regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.30
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente verrà data lettura nella prossima seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Dimissioni dell'onorevole Ferrandelli dalla carica di deputato
regionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno al I punto
reca: Dimissioni dell'onorevole Ferrandelli dalla carica di
deputato regionale .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 63 della legge Regionale n. 29
del 1951 e successive modificazioni legge elettorale siciliana,
pongo in votazione le dimissioni dell'onorevole Ferrandelli dalla
carica di deputato regionale, di cui si è data comunicazione
all'Assemblea nella seduta precedente.
Avverto che, pur trattandosi di dimissioni irrevocabili, la
votazione sull'accettazione delle stesse avrà luogo a scrutinio
segreto mediante procedimento elettronico, a norma dei commi 7 ed 8
dell'articolo 127 del Regolamento interno dell'ARS, per le
motivazioni esplicitate in precedenza da questa Presidenza all'atto
del loro annuncio.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole
all'accettazione delle dimissioni prema il pulsante verde, chi è
contrario quello rosso, chi si astiene quello bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESENTI E VOTANTI 48
MAGGIORANZA 25
FAVOREVOLI 24
CONTRARI 20
ASTENUTI 4
(L'assemblea non approva)
Sono respinte le dimissioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Ioppolo.
L'Assemblea ne prende atto.
materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
(nn. 833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni in
materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane . (nn.
833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848 bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e
città metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-
848 bis/A) (seguito).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lei ha tenuto la riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e ha dato notizie di una parte
dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
c'ha parlato dell'ordine del giorno e di questa votazione che testé
lei ha fatto fare all'Aula.
Intanto la invito a ritornare un poco su se stesso, Presidente,
perché vedo che lei non dialoga con noi, lei prende una decisione e
vola, no Presidente, lei deve essere il Giovanni Ardizzone calmo,
tranquillo e cercare di dialogare con l'Aula, lei non può prendere
una decisione perché lei è l'imperatore Lei deve dialogare con i
suoi colleghi deputati. Questa votazione che è stata testé
effettuata, lei ci crede che io ancora non l'ho capita? È una cosa
brutta dirglielo. Ce la può spiegare come è avvenuta?
PRESIDENTE. Sì, faccio di più, le do la copia del verbale della
votazione e se ne renderà conto.
GRECO GIOVANNI. E ce la dia E cerchi di essere più dialogante con
l'Aula, se lei è un po' nervoso si calmi un poco, anche perché sono
giorni un po' particolari e poi non ha detto e non ha finito di
dare comunicazione della riunione dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che lei intende lavorare, quindi, e con una decisione
univoca, fino al 12 agosto: ma, Presidente, vogliamo dare fuori una
immagine sempre che facciamo le cose dal primo di agosto al 12 di
agosto?
Lei vuole approvare due disegni di legge, ma non due leggi così
tanto per parlare: facciamo la riforma delle province sui liberi
Consorzi e poi facciamo la legge sul servizio idrico, la legge
sull'acqua. Ma lei lo sa che cosa significa? Presidente ci ha
riflettuto un poco? Vediamo di dare un'immagine credibile e
approviamo almeno una delle due leggi ma con serietà; poi che ce
ne andiamo giorno 12 agosto va bene ma che dobbiamo approvare due
leggi così importanti in fretta e furia e dobbiamo tirarci
sicuramente le cose addosso, io cercherei di evitare ciò, signor
Presidente.
sizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città metropolita-
ne' (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-824-831-832-839-842-848
bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito l'assessore Pistorio ad
illustrare il contenuto di alcuni emendamenti.
PISTORIO, assessore autonomie locali e della funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, il Governo sta presentando
alcuni emendamenti alla legge sui liberi Consorzi, uno si tratta
della riproposizione dell'art. 1 che l'Aula qualche mese fa ha
bocciato e che serve a dare coerenza di sistema all'intero impianto
normativo.
Procedura che è legittima, in quanto concordato con il Presidente
dell'assemblea, che si tratta di nuova sessione parlamentare e,
quindi, è possibile riproporre l'emendamento.
Per quanto riguarda, invece, gli atti innovativi, questi
emendamenti muovono da un'unica preoccupazione.
Le condizioni finanziarie delle ex province, oggi liberi consorzi,
sono particolarmente precarie sia per gli interventi del Governo e
del legislatore nazionale con le leggi di stabilità che hanno
determinato un concorso gravoso per questi enti al processo di
risanamento della finanza pubblica, sia per l'anno 2015 e, in modo
ancor più grave, per gli anni 2016 e 2017.
In uno, con la mancata conclusione del procedimento normativo in
seno a questa Assemblea che ha lasciato i liberi consorzi in una
forma non ancora definita e, quindi, con una gestione economico-
finanziaria molto complicata, abbiamo ritenuto di predisporre
alcuni emendamenti che tendono a stabilizzare la condizione
finanziaria di questi enti per il 2015, riservandoci, il Governo e
l'Assemblea - per gli anni a venire -, alla luce dell'avvio di
questi enti e degli eventuali interventi di materia finanziaria,
sia regionali che nazionali, di garantire a questi enti, dal 2016
in poi, una condizione di sostenibilità finanziaria che gli
consenta di adempiere alle funzioni che la legge attribuirà loro,
per erogare i servizi ai cittadini.
Queste norme, il Governo le aveva presentate già nel disegno di
legge 997, però fu deciso, in sede di Commissione Bilancio', di
spostare queste norme presso questo disegno di legge ed infatti,
voi ritroverete questi emendamenti numerati con numero A.23, A.24 e
A.26, del fascicolo degli emendamenti aggiuntivi.
Questo, lo abbiamo verificato con gli Uffici dell'Assemblea,
esimendomi da una presentazione formale in Aula, adesso, perché
sono già stati trasferiti dal disegno di legge n. 997 a questo
disegno di legge.
Trattandosi di norme che derogano ai principi - ed è evidente -,
della contabilità nazionale, abbiamo provveduto anche a far
pervenire questi emendamenti sia al Governo nazionale che in sede
parlamentare perché in ambito di legge di conversione del DDL n.
78, possono trovare favorevole accoglimento.
Questo non esime l'Assemblea regionale siciliana dall'assumere la
responsabilità autonoma di affrontare il tema della stabilizzazione
finanziaria di questi enti intermedi per garantire, l'ho detto
prima, l'esercizio delle funzioni e l'erogazione di servizi ai
cittadini, evitando il pericolo che gli organi commissariali ancora
in carica debbano essere costretti a predisporre le delibere di
dissesto, in quanto è impossibile, con la normativa vigente,
garantire un bilancio stabilmente equilibrato.
Questa è la ratio degli emendamenti che prevedono per il solo 2015
l'autorizzazione alla presentazione di un bilancio di revisione
solo annuale e non pluriennale in quanto sarebbe, tecnicamente,
finanziariamente, impossibile il bilancio pluriennale per gli anni
2016 e 2017.
Una seconda previsione consente di autorizzare questi enti
all'utilizzo degli avanzi d'Amministrazione già in sede di bilancio
preventivo e non a conto consuntivo, e la terza prevede la
riduzione del concorso al Patto di stabilità nella misura
dell'utilizzo dell'avanzo di Amministrazione con la corrispondente
riduzione del concorso al Patto di stabilità regionale di egual
misura.
C'è un'altra norma ancora, inoltre, che noi presentiamo e che
prevede una diversa dislocazione delle risorse finanziarie già
previste con la legge n. 9 del 2015 a favore di questi enti, la
cifra di 30 milioni che erano attribuiti alla viabilità
provinciale.
Si ritiene sulla base delle richieste, assolutamente
comprensibili, dei Commissari e avendo valutato le condizioni
finanziarie di questi enti, che l'Assemblea possa autorizzare,
sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, l'assessorato per
le autonomie locali 10 milioni di euro quale quota per le rate dei
mutui per la quota in conto capitale; è un altro intervento di
supporto, ovviamente emergenziale, per tentare di dare stabilità
finanziaria a questi enti.
Si tratta di un complesso di misure straordinarie che, ovviamente,
il Governo sottopone a quest'Aula nella speranza che vengano
approvate e consentano di arrivare fino alla fine dell'anno in un
quadro di serenità per questi enti e soprattutto per i lavoratori
di questi enti che sono molto preoccupati dalle condizioni
finanziarie delle ex province e per i servizi che devono essere
erogati a favore dei cittadini.
Mi pare di essere stato sufficientemente sintetico, ho concluso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo sull'ordine dei lavori per capire come sul disegno di
legge di riforma delle province si voglia intervenire. Vorrei
comprendere se, alla luce della deliberazione che abbiamo votato
qualche settimana fa, che era quella di sopprimere l'articolo 1,
oggi la riproposizione può essere consentita - ex articolo 111
del Regolamento interno -, e soprattutto la cosa che a me stasera
interessa è capire come questa Presidenza voglia procedere, cioè
vuole dare tempo e termine degli emendamenti perché non soltanto
quelli del Governo possono affluire, ma anche, eventualmente, gli
emendamenti dell'Aula atteso che abbiamo già espresso che la
impalcatura potrebbe venire meno con una deliberazione che questa
Assemblea ha assunto con la soppressione dell'articolo 1. Potrebbe
stravolgere, caro assessore Pistorio, l'intera impalcatura,
potrebbe cambiare la filosofia della norma e, allora, oggi c'è
stato già un deliberato e allora è chiaro che noi siamo pronti a
recepire la volontà delle province che non possono essere lasciate
in ginocchio così come sono lasciate.
Su alcuni emendamenti che abbiamo ascoltato ma su cui, magari,
dovremo intervenire per approfondirli, mi sembra che rischiamo di
andare a sbattere perché un conto è dire abbiamo avuto modo di
interloquire col Governo nazionale, altro conto è creare un accordo
istituzionale cioè negoziare ad esempio che il bilancio resti
triennale ma si fa un semplice bilancio nell'esercizio in corso.
Questo riguarda i principi di contabilità finanziaria, per cui
dovrebbero essere inseriti in una norma nazionale altrimenti
rischiamo di fare una norma, di dare l'impressione di aver risolto
alcuni, pochissimi, problemi e fra due mesi avremo un'impugnativa,
così come l'abbiamo avuta per la legge finanziaria n. 9 del 2015.
Perché vedete, e lo voglio dire qua, a tutti quei colleghi che
hanno plaudito la sentenza della Corte Costituzionale, ahimè,
redatta dal Capo dello Stato, quella sentenza che ha abrogato,
sostanzialmente, il Commissario dello Stato, il venire meno della
istituzione di terzietà che aveva un organo tecnico, ora espone la
Regione siciliana a legiferare e sapere dopo 60 giorni, quale sarà
il destino delle proprie norme.
Non mi dilungo, però intervengo perché vorrei capire da questa
Presidenza come si vorrà procedere: cioè che tempi abbiamo per
presentare gli emendamenti e se tutti gli emendamenti che verranno
presentati sono ammissibili, atteso che alcuni ritornano su una
deliberazione già esitata da quest'Aula, altri riguardano una
materia di contabilità, altri con i principi di contabilità
nazionale e su questo, poi capire qual è il calendario, e in quali
giorni ci dovremmo riunire per capire anche le tappe che dobbiamo
consumare per arrivare prima della chiusura della sessione
all'approvazione di questa norma.
PRESIDENTE. Le rispondo partendo dall'ultima richiesta. Noi non
possiamo andare al 12 agosto per approvare questa legge perché va
approvata, necessariamente entro il 31 luglio. Sì, onorevole
Musumeci, questione di buona volontà, lei è uno che si applica, le
riconosco sempre un'onestà intellettuale e lei mi ha detto che è
uno di quelli che vuole l'approvazione della legge sulle province
perché non possiamo mandare a casa 6 mila persone.
Abbiamo un impegno e se ci mettiamo a lavorare, se si vuole, si
può fare.
Per quanto riguarda la questione regolamentare, lei onorevole
Falcone, richiama l'articolo 123 bis che le leggo testualmente: Un
disegno di legge o qualsiasi altro documento respinto
dall'Assemblea non può essere riesaminato nel corso della stessa
sessione .
Peraltro, onorevole Falcone, abbiamo già letto quali erano le
procedure nella seduta del 30 giugno.
Siccome siamo in una nuova sessione, il Governo ha potuto
presentare, correttamente, l'emendamento, che sostanzialmente
ripropone l'articolo bocciato.
E' chiaro che, in ordine a questo emendamento, come agli altri
emendamenti presentati dal Governo, anche quelli di natura
finanziaria - mi consenta di fare un ragionamento - così forse ci
comprendiamo meglio, non solo con Lei, perché con lei mi comprendo
perfettamente, ma anche con chi ci ascolta in generale.
E' chiaro che il Governo sta tentando una strada, obiettivamente,
difficile, perché non tutto è conforme all'ordinamento contabile
nazionale, si parla di autorizzare a fare il bilancio per le
province fino al 31 dicembre, perché dobbiamo fare di necessità
virtù.
Noi abbiamo delle province - e nel resto d'Italia si sta vedendo -
che sono sull'orlo del default e noi abbiamo il dovere di salvarle
e per salvarle dobbiamo tentare il possibile, sulla bsae di quello
che ci consente la norma.
Se poi a livello nazionale, sulla base della nostra autonomia
ritengono che non possiamo fare una norma che tenta di salvare le
province, guardi che in Lombardia, quello che mi stranizza è che
hanno addirittura, riconosciuto la Provincia come Provincia
autonoma e nessuno ha gridato allo scandalo, ma ogni volta si grida
allo scandalo quando facciamo le cose in Sicilia.
Se noi tutti crediamo nella funzione delle Province, allora
dobbiamo andare fino in fondo.
Io lo so che ci troviamo dinanzi a delle questioni che,
considerate da un certo punto di vista, potrebbero rischiare
l'impugnativa da parte del Governo, ma siamo dinanzi a
responsabilità politiche.
Noi ce le assumiamo fino in fondo perché è il nostro percorso, che
è quello di salvare 6 mila dipendenti e di rendere funzionali gli
Enti di istituzione di area vasta, si chiamino esse Città
metropolitane o liberi Consorzi , che dir si voglia.
Quindi, tutti noi, dobbiamo fare uno sforzo.
Per quanto riguarda i tempi: la mia idea era che alcuni
emendamenti andranno certamente in II Commissione, nella
Commissione Bilancio'.
E' chiaro che la Commissione Bilancio' ha non più di 24 ore per
esprimere il parere.
Se c'è un po' di comprensione, e questo lo rimetto all'Aula, noi
possiamo riprendere pure domani mattina, dando termine fino a
stasera alle ore 20.00 per presentare i subemendamenti, o
chiamateli emendamenti, a quelli già presentati dal Governo.
Se ritenete che non sia sufficiente, ritorniamo a domani alle ore
16.00 ma le confermo che noi andremo avanti non-stop, anche a
lavorare di sabato e di domenica per approvare la legge sulle
Province entro il 31 luglio perché oltre non possiamo andare.
Questo mi sembra più che evidente.
Ma questo era l'indirizzo che mi sembra che sia apparso da parte
della gran parte d'Aula.
Poi, capisco - ripeto - le schermaglie, maggioranza e opposizione,
ognuno svolge il proprio ruolo.
Io sono dell'avviso di andare a domani mattina alle ore 12.00
dando tempo per gli emendamenti fino a stasera, a due ore dopo la
chiusura dell'Aula.
E stasera noi non passeremo alla votazione, per essere chiari,
possiamo pure chiudere qua e, quindi, diamo termine e riprendere
domani alle ore 12.00 o, se non li ritenete sufficienti questi
termini, rinviamo domani alle ore 16.00.
E' chiaro che giovedì saremo impegnati con la vicenda che riguarda
le dichiarazioni del Presidente della Regione e riprenderemo
successivamente martedì.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, io l'ho ascoltata con calma, e devo dire che la sua
proposta mi sembra saggia, vorrei sommessamente rivolgere un
appello ai colleghi, io credo che questa legge vada fatta.
Se l'Assemblea decide di approvare una legge qualunque entro il
termine che lei ha indicato che sappiamo tutti essere un termine di
fatto perentorio, perentorio, politicamente, anche per quello che
ha determinato l'iter lungo e travagliato di questa legge, è un
dato secondo me oggettivo.
Io non credo che bisogna dare l'impressione di rinviare con il
termine per gli emendamenti, a domani pomeriggio; domani è una
giornata che si può utilizzare interamente per cominciare a votare
questo disegno di legge.
Non è un disegno di legge nuovo, oramai ognuno di noi conosce nei
minimi particolari, ne parliamo da quasi due anni, quindi,
chiederei alla Presidenza dell'Assemblea, per meglio dire, sostengo
la proposta della Presidenza dell'Assemblea di utilizzare la
mattinata di domani per presentare gli emendamenti e di cominciare
a lavorare domani in tarda mattina.
PRESIDENTE. Gli emendamenti, per intenderci, sono l'1. Gov, che
ripropone l'articolo che era stato bocciato. Su questo,
chiaramente, possono essere presentati dei subemendamenti.
L'A.23, che era quello, poi, rielaborato dalla Commissione, che
ha fatto proprio il Governo e l'A.26, a pagina 72, sono tre
sostanzialmente.
Abbiamo tre emendamenti: l'1. Gov, A.23 e A.26, di pagina 72.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte che non si
è capito qual è il termine esatto che, alla fine, è stato dato per
presentare gli emendamenti e quando, eventualmente, riprendere la
discussione, se domani alle 12.00 o domani alle 16.00.
Sarebbe utile che il Parlamento fosse messo a conoscenza, io
ritengo sarebbe utile domani alle 16.00. Posto che da parte di
tutti c'è la consapevolezza che comunque la legge si deve
approvare, non diamo l'impressione che vogliamo correre su una
norma così complicata.
PRESIDENTE. Considerato l'intervento del capogruppo della Lista
Musumeci. rimane stabilito che noi riprendiamo, così come di norma,
domani alle ore 16.00 e non alle ore 12.00 come aveva proposto
questa Presidenza.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, ho verificato con l'Ufficio di Presidenza della
Commissione Bilancio e noi siamo pronti ad esaminare domani mattina
gli emendamenti 1.GOV, l'A.23 e l'A.26.
Però, signor assessore, per esaminare i tre emendamenti, cosa che
siamo disposti a fare già domani mattina alle ore 10.00, abbiamo
bisogno delle relazioni: abbiamo gli emendamenti, ma non abbiamo le
relazioni. Quindi, le chiedo se può far pervenire le relazioni alla
Commissione. Grazie.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
fare una richiesta che va al di là della questione Province ed è
la richiesta di prelievo dell'ordine del giorno che noi abbiamo già
in calendario, perché è notizia recentissima della condanna in via
definitiva della dottoressa Monterosso.
Considerato che c'è una mozione depositata il 26 marzo 2014,
chiedo, a nome di tutto il Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle, che venga discussa oppure questo Ufficio di Presidenza,
quest'Aula si assuma la responsabilità di non voler trattare la
questione etica e morale che attualmente sta devastando la nostra
Regione.
Quindi, signor Presidente, visto che nessuno ne ha intenzione,
forse perché qualcuno ha qualcosa da nascondere, le chiedo di
discutere la mozione sulla rimozione della dottoressa Monterosso.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, ho appena letto il verbale della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Peraltro, c'era
una nutrita rappresentanza del Movimento Cinque Stelle.
Noi abbiamo stabilito un percorso e ci siamo detti - anche voi -
che era prioritario fare due disegni di legge e abbiamo rinviato
alla ripresa tutte le altre questioni. Se adesso esce una sentenza
di condanna, mi dispiace per i diretti interessati, ma andiamo
avanti sulla nostra strada.
Stia tranquillo, onorevole Ciaccio, che questa Presidenza non si
sottrae a niente, soprattutto alle questioni etiche
CIACCIO. Non è così, Presidente
PRESIDENTE. No, onorevole Ciaccio, è così Lei si è fatto il suo
intervento. Bravo Andiamo avanti così, andiamo alla sostanza:
approviamo le Province e successivamente le acque
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, fermo restando che sono d'accordo
con quanto detto dal vicepresidente Vinciullo per quanto riguarda
la Commissione Bilancio di domani, volevo fare una proposta: se è
possibile accantonare questi emendamenti e andare avanti stasera
con il disegno di legge. Chiedo se è possibile anche al Governo e
al Presidente della prima Commissione andare avanti, altrimenti
avremmo perso un pomeriggio. Se è possibile tecnicamente, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, comprendo che il suo intervento
è ad adiuvandum, per approvare celermente il disegno di legge.
Però, l'articolo 1 diventa fondamentale, perché avendo noi bocciato
l'articolo 1, abbiamo sostanzialmente stravolto l'omogeneità del
disegno di legge. Per cui, dobbiamo ripartire dall'articolo 1. Se
mi viene ripresentato l'articolo 1, non possiamo impedire di
presentare degli emendamenti, quindi, superato l'articolo 1, il
percorso diventa tutto più semplice. Bisogna intendersi sul tipo di
istituzione di area vasta da costituire: se superiamo le questioni
procedurali, noi andiamo avanti.
L'Aula si svolgerà domani alle ore 16.00; diamo termine fino alle
ore 12.00 per presentare subemendamenti agli emendamenti presentati
oggi dal Governo, tutti gli altri emendamenti, tranne quelli
dichiarati inammissibili, chiaramente non verranno trattati e fanno
parte del fascicolo. Ringrazio il Presidente della II Commissione,
l'onorevole Vinciullo, perché ha dato grande disponibilità ad
esaminare gli emendamenti e a richiedere, così come è giusto, al
Governo le relazioni tecniche necessarie di accompagnamento.
Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione degli
emendamenti è fissato per domani, mercoledì 22 luglio 2015, alle
ore 12.00.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 22 giugno 2015, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102
106-158/A)
Relatore: on. Barbagallo
La seduta è tolta alle ore 17.05
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 18.15)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio