dell'on. Fabrizio Ferrandelli dalla carica di deputato regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.17
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Fabrizio Ferrandelli dalla carica di deputato
regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Fabrizio Ferrandelli dalla carica di deputato
regionale.
Comunico che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante
a seguito delle dimissioni irrevocabili dalla carica di deputato
regionale dell'onorevole Fabrizio Ferrandelli - di cui l'Assemblea
ha preso atto nella seduta n. 258 del 22 luglio 2015 - deputato
proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo (per la
lista n. 3 avente la denominazione Partito Democratico - Crocetta
Presidente ), la Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi
del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto
della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo II del
Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi il 28
luglio 2015, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha
deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche ed
integrazioni (Legge elettorale siciliana), di attribuire il seggio
lasciato vacante dall'onorevole Ferrandelli al candidato Davide
Faraone, che, primo dei non eletti della medesima lista provinciale
e nel medesimo collegio elettorale in cui era stato eletto l'on.
Ferrandelli, segue immediatamente - con voti 7.072 - l'ultimo dei
proclamati eletti, on. Ferrandelli.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Davide Faraone, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Raia, D'Agostino, Vullo, Tamajo, Ioppolo; l'onorevole
Dipasquale per i giorni 28 - 29 e 30 luglio.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di integrazione al verbale della seduta n. 241 del 9
giugno 2015
PRESIDENTE. Con riferimento all'attribuzione del seggio resosi
vacante a seguito delle dimissioni, per incompatibilità, dalla
carica di deputato regionale dell'on. Calogero Firetto, preciso che
il verbale della seduta n. 241 del 9 giugno 2015 è da intendersi
così integrato: al primo capoverso, dopo le parole proclamato
eletto , è inserita la parola tanto ; dopo le parole UDC Unione
di Centro , è inserito il seguente periodo: quanto nel collegio
regionale, la cui elezione, in quest'ultimo collegio era prevalsa
ai sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/1951 e s.m.i. ; infine,
dopo le parole La Rocca Ruvolo Margherita , è inserito il seguente
periodo: subentrata all'onorevole Firetto a seguito della citata
opzione di quest'ultimo per il collegio regionale .
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 397 - Chiarimenti in ordine ai ritardi nei pagamenti dei
laboratori di analisi da parte dell'ASP di Agrigento.
Firmatari: Oddo Salvatore
- Ai sensi dell'art 140, comma 5, Reg. Int. ARS, con nota prot.
41057 del 13 maggio 2013, l'Assessore per la salute ha anticipato
il testo scritto della risposta.
N. 1215 - Notizie sulla rifunzionalizzazione della rete regionale
della talassemia e delle emoglobinopatie.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia;
Zafarana Valentina
- Con nota prot. n. 32768/IN.16 dell'8/07/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 1240 - Notizie sulla presunta mancata reindizione di procedura
concorsuale per la nomina di Responsabile nell'area
dell'igiene alimentare presso l'ASP di Trapani.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 18340 del 27 febbraio 2014 l'Assessore per la
Salute, ai sensi dell'Art. 140, comma 5, Reg.int. Ars, ha
anticipato il testo scritto della risposta. - Con nota prot. n.
32955/IN.16 del 9 luglio 2014 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 1248 - Chiarimenti in ordine alla nomina del Direttore generale
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia 'A.
Mirri'.
Firmatari: Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice; Clemente
Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa
- Con nota prot. 31615 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute,
ai sensi dell' art. 140, comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato il
testo scritto della risposta. - Con nota prot. n. 32959/IN.16 del 9
luglio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per la salute.
N. 1262 - Chiarimenti sul procedimento di formazione dell'elenco
degli aspiranti idonei alla nomina di Direttore generale delle
Aziende sanitarie regionali.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio
N. 1548 - Urgente blocco dei ricoveri sine die nelle CTA (Comunità
Terapeutiche Assistite) e potenziamento dei servizi psichiatrici
territoriali ai fini della prevenzione.
Firmatari: Arancio Giuseppe Concetto
N. 2036 - Chiarimenti sulla decisione del Governo regionale in
materia di ricovero di pazienti presso le comunità terapeutiche
assistite.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 36382/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Interventi regionali per il contenimento della spesa
farmaceutica attraverso il recupero, la restituzione, la donazione
ai fini del riutilizzo di medicinali in corso di validità. (n.
1035)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Zito, Cappello, Cancelleri, Ciancio, Ciaccio, Mangiacavallo,
Siragusa, Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e Zafarana
in data 23 luglio 2015.
- Riordino mansioni dipendenti aziende sanitarie. (n. 1036)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Zito, Cappello, Cancelleri, Ciancio, Ciaccio, Mangiacavallo,
Siragusa, Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e Zafarana
in data 23 luglio 2015.
Comunicazione di decadenza di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Ferrandelli, i seguenti disegni di legge presentati
a sua firma ed in assenza di altri firmatari, sono dichiarati
decaduti:
- n. 138, n. 231 e n. 709, n. 756, n. 761, n. 776, n. 880 e n.
952.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che sono stati resi dalla competente
Commissione i seguenti pareri:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Linee di indirizzo regionali per la rideterminazione delle
dotazioni organiche delle Aziende del Servizio sanitario regionale
(n. 59/VI).
Reso in data 22 luglio 2015.
Inviato in data 24 luglio 2015.
- Linee guida per l'adeguamento degli atti aziendali delle
Aziende del Servizio sanitario regionale (n. 60/VI).
Reso in data 22 luglio 2015.
Inviato in data 24 luglio 2015.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Servizi
sociali e sanitari (VI) nella seduta n. 166 del 22 luglio 2015 ha
approvato la risoluzione Atto di indirizzo in ordine alla
rideterminazione delle piante organiche ed all'adeguamento degli
atti aziendali delle aziende del SSR ed in ordine alla celere
definizione, definite le piante organiche, delle procedure di
reclutamento per l'acquisizione di professionalità medico-
sanitarie-tecnico-amministrative-professionali funzionali ad un
potenziamento del sistema sanitario regionale (n. 46/VI).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 2753 - Notizie in merito al mancato completamento dell'iter di
pagamento dei contributi dovuti
all'associazione sportiva dilettantistica Albaria per il Windsurf
World Festival on the beach di Mondello (PA).
- Presidente Regione
Dina Antonino
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2752 - Iniziative urgenti volte a garantire l'attivazione della
convenzione con il Centro residenziale per gravi disabilità di via
Ben Haukal nel comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Greco Giovanni
N. 2754 - Notizie urgenti in ordine alle iniziative da assumere in
merito al c.d. 'Piano Giovani'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa Salvatore
N. 2756 - Progettazione e realizzazione di un collegamento
ferroviario veloce tra la città di Catania e l'aeroporto di
Fontanarossa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2804 - Riconoscimento dell'ospedale di Vittoria (RG) quale
centro per il trattamento delle terapie intravitreali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Assenza Giorgio; Ferreri Vanessa
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 310 - Notizie urgenti in merito al rimborso delle indennità di
frequenza e di trasporto del corso 'operatore marketing e tecniche
di vendita' e di 'operatore d'area informatizzata' avviati
nell'ambito del PROF 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.
N. 311 - Notizie in merito alla concessione demaniale marittima
per varo ed alaggio insistente sulla spiaggia del Comune di Torre
Faro (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.
N. 312 - Chiarimenti su omessi interventi di prevenzione
idrogeologica sull'autostrada A19 Palermo-Catania e su altre
principali arterie siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 468 - Interventi a sostegno del personale volontario del Corpo
dei Vigili del Fuoco.
Sammartino Luca; Anselmo Alice; Nicotra Raffaele Giuseppe;
Sudano Valeria
Presentata il 21/07/15
N. 469 - Iniziative urgenti per estendere lo screening neonatale
anche alle immunodeficienze primitive.
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
Presentata il 22/07/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di variazione di denominazione di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Con nota pervenuta oggi l'onorevole Di Giacinto ha
comunicato che, dopo la deliberazione del Gruppo parlamentare, il
Gruppo parlamentare stesso ha variato la propria denominazione in
Gruppo parlamentare Megafono PSE.
Comunico, inoltre, che l'onorevole Venturino ha aderito al Gruppo
parlamentare nel corso della riunione partecipando alla stessa.
Comunicazione di dimissione e adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. L'onorevole Venturino comunica di aver aderito al
Gruppo parlamentare Megafono PSE dimettendosi dal Gruppo
parlamentare Misto.
Comunicazione di decreto di cessazione dalla carica di
Assessore regionale e assunzione temporanea ad interim delle
relative funzioni da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 36164 del 24 luglio
2015, pervenuta in pari data e protocollata al n. 7294/AulaPg del
27 luglio successivo, la Segreteria generale della Presidenza
della Regione ha trasmesso copia del decreto presidenziale n.
290/Area 1 /S.G. del 24 luglio 2015, di cessazione della dott.ssa
Linda Vancheri dalla carica di Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato delle Attività produttive, con
contestuale temporanea assunzione ad interim delle relative
funzioni da parte del Presidente della Regione.
Invito il Deputato segretario a darne lettura.
RAGUSA, segretario:
VISTO lo Statuto della Regione siciliana;
VISTO in particolare, l'articolo 9 contemplato nella sezione
II dello Statuto regionale, come sostituito
dall'articolo 1, comma 1, lettera f) della legge
costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2 che, nel prevedere
l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di
nominare e revocare gli Assessori da preporre ai singoli
rami dell'Amministrazione regionale, tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di
impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale n. 16 dicembre 2008, n. 19 (recte:
legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19) e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le
disposizioni di cui al Titolo II che rimodulano
l'apparato ordinamentale e organizzativo della Regione
siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-
S.G. concernente la convocazione dei comizi per
l'elezione del Presidente della Regione e dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana per la XVI
legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-
S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea
regionale siciliana ai collegi provinciali in base alla
popolazione residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con
la quale, a seguito della proclamazione alla carica di
Presidente della Regione siciliana, resa nota dalla Corte
di Appello di Palermo con nota prot. n. 35/El. Reg. del
10 novembre 2012, sono state assunte le relative
funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12
novembre 2012, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana del 16 novembre 2012 - parte I - n. 49,
con il quale è stato costituito il Governo della Regione
siciliana - XVI Legislatura e successivi distinti decreti
presidenziali di nomina degli altri Assessori regionali
con preposizione ai singoli rami dell'Amministrazione
regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 350/Area 1 /S.G. del 3
novembre 2014, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana del 7 novembre 2014, n. 47, Parte Prima
- con il quale il Presidente della Regione siciliana ha
nominato la dott.ssa Linda Calogera Vancheri Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale
delle Attività produttive;
VISTA la lettera datata 21 luglio 2015 con la quale l'Assessore
regionale per le Attività produttive rassegna le proprie
dimissioni irrevocabili dall'incarico assessoriale con
preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione;
RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di
assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative del predetto ramo
dell'Amministrazione regionale siciliana, il Presidente
della Regione siciliana assuma temporaneamente le
funzioni di Assessore regionale per le Attività
produttive,
D E C R E T A
Art. 1
Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Linda Calogera
Vancheri, a seguito delle dimissioni irrevocabili di cui sopra -
che vengono accolte - cessa dalla carica di Assessore regionale
per le Attività produttive già attribuita con D.P. n. 350/Area
1 /S.G. del 3 novembre 2014 che viene revocato.
Art. 2
Al fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative, il Presidente della Regione,
contestualmente alla cessazione di cui al superiore art. 1, assume
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per le Attività
produttive.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana e nel sito internet della Regione
siciliana ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21.
Palermo, 24 luglio 2015
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Trizzino, Cancelleri, Ferreri, Cappello,
Ciaccio e Siragusa.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ancora si
sta procedendo con l'esame del disegno di legge sulle province.
Vedo l'Assessore per l'Economia e proprio perché si parla di
territori di liberi consorzi, volevo rappresentare il disagio in
cui versano i comuni a causa del comportamento e nell'approvazione
di norme da parte del Governo.
I comuni entro il 31 luglio
PRESIDENTE. Questo non rientra nell'ordine dei lavori.
GRASSO. Signor Presidente, è ordine dei lavori. Stiamo parlando di
liberi consorzi, stiamo parlando di riassetto dei territori, stiamo
parlando di organizzazione dei territori. E mentre si parla di
questo manderete allo sfascio i territori, lo rappresento
all'Assessore per l'economia: i comuni entro il 31 luglio non sono
nella condizione - proprio per il comportamento di questo Governo
nell'approvare e nel procrastinare norme avanti e indietro - di
approvare i bilanci.
L'Assessore per l'economia, come sempre, è distratto.
E proprio per ordine dei lavori, voglio annunciare, così come
hanno detto i colleghi del Gruppo di Forza Italia la settimana
scorsa, che noi abbandoneremo l'Aula perché questa norma lede un
principio fondamentale di democrazia, perché non saremo
compartecipi dell'obbrobrio di questa legge e noi non saremo
compartecipi dello sfascio dei territori perché questo è un disegno
di legge che non risolverà il problema ed è contro quello che
stabilisce la Carta europea dei diritti delle Autonomie Locali.
materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
(nn: 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni in
materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane , (nn.
833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto III dell'ordine
del giorno: Seguito della discussione del disegno di legge:
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
848 bis/A)
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
assegnato. Ricordo agli onorevoli che siamo arrivati all'articolo
4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Organi del libero Consorzio comunale
1. Sono organi del libero Consorzio comunale:
a) il Presidente del libero Consorzio comunale;
b) l'Assemblea del libero Consorzio comunale;
c) la Giunta del libero Consorzio comunale;
d) l'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale.»
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.1. Invito al ritiro. La
disciplina è necessaria. Onorevole Greco, la invito al ritiro.
GRECO Giovanni: Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2.
GRECO Giovanni: Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8. E' dichiarato decaduto per assenza
dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 4.9, dell'onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.6, dell'onorevole Fontana che prevede
la soppressione dell'adunanza.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.10. E' dichiarato decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Presidente del libero Consorzio comunale
Il Presidente del libero Consorzio comunale:
è il legale rappresentante dell'ente;
b) convoca e presiede la Giunta del libero Consorzio comunale;
c) convoca e presiede l'Assemblea del libero Consorzio comunale;
d) convoca l'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale;
e) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonché
all'esecuzione degli atti;
f) esercita le ulteriori funzioni attribuite dallo statuto.
2. Il Presidente nomina tra i componenti della Giunta del libero
Consorzio comunale un Vicepresidente, che lo sostituisce nei casi
di assenza o impedimento. Qualora anche il Vicepresidente sia
assente o impedito, assume le funzioni di Presidente del libero
Consorzio comunale il componente della Giunta più anziano di età.
3. Il Presidente può assegnare deleghe ai componenti della Giunta
del libero Consorzio comunale, nel rispetto del principio di
collegialità, secondo le modalità e nei limiti stabiliti dallo
statuto. Le deleghe possono essere revocate con provvedimento
motivato.
4. Il Presidente compie tutti gli atti di amministrazione che
dalla legge o dallo statuto non siano specificamente attribuiti ad
altri organi del libero Consorzio comunale, al segretario ed ai
dirigenti del libero Consorzio comunale. Nomina il segretario del
libero Consorzio comunale ed i responsabili dei servizi e degli
uffici, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli
di collaborazione esterna. I rapporti di collaborazione esterna e
di consulenza non possono superare le due unità e non possono
prevedere un compenso superiore al 50% di quello spettante ai
dirigenti di prima nomina.
5. Il Presidente, ogni sei mesi, presenta all'Assemblea del libero
Consorzio comunale una relazione relativa al lavoro svolto nel
semestre precedente.»
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.17. E' decaduto. Si passa
all'emendamento 5.7. E' inammissibile. Si passa all'emendamento
5.18 a firma dell'onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 5.1 è precluso. Si passa all'emendamento 5.6, che è
dichiarato inammissibile. Si passa all'emendamento 5.8 è
dichiarato inammissibile. Occorreva indicare le modalità di
elezione del vicepresidente.
L'emendamento 5.12, a firma degli onorevoli Dipasquale e Di
Giacinto è decaduto.
Si passa all'emendamento 5.5 a firma dell'onorevole Siracusa e
altri, che prevede la soppressione del comma 3.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 5.13 è decaduto per assenza dei firmatari.
Si passa all'emendamento 5.1.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.20. E' decaduto. Si passa
all'emendamento 5.16 a firma degli onorevoli Venturino e Fazio.
FAZIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.10. L'onorevole Miccichè lo ritira?
MICCICHE'. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.19. E' decaduto. Si passa
all'emendamento 5.3.
ZAFARANA. Lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.14. E' decaduto. Si passa
all'emendamento 5.4. Onorevole Zafarana, è ritirato? Lo mantenete?
Al comma 4 la parola 50% è sostituita con 20%'.
ZAFARANA. Lo manteniamo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.9.
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.21. E' decaduto per assenza dei
firmatari. Si passa all'emendamento 5.15. E' decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Assenza e Federico hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
(nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge Disposizioni in
materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane , (nn.
833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale
1. L'elezione del Presidente del libero Consorzio comunale è
indetta con decreto del Presidente uscente, da emanarsi non oltre
il sessantesimo giorno antecedente quello della votazione.
2. La data dell'elezione, da svolgersi di norma in una domenica
compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno, è preventivamente
fissata con delibera della Giunta del libero Consorzio comunale. In
sede di prima applicazione della presente legge, l'elezione si
svolge in una domenica compresa tra l'1 ed il 31 luglio 2015.
3. Il decreto è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede il libero
Consorzio comunale, al dipartimento regionale delle autonomie
locali, ai segretari dei comuni del libero Consorzio comunale ed è
pubblicato, anche online, negli albi pretori del libero Consorzio
comunale e dei comuni che ne fanno parte entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.
4. In prima applicazione della presente legge, il decreto di
indizione delle elezioni di cui al comma 1 è emanato dal Presidente
della Regione entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
5. Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto dai
sindaci e dai consiglieri comunali, in carica, che compongono
l'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale. Non sono
elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi di diritto
dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 31
dicembre 2012, n. 235.
6. Sono candidabili a Presidente del libero Consorzio comunale i
sindaci dei comuni appartenenti allo stesso libero Consorzio
comunale, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla
data di svolgimento delle elezioni. Non è candidabile il sindaco
sospeso di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del
decreto legislativo n. 235/2012.
7. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
numero di voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
più anziano di età.
8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, lo statuto del libero Consorzio comunale può prevedere
l'elezione a suffragio universale del Presidente, a decorrere dal
primo rinnovo successivo all'elezione da svolgersi con le modalità
di cui al presente articolo. Qualora gli statuti dei liberi
Consorzi comunali e delle Città metropolitane che rappresentino la
maggioranza della popolazione della Regione prevedano l'elezione
diretta, il Governo presenta all'Assemblea regionale siciliana il
disegno di legge che stabilisce le modalità di elezione diretta a
suffragio universale del Presidente del libero Consorzio comunale e
del Sindaco metropolitano. »
Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 6.1, 6.40, 6.44.
Dichiaro decaduto l'emendamento 6.57, non essendo sono presenti i
deputati di Forza Italia. Decaduto anche l'emendamento 6.32,
peraltro inammissibile. Sono, altresì, decaduti i seguenti
emendamenti: 6.42, 6.41, 6.62, 6.23, 6.2, 6.46, 6.43 I parte, 6.22,
6.3, 6.47.
Si passa all'emendamento 6.10 a firma dell'onorevole Fontana. Lo
ritirerei questo, è troppo di dettaglio, cioè il giorno di
svolgimento della data. E' di dettaglio.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. C'è un emendamento del Governo perché, ovviamente, il
testo di legge si riferiva alla ipotesi che gli organi venissero
eletti nella fase precedente; l'emendamento prevede che, invece, la
data tra il primo ed il 31 luglio sia sostituita dal primo ottobre
al 30 novembre, come fase in cui eleggere gli organi.
PRESIDENTE. Se il Governo lo firma lo poniamo in votazione come
subemendamento al 6.10. Ne do lettura: L'emendamento aggiorna il
riferimento temporale, ormai non più attuale, relativo allo
svolgimento delle prime elezioni del Presidente del libero
Consorzio, originariamente stabilito in una domenica compresa tra
il primo ed il 31 luglio 2015 prevedendo che le stesse si svolgano
fra una domenica compresa fra il primo ottobre ed il 30 novembre
2015 .
Pongo, quindi, in votazione l'emendamento del Governo: 6.GOV. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 6.10 risulta così assorbito. Così come
l'emendamento 6.43 II parte. L'emendamento 6.58 è decaduto.
Dichiaro inammissibili, inoltre, i seguenti emendamenti: 6.21,
6.11, 6.4, 6.48, 6.43 III parte, 6.20, 6.5, 6.49 e 6.30.
Si passa all'emendamento 6.12, a firma dell'onorevole Fontana.
Sposta l'indizione dell'elezione, secondo me, sostanzialmente,
lascerei i 45 giorni.
CRACOLICI, presidente Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente Commissione e relatore. Chiedo al collega di
ritirarlo per una ragione: avendo fissato dal primo ottobre al 30
novembre, i 90 giorni non funzionano più. Quindi i 45 giorni sono
il termine.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 6.19, 6.6, 6.50,
6.13, 6.26 I parte, 6.31 e 6.29. L'emendamento 6.60 è decaduto.
L'emendamento 6.18 è inammissibile, così come l'emendamento 6.7.
Si passa all'emendamento 6.51 dell'onorevole Alongi. Lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.34 degli onorevoli Miccichè, Sorbello e
altri.
PISTORIO. assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Invito a ritirarlo.
CANI. Lo ritiro in nome del Gruppo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.55 degli onorevoli Alloro, Sudano,
Rinaldi, Sammartino.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Invito a ritirarlo.
SAMMARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro l'emendamento 6.61 decaduto. Gli emendamenti 6.27, 6.8,
6.17, 6.52, 6.26 inammissibili.
Si passa all'emendamento 6.54, a firma del Governo.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, questo emendamento
del Governo prevede di utilizzare il sistema del voto ponderato
mutuando il modello della legge nazionale per l'elezione degli
organi dei liberi consorzi.
Io vi prego di considerare una cosa: il testo del disegno di legge
uscito dalla Commissione, rispettabilissimo, prevede un'assemblea
assolutamente paritaria dei consiglieri e degli amministratori
locali senza valutare che la rappresentanza degli interessi
territoriali e delle popolazioni è profondamente diversa.
Faccio per tutti l'esempio della provincia di Messina. Il valore
di rappresentanza dei consiglieri della città di Messina, annegato
nella miriade di comuni di quella provincia, moltissimi di
piccolissime dimensioni, ..
CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. E' città
metropolitana.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. No, l'organismo è lo stesso, la giunta metropolitana
viene eletta lo stesso.
Io sto suggerendo il principio che è un principio della legge
fondamentale, la legge nazionale che prevede il voto ponderato. La
scelta dell'assemblea è fondamentale se vogliamo far pesare in modo
diverso i consiglieri comunali per quanto riguarda gli organi,
senza annegarli in una parità che è ingiusta, da cui la
rappresentanza degli interessi territoriali e delle popolazioni.
Il Governo chiede su questo una riflessione, non è una pretesa,
l'emendamento è pronto, possiamo ritirarlo o andare avanti col
testo della Commissione in una logica che è quella che vi ha
ispirato prima.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per le
autonomie locali, io credo che la sua sollecitazione, per quanto mi
riguarda, non può essere accolta perché la norma che oggi è nel
disegno di legge è frutto di un'ampia discussione in I Commissione.
Discussione che è quella di consentire ad un seggio, ad
un'adunanza, ad un collegio elettorale di avere la rappresentanza
guardando qual è la composizione delle nostre nove ex province che
oggi dovrebbero diventare liberi consorzi.
Noi abbiamo in Sicilia duecento comuni che sono sotto i cinquemila
abitanti, pochi comuni che sono sotto i trentamila abitanti e le
città metropolitane.
Per le nostre metropoli, che sono Palermo, Messina e Catania, già
questo disegno di legge, in sintonia con le disposizioni della
normativa nazionale, prevede la città metropolitana, per cui se
dovesse essere accolta dall'Aula un'ipotesi di voto ponderato, in
realtà noi ci ritroveremmo di fronte - pur comprendendo le ragioni
che lei esponeva poc'anzi - di fatto, in una situazione che non
vede più rappresentanti, in un organismo che dovrà avere tra le
funzioni quella di curare ciò che è residuale, delle funzioni che
resteranno ai liberi Consorzi per cui si creerà una idea che tutto
ciò che è piccolo, tutto ciò che è piccole comunità, tutto ciò che
è sottodimensionato dal punto di vista della popolazione, al di là,
poi, del merito, confluirà nel complesso che tutto viene accentrato
in un nuovo urbanesimo che, in qualche maniera, fa diventare
comunità di serie B tutti quelli che conteranno poco, con il voto
ponderato.
Per cui, siccome questo testo è un testo, mi faccia passare il
termine virgolettato, sperimentale , che alcuni degli aspetti di
scelta della Governance o del Governo dei liberi consorzi viene
rinviato anche allo Statuto dei liberi consorzi io la inviterei, se
lo riterrà opportuno, a desistere in questa ipotesi di voto
ponderato e a chiedere ai colleghi nella eventualità di mantenere
ciò che è scritto nel testo.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
io, invece, sono dell'idea opposta anche se, normalmente, la
pensiamo quasi sempre allo stesso modo, però, questa volta, non
sono assolutamente in sintonia con quanto detto dall'onorevole
Panepinto e, invece, credo che il voto ponderato risponda ad
esigenze oggettive di rappresentanze anche di un territorio per cui
il consigliere, non me ne voglia nessuno, di Rocca Cannuccia non
può essere equiparato con il consigliere di una città metropolitana
sia si Palermo di Catania o di Messina o, comunque, del comune
capoluogo.
Io, ritengo che una differenza ci sia e, pertanto, credo che il
voto ponderato sia assolutamente rispondente alle esigenze del
territorio.
Del resto, noi, onorevole Panepinto, che abbiamo lunga esperienza
di amministratori locali sappiamo bene che, tra l'altro, siamo
stati rappresentanti di diversi consessi provinciali dagli Ato
idrico, ai rifiuti e sappiamo bene che vi è sempre stato il voto
ponderato, quindi, ogni rappresentante vale per quello che
rappresenta e mi sembra una regola assolutamente non rinunciabile,
quindi, io sono assolutamente d'accordo con l'emendamento del
Governo.
PISTORIO, assessore per le autonomie locale e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica.. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio
l'onorevole Fontana per l'apprezzamento alla proposta del Governo.
La materia ordinamentale è molto delicata ed ha ragione lei quando
si tratta, l'ha detto prima anche l'onorevole Panepinto, che anche
lui usava argomenti molto ragionevoli, si tratta anche di una
materia sperimentale.
Siccome, la mia era, ovviamente, una proposta aperta perché mi
pareva dovesse essere valutata, ma io ho un grande rispetto per il
lavoro che ha fatto la Commissione in questi mesi e so che tutto è
stato anche una faticosa sintesi che ci dà questo risultato, per
cui in questa logica di collaborazione del Governo con l'Assemblea,
il Governo ritira l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 6.54 è ritirato, come il 6.35 e 6.26 II
parte. Quindi preclusi il 6.56 ed il 6.36.
Passiamo all'emendamento 6.25 che prevede la soppressione del
comma 8.
Spieghiamolo, lo facciamo spiegare almeno così votiamo
consapevolmente, brevemente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso sia
abbastanza chiaro. Il nostro emendamento prevede l'abolizione del
comma relativo all'elezione diretta del Presidente del libero
consorzio. E' stato un tema molto dibattuto, è stato un nodo che ha
bloccato anche quest'Aula. Noi partiamo in un modo e vogliamo
arrivare nello stesso modo, quindi, rimaniamo coerenti alla nostra
linea iniziale, a quella che doveva essere anche la linea del
Governo, inizialmente, che a quanto pare è cambiata in corso
d'opera.
PRESIDENTE. Sì, d'accordo. Scusate, al comma 8, si mette sullo
stesso piano il sindaco metropolitano del libero consorzio, non
vorrei che, poi, cambiasse la filosofia.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei ricordare il senso di questo comma. Anche qui,
questo comma è il frutto di un ragionamento a cui è pervenuta la
Commissione nel prevedere l'elezione di secondo grado con l'entrata
in vigore di questa legge e rinviare, così come ha fatto la legge
Delrio per le Città metropolitane, in questo caso estendendolo
anche ai liberi consorzi, la possibilità con una procedura che,
comunque, deve essere uniforme a tutti i liberi consorzi, che gli
statuti possano decidere di introdurre l'elezione diretta.
Ripeto, uniforme a tutti i liberi consorzi, perché non basta che
un libero consorzio decida di proporre l'elezione diretta, ma deve
essere una quantità di liberi consorzi che rappresenti la
maggioranza dei cittadini residenti nei liberi consorzi. In quel
caso, con legge della Regione, si vara una norma elettorale di
primo livello. E' chiaro che, ripeto, questa è una norma che è nata
dall'equilibrio del dibattito parlamentare, ora, se si cancella
questo comma, è evidente che si cancella un punto di quella sintesi
che ha consentito di varare il testo da parte della Commissione.
Ecco perché capisco il senso di quanto detto dai colleghi del
Movimento Cinque Stelle, però mantengo un giudizio negativo verso
questo emendamento e ne propongo la bocciatura.
PRESIDENTE. Stiamo, però, anticipando la questione sulle Città
metropolitane. Abbiamo unificato i due ragionamenti perché se sulla
Città metropolitana andiamo in un altro senso.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. C'è pure la
possibilità dell'elezione diretta dopo il primo livello. Anche in
quel caso è così, coma la legge Delrio.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come già detto
sappiamo insomma da dove viene questa norma, non cambiamo idea,
ovviamente, la nostra linea è questa, però, ci troviamo costretti a
chiedere un voto palese perché vogliamo sapere chi vota in un modo
e chi vota in un altro.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono da considerarsi in congedo gli
onorevoli Vullo, Musumeci e Gennuso.
sizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città metropolitane'
(nn. 833-783-791-819-822-823-824-832-839-842-848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge:
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-848
bis/A)
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
per dire che il testo al comma 8 dell'articolo 6 che ha illustrato
il Presidente della Commissione trova un apprezzamento favorevole
da parte dell'UDC e di tutto il suo Gruppo parlamentare.
Mi sembra che il clima che si è generato sia propositivo, nel
senso che è una legge che ora è davvero sulla dirittura d'arrivo,
però, il Movimento Cinque Stelle, legittimamente ne rivendica una
distinzione di ruoli parlamentari.
Vorrei chiedere alla Presidenza di accantonare un attimo la
votazione sul punto e di procedere. Svolgiamo il lavoro di tutte le
cose che ci accomunano e poi ritorniamo qua per consumare questo
passaggio formale, per loro ma anche per me importante, perché la
penso in maniera diametralmente opposta alla loro tesi e desidero
essere registrato per la mia volontà.
PRESIDENTE. Scusate, il Movimento Cinque Stelle ha chiesto la
votazione per appello nominale, invece possiamo fare che i Gruppi
si pronunciano brevemente se sono a favore o contro e andiamo
avanti per alzata e seduta, però se viene ritirata la richiesta di
appello nominale.
CIANCIO. La votazione è palese.
PRESIDENTE. Scusate, mi ha corretto il rappresentante del
Movimento Cinque Stelle, non è votazione per appello nominale, è
palese ma senza registrazione del voto.
TURANO. Per me va bene, l'importante è che si registri che la
volontà dell'UDC è di votare a favore dell'articolo 6, comma 8 che
prevede che dal prossimo rinnovo gli statuti diano la possibilità
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo
capito.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione palese dell'emendamento 6.25
PRESIDENTE. Indico la votazione palese dell'emendamento 6.25. Chi
è favorevole all'emendamento soppressivo vota verde, chi è
contrario vota rosso, chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 6.26, a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 6.45, a firma degli onorevoli Greco
Marcello ed altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 6.53, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 6.15 a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 6.16 a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 6.14, a firma dell'onorevole Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Cessazione dalla carica di Presidente del libero Consorzio
comunale
1. Nel caso in cui il Presidente del libero Consorzio comunale si
sia dimesso, sia cessato per qualsiasi causa dalla carica di
Sindaco del comune di appartenenza o di Presidente del libero
Consorzio comunale ovvero nel caso di rimozione dello stesso
Presidente per approvazione di mozione di sfiducia ai sensi
dell'articolo 10, si procede, entro sessanta giorni dalla
cessazione, all'elezione del nuovo Presidente del libero Consorzio
comunale.
2. Fino all'elezione del nuovo Presidente del libero Consorzio
comunale, le relative funzioni sono esercitate dal Vicepresidente.
3. Nei casi di cui al comma 1 la Giunta del libero Consorzio
comunale compie esclusivamente atti di ordinaria amministrazione».
Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
Si passa all'emendamento 7.7, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.1, a firma degli onorevoli Greco G. ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.12, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.17, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.8, a firma degli onorevoli Formica ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 7.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.13, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.18, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Fontana ed
altri.
Onorevole Fontana, la invito al ritiro perché il suo emendamento
mi fanno notare gli uffici, non prevede la cessazione da Presidente
in caso di cessazione dalla carica comunale.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.11, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri. Vale lo stesso discorso, pertanto è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.5, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.14, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.3, a firma degli onorevoli Fontana ed
altri.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli Siracusa,
Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.15, a firma degli onorevoli D'Asero,
Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Assemblea del libero Consorzio comunale
1. L'Assemblea del libero Consorzio comunale, composta dai sindaci
dei comuni appartenenti al libero Consorzio comunale, è l'organo di
indirizzo politico e di controllo dell'ente di area vasta.
2. L'Assemblea del libero Consorzio comunale, a maggioranza
assoluta dei propri membri, approva:
a) lo statuto proposto dalla Giunta del libero Consorzio comunale;
b) il regolamento per il proprio funzionamento;
c) i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali proposti
dalla Giunta del libero Consorzio comunale.
3. L'Assemblea del libero Consorzio comunale approva, altresì, i
regolamenti, i piani ed i programmi ed esercita ogni ulteriore
funzione attribuita dallo statuto».
Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti
Si passa all'emendamento 8.4, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 8.2, a firma degli onorevoli Greco G. ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 8.16, a firma degli onorevoli D Asero ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 8.19, a firma degli onorevoli Sammartino
ed altri.
SAMMARTINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.20, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 8.5, a firma degli onorevoli Siracusa
ed altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.15, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.9, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.14, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.10, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.17, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.13, a firma degli onorevoli Miccichè ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.7, a firma degli onorevoli Siracusa,
Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.18, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.8, a firma degli onorevoli Assenza ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli Ragusa e
Turano.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.14, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri. Lo dichiaro decaduto. Si passa all'emendamento 8.3, a firma
degli onorevoli Fontana ed altri. L'emendamento è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Giunta del libero Consorzio comunale
1. La Giunta del libero Consorzio comunale è l'organo esecutivo
dell'ente di area vasta ed esercita le funzioni attribuite dallo
statuto.
2. La Giunta del libero Consorzio comunale è composta da:
a) quattro componenti, per i liberi Consorzi comunali con
popolazione residente fino a 400.000 abitanti;
b) sei componenti, per i liberi Consorzi comunali con popolazione
residente superiore a 400.000 ed inferiore a 650.000 abitanti;
c) otto componenti, per i liberi Consorzi comunali con popolazione
residente pari o superiore a 650.000 abitanti.
3. La Giunta del libero Consorzio comunale è eletta dall'Adunanza
elettorale del libero Consorzio comunale. Le elezioni della Giunta
sono indette dal Presidente del libero Consorzio comunale entro
trenta giorni dalla sua elezione. Ai fini dell'elezione dei
componenti della Giunta, il Presidente del libero Consorzio
comunale propone all'Adunanza elettorale un elenco di candidati,
scelto tra i sindaci ed i consiglieri comunali, in carica, dei
comuni appartenenti al libero Consorzio comunale, in numero doppio
rispetto a quello previsto dal comma 2. L'elenco dei candidati deve
prevedere almeno un rappresentante dei comuni con popolazione non
superiore a 5.000 abitanti ed almeno un rappresentante dei comuni
con popolazione tra 5.000 e 10.000 abitanti. Nell'ambito del
suddetto elenco di candidati, nel quale nessuno dei due sessi può
superare la percentuale dei due terzi, l'Adunanza elettorale elegge
i membri della Giunta. A tal fine ciascun elettore può esprimere
fino a due preferenze. Nel caso di espressione di due preferenze
esse devono riguardare candidati di genere diverso pena la nullità
della seconda preferenza. Sono eletti i candidati che abbiano
ottenuto il maggior numero di preferenze. Nel caso in cui gli
ultimi due candidati collocati in posizione utile abbiano ottenuto
un uguale numero di voti, risulta eletto il candidato più giovane.
4. Non sono candidabili a componenti della Giunta il coniuge, i
parenti e gli affini entro il secondo grado del Presidente del
libero Consorzio comunale.
5. La cessazione dalla carica ricoperta nel comune di
appartenenza, per qualsiasi causa, comporta la decadenza dalla
carica di componente della Giunta del libero Consorzio comunale.
6. Nel caso di cui al comma 5 il Presidente del libero Consorzio
comunale, entro trenta giorni, indice l'elezione di un nuovo
componente della Giunta con le modalità di cui al comma 3. Fino
all'elezione le relative funzioni sono esercitate dallo stesso
Presidente.
7. Nei casi di cessazione del Presidente, la Giunta permane in
carica fino all'elezione del nuovo Presidente.
8. La Giunta propone all'Assemblea del libero Consorzio comunale
lo statuto per la sua approvazione.
9. La Giunta propone all'Assemblea del libero Consorzio comunale,
i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali per
l'approvazione».
Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
Si passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.2, a firma degli onorevoli Greco G. ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.35, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.47, a firma degli onorevole Falcone ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 9.7, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.38, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.18, a firma degli onorevoli Assenza ed
altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 9.1, a firma degli onorevoli Ragusa ed
altri.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.8, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.39, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.9, a firma degli onorevoli Siracusa,
Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.45, a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri. Lo ritira? E' tutta normativa di dettaglio.
BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 9.29, 9.30, 9.31, a firma degli
onorevoli Dipasquale e Di Giacinto. Li dichiaro decaduti.
Si passa agli emendamenti 9.10, a firma degli onorevoli Siracusa
ed altri, 9.40, a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, 9.24, a
firma degli onorevoli Rinaldi ed altri. Li dichiaro inammissibili.
Si passa all'emendamento 9.25, a firma degli onorevoli Miccichè ed
altri, che prevede la giunta nominata e non l'elezione.
MICCICHE'. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.3, a firma degli onorevoli Fontana ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.44, a firma del Governo.
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.19, a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la stessa
compostezza con cui il Governo ha affidato all'Aula le riflessioni
relative all'articolo precedente - a proposito dell'elezione
diretta - la stessa cosa voglio fare con l'emendamento 9.19 che può
essere una soluzione per ampliare la platea e garantire una
maggiore terzietà nell'amministrazione del libero consorzio.
La Giunta potrebbe essere composta da normali cittadini che
rappresentano l'elettorato attivo senza per forza il ruolo.
E' una riflessione che in modo sereno affido all'Aula. Eviteremmo
spesso - come ad esempio nelle province che hanno pochi comuni -
commistioni e anche qualche evidente lesione della terzietà
dell'organo amministrativo.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Onorevole Barbagallo, comprendo le osservazioni fatte, ma
questo qualora il Presidente del libero consorzio fosse eletto
direttamente dal popolo, allora, in questo caso, è possibile
scegliere i propri collaboratori in Giunta. Ma in un'elezione di
secondo grado che nasce da un'assemblea dovrebbero essere scelte
persone esterne al consiglio.
Mi pare una cosa fuori da ogni logica, per quanto mi riguarda.
Credo non sia assolutamente possibile un percorso simile, semmai
potevamo farlo qualora il presidente del libero consorzio fosse
stato eletto direttamente dal popolo.
BARBAGALLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.21, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.Com, a firma della Commissione. Si
tratta di un emendamento tecnico.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Gli uffici mi
dicono che l'emendamento serve a garantire l'applicabilità della
legge, quindi, è legato ad un numero di giorni minimali per
consentire l'approvazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.11, a firma degli onorevoli Siracusa ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
CIANCIO. Perché è inammissibile?
PRESIDENTE. Togliamo i consiglieri e quindi l'elezione di II grado
si svolge tra i sindaci.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 9.11, cioè limita la platea
dell'elettorato passivo, sostanzialmente. No, una filosofia, per
carità, cioè i candidabili sono solo i sindaci, non entrano in
gioco i consiglieri comunali ed è una scelta che può prendere
l'Aula.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Io francamente non sarei, ma è una mia opinione
personale perché se diciamo che un è primus inter pares il
Presidente del Libero Consorzio, abbiamo ampliato la platea e
possono diventare tutti elettori
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per
carità non sono della Commissione, quindi non so esattamente tutti
i passaggi che ha fatto questo testo, però ricordo benissimo che
siamo anche qui partiti in un modo ed arriviamo in un altro, in
un'ottica di uguaglianza tra i sindaci del libero consorzio e della
Città metropolitana riteniamo che, un po' come succede da noi, ogni
sindaco debba valere un voto anche perché il libero consorzio ha
delle funzioni che sono più di indirizzo e non tanto di gestione e,
quindi, manteniamo l'emendamento.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi pare
che l'emendamento non preveda questo che ha detto la collega.
Prevede questo?
PRESIDENTE. Prevede che venga tolta la parola che fa riferimento
ai consiglieri comunali.
ALONGI. Quindi i consiglieri comunali?
PISTORIO, assessore autonomie locali e alla funzione pubblica.
Sarebbero esclusi.
PRESIDENTE. Sarebbero esclusi dalla Giunta. Partecipano solo i
sindaci.
ALONGI. Allora, il mio intervento a questo punto lo vorrei
proseguire perché è la motivazione per cui avevo chiesto di
intervenire.
Assessore, credo che bisogna ricordare perché poi, alla fine, c'è
una equiparazione sotto l'aspetto della scelta che, oggi, il 50 per
cento delle Giunte nei Comuni può essere scelto tra i consiglieri
comunali, quindi, mi pare che facciamo da un lato una scelta di
partecipazione alle Giunte comunali da parte dei consiglieri
comunali, sull'organismo di questo livello dove sarebbe opportuno
la partecipazione dei consiglieri comunali mi pare che non ci sia
questa possibilità, quindi, credo che sia una non equiparazione a
quello che accade oggi per quanto riguarda i comuni perché lo
voglio riaffermare, oggi, il 50 per cento delle Giunte può essere
costituito da consiglieri comunali.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, sarò
estremamente telegrafico. Ma se i consiglieri li abbiamo scelti per
far parte dell'Assemblea e l'Assemblea nel suo seno deve eleggere
Presidenti e componenti della Giunta, allora che facciamo?
Se fanno parte di una Assemblea hanno stessi diritti e doveri dei
sindaci, quindi secondo me, i consiglieri ed i sindaci possono
parimenti essere eletti e componenti della Giunta; mi sembra
veramente una cosa fuori luogo. Perché procediamo in questo modo? È
così chiaro, mi sembra una cosa veramente chiarissima, non capisco
perché ci devono essere queste posizioni. Fanno parte di una
Assemblea, l'Assemblea elegge nel suo seno il Presidente del libero
consorzio e i componenti della Giunta ed escludiamo una parte dei
componenti, li escludiamo e diciamo che non possono essere eletti?
Insomma mi sembra veramente schizofrenico come ragionamento
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il Governo esprime parere contrario all'emendamento
perché, onorevole Ciaccio, negli organi del Consorzio l'organismo
paritario tra i sindaci c'è ed è l'Assemblea, per cui in quella
sede è garantito questo rapporto paritario tra i sindaci. La Giunta
è un organo esecutivo chiamato ad applicare quegli indirizzi.
Il coinvolgimento dei consiglieri comunali non è una specificità
siciliana, è prevista anche a livello nazionale ed è un
ragionamento in cui tutti coloro i quali si misurano con
l'amministrazione possono essere chiamati in un coinvolgimento, si
può dire, il più ampio possibile.
Quindi, per quanto ci riguarda non si contraddice la disposizione
della legge e siamo per confermare la presenza dei consiglieri
comunali nell'organismo esecutivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Erroneamente
avevo parlato di inammissibilità. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.46, a firma degli onorevoli Venturino e
Fazio. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento 9.28, a firma degli onorevoli Greco M. ed
altri.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Faccio mio
l'emendamento 9.28, a firma degli onorevoli Greco Marcello, perché
giustamente mi fanno notare che poiché il sistema della
composizione delle liste deve contenere alcuni requisiti, tra cui
60 e 40 il genere, i comuni sotto i cinquemila abitanti, quindi, si
potrebbe determinare il rischio che laddove, anche a causa di
dimissioni, il sistema del doppio non garantisce quei requisiti con
i quali bisogna fare le liste.
L'ipotesi è di fare il triplo al fine di avere una platea più
ampia idonea a garantire il numero di eligendi secondo i requisiti.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.28, fatto proprio
dalla Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.27, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri. L'emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.12, a firma degli onorevoli Siracusa,
Ciancio ed altri.
CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.33, a firma degli onorevoli D'Asero,
Alongi ed altri, che prevede la soppressione del comma 4.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.5, a firma degli onorevoli Fontana ed
altri. L'emendamento è precluso.
Si passa all'emendamento 9.20, a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
l'articolo 143, comma 1, per una migliore intelligenza dell'Aula, è
quello che fa riferimento allo scioglimento dei consigli comunali
conseguenti a fenomeni di infiltrazione mafiosa.
Penso che non possiamo consentire deroghe o derogucce in questa
materia.
Quindi, la previsione dell'emendamento inserisce questa esplicita
ipotesi di incandidabilità per i soggetti che, con sentenza, si
siano resi responsabili dello scioglimento dei consigli comunali.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. E' decaduto
dall'organo.
BARBAGALLO. Non è decaduto dall'organo. E' una nuova elezione.
L'ipotesi che è accaduta nella letteratura recente è di un
soggetto che non è decaduto recentemente ma dieci, quindici anni
fa, che decide di ricandidarsi.
Penso che anche se si tratta di un fatto accaduto dieci, quindici
anni fa, non ci possa essere prescrizione in politica e, quindi, se
un soggetto è stato dichiarato responsabile non si può più
successivamente candidare.
Questo è come la penso io e per questo sottopongo l'emendamento
all'Aula.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Capisco il
ragionamento politico che fa l'onorevole Barbagallo, però stiamo
attenti. Se un cittadino qualunque ha diritto a candidarsi al
consiglio comunale ed essere, quindi, eleggibile, non possiamo fare
diventare una eleggibilità che la legge prevede per il consiglio
comunale ineleggibilità nel caso di organo di II livello perché
questo si violerebbe diritti e principi di universalità di
qualunque cittadino che è uguale di fronte alla legge. Altra cosa,
ma a quel punto mi sembra pleonastico. E' il presupposto che un
consigliere comunale in carica non può essere candidato all'organo
di II livello qualora il comune in cui è consigliere viene
dichiarato decaduto a causa anche del fatto che lui ne è
responsabile, ma in quel caso se è decaduto lui non è più
consigliere comunale. Allora, io suggerirei al collega, proprio
perché mi sembrava un'altra cosa, ma così come posto non può
esistere che se uno ha il diritto ad essere consigliere comunale
noi ne impediamo l'esercizio del diritto dell'organo di II livello.
Perché violerebbe principi di universalità. Quindi io chiedo al
collega o il ritiro o l'inammissibilità perché siamo in presenza di
profili molto delicati di costituzionalità.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per un
chiarimento, la responsabilità penale è personale, qui nella
fattispecie invece si andrebbe in qualche modo a coinvolgere sulla
base dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione
mafiosa un consigliere comunale che ovviamente non avrebbe mai dato
causa.
L'ipotesi è il consigliere di opposizione che ovviamente viene
meno, anche lui, nei momenti in cui c'è il decreto di scioglimento
per l'infiltrazione mafiosa. Ma lui ovviamente non ha operato, non
ha delineato nessun effetto negativo, anzi non ha contribuito
minimamente addirittura allo scioglimento, lo subisce e in questo
caso ovviamente non dovrebbe più partecipare o essere eletto. Altra
fattispecie se lui invece lui ha posto in essere una condotta
penalmente rilevante ma in questo caso ha una sanzione che
ovviamente lo colpisce direttamente e non indirettamente, motivo
per cui essendo eventualmente sanzionato penalmente non potrebbe
candidarsi e quindi non potrebbe neanche essere eletto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per esercizio intellettuale perché ho una così grande stima
dell'onorevole Barbagallo che lui ovviamente sa benissimo che
questa norma deve essere dichiarata inammissibile, ovviamente come
dire non vado all'universalità di Cracolici, dico semplicemente
alla visione del diritto passivo dell'elettorato attivo nel senso
che è come se dovessi pagare le colpe per tutta la vita.
Quindi è un intervento, spesso sento dire, pleonastico che a me
non piace perché ricorda cose oncologiche però devo dire che in
qualche maniera pregherei l'onorevole Barbagallo per mantenere io
il giudizio positivo su di lui di ritirare questo emendamento che
lui sa benissimo che è inammissibile.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo. Lo ritira.
Si passa all'emendamento 9.16. E inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.36. E' inammissibile. Si passa
all'emendamento 9.22. E' inammissibile. Si passa all'emendamento
9.17. E' inammissibile. Si passa all'emendamento 9.37. E'
inammissibile. Si passa all'emendamento 9.23. E' inammissibile. Si
passa all'emendamento 9.22. E' precluso. Si passa all'emendamento
9.26. E' precluso. Si passa all'emendamento 9.14. E' precluso. Si
passa all'emendamento 9.41. E' precluso. Si passa all'emendamento
9.48. E' precluso. Si passa all'emendamento 9.15. E' assorbito. Si
passa all'emendamento 9.13. E' precluso. Si passa all'emendamento
9.42. E' precluso. Si passa all'emendamento 9.12. E' precluso. Si
passa all'emendamento 9.43. E' precluso. Si passa all'emendamento
9.32. E' precluso.
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
Art. 10.
Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale
1. L'Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale è composta
dai sindaci e dai consiglieri comunali, in carica, dei comuni
appartenenti al libero Consorzio comunale.
2. L'Adunanza elettorale elegge il Presidente e la Giunta del
libero Consorzio comunale. L'Adunanza approva, altresì, la mozione
di sfiducia al Presidente del libero Consorzio comunale secondo le
modalità di cui ai commi 3 e 4.
3. La mozione è presentata da almeno un quinto dei componenti
dell'Assemblea che rappresentino almeno un quinto della popolazione
del libero Consorzio comunale ed è posta in votazione dopo almeno
dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Essa è approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti
dell'Adunanza elettorale.
4. La mozione di sfiducia non può essere presentata prima di due
anni dall'elezione del Presidente né per più di due volte a
distanza di almeno un anno durante il medesimo mandato.
Si passa all'emendamento 10.6. E' precluso. Si passa
all'emendamento 10.1. E' precluso. Si passa all'emendamento 10.7.
E' precluso. Si passa all'emendamento 10.21. E' precluso. Si passa
all'emendamento 10.2. E' inammissibile. Si passa all'emendamento
10.11. E' inammissibile. Si passa all'emendamento 10.14. E'
inammissibile. Si passa all'emendamento 10.3. E' precluso. Si passa
all'emendamento 10.10. E' precluso.
E' precluso l'emendamento 10.21. Sono considerati inammissibili i
seguenti emendamenti: 10.2, 10.11 e 10.14. Sono considerati
preclusi i seguenti emendamenti: 10.3, 10.10, 10.12, 10.22, 10.12,
10.9, 10.4, 10.16, 10.18. Si passa all'emendamento 10.19
dell'onorevole Fazio che è ritirato. Sono considerati preclusi i
seguenti emendamenti: 10.5, 10.8, 10.17 e 10.20.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11
Organi della Città metropolitana
1. Sono organi della Città metropolitana:
a) il Sindaco metropolitano;
b) la Conferenza metropolitana;
c) la Giunta metropolitana;
d) l'Adunanza elettorale metropolitana.
Comunico che all'articolo 11 sono stati presentati degli
emendamenti. Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti:
11.1, 11.3, 11.4, 11.5, 11.2, 11.8. L'emendamento 11.6 è
decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12
Sindaco metropolitano
1. Il Sindaco metropolitano:
a) è il legale rappresentante dell'ente;
b) convoca e presiede la Giunta metropolitana;
c) convoca e presiede la Conferenza metropolitana;
d) convoca l'Adunanza elettorale metropolitana;
e) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonché
all'esecuzione degli atti;
f) esercita le ulteriori funzioni attribuite dallo statuto.
2. Il Sindaco metropolitano nomina tra i componenti della Giunta
metropolitana un Vicesindaco, che lo sostituisce nei casi di
assenza o impedimento. Qualora anche il Vicesindaco sia assente o
impedito, assume le funzioni di Sindaco metropolitano il componente
della Giunta più anziano di età.
3. Il Sindaco metropolitano può assegnare deleghe ai componenti
della Giunta metropolitana, nel rispetto del principio di
collegialità, secondo le modalità e nei limiti stabiliti dallo
statuto. Le deleghe possono essere revocate con provvedimento
motivato.
4. Il Sindaco metropolitano compie tutti gli atti di
amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano
specificatamente attribuiti ad altri organi della Città
metropolitana, al segretario ed ai dirigenti della Città
metropolitana. Nomina il segretario della Città metropolitana, i
responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce
gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna. I
rapporti di collaborazione esterna e di consulenza non possono
superare le due unità e non possono prevedere un compenso superiore
al 50% di quello spettante ai dirigenti di prima nomina.
5. Il Sindaco metropolitano, ogni sei mesi, presenta alla
Conferenza metropolitana una relazione relativa al lavoro svolto
nel semestre precedente.
Comunico che all'articolo 12 sono stati presentati degli
emendamenti. Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 12.1,
12.10, 12.14 e 12.18. L'emendamento 12.3 si sposta all'articolo 13.
Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 12.9 e 12.19. Sono
preclusi gli emendamenti: 12.25, 12.22. L'emendamento 12.26 si
sposta all'articolo 13. Dichiaro inammissibili i seguenti
emendamenti: 12.8, 12.20, 12.12. L'emendamento 12.7 è ritirato.
L'emendamento 12.21 a firma degli onorevoli D'asero, Alongi ed
altri è ritirato. Dichiaro inammissibile l'emendamento 12.15.
L'emendamento 12.4 a firma degli onorevoli Fazio e Venturino è
precluso. Gli emendamenti 12.27, 12.5, 12.16 sono preclusi.
L'emendamento 12.6 è lo stesso discorso del compenso, 20.50 che
prevedeva, però era riferito al libero consorzio non al sindaco
metropolitano, quindi non può essere precluso, si discute.
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Elezione del Sindaco metropolitano
1. L'elezione del Sindaco metropolitano è indetta con decreto
del Sindaco uscente, da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno
antecedente quello della votazione.
2. La data dell'elezione, da svolgersi di norma in una domenica
compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno, è fissata
preventivamente con delibera della Giunta metropolitana. In sede
di prima applicazione della presente legge, l'elezione si svolge
in una domenica compresa fra l'1 ed il 31 luglio 2015.
3. Il decreto è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede la Città
metropolitana, al dipartimento regionale delle autonomie locali,
ai Segretari dei comuni della Città metropolitana ed è pubblicato,
anche online, negli albi pretori della Città metropolitana e dei
comuni che ne fanno parte entro il quarantacinquesimo giorno
antecedente quello della votazione.
4. In prima applicazione della presente legge, il decreto di
indizione delle elezioni di cui al comma 1 è emanato dal
Presidente della Regione entro 45 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
5. Il Sindaco metropolitano è eletto dai sindaci e dai
consiglieri comunali, in carica, dei comuni appartenenti alla
Città metropolitana nonché dai presidenti dei consigli
circoscrizionali, in carica, del comune capoluogo, che compongono
l'Adunanza elettorale metropolitana. Non sono elettori i sindaci
ed i consiglieri comunali nonché i presidenti dei consigli
circoscrizionali sospesi di diritto dalla carica ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
6. Sono candidabili a Sindaco metropolitano i sindaci in carica
dei comuni appartenenti alla Città metropolitana, il cui mandato
scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle
elezioni. Non è candidabile il sindaco sospeso di diritto dalla
carica ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo n.
235/2012.
7. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
numero di voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
più anziano di età.
8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, lo statuto della Città metropolitana può prevedere
l'elezione diretta a suffragio universale del Sindaco
metropolitano, a decorrere dal primo rinnovo successivo
all'elezione da svolgersi con le modalità di cui al presente
articolo. Qualora gli statuti dei liberi Consorzi comunali e delle
Città metropolitane che rappresentino la maggioranza della
popolazione della Regione prevedano l'elezione diretta, il Governo
presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge che
stabilisce le modalità di elezione diretta a suffragio universale
del Presidente del libero Consorzio comunale e del Sindaco
metropolitano. E' condizione necessaria, affinché si possa far
luogo all'elezione diretta a suffragio universale del Sindaco
metropolitano, che entro la data di indizione delle elezioni il
comune capoluogo abbia previsto l'articolazione del proprio
territorio in più comuni, con deliberazione del consiglio comunale
a maggioranza assoluta dei componenti sottoposta a referendum tra
tutti i cittadini della Città metropolitana e approvata dalla
maggioranza dei partecipanti al voto. Per la validità del
referendum è necessaria la partecipazione della metà più uno degli
aventi diritto. E', altresì, necessario che sia approvata la legge
regionale di istituzione dei nuovi comuni.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta è sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle
ore 17.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un emendamento già
depositato sostanzialmente di riscrittura e gli emendamenti
soppressivi sono inammissibili, pertanto, si passa all'emendamento
13.34, sostitutivo dell'intero articolo.
Sospendo, ulteriormente la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 18,15.
(La seduta è sospesa alle ore 17.52, è ripresa alle
ore 18.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi siamo all'articolo 13.
Gli emendamenti dal 13 al 42 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 13.34, sostitutivo dell'articolo 13. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
esprimo il parere in questa maniera. Per la Commissione, non posso
che rimettermi all'Aula.
Personalmente, da presidente della Commissione ritengo
l'emendamento qui proposto che deve essere accolto dall'Aula.
Perché considero la necessità di uniformare il sistema regionale a
quello nazionale, prevedendo che il sindaco metropolitano sia lo
stesso del comune capoluogo.
Ripeto la Commissione, poiché ha votato in altra maniera, mi
rimetto all'Aula, ma il presidente della Commissione che è relatore
della legge ritiene che l'emendamento debba essere favorevolmente
accolto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, anche il Governo
in sede di Commissione si era conformato al giudizio della
Commissione però la riflessione che mi pare di poter offrire
all'Aula, in sintonia con il relatore, è che se vogliamo guardare
ad una piena funzionalità della governance di città metropolitane
che sono chiamate immediatamente ad intervenire sul tema per
esempio dei fondi europei e di un avvio efficace e tempestivo di
questo nuovo ente territoriale in linea con le politiche nazionali
credo che sia auspicabile che l'Aula accolga l'emendamento 13.34
nell'interesse dell'efficienza del sistema delle nuove autonomie
locali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.34
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 13.34
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 13.34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 39
(L'Assemblea non è in numero legale)
L'Aula è pertanto sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 19.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento 13.34. Il
Governo aveva già espresso favorevole.
DI MAURO. Dov'è il Governo? Il Governo deve essere presente vista
l'importanza dell'argomento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi intendiamo
mantenere la richiesta di voto segreto, nella speranza che si
raccolgano i numeri perché ci sono tante persone che aspettano
questa legge, i dipendenti delle province, e non crediamo ai nostri
occhi nel vedere un'Aula così vuota.
Già per il PD, il centro sinistra, sapevamo che c'era veramente
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la sua richiesta, giustamente, dalla
sua parte politica mi sembra legittima. Ma, proprio per la
motivazione che adduce lei, cioè la necessità di approvare questo
disegno di legge, le faccio una controproposta, se siamo d'accordo:
approviamo questo articolo e poi, ci fermiamo, rinviamo a domani,
senza bisogno di voto segreto, perché è chiaro che i numeri non ci
sono. Approvando questo articolo, onorevole Foti, rinvieremo l'Aula
a domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 16.00 - questo è un impegno
che possiamo prendere tutti noi -, nella speranza che ci si possa
essere, a meno che non ci siano problemi sostanziali sull'articolo.
FOTI. Mi scusi, Presidente, qui la colpa è sempre di quelli che
sono presenti. Dobbiamo attendere a domani
PRESIDENTE. Non è questo che le sto dicendo. Le ho fatto una
premessa, lei legittimamente, dalla sua parte politica, fa una
richiesta di votazione a scrutinio segreto. E' evidente che i
numeri non c'erano prima, non so se ci saranno adesso (i
Parlamentari stanno venendo), lasciamo stare le responsabilità o
meno.
Se lei insiste nella richiesta di voto per scrutinio segreto le
faccio una controproposta proprio per l'esigenza di accelerare.
Approviamo questo articolo, proprio per l'esigenza di accelerare,
sospendiamo e rinviamo a domani, se c'è l'esigenza di accelerare, a
meno che non ci sono problemi sull'articolo.
FOTI. Presidente, noi chiediamo di andare avanti, fiduciosi che
arrivino gli altri colleghi e che si possa procedere anche in
maniera razionale sul disegno di legge, perché su questo
emendamento del collega Miccichè intendiamo dare il voto contrario.
Questa è la nostra linea, non possiamo assumerci noi la
responsabilità per i colleghi che non ci sono.
PRESIDENTE. Ma questo è legittimo. A maggior ragione su questi
argomenti sarebbe necessaria forse una votazione palese, per
appello nominale.
CIANCIO. Chiediamo il voto palese.
PRESIDENTE. Se lo richiedete, bene. Se è una questione di
schieramenti non è uguale.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
intervenire perché credo che questa sera non ci siano le condizioni
per andare avanti. E, pur volendo garantire il numero legale per
l'approvazione di un disegno di legge che considero strategico per
superare un momento di difficoltà dell'intera legislatura - non è
qui un problema sostenere o non sostenere il Governo - e ritenendo
necessario che il disegno di legge abbia una sua coerenza a
proposito dei provvedimenti che riguardano i sistemi elettorali,
non possiamo giocare con un disegno di legge che va avanti a zig
zag.
Io, quindi, Presidente, la invito a rinviare la seduta a domani,
mercoledì 29 luglio, alle ore 16.00, senza votare questo
provvedimento, perché credo che non ci sia il numero legale e si
rischierebbe nuovamente un rinvio.
Questo verrebbe interpretato all'esterno come una sorta di
dissenso dell'intero Parlamento rispetto al disegno di legge.
Io credo che la volontà della maggioranza e dell'opposizione sia
quella di fare la legge.
La maggioranza ha un momento di difficoltà per ora; sono noti i
comunicati stampa che ci sono stati qualche ora fa.
Credo che 24 ore di tempo serviranno un po' a rimettere in sesto
l'idea di una legge che va approvata al di là di quelle che sono le
maggioranze e le minoranze.
Per quanto ci riguarda, come opposizione, questa è la nostra
intenzione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che occorra fare di necessità
virtù.
E' inutile insistere quando, fisicamente, appare evidente che
l'Aula è in una condizione non sufficiente per consentire il voto.
Credo che sia, a questo punto, opportuno, con una pausa di
riflessione, consentire anche di recuperare quei disagi che si sono
manifestati nel corso della giornata e, quindi, riportare l'Aula,
nella sua interezza, fermo restando - e lo dico ai colleghi - che
la legge l'abbiamo quasi finita; ora, al di là della quantità degli
articoli, fermarci all'ultimo miglio, per dinamiche di nervosismo,
sarebbe veramente un peccato.
Sostanzialmente, l'impalcatura della legge è ormai definita perché
finito questo voto, tutto il resto non potrà che essere uniforme a
quello dei liberi consorzi; c'è la questione delle funzioni ma lì,
mi pare, che non ci siano particolari condizioni. Per cui,
Presidente, ritengo che lei possa assumere l'iniziativa di rinviare
a domani e gestire domani il voto d'Aula.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che mi
corre l'obbligo di affermare ed anche rendere evidente è la
condizione in cui stiamo operando.
Se, forse, abbiamo un ruolo come gruppo, non avendo la possibilità
a volte di potere fare contare 14 voti come voti determinanti,
forse, questo ruolo è comunque quello di fare un minimo di
trasparenza, di fare emergere le contraddizioni, di fare capire chi
sta facendo cosa.
Allora, partiamo da un percorso che, chiaramente, tutti
desideriamo che vada a conclusione, a felice conclusione, e tengo
soprattutto a sottolineare che nessuno pensi di potere
strumentalizzare quello che sta succedendo qua dentro con i
lavoratori delle province perché noi siamo i primi ad avere
approvato tutti gli emendamenti in favore della tutela dei
lavoratori.
Ora, al netto di questo, perché chiaramente, poi, dal voto si
vedrà e ci sono le registrazioni dell'Aula, fortunatamente, quindi,
dicevo, al netto di questo, qui ci vuole una operazione di
responsabilità.
E, allora, l'opposizione è fuori e ha le sue ragioni, la
maggioranza non ha una maggioranza, pertanto, proponete
emendamenti, avete un'idea, non si è d'accordo su questa idea
perché non è scritto da nessuna parte che il sindaco della Città
metropolitana debba essere tout court e in maniera identitaria il
presidente del libero consorzio, pertanto, se c'è un processo
democratico e siete in grado di sostenervi la posizione, bene,
votiamola e andiamo avanti.
Se si ha paura di dimostrare quello che si intende fare, allora,
probabilmente, avete bisogno voi di fare il punto della situazione,
ha bisogno questa maggioranza, maggioranza composita delle proprie
posizioni e, che non si dica che il Movimento Cinque Stelle non ha
voluto la riforma, siamo stati i primi a votarla per come era ed
abbiamo partecipato alle Commissioni. Si capisce, chiaramente che
nelle Commissioni su 15 partecipanti dei commissari, il Movimento
Cinque Stelle è stato schiacciato in tutto.
E, allora, rimaniamo al gioco, rimaniamo in partita, non ce ne
andiamo come la destra, Forza Italia, e NCD che era presente; non
ce ne andiamo, partecipiamo e giochiamo, ma non si può pensare che
facciamo pure ciò che ci si impone.
Dopodiché, ognuno faccia il proprio gioco con un Regolamento
d'Aula, con strumenti che ancora sono democratici e se avete la
forza di portarvi avanti le cose ve le portate avanti, altrimenti,
chiediamo che si faccia chiarezza, oppure che si ridiscuta, perché
no, sulle modalità di elezione di questa figura e che si abbia un
approccio molto più democratico, altrimenti qua la provincia ed il
libero consorzio, praticamente, ritorniamo ad una gestione comunque
identica alla precedente, non abbiamo risolto nulla. Andare avanti
per tornare indietro, la gente fuori lo capisce e lo vede.
PRESIDENTE. Quindi, voi insistete sulla richiesta di voto segreto.
Come non lo hanno detto. Sì lo ha detto, come no
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che se
continuiamo un attimino questa sera il dibattito c'è la possibilità
di raggiungere un risultato condiviso con tutti i partiti presenti
in Aula. Veda non è vero che l'opposizione non è presente in Aula.
Il Nuovo Centro Destra è opposizione, rimane opposizione ed è in
Aula perché ci rendiamo conto che questo disegno di legge è
assolutamente importante perché noi abbiamo davanti a noi il
destino di sei mila dipendenti che sono quelli delle province ed in
maniera corretta, responsabile, il Movimento Cinque Stelle è
rimasto in Aula fino ad oggi per garantire la possibilità di potere
continuare a pagare questi lavoratori. Abbiamo davanti a noi il
problema dei ragazzi, delle ragazze diversamente abili che di qui a
qualche giorno deve partire il servizio di assistenza altrimenti
non potranno frequentare gli istituti scolastici superiori.
Pertanto, preso atto - e lo dico ai colleghi del Movimento Cinque
Stelle - che solo perché noi opposizione stiamo rimanendo in Aula,
questo disegno di legge può andare avanti e può essere approvato.
Faccio un appello affinchè, signor Presidente, concordiamo anche
le modalità per l'approvazione del disegno di legge sull'acqua
pubblica che è una cosa importante a cui teniamo tutti. E che sia
chiaro, la mancata approvazione, questa sera, del disegno di legge
sulle province, rischia di compromettere. Signor Presidente, noi,
non solo, abbiamo la necessità di approvare entro il 31 luglio il
disegno di legge sulle province, abbiamo anche il dovere morale, ma
anche il dovere politico e amministrativo di approvare il disegno
di legge sull'acqua pubblica entro il 31 luglio di qui a qualche
giorno, altrimenti c'è il rischio concreto, certo che il Governo
possa commissariare la Regione Sicilia, ed è chiaro che in quel
caso la nostra autonomia, il nostro disegno di legge che è
particolarmente attento a quelli che sono stati i risultati del
referendum che vogliono che l'acqua torni ad essere pubblica,
rischia di naufragare definitivamente.
Per questo motivo mi appello, ancora una volta, ai colleghi del
Movimento Cinque Stelle dicendo che è chiaro che chiunque è
collegato davanti ad un video sa che questa legge sulle province
sta andando avanti perché è solo grazie ad una parte
dell'opposizione che è rimasta in Aula. Non perdiamo ulteriore
tempo. Votiamo nel rispetto di quella che è la volontà che emergerà
dall'Aula perché oltre il disegno di legge sulle province incombe,
in maniera imperativa, la necessità di dovere approvare il disegno
di legge sull'acqua pubblica e questa è l'altra grande battaglia
che attende questo Parlamento.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
condividere e sottoscrivere l'intervento dell'onorevole Vinciullo.
Ieri, durante una riunione di amministratori comunali a Menfi sulla
questione del disegno di legge sulle risorse idriche, accennavo a
due pericoli. Il primo pericolo è che il primo che chiederà il
rinvio in Commissione del disegno di legge sull'acqua sarà come in
un vecchio film quello che ha già organizzato l'uccisione di questo
testo che, in termini temporali, lo si spinge perché non venga in
Aula.
Oltre a tutti i giuristi ed a tutti i giureconsulti che stanno
scrivendo commenti su gli aspetti sulle criticità di carattere
costituzionale. E io credo che alla fine anche in questa partita
che si compone anche dall'assenza di una parte della maggioranza,
in fondo si vuole giocare quello che è il tempo, che è l'elemento
più aleatorio in questo Parlamento è quello di spingere sempre più
avanti, perché un testo sulle Province che vede comunque su questo
Cracolici ha ragione quando dice che il testo sostanzialmente i
punti cruciali li ha superati, e vedere poc'anzi essere 41 in Aula
e arrivare a 39 voti io ne comprendo le ragioni, onorevole Di
Mauro, che non ha voluto votare, fa parte della libertà per
sottolineare anche l'assenza della maggioranza, ma alla fine
nonostante tutti gli sforzi che hanno .
DI MAURO. Però alla fine siamo qua noi.
PANEPINTO. Gliene do atto.
Nonostante i suoi sforzi e gli sforzi di questo Parlamento che
hanno apportato il giornale on line notoriamente contro il Governo
e contro l'attività parlamentare addirittura hanno fatto scrivere
che c'era una rivitalizzazione dell'attività parlamentare.
Oggi devo dire, e se ne assumono la responsabilità chi è fuori da
questo Parlamento, al di là delle ragioni che possono essere più o
meno legittime, ma solitamente non si fa un torto alle centinaia di
dipendenti e a coloro che aspettano al fine di un processo
agonizzante che è questo disegno di legge che parte nel 2013 sulla
riforme delle Province ma anche a quei pochi che siamo qua merito a
tutti al di là dell'espressione di voto, e non dovere continuare
caro Presidente, presuppone una rappresentazione del fatto che
l'ammalato comunque rimane agonizzante ed è la politica con la sua
espressione di questo Parlamento.
Ovviamente lo dico perché rimanga a verbale vedo segnali brutti
sul disegno dell'acqua onorevole Vinciullo. siccome alla fine in
questo Parlamento nessuno vorrà venire a dire che si è contro una
gestione oculata e quindi che fa risparmiare le persone, i
cittadini già vessati da tante tasse, probabilmente si troverà a
non trattare il disegno di legge in aula che è ancora meglio dovere
attraverso la diretta streaming dire esattamente che utilizzando
argomenti che non saranno compresi dai cittadini che hanno visto un
referendum disatteso del 2011 che hanno visto in Sicilia fallire
per intero le gestioni private, e ovviamente mettere sul banco
delle responsabilità anche la Regione che mantiene un super ambito
e il costo dell'acqua è il più alto d'Italia dopo che nel 2004 gli
è stato regalato per intero il sistema idrico siciliano, mi rendo
conto che dalla tempistica scelta e di chi accompagna certi
processi, ho l'impressione che l'acqua morirà assieme alle
Province.
RAGUSA.. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il bisogno
di intervenire per un atto di responsabilità. Io penso che questo
disegno di legge vada portato avanti perché non si puà dimenticare
che ci sono i dipendenti della Regione Sicilia che vivono un
momento di grave difficoltà psicologica e anche economica, perché
molte di queste nostre Province, se noi non votiamo questa legge,
rischiano il default.
Allora al di là delle posizioni di maggioranza e di opposizione,
io penso che non bisogna ringraziare proprio nessuno, perché siamo
tutti qua dentro a rappresentare il popolo siciliano e anche le
opposizioni hanno il dovere morale di votare questa norma al di là
delle schermaglie, voto segreto, non voto segreto, non c'è nessuna
attenuante che possa giustificare il fatto di bloccare la norma sui
Liberi Consorzi, così come non c'è nessuna attenuante che possa
bloccare la legge sulle acque siciliane, acque pubbliche, nessuna
attenuante e riprendo un passaggio del mio collega, per un attimo
si è pensato che l'Assemblea si possa distinguere da un governo di
un certo tipo della Regione siciliana e io la penso proprio così.
Questa Assemblea regionale si deve distinguere, abbiamo un
percorso nostro, abbiamo un percorso fatto di legge che servono al
popolo siciliano. Se è così l'Assemblea va richiamata a un momento
di orgoglio e di dignità perché non voglio essere invischiato in
storie politiche che hanno poco a che vedere con il rappresentare
il popolo siciliano.
Io sento il bisogno di esternare, di dire a tutti che bisogna
diventare più responsabili e dare un taglio netto a messaggi e a
politica distorte che ci fanno passare per gente che non vuole
lavorare, per cui io sono qui con il mio gruppo parlamentare, il
gruppo dell'UDC, pronto a votare questa norma, così come sono
convinto che il gruppo del PD vuole non votare questa norma e siamo
pronti ad andare avanti, signor Presidente, avanti tutta
L'Assemblea deve dare un messaggio forte, non vogliamo appiattirci
su passaggi politici che non ci riguardano, sul cambio di
Assessori, su nulla Su schermaglie, su notizie, su fantasiose
notizie che vogliono coinvolgere questa Assemblea che ha tanta
buona voglia di lavorare.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi ma proprio perché
noi facciamo un ragionamento di responsabilità e visto che non c'è
la condivisione, noi invitiamo i colleghi a ritirarlo questo
emendamento e andiamo avanti, noi siamo assolutamente pronti ad
arrivare fino a fine del percorso, finiamo stasera, la votiamo
tutti perché giustamente ci sono delle responsabilità che noi
abbiamo il dovere di portare avanti, ma proprio per questo
chiediamo ai proponenti di questo emendamento di ritirarlo e
continuiamo a lavorare senza bloccare i lavori d'aula, non siamo
noi che stiamo bloccando questi lavori d'aula in realtà.
In realtà ci sono delle prese di posizioni, se non c'è la
possibilità di votarlo si ritira l'emendamento e andiamo avanti,
semplicemente nel rispetto della gente che è fuori da questa Aula
aspetta risposte che noi abbiamo il dovere di dare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente c'era una proposta mia e
dell'onorevole Cracolici di un rinvio a domani. Se si può mettere
ai voti questa proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro non è il problema di mettere ai
voti la proposta, sono i gruppi che alla fine, giustamente, stanno
esternando la propria posizione. Lo so che c'è una proposta. O si
rinvia perché manca il numero legale. Non è che cambia la
soluzione.
Qua non si tratta di salvare la faccia o meno.
Io intanto debbo ringraziare il Movimento Cinque Stelle e lo dico
senza infingimenti perché le battaglie si fanno all'interno
dell'Aula, loro al di là delle questioni, voto segreto o altro,
giustamente, anche l'intervento dell'onorevole Tancredi alla fine,
non condividono la norma. Ecco questo è il discorso. Probabilmente
non è stato compreso fino in fondo e a scanso di equivoci, sono il
primo a dirlo, non è la questione, non bisogna più tirare di mezzo
la questione dei dipendenti perché è chiaro che i presenti, ma
anche gli assenti, vogliano salvaguardare i dipendenti e allora la
questione si pone sulla norma perché che ci ascolta probabilmente
ancora non è stato compreso.
Cerchiamo allora di essere chiari. Sapete la mia posizione, se mi
è consentito anche nel mio ruolo di doverla esternare, è stata
sempre quello di una condivisione della legge del rio, per la
semplice ragione, almeno sulla governance delle tre città
metropolitane perché noi non possiamo creare una Italia a due
velocità.
Una Italia in cui abbiamo le città metropolitane dove i sindaci
del comuni capoluogo già si sono attivati e noi faremo un danno
quanto meno alle tre città metropolitane Catania, Messina e Palermo
se ancora cerchiamo di cincischiare, non mi sto riferendo alla
questione del Movimento Cinque Stelle, in relazione al sindaco
attuale o su quello che sarà. Qua si tratta sostanzialmente di
intenderci sul significato della norma.
Già il percorso con il pon-metro è stato avviato, i finanziamenti
comunitari alle città metropolitane e alle istituzione di area
vasta si sono attivate, se noi pensiamo che non sia giusta questa
norma, io quello che gradirei, onorevole Zafarana, è che il
confronto fosse aperto non tanto sulla questione, così ognuno si
assume le proprie responsabilità.
Questo rappresenta uno di quei casi di votazione per appello
nominale perché da qui dipende il futuro della Regione siciliana -
non mi riferisco alla durata della legislatura - al tipo di Regione
che vogliamo.
Se noi sappiamo il tipo di istituzione di area vasta che vogliamo
sapremo il tipo di Regione che vogliamo.
In Commissione è stato fatto uno sforzo di trasferire le funzioni
dalla Regione alle istituzioni di area vasta.
So perfettamente, quindi, che si tratta di riproporre le funzioni
già previste nella legge 9.
Dobbiamo rendere forte queste istituzioni e questa governance
perché è inutile salvaguardare il personale delle province se noi
non diamo le funzioni.
Diamo le funzioni ad un'istituzione di area vasta senza sapere
quale sarà la governance?
Di questo si tratta.
Sarebbe pertanto opportuno - e raccolgo l'invito dell'onorevole Di
Mauro a rinviare - che su questa norma, proprio su questa norma
ognuno di noi mettesse la propria faccia.
Voi l'avete detto, siete contrari.
Andare però sulla questione del voto segreto inutilmente o
giocando sugli umori momentanei - non mi sto riferendo al Movimento
Cinque Stelle la cui posizione è chiara e corretta - non mi sembra
opportuno in questo momento.
Sospendo la seduta per tre minuti per confrontarmi, sulla base di
quanto detto, cerchiamo di trovare un'intesa.
La mia idea era quella di votare questa norma, superare uno
scoglio insormontabile e fermarsi in modo da fare il calendario per
andare avanti celermente.
E' chiaro che con votazione a scrutinio segreto tutto diventa
imprevisto e impreciso.
Sospendo la seduta per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.51)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa ed è rinviata a domani,
mercoledì 29 luglio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102
106-158/A)
Relatore: on. Barbagallo
La seduta è tolta alle ore 19.53
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.15)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio