforma della legge
71 del 1978, il testo in materia urbanistica, che chiaramente va a
rivisitare una norma fondamentale.
Questi tre disegni di legge, chiaramente, vanno a chiudere una
riforma che si aspetta da oltre trent'anni, se pensiamo appunto
alla legge 71/78.
Invito i colleghi deputati, anche alla luce dell'approfondimento
che è stato fatto in Commissione e delle diverse in audizione, a
limitare il più possibile l'attività emendativa, proprio perché si
tratta di un testo molto tecnico, come dicevano i colleghi Fazio e
Barbagallo, un testo che ha accolto le istanze dei professionisti e
soprattutto in relazione anche che è un lavoro molto settoriale,
stiamo parlando del centro storico, della zona A, e in
considerazione anche del fatto che il dibattito poi verrà
ulteriormente sviluppato quando l'Aula verrà chiamata a discutere
sia del testo di legge in materia edilizia, sia del testo di legge
in materia urbanistica.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, anche io a nome della Commissione
volevo innanzitutto dire che questa Commissione ha dimostrato in
questi due anni di volere affrontare tutti i temi più rilevanti di
questa Regione. E devo dire che ringrazio il Presidente per
l'equilibrio che ha mantenuto per la possibilità data a tutti di
potere intervenire, confrontandosi anche a volte aspramente ma
trovando, poi, una sintesi in tutti i disegni di legge.
Su questo tema abbiamo, infatti, come è stato detto dagli altri
colleghi, diviso in diversi disegni di legge tutti i settori.
Abbiamo fatto il recepimento delle norme edilizie che, purtroppo,
come è stato detto in questi giorni, ancora sono bloccate per una
semplice relazione tecnica dovuta soltanto ad uno start, quindi ad
un singolo articolo su quasi 90 articoli, ed è bloccata da circa 4
mesi. Anche quello è un disegno di legge veramente importante.
Poi si è fatta la legge sui centri storici perché si è ritenuto
che si dovesse intervenire proprio per valorizzare quello che c'è
nella nostra Terra e soprattutto facendo e snellendo le procedure
che, come sappiamo, bloccano la macchina burocratica e diventa
difficilissimo intervenire per la restaurazione e ristrutturazione
dei centri storici.
Su questo testo ci sono stati diversi confronti; abbiamo sentito
più volte gli ordini professionali, le consulte, tantissime
associazioni. Proprio come diceva il Presidente Trizzino, si è
arrivati ad una sintesi definitiva dopo l'ultimo rinvio in
Commissione ed anche io chiedo all'Aula di emendare il disegno di
legge stando veramente attenti a non toccare dei punti che sono
serviti a fare sintesi con le associazioni e con gli ordini di
categoria.
Io mi auguro che questo testo si possa approvare perché, avendo
fatto il consigliere comunale, so perfettamente quanto è difficile
intervenire nella ristrutturazione edilizia perché spesso i comuni
non hanno i piani regolatori. In Sicilia su 380 comuni, 280 non
hanno il piano regolatore, le varianti ai centri storici hanno un
iter che dura anni, i piani particolareggiati non vengono fatti
perché comuni non hanno più soldi in bilancio.
Quindi, mi auguro che questo testo venga approvato velocemente
proprio perché così, come diceva il collega Barbagallo, si possa un
minimo sbloccare l'edilizia e fare girare l'economia in Sicilia.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, anche io volevo unirmi, mi pare che siamo
abbastanza concordi nel fatto di potere rassicurare l'Aula che
abbiamo ascoltato davvero tutti.
Io ritengo questo disegno di legge molto utile. Ha affrontato dei
momenti molto difficili e ci sono stati anche tentativi di farlo
diventare qualcos'altro. Ma oggi, per come si presenta, può
diventare uno strumento efficace per consentire la rigenerazione
del costruito, sempre nel rispetto ovviamente dei luoghi d'arte e
di tutto il dettame legislativo, ma che consente di rivitalizzare
l'edilizia e di frenare seriamente il consumo di altro suolo.
Forse, per questo la Commissione Ambiente ha anche speranze,
nutro speranze, anche io, che i centri urbani non continuino più ad
espandersi e a consumare il territorio, ma che si rigeneri e
attualizzi la funzione degli edifici.
Abbiamo sentito anche da diversi sindaci lo stato di abbandono in
cui versano i centri storici, lo stato di pericolosità di parecchi
edifici senza alcun valore storico-artistico che oggi sono davvero
un peso per i centri urbani.
E' anche un invito alla messa in sicurezza - parliamo anche di
norme sismiche ed efficentamento energetico - cosa che potrà
rivitalizzare l'iniziativa imprenditoriale e speriamo di dare linfa
vitale all'economia.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Anselmo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 602-641-711-732/A
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale del disegno di
legge nn. 602-641-711-732/A . Il termine per gli emendamenti è
fissato alle ore 13.00 di domani 1 luglio 2015.
cerca in Sicilia' (n. 585/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Istituzione delle Biobanche di
ricerca in Sicilia» (n. 585/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia.» (n. 585/A),
posto al numero 4).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Oddo, per svolgere la
relazione.
ODDO, relatore. Signor Presidente, onorevole colleghi, spesso la
Sicilia va a rimorchio del resto del Paese. Questa volta, con
questa iniziativa legislativa, si porrebbe la Sicilia
all'avanguardia rispetto al resto del Paese in un settore
fondamentale per lo sviluppo di uno Stato o di una Regione quale
quello della ricerca scientifica.
La ricerca scientifica è uno dei termometri del livello di
avanzamento di una società.
Credo che la Sicilia dotandosi di uno strumento legislativo
all'avanguardia ci pone - per una volta - in una posizione non di
fanalino di coda.
In Italia le biobanche terapeutiche, cioè quelle che lavorano al
trapianto anche delle cellule staminali - come quello di Sciacca -
sono disciplinate.
Un campo ove non c'è alcuna disciplina legislativa, oggi, è quello
delle biobanche di ricerca. Significa, sostanzialmente,
regolamentare e consentire che tessuti organici che vengono
prodotti quotidianamente dal semplice prelievo di sangue- nel mondo
della sanità in cui tutto viene buttato, costituisce un
patrimonio, se ben conservato, se raccolto bene, messo a
disposizione della ricerca scientifica.
Nel bilancio 2015 degli Stati Uniti d'America, Obama ha inserito
300 milioni di euro per le biobanche di ricerca, perché l'America
ritiene che la nuova frontiera della ricerca scientifica sia
proprio quella delle biobanche di ricerca.
Un campo rispetto al quale il nostro Paese, al solito, arriva in
grande ritardo e che noi potremmo, per una volta, vederci
all'avanguardia attraverso una regolamentazione per legge, in modo
da consentire a strutture ospedaliere pubbliche e private, che ne
abbiano i requisiti e le condizioni di garanzia, di raccogliere il
materiale organico che i cittadini mettono a disposizione.
E' evidente che c'è un primo risvolto scientifico e c'è un secondo
risvolto, addirittura civico, perché evidentemente è un fatto di
solidarietà verso gli altri mettere a disposizione il proprio
materiale organico a favore di una ricerca scientifica che potrebbe
consentire alla Sicilia - non c'è questo materiale organico,
evidentemente non può essere venduto, non è frutto, non può essere
oggetto di mercati - però possiamo avere in cambio di questo
materiale organico che metteremo a disposizione delle istituzioni
che operano nel settore della ricerca scientifica, informazioni
scientifiche, che potrebbero essere fondamentali ad esempio a
curare alcune patologie derivanti dall'esposizione ai rischi
ambientali.
Noi abbiamo delle aree - cito Priolo e Gela, ma evidentemente ve
ne sono altre - in cui vi sono delle patologie tumorali che nascono
anche, probabilmente, da rischi ambientali e sui quali la ricerca
scientifica oggi ancora deve fare nuove tappe.
Quindi, fare un passo in avanti sul campo della ricerca
scientifica, mettendo a disposizione di coloro che studiano
materiale organico di questo tipo, ci potrebbe fare acquisire
informazioni che potrebbero essere utili per curare questa
patologia.
Ultima riflessione. Questo disegno di legge ha avuto il
beneplacito, l'avallo, di due organizzazioni fondamentali: l'Unesco
ha dato il patrocinio a questo disegno di legge - cosa
assolutamente inusuale - e Telethon ha fatto altrettanto. Quindi,
che due istituzioni di grande prestigio nazionale ed internazionale
come l'Unesco e Telethon abbiano dato il loro patrocinio ad una
iniziativa legislativa la dice lunga su quanto sia essa meritoria.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Anche per questo disegno di legge il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato per domani alle ore 13.00.
Onorevoli colleghi, ho sentito poc'anzi il Presidente della
Regione il quale ha detto che non si sottrae al dibattito d'Aula.
E' chiaro che c'è un'evoluzione in corso per altro: mi comunica che
è scoppiata un'emergenza su cui deve adottare determinati atti
improrogabilmente entro oggi, entro domani.
Mi ha comunicato che la sua disponibilità a confrontarsi con
l'Aula, a riferire sulle vicende complesse che riguardano il
Governo, in considerazione - non ha negato che c'è una vicenda
relativa all'Assessore per la salute, l'assessore Borsellino -
chiedeva sostanzialmente se era possibile rinviare alla prossima
settimana il confronto d'Aula perché ha tutta una serie di incontri
con i partiti politici.
Credo che non ci sia nulla di ostativo, anche perché abbiamo molta
carne al fuoco e noi comunque, come Assemblea regionale siciliana,
dobbiamo andare avanti.
Vorrei precisare che per quanto riguarda il primo disegno di
legge è chiaro che è necessaria la presenza dell'Assessore per le
infrastrutture, lo dico al Presidente della IV Commissione, perché
il Governo ha il dovere di riferire in ordine alla riscrittura di
questo emendamento, chiamiamolo così, viste le perplessità che
erano state a suo tempo sollevate dagli Uffici della Presidenza
dell'Ars, perché se non vengono superate le questioni di
incostituzionalità rimane ferma la pregiudiziale di
incostituzionalità sulla quale si potrà pronunciare liberamente
l'Aula, sentendo chiaramente la Commissione stessa. Quindi, il
fatto che noi abbiamo la determina non significa che è superata la
questione pregiudiziale di incostituzionalità.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, siccome di fatto lei ha dato termine
fino alle ore 13.00 di domani per presentare gli emendamenti al
disegno di legge, io ritengo che anche domani l'Aula tratterà gli
altri suoi disegni di legge, io ritengo che anche giovedì si possa
lavorare. Se vuole dare il termine fino a giovedì alle ore 13.00
per il disegno di legge sugli appalti, per permettere nei due
giorni che ci sono un approfondimento compiuto, credo che sia
utile.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni, il termine per gli
emendamenti al primo disegno di legge, quello che riguarda la legge
sugli appalti, così diamo la possibilità all'assessore Pizzo di
confrontarsi anche con i componenti della Commissione, è fissato
fino alle ore 13.00 di giovedì.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi volevo riferire
all'assessore Pistorio. Il 23 dicembre 2013 presento una
interrogazione per quanto riguarda la gestione del personale presso
la Provincia di Siracusa. Sollecito questa interrogazione, vi siete
succeduti in tanti in quella poltrona, a tutti ho cercato di
sollecitare un intervento perché ho chiesto una ispezione presso la
Provincia ma non si è mosso nulla. Proprio qualche settimana fa ho
mandato la stessa interrogazione via PEC al suo Assessorato per far
presente che c'è qualcosa che non va e bisogna andare a
controllare.
Da che cosa viene questa interrogazione? Da una serie di lettere
anonime che mi sono pervenute, ma lettere anonime accompagnate da
delibere. Quindi, qualcosa di circostanziato, qualcosa di concreto
che mi ha stupito rispetto a quello che leggevo.
Ora, Assessore, dobbiamo aspettare per l'ennesima volta
l'intervento della Magistratura o per una volta l'Assessorato
riuscirà ad intervenire prima che arriva qualcun altro più grande
di noi?
Penso che sia importante visto che l'interrogazione è del 23
dicembre 2013, quindi più di un anno e mezzo ormai e non si è avuto
alcuna risposta neanche un vedremo, manderemo qualcuno,
controlleremo o anche risponderemo a breve . Assolutamente il
silenzio
Quindi, onde evitare che intervenga prima la Magistratura, cercate
di muovervi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 1
luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL CONTRATTO DI SERVIZIO
CON TRENITALIA
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 .
(nn. 488-762/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
3) - Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
4) - Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
585/A) (Seguito)
Relatore: on. Oddo
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
La seduta è tolta alle ore 17.53
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.05)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio