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Resoconto d'Aula della Seduta n. 260 di martedì 28 luglio 2015
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   dell'on. Fabrizio Ferrandelli dalla carica di deputato  regionale
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.17

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
     dell'onorevole Fabrizio Ferrandelli dalla carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE.   Si   passa   al  I  punto  all'ordine   del   giorno:
  Attribuzione  del  seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole  Fabrizio  Ferrandelli  dalla  carica   di   deputato
  regionale.
   Comunico  che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi  vacante
  a  seguito  delle dimissioni irrevocabili dalla carica  di  deputato
  regionale  dell'onorevole Fabrizio Ferrandelli - di cui  l'Assemblea
  ha  preso  atto  nella seduta n. 258 del 22 luglio 2015  -  deputato
  proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo  (per  la
  lista  n.  3 avente la denominazione  Partito Democratico - Crocetta
  Presidente ),  la Commissione per la verifica dei poteri,  ai  sensi
  del  combinato  disposto dell'art. 4, parte seconda,  dello  Statuto
  della  Regione  e  della sezione IV del Capo V  del  Titolo  II  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi  il  28
  luglio  2015,  dopo  aver  proceduto ai necessari  accertamenti,  ha
  deliberato,  all'unanimità, ai sensi dell'articolo  60  della  legge
  regionale   20   marzo  1951,  n.  29  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (Legge elettorale siciliana), di attribuire  il  seggio
  lasciato  vacante  dall'onorevole Ferrandelli  al  candidato  Davide
  Faraone,  che, primo dei non eletti della medesima lista provinciale
  e  nel  medesimo collegio elettorale in cui era stato  eletto  l'on.
  Ferrandelli,  segue immediatamente - con voti 7.072 -  l'ultimo  dei
  proclamati eletti, on. Ferrandelli.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea   prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto   deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato  Davide Faraone, salva  la  sussistenza  di
  motivi  di  ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine  di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste   o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo  1951,  n.
  29 e successive modificazioni.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli  Raia,  D'Agostino, Vullo, Tamajo,  Ioppolo;  l'onorevole
  Dipasquale per i giorni 28 - 29 e 30 luglio.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di integrazione al verbale della seduta n. 241 del 9
                              giugno 2015

   PRESIDENTE.  Con  riferimento all'attribuzione del  seggio  resosi
  vacante  a  seguito  delle dimissioni, per  incompatibilità,  dalla
  carica di deputato regionale dell'on. Calogero Firetto, preciso che
  il  verbale  della seduta n. 241 del 9 giugno 2015 è da  intendersi
  così  integrato:  al  primo capoverso, dopo le  parole   proclamato
  eletto ,  è inserita la parola  tanto ; dopo le parole  UDC  Unione
  di  Centro ,  è inserito il seguente periodo:  quanto nel  collegio
  regionale,  la cui elezione, in quest'ultimo collegio era  prevalsa
  ai  sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/1951 e s.m.i. ; infine,
  dopo le parole  La Rocca Ruvolo Margherita , è inserito il seguente
  periodo:   subentrata all'onorevole Firetto a seguito della  citata
  opzione di quest'ultimo per il collegio regionale .
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la salute

   N.  397  -  Chiarimenti  in ordine ai ritardi  nei  pagamenti  dei
  laboratori di analisi da parte dell'ASP di Agrigento.
   Firmatari: Oddo Salvatore
   -  Ai  sensi dell'art 140, comma 5, Reg. Int. ARS, con nota  prot.
  41057  del  13 maggio 2013, l'Assessore per la salute ha anticipato
  il testo scritto della risposta.

   N.  1215 - Notizie sulla rifunzionalizzazione della rete regionale
  della talassemia e delle emoglobinopatie.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca  Claudia;
  Zafarana Valentina
   -  Con  nota  prot. n. 32768/IN.16 dell'8/07/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  1240 - Notizie sulla presunta mancata reindizione di procedura
  concorsuale    per    la    nomina   di    Responsabile   nell'area
  dell'igiene alimentare presso l'ASP di Trapani.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con nota prot. n. 18340 del 27 febbraio 2014 l'Assessore per la
  Salute,  ai  sensi  dell'Art.  140,  comma  5,  Reg.int.  Ars,   ha
  anticipato  il  testo scritto della risposta. - Con nota  prot.  n.
  32955/IN.16  del  9  luglio  2014 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N. 1248 - Chiarimenti in ordine alla nomina del Direttore generale
  dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  della   Sicilia   'A.
  Mirri'.
   Firmatari:  Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice;  Clemente
  Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa
   -  Con  nota prot. 31615 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute,
  ai  sensi dell' art. 140, comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato  il
  testo scritto della risposta. - Con nota prot. n. 32959/IN.16 del 9
  luglio  2014  il  Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  regionale per la salute.

   N.  1262  - Chiarimenti sul procedimento di formazione dell'elenco
  degli  aspiranti  idonei  alla nomina di Direttore  generale  delle
  Aziende sanitarie regionali.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio

   N. 1548 - Urgente blocco dei ricoveri sine die nelle CTA (Comunità
  Terapeutiche  Assistite) e potenziamento dei  servizi  psichiatrici
  territoriali ai fini della prevenzione.
   Firmatari: Arancio Giuseppe Concetto

   N.  2036  -  Chiarimenti sulla decisione del Governo regionale  in
  materia  di  ricovero  di pazienti presso le comunità  terapeutiche
  assistite.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 36382/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -   Interventi   regionali  per  il  contenimento   della   spesa
  farmaceutica attraverso il recupero, la restituzione, la donazione
  ai  fini  del  riutilizzo di medicinali in corso di validità.  (n.
  1035)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Ferreri,
  Zito,   Cappello,  Cancelleri,  Ciancio,  Ciaccio,  Mangiacavallo,
  Siragusa,  Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e  Zafarana
  in data 23 luglio 2015.

   - Riordino mansioni dipendenti aziende sanitarie. (n. 1036)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Ferreri,
  Zito,   Cappello,  Cancelleri,  Ciancio,  Ciaccio,  Mangiacavallo,
  Siragusa,  Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e  Zafarana
  in data 23 luglio 2015.

            Comunicazione di decadenza di disegni di legge

   PRESIDENTE.   Comunico   che,   a   seguito   delle    dimissioni
  dell'onorevole Ferrandelli, i seguenti disegni di legge presentati
  a  sua  firma  ed  in assenza di altri firmatari, sono  dichiarati
  decaduti:
   -  n.  138, n. 231 e n. 709, n. 756, n. 761, n. 776, n. 880 e  n.
  952.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  resi  dalla   competente
  Commissione i seguenti pareri:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Linee  di  indirizzo  regionali per la rideterminazione  delle
  dotazioni organiche delle Aziende del Servizio sanitario regionale
  (n. 59/VI).
   Reso in data 22 luglio 2015.
   Inviato in data 24 luglio 2015.

   -  Linee  guida  per  l'adeguamento degli  atti  aziendali  delle
  Aziende del Servizio sanitario regionale (n. 60/VI).
   Reso in data 22 luglio 2015.
   Inviato in data 24 luglio 2015.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Servizi
  sociali e sanitari  (VI) nella seduta n. 166 del 22 luglio 2015 ha
  approvato  la  risoluzione   Atto  di  indirizzo  in  ordine  alla
  rideterminazione  delle piante organiche ed all'adeguamento  degli
  atti  aziendali  delle aziende del SSR ed in  ordine  alla  celere
  definizione,  definite  le piante organiche,  delle  procedure  di
  reclutamento   per   l'acquisizione  di  professionalità   medico-
  sanitarie-tecnico-amministrative-professionali  funzionali  ad  un
  potenziamento del sistema sanitario regionale  (n. 46/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N.  2753 - Notizie in merito al mancato completamento dell'iter di
  pagamento dei contributi dovuti
   all'associazione sportiva dilettantistica Albaria per il  Windsurf
  World Festival on the beach di Mondello (PA).
   - Presidente Regione
   Dina Antonino

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 2752 - Iniziative urgenti volte a garantire l'attivazione della
  convenzione con il Centro residenziale per gravi disabilità di  via
  Ben Haukal nel comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Greco Giovanni

   N. 2754 - Notizie urgenti in ordine alle iniziative da assumere in
  merito al c.d. 'Piano Giovani'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa Salvatore

   N.  2756  -  Progettazione  e  realizzazione  di  un  collegamento
  ferroviario  veloce  tra  la  città di  Catania  e  l'aeroporto  di
  Fontanarossa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  2804  -  Riconoscimento dell'ospedale di Vittoria  (RG)  quale
  centro per il trattamento delle terapie intravitreali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Assenza Giorgio; Ferreri Vanessa

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.
                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:
   N.  310 - Notizie urgenti in merito al rimborso delle indennità di
  frequenza e di trasporto del corso 'operatore marketing e  tecniche
  di   vendita'  e  di  'operatore  d'area  informatizzata'   avviati
  nell'ambito del PROF 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.

   N.  311  -  Notizie in merito alla concessione demaniale marittima
  per  varo ed alaggio insistente sulla spiaggia del Comune di  Torre
  Faro (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.

   N.   312   -  Chiarimenti  su  omessi  interventi  di  prevenzione
  idrogeologica  sull'autostrada  A19  Palermo-Catania  e  su   altre
  principali arterie siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  468 - Interventi a sostegno del personale volontario del Corpo
  dei Vigili del Fuoco.
   Sammartino Luca; Anselmo Alice; Nicotra Raffaele Giuseppe;
   Sudano Valeria
   Presentata il 21/07/15

   N.  469  - Iniziative urgenti per estendere lo screening neonatale
  anche alle immunodeficienze primitive.
   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina
   Presentata il 22/07/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

        Comunicazione di variazione di denominazione di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE.   Con nota pervenuta oggi l'onorevole Di  Giacinto  ha
  comunicato  che, dopo la deliberazione del Gruppo parlamentare,  il
  Gruppo  parlamentare stesso ha variato la propria denominazione  in
  Gruppo parlamentare Megafono PSE.
   Comunico, inoltre, che l'onorevole Venturino ha aderito al  Gruppo
  parlamentare nel corso della riunione partecipando alla stessa.

     Comunicazione di dimissione e adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  L'onorevole Venturino comunica  di  aver  aderito  al
  Gruppo   parlamentare   Megafono  PSE   dimettendosi   dal   Gruppo
  parlamentare Misto.

        Comunicazione di decreto di cessazione dalla carica di
     Assessore regionale e assunzione temporanea ad interim delle
        relative funzioni da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n. 36164 del  24  luglio
  2015,  pervenuta in pari data e protocollata al n. 7294/AulaPg del
  27  luglio  successivo,  la Segreteria generale  della  Presidenza
  della  Regione  ha  trasmesso copia  del decreto presidenziale  n.
  290/Area  1 /S.G. del 24 luglio 2015, di cessazione della dott.ssa
  Linda   Vancheri   dalla   carica  di  Assessore   regionale   con
  preposizione   all'Assessorato  delle  Attività  produttive,   con
  contestuale  temporanea  assunzione  ad  interim   delle  relative
  funzioni da parte del Presidente della Regione.
   Invito il Deputato segretario a darne lettura.

   RAGUSA, segretario:

   VISTO      lo Statuto della Regione siciliana;

   VISTO    in  particolare, l'articolo 9 contemplato nella sezione
          II    dello    Statuto   regionale,   come     sostituito
          dall'articolo  1,  comma  1,  lettera  f)   della   legge
          costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2 che,  nel  prevedere
          l'elezione   a   suffragio  universale  e   diretto   del
          Presidente  della Regione, gli attribuisce il  potere  di
          nominare e revocare gli Assessori da preporre ai  singoli
          rami   dell'Amministrazione   regionale,   tra   cui   un
          Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di
          impedimento;

   VISTA       la  legge  regionale  29  dicembre  1962,  n.  28  e
          successive modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10  e  successive
          modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA    la  legge regionale n. 16 dicembre 2008, n. 19  (recte:
          legge  regionale  16 dicembre 2008, n. 19)  e  successive
          modifiche   ed   integrazioni,  ed  in   particolare   le
          disposizioni   di  cui  al  Titolo  II   che   rimodulano
          l'apparato  ordinamentale e organizzativo  della  Regione
          siciliana;

   VISTO  il  decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-
          S.G.   concernente  la  convocazione   dei   comizi   per
          l'elezione  del Presidente della Regione e  dei  deputati
          dell'Assemblea   regionale   siciliana   per    la    XVI
          legislatura;

   VISTO   il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-
          S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea
          regionale  siciliana ai collegi provinciali in base  alla
          popolazione residente;

   VISTA    la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con
          la  quale,  a seguito della proclamazione alla carica  di
          Presidente della Regione siciliana, resa nota dalla Corte
          di  Appello di Palermo con nota prot. n. 35/El. Reg.  del
          10   novembre  2012,  sono  state  assunte  le   relative
          funzioni;

   VISTO    il  decreto  presidenziale n. 540/Area 1 /S.G.  del  12
          novembre 2012, pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della
          Regione siciliana del 16 novembre 2012 - parte I - n. 49,
          con  il quale è stato costituito il Governo della Regione
          siciliana - XVI Legislatura e successivi distinti decreti
          presidenziali  di nomina degli altri Assessori  regionali
          con  preposizione  ai  singoli rami  dell'Amministrazione
          regionale;

   VISTO    in  particolare,  il  D.P. n. 350/Area  1 /S.G.  del  3
          novembre 2014, pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della
          Regione siciliana del 7 novembre 2014, n. 47, Parte Prima
          -  con il quale il Presidente della Regione siciliana  ha
          nominato  la  dott.ssa Linda Calogera Vancheri  Assessore
          regionale   con  preposizione  all'Assessorato  regionale
          delle Attività produttive;

   VISTA  la lettera datata 21 luglio 2015 con la quale l'Assessore
          regionale per le Attività produttive rassegna le  proprie
          dimissioni  irrevocabili dall'incarico  assessoriale  con
          preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione;

   RITENUTO   nell'accogliere  tali  dimissioni  che,  al  fine  di
          assicurare   continuità  nell'esercizio  delle   funzioni
          politico-amministrative      del       predetto      ramo
          dell'Amministrazione regionale siciliana,  il  Presidente
          della   Regione   siciliana  assuma  temporaneamente   le
          funzioni   di   Assessore  regionale  per   le   Attività
          produttive,

                             D E C R E T A

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato la dott.ssa Linda  Calogera
  Vancheri, a seguito delle dimissioni irrevocabili di cui  sopra  -
  che  vengono  accolte - cessa dalla carica di Assessore  regionale
  per  le  Attività produttive già attribuita con D.P.  n.  350/Area
  1 /S.G. del 3 novembre 2014 che viene revocato.

                                Art. 2

   Al  fine  di assicurare continuità nell'esercizio delle  funzioni
  politico-amministrative,    il    Presidente    della     Regione,
  contestualmente alla cessazione di cui al superiore art. 1, assume
  temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per le Attività
  produttive.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  ufficiale
  della   Regione  siciliana  e  nel  sito  internet  della  Regione
  siciliana ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12
  agosto 2014, n. 21.

   Palermo, 24 luglio 2015

   IL PRESIDENTE

   Rosario Crocetta

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli  Trizzino, Cancelleri,  Ferreri,  Cappello,
  Ciaccio e Siragusa.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ancora  si
  sta  procedendo  con l'esame del disegno di legge  sulle  province.
  Vedo  l'Assessore  per  l'Economia e proprio  perché  si  parla  di
  territori  di liberi consorzi, volevo rappresentare il  disagio  in
  cui  versano i comuni a causa del comportamento e nell'approvazione
  di norme da parte del Governo.
   I comuni entro il 31 luglio

   PRESIDENTE. Questo non rientra  nell'ordine dei lavori.

   GRASSO. Signor Presidente, è ordine dei lavori. Stiamo parlando di
  liberi consorzi, stiamo parlando di riassetto dei territori, stiamo
  parlando  di  organizzazione dei territori. E mentre  si  parla  di
  questo   manderete  allo  sfascio  i  territori,   lo   rappresento
  all'Assessore per l'economia:  i comuni entro il 31 luglio non sono
  nella  condizione  - proprio per il comportamento di questo Governo
  nell'approvare e nel procrastinare norme avanti e  indietro  -   di
  approvare i bilanci.
   L'Assessore per l'economia, come sempre, è distratto.
   E  proprio  per  ordine dei lavori, voglio annunciare,  così  come
  hanno  detto  i  colleghi del Gruppo di Forza Italia  la  settimana
  scorsa,   che noi abbandoneremo l'Aula perché questa norma lede  un
  principio   fondamentale   di   democrazia,   perché   non   saremo
  compartecipi  dell'obbrobrio  di questa  legge  e  noi  non  saremo
  compartecipi dello sfascio dei territori perché questo è un disegno
  di  legge  che  non risolverà il problema ed  è contro  quello  che
  stabilisce la Carta europea dei diritti delle Autonomie Locali.

   materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
   (nn: 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Seguito  della discussione del disegno di legge:  Disposizioni  in
  materia  di liberi Consorzi comunali e città metropolitane ,  (nn.
  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto III dell'ordine
  del  giorno:  Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge:
   Disposizioni  in  materia  di liberi  Consorzi  comunali  e  città
  metropolitane .  (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
  848 bis/A)
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  assegnato.  Ricordo agli onorevoli che siamo arrivati  all'articolo
  4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Organi del libero Consorzio comunale

   1. Sono organi del libero Consorzio comunale:

   a) il Presidente del libero Consorzio comunale;

   b) l'Assemblea del libero Consorzio comunale;

   c) la Giunta del libero Consorzio comunale;

   d) l'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale.»

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.1. Invito  al  ritiro.  La
  disciplina è necessaria. Onorevole Greco, la invito al ritiro.

   GRECO Giovanni: Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.2.

   GRECO Giovanni: Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.8. E' dichiarato decaduto per  assenza
  dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 4.9, dell'onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.6, dell'onorevole Fontana che  prevede
  la soppressione dell'adunanza.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.10. E' dichiarato decaduto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
               Presidente del libero Consorzio comunale

   Il Presidente del libero Consorzio comunale:

   è il legale rappresentante dell'ente;

   b) convoca e presiede la Giunta del libero Consorzio comunale;

   c) convoca e presiede l'Assemblea del libero Consorzio comunale;

   d) convoca l'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale;
   e)  sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonché
  all'esecuzione degli atti;

   f) esercita le ulteriori funzioni attribuite dallo statuto.

   2.  Il  Presidente nomina tra i componenti della Giunta del libero
  Consorzio comunale un Vicepresidente, che lo sostituisce  nei  casi
  di  assenza  o  impedimento. Qualora anche  il  Vicepresidente  sia
  assente  o  impedito, assume le funzioni di Presidente  del  libero
  Consorzio comunale il componente della Giunta più anziano di età.

   3.  Il Presidente può assegnare deleghe ai componenti della Giunta
  del  libero  Consorzio  comunale, nel  rispetto  del  principio  di
  collegialità,  secondo  le modalità e nei  limiti  stabiliti  dallo
  statuto.  Le  deleghe  possono essere  revocate  con  provvedimento
  motivato.

   4.  Il  Presidente  compie tutti gli atti di  amministrazione  che
  dalla legge o dallo statuto non siano specificamente attribuiti  ad
  altri  organi  del libero Consorzio comunale, al segretario  ed  ai
  dirigenti  del libero Consorzio comunale. Nomina il segretario  del
  libero  Consorzio comunale ed i responsabili dei  servizi  e  degli
  uffici, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli
  di  collaborazione esterna. I rapporti di collaborazione esterna  e
  di  consulenza  non  possono superare le due unità  e  non  possono
  prevedere  un  compenso  superiore al 50% di  quello  spettante  ai
  dirigenti di prima nomina.

   5. Il Presidente, ogni sei mesi, presenta all'Assemblea del libero
  Consorzio  comunale  una relazione relativa al  lavoro  svolto  nel
  semestre precedente.»

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.17. E' decaduto.  Si  passa
  all'emendamento  5.7.  E' inammissibile. Si  passa  all'emendamento
  5.18 a firma dell'onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 5.1 è precluso. Si passa all'emendamento 5.6, che  è
  dichiarato    inammissibile.  Si  passa   all'emendamento   5.8   è
  dichiarato    inammissibile.  Occorreva  indicare  le  modalità  di
  elezione del vicepresidente.
   L'emendamento  5.12,  a  firma degli  onorevoli  Dipasquale  e  Di
  Giacinto è decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 5.5 a firma dell'onorevole  Siracusa  e
  altri, che prevede la soppressione del comma 3.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 5.13 è decaduto per assenza dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 5.1.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   all'emendamento   5.20.   E'   decaduto.   Si   passa
  all'emendamento 5.16 a firma degli onorevoli Venturino e  Fazio.

   FAZIO. Lo ritiro.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.10. L'onorevole Miccichè lo ritira?

   MICCICHE'. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento   5.19.   E'   decaduto.   Si   passa
  all'emendamento 5.3.

   ZAFARANA. Lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento   5.14.   E'   decaduto.   Si   passa
  all'emendamento 5.4. Onorevole Zafarana, è ritirato? Lo  mantenete?
  Al comma 4 la parola  50% è sostituita con 20%'.

   ZAFARANA. Lo manteniamo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.9.

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.2.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  5.21.  E'  decaduto  per  assenza  dei
  firmatari. Si passa all'emendamento 5.15. E' decaduto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Assenza e  Federico  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
   (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende  la  discussione del disegno di  legge   Disposizioni  in
  materia  di liberi Consorzi comunali e città metropolitane ,  (nn.
  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
         Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale

   1.    L'elezione  del Presidente del libero Consorzio  comunale  è
  indetta  con decreto del Presidente uscente, da emanarsi non  oltre
  il sessantesimo giorno antecedente quello della votazione.

   2.  La  data dell'elezione, da svolgersi di norma in una  domenica
  compresa  tra  il  15  aprile  ed il 30 giugno,  è  preventivamente
  fissata con delibera della Giunta del libero Consorzio comunale. In
  sede  di  prima  applicazione della presente legge,  l'elezione  si
  svolge in una domenica compresa tra l'1 ed il 31 luglio 2015.

   3.  Il  decreto  è  notificato  alla  Prefettura  territorialmente
  competente,  al  Presidente del Tribunale ove  ha  sede  il  libero
  Consorzio  comunale,  al  dipartimento  regionale  delle  autonomie
  locali, ai segretari dei comuni del libero Consorzio comunale ed  è
  pubblicato,  anche online, negli albi pretori del libero  Consorzio
  comunale   e   dei   comuni   che   ne   fanno   parte   entro   il
  quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.

   4.  In  prima  applicazione della presente legge,  il  decreto  di
  indizione delle elezioni di cui al comma 1 è emanato dal Presidente
  della Regione entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge.

   5.  Il  Presidente  del  libero Consorzio comunale  è  eletto  dai
  sindaci  e  dai  consiglieri comunali, in  carica,  che  compongono
  l'Adunanza  elettorale  del  libero Consorzio  comunale.  Non  sono
  elettori  i  sindaci ed i consiglieri comunali sospesi  di  diritto
  dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo  31
  dicembre 2012, n. 235.

   6.  Sono candidabili a Presidente del libero Consorzio comunale  i
  sindaci  dei  comuni  appartenenti  allo  stesso  libero  Consorzio
  comunale,  il  cui mandato scada non prima di diciotto  mesi  dalla
  data  di  svolgimento delle elezioni. Non è candidabile il  sindaco
  sospeso  di  diritto  dalla carica, ai sensi dell'articolo  11  del
  decreto legislativo n. 235/2012.

   7.  Risulta  eletto  il candidato che abbia riportato  il  maggior
  numero  di  voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
  più anziano di età.

   8.  Entro  un anno dalla data di entrata in vigore della  presente
  legge,  lo  statuto  del  libero Consorzio comunale  può  prevedere
  l'elezione  a suffragio universale del Presidente, a decorrere  dal
  primo  rinnovo successivo all'elezione da svolgersi con le modalità
  di  cui  al  presente  articolo. Qualora  gli  statuti  dei  liberi
  Consorzi comunali e delle Città metropolitane che rappresentino  la
  maggioranza  della  popolazione della Regione prevedano  l'elezione
  diretta,  il Governo presenta all'Assemblea regionale siciliana  il
  disegno  di legge che stabilisce le modalità di elezione diretta  a
  suffragio universale del Presidente del libero Consorzio comunale e
  del Sindaco metropolitano. »

   Dichiaro  inammissibili i seguenti emendamenti: 6.1,  6.40,  6.44.
  Dichiaro  decaduto l'emendamento 6.57, non essendo sono presenti  i
  deputati  di  Forza  Italia.  Decaduto  anche  l'emendamento  6.32,
  peraltro   inammissibile.  Sono,  altresì,  decaduti   i   seguenti
  emendamenti: 6.42, 6.41, 6.62, 6.23, 6.2, 6.46, 6.43 I parte, 6.22,
  6.3, 6.47.
   Si  passa all'emendamento 6.10 a firma dell'onorevole Fontana.  Lo
  ritirerei  questo,  è  troppo  di  dettaglio,  cioè  il  giorno  di
  svolgimento della data. E' di dettaglio.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica.  C'è  un emendamento del Governo perché,  ovviamente,  il
  testo  di  legge si riferiva alla ipotesi che gli organi  venissero
  eletti nella fase precedente; l'emendamento prevede che, invece, la
  data  tra il primo ed il 31 luglio sia sostituita dal primo ottobre
  al 30 novembre, come fase in cui eleggere gli organi.

   PRESIDENTE.  Se  il Governo lo firma lo poniamo in votazione  come
  subemendamento al 6.10. Ne do lettura:  L'emendamento  aggiorna  il
  riferimento  temporale,  ormai  non  più  attuale,  relativo   allo
  svolgimento  delle  prime  elezioni  del  Presidente   del   libero
  Consorzio,  originariamente stabilito in una domenica compresa  tra
  il  primo ed il 31 luglio 2015 prevedendo che le stesse si svolgano
  fra  una  domenica compresa fra il primo ottobre ed il 30  novembre
  2015 .
   Pongo, quindi, in votazione l'emendamento del Governo: 6.GOV.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 6.10 risulta così assorbito.  Così  come
  l'emendamento  6.43  II  parte.  L'emendamento  6.58  è   decaduto.
  Dichiaro  inammissibili,  inoltre, i  seguenti  emendamenti:  6.21,
  6.11, 6.4, 6.48, 6.43 III parte, 6.20, 6.5, 6.49 e 6.30.
   Si  passa  all'emendamento 6.12, a firma  dell'onorevole  Fontana.
  Sposta  l'indizione  dell'elezione,  secondo  me,  sostanzialmente,
  lascerei i 45 giorni.

   CRACOLICI, presidente Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente Commissione e relatore. Chiedo al collega di
  ritirarlo per una ragione: avendo fissato dal primo ottobre  al  30
  novembre,  i 90 giorni non funzionano più. Quindi i 45 giorni  sono
  il termine.

   FONTANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro  inammissibili i seguenti emendamenti: 6.19,  6.6,  6.50,
  6.13,  6.26  I parte, 6.31 e 6.29. L'emendamento 6.60  è  decaduto.
  L'emendamento 6.18 è inammissibile, così come l'emendamento 6.7.
   Si passa all'emendamento 6.51 dell'onorevole Alongi. Lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.34 degli onorevoli Miccichè, Sorbello e
  altri.
   PISTORIO.  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Invito a ritirarlo.

   CANI. Lo ritiro in nome del Gruppo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  6.55 degli onorevoli  Alloro,  Sudano,
  Rinaldi, Sammartino.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Invito a ritirarlo.

   SAMMARTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro  l'emendamento 6.61 decaduto. Gli emendamenti 6.27,  6.8,
  6.17, 6.52, 6.26 inammissibili.
   Si passa all'emendamento 6.54, a firma del Governo.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, questo emendamento
  del  Governo  prevede di utilizzare il sistema del  voto  ponderato
  mutuando  il  modello  della legge nazionale per  l'elezione  degli
  organi dei liberi consorzi.
   Io vi prego di considerare una cosa: il testo del disegno di legge
  uscito  dalla  Commissione, rispettabilissimo, prevede un'assemblea
  assolutamente  paritaria  dei consiglieri  e  degli  amministratori
  locali   senza  valutare  che  la  rappresentanza  degli  interessi
  territoriali e delle popolazioni è profondamente diversa.
   Faccio  per tutti l'esempio della provincia di Messina. Il  valore
  di  rappresentanza dei consiglieri della città di Messina, annegato
  nella  miriade  di  comuni  di  quella  provincia,  moltissimi   di
  piccolissime dimensioni,  ..

   CRACOLICI,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  E'  città
  metropolitana.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica.  No,  l'organismo è lo stesso,  la  giunta  metropolitana
  viene eletta lo stesso.
   Io  sto  suggerendo  il principio che è un principio  della  legge
  fondamentale, la legge nazionale che prevede il voto ponderato.  La
  scelta dell'assemblea è fondamentale se vogliamo far pesare in modo
  diverso  i  consiglieri comunali per quanto  riguarda  gli  organi,
  senza   annegarli  in  una  parità  che  è  ingiusta,  da  cui   la
  rappresentanza degli interessi territoriali e delle popolazioni.
   Il  Governo  chiede su questo una riflessione, non è una  pretesa,
  l'emendamento  è  pronto, possiamo ritirarlo o  andare  avanti  col
  testo  della  Commissione in una logica che  è  quella  che  vi  ha
  ispirato prima.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per le
  autonomie locali, io credo che la sua sollecitazione, per quanto mi
  riguarda,  non può essere accolta perché la norma che  oggi  è  nel
  disegno di legge è frutto di un'ampia discussione in I Commissione.
   Discussione  che  è  quella  di  consentire  ad  un   seggio,   ad
  un'adunanza,  ad un collegio elettorale di avere la  rappresentanza
  guardando qual è la composizione delle nostre nove ex province  che
  oggi dovrebbero diventare liberi consorzi.
   Noi abbiamo in Sicilia duecento comuni che sono sotto i cinquemila
  abitanti,  pochi comuni che sono sotto i trentamila abitanti  e  le
  città metropolitane.
   Per  le nostre metropoli, che sono Palermo, Messina e Catania, già
  questo  disegno  di  legge, in sintonia con le  disposizioni  della
  normativa  nazionale, prevede la città metropolitana,  per  cui  se
  dovesse  essere accolta dall'Aula un'ipotesi di voto ponderato,  in
  realtà  noi ci ritroveremmo di fronte - pur comprendendo le ragioni
  che  lei  esponeva poc'anzi - di fatto, in una situazione  che  non
  vede  più  rappresentanti, in un organismo che dovrà avere  tra  le
  funzioni  quella di curare ciò che è residuale, delle funzioni  che
  resteranno ai liberi Consorzi per cui si creerà una idea che  tutto
  ciò  che è piccolo, tutto ciò che è piccole comunità, tutto ciò che
  è sottodimensionato dal punto di vista della popolazione, al di là,
  poi, del merito, confluirà nel complesso che tutto viene accentrato
  in  un  nuovo  urbanesimo  che, in qualche  maniera,  fa  diventare
  comunità di serie  B  tutti quelli che conteranno poco, con il voto
  ponderato.
   Per  cui,  siccome questo testo è un testo, mi faccia  passare  il
  termine  virgolettato,  sperimentale , che alcuni degli aspetti  di
  scelta  della  Governance o del Governo dei liberi  consorzi  viene
  rinviato anche allo Statuto dei liberi consorzi io la inviterei, se
  lo  riterrà  opportuno,  a  desistere in  questa  ipotesi  di  voto
  ponderato  e a chiedere ai colleghi nella eventualità di  mantenere
  ciò che è scritto nel testo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  io,  invece,  sono  dell'idea opposta  anche  se,  normalmente,  la
  pensiamo  quasi  sempre allo stesso modo, però, questa  volta,  non
  sono  assolutamente  in  sintonia con quanto  detto  dall'onorevole
  Panepinto  e,  invece,  credo  che il voto  ponderato  risponda  ad
  esigenze oggettive di rappresentanze anche di un territorio per cui
  il  consigliere, non me ne voglia nessuno, di Rocca  Cannuccia  non
  può essere equiparato con il consigliere di una città metropolitana
  sia  si   Palermo di   Catania o di Messina o, comunque, del comune
  capoluogo.
   Io,  ritengo che una differenza ci sia e, pertanto, credo  che  il
  voto  ponderato  sia assolutamente rispondente  alle  esigenze  del
  territorio.
   Del  resto, noi, onorevole Panepinto, che abbiamo lunga esperienza
  di  amministratori  locali sappiamo bene che,  tra  l'altro,  siamo
  stati  rappresentanti  di diversi consessi  provinciali  dagli  Ato
  idrico,  ai rifiuti e sappiamo bene che vi è sempre stato  il  voto
  ponderato,   quindi,  ogni  rappresentante  vale  per  quello   che
  rappresenta  e mi sembra una regola assolutamente non rinunciabile,
  quindi,  io  sono  assolutamente d'accordo  con  l'emendamento  del
  Governo.

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locale  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   Funzione
  pubblica..  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ringrazio
  l'onorevole Fontana per l'apprezzamento alla proposta del Governo.
   La materia ordinamentale è molto delicata ed ha ragione lei quando
  si  tratta, l'ha detto prima anche l'onorevole Panepinto, che anche
  lui  usava  argomenti  molto ragionevoli, si tratta  anche  di  una
  materia sperimentale.
   Siccome,  la  mia era, ovviamente, una proposta aperta  perché  mi
  pareva dovesse essere valutata, ma io ho un grande rispetto per  il
  lavoro che ha fatto la Commissione in questi mesi e so che tutto  è
  stato  anche  una faticosa sintesi che ci dà questo risultato,  per
  cui in questa logica di collaborazione del Governo con l'Assemblea,
  il Governo ritira l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento 6.54 è ritirato, come il  6.35 e 6.26 II
  parte. Quindi preclusi il 6.56 ed il 6.36.
   Passiamo  all'emendamento  6.25 che prevede  la  soppressione  del
  comma 8.
   Spieghiamolo,   lo   facciamo   spiegare   almeno   così   votiamo
  consapevolmente, brevemente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   penso   sia
  abbastanza  chiaro. Il nostro emendamento prevede l'abolizione  del
  comma  relativo  all'elezione diretta  del  Presidente  del  libero
  consorzio. E' stato un tema molto dibattuto, è stato un nodo che ha
  bloccato  anche  quest'Aula. Noi partiamo in  un  modo  e  vogliamo
  arrivare nello stesso modo, quindi, rimaniamo coerenti alla  nostra
  linea  iniziale,  a  quella che doveva essere anche  la  linea  del
  Governo,  inizialmente,  che a quanto  pare  è  cambiata  in  corso
  d'opera.

   PRESIDENTE.  Sì, d'accordo. Scusate, al comma 8,  si  mette  sullo
  stesso  piano  il sindaco metropolitano del libero  consorzio,  non
  vorrei che, poi, cambiasse la filosofia.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, vorrei ricordare il senso di questo comma.  Anche  qui,
  questo  comma  è il frutto di un ragionamento a cui è pervenuta  la
  Commissione nel prevedere l'elezione di secondo grado con l'entrata
  in  vigore di questa legge e rinviare, così come ha fatto la  legge
  Delrio  per  le  Città metropolitane, in questo  caso  estendendolo
  anche  ai  liberi consorzi, la possibilità con una  procedura  che,
  comunque, deve essere uniforme a tutti i liberi consorzi,  che  gli
  statuti possano decidere di introdurre l'elezione diretta.
   Ripeto,  uniforme a tutti i liberi consorzi, perché non basta  che
  un  libero consorzio decida di proporre l'elezione diretta, ma deve
  essere   una  quantità  di  liberi  consorzi  che  rappresenti   la
  maggioranza  dei cittadini residenti nei liberi consorzi.  In  quel
  caso,  con  legge  della Regione, si vara una norma  elettorale  di
  primo livello. E' chiaro che, ripeto, questa è una norma che è nata
  dall'equilibrio  del dibattito parlamentare, ora,  se  si  cancella
  questo comma, è evidente che si cancella un punto di quella sintesi
  che  ha  consentito di varare il testo da parte della  Commissione.
  Ecco  perché  capisco  il senso di quanto detto  dai  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle, però mantengo un giudizio negativo  verso
  questo emendamento e ne propongo la bocciatura.

   PRESIDENTE.  Stiamo,  però, anticipando la questione  sulle  Città
  metropolitane. Abbiamo unificato i due ragionamenti perché se sulla
  Città metropolitana andiamo in un altro senso.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. C'è  pure  la
  possibilità dell'elezione diretta dopo il primo livello.  Anche  in
  quel caso è così, coma la legge Delrio.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  già  detto
  sappiamo  insomma  da dove viene questa norma, non  cambiamo  idea,
  ovviamente, la nostra linea è questa, però, ci troviamo costretti a
  chiedere un voto palese perché vogliamo sapere chi vota in un  modo
  e chi vota in un altro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono da considerarsi  in  congedo  gli
  onorevoli Vullo, Musumeci e Gennuso.

   sizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
   (nn. 833-783-791-819-822-823-824-832-839-842-848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende  il  seguito  della discussione  del  disegno  di  legge:
   Disposizioni  in  materia  di liberi  Consorzi  comunali  e  città
  metropolitane  (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848
  bis/A)

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo  l'occasione
  per  dire che il testo al comma 8 dell'articolo 6 che ha illustrato
  il  Presidente della Commissione trova un apprezzamento  favorevole
  da parte dell'UDC e di tutto il suo Gruppo parlamentare.
   Mi  sembra  che  il  clima che si è generato sia propositivo,  nel
  senso  che  è una legge che ora è davvero sulla dirittura d'arrivo,
  però,  il Movimento Cinque Stelle, legittimamente ne rivendica  una
  distinzione di ruoli parlamentari.
   Vorrei  chiedere  alla  Presidenza di  accantonare  un  attimo  la
  votazione sul punto e di procedere. Svolgiamo il lavoro di tutte le
  cose  che  ci accomunano e poi ritorniamo qua per consumare  questo
  passaggio  formale, per loro ma anche per me importante, perché  la
  penso  in  maniera diametralmente opposta alla loro tesi e desidero
  essere registrato per la mia volontà.

   PRESIDENTE.  Scusate,  il Movimento Cinque Stelle  ha  chiesto  la
  votazione per appello nominale, invece possiamo fare che  i  Gruppi
  si  pronunciano  brevemente se sono a favore  o  contro  e  andiamo
  avanti per alzata e seduta, però se viene ritirata la richiesta  di
  appello nominale.

   CIANCIO. La votazione è palese.

   PRESIDENTE.   Scusate,  mi  ha  corretto  il  rappresentante   del
  Movimento  Cinque Stelle, non è votazione per appello  nominale,  è
  palese ma senza registrazione del voto.

   TURANO.  Per  me  va bene, l'importante è che si registri  che  la
  volontà dell'UDC è di votare a favore dell'articolo 6, comma 8  che
  prevede che dal prossimo rinnovo gli statuti diano la possibilità

   CRACOLICI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Abbiamo
  capito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                Votazione palese dell'emendamento 6.25

   PRESIDENTE. Indico la votazione palese dell'emendamento 6.25.  Chi
  è   favorevole  all'emendamento  soppressivo  vota  verde,  chi   è
  contrario vota rosso, chi si astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       (L'Assemblea non approva)

   Si  passa all'emendamento 6.26, a firma degli onorevoli Barbagallo
  ed altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  6.45, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Marcello ed altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 6.53, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 6.15 a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 6.16 a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si passa all'emendamento 6.14,  a firma dell'onorevole Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
      Cessazione dalla carica di Presidente del libero Consorzio
                               comunale

   1.  Nel caso in cui il Presidente del libero Consorzio comunale si
  sia  dimesso,  sia  cessato per qualsiasi  causa  dalla  carica  di
  Sindaco  del  comune  di  appartenenza o di Presidente  del  libero
  Consorzio  comunale  ovvero  nel caso  di  rimozione  dello  stesso
  Presidente  per  approvazione  di  mozione  di  sfiducia  ai  sensi
  dell'articolo   10,  si  procede,  entro  sessanta   giorni   dalla
  cessazione, all'elezione del nuovo Presidente del libero  Consorzio
  comunale.

   2.  Fino  all'elezione del nuovo Presidente del  libero  Consorzio
  comunale, le relative funzioni sono esercitate dal Vicepresidente.

   3.  Nei  casi  di  cui al comma 1 la Giunta del  libero  Consorzio
  comunale compie esclusivamente atti di ordinaria amministrazione».

   Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 7.7, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.1, a firma degli onorevoli Greco G. ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.12, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.17, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.8, a firma degli onorevoli Formica  ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 7.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.13, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.18, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Fontana  ed
  altri.
   Onorevole  Fontana, la invito al ritiro perché il suo  emendamento
  mi fanno notare gli uffici, non prevede la cessazione da Presidente
  in caso di cessazione dalla carica comunale.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 7.11, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri. Vale lo stesso discorso, pertanto è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.5, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.14, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 7.3, a firma degli onorevoli Fontana  ed
  altri.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli  Siracusa,
  Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.15, a firma degli onorevoli  D'Asero,
  Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                Assemblea del libero Consorzio comunale

   1. L'Assemblea del libero Consorzio comunale, composta dai sindaci
  dei comuni appartenenti al libero Consorzio comunale, è l'organo di
  indirizzo politico e di controllo dell'ente di area vasta.

   2.  L'Assemblea  del  libero  Consorzio  comunale,  a  maggioranza
  assoluta dei propri membri, approva:

   a) lo statuto proposto dalla Giunta del libero Consorzio comunale;

   b) il regolamento per il proprio funzionamento;

   c)  i  bilanci  di  previsione, consuntivi e pluriennali  proposti
  dalla Giunta del libero Consorzio comunale.

   3.  L'Assemblea del libero Consorzio comunale approva, altresì,  i
  regolamenti,  i  piani  ed i programmi ed esercita  ogni  ulteriore
  funzione attribuita dallo statuto».

   Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti
   Si  passa all'emendamento 8.4, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 8.2, a firma degli onorevoli Greco G. ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 8.16, a firma degli onorevoli D Asero ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 8.19, a firma degli onorevoli Sammartino
  ed altri.

   SAMMARTINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.20, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri. L'emendamento è precluso.
      Si  passa all'emendamento 8.5, a firma degli onorevoli Siracusa
  ed altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.15, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.9, a firma degli onorevoli Rinaldi  ed
  altri.  L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.14, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.10, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.17, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri.   L'emendamento è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 8.13, a firma degli onorevoli Miccichè ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 8.7, a firma degli onorevoli  Siracusa,
  Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.18, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.8, a firma degli onorevoli Assenza  ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli  Ragusa  e
  Turano.

   TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.14, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri. Lo dichiaro decaduto. Si passa all'emendamento 8.3, a  firma
  degli onorevoli Fontana ed altri. L'emendamento è inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                 Giunta del libero Consorzio comunale

   1.  La  Giunta del libero Consorzio comunale è l'organo  esecutivo
  dell'ente  di  area vasta ed esercita le funzioni attribuite  dallo
  statuto.

   2. La Giunta del libero Consorzio comunale è composta da:

   a)   quattro  componenti,  per  i  liberi  Consorzi  comunali  con
  popolazione residente fino a 400.000 abitanti;

   b)  sei componenti, per i liberi Consorzi comunali con popolazione
  residente superiore a 400.000 ed inferiore a 650.000 abitanti;

   c) otto componenti, per i liberi Consorzi comunali con popolazione
  residente pari o superiore a 650.000 abitanti.

   3.  La Giunta del libero Consorzio comunale è eletta dall'Adunanza
  elettorale del libero Consorzio comunale. Le elezioni della  Giunta
  sono  indette  dal Presidente del libero Consorzio  comunale  entro
  trenta  giorni  dalla  sua  elezione.  Ai  fini  dell'elezione  dei
  componenti  della  Giunta,  il  Presidente  del  libero   Consorzio
  comunale  propone all'Adunanza elettorale un elenco  di  candidati,
  scelto  tra  i  sindaci ed i consiglieri comunali, in  carica,  dei
  comuni  appartenenti al libero Consorzio comunale, in numero doppio
  rispetto a quello previsto dal comma 2. L'elenco dei candidati deve
  prevedere  almeno un rappresentante dei comuni con popolazione  non
  superiore  a 5.000 abitanti ed almeno un rappresentante dei  comuni
  con  popolazione  tra  5.000  e 10.000  abitanti.  Nell'ambito  del
  suddetto  elenco di candidati, nel quale nessuno dei due sessi  può
  superare la percentuale dei due terzi, l'Adunanza elettorale elegge
  i  membri  della Giunta. A tal fine ciascun elettore può  esprimere
  fino  a  due  preferenze. Nel caso di espressione di due preferenze
  esse  devono riguardare candidati di genere diverso pena la nullità
  della  seconda  preferenza. Sono eletti  i  candidati  che  abbiano
  ottenuto  il  maggior numero di preferenze. Nel  caso  in  cui  gli
  ultimi  due candidati collocati in posizione utile abbiano ottenuto
  un uguale numero di voti, risulta eletto il candidato più giovane.

   4.   Non sono candidabili a componenti della Giunta il coniuge,  i
  parenti  e  gli  affini entro il secondo grado del  Presidente  del
  libero Consorzio comunale.

   5.    La   cessazione  dalla  carica  ricoperta  nel   comune   di
  appartenenza,  per  qualsiasi causa, comporta  la  decadenza  dalla
  carica di componente della Giunta del libero Consorzio comunale.

   6.   Nel caso di cui al comma 5 il Presidente del libero Consorzio
  comunale,  entro  trenta  giorni, indice  l'elezione  di  un  nuovo
  componente  della Giunta con le modalità di cui al  comma  3.  Fino
  all'elezione  le  relative funzioni sono  esercitate  dallo  stesso
  Presidente.

   7.  Nei  casi di cessazione del Presidente, la Giunta  permane  in
  carica fino all'elezione del nuovo Presidente.

   8.   La Giunta propone all'Assemblea del libero Consorzio comunale
  lo statuto per la sua approvazione.

   9.  La Giunta propone all'Assemblea del libero Consorzio comunale,
  i   bilanci   di   previsione,   consuntivi   e   pluriennali   per
  l'approvazione».

   Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 9.2, a firma degli onorevoli Greco G. ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si passa all'emendamento  9.35, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 9.47, a firma degli onorevole Falcone ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 9.7, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 9.38, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 9.18, a firma degli onorevoli Assenza ed
  altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 9.1, a firma degli onorevoli Ragusa  ed
  altri.

   TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.8, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 9.39, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 9.9, a firma degli onorevoli  Siracusa,
  Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.45, a firma degli onorevoli Barbagallo
  ed altri. Lo ritira? E' tutta normativa di dettaglio.

   BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli  emendamenti  9.29,  9.30,  9.31,  a  firma  degli
  onorevoli Dipasquale e Di Giacinto. Li dichiaro decaduti.
   Si  passa  agli emendamenti 9.10, a firma degli onorevoli Siracusa
  ed  altri, 9.40, a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, 9.24,  a
  firma degli onorevoli Rinaldi ed altri. Li dichiaro inammissibili.
   Si passa all'emendamento 9.25, a firma degli onorevoli Miccichè ed
  altri, che prevede la giunta nominata e non l'elezione.

   MICCICHE'. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.3, a firma degli onorevoli Fontana  ed
  altri. L'emendamento  è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 9.44, a firma del Governo.

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.19, a firma degli onorevoli Barbagallo
  ed altri.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  la  stessa
  compostezza  con cui il Governo ha affidato all'Aula le riflessioni
  relative   all'articolo  precedente  -  a  proposito  dell'elezione
  diretta - la stessa cosa voglio fare con l'emendamento 9.19 che può
  essere  una  soluzione  per  ampliare la  platea  e  garantire  una
  maggiore terzietà nell'amministrazione del libero consorzio.
   La  Giunta  potrebbe  essere composta  da  normali  cittadini  che
  rappresentano l'elettorato attivo senza per forza il ruolo.
   E'  una riflessione che in modo sereno affido all'Aula. Eviteremmo
  spesso  -  come ad esempio nelle province che hanno pochi comuni  -
  commistioni  e  anche  qualche  evidente  lesione  della   terzietà
  dell'organo amministrativo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Onorevole Barbagallo, comprendo le osservazioni fatte, ma
  questo  qualora  il  Presidente del libero consorzio  fosse  eletto
  direttamente  dal  popolo,  allora, in  questo  caso,  è  possibile
  scegliere  i  propri collaboratori in Giunta. Ma in un'elezione  di
  secondo  grado  che nasce da un'assemblea dovrebbero essere  scelte
  persone esterne al consiglio.
   Mi pare una cosa fuori da ogni logica, per quanto mi riguarda.
   Credo  non sia assolutamente possibile un percorso simile,  semmai
  potevamo  farlo  qualora il presidente del libero  consorzio  fosse
  stato eletto direttamente dal popolo.

   BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.21, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 9.Com, a firma  della  Commissione.  Si
  tratta di un emendamento tecnico.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Gli uffici  mi
  dicono  che  l'emendamento serve a garantire l'applicabilità  della
  legge,  quindi,  è  legato  ad un numero  di  giorni  minimali  per
  consentire l'approvazione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.11, a firma degli onorevoli Siracusa ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.

   CIANCIO. Perché è inammissibile?

   PRESIDENTE. Togliamo i consiglieri e quindi l'elezione di II grado
  si svolge tra i sindaci.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE.  Siamo  all'emendamento 9.11, cioè  limita  la  platea
  dell'elettorato  passivo, sostanzialmente. No, una  filosofia,  per
  carità,  cioè  i  candidabili sono solo i sindaci, non  entrano  in
  gioco  i  consiglieri  comunali ed è una scelta  che  può  prendere
  l'Aula.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Io  francamente non sarei,  ma  è  una  mia  opinione
  personale  perché  se  diciamo che  un  è  primus  inter  pares  il
  Presidente  del  Libero Consorzio, abbiamo  ampliato  la  platea  e
  possono diventare tutti elettori

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  per
  carità non sono della Commissione, quindi non so esattamente  tutti
  i  passaggi  che ha fatto questo testo, però ricordo benissimo  che
  siamo  anche  qui partiti in un modo ed arriviamo in un  altro,  in
  un'ottica di uguaglianza tra i sindaci del libero consorzio e della
  Città metropolitana riteniamo che, un po' come succede da noi, ogni
  sindaco  debba valere un voto anche perché il libero  consorzio  ha
  delle funzioni che sono più di indirizzo e non tanto di gestione e,
  quindi, manteniamo l'emendamento.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi  pare
  che  l'emendamento  non preveda questo che  ha  detto  la  collega.
  Prevede questo?

   PRESIDENTE.  Prevede che venga tolta la parola che fa  riferimento
  ai consiglieri comunali.

   ALONGI. Quindi i consiglieri comunali?

   PISTORIO,  assessore  autonomie locali e alla  funzione  pubblica.
  Sarebbero esclusi.

   PRESIDENTE.  Sarebbero esclusi dalla Giunta.  Partecipano  solo  i
  sindaci.

   ALONGI.  Allora,  il  mio  intervento a  questo  punto  lo  vorrei
  proseguire  perché  è  la  motivazione per  cui  avevo  chiesto  di
  intervenire.
   Assessore, credo che bisogna ricordare perché poi, alla fine,  c'è
  una equiparazione sotto l'aspetto della scelta che, oggi, il 50 per
  cento  delle  Giunte nei Comuni può essere scelto tra i consiglieri
  comunali,  quindi, mi pare che facciamo da un lato  una  scelta  di
  partecipazione  alle  Giunte  comunali  da  parte  dei  consiglieri
  comunali,  sull'organismo di questo livello dove sarebbe  opportuno
  la  partecipazione dei consiglieri comunali mi pare che non ci  sia
  questa  possibilità, quindi, credo che sia una non equiparazione  a
  quello  che  accade  oggi per quanto riguarda i  comuni  perché  lo
  voglio  riaffermare, oggi, il 50 per cento delle Giunte può  essere
  costituito da consiglieri comunali.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  sarò
  estremamente telegrafico. Ma se i consiglieri li abbiamo scelti per
  far  parte dell'Assemblea e l'Assemblea nel suo seno deve  eleggere
  Presidenti e componenti della Giunta, allora che facciamo?
   Se  fanno parte di una Assemblea hanno stessi diritti e doveri dei
  sindaci,  quindi  secondo me, i consiglieri ed  i  sindaci  possono
  parimenti  essere  eletti  e componenti  della  Giunta;  mi  sembra
  veramente una cosa fuori luogo. Perché procediamo in questo modo? È
  così  chiaro, mi sembra una cosa veramente chiarissima, non capisco
  perché  ci  devono  essere queste posizioni.  Fanno  parte  di  una
  Assemblea, l'Assemblea elegge nel suo seno il Presidente del libero
  consorzio  e i componenti della Giunta ed escludiamo una parte  dei
  componenti, li escludiamo e diciamo che non possono essere  eletti?
  Insomma mi sembra veramente schizofrenico come ragionamento

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Il  Governo  esprime  parere  contrario  all'emendamento
  perché,  onorevole Ciaccio, negli organi del Consorzio  l'organismo
  paritario  tra  i sindaci c'è ed è l'Assemblea, per cui  in  quella
  sede è garantito questo rapporto paritario tra i sindaci. La Giunta
  è un organo esecutivo chiamato ad applicare quegli indirizzi.
   Il  coinvolgimento dei consiglieri comunali non è una  specificità
  siciliana,  è  prevista  anche  a  livello  nazionale   ed   è   un
  ragionamento   in  cui  tutti  coloro  i  quali  si  misurano   con
  l'amministrazione possono essere chiamati in un coinvolgimento,  si
  può dire, il più ampio possibile.
   Quindi,  per quanto ci riguarda non si contraddice la disposizione
  della  legge  e  siamo per confermare la presenza  dei  consiglieri
  comunali nell'organismo esecutivo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 9.11.  Erroneamente
  avevo parlato di inammissibilità. Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 9.46, a firma degli onorevoli Venturino e
  Fazio. Lo dichiaro precluso.
   Si passa all'emendamento 9.28, a firma degli onorevoli Greco M. ed
  altri.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e  relatore.  Faccio  mio
  l'emendamento 9.28, a firma degli onorevoli Greco Marcello,  perché
  giustamente   mi   fanno  notare  che  poiché  il   sistema   della
  composizione delle liste deve contenere alcuni requisiti,  tra  cui
  60 e 40 il genere, i comuni sotto i cinquemila abitanti, quindi, si
  potrebbe  determinare  il rischio che laddove,  anche  a  causa  di
  dimissioni, il sistema del doppio non garantisce quei requisiti con
  i quali bisogna fare le liste.
   L'ipotesi  è  di  fare il triplo al fine di avere una  platea  più
  ampia idonea a garantire il numero di eligendi secondo i requisiti.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 9.28, fatto  proprio
  dalla Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 9.27, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri. L'emendamento è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 9.12, a firma degli onorevoli Siracusa,
  Ciancio ed altri.

   CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 9.33, a firma degli onorevoli  D'Asero,
  Alongi ed altri, che prevede la soppressione del comma 4.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.5, a firma degli onorevoli Fontana  ed
  altri. L'emendamento è precluso.
   Si  passa all'emendamento 9.20, a firma degli onorevoli Barbagallo
  ed altri.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  l'articolo 143, comma 1, per una migliore intelligenza dell'Aula, è
  quello  che fa riferimento allo scioglimento dei consigli  comunali
  conseguenti a fenomeni di infiltrazione mafiosa.
   Penso  che  non possiamo consentire deroghe o derogucce in  questa
  materia.
   Quindi,  la previsione dell'emendamento inserisce questa esplicita
  ipotesi  di  incandidabilità per i soggetti che, con  sentenza,  si
  siano resi responsabili dello scioglimento dei consigli comunali.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  E'  decaduto
  dall'organo.

   BARBAGALLO. Non è decaduto dall'organo. E' una nuova elezione.
   L'ipotesi  che  è  accaduta  nella letteratura  recente  è  di  un
  soggetto  che  non è decaduto recentemente ma dieci, quindici  anni
  fa, che decide di ricandidarsi.
   Penso  che anche se si tratta di un fatto accaduto dieci, quindici
  anni fa, non ci possa essere prescrizione in politica e, quindi, se
  un  soggetto  è  stato  dichiarato  responsabile  non  si  può  più
  successivamente candidare.
   Questo  è  come  la penso io e per questo sottopongo l'emendamento
  all'Aula.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e  relatore.  Capisco  il
  ragionamento  politico che fa l'onorevole Barbagallo,  però  stiamo
  attenti.  Se  un  cittadino qualunque ha diritto  a  candidarsi  al
  consiglio comunale ed essere, quindi, eleggibile, non possiamo fare
  diventare  una eleggibilità che la legge prevede per  il  consiglio
  comunale  ineleggibilità nel caso di organo di  II  livello  perché
  questo  si  violerebbe  diritti  e  principi  di  universalità   di
  qualunque cittadino che è uguale di fronte alla legge. Altra  cosa,
  ma  a  quel punto mi sembra pleonastico. E' il presupposto  che  un
  consigliere comunale in carica non può essere candidato  all'organo
  di  II  livello  qualora  il  comune in  cui  è  consigliere  viene
  dichiarato  decaduto  a  causa   anche  del  fatto  che  lui  ne  è
  responsabile,  ma  in  quel  caso se  è  decaduto  lui  non  è  più
  consigliere  comunale. Allora, io suggerirei  al  collega,  proprio
  perché  mi  sembrava  un'altra cosa, ma così  come  posto  non  può
  esistere  che  se uno ha il diritto ad essere consigliere  comunale
  noi ne impediamo l'esercizio del diritto dell'organo di II livello.
  Perché  violerebbe principi di universalità. Quindi  io  chiedo  al
  collega o il ritiro o l'inammissibilità perché siamo in presenza di
  profili molto delicati di costituzionalità.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  per   un
  chiarimento,  la  responsabilità  penale  è  personale,  qui  nella
  fattispecie invece si andrebbe in qualche modo a coinvolgere  sulla
  base  dello  scioglimento del consiglio comunale per  infiltrazione
  mafiosa un consigliere comunale che ovviamente non avrebbe mai dato
  causa.
   L'ipotesi  è  il  consigliere di opposizione che ovviamente  viene
  meno, anche lui, nei momenti in cui  c'è il decreto di scioglimento
  per  l'infiltrazione mafiosa. Ma lui ovviamente non ha operato, non
  ha  delineato  nessun  effetto negativo, anzi  non  ha  contribuito
  minimamente addirittura allo scioglimento, lo subisce e  in  questo
  caso ovviamente non dovrebbe più partecipare o essere eletto. Altra
  fattispecie  se  lui  invece lui ha posto in  essere  una  condotta
  penalmente  rilevante  ma  in  questo  caso  ha  una  sanzione  che
  ovviamente  lo  colpisce direttamente e non indirettamente,  motivo
  per  cui  essendo eventualmente sanzionato penalmente non  potrebbe
  candidarsi e quindi non potrebbe neanche essere eletto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  per  esercizio  intellettuale  perché  ho  una  così  grande  stima
  dell'onorevole  Barbagallo  che lui  ovviamente  sa  benissimo  che
  questa norma deve essere dichiarata inammissibile, ovviamente  come
  dire  non  vado  all'universalità di Cracolici, dico  semplicemente
  alla  visione del diritto passivo dell'elettorato attivo nel  senso
  che è come se dovessi pagare le colpe per tutta la vita.
   Quindi  è un intervento, spesso sento dire, pleonastico che  a  me
  non  piace  perché ricorda cose oncologiche però devo dire  che  in
  qualche  maniera pregherei l'onorevole Barbagallo per mantenere  io
  il  giudizio positivo su di lui di ritirare questo emendamento  che
  lui sa benissimo che è inammissibile.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo. Lo ritira.
   Si passa all'emendamento 9.16. E inammissibile.
   Si   passa  all'emendamento  9.36.  E'  inammissibile.  Si   passa
  all'emendamento  9.22.  E' inammissibile. Si passa  all'emendamento
  9.17.   E'   inammissibile.  Si  passa  all'emendamento  9.37.   E'
  inammissibile. Si passa all'emendamento 9.23. E' inammissibile.  Si
  passa  all'emendamento 9.22. E' precluso. Si passa  all'emendamento
  9.26.  E' precluso. Si passa all'emendamento 9.14. E' precluso.  Si
  passa  all'emendamento 9.41. E' precluso. Si passa  all'emendamento
  9.48. E' precluso. Si passa all'emendamento 9.15. E' assorbito.  Si
  passa  all'emendamento 9.13. E' precluso. Si passa  all'emendamento
  9.42.  E' precluso. Si passa all'emendamento 9.12. E' precluso.  Si
  passa  all'emendamento 9.43. E' precluso. Si passa  all'emendamento
  9.32. E' precluso.

   Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.

                               Art. 10.
           Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale

   1.  L'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale è composta
  dai  sindaci  e  dai  consiglieri comunali, in carica,  dei  comuni
  appartenenti al libero Consorzio comunale.

   2.  L'Adunanza  elettorale elegge il Presidente e  la  Giunta  del
  libero  Consorzio comunale. L'Adunanza approva, altresì, la mozione
  di  sfiducia al Presidente del libero Consorzio comunale secondo le
  modalità di cui ai commi 3 e 4.

   3.  La  mozione  è presentata da almeno un quinto  dei  componenti
  dell'Assemblea che rappresentino almeno un quinto della popolazione
  del  libero Consorzio comunale ed è posta in votazione dopo  almeno
  dieci  giorni  e  non oltre trenta giorni dalla sua  presentazione.
  Essa   è   approvata  dalla  maggioranza  assoluta  dei  componenti
  dell'Adunanza elettorale.

   4.  La mozione di sfiducia non può essere presentata prima di  due
  anni  dall'elezione  del  Presidente né per  più  di  due  volte  a
  distanza di almeno un anno durante il medesimo mandato.

   Si   passa   all'emendamento   10.6.   E'   precluso.   Si   passa
  all'emendamento  10.1. E' precluso. Si passa all'emendamento  10.7.
  E'  precluso. Si passa all'emendamento 10.21. E' precluso. Si passa
  all'emendamento  10.2.  E' inammissibile. Si passa  all'emendamento
  10.11.  E'  inammissibile.  Si  passa  all'emendamento  10.14.   E'
  inammissibile. Si passa all'emendamento 10.3. E' precluso. Si passa
  all'emendamento 10.10. E' precluso.
   E' precluso l'emendamento 10.21. Sono considerati inammissibili  i
  seguenti   emendamenti:  10.2,  10.11  e  10.14.  Sono  considerati
  preclusi i seguenti emendamenti: 10.3, 10.10, 10.12, 10.22,  10.12,
  10.9,   10.4,   10.16,   10.18.  Si  passa  all'emendamento   10.19
  dell'onorevole  Fazio che è ritirato. Sono considerati  preclusi  i
  seguenti emendamenti: 10.5, 10.8, 10.17 e 10.20.
   Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                                Art. 11
                   Organi della Città metropolitana

   1. Sono organi della Città metropolitana:
   a) il Sindaco metropolitano;
   b) la Conferenza metropolitana;
   c) la Giunta metropolitana;
   d) l'Adunanza elettorale metropolitana.

    Comunico  che  all'articolo 11 sono stati presentati  degli
  emendamenti.  Dichiaro inammissibili i seguenti  emendamenti:
  11.1,  11.3,  11.4,  11.5, 11.2, 11.8. L'emendamento  11.6  è
  decaduto.
    Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                                Art. 12
                         Sindaco metropolitano

   1. Il Sindaco metropolitano:

   a) è il legale rappresentante dell'ente;

   b) convoca e presiede la Giunta metropolitana;

   c) convoca e presiede la Conferenza metropolitana;

   d) convoca l'Adunanza elettorale metropolitana;

   e)  sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonché
  all'esecuzione degli atti;

   f) esercita le ulteriori funzioni attribuite dallo statuto.

   2.  Il  Sindaco metropolitano nomina tra i componenti della Giunta
  metropolitana  un  Vicesindaco, che  lo  sostituisce  nei  casi  di
  assenza  o impedimento. Qualora anche il Vicesindaco sia assente  o
  impedito, assume le funzioni di Sindaco metropolitano il componente
  della Giunta più anziano di età.

   3.  Il  Sindaco metropolitano può assegnare deleghe ai  componenti
  della   Giunta   metropolitana,  nel  rispetto  del  principio   di
  collegialità,  secondo  le modalità e nei  limiti  stabiliti  dallo
  statuto.  Le  deleghe  possono essere  revocate  con  provvedimento
  motivato.

   4.   Il   Sindaco   metropolitano  compie  tutti   gli   atti   di
  amministrazione  che  dalla  legge  o  dallo  statuto   non   siano
  specificatamente   attribuiti   ad   altri   organi   della   Città
  metropolitana,   al   segretario  ed  ai  dirigenti   della   Città
  metropolitana.  Nomina il segretario della Città  metropolitana,  i
  responsabili  degli uffici e dei servizi, attribuisce  e  definisce
  gli  incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione  esterna.  I
  rapporti  di  collaborazione esterna e di  consulenza  non  possono
  superare le due unità e non possono prevedere un compenso superiore
  al 50% di quello spettante ai dirigenti di prima nomina.

   5.   Il  Sindaco  metropolitano,  ogni  sei  mesi,  presenta  alla
  Conferenza  metropolitana una relazione relativa al  lavoro  svolto
  nel semestre precedente.

   Comunico   che   all'articolo  12  sono  stati  presentati   degli
  emendamenti.  Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti:  12.1,
  12.10, 12.14 e 12.18. L'emendamento 12.3 si sposta all'articolo 13.
   Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 12.9 e 12.19.  Sono
  preclusi  gli  emendamenti: 12.25, 12.22.  L'emendamento  12.26  si
  sposta   all'articolo   13.  Dichiaro  inammissibili   i   seguenti
  emendamenti:  12.8, 12.20, 12.12. L'emendamento  12.7  è  ritirato.
  L'emendamento  12.21  a firma degli onorevoli  D'asero,  Alongi  ed
  altri  è  ritirato.  Dichiaro  inammissibile  l'emendamento  12.15.
  L'emendamento  12.4  a firma degli onorevoli Fazio  e  Venturino  è
  precluso.   Gli  emendamenti  12.27,  12.5,  12.16  sono  preclusi.
  L'emendamento  12.6  è lo stesso discorso del compenso,  20.50  che
  prevedeva,  però era riferito al libero consorzio  non  al  sindaco
  metropolitano, quindi non può essere precluso, si discute.
   Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                  Elezione del Sindaco metropolitano

     1.  L'elezione del Sindaco metropolitano è indetta  con  decreto
   del  Sindaco uscente, da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno
   antecedente quello della votazione.

     2.  La data dell'elezione, da svolgersi di norma in una domenica
   compresa   tra   il  15  aprile  ed  il  30  giugno,   è   fissata
   preventivamente con delibera della Giunta metropolitana.  In  sede
   di  prima applicazione della presente legge, l'elezione si  svolge
   in una domenica compresa fra l'1 ed il 31 luglio 2015.

     3.  Il  decreto  è  notificato alla Prefettura  territorialmente
   competente,  al  Presidente del Tribunale ove  ha  sede  la  Città
   metropolitana,  al dipartimento regionale delle autonomie  locali,
   ai Segretari dei comuni della Città metropolitana ed è pubblicato,
   anche  online, negli albi pretori della Città metropolitana e  dei
   comuni  che  ne  fanno  parte  entro il quarantacinquesimo  giorno
   antecedente  quello della votazione.

     4.  In  prima applicazione della presente legge, il  decreto  di
   indizione  delle  elezioni  di  cui  al  comma  1  è  emanato  dal
   Presidente della Regione entro 45 giorni dalla data di entrata  in
   vigore della presente legge.

     5.   Il  Sindaco  metropolitano  è  eletto  dai  sindaci  e  dai
   consiglieri  comunali,  in  carica, dei comuni  appartenenti  alla
   Città   metropolitana   nonché   dai   presidenti   dei   consigli
   circoscrizionali, in carica, del comune capoluogo, che  compongono
   l'Adunanza elettorale metropolitana. Non sono elettori  i  sindaci
   ed  i  consiglieri  comunali  nonché  i  presidenti  dei  consigli
   circoscrizionali  sospesi  di  diritto  dalla  carica   ai   sensi
   dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

     6.  Sono candidabili a Sindaco metropolitano i sindaci in carica
   dei  comuni appartenenti alla Città metropolitana, il cui  mandato
   scada  non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento  delle
   elezioni.  Non  è candidabile il sindaco sospeso di diritto  dalla
   carica  ai  sensi  dell'articolo 11  del  decreto  legislativo  n.
   235/2012.

     7.  Risulta  eletto il candidato che abbia riportato il  maggior
   numero  di voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
   più anziano di età.

     8.  Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
   legge,   lo   statuto  della  Città  metropolitana  può  prevedere
   l'elezione   diretta   a   suffragio   universale   del    Sindaco
   metropolitano,   a   decorrere  dal   primo   rinnovo   successivo
   all'elezione  da  svolgersi con le modalità  di  cui  al  presente
   articolo. Qualora gli statuti dei liberi Consorzi comunali e delle
   Città   metropolitane  che  rappresentino  la  maggioranza   della
   popolazione della Regione prevedano l'elezione diretta, il Governo
   presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge che
   stabilisce  le modalità di elezione diretta a suffragio universale
   del  Presidente  del  libero  Consorzio  comunale  e  del  Sindaco
   metropolitano.  E' condizione necessaria, affinché  si  possa  far
   luogo  all'elezione  diretta a suffragio  universale  del  Sindaco
   metropolitano,  che entro la data di indizione delle  elezioni  il
   comune   capoluogo  abbia  previsto  l'articolazione  del  proprio
   territorio in più comuni, con deliberazione del consiglio comunale
   a  maggioranza assoluta dei componenti sottoposta a referendum tra
   tutti  i  cittadini  della Città metropolitana e  approvata  dalla
   maggioranza  dei  partecipanti  al  voto.  Per  la  validità   del
   referendum è necessaria la partecipazione della metà più uno degli
   aventi diritto. E', altresì, necessario che sia approvata la legge
   regionale di istituzione dei nuovi comuni.

     Sospendo la seduta  per cinque minuti.

          (La seduta è sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle
                              ore 17.52)

     La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  c'è   un   emendamento   già
   depositato   sostanzialmente  di  riscrittura  e  gli  emendamenti
   soppressivi sono inammissibili, pertanto, si passa all'emendamento
   13.34, sostitutivo dell'intero articolo.
     Sospendo,   ulteriormente la seduta, avvertendo  che  riprenderà
   alle ore 18,15.

          (La seduta è sospesa alle ore 17.52, è ripresa alle
                              ore 18.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi siamo all'articolo 13.
   Gli emendamenti dal 13 al 42 sono inammissibili.
   Si  passa all'emendamento 13.34, sostitutivo dell'articolo 13.  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e relatore.  Presidente,
  esprimo il parere in questa maniera. Per la Commissione, non  posso
  che rimettermi all'Aula.
   Personalmente,    da   presidente   della   Commissione    ritengo
  l'emendamento  qui  proposto  che deve  essere  accolto  dall'Aula.
  Perché considero la necessità di uniformare il sistema regionale  a
  quello  nazionale, prevedendo che il sindaco metropolitano  sia  lo
  stesso del comune capoluogo.
   Ripeto  la  Commissione, poiché ha votato  in  altra  maniera,  mi
  rimetto all'Aula, ma il presidente della Commissione che è relatore
  della  legge  ritiene che l'emendamento debba essere favorevolmente
  accolto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati, anche il  Governo
  in  sede  di  Commissione  si  era  conformato  al  giudizio  della
  Commissione  però  la  riflessione che mi  pare  di  poter  offrire
  all'Aula,  in sintonia con il relatore, è che se vogliamo  guardare
  ad  una  piena funzionalità della governance di città metropolitane
  che  sono  chiamate  immediatamente ad  intervenire  sul  tema  per
  esempio  dei  fondi europei e di un avvio efficace e tempestivo  di
  questo  nuovo ente territoriale in linea con le politiche nazionali
  credo  che  sia auspicabile che l'Aula accolga l'emendamento  13.34
  nell'interesse  dell'efficienza del sistema delle  nuove  autonomie
  locali.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.34

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 13.34

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 13.34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            39

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   L'Aula è pertanto sospesa per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 19.20)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento 13.34.  Il
  Governo aveva già espresso favorevole.

   DI  MAURO. Dov'è il Governo? Il Governo deve essere presente vista
  l'importanza dell'argomento.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  intendiamo
  mantenere  la  richiesta di voto segreto,  nella  speranza  che  si
  raccolgano  i  numeri  perché ci sono tante persone  che  aspettano
  questa legge, i dipendenti delle province, e non crediamo ai nostri
  occhi nel vedere un'Aula così vuota.
   Già per il PD, il centro sinistra, sapevamo che c'era veramente

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, la sua richiesta, giustamente,  dalla
  sua  parte  politica  mi  sembra  legittima.  Ma,  proprio  per  la
  motivazione  che adduce lei, cioè la necessità di approvare  questo
  disegno di legge, le faccio una controproposta, se siamo d'accordo:
  approviamo questo articolo e poi, ci fermiamo, rinviamo  a  domani,
  senza bisogno di voto segreto, perché è chiaro che i numeri non  ci
  sono. Approvando questo articolo, onorevole Foti, rinvieremo l'Aula
  a domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 16.00 - questo è un impegno
  che  possiamo prendere tutti noi -, nella speranza che ci si  possa
  essere, a meno che non ci siano problemi sostanziali sull'articolo.

   FOTI.  Mi  scusi, Presidente, qui la colpa è sempre di quelli  che
  sono presenti. Dobbiamo attendere a domani

   PRESIDENTE.  Non  è questo che le sto dicendo.  Le  ho  fatto  una
  premessa,  lei  legittimamente, dalla sua parte  politica,  fa  una
  richiesta  di  votazione a scrutinio segreto.  E'  evidente  che  i
  numeri  non  c'erano  prima,  non  so  se  ci  saranno  adesso   (i
  Parlamentari  stanno venendo), lasciamo stare le  responsabilità  o
  meno.
   Se  lei  insiste nella richiesta di voto per scrutinio segreto  le
  faccio una controproposta proprio per l'esigenza di accelerare.
   Approviamo  questo articolo, proprio per l'esigenza di accelerare,
  sospendiamo e rinviamo a domani, se c'è l'esigenza di accelerare, a
  meno che non ci sono problemi sull'articolo.

   FOTI.  Presidente, noi chiediamo di andare avanti,  fiduciosi  che
  arrivino  gli  altri  colleghi e che si possa  procedere  anche  in
  maniera   razionale  sul  disegno  di  legge,  perché   su   questo
  emendamento del collega Miccichè intendiamo dare il voto contrario.
   Questa   è  la  nostra  linea,  non  possiamo  assumerci  noi   la
  responsabilità per i colleghi che non ci sono.

   PRESIDENTE.  Ma  questo è legittimo. A maggior ragione  su  questi
  argomenti  sarebbe  necessaria  forse  una  votazione  palese,  per
  appello nominale.

   CIANCIO. Chiediamo il voto palese.

   PRESIDENTE.  Se  lo  richiedete,  bene.  Se  è  una  questione  di
  schieramenti non è uguale.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo  di
  intervenire perché credo che questa sera non ci siano le condizioni
  per  andare  avanti. E, pur volendo garantire il numero legale  per
  l'approvazione di un disegno di legge che considero strategico  per
  superare un momento di difficoltà dell'intera legislatura -  non  è
  qui  un problema sostenere o non sostenere il Governo - e ritenendo
  necessario  che  il  disegno di legge  abbia  una  sua  coerenza  a
  proposito  dei  provvedimenti che riguardano i sistemi  elettorali,
  non  possiamo giocare con un disegno di legge che va avanti  a  zig
  zag.
   Io,  quindi, Presidente, la invito a rinviare la seduta a  domani,
  mercoledì   29   luglio,  alle  ore  16.00,  senza  votare   questo
  provvedimento, perché credo che non ci sia il numero  legale  e  si
  rischierebbe nuovamente un rinvio.
   Questo  verrebbe  interpretato  all'esterno  come  una  sorta   di
  dissenso dell'intero Parlamento rispetto al disegno di legge.
   Io  credo che la volontà della maggioranza e dell'opposizione  sia
  quella di fare la legge.
   La  maggioranza ha un momento di difficoltà per ora; sono  noti  i
  comunicati stampa che ci sono stati qualche ora fa.
   Credo  che 24 ore di tempo serviranno un po' a rimettere in  sesto
  l'idea di una legge che va approvata al di là di quelle che sono le
  maggioranze e le minoranze.
   Per  quanto  ci  riguarda, come opposizione, questa  è  la  nostra
  intenzione.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, credo che occorra fare di necessità
  virtù.
   E'  inutile  insistere quando, fisicamente,  appare  evidente  che
  l'Aula è in una condizione non sufficiente per consentire il voto.
   Credo  che  sia,  a  questo punto, opportuno,  con  una  pausa  di
  riflessione, consentire anche di recuperare quei disagi che si sono
  manifestati  nel corso della giornata e, quindi, riportare  l'Aula,
  nella sua interezza, fermo restando - e lo dico ai colleghi -   che
  la legge l'abbiamo quasi finita; ora, al di là della quantità degli
  articoli,  fermarci all'ultimo miglio, per dinamiche di nervosismo,
  sarebbe veramente un peccato.
   Sostanzialmente, l'impalcatura della legge è ormai definita perché
  finito questo voto, tutto il resto non potrà che essere uniforme  a
  quello dei liberi consorzi; c'è la questione delle funzioni ma  lì,
  mi  pare,  che  non  ci  siano  particolari  condizioni.  Per  cui,
  Presidente, ritengo che lei possa assumere l'iniziativa di rinviare
  a domani e gestire domani il voto d'Aula.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quello  che  mi
  corre  l'obbligo  di  affermare ed  anche  rendere  evidente  è  la
  condizione in cui stiamo operando.
   Se, forse, abbiamo un ruolo come gruppo, non avendo la possibilità
  a  volte  di  potere  fare contare 14 voti come voti  determinanti,
  forse,  questo  ruolo  è  comunque quello  di  fare  un  minimo  di
  trasparenza, di fare emergere le contraddizioni, di fare capire chi
  sta facendo cosa.
   Allora,   partiamo   da  un  percorso  che,   chiaramente,   tutti
  desideriamo che vada a conclusione, a felice conclusione,  e  tengo
  soprattutto   a   sottolineare  che   nessuno   pensi   di   potere
  strumentalizzare  quello  che  sta  succedendo  qua  dentro  con  i
  lavoratori  delle  province  perché noi  siamo  i  primi  ad  avere
  approvato  tutti  gli  emendamenti  in  favore  della  tutela   dei
  lavoratori.
   Ora,  al  netto di questo, perché chiaramente, poi,  dal  voto  si
  vedrà e ci sono le registrazioni dell'Aula, fortunatamente, quindi,
  dicevo,  al  netto  di  questo, qui  ci  vuole  una  operazione  di
  responsabilità.
   E,  allora,  l'opposizione  è  fuori  e  ha  le  sue  ragioni,  la
  maggioranza   non   ha   una   maggioranza,   pertanto,   proponete
  emendamenti,  avete  un'idea, non si è  d'accordo  su  questa  idea
  perché  non  è scritto da nessuna parte che il sindaco della  Città
  metropolitana  debba essere tout court e in maniera identitaria  il
  presidente  del  libero consorzio, pertanto,  se  c'è  un  processo
  democratico  e  siete  in grado di sostenervi la  posizione,  bene,
  votiamola e andiamo avanti.
   Se  si  ha paura di dimostrare quello che si intende fare, allora,
  probabilmente, avete bisogno voi di fare il punto della situazione,
  ha  bisogno questa maggioranza, maggioranza composita delle proprie
  posizioni e, che non si dica che il Movimento Cinque Stelle non  ha
  voluto  la riforma, siamo stati i primi a votarla per come  era  ed
  abbiamo  partecipato alle Commissioni. Si capisce, chiaramente  che
  nelle  Commissioni su 15 partecipanti dei commissari, il  Movimento
  Cinque Stelle è stato schiacciato in tutto.
   E,  allora, rimaniamo al gioco, rimaniamo in partita,  non  ce  ne
  andiamo  come la destra, Forza Italia, e NCD che era presente;  non
  ce  ne andiamo, partecipiamo e giochiamo, ma non si può pensare che
  facciamo pure ciò che ci si impone.
   Dopodiché,  ognuno  faccia  il proprio gioco  con  un  Regolamento
  d'Aula,  con  strumenti che ancora sono democratici e se  avete  la
  forza  di portarvi avanti le cose ve le portate avanti, altrimenti,
  chiediamo che si faccia chiarezza, oppure che si ridiscuta,  perché
  no,  sulle modalità di elezione di questa figura e che si abbia  un
  approccio molto più democratico, altrimenti qua la provincia ed  il
  libero consorzio, praticamente, ritorniamo ad una gestione comunque
  identica alla precedente, non abbiamo risolto nulla. Andare  avanti
  per tornare indietro, la gente fuori lo capisce e lo vede.

   PRESIDENTE. Quindi, voi insistete sulla richiesta di voto segreto.
  Come non lo hanno detto. Sì lo ha detto, come no

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  se
  continuiamo un attimino questa sera il dibattito c'è la possibilità
  di  raggiungere un risultato condiviso con tutti i partiti presenti
  in  Aula. Veda non è vero che l'opposizione non è presente in Aula.
  Il  Nuovo Centro Destra è opposizione, rimane opposizione ed  è  in
  Aula  perché  ci  rendiamo  conto che questo  disegno  di  legge  è
  assolutamente  importante  perché noi  abbiamo  davanti  a  noi  il
  destino di sei mila dipendenti che sono quelli delle province ed in
  maniera  corretta,  responsabile,  il  Movimento  Cinque  Stelle  è
  rimasto in Aula fino ad oggi per garantire la possibilità di potere
  continuare  a pagare questi lavoratori. Abbiamo davanti  a  noi  il
  problema dei ragazzi, delle ragazze diversamente abili che di qui a
  qualche  giorno  deve partire il servizio di assistenza  altrimenti
  non   potranno  frequentare  gli  istituti  scolastici   superiori.
  Pertanto,  preso atto - e lo dico ai colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle - che solo perché noi opposizione stiamo rimanendo in  Aula,
  questo disegno di legge può andare avanti e può essere approvato.
   Faccio  un appello affinchè, signor Presidente, concordiamo  anche
  le  modalità  per  l'approvazione del disegno di  legge  sull'acqua
  pubblica che è una cosa importante a cui teniamo tutti. E  che  sia
  chiaro, la mancata approvazione, questa sera, del disegno di  legge
  sulle  province, rischia di compromettere. Signor Presidente,  noi,
  non  solo, abbiamo la necessità di approvare entro il 31 luglio  il
  disegno di legge sulle province, abbiamo anche il dovere morale, ma
  anche  il dovere politico e amministrativo di approvare il  disegno
  di  legge  sull'acqua pubblica entro il 31 luglio di qui a  qualche
  giorno,  altrimenti c'è il rischio concreto, certo che  il  Governo
  possa  commissariare la Regione Sicilia, ed è chiaro  che  in  quel
  caso  la  nostra  autonomia,  il nostro  disegno  di  legge  che  è
  particolarmente  attento a quelli che sono stati  i  risultati  del
  referendum  che  vogliono  che l'acqua torni  ad  essere  pubblica,
  rischia di naufragare definitivamente.
   Per  questo  motivo mi appello, ancora una volta, ai colleghi  del
  Movimento  Cinque  Stelle  dicendo che  è  chiaro  che  chiunque  è
  collegato  davanti ad un video sa che questa legge  sulle  province
  sta   andando   avanti   perché  è  solo  grazie   ad   una   parte
  dell'opposizione  che  è  rimasta in Aula. Non  perdiamo  ulteriore
  tempo. Votiamo nel rispetto di quella che è la volontà che emergerà
  dall'Aula perché oltre il disegno di legge sulle province  incombe,
  in  maniera imperativa, la necessità di dovere approvare il disegno
  di  legge  sull'acqua pubblica e questa è l'altra grande  battaglia
  che attende questo Parlamento.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  condividere e sottoscrivere l'intervento dell'onorevole  Vinciullo.
  Ieri, durante una riunione di amministratori comunali a Menfi sulla
  questione  del disegno di legge sulle risorse idriche, accennavo  a
  due  pericoli.  Il primo pericolo è che il primo  che  chiederà  il
  rinvio in Commissione del disegno di legge sull'acqua sarà come  in
  un vecchio film quello che ha già organizzato l'uccisione di questo
  testo  che, in termini temporali, lo si spinge perché non venga  in
  Aula.
   Oltre  a  tutti i giuristi ed a tutti i giureconsulti  che  stanno
  scrivendo  commenti  su  gli aspetti sulle criticità  di  carattere
  costituzionale.  E io credo che alla fine anche in  questa  partita
  che  si  compone anche dall'assenza di una parte della maggioranza,
  in  fondo  si vuole giocare quello che è il tempo, che è l'elemento
  più  aleatorio in questo Parlamento è quello di spingere sempre più
  avanti, perché un testo sulle Province che vede comunque su  questo
  Cracolici  ha  ragione quando dice che il testo  sostanzialmente  i
  punti cruciali li ha superati, e vedere poc'anzi essere 41 in  Aula
  e  arrivare  a  39  voti io ne comprendo le ragioni,  onorevole  Di
  Mauro,  che  non  ha  voluto votare, fa  parte  della  libertà  per
  sottolineare  anche  l'assenza  della  maggioranza,  ma  alla  fine
  nonostante tutti gli sforzi che hanno .

   DI MAURO. Però alla fine siamo qua noi.

   PANEPINTO. Gliene do atto.
   Nonostante  i  suoi sforzi e gli sforzi di questo  Parlamento  che
  hanno  apportato il giornale on line notoriamente contro il Governo
  e  contro  l'attività parlamentare addirittura hanno fatto scrivere
  che c'era una rivitalizzazione dell'attività parlamentare.
   Oggi devo dire, e se ne assumono la responsabilità chi è fuori  da
  questo Parlamento, al di là delle ragioni che possono essere più  o
  meno legittime, ma solitamente non si fa un torto alle centinaia di
  dipendenti  e  a  coloro  che aspettano  al  fine  di  un  processo
  agonizzante che è questo disegno di legge che parte nel 2013  sulla
  riforme delle Province ma anche a quei pochi che siamo qua merito a
  tutti  al  di là dell'espressione di voto, e non dovere  continuare
  caro  Presidente,  presuppone una rappresentazione  del  fatto  che
  l'ammalato comunque rimane agonizzante ed è la politica con la  sua
  espressione di questo Parlamento.
   Ovviamente  lo  dico perché rimanga a verbale vedo segnali  brutti
  sul  disegno dell'acqua onorevole Vinciullo. siccome alla  fine  in
  questo  Parlamento nessuno vorrà venire a dire che si è contro  una
  gestione  oculata  e  quindi  che  fa  risparmiare  le  persone,  i
  cittadini  già vessati da tante tasse, probabilmente si  troverà  a
  non trattare il disegno di legge in aula che è ancora meglio dovere
  attraverso  la  diretta streaming dire esattamente che  utilizzando
  argomenti che non saranno compresi dai cittadini che hanno visto un
  referendum  disatteso del 2011 che hanno visto in  Sicilia  fallire
  per  intero  le  gestioni private, e ovviamente mettere  sul  banco
  delle  responsabilità anche la Regione che mantiene un super ambito
  e  il costo dell'acqua è il più alto d'Italia dopo che nel 2004 gli
  è  stato regalato per intero il sistema idrico siciliano, mi  rendo
  conto  che  dalla  tempistica scelta  e  di  chi  accompagna  certi
  processi,   ho  l'impressione  che  l'acqua  morirà  assieme   alle
  Province.

   RAGUSA.. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sento il  bisogno
  di  intervenire per un atto di responsabilità. Io penso che  questo
  disegno  di legge vada portato avanti perché non si puà dimenticare
  che  ci  sono  i  dipendenti della Regione Sicilia  che  vivono  un
  momento  di grave difficoltà psicologica e anche economica,  perché
  molte  di queste nostre Province, se noi non votiamo questa  legge,
  rischiano il default.
   Allora  al  di là delle posizioni di maggioranza e di opposizione,
  io  penso che non bisogna ringraziare proprio nessuno, perché siamo
  tutti  qua  dentro a rappresentare il popolo siciliano e  anche  le
  opposizioni hanno il dovere morale di votare questa norma al di  là
  delle  schermaglie, voto segreto, non voto segreto, non c'è nessuna
  attenuante che possa giustificare il fatto di bloccare la norma sui
  Liberi  Consorzi,  così come non c'è nessuna attenuante  che  possa
  bloccare  la legge sulle acque siciliane, acque pubbliche,  nessuna
  attenuante e riprendo un passaggio del mio collega, per  un  attimo
  si  è pensato che l'Assemblea si possa distinguere da un governo di
  un certo tipo della Regione siciliana e io la penso proprio così.
   Questa  Assemblea  regionale  si  deve  distinguere,  abbiamo   un
  percorso nostro, abbiamo un percorso fatto di legge che servono  al
  popolo  siciliano. Se è così l'Assemblea va richiamata a un momento
  di  orgoglio  e di dignità perché non voglio essere invischiato  in
  storie  politiche che hanno poco a che vedere con il  rappresentare
  il popolo siciliano.
   Io  sento  il  bisogno di esternare, di dire a tutti  che  bisogna
  diventare  più responsabili e dare un taglio netto a messaggi  e  a
  politica  distorte  che ci fanno passare per gente  che  non  vuole
  lavorare,  per  cui io sono qui con il mio gruppo parlamentare,  il
  gruppo  dell'UDC,  pronto a votare questa  norma,  così  come  sono
  convinto che il gruppo del PD vuole non votare questa norma e siamo
  pronti ad andare avanti, signor Presidente, avanti tutta
   L'Assemblea deve dare un messaggio forte, non vogliamo appiattirci
  su   passaggi  politici  che  non  ci  riguardano,  sul  cambio  di
  Assessori,  su  nulla   Su schermaglie, su notizie,  su  fantasiose
  notizie  che  vogliono coinvolgere questa Assemblea  che  ha  tanta
  buona voglia di lavorare.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi ma proprio  perché
  noi  facciamo un ragionamento di responsabilità e visto che non c'è
  la  condivisione,  noi  invitiamo i  colleghi  a  ritirarlo  questo
  emendamento  e  andiamo avanti, noi siamo assolutamente  pronti  ad
  arrivare  fino  a  fine del percorso, finiamo stasera,  la  votiamo
  tutti  perché  giustamente  ci sono delle  responsabilità  che  noi
  abbiamo  il  dovere  di  portare  avanti,  ma  proprio  per  questo
  chiediamo  ai  proponenti  di  questo emendamento  di  ritirarlo  e
  continuiamo  a lavorare senza bloccare i lavori d'aula,  non  siamo
  noi che stiamo bloccando questi lavori d'aula in realtà.
   In  realtà  ci  sono  delle  prese di posizioni,  se  non  c'è  la
  possibilità  di  votarlo si ritira l'emendamento e andiamo  avanti,
  semplicemente nel rispetto della gente che è fuori da  questa  Aula
  aspetta risposte che noi abbiamo il dovere di dare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente  c'era  una   proposta   mia   e
  dell'onorevole Cracolici di un rinvio a domani. Se si  può  mettere
  ai voti questa proposta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro non è il problema  di  mettere  ai
  voti  la proposta, sono i gruppi che alla fine, giustamente, stanno
  esternando la propria posizione. Lo so che c'è una proposta.  O  si
  rinvia  perché  manca  il  numero  legale.  Non  è  che  cambia  la
  soluzione.
   Qua non si tratta di salvare la faccia o meno.
   Io  intanto debbo ringraziare il Movimento Cinque Stelle e lo dico
  senza   infingimenti  perché  le  battaglie  si  fanno  all'interno
  dell'Aula,  loro  al di là delle questioni, voto segreto  o  altro,
  giustamente, anche l'intervento dell'onorevole Tancredi alla  fine,
  non  condividono la norma. Ecco questo è il discorso. Probabilmente
  non è stato compreso fino in fondo e a scanso di equivoci, sono  il
  primo  a dirlo, non è la questione, non bisogna più tirare di mezzo
  la  questione  dei dipendenti perché è chiaro che  i  presenti,  ma
  anche gli assenti, vogliano salvaguardare i dipendenti e allora  la
  questione  si  pone sulla norma perché che ci ascolta probabilmente
  ancora non è stato compreso.
   Cerchiamo allora di essere chiari. Sapete la mia posizione, se  mi
  è  consentito  anche  nel mio ruolo di doverla esternare,  è  stata
  sempre  quello  di una condivisione della legge  del  rio,  per  la
  semplice   ragione,  almeno  sulla  governance  delle   tre   città
  metropolitane  perché  noi non possiamo creare  una  Italia  a  due
  velocità.
   Una  Italia in cui abbiamo le città metropolitane dove  i  sindaci
  del  comuni  capoluogo già si sono attivati e noi faremo  un  danno
  quanto meno alle tre città metropolitane Catania, Messina e Palermo
  se  ancora  cerchiamo di cincischiare, non mi  sto  riferendo  alla
  questione  del  Movimento Cinque Stelle, in  relazione  al  sindaco
  attuale  o  su  quello che sarà. Qua si tratta  sostanzialmente  di
  intenderci sul significato della norma.
   Già  il percorso con il pon-metro è stato avviato, i finanziamenti
  comunitari  alle  città metropolitane e alle  istituzione  di  area
  vasta  si sono attivate, se noi pensiamo che non sia giusta  questa
  norma,  io  quello  che  gradirei, onorevole  Zafarana,  è  che  il
  confronto  fosse aperto non tanto sulla questione, così  ognuno  si
  assume le proprie responsabilità.
   Questo  rappresenta  uno  di quei casi di  votazione  per  appello
  nominale perché da qui dipende il futuro della Regione siciliana  -
  non mi riferisco alla durata della legislatura - al tipo di Regione
  che vogliamo.
   Se  noi sappiamo il tipo di istituzione di area vasta che vogliamo
  sapremo il tipo di Regione che vogliamo.
   In  Commissione è stato fatto uno sforzo di trasferire le funzioni
  dalla Regione alle istituzioni di area vasta.
   So  perfettamente, quindi, che si tratta di riproporre le funzioni
  già previste nella legge 9.
   Dobbiamo  rendere  forte queste istituzioni  e  questa  governance
  perché  è inutile salvaguardare il personale delle province se  noi
  non diamo le funzioni.
   Diamo  le  funzioni ad un'istituzione di area vasta  senza  sapere
  quale sarà la governance?
   Di questo si tratta.
   Sarebbe pertanto opportuno - e raccolgo l'invito dell'onorevole Di
  Mauro  a  rinviare - che su questa norma, proprio su  questa  norma
  ognuno di noi mettesse la propria faccia.
   Voi l'avete detto, siete contrari.
   Andare  però  sulla  questione  del  voto  segreto  inutilmente  o
  giocando sugli umori momentanei - non mi sto riferendo al Movimento
  Cinque  Stelle la cui posizione è chiara e corretta - non mi sembra
  opportuno in questo momento.
   Sospendo la seduta per tre minuti per confrontarmi, sulla base  di
  quanto detto, cerchiamo di trovare un'intesa.
   La  mia  idea  era  quella di votare questa  norma,  superare  uno
  scoglio insormontabile e fermarsi in modo da fare il calendario per
  andare avanti celermente.
   E'  chiaro  che  con votazione a scrutinio segreto  tutto  diventa
  imprevisto e impreciso.
   Sospendo la seduta per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.51)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi, la seduta è ripresa ed è rinviata  a  domani,
  mercoledì  29  luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
                 metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
                 848 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Cracolici

             2)  -  Disciplina in materia di risorse idriche  . (nn. 455-125-102
                 106-158/A)

                Relatore: on. Barbagallo

                   La seduta è tolta alle ore 19.53
        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.15)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio