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Resoconto d'Aula della Seduta n. 257 di martedì 21 luglio 2015
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   regionale
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.30

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente verrà data lettura nella prossima seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

    Dimissioni dell'onorevole Ferrandelli dalla carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno  al  I  punto
  reca:   Dimissioni  dell'onorevole  Ferrandelli  dalla  carica   di
  deputato regionale .


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Votazione per scrutinio segreto

   PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 63 della legge Regionale n.  29
  del  1951  e  successive modificazioni legge elettorale  siciliana,
  pongo  in votazione le dimissioni dell'onorevole Ferrandelli  dalla
  carica  di  deputato  regionale,  di cui si  è  data  comunicazione
  all'Assemblea nella seduta precedente.
   Avverto  che,  pur  trattandosi  di  dimissioni  irrevocabili,  la
  votazione  sull'accettazione delle stesse avrà  luogo  a  scrutinio
  segreto mediante procedimento elettronico, a norma dei commi 7 ed 8
  dell'articolo  127  del  Regolamento  interno  dell'ARS,   per   le
  motivazioni esplicitate in precedenza da questa Presidenza all'atto
  del loro annuncio.
   Chiarisco    il   significato   del   voto:   chi   è   favorevole
  all'accettazione delle dimissioni prema il pulsante  verde,  chi  è
  contrario quello rosso, chi si astiene quello bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

  Dichiaro chiusa la votazione.

  PRESENTI  E VOTANTI  48
  MAGGIORANZA     25
  FAVOREVOLI      24
  CONTRARI        20
  ASTENUTI         4

                       (L'assemblea non approva)

  Sono respinte le dimissioni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Ioppolo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
   (nn. 833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della discussione del disegno di legge:  Disposizioni  in
  materia  di  liberi Consorzi comunali e città metropolitane .  (nn.
  833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848 bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno:  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali  e
  città metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-
  848 bis/A) (seguito).


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, lei ha tenuto la riunione  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e ha dato notizie di  una  parte
  dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  c'ha parlato dell'ordine del giorno e di questa votazione che testé
  lei ha fatto fare all'Aula.
   Intanto  la  invito a ritornare un poco su se stesso,  Presidente,
  perché vedo che lei non dialoga con noi, lei prende una decisione e
  vola,  no Presidente, lei deve essere il Giovanni Ardizzone  calmo,
  tranquillo e cercare di dialogare con l'Aula, lei non può  prendere
  una  decisione perché lei è l'imperatore  Lei deve dialogare con  i
  suoi   colleghi  deputati.  Questa  votazione  che  è  stata  testé
  effettuata, lei ci crede che io ancora non l'ho capita? È una  cosa
  brutta dirglielo.  Ce la può spiegare come è avvenuta?

   PRESIDENTE.  Sì, faccio di più, le do la copia del  verbale  della
  votazione e se ne renderà conto.

   GRECO GIOVANNI. E ce la dia  E cerchi di essere più dialogante con
  l'Aula, se lei è un po' nervoso si calmi un poco, anche perché sono
  giorni  un  po' particolari e poi non ha detto e non ha  finito  di
  dare   comunicazione  della  riunione  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari che lei intende lavorare, quindi, e con una  decisione
  univoca, fino al 12 agosto: ma, Presidente, vogliamo dare fuori una
  immagine sempre che facciamo le cose dal primo di agosto al  12  di
  agosto?
   Lei  vuole  approvare due disegni di legge, ma non due leggi  così
  tanto  per  parlare: facciamo la riforma delle province sui  liberi
  Consorzi  e  poi  facciamo la legge sul servizio idrico,  la  legge
  sull'acqua.  Ma  lei  lo sa che cosa significa?  Presidente  ci  ha
  riflettuto  un  poco?  Vediamo  di  dare  un'immagine  credibile  e
  approviamo  almeno una delle due leggi ma  con serietà; poi che  ce
  ne  andiamo giorno 12 agosto va bene ma che dobbiamo approvare  due
  leggi  così  importanti  in  fretta  e  furia  e  dobbiamo  tirarci
  sicuramente  le cose addosso, io cercherei di evitare  ciò,  signor
  Presidente.

   sizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città metropolita-
   ne' (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende  il  seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge
   Disposizioni  in  materia  di liberi  Consorzi  comunali  e  città
  metropolitane .   (nn.  833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848
  bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, invito l'assessore  Pistorio  ad
  illustrare il contenuto di alcuni emendamenti.

   PISTORIO,  assessore autonomie locali e della  funzione  pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, il Governo sta  presentando
  alcuni  emendamenti alla legge sui liberi Consorzi, uno  si  tratta
  della  riproposizione  dell'art. 1 che l'Aula qualche  mese  fa  ha
  bocciato e che serve a dare coerenza di sistema all'intero impianto
  normativo.
   Procedura  che è legittima, in quanto concordato con il Presidente
  dell'assemblea,  che  si tratta di nuova sessione  parlamentare  e,
  quindi, è possibile riproporre l'emendamento.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  gli  atti  innovativi,   questi
  emendamenti muovono da un'unica preoccupazione.
   Le condizioni finanziarie delle ex province, oggi liberi consorzi,
  sono particolarmente precarie sia per gli interventi del Governo  e
  del  legislatore  nazionale con le leggi  di  stabilità  che  hanno
  determinato  un  concorso gravoso per questi enti  al  processo  di
  risanamento della finanza pubblica, sia per l'anno 2015 e, in  modo
  ancor più grave, per gli anni 2016 e 2017.
   In  uno, con la mancata conclusione del procedimento normativo  in
  seno  a questa  Assemblea che ha lasciato i liberi consorzi in  una
  forma  non  ancora definita e, quindi, con una gestione  economico-
  finanziaria  molto  complicata,  abbiamo  ritenuto  di  predisporre
  alcuni   emendamenti  che  tendono  a  stabilizzare  la  condizione
  finanziaria di questi enti per il 2015, riservandoci, il Governo  e
  l'Assemblea  -   per gli anni a venire -, alla luce  dell'avvio  di
  questi  enti  e degli eventuali interventi di materia  finanziaria,
  sia  regionali che nazionali, di garantire a questi enti, dal  2016
  in  poi,  una  condizione  di  sostenibilità  finanziaria  che  gli
  consenta  di adempiere alle funzioni che la legge attribuirà  loro,
  per erogare i servizi ai cittadini.
   Queste  norme, il Governo le aveva presentate già nel  disegno  di
  legge  997,  però fu deciso, in sede di Commissione  Bilancio',  di
  spostare  queste norme presso questo disegno di legge  ed  infatti,
  voi ritroverete questi emendamenti numerati con numero A.23, A.24 e
  A.26, del fascicolo degli emendamenti aggiuntivi.
   Questo,  lo  abbiamo  verificato con  gli  Uffici  dell'Assemblea,
  esimendomi  da  una presentazione formale in Aula,  adesso,  perché
  sono  già  stati trasferiti dal disegno di legge n.  997  a  questo
  disegno di legge.
   Trattandosi  di norme che derogano ai principi - ed è evidente  -,
  della  contabilità  nazionale,  abbiamo  provveduto  anche  a   far
  pervenire questi emendamenti sia al Governo nazionale che  in  sede
  parlamentare perché in ambito di legge di conversione  del  DDL  n.
  78, possono trovare favorevole accoglimento.
   Questo non esime l'Assemblea regionale siciliana dall'assumere  la
  responsabilità autonoma di affrontare il tema della stabilizzazione
  finanziaria  di  questi  enti intermedi per garantire,  l'ho  detto
  prima,  l'esercizio  delle funzioni e l'erogazione  di  servizi  ai
  cittadini, evitando il pericolo che gli organi commissariali ancora
  in  carica  debbano essere costretti a predisporre le  delibere  di
  dissesto,  in  quanto  è  impossibile, con  la  normativa  vigente,
  garantire un bilancio stabilmente equilibrato.
   Questa è la ratio degli emendamenti che prevedono per il solo 2015
  l'autorizzazione  alla  presentazione di un bilancio  di  revisione
  solo  annuale  e  non pluriennale in quanto sarebbe,  tecnicamente,
  finanziariamente, impossibile il bilancio pluriennale per gli  anni
  2016 e 2017.
   Una   seconda  previsione  consente  di  autorizzare  questi  enti
  all'utilizzo degli avanzi d'Amministrazione già in sede di bilancio
  preventivo  e  non  a  conto consuntivo,  e  la  terza  prevede  la
  riduzione   del  concorso  al  Patto  di  stabilità  nella   misura
  dell'utilizzo  dell'avanzo di Amministrazione con la corrispondente
  riduzione  del  concorso al Patto di stabilità regionale  di  egual
  misura.
   C'è  un'altra  norma ancora, inoltre, che noi  presentiamo  e  che
  prevede  una  diversa  dislocazione delle risorse  finanziarie  già
  previste  con la legge n. 9 del 2015 a favore di questi  enti,   la
  cifra   di   30   milioni  che  erano  attribuiti  alla   viabilità
  provinciale.
   Si    ritiene    sulla   base   delle   richieste,   assolutamente
  comprensibili,  dei  Commissari  e avendo  valutato  le  condizioni
  finanziarie  di  questi  enti, che l'Assemblea  possa  autorizzare,
  sentita  la Conferenza Regione-Autonomie locali, l'assessorato  per
  le  autonomie locali 10 milioni di euro quale quota per le rate dei
  mutui  per  la  quota in conto capitale; è un altro  intervento  di
  supporto,  ovviamente emergenziale, per tentare di  dare  stabilità
  finanziaria a questi enti.
   Si tratta di un complesso di misure straordinarie che, ovviamente,
  il  Governo  sottopone  a  quest'Aula nella  speranza  che  vengano
  approvate e consentano di arrivare fino alla fine dell'anno  in  un
  quadro  di  serenità per questi enti e soprattutto per i lavoratori
  di   questi  enti  che  sono  molto  preoccupati  dalle  condizioni
  finanziarie  delle  ex province e per i servizi che  devono  essere
  erogati a favore dei cittadini.
   Mi pare di essere stato sufficientemente sintetico, ho concluso.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  sull'ordine dei lavori per capire come sul  disegno  di
  legge  di  riforma  delle  province si voglia  intervenire.  Vorrei
  comprendere  se, alla luce della deliberazione che  abbiamo  votato
  qualche  settimana fa, che era quella di sopprimere  l'articolo  1,
  oggi  la  riproposizione può essere consentita   - ex articolo  111
  del  Regolamento interno -, e soprattutto la cosa che a me  stasera
  interessa  è  capire come questa Presidenza voglia procedere,  cioè
  vuole  dare  tempo e termine degli emendamenti perché non  soltanto
  quelli  del Governo possono affluire, ma anche, eventualmente,  gli
  emendamenti  dell'Aula  atteso che  abbiamo  già  espresso  che  la
  impalcatura potrebbe venire meno con una deliberazione  che  questa
  Assemblea ha assunto con la soppressione dell'articolo 1.  Potrebbe
  stravolgere,   caro   assessore  Pistorio,  l'intera   impalcatura,
  potrebbe  cambiare  la filosofia della norma e,  allora,  oggi  c'è
  stato  già un deliberato e allora è chiaro che noi siamo  pronti  a
  recepire  la volontà delle province che non possono essere lasciate
  in ginocchio così come sono lasciate.
   Su  alcuni  emendamenti che abbiamo ascoltato ma su  cui,  magari,
  dovremo  intervenire per approfondirli, mi sembra che rischiamo  di
  andare  a  sbattere perché un conto è dire abbiamo  avuto  modo  di
  interloquire col Governo nazionale, altro conto è creare un accordo
  istituzionale  cioè  negoziare ad esempio  che  il  bilancio  resti
  triennale  ma si fa un semplice bilancio nell'esercizio  in  corso.
  Questo  riguarda  i  principi di contabilità finanziaria,  per  cui
  dovrebbero  essere  inseriti  in  una  norma  nazionale  altrimenti
  rischiamo di fare una norma, di dare l'impressione di aver  risolto
  alcuni,  pochissimi, problemi e fra due mesi avremo un'impugnativa,
  così come l'abbiamo avuta per la legge finanziaria n. 9 del 2015.
   Perché  vedete,  e lo voglio dire qua, a tutti quei  colleghi  che
  hanno  plaudito  la  sentenza  della Corte  Costituzionale,  ahimè,
  redatta  dal  Capo  dello Stato, quella sentenza che  ha  abrogato,
  sostanzialmente, il Commissario dello Stato, il venire  meno  della
  istituzione di terzietà che aveva un organo tecnico, ora espone  la
  Regione siciliana a  legiferare e sapere dopo 60 giorni, quale sarà
  il destino delle proprie norme.
   Non  mi  dilungo, però intervengo perché vorrei capire  da  questa
  Presidenza  come  si vorrà procedere: cioè che  tempi  abbiamo  per
  presentare gli emendamenti e se tutti gli emendamenti che  verranno
  presentati  sono  ammissibili, atteso che alcuni ritornano  su  una
  deliberazione  già  esitata  da quest'Aula,  altri  riguardano  una
  materia  di  contabilità,  altri con  i  principi   di  contabilità
  nazionale e su questo, poi capire qual è il calendario, e in  quali
  giorni  ci dovremmo riunire per capire anche le tappe che  dobbiamo
  consumare   per  arrivare  prima  della  chiusura  della   sessione
  all'approvazione di questa norma.

   PRESIDENTE.  Le rispondo partendo dall'ultima richiesta.  Noi  non
  possiamo  andare al 12 agosto per approvare questa legge perché  va
  approvata,  necessariamente  entro  il  31  luglio.  Sì,  onorevole
  Musumeci, questione di buona volontà, lei è uno che si applica,  le
  riconosco  sempre un'onestà intellettuale e lei mi ha detto  che  è
  uno  di  quelli che vuole l'approvazione della legge sulle province
  perché non possiamo mandare a casa 6 mila persone.
   Abbiamo  un impegno e se ci mettiamo a lavorare, se si  vuole,  si
  può fare.
   Per  quanto  riguarda  la questione regolamentare,  lei  onorevole
  Falcone, richiama l'articolo 123 bis che le leggo testualmente:  Un
  disegno   di   legge   o   qualsiasi   altro   documento   respinto
  dall'Assemblea  non può essere riesaminato nel corso  della  stessa
  sessione .
   Peraltro,  onorevole  Falcone, abbiamo già letto  quali  erano  le
  procedure nella seduta del 30 giugno.
   Siccome  siamo  in  una  nuova  sessione,  il  Governo  ha  potuto
  presentare,   correttamente,  l'emendamento,  che   sostanzialmente
  ripropone l'articolo bocciato.
   E'  chiaro  che, in ordine a questo emendamento, come  agli  altri
  emendamenti  presentati  dal  Governo,  anche  quelli   di   natura
  finanziaria - mi consenta di fare un ragionamento -  così forse  ci
  comprendiamo meglio, non solo con Lei, perché con lei mi  comprendo
  perfettamente, ma anche con chi ci ascolta in generale.
   E'  chiaro che il Governo sta tentando una strada, obiettivamente,
  difficile,  perché  non tutto è conforme all'ordinamento  contabile
  nazionale,  si  parla  di autorizzare a fare  il  bilancio  per  le
  province  fino al 31 dicembre,  perché dobbiamo fare  di  necessità
  virtù.
   Noi abbiamo delle province - e nel resto d'Italia si sta vedendo -
  che  sono sull'orlo del default e noi abbiamo il dovere di salvarle
  e  per salvarle dobbiamo tentare il possibile, sulla bsae di quello
  che ci consente la norma.
   Se  poi  a  livello  nazionale, sulla base della nostra  autonomia
  ritengono  che non possiamo fare una norma che tenta di salvare  le
  province, guardi che in Lombardia,  quello che mi stranizza  è  che
  hanno   addirittura,  riconosciuto  la  Provincia  come   Provincia
  autonoma e nessuno ha gridato allo scandalo, ma ogni volta si grida
  allo scandalo quando facciamo le cose in Sicilia.
   Se  noi  tutti  crediamo  nella funzione  delle  Province,  allora
  dobbiamo andare fino in fondo.
   Io   lo  so  che  ci  troviamo  dinanzi  a  delle  questioni  che,
  considerate  da  un  certo  punto di  vista,  potrebbero  rischiare
  l'impugnativa   da   parte  del  Governo,  ma   siamo   dinanzi   a
  responsabilità politiche.
   Noi ce le assumiamo fino in fondo perché è il nostro percorso, che
  è  quello di salvare 6 mila dipendenti e di rendere funzionali  gli
  Enti  di  istituzione  di  area  vasta,  si  chiamino  esse   Città
  metropolitane  o  liberi Consorzi , che dir si voglia.
   Quindi, tutti noi, dobbiamo fare uno sforzo.
   Per  quanto  riguarda  i  tempi:   la  mia  idea  era  che  alcuni
  emendamenti   andranno   certamente  in   II   Commissione,   nella
  Commissione  Bilancio'.
   E'  chiaro che la Commissione  Bilancio' ha non più di 24 ore  per
  esprimere il parere.
   Se  c'è un po' di comprensione, e questo lo rimetto all'Aula,  noi
  possiamo  riprendere  pure domani mattina,  dando  termine  fino  a
  stasera   alle  ore  20.00  per  presentare  i  subemendamenti,   o
  chiamateli emendamenti, a quelli già presentati dal Governo.
   Se  ritenete che non sia sufficiente, ritorniamo a domani alle ore
  16.00  ma  le  confermo che noi andremo avanti  non-stop,  anche  a
  lavorare  di  sabato  e di domenica per approvare  la  legge  sulle
  Province entro il 31 luglio perché oltre non possiamo andare.
   Questo mi sembra più che evidente.
   Ma  questo era l'indirizzo che mi sembra che sia apparso da  parte
  della gran parte d'Aula.
   Poi, capisco - ripeto - le schermaglie, maggioranza e opposizione,
  ognuno svolge il proprio ruolo.
   Io  sono  dell'avviso di andare a domani mattina  alle  ore  12.00
  dando  tempo per gli emendamenti fino a stasera, a due ore dopo  la
  chiusura dell'Aula.
   E  stasera  noi  non passeremo alla votazione, per essere  chiari,
  possiamo  pure chiudere qua e, quindi, diamo termine  e  riprendere
  domani  alle  ore  12.00 o, se non li ritenete  sufficienti  questi
  termini, rinviamo domani alle ore 16.00.
   E' chiaro che giovedì saremo impegnati con la vicenda che riguarda
  le  dichiarazioni  del  Presidente  della  Regione  e  riprenderemo
  successivamente martedì.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,  signori  del  Governo,   onorevoli
  colleghi,  io  l'ho ascoltata con calma, e devo  dire  che  la  sua
  proposta  mi  sembra  saggia,  vorrei  sommessamente  rivolgere  un
  appello ai colleghi, io credo che questa legge vada fatta.
   Se  l'Assemblea decide di approvare una legge qualunque  entro  il
  termine che lei ha indicato che sappiamo tutti essere un termine di
  fatto  perentorio, perentorio, politicamente, anche per quello  che
  ha  determinato l'iter lungo e travagliato di questa  legge,  è  un
  dato secondo me oggettivo.
   Io  non  credo che  bisogna dare l'impressione di rinviare con  il
  termine  per  gli emendamenti, a domani pomeriggio;  domani  è  una
  giornata che si può utilizzare interamente per cominciare a  votare
  questo disegno di legge.
   Non  è un disegno di legge nuovo, oramai ognuno di noi conosce nei
  minimi   particolari,  ne  parliamo  da  quasi  due  anni,  quindi,
  chiederei alla Presidenza dell'Assemblea, per meglio dire, sostengo
  la  proposta  della  Presidenza  dell'Assemblea  di  utilizzare  la
  mattinata  di domani per presentare gli emendamenti e di cominciare
  a lavorare domani in tarda mattina.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti, per intenderci, sono l'1.  Gov,  che
  ripropone    l'articolo   che  era  stato  bocciato.   Su   questo,
  chiaramente, possono essere presentati dei subemendamenti.
   L'A.23,  che era quello, poi, rielaborato dalla Commissione,   che
  ha  fatto  proprio  il  Governo e l'A.26, a  pagina  72,  sono  tre
  sostanzialmente.
   Abbiamo tre emendamenti: l'1. Gov, A.23 e A.26, di pagina 72.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte che non si
  è  capito qual è il termine esatto che, alla fine, è stato dato per
  presentare  gli emendamenti e quando, eventualmente, riprendere  la
  discussione, se domani alle 12.00 o domani alle 16.00.
   Sarebbe  utile  che  il Parlamento fosse messo  a  conoscenza,  io
  ritengo  sarebbe  utile domani alle 16.00. Posto che  da  parte  di
  tutti  c'è  la  consapevolezza  che  comunque  la  legge  si   deve
  approvare,  non  diamo l'impressione che vogliamo  correre  su  una
  norma così complicata.

   PRESIDENTE.  Considerato l'intervento del capogruppo  della  Lista
  Musumeci. rimane stabilito che noi riprendiamo, così come di norma,
  domani  alle  ore  16.00 e non alle ore 12.00 come  aveva  proposto
  questa Presidenza.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   ho  verificato  con  l'Ufficio  di  Presidenza   della
  Commissione Bilancio e noi siamo pronti ad esaminare domani mattina
  gli emendamenti 1.GOV, l'A.23 e l'A.26.
   Però, signor assessore, per esaminare i tre emendamenti, cosa  che
  siamo  disposti  a fare già domani mattina alle ore 10.00,  abbiamo
  bisogno delle relazioni: abbiamo gli emendamenti, ma non abbiamo le
  relazioni. Quindi, le chiedo se può far pervenire le relazioni alla
  Commissione. Grazie.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  fare una richiesta che va al di là della questione  Province  ed  è
  la richiesta di prelievo dell'ordine del giorno che noi abbiamo già
  in  calendario, perché è notizia recentissima della condanna in via
  definitiva della dottoressa Monterosso.
   Considerato  che  c'è una mozione depositata  il  26  marzo  2014,
  chiedo,  a  nome  di tutto il Gruppo parlamentare Movimento  Cinque
  Stelle,  che  venga discussa oppure questo Ufficio  di  Presidenza,
  quest'Aula  si  assuma la responsabilità di non voler  trattare  la
  questione  etica e morale che attualmente sta devastando la  nostra
  Regione.
   Quindi,  signor  Presidente, visto che nessuno ne  ha  intenzione,
  forse  perché  qualcuno  ha qualcosa da nascondere,  le  chiedo  di
  discutere  la mozione sulla rimozione della dottoressa  Monterosso.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciaccio, ho appena letto il  verbale  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Peraltro,  c'era
  una nutrita rappresentanza del Movimento Cinque Stelle.
   Noi  abbiamo stabilito un percorso e ci siamo detti - anche voi  -
  che  era  prioritario fare due disegni di legge e abbiamo  rinviato
  alla  ripresa tutte le altre questioni. Se adesso esce una sentenza
  di  condanna,  mi  dispiace per i diretti interessati,  ma  andiamo
  avanti sulla nostra strada.
   Stia  tranquillo, onorevole Ciaccio, che questa Presidenza non  si
  sottrae a niente, soprattutto alle questioni etiche

   CIACCIO. Non è così, Presidente

   PRESIDENTE. No, onorevole Ciaccio, è così  Lei si è fatto  il  suo
  intervento.  Bravo   Andiamo avanti così,  andiamo  alla  sostanza:
  approviamo le  Province  e successivamente le acque

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, fermo restando che sono d'accordo
  con  quanto detto dal vicepresidente Vinciullo per quanto  riguarda
  la  Commissione Bilancio di domani, volevo fare una proposta: se  è
  possibile  accantonare questi emendamenti e andare  avanti  stasera
  con  il disegno di legge. Chiedo se è possibile anche al Governo  e
  al  Presidente  della prima Commissione andare  avanti,  altrimenti
  avremmo  perso  un pomeriggio. Se è possibile tecnicamente,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, comprendo che il suo intervento
  è  ad  adiuvandum,  per approvare celermente il disegno  di  legge.
  Però, l'articolo 1 diventa fondamentale, perché avendo noi bocciato
  l'articolo  1,  abbiamo sostanzialmente stravolto l'omogeneità  del
  disegno di legge. Per cui, dobbiamo ripartire dall'articolo  1.  Se
  mi  viene  ripresentato  l'articolo 1,  non  possiamo  impedire  di
  presentare  degli  emendamenti, quindi, superato l'articolo  1,  il
  percorso diventa tutto più semplice. Bisogna intendersi sul tipo di
  istituzione di area vasta da costituire: se superiamo le  questioni
  procedurali, noi andiamo avanti.
   L'Aula si svolgerà domani alle ore 16.00; diamo termine fino  alle
  ore 12.00 per presentare subemendamenti agli emendamenti presentati
  oggi  dal  Governo,  tutti  gli altri  emendamenti,  tranne  quelli
  dichiarati inammissibili, chiaramente non verranno trattati e fanno
  parte  del fascicolo. Ringrazio il Presidente della II Commissione,
  l'onorevole  Vinciullo,  perché ha  dato  grande  disponibilità  ad
  esaminare  gli emendamenti e a richiedere, così come è  giusto,  al
  Governo le relazioni tecniche necessarie di accompagnamento.
   Onorevoli   colleghi,  il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti  è fissato per domani, mercoledì 22 luglio  2015,  alle
  ore 12.00.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta è rinviata a domani, mercoledì 22 giugno 2015, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
                 metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
                 848 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Cracolici

             2)  -  Disciplina in materia di risorse idriche  . (nn. 455-125-102
                 106-158/A)

                Relatore: on. Barbagallo

                   La seduta è tolta alle ore 17.05

         (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 18.15)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio