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Resoconto d'Aula della Seduta n. 251 di martedì 07 luglio 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  958  - Chiarimenti circa i criteri seguiti nell'individuazione
  dell'attuale  Commissario dell'ospedale San Raffaele  -  Giglio  di
  Cefalù (PA).

   Firmatari:Vinciullo Vincenzo.

   (Con nota prot. n. 29021/IN.16 del 17/06/2014, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:

   N.  1106  -  Notizie in merito alla chiusura estiva  dell'Istituto
  ortopedico Rizzoli di Bologna - Dipartimento Rizzoli - Sicilia.

   Firmatari:Fiorenza Cataldo.

   (Con    nota    prot.    n.   80839   del   25    ottobre    2013,
  l'Assessorato  per la salute ha anticipato il testo  scritto  della
  risposta,   ai   sensi  dell'art.  140, comma 5,  Reg.int.ARS.  Con
  nota  prot.  n. 30590/IN.16 del 26 giugno 2014 il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).

   N.  1177  -  Notizie sull'adeguatezza dei locali ove è ubicata  la
  sede del '118' a Lentini(SR).

   Firmatari:Vinciullo Vincenzo.

   (Con nota prot. 31613 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute, ai
  sensi  dell'  art.  140, comma 5, Reg. int. ARS, ha  anticipato  il
  testo  scritto  della risposta. Con nota prot. n.  32012/IN.16  del
  3/07/2014, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore  per
  la salute).

   N. 2531  -  Chiarimenti  sul  ritardo  nei  lavori  di costruzione
  dell'ospedale San Marco di Librino, nel comune di Catania.
   Firmatari: Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio   Giorgio;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  2453 - Iniziative per la sospensione dei lavori di costruzione
  di una barriera soffolta nella frazione di Santa Maria la Scala del
  comune di Acireale.

   Firmatari:Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli: Cani, Tamajo, Laccoto e Cascio Salvatore.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Incarichi di esperto del sindaco. (n. 1018)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.

   -   Introduzione   mozione  di  sfiducia   al   presidente   della
  circoscrizione di decentramento. (n. 1019)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.

   - Disciplina dei cimiteri per gli animali di affezione. (n. 1020)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.

   -  Trasparenza  dei processi deliberativi all'interno  degli  enti
  locali. (n. 1021)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Ciancio,   Cancelleri,  Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,   Zito,
  Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino e Tancredi  in
  data 3 luglio 2015.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro con  nota  prot.  n.
  6216/SG.LEG.PG. del 30 giugno 2015, ha ritirato il disegno di legge
  n.  949  «Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali  nel
  settore di  gestione integrata dei rifiuti'», presentato in data 12
  febbraio 2015.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n. 991: « Interventi
  per  il finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel porto
  di Palermo , già assegnato con nota prot. n. 5425/SG.LEG.PG. dell'8
  giugno  2015, alla IV Commissione, è stato riassegnato, in  data  1
  luglio 2015, alla III Commissione.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fazio e Giuffrida, con note
  prot.  n.  6039/SG.LEG.PG. e 6040/SG.LEG.PG. del  24  giugno  2015,
  hanno  chiesto di apporre la propria firma al disegno di  legge  n.
  992   Norme riguardanti le prestazioni di assistenza specialistica,
  ambulatoriale della branca di medicina di laboratorio,  erogate  da
  strutture accreditate o preaccreditate dalla Regione Siciliana .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Revisione  del   Piano  regionale dei parchi  e  delle  riserve
  naturali',  approvato  con D.A. n. 970  del  10  giugno  1991,  con
  l'inserimento della riserva naturale orientata  Capo Murro di Porco
  e  Penisola  della  Maddalena', ricadente in  agro  del  comune  di
  Siracusa, e successiva istituzione della stessa (n.  61/IV).
   Pervenuto in data 2 luglio 2015.
   Inviato in data 3 luglio 2015.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2735  -  Chiarimenti e provvedimenti in ordine  alla  scadenza
  contrattuale per la fornitura di microinfusori per bambini  affetti
  da diabete. Assessore Salute. Cracolici Antonello.

   N.  2736  -  Notizie  in  merito al rinnovo delle  convenzioni  di
  trasporto  ferroviario tra Forze dell'Ordine, Trenitalia e  Regione
  siciliana  al fine di preservare l'incolumità dei passeggeri  nelle
  tratte  isolane.  Presidente  Regione, Assessore  Infrastrutture  e
  Mobilità.  Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;
  Tancredi Sergio.

   N.  2739  -  Provvedimenti per fronteggiare la nascente  emergenza
  idrica nel territorio di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   -   Assessore  Energia  e  Servizi  Pubblica  Utilità,   Assessore
  Agricoltura sviluppo rurale e  pesca mediterranea. Arancio Giuseppe
  Concetto

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2731 - Iniziative in ordine alla riserva naturale orientata di
  Trapani  e  Paceco.  Presidente  Regione,  Assessore  Territorio  e
  Ambiente,   Assessore  Attività  produttive.   Palmeri   Valentina;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Tancredi   Sergio;
  Ciaccio   Giorgio;   Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;  Ferreri
  Vanessa;   Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano;

   N. 2732 - Iniziative a seguito degli atti vandalici ai danni della
  scogliera di Macari nei pressi di San Vito Lo Capo (TP). Presidente
  Regione, Assessore Territorio e Ambiente. Tancredi Sergio;  Ciancio
  Gianina;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Palmeri
  Valentina;   Zafarana  Valentina;  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo
  Matteo;   Ferreri  Vanessa;  Siragusa  Salvatore;   Foti    Angela;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia;

   N.   2733   -  Rilevamento  delle  criticità  della  rete  irrigua
  regionale.  Presidente  Regione, Assessore   Agricoltura   sviluppo
  rurale  e  pesca  mediterranea. Tancredi Sergio;  Ciancio  Gianina;
  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri  Valentina;
  Zafarana Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo;  Ferreri
  Vanessa;  Siragusa  Salvatore;  Foti  Angela;  Trizzino  Giampiero;
  Zito Stefano; La Rocca Claudia;

   N.  2734  -  Chiarimenti  sulla  chiusura  delle  sale  operatorie
  dell'ospedale  Muscatello  di  Augusta  (SR).  Presidente  Regione,
  Assessore Salute. Coltraro Giambattista.

   N.  2737 - Notizie sulla destinazione dell'immobile comunale  sito
  in  Calatafimi  Segesta  (TP), da adibire a  comunità  terapeutico-
  riabilitativa   e  residenziale  per  l'  assistenza   a   soggetti
  tossicodipendenti. Presidente Regione, Assessore Salute,  Assessore
  Territorio e Ambiente, Assessore Infrastrutture e Mobilità. Palmeri
  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Tancredi
  Sergio;   Ciancio   Gianina; Ciaccio Giorgio;  Zafarana  Valentina;
  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano;

   N.   2738   -  Urgenti  provvedimenti  per  carenza  di  personale
  all'ospedale 'Suor Cecilia Basarocco' di Niscemi (CL).   Presidente
  Regione,   Assessore  Salute.  Falcone  Marco;  Figuccia  Vincenzo;
  Assenza Giorgio; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale
  Alfio ; Savona Riccardo.

   N.  2740  -  Chiarimenti sulla mancata nomina del Garante  per  la
  tutela  dei diritti fondamentali dei detenuti. Presidente  Regione.
  Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.   302   -   Notizie   in   merito  alla   delocalizzazione   di
  un'elisuperficie  sita presso il Comune di Capo d'Orlando  (ME).  -
  Presidente Regione, Assessore Infrastrutture e Mobilità,  Assessore
  Territorio  e  Ambiente: Zafarana; Cancelleri;  Cappello;  Ciaccio;
  Ciancio;  Ferreri; Foti; La Rocca; Mangiacavallo Palmeri; Siragusa;
  Tancredi; Trizzino; Zito;

   N.  303  -  Revoca del provvedimento di chiusura  dei  centri  per
  l'impiego di Vizzini e Mineo.
   -  Presidente  Regione,  Assessore Famiglia, Politiche  Sociali  e
  Lavoro:  Cappello; Cancelleri; Ciaccio; Ciancio; Ferreri; Foti;  La
  Rocca;   Mangiacavallo;  Palmeri;  Tancredi;  Siragusa;   Trizzino;
  Zafarana; Zito.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

     Comunicazione di trasmissione di decreto di cessazione della
  dr.ssa Borsellino dalla carica di Assessore regionale per la salute
     e contestuale assunzione temporanea ad interim delle relative
            funzioni da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota prot. n. 32357  del  2  luglio
  2015,   pervenuta  il  3 luglio successivo  e protocollata   al  n.
  6517/AulaPg  di pari data, la Segreteria generale della  Presidenza
  della  Regione  ha  trasmesso copia  del decreto  presidenziale  n.
  255/Area  1 /S.G.  del  2  luglio 2015 di cessazione  della  dr.ssa
  Borsellino  dalla carica di Assessore regionale  per  la  salute  e
  contestuale   assunzione  temporanea  ad  interim  delle   relative
  funzioni da parte del Presidente della Regione.
    Invito il deputato segretario a darne lettura.

   BARBAGALLO, segretario:

                           Regione Siciliana

                             Il Presidente

   -vista  la  lettera datata 2 luglio 2015 con la quale  l'Assessore
      regionale per la salute rassegna le proprie dimissioni irrevocabili
      dall'incarico   assessoriale   con   preposizione    al    ramo
      dell'amministrazione;

   -ritenuto,  nell'accogliere  tali  dimissioni  che,  al  fine   di
      garantire  continuità all'esercizio ed alla funzione  politica-
      amministrativa del predetto ramo dell'Amministrazione regionale
      siciliana,   il  Presidente  della  Regione  siciliana   assuma
      temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per la salute.

                                               Palermo, 2 luglio 2015

                                                     Rosario Crocetta

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  comunico che è pervenuta  una  richiesta  da
  parte  della  I  Commissione di posticipare, almeno  di  un'ora,  i
  lavori d'Aula per dare la possibilità ai colleghi componenti  della
  stessa  commissione  di completare la discussione  sul  disegno  di
  legge  n. 997 che - come sapete - questa sera dovrebbe giungere  in
  Aula per essere incardinato.
   Sulla base di questa richiesta sospendo l'Aula, riprenderemo  alle
  ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 17.16)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  giornata
  odierna gli onorevoli Ciaccio e La Rocca.
   L'Assemblea ne prende atto.

   legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche alla
                            legge regionale
               n. 12 del 12 luglio 2011». (488 - 762/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende: si passa al II
  punto dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «  Modifiche alle legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011  (488  -
  762/A), posto al numero 2.
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, nella seduta n. 250 del 2  luglio  scorso  ci
  siamo lasciati con la richiesta da parte di questa Aula di fare  un
  po'  di  chiarezza  con  gli Uffici su quanto  dibattuto  la  volta
  scorsa.
   Era  stata ravvisata l'opportunità di un approfondimento da  parte
  degli  Uffici in relazione ai profili di criticità emersi in ordine
  all'articolo  3,  concernente la modifica dei  criteri  di  calcolo
  della soglia di anomalia delle offerte.
   Gli  Uffici,  tenuto conto delle questioni emerse  nel  corso  del
  dibattito  d'Aula,  hanno  predisposto  e  depositato  la  nota  di
  approfondimento che è stata distribuita agli onorevoli  deputati  o
  che sta per essere distribuita in questo momento.
   Tale nota conferma i dubbi di costituzionalità già manifestati  in
  precedenza,  con riferimento ad ulteriore elemento  introdotto  dal
  Governo  in  occasione del dibattito d'Aula,  dà  conto  di  alcune
  aperture  della Corte Costituzionale in merito alla possibilità  da
  parte  del  legislatore regionale di emanare norme con effetti  pro
  concorrenziali,  evidenziando tuttavia come tale  orientamento  sia
  contraddittorio  e non consolidato nella materia  degli  appalti  e
  come la giurisprudenza in tale settore sia in continua evoluzione.
   Pertanto,  questa Presidenza, dopo aver sollecitato in Commissione
  di merito una fase di riflessione e di approfondimento, in presenza
  di  un  disegno  di  legge esitato per l'Aula ed individuato  dalla
  Conferenza dei Capigruppo, nonché condiviso dal Governo, alla  luce
  del  dibattito sviluppatosi e delle divergenze manifestate, ritiene
  imprescindibile che sia l'Assemblea a pronunciarsi sul procedere  o
  meno con il disegno di legge in questione.
   Mi  sia  al  riguardo  consentito precisare che  è  compito  degli
  Uffici,  nell'attuale  sistema, quello svolto  dai  funzionari  con
  competenze e professionalità consone ad un corpo specializzato  che
  deve  operare  in  una struttura al servizio di un  Parlamento,  di
  fornire   ai  deputati  il  supporto  tecnico  necessario  affinché
  l'Assemblea,  cui  compete  per Statuto  l'esercizio  dell'attività
  legislativa, si possa determinare in modo consapevole ed  informato
  sul contenuto delle norme in discussione.
   Resta  fermo che la valutazione in ordine alla prosecuzione  della
  discussione  e  quindi all'approvazione o meno  della  proposta  di
  legge  all'ordine del giorno spetti esclusivamente  al  legislatore
  che, per formare il proprio convincimento e deliberare, tiene conto
  tanto  dei  rilievi  e  delle osservazioni  prospettate  sul  piano
  puramente  giuridico dagli Uffici ed anche dal Governo,  che  dagli
  altri  profili rilevanti quali l'impatto e la finalità della norma,
  le  implicazioni economico-politico e sociali, i rapporti tra Stato
  e  Regione. Quest'ultimi, si ribadisce, contrassegnati da  continue
  evoluzioni, specie nell'attuale momento di passaggio da un  sistema
  di  controllo  preventivo ad uno successivo sulle  leggi  regionali
  siciliane.
   Questo  quanto  dovuto  dopo un ulteriore approfondimento  portato
  avanti dagli Uffici.
   A  questo punto, sulla base anche del dibattito che si è svolto la
  volta  scorsa,  ha  facoltà di parlare l'onorevole  Cracolici,  per
  sapere se vuole procedere sulla questione pregiudiziale o meno.
   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  desidero  ringraziare gli Uffici perché credo che il dibattito  che
  c'è stato in questa Aula abbia sollecitato quell'approfondimento  e
  anche  un  arricchimento  in termini di richiami  giurisprudenziali
  oltre che dottrinari, sulla materia di cui ci stiamo occupando.
   Mi  pare  evidente che il giudizio che è stato ribadito  da  parte
  degli   Uffici  si  mantiene  inalterato  e  per  certi  versi   si
  arricchisce, alla luce anche di affermazioni che sono  state  fatte
  dalla Corte Costituzionale, ma io li ringrazio per questo anche  al
  richiamo  di una precedente impugnativa che nel 2010 è stata  fatta
  dal Commissario dello Stato e che nel 2011 la Corte Costituzionale,
  nel  dichiarare  la  cessazione  del contendere,  faceva  esplicito
  riferimento ai princìpi che sovrintendono alla materia  di  cui  ci
  stiamo occupando.
   A  me pare del tutto chiaro che, anche alla luce di questo parere,
  la  competenza  dell'Assemblea regionale  siciliana  in  materia  è
  preclusa.
   Io ribadisco ulteriormente un elemento di preoccupazione e lo dico
  anche  ai colleghi che devono essere anche consapevoli di un  dato:
  noi  per  60 anni ci siamo in qualche modo, rifatti a un  esercizio
  del   controllo  dell'attività  legislativa  che  era  quella   del
  Commissario   dello  Stato  che,  nel  momento  in  cui   proponeva
  l'impugnativa,  l'Assemblea  poteva  decidere  o  di   mandare   in
  pubblicazione i testi senza le parti impugnate o resistere  davanti
  la Corte Costituzionale.
   Con  il  nuovo sistema noi dobbiamo avere chiaro che,  laddove  il
  Consiglio  dei Ministri proponesse impugnativa nei confronti  della
  norma  qualora  venisse  approvata da questa  Assemblea,  la  norma
  rimane pubblicata fino al giudizio della Corte Costituzionale,  che
  mediamente non arriva mai se non dopo un anno, un anno e mezzo, per
  cui  avremmo una situazione che la vigenza formale di una norma  in
  attesa  di  un  pronunciamento eventuale della Corte Costituzionale
  che renderebbe incerta l'applicazione della norma stessa.
   Io  a questo faccio riferimento quando dico di fare attenzione. Io
  non  vorrei che chiedono, anche legittimamente, una modifica di  un
  sistema  che  sta  creando una selvaggia modalità  di  assegnazione
  degli  appalti con una corsa al prezzo più basso, che sta  mettendo
  in  ginocchio  il  sistema imprenditoriale,  ma  questo  legittimo,
  ripeto  legittimo  problema e bisogno che  esprime  soprattutto  la
  classe  imprenditoriale,  i  lavoratori,  rischia  di  entrare   in
  conflitto  con  un  principio  che è la certezza  dell'applicazione
  delle  norme in Sicilia, determinando una paralisi che  rischia  di
  essere   pagata  a  caro  prezzo  primo  fra  tutti  dagli   stessi
  imprenditori, che oggi, oltre ad essere penalizzati da una quantità
  di  appalti  sempre più ridotta, a causa della crisi  economica,  e
  quindi  questo  aumenta gli elementi di competizione selvaggia  tra
  gli  stessi,  dal momento in cui si paralizzasse il  sistema  degli
  appalti a causa della difficoltà interpretativa della norma stessa,
  avremmo un crollo, non solo per gli imprenditori, ma per il sistema
  economico siciliano.
   Ecco perché io credo che è un azzardo pensare, così come mi dicono
  alcuni colleghi, che alcuni colleghi sono consci dei limiti che  la
  norma  ha  sul  piano  costituzionale, per la verità  anche  alcuni
  stessi imprenditori, però poi mi dicono di approvarla e vedere  poi
  come va a finire.
   Ma può un legislatore operare senza avere chiaro il riferimento  e
  il  quadro  normativo, e soprattutto la certezza  del  diritto  per
  coloro che dovranno applicare la legge?
   Ecco  perché, signor Presidente, nel dire che ribadisco le ragioni
  di incostituzionalità anche alla luce delle dichiarazioni qui fatte
  dagli  uffici, voglio però concludere con un ragionamento,  e  devo
  dire con una amarezza, e la dico così' come la penso, abituato come
  sono  a  dire sempre quello che penso, anche a costo di  dispiacere
  qualcuno. Io trovo anomalo che l'Ufficio di Presidenza, che  ha  un
  potere  addirittura insindacabile sull'ammissibilità  delle  norme,
  anche alla luce dei rilievi di costituzionalità, in questo caso  in
  maniera  del tutto inusuale e per certi versi inedita,  si  rimette
  alla decisione dell'Aula.
   Ma  quali  pressioni  ci sono state attorno a  questa  legge,  per
  mutare  una  procedura e una prassi nel ruolo che la Presidenza,  a
  garanzia  delle  norme fondamentali, ha esercitato  fin  qui?  Cosa
  giustifica  il fatto che, malgrado gli uffici, con la  prudenza  ma
  anche  con  la  nettezza  che  i  rilievi  che  vengono  sottoposti
  propongono a tutti noi, la Presidenza si rimette all'Aula.
   Io  ne  prendo  atto,  ma  è evidente che stiamo  introducendo  un
  precedente,  che da domani non può più la Presidenza richiamarsi  a
  profili  di  presunta incostituzionalità dichiarando  inammissibile
  norme,   perché  invece  l'Aula  potrebbe  determinarsi  in   senso
  contrario.
   A  me  dispiace che non c'è presente il Presidente dell'Assemblea,
  perché  è chiaro che questo ragionamento vale innanzitutto  per  la
  Presidenza  e  per il suo Presidente, ribadisco che  questa  è  una
  inusuale procedura, che io non condivido, che ritengo un precedente
  che  delegittima  la Presidenza dell'Assemblea,  ed  in  ogni  caso
  poiché  la  Presidenza in maniera piratesca ha deciso di rivolgersi
  all'Aula, ribadisco che, per quanto mi riguarda, questa norma non è
  tecnicamente  approvabile, perché ha profili di  incostituzionalità
  evidenziati  anche dalla relazione, ma i cui effetti di  incertezza
  amministrativa  potrebbero essere tali da  paralizzare  il  sistema
  degli  appalti in Sicilia per un tempo che adesso nessuno di noi  è
  in grado di stabilire.
   Di  questo  ognuno si deve assumere la responsabilità  davanti  ai
  siciliani, perché poi non ci siano lacrime di coccodrillo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire  il  relatore,  onorevole
  Turano.
   Prima di dare la parola all'onorevole Turano vorrei precisare  che
  nessuna  pressione  è stata fatta nei confronti  della  Presidenza,
  onorevole  Cracolici, semplicemente il fatto  che  come  si  evince
  anche dalla nota che abbiamo distribuito, non ci sono giudizi  così
  trancianti per dichiarare incostituzionale questa norma.
   Per  cui,  questa Presidenza, di fatto, si rimette  all'Assemblea,
  perché  fino  a  prova contraria l'Assemblea è l'organo  sovrano  e
  semmai,  il  contrario, era doveroso da parte mia,  in  qualità  di
  Vicepresidente, oggi, non creare un precedente al contrario e  cioè
  superare il significato dell'Assemblea attribuendomi un ruolo  che,
  probabilmente, va al di là delle mie stesse competenze.

   TURANO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gli
  argomenti che trattiamo oggi hanno una peculiarità e una specialità
  che  meritano  tanta  attenzione, però certi  ragionamenti  che  io
  considero speciosi, non posso che contestarli con la franchezza che
  mi distingue, contestarli pubblicamente.
   Non  intervengo a difesa degli Uffici dell'Assemblea, non  ce  n'è
  nessuna  ragione,  anzi  considero il parere  fatto,  un  ulteriore
  parere, fatto non più lacunoso.
   Cercherò  di  essere  esaustivo nelle argomentazioni  che  intendo
  trattare  se  pur  riconosco  che sono argomenti  molto  difficili,
  ragione  per  la quale a nome del Gruppo parlamentare  dell'UDC  mi
  sono  preoccupato di fornire il Gruppo stesso di un  parere  di  un
  autorevole   docente  di  diritto  pubblico   che   ha   rassegnato
  formalmente  al  Gruppo  la sua opinione  e  che  conclude  per  un
  ragionamento - sto parlando del Professore Fiorello dell'Università
  degli  studi  di Palermo - parere che intendo produrre agli  Uffici
  dell'Assemblea  perché di primo acchito avevo pensato  che,  forse,
  era   opportuno leggerlo. Oggi, lo produco perché rimanga agli atti
  parlamentari e perché con gli atti parlamentari sia trasmesso  agli
  organi   preposti  alla  vigilanza  delle  leggi  che   l'Assemblea
  regionale approva.
   Beh,  se non si fosse perso, cosa di cui io pubblicamente mi sono,
  come  dire,  lamentato in questa Assemblea, onorevole Clemente,  mi
  aiuti  un attimino, oggi parliamo della modifica della legge  sugli
  appalti .

   CORDARO.    Parlavamo   proprio  di  questa   cosa,   ci   stavamo
  confrontando.
   TURANO, relatore. Lo so, e dicevo mi sono lamentato più volte  con
  l'Assemblea che non ha esercitato più le prerogative previste dallo
  Statuto  ovvero  sia,  ha  cercato la  scorciatoia   dell'ulteriore
  mancata   proposta  deliberativa  per  fare  ricorso   alla   Corte
  Costituzionale.
   Se  questa  si  fosse verificata oggi non saremmo a  parlare,  non
  saremmo  a  parlare  perché  avremmo  una  pronuncia  della   Corte
  costituzionale e non soltanto un'ordinanza, come citato  nel  primo
  parere  degli Uffici, perché l'ordinanza - non ricordo il numero  -
  quella che è citata dagli uffici, testualmente dice:   nessuno  può
  ledere   i   principi  della  libera  concorrenza  nel   territorio
  nazionale ,   e  non  c'era  bisogno  che  lo  dicesse   la   Corte
  costituzionale, era sufficiente sapere quali sono  i  temi  dettati
  nel Trattato di Lisbona ed era sufficiente conoscere l'articolo 117
  della Costituzione.
   Ma  è sufficiente lo stesso conoscere l'articolo 14 dello Statuto,
  la  lettera  g) - se non ricordo male - per dire che in materia  di
  appalti  l'Assemblea  regionale conserva  una  potestà  legislativa
  autonoma.  Potestà legislativa che non può andare, e  mai  dovrebbe
  succedere,  contro l'ordinamento nazionale. Cosa dice?  qual  è  il
  confine allora all'interno del quale ci muoviamo?
   E'  quello che viene riassunto nel parere che pochi minuti fa  gli
  uffici  hanno  distribuito e che viene articolato nella  pronuncia,
  questa  volta della Corte costituzionale, con la sentenza  431  del
  2006.
   Dice  che,  nel  rispetto  dei principi,  qualunque  potestà  pro-
  concorrenziale  è  rimessa certamente agli Statuti  delle  regioni,
  della  regione  siciliana, nel caso in specie  e  delle  Regioni  a
  Statuto speciale delle provincie di Trento e Bolzano.
   Io  mi  chiedo  se la norma che stiamo approvando,  come  dice  il
  manuale  di  diritto amministrativo che fa dottrina in materia,  il
  manuale   dice  che  le  norme  pre-concorrenzaiali  permettono   e
  consentono   a  prescindere  le  evoluzioni  esterne  che   possono
  inquinare  un  procedimento legittimo, un'Assemblea legislativa   a
  pronunciarsi e ad eliminare questo fattore di discrimine e ne  sono
  tanto  convinto che se gli uffici avessero fatto un'attenta analisi
  con  l'Osservatorio per i lavori pubblici, avrebbero visto come gli
  effetti  del  ribasso  sono tanto anomali da aumentare  in  maniera
  percentuale quasi con la stessa cadenza giornaliera.
   Cioè  significa  che vi è di fatto, poco fa l'onorevole  Cracolici
  parlava di quali pressioni sugli uffici dell'Assemblea, e non ce ne
  sono state, e io mi assumo la responsabilità di dire che secondo me
  c'è  un  motivo per il quale molti imprenditori si lamentano  della
  poca e della corretta applicazione della legge.
   Quotidianamente  assistiamo  a ribassi  da  37-38  per  cento  che
  aumentano  ciclicamente anzi giornalmente.  Allora, mi permetto  di
  dire  che l'Assemblea regionale sta facendo una legge sana  con  il
  principio che è statuito nell'articolo 3. Sta eliminando i  fattori
  di  rischio che la stessa legge regionale attualmente in vigore  ha
  esplicato  e  ritengo  che la correzione di questo  meccanismo  non
  produrrà nessuna impugnativa da parte del Governo nazionale che  ad
  ogni  buon conto, anche se dovesse venire, non potrebbe non  tenere
  conto  del  precedente della sentenza della Corte, la  n.  431  del
  2007,  che  sulla  Regione  Campania  per  le  stesse  ragioni,  ha
  espressamente indicato qual è la via da seguire.
   Qua  siamo all'interno di un confine giuridico che non è in questa
  sede  il mio mestiere. Io faccio politica. Devo essere attento  nel
  capire  quali  sono  gli umori della politica,  i   sentimenti  dei
  cittadini e trasformarli in proposte.
   Ho  detto che in un posto dove il ribasso d'asta si aggira sul  38
  per cento non vi è sicurezza nei cantieri e non vi è certezza della
  buona esecuzione dell'opera.
   Quindi,   ritengo  che  le  argomentazioni  e  le   preoccupazioni
  cementava  l'onorevole Cracolici, legittime nella sua veste,  siano
  da  essere superate. Ragione per la quale non mi sembra inopportuno
  che  l'Aula  si pronuncia, ragione per la quale chiedo ai  colleghi
  parlamentari  dell'Aula  di  esprimersi  con  un  voto  chiaro  per
  rivendicare  non solo le potestà statutarie, ma per  approvare  una
  legge  che,  nel rispetto dei principi costituzionali  del  dettato
  della normativa nazionale e comunitaria ha la libertà di introdurre
  ulteriori clausole pro concorrenziali che possono aprire di più  il
  mercato  degli appalti pubblici a proposte più eque, nell'interesse
  della  buona  esecuzione  dell'opera e  nell'interesse  di  chi  si
  accolla il rischio di partecipare ad un lavoro pubblico.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  io  sono  tendenzialmente  legato al  rispetto  della  legge  e  al
  rispetto  delle  consuetudini parlamentari e  sono,  fino  ad  oggi
  pomeriggio,  convinto  che  anche  la  Segreteria  generale  e   la
  Presidenza dell'Assemblea dovrebbero essere tendenzialmente  legati
  alle   leggi,  alle  consuetudini  parlamentari,  ad  una  metodica
  normativa  e  parlamentare che governa quest'Aula  da  quando  sono
  vigenti le leggi che si applicano e da quanto, e non è mai accaduto
  caso  contrario,  le consuetudini parlamentari diventano  in  buona
  sostanza  seppure  in maniera sostanziale, appunto,  piuttosto  che
  formale, norme applicabili.
   E  allora,  siamo  in  una  fase di grande  confusione  presidente
  Venturino.  Vedo che attorno alla Segreteria generale c'è  baruffa,
  anche  oggi c'è baruffa nell'aria, ma questo è un periodo  in  cui,
  dalle  parti  del  Governo della maggioranza,  c'è  tanta  baruffa;
  vorrei  che  almeno la Segreteria generale fosse lasciata  in  pace
  perché,  mandare il disegno di legge n. 997 alla I Commissione  per
  il  parere  di  competenza  è una cosa,  a  mio  parere,  irrituale
  essendosi  trattato  di norme finanziarie che dovevano  andare  per
  competenza esclusiva alla Commissione  Bilancio .
   Lei   dirà,  Presidente,  ma  che  c'entra?  Ed  io  mi  rivolgerò
  all'onorevole Cracolici che, ancora una volta, viene distratto  dal
  Governo  e  inviterei  gli Assessori a stare  ai  loro  posti,  per
  favore.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  Assessori   se,   cortesemente
  ristabiliamo; scusi onorevole Cordaro, lo faccio nel suo interesse,
  cortesemente se prendiamo posto. Grazie.
   Prego onorevole Cordaro, continui il suo intervento.

   CORDARO. Ed io, proprio facendo riferimento al disegno di legge n.
  997,   mi   rivolgo  all'onorevole  Cracolici  e  dico:   Onorevole
  Cracolici, è politica, è solo ed esclusivamente politica .
   E  fino  a  quando noi creeremo i presupposti perché  la  politica
  continui a fuggire dalla sue responsabilità, finiremo per arretrare
  noi e per dare spazio ad altri.
   Lei,  poc'anzi,  nel  pieno  delle  sue  funzioni,  ha  dichiarato
  inammissibile una norma che voleva rimandare a lavoro i  dipendenti
  degli  SSR  senza  costi aggiuntivi per la Regione;  ha  fatto  una
  legittima scelta politica.
   Oggi,  qui,  noi dobbiamo decidere, Presidente dell'Assemblea;  il
  mio  ragionamento  potrebbe sembrare in  sintonia  con  l'onorevole
  Cracolici  e,  invece,  non  lo  è, se  vogliamo  fare  politica  o
  vogliamo,   ancora  una  volta,  arretrare  lasciando   che   altri
  suppliscano   ai   nostri  compiti  ed  ai  nostri   diritti-doveri
  riconosciutici dalla Costituzione.
   Se la Presidenza dell'Assemblea manda in Aula un disegno di legge,
  per  me è ammissibile. Non c'è una soluzione diversa. Se non  siete
  in  condizioni  di prendere decisioni, fatecelo sapere,  l'Aula  si
  assumerà le sue conseguenze.
   Onorevole  Venturino, io so che lei è Vicepresidente  vicario,  ma
  oggi,  per me, lei è il Presidente. Lei non può venirci a dire  che
  lo  ha  fatto per rispetto dell'Aula, perché altrimenti torniamo  a
  tutte  le norme che la Presidenza  stralcia a buon diritto, a torto
  e  ragione, ad esempio in ogni sessione finanziaria, rispetto  alla
  cui decisione quest'Aula non ha parola.
   Allora, noi ci dobbiamo intendere. Io sono pronto ad assumermi  le
  mie  responsabilità,  però se vogliamo che la politica  ritorni  ad
  avere  prestigio e prima che prestigio dignità, dobbiamo  eliminare
  una  serie  di  giochetti  che  non  stanno  e  non  possono  stare
  nell'alveo di un Parlamento serio.
   La Presidenza dell'Assemblea dica, come nel suo diritto-dovere, se
  questa norma è ammissibile o meno; per me ad oggi questa norma è in
  Aula  e  io  sono  pronto  a  votarla favorevolmente  non  c'è  una
  soluzione  alternativa.  Altrimenti, qualora  la  vostra  decisione
  dovesse  essere  diversa, questa volta sì,  noi  introdurremmo  una
  eccezione che diventerebbe assai perniciosa per la prosecuzione dei
  lavorio  di quest'Aula, perché finiremmo per dover contestare  -  a
  torto   o   ragione  ribadisco  -  ogni  qualvolta  il   Presidente
  dell'Assemblea nel pieno dei suoi poteri dovesse decidere una norma
  ammissibile o inammissibile. Non possiamo dare un colpo al  cerchio
  e un colpo alla botte.
   Invito  la Presidenza, dunque, qualora lo ritenesse, nel  rispetto
  dei  regolamenti e delle norme a riunire l'Ufficio di Presidenza  a
  consultarsi  con la Segreteria generale, a porre in  essere  quello
  che  serve per uscire da quella che potrebbe diventare una  vera  e
  propria impasse istituzionale.
   L'Aula  desidera votare questo disegno di legge e fino  a  questo,
  momento  avendola mandata ripeto la Presidenza in Aula,  noi  siamo
  pronti per votarla. Noi non possiamo dare un parere di legittimità,
  noi diamo un voto nel merito. Se così non dovrà essere, l'Assemblea
  si  decida,  noi ne prenderemo atto. Se il disegno di  legge  resta
  all'attenzione   dell'Assemblea,  per  me  significa   in   maniera
  automatica che è legittimo e che può essere votato.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo  per  oggi  l'onorevole
  Sammartino e l'onorevole Sudano.

   L'Assemblea ne prende atto.

   che alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011  (nn. 488-
                                762/A)

   PRESIDENTE. Molto brevemente onorevole Cordaro, se mi permette una
  brevissima  replica visto che oggi il Presidente  sono  io.  Qui  è
  chiaro  che  oggi  vogliamo  ribadire  con  forza  il  ruolo  della
  politica;  è  per questo motivo che questa Presidenza  oggi  decide
  giustamente di affidare all'Aula il compito di votare una legge che
  assolutamente  che  ha  superato l'esame  della  Commissione  ed  è
  arrivata qui.
   Il  Presidente stralcia tutte quelle norme che sono chiaramente  e
  palesemente  in  contrasto con la Costituzione. Così  come  abbiamo
  scritto nella nota che è stata distribuita, non si evince in questa
  nota nessun tipo di parere anticostituzionale. Per cui, giustamente
  siccome  è  l'Aula che si deve esprimere, perché questo  il  nostro
  compito di deputati, l'Aula deciderà cosa fare su questo disegno di
  legge.
   Ne  approfitto, tra l'altro, per ricordare all'onorevole Cracolici
  che  dopo  il  suo intervento non ha, nel rispetto del Regolamento,
  formalizzato o meno la sua proposta di questione pregiudiziale.
   Le ricordo che ai sensi del Regolamento lei può farlo se sostenuta
  da  almeno  otto  deputati perché siamo già in fase di  discussione
  generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al  solito
  ci  ritroviamo a discutere di formalismi, perché qua  esistono  due
  scuole  di pensiero: una scuola di pensiero che vuole affrontare  i
  problemi  concreti sul tappeto e cercare di risolverli  e  un'altra
  scuola  di  pensiero che preferisce mantenere il  rispetto  formale
  della  legalità,  ignorando che spesso  e  volentieri  il  rispetto
  formale  di  una  presunta legalità è quello  che  poi  crea  degli
  sconquassi assolutamente inenarrabili.
   Noi  stiamo  assistendo, oggi, a una serie  di  gare  pubbliche  -
  onorevole Cracolici,  gradirei che lei potesse ascoltare -   stiamo
  assistendo a una serie di gare per appalti pubblici con dei ribassi
  assolutamente  improponibili. Improponibili perché  per  la  stessa
  relazione  della  Corte  dei conti c'è una media  dei  ribassi  per
  appalti pubblici che si attesta intorno al 37-38 per cento.
   Non ho i dati qui immediatamente disponibili, però basta andare  a
  consultare  l'ultima relazione del 3 luglio 2015  della  Corte  dei
  conti  per  capire  in quale perversa situazione versa  il  settore
  degli  appalti  pubblici. Appalti - torno a dire - aggiudicati  con
  circa  il  38  per cento di ribasso che non possono essere  per  la
  stessa  sproporzione  fra  i  calcoli  effettuati  da  uffici   che
  applicano  un  prezziario regionale e non possono essere  sostenute
  dalle imprese.
   E'  fisicamente  ed economicamente impossibile che un'impresa  con
  circa  il 40 per cento del ribasso sul prezziario regionale sia  in
  grado di portare al compimento un'opera pubblica e non è un mistero
  per  nessuno  che gran parte delle opere pubbliche  siciliane  oggi
  siano  sotto  inchiesta una volta per il cemento depotenziato,  una
  volta per i lavoratori in nero, una volta per i sub appalti dati da
  organizzazioni   criminali  che,  magari,   riciclano   in   quelle
  circostanze i proventi di attività illecite.
   Quindi,  noi  ci  ritroviamo di fronte a una  situazione  di  alta
  anomalia  che tutti quanti denunciano nei momenti in cui interviene
  l'Autorità  giudiziaria per dire che ci vogliono dei  correttivi  e
  poi ci ritroviamo in quest'Aula a dire: non possiamo affrontare  il
  problema  perché  c'è una presunta violazione  a  una  legge  dello
  Stato;  tant'è che poi si formalizza tardivamente e dopo  reiterati
  inviti  e  dopo che la questione è stata sollevata e  dopo  che  la
  questione è posta alla discussione e dopo un lavoro di sei mesi  da
  parte  della Commissione si ottiene un parere da parte degli uffici
  legislativi.
   Arrivati  a  questo punto sono io a non capire più se  ci  fossero
  stati  preliminarmente  dei rilievi di costituzionalità  credo  che
  fosse stato necessario prima di assegnare il disegno di legge  alla
  Commissione - mi corregga l'onorevole Trizzino se sbaglio  -  prima
  di   assegnarlo  alla  Commissione  giudicarlo  ammissibile  o  non
  ammissibile sulla scorta di un giudizio di costituzionalità o  anti
  costituzionalità.
   Questo  non  è  stato fatto. Abbiamo perso un  sacco  di  tempo  a
  discutere assieme alle associazioni di categoria che oggi sono  qua
  in  Aula se non sbaglio, assieme all'associazione di categoria  che
  lamentano    le   anomalie   degli   appalti   siciliani,    perché
  economicamente sono costi assolutamente insostenibili.
   Allora, qua noi abbiamo due scuole di pensiero sottolineo:  chi ha
  di   fronte  dei  problemi  e  cerca  di  risolverli  positivamente
  affrontando il problema e chi cerca di restare ingessato dentro dei
  confini di presunta incostituzionalità, e con questo sistema da  20
  anni  a questa parte questa Terra è rimasta sempre ferma, immobile,
  ingessata  in  attesa dell'illuminazione una volta del Commissario,
  una  volta dalla Corte costituzionale, una volta non si sa bene  da
  chi,  che poi alla fine non decide nulla. E non decide nulla,  caro
  Presidente  e  cari colleghi, per un motivo estremamente  semplice:
  perché  questa  relazione  è  piratesca   da  Ponzio  Pilato  ed  è
  piratesca sapete perché?   In conclusione questo ufficio ritiene in
  ordine  all'articolo 3 eccetera, eccetera, continuano i profili  di
  criticità  già  espressi  relativamente  alla  possibilità  per  la
  Regione   di  discostarsi  dalla  normativa  statale  in  tema   di
  qualificazione   e   selezione  dei   concorrenti,   procedure   di
  affidamento e criteri di aggiudicazione   - sto leggendo a pagina 6
  -.  Pur tuttavia, occorre tener conto anche dei margini, come sopra
  descritti, di apertura della Corte costituzionale in tema di  norme
  regionali  con  effetti pro-concorrenziali,  quali  quelli  che  si
  prefigge  di  produrre la proposta in esame attraverso  l'obiettivo
  della riduzione dell'esercizio di pratiche collusive da parte delle
  imprese della nostra Regione.
   Ometto  di  leggere il resto, ognuno lo può leggere.  Ma  il  dato
  essenziale di cui stiamo parlando, giuridicamente parlando,  è  che
  noi  andremmo a violare dei principi di concorrenzialità e,  credo,
  che non sia questo il tema del dibattito.
   Noi avremmo violato dei principi di concorrenzialità, in contrasto
  con la legge statale, solo se e qualora avessimo deciso di produrre
  delle  valutazioni  per cui l'impresa A di colore  bianco  era  più
  simpatica  dell'impresa B di colore grigio. Noi non stiamo  facendo
  questo,   stiamo   dicendo   semplicemente   che   il   valore   di
  aggiudicazione della soglia degli appalti viene determinato in modo
  assolutamente  libero  e  trasparente,  garantendo  proprio  quella
  concorrenzialità  che si dice essere violata. Noi  stiamo,  proprio
  con  questa legge, mettendo a posto dei tasselli che oggi la stessa
  relazione  ci dice necessari, perché l'obiettivo della legge  è  la
  riduzione  dell'esercizio  delle pratiche  collusive  da  parte  di
  imprese della nostra Regione.
   Il che significa che questa legge, forse, coglie proprio nel segno
  necessario  per ridare agli appalti pubblici una loro funzionalità,
  senza  intervento di combine, di pratiche a tavolino  che  anni  di
  dichiarazioni di collaboratori di giustizia ci dicono essere sempre
  state  vigenti  e, soprattutto, ci mettono in condizioni  di  avere
  delle opere pubbliche senza le perizie di variante che costano  più
  dello  stesso appalto, come rilevato, caro Presidente, anche  dalla
  Corte dei conti.
   Io  ritengo  che  questa legge debba essere  approvata  per  tutto
  quello  che  ho  detto  e  ritengo assolutamente  insussistenti  le
  condizioni di incostituzionalità ventilate.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire, comunico  che
  è   stata   avanzata  dall'onorevole  Cracolici  -  così  come   da
  Regolamento - una richiesta di pregiudiziale che è firmata  -  così
  come da Regolamento - da otto colleghi.
     A  questo  punto,  sempre in ossequio al  Regolamento,  dobbiamo
  passare  a   votare questa pregiudiziale. Invito  due  onorevoli  a
  parlare a favore e due onorevoli a sfavore.

              (Proteste da parte dell'onorevole Assenza)

   No,   no  onorevole Assenza, è inutile proseguire perché  c'è  una
  richiesta di pregiudiziale.
   Onorevole Assenza, qui si parla molte volte dell'applicazione  del
  Regolamento, di condurre quest'Aula non come se fosse

   GRECO GIOVANNI. E lei non lo sta applicando

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, la prego di non urlare, le  ricordo
  che si trova all'interno del Parlamento siciliano.
   L'onorevole Fazio parlerà a sfavore della pregiudiziale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   voglio
  raccogliere  la contestazione dell'onorevole Assenza, e  non  solo,
  sulla proposizione della pregiudiziale che l'onorevole Cracolici ha
  voluto  oggi avanzare dopo il tentativo di affossare questo disegno
  di  legge, nonostante e malgrado il Presidente Crocetta,  le  posso
  garantire, nella sua Gela aveva garantito che quella norma  sarebbe
  stata  approvata il 15 maggio 2015, senza che la stessa norma fosse
  ancora calendarizzata.
   Allora,  oggi  viene  avanzata  una questione  pregiudiziale,  non
  considerando  il  fatto, come dice l'articolo  101:   la  questione
  pregiudiziale  può  essere  avanzata  prima  che  abbia  inizio  la
  discussione generale . La discussione generale è stata  avviata  la
  settimana  scorsa; la settimana scorsa ci siamo  fermati  perché  è
  stato  detto   guardate,  c'è un parere  di  costituzionalità ,  lo
  stesso  parere,  Presidente, su cui lei e gli uffici  avete  detto:
   attenzione, è un parere che non è tranciante, fermo restando  che,
  poi, l'Aula è sovrana . Lei stesso ha detto questo. Allora, lei non
  deve  cadere anche nella contraddittorietà delle affermazioni,  lei
  non  deve  cadere  in contraddizione perché, altrimenti,  rischiamo
  veramente  di far saltare una impalcatura parlamentare  nei  lavori
  d'Aula.
   Io la prego Presidente, in maniera molto seria, mi rendo conto che
  l'onorevole Cracolici, ed è giusto che sia così, abbia fatto la sua
  battaglia,  ma qua c'è un'Aula che vuole andare avanti e  riteniamo
  anche che questa questione pregiudiziale sia inammissibile.
   Lei ha il dovere, legga l'articolo, la prego, si informi anche con
  gli  uffici. Noi riteniamo che la stessa questione, fermo  restando
  che  nel  caso  non temuto venisse, comunque, posta ai  voti,  sarà
  respinta,  perché  la maggioranza dell'Aula è  contraria  a  questa
  pregiudiziale, in quanto la riteniamo strumentale, intempestiva  ed
  anche  inopportuna.  Dopodiché,  però,  siccome  è  strumentale,  è
  intempestiva,  ma  anche  -  ma  quello  è  un  fatto  politico   -
  inopportuna,  la prego, Presidente,  faccia ritirare  la  questione
  pregiudiziale all'onorevole Cracolici, diversamente non l'ammetta.

   'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
   (nn. 488-762/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011  (nn. 488-
                                762/A)

   PRESIDENTE. Per correttezza, lei tra l'altro onorevole è anche  un
  avvocato,  se  lei continua a leggere l'articolo  101,  leggerà  al
  secondo  punto:  iniziata la discussione, la proposta  deve  essere
  avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati , quindi,
  si  parla anche di discussione già avanzata, per cui è scritto  nel
  Regolamento.
   Il  problema,  caro  onorevole  Falcone,  è  che  qui  è  come  se
  esistessero  90  Regolamenti,  io ne  conosco  soltanto  uno  e  lo
  applico.  L'onorevole  Cracolici ha  il  diritto  di  avanzare  una
  pregiudiziale  in  base  al Regolamento, se appoggiata.  Qui,  come
  potete vedere dai fogli che sto facendo circolare, è appoggiata  da
  otto  deputati,  quindi,  proseguo  in  base  a  quello  che  è  il
  Regolamento di questa Assemblea.

   CORDARO. Dov'è?

   PRESIDENTE. La stanno distribuendo, onorevole Cordaro.
   Detto  ciò, devo procedere secondo Regolamento per evitare proprio
  questo  tipo  di  interpretazioni soggettive  che  fanno  malissimo
  all'immagine di quest'Aula.
   Io  devo  proseguire in base al Regolamento che prevede, a  questo
  punto,   che   parlino  due  deputati  a  favore  della   questione
  pregiudiziale e due contro.
   Si  erano già iscritti contro la pregiudiziale gli onorevoli Fazio
  e  Oddo, adesso ho bisogno di due deputati che parlino a favore che
  sono gli onorevoli Panarello ed Anselmo.
   Iniziamo  con  l'onorevole  Anselmo che  era  già  stata  iscritta
  precedentemente.   Facciamo  in  alternanza,   onorevole   Anselmo,
  onorevole Fazio, onorevole Panarello, onorevole Oddo.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, sono a favore della pregiudizialità,
  della    questione   di   costituzionalità,   perché   ho   riletto
  attentamente,  presidente Trizzino, anche  il  resoconto  dell'Aula
  dell'altra volta. Ho fatto chiaramente le mie ricerche,  tutti  noi
  abbiamo,   in   questi   giorni,   letto   sentenze   della   Corte
  Costituzionale,  il  che mi fa anche molto  piacere,  però  bisogna
  anche  leggere tutte le sentenze della Corte Costituzionale  e  non
  estrapolare  soltanto quello che a noi fa comodo senza  leggere  il
  prima e il dopo.
   La  Corte Costituzionale, quando veramente ammette in ordine  alle
  procedure,    quando   dice:    il   legislatore   regionale    può
  legittimamente  adottare,  in ordine  alle  procedure  ad  evidenza
  pubblica,     disposizioni    con    effetti     pro-concorrenziali
  esclusivamente nelle ipotesi in cui esso possa vantare un  autonomo
  titolo di legittimazione .
   Presidente Trizzino, il mio unico dubbio è su questo, su tutto  il
  resto  mi  trovate  perfettamente d'accordo, ma il  mio  dubbio  è,
  sostanzialmente, l'antecedente da cui discende tutto questo.
     Secondo me la Regione siciliana non ha, e su questo sono  sicura
  che i miei colleghi costituzionalisti, di cui avete avuto i pareri,
  non possono che essere d'accordo con me, è sull'autonomo titolo  di
  legittimazione che ha la Regione siciliana su cui c'è veramente  il
  dubbio,  perché attenzione che poi si faccia passare che una  parte
  dell'Aula  non  vuole  fare politica ed una  parte  sì,  una  parte
  dell'Aula non vuole favorire gli imprenditori ed un'altra parte no,
  ebbene,  sgombriamo il campo da questo equivoco perché qua,  penso,
  tutta l'Assemblea ha voglia e vuole rilanciare l'economia siciliana
  ma non è facendo leggi palesemente in contrasto con quella che è la
  ripartizione   delle  competenze  che  possiamo  farlo,   dare   il
  palliativo  di dire:  noi l'abbiamo fatto, poi, ci hanno  impugnato
  la legge , oppure  c'è il ricorso di costituzionalità .
   Gli  imprenditori hanno bisogno di norme chiare, certe  e  sicure,
  per cui da domani possano mettersi a lavorare, non possiamo fare sì
  che  un  giudizio di costituzionalità su questa norma blocchi,  non
  per  sei  mesi,  non per un anno, ma per almeno  due  anni,  perché
  questi  sono  i  tempi  della giustizia costituzionale,  l'attività
  degli imprenditori.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio.

   FAZIO.  Signor  Presidente, credo che questo sia il classico  caso
  dove non ci sia un orientamento uniforme ,bensì ci siano due scuole
  di pensiero e due interpretazioni.
   Però,  rinunciare ad inizio, soprattutto alla peculiarità  che  lo
  Statuto   siciliano  assegna  alla  Sicilia,  lo  trovo   veramente
  aberrante.
   Ho  letto con molta attenzione la relazione dell'ufficio e non  mi
  pare  di avere letto tra le conclusioni che l'ufficio individui  la
  materia  contenuta  nel  disegno di legge,  tra  quelle  rientranti
  nell'ambito  della riserva assoluta ordinaria. Infatti,  in  questo
  caso, non avremmo nulla da discutere, anzi l'ufficio evidenzia come
  il  quadro  normativo sia in corso di evoluzione, e come la  stessa
  Corte  Costituzionale,  più  volte chiamata,  abbia  lasciato  ampi
  margini  di  apprezzamento, direi io, di intervento  a  favore  del
  legislatore siciliano.
   Mi  piace  ricordare, rinforzando la tesi anche dell'ufficio,  che
  già  la  regione Valle d'Aosta, nel 2005, ha legiferato ed  il  cui
  contenuto  di  questa legge si avvicina, se non quasi identico,  al
  contenuto   di  questo  disegno  di  legge,  quindi,   abbiamo   un
  precedente, forse non apprezzato, a mio avviso, opportunamente,  da
  parte  dell'ufficio, affermando che trattasi di  una  legge  che  è
  stata  approvata  prima  dell'entrate in vigore  del  codice  degli
  appalti.
   Mi  permetto, semplicemente, di fare osservare, eventualmente,  ai
  relatori della relazione, vero è, ma è vero altrettanto che  questa
  legge, nel suo proseguo e dopo l'entrata in vigore del codice degli
  appalti, in questo caso efficace nei confronti della Valle d'Aosta,
  ha  trovato  sicuramente applicazione concreta  e  pratica,  eppure
  nessuno   si   è   sognato  di  impugnare   quella   legge   perché
  incostituzionale, in quanto non più di competenza  del  legislatore
  da parte della Valle d'Aosta.
   Non  mi pare che non possa almeno immaginare che questa legge,  da
  parte   del   2005  fino  ai  nostri  giorni,  non  abbia   trovato
  applicazione, tant'è vero che, eventualmente, nessuno ha  sollevato
  la questione di legittimità costituzionale.
   Ed  è  anche altrettanto vero, consentitemi, che ci sono dei dubbi
  al  riguardo,  ci sono dei dubbi proprio sulla base delle  pronunce
  della  stessa  Corte  Costituzionale perché la Corte,  ogni  volta,
  chiamata,   eventualmente,  a  riscontrare  questioni  per   quanto
  riguarda  la  distribuzione  di competenze  tra  Stato  e  Regioni,
  individua  margini,  parti di competenza,  ora  attribuendole  allo
  Stato, ora attribuendole alla Regione.
   In  questo caso,  fino a quando non abbiamo una pronuncia espressa
  da  parte  della Corte Costituzionale, credo che possiamo discutere
  e, come d'altronde accade in questi casi si formano  diversi filoni
  di  pensiero, filoni che possono venir meno solo quando  la  Corte,
  cui la nostra Costituzione demanda per la competenza per attribuire
  e  dirimere  il  conflitto  di competenza,  si  pronuncia  possiamo
  sostanzialmente ottenere  un risultato.
   Non  mi  convince  neanche  ciò  che  evidenzia  l'ufficio  perché
  richiama la legge regionale approvata dall'Assemblea regionale  nel
  2010,  oggetto  di  impugnativa. Mi domando: ma  l'impugnativa  non
  significa  che  la  Corte  costituzionale  si  sia  pronunciata  al
  riguardo   Quindi, non abbiamo, a mio avviso, alcun  pronunciamento
  pacifico  che, in qualche modo, determini la competenza a favore  o
  attribuisca una riserva assoluta a favore del legislatore statale.
   Ecco  perché pur, come  d'altronde è normale, ma credo  che  tutti
  noi  conservando  dei dubbi, ma dubbi che non  possono  essere,  in
  qualche  modo,  chiariti  perché, come è ovvio,  non  ci  sono  dei
  precedenti specifici a riguardo e, credo che sia opportuno, invece,
  ribadire anche in questo  caso la competenza esclusiva della nostra
  Regione  e  perché  no  anche immaginare un'occasione,  laddove  in
  qualche  modo ci dovesse essere impugnativa da parte dello   Stato,
  un  ravvedimento   da  parte dello Stato affinché  intervenga   sul
  codice degli appalti  e lo modifichi perché il problema è tutto lì,
  perché i problemi che, sicuramente, la Sicilia, i  siciliani o  gli
  appalti  in  Sicilia stanno subendo, non è difforme da quello  che,
  effettivamente,  avviene  nel resto dell'Italia.  Infatti,  non  si
  riesce  a  comprendere perché il legislatore  nazionale  non  abbia
  preso  provvedimenti  o  non  abbia intrapreso  iniziative  tali  a
  modificare, tenuto conto che nella concretezza le risultanze  o  le
  ricadute  negative  così  come sono così  evidenti  nel  territorio
  siciliano, sono anche evidenti nel  territorio nazionale.
   Ecco  perché  nonostante, continuo a ripetere, i  dubbi  che  sono
  anche  legittimi a riguardo, tenuto conto che nessuno ci  dice,  in
  qualche  modo,   a  chi  spetta  in maniera chiara  e  pacifica  la
  competenza  a  riguardo  o  se c'è nella  fattispecie  una  riserva
  assoluta  a  favore  del  legislatore  statale,  sono  propenso  ad
  approvare la legge, che ritengo anche meritevole di attenzione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello.

   PANARELLO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, avendo letto il
  parere   degli uffici, credo che sia del tutto fondata la richiesta
  della  pregiudiziale avanzata dal collega Cracolici per gli effetti
  allarmanti  che potrebbero intervenire in una materia delicatissima
  come  quella  degli  appalti.  Lo dico,  naturalmente,  facendo  la
  premessa che il tema del massimo ribasso che credo, collega  Fazio,
  sia  all'attenzione del Parlamento nazionale, è  un  tema,  diciamo
  così,  discutibile  con  il  corollario  delle  cosiddette  offerte
  anomale che sono oggetto di questa norma.
   Naturalmente, il  massimo ribasso, vorrei ricordare ai colleghi, a
  tutti  noi,  fu introdotto  perché c'è un livello elevatissimo   di
  corruzione  in  questo  settore ed anche in altri,  purtroppo,  nel
  nostro Paese e si immaginò che il massimo ribasso fosse il modo per
  evitare  o  per  limitare  gli accordi a  tavolino,  per  dare  più
  trasparenza al sistema.
   Io   sono  perché,  tenuto  conto  degli  effetti,  il  Parlamento
  nazionale  ritorni sopra questa materia e legiferi in maniera  tale
  da  evitare  gli effetti negativi che il massimo ribasso  determina
  per  le  imprese,  per  i  lavoratori che spesso  sono  le  vittime
  principali di queste offerte anomale, e per la stessa erogazione di
  servizi o per la costruzione di opere.
   Detto  ciò,  ho  ricordato  l'altra volta,  ed  è  il  tema  della
  pregiudiziale, che nella precedente legislatura, sulla base di  una
  direttiva esplicita nazionale che ha un significato, cioè  di  fare
  in  modo  che  in  questa  materia ci sia uniformità  in  tutto  il
  territorio  nazionale,  come  dire, il  Parlamento  si  orientò  al
  recepimento della normativa nazionale. Il tema è questo,  ed  è  un
  tema che ha anche una logica.
   Tutti  quelli che, come dire, discettano legittimamente  sull'idea
  di  dare  una  mano  alla  nostre imprese,  ai  nostri  lavoratori,
  eccetera,  eludono  questo  problema,  che  in  un  paese   sarebbe
  singolare  che ogni regione si facesse una propria normativa  sugli
  appalti.
   Sarebbe una situazione, questa sì, anomala, anche perché,  come  è
  noto,  i  nostri imprenditori vanno a lavorare in altre  regioni  e
  imprese di altre regioni vengono a lavorare nella nostra.
   E,  allora,  penso  che  sia di assoluto  buon  senso  fermarsi  e
  valutare  attentamente i rischi che l'approvazione di questa  norma
  potrebbe   comportare;   lo   dico  nell'interesse   degli   stessi
  imprenditori,  nell'interesse  della  Sicilia  perché  rischia  una
  situazione  di caos in un settore delicatissimo, in una fase  nella
  quale  c'è  sempre  meno  lavoro e si fanno  sempre  meno  gare,  e
  ragionare  a  partire  da un intervento sul  Parlamento  nazionale,
  perché  il nuovo codice degli appalti preveda modalità di gara  che
  evitino i rischi e le difficoltà che il ribasso d'asta, così come è
  stato votato a livello nazionale e così come è stato praticato  nel
  corso  di questi anni, comporta per le imprese, per i lavoratori  e
  per  il  corretto  svolgimento delle opere e  dei  servizi  per  la
  pubblica amministrazione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Grasso e Mangiacavallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
   (nn. 488-762/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011  (nn. 488-
                                762/A)

   PRESIDENTE.  Un'altra piccola comunicazione, onorevole  Cracolici,
  giusto  per  farlo rimanere agli atti, ai sensi dell'articolo  101,
  commi  1  e  2,  perché siamo già in fase avanzata  di  discussione
  generale, giusto per essere chiari, va bene?
   L'Assemblea ne prende atto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  sono  un  fine
  costituzionalista, però, sull'argomento ho cercato di acquisire più
  elementi  di  valutazione  possibili ed  enumero  tre  ordinari  di
  diritto costituzionale, il Presidente e la Commissione, l'Assessore
  al ramo, sostanzialmente anche gli uffici, i cui pareri mi sembrano
  che  vadano tutti nella direzione della potabilità giuridica  della
  norma che stiamo adottando, uso questo termine brutto.
   Credo che anche la concomitanza di questo dibattito con la vicenda
  politica nazionale sugli appalti, consenta alla Sicilia di dire una
  parola   nella   giusta  direzione,  assolutamente,   non   è   una
  concomitanza che vedo negativamente e che, stasera, ci  pronunciamo
  in  un  senso che sia favorevole al mondo delle imprese, in  quanto
  auspicato  da  tutte  le organizzazioni di categoria,  credo  possa
  avere  un'influenza  positiva sul dibattito  in  corso,  in  questo
  momento, al Governo nazionale sul tema.
   Ma  dico  di più, questo è un organismo politico, è un'istituzione
  politica,  la  nostra, la quale è assolutamente  abilitata  a  fare
  valutazioni anche di ordine politico, non esclusivamente giuridico.
   Dal  punto  di  vista politico, ravviso che il  fatto  che,  nella
  Sicilia, in questo momento di grande difficoltà economica,  sociale
  e  finanziaria, quest'Aula dia un segnale nella direzione  di  dare
  una mano al volano dell'economia sia assolutamente importante.
   Io  l'ho  detto  l'altro  giorno da questo  scranno:  noi  abbiamo
  difficoltà  a  fare  leggi che presuppongono copertura  finanziaria
  perché,  lo  sappiamo,  viviamo una stagione di  grande  difficoltà
  finanziaria. Possiamo fare, sì leggi, questo vuole la Sicilia,  che
  aiutano,  quanto meno dal punto di vista normativo, la  Sicilia  ad
  andare avanti.
   Ecco,  questa è una tipica legge squisitamente normativa, a  costo
  zero,  che  può  aiutare  la  vita  dei  siciliani,  delle  imprese
  siciliane, nella fattispecie.
   In  ragione di questo, credo che possiamo anche assumerci  qualche
  responsabilità politica e l'assumiamo alla luce del sole, quindi, a
  nome   del   Gruppo  parlamentare  del  Megafono   esprimo   parere
  favorevole, contrario alla pregiudiziale di anticostituzionalità  e
  favorevole all'esame, nel merito, del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
                           (Non è approvata)

   Si  prosegue  con la discussione generale. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  dibattito  in
  Aula  di  questa sera mi è sembrato alquanto strano perché  ritengo
  che il parere scritto dal Servizio Studi sia stato

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non intendo proseguire  in  questo
  clima, non si riesce ad ascoltare l'onorevole Cimino.

   CIMINO.  Signor Presidente, ritengo che i lavori, di questa  sera,
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  siano  tinti  di   un   certo
  surrealismo  perché  diversi  colleghi  hanno  voluto  dare   delle
  interpretazioni delle sentenze della Corte costituzionale  o  anche
  degli  approfondimenti di natura tecnica rispetto al nostro Statuto
  ed alla autonomia regionale.
   Ma  vorrei  ribadire  come  ritengo,  oggi  più  che  mai,  potere
  ascoltare il Governo e l'Assessore ai lavori pubblici per chiarire,
  innanzitutto,  indipendentemente  dalle  leggi  nazionali  e  dalle
  sentenze  della Corte costituzionale: a) se l'attuale  sistema  dei
  lavori pubblici in Sicilia è un sistema che garantisce realmente la
  trasparenza e la realizzazione dei lavori pubblici nel miglior modo
  possibile.
   Il  Governo,  con  il  suo  Assessore, in  questa  sede,  più  che
  interpretare le sentenze della Corte costituzionale o  della  Corte
  di  cassazione  o  del  nostro Statuto deve potere  dirmi  se  quel
  sistema è un sistema che, oggi, riesce a realizzare l'obiettivo, di
  fatto,  di  garantire trasparenza, legalità e  garantire  anche  la
  realizzazione vera dei lavori pubblici in Sicilia o se quel sistema
  va  cambiato per fare in modo che i lavori pubblici in Sicilia  non
  servano  per  realizzare, probabilmente, i lavori nel  minor  tempo
  possibile  e, poi, avere i ponti che franano o le strade  che  sono
  chiuse all'accesso degli utenti e dei siciliani.
   Io  posso ribadire, per esperienza personale, e non sono quindi un
  competente  in  materia di lavori pubblici che, oggi,  il  sistema,
  penso   proprio  che  non  riesca  a  garantire  la  vera  e  piena
  realizzazione  delle opere pubbliche nel miglior  modo  anche  come
  durata  rispetto  alla  realizzazione  perché,  signor  Presidente,
  abbiamo  una  Sicilia  che  sta  franando  per  opere  vecchie   e,
  purtroppo,  abbiamo  anche una Sicilia che sta franando  per  opere
  appena realizzate.
   Allora, qualcosa non funziona in questo sistema ed il Governo deve
  potere  proporre all'Aula una legge, un provvedimento  che  vada  a
  coprire  queste  manchevolezze, queste zone  grigie  che  bloccano,
  oggi, il sistema dei lavori pubblici e soprattutto la realizzazione
  delle opere pubbliche nel nostro territorio.
   Ritengo,  rispetto  alla  normativa  nazionale,  capire  anche  le
  esperienze  delle altre Regioni, perché se nel nostro  Paese  altre
  regioni  hanno attivato un sistema legislativo che funziona  e  che
  rende  operativa anche la realizzazione delle opere pubbliche,  non
  vedo per quale motivo in Sicilia, se questo sistema non funziona  e
  non va bene, non si debba potere applicare o addirittura recepire.
   Allora,   concludendo   più   che  le  iniziative   di   carattere
  pregiudiziale  del collega Cracolici, va affrontata, con  serenità,
  l'abolizione  del  Governo,  cosa il Governo  propone  per  rendere
  questo  sistema  un  sistema trasparente che possa  dare  anche  la
  serenità che le opere realizzate siano delle opere durature e fatte
  anche nel miglior modo possibile.
   Questo, oggi, è il vero problema che grida la nostra Regione ed  è
  una  Regione che merita di avere delle leggi chiare, immediatamente
  operative e che non vadano con il conflitto di costituzionalità.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
   Vi  prego  di  contenere il vostro intervento  all'interno  dei  5
  minuti.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  chiesto  di
  parlare  prima che ci fosse la pregiudiziale e questo  fatto  penso
  che rappresenti, nel dibattito dell'Aula, la prova che qualcuno  ha
  detto:  Esistono due scuole di pensiero .
   Secondo  me esiste una scuola di pensiero ed un sottopensiero,  un
  sottopensiero  che disapprovo che è quello di non  voler  fare,  di
  volere lasciare il mondo come si trova perché si ha paura.
   Rileggendo  gli  interventi della scorsa seduta  ho  trovato,  nei
  discorsi   dei  colleghi  del  PD,  prevalentemente,   le   parole:
   catastrofe ,     preoccupazione ,     dobbiamo    assumerci     la
  responsabilità ,   blocco ,   perdita di  milioni ,   blocco  degli
  appalti ;  è  quasi  come  se  il  sistema  che  c'è  oggi  potesse
  minimamente fare pensare a qualcuno che va bene.
   Il  sistema  che  c'è oggi non va bene e a dirlo  in  Commissione,
  perché  voglio  ricordare ai colleghi e spero che ci  sia  un  voto
  unanime  su  questa norma, che da più di un anno ci sono  incontri,
  sedute  di Commissione, in cui abbiamo sviscerato ogni passaggio  e
  vorrei ricordare a chi è che se l'è dimenticato, chi è che proviene
  dai  Sindacati, dal mondo del lavoro, che sono proprio i  Sindacati
  che  in questi mesi, anche fuori dalla Sicilia, hanno detto che  la
  legge sull'affidamento dei lavori pubblici presenta delle criticità
  enormi,  un sistema che sta mettendo a dura prova anche  i  diritti
  dei lavoratori, che sta mettendo a dura prova la sicurezza perché è
  chiaro che poi, l'anello debole della catena, è anche il lavoratore
  che  non  viene messo in condizione di lavorare serenamente  e  che
  spesso rischia anche la vita.
   Vorrei   ricordare   anche  le  parole  di   Cantone,   dell'AMAP,
  dell'autorità  nazionale anticorruzione che, in  qualche  modo,  ha
  fatto  capire,  in diverse sedi, che c'è bisogno  di  una  modifica
  della  norma proprio perché, la mancata trasparenza, porta  ad  una
  deroga non solo della sicurezza e della qualità dei lavori ma anche
  ad una deroga sulla legalità e che, oggi, ci vediamo come  oggi noi
  siamo  terra  di  conquista  per  della  bande  di  criminali ,  ha
  utilizzato  proprio  queste  parole  e,  quindi,  anche  da  questi
  passaggi  noi possiamo, stasera, fare la differenza e dare qualcosa
  di  qualità e poi mi chiedo se non dobbiamo fare le leggi per paura
  dell'impugnativa, per paura dell'incostituzionalità.
   Sentirmelo  dire da chi è che è riuscito persino a resuscitare  la
  tabella   H   mi  fa  davvero sorridere perché,  in  quest'Aula,  è
  successo  di  tutto  in questi anni con il voto contrario  del  mio
  gruppo  e  avete  votato positivamente delle robe indecenti;  oggi,
  invece, state a spaccare il capello in quattro su delle cose  ovvie
  che  vengono  chieste da più parti e voglio ricordare alcune  sigle
  ANAEPA, Confartigianato, Ance Sicilia, Confapi Sicilia, CGL,  CISL,
  UIL,  eccetera, che proprio due giorni fa hanno fatto un comunicato
  congiunto,  una  lettera aperta nei nostri riguardi chiedendoci  di
  non perdere più tempo e di votare questa norma.
   Quindi, per piacere se possiamo andare avanti.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   sia
  necessario,  presidente Venturino, per me che  dal  1983  frequento
  dall'età  di  21  anni,  palazzi comunali, io  aspetto  l'assessore
  Baccei,  quando  finisce continuo Assessore, non voglio  disturbare
  neanche l'onorevole Cimino, assolutamente non mi permetto.
   Faccio  il  sindaco per la quarta volta nel mio piccolo  Comune  o
  grande che sia.
   So  quanto  delicato sia il passaggio che riguarda gli affidamenti
  di lavori, acquisizione di beni e di servizi.
   Ovviamente  c'è  una intera categoria che in grande  difficoltà  e
  spesso come dire sono costretti a sostenere spese come la SOA e  il
  mantenimento di elementi essenziali con difficoltà perché  comunque
  mancano  i bandi, le gare e quando le gare ci sono mi ha colpito  e
  guardato con interesse uno studio fatto da un imprenditore  che  la
  media aumenta dell'0,50 al mese.
   Debbo dire a questo che io sono rimasto sconvolto coordinando  una
  convenzione   tra   28  Comuni  vedere  ribassi   d'asta   per   la
  progettazione dei parsea arrivare al 67, al 72 e all'85%.
   Stiamo parlando di incarichi di progettazione.
   Debbo  dire  che  io  vengo  da un tempo  che  nelle  delibere  di
  affidamenti degli incarichi, si metteva una formula.
   La progettazione sarà pagata se l'opera verrà finanziata.
   Quindi il problema sussiste anche per la costruzione di quel parco
  progetti  fondamentali e indispensabili per la nuova programmazione
  per  i  nuovi  bandi, per ciò che l'Amministrazione pubblica  siano
  Comuni, siano Consorzi di Comuni hanno bisogno.
   Oggi cosa io voglio dire rispetto al ragionamento appassionato  ma
  per  alcuni versi confuso dell'onorevole Foti che confonde  tabella
   H',163, direttive comunitarie sulla libera concorrenza.
   Qual è il quadro che si andrà a verificare.?
   Noi  oggi  voteremo  questa legge perché io voterò  la  legge,  la
  voterò  come  un  atto  politico se volete  di  solidarietà  a  una
  categoria  che  ogni  mese vede aumentare  dello  0,50  il  ribasso
  quando  in un lavoro pubblico c'è il 37, il 38, il 41% di  ribasso,
  non c'è dubbio che devi mettere a controllare la qualità dei lavori
  non solo il direttore dei lavori, ma probabilmente sette assistenti
  perché  non  devi  mai abbandonare quel cantiere, verificando  ogni
  giorno  se tutti sono in regola, se tutti hanno i caschi, se  tutti
  hanno le scarpe anti infortunio.
   Il problema qual è?
   Se  l'Ufficio  della  Presidenza  dell'Assemblea  e  non  lo  dico
  polemicamente, magari l'avessero fatto prima, quando la Commissione
  discuteva del testo, trattandosi di una materia come dire  di  base
  che  quello  della tutela della libera concorrenza che e fondamento
  della stessa Unione Europea, non lo dico polemicamente, perché oggi
  caro  Presidente  Venturino,  quando  chi  con  molta  onestà  come
  l'onorevole Cracolici, il Gruppo del Pd, sfidando quella che  è  il
  bisogno,   il  comune  sentire  di  modificare  la  norma,   dicono
  esattamente la verità e  la verità agli ammalati non fa  mai  bene,
  agli ammalati devi dare speranza, a chi bisogno devi aiutarlo.
   Ora il ragionamento qual è? Noi ci troviamo in questa situazione.
   Io non sono dell'idea della disastrosità della situazione.
   L'Assemblea  approva  la  legge, non credo  che  tra  i  Tribunali
  amministrativi   e   regionali  sorgeranno   tante   questioni   di
  incostituzionalità.
   Si    procederà   all'aggiudicazione   tenendo   conto   che   una
  aggiudicazione tra verifica ed altro, si impiegano sei mesi.
   Ma nei prossimi sessanta giorni cosa accadrà?
   Accadrà  che  in qualche modo se ciò che e scritto  e  io  non  lo
  condivido  perché  quello che scritto e la mia  opinione.  Mi  sono
  fatto  una  opinione  sulla  base  di  quello  che  gli  Uffici  di
  quest'Assemblea, di questo Parlamento hanno scritto.
   Debbo  dire  che  tranne  il  passaggio  sulla  variabilità  e  il
  mutamento  dell'opinione  del giudice  delle  leggi  che  la  Corte
  Costituzionale, complessivamente fanno riferimento  a  sentenze,  a
  disposizioni trattati, alla prerogativa del legislatore statale  in
  maniera di concorrenza.
   La  preoccupazione  mia qual è? Che quello  dei  60  giorni  e  il
  Governo  impugna  dobbiamo  ritornare Governo  nazionale,  dobbiamo
  ritornare  in Aula, in Commissione, per cui se ci fosse  oggi  cosa
  che  non potrà più accadere, o se ci fosse stato un approfondimento
  sulla  questione  di  merito perché poi a questa  categoria  a  cui
  dovremo  dare ognuno un attestato di benemerenza alle  imprese  che
  ogni  giorno si inventano qualche cosa per sopravvivere a una crisi
  che è devastante soprattutto perché ritardiamo nella spesa anche la
  parte della Regione, noi rischieremo d'avere creato un'illusione  e
  di dovere ricominciare da  capo, ciononostante io mi auguro che ciò
  che  gli uffici, no io o gli altri del PD quelli che abbiamo votato
  per  la  pregiudiziale, possa essere smentite e il Governo  non  lo
  raccolga e voglia continuare su quella che era la normativa di  una
  Regione che non è Lombardia, che non è la Campania ma che è la  Val
  d'Aosta  che  ha  un numero di abitanti e probabilmente  un  volume
  d'affari degli appalti minimo.
   Mi   auguro   che  invece  possa  essere  smentita  una   opinione
  autorevole, un parere autorevole di questa Presidenza dopo di ché -
  onorevole  Foti  -  il  problema  reale  è  anche  -  e  vado  alle
  conclusioni  signor  Presidente  -  come  reintrodurre   a   tutela
  dell'imprenditoria siciliana quella norma che consentiva di  potere
  affidare lavori alle imprese artigiane per 300 milioni di lire.
   Bisogna, Assessore Pizzo, vedere come, rendere compatibile  perché
  quello  è il tessuto delle cosiddette imprese individuali  o  delle
  Sas o delle piccole imprese che hanno bisogno di lavorare anche con
  appalti   di   150   mila   euro   senza   praticare   ribasso    e
  obbligatoriamente del 30 -35 - 40 per cento, per cui nel  dire  che
  comunque   voteremo  questa  norma  io  chiedo   all'Assessore   di
  immaginare  a  reintrodurre quella normativa  che  consentiva  alle
  imprese  iscritte  nell'albo artigianale perché non  rientriamo  né
  nella  casistica sotto soglia, né nella casistica sopra soglia   ma
  dobbiamo  rientrare  in  un'altra  fattispecie  che  secondo  me  è
  compatibile  con  il  sistema  concorrenziale  previsto  e   voluto
  dall'Unione europea.
   Questo  passaggio è fondamentale e va fatto nel  più  breve  tempo
  possibile.

   ASSENZA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  brevissimamente
  anche perché io ero intervenuto nella scorsa seduta cercando con le
  mie   forze,   invero   modeste,   di   dire   che   i   dubbi   di
  incostituzionalità che si profilavano erano più soggetto di  insana
  paura che non di argomentazione effettiva.
   Quello  che mi dispiace è che si è voluto evidenziare come  se  in
  Commissione  territorio e ambiente nell'arco di  un  anno  avessimo
  scherzato.
   Questa legge è stata esaminata e riesaminata in più occasioni, gli
  uffici,  -  Presidente- perché questo è bene che si sappia  avevano
  già   manifestato  e  non  ho  dubbi  con  una  nota  inviata  alla
  Commissione  dopo  che la Commissione aveva esitato  per  la  prima
  volta il testo la Commissione è ritornata nuovamente a riunirsi, ha
  esaminato  le  osservazioni degli uffici, alcuni punti  sono  stati
  condivisi  dalla  commissione e si è proceduto  a  delle  modifiche
  recependo i suggerimenti degli uffici su altri punti come questi in
  discussione  oggi  sul metodo di partecipazione  alla  gara  e  sui
  criteri   di   partecipazione  alla  gara   si   è   ritenuto   che
  l'osservazione degli uffici non fossero da recepire.
   E'  stata  già  una  forzatura - mi si consenta  -  la  Presidenza
  restituire  nuovamente  agli  uffici  la  legge  per  chiedere   un
  ulteriore parere che come tutti i pareri nel momento in cui poi  si
  arriva alla reiterazione, contengono tutto e il contrario di tutto.
   Per   cui   nuovamente  si  rimbalza  come  è  necessariamente   e
  doverosamente  stabilito in un'Assemblea  normativa,  la  palla  al
  legislatore e il legislatore, in questo caso l'Assemblea regionale,
  si  deve  assumere le proprie responsabilità nell'approvare  e  non
  approvare una legge.
   Poi  mi si consenta, se tutti i  cacadubbi'  di questo mondo  fino
  in  fondo  le pronuncia della Corte costituzionale, si renderebbero
  conto  una  volta  per sempre che i limiti sono solo  in  negativo,
  ossia finanche le regioni a statuto ordinario, figuriamoci quelle a
  statuto  speciale,  non possono intervenire in  questa  materia  se
  introducono  dei  limiti di ostacolo o di limitazione  ai  principi
  concorrenziali   ma   in   senso  pro  concorrenziale   l'autonomia
  normativa,  soprattutto delle Regioni a statuto speciale,  è  fatta
  salva,   perché   siamo   nell'ambito  dei   principi   comunitari,
  nell'ambito dei principi statali.
   Detto  questo,  ribaltata  l'osservazione  su  una  situazione  di
  assoluta stasi, delle imprese che non riescono più a portare avanti
  un appalto perché sono costrette, per aggiudicarselo, a partire già
  in perdita tranne che non parliamo delle imprese infiltrate o delle
  imprese  malate che possono anche lavorare in perdita per  fare  da
  lavatrice a guadagni ottenuti in altra maniera.
   Di fronte a questo ancora ci poniamo dei dubbi?
   Io  credo che oggi l'Assemblea regionale siciliana abbia dato  una
  grande prova di maturità venendo veramente incontro, una volta ogni
  tanto  -  diciamolo pure e riconosciamolo - a quelle  che  sono  le
  esigenza vere del popolo siciliano e non ai proclami di una  classe
  politica  che altrimenti si rivela sempre più lontana dalle  attese
  dei cittadini.
   Allora,  Presidente,  andiamo avanti  nel  dibattito  e  cerchiamo
  veramente  di  fare  in  modo che, entro questa  settimana,  questa
  proposta   diventi  norma  regionale  in  vigore  e  consenta   una
  ripartenza in un settore che altrimenti è drammaticamente destinato
  alla decozione.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,  sarò
  brevissimo perché credo che per questo dibattito,  che verte  tutto
  sulla  costituzionalità o meno, ed i rilievi che sono stati  fatti,
  ci  sono due sentenze che sono trancianti: la n. 288 del 2007 della
  Corte costituzionale e l'ordinanza della Corte costituzionale n. 57
  del 2011.
   La prima dice che  l'esigenza di contrasto all'infiltrazione della
  criminalità  organizzata  costituisce  interesse  prevalente  nella
  scelta   di  normative  sempre  più  severe,  norme  che   appaiono
  ragionevolmente    giustificate    dalle    peculiari    condizioni
  dell'Amministrazione siciliana caratterizzata da fenomeni gravi  di
  pressione   della  criminalità  organizzata  sulle  amministrazioni
  pubbliche  e  dal  numero  di episodi di illegalità  amministrativa
  riscontrati .
   Inoltre   nel  bilanciamento  degli  interessi  costituzionalmente
  garantiti deve rilevarsi che il contrasto alle infiltrazioni  della
  criminalità  organizzata  costituisce  interesse  preminente   alla
  tutela  della  concorrenza. Pertanto, le  relative  discipline  non
  possono  e  non  devono trovare ostacoli nei limiti di  riparto  di
  competenza  Stato-Regione  che,  in  ogni  caso,  non  sono   stati
  violati .
   Credo  che  questi  due  passi di queste due  sentenze  differenti
  dicano  chiaramente  che  ci  troviamo pienamente  all'interno  del
  perimetro  della  costituzionalità; inoltre  -  e  qui  faccio  una
  digressione  di  altro tipo - ricordo ai colleghi  che,  purtroppo,
  questo   sistema  di  appalti  che  è  arrivato  a  questo  livello
  ovviamente sta determinando una compressione della sicurezza  degli
  stessi operatori che lavorano negli appalti pubblici.
   E'  notizia  di  oggi l'ennesimo incidente mortale, nemmeno  venti
  giorni  fa'  ce  n'è  stato un altro perché, ovviamente  purtroppo,
  l'imprenditore che lavora nei limiti delle sue possibilità cerca di
  stringere dove può.
   Anche questo è un aspetto che noi cerchiamo di limitare fortemente
  e,  credo,  che sia il caso che i colleghi prendano  atto  che  noi
  stiamo facendo un'operazione che, tra l'altro, mira a rimettere  al
  centro  le  peculiarità di quest'Assemblea rispetto  ad  un  ordine
  giuridico e di possibilità legislativa fondamentale.
   Abbiamo  parlato  tantissime volte  di  quella  che  è  la  nostra
  competenza,  che in questo caso è materia concorrente,  adesso  sul
  presupposto  di  non  poter  fare determinati  rilievi  ci  tiriamo
  indietro.
   Credo  che  sia il caso, che sia arrivato il momento  di  prendere
  coscienza  delle  proprie responsabilità  e  provvedere   a  votare
  questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,
  dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
   Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  dovevo   intervenire,  le  avevo  chiesto  anche  di  chiudere   le
  iscrizioni a parlare, tuttavia non si preoccupi, stiamo esercitando
  il  nostro  ruolo, si rallegri quando l'Assemblea  ha  qualcosa  da
  dire.
   Molti  colleghi, signor Presidente, mi hanno fatto  ricordare  una
  cosa. Lei lo sa un giorno, qualche finanziaria fa - perché ogni tre
  mesi ci fate fare una finanziaria, con assessori al bilancio sempre
  diversi,  ma  vedo che Baccei continua e resiste - ci  avete  fatto
  approvare una norma che riconosceva le unioni civili, seppur lei sa
  nel  nostro ordinamento famiglia significa composizione, unione fra
  un uomo e una donna.
   Fino  a  qua, io ho votato anche favorevolmente, un'unione  civile
  riconosciuta a livello giuridico, tutto pacifico per la mia visione
  di  diritto, ma la cosa bella è che all'articolo successivo, voluto
  fortemente  dal  Presidente della Regione,  avete  destinato  delle
  somme,   togliendole   alle   famiglie   naturali,   dando   questo
  riconoscimento, o per lo meno proponendo questo riconoscimento, non
  più  giuridico,  ma economico, all'unione di due uomini,  e  io  in
  quella discussione ricordai all'autorevolissima Assise che ci  sono
  famiglie  che  dormono  in  macchina, con  minori,  mentre  noi  ci
  sbizzarriamo  a riconoscere l'unione di due uomini,  non  sotto  il
  profilo   giuridico,  ma  anche  economico.  E   autorevoli   forze
  parlamentari e deputati, che oggi sono costituzionalisti, non hanno
  aperto  bocca, ed è questa la cosa che mi ha spinto a ricordarlo  a
  questi  autorevoli costituzionalisti. Allora uno deve avere  sempre
  un modo di fare, se uno è innovativo, cioè l'Assemblea regionale si
  prefigge come obiettivo di scavalcare anche il Parlamento nazionale
  per dare delle norme che, seppur eventualmente inefficaci, comunque
  servono ad affermare un principio. E penso che questo sia il  senso
  giusto di una norma come quella che noi oggi approviamo. Ma se  c'è
  qualcuno che se per interesse elettorale, quando si tratta  di  una
  categoria che, prevalentemente per convincimento personale - non  è
  il  mio  convincimento - magari pensano che votano tutti per  loro,
  allora  si  dice  facciamo il riconoscimento delle  unioni  civili,
  anche  se  non  è  previsto a livello costituzionale freghiamocene,
  diamogli  dei  soldi, e il Commissario dello Stato impugnò  dicendo
   ma  siete  pazzi  scatenati , non lo ha  detto  ma  noi  ci  siamo
  impegnati  per  farglielo  intendere,  ecco  l'effetto   è   questo
  Presidente.
   Quindi  vorrei  dire  a  questi autorevoli  costituzionalisti,  di
  ricordarsi che l'Assemblea ha una capacità di proposizione che deve
  essere  esercitata sempre non una volta quando conviene si e quando
  non conviene non si fa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. So  che
  gli  interventi  giunti a questo stadio dei lavori  possono  essere
  considerati  anche  ultronei  se  non  addirittura  fastidiosi  per
  qualcuno.   Eppure  ritengo  che  quando  il  Parlamento  regionale
  siciliano  discute  e  dibatte  di  argomenti  seri  sia  un  fatto
  assolutamente positivo, in una routine che ahimè è molto  grigia  e
  molto  sorda  e  che fa dire a molti siciliani della  non  perfetta
  utilità di questa Istituzione.
   Quindi  un  po'  di  pazienza  per  tentare  di  dare  un  modesto
  contributo  anche da parte del gruppo parlamentare Lista  Musumeci,
  ad  un  disegno  di legge che, per carità, si è detto  con  estrema
  chiarezza,   non   è  la  soluzione  di  tutti   i   problemi   che
  quotidianamente  incontrano le imprese e il mondo  del  lavoro  nel
  settore  della  fornitura dei beni, dei servizi e  dell'affidamento
  dei   lavori.  Ben  altro  disegno  di  legge  sarebbe   necessario
  affrontare ed approvare da parte del nostro Parlamento in  tema  di
  lavori pubblici.
   Qui ci stiamo limitando a parziali modifiche degli articoli 8, 9 e
  19  della  legge 12 del 2001. In una Assemblea regionale siciliana,
  voglio  dirlo a chi aveva proposto, legittimamente, dal loro  punto
  di    vista,   addirittura   una   questione   di   pregiudizialità
  costituzionale  che questo è il Parlamento che  negli  anni  scorsi
  aveva approvato una norma in termini di concorrenza nel settore dei
  lavori pubblici che tagliate le ali, come si diceva in gergo,  cioè
  eliminate le offerte eccessivamente in ribasso ed eccessivamente in
  rialzo,  aveva portato ad un calcolo aritmetico cui nessuna impresa
  che voleva partecipare ad un bando di gara poteva sottrarsi che era
  il ribasso del 7,152.
   Tant'è  vero che ci sono stati anni interi in cui in Sicilia  sono
  stati  affidati  i  lavori per sorteggio perché su  200,  250,  300
  imprese  partecipanti tutte offrivano un ribasso del 7,152,  quindi
  non strappiamoci le vesti di dosso per questa parziale modifica che
  probabilmente potrà determinare non certamente la panacea di  tutti
  i  mali,  ma potrà determinare un acceleratore, un incremento,  una
  condizione  favorevole per l'aggiudicazione di lavori senza  dovere
  eccessivamente ricorrere al massimo ribasso.
   Questo è quello che in concreto sta facendo stasera, o vorrà  fare
  o  intenderà  fare l'Assemblea regionale siciliana.  In  un  quadro
  costituzionale e qui si sono sprecate le affermazioni alcune  delle
  quali davvero pertinenti, altre ai limiti del sorriso, in un quadro
  costituzionale che è fatto per lo più di sentenze interpretative ed
  additive  e giammai di sentenze di annullamento di norme specifiche
  dei singoli ordinamenti regionali.
   E allora se questa è la condizione e questo è il quadro, onorevoli
  colleghi,  l'Assemblea regionale siciliana,  visto  che  ancora  ci
  vantiamo  o vantiamo uno Statuto speciale, deve fare una  scelta  e
  non  è nemmeno vero che il parere degli uffici sia un parere a  zig
  zag. E' un parere che tiene conto di orientamenti giurisprudenziali
  e   culturali-giuridici,   che  ovviamente   non   possono   essere
  sovrapponibili l'uno all'altro.
   Il  Parlamento serve per fare le leggi, non per arretrare  davanti
  ai    dubbi    possibili   eventuali,   nemmeno   prevedibili    di
  costituzionalità.  E allora, un sussulto anche di  autonomia  e  di
  coraggio   non  guasta,  in  un  quadro  che  dovrebbe  essere   di
  innovazione e che invece è una di Sicilia che anche per  l'opera  e
  l'attività.,  e concludo Presidente, quotidiana di questo  Governo,
  continua ad arretrare e non ad avanzare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  il
  dato è tratto, perché l'eccezione di costituzionalità, la questione
  di  costituzionalità  non è stata approvata dall'Assemblea,  quindi
  andiamo verso l'approvazione di questa norma.
   Signor Presidente, io volevo rivendicare il buon lavoro che  hanno
  fatto  i  commissari  e quindi anche la nostra parte  politica,  il
  partito  democratico,  perché  è una legge  che  abbiamo  approvato
  all'unanimità in IV Commissione e volevo evidenziare, dopo i lunghi
  interventi  che  ci  sono stati in Aula, che credo  che  in  questo
  momento  aumentare  il clima di allarme sociale paventando  rischi,
  conflitti  anche  tra amministrazioni in ordine alla  normativa  da
  applicare, alla legge che va fatta valere, ecco che alla Sicilia in
  questo  momento serva tutto ma soprattutto serva serenità, conforto
  anche nel rapporto con le imprese, con le categorie produttive.
   Allora,  rispetto  ai  rischi  che  sono  stati  paventati   negli
  interventi di coloro che mi hanno preceduto volevo evidenziare  che
  andiamo verso uno scenario che, al di là della questione di merito,
  va  verso  una questione in via principale o in via incidentale  di
  costituzionalità,  ma  nell'uno o  nell'altro  caso  credo  che  il
  percorso  è tracciato ed è un percorso che comunque può fare  stare
  le  amministrazioni, coloro che saranno chiamati ad approvare bandi
  di gara, gli uffici tecnici, in una condizione di serenità. Ed è il
  principio  del   tempus regi actum ;è quella  la  norma,  onorevole
  Musumeci,  che abbiamo imparato a scuola ed è quella che  varrà  in
  questo percorso nei prossimi mesi.
   Entro sessanta giorni il Governo nazionale avrà la possibilità  di
  porre  la  questione  in  via principale, ci  saranno  dei  giudizi
  davanti  al Tribunale amministrativo dove è probabile che  qualcuno
  degli interessati, dei ricorrenti potrà far valere la questione, in
  via  incidentale, di legittimità costituzionale,  ma  comunque  chi
  avrà  la  responsabilità dell'atto amministrativo avrà un punto  di
  riferimento  certo che è la norma che abbiamo approvato in  Aula  e
  che  approveremo in Aula nelle prossime ore e che sarà il punto  di
  riferimento.
   Se  e  come la Corte si pronuncerà nei prossimi mesi, nei prossimi
  anni  da quel momento ci saranno i correttivi, gli aggiustamenti  e
  perché  no, come già è accaduto per la Val d'Aosta, verrà  data  la
  possibilità al legislatore regionale di continuare a governare   il
  processo con serenità.
   Per  questo,  signor Presidente, io credo che  ci  sono  tutte  le
  condizioni per continuare questo esame in modo sereno e credo anche
  che in questo momento di grave crisi economica il Governo regionale
  dovrebbe far sentire tutto la sua presenza alle imprese.
   Assessore Pizzo c'è questo tema del ritardo dei pagamenti che  non
  riguarda  solo  il suo assessorato ma anche quello al  turismo,  ai
  beni  culturali,  credo che occorre fare una task force  anche  per
  sbloccare questi pagamenti alle imprese soprattutto quelli relativi
  ai  fondi comunitari che in questo momento darebbero nuova linfa  e
  ossigeno   ad  una  categoria  che  ha  subito  troppe   vessazioni
  nell'ultimo periodo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  dire che noi siamo chiamati, questa sera, ad esercitare quella
  che è la potestà  legislativa del Parlamento.
   Rispetto   a   costituzionalità,  rispetto   ad   interventi   che
  successivamente potranno essere posti in essere anche a seguito dei
  lavori   che   sta  facendo  la  Commissione  lavori  pubblici   in
  Parlamento, quella sarà una fase successiva durante la qual Roma, i
  parlamentari  nazionali,  potranno decidere  se  applicare  e  dare
  continuità a delle scelte fatte dal Parlamento regionale oppure  se
  apportare dei restringimenti.
   Tuttavia, fino a quel momento non sottraiamoci all'opportunità che
  viene  oggi  offerta al Parlamento da questo disegno di legge,  noi
  dobbiamo  decidere se stare da una parte o dall'altra e nessuno  da
  domani  potrà  continuare a parlare di legalità, di  antimafia,  di
  anticorruzione se questo testo questa sera non vedrà luce.
   Ci  sono  cantieri,  ci sono imprese che ci  chiedono  con  forza,
  questo  è  un  disegno di legge che ha viaggiato, ha fatto  sali  e
  scendi in commissione per mesi, è un disegno di legge che ha  messo
  insieme qualcosa come venti soggetti tra associazioni di categorie,
  sindacati,  imprese,  e  oggi  noi  ci  nascondiamo  dietro  ad  un
  possibile parere di incostituzionalità fermando tutto, fermando una
  macchina  che ormai è in corsa, e volendo quasi chiudere gli  occhi
  rispetto ad imprese che oggi hanno la possibilità di rilanciare  un
  opportunità, e allora un sussulto di orgoglio a questo  Parlamento,
  non  possiamo  nasconderci  dietro  ai  pareri  degli  uffici,  non
  possiamo nasconderci dietro a delle richieste.
   Ci  sono  imprese che ogni giorno alzano la saracinesca,  ci  sono
  uomini e donne che hanno persino perso la vita, oltre che il  posto
  di  lavoro, all'interno di quei cantieri, e di fronte a questo  noi
  abbiamo il dovere di andare assolutamente avanti.
   E' chiaro che non ci possiamo permettere il lusso di continuare ad
  andare  avanti  con ribassi ad oltranza, ribassi  su  ribassi,  qua
  dobbiamo  fare una scelta, e la scelta è quella di evitare  che  le
  offerte anomale possano continuare ad incidere sulle prestazioni di
  lavoro  di  questa imprese, la scelta è quindi quella di creare  le
  condizioni  per una legge che regolamenti il sistema degli  appalti
  in  maniera veramente coerente a quel meccanismo di legalità  e  di
  trasparenza che abbiamo voluto affermare fino ad ora, mettendo  tra
  l'altro, e questa norma ce ne da finalmente l'opportunità, da parte
  tutti  quei  fenomeni che fino ad oggi hanno agevolato soltanto  le
  cordate ed i ribassi eccessivi.
   D'altra parte l'articolo 3 dello stesso disegno di legge introduce
  in  questo  modo  finalmente un nuovo meccanismo di  calcolo  delle
  esclusioni delle offerte anomale, che inciderebbero fino  a  questo
  momento   sulle  modalità  di  aggiudicazione  e  di   scelta   del
  contraente,  in modo da stabilire finalmente autonomi e  differenti
  criteri rispetto all'articolo 86 del codice degli appalti.
   Quindi,  intanto  davvero non sottraiamoci a  questa  opportunità,
  andiamo   avanti  e  saranno  poi  nei  mesi  successivi  ulteriori
  determinazioni che stanno fuori da questo Parlamento,  a  dirci  se
  abbiamo  fatto  bene o meno, ma intanto andiamo  avanti  su  questa
  strada.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  ho  mai
  parlato  nel  merito,  perché  come avevo  già  annunciato  non  ho
  presentato  nessun  emendamento nel merito  di  questo  disegno  di
  legge,  perché non ho mai contestato la possibilità e  la  modalità
  con la quale si discute di fare una legge sugli appalti, ovvero che
  tipo   di   sistema  di  aggiudicazione  introdurre   in   Sicilia.
  Paradossalmente  potremmo anche introdurre il sorteggio,  e  quindi
  diciamo  nel massimo della possibilità di assoluta imprevedibilità,
  però rimane il fatto che io rimango convinto che la Regione non può
  fare una legge per stabilire le modalità con le quali si effettuano
  le  gare  in  Sicilia, per le ragioni che ho già detto  e  che  non
  ripeto.
   Però  voglio  dire una cosa con grande franchezza;  il  Parlamento
  stasera secondo me sta facendo una legge per gli avvocati, non  per
  gli  imprenditori, perché è evidente che questa  è  una  legge  che
  servirà  molto a tenere alto il livello di contenzioso, che diciamo
  c'è una categoria che utilizzerà al meglio, fa questo mestiere ed è
  giusto  che ci sia lavoro in Sicilia, però io voglio qui  ribadire,
  ed  è  la ragione per la quale non voterò questo disegno di  legge,
  perché non voto neanche contro: non lo voto  Per la ragione che  io
  ritengo  che  questo disegno di legge che diventerà legge,  ma  che
  sono  certo  sarà  una  legge sub judice per chissà  quanto  tempo,
  tranne  fra qualche mese, magari il Governo, che in questo  momento
  siede  in  questi scranni, di corsa dovrà produrre  un  disegno  di
  legge  per  abrogare  questa legge e ripristinare  al  163  con  la
  procedura   di   recepimento   dinamico,   perché   scoprirà    che
  l'approvazione di questa legge avrà determinato una  condizione  di
  paralisi amministrativa pericolosa per la nostra Regione.
   Ecco  perché io non voterò questa legge. La ritengo sbagliata,  la
  ritengo  un elemento di incertezza ulteriore in un momento in  cui,
  piuttosto che giudicare la legge che giusto o sbagliata che  sia  è
  una  legge nazionale e ci siamo battuti in questa Regione, ci siamo
  battuti  perché le regole sugli appalti fossero uguali dalla  Valle
  d'Aosta    a   Lampedusa,   per   evitare   qualunque   forma    di
  differenziazione,  perché  lo dico a persone  che  hanno  detto  da
  vent'anni  che  questa  è una Regione che faceva  una  legge  sugli
  appalti  ogni tre anni, perché ogni tre anni c'era una  ragione  di
  crisi che determinava la necessità di modificare la legge e noi  ci
  siamo  inventati - noi, dico i parlamenti - si sono inventati leggi
  di  tutti  i  tipi: dal 7, 14 e 21 che non sono tre numeri  che  si
  giocano al lotto, ma è un 7,1421; il coefficiente di aggiudicazione
  in Sicilia già definito a tavolino.
   Perché  come  è noto in Sicilia gli appalti non si facevano  negli
  uffici  di  gara, si facevano nei tavolini. Poi c'era quello  dello
  0,01. In nome della specialità, noi siamo stati una Regione che  ha
  fatto una regola sugli appalti in cui le aggiudicazioni si facevano
  con lo 0,01 per cento di ribasso.
   Questa  è la storia dei vent'anni. Tre anni fa o quattro anni  fa,
  la  Regione,  ad  un certo punto decise di chiudere questa  storia,
  anche  forte  del fatto che la 163 è riforma economico-  sociale  e
  come  tale  c'è  l'obbligo  del recepimento  in  tutte  le  Regioni
  italiane, ed abbiamo detto basta  Adesso stiamo aprendo una  storia
  di differenziazione.
   Io    credo    che   questa   storia   naufragherà   nelle    sedi
  giurisprudenziali,   che   in  qualche  modo   determineranno   una
  condizione in cui questa legge sarà cancellata. Temo, però  che  il
  prezzo  che pagherà la Regione per cancellare questa legge sarà  la
  paralisi, ecco perché io non voterò questa legge.
   Il Parlamento è sovrano si assumerà la responsabilità della scelta
  che sta facendo.

   PIZZO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIZZO,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, usando una perifrasi, ritengo  che
  l'essenza del dibattito sia nelle parole dell'onorevole Assenza.
   Ci  sono stati molti dubbi legittimi. Ritengo che la pregiudiziale
  dell'onorevole Cracolici sia legittima come analisi del dubbio  che
  un  legislatore  si  debba  porre  portando  avanti  un  tema  così
  delicato.
   E  ritengo  che  siano  legittime e  ringrazio  gli  Uffici  della
  Presidenza per il parere redatto.
   Il parere redatto non dà una incostituzionalità rileva dei profili
  di  criticità, come in moltissime, ritengo, delle norme che  questo
  Parlamento  nella  sua capacità di autonomia  approva  o  tenta  di
  approvare, quindi nulla di strano, non vedo nessuna pressione sugli
  uffici o giochetti di uffici ad eludere il tema.
   Gli  Uffici  hanno detto una cosa di buon senso. Questa  norma  ha
  delle  criticità,  ha  profili  di criticità.  Quante  norme  hanno
  profili di criticità? Ritengo diverse. Però quello che non è  stato
  approfondito nel dibattito lungo e utile, ritengo molto  utile  per
  questa Assemblea, è stata la parte tecnica della norma al di la poi
  di  altre considerazioni degli Uffici della Presidenza, cioè che la
  soglia  di anomalia viene comunque determinata in una misura minore
  rispetto  a  quella che sarebbe risultata incrementando  il  valore
  base  dello scarto aritmetico medio, come previsto dal codice degli
  appalti.   Cioè   questa   norma,  andando   alla   parte   tecnica
  dell'analisi, non è lesiva sulla parte tecnica relativa  ai  valori
  di  soglia  delle  anomalie, anzi è minore rispetto  a  quella  del
  codice di appalti nazionali.
   Cosa   fa   questa  norma?  Introduce  una  variabile  che   rende
  impossibile o difficilissima la creazione delle offerte  anomale  a
  cartelle.  Questa è la parte veramente tecnica della norma,  quindi
  non  c'è  lesione  della concorrenza, al di la dei  principi  della
  specialità  del  nostro territorio ribadititi dalle sentenze  della
  Corte costituzionale.
   Dopo  di  che andiamo alla parte politica. E devo ringraziare  gli
  uffici,  perché  hanno ridato parola alla politica. Questo  Governo
  avrebbe   potuto   approfittare  di   questa   norma   creando   un
  collateralismo con gli interessi legittimi in campo  e  non  lo  ha
  fatto, ha creato le condizioni in commissione di un dibattito  vero
  e   aperto  su  cui  poi  si  è  confrontata  l'Aula.  Non  abbiamo
  accarezzato   il   pelo  degli  interessi.  Gli   interessi   forti
  nell'assenza  di  una  occupazione vera e  della  presenza  di  una
  fortissima  disoccupazione  in questo  settore.  Non  abbiamo  come
  Governo  fatto  un intervento populista, abbiamo fatto  sì  che  il
  dibattito legislativo, sia in Commissione che in Aula, fosse sereno
  e approfondito. Questo ce ne va dato merito.
   Dopo  di  che  -  e  concludo, perché penso che abbiamo  dibattuto
  ampiamente - andiamo alla parte veramente politica: la norma  della
  Val d'Aosta. Noi siamo una Regione a Statuto speciale come la Valle
  d'Aosta, che è entrata nel merito. Ricordo che non è vero  che  non
  ci sia stata una impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. C'è
  stata,  e  la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza  dopo  il
  codice  degli  appalti  che è di Munch. La sentenza  costituzionale
  sulla  norma della Valle d'Aosta è di novembre. Quindi  vede  tutta
  l'analisi  del codice degli appalti e pure vedendo tutta  l'analisi
  del  codice  di  appalti e la sua votazione e la  sua  approvazione
  ritiene lo stesso che la norma della Valle d'Aosta sia valida.
   Vero  è che la norma della Valle d'Aosta è prima del codice  degli
  appalti,  ma  l'impugnativa  presso la Corte  Costituzionale  viene
  conclusa  dopo  l'approvazione del codice degli appalti.  Quindi  è
  stata verificata.
   Dopo  di che vorrei capire se in Val d'Aosta non ci sono avvocati.
  Evidentemente  è  una Regione dove tutti sono tranquilli.  Dovremmo
  invitare le nostre imprese e andare a lavorare in Val d'Aosta e non
  in  Sicilia  evidentemente, perché là  non  ci  sono  avvocati.  Io
  ritengo  che anche in Val d'Aosta, pur avendo un minore  numero  di
  spesa  sugli appalti, ci siano avvocati, e ritengo che  le  imprese
  siciliane hanno diritto a lavorare in Sicilia e non devono emigrare
  in Val d'Aosta.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sembra
  abbastanza surreale quello che è successo in Aula in questi  giorni
  e  su  questo tema. Sembra quasi un volere giocare a nascondino,  a
  rimpiattino,  con pareri illustri che si sono succeduti  ed  ultimo
  quello  autorevole, peraltro da me profondamente  condiviso,  degli
  ottimi  Uffici che, come sempre, svolgono in maniera eccellente  il
  loro   lavoro  in  questa  Assemblea  regionale,  e  mi  riferisco,
  ovviamente,  agli Uffici della Presidenza ed ai nostri  Consiglieri
  parlamentari, alla Segreteria generale.
   Signor Presidente, non condivido il metodo con il quale sono stati
  utilizzati questi pareri, ed in particolare il parere degli  Uffici
  della Presidenza, perché è stato già detto che noi stasera corriamo
  il  rischio  di  avere  introdotto un precedente  particolare,  non
  voglio  usare  aggettivi  catastrofici,  particolare  che  potrebbe
  condizionare,  perché  è  evidente  che  ogni  deputato  di  questa
  Assemblea  avrà il diritto ed il dovere di eccepire, eventualmente,
  alla   Presidenza,   in   avvenire,  eventuali   dichiarazioni   di
  improponibilità  sulla base di pareri resi dagli  Uffici  ed  avere
  introdotto  un metodo che delega in permanenza le dichiarazioni  di
  improponibilità di un testo all'Assemblea e non alla Presidenza.
   Signor  Presidente, ognuno è libero di avere, ovviamente,  le  sue
  opinioni,  io le esprimo perché in quest'Aula, prima di ogni  cosa,
  vigono  le  regole  e  senza regole precise e senza  l'applicazione
  rigorosa  delle regole si rischia, evidentemente, di  delegittimare
  l'istituzione stessa.
   Per  cui, condividendo pienamente, come dicevo in avvio, il parere
  degli Uffici dell'Assemblea Regionale Siciliana e non condividendo,
  peraltro, e mi auguro che in questo senso il Governo abbia contezza
  di  quelle  che  stasera  stiamo  facendo  in  quest'Aula  e  delle
  conseguenze che a breve potrebbero accadere sulla base di una norma
  che  quest'Aula  si appresta a votare e che sarà presto  pubblicata
  nella Gazzetta Ufficiale della Regione, io mi auguro che il Governo
  non  debba  precipitosamente in piena estate,  dover  ritornare  su
  questo  argomento,  non  avendo fatto una  cortesia  alle  attività
  produttive  di questa Regione, non avendo dato alcun  contributo  a
  quella  che è la trasparenza di cui spesso si è parlato  in  questi
  giorni,  in  quest'Aula  e  avendo fatto  soltanto  un  danno  alle
  attività produttive e alle imprese di questa Regione.
   Per  questa  ragione, Presidente, neppure chi vi parla parteciperà
  al voto di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
   (nn. 488-762/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
       legge «Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio
                           2011» (488-762/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, trattandosi di un solo  articolo,
  si  passa direttamente alla votazione finale per scrutinio nominale
  del  disegno di legge «Modifiche alla legge regionale n. 12 del  12
  luglio 2011» (488-762/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          46
   Contrari             1
   Astenuti             1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  per  quanto riguarda  il  disegno  di  legge
  relativo  all'istituzione delle biobanche in Sicilia, come  sapete,
  in questo momento non c'è l'Assessore alla Sanità presente.

   'Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
   dei centri storici' (nn. 602-641-711-732/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme
  per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri
                   storici » (nn. 602-641-711-732/A)

   Si  passa  pertanto si passa al punto III all'ordine  del  giorno:
  votazione  finale  del  disegno di legge  «Norme  per  favorire  il
  recupero  del patrimonio edilizio di base dei centri storici»  (nn.
  602-641-711-732/A).
   Comunico  che sono stati presentati quattro emendamenti  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Indìco  la votazione finale per scrutinio nominale del disegno  di
  legge  «Norme per favorire il recupero del patrimonio  edilizio  di
  base dei centri storici» (nn. 602-641-711-732/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            52
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          51

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, giusto per un fatto tecnico, al fine di  poter
  inserire  all'ordine del giorno il disegno di legge n. 997,  che  è
  stato esitato dalla Commissione, così da poterlo incardinare e dare
  il  termine per gli emendamenti, la seduta è tolta ed è rinviata ad
  oggi, martedì 7 luglio 2015, alle ore 19.30, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.
                 Disposizioni in materia di durata delle operazioni di voto per
                 elezioni comunali e di surrogazione dei consiglieri comunali  (
                 997/A)

                Relatore: on. Cracolici

             2)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
                 metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-84
                 848 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Cracolici

             3)  -  Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
                 585/A) (Seguito)

                Relatore: on. Oddo

   III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

   IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                             GRECO G.  - FIGUCCIA -  DI GIACINTO  -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                   LENTINI - CASCIO S. -   COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

                   La seduta è tolta alle ore 19.27.

         Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.25)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE  NORME PER FAVORIRE IL RECUPERO DEL  PATRIMONIO
  EDILIZIO DI BASE DEI CENTRI STORICI . (NN. 602-641-711-732/A)

   Emendamenti  presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
  interno:

   Emendamento 117.1

   Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

   - alle lettere g) e h), sostituire le parole  dagli anni cinquanta
  e  sessanta del secolo scorso  con le parole  dagli anni  cinquanta
  del ventesimo secolo ;

   -  alla  lettera  h), sopprimere le parole  rappresenta  l'insieme
  degli .

   Emendamento 117.2

   Al  comma  1,  sostituire  il periodo  La delibera  del  consiglio
  comunale  di approvazione del sopra individuato studio con  effetti
  costitutivi  è approvata entro e non oltre 180 giorni dal  deposito
  dello stesso.  con il seguente:
    La  delibera del consiglio comunale è approvata entro e non oltre
  180  giorni  dal  deposito  del sopra  citato  studio  con  effetti
  costitutivi. .

   Emendamento 117.3

   Al  comma  5,  dopo  le  parole  delibera del consiglio  comunale
  aggiungere le parole  , di cui ai commi 3 e 4, .

   Emendamento 117.4

   Alle lettere a), b), c), g), h) ed i), sostituire le parole  per i
  quali  è necessario acquisire l'autorizzazione  con le parole   Per
  gli  interventi di cui alla presente lettera è necessario acquisire
  l'autorizzazione .