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Resoconto d'Aula della Seduta n. 26 di martedì 12 marzo 2013
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   Presidenza del Vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  n.  24 e n. 25 del 6 marzo 2013 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


     Indirizzo di saluto ai docenti ed agli studenti dell'istituto
              tecnico industriale Ettore Majorana di Milazzo

   PRESIDENTE.  Rivolgo un indirizzo di saluto  ai  docenti  ed  agli
  studenti  dell'istituto  tecnico  industriali  Ettore  Majorana  di
  Milazzo (ME), che assistono ai lavori della presente seduta.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per la salute, le risposte scritte alle interrogazioni:

   N.   19   -   Notizie  sul  futuro  dell'ospedale  A.   Ajello   e
  sull'attivazione dei servizi in dotazione dell'area di emergenza in
  via Livorno a Mazara del Vallo (TP).
   Firmatari: Palmeri Valentina; Troisi Sergio

   N. 21 - Ripristino del servizio di elisoccorso di Pantelleria.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  53 - Azioni a tutela della salute e funzionalità della rete di
  emergenza per il soccorso nella Sicilia orientale.
   Firmatario: Raia Concetta

   N. 116 - Ripristino del punto nascite a Pantelleria(TP).
   Firmatario: Fazio Girolamo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Condizioni   di   trasporto   pubblico   locale   e   sanzioni
  amministrative. (n. 275)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Figuccia  e
  Di Mauro in data 7 marzo 2013.

   - Recupero e valorizzazione delle coste della Sicilia. Istituzione
  dell'Osserva-torio  regionale per la  tutela  e  la  valorizzazione
  delle coste. (n. 276)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Ruggirello
  in data 7 marzo 2013.

   - Sviluppo del turismo naturista in Sicilia. (n. 277)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Tamajo  in
  data 7 marzo 2013.

   - Istituzione del Parco dell'Oreto. (n. 279)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   - Norme in sostegno dell'editoria e della comunicazione. (n. 280)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   -  Iniziative  a  sostegno  del personale  del  consorzio  per  le
  autostrade siciliane. (n. 281)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   -  Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in un  Ente
  regionale   per   le   infrastrutture  demaniali,   per   l'energia
  alternativa e per le aree rurali (ERIDEA). (n. 282)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   -  Interventi  a  favore  degli eredi di appartenenti  alle  forze
  dell'ordine,  alle forze armate, ai vigili del fuoco e  alle  forze
  della   polizia  municipale  caduti  nell'adempimento  del  proprio
  dovere. (n. 283)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   -  Norme  per  l'istituzione  e  la  promozione  della  fondazione
   Francesco Carbone . (n. 284)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   -  Norme urgenti in materia di industria ed iniziative sul sistema
  del risparmio energetico. (n. 285)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

   - Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing
  di lavoro. (n. 286)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013

   - Norme sull'itturismo. (n. 288)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013

   - Riconoscimento della lingua dei segni e dei sordi come minoranza
  linguistica. (n. 289)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013

   - Riconoscimento della lingua dei segni. (n. 290)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013

   - Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale del settore
  della  formazione professionale. Costituzione dell'Agenzia unica  e
  misure occupazionali. (n. 291)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013

   -  Norme urgenti in materia di industria ed iniziative sul sistema
  del risparmio energetico. (n. 292)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Caputo  in
  data 8 marzo 2013.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 287  Iniziative  a
  sostegno  delle isole minori , presentato dall'onorevole Caputo  in
  data   8   marzo  2013,  è  stato  ritirato  con  nota   prot.   n.
  0003138/SG.LEG.PG dell'11 marzo 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Trattamento ai fini fiscali del rimborso delle spese  sostenute
  da coloro che prestano attività di volontariato. (n. 245)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo  2013 e inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Norme  in  materia  di segretari comunali e  provinciali  della
  Regione;     istituzione    dell'Albo    regionale;    istituzione,
  regolamentazione,   organizzazione  e  funzionamento   dell'Agenzia
  autonoma regionale per la gestione dell'Albo dei segretari comunali
  e  provinciali;  istituzione della Scuola superiore della  pubblica
  amministrazione locale siciliana. (n. 255)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo  2013 e inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Istituzione dell'Agenzia Regionale dell'Immigrazione. (n. 256)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere V

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante  disposizioni concernenti la sospensione e  la  revoca  del
  trattamento  pensionistico  per  i  soggetti  sottoposti  a  misure
  restrittive  della  libertà personale o  condannati  per  reati  di
  terrorismo o di criminalità organizzata. (n. 257)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Modifica della denominazione del Comune di Santa Flavia in Santa
  Flavia - Solunto. (n. 262)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Composizione dei Consigli Comunali. (n. 263)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Modifica  del trattamento economico dei dirigenti regionali  in
  quiescenza. (n. 264)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Interventi  per  la  promozione e  lo  sviluppo  di  azioni  di
  cittadinanza attiva delle persone anziane in Sicilia. (n. 266)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Norme in materia di beni civici e di diritto di uso civico. (n.
  269)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere III

   -  Erezione in comune autonomo della frazione di Pioppo del comune
  di Monreale (n. 274)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Norme transitorie per l'istituzione dei consorzi di Comuni. (n.
  278)
   di iniziativa governativa, presentato il 7 marzo 2013 e inviato il
  7 marzo 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole colpite da
  gravi fitopatie. (n. 242)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere UE

   -  Norme  in  favore della tutela e valutazione della qualità  del
  prodotto  agricolo  e  alimentare e dei  prodotti  dell'artigianato
  tipico della Sicilia. (n. 244)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere UE

   - Norme finanziarie per lo sviluppo economico. (n. 248)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere UE

   - Iniziative a sostegno della Pesca. (n. 250)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo  2013 e inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Riconoscimento  di bottega-scuola alle imprese  artigiane.  (n.
  254)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere V

   -  Norma  in materia di scostamento degli indicatori occupazionali
  per  le  misure del POR 2000/2006 e della programmazione  regionale
  2007/2013. (n. 271)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Soppressione dei Consorzi di ripopolamento ittico. (n. 272)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli a chilometro
  zero  e  di  qualità. Interventi promozionali nel settore agricolo.
  (n. 273)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere UE

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Nuove  norme  in  materia di sviluppo turistico.  Modifiche  ed
  integrazione alla legge regionale 15 settembre 2005 n. 10. (n. 247)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Affitti agevolati per agenti di polizia penitenziaria. (n. 252)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Misure  alla  legge  regionale 8  aprile  2010  n.  9  Gestione
  Integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinanti. (n. 259)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere I e UE

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Incentivi per l'adozione dell'abbigliamento scolastico uniforme.
  (n. 243)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei pupi e  dei
  pupari siciliani. (n. 246)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Iniziative  volte alla tutela, al recupero, alla valorizzazione
  delle  strutture  architettoniche tipiche siciliane rappresentative
  dei  valori  ambientali paesaggistici, storici  e  culturali  della
  Regione. (n. 249)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -   Disposizioni  urgenti  per  il  settore  della  formazione   e
  dell'orientamento professionale. (n. 253)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -   Istituzioni   borse   di  studio  per   favorire   gli   studi
  comparatistici della giustizia della Comunità europea. (n. 261)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere UE

   -  Norme  del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio
  culturale immateriale  siciliano. (n. 265)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme  in  materia di uso di sostanze psicotrope su  bambini  e
  adolescenti. (n. 251)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Istituzione  del  Servizio  Sociale  Professionale  e  relativa
  dirigenza  presso le Aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere
  della Regione. (n. 258)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   - Riconoscimento e sostegno all'Associazione Alzheimer di Palermo.
  (n. 260)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.

   -  Istituzione e disciplina dei punti di accoglienza del  neonato.
  (n. 267)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere I

   - Istituzione dell'assegno di Maternità. (n. 270)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 marzo 2013 e  inviato
  il 7 marzo 2013.
   parere I.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22. (n. 233)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

   -  Introduzione  del limite ai mandati parlamentari  all'Assemblea
  regionale siciliana. Modifica all'art. 8 della l.r. 20 marzo  1951,
  n. 29. (n. 234)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

   -  Norme  generali  in  materia di difesa  civica  ed  istituzione
  dell'Ufficio civico regionale. (n. 240)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Valorizzazione  delle  vinacce per  le  finalità  nutrizionali,
  energetiche ed agronomiche. (n. 237)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

   - Norme per lo sviluppo economico. (n. 239)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Interventi per lo sviluppo delle zone montane. (n. 236)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
   parere I e III

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -  Sostegno  all'Università degli studi  della  Sicilia  per  la
  promozione di uno sviluppo regionale di qualità. (n. 238)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Istituzione del Fondo di garanzia per le persone e le  famiglie
  in stato di povertà. (n. 235)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 marzo 2013.
   parere I.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo sarà in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 16 al 20 marzo 2013.
   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bernadette Grasso,  con  nota
  prot. n. 0003031/SG.LEG.PG dell'8 marzo 2013, ha chiesto di apporre
  la  firma  al  disegno di legge n. 235  Istituzione  del  Fondo  di
  garanzia per le persone e le famiglie in stato di povertà ;

   -   l'onorevole   Fabrizio  Ferrandelli,   con   nota   prot.   n.
  0003032/SG.LEG.PG dell'8 marzo 2013, ha chiesto di apporre la firma
  al   disegno   di   legge  n.  230   Norme  per  il  riconoscimento
  dell'Albergo diffuso in Sicilia .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Integrazione   e   modifica  DA   n.   2283/12    Riordino   e
  razionalizzazione dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita
  (PMA)  sul  territorio  della Regione siciliana   e   Aggiornamento
  requisiti  strutturali, tecnico-scientifici ed organizzativi  delle
  strutture  pubbliche  e  private  per  l'esercizio  delle  attività
  sanitarie  di Procreazione Medicalmente Assistita di I,  II  e  III
  livello  e requisiti aggiuntivi per l'accreditamento istituzionale.
  (n. 6/VI).
   pervenuto in data 7 marzo 2013 e inviato in data 11 marzo 2013.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Nicotra è  in  congedo,  per
  motivi di salute, per i giorni 12 e 13 marzo 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  376  - Iniziative volte a sconfiggere il fenomeno del bullismo
  nelle scuole e ad educare i giovani al rispetto degli altri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  377 - Iniziative volte a ripristinare la postazione del 118  e
  la dotazione nelle ore notturne di
   un'automedicalizzata presso l'isola di Ortigia (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  378  -  Opportune  iniziative  presso  l'ASP  di  Palermo  per
  garantire  una  adeguata funzionalità al Consultorio  Familiare  in
  località Tommaso Natale (PA).
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  379 - Iniziative volte ad impedire la soppressione della corsa
  serale del bus nella tratta Agrigento - Santo Stefano di Quisquina.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  380 - Chiarimenti circa la mancata valutazione dei servizi  di
  docenza   universitaria  a  contratto  quali  titoli  nei  concorsi
  pubblici per soli titoli banditi dagli enti locali siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Pogliese Salvatore  Domenico; Assenza Giorgio;  Caputo
  Salvino; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  381  -  Iniziative per la creazione del marchio 'SICILIA'  per
  tutte le produzioni agricole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Pogliese Salvatore  Domenico; Assenza Giorgio;  Caputo
  Salvino; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N. 382 - Iniziative finalizzate a favorire l'immediata operatività
  del porto di Balestrate (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;   Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  393  -  Notizie in merito al patrocinio della Regione  per  la
  manifestazione 'gay pride 2013' a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  397  -  Chiarimenti  in ordine ai ritardi  nei  pagamenti  dei
  laboratori di analisi da parte dell'ASP di Agrigento.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Oddo Salvatore

   N.  400  -  Notizie  in  merito  ai  finanziamenti  pregressi  del
  'Circuito del Mito'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  Caputo  Salvino; Pogliese Salvatore Domenico;  Assenza
  Giorgio; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
   N.  401  - Iniziative per fronteggiare i gravissimi rischi per  la
  salute  dei siciliani causati dalle emissioni nocive degli impianti
  industriali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Pogliese  Salvatore   Domenico;
  Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco

   N.  402  -  Iniqua  distribuzione tra le province siciliane  delle
  risorse previste dalla legge regionale 3 gennaio 2013, n. 3.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  403  -  Interventi urgenti in favore dei livelli occupazionali
  del personale del CIAPI di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  404  - Chiarimenti sulla condotta degli enti locali che  fanno
  parte  dell'Ato Gesa 2 S.p.A. in merito all'inizio del servizio  di
  raccolta in proprio dei rifiuti solidi urbani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Di Mauro Giovanni

   N.  405  -  Interventi  allo scopo di dare piena  attuazione  alla
  promozione della lingua italiana dei segni (LIS).
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  408  - Iniziative per garantire il diritto al rimborso del  90
  per  cento  dei  tributi  pagati  per  il  triennio  1990-1992  dai
  contribuenti colpiti dal sisma del 13 dicembre 1990.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  410  -  Interventi  al  fine di garantire  l'attuazione  delle
  disposizioni contenute nella legge regionale 12 luglio 2011, n. 12,
  in   ordine  alla  costituzione  dell'Osservatorio  regionale   dei
  contributi pubblici.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Cracolici Antonello

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  383  -  Chiarimenti  in  ordine alla mancata  concessione  del
  padiglione  20  della Fiera del Mediterraneo di Palermo  a  società
  organizzatrice di una rassegna fieristica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Trizzino   Giampiero;  Ciaccio  Giorgio;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano;
  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa  Salvatore;  Troisi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Venturino Antonio

   N.  387  -  Interventi  a  tutela del patrimonio  forestale  della
  Riserva  Naturale Orientata 'Monte Pellegrino' e  del  Parco  della
  Favorita (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:   Trizzino   Giampiero;  Ciaccio  Giorgio;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano;
  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa  Salvatore;  Troisi  Sergio;
  Venturino Antonio; Zafarana Valentina.

   Avverto che le stesse saranno inviate al Governo e alle competenti
  Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  384  -  Iniziative  per sollecitare la  conclusione  dell'iter
  espropriativo  relativo  ad  aree destinate  alla  viabilità  nella
  frazione di Macchia di Giarre (CT).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vullo Gianfranco

   N.  385  - Chiarimenti circa la mancata trasformazione del CERISDI
  di  Palermo  (Centro Ricerche e Studi Direzionali) in organismo  di
  natura integralmente pubblicistica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Maggio Maria Leonarda; Anselmo Alice; Milazzo Antonella
  Maria

   N.  386  - Chiarimenti ed interventi ai fini della fruibilità  del
  Real  Teatro  S. Cecilia con trasferimento in comodato  d'uso  alla
  Fondazione 'The Brass Group'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.   388  -  Notizie  circa  il  blocco  dello  scorrimento  della
  graduatoria  dei  lavoratori forestali e sulla  mancata  erogazione
  delle retribuzioni arretrate.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  389  -  Interventi  a  sostegno del  comparto  agrumicolo  del
  comprensorio dello Jato (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  390  -  Notizie in merito al Piano di sviluppo  rurale  -  PSR
  Sicilia 2007 - 2013 - Asse 4 'Attuazione dell'approccio Leader'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:   Ciancio  Gianina;  Palmeri  Valentina;  Mangiacavallo
  Matteo; Ferreri Vanessa; Troisi Sergio; Cancelleri Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela;  La
  Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio

   N.  391  -  Notizie sulle illegittime promozioni di 43  dipendenti
  della Cassa regionale per le imprese artigiane (CRIAS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  392  -  Notizie  sulla  gestione  del  servizio  idrico  nella
  provincia di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: La Rocca Ruvolo Margherita

   N. 394 - Notizie in merito alle modalità d'intervento del servizio
  di 118 nella provincia di Ragusa.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Dipasquale Emanuele

   N.  395 - Notizie in merito alla riapertura dei cantieri regionali
  di lavoro.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Dipasquale Emanuele

   N.  396 - Notizie in merito alla mancata assunzione dei lavoratori
  ex interinali della Multiservizi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Cascio Salvatore

   N.  399  -  Notizie sulla biennale della ceramica  di  Caltagirone
  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari: Falcone Marco; Ioppolo Giovanni

   N.  406  - Notizie circa il blocco delle retribuzioni al personale
  dipendente  del  CIAPI  -  Palermo e  iniziative  per  un  rilancio
  dell'attività dell'ente.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  407 - Interventi finalizzati ad evitare la soppressione  dallo
  stato  di  previsione  della spesa per l'anno 2013  dei  contributi
  previsti  per  gli  istituti Unione italiana  dei  ciechi  e  degli
  ipovedenti,  stamperia regionale Braille e centro regionale  'Helen
  Keller'.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  La  Rocca  Claudia; Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;   Ciancio
  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 409 - Azioni finalizzate all'erogazione dell'ultima tranche per
  il 2012 sul Fondo unico ai comuni siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N. 411 - Azioni finalizzate alla revoca delle nomine di consulenti
  esterni conferite dal Presidente della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  é  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N. 19 - Interventi per assicurare il corretto
   funzionamento   del   servizio  di  TSO   (trattamento   sanitario
  obbligatorio) in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Gianni Giuseppe.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  52   Stabilizzazione occupazionale del personale  ASU ,
  degli  onorevoli  Caputo Salvino; Assenza Giorgio;  Falcone  Marco;
  Scoma Francesco; Fontana Vincenzo, presentata il 6 marzo 2013;

   -   numero  53   Interventi  per  ottenere  il  riconoscimento  di
  strumenti  di  fiscalità  di  vantaggio  per  la  Sicilia ,   degli
  onorevoli  Sudano Valeria; Leanza Nicola; Sammartino Luca;  Cordaro
  Salvatore;  Cascio Salvatore; Clemente Roberto Saverio,  presentata
  il 6 marzo 2013;

   -  numero  54   Interventi per ottenere il riconoscimento  per  la
  Sicilia  dello  status di zona franca , degli onorevoli  Sammartino
  Luca;  Leanza Nicola; Sudano Valeria; Lentini Salvatore, presentata
  il 6 marzo 2013;

   -  numero  55   Iniziative per l'attivazione  delle  zone  franche
  urbane  in  Sicilia ,  degli  onorevoli  Dipasquale  Emanuele;   Di
  Giacinto Giovanni; Coltraro Giambattista; Malafarina Antonio;  Oddo
  Salvatore; Ciaccio Giorgio; Venturino Antonio; Foti Angela; Palmeri
  Valentina;   Mangiacavallo  Matteo;  La  Rocca  Claudia;   Siragusa
  Salvatore;  Ferreri  Vanessa;  Troisi Sergio;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Zito Stefano; Zafarana
  Valentina;  Trizzino Giampiero; Cirone Maria in Di Marco;  Marziano
  Bruno; Milazzo Antonella Maria, presentata il 6 marzo 2013;

   - numero 56  Iniziative in favore dell'isola di Marettimo colpita,
  dalla  tempesta di vento verificatasi il 5 e 6 marzo  2013 ,  degli
  onorevoli Fazio Girolamo; Gucciardi Baldassare; Lo Sciuto Giovanni;
  Milazzo   Antonella  Maria;  Oddo  Salvatore;  Palmeri   Valentina;
  Ruggirello Paolo; Troisi Sergio; Turano Girolamo, presentata  il  7
  marzo 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                 Comunicazione di preclusione di mozione
                 e di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione   delle
  mozioni numero 12 e 21 nella seduta d'Aula n. 25 del 6 marzo 2013 è
  da intendersi preclusa la mozione n. 44, di analogo contenuto.
   Comunico, altresì, che con nota pervenuta il  7  marzo  2013  e
  protocollata al n. 3045/Aulapg dell'8 marzo successivo, l'onorevole
  D'Asero ha ritirato l'interrogazione n. 412.
   Con  email dell'11 marzo 2013, protocollata al n. 3163/AULAPG  del
  12  marzo 2013, l'on. Caputo ha ritirato l'interrogazione  n.  398,
  poichè  di  identico contenuto all'interrogazione n. 393,  a  firma
  dello stesso deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di costituzione di Intergruppo federalista europeo e
           per i rapporti con i Paesi Terzi del Mediterraneo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo  che,  come  da  nota  ed
  annessa  documentazione pervenuta, da parte dell'onorevole D'Asero,
  alla  Presidenza dell'Assemblea il 6 marzo 2013, e protocollata  al
  n.  3027/Aulapg-Ragpg dell'8 marzo successivo, comunico che   si  è
  costituito  presso l'Assemblea regionale siciliana   l' Intergruppo
  federalista  europeo  e  per  i rapporti  con  i  Paesi  Terzi  del
  Mediterraneo ,    composto   dagli  onorevoli   D'Asero,   Germanà,
  Lantieri, Anselmo, Sudano, Sammartino, Fontana, Miccichè,  Assenza,
  Federico,  Figuccia, La Rocca Ruvolo, Sorbello, Cordaro, Panepinto,
  Gianni, Tamajo, Gucciardi.
   Il  suddetto Intergruppo, nella riunione del 28 febbraio 2013,  ha
  provveduto all'approvazione del relativo statuto, ed ha  eletto  il
  proprio direttivo, che risulta così composto:
   Presidente, onorevole D'Asero;
   Vice Presidenti, onorevoli Anselmo e Sudano;
   Cassiere, onorevole Lantieri.

   Copia  di  tutta  la  documentazione acquisita trovasi  depositata
  presso il Servizio Lavori d'Aula e il Servizio di Ragioneria.

    L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di trasmissione copia conforme del verbale del
                               Collegio
            di Garanzia Elettorale per la Regione siciliana

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot.  n.  P/13/4010/GB  del  6
  marzo  2013  pervenuta l'8 marzo successivo e  protocollata  al  n.
  3091/AULAPG SGPG  di  pari data, è stata trasmessa  copia  conforme
  del  verbale  del Collegio di Garanzia Elettorale  per  la  Regione
  siciliana,  costituitosi presso la Corte d'Appello di Palermo,  del
  19  febbraio 2013, la cui parte dispositiva, confermando ancora una
  volta il precedente indirizzo, così recita:
    delibera  nel senso che non appartiene al Collegio  Regionale  di
  Garanzia  elettorale per la Regione Sicilia il potere di  controllo
  sulle  spese elettorali sostenute dai candidati in occasione  delle
  elezioni   regionali  svoltesi  il  28  ottobre  2012   e   dispone
  l'archiviazione di tutta la documentazione pervenuta;
   dispone, altresì, che copia del presente verbale sia trasmesso  al
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana e al Presidente della
  Regione  siciliana per opportuna conoscenza e per le indispensabili
  iniziative legislative di loro competenza .

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


    Discussione unificata di atti di indirizzo politico e ispettivi
  sull'aeroporto di Comiso: mozioni nn. 29, 31 e 36; interpellanza n.
                       10; interrogazione n. 69

   Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione unificata
  di atti di indirizzo politico e ispettivi sull'aeroporto di Comiso:
  mozioni nn. 29, 31 e 36; interpellanza n. 10; interrogazione n. 69.
   Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   in  data  29  gennaio  2013  il Ministro  delle  Infrastrutture  e
  Trasporti, Corrado Passera, ha emanato l'Atto di indirizzo  per  la
  definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale;

   in  tale  atto gli aeroporti vengono classificati in aeroporti  di
  Interesse nazionale e aeroporti non di interesse nazionale;

   gli aeroporti di interesse nazionale sono suddivisi in tre gruppi,
  Core  Network, Comprehensive Network e altri aeroporti con traffico
  superiore   a   500mila   passeggeri   annui   e   con   specifiche
  caratteristiche territoriali;

   l'aeroporto  di  Palermo  Borsellino Falcone  figura  nella  prima
  classe,  quello  di Catania Fontanarossa e di Trapani  Birgi  nella
  seconda  classe,  quelli  di Pantelleria e  Lampedusa  nella  terza
  classe;

   l'aeroporto  di  Comiso,  pur finanziato con  fondi  europei,  non
  risulta  ricompreso  in nessuna classe e classificazione  contenuta
  nell'atto di indirizzo;

   l'atto di indirizzo conferma investimenti immediati solo per Roma,
  Milano e Venezia (quest'ultimo aeroporto non ricompreso nei sistemi
  aeroportuali riconosciuti da UE in Italia, che sono solo quelli  di
  Milano e Roma);

   gli aeroporti non di interesse nazionale passano alla Regione;

   OSSERVATO che l'atto d'indirizzo:

   1)  reputa  opportuno  procedere alla progressiva  dismissione  di
  quote societarie da parte degli enti pubblici e favorire l'ingresso
  di capitali privati;

   2)   favorisce   anche  la  costituzione  delle  cosiddette   reti
  aeroportuali , gestite da un unico soggetto, al fine di  conseguire
  vantaggi  sul  fronte della differenziazione e specializzazione  di
  ruolo  nel servire lo stesso territorio con infrastrutture dedicate
  per   tipologia   di  traffico  (es:  low  cost,  cargo,   charter,
  distribuzione   stagionale  del  traffico)  e   dell'ottimizzazione
  nell'acquisizione di servizi e beni da parte di fornitori terzi con
  economie di scala a beneficio di tutti gli aeroporti in rete;

   3)  favorisce  la ridefinizione delle risorse umane e  finanziarie
  destinate  ai  servizi  antincendio, ai controlli  di  sicurezza  e
  doganali e ad altre tipologie di servizi;

   4)  consente la modifica del servizio di controllo aereo  passando
  da   un  servizio  di  torre  ad  un  servizio  di  AFIS  (Servizio
  Informazioni  di  Volo  Aeroportuali) negli  aeroporti  con  scarso
  traffico commerciale;

   5)  sarà inviato all'attenzione della Conferenza Permanente Stato-
  Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano prima di  essere
  convertito in Decreto del Presidente della Repubblica,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  opporre  un valido, forte e motivato rifiuto al non inserimento
  dell'aeroporto  di Comiso fra gli aeroporti di interesse  nazionale
  di  Core  Network, essendo stato lo stesso approvato  e  finanziato
  dalla stessa Unione Europea;

   a  farsi promotore di ogni iniziativa finalizzata ad ottenere  che
  tutti  gli  scali  siciliani ricadano sotto l'esclusiva  competenza
  gestionale  e  patrimoniale della Regione  siciliana,  al  fine  di
  gestirne gli atti concessori, la loro durata, la sorveglianza sugli
  stessi  e  l'approntamento  di misure tariffarie  indipendenti  dal
  controllo   centralista  del  Ministero  delle   infrastrutture   e
  dell'ENAC». (29)

                                                        DIGIACOMO   -
  GUCCIARDI - MARZIANO - RAIA - RAGUSA
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che in data 29 gennaio 2013 è stato emanato dal Ministro
  per  i  Trasporti  e le Infrastrutture l'Atto di indirizzo  per  la
  definizione  del  Piano  nazionale per lo  sviluppo  aeroportuale':
  questo  provvedimento  pone le basi per un  riordino  organico  del
  settore  aeroportuale sotto il profilo infrastrutturale, gestionale
  e  della  qualità dei servizi; in Italia, infatti, sono attualmente
  operativi  112 aeroporti di cui 90 aperti al solo traffico  civile,
  11  militari aperti al traffico civile e 11 esclusivamente  ad  uso
  militare;  come  riportato in un comunicato stampa  del  Ministero,
  l'atto di indirizzo, al fine di ridurre la frammentazione esistente
  e  favorire  un  processo di riorganizzazione  ed  efficientamento,
  formula una proposta di individuazione degli aeroporti di interesse
  nazionale che costituiranno l'ossatura strategica su cui fondare lo
  sviluppo del settore dei prossimi anni';

   RITENUTO  che  tra  i  10 aeroporti italiani inseriti  nella  Core
  Network  -  Ten-T',  cioè  considerati di  rilevanza  strategica  a
  livello  UE  in  quanto pertinenti a città o nodi primari,  l'unico
  scalo  isolano  ivi  previsto  è  quello  di  Palermo;  l'Aeroporto
  Vincenzo  Bellini  -  Fontanarossa  di  Catania,  così  come  anche
  l'Aeroporto  Birgi  - Vincenzo Florio di Trapani,  rientrano  nella
  Comprehensive Network'; infine, l'Aeroporto di Comiso,  non  ancora
  aperto  al  traffico,  viene collocato tra  gli  Aeroporti  non  di
  interesse  nazionale' e, pertanto, ai sensi e per gli  effetti  del
  D.Lgs. 85 del 28 maggio 2010, sembrerebbe destinato, qualora  tutto
  ciò venisse confermato, ad essere trasferito al demanio regionale;

   CONSIDERATO  che,  così come anche rilevato  dall'Enac  nel  Piano
  Nazionale  degli  aeroporti'  del  Febbraio  2012,  nello  scenario
  attuale,  la  posizione  centrale della Sicilia  rispetto  all'area
  Mediterranea,  potrebbe  rappresentare una grande  potenzialità  in
  termini  strategici  per  collocare  la  Regione  come  piattaforma
  intermodale  nel punto di intersezione delle rotte commerciali  del
  Mediterraneo. In tal senso per gli scali aeroportuali siciliani  si
  aprirebbero interessanti prospettive di sviluppo di nuove  correnti
  di  traffico  da e verso i paesi del nord Africa e più in  generale
  della  zona  sud  dell'area  mediterranea;  (  )  per  il  prossimo
  ventennio   pertanto  il  sistema  aeroportuale   siciliano   potrà
  continuare  a  essere organizzato su due poli, uno per  la  Sicilia
  orientale, basato sugli scali di Catania e di Comiso e l'altro  per
  la Sicilia Occidentale basato sugli scali di Palermo e Trapani, con
  gli  scali delle isole minori di Lampedusa e Pantelleria.  In  tale
  scenario,  nell'ottica di decongestionamento degli scali  maggiori,
  per   lo   scalo  di  Comiso  è  stata  indicata  la  funzione   di
  complementarietà  rispetto all'aeroporto di  Catania  Fontanarossa,
  come  base  per  voli  charter, low cost, e  come  base  cargo  per
  potenziare  lo  sviluppo delle attività commerciali  della  Sicilia
  meridionale  ed  orientale, o come scalo  alternativo  in  caso  di
  temporanea  chiusura  dello scalo catanese  a  causa  dei  problemi
  derivati da eventuali eruzioni vulcaniche';

   OSSERVATO che la proposta ministeriale in oggetto
   necessita dell'intesa con la Conferenza Permanente per i  rapporti
  tra  lo  Stato, le Regioni e le Province autonome di  Trento  e  di
  Bolzano,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
           L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'

   ad  adottare,  in seno alla Conferenza permanente Stato-Regioni  e
  Province  autonome  -  che verrà all'uopo convocata  per  discutere
  dell' Atto di indirizzo per la definizione del Piano Nazionale  per
  lo  Sviluppo  Aeroportuale'  -  ogni  azione  ed  iniziativa  utile
  affinché  vengano apportate delle modifiche tali da scongiurare  il
  rischio dell'esclusione dell'aeroporto di Comiso dalla lista  degli
  aeroporti  di interesse nazionale nonché il rischio dell'esclusione
  dell'aeroporto  di  Catania dalla 'Core Network Ten-t',  in  quanto
  entrambi  gli  scali  costituiscono tasselli  fondamentali  per  lo
  sviluppo della Regione siciliana». (31)

   LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - FIORENZA -

   FEDERICO - LO SCIUTO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado  Passera  ha
  emanato  l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale
  per  lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento, atteso da 26 anni,
  pone  le  basi  per  un riordino organico del settore  aeroportuale
  sotto  il profilo infrastrutturale, gestionale e della qualità  dei
  servizi;

   l'atto - che recepisce gli orientamenti comunitari e gli indirizzi
  governativi  e  parlamentari  - sarà ora  inviato  alla  Conferenza
  permanente    Stato-Regioni   per   la   necessaria    intesa    e,
  successivamente,  sarà  adottato  con  un  apposito   decreto   dal
  Presidente della Repubblica;

   RILEVATO  che  tra  i  112  aeroporti  italiani  il  piano  ne  ha
  considerato   solo   31   meritevoli  di   ulteriori   sviluppi   e
  finanziamenti e che gli stessi sono stati classificati in:

   -   Core   Network  Ten-t:  Aeroporti  considerati  di   rilevanza
  strategica  a  livello  UE  in quanto pertinenti  a  città  o  nodi
  primari;

   -  Comprehensive  Network:  Aeroporti  con  Traffico  superiore  a
  1.000.000  passeggeri  annui, aeroporti con  Traffico  superiore  a
  500.000  passeggeri  annui ed in possesso di  ulteriori  specifiche
  caratteristiche (quali unicità nell'ambito regionale o il  servizio
  ad   un  territorio  caratterizzato  da  scarsa  accessibilità)  ed
  aeroporti indispensabili ad assicurare continuità territoriale;

   - altri aeroporti all'interno dei quali sono stati inseriti solo 2
  aeroporti:  Rimini  in  quanto ha un trend  di  traffico  in  forte
  crescita e Salerno - usato per delocalizzare il traffico di Napoli;

   CONSIDERATO che Catania è stato declassato ad aeroporto di seconda
  categoria:   (Comprehensive  Network)  secondo  il   piano   appena
  presentato  e che conseguentemente Comiso non viene inserito  nella
  terza  categoria come aeroporto utile a delocalizzare  il  traffico
  passeggeri di Catania;

   ACCERTATO  che  sono  finiti nella seconda fascia  aeroporti  come
  quello  di  Pescara  e  Ancona esclusivamente nella  considerazione
  della difficoltà infrastrutturale delle due aree;

   EVIDENZIATO  che  anche Rimini è stato inserito in  quanto  ha  un
  trend passeggeri in crescita;

   CONSIDERATO  che  l'aeroporto  di  COMISO  ultimato  è  pronto   a
  funzionare non è mai stato aperto e pertanto non si può valutare in
  astratto la sua potenzialità,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

                              e per esso
           L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'

   a  rivedere  in  sede di Conferenza Stato-regioni la  proposta  di
  piano   nazionale  per  lo  sviluppo  aeroportuale  attuando   ogni
  iniziativa possibile affinché Comiso venga inserito come  aeroporto
  utile per la delocalizzazione del traffico di Catania, in modo  che
  possa  usufruire dei finanziamenti necessari ad avviarne finalmente
  l'attività e comunque possa essere inserito, come quello di  Ancona
  e   Pescara   per  le  sue  caratteristiche  intrinseche   'carenza
  infrastrutturale dell'area';

   infine,  ad individuare con le altre regioni in sede di conferenza
  una  categoria  di aeroporti ai quali concedere una  concessione  a
  tempo,  nella  quale inserire anche Comiso, per un periodo  di  tre
  anni  necessari  a  verificarne le potenzialità  e  retrocedendoli,
  eventualmente, a scalo regionale, nella ipotesi che non  soddisfino
  alcuni  requisiti  da  determinare, a partire dalla  affluenza  dei
  passeggeri». (36)

                     ASSENZA-CAPUTO-FALCONE-POGLIESE-D'ASERO-GERMANA'

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e  all'Assessore per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo,  premesso  che il 29 gennaio 2013  il  Ministero  delle
  Infrastrutture  e dei Trasporti ha pubblicato l'Atto  di  indirizzo
  per   la   definizione  del  Piano  Nazionale   per   lo   Sviluppo
  Aeroportuale;

   rilevato che il piano presentato per la prima volta, dopo 26 anni,
  intende proporre un riordino organico del settore aeroportuale, sia
  sotto  il profilo infrastrutturale che dei servizi e delle gestioni
  procedendo  ad una proposta di classificazione degli  aeroporti  di
  interesse  nazionale  con  l'obiettivo  di  favorire  uno  sviluppo
  sostenibile  del  comparto,  concentrando  gli  investimenti  sugli
  interventi infrastrutturali prioritari;

   considerato che l'atto di indirizzo è stato emanato in recepimento
  degli  orientamenti comunitari, del Codice della  navigazione  (che
  all'art.  698 prevede la distinzione tra aeroporti tra nazionali  e
  regionali, e ne fissa criteri e modalità di selezione), del decreto
  legislativo 85 del 28 maggio 2010 (che prevede il trasferimento  al
  demanio  regionale  degli  aeroporti non di  interesse  nazionale),
  degli   indirizzi   della  IX  Commissione  'Trasporti,   poste   e
  telecomunicazioni'   della   Camera  dei   Deputati   nell'indagine
  conoscitiva  sul  sistema  aeroportuale  italiano  (2010)   e   del
  Programma  Infrastrutture Strategiche - X  allegato  alla  Nota  di
  aggiornamento del Documento di economia e finanze (DEF) 2012;

   accertato  che dal piano si rileva che l'aeroporto  di  Catania  è
  stato  declassato  dopo  i  10 superbig:  Bergamo  Orio  al  Serio,
  Bologna,  Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli,  Palermo,
  Roma  Fiumicino, Torino, Venezia, ed inserito tra gli aeroporti  di
  seconda fascia, i 13 con oltre 1 milione di passeggeri l'anno  con:
  Alghero,  Bari, Brindisi, Cagliari, Firenze, Lamezia Terme,  Olbia,
  Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona;

   ritenuto  che  da  questo  atto  di  indirizzo  la  Sicilia   esce
  fortemente ridimensionata e che leggendo il documento si  evidenzia
  la  posizione  del Governo Monti che la dice lunga  su  quello  che
  potrebbe essere il futuro dei trasporti sull'Isola;

   evidenziato che:

   da tutte le forze datoriali, sindacali e politiche siciliane si  è
  elevato forte lo sdegno per questo che da Confindustria per esempio
  è stato definito scellerato atto;

   gli  scali  non  di  interesse nazionale  invece  dovranno  essere
  trasferiti  alle Regioni competenti, che ne valuteranno la  diversa
  destinazione d'uso e/o la possibilità di chiusura ed in particolare
  che nessuno spazio è stato previsto per nuovi terminal;

   per  conoscere se non ritengano opportuno, in sede di convocazione
  della  Conferenza  Stato-Regioni, ove la  proposta  di  piano  sarà
  sottoposta alla attenzione delle Regioni e quindi dove si aprirà il
  tavolo  di  concertazione per la definizione  ed  approvazione  del
  Piano  Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale, di avviare con  ogni
  mezzo  possibile  ogni azione utile a riportare lo  scalo  catanese
  nella  sua giusta collocazione, e cioè tra gli aeroporti  di  prima
  fascia, e contemporaneamente inserire nel piano lo scalo di  Comiso
  come logico completamento del Piano aeroportuale siciliano». (10)

   FALCONE-SCOMA-GERMANA'

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso
  che:

   l'aeroporto di Comiso ha iniziato il suo iter procedurale nel 1999-
  2000,  con  l'inserimento negli accordi e nelle intese fra  Regione
  siciliana e Governo nazionale;

   il  lungo  e  complesso iter di progettazione e  di  finanziamento
  dell'opera  ha  visto  per oltre dieci anni  operare  concordemente
  l'ENAC, la Regione siciliana ed il Comune di Comiso;

   l'aeroporto  di  Comiso è stato finanziato, con fondi  comunitari,
  con  decreto  368/serv.2 del dipartimento regionale  dei  trasporti
  della  Regione siciliana, in attuazione dell'accordo  di  Programma
  quadro  per il trasporto aereo e, secondo le ultime stime,  sarebbe
  costata oltre 50 milioni di euro, fra risorse comunali, regionali e
  contributi dell'UE;

   la  mancata  immediata operatività dell'aeroporto, secondo  quanto
  scritto   da   numerosi  organi  di  stampa,  potrebbe  determinare
  l'apertura  di  una  procedura  di infrazione  con  il  conseguente
  possibile rischio di una richiesta di restituzione dei fondi  messi
  a  disposizione dall'UE, che ha stanziato circa 20 milioni di  euro
  di   fondi   strutturali  per  la  costruzione  dell'aeroporto   in
  questione;

   secondo  alcune recenti dichiarazioni, riportate su alcune testate
  giornalistiche  regionali, il Presidente dell'ENAC,  prof.  Riggio,
  affermerebbe che l'aeroporto è 'privato', comunque non  statale,  e
  che  per  questo  motivo il Ministero dell'Economia  negherebbe  il
  finanziamento dei costi relativi al servizio di assistenza al  volo
  fornito da ENAV, la cui mancanza ha ostacolato la regolare apertura
  dell'infrastruttura, nonostante i lavori dell'opera siano  ultimati
  ormai da due anni;

   in  via  transitoria e temporanea i costi dei servizi di torre  di
  controllo e di manutenzione della stessa verranno sostenuti su base
  convenzionale  privatistica  dal  Comune  di  Comiso,   grazie   al
  finanziamento di 4,5 milioni di euro che l'Assemblea  regionale  ha
  stanziato  nel  corso  della precedente  legislatura,  al  fine  di
  supportare l'avvio della operatività dell'aeroporto stesso;

   tali  somme, che potevano ed ancora potrebbero essere destinate  a
  sostenere  i  rapporti commerciali con le compagnie aeree,  saranno
  sufficienti appena per un biennio;

   il  Presidente  dell'ENAC, con nota n. 116 dell'1  settembre  2010
  inviata al Presidente della Regione siciliana, ha affermato che  il
  titolare   delle  aree  dell'aeroporto  di  Comiso  è  la   Regione
  siciliana,  che lo stesso aeroporto è configurato quale  componente
  del  sistema aeroportuale integrato della Sicilia orientale e  che,
  inoltre  lo  scalo  rientra  fra  gli  aeroporti  beneficiari   dei
  finanziamenti  della legge 102/2009 per i servizi di assistenza  al
  volo;

   l'aeroporto di Comiso rappresenta un imprescindibile tassello  per
  la   piena  funzionalità  del  trasporto  aereo  regionale  ed  una
  infrastruttura di grande importanza in una zona con  il  più  basso
  tasso  di infrastrutture di tutta la Regione; non solo, ma  secondo
  quanto  espresso  nella  bozza di piano  nazionale  dei  trasporti,
  commissionata  ed  approvata da ENAC,  Comiso,  nell'ottica  di  un
  sistema  integrato  con  l'aeroporto  di  Catania  è  funzionale  e
  fondamentale  per  il  trasporto nazionale, sia  come  alternato  a
  Fontanarossa, in caso di particolari eventi climatici o di eruzione
  dell'Etna,  sia perché le stime del trasporto aereo  siciliano  nel
  prossimo  ventennio,  si  potranno  raggiungere  solo  se   saranno
  funzionanti i quattro aeroporti dell'isola, Comiso compreso;

   da poco confortanti notizie di stampa si apprende, tuttavia che il
  Governo  vuole ridurre gli aeroporti di interesse nazionale  a  non
  più di una trentina, con ciò ventilando il rischio che il Magliocco
  di  Comiso  verrà considerato aeroporto regionale, con  conseguenti
  oneri a carico della Regione siciliana;

   per sapere:

   quali iniziative il Governo della Regione intenda assumere al fine
  di scongiurare il definanziamento dell'aeroporto di Comiso da parte
  dell'UE,  che comporterebbe la restituzione di fondi pari  a  circa
  venti milioni di euro;

   se   il   Governo  Regionale  sia  a  conoscenza  che  il  mancato
  inserimento  dell'aeroporto  di  Comiso  nel  piano  nazionale  del
  trasporto   aereo  di  prossima  emanazione,  quale  aeroporto   di
  interesse  nazionale, provocherebbe la esclusione dello stesso  dal
  contratto di programma in forza del quale l'ENAV svolge il servizio
  di  torre  negli aeroporti ivi elencati, per conto  dello  Stato  e
  quindi  di  fatto senza oneri per la Regione e per  la  società  di
  gestione;

   se  il  Governo  regionale sia a conoscenza che  tale  eventualità
  sarebbe  drammatica  per  la  struttura  in  questione  perché  non
  potrebbe  sostenere  i costi di assistenza al volo,  rischiando  la
  chiusura dopo solo due anni;

   quali  iniziative di competenza il Presidente della Regione e  gli
  Assessorati interessati intendano assumere per portare  alla  piena
  operatività   l'aeroporto  di  Comiso  e,  nello   specifico,   per
  l'inserimento dell'aeroporto di Comiso Gen. Vincenzo Magliocco  nel
  novero degli aeroporti di interesse nazionale». (69)

   POGLIESE-ASSENZA

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Digiacomo,  primo  firmatario
  della mozione 29.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   onorevoli
  colleghi. La vicenda dell'aeroporto di Comiso è entrata e rientrata
  in  questa  Aula tante di quelle volte che se si fosse trattato  di
  voli  aerei, l'aeroporto di Comiso avrebbe già totalizzato  qualche
  centinaio di migliaio di passeggeri.
   Una  vicenda  tutta  italiana,  alla  quale  in  qualche  modo  il
  Parlamento  è chiamato oggi a dare una linea di svolta. L'aeroporto
  di  Comiso  - signor Presidente e Assessore - è il primo  aeroporto
  che  nasce in Italia non per legge dello Stato; nasce in Italia per
  volontà di un territorio.
    L'aeroporto di Comiso viene progettato, finanziato, realizzato in
  un  percorso  interamente affidato a gare  europee  di  trasparenza
  internazionale. L'aeroporto di Comiso è realizzato, collaudato,  ha
  una   società  di  gestione  individuata  con  bando  europeo   ben
  capitalizzata e pronta a farlo funzionare.
   Inopinatamente  quest'opera,  che è stata  voluta  dal  Comune  di
  Comiso,  dalla  Regione  siciliana, dal Governo  italiano  e  dalla
  Comunità europea, dà una risposta ad un quesito che si rimanda  dal
  dopoguerra  a  oggi:   dove  ubicare  il  terzo  grande   aeroporto
  siciliano .
   La  Regione siciliana, la Comunità europea e il Governo  nazionale
  hanno  deciso che dovesse essere Comiso, un aeroporto civile -  non
  cito Trapani non perché non sia una grande struttura, ma Trapani  è
  un aeroporto militare che viene utilizzato anche per fini civili  -
  ma il terzo grande aeroporto siciliano è stato ubicato a Comiso.
   E  per  quale ragione? Per una ragione molto semplice, che  Comiso
  costituisce  con  Catania  il  sistema aeroportuale  della  Sicilia
  orientale  e diventa, all'interno di quel sistema aeroportuale,  la
  più  importante porta verso il Mediterraneo, verso l'Africa,  verso
  l'Asia,  che  con  volo diretto possono essere raggiunte  circa  al
  settanta  per cento, oltre i voli point to point che da  Comiso  ci
  portano a raggiungere tutte le destinazioni europee.
     La  vocazione  dell'aeroporto è una vocazione turistica,  è  una
  vocazione  merci,  ed è una vocazione passeggeri. Di  tutto  questo
  erano  perfettamente  consapevoli, nella  stipula  dell'accordo  di
  programma quadro, la Comunità europea, il Governo nazionale -   che
  ha  sottoscritto il programma -  la Regione siciliana, il Comune di
  Comiso,  l'ENAC, l'ENAV, il Ministero del Tesoro, tutti avevano  la
  consapevolezza che bisognava costruire, come è stato costruito,  un
  aeroporto che avesse le stesse caratteristiche tecniche di Catania,
  perché  era  il  suo  alternato. Cioè, lei  può  fare  atterrare  e
  decollare   da   Comiso  tutte  le  tipologie  di  aeromobili   che
  attualmente atterrano e decollano da Catania.
   Inopinatamente,  alla  vigilia  della  sua  apertura,  il  Governo
  italiano  si  rimangia la parola ed assegna a Comiso  un  ruolo  di
  aeroporto di supporto -  non si capisce di che - dimenticando tutta
  questa  procedura e dicendoti  bene, questo tipo  di  aeroporto  si
  deve  pagare  i  controllori di volo con  risorse  proprie .  Nella
  fattispecie  i costi sono stati coperti - diciamo -  da  una  somma
  destinata  dall'Assemblea regionale siciliana al Comune  di  Comiso
  che dovevano originariamente servire per aiutare, complessivamente,
  quello   che   si   chiama,  in  termine   tecnico,   lo   start-up
  dell'aeroporto.
   Questa  si  configura  come  una  doppia  ingiustizia:  primo,  si
  disattende   un   progetto  avallato  dall'Europa.    Secondo,   si
  disattende  lo Statuto, che in questo caso ci dà piena  autonomia,.
  Terzo  non  si  fa  partire quella struttura che  è  universalmente
  indicata  come  uno dei laboratori più significativi  di  tutto  il
  Mezzogiorno   d'Italia,  perché  c'è  una  grande  differenza   tra
  l'aeroporto di Comiso e tutto il resto di cui abbiamo parlato,  che
  quella  è una struttura pronta, privatizzata, capitalizzata, pronta
  a  partire  e tutto il resto,  o sono dei bei progetti o  sono  dei
  cantieri.  Ed  è  una vergogna che non si fa aprire l'unica  pronta
  grande infrastruttura nel Mezzogiorno d'Italia, tutto il resto sono
  cantieri, chiacchiere, propaganda, rivendicazioni, cioè non abbiamo
  visto una mattonella.
   Ecco   la   ragione  della  mozione,  signore  assessore,   signor
  Presidente,  a cui abbiamo anche abbiamo allegato un emendamento  e
  questo   serve  a  rafforzare,  devo  per  la  verità   dire,    un
  atteggiamento  già  molto deciso e molto autorevole  da  parte  del
  Governo,  da  parte  dell'assessore, che in  poche  parole,  signor
  Presidente, hanno mandato a quel paese i redattori di quell'atto di
  indirizzo, primo fra tutti il Ministro Passera.
   Prima  di  fare quell'atto di indirizzo, signor Presidente,  e  ho
  concluso, bisognerebbe chiedere a qualcuno come mai qualche anno fa
  per  dare possibilità ai ricchi imprenditori veronesi di non potere
  chiudere  nemmeno  un  mese  l'aeroporto  Valerio  Catullo'  perché
  c'erano delle opere di aggiornamento dei requisiti tecnici, spesero
  quaranta miliardi di euro in Brescia-Montichiari che tutti sapevano
  che  non  sarebbe  mai sopravvissuta alla riapertura  del   Valerio
  Catullo'.  E  qui  che  abbiamo  un  aeroporto  progettato,  pronto
  intitolato  a  Pio La Torre', ma questa è un'altra vicenda,  adesso
  non più.
   Dobbiamo segnare il passo, non si capisce bene per difendere quali
  sporchi interessi di retroguardia.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole Ferreri, comunico il testo dell'emendamento  29.1,  a
  firma  dell'onorevole Digiacomo ed altri.  Al  termine  dell'ultimo
  comma aggiungere il seguente: A garantire la copertura dei costi di
  gestioni relativi ai controllori di volo fino a quando l'accordo di
  programma  non  faccia rientrare l'aeroporto di Comiso  tra  quelli
  serviti da ENAV .

    E'iscritto a parlare l'onorevole Ferreri.  Ne ha facoltà.

   FERRERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  cittadini,  non  è  mia  intenzione  ripercorrere  le  tappe  e  le
  motivazioni  che  hanno  reso, allo stato attuale,  l'aeroporto  di
  Comiso inutilizzato.
   Sicuramente,  allo  stato  attuale,  qualcosa  è  andato   storto,
  sicuramente  chi  ha voluto realizzare l'opera  di  Comiso,  che  è
  costata più di quarantacinque milioni di euro, si è imbattuto in un
  colossale e forse voluto imprevisto.
   Ancora  nessun aereo è atterrato o decollato, anzi uno ha  toccato
  il  suolo ed era il 2007 quando un Airbus 319, proveniente da  Roma
  ha  inaugurato  le  piste di Comiso con a bordo il  Ministro  degli
  Esteri,  Massimo  D'Alema,  il Ministro dei  Trasporti,  Alessandro
  Bianchi,   il  Vice  Ministro  Sergio  D'Antoni,  e  il  Presidente
  dell'ENAC, Vito Riggio.
   Da  quella inutile passerella, forse, a soli fini elettorali  sono
  susseguiti solo problemi e ritardi o addirittura il nulla.
   Oggi, onorevoli colleghi, si dovrebbe parlare di investimenti  per
  rendere  ottimale l'accessibilità dell'aeroporto, quindi di strade,
  autostrade,  collegamenti con bus navetta, ferrovie  e  invece  gli
  impedimenti sono ancora lì, anzi sembrano aumentare.
   Il  Piano  nazionale per lo sviluppo aeroportuale è  un  indirizzo
  politico che rema decisamente contro, un atto di indirizzo politico
  redatto  da  un Ministro di un Governo di tecnici nominato  durante
  una crisi politica,  e per giunta dimissionario.
   Abbiamo  letto con attenzione la mozione  che stiamo dibattendo  e
  siamo  d'accordo  con  tutti i siciliani di buona  volontà  che  da
  troppo   tempo  e  da  troppe  promesse  attendono,  ancora   oggi,
  un'occasione   di  sviluppo,  di  rilancio  dell'economia   di   un
  territorio che vuole e pretende con forza il giusto ascolto.
   Per  questo, e per loro, noi pretendiamo l'apertura dell'aeroporto
  e  siamo convinti sostenitori di questa grande risorsa. Se pensiamo
  che  nel  territorio  ragusano non c'è  nemmeno  un  centimetro  di
  autostrada, che i collegamenti ferroviari sono inesistenti,  allora
  possiamo  essere certi che l'aeroporto colmerà questo  gap  con  il
  resto della Regione.
   Viviamo  in  un  territorio difficile che  abbiamo  il  dovere,  a
  partire  dal voto di oggi, di rilanciare. L'aeroporto  non  è  solo
  un'infrastruttura che può garantire e migliorare i collegamenti tra
  Sicilia  e  il resto d'Europa, ma è una scommessa vincente  di  una
  popolazione che chiede, a gran voce, fatti e non più parole.
   Concludo  il  mio intervento con un invito al Governo affinché  si
  adoperi  a spronare con azioni concrete il socio di maggioranza che
  allo  stato  attuale,  purtroppo, non  sembra  mostrarsi  realmente
  interessato  ad una gestione che preveda una fattiva collaborazione
  tra  i  due scali, condizione senza la quale questo aeroporto  sarà
  destinato  a  rimanere in ostaggio di interessi puramente  politici
  tendenti  a salvaguardare lo sviluppo di un territorio a  discapito
  di un altro.
   Appare  assurdo,  infatti, come la società  leader  del  trasporto
  aereo in Sicilia dopo avere investito venti milioni di euro e  dopo
  ben   sette anni non sia stata ancora in grado di fornire e trovare
  adeguate soluzioni  che ne assicurino definitivamente l'apertura.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  un  passaggio  di  grande delicatezza; io non  intendo  minimamente
  intervenire  nel merito del cosiddetto  primo volo'  sull'aeroporto
  di  Comiso,  che  è  stato  definito in  modo  improprio  come  una
  passerella.
   Devo  fare  una  ricostruzione  perché,  sotto  quell'evento,  c'è
  qualche  cosa  molto più importante di  me e molto  più  importante
  dell'aeroporto.
   Noi  non  possiamo  dimenticare che quello era il venticinquennale
  dell'omicidio di Pio La Torre e di Rosario di Salvo e che ci fu  un
  grande  movimento regionale di opinione che spinse  per  intitolare
  quell'impianto alla memoria di Pio La Torre e c'erano  i  familiari
  di  Pio La Torre e c'era Franco La Torre e c'era la madre e c'erano
  famigliari  anche di Rosario Di Salvo che erano lì, e  noi  abbiamo
  intitolato quell'impianto a Pio La Torre.
   Non  voglio  polemizzare su quello che successe dopo, ma  noi  non
  possiamo dimenticare che la visita del Vicepresidente del Consiglio
  dei  Ministri  fu  per  onorare Pio La Torre,  noi  questo  non  lo
  dobbiamo  dimenticare  perché pur di  mettere  un'ombra  su  quella
  manifestazione noi siamo capaci di calpestare la storia.
   Allora,  a noi pigmei vada bene anche la polemica politica,  anche
  di retroguardia, ma quel giorno si intitolava l'aeroporto di Comiso
  a Pio La Torre e noi, come uomini dell'istituzione, non lo dobbiamo
  dimenticare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Non  essendo
  presente in Aula, decade.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli  colleghi,
  credo  che l'argomento che trattiamo oggi vada ben oltre i  confini
  territoriali  della  provincia di Ragusa e gli  interventi  che  ho
  ascoltato,  anche con dovizia di particolari, quello dell'onorevole
  Di  Giacomo,  mi portano a fare una riflessione su  quello  che  il
  Governo della Regione siciliana deve fare in ambito di trasporti.
   Parlare  soltanto dell'aeroporto di Comiso è svolgere una funzione
  riduttiva  che non può appartenere a quest'Assemblea  nel  trattare
  l'argomento.
   Certo,  nella  Sicilia dei paradossi, la Regione si  è  impegnata,
  onorevole  Musumeci, in uno studio di fattibilità sul  ponte  dello
  Stretto,  che  ha impegnato chissà quali risorse,  si  è  impegnata
  nello  studio di fattibilità dell'aeroporto di Racalmuto, spendendo
  chissà  quante risorse, si è impegnata nella realizzazione  di  una
  struttura, quella di Comiso,  che non viene aperta.
   Ora se io dovessi trattare l'argomento con una visione localistica
  dovrei  sostenere  di  aprire quell'aeroporto tempestivamente,  per
  garantire   un  buon  servizio  alla  collettività  della   Sicilia
  orientale.  Io, invece, cerco di affrontare l'argomento in  maniera
  diversa; io ho una domanda da fare al Governo della Regione.
   Io  capisco  che  ai colleghi interessi poco questo  ragionamento,
  ognuno  è  preso  chissà  da  quali  valutazioni,  certamente   non
  politiche, visto quello che si è verificato, però, onorevole, -  lo
  prenda  come augurio -  assessore lei ci deve indicare  qual  è  la
  politica del Governo regionale sui trasporti.
   La dobbiamo finire di considerare la Sicilia un'isola abbandonata.
  Io  dico  cose  serie  e cose gravi, su cui  vi  è  un  vincolo  di
  maggioranza  a sostegno di questo Governo che intendo ribadire,  ma
  sul quale pretendo assoluta chiarezza.
   C'è  l'ha  il  Governo della Regione una visione  strategica,  sui
  trasporti  siciliani?  O  sul trasporto degli  aeromobili?  C'è  la
  necessita  di  costruire  un  polo di  attrazione  per  la  Sicilia
  orientale  che  metta assieme Catania e Comiso, e  per  la  Sicilia
  occidentale,   che metta assieme, Trapani e Palermo? C'è  l'ha?  Se
  c'è  l'ha  lo dica. Perché è necessario fare questa valutazione,  è
  necessario - mi ascolti Assessore - perché lei dovrebbe confrontare
  i  dati dei flussi turistici, che riguardano  l isola di Cipro, che
  fa meno di quattrocentomila abitanti e che non ha nessuna ricchezza
  né architettonica, né archeologica, né ambientale, rispetto ai dati
  della  Sicilia  tutta, che è piena delle ricchezze, che  mancano  a
  Cipro,   e  che  fa  meno,  meno del dieci  per  cento  del  flusso
  turistico che riguarda quell'isola.
   E io mi chiedo, c'è l'ha questo Governo una visione strategica sul
  trasporto, e sulla competitività delle compagnie aeree, cosa stiamo
  mettendo  in  campo  per portare le low-cost?  Veda,  ho  fatto  il
  Presidente della Provincia ed ho cambiato il volto della  provincia
  di Trapani facendo giungere in provincia di Trapani la Ryanair.
   Poco  fa  l'onorevole  Digiacomo parlava di qualche  centinaio  di
  migliaia  di passeggeri,  se Comiso funzionasse, forse neanche  lui
  comprende di quanti milioni di passeggeri, sarebbero attratti dalla
  provincia  di  Ragusa, se una sola compagnia low-cost,  una  grande
  compagnia  low-  cost  potesse anche attraversare  quel  territorio
  della Sicilia orientale.
   In   provincia   di  Trapani  abbiamo  portato  i  passeggeri   da
  trecentocinquantasette mila a un milione e novecento  mila,  in  un
  anno,  Assessore,  in un anno, e io so quante strutture  turistiche
  sono  nate  nel  mio  territorio,  strutture  che  sono  nate   col
  sacrificio delle persone, che non hanno ottenuto un solo contributo
  pubblico,  un  solo  euro,  sono nate  più  di  trecento  strutture
  turistiche dando centinaia di posti di lavoro.
   Veda  Assessore,  lei  non  mi deve  giudicare  male  per  il  mio
  intervento  accorato, deve trarne spunto, dalla necessità  di  fare
  una  sintesi  per  garantire a quest'Aula non  solo  l'approvazione
  della   mozione,   per  la  quale  io  mi  dichiaro  immediatamente
  favorevole  con un voto, come dire, palese, io sono per  l'apertura
  dell  aeroporto di Comiso, perché ritengo che la sua apertura possa
  rafforzare  il  sistema  aeroportuale siciliano.  Ma  badiamo  bene
  l'approvazione di questa mozione deve indicare anche  la  copertura
  finanziaria,  la dobbiamo finire con le chiacchiere, dobbiamo  dire
  le  cose  che  servono,  io  spero che il  Governo  dia  il  parere
  favorevole  alla  mozione  e si impegni a  garantire  la  copertura
  finanziaria per far aprire quell'aeroporto.
   E  io  spero  che il Governo della Regione - oggi siamo  stati  in
  Commissione  territorio  e  ambiente - abbiamo  visto  un  bilancio
  frutto  di  numeri che ci hanno fatto impallidire,  ma  il  Governo
  della  Regione  si  deve  intestare  una  legge  di  riforma,   che
  garantisca il buon funzionamento del sistema aeroportuale. Noi  non
  stiamo  a Salerno o a Napoli, dove è sufficiente prendere un  treno
  per  raggiungere una località. Mentre a Milano si procede per città
  -  basta  prendere un treno e a duecento chilometri  si  incontrano
  tante altre capitali italiane ed  europee.
   Io dalla provincia di Trapani so di potermi muovere soltanto se mi
  funzionano gli aeroporti di Trapani e Palermo e se quegli aeroporti
  possono  garantire un servizio alla collettività, e il servizio  lo
  garantiscono  se sono competitivi con le compagnie aeree,  ci  dica
  Assessore,  parli con il Presidente della Regione,  che  è  il  mio
  Presidente, qual è la politica dei trasporti di questo territorio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diversi interventi,
  taluni  tecnici e taluni politici, ma interventi che portano  verso
  lo stesso traguardo, cioè l'apertura di un'infrastruttura che serve
  alla  Sicilia, che serve ad una parte della Sicilia, che  serve  in
  provincia di Ragusa. E, in questo momento di grande crisi economica
  e    finanziaria,   ritengo   che   questa   infrastruttura   possa
  rappresentare  il  futuro, la realizzazione di  un  sogno,  di  una
  speranza  per  cambiare  le  sorti dell'economia  siciliana  ed  in
  particolare le sorti dell'economia ragusana.
   Uno  studio tecnico-scientifico dimostra, infatti, che non  appena
  l'aeroporto  di  Comiso aprirà,  il prodotto  interno  lordo  della
  provincia  di Ragusa lieviterà del 30 per cento. Basti pensare  che
  il 5  per cento della popolazione mondiale ha un sogno, visitare il
  distretto  del  sud-est, il barocco della provincia di  Ragusa,  di
  Siracusa e parte di Catania. Questo sogno che tanti cittadini  oggi
  ambiscono  potrà diventare realtà se questo Governo, se  il  nostro
  Governo  parteciperà  in  modo  positivo  all'apertura  di   questa
  infrastruttura; io riprendo l'intervento di qualche mio collega, la
  visione  generale  della  nostra  isola  nel  contesto  di   queste
  infrastrutture,  perché  vede Assessore, se  lei  ha  veramente  la
  visione  generale, se il Governo veramente farà  quello  che  dice,
  cioè   investire  in  queste  infrastrutture,  penso  che  potremmo
  cambiare   le   nostre  sorti,  perché  le  nostre   infrastrutture
  turistiche,  oggi,  vissute, purtroppo, per  pochissimi  mesi,  con
  l'apertura  dell'aeroporto di Comiso, ad esempio, la  provincia  di
  Ragusa  potrà  pensare ad ospitare turisti quasi per tutto  l'anno,
  perché siamo una provincia che ha più luce, la provincia che ha più
  sole,  la  provincia che ha spiagge e boschi incontaminati  con  un
  ambiente culturale che è veramente eccezionale e tutto ciò  non  lo
  dico  io,  infatti,  tutte  le  recensioni  culturali  scientifiche
  parlano  della  scoperta di queste province,  per  cui  la  invito,
  Assessore,  a  dare un segnale forte. Qual è il segnale  forte  che
  possiamo dare?
   Nella  passata legislatura quattro milioni e mezzo  di  euro  sono
  stati  assegnati all'aeroporto di Comiso, per un segnale forte  che
  andava   contro  tendenza  al  Governo  nazionale,  in  quanto   in
  contraddizione.  Il Governo nazionale è una contraddizione,  mentre
  il   ministro  Passera  taglia  fuori  l'aeroporto  di  Comiso,  il
  ministro per il Turismo lo include.
   E  non ultimo, Assessore,  domenica scorsa ho avuto la fortuna,  o
  la  sfortuna,  di  assistere  ad una trasmissione  indecorosa  dove
  tantissimi  aeroporti  con  impegno di  spese  europee,  nazionali,
  regionali,   oggi,  non  servono  a  nulla,  sono   deserti,    non
  frequentati.
   Cosa  chiede  questa  Sicilia? Non  chiede  il  solito  aiuto,  il
  sostegno   indiscriminato  di  finanze,  di  soldi.  Noi  chiediamo
  infrastrutture e la gente ragusana che è stata da sempre abituata a
  lavorare,  perché  da noi si nasce con il valore  del  lavoro,  noi
  siamo   capaci   di  andare  avanti  da  soli  e   chiediamo   solo
  infrastrutture. Il lotto 678 della Siracusa-Gela dove  abbiamo  274
  milioni  di euro, la prego incida anche sul lotto 9, perché  questo
  chiediamo   a  questo  Stato,  non  siamo  i  soliti  signori   del
  Mezzogiorno  d'Italia  che  chiedono foraggiamenti  economici,  noi
  siamo gente siciliana che vuole il riscatto della propria dignità e
  siccome  il cambiamento, il vero cambiamento non sta più nell'aria,
  ma è nella testa e nel cuore di noi siciliani, ma soprattutto penso
  che  sia nel cuore della politica siciliana, un cambiamento  forte,
  radicale.  Abbiano  dato  segnali importanti  con  questo  Governo
  Persino  oggi,  nel Consiglio di Presidenza abbiamo  tagliato  dove
  c'era  da  tagliare   Stiamo dimostrando che  vogliamo  uscire  dal
  ghetto,  stiamo  dimostrando  che vogliamo  diventare  una  regione
  importante per la storia italiana.
   Io  la invito nuovamente, semmai ce ne fosse necessità, a dare  un
  segnale.   Questo  Governo  nel  prossimo  bilancio  e  finanziaria
  attesterà  all'aeroporto di Comiso una cifra che gli permetterà  di
  avviare i voli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, intanto
  vorrei   sottoporre  all'attenzione  e  alla  cura  del  presidente
  Venturino ciò che sta accadendo in questi minuti, perché lei  possa
  far proseguire la seduta in corso in maniera serena.
   Sono  arrivate  alcune  telefonate  al  sottoscritto  e  ad  altri
  colleghi,  uno  fra  tutti, ed è seduto accanto a  me,  l'onorevole
  Formica, dalla I Commissione, perché ci viene richiesto di  recarci
  in  I Commissione per esitare un disegno di legge che oggi dovrebbe
  essere discusso.
   Ora,  siccome siamo qui e non possiamo essere anche lì e, siccome,
  la  sua potestà è assolutamente intangibile sul punto, la pregherei
  di  comunicare al Presidente della I Commissione di avere la  bontà
  oltre che personale, soprattutto istituzionale, di attendere che il
  punto all'ordine del giorno venga esitato.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, le rispondo subito, in  quanto  col
  Presidente della I Commissione abbiamo già concordato che alla fine
  della trattazione di questa mozione l'Aula verrà rinviata.

   CORDARO.  Benissimo. A noi interessa che intanto non proseguano  i
  lavori in Commissione.

   PRESIDENTE. Adesso faremo arrivare una comunicazione per  chiedere
  al Presidente di attenersi a quanto concordato precedentemente.

   CORDARO.  Grazie  Presidente.  E, allora,  dopo  le  sue  puntuali
  rassicurazioni, entro nel tema della mozione preannunziando, sin da
  adesso,  che  i deputati del Gruppo Parlamentare Cantiere  Popolare
  sottoscrivono la mozione a firma Di Giacomo ed altri. Lo fanno  per
  una  serie di ragioni, lo fanno, intanto, perché ci troviamo, oggi,
  dinanzi  ad un bivio e rispetto a questo bivio abbiamo la necessità
  e,   senza  voler  togliere  nulla  alla  presenza  dell'Assessore,
  chiederò  all'Assessore,  ma avrei voluto chiederlo  al  Presidente
  della  Regione, un impegno solenne, perché siccome  la  diagnosi  e
  l'analisi  dell'onorevole Digiacomo è assolutamente collegata  alla
  verità,  oggi  dobbiamo  uscire da qua, se vogliamo  dire  che  non
  abbiamo  perso  tempo  e  non  abbiamo fatto  inutili  esercizi  di
  retorica,  con  una rassicurazione, direi ufficiale,  formale,  del
  Governo,  cioè  delle  due l'una, o il Governo  si  impegna  a  far
  rientrare  l'aeroporto  di Comiso fra gli  aeroporti  di  interesse
  nazionale, con ciò diventando il medesimo aeroporto di interesse  e
  quindi  di  gestione, di sovrintendenza, di tutela  e  di  sviluppo
  nazionale  e dell'Enac o, il Governo, se l'aeroporto di Comiso  non
  dovesse diventare per qualche malaugurata ipotesi - che ad oggi non
  ravviso  - di interesse nazionale, si impegni ed andiamo al momento
  opportuno,  perché andiamo verso la finanziaria, a  sostenere  quel
  punto strategico non soltanto per i trasporti in Sicilia ma per  il
  turismo, in un tempo come questo,  per la vita stessa dell'economia
  siciliana.
   Chi  mi  ha  preceduto ha fatto un'esemplificazione  assolutamente
  chiara  e  realistica sulla provincia di Trapani e  qua  non  è  un
  problema  campanilistico, qua è un problema  di  concretezza  delle
  cose che oggi servono al di là dei tanti annuncia alla Sicilia, per
  vivere o per morire.
   Allora, sono rimasto, colleghi tutti, ma mi riferisco e mi rivolgo
  soprattutto  ai  colleghi che hanno fatto, e insieme  a  loro  noi,
  della vicenda del Muos una battaglia campale, ebbene, vi devo  dire
  con grande preoccupazione, sono rimasto davvero colpito leggendo la
  mozione  dei  colleghi Digiacomo ed altri dal punto  4  laddove  si
  dice:    consente  la  modifica del  servizio  di  controllo  aereo
  passando da un servizio di torre ad un servizio Afis, cioè servizio
  informazioni  di  volo  aeroportuali  negli  eliporti  con   scarso
  traffico commerciale .
   Siccome  chi vi parla, quando ha sostenuto l'esigenza di  revocare
  le  autorizzazioni sul Muos ha posto l'attenzione della  Presidenza
  della   Regione  e  dell'Aula  tutta,  l'incidenza  che   le   onde
  eventualmente  provocate dal Muos avrebbero  potuto  arrecare  alla
  sicurezza dei voli sulla torre di controllo di Comiso, colleghi,  a
  me sono venuti i brividi.
   Io non evoco il caso Mattei come il Presidente Crocetta, ma non  è
  peregrino pensare che se qualcosa è cambiato qualche giorno  prima,
  o   qualche   settimana  prima,  dell'apertura   dell'inaugurazione
  dell'aeroporto  di  Comiso,  se qualche giorno,  qualche  settimana
  prima,  dopo  essere  stato questo aeroporto finanziato  con  fondi
  europei, da un giorno all'altro si decide che questo aeroporto  non
  sia  più di interesse nazionale, cosicché i meccanismi di controllo
  vengono  degradati e declassati, non credo che sia  follia  pensare
  che  ci possa essere dietro un disegno complessivo che abbia potuto
  incidere anche su queste decisioni.
   Avrei  voluto  la presenza del presidente Crocetta perché  siccome
  egli  su  questo  tema ha dimostrato grande attenzione,  spero  che
  rilegga  questo  mio intervento - sono certo che  l'assessore,  per
  quanto di sua competenza, lo approfondirà e gliene renderà conto -,
  in  quanto  auspico che il presidente Crocetta faccia due  più  due
  rispetto alle cose che ho detto  che credo siano gravi.
   Rispetto a tutto ciò, abbiamo il dovere perché, ancora una  volta,
  ci  troviamo ad affrontare una stagione nuova e diversa rispetto  a
  quella  che abbiamo vissuto nella passata legislatura, una stagione
  nella  quale ci sono temi che non sono né di destra né di sinistra,
  né  di  maggioranza né di opposizione, sono di chi ha a  cuore  gli
  interessi della Sicilia rispetto a chi non li ha.
   Per questa ragione sosteniamo fortemente la mozione presentata  da
  colleghi    di    altro   schieramento,   siamo    responsabilmente
  all'opposizione,  come  è  noto  a  tutti,  e  per  questa  ragione
  ribadisco in conclusione signor Assessore, abbiamo bisogno  che  il
  Governo  ci dica quale strada ritenga percorrere, o una  strada  di
  pressione  senza  sosta sul Governo nazionale per fare  riconoscere
  Comiso aeroporto di interesse nazionale, oppure - ipotesi  b' -  il
  finanziamento  a  carico della Regione perché tutto  possiamo  fare
  tranne che fare chiudere Comiso.

   PRESIDENTE. Per tranquillizzare ulteriormente l'onorevole  Cordaro
  sulla   perplessità  espressa  circa  ciò  che  sta  avvenendo   in
  Commissione,  cito  testualmente  l'articolo   32  bis  del  nostro
  Regolamento  interno:   Le Commissioni non possono  riunirsi  nelle
  stesse  ore  nelle  quali  vi è seduta dell'Assemblea,  salvo  casi
  eccezionali,   dopo   espressa   autorizzazione   del    Presidente
  dell'Assemblea . Questo per fare chiarezza su quanto sta avvenendo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ogni  volta  che
  abbiamo  affrontato in quest'Aula il tema delle  infrastrutture  in
  Sicilia,  ne cito una per tutte, il ponte sullo stretto di Messina,
  le  innumerevoli mozioni che durante gli anni sono state  dibattute
  in  quest'Aula, ogni volta, in occasione di dibattiti  a  proposito
  delle  infrastrutture o delle grandi infrastrutture, si diceva  che
  era  inutile fare le grandi infrastrutture mentre sarebbe stato più
  utile, necessario ed urgente fare tutte le altre infrastrutture che
  mancano, le ferrovie, gli aeroporti, i porti, gli acquedotti, tutta
  una serie di infrastrutture del nostro territorio regionale che non
  sono  state fatte, negli anni, nei decenni oserei dire e che,  ogni
  volta  che si discute di grandi opere, vengono portate come esempio
  di ciò che si dovrebbe fare.
   C'era  chi,  uno di questi era modestamente il sottoscritto,  ogni
  volta  diceva  ed  anche l'ultima volta:  chi ha mai  impedito,  in
  questi  sessanta  anni,  di farle queste  infrastrutture? .  Non  è
  stata,  certamente,  la  costruzione del  ponte  sullo  Stretto  di
  Messina, perché non si è mai fatto. Quindi, chi ha mai impedito  di
  farle?   I  raddoppi  ferroviari,  gli  aeroporti,  i  porti,   gli
  acquedotti,  l'informatizzazione con la rete ad alta velocità?  Chi
  ha  mai  impedito  di  farle al Governo  nazionale  ed  al  Governo
  regionale? Nessuno. Semplicemente, è mancata la volontà per poterle
  realizzare.
   La  vicenda dell'aeroporto di Comiso è una vicenda emblematica, da
  questo  punto  di vista, che grida vendetta perché è andata  ancora
  più in là.
   Qui  siamo andati verso il paradossale, signor Presidente,  perché
  stiamo  parlando  di  un'opera che è  stata  realizzata  con  fondi
  europei  e se è stata realizzata e finanziata è perché tutti  hanno
  riconosciuto, dai vari livelli di Governo regionale,  nazionale  ed
  europeo,  l'utilità dell'opera in sé e, quindi, hanno dato  il  via
  libera   al   finanziamento  infrastrutturale  di   questa   opera,
  soprattutto  in un'area, della Sicilia, che è un'area  che  non  ha
  solo bisogno dell'aeroporto per la questione del turismo, ma voglio
  ricordare  che  si  tratta  di un'area a  forte  infrastutturazione
  agricola,  un'area  dove c'è un'agricoltura di punta  della  nostra
  Regione, un'area dove c'è la maggiore concentrazione di serre della
  Sicilia  e,  quindi,  se parliamo di serre,  parliamo  di  prodotti
  altamente  deperibili,  parliamo  di  florovivaismo  e  quindi,  di
  prodotti che hanno bisogno di un trasporto veloce per raggiungere i
  mercati nazionali ed europei.
   Quindi,  quell'aeroporto  è  stato  ritenuto  indispensabile   dai
  Governi  locali,  regionali,  nazionali  ed  europei,  proprio  per
  questo. Ed è stato finanziato.
   Qui,  come dicevo, raggiungiamo il paradosso. Non stiamo  parlando
  della  necessità  di  realizzare  un'opera,  supportandola  con  le
  argomentazioni in merito alla sua utilità. Qui stiamo  parlando  di
  un'opera  che è stata realizzata con l'impiego di rilevanti  somme.
  Un'opera  indispensabile  che inspiegabilmente,  all'apparenza,  il
  Governo  nazionale - bisognerebbe chiedersi cosa ne pensa l'Europa,
  a questo punto - si ostina a non volere aprire.
   Io  ricordo,  in questo ultimo anno, le battaglie che  sono  state
  fatte  da  diversi deputati, dall'onorevole Digiacomo, ma anche  da
  altri  deputati,  dal  Parlamento regionale siciliano  per  intero,
  circa  la  necessità  e  l'urgenza di  aprirlo  -  c'era  tutta  la
   querelle  rispetto ai controllori di volo che il Governo nazionale
  non  voleva pagare, alla fine si è raggiunto un compromesso,  credo
  che per i primi due anni doveva pagarli il governo nazionale e poi,
  successivamente,  la  Regione  o,  comunque,  l'ente  che   gestiva
  l'aeroporto.
   Oggi, hanno messo in piedi un'altra scusa e cioè hanno aggirato il
  problema  alla  radice. Hanno redatto un piano degli  aeroporti  in
  Italia e da questo piano lo hanno semplicemente tagliato fuori.
   Onorevoli colleghi, dobbiamo avere chiaro e lo dico a tutti, al di
  là  dei  colori politici che non c'entrano nulla, perché altrimenti
  siamo come  i polli di Renzo  o come  i capponi a Natale .
   Per   quanto  riguarda  le  realizzazioni  che  bisogna  fare   in
  quest'isola non dobbiamo tenere conto dei colori politici perché un
  dato  è  certo: a livello nazionale hanno tutto l'interesse  a  non
  investire  un  euro  in  Sicilia, hanno  tutto  l'interesse  a  non
  investire  un  euro perché i soldi che non investono nel  meridione
  sono  soldi  che risparmiano per investire altrove e di  questo  ne
  dobbiamo tenere assolutamente conto.
   Questa  materia  non può far parte delle divisioni politiche,  con
  qualsiasi scusa in Sicilia non investiranno un euro.
   Il  ponte  era  quasi alla realizzazione, c'è stata la  levata  di
  scudi  che ha fatto tanto piacere al Governo nazionale, ebbene,  di
  quei  soldi  non vedremo un centesimo, un euro, dei  soldi  che  si
  dovevano spendere per il ponte, quei soldi si spenderanno altrove e
  paradosso dei paradossi oggi è arrivato l'ok da parte del Ministero
  dei Beni culturali sulla compatibilità del ponte.
   Oggi  il  Ministero dei Beni culturali ha comunicato che il  Ponte
  sullo  Stresso  di  Messina è assolutamente eco  compatibile  ed  è
  realizzabile. Ora che due giorni prima, attenzione alle  date,  due
  giorni prima non è stata data la proroga e, quindi, non se ne parla
  più.
   Quindi,  è  un  gioco  delle parti e stiamo attenti  a  non  farci
  travolgere.  Il Governo, l'Assessore e il governatore  Crocetta  su
  questo punto specifico, sul piano delle infrastrutture devono stare
  molto attenti, perché non si tratta più della questione di Comiso o
  dell'aeroporto  di  Trapani o del raddoppio della  Palermo-Messina,
  Assessore,  di  cui non si parla più, lasciando  un'opera  a  metà,
  l'unico raddoppio esistente in Sicilia fatto per metà e di tutte le
  altre   opere  infrastrutturali,  perché  a  livello  romano  hanno
  l'interesse forte affinché qui ci si metta l'uno contro l'altro per
  non spendere più un centesimo in questa terra.
   Quindi, appoggeremo fermamente questa mozione perché riteniamo che
  il  comportamento  del  Governo nazionale e,  fino  ad  adesso,  il
  silenzio del Governo regionale siano una vergogna

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito  quasi
  personalmente, anzi personalmente, questa vicenda dell'aeroporto di
  Comiso dal 1994, quando si incominciò a parlare della necessità  di
  ridare  vita  a  quello che era uno scalo aeroportuale  funzionante
  fino alla fine degli '60, fino al '72 se non erro, e se ne parlò in
  un progetto, allora definito Konver, dove la Provincia regionale di
  Ragusa e il Comune di Comiso, tra le altre iniziative, cominciarono
  a prevedere uno studio di massima per l'aeroporto.
   E'  una  vicenda  lunga, travagliata, che  non  sempre,  è  giusto
  riconoscerlo, ha seguito un iter improntato alla massima linearità,
  che   spesso   ha  visto  punti  di  contrasto  tra  la   posizione
  dell'onorevole Digiacomo che, allora Sindaco di Comiso,  intraprese
  una  determinata strada per la realizzazione dell'aeroporto e  chi,
  come il sottoscritto, all'epoca rappresentava il maggior gruppo  di
  opposizione, da capogruppo esternava delle precise perplessità che,
  purtroppo,  oggi hanno trovato tragica conferma perché è attraverso
  quell'iter procedurale che il Governo nazionale ha potuto  inserire
  la  sua  pervicace volontà di escluderlo dal novero degli aeroporti
  di interesse nazionale.
   Però, non è questo il momento di ripercorrere vicende pregresse né
  di fare polemiche eccessive, certo voler giustificare ad ogni costo
  quella  che è stata definita una farsa anche nella trasmissione  di
  RAI 3 dell'altro ieri, ossia l'inaugurazione di mezza pista, perché
  all'epoca   di   questo  si  trattava,  realizzata  dall'aeroporto,
  l'intervento  dell'onorevole D'Alema è  una  giustificazione  forse
  fuori luogo della quale si potrebbe anche fare a meno però, ripeto,
  non è il momento delle polemiche.
   E'  il  momento  di  chiedere con forza al  Governo  regionale,  e
  attraverso   il   Governo  regionale  al  Governo   nazionale,   di
  considerare la necessità - perché, a questo punto è una  necessità,
  oltre  che un'opportunità per lo sviluppo della nostra Isola  -  di
  dare  a  questo  aeroporto,  ormai realizzato  persino  nei  minimi
  particolari,  in  quanto  ci sono addirittura  anche  i  nastri  di
  trasporto  bagagli  già istallati e non manca nulla  dal  punto  di
  vista  delle  strutture, abbiamo già il collaudo,  sono  state  già
  previste  le  rotte, è già stato inserito nei piani di  volo  aereo
  internazionalmente riconosciuti, ma manca, purtroppo,  il  concreto
  start-up,  e  quindi  la  programmazione  dei  voli  nazionali   e,
  auspichiamo, anche internazionali.
   Per  far ciò è chiaro che un aeroporto, all'inizio, ha bisogno  di
  fondi,  fondi  che  sono tragicamente venuti meno dall'esigenza  di
  sopperire alla mancanza dell'inserimento nello scalo nazionale  per
  stipulare  una  convenzione con l'Enav che garantisca  comunque  il
  servizio  di  controllo aereo. A questo ha fatto fronte,  è  giusto
  riconoscerlo,  l'Assemblea regionale ed il Governo regionale  nella
  scorsa  legislatura  approntando per  i  primi  due  anni  i  fondi
  necessari per la stipula di questa convenzione, convenzione  che  è
  stata  stipulata  il 5 novembre a Roma e che però  da  sola  non  è
  sufficiente.
   Ho avuto modo di esternare all'Assessore, che ringrazio per essere
  oggi  presente in Aula e del quale ho avuto modo già di  apprezzare
  la particolare sensibilità per questa problematica e per quella del
  trasporto in generale. Dicevo che questo accostamento da  solo  non
  basta  perché, oggi come oggi, non vi è compagnia aerea che sia  in
  grado di programmare su un minimo di due anni, da qui le difficoltà
  ad  ottenere queste convenzioni, infatti, qualsiasi compagnia aerea
  non  ritiene  di appostare i propri aeromobili su un aeroporto  che
  deve essere avviato se non può programmare su un periodo minimo  di
  almeno cinque anni.
   Da  qui  l'esigenza  che la Regione deve, in  primo  luogo,  farsi
  carico  di  una  forte  azione di protesta e di  convincimento  nei
  confronti del Governo nazionale per sopperire a quella che è  stata
  una  grande  manchevolezza nei confronti  non  di  Comiso  e  della
  provincia di Ragusa, ma dell'intera Sicilia, riconoscendo il  ruolo
  che  Comiso  merita  perché, certo, non ha minore  potenzialità  di
  sviluppo  rispetto ad aeroporti che già, invece,  concretamente  si
  sono  rivelati assolutamente fallimentari, come quello di Rimini  o
  di   Ancona   o   di  Salerno  che,  invece,  risultano   inseriti,
   stranamente   perché forse ci sono interessi di altro  genere  che
  giustificano questa scelta fra gli aeroporti di interesse nazionale
  e,  invece,  escludere una realtà come Comiso che ha  un  aeroporto
  anche   logisticamente   prezioso,   perché   è   l'avamposto   sul
  Mediterraneo.  Da  qui la nascita appunto dell'aeroporto  in  tempi
  remoti che prevedeva Comiso come la sentinella del Mediterraneo.
   E,  allora,  non  dobbiamo  farci sfuggire  questa  occasione.  La
  Regione  deve  intervenire intestandosi questa battaglia  e,  nelle
  more,  che  questa  battaglia si vinca,  perché  si  dovrà  vincere
  necessariamente e garantire, comunque, alle compagnie che hanno già
  messo   gli   occhi   sull'aeroporto   di   Comiso   e   che   sono
  interessatissime  a concludere, al più presto, le  convenzioni  per
  poter  avviare, sin dalla prossima stagione estiva,  dei  voli  sia
  charter   sia   di  collegamento  con  le  principali  destinazioni
  nazionali, di garantire comunque la sicurezza, di poter contare  su
  un  aeroporto  che,  per un periodo minimo di  cinque  anni,  abbia
  assicurata la continuità dei servizi di assistenza al volo.
   In  questo senso, l'emendamento dell'Onorevole Digiacomo,  firmato
  anche  dal sottoscritto e, peraltro, concordato assieme agli  altri
  deputati  della provincia di Ragusa, riesce a dare questa sicurezza
  alle compagnie.
   Siccome  vedo  che oggi si tratta di una discussione unificata  su
  tutti  gli atti connessi a questo problema, faccio presente  -  non
  per  rivendicare inutili primogeniture - che, sin dal 24  dicembre,
  assieme    all'onorevole   Pogliese,   avevamo    presentato    una
  interrogazione, proprio facendo rilevare al Governo  regionale  che
  c'era,  purtroppo,  questo pericolo, che  si  intravedeva,  già  da
  allora,  questo  timore che Comiso venisse escluso, come  purtroppo
  poi è stato, dal novero degli aeroporti nazionali.
   Oltre    all'ordine   del   giorno,   prima   firma,    presentato
  dall'onorevole  Digiacomo, con la firma di  altri  deputati,  vi  è
  stato  un ordine del giorno, presentato dal sottoscritto e da tutto
  il Gruppo del PDL, di contenuto quasi analogo.
   Dicevo  questo per sottolineare come un argomento di  questo  tipo
  non  può necessariamente essere oggetto, a questo punto, di contesa
  politica ma deve unire tutte le forze sane della nostra Regione per
  raggiungere un obiettivo indispensabile.
   Mi si consenta ancora un minuto per evidenziare che l'aeroporto da
  solo non basta ad assicurare questo volano di sviluppo. L'aeroporto
  deve  essere  facilmente raggiungibile. Anche  su  questo  mi  sono
  permesso di sensibilizzare l'assessore Bartolotta. La viabilità  di
  supporto  all'aeroporto  è un qualcosa di  indispensabile  e  i  30
  milioni   previsti  nel  Documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria sono assolutamente insufficienti. Mi auguro, però,  che
  almeno  questi  30  milioni li ritroviamo pari  pari  inseriti  nel
  bilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  la
  discussione   odierna  sulle  mozioni  unificate  in  merito   alle
  questioni dei declassamenti degli aeroporti di Catania e di Comiso,
  soprattutto,  riguarda un po' la storia delle nostre infrastrutture
  e di quello che sarà il futuro aeroportuale della nostra Terra.
   E'  un  tema che ha visto anche una mozione, la numero 31, a firma
  mia  e dei colleghi del Partito dei Siciliani - MPA, che guarda  ad
  una  importante  fase  di sviluppo della nostra  Terra,  perché  il
  declassamento che gli aeroporti di Catania, di fatto, e  di  Comiso
  hanno  subito  comporterà delle conseguenze che si ripercuoteranno,
  negli anni, nell'economia e nello sviluppo del nostro territorio.
   Sappiamo  bene  che il non inserimento nei primi  dieci  aeroporti
  nella  Core Network, che è stata stabilita con l'atto di  indirizzo
  del Ministro Passera - che, di fatto, da Ministro dimissionario, ha
  avuto  l'ardire di porre in essere un documento così  importante  e
  delicato per lo sviluppo aeroportuale della Sicilia, certamente, ma
  dell'Italia intera -  pone delle questioni e delle domande che  non
  possono  essere trascurate dal Governo, anche perché, vedete,  cari
  colleghi, la genesi e l'avvio di questo atto d'indirizzo prende  le
  sue forme anche dalle linee di sviluppo che la Comunità europea  ha
  tracciato un anno fa, nel febbraio del 2012, con un regolamento che
  è passato anche alla prova del Parlamento europeo.
   E  la  prima  domanda che mi pongo - ed è una domanda  prettamente
  politica e che avrei il piacere di chiedere al Presidente Crocetta,
  ma  sono  sicuro  che  l'assessore  si  farà  portatore  delle  mie
  richieste  - è: come mai non risultano documenti, atti,  da  parte,
  all'epoca, dell'europarlamentare Crocetta, in merito alla questione
  del declassamento?
   Veda,  quelle  carte sono passate al Parlamento  Europeo.  Rosario
  Crocetta   era   europarlamentare;  rappresentava   questa   Terra;
  rappresentava  la Sicilia Orientale, nel particolare.  Non  abbiamo
  rinvenuto  documenti  o  atti  che  certifichino  una  protesta  o,
  comunque, un'ispezione in merito a quel regolamento.
   E  poi,  le  domande che mi pongo sono: come mai, all'interno  dei
  dieci  aeroporti  più importanti italiani, questa logica  che  deve
  vedere soltanto due scali del Meridione, che sono Napoli e Palermo,
  mentre  vede un nodo, che è quello di Milano, nel raggio di 50  Km,
  avere  tre aeroporti inseriti in questa Core Network. Un terzo  del
  Paese,  cioè,  dal  punto di vista aeroportuale,  è  incatenato  al
  sistema  di  Milano, Bergamo Orio al Serio, Milano  Linate,  Milano
  Malpensa, come se gli interessi di un Paese, che è percorso da  più
  di 2500  Km da Nord a Sud, fossero raccolti in 50 Km.
   Questa  è  una  domanda centrale dello sviluppo del nostro  Paese,
  anche   perché   -   e  mi  riferisco  all'aeroporto   di   Catania
   Fontanarossa   che,  ormai, da anni, dimostra,  carta  alla  mano,
  forse,  di  essere  l'aeroporto più attivo  e  più  di  prospettiva
  nell'ambito  nazionale - come è possibile che questo  aeroporto  ha
  superato i 6 milioni di passeggeri annui e venga declassato?
   Com'è  possibile che l'aeroporto di Catania, che vede e che vedrà,
  necessariamente,  un  investimento per allungare  la  sua  pista  a
  tremila  metri,  un  investimento  da  200  milioni  di  euro  che,
  purtroppo, cadranno e non potranno arrivare dalla Comunità Europea,
  visto questo declassamento, dove verranno rinvenute queste somme?
   Queste sono le domande centrali che pongo nella mia mozione.
   Le  pongo  per quello che riguarda il declassamento, le pongo  per
  ciò  che  concerne  le analisi sulla vendita che sono  state  poste
  all'indomani,  perché - vedete - di inquietante  attorno  a  questa
  vicenda  non  vi  è  solamente questo declassamento,  che  dimostra
  ancora  di  più,  qualora ve ne fosse bisogno  -  lo  diceva  prima
  l'onorevole  Formica  - che il Governo nazionale  non  ha  a  cuore
  assolutamente  lo  sviluppo infrastrutturale  della  nostra  Terra,
  anzi.
   Ma  la  domanda che mi pongo è: come mai, all'indomani  di  questo
  declassamento,  l'interesse di molti attori, attorno  alla  vicenda
  aeroporto   di   Catania  è  stata  finalizzata   ad   un'eventuale
  privatizzazione?
   Presentando  un  ordine  del giorno a  firma  dei  componenti  del
  Partito dei Siciliani - MPA, chiedo che la Regione, per mezzo delle
  partecipazioni  all'aeroporto, che sono  rappresentate  dall'IRSAP,
  dalle  Camere di Commercio, oggi commissariate, dalle province  che
  verranno  commissariate  a  breve,  non  venda  l'aeroporto   nelle
  prossime ore.
   Chiedo  che  l'assessore abbia oggi la correttezza di  dire  quale
  posizione assume  il Governo su questa vicenda, perché, se dobbiamo
  ripercorrere  le  strade che hanno visto l'aeroporto  di  Fiumicino
  quintuplicare  le tariffe aeroportuali a danno dei  passeggeri  per
  pagare l'investimento dell'ennesimo imprenditore sedicente di turno
  che  arriva e che fa soldi grazie ad un servizio necessario, a  noi
  non sta bene e vorremmo sapere qual è la linea del Governo.
   Abbiamo  chiesto, con un ordine del giorno, che  non  vi  sia  una
  vendita  fino a quando questi enti non siano nell'interesse,  nella
  pienezza  dei  propri poteri, quindi, quando i  Commissari  non  ci
  saranno  più  si potrà parlare di vendita e poi - e concludo  -  un
  altro  ordine del giorno, sempre a firma del nostro Gruppo,  chiede
  fortemente  che  il  Governo e, nella sua  persona,  Assessore,  si
  impegni, in questi anni, in questi mesi, affinché la procedura  per
  richiedere la continuità territoriale venga attuata.
   Vedete, in campagna elettorale, signor Assessore, parlavo di ponte
  aereo;  di  creare un ponte aereo. Abbiamo visto,  in  pochi  mesi,
  condannare la compagni low cost siciliana Wind Jet che aveva il suo
  hub  nell'aeroporto di Catania di fatto, su una vicenda oscura, non
  ancora  chiarita,  di trattative con Alitalia, ripeto,  ancora  non
  chiarita.
   Abbiamo  visto il Ponte sullo Stretto, quello materiale, devastato
  e  cancellato  per  sempre. Arrivava poche  ore  fa  l'annuncio  di
  incompatibilità  ambientale  da parte del  Ministero,  come  diceva
  prima  l'onorevole  Formica. Ora, per un siciliano,  andare  fuori,
  studiare,  lavorare,  mandare  un dipendente  che  deve  andare  ad
  ispezionare  un  mercato  all'estero,  oggi.  ha  costi  eccessivi,
  quindi,  la  richiesta  è  di riprendere  anche  la  procedura  del
  Regolamento  1800,  del 2008, della Comunità europea,  affinché  un
  contratto  di servizio pubblico venga concluso, si possa  realmente
  realizzare  la continuità territoriale e, almeno, vi sia  un  ponte
  aereo  che  determini, per la Sicilia, la fine di questo isolamento
  vergognoso che la costringe al sottosviluppo e alla povertà.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la parola all'onorevole  Dipasquale,
  interpello  l'Assemblea perché manifesti la chiusura al diritto  di
  iscriversi.
   Così resta stabilito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  innanzitutto, permettetemi di esprimere la più grande soddisfazione
  che  può  avere  un  parlamentare  ascoltando  gli  interventi  dei
  colleghi che, in maniera chiara, riescono a mettere da parte  anche
  quelle  che sono le contrapposizioni partitiche, pur di mettere  al
  centro l'interesse del territorio e l'interesse, in questo caso, di
  un importante infrastruttura come quella dell'aeroporto di Comiso.
   Ebbene, è una vicenda antica; è una vicenda ancora non definita  e
  che, fino a qualche giorno fa, ha visto, spesso, anche i mass media
  nazionali  interessarsi  del  problema Comiso ,  come,  diciamocelo
  chiaramente,  una  barzelletta che è rimasta in sospeso  in  questo
  territorio.
   Anche  se, poi, la verità non viene detta mai tutta, perché  viene
  considerata  quasi come una responsabilità tutta  siciliana  quella
  della  non apertura dell'aeroporto di Comiso, quando, poi,  invece,
  non è così.
   Sappiamo tutti che non abbiamo avuto mai la disponibilità  vera  e
  concreta  da parte di uno Stato, da parte di un Governo  nazionale,
  prima governato dal centrodestra, poi governato dal centrodestra  e
  dal  centrosinistra,  che di tutto hanno fatto tranne  interessarsi
  dell'aeroporto  di Comiso. Il non riconoscimento dell'aeroporto  di
  Comiso  di  valenza nazionale, infatti, non è un fatto di  oggi.  I
  Governi che hanno preceduto  e ve lo dice un uomo che proviene  dal
  PDL,  ve lo dice un uomo che si aspettava dal Governo nazionale  di
  propria  vicinanza, l'apertura dell'aeroporto,  dovevamo  andare  a
  Roma  ad aprire questo aeroporto e a Roma, caro Assessore,  non  ci
  andavamo mai.
   E,   quindi,  è  stato  questo  uno  dei  motivi  del  mio   anche
  allontanamento dal PDL.
   Devo dire che non è che, poi, il Governo che è arrivato dopo abbia
  fatto  di  meglio  perché, poi, il Governo  Monti  ed  il  ministro
  Passera  hanno  continuato  verso quel  percorso  che  è  stato  un
  percorso   di   indifferenza  rispetto  ad  un'opera  fondamentale;
  un'opera  che,  così  come  ha detto l'onorevole  Formica,  non  ha
  solamente  una  valenza  turistica e, quindi,  il  trasporto  degli
  uomini, umano, dei passeggeri, ma che ha per l'interesse specifico,
  per  il  luogo  proprio dove si trova, una valenza importante,  dal
  punto  di vista economico, perché tutta l'aria  trasformata  e  non
  solo   di   Ragusa,   attenzione,  non  consideriamolo  solo   come
  l'aeroporto  della  provincia  di Ragusa  ma  è  un  aeroporto  che
  interessa  un'aria  vasta  e  interessa  l'aria  trasformata  della
  provincia di Ragusa, di Caltanissetta e parte anche della provincia
  di  Catania  e  dove  poter  utilizzare  questo  aeroporto  per  il
  trasporto delle merci davvero può significare poter sfidare mercati
  importanti del nord Europa dove, oggi, ci vedono non competitivi.
   Quindi,  ma  lo  capisco e lo abbiamo capito tutti che  non  viene
  considerato un intervento solo per la provincia di Ragusa e  questo
  si nota dall'intervento dei colleghi parlamentari dove individuano,
  a   prescindere   dalle   posizioni   partitiche,   un   intervento
  fondamentale, però, una cosa me la dovete permettere di  dire:  non
  abbiamo avuto né un Presidente sordo né disattento.
   Da  quando  mi sono insediato, infatti, in quest'Aula, dal  giorno
  delle  dichiarazioni  programmatiche del Presidente  Crocetta,  qui
  dentro,  più  volte, poi, a seguire con il DPEF,  ho  sentito,  più
  volte,  parlare di aeroporto di Comiso, di collegamento tra Comiso,
  tra  il  futuro  aeroporto  di Comiso  e  l'aeroporto  di  Palermo,
  attraverso la rete ferroviaria e questo lei, Assessore, l'ha  detto
  più  di una volta. Ma non solo: mi permetta di esprimere, così come
  ho  sentito doveroso, un ringraziamento ai miei colleghi, anche  di
  opposizione, anzi, permettetemi, in particolar modo di opposizione.
  Mi  sento  di dirle grazie, Assessore, perché lei è stato veloce  e
  tempestivo;  all'indomani, anzi lo stesso giorno,  quando  uscì  il
  piano  di Passera, la proposta di Passera, immediatamente, la  voce
  della Regione siciliana, per bocca sua, è uscita subito fuori, ed è
  stato   detto:   no,  noi  non  condividiamo  né  il  declassamento
  dell'aeroporto di Comiso né quello dell'aeroporto di Catania .
   Proprio per questo, mi permetto - e mi avvio alle conclusioni - di
  dire  all'onorevole  Cordaro,  faceva  riferimento,  anche  ad  una
  ipotesi  di  una  strategia complessa, rivolta al MUOS,  rivolta  a
  declassare  l'aeroporto di Comiso. Mi permetto di dire  che  non  è
  questa  la strategia perché nel declassamento entra anche  Catania.
  Questo  è  un  percorso  diverso.  Mi  sento,  quindi,  tutelato  e
  garantito da parte del Governo. So che su questo, già, c'è stato un
  intervento nella Conferenza Stato-Regioni e su questo il Governo  è
  forte e rigido e ritengo che il sostegno dell'Aula, dell'Assemblea,
  così forte non può che garantire davvero a questa struttura, che  è
  pronta, finalmente, di poter decollare e decollare veramente.
   Grazie ancora, quindi, e buon lavoro, Assessore, sapendo di  avere
  il sostegno e l'appoggio da parte di tutti  noi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  intervento perché vorrei evidenziare un aspetto, tornando, poi, sul
  punto  che  ritengo  di  carattere importante,  generale,  su  cui,
  probabilmente,  il nostro compito di parlamentare deve  portare  ad
  approfondire e a riflettere.
   Noi,  sul  problema delle infrastrutture, quindi, degli  aeroporti
  assieme  a  porto,  interporto  noi, a Catania, abbiamo  i  mercati
  agroalimentari;  sicuramente,  abbiamo  una  rete  di  servizi  per
  garantire  quel primo passo verso quello che chiamo il mosaico  per
  lo sviluppo.
   Oggi,  dobbiamo convincerci che dobbiamo ricostruire un'articolata
  posizione perché, attraverso una serie di interventi con interventi
  infrastrutturali,  servizi e valorizzazione del patrimonio  che  la
  Sicilia  ha, possa riprendersi il percorso dello sviluppo. Problema
  molto  delicato,  su  cui, a mio avviso, va aperto  un  momento  di
  dibattito in questa Assemblea.
   Atteso  che ho ribadito, in tante occasioni, che la vera  risposta
  alla  realtà di crisi e di difficoltà che, oggi, abbiamo,  passerà,
  sicuramente,  dalla valorizzazione del nostro patrimonio  regionale
  che è costituito, a mio avviso, da tre elementi portanti, che sono:
  il  turismo  integrato con beni culturali, ambiente, enogastronomia
  e,  quindi,  il  momento  di  sintesi  per  determinare  un'offerta
  turistica  di  qualità,  quindi servizi  e  infrastrutture,  quindi
  servizi   aeroportuali,   per  poi   vedere   una   formula   nuova
  dell'agricoltura, un'agricoltura che riporti anche  le  innovazioni
  in  una realtà che ha visto allontanare i giovani perché c'è  anche
  un  distacco  di carattere culturale, quindi, dobbiamo avviare  una
  fase   di   rivoluzione   culturale   perché   si   comprenda   che
  un'agricoltura  con  l'innovazione  tecnologica,  con  il   sistema
  dell'informatica, possa diventare un luogo appetibile.
   E,  poi,  un grande ragionamento su quella che è la nostra  realtà
  delle  risorse  umane. Però, evidentemente, per fare ciò,  dobbiamo
  anche  capire come, su questo ragionamento, dobbiamo portare sempre
  verso  una  direzione  diversa  quelli  che  sono  i  problemi.  La
  burocrazia  rende  complicato un sistema che già  è  difficile:  il
  problema  del  credito che, oggi, asfissia e  crea  un  momento  di
  grande  tracollo per la microimpresa, per quella che è la  funzione
  distorsiva che le banche realizzano, non tanto quella che  dovrebbe
  essere  la  giusta  risposta  con l'operazione  di  impiego  fondi,
  finanziando  imprese  e famiglie e, quindi,  la  risposta  reale  a
  quello che è il problema della disoccupazione.
   Allora,  in  questo  contesto, voglio richiamare  l'attenzione  di
  questo  Parlamento  per  dire  che,  sicuramente,  la  problematica
  dell'argomento  di  oggi, l'aeroporto di  Comiso,  inserito  in  un
  contesto  che  vede  una  sinergia con l'aeroporto  di  Catania  e,
  quindi, con quel momento importante che può determinare una  grande
  capacità  di  risposta a una domanda di mercato che,  oggi,  si  fa
  sempre  più  esigente e una risposta determinata e forte  a  quello
  che, invece, è stata la considerazione che il programma di Governo,
  visto  dalla  Comunità  Europea, invece,  ha  visto  questo  nostro
  aeroporto  declassato, allora. in questo dico l'Assemblea regionale
  siciliana,  la Commissione Bilancio, nella precedente  finanziaria,
  ha   avuto   la   sensibilità  -  mi  onoro   di   aver   sostenuto
  quell'iniziativa,  anche se io, allora, non avevo,  come  oggi,  il
  collega  Assenza,  che  è  un  ragusano  che  mi  sollecita  questo
  problema,  ma  c'era  il collega Digiacomo che  sollecitava  questo
  problema - di finanziare quattro milioni di euro perché si avviasse
  la  fase  di attività e, quindi, i servizi venissero finanziati  da
  questo intervento.
   Bene, ad oggi, invece, riscontriamo che l'ENAC ha vincolato queste
  somme  e,  di fatto, non ha realizzato questa opportunità.  Allora,
  dico: se questa infrastruttura importante, che con una sinergia con
  l'aeroporto  di  Catania, sicuramente, rappresenta  un  momento  di
  grande  opportunità, deve essere vista come una necessità di grande
  risveglio che, al di là delle posizioni politiche, al di  là  delle
  appartenenze,  deve  vedere tutti impegnati in un'unica  direzione,
  che  è  quella del giusto rispetto verso le iniziative  che  devono
  portare  la  crescita  della Sicilia e, in questo,  mi  consentano,
  signor  Presidente, onorevoli colleghi, di inserire un ragionamento
  sul  Ponte sullo Stretto, al di là delle diverse motivazioni, delle
  diverse posizioni eccessivamente ideologizzate, ritengo che bisogna
  fare,  invece,  un  ragionamento di  grande  maturità  e  senso  di
  responsabilità.
   Il  Ponte  sullo  Stretto,  oggi, vede,  sicuramente,  una  grande
  necessità  di  riflessione.  Abbiamo  sostenuto  i  costi  per   la
  progettazione;  abbiamo  sostenuto i costi per  l'appalto;  abbiamo
  sostenuto  costi per le prime realizzazioni; abbiamo il rischio  di
  sostenere  costi per la penalità da pagare a fronte di  un  appalto
  che non viene portato in porto.
   Questo significa una grande necessità di riflessione, con i  costi
  per  la  realizzazione su cui tutto il mondo aspetta  una  risposta
  perché verrebbe finanziato da terzi.
   Ma,  allora, dico: qual è il motivo perché questa iniziativa debba
  essere bloccata?
   Se  ne  sono dette di tutti i colori. Hanno detto che non dovevamo
  avere,  in  Sicilia,   una cravatta senza  camicia ;  questi  nuovi
  scienziati  dell'economia. Chi ha detto che non dovevamo realizzare
  questo Ponte perché c'erano dei vincoli di carattere culturale, dei
  Beni  culturali  che,  oggi, come lei sa, signor  Presidente,  sono
  stati  ampiamente superati, attraverso una riposta che il Ministero
  ha dato circa la compatibilità anche con i Beni culturali.
   Allora,  dico,  che, oggi, siamo in presenza di una  realizzazione
  possibile  che  vede  questa Sicilia in una  condizione  di  grande
  prospettiva  e  di grande rilancio. Ma perché ciò  possa  avvenire,
  anche  questo  ragionamento deve essere ripreso in  una  condizione
  diversa, con un grande impulso che, al di là dei facili momenti  di
  populismo,  ma anche di facili momenti, a volte, di superficialità,
  possa  riportare  anche la condizione forte e  chiara.  Perché,  su
  questa iniziativa, quindi, sul Ponte sullo Stretto, in tutt'uno con
  quello  che  deve  essere  un ragionamento  con  le  infrastrutture
  dell'aeroporto  di  Catania  e, quindi, dell'aeroporto  di  Comiso,
  perché  attraverso una voce forte, chiara, di grande legittimazione
  politica  ed anche istituzionale, possa essere ripreso un  percorso
  che  porti  a realizzare obiettivi che, sicuramente, determineranno
  momenti di prospettiva diversa e di crescita per la Sicilia


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Caputo, comunico
  che sono stati presentati i seguenti  ordini del giorno:
   -   numero   14    Iniziative  per  impedire  la   privatizzazione
  dell'aeroporto di Catania , degli onorevoli Lombardo, Figuccia,  Lo
  Sciuto, Federico, Di Mauro, Greco Giovanni;

   -  numero 15  Iniziative per assicurare la continuità territoriale
  della  Regione con i principali scali aeroportuali della Penisola ,
  degli  onorevoli Lombardo, Figuccia, Lo Sciuto, Federico, Di Mauro,
  Greco Giovanni.


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


        Riprende la discussione unificata di atti di indirizzo
             politico e ispettivi sull'aeroporto di Comiso

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
   facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  credo
  che  la  discussione di queste mozioni sugli aeroporti della nostra
  Regione  siano  un'occasione  importante,  signor  Presidente,  che
  questo  Parlamento  non può non accogliere  e  non  utilizzare  per
  rilanciare  il ruolo della Regione nel settore delle infrastrutture
  siciliane.
   Io,  Assessore,  non  la conosco da molto  tempo.  So  che  lei  è
  considerata  persona seria e impegnata, però, non ho  condiviso  il
  silenzio  del  Governo, che lei rappresenta in questo  momento,  in
  ordine a tutti i temi che diversi parlamentari hanno sollevato,  in
  merito  alla  carenza di infrastrutture nella  nostra  Regione,  ai
  timori  di  una riduzione dei percorsi ferroviari, alle  condizioni
  delle  strade siciliane di grande pericolo e alla decisione  sempre
  più  portata  avanti dal Governo nazionale, che ci auguriamo  resti
  ancora  per  poco  in  carica,  di privare  la  nostra  Regione  di
  finanziamenti, specialmente per le infrastrutture autostradali.
   Guardate, la discussione del Ponte sullo Stretto, ha dimostrato la
  scarsa   sensibilità,  mi  consenta,  nulla  di  personale,  signor
  Assessore,  del  Governo,  che  ha affrontato  un  tema  di  enorme
  importanza,  come se si trattasse di un dibattito  che  riguardasse
  un'altra Regione diversa dalla Sicilia.
   Questo  Governo  non è stato in grado - forse,  perché  il  nostro
  Presidente è troppo impegnato nelle conferenze stampa quotidiane  o
  nelle  trasmissioni televisive che lo impegnano,  sicuramente,  per
  intere  giornate  - non si è curato di come la nostra  Regione  sia
  diventata  il  fanalino  di  coda  dell'intero  contesto  nazionale
  europeo per la mancanza di infrastrutture.
   Non  ho sentito, ancora oggi, la voce del Governo della Regione  o
  il  programma  del  Governo e del suo assessorato  in  merito  alle
  condizioni delle nostre autostrade, in merito alla questione  degli
  aeroporti, in merito alla questione dei collegamenti via  mare  che
  stanno penalizzando l'economia di questa Regione.
   Guardate,  parliamo degli aeroporti: ma vogliamo, per un  momento,
  capire che il turismo è sempre più lontano dalla Sicilia perché non
  siamo  capaci  di essere competitivi per quanto riguarda  l'elevato
  costo dei biglietti aerei?
   Fino  a quando per percorrere Palermo-Roma e ritorno si pagheranno
  350  euro,  nelle migliori condizioni  credo che con 350  euro,  in
  termini  di infrastrutture e in termini di collegamento,  ci  siano
  famiglie  che fanno vacanze di una settimana in Africa o  in  altri
  Paesi  oppure  anche  nella vicina Malta.  Eppure,  ancora,  questo
  Governo  non  ha  dato  la  sua opinione, la  sua  strategia  sulle
  infrastrutture e sui collegamenti.
   E, il suo assessorato - mi perdoni, Assessore - probabilmente, per
  la inesperienza del suo ruolo alla guida di un importante dicastero
  siciliano come quello delle infrastrutture, non ha garantito ancora
  oggi  una politica seria che faccia capire a tutti, dagli operatori
  turistici  agli autotrasportatori, a coloro che vogliono  investire
  in Sicilia, che qualcosa sta cambiando.
   Non è possibile parlare di turismo quando per andare da Palermo  a
  Noto ci si impiegano tre  ore per andare e tre ore per tornare, sei
  ore  E' la negazione di ogni politica turistica.
   E  non  si può parlare di turismo quando mancano le infrastrutture
  ed   ancora  oggi, a sei mesi dal vostro insediamento, non  abbiamo
  ancora  conosciuto  quale è la vostra opinione  sui  trasporti  via
  terra,  via  mare, sui collegamenti aeroportuali, sugli  aeroporti,
  sulle condizioni pericolosissime delle strade siciliane.
   Noi  ancora  adesso abbiamo fatto riunioni con  i  comuni,  signor
  Presidente,  per  le condizioni di pericolo della  Palermo-Sciacca;
  abbiamo tre province isolate perché è caduto una parte di un  ponte
  nell'agrigentino e addirittura il Presidente della Regione  convoca
  una  giunta  per dichiarare lo stato di emergenza per  riparare  un
  ponte  quando  in altre regioni, in una settimana,  si  trovano  le
  condizioni per riparare il ponte e ripristinare la viabilità.
   Voi  siete  convinti di potere pensare ad una Regione  che  cambia
  quando  voi lasciate tutto per com'è o, peggio, rendete ancora  più
  impraticabile  quello  che  già lo era  prima  che  voi  diventaste
  assessori e uomini del governo di questa Regione.
   Io credo che oggi, parlare di aeroporto di Comiso in rapporto agli
  aeroporti   siciliani,  diventa  soltanto  tautologia  perché   gli
  aeroporti  senza le strutture di collegamento rischiano  di  essere
   cattedrali nel deserto .
   Quando  abbiamo portato la  Venere di Morgantina  nel Museo  della
  sua  provincia  qualcuno  ci disse che si  trattava   di   un'opera
  d'arte  straordinaria e che in un altro museo, di  qualunque  altra
  regione  d'Europa, avrebbe portato ricchezza, ma in quel paese,  in
  quella  provincia, non avrebbe  portato nulla; ed era  vero  perché
  quando  mancano le infrastrutture di collegamento, per  portare  la
  gente  da  New York a Morgantina a vedere la Venere, questo  sta  a
  significare  che veramente questo governo è lontano  anni  luce  di
  quello   che  significa  guidare  una  Regione  che  va  verso   la
  modernizzazione delle infrastrutture siciliane.
   Signor  Assessore,  le consiglio, dal punto di vista  personale  e
  istituzionale,  di cogliere questo dibattito nel  senso  pieno,  di
  venire   in  Aula  e  presentare  al  Parlamento  il  piano   delle
  infrastrutture che questo Governo ha, se ce l'ha; so  che  voi  non
  l'avete  e  temo  che  non lo farete, però le  preannuncio,  signor
  Presidente, la presentazione di una mozione che impegni il  Governo
  a venire in Aula per riferire quale sia il programma ed il progetto
  per  modernizzare, dal punto di vista infrastrutturale,  la  nostra
  Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi nell'approvare
  in pieno e nel condividere la mozione presentata dai colleghi,  per
  quanto  riguarda  il  declassamento  dell'aeroporto  di  Comiso   e
  Catania, l'occasione è anche utile per soffermarci, invece,  su  un
  problema che è ancora più ampio e che investe le infrastrutture  e,
  quindi, lo sviluppo e l'economia della nostra Sicilia.
   Ritorno  ad  un tema fondamentale e che mi sta a cuore  che  è  il
  Ponte  sullo Stretto e mi fa piacere che anche il Ministro  Passera
  oggi,  in  qualche intervista, recentemente riconsidera e forse  ha
  detto di aver sbagliato, perché il problema del Ponte sullo Stretto
  era  il  non  volere il Ponte sullo Stretto ed è  stata  un'analisi
  superficiale perché ha contribuito a tagliare la Sicilia fuori  dai
  grandi collegamenti.
   Il  Ponte sullo Stretto non avrebbe dato via d'uscita e scappatoie
  all'alta  velocità,  mi riferisco alla Reggio Calabria-Napoli  che,
  invece è stata deviata con la Napoli-Bari.
   La  Sicilia è rimasta fuori dai collegamenti. Oggi, la Sicilia  ha
  bisogno  di  raggiungere  Roma, New York, Berlino,  non  Catania  e
  Palermo. Va un plauso al Presidente della Regione perché ha  chiuso
  l'accordo con le ferrovie, ma la deviazione Messina-Catania-Palermo
  e  arrivare  da  Messina a Palermo in due ore e mezza  serve  poco,
  serve che i siciliani si spostino e possano raggiungere non solo le
  Regioni d'Italia, ma anche le altre nazioni.
   E'importante,  ormai non si può più tergiversare o allungare,  che
  la  Regione  si  doti di un piano infrastrutturale e,  soprattutto,
  inserisca  in  questo  piano  un aeroporto  nella  zona  Nebroidea-
  Tirrenica, perché oggi è inserita semplicemente un'aviopista che  è
  cosa  ben  diversa, mentre chi abita in provincia di  Messina,  chi
  abita  nella  città di Messina, signor assessore,  sa  bene  che  è
  tagliato fuori da ogni collegamento.
   Chi da Palermo deve andare a Messina impiega cinque ore. Oggi, con
  l'accordo  del Presidente della Regione, sarà fortunato  perché  da
  Messina  a  Palermo arriva in due ore e mezzo, quando noi  sappiamo
  che  con  l'alta velocità, da Roma a Milano, forse, si impiega  due
  ore e mezzo.
   E'  bene  che  si  riveda  il  piano  di  trasporto  ed  il  piano
  infrastrutturale   perché  questo  significa  sviluppo,   significa
  economia  ed oggi la Sicilia non può più aspettare e che nel  piano
  infrastrutturale  venga inserito e previsto -  forse  poco  fa  non
  ascoltava,  ma  lo  ripeto  - un aeroporto  nella  zona  tirrenica-
  Nebroidea, perché è possibile realizzarlo.
   Noi  abbiamo  bisogno  di  collegamenti, abbiamo  bisogno  di  una
  mobilità   interna  e,  soprattutto,  abbiamo  bisogno  che   venga
  completato,  e  qui mi chiedo se c'è la volontà perché  non  se  ne
  parla  più, il doppio binario Messina-Palermo. Vogliamo  capire  se
  noi da Messina per arrivare a Palermo dobbiamo ancora impiegare due
  ore  e  mezzo  o  se c'è la possibilità che si completi  il  doppio
  binario  e che, quindi, si possa raggiungere con tempi più  rapidi,
  perché è mortificante e veramente umiliante, ancora oggi, stare qui
  a  perdere tempo, ma ancora non pensare che c'è una Sicilia che  ha
  bisogno di sviluppo, che ha bisogno di decollare, che ha bisogno di
  un rilancio economico e che non può più aspettare.
   Quindi, è necessario che il Governo si impegni a redigere il piano
  dei  trasporti,  ma si impegni anche col Governo  nazionale  perché
  quelle  opere  infrastrutturali, necessarie per lo  sviluppo  della
  Sicilia, vengano realizzate.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ha  facoltà   di   rispondere
  l'assessore Bartolotta.

   BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli,  ho  ascoltato  con  attenzione  tutti  gli
  interventi  e devo dirvi che, forse, quella di oggi è  una  mozione
  che  può  essere liquidata anche in due minuti, non  perché  questa
  mozione  fosse poco importante, ma perché, una volta tra tutte,  ci
  troviamo  ad  essere  d'accordo  su  due  aspetti:  il  primo   per
  l'importanza  dell'apertura dell'aeroporto  di  Comiso  e,  quindi,
  lavorare  insieme per realizzare ed arrivare, nel più  breve  tempo
  possibile, a questo traguardo; l'altro aspetto riguarda  la  tutela
  dei   nostri  aeroporti, primo fra tutti quello di  Catania,  è  il
  primo  aeroporto del mezzogiorno, quasi settemilioni di  passeggeri
  all'anno, e, quindi, è sicuramente inaccettabile che non  si  possa
  fare  un  percorso comune nei confronti dell'atto di indirizzo  del
  Ministro Passera.
   Prima di leggere questa relazione che ho preparato   e che tende a
  fornire  a  questa  Assemblea dettagli di carattere  tecnico  sullo
  stato dell'arte, sia per quanto riguarda l'aeroporto di Comiso  che
  per  quanto  riguarda  l'atto di indirizzo del piano  aeroportuale,
  l'atto  di  indirizzo  del  governo  nazionale,  vorrei  aggiungere
  qualcosa,  intanto, perché  forse esiste un errore di comunicazione
  poiché   oggi   non  abbiamo,  operativamente,   nessun   tipo   di
  declassamento né su Comiso né tanto meno su Catania.
   Abbiamo  un atto di indirizzo che ha prodotto il Ministro Passera,
  un   atto   di   indirizzo  fatto  addirittura   da   un   Ministro
  dimissionario,  che rappresenta un atto di indirizzo  per  redigere
  un  piano internazionale, un piano nazionale di quello che sono gli
  scali aeroportuali.
   Ebbene,  bisogna  essere  chiari perché la  Commissione  nazionale
   Infrastrutture', laddove si confrontano per dare l'intesa, sia  le
  Regioni che le Province autonome di Trento e di Bolzano non si  può
  pronunciare su un atto di indirizzo, si pronuncia su una  bozza  di
  schema  di  DPR  ai  sensi  dell'articolo  698  del  codice   della
  navigazione.
   Ovviamente   lo  sappiamo  tutti  e  appunto  per  quell'atto   di
  indirizzo,  l'attacco è partito subito da questo Governo regionale,
  ma  dico  anche da parte vostra, perché lo stesso giorno in  cui  è
  stato pubblicato quest'atto di indirizzo sono stato sollecitato  da
  più  deputati,  di  destra,  di sinistra,  insomma  dal  Parlamento
  intero,  e noi quella stessa giornata abbiamo approvato, era  il  5
  febbraio 2013, un atto di indirizzo nostro, una delibera di  Giunta
  di Governo dove ci opponevamo in maniera tassativa a quello che era
  l'atto di indirizzo del Governo nazionale.
   Il giorno successivo sono stato in Commissione  Infrastrutture'  e
  devo   dire  ho  trovato  in  maniera  molto  spontanea  anche   la
  condivisione  su  questo atto di indirizzo da  parte  dei  colleghi
  delle  altre Regioni, per cui l'atto di indirizzo, tecnicamente,  è
  stato  dichiarato irricevibile, quindi significa che  non  è  stato
  neanche  oggetto  dell'argomento e  oggetto  della  discussione  di
  quella  Commissione infrastrutture, ma c'è di più, nella mattinata,
  in  sede  tecnica  della Commissione  Infrastrutture',  laddove  si
  andava  a  valutare,  dal  punto di  vista  tecnico  giuridico,  la
  presentabilità  del  documento, anche  lì  all'unanimità  i  nostri
  tecnici hanno dichiarato l'irricevibilità del documento.
   Quindi,  si  riparte da zero, o meglio, la Regione  Sicilia,  alla
  stregua delle altre Regioni, può ripartire e può far valere in sede
  nazionale   quelle  che  sono  le  motivazioni,   in   ragione   di
  opportunità,  in  ragione di quella che è la  difesa  della  nostra
  Terra,  del  nostro piano aeroportuale, dei nostri  aeroporti,  dei
  nostri  scali  regionali che certamente è stata  qui  condivisa  da
  parte di tutti.
   Vorrei  fare  un attimo un piccolo inciso perché si è spaziato  un
  po'  in  tanti settori: si è parlato di ferrovie, si è  parlato  di
  piano  dei  trasporti,  si è parlato un po'  di  tutto  quello  che
  rappresenta  lo  sviluppo strategico e sul   piano  strategico  che
  questo Governo regionale si vuole dare in Sicilia.
   Non  dico che questo Governo, questo Assessore in questi tre  mesi
  forse  ha  fatto o non ha fatto, probabilmente abbiamo fatto  poco,
  probabilmente  si  poteva fare di più, ma certamente  -  e  qui  lo
  voglio  sottolineare  -  abbiamo gestito emergenze,  emergenze  che
  abbiamo  anche ereditato, senza con questo dare la colpa a nessuno,
  mi dispiace che è andato via il deputato, e anche - e nonostante  -
  il   sottoscritto  sia  un  modesto  segretario  comunale   e   che
  probabilmente non è adatto al ruolo, come ha detto il deputato,  di
  gestire  le  infrastrutture, per i miei predecessori abbiamo  avuto
  tecnici,  abbiamo  avuto costruttori, abbiamo avuto  un  po'  tanti
  professionisti che hanno ricoperto questo importante incarico delle
  infrastrutture e credo che siamo in linea, cioè stiamo  affrontando
  quelle  problematicità utilizzando quelle che  sono  le  risorse  a
  nostra disposizione e vi devo dire che sono veramente poche.
   Quindi,  se vogliamo parlare di sviluppo strategico, di  strategia
  del  Governo  nel settore dei trasporti, nel settore dei  trasporti
  marittimi,  nel trasporto pubblico locale su gomma,  dei  trasporti
  ferroviari   e,   d'importanza  non   secondaria,   dei   trasporti
  aeroportuali, c'è bisogno di risorse o, comunque, bisogna  fare  il
  conto con le risorse che sono a nostra disposizione ed  è su questo
  che stiamo lavorando.
   Stiamo lavorando a redigere in maniera immediata o a mettere su un
  tavolo  tecnico  che  si  possa occupare  subito  di  un  piano  di
  trasporti  regionali  che venga condiviso  con  questo  Parlamento,
  perché  se vogliamo fare  una strategia seria è arrivato il momento
  in  cui  non si può più consentire che una tratta venga  svolta  in
  maniera  contemporanea  da un vettore su  gomme  o  un  vettore  su
  ferrovia.
   Dobbiamo cercare di creare un insieme un piano integrato  che  sia
  effettivamente   razionale  con  i  tempi   e,   soprattutto,   sia
  commisurato a quelle che sono le risorse che oggi abbiamo.
   Detto questo è ovvio che vada fatta una riflessione sull'aeroporto
  di  Comiso,  la mozione è unificata, quindi va fatta una  relazione
  sull'aeroporto  di Comiso e su questo atto di indirizzo  che,  come
  ripeto,  è  stato  dichiarato ricevibile sul  contesto  dei  nostri
  aeroporti   ed  è per questo che mi permetto di darvi dei  dettagli
  tecnici  e  di  riferire quello che è lo stato dell'arte,  sia  per
  quanto riguarda Comiso, sia per quanto riguarda Catania. Ovviamente
  la  relazione  poi  verrà anche depositata ed è a  disposizione  di
  tutti.
   L'aeroporto di Comiso rappresenta un infrastruttura di  importanza
  strategica  per  la mobilità anche in relazione  al  deficit  delle
  altre infrastrutture in Sicilia e nel Mezzogiorno.
   Dalla  sua realizzazione ci si attende una diffusa crescita locale
  che  consentirà  di  superare la marginalità e la  perifericità  di
  quell'area    della    Sicilia    sud   orientale,    migliorandone
  l'accessibilità  attraverso spostamenti  veloci  e  sicuri,  nonché
  favorendo la mobilità di merci e persone interessando un bacino  di
  utenze  riconducibili a più province. Lo sviluppo  del  territorio,
  oltre  che  per gli aspetti prettamente turistici, sarà veicolo  di
  sviluppo   per  l'imprenditoria  locale  e  dedicata   al   settore
  agrumicolo e particolarmente all'orticoltura.
   Altro  fatto di non secondaria importanza, che ha spinto e tuttora
  spinge   l'amministrazione  regionale  a  far  si  che   lo   scalo
  aeroportuale  raggiunga  in  tempi estremamente  rapidi  una  piena
  funzionalità, è che l'aeroporto di Comiso, unitamente a  quello  di
  Catania, formerà il sistema aeroportuale della Sicilia orientale  -
  e  questo  è  stato sottolineato da tutti, ed è su  questo  che  ci
  stiamo  muovendo - così come peraltro previsto nel Piano  regionale
  di attuazione delle modalità di trasporto, contribuendo a sostenere
  l'espansione    di   un   importante   porzione   di    territorio,
  caratterizzata  ovviamente  da  grandi  potenzialità  di   sviluppo
  turistico  e  imprenditoriale  e di cui  l'aeroporto  comisano,  in
  sinergia  con  le  altre importanti infrastrutture  che  si  stanno
  realizzando, quali l'aeroporto di Vittoria e la superstrada Catania-
  Ragusa, costituisce il fulcro.
   L'intervento  denominato   Opere  di  infrastrutture   civile   ed
  impiantistica  per la realizzazione di un aeroporto  civile  di  II
  livello  in  Comiso  ha trovato copertura finanziaria,  come  tutti
  sappiamo,   in  due  consecutivi  Programmi  operativi  dell'Unione
  europea, rispettivamente il POR Sicilia 2000/2006 per 24.043.742,48
  euro e il P.O. FESR Sicilia 2007/2013 per euro 12.841.758,47, oltre
  ad   una   fonte   privata   di  euro  3.233.947,62   e   prevedeva
  principalmente  l'esecuzione  delle seguenti  opere  sinteticamente
  descritte, finalizzate alla riqualificazione dell'aeroporto  civile
  della base NATO:
   -Opere  air-side:  lavori edili di tipo civile  ed  interventi  ad
       impiantistica  per la realizzazione della pista  di  volo,  la
       realizzazione della via di rullaggio parallela alla pista di volo,
       la  costruzione  di  bretelle di  collegamento  delle  vie  di
       circolazione del piazzale aeromobile, della piazzola elicotteri e
       così via.
  -Opere land-side: smantellamento delle strutture preesistenti,
  interventi finalizzati alla realizzazione del terminal aeroportuale
  articolato su tre livelli, della caserma dei Vigili del Fuoco,
  della cabina elettrica, della viabilità esterna e dei parcheggi.
    I lavori sono stati dichiarati ultimati in data 5 ottobre 2010 ed
  è  da questa data che possiamo cominciare a pianificare un percorso
  per giungere all'apertura dell'aeroporto.
    Relativamente   alla   problematica   delle   aree   del   sedime
  aeroportuale, si rappresenta - e qui cominciano le prime difficoltà
  o  le  prime criticità - che il 14 dicembre 2010 è stato emesso  il
  Decreto   interministeriale   (Economia   e   Finanze,   Difesa   e
  Infrastrutture  e trasporti) per effetto del quale  l'aeroporto  di
  Comiso  assumeva lo stato giuridico di aeroporto civile  aperto  al
  traffico   civile;   i   beni  del  demanio  militare   aeronautico
  dell'aeroporto  di  Comiso, dichiarati non più funzionali  ai  fini
  militari,  venivano  quindi  destinati  all'aviazione  civile   con
  trasferimento  al demanio della Regione siciliana  nello  stato  di
  fatto  e  di  diritto  in  cui si trovavano  alla  data  del  sopra
  menzionato   decreto,  in  quanto  strumentali   all'attività   del
  trasporto non oneroso al Comune di Comiso.
   I  beni così trasferiti venivano contestualmente assegnati in  uso
  gratuito  al  Comune  di  Comiso quale soggetto  attuatore  per  la
  realizzazione  dell'aeroporto civile, per un periodo non  superiore
  alla   durata   della  concessione  di  gestione  aeroportuale   in
  adempimento  alla  convenzione del 17  aprile  2002,  a  suo  tempo
  stipulata dal Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni e il
  comune   di  Comiso,  nonché  secondo  le  modalità  indicate   nel
  protocollo d'intesa del 31 agosto 2010, la cui proposta  era  stata
  preventivamente   approvata  dalla  Giunta  di   Governo   con   la
  deliberazione n. 156 del 15 giugno 2010.
   L'intera   vicenda  del  trasferimento  delle   aree   di   sedime
  aeroportuale dal demanio militare a quello civile si è concluso  il
  27 settembre 2011 con la firma congiunta dei relativi atti da parte
  dei  rappresentanti  della Regione siciliana,  dell'Amministrazione
  della   difesa,   dell'Agenzia  del  demanio,  del  Ministero   dei
  Trasporti, ENAC, dell'Agenzia del Territorio, per effetto dei quali
  si  è  concretizzata la cessione ad uso gratuito ed il  contestuale
  trasferimento del possesso delle aree del sedime aeroportuale dalla
  Regione siciliana.
   In questa sede si intende, inoltre, evidenziare come sia stata più
  volte   ribadita  ai  competenti  ministeri  Economia  e   Finanze,
  Infrastrutture  e  Trasporti, Difesa, Affari regionali,  Turismo  e
  Sport,  la  rilevanza strategica nazionale dello scalo aeroportuale
  di  Comiso,  confermata anche dall'inserimento dello  stesso  nella
  rete   di   trasporto   aeronazionali  in  funzione   complementare
  all'aeroporto di Catania.
   E'  stato,  altresì,  chiarito ai sopra menzionati  Ministeri,  il
  senso  di quanto riportato nell'articolo 4 del protocollo d'intesa,
  del  31  agosto  2010  ed  acclarato, allo stato,  l'interesse  non
  nazionale  dell'aeroporto di Comiso, precisando che  tale  supposto
  interesse  non  nazionale  è  da riferirsi  unicamente  al  mancato
  interesse  dello  Stato relativamente alle aree di  sedime  dell'ex
  aeroporto militare di Comiso, non potendosi per nulla intendere  il
  mancato  interesse nazionale alla nuova infrastruttura aeroportuale
  civile,  il  cui  intervento era stato, infatti, all'uopo  inserito
  nell'accordo  di  programma quadro (APQ)  per  il  trasporto  aereo
  sottoscritto  dallo  stesso Ministero il  5  novembre  2001  e  poi
  integrato  in data 31 gennaio del 2006 e per il quale  erano  state
  anche stanziate le relative necessarie risorse finanziarie.
   In   riferimento  alla  fruibilità   della  struttura,  a  seguito
  dell'ultimazione dei lavori, l'Ente nazionale dell'Aviazione Civile
  ha rilasciato due certificati di agibilità aeroportuale, uno per le
  aree  cosiddette air side, in data 9 giugno 2011, e uno per le aree
  cosiddette land side, in data 12 luglio 2011.
   In  data  5  dicembre  2011  è  avvenuta  la  consegna  anticipata
  dell'opera  da  parte  dell'impresa  appaltatrice,  ovviamente,  al
  Comune  di  Comiso e la contestuale consegna provvisoria anticipata
  del Comune di Comiso alla società di gestione aeroportuale la SOACO
  SPA.
   Nel  mese  di  ottobre  2012  è  stata  formalizzata  la  consegna
  definitiva delle infrastrutture aeroportuali da parte del Comune di
  Comiso alla società SOACO.
   Frattanto,  per verificare il rispetto del cronoprogramma,  perché
  siamo  in  presenza  di  un  cronoprogramma  con  tempi  che  vanno
  rispettati,  delle iniziative necessarie per consentire l'immediata
  operatività dell'aeroporto di Comiso, è stato costituito un  tavolo
  tecnico   promosso   congiuntamente   dal   Prefetto   di   Ragusa,
  dall'assessorato regionale delle infrastrutture e  della  mobilità,
  che hanno tenuto una serie di riunioni: il 29 novembre 2011, presso
  la  Prefettura  di  Ragusa;  il  12  dicembre  2011  presso  ancora
  Prefettura di Ragusa, assessorato delle infrastrutture, e così via;
  l'ultimo incontro il 29 settembre del 2012 presso la Prefettura  di
  Ragusa.
   Con  quest'ultima  attività  da parte  del  tavolo  tecnico  si  è
  consentito la sottoscrizione in data 5 novembre 2012 da  parte  del
  sindaco  di  Comiso e della società di gestione aeroportuale  della
  convenzione  con l'ENAC per la fornitura dei servizi di navigazione
  aerea  che  prevede  la piena operatività dello scalo  aeroportuale
  entro,  ribadisco, il primo semestre del 2013 - questa  è  la  data
  ultima del cronoprogramma che si sono dati - con ciò facendo  venir
  meno  ogni  ulteriore  ostacolo  esterno  alla  funzionalità  della
  infrastruttura aeroportuale in questione.
   Per evidenziare quanto posto in essere dalla Regione siciliana, si
  fa  - tra l'altro - rilevare che la legge regionale 20 luglio 2011,
  n.  16, all'articolo 1, comma 3, lettera e), al fine di superare la
  fase di stallo venutasi a creare, ed anzi per favorire lo start  up
  iniziale  delle attività aeroportuali, ha disposto lo  stanziamento
  di  4,5 milioni di euro in favore del Comune di Comiso per le spese
  di  supporto  all'avvio  delle attività dell'aeroporto,  garantendo
  l'operatività  dell'aerostazione  nelle  more  dell'emanazione  del
  decreto interministeriale che ponga in capo allo Stato i costi  dei
  servizi  di  controllo del volo. Conseguentemente, il  dipartimento
  regionale  delle  autonomie locali ha emanato due provvedimenti  in
  favore  del  Comune di Comiso, quale trasferimento  vincolato  alle
  spese di supporto all'avvio delle attività dell'aeroporto.
   E  arriviamo ai giorni nostri, con nota protocollo numero  48  del
  20 febbraio  2013, la società di gestione aeroportuale la SOACO Spa
  ha   sottoposto   al   Governo   della   Regione   un   dettagliato
  cronoprogramma relativo alla fase di start up aeroportuale in vista
  dell'auspicata prossima apertura al pubblico dell'aerostazione.
   In  riscontro a tale nota il sottoscritto e l'onorevole Presidente
  della Regione, con nota Assessoriale protocollo numero 19851 del 27
  febbraio  2013,  hanno evidenziato alla società di  gestione  e  al
  comune di Comiso come restino da definire alcuni adempimenti.

   PRESIDENTE. Signor Assessore,  mi scusi se la disturbo,  vedo  che
  la sua relazione è abbastanza lunga, se possiamo metterla agli atti
  e  se può arrivare subito alla sintesi del suo intervento, le sarei
  grato.

   BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Stiamo
  arrivando  alla sintesi. Alcuni adempimenti stabiliti  in  sede  di
  tavolo tecnico promosso congiuntamente dalla Prefettura di Ragusa e
  dalla  Regione  siciliana,prefigurando un  grave  danno  all'erario
  qualora  entro la scadenza prevista non venga garantita  l'apertura
  dell'aerostazione   che  non  potrà  che   essere   addebitato   ai
  destinatari  della  citata nota; con mail  del  7  marzo  2013,  il
  Presidente  della  società di gestione ha comunicato  che  è  stata
  inoltrata   all'ENAC   tutta   la   documentazione   inerente    le
  pubblicazioni     sul    ciclo    dell'informazione     aeronautica
  indispensabili all'apertura dello scalo comisano.
   L'ENAC valuterà, pertanto, la possibilità di pubblicazione di tali
  dati   entro  la  prima  decade  di  marzo,  prevedendo  l'apertura
  dell'aeroporto  per il 31 maggio 2013 o, alternativamente, entro la
  prima   decade   di  aprile,  con  apertura  il  20  giugno   2013.
  L'amministrazione regionale vigilerà puntualmente  su  tale  ultimo
  adempimento per il rispetto della data di apertura dell'aeroporto.
   In  forza  di  quanto  sopra  esposto,  rispettando  questo  crono
  programma,  dovrebbe  essere scongiurato il  paventato  rischio  di
  definanziamento  dell'intervento in questione con  la  restituzione
  delle corrispondenti risorse comunitarie all'Unione Europea.
   Quindi,  per chiudere - e ovviamente non vuole essere una  perdita
  di  tempo,  un  dilungarsi su dettagli tecnici - però  il  Governo,
  dalla  propria  parte, sta vigilando sul rispetto dei  termini  del
  cronoprogramma,  così  come da convenzione, questi  che  ho  appena
  letto  sono  i tempi previsti  e su questo vigileremo  affinché  si
  possa veramente giungere all'apertura dell'aeroporto di Comiso.
   Altro  problema, così come è stato evidenziato da voi, è la  reale
  partenza e quindi  quello che può essere l'incentivazione o  quello
  per  che può essere il sostegno di questo Governo regionale o della
  Regione,  visto che gli interventi che oggi si sono  susseguiti  in
  Aula, per quello che è lo start up iniziale.
   E'  ovvio che si deve aprire necessariamente una discussione e  su
  questo  non posso, per quanto mi riguarda, trasferire al Presidente
  Crocetta e, quindi, al Governo quelle che sono state le riflessioni
  che   un  po'  tutti  voi  in  base  ai  vostri  interventi   avete
  evidenziato.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Si passa all'emendamento 29.1. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la mozione numero  29, come emendata. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   BARTOLOTTA,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Forse
  l'ho anticipato, è ovvio che non posso fare altro che impegnare, se
  testualmente,  onorevoli  colleghi siamo  tutti  un  po'  navigati,
  quindi,  se  ovviamente,  alla  luce  di  questo  emendamento,   il
  sottoscritto,  in  qualità  di  Assessore  regionale  al  ramo,  ha
  dichiarato  che  impegnerà  su questo emendamento,  compatibilmente
  alle risorse ed ovviamente alle valutazioni della Giunta di Governo
  un  percorso  comune,  condiviso, che possa  facilitare  l'apertura
  dello  scalo  aeroportuale e, quindi, la possibilità  di  avere  un
  ottimo  start-up, di avvio, dello scalo aeroportuale penso che  più
  di questo non posso fare.
   L'impegno  personale di trasferire in Giunta di Governo  quanto  è
  stato richiesto e, quindi, il contenuto di questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione n. 30.  Il  parere  del
  Governo?

   BARTOLOTTA,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                     (E' approvata  all'unanimità)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n.  14.  Il  parere  del
  Governo?

   BARTOLOTTA,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Anche
  qui si impegnerà, quindi, porterà l'ordine del giorno e, quindi, il
  testo all'attenzione del Governo regionale.
   Quindi,    se    ci    dobbiamo   pronunciare   sull'ammissibilità
  dell'emendamento è favorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà
   .
   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   voglio
  esprimere  se  è  ancora  consentito, se è  possibile,  un'opinione
  rispetto a questo ordine del giorno.
   Io  sono  contrario  a questo ordine del giorno  per  una  ragione
  semplice.
   Noi  stiamo impegnando, con un ordine del giorno, l'Aula,  a  dire
  che l'aeroporto di Catania - mi permetto di dire - e, quindi, tutti
  gli  aeroporti  siciliani,  che  non  devono  subire  processi   di
  privatizzazione.  Mi permetto di dire, forse dovremmo  interrogarci
  sul  perché  amministrazioni pubbliche  continuino  ancora  oggi  a
  detenere  azioni  di società che hanno uno scopo  industriale  come
  quello di gestire gli aeroporti.
   Ora,  io sono perché l'acqua sia pubblica, perché ci siano  alcuni
  grandi  servizi che devono restare in mano pubblica, ma  dire  oggi
  che  la  gestione degli aeroporti deve essere, per  principio,  una
  gestione pubblica mi sembra una aberrazione.
   Io,  personalmente, sono contrario all'impegno che  il  Parlamento
  siciliano  fa nel dire che gli aeroporti devono essere  pubblici  a
  vita.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  io  do
  il benvenuto all'onorevole Cracolici nell'economia di mercato , c'è
  voluto  un po' di tempo ma finalmente anche lui è arrivato  all'età
  moderna, e al di là della battuta che non è neanche tale,  io  devo
  dire  che  sono assolutamente d'accordo con l'onorevole  Cracolici,
  anzi,  assessore Bartolotta, io la invito, anche su  questo  ordine
  del  giorno, ad esprimere il parere, però, ad esprimere il  parere;
  ad  esprimere il parere, Assessore, significa che lei ci deve  dire
  se  il  Governo è d'accordo o è contro quest'ordine del giorno  che
  non  si  presta  ad  interpretazioni  rispetto  al  fatto  che  gli
  aeroporti  siciliani restino definitivamente  in  mano  pubblica  o
  meno,  noi  vogliamo  sapere  che  ne  pensa  il  Governo  con   un
   contrario  o  a favore .
   Fatta  questa  premessa,  Assessore,  un  input:   ma  perché  non
  percorrete la possibilità, io non lo so se sia fattibile,  colleghi
  però  la  trattazione  di questo ordine del  giorno  mi  fa  venire
  un'idea,  che rassegno al Governo, come depositario e  come  organo
  che  deve valutare tutte le cose possibili, perché non valutate  la
  possibilità  di  utilizzare la finanza  di  progetto,  non  per  la
  realizzazione, perché l'aeroporto di Comiso è già pronto, ma per la
  gestione.
   Ci  sono  i  nuovi ricchi nel mondo, dalla Russia  all'India  alla
  Cina,  che  non  sanno  cosa  fare dei soldi,  mentre  noi  abbiamo
  rischiato  di non potere aprire questo aeroporto in un  determinato
  periodo  della  storia  recente per  cinquanta  mila  euro.  Allora
  Assessore,   valuti  insieme  al  Presidente   della   Regione   la
  possibilità anche di seguire questo percorso e ci dica, per  favore
  con  riferimento  al  ordine del giorno in trattazione  qual  è  il
  parere del Governo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Lombardo, ricordo e questo  e  l'ultimo  intervento,
  ricordo che tutto questo è avvenuto in maniera, in via eccezionale,
  perché   come  sapete  in  base  all'articolo  156  ter  che   cito
  testualmente:   Gli  ordini del giorno presentati,  in  riferimento
  alla  materia oggetto di una mozione possono solo essere  messi  ai
  voti senza svolgimento dopo la votazione della mozione .
   Però  a  questo  punto  siccome abbiamo fatto parlare  l'onorevole
  Cracolici, credo sia giusto dare la parola all'onorevole  Lombardo,
  che  è il primo firmatario, dopo di ché passiamo direttamente  alla
  votazione.  Credo  di  essere stato chiaro  Onorevole  Formica,  la
  prego, prego onorevole Lombardo.

   LOMBARDO.   Signor Presidente,  tengo semplicemente   a  precisare
  non  per risultare ambiguo o quant'altro, il testo diciamo è  stato
  distribuito,  ed è presente tra i banchi dei colleghi.  Si  riporta
  chiaramente,  che  non  vi  è nessun riferimento  né  a  tutti  gli
  aeroporti,   e  neanche  a  un  impedimento  definitivo,   per   la
  privatizzazione. Si fa semplicemente, riferimento al fatto che oggi
  la società dell'aeroporto di Catania, è gestito da enti pubblici, i
  quali  purtroppo,  ahimé  risultano tutti  commissariati,  parliamo
  delle   province,   che  partecipano,  parliamo  delle  Camere   di
  Commercio, che sono commissariate, parliamo dell'ISARP ex ASI che è
  commissariata, quindi il rischio che voglio scongiurare, e  che  il
  mio  Gruppo vuole scongiurare e che un argomento così delicato, che
  è  diventato di dominio pubblico anche perché in altri aeroporti  e
  in  altre situazioni, similari, pensiamo all'aeroporto di Roma, con
  le  operazioni Palenzona con  l'acquisto, dei terreni Benetton,  ha
  determinato  cosa, un esborso per i passeggeri, quintuplicato,  che
  naturalmente  vanno  a pagare come sempre i cittadini,  e  che  poi
  determina un utile per i soliti privati.
   Quindi  volevo  rassicurare l'onorevole  Cracolici  e  l'onorevole
  Cordaro  che questo ordine del giorno non comporterà una definitiva
  mancanza  di  privatizzazione, ce ne guarderemmo  bene,  da  questa
  intenzione,  ma  semplicemente evitare che  questa  privatizzazione
  veda la luce nel momento in cui tutti gli enti che partecipano alla
  società aeroporto di Catania sono commissariati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, le  do  la  parola  soltanto  per
  dichiarazione di voto, per cui le do giusto un paio di minuti.
   Onorevole Formica, il Regolamento, non l'ho fatto io.

   FORMICA.   Signor  Presidente, io mi  meraviglio  che  lei  voglia
  limitare  il  dibattito, proprio lei che dovrebbe invece  fare  del
  dibattito  ciò  che è la stella polare che guida il cammino  anche,
  non  solo  suo,  ma delle istituzioni in genere. Ora  non  dare  la
  parola  sulla  discussione, per altro, di un ordine del  giorno  di
  interesse  strategico,  e nel momento in cui  si  sono  iscritti  a
  parlare..

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, non è  che  non  voglio  dare  la
  parola, io sto cercando di applicare alla lettera quello che  è  il
  Regolamento di questa Assemblea, per cui io adesso le  ho  dato  la
  parola,  in base all'articolo 131,  che le dà il diritto di parlare
  per quanto riguarda la dichiarazione di voto, ha qualche minuto, lo
  utilizzi  nel miglior modo possibile.


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


   FORMICA.  Signor  Presidente, c'era una  trasmissione  che  faceva
  Arbore, dove c'era sempre un tizio che diceva :  Regolamento ,  per
  cui  c'è da applicare,   il Regolamento . Io la ricordo, forse  lei
  non  la  ricorda.   Regolamento . A  norma  di  Regolamento  vorrei
  parlare anche

   PRESIDENTE. Sta sprecando del tempo, onorevole

   FORMICA. vorrei parlare sull'ordine dei lavori, signor Presidente.


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


   FORMICA.   Chiedo   di  parlare  sull'ordine   dei   lavori,   non
  interrompiamo un rapporto che deve iniziare, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, sia succinto, comunque.

   FORMICA.  Entriamo  nel  merito.  Lungi  da  me  dal  mettere   in
  difficoltà  la  Presidenza,  mi creda  veramente.  Io  sono  invece
  d'accordo  sulle considerazioni che ha fatto l'onorevole Cracolici,
  e per una serie di ragioni, Signor Presidente.
   L'Italia dice di essere un paese democratico, libero, aperto  alla
  concorrenza. Vogliamo stare in Europa, vogliamo stare nel  mondo  e
  però  nel  momento in cui si parla di privatizzare un qualcosa  che
  dovrebbe  solo  essere  privato, come un aeroporto  con  un  grande
  flusso  di traffico di passeggeri, peraltro come quello di Catania,
  allora   si   alzano   subito  alte  grida  per   impedire   questa
  privatizzazione.
   A  me sembra molto strano che non si possa iniziare, per fare  una
  politica seria di spending review, vera, col mettere sul mercato le
  cose  che  sul mercato ci possono stare, perché stanno in piedi  da
  sole.
   Se  non  iniziamo almeno da questo, da ciò che sul mercato ci  può
  stare,  ma come pensiamo di potere stare in una  Europa che  sempre
  più  è  votata ad un liberismo sfrenato, sempre più è votata ad  un
  taglio  di  risorse continuo, se poi siamo costantemente legati  ad
  una  sorta  di  statalismo che non ha più modo  di  essere,  perché
  veramente  non  ha più modo di essere, quindi io continuo  a  dire,
  ritengo che questo ordine del giorno non vada votato, perché votare
  questo  ordine  del  giorno significherebbe  impedire,  da  qui  in
  avanti,   qualsiasi  tentativo  di  privatizzazione   per   rendere
  esercibili con profitto le società che possono stare sul mercato  e
  che  invece,  per una mentalità che è ancora legata ad  un  vecchio
  modo  di  fare politica, li vuole assolutamente tenere sotto  l'ala
  protettrice   del  Governo,  dell'essere  un'azienda  regionale   o
  un'azienda di Stato.
   Quindi,   io   sono  favorevole  all'intervento  che   ha   svolto
  l'onorevole   Cracolici,  ritengo  che  sia   utile   andare   alla
  privatizzazione perché ritengo che l'aeroporto di Catania, e  credo
  che  sia  il  quarto  d'Italia come numero di passeggeri,  non  sia
  assolutamente in grado di poter stare in piedi da solo.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Allora,  lo  ripeto perché c'è  stato  un  attimo  di
  confusione,   per   chiarezza,  stiamo  passando   alla   votazione
  dell'ordine  del  giorno  n.  15,  lo  rileggo:    Iniziative   per
  assicurare  continuità territoriale della Regione con i  principali
  scali aeroportuali della Sicilia . Chiedo il parere del Governo.

   BARTOLOTTA,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno era gia stato distribuito. Invito
  gli   assistenti   a  ridistribuirlo.  Nel  frattempo   che   venga
  distribuita   copia  dell'ordine  del  giorno,   leggo   la   parte
  dispositiva.   Impegna  il  Governo  della  Regione  e   per   esso
  l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità ad intraprendere ed
  adottare  tutte  le  iniziative  d'azione  previste  dalla  vigenti
  disposizioni normative comunitarie nazionali, al fine di assicurare
  la  continuità  territoriale della Regione siciliana attraverso  il
  collegamento degli aeroporti siciliani, Trapani, Catania, Palermo e
  Comiso con i principali scali peninsulari .
   Bene,   adesso   penso  di  essere  stato  abbastanza   esaustivo,
  procediamo  per  l'ennesima volta, e spero che sia l'ultima  volta,
  alla votazione.
   Richiediamo il parere del Governo sull'ordine numero 15, la  prego
  assessore.

   BARTOLOTTA,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Avevo
  detto  favorevole  prima, a questo punto chiedo, era  l'ordine  del
  giorno  numero 14 o 15?

   PRESIDENTE. Era l'ordine del giorno numero 15.

   BARTOLOTTA,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il Governo ha espresso parere favorevole.  Mi  rivolgo
  adesso all'Assemblea.
     Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                  (L'Assemblea approva all'unanimità)

    Rinvio della discussione del disegno di legge  Costituzione dei
                      consorzi comunali  (n. 241)

   PRESIDENTE. Sul III punto dell'ordine del giorno,  Discussione del
  disegno  di  legge  Costituzione dei consorzi comunali   (n.  241),
  onorevoli colleghi,  a tal proposito do lettura della seguente nota
  protocollo  numero 69/CP del 12 marzo 2013 a firma  del  Presidente
  della I Commissione legislativa permanente, onorevole Forzese:
    Illustrissimo Presidente, la I Commissione legislativa ha avviato
  l'esame  del disegno di legge in oggetto e nella seduta  odierna  è
  emersa  la necessità di una maggiore approfondimento del  testo  in
  ordine  di  eventuali  profili di legittimità costituzionale  anche
  sulla  base  delle osservazioni degli Uffici, chiedo pertanto  alla
  Signoria  vostra  un  breve rinvio dei lavori  d'Aula  al  fine  di
  consentire  alla  Commissione di ultimare  l'esame  del  testo  per
  consentire  l'approvazione di un disegno di legge il più  possibile
  condiviso e corretto, in modo da agevolare la discussione in Aula e
  la definitiva approvazione da parte dell'Assemblea

   Pertanto, come da accordi intervenuti, il disegno di legge  numero
  241,  già  iscritto  all'ordine del giorno della  presente  seduta,
  viene  inviato  in  Commissione per essere trattato  unitamente  ai
  disegni di legge sulla stessa materia.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  13
  marzo 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Vicepresidente Venturino


       I   - Comunicazioni

       II   - Discussione del disegno di legge:

         - Norme transitorie per l'istituzione dei consorzi di comuni.  (n.
             278)

                   La seduta è tolta alle ore 18.49

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

          Risposte scritte ad interrogazioni Rubrica «Salute»

   PALMERI-TROISI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  la salute, premesso che:

   da  molti  mesi  sono stati appaltati i lavori di ristrutturazione
  dell'ospedale  Abele Ajello di Mazara del Vallo, ma  i  lavori  che
  dovevano iniziare a gennaio 2012 ancora oggi non sono cominciati;

   l'Asp  di  Trapani aveva altresì disposto per il 1   gennaio  2012
  l'apertura di un'area di emergenza urgenza quale struttura  vicaria
  del  nosocomio  mazarese,  durante  i  lavori  di  ristrutturazione
  dell'ospedale, ma l'area di emergenza ancora oggi è chiusa;

   considerato che i servizi di cui sarà dotata l'area di  emergenza-
  urgenza, secondo quanto esposto nel tavolo tecnico svoltosi in data
  3  dicembre  2012  alla  presenza del  direttore  sanitario,  dott.
  Osvaldo    Ernandez,   sono   da   considerarsi   per   le    varie
  specializzazioni in regime ambulatoriale e per il resto si è  fatto
  riferimento solo a:

   pronto soccorso Triade;

   posti   tecnici  di  terapia  intensiva  (solo  4   posti   O.B.I.
  osservazione breve ed intensiva);

   sala chirurgica per le emergenze (solo con personale reperibile);

   anestesia e rianimazione;

   la  cardiologia  (solo in regime ambulatoriale e per  impianto  di
  pacemaker provvisori);

   nel  tavolo tecnico di cui sopra è stata ribadita la richiesta che
  l'area  di  emergenza urgenza di Mazara del Vallo  in  via  Livorno
  venga  attrezzata secondo le disposizioni ministeriali inerenti  al
  D.E.A.  almeno  di  primo  livello. E  questo  poiché,  nel  D.E.A.
  (Dipartimento  di  Emergenza ed Accettazione) di primo  livello  si
  'garantisce...  anche le funzioni di osservazione e breve  degenza,
  di  rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare  interventi
  diagnostico-terapeutici di medicina generale,  chirurgia  generale,
  ortopedia  e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di  Terapia
  Intensiva  Cardiologia). Sono inoltre assicurate le prestazioni  di
  laboratorio  di  analisi  chimico-cliniche  e  microbiologiche,  di
  diagnostica  per  immagini,  e  trasfusionali'.  (fonte:  sito  del
  Ministero della salute);

   inoltre, considerato anche che:

   nei giorni scorsi è stata posta alla cortese attenzione della S.V.
  una  petizione di sensibilizzazione (inviata con raccomandata  a/r)
  denominata  Mazara  nel  cuore e sottoscritta  da  5.147  firme  di
  cittadini mazaresi e non solo (raccolte in soli 3 giorni), con  cui
  si è chiesto fra le altre cose che:

   nell'area di emergenza in oggetto vengano inclusi, oltre ai  posti
  cosiddetti  'tecnici', dei posti di UTIC (almeno 6) e che  pertanto
  non  venga trasferita a Castelvetrano e smembrata l'equipe  medico-
  infermieristica di cardiologia dell'ospedale di Mazara, la quale ha
  negli anni dimostrato affiatamento ed efficienza indiscutibile;

   l'area di emergenza sia dotata di personale e mezzi per rendere la
  sala   operatoria  effettivamente  funzionante  h24,  ma  non   con
  personale reperibile, ma con personale in loco;

   in  caso di emergenze di pericolo di vita la lotta contro il tempo
  è  una  condizione vitale e che, quindi, la scelta dell'Asp di  non
  dotare l'area di emergenza di Mazara almeno con i servizi di un DEA
  di  primo livello, e con chirurgo ed equipe infermieristica per  la
  sala  operatoria  in  loco,  potrebbe  pregiudicare  o  mettere  in
  pericolo la salute dei cittadini;

   ritenuto che:

   la Regione deve tutelare e garantire il diritto alla salute;

   il  servizio  in  oggetto  è  un  servizio  pubblico,  e  che  per
  realizzarlo e renderlo fruibile si spendono soldi pubblici  (ovvero
  dei cittadini);

   per sapere:

   se,  quando  la  ristrutturazione del nosocomio  A.  Ajello'  sarà
  completata,  vi  sia  l'intenzione di riallocare  nell'ospedale  di
  Mazara   i   reparti  momentaneamente  trasferiti  negli   ospedali
  limitrofi, o viceversa si procederà alla dismissione degli stessi;

   perché  siano  stati  trasferiti i reparti del nosocomio  mazarese
  prima dalla apertura dell'area di emergenza, non rispettando né  il
  cronoprogramma stabilito, nè il diritto alla salute della città  di
  Mazara;

   se  sia  vero,  ed eventualmente perché sia stata chiusa  la  sala
  operatoria dell'ospedale di Mazara prima della apertura dell'are  a
  di emergenza;

   se  abbiano  deciso  di  intervenire  e  con  quali  provvedimenti
  adottati  o in corso di approvazione per l'allocazione del  reparto
  di  Cardiologia  con posti letto UTIC (almeno 6) presso  l'area  di
  emergenza in oggetto». (19)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con  la  quale si chiedono notizie  in  merito  al  futuro
  dell'Ospedale  Abele  Ajello  e  sull'attivazione  dei  servizi  in
  dotazione all'area di emergenza, si precisa quanto segue.
   E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
  i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012 convertito con modificazioni
  dalla  legge  7/08/2012 n. 135 e dal regolamento attuativo,  basati
  sull'assistenza organizzata per intensità assistenziale e  non  più
  per  patologia,  e  che in tale sede potranno  essere  valutate  le
  osservazioni dell'onorevole interrogante.
   Premesso  ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha  proceduto
  alla  revisione della rete ospedaliera in attuazione  del  D.A.  15
  giugno  2009 n. 1150, recante  Indirizzi e criteri per il riordino,
  la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
  territoriale  regionale , con il quale è stato definito  il  quadro
  complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
  sistema ospedaliero regionale.
   Il  processo  di  razionalizzazione  delle  prestazioni  sanitarie
  ospedaliere,   con   l'obiettivo   di   spostare   il    baricentro
  dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la  qualità  dei
  servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
  tendenzialmente,  il tasso di ospedalizzazione  che  era  più  alto
  rispetto alla media nazionale.
   Nella  prima  fase del processo è stato definito il fabbisogno  di
  posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
   Conseguentemente,  la  rimodulazione  della  rete  ospedaliera  ha
  comportato  la  variazione del numero dei  posti  letto  di  alcune
  discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
  raggiungimento,  in termini percentuali, della  dotazione  di  3,87
  posti  letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti  e 0,65  per
  riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
  introdotti  dall'Intesa  del 3 dicembre 2009  tra  il  Governo,  le
  Regioni  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
  il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
   Tuttavia, la riduzione dei posti letto non ha costituito  da  sola
  la  risposta  all'obiettivo di revisione dell'assistenza  sanitaria
  regionale,  il  cui  scopo principale è stato quello  di  garantire
  sicurezza  e  appropriatezza  delle  prestazioni  ed  efficacia   e
  economicità del sistema.

   Gli  obiettivi  individuati per il completamento del  processo  di
  riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti  riferimento
  a:
      ·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
  ·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
  numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
  ·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
  ricovero per acuti duplicate.
  ·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
  appropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
  (ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
  ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
  anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti]».

   L'Assessore
                                              dr.ssa            Lucia
  Borsellino

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   in  data  5  settembre dagli organi di stampa è stata  appresa  la
  notizia della sospensione, da parte della Regione, del servizio  di
  elisoccorso  di Pantelleria dalle 20.00 alle 8.00 e il  rischio  di
  interruzione che a decorrere dal prossimo 1  ottobre

   la  decisione dell'Assessorato è in contrasto con il diritto  alla
  salute;

   considerato che:

   le isole minori vivono una situazione di maggiore disagio rispetto
  ad altri territori dovuta proprio alla condizione di insularità;

   in  caso di emergenze di pericolo di vita la lotta contro il tempo
  si  reputa  una  condizione vitale e che, quindi, la  scelta  della
  Regione  di ricorrere, in caso di emergenza a Pantelleria,  all'uso
  di un elicottero posizionato in altre sedi potrebbe pregiudicare  o
  mettere  in  pericolo  la  salute  dei  residenti,  villeggianti  o
  turisti;

   ritenuto che la Regione deve tutelare e garantire il diritto  alla
  salute;

   per sapere:

   se   sia  vera  la  notizia  della  sospensione  del  servizio  di
  elisoccorso a Pantelleria nella fascia oraria dalle 20 alle 8;

   se  il  Governo abbia deciso l'interruzione definitiva a decorrere
  dal 1  ottobre 2012;

   i  provvedimenti e le decisioni del Governo adottati o in corso di
  approvazione per l'immediato ripristino del servizio di elisoccorso
  a Pantelleria;

   i provvedimenti adottati o deliberati dal Governo per garantire il
  servizio  di  Elisoccorso nelle Isole Minori  senza  previsioni  di
  sospensioni e /o interruzioni». (21)

   Risposta.   -   «In   riscontro  all'interrogazione   in   oggetto
  specificata  con  la  quale  si  chiedono  notizie  in  ordine   al
  ripristino   del   servizio  di  elisoccorso  di  Pantelleria,   si
  rappresenta quanto segue.
   Nell'ambito  del  Progetto relativo alla riconversione  dei  punti
  nascita  delle isole minori italiane, e in particolare delle  isole
  di  Lipari  e  Pantelleria, nonché degli Obiettivi di Piano  e  del
  Progetto  Isole  Minori, l'Assessore della Salute  pro-tempore,  in
  attuazione  a  detti  obiettivi,  e  alle  relative  interlocuzioni
  intercorse con il Ministro della Salute pro-tempore, ha disposto, a
  decorrere   dal   01.11.2011,   l'attivazione   del   servizio   di
  elisoccorso, in operatività h 24, nell'isola di Pantelleria.
   Il  servizio  in oggetto è stato formalizzato con Atto  Aggiuntivo
  sottoscritto in data 20.12.2011 e valevole dalla sua attivazione  e
  sino al 31.12.2011.
   Successivamente  l'Assessore, nelle  more  della  definizione  del
  citato  progetto,  ha  disposto, a  decorrere  dal  01.01.2012,  le
  ulteriori  prosecuzioni del servizio di elisoccorso, in operatività
  h24,  sino  al  31.8.2012,  e, attesa la sua  mancata  definizione,
  l'ulteriore prosecuzione, in operatività h12, e sino al 31.12.2012,
  nell'ambito delle rete regionale di emergenza-urgenza.
   Al  fine valutare l'eventuale mantenimento del servizio in oggetto
  oltre  la data di scadenza del 31.12.2012 il competente Servizio  6
  del   Dipartimento  per  la  pianificazione  strategica  di  questo
  Assessorato, con nota prot. n. 82730 del 14.11.2012, ha invitato il
  Direttore Generale della A.S.P. di Trapani a fornire notizie  circa
  lo  stato  di attuazione del piano di riordino relativo al Presidio
  Ospedaliero  di  Pantelleria  di cui al  citato  D.A.  n.  1378/10,
  chiedendo,  in  particolare, ragguagli sul  suo  attuale  stato  di
  operatività e di funzionalità, nonché se lo stesso risulti adeguato
  per le emergenze sanitarie.
   A  seguito  di  quanto rappresentato dall'A.S.P. di  Trapani,  con
  Direttiva  Assessoriale,  questa  Amministrazione  ha  ritenuto  di
  prorogare,   in  operatività  h  12,  il  servizio  di  elisoccorso
  nell'isola  di  Pantelleria a decorrere dal 01.01.2013  e  sino  al
  31.3.2013.
   Per    quanto   attiene   in   particolare   al   tema   specifico
  dell'assistenza  presso  le isole minori,  si  rappresenta  che  lo
  scorso  21  febbraio  presso il Dipartimento  della  programmazione
  sanitaria del Ministero della Salute si è tenuto un primo  incontro
  con le altre Regioni interessate, cui faranno seguito gli ulteriori
  già  calendarizzati  in un preciso crono programma,  nel  quale  la
  Regione siciliana ha già presentato la propria quota di un progetto
  multiregionale   (che   prevede  i   seguenti   punti:   assistenza
  territoriale,   emergenza  -  urgenza,  integrazione   ospedale   -
  territorio) che, non appena definito e condiviso, potrà accedere al
  riparto  di fondi appositamente accantonati dal predetto  Ministero
  al  fine  di fare fronte ai bisogni di salute delle zone  disagiate
  fra cui, per definizione, sono incluse le isole minori».

   L'Assessore
                                                dr.ssa          Lucia
  Borsellino

   RAIA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  Regione siciliana si è dotata di una rete di emergenza per  il
  soccorso  affidata  al  SEUS che prevede il  trasporto  primario  e
  secondario  a  mezzo di autoambulanze ed eliambulanze  equipaggiate
  con strumentazione e personale adatti al soccorso in situazioni  di
  emergenza;

   sul territorio siciliano sono attive 4 Centrali Operative del 118,
  una   delle  quali  è  all'interno  dell'Azienda  Ospedaliera   per
  l'Emergenza  Cannizzaro che sovrintende alle province  di  Catania,
  Ragusa e Siracusa;

   l'Azienda  Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro  è  ospedale  di
  riferimento  di  III livello per l'emergenza e sede  di  importanti
  specialità di traumatologia e chirurgia;

   risulta che:

   in  svariate  situazioni, per pazienti provenienti dal  bacino  di
  competenza  della  Centrale  Operativa  del  118  di  Catania   del
  Cannizzaro,  non  è  stato  possibile provvedere  al  trasferimento
  mediante  elisoccorso in quanto la base per gli  elicotteri  non  è
  operativa  al  decollo  ed all'atterraggio dei  mezzi  di  soccorso
  durante le ore notturne;

   le  motivazioni di tale gravissima anomalia, che comporta un grave
  nocumento  al  sistema dei soccorsi e dell'emergenza  di  tutta  la
  Sicilia  orientale,  sembrano  risiedere  nella  impossibilità   di
  attivare   i  cosiddetti  fuochi  necessari  secondo  la  normativa
  dell'aviazione  civile,  in  quanto la disponibilità  di  personale
  addetto alla guardia ai fuochi è disponibile solamente per  le  ore
  diurne;

   i  trasferimenti che richiedono l'utilizzo dell'elicottero  devono
  necessariamente  essere trasformati in un trasporto  in  elicottero
  dalla  Centrale Operativa di Messina o di Caltanissetta  e  ritorno
  verso le stesse Centrali Operative del 118, oppure verso la base di
  Sigonella  e proseguire il trasporto con l'ambulanza o direttamente
  con l'utilizzo di ambulanza;

   atteso che:

   tale  sistema  di  gestione mette a rischio l'esito  del  soccorso
  stesso  e  risulta essere contrario ad ogni logica di  emergenza  e
  soccorso  in  quanto vengono dilatati immotivatamente  i  tempi  di
  soccorso;

   il  sistema dell'emergenza per la Sicilia orientale risulta essere
  monco nelle ore notturne ed operativo solamente nel periodo diurno,
  determinando  di  fatto  una situazione  atipica  per  la  quale  i
  cittadini non sono garantiti per l'emergenza;

   gli   oneri   di   una  tale  dissennata  gestione  che   comporta
  trasferimento da sedi lontane e diverse da quella di  competenza  -
  che sovrintendono a bacini di emergenza differenti - sottraggono  i
  mezzi ed il personale al territorio di pertinenza e moltiplicano  i
  costi del soccorso;

   i  pazienti  inoltre sono spesso destinati in altre strutture  del
  territorio - vedi Messina e Caltanissetta - comportando un  disagio
  per i parenti;

   per sapere:

   se  sia a conoscenza di questo disservizio che dura da almeno  due
  anni;

   nel  caso i fatti riportati risultassero veri, se intenda appurare
  la reale situazione di fatto e di accertare le responsabilità della
  Direzione   Generale  dell'Azienda  Ospedaliera   per   l'Emergenza
  Cannizzaro;

   se  sia sostenibile una situazione in cui il centro di riferimento
  di  III  livello per l'emergenza per la Sicilia orientale  trascuri
  proprio gli aspetti legati all'emergenza, destinando invece risorse
  per favorire altre discipline mediche;

   se   vi  siano  situazioni  di  conflitti  di  attribuzioni  e  di
  responsabilità   tra  la  direzione  del  SEUS   e   la   direzione
  dell'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro;

   quale  azione intenda intraprendere per tutelare la salute  ed  il
  soccorso  per la popolazione della Sicilia orientale gestita  dalla
  Centrale  Operativa  del 118 di Catania e dell'Azienda  Ospedaliera
  per l'Emergenza Cannizzaro». (53)

   Risposta.   -   «In   riscontro  all'interrogazione   in   oggetto
  specificata con la quale si chiedono notizie in ordine alla  tutela
  della salute e funzionalità della rete di emergenza per il soccorso
  della Sicilia orientale, si rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto, la Regione Sicilia ha attivato il S.U.E.S.  (Servizio
  di  Urgenza  Emergenza Sanitaria) 118, organizzato  dalle  Centrali
  Operative  118  (Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina)  a  cui
  afferiscono  le richieste di soccorso sanitario dai quattro  bacini
  d'utenza in cui è stata divisa la regione, attivando, in base  alla
  tipologia  di  intervento richiesto, le ambulanze per il  trasporto
  terrestre o le eliambulanze.
   Alla C.O. 118 di Palermo affluiscono gli interventi del bacino  di
  utenza  delle  province  di Palermo e Trapani;  alla  C.O.  118  di
  Catania  gli  interventi  delle province  di  Catania,  Siracusa  e
  Ragusa;  alla  C.O.  118  di  Caltanissetta  gli  interventi  delle
  province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento.
   L'unica  C.O. 118 il cui bacino d'utenza coincide con la provincia
  è  quella  di  Messina  che  si occupa anche  del  coordinamento  e
  gestione  del  soccorso  nelle isole minori  dell'arcipelago  delle
  Eolie e delle comunità montane dei Nebrodi.
   La   C.O.   118  di  Palermo,  inoltre,  coordina  per  competenza
  territoriale  i soccorsi delle isole Egadi, delle isole  Pelagie  e
  dell'isola di Pantelleria.
   In  relazione a quanto richiesto si fa presente che,  al  fine  di
  ottimizzare  l'efficienza dell'utilizzo delle eliambulanze  adibite
  al   Servizio  di  elisoccorso  regionale  e  di  far  fronte   con
  tempestività ed efficacia alle crescenti richieste di interventi in
  emergenza   nell'ambito   dei  vari  bacini   di   utenza,   questa
  Amministrazione, nel corso degli anni,  ha provveduto a  rimodulare
  e razionalizzare il Servizio in oggetto.
   Da   ultimo,  con  apposito  Atto  Aggiuntivo,  al  Contratto  per
  l'affidamento  del  Servizio di pronto soccorso  di  emergenza  con
  eliambulanza  del  15.01.2004, stipulato in data 24.01.2011,  si  è
  provveduto  a rimodulare il Servizio in oggetto relativamente  alle
  basi operative di Palermo, Caltanissetta e Catania.
   Specificatamente,   tale   rimodulazione    ha    comportato    il
  potenziamento, delle basi di Palermo e Caltanissetta, con tipologie
  di eliambulanze più performanti di quelle già operanti, sostituendo
  per il bacino di utenza Palermo e Trapani l'eliambulanza di tipo AB
  412  con  l'eliambulanza di tipo AW 139 e per il bacino  di  utenza
  Caltanissetta, Enna e Agrigento l'eliambulanza di tipo  A  109  con
  l'eliambulanza di tipo AB 412.
   Contestualmente è stata ridotta l'operatività della  eliambulanza,
  da  H24  ad  H12,  di stanza alla base di elisoccorso  di  Catania,
  allocata  presso  l'Azienda Ospedaliera   Cannizzaro ,  atteso  che
  l'E.N.A.C.    ha    rinnovato   l'autorizzazione   all'uso    della
  elisuperficie, quale infrastruttura a servizio di base HEMS, per la
  sola  attività  diurna,  avendo ritenuto, a  seguito  di  verifica,
  l'elisuperficie non idonea all'utilizzo notturno.
   Nel bacino di utenza della Sicilia orientale sono comunque attive,
  in  operatività  h  24,  l'eliambulanza  di  stanza  alla  base  di
  elisoccorso  di  Messina,  allocata  presso  l'Azienda  Ospedaliera
   Papardo-Piemonte   e  quella  di  Caltanissetta  allocata   presso
  l'Azienda Ospedaliera  S. Elia .
   In  merito  alla  richiesta relativa alle azioni  a  tutela  della
  salute e al soccorso per la popolazione della Sicilia orientale, si
  rappresenta  che  sono  altresì  presenti  sul  territorio  n.   76
  ambulanze/postazioni  per  il bacino di utenza  Catania,  Ragusa  e
  Siracusa di cui n. 39 ambulanze medicalizzate, tutte in operatività
  oraria H24, per le emergenze notturne.
   Inoltre presso l'Azienda Ospedaliera  Cannizzaro  di Catania  sono
  state   avviate  le  attività  per  la  costruzione   della   nuova
  elisuperficie (variante al piano regolatore, autorizzazioni  varie,
  ecc.  ) adiacente a quella esistente.
   Solo  a  titolo  informativo  si  rappresenta  che  alla  S.E.U.S.
  S.C.p.A.  è  stato  affidato il servizio di  trasporto  primario  e
  secondario su terra, mentre la gestione del servizio di elisoccorso
  è in capo a questo Assessorato».

   L'Assessore

   dr.ssa Lucia Borsellino

   FAZIO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con circolare dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani del 22
  novembre  2012  è  stato soppresso il punto nascite  nell'isola  di
  Pantelleria, in applicazione della direttiva nazionale che fissa in
  almeno  500  parti  all'anno il limite per  mantenere  il  presidio
  sanitario;

   per effetto della suddetta disposizione, le partorienti dell'isola
  di  Pantelleria  sono obbligate a trasferirsi sulla terraferma  per
  dare  alla  luce  i propri figli, con notevoli spese  che  ricadono
  esclusivamente in capo alle famiglie;

   considerato che:

   la  disposizione  che  ha  soppresso il punto  nascite  non  tiene
  minimamente in considerazione la particolarità della situazione  di
  Pantelleria,   che  già  subisce  enormi  disagi  a   causa   della
  marginalità geografica;

   ritenuto che, proprio per le sue peculiarità, Pantelleria non  può
  essere  trattata  alla  stessa stregua di  qualsiasi  altro  centro
  urbano,  per  cui  appare  opportuno e  necessario  individuare  ed
  attuare  soluzioni  specifiche,  anche  in  deroga  alla  direttiva
  nazionale,  per  assicurare  il  benessere  dei  cittadini  e   per
  rimuovere  le  condizioni di disagio che investono  la  popolazione
  dell'isola;

   per  sapere  quali iniziative intendano intraprendere al  fine  di
  ripristinare   il  punto  nascite  a  Pantelleria,  garantendo   ai
  cittadini  dell'Isola gli stessi diritti e gli  stessi  servizi  di
  ogni  altro  cittadino  siciliano ed assicurando  loro  la  massima
  tutela dal punto di vista assistenziale e sanitario». (116)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con la quale si chiedono notizie in merito alla riapertura
  del  punto  nascita  dell'Ospedale di Pantelleria,  si  rappresenta
  quanto segue.
   Con  decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del  5
  gennaio  2012,  questo Assessorato ha emanato le direttive  per  il
   Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita .
   La  riorganizzazione  della rete è scaturita  dalla  necessità  di
  promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
  degli  interventi assistenziali nel percorso nascite e di  ridurre,
  nel  contempo, l'utilizzo del taglio cesareo. Tale intento è  stato
  formalizzato a livello nazionale con l'accordo Stato-Regioni del 16
  dicembre  2010 che ha previsto tutta una serie di correttivi  e  di
  misure   di   politica   sanitaria  come,   tra   gli   altri,   la
  razionalizzazione/riduzione  progressiva  dei  punti  nascita   con
  numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo l'abbinamento per
  pari  complessità  di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche
  con   quelle   neonatologiche/pediatriche,  nonché   l'attivazione,
  completamento  e messa a regime del sistema di trasporto  assistito
  materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
   Nell'ambito  della  riqualificazione  della  rete  ospedaliera   e
  territoriale  e  in  sintonia  con gli  orientamenti  programmatori
  nazionali  e  internazionali, la Regione siciliana,  con  il  Piano
  sanitario  regionale  2011/2013,  e  specificatamente  con   quanto
  previsto  al  punto 9.2.1  Messa in sicurezza dei punti  nascita  e
  miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato ,
  ha  definito  la  rimodulazione della  rete  materno-infantile  per
  garantire    adeguati    standard    di    qualità    relativamente
  all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
   L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori  di
  efficacia,  di efficienza e di appropriatezza ed economicità  delle
  prestazioni  erogate,  con particolare riferimento  al  numero  dei
  parti  cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei  bisogni  di
  salute dei cittadini.
   A  tal  fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare  le
  UU.OO  di  ostetricia  e  ginecologia,  pediatria,  neonatologia  e
  terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
  anche   in  relazione  alla  complessità  dell'attività  svolta   e
  all'organizzazione  in  rete dei servizi per  patologia,  volume  e
  complessità.
   Il   Piano   ha  altresì  inteso  valorizzarne  ulteriormente   il
  collegamento  funzionale  con  la rete  regionale  di  emergenza  e
  potenziare  il  servizio  di trasporto per le  emergenze  neonatali
  (STEN)  e  servizio di trasporto assistito materno (STAM)  su  base
  regionale.
   Si   è   ritenuto,  infine,  di  dover  garantire  la   continuità
  assistenziale  intesa  come  omogeneità  dell'assistenza   erogata,
  perseguendo  modelli di continuità assistenziali che consentano  la
  distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza  a  rischio,
  attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al  fine  di
  una  collaborazione  funzionale tra i vari  livelli  istituzionali,
  sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
  le   interdipendenze  esistenti  fra  le  strutture  operative,  il
  distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e  gli
  altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
   Pertanto, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita  i
  Direttori  generali  dovranno provvedere alla riorganizzazione  del
   percorso  nascita ,  per  offrire alle  mamme  e  ai  neonati  una
  migliore  qualità dell'assistenza e della presa in carico completa,
  dal concepimento fino al periodo immediatamente precedente al parto
  e,  per questo, dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui
  siano  definite  le  strutture  e le  modalità  attraverso  cui  il
  percorso nascita potrà essere assicurato nel territorio anche sulla
  base delle caratteristiche della popolazione di riferimento.
   Per    quanto   attiene   in   particolare   al   tema   specifico
  dell'assistenza presso le isole minori si rappresenta che lo scorso
  21  febbraio presso il Dipartimento della programmazione  sanitaria
  del  Ministero  della Salute si è tenuto un primo incontro  con  le
  altre  Regioni  interessate, cui faranno seguito gli ulteriori  già
  calendarizzati in un preciso crono programma, nel quale la  Regione
  siciliana  ha  già  presentato  la propria  quota  di  un  progetto
  multiregionale   (che   prevede  i   seguenti   punti:   assistenza
  territoriale,   emergenza  -  urgenza,  integrazione   ospedale   -
  territorio) che, non appena definito e condiviso, potrà accedere al
  riparto  di fondi appositamente accantonati dal predetto  Ministero
  al  fine  di fare fronte ai bisogni di salute delle zone  disagiate
  fra cui, per definizione, sono incluse le isole minori».

   L'Assessore

  dr.ssa Lucia Borsellino