Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la salute:
N. 958 - Chiarimenti circa i criteri seguiti nell'individuazione
dell'attuale Commissario dell'ospedale San Raffaele - Giglio di
Cefalù (PA).
Firmatari:Vinciullo Vincenzo.
(Con nota prot. n. 29021/IN.16 del 17/06/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:
N. 1106 - Notizie in merito alla chiusura estiva dell'Istituto
ortopedico Rizzoli di Bologna - Dipartimento Rizzoli - Sicilia.
Firmatari:Fiorenza Cataldo.
(Con nota prot. n. 80839 del 25 ottobre 2013,
l'Assessorato per la salute ha anticipato il testo scritto della
risposta, ai sensi dell'art. 140, comma 5, Reg.int.ARS. Con
nota prot. n. 30590/IN.16 del 26 giugno 2014 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).
N. 1177 - Notizie sull'adeguatezza dei locali ove è ubicata la
sede del '118' a Lentini(SR).
Firmatari:Vinciullo Vincenzo.
(Con nota prot. 31613 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute, ai
sensi dell' art. 140, comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato il
testo scritto della risposta. Con nota prot. n. 32012/IN.16 del
3/07/2014, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
la salute).
N. 2531 - Chiarimenti sul ritardo nei lavori di costruzione
dell'ospedale San Marco di Librino, nel comune di Catania.
Firmatari: Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina;
Cancelleri Giovanni Carlo; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 2453 - Iniziative per la sospensione dei lavori di costruzione
di una barriera soffolta nella frazione di Santa Maria la Scala del
comune di Acireale.
Firmatari:Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli: Cani, Tamajo, Laccoto e Cascio Salvatore.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Incarichi di esperto del sindaco. (n. 1018)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.
- Introduzione mozione di sfiducia al presidente della
circoscrizione di decentramento. (n. 1019)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.
- Disciplina dei cimiteri per gli animali di affezione. (n. 1020)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 3 luglio 2015.
- Trasparenza dei processi deliberativi all'interno degli enti
locali. (n. 1021)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Ciancio, Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino e Tancredi in
data 3 luglio 2015.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro con nota prot. n.
6216/SG.LEG.PG. del 30 giugno 2015, ha ritirato il disegno di legge
n. 949 «Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali nel
settore di gestione integrata dei rifiuti'», presentato in data 12
febbraio 2015.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 991: « Interventi
per il finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel porto
di Palermo , già assegnato con nota prot. n. 5425/SG.LEG.PG. dell'8
giugno 2015, alla IV Commissione, è stato riassegnato, in data 1
luglio 2015, alla III Commissione.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fazio e Giuffrida, con note
prot. n. 6039/SG.LEG.PG. e 6040/SG.LEG.PG. del 24 giugno 2015,
hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n.
992 Norme riguardanti le prestazioni di assistenza specialistica,
ambulatoriale della branca di medicina di laboratorio, erogate da
strutture accreditate o preaccreditate dalla Regione Siciliana .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Revisione del Piano regionale dei parchi e delle riserve
naturali', approvato con D.A. n. 970 del 10 giugno 1991, con
l'inserimento della riserva naturale orientata Capo Murro di Porco
e Penisola della Maddalena', ricadente in agro del comune di
Siracusa, e successiva istituzione della stessa (n. 61/IV).
Pervenuto in data 2 luglio 2015.
Inviato in data 3 luglio 2015.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2735 - Chiarimenti e provvedimenti in ordine alla scadenza
contrattuale per la fornitura di microinfusori per bambini affetti
da diabete. Assessore Salute. Cracolici Antonello.
N. 2736 - Notizie in merito al rinnovo delle convenzioni di
trasporto ferroviario tra Forze dell'Ordine, Trenitalia e Regione
siciliana al fine di preservare l'incolumità dei passeggeri nelle
tratte isolane. Presidente Regione, Assessore Infrastrutture e
Mobilità. Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Tancredi Sergio.
N. 2739 - Provvedimenti per fronteggiare la nascente emergenza
idrica nel territorio di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità, Assessore
Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea. Arancio Giuseppe
Concetto
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2731 - Iniziative in ordine alla riserva naturale orientata di
Trapani e Paceco. Presidente Regione, Assessore Territorio e
Ambiente, Assessore Attività produttive. Palmeri Valentina;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri
Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
N. 2732 - Iniziative a seguito degli atti vandalici ai danni della
scogliera di Macari nei pressi di San Vito Lo Capo (TP). Presidente
Regione, Assessore Territorio e Ambiente. Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Foti Angela;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia;
N. 2733 - Rilevamento delle criticità della rete irrigua
regionale. Presidente Regione, Assessore Agricoltura sviluppo
rurale e pesca mediterranea. Tancredi Sergio; Ciancio Gianina;
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina;
Zafarana Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri
Vanessa; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero;
Zito Stefano; La Rocca Claudia;
N. 2734 - Chiarimenti sulla chiusura delle sale operatorie
dell'ospedale Muscatello di Augusta (SR). Presidente Regione,
Assessore Salute. Coltraro Giambattista.
N. 2737 - Notizie sulla destinazione dell'immobile comunale sito
in Calatafimi Segesta (TP), da adibire a comunità terapeutico-
riabilitativa e residenziale per l' assistenza a soggetti
tossicodipendenti. Presidente Regione, Assessore Salute, Assessore
Territorio e Ambiente, Assessore Infrastrutture e Mobilità. Palmeri
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
N. 2738 - Urgenti provvedimenti per carenza di personale
all'ospedale 'Suor Cecilia Basarocco' di Niscemi (CL). Presidente
Regione, Assessore Salute. Falcone Marco; Figuccia Vincenzo;
Assenza Giorgio; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale
Alfio ; Savona Riccardo.
N. 2740 - Chiarimenti sulla mancata nomina del Garante per la
tutela dei diritti fondamentali dei detenuti. Presidente Regione.
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 302 - Notizie in merito alla delocalizzazione di
un'elisuperficie sita presso il Comune di Capo d'Orlando (ME). -
Presidente Regione, Assessore Infrastrutture e Mobilità, Assessore
Territorio e Ambiente: Zafarana; Cancelleri; Cappello; Ciaccio;
Ciancio; Ferreri; Foti; La Rocca; Mangiacavallo Palmeri; Siragusa;
Tancredi; Trizzino; Zito;
N. 303 - Revoca del provvedimento di chiusura dei centri per
l'impiego di Vizzini e Mineo.
- Presidente Regione, Assessore Famiglia, Politiche Sociali e
Lavoro: Cappello; Cancelleri; Ciaccio; Ciancio; Ferreri; Foti; La
Rocca; Mangiacavallo; Palmeri; Tancredi; Siragusa; Trizzino;
Zafarana; Zito.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione di trasmissione di decreto di cessazione della
dr.ssa Borsellino dalla carica di Assessore regionale per la salute
e contestuale assunzione temporanea ad interim delle relative
funzioni da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 32357 del 2 luglio
2015, pervenuta il 3 luglio successivo e protocollata al n.
6517/AulaPg di pari data, la Segreteria generale della Presidenza
della Regione ha trasmesso copia del decreto presidenziale n.
255/Area 1 /S.G. del 2 luglio 2015 di cessazione della dr.ssa
Borsellino dalla carica di Assessore regionale per la salute e
contestuale assunzione temporanea ad interim delle relative
funzioni da parte del Presidente della Regione.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BARBAGALLO, segretario:
Regione Siciliana
Il Presidente
-vista la lettera datata 2 luglio 2015 con la quale l'Assessore
regionale per la salute rassegna le proprie dimissioni irrevocabili
dall'incarico assessoriale con preposizione al ramo
dell'amministrazione;
-ritenuto, nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di
garantire continuità all'esercizio ed alla funzione politica-
amministrativa del predetto ramo dell'Amministrazione regionale
siciliana, il Presidente della Regione siciliana assuma
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per la salute.
Palermo, 2 luglio 2015
Rosario Crocetta
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che è pervenuta una richiesta da
parte della I Commissione di posticipare, almeno di un'ora, i
lavori d'Aula per dare la possibilità ai colleghi componenti della
stessa commissione di completare la discussione sul disegno di
legge n. 997 che - come sapete - questa sera dovrebbe giungere in
Aula per essere incardinato.
Sulla base di questa richiesta sospendo l'Aula, riprenderemo alle
ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 17.16)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la giornata
odierna gli onorevoli Ciaccio e La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche alla
legge regionale
n. 12 del 12 luglio 2011». (488 - 762/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende: si passa al II
punto dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
« Modifiche alle legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 (488 -
762/A), posto al numero 2.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, nella seduta n. 250 del 2 luglio scorso ci
siamo lasciati con la richiesta da parte di questa Aula di fare un
po' di chiarezza con gli Uffici su quanto dibattuto la volta
scorsa.
Era stata ravvisata l'opportunità di un approfondimento da parte
degli Uffici in relazione ai profili di criticità emersi in ordine
all'articolo 3, concernente la modifica dei criteri di calcolo
della soglia di anomalia delle offerte.
Gli Uffici, tenuto conto delle questioni emerse nel corso del
dibattito d'Aula, hanno predisposto e depositato la nota di
approfondimento che è stata distribuita agli onorevoli deputati o
che sta per essere distribuita in questo momento.
Tale nota conferma i dubbi di costituzionalità già manifestati in
precedenza, con riferimento ad ulteriore elemento introdotto dal
Governo in occasione del dibattito d'Aula, dà conto di alcune
aperture della Corte Costituzionale in merito alla possibilità da
parte del legislatore regionale di emanare norme con effetti pro
concorrenziali, evidenziando tuttavia come tale orientamento sia
contraddittorio e non consolidato nella materia degli appalti e
come la giurisprudenza in tale settore sia in continua evoluzione.
Pertanto, questa Presidenza, dopo aver sollecitato in Commissione
di merito una fase di riflessione e di approfondimento, in presenza
di un disegno di legge esitato per l'Aula ed individuato dalla
Conferenza dei Capigruppo, nonché condiviso dal Governo, alla luce
del dibattito sviluppatosi e delle divergenze manifestate, ritiene
imprescindibile che sia l'Assemblea a pronunciarsi sul procedere o
meno con il disegno di legge in questione.
Mi sia al riguardo consentito precisare che è compito degli
Uffici, nell'attuale sistema, quello svolto dai funzionari con
competenze e professionalità consone ad un corpo specializzato che
deve operare in una struttura al servizio di un Parlamento, di
fornire ai deputati il supporto tecnico necessario affinché
l'Assemblea, cui compete per Statuto l'esercizio dell'attività
legislativa, si possa determinare in modo consapevole ed informato
sul contenuto delle norme in discussione.
Resta fermo che la valutazione in ordine alla prosecuzione della
discussione e quindi all'approvazione o meno della proposta di
legge all'ordine del giorno spetti esclusivamente al legislatore
che, per formare il proprio convincimento e deliberare, tiene conto
tanto dei rilievi e delle osservazioni prospettate sul piano
puramente giuridico dagli Uffici ed anche dal Governo, che dagli
altri profili rilevanti quali l'impatto e la finalità della norma,
le implicazioni economico-politico e sociali, i rapporti tra Stato
e Regione. Quest'ultimi, si ribadisce, contrassegnati da continue
evoluzioni, specie nell'attuale momento di passaggio da un sistema
di controllo preventivo ad uno successivo sulle leggi regionali
siciliane.
Questo quanto dovuto dopo un ulteriore approfondimento portato
avanti dagli Uffici.
A questo punto, sulla base anche del dibattito che si è svolto la
volta scorsa, ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici, per
sapere se vuole procedere sulla questione pregiudiziale o meno.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
desidero ringraziare gli Uffici perché credo che il dibattito che
c'è stato in questa Aula abbia sollecitato quell'approfondimento e
anche un arricchimento in termini di richiami giurisprudenziali
oltre che dottrinari, sulla materia di cui ci stiamo occupando.
Mi pare evidente che il giudizio che è stato ribadito da parte
degli Uffici si mantiene inalterato e per certi versi si
arricchisce, alla luce anche di affermazioni che sono state fatte
dalla Corte Costituzionale, ma io li ringrazio per questo anche al
richiamo di una precedente impugnativa che nel 2010 è stata fatta
dal Commissario dello Stato e che nel 2011 la Corte Costituzionale,
nel dichiarare la cessazione del contendere, faceva esplicito
riferimento ai princìpi che sovrintendono alla materia di cui ci
stiamo occupando.
A me pare del tutto chiaro che, anche alla luce di questo parere,
la competenza dell'Assemblea regionale siciliana in materia è
preclusa.
Io ribadisco ulteriormente un elemento di preoccupazione e lo dico
anche ai colleghi che devono essere anche consapevoli di un dato:
noi per 60 anni ci siamo in qualche modo, rifatti a un esercizio
del controllo dell'attività legislativa che era quella del
Commissario dello Stato che, nel momento in cui proponeva
l'impugnativa, l'Assemblea poteva decidere o di mandare in
pubblicazione i testi senza le parti impugnate o resistere davanti
la Corte Costituzionale.
Con il nuovo sistema noi dobbiamo avere chiaro che, laddove il
Consiglio dei Ministri proponesse impugnativa nei confronti della
norma qualora venisse approvata da questa Assemblea, la norma
rimane pubblicata fino al giudizio della Corte Costituzionale, che
mediamente non arriva mai se non dopo un anno, un anno e mezzo, per
cui avremmo una situazione che la vigenza formale di una norma in
attesa di un pronunciamento eventuale della Corte Costituzionale
che renderebbe incerta l'applicazione della norma stessa.
Io a questo faccio riferimento quando dico di fare attenzione. Io
non vorrei che chiedono, anche legittimamente, una modifica di un
sistema che sta creando una selvaggia modalità di assegnazione
degli appalti con una corsa al prezzo più basso, che sta mettendo
in ginocchio il sistema imprenditoriale, ma questo legittimo,
ripeto legittimo problema e bisogno che esprime soprattutto la
classe imprenditoriale, i lavoratori, rischia di entrare in
conflitto con un principio che è la certezza dell'applicazione
delle norme in Sicilia, determinando una paralisi che rischia di
essere pagata a caro prezzo primo fra tutti dagli stessi
imprenditori, che oggi, oltre ad essere penalizzati da una quantità
di appalti sempre più ridotta, a causa della crisi economica, e
quindi questo aumenta gli elementi di competizione selvaggia tra
gli stessi, dal momento in cui si paralizzasse il sistema degli
appalti a causa della difficoltà interpretativa della norma stessa,
avremmo un crollo, non solo per gli imprenditori, ma per il sistema
economico siciliano.
Ecco perché io credo che è un azzardo pensare, così come mi dicono
alcuni colleghi, che alcuni colleghi sono consci dei limiti che la
norma ha sul piano costituzionale, per la verità anche alcuni
stessi imprenditori, però poi mi dicono di approvarla e vedere poi
come va a finire.
Ma può un legislatore operare senza avere chiaro il riferimento e
il quadro normativo, e soprattutto la certezza del diritto per
coloro che dovranno applicare la legge?
Ecco perché, signor Presidente, nel dire che ribadisco le ragioni
di incostituzionalità anche alla luce delle dichiarazioni qui fatte
dagli uffici, voglio però concludere con un ragionamento, e devo
dire con una amarezza, e la dico così' come la penso, abituato come
sono a dire sempre quello che penso, anche a costo di dispiacere
qualcuno. Io trovo anomalo che l'Ufficio di Presidenza, che ha un
potere addirittura insindacabile sull'ammissibilità delle norme,
anche alla luce dei rilievi di costituzionalità, in questo caso in
maniera del tutto inusuale e per certi versi inedita, si rimette
alla decisione dell'Aula.
Ma quali pressioni ci sono state attorno a questa legge, per
mutare una procedura e una prassi nel ruolo che la Presidenza, a
garanzia delle norme fondamentali, ha esercitato fin qui? Cosa
giustifica il fatto che, malgrado gli uffici, con la prudenza ma
anche con la nettezza che i rilievi che vengono sottoposti
propongono a tutti noi, la Presidenza si rimette all'Aula.
Io ne prendo atto, ma è evidente che stiamo introducendo un
precedente, che da domani non può più la Presidenza richiamarsi a
profili di presunta incostituzionalità dichiarando inammissibile
norme, perché invece l'Aula potrebbe determinarsi in senso
contrario.
A me dispiace che non c'è presente il Presidente dell'Assemblea,
perché è chiaro che questo ragionamento vale innanzitutto per la
Presidenza e per il suo Presidente, ribadisco che questa è una
inusuale procedura, che io non condivido, che ritengo un precedente
che delegittima la Presidenza dell'Assemblea, ed in ogni caso
poiché la Presidenza in maniera piratesca ha deciso di rivolgersi
all'Aula, ribadisco che, per quanto mi riguarda, questa norma non è
tecnicamente approvabile, perché ha profili di incostituzionalità
evidenziati anche dalla relazione, ma i cui effetti di incertezza
amministrativa potrebbero essere tali da paralizzare il sistema
degli appalti in Sicilia per un tempo che adesso nessuno di noi è
in grado di stabilire.
Di questo ognuno si deve assumere la responsabilità davanti ai
siciliani, perché poi non ci siano lacrime di coccodrillo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il relatore, onorevole
Turano.
Prima di dare la parola all'onorevole Turano vorrei precisare che
nessuna pressione è stata fatta nei confronti della Presidenza,
onorevole Cracolici, semplicemente il fatto che come si evince
anche dalla nota che abbiamo distribuito, non ci sono giudizi così
trancianti per dichiarare incostituzionale questa norma.
Per cui, questa Presidenza, di fatto, si rimette all'Assemblea,
perché fino a prova contraria l'Assemblea è l'organo sovrano e
semmai, il contrario, era doveroso da parte mia, in qualità di
Vicepresidente, oggi, non creare un precedente al contrario e cioè
superare il significato dell'Assemblea attribuendomi un ruolo che,
probabilmente, va al di là delle mie stesse competenze.
TURANO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli
argomenti che trattiamo oggi hanno una peculiarità e una specialità
che meritano tanta attenzione, però certi ragionamenti che io
considero speciosi, non posso che contestarli con la franchezza che
mi distingue, contestarli pubblicamente.
Non intervengo a difesa degli Uffici dell'Assemblea, non ce n'è
nessuna ragione, anzi considero il parere fatto, un ulteriore
parere, fatto non più lacunoso.
Cercherò di essere esaustivo nelle argomentazioni che intendo
trattare se pur riconosco che sono argomenti molto difficili,
ragione per la quale a nome del Gruppo parlamentare dell'UDC mi
sono preoccupato di fornire il Gruppo stesso di un parere di un
autorevole docente di diritto pubblico che ha rassegnato
formalmente al Gruppo la sua opinione e che conclude per un
ragionamento - sto parlando del Professore Fiorello dell'Università
degli studi di Palermo - parere che intendo produrre agli Uffici
dell'Assemblea perché di primo acchito avevo pensato che, forse,
era opportuno leggerlo. Oggi, lo produco perché rimanga agli atti
parlamentari e perché con gli atti parlamentari sia trasmesso agli
organi preposti alla vigilanza delle leggi che l'Assemblea
regionale approva.
Beh, se non si fosse perso, cosa di cui io pubblicamente mi sono,
come dire, lamentato in questa Assemblea, onorevole Clemente, mi
aiuti un attimino, oggi parliamo della modifica della legge sugli
appalti .
CORDARO. Parlavamo proprio di questa cosa, ci stavamo
confrontando.
TURANO, relatore. Lo so, e dicevo mi sono lamentato più volte con
l'Assemblea che non ha esercitato più le prerogative previste dallo
Statuto ovvero sia, ha cercato la scorciatoia dell'ulteriore
mancata proposta deliberativa per fare ricorso alla Corte
Costituzionale.
Se questa si fosse verificata oggi non saremmo a parlare, non
saremmo a parlare perché avremmo una pronuncia della Corte
costituzionale e non soltanto un'ordinanza, come citato nel primo
parere degli Uffici, perché l'ordinanza - non ricordo il numero -
quella che è citata dagli uffici, testualmente dice: nessuno può
ledere i principi della libera concorrenza nel territorio
nazionale , e non c'era bisogno che lo dicesse la Corte
costituzionale, era sufficiente sapere quali sono i temi dettati
nel Trattato di Lisbona ed era sufficiente conoscere l'articolo 117
della Costituzione.
Ma è sufficiente lo stesso conoscere l'articolo 14 dello Statuto,
la lettera g) - se non ricordo male - per dire che in materia di
appalti l'Assemblea regionale conserva una potestà legislativa
autonoma. Potestà legislativa che non può andare, e mai dovrebbe
succedere, contro l'ordinamento nazionale. Cosa dice? qual è il
confine allora all'interno del quale ci muoviamo?
E' quello che viene riassunto nel parere che pochi minuti fa gli
uffici hanno distribuito e che viene articolato nella pronuncia,
questa volta della Corte costituzionale, con la sentenza 431 del
2006.
Dice che, nel rispetto dei principi, qualunque potestà pro-
concorrenziale è rimessa certamente agli Statuti delle regioni,
della regione siciliana, nel caso in specie e delle Regioni a
Statuto speciale delle provincie di Trento e Bolzano.
Io mi chiedo se la norma che stiamo approvando, come dice il
manuale di diritto amministrativo che fa dottrina in materia, il
manuale dice che le norme pre-concorrenzaiali permettono e
consentono a prescindere le evoluzioni esterne che possono
inquinare un procedimento legittimo, un'Assemblea legislativa a
pronunciarsi e ad eliminare questo fattore di discrimine e ne sono
tanto convinto che se gli uffici avessero fatto un'attenta analisi
con l'Osservatorio per i lavori pubblici, avrebbero visto come gli
effetti del ribasso sono tanto anomali da aumentare in maniera
percentuale quasi con la stessa cadenza giornaliera.
Cioè significa che vi è di fatto, poco fa l'onorevole Cracolici
parlava di quali pressioni sugli uffici dell'Assemblea, e non ce ne
sono state, e io mi assumo la responsabilità di dire che secondo me
c'è un motivo per il quale molti imprenditori si lamentano della
poca e della corretta applicazione della legge.
Quotidianamente assistiamo a ribassi da 37-38 per cento che
aumentano ciclicamente anzi giornalmente. Allora, mi permetto di
dire che l'Assemblea regionale sta facendo una legge sana con il
principio che è statuito nell'articolo 3. Sta eliminando i fattori
di rischio che la stessa legge regionale attualmente in vigore ha
esplicato e ritengo che la correzione di questo meccanismo non
produrrà nessuna impugnativa da parte del Governo nazionale che ad
ogni buon conto, anche se dovesse venire, non potrebbe non tenere
conto del precedente della sentenza della Corte, la n. 431 del
2007, che sulla Regione Campania per le stesse ragioni, ha
espressamente indicato qual è la via da seguire.
Qua siamo all'interno di un confine giuridico che non è in questa
sede il mio mestiere. Io faccio politica. Devo essere attento nel
capire quali sono gli umori della politica, i sentimenti dei
cittadini e trasformarli in proposte.
Ho detto che in un posto dove il ribasso d'asta si aggira sul 38
per cento non vi è sicurezza nei cantieri e non vi è certezza della
buona esecuzione dell'opera.
Quindi, ritengo che le argomentazioni e le preoccupazioni
cementava l'onorevole Cracolici, legittime nella sua veste, siano
da essere superate. Ragione per la quale non mi sembra inopportuno
che l'Aula si pronuncia, ragione per la quale chiedo ai colleghi
parlamentari dell'Aula di esprimersi con un voto chiaro per
rivendicare non solo le potestà statutarie, ma per approvare una
legge che, nel rispetto dei principi costituzionali del dettato
della normativa nazionale e comunitaria ha la libertà di introdurre
ulteriori clausole pro concorrenziali che possono aprire di più il
mercato degli appalti pubblici a proposte più eque, nell'interesse
della buona esecuzione dell'opera e nell'interesse di chi si
accolla il rischio di partecipare ad un lavoro pubblico.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
io sono tendenzialmente legato al rispetto della legge e al
rispetto delle consuetudini parlamentari e sono, fino ad oggi
pomeriggio, convinto che anche la Segreteria generale e la
Presidenza dell'Assemblea dovrebbero essere tendenzialmente legati
alle leggi, alle consuetudini parlamentari, ad una metodica
normativa e parlamentare che governa quest'Aula da quando sono
vigenti le leggi che si applicano e da quanto, e non è mai accaduto
caso contrario, le consuetudini parlamentari diventano in buona
sostanza seppure in maniera sostanziale, appunto, piuttosto che
formale, norme applicabili.
E allora, siamo in una fase di grande confusione presidente
Venturino. Vedo che attorno alla Segreteria generale c'è baruffa,
anche oggi c'è baruffa nell'aria, ma questo è un periodo in cui,
dalle parti del Governo della maggioranza, c'è tanta baruffa;
vorrei che almeno la Segreteria generale fosse lasciata in pace
perché, mandare il disegno di legge n. 997 alla I Commissione per
il parere di competenza è una cosa, a mio parere, irrituale
essendosi trattato di norme finanziarie che dovevano andare per
competenza esclusiva alla Commissione Bilancio .
Lei dirà, Presidente, ma che c'entra? Ed io mi rivolgerò
all'onorevole Cracolici che, ancora una volta, viene distratto dal
Governo e inviterei gli Assessori a stare ai loro posti, per
favore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Assessori se, cortesemente
ristabiliamo; scusi onorevole Cordaro, lo faccio nel suo interesse,
cortesemente se prendiamo posto. Grazie.
Prego onorevole Cordaro, continui il suo intervento.
CORDARO. Ed io, proprio facendo riferimento al disegno di legge n.
997, mi rivolgo all'onorevole Cracolici e dico: Onorevole
Cracolici, è politica, è solo ed esclusivamente politica .
E fino a quando noi creeremo i presupposti perché la politica
continui a fuggire dalla sue responsabilità, finiremo per arretrare
noi e per dare spazio ad altri.
Lei, poc'anzi, nel pieno delle sue funzioni, ha dichiarato
inammissibile una norma che voleva rimandare a lavoro i dipendenti
degli SSR senza costi aggiuntivi per la Regione; ha fatto una
legittima scelta politica.
Oggi, qui, noi dobbiamo decidere, Presidente dell'Assemblea; il
mio ragionamento potrebbe sembrare in sintonia con l'onorevole
Cracolici e, invece, non lo è, se vogliamo fare politica o
vogliamo, ancora una volta, arretrare lasciando che altri
suppliscano ai nostri compiti ed ai nostri diritti-doveri
riconosciutici dalla Costituzione.
Se la Presidenza dell'Assemblea manda in Aula un disegno di legge,
per me è ammissibile. Non c'è una soluzione diversa. Se non siete
in condizioni di prendere decisioni, fatecelo sapere, l'Aula si
assumerà le sue conseguenze.
Onorevole Venturino, io so che lei è Vicepresidente vicario, ma
oggi, per me, lei è il Presidente. Lei non può venirci a dire che
lo ha fatto per rispetto dell'Aula, perché altrimenti torniamo a
tutte le norme che la Presidenza stralcia a buon diritto, a torto
e ragione, ad esempio in ogni sessione finanziaria, rispetto alla
cui decisione quest'Aula non ha parola.
Allora, noi ci dobbiamo intendere. Io sono pronto ad assumermi le
mie responsabilità, però se vogliamo che la politica ritorni ad
avere prestigio e prima che prestigio dignità, dobbiamo eliminare
una serie di giochetti che non stanno e non possono stare
nell'alveo di un Parlamento serio.
La Presidenza dell'Assemblea dica, come nel suo diritto-dovere, se
questa norma è ammissibile o meno; per me ad oggi questa norma è in
Aula e io sono pronto a votarla favorevolmente non c'è una
soluzione alternativa. Altrimenti, qualora la vostra decisione
dovesse essere diversa, questa volta sì, noi introdurremmo una
eccezione che diventerebbe assai perniciosa per la prosecuzione dei
lavorio di quest'Aula, perché finiremmo per dover contestare - a
torto o ragione ribadisco - ogni qualvolta il Presidente
dell'Assemblea nel pieno dei suoi poteri dovesse decidere una norma
ammissibile o inammissibile. Non possiamo dare un colpo al cerchio
e un colpo alla botte.
Invito la Presidenza, dunque, qualora lo ritenesse, nel rispetto
dei regolamenti e delle norme a riunire l'Ufficio di Presidenza a
consultarsi con la Segreteria generale, a porre in essere quello
che serve per uscire da quella che potrebbe diventare una vera e
propria impasse istituzionale.
L'Aula desidera votare questo disegno di legge e fino a questo,
momento avendola mandata ripeto la Presidenza in Aula, noi siamo
pronti per votarla. Noi non possiamo dare un parere di legittimità,
noi diamo un voto nel merito. Se così non dovrà essere, l'Assemblea
si decida, noi ne prenderemo atto. Se il disegno di legge resta
all'attenzione dell'Assemblea, per me significa in maniera
automatica che è legittimo e che può essere votato.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi l'onorevole
Sammartino e l'onorevole Sudano.
L'Assemblea ne prende atto.
che alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011' (nn. 488-762/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 (nn. 488-
762/A)
PRESIDENTE. Molto brevemente onorevole Cordaro, se mi permette una
brevissima replica visto che oggi il Presidente sono io. Qui è
chiaro che oggi vogliamo ribadire con forza il ruolo della
politica; è per questo motivo che questa Presidenza oggi decide
giustamente di affidare all'Aula il compito di votare una legge che
assolutamente che ha superato l'esame della Commissione ed è
arrivata qui.
Il Presidente stralcia tutte quelle norme che sono chiaramente e
palesemente in contrasto con la Costituzione. Così come abbiamo
scritto nella nota che è stata distribuita, non si evince in questa
nota nessun tipo di parere anticostituzionale. Per cui, giustamente
siccome è l'Aula che si deve esprimere, perché questo il nostro
compito di deputati, l'Aula deciderà cosa fare su questo disegno di
legge.
Ne approfitto, tra l'altro, per ricordare all'onorevole Cracolici
che dopo il suo intervento non ha, nel rispetto del Regolamento,
formalizzato o meno la sua proposta di questione pregiudiziale.
Le ricordo che ai sensi del Regolamento lei può farlo se sostenuta
da almeno otto deputati perché siamo già in fase di discussione
generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito
ci ritroviamo a discutere di formalismi, perché qua esistono due
scuole di pensiero: una scuola di pensiero che vuole affrontare i
problemi concreti sul tappeto e cercare di risolverli e un'altra
scuola di pensiero che preferisce mantenere il rispetto formale
della legalità, ignorando che spesso e volentieri il rispetto
formale di una presunta legalità è quello che poi crea degli
sconquassi assolutamente inenarrabili.
Noi stiamo assistendo, oggi, a una serie di gare pubbliche -
onorevole Cracolici, gradirei che lei potesse ascoltare - stiamo
assistendo a una serie di gare per appalti pubblici con dei ribassi
assolutamente improponibili. Improponibili perché per la stessa
relazione della Corte dei conti c'è una media dei ribassi per
appalti pubblici che si attesta intorno al 37-38 per cento.
Non ho i dati qui immediatamente disponibili, però basta andare a
consultare l'ultima relazione del 3 luglio 2015 della Corte dei
conti per capire in quale perversa situazione versa il settore
degli appalti pubblici. Appalti - torno a dire - aggiudicati con
circa il 38 per cento di ribasso che non possono essere per la
stessa sproporzione fra i calcoli effettuati da uffici che
applicano un prezziario regionale e non possono essere sostenute
dalle imprese.
E' fisicamente ed economicamente impossibile che un'impresa con
circa il 40 per cento del ribasso sul prezziario regionale sia in
grado di portare al compimento un'opera pubblica e non è un mistero
per nessuno che gran parte delle opere pubbliche siciliane oggi
siano sotto inchiesta una volta per il cemento depotenziato, una
volta per i lavoratori in nero, una volta per i sub appalti dati da
organizzazioni criminali che, magari, riciclano in quelle
circostanze i proventi di attività illecite.
Quindi, noi ci ritroviamo di fronte a una situazione di alta
anomalia che tutti quanti denunciano nei momenti in cui interviene
l'Autorità giudiziaria per dire che ci vogliono dei correttivi e
poi ci ritroviamo in quest'Aula a dire: non possiamo affrontare il
problema perché c'è una presunta violazione a una legge dello
Stato; tant'è che poi si formalizza tardivamente e dopo reiterati
inviti e dopo che la questione è stata sollevata e dopo che la
questione è posta alla discussione e dopo un lavoro di sei mesi da
parte della Commissione si ottiene un parere da parte degli uffici
legislativi.
Arrivati a questo punto sono io a non capire più se ci fossero
stati preliminarmente dei rilievi di costituzionalità credo che
fosse stato necessario prima di assegnare il disegno di legge alla
Commissione - mi corregga l'onorevole Trizzino se sbaglio - prima
di assegnarlo alla Commissione giudicarlo ammissibile o non
ammissibile sulla scorta di un giudizio di costituzionalità o anti
costituzionalità.
Questo non è stato fatto. Abbiamo perso un sacco di tempo a
discutere assieme alle associazioni di categoria che oggi sono qua
in Aula se non sbaglio, assieme all'associazione di categoria che
lamentano le anomalie degli appalti siciliani, perché
economicamente sono costi assolutamente insostenibili.
Allora, qua noi abbiamo due scuole di pensiero sottolineo: chi ha
di fronte dei problemi e cerca di risolverli positivamente
affrontando il problema e chi cerca di restare ingessato dentro dei
confini di presunta incostituzionalità, e con questo sistema da 20
anni a questa parte questa Terra è rimasta sempre ferma, immobile,
ingessata in attesa dell'illuminazione una volta del Commissario,
una volta dalla Corte costituzionale, una volta non si sa bene da
chi, che poi alla fine non decide nulla. E non decide nulla, caro
Presidente e cari colleghi, per un motivo estremamente semplice:
perché questa relazione è piratesca da Ponzio Pilato ed è
piratesca sapete perché? In conclusione questo ufficio ritiene in
ordine all'articolo 3 eccetera, eccetera, continuano i profili di
criticità già espressi relativamente alla possibilità per la
Regione di discostarsi dalla normativa statale in tema di
qualificazione e selezione dei concorrenti, procedure di
affidamento e criteri di aggiudicazione - sto leggendo a pagina 6
-. Pur tuttavia, occorre tener conto anche dei margini, come sopra
descritti, di apertura della Corte costituzionale in tema di norme
regionali con effetti pro-concorrenziali, quali quelli che si
prefigge di produrre la proposta in esame attraverso l'obiettivo
della riduzione dell'esercizio di pratiche collusive da parte delle
imprese della nostra Regione.
Ometto di leggere il resto, ognuno lo può leggere. Ma il dato
essenziale di cui stiamo parlando, giuridicamente parlando, è che
noi andremmo a violare dei principi di concorrenzialità e, credo,
che non sia questo il tema del dibattito.
Noi avremmo violato dei principi di concorrenzialità, in contrasto
con la legge statale, solo se e qualora avessimo deciso di produrre
delle valutazioni per cui l'impresa A di colore bianco era più
simpatica dell'impresa B di colore grigio. Noi non stiamo facendo
questo, stiamo dicendo semplicemente che il valore di
aggiudicazione della soglia degli appalti viene determinato in modo
assolutamente libero e trasparente, garantendo proprio quella
concorrenzialità che si dice essere violata. Noi stiamo, proprio
con questa legge, mettendo a posto dei tasselli che oggi la stessa
relazione ci dice necessari, perché l'obiettivo della legge è la
riduzione dell'esercizio delle pratiche collusive da parte di
imprese della nostra Regione.
Il che significa che questa legge, forse, coglie proprio nel segno
necessario per ridare agli appalti pubblici una loro funzionalità,
senza intervento di combine, di pratiche a tavolino che anni di
dichiarazioni di collaboratori di giustizia ci dicono essere sempre
state vigenti e, soprattutto, ci mettono in condizioni di avere
delle opere pubbliche senza le perizie di variante che costano più
dello stesso appalto, come rilevato, caro Presidente, anche dalla
Corte dei conti.
Io ritengo che questa legge debba essere approvata per tutto
quello che ho detto e ritengo assolutamente insussistenti le
condizioni di incostituzionalità ventilate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire, comunico che
è stata avanzata dall'onorevole Cracolici - così come da
Regolamento - una richiesta di pregiudiziale che è firmata - così
come da Regolamento - da otto colleghi.
A questo punto, sempre in ossequio al Regolamento, dobbiamo
passare a votare questa pregiudiziale. Invito due onorevoli a
parlare a favore e due onorevoli a sfavore.
(Proteste da parte dell'onorevole Assenza)
No, no onorevole Assenza, è inutile proseguire perché c'è una
richiesta di pregiudiziale.
Onorevole Assenza, qui si parla molte volte dell'applicazione del
Regolamento, di condurre quest'Aula non come se fosse
GRECO GIOVANNI. E lei non lo sta applicando
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, la prego di non urlare, le ricordo
che si trova all'interno del Parlamento siciliano.
L'onorevole Fazio parlerà a sfavore della pregiudiziale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
raccogliere la contestazione dell'onorevole Assenza, e non solo,
sulla proposizione della pregiudiziale che l'onorevole Cracolici ha
voluto oggi avanzare dopo il tentativo di affossare questo disegno
di legge, nonostante e malgrado il Presidente Crocetta, le posso
garantire, nella sua Gela aveva garantito che quella norma sarebbe
stata approvata il 15 maggio 2015, senza che la stessa norma fosse
ancora calendarizzata.
Allora, oggi viene avanzata una questione pregiudiziale, non
considerando il fatto, come dice l'articolo 101: la questione
pregiudiziale può essere avanzata prima che abbia inizio la
discussione generale . La discussione generale è stata avviata la
settimana scorsa; la settimana scorsa ci siamo fermati perché è
stato detto guardate, c'è un parere di costituzionalità , lo
stesso parere, Presidente, su cui lei e gli uffici avete detto:
attenzione, è un parere che non è tranciante, fermo restando che,
poi, l'Aula è sovrana . Lei stesso ha detto questo. Allora, lei non
deve cadere anche nella contraddittorietà delle affermazioni, lei
non deve cadere in contraddizione perché, altrimenti, rischiamo
veramente di far saltare una impalcatura parlamentare nei lavori
d'Aula.
Io la prego Presidente, in maniera molto seria, mi rendo conto che
l'onorevole Cracolici, ed è giusto che sia così, abbia fatto la sua
battaglia, ma qua c'è un'Aula che vuole andare avanti e riteniamo
anche che questa questione pregiudiziale sia inammissibile.
Lei ha il dovere, legga l'articolo, la prego, si informi anche con
gli uffici. Noi riteniamo che la stessa questione, fermo restando
che nel caso non temuto venisse, comunque, posta ai voti, sarà
respinta, perché la maggioranza dell'Aula è contraria a questa
pregiudiziale, in quanto la riteniamo strumentale, intempestiva ed
anche inopportuna. Dopodiché, però, siccome è strumentale, è
intempestiva, ma anche - ma quello è un fatto politico -
inopportuna, la prego, Presidente, faccia ritirare la questione
pregiudiziale all'onorevole Cracolici, diversamente non l'ammetta.
'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
(nn. 488-762/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 (nn. 488-
762/A)
PRESIDENTE. Per correttezza, lei tra l'altro onorevole è anche un
avvocato, se lei continua a leggere l'articolo 101, leggerà al
secondo punto: iniziata la discussione, la proposta deve essere
avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati , quindi,
si parla anche di discussione già avanzata, per cui è scritto nel
Regolamento.
Il problema, caro onorevole Falcone, è che qui è come se
esistessero 90 Regolamenti, io ne conosco soltanto uno e lo
applico. L'onorevole Cracolici ha il diritto di avanzare una
pregiudiziale in base al Regolamento, se appoggiata. Qui, come
potete vedere dai fogli che sto facendo circolare, è appoggiata da
otto deputati, quindi, proseguo in base a quello che è il
Regolamento di questa Assemblea.
CORDARO. Dov'è?
PRESIDENTE. La stanno distribuendo, onorevole Cordaro.
Detto ciò, devo procedere secondo Regolamento per evitare proprio
questo tipo di interpretazioni soggettive che fanno malissimo
all'immagine di quest'Aula.
Io devo proseguire in base al Regolamento che prevede, a questo
punto, che parlino due deputati a favore della questione
pregiudiziale e due contro.
Si erano già iscritti contro la pregiudiziale gli onorevoli Fazio
e Oddo, adesso ho bisogno di due deputati che parlino a favore che
sono gli onorevoli Panarello ed Anselmo.
Iniziamo con l'onorevole Anselmo che era già stata iscritta
precedentemente. Facciamo in alternanza, onorevole Anselmo,
onorevole Fazio, onorevole Panarello, onorevole Oddo.
ANSELMO. Signor Presidente, sono a favore della pregiudizialità,
della questione di costituzionalità, perché ho riletto
attentamente, presidente Trizzino, anche il resoconto dell'Aula
dell'altra volta. Ho fatto chiaramente le mie ricerche, tutti noi
abbiamo, in questi giorni, letto sentenze della Corte
Costituzionale, il che mi fa anche molto piacere, però bisogna
anche leggere tutte le sentenze della Corte Costituzionale e non
estrapolare soltanto quello che a noi fa comodo senza leggere il
prima e il dopo.
La Corte Costituzionale, quando veramente ammette in ordine alle
procedure, quando dice: il legislatore regionale può
legittimamente adottare, in ordine alle procedure ad evidenza
pubblica, disposizioni con effetti pro-concorrenziali
esclusivamente nelle ipotesi in cui esso possa vantare un autonomo
titolo di legittimazione .
Presidente Trizzino, il mio unico dubbio è su questo, su tutto il
resto mi trovate perfettamente d'accordo, ma il mio dubbio è,
sostanzialmente, l'antecedente da cui discende tutto questo.
Secondo me la Regione siciliana non ha, e su questo sono sicura
che i miei colleghi costituzionalisti, di cui avete avuto i pareri,
non possono che essere d'accordo con me, è sull'autonomo titolo di
legittimazione che ha la Regione siciliana su cui c'è veramente il
dubbio, perché attenzione che poi si faccia passare che una parte
dell'Aula non vuole fare politica ed una parte sì, una parte
dell'Aula non vuole favorire gli imprenditori ed un'altra parte no,
ebbene, sgombriamo il campo da questo equivoco perché qua, penso,
tutta l'Assemblea ha voglia e vuole rilanciare l'economia siciliana
ma non è facendo leggi palesemente in contrasto con quella che è la
ripartizione delle competenze che possiamo farlo, dare il
palliativo di dire: noi l'abbiamo fatto, poi, ci hanno impugnato
la legge , oppure c'è il ricorso di costituzionalità .
Gli imprenditori hanno bisogno di norme chiare, certe e sicure,
per cui da domani possano mettersi a lavorare, non possiamo fare sì
che un giudizio di costituzionalità su questa norma blocchi, non
per sei mesi, non per un anno, ma per almeno due anni, perché
questi sono i tempi della giustizia costituzionale, l'attività
degli imprenditori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio.
FAZIO. Signor Presidente, credo che questo sia il classico caso
dove non ci sia un orientamento uniforme ,bensì ci siano due scuole
di pensiero e due interpretazioni.
Però, rinunciare ad inizio, soprattutto alla peculiarità che lo
Statuto siciliano assegna alla Sicilia, lo trovo veramente
aberrante.
Ho letto con molta attenzione la relazione dell'ufficio e non mi
pare di avere letto tra le conclusioni che l'ufficio individui la
materia contenuta nel disegno di legge, tra quelle rientranti
nell'ambito della riserva assoluta ordinaria. Infatti, in questo
caso, non avremmo nulla da discutere, anzi l'ufficio evidenzia come
il quadro normativo sia in corso di evoluzione, e come la stessa
Corte Costituzionale, più volte chiamata, abbia lasciato ampi
margini di apprezzamento, direi io, di intervento a favore del
legislatore siciliano.
Mi piace ricordare, rinforzando la tesi anche dell'ufficio, che
già la regione Valle d'Aosta, nel 2005, ha legiferato ed il cui
contenuto di questa legge si avvicina, se non quasi identico, al
contenuto di questo disegno di legge, quindi, abbiamo un
precedente, forse non apprezzato, a mio avviso, opportunamente, da
parte dell'ufficio, affermando che trattasi di una legge che è
stata approvata prima dell'entrate in vigore del codice degli
appalti.
Mi permetto, semplicemente, di fare osservare, eventualmente, ai
relatori della relazione, vero è, ma è vero altrettanto che questa
legge, nel suo proseguo e dopo l'entrata in vigore del codice degli
appalti, in questo caso efficace nei confronti della Valle d'Aosta,
ha trovato sicuramente applicazione concreta e pratica, eppure
nessuno si è sognato di impugnare quella legge perché
incostituzionale, in quanto non più di competenza del legislatore
da parte della Valle d'Aosta.
Non mi pare che non possa almeno immaginare che questa legge, da
parte del 2005 fino ai nostri giorni, non abbia trovato
applicazione, tant'è vero che, eventualmente, nessuno ha sollevato
la questione di legittimità costituzionale.
Ed è anche altrettanto vero, consentitemi, che ci sono dei dubbi
al riguardo, ci sono dei dubbi proprio sulla base delle pronunce
della stessa Corte Costituzionale perché la Corte, ogni volta,
chiamata, eventualmente, a riscontrare questioni per quanto
riguarda la distribuzione di competenze tra Stato e Regioni,
individua margini, parti di competenza, ora attribuendole allo
Stato, ora attribuendole alla Regione.
In questo caso, fino a quando non abbiamo una pronuncia espressa
da parte della Corte Costituzionale, credo che possiamo discutere
e, come d'altronde accade in questi casi si formano diversi filoni
di pensiero, filoni che possono venir meno solo quando la Corte,
cui la nostra Costituzione demanda per la competenza per attribuire
e dirimere il conflitto di competenza, si pronuncia possiamo
sostanzialmente ottenere un risultato.
Non mi convince neanche ciò che evidenzia l'ufficio perché
richiama la legge regionale approvata dall'Assemblea regionale nel
2010, oggetto di impugnativa. Mi domando: ma l'impugnativa non
significa che la Corte costituzionale si sia pronunciata al
riguardo Quindi, non abbiamo, a mio avviso, alcun pronunciamento
pacifico che, in qualche modo, determini la competenza a favore o
attribuisca una riserva assoluta a favore del legislatore statale.
Ecco perché pur, come d'altronde è normale, ma credo che tutti
noi conservando dei dubbi, ma dubbi che non possono essere, in
qualche modo, chiariti perché, come è ovvio, non ci sono dei
precedenti specifici a riguardo e, credo che sia opportuno, invece,
ribadire anche in questo caso la competenza esclusiva della nostra
Regione e perché no anche immaginare un'occasione, laddove in
qualche modo ci dovesse essere impugnativa da parte dello Stato,
un ravvedimento da parte dello Stato affinché intervenga sul
codice degli appalti e lo modifichi perché il problema è tutto lì,
perché i problemi che, sicuramente, la Sicilia, i siciliani o gli
appalti in Sicilia stanno subendo, non è difforme da quello che,
effettivamente, avviene nel resto dell'Italia. Infatti, non si
riesce a comprendere perché il legislatore nazionale non abbia
preso provvedimenti o non abbia intrapreso iniziative tali a
modificare, tenuto conto che nella concretezza le risultanze o le
ricadute negative così come sono così evidenti nel territorio
siciliano, sono anche evidenti nel territorio nazionale.
Ecco perché nonostante, continuo a ripetere, i dubbi che sono
anche legittimi a riguardo, tenuto conto che nessuno ci dice, in
qualche modo, a chi spetta in maniera chiara e pacifica la
competenza a riguardo o se c'è nella fattispecie una riserva
assoluta a favore del legislatore statale, sono propenso ad
approvare la legge, che ritengo anche meritevole di attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo letto il
parere degli uffici, credo che sia del tutto fondata la richiesta
della pregiudiziale avanzata dal collega Cracolici per gli effetti
allarmanti che potrebbero intervenire in una materia delicatissima
come quella degli appalti. Lo dico, naturalmente, facendo la
premessa che il tema del massimo ribasso che credo, collega Fazio,
sia all'attenzione del Parlamento nazionale, è un tema, diciamo
così, discutibile con il corollario delle cosiddette offerte
anomale che sono oggetto di questa norma.
Naturalmente, il massimo ribasso, vorrei ricordare ai colleghi, a
tutti noi, fu introdotto perché c'è un livello elevatissimo di
corruzione in questo settore ed anche in altri, purtroppo, nel
nostro Paese e si immaginò che il massimo ribasso fosse il modo per
evitare o per limitare gli accordi a tavolino, per dare più
trasparenza al sistema.
Io sono perché, tenuto conto degli effetti, il Parlamento
nazionale ritorni sopra questa materia e legiferi in maniera tale
da evitare gli effetti negativi che il massimo ribasso determina
per le imprese, per i lavoratori che spesso sono le vittime
principali di queste offerte anomale, e per la stessa erogazione di
servizi o per la costruzione di opere.
Detto ciò, ho ricordato l'altra volta, ed è il tema della
pregiudiziale, che nella precedente legislatura, sulla base di una
direttiva esplicita nazionale che ha un significato, cioè di fare
in modo che in questa materia ci sia uniformità in tutto il
territorio nazionale, come dire, il Parlamento si orientò al
recepimento della normativa nazionale. Il tema è questo, ed è un
tema che ha anche una logica.
Tutti quelli che, come dire, discettano legittimamente sull'idea
di dare una mano alla nostre imprese, ai nostri lavoratori,
eccetera, eludono questo problema, che in un paese sarebbe
singolare che ogni regione si facesse una propria normativa sugli
appalti.
Sarebbe una situazione, questa sì, anomala, anche perché, come è
noto, i nostri imprenditori vanno a lavorare in altre regioni e
imprese di altre regioni vengono a lavorare nella nostra.
E, allora, penso che sia di assoluto buon senso fermarsi e
valutare attentamente i rischi che l'approvazione di questa norma
potrebbe comportare; lo dico nell'interesse degli stessi
imprenditori, nell'interesse della Sicilia perché rischia una
situazione di caos in un settore delicatissimo, in una fase nella
quale c'è sempre meno lavoro e si fanno sempre meno gare, e
ragionare a partire da un intervento sul Parlamento nazionale,
perché il nuovo codice degli appalti preveda modalità di gara che
evitino i rischi e le difficoltà che il ribasso d'asta, così come è
stato votato a livello nazionale e così come è stato praticato nel
corso di questi anni, comporta per le imprese, per i lavoratori e
per il corretto svolgimento delle opere e dei servizi per la
pubblica amministrazione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Grasso e Mangiacavallo.
L'Assemblea ne prende atto.
'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
(nn. 488-762/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011 (nn. 488-
762/A)
PRESIDENTE. Un'altra piccola comunicazione, onorevole Cracolici,
giusto per farlo rimanere agli atti, ai sensi dell'articolo 101,
commi 1 e 2, perché siamo già in fase avanzata di discussione
generale, giusto per essere chiari, va bene?
L'Assemblea ne prende atto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono un fine
costituzionalista, però, sull'argomento ho cercato di acquisire più
elementi di valutazione possibili ed enumero tre ordinari di
diritto costituzionale, il Presidente e la Commissione, l'Assessore
al ramo, sostanzialmente anche gli uffici, i cui pareri mi sembrano
che vadano tutti nella direzione della potabilità giuridica della
norma che stiamo adottando, uso questo termine brutto.
Credo che anche la concomitanza di questo dibattito con la vicenda
politica nazionale sugli appalti, consenta alla Sicilia di dire una
parola nella giusta direzione, assolutamente, non è una
concomitanza che vedo negativamente e che, stasera, ci pronunciamo
in un senso che sia favorevole al mondo delle imprese, in quanto
auspicato da tutte le organizzazioni di categoria, credo possa
avere un'influenza positiva sul dibattito in corso, in questo
momento, al Governo nazionale sul tema.
Ma dico di più, questo è un organismo politico, è un'istituzione
politica, la nostra, la quale è assolutamente abilitata a fare
valutazioni anche di ordine politico, non esclusivamente giuridico.
Dal punto di vista politico, ravviso che il fatto che, nella
Sicilia, in questo momento di grande difficoltà economica, sociale
e finanziaria, quest'Aula dia un segnale nella direzione di dare
una mano al volano dell'economia sia assolutamente importante.
Io l'ho detto l'altro giorno da questo scranno: noi abbiamo
difficoltà a fare leggi che presuppongono copertura finanziaria
perché, lo sappiamo, viviamo una stagione di grande difficoltà
finanziaria. Possiamo fare, sì leggi, questo vuole la Sicilia, che
aiutano, quanto meno dal punto di vista normativo, la Sicilia ad
andare avanti.
Ecco, questa è una tipica legge squisitamente normativa, a costo
zero, che può aiutare la vita dei siciliani, delle imprese
siciliane, nella fattispecie.
In ragione di questo, credo che possiamo anche assumerci qualche
responsabilità politica e l'assumiamo alla luce del sole, quindi, a
nome del Gruppo parlamentare del Megafono esprimo parere
favorevole, contrario alla pregiudiziale di anticostituzionalità e
favorevole all'esame, nel merito, del disegno di legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvata)
Si prosegue con la discussione generale. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito in
Aula di questa sera mi è sembrato alquanto strano perché ritengo
che il parere scritto dal Servizio Studi sia stato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non intendo proseguire in questo
clima, non si riesce ad ascoltare l'onorevole Cimino.
CIMINO. Signor Presidente, ritengo che i lavori, di questa sera,
dell'Assemblea regionale siciliana siano tinti di un certo
surrealismo perché diversi colleghi hanno voluto dare delle
interpretazioni delle sentenze della Corte costituzionale o anche
degli approfondimenti di natura tecnica rispetto al nostro Statuto
ed alla autonomia regionale.
Ma vorrei ribadire come ritengo, oggi più che mai, potere
ascoltare il Governo e l'Assessore ai lavori pubblici per chiarire,
innanzitutto, indipendentemente dalle leggi nazionali e dalle
sentenze della Corte costituzionale: a) se l'attuale sistema dei
lavori pubblici in Sicilia è un sistema che garantisce realmente la
trasparenza e la realizzazione dei lavori pubblici nel miglior modo
possibile.
Il Governo, con il suo Assessore, in questa sede, più che
interpretare le sentenze della Corte costituzionale o della Corte
di cassazione o del nostro Statuto deve potere dirmi se quel
sistema è un sistema che, oggi, riesce a realizzare l'obiettivo, di
fatto, di garantire trasparenza, legalità e garantire anche la
realizzazione vera dei lavori pubblici in Sicilia o se quel sistema
va cambiato per fare in modo che i lavori pubblici in Sicilia non
servano per realizzare, probabilmente, i lavori nel minor tempo
possibile e, poi, avere i ponti che franano o le strade che sono
chiuse all'accesso degli utenti e dei siciliani.
Io posso ribadire, per esperienza personale, e non sono quindi un
competente in materia di lavori pubblici che, oggi, il sistema,
penso proprio che non riesca a garantire la vera e piena
realizzazione delle opere pubbliche nel miglior modo anche come
durata rispetto alla realizzazione perché, signor Presidente,
abbiamo una Sicilia che sta franando per opere vecchie e,
purtroppo, abbiamo anche una Sicilia che sta franando per opere
appena realizzate.
Allora, qualcosa non funziona in questo sistema ed il Governo deve
potere proporre all'Aula una legge, un provvedimento che vada a
coprire queste manchevolezze, queste zone grigie che bloccano,
oggi, il sistema dei lavori pubblici e soprattutto la realizzazione
delle opere pubbliche nel nostro territorio.
Ritengo, rispetto alla normativa nazionale, capire anche le
esperienze delle altre Regioni, perché se nel nostro Paese altre
regioni hanno attivato un sistema legislativo che funziona e che
rende operativa anche la realizzazione delle opere pubbliche, non
vedo per quale motivo in Sicilia, se questo sistema non funziona e
non va bene, non si debba potere applicare o addirittura recepire.
Allora, concludendo più che le iniziative di carattere
pregiudiziale del collega Cracolici, va affrontata, con serenità,
l'abolizione del Governo, cosa il Governo propone per rendere
questo sistema un sistema trasparente che possa dare anche la
serenità che le opere realizzate siano delle opere durature e fatte
anche nel miglior modo possibile.
Questo, oggi, è il vero problema che grida la nostra Regione ed è
una Regione che merita di avere delle leggi chiare, immediatamente
operative e che non vadano con il conflitto di costituzionalità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
Vi prego di contenere il vostro intervento all'interno dei 5
minuti.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
parlare prima che ci fosse la pregiudiziale e questo fatto penso
che rappresenti, nel dibattito dell'Aula, la prova che qualcuno ha
detto: Esistono due scuole di pensiero .
Secondo me esiste una scuola di pensiero ed un sottopensiero, un
sottopensiero che disapprovo che è quello di non voler fare, di
volere lasciare il mondo come si trova perché si ha paura.
Rileggendo gli interventi della scorsa seduta ho trovato, nei
discorsi dei colleghi del PD, prevalentemente, le parole:
catastrofe , preoccupazione , dobbiamo assumerci la
responsabilità , blocco , perdita di milioni , blocco degli
appalti ; è quasi come se il sistema che c'è oggi potesse
minimamente fare pensare a qualcuno che va bene.
Il sistema che c'è oggi non va bene e a dirlo in Commissione,
perché voglio ricordare ai colleghi e spero che ci sia un voto
unanime su questa norma, che da più di un anno ci sono incontri,
sedute di Commissione, in cui abbiamo sviscerato ogni passaggio e
vorrei ricordare a chi è che se l'è dimenticato, chi è che proviene
dai Sindacati, dal mondo del lavoro, che sono proprio i Sindacati
che in questi mesi, anche fuori dalla Sicilia, hanno detto che la
legge sull'affidamento dei lavori pubblici presenta delle criticità
enormi, un sistema che sta mettendo a dura prova anche i diritti
dei lavoratori, che sta mettendo a dura prova la sicurezza perché è
chiaro che poi, l'anello debole della catena, è anche il lavoratore
che non viene messo in condizione di lavorare serenamente e che
spesso rischia anche la vita.
Vorrei ricordare anche le parole di Cantone, dell'AMAP,
dell'autorità nazionale anticorruzione che, in qualche modo, ha
fatto capire, in diverse sedi, che c'è bisogno di una modifica
della norma proprio perché, la mancata trasparenza, porta ad una
deroga non solo della sicurezza e della qualità dei lavori ma anche
ad una deroga sulla legalità e che, oggi, ci vediamo come oggi noi
siamo terra di conquista per della bande di criminali , ha
utilizzato proprio queste parole e, quindi, anche da questi
passaggi noi possiamo, stasera, fare la differenza e dare qualcosa
di qualità e poi mi chiedo se non dobbiamo fare le leggi per paura
dell'impugnativa, per paura dell'incostituzionalità.
Sentirmelo dire da chi è che è riuscito persino a resuscitare la
tabella H mi fa davvero sorridere perché, in quest'Aula, è
successo di tutto in questi anni con il voto contrario del mio
gruppo e avete votato positivamente delle robe indecenti; oggi,
invece, state a spaccare il capello in quattro su delle cose ovvie
che vengono chieste da più parti e voglio ricordare alcune sigle
ANAEPA, Confartigianato, Ance Sicilia, Confapi Sicilia, CGL, CISL,
UIL, eccetera, che proprio due giorni fa hanno fatto un comunicato
congiunto, una lettera aperta nei nostri riguardi chiedendoci di
non perdere più tempo e di votare questa norma.
Quindi, per piacere se possiamo andare avanti.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
necessario, presidente Venturino, per me che dal 1983 frequento
dall'età di 21 anni, palazzi comunali, io aspetto l'assessore
Baccei, quando finisce continuo Assessore, non voglio disturbare
neanche l'onorevole Cimino, assolutamente non mi permetto.
Faccio il sindaco per la quarta volta nel mio piccolo Comune o
grande che sia.
So quanto delicato sia il passaggio che riguarda gli affidamenti
di lavori, acquisizione di beni e di servizi.
Ovviamente c'è una intera categoria che in grande difficoltà e
spesso come dire sono costretti a sostenere spese come la SOA e il
mantenimento di elementi essenziali con difficoltà perché comunque
mancano i bandi, le gare e quando le gare ci sono mi ha colpito e
guardato con interesse uno studio fatto da un imprenditore che la
media aumenta dell'0,50 al mese.
Debbo dire a questo che io sono rimasto sconvolto coordinando una
convenzione tra 28 Comuni vedere ribassi d'asta per la
progettazione dei parsea arrivare al 67, al 72 e all'85%.
Stiamo parlando di incarichi di progettazione.
Debbo dire che io vengo da un tempo che nelle delibere di
affidamenti degli incarichi, si metteva una formula.
La progettazione sarà pagata se l'opera verrà finanziata.
Quindi il problema sussiste anche per la costruzione di quel parco
progetti fondamentali e indispensabili per la nuova programmazione
per i nuovi bandi, per ciò che l'Amministrazione pubblica siano
Comuni, siano Consorzi di Comuni hanno bisogno.
Oggi cosa io voglio dire rispetto al ragionamento appassionato ma
per alcuni versi confuso dell'onorevole Foti che confonde tabella
H',163, direttive comunitarie sulla libera concorrenza.
Qual è il quadro che si andrà a verificare.?
Noi oggi voteremo questa legge perché io voterò la legge, la
voterò come un atto politico se volete di solidarietà a una
categoria che ogni mese vede aumentare dello 0,50 il ribasso
quando in un lavoro pubblico c'è il 37, il 38, il 41% di ribasso,
non c'è dubbio che devi mettere a controllare la qualità dei lavori
non solo il direttore dei lavori, ma probabilmente sette assistenti
perché non devi mai abbandonare quel cantiere, verificando ogni
giorno se tutti sono in regola, se tutti hanno i caschi, se tutti
hanno le scarpe anti infortunio.
Il problema qual è?
Se l'Ufficio della Presidenza dell'Assemblea e non lo dico
polemicamente, magari l'avessero fatto prima, quando la Commissione
discuteva del testo, trattandosi di una materia come dire di base
che quello della tutela della libera concorrenza che e fondamento
della stessa Unione Europea, non lo dico polemicamente, perché oggi
caro Presidente Venturino, quando chi con molta onestà come
l'onorevole Cracolici, il Gruppo del Pd, sfidando quella che è il
bisogno, il comune sentire di modificare la norma, dicono
esattamente la verità e la verità agli ammalati non fa mai bene,
agli ammalati devi dare speranza, a chi bisogno devi aiutarlo.
Ora il ragionamento qual è? Noi ci troviamo in questa situazione.
Io non sono dell'idea della disastrosità della situazione.
L'Assemblea approva la legge, non credo che tra i Tribunali
amministrativi e regionali sorgeranno tante questioni di
incostituzionalità.
Si procederà all'aggiudicazione tenendo conto che una
aggiudicazione tra verifica ed altro, si impiegano sei mesi.
Ma nei prossimi sessanta giorni cosa accadrà?
Accadrà che in qualche modo se ciò che e scritto e io non lo
condivido perché quello che scritto e la mia opinione. Mi sono
fatto una opinione sulla base di quello che gli Uffici di
quest'Assemblea, di questo Parlamento hanno scritto.
Debbo dire che tranne il passaggio sulla variabilità e il
mutamento dell'opinione del giudice delle leggi che la Corte
Costituzionale, complessivamente fanno riferimento a sentenze, a
disposizioni trattati, alla prerogativa del legislatore statale in
maniera di concorrenza.
La preoccupazione mia qual è? Che quello dei 60 giorni e il
Governo impugna dobbiamo ritornare Governo nazionale, dobbiamo
ritornare in Aula, in Commissione, per cui se ci fosse oggi cosa
che non potrà più accadere, o se ci fosse stato un approfondimento
sulla questione di merito perché poi a questa categoria a cui
dovremo dare ognuno un attestato di benemerenza alle imprese che
ogni giorno si inventano qualche cosa per sopravvivere a una crisi
che è devastante soprattutto perché ritardiamo nella spesa anche la
parte della Regione, noi rischieremo d'avere creato un'illusione e
di dovere ricominciare da capo, ciononostante io mi auguro che ciò
che gli uffici, no io o gli altri del PD quelli che abbiamo votato
per la pregiudiziale, possa essere smentite e il Governo non lo
raccolga e voglia continuare su quella che era la normativa di una
Regione che non è Lombardia, che non è la Campania ma che è la Val
d'Aosta che ha un numero di abitanti e probabilmente un volume
d'affari degli appalti minimo.
Mi auguro che invece possa essere smentita una opinione
autorevole, un parere autorevole di questa Presidenza dopo di ché -
onorevole Foti - il problema reale è anche - e vado alle
conclusioni signor Presidente - come reintrodurre a tutela
dell'imprenditoria siciliana quella norma che consentiva di potere
affidare lavori alle imprese artigiane per 300 milioni di lire.
Bisogna, Assessore Pizzo, vedere come, rendere compatibile perché
quello è il tessuto delle cosiddette imprese individuali o delle
Sas o delle piccole imprese che hanno bisogno di lavorare anche con
appalti di 150 mila euro senza praticare ribasso e
obbligatoriamente del 30 -35 - 40 per cento, per cui nel dire che
comunque voteremo questa norma io chiedo all'Assessore di
immaginare a reintrodurre quella normativa che consentiva alle
imprese iscritte nell'albo artigianale perché non rientriamo né
nella casistica sotto soglia, né nella casistica sopra soglia ma
dobbiamo rientrare in un'altra fattispecie che secondo me è
compatibile con il sistema concorrenziale previsto e voluto
dall'Unione europea.
Questo passaggio è fondamentale e va fatto nel più breve tempo
possibile.
ASSENZA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente
anche perché io ero intervenuto nella scorsa seduta cercando con le
mie forze, invero modeste, di dire che i dubbi di
incostituzionalità che si profilavano erano più soggetto di insana
paura che non di argomentazione effettiva.
Quello che mi dispiace è che si è voluto evidenziare come se in
Commissione territorio e ambiente nell'arco di un anno avessimo
scherzato.
Questa legge è stata esaminata e riesaminata in più occasioni, gli
uffici, - Presidente- perché questo è bene che si sappia avevano
già manifestato e non ho dubbi con una nota inviata alla
Commissione dopo che la Commissione aveva esitato per la prima
volta il testo la Commissione è ritornata nuovamente a riunirsi, ha
esaminato le osservazioni degli uffici, alcuni punti sono stati
condivisi dalla commissione e si è proceduto a delle modifiche
recependo i suggerimenti degli uffici su altri punti come questi in
discussione oggi sul metodo di partecipazione alla gara e sui
criteri di partecipazione alla gara si è ritenuto che
l'osservazione degli uffici non fossero da recepire.
E' stata già una forzatura - mi si consenta - la Presidenza
restituire nuovamente agli uffici la legge per chiedere un
ulteriore parere che come tutti i pareri nel momento in cui poi si
arriva alla reiterazione, contengono tutto e il contrario di tutto.
Per cui nuovamente si rimbalza come è necessariamente e
doverosamente stabilito in un'Assemblea normativa, la palla al
legislatore e il legislatore, in questo caso l'Assemblea regionale,
si deve assumere le proprie responsabilità nell'approvare e non
approvare una legge.
Poi mi si consenta, se tutti i cacadubbi' di questo mondo fino
in fondo le pronuncia della Corte costituzionale, si renderebbero
conto una volta per sempre che i limiti sono solo in negativo,
ossia finanche le regioni a statuto ordinario, figuriamoci quelle a
statuto speciale, non possono intervenire in questa materia se
introducono dei limiti di ostacolo o di limitazione ai principi
concorrenziali ma in senso pro concorrenziale l'autonomia
normativa, soprattutto delle Regioni a statuto speciale, è fatta
salva, perché siamo nell'ambito dei principi comunitari,
nell'ambito dei principi statali.
Detto questo, ribaltata l'osservazione su una situazione di
assoluta stasi, delle imprese che non riescono più a portare avanti
un appalto perché sono costrette, per aggiudicarselo, a partire già
in perdita tranne che non parliamo delle imprese infiltrate o delle
imprese malate che possono anche lavorare in perdita per fare da
lavatrice a guadagni ottenuti in altra maniera.
Di fronte a questo ancora ci poniamo dei dubbi?
Io credo che oggi l'Assemblea regionale siciliana abbia dato una
grande prova di maturità venendo veramente incontro, una volta ogni
tanto - diciamolo pure e riconosciamolo - a quelle che sono le
esigenza vere del popolo siciliano e non ai proclami di una classe
politica che altrimenti si rivela sempre più lontana dalle attese
dei cittadini.
Allora, Presidente, andiamo avanti nel dibattito e cerchiamo
veramente di fare in modo che, entro questa settimana, questa
proposta diventi norma regionale in vigore e consenta una
ripartenza in un settore che altrimenti è drammaticamente destinato
alla decozione.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, sarò
brevissimo perché credo che per questo dibattito, che verte tutto
sulla costituzionalità o meno, ed i rilievi che sono stati fatti,
ci sono due sentenze che sono trancianti: la n. 288 del 2007 della
Corte costituzionale e l'ordinanza della Corte costituzionale n. 57
del 2011.
La prima dice che l'esigenza di contrasto all'infiltrazione della
criminalità organizzata costituisce interesse prevalente nella
scelta di normative sempre più severe, norme che appaiono
ragionevolmente giustificate dalle peculiari condizioni
dell'Amministrazione siciliana caratterizzata da fenomeni gravi di
pressione della criminalità organizzata sulle amministrazioni
pubbliche e dal numero di episodi di illegalità amministrativa
riscontrati .
Inoltre nel bilanciamento degli interessi costituzionalmente
garantiti deve rilevarsi che il contrasto alle infiltrazioni della
criminalità organizzata costituisce interesse preminente alla
tutela della concorrenza. Pertanto, le relative discipline non
possono e non devono trovare ostacoli nei limiti di riparto di
competenza Stato-Regione che, in ogni caso, non sono stati
violati .
Credo che questi due passi di queste due sentenze differenti
dicano chiaramente che ci troviamo pienamente all'interno del
perimetro della costituzionalità; inoltre - e qui faccio una
digressione di altro tipo - ricordo ai colleghi che, purtroppo,
questo sistema di appalti che è arrivato a questo livello
ovviamente sta determinando una compressione della sicurezza degli
stessi operatori che lavorano negli appalti pubblici.
E' notizia di oggi l'ennesimo incidente mortale, nemmeno venti
giorni fa' ce n'è stato un altro perché, ovviamente purtroppo,
l'imprenditore che lavora nei limiti delle sue possibilità cerca di
stringere dove può.
Anche questo è un aspetto che noi cerchiamo di limitare fortemente
e, credo, che sia il caso che i colleghi prendano atto che noi
stiamo facendo un'operazione che, tra l'altro, mira a rimettere al
centro le peculiarità di quest'Assemblea rispetto ad un ordine
giuridico e di possibilità legislativa fondamentale.
Abbiamo parlato tantissime volte di quella che è la nostra
competenza, che in questo caso è materia concorrente, adesso sul
presupposto di non poter fare determinati rilievi ci tiriamo
indietro.
Credo che sia il caso, che sia arrivato il momento di prendere
coscienza delle proprie responsabilità e provvedere a votare
questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni,
dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
dovevo intervenire, le avevo chiesto anche di chiudere le
iscrizioni a parlare, tuttavia non si preoccupi, stiamo esercitando
il nostro ruolo, si rallegri quando l'Assemblea ha qualcosa da
dire.
Molti colleghi, signor Presidente, mi hanno fatto ricordare una
cosa. Lei lo sa un giorno, qualche finanziaria fa - perché ogni tre
mesi ci fate fare una finanziaria, con assessori al bilancio sempre
diversi, ma vedo che Baccei continua e resiste - ci avete fatto
approvare una norma che riconosceva le unioni civili, seppur lei sa
nel nostro ordinamento famiglia significa composizione, unione fra
un uomo e una donna.
Fino a qua, io ho votato anche favorevolmente, un'unione civile
riconosciuta a livello giuridico, tutto pacifico per la mia visione
di diritto, ma la cosa bella è che all'articolo successivo, voluto
fortemente dal Presidente della Regione, avete destinato delle
somme, togliendole alle famiglie naturali, dando questo
riconoscimento, o per lo meno proponendo questo riconoscimento, non
più giuridico, ma economico, all'unione di due uomini, e io in
quella discussione ricordai all'autorevolissima Assise che ci sono
famiglie che dormono in macchina, con minori, mentre noi ci
sbizzarriamo a riconoscere l'unione di due uomini, non sotto il
profilo giuridico, ma anche economico. E autorevoli forze
parlamentari e deputati, che oggi sono costituzionalisti, non hanno
aperto bocca, ed è questa la cosa che mi ha spinto a ricordarlo a
questi autorevoli costituzionalisti. Allora uno deve avere sempre
un modo di fare, se uno è innovativo, cioè l'Assemblea regionale si
prefigge come obiettivo di scavalcare anche il Parlamento nazionale
per dare delle norme che, seppur eventualmente inefficaci, comunque
servono ad affermare un principio. E penso che questo sia il senso
giusto di una norma come quella che noi oggi approviamo. Ma se c'è
qualcuno che se per interesse elettorale, quando si tratta di una
categoria che, prevalentemente per convincimento personale - non è
il mio convincimento - magari pensano che votano tutti per loro,
allora si dice facciamo il riconoscimento delle unioni civili,
anche se non è previsto a livello costituzionale freghiamocene,
diamogli dei soldi, e il Commissario dello Stato impugnò dicendo
ma siete pazzi scatenati , non lo ha detto ma noi ci siamo
impegnati per farglielo intendere, ecco l'effetto è questo
Presidente.
Quindi vorrei dire a questi autorevoli costituzionalisti, di
ricordarsi che l'Assemblea ha una capacità di proposizione che deve
essere esercitata sempre non una volta quando conviene si e quando
non conviene non si fa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. So che
gli interventi giunti a questo stadio dei lavori possono essere
considerati anche ultronei se non addirittura fastidiosi per
qualcuno. Eppure ritengo che quando il Parlamento regionale
siciliano discute e dibatte di argomenti seri sia un fatto
assolutamente positivo, in una routine che ahimè è molto grigia e
molto sorda e che fa dire a molti siciliani della non perfetta
utilità di questa Istituzione.
Quindi un po' di pazienza per tentare di dare un modesto
contributo anche da parte del gruppo parlamentare Lista Musumeci,
ad un disegno di legge che, per carità, si è detto con estrema
chiarezza, non è la soluzione di tutti i problemi che
quotidianamente incontrano le imprese e il mondo del lavoro nel
settore della fornitura dei beni, dei servizi e dell'affidamento
dei lavori. Ben altro disegno di legge sarebbe necessario
affrontare ed approvare da parte del nostro Parlamento in tema di
lavori pubblici.
Qui ci stiamo limitando a parziali modifiche degli articoli 8, 9 e
19 della legge 12 del 2001. In una Assemblea regionale siciliana,
voglio dirlo a chi aveva proposto, legittimamente, dal loro punto
di vista, addirittura una questione di pregiudizialità
costituzionale che questo è il Parlamento che negli anni scorsi
aveva approvato una norma in termini di concorrenza nel settore dei
lavori pubblici che tagliate le ali, come si diceva in gergo, cioè
eliminate le offerte eccessivamente in ribasso ed eccessivamente in
rialzo, aveva portato ad un calcolo aritmetico cui nessuna impresa
che voleva partecipare ad un bando di gara poteva sottrarsi che era
il ribasso del 7,152.
Tant'è vero che ci sono stati anni interi in cui in Sicilia sono
stati affidati i lavori per sorteggio perché su 200, 250, 300
imprese partecipanti tutte offrivano un ribasso del 7,152, quindi
non strappiamoci le vesti di dosso per questa parziale modifica che
probabilmente potrà determinare non certamente la panacea di tutti
i mali, ma potrà determinare un acceleratore, un incremento, una
condizione favorevole per l'aggiudicazione di lavori senza dovere
eccessivamente ricorrere al massimo ribasso.
Questo è quello che in concreto sta facendo stasera, o vorrà fare
o intenderà fare l'Assemblea regionale siciliana. In un quadro
costituzionale e qui si sono sprecate le affermazioni alcune delle
quali davvero pertinenti, altre ai limiti del sorriso, in un quadro
costituzionale che è fatto per lo più di sentenze interpretative ed
additive e giammai di sentenze di annullamento di norme specifiche
dei singoli ordinamenti regionali.
E allora se questa è la condizione e questo è il quadro, onorevoli
colleghi, l'Assemblea regionale siciliana, visto che ancora ci
vantiamo o vantiamo uno Statuto speciale, deve fare una scelta e
non è nemmeno vero che il parere degli uffici sia un parere a zig
zag. E' un parere che tiene conto di orientamenti giurisprudenziali
e culturali-giuridici, che ovviamente non possono essere
sovrapponibili l'uno all'altro.
Il Parlamento serve per fare le leggi, non per arretrare davanti
ai dubbi possibili eventuali, nemmeno prevedibili di
costituzionalità. E allora, un sussulto anche di autonomia e di
coraggio non guasta, in un quadro che dovrebbe essere di
innovazione e che invece è una di Sicilia che anche per l'opera e
l'attività., e concludo Presidente, quotidiana di questo Governo,
continua ad arretrare e non ad avanzare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
dato è tratto, perché l'eccezione di costituzionalità, la questione
di costituzionalità non è stata approvata dall'Assemblea, quindi
andiamo verso l'approvazione di questa norma.
Signor Presidente, io volevo rivendicare il buon lavoro che hanno
fatto i commissari e quindi anche la nostra parte politica, il
partito democratico, perché è una legge che abbiamo approvato
all'unanimità in IV Commissione e volevo evidenziare, dopo i lunghi
interventi che ci sono stati in Aula, che credo che in questo
momento aumentare il clima di allarme sociale paventando rischi,
conflitti anche tra amministrazioni in ordine alla normativa da
applicare, alla legge che va fatta valere, ecco che alla Sicilia in
questo momento serva tutto ma soprattutto serva serenità, conforto
anche nel rapporto con le imprese, con le categorie produttive.
Allora, rispetto ai rischi che sono stati paventati negli
interventi di coloro che mi hanno preceduto volevo evidenziare che
andiamo verso uno scenario che, al di là della questione di merito,
va verso una questione in via principale o in via incidentale di
costituzionalità, ma nell'uno o nell'altro caso credo che il
percorso è tracciato ed è un percorso che comunque può fare stare
le amministrazioni, coloro che saranno chiamati ad approvare bandi
di gara, gli uffici tecnici, in una condizione di serenità. Ed è il
principio del tempus regi actum ;è quella la norma, onorevole
Musumeci, che abbiamo imparato a scuola ed è quella che varrà in
questo percorso nei prossimi mesi.
Entro sessanta giorni il Governo nazionale avrà la possibilità di
porre la questione in via principale, ci saranno dei giudizi
davanti al Tribunale amministrativo dove è probabile che qualcuno
degli interessati, dei ricorrenti potrà far valere la questione, in
via incidentale, di legittimità costituzionale, ma comunque chi
avrà la responsabilità dell'atto amministrativo avrà un punto di
riferimento certo che è la norma che abbiamo approvato in Aula e
che approveremo in Aula nelle prossime ore e che sarà il punto di
riferimento.
Se e come la Corte si pronuncerà nei prossimi mesi, nei prossimi
anni da quel momento ci saranno i correttivi, gli aggiustamenti e
perché no, come già è accaduto per la Val d'Aosta, verrà data la
possibilità al legislatore regionale di continuare a governare il
processo con serenità.
Per questo, signor Presidente, io credo che ci sono tutte le
condizioni per continuare questo esame in modo sereno e credo anche
che in questo momento di grave crisi economica il Governo regionale
dovrebbe far sentire tutto la sua presenza alle imprese.
Assessore Pizzo c'è questo tema del ritardo dei pagamenti che non
riguarda solo il suo assessorato ma anche quello al turismo, ai
beni culturali, credo che occorre fare una task force anche per
sbloccare questi pagamenti alle imprese soprattutto quelli relativi
ai fondi comunitari che in questo momento darebbero nuova linfa e
ossigeno ad una categoria che ha subito troppe vessazioni
nell'ultimo periodo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dire che noi siamo chiamati, questa sera, ad esercitare quella
che è la potestà legislativa del Parlamento.
Rispetto a costituzionalità, rispetto ad interventi che
successivamente potranno essere posti in essere anche a seguito dei
lavori che sta facendo la Commissione lavori pubblici in
Parlamento, quella sarà una fase successiva durante la qual Roma, i
parlamentari nazionali, potranno decidere se applicare e dare
continuità a delle scelte fatte dal Parlamento regionale oppure se
apportare dei restringimenti.
Tuttavia, fino a quel momento non sottraiamoci all'opportunità che
viene oggi offerta al Parlamento da questo disegno di legge, noi
dobbiamo decidere se stare da una parte o dall'altra e nessuno da
domani potrà continuare a parlare di legalità, di antimafia, di
anticorruzione se questo testo questa sera non vedrà luce.
Ci sono cantieri, ci sono imprese che ci chiedono con forza,
questo è un disegno di legge che ha viaggiato, ha fatto sali e
scendi in commissione per mesi, è un disegno di legge che ha messo
insieme qualcosa come venti soggetti tra associazioni di categorie,
sindacati, imprese, e oggi noi ci nascondiamo dietro ad un
possibile parere di incostituzionalità fermando tutto, fermando una
macchina che ormai è in corsa, e volendo quasi chiudere gli occhi
rispetto ad imprese che oggi hanno la possibilità di rilanciare un
opportunità, e allora un sussulto di orgoglio a questo Parlamento,
non possiamo nasconderci dietro ai pareri degli uffici, non
possiamo nasconderci dietro a delle richieste.
Ci sono imprese che ogni giorno alzano la saracinesca, ci sono
uomini e donne che hanno persino perso la vita, oltre che il posto
di lavoro, all'interno di quei cantieri, e di fronte a questo noi
abbiamo il dovere di andare assolutamente avanti.
E' chiaro che non ci possiamo permettere il lusso di continuare ad
andare avanti con ribassi ad oltranza, ribassi su ribassi, qua
dobbiamo fare una scelta, e la scelta è quella di evitare che le
offerte anomale possano continuare ad incidere sulle prestazioni di
lavoro di questa imprese, la scelta è quindi quella di creare le
condizioni per una legge che regolamenti il sistema degli appalti
in maniera veramente coerente a quel meccanismo di legalità e di
trasparenza che abbiamo voluto affermare fino ad ora, mettendo tra
l'altro, e questa norma ce ne da finalmente l'opportunità, da parte
tutti quei fenomeni che fino ad oggi hanno agevolato soltanto le
cordate ed i ribassi eccessivi.
D'altra parte l'articolo 3 dello stesso disegno di legge introduce
in questo modo finalmente un nuovo meccanismo di calcolo delle
esclusioni delle offerte anomale, che inciderebbero fino a questo
momento sulle modalità di aggiudicazione e di scelta del
contraente, in modo da stabilire finalmente autonomi e differenti
criteri rispetto all'articolo 86 del codice degli appalti.
Quindi, intanto davvero non sottraiamoci a questa opportunità,
andiamo avanti e saranno poi nei mesi successivi ulteriori
determinazioni che stanno fuori da questo Parlamento, a dirci se
abbiamo fatto bene o meno, ma intanto andiamo avanti su questa
strada.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho mai
parlato nel merito, perché come avevo già annunciato non ho
presentato nessun emendamento nel merito di questo disegno di
legge, perché non ho mai contestato la possibilità e la modalità
con la quale si discute di fare una legge sugli appalti, ovvero che
tipo di sistema di aggiudicazione introdurre in Sicilia.
Paradossalmente potremmo anche introdurre il sorteggio, e quindi
diciamo nel massimo della possibilità di assoluta imprevedibilità,
però rimane il fatto che io rimango convinto che la Regione non può
fare una legge per stabilire le modalità con le quali si effettuano
le gare in Sicilia, per le ragioni che ho già detto e che non
ripeto.
Però voglio dire una cosa con grande franchezza; il Parlamento
stasera secondo me sta facendo una legge per gli avvocati, non per
gli imprenditori, perché è evidente che questa è una legge che
servirà molto a tenere alto il livello di contenzioso, che diciamo
c'è una categoria che utilizzerà al meglio, fa questo mestiere ed è
giusto che ci sia lavoro in Sicilia, però io voglio qui ribadire,
ed è la ragione per la quale non voterò questo disegno di legge,
perché non voto neanche contro: non lo voto Per la ragione che io
ritengo che questo disegno di legge che diventerà legge, ma che
sono certo sarà una legge sub judice per chissà quanto tempo,
tranne fra qualche mese, magari il Governo, che in questo momento
siede in questi scranni, di corsa dovrà produrre un disegno di
legge per abrogare questa legge e ripristinare al 163 con la
procedura di recepimento dinamico, perché scoprirà che
l'approvazione di questa legge avrà determinato una condizione di
paralisi amministrativa pericolosa per la nostra Regione.
Ecco perché io non voterò questa legge. La ritengo sbagliata, la
ritengo un elemento di incertezza ulteriore in un momento in cui,
piuttosto che giudicare la legge che giusto o sbagliata che sia è
una legge nazionale e ci siamo battuti in questa Regione, ci siamo
battuti perché le regole sugli appalti fossero uguali dalla Valle
d'Aosta a Lampedusa, per evitare qualunque forma di
differenziazione, perché lo dico a persone che hanno detto da
vent'anni che questa è una Regione che faceva una legge sugli
appalti ogni tre anni, perché ogni tre anni c'era una ragione di
crisi che determinava la necessità di modificare la legge e noi ci
siamo inventati - noi, dico i parlamenti - si sono inventati leggi
di tutti i tipi: dal 7, 14 e 21 che non sono tre numeri che si
giocano al lotto, ma è un 7,1421; il coefficiente di aggiudicazione
in Sicilia già definito a tavolino.
Perché come è noto in Sicilia gli appalti non si facevano negli
uffici di gara, si facevano nei tavolini. Poi c'era quello dello
0,01. In nome della specialità, noi siamo stati una Regione che ha
fatto una regola sugli appalti in cui le aggiudicazioni si facevano
con lo 0,01 per cento di ribasso.
Questa è la storia dei vent'anni. Tre anni fa o quattro anni fa,
la Regione, ad un certo punto decise di chiudere questa storia,
anche forte del fatto che la 163 è riforma economico- sociale e
come tale c'è l'obbligo del recepimento in tutte le Regioni
italiane, ed abbiamo detto basta Adesso stiamo aprendo una storia
di differenziazione.
Io credo che questa storia naufragherà nelle sedi
giurisprudenziali, che in qualche modo determineranno una
condizione in cui questa legge sarà cancellata. Temo, però che il
prezzo che pagherà la Regione per cancellare questa legge sarà la
paralisi, ecco perché io non voterò questa legge.
Il Parlamento è sovrano si assumerà la responsabilità della scelta
che sta facendo.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIZZO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, usando una perifrasi, ritengo che
l'essenza del dibattito sia nelle parole dell'onorevole Assenza.
Ci sono stati molti dubbi legittimi. Ritengo che la pregiudiziale
dell'onorevole Cracolici sia legittima come analisi del dubbio che
un legislatore si debba porre portando avanti un tema così
delicato.
E ritengo che siano legittime e ringrazio gli Uffici della
Presidenza per il parere redatto.
Il parere redatto non dà una incostituzionalità rileva dei profili
di criticità, come in moltissime, ritengo, delle norme che questo
Parlamento nella sua capacità di autonomia approva o tenta di
approvare, quindi nulla di strano, non vedo nessuna pressione sugli
uffici o giochetti di uffici ad eludere il tema.
Gli Uffici hanno detto una cosa di buon senso. Questa norma ha
delle criticità, ha profili di criticità. Quante norme hanno
profili di criticità? Ritengo diverse. Però quello che non è stato
approfondito nel dibattito lungo e utile, ritengo molto utile per
questa Assemblea, è stata la parte tecnica della norma al di la poi
di altre considerazioni degli Uffici della Presidenza, cioè che la
soglia di anomalia viene comunque determinata in una misura minore
rispetto a quella che sarebbe risultata incrementando il valore
base dello scarto aritmetico medio, come previsto dal codice degli
appalti. Cioè questa norma, andando alla parte tecnica
dell'analisi, non è lesiva sulla parte tecnica relativa ai valori
di soglia delle anomalie, anzi è minore rispetto a quella del
codice di appalti nazionali.
Cosa fa questa norma? Introduce una variabile che rende
impossibile o difficilissima la creazione delle offerte anomale a
cartelle. Questa è la parte veramente tecnica della norma, quindi
non c'è lesione della concorrenza, al di la dei principi della
specialità del nostro territorio ribadititi dalle sentenze della
Corte costituzionale.
Dopo di che andiamo alla parte politica. E devo ringraziare gli
uffici, perché hanno ridato parola alla politica. Questo Governo
avrebbe potuto approfittare di questa norma creando un
collateralismo con gli interessi legittimi in campo e non lo ha
fatto, ha creato le condizioni in commissione di un dibattito vero
e aperto su cui poi si è confrontata l'Aula. Non abbiamo
accarezzato il pelo degli interessi. Gli interessi forti
nell'assenza di una occupazione vera e della presenza di una
fortissima disoccupazione in questo settore. Non abbiamo come
Governo fatto un intervento populista, abbiamo fatto sì che il
dibattito legislativo, sia in Commissione che in Aula, fosse sereno
e approfondito. Questo ce ne va dato merito.
Dopo di che - e concludo, perché penso che abbiamo dibattuto
ampiamente - andiamo alla parte veramente politica: la norma della
Val d'Aosta. Noi siamo una Regione a Statuto speciale come la Valle
d'Aosta, che è entrata nel merito. Ricordo che non è vero che non
ci sia stata una impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. C'è
stata, e la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza dopo il
codice degli appalti che è di Munch. La sentenza costituzionale
sulla norma della Valle d'Aosta è di novembre. Quindi vede tutta
l'analisi del codice degli appalti e pure vedendo tutta l'analisi
del codice di appalti e la sua votazione e la sua approvazione
ritiene lo stesso che la norma della Valle d'Aosta sia valida.
Vero è che la norma della Valle d'Aosta è prima del codice degli
appalti, ma l'impugnativa presso la Corte Costituzionale viene
conclusa dopo l'approvazione del codice degli appalti. Quindi è
stata verificata.
Dopo di che vorrei capire se in Val d'Aosta non ci sono avvocati.
Evidentemente è una Regione dove tutti sono tranquilli. Dovremmo
invitare le nostre imprese e andare a lavorare in Val d'Aosta e non
in Sicilia evidentemente, perché là non ci sono avvocati. Io
ritengo che anche in Val d'Aosta, pur avendo un minore numero di
spesa sugli appalti, ci siano avvocati, e ritengo che le imprese
siciliane hanno diritto a lavorare in Sicilia e non devono emigrare
in Val d'Aosta.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sembra
abbastanza surreale quello che è successo in Aula in questi giorni
e su questo tema. Sembra quasi un volere giocare a nascondino, a
rimpiattino, con pareri illustri che si sono succeduti ed ultimo
quello autorevole, peraltro da me profondamente condiviso, degli
ottimi Uffici che, come sempre, svolgono in maniera eccellente il
loro lavoro in questa Assemblea regionale, e mi riferisco,
ovviamente, agli Uffici della Presidenza ed ai nostri Consiglieri
parlamentari, alla Segreteria generale.
Signor Presidente, non condivido il metodo con il quale sono stati
utilizzati questi pareri, ed in particolare il parere degli Uffici
della Presidenza, perché è stato già detto che noi stasera corriamo
il rischio di avere introdotto un precedente particolare, non
voglio usare aggettivi catastrofici, particolare che potrebbe
condizionare, perché è evidente che ogni deputato di questa
Assemblea avrà il diritto ed il dovere di eccepire, eventualmente,
alla Presidenza, in avvenire, eventuali dichiarazioni di
improponibilità sulla base di pareri resi dagli Uffici ed avere
introdotto un metodo che delega in permanenza le dichiarazioni di
improponibilità di un testo all'Assemblea e non alla Presidenza.
Signor Presidente, ognuno è libero di avere, ovviamente, le sue
opinioni, io le esprimo perché in quest'Aula, prima di ogni cosa,
vigono le regole e senza regole precise e senza l'applicazione
rigorosa delle regole si rischia, evidentemente, di delegittimare
l'istituzione stessa.
Per cui, condividendo pienamente, come dicevo in avvio, il parere
degli Uffici dell'Assemblea Regionale Siciliana e non condividendo,
peraltro, e mi auguro che in questo senso il Governo abbia contezza
di quelle che stasera stiamo facendo in quest'Aula e delle
conseguenze che a breve potrebbero accadere sulla base di una norma
che quest'Aula si appresta a votare e che sarà presto pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Regione, io mi auguro che il Governo
non debba precipitosamente in piena estate, dover ritornare su
questo argomento, non avendo fatto una cortesia alle attività
produttive di questa Regione, non avendo dato alcun contributo a
quella che è la trasparenza di cui spesso si è parlato in questi
giorni, in quest'Aula e avendo fatto soltanto un danno alle
attività produttive e alle imprese di questa Regione.
Per questa ragione, Presidente, neppure chi vi parla parteciperà
al voto di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
'Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011'
(nn. 488-762/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio
2011» (488-762/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, trattandosi di un solo articolo,
si passa direttamente alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12
luglio 2011» (488-762/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 46
Contrari 1
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, per quanto riguarda il disegno di legge
relativo all'istituzione delle biobanche in Sicilia, come sapete,
in questo momento non c'è l'Assessore alla Sanità presente.
'Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
dei centri storici' (nn. 602-641-711-732/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme
per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri
storici » (nn. 602-641-711-732/A)
Si passa pertanto si passa al punto III all'ordine del giorno:
votazione finale del disegno di legge «Norme per favorire il
recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici» (nn.
602-641-711-732/A).
Comunico che sono stati presentati quattro emendamenti ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici» (nn. 602-641-711-732/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 51
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, giusto per un fatto tecnico, al fine di poter
inserire all'ordine del giorno il disegno di legge n. 997, che è
stato esitato dalla Commissione, così da poterlo incardinare e dare
il termine per gli emendamenti, la seduta è tolta ed è rinviata ad
oggi, martedì 7 luglio 2015, alle ore 19.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.
Disposizioni in materia di durata delle operazioni di voto per
elezioni comunali e di surrogazione dei consiglieri comunali (
997/A)
Relatore: on. Cracolici
2) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-84
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
585/A) (Seguito)
Relatore: on. Oddo
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
La seduta è tolta alle ore 19.27.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.25)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NORME PER FAVORIRE IL RECUPERO DEL PATRIMONIO
EDILIZIO DI BASE DEI CENTRI STORICI . (NN. 602-641-711-732/A)
Emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno:
Emendamento 117.1
Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:
- alle lettere g) e h), sostituire le parole dagli anni cinquanta
e sessanta del secolo scorso con le parole dagli anni cinquanta
del ventesimo secolo ;
- alla lettera h), sopprimere le parole rappresenta l'insieme
degli .
Emendamento 117.2
Al comma 1, sostituire il periodo La delibera del consiglio
comunale di approvazione del sopra individuato studio con effetti
costitutivi è approvata entro e non oltre 180 giorni dal deposito
dello stesso. con il seguente:
La delibera del consiglio comunale è approvata entro e non oltre
180 giorni dal deposito del sopra citato studio con effetti
costitutivi. .
Emendamento 117.3
Al comma 5, dopo le parole delibera del consiglio comunale
aggiungere le parole , di cui ai commi 3 e 4, .
Emendamento 117.4
Alle lettere a), b), c), g), h) ed i), sostituire le parole per i
quali è necessario acquisire l'autorizzazione con le parole Per
gli interventi di cui alla presente lettera è necessario acquisire
l'autorizzazione .