Presidenza del Presidente Ardizzone
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Trenitalia
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Governo in ordine al contratto di servizio con
Trenitalia
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo in ordine al contratto di servizio con
Trenitalia.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, Giovanni Pizzo, per riferire sull'argomento.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il contratto di servizio con
Trenitalia in effetti non è stato firmato. E' stato firmato,
preciso, l'accordo d'intesa che precede la sottoscrizione del
contratto di servizio che, presumibilmente, verrà firmato alla fine
del mese di luglio. E di cui verrà data precedentemente
comunicazione.
Con questo accordo d'intesa, con questo contratto-ponte stabiliamo
che è necessario, ai fini della normativa comunitaria, che deve
rimanere un anno in esposizione per le leggi comunitarie. Poi,
successivamente, verrà firmato il contratto di servizio in
prosecuzione di questo contratto-ponte che è regolato in dieci anni
e, possibilmente, rinnovato in altri cinque.
Questo contratto di servizio propone delle dinamiche innovative.
Voi avete già visto che è stato anticipato ciò che avevamo previsto
a dicembre, ossia la linea Palermo-Catania, con 14 nuovi treni. E
propone soprattutto un grosso investimento sia da parte di
Trenitalia, sia da parte della Regione sul materiale rotabile. Si
arriverà a rinnovare l'intero parco di mezzi in circolazione che
non sostituiranno ma integreranno i minuetti già esistenti. I
minuetti verranno più che altro dedicati al trasporto
metropolitano, cioè in prossimità delle città metropolitane o su
alcune linee che hanno un percorso di velocità maggiore. Per
esempio, la Palermo-Agrigento, che verrà velocizzata già nel
contratto di programma delle ferrovie.
Dopo di che, sulle tratte dei treni regionali più veloci, abbiamo
staccato due dinamiche: treni regionali più veloci con meno
fermate, che raggiungeranno i capoluoghi principali e treni di
prossimità, che saranno più lenti ma che riusciranno a raggiungere
per il principio di continuità territoriale tutte le stazioni del
territorio.
Verranno aumentate le tratte ed i collegamenti nelle prossimità
delle città. E' stato fatto un lavoro congiunto dell'Assessorato
con Trenitalia e con tutte le città capoluogo per verificare come
aumentare le tratte di continuità e di prossimità.
In particolare, dopo la fine dei lavori sulla tratta Palermo-Punta
Raisi, verranno rimessi i collegamenti con una cadenza su 17
stazioni di un treno - quindi una metro-ferrovia - ogni 10-15
minuti. Stiamo cercando di arrivare alla soglia di uno ogni 10
minuti.
C'è una revisione totale in questo contratto che poi verrà
esplicata nel contratto di servizio. Posso fornire diverse slide a
coloro che ne vorranno prendere visione, che fa sì che ci sarà una
nuova e più consistente offerta di collegamenti veloci, ma
soprattutto la riduzione degli orari di percorrenza, mediante
acquisto, appunto, anche di mezzi che hanno una maggiore capacità
di accelerazione, perché il problema è che il binario attuale, al
di là poi del contratto integrato di servizio ferroviario con RFI,
ha vari punti di rallentamento.
Già sono stati individuati alcuni lavori di velocizzazione,
soprattutto nelle zone di nodo e di scambio, sto pensando a Xirbi,
Sfero altre zone sulla Palermo-Catania ma anche in altre parti, e
ci sarà bisogno di treni che abbiano una capacità di accelerazione
maggiore per recuperare i tempi morti dei rallentamenti. Infatti,
Trenitalia metterà dei treni denominati da Alstom Jazz, già
comprati da Trenitalia e che nei prossimi mesi, verso la fine di
dicembre, transiteranno sulle tratte che hanno più bisogno e hanno
più capacità di recuperare il tempo disperso nei rallentamenti per
arrivare, per esempio su Catania, dove in questo momento l'orario è
2 ore e 47 minuti, a due ore e 37 minuti.
Ci sarà anche un maggiore confort di viaggio perché i treni jazz
hanno una maggiore capacità non solo di sedute a bordo, ma hanno
anche di carico, per esempio di biciclette, o possibilità di
mettere ristorazione a bordo.
Finora il gradimento dell'utenza addirittura ha avuto un eccesso
di posti di prenotazioni di utenti a bordo. Dal 29 giugno i
minuetti infatti camminano tutti sulla Palermo-Catania raddoppiati,
cioè ci sono due minuetti attaccati per dare il massimo della
possibilità di carico all'utenza.
Nel momento in cui verranno messi i nuovi treni jazz, già in uso
alle Ferrovie dello Stato in altre regioni, la capacità di carico
aumenterà direttamente e non ci sarà bisogno di mettere più due
treni in accoppiata.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, qualcuno
potrà dire che finalmente si è giunti alla firma di questa intesa
per assicurare i servizi minimi essenziali qui in Sicilia che oggi
ci danno dei dati ed una fotografia allarmante. Ma noi abbiamo
qualcosa di ridire.
Nottetempo, in una riunione di Giunta, si approva un documento, si
va a firmare e oggi l'Assessore riferisce, sulla fiducia, sulla
base di allegati che non abbiamo visto. Faccio parte della
Commissione che si occupa di trasporti e non abbiamo avuto il
piacere della condivisione perché tutto andava fatto da sé.
Un uomo solo al comando Ed allora io posso immaginare e dire che
cosa succede nelle altre regioni. Nelle altre regioni c'è un
contratto ponte, poi si fa una gara europea, non un affidamento
diretto a Trenitalia, ma va bene Hanno deciso così, loro. In altre
regioni si concordano diverse intese, sia con il gestore della rete
sugli investimenti e con l'impresa Trenitalia, ma qui non se ne sa
nulla. In altre regioni si fa un piano, un prospetto informativo
della rete, si condivide, si decide. Qua invece - last-minute -,
ancora non siamo pronti, fra quindici giorni avremo la sorpresa, se
si riuscirà, a meno che non si riesca a condividere.
Altre regioni hanno concordato cospicui finanziamenti per le
infrastrutture e per la rete e il parco rotabile, noi ci dobbiamo
fidare degli allegati di cui non siamo in possesso pur essendo
deputati.
Ora, non è un obbligo; state facendo da soli; però è giusto anche
condividere.
In Commissione, quando è stato chiesto di vedere la bozza, c'è
stato risposto - non abbiamo capito se era una battuta, ma
evidentemente era l'affermazione di quello che si intendeva fare -
che la bozza da cui si partiva erano gli orari dei treni.
Onorevole, si colleghi sul sito, guardi l'orario, partiamo da
quelli . Così c'è stato detto. Non è una barzelletta è quello che
succede in Commissione.
L'Assessore Pizzo ha trovato questa vicenda ed ha dato
accelerazione, gli va dato atto. I social sono pieni dei suoi
messaggi, ha girato un pochino, ha fatto qualche conferenza
annunciando che avrebbe fatto un contratto ponte fino al 2019, ora
invece apprendiamo che c'è un contratto ponte mini, giusto il tempo
di fare la pubblicazione sulla Gazzetta europea, che è il minimo
consentito per dare l'affidamento diretto. E vorrei ricordare ai
colleghi che non stiamo parlando di bruscoli, ma parliamo di oltre
110, 115 milioni all'anno e per 10 anni sono un miliardo e rotti di
centinaia di migliaia di euro su cui noi non possiamo neanche dire
mezza parola, consigliare, perché tutto è stato fatto e tutto si ha
intenzione di continuare a fare in maniera così: Uomo solo al
comando
L'Assessore Pizzo ha condotto personalmente la trattativa,
ammettendo anche in Commissione che non ci sono tante
professionalità in Assessorato e quindi da chi è che si fa
consigliare? Da chi è che poi andremo a consegnare in affidamento
diretto il servizio.
Non sappiamo bene se si continuerà come si sta facendo adesso a
non avere controllo, quindi il controllo che fino ad oggi sulle
tratte percorse, sulla verifica se questi treni ci sono, non ci
sono, se ci sono treni che vengono cancellati, sui chilometri
percorsi, non si sa chi è che controllerà.
Poi vedremo gli allegati, quando ce li faranno avere, magari ad
agosto dopo che tutto sarà firmato, questo è quello che
probabilmente ci attende, poi per il passato sui trasporti: allora,
Assessore, ci ha detto più volte che sulla Alcamo - Trapani che è
chiusa dall'inizio del 2013, nel 2014 si titolava 70 milioni di
investimenti. Come è andata a finire? Sulla Caltagirone - Gela,
chiusa a maggio del 2011, come è andata a finire?
Si parla di valorizzare la rete ferroviaria, i collegamenti
intermodali tra aeroporti e ferrovie, eppure a Comiso sabato c'è
stato un sit-in di protesta perché stanno smantellando il binario
cosiddetto morto , cioè quello dove i treni merci o altri treni si
devono mettere da parte per permettere il collegamento. Quindi,
parliamo di investimenti, ma si smantellano le reti esistenti.
Ha parlato con i sindaci dei capoluoghi, ma della metropolitana
leggera di superficie di Ragusa, che ricordiamo essere anche sito
Unesco, non ci sono notizie.
Collegamento Fontana Rossa di Catania: fondi previsti nel
contratto di programma? Solo notizie giornalistiche; aumento della
velocità della circolazione dei treni; ammodernamenti tecnologici
da parte di rete ferroviaria Italiana sulle due dorsali, vedremo
gli allegati - ci dobbiamo fidare - l'Assessore annuisce: guardi,
mi fido tantissimo, non immagini quanto
Dopodiché, nelle altre Regioni, come dicevo, si pianifica. Noi
mettiamo i soldi per fare piani, per prendere consulenti nella
finanziaria, ma già è tutto deciso, quindi ce li possiamo
risparmiare questi soldi Assessore? Che consulenze ci dobbiamo far
fare, se già è tutto deciso?
Affidamento diretto: mentre in Europa si mette in concorrenza
perché esistono altri soggetti Ma va bene, continuiamo così
Assessore, più volte, in più occasioni e lo ha detto anche in
Commissione, e qui c'è anche la Commissione Antimafia che le
dovrebbe fare delle domande. Ha detto - e lo ha anche detto, poi,
in un articolato - che, volendo mettere mano alle concessioni dei
bus, il responsabile della DIA le ha detto simpaticamente Che ti
dobbiamo dare la scorta? .
Noi vorremmo capire se ancora la barzelletta dei treni e degli
autobus che percorrono le stesse tratte si deve perpetrare, se non
è bastato il crollo di un ponte per dimostrarci che, bloccando la
rete viaria, i treni potevano correre. E non ci sono stati
interventi sulla rete, non abbiamo acquistato nuovi treni. Mistero
della fede , adesso si riesce ad arrivare a Palermo in poco meno di
tre ore, invece prima ci volevano sei ore.
Vorremmo capire se, dopo tutto questo lavoro degli allegati,
avremo di nuovo queste spese inutili.
Sulle tariffe, tipologie di servizio, tipologia dei mezzi
impiegati, gli allegati che poi vedremo a cose fatte, stapperemo
una bottiglia per brindare - speriamo non all'ennesimo patatrac -
vorremmo capire - magari gli altri colleghi avranno modo di
approfondire cosa sarà sul trasporto universale, il controllo,
nulla di nulla.
Ora, assessore, se questo è un modo di lavorare, lei pensa di
essere il super eroe che fa tutto da solo, vada avanti così, però
faccia attenzione perché qui l'argomento non è solo il trasporto,
qua si parla dello sviluppo della Sicilia e di una camionata, di un
vagone di soldi di cui non abbiamo contezza e lei si sta assumendo
la responsabilità di fare tutto da solo.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non è
mia abitudine parlare senza avere prima esaminato attentamente
l'argomento.
Però, oggi approfitto della presenza dell'assessore perché si
parlava di Trenitalia e degli investimenti che stanno per arrivare.
Quello che mi preoccupa è un pensiero che nasce un po' sul sentito
dire, nel senso che a proposito dei minuetto si è parlato molto
dell'acquisto tempo fa da parte dell'assessore della legislatura
precedente - non vorrei sbagliare - di un certo numero di minuetti,
di cui non vediamo l'utilizzo in questo momento e sappiamo che
aggiungere un minuetto all'altro per averne due insieme
probabilmente non risolve il problema, che sta invece nella
distribuzione degli orari, cioè un gap troppo vasto tra un orario e
l'altro, fra un treno che parte per Catania, un treno che parte da
Palermo per Catania ci sono due o tre ore e mezzo.
Ma le chiedo di sapere - se lei può - esattamente quanti di questi
treni sono stati acquistati, quanti oggi ne sono messi a servizio
dei cittadini, visto che il problema dell'autostrada si protrarrà
ancora per un po' e diventa necessario un utilizzo migliore di
questo servizio. Servizio che, improvvisamente è diventato
importantissimo, abbiamo scoperto, dopo tanti anni, che anche in
Sicilia si può svegliare in treno e l'importanza di questo.
Entro subito nel merito. Lei diceva poco fa che c'è ancora un
accordo, io non conosco l'accordo che si farà con Trenitalia, però
- e chiedo scusa se sto per dire una sciocchezza ma, ripeto, non ho
avuto modo di vedere nessun documento - si vocifera che facendo la
tratta veloce Catania Palermo pare sia prevista una stazione
snodale all'altezza di Mulinello.
Io mi chiedo che senso ha. Ne parlavo qualche tempo fa con
funzionari dell'assessorato. Se ciò dovesse essere vero mi
stranizza che sia Mulinello quando a Dittaino abbiamo già una
stazione che si trova a due passi da un centro, quello dell'outlet,
dove pare arrivino 2 milioni e 700 mila visitatori l'anno e noi,
nell'entroterra della Sicilia, dove abbiamo pure dei patrimoni
turistici importantissimi che sono da un lato Morgantina con la
Venere al museo e Piazza Armerina, che è sito - come tutti quanti
sapete - dell'Unesco non sappiamo come portarli verso l'interno.
Sarebbe più opportuno valorizzare un presidio già esistente quale
quello della Stazione di Dittaino e, semmai dovessimo investire dei
soldi, andarli ad investire per realizzare una linea che pure c'era
prima che andava verso l'interno e che passava dal Parco di
Floristella, altra attrazione turistica importante per la
tradizione del nostro passato, per la storia delle miniere in
Sicilia, un treno che, quindi, potrebbe portare parte di questi
visitatori - non dico tutti, sarebbe un miracolo - verso l'interno.
Ci sono, quindi, già delle strutture che andrebbero potenziate,
perché in prossimità di realtà economicamente validissime, per cui
se ciò dovesse essere vero, spero che ancora, visto che siamo nella
fase di concertazione con Trenitalia, possiamo intervenire e fare
in modo che questo investimento sia veramente un investimento che
abbia una ricaduta importante per i nostri territori e non sia un
ulteriore spreco di risorse su cui poi dover dibattere per i
prossimi cent'anni.
Chiedo scura se quello che ho detto si base su delle informazioni
non veritiere, ma credo che un approfondimento in tal senso, sia
necessario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Sorbello, Zito e Siragusa.
L'Assemblea ne prende atto.
al contratto di servizio con Trenitalia
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione sulle comunicazioni del Governo
in ordine al contratto di servizio con Trenitalia
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, questo
momento di confronto sul percorso che sta portando al contratto di
servizio tra la Regione siciliana e Trenitalia, io e il mio Gruppo
del Movimento cinque stelle lo riteniamo quasi una tappa
fondamentale e quasi forzata, anche se, probabilmente si pensava
che si potesse bypassare l'Aula, come spesso avviene, per tutta una
serie di altri documenti che vanno e volano per via amministrativa,
ma si comprende bene che, in questo momento, noi stiamo comunque
affrontando un contratto di servizio che, per carità, va fatto;
tutti ravvisiamo l'urgenza di dover fare questo passo importante,
perché finora la Sicilia operava praticamente senza avere la delega
su questa materia, senza averla applicata.
Però c'è sembrato come se fosse questo un tema in corso per volere
comunque passare fuori dalla condivisione con quest'Aula e con chi
rappresenta i cittadini, ma anche con l'esterno.
Personalmente ho appreso della firma di questo contratto di
servizio, dell'intesa che poi chiaramente condurrà a un percorso
molto complesso, un percorso in questo momento che copre dodici
anni per la Regione siciliana, da una notizia di stampa.
Non mi sembra corretto nei confronti del Parlamento, ma nei
confronti dei cittadini tutti, perché non stiamo parlando di
bruscolini, ma stiamo parlando di una spesa globale su dodici anni
che voi attestate, nel vostro protocollo d'intesa, globalmente
superiore ai due miliardi e tre. Per servizi e per la gestione, sul
territorio di tratte ferroviarie, percorsi, treni e servizi sui
treni che interesseranno cinque milioni di cittadini, quindi o
parliamo apertamente o è meglio che ce ne andiamo a casa.
Noi lo speriamo almeno da un anno, è inutile che in questi giorni
si venga a dire che dobbiamo andare a casa, avremmo dovuto già
esserlo
Tanto perché a me piace ragionare nel merito, anche se è un
percorso che si è avviato e si spera per le prossime tappe, di
potere avere maggiore trasparenza da parte di questo Governo e da
parte di questo assessorato, se rimarrete voi chiaramente, mi
chiedo e mi piace fare confronti, perché dai confronti si capiscono
i movimenti: noi abbiamo per esempio per la Regione siciliana, un
contratto con un ponte di due anni e poi altri dieci anni. La
Regione Toscana, per esempio, chiude il contratto a cinque anni. E'
vero che è una lunghezza di periodo di affidamento da sicurezza a
chi compie il servizio, ma è anche vero che è una lunghezza
spropositata, anzi doppia e addirittura sentivo dalle sue parole,
assessore, che si vorrebbe reiterare alle stesse condizioni, e non
permette per esempio di rimodulare l'offerta, di porsi come parti
contraenti sullo stesso piano.
In questo momento sui 190 milioni di investimenti, 100 milioni li
prendiamo dal Piano FSER 2014-2020, 50 milioni sono investimenti,
attualmente in atto per una gara, 40 milioni li mette Trenitalia
per dodici anni, cioè vuol dire, tre milioni e 300 all'anno. In
Toscana 150 milioni per cinque anni, praticamente 30 milioni
all'anno.
Mi fate capire perché la Regione siciliana, si deve sempre calare
le braghe di fronte al monopolista di turno? Perché in questo
contratto di servizio, almeno nell'intesa che andiamo a valutare
come ha detto la mia collega, senza allegati, e quindi chiaramente,
depositiamo in questo momento, anche la richiesta di avere la
condivisione su questo aspetto, praticamente stiamo dicendo a
Trenitalia di fare quello che vuole, tanto il mercato è suo, così
come ha fatto finora. Non sappiamo se ci deve dare puntualità,
internet, servizi a bordo, servizi igienici e tutta una serie di
altre tutele anche di chi viaggia, del pendolare, non sappiamo la
densità, se questa è distribuita maggiormente o meno nelle fasce
dei pendolari, che sono quelle della mattina o quelle della sera.
Oltre a ciò la riduzione dei tempi. Ho potuto avere modo di vedere
qual è la prospettiva per i prossimi cinque anni, dalla proiezione
tra le fermate ed il percorso. Noi abbiamo a fronte di riduzione di
fermate, addirittura, per esempio sulla Messina - Palermo, che
conosco meglio di altre tratte, abbiamo una riduzione di un minuto.
Ma è questa la competitività che vogliamo? E poi non abbiamo, ad
oggi, alcuna intesa per l'ammodernamento della infrastruttura
ferroviaria.
Assessore, Lei parlava precedentemente di una infrastruttura che
ci pone delle condizioni, chiaramente. Il treno va veloce o meno
non soltanto perché è un treno buono ma anche perché i binari sono
buoni.
Ed, allora, per il tragitto che abbiamo a doppio binario, bene.
Per i tragitti che non sono buoni, addirittura abbiamo dei tragitti
non elettrificati, quindi andiamo ancora a diesel, che facciamo, ci
mettiamo dei treni che possono recuperare.
A me sa tanto di toppa messa sul buco. Le persone che viaggiano
vogliono un servizio a fronte di una entrata da sbigliettamento,
perché non dimentichiamoci che all'importo vanno sommati 73 milioni
di euro all'anno, minimo di biglietti venduti perché la gente paga
il biglietto e chiaramente l'incasso lo prende Trenitalia.
Allora, siamo nuovamente sempre nelle condizioni in cui viene il
monopolista, perché ricordiamoci che Trenitalia pur essendo
partecipata al 100 per cento dal Ministero è comunque una impresa
privata, fa quello che vuole, e se ne va a casa per dodici anni,
quindi il bottino è bello chiuso e confezionato. Ma non ci stiamo.
E sinceramente era il caso di rappresentarlo.
Altra nota dolente è l'alta velocità. Non se ne parla. Mi sembra
che noi dobbiamo rimanere sempre nella condizione di Medioevo e
l'asinello di cui si parlava all'indomani del crollo della A19 mi
pare la prospettiva migliore. Nessun impegno neanche, come dire,
profilato per quanto si sa che la competenza non è in capo a questo
assessorato, sul servizio universale.
Ma noi vediamo oggi che nella nuova proposta del trasporto abbiamo
già i regionali presenti sulle tratte che ieri erano
dell'Intercity. Quindi, Trenitalia sta già operando senza che
chiaramente si punti i piedi nelle stanze giuste, senza che noi ce
ne accorgiamo. Se voi ve ne siete accorti vi preghiamo di fare
qualcosa anche perché c'è la mia risoluzione passata con il voto
favorevole dell'assessorato in Commissione Quarta.
La sicurezza, per la parte dei servizi, Trenitalia la deve
tutelare e raffigurare. Gliela vogliamo mettere in capo questa
responsabilità? Perché sappiamo bene quello che succede. Vogliamo
individuare la videosorveglianza? Vogliamo chiedere a Trenitalia di
sborsare qualcosa in più? Oppure dobbiamo sempre calare le braghe?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, colgo
l'occasione per intervenire su questa vicenda per fare alcune
riflessioni.
Se io fossi il Governo nazionale e non avessi le risorse
necessarie o non volessi mettere a disposizione le risorse
necessarie di una Regione, di un territorio, dovrei scervellarmi
per vedere come giustificare, come far passare questo scippo,
questa mia idea, questo mio pensiero. E uno dei motivi che si
potrebbero addurre sarebbe quello di dire: lo facciamo dopo
l'investimento necessario, adesso facciamo quello che possiamo
fare , oppure potrei dire: sapete che facciamo? A fronte del fatto
che in Sicilia siamo ancora fermi per alcune linee e per alcune
tratte a due secoli fa, perché nel secolo scorso già parlavamo di
alta velocità, parlavamo di doppio binario, parlavamo di servizi e
infrastrutture che erano già all'avanguardia in tutte le regioni,
fuorché in Sicilia. Due secoli fa stava iniziando il cammino della
macchina a vapore e quindi non c'era l'elettricità, e noi siamo lì
per molte tratte.
Allora come fare? Il Governo nazionale dice: sapete che facciamo
con la complicità del Governo regionale? Facciamo l'alta velocità
Palermo-Catania . Bellissima, eccezionale
Abbiamo risolto tutti i problemi. Promettiamo una cosa che non si
potrà fare mai per non fare quello che si dovrebbe fare subito. Ma
siccome quello che si dovrebbe fare subito avrebbe bisogno dei
soldi contanti e suonanti messi sul tappeto, pochi, maledetti e
subito, allora è meglio promettere la luna che non accadrà e che
non si vedrà mai e così ho evitato di mettere quello che invece
avrei dovuto mettere subito sul tappeto. E cioè ridare a tante
province di questa terra, Trapani, Caltanissetta, Agrigento, Enna,
Ragusa, Siracusa delle linee ferroviarie, non dico degne del XXII
secolo, degne del secolo appena trascorso, elettrificate, con una
percorrenza media giustificabile e progettare, per esempio, di
completare l'unico doppio binario esistente in questa Regione,
quello della Messina-Palermo. È l'unico doppio binario esistente ed
è l'unica area dove si è dimostrato che, grazie a quel tratto di
doppio binario - e da Messina fino a Patti saranno una quarantina
di chilometri - grazie a quel doppio binario quella zona,
quell'area è già un'area che si può avvicinare come tempi di
percorrenza, come tempi delle corse, facente parte delle aree un
tantino più sviluppate del Paese, col doppio binario. Perché
abbiamo risolto il problema agli studenti, abbiamo risolto il
problema ai pendolari, si sono risolti i problemi della gente
comune che non ha bisogno di prendere la macchina e ogni mezzora,
ogni quaranta minuti ha un treno.
Vorrei capire, Assessore, se nel contratto che avete firmato, che
vi apprestate a firmare se, per esempio, avete previsto di
cominciare a completare il doppio binario, perché non si comincia
un'opera e si lascia a metà dicendo che poi si farà l'alta
velocità, che non si farà mai
Vorrei capire se, finalmente, dopo dieci anni, si sta firmando un
nuovo contratto con RFI e con Ferrovie dello Stato, ma si firmerà
quello con RFI Infrastrutture; vorrei capire se è previsto, se
avete intenzione di prevedere di completare le opere, di completare
il doppio binario, di far sì che da Messina a Palermo o da Messina
a Catania e da Catania a Messina o viceversa, si possa affrontare
questo percorso in tempi ragionevoli e, soprattutto, di evitare che
ci si trovi di fronte, nuovamente ad una cattedrale nel deserto, il
che significa non essere capaci di governare, non essere capaci di
amministrare, la capacità di governo si dimostra nella prospettiva,
altrimenti bastano i semplici funzionari. La prospettiva è quella
di programmazione.
Io suggerisco al Governo di fare in modo che tanta parte della
Sicilia che è ferma all'800, e sono le province che ho elencato
prima, debba avere il minimo indispensabile. Non parlate di fare
alte velocità improbabili e improponibili. Prima che si possa
parlare di alta velocità in questa terra non avendo voluto
realizzare il Ponte sullo Stretto, bisognerebbe fare l'alta
velocità da Napoli fino a Reggio Calabria, poi forse si potrebbe
cominciare a parlare di alta velocità pure in Sicilia, dopo che si
risolve la problematica relativa al Ponte.
Non illudete le persone, ma eliminate i sogni che non sono
realizzabili, prese in giro perfette e cercate di fare e di
programmare quello che, invece, è obbligatorio fare: dare
all'intero territorio regionale un servizio minimo e soprattutto
completare le opere iniziate, e mi riferisco al completamento del
doppio binario della Messina-Palermo, dal tratto che va da Patti
fino a Fiumefreddo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, non ripeterò ovviamente gli interventi
fatti da chi mi ha preceduto, ma mi piace richiamare l'attenzione
di quest'Aula su un aspetto che mi sembra in qualche modo
rilevante.
Il Governo Crocetta si è insediato nel mese di ottobre 2012 e da
allora, per quanto riguarda il contratto di servizio, ci è stato
sistematicamente annunciato che era ovviamente questione di giorni.
In quest'Aula gli assessori che si sono avvicendati ci avevano
garantito e promesso che, nei successivi giorni, sarebbe stato
firmato il contratto di servizio da cui derivava tutta una serie di
investimenti e programmazione in capo alla rete ferroviaria
siciliana.
Ebbene, signori, sono passati due anni e mezzo e adesso
apprendiamo, forse, che siamo in dirittura d'arrivo. Me lo auguro,
lo spero, perché credo che ancora una volta laddove, se non dovesse
essere rispettato il termine da lei indicato, cioè di pervenire in
tempi brevissimi alla sottoscrizione del contratto di servizio,
ancora una volta i siciliani sarebbero stati presi per i fondelli,
così come sono stati presi per i fondelli in tutti questi mesi.
Assessore, chi mi ha preceduto le ha segnalato tutta una serie di
situazioni. A me preme segnalarle, anche se lei ne ha conoscenza,
che dal mese di aprile 2013 è interrotta la tratta Trapani-Palermo,
via Milo. Non esiste in nessuna parte del mondo che venga
interrotta una tratta ferroviaria per una frana e poi non si
intervenga per effettuare il suo ripristino. Nella prima fase era
stato assicurato il servizio di collegamento tramite autobus, poi
neanche quello.
Attualmente, la città di Trapani con quella di Palermo è collegata
esclusivamente per via di Castelvetrano e non più per via Milo.
Questa situazione si trascina. a mio avviso. da parecchio tempo, da
ben due anni, senza che si è profili, al di là ovviamente delle
affermazioni di principio e di buon intendimenti, una iniziativa
concreta per immaginare il collegamento, a mio avviso dovuto, tra
la città di Trapani con quella di Palermo.
Ho ascoltato con molta attenzione addirittura l'iniziativa
interessante di programmazione, di collegare l'aeroporto di Trapani-
Birgi. Vi faccio una domanda: come si collega l'autostrada di
Palermo, tenuto conto che la tratta non esiste, da Trapani via
Milo? Forse, sarebbe opportuno intervenire, e farli entrambi Come
si può immaginare di sviluppare un territorio se, addirittura, non
viene garantita quella mobilità essenziale - perché, mi permetto di
ricordare che la mobilità tramite la rete ferroviaria è una
mobilità essenziale
Come si può immaginare di sviluppare, dal punto di vista
turistico, tutta una serie di siti, interessanti sotto l'aspetto
archeologico e culturale, se, addirittura, non sono neanche
collegati con la rete ferroviaria? Come è possibile che sia passato
tutto questo tempo, affermando solo chiacchiere, senza mai
concretamente porre in essere nessuna iniziativa seria e concreta
per effettuare gli interventi in questione?
Chi vi parla ha formulato la prima interrogazione ed è stato
promotore di tutta una serie di incontri e riunioni presso la IV
Commissione, ma, al di là delle buone affermazioni - affermazioni
di principio - non è scaturito nulla di concreto. Tutti
rimandavano, ovviamente, alla famosa - e ormai diventata araba
fenice - firma del contratto di servizio per potere immaginare una
programmazione concreta.
Mi auguro e spero che lei, Assessore, possa recuperare il tempo
perduto, anche se è un po' difficile ormai recuperarlo e,
soprattutto, che cambi andazzo, che si eviti di prendere per i
fondelli i cittadini siciliani e che, finalmente, si dicano loro
cose serie e concrete.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
non penso di scoprire, sicuramente, l'acqua calda affrontando il
delicatissimo tema della mobilità sul territorio siciliano.
Non è un mistero per nessuno che la nostra rete infrastrutturale,
per quanto riguarda ferrovie e strade, è assolutamente obsoleta
perché non è mai stata ammodernata nel corso degli ultimi 25-30
anni e i guasti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti.
Parliamo di una rete autostradale che non ha avuto manutenzioni.
Parliamo di una rete ferroviaria che è rimasta ferma, forse, al
periodo del post Unità d'Italia. Parliamo di una assenza di
interventi strutturali che sono, ormai, annosi.
Io, caro Assessore, scinderei i problemi in diversi aspetti. Noi
abbiamo bisogno, sicuramente, di un ammodernamento dei collegamenti
su strada ferrata, sulle ferrovie, tra due città. Noi non abbiamo,
di fatto, collegamenti fra due città, fra due realtà: una che
supera il milione e duecentomila abitanti - e mi riferisco a
Palermo e alla provincia di Palermo - e un'altra realtà che è,
grosso modo, equivalente che è Catania con circa un milione di
abitanti.
Io mi chiedo in quale regione di Italia due città, con queste
dimensioni, non siano collegate efficacemente fra di loro? Non è,
sicuramente, colpa sua, Assessore, se le ferrovie non sono state
costruite negli anni passati. Non è, sicuramente, colpa sua se è
mancato un contratto di servizio nel corso degli anni che ci ha
impedito di verificare l'effettivo collegamento, l'effettiva
qualità dei servizi ferroviari. Però, dobbiamo fare tesoro delle
esperienze passate e trarre insegnamento dagli errori che si sono
fatti.
Il suo Assessorato ha, Infrastrutture e Trasporti, una direzione
generale che, di fatto, non ha mai avuto un ruolo ed è stata sempre
- credo che siano parole sue o del suo direttore generale - la
cenerentola dei trasporti , ribaltando completamente quello che è
la necessità minima ed essenziale di una Regione che si vuole
sviluppare e quella di assicurare i collegamenti tra le principali
città e fra le principali città e le altre realtà.
Penso che bisogna cominciare a fare e a ragionare in termini di
sistema, sistema trasporti siciliano, che coinvolga le ferrovie, le
infrastrutture stradali, le linee di autobus e i collegamenti
marittimi.
Sui collegamenti marittimi è inutile stare a spendere altre parole
perché abbiamo seguito tutti quanti il caso della Ustica lines
che, guarda caso, non si è più presentata ad appalti e a garantire
servizi per i quali non ritiene oggi più remunerativo un percorso,
ma questo non può pregiudicare il diritto dei siciliani alla
mobilità, tutt'altro, anzi, forse dovremmo cominciare a pretendere
dei servizi efficienti e di qualità e di livello europeo a costi
europei, non a costi ex siciliani, e sottolineo ex siciliani perché
spero che siano questioni del passato definitivamente chiuse.
Ma accanto a questo, io la voglio invitare seriamente anche a
considerare il regime di monopolio in cui la Sicilia è costretta a
subire servizi vetusti e inadeguati.
Noi ancora oggi per traghettare dalla Sicilia alla Calabria siamo
costretti a fruire di una sola compagnia privata di traghetti,
ancora oggi le ferrovie dello Stato assicurano collegamenti non si
sa bene se saltuari, se ci siano, se non ci siano, o poche corse al
giorno assolutamente insufficienti, noi siamo costretti a portare
le nostre merci - dalla Sicilia partono 700 e sottolineo 700 tir al
giorno - per l'Italia. Siamo costretti a far sostenere alle nostre
ditte, alle nostre imprese produttrici di prodotti agro-alimentari
e dei manufatti siciliani costi non più sostenibili.
Allora, ben venga questo contratto di servizio, ben venga la
garanzia massima possibile ed ottenibile da parte delle ferrovie,
però che sia ben chiaro dobbiamo rompere i monopoli e per rompere i
monopoli, Assessore, dobbiamo mettere in grado le imprese, anche
estere, anche straniere di partecipare attivamente ai trasporti in
Sicilia e lei sa che io mi riferisco all'acquisto anche di
materiale rotabile che le ferrovie, probabilmente, non indicano
come nuovissimo ma con treni che sostanzialmente sono vecchi,
antiquati e riciclati.
E, parlando sempre di ferrovie, lei sa benissimo che dei 4 e passa
miliardi forse stanziati dal Governo nazionale, al momento c'è
disponibile solo una piccola parte se non sbaglio 700 milioni- 800
milioni che sono appena appena sufficienti a fare degli interventi
tampone su queste linee ancora a unico binario e non elettrificate.
La Sicilia ha bisogno del suo impegno, e su questo le diamo il
massimo sostegno e la massima fiducia, ha bisogno del suo impegno
come dell'impegno del Governo nel suo complesso per ammodernare
definitivamente anche con un piano ultra quinquennale purché ci sia
un piano dei trasporti che consenta una buona volta per tutte di
mettere questa Regione, storicamente arretrata anche per la
situazione dei trasporti, al passo con il resto dell'Europa e non
voglio pretendere l'Europa ma quanto meno una qualità decente dei
servizi a vantaggio dei siciliani.
Abbiamo venduto tutti quanti il collegamento Catania-Palermo come
un grande risultato quanto un grande risultato non è perché era un
collegamento che doveva essere fatto già da anni che le ferrovie
dello Stato si mettessero una buona volta in testa che i siciliani
non hanno meno diritto dei lombardi, dei piemontesi, di quelli che
riescono a prendere un treno da Napoli a Milano che li porta su 700
chilometri di strada ferrata in 4 ore e qualcosa. Non pretendo le 4
ore ma, almeno, un tempo di percorrenza accettabile e dignitoso.
Questo è il minino indispensabile. Con treni, materiale rotabile e
su strade che abbiano la dignità di un Paese civile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, la settimana scorsa, in V Commissione noi dovevamo avere
l'audizione dell'Assessore Pizzo per discutere della vertenza dei
lavoratori Ferrotel. Mi scuso con l'Assessore se nel venire in
ritardo lui ha già illustrato questo particolare problema che hanno
i lavoratori Ferrotel.
Perché prendo questo argomento nell'occasione che abbiamo
l'Assessore qui? Perché, signor Presidente, da noi - e io ho
protestato fortemente - l'Assessore invece di essere invitato lui
ci manda il segretario particolare, compreso l'autista. A noi non
manca niente in questa Commissione Essendo una vertenza
delicatissima ho protestato verso il rispetto di quei lavoratori in
quel momento presenti in Commissione.
Signor Presidente, spero che lei dia quelle iniziative affinché
nelle Commissioni vengano gli Assessori. Protesto fortemente in
occasione che lui è qui presente in Aula, non può portare in una
Commissione, in un posto così prestigioso, l'autista e il suo
segretario personale. E' vergognoso
E mi auguro che questa vertenza che sta a cuore a questi 35
lavoratori l'assessore ci porta delle notizie positive. Perché in
un minuto che mi sono allontanato dalla Commissione capivo che
stavano prendendo in giro i lavoratori. Mi auguro che lei, signor
Assessore, che io stimo, ci dia notizie positive in merito, perché
questa farsa non può passare inosservata.
Questo per quanto riguarda il problema della presenza degli
assessori tecnici nelle varie Commissioni. Non so se nelle altre
Commissioni e non sono tutti gli Assessori. Vedo l'Assessore
Purpura e di lui non mi posso lamentare perché è stato sempre
rispettoso del ruolo suo e di quello nostro. E in quella
Commissione, signor Presidente, in questo momento di grave disagio
sociale si discutono problemi importanti così come è importante il
problema del trasporto in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, do per scontato che a partecipare ai
lavori siano o l'Assessore o il Direttore generale. Questo è più
che ovvio.
GRECO GIOVANNI. Questo non avviene, purtroppo. Posso solo
protestare
PRESIDENTE. Se non avviene, deve essere evidenziato in
Commissione.
GRECO GIOVANNI. L'unica soluzione è cambiare gli assessori
tecnici.
PRESIDENTE. Lo sa che non appartiene alla sfera di competenza del
Parlamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, intanto partiamo dalla notizia positiva. Sono deputato
da oltre sei anni e per sei anni di seguito ho sempre ascoltato
assessori e Presidente della Regione che venivano a dirci che il
prossimo mese avremmo firmato l'accordo, il contratto di servizio;
ed invece non era mai accaduto che ciò si concretizzasse.
Mi pare di aver ascoltato con assoluta certezza che l'Assessore ha
enunciato la sua tesi, che è una testi che a questo Parlamento
piace moltissimo, secondo cui avrebbe firmato, ha firmato
l'accordo propedeutico al contratto di servizio e, quindi, entro il
30 luglio, finalmente, questa attesa durata oltre sei anni, si
dovrebbe concretizzare.
Pero, Assessore, se da una parte siamo sicuramente felici che si
possa giungere alla firma di questo contratto di servizio, alcune
cose, dobbiamo dirle e dobbiamo avere risposte certe in maniera
tale che le Ferrovie dello Stato e ciò che rimane in Sicilia delle
Ferrovie dello Stato, non abbiamo a interpretare questo contratto
di servizio come se stesse firmando un accordo quadro con un ex
colonia, perché questo mi sembra di capire da quello che sono le
sensazioni che abbiamo come Parlamento.
Intanto, da quando è cambiato Ministro, purtroppo, devo dire che è
cambiata totalmente, nuovamente l'atteggiamento di Ferrovie dello
Stato RFI Italia nei confronti della Sicilia.
Io vorrei ricordare a questo Parlamento, ai miei colleghi che gli
ultimi interventi seri che le Ferrovie dello Stato hanno fatto in
Sicilia non si chiamavano Ferrovie dello Stato, ma si chiamavano
Regie Ferrovie dello Stato. Sono stati all'indomani dell'Unità
di'Italia fino al periodo fascista gli unici interventi seri che
abbiamo avuto nella nostra Regione.
Dal secondo conflitto mondiale in poi, le Ferrovie dello Stato si
sono dimenticati che anche la Regione Sicilia faceva parte della
Repubblica Italiana, tant'è vero che in questi giorni, amaramente,
dobbiamo costatare come la Catania-Palermo è una tratta ferroviaria
che è ferma agli anni precedente del secondo conflitto mondiale e
di conseguenza, Presidente ed Assessore, la prima cosa che vorremmo
sapere è cosa si intende fare della velocizzazione della Catania-
Palermo, della Palermo-Messina e della Messina-Catania.
E' stato oggetto di lunghi dibattiti in IV Commissione dove il
Presidente Trizzino ha, giustamente, convocato i vertici delle
Ferrovie dello Stato e i vertici delle Ferrovie dello Stato si sono
così sollazzati a dire che di qui al 2022, cioè nei prossimi sette
anni, investiranno oltre cinque miliardi di euro per la
velocizzazione della Catania-Palermo e della Catania-Messina.
Ci hanno spiegato che avrebbero dovuto traforare tutta la montagna
sotto la città di Taormina per fare la seconda linea ferrata, in
maniera tale che vi fosse il raddoppio dei binari; ci hanno
spiegato che hanno pensato di spendere oltre tre miliardi di euro
per la velocizzazione della Catania-Palermo e si sono anche
dilettati a farci vedere una serie di progetti perché non sapevano
ancora se dovevano velocizzare l'attuale tratta che da Catania
attraverso Enna arriva a Caltanissetta e poi da Caltanissetta
arriva a Palermo o se, invece, ritenevano più opportuno traforare i
monti della Sicilia centrale in maniera tale da sboccare
direttamente sul mare e congiungersi con la Messina-Palermo.
Questo, Assessore, però credo che sia compito suo avere una
risposta certa e definitiva prima della firma del contratto di
servizio, altrimenti c'è il rischio che la firma di questo
contratto di servizio anziché rappresentare un momento in cui
finalmente RFI Italia saranno costretti ad investire nella nostra
regione, diventa un motivo per avere qualche contributo da parte
della Regione, approfittare possibilmente delle risorse che la
Comunità europea darà ancora una volta alla Sicilia per l'ultimo
settennio e poi, possibilmente, trasferire altrove le risorse che
hanno avuto per ammodernare la tratta ferroviaria siciliana.
Perché, veda Assessore, per anni anche i governi che si sono
succeduti negli anni, i governi precedenti a questo, hanno tutti
commesso un errore gravissimo, insopportabile, cioè quello di
pensare che le Ferrovie in Sicilia fossero morte e che non c'era
più bisogno del sistema ferrato perché era stato sostituito dal
gommato, cosa che ha dimostrato non essere vero, perché basta che è
crollato un pilone dell'autostrada Palermo-Catania e il sistema
infrastrutturale della Sicilia è crollato, è venuto meno con
difficoltà enormi e in cui, per essere chiari, i nostri porti che
già in periodo greco, in periodo romano, in periodo precedente
addirittura all'età della venuta dei greci, venivano utilizzati in
maniera intelligente e parsimoniosa, questo sistema è crollato.
Per cui Augusta è una realtà isolata dal mondo, il porto di
Catania la stessa cosa, stessa cosa dicasi di Messina, Milazzo,
Termini Imerese, Augusta, c'è un errore imperdonabile che la
politica e ci possiamo spingere fino alla provincia di Trapani,
perché vedo che il collega Fazio e il collega Turano mi guardano
male, è un errore imperdonabile quello che è stato commesso dalla
classe politica precedente quello di sottovalutare la possibilità
del trasporto su ferro e di pensare esclusivamente al trasporto su
gomma.
Di conseguenza, Assessore, la prima cosa che chiediamo è avere
certezza assoluta sulla velocizzazione della Catania-Palermo, sul
completamento del raddoppio della Messina-Palermo e sul
completamento del raddoppio della Messina-Catania.
A ciò si aggiunge il problema dei problemi, cioè questa continuità
territoriale con il resto dell'Italia che era stata una garanzia
certa del governo Letta, prima del governo Renzi, quando il
Ministro delle Infrastrutture era sempre Lupi che discuteva e
dialogava con la regione Sicilia, adesso continua ad essere una
certezza la continuità territoriale oppure la continuità
territoriale non esisterà più e quindi ci sarà l'interruzione di
questa continuità sullo stretto di Messina?
Erano stati immaginati una serie di percorsi che avrebbero
favorito la possibilità durante la giornata di scendere a Messina e
poi con un passaggio assistito arrivare fino a Reggio Calabria, al
di là dello Stretto.
Ciò verrà garantito? I treni notturni che in un accordo raggiunto
al Ministero delle Infrastrutture erano stati assicurati
dall'allora Ministro, ci saranno ancora? Oppure anche di notte
bisognerà scendere a Reggio Calabria o a Messina per poter
traghettare da e per la Sicilia?
Il problema della continuità territoriale credo che sia un
problema di fondamentale importanza, anche perché legato - per
essere chiaro - alla salvaguardia di oltre 380 posti di lavoro che
nel caso in cui verrà meno la continuità territoriale verrano persi
nella città di Messina.
E accanto, quindi, ai due grandi problemi: quella della continuità
territoriale con il resto del Paese e della velocizzazione della
Catani-Palermo-Messina, c'è il problema legato ad una serie di
infrastrutture locali.
Poco fa l'onorevole Fazio giustamente parlava della sua provincia,
mi sia consentito parlare della mia. Le ferrovie dello Stato hanno
appaltato in questi ultimi giorni la velocizzazione, non tutta, al
dire il vero, della Augusta-Bicocca, ma dello snodo di Bicocca cosa
si vuole fare?
Ma anche la velocizzazione della Siracusa-Augusta, perché vedete,
si può mai pensare di velocizzare la Augusta-Catania e di non
velocizzare il tratto che da Augusta arriva fino a Siracusa?
Quando Augusta è porto AB fondamentale per lo sviluppo del
Mediterraneo, Siracusa è il porto turistico più importante della
Sicilia e non c'è la velocizzazione del tratto che da Augusta porta
verso la città di Siracusa.
E sempre nella città di Siracusa, dove negli anni sono stati
realizzati due mostri: uno alla stazione di Testa e l'altra la
Platea di lavaggio, dove è stata distrutta totalmente una zona
contrada Pantanelli che era una zona di vasta produzione di
ortaggi, che è stata bonificata durante il fascismo, che èp stata
l'estrema difesa della città di Siracusa quando gli ateniesi
pensarono di occupare la nostra città, bene Questa zona vastissima
è stata devastata, è stata cementificata e la causa dei continui
allagamenti che abbiamo nella nostra provincia oggi, dopo
investimenti per 50 miliardi delle vecchie lire, realizzati negli
anni '90, cosa vuole fare RF Italia? La platea di Lavaggio verrà
chiusa, gli operai non verranno più garantiti, la stazione di Testa
verrà anch'essa chiusa come sembra essere l'orientamento di RF
Italia.
Perché, assessore, su queste cose bisogna insistere. Quando dalla
stazione di Siracusa partiranno solo sei treni in una giornata, ma
chi vuole che prende più il treno verso Catania o verso Messina,
perché la politica delle Ferrovie dello Stato in questi anni è di
aver sempre meno servizi in maniera che la gente sia costretta a
non prendere più il treno ed a prendere la macchina, l'autobus,
l'autostop, tutto tranne il treno e si può dire che, siccome non
v'era la linea, la tratta bisognava necessariamente dismetterla.
Queste cose, assessore, o le chiariamo adesso oppure, dopo che
abbiamo firmato il contratto di servizio, ci troveremo a dover
contestare ciò che è stato fatto.
L'altro problema importante riguarda il famoso trenino del
barocco, questo treno che avrebbe dovuto mettere in contatto tutto
il sud-est che, partendo da Siracusa, attraverso Noto, arrivava a
Modica, a Ragusa, su una linea ferrata tortuosa che era stata anche
questa voluta durante il fascismo e che era stata per qualche anno
un punto di riferimento delle Ferrovie dello Stato che ora hanno
dimenticato.
Pensate, assessore e Presidente Ardizzone - le sembrerà
sicuramente strano - ancora lì i mezzi vanno avanti a gasolio, non
è avvenuta l'elettrificazione di questa tratta, è come se ci
trovassimo in Somalia, per essere chiari, ecco perché poco fa ho
parlato del fatto che le Ferrovie dello Stato hanno pensato che la
Sicilia non fosse territorio nazionale ma un ex colonia che, di
tanto in tanto, bisognava accontentare.
Per non parlare poi, assessore, dei vagoni e delle macchine che
sono messe a disposizione.
Le macchine che vengono dismesse nel Nord Italia vengono
utilizzate in Sicilia, le macchine ed i vagoni che sono state
acquistate con i finanziamenti della Regione Sicilia - e concludo,
Presidente - vengono vergognosamente portate nel nord del Paese.
Per cui, ripeto, se da una parte siamo contenti che finalmente sta
per firmarsi questo contratto di servizio, dall'altra parte,
assessore, la invitiamo a verificare che questo contratto di
servizio non si trasformi nell'ennesimo scippo nei confronti della
Sicilia.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
qualche minuto desidero richiamare l'attenzione soprattutto
dell'assessore Pizzo, al quale vanno concesse tutte le attenuanti
per essere alla guida di questo importante assessorato soltanto da
qualche settimana.
Eppure è vero che da quando si è insediato il Governo Crocetta -
che mi auguro, e molti si augurano, possa essere all'ultima
stagione della sua esperienza, di governo naturalmente - mai questo
Parlamento risulta essere stato pienamente coinvolto in un
confronto, in un dibattito serio sulla politica dei trasporti
nell'Isola.
Io credo che l'iniziativa dell'assessore Pizzo, assessore per le
infrastrutture ed i trasporti, di relazionare in Aula sul contratto
di servizio con Trenitalia - peraltro anche su sollecitazione di
qualche collega deputato con attività ispettiva - abbia offerto,
come sta offrendo l'opportunità a molti colleghi di poter parlare,
di poter proporre, di poter criticare.
Io, assessore, apprezzo all'agrodolce questa sua iniziativa, se mi
consente.
Lei sa che io ho sempre guardato con interesse al suo dinamismo,
uomo del fare lei ama definirsi e non ho nessuna difficoltà a
credere sia così.
Però, le chiedo: Non le sembra che questo modo di procedere abbia
potuto determinare un deficit di partecipazione delle forze
parlamentari? .
Non crede che l'avere agito senza un preventivo confronto con il
Parlamento, possa avere determinato una mancanza, non dico di
rispetto, ma certamente, di verifica, di visioni magari diverse e
persino contrastanti che questo Parlamento avrebbe potuto
manifestarle e rassegnarle?
Mi auguro che il contratto che lei si appresta a perfezionare
possa essere vantaggioso per la Sicilia, per la Regione, per gli
utenti soprattutto; noi avremmo voluto conoscerne i particolari, i
dettagli, credo che il Parlamento avrebbe anche il diritto di
accedere a questo patrimonio di conoscenze e il Governo avrebbe
dovuto avvertire il dovere, di assecondare e condividere questa
esigenza.
Tuttavia, per pochi minuti, mi permetto di richiamare alcuni
concetti, signor assessore.
In Sicilia, mi chiedo, abbiamo ancora un piano regionale dei
trasporti, ero ancora presidente della provincia, quando si parlò
della firma di un piano dei trasporti in Sicilia, credo nel 2001 o
nel 2002, da allora ad oggi, il piano dei trasporti è stato mai
aggiornato? E' stata mai concepita una politica della intermodalità
che metta assieme a seconda delle vocazioni e della
infrastrutturazione del territorio, i collegamenti con le isole
minori? I collegamenti marittimi in generale? La rete ferroviaria,
le autolinee? Tutto questo è stato fatto in questo decennio?
Lo chiedo a lei, assessore, perché se il piano regionale dei
trasporti è ancora quello deliberato un decennio fa, credo che lei
possa condividere con me l'esigenza, di dovere davvero aprire un
grande confronto con il Parlamento, noi abbiamo bisogno di sapere,
per esempio, quale politica innovativa la regione intende
promuovere nei collegamenti con le isole minori.
Qualche collega che mi ha preceduto ha parlato del larvato e non
tanto larvato, tentativo di monopolizzare alcuni servizi e alcuni
collegamenti.
Credo che abbiamo bisogno di aprirci ai mercati internazionali,
abbiamo bisogno innanzitutto di interpellare la imprenditoria
locale.
Le faccio un esempio: per ragioni che voglio augurarmi non siano
di origine dolosa, negli ultimi trent'anni, quarant'anni la
politica dei trasporti in Sicilia ha voluto penalizzare i trasporti
ferroviari, questo è sotto gli occhi di tutti.
Sono figlio di un autoferrotranviere, quindi sono legato alle
famiglie delle autolinee, nel senso che sono cresciuto in questo
mondo, da bambino, però è fuor di dubbio che si sia determinato una
sorta di oligopolio nel trasporto sul gommato in Sicilia, che ha
funzionato, con i servizi che ha ritenuto di dover funzionare
perché non c'era alternativa con i servizi dei trasporti
ferroviari, ora che il ponte il miracoloso pilone del ponte Himera,
miracoloso, santo ponte, ceduto, direbbe qualcuno, ha rivelato che
Catania - Palermo, non si fa in quattro ore ma si può fare in due
ore e 40 minuti - io sono fra quelli per esempio che raggiungono la
città capoluogo con il treno - , lei si è posto il danno che
subiscono le aziende di autolinee?
E se subiscono un danno, non ha la regione il diritto e il dovere
di proporre una soluzione alternativa, per dire per esempio agli
imprenditori sul trasporto del gommato: se siete capaci, se avete
intraprendenza, organizzatevi, per offrire una alternativa
competitiva in termini di trasporti ferroviari .
Faccio un esempio. Ho il diritto di chiedermi quanto paga la
Regione ad ogni chilometro a Trenitalia e quanto paga ad ogni
chilometro alle ditte autolinee?
Ho il diritto di chiedermi che fine fa l'Azienda siciliana
trasporti, azienda partecipata dalla Regione, quali sono le
prospettive a breve, a media, a lunga scadenza? Cosa vogliono fare
i soci privati che partecipano da azionisti alla gestione della
Azienda siciliana trasporti i cui disservizi cogliamo ogni giorno
dalle pagine delle province siciliane? Così alla luce del sole non
abbiamo . Io posso dire di essere, forse tra i pochi politici in
Sicilia che non hanno mai chiesto un posto di bigliettaio o di
autista alle aziende di autolinee. Mai. E lo dico, non con
orgoglio, ma con assoluta serenità perché non essendo iscritto nel
libro paga di nessuno posso parlare con assoluta autonomia.
Ma sono problemi che questo Parlamento si deve porre - santo cielo
-.
Di fronte a tutto questo, signor assessore, ho il diritto di
chiedermi perché da quattro anni una tratta ferroviaria importante
come la Catania - Caltagirone - Gela rimane mutilata per il crollo
di un ponte in territorio di Niscemi e ancora non si ha notizie
neanche di un progetto di massima per la ricostruzione del ponte e
il ripristino di quella tratta che mette in contatto il versante
Ionio con il Canale di Sicilia? Parliamo di Gela, parliamo di uno
dei più importanti poli petrolchimici d'Europa.
Non esiste neanche uno straccio di progetto di massima.
Abbiamo il diritto di chiederci per quale santa ragione non si
conoscono le fasi, i vari step del processo per verificare la
stabilità dell'altra carreggiata sull'autostrada, parlo di quella
in direzione Palermo, che se incolume, se efficiente, se non
pregiudicata potrebbe intanto rappresentare una utile e valida
alternativa seppure con il doppio senso alternato piuttosto che
condannare migliaia di automobilisti a quell'inesorabile calvario
che fatto una volta diventa persino piacevole perché incantevoli
sono le Madonie. Ma fatto due, tre, quattro volte alla settimana
diventa, dal mio punto di vista, davvero una fatica.
Ecco, sono le domande, signor assessore, e concludo signor
Presidente dell'Assemblea, che alla luce delle sue comunicazioni ad
apertura di questa seduta mi consentono di potere porre una serie
di questioni alle quali io sono certo Lei non resterà insensibile.
Insomma, signor Presidente, conoscendo la Sua sensibilità, se Lei
pensasse, d'accordo con il Governo, di dedicare una, due sedute
alla politica dei trasporti nell'Isola in questa Aula, e non
soltanto all'interno della Commissione come qualche volta è stato
fatto, io non ne faccio parte, il mio Gruppo neppure e, però,
grande rispetto per il lavoro della Commissione.
Ma visto che in tre anni di Governo Crocetta non abbiamo mai
seriamente e concretamente parlato di politica dei trasporti, non
sarebbe utile se Lei d'intesa con i Capigruppo potesse
calendarizzare una, due sedute, credo che il Governo non avrebbe
difficoltà, e capire per esempio perché il Piano regionale dei
trasporti dopo dieci anni non viene ancora portato all'attenzione
delle forze parlamentari e raccogliere proposte, e raccogliere
suggerimenti, e stimolare le ditte che operano nei trasporti in
Sicilia e non soltanto quelle delle autolinee?
Questa è l'occasione che Lei stasera mi ha offerto, signor
assessore, nella speranza che il mio invito possa essere raccolto -
ne sono certo - perché io credo che abbiamo il dovere di dare
risposte concrete a tanta gente che sulla mobilità delle persone e
sulla mobilità delle merci sa potersi giocare una tappa importante
dello sviluppo di questa Terra. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, mi dà spunto per evidenziare che è
necessario ed opportuno fare un incontro sia sulla questione dei
trasporti ma anche sullo stato dell'arte dei finanziamenti
comunitari.
Quindi, è un modo per ripartire in quest'Aula con argomenti che
con la presenza degli Assessori, mi auguro, possano fare il punto
della situazione dove siamo e soprattutto dare la spinta
propositiva al Governo di agire sulla base delle indicazioni che
potranno uscire fuori dall'Aula.
Se l'Assessore ritiene di intervenire, perché c'è stato un
dibattito sulla sua comunicazione abbastanza articolato e penso
autorevole, positivo e propositivo.
PIZZO, Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie
Signor Presidente, ringrazio l'Aula perché in effetti evidentemente
il tema non solo era caldo per i fatti della A19, ma è un tema che
non trova apertura, riflessione, respiro da molto tempo. Da molto
tempo in quest'Isola e da molto tempo nelle Istituzioni che la
rappresentano. E accetto con sincerità le critiche o i suggerimenti
proposti da quest'Aula. Il primo è la dinamica della condivisione.
Io frequento spesso e anche volentieri la IV Commissione, dove c'è
un dibattito sempre acceso ma che spesso porta a delle soluzioni
condivise.
La Commissione lavora, lavora abbastanza bene, ritengo di non
essermi mai sottratto a un dibattito sui servizi ferroviari in
quella Commissione, non è mai stata fatta un'audizione, non è mai
stata richiesta un'audizione in tal senso, seppur la dinamica
dell'evoluzione dopo la firma dell'APQ di novembre, che è stato il
primo atto nella prima settimana in cui mi sono insediato come
Assessore per i trasporti, era evidente che si stava arrivando a
portare avanti un progetto di nuova offerta ferroviaria.
Sono stati fatti nuovi lanci highlights come si dice in termini
calcistici, molti convegni, dibattiti, quindi eravamo in prossimità
e siamo in prossimità. Massima apertura a far sì che ci sia una
condivisione all'interno, intanto della Commissione del contratto
di servizio che ora sta vedendo la luce nella sua parte tecnica,
cioè negli allegati in cui sono esplicate le norme che lo
regolamentano, cioè non solamente l'aspetto dell'offerta del
servizio ma anche le norme di regolamentazione di questo contratto,
penali, aspetti di vigilanza, aspetti riguardanti l'integrazione
dei servizi connessi ad altri trasporti, aspetti riguardanti
l'evoluzione anche in corso del contratto di servizio in cui ci
sono molte appendici che regolamenteranno anche la parte di comfort
di offerta dei passeggeri. Quindi, massima apertura a condividere
in Commissione, se convocato, al più presto su questo tema e poi,
casomai, a riferire susseguentemente all'Aula.
Sono temi molto tecnici, quindi io vorrei scindere due parti
perché ho visto che spesso c'è una confusione tra parti, confusione
derivante dalla brevità del tempo dedicato ai trasporti
evidentemente, non tanto da una confusione della deputazione. Una
cosa è il rapporto con RFI, con la Rete ferroviaria che è
regolamentato da due aspetti fondamentali, dal CIS che è stato
firmato dal Governo Crocetta e, precedentemente, dal Governo
Lombardo che ha indicato la strada sugli investimenti sulle tratte
ferroviarie. C'è stata una forte attenzione - ma voi lo sapete -
nella deputazione precedente, nel Governo precedente sull'asse
Palermo-Catania, da cui poi tutta una programmazione volta a questo
Asse Palermo-Catania, intersecato nel nodo ferroviario di Catania
nelle direttrici di marcia verso Messina.
Questo è stato l'oggetto della programmazione, una programmazione
già svolta e portata davanti all'Autorità di vigilanza della
Comunità europea. Il cambiare il modello di programmazione
comporta poi un confronto con l'Europa e un confronto con lo Stato,
perché una parte sono fondi europei, un'altra parte sono fondi
nazionali che vanno a integrarsi dentro il contratto di servizio
con RFI, per quanto riguarda lo sviluppo.
Avete visto, poi in accordi di programma, in decreti legge come lo
Sblocca Italia dove sono stati confermati e confluiti gli strumenti
di programmazione avviati.
Quindi cerchiamo di non confondere ciò che è programmazione, che
poi segue le logiche della finanza e della programmazione, e le
logiche tecnocratiche e burocratiche, di come ci si può confrontare
con l'autorità di vigilanza e con la Comunità Europea relativamente
all'asse dei finanziamenti sul corridoio Helsinki-La Valletta, che
è uno dei corridoi che per fortuna ci mette in asse sugli
investimenti ferroviari, ciò che sono le logiche dello Stato e
degli investimenti che si sono poi puntualizzati dentro lo Sblocca-
Italia , di cui freschi do ragione all'onorevole Vinciullo, sono
circa 800 milioni, sono quelli che lo Stato ha messo a disposizione
fondamentalmente accentrati con un commissariamento nella
Catenanuova-Agira e nel nodo ferroviario di Catania.
Altra cosa è il contratto di servizio con Trenitalia. Trenitalia,
tra l'altro, è una società che probabilmente intenzione dello Stato
andrà al mercato, e quindi diventerà nel futuro un soggetto
privato, quindi non possiamo confondere i due ruoli, anche se in
questo momento stanno nell'unica holding, sono due società
differenti, hanno bilanci differenti, e agiscono con responsabilità
legale differente.
L'ho notato anche nei contenziosi, fra virgolette, politico-
amministrativi avuti con la holding, che mediava fra le
contrapposizioni fra le società nel confronto dei servizi e dei
prodotti offerti alla Regione Sicilia.
Per quanto riguarda Ferrotel, volevo dire all'onorevole Greco, non
so se è più presente in Aula, ho ricevuto una lettera da parte di
Trenitalia che si fa carico, nel nuovo contratto di servizio,
nell'ampliamento dei servizi, quindi ci saranno dei servizi
aggiuntivi nel contratto rispetto a quello esistente, dei lavori
Ferrotel. Dopo una riunione che abbiamo avuto a Roma, anche con la
holding, su questo tema, perché vi rendete conto loro sono 22 ma in
Italia ce ne sono mille. Nel momento in cui si dà la stura a 22 che
sono soggetti non delle ferrovie, ma di una società che gestiva
lavori in appalto delle ferrovie, poi il problema ovviamente gli si
pone a loro in tutta Italia con altri mille lavoratori della
società dove hanno chiuso tutti gli alberghi delle ferrovie. Era
una società che gestiva i servizi di logistica della recettività
dei macchinisti. Nel momento in cui l'azienda ha riorganizzato il
suo personale, ha fatto a meno di tutta una serie di spostamenti, e
quindi ha fatto a meno poi di questo subappalto che aveva sugli
hotel delle ferrovie.
Comunque c'è una indicazione di Trenitalia che intende assorbire
questi lavoratori. La comunicazione è scritta e concordata con la
holding.
Treno del Barocco: lo stiamo ampliando ad altri treni. Il 6 luglio
ci sarà, insieme all'assessore al turismo, un tavolo tecnico per
definire cinque o sei percorsi, quindi non solo quello del Barocco
o quello della Valle dei Templi, che saranno calati nell'Appendice
al contratto di servizio. Questi sono due treni già esistenti e
performanti, ma altri nuovi treni sul turismo ferroviario, sul
turismo slowly, sul turismo ecologico, stiamo cercando di
implementarli sia in raccordo all'assessorato al turismo, il 6
luglio abbiamo questo tavolo tecnico perché cercheremo di aumentare
questa offerta di treni di turismo ferroviario. Si vedranno altri
percorsi, e sicuramente uno di quelli - e su questo assicuro
l'onorevole Venturino che poco fa ha preso la parola - uno dei
percorsi che ci è sembrato più interessante per la valorizzazione
del nostro patrimonio culturale, è quello di Floristella, che ci
farà raggiungere la città di Morgantina, che è una città che ha
difficoltà ad essere raggiunta su mezzi gommati e il treno gli
potrebbe assicurare il percorso da Valle del Dittano fino a
Morgantina, un afflusso di passeggeri molto più consistenti di
quello attuale, rivalutando uno dei siti archeologici più preziosi
che abbiamo in Sicilia.
Mulinello no quindi, si partirebbe dal Dittaino, questo discorso
di Mulinello non ci sta, ci sta già invece l'iniziativa privata, io
sono stato molto contento, l'iniziativa dell'Outlet che ha messo un
bus navetta fino alla stazione di Enna bassa per quanto riguarda il
collegamento treno Outlet che invece sta funzionando su una logica
totalmente privatistica in concordia su quell'asse di servizi nuovi
che è la nuova offerta sulla Catania-Palermo.
Sull'offerta Catania-Palermo vorrei dire una parola definitiva.
Non li abbiamo messi perché è crollato il ponte, né io sono così
Superman, come afferma l'onorevole Foti. Non ce la farei a mettere
un treno da solo - il venerdì è crollato il ponte, il lunedì parte
il primo treno - non ce l'avrei fatta comunque.
C'è stato un sforzo comune a cui lavoravamo da mesi. Riorganizzare
un esercizio, spostare il personale, spostare treni non è la stessa
cosa di spostare sul gommato. E' un'organizzazione molto complessa
che non si inventa dall'oggi al domani:, ha problemi anche di
natura sindacale, ha problemi di natura organizzativa molto
complessi per cui ci lavoravamo già da mesi sui quattordici nuovi
treni, le sette coppie di treni che fanno da Palermo a Catania.
Trenitalia li proponeva da dicembre. E' stata una richiesta -
questo ve lo posso dire a livello proprio personale - di aiuto
raccolto dall'azienda, mio personale. Il venerdì sera, dopo il
crollo del pilone, ho chiesto di anticipare, pur capendo gli sforzi
- infatti non siamo partiti subito con sette coppie, se vi
ricordate dopo un mese siamo ripartiti con sette coppie di treni -
abbiamo messo una coppia di treni, un'andata e un ritorno, dopo di
che, dopo un mese, abbiamo messo sette coppie di treni perché c'è
voluto uno sforzo enorme per riorganizzare l'esercizio, le
coincidenze e quant'altro.
Per cui, dico, non è stata una cosa nata a seguito del crollo del
pilone, era una cosa programmata in un tempo, certo ognuno
contratta i suoi tempi, modelli organizzativi: loro lo proponevano
a dicembre, io gli avevo chiesto un'anticipazione, di una parte di
questo programma, a giugno.
Alla fine l'azienda ha capito la necessità sociale,
dell'interruzione dell'A19 e, mi pare, dal 3 maggio siamo partiti
con le sette coppie di treni.
Queste sette coppie di treni verranno raddoppiate in termini di
materiale rotabile, non in termini di corse, con altri Minuetti .
Fate conto che, sulla Palermo-Catania, viaggiavano quaranta
passeggeri al giorno in un percorso con un'offerta ferroviaria
scadente - lo possiamo dire - che impiegava quattro ore e venti
sull'asse Palermo-Catania. Infatti, nessuno sa questo orario di
quattro ore e venti perché, avendo solo quaranta passeggeri al
giorno, non penso vi sia stata l'esperienza di nessuno, forse, o
pochissimi dei presenti ad aver preso quel treno.
Ora i treni ci mettono due ore e quarantasette minuti, questo è il
tempo dichiarato da Trenitalia. Stiamo cercando di abbassare, anche
con una dinamica, come ben capite, di tipo organizzativo sui
macchinisti, perché i macchinisti si devono abituare a fare un
percorso in maniera molto più veloce, con un treno che è totalmente
diverso, che è il Minuetto, che prima da quelle parti non passava.
MUSUMECI. Centoventi chilometri orari, al massimo
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità Tra l'altro,
lì ci sono sette punti, che io ho fatto, al di là del viaggio
inaugurale - quello può solo fare piacere sotto l'aspetto della
comunicazione - poi, ho fatto altri viaggi, insieme al personale di
Trenitalia, e ho verificato i punti in cui andiamo a rallentare, il
perché e il per come andiamo a rallentare.
Sulla base di questo, ho chiesto un incontro con RFI perché lì il
rallentamento dipende, sì, da RFI cioè dalla manutenzione
straordinaria RFI. Stanno investendo un po' in più, dopo questo
incontro.
Anche questo potrebbe essere un incontro a cui dedicare una seduta
della IV Commissione, però, non lo vorrei confondere con il
contratto di servizio, altrimenti, se parliamo di troppe cose, poi
alla fine facciamo un polpettone misto e non approfondiamo.
Invece, sarebbe bene approfondire l'aspetto tecnico, perché lì sta
cambiando anche la politica del Ministero delle infrastrutture:
meno grandi opere, più lavori di dimensionamento e più lavori di
ammodernamento o di manutenzione.
E' una politica in evoluzione. Probabilmente saranno in evoluzione
anche i nuovi vertici di RFI, perché la seduta dell'assemblea dei
soci all'ordine del giorno aveva il cambio degli amministratori poi
è stata rinviata, quindi, bisogna vedere che interlocutori nuovi,
come avete visto con l'ANAS, avremo di fronte su cui andare a
riparlare e che strategia avranno.
Sull'ANAS l'avete visto, il nuovo management ha, subito messo,
l'A19 al punto dell'ordine del giorno del suo contratto di
programma cioè, non del rapporto di finanziamento della Regione, ma
del suo contratto di programma.
Ultimo punto è il piano dei trasporti. E' vero, io l'ho
dichiarato, lo posso ribadire anche oggi. C'è un doppio binario -
ci vuole il termine che cala a pennello - da un lato, una
sottovalutazione, che abbiamo avuto in tutti questi anni,
dell'importanza del trasporto in relazione al cittadino e ai
cittadini, erano più importanti altri temi, il lavoro, la sanità,
temi che rimangono ugualmente importanti ma se avete visto sempre,
anche in termini politici ma anche in termini organizzativi, il
tema trasporti non ha mai avuto un dipartimento, non ha mai avuto
un'agenzia, non ha mai avuto un'organizzazione dedicata, due o tre
servizi, prima al turismo, ora all'Assessorato infrastrutture.
Nelle altre Regioni ci sono agenzie ci sono dipartimenti, quindi,
un'organizzazione funzionale, permanente e formata a preoccuparsi
di questo tema dei trasporti, quindi, c'è una sottovalutazione
organizzativa, ma ormai atavica, da sempre, nella macchina
regionale di ciò che è il tema trasporti, mentre nelle altre
Regioni che hanno meno competenze, ovviamente, il tema trasporti è
un tema che viene subito dopo il tema della salute per cui c'è
l'Assessorato ai trasporti ma, soprattutto, la macchina
organizzativa dei trasporti è molto, molto più robusta è molto più
performante.
Sul piano dei trasporti in finanziaria avete votato - e vi
ringrazio personalmente di ciò - l'adeguamento del piano dei
trasporti, esattamente quello che diceva l'onorevole Musumeci: c'è
un piano fermo da anni che ha cristallizzato la situazione
esistente che, alla fine, non conviene a nessuno neanche a quelli
che si pensa l'abbiano cristallizzato che sono le autolinee, cioè
quelle del trasporto su gomma.
Perché non conviene neanche a loro? Perché ha limitato enormemente
la libertà di impresa, perché quel piano dei trasporti cristallizza
qualunque concessione, soprattutto non a pagamento a
sovvenzionamento regionale ma libera, per cui molte imprese che
vorrebbero fare impresa di trasporto non la possono fare perché,
fino a quando non si fa l'adeguamento del piano di trasporti, non
possono ottenere una concessione di linea per portare da Sant'Agata
di Militello all'aeroporto di Catania passeggeri piuttosto che per
altre funzioni, non ottengono concessioni perché tutto è
cristallizzato a quel piano di trasporti.
Abbiamo fatto il bando, penso che si stia insediando in questi
giorni la Commissione di gara per procedere alla selezione, stanno
partecipando, mi pare, sei o sette ditte. Cos'è importante? Non è
un problema di consulting di consulenza, questo bando prevede
fondamentalmente ciò che a noi manca cioè l'analisi della domanda,
intanto della domanda reale e, soprattutto, della domanda
potenziale, ovviamente in una visione integrata, quindi, non si
sta parlando solamente di trasporto gommato ma di tutti i generi di
trasporto.
L'analisi della domanda la puoi fare solamente se vai a
campionarla, quindi, ci vuole un investimento finanziario, quindi,
non è un problema di consulenza, la consulenza servirà per leggere
i dati ma per la scrematura dei dati ci vuole un vero campionamento
della domanda per arrivare a configurare qual è l'esigenza del
trasporto reale.
Ve lo dico anche perché oggi abbiamo dibattuto, con alcuni
deputati in Commissione trasporti, il tema dei trasporti marittimi.
Vi do un esempio: c'è stato un caso secondo me forte su cui ho
investito molto di me stesso senza nessuna comunicazione che era il
collegamento Linosa-Lampedusa che ritengo che sia un collegamento
essenziale per i cittadini, però, d'altra parte, dovete sapere che
un aliscafo di 250 posti porta 5 o 6 persone a bordo, quindi, il
dimensiomento, l'analisi della domanda è fondamentale per capire,
al di là dell'esigenza di continuità territoriale, al di là delle
esigenze di diritti garantiti dalla Costituzione, capire quale è la
portata effettiva di cosa forniamo ai cittadini e qual è il
dimensionamento di utilizzazione dei mezzi finanziari che mettiamo
a disposizione rispetto al risultato che vogliamo ottenere.
Questo lo dico perché, se vi ricordate, in finanziaria c'era una
norma che prevedeva - e ne parlava anche l'onorevole Musumeci - la
cancellazione, relativamente alle Isole minori, della parola
marittimi , perché magari è possibile, in alcuni casi, in alcune
modalità e per dinamiche tecniche e per dinamiche chiamiamole
amministrative, una diversa dimensione del trasporto rispetto a
quella marittima per collegare due isole come Lampedusa e Linosa.
Ribadisco la mia massima disponibilità. Non è l'Assessore che
organizza una Commissione, quindi, chiedo di essere audito insieme
a Trenitalia e parlare del contratto di servizio e degli allegati
tecnici. Penso che dobbiamo parlare solo di quello perché già la
discussione sarà lunga e, spero, esaustiva.
Concludo dicendo una cosa: per quanto mi riguarda, a me
piacerebbe, non dico completare perché non penso di vedere tutto di
quello che abbiamo già programmato in questi mesi, ma a me
piacerebbe vedere, soprattutto, sul trasporto ferroviario una
Sicilia a velocità normale, non ad alta velocità. Due ore e 40 -
spero di vedere il 2 ore e 36, 2 ore e 37 - significa velocità
normale non alta velocità. Non è un treno giapponese, significa
velocità normale per quel tipo di binario, soprattutto, essendo un
binario abbastanza antico, una velocità possibile da mettere in
sicurezza perché, ovviamente, bisogna considerare anche le
condizioni di sicurezza di percorrenza.
Velocità normale significa una cosa: dai 40 passeggeri, andando ad
una velocità normale, siamo passati, ad oggi, a 2 mila passeggeri
al giorno su Catania. Molti già viaggiano in piedi. Per cui con il
raddoppio dell'offerta posti a sedere riteniamo di raggiungere,
presumibilmente, la cifra di 3 mila, 3 mila e 400 passeggeri al
giorno da 40 a 3.400. Di questo vi posso dire che mi sento
soddisfatto.
Forse spesso faccio fughe in avanti, non condivise e vi chiedo la
capacità di riportarmi a una condivisione, di portare il Governo ad
una condivisione. Però, questo è un risultato raggiunto. Chi sarà
contento, chi non sarà contento ma ritengo che sia un risultato per
tutti, non per questo Assessorato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Noi dobbiamo cogliere positivamente
il dibattito che c'è stato questa sera e rilanciare la proposta
formulata dall'onorevole Musumeci di aprire un dibattito, anche di
due giorni, sulla questione dei trasporti in generale. E dico di
farlo in Aula, chiaramente preliminarmente tutte le questioni
tecniche devono essere esaminate correttamente così come finora ha
fatto la IV Commissione. Non in ultimo la questione del trasporto
aereo perché noi abbiamo pagato lo scotto, come siciliani, a
seguito dell'incendio che c'è stato a Fiumicino. Abbiamo visto
lievitare in maniera pazzesca i costi dei biglietti aerei.
Occorre un atto di sussulto, come Parlamento siciliano e come
Governo, perché ci sia una politica abbastanza chiara anche con le
compagnie aeree perché non possono aumentare a loro piacimento i
prezzi aerei. Uso un termine forte - ma lo sottoscrivo - è un
atteggiamento estorsivo nei confronti dei siciliani, ricattatorio
e se ne approfittano.
Così come dovremmo avviare la questione definitiva sul principio
di continuità territoriale. Nel corso degli anni ci hanno illuso
con il principio di continuità territoriale che in Sicilia era
assicurata con il sistema del traghettamento, soprattutto pubblico,
che adesso viene sempre più meno con i treni.
A differenza della Sardegna. Questo è un principio di carattere
europeo che è stato più volte evidenziato. Su questi temi noi
dovremmo rilanciare fortemente la politica siciliana, coinvolgendo
tutti gli Assessorati e, chiaramente, l'Assessorato dei trasporti,
ma anche e soprattutto l'Assessorato dei beni culturali e
l'Assessorato del turismo che, se non c'è un sistema dei trasporti
generalizzato, è chiaro che noi parliamo di turismo quando
diventiamo poco competitivi, non solo con il resto d'Italia ma
anche con in Paesi del nord Africa o, comunque, dell'Europa in
generale.
Quindi, che ben venga un dibattito ampio di indirizzo, in questa
Assemblea e anche un indirizzo che può provenire da questa
Assemblea, impegnando il Governo fermamente su alcuni problemi che
ci trasciniamo da tempo ma che debbono essere, obiettivamente,
evidenziati e, mi auguro, risolti.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 484:
Interventi urgenti in merito al miglioramento della sicurezza dei
lavoratori del comparto ferroviario, dell'utenza e vigilanza del
materiale ferroviario e dei presìdi accessibili al pubblico nel
territorio della Regione Siciliana , a firma del Movimento Cinque
Stelle.
Credo che possa essere votato senza alcun problema perché impegna
il Governo della Regione ad intervenire presso gli organi
competenti per garantire maggiore sicurezza sulle tratte
ferroviarie e, comunque, sui nostri treni, perché un problema c'è e
poi lascia abbastanza libertà di intervento, quindi, se non ci sono
difficoltà penso che lo possiamo votare.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di proseguire nell'ordine del giorno con
il disegno di legge sui centri storici, mi sono fatto promotore di
un ordine del giorno che hanno sottoscritto tutti i gruppi che
riguarda la Salvaguardia dell'Autonomia Speciale della Regione
Siciliana .
Perché è necessario questo ordine del giorno? Come voi ben sapete
è stato avviato, in sede di riforma del Senato, prima, e comunque
di riforma in generale, la questione delle regioni e, soprattutto,
delle regioni a statuto speciale.
E' stata costituita una particolare commissione, Commissione Stato-
Regioni a Statuto speciale che è stata incaricata di svolgere un
lavoro preparatorio per definire le nuove regole comuni per la
revisione degli statuti.
Noi sappiamo che c'è un percorso che vede coinvolte alcune regioni
a Statuto speciale, altre non sono coinvolte. Il discorso è di dare
la possibilità ai parlamenti di partecipare ai consigli regionali,
al Parlamento regionale siciliano, di partecipare a questa attività
preparatoria avviata dal sottosegretario Bressa.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, desidero intervenire e ringraziarla per
aver posto all'ordine del giorno questo documento che rappresenta
un documento indispensabile per la sopravvivenza dello Statuto
della Regione siciliana e, soprattutto, per le novità legislative
che possono essere inserite rispetto alla linea del governo
nazionale in accordo con le altre regioni a Statuto speciale.
Io ritengo che sia opportuno che il Governo possa indicare un
componente di Giunta che abbia l'esclusiva trattazione
dell'argomento in modo tale che, in riunioni così delicate dove si
vanno ad approfondire tematiche che riguardano la storia del nostro
Statuto ed in più anche l'attuazione di alcuni articoli importanti,
non sia una presenza saltuaria del Governo o, addirittura, una
presenza che venga svolta a rotazione, ma ci sia un assessore che
sia delegato a questa materia e che possa partecipare attivamente
anche relazionandosi con gli altri componenti di Governo delle
altre regioni a Statuto speciale.
Sappiamo la difficoltà dell'argomento e, per questo, deve potere
essere trattata esclusivamente da un soggetto che con competenza
può difendere le radici, la peculiarità e anche quelle parti dello
Statuto che ancora oggi non sono state mai attuate.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 483:
Salvaguardia dell'Autonomia Speciale della Regione siciliana . Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici'
(n. 602-642-711-732/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per favorire
il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici
(602-641-711-732/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Norme per
favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri
storici (602-641-711-732/A) posto al numero 3).
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e Territorio», a
prendere posto nel relativo banco.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' presente in Aula l'Assessore Purpura che ha seguito in
Commissione il lavoro del disegno di legge.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Principi generali
1. La presente legge persegue le seguenti finalità:
a) favorire la valorizzazione e la rivitalizzazione
economica e sociale dei centri storici ubicati nella
Regione, attraverso norme semplificate, anche con
riferimento alle procedure, riguardanti il recupero del
patrimonio edilizio esistente;
b) incentivare la rigenerazione delle aree urbane
degradate nelle caratteristiche e peculiarità originarie.
2. Restano salve le previsioni della pianificazione
attuativa vigente, alla data di entrata in vigore della
presente legge, nei centri storici e nelle Z.T.O. A
nonché le previsioni delle varianti generali relative ai
centri storici, che prevedono l'intervento diretto ai
sensi della normativa vigente».
Comunico che all'articolo 1, è stato presentato l'emendamento 1.1
a firma Musumeci, Formica Ioppolo.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1, a firma Musumeci
e altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.2. a firma
dell'onorevole Ruggirello ed altri.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2 a firma
Ruggirello e altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Definizione delle tipologie edilizie dei centri
storici
1. In relazione ai caratteri architettonici,
dimensionali e strutturali, le tipologie edilizie del
centro storico si suddividono in:
a) edilizia di base non qualificata: unità edilizie
con caratteri dimensionali planimetrici, originari o
modificati, con scarsa valenza o prive di caratteri
architettonici tipici;
b) edilizia di base parzialmente qualificata: unità
edilizie con caratteri dimensionali planimetrici,
originari o modificati, e permanenza parziale di
caratteri architettonici tipici, che hanno subito
alterazioni ovvero addizioni di volumi;
c) edilizia di base qualificata: unità edilizie con
caratteri dimensionali planimetrici, originari o
modificati, e permanenza, totale o prevalente, dei
caratteri architettonici tipici;
d) edilizia di base qualificata speciale
(palazzetti): unità edilizie di base aventi caratteri
dimensionali e prospettici che le rendono simili ad un
palazzo seppure derivati dalla sommatoria di moduli
dell'edilizia di base;
e) edilizia monumentale residenziale (palazzi
dell'edilizia storica): edifici monumentali residenziali
del centro storico, anche derivanti da operazioni di
demolizione di preesistenti tessuti della città storica,
aventi i caratteri monumentali e di qualità
architettonica tipici del periodo di esecuzione;
f) edilizia monumentale specialistica: monumenti non
residenziali (religiosi, civili, militari, produttivi
ecc.);
g) edilizia residenziale moderna non qualificata:
edifici residenziali sorti a partire dagli anni cinquanta
e sessanta del secolo scorso, ex novo ovvero su aree
libere, anche attraverso la demolizione di preesistente
edilizia;
h) edilizia specialistica moderna non qualificata:
rappresenta l'insieme degli edifici a destinazione
specialistica sorta a partire dagli anni cinquanta e
sessanta del secolo scorso o in sostituzione di edifici
preesistenti o ex novo, aventi caratteri di edificato
contemporaneo, in prevalenza in c.a.;
i) altre o diverse tipologie, non riconducibili a
quelle di cui al presente articolo, possono essere
definite con le procedure di cui all'articolo 3, comma
1».
Comunico che all'articolo 2, è stato presentato l'emendamento 2.1
degli onorevoli Musumeci, Formica e Ioppolo.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Il parere è contrario
perché le tipologie edilizie sono state analizzate dopo attente
audizioni con gli ordini professionali e, quindi, questa modifica
andrebbe parzialmente a stravolgere l'impianto normativo e poi a
cascata anche gli altri articoli
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, lo mantiene o lo ritira dopo
questa precisazione?
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi ha competenza
giuridica, e io non ne ho, sa benissimo che la specificità delle
norme a volte diventa un intralcio piuttosto che uno stimolo alla
corretta ed ampia applicazione.
Il determinare se una tipologia ha parzialmente, totalmente o
prevalentemente uno stile piuttosto che un altro o un interesse
piuttosto che un altro suscettibile di tutela, mi sembra davvero un
ragionamento non finalizzato a rendere celere le procedure, anche
perché, se nei processi decisionali è rappresentato l'organo di
tutela che è la Sovrintendenza e, comunque, la responsabilità è
demandata all'ufficio tecnico, io credo che la valutazione dei
tecnici possa e debba essere sufficientemente rassicurante.
L'obiettivo era proprio quello di evitare che noi restassimo
prigionieri dei lacci e lacciuoli di una verbosità assolutamente
inappropriata.
Tuttavia, se la Commissione dovesse insistere e se il Governo non
dovesse essere favorevole, nell'economia della collaborazione, noi
possiamo anche ritirarlo, ma il proposito era proprio quello di
rendere celere una procedura per la quale, credo, il disegno di
legge sia stato essenzialmente concepito.
PRESIDENTE. La questione è tecnica.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il collega Musumeci ha ragione: alla fine, poi,
è demandato alla Sovrintendenza il parere definitivo
sull'ammissibilità o meno della tipologia edilizia. L'elemento
parziale è stato introdotto a seguito di questo dibattito avviato.
E' una norma essenzialmente tecnica, però, alla fine, noi ci
rimettiamo all'Aula e al parere dell'Assessore.
PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, raggiungere il parziale...
IOPPOLO. Prima del parere dell'Assessore posso, se mi consente,
chiedere la parola?
PRESIDENTE. Sì, prego, siccome è tecnico, io sentirei prima
l'Assessore.
IOPPOLO. Se è d'accordo con l'emendamento, rinuncio
PRESIDENTE. Sentirei prima l'assessore.
PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
L'emendamento mantiene la sua connotazione strettamente tecnica,
aggiungere parzialmente' eccetera serviva anche a dare più
flessibilità nella valutazione dei singoli casi, quindi, anche ad
agevolare l'intervento della Sovrintendenza, comunque, anche il
Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ho compreso il ragionamento del Governo, è chiaro.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
soprattutto al presidente Trizzino che, invece, è giurista e che
dovrebbe, forse, modificare la sua presa di posizione, il suo
parere, quello della Commissione, perché la norma contiene due
volte il termine parziale e, allora, io vorrei sommessamente
chiedere cosa è parziale del parziale .
La lettera b) dell'articolo 1, infatti, così recita, signor
Assessore: Edilizia di base parzialmente qualificata . Nel momento
in cui, dopo i due punti, tenta di esplicitare il concetto di
parzialmente qualificata' aggiunge la permanenza parziale.
Due volte parziale mi sembra che se il parziale è il 50 per
cento siamo al 25 per cento.
Io insisto, quindi, per l'accoglimento favorevole, invece,
dell'emendamento a firma dell'onorevole Musumeci ed altri.
PRESIDENTE. Lo spirito della norma - così com'è stata scritta - è
quello di non blindare troppo il ragionamento della Soprintendenza.
Quindi, lo spirito politico della norma è chiaro, però, creerebbe
delle difficoltà agli stessi tecnici.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ci rimettiamo all'Aula però il discorso è
diverso perché il primo parzialmente è legato alla definizione
che poi viene chiarita dopo il due punti . Quindi, non sono due
parzialmente che poi si aggiungono e creano . Però, ci rimettiamo
all'Aula perché alla fine lo spirito non viene travolto.
Ma il discorso dei due parzialmente che si sommano e
aumenterebbero l'indice di pericolosità, tra virgolette, di
aggressione al territorio, secondo me, non si pone.
PRESIDENTE. Si sono rimessi all'Aula sia la Commissione che il
Governo. Viene mantenuto l'emendamento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, è soppressa la parola parziale .
Si passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli Musumeci, Formica e
Ioppolo: Alla lettera c) sopprimere la parola prevalente .
Credo che il ragionamento sia identico.
MUSUMECI. Certamente, l'altra faccia della stessa medaglia.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Studio di dettaglio
1. L'appartenenza delle singole unità edilizie alle
tipologie di cui all'articolo 2 è individuata, su
proposta dell'UTC competente, con uno studio con effetti
costitutivi, composto da una relazione esplicativa delle
scelte e da una planimetria in scala non superiore 1:500,
approvato con deliberazione del consiglio comunale,
previo parere reso in conferenza di servizi, indetta
dall'UTC proponente, a cui partecipano la soprintendenza
dei BB.CC.AA. competente per territorio, l'Ufficio del
Genio civile, nonché eventuali enti competenti in
materia. La delibera del consiglio comunale di
approvazione del sopra individuato studio con effetti
costitutivi è approvata entro e non oltre 180 giorni
dalla pubblicazione della presente legge. In mancanza
dell'approvazione della suddetta delibera, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, previa diffida
con assegnazione di un termine non superiore a trenta
giorni, dispone l'intervento sostitutivo.
2. Il verbale della conferenza di servizi, unitamente
allo studio di dettaglio, è pubblicato per 30 giorni
all'albo pretorio e nel sito internet del Comune per
eventuali osservazioni ovvero opposizioni.
3. Nel caso in cui non pervengano osservazioni ovvero
opposizioni, il procedimento di approvazione dello Studio
di dettaglio di cui al comma 1 è definito con delibera
del Consiglio comunale da convocarsi entro i successivi
trenta giorni.
4. Nel caso in cui, entro i termini di cui al comma
2, pervengano osservazioni ovvero opposizioni, l'UTC
indice, entro quindici giorni, un'apposita Conferenza di
servizi che, acquisiti i pareri degli enti competenti,
esprime a maggioranza un parere sulle eventuali
modifiche allo Studio di dettaglio di cui al comma 1.
Entro trenta giorni dalla trasmissione del suddetto
parere, il Consiglio comunale, tenuto conto delle
indicazioni formulate dalla superiore Conferenza di
servizi, delibera l'approvazione dello Studio di
dettaglio di cui al comma 1».
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.8 degli
onorevoli Ruggirello, Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.
SAMMARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.10 della Commissione. Il parere del
Governo?
PURPURA. assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TRIZZINO, presidente della Commissione. C'è un subemendamento
all'emendamento 3.10.
PRESIDENTE. L'abbiamo già votato ma, siccome è della Commissione,
non sorgendo osservazioni, se l'Aula è d'accordo, ne do lettura: il
180 è da intendersi 240.
Il 3.10 così recita: entro 240 giorni dall'approvazione della
presente legge , non entro 180 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.12 degli onorevoli Ruggirello,
Sammartino, Sudano, Anselmo e Nicotra.
SUDANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.3 degli onorevoli Musumeci, Formica e Ioppolo.
Anche per questo c'è un invito al ritiro perché, mi suggeriscono
gli uffici, è già previsto dalla norma che ci si può avvalere di
consulenze esterne, è inutile specificarlo.
MUSUMECI. Non è specificato nella norma. Sembra essere di
competenza dell'Ufficio tecnico.
Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, nasce dalla consapevolezza di come gli uffici tecnici
operano nell'Isola, soprattutto nei piccoli centri. Il collega
Barbagallo - che assieme ad altri è stato primo cittadino - sa di
cosa parlo. La possibilità cioè di poter ricorrere anche a
consulenze esterne di provata competenza, quindi, ingegneri ed
architetti nei comuni che operano da anni, in questo settore,
significa liberare gli uffici tecnici dal dramma di non potere fare
fronte alla domanda di interventi che emerge dal territorio: molto
spesso un ufficio tecnico è formato da una, due unità che non
riescono a far fronte neanche al lavoro quotidiano, in questo modo,
essendo facoltà dell'ufficio tecnico ricorrere all'apporto esterno
e non obbligatorio, consentiamo agli uffici tecnici di uscire
dall'angolo nel quale molto spesso si trovano e possiamo anche
favorire il ricorso alle competenze di professionisti, il cui grido
di allarme, ogni giorno, credo venga rivolto alla politica e la
politica farebbe bene a non lasciarlo cadere nel vuoto.
Siccome è un'opzione, qualora gli uffici tecnici non avessero
sufficiente risorse umane per poter affrontare la mole del lavoro
richiesto, credo che non varia assolutamente il contenuto della
norma, anzi ne facilita un percorso celere.
FAZIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO, relatore, Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne
voglia il presidente Musumeci, mi piace però rammentare che,
laddove l'ufficio tecnico non ha le risorse umane sufficienti, il
Comune può benissimo, anzi, deve semplicemente dare contezza della
delibera dell'incarico e può, quindi, conferire un incarico
esterno, poiché comunque, a mio avviso, non è in contrasto con la
norma ed è anche una migliore specificazione nei confronti,
ovviamente, dei comuni e, implicitamente, è anche una
sollecitazione a fare presto, anche nei confronti di quei comuni
che non hanno quella dotazione di risorse umane sufficienti per
affrontare un tema, quale appunto l'attività ricognitiva dei centri
storici, a mio avviso, non essendo in contrasto, la Commissione
esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e dell'identità siciliana.
Anche il Governo esprime parere favorevole perché questo, in
qualche modo, può anche agevolare la successiva valutazione della
Sovrintendenza in sede di Conferenza dei servizi; arriva un
prodotto di miglior qualità e, quindi, agevola il lavoro
successivo.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho alcuna
difficoltà, ma come ha detto l'onorevole Fazio, però, poi, mi
meraviglio che la Commissione esprima parere favorevole, già la
materia è normata in generale.
Se un comune non ha la disponibilità, e solo se non ha la
disponibilità, può attingere a risorse esterne, quindi, è una
norma, come si dice in burocratese, ultronea, quindi, perché
dobbiamo caricare il processo legislativo di cose che non hanno
alcun significato se non quello di rendere ancora più complicata la
norma? Perché fatta questa norma ci sarà il sindaco del comune x
che scriverà all'Assessorato, per dire: ma questo significa che
posso attingere, posso utilizzare . E l'Assessorato dovrà
rispondere: guardate che vi dovete comportare come di fronte ad
ogni altra questione che riguarda gli incarichi .
Lo dico perché capisco il senso ed il significato, anche
propagandistico che, legittimamente, il presidente Musumeci, vuole
inserire con l'emendamento ma non si può modificare quello che già
c'è.
MUSUMECI. Nessuno chiede di modificare, stiamo solo esplicitando
PANARELLO. No, esplicitando no, perché c'è già la normativa
generale, non è che può riguardare solo i centri storici, riguarda
tutti.
PRESIDENTE. No, basta onorevole, giustamente l'onorevole Panarello
ha espresso la sua opinione.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli Musumeci ed
altri. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli Di Giacinto
ed altri. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, è
chiaro che si tratta di un emendamento che non può essere
ammissibile perché il silenzio-assenso in materia di beni culturali
e paesaggio non si può fermare a livello nazionale. La legge n.
241, che è stata recepita in Sicilia dalla legge n. 5.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.1 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Fazio.
FAZIO, relatore. Dichiaro di ritirarlo perché si è modificato,
ovviamente, il termine.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.9, a firma degli onorevoli Ruggirello, Sudano ed altri.
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.11, a firma dell'onorevole Trizzino ed altri.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, lo
manteniamo. Era fondamentalmente un refuso
CRACOLICI. Che vuol dire dal deposito ?
PRESIDENTE. Lo vuole illustrare?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Il deposito è legato allo
studio di dettaglio. Cioè, lo studio di dettaglio viene depositato,
dopodiché il Consiglio comunale decide e, quindi, vota lo studio di
dettaglio.
SUDANO. No.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Come no. Questo è
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 3
che prevede l'approvazione dello studio di dettaglio distingue,
anche per una migliore intelligenza dei colleghi in Aula, due fasi.
La prima fase è quella della redazione dello studio di dettaglio.
Lo studio di dettaglio è un elaborato che viene fatto sulla base di
una planimetria redatta dall'Ufficio tecnico e sottoposta ai pareri
preventivi della Sovrintendenza e del Genio Civile. Decorsi 240
giorni lo studio deve essere redatto.
Dal deposito di questo studio - e, quindi, per questo abbiamo
presentato l'emendamento 3.11 - decorrono i 180 giorni in cui si
deve concludere il procedimento di approvazione dello studio di
dettaglio che vede coinvolte le Conferenze di servizi ed il
Consiglio comunale anche per le osservazioni.
Quindi, i 180 giorni con questo emendamento decorrono dal deposito
dello studio di dettaglio agli uffici comunali e non dalla
pubblicazione della legge, per distinguere questi due procedimenti.
E' il frutto del lavoro della Commissione.
CRACOLICI. Sono due tempi
BARBAGALLO. 240 giorni prima per la redazione. E, anche da questo
punto di vista, approfittiamo della presenza dell'assessore Purpura
in Aula, perché sarebbe bello sollecitare anche le Sovrintendenze
ad una celere redazione dello studio.
Si conclude con il deposito. Dal deposito decorrono i 180 giorni
in via amministrativa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.11. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.7, a firma degli onorevoli Ruggirello,
Sudano ed altri.
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.5, a firma degli onorevoli Musumeci ed altri. Alla procedura di
VAS si deroga nei casi in cui gli interventi sono su patrimonio
edilizio preesistente .
IOPPOLO. Dichiaro di ritirarlo.
(Brusio in Aula)
MUSUMECI. Se si tratta di edilizia già esistente perché dobbiamo
aspettare undici mesi la Regione Siciliana per la VAS?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Al di là del fatto che il
Testo Unico in materia di Ambiente è competenza nazionale sulla
quale la Regione non ha alcun tipo di ingerenza, comunque, se
leggiamo l'articolo 12 del Testo Unico 152 la disciplina in materia
di valutazione ambientale strategica riguarda piani e non studi o
programmi. Per cui uno studio di dettaglio relativo ad un edificio
non va sottoposto a VAS, pertanto, questa legge, così come è stato
tra l'altro anche chiarito con la Consulta degli Architetti, alla
quale abbiamo posto questo tipo di quesito, non dovrebbe afferire
completamente a questo tipo di analisi di dettaglio. Per cui la
valutazione ambientale strategica non ha luogo all'interno di uno
studio di dettaglio su degli edifici.
MUSUMECI. Condividiamo.
PRESIDENTE. Non c'è bisogno della deroga perché non si applica.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Anzi, si potrebbe
ingenerare il dubbio qualora venisse mantenuto questo tipo di
FAZIO, relatore. Se abroghiamo l'emendamento ingeneriamo il
dubbio.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Perché altrimenti
creeremmo il dubbio sul nomen iuris che, automaticamente, verrebbe
affiancato al Piano ma, in realtà, lo studio non prevede alcuna
applicazione della valutazione ambientale strategica.
MUSUMECI. Mi convince.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento è ritirato sulla base del
chiarimento del Presidente della Commissione che è utile nel caso
in cui gli Assessorati, poi, dovessero essere investiti sotto forma
di circolare o di richiesta di circolare perché la volontà
dell'Aula è abbastanza chiara. La VAS non si applica alla
procedura.
Si passa all'emendamento 3.6, a firma degli onorevoli Musumeci ed
altri.
BARBAGALLO. È un aggravio della procedura.
MUSUMECI. È un omaggio alla trasparenza.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Intanto lo scopo è quello
di semplificare. È chiaro che, comunque, ha ragione anche il
collega che l'ha presentato. Però dobbiamo capirci. O garantiamo
maggiore trasparenza che, comunque, viene mantenuta a prescindere
perché chiaramente lo studio è pubblicato, oppure si allungano i
tempi. E' un'opzione sulla quale dobbiamo pronunciarci.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
presente che - e questo ragionamento l'abbiamo fatto in sede di
discussione generale - una delle critiche maggiori che è arrivata
alla legge regionale 71/78, dopo tanti anni, è quella
dell'eccessiva procedimentalizzazione dell'iter approvativo.
Il motore che ha spinto prima questa legge e, poi, l'altra che
riguarda la riforma del Governo del territorio è propria quella
volta, da un lato a snellire le procedure ma dall'altro,
Presidente, soprattutto, quella di dare ai comuni il ruolo di
assoluto dominus della materia urbanistica, cioè il singolo comune,
l'ente locale ha la responsabilità, la disponibilità e la
titolarità della procedura urbanistica ed edilizia. Facendo salvi i
pareri, le garanzie, le tutele della Sovrintendenza, del Genio
civile e degli altri pareri obbligatori per legge, però, è un modo,
ed è questo lo spirito della legge, di responsabilizzare gli enti
locali, i comuni anche ai sensi dell'articolo 114 della
Costituzione.
Il principio ispiratore, presidente Musumeci, è stato questo.
Ovviamente, resta salvo, ancora oggi, l'articolo 58 della legge
regionale 71/78 che prevede la possibilità, comunque,
dell'Assessorato territorio e ambiente di intervenire, senza
carenza di potere, sulle singole richieste di concessione edilizie
e sui singoli piani attuativi. Quindi, il potere di controllo, in
assoluto, dell'Assessorato, resta sempre; a mio giudizio, caricarlo
adesso di un'ulteriore parte procedimentale senza la quale non
entra in vigore lo strumento urbanistico, lo studio di dettaglio,
sembra un eccessivo carico procedimentale.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
Costituzione, mi insegna il collega Barbagallo, assegna piena
responsabilità agli enti locali ma non deroga i poteri di controllo
dell'organo sovraordinato, che in questo caso è la Regione, in
materia di territorio. E, poi, non credo che la legge 71/78 debba
essere richiamata, perché gli effetti che ha provocato sono stati
devastanti proprio per i lacci e i laccioli che ha sovrapposto, in
questi anni, nella politica urbanistica del nostro territorio.
Questa norma, questo emendamento, signor Presidente, colleghi e
Assessori, tende invece proprio a facilitare i tempi, ad
accelerarli e ad evitare intralci da parte dell'organo di controllo
che, in questo caso, è l'Assessorato competente, perché noi da un
lato diciamo l'atto deliberativo adottato dal Consiglio comunale
venga trasmesso per conoscenza all'Assessorato competente, ma
l'Assessorato competente non si illuda di potere scrivere e
prendere tre, quattro, cinque mesi di tempo prima di esprimere il
proprio parere. Se entro trenta giorni non ha dato riscontro
all'inoltro della delibera del Consiglio comunale, la delibera si
intende pienamente efficace, quindi, al contrario, evitiamo,
neutralizziamo le tentazioni della Regione, del pachiderma Regione
in questo caso, nel caso in cui volesse allungare i tempi.
Mi pare che stiamo responsabilizzando gli enti locali ma, al tempo
stesso, mi pare anche logico che la Regione abbia una visione di
insieme dell'attività urbanistica e modificativa che si sviluppa
sul territorio.
FAZIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'esperienza indichi un procedimento completamente diverso.
Presidente Musumeci, così come è formulato l'emendamento non
esclude, anzi è pacifico, che l'Assessorato vistosi recapitare la
delibera in questione, sistematicamente, anzi in maniera del tutto
fondata, pacifica e sicura, farà e formulerà una richiesta di
chiarimenti.
Sulla base della giurisprudenza, non univoca, al riguardo, basta
prenderla a prestito di quanto accade e per quanto riguarda il
procedimento di approvazione del PRG. Vorrei ricordare, Presidente,
che la stessa legge, approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana,
prevede che trascorsi 270 giorni dalla delibera di approvazione da
parte del PRG, lo stesso produce effetti.
Bene, lei sa molto bene e meglio di me, quante volte l'Assessorato
richiede chiarimenti e se questo, e purtroppo la giurisprudenza non
è univoca al riguardo, produce effetti dilatori per quanto riguarda
l'approvazione del PRG e, segnatamente, mi riferisco al fatto che,
proprio perché si forma il silenzio-assenso, lo stesso comune non è
in grado di stabilire giuridicamente se il proprio PRG è valido ed
è entrato in vigore sulla base, ovviamente, dell'atteggiamento e
del comportamento.
Pertanto, ritengo, così come è formulato, poiché lascia ampi spazi
all'Assessorato la richiesta di chiarimenti, e quindi di dilatare
sine die l'entrata in vigore, ovviamente, dello strumento che
invece intendiamo velocizzare togliendo ogni possibilità di
limitazione in ordine all'efficacia, affinché vengano date le
risposte immediate nei confronti della collettività, a meno che - e
do un suggerimento al presidente Musumeci - non venga presentato un
subemendamento con esclusione della possibilità che l'Assessorato
possa richiedere chiarimenti. Cioè, vengo a quello che lei ha
formulato, al suo intento, al suo obiettivo. Cerchiamo di prevenire
l'attività di controllo ma ci sono 30 giorni di tempo, e la legge
non consente strategie per potere, in qualche modo, superare questo
limite che è un limite perentorio, e che non si può trasformare a
piacimento determinando un effetto negativo nei confronti,
ovviamente, della norma che non entra mai in vigore.
Le ricordo, infatti, Presidente, che laddove è richiesta di
chiarimenti, purtroppo, la giurisprudenza ritiene che il termine
cominci a decorrere dai riscontri, e se il comune non lo riscontra
non andremo mai perché avremmo fatto una norma, sostanzialmente,
che non troverà mai concreta applicazione.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente solo per
una precisazione, innanzitutto, questa legge non è una legge
urbanistica, è una legge che riguarda il recupero edilizio, quindi,
andare ad appesantire la qualificazione degli immobili ed i tipi di
interventi che si possono fare, onestamente, sappiamo già che
l'Assessorato territorio e ambiente ha un sovraccarico di lavoro e
spesso dà risposte dopo anni.
Quindi, credo che questa legge serva proprio per snellire le
procedure e, in questo modo, rischiamo, invece, di appesantirle
anche se capisco qual è l'intenzione del presidente Musumeci.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che la
questione che pone il presidente Musumeci è una questione che,
invece, non può essere ridotta così come è stato un po' detto nel
senso che, è vero il dominus nella modalità di recupero dei propri
centri storici è il Comune e l'organo elettivo che è il Consiglio
comunale. Però, non ci scordiamo che stiamo parlando di luoghi
anche di pregio, nei quali l'esercizio di un potere eventuale, come
dire, di interlocuzione sovraordinata non lo liquiderei. Però, mi
pongo anche un altro problema che i famosi trenta giorni sono una
modalità finta per la quale chiediamo Perché trenta giorni, lo
lasci al protocollo. Il tempo che arriva all'ufficio competente,
sono passati i trenta giorni
Quindi, è chiaro
DI MAURO. Parli per lei.
CRACOLICI. Io, nello stesso tempo, capisco che non è un Piano
urbanistico e, quindi, non può avere una procedura particolare.
Laddove dovessero esserci Allora, o stabiliamo un tempo
ragionevole, che non può essere trenta giorni.
MUSUMECI. Presentiamo il subemendamento.
CRACOLICI. Nel senso che affidare all'Assessorato al territorio -
io mi auguro che per il futuro non sia l'Assessorato al territorio
ma sia ad esempio il libero consorzio. Certo, perché penso che il
livello di area vasta sia l'organo naturale che si deve fare carico
delle modalità e della tipologia di intervento.
Quindi, così come stiamo provando a fare per i Pian regolatori,
penso che debba essere l'organo di area vasta l'organo di tutela,
se così lo possiamo chiamare, generale di un territorio.
Potremmo persino prevederlo, oggi, all'organo provinciale se non è
l'Assessorato al territorio, proprio perché avere un organo
sovraordinato che possa, in qualche modo, fare dei rilievi ma più
sulla filologia, adesso ne parleremo all'articolo 4.
Io dico ai colleghi, ma interverrà anche l'onorevole Di Mauro,
sulla vicenda della demolizione e ricostruzione con modifica delle
sagome ho fatto un cenno perché rischiamo di ritrovarci - faccio un
esempio banale, per chi conosce - ad avere, di fronte al Teatro
Massimo di Palermo, una ricostruzione di una sagoma fatta con un
palazzo a specchio, no? Perché modifichi la sagoma.
TRIZZINO, presidente della Commissione Non è possibile
CRACOLICI. L'ho detto per paradosso
TRIZZINO, presidente della Commissione Ma è su questo paradosso
che i giornali hanno scritto che è una legge porcata
CRACOLICI. No, no. Ribadisco che il tema della tutela, una
modalità di un organismo che possa, in qualche modo, essere a
tutela della filologia, soprattutto della continuità urbanistica,
credo che sia opportuno. Detto ciò, se il collega Musumeci è
d'accordo potremmo affidare in 60 giorni questo compito agli organi
sovra comunali che, oggi, è la provincia, domani, il libero
consorzio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proprio sulla base di questa
considerazione soprassiederei su questo emendamento proprio perché
avremo il dibattito aperto sulle..
CRACOLICI. Allora lo deve prevedere per l'Assessorato al
territorio, successivamente, lo può trasferire se non lo si prevede
qua ..
PRESIDENTE. Mi sembra un poco l'atteggiamento dell'Aula nel giro
di 10 giorni che cambia impostazione, siccome penso che la
filosofia, anche quella dell'onorevole Musumeci, sia comunque di
mantenere le funzioni in capo, chiamiamole come vogliamo, alle
istituzioni di area vasta, precisiamo che abbiamo un dibattito
aperto, parliamo di legge Del Rio, domani me la invieranno, la
trasmetterò ai Capigruppo. Lo abbiamo letto sulla stampa, in
Lombardia hanno votato la legge sulle province che mantiene le
funzioni, anzi, potenzia alcune funzioni mi riferisco alla
provincia di Sondrio.
MUSUMECI . Viva la Lombardia
PRESIDENTE . Questo ci serve proprio perché l'impostazione che si
era data in Commissione era del mantenimento delle funzioni, anzi,
dare maggiori funzioni ed evitare che ci sottraggano risorse.
Allora, si passa al subemendamento che così recita: decorsi i 30
giorni aggiungere le seguenti parole senza possibilità di
interruzione o sospensione o richiesta di chiarimenti' .
DI MAURO. La richiesta di chiarimenti non la può fare il Governo?
PRESIDENTE. Scusate, torniamo indietro sul ragionamento, si era
detto che non era un Piano regolatore, si era detto...
DI MAURO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella discussione
di questo disegno di legge manca l'Assessore per il territorio
perché, consentitemi di dirlo, basta leggere diversi passaggi di
questo disegno di legge e ci si rende conto che c'è un riferimento
chiaro al sistema urbanistico di una città. Poco fa l'onorevole
Cracolici faceva un accenno, ne parlerò all'articolo 4, ma pensare
che si mandino le carte all'Assessorato, entro 30 giorni
l'Assessorato non può chiedere nemmeno chiarimenti, vuol dire che
questa norma non ha alcuna efficacia; gli si manda tanto per dire:
ti do questa conoscenza , quindi, o si mettono 60 giorni con tutte
le procedure o si boccia l'emendamento. Diciamo che ognuno fa
quello che vuole fare
BARBAGALLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BARBAGALLO. A mio giudizio ci stiamo incartando su un dettaglio.
Lo studio di dettaglio non è un Piano urbanistico, uno strumento
urbanistico attuativo che è di competenza dell'Assessorato
territorio e ambiente tant'è che in Aula, oggi, c'è seduto
l'Assessore per i beni culturali; siamo in materia di tutela del
patrimonio storico-architettonico, quindi
MUSUMECI. Quando lo mandiamo ai beni culturali, cosa cambia?
BARBAGALLO. No cambia con riferimento a quello che diceva
l'onorevole Di Mauro che l'Assessorato al territorio ed ambiente
chiamato in causa alla fine di un procedimento dove non c'è mai
entrato, a mio giudizio, se si trasmette ai beni culturali il
problema è il potere che tuteliamo. Che potere stiamo tutelando? Il
potere paesistico? Questo è il potere. La bellezza architettonica,
la bellezza dei monumenti o l'ordine urbanistico che in un centro
storico a mio parere, non c'entra perché non è un piano
urbanistico, quindi
MUSUMECI . Cosa cambia nella sostanza?
BARBAGALLO. Cambia che i rischi a cui fa riferimento potenziale
l'onorevole Di Mauro, a mio giudizio, in uno studio di dettaglio
degli interventi da fare in un centro storico, non ci sono quindi,
voglio dire l'Assessorato al territorio e ambiente cosa dovrebbe
dire su uno studio di dettaglio che arriva all'Assessorato con il
parere favorevole della Sovrintendenza, del Genio civile, approvato
dal Consiglio comunale. Serve, come ha fatto riferimento
l'onorevole Fazio, ad avere un'organizzazione, un assetto
dell'edilizia privata nei centri storici in Sicilia. Solo a questo
servirebbe. Alla fine quindi il subemendamento dell'onorevole
Ioppolo va bene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 3.6.1
dell'onorevole Ioppolo. La Commissione ha espresso il suo parere.
Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.6, così come subemendato.
Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Interventi ammessi e modalità di attuazione
1. Gli interventi ammessi nei centri storici sono i seguenti:
a) manutenzione ordinaria degli edifici: è ammessa su tutte le
tipologie, mediante comunicazione di inizio attività accompagnata
da relazione tecnica asseverata corredata da documentazione
fotografica a firma di un tecnico abilitato, ad eccezione degli
immobili soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del
Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i quali è
necessario acquisire l'autorizzazione della Soprintendenza
competente per territorio;
b) manutenzione straordinaria degli edifici: è ammessa su tutte le
tipologie, mediante comunicazione di inizio attività accompagnata
da relazione tecnica asseverata corredata da documentazione
fotografica a firma di un tecnico abilitato ad eccezione degli
immobili soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del
Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i quali è
necessario acquisire l'autorizzazione della Soprintendenza
competente per territorio;
c) restauro e risanamento conservativo degli edifici: è ammesso su
tutte le tipologie qualificate (b, c, d, e, f) mediante
comunicazione di inizio attività accompagnata da progetto redatto
da un tecnico qualificato, ad eccezione degli immobili soggetti a
vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del Decreto Legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, per i quali è necessario acquisire
l'autorizzazione della Soprintendenza competente per territorio;
d) ristrutturazione edilizia: è ammessa su tutto il patrimonio
edilizio non qualificato o parzialmente qualificato (a, b, h, i),
previa acquisizione della concessione edilizia. Sulle tipologie
qualificate, la ristrutturazione interna non può comportare la
totale demolizione dell'edificio, dovendo conservare le principali
strutture verticali e orizzontali e il carattere tipologico;
e) ristrutturazione edilizia parziale riguardante i prospetti
ovvero le coperture degli edifici: è ammessa su tutto il patrimonio
edilizio di base non qualificato o parzialmente qualificato (h, i),
mediante acquisizione della concessione edilizia;
f) ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione:
è ammessa su tutto il patrimonio edilizio di base non qualificato
o parzialmente qualificato (a, b, h, i), previa acquisizione della
concessione edilizia. Gli edifici ricostruiti hanno qualità
architettonica e dimensioni, caratteri cromatici, compositivi e
tipologici coerenti con il contesto;
g) ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione
con modifica della sagoma: è ammessa su tutto il patrimonio
edilizio di base non qualificato o parzialmente qualificato (a, b,
h, i);
h) accorpamento di più unità edilizie ovvero di unità immobiliari:
è consentito su tutto il patrimonio edilizio di base mediante
comunicazione di inizio attività accompagnata da una relazione
tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato;
i) ristrutturazione urbanistica: consiste in una sommatoria
organica di manutenzioni, ristrutturazioni edilizie, accorpamenti e
demolizioni per la realizzazione di nuove costruzioni. E'
consentito su contesti edilizi fatiscenti, totalmente o
parzialmente disabitati, secondo le previsioni di cui ai commi 2 e
3 del presente articolo.
2. Ai fini della realizzazione degli interventi previsti dal comma
1, lettera i, i Comuni delimitano aree di tutela e valorizzazione
all'interno dei centri storici ricomprendenti uno o più isolati,
che presentano caratteri di degrado edilizio, urbanistico,
ambientale, economico e sociale. La suddetta delimitazione può
interessare anche aree aventi i medesimi caratteri di degrado
adiacenti al centro storico, purché non prevalenti, in termini di
superficie.
3. All'interno delle aree perimetrate di cui al comma 2 sono
ammessi interventi volti alla tutela e alla valorizzazione,
attraverso un insieme sistematico di opere, finalizzati al
perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) recupero edilizio ed urbanistico e riqualificazione
architettonica e ambientale del patrimonio edilizio esistente;
b) valorizzazione e tutela degli edifici di particolare pregio ed
interesse storico, architettonico e monumentale;
c) riqualificazione degli spazi pubblici e privati esistenti
mediante il recupero e la manutenzione delle aree inedificate,
degradate o sottoutilizzate e l'eliminazione delle opere o edifici
incongrui rispetto al contesto storico-architettonico e
paesaggistico;
d) riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio
immobiliare pubblico e privato;
e) miglioramento dell'accessibilità e della mobilità, anche con
l'attuazione di interventi per l'abbattimento delle barriere
architettoniche;
f) adeguamento dei fabbricati, dei loro impianti e dei servizi
pubblici, per conseguire adeguati livelli di sicurezza e di
sostenibilità ambientale, con particolare riguardo al risparmio
energetico».
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione della Commissione e, ovviamente, del Parlamento
sull'articolo 4, il comma g), il comma h) e il comma i).
Il comma g) fa rilevare la possibilità ed è una norma secca, è una
norma che non ammette confronti con consiglio comunale, con
qualsiasi altro organismo che possa dare le opportune direttive o
le opportune autorizzazioni, si possono modificare attraverso un
processo che è abbastanza chiaro come è scritto qui, di demolizione
e ricostruzione con la modifica della sagoma. Ciò vuole dire che
noi potremmo essere nelle condizioni di prendere un palazzo, di
svuotarlo, trasformare la sua destinazione, cambiare la sagoma
esterna e stravolgere il prospetto.
Onorevole Cracolici, vorrei essere ascoltato dalla Commissione
perché non ho presentato emendamento, signor presidente della IV
Commissione.
E quindi svuotare questo palazzo, determinare una modifica anche
planimetrica di quella che è questa sorta di sagoma, determinare
una livellamento anche di quelli che sono i piani, saranno tetti
alti cinque metri, diventano 3 metri e soprattutto il prospetto
esterno.
Lo dico questo perché non c'è dubbio che, trattandosi di centro
storico, c'è uno schema di una viabilità in cui c'è incastonato
questo immobile, che ha una sua sempre consistenza e significativa
presenza in quella porzione di territorio, e una trasformazione
così forte credo che non possa essere sancita da una norma così
rigida per determinare un mutamento di un immobile.
La seconda considerazione che voglio fare è anche relativa al
punto h). Il punto h) prevede anche qui l'accorpamento di più unità
edilizie che è lasciato praticamente all'arbitrio di una relazione
tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato.
Quindi ci troviamo dinnanzi ad un percorso che è lasciato soltanto
alla libera iniziativa, ovviamente, del tecnico e
dell'imprenditore. Credo che sia una norma talmente veloce da
determinare una modifica anche di quello che è, mi permetto di
dire, un assetto di un territorio che è un assetto al centro
storico, cioè noi potremmo avere anche una serie di immobili
collocati in un lotto di terreno nel centro storico, quindi
dislocarli diversamente con la modifica anche della viabilità e di
altre cose.
Terzo punto, che è la lettera I) è sostanzialmente questo della
ristrutturazione urbanistica che consente una sommatoria organica
di manutenzioni e ristrutturazioni edilizie, che non sto qui a
rileggere, e che è proprio una norma così diretta che entra a gambe
tese e che metterà qualsiasi ufficio tecnico comunale nelle
condizioni di obbedire a logiche che non sono quelle della tutela
del paesaggio o della tutela del sistema urbanistico. Non me ne
voglia il collega Barbagallo, ma basta leggere il comma 4
dell'articolo 2, dove dice si parla di recupero edilizio ed
urbanistico per cui modificare quello che è un assetto fino ad
oggi conosciuto di un territorio.
Ora noi questa legge la dobbiamo fare ed è certamente una legge
importante, è una legge di snellimento, ma mi sembra che queste
norme così forti determinano un nessun contrappeso in un sistema
che va a controllare queste istanze che vengono presentate da
privati cittadini che si possono avvalere soltanto da un tecnico,
da un professionista privato, e determinare un stravolgimento di
una porzione di un territorio che fino ad oggi, forse
eccessivamente abbiamo salvaguardato, ma così facendo la lasciamo
al libero arbitrio dei cittadini. Quindi io inviterei la
Commissione, il Parlamento ad una riflessione, poi se volete votare
e continuare ad andare avanti io ho fatto il mio dovere di
rappresentare quanto segue.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente mi sa che oggi pomeriggio
rappresento il parlamentare che ha deciso di demolire tutto e
tutti. Io credo che con questi interventi in cui si fa riferimento
al paradosso, ci si cita un esempio, poi il rischio è la deriva
mediatica come è accaduto già qualche mese fa quando la legge venne
in Aula.
La Commissione, e mi permetto, con il permesso del Presidente
Trizzino, di intervenire per conto della Commissione e degli altri
colleghi, in questi mesi ha affrontato una attenta analisi,
audizioni, con confronti serrati, con i sovraintendenti, con le
università, con le associazioni di categoria, con gli ordini
professionali, con la consulta degli architetti, e in questi
confronti è emerso da un lato il fronte importante della
sovracatizzazione e dall'altro quelle delle tutele.
Voglio ricordare, e non me ne voglia all'onorevole Di Mauro, che
nel resto di Italia da Reggio Calabria in su, la demolizione e
ricostruzione con modifica di sagoma è ammessa. E' ammessa previo
parere della Sovraintendenza ed è quello che proponiamo di fare
anche in Sicilia affinché non ci sia una discriminazione fra il
cittadino di Reggio Calabria e il cittadino di Messina.
Ovviamente resta salvo che nella demolizione e ricostruzione, per
evitare il paradosso a cui faceva riferimento l'onorevole
Cracolici, c'è il parere preventivo della Sovraintendenza che
valuta l'ammissibilità di quel tipo di intervento, se è compatibile
con il paesaggio, con i beni culturali, e il parere del Genio
civile espressamente previsto all'articolo 3, comma 1, che valuta
l'ammissibilità ai fini della staticità dell'immobile. Faccio
presente che lo studio di dettaglio, prova essere ancora più
eloquente, è frutto di una analisi dettagliata che fa l'Ufficio
tecnico sottoposto a parere della Sovraintendenza dove abbina alla
categoria edilizia, alla tipologia edilizia, palazzo, palazzetto,
palazzo antico, edificio post bellico, primi Novecento, con la
categoria di intervento, cioè per questo palazzo tu puoi fare
restauro, puoi fare risanamento, puoi fare solo la manutenzione
ordinaria, se ci sono contesti particolarmente degradati e mi
rivolgo al territorio che conosciamo meglio ai catanesi, come la
parte più degradata di San Birillo, dove è il caso di fare una
ristrutturazione urbanistica, dove le case stanno cadendo a pezzi,
la si impone per far rivivere i centri storici che è l'obiettivo,
onorevole Fazio, della legge che ci siamo imposti fin dall'inizio,
si impone in alcuni casi la ristrutturazione urbanistica.
Non c'è nessuna speculazione, non c'è nessuna rottura delle
regole, c'è soltanto una regola costruttiva ordinata che prevede la
proposta dell'Ufficio tecnico, il parere degli organi preposti e
l'intervento edilizio.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per un chiarimento soprattutto all'onorevole Barbagallo
che è particolarmente ferrato sulla materia perché l'ha studiata.
Sarà forse una mia interpretazione sbagliata, onorevole
Barbagallo, ma leggendo l'articolo 4, al punto g) dell'articolo 4,
quando si parla di ristrutturazione edilizia mediante demolizione
e ricostruzione , per me significa che si demolisce e si
ricostruisce senza concessione edilizia. E' scritto così.
E mi riferisco ai punti a) e b). Siccome al punto f) è specificato
con rilascio di concessione edilizia qua non è specificato, io lo
leggo in questo modo. Non vorrei che altri lo leggessero in questo
modo, anche perché, forse provocheremmo un danno ai comuni che è
quello degli oneri di organizzazione ed altro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà le
cose che ha detto l'onorevole Barbagallo non sono quelle
perfettamente scritte nella norma, perché per gli interventi di cui
alle lettere g) e h) e aggiungo io i), non c'è nessun parere della
Sovraintendenza.
SUDANO. C'è a monte.
CRACOLICI. No, a monte è uno studio, onorevole Sudano, lei
confonde un parere su un intervento edilizio, da un parere su uno
studio che ha un contesto urbanistico.
Quindi, lo studio di cui parliamo all'articolo 3 è uno studio di
contesto che può essere addirittura parziale, come l'emendamento
Fazio ha proposto. E non c'entra nulla con il parere di cui
all'articolo 4, che agisce sui vincoli laddove ci sono o sulla
filologia urbanistica laddove è necessario che ci sia.
Pertanto, la Commissione, sia per il punto g) che per il punto h)
e i), aggiunga il previo parere della Sovraintendenza .
BARBAGALLO. E' pleonastico.
CRACOLICI. Non è pleonastico, onorevole Barbagallo, mi creda che
non è pleonastico.
Sul tema della sagoma, è vero che la norma è una norma anche
prevista sulle modifiche nel resto del Paese, ma le modifiche in
quale contesto architettonico devono operare? Io faccio sempre
l'esempio che non vi piacerà, ma siccome in Sicilia ne abbiamo
viste di cotte e di crude sul piano edilizio di prospetti che si
sono trasformati in balconi a specchio o con il plexiglass, in
tante parti della Sicilia, le modifiche di sagoma, non possono
agire sulla trasformazione dell'insieme.
Con una battuta dico, io non credo che oggi un comune rilascerebbe
la concessione che ha rilasciato a Piazza Politeama, dove in una
Piazza storica dell'ottocento è stato fatto un palazzo tutto a
specchi, per dirne una.
Allora, questo tema della sagoma è un tema che deve comunque avere
non solo il parere, ma sia coerente con la filologia urbana del
contesto, perché se ognuno fa quello che vuole, quindi il carattere
della continuità architettonica del contesto, anche per valorizzare
il bello e non soltanto l'utile, parliamo dei centri storici, non
stiamo parlando dell'edilizia di meno pregio.
Propongo quindi che sulla questione della sagoma gli interventi di
modifica ammessi siano fatti nell'ambito della coerenza filologica
dell'architettura di contesto.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici il subemendamento 4.3. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici il
subemendamento 4.4. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici il
subemendamento 4.5. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendato 4.1, dell'onorevole Musumeci.
MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendato 4.2, degli onorevoli Sudano ed altri.
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4 così come emendato. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5.
Norme di carattere generale
1. I progetti di cui all'articolo 4 riguardanti interventi nei
centri storici sono corredati dall'analisi grafica e fotografica
delle unità edilizie interessate, attraverso la quale sia possibile
valutare la tipologia di appartenenza, lo stato di consistenza
delle unità edilizie interessate e del contesto di appartenenza, la
presenza di elementi architettonici tipici, le componenti
strutturali e l'epoca di costruzione presunta.
2. Gli interventi di cui all'articolo 4 possono essere finalizzati
all'ottenimento del risparmio energetico ed alla realizzazione di
misure di consolidamento sismico.
3. In tutte le unità edilizie del centro storico sono ammesse
nuove destinazioni d'uso compatibili con la qualità architettonica
e spaziale degli edifici e con la loro localizzazione nel contesto
urbano. In particolare è consentito:
a) la destinazione ad edilizia residenziale pubblica anche
mediante localizzazioni di programmi costruttivi;
b) la destinazione ad edilizia privata;
c) la destinazione ricettivo/turistica;
d) la destinazione a parcheggio interrato, possibilmente in aree
tangenti il centro storico, fatto salvo il rispetto dei vincoli
archeologici.
4. La valutazione delle richieste riguardanti interventi di
recupero edilizio nei centri storici è prioritaria».
Si passa all'emendato 5.2, dell'onorevole Di Giacinto. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendato 5.4, dell'onorevole Musumeci. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendato 5.1, dell'onorevole Di Giacinto, che è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, scusate, mi sono inteso con il presidente
Trizzino. Siccome ci sono delle questioni di carattere tecnico da
chiarire, ed ormai la legge è completata, la votazione finale la
faremo successivamente, dando la possibilità di presentazione di
qualche emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno. Ripeto, si tratta di questioni di carattere tecnico.
C'è una legge che ha una certa importanza. Mi dicono votiamo
adesso. Per essere chiari, noi stasera votiamo pure l'ultima norma
che è l'articolo 6, le disposizioni finali che riguardano la
pubblicazione della legge. La votazione finale la faremo su tutti i
disegni di legge successivamente. C'è l'esigenza di un 117 su
qualche cosa. Diamo la possibilità agli uffici, d'intesa con la
Commissione, informalmente di sentirsi.
MUSUMECI. Noi siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale sarà fatta nella prossima seduta.
Abbiamo, sostanzialmente, completato il lavoro sul disegno di
legge 602 Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio
di base dei centri storici .
Ritengo che questa Assemblea abbia fatto un buon lavoro,
ringraziamo per la collaborazione, debbo dargli atto, l'Assessore
Purpura che ha partecipato sia ai lavori della Commissione che
dell'Aula a dimostrazione che quando il lavoro si vuole fare non ci
sono problemi politici di sorta che tengano.
La seduta è rinviata a domani, 2 luglio 2015, alle ore 16.00.
(Brusio in Aula)
È stato deciso un calendario dei lavori, domani alle ore 13.00 è
chiuso il termine per la presentazione degli emendamenti in ordine
alla legge sugli appalti. Era rimasta aperta la questione
pregiudiziale costituzionalità o meno, domani può essere che si va
avanti col disegno di legge sulle biobanche e poi la votazione
finale potrà essere data successivamente anche per quello.
(Brusio in Aula)
Domani c'è Aula alle ore 16.00. L'Aula, formalmente, in base al
calendario dei lavori è rinviata a domani alle ore 16.00. Se non ci
sono osservazioni in contrario domani rimane fermo il termine per
la presentazione degli emendamenti e l'Aula per la prosecuzione, il
voto finale anche di questa legge, viene rinviata a martedì.
Tenendo presente che noi 7, 8 e 9, perché questo è l'impegno,
dobbiamo concludere il ragionamento sulla norma di carattere
finanziario di accompagnamento
CRACOLICI. La chiudiamo martedì
PRESIDENTE. Questo ci aiuta, significa che noi martedì possiamo
dare il voto finale sui tre disegni di legge, questo completato e
gli altri due. Incardiniamo il disegno di legge che dovrà uscire
fuori martedì stesso, quello di natura finanziaria, per completarlo
mercoledì e giovedì, non oltre, perché ci siamo detti che la
trattazione del disegno di legge sulle province inizierà no stop
dal 16. Rimane così stabilito.
La seduta è rinviata a martedì prossimo. Quello sulla finanziaria
è incardinato e voi continuate il lavoro in Commissione
(Brusio in Aula)
Scusate, non ho capito. Quello sulla finanziaria è incardinato e
di fatti voi continuate il lavoro in Commissione. Voi fate il
lavoro in Commissione, anzi agevola questo, potete proseguire di
pomeriggio. Domani non c'è Aula.
No, scusate, mettetevi d'accordo. Il calendario deve essere
definito. Il calendario della Conferenza dei Capigruppo prevedeva
che entro questa settimana
Sì, onorevole Oddo, anche quello sulle biobanche. Se domani mi
viene eccepito, ritengo di no, che manca l'Assessore per la salute,
significa che si blocca il ragionamento, quindi bisogna essere
condiviso un percorso, scusate sto facendo uno sforzo.
Abbiamo fatto un buon lavoro stasera perché noi diamo per scontato
che è tutto normale e prosegua normalmente. Così come è stato detto
che il disegno di legge sugli appalti pubblici, io ho sentito un
po' tutti, per alcuni non presenta problemi perché sarebbero stati
risolti, per altri continuano a sussistere problemi, per essere
chiari. Dobbiamo fare un lavoro senza forzature, l'ho evidenziato
ieri. Io non ho nessuna difficoltà a lasciare fermo il lavoro per
domani.
Formalmente, in Conferenza dei Capigruppo avevamo stabilito che si
teneva Aula fino a giovedì alle ore 16.00 per concludere tutto il
ragionamento. Parlo chiaramente, anche per chi ci ascolta
all'esterno sembra che non vogliamo lavorare. C'è un disegno di
legge che riguarda le biobanche che sta andando avanti, se qualcuno
dovesse eccepire che manca l'Assessore per la salute sarebbe un
problema. Ritengo di no, francamente. Domani, però, si svilupperà
anche il dibattito sulla questione pregiudiziale costituzionale
sollevata ieri.
Ed allora, rimane fermo che l'Aula si terrà, così come era stato
stabilito, domani alle ore 16.00.
(Brusio in Aula)
No, scusate, io ho detto, per essere chiari perché sembra che ci
sia una grande confusione, se siamo tutti d'accordo, noi rispetto
al calendario che era stato stabilito rinviamo alla prossima
settimana. L'onorevole Cancelleri mi ha manifestato il dissenso
dicendo continuiamo domani. Bene, io non posso non prendere atto
che l'Aula non è d'accordo. Anche l'onorevole Vinciullo mi sta
dicendo proseguiamo domani, perché quello che fa fede è il
calendario dei lavori stabilito in Conferenza dei Capigruppo. Se
tutti sono d'accordo può essere rinviato alla prossima settimana.
Non tutti sono d'accordo, quindi rimane fermo quel calendario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei che fosse chiaro che per
me non è il problema se è domani o dopodomani o lunedì o martedì,
l'Aula lei la può convocare quando vuole. Io ho posto una questione
alla Segreteria Generale ieri, che mi ha prodotto una
documentazione a corredo della relazione del disegno di legge da
parte della Segreteria Generale.
In quel testo ci sono delle considerazioni molto definite. Vorrei
sapere se la Presidenza per la prima volta introduce un criterio,
che un disegno di legge per il quale c'è un giudizio, che tra
l'altro non può che essere ovvio anche perché siamo in presenza di
ordinanze della Corte costituzionale, la Presidenza intende
procedere o meno. Perché il problema qui non è se lo facciamo
domani, il problema è come agisce la Presidenza in funzione
PRESIDENTE. No, glielo dico subito così evitiamo equivoci, perché
il gioco del cerino lo sappiamo fare tutti. Ed allora, io glielo
dico con la massima chiarezza, guardi, non mi sottraggo.
Su questa norma sugli appalti, la Presidenza già qualche mese fa
dichiarò inammissibile per un profilo di incostituzionalità questa
norma, successivamente la IV Commissione approfondì il
ragionamento.
Ieri, ci eravamo lasciati col dire che, in qualche modo, si doveva
raccordare l'Assessore competente, cioè l'assessore Pizzo, con il
presidente della IV Commissione. La IV Commissione, in persona del
suo Presidente, mi riferisce che il problema di costituzionalità
sembrerebbe superato e mi adduce e mi richiama pure una normativa,
se non erro, di altra Regione a Statuto speciale, la Valle d'Aosta.
Siccome è incerto, non è che noi possiamo avere certezza su questa
materia, c'è una pregiudiziale di costituzionalità sulla quale si
può pronunciare l'Aula con la massima chiarezza. Non posso dire io,
in questa sede, sì o no perché, rispetto alla precedente
dichiarazione di inammissibilità, sono stati fatti passi in avanti.
Questo è il dato fondamentale, anche rispetto alla sentenza
prodotta da lei. Questo mi riferisce il Presidente della IV
Commissione ed io ho ragione di ritenere che sia così, nel senso
che ha fatto l'approfondimento.
Che poi sia corretta l'impostazione data dall'assessore Pizzo e
dalla Commissione o sia corretta la questione pregiudiziale di
costituzionalità che ha sollevato lei ieri, francamente, su questo
deciderà l'Aula. Né più, né meno.
CRACOLICI. La Presidenza si rimette all'Aula? Una domanda. Io
voglio sapere se il giudizio dato dalla Segreteria generale, no dal
Servizio Studi
PRESIDENTE. No, evitiamo.
CRACOLICI. Non evitiamo, Presidente. Lei mi deve dire se la
procedura prevede che il servizio che
ODDO. Ha detto che si rimette all'Aula
CRACOLICI. Scusi, onorevole Oddo
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Oddo, sono stato più che chiaro
CRACOLICI io ho capito che lei è stato chiaro, ma lei sta dicendo
che un giudizio di inammissibilità che era contenuto dalla
Segreteria generale
PRESIDENTE. Il giudizio di inammissibilità riguardava la
precedente norma, è stata rinviata in Commissione ed è stata, in
qualche modo, riscritta e approfondita. La Commissione mi ha
evidenziato che, insieme all'Assessorato .non c'entra Se era
inammissibile, se c'era un problema di incostituzionalità l'avrei,
senza ombra di dubbio, stralciato.
CRACOLICI. Io le chiedo soltanto la gentilezza, domani, di avere,
rispetto a questa nuova evoluzione che non so quale sia, una
relazione del Servizio Studi che attesti che è superata la vicenda
della incostituzionalità della norma.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Cracolici, noi ci dobbiamo intendere
su un passaggio. E' inutile scaricare sugli uffici della Presidenza
di questa Assemblea che svolgono in maniera egregia e autorevole il
loro lavoro. Così come ritengo che gli uffici dell'Assessorato
ritengono di avere superato questa questione.
CRACOLICI. Ed è una opinione Il mio datore di lavoro è
l'Assemblea
PRESIDENTE. Posso dire con la massima chiarezza: noi dobbiamo
evitare leggi spot che abbiano effetti boomerang con un'eventuale
bocciatura. Io gliel'ho detto, l'ho dichiarato ieri proprio. Se il
Presidente della Commissione mi sostiene che il problema è
superato, perché c'è il precedente della Valle d'Aosta, il
Presidente della Commissione avrà fatto il suo lavoro. E' una
Commissione che ha svolto un lavoro tecnico.
CRACOLICI. Con tutto il rispetto, il Presidente garantisce gli
uffici...
VINCIULLO. Non è che gli uffici possono stare accanto al
Presidente
CRACOLICI. Domani, se non c'è la relazione si porrà un problema
fondamentale per l'Assemblea.
PRESIDENTE. Allora, anche a tutela del lavoro della IV
Commissione perché, ripeto, in caso di impugnativa, poi, da parte
del Governo nazionale
(Brusio in Aula)
Io farei che domani facciamo esprimere il Presidente della
Commissione a nome di tutta la Commissione. Perché, parlando con i
componenti della Commissione, ritengono tutti di avere superato la
questione citando norme o altro. Diamo la possibilità agli uffici
di approfondire, però domani si deve svolgere l'Aula, ma se gli
uffici non sono pronti, si vota martedì.
Scusate, ma è un ragionamento corretto questo. Domani formalmente
siccome il Presidente della Commissione insieme all'Assessore
ritengono di avere superato la pregiudiziale di costituzionalità o
incostituzionalità, domani riferirà. Gli uffici se hanno il tempo
di approfondire perché nessuno praticamente ha il dono della
verità.
Ed allora. L'Aula, come stabilito, si terrà regolarmente domani
alle ore 16.00.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, per evidenziare la situazione
gravissima che c'è all'ERSU di Catania dove c'è il posto vacante di
direttore. Nonostante l'Assessorato regionale della pubblica
istruzione e della formazione ha inviato da tempo l'elenco della
graduatoria ancora, ad oggi, il Consiglio di amministrazione non
provvede adducendo futili motivi e risulta anche poco chiaro il
motivo del rinvio siamo già al quarto rinvio e ancora oggi non si
procede.
Ho fatto anche una interrogazione per sapere se c'è per caso un
direttore facente funzioni che continua a percepire, vorrei sapere
come, l'indennità di funzione.
E' un atto dell'ufficio, io invito gli organi di Governo a
provvedere con urgenza anche perché omettere un atto del proprio
ufficio in uno Stato di diritto è reato.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io volevo porre l'attenzione su un
documento che è stato firmato da tutti i capigruppo proprio ieri
che fa riferimento a un'evenienza molto importante.
Abbiamo assistito nei giorni scorsi alla presenza di una
rappresentanza dei 20 mila precari in Sicilia degli enti locali,
precari storici, ai quali questo Parlamento ritengo ed auspico,
senz'altro autorevolmente, ma volendo accompagnare questo percorso
avviato ha voluto rispondere con un documento condiviso
sottoscritto da tutti i capigruppo e da sottoporre ai segretari
regionali dei partiti.
Un documento che sottolinea la necessità di introdurre, da parte
del legislatore nazionale, disposizioni speciale per l'accesso
all'impiego nella Regione siciliana e negli enti territoriali
ricompresi nella stessa e per il superamento del precariato.
E' un documento che, ovviamente, in questa sede non voglio
rappresentare nella sua interezza, ma rispetto al quale voglio
comunque rappresentare alcuni punti a partire dall'idea, ad
esempio, di demandare alla legge regionale la disciplina della
formazione dell'utilizzo del ruolo unico regionale ad esaurimento
dei lavoratori che non risultano collocati nelle dotazioni
organiche entro un anno dal termine del periodo transitorio.
E' un documento che fa, quindi, riferimento alle necessità di
trasformare il rapporto di lavoro da tempo determinato in tempo
indeterminato per tutti quei lavoratori idonei all'esito delle
procedure selettive svolte nel periodo transitorio che non hanno
trovato collocazione nelle dotazioni organiche degli enti.
E' un documento, quindi, che intende, finalmente, salvaguardare i
livelli occupazionali di lavoratori che hanno prestato servizio
nella Pubblica Amministrazione per un quarto di secolo, ovvero per
26 anni, e che intende, quindi, prevedere l'utilizzo senza la
soluzione di continuità dei lavoratori aventi requisiti di legge
nell'ente presso il quale prestano servizio in deroga ad ogni
divieto o limite prescritto dalle vigenti leggi.
E' un documento rispetto al quale mi sento di voler sottolineare
che dopo 20 anni di blocco delle assunzioni negli enti locali,
ormai questi operatori si sono resi assolutamente indispensabili
rispetto ai servizi offerti all'interno di quegli uffici. Rispetto
ai quali noi riteniamo quindi si debba giungere alla costituzione
finalmente di un albo unico regionale per i precari, con la
trasformazione, quindi, di quei contratti in essere da contratti a
tempo determinato a contratti a tempo indeterminato.
Chiediamo, quindi, in quel documento sottoscritto da tutti i
Capigruppo in Parlamento che si possa finalmente porre in essere
una deroga regionale delle norme contenute in questo becero decreto
legge 78 del 19 giugno 2015 che, evidentemente, impedisce il
processo di stabilizzazione.
Ovviamente, il mio Gruppo parlamentare, signor Presidente, sta
spostando la vicenda a Roma. Abbiamo chiesto di intervenire a tutta
la deputazione nazionale di Forza Italia consegnando al nostro
coordinatore regionale, il senatore Gibiino questa importante
vertenza, nell'auspicio che così possano fare anche gli altri
Gruppi parlamentari, nella speranza che si possa davvero porre fine
a questo stillicidio che vede da oltre 25 anni, ogni anno
puntualmente, a fine anno, al 31 dicembre, questi uomini e queste
donne, con una scadenza in fronte come se fossero degli yogurt.
Credo che tutta la deputazione regionale ha una responsabilità in
questo senso. Tutta la deputazione regionale ha in più la
responsabilità di spostare la vertenza a Roma.
Questo noi facciamo con il documento che consegniamo, oltre al
coordinatore regionale del mio Partito personalmente, alla
responsabilità e al buon senso del Parlamento siciliano.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 2
luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 .
(nn. 488-762/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
3) - Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
585/A) (Seguito)
Relatore: on. Oddo
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio
di base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
La seduta è tolta alle ore 19.53
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 9.30 di giovedì,
2 luglio 2015)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NORME PER FAVORIRE IL RECUPERO DEL PATRIMONIO
EDILIZIO DI BASE DEI CENTRI STORICI. (602-641-711-732/A)
Evidenziati in rosso gli emendamenti approvati
Testo del disegno di Legge
Art. 1.
Principi generali
1. La presente legge persegue le seguenti finalità:
a) favorire la valorizzazione e la
rivitalizzazione economica e sociale dei centri storici
ubicati nella Regione, attraverso norme semplificate,
anche con riferimento alle procedure, riguardanti il
recupero del patrimonio edilizio esistente;
b) incentivare la rigenerazione delle aree urbane
degradate nelle caratteristiche e peculiarità
originarie.
2. Restano salve le previsioni della pianificazione
attuativa vigente, alla data di entrata in vigore della
presente legge, nei centri storici e nelle Z.T.O. A
nonché le previsioni delle varianti generali relative
ai centri storici, che prevedono l'intervento diretto
ai sensi della normativa vigente.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
1.1 Alla lettera a), dopo le parole Musumec
favorire la aggiungere la parola i
tutela . Formica
Ioppolo
1.2 Alla lettera a), dopo le parole Ruggire
riguardante il recupero del aggiungere llo
la parola relativo . Sammart
ino
Sudano
Anselmo
Nicotra
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 2.
Definizione delle tipologie edilizie dei centri
storici
1. In relazione ai caratteri architettonici,
dimensionali e strutturali, le tipologie edilizie del
centro storico si suddividono in:
a) edilizia di base non qualificata: unità edilizie
con caratteri dimensionali planimetrici, originari o
modificati, con scarsa valenza o prive di caratteri
architettonici tipici;
b) edilizia di base parzialmente qualificata: unità
edilizie con caratteri dimensionali planimetrici,
originari o modificati, e permanenza parziale di
caratteri architettonici tipici, che hanno subito
alterazioni ovvero addizioni di volumi;
c) edilizia di base qualificata: unità edilizie
con caratteri dimensionali planimetrici, originari o
modificati, e permanenza, totale o prevalente, dei
caratteri architettonici tipici;
d) edilizia di base qualificata speciale
(palazzetti): unità edilizie di base aventi caratteri
dimensionali e prospettici che le rendono simili ad un
palazzo seppure derivati dalla sommatoria di moduli
dell'edilizia di base;
e) edilizia monumentale residenziale (palazzi
dell'edilizia storica): edifici monumentali
residenziali del centro storico, anche derivanti da
operazioni di demolizione di preesistenti tessuti della
città storica, aventi i caratteri monumentali e di
qualità architettonica tipici del periodo di
esecuzione;
f) edilizia monumentale specialistica: monumenti
non residenziali (religiosi, civili, militari,
produttivi ecc.);
g) edilizia residenziale moderna non qualificata:
edifici residenziali sorti a partire dagli anni
cinquanta e sessanta del secolo scorso, ex novo ovvero
su aree libere, anche attraverso la demolizione di
preesistente edilizia;
h) edilizia specialistica moderna non qualificata:
rappresenta l'insieme degli edifici a destinazione
specialistica sorta a partire dagli anni cinquanta e
sessanta del secolo scorso o in sostituzione di edifici
preesistenti o ex novo, aventi caratteri di edificato
contemporaneo, in prevalenza in c.a.;
i) altre o diverse tipologie, non riconducibili a
quelle di cui al presente articolo, possono essere
definite con le procedure di cui all'articolo 3, comma
1.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
2.1 Alla lettera b) sopprimere la parola Musumec
parziale . i
Formica
Ioppolo
2.2 Alla lettera c) sopprimere la parola Musumec
prevalente . i
Formica
Ioppolo
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 3.
Studio di dettaglio
1. L'appartenenza delle singole unità edilizie alle
tipologie di cui all'articolo 2 è individuata, su
proposta dell'UTC competente, con uno studio con
effetti costitutivi, composto da una relazione
esplicativa delle scelte e da una planimetria in scala
non superiore 1:500, approvato con deliberazione del
consiglio comunale, previo parere reso in conferenza di
servizi, indetta dall'UTC proponente, a cui partecipano
la soprintendenza dei BB.CC.AA. competente per
territorio, l'Ufficio del Genio civile, nonché
eventuali enti competenti in materia. La delibera del
consiglio comunale di approvazione del sopra
individuato studio con effetti costitutivi è approvata
entro e non oltre 180 giorni dalla pubblicazione della
presente legge. In mancanza dell'approvazione della
suddetta delibera, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente, previa diffida con
assegnazione di un termine non superiore a trenta
giorni, dispone l'intervento sostitutivo.
2. Il verbale della conferenza di servizi,
unitamente allo studio di dettaglio, è pubblicato per
30 giorni all'albo pretorio e nel sito internet del
Comune per eventuali osservazioni ovvero opposizioni.
3. Nel caso in cui non pervengano osservazioni
ovvero opposizioni, il procedimento di approvazione
dello Studio di dettaglio di cui al comma 1 è definito
con delibera del Consiglio comunale da convocarsi entro
i successivi trenta giorni.
4. Nel caso in cui, entro i termini di cui al
comma 2, pervengano osservazioni ovvero opposizioni,
l'UTC indice, entro quindici giorni, un'apposita
Conferenza di servizi che, acquisiti i pareri degli
enti competenti, esprime a maggioranza un parere sulle
eventuali modifiche allo Studio di dettaglio di cui al
comma 1. Entro trenta giorni dalla trasmissione del
suddetto parere, il Consiglio comunale, tenuto conto
delle indicazioni formulate dalla superiore Conferenza
di servizi, delibera l'approvazione dello Studio di
dettaglio di cui al comma 1.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
3.8 Al comma 1, dopo le parole è Ruggire
individuata, aggiungere previa verifica llo
della competenza tecnica in materia da Sammart
parte del personale dell'UTC e della ino
possibilità di costituire un apposito Sudano
Ufficio di Piano, anche di tipo Anselmo
consortile e/o con la partecipazione Nicotra
degli Uffici di Piano delle ex Province
Regionali, .
3.1 Al comma 1, dopo le parole di cui Trizzin
0 all'articolo 2 è individuata aggiungere o
le parole entro 180 giorni dalla data di Barbaga
approvazione della presente legge . llo
Foti
Palmeri
3.1 All'emendamento 3.10 sostituire le Fazio
0.1 parole 180 giorni con le parole 240 ed altri
(ass giorni
orbi
to
dall
e
dich
iara
zion
i di
anal
ogo
teno
re
dell
a
Pres
iden
za)
3.1 Al comma 1 dopo le parole su proposta Ruggire
2 dell'UTC competente aggiungere le llo
seguenti con l'opportuno coinvolgimento Sammart
del settore tecnico professionale ino
operante sul territorio, sia nella fase Sudano
di studio e redazione della planimetria Anselmo
con l'identificazione delle tipologie Nicotra
edilizie di cui all'art.2, sia nella
conferenza di servizi indetta dall'UTC .
3.3 Al comma 1, dopo le parole su proposta Musumec
dell'UTC competente aggiungere le parole i
che può avvalersi anche di consulenze Formica
esterne di provata esperienza . Ioppolo
3.4 Al comma 1 sostituire le parole Musumec
planimetria in scala non superiore a i
1:500 con le parole planimetria in Formica
scala non superiore a 1:1000 . Ioppolo
3.1 Al comma 1, dopo le parole in Di
materia. aggiungere In caso di mancata Giacinto
partecipazione degli enti interessati, si Dipasqu
intende formato il silenzio-assenso. . ale
Malafar
ina
3.2 Al comma 1 apportare le seguenti Fazio
modifiche:
a) dopo le parole competente per
territorio, l'Ufficio del Genio civile,
nonché eventuali enti competenti in
materia. Aggiungere le parole Lo studio
può essere condotto anche per porzioni di
territorio comunale ricadenti in zona A
Centro Storico. ;
b) dopo le parole La delibera del
consiglio comunale di approvazione del
sopra individuato studio con effetti
costitutivi aggiungere le parole , per
l'intero centro storico o anche solo per
porzioni di territorio comunale ricadente
in zona A, .
3.9 Al comma 1, dopo le parole La delibera Ruggire
del consiglio comunale di approvazione llo
aggiungere le parole previa verifica Sammart
della eventuale incompatibilità della ino
maggioranza dei relativi consiglieri . Sudano
Anselmo
Nicotra
3.1 Al comma 1, le parole dalla Trizzin
1 pubblicazione della presente legge sono o
sostituite dalle parole dal deposito Barbaga
dello stesso . llo
Foti
Palmeri
3.7 Al comma 1, dopo le parole In mancanza Ruggire
della approvazione della suddetta llo
delibera, aggiungere le seguenti o in Sammart
caso di incompatibilità della maggioranza ino
dei consiglieri comunali, . Sudano
Anselmo
Nicotra
3.5 Aggiungere il seguente comma: Musumec
5. Alla procedura di VAS si deroga nei i
casi in cui gli interventi sono su Formica
patrimonio edilizio preesistente. Ioppolo
3.6 All'emendamento 3.6 aggiungere Musumec
.1 nell'ultimo inciso, dopo le parole i ed
Decorsi trenta giorni le seguenti altri
parole: senza possibilità di
interruzione o sospensione per richiesta
di chiarimenti .
3.6 Aggiungere il seguente comma: Musumec
6. E' fatto obbligo a conclusione i
della procedura, di trasmettere la Formica
superiore delibera del consiglio comunale Ioppolo
al competente Assessorato regionale del
Territorio e dell'ambiente, per
l'attività di controllo. Decorsi trenta
giorni, il parere si intende espresso
favorevolmente.
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Art. 4.
Interventi ammessi e modalità di attuazione
1. Gli interventi ammessi nei centri storici sono i
seguenti:
a) manutenzione ordinaria degli edifici: è ammessa su tutte
le tipologie, mediante comunicazione di inizio attività
accompagnata da relazione tecnica asseverata corredata da
documentazione fotografica a firma di un tecnico abilitato, ad
eccezione degli immobili soggetti a vincolo ai sensi degli
artt. 10, 12, 13 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, per i quali è necessario acquisire l'autorizzazione della
Soprintendenza competente per territorio;
b) manutenzione straordinaria degli edifici: è ammessa su
tutte le tipologie, mediante comunicazione di inizio attività
accompagnata da relazione tecnica asseverata corredata da
documentazione fotografica a firma di un tecnico abilitato ad
eccezione degli immobili soggetti a vincolo ai sensi degli
artt. 10, 12, 13 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, per i quali è necessario acquisire l'autorizzazione della
Soprintendenza competente per territorio;
c) restauro e risanamento conservativo degli edifici: è
ammesso su tutte le tipologie qualificate (b, c, d, e, f)
mediante comunicazione di inizio attività accompagnata da
progetto redatto da un tecnico qualificato, ad eccezione degli
immobili soggetti a vincolo ai sensi degli artt. 10, 12, 13 del
Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i quali è
necessario acquisire l'autorizzazione della Soprintendenza
competente per territorio;
d) ristrutturazione edilizia: è ammessa su tutto il
patrimonio edilizio non qualificato o parzialmente qualificato
(a, b, h, i), previa acquisizione della concessione edilizia.
Sulle tipologie qualificate, la ristrutturazione interna non
può comportare la totale demolizione dell'edificio, dovendo
conservare le principali strutture verticali e orizzontali e il
carattere tipologico;
e) ristrutturazione edilizia parziale riguardante i
prospetti ovvero le coperture degli edifici: è ammessa su tutto
il patrimonio edilizio di base non qualificato o parzialmente
qualificato (h, i), mediante acquisizione della concessione
edilizia;
f) ristrutturazione edilizia mediante demolizione e
ricostruzione: è ammessa su tutto il patrimonio edilizio di
base non qualificato o parzialmente qualificato (a, b, h, i),
previa acquisizione della concessione edilizia. Gli edifici
ricostruiti hanno qualità architettonica e dimensioni,
caratteri cromatici, compositivi e tipologici coerenti con il
contesto;
g) ristrutturazione edilizia mediante demolizione e
ricostruzione con modifica della sagoma: è ammessa su tutto il
patrimonio edilizio di base non qualificato o parzialmente
qualificato (a, b, h, i);
h) accorpamento di più unità edilizie ovvero di unità
immobiliari: è consentito su tutto il patrimonio edilizio di
base mediante comunicazione di inizio attività accompagnata da
una relazione tecnica asseverata a firma di tecnico abilitato;
i) ristrutturazione urbanistica: consiste in una sommatoria
organica di manutenzioni, ristrutturazioni edilizie,
accorpamenti e demolizioni per la realizzazione di nuove
costruzioni. E' consentito su contesti edilizi fatiscenti,
totalmente o parzialmente disabitati, secondo le previsioni di
cui ai commi 2 e 3 del presente articolo.
2. Ai fini della realizzazione degli interventi previsti dal
comma 1, lettera i, i Comuni delimitano aree di tutela e
valorizzazione all'interno dei centri storici ricomprendenti uno o
più isolati, che presentano caratteri di degrado edilizio,
urbanistico, ambientale, economico e sociale. La suddetta
delimitazione può interessare anche aree aventi i medesimi
caratteri di degrado adiacenti al centro storico, purché non
prevalenti, in termini di superficie.
3. All'interno delle aree perimetrate di cui al comma 2 sono
ammessi interventi volti alla tutela e alla valorizzazione,
attraverso un insieme sistematico di opere, finalizzati al
perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) recupero edilizio ed urbanistico e riqualificazione
architettonica e ambientale del patrimonio edilizio esistente;
b) valorizzazione e tutela degli edifici di particolare pregio
ed interesse storico, architettonico e monumentale;
c) riqualificazione degli spazi pubblici e privati esistenti
mediante il recupero e la manutenzione delle aree inedificate,
degradate o sottoutilizzate e l'eliminazione delle opere o edifici
incongrui rispetto al contesto storico-architettonico e
paesaggistico;
d) riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio
immobiliare pubblico e privato;
e) miglioramento dell'accessibilità e della mobilità, anche
con l'attuazione di interventi per l'abbattimento delle barriere
architettoniche;
f) adeguamento dei fabbricati, dei loro impianti e dei servizi
pubblici, per conseguire adeguati livelli di sicurezza e di
sostenibilità ambientale, con particolare riguardo al risparmio
energetico.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
4.1 Al comma 1, lettera a) dopo le parole Musumec
competente per territorio , aggiungere i
le parole limitatamente agli interventi Formica
che interessano l'esterno dell'edificio . Ioppolo
4.2 Al comma 1, aggiungere la seguente Ruggire
lettera: llo
g bis) ristrutturazione edilizia: è Sammart
ammessa anche sulle tipologie ino
identificate all'articolo 2 lettera c) Sudano
edilizia di base qualificata', Anselmo
consentendo su detti immobili anche la Nicotra
demolizione e la fedele ricostruzione,
salvaguardando l'identità dei luoghi con
il vincolo di riproposizione dei
caratteri architettonici tipici esistenti
negli edifici.
4.3 All'art. 4 lettera g) dopo le parole Cracoli
con modifica della sagoma aggiungere ci ed
coerente con la tipologia dell'intorno altri
4.4 All'art. 4, alla lettera g) aggiungere Sudano
previa acquisizione della concessione
edilizia
4.5 Per i punti g), h), i), aggiungere per Cracoli
i quali è necessaria acquisire la ci ed
preventiva autorizzazione della altri
Soprintendenza competente per territorio
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 5.
Norme di carattere generale
1. I progetti di cui all'articolo 4 riguardanti
interventi nei centri storici sono corredati
dall'analisi grafica e fotografica delle unità edilizie
interessate, attraverso la quale sia possibile valutare
la tipologia di appartenenza, lo stato di consistenza
delle unità edilizie interessate e del contesto di
appartenenza, la presenza di elementi architettonici
tipici, le componenti strutturali e l'epoca di
costruzione presunta.
2. Gli interventi di cui all'articolo 4 possono
essere finalizzati all'ottenimento del risparmio
energetico ed alla realizzazione di misure di
consolidamento sismico.
3. In tutte le unità edilizie del centro storico
sono ammesse nuove destinazioni d'uso compatibili con
la qualità architettonica e spaziale degli edifici e
con la loro localizzazione nel contesto urbano. In
particolare è consentito:
a) la destinazione ad edilizia residenziale
pubblica anche mediante localizzazioni di programmi
costruttivi;
b) la destinazione ad edilizia privata;
c) la destinazione ricettivo/turistica;
d) la destinazione a parcheggio interrato,
possibilmente in aree tangenti il centro storico, fatto
salvo il rispetto dei vincoli archeologici.
4. La valutazione delle richieste riguardanti
interventi di recupero edilizio nei centri storici è
prioritaria.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
5.2 Al comma 3, lettera c) dopo le parole Di
destinazione ricettivo turistica Giacinto
aggiungere commerciale e di pubblico Di
esercizio . pasquale
Malafar
ina
5.4 Al comma 3, dopo la lettera d) Musumec
aggiungere la seguente: i
e) la destinazione commerciale di Formica
quartiere, a medie strutture di vendita, Ioppolo
ad attività artigianale e di terziario
anche avanzato .
5.1 Sostituire il comma 4 con il seguente: Di
4. Le richieste di concessioni Giacinto
riguardanti interventi di recupero Dipasqu
edilizio nei centri storici, come da ale
studi di dettaglio, di cui all'articolo 3 Malafar
della presente legge, corredati da quanto ina
previsto dall'articolo 5 possono essere
trasmesse tramite il sito internet dei
Comuni e vanno rilasciate entro 30 giorni
dalla presentazione della richiesta, in
caso contrario si intende formato il
silenzio- assenso .
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato
Testo del disegno di Legge
Art. 6.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione.
Elenco degli Emendamenti
Emd TESTO DELL'EMENDAMENTO FIRMATA ESITO
N. RI
VOTAZIONE FINALE DELL'ARTICOLO:
Approvato
Approvato con emendamenti
Non Approvato