Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 261 del 29 luglio 2015 e n. 262 e 263 del 30 luglio 2015
che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo:
-per oggi, l'onorevole Micciché;
-per oggi e domani, gli onorevoli Malafarina, Forzese e Fazio.
L'Assemblea ne prende atto.
risorse idriche' (nn. 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge posto al numero 1) Disciplina
in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102-106-158/A)
(Seguito).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giovanni Greco per illustrare la
questione pregiudiziale sul disegno di legge, già depositata nella
seduta precedente.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, iniziamo
con la discussione su questa pregiudiziale con il rappresentante
del Governo che, a mio avviso, dovrebbe essere l'assessore al ramo,
non perché il Presidente della Regione non rappresenti bene il
Governo ma perché l'assessore al ramo nella sua relazione ha dato
parere negativo a questo disegno di legge e quindi volevo chiedere
all'assessore al ramo perché, come me, pensa che questo disegno di
legge ha alcune criticità incostituzionale al suo interno.
Io ho presentato questa relazione nella seduta passata e la vado a
leggere perché nella lettura della questione pregiudiziale penso
che ci sia il contenuto e sia spiegato abbastanza bene. Io ritengo
che due o tre punti di questa legge siano incostituzionali, ma non
è che lo dico solo io, che per gioco ho iniziato a dedicarmi a
questa legge importante, perché mi trovavo nella seconda
commissione dove dovevamo dare la copertura finanziaria. In
quell'occasione ho detto al Presidente, così per battuta, anche se
ora mi convinco che la battuta aveva dei presupposti
incostituzionali seri, che questa legge è incostituzionale. Ma come
mai si porta avanti con tutta questa speditezza? Cerchiamo di
discutere questo disegno di legge nella forma più completa
possibile e cerchiamo di fare un disegno che non venga impugnato
dal Consiglio dei Ministri.
Vedete, ho votato a favore del referendum perché l'acqua sia in
mano pubblica, non sono d'accordo che questa legge bisogna avere
premura a farla perché viene nominato il commissario, perché mi
domando, ma perché abbiamo premura ed abbiamo paura del
commissario?
Qual è il danno che può fare il commissario, se non quello che noi
andiamo a fare se facciamo una legge che alla fine ci impugnano? Se
noi, per malaugurata ipotesi, facciamo una legge che ci impugnano,
questo lavoro, queste spese che andiamo a sostenere per quattro o
cinque sedute che ci saranno secondo me è un danno economico che
non ci perdoneranno, ed al solito noi mediaticamente non facciamo
una figura degna di nota.
Premesso che le disposizioni in esame, gestione del servizio
idrico integrato e modalità di affidamento del medesimo, interviene
in materia che, per costante giurisprudenza costituzionale,
afferisce a quella di competenza esclusivo dello Stato, di cui
all'articolo 117, comma 2 lettere e) e s) della Costituzione
(Tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente).
Questo è un punto fondamentale. Se noi riuscissimo, signor
Presidente, a fare una riunione di gruppo e a coniugare queste due
importanti funzioni che sono a capo dello Stato con quella
necessità che abbiamo noi rispetto al disegno di legge che
vogliamo, secondo me facciamo una cosa buona, ma se noi vogliamo
fare per forza un disegno di legge perché dobbiamo dare
l'impressione che diamo la gestione dell'acqua pubblica ai comuni,
questo non c'è lo consentiranno.
Io ho letto la relazione dei suoi uffici e la relazione del
direttore al dipartimento acque e rifiuti: sono coincidenti tutt'e
due, portano le stesse criticità di incostituzionalità.
Quindi, io non ho presentato la pregiudiziale perché a me non
interessa fare una legge sulle acque e suoi rifiuti come si deve.
Io sono affinché si vada a coniugare la tutela della concorrenza e
la tutela dell'ambiente, insieme alla gestione dell'acqua pubblica,
che non vada a finire in mani sconsiderate, come è avvenuto nel
passato. Noi abbiamo come l'EAS, come Sicilia Acque, che sono enti
a partecipazione regionale, e non è che fino ad ora hanno fatto
fare figura per la gestione di questo importante servizio.
Nella considerazione che il servizio idrico integrato,
nell'ordinamento statale italiano, è stato qualificato come
servizio a rilevanza economica, si evince che l'attività deve
essere svolta in vista della copertura, in un determinato periodo
di tempo, dei costi mediante ricavi.
A tutti piacerebbe che l'acqua venisse data a titolo gratuito, non
solo ai meno abbienti, ma a tutta la generalità, ma purtroppo non è
possibile. E' una cosa che non si potrà mai verificare, mai
Le spese che vengono effettuate per dare questo servizio devono
avvenire mediante i ricavi di questo importantissimo elemento che è
l'acqua.
In relazione all'articolo 1, comma 6, come già dichiarato dalla
Corte Costituzionale, va ricordato che a seguito della soppressione
delle precedenti Autorità d'ambito, in materia di servizi idrici,
alle Regioni è stata affidata solamente la competenza ad
individuare i livelli più idonei in capo ai quali affidare la
titolarità delle relative funzioni.
L'articolo 6, comma 1, presenta criticità nella parte in cui
prevede che la gestione del servizio idrico integrato persegue
finalità di carattere sociale ed ambientale, ed è finanziata
attraverso risorse regionali e meccanismi tariffari .
La pertinente normativa statale, contenuta nell'articolo 154 del
decreto legislativo n. 152 del 2006, disciplinando la tariffa del
Servizio idrico integrato, al comma 14, prevede che questa sia
predisposta dall'Agenzia Nazionale per la Regolazione e la
Vigilanza in materia di acqua, nell'osservanza del metodo
tariffario di cui all'articolo 10, comma 14, lettera d) del decreto
legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazione della
legge n. 106 del 12 luglio 2011.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 67 del 2013 - quindi
recentissima - ha ribadito che la disciplina statale relativa alla
determinazione della tariffa, come complesso di norme atto a
preservare il bene integrato giuridico ambiente dai rischi
derivanti da una tutela non uniforme ed a garantire uno sviluppo
concorrenziale. Sia la concorrenza, sia il rispetto dell'ambiente,
lì va a garantire la legge statale. Non c'è competenza per la legge
regionale.
Sono diverse le Regioni che hanno tentato di fare una legge in
merito, come la Liguria, come il Lazio, e lo Stato ha impugnato le
due leggi.
Un altro punto su cui voglio intervenire, e chiudo perché a me
interessa che si apra un dibattito per vedere se si può trovare la
sintesi ad un disegno di legge, a questa legge dove tutti noi
andiamo a dare il nostro contributo - è la questione del personale.
Questa è un'altra criticità della questione pregiudiziale che è
importante, e che lo Stato, la Corte costituzionale fa sì che dice
che le regioni non possono avere competenza in materia di privati
Perché ve lo dico, ed ho preso questo spunto sul personale? Se voi
andate a vedere come è stato garantito, e in che maniera hanno
garantito il personale dell'APS con la società dell'AMAP di Palermo
ha preso un numero di persone e li ha immessi, e gli fa fare il
servizio che prima faceva l'APS. E all'APS cos è successo? Che
c'era una società che è andata in fallimento, ed hanno premiato i
dirigenti di quella società che sono andati in dissesto e hanno
lasciato a casa i letturisti, cioè quei lavoratori che ogni
trimestre passano per andare a calcolare il consumo dell'acqua che
ognuno di noi effettua. Ebbene, questi lavoratori, Presidente
Ardizzone, sono rimasti fuori da quell'accordo
Se noi non facciamo una norma con cui garantire tutto questo
personale, noi non facciamo una buona legge. Ed io dico che, per
tutti questi motivi, che ho letto e che ho cercato di sintetizzare,
pongo la questione pregiudiziale e chiedo di metterla ai voti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento interno, sulla pregiudiziale possono parlare due
oratori a favore e due contro.
L'onorevole Di Mauro e l'onorevole Cordaro chiedono di parlare a
favore.
L'onorevole Trizzino e l'onorevole Panepinto chiedono di parlare
contro.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo disegno di legge per il quale si è lavorato diversi mesi in
Commissione Ambiente con un confronto abbastanza duro e, comunque,
interessante perché si sono contrapposte due tesi attorno ad un
disegno di legge che, tutti quanti, consideriamo importante e
significativo.
Importante e significativo perché, intanto si pone, come posso
dire, una urgenza ed una necessità della definizione di un percorso
che consente l'accredito delle risorse da parte del Governo
nazionale.
Vedo che oggi qui c'è il Presidente della Regione, non c'è
l'Assessore che è anche Commissario del Governo, e questo la dice
lunga sulla legittimità - mi riferisco, ovviamente, al profilo di
ordine costituzionale di questo disegno di legge - e, avendo letto
anche le relazioni, non solo dell'Assemblea, degli uffici della
Presidenza, ma anche la lettera che è depositata agli atti della IV
Commissione e della Commissione Bilancio' da parte degli uffici
dell'Assessorato dell'energia, dove è scritto testualmente che il
Governo è contrario a questo disegno di legge, a proposito della
costituzionalità, e con nota dell'8 aprile, protocollo n. 30461, al
primo paragrafo dice Tutto ciò premesso in estrema sintesi, va
evidenziato che il disegno di legge in oggetto è stato esitato
dalla IV Commissione legislativa Ars con il parere contrario del
Governo su quasi tutte le disposizioni ivi contenute per contrasto
con i principi sopra enunciati .
Ma al di là di questa lettera e dei giusti rilievi che ha fatto
l'ufficio dell'Assemblea, io credo che noi dobbiamo fare tutti
quanti un passo avanti nel senso di dovere essere in grado, oggi,
di esaminare ugualmente questo disegno di legge e di correggerlo
nella giusta direzione, fermo restando la indipendenza di ciascuno
di noi come parlamentare che ha qui il dovere, nella propria
autonomia, di esaminare i disegni di legge, approvarli e di fare in
modo che siano in linea con il dettato costituzionale e con le
normative di natura europea.
E aggiungo, signor Presidente, che è lontano dalla mia idea di
chiedere il voto segreto, perché su questo disegno di legge non
credo sia corretto, politicamente e istituzionalmente, in quanto
parlamentare, utilizzare strumenti come il voto segreto per evitare
che ci possa essere un voto palese in quest'Aula.
Quindi, credo che tutti quanti dobbiamo avere l'onestà di
esaminare il provvedimento legislativo con la massima, mi permetto
di dire, ufficialità per raggiungere gli obiettivi a cui tutti
quanti dobbiamo tendere.
E passando ad esaminare le questioni, io credo che - rispetto a
tutte le sentenze della Corte Costituzionale è inutile qui che
cito i numeri -, in linea di massima le varie sentenze della Corte
Costituzionale si sono pronunciate su alcuni argomenti ben
specifici: intanto sulla necessità della unicità della gestione e
non della unitarietà, quindi niente sub ambito', niente gestioni
diverse dell'ambito e dello stesso Ato; sulla esigenza che non è
necessaria alcuna disposizione legislativa da parte del Parlamento
siciliano per la individuazione del cosiddetto ente di governo, di
cui all'articolo 147 del decreto legislativo n. 152 del 2006,
perché l'ente di governo, dice la legge, va individuato con
delibera di Giunta del Governo.
Il Governo ha avuto tutto questo tempo e, se prima c'era qualche
perplessità in ordine alla procedura, se era amministrativa o se
era legislativa, oggi l'articolo 7 della legge n. 164 del 2014, al
comma 1, lettera b), 1, 2, 3 e 4, ha sciolto tutti i nodi. Ma ha
sciolto anche i nodi che riguardano, per esempio, alcune decisioni
della Corte Costituzionale a proposito della sentenza n. 32,
allorquando, a proposito della sentenza n. 32 della Corte
costituzionale, su un ricorso della Regione Liguria, ha anche
sancito che non si possono fare affidamenti diretti ai comuni
quando abbiano un numero di abitanti inferiore a tremila. Quindi
una deroga si può fare soltanto per i comuni che sono sotto i mille
abitanti.
Quindi, un ente di governo che, in questo disegno di legge viene
indicato con il nome di ATI, e che è uno strumento di natura
tecnico-amministrativa a cui secondo la legislazione nazionale
viene indicato il compito di scegliere le modalità di gara. E le
modalità di gara, signor Presidente, sempre in questa disposizione
Salva Italia' sono praticamente chiariti tutti gli equivoci che
potevano sorgere in ordine ad interpretazioni delle sentenze della
Corte, con l'articolo 149 bis che revoca il vecchio articolo 150,
sempre del decreto legislativo 152 del 2006, dove viene specificato
che le ATI procedono secondo le direttive europee trattandosi di
materia di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di
rilevanza economica.
Dico queste cose perché in questo disegno di legge, spesso il
termine efficacia non viene accompagnato dal termine di efficienza
di economicità perché si inorridisce al solo termine pronunciato
economico' quasi a voler, con questo termine, dare la sensazione
che ci sia qualcosa che vada al di là di quelle che sono state le
recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno stabilito che
i provvedimenti che riguardano il sistema idrico integrato non
prevedano alcun utile per l'impresa.
C'era a suo tempo un utile del 7 per cento, che con una sentenza
della Corte costituzionale è stato eliminato.
Mi chiedo, signor Presidente, quale altro dubbio di
interpretazione poteva restare. Ma anche in questo caso con
l'articolo 151 del decreto legislativo è stato sancito che la
tariffa, ovviamente sempre su proposta dell'ATI, - di questo ente
di governo che in Sicilia si chiama ATI -, è competenza
dell'autorità dell'energia elettrica, del gas e del servizio
idrico. E' competenza dell'autorità nazionale che stabilisce
secondo una serie di parametri, qual è l'importo che deve essere
stabilito per ogni territorio.
Questi concetti, signor Presidente, sono concetti talmente
semplici e talmente evidenti che hanno posto in essere - mi
permetto di dire - con chiarezza e soprattutto anche di natura,
voglio dire, non legislativa, cioè non c'è una necessità da parte
del Governo regionale di interpellare il Parlamento su quello che è
l'ente di governo e sulle procedure di affidamento e sulla
effettiva gestione del servizio perché la norma nazionale è
talmente chiara che anche, nonostante le sollecitazioni che per la
verità, devo dire, possono essere, anche, fondate perché non c'è
dubbio che nei territori siciliani c'è uno scontro.
Da un lato lo scontro per le eccessive bollette che arrivano e che
- mi permetto di dire - nel tempo non ha determinato un'adeguata
vigilanza dei sindaci che compongono l'ATO, che costituiscono il
committente, rispetto a quello che è il servizio che viene fatto,
sia in termini di rimborso economico, ma anche in termini di
capacità di rendere un servizio. Ma tutto questo non ha niente a
che vedere con il dispositivo legislativo.
Allora, noi abbiamo il dovere di essere coerenti con il sistema
legislativo perché se oggi noi dovessimo continuare ad esaminare un
disegno di legge con una logica interpretativa dell'articolo 14
dello Statuto che ribadisce con la Regione siciliana che certamente
l'acqua è pubblica e nessuno qui la mette in discussione ma
l'argomento che va trattato è quello del servizio, noi
rischieremmo di avere fra sessanta giorni l'impugnativa da parte
del Governo nazionale e quindi dover poi tornare indietro o fare il
ricorso alla Corte Costituzionale e perdere un altro anno in ordine
a quella che è sostanzialmente la futura decisione della Corte
Costituzionale e francamente con tutte queste decisioni che ci sono
state una dietro l'altra, non vedo grossi spiragli, oppure quella
di tornare in Aula nel mese di ottobre e revocare, così come ha
fatto la Liguria, tutte le norme cosiddette illegittime.
Allora, mi chiedo quali siano le ragioni per cui il Governo fino
ad oggi non è intervenuto; chiedo di comprendere con adeguatezza
quali siano le ragioni che hanno determinato un provvedimento così
non in linea con quelli che sono gli orientamenti legislativi, le
sentenze della Corte Costituzionale, perché l'idea di voler dare la
sensazione che il territorio possa essere spezzettato senza
perseguire obiettivi di unicità, che il territorio possa essere
soggetto ad interessi particolari, venendo meno a quello che è il
concetto di solidarietà che deve esserci in un ambito, ha spinto la
Commissione legislativa e quindi, credo, la maggioranza anche di
questo Parlamento, ad un disegno di legge che per nulla va in
direzione rispetto a quello che succede nel resto d'Italia.
Tutti abbiamo interesse a far sì che il servizio costi poco, ma
non c'è ombra di dubbio che non possono essere nascosti più nelle
pieghe del bilancio i costi del servizio.
Mi riferisco allo stipendio dei fontanieri, mi riferisco agli
interventi che si fanno: ormai tutto questo deve fare parte di una
sfera diversa rispetto a quello che è il bilancio di un comune.
E questo lo dico perché ho notato l'altro giorno, quando c'è stata
la Corte di Conti in Commissione, lo zelo e anche, me lo lasci
dire, l'intervento del collega del Movimento 5 Stelle Ciaccio, che
ha quasi sollecitato un tintinnio di manette rispetto a chi,
ovviamente, in questi anni ha governato questa Regione e un
Parlamento che sia ieri che oggi tenta in tutte le maniera di
volere correre ai ripari.
Ora, io credo che questo senso improvviso di accelerazione, o
questo senso improvviso di colpevolezza che si vuole lanciare verso
il Parlamento siciliano, verso il Governo siciliano qualunque esso
sia, Presidente, non è in linea con quello che è questo disegno di
legge che tende, nell'ambito dei bilanci comunali, a caricare di
spese che non possono essere più caricate.
Allora, bisogna essere coerenti: se da un lato si sostiene il
rispetto di quella che è la legislazione nazionale in termini di
finanza, dall'altro non si può, quando ci sono ragioni di natura
elettorale, sollecitare provvedimenti che non sono in linea con
quello che è il dettato della Corte dei Conti e, ricordo, Signor
Presidente, la nota del 15 gennaio della Corte dei Conti di
quest'anno quando, ad inizio dell'anno, ci ha raccomandato per
iscritto una serie di comportamenti che debbono essere adottati in
sede legislativa quasi a voler e dover mandare i provvedimenti
legislativi alla Corte dei Conti per una condivisione.
Non so se questa è una linea corretta, ma comunque c'è un dato che
sul piano finanziario la Corte dei Conti potrebbe entrare anche in
campo in quelli che sono i bilanci comunali e verificare se un
comune che gestisce direttamente il servizio, in realtà ha caricato
sulle spese complessive di un'Amministrazione e su un bilancio
comunale le spese relative alla gestione del servizio idrico.
Signor Presidente, voglio concludere dicendo: primo, che la
mozione che è stata presentata dal collega Greco vuole destare
l'attenzione su una vicenda che non deve portare il Parlamento a
sbagliare. Che c'è la volontà, credo, da parte di tanti componenti
di questo Parlamento a correggere il tiro, perché tutti quanti
vogliamo una legge e tutti quanti vogliamo un controllo effettivo e
concreto su quello che è il servizio, perché solo così noi potremo
dare una risposta adeguata ai siciliani e anche un confronto serio
con quello che è il Parlamento nazionale e il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Di Mauro, all'inizio
del suo intervento ha detto, con precisione, che non è intenzione
attraverso la pregiudiziale bloccare l'andamento d'Aula. Ecco, io
questo lo vorrei sottolineare, ma anche l'intervento del
presentatore, dell'onorevole Greco, andava in tal senso è quasi una
sorta di appello fatto alla Presidenza dell'ARS a vedere,
sostanzialmente, dove si può perfezionare questo disegno di legge.
Scusate, se non ho compreso male, dico è questo il senso. Che ci
siano dei problemi di interpretazione, articolo 14 o meno dello
Statuto, dico lasciamo stare, ma già erano stati sollevati dagli
Uffici dell'Assemblea e, devo dire, che diligentemente la
Commissione aveva già provveduto su alcuni articoli a delle
modifiche.
Quindi, io non ne farei più una battaglia ideologica, perché
tutti lo sappiamo perfettamente che l'acqua è un bene pubblico. Il
discorso riguarda il sistema di affidamento se si può fare
direttamente ai singoli comuni o non si può fare. Se si riesce a
trovare la soluzione, io non è che dico che dobbiamo andare
necessariamente avanti, chiaramente la riforma dell'acqua va fatta.
Ecco, questo è il discorso. E' stata dimostrata grande maturità da
parte della Commissione di tutti coloro che ci hanno lavorato. Io
inviterei eventualmente ad un ritiro della pregiudiziale, onorevole
Greco, anche sulla base delle considerazioni svolte dall'onorevole
Di Mauro, altrimenti facciamo la battaglia ideologica. Perché è
chiaro che nessuno dei deputati vuole esitare una legge sulla base
di spinte che possono prevenire dall'opinione pubblica e poi magari
vedersi bocciata la legge o comunque impugnata a livello nazionale.
Se ci sono dei rimedi che si possono prendere, peraltro, alcuni
mi sono stati anche preannunciati ma dividersi in questo momento
quasi chi è contro e chi è a favore. Onorevole Di Mauro ho molto
apprezzato il suo intervento anche per come lo ha illustrato
l'onorevole Greco, che le ha detto che non vuole bloccare la legge.
Quindi troviamo una soluzione che rientri in un quadro
costituzionale sia con riferimento al nostro Statuto che alle
sentenze della Corte Costituzionale. Se voi insistete darò la
parola a chi .
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
No, onorevole Vinciullo, già hanno chiesto di parlare gli
onorevoli Trizzino, Cordaro e Panepinto. Sono due a favore e due
contro.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io mi limiterò alla questione pregiudiziale
senza affrontare nessun aspetto politico.
Il documento che ha depositato il collega Greco parte dalla
legittima considerazione che la gestione del servizio idrico e le
modalità di affidamento afferiscono alla competenza esclusiva dello
Stato. E' la Costituzione che lo dice, il II comma dell'articolo
117.
Questa considerazione corretta in via di principio non esime
comunque la Regione dal predisporre un sistema di norme che sia
finalizzato ad individuare il servizio idrico regionale stante
l'articolo 7 del decreto legge 133, lo Sblocca Italia, che impone,
anzi che imponeva al 31 dicembre 2014 di individuare i soggetti
gestori degli ambiti. Come sapete, questo termine si è protratto
oltre il limite massimo e per questo motivo è stata depositata una
diffida ad adempiere che indica in 90 giorni il termine massimo per
adoperarsi affinchè vengano individuati i soggetti d'ambito nel
servizio idrico integrato. Pena, chiaramente, il commissariamento.
Appare appena il caso di ricordare che la Regione siciliana gode di
autonomia legislativa in materia di acque pubbliche, l'articolo 14
dello Statuto che lo ricorda e che altre Regioni, dotate del
medesimo privilegio statutario si sono già dotate di strumenti
legislativi, delle volte anche al limite del riparto di competenza,
senza che in alcuni casi abbiano subito censure da parte della
Corte Costituzionale.
Entriamo nel merito del documento che ha depositato il collega.
Allora, il primo rilievo che viene posto è sulle rilevanze
economiche del servizio idrico. Ora nella precedente formulazione,
l'articolo 1 del disegno di legge 455 conteneva le parole privo di
rilevanza economica'. Successivamente, a seguito delle critiche
che sono state sollevate dal servizio Studi dell'ARS con la nota
del 14 luglio 2015, la Commissione ha opportunamente sostituito
questa frase con le parole non assoggettabile a finalità
lucrative'.
E' chiaro, quindi, che il primo rilievo che pone l'onorevole Greco
è privo di fondamento perché il documento che oggi stiamo
esaminando non contiene più quella formulazione.
E' appena il caso di ricordare che la nuova formulazione non solo
è in linea con il dettato normativo nazionale, ma lo è anche con
l'esito referendario del 2011 dove i cittadini italiani si sono
pronunciati per la gestione del servizio idrico che sia pubblica.
La non assoggettabilità a finalità lucrative permette di sottrarre
il servizio a logiche di mercato e, parallelamente, a scongiurare
il rischio di ingiustificati profitti che poco si legherebbero con
il concetto di bene comune.
In più, ad adiuvandum , vi ricordo che la legge regionale del
Lazio si è già dotata di questo articolato, legge regionale che, in
questo momento, è sub judice dinanzi la Corte Costituzionale ma non
relativamente a questo punto che oggi stiamo discutendo. Per cui se
l'onorevole Greco si documentasse con più attenzione, si renderebbe
conto che l'impugnativa del Governo nazionale è relativa ad
un'altra parte della legge regionale del Lazio e mi dispiace
specificare questo passaggio che, tra l'altro, viene anche indicato
dal Servizio Studi dell'A.R.S., nei rilievi che vengono documentati
dopo la seconda nota del 14 luglio.
Il secondo rilievo dell'onorevole Greco è sulla tariffa.
A dire del collega, secondo la normativa nazionale, la tariffa non
è oggetto di determinazione da parte delle Regioni; non è così, e
il rilievo appare privo di fondamento, perché l'articolo 13, del
disegno di legge 455, se lo leggete, fa pieno riferimento
all'articolo 154 del Codice dell'ambiente, tra l'altro, proprio il
Servizio Studi dell'A.R.S., nella nota che citavamo, dice
testualmente: Con riferimento al sistema tariffario non sembra
porre problemi di legittimità all'articolo 13 .
La Corte Costituzionale in due sentenze, una del 2013 ed una,
addirittura, di qualche settimana fa, del 2015, la n. 143,
sottolinea: La competenza regolatoria in materia di tariffe deve
essere esercitata dalla Giunta nel rispetto dei principi europei,
statali e vigenti .
La mia domanda adesso è se la formulazione dell'articolo 13,
riprende pedissequamente, il dettato della Corte Costituzionale non
vedo quale rilievo possa essere avanzato relativamente alla
tariffa .
A supporto di questa interpretazione due leggi, questa volta della
Regione Trentino Alto Adige e della Regione Valle d'Aosta, hanno
utilizzato la medesima definizione senza per questo avere subito
una sentenza da parte della Corte Costituzionale.
Pertanto, anche il secondo rilievo si appalesa privo di
fondamento.
Sul terzo rilievo emerge il dubbio che l'onorevole Greco abbia
utilizzato un testo diverso da quello esitato dalla Commissione, e
vi dico perché.
L'onorevole Greco sottolinea un profilo di legittimità
all'articolo 4 del disegno di legge, e riporta un passaggio
dell'articolo 4 che, in realtà, non è contenuto nel testo che, in
questo momento, è davanti ai vostri occhi.
Nella pregiudiziale, la potete leggere, dice: I sub ambiti
possono essere composti da uno o più comuni facenti parte dello
stesso ambito territoriale . In realtà non è così, perché se
leggete la formulazione dell'articolo 6, comma 4, che è quello che
prevede i sub ambiti, vi renderete conto che l'onorevole Greco ha
utilizzato un testo diverso da quello oggetto di discussione oggi,
perché non c'è il riferimento ad un comune, c'è un riferimento, lo
leggiamo per essere più corretti: attraverso la costituzione di
sub ambiti composti da più comuni facenti parte lo stesso ambito
territoriale ottimale .
Quindi, anche questo rilievo è privo di fondamento, ma non nel
merito per il semplice fatto che non esiste, giusto?
Noi siamo chiamati a votare questa pregiudiziale e non un'altra;
tutti i successivi rilievi che potranno essere sollevati saranno
oggetto di una fase successiva della discussione del disegno di
legge, sulla quale, chiaramente, saremmo pronti a discutere.
In questo momento i colleghi sono chiamati a votare queste quattro
pagine depositate dall'onorevole Greco, sulle quali ho delle
riserve sul testo che ha utilizzato per formularle.
Il quarto rilievo è ancora peggio del terzo, perché nel quarto
rilievo, addirittura, il collega omette completamente di indicare
un passaggio del disegno di legge. Siamo al rilievo relativo al
comma 4 dell'articolo 7. Il collega Greco individua un profilo di
legittimità costituzionale nel fatto che non viene individuato il
fabbisogno di personale come criterio per il passaggio del
personale dai vecchi ATO ai nuovi ATO; anche in questo caso basta
leggere il documento depositato in Aula per vedere che, in realtà,
la dizione che utilizza il comma 4 dell'articolo 7 è la seguente:
Al personale delle società affidatarie del servizio idrico
integrato che hanno cessato attività al 31 dicembre 2014 si
applica, sussistendo le condizioni e verificato il fabbisogno,
quanto previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo 152 .
Quindi, anche questo passaggio è privo di fondamento perché, di
fatto, non esiste nel testo che la Commissione ha esitato.
L'ultimo rilievo che mette un pietra tombale sul dubbio atavico
che ci portiamo avanti e cioè se il collega Greco ha utilizzato il
testo giusto per scrivere la pregiudiziale, lo riceviamo nel
momento in cui leggiamo il quinto ed ultimo rilievo che è relativo
al rapporto di lavoro a tempo determinato.
Il dubbio, in questo caso, diventa ancora più preoccupante nel
momento in cui l'articolo 9, comma 3, è il frutto di un emendamento
che è stato elaborato in Commissione Bilancio e, se non ricordo
male, era presente pure il collega Greco.
Ciononostante, nella pregiudiziale che voi trovate di fronte i
vostri occhi, il collega cita un passaggio che non esiste nel testo
del disegno di legge che è diametralmente opposto a quello che,
poi, sarà frutto dell'emendamento che verrà votato in Commissione
Bilancio, proposto dalla Commissione Ambiente' e scritto dalla
Commissione Bilancio.
Nella pregiudiziale si legge, lui cita appunto una parte del
disegno di legge I contratti a tempo determinato, stipulati dalle
ex ATO, continuano fino alla scadenza presso le medesime ATO in
liquidazione e si rinnovano fino alla chiusura delle liquidazioni .
Non riesco a trovare la parte in cui il collega abbia potuto
leggere questo passaggio perché se voi leggete l'articolo 9, comma
3, troviamo uno sviluppo che è completamente differente e cioè i
rapporti di lavoro a tempo determinato in essere presso le forme di
cooperazione, di cui all'articolo 1 del DPR 7 agosto 2001, alla
data del 31 dicembre 2012, continuano con le assemblee territoriali
idriche, di cui all'articolo 5.
CORDARO. No, no. Lo legga
TRIZZINO, presidente della Commissione. Si, ma è diverso da quello
che è scritto nella pregiudiziale.
Signor Presidente, il dono della lettura dovremmo averlo tutti. E'
la quarta pagina della pregiudiziale che è difforme dall'articolo
9, comma 3. E' chiaro che stiamo parlando di un documento diverso.
Alla luce del fatto che noi oggi siamo chiamati, - al di là delle
questioni costituzionali e non, che potrebbero sollevarsi sul
disegno di legge -, a votare una pregiudiziale che, di fatto, è
stata costruita su un testo inesistente perché tutti i punti che
sono stati sollevati, basta leggere la pregiudiziale, al disegno di
legge 455, dimostrano che, in realtà, il documento che dobbiamo
votare è diametralmente opposto a quello che è il disegno di legge
455.
In chiusura, mi permetto di ricordare che l'istruttoria su questo
testo va avanti dal 29 dicembre 2012 ed è stato interrotto per ben
due volte da due cambi di assessori, da un dibattito che si è
inserito all'interno del decreto legge Sblocca Italia'; un
dibattito all'interno del quale hanno partecipato attivamente i
membri della Commissione, all'interno dei quali i membri dei forum
dei movimenti per l'acqua hanno dato il loro apporto cercando di
calare quelli che sono i principi contenuti nei testi di iniziativa
popolare, e mi sembra davvero offensivo, per i lavori della
Commissione, che venga depositato un documento che non trova alcun
fondamento con quelli che sono i lavori che oggi noi dobbiamo
discutere.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, per questo io non volevo che lei
intervenisse nella qualità di Presidente della Commissione, si
mantenga. Il collega ha presentato una pregiudiziale.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Io concludo soltanto
ricordando un passaggio: noi stiamo dissertando in questo momento
sul modello idrico da fornire alla Sicilia, quando in realtà i
siciliani l'hanno scelto diversi anni fa. 35 mila firme raccolte
per il referendum e 150 delibere consiliari hanno già deciso che in
Sicilia il servizio deve essere pubblico
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, lei è Presidente della
Commissione, infatti non vi era motivo che lei intervenisse,
atteniamoci alla questione pregiudiziale.
Onorevole Trizzino, non possiamo nascondere che c'erano profili
critici, tant'è che la Commissione stessa è intervenuta. Questo è
il discorso, per cui se noi dobbiamo esitare questa legge dobbiamo
intervenire con buon senso.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDNETE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, devo dire in premessa che io ho
qualche dubbio atavico in meno rispetto al Presidente Trizzino che,
probabilmente, si è confuso scambiando il tempo dell'intervento
sulla pregiudiziale con quello per la relazione sul disegno di
legge, peraltro fatto anche malamente perché ha fatto riferimento
ad alcuni articoli che non sono scritti come lui li ha citati, ma
come sono stati correttamente espressi nella pregiudiziale dal
collega Giovanni Greco.
Probabilmente, io sono anche meno afflitto da dubbi atavici
perché, a differenza del collega Trizzino, non ho la necessità di
convincere a tutti i costi coloro che sono fuori o che ci ascoltano
alla televisione, ma ho la necessità unica di fare o di provare a
fare una buona legge.
Allora, se entriamo tutti in questa ottica probabilmente porteremo
a casa un risultato condiviso, perché su una cosa siamo tutti
d'accordo, signor Presidente, la legge va fatta, però quando la
domanda che mi viene posta anche dentro quest'Aula è: Ma tu sei
per l'acqua pubblica o per l'acqua privata? .
Io mi rendo conto che la mistificazione che corre in rete, che
corre fuori ha pervaso anche il legislatore ARS, perché che l'acqua
sia pubblica non può essere revocato in dubbio da nessuno, l'acqua
è e resterà pubblica, il problema è sugli organi di gestione.
Io ho studiamo, come amo fare, ed ho scoperto pensate un po' che
niente poco di meno che il Presidente della Puglia Vendola, nel
2010, ha affidato la gestione dell'acqua in Puglia ad una società
privata, che poi si chiamasse Caltagirone o si chiamasse in altro
nome poco importa.
E allora, siccome io sono certo dell'integrità morale del
Presidente Vendola, devo pensare che il problema non è se noi
vogliamo fare una legge per l'acqua pubblica o per l'acqua privata,
io voglio un'acqua, appunto, secundum legem .
Rispetto a questa cosa, signor Presidente - ed è a lei che mi
rivolgo oltre che ai Capigruppo - se la presentazione della
pregiudiziale deve servire a valutare con serietà e ad apprezzare i
tanti punti di criticità di questo disegno di legge, perché vede
onorevole Lupo ci sono tanti punti di criticità in questa legge ed
allora se la pregiudiziale dell'onorevole Greco deve fare tirar
fuori il perché, l'Assessore al ramo che ha dato parere contrario
del Governo a quasi tutti gli articoli che vengono in Aula, se la
pregiudiziale deve fermare un attimo il percorso, perché anche oggi
stesso si capisca come sarà possibile esitare una legge con un
Presidente della Regione che la pensa in un modo e vuole votare a
favore della legge e un Assessore che, coerentemente, dopo aver
espresso il suo voto contrario in Commissione, non potrà che fare
alla stessa maniera in Aula, se la presentazione
CROCETTA, presidente della Regione. Il parere lo esprime il
Presidente.
CORDARO. Esprime il parere, Presidente Crocetta, se la
presentazione della pregiudiziale quindi serve a stabilire e
adesso mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea, se trattandosi di
tariffe e di affidamento di servizio pubblico a rilevanza economica
la competenza sia o no concorrente o se questa Assemblea, non
avendo potestà legislativa esclusiva, può fare una legge che, se
dovesse mantenere quello che c'è scritto, finirebbe per essere
certamente impugnata e, se ancora di più noi dovessimo fare così
come vuole il presidente Trizzino e la Commissione Territorio ed
Ambiente e così come non vuole l'assessore Contraffatto, secondo
me correttamente, per quello che ho letto io che si pone in
contrasto con le direttive europee che hanno detto e allertato che
l'affidamento del servizio idrico non può essere concesso né al
comune né a un consorzio di comuni perché poca conta che sia un
comune o se sia un unione di comuni, allora presidente Ardizzone la
pregiudiziale non è che seria perché la Corte costituzionale si è
già espressa in maniera assolutamente univoca e costante sul tema,
altro che chiacchiere
Io non lo so se ci sono interessi e quali sono, io so solo che
voglio lavorare insieme a tutti gli altri 89 deputati, Crocetta
compreso, per fare un disegno di legge che non venga impugnato dal
Consiglio dei Ministri, ma ci che ci vuole assai, il legislatore
deve essere preparato, deve fare bene le legge, ma deve avere anche
il buon senso.
Allora, presidente Ardizzone, se gli uffici già hanno detto che la
competenza non è esclusiva della Regione, se gli uffici hanno
davvero accertato che questo disegno di legge così com'è scritto va
in contrasto con le normative europee e con le disposizioni dello
Stato, se questo ha detto in tutte le salse l'Assessore attuale
all'energie che ha, per varie ragioni, dato parere contrario a
quasi tutti gli articoli di questa norma, ma è legittimo o no
chiedere di fermarsi un attimo a riflettere prima di partorire un
aborto che finirà per ridicolizzare ancora una volta la Sicilia?
Tranne, presidente Crocetta, che lei non voglia cadere nel
trabocchetto politico dei colleghi del Movimento Cinque Stelle che
so vogliono fare una legge che, siccome verrà certamente impugnata
così com'è scritta dal Consiglio dei Ministri, finirebbe per creare
un ulteriore vulnus a quella credibilità che ciascuno di noi
quotidianamente tenta in tutti i modi di tenere in piede.
Io la legge la voglio prima di voi, ma io voglio una legge non
qualche cosa che ci ridicolizzi e che parta dalla volontà ostinata
di farsi valere un punto di principio su un altro.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo,
onorevole Presidente della Regione e assessore Contrafatto, io
registro nell'intervento dell'onorevole Di Mauro una nota positiva;
il fatto che l'onorevole dichiara che vorrà stare al dibattito
senza invocare il voto segreto è un atto di grande senso di
responsabilità, partire proprio da lì e pregherei l'onorevole
Greco e l'onorevole Di Mauro a rimuovere, a ritirare sulla
questione di rilievi di incostituzionalità.
Lo dico perché noi dobbiamo approvare questa legge facendo valere
il rispetto delle direttive comunitarie per le quali, mi permetto
dire all'onorevole Cordaro, persona che stimo e lui lo sa, che non
esistono in nessuna norma di diritto comunitario disposizioni che
vietano la gestione e, come viene detto in una delle direttive, di
espletare, stiamo parlando di servizi pubblici locali, i loro
compiti di interesse pubblico avvalendosi delle proprie risorse, e
quindi anche in gestione diretta, o in cooperazione con altre
amministrazioni in convenzione o di conferirli ad operatori
economici esterni. Cioè, vale a dire che l'Unione Europea, non a
caso a Berlino e a Parigi gestiscono i Comuni di Parigi e Berlino,
c'è una gestione affidata ai privati.
La materia, ovviamente, è complessa perché spesso, anche in buona
fede, si confonde la questione che è stata posta da una sentenza
spesso richiamata dalla Corte costituzionale, la cosiddetta
sentenza Becker, che impone, nel caso di gestione da parte di una
società a prevalente capitale pubblico, che possa gestire solo nel
proprio ambito, e non come è accaduto, per fare un esempio, per APS
che si spostano da Torino e da Genova per venire a creare un
fallimento e un danno, duecento licenziati in Sicilia.
Per cui, io credo che oggi dobbiamo aprire la discussione e
d'intesa Aula, Governo e Commissione, ove necessario, apportare le
modifiche.
Attenendomi a quello che scrive il Servizio Legislativo di questa
Assemblea, ha posto un problema sulla rilevanza economica e la IV
Commissione si è adoperata per rimuovere il rilievo, facendolo
diventare esattamente come ha statuito il referendum che poi è
stato, cassando la norma cosiddetta Berlusconi-Fitto , l'articolo
21, ha riportato all'idea avendo cancellato, lo diceva l'onorevole
Di Mauro, quella quota di utile pari al 7 per cento, servizio non
privo di rilevanza economica, ma che non è finalizzato a creare
lucro.
Abbiamo il problema dell'articolo 6, anche lì la Commissione ha
operato perché, devo dire probabilmente, io voglio bene a Giovanni
Greco, e oggi anche se sull'acqua la considero un momento
importante, fondamentale di questo secondo tempo di questa
legislatura, non entrerò mai in polemica con lui, ma posso
rassicurarlo che ha ragione Trizzino quando esattamente riferisce
alcune discrasie che ci sono tra il suo testo e quello,
probabilmente perché il rilievo, veniva posto sul primo testo ma
non su quello definitivo.
Sulla questione del personale abbiamo mutuato per intero il 152 .
Sulla questione della gestione io voglio entrare nel merito di una
questione. I Comuni in questo sistema normativo sono i soggetti
fondamentali, tant'è che ad un certo punto viene essenzialmente
detto che se i Comuni non partecipano all'ATO, hanno l'obbligo di
partecipare, sono come i Consorzi obbligatori e per cui è il Comune
che diventa protagonista, ed è protagonista, di quelle che oggi in
questo testo si chiamano Assemblee Territoriali Idriche.
La gestione, peraltro, alla luce però, altrimenti tutto
diventerebbe un esercizio ed una ginnastica labiale. Io devo
affettuosamente correggere l'onorevole Cordaro, perché in Puglia
non è stato affidata ad un privato, in Puglia è stata affidata ad
una società pubblica la gestione non ad un privato, avendolo
affidato ad una gestione pubblica.
Se noi non li indichiamo, non per spirito di elvis tardo 2000, non
rivendichiamo quello il Presidente Crocetta scriveva ieri sulla
Sicilia , che l'articolo 14, in materia di potestà legislativa
sulle acque pubbliche c'è l'esclusività. Perché, caro onorevole
Cordaro, su una cosa dobbiamo essere d'accordo, se siamo qua ad
affrontare dopo mesi e mesi di dibattito, è perché il sistema in
Sicilia ha fallito. Non stiamo facendo la legge oggi, ha fallito,
perché APS ha lasciato duecento lavoratori in mezzo la strada,
perché APS nei suoi bilanci metteva due milioni di euro come costi
per fare le buste paga di 200 lavoratori. Se ha fallito ci sarà un
motivo Se non è stata aggiudicata a Ragusa, a Messina, o a Trapani
dove l'aggiudicatario era uno poi incriminato per mafia, qualche
cosa attorno a quest'acqua è accaduto, perché noi abbiamo avuto un
solo concorrente per ogni gara e quando ne abbiamo avuto due,
onorevole Cordaro, hanno fatto l'ATI.
Per cui, ritengo che il testo, raccogliendo l'appello
dell'onorevole Di Mauro, a cui ribadisco la necessità che ritiri la
pregiudiziale, lavoriamo, non rinviamo niente, perché il 14 agosto
noi non solo abbiamo chiuso il Parlamento, ma scade il termine per
approvare la legge.
Io ritengo che, alla luce della normativa nazionale e anche alla
luce delle sentenze della Corte costituzionale, aggiungendo un
altro elemento che nello Sblocca Italia c'è una differenza tra le
regioni a statuto ordinario e le regioni a statuto speciale, come
le province regionali.
Concludo, Presidente, aggiungendo un elemento. L'elemento è
questo. Innanzitutto, non si prevede alcuno scioglimento di
contratto in essere, si prevede di allineare alcuni contratti alla
normativa nazionale. Io, per esempio, ritengo che non sia possibile
che ci sia il sovra ambito, cioè Sicilia Acqua, a cui è stato
affidato per quarant'anni un servizio. Mi chiedo se ci sono norme
che consentono questo alla luce, anche, di altre disposizioni
analoghe e sto parlando dei contratti sulla metanizzazione, che
hanno portato da trent'anni a quattordici anni la gestione.
Mi chiedo, considerato che il Servizio legislativo dell'Assemblea
non ha rilevato elementi di incostituzionalità nel fatto che la
tariffa, proposta dalle assemblee territoriali idriche, poi venga
approvata dalla Giunta regionale di Governo perché gli elementi, e
i criteri, di individuazione sono quelli del 152.
Ritengo che, sulla questione dei privati, io credo che,
probabilmente, lì va aggiunta la possibilità che i Comuni, singoli
o associati, che vogliano affidare la gestione secondo le modalità
del principio, sacro, della libera concorrenza, che questo testo
non viola assolutamente.
Io ritengo che ci siano le condizioni per andare avanti, e la sua
presidenza ci garantirà, in un rapporto continuo e vista la
presidenza del Presidente Crocetta e della Commissione e dell'Aula,
ove necessario apportare delle modifiche che ci facciano chiudere
questo testo, che va solo ed esclusivamente nell'interesse dei
cittadini-utenti, i quali, ovviamente, ci stanno guardando e
capiranno dove è il tasso di ipocrisia o il tasso di preoccupazione
reale.
PRESIDENTE. Anche l'intervento dell'onorevole Panepinto - che
viene aggettivato come colui che, alla fine, è stato uno dei più
grandi sostenitori di questa legge - credo che abbia
rappresentato, nel suo intervento, una apertura. Ha detto,
sediamoci, un momento, a lavorare insieme agli uffici e vedere
quali sono i punti di criticità.
Sull'articolo 6, gli uffici mi evidenziano che elementi di
criticità esistono. Peraltro, il relatore della Commissione mi ha
già fatto sapere che siamo ancora in sede di discussione generale,
e che verranno presentati degli emendamenti migliorativi.
Ora, io, siccome avevo formulato un invito ai presentatori, al
capogruppo dell'MPA onorevole Greco, di ritirare questa
pregiudiziale perché verrebbe data una brutta impressione
all'esterno.
Tutti avete detto che la legge va fatta. E la legge va fatta, con
i correttivi giusti e dovuti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, andando al
nocciolo della questione, io credo che ci sono quattro punti sui
cui il Parlamento deve comprendersi e sono l'unicità del servizio,
la questione della tariffa, l'affidamento del servizio e la
prosecuzione dell'attività da parte dei comuni già, peraltro,
impugnata dal Commissario dello Stato.
Questi sono quattro punti fondamentali, attorno ai quali ruota un
disegno di legge in cui sono calati una serie di termini governo
pubblico , poi sub ambito , il comune di , già che esiste.. .
Allora, questi sono i nodi.
Se, rispetto a questo, ci possono essere trenta minuti di
sospensiva per cercare di trovare un'intesa o, altrimenti, sul
piano formale chiedo che resti agli atti quello che è stato oggi,
diciamo, con molto garbo illustrato nell'interesse di fare una
buona legge e, in questo senso, vorrei anche comprendere,
l'assessore me lo consentirà, gli incontri che ha avuto col Governo
nazionale, col Ministero dell'Ambiente perché non c'è ombra di
dubbio che un'interlocuzione ci sia stata con Governo nazionale su
queste cose. Perché, se il Governo ha espresso parere negativo in
IV Commissione su questo disegno di legge ci sarà una ragione.
Allora, qui non stiamo perché abbiamo il convincimento, almeno da
parte nostra, di fare una battaglia ideologica. Noi siamo qui per
fare un disegno di legge che non venga impugnato da parte del
Governo nazionale, quindi la reinvito, signor Presidente, a
valutare questa opportunità perché credo che sia il nocciolo vero
della discussione, al di là delle questioni tecniche, di forma o di
sostanza.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire, brevemente, il
Capogruppo del PD, onorevole Cracolici e l'onorevole Vinciullo.
Onorevole Di Mauro, io non posso sospendere, glielo dico subito,
così come voglio evitare che si voti su una pregiudiziale.
Onorevole Cordaro, noi i vecchi vizi non ce li dobbiamo portare
dietro, mi scusi .
CORDARO. Quali vizi?
PRESIDENTE. Il discorso che ci sediamo e ci mettiamo a discutere,
perché si sta discutendo.
Siccome siamo in discussione generale e la legge può essere
migliorata, presentate gli emendamenti
DI MAURO. Sono stati presentati.
PRESIDENTE. e da domani si inizia a votare. Abbiamo tutta la
mattinata di domani per vedere di trovare una soluzione confacente.
No, onorevole Cordaro, presentate gli emendamenti, si farà
promotore il relatore. Presentate gli emendamenti e lavoriamo su
questi, ma se lei pensa che noi in mezz'ora risolveremo il problema
lei sa che non lo risolviamo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, obiezioni politiche a questo testo
sono legittime ed è naturale nel dibattito parlamentare. Obiezioni,
invece, sulla natura costituzionale su questo provvedimento
meritano, da parte di tutti noi, il massimo di attenzione che in
qualche modo non possono essere, come dire, annegati nel dissenso
politico che su una singola norma ci può essere in questo testo.
Io voglio qui ribadirlo, lo ha fatto prima di me il collega
Panepinto, noi siamo pronti a valutare modifiche al testo che
consentano di superare i rilievi che sono stati fatti anche dal
Servizio studi dell'Assemblea.
Altra cosa sono le questioni che riguardano il confronto se
l'acqua deve essere pubblica, se il servizio deve essere, quello,
lo ripeto, ci possono essere diverse opinioni qui dentro, si vota,
come abbiamo sempre fatto, una maggioranza prevarrà e una minoranza
soccomberà.
Ma questa è un'altra cosa rispetto al merito del limite
costituzionale perché tutti noi abbiamo un interesse, io voglio
essere chiaro: il Presidente dell'Assemblea ha fissato un termine
di scadenza della chiusura estiva il 12 agosto, noi entro il 12
agosto, come Partito Democratico, e tutta la maggioranza, siamo
impegnati ad approvare questa legge.
Secondo, noi siamo impegnati ad approvare una legge in cui non
siamo semplicemente chiamati a fare una legge in continuità con
quanto avevamo prima, ma una legge che introduce, chiaramente, il
cambio di passo in direzione dell'acqua gestita come servizio
pubblico.
Questo è un punto politico rispetto al quale ci possono essere
opinioni diverse, ma certamente non abbiamo, come dire, intenzione
di recedere su questo.
Mentre su tutto il resto, cioè sulla possibilità di affidare agli
ATO la titolarità su come decidere di affidare il servizio - se in
house, se in gestione diretta, se attraverso gare - tutte le
procedure che l'ordinamento nazionale ed europeo prevedono noi non
possiamo che recepirle nel nostro ordinamento, fermo restando che
il nostro intendimento è di fare una legge che dica chiaramente che
l'acqua, in Sicilia, vogliamo - nei limiti e fin dove possiamo
arrivare - affermare con perentorietà che l'acqua deve essere
pubblica, non solo perché ce l'ha data Dio ma anche nella gestione,
per evitare equivoci e confusione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, Assessori, è chiaro che il tema
FORMICA. Ma a che titolo parla? Su che cosa?
PRESIDENTE. Sulla questione pregiudiziale, l'invito che era stato
fatto e che stavano raccogliendo gli onorevoli Di Mauro e Greco,
perché siamo qua dell'intenzione di andare avanti
FORMICA. Su quale articolo? In base a quale articolo di
Regolamento? Me lo dica
PRESIDENTE. Sull'articolo del buon senso che spesso manca in
quest'Aula, perché tutti vogliamo fare la legge
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Presidente Formica, c'è stata una proposta del
Presidente dell'Assemblea che invita questa Assemblea a cercare di
superare la pregiudiziale che è stata posta con correttezza
politica dagli onorevoli Di Mauro e Greco Giovanni. Su questa
proposta del Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Cracolici e io
abbiamo chiesto di intervenire per dare un ulteriore contributo a
superare quelle che sono le criticità che stanno emergendo.
Prima cosa, il Nuovo Centro Destra è a favore dell'acqua pubblica.
Su questo non ci sono dubbi e di conseguenza nel caso in cui saremo
costretti a votare voteremo contro la pregiudiziale.
Vedete, la lotta per l'acqua pubblica non è un argomento che
riguarda solo i Grillini o il PD, è un argomento che è stato
affrontato da sempre dai deputati del Nuovo Centro Destra che su
questa vicenda abbiamo avuto sempre idee chiarissime e, di
conseguenza, non siamo disponibili ad ammainare le nostre bandiere
perché altri pensano di fare un passo avanti a noi. La proposta del
Presidente Ardizzone ci sembra condivisibile.
Veda, onorevole Di Mauro e onorevole Greco, da parte degli
intervenuti vi è stato un riconoscimento di quelle che sono state
le vostre osservazioni, ma stiamo attenti: un fatto sono le
pregiudiziali politiche, altro sono le pregiudiziali
costituzionali. Perché, ad esempio, laddove viene citato l'articolo
117, comma 2, lettera e) della Costituzione vorrei ricordare che
l'articolo 14 dello Statuto della Regione siciliana, che è parte
costituente della Costituzione italiana, dice che per quanto
riguarda l'Assemblea nell'ambito della Regione e nei limiti delle
leggi costituzionali dello Stato, senza pregiudizio delle riforme
eccetera ha esclusiva competenza nelle seguenti materie: al punto
i) c'è scritto acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di
opere pubbliche di interesse nazionale.
Noi stiamo affrontando il tema relativo alla gestione del servizio
per cui, ci sono delle norme successive all'approvazione dello
Statuto della Regione siciliana, vi sono degli orientamenti da
parte della Comunità europea, da parte dello Stato. Noi non
vogliamo legiferare contro la Comunità europea e contro lo Stato,
perché sappiamo che dopo il Consiglio dei Ministri sarà il primo a
cassare quelle parti che non corrispondono alle leggi oggi vigenti.
Per questo motivo, credo che questo disegno di legge può essere
gestito questa sera in Aula e domani in Commissione in maniera
intelligente, mettendo da parte quelli che sono gli estremismi di
natura politica, non di natura legislativa che sembrano alimentare
questa sera il dibattito.
Per essere chiari, il Nuovo Centro Destra sa che entro il 12 di
questo mese la legge deve essere approvata. Non siamo assolutamente
disponibili a delegare il Governo nazionale a gestire la vicenda in
Sicilia per quanto riguarda l'acqua pubblica. Non siamo
assolutamente disponibili ad accettare che siano altri a decidere
per noi e per questo motivo, così come hanno fatto l'onorevole
Panepinto e il presidente Cracolici, anch'io rivolgo a nome di
tutti i deputati questo appello all'onorevole Di Mauro e
all'onorevole Greco affinché ritirino questa pregiudiziale e diano
la possibilità a questa Assemblea di legiferare nel pieno rispetto
delle idee di tutti.
PANEPINTO. Ma non di tornare in Commissione
VINCIULLO. No, assolutamente no
PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei insiste?
GRECO GIOVANNI. Sì, insisto.
PRESIDENTE. Allora, scusate, prima di votare a favore o contro la
pregiudiziale ha facoltà di parlare il Presidente della Regione che
aveva chiesto la parola.
Secondo me, onorevole Greco, questo, obiettivamente, è un errore
perché abbiamo tentato comunque su una legge di questa portata di
trovare una condivisione. Negli interventi che ci sono stati,
onorevole Greco, si è evidenziato, anche l'onorevole Panepinto, che
ci sono dei profili di criticità che possono essere superati con la
presentazione degli emendamenti. Fare la battaglia e la divisione
ideologica in tal senso non ha motivo realisticamente.
CROCETTA. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vorrei invitare l'onorevole Greco a ritirare .
CORDARO. Ci illustri gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei vada a sedersi, perché lei è uno
di quelli che vuole bloccare l'attività, si accomodi, prego.
CORDARO. Ma lei dice veramente?
PRESIDENTE. Si accomodi al suo posto, noi andremo avanti su questa
legge, si accomodi.
CORDARO. La smetta Cose da pazzi
CROCETTA. Presidente della Regione, vorrei sinceramente invitare
l'onorevole Greco a ritirare questa pregiudiziale di
anticostituzionalità che introduce sicuramente un precedente che
può creare altri problemi in altre leggi.
Immaginiamoci che di volta in volta ci sia una maggioranza, una
minoranza che per combattere una legge ponga di volta in volta
questa pregiudiziale di incostituzionalità, non mi pare un metodo.
Noi dobbiamo entrare nel merito delle leggi ed esaminare le leggi.
Io non credo che la questione attorno alla vicenda dell'acqua in
Sicilia, così come nel nostro Paese, sia legata o meno alla
costituzionalità delle leggi. Perché la nostra Costituzione, grazie
a Dio, prevede che tutti i servizi possano essere gestiti sia in
modo pubblico che privato, ecc. ecc., quindi tutta questa vicenda
legata all'anticostituzionalità rispetto a leggi ordinarie dello
Stato, là dove invece noi per ragioni costituzionali abbiamo una
competenza esclusiva, in materia di acqua, mi pare un po'
esasperata e mi pare esasperata soprattutto da forze che, in questo
momento, caratterizzatesi nel passato per l'autonomia rispetto allo
Stato e rispetto ai governi nazionali, oggi rivendichino
addirittura: si saranno sentiti con il Ministro. Bene Ma se il
Ministro vuole fare, per esempio, i termovalorizzatori noi glieli
facciamo fare? Se il Ministro, per esempio, vuole un solo ambito
territoriale in tutta la Regione siciliana, noi glielo facciamo
fare? E magari facciamo venire la solita impresa dal centro-nord
che viene a gestire l'acqua e noi glielo facciamo fare?
Trovo paradossale sinceramente che forze che dovrebbero difendere
l'autonomia ignorino l'unica costituzione alla quale bisognerebbe
appellarsi che è quella dello Statuto e invece si invochi per la
Sicilia l'applicazione di leggi discutibili ordinarie dello Stato.
In Italia c'è stato un referendum sull'acqua pubblica dove il 90
per cento dei cittadini hanno detto sì alla gestione pubblica
dell'acqua.
Ora, scusate, lo Statuto ci dà competenza esclusiva, quindi non
riusciamo a capire perché si invochi l'applicazione della legge
ordinaria come addirittura una legge che sovrasterebbe lo Statuto
siciliano e questo da parte di forze autonomiste lo trovo una
ceduta sul piano del punto di vista che mi fa preoccupare
DI MAURO. Poi le rispondo Presidente, mi dice che non sono
autonomista?
CROCETTA. Presidente della Regione. Posso parlare oppure dobbiamo
dire per forza che tutti gli ATO idrici, i comuni che non hanno
voluto cedere le reti per forza devono fare alcuni ati idrici.
Perché questa è la materia disputante qui. Non è la
costituzionalità o meno della legge. Dietro queste vicende ci sono
interessi, non ci sono costituzionalità.
Ci sono interessi, non ci sono costituzionalità. Allora continuare
a sostenere che l'acqua è un servizio pubblico come tutti gli
altri, laddove loro lo stabilisce come un diritto fondamentale
dell'uomo, per dare questo servizio come si possono trattare tutti
gli altri servizi persino l'energia elettrica oggi viene data al
minimo quando l'utente oggi non paga, sull'acqua non abbiamo
neppure queste garanzie attualmente. Questo è accettabile, è
costituzionale tutto questo violare il diritto ad acquisire un bene
di cui l'uomo non può fare a meno per vivere? E l'acqua non
potabile. Io ho presentato un emendamento in tal senso che viene
pagata al 50% l'acqua non potabile.
Viene fatta pagare come se fosse acqua che si può bere e poi
quando i cittadini devono comprare anche l'acqua per cucinare,
questa come la mettiamo. Allora qui dobbiamo cominciare a capire se
noi rispetto a quando di selvaggio è avvenuto in Sicilia rispetto
agli interessi dei grandi gruppi, perché è vero chi ha detto che
quando ne partecipa una alla gara e quando sono due si mettono
d'accordo. Perché negli ato dove hanno partecipato in due hanno
gestito esattamente le società entrambi i concorrenti.
Per essere chiari. C'è reato. Si va bene. Non abbiamo di questi
problemi, perché ero pure sindaco quando ho fatto di queste
denunce. Allora il tema lo vogliamo dare. Ci sono alcune cose che
sono state poste da Trizzino e da Panepinto che dicono cosa?
Vediamo se riusciamo a concordare degli emendamenti che risolvono
alcuni temi sollevati. Il Governo non vuole presentare emendamenti
per essere chiari. Ritiene invece di rispettare il metodo
parlamentare. Io ho presentato, ripeto, questo emendamento
sull'abbattimento delle tariffe al 50% in presenza di acqua che non
possa essere utilizzata per fini alimentari perché mi sembra un
incentivo a dare acqua potabile ai cittadini e soprattutto una
garanzia nei confronti della gente che non si può vedere acqua che
non può essere usata per ragioni alimentari e poi deve pagarla a
prezzo pieno. Non può essere. Questo diventa un modo ed è l'unico
emendamento del Governo.
Io credo che si possa mentre esaminiamo la legge, si possa
arrivare a creare un confronto parlamentare con la Commissione che
può pensare a quei tre o quattro emendamenti che possono mettere
d'accordo tutti però per favore, non trattiamo la questione
dell'acqua come qualsiasi servizio di pubblica utilità. E' un'altra
cosa, è un diritto fondamentale di ogni essere umano e noi non
possiamo permettere che i più poveri oggi non abbiano rispetto
all'erogazione dell'acqua alcuna tutela.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo l'onorevole
Zafarana da oggi fino al 12 agosto, gli onorevoli Nicotra,
Dipasquale, Gullo, Papale e Sorbello per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 455-
125-102-106-158/A
PRESIDENTE. Si Riprende il seguito della discussione del disegno
di legge nn. 455-125-102-106-158/A
L'onorevole Greco insiste e allora poniamo in votazione la
questione pregiudiziale.
Non posso più dare la parola, ne ha parlato in più uno a favore ed
uno contro, uno di maggioranza ed uno di opposizione, quello sulla
discussione generale, sulla discussione generale potrà intervenire.
L'appello del Presidente era rivolto all'onorevole Greco.
L'onorevole Greco, non ci siamo sentiti e mi ha fatto un cenno che
insiste sulla pregiudiziale.
L'Aula vota e poi si inizia la discussione generale.
E poi farò una proposta.
Si vota per alzata e seduta.
Vorrei precisare in ordine alla questione voto segreto o non voto
segreto che il voto segreto non è previsto sulle pregiudiziali, a
ragione di quanto diceva l'onorevole Di Mauro.
FIGUCCIA. C'è una proposta.
PRESIDENTE. Basta con le proposte, abbiamo fatto l'appello e
tutto.
Si può fare, ma senza registrazione del voto, non si registra il
voto con la votazione palese solo per semplificare il conteggio,
null'altro, perché la votazione è per alzata e seduta, solo per
semplificare ma non vengono registrati chi vota a favore, chi vota
contro ed eventuali presenze od assenze.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione palese semplice
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi è a favore
della pregiudiziale di incostituzionalità presentata dall'onorevole
Greco preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
(Non è approvata)
Onorevoli colleghi adesso siamo in discussione generale, possono
intervenire tutti sulla base del Regolamento.
Se l'Assemblea è d'accordo noi avevamo dato termine fino a ieri
per presentare emendamenti anche sulla base delle discussioni che
ci sono state oggi, che sono state obiettivamente tutte di buon
senso, se l'Assemblea è d'accordo, fino alla chiusura della
discussione generale, si possono presentare degli emendamenti anche
sulla base dei rilievi di criticità, è inutile nascondersi, che
permangono soprattutto con riferimento all'articolo 6, ma
l'intervento dell'onorevole Panepinto che mi è sembrato
obiettivamente una apertura per la questione della violazione del
principio di libera concorrenza per cui invito il relatore e tutti
i deputati, se lo ritengono, a presentare emendamenti fino alla
chiusura della discussione generale che avverrà entro stasera e,
quindi, tutti possono parlare.
Da domani si inizia a votare.
C'era una proposta dell'onorevole Cordaro che era quella,
eventualmente, di incontrarci un momentino su alcuni emendamenti,
questo lo potranno fare, chi lo riterrà opportuno, la Commissione
insieme ai gruppi parlamentari, lo faranno domani mattina e,
quindi, noi stasera andiamo regolarmente avanti su questa legge.
Obiettivamente, io posso dire che mi dispiace che si sia votato su
una pregiudiziale perché sulla base degli interventi, sugli
interventi che se erano stati svolti, sia l'onorevole Greco che
l'onorevole Di Mauro avevano detto che assolutamente non erano
contrari alla votazione della legge ma il loro intervento, perché
tutti siamo per l'acqua pubblica, era di venire incontro alle
esigenze dell'Aula.
Così come, onorevole Di Mauro, debbo evidenziare che sono stati
presentati alcuni emendamenti proprio all'articolo 6, me lo fanno
notare gli Uffici, da parte dell'onorevole Di Mauro, per cui un
momento di riflessione occorrerebbe senza presentare ulteriori
emendamenti che qualificano la legge ed evitano eventuali
impugnative da parte del Consiglio dei Ministri.
Eventuali ulteriori emendamenti, l'Aula non è stato contraria,
entro la chiusura della discussione generale
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo, relatore, per
illustrare la relazione.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi il testo che arriva oggi in Aula
è frutto della sintesi dei disegni di legge di iniziativa
parlamentare, di iniziativa governativa, nonché di iniziativa
popolare presentata il 24 novembre 2010 e di iniziativa dei
consigli comunali della nostra Regione, presentata il 18 marzo
2010, dal titolo Principi per la tutela, il governo, la gestione
pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del
servizio idrico in Sicilia'.
Un testo e una visione normativa, quindi, che considera come già è
emerso, nell'ambito del dibattito sulla pregiudiziale
costituzionale, l'acqua è un bene comune pubblico e fonda la sua
esistenza sulle competenze previste dal nostro Statuto e,
segnatamente, all'articolo 14, lettera I che affida la competenza
esclusiva in materia di acque pubbliche.
Questa è la prima riflessione e cioè che il nostro Statuto
considera l'acqua pubblica e le acque pubbliche in modo
antesignano, rispetto a quello che è stato il ruolo del legislatore
nazionale negli ultimi anni.
E' questa la prima riflessione perché c'è in ballo il ruolo, la
prerogativa statutaria, il ruolo stesso dell'autonomia siciliana e
l'autorevolezza e la possibilità che ha questo parlamento di
dimostrare in un tema in cui è prevista la competenza esclusiva.
Presidente Ardizzone, alla luce delle riflessioni che lei più
volte ha fatto sulla corretta applicazione dello Statuto, riteniamo
che un dibattito in ordine alla legge ed all'approvazione della
legge su questo tema possa essere attuale, anche alla luce delle
riflessioni che sono state fatte nell'ultimo periodo.
Sentimento pubblico e gestione pubblica delle acque che sono state
rafforzate, onorevole Greco, dai quesiti referendari del 12 giugno
e del 13 giugno 2011, dove il 98,7 per cento dei cittadini
siciliani ha detto un secco no all'articolo 23 bis del decreto
legge 112 del 2008 che prevedeva la privatizzazione dei servizi
pubblici locali di rilevanza economica, primo fra tutti quello
idrico.
Sulla scorta, quindi, delle previsioni dello Statuto, della natura
pattizia dello Statuto, del quesito referendario si sono mosse le
iniziative normative ed è stato definito il testo che, ovviamente,
alla luce di queste previsioni, ha dei limiti che sono i limiti
previsti dalla nostra Costituzione, l'articolo 10, comma 1 che è
quello che fa riferimento all'aspetto che il nostro ordinamento
giuridico si conforma alle norme di diritto internazionale
universalmente riconosciute.
Prime fra tutte, quindi, le direttive comunitarie e quelle che
hanno riguardato da vicino la materia delle acque che, la direttiva
60 del 23 ottobre 2000, ha messo ordine nella materia dell'acqua
pubblica a cui, certamente, la legge che stiamo discutendo si deve
uniformare.
Al di là del dibattito e approfondendo anche il dibattito che c'è
stato a proposito della questione pregiudiziale, il vero limite che
è previsto dalla direttiva comunitaria è quello che la direttiva
prevede all'articolo 13 e cioè della unicità della gestione.
Unicità della gestione che già il legislatore regionale ha
affrontato, che ha affrontato questo legislatore regionale che, al
comma 5 dell'articolo 1 della legge 2 del 2013, ha previsto
espressamente che la gestione unica e l'ambito unico possa essere
affidata ai consorzi dei comuni in forma associata.
Previsione che, ricordo ai miei colleghi, non è stata oggetto né
di impugnativa né di qualsiasi tipo di contestazione da parte del
governo nazionale né in via principale né in via incidentale.
Il testo è un testo organico, scorrevole, innovativo e funzionale
e si fonda su alcuni principi inderogabili.
Il primo che è quello dell'articolo 1, in cui è esplicitato
meglio, l'acqua è un bene comune pubblico non assoggettato e non
assoggettabile a finalità lucrative e su questo aspetto non siamo
disponibili a fare un millimetro di passo indietro.
E' una previsione normativa che è stata già giudicata dalla Corte
Costituzionale a proposito di un ricorso proposto contro la Regione
Lazio e che è stata giudicata legittima.
In sostanza, non sono previste finalità lucrative e quindi con
l'acqua pubblica non si possono fare né utili né affari. E'
previsto, all'interno del testo, un unico sistema idrico integrato,
un unico percorso a proposito del ciclo dell'acqua, quindi
acquedotti, fognature, depuratori - ed è questa un'altra novità -
con una tariffa unica regionale che vale per tutta la Sicilia, da
Portopalo a Marettimo, una tariffa unica per l'intero ciclo
dell'acqua su cui, a differenza di una parte del dibattito acceso
in Commissione, il servizio Studi dell'Assemblea ha concordato
pienamente questa soluzione.
Sono previsti numerosi richiami alla Direttiva comunitaria intesa
come limite alla n. 60 del 2000 a proposito anche del recupero dei
costi del servizio idrico, alla luce del principio e della
direttiva comunitaria secondo cui chi inquina paga. E' prevista
un'ampia partecipazione democratica nel governo dell'acqua pubblica
sia all'articolo 2, a proposito dell'autorità di bacino dove è
previsto un comitato istituzionale permanente ed una commissione di
coordinamento che è costituita dai dirigenti della Regione.
A proposito degli ambiti territoriali ottimali, il testo lascia
un'ampia discrezionalità al Governo dando la possibilità di
prevedere un numero di ambiti territoriali ottimali che vanno da
cinque a nove. Cinque era il numero degli ambiti territoriali
ottimali previsti nella legge Galli, nove era il numero degli
ambiti territoriali previsti nella legge n. 2 del 2013.
Una cosa è certa - e la voglio ricordare ai colleghi, a
prescindere da quello che sarà il tenore del dibattito d'Aula -
certamente i confini degli ambiti territoriali ottimali non possono
e non devono coincidere con quelli degli enti di secondo grado di
area vasta, perché il criterio che bisogna seguire è un criterio
idrogeografico facendo riferimento quindi ai flussi sotterranei
delle acque.
Ed è una legge - lo voglio ribadire in fase di relazione - che
guarda agli ultimi: è previsto un fondo di solidarietà; è prevista
una percentuale di sgravio facendo riferimento al modello ISEE ed è
previsto un quantitativo minimo vitale d'acqua fissato nel testo in
50 litri d'acqua al giorno.
Ciò detto, signor Presidente, rinnovo la mia disponibilità, come
già ho fatto per le vie informali, a dirimere le ultime questioni
di criticità che, come ha individuato il Servizio Studi nell'ultima
nota, afferiscono all'articolo 6 ed in particolare ai commi 2, 5 e
6.
Per quanto concerne l'articolo 6 c'è già l'emendamento 6.36, a
firma della Commissione che, a nostro giudizio, risolve ogni
questione di natura costituzionale; sugli altri due commi, il comma
2 e il comma 5, io sono convinto che queste poche ore saranno
sufficienti per definire i dettagli.
A proposito del comma 5, noi abbiamo ricalcato la formulazione
dello sblocca Italia che precisa un numero relativo al quantitativo
massimo di abitanti che potremmo prevedere anche all'interno della
legge o valutare altri criteri come quello dell'altitudine o della
condizione geografica particolarmente difficoltosa penso, ad
esempio, alle Isole minori.
A proposito poi del comma 2, resta salvo quanto già detto
all'inizio della mia relazione che, ovviamente, resta il limite
costituzionalmente previsto dall'articolo 10 del diritto
comunitario, delle direttive comunitarie con riferimento anche ai
principi della libera concorrenza. Io chiudo la relazione
presidente con un riferimento, si è parlato molto anche in fase di
relazione sull'opportunità del testo normativo sulla necessità di
provvedere ad esitare la legge entro il 14 agosto, entro la data in
cui scade il termine che ha dato il governo nazionale al parlamento
siciliano per esitare il testo.
Mi sembra opportuno rilevare però che si può fare di tutta un'erba
un fascio, che spesso accade nella vita, accade in politica, le
colpe dei padri ricadono sui figli, la commissione ha fatto un
lavoro straordinario che non può essere vanificato, c'è una giovane
classe dirigente che ha lavorato in commissione che non può pagare
gli errori del passato e anche nel confronto con il governo
nazionale con il parlamento nazionale che ci ha diffidato
certamente lezioni non accettiamo da nessuno perché voglio
ricordare che la direttive acque è del 23 ottobre 2000, ci sono
state 11 procedure di infrazioni comunitarie, il governo italiano
ha provveduto soltanto nel 2006 dopo il 2006 con il decreto
legislativo n. 152 ci sono state numerose critiche al decreto
legislativo n. 152, numerosi decreti correttivi di modifica
numerose richieste da parte della Comunità Europea di modifica del
testo anche con pareri motivati. Lezioni non ne accettiamo
rivendichiamo in questa fase con orgoglio la natura pattizia dello
Statuto e siamo convinto di esitare un testo di livello che non
faccia rimpiangere non solo gli altri testi normativi ma che non
faccia rimpiangere nessun altro testo di altre regioni a Statuto
speciale o ordinario hanno esitato a proposito di acque pubbliche.
Io credo che oggi inizierà un dibattito, spero quanto più franco e
schietto fra le forse politiche per dare alla luce credo una delle
leggi più significative degli ultimi anni che l'Assemblea potrà
esitare e quindi con questo spirito e con questa voglia, e con
questa iniziative e con questa serenità iniziamo ad affrontare il
dibattito con la certezza di esitare un testo di livello.
PRESIDENTE. Grazie. Io vorrei precisare onorevole Barbagallo che
questo Parlamento non è stato né poteva essere diffidato da
nessuno, quindi a chiarezza, quindi io per quello che riguarda le
dichiarazioni di stampa, le considero solo dichiarazioni di stampa,
noi stiamo esitando una legge perché il calendario dei lavori
fissato in conferenza dei capigruppo, con il concorso di tutti, ha
stabilito che c'era una legge pronto Aula e stiamo andando avanti.
Non c'è alcuna diffida di nessun genere
E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso, ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, io prima di ogni cosa desidero anche
ribadire e soprattutto sottolineare a lei che rivolgendosi spesso
all'opposizione lancia moniti, noi approveremo la legge, qui siamo
tutti perché questa è una legge che soprattutto l'opposizione ha
chiesto con forza che venisse incardinata ed anzi ci meravigliamo
perché la presidenza lo abbia fatto con notevole ritardo.
Però, signor Presidente lei ha sottolineato tanti profili di
incostituzionalità e siccome lei è così attento nel non ammettere
gli emendamenti quando li ritiene inammissibili o incostituzionali,
io prima di ogni cosa le chiedo perché lei non abbia prima della
discussione generale stralciato quegli articoli che ha ritenuto
incostituzionali, perché se sono incostituzionali non potevano
trovare ingresso in questa Aula.
Le preoccupazioni che le opposizioni le volevano rappresentare
nascono dal fatto che le opposizioni vuole contribuire ad emanare
un testo di legge, che sia un testo di legge degno e possa essere
applicato non come tanti disegni di legge che sono diventati legge
i cui effetti li vedremo nei prossimi mesi, nonostante il marketing
elettorale che in questi giorni sia stato fatto. Il LEA non ha
concesso neanche, signor Presidente, di esprimere al Gruppo di
Forza Italia, le ragioni, come dichiarazioni di voto, del motivo
dell'astensione.
Caro Presidente, mi dispiace dovere dire questo, lei ultimamente
non è più arbitro, lei ultimamente è parte e questo è un richiamo
che mi dispiace perché io ho tanto rispetto istituzionale, ma credo
che altrettanto rispetto istituzionale ne debba avere lei quando
parla nei confronti delle opposizioni.
Allora, lei ci dica prima quali sono questi profili di
costituzionalità che lei ha ravvisato perché non li vediamo, glielo
dico io, glielo dice una persona che si è battuta per l'acqua
pubblica, perché in provincia di Messina sa bene che noi le reti
non le abbiamo cedute, abbiamo costituito una società in house, e
abbiamo costituito dei sottoambiti, ma la demagogia o di destra o
di sinistra non serve, e siccome qui siamo persone serie, che ci
impegniamo e che lavoriamo, nessuno si può permettere di
mortificare o di limitare il lavoro degli altri. L'acqua è
pubblica, non perché lo dice Panepinto, perché lo dice Vinciullo,
perché lo dice lei, l'acqua è pubblica perché è un bene pubblico
tutelato. Nessuno si può mettere medagliette su acqua pubblica e
acqua privata. L'acqua è pubblica.
Allora, questa legge presenta dei profili di costituzionalità in
tre articoli: nell'articolo 5, che è in antitesi con l'articolo 6;
nell'articolo 9 e nell'articolo 6. Questi sono i profili di
incostituzionalità.
Parliamo di tariffe e ci deluciderà l'assessore, e per richiamare
il Presidente della Regione che ci dava lezioni sul referendum,
bene, il referendum che abbiamo votato ha chiesto l'abolizione
dell'articolo 23 bis, che prevedeva che fino a 900 mila euro
potevano essere gestiti in house, oltre 900 mila euro si dovevano
appaltare. Ma di che cosa parliamo? Qui c'è un gruppo di
parlamentari che sono i sapientoni, che hanno radici in questo
Palazzo e che danno lezioni. E poi c'è chi vuole dare un contributo
che viene messo alla berlina, ed allora siccome noi mettiamo la
firma, e quando votiamo si, ci sentiamo responsabili di fronte
l'opinione pubblica, noi chiediamo che si faccia un percorso
legislativo corretto, e lei non può impedire che questo avvenga.
Dopo la relazione dell'onorevole Barbagallo, chiedo all'assessore,
che non ha detto una sola parola, che non si è pronunciata sui
profili di costituzionalità, sulle violazioni delle direttive
comunitarie, bene, le altre Regioni, anche quelle a Statuto
speciale che hanno cercato di violare i paletti rispetto alle
direttive comunitarie, hanno poi trovato delle intese con i
gestori, con i privati, diventando parte pubblica. Qui ci sono
Comuni che non posso essere mandati allo sfascio, perché la
gestione delle reti prevede degli oneri di natura finanziaria.
Poi c'è l'articolo 8, glielo dico io l'altro profilo di
costituzionalità, che ci sono degli oneri indiretti che non sono
stati quantificati perché la legge non può entrare nella sfera dei
rapporti fra pubblico e privato, perché questi sono regolamentati
dal Codice Civile.
Noi siamo legislatori non siamo qui per accontentare il nostro
elettorato, noi siamo qui perché non possiamo rovinare cittadini, e
non possiamo rovinare enti locali.
Allora, se c'è la capacità che la Commissione, che l'assessore,
che il Governo, che questa Presidenza, come ha fatto dichiarando
inammissibili gli altri emendamenti, lo faccia ora per il percorso,
noi stiamo anche stanotte e anche domani mattina siamo disposti ad
approvare questo disegno di legge. Ma finiamola con la demagogia
perché ora siamo veramente stanchi.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso le evidenzio in tutto il suo accorato
intervento, che non è prevista la dichiarazione di voto sulle
pregiudiziali.
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
prendo la parola per raccogliere, visto che non l'ho potuto fare
prima del voto per la pregiudiziale, l'invito che viene anche dai
colleghi che hanno appena finito di parlare, per cercare di trovare
un'intesa comune perché, da quello che viene fuori da quest'Aula,
tutti siamo orientati a fare una legge, tutti siamo orientati a
trovare un punto d'accordo.
Però, dagli interventi che sono stati messi in campo - l'ultimo,
in ordine cronologico -, a me pare di potere condividere la frase
che ebbe a dire, nel '95, il vice presidente della Banca mondiale
quando disse che: Se le guerre del XX secolo si erano combattute
per il petrolio, quelle del XXI secolo si combatteranno per
l'acqua .
Ecco, quello a cui abbiamo assistito in quest'Aula, non è una
questione di elettorato o non elettorato.
Io credo che la cosa principale, da mettere in evidenza e che è
venuta fuori da chi mi ha preceduto, è che tutti vogliamo
un'individuazione di questi ambiti territoriali ottimali, che tutti
vogliamo capire come gestire questo servizio idrico integrato, che
tutti siamo d'accordo che di deve essere una erogazione giornaliera
per l'alimentazione e l'igiene umana pari a 50 litri per persona e
che tutti vogliamo vedere i modelli tariffari, in qualche maniera,
e mettere mano a questi modelli tariffari.
E' vero, come dice l'onorevole Grasso, che qui a tutti piacerebbe
sapere, e sentire, l'opinione dell'assessore perché, fino ad ora,
tranne che qualche volta in Commissione ambiente - assessore, sto
parlando con lei - dico, tranne averla sentita qualche volta in
Commissione, poi abbiamo sentito e letto le sue interviste sul
giornale. Ci piacerebbe sapere, oggi, qual è la sua posizione
rispetto a questa legge, qual è la linea che sta portando avanti.
Perché, in caso contrario, qui non è una questione di campagna
elettorale. Qui è una questione di raccogliere il grido, che viene
fuori anche dagli utenti che sono cittadini.
Ieri, il Cardinale Montenegro ha invitato questo Parlamento e
questa politica a dare risposte certe parlando di povertà
E, non parlava di una povertà all'africana , come qualcuno l'ha
intesa. Parlava di una povertà che ci sta accanto e che noi non
vediamo.
Perché, se noi non riusciamo a trovare la quadra sul discorso, per
esempio, della tariffazione non avremo, assolutamente, risolto
nessun problema per la gente siciliana. Il fatto che l'acqua venga
venduta da Sicilia Acque a, circa, 75 centesimi e che, poi,
venga, diciamo così, rincarata dai vari gestori a fattura finita,
l'utente si ritrova a pagare tariffe improponibili.
E ci ritroviamo in situazioni in cui, questa povertà è sotto gli
occhi di tutti.
Tengo a sottolineare, per esempio, come in un comune minuscolo,
come quello di Montevago che ha appena due mila e cinquecento
abitanti, più di ottanta utenze sono state staccate.
Più di ottanta famiglie non hanno l'acqua diretta nel 2015 Perché
questo? Perché non riescono a pagare bollette che arrivano dalla
Girgenti Acque, e che hanno una addizionale di tremila voci: per
cui, l'acqua finita per le utenze domiciliari è di un euro e
cinquanta a metro cubo, e per le utenze non domiciliari arriviamo a
due euro e cinquanta
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
(Assume la Presidenza il vipresidente Venturino)
Oggi questo Parlamento, oggi la politica siciliana, oggi con
questo Ddl 455 tutti noi siamo chiamati a non fare i ragazzi più
bravi, o dei primi banchi, ma siamo chiamati a dare risposte ai
nostri cittadini che, prima ancora di essere nostri elettori, sono
fruitori di un servizio e lo devono avere fino in fondo Sono
cittadini che vogliono essere rappresentati da noi Questo è il
problema che ci dobbiamo porre
Perché se andiamo a vedere - io ringrazio, per esempio, gli uffici
dell'Assemblea per la collaborazione che mi hanno mostrato - se
andiamo a leggere la convenzione del 2004, del 20 aprile del 2004,
con Sicilia Acque, e vediamo come Sicilia Acque altro non è che un
contenitore, una scatola, direi, quasi, una scatola vuota al cui
interno ci sono altre 6, 7 società che, guarda caso, hanno quattro
di loro la residenza a Milano, una in Spagna e una in Francia.
Cioè, con la Sicilia, come direbbe qualcuno, non c'azzeccava
nulla Eppure, questo contenitore ha avuto un contratto per
quarant'anni Significa vincolare le sorti di una terra per un
periodo di tempo spropositato Quaranta anni è una follia
Allora, se come diceva bene l'onorevole Barbagallo, qualcuno ha
commesso degli errori - io parlo a nome del Gruppo, quindi siccome
non prendo mai la parola, signor Presidente, lei mi lascia finire
il mio ragionamento. Non è solo la mia posizione ma è la posizione
del Gruppo UDC, non lo fa il Capogruppo e lo faccio io. Anche
perché mi ha fatto perdere il filo del discorso -.
Quello che voglio dire, è che siccome oggi siamo tutti d'accordo e
tutti vogliamo uscire entro il 12 agosto da quest'Aula con una
legge, solo il buon senso può venirci incontro per trovarci attorno
ad un tavolo e capire come fare.
Ma uscire con una legge vuol dire che possiamo fornire all'utente
siciliano una proposta, Assessore me lo lasci dire, che può
rappresentare quasi un apolitica di welfare perché se una famiglia
di 4 persone anziché pagare 2 mila euro di bolletta per l'acqua ne
paga mille, sicuramente quello è un aiuto che gli si sta dando.
Se continuiamo a mantenere tariffe così alte la gente non ce la
può fare e noi non possiamo girarci dall'altro lato quando vediamo
la povertà sotto i nostri occhi.
Questo è il punto, per me, di fondamentale importanza e non è né
demagogia, né esagerazione, né nulla, io sono qui per rappresentare
tutti ed in particolare le esigenze dei più deboli: quella
dell'acqua nella nostra terra è un problema.
Hanno ragione coloro che mi hanno preceduto prima: l'acqua in se è
un bene assoluto, è un bene inalienabile, ma noi non stiamo
parlando di questo. Noi qui stiamo parlando di come fare arrivare
l'acqua dalla fonte al rubinetto, come ci deve arrivare e con quali
costi - con i tubi, con i rubinetti, con le condotte, con quello
che si ha.
I costi, è questo che ci deve interessare in questo minuto. Perché
non dobbiamo fare come quando nel 2000, mi pare di avere letto da
qualche parte, il generale Jucci, allora in pensione, generale dei
Carabinieri, è stato mandato in Sicilia, dal Governo Amato, come
commissario per l'acqua ed ha cominciato a volere fare un
censimento dei pozzi, a valutare le fonti e, subito dopo, allo
scadere del suo contratto il Governo Berlusconi non glielo ha
rinnovato, per cui non ha potuto completare un lavoro e in quel
momento Jucci ebbe a dire, per esempio, parlando della città di
Agrigento, che la città di Agrigento aveva più acqua di Reggio
Emilia, però, guarda caso, ad Agrigento l'acqua arrivava ogni 15
giorni e Reggio Emilia non aveva mai avuto problemi di risorse e
approvvigionamenti idrici.
Quando Jucci non viene confermato e viene nominato commissario il
Presidente Cuffaro, e gli si pone la stessa domanda, il Presidente
Cuffaro ebbe a dire speriamo che questa estate piova .
Allora noi non possiamo sperare che questa estate piova, perché se
fosse come questi giorni, oggi leggevo, per esempio, che nel Golfo
Persico c'erano 73 gradi, abbiamo di che sperare.
Qui il punto è ritornare su quello che si è fatto e capire cosa è
che è modificabile, nessuno vuole annullare i contratti, pagare
sanzioni, abolire non so che cosa, ma dare la possibilità di
approvvigionamento a costi contenuti.
E poi, torno a ribadire, mi piacerebbe sapere l'opinione
dell'Assessore perché, Assessore, a quest'Aula, oltre che ad altre
istituzioni, deve dare delle risposte, a quest'Aula deve formulare
la sua posizione, perché non è una cosa bella - e glielo dico come
componente della maggioranza - sentire fuori che un Presidente
della Regione è d'accordo e un Assessore nella sua Giunta non è
d'accordo, che un Gruppo della maggioranza lavora in un senso e
l'Assessore lavora in un altro senso: non siamo l'uno in
contrapposizione all'altro.
La prima cosa che la gente oggi ci chiede è risposte chiare e
posizioni chiare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, credo
che oggi il dibattito che stiamo affrontando sul sistema idrico
integrato sia assolutamente strategico per le sorti della nostra
Regione e in questo senso Forza Italia è stata sin da subito fra le
forze politiche che hanno stimolato, compulsato il Governo
regionale che a distanza di tre anni è assolutamente inadempiente
rispetto ad una problematica assai importante e che ha delle
ricadute anche nel prosieguo.
Vorrei dire che abbiamo potuto constatare anche in Commissione,
come vi sia stata anche una certa incoerenza, Assessore, tra quello
che lei ha affermato in diversità di posizioni con la Commissione e
quello che stasera il Presidente della Regione compulsato da decine
e decine di mail che sono affluite a tutte le poste elettroniche
dei novanta deputati, ma soprattutto del Presidente della Regione,
in virtù delle quali, è stato chiesto con forza allo stesso
Presidente di essere qua in Aula e di riaffermare un principio:
quello dell'acqua pubblica.
Bene, noi non eravamo e non siamo per una pregiudiziale perché la
stessa poteva rischiare di far fermare un percorso legislativo.
L'abbiamo detto, lo volevamo anche dire con una dichiarazione di
voto, ci è stato impedito. L'ha detto la collega Grasso.
Però riteniamo che questa legge vada modificata. E vada modificata
perché una legge bisogna farla per semplificare, per efficientare
un servizio, per rendere più snello, più efficace un servizio
pubblico che ha detto il Presidente del Gruppo parlamentare PD, è
un servizio che va gestito come servizio pubblico.
Ma anche in questa espressione, di cui è maestro il Capogruppo
Cracolici, ha voluto anche fare emergere una contraddizione o una
diversità di posizione tra alcuni del suo gruppo parlamentare e
quella che è una sua visione, nel senso che l'acqua quando si dice
acqua pubblica che significa che l'acqua deve essere gestita
soltanto dal pubblico e non da altri? No, egli stesso ha detto che
ci sono diversi modi di affidamento, quello con gara, l'affidamento
tramite società mista, il cui partner privato va individuato con
una gara pubblica, vi un affidamento in house. E questo sistema,
non lo diciamo noi. Noi diciamo allora che questa norma deve essere
fatta, ma nello spirito e in coerenza della normativa nazionale e
comunitaria, non in maniera ideologizzante, non con dei proclami e
degli annunci perché dobbiamo catturare un'opinione pubblica.
Noi dobbiamo fare delle norme che siano utili alla collettività.
Altrimenti fra due anni ritorneremo qua. Potremo constatare il
fallimento di un'attività legislativa che ha riguardato il 99 per
cento dell'attività legislativa che questa maggioranza ha posto in
essere in tutti questi tre anni.
Allora, assessore Contraffatto, a lei il mio pensiero di
solidarietà perché mi rendo conto che il Presidente Crocetta è
stato commissariato dal sottosegretario Faraone, ma al contempo
quasi con una legge del contrappasso, e si parla di contraffatto',
ha voluto commissariare lei, il Presidente Crocetta, quasi per
togliersi un sassolino dalla scarpa nei confronti dell'onorevole
Faraone.
E in questo gioco di docce scozzesi, molte volte a pagarne, lo sa
chi è?, E' il cittadino che si vede oggi una legge che, attenzione,
ha del pregio, ma anche molti limiti, molti difetti.
All'articolo 2, ad esempio, abbiamo previsto l'istituzione
dell'autorità d'ambito di bacino che è molto complessa, molto
articolata. Vi sono all'interno della stessa tanti organi
pletorici, tanti organi che creano un procedimento farraginoso dove
c'è il presidente della Regione vi sono sette assessori che,
ciascuno dei quali non può delegare, vi sono i presidenti degli
ambiti territoriali, insomma noi dobbiamo fare delle norme che
snelliscano, che possano semplificare l'attività dei fruitori.
Alla fine noi dobbiamo garantire non tanto e non solo che l'acqua,
che chiaramente è un bene essenziale è un bene pubblico essenziale,
ma lo dobbiamo gestire come servizio pubblico.
Attenzione, in questo senso chi sono ad esempio il servizio
pubblico TPL, il servizio del trasporto pubblico locale? Non è un
servizio pubblico? Ma chi lo gestisce il pubblico? Nel momento in
cui il pubblico gestisce quel servizio abbiamo visto quello che
abbiamo ottenuto con l'Ast, l'Ast è diventato un carrozzone ancor
che vi sia la grande disponibilità degli operai, degli autisti, dei
dipendenti, ma è chiaro che è un carrozzone che ha creato una
voragine di 100 milioni di euro.
Poi tralasciamo il fatto che ai tempi il signor governatore della
Sicilia voleva mettere le ali ad una azienda fallita e la voleva
far diventare una compagnia di trasporto aereo.
Allora, in questo senso, noi riteniamo che la stessa istituzione
all'articolo 14 delle commissioni tecniche presso gli ATO, anche
qua, ma perché la Regione non ha un ruolo di vigilanza? Altrimenti
questo Assessorato dell'Energia, che seno ha, Assessore Contrafatto
se lei non ha più il potere, la facoltà, anche la determinazione di
poter vigilare, di poter controllare, di poter attuare i processi
ispettivi e dobbiamo delegare ad altri?
Ma la funzione dell'Assessorato regionale, cioè la funzione della
Regione a cosa può essere limitata?
In questo senso, qui si vedono tutti i limiti di questa norma che,
attenzione, dovrebbe essere migliorata e può essere migliorata, e
noi lo vogliamo fare.
Concludo con due concetti, Presidente, primo concetto: la tariffa
unica.
Noi abbiamo fatto un emendamento dove diciamo che tendenzialmente
dobbiamo guardare alla tariffa unica, nel senso che, ad esempio, un
comune di Catania, Piedimonte Etneo, dico un comune a caso, ma non
tanto a caso, che ha i pozzi, non i pozzi propri, ma l'acqua deriva
per caduta; non può pagare la stessa tariffa rispetto ad un comune
che l'acqua la deve attingere, addurre, da un pozzo di 1000 metri
sotto terra
Dobbiamo comprendere che la tariffa unica può essere istituita
nello stesso ambito territoriale, ma non si può estendere a tutta
la Regione, perché ancorché passasse questa norma sarebbe una
utopia cioè non realizzabile. Allora è giusto che noi diciamo le
cose come stanno.
Signor Presidente, il Regolamento sostiene che possiamo parlare 15
minuti in discussione generale, 2 minuti me li ha fatti perdere
perché devo intervenire a spiegare che si può parlare, 3 minuti e
concludo. Quindi, il Governatore della Sicilia ha parlato di dare
un occhio di attenzione alle fasce più deboli. Certamente. Lo
dobbiamo dare alle fasce più deboli ma nel momento in cui noi
prevediamo per le fasce più deboli un quantitativo di 50 metri cubi
d'acqua, di 50 litri d'acqua per persona, ma non per le fasce più
deboli, onorevole Di Mauro, per i morosi, cioè cosa succede?
Domani mattina il sig. Falcone è moroso con una famiglia di 3 o 4
membri, non bussiamo e non dobbiamo staccare la fornitura ma
dobbiamo addirittura installare un contatore a prescindere dal
reddito del sig. Falcone. Dobbiamo installare un contatore con
costi aggiuntivi per la stessa azienda o per la stessa società che
gestisce il servizio senza verificare se quel soggetto poteva
pagare o meno senza verificare se in effetti che il mancato
pagamento sia colpevole o incolpevole. Allora è chiaro che anche in
questo senso all'articolo 12 dobbiamo fare una riflessione
aggiuntiva, ed il nostro è un apporto costruttivo o è un apporto
che si scontra con il dogma o l'ideologia di qualche forza
politica. Bene, noi siamo in quest'Aula per apportare il nostro
contributo, serio, concreto e che sia anche efficace. Se qualcuno
non lo vuole, ne prenderemo atto ma noi riteniamo che la nostra
attività deve essere non secondo magari una opinione pubblica che
non sembra a conoscenza delle vere procedure, delle vere esigenze,
di come bisogna fare funzionare una macchina amministrativa, ma noi
riteniamo che dobbiamo fare delle norme semplici, efficaci e che
abbiano una ricaduta positiva per il territorio e per il cittadino.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo
finalmente a discutere una legge che ci ha visti impegnati per
quasi due anni e mezzo e oggi questa sicuramente è una grandissima
svolta. Abbiamo veramente la possibilità di fare una grandissima
svolta e di approvare una legge per l'acqua pubblica. Questo non è
soltanto ribadire un bisogno ma si parla di ribadire un diritto
umano che è cosa ben diversa. Tra l'altro si tratta appunto di un
bene comune e di ribadire che non vogliamo più speculare e
speculazioni private sull'acqua. Per non dire altro. Questo è un
tema fondamentale. Noi da due anni e mezzo abbiamo lavorato per
inserire dei principi innovativi, rivoluzionari che parlano di
solidarietà, di acqua pubblica, di rispetto per la risorsa, per
l'ambiente ma al contempo abbiamo cercato di rispettare le leggi
quindi di rispettare le direttive che le normative comunitarie che
è lo Statuto e gli esiti referendari. Quindi molti rimaneggiamenti
sono stati effettuati in questa legge ma alla fine la
costituzionalità, a mio avviso, così come quella della maggior
parte dei miei colleghi c'è però siamo riusciti anche ad inserire e
a mantenere tutta una serie di principi. Quindi sicuramente questo
testo non sarà un testo perfetto. Tutto è perfettibile ma sono
certa che non sarà mai perfetto per questa Aula perché purtroppo,
dobbiamo dirlo, ci sono degli interessi, quindi, secondo me, questo
disegno di legge non dovrebbe essere ulteriormente modificato
perché presenta tutti i principi ma anche la correttezza e il
rispetto delle leggi.
Ci sono tutta una serie di sentenze che denotano questo. Fra
l'altro, sul discorso della concorrenza, vorrei ribadire un
concetto: sul servizio idrico non ci può essere concorrenza, fra
l'altro ci sono delle sentenze che ribadiscono che il servizio
idrico è privo di rilevanza economica perché per sua stessa natura
il servizio idrico, le reti, non possono essere sottoposte alla
concorrenza, quindi, al massimo questa si manifesta nella fase
dell'affidamento, ma la concorrenza per essere tale deve
caratterizzare l'intero servizio idrico integrato anche
successivamente all'affidamento, quindi, ci deve essere appunto la
possibilità di avere diverse proposte di legge, da diversi gestori
che fanno diverse proposte di legge che si accaparrano i clienti
perché di questo si parla quando si parla di concorrenza si parla
di cliente, non più di cittadini, quindi, pur condividendo,
appunto, i principi della concorrenza questi non sono minimamente
applicabili al servizio idrico, quindi, motivo per cui, il servizio
idrico è privo di rilevanza economica.
Questo era, appunto, un principio che aveva inserito il Movimento
Cinque stelle, però appoggiato anche da altri commissari, però,
comunque, per evitare qualsiasi forzatura abbiamo deciso anche di
modificare questa cosa, scrivendo appunto che non si possono fare
introiti sul servizio idrico, quindi, anche questo rilievo di
eventuale rischio di impugnativa è stato eliminato.
Poi, andando avanti, la priorità oggi del legislatore deve essere
sicuramente quella di fare il percorso inverso alla
privatizzazione, quindi, bisogna assolutamente ripubblicizzare
perché non soltanto per un discorso di principi o di
sbandieramenti o di campagna elettorale, ma per tutta una serie di
motivi tecnici e per una analisi della storia, perché se noi
analizziamo dal 1994 ad oggi, quando è iniziata la privatizzazione,
che cosa è successo in Italia e, soprattutto, in Sicilia, c'è da
mettersi mani nei capelli perché sicuramente i privati hanno
provocato l'innalzamento della tariffa del 35%, dal 1994 ad oggi,
non hanno portato a compimento gli investimenti che avevano
promesso e sicuramente il servizio non è migliorato, i cittadini si
trovano soccombenti in seguito alla gestione privata.
Tutto questo in Sicilia non è stato così, è stato peggio, perché
noi in Sicilia abbiamo degli aumenti tariffari che sono superiori
al 35% e abbiamo soprattutto che questi aumenti raggiungono dei
picchi in alcune province, come ad Agrigento, come ad Enna, ad
esempio, e inoltre abbiamo anche il sovrambito', che è tutto una
chicca siciliana, che altri non hanno. Quindi, una privatizzazione
veramente selvaggia, con infiltrazioni anche mafiose come spesso
abbiamo visto: tra l'altro io ho presieduto, ho coordinato una
sottocommissione nei primi del febbraio del 2013; questa
sottocommissione ci ha impegnato, abbiamo sentito tutte le parti in
cause in Sicilia, tutte le province, tutti gli attori e abbiamo
visto proprio questo, il fallimento della privatizzazione in
Sicilia, primo punto, un completo fallimento ma anche, devo dire,
che abbiamo potuto notare come molti comuni che gestivano il
servizio avevano anch'essi delle difficoltà economiche, dei vincoli
di bilancio pesantissimi e non riuscivano a portare a compimento il
servizio idrico integrato perché si deve parlare non solo di
gestione di acque bianche ma anche di gestione di acque nere,
impossibilità ad assumere il personale, assenze di competenze
tecniche, tutta una serie di cose per cui devo dire che abbiamo
visto, inoltre, da questa conduzione della sottocommissione anche
una situazione completamente a macchia di leopardo e queste
valutazioni e deduzioni che abbiamo dovuto estrapolare dalla
sottocommissione ci ha portato anche, insieme agli atri commissari,
ad inserire una serie di principi che poi si ritrovano, oggi, anche
nel testo che esamineremo come ad esempio della gestione della
tariffa unica. Perché tariffa unica?
La tariffa unica nasce proprio da una esigenza di solidarietà.
In particolare, da questa esigenza di andare verso un servizio che
sia uguale per tutti i siciliani perché a questo dobbiamo mirare,
ad un servizio idrico che sia uguale per tutti siciliani, che non
ci siano siciliani di serie A e siciliani di serie Z .
In questo momento abbiamo una Sicilia caratterizzata da aree
ricche di acqua, soprattutto le aree montane ed una Sicilia che
presenta dei deficit, dove l'acqua si paga a carissimo prezzo, dove
arriva a singhiozzo e, quindi, noi dobbiamo colmare queste
discrepanze proprio perché i siciliani sono tutti uguali.
Dobbiamo mirare ad un servizio che sia efficiente per tutti i
siciliani e questo significa tariffa unica. Così come in tutte le
altre cose, dove c'è la tariffa unica, la stessa cosa deve essere
per l'acqua perché non ci devono essere privilegi in Sicilia.
Questo non si può fare se non si parte dal concetto della tariffa
unica.
Inoltre, in questo lungo percorso che ci ha visti impegnati in
sottocommissione ed in quarta Commissione, abbiamo non soltanto
curato tutti gli aspetti propagandistici dell'acqua pubblica, ma
anche curato tutti gli aspetti tecnici.
Ad esempio, è stato fondamentale inserire, in questo disegno di
legge, il concetto che non si tratta soltanto del servizio e della
gestione delle acque bianche, ma anche del servizio idrico
integrato perché non dimentichiamoci che le acque bianche
consistono, soltanto, nel 5 per cento dei consumi, mentre le acque
industriali e le acque agricole, consistono nel 20 per cento e nel
75 per cento dei consumi.
Quindi, andare a parlare di acqua, quando non si considerano
questi sperperi enormi che avvengono nei due settori è incredibile,
non si risolverà mai nulla.
In Sicilia avvengono delle cose gravissime, ad esempio, a Gela,
nei poli industriali si utilizzava l'acqua di falda per le
industrie e l'acqua non potabile, dissalata si utilizzava per i
cittadini.
Mi auguro che questo limite, questa cosa non esista più, ma fino a
pochi anni fa e sicuramente fino a qualche mese fa era ancora così.
All'articolo 1, subito iniziamo ad inserire nella legge il
concetto che l'acqua è un bene comune, che l'acqua è pubblica, ma
quando si dice sempre l'acqua è pubblica, l'acqua è pubblica . Sì
l'acqua è pubblica, ma se il servizio non è pubblico, sicuramente
il cittadino non ha possibilità di accesso libero all'acqua. E'
veramente fuorviante dire che l'acqua è pubblica se poi il servizio
non lo è.
Quello che fa l'acqua pubblica' è il servizio, non il fatto che
il Signore ce l'ha donata.
All'articolo 1, quindi, iniziamo a definire che cosa è l'acqua.
All'articolo 2 introduciamo l'Autorità di bacino, proprio dalla
considerazione del fatto che l'acqua deve essere considerata nelle
sue tre componenti, potabile civile, agricolo e industriale,
bisogna assolutamente inserire l'autorità di bacino per fare le
quantificazioni. Abbiamo perso tempo. Questa autorità, questo ente
doveva avviarsi già nel 2010, siamo in ritardo, così come in tante
altre cose, siamo inadempienti.
L'Autorità di bacino, fra l'altro, doveva andare a redigere il
Piano di bacino. Siamo indietro su questo. Questo è un atto
amministrativo, non è un atto legislativo, il Piano di bacino, ma è
fondamentale per portare avanti un servizio idrico, integrato ed
efficiente, per sapere quanta acqua abbiamo in Sicilia e come viene
utilizzata.
Inoltre, serve poter attuare il Piano di gestione del distretto
idrografico che è stato iniziato nel 2010, ma ancora non è
completato. Tutte queste cose sono fondamentali e passano
dall'Autorità di bacino che viene istituita all'articolo 2.
Andando avanti, all'articolo 5 si parla di bacini idrografici. I
bacini idrografici sono stati quantificati secondo tutta una serie
di concetti geomorfologici, tecnici, le infrastrutture, si guarda
quanta popolazione c'è, in un numero minimo di cinque e massimo
nove.
Perché bacini idrografici? Perché bisogna, appunto, fare quelle
pianificazioni, soprattutto, per fare gli investimenti a scala di
bacino. Noi abbiamo una suddivisione degli ATO che è essenzialmente
errata, perché segue le dinamiche ed i confini politici perché gli
ATO coincidono con i confini delle province e questi sono concetti
che con l'acqua non c'entrano assolutamente nulla.
Quindi, bisogna andare a ridefinire i concetti dei bacini
idrografici proprio per andare a fare le pianificazioni per tutte
le grandi opere che servono nel servizio idrico.
Quando si parla di gestione bisogna fare un distinguo: gestione
dei comuni, gestioni di bacino, gestione unica, sicuramente è
fondamentale che il servizio straordinario sia fatto a scala di
bacino per fare, appunto, i grandi investimenti per le opere,
mentre per quanto riguarda la gestione ordinaria questa è
fondamentale che sia a livello del comune, del singolo cittadino e
che il comune possa, appunto, confrontarsi con i tecnici, con gli
uffici per la fatturazione e tutto quello che è manutenzione
ordinaria. Perché dico questo? Si fa sempre l'esempio di APS e di
AMAP nel palermitano, perché c'è stato il fallimento di un gestore
privato, ma non soltanto perché lì era un gestore privato, anche
per altri motivi, ad esempio perché nella provincia di Palermo
avevamo tanti gestori, quindi una situazione poco equilibrata come
infrastrutture, popolazione.
Ad esempio, avevamo Amap che gestiva soltanto il territorio di
Palermo, quindi un gestore che consegna l'acqua al 50 per cento
della popolazione di tutta la Provincia, però le infrastrutture
sono concentrate in un territorio molto piccolo, il 3 per cento del
territorio.
Al contrario, APS gestiva moltissimi comuni, quindi un territorio
molto grande, quasi tutta la Provincia e la popolazione era quindi
su un territorio molto più ampio, quindi, ovviamente, mentre Amap
aveva un fatturato concentrato, sicuramente APS negli anni ha
accumulato dei debiti.
Questo, quindi, non è soltanto conseguenza del privato ma è anche
conseguenza del cattivo bilanciamento del numero di popolazione e
infrastrutture.
Questo è quello che con questo disegno di legge si deve superare,
perché questo bilanciamento con la definizione dei bacini
idrografici corretta, che tenga conto dei corretti criteri che sono
stati inseriti in questo disegno di legge, va assolutamente fatto
proprio per non fare fallire il gestore che per noi deve essere un
ente pubblico e non una società per azioni.
Sulle gestioni, all'articolo 6 abbiamo inserito gli enti di
diritto pubblico.
Noi siamo assolutamente contrari alle società per azioni, anche
società in house, perché fanno parte del diritto privato, non
regolate dal diritto amministrativo quindi, sicuramente gli
azionisti hanno l'obiettivo del dividendo e non ci può essere una
gestione pubblica con le società in house perché sono sempre delle
società per azioni anche se il capitale è pubblico e quindi bisogna
assolutamente partire dall'ente di diritto pubblico per parlare di
gestione virtuosa che porti al pareggio di bilancio ma anche alla
partecipazione dei cittadini. Sono proprio due realtà completamente
distinte e separate: le società in house e gli enti di diritto
pubblico. Fra l'altro, gli enti di diritto pubblico oggi, con la
modifica che c'è stata nel 2000 del Testo unico degli enti locali,
si possono far funzionare in maniera migliore rispetto a come
funzionavano anni prima.
Questo in generale è quello che voglio dire: secondo me questo
testo di legge non va modificato, va lasciato così, se presenta dei
profili di incostituzionalità, sarà lo Stato a farcelo presente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio il mio
intervento ovviamente non ripetendo le cose che sono state dette
nelle volte precedenti ma cercando di fare alcune puntualizzazioni
sul disegno di legge e la prima riguarda la gestione di questi
lavori d'Aula.
Io non ho voluto dirlo prima ma lo dico ora, sarebbe stato molto
più corretto e consono al ruolo che svolge il Presidente
dell'Assemblea stralciare gli articoli che palesemente gli Uffici
della Presidenza hanno indicato come incostituzionali.
Questo è il compito del Presidente dell'Assemblea, e se non
intende avvalersi più di questo articolo, allora è il caso che
cambiamo il Regolamento interno e si procede liberamente a esitare
i disegni di legge in Aula, costituzionali e no, e poi il
Parlamento sarà sovrano nella decisione.
Andando al merito della discussione, cominciamo dall'articolo 1
che è infarcito di una serie di considerazioni, più che
considerazioni di indicazioni, in cui l'acqua deve essere gestita
secondo un governo pubblico che è ripetuto al secondo comma ed è
ripetuto anche nei commi successivi e leggendo ovviamente il resto
di questo articolato si evince che ci troviamo dinanzi ad un'idea
che è quella che deve essere il servizio pubblico, mettendo allo
stesso livello il concetto di acqua pubblica che è un concetto che
esiste nel nostro Statuto e che è tra l'altro ripreso anche dalla
legge Galli, che all'articolo 1 recita testualmente: «tutte le
acque superficiali e sotterranee ancorché non estratte a
sottosuolo, sono pubbliche, e costituiscono le risorse che va
salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà». La
stessa definizione di che cosa è l'acqua pubblica viene ribadito
nel decreto legislativo n. 151 all'articolo n. 144 del 2006 in cui
si ritorna con la dizione: «tutte le acque superficiali e
sotterranee ancorché non estratte dal sottosuolo appartengono al
demanio dello Stato, le acque costituiscono risorse che vanno
tutelate e utilizzate secondo criteri di solidarietà qualsiasi loro
uso è effettuato salvaguardando le aspettative e diritti delle
generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale».
Allora, caro Presidente la esplicitazione e la formulazione di
questo primo comma è una contraddizione perché indicare che la
Regione, ai sensi dell'articolo 14 lettera i) dello Statuto vuol
dire indicare una cosa diversa rispetto a quello che è scrittp
nello Statuto, perché lo Statuto della Regione siciliana
all'articolo 14 indica che l'acqua è pubblica, e qua siamo tutti
d'accordo, ma qui si vuole invece infilare il discorso del
servizio nell'ambito della norma statutaria, che non è possibile
farlo con una legge ordinaria ma non è possibile certamente
occuparci di servizio nell'ambito di quello che è lo Statuto.
Dico di più, dobbiamo stare attenti anche a questa terminologia
che usiamo a volere a tutti i costi, perché si crea una
sperequazione tra quelli che sono i comuni che hanno avuto sindaci
che hanno consegnato le reti, con i comuni che non li hanno
consegnato, e faccio l'esempio della provincia di Agrigento. Il
Governo nazionale ha attribuito fondi per 1 miliardo e 180 milioni
per le fognature i comuni che non hanno consegnato le reti
vedranno i propri cittadini impegnati con la tariffa a contribuire
al 31 per cento del costo delle infrastrutture a differenza degli
altri comuni che invece si troveranno nelle condizioni di avere il
finanziamento al 100 per cento.
Relativamente al punto f), che riguarda sempre l'articolo 1, c'è
l'indicazione di 50 litri al secondo, i 50 litri per persona a
tutti i residenti della regione. Credo che sia una norma che si
commenta da sola in termini di faziosità in termini di demagogia,
perché non vedo la ragione per cui ha un buon reddito non debba
contribuire alle spese e servizi. Ci ritornerò più tardi su questo
articolo, allorquando, si tenta l'accantonamento di una somma pari
al due per mille, che è molto più avanti dove io ho presentato
invece un emendamento che sviluppando una riflessione che è stata
in questi giorni portata all'attenzione del popolo italiano: ci
sono 4 milioni di italiani che sono in condizioni di povertà, e
credo che sia un dato inequivocabile per cui un emendamento è stato
presentato da me proprio ad indicare che le risorse e la quantità
che deve essere messa da parte a proposito dei cittadini meno
abbienti che non sono in condizione di potere pagare e che
attraverso la certificazione ISEE e la certificazione dei sindaci,
credo che possa essere indicato in una cifra pari al tre per cento
per ottenere che cosa? Che queste persone non pagano e che la parte
che non viene pagata, ovviamente, è a carico delle tariffe.
Manca in tutto il dispositivo legislativo dell'articolo 1, me lo
lasci dire, l'indicazione del servizio che è di interesse economico
perché il termine economico generale non ci deve stupire, è
ribadito in diversi articoli, è recuperato all'articolo 7, comma 1,
lettera d), ed oggi è stato calato nel decreto legislativo 152
attraverso l'articolo 150.
Il fatto che un servizio sia economico, non significa che deve
essere fatto con utilità rispetto alla gestione in sè stesso del
servizio, perché ormai è chiaro, il servizio non determina alcuna
forma di guadagno per l'imprenditore, il ritorno a carico
dell'imprenditore è sostanzialmente l'investimento pubblico.
Esiste poi tutta una serie di indicazioni, che sono negli articoli
2 e 3, che testimoniano una farraginosità nella gestione del
servizio idrico, con comitati, che ci vorranno certamente luoghi
abbastanza ampi per lo sviluppo di quelle che possono essere le
riunioni, ma le questioni più articolate e più importanti sono
certamente all' articolo 5, laddove questa gestione resta molto
equivoca perché, a mio parere, secondo quello che è il dettato
legislativo, bastava una delibera di Giunta, e comunque va
certamente soppresso il punto i) dell'articolo 5, che indica che
delibera su proposta dei Comuni facenti parte del medesimo ambito
la costituzione di sub ambiti . Questo non è assolutamente in
sintonia con il concetto di unicità.
Né tanto meno si può pensare che ci possa essere l'opportunità
dell'intervento di trasferimento delle reti, perché questo
determina anche un problema di chi paga i costi, perché se un
determinato intervento infrastrutturale è stato fatto in una
porzione di un territorio, in una città, ed avviene il
trasferimento di queste reti per cui c'è stato il caricamento nella
tariffa, io credo che non sia giusto che in parte chi ha pagato
adesso debba trovarsi praticamente con il trasferimento della rete
in un altro territorio, in un altro ambito, a meno che il comune
che intenda avvalersi di una norma di questo tipo provveda con
proprie risorse a contribuire ai costi che pagano i cittadini con
le tariffe.
Relativamente all'articolo 6, a mio parere, ci sono diversi commi
che andrebbero eliminati, perché mettono in discussione l'idea del
servizio stesso, che diventerebbe un servizio pubblico. Certamente
significa che parlerebbero di gestione diretta dei comuni, o di sub
ambito, o comunque di società che verrebbero costituite, quando
tutto questo sappiamo che non è possibile perché c'è un compito
preciso e ben determinato che riguarda, in buona sostanza,
l'unicità del servizio e l'affidamento in un'unica gestione.
Relativamente alla questione del personale da trasferire, articolo
7, qui c'è un'interpretazione che è molto subdola dell'articolo
173. Sembrerebbe, come è scritto qui, che il personale possa
transitare da un soggetto privato ad un soggetto pubblico.
Ricordo che l'articolo 173 del decreto legislativo 152, prevede la
possibilità al contrario, quindi o questo comma si chiarisce o
questo comma così come è proposto lascia adito ad una doppia
interpretazione.
Poi, i commi 6 e 7 sono, lasciatemelo dire, solo ed esclusivamente
delle minacce fatte con legge regionale, ai possessori di contratto
del servizio idrico, per i quali non c'è bisogno di alcun passaggio
legislativo, perché intanto si tratta di contratti, non si può
intervenire con norma regionale, e se ci sono inadempienze gravi ed
irreparabili è giusto che il committente le faccia valere.
Ed infine, il comma 8 dell'articolo 7 recita I Comuni di cui
all'articolo 1, comma 6, della legge 9 gennaio 2013 n. 2,
continuano la gestione diretta del servizio idrico integrato fino
al termine di un anno dall'avvenuta definizione degli ambiti di cui
alla presente legge . Se queste tre righe le avesse scritte un
sindaco di qualsiasi città avrebbe certamente determinato a suo
carico una responsabilità di falso per omissione, perché sappiamo
tutti che questo articolo è stato impugnato, e che non si può dire
continuano , perché di fatto la continuità che c'è in questo
momento è arbitraria, e l'idea che ci possa essere, da parte dello
Stato, nuovamente un'impugnativa, credo che debba consigliare il
Governo, o chi sostiene questo emendamento, di cambiare la dizione
perché così come è formulato è una impugnativa al cento per cento.
Relativamente alla questione delle tariffe, io credo che, quello
che è scritto qui, andrebbe cambiato perché non c'è ombra di dubbio
che questo articolo 10, così come è formulato, attraverso, anche,
la partecipazione di strumenti di democrazia partecipativa e altre
cose, sono tutte formule che presuppongono la partecipazione di
soggetti che non hanno alcun titolo, secondo la legislazione
nazionale, e che poco rilievo hanno perché di fatto, la proposta
all'Autorità nazionale, deve essere fatta, certamente, all'ATI che
altro non è che l'ente di governo di cui all'articolo 147.
Relativamente, poi, alla questione delle commissioni tecniche, mi
sembra un articolo ultròneo. Non credo che ci sia necessità che la
Regione si infili in questo bailamme.
L'ATO idrico è un soggetto giuridico autonomo che è composto dai
Comuni e, quindi, dai sindaci. I sindaci sanno quali sono le loro
condizioni. Se loro ritengono necessario intervenire, è giusto che
lo facciano. Non credo che sia competenza della Regione
intervenire, e tanto più mettere in queste commissioni anche i
rappresentanti delle cosiddette organizzazioni sindacali che vuol
dire che il lavoratore che la mattina attende le indicazioni del
proprio datore di lavoro per le attività che deve compiere, la sera
poi se lo trova dall'altra parte del tavolo che dà indicazioni al
proprio datore di lavoro.
Sono quelle formule, compreso anche la partecipazione di altri
soggetti che non sono, assolutamente, istituzionali ma che si sono
trovati, nel cammin facendo di questo percorso molto ideologico
della gestione dell'acque, una sorta di partecipazione che non è,
francamente, ammessa dalla legislazione nazionale né tanto meno da
quella europea perché si tratta di attività di natura
imprenditoriale per cui altra cosa non esiste.
Signor Presidente, per quanto ci riguarda, non crediamo che ci
possa essere una soluzione mediana. Qui la soluzione deve essere
troncante per gli aspetti che sono più specifici e più attinenti a
quelle che sono le tematiche di questo disegno di legge. In questo
disegno di legge credo che ci sia la responsabilità, di ciascuno di
noi, sul piano politico, sul piano culturale e a proposito
dell'Autonomia, io credo che chi ha parlato di Autonomia deve
rendersi conto che la Regione siciliana non è un territorio fuori
dall'Europa, anzi fa parte dell'Europa e, come tale, deve attenersi
alle direttive europee.
Se battaglia va fatta, questo non è il luogo adatto. La battaglia
va fatta in sede europea e, credo, su questo potremmo trovare ampie
convergenze da parte, anche, di chi vi parla. Ma porre le questioni
in questa sede, che è una sede assolutamente inappropriata vada
rimesso in ripristino un dialogo tra maggioranza ed opposizione su
un tema così importante che non può trovare differenziazione ma ha
il dovere morale, civico e politico di dare vita ad una legge che
non sia impugnata dallo Stato e che, a differenza di tante altre
regioni che hanno avanzato discorsi demagogici, la Sicilia sia al
passo con i tempi europei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Poi, a
seguire, gli onorevoli Assenza, Fontana, Cimino, Vinciullo e
Figuccia. Ne ha facoltà, onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io, per quanto
riguarda l'aspetto tecnico, mi rifaccio agli interventi testé
completati dall'onorevole Di Mauro, che ha seguito nel merito.
Ma, preliminarmente, vorrei intanto far notare alla Presidenza che
non può intervenire con provvedimenti a seconda dei casi. E mi
riferisco all'esercizio che la Presidenza, - che è una sua
prerogativa -, ha sempre esercitato, che è quella appunto di
stralciare le norme ritenute in contrasto con il Regolamento
interno, in contrasto con lo Statuto o, a maggior ragione, le norme
ritenute incostituzionali.
Ora, non capisco perché la Presidenza non abbia provveduto, in
questo caso - addirittura con l'avallo, e supportata dagli Uffici -
a stralciare quelle norme che mettono a rischio la sopravvivenza
stessa di questo disegno di legge e che, comunque, espongono la
nostra Regione e, in particolar modo, questo Parlamento, ad una
figuraccia a livello nazionale e, credo tutti conveniamo, in questo
momento e alla luce di quello che sta accadendo e che è accaduto
nei nostri confronti, non sia proprio la migliore delle soluzioni.
Quindi, io inviterei la Presidenza, intanto, a comportarsi sempre
in maniera univoca e non ad adoperarsi di volta in volta con delle
decisioni che non tengono conto di una linearità di percorso
rispetto ai provvedimenti di legge.
E non vale che tenti i intimidire i membri di questo Parlamento
quando sollevano i problemi e vengono tacciati, dalla Presidenza
stessa, come se fossero dei soggetti che volutamente mettono in
discussione l'iter delle leggi, oppure il buon andamento delle
attività del Parlamento stesso.
Ogni parlamentare ha diritto in piena libertà ed in piena
autonomia, di esprimere le proprie decisioni e di dare il proprio
apporto e il proprio contributo; solo la Presidenza non ha questo
diritto perché ha il dovere di far esprimere i deputati nella
pienezza dei loro convincimenti.
Riguardo alla legge, io ormai in questo Parlamento ne ho viste di
tutti i colori e, quindi, non mi meraviglio assolutamente di nulla.
Non mi meraviglio, per esempio, che si discute di questa presa in
giro, perché è una presa in giro nei confronti dell'elettorato, si
discute da tre anni e poi, all'improvviso, c'è stata questa
accelerata nel momento in cui c'erano un Governo ed una maggioranza
in grandissima difficoltà e, pertanto, ciò che non è riuscito in
tempi normali è riuscito in un momento in cui il Governo della
Regione ed il suo Presidente erano sotto attacco. E quando una
persona è sotto attacco, gli si può chiedere di fare qualsiasi
cosa.
Perché è una pagliacciata questa legge? Da dove parto? Dal
referendum, l'acqua pubblica. Era una pagliacciata quel referendum
e mi fa specie e mi meraviglio che si prenda come esempio il
consenso avuto dal quel referendum, con un finto quesito
referendario, perché è chiaro che se tu proponi all'elettore se
l'acqua sia pubblica o meno, è chiaro che l'elettore ti dice che
l'acqua è pubblica, ma è chiaro ed evidente a tutti che si tratta
di uno specchietto per le allodole per dire altro, in quanto
nessuno mai né la Costituzione, né le leggi hanno mai messo in
discussione che l'acqua sia pubblica.
Ma se il metro, il termine di paragone per stabilire se c'è un
consenso su una proposta o meno è quello del consenso ricevuto da
quel referendum, allora io propongo, sfido, se sottoponiamo a
referendum la proposta di dare 5 mila euro al mese ad ogni
cittadino italiano, ovviamente quella proposta riceverà non il 98
ma 100 per cento di consensi al referendum stesso; quindi serietà
imporrebbe di stare attenti nel fare dei parallelismi.
E andiamo alla norma in sé. Che sia incostituzionale è pacifico e
chi vi parla non è che sia un fautore della privatizzazione o della
gestione ai privati. Chi vi parla vuole solo mettere in evidenza,
da componente dell'opposizione in questo Parlamento, il tentativo
fuorviante di coprire con una legge manifesto , con una legge
immagine , con una legge che è tutto e il contrario di tutto, il
tentativo di far passare come una grande conquista di questo
Parlamento e, credetemi, all'interno infilarci una serie di
cosette. E quali sono queste cosette?
Intanto, è una legge che prevede una miriade di comitati e
comitatini che peseranno, che avranno un costo e il costo,
chiaramente, si riverbererà sulla tariffa, su questo, non c'è
dubbio perché alla fine saranno i cittadini a pagare.
Non mi dilungo sull'articolo 1 dove sono elencate una serie di
affermazioni apodittiche che sono un insulto all'intelligenza delle
persone, una serie di affermazioni per dire l'ovvio o per colorare
una scelta politica, una legge, una norma, tanto da cercare di
portare avanti propagandisticamente le proprie tesi politiche sulle
spalle del cittadino, ignaro e innocuo che poi pagherà, perché sarà
costretto a pagare.
Andiamo ai comitati, ne sono previsti all'articolo 2, ne sono
previsti all'articolo 5 perché non bastano quelli istituiti dalla
Presidenza, poi ci sono quelli all'interno degli ambiti; ne sono
previsti all'articolo 14 e c'è tutta una serie di comitati, anche
alcuni curiosi, come quello che prevede che gli operai stessi, come
diceva bene l'onorevole Di Mauro, di mattina devono eseguire le
direttive che vengono impartite loro dai datori di lavoro e di sera
impartiscono direttive attraverso l'ennesimo comitato consultivo ai
loro datori di lavoro. Non c'è che dire. Sono delle belle trovate.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
E' una serie di soggetti che fanno parte di questi comitati che
anziché dare un impulso, una velocizzazione e una razionalizzazione
all'applicazione della legge stessa, per velocizzare appunto la
gestione di questi servizi, si fa di tutto essendo una legge truffa
per complicare la gestione della legge stessa e per rendere
assolutamente impossibile farla funzionare.
Poi ci sono delle altre considerazioni anche all'interno della
composizione di alcuni comitati.
E mi riferisco al primo, a quello principale, fondamentale, di cui
fanno parte i vari assessorati. Ci sono una serie di assessorati
che fanno parte, una infinità. Per esempio l'assessorato del
turismo, perché non deve farne parte, quello dei beni culturali sì,
non si sa in virtù di che cosa, e quello del turismo, no. Ma questa
discriminazione nei confronti dell'Assessorato del turismo che non
può far parte di questo comitato, non gli si dà l'onore, il piacere
che viene dato a tutti, a quisque de populo di partecipare ad un
comitato e all'assessorato del turismo che sarebbe il sesto, il
settimo degli assessorati che fanno parte di questo fantomatico
comitato gestionale, generale presso la Presidenza, che deve
esprimere parere su tutto, al turismo, no. E' in castigo
l'Assessorato del turismo.
E quello delle autonomie locali, trattandosi dell'Assessorato a
cui fanno parte gli enti locali, i comuni? E che più degli altri,
secondo me, avrebbe voce in capitolo nella gestione di una legge
che prevede fra l'altro che possono essere i comuni in forma
singola o associata a gestire il servizio, perché l'Assessore delle
autonomie locali non debba far parte di questo comitato?
Poi, ci sono le furbate e le furbate sono quelle relative al
passaggio di dipendenti, non si sa come assunti, non si sa come
assunti, dal privato al pubblico che è stata già bocciata e che
sarà bocciata nuovamente. Con un'ulteriore furbizia, quella della
tariffa unica, per cui questi dipendenti, i comuni, le società che
hanno assunto indiscriminatamente e quindi che sono oggetto di una
mala gestio delle risorse vengono a scaricare con la tariffa unica
regionale anche sui comuni virtuosi, i comuni che sono stati ligi e
rispettosi delle leggi, vengono a scaricare su questi comuni il
peso e il costo dell'operato truffaldino delle società che invece,
in dispregio a qualsiasi legge, hanno proceduto, per quali fini poi
dovrebbero spiegarcelo, ma lo sappiamo tutti quali sono questi
fini, a fare delle assunzioni che non servivano e che, comunque,
non erano previste dalla normativa.
Beh Tutto questo noi non possiamo accettarlo, perché un conto è
parlare di gestione oculata delle risorse idriche, un conto è
contestualmente e contemporaneamente, all'interno di questa
gestione, farci entrare una serie di malefatte a livello di
assunzioni di personale, che poi si vuole scaricare sulla tariffa e
quindi sul cittadino e anche sui cittadini che sono assolutamente
incolpevoli e che fanno parte, magari, di comuni di ambiti
territoriali che non hanno operato in questo senso e che si
troverebbero caricati di un surplus da pagare per chi, invece, ha
violato le leggi.
Tutto questo è incostituzionale e questo, tra le altre
motivazioni, sono alla base del motivo per cui noi siamo
assolutamente contrari a questa legge pur essendo favorevoli ad una
gestione pubblica e oculata delle risorse idriche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come diceva
qualcuno correttamente, questa legge è all'esame della IV
Commissione, di cui faccio parte dal dicembre del 2012.
Ho partecipato con assiduità ai lavori della Commissione e ho
potuto notare come il Governo su questa norma sia riuscito a
cambiare opinione per ben tre volte. Mi ricordo gli alterchi feroci
tra l'Assessore, all'epoca, Marino e il deputato Panepinto;
l'effimera presenza del nuovo Assessore Calleri, l'atteggiamento un
po' rinunciatario dell'Assessore Contrafatto, che ha ritenuto di
delegare il più delle volte ai lavori in Commissione l'esperto,
l'avvocato Speziale.
Abbiamo assistito alla solita manfrina che alla fine ha portato
alla redazione dell'ennesima norma spot. Occorreva arrivare
all'agosto del 2015, con questa norma targata Movimento Cinque
Stelle e parte del PD, per scoprire che l'acqua è pubblica.
Occorreva questo colpo di magia alla Mandrake per arrivare a
cotanta affermazione; dimenticando che vi è un testo unico del 1933
che lo fissava in maniera veramente plastica, dimenticando che lo
stesso Codice civile all'articolo 822 lo ribadisce; dimenticando
una legge, quella sì, una legge come si deve, la legge Galli, che è
stata presa a modello da tante altre legislazioni nazionali;
dimenticando, infine, lo stesso decreto legislativo del 2006.
No, occorreva, in questo caso, la maggioranza di Sinistra,
allargata anche in questo caso - non è cosa rara in quest'Aula - al
Movimento Cinque Stelle, per scoprire l'acqua calda, per restare in
tema di acqua.
Ed allora, poi alla fine mi sono trovato da solo in Commissione a
votare contro questa ennesima norma spot, perché non solo non si
stava attuando nulla di quello che si diceva nei giornali, ma lo si
faceva in maniera così platealmente demagogica da rendere
impossibile qualsiasi contributo serio alla redazione di una norma.
Ci sforziamo, attraverso la presentazione di una serie di
emendamenti, di rendere questa norma presentabile, esente da pecche
troppo gravi e che corregga quei vizi di criticità costituzionale
che oltre all'Assessorato anche gli uffici legislativi hanno
evidenziato.
Speriamo bene, ma l'atteggiamento di questi primi momenti di
confronto non è che mi convince tanto che siamo sulla buona strada.
Non abbiamo votato a favore della pregiudiziale perché riteniamo
che l'intera normativa non sia, in effetti, affetta da
incostituzionalità essendo la stessa limitata da alcune previsioni,
sia pure importanti, che speriamo vengano corrette nel corso dei
lavori.
Allora, quali sono gli elementi che in ogni caso non possono
trovare ingresso e che devono essere corretti necessariamente? Che
l'acqua sia pubblica, che tutto quanto riguarda il sistema di
ricerca, estrazione, adduzione, depurazione e quant'altro debba
continuare ad essere pubblico, questo è fuori discussione. Che la
gestione debba essere tendenzialmente pubblica e prevalentemente in
maniera assoluta e come linea di azione e di perseguimento
dell'obiettivo deve essere chiaro è altrettanto evidente. Che,
però, non si può escludere a priori che vi siano dei casi in cui
sia necessario il ricorso al privato perché il pubblico non è in
grado da solo e in alcuni casi e situazioni e per alcune
peculiarità altamente deficitarie di provvedere da solo questo è
evidente.
La normativa comunitaria, la normativa nazionale sono chiarissime
in questo senso. Escluderlo a priori, come si vuole fare con questa
norma manifesto, significa destinare al fallimento questa benedetta
norma.
Poi, è una norma che si è voluta infarcire di luoghi comuni. La
partecipazione democratica, come se i rappresentanti eletti dal
popolo nei vari Comuni che poi daranno luogo a questi ATO idrico
non siano di per sé espressione della volontà popolare e, quindi,
della rappresentanza popolare per cui vi è necessità di allargare a
queste assemblee pleonastiche che, di fatto, rendono assolutamente
farraginosa la macchina gestionale e finiranno con il paralizzarla.
Non si vede perché, accanto al comitato istituzionale permanente
che è sacrosanto che debba esistere e alla segreteria tecnica
operativa che poi deve rendere pratica e obiettiva l'indirizzo del
comitato istituzionale permanente, vi sia necessità di questa
fantomatica commissione di coordinamento e pianificazione che deve
essere abrogata se non si vuole rischiare di paralizzare qualunque
possibilità di effettiva funzionalità di questa norma.
Non parlare del comitato di consultazione previsto dall'articolo 3
che affiancata a quella ulteriore commissione renderebbe non
duplicato ma triplicato le stesse funzioni in tre organismi
diversi.
La pretesa di incidere in istituti di diritto privato che
dovrebbero restare immuni ed estranei da qualunque intervento
normativo sono, altresì, una delle criticità essenziali di questa
norma.
Si vuole intervenire, addirittura, sulla composizione sulle
società capitali già esistenti, cioè ad imperio si fa un esproprio
proletario, io l'ho definito così in commissione, non si sa bene su
quale base e su quale principio incidendo sulla esistenza di queste
stesse società in essere.
Si introducono con l'articolo 10 altri sistemi, come se quei due
iniziali non bastavano, anche questo terzo di uno strumento di
democratica partecipazione per il servizio idrico integrato cioè
questa ossessione di voler riempirsi la bocca di demagogia allo
stato puro, di ricerca ad ogni costo di un consenso allargando a
dismisura qualsiasi ipotesi di coinvolgimento, il che fa a pugni
con la gestione di un servizio pubblico importantissimo qual è
quello del servizio idrico.
Su quel tentativo di traghettare il personale alla sfera pubblica,
già in molti si sono soffermati, non crediamo che sia attraverso
una norma che questo possa essere fatto, ma, semmai, poi dalla
effettiva gestione, se è indispensabile che personale, che già è in
servizio presso gli Enti che attualmente gestiscono, transitano
alle nuove strutture queste potrà essere fatto ma non evidentemente
urbi et orbi con una previsione di carattere generale.
Così come è assolutamente inutile prevedere delle ulteriori
commissioni tecniche dimenticando che poi, alla fine, tutti questi
organismi che vengono previsti, di cui ci riempiamo la bocca come
strumento di avvicinamento dei cittadini alla gestione, hanno
comunque un costo che poi, alla fine, quindi, andranno a gravare su
che cosa? Sulla tariffa. E, quindi, alla fine è un danno per i
cittadini che, invece, s'intenderebbero strettamente tutelati.
Dicevo di questa previsione dell'articolo 14, dell'istituzione
delle commissioni tecniche presso gli ATI posti in liquidazione che
avrebbero come scopo quello di verificare le gestioni già in atto
e, quindi, gli eventuali disservizi per valutare gli eventuali
inadempimenti, come se per questo non ci fossero già gli Uffici
legali e gli Uffici tecnici degli Enti che saranno i Comuni, i
Consorzi dei Comuni e gli altri che sono preposti per legge a
questo.
C'è bisogno di introdurre ulteriori carrozzoni, ulteriori
possibilità di sistemare gli amici degli amici, aggravando sempre
sulla sfera pubblica e, poi, alla fine, necessariamente sui
cittadini?
Così come trovo assolutamente anomalo che sia prevista, per norma,
la possibilità di rivedere i contratti in essere per verificare
l'inadempimento; come se ciò non fosse già, di per sé, un obbligo
della parte pubblica di mettere in mora l'Ente privato; se ve ne
sono le condizioni c'è bisogno di una norma che lo preveda. Ma
siamo veramente alla follia Follia che quando si associa alla
demagogia dà questi risultati.
La finiamo con la ciliegina sulla torta? Le convenzioni
internazionali prevedono che il fabbisogno individuale minimo, per
persona, di questo prezioso liquido sia in 50 litri.
I nostri amici a Cinque Stelle hanno tradotto questo principio,
questo calcolo del fabbisogno individuale minimo, in 50 litri nel
senso che, 50 litri, devono essere gratuiti per tutti.
Io li ho ringraziati più volte in commissione perché io ho cinque
figli, uno dei cinque è sposato e ha dato alla luce un nipotino per
me, ha già tre anni, quindi, siamo in otto, per cui io ringrazio
gli amici della maggioranza e dei Cinque Stelle che mi garantiscono
400 litri, pro die, ogni giorno, per tutta la vita. Io non pagherò
più acqua; però, siccome il principio è quello che il costo del
servizio deve essere comunque, alla fine, integrato dal ricavo,
dalla tariffa, i miei 400 litri li pagherà magari un soggetto che è
meno fortunato, tra virgolette, del sottoscritto dal punto di vista
economico.
Cioè rifiutarsi di introdurre un principio di assoluto buon senso,
che va al di là di qualsiasi,non solo di proporzionalità, ma questo
beneficio se deve essere previsto e deve essere previsto, vale solo
per i cittadini indigenti, per coloro che ne hanno assolutamente
bisogno, per essere parametrato al reddito e al nucleo familiare,
non è un diritto che può essere gravato, garantito a tutti comunque
perché gli Uffici hanno calcolato che solo questa previsione
prevede un aggravio per circa il 30 per cento sul costo del
servizio finale.
Vogliamo andare avanti con l'ennesima norma spot? Proseguiamo su
questa linea.
Noi non abbiamo fatto degli emendamenti. Non abbiamo, ripeto,
cercato di affossare questa legge, fin dall'inizio, appoggiando la
questione di pregiudizialità, però riteniamo che alcune cose di
assoluto buon senso che rimettano in gioco il rispetto di alcuni
principi essenziali debbano essere necessariamente salvaguardate
dal dibattito e ci auguriamo che non si vada a colpi di
maggioranza, in questo caso, allargata, come spesso avviene perché
se ne dica in giro, al Movimento Cinque Stelle, perché, altrimenti,
significherà che voi non volete avere alcuna possibilità di
confronto con questa opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
Seguono altri cinque interventi, il primo dei quali l'onorevole
Cimino. Inviterei al rispetto dei tempi. Entro l'intervento
dell'onorevole Fontana, chiudo l'iscrizione a parlare.
FONTANA. Signor presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola,
questa sera, su questo disegno di legge che ritengo
importantissimo, strategico, per certi versi anche sofferto,
considerato l'iter che dura da più di due anni. E' dal nostro
insediamento che si parla della questione delle risorse idriche.
Prendo anche la parola e sono, francamente, un po' amareggiato del
fatto che non vedo la presenza dei parlamentari del Movimento
Cinque Stelle, tra cui c'è solo un rappresentante, però dei 14 vedo
soltanto lei, onorevole Ciaccio.
Prendo la parola pure per contestare un'interrogazione fatta da un
parlamentare agrigentino del Movimento Cinque Stelle, dove vengo
citato e tirato in ballo sulla questione dell'iter
dell'aggiudicazione del contratto della mia Provincia, quando
allora ero Presidente della Provincia e, quindi, anche Presidente
dell'Assemblea dei Sindaci e, siccome, vi sono tantissime
inesattezze, direi anche delle cose che non rispondono
assolutamente alla verità. Ci tenevo a sottolineare all'onorevole
Mangiacavallo che tutto ciò che viene detto in questa
interrogazione non è rispondente al vero.
Non è rispondente al vero la durata della gara perché la gara è
durata più di due anni, che le gare sono andate, per ben due volte,
deserte, che la terza volta si è fatta una terza gara, anche questa
non andata a buon fine, che poi vi è stata la quarta gara che,
finalmente, andò a buon fine e che, tra l'altro, i componenti della
gara erano persone da me nominate, ma vorrei ricordare che fra
questi c'era il professore Garri che, allora, era il Presidente
dell'Autorità dei Lavori Pubblici. Sarebbe l'attuale presidente
dell'ANAC, il Cantone di allora.
C'erano anche il professore Goffredo La Loggia, il professore
Bagarella, Trezza e quant'altri. Quindi, una commissione veramente
di altissimo livello e che la stessa aggiudicazione non fu fatta
dalla nostra assemblea perché, allora, non ci fu un accordo tra i
sindaci dell'assemblea stessa e io, da presidente, mi sono sempre
astenuto nei lavori perché ero super partes e, quindi, non votavo
mai né a favore né contro, ma mi sono sempre astenuto e questo è
agli atti di tutti i verbali che sono stati fatti durante quella
gestione e che eravamo, fra l'altro, inadempienti rispetto ad una
aggiudicazione che, comunque, dovevamo fare, visto che la gara era
stata già espletata e l'allora presidente nominò un commissario ad
acta che venne e fece l'aggiudicazione. Quindi, fu aggiudicata
grazie a questo.
Bisogna riferire all'onorevole Mangiacavallo che anche il
contratto noi l'abbiamo firmato dopo quasi un anno. Quindi, eravamo
inadempienti anche in questo senso e questo non fu fatto perché, in
effetti, spettava a me, da presidente dell'assemblea, firmare il
contratto, cosa che feci, ma feci dopo un anno e dopo una diffida
dell'avvocato Musco - famoso avvocato del Foro di Roma - che ci
diffidò, fra l'altro, addebitandoci una responsabilità anche
economica di notevole entità e solo allora l'Assemblea in un
qualche modo si decise a dare il via per l'autorizzazione alla
firma del contratto.
Ecco perché noi allora firmammo e firmai il contratto, eravamo
proprio in prossimità del Capodanno - ricordo che era proprio il 27
o il 28 dicembre del 2007 - e questo lo dico per la chiarezza dei
fatti, per evitare che passino notizie non vere, assolutamente
false, non fondate e quindi credo che aldilà delle interrogazioni
se ci sono elementi che il Movimento Cinque Stelle ritiene che non
siano rispondenti ai criteri di trasparenza e di assoluta
correttezza, sarebbe preferibile rivolgersi alle Procure, dopo
ognuno può anche difendersi meglio ed, eventualmente, denunciare
per calunnia chi solleva determinate questioni che sono
assolutamente infondate.
Questo tanto per essere chiari, perché non abbiamo nulla,
personalmente non ho nulla da nascondere e da farmi perdonare,
perché credo che i miei comportamenti siano stati comportamenti
assolutamente chiari, trasparenti e lo sanno tutti, lo dico perché
visto che è stata presentata questa interrogazione è giusto
rispondere, anche se ancora non è stata portata in Aula ma
l'occasione è ghiotta per poterne parlare.
Per quanto riguarda, invece, la questione squisitamente legata
alla gestione pubblica sono anch'io assolutamente d'accordo, credo
che questo sia un bene primario e aldilà del fatto che l'acqua è
pubblica - e lo sappiamo tutti - e la gestione invece è stata
privatizzata ma non è stata privatizzata per una nostra volontà ma
perché prevista da una norma, dalla legge Galli , la legge del 1994
credo, poi ci sono state le direttive europee che sono andate in
questa direzione e quindi anche la Regione siciliana si è dovuta
adeguare a questa norma sulla gestione privata.
Io credo che in questa norma vi siano anche dei profili di
incostituzionalità ma aldilà di questo, siccome io condivido la
gestione pubblica voterò assolutamente a favore del disegno di
legge, se ci saranno o non ci saranno profili di
incostituzionalità, questo non è compito mio sarà il Consiglio di
Ministri a decidere sulla materia, ma sulle questioni che
riguardano la gestione .. e mi dispiace che alcuni sindaci
agrigentini che non sono presenti, visto che questa questione è
particolarmente agrigentina perché è stata sostenuta e portata
avanti anche da colleghi come l'onorevole Panepinto che è stato il
capo di questo movimento dell'acqua pubblica, gliene do atto. Io
questa vicenda l'ho condivisa ma non ero assolutamente d'accordo
sulla cessione delle reti e cioè che alcuni sindaci magari più
ingenui o che hanno ottemperato a una disposizione di legge, hanno
ceduto le reti mentre altri sindaci non l'hanno fatto.
Questo ha creato - pur rispettando i sindaci che hanno difeso i
propri cittadini perché non cedendo le reti i loro cittadini hanno
pagato meno - una tariffa molto ridotta rispetto ad altri, però
quello che non pagavano i cittadini dei Comuni che non hanno ceduto
le reti veniva spalmato sugli altri cittadini i cui sindaci avevano
ceduto le reti, quindi creando una disparità di trattamento.
E' chiaro che il sindaco fa l'interesse dei cittadini della città
che amministra mentre chi ha una responsabilità più ampia e quindi
del territorio più larga è chiaro che invece deve tutelare tutti i
cittadini difendendo un principio che è quello dell'equità e quindi
tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e doveri e quindi anche
le tariffe devono essere pagate assolutamente in maniera equa
dove tutti hanno il dovere di ricevere un servizio che si
all'altezza del compito e che tutti i cittadini devono poi pagare
una tariffa che sia assolutamente distribuita ed equa nel
territorio.
Io per quanto riguarda invece la socializzazione della tariffa
stessa l'onorevole La Rocca Ruvolo faceva riferimento poco fa ad un
articolo del nostro Cardinale, il Cardinale Montenero che
giustamente parlava delle povertà parlava del fato che non si
possono privare i cittadini di un bene assolutamente irrinunciabile
qual è quello dell'acqua e noi siamo tutti d'accordo su questo
principio, ci mancherebbe, l'acqua va data a tutti va data anche a
coloro i quali non possono pagare perché indigenti e quindi non
hanno la possibilità di potere pagare la tariffa ma è chiaro che
questo non è un compito che può risolvere il sindaco né questa
regione siciliana, questo è un compito che spetta, se io ricordo
bene, al governo nazionale e al Consiglio dei Ministri quindi è il
governo che eventualmente dovrà decidere senza fare demagogia e
senza fare populismi che non servono assolutamente a nulla ma è il
governo nazionale che eventualmente deve decidere se una parte
della tariffa può essere socializzata per i cittadini i quali non
riescono a pagarla. Detto questo io mi auguro che questo disegno di
legge possa procedere con assoluta celerità che possa esitarsi
prima della chiusura delle ferie estive e quindi si possa dare
anche certezze ai nostri cittadini per avere una legge che in
qualche modo salvaguardi e tutela un bene supremo qual è l'acqua e
che soprattutto possa garantire a tutti di potere usufruire in
maniera assolutamente equa di questo bene e che le tariffe possano
essere quanto meno pesanti per tutti i cittadini.
Quindi l'augurio che io faccio è quello di potere continuare
questi nostri lavori nel più breve tempo possibile e poter dare
finalmente dopo due anni e mezzo di lavori, dopo due anni e mezzo
di commissioni, dopo due anni e mezzo di confronti di potere votare
un disegno di legge che certamente potrà dare maggiore serenità
all'intera Sicilia, all'intero territorio siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessori
all'ambiente, all'energia, all'acqua e ai rifiuti, ritengo che
questo disegno di legge sia un disegno di legge non solo importante
per l'oggetto e la tematica che tratta ma soprattutto per la
credibilità che questa Assemblea può nuovamente riuscire ad avere,
e dico questo onorevole presidente, onorevoli colleghi, perché da
troppo tempo si è parlato nelle commissioni di merito del problema
del servizio idrico anche nelle legislature passate e perché solo
adesso ho riconosciuto un grande interesse da parte della società
civile da parte degli enti locali alla volontà di partecipare e di
attenzionare l'iter di questa legge, l'onorevole La Rocca Ruvolo ha
richiamato le parole del nostro Cardinale Montenegro ma la presenza
di tanti sindaci, non solo della provincia agrigentina, ma di tanti
sindaci che hanno manifestato, che hanno partecipato con i
presidenti del Consiglio, con i consiglieri comunali, affinché
questo testo venisse discusso in Aula, dà la possibilità a questa
Assemblea finalmente di ritornare centrale rispetto ai problemi del
nostro territorio.
Io non ricordo anche nei periodi del bilancio e della finanziaria
regionale, non vi è stata questa grande attenzione con e-mail, con
sollecitazioni da parte dei sindaci affinché un tema così
importante venisse finalmente trattato. Però devo dire che dagli
interventi che ho ascoltato, sia dalla pregiudiziale, quasi
strumentale, anche agli interventi dei colleghi, sono alquanto
preoccupato, perché molte volte in quest'Aula quando una legge è
voluta da tutti, in tanti sperano che ci sia la possibilità, prima
del Commissario dello Stato, ed oggi del Consiglio dei Ministri,
per una possibile impugnativa.
Allora, per non perdere quell'entusiasmo e quella credibilità che
questa Assemblea può finalmente riuscire ad acquisire, io chiedo
alla Presidenza dell'Assemblea, al Servizio Studi dell'Assemblea,
al Governo regionale, di porre attenzione sui singoli emendamenti,
di approfondire i singoli emendamenti ed i subemendamenti, perché
se questa legge può rappresentare un importante primato per la
Regione siciliana, può anche rappresentare un grande fallimento se
poi il Governo nazionale o la Corte Costituzionale dovesse
impugnare il nostro testo.
Al che, siccome io sono convinto che questo argomento è un
argomento di legislazione primaria, come voluto dallo Statuto della
nostra Regione, dobbiamo fare in modo che ci sia la maggiore
attenzione e la maggiore possibilità di approfondire il testo.
Perché, così come abbiamo visto in precedenza, con la legge sui
Liberi Consorzi ed altre leggi che poi sono state esitate in
quest'Aula, rischiamo che venga fuori una riforma monca con parti
di leggi impugnate.
Siccome nessuno vuole che questa legga venga impugnata è bene che
se vi sia la necessità di un momento di confronto e di
approfondimento anche con l'ufficio legislativo dell'Assemblea,
questo avvenga perché noi non possiamo permetterci di illudere
tanti sindaci e tanti amministratori che stanno sostenendo un
provvedimento importante, come quello della gestione dell'acqua
pubblica, se poi non siamo preparati e competenti nel dare un voto,
che sia un voto non solo voluto dal territorio, ma soprattutto che
sia anche rispettato dal giudice di legittimità e quindi dalla
Corte Costituzionale.
E' per questo motivo che ritengo che ai lavori parlamentari di
domani debba anche partecipare l'assessore al bilancio, perché
bisogna vedere se nel testo ci sarà la necessità anche di dover
dare alcuna copertura finanziaria rispetto ad alcuni articoli che
possono anche essere esitati senza la necessità copertura
finanziaria.
Non vorrei che questo disegno di legge divenisse qualcosa come il
testo approvato di una semplice legge-voto che giace a Roma e che
non vede mai poi la piena applicazione nella nostra Regione.
Per questo penso che un testo che sia di natura parlamentare debba
poter essere un testo del Governo, spero che i sindaci che hanno
partecipato a questi lavori, vedo che hanno resistito con pazienza
il sindaco di Cammarata e il sindaco di Burgio, ma spero che tutti
i sindaci interessati possano, anche, approfondire questi
emendamenti in modo tale che non si facciano degli errori che, dopo
questo lavoro nel mese di agosto, di fatto non si raggiunge
l'obiettivo fatto.
Ricordo all'onorevole Cracolici come, nelle legislature passate,
mi pare che il Partito democratico ha fatto anche dei manifesti
belli, entusiasmanti nel territorio ma che, di fatto, poi non hanno
raggiunto il risultato di volere dare quel tema della socialità e
della gestione pubblica del sistema idrico rispetto ad un tema che
ritengo, oggi, sia fondamentale ma debba essere fatto proprio bene
perché, non avendo il Commissario dello Stato, dobbiamo sapere
interloquire con Roma e mi complimento con l'assessore Contraffatto
per avere dato, finalmente, esito favorevole a quelle risorse che
sono dell'accordo di programma 2007/2014, dove l'assessore al
Bilancio e programmazione e dal sottoscritto, per le bonifiche di
Augusta e di Priolo e spero che, finalmente, si riescano anche a
fare le ulteriori bonifiche che ancora giacciono nei cassetti
dell'amministrazione regionale, con gli accordi di programma non
attuati e spero che presto possano, anche, essere realizzati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore prendo
la parola con soddisfazione perché, finalmente, un disegno di legge
da me tanto desiderato arriva in Aula.
Veda, io sono un estremista, se così possiamo dire, dell'acqua
pubblica. Pur militando in un partito dove, nel passato, vi sono
state tante titubanze, sono stato uno dei pochi deputati, nella mia
provincia, che ha raccolto le firme per l'acqua pubblica; che ha
partecipato alle manifestazioni affinché l'acqua non solo come
bene, ma soprattutto come gestione, ritornasse pubblica.
Sono stato colui il quale, chiamato dalla Presidenza ad esprimere
un parere sul disegno di legge sull'acqua pubblica nella mia
qualità di componente della Commissione Bilancio, di Presidente
facente funzioni della Commissione, ho dato questo parere anche
grazie alla collaborazione dell'Assessore Contraffatto che qui
ringrazio per essere, celermente, venuta in Commissione l'abbiamo
fatto e l'abbiamo fatto velocemente.
Proprio perché nell'acqua pubblica io credo fermamente. Acqua
pubblica Non vorrei, qui, ricordare, anche, le espressioni che,
in questi giorni, il Papa, Papa Francesco, ha voluto ricordare a
tutti noi nel firmare l'enciclica Laudato sii , ricordando che
l'acqua è un bene comune, che non può essere vietato ai poveri
l'accesso all'acqua, e che nella gestione dell'acqua è chiaro che
il pubblico non può, assolutamente, fare un passo indietro.
Veda, Presidente, qual è l'esperienza che noi abbiamo, fino ad
oggi, del privato che si è impossessato dell'acqua in alcune
province? Una gestione fallimentare, una gestione insopportabile ed
io parlo della mia provincia dove ci sono state, nel giro di
qualche anno, ben due fallimenti: prima ha fallito SOGEAS, poco
dopo questa società, 6-8 , che è stata voluta da alcuni sindaci
perché altri sindaci, intelligentemente ed avendo a cuore le sorti
dei propri paesi, non hanno consegnato i servizi a questa società
privata.
E, in virtù di questa mancanza che i comuni avevano avuto nei
confronti dei rispettivi territori e non di quelli che non avevano
consegnato, di quelli che avevano consegnato i servizi a società
fallimentari, io con la collega Cirone Di Marco abbiamo presentato
un disegno di legge che questo Parlamento, nella sua unità e
all'unanimità, ha apprezzato.
Un disegno di legge, però Presidente, che nella mia provincia non
è stato compreso perché ha consentito all'amministrazione comunale
di Siracusa, di riconsegnare la struttura ai privati nonostante la
legge lo vietasse, perché la legge che abbiamo portato in Aula io e
la collega Cirone Di Marco parlava di una gestione diretta: solo
quei comuni che direttamente decidevano di gestire il servizio,
potevano prenderselo in capo.
Invece a Siracusa, per essere chiaro, è avvenuto esattamente il
contrario: il servizio è stato dato in subappalto, il Comune prima
ha rivendicato il diritto a poter gestire il servizio e, dopo
averlo assunto su di se, facendo una gara su cui continuo ad avere
parecchie perplessità - tant'è vero che ho chiesto all'Anac di
intervenire e l'Anac ha aperto un fascicolo sulla vicenda -, ha
dato in gestione a dei privati il servizio pubblico, cioè ha dato a
dei privati la gestione dell'acqua pubblica creando, fra le altre
cose, una gravissima situazione che ha portato al licenziamento di
più di 50 lavoratori.
Ho ascoltato poco fa tanti dotti colleghi che prima di me hanno
parlato e affrontato il tema dell'articolo 173 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Vedete, sulle assunzioni, lo dico ai deputati che si scandalizzano
per quelli di Siracusa, il cui metodo credo non sia stato diverso
nelle altre 8 province rispetto alla provincia di Siracusa, io
ritengo che non è possibile fare delle differenze fra i lavoratori
della provincia di Palermo e della provincia di Siracusa con i
lavoratori delle altre 7 province.
Cosa stiamo chiedendo? Attraverso questo articolo che ha
scandalizzato qualche collega, che vi sia parità di trattamento fra
i lavoratori di Agrigento, Messina, Catania, Ragusa, Trapani e
quelli di Palermo e di Siracusa, non abbiamo chiesto corsie
preferenziali, non abbiamo chiesto nulla. Abbiamo chiesto
l'applicazione della legge.
Ma colleghi, che avete sollevato un problema pregiudiziale, la
richiesta di un'applicazione di una norma nazionale, di una legge
nazionale, può diventare motivo per avere pregiudizi su un disegno
di legge portato in Aula? Può la legge prevedere delle misure
diverse tra i lavoratori? Può la legge impedire a Siracusa e a
Palermo ciò che, invece, accadrà nel resto delle altre province?
Credo che ciò non può accadere perché, cari colleghi, le leggi
devono essere generali ed universali, le leggi devono riguardare la
provincia di Trapani e quella di Agrigento, di Catania, ma anche
quella di Siracusa e di Palermo; per essere chiari una legge non
può prevedere due principi, due misure: uno in alcune province e
un'altra in altre.
E sulle capacità, sulle possibilità che questo Parlamento ha di
legiferare, ma possiamo continuare ogni qual volta ci sediamo in
quest'Aula porti il problema se il Governo nazionale riterrà giusto
che noi facciamo dei passi?
Scusate, ma questo Governo nazionale è una sorta di spada di
Damocle che poggia, che pesa su questa Assemblea e per cui ogni
volta che decidiamo di fare qualcosa dobbiamo chiederci cosa farà
il Consiglio dei ministri? Quando prima ci chiedevamo cosa avrebbe
fatto il Commissario dello Stato?
È questo un Parlamento? È questa un'assemblea legislativa? O è un
luogo dove bisogna ascoltare con timore e con paura eventuali
provvedimenti che il Governo nazionale vorrà prendere.
Da dove deriva, colleghi, questa paura a legiferare?
L'articolo 14 dello Statuto è chiaro: la Sicilia ha poteri
concorrenti ed esclusivi con lo Stato in materia di acqua.
Non possono esserci interferenze fra la nostra vita politica,
istituzionale e legislativa e quella che viene da fuori.
Qui dentro siamo sovrani perché la Regione non è la Regione Lazio,
è la Regione siciliana che spesso dimentichiamo di essere
rappresentanti di un popolo che non è una Regione, ma innanzitutto
un popolo. Per cui colleghi, portiamo avanti la nostra proposta.
Per me l'acqua deve essere pubblica e la gestione deve esser
ancora più pubblica.
Sono contrario e lo dico anche a titolo personale per essere
chiaro ad eventuale presenza dei privati nella gestione del
servizio idrico.
Fino ad oggi si sono arricchiti sulle spalle dei siciliani. Hanno
portato fuori i capitali della nostra terra, alla fine hanno
concluso la loro esperienza fallendo e siamo ancora qui a chiederci
se è possibile coinvolgere i privati in che cosa? Nel furto che
hanno consumato ai danni della nostra Sicilia.
Parlamentari, colleghi, guardate quello che è successo a Siracusa.
Guardate quello che è successo a Palermo. Poi capirete perché sono
contrario alla gestione privata dell'acqua. E vedete un'altra cosa
assurda che riguarda il riutilizzo delle acque con una sudditanza
psicologica e legislativa nei confronti delle grandi industrie le
quali continuano a ungere acque dalle nostre falde. A Siracusa
siamo a diciassette metri sotto il livello del mare e non si
costringono le industrie ad utilizzare le acque reflue che vengono
depurate. Perchè quelle le devono pagare, per cui devono stare in
Sicilia continuando a sfruttare l'acqua pubblica senza pagarla.
Vedete è proprio questo uno dei motivi per il quale ancora una
volta con forza chiedo a questo Parlamento di approvare questa
legge.
E' chiaro che ci sono dubbi, che su questa legge ci scontriamo, su
posizioni ideologiche differenti. Ma il Parlamento deve essere
questo. Il Parlamento non deve necessariamente cercare un accordo.
Ai colleghi che avevano la pregiudiziale ho detto di ritirarla, non
perché è un compromesso ma perché verrà bocciata dalla quasi
totalità di questo Parlamento, cosa che è accaduta.
Questo Parlamento, bocciando questa pregiudiziale, ha ancora una
volta ribadito quelli che sono i propri poteri, ha ribadito quella
che è la volontà che questo Parlamento ha di approvare una legge
prima del 12 agosto perché non dobbiamo assolutamente farci
commissariare da alcuno che sia una legge che riconosca, ma questo
non credo che c'era bisogno per il nostro Parlamento, che l'acqua è
un bene pubblico, ma che soprattutto la gestione deve rimanere
pubblica.
I comuni devono ritornare a gestire questo bene prezioso. I comuni
devono guardare alle fasce socialmente deboli perché l'acqua e
ricordo che c'è una legge approvata da questo Parlamento, quello
sul quoziente familiare di cui sono stato il primo firmatario, che
non trova ancora oggi accoglienza presso gli enti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non affronterò la
questione del disegno di legge che peraltro il collega Assenza,
come lui stesso ha detto, ha seguito in Commissione sul piano
tecnico e sul piano, quindi, della legislazione.
Non affronterò il disegno di legge sul piano della piattaforma
ideologica, che rischia di essere il piano su cui affrontare un
testo di questa natura.
Non affronterò questo disegno di legge come stessimo trattando di
questioni di lana caprina. Lo farò facendo riferimento ad un'unica
priorità, la priorità che è data alle ricadute che il testo ha nel
territorio rispetto ad esempio ai servizi, così come verranno
erogati da una parte dall'Amministrazione e fruita dall'altra dai
cittadini.
E vedete, non soltanto in termini di servizi, perché bisogna
sgombrare da ogni velo di ipocrisia le attività che si fanno anche
in quest'Aula, ma lo farò anche con riferimento alle ricadute con
particolare evidenza alle tutele occupazionali, di cui stasera non
ho sentito parlare.
Lo farò, quindi, con riferimento a contenuti specifici che, perché
no, non ne provo vergogna, hanno ricadute in maniera chiara, in
maniera forte, in maniera eclatante nel territorio che rappresento.
E' vero, le leggi devono avere carattere di generalità e di
astrattezza, devono avere carattere di universalità, ma non provo
vergogna nell'evidenziare alcuni aspetti che riguardano il
territorio che io rappresento, ovvero il territorio palermitano e
del comprensorio che è rappresentato dagli 82 comuni, così come
prima l'onorevole Vinciullo, in termini di mancata discriminazione,
l'ha fatto rispetto al territorio siracusano.
E rispetto al territorio palermitano mi sento di dire alcune cose
ovvero, credo che il tema dell'emergenza idrica qui, nel
palermitano, sia stato in qualche modo catapultato a scapito della
Regione, del Presidente della Regione.
E' chiaro che in caso di fallimento della società che gestiva il
sistema idrico integrato, per entrare nel merito, quella che veniva
chiamata, conosciuta come APS, in caso di fallimento le
responsabilità sarebbero andate in capo al Presidente della
Regione.
Presidente della Regione, il quale giustamente non voleva prendere
questo, come definirlo, questo dono, ma voleva, in qualche modo
uscirne e voleva uscirne senza finire col fare la stampella di
Orlando.
E allora, Crocetta si inventa una soluzione. Si inventa una
soluzione come se le alternative non ci fossero state, ma invece le
alternative c'erano, eccome se le alternative c'erano e le
alternative stavano nella possibilità, ad esempio, di fare un
bando, un bando pubblico così come d'altra parte avrebbe anche
previsto la legge.
Ma in questo caso, è chiaro, avrebbero preso il sopravvento i
privati e il Presidente della Regione questo, evidentemente, non
poteva permetterselo.
Allora, di fronte a questa diatriba, dove invece si rischiava di
affrontare la questione in termini ideologici, oggi quale
opportunità abbiamo? L'opportunità, io ritengo, è una e una sola.
Ed è quella di individuare, parlando nella fattispecie del
territorio palermitano, di cui, ripeto, non mi vergogno di
affrontare la questione in termini operativi e concreti, la
soluzione sta nell'individuare in AMAP il gestore unico in modo da
poter garantire un'autonomia, visto che ci troviamo in una
condizione di emergenza; visto che diversamente non ci troveremmo
nelle condizioni di garantire di poter erogare il servizio.
Un soggetto diversamente gestito, sarebbe un soggetto imbrigliato
nel ricatto di tanti comuni e così sarebbe un soggetto incapace di
decidere.
Noi chiediamo, invece, con i nostri emendamenti una operazione
snellimento attraverso la quale - perché no? - arrivare anche ad
approvare questa norma. Non abbiamo nulla in contrario ma va
migliorata e va migliorata attraverso una serie di proposte che
abbiamo realizzato. In questi termini, un emendamento prevede ad
esempio, lo dico a lei, assessore Contrafatto, all'articolo 6, che
le società gestori del servizio idrico integrato ad un solo Comune
possano rimanere in capo allo stesso garantendo il servizio ai
Comuni ricadenti nello stesso ambito purchè ovviamente ci siano
questi stessi consorziati. Questo significa che potremmo essere
assolutamente nelle condizioni anche di venire incontro a questa
riforma nella convinzione tuttavia che se la società sta bene, se
il servizio viene erogato nei termini auspicati, se i cittadini
stanno bene e se i dipendenti, anche li, uscendo dall'equivoco
dell'ipocrisia stanno bene, e questo deve riguardare tanto i
dipendenti di AMAP quanto i dipendenti di APS sarà stato un fatto,
un nuovo servizio alla città per quanto mi riguarda, alla Regione
siciliana per quanto mi riguarda.
Perché vede, assessore, noi abbiamo vissuto una contraddizione in
termini per cui quegli 8 milioni che lei ricorderà la Regione
doveva dare e ha dato in realtà, ha visto beneficiare di quelle
somme soltanto per un milione. Questo significa che in questo modo,
con una condizione nella quale i Comuni che sono a rischio default,
non sono nelle condizioni di potere contribuire è chiaro che il
rischio davvero era ed è, se non si arriva ad un miglioramento in
questa direzione che l'azienda finisca con il fallire. Noi diciamo
invece di provare a prevedere una soluzione che guarda al consorzio
dei comuni, così come in parte vuole la legge e come noi vogliamo
contribuire a migliorare, creando un soggetto unico che
consentirebbe peraltro, così come più volte detto anche in diverse
sedi, in questa diatriba tra il sindaco di questa città e il
Presidente della Regione, creando le condizioni per accedere ai
fondi comunitari, si in un regime di libero mercato ma nel rispetto
dei cittadini che insistono in questo caso per quanto mi riguarda
nel comprensorio palermitano ma ovviamente in tutti gli altri
territori. Questo andrebbe decisamente a tutela del servizio,
andrebbe a tutela dei dipendenti AMAP e APS ed evidentemente
garantirebbe una buona riforma ma non certamente sulla testa dei
cittadini. Così come, Assessore e mi rivolgo per la seconda volta a
lei, noi auspicheremmo che si potesse in questa sede potere
affrontare una questione una questione che riguarda le piante
organiche di questa SRR. Noi sappiamo che su questo lei ha mostrato
sensibilità e vorremmo che in questa occasione potesse arrivare da
parte sua un segnale, da parte del Governo regionale a porre fine
ad una serie di ingiustizie, inequità che sono state poste in
essere in questi mesi e in questi anni. Noi sappiamo e auspichiamo
che lei vorrà presentare un emendamento governativo al quale
vorremmo apporre un sub emendamento e per questo diciamo che a
quell'emendamento porremmo l'idea per cui siano da considerarsi
parte integrante della pianta organica dell'SRR, Assessore, il
personale che nelle more della Costituzione e dell'avvio dell'SRR
sia stato contrattualizzato, con gli ATO rifiuti purchè in servizio
alla data del 31 dicembre 2009. Questo consentirebbe di potere
andare incontro alle situazioni anomale che si sono venute a creare
con riferimento ai 180 del KORES che hanno, come lei sa, vinto in
cassazione unita e rispetto ai quali voi sapete che il Coders è
stato dichiarato, in quella sede, ente pubblico economico doveva
fare, quindi, contratti a tempo indeterminato, quali dipendenti
avevano pertanto dei contratti diretti con ATO o, come lei sa,
questa vicenda è finita in Procura, non solo per nostra volontà, ma
ritengo anche per volontà e rispetto della legge e da quella
vicenda vorremmo che se ne potesse uscire tutti.
Il sub-emendamento posto al suo emendamento che prevede, fra
l'altro, di potere andare finalmente incontro alla questione e alla
vicenda degli ATO tutti, ATO che riguardano la questione dei
rifiuti in tutta la Sicilia, che non riguardano, pertanto, soltanto
l'emergenza che, adesso, si è generata perché, oggi, l'emergenza si
chiama ATO Palermo 2 e coinvolge, magari, le piante organiche che
noi chiediamo vengano approvate dalle stesse SRR per mettere fine
al rimpallo e che, quindi, vanno incontro, non soltanto ai
dipendenti della Palermo Ovest con i 69, ma ai 310 e che, quindi,
andrebbero a garanzia davvero dei dipendenti di tutte le ATO in
attesa di questa riforma che, finalmente, possa arrivare.
Davvero speriamo che questo testo, quindi, possa essere, come
abbiamo auspicato, migliorato e siamo convinti che lo si possa fare
non facendolo passare, come ho detto prima, sulla testa dei
cittadini, dei dipendenti e dei servizi che vogliamo possono essere
erogati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
anche per l'ora, e vorremmo ascoltare le parole dell'Assessore,
credo che interverrà alla fine del dibattito, per esprimere una
serie di considerazioni su un testo di legge, ma anche per
pronunciarsi su una serie di considerazione che, credo che l'Aula,
in queste ultime ore, ha sviluppato nel suo dibattito.
Io parto dal presupposto che, in una Terra come la Sicilia, dove
inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito, la gestione
dell'acqua, non parlo di ieri o dell'altro ieri, ma ha
rappresentato il vero potere di un pezzo di mafia in questa
Sicilia, diciamocelo chiaramente, stasera credo che approvare un
testo sull'acqua pubblica dove cosa nostra ha fatto affari seri in
quest'ultimo trentennio sull'acqua, credo che sia un fatto
importante, poi se il testo sarà buono, sarà negativo, se sarà
impugnato dal Consiglio dei Ministri, questo lo capiremo, poi, più
avanti e lungo il percorso.
Due considerazioni, Assessore, molto brevi.
L'onorevole Figuccia ha citato la vicenda di APS, l'ha citata
abbondantemente anche l'onorevole Vinciullo, chiamando in causa gli
onorevoli Siragusa e anche Palermo, però, io voglio integrare
leggermente con una piccola valutazione.
Noi approveremo questa legge, mi auguro, entro in Ferragosto,
entro il 12 agosto, questo almeno è la scadenza che ci stiamo dando
e ci siamo dati; lei mi insegna che il Consiglio dei Ministri,
eventualmente, avrà 60 giorni di tempo per potere impugnare questa
norma.
Vorrei ricordarle, Assessore, e qui la prego caldamente e
vivamente di potere mettere mano, al di là del testo che oggi noi
stiamo discutendo, in realtà nei prossimi giorni, che il 30
settembre, cioè significa tra 45 giorni, i lavoratori APS finiscono
quello che è il loro contratto, in questo momento, l'utilizzo
attraverso AMAP di Palermo.
Le faccio questa considerazione perché non vorrei che, in attesa
dell'impugnativa o meno della norma da parte del Consiglio dei
Ministri, per 14-15 giorni, questi lavoratori, probabilmente,
rischiano poi di restare fuori.
Io, poi, ho letto attentamente l'articolo 7 dove, al comma 4, ci
sono tre righe che dicono, ma anche non dicono, credo che sia
importante che questa legge, come è successo in passato sul SSR e
sui rifiuti, lasci cadaveri per strada.
Cioè mi spiego meglio.
Operatori e lavoratori che, per anni, hanno sviluppato un lavoro
nel territorio e sono stati utilizzati, in questo caso mi rivolgo
in particolar modo,ai lavoratori di APS di Palermo, i 202
lavoratori, mi auguro ed auspico che questi non facciano la fine di
quello che hanno fatto altri lavoratori in altri settori.
Il Governo Crocetta, in questa partita, in questa vicenda, non
commetta l'errore che è stato commesso in passato, quello della
macelleria sociale.
Sono sicuro che in questa direzione si cercherà di lavorare e
lavoreremo, tutti quanti insieme, fianco a fianco, sapendo che
abbiamo un solo obiettivo.
Uno, che il servizio idrico ai Comuni e nei Comuni e per i
cittadini sia il più adeguato possibile, risponda alle necessità
della società di oggi; due, che costi il meno possibile; tre, che
venga gestito con la massima trasparenza; quattro, che non si
lascino lavoratori per strada.
Se riusciremo a coniugare queste tre, quattro cosine messe
insieme, sicuramente, la legge sarà funzionale e avremo fatto un
buon lavoro.
Per quanto riguarda la partita che lei, assessore, si è voluto
fortemente intestare e che riguarda i lavoratori ex COIRES, io
spero e mi auguro che lei che aveva già presentato un emendamento
sulla norma, possa inserirla in questo testo e che ci siano le
condizioni affinché l'Aula la possa approvare per mettere e
chiudere un vulnus che portiamo avanti da troppo tempo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io intervengo,
non tedierò i colleghi più del necessario, per sottolineare che
quello che è accaduto circa mezz'ora fa in Aula, lo dicevo
all'onorevole Vinciullo, dà il segno se questo parlamento, decide
di essere all'altezza dei suoi compiti e della sua funzione che è
quella di essere parlamento e non un organo di ratifica, peggio
ancora, un assemblea che adotta regolamenti e non approva norme di
carattere generale, nei testi si dice erga omnis , per cui mi
auguro che il proseguo possa essere spedito.
Il Presidente Ardizzone ha dimostrato che vuole andare avanti.
Debbo dare atto che la fatica nel produrre un disegno di legge,
qualunque disegno di legge è frutto anche di mediazione, può
trovare correttivi lievi, ma importanti in questa assemblea
regionale.
E' stato affermato dal testo e dai vari interventi che si sono
succeduti, non ragioni ideologiche, ma il fatto che si
ripubblicizzi il servizio idrico, mettendo insieme una gestione che
deve essere prioritariamente dei Comuni, nulla escludendo - lo
troveremo negli emendamenti, ne ho visti alcuni dei colleghi -
qualora lo si ritenga opportuno e lo ritengano opportuno i Comuni,
con i suoi organismi che sono quelli statutariamente previsti che
sono i consigli comunali, il Sindaco, la Giunta, possano
immaginarsi forme diverse da quella strettamente pubblica.
Mi piace anche sottolineare che il testo pone una serie di
questioni che prova anche a risolvere.
Al di là se, poi, il gestore è pubblico o privato, abbiamo in
Sicilia una grande anomalia che è quella del costo dell'acqua.
L'anomalia inizia nel 2004 quando, cosa inaudita, in una
convenzione tra la Regione e Sicilia acque, si stabilisce già a
0,58, debbo dire un costo molto elevato già undici anni fa.
Nella convenzione che una società che avrebbe dovuto fare gli
investimenti. Non so quale sia il livello di avanzamento fisico e
finanziario degli investimenti previsti. Oggi ci ritroviamo,
sommando le perdite dell'acqua e il costo che Sicilia acque applica
per le forniture, sia a soggetti pubblici e privati, ci ritroviamo
1 euro e 20, 1 euro e 40, il costo dell'acqua a metro cubo e, poi
per caduta, i cittadini si ritrovano bollette molto alte.
Per fare un esempio, onorevoli colleghi, noi abbiamo Comuni del
palermitano a cui l'acqua la fornisce AMAP ed è a 0,25
all'ingrosso. Il Comune ad un chilometro, invece, l'acquista
esattamente il triplo, se non per quattro, cinque volte, quello che
è il prezzo praticato da AMAP.
Io credo che questo sia l'elemento per tutelare i cittadini, non
per appassionarci solo ed esclusivamente a problemi di
incostituzionalità.
Una battuta esagerata - lo confesso prima di farla - è che anche
le leggi razziali erano leggi ma non sempre tutto ciò che è frutto
di un organismo parlamentare o di qualcosa di simile sia utile e
necessario ai cittadini. Quei cittadini, non lo dico per demagogia,
andavano a votare nel marzo del 2011, in Italia non c'era un quorum
sui referendum ormai da anni, raggiungendo il famoso 51 per cento
degli elettori italiani che andavano a votare e di quel 51 per
cento il 98 per cento disse no a le plusvalenze, al fatto che
l'acqua doveva avere un valore economico per chi la gestiva.
Ci provò il Governo del tempo ma la Corte Costituzionale disse che
quella norma del 7 per cento a carico dei cittadini non poteva
essere applicata.
In questi anni, io ho molta attenzione e grande amicizia con
l'onorevole Fontana, ma debbo dire che se non fosse stato per quei
movimenti , per quei tanti ignoti che non figureranno nei verbali
di queste sedute che hanno tenuta accesa in Sicilia l'idea che
l'acqua è un bene comune, non l'acqua genericamente è pubblica e
qualcuno ci fa affari, perché in questa terra va detto con
chiarezza che molto spesso l'acqua non è servita solo per bere ma
per mangiare e si è mangiato anche tanto negli anni passati su
tutto ciò che è stato acqua.
Per cui io credo che se apportiamo queste lievi correzioni al
testo possiamo consegnare a quelli che sono i futuri investimenti
per i quali noi dobbiamo provare, Assessore, a capire che fine
hanno fatto le risorse pari a oltre un miliardo di euro dell'APQ
per la quale ad oggi sono stati spesi poco più di 40-50 milioni di
euro, come avviare le procedure per le risorse di cui lei è
commissario che veniva annunciato da sottosegretario nei giorni
scorsi per superare le infrazioni comunitarie sul mancato
funzionamento degli impianti e magari sarebbe interessante capire
se i privati, quelli che sono falliti e quelli che resistono,
abbiano mai cofinanziato le opere per il 30 per cento come era
previsto nei loro rapporti contrattuali e dei famosi POT che
vennero approvati dall'assemblee degli ATI.
Mi permetto anche di aggiungere che io personalmente ritengo che
non esistono scontri tra pubblico e privato esiste l'idea tra la
tutela dei cittadini sull'aspetto tariffario e l'idea invece di chi
in qualche maniera - ho detto partendo dal costo - pensa che
potendo avere una forza dirompente che è quella di non erogare più
l'acqua perché io sono tra quelli che dice che l'acqua va pagata,
perché l'EAS aveva creato sacche di morosità enormi per cui l'Ente
Acquedotto Siciliano ha delle colpe in tal senso, anche se devo
dire che credo che sia stato un grande errore nel 2004 abolire uno
degli enti che ha delle grandi professionalità che sono state poi
inviate nei vari enti di cui all'articolo 1 della legge n. 10,
qualcuno nel Consorzio Universitario, altri occupare una sedia e il
paradosso qual è Assessore? Che oggi se a Messina e Trapani ancora
si eroga l'acqua lo si deve sostanzialmente a quei fontanieri
dell'Ente Acquedotto Siciliano.
In una battuta in Commissione dicevamo che mai - lo dicevo al
collega Assenza - il Cavaliere Mussolini avrebbe regalato tutto il
sistema idrico italiano, tant'è che nel 1936 lo dichiarò valore
strategico per quel tempo e per il valore delle leggi di quel
tempo.
Oggi io dico all'onorevole Di Mauro un aspetto che introduceva un
elemento secondo me preoccupante in quanto richiamava la Corte dei
Conti, ormai una volta per minacciarci dicevamo: Ti denuncio alla
Procura della Repubblica oggi è più facile dire che c'è il rischio
di danno erariale.
Io credo che bisognerebbe chiedere ai Comuni come Villafrati,
Misilmeri, Mezzojuso o quelli che hanno continuato a gestire gli
impianti se la gestione è economica o meno, perché quando non è
economica io credo che il Comune non debba avere l'obbligo o i
Comuni che lo riterranno di affidarsi alla gestione diretta ma ad
oggi fare sventolare lo spauracchio che falliscono, diceva anche la
collega sindaco di Forza Italia che salteranno il banco dei Comuni
mi pare esagerato, perché quello rimane un servizio regolato
dall'articolo n. 113 del testo unico degli enti locali e il costo
del servizio deve essere coperto dalla tariffa fino ad un massimo,
recitava una norma in vigore, del 110 per cento del costo stesso.
Provo a chiudere dicendo questo, in Sicilia la gestione voluta
nella metà degli anni 20 sui rifiuti e sull'acqua è fallita, come
sono fallite le società che hanno provato a gestirlo; sto pensando
- ripeto - a Palermo e a Siracusa, oggi serve il buon senso, che
non tutto ciò che è pubblico è bello, non tutto ciò che è privato è
negativo, ma non bisogna assolutamente invocare norme inesistenti
di diritto comunitario che stabiliscono che deve essere tutto
gestito dai privati.
Quando si vuole una gestione di privati si chiede solo la
cosiddetta libera concorrenza e la trasparenza negli affidamenti,
il diritto comunitario non chiede null'altro, tenendo conto che noi
abbiamo il dovere, oggi più che mai, che finalmente qualcuno ha
scoperto la povertà e la scopre attraverso studi di un istituto
importante, che la lotta alla povertà la si fa riducendo queste
sopraffazioni che vengono dai rifiuti e dall'acqua. Assessore, le
dico solo una cosa, per dire che tutto ciò che può ritornare
concretamente bene pubblico deve ritornare; in questi giorni, per
l'inefficienza degli uffici del suo assessorato, non da adesso ma
da prima, la discarica di rifiuti di Sciacca chiude e vi si può
conferire in una discarica di Siculiana di proprietà Catanzaro a
partire dalle due del mattino, altrimenti non si può fare la
raccolta nei singoli comuni.
Una ultima considerazione per la presidenza dell'Assemblea e per
il Segretario Generale: è accaduta una cosa gravissima che ha
violato e violentato le funzioni di questo parlamento. Noi abbiamo
approvato la legge n. 2 del 2013, senza rilievi del Commissario
dello Stato, e ad un certo punto un dirigente generale, il dott.
Armenio, commissariò comune e consorzio di comuni stabilendo che
quella legge non si applica in Sicilia. Io non dico se la legge è
di qualità, se buona o meno, l'ha approvata il parlamento ed è
legge, ho scritto una lettera alla presidenza in cui invocavo
l'intervento della Segreteria Generale della presidenza perché oggi
è quella dell'acqua domani può essere qualunque altra legge. Perché
se la burocrazia di questa regione, invocando una norma nazionale,
munendosi di due miserabili scritture di una pagina e mezza diciamo
di un parere legale, dico e ripeto miserabile, perché non è
motivata, stabilisce di non applicare questa legge in Sicilia,
questo parlamento deve chiedersi se ha ragione o motivo di
esistere, perché nel momento in cui una legge che è non è stata
impugnata dal Commissario dello Stato, è stata pubblicata in
Gazzetta Ufficiale e assume la sacralità della legge regionale non
è tutelata dalla presidente e dall'apparato servente, io credo che
quello che è accaduto per mano di Armenio sia un fatto molto grave
e che pesa, e vi pregherei di accertarlo, sulla legittimazione di
questo parlamento che può anche avere impugnate le norme ma non può
le norme che sono in vigore essere impugnate da un direttore
generale. E questo lo dico perché questa è anche la
rappresentazione di quando rispetto si abbia per le leggi e per
questo parlamento; qui spesso le leggi si invocano quando bisogna
commissariare gli enti locali, quando bisogna inveire, non mi pare
che le stesse procedure siano state fatte per attività connesse
alle funzioni proprie di quel dipartimento sui rifiuti. Ritorno a
dire Sciacca, in Sicilia non si autorizzano mai discariche
pubbliche, si autorizzano un giorno e poi si chiude, per cui di
fatto questo contesto di commistione, equivoca, ambigua, un privato
che vuole sostituirsi al governo della Sicilia che deve fare affari
nell'acqua e nei rifiuti e poi qualcuno che stabilisce che non si
applica una legge e nonostante io abbia sollecitato a fare una
verifica e mi aspettavo una risposta che non ho mai avuto dalla
presidenza, credo che sia un fatto gravissimo che lesiona quella
che è la legittimazione e l'autorevolezza di questo parlamento.
Vi pregherei di tenerne conto, ne parlo ora perché parliamo di
acqua, per cui non deve più accadere e probabilmente serve una
presa di posizione ufficiale, formale della presidenza
dell'Assemblea regionale sul fatto che un dirigente abbia deciso
motu proprio di non applicare una legge regionale, a cui spettava,
proprio a questo funzionare, di rispettarle e farle rispettare.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Grazie, grazie a tutti. Inizio il mio intervento, che sarà
di poche battute anche dato l'orario, ringraziando i parlamentari
tutti che oggi hanno preso la parola, dando spunti di riflessione e
anche critica alla legge che oggi iniziamo a discutere, ma anche
all'operato del Governo. Ritengo che le critiche siano sempre
un'opportunità di crescita, siano sempre un'opportunità per
guardare da punti di vista differenti quello che è l'operare
quotidiano.
Sono state tante oggi, veramente tante le cose che sono state
messe sul piatto della genesi di questo disegno di legge e, primo
fra tutte, il fatto che io in Commissione mi sia espressa più volte
sui profili di criticità che questa legge presentava. Ho messo in
Commissione a disposizione della Commissione stessa le mie
conoscenze in materia di diritto perché si cercasse di fare una
legge chiara, una legge con profili certamente non di
incostituzionalità e, quindi, ho richiamato più volte quelle che
erano le normative sia comunitarie, sia nazionali, che costituivano
il quadro entro il quale il legislatore regionale doveva fare e
deve fare questa legge.
Quindi, è logico che, da donna di legge quale sono, non posso
esimermi da far notare quando una determinata formulazione cozza
coi principi della nostra Costituzione o coi principi della legge
nazionale. Pur tuttavia, mi permetto di dissentire con il concetto
che applicare norme di diritto comunitario significa dare tutto ai
privati.
Come ho più volte sottolineato, il Governo nazionale ci chiedeva
di fare una legge che organizzasse il servizio idrico integrato.
Organizzasse significa individuare quegli organi che sono
destinatari, prima di tutto delle somme che la Comunità Europea
destina all'Italia e, quindi, alla Sicilia, per porre in essere
tutte le infrastrutture che servono per far funzionare il servizio
idrico e poi perché l'organizzazione è quella che deve controllare
e supervisionare chi poi andrà a gestire.
Chi gestisce? E qui entrano le norme comunitarie e la legge
nazionale. La legge nazionale lascia alle autonomie locali la
libertà di scelta, di scegliere. Scegliere un soggetto pubblico,
scegliere una società mista in parte pubblica e in parte privata e
la parte privata, ricordo, deve essere scelta con una gara, ovvero
affidarsi ad un gestore privato sempre selezionato mediante gara.
Nel momento in cui la legge regionale si prende la responsabilità e
mette nero su bianco che in Sicilia è solo la gestione pubblica che
deve essere scelta, limitare la possibilità agli enti locali, e
quindi ai cittadini, di scegliere cosa vogliono, è esso stesso un
principio che viola le norme statali.
Ciò posto, quello che ha sempre voluto segnalare il Governo, e con
questo credo che non ci sia nessuna contrapposizione anche con la
posizione che oggi ha detto il Presidente della Regione, l'acqua è
pubblica e va gestita come tale nel miglior modo, e che l'acqua sia
pubblica significa che deve essere gestita secondo criteri di
efficienza e di economicità e, quindi, agli enti locali scegliere
quello che, secondo loro, è il sistema che gli garantisce
l'efficienza e l'economicità.
Pur tuttavia, oggi, dal dibattito che ne è venuto fuori sono certa
che l'Assemblea regionale siciliana, fatta di tante anime e tante
culture politiche differenti, saprà trovare la giusta sintesi. La
giusta sintesi che ci porterà ad una legge che - con i giusti
correttivi che, credo, si siano raggiunti da quello che si sentiva
oggi nel fervore della discussione - farà in modo che la Sicilia si
doti di una legge chiara, di norme chiare, perché la chiarezza è
proprio quella che può impedire, ed impedisce di fatto, a burocrati
di basarsi su interpretazioni più o meno condivisibili della legge
stessa e, quindi, poi, produrre quei provvedimenti amministrativi
che sono l'origine delle inefficienze e della lentezza della
macchina burocratica regionale.
Quindi, con questo auspicio, con l'auspicio che, sicuramente,
l'Assemblea sovrana saprà trovare la sintesi, mi auguro che tutte
le criticità che sono state sottolineate e che sono anche emerse
oggi dal dibattito troveranno il giusto punto di mediazione e,
soprattutto, troveranno la mediazione tra le esigenze dei cittadini
e i doveri che lo Stato italiano ci impone.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 5
agosto 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLA RINUNCIA
DELL'ONOREVOLE FARAONE ALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE
II - COMUNICAZIONI
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102
106-158/A) (Seguito)
Relatore: on. Barbagallo
2) - Tassa automobilistica regionale . (n. 1025/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
3) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 . (n. 1037/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
La seduta è tolta alle ore 20.38
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 09.38 del
05.08.2015)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio