Presidenza del Vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
n. 24 e n. 25 del 6 marzo 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Indirizzo di saluto ai docenti ed agli studenti dell'istituto
tecnico industriale Ettore Majorana di Milazzo
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ai docenti ed agli
studenti dell'istituto tecnico industriali Ettore Majorana di
Milazzo (ME), che assistono ai lavori della presente seduta.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la salute, le risposte scritte alle interrogazioni:
N. 19 - Notizie sul futuro dell'ospedale A. Ajello e
sull'attivazione dei servizi in dotazione dell'area di emergenza in
via Livorno a Mazara del Vallo (TP).
Firmatari: Palmeri Valentina; Troisi Sergio
N. 21 - Ripristino del servizio di elisoccorso di Pantelleria.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 53 - Azioni a tutela della salute e funzionalità della rete di
emergenza per il soccorso nella Sicilia orientale.
Firmatario: Raia Concetta
N. 116 - Ripristino del punto nascite a Pantelleria(TP).
Firmatario: Fazio Girolamo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
amministrative. (n. 275)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Figuccia e
Di Mauro in data 7 marzo 2013.
- Recupero e valorizzazione delle coste della Sicilia. Istituzione
dell'Osserva-torio regionale per la tutela e la valorizzazione
delle coste. (n. 276)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ruggirello
in data 7 marzo 2013.
- Sviluppo del turismo naturista in Sicilia. (n. 277)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Tamajo in
data 7 marzo 2013.
- Istituzione del Parco dell'Oreto. (n. 279)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Norme in sostegno dell'editoria e della comunicazione. (n. 280)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Iniziative a sostegno del personale del consorzio per le
autostrade siciliane. (n. 281)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in un Ente
regionale per le infrastrutture demaniali, per l'energia
alternativa e per le aree rurali (ERIDEA). (n. 282)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Interventi a favore degli eredi di appartenenti alle forze
dell'ordine, alle forze armate, ai vigili del fuoco e alle forze
della polizia municipale caduti nell'adempimento del proprio
dovere. (n. 283)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Norme per l'istituzione e la promozione della fondazione
Francesco Carbone . (n. 284)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Norme urgenti in materia di industria ed iniziative sul sistema
del risparmio energetico. (n. 285)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
- Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing
di lavoro. (n. 286)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013
- Norme sull'itturismo. (n. 288)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013
- Riconoscimento della lingua dei segni e dei sordi come minoranza
linguistica. (n. 289)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013
- Riconoscimento della lingua dei segni. (n. 290)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013
- Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale del settore
della formazione professionale. Costituzione dell'Agenzia unica e
misure occupazionali. (n. 291)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013
- Norme urgenti in materia di industria ed iniziative sul sistema
del risparmio energetico. (n. 292)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 287 Iniziative a
sostegno delle isole minori , presentato dall'onorevole Caputo in
data 8 marzo 2013, è stato ritirato con nota prot. n.
0003138/SG.LEG.PG dell'11 marzo 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Trattamento ai fini fiscali del rimborso delle spese sostenute
da coloro che prestano attività di volontariato. (n. 245)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Norme in materia di segretari comunali e provinciali della
Regione; istituzione dell'Albo regionale; istituzione,
regolamentazione, organizzazione e funzionamento dell'Agenzia
autonoma regionale per la gestione dell'Albo dei segretari comunali
e provinciali; istituzione della Scuola superiore della pubblica
amministrazione locale siciliana. (n. 255)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Istituzione dell'Agenzia Regionale dell'Immigrazione. (n. 256)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere V
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante disposizioni concernenti la sospensione e la revoca del
trattamento pensionistico per i soggetti sottoposti a misure
restrittive della libertà personale o condannati per reati di
terrorismo o di criminalità organizzata. (n. 257)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Modifica della denominazione del Comune di Santa Flavia in Santa
Flavia - Solunto. (n. 262)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Composizione dei Consigli Comunali. (n. 263)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Modifica del trattamento economico dei dirigenti regionali in
quiescenza. (n. 264)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Interventi per la promozione e lo sviluppo di azioni di
cittadinanza attiva delle persone anziane in Sicilia. (n. 266)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Norme in materia di beni civici e di diritto di uso civico. (n.
269)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere III
- Erezione in comune autonomo della frazione di Pioppo del comune
di Monreale (n. 274)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Norme transitorie per l'istituzione dei consorzi di Comuni. (n.
278)
di iniziativa governativa, presentato il 7 marzo 2013 e inviato il
7 marzo 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole colpite da
gravi fitopatie. (n. 242)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere UE
- Norme in favore della tutela e valutazione della qualità del
prodotto agricolo e alimentare e dei prodotti dell'artigianato
tipico della Sicilia. (n. 244)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere UE
- Norme finanziarie per lo sviluppo economico. (n. 248)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere UE
- Iniziative a sostegno della Pesca. (n. 250)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Riconoscimento di bottega-scuola alle imprese artigiane. (n.
254)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere V
- Norma in materia di scostamento degli indicatori occupazionali
per le misure del POR 2000/2006 e della programmazione regionale
2007/2013. (n. 271)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Soppressione dei Consorzi di ripopolamento ittico. (n. 272)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli a chilometro
zero e di qualità. Interventi promozionali nel settore agricolo.
(n. 273)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere UE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Nuove norme in materia di sviluppo turistico. Modifiche ed
integrazione alla legge regionale 15 settembre 2005 n. 10. (n. 247)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Affitti agevolati per agenti di polizia penitenziaria. (n. 252)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Misure alla legge regionale 8 aprile 2010 n. 9 Gestione
Integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinanti. (n. 259)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere I e UE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Incentivi per l'adozione dell'abbigliamento scolastico uniforme.
(n. 243)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei pupi e dei
pupari siciliani. (n. 246)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Iniziative volte alla tutela, al recupero, alla valorizzazione
delle strutture architettoniche tipiche siciliane rappresentative
dei valori ambientali paesaggistici, storici e culturali della
Regione. (n. 249)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Disposizioni urgenti per il settore della formazione e
dell'orientamento professionale. (n. 253)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Istituzioni borse di studio per favorire gli studi
comparatistici della giustizia della Comunità europea. (n. 261)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere UE
- Norme del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio
culturale immateriale siciliano. (n. 265)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e
adolescenti. (n. 251)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Istituzione del Servizio Sociale Professionale e relativa
dirigenza presso le Aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere
della Regione. (n. 258)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Riconoscimento e sostegno all'Associazione Alzheimer di Palermo.
(n. 260)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
- Istituzione e disciplina dei punti di accoglienza del neonato.
(n. 267)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere I
- Istituzione dell'assegno di Maternità. (n. 270)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e inviato
il 7 marzo 2013.
parere I.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22. (n. 233)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
- Introduzione del limite ai mandati parlamentari all'Assemblea
regionale siciliana. Modifica all'art. 8 della l.r. 20 marzo 1951,
n. 29. (n. 234)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
- Norme generali in materia di difesa civica ed istituzione
dell'Ufficio civico regionale. (n. 240)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Valorizzazione delle vinacce per le finalità nutrizionali,
energetiche ed agronomiche. (n. 237)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
- Norme per lo sviluppo economico. (n. 239)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Interventi per lo sviluppo delle zone montane. (n. 236)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
parere I e III
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Sostegno all'Università degli studi della Sicilia per la
promozione di uno sviluppo regionale di qualità. (n. 238)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del Fondo di garanzia per le persone e le famiglie
in stato di povertà. (n. 235)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
parere I.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo sarà in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 16 al 20 marzo 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bernadette Grasso, con nota
prot. n. 0003031/SG.LEG.PG dell'8 marzo 2013, ha chiesto di apporre
la firma al disegno di legge n. 235 Istituzione del Fondo di
garanzia per le persone e le famiglie in stato di povertà ;
- l'onorevole Fabrizio Ferrandelli, con nota prot. n.
0003032/SG.LEG.PG dell'8 marzo 2013, ha chiesto di apporre la firma
al disegno di legge n. 230 Norme per il riconoscimento
dell'Albergo diffuso in Sicilia .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Integrazione e modifica DA n. 2283/12 Riordino e
razionalizzazione dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita
(PMA) sul territorio della Regione siciliana e Aggiornamento
requisiti strutturali, tecnico-scientifici ed organizzativi delle
strutture pubbliche e private per l'esercizio delle attività
sanitarie di Procreazione Medicalmente Assistita di I, II e III
livello e requisiti aggiuntivi per l'accreditamento istituzionale.
(n. 6/VI).
pervenuto in data 7 marzo 2013 e inviato in data 11 marzo 2013.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicotra è in congedo, per
motivi di salute, per i giorni 12 e 13 marzo 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 376 - Iniziative volte a sconfiggere il fenomeno del bullismo
nelle scuole e ad educare i giovani al rispetto degli altri.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 377 - Iniziative volte a ripristinare la postazione del 118 e
la dotazione nelle ore notturne di
un'automedicalizzata presso l'isola di Ortigia (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 378 - Opportune iniziative presso l'ASP di Palermo per
garantire una adeguata funzionalità al Consultorio Familiare in
località Tommaso Natale (PA).
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 379 - Iniziative volte ad impedire la soppressione della corsa
serale del bus nella tratta Agrigento - Santo Stefano di Quisquina.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 380 - Chiarimenti circa la mancata valutazione dei servizi di
docenza universitaria a contratto quali titoli nei concorsi
pubblici per soli titoli banditi dagli enti locali siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Assenza Giorgio; Caputo
Salvino; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 381 - Iniziative per la creazione del marchio 'SICILIA' per
tutte le produzioni agricole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Assenza Giorgio; Caputo
Salvino; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 382 - Iniziative finalizzate a favorire l'immediata operatività
del porto di Balestrate (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 393 - Notizie in merito al patrocinio della Regione per la
manifestazione 'gay pride 2013' a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Caputo Salvino
N. 397 - Chiarimenti in ordine ai ritardi nei pagamenti dei
laboratori di analisi da parte dell'ASP di Agrigento.
- Assessore Salute
Firmatario: Oddo Salvatore
N. 400 - Notizie in merito ai finanziamenti pregressi del
'Circuito del Mito'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore Domenico; Assenza
Giorgio; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 401 - Iniziative per fronteggiare i gravissimi rischi per la
salute dei siciliani causati dalle emissioni nocive degli impianti
industriali.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico;
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
N. 402 - Iniqua distribuzione tra le province siciliane delle
risorse previste dalla legge regionale 3 gennaio 2013, n. 3.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 403 - Interventi urgenti in favore dei livelli occupazionali
del personale del CIAPI di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 404 - Chiarimenti sulla condotta degli enti locali che fanno
parte dell'Ato Gesa 2 S.p.A. in merito all'inizio del servizio di
raccolta in proprio dei rifiuti solidi urbani.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Di Mauro Giovanni
N. 405 - Interventi allo scopo di dare piena attuazione alla
promozione della lingua italiana dei segni (LIS).
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 408 - Iniziative per garantire il diritto al rimborso del 90
per cento dei tributi pagati per il triennio 1990-1992 dai
contribuenti colpiti dal sisma del 13 dicembre 1990.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 410 - Interventi al fine di garantire l'attuazione delle
disposizioni contenute nella legge regionale 12 luglio 2011, n. 12,
in ordine alla costituzione dell'Osservatorio regionale dei
contributi pubblici.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Cracolici Antonello
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 383 - Chiarimenti in ordine alla mancata concessione del
padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo di Palermo a società
organizzatrice di una rassegna fieristica.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Trizzino Giampiero; Ciaccio Giorgio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano;
Ciancio Gianina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Troisi Sergio;
Zafarana Valentina; Venturino Antonio
N. 387 - Interventi a tutela del patrimonio forestale della
Riserva Naturale Orientata 'Monte Pellegrino' e del Parco della
Favorita (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Trizzino Giampiero; Ciaccio Giorgio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano;
Ciancio Gianina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Troisi Sergio;
Venturino Antonio; Zafarana Valentina.
Avverto che le stesse saranno inviate al Governo e alle competenti
Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 384 - Iniziative per sollecitare la conclusione dell'iter
espropriativo relativo ad aree destinate alla viabilità nella
frazione di Macchia di Giarre (CT).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vullo Gianfranco
N. 385 - Chiarimenti circa la mancata trasformazione del CERISDI
di Palermo (Centro Ricerche e Studi Direzionali) in organismo di
natura integralmente pubblicistica.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Maggio Maria Leonarda; Anselmo Alice; Milazzo Antonella
Maria
N. 386 - Chiarimenti ed interventi ai fini della fruibilità del
Real Teatro S. Cecilia con trasferimento in comodato d'uso alla
Fondazione 'The Brass Group'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 388 - Notizie circa il blocco dello scorrimento della
graduatoria dei lavoratori forestali e sulla mancata erogazione
delle retribuzioni arretrate.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Greco Giovanni
N. 389 - Interventi a sostegno del comparto agrumicolo del
comprensorio dello Jato (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Greco Giovanni
N. 390 - Notizie in merito al Piano di sviluppo rurale - PSR
Sicilia 2007 - 2013 - Asse 4 'Attuazione dell'approccio Leader'.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Ciancio Gianina; Palmeri Valentina; Mangiacavallo
Matteo; Ferreri Vanessa; Troisi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio
N. 391 - Notizie sulle illegittime promozioni di 43 dipendenti
della Cassa regionale per le imprese artigiane (CRIAS).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 392 - Notizie sulla gestione del servizio idrico nella
provincia di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: La Rocca Ruvolo Margherita
N. 394 - Notizie in merito alle modalità d'intervento del servizio
di 118 nella provincia di Ragusa.
- Assessore Salute
Firmatario: Dipasquale Emanuele
N. 395 - Notizie in merito alla riapertura dei cantieri regionali
di lavoro.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Dipasquale Emanuele
N. 396 - Notizie in merito alla mancata assunzione dei lavoratori
ex interinali della Multiservizi.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Cascio Salvatore
N. 399 - Notizie sulla biennale della ceramica di Caltagirone
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Falcone Marco; Ioppolo Giovanni
N. 406 - Notizie circa il blocco delle retribuzioni al personale
dipendente del CIAPI - Palermo e iniziative per un rilancio
dell'attività dell'ente.
- Presidente Regione
Firmatario: Greco Giovanni
N. 407 - Interventi finalizzati ad evitare la soppressione dallo
stato di previsione della spesa per l'anno 2013 dei contributi
previsti per gli istituti Unione italiana dei ciechi e degli
ipovedenti, stamperia regionale Braille e centro regionale 'Helen
Keller'.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatari: La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 409 - Azioni finalizzate all'erogazione dell'ultima tranche per
il 2012 sul Fondo unico ai comuni siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 411 - Azioni finalizzate alla revoca delle nomine di consulenti
esterni conferite dal Presidente della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 19 - Interventi per assicurare il corretto
funzionamento del servizio di TSO (trattamento sanitario
obbligatorio) in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Gianni Giuseppe.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 52 Stabilizzazione occupazionale del personale ASU ,
degli onorevoli Caputo Salvino; Assenza Giorgio; Falcone Marco;
Scoma Francesco; Fontana Vincenzo, presentata il 6 marzo 2013;
- numero 53 Interventi per ottenere il riconoscimento di
strumenti di fiscalità di vantaggio per la Sicilia , degli
onorevoli Sudano Valeria; Leanza Nicola; Sammartino Luca; Cordaro
Salvatore; Cascio Salvatore; Clemente Roberto Saverio, presentata
il 6 marzo 2013;
- numero 54 Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca , degli onorevoli Sammartino
Luca; Leanza Nicola; Sudano Valeria; Lentini Salvatore, presentata
il 6 marzo 2013;
- numero 55 Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia , degli onorevoli Dipasquale Emanuele; Di
Giacinto Giovanni; Coltraro Giambattista; Malafarina Antonio; Oddo
Salvatore; Ciaccio Giorgio; Venturino Antonio; Foti Angela; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; La Rocca Claudia; Siragusa
Salvatore; Ferreri Vanessa; Troisi Sergio; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Zito Stefano; Zafarana
Valentina; Trizzino Giampiero; Cirone Maria in Di Marco; Marziano
Bruno; Milazzo Antonella Maria, presentata il 6 marzo 2013;
- numero 56 Iniziative in favore dell'isola di Marettimo colpita,
dalla tempesta di vento verificatasi il 5 e 6 marzo 2013 , degli
onorevoli Fazio Girolamo; Gucciardi Baldassare; Lo Sciuto Giovanni;
Milazzo Antonella Maria; Oddo Salvatore; Palmeri Valentina;
Ruggirello Paolo; Troisi Sergio; Turano Girolamo, presentata il 7
marzo 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di preclusione di mozione
e di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione delle
mozioni numero 12 e 21 nella seduta d'Aula n. 25 del 6 marzo 2013 è
da intendersi preclusa la mozione n. 44, di analogo contenuto.
Comunico, altresì, che con nota pervenuta il 7 marzo 2013 e
protocollata al n. 3045/Aulapg dell'8 marzo successivo, l'onorevole
D'Asero ha ritirato l'interrogazione n. 412.
Con email dell'11 marzo 2013, protocollata al n. 3163/AULAPG del
12 marzo 2013, l'on. Caputo ha ritirato l'interrogazione n. 398,
poichè di identico contenuto all'interrogazione n. 393, a firma
dello stesso deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di Intergruppo federalista europeo e
per i rapporti con i Paesi Terzi del Mediterraneo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, come da nota ed
annessa documentazione pervenuta, da parte dell'onorevole D'Asero,
alla Presidenza dell'Assemblea il 6 marzo 2013, e protocollata al
n. 3027/Aulapg-Ragpg dell'8 marzo successivo, comunico che si è
costituito presso l'Assemblea regionale siciliana l' Intergruppo
federalista europeo e per i rapporti con i Paesi Terzi del
Mediterraneo , composto dagli onorevoli D'Asero, Germanà,
Lantieri, Anselmo, Sudano, Sammartino, Fontana, Miccichè, Assenza,
Federico, Figuccia, La Rocca Ruvolo, Sorbello, Cordaro, Panepinto,
Gianni, Tamajo, Gucciardi.
Il suddetto Intergruppo, nella riunione del 28 febbraio 2013, ha
provveduto all'approvazione del relativo statuto, ed ha eletto il
proprio direttivo, che risulta così composto:
Presidente, onorevole D'Asero;
Vice Presidenti, onorevoli Anselmo e Sudano;
Cassiere, onorevole Lantieri.
Copia di tutta la documentazione acquisita trovasi depositata
presso il Servizio Lavori d'Aula e il Servizio di Ragioneria.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione copia conforme del verbale del
Collegio
di Garanzia Elettorale per la Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. P/13/4010/GB del 6
marzo 2013 pervenuta l'8 marzo successivo e protocollata al n.
3091/AULAPG SGPG di pari data, è stata trasmessa copia conforme
del verbale del Collegio di Garanzia Elettorale per la Regione
siciliana, costituitosi presso la Corte d'Appello di Palermo, del
19 febbraio 2013, la cui parte dispositiva, confermando ancora una
volta il precedente indirizzo, così recita:
delibera nel senso che non appartiene al Collegio Regionale di
Garanzia elettorale per la Regione Sicilia il potere di controllo
sulle spese elettorali sostenute dai candidati in occasione delle
elezioni regionali svoltesi il 28 ottobre 2012 e dispone
l'archiviazione di tutta la documentazione pervenuta;
dispone, altresì, che copia del presente verbale sia trasmesso al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana e al Presidente della
Regione siciliana per opportuna conoscenza e per le indispensabili
iniziative legislative di loro competenza .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Discussione unificata di atti di indirizzo politico e ispettivi
sull'aeroporto di Comiso: mozioni nn. 29, 31 e 36; interpellanza n.
10; interrogazione n. 69
Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione unificata
di atti di indirizzo politico e ispettivi sull'aeroporto di Comiso:
mozioni nn. 29, 31 e 36; interpellanza n. 10; interrogazione n. 69.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
in data 29 gennaio 2013 il Ministro delle Infrastrutture e
Trasporti, Corrado Passera, ha emanato l'Atto di indirizzo per la
definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale;
in tale atto gli aeroporti vengono classificati in aeroporti di
Interesse nazionale e aeroporti non di interesse nazionale;
gli aeroporti di interesse nazionale sono suddivisi in tre gruppi,
Core Network, Comprehensive Network e altri aeroporti con traffico
superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche
caratteristiche territoriali;
l'aeroporto di Palermo Borsellino Falcone figura nella prima
classe, quello di Catania Fontanarossa e di Trapani Birgi nella
seconda classe, quelli di Pantelleria e Lampedusa nella terza
classe;
l'aeroporto di Comiso, pur finanziato con fondi europei, non
risulta ricompreso in nessuna classe e classificazione contenuta
nell'atto di indirizzo;
l'atto di indirizzo conferma investimenti immediati solo per Roma,
Milano e Venezia (quest'ultimo aeroporto non ricompreso nei sistemi
aeroportuali riconosciuti da UE in Italia, che sono solo quelli di
Milano e Roma);
gli aeroporti non di interesse nazionale passano alla Regione;
OSSERVATO che l'atto d'indirizzo:
1) reputa opportuno procedere alla progressiva dismissione di
quote societarie da parte degli enti pubblici e favorire l'ingresso
di capitali privati;
2) favorisce anche la costituzione delle cosiddette reti
aeroportuali , gestite da un unico soggetto, al fine di conseguire
vantaggi sul fronte della differenziazione e specializzazione di
ruolo nel servire lo stesso territorio con infrastrutture dedicate
per tipologia di traffico (es: low cost, cargo, charter,
distribuzione stagionale del traffico) e dell'ottimizzazione
nell'acquisizione di servizi e beni da parte di fornitori terzi con
economie di scala a beneficio di tutti gli aeroporti in rete;
3) favorisce la ridefinizione delle risorse umane e finanziarie
destinate ai servizi antincendio, ai controlli di sicurezza e
doganali e ad altre tipologie di servizi;
4) consente la modifica del servizio di controllo aereo passando
da un servizio di torre ad un servizio di AFIS (Servizio
Informazioni di Volo Aeroportuali) negli aeroporti con scarso
traffico commerciale;
5) sarà inviato all'attenzione della Conferenza Permanente Stato-
Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano prima di essere
convertito in Decreto del Presidente della Repubblica,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a opporre un valido, forte e motivato rifiuto al non inserimento
dell'aeroporto di Comiso fra gli aeroporti di interesse nazionale
di Core Network, essendo stato lo stesso approvato e finanziato
dalla stessa Unione Europea;
a farsi promotore di ogni iniziativa finalizzata ad ottenere che
tutti gli scali siciliani ricadano sotto l'esclusiva competenza
gestionale e patrimoniale della Regione siciliana, al fine di
gestirne gli atti concessori, la loro durata, la sorveglianza sugli
stessi e l'approntamento di misure tariffarie indipendenti dal
controllo centralista del Ministero delle infrastrutture e
dell'ENAC». (29)
DIGIACOMO -
GUCCIARDI - MARZIANO - RAIA - RAGUSA
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che in data 29 gennaio 2013 è stato emanato dal Ministro
per i Trasporti e le Infrastrutture l'Atto di indirizzo per la
definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale':
questo provvedimento pone le basi per un riordino organico del
settore aeroportuale sotto il profilo infrastrutturale, gestionale
e della qualità dei servizi; in Italia, infatti, sono attualmente
operativi 112 aeroporti di cui 90 aperti al solo traffico civile,
11 militari aperti al traffico civile e 11 esclusivamente ad uso
militare; come riportato in un comunicato stampa del Ministero,
l'atto di indirizzo, al fine di ridurre la frammentazione esistente
e favorire un processo di riorganizzazione ed efficientamento,
formula una proposta di individuazione degli aeroporti di interesse
nazionale che costituiranno l'ossatura strategica su cui fondare lo
sviluppo del settore dei prossimi anni';
RITENUTO che tra i 10 aeroporti italiani inseriti nella Core
Network - Ten-T', cioè considerati di rilevanza strategica a
livello UE in quanto pertinenti a città o nodi primari, l'unico
scalo isolano ivi previsto è quello di Palermo; l'Aeroporto
Vincenzo Bellini - Fontanarossa di Catania, così come anche
l'Aeroporto Birgi - Vincenzo Florio di Trapani, rientrano nella
Comprehensive Network'; infine, l'Aeroporto di Comiso, non ancora
aperto al traffico, viene collocato tra gli Aeroporti non di
interesse nazionale' e, pertanto, ai sensi e per gli effetti del
D.Lgs. 85 del 28 maggio 2010, sembrerebbe destinato, qualora tutto
ciò venisse confermato, ad essere trasferito al demanio regionale;
CONSIDERATO che, così come anche rilevato dall'Enac nel Piano
Nazionale degli aeroporti' del Febbraio 2012, nello scenario
attuale, la posizione centrale della Sicilia rispetto all'area
Mediterranea, potrebbe rappresentare una grande potenzialità in
termini strategici per collocare la Regione come piattaforma
intermodale nel punto di intersezione delle rotte commerciali del
Mediterraneo. In tal senso per gli scali aeroportuali siciliani si
aprirebbero interessanti prospettive di sviluppo di nuove correnti
di traffico da e verso i paesi del nord Africa e più in generale
della zona sud dell'area mediterranea; ( ) per il prossimo
ventennio pertanto il sistema aeroportuale siciliano potrà
continuare a essere organizzato su due poli, uno per la Sicilia
orientale, basato sugli scali di Catania e di Comiso e l'altro per
la Sicilia Occidentale basato sugli scali di Palermo e Trapani, con
gli scali delle isole minori di Lampedusa e Pantelleria. In tale
scenario, nell'ottica di decongestionamento degli scali maggiori,
per lo scalo di Comiso è stata indicata la funzione di
complementarietà rispetto all'aeroporto di Catania Fontanarossa,
come base per voli charter, low cost, e come base cargo per
potenziare lo sviluppo delle attività commerciali della Sicilia
meridionale ed orientale, o come scalo alternativo in caso di
temporanea chiusura dello scalo catanese a causa dei problemi
derivati da eventuali eruzioni vulcaniche';
OSSERVATO che la proposta ministeriale in oggetto
necessita dell'intesa con la Conferenza Permanente per i rapporti
tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'
ad adottare, in seno alla Conferenza permanente Stato-Regioni e
Province autonome - che verrà all'uopo convocata per discutere
dell' Atto di indirizzo per la definizione del Piano Nazionale per
lo Sviluppo Aeroportuale' - ogni azione ed iniziativa utile
affinché vengano apportate delle modifiche tali da scongiurare il
rischio dell'esclusione dell'aeroporto di Comiso dalla lista degli
aeroporti di interesse nazionale nonché il rischio dell'esclusione
dell'aeroporto di Catania dalla 'Core Network Ten-t', in quanto
entrambi gli scali costituiscono tasselli fondamentali per lo
sviluppo della Regione siciliana». (31)
LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - FIORENZA -
FEDERICO - LO SCIUTO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera ha
emanato l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale
per lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento, atteso da 26 anni,
pone le basi per un riordino organico del settore aeroportuale
sotto il profilo infrastrutturale, gestionale e della qualità dei
servizi;
l'atto - che recepisce gli orientamenti comunitari e gli indirizzi
governativi e parlamentari - sarà ora inviato alla Conferenza
permanente Stato-Regioni per la necessaria intesa e,
successivamente, sarà adottato con un apposito decreto dal
Presidente della Repubblica;
RILEVATO che tra i 112 aeroporti italiani il piano ne ha
considerato solo 31 meritevoli di ulteriori sviluppi e
finanziamenti e che gli stessi sono stati classificati in:
- Core Network Ten-t: Aeroporti considerati di rilevanza
strategica a livello UE in quanto pertinenti a città o nodi
primari;
- Comprehensive Network: Aeroporti con Traffico superiore a
1.000.000 passeggeri annui, aeroporti con Traffico superiore a
500.000 passeggeri annui ed in possesso di ulteriori specifiche
caratteristiche (quali unicità nell'ambito regionale o il servizio
ad un territorio caratterizzato da scarsa accessibilità) ed
aeroporti indispensabili ad assicurare continuità territoriale;
- altri aeroporti all'interno dei quali sono stati inseriti solo 2
aeroporti: Rimini in quanto ha un trend di traffico in forte
crescita e Salerno - usato per delocalizzare il traffico di Napoli;
CONSIDERATO che Catania è stato declassato ad aeroporto di seconda
categoria: (Comprehensive Network) secondo il piano appena
presentato e che conseguentemente Comiso non viene inserito nella
terza categoria come aeroporto utile a delocalizzare il traffico
passeggeri di Catania;
ACCERTATO che sono finiti nella seconda fascia aeroporti come
quello di Pescara e Ancona esclusivamente nella considerazione
della difficoltà infrastrutturale delle due aree;
EVIDENZIATO che anche Rimini è stato inserito in quanto ha un
trend passeggeri in crescita;
CONSIDERATO che l'aeroporto di COMISO ultimato è pronto a
funzionare non è mai stato aperto e pertanto non si può valutare in
astratto la sua potenzialità,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'
a rivedere in sede di Conferenza Stato-regioni la proposta di
piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale attuando ogni
iniziativa possibile affinché Comiso venga inserito come aeroporto
utile per la delocalizzazione del traffico di Catania, in modo che
possa usufruire dei finanziamenti necessari ad avviarne finalmente
l'attività e comunque possa essere inserito, come quello di Ancona
e Pescara per le sue caratteristiche intrinseche 'carenza
infrastrutturale dell'area';
infine, ad individuare con le altre regioni in sede di conferenza
una categoria di aeroporti ai quali concedere una concessione a
tempo, nella quale inserire anche Comiso, per un periodo di tre
anni necessari a verificarne le potenzialità e retrocedendoli,
eventualmente, a scalo regionale, nella ipotesi che non soddisfino
alcuni requisiti da determinare, a partire dalla affluenza dei
passeggeri». (36)
ASSENZA-CAPUTO-FALCONE-POGLIESE-D'ASERO-GERMANA'
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, premesso che il 29 gennaio 2013 il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l'Atto di indirizzo
per la definizione del Piano Nazionale per lo Sviluppo
Aeroportuale;
rilevato che il piano presentato per la prima volta, dopo 26 anni,
intende proporre un riordino organico del settore aeroportuale, sia
sotto il profilo infrastrutturale che dei servizi e delle gestioni
procedendo ad una proposta di classificazione degli aeroporti di
interesse nazionale con l'obiettivo di favorire uno sviluppo
sostenibile del comparto, concentrando gli investimenti sugli
interventi infrastrutturali prioritari;
considerato che l'atto di indirizzo è stato emanato in recepimento
degli orientamenti comunitari, del Codice della navigazione (che
all'art. 698 prevede la distinzione tra aeroporti tra nazionali e
regionali, e ne fissa criteri e modalità di selezione), del decreto
legislativo 85 del 28 maggio 2010 (che prevede il trasferimento al
demanio regionale degli aeroporti non di interesse nazionale),
degli indirizzi della IX Commissione 'Trasporti, poste e
telecomunicazioni' della Camera dei Deputati nell'indagine
conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano (2010) e del
Programma Infrastrutture Strategiche - X allegato alla Nota di
aggiornamento del Documento di economia e finanze (DEF) 2012;
accertato che dal piano si rileva che l'aeroporto di Catania è
stato declassato dopo i 10 superbig: Bergamo Orio al Serio,
Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo,
Roma Fiumicino, Torino, Venezia, ed inserito tra gli aeroporti di
seconda fascia, i 13 con oltre 1 milione di passeggeri l'anno con:
Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Firenze, Lamezia Terme, Olbia,
Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona;
ritenuto che da questo atto di indirizzo la Sicilia esce
fortemente ridimensionata e che leggendo il documento si evidenzia
la posizione del Governo Monti che la dice lunga su quello che
potrebbe essere il futuro dei trasporti sull'Isola;
evidenziato che:
da tutte le forze datoriali, sindacali e politiche siciliane si è
elevato forte lo sdegno per questo che da Confindustria per esempio
è stato definito scellerato atto;
gli scali non di interesse nazionale invece dovranno essere
trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa
destinazione d'uso e/o la possibilità di chiusura ed in particolare
che nessuno spazio è stato previsto per nuovi terminal;
per conoscere se non ritengano opportuno, in sede di convocazione
della Conferenza Stato-Regioni, ove la proposta di piano sarà
sottoposta alla attenzione delle Regioni e quindi dove si aprirà il
tavolo di concertazione per la definizione ed approvazione del
Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale, di avviare con ogni
mezzo possibile ogni azione utile a riportare lo scalo catanese
nella sua giusta collocazione, e cioè tra gli aeroporti di prima
fascia, e contemporaneamente inserire nel piano lo scalo di Comiso
come logico completamento del Piano aeroportuale siciliano». (10)
FALCONE-SCOMA-GERMANA'
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
l'aeroporto di Comiso ha iniziato il suo iter procedurale nel 1999-
2000, con l'inserimento negli accordi e nelle intese fra Regione
siciliana e Governo nazionale;
il lungo e complesso iter di progettazione e di finanziamento
dell'opera ha visto per oltre dieci anni operare concordemente
l'ENAC, la Regione siciliana ed il Comune di Comiso;
l'aeroporto di Comiso è stato finanziato, con fondi comunitari,
con decreto 368/serv.2 del dipartimento regionale dei trasporti
della Regione siciliana, in attuazione dell'accordo di Programma
quadro per il trasporto aereo e, secondo le ultime stime, sarebbe
costata oltre 50 milioni di euro, fra risorse comunali, regionali e
contributi dell'UE;
la mancata immediata operatività dell'aeroporto, secondo quanto
scritto da numerosi organi di stampa, potrebbe determinare
l'apertura di una procedura di infrazione con il conseguente
possibile rischio di una richiesta di restituzione dei fondi messi
a disposizione dall'UE, che ha stanziato circa 20 milioni di euro
di fondi strutturali per la costruzione dell'aeroporto in
questione;
secondo alcune recenti dichiarazioni, riportate su alcune testate
giornalistiche regionali, il Presidente dell'ENAC, prof. Riggio,
affermerebbe che l'aeroporto è 'privato', comunque non statale, e
che per questo motivo il Ministero dell'Economia negherebbe il
finanziamento dei costi relativi al servizio di assistenza al volo
fornito da ENAV, la cui mancanza ha ostacolato la regolare apertura
dell'infrastruttura, nonostante i lavori dell'opera siano ultimati
ormai da due anni;
in via transitoria e temporanea i costi dei servizi di torre di
controllo e di manutenzione della stessa verranno sostenuti su base
convenzionale privatistica dal Comune di Comiso, grazie al
finanziamento di 4,5 milioni di euro che l'Assemblea regionale ha
stanziato nel corso della precedente legislatura, al fine di
supportare l'avvio della operatività dell'aeroporto stesso;
tali somme, che potevano ed ancora potrebbero essere destinate a
sostenere i rapporti commerciali con le compagnie aeree, saranno
sufficienti appena per un biennio;
il Presidente dell'ENAC, con nota n. 116 dell'1 settembre 2010
inviata al Presidente della Regione siciliana, ha affermato che il
titolare delle aree dell'aeroporto di Comiso è la Regione
siciliana, che lo stesso aeroporto è configurato quale componente
del sistema aeroportuale integrato della Sicilia orientale e che,
inoltre lo scalo rientra fra gli aeroporti beneficiari dei
finanziamenti della legge 102/2009 per i servizi di assistenza al
volo;
l'aeroporto di Comiso rappresenta un imprescindibile tassello per
la piena funzionalità del trasporto aereo regionale ed una
infrastruttura di grande importanza in una zona con il più basso
tasso di infrastrutture di tutta la Regione; non solo, ma secondo
quanto espresso nella bozza di piano nazionale dei trasporti,
commissionata ed approvata da ENAC, Comiso, nell'ottica di un
sistema integrato con l'aeroporto di Catania è funzionale e
fondamentale per il trasporto nazionale, sia come alternato a
Fontanarossa, in caso di particolari eventi climatici o di eruzione
dell'Etna, sia perché le stime del trasporto aereo siciliano nel
prossimo ventennio, si potranno raggiungere solo se saranno
funzionanti i quattro aeroporti dell'isola, Comiso compreso;
da poco confortanti notizie di stampa si apprende, tuttavia che il
Governo vuole ridurre gli aeroporti di interesse nazionale a non
più di una trentina, con ciò ventilando il rischio che il Magliocco
di Comiso verrà considerato aeroporto regionale, con conseguenti
oneri a carico della Regione siciliana;
per sapere:
quali iniziative il Governo della Regione intenda assumere al fine
di scongiurare il definanziamento dell'aeroporto di Comiso da parte
dell'UE, che comporterebbe la restituzione di fondi pari a circa
venti milioni di euro;
se il Governo Regionale sia a conoscenza che il mancato
inserimento dell'aeroporto di Comiso nel piano nazionale del
trasporto aereo di prossima emanazione, quale aeroporto di
interesse nazionale, provocherebbe la esclusione dello stesso dal
contratto di programma in forza del quale l'ENAV svolge il servizio
di torre negli aeroporti ivi elencati, per conto dello Stato e
quindi di fatto senza oneri per la Regione e per la società di
gestione;
se il Governo regionale sia a conoscenza che tale eventualità
sarebbe drammatica per la struttura in questione perché non
potrebbe sostenere i costi di assistenza al volo, rischiando la
chiusura dopo solo due anni;
quali iniziative di competenza il Presidente della Regione e gli
Assessorati interessati intendano assumere per portare alla piena
operatività l'aeroporto di Comiso e, nello specifico, per
l'inserimento dell'aeroporto di Comiso Gen. Vincenzo Magliocco nel
novero degli aeroporti di interesse nazionale». (69)
POGLIESE-ASSENZA
Ha facoltà di parlare l'onorevole Digiacomo, primo firmatario
della mozione 29.
DIGIACOMO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi. La vicenda dell'aeroporto di Comiso è entrata e rientrata
in questa Aula tante di quelle volte che se si fosse trattato di
voli aerei, l'aeroporto di Comiso avrebbe già totalizzato qualche
centinaio di migliaio di passeggeri.
Una vicenda tutta italiana, alla quale in qualche modo il
Parlamento è chiamato oggi a dare una linea di svolta. L'aeroporto
di Comiso - signor Presidente e Assessore - è il primo aeroporto
che nasce in Italia non per legge dello Stato; nasce in Italia per
volontà di un territorio.
L'aeroporto di Comiso viene progettato, finanziato, realizzato in
un percorso interamente affidato a gare europee di trasparenza
internazionale. L'aeroporto di Comiso è realizzato, collaudato, ha
una società di gestione individuata con bando europeo ben
capitalizzata e pronta a farlo funzionare.
Inopinatamente quest'opera, che è stata voluta dal Comune di
Comiso, dalla Regione siciliana, dal Governo italiano e dalla
Comunità europea, dà una risposta ad un quesito che si rimanda dal
dopoguerra a oggi: dove ubicare il terzo grande aeroporto
siciliano .
La Regione siciliana, la Comunità europea e il Governo nazionale
hanno deciso che dovesse essere Comiso, un aeroporto civile - non
cito Trapani non perché non sia una grande struttura, ma Trapani è
un aeroporto militare che viene utilizzato anche per fini civili -
ma il terzo grande aeroporto siciliano è stato ubicato a Comiso.
E per quale ragione? Per una ragione molto semplice, che Comiso
costituisce con Catania il sistema aeroportuale della Sicilia
orientale e diventa, all'interno di quel sistema aeroportuale, la
più importante porta verso il Mediterraneo, verso l'Africa, verso
l'Asia, che con volo diretto possono essere raggiunte circa al
settanta per cento, oltre i voli point to point che da Comiso ci
portano a raggiungere tutte le destinazioni europee.
La vocazione dell'aeroporto è una vocazione turistica, è una
vocazione merci, ed è una vocazione passeggeri. Di tutto questo
erano perfettamente consapevoli, nella stipula dell'accordo di
programma quadro, la Comunità europea, il Governo nazionale - che
ha sottoscritto il programma - la Regione siciliana, il Comune di
Comiso, l'ENAC, l'ENAV, il Ministero del Tesoro, tutti avevano la
consapevolezza che bisognava costruire, come è stato costruito, un
aeroporto che avesse le stesse caratteristiche tecniche di Catania,
perché era il suo alternato. Cioè, lei può fare atterrare e
decollare da Comiso tutte le tipologie di aeromobili che
attualmente atterrano e decollano da Catania.
Inopinatamente, alla vigilia della sua apertura, il Governo
italiano si rimangia la parola ed assegna a Comiso un ruolo di
aeroporto di supporto - non si capisce di che - dimenticando tutta
questa procedura e dicendoti bene, questo tipo di aeroporto si
deve pagare i controllori di volo con risorse proprie . Nella
fattispecie i costi sono stati coperti - diciamo - da una somma
destinata dall'Assemblea regionale siciliana al Comune di Comiso
che dovevano originariamente servire per aiutare, complessivamente,
quello che si chiama, in termine tecnico, lo start-up
dell'aeroporto.
Questa si configura come una doppia ingiustizia: primo, si
disattende un progetto avallato dall'Europa. Secondo, si
disattende lo Statuto, che in questo caso ci dà piena autonomia,.
Terzo non si fa partire quella struttura che è universalmente
indicata come uno dei laboratori più significativi di tutto il
Mezzogiorno d'Italia, perché c'è una grande differenza tra
l'aeroporto di Comiso e tutto il resto di cui abbiamo parlato, che
quella è una struttura pronta, privatizzata, capitalizzata, pronta
a partire e tutto il resto, o sono dei bei progetti o sono dei
cantieri. Ed è una vergogna che non si fa aprire l'unica pronta
grande infrastruttura nel Mezzogiorno d'Italia, tutto il resto sono
cantieri, chiacchiere, propaganda, rivendicazioni, cioè non abbiamo
visto una mattonella.
Ecco la ragione della mozione, signore assessore, signor
Presidente, a cui abbiamo anche abbiamo allegato un emendamento e
questo serve a rafforzare, devo per la verità dire, un
atteggiamento già molto deciso e molto autorevole da parte del
Governo, da parte dell'assessore, che in poche parole, signor
Presidente, hanno mandato a quel paese i redattori di quell'atto di
indirizzo, primo fra tutti il Ministro Passera.
Prima di fare quell'atto di indirizzo, signor Presidente, e ho
concluso, bisognerebbe chiedere a qualcuno come mai qualche anno fa
per dare possibilità ai ricchi imprenditori veronesi di non potere
chiudere nemmeno un mese l'aeroporto Valerio Catullo' perché
c'erano delle opere di aggiornamento dei requisiti tecnici, spesero
quaranta miliardi di euro in Brescia-Montichiari che tutti sapevano
che non sarebbe mai sopravvissuta alla riapertura del Valerio
Catullo'. E qui che abbiamo un aeroporto progettato, pronto
intitolato a Pio La Torre', ma questa è un'altra vicenda, adesso
non più.
Dobbiamo segnare il passo, non si capisce bene per difendere quali
sporchi interessi di retroguardia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Ferreri, comunico il testo dell'emendamento 29.1, a
firma dell'onorevole Digiacomo ed altri. Al termine dell'ultimo
comma aggiungere il seguente: A garantire la copertura dei costi di
gestioni relativi ai controllori di volo fino a quando l'accordo di
programma non faccia rientrare l'aeroporto di Comiso tra quelli
serviti da ENAV .
E'iscritto a parlare l'onorevole Ferreri. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
cittadini, non è mia intenzione ripercorrere le tappe e le
motivazioni che hanno reso, allo stato attuale, l'aeroporto di
Comiso inutilizzato.
Sicuramente, allo stato attuale, qualcosa è andato storto,
sicuramente chi ha voluto realizzare l'opera di Comiso, che è
costata più di quarantacinque milioni di euro, si è imbattuto in un
colossale e forse voluto imprevisto.
Ancora nessun aereo è atterrato o decollato, anzi uno ha toccato
il suolo ed era il 2007 quando un Airbus 319, proveniente da Roma
ha inaugurato le piste di Comiso con a bordo il Ministro degli
Esteri, Massimo D'Alema, il Ministro dei Trasporti, Alessandro
Bianchi, il Vice Ministro Sergio D'Antoni, e il Presidente
dell'ENAC, Vito Riggio.
Da quella inutile passerella, forse, a soli fini elettorali sono
susseguiti solo problemi e ritardi o addirittura il nulla.
Oggi, onorevoli colleghi, si dovrebbe parlare di investimenti per
rendere ottimale l'accessibilità dell'aeroporto, quindi di strade,
autostrade, collegamenti con bus navetta, ferrovie e invece gli
impedimenti sono ancora lì, anzi sembrano aumentare.
Il Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale è un indirizzo
politico che rema decisamente contro, un atto di indirizzo politico
redatto da un Ministro di un Governo di tecnici nominato durante
una crisi politica, e per giunta dimissionario.
Abbiamo letto con attenzione la mozione che stiamo dibattendo e
siamo d'accordo con tutti i siciliani di buona volontà che da
troppo tempo e da troppe promesse attendono, ancora oggi,
un'occasione di sviluppo, di rilancio dell'economia di un
territorio che vuole e pretende con forza il giusto ascolto.
Per questo, e per loro, noi pretendiamo l'apertura dell'aeroporto
e siamo convinti sostenitori di questa grande risorsa. Se pensiamo
che nel territorio ragusano non c'è nemmeno un centimetro di
autostrada, che i collegamenti ferroviari sono inesistenti, allora
possiamo essere certi che l'aeroporto colmerà questo gap con il
resto della Regione.
Viviamo in un territorio difficile che abbiamo il dovere, a
partire dal voto di oggi, di rilanciare. L'aeroporto non è solo
un'infrastruttura che può garantire e migliorare i collegamenti tra
Sicilia e il resto d'Europa, ma è una scommessa vincente di una
popolazione che chiede, a gran voce, fatti e non più parole.
Concludo il mio intervento con un invito al Governo affinché si
adoperi a spronare con azioni concrete il socio di maggioranza che
allo stato attuale, purtroppo, non sembra mostrarsi realmente
interessato ad una gestione che preveda una fattiva collaborazione
tra i due scali, condizione senza la quale questo aeroporto sarà
destinato a rimanere in ostaggio di interessi puramente politici
tendenti a salvaguardare lo sviluppo di un territorio a discapito
di un altro.
Appare assurdo, infatti, come la società leader del trasporto
aereo in Sicilia dopo avere investito venti milioni di euro e dopo
ben sette anni non sia stata ancora in grado di fornire e trovare
adeguate soluzioni che ne assicurino definitivamente l'apertura.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
un passaggio di grande delicatezza; io non intendo minimamente
intervenire nel merito del cosiddetto primo volo' sull'aeroporto
di Comiso, che è stato definito in modo improprio come una
passerella.
Devo fare una ricostruzione perché, sotto quell'evento, c'è
qualche cosa molto più importante di me e molto più importante
dell'aeroporto.
Noi non possiamo dimenticare che quello era il venticinquennale
dell'omicidio di Pio La Torre e di Rosario di Salvo e che ci fu un
grande movimento regionale di opinione che spinse per intitolare
quell'impianto alla memoria di Pio La Torre e c'erano i familiari
di Pio La Torre e c'era Franco La Torre e c'era la madre e c'erano
famigliari anche di Rosario Di Salvo che erano lì, e noi abbiamo
intitolato quell'impianto a Pio La Torre.
Non voglio polemizzare su quello che successe dopo, ma noi non
possiamo dimenticare che la visita del Vicepresidente del Consiglio
dei Ministri fu per onorare Pio La Torre, noi questo non lo
dobbiamo dimenticare perché pur di mettere un'ombra su quella
manifestazione noi siamo capaci di calpestare la storia.
Allora, a noi pigmei vada bene anche la polemica politica, anche
di retroguardia, ma quel giorno si intitolava l'aeroporto di Comiso
a Pio La Torre e noi, come uomini dell'istituzione, non lo dobbiamo
dimenticare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Non essendo
presente in Aula, decade.
E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
credo che l'argomento che trattiamo oggi vada ben oltre i confini
territoriali della provincia di Ragusa e gli interventi che ho
ascoltato, anche con dovizia di particolari, quello dell'onorevole
Di Giacomo, mi portano a fare una riflessione su quello che il
Governo della Regione siciliana deve fare in ambito di trasporti.
Parlare soltanto dell'aeroporto di Comiso è svolgere una funzione
riduttiva che non può appartenere a quest'Assemblea nel trattare
l'argomento.
Certo, nella Sicilia dei paradossi, la Regione si è impegnata,
onorevole Musumeci, in uno studio di fattibilità sul ponte dello
Stretto, che ha impegnato chissà quali risorse, si è impegnata
nello studio di fattibilità dell'aeroporto di Racalmuto, spendendo
chissà quante risorse, si è impegnata nella realizzazione di una
struttura, quella di Comiso, che non viene aperta.
Ora se io dovessi trattare l'argomento con una visione localistica
dovrei sostenere di aprire quell'aeroporto tempestivamente, per
garantire un buon servizio alla collettività della Sicilia
orientale. Io, invece, cerco di affrontare l'argomento in maniera
diversa; io ho una domanda da fare al Governo della Regione.
Io capisco che ai colleghi interessi poco questo ragionamento,
ognuno è preso chissà da quali valutazioni, certamente non
politiche, visto quello che si è verificato, però, onorevole, - lo
prenda come augurio - assessore lei ci deve indicare qual è la
politica del Governo regionale sui trasporti.
La dobbiamo finire di considerare la Sicilia un'isola abbandonata.
Io dico cose serie e cose gravi, su cui vi è un vincolo di
maggioranza a sostegno di questo Governo che intendo ribadire, ma
sul quale pretendo assoluta chiarezza.
C'è l'ha il Governo della Regione una visione strategica, sui
trasporti siciliani? O sul trasporto degli aeromobili? C'è la
necessita di costruire un polo di attrazione per la Sicilia
orientale che metta assieme Catania e Comiso, e per la Sicilia
occidentale, che metta assieme, Trapani e Palermo? C'è l'ha? Se
c'è l'ha lo dica. Perché è necessario fare questa valutazione, è
necessario - mi ascolti Assessore - perché lei dovrebbe confrontare
i dati dei flussi turistici, che riguardano l isola di Cipro, che
fa meno di quattrocentomila abitanti e che non ha nessuna ricchezza
né architettonica, né archeologica, né ambientale, rispetto ai dati
della Sicilia tutta, che è piena delle ricchezze, che mancano a
Cipro, e che fa meno, meno del dieci per cento del flusso
turistico che riguarda quell'isola.
E io mi chiedo, c'è l'ha questo Governo una visione strategica sul
trasporto, e sulla competitività delle compagnie aeree, cosa stiamo
mettendo in campo per portare le low-cost? Veda, ho fatto il
Presidente della Provincia ed ho cambiato il volto della provincia
di Trapani facendo giungere in provincia di Trapani la Ryanair.
Poco fa l'onorevole Digiacomo parlava di qualche centinaio di
migliaia di passeggeri, se Comiso funzionasse, forse neanche lui
comprende di quanti milioni di passeggeri, sarebbero attratti dalla
provincia di Ragusa, se una sola compagnia low-cost, una grande
compagnia low- cost potesse anche attraversare quel territorio
della Sicilia orientale.
In provincia di Trapani abbiamo portato i passeggeri da
trecentocinquantasette mila a un milione e novecento mila, in un
anno, Assessore, in un anno, e io so quante strutture turistiche
sono nate nel mio territorio, strutture che sono nate col
sacrificio delle persone, che non hanno ottenuto un solo contributo
pubblico, un solo euro, sono nate più di trecento strutture
turistiche dando centinaia di posti di lavoro.
Veda Assessore, lei non mi deve giudicare male per il mio
intervento accorato, deve trarne spunto, dalla necessità di fare
una sintesi per garantire a quest'Aula non solo l'approvazione
della mozione, per la quale io mi dichiaro immediatamente
favorevole con un voto, come dire, palese, io sono per l'apertura
dell aeroporto di Comiso, perché ritengo che la sua apertura possa
rafforzare il sistema aeroportuale siciliano. Ma badiamo bene
l'approvazione di questa mozione deve indicare anche la copertura
finanziaria, la dobbiamo finire con le chiacchiere, dobbiamo dire
le cose che servono, io spero che il Governo dia il parere
favorevole alla mozione e si impegni a garantire la copertura
finanziaria per far aprire quell'aeroporto.
E io spero che il Governo della Regione - oggi siamo stati in
Commissione territorio e ambiente - abbiamo visto un bilancio
frutto di numeri che ci hanno fatto impallidire, ma il Governo
della Regione si deve intestare una legge di riforma, che
garantisca il buon funzionamento del sistema aeroportuale. Noi non
stiamo a Salerno o a Napoli, dove è sufficiente prendere un treno
per raggiungere una località. Mentre a Milano si procede per città
- basta prendere un treno e a duecento chilometri si incontrano
tante altre capitali italiane ed europee.
Io dalla provincia di Trapani so di potermi muovere soltanto se mi
funzionano gli aeroporti di Trapani e Palermo e se quegli aeroporti
possono garantire un servizio alla collettività, e il servizio lo
garantiscono se sono competitivi con le compagnie aeree, ci dica
Assessore, parli con il Presidente della Regione, che è il mio
Presidente, qual è la politica dei trasporti di questo territorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diversi interventi,
taluni tecnici e taluni politici, ma interventi che portano verso
lo stesso traguardo, cioè l'apertura di un'infrastruttura che serve
alla Sicilia, che serve ad una parte della Sicilia, che serve in
provincia di Ragusa. E, in questo momento di grande crisi economica
e finanziaria, ritengo che questa infrastruttura possa
rappresentare il futuro, la realizzazione di un sogno, di una
speranza per cambiare le sorti dell'economia siciliana ed in
particolare le sorti dell'economia ragusana.
Uno studio tecnico-scientifico dimostra, infatti, che non appena
l'aeroporto di Comiso aprirà, il prodotto interno lordo della
provincia di Ragusa lieviterà del 30 per cento. Basti pensare che
il 5 per cento della popolazione mondiale ha un sogno, visitare il
distretto del sud-est, il barocco della provincia di Ragusa, di
Siracusa e parte di Catania. Questo sogno che tanti cittadini oggi
ambiscono potrà diventare realtà se questo Governo, se il nostro
Governo parteciperà in modo positivo all'apertura di questa
infrastruttura; io riprendo l'intervento di qualche mio collega, la
visione generale della nostra isola nel contesto di queste
infrastrutture, perché vede Assessore, se lei ha veramente la
visione generale, se il Governo veramente farà quello che dice,
cioè investire in queste infrastrutture, penso che potremmo
cambiare le nostre sorti, perché le nostre infrastrutture
turistiche, oggi, vissute, purtroppo, per pochissimi mesi, con
l'apertura dell'aeroporto di Comiso, ad esempio, la provincia di
Ragusa potrà pensare ad ospitare turisti quasi per tutto l'anno,
perché siamo una provincia che ha più luce, la provincia che ha più
sole, la provincia che ha spiagge e boschi incontaminati con un
ambiente culturale che è veramente eccezionale e tutto ciò non lo
dico io, infatti, tutte le recensioni culturali scientifiche
parlano della scoperta di queste province, per cui la invito,
Assessore, a dare un segnale forte. Qual è il segnale forte che
possiamo dare?
Nella passata legislatura quattro milioni e mezzo di euro sono
stati assegnati all'aeroporto di Comiso, per un segnale forte che
andava contro tendenza al Governo nazionale, in quanto in
contraddizione. Il Governo nazionale è una contraddizione, mentre
il ministro Passera taglia fuori l'aeroporto di Comiso, il
ministro per il Turismo lo include.
E non ultimo, Assessore, domenica scorsa ho avuto la fortuna, o
la sfortuna, di assistere ad una trasmissione indecorosa dove
tantissimi aeroporti con impegno di spese europee, nazionali,
regionali, oggi, non servono a nulla, sono deserti, non
frequentati.
Cosa chiede questa Sicilia? Non chiede il solito aiuto, il
sostegno indiscriminato di finanze, di soldi. Noi chiediamo
infrastrutture e la gente ragusana che è stata da sempre abituata a
lavorare, perché da noi si nasce con il valore del lavoro, noi
siamo capaci di andare avanti da soli e chiediamo solo
infrastrutture. Il lotto 678 della Siracusa-Gela dove abbiamo 274
milioni di euro, la prego incida anche sul lotto 9, perché questo
chiediamo a questo Stato, non siamo i soliti signori del
Mezzogiorno d'Italia che chiedono foraggiamenti economici, noi
siamo gente siciliana che vuole il riscatto della propria dignità e
siccome il cambiamento, il vero cambiamento non sta più nell'aria,
ma è nella testa e nel cuore di noi siciliani, ma soprattutto penso
che sia nel cuore della politica siciliana, un cambiamento forte,
radicale. Abbiano dato segnali importanti con questo Governo
Persino oggi, nel Consiglio di Presidenza abbiamo tagliato dove
c'era da tagliare Stiamo dimostrando che vogliamo uscire dal
ghetto, stiamo dimostrando che vogliamo diventare una regione
importante per la storia italiana.
Io la invito nuovamente, semmai ce ne fosse necessità, a dare un
segnale. Questo Governo nel prossimo bilancio e finanziaria
attesterà all'aeroporto di Comiso una cifra che gli permetterà di
avviare i voli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, intanto
vorrei sottoporre all'attenzione e alla cura del presidente
Venturino ciò che sta accadendo in questi minuti, perché lei possa
far proseguire la seduta in corso in maniera serena.
Sono arrivate alcune telefonate al sottoscritto e ad altri
colleghi, uno fra tutti, ed è seduto accanto a me, l'onorevole
Formica, dalla I Commissione, perché ci viene richiesto di recarci
in I Commissione per esitare un disegno di legge che oggi dovrebbe
essere discusso.
Ora, siccome siamo qui e non possiamo essere anche lì e, siccome,
la sua potestà è assolutamente intangibile sul punto, la pregherei
di comunicare al Presidente della I Commissione di avere la bontà
oltre che personale, soprattutto istituzionale, di attendere che il
punto all'ordine del giorno venga esitato.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, le rispondo subito, in quanto col
Presidente della I Commissione abbiamo già concordato che alla fine
della trattazione di questa mozione l'Aula verrà rinviata.
CORDARO. Benissimo. A noi interessa che intanto non proseguano i
lavori in Commissione.
PRESIDENTE. Adesso faremo arrivare una comunicazione per chiedere
al Presidente di attenersi a quanto concordato precedentemente.
CORDARO. Grazie Presidente. E, allora, dopo le sue puntuali
rassicurazioni, entro nel tema della mozione preannunziando, sin da
adesso, che i deputati del Gruppo Parlamentare Cantiere Popolare
sottoscrivono la mozione a firma Di Giacomo ed altri. Lo fanno per
una serie di ragioni, lo fanno, intanto, perché ci troviamo, oggi,
dinanzi ad un bivio e rispetto a questo bivio abbiamo la necessità
e, senza voler togliere nulla alla presenza dell'Assessore,
chiederò all'Assessore, ma avrei voluto chiederlo al Presidente
della Regione, un impegno solenne, perché siccome la diagnosi e
l'analisi dell'onorevole Digiacomo è assolutamente collegata alla
verità, oggi dobbiamo uscire da qua, se vogliamo dire che non
abbiamo perso tempo e non abbiamo fatto inutili esercizi di
retorica, con una rassicurazione, direi ufficiale, formale, del
Governo, cioè delle due l'una, o il Governo si impegna a far
rientrare l'aeroporto di Comiso fra gli aeroporti di interesse
nazionale, con ciò diventando il medesimo aeroporto di interesse e
quindi di gestione, di sovrintendenza, di tutela e di sviluppo
nazionale e dell'Enac o, il Governo, se l'aeroporto di Comiso non
dovesse diventare per qualche malaugurata ipotesi - che ad oggi non
ravviso - di interesse nazionale, si impegni ed andiamo al momento
opportuno, perché andiamo verso la finanziaria, a sostenere quel
punto strategico non soltanto per i trasporti in Sicilia ma per il
turismo, in un tempo come questo, per la vita stessa dell'economia
siciliana.
Chi mi ha preceduto ha fatto un'esemplificazione assolutamente
chiara e realistica sulla provincia di Trapani e qua non è un
problema campanilistico, qua è un problema di concretezza delle
cose che oggi servono al di là dei tanti annuncia alla Sicilia, per
vivere o per morire.
Allora, sono rimasto, colleghi tutti, ma mi riferisco e mi rivolgo
soprattutto ai colleghi che hanno fatto, e insieme a loro noi,
della vicenda del Muos una battaglia campale, ebbene, vi devo dire
con grande preoccupazione, sono rimasto davvero colpito leggendo la
mozione dei colleghi Digiacomo ed altri dal punto 4 laddove si
dice: consente la modifica del servizio di controllo aereo
passando da un servizio di torre ad un servizio Afis, cioè servizio
informazioni di volo aeroportuali negli eliporti con scarso
traffico commerciale .
Siccome chi vi parla, quando ha sostenuto l'esigenza di revocare
le autorizzazioni sul Muos ha posto l'attenzione della Presidenza
della Regione e dell'Aula tutta, l'incidenza che le onde
eventualmente provocate dal Muos avrebbero potuto arrecare alla
sicurezza dei voli sulla torre di controllo di Comiso, colleghi, a
me sono venuti i brividi.
Io non evoco il caso Mattei come il Presidente Crocetta, ma non è
peregrino pensare che se qualcosa è cambiato qualche giorno prima,
o qualche settimana prima, dell'apertura dell'inaugurazione
dell'aeroporto di Comiso, se qualche giorno, qualche settimana
prima, dopo essere stato questo aeroporto finanziato con fondi
europei, da un giorno all'altro si decide che questo aeroporto non
sia più di interesse nazionale, cosicché i meccanismi di controllo
vengono degradati e declassati, non credo che sia follia pensare
che ci possa essere dietro un disegno complessivo che abbia potuto
incidere anche su queste decisioni.
Avrei voluto la presenza del presidente Crocetta perché siccome
egli su questo tema ha dimostrato grande attenzione, spero che
rilegga questo mio intervento - sono certo che l'assessore, per
quanto di sua competenza, lo approfondirà e gliene renderà conto -,
in quanto auspico che il presidente Crocetta faccia due più due
rispetto alle cose che ho detto che credo siano gravi.
Rispetto a tutto ciò, abbiamo il dovere perché, ancora una volta,
ci troviamo ad affrontare una stagione nuova e diversa rispetto a
quella che abbiamo vissuto nella passata legislatura, una stagione
nella quale ci sono temi che non sono né di destra né di sinistra,
né di maggioranza né di opposizione, sono di chi ha a cuore gli
interessi della Sicilia rispetto a chi non li ha.
Per questa ragione sosteniamo fortemente la mozione presentata da
colleghi di altro schieramento, siamo responsabilmente
all'opposizione, come è noto a tutti, e per questa ragione
ribadisco in conclusione signor Assessore, abbiamo bisogno che il
Governo ci dica quale strada ritenga percorrere, o una strada di
pressione senza sosta sul Governo nazionale per fare riconoscere
Comiso aeroporto di interesse nazionale, oppure - ipotesi b' - il
finanziamento a carico della Regione perché tutto possiamo fare
tranne che fare chiudere Comiso.
PRESIDENTE. Per tranquillizzare ulteriormente l'onorevole Cordaro
sulla perplessità espressa circa ciò che sta avvenendo in
Commissione, cito testualmente l'articolo 32 bis del nostro
Regolamento interno: Le Commissioni non possono riunirsi nelle
stesse ore nelle quali vi è seduta dell'Assemblea, salvo casi
eccezionali, dopo espressa autorizzazione del Presidente
dell'Assemblea . Questo per fare chiarezza su quanto sta avvenendo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta che
abbiamo affrontato in quest'Aula il tema delle infrastrutture in
Sicilia, ne cito una per tutte, il ponte sullo stretto di Messina,
le innumerevoli mozioni che durante gli anni sono state dibattute
in quest'Aula, ogni volta, in occasione di dibattiti a proposito
delle infrastrutture o delle grandi infrastrutture, si diceva che
era inutile fare le grandi infrastrutture mentre sarebbe stato più
utile, necessario ed urgente fare tutte le altre infrastrutture che
mancano, le ferrovie, gli aeroporti, i porti, gli acquedotti, tutta
una serie di infrastrutture del nostro territorio regionale che non
sono state fatte, negli anni, nei decenni oserei dire e che, ogni
volta che si discute di grandi opere, vengono portate come esempio
di ciò che si dovrebbe fare.
C'era chi, uno di questi era modestamente il sottoscritto, ogni
volta diceva ed anche l'ultima volta: chi ha mai impedito, in
questi sessanta anni, di farle queste infrastrutture? . Non è
stata, certamente, la costruzione del ponte sullo Stretto di
Messina, perché non si è mai fatto. Quindi, chi ha mai impedito di
farle? I raddoppi ferroviari, gli aeroporti, i porti, gli
acquedotti, l'informatizzazione con la rete ad alta velocità? Chi
ha mai impedito di farle al Governo nazionale ed al Governo
regionale? Nessuno. Semplicemente, è mancata la volontà per poterle
realizzare.
La vicenda dell'aeroporto di Comiso è una vicenda emblematica, da
questo punto di vista, che grida vendetta perché è andata ancora
più in là.
Qui siamo andati verso il paradossale, signor Presidente, perché
stiamo parlando di un'opera che è stata realizzata con fondi
europei e se è stata realizzata e finanziata è perché tutti hanno
riconosciuto, dai vari livelli di Governo regionale, nazionale ed
europeo, l'utilità dell'opera in sé e, quindi, hanno dato il via
libera al finanziamento infrastrutturale di questa opera,
soprattutto in un'area, della Sicilia, che è un'area che non ha
solo bisogno dell'aeroporto per la questione del turismo, ma voglio
ricordare che si tratta di un'area a forte infrastutturazione
agricola, un'area dove c'è un'agricoltura di punta della nostra
Regione, un'area dove c'è la maggiore concentrazione di serre della
Sicilia e, quindi, se parliamo di serre, parliamo di prodotti
altamente deperibili, parliamo di florovivaismo e quindi, di
prodotti che hanno bisogno di un trasporto veloce per raggiungere i
mercati nazionali ed europei.
Quindi, quell'aeroporto è stato ritenuto indispensabile dai
Governi locali, regionali, nazionali ed europei, proprio per
questo. Ed è stato finanziato.
Qui, come dicevo, raggiungiamo il paradosso. Non stiamo parlando
della necessità di realizzare un'opera, supportandola con le
argomentazioni in merito alla sua utilità. Qui stiamo parlando di
un'opera che è stata realizzata con l'impiego di rilevanti somme.
Un'opera indispensabile che inspiegabilmente, all'apparenza, il
Governo nazionale - bisognerebbe chiedersi cosa ne pensa l'Europa,
a questo punto - si ostina a non volere aprire.
Io ricordo, in questo ultimo anno, le battaglie che sono state
fatte da diversi deputati, dall'onorevole Digiacomo, ma anche da
altri deputati, dal Parlamento regionale siciliano per intero,
circa la necessità e l'urgenza di aprirlo - c'era tutta la
querelle rispetto ai controllori di volo che il Governo nazionale
non voleva pagare, alla fine si è raggiunto un compromesso, credo
che per i primi due anni doveva pagarli il governo nazionale e poi,
successivamente, la Regione o, comunque, l'ente che gestiva
l'aeroporto.
Oggi, hanno messo in piedi un'altra scusa e cioè hanno aggirato il
problema alla radice. Hanno redatto un piano degli aeroporti in
Italia e da questo piano lo hanno semplicemente tagliato fuori.
Onorevoli colleghi, dobbiamo avere chiaro e lo dico a tutti, al di
là dei colori politici che non c'entrano nulla, perché altrimenti
siamo come i polli di Renzo o come i capponi a Natale .
Per quanto riguarda le realizzazioni che bisogna fare in
quest'isola non dobbiamo tenere conto dei colori politici perché un
dato è certo: a livello nazionale hanno tutto l'interesse a non
investire un euro in Sicilia, hanno tutto l'interesse a non
investire un euro perché i soldi che non investono nel meridione
sono soldi che risparmiano per investire altrove e di questo ne
dobbiamo tenere assolutamente conto.
Questa materia non può far parte delle divisioni politiche, con
qualsiasi scusa in Sicilia non investiranno un euro.
Il ponte era quasi alla realizzazione, c'è stata la levata di
scudi che ha fatto tanto piacere al Governo nazionale, ebbene, di
quei soldi non vedremo un centesimo, un euro, dei soldi che si
dovevano spendere per il ponte, quei soldi si spenderanno altrove e
paradosso dei paradossi oggi è arrivato l'ok da parte del Ministero
dei Beni culturali sulla compatibilità del ponte.
Oggi il Ministero dei Beni culturali ha comunicato che il Ponte
sullo Stresso di Messina è assolutamente eco compatibile ed è
realizzabile. Ora che due giorni prima, attenzione alle date, due
giorni prima non è stata data la proroga e, quindi, non se ne parla
più.
Quindi, è un gioco delle parti e stiamo attenti a non farci
travolgere. Il Governo, l'Assessore e il governatore Crocetta su
questo punto specifico, sul piano delle infrastrutture devono stare
molto attenti, perché non si tratta più della questione di Comiso o
dell'aeroporto di Trapani o del raddoppio della Palermo-Messina,
Assessore, di cui non si parla più, lasciando un'opera a metà,
l'unico raddoppio esistente in Sicilia fatto per metà e di tutte le
altre opere infrastrutturali, perché a livello romano hanno
l'interesse forte affinché qui ci si metta l'uno contro l'altro per
non spendere più un centesimo in questa terra.
Quindi, appoggeremo fermamente questa mozione perché riteniamo che
il comportamento del Governo nazionale e, fino ad adesso, il
silenzio del Governo regionale siano una vergogna
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito quasi
personalmente, anzi personalmente, questa vicenda dell'aeroporto di
Comiso dal 1994, quando si incominciò a parlare della necessità di
ridare vita a quello che era uno scalo aeroportuale funzionante
fino alla fine degli '60, fino al '72 se non erro, e se ne parlò in
un progetto, allora definito Konver, dove la Provincia regionale di
Ragusa e il Comune di Comiso, tra le altre iniziative, cominciarono
a prevedere uno studio di massima per l'aeroporto.
E' una vicenda lunga, travagliata, che non sempre, è giusto
riconoscerlo, ha seguito un iter improntato alla massima linearità,
che spesso ha visto punti di contrasto tra la posizione
dell'onorevole Digiacomo che, allora Sindaco di Comiso, intraprese
una determinata strada per la realizzazione dell'aeroporto e chi,
come il sottoscritto, all'epoca rappresentava il maggior gruppo di
opposizione, da capogruppo esternava delle precise perplessità che,
purtroppo, oggi hanno trovato tragica conferma perché è attraverso
quell'iter procedurale che il Governo nazionale ha potuto inserire
la sua pervicace volontà di escluderlo dal novero degli aeroporti
di interesse nazionale.
Però, non è questo il momento di ripercorrere vicende pregresse né
di fare polemiche eccessive, certo voler giustificare ad ogni costo
quella che è stata definita una farsa anche nella trasmissione di
RAI 3 dell'altro ieri, ossia l'inaugurazione di mezza pista, perché
all'epoca di questo si trattava, realizzata dall'aeroporto,
l'intervento dell'onorevole D'Alema è una giustificazione forse
fuori luogo della quale si potrebbe anche fare a meno però, ripeto,
non è il momento delle polemiche.
E' il momento di chiedere con forza al Governo regionale, e
attraverso il Governo regionale al Governo nazionale, di
considerare la necessità - perché, a questo punto è una necessità,
oltre che un'opportunità per lo sviluppo della nostra Isola - di
dare a questo aeroporto, ormai realizzato persino nei minimi
particolari, in quanto ci sono addirittura anche i nastri di
trasporto bagagli già istallati e non manca nulla dal punto di
vista delle strutture, abbiamo già il collaudo, sono state già
previste le rotte, è già stato inserito nei piani di volo aereo
internazionalmente riconosciuti, ma manca, purtroppo, il concreto
start-up, e quindi la programmazione dei voli nazionali e,
auspichiamo, anche internazionali.
Per far ciò è chiaro che un aeroporto, all'inizio, ha bisogno di
fondi, fondi che sono tragicamente venuti meno dall'esigenza di
sopperire alla mancanza dell'inserimento nello scalo nazionale per
stipulare una convenzione con l'Enav che garantisca comunque il
servizio di controllo aereo. A questo ha fatto fronte, è giusto
riconoscerlo, l'Assemblea regionale ed il Governo regionale nella
scorsa legislatura approntando per i primi due anni i fondi
necessari per la stipula di questa convenzione, convenzione che è
stata stipulata il 5 novembre a Roma e che però da sola non è
sufficiente.
Ho avuto modo di esternare all'Assessore, che ringrazio per essere
oggi presente in Aula e del quale ho avuto modo già di apprezzare
la particolare sensibilità per questa problematica e per quella del
trasporto in generale. Dicevo che questo accostamento da solo non
basta perché, oggi come oggi, non vi è compagnia aerea che sia in
grado di programmare su un minimo di due anni, da qui le difficoltà
ad ottenere queste convenzioni, infatti, qualsiasi compagnia aerea
non ritiene di appostare i propri aeromobili su un aeroporto che
deve essere avviato se non può programmare su un periodo minimo di
almeno cinque anni.
Da qui l'esigenza che la Regione deve, in primo luogo, farsi
carico di una forte azione di protesta e di convincimento nei
confronti del Governo nazionale per sopperire a quella che è stata
una grande manchevolezza nei confronti non di Comiso e della
provincia di Ragusa, ma dell'intera Sicilia, riconoscendo il ruolo
che Comiso merita perché, certo, non ha minore potenzialità di
sviluppo rispetto ad aeroporti che già, invece, concretamente si
sono rivelati assolutamente fallimentari, come quello di Rimini o
di Ancona o di Salerno che, invece, risultano inseriti,
stranamente perché forse ci sono interessi di altro genere che
giustificano questa scelta fra gli aeroporti di interesse nazionale
e, invece, escludere una realtà come Comiso che ha un aeroporto
anche logisticamente prezioso, perché è l'avamposto sul
Mediterraneo. Da qui la nascita appunto dell'aeroporto in tempi
remoti che prevedeva Comiso come la sentinella del Mediterraneo.
E, allora, non dobbiamo farci sfuggire questa occasione. La
Regione deve intervenire intestandosi questa battaglia e, nelle
more, che questa battaglia si vinca, perché si dovrà vincere
necessariamente e garantire, comunque, alle compagnie che hanno già
messo gli occhi sull'aeroporto di Comiso e che sono
interessatissime a concludere, al più presto, le convenzioni per
poter avviare, sin dalla prossima stagione estiva, dei voli sia
charter sia di collegamento con le principali destinazioni
nazionali, di garantire comunque la sicurezza, di poter contare su
un aeroporto che, per un periodo minimo di cinque anni, abbia
assicurata la continuità dei servizi di assistenza al volo.
In questo senso, l'emendamento dell'Onorevole Digiacomo, firmato
anche dal sottoscritto e, peraltro, concordato assieme agli altri
deputati della provincia di Ragusa, riesce a dare questa sicurezza
alle compagnie.
Siccome vedo che oggi si tratta di una discussione unificata su
tutti gli atti connessi a questo problema, faccio presente - non
per rivendicare inutili primogeniture - che, sin dal 24 dicembre,
assieme all'onorevole Pogliese, avevamo presentato una
interrogazione, proprio facendo rilevare al Governo regionale che
c'era, purtroppo, questo pericolo, che si intravedeva, già da
allora, questo timore che Comiso venisse escluso, come purtroppo
poi è stato, dal novero degli aeroporti nazionali.
Oltre all'ordine del giorno, prima firma, presentato
dall'onorevole Digiacomo, con la firma di altri deputati, vi è
stato un ordine del giorno, presentato dal sottoscritto e da tutto
il Gruppo del PDL, di contenuto quasi analogo.
Dicevo questo per sottolineare come un argomento di questo tipo
non può necessariamente essere oggetto, a questo punto, di contesa
politica ma deve unire tutte le forze sane della nostra Regione per
raggiungere un obiettivo indispensabile.
Mi si consenta ancora un minuto per evidenziare che l'aeroporto da
solo non basta ad assicurare questo volano di sviluppo. L'aeroporto
deve essere facilmente raggiungibile. Anche su questo mi sono
permesso di sensibilizzare l'assessore Bartolotta. La viabilità di
supporto all'aeroporto è un qualcosa di indispensabile e i 30
milioni previsti nel Documento di programmazione economico-
finanziaria sono assolutamente insufficienti. Mi auguro, però, che
almeno questi 30 milioni li ritroviamo pari pari inseriti nel
bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, la
discussione odierna sulle mozioni unificate in merito alle
questioni dei declassamenti degli aeroporti di Catania e di Comiso,
soprattutto, riguarda un po' la storia delle nostre infrastrutture
e di quello che sarà il futuro aeroportuale della nostra Terra.
E' un tema che ha visto anche una mozione, la numero 31, a firma
mia e dei colleghi del Partito dei Siciliani - MPA, che guarda ad
una importante fase di sviluppo della nostra Terra, perché il
declassamento che gli aeroporti di Catania, di fatto, e di Comiso
hanno subito comporterà delle conseguenze che si ripercuoteranno,
negli anni, nell'economia e nello sviluppo del nostro territorio.
Sappiamo bene che il non inserimento nei primi dieci aeroporti
nella Core Network, che è stata stabilita con l'atto di indirizzo
del Ministro Passera - che, di fatto, da Ministro dimissionario, ha
avuto l'ardire di porre in essere un documento così importante e
delicato per lo sviluppo aeroportuale della Sicilia, certamente, ma
dell'Italia intera - pone delle questioni e delle domande che non
possono essere trascurate dal Governo, anche perché, vedete, cari
colleghi, la genesi e l'avvio di questo atto d'indirizzo prende le
sue forme anche dalle linee di sviluppo che la Comunità europea ha
tracciato un anno fa, nel febbraio del 2012, con un regolamento che
è passato anche alla prova del Parlamento europeo.
E la prima domanda che mi pongo - ed è una domanda prettamente
politica e che avrei il piacere di chiedere al Presidente Crocetta,
ma sono sicuro che l'assessore si farà portatore delle mie
richieste - è: come mai non risultano documenti, atti, da parte,
all'epoca, dell'europarlamentare Crocetta, in merito alla questione
del declassamento?
Veda, quelle carte sono passate al Parlamento Europeo. Rosario
Crocetta era europarlamentare; rappresentava questa Terra;
rappresentava la Sicilia Orientale, nel particolare. Non abbiamo
rinvenuto documenti o atti che certifichino una protesta o,
comunque, un'ispezione in merito a quel regolamento.
E poi, le domande che mi pongo sono: come mai, all'interno dei
dieci aeroporti più importanti italiani, questa logica che deve
vedere soltanto due scali del Meridione, che sono Napoli e Palermo,
mentre vede un nodo, che è quello di Milano, nel raggio di 50 Km,
avere tre aeroporti inseriti in questa Core Network. Un terzo del
Paese, cioè, dal punto di vista aeroportuale, è incatenato al
sistema di Milano, Bergamo Orio al Serio, Milano Linate, Milano
Malpensa, come se gli interessi di un Paese, che è percorso da più
di 2500 Km da Nord a Sud, fossero raccolti in 50 Km.
Questa è una domanda centrale dello sviluppo del nostro Paese,
anche perché - e mi riferisco all'aeroporto di Catania
Fontanarossa che, ormai, da anni, dimostra, carta alla mano,
forse, di essere l'aeroporto più attivo e più di prospettiva
nell'ambito nazionale - come è possibile che questo aeroporto ha
superato i 6 milioni di passeggeri annui e venga declassato?
Com'è possibile che l'aeroporto di Catania, che vede e che vedrà,
necessariamente, un investimento per allungare la sua pista a
tremila metri, un investimento da 200 milioni di euro che,
purtroppo, cadranno e non potranno arrivare dalla Comunità Europea,
visto questo declassamento, dove verranno rinvenute queste somme?
Queste sono le domande centrali che pongo nella mia mozione.
Le pongo per quello che riguarda il declassamento, le pongo per
ciò che concerne le analisi sulla vendita che sono state poste
all'indomani, perché - vedete - di inquietante attorno a questa
vicenda non vi è solamente questo declassamento, che dimostra
ancora di più, qualora ve ne fosse bisogno - lo diceva prima
l'onorevole Formica - che il Governo nazionale non ha a cuore
assolutamente lo sviluppo infrastrutturale della nostra Terra,
anzi.
Ma la domanda che mi pongo è: come mai, all'indomani di questo
declassamento, l'interesse di molti attori, attorno alla vicenda
aeroporto di Catania è stata finalizzata ad un'eventuale
privatizzazione?
Presentando un ordine del giorno a firma dei componenti del
Partito dei Siciliani - MPA, chiedo che la Regione, per mezzo delle
partecipazioni all'aeroporto, che sono rappresentate dall'IRSAP,
dalle Camere di Commercio, oggi commissariate, dalle province che
verranno commissariate a breve, non venda l'aeroporto nelle
prossime ore.
Chiedo che l'assessore abbia oggi la correttezza di dire quale
posizione assume il Governo su questa vicenda, perché, se dobbiamo
ripercorrere le strade che hanno visto l'aeroporto di Fiumicino
quintuplicare le tariffe aeroportuali a danno dei passeggeri per
pagare l'investimento dell'ennesimo imprenditore sedicente di turno
che arriva e che fa soldi grazie ad un servizio necessario, a noi
non sta bene e vorremmo sapere qual è la linea del Governo.
Abbiamo chiesto, con un ordine del giorno, che non vi sia una
vendita fino a quando questi enti non siano nell'interesse, nella
pienezza dei propri poteri, quindi, quando i Commissari non ci
saranno più si potrà parlare di vendita e poi - e concludo - un
altro ordine del giorno, sempre a firma del nostro Gruppo, chiede
fortemente che il Governo e, nella sua persona, Assessore, si
impegni, in questi anni, in questi mesi, affinché la procedura per
richiedere la continuità territoriale venga attuata.
Vedete, in campagna elettorale, signor Assessore, parlavo di ponte
aereo; di creare un ponte aereo. Abbiamo visto, in pochi mesi,
condannare la compagni low cost siciliana Wind Jet che aveva il suo
hub nell'aeroporto di Catania di fatto, su una vicenda oscura, non
ancora chiarita, di trattative con Alitalia, ripeto, ancora non
chiarita.
Abbiamo visto il Ponte sullo Stretto, quello materiale, devastato
e cancellato per sempre. Arrivava poche ore fa l'annuncio di
incompatibilità ambientale da parte del Ministero, come diceva
prima l'onorevole Formica. Ora, per un siciliano, andare fuori,
studiare, lavorare, mandare un dipendente che deve andare ad
ispezionare un mercato all'estero, oggi. ha costi eccessivi,
quindi, la richiesta è di riprendere anche la procedura del
Regolamento 1800, del 2008, della Comunità europea, affinché un
contratto di servizio pubblico venga concluso, si possa realmente
realizzare la continuità territoriale e, almeno, vi sia un ponte
aereo che determini, per la Sicilia, la fine di questo isolamento
vergognoso che la costringe al sottosviluppo e alla povertà.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Dipasquale,
interpello l'Assemblea perché manifesti la chiusura al diritto di
iscriversi.
Così resta stabilito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
innanzitutto, permettetemi di esprimere la più grande soddisfazione
che può avere un parlamentare ascoltando gli interventi dei
colleghi che, in maniera chiara, riescono a mettere da parte anche
quelle che sono le contrapposizioni partitiche, pur di mettere al
centro l'interesse del territorio e l'interesse, in questo caso, di
un importante infrastruttura come quella dell'aeroporto di Comiso.
Ebbene, è una vicenda antica; è una vicenda ancora non definita e
che, fino a qualche giorno fa, ha visto, spesso, anche i mass media
nazionali interessarsi del problema Comiso , come, diciamocelo
chiaramente, una barzelletta che è rimasta in sospeso in questo
territorio.
Anche se, poi, la verità non viene detta mai tutta, perché viene
considerata quasi come una responsabilità tutta siciliana quella
della non apertura dell'aeroporto di Comiso, quando, poi, invece,
non è così.
Sappiamo tutti che non abbiamo avuto mai la disponibilità vera e
concreta da parte di uno Stato, da parte di un Governo nazionale,
prima governato dal centrodestra, poi governato dal centrodestra e
dal centrosinistra, che di tutto hanno fatto tranne interessarsi
dell'aeroporto di Comiso. Il non riconoscimento dell'aeroporto di
Comiso di valenza nazionale, infatti, non è un fatto di oggi. I
Governi che hanno preceduto e ve lo dice un uomo che proviene dal
PDL, ve lo dice un uomo che si aspettava dal Governo nazionale di
propria vicinanza, l'apertura dell'aeroporto, dovevamo andare a
Roma ad aprire questo aeroporto e a Roma, caro Assessore, non ci
andavamo mai.
E, quindi, è stato questo uno dei motivi del mio anche
allontanamento dal PDL.
Devo dire che non è che, poi, il Governo che è arrivato dopo abbia
fatto di meglio perché, poi, il Governo Monti ed il ministro
Passera hanno continuato verso quel percorso che è stato un
percorso di indifferenza rispetto ad un'opera fondamentale;
un'opera che, così come ha detto l'onorevole Formica, non ha
solamente una valenza turistica e, quindi, il trasporto degli
uomini, umano, dei passeggeri, ma che ha per l'interesse specifico,
per il luogo proprio dove si trova, una valenza importante, dal
punto di vista economico, perché tutta l'aria trasformata e non
solo di Ragusa, attenzione, non consideriamolo solo come
l'aeroporto della provincia di Ragusa ma è un aeroporto che
interessa un'aria vasta e interessa l'aria trasformata della
provincia di Ragusa, di Caltanissetta e parte anche della provincia
di Catania e dove poter utilizzare questo aeroporto per il
trasporto delle merci davvero può significare poter sfidare mercati
importanti del nord Europa dove, oggi, ci vedono non competitivi.
Quindi, ma lo capisco e lo abbiamo capito tutti che non viene
considerato un intervento solo per la provincia di Ragusa e questo
si nota dall'intervento dei colleghi parlamentari dove individuano,
a prescindere dalle posizioni partitiche, un intervento
fondamentale, però, una cosa me la dovete permettere di dire: non
abbiamo avuto né un Presidente sordo né disattento.
Da quando mi sono insediato, infatti, in quest'Aula, dal giorno
delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Crocetta, qui
dentro, più volte, poi, a seguire con il DPEF, ho sentito, più
volte, parlare di aeroporto di Comiso, di collegamento tra Comiso,
tra il futuro aeroporto di Comiso e l'aeroporto di Palermo,
attraverso la rete ferroviaria e questo lei, Assessore, l'ha detto
più di una volta. Ma non solo: mi permetta di esprimere, così come
ho sentito doveroso, un ringraziamento ai miei colleghi, anche di
opposizione, anzi, permettetemi, in particolar modo di opposizione.
Mi sento di dirle grazie, Assessore, perché lei è stato veloce e
tempestivo; all'indomani, anzi lo stesso giorno, quando uscì il
piano di Passera, la proposta di Passera, immediatamente, la voce
della Regione siciliana, per bocca sua, è uscita subito fuori, ed è
stato detto: no, noi non condividiamo né il declassamento
dell'aeroporto di Comiso né quello dell'aeroporto di Catania .
Proprio per questo, mi permetto - e mi avvio alle conclusioni - di
dire all'onorevole Cordaro, faceva riferimento, anche ad una
ipotesi di una strategia complessa, rivolta al MUOS, rivolta a
declassare l'aeroporto di Comiso. Mi permetto di dire che non è
questa la strategia perché nel declassamento entra anche Catania.
Questo è un percorso diverso. Mi sento, quindi, tutelato e
garantito da parte del Governo. So che su questo, già, c'è stato un
intervento nella Conferenza Stato-Regioni e su questo il Governo è
forte e rigido e ritengo che il sostegno dell'Aula, dell'Assemblea,
così forte non può che garantire davvero a questa struttura, che è
pronta, finalmente, di poter decollare e decollare veramente.
Grazie ancora, quindi, e buon lavoro, Assessore, sapendo di avere
il sostegno e l'appoggio da parte di tutti noi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervento perché vorrei evidenziare un aspetto, tornando, poi, sul
punto che ritengo di carattere importante, generale, su cui,
probabilmente, il nostro compito di parlamentare deve portare ad
approfondire e a riflettere.
Noi, sul problema delle infrastrutture, quindi, degli aeroporti
assieme a porto, interporto noi, a Catania, abbiamo i mercati
agroalimentari; sicuramente, abbiamo una rete di servizi per
garantire quel primo passo verso quello che chiamo il mosaico per
lo sviluppo.
Oggi, dobbiamo convincerci che dobbiamo ricostruire un'articolata
posizione perché, attraverso una serie di interventi con interventi
infrastrutturali, servizi e valorizzazione del patrimonio che la
Sicilia ha, possa riprendersi il percorso dello sviluppo. Problema
molto delicato, su cui, a mio avviso, va aperto un momento di
dibattito in questa Assemblea.
Atteso che ho ribadito, in tante occasioni, che la vera risposta
alla realtà di crisi e di difficoltà che, oggi, abbiamo, passerà,
sicuramente, dalla valorizzazione del nostro patrimonio regionale
che è costituito, a mio avviso, da tre elementi portanti, che sono:
il turismo integrato con beni culturali, ambiente, enogastronomia
e, quindi, il momento di sintesi per determinare un'offerta
turistica di qualità, quindi servizi e infrastrutture, quindi
servizi aeroportuali, per poi vedere una formula nuova
dell'agricoltura, un'agricoltura che riporti anche le innovazioni
in una realtà che ha visto allontanare i giovani perché c'è anche
un distacco di carattere culturale, quindi, dobbiamo avviare una
fase di rivoluzione culturale perché si comprenda che
un'agricoltura con l'innovazione tecnologica, con il sistema
dell'informatica, possa diventare un luogo appetibile.
E, poi, un grande ragionamento su quella che è la nostra realtà
delle risorse umane. Però, evidentemente, per fare ciò, dobbiamo
anche capire come, su questo ragionamento, dobbiamo portare sempre
verso una direzione diversa quelli che sono i problemi. La
burocrazia rende complicato un sistema che già è difficile: il
problema del credito che, oggi, asfissia e crea un momento di
grande tracollo per la microimpresa, per quella che è la funzione
distorsiva che le banche realizzano, non tanto quella che dovrebbe
essere la giusta risposta con l'operazione di impiego fondi,
finanziando imprese e famiglie e, quindi, la risposta reale a
quello che è il problema della disoccupazione.
Allora, in questo contesto, voglio richiamare l'attenzione di
questo Parlamento per dire che, sicuramente, la problematica
dell'argomento di oggi, l'aeroporto di Comiso, inserito in un
contesto che vede una sinergia con l'aeroporto di Catania e,
quindi, con quel momento importante che può determinare una grande
capacità di risposta a una domanda di mercato che, oggi, si fa
sempre più esigente e una risposta determinata e forte a quello
che, invece, è stata la considerazione che il programma di Governo,
visto dalla Comunità Europea, invece, ha visto questo nostro
aeroporto declassato, allora. in questo dico l'Assemblea regionale
siciliana, la Commissione Bilancio, nella precedente finanziaria,
ha avuto la sensibilità - mi onoro di aver sostenuto
quell'iniziativa, anche se io, allora, non avevo, come oggi, il
collega Assenza, che è un ragusano che mi sollecita questo
problema, ma c'era il collega Digiacomo che sollecitava questo
problema - di finanziare quattro milioni di euro perché si avviasse
la fase di attività e, quindi, i servizi venissero finanziati da
questo intervento.
Bene, ad oggi, invece, riscontriamo che l'ENAC ha vincolato queste
somme e, di fatto, non ha realizzato questa opportunità. Allora,
dico: se questa infrastruttura importante, che con una sinergia con
l'aeroporto di Catania, sicuramente, rappresenta un momento di
grande opportunità, deve essere vista come una necessità di grande
risveglio che, al di là delle posizioni politiche, al di là delle
appartenenze, deve vedere tutti impegnati in un'unica direzione,
che è quella del giusto rispetto verso le iniziative che devono
portare la crescita della Sicilia e, in questo, mi consentano,
signor Presidente, onorevoli colleghi, di inserire un ragionamento
sul Ponte sullo Stretto, al di là delle diverse motivazioni, delle
diverse posizioni eccessivamente ideologizzate, ritengo che bisogna
fare, invece, un ragionamento di grande maturità e senso di
responsabilità.
Il Ponte sullo Stretto, oggi, vede, sicuramente, una grande
necessità di riflessione. Abbiamo sostenuto i costi per la
progettazione; abbiamo sostenuto i costi per l'appalto; abbiamo
sostenuto costi per le prime realizzazioni; abbiamo il rischio di
sostenere costi per la penalità da pagare a fronte di un appalto
che non viene portato in porto.
Questo significa una grande necessità di riflessione, con i costi
per la realizzazione su cui tutto il mondo aspetta una risposta
perché verrebbe finanziato da terzi.
Ma, allora, dico: qual è il motivo perché questa iniziativa debba
essere bloccata?
Se ne sono dette di tutti i colori. Hanno detto che non dovevamo
avere, in Sicilia, una cravatta senza camicia ; questi nuovi
scienziati dell'economia. Chi ha detto che non dovevamo realizzare
questo Ponte perché c'erano dei vincoli di carattere culturale, dei
Beni culturali che, oggi, come lei sa, signor Presidente, sono
stati ampiamente superati, attraverso una riposta che il Ministero
ha dato circa la compatibilità anche con i Beni culturali.
Allora, dico, che, oggi, siamo in presenza di una realizzazione
possibile che vede questa Sicilia in una condizione di grande
prospettiva e di grande rilancio. Ma perché ciò possa avvenire,
anche questo ragionamento deve essere ripreso in una condizione
diversa, con un grande impulso che, al di là dei facili momenti di
populismo, ma anche di facili momenti, a volte, di superficialità,
possa riportare anche la condizione forte e chiara. Perché, su
questa iniziativa, quindi, sul Ponte sullo Stretto, in tutt'uno con
quello che deve essere un ragionamento con le infrastrutture
dell'aeroporto di Catania e, quindi, dell'aeroporto di Comiso,
perché attraverso una voce forte, chiara, di grande legittimazione
politica ed anche istituzionale, possa essere ripreso un percorso
che porti a realizzare obiettivi che, sicuramente, determineranno
momenti di prospettiva diversa e di crescita per la Sicilia
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Caputo, comunico
che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- numero 14 Iniziative per impedire la privatizzazione
dell'aeroporto di Catania , degli onorevoli Lombardo, Figuccia, Lo
Sciuto, Federico, Di Mauro, Greco Giovanni;
- numero 15 Iniziative per assicurare la continuità territoriale
della Regione con i principali scali aeroportuali della Penisola ,
degli onorevoli Lombardo, Figuccia, Lo Sciuto, Federico, Di Mauro,
Greco Giovanni.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Riprende la discussione unificata di atti di indirizzo
politico e ispettivi sull'aeroporto di Comiso
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che la discussione di queste mozioni sugli aeroporti della nostra
Regione siano un'occasione importante, signor Presidente, che
questo Parlamento non può non accogliere e non utilizzare per
rilanciare il ruolo della Regione nel settore delle infrastrutture
siciliane.
Io, Assessore, non la conosco da molto tempo. So che lei è
considerata persona seria e impegnata, però, non ho condiviso il
silenzio del Governo, che lei rappresenta in questo momento, in
ordine a tutti i temi che diversi parlamentari hanno sollevato, in
merito alla carenza di infrastrutture nella nostra Regione, ai
timori di una riduzione dei percorsi ferroviari, alle condizioni
delle strade siciliane di grande pericolo e alla decisione sempre
più portata avanti dal Governo nazionale, che ci auguriamo resti
ancora per poco in carica, di privare la nostra Regione di
finanziamenti, specialmente per le infrastrutture autostradali.
Guardate, la discussione del Ponte sullo Stretto, ha dimostrato la
scarsa sensibilità, mi consenta, nulla di personale, signor
Assessore, del Governo, che ha affrontato un tema di enorme
importanza, come se si trattasse di un dibattito che riguardasse
un'altra Regione diversa dalla Sicilia.
Questo Governo non è stato in grado - forse, perché il nostro
Presidente è troppo impegnato nelle conferenze stampa quotidiane o
nelle trasmissioni televisive che lo impegnano, sicuramente, per
intere giornate - non si è curato di come la nostra Regione sia
diventata il fanalino di coda dell'intero contesto nazionale
europeo per la mancanza di infrastrutture.
Non ho sentito, ancora oggi, la voce del Governo della Regione o
il programma del Governo e del suo assessorato in merito alle
condizioni delle nostre autostrade, in merito alla questione degli
aeroporti, in merito alla questione dei collegamenti via mare che
stanno penalizzando l'economia di questa Regione.
Guardate, parliamo degli aeroporti: ma vogliamo, per un momento,
capire che il turismo è sempre più lontano dalla Sicilia perché non
siamo capaci di essere competitivi per quanto riguarda l'elevato
costo dei biglietti aerei?
Fino a quando per percorrere Palermo-Roma e ritorno si pagheranno
350 euro, nelle migliori condizioni credo che con 350 euro, in
termini di infrastrutture e in termini di collegamento, ci siano
famiglie che fanno vacanze di una settimana in Africa o in altri
Paesi oppure anche nella vicina Malta. Eppure, ancora, questo
Governo non ha dato la sua opinione, la sua strategia sulle
infrastrutture e sui collegamenti.
E, il suo assessorato - mi perdoni, Assessore - probabilmente, per
la inesperienza del suo ruolo alla guida di un importante dicastero
siciliano come quello delle infrastrutture, non ha garantito ancora
oggi una politica seria che faccia capire a tutti, dagli operatori
turistici agli autotrasportatori, a coloro che vogliono investire
in Sicilia, che qualcosa sta cambiando.
Non è possibile parlare di turismo quando per andare da Palermo a
Noto ci si impiegano tre ore per andare e tre ore per tornare, sei
ore E' la negazione di ogni politica turistica.
E non si può parlare di turismo quando mancano le infrastrutture
ed ancora oggi, a sei mesi dal vostro insediamento, non abbiamo
ancora conosciuto quale è la vostra opinione sui trasporti via
terra, via mare, sui collegamenti aeroportuali, sugli aeroporti,
sulle condizioni pericolosissime delle strade siciliane.
Noi ancora adesso abbiamo fatto riunioni con i comuni, signor
Presidente, per le condizioni di pericolo della Palermo-Sciacca;
abbiamo tre province isolate perché è caduto una parte di un ponte
nell'agrigentino e addirittura il Presidente della Regione convoca
una giunta per dichiarare lo stato di emergenza per riparare un
ponte quando in altre regioni, in una settimana, si trovano le
condizioni per riparare il ponte e ripristinare la viabilità.
Voi siete convinti di potere pensare ad una Regione che cambia
quando voi lasciate tutto per com'è o, peggio, rendete ancora più
impraticabile quello che già lo era prima che voi diventaste
assessori e uomini del governo di questa Regione.
Io credo che oggi, parlare di aeroporto di Comiso in rapporto agli
aeroporti siciliani, diventa soltanto tautologia perché gli
aeroporti senza le strutture di collegamento rischiano di essere
cattedrali nel deserto .
Quando abbiamo portato la Venere di Morgantina nel Museo della
sua provincia qualcuno ci disse che si trattava di un'opera
d'arte straordinaria e che in un altro museo, di qualunque altra
regione d'Europa, avrebbe portato ricchezza, ma in quel paese, in
quella provincia, non avrebbe portato nulla; ed era vero perché
quando mancano le infrastrutture di collegamento, per portare la
gente da New York a Morgantina a vedere la Venere, questo sta a
significare che veramente questo governo è lontano anni luce di
quello che significa guidare una Regione che va verso la
modernizzazione delle infrastrutture siciliane.
Signor Assessore, le consiglio, dal punto di vista personale e
istituzionale, di cogliere questo dibattito nel senso pieno, di
venire in Aula e presentare al Parlamento il piano delle
infrastrutture che questo Governo ha, se ce l'ha; so che voi non
l'avete e temo che non lo farete, però le preannuncio, signor
Presidente, la presentazione di una mozione che impegni il Governo
a venire in Aula per riferire quale sia il programma ed il progetto
per modernizzare, dal punto di vista infrastrutturale, la nostra
Regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi nell'approvare
in pieno e nel condividere la mozione presentata dai colleghi, per
quanto riguarda il declassamento dell'aeroporto di Comiso e
Catania, l'occasione è anche utile per soffermarci, invece, su un
problema che è ancora più ampio e che investe le infrastrutture e,
quindi, lo sviluppo e l'economia della nostra Sicilia.
Ritorno ad un tema fondamentale e che mi sta a cuore che è il
Ponte sullo Stretto e mi fa piacere che anche il Ministro Passera
oggi, in qualche intervista, recentemente riconsidera e forse ha
detto di aver sbagliato, perché il problema del Ponte sullo Stretto
era il non volere il Ponte sullo Stretto ed è stata un'analisi
superficiale perché ha contribuito a tagliare la Sicilia fuori dai
grandi collegamenti.
Il Ponte sullo Stretto non avrebbe dato via d'uscita e scappatoie
all'alta velocità, mi riferisco alla Reggio Calabria-Napoli che,
invece è stata deviata con la Napoli-Bari.
La Sicilia è rimasta fuori dai collegamenti. Oggi, la Sicilia ha
bisogno di raggiungere Roma, New York, Berlino, non Catania e
Palermo. Va un plauso al Presidente della Regione perché ha chiuso
l'accordo con le ferrovie, ma la deviazione Messina-Catania-Palermo
e arrivare da Messina a Palermo in due ore e mezza serve poco,
serve che i siciliani si spostino e possano raggiungere non solo le
Regioni d'Italia, ma anche le altre nazioni.
E'importante, ormai non si può più tergiversare o allungare, che
la Regione si doti di un piano infrastrutturale e, soprattutto,
inserisca in questo piano un aeroporto nella zona Nebroidea-
Tirrenica, perché oggi è inserita semplicemente un'aviopista che è
cosa ben diversa, mentre chi abita in provincia di Messina, chi
abita nella città di Messina, signor assessore, sa bene che è
tagliato fuori da ogni collegamento.
Chi da Palermo deve andare a Messina impiega cinque ore. Oggi, con
l'accordo del Presidente della Regione, sarà fortunato perché da
Messina a Palermo arriva in due ore e mezzo, quando noi sappiamo
che con l'alta velocità, da Roma a Milano, forse, si impiega due
ore e mezzo.
E' bene che si riveda il piano di trasporto ed il piano
infrastrutturale perché questo significa sviluppo, significa
economia ed oggi la Sicilia non può più aspettare e che nel piano
infrastrutturale venga inserito e previsto - forse poco fa non
ascoltava, ma lo ripeto - un aeroporto nella zona tirrenica-
Nebroidea, perché è possibile realizzarlo.
Noi abbiamo bisogno di collegamenti, abbiamo bisogno di una
mobilità interna e, soprattutto, abbiamo bisogno che venga
completato, e qui mi chiedo se c'è la volontà perché non se ne
parla più, il doppio binario Messina-Palermo. Vogliamo capire se
noi da Messina per arrivare a Palermo dobbiamo ancora impiegare due
ore e mezzo o se c'è la possibilità che si completi il doppio
binario e che, quindi, si possa raggiungere con tempi più rapidi,
perché è mortificante e veramente umiliante, ancora oggi, stare qui
a perdere tempo, ma ancora non pensare che c'è una Sicilia che ha
bisogno di sviluppo, che ha bisogno di decollare, che ha bisogno di
un rilancio economico e che non può più aspettare.
Quindi, è necessario che il Governo si impegni a redigere il piano
dei trasporti, ma si impegni anche col Governo nazionale perché
quelle opere infrastrutturali, necessarie per lo sviluppo della
Sicilia, vengano realizzate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha facoltà di rispondere
l'assessore Bartolotta.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli, ho ascoltato con attenzione tutti gli
interventi e devo dirvi che, forse, quella di oggi è una mozione
che può essere liquidata anche in due minuti, non perché questa
mozione fosse poco importante, ma perché, una volta tra tutte, ci
troviamo ad essere d'accordo su due aspetti: il primo per
l'importanza dell'apertura dell'aeroporto di Comiso e, quindi,
lavorare insieme per realizzare ed arrivare, nel più breve tempo
possibile, a questo traguardo; l'altro aspetto riguarda la tutela
dei nostri aeroporti, primo fra tutti quello di Catania, è il
primo aeroporto del mezzogiorno, quasi settemilioni di passeggeri
all'anno, e, quindi, è sicuramente inaccettabile che non si possa
fare un percorso comune nei confronti dell'atto di indirizzo del
Ministro Passera.
Prima di leggere questa relazione che ho preparato e che tende a
fornire a questa Assemblea dettagli di carattere tecnico sullo
stato dell'arte, sia per quanto riguarda l'aeroporto di Comiso che
per quanto riguarda l'atto di indirizzo del piano aeroportuale,
l'atto di indirizzo del governo nazionale, vorrei aggiungere
qualcosa, intanto, perché forse esiste un errore di comunicazione
poiché oggi non abbiamo, operativamente, nessun tipo di
declassamento né su Comiso né tanto meno su Catania.
Abbiamo un atto di indirizzo che ha prodotto il Ministro Passera,
un atto di indirizzo fatto addirittura da un Ministro
dimissionario, che rappresenta un atto di indirizzo per redigere
un piano internazionale, un piano nazionale di quello che sono gli
scali aeroportuali.
Ebbene, bisogna essere chiari perché la Commissione nazionale
Infrastrutture', laddove si confrontano per dare l'intesa, sia le
Regioni che le Province autonome di Trento e di Bolzano non si può
pronunciare su un atto di indirizzo, si pronuncia su una bozza di
schema di DPR ai sensi dell'articolo 698 del codice della
navigazione.
Ovviamente lo sappiamo tutti e appunto per quell'atto di
indirizzo, l'attacco è partito subito da questo Governo regionale,
ma dico anche da parte vostra, perché lo stesso giorno in cui è
stato pubblicato quest'atto di indirizzo sono stato sollecitato da
più deputati, di destra, di sinistra, insomma dal Parlamento
intero, e noi quella stessa giornata abbiamo approvato, era il 5
febbraio 2013, un atto di indirizzo nostro, una delibera di Giunta
di Governo dove ci opponevamo in maniera tassativa a quello che era
l'atto di indirizzo del Governo nazionale.
Il giorno successivo sono stato in Commissione Infrastrutture' e
devo dire ho trovato in maniera molto spontanea anche la
condivisione su questo atto di indirizzo da parte dei colleghi
delle altre Regioni, per cui l'atto di indirizzo, tecnicamente, è
stato dichiarato irricevibile, quindi significa che non è stato
neanche oggetto dell'argomento e oggetto della discussione di
quella Commissione infrastrutture, ma c'è di più, nella mattinata,
in sede tecnica della Commissione Infrastrutture', laddove si
andava a valutare, dal punto di vista tecnico giuridico, la
presentabilità del documento, anche lì all'unanimità i nostri
tecnici hanno dichiarato l'irricevibilità del documento.
Quindi, si riparte da zero, o meglio, la Regione Sicilia, alla
stregua delle altre Regioni, può ripartire e può far valere in sede
nazionale quelle che sono le motivazioni, in ragione di
opportunità, in ragione di quella che è la difesa della nostra
Terra, del nostro piano aeroportuale, dei nostri aeroporti, dei
nostri scali regionali che certamente è stata qui condivisa da
parte di tutti.
Vorrei fare un attimo un piccolo inciso perché si è spaziato un
po' in tanti settori: si è parlato di ferrovie, si è parlato di
piano dei trasporti, si è parlato un po' di tutto quello che
rappresenta lo sviluppo strategico e sul piano strategico che
questo Governo regionale si vuole dare in Sicilia.
Non dico che questo Governo, questo Assessore in questi tre mesi
forse ha fatto o non ha fatto, probabilmente abbiamo fatto poco,
probabilmente si poteva fare di più, ma certamente - e qui lo
voglio sottolineare - abbiamo gestito emergenze, emergenze che
abbiamo anche ereditato, senza con questo dare la colpa a nessuno,
mi dispiace che è andato via il deputato, e anche - e nonostante -
il sottoscritto sia un modesto segretario comunale e che
probabilmente non è adatto al ruolo, come ha detto il deputato, di
gestire le infrastrutture, per i miei predecessori abbiamo avuto
tecnici, abbiamo avuto costruttori, abbiamo avuto un po' tanti
professionisti che hanno ricoperto questo importante incarico delle
infrastrutture e credo che siamo in linea, cioè stiamo affrontando
quelle problematicità utilizzando quelle che sono le risorse a
nostra disposizione e vi devo dire che sono veramente poche.
Quindi, se vogliamo parlare di sviluppo strategico, di strategia
del Governo nel settore dei trasporti, nel settore dei trasporti
marittimi, nel trasporto pubblico locale su gomma, dei trasporti
ferroviari e, d'importanza non secondaria, dei trasporti
aeroportuali, c'è bisogno di risorse o, comunque, bisogna fare il
conto con le risorse che sono a nostra disposizione ed è su questo
che stiamo lavorando.
Stiamo lavorando a redigere in maniera immediata o a mettere su un
tavolo tecnico che si possa occupare subito di un piano di
trasporti regionali che venga condiviso con questo Parlamento,
perché se vogliamo fare una strategia seria è arrivato il momento
in cui non si può più consentire che una tratta venga svolta in
maniera contemporanea da un vettore su gomme o un vettore su
ferrovia.
Dobbiamo cercare di creare un insieme un piano integrato che sia
effettivamente razionale con i tempi e, soprattutto, sia
commisurato a quelle che sono le risorse che oggi abbiamo.
Detto questo è ovvio che vada fatta una riflessione sull'aeroporto
di Comiso, la mozione è unificata, quindi va fatta una relazione
sull'aeroporto di Comiso e su questo atto di indirizzo che, come
ripeto, è stato dichiarato ricevibile sul contesto dei nostri
aeroporti ed è per questo che mi permetto di darvi dei dettagli
tecnici e di riferire quello che è lo stato dell'arte, sia per
quanto riguarda Comiso, sia per quanto riguarda Catania. Ovviamente
la relazione poi verrà anche depositata ed è a disposizione di
tutti.
L'aeroporto di Comiso rappresenta un infrastruttura di importanza
strategica per la mobilità anche in relazione al deficit delle
altre infrastrutture in Sicilia e nel Mezzogiorno.
Dalla sua realizzazione ci si attende una diffusa crescita locale
che consentirà di superare la marginalità e la perifericità di
quell'area della Sicilia sud orientale, migliorandone
l'accessibilità attraverso spostamenti veloci e sicuri, nonché
favorendo la mobilità di merci e persone interessando un bacino di
utenze riconducibili a più province. Lo sviluppo del territorio,
oltre che per gli aspetti prettamente turistici, sarà veicolo di
sviluppo per l'imprenditoria locale e dedicata al settore
agrumicolo e particolarmente all'orticoltura.
Altro fatto di non secondaria importanza, che ha spinto e tuttora
spinge l'amministrazione regionale a far si che lo scalo
aeroportuale raggiunga in tempi estremamente rapidi una piena
funzionalità, è che l'aeroporto di Comiso, unitamente a quello di
Catania, formerà il sistema aeroportuale della Sicilia orientale -
e questo è stato sottolineato da tutti, ed è su questo che ci
stiamo muovendo - così come peraltro previsto nel Piano regionale
di attuazione delle modalità di trasporto, contribuendo a sostenere
l'espansione di un importante porzione di territorio,
caratterizzata ovviamente da grandi potenzialità di sviluppo
turistico e imprenditoriale e di cui l'aeroporto comisano, in
sinergia con le altre importanti infrastrutture che si stanno
realizzando, quali l'aeroporto di Vittoria e la superstrada Catania-
Ragusa, costituisce il fulcro.
L'intervento denominato Opere di infrastrutture civile ed
impiantistica per la realizzazione di un aeroporto civile di II
livello in Comiso ha trovato copertura finanziaria, come tutti
sappiamo, in due consecutivi Programmi operativi dell'Unione
europea, rispettivamente il POR Sicilia 2000/2006 per 24.043.742,48
euro e il P.O. FESR Sicilia 2007/2013 per euro 12.841.758,47, oltre
ad una fonte privata di euro 3.233.947,62 e prevedeva
principalmente l'esecuzione delle seguenti opere sinteticamente
descritte, finalizzate alla riqualificazione dell'aeroporto civile
della base NATO:
-Opere air-side: lavori edili di tipo civile ed interventi ad
impiantistica per la realizzazione della pista di volo, la
realizzazione della via di rullaggio parallela alla pista di volo,
la costruzione di bretelle di collegamento delle vie di
circolazione del piazzale aeromobile, della piazzola elicotteri e
così via.
-Opere land-side: smantellamento delle strutture preesistenti,
interventi finalizzati alla realizzazione del terminal aeroportuale
articolato su tre livelli, della caserma dei Vigili del Fuoco,
della cabina elettrica, della viabilità esterna e dei parcheggi.
I lavori sono stati dichiarati ultimati in data 5 ottobre 2010 ed
è da questa data che possiamo cominciare a pianificare un percorso
per giungere all'apertura dell'aeroporto.
Relativamente alla problematica delle aree del sedime
aeroportuale, si rappresenta - e qui cominciano le prime difficoltà
o le prime criticità - che il 14 dicembre 2010 è stato emesso il
Decreto interministeriale (Economia e Finanze, Difesa e
Infrastrutture e trasporti) per effetto del quale l'aeroporto di
Comiso assumeva lo stato giuridico di aeroporto civile aperto al
traffico civile; i beni del demanio militare aeronautico
dell'aeroporto di Comiso, dichiarati non più funzionali ai fini
militari, venivano quindi destinati all'aviazione civile con
trasferimento al demanio della Regione siciliana nello stato di
fatto e di diritto in cui si trovavano alla data del sopra
menzionato decreto, in quanto strumentali all'attività del
trasporto non oneroso al Comune di Comiso.
I beni così trasferiti venivano contestualmente assegnati in uso
gratuito al Comune di Comiso quale soggetto attuatore per la
realizzazione dell'aeroporto civile, per un periodo non superiore
alla durata della concessione di gestione aeroportuale in
adempimento alla convenzione del 17 aprile 2002, a suo tempo
stipulata dal Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni e il
comune di Comiso, nonché secondo le modalità indicate nel
protocollo d'intesa del 31 agosto 2010, la cui proposta era stata
preventivamente approvata dalla Giunta di Governo con la
deliberazione n. 156 del 15 giugno 2010.
L'intera vicenda del trasferimento delle aree di sedime
aeroportuale dal demanio militare a quello civile si è concluso il
27 settembre 2011 con la firma congiunta dei relativi atti da parte
dei rappresentanti della Regione siciliana, dell'Amministrazione
della difesa, dell'Agenzia del demanio, del Ministero dei
Trasporti, ENAC, dell'Agenzia del Territorio, per effetto dei quali
si è concretizzata la cessione ad uso gratuito ed il contestuale
trasferimento del possesso delle aree del sedime aeroportuale dalla
Regione siciliana.
In questa sede si intende, inoltre, evidenziare come sia stata più
volte ribadita ai competenti ministeri Economia e Finanze,
Infrastrutture e Trasporti, Difesa, Affari regionali, Turismo e
Sport, la rilevanza strategica nazionale dello scalo aeroportuale
di Comiso, confermata anche dall'inserimento dello stesso nella
rete di trasporto aeronazionali in funzione complementare
all'aeroporto di Catania.
E' stato, altresì, chiarito ai sopra menzionati Ministeri, il
senso di quanto riportato nell'articolo 4 del protocollo d'intesa,
del 31 agosto 2010 ed acclarato, allo stato, l'interesse non
nazionale dell'aeroporto di Comiso, precisando che tale supposto
interesse non nazionale è da riferirsi unicamente al mancato
interesse dello Stato relativamente alle aree di sedime dell'ex
aeroporto militare di Comiso, non potendosi per nulla intendere il
mancato interesse nazionale alla nuova infrastruttura aeroportuale
civile, il cui intervento era stato, infatti, all'uopo inserito
nell'accordo di programma quadro (APQ) per il trasporto aereo
sottoscritto dallo stesso Ministero il 5 novembre 2001 e poi
integrato in data 31 gennaio del 2006 e per il quale erano state
anche stanziate le relative necessarie risorse finanziarie.
In riferimento alla fruibilità della struttura, a seguito
dell'ultimazione dei lavori, l'Ente nazionale dell'Aviazione Civile
ha rilasciato due certificati di agibilità aeroportuale, uno per le
aree cosiddette air side, in data 9 giugno 2011, e uno per le aree
cosiddette land side, in data 12 luglio 2011.
In data 5 dicembre 2011 è avvenuta la consegna anticipata
dell'opera da parte dell'impresa appaltatrice, ovviamente, al
Comune di Comiso e la contestuale consegna provvisoria anticipata
del Comune di Comiso alla società di gestione aeroportuale la SOACO
SPA.
Nel mese di ottobre 2012 è stata formalizzata la consegna
definitiva delle infrastrutture aeroportuali da parte del Comune di
Comiso alla società SOACO.
Frattanto, per verificare il rispetto del cronoprogramma, perché
siamo in presenza di un cronoprogramma con tempi che vanno
rispettati, delle iniziative necessarie per consentire l'immediata
operatività dell'aeroporto di Comiso, è stato costituito un tavolo
tecnico promosso congiuntamente dal Prefetto di Ragusa,
dall'assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità,
che hanno tenuto una serie di riunioni: il 29 novembre 2011, presso
la Prefettura di Ragusa; il 12 dicembre 2011 presso ancora
Prefettura di Ragusa, assessorato delle infrastrutture, e così via;
l'ultimo incontro il 29 settembre del 2012 presso la Prefettura di
Ragusa.
Con quest'ultima attività da parte del tavolo tecnico si è
consentito la sottoscrizione in data 5 novembre 2012 da parte del
sindaco di Comiso e della società di gestione aeroportuale della
convenzione con l'ENAC per la fornitura dei servizi di navigazione
aerea che prevede la piena operatività dello scalo aeroportuale
entro, ribadisco, il primo semestre del 2013 - questa è la data
ultima del cronoprogramma che si sono dati - con ciò facendo venir
meno ogni ulteriore ostacolo esterno alla funzionalità della
infrastruttura aeroportuale in questione.
Per evidenziare quanto posto in essere dalla Regione siciliana, si
fa - tra l'altro - rilevare che la legge regionale 20 luglio 2011,
n. 16, all'articolo 1, comma 3, lettera e), al fine di superare la
fase di stallo venutasi a creare, ed anzi per favorire lo start up
iniziale delle attività aeroportuali, ha disposto lo stanziamento
di 4,5 milioni di euro in favore del Comune di Comiso per le spese
di supporto all'avvio delle attività dell'aeroporto, garantendo
l'operatività dell'aerostazione nelle more dell'emanazione del
decreto interministeriale che ponga in capo allo Stato i costi dei
servizi di controllo del volo. Conseguentemente, il dipartimento
regionale delle autonomie locali ha emanato due provvedimenti in
favore del Comune di Comiso, quale trasferimento vincolato alle
spese di supporto all'avvio delle attività dell'aeroporto.
E arriviamo ai giorni nostri, con nota protocollo numero 48 del
20 febbraio 2013, la società di gestione aeroportuale la SOACO Spa
ha sottoposto al Governo della Regione un dettagliato
cronoprogramma relativo alla fase di start up aeroportuale in vista
dell'auspicata prossima apertura al pubblico dell'aerostazione.
In riscontro a tale nota il sottoscritto e l'onorevole Presidente
della Regione, con nota Assessoriale protocollo numero 19851 del 27
febbraio 2013, hanno evidenziato alla società di gestione e al
comune di Comiso come restino da definire alcuni adempimenti.
PRESIDENTE. Signor Assessore, mi scusi se la disturbo, vedo che
la sua relazione è abbastanza lunga, se possiamo metterla agli atti
e se può arrivare subito alla sintesi del suo intervento, le sarei
grato.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Stiamo
arrivando alla sintesi. Alcuni adempimenti stabiliti in sede di
tavolo tecnico promosso congiuntamente dalla Prefettura di Ragusa e
dalla Regione siciliana,prefigurando un grave danno all'erario
qualora entro la scadenza prevista non venga garantita l'apertura
dell'aerostazione che non potrà che essere addebitato ai
destinatari della citata nota; con mail del 7 marzo 2013, il
Presidente della società di gestione ha comunicato che è stata
inoltrata all'ENAC tutta la documentazione inerente le
pubblicazioni sul ciclo dell'informazione aeronautica
indispensabili all'apertura dello scalo comisano.
L'ENAC valuterà, pertanto, la possibilità di pubblicazione di tali
dati entro la prima decade di marzo, prevedendo l'apertura
dell'aeroporto per il 31 maggio 2013 o, alternativamente, entro la
prima decade di aprile, con apertura il 20 giugno 2013.
L'amministrazione regionale vigilerà puntualmente su tale ultimo
adempimento per il rispetto della data di apertura dell'aeroporto.
In forza di quanto sopra esposto, rispettando questo crono
programma, dovrebbe essere scongiurato il paventato rischio di
definanziamento dell'intervento in questione con la restituzione
delle corrispondenti risorse comunitarie all'Unione Europea.
Quindi, per chiudere - e ovviamente non vuole essere una perdita
di tempo, un dilungarsi su dettagli tecnici - però il Governo,
dalla propria parte, sta vigilando sul rispetto dei termini del
cronoprogramma, così come da convenzione, questi che ho appena
letto sono i tempi previsti e su questo vigileremo affinché si
possa veramente giungere all'apertura dell'aeroporto di Comiso.
Altro problema, così come è stato evidenziato da voi, è la reale
partenza e quindi quello che può essere l'incentivazione o quello
per che può essere il sostegno di questo Governo regionale o della
Regione, visto che gli interventi che oggi si sono susseguiti in
Aula, per quello che è lo start up iniziale.
E' ovvio che si deve aprire necessariamente una discussione e su
questo non posso, per quanto mi riguarda, trasferire al Presidente
Crocetta e, quindi, al Governo quelle che sono state le riflessioni
che un po' tutti voi in base ai vostri interventi avete
evidenziato.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa all'emendamento 29.1. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 29, come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Forse
l'ho anticipato, è ovvio che non posso fare altro che impegnare, se
testualmente, onorevoli colleghi siamo tutti un po' navigati,
quindi, se ovviamente, alla luce di questo emendamento, il
sottoscritto, in qualità di Assessore regionale al ramo, ha
dichiarato che impegnerà su questo emendamento, compatibilmente
alle risorse ed ovviamente alle valutazioni della Giunta di Governo
un percorso comune, condiviso, che possa facilitare l'apertura
dello scalo aeroportuale e, quindi, la possibilità di avere un
ottimo start-up, di avvio, dello scalo aeroportuale penso che più
di questo non posso fare.
L'impegno personale di trasferire in Giunta di Governo quanto è
stato richiesto e, quindi, il contenuto di questo emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 30. Il parere del
Governo?
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata all'unanimità)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 14. Il parere del
Governo?
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Anche
qui si impegnerà, quindi, porterà l'ordine del giorno e, quindi, il
testo all'attenzione del Governo regionale.
Quindi, se ci dobbiamo pronunciare sull'ammissibilità
dell'emendamento è favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
esprimere se è ancora consentito, se è possibile, un'opinione
rispetto a questo ordine del giorno.
Io sono contrario a questo ordine del giorno per una ragione
semplice.
Noi stiamo impegnando, con un ordine del giorno, l'Aula, a dire
che l'aeroporto di Catania - mi permetto di dire - e, quindi, tutti
gli aeroporti siciliani, che non devono subire processi di
privatizzazione. Mi permetto di dire, forse dovremmo interrogarci
sul perché amministrazioni pubbliche continuino ancora oggi a
detenere azioni di società che hanno uno scopo industriale come
quello di gestire gli aeroporti.
Ora, io sono perché l'acqua sia pubblica, perché ci siano alcuni
grandi servizi che devono restare in mano pubblica, ma dire oggi
che la gestione degli aeroporti deve essere, per principio, una
gestione pubblica mi sembra una aberrazione.
Io, personalmente, sono contrario all'impegno che il Parlamento
siciliano fa nel dire che gli aeroporti devono essere pubblici a
vita.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io do
il benvenuto all'onorevole Cracolici nell'economia di mercato , c'è
voluto un po' di tempo ma finalmente anche lui è arrivato all'età
moderna, e al di là della battuta che non è neanche tale, io devo
dire che sono assolutamente d'accordo con l'onorevole Cracolici,
anzi, assessore Bartolotta, io la invito, anche su questo ordine
del giorno, ad esprimere il parere, però, ad esprimere il parere;
ad esprimere il parere, Assessore, significa che lei ci deve dire
se il Governo è d'accordo o è contro quest'ordine del giorno che
non si presta ad interpretazioni rispetto al fatto che gli
aeroporti siciliani restino definitivamente in mano pubblica o
meno, noi vogliamo sapere che ne pensa il Governo con un
contrario o a favore .
Fatta questa premessa, Assessore, un input: ma perché non
percorrete la possibilità, io non lo so se sia fattibile, colleghi
però la trattazione di questo ordine del giorno mi fa venire
un'idea, che rassegno al Governo, come depositario e come organo
che deve valutare tutte le cose possibili, perché non valutate la
possibilità di utilizzare la finanza di progetto, non per la
realizzazione, perché l'aeroporto di Comiso è già pronto, ma per la
gestione.
Ci sono i nuovi ricchi nel mondo, dalla Russia all'India alla
Cina, che non sanno cosa fare dei soldi, mentre noi abbiamo
rischiato di non potere aprire questo aeroporto in un determinato
periodo della storia recente per cinquanta mila euro. Allora
Assessore, valuti insieme al Presidente della Regione la
possibilità anche di seguire questo percorso e ci dica, per favore
con riferimento al ordine del giorno in trattazione qual è il
parere del Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Lombardo, ricordo e questo e l'ultimo intervento,
ricordo che tutto questo è avvenuto in maniera, in via eccezionale,
perché come sapete in base all'articolo 156 ter che cito
testualmente: Gli ordini del giorno presentati, in riferimento
alla materia oggetto di una mozione possono solo essere messi ai
voti senza svolgimento dopo la votazione della mozione .
Però a questo punto siccome abbiamo fatto parlare l'onorevole
Cracolici, credo sia giusto dare la parola all'onorevole Lombardo,
che è il primo firmatario, dopo di ché passiamo direttamente alla
votazione. Credo di essere stato chiaro Onorevole Formica, la
prego, prego onorevole Lombardo.
LOMBARDO. Signor Presidente, tengo semplicemente a precisare
non per risultare ambiguo o quant'altro, il testo diciamo è stato
distribuito, ed è presente tra i banchi dei colleghi. Si riporta
chiaramente, che non vi è nessun riferimento né a tutti gli
aeroporti, e neanche a un impedimento definitivo, per la
privatizzazione. Si fa semplicemente, riferimento al fatto che oggi
la società dell'aeroporto di Catania, è gestito da enti pubblici, i
quali purtroppo, ahimé risultano tutti commissariati, parliamo
delle province, che partecipano, parliamo delle Camere di
Commercio, che sono commissariate, parliamo dell'ISARP ex ASI che è
commissariata, quindi il rischio che voglio scongiurare, e che il
mio Gruppo vuole scongiurare e che un argomento così delicato, che
è diventato di dominio pubblico anche perché in altri aeroporti e
in altre situazioni, similari, pensiamo all'aeroporto di Roma, con
le operazioni Palenzona con l'acquisto, dei terreni Benetton, ha
determinato cosa, un esborso per i passeggeri, quintuplicato, che
naturalmente vanno a pagare come sempre i cittadini, e che poi
determina un utile per i soliti privati.
Quindi volevo rassicurare l'onorevole Cracolici e l'onorevole
Cordaro che questo ordine del giorno non comporterà una definitiva
mancanza di privatizzazione, ce ne guarderemmo bene, da questa
intenzione, ma semplicemente evitare che questa privatizzazione
veda la luce nel momento in cui tutti gli enti che partecipano alla
società aeroporto di Catania sono commissariati.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, le do la parola soltanto per
dichiarazione di voto, per cui le do giusto un paio di minuti.
Onorevole Formica, il Regolamento, non l'ho fatto io.
FORMICA. Signor Presidente, io mi meraviglio che lei voglia
limitare il dibattito, proprio lei che dovrebbe invece fare del
dibattito ciò che è la stella polare che guida il cammino anche,
non solo suo, ma delle istituzioni in genere. Ora non dare la
parola sulla discussione, per altro, di un ordine del giorno di
interesse strategico, e nel momento in cui si sono iscritti a
parlare..
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è che non voglio dare la
parola, io sto cercando di applicare alla lettera quello che è il
Regolamento di questa Assemblea, per cui io adesso le ho dato la
parola, in base all'articolo 131, che le dà il diritto di parlare
per quanto riguarda la dichiarazione di voto, ha qualche minuto, lo
utilizzi nel miglior modo possibile.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
FORMICA. Signor Presidente, c'era una trasmissione che faceva
Arbore, dove c'era sempre un tizio che diceva : Regolamento , per
cui c'è da applicare, il Regolamento . Io la ricordo, forse lei
non la ricorda. Regolamento . A norma di Regolamento vorrei
parlare anche
PRESIDENTE. Sta sprecando del tempo, onorevole
FORMICA. vorrei parlare sull'ordine dei lavori, signor Presidente.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, non
interrompiamo un rapporto che deve iniziare, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, sia succinto, comunque.
FORMICA. Entriamo nel merito. Lungi da me dal mettere in
difficoltà la Presidenza, mi creda veramente. Io sono invece
d'accordo sulle considerazioni che ha fatto l'onorevole Cracolici,
e per una serie di ragioni, Signor Presidente.
L'Italia dice di essere un paese democratico, libero, aperto alla
concorrenza. Vogliamo stare in Europa, vogliamo stare nel mondo e
però nel momento in cui si parla di privatizzare un qualcosa che
dovrebbe solo essere privato, come un aeroporto con un grande
flusso di traffico di passeggeri, peraltro come quello di Catania,
allora si alzano subito alte grida per impedire questa
privatizzazione.
A me sembra molto strano che non si possa iniziare, per fare una
politica seria di spending review, vera, col mettere sul mercato le
cose che sul mercato ci possono stare, perché stanno in piedi da
sole.
Se non iniziamo almeno da questo, da ciò che sul mercato ci può
stare, ma come pensiamo di potere stare in una Europa che sempre
più è votata ad un liberismo sfrenato, sempre più è votata ad un
taglio di risorse continuo, se poi siamo costantemente legati ad
una sorta di statalismo che non ha più modo di essere, perché
veramente non ha più modo di essere, quindi io continuo a dire,
ritengo che questo ordine del giorno non vada votato, perché votare
questo ordine del giorno significherebbe impedire, da qui in
avanti, qualsiasi tentativo di privatizzazione per rendere
esercibili con profitto le società che possono stare sul mercato e
che invece, per una mentalità che è ancora legata ad un vecchio
modo di fare politica, li vuole assolutamente tenere sotto l'ala
protettrice del Governo, dell'essere un'azienda regionale o
un'azienda di Stato.
Quindi, io sono favorevole all'intervento che ha svolto
l'onorevole Cracolici, ritengo che sia utile andare alla
privatizzazione perché ritengo che l'aeroporto di Catania, e credo
che sia il quarto d'Italia come numero di passeggeri, non sia
assolutamente in grado di poter stare in piedi da solo.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Allora, lo ripeto perché c'è stato un attimo di
confusione, per chiarezza, stiamo passando alla votazione
dell'ordine del giorno n. 15, lo rileggo: Iniziative per
assicurare continuità territoriale della Regione con i principali
scali aeroportuali della Sicilia . Chiedo il parere del Governo.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno era gia stato distribuito. Invito
gli assistenti a ridistribuirlo. Nel frattempo che venga
distribuita copia dell'ordine del giorno, leggo la parte
dispositiva. Impegna il Governo della Regione e per esso
l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità ad intraprendere ed
adottare tutte le iniziative d'azione previste dalla vigenti
disposizioni normative comunitarie nazionali, al fine di assicurare
la continuità territoriale della Regione siciliana attraverso il
collegamento degli aeroporti siciliani, Trapani, Catania, Palermo e
Comiso con i principali scali peninsulari .
Bene, adesso penso di essere stato abbastanza esaustivo,
procediamo per l'ennesima volta, e spero che sia l'ultima volta,
alla votazione.
Richiediamo il parere del Governo sull'ordine numero 15, la prego
assessore.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Avevo
detto favorevole prima, a questo punto chiedo, era l'ordine del
giorno numero 14 o 15?
PRESIDENTE. Era l'ordine del giorno numero 15.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo ha espresso parere favorevole. Mi rivolgo
adesso all'Assemblea.
Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(L'Assemblea approva all'unanimità)
Rinvio della discussione del disegno di legge Costituzione dei
consorzi comunali (n. 241)
PRESIDENTE. Sul III punto dell'ordine del giorno, Discussione del
disegno di legge Costituzione dei consorzi comunali (n. 241),
onorevoli colleghi, a tal proposito do lettura della seguente nota
protocollo numero 69/CP del 12 marzo 2013 a firma del Presidente
della I Commissione legislativa permanente, onorevole Forzese:
Illustrissimo Presidente, la I Commissione legislativa ha avviato
l'esame del disegno di legge in oggetto e nella seduta odierna è
emersa la necessità di una maggiore approfondimento del testo in
ordine di eventuali profili di legittimità costituzionale anche
sulla base delle osservazioni degli Uffici, chiedo pertanto alla
Signoria vostra un breve rinvio dei lavori d'Aula al fine di
consentire alla Commissione di ultimare l'esame del testo per
consentire l'approvazione di un disegno di legge il più possibile
condiviso e corretto, in modo da agevolare la discussione in Aula e
la definitiva approvazione da parte dell'Assemblea
Pertanto, come da accordi intervenuti, il disegno di legge numero
241, già iscritto all'ordine del giorno della presente seduta,
viene inviato in Commissione per essere trattato unitamente ai
disegni di legge sulla stessa materia.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 13
marzo 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Norme transitorie per l'istituzione dei consorzi di comuni. (n.
278)
La seduta è tolta alle ore 18.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni Rubrica «Salute»
PALMERI-TROISI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso che:
da molti mesi sono stati appaltati i lavori di ristrutturazione
dell'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, ma i lavori che
dovevano iniziare a gennaio 2012 ancora oggi non sono cominciati;
l'Asp di Trapani aveva altresì disposto per il 1 gennaio 2012
l'apertura di un'area di emergenza urgenza quale struttura vicaria
del nosocomio mazarese, durante i lavori di ristrutturazione
dell'ospedale, ma l'area di emergenza ancora oggi è chiusa;
considerato che i servizi di cui sarà dotata l'area di emergenza-
urgenza, secondo quanto esposto nel tavolo tecnico svoltosi in data
3 dicembre 2012 alla presenza del direttore sanitario, dott.
Osvaldo Ernandez, sono da considerarsi per le varie
specializzazioni in regime ambulatoriale e per il resto si è fatto
riferimento solo a:
pronto soccorso Triade;
posti tecnici di terapia intensiva (solo 4 posti O.B.I.
osservazione breve ed intensiva);
sala chirurgica per le emergenze (solo con personale reperibile);
anestesia e rianimazione;
la cardiologia (solo in regime ambulatoriale e per impianto di
pacemaker provvisori);
nel tavolo tecnico di cui sopra è stata ribadita la richiesta che
l'area di emergenza urgenza di Mazara del Vallo in via Livorno
venga attrezzata secondo le disposizioni ministeriali inerenti al
D.E.A. almeno di primo livello. E questo poiché, nel D.E.A.
(Dipartimento di Emergenza ed Accettazione) di primo livello si
'garantisce... anche le funzioni di osservazione e breve degenza,
di rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare interventi
diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale,
ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia
Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate le prestazioni di
laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di
diagnostica per immagini, e trasfusionali'. (fonte: sito del
Ministero della salute);
inoltre, considerato anche che:
nei giorni scorsi è stata posta alla cortese attenzione della S.V.
una petizione di sensibilizzazione (inviata con raccomandata a/r)
denominata Mazara nel cuore e sottoscritta da 5.147 firme di
cittadini mazaresi e non solo (raccolte in soli 3 giorni), con cui
si è chiesto fra le altre cose che:
nell'area di emergenza in oggetto vengano inclusi, oltre ai posti
cosiddetti 'tecnici', dei posti di UTIC (almeno 6) e che pertanto
non venga trasferita a Castelvetrano e smembrata l'equipe medico-
infermieristica di cardiologia dell'ospedale di Mazara, la quale ha
negli anni dimostrato affiatamento ed efficienza indiscutibile;
l'area di emergenza sia dotata di personale e mezzi per rendere la
sala operatoria effettivamente funzionante h24, ma non con
personale reperibile, ma con personale in loco;
in caso di emergenze di pericolo di vita la lotta contro il tempo
è una condizione vitale e che, quindi, la scelta dell'Asp di non
dotare l'area di emergenza di Mazara almeno con i servizi di un DEA
di primo livello, e con chirurgo ed equipe infermieristica per la
sala operatoria in loco, potrebbe pregiudicare o mettere in
pericolo la salute dei cittadini;
ritenuto che:
la Regione deve tutelare e garantire il diritto alla salute;
il servizio in oggetto è un servizio pubblico, e che per
realizzarlo e renderlo fruibile si spendono soldi pubblici (ovvero
dei cittadini);
per sapere:
se, quando la ristrutturazione del nosocomio A. Ajello' sarà
completata, vi sia l'intenzione di riallocare nell'ospedale di
Mazara i reparti momentaneamente trasferiti negli ospedali
limitrofi, o viceversa si procederà alla dismissione degli stessi;
perché siano stati trasferiti i reparti del nosocomio mazarese
prima dalla apertura dell'area di emergenza, non rispettando né il
cronoprogramma stabilito, nè il diritto alla salute della città di
Mazara;
se sia vero, ed eventualmente perché sia stata chiusa la sala
operatoria dell'ospedale di Mazara prima della apertura dell'are a
di emergenza;
se abbiano deciso di intervenire e con quali provvedimenti
adottati o in corso di approvazione per l'allocazione del reparto
di Cardiologia con posti letto UTIC (almeno 6) presso l'area di
emergenza in oggetto». (19)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono notizie in merito al futuro
dell'Ospedale Abele Ajello e sull'attivazione dei servizi in
dotazione all'area di emergenza, si precisa quanto segue.
E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012 convertito con modificazioni
dalla legge 7/08/2012 n. 135 e dal regolamento attuativo, basati
sull'assistenza organizzata per intensità assistenziale e non più
per patologia, e che in tale sede potranno essere valutate le
osservazioni dell'onorevole interrogante.
Premesso ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha proceduto
alla revisione della rete ospedaliera in attuazione del D.A. 15
giugno 2009 n. 1150, recante Indirizzi e criteri per il riordino,
la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale , con il quale è stato definito il quadro
complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
sistema ospedaliero regionale.
Il processo di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, con l'obiettivo di spostare il baricentro
dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la qualità dei
servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
tendenzialmente, il tasso di ospedalizzazione che era più alto
rispetto alla media nazionale.
Nella prima fase del processo è stato definito il fabbisogno di
posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
Conseguentemente, la rimodulazione della rete ospedaliera ha
comportato la variazione del numero dei posti letto di alcune
discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
raggiungimento, in termini percentuali, della dotazione di 3,87
posti letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e 0,65 per
riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
introdotti dall'Intesa del 3 dicembre 2009 tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
Tuttavia, la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola
la risposta all'obiettivo di revisione dell'assistenza sanitaria
regionale, il cui scopo principale è stato quello di garantire
sicurezza e appropriatezza delle prestazioni ed efficacia e
economicità del sistema.
Gli obiettivi individuati per il completamento del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti riferimento
a:
·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
ricovero per acuti duplicate.
·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
appropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
(ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti]».
L'Assessore
dr.ssa Lucia
Borsellino
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
in data 5 settembre dagli organi di stampa è stata appresa la
notizia della sospensione, da parte della Regione, del servizio di
elisoccorso di Pantelleria dalle 20.00 alle 8.00 e il rischio di
interruzione che a decorrere dal prossimo 1 ottobre
la decisione dell'Assessorato è in contrasto con il diritto alla
salute;
considerato che:
le isole minori vivono una situazione di maggiore disagio rispetto
ad altri territori dovuta proprio alla condizione di insularità;
in caso di emergenze di pericolo di vita la lotta contro il tempo
si reputa una condizione vitale e che, quindi, la scelta della
Regione di ricorrere, in caso di emergenza a Pantelleria, all'uso
di un elicottero posizionato in altre sedi potrebbe pregiudicare o
mettere in pericolo la salute dei residenti, villeggianti o
turisti;
ritenuto che la Regione deve tutelare e garantire il diritto alla
salute;
per sapere:
se sia vera la notizia della sospensione del servizio di
elisoccorso a Pantelleria nella fascia oraria dalle 20 alle 8;
se il Governo abbia deciso l'interruzione definitiva a decorrere
dal 1 ottobre 2012;
i provvedimenti e le decisioni del Governo adottati o in corso di
approvazione per l'immediato ripristino del servizio di elisoccorso
a Pantelleria;
i provvedimenti adottati o deliberati dal Governo per garantire il
servizio di Elisoccorso nelle Isole Minori senza previsioni di
sospensioni e /o interruzioni». (21)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione in oggetto
specificata con la quale si chiedono notizie in ordine al
ripristino del servizio di elisoccorso di Pantelleria, si
rappresenta quanto segue.
Nell'ambito del Progetto relativo alla riconversione dei punti
nascita delle isole minori italiane, e in particolare delle isole
di Lipari e Pantelleria, nonché degli Obiettivi di Piano e del
Progetto Isole Minori, l'Assessore della Salute pro-tempore, in
attuazione a detti obiettivi, e alle relative interlocuzioni
intercorse con il Ministro della Salute pro-tempore, ha disposto, a
decorrere dal 01.11.2011, l'attivazione del servizio di
elisoccorso, in operatività h 24, nell'isola di Pantelleria.
Il servizio in oggetto è stato formalizzato con Atto Aggiuntivo
sottoscritto in data 20.12.2011 e valevole dalla sua attivazione e
sino al 31.12.2011.
Successivamente l'Assessore, nelle more della definizione del
citato progetto, ha disposto, a decorrere dal 01.01.2012, le
ulteriori prosecuzioni del servizio di elisoccorso, in operatività
h24, sino al 31.8.2012, e, attesa la sua mancata definizione,
l'ulteriore prosecuzione, in operatività h12, e sino al 31.12.2012,
nell'ambito delle rete regionale di emergenza-urgenza.
Al fine valutare l'eventuale mantenimento del servizio in oggetto
oltre la data di scadenza del 31.12.2012 il competente Servizio 6
del Dipartimento per la pianificazione strategica di questo
Assessorato, con nota prot. n. 82730 del 14.11.2012, ha invitato il
Direttore Generale della A.S.P. di Trapani a fornire notizie circa
lo stato di attuazione del piano di riordino relativo al Presidio
Ospedaliero di Pantelleria di cui al citato D.A. n. 1378/10,
chiedendo, in particolare, ragguagli sul suo attuale stato di
operatività e di funzionalità, nonché se lo stesso risulti adeguato
per le emergenze sanitarie.
A seguito di quanto rappresentato dall'A.S.P. di Trapani, con
Direttiva Assessoriale, questa Amministrazione ha ritenuto di
prorogare, in operatività h 12, il servizio di elisoccorso
nell'isola di Pantelleria a decorrere dal 01.01.2013 e sino al
31.3.2013.
Per quanto attiene in particolare al tema specifico
dell'assistenza presso le isole minori, si rappresenta che lo
scorso 21 febbraio presso il Dipartimento della programmazione
sanitaria del Ministero della Salute si è tenuto un primo incontro
con le altre Regioni interessate, cui faranno seguito gli ulteriori
già calendarizzati in un preciso crono programma, nel quale la
Regione siciliana ha già presentato la propria quota di un progetto
multiregionale (che prevede i seguenti punti: assistenza
territoriale, emergenza - urgenza, integrazione ospedale -
territorio) che, non appena definito e condiviso, potrà accedere al
riparto di fondi appositamente accantonati dal predetto Ministero
al fine di fare fronte ai bisogni di salute delle zone disagiate
fra cui, per definizione, sono incluse le isole minori».
L'Assessore
dr.ssa Lucia
Borsellino
RAIA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
la Regione siciliana si è dotata di una rete di emergenza per il
soccorso affidata al SEUS che prevede il trasporto primario e
secondario a mezzo di autoambulanze ed eliambulanze equipaggiate
con strumentazione e personale adatti al soccorso in situazioni di
emergenza;
sul territorio siciliano sono attive 4 Centrali Operative del 118,
una delle quali è all'interno dell'Azienda Ospedaliera per
l'Emergenza Cannizzaro che sovrintende alle province di Catania,
Ragusa e Siracusa;
l'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro è ospedale di
riferimento di III livello per l'emergenza e sede di importanti
specialità di traumatologia e chirurgia;
risulta che:
in svariate situazioni, per pazienti provenienti dal bacino di
competenza della Centrale Operativa del 118 di Catania del
Cannizzaro, non è stato possibile provvedere al trasferimento
mediante elisoccorso in quanto la base per gli elicotteri non è
operativa al decollo ed all'atterraggio dei mezzi di soccorso
durante le ore notturne;
le motivazioni di tale gravissima anomalia, che comporta un grave
nocumento al sistema dei soccorsi e dell'emergenza di tutta la
Sicilia orientale, sembrano risiedere nella impossibilità di
attivare i cosiddetti fuochi necessari secondo la normativa
dell'aviazione civile, in quanto la disponibilità di personale
addetto alla guardia ai fuochi è disponibile solamente per le ore
diurne;
i trasferimenti che richiedono l'utilizzo dell'elicottero devono
necessariamente essere trasformati in un trasporto in elicottero
dalla Centrale Operativa di Messina o di Caltanissetta e ritorno
verso le stesse Centrali Operative del 118, oppure verso la base di
Sigonella e proseguire il trasporto con l'ambulanza o direttamente
con l'utilizzo di ambulanza;
atteso che:
tale sistema di gestione mette a rischio l'esito del soccorso
stesso e risulta essere contrario ad ogni logica di emergenza e
soccorso in quanto vengono dilatati immotivatamente i tempi di
soccorso;
il sistema dell'emergenza per la Sicilia orientale risulta essere
monco nelle ore notturne ed operativo solamente nel periodo diurno,
determinando di fatto una situazione atipica per la quale i
cittadini non sono garantiti per l'emergenza;
gli oneri di una tale dissennata gestione che comporta
trasferimento da sedi lontane e diverse da quella di competenza -
che sovrintendono a bacini di emergenza differenti - sottraggono i
mezzi ed il personale al territorio di pertinenza e moltiplicano i
costi del soccorso;
i pazienti inoltre sono spesso destinati in altre strutture del
territorio - vedi Messina e Caltanissetta - comportando un disagio
per i parenti;
per sapere:
se sia a conoscenza di questo disservizio che dura da almeno due
anni;
nel caso i fatti riportati risultassero veri, se intenda appurare
la reale situazione di fatto e di accertare le responsabilità della
Direzione Generale dell'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza
Cannizzaro;
se sia sostenibile una situazione in cui il centro di riferimento
di III livello per l'emergenza per la Sicilia orientale trascuri
proprio gli aspetti legati all'emergenza, destinando invece risorse
per favorire altre discipline mediche;
se vi siano situazioni di conflitti di attribuzioni e di
responsabilità tra la direzione del SEUS e la direzione
dell'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro;
quale azione intenda intraprendere per tutelare la salute ed il
soccorso per la popolazione della Sicilia orientale gestita dalla
Centrale Operativa del 118 di Catania e dell'Azienda Ospedaliera
per l'Emergenza Cannizzaro». (53)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione in oggetto
specificata con la quale si chiedono notizie in ordine alla tutela
della salute e funzionalità della rete di emergenza per il soccorso
della Sicilia orientale, si rappresenta quanto segue.
Com'è noto, la Regione Sicilia ha attivato il S.U.E.S. (Servizio
di Urgenza Emergenza Sanitaria) 118, organizzato dalle Centrali
Operative 118 (Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina) a cui
afferiscono le richieste di soccorso sanitario dai quattro bacini
d'utenza in cui è stata divisa la regione, attivando, in base alla
tipologia di intervento richiesto, le ambulanze per il trasporto
terrestre o le eliambulanze.
Alla C.O. 118 di Palermo affluiscono gli interventi del bacino di
utenza delle province di Palermo e Trapani; alla C.O. 118 di
Catania gli interventi delle province di Catania, Siracusa e
Ragusa; alla C.O. 118 di Caltanissetta gli interventi delle
province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento.
L'unica C.O. 118 il cui bacino d'utenza coincide con la provincia
è quella di Messina che si occupa anche del coordinamento e
gestione del soccorso nelle isole minori dell'arcipelago delle
Eolie e delle comunità montane dei Nebrodi.
La C.O. 118 di Palermo, inoltre, coordina per competenza
territoriale i soccorsi delle isole Egadi, delle isole Pelagie e
dell'isola di Pantelleria.
In relazione a quanto richiesto si fa presente che, al fine di
ottimizzare l'efficienza dell'utilizzo delle eliambulanze adibite
al Servizio di elisoccorso regionale e di far fronte con
tempestività ed efficacia alle crescenti richieste di interventi in
emergenza nell'ambito dei vari bacini di utenza, questa
Amministrazione, nel corso degli anni, ha provveduto a rimodulare
e razionalizzare il Servizio in oggetto.
Da ultimo, con apposito Atto Aggiuntivo, al Contratto per
l'affidamento del Servizio di pronto soccorso di emergenza con
eliambulanza del 15.01.2004, stipulato in data 24.01.2011, si è
provveduto a rimodulare il Servizio in oggetto relativamente alle
basi operative di Palermo, Caltanissetta e Catania.
Specificatamente, tale rimodulazione ha comportato il
potenziamento, delle basi di Palermo e Caltanissetta, con tipologie
di eliambulanze più performanti di quelle già operanti, sostituendo
per il bacino di utenza Palermo e Trapani l'eliambulanza di tipo AB
412 con l'eliambulanza di tipo AW 139 e per il bacino di utenza
Caltanissetta, Enna e Agrigento l'eliambulanza di tipo A 109 con
l'eliambulanza di tipo AB 412.
Contestualmente è stata ridotta l'operatività della eliambulanza,
da H24 ad H12, di stanza alla base di elisoccorso di Catania,
allocata presso l'Azienda Ospedaliera Cannizzaro , atteso che
l'E.N.A.C. ha rinnovato l'autorizzazione all'uso della
elisuperficie, quale infrastruttura a servizio di base HEMS, per la
sola attività diurna, avendo ritenuto, a seguito di verifica,
l'elisuperficie non idonea all'utilizzo notturno.
Nel bacino di utenza della Sicilia orientale sono comunque attive,
in operatività h 24, l'eliambulanza di stanza alla base di
elisoccorso di Messina, allocata presso l'Azienda Ospedaliera
Papardo-Piemonte e quella di Caltanissetta allocata presso
l'Azienda Ospedaliera S. Elia .
In merito alla richiesta relativa alle azioni a tutela della
salute e al soccorso per la popolazione della Sicilia orientale, si
rappresenta che sono altresì presenti sul territorio n. 76
ambulanze/postazioni per il bacino di utenza Catania, Ragusa e
Siracusa di cui n. 39 ambulanze medicalizzate, tutte in operatività
oraria H24, per le emergenze notturne.
Inoltre presso l'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania sono
state avviate le attività per la costruzione della nuova
elisuperficie (variante al piano regolatore, autorizzazioni varie,
ecc. ) adiacente a quella esistente.
Solo a titolo informativo si rappresenta che alla S.E.U.S.
S.C.p.A. è stato affidato il servizio di trasporto primario e
secondario su terra, mentre la gestione del servizio di elisoccorso
è in capo a questo Assessorato».
L'Assessore
dr.ssa Lucia Borsellino
FAZIO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con circolare dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani del 22
novembre 2012 è stato soppresso il punto nascite nell'isola di
Pantelleria, in applicazione della direttiva nazionale che fissa in
almeno 500 parti all'anno il limite per mantenere il presidio
sanitario;
per effetto della suddetta disposizione, le partorienti dell'isola
di Pantelleria sono obbligate a trasferirsi sulla terraferma per
dare alla luce i propri figli, con notevoli spese che ricadono
esclusivamente in capo alle famiglie;
considerato che:
la disposizione che ha soppresso il punto nascite non tiene
minimamente in considerazione la particolarità della situazione di
Pantelleria, che già subisce enormi disagi a causa della
marginalità geografica;
ritenuto che, proprio per le sue peculiarità, Pantelleria non può
essere trattata alla stessa stregua di qualsiasi altro centro
urbano, per cui appare opportuno e necessario individuare ed
attuare soluzioni specifiche, anche in deroga alla direttiva
nazionale, per assicurare il benessere dei cittadini e per
rimuovere le condizioni di disagio che investono la popolazione
dell'isola;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere al fine di
ripristinare il punto nascite a Pantelleria, garantendo ai
cittadini dell'Isola gli stessi diritti e gli stessi servizi di
ogni altro cittadino siciliano ed assicurando loro la massima
tutela dal punto di vista assistenziale e sanitario». (116)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono notizie in merito alla riapertura
del punto nascita dell'Ospedale di Pantelleria, si rappresenta
quanto segue.
Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del 5
gennaio 2012, questo Assessorato ha emanato le direttive per il
Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita .
La riorganizzazione della rete è scaturita dalla necessità di
promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascite e di ridurre,
nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo. Tale intento è stato
formalizzato a livello nazionale con l'accordo Stato-Regioni del 16
dicembre 2010 che ha previsto tutta una serie di correttivi e di
misure di politica sanitaria come, tra gli altri, la
razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con
numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo l'abbinamento per
pari complessità di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche
con quelle neonatologiche/pediatriche, nonché l'attivazione,
completamento e messa a regime del sistema di trasporto assistito
materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
Nell'ambito della riqualificazione della rete ospedaliera e
territoriale e in sintonia con gli orientamenti programmatori
nazionali e internazionali, la Regione siciliana, con il Piano
sanitario regionale 2011/2013, e specificatamente con quanto
previsto al punto 9.2.1 Messa in sicurezza dei punti nascita e
miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato ,
ha definito la rimodulazione della rete materno-infantile per
garantire adeguati standard di qualità relativamente
all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori di
efficacia, di efficienza e di appropriatezza ed economicità delle
prestazioni erogate, con particolare riferimento al numero dei
parti cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei bisogni di
salute dei cittadini.
A tal fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare le
UU.OO di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e
terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta e
all'organizzazione in rete dei servizi per patologia, volume e
complessità.
Il Piano ha altresì inteso valorizzarne ulteriormente il
collegamento funzionale con la rete regionale di emergenza e
potenziare il servizio di trasporto per le emergenze neonatali
(STEN) e servizio di trasporto assistito materno (STAM) su base
regionale.
Si è ritenuto, infine, di dover garantire la continuità
assistenziale intesa come omogeneità dell'assistenza erogata,
perseguendo modelli di continuità assistenziali che consentano la
distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza a rischio,
attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al fine di
una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali,
sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
le interdipendenze esistenti fra le strutture operative, il
distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e gli
altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
Pertanto, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita i
Direttori generali dovranno provvedere alla riorganizzazione del
percorso nascita , per offrire alle mamme e ai neonati una
migliore qualità dell'assistenza e della presa in carico completa,
dal concepimento fino al periodo immediatamente precedente al parto
e, per questo, dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui
siano definite le strutture e le modalità attraverso cui il
percorso nascita potrà essere assicurato nel territorio anche sulla
base delle caratteristiche della popolazione di riferimento.
Per quanto attiene in particolare al tema specifico
dell'assistenza presso le isole minori si rappresenta che lo scorso
21 febbraio presso il Dipartimento della programmazione sanitaria
del Ministero della Salute si è tenuto un primo incontro con le
altre Regioni interessate, cui faranno seguito gli ulteriori già
calendarizzati in un preciso crono programma, nel quale la Regione
siciliana ha già presentato la propria quota di un progetto
multiregionale (che prevede i seguenti punti: assistenza
territoriale, emergenza - urgenza, integrazione ospedale -
territorio) che, non appena definito e condiviso, potrà accedere al
riparto di fondi appositamente accantonati dal predetto Ministero
al fine di fare fronte ai bisogni di salute delle zone disagiate
fra cui, per definizione, sono incluse le isole minori».
L'Assessore
dr.ssa Lucia Borsellino