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Resoconto d'Aula della Seduta n. 249 di mercoledì 01 luglio 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Trenitalia
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunicazioni del Governo in ordine al contratto di servizio con
                              Trenitalia

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni  del Governo in ordine al contratto di  servizio  con
  Trenitalia.
   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità, Giovanni Pizzo, per riferire sull'argomento.

   PIZZO,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati,  il  contratto  di  servizio  con
  Trenitalia  in  effetti  non  è stato firmato.  E'  stato  firmato,
  preciso,  l'accordo  d'intesa  che precede  la  sottoscrizione  del
  contratto di servizio che, presumibilmente, verrà firmato alla fine
  del   mese   di   luglio.  E  di  cui  verrà  data  precedentemente
  comunicazione.
   Con questo accordo d'intesa, con questo contratto-ponte stabiliamo
  che  è  necessario, ai fini della normativa comunitaria,  che  deve
  rimanere  un  anno  in esposizione per le leggi  comunitarie.  Poi,
  successivamente,  verrà  firmato  il  contratto  di   servizio   in
  prosecuzione di questo contratto-ponte che è regolato in dieci anni
  e, possibilmente, rinnovato in altri cinque.
   Questo  contratto di servizio propone delle dinamiche  innovative.
  Voi avete già visto che è stato anticipato ciò che avevamo previsto
  a  dicembre, ossia la linea Palermo-Catania, con 14 nuovi treni.  E
  propone  soprattutto  un  grosso  investimento  sia  da  parte   di
  Trenitalia,  sia da parte della Regione sul materiale rotabile.  Si
  arriverà  a  rinnovare l'intero parco di mezzi in circolazione  che
  non  sostituiranno  ma  integreranno i minuetti  già  esistenti.  I
  minuetti   verranno   più   che   altro   dedicati   al   trasporto
  metropolitano,  cioè in prossimità delle città metropolitane  o  su
  alcune  linee  che  hanno  un percorso di  velocità  maggiore.  Per
  esempio,  la  Palermo-Agrigento,  che  verrà  velocizzata  già  nel
  contratto di programma delle ferrovie.
   Dopo  di che, sulle tratte dei treni regionali più veloci, abbiamo
  staccato  due  dinamiche:  treni  regionali  più  veloci  con  meno
  fermate,  che  raggiungeranno i capoluoghi principali  e  treni  di
  prossimità,  che saranno più lenti ma che riusciranno a raggiungere
  per  il principio di continuità territoriale tutte le stazioni  del
  territorio.
   Verranno  aumentate le tratte ed i collegamenti  nelle  prossimità
  delle  città.  E'  stato fatto un lavoro congiunto dell'Assessorato
  con  Trenitalia e con tutte le città capoluogo per verificare  come
  aumentare le tratte di continuità e di prossimità.
   In particolare, dopo la fine dei lavori sulla tratta Palermo-Punta
  Raisi,  verranno  rimessi i collegamenti  con  una  cadenza  su  17
  stazioni  di  un  treno - quindi una metro-ferrovia  -  ogni  10-15
  minuti.  Stiamo  cercando di arrivare alla soglia di  uno  ogni  10
  minuti.
   C'è  una  revisione  totale  in questo  contratto  che  poi  verrà
  esplicata nel contratto di servizio. Posso fornire diverse slide  a
  coloro che ne vorranno prendere visione, che fa sì che ci sarà  una
  nuova  e  più  consistente  offerta  di  collegamenti  veloci,   ma
  soprattutto  la  riduzione  degli orari  di  percorrenza,  mediante
  acquisto,  appunto, anche di mezzi che hanno una maggiore  capacità
  di  accelerazione, perché il problema è che il binario attuale,  al
  di  là poi del contratto integrato di servizio ferroviario con RFI,
  ha vari punti di rallentamento.
   Già  sono  stati  individuati  alcuni  lavori  di  velocizzazione,
  soprattutto nelle zone di nodo e di scambio, sto pensando a  Xirbi,
  Sfero  altre zone sulla Palermo-Catania ma anche in altre parti,  e
  ci  sarà bisogno di treni che abbiano una capacità di accelerazione
  maggiore  per recuperare i tempi morti dei rallentamenti.  Infatti,
  Trenitalia  metterà  dei  treni  denominati  da  Alstom  Jazz,  già
  comprati  da Trenitalia e che nei prossimi mesi, verso la  fine  di
  dicembre, transiteranno sulle tratte che hanno più bisogno e  hanno
  più  capacità di recuperare il tempo disperso nei rallentamenti per
  arrivare, per esempio su Catania, dove in questo momento l'orario è
  2 ore e 47 minuti, a due ore e 37 minuti.
   Ci  sarà anche un maggiore confort di viaggio perché i treni  jazz
  hanno  una maggiore capacità non solo di sedute a bordo,  ma  hanno
  anche  di  carico,  per  esempio di biciclette,  o  possibilità  di
  mettere ristorazione a  bordo.
   Finora  il gradimento dell'utenza addirittura ha avuto un  eccesso
  di  posti  di  prenotazioni di utenti a  bordo.  Dal  29  giugno  i
  minuetti infatti camminano tutti sulla Palermo-Catania raddoppiati,
  cioè  ci  sono  due  minuetti attaccati per dare il  massimo  della
  possibilità di carico all'utenza.
   Nel  momento in cui verranno messi i nuovi treni jazz, già in  uso
  alle  Ferrovie dello Stato in altre regioni, la capacità di  carico
  aumenterà  direttamente e non ci sarà bisogno di  mettere  più  due
  treni in accoppiata.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  qualcuno
  potrà  dire che finalmente si è giunti alla firma di questa  intesa
  per  assicurare i servizi minimi essenziali qui in Sicilia che oggi
  ci  danno  dei  dati ed una fotografia allarmante. Ma  noi  abbiamo
  qualcosa di ridire.
   Nottetempo, in una riunione di Giunta, si approva un documento, si
  va  a  firmare  e oggi l'Assessore riferisce, sulla fiducia,  sulla
  base  di  allegati  che  non  abbiamo  visto.  Faccio  parte  della
  Commissione  che  si  occupa di trasporti e non  abbiamo  avuto  il
  piacere della condivisione perché tutto andava fatto da sé.
   Un  uomo solo al comando  Ed allora io posso immaginare e dire che
  cosa  succede  nelle  altre regioni. Nelle  altre  regioni  c'è  un
  contratto  ponte,  poi si fa una gara europea, non  un  affidamento
  diretto a Trenitalia, ma va bene  Hanno deciso così, loro. In altre
  regioni si concordano diverse intese, sia con il gestore della rete
  sugli investimenti e con l'impresa Trenitalia, ma qui non se ne  sa
  nulla.  In  altre regioni si fa un piano, un prospetto  informativo
  della  rete,  si condivide, si decide. Qua invece - last-minute  -,
  ancora non siamo pronti, fra quindici giorni avremo la sorpresa, se
  si riuscirà, a meno che non si riesca a condividere.
   Altre  regioni  hanno  concordato cospicui  finanziamenti  per  le
  infrastrutture e per la rete e il parco rotabile, noi  ci  dobbiamo
  fidare  degli  allegati di cui non siamo in  possesso  pur  essendo
  deputati.
   Ora,  non è un obbligo; state facendo da soli; però è giusto anche
  condividere.
   In  Commissione, quando è stato chiesto di vedere  la  bozza,  c'è
  stato  risposto  -  non  abbiamo capito  se  era  una  battuta,  ma
  evidentemente era l'affermazione di quello che si intendeva fare  -
  che la bozza da cui si partiva erano gli orari dei treni.
    Onorevole,  si  colleghi sul sito, guardi l'orario,  partiamo  da
  quelli .  Così c'è stato detto. Non è una barzelletta è quello  che
  succede in Commissione.
   L'Assessore   Pizzo  ha  trovato  questa  vicenda   ed   ha   dato
  accelerazione,  gli  va dato atto. I social  sono  pieni  dei  suoi
  messaggi,  ha  girato  un  pochino,  ha  fatto  qualche  conferenza
  annunciando che avrebbe fatto un contratto ponte fino al 2019,  ora
  invece apprendiamo che c'è un contratto ponte mini, giusto il tempo
  di  fare  la pubblicazione sulla Gazzetta europea, che è il  minimo
  consentito  per dare l'affidamento diretto. E vorrei  ricordare  ai
  colleghi che non stiamo parlando di bruscoli, ma parliamo di  oltre
  110, 115 milioni all'anno e per 10 anni sono un miliardo e rotti di
  centinaia di migliaia di euro su cui noi non possiamo neanche  dire
  mezza parola, consigliare, perché tutto è stato fatto e tutto si ha
  intenzione  di  continuare a fare in maniera  così:  Uomo  solo  al
  comando
   L'Assessore   Pizzo  ha  condotto  personalmente  la   trattativa,
  ammettendo   anche   in  Commissione  che   non   ci   sono   tante
  professionalità  in  Assessorato e  quindi  da  chi  è  che  si  fa
  consigliare?  Da chi è che poi andremo a consegnare in  affidamento
  diretto il servizio.
   Non  sappiamo bene se si continuerà come si sta facendo  adesso  a
  non  avere  controllo, quindi il controllo che fino ad  oggi  sulle
  tratte  percorse, sulla verifica se questi treni ci  sono,  non  ci
  sono,  se  ci  sono  treni che vengono cancellati,  sui  chilometri
  percorsi, non si sa chi è che controllerà.
   Poi  vedremo gli allegati, quando ce li faranno avere,  magari  ad
  agosto   dopo  che  tutto  sarà  firmato,  questo  è   quello   che
  probabilmente ci attende, poi per il passato sui trasporti: allora,
  Assessore, ci ha detto più volte che sulla Alcamo - Trapani  che  è
  chiusa  dall'inizio del 2013, nel 2014 si titolava  70  milioni  di
  investimenti.  Come  è andata a finire? Sulla Caltagirone  -  Gela,
  chiusa a maggio del 2011, come è andata a finire?
   Si  parla  di  valorizzare  la  rete ferroviaria,  i  collegamenti
  intermodali  tra aeroporti e ferrovie, eppure a Comiso  sabato  c'è
  stato  un sit-in di protesta perché stanno smantellando il  binario
  cosiddetto  morto , cioè quello dove i treni merci o altri treni si
  devono  mettere  da  parte per permettere il collegamento.  Quindi,
  parliamo di investimenti, ma si smantellano le reti esistenti.
   Ha  parlato  con i sindaci dei capoluoghi, ma della  metropolitana
  leggera  di superficie di Ragusa, che ricordiamo essere anche  sito
  Unesco, non ci sono notizie.
   Collegamento   Fontana  Rossa  di  Catania:  fondi  previsti   nel
  contratto di programma? Solo notizie giornalistiche; aumento  della
  velocità  della circolazione dei treni; ammodernamenti  tecnologici
  da  parte  di rete ferroviaria Italiana sulle due dorsali,  vedremo
  gli  allegati - ci dobbiamo fidare - l'Assessore annuisce:  guardi,
  mi fido tantissimo, non immagini quanto
   Dopodiché,  nelle  altre Regioni, come dicevo, si  pianifica.  Noi
  mettiamo  i  soldi  per fare piani, per prendere  consulenti  nella
  finanziaria,  ma  già  è  tutto  deciso,  quindi  ce  li   possiamo
  risparmiare questi soldi Assessore? Che consulenze ci dobbiamo  far
  fare, se già è tutto deciso?
   Affidamento  diretto:  mentre in Europa si  mette  in  concorrenza
  perché esistono altri soggetti  Ma va bene, continuiamo così
   Assessore,  più  volte, in più occasioni e lo ha  detto  anche  in
  Commissione,  e  qui  c'è  anche la Commissione  Antimafia  che  le
  dovrebbe  fare delle domande. Ha detto - e lo ha anche detto,  poi,
  in  un articolato - che, volendo mettere mano alle concessioni  dei
  bus,  il responsabile della DIA le ha detto simpaticamente  Che  ti
  dobbiamo dare la scorta? .
   Noi  vorremmo  capire se ancora la barzelletta dei treni  e  degli
  autobus che percorrono le stesse tratte si deve perpetrare, se  non
  è  bastato il crollo di un ponte per dimostrarci che, bloccando  la
  rete  viaria,  i  treni  potevano correre.  E  non  ci  sono  stati
  interventi sulla rete, non abbiamo acquistato nuovi treni.  Mistero
  della fede , adesso si riesce ad arrivare a Palermo in poco meno di
  tre ore, invece prima ci volevano sei ore.
   Vorremmo  capire  se,  dopo tutto questo  lavoro  degli  allegati,
  avremo di nuovo queste spese inutili.
   Sulle   tariffe,  tipologie  di  servizio,  tipologia  dei   mezzi
  impiegati,  gli  allegati che poi vedremo a cose fatte,  stapperemo
  una  bottiglia per brindare - speriamo non all'ennesimo patatrac  -
  vorremmo  capire  -  magari  gli altri  colleghi  avranno  modo  di
  approfondire  cosa  sarà  sul trasporto universale,  il  controllo,
  nulla di nulla.
   Ora,  assessore,  se questo è un modo di lavorare,  lei  pensa  di
  essere  il super eroe che fa tutto da solo, vada avanti così,  però
  faccia  attenzione perché qui l'argomento non è solo il  trasporto,
  qua si parla dello sviluppo della Sicilia e di una camionata, di un
  vagone  di soldi di cui non abbiamo contezza e lei si sta assumendo
  la responsabilità di fare tutto da solo.
   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non è
  mia  abitudine  parlare  senza avere prima  esaminato  attentamente
  l'argomento.
   Però,  oggi  approfitto  della presenza dell'assessore  perché  si
  parlava di Trenitalia e degli investimenti che stanno per arrivare.
   Quello che mi preoccupa è un pensiero che nasce un po' sul sentito
  dire,  nel  senso che a proposito dei minuetto si è  parlato  molto
  dell'acquisto  tempo fa da parte dell'assessore  della  legislatura
  precedente - non vorrei sbagliare - di un certo numero di minuetti,
  di  cui  non  vediamo l'utilizzo in questo momento e  sappiamo  che
  aggiungere   un   minuetto  all'altro  per   averne   due   insieme
  probabilmente  non  risolve  il  problema,  che  sta  invece  nella
  distribuzione degli orari, cioè un gap troppo vasto tra un orario e
  l'altro, fra un treno che parte per Catania, un treno che parte  da
  Palermo per Catania ci sono due o tre ore e mezzo.
   Ma le chiedo di sapere - se lei può - esattamente quanti di questi
  treni  sono stati acquistati, quanti oggi ne sono messi a  servizio
  dei  cittadini, visto che il problema dell'autostrada si  protrarrà
  ancora  per  un  po' e diventa necessario un utilizzo  migliore  di
  questo   servizio.  Servizio  che,  improvvisamente   è   diventato
  importantissimo, abbiamo scoperto, dopo tanti anni,  che  anche  in
  Sicilia si può svegliare in treno e l'importanza di questo.
   Entro  subito  nel merito. Lei diceva poco fa che  c'è  ancora  un
  accordo, io non conosco l'accordo che si farà con Trenitalia,  però
  - e chiedo scusa se sto per dire una sciocchezza ma, ripeto, non ho
  avuto modo di vedere nessun documento - si vocifera che facendo  la
  tratta  veloce  Catania  Palermo pare  sia  prevista  una  stazione
  snodale all'altezza di Mulinello.
   Io  mi  chiedo  che  senso ha. Ne parlavo  qualche  tempo  fa  con
  funzionari  dell'assessorato.  Se  ciò  dovesse  essere   vero   mi
  stranizza  che  sia  Mulinello quando a Dittaino  abbiamo  già  una
  stazione che si trova a due passi da un centro, quello dell'outlet,
  dove  pare arrivino 2 milioni e 700 mila visitatori l'anno  e  noi,
  nell'entroterra  della  Sicilia, dove abbiamo  pure  dei  patrimoni
  turistici  importantissimi che sono da un lato  Morgantina  con  la
  Venere  al museo e Piazza Armerina, che è sito - come tutti  quanti
  sapete - dell'Unesco non sappiamo come portarli verso l'interno.
   Sarebbe più opportuno valorizzare un presidio già esistente  quale
  quello della Stazione di Dittaino e, semmai dovessimo investire dei
  soldi, andarli ad investire per realizzare una linea che pure c'era
  prima  che  andava  verso  l'interno e che  passava  dal  Parco  di
  Floristella,   altra  attrazione  turistica   importante   per   la
  tradizione  del  nostro  passato, per la storia  delle  miniere  in
  Sicilia,  un  treno che, quindi, potrebbe portare parte  di  questi
  visitatori - non dico tutti, sarebbe un miracolo - verso l'interno.
   Ci  sono,  quindi, già delle strutture che andrebbero  potenziate,
  perché in prossimità di realtà economicamente validissime, per  cui
  se ciò dovesse essere vero, spero che ancora, visto che siamo nella
  fase  di concertazione con Trenitalia, possiamo intervenire e  fare
  in  modo che questo investimento sia veramente un investimento  che
  abbia  una ricaduta importante per i nostri territori e non sia  un
  ulteriore  spreco  di  risorse su cui poi  dover  dibattere  per  i
  prossimi cent'anni.
   Chiedo  scura se quello che ho detto si base su delle informazioni
  non  veritiere, ma credo che un approfondimento in tal  senso,  sia
  necessario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Sorbello, Zito e Siragusa.

   L'Assemblea ne prende atto.

   al contratto di servizio con Trenitalia
   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Riprende la discussione sulle comunicazioni del Governo
           in ordine al contratto di servizio con Trenitalia

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, questo
  momento di confronto sul percorso che sta portando al contratto  di
  servizio tra la Regione siciliana e Trenitalia, io e il mio  Gruppo
  del   Movimento  cinque  stelle  lo  riteniamo  quasi   una   tappa
  fondamentale  e quasi forzata, anche se, probabilmente  si  pensava
  che si potesse bypassare l'Aula, come spesso avviene, per tutta una
  serie di altri documenti che vanno e volano per via amministrativa,
  ma  si  comprende bene che, in questo momento, noi stiamo  comunque
  affrontando  un  contratto di servizio che, per carità,  va  fatto;
  tutti  ravvisiamo l'urgenza di dover fare questo passo  importante,
  perché finora la Sicilia operava praticamente senza avere la delega
  su questa materia, senza averla applicata.
   Però c'è sembrato come se fosse questo un tema in corso per volere
  comunque passare fuori dalla condivisione con quest'Aula e con  chi
  rappresenta i cittadini, ma anche con l'esterno.
   Personalmente  ho  appreso  della firma  di  questo  contratto  di
  servizio,  dell'intesa che poi chiaramente condurrà a  un  percorso
  molto  complesso,  un percorso in questo momento che  copre  dodici
  anni per la Regione siciliana, da una notizia di stampa.
   Non  mi  sembra  corretto  nei confronti del  Parlamento,  ma  nei
  confronti  dei  cittadini  tutti, perché  non  stiamo  parlando  di
  bruscolini, ma stiamo parlando di una spesa globale su dodici  anni
  che  voi  attestate,  nel vostro protocollo  d'intesa,  globalmente
  superiore ai due miliardi e tre. Per servizi e per la gestione, sul
  territorio  di  tratte ferroviarie, percorsi, treni e  servizi  sui
  treni  che  interesseranno cinque milioni di  cittadini,  quindi  o
  parliamo apertamente o è meglio che ce ne andiamo a casa.
   Noi  lo speriamo almeno da un anno, è inutile che in questi giorni
  si  venga  a  dire che dobbiamo andare a casa, avremmo  dovuto  già
  esserlo
   Tanto  perché  a  me piace ragionare nel merito,  anche  se  è  un
  percorso  che  si  è avviato e si spera per le prossime  tappe,  di
  potere avere maggiore trasparenza da parte di questo Governo  e  da
  parte  di  questo  assessorato, se rimarrete  voi  chiaramente,  mi
  chiedo e mi piace fare confronti, perché dai confronti si capiscono
  i  movimenti: noi abbiamo per esempio per la Regione siciliana,  un
  contratto  con  un  ponte di due anni e poi altri  dieci  anni.  La
  Regione Toscana, per esempio, chiude il contratto a cinque anni. E'
  vero  che è una lunghezza di periodo di affidamento da sicurezza  a
  chi  compie  il  servizio,  ma è anche vero  che  è  una  lunghezza
  spropositata, anzi doppia e addirittura sentivo dalle  sue  parole,
  assessore, che si vorrebbe reiterare alle stesse condizioni, e  non
  permette  per esempio di rimodulare l'offerta, di porsi come  parti
  contraenti sullo stesso piano.
   In  questo momento sui 190 milioni di investimenti, 100 milioni li
  prendiamo  dal  Piano FSER 2014-2020, 50 milioni sono investimenti,
  attualmente  in  atto per una gara, 40 milioni li mette  Trenitalia
  per  dodici  anni, cioè vuol dire, tre milioni e 300  all'anno.  In
  Toscana  150  milioni  per  cinque anni, praticamente   30  milioni
  all'anno.
   Mi  fate capire perché la Regione siciliana, si deve sempre calare
  le  braghe  di  fronte al monopolista di turno?  Perché  in  questo
  contratto  di servizio, almeno nell'intesa che andiamo  a  valutare
  come ha detto la mia collega, senza allegati, e quindi chiaramente,
  depositiamo  in  questo  momento, anche la richiesta  di  avere  la
  condivisione  su  questo  aspetto, praticamente  stiamo  dicendo  a
  Trenitalia di fare quello che vuole, tanto il mercato è  suo,  così
  come  ha  fatto  finora. Non sappiamo se ci deve  dare  puntualità,
  internet,  servizi a bordo, servizi igienici e tutta una  serie  di
  altre  tutele anche di chi viaggia, del pendolare, non sappiamo  la
  densità,  se  questa è distribuita maggiormente o meno nelle  fasce
  dei pendolari, che sono quelle della mattina o quelle della sera.
   Oltre a ciò la riduzione dei tempi. Ho potuto avere modo di vedere
  qual  è la prospettiva per i prossimi cinque anni, dalla proiezione
  tra le fermate ed il percorso. Noi abbiamo a fronte di riduzione di
  fermate,  addirittura,  per esempio sulla Messina  -  Palermo,  che
  conosco meglio di altre tratte, abbiamo una riduzione di un minuto.
  Ma  è  questa la competitività che vogliamo? E poi non abbiamo,  ad
  oggi,  alcuna  intesa  per  l'ammodernamento  della  infrastruttura
  ferroviaria.
   Assessore,  Lei parlava precedentemente di una infrastruttura  che
  ci  pone delle condizioni, chiaramente. Il treno va veloce  o  meno
  non  soltanto perché è un treno buono ma anche perché i binari sono
  buoni.
   Ed,  allora,  per il tragitto che abbiamo a doppio binario,  bene.
  Per i tragitti che non sono buoni, addirittura abbiamo dei tragitti
  non elettrificati, quindi andiamo ancora a diesel, che facciamo, ci
  mettiamo dei treni che possono recuperare.
   A  me  sa  tanto di toppa messa sul buco. Le persone che viaggiano
  vogliono  un  servizio a fronte di una entrata da  sbigliettamento,
  perché non dimentichiamoci che all'importo vanno sommati 73 milioni
  di  euro all'anno, minimo di biglietti venduti perché la gente paga
  il biglietto e chiaramente l'incasso lo prende Trenitalia.
   Allora,  siamo nuovamente sempre nelle condizioni in cui viene  il
  monopolista,  perché  ricordiamoci  che  Trenitalia   pur   essendo
  partecipata  al 100 per cento dal Ministero è comunque una  impresa
  privata,  fa  quello che vuole, e se ne va a casa per dodici  anni,
  quindi  il bottino è bello chiuso e confezionato. Ma non ci stiamo.
  E sinceramente era il caso di rappresentarlo.
   Altra  nota dolente è l'alta velocità. Non se ne parla. Mi  sembra
  che  noi  dobbiamo rimanere sempre nella condizione di  Medioevo  e
  l'asinello di cui si parlava all'indomani del crollo della  A19  mi
  pare  la  prospettiva migliore. Nessun impegno neanche, come  dire,
  profilato per quanto si sa che la competenza non è in capo a questo
  assessorato, sul servizio universale.
   Ma noi vediamo oggi che nella nuova proposta del trasporto abbiamo
  già   i   regionali   presenti  sulle   tratte   che   ieri   erano
  dell'Intercity.  Quindi,  Trenitalia sta  già  operando  senza  che
  chiaramente si punti i piedi nelle stanze giuste, senza che noi  ce
  ne  accorgiamo.  Se  voi ve ne siete accorti vi preghiamo  di  fare
  qualcosa  anche perché c'è la mia risoluzione passata con  il  voto
  favorevole dell'assessorato in Commissione Quarta.
   La  sicurezza,  per  la  parte  dei servizi,  Trenitalia  la  deve
  tutelare  e  raffigurare. Gliela vogliamo mettere  in  capo  questa
  responsabilità?  Perché sappiamo bene quello che succede.  Vogliamo
  individuare la videosorveglianza? Vogliamo chiedere a Trenitalia di
  sborsare qualcosa in più? Oppure dobbiamo sempre calare le braghe?

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  colgo
  l'occasione  per  intervenire su questa  vicenda  per  fare  alcune
  riflessioni.
   Se  io  fossi  il  Governo  nazionale  e  non  avessi  le  risorse
  necessarie  o  non  volessi  mettere  a  disposizione  le   risorse
  necessarie  di  una Regione, di un territorio, dovrei  scervellarmi
  per  vedere  come  giustificare, come far  passare  questo  scippo,
  questa  mia  idea,  questo mio pensiero. E uno dei  motivi  che  si
  potrebbero  addurre  sarebbe  quello di  dire:   lo  facciamo  dopo
  l'investimento  necessario,  adesso facciamo  quello  che  possiamo
  fare , oppure potrei dire: sapete che facciamo? A fronte del  fatto
  che  in  Sicilia siamo ancora fermi per alcune linee e  per  alcune
  tratte  a due secoli fa, perché nel secolo scorso già parlavamo  di
  alta velocità, parlavamo di doppio binario, parlavamo di servizi  e
  infrastrutture che erano già all'avanguardia in tutte  le  regioni,
  fuorché in Sicilia. Due secoli fa stava iniziando il cammino  della
  macchina a vapore e quindi non c'era l'elettricità, e noi siamo  lì
  per molte tratte.
   Allora  come fare? Il Governo nazionale dice:  sapete che facciamo
  con  la  complicità del Governo regionale? Facciamo l'alta velocità
  Palermo-Catania . Bellissima, eccezionale
   Abbiamo risolto tutti i problemi. Promettiamo una cosa che non  si
  potrà fare mai per non fare quello che si dovrebbe fare subito.  Ma
  siccome  quello  che  si dovrebbe fare subito avrebbe  bisogno  dei
  soldi  contanti  e suonanti messi sul tappeto, pochi,  maledetti  e
  subito,  allora è meglio promettere la luna che non accadrà  e  che
  non  si  vedrà mai e così ho evitato di mettere quello  che  invece
  avrei  dovuto  mettere subito sul tappeto. E cioè  ridare  a  tante
  province di questa terra, Trapani, Caltanissetta, Agrigento,  Enna,
  Ragusa,  Siracusa delle linee ferroviarie, non dico degne del  XXII
  secolo,  degne del secolo appena trascorso, elettrificate, con  una
  percorrenza  media  giustificabile e progettare,  per  esempio,  di
  completare  l'unico  doppio binario esistente  in  questa  Regione,
  quello della Messina-Palermo. È l'unico doppio binario esistente ed
  è  l'unica  area dove si è dimostrato che, grazie a quel tratto  di
  doppio  binario - e da Messina fino a Patti saranno una  quarantina
  di   chilometri  -  grazie  a  quel  doppio  binario  quella  zona,
  quell'area  è  già  un'area  che si può avvicinare  come  tempi  di
  percorrenza,  come tempi delle corse, facente parte delle  aree  un
  tantino  più  sviluppate  del  Paese, col  doppio  binario.  Perché
  abbiamo  risolto  il  problema agli studenti,  abbiamo  risolto  il
  problema  ai  pendolari,  si sono risolti i  problemi  della  gente
  comune  che non ha bisogno di prendere la macchina e ogni  mezzora,
  ogni quaranta minuti ha un treno.
   Vorrei capire, Assessore, se nel contratto che avete firmato,  che
  vi  apprestate  a  firmare  se,  per  esempio,  avete  previsto  di
  cominciare  a completare il doppio binario, perché non si  comincia
  un'opera  e  si  lascia  a  metà dicendo che  poi  si  farà  l'alta
  velocità, che non si farà mai
   Vorrei capire se, finalmente, dopo dieci anni, si sta firmando  un
  nuovo  contratto con RFI e con Ferrovie dello Stato, ma si  firmerà
  quello  con  RFI  Infrastrutture; vorrei capire se è  previsto,  se
  avete intenzione di prevedere di completare le opere, di completare
  il  doppio binario, di far sì che da Messina a Palermo o da Messina
  a  Catania  e da Catania a Messina o viceversa, si possa affrontare
  questo percorso in tempi ragionevoli e, soprattutto, di evitare che
  ci si trovi di fronte, nuovamente ad una cattedrale nel deserto, il
  che significa non essere capaci di governare, non essere capaci  di
  amministrare, la capacità di governo si dimostra nella prospettiva,
  altrimenti bastano i semplici funzionari. La prospettiva  è  quella
  di programmazione.
   Io  suggerisco  al Governo di fare in modo che tanta  parte  della
  Sicilia  che  è ferma all'800, e sono le province che  ho  elencato
  prima,  debba avere il minimo indispensabile. Non parlate  di  fare
  alte  velocità  improbabili e improponibili.  Prima  che  si  possa
  parlare  di  alta  velocità  in  questa  terra  non  avendo  voluto
  realizzare  il  Ponte  sullo  Stretto,  bisognerebbe  fare   l'alta
  velocità  da  Napoli fino a Reggio Calabria, poi forse si  potrebbe
  cominciare a parlare di alta velocità pure in Sicilia, dopo che  si
  risolve la problematica relativa al Ponte.
   Non  illudete  le  persone, ma eliminate  i  sogni  che  non  sono
  realizzabili,  prese  in  giro perfette e  cercate  di  fare  e  di
  programmare   quello  che,  invece,  è  obbligatorio   fare:   dare
  all'intero  territorio regionale un servizio minimo  e  soprattutto
  completare  le opere iniziate, e mi riferisco al completamento  del
  doppio  binario della Messina-Palermo, dal tratto che va  da  Patti
  fino a Fiumefreddo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, non ripeterò ovviamente gli  interventi
  fatti  da  chi mi ha preceduto, ma mi piace richiamare l'attenzione
  di  quest'Aula  su  un  aspetto  che  mi  sembra  in  qualche  modo
  rilevante.
   Il  Governo Crocetta si è insediato nel mese di ottobre 2012 e  da
  allora,  per quanto riguarda il contratto di servizio, ci  è  stato
  sistematicamente annunciato che era ovviamente questione di giorni.
   In  quest'Aula  gli assessori che si sono avvicendati  ci  avevano
  garantito  e  promesso  che, nei successivi giorni,  sarebbe  stato
  firmato il contratto di servizio da cui derivava tutta una serie di
  investimenti  e  programmazione  in  capo  alla  rete   ferroviaria
  siciliana.
   Ebbene,   signori,  sono  passati  due  anni  e  mezzo  e   adesso
  apprendiamo, forse, che siamo in dirittura d'arrivo. Me lo  auguro,
  lo spero, perché credo che ancora una volta laddove, se non dovesse
  essere rispettato il termine da lei indicato, cioè di pervenire  in
  tempi  brevissimi  alla sottoscrizione del contratto  di  servizio,
  ancora  una volta i siciliani sarebbero stati presi per i fondelli,
  così come sono stati presi per i fondelli in tutti questi mesi.
   Assessore, chi mi ha preceduto le ha segnalato tutta una serie  di
  situazioni.  A me preme segnalarle, anche se lei ne ha  conoscenza,
  che dal mese di aprile 2013 è interrotta la tratta Trapani-Palermo,
  via  Milo.  Non  esiste  in  nessuna  parte  del  mondo  che  venga
  interrotta  una  tratta ferroviaria per una  frana  e  poi  non  si
  intervenga per effettuare il suo ripristino. Nella prima  fase  era
  stato  assicurato il servizio di collegamento tramite autobus,  poi
  neanche quello.
   Attualmente, la città di Trapani con quella di Palermo è collegata
  esclusivamente  per via di Castelvetrano e non più  per  via  Milo.
  Questa situazione si trascina. a mio avviso. da parecchio tempo, da
  ben  due  anni,  senza che si è profili, al di là ovviamente  delle
  affermazioni  di principio e di buon intendimenti,  una  iniziativa
  concreta  per immaginare il collegamento, a mio avviso dovuto,  tra
  la città di Trapani con quella di Palermo.
   Ho   ascoltato   con  molta  attenzione  addirittura  l'iniziativa
  interessante di programmazione, di collegare l'aeroporto di Trapani-
  Birgi.  Vi  faccio  una  domanda: come si collega  l'autostrada  di
  Palermo,  tenuto  conto che la tratta non esiste,  da  Trapani  via
  Milo? Forse, sarebbe opportuno intervenire, e farli entrambi   Come
  si  può immaginare di sviluppare un territorio se, addirittura, non
  viene garantita quella mobilità essenziale - perché, mi permetto di
  ricordare  che  la  mobilità  tramite la  rete  ferroviaria  è  una
  mobilità essenziale
   Come   si  può  immaginare  di  sviluppare,  dal  punto  di  vista
  turistico,  tutta una serie di siti, interessanti  sotto  l'aspetto
  archeologico  e  culturale,  se,  addirittura,  non  sono   neanche
  collegati con la rete ferroviaria? Come è possibile che sia passato
  tutto   questo  tempo,  affermando  solo  chiacchiere,  senza   mai
  concretamente porre in essere nessuna iniziativa seria  e  concreta
  per effettuare gli interventi in questione?
   Chi  vi  parla  ha formulato la prima interrogazione  ed  è  stato
  promotore  di tutta una serie di incontri e riunioni presso  la  IV
  Commissione,  ma, al di là delle buone affermazioni -  affermazioni
  di   principio   -  non  è  scaturito  nulla  di  concreto.   Tutti
  rimandavano,  ovviamente, alla famosa - e  ormai  diventata   araba
  fenice - firma del contratto di servizio per potere immaginare  una
  programmazione concreta.
   Mi  auguro e spero che lei, Assessore, possa recuperare  il  tempo
  perduto,  anche  se  è  un  po'  difficile  ormai  recuperarlo   e,
  soprattutto,  che  cambi andazzo, che si eviti di  prendere  per  i
  fondelli  i  cittadini siciliani e che, finalmente, si dicano  loro
  cose serie e concrete.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  io
  non  penso  di scoprire, sicuramente, l'acqua calda affrontando  il
  delicatissimo tema della mobilità sul territorio siciliano.
   Non  è un mistero per nessuno che la nostra rete infrastrutturale,
  per  quanto  riguarda  ferrovie e strade, è assolutamente  obsoleta
  perché  non  è  mai stata ammodernata nel corso degli ultimi  25-30
  anni e i guasti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti.
   Parliamo  di  una rete autostradale che non ha avuto manutenzioni.
  Parliamo  di  una rete ferroviaria che è rimasta ferma,  forse,  al
  periodo  del  post  Unità  d'Italia. Parliamo  di  una  assenza  di
  interventi strutturali che sono, ormai, annosi.
   Io,  caro Assessore, scinderei i problemi in diversi aspetti.  Noi
  abbiamo bisogno, sicuramente, di un ammodernamento dei collegamenti
  su  strada ferrata, sulle ferrovie, tra due città. Noi non abbiamo,
  di  fatto,  collegamenti fra due città, fra  due  realtà:  una  che
  supera  il  milione  e duecentomila abitanti -  e  mi  riferisco  a
  Palermo  e  alla provincia di Palermo - e un'altra  realtà  che  è,
  grosso  modo,  equivalente che è Catania  con circa un  milione  di
  abitanti.
   Io  mi  chiedo  in quale regione di Italia due città,  con  queste
  dimensioni, non siano collegate efficacemente fra di loro?  Non  è,
  sicuramente,  colpa sua, Assessore, se le ferrovie non  sono  state
  costruite negli anni passati. Non è, sicuramente, colpa  sua  se  è
  mancato  un contratto di servizio nel corso degli anni  che  ci  ha
  impedito   di   verificare  l'effettivo  collegamento,  l'effettiva
  qualità  dei  servizi ferroviari. Però, dobbiamo fare tesoro  delle
  esperienze passate e trarre insegnamento dagli errori che  si  sono
  fatti.
   Il  suo  Assessorato ha, Infrastrutture e Trasporti, una direzione
  generale che, di fatto, non ha mai avuto un ruolo ed è stata sempre
  -  credo  che  siano parole sue o del suo direttore generale  -  la
   cenerentola dei trasporti , ribaltando completamente quello che  è
  la  necessità  minima  ed essenziale di una Regione  che  si  vuole
  sviluppare  e quella di assicurare i collegamenti tra le principali
  città e fra le principali città e le altre realtà.
   Penso  che  bisogna cominciare a fare e a ragionare in termini  di
  sistema, sistema trasporti siciliano, che coinvolga le ferrovie, le
  infrastrutture  stradali,  le linee di  autobus  e  i  collegamenti
  marittimi.
   Sui collegamenti marittimi è inutile stare a spendere altre parole
  perché  abbiamo  seguito tutti quanti il caso della  Ustica  lines
  che,  guarda caso, non si è più presentata ad appalti e a garantire
  servizi  per i quali non ritiene oggi più remunerativo un percorso,
  ma  questo  non  può  pregiudicare il diritto  dei  siciliani  alla
  mobilità,  tutt'altro, anzi, forse dovremmo cominciare a pretendere
  dei  servizi efficienti e di qualità e di livello europeo  a  costi
  europei, non a costi ex siciliani, e sottolineo ex siciliani perché
  spero che siano questioni del  passato definitivamente chiuse.
   Ma  accanto  a  questo, io la voglio invitare seriamente  anche  a
  considerare il regime di monopolio in cui la Sicilia è costretta  a
  subire servizi vetusti e inadeguati.
   Noi  ancora oggi per traghettare dalla Sicilia alla Calabria siamo
  costretti  a  fruire  di una sola compagnia privata  di  traghetti,
  ancora oggi le ferrovie dello Stato assicurano collegamenti non  si
  sa bene se saltuari, se ci siano, se non ci siano, o poche corse al
  giorno  assolutamente insufficienti, noi siamo costretti a  portare
  le nostre merci - dalla Sicilia partono 700 e sottolineo 700 tir al
  giorno -  per l'Italia. Siamo costretti a far sostenere alle nostre
  ditte,  alle nostre imprese produttrici di prodotti agro-alimentari
  e dei manufatti siciliani costi non più sostenibili.
   Allora,  ben  venga  questo contratto di servizio,  ben  venga  la
  garanzia  massima possibile ed ottenibile da parte delle  ferrovie,
  però che sia ben chiaro dobbiamo rompere i monopoli e per rompere i
  monopoli,  Assessore, dobbiamo mettere in grado le  imprese,  anche
  estere, anche straniere di partecipare attivamente ai trasporti  in
  Sicilia  e  lei  sa  che  io  mi riferisco  all'acquisto  anche  di
  materiale  rotabile  che le ferrovie, probabilmente,  non  indicano
  come  nuovissimo  ma  con  treni che sostanzialmente  sono  vecchi,
  antiquati  e riciclati.
   E, parlando sempre di ferrovie, lei sa benissimo che dei 4 e passa
  miliardi  forse  stanziati dal Governo nazionale,  al  momento  c'è
  disponibile solo una piccola parte se non sbaglio 700 milioni-  800
  milioni  che sono appena appena sufficienti a fare degli interventi
  tampone su queste linee ancora a unico binario e non elettrificate.
   La  Sicilia  ha bisogno del suo impegno, e su questo le  diamo  il
  massimo  sostegno e la massima fiducia, ha bisogno del suo  impegno
  come  dell'impegno  del Governo nel suo complesso  per  ammodernare
  definitivamente anche con un piano ultra quinquennale purché ci sia
  un  piano  dei trasporti che consenta una buona volta per tutte  di
  mettere  questa  Regione,  storicamente  arretrata  anche  per   la
  situazione dei trasporti, al passo con il resto dell'Europa  e  non
  voglio  pretendere l'Europa ma quanto meno una qualità decente  dei
  servizi a vantaggio dei siciliani.
   Abbiamo venduto tutti quanti il collegamento Catania-Palermo  come
  un  grande risultato quanto un grande risultato non è perché era un
  collegamento  che doveva essere fatto già da anni che  le  ferrovie
  dello  Stato si mettessero una buona volta in testa che i siciliani
  non  hanno meno diritto dei lombardi, dei piemontesi, di quelli che
  riescono a prendere un treno da Napoli a Milano che li porta su 700
  chilometri di strada ferrata in 4 ore e qualcosa. Non pretendo le 4
  ore  ma,  almeno, un tempo di percorrenza accettabile e  dignitoso.
  Questo è il minino indispensabile. Con treni, materiale rotabile  e
  su strade che abbiano la dignità di un Paese civile.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  signor
  Assessore, la settimana scorsa, in V Commissione noi dovevamo avere
  l'audizione  dell'Assessore Pizzo per discutere della vertenza  dei
  lavoratori  Ferrotel. Mi scuso con l'Assessore  se  nel  venire  in
  ritardo lui ha già illustrato questo particolare problema che hanno
  i lavoratori Ferrotel.
   Perché   prendo  questo  argomento  nell'occasione   che   abbiamo
  l'Assessore  qui?  Perché, signor Presidente, da  noi  -  e  io  ho
  protestato  fortemente - l'Assessore invece di essere invitato  lui
  ci  manda il segretario particolare, compreso l'autista. A noi  non
  manca   niente   in  questa  Commissione   Essendo   una   vertenza
  delicatissima ho protestato verso il rispetto di quei lavoratori in
  quel momento presenti in Commissione.
   Signor  Presidente,  spero che lei dia quelle iniziative  affinché
  nelle  Commissioni  vengano gli Assessori. Protesto  fortemente  in
  occasione che lui è qui presente in Aula,  non può portare  in  una
  Commissione,  in  un  posto così prestigioso, l'autista  e  il  suo
  segretario personale. E' vergognoso
   E  mi  auguro  che  questa vertenza che sta a cuore  a  questi  35
  lavoratori l'assessore ci porta delle notizie positive.  Perché  in
  un  minuto  che  mi sono allontanato dalla Commissione  capivo  che
  stavano  prendendo in giro i lavoratori. Mi auguro che lei,  signor
  Assessore, che io stimo, ci dia notizie positive in merito,  perché
  questa farsa non può passare inosservata.
   Questo  per  quanto  riguarda  il problema  della  presenza  degli
  assessori  tecnici nelle varie Commissioni. Non so se  nelle  altre
  Commissioni  e  non  sono  tutti gli  Assessori.  Vedo  l'Assessore
  Purpura  e  di  lui non mi posso lamentare perché  è  stato  sempre
  rispettoso  del  ruolo  suo  e  di  quello  nostro.  E  in   quella
  Commissione, signor Presidente, in questo momento di grave  disagio
  sociale si discutono problemi importanti così come è importante  il
  problema del trasporto in Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, do per scontato che a partecipare  ai
  lavori  siano o l'Assessore o il Direttore generale. Questo  è  più
  che ovvio.

   GRECO   GIOVANNI.  Questo  non  avviene,  purtroppo.  Posso   solo
  protestare

   PRESIDENTE.   Se   non   avviene,  deve  essere   evidenziato   in
  Commissione.

   GRECO   GIOVANNI.  L'unica  soluzione  è  cambiare  gli  assessori
  tecnici.

   PRESIDENTE. Lo sa che non appartiene alla sfera di competenza  del
  Parlamento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  intanto partiamo dalla notizia positiva. Sono  deputato
  da  oltre  sei  anni e per sei anni di seguito ho sempre  ascoltato
  assessori  e Presidente della Regione che venivano a dirci  che  il
  prossimo  mese avremmo firmato l'accordo, il contratto di servizio;
  ed invece non era mai accaduto che ciò si concretizzasse.
   Mi pare di aver ascoltato con assoluta certezza che l'Assessore ha
  enunciato  la  sua  tesi, che è una testi che a  questo  Parlamento
  piace   moltissimo,  secondo  cui   avrebbe  firmato,  ha   firmato
  l'accordo propedeutico al contratto di servizio e, quindi, entro il
  30  luglio,  finalmente, questa attesa durata oltre  sei  anni,  si
  dovrebbe concretizzare.
   Pero,  Assessore, se da una parte siamo sicuramente felici che  si
  possa  giungere alla firma di questo contratto di servizio,  alcune
  cose,  dobbiamo  dirle e dobbiamo avere risposte certe  in  maniera
  tale  che le Ferrovie dello Stato e ciò che rimane in Sicilia delle
  Ferrovie  dello Stato, non abbiamo a interpretare questo  contratto
  di  servizio come se stesse firmando un accordo quadro  con  un  ex
  colonia,  perché questo mi sembra di capire da quello che  sono  le
  sensazioni che abbiamo come Parlamento.
   Intanto, da quando è cambiato Ministro, purtroppo, devo dire che è
  cambiata  totalmente, nuovamente l'atteggiamento di Ferrovie  dello
  Stato RFI Italia nei confronti della Sicilia.
   Io  vorrei ricordare a questo Parlamento, ai miei colleghi che gli
  ultimi  interventi seri che le Ferrovie dello Stato hanno fatto  in
  Sicilia  non  si chiamavano Ferrovie dello Stato, ma si  chiamavano
  Regie  Ferrovie  dello  Stato. Sono stati  all'indomani  dell'Unità
  di'Italia  fino al periodo fascista gli unici interventi  seri  che
  abbiamo avuto nella nostra Regione.
   Dal secondo conflitto mondiale in poi, le Ferrovie dello Stato  si
  sono  dimenticati che anche la Regione Sicilia faceva  parte  della
  Repubblica  Italiana, tant'è vero che in questi giorni, amaramente,
  dobbiamo costatare come la Catania-Palermo è una tratta ferroviaria
  che  è ferma agli anni precedente del secondo conflitto mondiale  e
  di conseguenza, Presidente ed Assessore, la prima cosa che vorremmo
  sapere  è  cosa si intende fare della velocizzazione della Catania-
  Palermo, della Palermo-Messina e della Messina-Catania.
   E'  stato  oggetto di lunghi dibattiti in IV Commissione  dove  il
  Presidente  Trizzino  ha, giustamente, convocato  i  vertici  delle
  Ferrovie dello Stato e i vertici delle Ferrovie dello Stato si sono
  così  sollazzati a dire che di qui al 2022, cioè nei prossimi sette
  anni,   investiranno  oltre  cinque  miliardi  di   euro   per   la
  velocizzazione della Catania-Palermo e della Catania-Messina.
   Ci hanno spiegato che avrebbero dovuto traforare tutta la montagna
  sotto  la  città di Taormina per fare la seconda linea ferrata,  in
  maniera  tale  che  vi  fosse il raddoppio  dei  binari;  ci  hanno
  spiegato che hanno pensato di spendere oltre tre miliardi  di  euro
  per  la  velocizzazione  della  Catania-Palermo  e  si  sono  anche
  dilettati a farci vedere una serie di progetti perché non  sapevano
  ancora  se  dovevano velocizzare l'attuale tratta  che  da  Catania
  attraverso  Enna  arriva  a Caltanissetta e  poi  da  Caltanissetta
  arriva a Palermo o se, invece, ritenevano più opportuno traforare i
  monti   della   Sicilia  centrale  in  maniera  tale  da   sboccare
  direttamente sul mare e congiungersi con la Messina-Palermo.
   Questo,  Assessore,  però  credo che sia  compito  suo  avere  una
  risposta  certa  e  definitiva prima della firma del  contratto  di
  servizio,  altrimenti  c'è  il  rischio  che  la  firma  di  questo
  contratto  di  servizio anziché rappresentare  un  momento  in  cui
  finalmente  RFI Italia saranno costretti ad investire nella  nostra
  regione,  diventa un motivo per avere qualche contributo  da  parte
  della  Regione,  approfittare possibilmente delle  risorse  che  la
  Comunità  europea darà ancora una volta alla Sicilia  per  l'ultimo
  settennio  e poi, possibilmente, trasferire altrove le risorse  che
  hanno avuto per ammodernare la tratta ferroviaria siciliana.
   Perché,  veda  Assessore, per anni anche i  governi  che  si  sono
  succeduti  negli anni, i governi precedenti a questo,  hanno  tutti
  commesso  un  errore  gravissimo, insopportabile,  cioè  quello  di
  pensare  che le Ferrovie in Sicilia fossero morte e che  non  c'era
  più  bisogno  del sistema ferrato perché era stato  sostituito  dal
  gommato, cosa che ha dimostrato non essere vero, perché basta che è
  crollato  un  pilone dell'autostrada Palermo-Catania e  il  sistema
  infrastrutturale  della  Sicilia è  crollato,  è  venuto  meno  con
  difficoltà enormi e in cui, per essere chiari, i nostri  porti  che
  già  in  periodo  greco, in periodo romano, in  periodo  precedente
  addirittura all'età della venuta dei greci, venivano utilizzati  in
  maniera intelligente e parsimoniosa, questo sistema è crollato.
   Per  cui  Augusta  è  una realtà isolata dal mondo,  il  porto  di
  Catania  la  stessa  cosa, stessa cosa dicasi di Messina,  Milazzo,
  Termini  Imerese,  Augusta,  c'è un  errore  imperdonabile  che  la
  politica  e  ci possiamo spingere fino alla provincia  di  Trapani,
  perché  vedo  che il collega Fazio e il collega Turano mi  guardano
  male,  è un errore imperdonabile quello che è stato commesso  dalla
  classe  politica precedente quello di sottovalutare la  possibilità
  del trasporto su ferro e di pensare esclusivamente al trasporto  su
  gomma.
   Di  conseguenza,  Assessore, la prima cosa che chiediamo  è  avere
  certezza  assoluta sulla velocizzazione della Catania-Palermo,  sul
  completamento   del   raddoppio   della   Messina-Palermo   e   sul
  completamento del raddoppio della Messina-Catania.
   A ciò si aggiunge il problema dei problemi, cioè questa continuità
  territoriale  con il resto dell'Italia che era stata  una  garanzia
  certa  del  governo  Letta,  prima del  governo  Renzi,  quando  il
  Ministro  delle  Infrastrutture era sempre  Lupi  che  discuteva  e
  dialogava  con  la regione Sicilia, adesso continua ad  essere  una
  certezza   la   continuità  territoriale   oppure   la   continuità
  territoriale  non  esisterà più e quindi ci sarà l'interruzione  di
  questa continuità sullo stretto di Messina?
   Erano  stati  immaginati  una  serie  di  percorsi  che  avrebbero
  favorito la possibilità durante la giornata di scendere a Messina e
  poi con un passaggio assistito arrivare fino a Reggio Calabria,  al
  di là dello Stretto.
   Ciò  verrà garantito? I treni notturni che in un accordo raggiunto
  al   Ministero   delle   Infrastrutture  erano   stati   assicurati
  dall'allora  Ministro,  ci saranno ancora? Oppure  anche  di  notte
  bisognerà  scendere  a  Reggio  Calabria  o  a  Messina  per  poter
  traghettare da e per la Sicilia?
   Il  problema  della  continuità  territoriale  credo  che  sia  un
  problema  di  fondamentale importanza, anche perché  legato  -  per
  essere chiaro - alla salvaguardia di oltre 380 posti di lavoro  che
  nel caso in cui verrà meno la continuità territoriale verrano persi
  nella città di Messina.
   E accanto, quindi, ai due grandi problemi: quella della continuità
  territoriale  con  il resto del Paese e della velocizzazione  della
  Catani-Palermo-Messina, c'è il problema  legato  ad  una  serie  di
  infrastrutture locali.
   Poco fa l'onorevole Fazio giustamente parlava della sua provincia,
  mi  sia consentito parlare della mia. Le ferrovie dello Stato hanno
  appaltato in questi ultimi giorni la velocizzazione, non tutta,  al
  dire il vero, della Augusta-Bicocca, ma dello snodo di Bicocca cosa
  si vuole fare?
   Ma  anche la velocizzazione della Siracusa-Augusta, perché vedete,
  si  può  mai  pensare di velocizzare la Augusta-Catania  e  di  non
  velocizzare il tratto che da Augusta arriva fino a Siracusa?
   Quando  Augusta  è  porto AB   fondamentale per  lo  sviluppo  del
  Mediterraneo,  Siracusa è il porto turistico più  importante  della
  Sicilia e non c'è la velocizzazione del tratto che da Augusta porta
  verso la città di Siracusa.
   E  sempre  nella  città di Siracusa, dove negli  anni  sono  stati
  realizzati  due  mostri: uno alla stazione di Testa  e  l'altra  la
  Platea  di  lavaggio,  dove è stata distrutta totalmente  una  zona
   contrada  Pantanelli   che era una zona  di  vasta  produzione  di
  ortaggi,  che è stata bonificata durante il fascismo, che èp  stata
  l'estrema  difesa  della  città  di Siracusa  quando  gli  ateniesi
  pensarono di occupare la nostra città, bene  Questa zona vastissima
  è  stata  devastata, è stata cementificata e la causa dei  continui
  allagamenti   che  abbiamo  nella  nostra  provincia   oggi,   dopo
  investimenti  per 50 miliardi delle vecchie lire, realizzati  negli
  anni  '90,  cosa vuole fare RF Italia? La platea di Lavaggio  verrà
  chiusa, gli operai non verranno più garantiti, la stazione di Testa
  verrà  anch'essa  chiusa come sembra essere  l'orientamento  di  RF
  Italia.
   Perché, assessore, su queste cose bisogna insistere. Quando  dalla
  stazione di Siracusa partiranno solo sei treni in una giornata,  ma
  chi  vuole  che prende più il treno verso Catania o verso  Messina,
  perché la politica delle Ferrovie dello Stato in questi anni  è  di
  aver  sempre  meno servizi in maniera che la gente sia costretta  a
  non  prendere  più  il treno ed a prendere la macchina,  l'autobus,
  l'autostop,  tutto tranne il treno e si può dire che,  siccome  non
  v'era la linea, la tratta bisognava necessariamente dismetterla.
   Queste  cose,  assessore, o le chiariamo adesso oppure,  dopo  che
  abbiamo  firmato  il contratto di servizio, ci  troveremo  a  dover
  contestare ciò che è stato fatto.
   L'altro  problema  importante  riguarda  il  famoso  trenino   del
  barocco, questo treno che avrebbe dovuto mettere in contatto  tutto
  il  sud-est che, partendo da Siracusa, attraverso Noto, arrivava  a
  Modica, a Ragusa, su una linea ferrata tortuosa che era stata anche
  questa voluta durante il fascismo e che era stata per qualche  anno
  un  punto  di riferimento delle Ferrovie dello Stato che ora  hanno
  dimenticato.
   Pensate,   assessore  e  Presidente  Ardizzone   -   le   sembrerà
  sicuramente strano - ancora lì i mezzi vanno avanti a gasolio,  non
  è  avvenuta  l'elettrificazione di questa  tratta,  è  come  se  ci
  trovassimo  in Somalia, per essere chiari, ecco perché poco  fa  ho
  parlato del fatto che le Ferrovie dello Stato hanno pensato che  la
  Sicilia  non  fosse territorio nazionale ma un ex colonia  che,  di
  tanto in tanto, bisognava accontentare.
   Per  non  parlare poi, assessore, dei vagoni e delle macchine  che
  sono messe a disposizione.
   Le   macchine  che  vengono  dismesse  nel  Nord  Italia   vengono
  utilizzate  in  Sicilia, le macchine ed i  vagoni  che  sono  state
  acquistate con i finanziamenti della Regione Sicilia - e  concludo,
  Presidente - vengono vergognosamente portate nel nord del Paese.
   Per cui, ripeto, se da una parte siamo contenti che finalmente sta
  per  firmarsi  questo  contratto  di  servizio,  dall'altra  parte,
  assessore,  la  invitiamo  a verificare  che  questo  contratto  di
  servizio non si trasformi nell'ennesimo scippo nei confronti  della
  Sicilia.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  per
  qualche   minuto   desidero  richiamare  l'attenzione   soprattutto
  dell'assessore Pizzo, al quale vanno concesse tutte  le  attenuanti
  per essere alla guida di questo importante assessorato soltanto  da
  qualche settimana.
   Eppure  è vero che da quando si è insediato il Governo Crocetta  -
  che  mi  auguro,  e  molti  si augurano,  possa  essere  all'ultima
  stagione della sua esperienza, di governo naturalmente - mai questo
  Parlamento  risulta  essere  stato  pienamente  coinvolto   in   un
  confronto,  in  un  dibattito serio sulla  politica  dei  trasporti
  nell'Isola.
   Io  credo che l'iniziativa dell'assessore Pizzo, assessore per  le
  infrastrutture ed i trasporti, di relazionare in Aula sul contratto
  di  servizio  con Trenitalia - peraltro anche su sollecitazione  di
  qualche  collega deputato con attività ispettiva -  abbia  offerto,
  come  sta offrendo l'opportunità a molti colleghi di poter parlare,
  di poter proporre, di poter criticare.
   Io, assessore, apprezzo all'agrodolce questa sua iniziativa, se mi
  consente.
   Lei  sa  che io ho sempre guardato con interesse al suo dinamismo,
  uomo  del  fare  lei  ama definirsi e non ho nessuna  difficoltà  a
  credere sia così.
   Però, le chiedo:  Non le sembra che questo modo di procedere abbia
  potuto  determinare  un  deficit  di  partecipazione  delle   forze
  parlamentari? .
   Non  crede che l'avere agito senza un preventivo confronto con  il
  Parlamento,  possa  avere determinato una  mancanza,  non  dico  di
  rispetto,  ma certamente, di verifica, di visioni magari diverse  e
  persino   contrastanti   che  questo  Parlamento   avrebbe   potuto
  manifestarle e rassegnarle?
   Mi  auguro  che  il contratto che lei si appresta  a  perfezionare
  possa  essere vantaggioso per la Sicilia, per la Regione,  per  gli
  utenti soprattutto; noi avremmo voluto conoscerne i particolari,  i
  dettagli,  credo  che  il Parlamento avrebbe anche  il  diritto  di
  accedere  a  questo patrimonio di conoscenze e il  Governo  avrebbe
  dovuto  avvertire  il dovere, di assecondare e  condividere  questa
  esigenza.
   Tuttavia,  per  pochi  minuti, mi permetto  di  richiamare  alcuni
  concetti, signor assessore.
   In  Sicilia,  mi  chiedo, abbiamo ancora un  piano  regionale  dei
  trasporti, ero ancora presidente della provincia, quando  si  parlò
  della firma di un piano dei trasporti in Sicilia, credo nel 2001  o
  nel  2002,  da allora ad oggi, il piano dei trasporti è  stato  mai
  aggiornato? E' stata mai concepita una politica della intermodalità
  che   metta   assieme   a   seconda   delle   vocazioni   e   della
  infrastrutturazione  del territorio, i collegamenti  con  le  isole
  minori?  I collegamenti marittimi in generale? La rete ferroviaria,
  le autolinee? Tutto questo è stato fatto in questo decennio?
   Lo  chiedo  a  lei,  assessore, perché se il piano  regionale  dei
  trasporti è ancora quello deliberato un decennio fa, credo che  lei
  possa  condividere con me l'esigenza, di dovere davvero  aprire  un
  grande  confronto con il Parlamento, noi abbiamo bisogno di sapere,
  per   esempio,   quale  politica  innovativa  la  regione   intende
  promuovere nei collegamenti con le isole minori.
   Qualche collega che mi ha preceduto ha parlato del larvato  e  non
  tanto  larvato, tentativo di monopolizzare alcuni servizi e  alcuni
  collegamenti.
   Credo  che  abbiamo bisogno di aprirci ai mercati  internazionali,
  abbiamo  bisogno  innanzitutto  di  interpellare  la  imprenditoria
  locale.
   Le  faccio un esempio: per ragioni che voglio augurarmi non  siano
  di   origine  dolosa,  negli  ultimi  trent'anni,  quarant'anni  la
  politica dei trasporti in Sicilia ha voluto penalizzare i trasporti
  ferroviari, questo è sotto gli occhi di tutti.
   Sono  figlio  di  un autoferrotranviere, quindi sono  legato  alle
  famiglie  delle autolinee, nel senso che sono cresciuto  in  questo
  mondo, da bambino, però è fuor di dubbio che si sia determinato una
  sorta  di oligopolio nel trasporto sul gommato in Sicilia,  che  ha
  funzionato,  con  i  servizi che ha ritenuto  di  dover  funzionare
  perché   non   c'era  alternativa  con  i  servizi  dei   trasporti
  ferroviari, ora che il ponte il miracoloso pilone del ponte Himera,
  miracoloso, santo ponte, ceduto, direbbe qualcuno, ha rivelato  che
  Catania - Palermo, non si fa in quattro ore ma si può fare  in  due
  ore e 40 minuti - io sono fra quelli per esempio che raggiungono la
  città   capoluogo  con il treno - , lei si è  posto  il  danno  che
  subiscono le aziende di autolinee?
   E  se subiscono un danno, non ha la regione il diritto e il dovere
  di  proporre  una soluzione alternativa, per dire per esempio  agli
  imprenditori sul trasporto del gommato:  se siete capaci, se  avete
  intraprendenza,   organizzatevi,  per   offrire   una   alternativa
  competitiva in termini di trasporti ferroviari .
   Faccio  un  esempio.  Ho il diritto di chiedermi  quanto  paga  la
  Regione  ad  ogni  chilometro a Trenitalia e quanto  paga  ad  ogni
  chilometro alle ditte autolinee?
   Ho  il  diritto  di  chiedermi  che fine  fa  l'Azienda  siciliana
  trasporti,  azienda  partecipata  dalla  Regione,  quali  sono   le
  prospettive a breve, a media, a lunga scadenza? Cosa vogliono  fare
  i  soci  privati  che partecipano da azionisti alla gestione  della
  Azienda  siciliana trasporti i cui disservizi cogliamo ogni  giorno
  dalle pagine delle province siciliane? Così alla luce del sole  non
  abbiamo .  Io posso dire di essere, forse tra i pochi  politici  in
  Sicilia  che  non  hanno mai chiesto un posto di bigliettaio  o  di
  autista  alle  aziende  di  autolinee. Mai.  E  lo  dico,  non  con
  orgoglio, ma con assoluta serenità perché non essendo iscritto  nel
  libro paga di nessuno posso parlare con assoluta autonomia.
   Ma sono problemi che questo Parlamento si deve porre - santo cielo
  -.
   Di  fronte  a  tutto questo, signor assessore, ho  il  diritto  di
  chiedermi  perché da quattro anni una tratta ferroviaria importante
  come  la Catania - Caltagirone - Gela rimane mutilata per il crollo
  di  un  ponte in territorio di Niscemi e ancora non si  ha  notizie
  neanche di un progetto di massima per la ricostruzione del ponte  e
  il  ripristino di quella tratta che mette in contatto  il  versante
  Ionio  con il Canale di Sicilia? Parliamo di Gela, parliamo di  uno
  dei più importanti poli petrolchimici d'Europa.
   Non esiste neanche uno straccio di progetto di massima.
   Abbiamo  il  diritto di chiederci per quale santa ragione  non  si
  conoscono  le  fasi,  i vari step del processo  per  verificare  la
  stabilità  dell'altra carreggiata sull'autostrada, parlo di  quella
  in  direzione  Palermo,  che se incolume,  se  efficiente,  se  non
  pregiudicata  potrebbe intanto rappresentare  una  utile  e  valida
  alternativa  seppure  con il doppio senso alternato  piuttosto  che
  condannare  migliaia di automobilisti a quell'inesorabile  calvario
  che  fatto  una volta diventa persino piacevole perché  incantevoli
  sono  le  Madonie. Ma fatto due, tre, quattro volte alla  settimana
  diventa, dal mio punto di vista, davvero una fatica.
   Ecco,  sono  le  domande,  signor  assessore,  e  concludo  signor
  Presidente dell'Assemblea, che alla luce delle sue comunicazioni ad
  apertura  di questa seduta mi consentono di potere porre una  serie
  di questioni alle quali io sono certo Lei non resterà insensibile.
   Insomma, signor Presidente, conoscendo la Sua sensibilità, se  Lei
  pensasse,  d'accordo con il Governo, di dedicare  una,  due  sedute
  alla  politica  dei  trasporti nell'Isola in  questa  Aula,  e  non
  soltanto all'interno della Commissione come qualche volta  è  stato
  fatto,  io  non  ne  faccio parte, il mio Gruppo neppure  e,  però,
  grande rispetto per il lavoro della Commissione.
   Ma  visto  che  in  tre anni di Governo Crocetta non  abbiamo  mai
  seriamente e concretamente parlato di politica dei trasporti,   non
  sarebbe   utile   se   Lei  d'intesa  con  i   Capigruppo   potesse
  calendarizzare  una, due sedute, credo che il Governo  non  avrebbe
  difficoltà,  e  capire per esempio perché il  Piano  regionale  dei
  trasporti  dopo  dieci anni non viene ancora portato all'attenzione
  delle  forze  parlamentari e raccogliere  proposte,  e  raccogliere
  suggerimenti,  e  stimolare le ditte che operano nei  trasporti  in
  Sicilia e non soltanto quelle delle autolinee?
   Questa  è  l'occasione  che  Lei stasera  mi  ha  offerto,  signor
  assessore, nella speranza che il mio invito possa essere raccolto -
  ne  sono  certo  - perché io credo che abbiamo il  dovere  di  dare
  risposte concrete a tanta gente che sulla mobilità delle persone  e
  sulla  mobilità delle merci sa potersi giocare una tappa importante
  dello sviluppo di questa Terra. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, mi dà spunto per evidenziare che è
  necessario  ed  opportuno fare un incontro sia sulla questione  dei
  trasporti   ma   anche  sullo  stato  dell'arte  dei  finanziamenti
  comunitari.
   Quindi,  è  un modo per ripartire in quest'Aula con argomenti  che
  con  la presenza degli Assessori, mi auguro, possano fare il  punto
  della   situazione  dove  siamo  e  soprattutto  dare   la   spinta
  propositiva  al  Governo di agire sulla base delle indicazioni  che
  potranno uscire fuori dall'Aula.
   Se  l'Assessore  ritiene  di  intervenire,  perché  c'è  stato  un
  dibattito  sulla  sua comunicazione abbastanza articolato  e  penso
  autorevole, positivo e propositivo.

   PIZZO,  Assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Grazie
  Signor Presidente, ringrazio l'Aula perché in effetti evidentemente
  il  tema non solo era caldo per i fatti della A19, ma è un tema che
  non  trova apertura, riflessione, respiro da molto tempo. Da  molto
  tempo  in  quest'Isola e da molto tempo nelle  Istituzioni  che  la
  rappresentano. E accetto con sincerità le critiche o i suggerimenti
  proposti  da quest'Aula. Il primo è la dinamica della condivisione.
  Io  frequento spesso e anche volentieri la IV Commissione, dove c'è
  un  dibattito  sempre acceso ma che spesso porta a delle  soluzioni
  condivise.
   La  Commissione  lavora, lavora abbastanza bene,  ritengo  di  non
  essermi  mai  sottratto  a un dibattito sui servizi  ferroviari  in
  quella Commissione, non è mai stata fatta un'audizione, non  è  mai
  stata  richiesta  un'audizione in tal  senso,  seppur  la  dinamica
  dell'evoluzione dopo la firma dell'APQ di novembre, che è stato  il
  primo  atto  nella  prima settimana in cui mi sono  insediato  come
  Assessore  per i trasporti, era evidente che si stava  arrivando  a
  portare avanti un progetto di nuova offerta ferroviaria.
   Sono  stati  fatti nuovi lanci highlights come si dice in  termini
  calcistici, molti convegni, dibattiti, quindi eravamo in prossimità
  e  siamo  in prossimità. Massima apertura a far sì che ci  sia  una
  condivisione  all'interno, intanto della Commissione del  contratto
  di  servizio  che ora sta vedendo la luce nella sua parte  tecnica,
  cioè  negli  allegati  in  cui  sono  esplicate  le  norme  che  lo
  regolamentano,  cioè  non  solamente  l'aspetto  dell'offerta   del
  servizio ma anche le norme di regolamentazione di questo contratto,
  penali,  aspetti  di vigilanza, aspetti riguardanti  l'integrazione
  dei  servizi  connessi  ad  altri  trasporti,  aspetti  riguardanti
  l'evoluzione  anche in corso del contratto di servizio  in  cui  ci
  sono molte appendici che regolamenteranno anche la parte di comfort
  di  offerta  dei passeggeri. Quindi, massima apertura a condividere
  in  Commissione, se convocato, al più presto su questo tema e  poi,
  casomai, a riferire susseguentemente all'Aula.
   Sono  temi  molto  tecnici, quindi io vorrei  scindere  due  parti
  perché ho visto che spesso c'è una confusione tra parti, confusione
  derivante   dalla   brevità  del  tempo   dedicato   ai   trasporti
  evidentemente,  non tanto da una confusione della deputazione.  Una
  cosa  è  il  rapporto  con  RFI, con  la  Rete  ferroviaria  che  è
  regolamentato  da due aspetti fondamentali, dal  CIS  che  è  stato
  firmato  dal  Governo  Crocetta  e,  precedentemente,  dal  Governo
  Lombardo che ha indicato la strada sugli investimenti sulle  tratte
  ferroviarie. C'è stata una forte attenzione - ma voi  lo  sapete  -
  nella  deputazione  precedente, nel  Governo  precedente  sull'asse
  Palermo-Catania, da cui poi tutta una programmazione volta a questo
  Asse  Palermo-Catania, intersecato nel nodo ferroviario di  Catania
  nelle direttrici di marcia verso Messina.
   Questo  è stato l'oggetto della programmazione, una programmazione
  già  svolta  e  portata  davanti all'Autorità  di  vigilanza  della
  Comunità    europea.  Il  cambiare  il  modello  di  programmazione
  comporta poi un confronto con l'Europa e un confronto con lo Stato,
  perché  una  parte  sono fondi europei, un'altra parte  sono  fondi
  nazionali  che vanno a integrarsi dentro il contratto  di  servizio
  con RFI, per quanto riguarda lo sviluppo.
   Avete visto, poi in accordi di programma, in decreti legge come lo
  Sblocca Italia dove sono stati confermati e confluiti gli strumenti
  di programmazione avviati.
   Quindi  cerchiamo di non confondere ciò che è programmazione,  che
  poi  segue  le logiche della finanza e della programmazione,  e  le
  logiche tecnocratiche e burocratiche, di come ci si può confrontare
  con l'autorità di vigilanza e con la Comunità Europea relativamente
  all'asse dei finanziamenti sul corridoio Helsinki-La Valletta,  che
  è  uno  dei  corridoi  che  per fortuna  ci  mette  in  asse  sugli
  investimenti  ferroviari, ciò che sono le  logiche  dello  Stato  e
  degli investimenti che si sono poi puntualizzati dentro lo  Sblocca-
  Italia ,  di  cui freschi do ragione all'onorevole Vinciullo,  sono
  circa 800 milioni, sono quelli che lo Stato ha messo a disposizione
  fondamentalmente   accentrati   con   un   commissariamento   nella
  Catenanuova-Agira e nel nodo ferroviario di Catania.
   Altra  cosa è il contratto di servizio con Trenitalia. Trenitalia,
  tra l'altro, è una società che probabilmente intenzione dello Stato
  andrà  al  mercato,  e  quindi diventerà  nel  futuro  un  soggetto
  privato,  quindi non possiamo confondere i due ruoli, anche  se  in
  questo   momento  stanno  nell'unica  holding,  sono  due   società
  differenti, hanno bilanci differenti, e agiscono con responsabilità
  legale differente.
   L'ho  notato  anche  nei  contenziosi, fra  virgolette,  politico-
  amministrativi   avuti  con  la  holding,  che   mediava   fra   le
  contrapposizioni  fra le società nel confronto dei  servizi  e  dei
  prodotti offerti alla Regione Sicilia.
   Per quanto riguarda Ferrotel, volevo dire all'onorevole Greco, non
  so  se è più presente in Aula, ho ricevuto una lettera da parte  di
  Trenitalia  che  si  fa  carico, nel nuovo contratto  di  servizio,
  nell'ampliamento  dei  servizi,  quindi  ci  saranno  dei   servizi
  aggiuntivi  nel contratto rispetto a quello esistente,  dei  lavori
  Ferrotel. Dopo una riunione che abbiamo avuto a Roma, anche con  la
  holding, su questo tema, perché vi rendete conto loro sono 22 ma in
  Italia ce ne sono mille. Nel momento in cui si dà la stura a 22 che
  sono  soggetti  non delle ferrovie, ma di una società  che  gestiva
  lavori in appalto delle ferrovie, poi il problema ovviamente gli si
  pone  a  loro  in  tutta  Italia con altri mille  lavoratori  della
  società  dove  hanno chiuso tutti gli alberghi delle ferrovie.  Era
  una  società  che gestiva i servizi di logistica della  recettività
  dei  macchinisti. Nel momento in cui l'azienda ha riorganizzato  il
  suo personale, ha fatto a meno di tutta una serie di spostamenti, e
  quindi  ha  fatto a meno poi di questo subappalto che  aveva  sugli
  hotel delle ferrovie.
   Comunque  c'è una indicazione di Trenitalia che intende  assorbire
  questi  lavoratori. La comunicazione è scritta e concordata con  la
  holding.
   Treno del Barocco: lo stiamo ampliando ad altri treni. Il 6 luglio
  ci  sarà,  insieme all'assessore al turismo, un tavolo tecnico  per
  definire cinque o sei percorsi, quindi non solo quello del  Barocco
  o  quello della Valle dei Templi, che saranno calati nell'Appendice
  al  contratto  di servizio. Questi sono due treni già  esistenti  e
  performanti,  ma  altri  nuovi treni sul turismo  ferroviario,  sul
  turismo   slowly,  sul  turismo  ecologico,  stiamo   cercando   di
  implementarli  sia in raccordo all'assessorato  al  turismo,  il  6
  luglio abbiamo questo tavolo tecnico perché cercheremo di aumentare
  questa  offerta di treni di turismo ferroviario. Si vedranno  altri
  percorsi,  e  sicuramente uno di quelli  -  e  su  questo  assicuro
  l'onorevole  Venturino che poco fa ha preso la  parola  -  uno  dei
  percorsi  che  ci è sembrato più interessante per la valorizzazione
  del  nostro patrimonio culturale, è quello di Floristella,  che  ci
  farà  raggiungere la città di Morgantina, che è una  città  che  ha
  difficoltà  ad  essere raggiunta su mezzi gommati e  il  treno  gli
  potrebbe  assicurare  il  percorso da  Valle  del  Dittano  fino  a
  Morgantina,  un  afflusso di passeggeri molto  più  consistenti  di
  quello  attuale, rivalutando uno dei siti archeologici più preziosi
  che abbiamo in Sicilia.
   Mulinello  no quindi, si partirebbe dal Dittaino, questo  discorso
  di Mulinello non ci sta, ci sta già invece l'iniziativa privata, io
  sono stato molto contento, l'iniziativa dell'Outlet che ha messo un
  bus navetta fino alla stazione di Enna bassa per quanto riguarda il
  collegamento treno Outlet che invece sta funzionando su una  logica
  totalmente privatistica in concordia su quell'asse di servizi nuovi
  che è la nuova offerta sulla Catania-Palermo.
   Sull'offerta  Catania-Palermo vorrei dire una  parola  definitiva.
  Non  li  abbiamo messi perché è crollato il ponte, né io sono  così
  Superman, come afferma l'onorevole Foti. Non ce la farei a  mettere
  un treno da solo -  il venerdì è crollato il ponte, il lunedì parte
  il primo treno - non ce l'avrei fatta comunque.
   C'è stato un sforzo comune a cui lavoravamo da mesi. Riorganizzare
  un esercizio, spostare il personale, spostare treni non è la stessa
  cosa  di spostare sul gommato. E' un'organizzazione molto complessa
  che  non  si  inventa dall'oggi al domani:, ha  problemi  anche  di
  natura  sindacale,  ha  problemi  di  natura  organizzativa   molto
  complessi  per cui ci lavoravamo già da mesi sui quattordici  nuovi
  treni, le sette coppie di treni che fanno da Palermo a Catania.
   Trenitalia  li  proponeva da dicembre. E' stata  una  richiesta  -
  questo  ve  lo posso dire a livello proprio personale  -  di  aiuto
  raccolto  dall'azienda, mio personale. Il  venerdì  sera,  dopo  il
  crollo del pilone, ho chiesto di anticipare, pur capendo gli sforzi
  -  infatti  non  siamo  partiti subito  con  sette  coppie,  se  vi
  ricordate dopo un mese siamo ripartiti con sette coppie di treni  -
  abbiamo messo una coppia di treni, un'andata e un ritorno, dopo  di
  che,  dopo un mese, abbiamo messo sette coppie di treni perché  c'è
  voluto   uno  sforzo  enorme  per  riorganizzare  l'esercizio,   le
  coincidenze e quant'altro.
   Per  cui, dico, non è stata una cosa nata a seguito del crollo del
  pilone,  era  una  cosa  programmata  in  un  tempo,  certo  ognuno
  contratta  i suoi tempi, modelli organizzativi: loro lo proponevano
  a  dicembre, io gli avevo chiesto un'anticipazione, di una parte di
  questo programma, a giugno.
      Alla   fine   l'azienda   ha  capito  la   necessità   sociale,
  dell'interruzione dell'A19 e, mi pare, dal 3 maggio  siamo  partiti
  con le sette coppie di treni.
   Queste  sette coppie di treni verranno raddoppiate in  termini  di
  materiale rotabile, non in termini di corse, con altri  Minuetti .
   Fate   conto  che,  sulla  Palermo-Catania,  viaggiavano  quaranta
  passeggeri  al  giorno  in un percorso con  un'offerta  ferroviaria
  scadente  -  lo possiamo dire - che impiegava quattro ore  e  venti
  sull'asse  Palermo-Catania. Infatti, nessuno sa  questo  orario  di
  quattro  ore  e  venti perché, avendo solo quaranta  passeggeri  al
  giorno,  non penso vi sia stata l'esperienza di nessuno,  forse,  o
  pochissimi dei presenti ad aver preso quel treno.
   Ora i treni ci mettono due ore e quarantasette minuti, questo è il
  tempo dichiarato da Trenitalia. Stiamo cercando di abbassare, anche
  con  una  dinamica,  come  ben capite, di  tipo  organizzativo  sui
  macchinisti,  perché i macchinisti si devono  abituare  a  fare  un
  percorso in maniera molto più veloce, con un treno che è totalmente
  diverso, che è il Minuetto, che prima da quelle parti non passava.
   MUSUMECI. Centoventi chilometri orari, al massimo

   PIZZO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità Tra l'altro,
  lì  ci  sono  sette punti, che io ho fatto, al di  là  del  viaggio
  inaugurale  -  quello può solo fare piacere sotto  l'aspetto  della
  comunicazione - poi, ho fatto altri viaggi, insieme al personale di
  Trenitalia, e ho verificato i punti in cui andiamo a rallentare, il
  perché e il per come andiamo a rallentare.
   Sulla base di questo, ho chiesto un incontro con RFI perché lì  il
  rallentamento   dipende,  sì,  da  RFI  cioè   dalla   manutenzione
  straordinaria  RFI. Stanno investendo un po' in  più,  dopo  questo
  incontro.
   Anche questo potrebbe essere un incontro a cui dedicare una seduta
  della  IV  Commissione,  però,  non lo  vorrei  confondere  con  il
  contratto di servizio, altrimenti, se parliamo di troppe cose,  poi
  alla  fine  facciamo  un  polpettone misto   e  non  approfondiamo.
  Invece, sarebbe bene approfondire l'aspetto tecnico, perché lì  sta
  cambiando  anche  la  politica del Ministero delle  infrastrutture:
  meno  grandi opere, più lavori di dimensionamento e più  lavori  di
  ammodernamento o di manutenzione.
   E' una politica in evoluzione. Probabilmente saranno in evoluzione
  anche  i nuovi vertici di RFI, perché la seduta dell'assemblea  dei
  soci all'ordine del giorno aveva il cambio degli amministratori poi
  è  stata rinviata, quindi, bisogna vedere che interlocutori  nuovi,
  come  avete  visto con l'ANAS, avremo di fronte  su  cui  andare  a
  riparlare e che strategia avranno.
   Sull'ANAS  l'avete  visto, il nuovo management ha,  subito  messo,
  l'A19  al  punto  dell'ordine  del  giorno  del  suo  contratto  di
  programma cioè, non del rapporto di finanziamento della Regione, ma
  del suo contratto di programma.
   Ultimo  punto  è  il  piano  dei  trasporti.  E'  vero,  io   l'ho
  dichiarato, lo posso ribadire anche oggi. C'è un doppio  binario  -
  ci  vuole  il  termine  che  cala a pennello  -  da  un  lato,  una
  sottovalutazione,   che  abbiamo  avuto  in  tutti   questi   anni,
  dell'importanza  del  trasporto in  relazione  al  cittadino  e  ai
  cittadini,  erano più importanti altri temi, il lavoro, la  sanità,
  temi  che rimangono ugualmente importanti ma se avete visto sempre,
  anche  in  termini  politici ma anche in termini organizzativi,  il
  tema  trasporti non  ha mai avuto un dipartimento, non ha mai avuto
  un'agenzia, non ha mai avuto un'organizzazione dedicata, due o  tre
  servizi, prima al turismo, ora all'Assessorato infrastrutture.
   Nelle  altre Regioni ci sono agenzie ci sono dipartimenti, quindi,
  un'organizzazione funzionale, permanente e formata  a  preoccuparsi
  di  questo  tema  dei  trasporti, quindi, c'è una  sottovalutazione
  organizzativa,   ma  ormai  atavica,  da  sempre,  nella   macchina
  regionale  di  ciò  che  è il tema trasporti,  mentre  nelle  altre
  Regioni che hanno meno competenze, ovviamente, il tema trasporti  è
  un  tema  che  viene subito dopo il tema della salute per  cui  c'è
  l'Assessorato   ai   trasporti   ma,   soprattutto,   la   macchina
  organizzativa dei trasporti è molto, molto più robusta è molto  più
  performante.
   Sul  piano  dei  trasporti in finanziaria  avete  votato  -  e  vi
  ringrazio  personalmente  di  ciò -  l'adeguamento  del  piano  dei
  trasporti, esattamente quello che diceva l'onorevole Musumeci:  c'è
  un  piano  fermo  da  anni  che  ha  cristallizzato  la  situazione
  esistente che, alla fine, non conviene a nessuno neanche  a  quelli
  che  si pensa l'abbiano cristallizzato che sono le autolinee,  cioè
  quelle del trasporto su gomma.
   Perché non conviene neanche a loro? Perché ha limitato enormemente
  la libertà di impresa, perché quel piano dei trasporti cristallizza
  qualunque    concessione,   soprattutto   non   a    pagamento    a
  sovvenzionamento  regionale ma libera, per cui  molte  imprese  che
  vorrebbero  fare impresa di trasporto non la possono  fare  perché,
  fino  a quando non si fa l'adeguamento del piano di trasporti,  non
  possono ottenere una concessione di linea per portare da Sant'Agata
  di  Militello all'aeroporto di Catania passeggeri piuttosto che per
  altre   funzioni,  non  ottengono  concessioni   perché   tutto   è
  cristallizzato a quel piano di trasporti.
   Abbiamo  fatto  il bando, penso che si stia insediando  in  questi
  giorni  la Commissione di gara per procedere alla selezione, stanno
  partecipando, mi pare, sei o sette ditte. Cos'è importante?  Non  è
  un  problema  di  consulting di consulenza,  questo  bando  prevede
  fondamentalmente ciò che a noi manca cioè l'analisi della  domanda,
  intanto   della   domanda  reale  e,  soprattutto,  della   domanda
  potenziale,  ovviamente in  una visione integrata, quindi,  non  si
  sta parlando solamente di trasporto gommato ma di tutti i generi di
  trasporto.
   L'analisi  della  domanda  la  puoi  fare  solamente  se   vai   a
  campionarla, quindi, ci vuole un investimento finanziario,  quindi,
  non  è un problema di consulenza, la consulenza servirà per leggere
  i dati ma per la scrematura dei dati ci vuole un vero campionamento
  della  domanda  per arrivare a configurare qual  è  l'esigenza  del
  trasporto reale.
   Ve  lo  dico  anche  perché  oggi abbiamo  dibattuto,  con  alcuni
  deputati in Commissione trasporti, il tema dei trasporti marittimi.
  Vi  do   un esempio: c'è stato un caso secondo me forte su  cui  ho
  investito molto di me stesso senza nessuna comunicazione che era il
  collegamento  Linosa-Lampedusa che ritengo che sia un  collegamento
  essenziale per i cittadini, però, d'altra parte, dovete sapere  che
  un  aliscafo di 250 posti porta 5 o 6 persone a bordo,  quindi,  il
  dimensiomento, l'analisi della domanda è fondamentale  per  capire,
  al  di là dell'esigenza di continuità territoriale, al di  là delle
  esigenze di diritti garantiti dalla Costituzione, capire quale è la
  portata  effettiva  di  cosa forniamo ai  cittadini  e  qual  è  il
  dimensionamento di utilizzazione dei mezzi finanziari che  mettiamo
  a disposizione rispetto al risultato che vogliamo ottenere.
   Questo  lo dico perché, se vi ricordate, in finanziaria c'era  una
  norma che prevedeva - e ne parlava anche l'onorevole Musumeci -  la
  cancellazione,  relativamente  alle  Isole  minori,  della   parola
   marittimi , perché magari è possibile, in alcuni casi,  in  alcune
  modalità  e  per  dinamiche  tecniche e per  dinamiche  chiamiamole
  amministrative,  una  diversa dimensione del trasporto  rispetto  a
  quella marittima per collegare due isole come Lampedusa e Linosa.
   Ribadisco  la  mia  massima disponibilità. Non è  l'Assessore  che
  organizza una Commissione, quindi, chiedo di essere audito  insieme
  a  Trenitalia e parlare del contratto di servizio e degli  allegati
  tecnici.  Penso che dobbiamo parlare solo di quello perché  già  la
  discussione sarà lunga e, spero, esaustiva.
   Concludo  dicendo  una  cosa:  per  quanto  mi  riguarda,   a   me
  piacerebbe, non dico completare perché non penso di vedere tutto di
  quello  che  abbiamo  già  programmato in  questi  mesi,  ma  a  me
  piacerebbe  vedere,  soprattutto,  sul  trasporto  ferroviario  una
  Sicilia a velocità normale, non ad alta velocità. Due ore  e  40  -
  spero  di  vedere  il 2 ore  e 36, 2 ore e 37 - significa  velocità
  normale  non  alta  velocità. Non è un treno giapponese,  significa
  velocità normale per quel tipo di binario, soprattutto, essendo  un
  binario  abbastanza antico, una velocità possibile  da  mettere  in
  sicurezza   perché,  ovviamente,  bisogna  considerare   anche   le
  condizioni di sicurezza di percorrenza.
   Velocità normale significa una cosa: dai 40 passeggeri, andando ad
  una  velocità normale, siamo passati, ad oggi, a 2 mila  passeggeri
  al  giorno su Catania. Molti già viaggiano in piedi. Per cui con il
  raddoppio  dell'offerta  posti a sedere riteniamo  di  raggiungere,
  presumibilmente,  la cifra di 3 mila, 3 mila e  400  passeggeri  al
  giorno  da  40  a  3.400.  Di questo vi posso  dire  che  mi  sento
  soddisfatto.
   Forse spesso faccio fughe in avanti, non condivise e vi chiedo  la
  capacità di riportarmi a una condivisione, di portare il Governo ad
  una  condivisione. Però, questo è un risultato raggiunto. Chi  sarà
  contento, chi non sarà contento ma ritengo che sia un risultato per
  tutti, non per questo Assessorato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Noi dobbiamo cogliere positivamente
  il  dibattito  che c'è stato questa sera e rilanciare  la  proposta
  formulata dall'onorevole Musumeci di aprire un dibattito, anche  di
  due  giorni, sulla questione dei trasporti in generale. E  dico  di
  farlo  in  Aula,  chiaramente preliminarmente  tutte  le  questioni
  tecniche devono essere esaminate correttamente così come finora  ha
  fatto  la  IV Commissione. Non in ultimo la questione del trasporto
  aereo  perché  noi  abbiamo  pagato lo scotto,  come  siciliani,  a
  seguito  dell'incendio  che c'è stato a  Fiumicino.  Abbiamo  visto
  lievitare in maniera pazzesca i costi dei biglietti aerei.
   Occorre  un  atto  di sussulto, come Parlamento siciliano  e  come
  Governo, perché ci sia una politica abbastanza chiara anche con  le
  compagnie  aeree perché non possono aumentare a loro  piacimento  i
  prezzi  aerei.  Uso  un termine forte - ma lo sottoscrivo  -  è  un
  atteggiamento  estorsivo  nei confronti dei siciliani, ricattatorio
  e se ne approfittano.
   Così  come  dovremmo avviare la questione definitiva sul principio
  di  continuità territoriale. Nel corso degli anni ci  hanno  illuso
  con  il  principio di continuità territoriale che  in  Sicilia  era
  assicurata con il sistema del traghettamento, soprattutto pubblico,
  che adesso viene sempre più meno con i treni.
   A  differenza  della Sardegna. Questo è un principio di  carattere
  europeo  che  è  stato più volte evidenziato. Su  questi  temi  noi
  dovremmo  rilanciare fortemente la politica siciliana, coinvolgendo
  tutti  gli Assessorati e, chiaramente, l'Assessorato dei trasporti,
  ma   anche  e  soprattutto  l'Assessorato  dei  beni  culturali   e
  l'Assessorato del turismo che, se non c'è un sistema dei  trasporti
  generalizzato,  è  chiaro  che  noi  parliamo  di  turismo   quando
  diventiamo  poco  competitivi, non solo con il  resto  d'Italia  ma
  anche  con  in  Paesi del nord Africa o, comunque,  dell'Europa  in
  generale.
   Quindi,  che ben venga un dibattito ampio di indirizzo, in  questa
  Assemblea  e  anche  un  indirizzo  che  può  provenire  da  questa
  Assemblea, impegnando il Governo fermamente su alcuni problemi  che
  ci  trasciniamo  da  tempo  ma che debbono essere,  obiettivamente,
  evidenziati e, mi auguro, risolti.
   Comunico  che  è  stato presentato l'ordine  del  giorno  n.  484:
   Interventi urgenti in merito al miglioramento della sicurezza  dei
  lavoratori  del comparto ferroviario, dell'utenza e  vigilanza  del
  materiale  ferroviario e dei presìdi accessibili  al  pubblico  nel
  territorio  della Regione Siciliana , a firma del Movimento  Cinque
  Stelle.
   Credo  che possa essere votato senza alcun problema perché impegna
  il   Governo  della  Regione  ad  intervenire  presso  gli   organi
  competenti   per   garantire  maggiore   sicurezza   sulle   tratte
  ferroviarie e, comunque, sui nostri treni, perché un problema c'è e
  poi lascia abbastanza libertà di intervento, quindi, se non ci sono
  difficoltà penso che lo possiamo votare.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, prima di proseguire nell'ordine del giorno con
  il  disegno di legge sui centri storici, mi sono fatto promotore di
  un  ordine  del giorno che hanno sottoscritto tutti  i  gruppi  che
  riguarda  la   Salvaguardia dell'Autonomia Speciale  della  Regione
  Siciliana .
   Perché  è necessario questo ordine del giorno? Come voi ben sapete
  è  stato  avviato, in sede di riforma del Senato, prima, e comunque
  di  riforma in generale, la questione delle regioni e, soprattutto,
  delle regioni a statuto speciale.
   E' stata costituita una particolare commissione, Commissione Stato-
  Regioni  a  Statuto speciale che è stata incaricata di svolgere  un
  lavoro  preparatorio  per definire le nuove regole  comuni  per  la
  revisione degli statuti.
   Noi sappiamo che c'è un percorso che vede coinvolte alcune regioni
  a Statuto speciale, altre non sono coinvolte. Il discorso è di dare
  la  possibilità ai parlamenti di partecipare ai consigli regionali,
  al Parlamento regionale siciliano, di partecipare a questa attività
  preparatoria avviata dal sottosegretario Bressa.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, desidero intervenire e ringraziarla per
  aver  posto  all'ordine del giorno questo documento che rappresenta
  un  documento  indispensabile  per la sopravvivenza  dello  Statuto
  della  Regione siciliana e, soprattutto, per le novità  legislative
  che  possono  essere  inserite  rispetto  alla  linea  del  governo
  nazionale in accordo con le altre regioni a Statuto speciale.
   Io  ritengo  che  sia opportuno che il Governo possa  indicare  un
  componente    di   Giunta   che   abbia   l'esclusiva   trattazione
  dell'argomento in modo tale che, in riunioni così delicate dove  si
  vanno ad approfondire tematiche che riguardano la storia del nostro
  Statuto ed in più anche l'attuazione di alcuni articoli importanti,
  non  sia  una  presenza saltuaria del Governo o,  addirittura,  una
  presenza  che venga svolta a rotazione, ma ci sia un assessore  che
  sia  delegato a questa materia e che possa partecipare  attivamente
  anche  relazionandosi  con gli altri componenti  di  Governo  delle
  altre regioni a Statuto speciale.
   Sappiamo  la difficoltà dell'argomento e, per questo, deve  potere
  essere  trattata esclusivamente da un soggetto che  con  competenza
  può  difendere le radici, la peculiarità e anche quelle parti dello
  Statuto che ancora oggi non sono state mai attuate.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  483:
   Salvaguardia dell'Autonomia Speciale della Regione siciliana . Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici'
   (n. 602-642-711-732/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per favorire
    il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici
                          (602-641-711-732/A)

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di legge  «Norme  per
  favorire  il  recupero del patrimonio edilizio di base  dei  centri
  storici  (602-641-711-732/A) posto al numero 3).
   Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e Territorio»,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  presente  in  Aula  l'Assessore  Purpura  che  ha  seguito  in
  Commissione il lavoro del disegno di legge.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                           Principi generali

         1. La presente legge persegue le seguenti finalità:

          a) favorire la  valorizzazione e la rivitalizzazione
     economica  e  sociale  dei centri storici  ubicati  nella
     Regione,   attraverso  norme  semplificate,   anche   con
     riferimento  alle procedure, riguardanti il recupero  del
     patrimonio edilizio esistente;

           b)  incentivare la rigenerazione delle aree  urbane
     degradate nelle caratteristiche e peculiarità originarie.

         2.  Restano  salve le previsioni della pianificazione
     attuativa  vigente, alla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  nei centri storici  e  nelle  Z.T.O.  A
     nonché le previsioni delle varianti generali relative  ai
     centri  storici,  che prevedono l'intervento  diretto  ai
     sensi della normativa vigente».
   Comunico che all'articolo 1, è stato presentato l'emendamento  1.1
  a firma Musumeci, Formica Ioppolo.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1, a firma Musumeci
  e altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  1.2.  a  firma
  dell'onorevole Ruggirello ed altri.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.2   a   firma
  Ruggirello e altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
            Definizione delle tipologie edilizie dei centri
                                storici

                1.  In  relazione ai caratteri architettonici,
     dimensionali  e  strutturali, le tipologie  edilizie  del
     centro storico si suddividono in:

         a)  edilizia di base non qualificata: unità  edilizie
     con  caratteri  dimensionali  planimetrici,  originari  o
     modificati,  con  scarsa valenza  o  prive  di  caratteri
     architettonici tipici;

         b)  edilizia di base parzialmente qualificata:  unità
     edilizie   con   caratteri   dimensionali   planimetrici,
     originari   o   modificati,  e  permanenza  parziale   di
     caratteri   architettonici  tipici,  che   hanno   subito
     alterazioni ovvero addizioni di volumi;

         c)  edilizia  di base qualificata: unità edilizie con
     caratteri   dimensionali   planimetrici,   originari    o
     modificati,  e  permanenza,  totale  o  prevalente,   dei
     caratteri architettonici tipici;

         d)    edilizia    di   base   qualificata    speciale
     (palazzetti):  unità  edilizie di base  aventi  caratteri
     dimensionali  e prospettici che le rendono simili  ad  un
     palazzo  seppure  derivati  dalla  sommatoria  di  moduli
     dell'edilizia di base;

         e)   edilizia   monumentale   residenziale   (palazzi
     dell'edilizia storica): edifici monumentali  residenziali
     del  centro  storico, anche derivanti  da  operazioni  di
     demolizione di preesistenti tessuti della città  storica,
     aventi    i   caratteri   monumentali   e   di    qualità
     architettonica tipici del periodo di esecuzione;

         f)  edilizia monumentale specialistica: monumenti non
     residenziali  (religiosi,  civili,  militari,  produttivi
     ecc.);

         g)  edilizia  residenziale moderna  non  qualificata:
     edifici residenziali sorti a partire dagli anni cinquanta
     e  sessanta  del  secolo scorso, ex novo ovvero  su  aree
     libere,  anche attraverso la demolizione di  preesistente
     edilizia;

         h)  edilizia  specialistica moderna non  qualificata:
     rappresenta   l'insieme  degli  edifici  a   destinazione
     specialistica  sorta  a partire dagli  anni  cinquanta  e
     sessanta  del secolo scorso o in sostituzione di  edifici
     preesistenti  o  ex novo, aventi caratteri  di  edificato
     contemporaneo, in prevalenza in c.a.;

         i)  altre  o  diverse tipologie, non riconducibili  a
     quelle  di  cui  al  presente  articolo,  possono  essere
     definite  con le procedure di cui all'articolo  3,  comma
     1».

   Comunico che all'articolo 2, è stato presentato l'emendamento  2.1
  degli onorevoli Musumeci, Formica e Ioppolo.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione. Il  parere  è  contrario
  perché  le  tipologie edilizie sono state analizzate  dopo  attente
  audizioni  con gli ordini professionali e, quindi, questa  modifica
  andrebbe parzialmente a stravolgere l'impianto normativo  e  poi  a
  cascata anche gli altri articoli

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci, lo mantiene  o  lo  ritira  dopo
  questa precisazione?

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi ha competenza
  giuridica,  e  io non ne ho, sa benissimo che la specificità  delle
  norme  a volte diventa un intralcio piuttosto che uno stimolo  alla
  corretta ed ampia applicazione.
   Il  determinare  se  una tipologia ha parzialmente,  totalmente  o
  prevalentemente  uno stile piuttosto che un altro  o  un  interesse
  piuttosto che un altro suscettibile di tutela, mi sembra davvero un
  ragionamento  non finalizzato a rendere celere le procedure,  anche
  perché,  se  nei processi decisionali è rappresentato  l'organo  di
  tutela  che  è  la Sovrintendenza e, comunque, la responsabilità  è
  demandata  all'ufficio  tecnico, io credo che  la  valutazione  dei
  tecnici possa e debba essere sufficientemente rassicurante.
   L'obiettivo  era  proprio  quello di evitare  che  noi  restassimo
  prigionieri  dei  lacci e lacciuoli di una verbosità  assolutamente
  inappropriata.
   Tuttavia, se la Commissione dovesse insistere e se il Governo  non
  dovesse essere favorevole, nell'economia della collaborazione,  noi
  possiamo  anche  ritirarlo, ma il proposito era proprio  quello  di
  rendere  celere una procedura per la quale, credo,  il  disegno  di
  legge sia stato essenzialmente concepito.

   PRESIDENTE. La questione è tecnica.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, il collega Musumeci ha ragione: alla fine, poi,
  è    demandato    alla   Sovrintendenza   il   parere    definitivo
  sull'ammissibilità  o  meno  della tipologia  edilizia.  L'elemento
  parziale è stato introdotto a seguito di questo dibattito avviato.
   E'  una  norma  essenzialmente tecnica, però, alla  fine,  noi  ci
  rimettiamo all'Aula e al parere dell'Assessore.

   PURPURA.  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PURPURA.  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, raggiungere il parziale...

   IOPPOLO.  Prima del parere dell'Assessore posso, se  mi  consente,
  chiedere la parola?

   PRESIDENTE.  Sì,  prego,  siccome è  tecnico,  io  sentirei  prima
  l'Assessore.

   IOPPOLO. Se è d'accordo con l'emendamento, rinuncio

   PRESIDENTE. Sentirei prima l'assessore.

   PURPURA.  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  L'emendamento  mantiene la sua connotazione  strettamente  tecnica,
  aggiungere   parzialmente'  eccetera  serviva  anche  a  dare   più
  flessibilità nella valutazione dei singoli casi, quindi,  anche  ad
  agevolare  l'intervento della Sovrintendenza,  comunque,  anche  il
  Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Ho compreso il ragionamento del Governo, è chiaro.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   rivolgo
  soprattutto  al presidente Trizzino che, invece, è giurista  e  che
  dovrebbe,  forse,  modificare la sua presa  di  posizione,  il  suo
  parere,  quello  della Commissione, perché la  norma  contiene  due
  volte  il  termine   parziale  e, allora, io  vorrei  sommessamente
  chiedere cosa è  parziale  del  parziale .
   La  lettera  b)  dell'articolo  1, infatti,  così  recita,  signor
  Assessore:  Edilizia di base parzialmente qualificata . Nel momento
  in  cui,  dopo  i  due punti, tenta di esplicitare il  concetto  di
   parzialmente qualificata' aggiunge la permanenza parziale.
   Due  volte   parziale  mi sembra che se il parziale è  il  50  per
  cento siamo al 25 per cento.
   Io   insisto,  quindi,  per  l'accoglimento  favorevole,   invece,
  dell'emendamento a firma dell'onorevole Musumeci ed altri.

   PRESIDENTE. Lo spirito della norma - così com'è stata scritta -  è
  quello di non blindare troppo il ragionamento della Soprintendenza.
   Quindi,  lo spirito politico della norma è chiaro, però, creerebbe
  delle difficoltà agli stessi tecnici.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ci rimettiamo all'Aula  però  il  discorso  è
  diverso  perché  il primo  parzialmente  è legato alla  definizione
  che  poi  viene chiarita dopo il  due punti . Quindi, non sono  due
   parzialmente  che poi si aggiungono e creano . Però, ci rimettiamo
  all'Aula perché alla fine lo spirito non viene travolto.
   Ma   il   discorso  dei  due   parzialmente   che  si  sommano   e
  aumenterebbero   l'indice  di  pericolosità,  tra  virgolette,   di
  aggressione al territorio, secondo me, non si pone.

   PRESIDENTE.  Si  sono rimessi all'Aula sia la Commissione  che  il
  Governo. Viene mantenuto l'emendamento.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

         (E' approvato)

   Quindi, è soppressa la parola  parziale .
   Si  passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli Musumeci, Formica  e
  Ioppolo: Alla lettera c) sopprimere la parola  prevalente .
   Credo che il ragionamento sia identico.

   MUSUMECI. Certamente,  l'altra faccia della stessa medaglia.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
                          Studio di dettaglio

         1.  L'appartenenza delle singole unità edilizie  alle
     tipologie  di  cui  all'articolo  2  è  individuata,   su
     proposta dell'UTC competente, con uno studio con  effetti
     costitutivi, composto da una relazione esplicativa  delle
     scelte e da una planimetria in scala non superiore 1:500,
     approvato   con  deliberazione  del  consiglio  comunale,
     previo  parere  reso  in conferenza di  servizi,  indetta
     dall'UTC  proponente, a cui partecipano la soprintendenza
     dei  BB.CC.AA.  competente per territorio, l'Ufficio  del
     Genio   civile,  nonché  eventuali  enti  competenti   in
     materia.   La   delibera   del  consiglio   comunale   di
     approvazione  del  sopra individuato studio  con  effetti
     costitutivi  è  approvata entro e non  oltre  180  giorni
     dalla  pubblicazione della presente  legge.  In  mancanza
     dell'approvazione della suddetta delibera,  l'Assessorato
     regionale del territorio e dell'ambiente, previa  diffida
     con  assegnazione  di un termine non superiore  a  trenta
     giorni, dispone l'intervento sostitutivo.

         2. Il verbale della conferenza di servizi, unitamente
     allo  studio  di dettaglio, è pubblicato  per  30  giorni
     all'albo  pretorio  e nel sito internet  del  Comune  per
     eventuali osservazioni ovvero opposizioni.

         3. Nel caso in cui non pervengano osservazioni ovvero
     opposizioni, il procedimento di approvazione dello Studio
     di  dettaglio  di cui al comma 1 è definito con  delibera
     del  Consiglio comunale da convocarsi entro i  successivi
     trenta giorni.

           4. Nel caso in cui, entro i termini di cui al comma
     2,  pervengano  osservazioni  ovvero  opposizioni,  l'UTC
     indice, entro quindici giorni, un'apposita Conferenza  di
     servizi  che,  acquisiti i pareri degli enti  competenti,
     esprime   a   maggioranza   un  parere  sulle   eventuali
     modifiche  allo Studio di dettaglio di cui  al  comma  1.
     Entro  trenta  giorni  dalla  trasmissione  del  suddetto
     parere,   il  Consiglio  comunale,  tenuto  conto   delle
     indicazioni  formulate  dalla  superiore  Conferenza   di
     servizi,   delibera  l'approvazione   dello   Studio   di
     dettaglio di cui al comma 1».

   All'articolo  3  è  stato  presentato  l'emendamento   3.8   degli
  onorevoli Ruggirello, Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.

   SAMMARTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.10 della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   PURPURA.  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione.  C'è  un  subemendamento
  all'emendamento 3.10.

   PRESIDENTE.  L'abbiamo già votato ma, siccome è della Commissione,
  non sorgendo osservazioni, se l'Aula è d'accordo, ne do lettura: il
  180 è da intendersi 240.
   Il  3.10  così  recita:  entro 240 giorni dall'approvazione  della
  presente legge , non entro  180 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  3.12  degli  onorevoli   Ruggirello,
  Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.

   SUDANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.3 degli onorevoli Musumeci, Formica e Ioppolo.
   Anche  per  questo c'è un invito al ritiro perché, mi suggeriscono
  gli  uffici,  è già previsto dalla norma che ci si può avvalere  di
  consulenze esterne, è inutile specificarlo.

   MUSUMECI.  Non  è  specificato  nella  norma.  Sembra  essere   di
  competenza dell'Ufficio tecnico.
   Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento, nasce dalla consapevolezza di come gli uffici  tecnici
  operano  nell'Isola,  soprattutto nei piccoli  centri.  Il  collega
  Barbagallo - che assieme ad altri è stato primo cittadino -  sa  di
  cosa  parlo.  La  possibilità  cioè di   poter  ricorrere  anche  a
  consulenze  esterne  di provata competenza,  quindi,  ingegneri  ed
  architetti  nei  comuni  che operano da anni,  in  questo  settore,
  significa liberare gli uffici tecnici dal dramma di non potere fare
  fronte alla domanda di interventi che emerge dal territorio:  molto
  spesso  un  ufficio  tecnico è formato da una, due  unità  che  non
  riescono a far fronte neanche al lavoro quotidiano, in questo modo,
  essendo  facoltà dell'ufficio tecnico ricorrere all'apporto esterno
  e  non  obbligatorio,  consentiamo agli uffici  tecnici  di  uscire
  dall'angolo  nel  quale molto spesso si trovano  e  possiamo  anche
  favorire il ricorso alle competenze di professionisti, il cui grido
  di  allarme,  ogni giorno, credo venga rivolto alla politica  e  la
  politica farebbe bene a non lasciarlo cadere nel vuoto.
   Siccome  è  un'opzione, qualora gli uffici  tecnici  non  avessero
  sufficiente risorse umane per poter affrontare la mole  del  lavoro
  richiesto,  credo  che non varia assolutamente il  contenuto  della
  norma, anzi ne facilita un percorso celere.

   FAZIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO, relatore, Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me  ne
  voglia  il  presidente  Musumeci, mi  piace  però  rammentare  che,
  laddove  l'ufficio tecnico non ha le risorse umane sufficienti,  il
  Comune può benissimo, anzi, deve semplicemente dare contezza  della
  delibera   dell'incarico  e  può,  quindi,  conferire  un  incarico
  esterno, poiché comunque, a mio avviso, non è in contrasto  con  la
  norma  ed  è  anche  una  migliore  specificazione  nei  confronti,
  ovviamente,   dei   comuni   e,   implicitamente,   è   anche   una
  sollecitazione  a fare presto, anche nei confronti di  quei  comuni
  che  non  hanno  quella dotazione di risorse umane sufficienti  per
  affrontare un tema, quale appunto l'attività ricognitiva dei centri
  storici,  a  mio  avviso, non essendo in contrasto, la  Commissione
  esprime parere favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA, assessore per i beni culturali e dell'identità siciliana.
  Anche  il  Governo  esprime  parere favorevole  perché  questo,  in
  qualche  modo, può anche agevolare la successiva valutazione  della
  Sovrintendenza  in  sede  di  Conferenza  dei  servizi;  arriva  un
  prodotto   di  miglior  qualità  e,  quindi,  agevola   il   lavoro
  successivo.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ho  alcuna
  difficoltà,  ma  come  ha detto l'onorevole Fazio,  però,  poi,  mi
  meraviglio  che  la Commissione esprima parere favorevole,  già  la
  materia è normata in generale.
   Se  un  comune  non  ha la disponibilità, e  solo  se  non  ha  la
  disponibilità,  può  attingere a risorse  esterne,  quindi,  è  una
  norma,  come  si  dice  in  burocratese, ultronea,  quindi,  perché
  dobbiamo  caricare il processo legislativo di cose  che  non  hanno
  alcun significato se non quello di rendere ancora più complicata la
  norma?  Perché fatta questa norma ci sarà il sindaco del  comune  x
  che  scriverà  all'Assessorato, per dire:  ma questo significa  che
  posso   attingere,   posso  utilizzare .  E   l'Assessorato   dovrà
  rispondere:   guardate che vi dovete comportare come di  fronte  ad
  ogni altra questione che riguarda gli incarichi .
   Lo   dico  perché  capisco  il  senso  ed  il  significato,  anche
  propagandistico che, legittimamente, il presidente Musumeci,  vuole
  inserire con l'emendamento ma non si può modificare quello che  già
  c'è.

   MUSUMECI. Nessuno chiede di modificare, stiamo solo esplicitando

   PANARELLO.   No,  esplicitando no, perché  c'è  già  la  normativa
  generale, non è che può riguardare solo i centri storici,  riguarda
  tutti.

   PRESIDENTE. No, basta onorevole, giustamente l'onorevole Panarello
  ha espresso la sua opinione.
   Con  il parere favorevole del Governo e della Commissione lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli Musumeci ed
  altri. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli Di Giacinto
  ed altri. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  è
  chiaro  che  si  tratta  di  un  emendamento  che  non  può  essere
  ammissibile perché il silenzio-assenso in materia di beni culturali
  e  paesaggio  non si può fermare a livello nazionale. La  legge  n.
  241, che è stata recepita in Sicilia dalla legge n. 5.

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.1 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Fazio.

   FAZIO,  relatore.  Dichiaro di ritirarlo perché si  è  modificato,
  ovviamente, il termine.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.9, a firma degli onorevoli Ruggirello, Sudano ed altri.

   SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.11, a firma dell'onorevole Trizzino ed altri.

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  lo
  manteniamo. Era fondamentalmente un refuso

   CRACOLICI. Che vuol dire  dal deposito  ?

   PRESIDENTE. Lo vuole illustrare?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Il deposito è legato  allo
  studio di dettaglio. Cioè, lo studio di dettaglio viene depositato,
  dopodiché il Consiglio comunale decide e, quindi, vota lo studio di
  dettaglio.

   SUDANO. No.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Come no. Questo è

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  3
  che  prevede  l'approvazione dello studio di  dettaglio  distingue,
  anche per una migliore intelligenza dei colleghi in Aula, due fasi.
   La  prima fase è quella della redazione dello studio di dettaglio.
  Lo studio di dettaglio è un elaborato che viene fatto sulla base di
  una planimetria redatta dall'Ufficio tecnico e sottoposta ai pareri
  preventivi  della  Sovrintendenza e del Genio Civile.  Decorsi  240
  giorni lo studio deve essere redatto.
   Dal  deposito  di  questo studio - e, quindi, per  questo  abbiamo
  presentato l'emendamento 3.11 - decorrono i 180 giorni  in  cui  si
  deve  concludere  il procedimento di approvazione dello  studio  di
  dettaglio  che  vede  coinvolte le  Conferenze  di  servizi  ed  il
  Consiglio comunale anche per le osservazioni.
   Quindi, i 180 giorni con questo emendamento decorrono dal deposito
  dello  studio  di  dettaglio  agli  uffici  comunali  e  non  dalla
  pubblicazione della legge, per distinguere questi due procedimenti.
  E' il frutto del lavoro della Commissione.

   CRACOLICI. Sono due tempi

   BARBAGALLO. 240 giorni prima per la redazione. E, anche da  questo
  punto di vista, approfittiamo della presenza dell'assessore Purpura
  in  Aula,  perché sarebbe bello sollecitare anche le Sovrintendenze
  ad una celere redazione dello studio.
   Si  conclude con il deposito. Dal deposito decorrono i 180  giorni
  in via amministrativa.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.11.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.7, a firma degli onorevoli Ruggirello,
  Sudano ed altri.

   SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.5, a firma degli onorevoli Musumeci ed altri.  Alla procedura  di
  VAS  si  deroga nei casi in cui  gli interventi sono su  patrimonio
  edilizio preesistente .

   IOPPOLO. Dichiaro di ritirarlo.

                           (Brusio in Aula)

   MUSUMECI.  Se si tratta di edilizia già esistente perché  dobbiamo
  aspettare undici mesi la Regione Siciliana per la VAS?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Al di là del fatto che  il
  Testo  Unico  in  materia di Ambiente è competenza nazionale  sulla
  quale  la  Regione  non  ha alcun tipo di ingerenza,  comunque,  se
  leggiamo l'articolo 12 del Testo Unico 152 la disciplina in materia
  di  valutazione ambientale strategica riguarda piani e non studi  o
  programmi. Per cui uno studio di dettaglio relativo ad un  edificio
  non  va sottoposto a VAS, pertanto, questa legge, così come è stato
  tra  l'altro anche chiarito con la Consulta degli Architetti,  alla
  quale  abbiamo posto questo tipo di quesito, non dovrebbe  afferire
  completamente  a questo tipo di analisi di dettaglio.  Per  cui  la
  valutazione ambientale strategica non ha luogo all'interno  di  uno
  studio di dettaglio su degli edifici.

   MUSUMECI. Condividiamo.

   PRESIDENTE. Non c'è bisogno della deroga perché non si applica.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.  Anzi,   si   potrebbe
  ingenerare il dubbio qualora venisse mantenuto questo tipo di

   FAZIO,  relatore.  Se  abroghiamo  l'emendamento  ingeneriamo   il
  dubbio.

   TRIZZINO,   presidente   della  Commissione.   Perché   altrimenti
  creeremmo il dubbio sul nomen iuris che, automaticamente,  verrebbe
  affiancato  al  Piano ma, in realtà, lo studio non  prevede  alcuna
  applicazione della valutazione ambientale strategica.

   MUSUMECI. Mi convince.

   PRESIDENTE.  Allora,  l'emendamento  è  ritirato  sulla  base  del
  chiarimento del Presidente della Commissione che è utile  nel  caso
  in cui gli Assessorati, poi, dovessero essere investiti sotto forma
  di  circolare  o  di  richiesta  di  circolare  perché  la  volontà
  dell'Aula  è  abbastanza  chiara.  La  VAS  non  si  applica   alla
  procedura.
   Si  passa all'emendamento 3.6, a firma degli onorevoli Musumeci ed
  altri.

   BARBAGALLO. È un aggravio della procedura.

   MUSUMECI. È un omaggio alla trasparenza.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Intanto lo scopo è  quello
  di  semplificare.  È  chiaro che, comunque,  ha  ragione  anche  il
  collega  che  l'ha presentato. Però dobbiamo capirci. O  garantiamo
  maggiore  trasparenza che, comunque, viene mantenuta a  prescindere
  perché  chiaramente lo studio è pubblicato, oppure si  allungano  i
  tempi. E' un'opzione sulla quale dobbiamo pronunciarci.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  fare
  presente  che - e questo ragionamento l'abbiamo fatto  in  sede  di
  discussione generale - una delle critiche maggiori che  è  arrivata
  alla   legge   regionale   71/78,  dopo  tanti   anni,   è   quella
  dell'eccessiva procedimentalizzazione dell'iter approvativo.
   Il  motore  che ha spinto prima questa legge e, poi,  l'altra  che
  riguarda  la  riforma del Governo del territorio è  propria  quella
  volta,   da   un  lato  a  snellire  le  procedure  ma  dall'altro,
  Presidente,  soprattutto, quella di dare  ai  comuni  il  ruolo  di
  assoluto dominus della materia urbanistica, cioè il singolo comune,
  l'ente  locale  ha  la  responsabilità,  la  disponibilità   e   la
  titolarità della procedura urbanistica ed edilizia. Facendo salvi i
  pareri,  le  garanzie,  le tutele della Sovrintendenza,  del  Genio
  civile e degli altri pareri obbligatori per legge, però, è un modo,
  ed  è  questo lo spirito della legge, di responsabilizzare gli enti
  locali,   i   comuni  anche  ai  sensi  dell'articolo   114   della
  Costituzione.
   Il  principio  ispiratore, presidente Musumeci,  è  stato  questo.
  Ovviamente,  resta salvo, ancora oggi, l'articolo  58  della  legge
  regionale    71/78   che   prevede   la   possibilità,    comunque,
  dell'Assessorato  territorio  e  ambiente  di  intervenire,   senza
  carenza  di potere, sulle singole richieste di concessione edilizie
  e  sui singoli piani attuativi. Quindi, il potere di controllo,  in
  assoluto, dell'Assessorato, resta sempre; a mio giudizio, caricarlo
  adesso  di  un'ulteriore parte procedimentale senza  la  quale  non
  entra  in  vigore lo strumento urbanistico, lo studio di dettaglio,
  sembra un eccessivo carico procedimentale.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto   la
  Costituzione,  mi  insegna  il collega  Barbagallo,  assegna  piena
  responsabilità agli enti locali ma non deroga i poteri di controllo
  dell'organo  sovraordinato, che in questo caso  è  la  Regione,  in
  materia  di territorio. E, poi, non credo che la legge 71/78  debba
  essere  richiamata, perché gli effetti che ha provocato sono  stati
  devastanti proprio per i lacci e i laccioli che ha sovrapposto,  in
  questi anni, nella politica urbanistica del nostro territorio.
   Questa  norma, questo emendamento, signor Presidente,  colleghi  e
  Assessori,   tende  invece  proprio  a  facilitare  i   tempi,   ad
  accelerarli e ad evitare intralci da parte dell'organo di controllo
  che,  in questo caso, è l'Assessorato competente, perché noi da  un
  lato  diciamo  l'atto deliberativo adottato dal Consiglio  comunale
  venga  trasmesso  per  conoscenza  all'Assessorato  competente,  ma
  l'Assessorato  competente  non  si  illuda  di  potere  scrivere  e
  prendere  tre, quattro, cinque mesi di tempo prima di esprimere  il
  proprio  parere.  Se  entro trenta giorni  non  ha  dato  riscontro
  all'inoltro  della delibera del Consiglio comunale, la delibera  si
  intende   pienamente  efficace,  quindi,  al  contrario,  evitiamo,
  neutralizziamo le tentazioni della Regione, del pachiderma  Regione
  in questo caso, nel caso in cui volesse allungare i tempi.
   Mi pare che stiamo responsabilizzando gli enti locali ma, al tempo
  stesso,  mi  pare anche logico che la Regione abbia una visione  di
  insieme  dell'attività urbanistica e modificativa che  si  sviluppa
  sul territorio.

   FAZIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo che
  l'esperienza   indichi  un   procedimento  completamente   diverso.
  Presidente  Musumeci,  così  come  è  formulato  l'emendamento  non
  esclude,  anzi è pacifico, che l'Assessorato vistosi recapitare  la
  delibera in questione, sistematicamente, anzi in maniera del  tutto
  fondata,  pacifica  e  sicura, farà e formulerà  una  richiesta  di
  chiarimenti.
   Sulla  base della giurisprudenza, non univoca, al riguardo,  basta
  prenderla  a  prestito di quanto accade e per  quanto  riguarda  il
  procedimento di approvazione del PRG. Vorrei ricordare, Presidente,
  che  la stessa legge, approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana,
  prevede che trascorsi 270 giorni dalla delibera di approvazione  da
  parte del PRG, lo stesso produce effetti.
   Bene, lei sa molto bene e meglio di me, quante volte l'Assessorato
  richiede chiarimenti e se questo, e purtroppo la giurisprudenza non
  è univoca al riguardo, produce effetti dilatori per quanto riguarda
  l'approvazione del PRG e, segnatamente, mi riferisco al fatto  che,
  proprio perché si forma il silenzio-assenso, lo stesso comune non è
  in  grado di stabilire giuridicamente se il proprio PRG è valido ed
  è  entrato  in vigore sulla base, ovviamente, dell'atteggiamento  e
  del comportamento.
   Pertanto, ritengo, così come è formulato, poiché lascia ampi spazi
  all'Assessorato la richiesta di chiarimenti, e quindi  di  dilatare
  sine  die  l'entrata  in vigore, ovviamente,  dello  strumento  che
  invece   intendiamo  velocizzare  togliendo  ogni  possibilità   di
  limitazione  in  ordine  all'efficacia, affinché  vengano  date  le
  risposte immediate nei confronti della collettività, a meno che - e
  do un suggerimento al presidente Musumeci - non venga presentato un
  subemendamento  con esclusione della possibilità che  l'Assessorato
  possa  richiedere  chiarimenti. Cioè, vengo a  quello  che  lei  ha
  formulato, al suo intento, al suo obiettivo. Cerchiamo di prevenire
  l'attività di controllo ma ci sono 30 giorni di tempo, e  la  legge
  non consente strategie per potere, in qualche modo, superare questo
  limite  che è un limite perentorio, e che non si può trasformare  a
  piacimento   determinando  un  effetto  negativo   nei   confronti,
  ovviamente, della norma che non entra mai in vigore.
   Le  ricordo,  infatti,  Presidente, che  laddove  è  richiesta  di
  chiarimenti,  purtroppo, la giurisprudenza ritiene che  il  termine
  cominci  a decorrere dai riscontri, e se il comune non lo riscontra
  non  andremo  mai  perché avremmo fatto una norma, sostanzialmente,
  che non troverà mai concreta applicazione.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente solo per
  una  precisazione,  innanzitutto, questa  legge  non  è  una  legge
  urbanistica, è una legge che riguarda il recupero edilizio, quindi,
  andare ad appesantire la qualificazione degli immobili ed i tipi di
  interventi  che  si  possono fare, onestamente,  sappiamo  già  che
  l'Assessorato territorio e ambiente ha un sovraccarico di lavoro  e
  spesso dà risposte dopo anni.
   Quindi,  credo  che  questa legge serva proprio  per  snellire  le
  procedure  e,  in  questo modo, rischiamo, invece, di  appesantirle
  anche se capisco qual è l'intenzione del presidente Musumeci.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che la
  questione  che  pone  il presidente Musumeci è una  questione  che,
  invece,  non può essere ridotta così come è stato un po' detto  nel
  senso  che, è vero il dominus nella modalità di recupero dei propri
  centri  storici è il Comune e l'organo elettivo che è il  Consiglio
  comunale.  Però,  non ci scordiamo che stiamo  parlando  di  luoghi
  anche di pregio, nei quali l'esercizio di un potere eventuale, come
  dire,  di interlocuzione sovraordinata non lo liquiderei. Però,  mi
  pongo  anche un altro problema che i famosi trenta giorni sono  una
  modalità  finta  per la quale chiediamo  Perché trenta  giorni,  lo
  lasci  al  protocollo. Il tempo che arriva all'ufficio  competente,
  sono passati i trenta giorni
   Quindi, è chiaro

   DI MAURO. Parli per lei.

   CRACOLICI.  Io,  nello stesso tempo, capisco che non  è  un  Piano
  urbanistico  e,  quindi,  non può avere una procedura  particolare.
  Laddove   dovessero   esserci   Allora,  o  stabiliamo   un   tempo
  ragionevole, che non può essere trenta giorni.

   MUSUMECI. Presentiamo il subemendamento.

   CRACOLICI. Nel senso che affidare all'Assessorato al territorio  -
  io  mi auguro che per il futuro non sia l'Assessorato al territorio
  ma  sia ad esempio il libero consorzio. Certo, perché penso che  il
  livello di area vasta sia l'organo naturale che si deve fare carico
  delle modalità e della tipologia di intervento.
   Quindi,  così  come stiamo provando a fare per i Pian  regolatori,
  penso  che debba essere l'organo di area vasta l'organo di  tutela,
  se così lo possiamo chiamare, generale di un territorio.
   Potremmo persino prevederlo, oggi, all'organo provinciale se non è
  l'Assessorato  al  territorio,  proprio  perché  avere  un   organo
  sovraordinato che possa, in qualche modo, fare dei rilievi  ma  più
  sulla filologia, adesso ne parleremo all'articolo 4.
   Io  dico  ai colleghi, ma interverrà anche l'onorevole  Di  Mauro,
  sulla  vicenda della demolizione e ricostruzione con modifica delle
  sagome ho fatto un cenno perché rischiamo di ritrovarci - faccio un
  esempio  banale,  per chi conosce - ad avere, di fronte  al  Teatro
  Massimo  di Palermo, una ricostruzione di una sagoma fatta  con  un
  palazzo a specchio, no? Perché modifichi la sagoma.

   TRIZZINO, presidente della Commissione Non è possibile

   CRACOLICI. L'ho detto per paradosso

   TRIZZINO,  presidente della Commissione Ma è su  questo  paradosso
  che i giornali hanno scritto che è una  legge porcata

   CRACOLICI.  No,  no.  Ribadisco che  il  tema  della  tutela,  una
  modalità  di  un  organismo che possa, in qualche  modo,  essere  a
  tutela  della  filologia, soprattutto della continuità urbanistica,
  credo  che  sia  opportuno. Detto ciò, se  il  collega  Musumeci  è
  d'accordo potremmo affidare in 60 giorni questo compito agli organi
  sovra  comunali  che,  oggi,  è  la provincia,  domani,  il  libero
  consorzio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, proprio  sulla  base  di  questa
  considerazione soprassiederei su questo emendamento proprio  perché
  avremo il dibattito aperto sulle..

   CRACOLICI.   Allora  lo  deve  prevedere  per   l'Assessorato   al
  territorio, successivamente, lo può trasferire se non lo si prevede
  qua ..

   PRESIDENTE.  Mi sembra un poco l'atteggiamento dell'Aula nel  giro
  di  10  giorni  che  cambia  impostazione,  siccome  penso  che  la
  filosofia,  anche quella dell'onorevole Musumeci, sia  comunque  di
  mantenere  le  funzioni in capo, chiamiamole come  vogliamo,   alle
  istituzioni  di  area  vasta, precisiamo che abbiamo  un  dibattito
  aperto,  parliamo  di legge Del Rio, domani me  la  invieranno,  la
  trasmetterò  ai  Capigruppo.  Lo abbiamo  letto  sulla  stampa,  in
  Lombardia  hanno  votato la legge sulle province  che  mantiene  le
  funzioni,   anzi,  potenzia  alcune  funzioni  mi  riferisco   alla
  provincia di Sondrio.

   MUSUMECI . Viva la Lombardia

   PRESIDENTE . Questo ci serve proprio perché l'impostazione che  si
  era  data in Commissione era del mantenimento delle funzioni, anzi,
  dare  maggiori  funzioni  ed evitare che  ci  sottraggano  risorse.
  Allora, si passa al subemendamento che così recita:  decorsi  i  30
  giorni   aggiungere  le  seguenti  parole   senza  possibilità   di
  interruzione o sospensione o richiesta di chiarimenti' .

   DI MAURO. La richiesta di chiarimenti non la può fare il Governo?

   PRESIDENTE.  Scusate, torniamo indietro sul ragionamento,  si  era
  detto che non era un Piano regolatore, si era detto...

   DI MAURO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella discussione
  di  questo  disegno  di legge manca l'Assessore per  il  territorio
  perché,  consentitemi di dirlo, basta leggere diversi  passaggi  di
  questo disegno di legge  e ci si rende conto che c'è un riferimento
  chiaro  al  sistema urbanistico di una città. Poco  fa  l'onorevole
  Cracolici faceva un accenno, ne parlerò all'articolo 4, ma  pensare
  che   si    mandino  le  carte  all'Assessorato,  entro  30  giorni
  l'Assessorato non può chiedere nemmeno chiarimenti, vuol  dire  che
  questa norma non  ha alcuna efficacia; gli si manda tanto per dire:
   ti do questa conoscenza , quindi, o si mettono 60 giorni con tutte
  le  procedure  o  si boccia l'emendamento. Diciamo  che  ognuno  fa
  quello che vuole fare

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BARBAGALLO. A mio giudizio ci stiamo incartando su un dettaglio.
   Lo  studio  di dettaglio non è un Piano urbanistico, uno strumento
  urbanistico   attuativo   che  è  di  competenza   dell'Assessorato
  territorio  e  ambiente  tant'è  che  in  Aula,  oggi,  c'è  seduto
  l'Assessore  per i beni culturali; siamo in materia di  tutela  del
  patrimonio storico-architettonico, quindi

   MUSUMECI. Quando lo mandiamo ai beni culturali, cosa cambia?

   BARBAGALLO.  No  cambia  con  riferimento  a  quello  che   diceva
  l'onorevole  Di Mauro che l'Assessorato al territorio  ed  ambiente
  chiamato  in  causa alla fine di un procedimento dove non  c'è  mai
  entrato,  a  mio  giudizio, se si trasmette ai  beni  culturali  il
  problema è il potere che tuteliamo. Che potere stiamo tutelando? Il
  potere  paesistico? Questo è il potere. La bellezza architettonica,
  la  bellezza dei monumenti o l'ordine urbanistico che in un  centro
  storico  a  mio  parere,   non  c'entra  perché  non  è  un   piano
  urbanistico, quindi

   MUSUMECI . Cosa cambia nella sostanza?

   BARBAGALLO.  Cambia  che i rischi a cui fa riferimento  potenziale
  l'onorevole  Di Mauro, a mio giudizio, in uno studio  di  dettaglio
  degli  interventi da fare in un centro storico, non ci sono quindi,
  voglio  dire  l'Assessorato al territorio e ambiente cosa  dovrebbe
  dire  su uno studio di dettaglio che arriva all'Assessorato con  il
  parere favorevole della Sovrintendenza, del Genio civile, approvato
  dal   Consiglio   comunale.  Serve,  come  ha   fatto   riferimento
  l'onorevole   Fazio,   ad  avere  un'organizzazione,   un   assetto
  dell'edilizia privata nei centri storici in Sicilia. Solo a  questo
  servirebbe.  Alla  fine  quindi   il subemendamento  dell'onorevole
  Ioppolo va bene.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   il   subemendamento   3.6.1
  dell'onorevole Ioppolo. La Commissione ha espresso il  suo  parere.
  Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 3.6, così come subemendato.
   Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4.
              Interventi ammessi e modalità di attuazione

   1. Gli interventi ammessi nei centri storici sono i seguenti:

   a)  manutenzione ordinaria degli edifici: è ammessa  su  tutte  le
  tipologie,  mediante comunicazione di inizio attività  accompagnata
  da   relazione   tecnica  asseverata  corredata  da  documentazione
  fotografica  a  firma di un tecnico abilitato, ad  eccezione  degli
  immobili  soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10,  12,  13  del
  Decreto  Legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  per  i  quali  è
  necessario    acquisire   l'autorizzazione   della   Soprintendenza
  competente per territorio;
   b) manutenzione straordinaria degli edifici: è ammessa su tutte le
  tipologie,  mediante comunicazione di inizio attività  accompagnata
  da   relazione   tecnica  asseverata  corredata  da  documentazione
  fotografica  a  firma di un tecnico abilitato  ad  eccezione  degli
  immobili  soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10,  12,  13  del
  Decreto  Legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  per  i  quali  è
  necessario    acquisire   l'autorizzazione   della   Soprintendenza
  competente per territorio;
   c) restauro e risanamento conservativo degli edifici: è ammesso su
  tutte   le   tipologie  qualificate  (b,  c,  d,  e,  f)   mediante
  comunicazione  di inizio attività accompagnata da progetto  redatto
  da  un tecnico qualificato, ad eccezione degli immobili soggetti  a
  vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del Decreto Legislativo  22
  gennaio   2004,   n.  42,  per  i  quali  è  necessario   acquisire
  l'autorizzazione della Soprintendenza competente per territorio;
   d)  ristrutturazione  edilizia: è ammessa su tutto  il  patrimonio
  edilizio non qualificato o parzialmente qualificato (a, b,  h,  i),
  previa  acquisizione  della concessione edilizia.  Sulle  tipologie
  qualificate,  la  ristrutturazione interna non  può  comportare  la
  totale  demolizione dell'edificio, dovendo conservare le principali
  strutture verticali e orizzontali e il carattere tipologico;
   e)  ristrutturazione  edilizia parziale  riguardante  i  prospetti
  ovvero le coperture degli edifici: è ammessa su tutto il patrimonio
  edilizio di base non qualificato o parzialmente qualificato (h, i),
  mediante acquisizione della concessione edilizia;
   f) ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione:
  è  ammessa  su tutto il patrimonio edilizio di base non qualificato
  o  parzialmente qualificato (a, b, h, i), previa acquisizione della
  concessione   edilizia.  Gli  edifici  ricostruiti  hanno   qualità
  architettonica  e  dimensioni, caratteri cromatici,  compositivi  e
  tipologici coerenti con il contesto;
   g)  ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione
  con  modifica  della  sagoma:  è ammessa  su  tutto  il  patrimonio
  edilizio di base non qualificato o parzialmente qualificato (a,  b,
  h, i);
   h) accorpamento di più unità edilizie ovvero di unità immobiliari:
  è  consentito  su  tutto il patrimonio edilizio  di  base  mediante
  comunicazione  di  inizio attività accompagnata  da  una  relazione
  tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato;
   i)   ristrutturazione  urbanistica:  consiste  in  una  sommatoria
  organica di manutenzioni, ristrutturazioni edilizie, accorpamenti e
  demolizioni   per   la  realizzazione  di  nuove  costruzioni.   E'
  consentito   su   contesti   edilizi   fatiscenti,   totalmente   o
  parzialmente disabitati, secondo le previsioni di cui ai commi 2  e
  3 del presente articolo.
   2. Ai fini della realizzazione degli interventi previsti dal comma
  1,  lettera  i, i Comuni delimitano aree di tutela e valorizzazione
  all'interno  dei centri storici ricomprendenti uno o  più  isolati,
  che   presentano   caratteri  di  degrado  edilizio,   urbanistico,
  ambientale,  economico  e  sociale. La suddetta  delimitazione  può
  interessare  anche  aree  aventi i medesimi  caratteri  di  degrado
  adiacenti  al centro storico, purché non prevalenti, in termini  di
  superficie.

   3.  All'interno  delle aree perimetrate di cui  al  comma  2  sono
  ammessi   interventi  volti  alla  tutela  e  alla  valorizzazione,
  attraverso   un  insieme  sistematico  di  opere,  finalizzati   al
  perseguimento dei seguenti obiettivi:

   a)   recupero   edilizio   ed   urbanistico   e   riqualificazione
  architettonica e ambientale del patrimonio edilizio esistente;

   b)  valorizzazione e tutela degli edifici di particolare pregio ed
  interesse storico, architettonico e monumentale;

   c)  riqualificazione  degli  spazi pubblici  e  privati  esistenti
  mediante  il  recupero  e la manutenzione delle  aree  inedificate,
  degradate o sottoutilizzate e l'eliminazione delle opere o  edifici
  incongrui    rispetto   al   contesto   storico-architettonico    e
  paesaggistico;

   d)   riduzione   della   vulnerabilità  sismica   del   patrimonio
  immobiliare pubblico e privato;

   e)  miglioramento dell'accessibilità e della mobilità,  anche  con
  l'attuazione  di  interventi  per  l'abbattimento  delle   barriere
  architettoniche;

   f)  adeguamento dei fabbricati, dei loro impianti  e  dei  servizi
  pubblici,  per  conseguire  adeguati  livelli  di  sicurezza  e  di
  sostenibilità  ambientale, con particolare  riguardo  al  risparmio
  energetico».

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione  della  Commissione  e,  ovviamente,  del   Parlamento
  sull'articolo 4, il comma g), il comma h) e il comma i).
   Il comma g) fa rilevare la possibilità ed è una norma secca, è una
  norma  che  non  ammette  confronti  con  consiglio  comunale,  con
  qualsiasi  altro organismo che possa dare le opportune direttive  o
  le  opportune  autorizzazioni, si possono modificare attraverso  un
  processo che è abbastanza chiaro come è scritto qui, di demolizione
  e  ricostruzione con la modifica della sagoma. Ciò vuole  dire  che
  noi  potremmo  essere nelle condizioni di prendere un  palazzo,  di
  svuotarlo,  trasformare  la sua destinazione,  cambiare  la  sagoma
  esterna e stravolgere il prospetto.
   Onorevole  Cracolici,  vorrei essere ascoltato  dalla  Commissione
  perché  non ho presentato emendamento, signor presidente  della  IV
  Commissione.
   E  quindi svuotare questo palazzo, determinare una modifica  anche
  planimetrica  di  quella che è questa sorta di sagoma,  determinare
  una  livellamento anche di quelli che sono i piani,  saranno  tetti
  alti  cinque  metri, diventano 3 metri e soprattutto  il  prospetto
  esterno.
   Lo  dico  questo perché non c'è dubbio che, trattandosi di  centro
  storico,  c'è  uno schema di una viabilità in cui  c'è  incastonato
  questo  immobile, che ha una sua sempre consistenza e significativa
  presenza  in  quella  porzione di territorio, e una  trasformazione
  così  forte  credo che non possa essere sancita da una  norma  così
  rigida per determinare un mutamento di un immobile.
   La  seconda  considerazione che voglio fare è  anche  relativa  al
  punto h). Il punto h) prevede anche qui l'accorpamento di più unità
  edilizie  che è lasciato praticamente all'arbitrio di una relazione
  tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato.
   Quindi ci troviamo dinnanzi ad un percorso che è lasciato soltanto
  alla    libera    iniziativa,    ovviamente,    del    tecnico    e
  dell'imprenditore.  Credo  che sia una  norma  talmente  veloce  da
  determinare  una  modifica anche di quello che è,  mi  permetto  di
  dire,  un  assetto  di  un territorio che è un  assetto  al  centro
  storico,  cioè  noi  potremmo avere anche  una  serie  di  immobili
  collocati  in  un  lotto  di  terreno nel  centro  storico,  quindi
  dislocarli diversamente con la modifica anche della viabilità e  di
  altre cose.
   Terzo  punto,  che è la lettera I) è sostanzialmente questo  della
  ristrutturazione  urbanistica che consente una sommatoria  organica
  di  manutenzioni e ristrutturazioni edilizie, che  non  sto  qui  a
  rileggere, e che è proprio una norma così diretta che entra a gambe
  tese  e  che  metterà  qualsiasi  ufficio  tecnico  comunale  nelle
  condizioni  di obbedire a logiche che non sono quelle della  tutela
  del  paesaggio o della tutela del sistema urbanistico.  Non  me  ne
  voglia  il  collega  Barbagallo,  ma  basta  leggere  il  comma   4
  dell'articolo  2,  dove  dice si parla  di   recupero  edilizio  ed
  urbanistico   per cui modificare quello che è un  assetto  fino  ad
  oggi conosciuto di un territorio.
   Ora  noi  questa legge la dobbiamo fare ed è certamente una  legge
  importante,  è  una legge di snellimento, ma mi sembra  che  queste
  norme  così  forti determinano un nessun contrappeso in un  sistema
  che  va  a  controllare  queste istanze che vengono  presentate  da
  privati  cittadini che si possono avvalere soltanto da un  tecnico,
  da  un  professionista privato, e determinare un stravolgimento  di
  una   porzione   di  un  territorio  che  fino   ad   oggi,   forse
  eccessivamente abbiamo salvaguardato, ma così facendo  la  lasciamo
  al   libero   arbitrio  dei  cittadini.  Quindi  io  inviterei   la
  Commissione, il Parlamento ad una riflessione, poi se volete votare
  e  continuare  ad  andare  avanti io ho  fatto  il  mio  dovere  di
  rappresentare quanto segue.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente  mi  sa  che   oggi   pomeriggio
  rappresento  il  parlamentare che ha deciso  di  demolire  tutto  e
  tutti.  Io credo che con questi interventi in cui si fa riferimento
  al  paradosso, ci si cita un esempio, poi il rischio  è  la  deriva
  mediatica come è accaduto già qualche mese fa quando la legge venne
  in Aula.
   La  Commissione,  e  mi permetto, con il permesso  del  Presidente
  Trizzino, di intervenire per conto della Commissione e degli  altri
  colleghi,  in  questi  mesi  ha  affrontato  una  attenta  analisi,
  audizioni,  con  confronti serrati, con i sovraintendenti,  con  le
  università,  con  le  associazioni di  categoria,  con  gli  ordini
  professionali,  con  la  consulta degli  architetti,  e  in  questi
  confronti   è  emerso  da  un  lato  il  fronte  importante   della
  sovracatizzazione e dall'altro quelle delle tutele.
   Voglio  ricordare, e non me ne voglia all'onorevole Di Mauro,  che
  nel  resto  di  Italia da Reggio Calabria in su, la  demolizione  e
  ricostruzione con modifica di sagoma è ammessa.  E' ammessa  previo
  parere  della  Sovraintendenza ed è quello che proponiamo  di  fare
  anche  in  Sicilia affinché non ci sia una discriminazione  fra  il
  cittadino di Reggio Calabria e il cittadino di Messina.
   Ovviamente resta salvo che nella demolizione e ricostruzione,  per
  evitare   il   paradosso  a  cui  faceva  riferimento   l'onorevole
  Cracolici,  c'è  il  parere  preventivo della  Sovraintendenza  che
  valuta l'ammissibilità di quel tipo di intervento, se è compatibile
  con  il  paesaggio,  con i beni culturali, e il  parere  del  Genio
  civile  espressamente previsto all'articolo 3, comma 1, che  valuta
  l'ammissibilità  ai  fini  della  staticità  dell'immobile.  Faccio
  presente  che  lo  studio  di dettaglio, prova  essere  ancora  più
  eloquente,  è  frutto di una analisi dettagliata che  fa  l'Ufficio
  tecnico sottoposto a parere della Sovraintendenza dove abbina  alla
  categoria  edilizia, alla tipologia edilizia, palazzo,  palazzetto,
  palazzo  antico,  edificio post bellico, primi  Novecento,  con  la
  categoria  di  intervento, cioè per questo  palazzo  tu  puoi  fare
  restauro,  puoi  fare risanamento, puoi fare solo  la  manutenzione
  ordinaria,  se  ci  sono contesti particolarmente  degradati  e  mi
  rivolgo  al territorio che conosciamo meglio ai catanesi,  come  la
  parte  più  degradata di San Birillo, dove è il caso  di  fare  una
  ristrutturazione urbanistica, dove le case stanno cadendo a  pezzi,
  la  si  impone per far rivivere i centri storici che è l'obiettivo,
  onorevole  Fazio, della legge che ci siamo imposti fin dall'inizio,
  si impone in alcuni casi la ristrutturazione urbanistica.
   Non  c'è  nessuna  speculazione, non  c'è  nessuna  rottura  delle
  regole, c'è soltanto una regola costruttiva ordinata che prevede la
  proposta  dell'Ufficio tecnico, il parere degli organi  preposti  e
  l'intervento edilizio.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   SALVATORE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per un chiarimento soprattutto all'onorevole Barbagallo
  che è particolarmente ferrato sulla materia perché l'ha studiata.
   Sarà   forse   una   mia   interpretazione  sbagliata,   onorevole
  Barbagallo, ma leggendo l'articolo 4, al punto g) dell'articolo  4,
  quando  si parla di  ristrutturazione edilizia mediante demolizione
  e   ricostruzione ,  per  me  significa  che  si  demolisce  e   si
  ricostruisce senza concessione edilizia. E' scritto così.
   E mi riferisco ai punti a) e b). Siccome al punto f) è specificato
  con rilascio di concessione edilizia  qua non è specificato, io  lo
  leggo  in questo modo. Non vorrei che altri lo leggessero in questo
  modo,  anche perché, forse provocheremmo un danno ai comuni  che  è
  quello degli oneri di organizzazione ed altro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  realtà  le
  cose   che   ha  detto  l'onorevole  Barbagallo  non  sono   quelle
  perfettamente scritte nella norma, perché per gli interventi di cui
  alle  lettere g) e h) e aggiungo io i), non c'è nessun parere della
  Sovraintendenza.

   SUDANO. C'è a monte.

   CRACOLICI.  No,  a  monte  è  uno studio,  onorevole  Sudano,  lei
  confonde un parere su un intervento edilizio, da un parere  su  uno
  studio che ha un contesto urbanistico.
   Quindi,  lo studio di cui parliamo all'articolo 3 è uno studio  di
  contesto  che  può essere addirittura parziale, come  l'emendamento
  Fazio  ha  proposto.  E  non c'entra nulla con  il  parere  di  cui
  all'articolo  4,  che agisce sui vincoli laddove ci  sono  o  sulla
  filologia urbanistica laddove è necessario che ci sia.
   Pertanto, la Commissione, sia per il punto g) che per il punto  h)
  e i), aggiunga  il previo parere della Sovraintendenza .

   BARBAGALLO. E' pleonastico.

   CRACOLICI. Non è pleonastico, onorevole Barbagallo, mi  creda  che
  non è pleonastico.
   Sul  tema  della  sagoma, è vero che la norma è  una  norma  anche
  prevista  sulle modifiche nel resto del Paese, ma le  modifiche  in
  quale  contesto  architettonico devono operare?  Io  faccio  sempre
  l'esempio  che  non  vi piacerà, ma siccome in Sicilia  ne  abbiamo
  viste  di cotte e di crude sul piano edilizio di prospetti  che  si
  sono  trasformati  in balconi a specchio o con  il  plexiglass,  in
  tante  parti  della  Sicilia, le modifiche di sagoma,  non  possono
  agire sulla trasformazione dell'insieme.
   Con una battuta dico, io non credo che oggi un comune rilascerebbe
  la  concessione che ha rilasciato a Piazza Politeama, dove  in  una
  Piazza  storica  dell'ottocento  è stato fatto un palazzo  tutto  a
  specchi, per dirne una.
   Allora, questo tema della sagoma è un tema che deve comunque avere
  non  solo  il parere, ma sia coerente con la filologia  urbana  del
  contesto, perché se ognuno fa quello che vuole, quindi il carattere
  della continuità architettonica del contesto, anche per valorizzare
  il  bello e non soltanto l'utile, parliamo dei centri storici,  non
  stiamo parlando dell'edilizia di meno pregio.
   Propongo quindi che sulla questione della sagoma gli interventi di
  modifica  ammessi siano fatti nell'ambito della coerenza filologica
  dell'architettura di contesto.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Cracolici il subemendamento 4.3. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Cracolici  il
  subemendamento 4.4. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Cracolici  il
  subemendamento 4.5. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendato 4.1, dell'onorevole Musumeci.

   MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendato 4.2, degli onorevoli Sudano ed altri.

   SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4 così come emendato.  Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                               «Art. 5.
                      Norme di carattere generale

   1.  I  progetti  di cui all'articolo 4 riguardanti interventi  nei
  centri  storici sono corredati dall'analisi grafica  e  fotografica
  delle unità edilizie interessate, attraverso la quale sia possibile
  valutare  la  tipologia di appartenenza, lo  stato  di  consistenza
  delle unità edilizie interessate e del contesto di appartenenza, la
  presenza   di   elementi  architettonici  tipici,   le   componenti
  strutturali e l'epoca di costruzione presunta.

   2. Gli interventi di cui all'articolo 4 possono essere finalizzati
  all'ottenimento  del risparmio energetico ed alla realizzazione  di
  misure di consolidamento sismico.

   3.  In  tutte  le unità edilizie del centro storico  sono  ammesse
  nuove  destinazioni d'uso compatibili con la qualità architettonica
  e  spaziale degli edifici e con la loro localizzazione nel contesto
  urbano. In particolare è consentito:

   a)   la  destinazione  ad  edilizia  residenziale  pubblica  anche
  mediante localizzazioni di programmi costruttivi;

   b) la destinazione ad edilizia privata;

   c) la destinazione ricettivo/turistica;

   d)  la destinazione a parcheggio interrato, possibilmente in  aree
  tangenti  il  centro storico, fatto salvo il rispetto  dei  vincoli
  archeologici.

   4.  La  valutazione  delle  richieste  riguardanti  interventi  di
  recupero edilizio nei  centri  storici è prioritaria».

   Si  passa all'emendato 5.2, dell'onorevole Di Giacinto. Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendato 5.4, dell'onorevole  Musumeci.  Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendato 5.1, dell'onorevole  Di  Giacinto,  che  è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5, così come emendato.  Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  scusate, mi sono inteso  con  il  presidente
  Trizzino.  Siccome ci sono delle questioni di carattere tecnico  da
  chiarire,  ed ormai la legge è completata, la votazione  finale  la
  faremo  successivamente, dando la possibilità di  presentazione  di
  qualche  emendamento  ai sensi dell'articolo  117  del  Regolamento
  interno. Ripeto, si tratta di questioni di carattere tecnico.
   C'è  una  legge  che  ha una certa importanza. Mi  dicono  votiamo
  adesso. Per essere chiari, noi stasera votiamo pure l'ultima  norma
  che  è  l'articolo  6,  le disposizioni finali  che  riguardano  la
  pubblicazione della legge. La votazione finale la faremo su tutti i
  disegni  di  legge successivamente. C'è l'esigenza di un   117   su
  qualche  cosa.  Diamo la possibilità agli uffici, d'intesa  con  la
  Commissione, informalmente di sentirsi.

   MUSUMECI. Noi siamo d'accordo.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La votazione finale sarà fatta nella prossima seduta.
   Abbiamo,  sostanzialmente, completato il  lavoro  sul  disegno  di
  legge  602  Norme per favorire il recupero del patrimonio  edilizio
  di base dei centri storici .
   Ritengo   che  questa  Assemblea  abbia  fatto  un  buon   lavoro,
  ringraziamo  per la collaborazione, debbo dargli atto,  l'Assessore
  Purpura  che  ha  partecipato sia ai lavori della  Commissione  che
  dell'Aula a dimostrazione che quando il lavoro si vuole fare non ci
  sono problemi politici di sorta che tengano.
   La seduta è rinviata a domani, 2 luglio 2015, alle ore 16.00.

                           (Brusio in Aula)

   È  stato deciso un calendario dei lavori, domani alle ore 13.00  è
  chiuso  il termine per la presentazione degli emendamenti in ordine
  alla   legge  sugli  appalti.  Era  rimasta  aperta  la   questione
  pregiudiziale costituzionalità o meno, domani può essere che si  va
  avanti  col  disegno di legge sulle biobanche e  poi  la  votazione
  finale potrà essere data successivamente anche per quello.

                           (Brusio in Aula)

   Domani  c'è Aula alle ore 16.00. L'Aula, formalmente, in  base  al
  calendario dei lavori è rinviata a domani alle ore 16.00. Se non ci
  sono  osservazioni in contrario domani rimane fermo il termine  per
  la presentazione degli emendamenti e l'Aula per la prosecuzione, il
  voto  finale  anche  di  questa legge, viene  rinviata  a  martedì.
  Tenendo  presente  che  noi 7, 8 e 9, perché  questo  è  l'impegno,
  dobbiamo  concludere  il  ragionamento  sulla  norma  di  carattere
  finanziario di accompagnamento

   CRACOLICI. La chiudiamo martedì

   PRESIDENTE.  Questo ci aiuta, significa che noi  martedì  possiamo
  dare  il voto finale sui tre disegni di legge, questo completato  e
  gli  altri  due. Incardiniamo il disegno di legge che dovrà  uscire
  fuori martedì stesso, quello di natura finanziaria, per completarlo
  mercoledì  e  giovedì,  non oltre, perché ci  siamo  detti  che  la
  trattazione  del disegno di legge sulle province inizierà  no  stop
  dal 16. Rimane così stabilito.
   La  seduta è rinviata a martedì prossimo. Quello sulla finanziaria
  è incardinato e voi continuate il lavoro in Commissione

                           (Brusio in Aula)

   Scusate,  non ho capito. Quello sulla finanziaria è incardinato  e
  di  fatti  voi  continuate il lavoro in Commissione.  Voi  fate  il
  lavoro  in  Commissione, anzi agevola questo, potete proseguire  di
  pomeriggio. Domani non c'è Aula.
   No,  scusate,  mettetevi  d'accordo.  Il  calendario  deve  essere
  definito.  Il calendario della Conferenza dei Capigruppo  prevedeva
  che entro questa settimana
   Sì,  onorevole Oddo, anche quello sulle biobanche.  Se  domani  mi
  viene eccepito, ritengo di no, che manca l'Assessore per la salute,
  significa  che  si  blocca il ragionamento, quindi  bisogna  essere
  condiviso un percorso, scusate sto facendo uno sforzo.
   Abbiamo fatto un buon lavoro stasera perché noi diamo per scontato
  che è tutto normale e prosegua normalmente. Così come è stato detto
  che  il  disegno di legge sugli appalti pubblici, io ho sentito  un
  po'  tutti, per alcuni non presenta problemi perché sarebbero stati
  risolti,  per  altri continuano a sussistere problemi,  per  essere
  chiari.  Dobbiamo fare un lavoro senza forzature, l'ho  evidenziato
  ieri.  Io non ho nessuna difficoltà a lasciare fermo il lavoro  per
  domani.
   Formalmente, in Conferenza dei Capigruppo avevamo stabilito che si
  teneva  Aula fino a giovedì alle ore 16.00 per concludere tutto  il
  ragionamento.   Parlo  chiaramente,  anche  per  chi   ci   ascolta
  all'esterno  sembra che non vogliamo lavorare. C'è  un  disegno  di
  legge che riguarda le biobanche che sta andando avanti, se qualcuno
  dovesse  eccepire  che manca l'Assessore per la salute  sarebbe  un
  problema.  Ritengo di no, francamente. Domani, però, si  svilupperà
  anche  il  dibattito  sulla questione pregiudiziale  costituzionale
  sollevata ieri.
   Ed  allora, rimane fermo che l'Aula si terrà, così come era  stato
  stabilito, domani alle ore 16.00.

                           (Brusio in Aula)

   No,  scusate, io ho detto, per essere chiari perché sembra che  ci
  sia  una  grande confusione, se siamo tutti d'accordo, noi rispetto
  al  calendario  che  era  stato stabilito  rinviamo  alla  prossima
  settimana.  L'onorevole  Cancelleri mi ha manifestato  il  dissenso
  dicendo  continuiamo domani. Bene, io non posso non  prendere  atto
  che  l'Aula  non  è d'accordo. Anche l'onorevole Vinciullo  mi  sta
  dicendo  proseguiamo  domani,  perché  quello  che  fa  fede  è  il
  calendario  dei  lavori stabilito in Conferenza dei Capigruppo.  Se
  tutti  sono  d'accordo può essere rinviato alla prossima settimana.
  Non tutti sono d'accordo, quindi rimane fermo quel calendario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei che fosse chiaro  che  per
  me  non  è il problema se è domani o dopodomani o lunedì o martedì,
  l'Aula lei la può convocare quando vuole. Io ho posto una questione
  alla   Segreteria   Generale  ieri,  che   mi   ha   prodotto   una
  documentazione a corredo della relazione del disegno  di  legge  da
  parte della Segreteria Generale.
   In  quel testo ci sono delle considerazioni molto definite. Vorrei
  sapere  se  la Presidenza per la prima volta introduce un criterio,
  che  un  disegno  di  legge per il quale c'è un giudizio,  che  tra
  l'altro non può che essere ovvio anche perché siamo in presenza  di
  ordinanze   della  Corte  costituzionale,  la  Presidenza   intende
  procedere  o  meno. Perché il problema qui non  è  se  lo  facciamo
  domani, il problema è come agisce la Presidenza in funzione

   PRESIDENTE. No, glielo dico subito così evitiamo equivoci,  perché
  il  gioco  del cerino lo sappiamo fare tutti. Ed allora, io  glielo
  dico con la massima chiarezza, guardi, non mi sottraggo.
   Su  questa norma sugli appalti, la Presidenza già qualche mese  fa
  dichiarò inammissibile per un profilo di incostituzionalità  questa
  norma,   successivamente   la   IV   Commissione   approfondì    il
  ragionamento.
   Ieri, ci eravamo lasciati col dire che, in qualche modo, si doveva
  raccordare l'Assessore competente, cioè l'assessore Pizzo,  con  il
  presidente della IV Commissione. La IV Commissione, in persona  del
  suo  Presidente,  mi riferisce che il problema di  costituzionalità
  sembrerebbe superato e mi adduce e mi richiama pure una  normativa,
  se non erro, di altra Regione a Statuto speciale, la Valle d'Aosta.
   Siccome è incerto, non è che noi possiamo avere certezza su questa
  materia,  c'è una pregiudiziale di costituzionalità sulla quale  si
  può pronunciare l'Aula con la massima chiarezza. Non posso dire io,
  in   questa   sede,  sì  o  no  perché,  rispetto  alla  precedente
  dichiarazione di inammissibilità, sono stati fatti passi in avanti.
  Questo  è  il  dato  fondamentale,  anche  rispetto  alla  sentenza
  prodotta  da  lei.  Questo  mi riferisce  il  Presidente  della  IV
  Commissione  ed io ho ragione di ritenere che sia così,  nel  senso
  che ha fatto l'approfondimento.
   Che  poi  sia corretta l'impostazione data dall'assessore Pizzo  e
  dalla  Commissione  o  sia corretta la questione  pregiudiziale  di
  costituzionalità che ha sollevato lei ieri, francamente, su  questo
  deciderà l'Aula. Né più, né meno.

   CRACOLICI.  La  Presidenza si rimette all'Aula?  Una  domanda.  Io
  voglio sapere se il giudizio dato dalla Segreteria generale, no dal
  Servizio Studi

   PRESIDENTE. No, evitiamo.

   CRACOLICI.  Non  evitiamo, Presidente. Lei  mi  deve  dire  se  la
  procedura prevede che il servizio che

   ODDO. Ha detto che si rimette all'Aula

   CRACOLICI. Scusi, onorevole Oddo

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Oddo, sono stato più che chiaro

   CRACOLICI  io ho capito che lei è stato chiaro, ma lei sta dicendo
  che   un  giudizio  di  inammissibilità  che  era  contenuto  dalla
  Segreteria generale

   PRESIDENTE.   Il   giudizio  di  inammissibilità   riguardava   la
  precedente  norma, è stata rinviata in Commissione ed è  stata,  in
  qualche  modo,  riscritta  e approfondita.  La  Commissione  mi  ha
  evidenziato  che,  insieme  all'Assessorato .non  c'entra   Se  era
  inammissibile, se c'era un problema di incostituzionalità  l'avrei,
  senza ombra di dubbio, stralciato.

   CRACOLICI. Io le chiedo soltanto la gentilezza, domani, di  avere,
  rispetto  a  questa  nuova evoluzione che non  so  quale  sia,  una
  relazione del Servizio Studi che attesti che è superata la  vicenda
  della incostituzionalità della norma.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Cracolici, noi ci dobbiamo intendere
  su un passaggio. E' inutile scaricare sugli uffici della Presidenza
  di questa Assemblea che svolgono in maniera egregia e autorevole il
  loro  lavoro.  Così  come  ritengo che gli uffici  dell'Assessorato
  ritengono di avere superato questa questione.

   CRACOLICI.  Ed  è  una  opinione   Il  mio  datore  di  lavoro   è
  l'Assemblea

   PRESIDENTE.   Posso  dire con la massima chiarezza:  noi  dobbiamo
  evitare  leggi spot  che abbiano effetti boomerang con un'eventuale
  bocciatura. Io gliel'ho detto, l'ho dichiarato ieri proprio. Se  il
  Presidente  della  Commissione  mi  sostiene  che  il  problema   è
  superato,  perché  c'è  il  precedente  della  Valle  d'Aosta,   il
  Presidente  della  Commissione avrà fatto il  suo  lavoro.  E'  una
  Commissione che ha svolto un lavoro tecnico.

   CRACOLICI.  Con  tutto il rispetto, il Presidente  garantisce  gli
  uffici...

   VINCIULLO.  Non  è  che  gli  uffici  possono  stare  accanto   al
  Presidente

   CRACOLICI.   Domani, se non c'è la relazione si porrà un  problema
  fondamentale per l'Assemblea.

   PRESIDENTE.   Allora,   anche  a  tutela  del  lavoro   della   IV
  Commissione perché, ripeto, in caso di impugnativa, poi,  da  parte
  del Governo nazionale

                           (Brusio in Aula)

   Io  farei  che  domani  facciamo  esprimere  il  Presidente  della
  Commissione a nome di tutta la Commissione. Perché, parlando con  i
  componenti della Commissione, ritengono tutti di avere superato  la
  questione  citando norme o altro. Diamo la possibilità agli  uffici
  di  approfondire, però domani si deve svolgere l'Aula,  ma  se  gli
  uffici non sono pronti, si vota martedì.
   Scusate,  ma è un ragionamento corretto questo. Domani formalmente
  siccome  il  Presidente  della  Commissione  insieme  all'Assessore
  ritengono di avere superato la pregiudiziale di costituzionalità  o
  incostituzionalità, domani riferirà. Gli uffici se hanno  il  tempo
  di  approfondire  perché  nessuno praticamente  ha  il  dono  della
  verità.
   Ed  allora.  L'Aula, come stabilito, si terrà regolarmente  domani
  alle ore 16.00.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  per  evidenziare  la  situazione
  gravissima che c'è all'ERSU di Catania dove c'è il posto vacante di
  direttore.   Nonostante  l'Assessorato  regionale  della   pubblica
  istruzione  e  della formazione ha inviato da tempo l'elenco  della
  graduatoria  ancora,  ad oggi, il Consiglio di amministrazione  non
  provvede  adducendo futili motivi e risulta anche  poco  chiaro  il
  motivo  del rinvio siamo già al quarto rinvio e ancora oggi non  si
  procede.
   Ho  fatto anche una interrogazione per sapere se c'è per  caso  un
  direttore facente funzioni che continua a percepire, vorrei  sapere
  come, l'indennità di funzione.
   E'  un  atto  dell'ufficio, io invito  gli  organi  di  Governo  a
  provvedere  con urgenza anche perché omettere un atto  del  proprio
  ufficio in uno Stato di diritto è reato.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, io volevo porre l'attenzione  su  un
  documento  che è stato firmato da tutti i capigruppo  proprio  ieri
  che fa riferimento a un'evenienza molto importante.
   Abbiamo  assistito  nei  giorni  scorsi  alla  presenza   di   una
  rappresentanza  dei 20 mila precari in Sicilia degli  enti  locali,
  precari  storici,  ai quali questo Parlamento ritengo  ed  auspico,
  senz'altro autorevolmente, ma volendo accompagnare questo  percorso
  avviato   ha   voluto   rispondere  con  un   documento   condiviso
  sottoscritto  da  tutti i capigruppo e da sottoporre  ai  segretari
  regionali dei partiti.
   Un  documento che sottolinea la necessità di introdurre, da  parte
  del  legislatore  nazionale, disposizioni  speciale  per  l'accesso
  all'impiego  nella  Regione  siciliana e  negli  enti  territoriali
  ricompresi nella stessa e per il superamento del precariato.
   E'  un  documento  che,  ovviamente, in  questa  sede  non  voglio
  rappresentare  nella  sua interezza, ma rispetto  al  quale  voglio
  comunque  rappresentare  alcuni  punti  a  partire  dall'idea,   ad
  esempio,  di  demandare alla legge regionale  la  disciplina  della
  formazione  dell'utilizzo del ruolo unico regionale ad  esaurimento
  dei   lavoratori  che  non  risultano  collocati  nelle   dotazioni
  organiche entro un anno dal termine del periodo transitorio.
   E'  un  documento  che fa, quindi, riferimento alle  necessità  di
  trasformare  il  rapporto di lavoro da tempo determinato  in  tempo
  indeterminato  per  tutti quei lavoratori  idonei  all'esito  delle
  procedure  selettive svolte nel periodo transitorio che  non  hanno
  trovato collocazione nelle dotazioni organiche degli enti.
   E' un documento, quindi, che intende, finalmente, salvaguardare  i
  livelli  occupazionali  di lavoratori che hanno  prestato  servizio
  nella Pubblica Amministrazione per un quarto di secolo, ovvero  per
  26  anni,  e  che  intende, quindi, prevedere l'utilizzo  senza  la
  soluzione  di continuità dei lavoratori aventi requisiti  di  legge
  nell'ente  presso  il quale prestano servizio  in  deroga  ad  ogni
  divieto o limite prescritto dalle vigenti leggi.
   E'  un  documento rispetto al quale mi sento di voler sottolineare
  che  dopo  20  anni di blocco delle assunzioni negli  enti  locali,
  ormai  questi  operatori si sono resi assolutamente  indispensabili
  rispetto  ai servizi offerti all'interno di quegli uffici. Rispetto
  ai  quali  noi riteniamo quindi si debba giungere alla costituzione
  finalmente  di  un  albo  unico regionale per  i  precari,  con  la
  trasformazione, quindi, di quei contratti in essere da contratti  a
  tempo determinato a contratti a tempo indeterminato.
   Chiediamo,  quindi,  in  quel documento sottoscritto  da  tutti  i
  Capigruppo  in Parlamento che si possa finalmente porre  in  essere
  una deroga regionale delle norme contenute in questo becero decreto
  legge  78  del  19  giugno  2015 che, evidentemente,  impedisce  il
  processo di stabilizzazione.
   Ovviamente,  il  mio Gruppo parlamentare, signor  Presidente,  sta
  spostando la vicenda a Roma. Abbiamo chiesto di intervenire a tutta
  la  deputazione  nazionale di Forza Italia  consegnando  al  nostro
  coordinatore  regionale,  il  senatore  Gibiino  questa  importante
  vertenza,  nell'auspicio  che così possano  fare  anche  gli  altri
  Gruppi parlamentari, nella speranza che si possa davvero porre fine
  a  questo  stillicidio  che  vede  da  oltre  25  anni,  ogni  anno
  puntualmente, a fine anno, al 31 dicembre, questi uomini  e  queste
  donne, con una scadenza in fronte come se fossero degli yogurt.
   Credo che tutta la deputazione regionale ha una responsabilità  in
  questo  senso.  Tutta  la  deputazione  regionale  ha  in  più   la
  responsabilità di spostare la vertenza a Roma.
   Questo  noi  facciamo con il documento che consegniamo,  oltre  al
  coordinatore   regionale  del  mio  Partito   personalmente,   alla
  responsabilità e al buon senso del Parlamento siciliano.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  2
  luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
                 metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
                 848 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Cracolici

             2)  -  Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 .
                 (nn. 488-762/A)  (Seguito)

                Relatore: on. Turano

             3)  -  Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
                 585/A) (Seguito)

                Relatore: on. Oddo

   III   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio
              di base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)

   IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                             GRECO G.  - FIGUCCIA -  DI GIACINTO  -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                   LENTINI - CASCIO S. -   COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

                   La seduta è tolta alle ore 19.53

   (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 9.30 di giovedì,
                            2 luglio 2015)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
    DISEGNO DI LEGGE  NORME PER FAVORIRE IL RECUPERO DEL PATRIMONIO
       EDILIZIO DI BASE DEI CENTRI STORICI.  (602-641-711-732/A)

            Evidenziati in rosso gli emendamenti approvati

                      Testo del disegno di Legge

                               Art. 1.
                          Principi generali

         1. La presente legge persegue le seguenti finalità:

             a)    favorire   la    valorizzazione    e    la
     rivitalizzazione economica e sociale dei centri  storici
     ubicati  nella  Regione, attraverso norme  semplificate,
     anche  con  riferimento alle procedure,  riguardanti  il
     recupero del patrimonio edilizio esistente;

           b)  incentivare la rigenerazione delle aree urbane
     degradate    nelle   caratteristiche    e    peculiarità
     originarie.

         2.  Restano salve le previsioni della pianificazione
     attuativa vigente, alla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  nei centri storici e  nelle  Z.T.O.  A
     nonché  le  previsioni delle varianti generali  relative
     ai  centri  storici, che prevedono l'intervento  diretto
     ai sensi della normativa vigente.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   1.1   Alla   lettera   a),  dopo   le   parole  Musumec
        favorire   la    aggiungere   la   parola i
        tutela .                                   Formica
                                                   Ioppolo
   1.2   Alla   lettera   a),  dopo   le   parole  Ruggire
        riguardante  il recupero del   aggiungere llo
       la parola  relativo .                       Sammart
                                                  ino
                                                   Sudano
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra

   VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
   Approvato
   Approvato con emendamenti
  Non Approvato

                      Testo del disegno di Legge

                               Art. 2.
           Definizione delle tipologie edilizie dei centri
                               storici

                1.  In relazione ai caratteri architettonici,
     dimensionali  e strutturali, le tipologie  edilizie  del
     centro storico si suddividono in:

         a)  edilizia di base non qualificata: unità edilizie
     con  caratteri  dimensionali planimetrici,  originari  o
     modificati,  con  scarsa valenza o  prive  di  caratteri
     architettonici tipici;

         b)  edilizia di base parzialmente qualificata: unità
     edilizie   con   caratteri  dimensionali   planimetrici,
     originari   o  modificati,  e  permanenza  parziale   di
     caratteri   architettonici  tipici,  che  hanno   subito
     alterazioni ovvero addizioni di volumi;

         c)  edilizia   di  base qualificata: unità  edilizie
     con  caratteri  dimensionali planimetrici,  originari  o
     modificati,  e  permanenza,  totale  o  prevalente,  dei
     caratteri architettonici tipici;

         d)    edilizia   di   base   qualificata    speciale
     (palazzetti):  unità edilizie di base  aventi  caratteri
     dimensionali e prospettici che le rendono simili  ad  un
     palazzo  seppure  derivati dalla  sommatoria  di  moduli
     dell'edilizia di base;

         e)   edilizia   monumentale  residenziale   (palazzi
     dell'edilizia     storica):     edifici      monumentali
     residenziali  del  centro storico,  anche  derivanti  da
     operazioni di demolizione di preesistenti tessuti  della
     città  storica,  aventi  i caratteri  monumentali  e  di
     qualità    architettonica   tipici   del   periodo    di
     esecuzione;

         f)  edilizia  monumentale  specialistica:  monumenti
     non    residenziali   (religiosi,   civili,    militari,
     produttivi ecc.);

         g)  edilizia  residenziale moderna non  qualificata:
     edifici   residenziali  sorti  a  partire   dagli   anni
     cinquanta  e sessanta del secolo scorso, ex novo  ovvero
     su  aree  libere,  anche attraverso  la  demolizione  di
     preesistente edilizia;

         h)  edilizia  specialistica moderna non qualificata:
     rappresenta   l'insieme  degli  edifici  a  destinazione
     specialistica  sorta a partire dagli  anni  cinquanta  e
     sessanta del secolo scorso o in sostituzione di  edifici
     preesistenti  o ex novo, aventi caratteri  di  edificato
     contemporaneo, in prevalenza in c.a.;

         i)  altre  o diverse tipologie, non riconducibili  a
     quelle  di  cui  al  presente articolo,  possono  essere
     definite  con le procedure di cui all'articolo 3,  comma
     1.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   2.1   Alla  lettera  b) sopprimere  la  parola  Musumec
        parziale .                                i
                                                   Formica
                                                   Ioppolo
   2.2   Alla  lettera  c) sopprimere  la  parola  Musumec
        prevalente .                              i
                                                   Formica
                                                   Ioppolo

   VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
   Approvato
   Approvato con emendamenti
  Non Approvato

                      Testo del disegno di Legge

                               Art. 3.
                         Studio di dettaglio

         1.  L'appartenenza delle singole unità edilizie alle
     tipologie  di  cui  all'articolo  2  è  individuata,  su
     proposta   dell'UTC  competente,  con  uno  studio   con
     effetti   costitutivi,   composto   da   una   relazione
     esplicativa delle scelte e da una planimetria  in  scala
     non  superiore  1:500, approvato con  deliberazione  del
     consiglio comunale, previo parere reso in conferenza  di
     servizi,  indetta dall'UTC proponente, a cui partecipano
     la   soprintendenza   dei   BB.CC.AA.   competente   per
     territorio,   l'Ufficio   del   Genio   civile,   nonché
     eventuali  enti competenti in materia. La  delibera  del
     consiglio    comunale   di   approvazione   del    sopra
     individuato  studio con effetti costitutivi è  approvata
     entro  e non oltre 180 giorni dalla pubblicazione  della
     presente  legge.  In  mancanza  dell'approvazione  della
     suddetta    delibera,   l'Assessorato   regionale    del
     territorio   e   dell'ambiente,   previa   diffida   con
     assegnazione  di  un  termine  non  superiore  a  trenta
     giorni, dispone l'intervento sostitutivo.

         2.   Il   verbale  della  conferenza   di   servizi,
     unitamente  allo studio di dettaglio, è  pubblicato  per
     30  giorni  all'albo pretorio e nel  sito  internet  del
     Comune per eventuali osservazioni ovvero opposizioni.

         3.  Nel  caso  in  cui  non pervengano  osservazioni
     ovvero  opposizioni,  il  procedimento  di  approvazione
     dello  Studio di dettaglio di cui al comma 1 è  definito
     con  delibera del Consiglio comunale da convocarsi entro
     i successivi trenta giorni.

           4.  Nel  caso in cui, entro i termini  di  cui  al
     comma  2,  pervengano  osservazioni ovvero  opposizioni,
     l'UTC   indice,   entro  quindici  giorni,   un'apposita
     Conferenza  di  servizi che, acquisiti  i  pareri  degli
     enti  competenti, esprime a maggioranza  un parere sulle
     eventuali modifiche allo Studio di dettaglio di  cui  al
     comma  1.  Entro  trenta giorni dalla  trasmissione  del
     suddetto  parere,  il Consiglio comunale,  tenuto  conto
     delle  indicazioni formulate dalla superiore  Conferenza
     di  servizi,  delibera l'approvazione  dello  Studio  di
     dettaglio di cui al comma 1.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   3.8   Al   comma   1,   dopo  le   parole    è  Ruggire
       individuata,  aggiungere  previa  verifica llo
       della  competenza tecnica  in  materia  da  Sammart
       parte   del  personale  dell'UTC  e  della ino
       possibilità  di  costituire  un   apposito  Sudano
       Ufficio   di   Piano,   anche   di    tipo  Anselmo
       consortile   e/o   con  la  partecipazione  Nicotra
       degli  Uffici di Piano delle  ex  Province
       Regionali, .
   3.1   Al  comma  1,  dopo le  parole   di  cui  Trizzin
  0    all'articolo  2 è individuata   aggiungere o
       le  parole  entro 180 giorni dalla data di  Barbaga
       approvazione della presente legge .        llo
                                                   Foti
                                                   Palmeri
   3.1   All'emendamento   3.10   sostituire   le  Fazio
  0.1  parole   180  giorni  con le  parole   240 ed altri
  (ass giorni
  orbi
  to
  dall
  e
  dich
  iara
  zion
  i di
  anal
  ogo
  teno
  re
  dell
  a
  Pres
  iden
  za)
   3.1   Al  comma  1 dopo le parole  su proposta  Ruggire
  2    dell'UTC    competente    aggiungere    le llo
       seguenti   con  l'opportuno coinvolgimento  Sammart
       del    settore    tecnico    professionale ino
       operante  sul territorio, sia  nella  fase  Sudano
       di  studio  e  redazione della planimetria  Anselmo
       con   l'identificazione  delle   tipologie  Nicotra
       edilizie  di  cui  all'art.2,  sia   nella
       conferenza di servizi indetta dall'UTC .
   3.3   Al  comma 1, dopo le parole  su proposta  Musumec
       dell'UTC competente  aggiungere le  parole i
        che  può  avvalersi anche  di  consulenze  Formica
       esterne di provata esperienza .             Ioppolo
   3.4   Al   comma   1  sostituire   le   parole  Musumec
        planimetria  in  scala  non  superiore  a i
       1:500   con  le  parole   planimetria   in  Formica
       scala non superiore a 1:1000 .              Ioppolo
   3.1   Al   comma   1,  dopo  le   parole    in  Di
       materia.   aggiungere  In caso di  mancata Giacinto
       partecipazione degli enti interessati,  si  Dipasqu
       intende formato il silenzio-assenso. .     ale
                                                   Malafar
                                                  ina
   3.2   Al   comma   1  apportare  le   seguenti  Fazio
       modifiche:
          a)   dopo  le  parole   competente  per
            territorio, l'Ufficio del Genio civile,
            nonché  eventuali enti competenti  in
            materia.  Aggiungere le parole  Lo studio
            può essere condotto anche per porzioni di
            territorio comunale ricadenti in zona A
            Centro Storico. ;
       b) dopo le parole  La delibera del
       consiglio comunale di approvazione del
       sopra individuato studio con effetti
       costitutivi  aggiungere le parole  , per
       l'intero centro storico o anche solo per
       porzioni di territorio comunale ricadente
       in zona A, .
   3.9   Al  comma 1, dopo le parole  La delibera  Ruggire
       del  consiglio  comunale di  approvazione  llo
       aggiungere  le  parole   previa   verifica  Sammart
       della   eventuale  incompatibilità   della ino
       maggioranza dei relativi consiglieri .      Sudano
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
   3.1   Al    comma   1,   le   parole     dalla  Trizzin
  1    pubblicazione della presente  legge   sono o
       sostituite  dalle  parole   dal   deposito  Barbaga
       dello stesso .                             llo
                                                   Foti
                                                   Palmeri
   3.7   Al  comma 1, dopo le parole  In mancanza  Ruggire
       della    approvazione    della    suddetta llo
       delibera,   aggiungere le seguenti   o  in  Sammart
       caso  di incompatibilità della maggioranza ino
       dei consiglieri comunali, .                 Sudano
                                                   Anselmo
                                                   Nicotra
   3.5   Aggiungere il seguente comma:             Musumec
          5.  Alla procedura di VAS si deroga nei i
       casi   in  cui  gli  interventi  sono   su  Formica
       patrimonio edilizio preesistente.           Ioppolo
   3.6   All'emendamento      3.6      aggiungere  Musumec
  .1   nell'ultimo   inciso,   dopo   le   parole i      ed
        Decorsi   trenta  giorni    le   seguenti altri
       parole:      senza     possibilità      di
       interruzione  o sospensione per  richiesta
       di chiarimenti .
   3.6   Aggiungere il seguente comma:             Musumec
          6.   E'  fatto  obbligo  a  conclusione i
       della   procedura,   di   trasmettere   la  Formica
       superiore delibera del consiglio  comunale  Ioppolo
       al  competente  Assessorato regionale  del
       Territorio     e    dell'ambiente,     per
       l'attività  di  controllo. Decorsi  trenta
       giorni,  il  parere  si  intende  espresso
       favorevolmente.

                         ¥³´¯¤¥¬¤©³¥  ¯¤© ¥  ¥

                               Art. 4.
             Interventi ammessi e modalità di attuazione

      1.  Gli  interventi  ammessi  nei  centri  storici  sono  i
  seguenti:

      a) manutenzione ordinaria degli edifici: è ammessa su tutte
  le   tipologie,  mediante  comunicazione  di  inizio   attività
  accompagnata  da  relazione  tecnica  asseverata  corredata  da
  documentazione fotografica a firma di un tecnico abilitato,  ad
  eccezione  degli  immobili soggetti a vincolo  ai  sensi  degli
  artt.  10, 12, 13 del Decreto Legislativo 22 gennaio  2004,  n.
  42,  per i quali è necessario acquisire l'autorizzazione  della
  Soprintendenza competente per territorio;
      b)  manutenzione straordinaria degli edifici: è ammessa  su
  tutte  le  tipologie, mediante comunicazione di inizio attività
  accompagnata  da  relazione  tecnica  asseverata  corredata  da
  documentazione fotografica a firma di un tecnico  abilitato  ad
  eccezione  degli  immobili soggetti a vincolo  ai  sensi  degli
  artt.  10, 12, 13 del Decreto Legislativo 22 gennaio  2004,  n.
  42,  per i quali è necessario acquisire l'autorizzazione  della
  Soprintendenza competente per territorio;
      c)  restauro  e risanamento conservativo degli  edifici:  è
  ammesso  su  tutte le tipologie qualificate (b,  c,  d,  e,  f)
  mediante  comunicazione  di  inizio  attività  accompagnata  da
  progetto redatto da un tecnico qualificato, ad eccezione  degli
  immobili soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del
  Decreto  Legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  per  i  quali  è
  necessario   acquisire  l'autorizzazione  della  Soprintendenza
  competente per territorio;
      d)   ristrutturazione  edilizia:  è  ammessa  su  tutto  il
  patrimonio  edilizio non qualificato o parzialmente qualificato
  (a,  b,  h, i), previa acquisizione della concessione edilizia.
  Sulle  tipologie qualificate, la ristrutturazione  interna  non
  può  comportare  la  totale demolizione dell'edificio,  dovendo
  conservare le principali strutture verticali e orizzontali e il
  carattere tipologico;
      e)   ristrutturazione  edilizia  parziale   riguardante   i
  prospetti ovvero le coperture degli edifici: è ammessa su tutto
  il  patrimonio edilizio di base non qualificato o  parzialmente
  qualificato  (h,  i), mediante acquisizione  della  concessione
  edilizia;
      f)   ristrutturazione  edilizia  mediante   demolizione   e
  ricostruzione:  è ammessa  su tutto il patrimonio  edilizio  di
  base  non qualificato o parzialmente qualificato (a, b, h,  i),
  previa  acquisizione  della concessione edilizia.  Gli  edifici
  ricostruiti   hanno   qualità  architettonica   e   dimensioni,
  caratteri cromatici, compositivi e tipologici coerenti  con  il
  contesto;
      g)   ristrutturazione  edilizia  mediante   demolizione   e
  ricostruzione con modifica della sagoma: è ammessa su tutto  il
  patrimonio  edilizio  di  base non qualificato  o  parzialmente
  qualificato (a, b, h, i);
      h)  accorpamento  di  più unità edilizie  ovvero  di  unità
  immobiliari:  è consentito su tutto il patrimonio  edilizio  di
  base mediante comunicazione di inizio attività accompagnata  da
  una relazione tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato;
      i) ristrutturazione urbanistica: consiste in una sommatoria
  organica    di    manutenzioni,   ristrutturazioni    edilizie,
  accorpamenti  e  demolizioni  per  la  realizzazione  di  nuove
  costruzioni.  E'  consentito  su contesti  edilizi  fatiscenti,
  totalmente o parzialmente disabitati, secondo le previsioni  di
  cui ai commi 2 e 3 del presente articolo.

     2.  Ai  fini della realizzazione degli interventi previsti  dal
  comma  1,  lettera  i,  i  Comuni  delimitano  aree  di  tutela  e
  valorizzazione all'interno dei centri storici ricomprendenti uno o
  più   isolati,  che  presentano  caratteri  di  degrado  edilizio,
  urbanistico,   ambientale,  economico  e  sociale.   La   suddetta
  delimitazione  può  interessare  anche  aree  aventi  i   medesimi
  caratteri  di  degrado  adiacenti al centro  storico,  purché  non
  prevalenti, in termini di superficie.

     3.  All'interno delle aree perimetrate di cui al comma  2  sono
  ammessi  interventi  volti  alla  tutela  e  alla  valorizzazione,
  attraverso  un  insieme  sistematico  di  opere,  finalizzati   al
  perseguimento dei seguenti obiettivi:

     a)   recupero   edilizio  ed  urbanistico  e   riqualificazione
  architettonica e ambientale del patrimonio edilizio esistente;

     b)  valorizzazione e tutela degli edifici di particolare pregio
  ed interesse storico, architettonico e monumentale;

     c)  riqualificazione degli spazi pubblici e  privati  esistenti
  mediante  il  recupero e la manutenzione delle  aree  inedificate,
  degradate o sottoutilizzate e l'eliminazione delle opere o edifici
  incongrui   rispetto   al   contesto   storico-architettonico    e
  paesaggistico;

     d)   riduzione  della  vulnerabilità  sismica  del   patrimonio
  immobiliare pubblico e privato;

     e)  miglioramento  dell'accessibilità e della  mobilità,  anche
  con  l'attuazione di interventi per l'abbattimento delle  barriere
  architettoniche;

     f)  adeguamento dei fabbricati, dei loro impianti e dei servizi
  pubblici,  per  conseguire  adeguati livelli  di  sicurezza  e  di
  sostenibilità  ambientale, con particolare riguardo  al  risparmio
  energetico.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   4.1   Al  comma  1, lettera a) dopo le  parole  Musumec
        competente  per  territorio ,  aggiungere i
       le  parole   limitatamente agli interventi  Formica
       che interessano l'esterno dell'edificio .   Ioppolo
   4.2   Al   comma  1,  aggiungere  la  seguente  Ruggire
       lettera:                                   llo
          g  bis)  ristrutturazione  edilizia:  è  Sammart
       ammessa      anche     sulle     tipologie ino
       identificate  all'articolo  2  lettera  c)  Sudano
        edilizia     di     base    qualificata',  Anselmo
       consentendo  su  detti immobili  anche  la  Nicotra
       demolizione  e  la  fedele  ricostruzione,
       salvaguardando l'identità dei  luoghi  con
       il    vincolo   di   riproposizione    dei
       caratteri  architettonici tipici esistenti
       negli edifici.
   4.3   All'art.  4  lettera g) dopo  le  parole  Cracoli
        con  modifica  della  sagoma   aggiungere ci     ed
        coerente con la tipologia dell'intorno    altri
   4.4   All'art.  4, alla lettera g)  aggiungere  Sudano
        previa   acquisizione  della  concessione
       edilizia
   4.5   Per  i punti g), h), i), aggiungere  per  Cracoli
       i   quali   è   necessaria  acquisire   la ci     ed
       preventiva      autorizzazione       della altri
       Soprintendenza competente per territorio

   VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
   Approvato
   Approvato con emendamenti
  Non Approvato

                      Testo del disegno di Legge

                               Art. 5.
                     Norme di carattere generale

         1.  I  progetti  di cui all'articolo  4  riguardanti
     interventi    nei   centri   storici   sono    corredati
     dall'analisi grafica e fotografica delle unità  edilizie
     interessate, attraverso la quale sia possibile  valutare
     la  tipologia  di appartenenza, lo stato di  consistenza
     delle  unità  edilizie interessate  e  del  contesto  di
     appartenenza,  la  presenza di  elementi  architettonici
     tipici,   le   componenti  strutturali  e   l'epoca   di
     costruzione presunta.

         2.  Gli  interventi  di cui all'articolo  4  possono
     essere   finalizzati   all'ottenimento   del   risparmio
     energetico   ed   alla  realizzazione   di   misure   di
     consolidamento sismico.

         3.  In  tutte  le unità edilizie del centro  storico
     sono  ammesse  nuove destinazioni d'uso compatibili  con
     la  qualità  architettonica e spaziale degli  edifici  e
     con  la  loro  localizzazione nel  contesto  urbano.  In
     particolare è consentito:

         a)   la   destinazione   ad  edilizia   residenziale
     pubblica  anche  mediante  localizzazioni  di  programmi
     costruttivi;

         b) la destinazione ad edilizia privata;

         c) la destinazione ricettivo/turistica;

         d)   la   destinazione   a   parcheggio   interrato,
     possibilmente in aree tangenti il centro storico,  fatto
     salvo il rispetto dei vincoli archeologici.

         4.   La   valutazione  delle  richieste  riguardanti
     interventi di recupero edilizio nei  centri   storici  è
     prioritaria.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI
   5.2   Al  comma  3, lettera c) dopo le  parole  Di
        destinazione     ricettivo     turistica  Giacinto
       aggiungere   commerciale  e  di   pubblico  Di
       esercizio .                                pasquale
                                                   Malafar
                                                  ina
   5.4   Al   comma   3,  dopo  la   lettera   d)  Musumec
       aggiungere la seguente:                    i
          e)   la  destinazione  commerciale   di  Formica
       quartiere,  a medie strutture di  vendita,  Ioppolo
       ad  attività  artigianale e  di  terziario
       anche avanzato .
   5.1   Sostituire il comma 4 con il seguente:    Di
             4.   Le   richieste  di  concessioni Giacinto
       riguardanti    interventi   di    recupero  Dipasqu
       edilizio  nei  centri  storici,  come   da ale
       studi di dettaglio, di cui all'articolo  3  Malafar
       della  presente legge, corredati da quanto ina
       previsto  dall'articolo 5  possono  essere
       trasmesse  tramite  il sito  internet  dei
       Comuni  e vanno rilasciate entro 30 giorni
       dalla  presentazione della  richiesta,  in
       caso  contrario  si  intende  formato   il
       silenzio- assenso .

   VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
   Approvato
   Approvato con emendamenti
  Non Approvato

                      Testo del disegno di Legge

                                Art. 6.
                         Disposizioni finali

         1.  La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
     e di farla osservare come legge della Regione.

                       Elenco degli Emendamenti

   Emd   TESTO DELL'EMENDAMENTO                    FIRMATA   ESITO
  N.                                                 RI

   VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
   Approvato
   Approvato con emendamenti
  Non Approvato