dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.22
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della rinuncia
dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della rinuncia
dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale.
Comunico che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante
a seguito della rinuncia alla carica di deputato regionale dell'on.
Davide Faraone - di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n.
261 del 29 luglio 2015 - deputato proclamato eletto nel collegio
circoscrizionale di Palermo (per la lista n. 3 avente la
denominazione Partito Democratico - Crocetta Presidente ), la
Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi del combinato
disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto della Regione e
della sezione IV del Capo V del Titolo II del Regolamento interno
dell'Assemblea, nella riunione tenutasi il 5 agosto 2015, dopo aver
proceduto ai necessari accertamenti, ha deliberato, all'unanimità,
ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale
siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante dall'onorevole
Faraone al candidato Francesco Riggio, che, primo dei non eletti
della medesima lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale
in cui era stato eletto l'on. Faraone, segue immediatamente - con
voti 6.930 - l'ultimo dei proclamati eletti, on. Faraone.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Francesco Riggio, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
(L'onorevole Riggio entra in Aula)
Poiché l'onorevole Riggio è presente in Aula, lo invito a prestare
il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Riggio pronuncia a voce alta le parole: Lo giuro )
Dichiaro immesso l'onorevole Francesco Riggio nelle funzioni di
deputato all'Assemblea regionale siciliana.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica:
N. 2314 - Notizie in ordine alle modalità di assegnazione degli
incarichi dirigenziali nell'Amministrazione regionale.
Firmatari:Clemente Roberto Saverio
- Con nota prot n. 3607/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
-da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana:
N. 2532 - Chiarimenti in merito allo stanziamento di somme
adeguate relativamente al capitolo di spesa 376530 'Spese per il
funzionamento delle Soprintendenze per i beni culturali ed
ambientali, le biblioteche e i centri regionali e i parchi
culturali'.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
N. 2601 - Chiarimenti in merito ai lavori eseguiti nella frazione
di Acquedolci (ME) 'Marina Vecchia', aventi ad oggetto la
demolizione dell'antico fabbricato denominato 'Fondaco'.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa
Salvatore.
- Con nota prot. 29753/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana.
-da parte dell'Assessore alla Salute:
N. 1448 - Chiarimenti circa gli incrementi di spesa al capitolo di
bilancio relativo al servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia.
Firmatari:Falcone Marco
- Con nota prot. 31612 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute,
ai sensi dell' art. 140, comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato il
testo scritto della risposta. - Con nota prot. n. 36736/IN.16 del
31 luglio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per la salute.
N. 2231 - Chiarimenti sulla presunta disfunzione degli uffici
amministrativi dell'ASP 8 di Siracusa.
Firmatari:Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di tutela del reddito della categoria dei
Tutors assegnati ai piani di inserimento professionale - Emergenza
Palermo. (n. 1038)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cascio F. e
Greco M. in data 31 luglio 2015.
- Norme per la promozione di start up e spin off, per il rilancio
del sistema produttivo dell'isola e dello sviluppo locale. (n.
1039)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Panepinto,
Cracolici, Alloro, Arancio, Cirone, Maggio, Milazzo, Raia e
Panarello in data 31 luglio 2015.
- Norme in materia di ittiturismo e pescaturismo. (n. 1040)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 31 luglio 2015.
- Obbligo di monitoraggio in materia di gestione e prevenzione del
rischio idrogeologico. (n. 1041)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo, Tamajo, Greco Marcello, Cimino e Di Giacinto in data 31
luglio 2015.
- Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 1042)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Alloro e
Arancio in data 31 luglio 2015.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Legge speciale per la rinascita della città di Augusta. (n. 995)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 luglio 2015.
PARERE IV.
- Avvocatura regionale. (n. 1000)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 luglio 2015.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Cooperative di abitazione, passaggio in proprietà delle aree
concesse in diritto di superficie. (n. 1005)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 luglio 2015.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 181 del 21 luglio 2015 relativa a: P.O. FESR Sicilia
2014/2020 - Avanzamento negoziato .
La predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Consiglio dei Ministri,
in data 14 luglio 2015, ha proposto ricorso alla Corte
costituzionale per la dichiarazione di illegittimità costituzionale
dell'articolo 5, commi 1 e 2, e dell'articolo 31, anche in
relazione a quanto disposto nell'allegato 2, della legge regionale
7 maggio 2015, n. 9 Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale , per violazione degli
articoli 81, quarto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2761 - Chiarimenti sul mancato pagamento ai docenti dell'IPSIA
di Siracusa per l'attività svolta per la formazione ed integrazione
per i detenuti della casa circondariale di Augusta.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2762 - Notizie sulla presunta incompatibilità in riferimento
alla nomina ad assessore della Giunta municipale di un familiare
del Sindaco di Capaci.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Figuccia Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2757 - Chiarimenti sui contratti di locazione immobiliare
stipulati dalle società partecipate regionali.
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2759 - Urgenti iniziative a livello centrale per potenziare i
controlli e la sicurezza nel territorio siciliano contro eventuali
atti di terrorismo.
- Presidente Regione
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo; Grasso
Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 313 - Notizie sulla paventata decurtazione delle prestazioni
specialistiche presso il poliambulatorio di Ramacca (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 314 - Approvazione del 'Piano di gestione per la pesca ai
piccoli pelagici con le reti a circuizione della flottiglia
siciliana'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni
Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana Valentina
N. 315 - Verifica sulle procedure poste in essere dall'Ato idrico
di Agrigento e dal gestore del S.S.I. Girgenti Acque s.p.a. nella
determinazione tariffaria e nell'aggiornamento del PEF relativi ai
bienni 2012/2013 e 2014/2015.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 316 - Chiarimenti sulle procedure adottate dall'amministrazione
comunale di Pollina durante la campagna elettorale svoltasi a
maggio 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 470 - Promovimento della questione di legittimità
costituzionale in via principale avverso la legge statale n. 107
c.d. legge sulla 'Buona scuola'.
Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 3/08/15
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Richiesta di svolgimento con urgenza di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione n.
3258, per la quale il presentatore, on. Giuffrida, ha chiesto lo
svolgimento urgente che questa Presidenza ha accordato ai sensi
dell'art. 143 del Regolamento interno dell'Assemblea.
BARBAGALLO, segretario:
N. 3258 - Interventi per assicurare la piena fruibilità
dell'intera area dell' Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Giuffrida Salvatore
PRESIDENTE. L'interrogazione ora annunziata sarà trasmessa al
Governo ed alla competente Commissione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
-Dina e Papale per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta in attesa che arrivino in
Aula il Presidente della Regione e l'Assessore Contrafatto. La
seduta riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 17.00)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.
di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina in
materia di risorse idriche» (455-125-102-106-158/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Disciplina in materia di risorse idriche» (455-125-102-106-
158/A)
Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Principi e Finalità
1. La Regione, ai sensi dell'articolo 14, lettera i), dello
Statuto, considera l'acqua come bene comune pubblico non
assoggettabile a finalità lucrative quale patrimonio da tutelare,
in quanto risorsa pubblica limitata, essenziale ed insostituibile
per la vita e per la comunità, di alto valore ambientale, culturale
e sociale. Considera altresì che la disponibilità e l'accesso
all'acqua potabile ed all'acqua necessaria per il soddisfacimento
dei bisogni collettivi costituiscono un diritto umano, individuale
e collettivo, non assoggettabile a ragioni di mercato, così come
sancito dalla Risoluzione n. 64 approvata dall'Assemblea generale
dell'ONU il 28 luglio 2010.
2. La presente legge si prefigge l'obiettivo di definire i
principi per la tutela, il governo pubblico e partecipativo della
gestione delle acque, il conseguimento dell'equilibrio
idrogeologico del suolo contrastando il rischio frane ed alluvioni
nonché il processo di desertificazione, in grado di garantire un
uso della risorsa rispettoso dei criteri di sostenibilità,
solidarietà, trasparenza, equità sociale ed efficacia. Disciplina
altresì funzioni e compiti per il governo pubblico del ciclo
integrato dell'acqua sotto il profilo quantitativo e qualitativo,
tenendo conto prioritariamente della salvaguardia dei diritti e
delle aspettative delle generazioni future, promuovendo:
a) l'uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in
quanto bene comune pubblico essenziale ed insostituibile per la
vita e per la comunità, secondo criteri di efficacia, trasparenza,
equità sociale e solidarietà e con l'obiettivo di salvaguardare i
diritti delle future generazioni e l'integrità e la tutela del
patrimonio ambientale;
b) le azioni necessarie per tutelare le acque destinate
prioritariamente al consumo umano, successivamente all'uso agricolo
ed infine agli altri usi, garantendo, quale esigenza fondamentale,
nei bacini idrografici di competenza, il deflusso necessario alla
vita negli alvei a salvaguardia permanente degli ecosistemi
interessati;
c) la gestione pubblica dei beni del demanio idrico senza finalità
lucrative. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di
depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali
afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale
tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un
pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali;
d) il miglioramento della qualità delle acque, sotto il profilo
igienico-sanitario e nel rispetto degli obiettivi relativi al buono
stato ecologico delle acque, in linea con il "Piano per
la salvaguardia delle risorse idriche europee" della Commissione
europea, attraverso la prevenzione e la progressiva eliminazione
delle cause di inquinamento e la realizzazione di un efficace
sistema di trattamento delle acque reflue e del riciclo delle acque
utilizzate;
e) il raggiungimento degli obiettivi di qualità sulla base della
programmazione della gestione delle fonti puntuali e diffuse e
degli usi delle acque;
f) l'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana,
di un quantitativo minimo vitale, pari a 50 litri per persona per
tutti i residenti della Regione;
g) l'introduzione, al fine di favorire lo sviluppo di politiche di
utilizzo della risorsa nel rispetto dei principi di efficienza,
razionalità e corretto uso dell'acqua, di tecnologie sostenibili
nella gestione dei servizi idrici integrati e degli acquedotti
irrigui;
h) la progressiva sostituzione dell'uso dell'energia elettrica di
rete per gli impianti inerenti alla gestione idrica, dall'adduzione
alla depurazione, con impianti di produzione d'energia rinnovabile.
3. La presente legge favorisce lo sviluppo di un sistema
finalizzato al conseguimento dell'equilibrio idrogeologico del
suolo e al contrasto del rischio frane e alluvioni, nonché del
processo di desertificazione, promuovendo:
a) la prevenzione del rischio idrogeologico e di frana garantendo,
prioritariamente, la sicurezza delle popolazioni e delle
infrastrutture;
b) la difesa e la regolazione dei corsi d'acqua, delle aree
limitrofe, delle zone umide e lacustri;
c) la difesa e il consolidamento dei versanti delle aree instabili
e dei litorali;
d) la realizzazione, la manutenzione, la gestione e il recupero
delle infrastrutture idrauliche e degli impianti;
e) l'attività di recupero delle acque meteoriche;
f) la progressiva sostituzione degli impianti di depurazione
convenzionali con impianti per il trattamento, il recupero e il
riutilizzo delle acque grigie e nere, secondo le disposizioni
contenute nell'articolo 12, comma 1, della Direttiva europea n.
271/91 e del Decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio n. 185/2003, integrati, ove possibile, con sistemi di
fitodepurazione;
g) la realizzazione di interventi a difesa degli abitati e delle
strutture esistenti che tengano conto delle condizioni di
naturalità dei fiumi, della riqualificazione dei corsi d'acqua,
privilegiando tecniche di ingegneria naturalistica nell'ottica di
un progressivo miglioramento ecologico del sistema;
h) la realizzazione di un unico Sistema informativo regionale
accessibile on line costituito dall'insieme delle banche dati ed
informazioni, anche georiferite, in materia di tutela delle acque e
del territorio, rischio frane ed alluvioni, processo di
desertificazione, servizio idrico integrato dell'intero distretto
idrografico della Sicilia.
4. La Regione, nel rispetto dei principi di sussidiarietà,
differenziazione ed adeguatezza, procede a riattribuire, secondo le
modalità di cui all'articolo 5, le funzioni esercitate dalle
Autorità di ambito territoriale ottimale già esercitate ai sensi
dell'articolo 148 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. La
riorganizzazione del servizio idrico integrato è attuata al fine di
garantire la qualità, l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza,
l'equità sociale e la solidarietà nonché l'omogeneizzazione dei
livelli del servizio e della relativa tariffa, anche in
applicazione dei decreti del Presidente della Repubblica nn. 113 e
116 del 18 luglio 2011.
5. La Regione promuove la gestione pubblica del servizio idrico
integrato nelle forme consentite dal vigente ordinamento giuridico
europeo che, ai sensi degli articoli 106, 2 e 14 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione Europea, nonché dell'articolo 36 della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, è da
considerarsi un servizio pubblico locale di interesse generale.
6. La Regione avvia la progressiva definizione di un sistema
tariffario unitario».
Comunico che è stato presentato un emendamento soppressivo
dell'onorevole Cordaro. Lo mantiene onorevole Cordaro?
CORDARO. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.18. La invito al ritiro.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Specifico che l'emendamento 1.18, siccome rinvia ad un
regolamento, non può essere disposto con regolamento ed affidamento
del servizio. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento 1.18 non fa altro che riferirsi alla legge nazionale
che è quella che nella nostra impostazione dovrebbe essere il
vademecum, il fil rouge che lega i vari articoli della presente
legge.
Il riferimento al Regolamento poi, essendo distinta in due commi,
può ben essere superato facendo riferimento solo al primo comma -
questo è il mio parere - e comunque prendo atto che se questo è
l'orientamento degli uffici, se Lei mi invita a ritirarlo perché la
condizione contraria sarebbe quella dell'inammissibilità, io, mio
malgrado, lo ritiro. Abbiamo presentato, però, l'emendamento 1.34
che è l'emendamento immediatamente successivo che, in buona
sostanza, inviterei i colleghi, soprattutto quelli della
maggioranza, a dare una lettura all'1.34 perché vorrei, sull'1.34,
il parere dell'assessore Contraffatto e vorrei anche l'opinione
consapevole del capogruppo del PD, perché vede onorevole Cracolici
l'emendamento 1.34 non fa altro che disciplinare i servizi di
pubblica utilità che, in buona sostanza, sono quelli a cui non può
che ascriversi una legge che deve regolare l'acqua e quindi regola
- e non sto qui a leggerlo né a citarlo - tutto quello che deve
essere un percorso corretto sotto il profilo della disciplina
normativa e sotto il profilo della tutela dei principi
costituzionali inviolabili, l'iter di una legge e come potrebbe
essere semplicemente sostituito l'articolo 1. Quindi, signor
Presidente, chiedo che l'articolo 1, previo parere della
Commissione e del Governo, venga messo ai voti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento presentato dall'onorevole Cordaro sia, mi permetto di
dire, rispetto alle cose indicate in questo disegno di legge
all'articolo 1, non solo più consono ma costituzionalmente in linea
con quelle che sono le norme nazionali. L'onorevole Cordaro cosa
dice? Intanto ribadisce tre concetti che sono quelli della
efficacia, dell'efficienza e dell'economicità e stabilisce anche
che cosa si intende, a proposito di servizio idrico, quando invece
nel disegno di legge indicato dal governo, vengono fatte una serie
di interpretazioni, vogliamo chiamarle autentiche, ma certamente
indicare la dizione ai sensi dell'articolo 14 della lettera i'
dello Statuto che invece parla solo ed esclusivamente del termine
acqua pubblica' che non va confuso con quello che è il servizio e
poi indica, sempre in questo articolo, il termine non
assoggettabile a finalità lucrativa quale patrimonio da tutelare'
io credo che nella legislazione nazionale non è stabilito cosa
diversa rispetto a questo termine che viene indicato in questo
disegno di legge.
Quindi, invece di ripetere cose che sono indicate nella norma
nazionale, avere modo di approvare questo emendamento, l' 1.34
dell'onorevole Cordaro, credo che sia una cosa attinente a quella
che deve essere - a nostro parere - l'impostazione e l'evolversi di
questo disegno di legge.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
approfitto dell'intervento sull'articolo 1 e sull'emendamento
dell'onorevole Cordaro che, come tanti altri emendamenti anche
presentati dal mio gruppo, cercherà di sistemare un po' questa
norma, questa accozzaglia di interessi e di proclami che,
purtroppo, ci stiamo accingendo ad approvare, anche perché questo
articolo 1 - ce lo possiamo confessare tra di noi deputati e fra
qualche migliaio di Siciliani che ci sta guardando da casa - è un
po' lo specchio di questa norma, una serie di tematiche di
principio che ricordano fortemente tutto fuorché un testo
normativo, parliamoci chiaro. Ed un po' rappresenta il percorso e
l'iter che questo disegno di legge ha voluto intraprendere
dall'inizio, sull'onda un po' di carica demagogica e populistica e
che, poi, ha visto, nel prosieguo dei lavori, saldarsi alcuni
piccoli interessi, piccoli cabotaggi - in alcuni casi di interesse
provinciale ma, ahimè, molto più spesso di carattere locale e
localistico, se non addirittura di piccoli comuni delle varie
province siciliane.
E lo dico questo con grande tristezza, Presidente. E lo dico anche
perché ieri c'è stato un dibattito su una questione pregiudiziale
presentata da alcuni componenti del mio gruppo, una questione
pregiudiziale che è stata respinta - per carità, massimo rispetto
per il voto dell'Aula - ma le cui questioni sono rimaste integre ed
intatte all'interno dei bisbigli e delle preoccupazioni dei
deputati e dei tecnici di questo Parlamento.
Oggi abbiamo letto con grande interesse l'intervista
dell'assessore Contraffatto sul Giornale di Sicilia che, da donna
di ritto, ha continuato a reiterare con forza, e io dico
legittimamente e dando forza al proprio ruolo, i dubbi di
legittimità costituzionale che in questo comma 1 trovano il loro
paradigma, dove si parla di non assoggettabilità con finalità
lucrative , dove si parla di non assoggettabilità a regole di
mercato come se fossimo nel periodo medievale e nel sistema del
feudalesimo oppure come se stessimo fondando una Repubblica
sovietica o di stampo similare.
Presidente, io veramente richiamo ad un minimo di serietà i
componenti di quest'Aula, anche perché i rilievi costituzionali
sono tutti sul tavolo e sono tutti presenti e non mi sembrano
superati, anzi mi sembrano corroborati dall'intervista
dell'assessore Contraffatto di oggi.
Ed ecco, Presidente Ardizzone, concludendo questo mio intervento,
perché io credo che è un azzardo pensare - così come mi dicono
alcuni colleghi - che alcuni colleghi sono consci dei limiti che la
norma ha sul piano costituzionale.
Per la verità anche alcuni stessi imprenditori del servizio
idrico, potremmo dire, mi dicono di approvarla e vedere poi come va
a finire.
Ma può un legislatore operare senza aver chiaro il riferimento, il
quadro normativo e, soprattutto, la certezza del diritto per coloro
i quali dovranno applicare la legge?
Ebbene, Presidente, questo è un grido d'allarme ma non sono parole
mie, sono parole pronunciate da un autorevole componente del gruppo
del Partito democratico, l'onorevole Cracolici, che appena un mese
fa su una norma che riguardava la revisione delle regole
sull'assegnazione degli appalti in Sicilia, poneva delle
preoccupazioni sulla garanzia della certezza del diritto e sulle
regole da applicare - in quel caso - sul settore degli appalti.
Sono le stesse preoccupazioni, se non più forti, se non più forti,
in quanto rafforzate da una consolidata giurisprudenza
costituzionale, si presentano oggi su questa norma sul servizio
idrico integrato.
E allora, io non capisco Presidente onestamente, e noi questa
ipocrisia dovremmo come dire svelarla una volta per tutte, perché
il maggiore partito di questa maggioranza ha un comportamento ed un
atteggiamento su una norma che ha dei dubbi costituzionali chiari
ed evidenti - ed io su quella norma votai contrario - nonostante
anche in quel caso la medianicità portava ad approvarla in tutti i
casi. Perché sono convinto che quella norma verrà, ahimè, impugnata
e la Regione soccomberà, perché vi sono degli evidenti profili di
illegittimità costituzionale.
Mentre su quest'altra norma, dove appaiono - questo comma 1 è,
ripeto, il paradigma di questa incostituzionalità - appaiono
evidenti queste illegittimità costituzionali, su questo si tace e
si dice che in questo caso la certezza del diritto ed il passaggio
ad un controllo della legislazione da un sistema preventivo ad un
sistema successivo, invece, sia come dire da sottovalutare, o che
non meriti particolare attenzione.
Ebbene Presidente, io penso che questa norma vada attenzionata.
Ieri, dopo la discussione sulla questione pregiudiziale, anche lei
si è fatto garante di alcuni accorgimenti che sono necessari per
salvaguardare la credibilità di questo Parlamento. Vedo, e mi rendo
conto che questi aggiustamenti non sono stati compresi da tutti i
componenti di quest'Aula e che non siano nell'animo del Governo.
Chiedo a lei, Presidente, all'assessore Contraffatto ed al Partito
Democratico di riflettere seriamente per la credibilità di questo
Parlamento prima che per interessi di parte. Che ci si fermi
veramente a ragionare sull'articolo 1, seriamente sull'articolo 5,
sull'articolo 6 e sull'articolo 9. Diversamente non so come,
diciamo, quale risultato potrà avere questa norma.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi.
Io sono lieto di vedere l'assessore Contraffatto oggi seduta ancora
sui banchi del Governo perché ho temuto che a seguito del
comunicato stampa del Presidente della Regione di qualche ora fa,
l'assessore Contraffatto potesse oggi non essere in Aula, perché mi
è sembrato fin troppo evidente - se mi prestasse un minimo di
attenzione, l'assessore Contraffatto e l'altro rappresentante del
Governo, sarebbe un atto di cortesia e di correttezza istituzionale
- ho temuto che davvero all'interno del Governo ci fossero, come
ormai sono certo due impostazioni. Ora, non è assolutamente detto -
e questo lo sa anche uno studente di scuola media superiore - che
le questioni di illegittimità costituzionale non debbano essere
risolte in Italia secondo il nostro ordinamento solo dalla Corte
Costituzionale. Però, non è nemmeno detto, Presidente
dell'Assemblea, che sia obbligatorio che un Parlamento promulghi
delle norme anticostituzionali o illegittime sotto il profilo
costituzionale. E nessun richiamo all'articolo 14 dello Statuto ci
mette al riparo da tutto ciò, specie quando in quest'Aula, sino a
pochi giorni fa, alla settimana scorsa, abbiamo voluto, anzi avete
voluto, promulgare una legge che lo Statuto siciliano avrebbe
potuto consentire, promulgata in maniera assolutamente diversa, e
si è richiamato l'orientamento e la legislazione nazionale. Adesso
siamo invece nella ipotesi diametralmente opposta e cioè nella
volontà espressa da alcuni settori della maggioranza, dal
Presidente della Regione, ma non da altre parti del Governo
regionale, di promulgare una legge che si sa essere largamente
illegittima sotto il profilo della correttezza costituzionale.
Io non ho potuto partecipare al dibattito di ieri sera, ma
ovviamente stamattina ne ho riletto il resoconto sommario e, devo
dire, che davvero questa Assemblea ha vissuto una sorta di
psicodramma tra posizioni diverse all'interno del Governo e tra
posizioni diverse all'interno della maggioranza.
Signor Presidente dell'Assemblea, tutto si può dire. Ma chi
dovesse leggere l'articolo 1, se approvato stasera da questa
Assemblea, fra un giorno, fra un mese, fra un anno, fra cinquanta
anni avrebbe la sensazione di leggere un manifesto murale, non una
norma giuridica.
Perché non si può, assolutamente, scrivere nel comma 1
dell'articolo 1 che l'articolo 14 dello Statuto considera l'acqua
come bene. Intanto non la considera, semmai la definisce, ma al di
là delle differenziazioni e dei perfezionismi linguistici, questa
non è una norma, questo è un manifesto, questo è un volantino
propagandistico, questo è qualcosa che non ha assolutamente nessun
tipo di rilievo e di aggancio con una norma e voglio qui
specificare che chi parla in questo momento, a nome proprio
personale e a nome del Gruppo parlamentare cui appartiene, è per la
assoluta pubblicità dell'acqua ed è per l'assoluto criterio
pubblico della gestione di una risorsa assolutamente preziosa e
universale come quella dell'acqua. Però le norme bisogna saperle
scrivere. E bisogna renderle compatibili in un quadro ordinamentale
che è nazionale ed è sopranazionale.
E per questo, io intervenendo su questo aspetto e per questo punto
ritengo che sia assolutamente meglio scritto e che sia da approvare
l'emendamento che ha prima illustrato l'onorevole Cordaro che è
interamente sostitutivo dell'articolo 1, che intanto è una norma
giuridica che contiene la tecnica che una norma deve potere
assicurare e che dal punto di vista politico e programmatico
introduce e riafferma il principio della universalità del bene
acqua, della universalità quindi della prestazione del bene acqua.
Il resto sarebbe soltanto un manifesto, sarebbe soltanto un
proclama che si presta, che si presterebbe e che si presterà alla
impugnativa da parte del Governo nazionale.
Allora, l'atteggiamento di chi ne parla in questo momento,
Presidente dell'Assemblea, Governo, colleghi, è quello di tentare
di migliorare il percorso normativo, è quello di contribuire in
maniera assolutamente convinta a depurare il disegno di legge di
tutte quelle parti che non solo non servono perché non disciplinano
nulla, ma sono in contrasto con la Carta costituzionale e, quindi,
licenziare un testo di legge che abbia davvero la possibilità di
resistere ai vagli successivi.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.34, in quanto l'onorevole
Cordaro ha rinunciato all'emendamento 1.18. Il parere della
Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Di Mauro,
prevede la soppressione del comma 1. Lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione, se gli
interventi sono contenuti si interviene su ogni emendamento.
Per Regolamento bisognerebbe intervenire non più di cinque minuti
sull'intero articolo. Siccome servono a spiegare il contenuto è
giusto intervenire. Senza aprire dibattiti.
DI MAURO. Vorrei che l'Assessore, se può nei limiti del lavoro che
sta facendo in questo momento e se qualche collega non la disturba,
potesse ascoltarmi.
Assessore, credo che se dobbiamo parlare di una definizione su
cosa sia l'acqua, basta collegarsi all'articolo 14 - o più in
generale - ad una norma che poi è quella prevista dalla legge
generale sull'acqua, la 36 del 1994 che all'articolo 1 definisce,
con esattezza, tutta la questione relativa al tema delle acque.
Questi concetti di cui alla legge 36 del 1994 sono ribaditi
nell'articolo 144 del decreto legislativo 152/2006.
Leggo uno di questi due che risultano molto similari. Tutte le
acque superficiali e sotterranee, ancorché non trattate al
sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è
salvaguardata e utilizzata secondo i criteri di solidarietà e va
ancora più avanti.
Indicare in questo comma 1 ai sensi dell'articolo 14, lettera e)
dello Statuto credo che sia, Assessore, un'espressione infelice
perché da un termine che è indicato giustamente dallo Statuto che
l'acqua è pubblica per far ricordo a tutti che anche se si vuole
utilizzare l'acqua dei fiumi o si vuole utilizzare l'acqua scavando
il proprio terreno per fare un pozzo - non c'è dubbio che vada
comunque chiesta autorizzazione in Sicilia, all'Ufficio del Genio
civile.
Credo che questa dizione vada eliminata e propongo - e ribadisco -
l'eliminazione di questo comma perché lo ritengo ultroneo rispetto
a quelle che sono le disposizioni legislative nazionali, con
l'articolo 36, 94 e articolo 1 e ribadisco, successivamente e molto
recente, con l'articolo 144 del decreto legislativo 156 del 2006.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del
Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento sostitutivo 1.5.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, questo comma così formulato mi sembra
più consono rispetto a quella dizione che è interpretativa
dell'articolo 14 dello Statuto perché così come è formulato credo
che rischi di essere impugnato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.22, a firma degli onorevoli Assenza e
Falcone.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, è un emendamento linguistico non
sostanziale.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è indicato nella
disposizione legislativa, accanto al termine pubblico', anche
comune'; io credo che sia abbastanza chiaro che pubblico' è di
gran lunga superiore al termine comune', cioè il termine
pubblico' è un termine che è molto comprensivo del significato che
tutti quanti vogliamo dare all'acqua, è ribadito da leggi
nazionali, ed è ribadito anche nell'articolo dello Statuto,
insistere su un termine comune' mi sembra quanto meno riduttivo,
cioè noi abbiamo tutti la consapevolezza che l'acqua è un bene
pubblico.
Altra cosa è la gestione; indicare questo termine comune' mi
sembra un termine riduttivo. Lo dico questo perché nonostante io
abbia cercato in sede di Commissione di spiegarlo, purtroppo mi
sono trovato con alcune convinzioni e avendolo letto, è una dizione
che va riportata anche in questa legge. Lo rimetto all'Assessore.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Di Mauro.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.29 dell'onorevole Assenza. Sino alle
parole 28 luglio 2010, è soppresso.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non me la
prendo con nessuno, volevo solo cercare, nei limiti del possibile,
di sfrondare la norma di quelle parti che l'appesantiscono
inutilmente per renderle la norma efficace.
Allora abbiamo già detto nella prima parte dell'articolo 1,
respingendo gli emendamenti presentati di tutto buon senso da parte
dell'onorevole Cordaro e dell'onorevole Di Mauro, di lasciare
comunque questa definizione amplissima.
Volere ancora ribadire e, quindi, rischiando poi di minare sin dal
primo articolo la costituzionalità di questa norma che non è, non
può mai essere assoggettata a ragioni di mercato e via dicendo,
credo che sia veramente un volere eccedere in delle ragioni
assolutamente non confacenti con quelle che sono le direttive
comunitarie e i principi vigenti a livello nazionali. Quindi io
insisto per l'approvazione di questo emendamento soppressivo quanto
meno per questa seconda parte dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.38, dell'onorevole Assenza.
ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.32.
ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.37. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 1.37. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.33 che è precluso.
Si passa all'emendamento 1.6.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in tutti i
passaggi della legislazione nazionale sono inseriti accanto al
termine efficacia , i termini efficienza ed economicità , a
volere testimoniare che il meccanismo del servizio deve essere
improntato non soltanto all'efficacia, e mi pare assolutamente
normale, ma anche all'efficienza e anche all'economicità che è un
argomento sul quale più volte abbiamo ribadito, ma come ella sa,
Assessore, su questi concetti ci si è tornati più volte con diverse
sentenze anche della Corte costituzionale, in cui sono stati
ribaditi proprio questi concetti.
Ora, indicarne uno in questa legge e non indicarne altri, vuol
dire creare dei punti deboli sotto l'aspetto legislativo senza che
ce ne sia un particolare motivo, perché avere poi più avanti negli
emendamenti che ci sapranno indicare tutte le forme possibili di
gestione, è chiaro che tutte quante debbono essere sempre
improntate a criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
Non è che se c'è un'indicazione attraverso un emendamento della
maggioranza diverso da quello che può essere una sorta di gestione
che viene affidata da parte dell'ATO, a un soggetto che è diverso
da quello previsto dalla normativa nazionale, non debba essere
fatto secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità,
perché se noi immaginiamo che non ci sia il criterio
dell'economicità o il criterio dell'efficienza commettiamo un
grossolano errore.
Quindi, sono questi presupposti di carattere generale che debbono
avere riscontro nella legge e costituiscono il punto fondamentale
che deve essere il disegno di un progetto che deve essere affidato
secondo l'ente di governo o secondo la legislazione regionale che
stiamo qui, in questo disegno di legge, tentando di individuare,
dall'ATI, cioè dall'Ambito Territoriale Idrico, che non cambia
nulla rispetto a tutto il dibattito che più avanti può verificarsi.
Sono concetti di carattere generale che debbono avere
necessariamente un riscontro nella norma.
CRACOLICI. I bilanci?
DI MAURO. I bilanci, l'economicità, non è che sono cose che ci
inventiamo per far capire che in questo disegno dell'acqua chissà
quanti interessi ci siano.
PRESIDENTE. Mi sembra corretto il ragionamento, onorevole
Trizzino.
Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 1.20, degli onorevoli Assenza ed altri.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
proposizione di questo emendamento tende ad eliminare un stortura
di fondo che prevede una gestione esclusivamente, in maniera
inderogabile, pubblica.
Che questo sia lo scopo ed il fine a cui deve tendere questa legge
è assolutamente sacrosanto ed io, personalmente e l'intero Gruppo,
propenso a che, per quanto possibile, la gestione sia assolutamente
pubblica. Però, siccome è evidente che ci sono dei casi in cui ciò
si scontra con delle realtà fattuali che poi, teoricamente, ho
visto che alcuni emendamenti oggi presentati anche da parte della
maggioranza lo prevedono, in questo articolo 1, che è una norma di
principio e manifesta, io mi sono permesso di inserire, alla
lettera c, dopo la parola la gestione l'avverbio
prevalentemente perché, attraverso il prevalentemente , noi
diamo un indirizzo assolutamente univoco alla tensione che deve
avere l'applicazione di questa norma nella sua attuazione pratica,
ma lasciamo quanto meno aperto uno spiraglio per quei casi che
prevedono la necessità di ricorrere a forme di gestione diversa.
Quindi, ritengo che, almeno su questo, che poi tra l'altro può
tentare di smussare dei profili di incostituzionalità, credo che
fare battaglie ideologiche sia veramente voler chiudere la porta a
qualsiasi tentativo di collaborazione per fare una norma sensata
assieme.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo per una questione di ordine tecnico.
Assessore Contrafatto, qui è indicato il termine gestione ,
avendo la consapevolezza che si entrerà nel merito della gestione,
più avanti, Assessore, per cercare di formulare il più possibile
articoli che siano in linea con la norma nazionale. Più avanti ci
saranno articoli che ben illustreranno quali sono i sistemi di
affidamento. E, su questo, credo che la legislazione nazionale
parli abbastanza chiaro e dice che la competenza non può essere
esercitata da questa Assemblea nel senso che l'Assemblea non può,
in alcun modo, parlare di gestione.
Noi qui stiamo dicendo, in maniera aperta e chiara, all'articolo
1, che la gestione è pubblica. Quindi, vuol dire che c'è,
aprioristicamente, senza indicare ancora ciò che succederà
all'articolo 5, ciò che succederà all'articolo 16, il termine
gestione con l'aggiunta di pubblico . Queste due cose assieme,
in maniera così evidente, non sono altro che termini che saranno
assoggettabili, chiaramente, ad impugnativa.
Invito il Governo a riflettere su questo termine gestione e se,
in questa fase, può dare una soluzione tecnica diversa, avendo
tutti quanti la consapevolezza che all'articolo 6 verrà affrontato
compiutamente il nodo della gestione, dove il Parlamento,
ovviamente, si pronuncerà.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa
questione chiedo al Presidente della Commissione di fare una
correzione, o lo facciamo con un emendamento presentato ai sensi
dell'articolo 117, perché alla lettera c) c'è il concetto delle
fognature, mi pare più corretto dire le reti fognarie , che sono
due cose diverse.
Quindi, o si fa col 117 o si fa un emendamento tecnico, però sul
punto io non sono d'accordo con l'emendamento Assenza mentre mi
parrebbe, devo dire lo rimetto alla valutazione della Commissione
visto che ci ha lavorato, perché che significa prevalentemente in
un principio? Un principio è o non è. Il punto è un altro, noi qui
abbiamo inteso affermare un principio chiaro: la gestione del
servizio idrico non può avere finalità lucrative, questo è il
principio che stiamo affermando; se affermiamo questo principio il
concetto non è se è pubblico o privato, che la gestione del
servizio idrico non può avere finalità lucrative.
A mio avviso funzionerebbe persino lessicalmente meglio, quando
invece di dire la gestione pubblica dei beni del demanio idrico
senza finalità lucrative , ha la stessa efficacia ed è molto più
forte il concetto di dire la gestione dei beni del demanio idrico
senza finalità lucrative , questo non fa venire meno il principio
pubblico che, tra l'altro, noi discipliniamo con l'articolo 6 dove
diciamo che le modalità di affidamento per la gestione possono
essere di natura diversa , noi speriamo e auspichiamo tutti, almeno
chi vi parla, che la gestione sia prevalentemente in quel caso a
gestione pubblica, ma in questo caso sul principio io non mi
attaccherei alla corda del cappio per far funzionare in maniera
logica una norma che raggiunge lo stesso obiettivo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io torno sui miei
dubbi, che ho già manifestato, di alcuni punti di
incostituzionalità della norma, nell'impianto della norma, quindi
anche l'articolo 1 che è un articolo di enunciazione, perché lei mi
insegna sa bene che il principio di concorrenza non può essere
delegato alla Regione, neanche alla Regione a statuto ordinario,
perché l'articolo 14 dello Statuto deve essere letto anche con le
evoluzioni delle sentenze della Corte costituzionale, e siccome
noi abbiamo e vogliamo che questo disegno di legge diventi legge,
non possiamo prestarci a dubbi che poi possono portare ad avere, a
non avere riscontrato e quindi ad avere dichiarato incostituzionale
questa norma, proprio per tutti questi profili che presenta.
Inserire il principio di concorrenza prevede e chi le parla non ha
ceduto alle reti, non vorrebbe neanche perché continuano a gestire
il comune, il servizio anche con la manutenzione, ma il
prevalentemente che cosa significa? Che non si lede quel diritto
e quel principio di concorrenza sancito dai regolamenti comunitari.
Noi non possiamo discostarci dai regolamenti comunitari, le
battaglie ideolgiche, demagogiche sono altre. L'acqua è pubblica,
ma c'è un'autorità di gestione per l'acqua e l'energia.
Se poi lei, i suoi uffici, Presidente, e il Governo dicono che noi
ci sbagliamo, tranquillamente andiamo avanti, però dico ci sono, e
lei mi insegna, regolamenti comunitari e leggi dello Stato, ai
quali la Regione in qualche maniera non può assolutamente
discostarsi, e il principio della concorrenza significa proprio
questo, e me lo insegnate voi che nel 2006-2007, a proposito della
legge Bersani sul servizio pubblico locale, quando la Regione tentò
di proteggere il servizio pubblico vi fu - proprio sul principio di
concorrenza - la Corte costituzionale che è intervenuta. Quindi,
non è demagogia la nostra.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che, così
come ha esplicitato l'onorevole Ioppolo nel suo intervento, noi non
siamo - almeno per quanto riguarda il nostro Gruppo - fautori della
gestione privatistica dell'acqua perché pensiamo che l'acqua sia
veramente un bene comune e che debba essere, per quanto possibile,
gestita dal pubblico o comunque gestita con criteri che non
prevedono il guadagno.
Non capisco a proposito di questo emendamento che tende
semplicemente a cercare di superare tutti i rilievi che sono stati
mossi proprio all'approvazione della legge e mossi dallo stesso
Governo con una divisione dei compiti e contrapposizione delle
parti che è esplosa anche in dichiarazioni sulla stampa e siccome
penso che ai successivi articoli 5 e 6 dovrà quest'Aula e dovrà il
Governo in qualche modo superare l'empasse e i rilievi che sono
stati mossi, non capisco perchè non si accetta o questo emendamento
che indirizza alla radice dell'enunciazione, nella presentazione di
questa legge stessa, tra i principi generali, che sia coordinato
con ciò che dovrete fare poi nell'articolo 5 e nell'articolo 6 per
evitare una incongruenza di fondo che si manifesterà altrimenti tra
ciò che si stabilirà a proposito della gestione e ciò che viene
detto in premessa.
Quindi, ritengo che l'emendamento dell'onorevole Assenza abbia una
sua logica stringente e che debba essere accettato. E la stessa
proposta dell'onorevole Cracolici, abilmente, in maniera subdola,
dice la stessa cosa, perché, così come nel terzo settore ci sono
tutta una serie di cooperative senza scopo di lucro che gestiscono
miliardi a non finire, quindi la sostituzione della locuzione
prevalentemente con ciò che suggerisce l'onorevole Cracolici, che
per me è la stessa cosa, il servizio debba essere gestito senza
scopo di lucro, senza dire null'altro.
Paradossalmente, se noi adottiamo la suggestione dell'onorevole
Cracolici potrebbe accadere che potrebbe essere gestito tutto in
maniera privata. Non prevalentemente pubblica e solo una parte
privata, ma addirittura tutto in maniera privata. Perché se
partecipano le famose cooperative rosse o gli altri soggetti senza
scopo di lucro, in base a questa locuzione che è stata proposta
dall'onorevole Cracolici, possono partecipare tutti e può diventare
tutto privato, purché siano senza scopo di lucro.
Ritengo che siccome dovrete, almeno da quello che sento dai
colleghi anche di maggioranza, con gli articoli 5 e 6 addivenire a
superare alcuni elementi di criticità, rendiamo coerente il testo
anche nella enunciazione.
Quindi, propongo che sia approvato l'emendamento dell'onorevole
Assenza. In subordine, si approvi il suggerimento dell'onorevole
Cracolici, ma quello può aprire la strada a tutto privato. Capisco
che è un esponente del vecchio PD e, quindi, con le cooperative
rosse ha un certo feeling, ma senza scopo di lucro, tutti possono
partecipare e in Italia si gestiscono miliardi da cooperative senza
scopo di lucro .
CRACOLICI. Se ne intende lei E' molto preparato
FORMICA. No, non me intendo affatto, caro Cracolici. Te ne intendi
tu che fai parte di un Partito che le cronache di questi ultimi
anni e mesi definiscono come quello che, attraverso le cooperative,
gestiva tutti gli appalti in Italia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avendo un
passato di destra né un presente di sinistra, non saprei come
dimenarmi in questa vicenda delle cooperative; io non ho mai
cooperato con nessuno, né con lucro né senza scopo di lucro e,
quindi, non immorerò su questo tema, lo lascio tutto ai colleghi
che mi hanno preceduto.
Invece, vorrei che il Presidente Crocetta mi ascoltasse un attimo
perché nella polemica politica ci sta anche che il Presidente
definisca il dibattito sulle pregiudiziali legate a temi
costituzionali stucchevoli, però, Presidente, noi nonostante questo
stiamo cercando, da come siamo partiti ho capito che non ci
riusciremo perché non volete il nostro aiuto, e però noi in maniera
ostinata, fin quando avremo le forze, cercheremo di darvi una mano,
ovviamente non nell'interesse vostro ma nell'interesse dei
siciliani, lei questo lo comprende bene Presidente Crocetta.
Parlare all'affaccio di gestione pubblica significa mettere un
dito grosso - che non è il mignolo - nell'occhio del legislatore
nazionale, perché chiunque va a leggere questo articolo e l'incipit
di questo comma capisce che non potendo essere ciò nelle competenze
della Regione e non potendo per definizione essere l'acqua di
esclusiva gestione pubblica, secondo le indicazioni e le direttive
comunitarie che sono state recepite dalla legge nazionale, è chiaro
che non può che portare verso una certa, sicura impugnativa da
parte del Consiglio dei Ministri.
Allora, onorevole Presidente della Regione, Governo e colleghi
deputati, l'onorevole Assenza, da buon giurista, ha cercato di
aiutarvi inserendo la parola prevalentemente che vuole essere
proprio un aiuto giuridico per dire: Signori miei, ma voi la
volete fare questa legge o dobbiamo continuare a prendere in giro i
siciliani, facendo un ottimo spot del 5 e 6 agosto e svegliandoci
il 5, 6 settembre con una legge impugnata , perché ad ogni passo
noi non facciamo altro che continuare a dare pugni nello stomaco al
legislatore nazionale continuando a comportarci in maniera
distonica rispetto a quelle direttive, rispetto a quella normativa.
Ed allora, il dubbio mi viene. Siamo qua, abbiamo ritirato gli
emendamenti, abbiamo ritirato i soppressivi, stiamo ragionando sul
merito, la parola prevalentemente è il minimo che un legislatore
oculato può inserire nella norma per cercare di evitare una
impugnativa sicura, onorevole Barbagallo. Rifletteteci, perché io
so - e lo premetto da ora che per come siete partiti - questa
legge non la voterò, la voterò contro, nonostante io sia per la
gestione pubblica dell'acqua, perché io non la sottoscrivo una
legge che, per come stiamo partendo, verrà certamente impugnata dal
Consiglio dei Ministri. La mia firma non gliela metto.
Fate una valutazione, la facciano gli uffici, gli uffici
dell'Assessorato, gli uffici dell'Assemblea regionale, la facciano
i parlamentari, io credo che il minimo che si possa fare è
approvare l'emendamento Assenza, perché quello che andrebbe fatto è
eliminare la parola pubblico dalla parola gestione ; significa
sfottere il legislatore nazionale. Se volete sfotterlo fatelo voi,
io non lo faccio.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento a
questo comma voglio dire che vi si dice espressamente che si vuole
promuovere un principio.
Io credo che, grazie al nostro Statuto, grazie agli esiti
referendari abbiamo la possibilità di promuovere un indirizzo ed un
principio, non c'è nulla di incostituzionale in questo.
In questo comma si stava promuovendo il principio non soltanto del
pubblico, ma anche delle finalità lucrative. Quindi, non si
vogliono perseguire finalità lucrative ed, inoltre, abbiamo
inserito la parola pubblico perché si vogliono anche evitare le
società per azioni, perché laddove ci sono degli azionisti, dei
soci non si va a raggiungere l'obiettivo della parità di bilancio.
Quindi, è del tutto in contrapposizione con la finalità di questo
disegno di legge.
Poi, si sta parlando soltanto di promuovere, di principi ed è
normale che ci sia. Per cui, noi manteniamo il comma così com'è.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido
assolutamente l'emendamento dell'onorevole Assenza, perché penso
che aggiungere la parola prevalentemente , così come hanno
saggiamente detto i colleghi che mi hanno preceduto, sia il minimo
che dobbiamo inserire in questo disegno di legge. Anche perché io
ho letto la posizione, l'intervento dell'assessore Contrafatto e mi
sono complimentato con lei e, quindi, penso che questa sia pure la
posizione del Governo, perché l'assessore Contrafatto sul Giornale
di Sicilia diceva che la normativa nazionale prevede tre tipologie
di gestione: quella pubblica, quella privata e quella mista.
Quindi, aggiungere un prevalentemente , che è una carezza per
evitare l'impugnativa, mi pare che sia il minimo. Per cui, io
dichiaro di votare a favore dell'emendamento Assenza.
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
credo che, dal tono che si sta sviluppando sul dibattito
all'articolo 1, stanno emergendo una serie di questioni che
riguardano l'intero tessuto normativo.
Io voglio ribadire all'onorevole Cordaro ed agli altri colleghi
che, nel corso dell'esame dell'intero testo normativo, ci sono
alcune questioni che ha sollevato il Servizio Studi e che
riguardano in particolare l'articolo 6, su cui la Commissione non
si nasconde né dietro un dito né dietro altri apparati.
Ci sono, all'articolo 6, emendamenti anche a firma dei colleghi
dell'opposizione che aggiusterebbero il tiro e, a mio giudizio è
quella la sede opportuna dove vanno fatte le opportune rettifiche
per esitare un testo che sia più aderente al dettato normativo.
Io credo che, siccome quest'Aula non è un tribunale, anche se
ricca di insigni giuristi, il ragionamento e la discussione vadano
fatti sulla politica. Le questioni che riguardano criticità
costituzionali - così come è stato evidenziato dal Servizio Studi -
le esamineremo all'articolo 6 ed all'articolo 6 adotteremo gli
opportuni correttivi per evitare qualsiasi fondata impugnativa.
Noi non possiamo impedire che il Governo nazionale impugni la
norma, noi possiamo fare di tutto affinché ci siano impugnative
infondate.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io voglio rappresentare che l'inserimento nella norma di
prevalentemente , qui si parla delle reti perché si dice: La
gestione pubblica dei beni del demanio idrico senza finalità
lucrative .
Quale sarebbe il problema che queste reti rimangano al pubblico,
visto che appartengono al pubblico? Cosa c'entra, quindi, questa
questione prevalentemente o non prevalentemente.
Poi, ritornando al tema pubblico dell'acqua, dell'impugnativa
costituzionale, voglio rappresentarvi che oltre a Parigi, adesso
praticamente stanno passando all'acqua pubblica Bordeaux e
CORDARO. E la Puglia
CROCETTA, presidente della Regione. Lascia perdere la Puglia, sto
parlando di quello che sta avvenendo in Francia e sta avvenendo
persino a Berlino, in Germania, dove non c'è stato alcun contrasto
con la normativa europea. Quindi, lo spettro che presentiamo, nel
frattempo che continuiamo a parlare dell'ipotesi di
incostituzionalità, ma incostituzionalità di fronte a quale norma
costituzionale, scusate? Di fronte al fatto che c'è una legge
ordinaria e lo Stato italiano che dovrebbe essere prevalente sul
piano della gerarchia delle fonti rispetto al nostro Statuto che ci
dà competenza esclusiva in materia d'acqua?
Allora, ponendo pure che corriamo questo rischio, il legislatore
di fronte ad una legge ordinaria che è espressione di rapporti di
forza nei Parlamenti, eccetera, cioè, tentare di capovolgere questa
legislazione, allora, il nostro ruolo quale sarebbe? Quello di fare
i notai delle decisioni che si prendono a Roma? Non lo so.
Voglio dire qui il tema o lo cominciamo ad affrontare nei termini
politici della questione, ma nessuno si può ergere a giudice
costituzionale perché se volete sapere come la pensa il Governo, il
Governo pensa che sia molto più costituzionale, dal punto dei
diritti dei cittadini che si garantiscono nel quadro della
Costituzione, che in questo caso tende a favorire una non
utilizzazione per fini di lucro dell'acqua pubblica, che è perfino
in conformità col dettato, con la decisione dell'ONU del 2014, che
è persino in conformità con la Direttiva europea, laddove non
considera l'acqua un bene come tutti gli altri, lo considera un
bene di prevalente interesse pubblico.
Allora, il tema della gestione non può essere evocato come spettro
per impedire questa legge. Se è anticostituzionale ce ne andremo di
fronte alla Corte Costituzionale e vedremo se finalmente questa
Regione, una volta ogni tanto, sarà in grado di ergersi a tutela
del popolo siciliano, oppure dovrà accettare pedissequamente quello
che si deciderà altrove sulla base di quei grandi interessi.
Parlavate anche delle cooperative, anche quelle vogliamo impedire,
per essere chiari; bianche, rosse, verdi, azzurre, celesti,
qualsiasi colore, non ci riguarda. Noi vorremmo dare una legge che
elimini le storture che sono state create, che hanno permesso che
alcuni ATO siciliani praticassero le tariffe sull'acqua più alte
d'Italia e persino d'Europa.
CORDARO. La competenza non è esclusiva ma concorrente.
CROCETTA, presidente della Regione. E' esclusiva.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, credo che quando esamineremo
l'articolo 6 il Parlamento sarà chiamato a votare e su questo, al
di là dei propri convincimenti, delle proprie cose, senza animosità
ci auguriamo tutti che questa legge non venga impugnata, e
comprendo lo sforzo che ciascuno fa nel tentativo di promuovere
qualcosa che è un'esigenza che parte dal territorio. Però, una cosa
la voglio chiarita dall'Assessore che credo abbia, su questa
materia, una conoscenza dettagliata. Il referendum ha stabilito -
Assessore mi scusi questo lo voglio chiarito perché non so se ho
ben compreso le cose o, evidentemente, ho una conoscenza errata -,
il referendum ha, in buona sostanza, non stabilito che l'acqua è
pubblica, il referendum ha abrogato, se so bene, l'utile che aveva
l'impresa nella gestione, fermo restando che l'impresa avrà l'utile
nelle infrastrutture. Ma è cosa diversa quello che ha detto
poc'anzi la collega, quando ha detto che il referendum ha risolto
tutti i nodi e ha stabilito che la gestione deve essere pubblica.
Questo deve essere chiaro all'Assemblea. Il referendum è un'altra
cosa. Dico ciò perché se non comprendiamo i punti fondamentali di
questo disegno di legge, induciamo in errore e, quindi, poi, a
cascata, il disegno di legge è incostituzionale da più punti di
vista.
La soluzione che proponeva l'onorevole Crocetta, che è in sintonia
con la necessità, almeno in questo articolo, di eliminare
l'indicazione dettagliata che l'Assemblea decide che la gestione
deve essere pubblica, o cambiamo gestione e indichiamo
l'organizzazione del servizio o indichiamo che pubblico si toglie e
si dice la gestione degli impianti, eccetera, è senza finalità di
lucro; è una soluzione che ci permette di superare questa impasse,
in cui tutti siamo d'accordo e tutti possiamo votare a favore.
Non cambia niente, poi, nell'articolo 6, onorevole Barbagallo, lei
che è relatore della legge, il problema sarà affrontato e risolto
con un voto, senza impiccarci sulle soluzioni.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, le parole dell'onorevole Barbagallo che
rimetteva l'approfondimento del testo al servizio d'Aula solo
all'articolo 6, da me non è condiviso. Secondo me se noi già da
adesso riusciamo a collegare ciò che nell'articolo 6 vogliamo poter
correggere, anche negli articoli che, poi, sono dei principi
fondamentali, devo dire che riusciamo a creare una legge che ha un
senso logico e condividendo le parole del Presidente della Regione,
direi che basta riprendere il tema della finalità, che non è una
finalità lucrativa, per poter dire che, di fatto, il servizio è un
servizio di per sé pubblico.
Io ritengo che sia anche da porre una certa attenzione rispetto
alle iniziative che già nel nostro territorio vi sono, perché
questa è una legge che, di fatto, va ad incidere in un sistema che
già vede alcuni comuni impegnati con un sistema idrico rispetto ad
altri, invece, che dovranno di qui a breve confrontarsi con questa
normativa. E proprio per questo, secondo me, dobbiamo dare
chiarezza anche sulle finalità che vogliamo definire ed al comma 5
dell'articolo 2 basta attenzionare la tematica senza finalità
lucrative che, di fatto, va ad approfondire e definire il tema che
il servizio deve essere prettamente pubblico.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci stiamo
fermando in maniera eccessiva sul commento a questo comma che,
peraltro, è preceduto da un verbo, che è il verbo promuovere ,
che, quindi, non significa impone, ma promuove la gestione pubblica
dei beni del demanio. Il che significa che ci mettiamo in coerenza
con quanto forze di maggioranza e di opposizione stanno dicendo,
d'essere cioè la strada di questa Assemblea regionale diretta verso
la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.
Non stiamo dicendo, oggi: da oggi parte la pubblicizzazione del
servizio idrico integrato perché la realtà che ci circonda è
complessa, la realtà che abbiamo intorno è variegata e saremmo
ciechi e sordi se non prendessimo atto che la realtà va
accompagnata.
Vi è, però, in questo articolo delle finalità e dei principi, un
indirizzo qui ribadito da tutti - ho apprezzato e ascoltato gli
interventi - che dice che siamo indirizzati a dare contezza ai
cittadini, ripubblicizzando il servizio.
Quando si scrive: promuovere la gestione pubblica dei beni del
demanio idrico si afferma un principio di carattere generale che,
peraltro, valorizza particolarmente l'azione degli enti locali.
Una delle proprietà di questa legge è di riportare all'attenzione
degli enti locali e, quindi, alla gestione degli enti locali, tutto
il tema dell'acqua comprese le infrastrutture che sono tema
fondamentale.
Se questo è arrovellarsi ulteriormente su questa vicenda, mi
sembra, obiettivamente, qualcosa che potremmo superare.
Aggiungo che al comma 5 dell'articolo 1, si ribadisce il concetto:
la Regione promuove la gestione pubblica del servizio idrico e si
fa riferimento, signor Presidente, al trattato del funzionamento
dell'Unione europea, esattamente agli articoli 106, commi 2 e 14
che danno ampia potestà agli enti decisionali, alle istituzioni che
decidono di fare di questo servizio un servizio pubblico locale di
interesse generale.
Se questo è il tema, credo ci siano le condizioni per passare
oltre e chiudere su questo comma.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.20?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.24, a firma degli onorevole D'Asero e
Fontana.
Onorevole D'Asero, questo argomento verrà affrontato all'articolo
6. La invito, pertanto, a ritirarlo. Già è stato presentato
all'articolo 6 un emendamento in ordine alla gestione
pubblica/privata dell'acqua.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.42, a firma della Commissione, che è
stato scritto sulla base dell'intervento dell'onorevole Cracolici,
la parola fognatura è sostituita dalle seguenti reti fognarie .
Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri, che prevede la soppressione della lettera f).
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, su questo emendamento relativo al
punto f) chiederei l'accantonamento perché più avanti c'è un
articolo specifico che tratta l'argomento.
Per evitare, quindi, di fare il discorso due volte, considerato
che, poi, è ripreso, in un certo senso all'articolo 12, chiedo che
questo emendamento venga accantonato, altrimenti, sarò costretto a
intervenire due volte.
PRESIDENTE. Accantonarlo significa che non voteremmo l'articolo 1.
CORDARO. Votiamolo.
PRESIDENTE. Scusate, per disciplinarci nei lavori. Siamo
all'articolo 1, c'è stata ieri la discussione generale, i colleghi
stanno intervenendo più volte, indipendentemente dal Regolamento.
Dall'articolo 2 vediamo di accelerare in qualche modo. Siccome ci
sono alcuni punti fondamentali che lei, giustamente, vuole
illustrare, la invito a proseguire il suo intervento.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, mi
invitate a fare la discussione, la faccio brevemente.
Riprendo la discussione. Io credo che questo emendamento non abbia
ragione di esistere per diversi motivi; il primo: non ha una
copertura finanziaria; il secondo: non credo che possa essere
consentito a tutti i siciliani che hanno un buon reddito - qui
evidentemente è così generalizzata la norma che riguarda anche
contatori di attività private, di soggetti pubblici, di chiunque -
di avere questo quantitativo.
Io, poi, vorrei capire chi paga questo costo, perché certamente è
un costo che chiunque affronta, sia soggetto pubblico, sia soggetto
privato, sia quant'altro, quindi, credo che questa cosa così
formulata si presti ad un'impugnativa, Presidente, ma proprio come
un pugno in faccia, quindi, perché insistere su un punto di
evidente incostituzionalità? Perché, se la Regione ha le risorse
mette la copertura finanziaria, se la Regione non può mettere la
copertura finanziaria come mi rendo conto è un'impresa ardua in
questo momento di ristrettezze finanziarie, è giusto che questa
norma venga, all'articolo 12, integrata, modificata, giustificata.
Io in questo senso ho presentato un emendamento che stabilisce che
i nuclei familiari che hanno un reddito basso, ISEE, eccetera e
non indico il 2 per mille come indica l'emendamento del Movimento
Cinque Stelle, anzi parlo del 3%, dei cittadini che, certamente, ci
sono in Sicilia, perché se è vero che in Italia ci sono 4 milioni
di poveri che corrispondono a circa il 6 per cento degli abitanti,
in Sicilia questo 6 per cento è molto di più e credo che ci sia la
necessità che queste persone abbiano garantito un minimo vitale e
rispetto a questo minimo vitale, è giusto che la tariffa se ne
faccia carico ed i cittadini che possono pagare debbono prestare il
loro soccorso. Allora, questo ha un senso ma dire gratis pure a chi
ha un reddito di centomila euro l'anno, mi sembra una cosa assurda
e demagoga.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, vorrei spiegare un po' meglio questa
norma dei 50 litri visto che sono state dette un po' di
inesattezze. Innanzitutto, questa norma vuole affermare un
principio che è sempre quello del bene comune della risorsa,
quindi, in quanto tale deve essere garantito ad ogni essere umano,
non è una questione di reddito, è una questione proprio legata
all'essere umano, quindi, è un quantitativo minimo vitale stabilito
dalla Commissione e dal contratto mondiale per l'acqua, non ce lo
siamo inventati noi, è un quantitativo minimo e, sicuramente, non
se ne fa una questione di reddito.
Inoltre, questi 50 litri gratuiti hanno un duplice vantaggio,
obiettivo. Il primo è quello del risparmio idrico perché cercando
di mantenersi all'interno di questo range giornaliero, sicuramente
si ottiene l'obiettivo di un risparmio idrico della risorsa acqua.
Il secondo obiettivo che si vuole raggiungere è quello di
contrastare l'emersione dell'acqua. Sappiamo che oggi in Sicilia
c'è una grandissima piaga che è quella degli allacci abusivi, molti
non pagano l'acqua, quindi, ovviamente, se io voglio avere questi
50 litri gratuiti, devo avere un contatore, devo disporre di un
contatore altrimenti la Regione siciliana non potrà mai misurare e
contarmi questi 50 litri.
Inoltre, vorrei fare un'altra osservazione, onorevole Cordaro.
Questo quantitativo riferito soltanto agli usi civici, quindi, si
parla praticamente, se consideriamo la risorsa idrica globale in
Regione, dove abbiamo il 5 per cento degli usi civici, il 35 per
cento degli usi industriali e il 65 per cento degli usi agricoli,
si nota che gli usi civici sono veramente una piccolissima parte,
quindi, è una norma di altissimo valore etico-politico, presidente
Crocetta.
Questo sarebbe un principio di altissimo valore etico, morale,
politico che si va ad inserire, rivoluzionario che già a livello
nazionale si vuole introdurre e, inoltre, ci sono, ad esempio,
altri settori come gli allevamenti intensivi, dove si fanno usi
eccessivi di acqua, oppure le industrie dove si vanno a raffreddare
nell'ambito petrolchimico e si fanno degli usi sfrenati di acqua,
quindi perché non prevedere una norma che pensi al risparmio
soltanto per gli usi civici, oltre che alla solidarietà.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Soltanto per invitarvi a non
fare un finto dibattito.
Non c'è scritto da nessuna parte che questo è gratuito. Siccome
stiamo facendo un dibattito tra l'onorevole Di Mauro che dice che
si oppone perché è gratis e l'acqua va pagata; la Commissione che
dice che è gratuita.
Scusate voglio invitarvi a leggere il testo, al di là delle
intenzione del legislatore, c'è scritto: l'erogazione giornaliera
per l'alimentazione e l'igiene umana, di un quantitativo minimo
vitale, è pari a 50 litri a persona, per tutti i residenti .
Cioè, cosa si sta garantendo con questa norma? Che tutti i
siciliani, in quanto esistenti, abbiano diritto ad un'erogazione
minima di acqua che è il minimo vitale. Non si sta entrando nel
merito della disciplina delle tariffe. Non c'entra. Quindi, al di à
delle intenzioni dei proponenti, non c'è. Quindi, siccome ritengo
che sia inutile continuare a discutere del nulla, andiamo a votare
e magari l'onorevole Di Mauro potrebbe ritirare l'emendamento.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho ben
compreso da parte della collega che mi ha preceduto se stava
illustrando le ragioni che opponevano il Movimento Cinque Stelle
alla soppressione della lettera f) del comma 2, dell'articolo 1,
oppure se stava illustrando l'articolo 12, perché, in buon
sostanza, il tema del quale abbiamo parlato o ha parlato la collega
che mi ha preceduto è l'articolo 12 che, poi, tratteremo al momento
opportuno.
Colgo con grande sollievo la precisazione del presidente Crocetta,
il quale dice che non è gratuita, quindi, i siciliani, lo
scopriranno all'articolo 12. Il Presidente Crocetta all'articolo 1,
dice che non è gratuita.
CROCETTA, presidente della Regione. Questo l'ho detto prima, state
facendo ostruzionismo
CORDARO. All'articolo 12, i siciliani, invece, scopriranno che è
gratuito e se ne rallegreranno.
Volevo intervenire, presidente Crocetta, perché non volevo
anticipare il dibattito sull'articolo 12. E' la collega Palmeri che
ha parlato dell'articolo 12, introducendo il principio della
gratuità. Siccome, in questa cosa, lei e la collega Palmeri siete
sulla stessa lunghezza d'onda, non capisco perché lei protesta con
noi.
Vorrei porre un quesito al Governo: ma considerato - e ripeto
quando arriveremo all'articolo 12, parleremo del 12 - che la
lettera f), che l'onorevole Di Mauro con il suo emendamento,
lettera f), comma 2, articolo 1, vuole sopprimere, recita quello
che lei ha correttamente letto, le chiedo e chiedo ai parlamentari,
e se non vengono erogati questi 50 litri che succede, ci sarà una
sanzione, si commette un delitto, ne risponderà qualcuno?
Pongo questo quesito al Governo, se mi vuole rispondere ne prende
atto, se non mi vuole rispondere non ci fa niente.
CROCETTA, presidente della Regione. Sono 240 litri al secondo. E'
il fabbisogno indicato a livello mondiale
PRESIDENTE. Se c'è un po' di ordine perché altrimenti creiamo
confusione. In effetti, leggendo l'articolo 1, che è legge di
principi, con l'articolo 12 si fa chiarezza. Nei principi si parla
di un principio di solidarietà, lo dobbiamo dire. E la legge che
cosa sta dicendo? Dice che, comunque, bisogna garantire 50 litri di
acqua al giorno.
Io vorrei precisare, altrimenti, non ci comprendiamo. C'era una
vecchia pubblicità all'azienda acquedotti di Messina, che diceva
che per il consumo di una doccia occorrono praticamente 75 litri di
acqua al giorno. Io penso che uno una doccia al giorno se la
faccia, quindi abbiamo superato abbondantemente i 50 litri. Quindi,
è un principio di solidarietà che si vuole rispettare, tant'è che,
nell'articolo 12, si dice, peraltro, che anche in caso di
sospensione per morosità si deve continuare ad erogare l'acqua, in
quanto 50 litri al giorno sono assolutamente ben poca cosa rispetto
ai bisogni del cittadino, quindi, è una norma di principio.
Io inviterei i colleghi ad evitare, però, di fare ulteriori
discussioni. Sul principio penso che possiamo essere tutti
d'accordo ed andiamo avanti. Quindi, inviterei gli onorevoli
Ioppolo, Foti, Falcone, Alloro, Assenza, a rinviare magari il
dibattito all'articolo 12 e, quindi, comprenderemo appieno il senso
della norma.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Tutti volete parlare. Siamo ancora all'articolo 1, sui
principi. Non è che non la faccio parlare, onorevole Assenza non è
questo il senso Questo è un principio di solidarietà, questo è il
ragionamento, poi, viene esplicitato all'articolo 12.
ASSENZA. Non è corretto, Presidente
PRESIDENTE. Va bene Non è corretto Allora, le darò la parola e
lei lo spiegherà
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente, Assessori,
onorevoli colleghi, avrei accolto di buon grado, presidente
Ardizzone, il suo invito a soprassedere alla discussione ed
aspettare la discussione sull'articolo 12 ma non risolviamo il
problema, perché qui il problema che si sta agitando è: i primi 50
litri che ogni cittadino siciliano consumerà saranno gratuiti o no?
Io apprezzo molto quello che è stato detto dalla Commissione. Io
desidero sapere - perché altrimenti lo spot pubblicitario continua
all'infinito -: sono assicurati, comunque, anche in caso di
morosità?
Questo è il tema presidente Ardizzone. Noi tutti abbiamo il dovere
di chiarirlo, perché la formulazione della norma, capisco il limite
di ripetere la norma due volte, una volta come principio generale
e, poi, ritornando all'articolo 12 normando, ma non è normata per
niente bene.
Io voglio capire se stiamo votando e deliberando se i primi 50
litri sono gratuiti per tutti, anche per quelli che hanno un
reddito di 2 milioni di euro all'anno o assicuriamo che, in caso di
morosità, cioè per chi non può pagare, comunque, non gli sottraiamo
il diritto di avere 50 litri di acqua al giorno. Questo è il vero
tema ed è qui, anche qui, una violazione di ordine costituzionale,
duplice.
Questa norma contrasta con l'articolo 53 della Costituzione e con
l'articolo 81, IV comma, perché siano 50 litri, siano 200 litri,
certamente, questo ha un costo e c'è bisogno di copertura
finanziaria per coprire il costo. La Regione, se vuole, se ne
accolla gli oneri ma ci vuole la copertura finanziaria.
La seconda violazione consiste nel fatto che l'articolo 53 della
Costituzione recita che: alle spese pubbliche ognuno contribuisce
in ragione della propria capacità di reddito , ed è assurdo che chi
ha redditi alti, medio alti, o altissimi debba avere lo stesso
diritto di chi invece è costretto a diventare moroso rispetto alla
tariffa dell'acqua, sono questioni assolutamente irrisolte nel
testo e che il Governo non riesce a chiarire. Quando chiarirà, noi
potremmo votare in maniera consapevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli interventi d'Aula servono.
L'onorevole Ioppolo ha fatto un ragionamento che ha un suo filo
logico, servono eventualmente a porre, a correggere, a prevenire
degli errori di interpretazione che ci potrebbero essere in futuro,
però se ognuno parla per se stesso non arriviamo a nulla. Ho capito
che siamo tutti d'accordo sul principio di solidarietà, l'onorevole
Ioppolo ha posto una questione di interpretazione corretta, perché
sta dicendo dobbiamo garantire 50 litri a tutti, anche a quello che
ha un reddito di 200.000 euro l'anno e non credo che sia questo
l'intendimento della norma, per cui invito la commissione, prima
dell'articolo 12 di fare chiarezza su questa cosa.
Onorevole Di Mauro, la invito a ritirare il suo emendamento.
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resta
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.40 è precluso.
Si passa all'emendamento 1.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi consideriamo
che i termini razionalità e corretto uso dell'acqua sono argomenti
impliciti e non sono principi, per cui volete lasciarlo lo potete
lasciare, ma ho proposto l'inserimento sempre di efficacia ed
economicità così come era stato primo.
Volete confermare razionalità e corretto uso dell'acqua potete
anche farlo, però francamente bisogna inserire efficacia ed
economicità che sono dei principi di buona amministrazione, di buon
servizio, lasciamo perdere se pubblico o se privato, ma indicare
soltanto il termine efficienza senza efficacia ed economicità come
abbiamo fatto nell'articolo nel comma precedente, mi sembra che sia
una cosa assolutamente incompleta.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Così formulato, cioè
sostituire razionalità e corretto uso dell'acqua non va bene. Se si
aggiunge efficacia ed economicità la norma è come quella
dell'emendamento di prima e quindi il parere è favorevole. Ma così
formulato invece è chiaramente negativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se si vogliono fare questioni di
principio, ne facciamo questioni di principio.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Di Mauro il
seguente subemendamento: al comma 2, alla lettera g), dopo le
parole razionalità e corretto uso aggiungere le seguenti
efficacia ed economicità .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.14, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.30, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.41, a firma dell'onorevole Turano.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.15, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.31, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.9 a firma dell'onorevole Di Mauro.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.16, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.25 a firma dell'onorevole Alongi e
altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.11, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la sostituzione
riguarda, di fatto, il mutamento del termine la Regione gli enti
di cui agli Ambiti Territoriali Ottimali. E' una formula più
consona. La formulazione che è indicata nell'articolo 5 è la
Regione promuove la gestione pubblica . Qui abbiamo indicato gli
enti di governo e gli ambiti territoriali realizzano la gestione
pubblica e il servizio integrato.
Abbiamo se non altro recuperato il 147, che stabilisce che sono
gli enti territoriali a promuovere la gestione pubblica e non la
Regione, perché così è una formula che non è a rischio di
impugnativa.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo perché rimanga
agli atti. Per un mero errore ho ritirato l'emendamento 1.41, però
vorrei invitare il Governo ed il Presidente della Regione a
riflettere sul significato. Il comma 3 dice che la presente legge
favorisce lo sviluppo di un sistema finalizzato al conseguimento
dell'equilibrio idro-geologico del suolo. A me appare paradossale,
al contrasto di rischio di frane ed alluvioni, nonché del processo
di desertificazione, promuovendo prevenzione del rischio
idrogeologico di frana garantendo prioritariamente la sicurezza
delle popolazioni e delle infrastrutture. Questi sono compiti di
protezione civile. Ho detto che formalmente ho ritirato
l'emendamento 1.41 e si è trattato di un mero errore. Vorrei,
parlando con l'Aula, dire che quell'emendamento cerca di sopprimere
compiti di protezione civile che nulla hanno a che vedere con le
risorse idriche e vorrei invitare il Presidente dell'Assemblea, la
Commissione, il Governo e i colleghi a rivalutare la posizione. Che
c'entra con il servizio idrico il contrasto a rischio delle frane e
delle alluvioni, nonché al processo di desertificazione con azioni
positive? Cosa dovrebbe fare la legge? Promuovere la prevenzione
del rischio idrogeologico di frana, garantendo la sicurezza delle
popolazioni e delle infrastrutture, la difesa ed il consolidamento
dei versanti delle aree stabili e dei litorali. Ancora. La
realizzazione di interventi a difesa degli abitati e delle
strutture esistenti che tengano conto delle condizioni di
naturalità dei fiumi, della riqualificazione dei corsi d'acqua
privilegiando tecniche di ingegneria naturalistica nell'ottica di
un progressivo miglioramento ecologico del sistema. Questi sono
compiti di esclusiva competenza della protezione civile che nulla
hanno a che fare con la legge.
PRESIDENTE. Ma l'emendamento è ritirato. E' intervenuto solo
perché resti agli atti.
CROCETTA, presidente della Regione . Chiedo di parlare
sull'emendamento 1.11.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione . Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Di Mauro, guardi che il suo emendamento
potrebbe essere tutto recepito a condizione che lei tolga la parola
economica' perché qui sta disciplinando la natura dell'acqua e la
normativa europea dice molto di più rispetto a quello che dice lei.
Riconosce che l'acqua è una risorsa - mi sono portato tutta la
legislazione in presenza di tanti costituzionalisti stasera -
comune all'umanità, è un bene pubblico e che l'accesso dell'acqua
dovrebbe costituire diritto fondamentale e universale'.
Quindi, onorevole Di Mauro, quando lei ci mette interesse
economico generale' è interesse generale', quindi il suo
emendamento sostitutivo va bene se lei ci toglie la parola
economico'. La gestione deve essere economica, ma il bene
dell'acqua non può essere considerato economico'.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, signor Presidente Crocetta, la
soluzione è semplice. O l'emendamento dell'onorevole Di Mauro lo
votiamo per parti separate e, quindi, modifichiamo solo il primo
rigo - perché su quello ha ragione - gli enti che devono garantire
la gestione pubblica sono gli ATI, non la Regione , o deleta il
termine economico perché non c'entra nulla con la questione.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'invito posto
dall'onorevole Cracolici può essere accolto e può essere utile
anche per la speditezza dei lavori. Però, Presidente Crocetta ed
assessore Contraffatto, su questa dicitura si manifesta tutta la
contraddizione di questa norma.
E lo ribadisco, ho fatto il mio intervento sul comma 1: se oggi
l'assessore Contraffatto, in un'intervista rilasciata al maggior
quotidiano regionale, dichiara, per presa diretta, che la gestione
del servizio idrico è un'altra cosa ed è regolata da norme
comunitarie e che il servizio ha rilevanza economica, quindi,
l'assessore per il ramo oggi dichiara apertis verbis che il
servizio ha rilevanza economica .
Quindi, l'emendamento degli onorevoli Di Mauro, Lombardo, Greco ed
altri non fa nient'altro che affermare quello che oggi l'assessore
del Governo regionale siciliano afferma sul maggiore quotidiano di
questa Regione.
Dice: Il servizio idrico integrato è da considerarsi un servizio
pubblico locale, di interesse economico regionale .
Allora, stiamo giocando, stiamo passando tempo, dobbiamo
necessariamente dire delle cose che poi nella norma non ci sono o
nasconderle? Facciamo per un attimo chiarezza, perché da due ore
stiamo camminando come degli equilibristi su una vicenda che è
determinante.
CROCETTA, presidente della Regione . La posizione del Governo è
quella che ho detto io
LOMBARDO. Signor Presidente, le sue posizioni sono legittime e
vanno sposate nella grandissima parte dei casi ma su questa va
fatta chiarezza perché se no, Presidente Ardizzone, questa norma -
e queste due ore lo dimostrano - andrà ad arenarsi.
Quindi, chiariamo le posizioni in campo, vediamo di espungere dal
testo delle cose che sono ridicole e facciamo una legge
nell'interesse di tutti.
PANEPINTO. Di ridicolo c'è solo il suo intervento
LOMBARDO Tante cose sono ridicole, tante ed anche alcune che non
sono scritte. Lei stia al suo posto
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
aggiungere o eliminare alcuna cosa che viene indicata nelle
disposizioni normative nazionali.
E leggo le normative nazionali. Articolo 149 bis, che è frutto
della modifica che è stata apportata con l'articolo 7, comma 1,
lett. d), della legge 164/2014, la famosa legge Salva Italia .
Presidente Crocetta, l'ente di Governo dell'ambito, nel rispetto
del piano d'ambito di cui all'articolo 149 e del principio di
unicità della gestione per ciascun ambito territoriale ottimale,
delibera la forma di gestione tra quelle previste dall'ordinamento
europeo prevedendo, conseguentemente all'affidamento del servizio
nel rispetto della normativa nazionale, in materia di
organizzazione di servizi pubblici locali, a rete di rilevanza
economica.
Ad ogni modo, ci rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, intanto mi è doveroso ringraziarla
per avere presentato questo emendamento. Perché, sulla base di
questa discussione la Commissione ha presentato un emendamento. Le
parole la Regione promuove sono sostituite dalle seguenti gli
enti di Governo degli ambiti territoriali ottimali realizzano .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.11, 1.36 e 1.10 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Assenza e
Di Mauro.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
l'articolo 1 è una norma di principio, io lo definirei uno spot pre-
elettorale ma noi, attraverso l'articolo 1 introduciamo dei
principi che poi negli articoli successivi è difficile smontare.
Capisco anche che è difficile far comprendere al Presidente
Crocetta che quando si parla di demanio di gestione, di demanio
idrico, si parla innanzitutto di gestione dell'acqua che
costituisce l'essenza del demanio idrico, però io non voglio
addentrarmi in questo perché altrimenti faremmo notte.
Con il comma 6 intravisiamo il principio della tariffa unica. Non
possiamo sorvolare a piè pari su un argomento di vitale importanza.
Introdurre il principio della tariffa unica significa parificare
delle gestioni di ambiti totalmente diversi. Vi sono delle
difficoltà di natura eurografica, di bacino, di esistenza di
condutture e via dicendo, che necessariamente comporteranno da
parte dei singoli ambiti l'adozione di tariffe obbligatoriamente
diverse. Tranne che non vogliamo, ma lo dobbiamo dire chiaramente e
ognuno se ne deve assumere la responsabilità, perché il
livellamento attraverso una tariffa unica significa un livellamento
necessariamente verso l'acqua. Cioè rendere il costo del servizio
idrico più gravoso per tutti quanti i cittadini siciliani.
Introdurre dei principi di solidarietà, introdurre dei principi di
compensazione va bene ma mirare a una tariffa unica regionale
significa veramente gravare la popolazione siciliana di un aggravio
di costi per questo servizio che è, assolutamente, insopportabile.
Sopprimere adesso il comma 6 ha questo scopo. Non introduciamo sin
da ora il principio della tariffa unica perché veramente
incanaliamo la legge su un binario che è un binario morto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io credo che questo emendamento debba
essere apprezzato perché in fondo non è che stabilisce sin da ora
la tariffa unica, anche perché non ci sono le condizioni tecniche,
è una sollecitazione come tante cose indicate in questo articolo
che sono enunciazioni molto vaghe, bastava indicare qualche punto
ben preciso di quelle che sono le disposizioni legislative
nazionali, la 36 del '94 o l'ultima legge, quella del 152, perché
dire che la Regione promuove, si adopera affinché gli ATI possano
determinare una tariffa unica perché ci sia il concetto di
solidarietà che è ribadito nella 36 del '94 ed è ribadito anche
nell'articolo 143 del decreto legislativo 152, credo che sia una
cosa assolutamente corretta e, soprattutto, sia una dichiarazione
di principio a cui questa Assemblea deve tendere.
Se vogliamo che, a Catania che hanno l'acqua sotto i piedi sia la
stessa cosa di chi ad Agrigento vive una condizione difficile
perché l'acqua è distante 70 chilometri, l'iniziativa che ha
assunto il collega Assenza sia un'iniziativa di buon senso. Non è
una pregiudiziale politica, non è un atto contrario a chi si è
impegnato, da parte della Commissione, su questo disegno di legge e
sia una cosa da apprezzare. A meno che ci sia la pregiudiziale
rispetto all'opposizione a tutti gli emendamenti che sono
presentati.
PRESIDENTE. In effetti non è stato così, onorevole Di Mauro.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a questa
posizione sono assolutamente contrario perché esiste un principio
che è quello dell'equità, equità nella distribuzione, equità
nell'approvvigionamento, equità nella tariffa.
Non capisco perché ci debba essere una tariffa diversa fra chi
abita a Catania, perché ha l'acqua sotto i piedi e, invece, ad
Agrigento che dista 70 Km devono pagare una tariffa maggiorata
rispetto ad altri.
I costi, secondo me, vanno spalmati su tutto il territorio e la
tariffa deve essere equa.
Ogni cittadino ha gli stessi diritti e gli stessi doveri. Anche il
pagamento della tariffa deve rappresentare un fatto equo per tutto
il territorio siciliano.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, intervengo perché questo
dibattito mi sembra stia subendo un rallentamento e questo
rallentamento non mi sembra abbastanza motivato.
Stiamo discutendo di principi e quindi costituisce un principio
inderogabile che l'acqua debba essere allo stesso prezzo per tutti.
Sono d'accordo con l'onorevole Fontana sul principio.
Siamo bravi a lamentarci, a dire che il costo del denaro in
Sicilia è maggiore del Nord Italia, che la benzina in Sicilia è più
cara di Milano e, poi, quando abbiamo possibilità di fare una
tariffa unica su un bene comune, quello dell'acqua, ci poniamo il
problema se a Catania devono pagare di più e ad Agrigento di meno.
Credo che in Sicilia debbano pagare tutti la stessa tariffa.
Intervengo anche per un altro motivo, Presidente, in maniera
preventiva rispetto al dibattito che si articolerà successivamente.
Apprezzo il principio in toto della legge, il fatto di andare
incontro ai bisognosi non tagliando gli allacciamenti per i morosi,
il fatto di garantire una quota vitale di 50 litri, però, voglio
che questa legge abbia effetti su tutta la Regione siciliana.
Interverremo più tardi nel dibattito - a proposito di alcuni
articoli - perché questa legge, a volte, non è equa perché non
interviene per tutti i siciliani.
Nel momento in cui questa legge interverrà per tutti i siciliani -
e lo sottolineeremo come deve intervenire per tutti i siciliani -
allora sì che avremo fatto una buona legge.
Anticipo un argomento a coloro che in Commissione hanno seguito
molto, hanno lavorato sul testo.
In Sicilia l'acqua è a macchia di leopardo.
Ci sono comuni che gestiscono l'acqua direttamente e comuni che,
per un principio oggi sbagliato, il Presidente ha definito da
polli , ha ceduto le reti al gestore ed essendo stato ligio al
dovere si trova a pagare una tariffa triplicata rispetto ad altri.
Penso che anche là dobbiamo fare chiarezza e fare una legge per
tutti.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, volevo ribadire con quale spirito si è
inserita questa norma dei 50 litri che è proprio quello di
unificare il servizio per tutti i siciliani e per evitare questa
distanza che c'è, per evitare che ci siano - come attualmente -
siciliani di serie A e siciliani di serie Z perché, come diceva
qualcuno che mi ha preceduto, ci sono le aree montuose
caratterizzate da ricchezza d'acqua e dove l'acqua si paga a poco
prezzo e aree dove ci sono dei deficit come in Sicilia occidentale,
nell'ennese e in altre aree.
Bisogna andare a chiudere, per esempio, l'anello di distribuzione
dell'acqua dalla Sicilia orientale alla Sicilia occidentale.
Questo è anche uno degli obiettivi di questa legge: andare a
sanare tutte le disuguaglianze che ci sono anche dal punto di vista
infrastrutturale, andare a chiudere l'anello di distribuzione, la
diga Montescuro est e Montescuro ovest - per capirci - era uno
degli obiettivi di Siciliacque.
Siciliacque doveva andare a completare questa diga e non l'ha
fatto.
Uno fra tanti obiettivi falliti dei privati e soprattutto di
Siciliacque.
L'obiettivo di sanare le differenze era già presente anni fa
perché non ci sono siciliani di seria A e siciliani di serie Z.
Ovviamente, quest'obiettivo non si può raggiungere dall'oggi al
domani, noi abbiamo infatti inserito la previsione di un sistema
tariffario progressivamente unitario. Quindi, l'obiettivo è proprio
quello di una legge organica per tutti i siciliani ed è questo che
noi dobbiamo fare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
il rischio sia quello di scivolare nella demagogia. Attenzione, io
sono fermamente... potevo disturbare, quindi, mi sono fermato... E'
chiaro che l'articolo 1 su cui stiamo discutendo è un articolo di
principio che fissa i principi sui quali, poi, la legge deve
dispiegare i propri effetti, però, è altrettanto vero, credo, che i
principi che andiamo a fissare devono essere principi anche che
possono essere raggiunti, raggiungibili, cioè, gli obiettivi che si
pone una legge, devono essere obiettivi, poi, perseguibili e
raggiungibili. Diversamente noi facciamo qualcosa che rimarrà
soltanto sulla carta.
Ora, al di là del fatto che questa legge forse sconta, come dire,
i contrasti agrigentini, onorevole Panepinto, noi riteniamo di no,
ma è chiaro che una legge che viene fatta deve tenere conto di
tante cose e deve tenere conto, soprattutto, della realtà ancorché
quella realtà dev'essere corretta e anche migliorata.
Allora, in questo noi, al di là del fatto che mai riteniamo
potranno questi costi essere uniformati e unificati in tutta la
Sicilia, anche se, come dire, fare una tariffa unica, sarebbe un
principio di uguaglianza, un principio di parità di trattamento e
sarebbe auspicabile in linea, se vogliamo, generale, però, dobbiamo
anche noi fare una norma che stia con i piedi per terra.
In questo senso noi diciamo: potremmo anche ritirare l'emendamento
1.21, che è il nostro emendamento soppressivo, però, c'è un altro
emendamento, a mio avviso, di buon senso che è l'1.27 nel quale
aggiungiamo la parola tendenzialmente' perché il costo unitario
non potrà mai essere attuato se non in presenza di una buona
infrastrutturazione, omogeneamente distribuita in tutto il
territorio, opere che vengano fatte, opere, diciamo così, di
adduzione, di conduzione e di approvvigionamento, opere di
razionalizzazione del territorio e di difesa del suolo e del
sottosuolo, opere di difesa idrogeologica del nostro territorio, in
assenza delle quali opere questa tariffa unitaria non la potremo
mai raggiungere.
In questo senso - lo dico alla Presidenza, lo voglio dire al
Governo - Forza Italia ha voluto introdurre un avverbio con
l'emendamento 1.27 che dice tendenzialmente' il tariffario,
tendenzialmente unitario.
Questo per dire che la Regione promuove una tariffa unitaria, la
vuole sostenere, poi, chiaramente, la può sostenere a condizione
che vengano fatte tutte quelle opere che possano portare a quella
tariffa.
Diversamente, noi faremo una norma, voi farete una norma, perché
noi non siamo d'accordo su alcuni principi che sono esclusivamente
astratti, demagogici e che cercano di intercettare un'opinione
pubblica che oggi si trova molte volte confusa ma che, invece,
dovrebbe essere indirizzata da una buona attività legislativa che
possa fare delle leggi che abbiano il senso della ragionevolezza e,
soprattutto, che abbiano anche il senso della realtà.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
innanzitutto vorrei far notare, ancor di più, qualora ve ne fosse
bisogno, la correttezza e il lavoro dell'opposizione in
quest'Aula, perché anche questo emendamento, l'1.27 dei colleghi
Falcone, Assenza e altri, non fa nient'altro che mettere una toppa,
non tanto al principio che si vuole affermare, che ancora è ignoto
in parte, dato che abbiamo appurato, durante queste ore di
discussione, che l'acqua è già un bene pubblico, lo sapevamo, ormai
è assodato, dobbiamo ancora comprendere bene le finalità di questa
norma, ma cerca di mettere delle toppe, per evitare, non solo
un'impugnativa, che è ormai anch'essa cosa certa, ma evitare che,
quando questo testo arriverà al Consiglio dei Ministri, oltre
all'esigenza di un'impugnativa, venga anche placata l'ilarità che
susciterà questo testo perché di questo si tratta.
Naturalmente, in un momento di grave crisi nei rapporti tra lo
Stato e la Regione, dove i tavoli tecnici devono dibattere sulle
applicazioni economiche, e lei Presidente Ardizzone, sta battendo
tantissimo, in tal senso, sugli articoli 36 e 37, da un lato
chiederemo, come dire, di essere legittimati, a sedere a quei
tavoli, dall'altro presenteremo testi dove parleremo di 50 litri
d'acqua, dove parleremo di sistema tariffario unitario, sic et
simpliciter, come se dovesse fuoriuscire dal nulla e, naturalmente,
accresceremo la forza e la legittimità di questo Parlamento.
Purtroppo, accadrà esattamente il contrario. Presidente Crocetta e
assessore Contrafatto - che, in questo momento non vedo in Aula -
l'atteggiamento del Governo è, devo dire, repellente nei confronti
di quest'opposizione che non merita questo atteggiamento.
Capisco che alcuni componenti della Commissione, anche il
Presidente della Commissione debba sposare e stia sposando una sua
battaglia e lo faccia, anche, in modo genuino e totalizzante nelle
sue posizioni, ma ieri il Presidente Ardizzone aveva invitato più
volte al confronto e all'ascolto il Governo, perché non basta
sentire quello che viene detto, ma bisogna anche ascoltare le
ragioni che questa opposizione sta proponendo al Governo.
Mi sembra che stiamo soltanto proponendo delle soluzioni a dei
problemi che sono evidenti, signor Presidente Ardizzone, e lo vedo
anche dai suoi sguardi su molti di questi commi e di questi
articoli.
Siccome l'Assessore continua a partorire pareri contrari su ogni
emendamento e ieri, Presidente Ardizzone, il mio Gruppo si è preso
l'impegno di non chiedere nessun voto segreto proprio perché si
voleva favorire questo atteggiamento di collaborazione ma, dato che
questo principio di collaborazione non si sta attuando, e non
capisco il motivo, perché sono emendamenti di buon senso, peraltro,
stilati da avvocati e da persone di una certa competenza, non
comprendo questa chiusura. E siccome questa correttezza e questa
collaborazione non sta avvenendo e molti settori della maggioranza
iniziano a storcere il naso su questi commi che sono ridicoli - e
ribadisco questo termine e questo aggettivo, ridicoli - noi
inizieremo a chiedere il voto segreto dato che questo principio di
reciprocità della collaborazione non si sta attuando.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome questa
norma, poi, dovrà trovare applicazione, assessore, desidero un
chiarimento. Con il comma 6 La Regione avvia la progressiva
definizione di un sistema tariffario unitario
Vorrei rappresentare, alla luce delle direttive che ha dato
l'autorità a tutti i comuni, in applicazione delle norme statali,
come funziona la tariffa?
La tariffa non si può determinare in maniera univoca e si
stabilisce che tutti paghiamo, sarebbe bello, anzi, se potessimo
fare questo Se non ci fossero i regolamenti comunitari Vi è un
calcolo preciso per stabilire la tariffa. E la tariffa si
stabilisce con dei parametri corretti che sono dati dal costo di
gestione più, anche, le agevolazioni.
Quindi, ci sono delle aliquote che vanno rispettate; ciascun
ambito, ciascun ente, non può applicare una tariffa e non la potrà
fare unica neanche la Regione perché in contrasto, in tema di
tariffe, c'è l'Autorità energia e gas che verifica. Che succede? I
consigli comunali, oggi, approvano le tariffe ma la verifica delle
tariffe è sottoposta all'Autorità.
Le faccio un esempio di qualche Comune che non ha costi nella
gestione dell'acqua, ha un euro e qualche cosa e, quindi, ha
proposto delle agevolazioni e rientrava nei limiti ma ci sono stati
Comuni diffidati perché le tariffe non erano adeguate a quelli che
erano i costi.
Quindi, siccome noi stiamo facendo una legge e dopodomani, o fra
60 giorni, questa legge dovrà essere applicata... sull'acqua non si
scherza
Il principio inviolabile che l'acqua è pubblica non lo mette in
discussione nessuno, ma io voglio sapere - e l'assessore ci deve
chiarire - come verrà stabilita la progressiva definizione di un
sistema tariffario unitario, perché non si può demandare.
Lo stesso discorso del paradosso dei 50 litri: stiamo prendendo in
giro la gente perché le agevolazioni, caro Presidente, si possono
fare e si devono fare ma devono essere previste nel piano economico
finanziario ben precise: tot per costo e tot per agevolazioni e si
stabiliscono per fasce di età, per fasce di reddito ed in quella
fascia di reddito quell'acqua dovrà essere garantita ed anche se un
cittadino è moroso l'acqua non verrà sospesa ma non possiamo
continuare così perché non è corretto e non è una procedura
normativamente applicabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.21 degli onorevoli
Assenza e Falcone. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.26 è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.39 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.27 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
minuto fa un subemendamento all'emendamento 1.27 perché, in
effetti, così come era presentato vi era una contraddizione in
termini, ossia una duplicazione perché diceva: La Regione avvia la
progressiva definizione di un sistema tariffario tendenzialmente
unitario , quindi, ripetevamo progressiva' e tendenzialmente';
per cui la riscrittura dell'emendamento è: La Regione avvia la
definizione di un sistema tariffario tendenzialmente unitario .
Su questo io chiedo il voto segreto, signor Presidente, e chiedo
l'appoggio.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, è firmato anche dall'onorevole
Falcone, ai fini dell'ammissibilità. Lo facciamo distribuire.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome io colgo lo
spirito dell'emendamento riformulato dall'onorevole Assenza, di
cui, peraltro, conosco la serietà dell'impegno in commissione,
vorrei chiarire, però, che - e quindi colgo proprio le sue
preoccupazioni le faccio mie - in questo testo, che noi stiamo
discutendo, le parole usate sono assolutamente ponderate, e
raggiungono l'obiettivo, che anche l'onorevole Assenza e
l'onorevole Falcone vogliono raggiungere. Cosa dice, infatti,
questo comma: La Regione avvia la progressiva definizione di un
sistema tariffario unitario , si parla di sistema tariffario
unitario non a caso, perché siamo assolutamente convinti tutti
quanti, che l'operazione di progressività dovrà tenere conto, come
dice la stessa parola sistema', insieme di elementi diversi, di
porsi, diciamo, in una direzione univoca. Ma si tratta di passaggi
complessi. Allora, modificare aggiungendo tendenzialmente' tra il
sostantivo e l'aggettivo, secondo me, proprio non aggiunge, anzi,
probabilmente, rende complicata la lettura del comma. Il comma,
così com'è, è di grande equilibrio e accoglie le proposte fatte da
Falcone e Assenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, intanto per la lettura,
onorevole Assenza: per la definizione di un sistema tariffario ,
perché manca la parola tariffario'.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, sinceramente, però, siccome progressiva' e
tendenzialmente' sono due termini molto vicini, io tutto questo
scontro sinceramente col voto segreto non lo farei.
Vi dico, con estrema sincerità, noi possiamo procedere su questa
legge in modo tale che i principi vengano salvaguardati, però, i
temi posti, per esempio, dall'onorevole Grasso, prima, che
riguardano, poi, il sistema tariffario che dovrà tenere anche conto
del reddito per i più poveri eccetera, quindi, quel
tendenzialmente', a mio avviso, invece, rafforza quelle eccezioni
che, poi, dovranno trovare corpo proprio a sostegno delle categorie
più deboli. Quindi, sinceramente, invito la commissione, in qualche
modo, a rivedere, perché, sostanzialmente, non compromette
l'impalcatura della legge, assolutamente, la conferma e dice, però,
tendenzialmente' significa che bisognerà tenere conto anche di
altri parametri.
PRESIDENTE. Scusate, se non ho compreso male, c'è un parere
favorevole del Governo sul subemendamento 1.27.1 dell'onorevole
Assenza.
C'era una richiesta di voto segreto. Il parere del Governo è
favorevole o contrario sull'emendamento? Così ci intendiamo. Non
apro un dibattito, ci siamo gia chiariti le idee, è intervenuto il
Presidente della Regione.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento così formulato va riscritto perché, in questi
termini, chiaramente, non ha alcun significato, cioè, bisogna
aggiungere la parola tariffario'.
PRESIDENTE. Questo lo abbiamo detto: diamo per scontato che
inseriamo la parola tariffario'.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Il parere della
Commissione è contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, mantiene la richiesta di voto
segreto?
ASSENZA. Se il parere del Governo è favorevole, ritiro la
richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.27.1 degli
onorevoli Falcone e Assenza.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, come avete potuto constatare, non abbiamo
tenuto conto del Regolamento che prevedeva l'intervento del
deputato per non più di 10 minuti, come recita il Regolamento,
perché ogni deputato è intervenuto più volte, anzi, in maniera
ripetuta.
Pertanto, arrivati a questo punto, siccome si trattava
dell'articolo dei principi e, quindi, il ragionamento di carattere
generale è stato sviluppato, se siamo d'accordo, ristabiliamo
quello che prevede il Regolamento, rientriamo nel Regolamento,
anche riducendo i termini da 10 a 5 minuti.
DI MAURO. Non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Allora 10 minuti per ogni deputato. Ogni parlamentare
può intervenire per non più di 10 minuti, una sola volta sul
singolo articolo, ad illustrare eventualmente anche più
emendamenti.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Istituzione dell'Autorità di Bacino Unica Regionale
1. E' istituita, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica,
presso la Presidenza della Regione, l'Autorità di Bacino Regionale,
con il compito di assicurare la difesa del suolo, il risanamento
delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico e la
tutela degli aspetti ambientali nell'ambito dell'ecosistema
unitario del bacino idrografico ai sensi della lettera h), comma 1,
dell'articolo 64 del Decreto legislativo 3 aprile, n.152 e in
adempimento delle direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE.
2. Sono organi dell'Autorità di bacino unica regionale:
a) il Comitato Istituzionale permanente;
b) la Segreteria tecnica-operativa;
c) la Commissione di coordinamento e pianificazione.
3. Gli organi dell'Autorità di bacino sono così composti:
a) il Comitato istituzionale permanente, presieduto dal Presidente
della Regione, è altresì composto dall'Assessore regionale per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, dall'Assessore regionale
per le risorse agricole e alimentari, dall'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente, dall'Assessore regionale per le
attività produttive, dall'Assessore regionale per le
infrastrutture, mobilità e trasporti, dall'Assessore regionale per
i beni culturali e l'identità siciliana, dall'Assessore regionale
per la salute, dal Presidente dell'Assemblea dei Sindaci per ogni
Ambito Territoriale Ottimale di cui all'articolo 147 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, numero 152, da tre componenti designati
dall'ANCI Sicilia, di cui due in rappresentanza dei Comuni con
popolazione superiore ai 10.000 abitanti ed uno in rappresentanza
dei Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Le
adunanze del Comitato istituzionale permanente sono valide con la
presenza della metà più uno dei componenti. Le decisioni sono
adottate a maggioranza dei presenti; a parità di voti prevale
quello del Presidente.
b) La segreteria tecnica-operativa coincide con una struttura di
livello intermedio del Dipartimento regionale dell'Acqua e dei
Rifiuti;
c) la Commissione di coordinamento e pianificazione è composta dai
Dirigenti Generali del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei
Rifiuti, del Dipartimento Regionale dell'Energia, del Dipartimento
Regionale dell'Ambiente, del Dipartimento Regionale
dell'Urbanistica, del Dipartimento regionale Azienda Foreste
Demaniali, del Dipartimento Regionale della Pianificazione
strategica Sanità, del Dipartimento Regionale della Protezione
Civile, del Dipartimento Regionale delle Attività produttive, del
Dipartimento Regionale degli interventi infrastrutturali per
l'agricoltura, del Dipartimento Regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana, del Dipartimento Regionale delle
Infrastrutture e della Mobilità.
4. Le funzioni degli organi dell'Autorità di bacino unica
regionale sono le seguenti:
a) Il Comitato istituzionale permanente adotta gli atti di
indirizzo, coordinamento e pianificazione dell'Autorità di bacino
regionale;
b) la Commissione di coordinamento e pianificazione predispone gli
atti adottati dal Comitato istituzionale permanente e ne cura
l'attuazione.
5. L'Autorità di Bacino Regionale ha competenza in materia di:
a) redazione e aggiornamento di un 'bilancio idrico regionale',
inteso come processo di valutazione di tutte le componenti in
ingresso ed in uscita del sistema idrico, al fine di esplicitare:
il diritto all'acqua; l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale
di ricostituzione del patrimonio idrico; la presenza di una
quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica
idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento
di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli obiettivi di
qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli
ecosistemi acquatici naturali;
b) redazione e aggiornamento del Piano di Gestione del Distretto
Idrografico della Sicilia, in attuazione dell'articolo 13, comma 1,
della Direttiva comunitaria n. 2000/60/CE, ai sensi dell'articolo
57, comma 1, lettera a, n. 2, e dell'articolo 66, comma 6, del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Le disposizioni del
suddetto Piano di gestione sono immediatamente vincolanti per le
amministrazioni e per gli enti pubblici, nonché per i soggetti
privati;
c) elaborazione di proposte per dare operatività al programma di
misure per raggiungere gli obiettivi ambientali individuati nel
Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia, secondo
i principi contenuti nelle Direttive 60/2000/CE e 60/2007. I piani
ed i programmi di sviluppo socio-economico e di assetto ed uso del
territorio sono coordinati, o comunque non in contrasto, con il
Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia;
d) creazione di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione e
la pubblicazione di dati statistici predisposti dagli organi
competenti su tutti i pozzi privati, sui contratti di concessione e
relativa remunerazione, con riferimento alla disponibilità privata
delle risorse idriche per l'uso idropotabile, irriguo, industriale,
sui prelievi effettuati, sugli allacciamenti abusivi;
e) creazione di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione e
la pubblicazione di dati statistici predisposti dagli organi
competenti sulle concessioni per l'imbottigliamento delle acque
minerali, relativa remunerazione e sugli effettivi prelievi;
f) elaborazione di proposte per favorire il riutilizzo dell'acqua
impiegata all'interno degli impianti industriali con la sola
reintegrazione del quantitativo disperso nel processo industriale e
con esclusione, ove possibile, del prelievo diretto di acqua
proveniente da falda.
6. L'Autorità di Bacino unica Regionale, oltre alle funzioni
individuate dall'articolo 63 del Decreto legislativo n. 152/2006,
esercita altresì le seguenti:
a) vigilanza sul rispetto dei livelli minimi di qualità del
servizio irriguo e potabile;
b) vigilanza sulla corretta redazione del Piano d'Ambito di cui
all'articolo 149 del decreto legislativo numero 152 del 3 aprile
2006 nel rispetto dei principi della presente legge e delle
indicazioni degli strumenti pianificatori;
c) vigilanza sulla trasparenza della contabilità delle gestioni e
di valutazione dei costi delle singole prestazioni;
d) formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente;
e) formulazione di proposte in materia di tutela dei diritti degli
utenti;
f) formulazione di pareri in merito al servizio idrico integrato
su richiesta del governo regionale ovvero degli Enti locali;
g) trasmissione annuale alla competente commissione legislativa
dell'ARS di una relazione sull'attività svolta.
7. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, nessuna
nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e
utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici
idonei all'uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto con
quanto previsto dalla presente legge».
All'articolo 2 sono stati presentati, dall'onorevole Cracolici e
dagli onorevoli Sudano ed altri, due emendamenti soppressivi
dell'articolo che sono nel fascicolo degli emendamenti fuori
sacco'.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ribadisco il concetto che si può
intervenire una sola volta sull'intero articolo. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io e il mio Gruppo parlamentare che mi
onoro di presiedere, abbiamo presentato sull'articolo 2, intanto,
un emendamento soppressivo ma, soprattutto, abbiamo presentato la
soppressione del comma 2.
Leggo nel fascicolo aggiuntivo che ci è stato consegnato, che c'è
un emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Cracolici.
Signor Presidente, vorrei, intanto, per un fatto di chiarezza e
proprio per venire incontro alle valutazioni del Presidente della
Regione che ha appena finito di dire che, a volte, ha l'idea -
secondo me sbagliata - che qui il dibattito in questa Aula si
estremizzi, vorrei capire dal capogruppo del partito di maggioranza
quali sono le ragioni che lo portano a presentare un emendamento
soppressivo di un intero articolo.
Ma non perché io non sia d'accordo, posto che io l'ho ugualmente
presentato, ma perché, evidentemente, se l'onorevole Cracolici si è
convinto della bontà delle posizioni delle opposizioni ci sarà una
ragione che sarebbe il caso che l'onorevole Presidente del Gruppo
del PD palesasse all'Aula.
Credo che questo lo debba per un fatto di correttezza di rapporti
e di utile e proficua gestione dell'Aula.
Per quanto riguarda, invece. il comma 2, signor Presidente, signor
Assessore e deputati della Commissione, in una terra spesso
definita dal governatore della Sicilia, di manciugghie', io, pur
consapevole che al comma secondo il Comitato istituzionale
permanente, la segreteria tecnico-operativa, la Commissione di
coordinamento e di pianificazione, gli organi di autorità di bacino
ecc., non sono manciugghia', tuttavia, mi permetto di sottoporre
all'attenzione dell'Aula, per un fatto serio di spending review da
parte nostra, dell'opposizione, la soppressione del comma secondo
al solo fine di eliminare una serie di enti e di organismi
pleonastici che finirebbero per appesantire la macchina burocratica
e finirebbero per appesantire un sistema che non vorrei che con le
parole si combattesse e con i fatti si agevolasse.
Per tale ragione, confermo la mia volontà di votare il soppressivo
complessivo dell'articolo generale, però, ripeto, se l'onorevole
Cracolici ci spiegasse le motivazioni di questa folgorazione sulla
via di Damasco, gliene sarei grato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
tranquillizzare il collega. Abbiamo presentato un emendamento che
sopprime l'articolo 2 perché l'articolo 2 aveva una finalità,
quella di costituire una autorità unica di bacino. Ma noi stiamo
facendo un'altra scelta di fondo con la legge, cioè che le autorità
gestionali sono le autorità ottimali nel territorio. Quindi,
l'autorità unica di bacino, se si intende come autorità di
gestione, sarebbe in contraddizione con quanto si fa agli articoli
successivi. Mentre l'autorità unica di bacino, se si intende come
autorità di coordinamento rispetto alle attività, ad esempio
pianificazione degli strumenti idrografici, ricordo che con legge
della Regione noi abbiamo attribuito ad un assessorato specifico,
che si chiama assessorato all'energia, alle acque e ai rifiuti,
compiti che erano prima in capo ad una agenzia che nella Regione
era stata appositamente costituita. L'emendamento in questione
sopprime qualunque idea di struttura esterna alla Regione. Il
collega Trizzino ha presentato una riscrittura dell'articolo 2,
sopprimendo dal comma 1 al comma 6, dove limita ad attribuire le
funzioni che erano prima nel testo attribuite all'autorità, li
attribuisce all'assessorato all'energia, alle acque e ai rifiuti.
Quindi, sarà il dipartimento dell'amministrazione regionale a
gestire tutte le attività di coordinamento che rimangono in capo
nella nostra Regione. Mi sembra una norma di snellimento,
chiaramente io condivido la riscrittura dei colleghi. Perché dall'1
al 6? Perché c'è poi il comma 7 che rimane in piedi. Sul comma 7
c'è una diversità tra me e i colleghi della Commissione. Io ritengo
che il comma 7 sia anch'esso da abrogare perché lo ritengo
sbagliato, poi lo dirò nel merito se sarà necessario, che noi
facciamo assoluto divieto delle attività compreso
l'imbottigliamento dell'acqua che mi sembra eccessivo di prevedere
un divieto. In ogni caso, dall'1 al 6 la Commissione ha inteso
riscrivere il testo, pertanto io ritiro il mio emendamento
soppressivo dell'intero articolo, voterò l'emendamento della
Commissione, mentre sul comma 7 ribadisco il mio intendimento di
bocciarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, lei lo ritira pure o lo mantiene?
SUDANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, chiedo
una breve sospensione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente della
Commissione, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.37, è ripresa alle ore 19.45)
La seduta è ripresa.
TRIZZINO, presidente della Commissione. C'è la riscrittura
dell'emendamento 2.26 in riscontro alla proposta del collega
Cracolici, nel senso che viene abolito l'autorità di quel comma 2 e
viene trasferito tutto all'Assessorato dell'energia con le funzioni
già previste all'articolo 2.
È fatto salvo il comma 7. Il comma 7 si mantiene. Collega presenta
il soppressivo al comma 7 e si vota il comma 7.
PRESIDENTE. C'è un emendamento di riscrittura della IV Commissione
e c'è un emendamento del Presidente Cracolici che prevede la
soppressione del comma 7.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, le
cose dette dall'onorevole Cracolici sono certamente
insoddisfacenti, perché pensare di eliminare un articolo così
importante che peraltro è previsto nel decreto legislativo 152
all'articolo 63, credo che non sia una cosa assolutamente corretta.
Bene ha fatto la Commissione a correre ai ripari. L'onorevole
Cracolici ha tentato di camuffare l'istituzione di questa autorità
di bacino come una sorta di agenzia, immaginando ricordi di un
tempo che furono eliminati nella scorsa legislatura e voleva
eliminare una cosa di straordinaria importanza che è in questo
articolo, che è l'autorità di bacino prevista dall'articolo 63 del
decreto legislativo.
A tal proposito io avevo presentato un emendamento, il 2.9, che
testualmente recita: in adempimento alle direttive 2060 della
Comunità Europea e 2007 della Comunità Europea sono aggiunti i
seguenti periodi. L'Autorità idrica per lo svolgimento delle
proprie attività è dotata di una struttura centrale di livello
regionale, articolata in strutture periferiche che operano con
riferimento agli ambiti territoriali di cui al successivo articolo
5. L'Autorità idrica nel rispetto di quanto previsto dalla presente
legge adotta un apposito regolamento per disciplinare la propria
organizzazione interna .
Ribadisco che le cose dette dall'onorevole Cracolici non solo non
sono pertinenti ma non sono per nulla giustificative perché la
direttiva 2000 del '60 contiene delle cose ben precise che io passo
ad elencare. Intanto lo scopo di ampliare la protezione delle acque
sia superficiali che sotterranee; raggiungere lo stato di buono per
tutte le acque entro il 31 dicembre 2015; gestire le risorse
idriche sulla base di bacini idrografici indipendentemente dalle
strutture amministrative; procedere attraverso un'azione che unisca
limiti di standard di qualità; riconoscere a tutti i servizi idrici
il giusto prezzo che tenga conto del loro costo economico reale;
rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia.
Onorevole Cracolici, non ho ben compreso perché lei voleva
eliminare una struttura così significativa e così importante che
deve necessariamente sovrintendere tutti gli ambiti ottimali.
Dal suo emendamento che sopprimeva l'intero articolo che, in
verità, risultava farraginoso, forse urtava la sensibilità di una
parte del Governo perché indicava la necessità di un organismo che
prevedeva la presenza di diversi assessori per cui c'era
l'intromissione di una delega con un'altra delega o altri fatti di
natura particolare che riguardano possibili contrasti che possono
essere all'interno del Governo.
Adesso si passa, col suo assenso e con la sua indicazione,
addirittura a qualcosa che è in più rispetto a quanto previsto
dall'articolo 63 del famoso decreto legislativo.
Caro onorevole Cracolici, in realtà, credo che basterebbe indicare
l'emendamento che ho presentato che recita per esteso ciò che sono
le competenze previste dalla direttiva europea. Aggiungere altre
cose che sono di fatto per nulla importanti ma ripetitivi di quelli
che sono gli aspetti della direttiva della Comunità europea
sembrerebbe volere aggiungere esteticamente qualcosa a questo
disegno di legge come se, in quest'Assemblea, ci inventassimo
formule tecniche tali da abbellire un disegno di legge.
Non abbiamo nessuna necessità di abbellire un disegno di legge.
Questo disegno di legge, onorevole Cracolici, le ricordo che non
aveva nemmeno necessità di venire in quest'Aula se non per indicare
due cose: gli ambiti ottimali e l'autorità di bacino che lei voleva
invece sopprimere.
Stiamo a discutere di gestione - che non è competenza di questo
Parlamento - e stiamo a discutere, non sapendo se il momento è più
o meno favorevole, addirittura della soppressione di uno strumento
di natura giuridica di cui lo Stato stabilisce debba essere ente
pubblico non economico che ha una funzione straordinaria che è
quella a cui non possono certamente adempiere gli ambiti ottimali.
Richiamo al buon senso di questo Parlamento in modo tale da
approvare una norma snella che non sia - mi permetto di dire -
orientata a dare l'impressione di chissà cosa si voglia legiferare
perché basta indicare l'applicazione della direttiva europea.
Ogni altra aggiunta, ogni altra cosa o ogni altra eliminazione non
è coerente con quello che è lo spirito delle norme nazionali ed
europee.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda, poi, anche il comma 7, io direi anche di capire dove,
quali sono le difficoltà che la Commissione ha intravisto di poter
spiegare sull'attività di questi privati che è altra cosa rispetto
al servizio idrico integrata, quella è altra cosa, per cui sulla
scorta di questo noi siamo d'accordo per l'emendamento 2.26 della
Commissione.
PRESIDENTE. Grazie.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusi solo per
ribadire e sostenere quanto affermato dall'onorevole Di Mauro,
perché già tutte le funzioni attribuite nel riordino delle
competenze amministrative sono già previste dall'articolo 63 del
decreto legislativo del 2006, quindi basterebbe semplicemente, se
la Commissione è d'accordo, dire che l'Assessorato all'energia e ai
servizi di pubblica utilità, esercita le funzioni di cui
all'articolo 63 e quelle previste per il riordino, e basta. E non
c'è bisogno di andare a fare tutto questo ..
PRESIDENTE. Grazie soprattutto per la brevità onorevole Grasso.
Pongo in votazione l'emendamento 2.26 della Commissione. C'è un sub
emendamento.
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Sul 2.26 della Commissione che prevede che
il piano di cui alla lettera b di gestione del distretto
idrografico della Sicilia venga poi approvato dalla Giunta
regionale del Governo perché non era previsto l'organo che doveva
approvare.
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione il sub-emendamento 2.26.2.
Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contraria a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.26 così come sub-emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub-emendamento 2.26.1 che riguarda la
soppressione del comma 7.
Il parere della Commissione?
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Dobbiamo avere chiare le idee. L'emendamento ultimo che
è presentato dalla Commissione e cioè che si sopprime il comma che
consente il rilascio dell'autorizzazione delle acque minerali,
questo dobbiamo averlo chiaro, perché siccome ci lamentiamo che
l'acqua deve essere pubblica, che l'acqua non deve costare, che a
Santo Stefano c'è una autorizzazione di 10 litri di acqua al
secondo e non sappiamo in realtà quant'è l'emungimento, abbiamo
tentato con delibere di Giunta di bloccare questo tipo di attività.
Qui stiamo noi allargando la maglia e prestandoci ad altre
eventuali autorizzazioni e mi appello al presidente Crocetta, se
questo, in questo momento di crisi che c'è in tutte la province
della Sicilia occidentale, è possibile consentire che ci sia una
norma di questo tipo presidente Crocetta perché capisco
l'industrializzazione, capisco tutto quello che volete ma questa
norma non credo che sia in linea con quelli che sono i principi di
economicità, di tutela delle acque, di salvaguardia di 50 litri di
acqua al giorno ogni persona e di tutte le altre cose che vengono
scritte a parole e poi nei fatti si apre la maglia a fatti
commerciali.
PRESIDENTE. Ora, abbiamo votato l'articolo 2, tant'è che la
Commissione ha voluto precisare che era contrario a maggioranza. Lo
abbiamo votato l'articolo 2.
SUDANO. Lo abbiamo votato.
DI MAURO. Sul punto 7, non è stato votato.
PRESIDENTE. E' stato votato, tant'è che il Presidente Trizzino è
voluto intervenire per dire che comunque lui era contrario a
maggioranza. Quindi, non è vero che non è stato votato.
Avete chiesto tutti una sospensione, abbiamo sospeso, pensando che
c'era un'intesa e ora invece
DI MAURO. Non è stato votato E a Santo Stefano non abbiamo
notizie della quantità d'acqua giornaliera prelevata.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Istituzione del Comitato di consultazione permanente sul
Piano di Gestione del Distretto idrografico della Sicilia
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Presidente della Regione istituisce il Comitato
di consultazione permanente sul Piano di Gestione del Distretto
idrografico della Sicilia al fine di favorire la partecipazione
democratica, in conformità con le disposizioni contenute nella
Convenzione sull'accesso all'informazione, la partecipazione del
pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in
materia ambientale' approvata ad Arhus il 25 giugno 1998. Il
suddetto Comitato è convocato periodicamente dal Presidente della
Regione al fine di individuare le azioni necessarie per affrontare
i problemi legati al ciclo dell'acqua ed alla difesa del suolo
nell'attività di programmazione e di pianificazione.
2. Alle riunioni del Comitato di cui al comma 1, partecipano le
forze sociali, economiche, associative, ambientaliste, dei
consumatori, istituzionali e del Forum per il movimento dell'acqua
ed i rappresentanti dei Comuni di ogni Assemblea Territoriale
Idrica di ciascun Ambito territoriale ottimale».
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Siamo in un tempo
in cui, mi rivolgo particolarmente al Presidente Crocetta, da tutti
gli ambiti, i più diversi, della politica e dell'Amministrazione,
si parla della necessità di una semplificazione burocratica.
Siamo in un tempo in cui da parte del Governo regionale e del
Presidente Crocetta si parla sempre più spesso della necessità di
eliminare una serie di governicchi, sottogoverni, sottoscala,
gabinetti, sottogabinetti, che sono definiti, in alcuni casi anche
correttamente dal Presidente Crocetta manciugghia'.
Siamo in una fase storica in cui abbiamo la necessità di
semplificare la macchina burocratica; dal Governo nazionale e per
cascata qui al Governo regionale si dice che bisogna semplificare
la burocrazia, bisogna togliere lacci e lacciuoli. Siamo in un
periodo in cui dobbiamo combattere tutti la manciugghia' e lo
vogliamo fare e siamo in un periodo in cui, però c'è una legge che
vuole istituire, cari colleghi, ed è questa la ragione
dell'emendamento soppressivo dell'articolo 3, un comitato di
consultazione permanente sul piano di gestione del distretto
idrografico della Sicilia. Cioè, sarà una cosa importante, è una
cosa importante ed è soprattutto snella, tanto snella da prevedere,
intanto che lo convochi una volta al mese il Presidente della
Regione, ma soprattutto che vi partecipino le forze sociali, le
forze economiche, le forze associative, le forze ambientaliste, dei
consumatori, istituzionali, il forum per il movimento dell'acqua, i
rappresentanti dei comuni di ogni assemblea territoriale idrica e
raccolgo con grande enfasi la protesta del Telefono azzurro che
non è stato coinvolto in questa cosa e che, secondo me, andava
coinvolto.
Allora, colleghi, ma quanta gente, al netto della serietà, perché
l'unica cosa seria che ho menzionato è il Telefono azzurro , ma
quante cose volete mettere per fare ridere chi leggerà questa legge
quando l'avrete approvata fuori da qui? Siamo al paradosso
Non ho altro da aggiungere.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Foti,
l'onorevole Panepinto ed, a seguire, l'onorevole Turano.
Onorevole Foti, se può chiarire, in effetti, che cosa si intende
per forze sociali. Che cosa si intende anche per forum delle acque,
il movimento per le acque, perché è chiaro che tutti siamo stati
invasi, per cui su questo ci dobbiamo intendere al fine di evitare
che poi l'ultimo arrivato si alzi e dice voglio partecipare. Per
cui, se nella legge deve stare come norma manifesto bene ma,
obiettivamente, non possiamo prendere in giro nessuno.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, durante la
lunga elaborazione di questo disegno di legge, forse l'onorevole
Cordaro non sa che abbiamo ascoltato tutte queste forze sociali. I
siciliani non si vanno a cercare solamente al momento delle
elezioni.
Noi con questo articolo, che è a costo zero, che istituisce un
comitato di consultazione, permettiamo la partecipazione delle
forze sociali con cui si intendono i sindacati e, quindi, la parte
sociale; delle associazioni ambientaliste che dobbiamo ringraziare
per il lavoro che fanno nel territorio; del forum per l'acqua che
sappiamo essere stati protagonisti delle azioni referendarie, di
tutte le azioni di informazioni, di promozione, della conoscenza,
del bene comune acqua. Forse, per lui sono un intralcio, qualcosa
in mezzo ai piedi, noi li riteniamo fondamentale tassello per dare
una svolta nella gestione dell'acqua in Sicilia.
Tra l'altro, la partecipazione dei cittadini sottoforma di
associazioni, comitati, chiaramente non del singolo cittadino che
si alza e vuole intervenire nel comitato, quindi rappresentati da
associazioni legalmente costituite che rappresentino, possibilmente
di carattere regionale, la voce dei cittadini su un bene che, come
abbiamo ampiamente spiegato nelle finalità, è un bene comune, ci
sembra che siamo il minimo per garantire la partecipazione e la
trasparenza nei processi decisionali o, quanto meno, propositivo.
Quindi, ilarità a parte, vorrei che pacificamente ritirassero gli
emendamenti soppressivi e, se possibile, si va avanti sulla roba
seria.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io mi
ero imposto, come fioretto, di non intervenire se non strettamente
necessario. Se l'onorevole Di Mauro mi ascolta che ormai, come
dire, è padrone di questa Aula, a buon titolo, veterano.
Intervengo perché, faccio una battuta, l'articolo 3 va corretto
togliendo esattamente la parola al secondo comma associative ; le
forze sociali sappiamo che sono i sindacati; le forze economiche
sono quelli datoriali; cassiamo associative ; le ambientaliste in
Italia sappiamo chi sono; dei consumatori ormai vengono
riconosciute le associazioni dei consumatori; cassiamo la voce
istituzionale che è generica e non significa niente, dopo di che
mi pare che la Commissione ed il relatore stanno scrivendo
l'emendamento e in un apposito decreto il Presidente della Regione
individua questa associazione. Consentitemi un'esagerazione,
onorevoli colleghi: l'acqua è quel bene pubblico che ha bisogno
anche di una vigilanza democratica rispetto all'uso che se ha fatto
fino adesso, se c'è quest'articolo ci sarà una ragione.
Fino ad ora tutto è stato in mano ad altri, probabilmente a luoghi
non frequentati da tutti, uso un'espressione diciamo così
demagogica, comitati d'affare per esempio. Oggi, si vuole istituire
un comitato che serve a sentire, ovviamente, se ci saranno gli
esperti in materia idrica di Legambiente, del Fai, di altre
associazioni o della federazione dei consumatori.
Io ho più che una preoccupazione, una sensazione, che man mano
questo testo va avanti, qualcuno usa il termine ridicolo, qualcuno
il termine confusionario, cioè l'impressione che ho è che questo
tentativo di dileggiare, di aggredire questa norma come se fosse il
primo disegno di legge che viene corretto in Aula, è la
preoccupazione che finalmente in un settore delicatissimo quale
quello idrico della distribuzione delle risorse idriche, si crei
finalmente la possibilità di sapere che cosa accade e di che cosa
si tratta.
A me sembra che ci sia un po' di sciatteria involontaria e un po'
di preoccupazione nell'insediare un organo consultivo su un grande
tema che è quello dell'acqua.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io sono
molto contento che lei mi ha dato la parola dopo l'onorevole
Panepinto, che onestamente sarebbe poco onesto non riconoscere è
uno che ha seguito tutta la materia e con particolare passione, ma
quando la passione diventa fanatismo, onorevole Panepinto grazie
per il suggerimento, io credo che dobbiamo riflettere.
L'articolo 3 è una barzelletta, nè più e nè meno, e non ne faccio
una questione ideologica. Sull'articolo ho commesso un errore
ritirando l'emendamento e quell'emendamento modificava i principi e
la finalità della legge, rendendola attuabile e, non parlando del
sesso degli angeli, nell'articolo 3 e nell'articolo 4 poi si
costruisce un capolavoro, un capolavoro di ingegneria giuridica
dove non si è neanche in condizione di riconoscere chi invitare e a
quale titolo l'invitato parteciperebbe. Perché nel secondo comma
c'è scritto: alle riunioni del comitato partecipano , ma
partecipano nella qualità di invitati, nella qualità di componenti,
nella qualità di che cosa? E ogni volta sono le stesse associazioni
o cambiano di volta in volta?
L'articolo 3 merita di essere soppresso perché inutile e io non
faccio mistero di votare per la soppressione dell'articolo 3.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero fermato un
attimo perché ero indeciso se poi intervenire dopo gli interventi
dei colleghi che condivido in pieno.
Vedete, facevo una riflessione tra me e me e pensavo che non
vorrei essere al posto del Presidente Crocetta, nel senso che il
Presidente della Regione istituirà il comitato di consultazione
permanente; e se non vado errato, vorrei leggerlo attentamente
perché magari è sfuggito un passaggio, io dico che le leggi si
fanno e bisogna farle in maniera chiara, dove il cittadino da un
lato abbia contezza di questa legge dove ci porta e a cosa serva.
Ma io, sarà che in questo minuto sono stanco è da un po' di ore che
siamo qua dentro, ma quando in questo articolo diciamo che la
disposizione contenuta nella convenzione sull'accesso
all'informazione, la partecipazione del pubblico al processo
decisionale , ma per decidere cosa? E l'accesso alla giustizia in
materia ambientale . Diciamo tutto e il contrario di tutto. Cosa
significa? Siamo più chiari Cosa vogliamo dire
E poi quando diciamo che i rappresentanti dei comuni di ogni
assemblea territoriale significa che partecipano i 400 e oltre
sindaci della Sicilia a questa assemblea? Quindi, ogni sindaco di
un comune prende la macchina con il suo autista, si fa accompagnare
a Palermo, si fa accompagnare non so dove, probabilmente con la
missione, perché dice non costa nulla. Ma veramente siamo arrivati
al ridicolo Sono per la partecipazione democratica. Sarebbe stato
più opportuno questo tipo di sensibilità quando abbiamo approvato
la legge sulle province e nell'allargare al massimo la
partecipazione dove invece abbiamo cercato di stringere.
Credo che questo articolo non è fumo negli occhi. E' un articolo
ridicolo che veramente non serve a nessuno e non serve neanche ai
siciliani.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio dare un
appellativo a questo articolo così come è stato richiamato e
ribadito da alcuni colleghi. Ma voglio poter dire al Governo: ma
per quale motivo è necessario fare una legge per istituire un
tavolo tecnico, per istituire un comitato di consultazione? E'
nelle prerogative del Presidente della Regione, dell'Assessore
regionale che ha questa delega, di potere con proprio decreto,
attivare il tavolo di consultazione, attivare un comitato così come
è previsto dall'articolo 3.
Sono contrario a questo articolo - e lo dico immediatamente -
perché ricordo come lo ricorderanno tanti colleghi di quest'Aula,
il famoso comitato consultivo per la pesca che nacque come un
semplice tavolo di consultazione e poi con la finanziaria
successiva si pensò anche di mettere la copertura finanziaria per
gli emolumenti e le missioni e poi per abrogare quel comitato ci
vollero ben tre finanziarie successive.
Siccome questo comitato è un comitato che oggi risulta a titolo
gratuito e domani in finanziaria rischiamo che vi sia un articolo
che dà copertura finanziaria a questo comitato per ridare il famoso
gettone di presenza, direi che è cosa più logica cassare questo
articolo e fare in modo che l'Assessore o il Presidente della
Regione direttamente, senza la legge, con proprio decreto possano
costituire il tavolo di consultazione, cosa che si è sempre potuta
fare e realizzare.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, in Sicilia quando non si
vuole fare niente si fa o un comitato, o una consulta, o un tavolo
tecnico. E questo mi sembra il principio ispiratore di questo
articolo. Pertanto, siamo decisamente contro questo articolo perché
lo troviamo assolutamente un appesantimento della legge.
Volevo dire all'onorevole Foti una cosa. Lei poco fa diceva che è
giusto vedere i cittadini non solo al momento dell'elezione, ma
coinvolgere nella vita democratica ed è un principio sacrosanto.
Però, è giusto soprattutto dare risposte concrete, risposte reali.
Una risposta reale poteva essere quella della tariffazione unica
che voi avete votato e che anche noi abbiamo votato e che,
purtroppo, non è passata.
Vi sono dei momenti in cui quest'Aula dovrebbe essere responsabile
e votare al di là degli schieramenti e momenti in cui tutto questo
non si verifica.
Noi riteniamo che quando la Commissione ha riscritto l'articolo
2.26 e ha dato all'Assessorato tutte quelle funzioni e quei
compiti, soprattutto di elaborazione di dati statistici, di
elaborazioni varie sul potabile, sull'imbottigliamento,
sull'irriguo, sull'industria, gli avete dato tutte queste
competenze che potrebbero essere semestralmente oggetto di un
report ed essere valutate dalla Commissione di merito perché la
Commissione di merito, cioè voi, che siete eletti dai cittadini
potreste vicariare a quella funzione della consulta che vorremmo
istituire.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi colpisce la
doppiezza di quest'Aula ed, in particolare, della maggioranza di
centrosinistra quando fa appello al significato del processo
decisionale e della partecipazione democratica.
Sono appena passati pochi giorni e non si è ancora spenta l'eco di
un misfatto, di una carneficina istituzionale, quella di una
maggioranza allargata ad altri gruppi dell'opposizione che ha
espropriato a quattro milioni di siciliani il diritto a votare per
scegliere i vertici degli enti intermedi.
Nel silenzio e nella indifferenza di tanti, con la stessa
superficialità, adesso il centrosinistra e i colleghi
dell'opposizione - parlo del Movimento Cinque Stelle - ha ritenuto
di dovere fare appello a quest'Aula per salvaguardare gli strumenti
di partecipazione democratica attraverso la istituzione di una
consulta permanente con poteri decisionali. Davvero mi sembra una
schizofrenia in termini di interpretazione
Però, io dico, noi abbiamo il dovere, Istituzione, Regione, di
ascoltare le forze che operano sul territorio, ma abbiamo il dovere
di ascoltarle nella fase preventiva, non nella fase gestionale o,
se si vuole, abbiamo il dovere di ascoltarli quando un Assessorato
definisce le linee programmatiche e le priorità della propria
azione alla quale intende improntarsi e intende informarsi.
Se io chiedessi quante volte l'Assessorato del territorio ha
ritenuto di incontrare le associazioni ed i soggetti che operano
nel settore non mi farei illusioni sulle risposte Se io chiedessi
quante volte l'Assessorato dei beni culturali ha ritenuto di
invitare le associazioni che operano nel settore della tutela dei
beni culturali, non mi farei illusioni sul numero delle occasioni
offerte
Ed allora, davvero vogliamo apparire nemici dei soggetti che
operano sul territorio per dare un contributo di idee? No, non
siamo nemici. Se qui il gioco è a chi la spara più grossa, allora
in questo comitato consultivo perché non inserire le associazioni
del volontariato di Protezione civile? Mi sembra assolutamente
essenziale farlo. Questo volontariato che spesso opera nella
dignità del dovere in ogni parte dell'Isola, senza neppure la
ricompensa di una pacca sulle spalle.
Perché non invitare a far parte del comitato consultivo i
rappresentanti dell'UNESCO visto che l'oltraggio al paesaggio,
inteso come bene culturale, sancito dalla legge fascista Bottai del
1939 debba essere chiamato ad esprimere il proprio parere? Perché
non invitare le associazioni animaliste, per esempio che
nell'equilibrio della natura ed ecologico hanno anche il diritto di
esprimere il loro parere?
Però, mi chiedo perché mai nessuno lamenta in quest'Aula il fatto
che da anni la istituzione delle riserve naturali sia bloccata
perché i competenti comitati non riescono a riunirsi?
Oltre 40 richiesta giacciono da parte di sindaci e di associazioni
per la istituzione, quindi, per la salvaguardia, quindi, per la
tutela, quindi, per la delimitazione di alcune aree di interesse
paesaggistico, naturalistico, culturale in Sicilia, ma la Regione
non concede assolutamente autorizzazioni per istituire riserve
perché i relativi comitati non si riuniscono.
Come si fa a dimenticare che il comitato per i beni culturali non
si riunisce da quattro anni e noi abbiamo presentato un'attività
ispettiva alla quale l'assessore Purpura, da galantuomo qual è, ha
dovuto rispondere - perché l'assessore Purpura è fra i pochi
assessori di questo Governo che, quando parlano i deputati, si
rivolgono verso il deputato, perché gli assessori di questo Governo
sono convinti che in Aula debbano venire per un atto di presenza e
poi parlano al telefono o parlano con i deputati che si avvicinano
al banco -. Signor Presidente, lei queste cose non le vede da lì
sopra, ma io, che sono stato educato al Parlamento europeo, so che
i rappresentanti del Governo - non parlo adesso, perché me ne frego
se l'assessore non segue, non mi riabilito in questo senso - ma
hanno il dovere di ascoltare i deputati che parlano, è un dovere
L'assessore che parla al telefono o che parla con un deputato che
si avvicina al banco davvero è un indice di inciviltà
istituzionale. Lo dico con grande serenità. Non importa il titolo
di studi o il mestiere dell'assessore, da imprenditore a
magistrato, non importa. E' un difetto costante questo E' chiaro
che con me non attacca, ma è un diritto del Parlamento essere
ascoltato dall'assessore, anche se poi sta pensando ad altre cose,
l'illusione di essere ascoltato
Detto questo, io mi chiedo perché le riserve naturali non si
istituiscono in Sicilia e nessuno si lamenta e sono anni di attesa;
perché i centri di fauna selvatica possono chiudere nella
indifferenza totale, nonostante il Governo avesse detto lo scorso
anno che sarebbe intervenuto per salvaguardarne la funzione; i
centri di recupero fauna selvatica, Presidente, sono centri di
volontariato. Io ne ho aperto uno a carico della provincia a
Belpasso ed ha lavorato per dieci anni; ha chiuso grazie al Governo
Crocetta.
Perché nessuno si lamenta del fallimento della legge sul
randagismo, che è diventato un fenomeno di degrado ambientale oltre
che di serio pregiudizio per la salute della gente o poi ci
preoccupiamo, naturalmente, della partecipazione democratica perché
dobbiamo fare campagna elettorale e dobbiamo far capire alle
associazioni del volontariato o alle associazioni ambientaliste o
alle forze sindacali o ai rappresentanti di categoria o ai
rappresentanti istituzionali, che non capito quale richiamo possa
significare rappresentante istituzionale, per far parte di un
organo collegiale che il Presidente della Regione istituisce entro
60 giorni e presiede ogni tanto e non si è capito se nelle
organizzazioni sindacali ci debbono essere le più rappresentative o
ci debbano essere anche i COBAS, se nelle associazioni consumatori
ci debbano essere quelle rappresentate a livello nazionale o quelle
a livello provinciale.
Insomma, davvero mi sembra una forzatura. Costituiamo un organismo
consultivo, ma che sia svincolato da questa legge, consultiamolo e
che sia operativo, disciplinato da una norma regolamentare che
possa dare dignità al contributo che ognuno di questi soggetti può
dare ad un'istituzione che molto spesso rimane sorda ed insensibile
di fronte al richiamo della natura. Ma, in questo contesto, mi
sembra davvero una forzatura.
Per questo, Presidente, io chiedo che si voti col voto segreto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi permetto di
sottolineare quello che finora abbiamo fatto.
Poc'anzi, all'articolo 2, abbiamo rivisitato quell'articolo,
proponendo con l'emendamento 2.26 a firma della Commissione, non
solo il recepimento dell'articolo 63 ma abbiamo aggiunto,
considerata la nostra capacità inventiva siciliana, una serie di
attività che questo organismo dovrebbe compiere e tra queste c'è la
redazione d'aggiornamento di un bilancio idrico regionale che,
comunque, è prevista in una norma nazionale, ed anche la redazione
dell'aggiornamento del piano di gestione. Cioè, noi siamo dinnanzi
anche ad una competenza che l'Ati ha in ordine a studi relativi a
quello che è il bilancio idrico regionale.
Bene, dopo che ci sono professionisti che studiano, autorità
competenti che esprimono il loro parere, noi dobbiamo confrontarci,
poi, con una serie di associazioni, per carità, non voglio entrare
nel merito delle competenze tecniche - perché chiaramente non ci
sono - ma ambientalisti, consumatori, istituzionali, organismi del
forum, del movimento dell'acqua e tante altre cose, che nulla
c'entrano con le competenze autorevoli che, praticamente, vogliamo
dare e che dobbiamo dare, al piano di gestione del distretto
idrografico.
Allora, delle due una: o facciamo una cosa seria, che il piano di
gestione, che è un fatto squisitamente tecnico, attraverso il
quale, poi, deve essere individuato il percorso che porta
all'affidamento, oppure stabiliamo che dobbiamo fare un organismo
che mai si riunirà, che mai deciderà e che, soprattutto, sarà
intralciato dalla politica che intende intervenire per dare la
parvenza ad alcuni soggetti che nel tempo si sono determinati in
ordine ad un settore ed una situazione particolare, che è quella
dell'acqua, per dare loro l'idea che, comunque, partecipano.
Questa formula così, sa molto di sinistra, di democrazia
partecipativa, e non ha niente a che vedere con quella che deve
essere la sostanza tecnica del piano di gestione. Il piano di
gestione, caro onorevole Panepinto, è una cosa squisitamente
tecnica. Cosa c'entra immettere in questa discussione soggetti che
non hanno competenza tecnica? Allora, fate questo comitato per
discutere e riunirvi, ed anche stabilire un gettone di presenza,
perché no
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, col garbo dovuto ai
colleghi che hanno fatto delle riflessioni sull'articolo 3, la
Commissione ha proposto due emendamenti, il 3.9 ed il 3.10, che
sfoltiscono il comma 2.
In particolare abbiamo soppresso, proponiamo di sopprimere,
l'espressione associative ed istituzionali , che possono essere
poco eloquenti, ed anziché i rappresentanti dei Comuni di ogni
assemblea territoriale idrica , soltanto i Presidenti delle
assemblee territoriali idriche , per cercare di fare un organismo
ristretto e non pletorico.
All'onorevole Alongi, che ha letto testualmente il comma 1, volevo
far notare - anche qui col garbo dovuto - che si tratta del titolo
della Convenzione di Aarhus, che è una convenzione che ha natura di
trattato internazionale e prevede questo organismo partecipativo.
Ora, rispetto al testo esitato dalla Commissione, abbiamo dato un
segnale restrittivo; prevede pure la competenza del Presidente
della Regione con decreto per individuare quali siano le
associazioni, facendo seguito a quello che è stato l'invito del
Presidente per centrare quali fossero le associazioni che hanno
titolo ad intervenire.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Sammartino e Nicotra.
L'Assemblea ne prende atto.
na in materia di risorse idriche' (nn.: 405-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A
«Disciplina in materia di risorse idriche»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in tanto bisogna votare
l'emendamento soppressivo 3.4, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri, di identico contenuto degli emendamenti 3.5 e 3.6.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
na in materia di risorse idriche' (nn.: 405-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 28
Contrari 25
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Riordino delle competenze amministrative in materia di risorse
idriche
1. Fatte salve le competenze dell'Autorità di Bacino regionale di
cui all'articolo 2 e delle Assemblee territoriali di cui
all'articolo 5, tutte le competenze amministrative della Regione in
materia di risorse idriche, ivi comprese quelle relative all'uso
plurimo delle acque per finalità di uso potabile, minerale, agricolo
e industriale sono attribuite all'Assessorato regionale dell'energia
e dei servizi di pubblica utilità.
2. Su proposta dell'Assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, sono
stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al
comma 1».
CRACOLICI. Avendo eliminato l'articolo 2, l'articolo 4 non
funziona più.
PRESIDENTE. Allora, formalmente lo dobbiamo sopprimere. Siccome è
stato modificato l'articolo 2, di conseguenza non regge più
l'articolo 4, mi dice pure la Commissione, per cui formalmente
dobbiamo sopprimere l'articolo 4.
DI MAURO. Voglio capire perché si deve sopprimere.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, stiamo votando la soppressione
dell'articolo 4. Anche lei prevede la soppressione dei commi 1 e 2.
PANEPINTO. L'onorevole Di Mauro quanto può parlare?
PRESIDENTE. Per ogni articolo può parlare dieci minuti.
DI MAURO. Sono in capo all'Assessore e in capo al Presidente.
Perché se c'è un emendamento e sono in capo al Presidente, io lo
firmo, qual è il problema? C'è una modifica del quadro normativo che
fino ad oggi ci hanno illustrato? Vorrei capire perché si sopprime
questo articolo.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Le funzioni che sono
previste all'articolo 4 sono state spostate all'articolo 2, quindi
quelle all'Assessorato regionale dell'energia, quindi l'articolo
diventa assolutamente inutile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.4, a firma degli
onorevoli Cordaro ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Cordaro semplifica il percorso della legge, oggi.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali
1. Al fine della gestione del servizio idrico integrato, entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
proposta dell'Autorità di Bacino Unica Regionale, sentita la
competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana e l'Associazione dei Comuni Siciliani (ANCI), l'Assessore
per l'energia e per i servizi pubblici individua, in un numero non
inferiore a 5 e non superiore a 9, gli Ambiti Territoriali Ottimali
tendenzialmente coincidenti con i bacini idrografici e nel rispetto
della sostenibilità economico-finanziaria e tecnica, del numero di
utenti serviti, delle risorse idriche, nonché dell'estensione
territoriale e delle infrastrutture presenti nel territorio.
2. In ogni Ambito Territoriale Ottimale, di cui al comma 1, è
costituita un'Assemblea Territoriale Idrica, dotata di personalità
giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa,
contabile e tecnica. L'Assemblea è composta dai Sindaci dei Comuni
ricompresi nell'ATO che eleggono il Presidente dell'Assemblea che
esercita le funzioni già attribuite dalle Autorità d'Ambito
Territoriale Ottimale di cui all'articolo 148 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, numero 152, e successive modifiche ed
integrazioni.
3.L'Assemblea Territoriale Idrica provvede a svolgere le seguenti
funzioni:
a)approva lo statuto contenente le norme di funzionamento
dell'Assemblea;
b)approva ed aggiorna il Piano d'Ambito di cui all'articolo 149
del decreto legislativo numero 152 del 3 aprile 2006, ivi compresi
gli interventi necessari al superamento delle criticità idropotabili
e depurative presenti nel territorio;
c)approva la proposta di tariffazione dei corrispettivi relativi
alla fornitura del servizio idrico;
d) approva il Piano operativo di emergenza per la crisi
idropotabile;
e) approva il Piano operativo annuale e triennale delle attività e
degli interventi;
f) affida la gestione del servizio idrico integrato, stipula e
approva la relativa Convenzione ed il disciplinare con il soggetto
gestore del servizio;
g) definisce gli standard qualitativi del servizio;
h) approva la Carta della qualità del servizio che il gestore è
tenuto ad adottare;
i) elegge, nel rispetto dei componenti degli ATO, i propri
delegati al Comitato di consultazione permanente sul Piano di
Gestione del Distretto idrografico della Sicilia di cui
all'articolo 3;
l) delibera, su proposta dei comuni facenti parte del medesimo
ATO, la costituzione di sub-ambiti.
4. In sede di approvazione ed aggiornamento dei Piani operativi
triennali di cui al comma 3, lettera e), le Assemblee territoriali
idriche prevedono adeguate modifiche alle condutture idriche di
adduzione in acciaio per dotarle di impianti di protezione catodica.
5. Entro 90 giorni dall'individuazione degli Ambiti territoriali
ottimali di cui al comma 1, i Comuni aventi caratteristiche
territoriali e idrografiche non omogenee con l'ambito di
appartenenza, possono deliberare di far parte di altro ambito
territoriale ottimale, purché confinante, previo parere favorevole
dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità espresso entro trenta giorni dalla suddetta deliberazione.
6. La gestione dei sistemi acquedottistici relativi al servizio
idrico integrato, dei servizi e delle opere idriche di captazione,
di accumulo, di potabilizzazione e di adduzione, individuati nel
Piano Regolatore Generale degli Acquedotti, è affidata ai gestori
del servizio idrico integrato in ciascun Ambito Territoriale
Ottimale, così come individuati al comma 1».
Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
Si passa all'emendamento 5.19, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.9, a firma degli onorevoli Greco G. e
Di Mauro.
Se sopprimiamo il comma 1, sopprimiamo l'intero articolo, mi
spiegano gli Uffici.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.9.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, vorrei fare un'unica discussione
sugli emendamenti a mia firma. Intanto ritiro quello al comma 1.
PRESIDENTE. Per evitare confusione, invito gli assistenti
parlamentari a distribuire tutti gli emendamenti relativi
all'articolo 5.
Ricordo che si interviene una sola volta per un tempo massimo di
dieci minuti.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A
«Disciplina in materia di risorse idriche»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono in distribuzione gli
emendamenti all'articolo 5. Sopendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20.41, è ripresa alle ore 20.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che questo è un articolo
importante in quanto riguarda il numero degli ambiti territoriali.
Tra gli emendamenti c'è chi ne prevedeva nove, chi tre, chi
cinque, chi otto, eccetera.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, come giustamente lei ha detto questo è
un articolo importante perché viene previsto il numero degli ambiti
che, poi, sono l'autorità vera di gestione del sistema,
soprattutto, alla luce del fatto che con l'articolo 2 abbiamo
soppresso quella sovrastruttura, quell'ambito unico che era stato
previsto, che aveva dei compiti di coordinamento i quali, invece,
sono stati tutti demandati all'Assessorato.
Alla luce di questo, ho presentato un emendamento che prevede
l'istituzione di nuovi ambiti coincidenti con quelli che sono i
liberi consorzi e le città metropolitane, perché non si capisce
bene la legge che è stata esitata dalla Commissione che parla da 5
a 9 ambiti, tendenzialmente coincidenti con i bacini idrografici.
Ora, sostanzialmente, non teniamo conto del fatto che, in effetti,
ci sono degli ambiti che hanno funzionato; l'ambito della provincia
di Enna, per esempio, è uno di quelli che ha funzionato, che ha il
socio che gestisce, dove sono stati fatti degli investimenti,
insomma, è un ambito che già è rodato e che ha raggiunto degli
obiettivi, ovviamente, con questa legge, cambieremo le cose, però,
resta fermo il fatto che c'è un ambito che è una struttura che già
ha funzionato.
Quindi, chiedo che vengano istituiti nuovi ambiti perché questo ha
una sua ragione d'essere perché con il bacino idrografico, per
esempio, ci sono delle province che verrebbero spaccate a metà,
metà andrebbe con Catania, per esempio, e metà andrebbe con
Agrigento, con Caltanissetta e, quindi, si creerebbe una
grandissima confusione ed un grandissimo problema.
Peraltro, dico, gli ambiti, di fatto, sono degli ambiti di
gestione amministrativa perché si trovano a fare degli
investimenti, a pagare gli stipendi, a fare tutto ciò che devono
fare per la gestione del servizio idrico, quindi, a mio avviso, è
molto più utile che si preveda ogni singolo ambito, che venga
agganciato col libero consorzio o con la città metropolitana di
provenienza che non prevedere altri numeri che non avrebbero alcun
tipo di ancoraggio.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, questo è un articolo sul quale non si
può sbagliare perché, poi, concretamente ci si deve preoccupare di
una corretta gestione e, quindi, di bacini che siano omogenei.
Quindi, i bacini idrografici sono stati individuati circa 10 anni
fa.
Ora, non credo, tranne che l'Assessore non mi confermi che sono
stati aggiornati, perché si devono riaggiornare. Quindi, prima di
definire gli ambiti ottimali, è necessario che ci sia uno studio a
monte, preliminare, che individui le risorse idriche, i bacini
ottimali di utenza e le risorse, perché qui non si tratta di norme
di principio, qui si tratta di norme che devono essere applicate.
Poi, non solo, in province come Messina, non prevedere un
subambito è una follia, quindi voglio dire, su questo articolo,
lungi da questioni di principio, qua si tratta della vera
applicazione della norma.
Allora, siccome il bacino è da 5 a 9, gli ambiti ottimali vengono
individuati dall'Assessore, per l'energia, eccetera, io dico, come
vengono individuati? E' stato fatto recentemente uno studio
preliminare che abbia riaggiornato le risorse idriche e, quindi, i
bacini ottimali? Sono state individuate le risorse?
Abbiamo comuni dove, oggi, ci sono problemi - li abbiamo dibattuti
in Finanziaria - proprio di approvvigionamento di acqua, come la
provincia di Agrigento. Come facciamo? Quindi, su questa norma, su
questo articolo, ci vuole chiarezza da parte del Governo, vengono
individuati.
Dico, non facciamo come il discorso dell'SRR, degli ATO e, poi,
siamo rimasti impantanati, perché impantanati restano i territori;
poi, possiamo dire che l'acqua è pubblica ma l'acqua va
distribuita, l'acqua pubblica va distribuita alle utenze e l'acqua
è una risorsa e bisogna individuare dove c'è la risorsa, perché non
possiamo distruggere quei territori dove l'acqua c'è e, poi, non
basta e non è sufficiente l'erogazione perché deve anche essere
erogata laddove l'acqua non c'è.
Quindi, questo è un punto essenziale e basilare. La legge si deve
fare, ma si deve applicare, quindi, eliminiamo tutte le questioni
di principio, le idee teoriche e quant'altro perché, poi, qua si
corre ai ripari nel cercare di andare ad eliminare la
incostituzionalità.
Ma chiedo: quali sono i criteri, quali sono gli ultimi
aggiornamenti che sono stati fatti per andare ad individuare i
bacini ottimali di utenza? Questo è preliminare, prima di stabilire
9, 5, 4.
E, poi, chiedo: perché non sono stati previsti i subambiti?
Perché i subambiti consentono una migliore gestione, un risparmio
ed un richiamo a quei principi di economicità, efficacia ed
efficienza che sono lontani da questo Parlamento.
CRACOLICI. Ci sono i subambiti.
PRESIDENTE Gli interventi servono a chiarire la legge, non è
secondario il numero degli ambiti, anche perché c'è stata una
riunione preventiva con gli Uffici, con la Commissione stessa, ed è
necessario individuare sia il numero che gli ambiti stessi.
Sostanzialmente, va fatto per legge, ed è bene che a queste
richieste vengano date delle risposte, anche perché se dovessero
nascere questioni si possono chiarire sulla base del dibattito che
c'è stato in Aula.
GRASSO. E le risorse?
PRESIDENTE. Non è un problema di risorse, in questo momento. Già
la Commissione l'aveva esaminato il problema, cioè nel senso che
gli ambiti devono essere definiti; lei faceva riferimento ad un
piano che è stato fatto nel tempo e che forse parlava di 5 ambiti.
Poi, c'era una soluzione che riportava, eventualmente, a 9 gli
ambiti con riferimento ai liberi consorzi, possiamo dire adesso, e
alle tre città metropolitane.
I sub ambiti sono previsti, però, se su questo intervenisse chi lo
ha seguito direttamente, sarebbe meglio.
GRASSO. Sono previsti, ma il problema è che non credo sia così
semplice fare coincidere gli ambiti ottimali con i liberi consorzi
o con le città metropolitane.
Non è così semplice. Su questo argomento chiedo che l'Assessore,
perché solo l'Assessore ci può rispondere, sia chiara e dica quando
sono stati riaggiornati i bacini, se ha individuato ambiti
omogenei.
PRESIDENTE. Magari, daremo la parola all'Assessore alla fine del
dibattito, perché bisogna fare le cose seriamente con dati di fatto
certi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo importante perché, come poc'anzi lei aveva accennato, è
competenza dell'Assemblea e, quindi, di questo disegno di legge,
decidere gli ambiti ottimali e avremmo dovuto, considerato che la
Commissione ha lavorato tre anni, avere oggi un'identificazione
molto chiara, che costituisse parte integrante della legge
attraverso una mappa che doveva essere legata a questo disegno di
legge, in cui veniva individuato, secondo direttive di carattere
tecnico, il numero degli ambiti e, ovviamente, la delimitazione.
In mancanza di questo strumento, invito l'Assessore ad appellarsi
a quanto ho indicato nell'emendamento 5.3, senza volermi per questo
rigidamente ancorarmi, nel senso che abbiamo il dovere di
individuare gli ambiti e suggerirei - ma ripeto, la mia non è
un'affermazione inderogabile, o un emendamento inderogabile - di
recuperare i decreti del Presidente della Regione, il primo
dell'onorevole Capodicasa che è il n. 26 del 2000 che individuava
in Sicilia 7 ambiti ottimali; oppure quello che, successivamente, è
stato definito dal Presidente della Regione Cuffaro, il n. 10 del
29 giugno del 2002 che individuava 9 ambiti territoriali ottimali.
Considerato che abbiamo approvato, recentemente, presidente
Ardizzone, il disegno di legge sui liberi consorzi che individua 6
liberi consorzi: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e
Trapani e 6 aree metropolitane, nello stesso emendamento indico
quest'altra soluzione che andrebbe, praticamente, ad essere
applicata successivamente con l'entrata in vigore della legge.
Quindi, questo emendamento, ripeto, non è rigido soltanto ad una
condizione in cui l'Assessore, il Governo o la Commissione, per
carità, sia in condizione, oggi, con approfondimenti tecnici, di
individuare il perché del numero 5 che ho visto in un
subemendamento che è stato presentato, credo, dall'onorevole
Cracolici.
Andando avanti negli emendamenti sono d'accordo con l'emendamento
5.42 che prevede di cassare il comma 5, che è anche un emendamento,
in questo senso, presentato da me e dai colleghi del Gruppo
parlamentare. Ovviamente, sono d'accordo sull'emendamento quello
che viene indicato al comma 1 e così sostituito e firmato
Cracolici, in cui si dice che: ai fini dell'organizzazione del
servizio idrico sono istituiti 5 ambiti territoriali ottimali , se
l'Assessore ci assicura che questa definizione
Sarebbe il trasferimento da un comune ad un altro. Se l'Assessore
ci indica che nella dizione che ha formulato l'onorevole Cracolici
i 5 ambiti territoriali ottimali sono coincidenti con i bacini
idrografici, questo ci potrebbe trovare d'accordo.
Ripeto la condizione di natura tecnica, non credo che la
Commissione, oggi, sia in grado di dare illustrazione
all'Assemblea; se il Governo è in grado di dire che ha ben chiari
come sono identificati i bacini idrografici e si vogliano fare i 5,
non ho alcuna riserva.
Ovviamente, a cascata, l'emendamento 5.43 si regola di conseguenza
perché indica è non superiore a 9 che può essere accettato ma
tutto è subordinato dall'approvazione del 5.46.
Dopodiché abbiamo altri emendamenti che sono stati da me
presentati e che sono relativi, praticamente, al comma 3.
Relativamente alle competenze, alle funzioni dell'Ati,
dell'Assemblea territoriale Idrica, mi sono permesso di formulare
un'indicazione con l'emendamento 5.1 che, in buona sostanza,
disciplina quali sono le competenze dell'Ati, a cominciare da
quella che è la scelta del regime giuridico per la gestione del
servizio che è una delle forme indicate dall'ordinamento europeo e
poi, giù di lì, sono indicate anche altre condizioni di carattere
tecnico che sono funzionali, in buona sostanza, all'affidamento del
servizio.
Ritiro l'emendamento 5.15, dopodiché, c'è un organismo che, a mio
parere, dovrebbe essere adottato, che è inserito nell'emendamento
5.16, che è la regolamentazione della vita di questa struttura
perché l'Ati ha necessità di una sua struttura e questa struttura
deve essere identificata con una serie di soggetti che devono avere
la competenza adeguata per la gestione di un servizio che andrà ad
essere funzionante per 30 anni, non possiamo lasciarlo, Assessore,
all'improvvisazione di soggetti che passano da lì o che sono a
giorni alterni distaccati da qualche ente locale; ci vuole
competenza per evitare che questo servizio idrico possa
trasformarsi nell'ennesimo buco di bilancio dei comuni o,
eventualmente, della Regione così come è stato con il sistema dei
rifiuti.
Relativamente, poi, all'altro emendamento c'è il 5.17 che riguarda
la necessità di istituire un revisore dei conti e ne prevedo uno
perché non è possibile immaginare che ci sia come al solito una
terna, una sorta di nominificio, dobbiamo fare strutture snelle che
servono a garantire secondo quelle che sono le competenze degli ATO
e tutta la gestione della massa finanziaria con una competenza che
deve essere affidata certamente ad un revisore dei conti. Dopo di
che all'emendamento 5.2, aggiungo una dizione che mi sembra
assolutamente coerente con quelle che sono le direttive nazionali,
cioè che questa proposta di fatturazione deve essere fatta nel
rispetto di quelli che sono gli indirizzi delle autorità di
gestione e relativamente agli altri due emendamenti presentati
dall'onorevole Cracolici.
Mi appello ad un concetto che è stato ribadito più volte con
sentenza della Corte costituzionale e anche con recepimento
dell'articolo 7 della legge 164 del 2014, allorquando si parlava di
unicità del servizio. Parlare di unicità del servizio vuol dire
anche essere in contrasto con il punto L del disegno di legge di
cui all'articolo 3. La dizione, così formulata, è in contraddizione
con il principio dell'unicità e non della unitarietà. Sono due
concetti completamente diversi e stanno a significare due soluzioni
diametralmente opposte. La prima, l'unicità, l'appalto, la gestione
deve essere unica; la seconda può essere affidata a diversi
soggetti ma deve avere un coordinamento mediatico. Dico questo
perché nel momento in cui noi derogheremmo da questo principio ci
troveremmo dinanzi ad una certa impugnativa da parte dello Stato.
Così come per altro hanno ribadito gli Uffici dell'Assemblea, così
come per altro è allegato nella relazione del disegno di legge
presentata in Commissione dai dirigenti dell'Assessorato e così
come per altro è stato oramai come nodo di natura tecnica risolto.
Ritiro ovviamente l'emendamento 5.7, se viene soppresso il comma 5
dell'articolo 5, cioè quello relativo alla possibilità che i Comuni
possano a proprio piacimento trasferire l'appartenenza da un ambito
ottimale ad un altro perché mi consentirete di fare una
riflessione. Se un sistema idrico, una gestione rifà una rete
idrica questa ha avuto un costo e i cittadini per un certo periodo
hanno pagato e poi ad un certo punto qualcuno decide che adesso c'è
un altro sindaco, c'è un'altra amministrazione, trasferiamoci. E'
chiaro che questo se il Comune lo volesse dopo ci che dovrebbe
pagare certamente con un contributo che il Comune dovrebbe dare per
questo onere che i cittadini sopportano attraverso la tariffa.
Signor Presidente, ho illustrato gli emendamenti e come vede, la
mia illustrazione è stata tale per cui è andato incontro in parte
agli emendamenti presentati dall'onorevole Cracolici a nome della
maggioranza, ha ritenuto che il principio dell'unicità sia un
principio assolutamente che non ha competenze di questa Assemblea e
si pronuncia contro i sub ambito non perché voglia essere contrario
alla gestione del singolo Comune ma questo è stato più volte
enunciato e chiarito che oramai non è più possibile e infine
esprime una valutazione su questo articolo positiva qualora ci sia
una affermazione da parte del Governo, da parte della Commissione
sul piano tecnico, sul numero preciso degli ambiti con cui questo
Parlamento deve legiferare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto più
schematicamente, io credo che noi siamo di fronte ad una scelta: se
individuare gli ambiti sulla base dei bacini idrografici, o se
confermare - parliamoci chiaro - il modello che circa dieci anni fa
venne utilizzato dal legislatore, ovvero le entità amministrative
esistenti, cioè circa dieci anni fa gli ambiti furono definiti
sulla sovrapposizione delle province, che sono autorità
amministrative.
La logica - devo dire la stessa legge Galli, che poi diede vita
alla legge di recepimento in Sicilia che istituì, appunto, gli
ambiti territoriali ottimali - fa discernere questi organismi dalla
unicità dell'ambito in senso idrografico, come bacino ottimale.
Allora il punto è questo: noi non siamo chiamati a fare da cinque
bacini a nove; cioè il tema non è se dobbiamo fare sette, sei,
otto, o scegliamo il modello idrografico, o scegliamo il modello
amministrativo.
Io penso - e lo dico brutalmente - che la novità di questa legge,
la principale novità che si determinerebbe con l'approvazione di
questa legge, è la scelta di individuare le autorità d'ambito
nell'ambito del bacino idrografico. Questo porta come conseguenza a
dire che i bacini sono cinque, perché esiste uno studio che è stato
fatto circa dieci anni fa, con il quale sono stati individuati i
confini idrografici del nostro territorio all'interno dei quali è
possibile istituire le autorità d'ambito.
Altra cosa è poi il soggetto gestore all'interno dell'autorità
d'ambito, perché con questa legge noi comunque stiamo prevedendo la
possibilità di tenere in vita sub-ambiti. Non vorrei che facessimo
confusione tra la dimensione dell'autorità idrica e la dimensione
gestionale, per la quale faccio un esempio che conosco meglio: già
oggi, a legislazione vigente, nella provincia di Palermo si è
operato, malgrado abbiamo un unico ATO, distinguendo due sub-ATO:
uno è stato affidato dalla città di Palermo direttamente all'AMAP,
società a partecipazione pubblica; uno è stato affidato con gara
all'APS, e abbiamo visto i guai che ci hanno lasciato in eredità.
Allora una questione è l'ambito idrografico, altra cosa sono le
modalità con le quali si può gestire all'interno dello stesso
ambito con più soggetti gestori.
Quindi, per non fare confusione, il mio emendamento si limita a
prevedere che le autorità di bacino sono nell'ambito idrografico,
cioè nel numero di cinque. Chiaramente il confine va definito anche
sulla base di un aggiornamento di quello studio che è stato fatto
anni fa. Altra cosa sono - come dicevo - gli enti gestori.
Infine il comma 5: è evidente che se l'autorità di bacino è di
tipo idrografico, noi non possiamo prevedere una norma che consente
a un comune di passare da un ambito a un altro, perché l'unicità è
data dal bacino, non è data dall'entità amministrativa. Ecco perché
io sopprimo il comma 5, nella misura in cui facciamo prevalere il
modello dei bacini idrografici. Se così non fosse a quel punto
ritirerei la soppressione del comma 5; perché a quel punto, se è
un'autorità amministrativa, ci può essere la facoltà di spostarsi
da un ambito all'altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, l'articolo 5 mi pare assolutamente
importante, ma alla luce degli emendamenti che sono stati approvati
è chiaro che lo stesso deve essere modificato comunque, io prima di
entrare nel merito sul numero dei bacini degli ambiti territoriali
ottimali io dico intanto che al comma 3 si può leggere
perfettamente alcuni tratti della contraddizione in cui questa
legge rischiava di cadere in alcuni parti cade.
All'articolo 1 abbiamo detto che la tariffazione doveva essere
unitaria; poi, successivamente, grazie al nostro emendamento,
abbiamo detto, tendenzialmente unitaria, ma se passava con quel
principio di unitaria, dopo che abbiamo attribuito all'assemblea
territoriale idrica la fusione di fissare il corrispettivo della
tariffazione, perché la tariffazione è in campo regionale e viene
fissata dall'assessorato, oppure la deve fissare l'ambito
territoriale. Vorrei richiamare anche su questo l'attenzione
dell'assessore, perché quando al comma 3, lettera c) si dice che
l'assemblea approva la proposta di tariffazione dei corrispettivi
relativi alla fornitura e servizio idrico, ci rendiamo conto che
questa norma cozza con la tariffa unitaria in campo regionale
perché la tariffa viene data dalle spese che devono essere
sostenute per captare l'acqua, addurla e poi approvvigionare. Poi
cambia anche a seconda degli investimenti che vengono fatti, ma io
mi fermerei qui.
Dopo di che, voglio dire all'assessore che mi rendo conto che c'è
questo studio sui bacini idrografici, però è altrettanto vero che
dobbiamo cercare di dare di una omogeneità anche nelle strutture
amministrative che gestiscono la nostra realtà istituzionale in
questo senso amministrativa; ecco allora perché noi abbiamo fatto
un emendamento che vorrebbe fissare in nove gli ambiti territoriali
ottimali, in maniera tale che si possa creare un domani una certa
corrispondenza non soltanto con i liberi consorzi, con le città
metropolitane, ma che questa funzione possa essere radicata in capo
ai liberi consorzi comunali perché quei liberi consorzi o verranno
rafforzati nelle funzioni o diventeranno centri di costo
insostenibili e insopportabili.
Ma vado un attimino in sintesi con gli emendamenti; c'è un
emendamento che abbiamo fatto con il quale si sopprime la lettera
i) del comma 3, che richiamava la possibilità di nominare i
delegati all'interno del comitato di consultazione, venuto meno il
comitato di consultazione è chiaro che viene meno anche questa
funzione da parte dell'assemblea, quindi questo è un emendamento
che oggi diventa tecnico. Anche qua l'altra contraddizione, al
comma 1 si dice che possono essere gli ambiti territoriali almeno
5, poi invece consentiamo al comma 3 alla lettera l) che possono
essere costituiti nuovi sub-ambiti. Ma i sub-ambiti sostanzialmente
rischiano di diventare una duplicazione dello stesso ambito, e noi
ad esempio in alcuni casi con il vecchio regime abbiamo dovuto
scontare situazioni simili che hanno portato poi ad una
proliferazione ad una duplicazione ad una differenza tariffazione.
Allora almeno la tariffazione unica cerchiamo di mantenerla
all'interno dell'ambito territoriale ottimale ma se facciamo un sub-
ambito il rischio è che addirittura poi, non soltanto non diamo una
tariffazione unica regionale, ma ne creiamo una anche differente
all'interno dello stesso ambito territoriale.
Sul comma 4 vorrei richiamare anche l'attenzione della
commissione.
Il comma 4, ad esempio, attribuisce alle assemblee territoriali
questa nuova competenza, che è quella di revisionare e di adeguare
le strutture degli impianti in acciaio con una protezione catodica.
La protezione catodica non è altro che un sistema particolare di
protezione anticorrosiva ma è uno dei sistemi non è l'unico
sistema, quindi mi sembrerebbe che stiamo caricando o attribuendo
una funzione ultra petita , cioè un conto è dire che gli ambiti
territoriali promuovono delle nuove tecnologie innovative,
tecnologicamente avanzate, di protezione, di salvaguardia della
salute, ma va specificato, va modificata questa norma.
Il comma 5, noi riteniamo che anche qua può creare dei problemi
quindi abbiamo fatto un altro emendamento soppressivo.
Detto questo mi fermerei perché vedo che c'è un comune sentire su
alcuni rilievi che noi stiamo e abbiamo già formulato.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ribadire
che questo concetto del bacino idrografico è appunto scevro da
qualsiasi ideologia ed è assolutamente il cuore della legge.
Questo del bacino idrografico lo abbiamo appurato anche in
sottocommissione, abbiamo visto che una delle cause del fallimento
del sistema idrico in Sicilia è proprio il fatto che questi bacini
sono stati definiti secondo i confini politici.
Proprio questo confinamento, quindi del rapporto del numero di
utenti delle infrastrutture e del bacino idrico è fondamentale.
Per fare un esempio, in provincia di Palermo, dove abbiamo più
gestori in un solo ambito, è successo che un gestore gestiva un
territorio piccolo e aveva il 50 per cento della popolazione di
tutta la Provincia di Palermo e quindi nel tempo accumulava degli
utili. Al contempo, avevamo un altro gestore APS che è fallito che
si ritrovava a gestire una cinquantina di Comuni, quindi un
territorio molto ampio, con il restante 50 per cento della
popolazione della Provincia, quindi è più portato a produrre
debiti.
Oltre alla cattiva amministrazione, gestione in una società incide
molto questo rapporto che deve essere fatto tra il numero di
utenti, le infrastrutture, il bacino idrico, che sono dei concetti
tecnici.
Questo esatto confinamento e dimensionamento deve essere fatto con
il bacino idrografico, ecco perché abbiamo detto che si deve tenere
conto di questo criterio. Questo è fondamentale per creare dei
gestori sani, quindi dei gestori che non falliranno.
Io, ad esempio, sono contraria alle multigestioni perché, come
abbiamo visto in Provincia di Palermo, la multigestione ha portato
al fallimento oltre il fatto di avere un gestore privato.
E' anche una questione di cattivo bilanciamento, quindi non
possiamo più tenere conto dei confini politici delle Province ma
dobbiamo passare a un modello diverso, passare appunto al modello
del bacino idrografico.
Se anche questo principio lo mettiamo in discussione io dico Che
cosa vogliamo fare? Non vogliamo assolutamente fare una legge di
governance seria per la Sicilia e per i siciliani che guardi alla
solidarietà ma anche a questi concetti tecnici ed all'esatto
dimensionamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, io avrei gradito la presenza
dell'Assessore, perché avevo delle domande da porle. Siccome
l'onorevole Cracolici, che ho ascoltato con attenzione, mi ha posto
qualche dubbio e qualche perplessità, chi meglio dell'Assessore
poteva chiarirmi questi dubbi e queste perplessità, penso che era
il momento opportuno.
IOPPOLO. Non è che l'assessore Contrafatto partecipi molto ai
lavori, anche se presente
CASCIO Salvatore. Le perplessità nascono da questo articolo, che
giudico molto importante pone una questione, se noi dobbiamo andare
verso la modernità, come dice l'onorevole Cracolici - e fare 5
ambiti sulla scorta di quello che è il bacino idrografico, e questa
mi sembra una cosa giusta, onorevole Cracolici -, però la cosa che
non capisco e mi viene difficile comprendere è che refluenze ha
questo atteggiamento, questa scelta.
Perché oggi gli ambiti territoriali ottimali, ad oggi la legge non
è approvata, esistono gli ATO che corrispondono con le vecchie
province e questi ATO hanno proceduto a fare delle gare, quindi in
provincia di Agrigento c'è un gestore - ahimé famoso - che fa
pagare l'acqua più cara di altri e, nel momento in cui si
verificasse, per ipotesi, che facciamo l'ambito idrogeografico e
quindi facendo una simulazione, l'ambito di Agrigento e di
Caltanissetta diventerebbero ambito unico avremmo, di fatto,
Girgenti Acque da un lato e Caltacqua dall'altro: due gestori nello
stesso ambito, magari con due tariffe, con due qualità di servizi,
con standard diversi, con disomogeneità totale su quello che
dovrebbe essere il concetto dell'acqua.
Perché l'acqua deve essere pagata da tutti allo stesso prezzo,
onorevole Barbagallo - e mi dispiace che non tutti la pensiamo allo
stesso modo -, in tutta la Sicilia e lo sforzo doveva essere
questo.
Ma a maggior ragione nell'ambito dello stesso ambito, e se nello
stesso ambito, ad esempio, nella provincia di Agrigento costa x e
nella provincia di Caltanissetta - che diventerebbe unico ambito -
costa un'altra cifra, mi sembra che sia una discrasia molto palese.
Questa perplessità io la volevo sciolta, la volevo risolta
dall'Assessore, come si concilia questo ragionamento, che è un
ragionamento, a mio avviso, di buon senso, infatti i punti, il
punto c) che parla di tariffazione e il punto f) che parla di
stipula e convenzione, la seconda perplessità è quando si crea un
bacino del genere noi avremmo soggetti con gare espletate, cioè con
gestore, e soggetti che ancora non hanno la gara espletata, perché
in Sicilia è a macchia di leopardo la gestione dell'acqua pubblica.
Quindi si farà una gara solo per quei comuni che non hanno - che
sono stati fortunati io devo dire -, che non hanno avuto un gestore
come lo abbiamo avuto noi? E questa è un'altra perplessità.
Poi vi è la perplessità dei subambiti che, come principio forse
sono una cosa giusta, come effetto pratico, però, possono essere
devastanti perché lo spirito dell'ambito è quello di creare una
economia di scala, cioè più comuni si mettono assieme per ridurre i
costi. Nel momento in cui ho 50 comuni e poi 20 se ne vanno per
creare un subambito, l'economia di scala è su 30 comuni.
Allora sul subambito bisogna fare un ragionamento; e nell'ambito
del subambito la tariffa è diversa rispetto a quella dell'ambito? È
anche questo un interrogativo.
E allora tutti questi interrogativi io li pongo all'Assessore.
Io le ho posto delle domande, assessore, non so se lei ha seguito,
ed erano delle perplessità perché dall'intervento dell'onorevole
Cracolici mi sono sorti molti dubbi e, quindi, chiedevo lumi e
spiegazioni a lei se poteva contribuire a questo dibattito
spiegandoci come avverrà e quale sarà la modalità con cui questo
processo verrà attivato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, devo
dire che siamo arrivati dopo due anni di lavoro in Commissione a
fare una legge che è stata la sintesi di tanti punti di vista, di
tanti equilibri, ognuno deve avere rispetto per i punti di vista di
ogni collega e di ogni partito e movimento. Però credo che
veramente si sia ecceduto in alcuni punti, in alcuni commi di
questo articolo 5 perché ritengo che se è vero quello che diceva
prima il mio Capogruppo, Antonello Cracolici, che la vera novità di
questa legge è dare una suddivisione al nostro territorio in ambiti
idrografici perché forse il modello che è stato utilizzato non ha
funzionato per mille motivi, io non credo che si possano prevedere
dentro questi cinque ambiti mille multigestioni e mille subambiti
direttamente autorizzati, tra l'altro, dai singoli comuni che
decidono di unirsi fra di loro e la delibera viene fatta dentro
l'ATO dell'ambito.
Quindi mi assocerò agli emendamenti dei commi soppressivi perché
ritengo veramente che la gestione multipla dell'acqua non sia un
bene per la Sicilia proprio perché abbiamo detto innanzitutto che
si deve andare verso una tariffa unica e abbiamo detto appunto di
dare efficienza, economicità al servizio idrico integrato e questo
non sarà possibile perché quando si dovranno fare gli investimenti
sui depuratori, sulle reti fognarie, su tutti gli investimenti che
si devono fare in Sicilia non si può fare questo spezzettando il
nostro territorio, forse perché qualcuno ha l'interesse di gestire
piccole situazioni.
Allora, iniziamo a volare alto in quest'Aula. Iniziamo a capire
che una gestione un po' più grande, che forse non viene controllata
da qualcuno può avere un'efficienza migliore.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
accomuno alle valutazioni fatte dall'onorevole Cracolici. Volevo
soltanto, e sono certo di trovare terreno fertile, invitare il
Governo a rivalutare il comma 4 perché che senso ha scrivere per
legge che le Assemblee territoriali idriche prevedono adeguate
modifiche alle condutture idriche di adduzione in acciaio per
dotarle di impianti di protezione catodica ?
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Barbagallo quale relatore e
all'assessore Contrafatto, poiché si è svolto un dibattito
complessivo su tutti gli articoli, alcuni colleghi hanno posto
delle questioni, vediamo di rispondere, ove possibile, soprattutto
sul numero degli ATO, la coincidenza con i bacini idrografici o con
le ex province, fondamentale. Cioè cerchiamo di dare risposte e
anche riferimenti alla questione dei subambiti.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a
proposito della questione che mi è stata appena sollecitata io
volevo evidenziare che la Corte Costituzionale in una sentenza che
faceva riferimento a una impugnativa della Regione Liguria ha
statuito in modo chiaro che la perimetrazione degli ambiti
territoriali ottimali deve avvenire alla luce di criteri
idrografici o idrogeografici, cioè di natura oggettiva e tecnica.
Non possono essere seguite logiche di natura amministrativa per
perimetrare gli ambiti territoriali ottimali.
Questa riflessione, che è una riflessione oggettiva, comporta la
eliminazione del comma 5 perché se il ragionamento è oggettivo, di
natura tecnica con dei criteri idrografici, non ha senso che venga
data la possibilità ad un comune di spostarsi. Non posso parlare,
Presidente.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusate, ho altre richieste di intervento, avevo
disciplinato gli interventi: chiuderanno il relatore e l'Assessore
su tutte le richieste che sono state fatte e così passeremo ad un
voto consapevole.
Invito i colleghi a prendere posto perché sta parlando il relatore
e dovrebbe dare delle risposte a ciascuno di noi. Onorevole
Vinciullo e onorevole D'Asero prendete posto, cortesemente. Non si
riesce a parlare c'è una distrazione generale.
BARBAGALLO, relatore. E' un criterio oggettivo e di natura tecnica
per cui non dovrebbe essere consentito al singolo comune di
spostarsi da un ambito ad un altro.
Quindi, è opportuna l'eliminazione del comma 5. La scelta tra 5,
6, 7, 8 o 9 ambiti, a giudizio della Commissione, spetta all'Aula.
Sarà l'Aula a decidere, alla luce del criterio tecnico. Non c'entra
nulla l'aspetto amministrativo. E' un criterio di natura
idrogeografica.
A proposito della riflessione che ha fatto l'onorevole Falcone sul
comma 4, la Commissione condivide, c'è un emendamento presentato, a
firma dell'onorevole Falcone, il 5.28, che potrebbe risolvere
questo aspetto della protezione catodica.
Con riferimento poi alla lettera i), dovrebbe essere precluso, una
volta che è stato soppresso l'articolo 3, la lettera i) del comma
3, dovrebbe essere in automatico anch'essa eliminata.
Infine, la riflessione dei sub ambiti. Nei lavori che abbiamo
svolto in Commissione la perimetrazione di alcuni sub ambiti
all'interno degli ambiti territoriali ottimali, si rivela
necessaria.
Per ragione geografiche penso ai comuni che hanno un'altitudine
particolare, guardo l'onorevole Grasso, alle zone del messinesi,
alle zone delle valli, è oggettivo. Ai comuni, anche ai nostri ci
sono dei sub ambiti naturali, alle isole, alle isole minori,
quindi, ci sono delle condizioni oggettive per cui la previsione
dei sub ambiti è naturale. Prevedere sin da adesso con legge quanti
devono essere e quanti non devono essere, mi sembra francamente
esagerato.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, se non ho compreso male ha dato
un'indicazione della coincidenza con i bacini idrografici, quindi
con 5. Però, poi ha detto è l'Aula a decidere.
BARBAGALLO, relatore. L'onorevole Cracolici ha fatto riferimento
ad un dato oggettivo che è quello della legge Galli sui 5. Però,
voglio dire, fermo restando, 6, 7, 8 o 9 bacini idrogeografici, è
consentita la possibilità che sia una perimetrazione di natura
tecnica geografica. Nella legge Galli era 5.
GRASSO. E' il Governo che deve stabilire i confini dei bacini
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ci siamo disciplinati, non c'è
bisogno di intervenire.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, grazie per le
sollecitazioni anche di questa sera. Sapete tutti che questa legge
esce dalla Commissione ed è stata poi sottoposta al vaglio della
Commissione bilancio.
In sede di IV Commissione ho espresso le mie perplessità che ho
ribadito e sintetizzato ai giornalisti che ieri mattina hanno
chiesto la mia opinione personale, però, l'Aula sa perfettamente
che ieri sera, a margine della seduta, ho espresso quale era il mio
pensiero e quello del Governo, cioè avere finalmente una legge
regionale sull'acqua che potesse coniugare le esigenze dei
siciliani con le norme nazionali.
E credo che la sintesi si sia raggiunta e, come sempre, l'Aula,
l'Assemblea ha dimostrato di sapere perfettamente essere sovrana
nella legge, perché tutti gli emendamenti che sono stati presentati
e tra questi alcuni, in particolare, riconducono ad unità e,
soprattutto, sono l'espressione di questa sintesi.
Con riferimento al numero degli ambiti ho detto che è necessario
che sia l'Assemblea, che sia il legislatore a stabilire qual è il
numero, per cui l'originaria formulazione che rinviava
all'Assessore regionale decidere il numero degli ambiti non era una
norma costituzionalmente orientata e orientata a quello che è il
quadro nazionale.
E' l'Assemblea che deve dire quanti sono gli ambiti e
nell'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici che ne
individua cinque e li fa coincidere con i bacini idrografici, credo
che ci sia la perfetta sintesi tra quelle che sono le esigenze del
Governo nazionale e le esigenze dei siciliani.
Qual è l'esigenza del Governo nazionale? Che la Sicilia si doti di
un certo numero di ambiti, che questi ambiti abbiano un Governo e
che questo Governo sia il destinatario delle somme che la comunità
europea dà alla Sicilia per poter migliorare e ricostruire le sue
infrastrutture in tema di acqua.
Ritengo, quindi, che cinque sia un numero assolutamente congruo e
poi sarà l'Assemblea che deciderà se i confini di questi cinque
ambiti debbano coincidere con i bacini idrografici, oppure se un
atto amministrativo, sia esso demandato all'Assessore o al
Presidente della Regione definisca materialmente quelli che sono i
limiti.
Credo di essere stata sufficientemente chiara su quelli che sono i
principali punti e nodi di domande e di dubbi che sono stati
sollevati oggi.
CROCETTA. presidente della Regione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CROCETTA. presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, brevissimamente in aggiunta a quanto diceva l'Assessore e
il relatore del disegno di legge.
Non è che la definizione da cinque a nove è un problema solo di
astratta democrazia; qui c'è una logica che viene indicata dal
presentatore dell'emendamento, che è l'onorevole Cracolici, che
dice la leghiamo alle effettive risorse idriche. Quindi, questo che
significa? Che noi non possiamo più avere ambiti che non hanno
acqua come avviene attualmente, per cui i bacini idrografici sono
una cosa, la gestione dell'acqua è altra cosa.
E vi rappresento che tutto questo non è materia che non crea
problemi.
Io, quando ero sindaco di Gela, Gela come bacino idrografico
faceva parte dello stesso bacino di Ragusa, però, quando chiedevamo
l'acqua che doveva venire dallo stesso bacino idrografico c'era il
sindaco, Ciccio Aiello, che si faceva trovare con la fascia
tricolore davanti ai pozzi per non attingere al pozzo che dava
l'acqua a Gela.
Ora, definire, quindi, le autorità d'ambito collegate
all'effettivo possesso delle risorse idriche, non è questione di
democrazia e basta, è una questione di razionalità.
Voglio precisare - ma solo come breve cenno - che all'articolo 6,
il comma 4 è molto chiaro, anche, sulla questione. Dice: Al fine
di salvaguardare le forme e le capacità gestionali esistenti, i
comuni possono provvedere alla gestione in forma diretta e pubblica
del servizio idrico, in forma associata anche ai sensi
dell'articolo 30.- eccetera - ...attraverso la costituzione di sub
ambiti, composti da più Comuni facenti parte dello stesso ambito
territoriale ottimale, che possano provvedere alla gestione
unitaria del servizio .
Quindi, diciamo che all'articolo 6 si disciplina, anche, la
costituzione di sub ambiti che possono regolamentare tutta la
materia.
FALCONE. Scusi, Presidente, posso dire una cosa? Chiedo di parlare
per una precisazione tecnica.
ALLORO. E' molto utile.
PRESIDENTE. Ma che vuol dire che è molto utile? Scusate, io ho
l'onorevole Grasso che mi ha chiesto di intervenire e le ho detto
di no. Scusate Ma non esiste, onorevole Falcone. Ora dirà, magari,
che strozzo il dibattito, ma non è questo il ragionamento. Quando
noi siamo chiamati a votare, perché c'è l'incertezza sul concetto
di bacino idrografico, il discorso dei cinque fa riferimento, se
non ho capito male, onorevole Cracolici, ad un vecchio studio che
era quello di base. Poi c'è stata un'evoluzione su questo tipo di
ragionamento. Forse sono diventati di più. Noi, in questo momento,
stiamo fissando il numero di cinque.
DI MAURO. C'è il mio emendamento, il 5.3
PRESIDENTE. Il numero di cinque deve dare la possibilità
all'assessore, ma l'assessore deve dare la possibilità all'Aula di
votare con cognizione, di definire l'attuale bacino idrografico.
CRACOLICI. Ma lo vogliamo chiamare il dirigente dell'acqua e dei
rifiuti Armenio. Dov'è?
Noi abbiamo bisogno del supporto tecnico
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.44, è ripresa alle ore 21.47)
La seduta è ripresa.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, sto intervenendo semplicemente - se
i colleghi hanno la bontà e la cortesia di ascoltarmi - perché
ritengo che sia opportuno per le ragioni che diceva l'onorevole
Cracolici nel suo intervento... Onorevole Cracolici, avrei bisogno
della sua attenzione. Noi abbiamo uno studio all'inizio del 2000
che dava in cinque distretti idrografici l'Isola, tant'è che la
prima formulazione degli ambito - siamo nel 1999, governo
Capodicasa - viene fatta su cinque ambiti idrografici
PRESIDENTE. E' importante questo passaggio perché almeno rimane
agli atti se votiamo i cinque ambiti
PANEPINTO. Dopodiché per ragioni politiche venne stabilito
successivamente, con il governo Cuffaro, che gli ambiti
coincidessero con le province. Ad oggi, nel piano regolatore delle
acque, vengono indicati, con questo studio, in cinque distretti
idrografici.
Io pregherei l'Assessore di assumere su di sé, per evitare di
portare questo Parlamento che deve legiferare ma, ad oggi,
chiaramente, ha necessità che ci sia una perimetrazione puntuale
dei distretti idrografici, che non sono i centodue che sento dire
qua in giro, sono ben altra cosa.
Io proporrei di mantenere la formula iniziale del testo, che
stabilisce da cinque a nove, aggiungendo secondo caratteristiche
idrografiche che saranno stabilite dall'Assessorato , anche perché,
Assessore, qual è l'altra questione? Se oggi noi stabiliamo 5 e non
coincidono con quello che è un perimetro geopolitico, rischiamo di
creare ancora confusione. Per cui, stando a quello che lei ha
detto, Assessore, quello che ha detto il Presidente della Regione,
noi dobbiamo dire che andiamo da 5 a 9 secondo caratteristiche
idrografiche dei bacini.
Signor Presidente, a meno che passiamo all'articolo 6 e il 5 lo
accantoniamo in attesa di avere delucidazioni.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, io
proporrei di accantonare l'articolo, passare all'altro e, nel
frattempo, definire la questione degli ambiti, dei bacini. Va bene?
PRESIDENTE. Siccome ogni parlamentare si sta rivolgendo a me per
capire i tempi, io a ciascuno ho espresso quale era l'idea, così lo
sappiamo tutti, perché se iniziamo ad accantonare... L'idea era di
completare la legge perché i punti nodali erano gli articoli 5 e 6.
Questo è il discorso, per cui io mi auguro che, prima della
chiusura, sostanzialmente, di questo disegno di legge possano
arrivare queste determinazioni. Altrimenti saremo costretti a
rinviare alla prossima settimana.
Sto dicendo di andare avanti. Ci sono una serie di esigenze
domani, si doveva fare di mattina, l'abbiamo posticipata al
pomeriggio. Ho sentito le indicazioni di tutti. Questo era il
discorso, mi era stato detto martedì perché martedì si voleva fare
una discussione serrata sulla questione del rendiconto che non è
secondario e poi approvare mercoledì mattina la legge sul bollo
auto.
Per rispondere al discorso del Presidente Crocetta che dice di
accantonare, se non arriva questa benedetta definizione dei cinque
ambiti idrografici, è inutile che andiamo avanti.
SUDANO. Questa è la parte più importante della legge
PRESIDENTE. Lo dice a me che è da stamattina che inseguiamo questi
5 ambiti a cosa coincidono
Scusate, ho interloquito con l'Assessore, facciamo intervenire
l'Assessore che poi è quella che conta perché deve prendere
determinati impegni.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, scusate, quello che
mi premeva sottolineare è che il numero di cinque bacini nasce da
uno studio che è stato fatto in assessorato, come esiste un altro
studio che ne prevedeva tre. Ora, è scelta politica dell'Assemblea
preferirne tre o cinque, fermo restando che l'Assessore può essere,
sempre dall'Assemblea, con legge, delegato a stabilirne la
perimetrazione. Ma che siano tre o che siano cinque lo deve
decidere l'Assemblea.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io non sono intervenuto sull'articolo
5, quindi, chiedo di avere la possibilità di intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, le ho dato la parola proprio per
questo, difatti ne ho dato facoltà a lei e all'onorevole Lombardo
che non siete intervenuti.
ASSENZA. Sono rimasto veramente stupito dall'ultima affermazione
dell'assessore.
Noi stiamo adottando - e su questo credo che siamo tutti d'accordo
- un criterio tecnico, dicendo che questi ambiti territoriali
ottimali devono coincidere con i bacini idrografici e viene
l'assessore a dirci che è una scelta politica dell'Assemblea Ma
con che lingua stiamo parlando assessore?
O è un criterio tecnico, e gli ambiti devono coincidere con i
bacini idrografici; o è una scelta politica, e allora io che sono
del comprensorio di Ragusa, chiedo che alla mia ex provincia venga
garantito un ambito territoriale ottimale.
Siccome stiamo cercando di fare una legge meno peggio e meno
approssimata di quanto sembrava all'inizio e stiamo tutti
condividendo il criterio della coincidenza con i bacini idrografici
esistenti, io mi ero permesso di inserire un emendamento, che è il
5.22, che elevava questo riferimento dei numeri al lotto da cinque
a ventinove.
Noi dobbiamo stabilire il principio: il numero coincidente con i
bacini idrografici, nel rispetto della sostenibilità economica e
finanziaria; senza indicare né cinque, né nove, né dieci Non mi si
venga a dire che la Corte Costituzionale preveda un numero ben
determinato di bacini idrografici, perché la Corte Costituzionale
ha dettato solo il criterio.
Quindi, io credo che, attraverso questo emendamento, il problema
possa essere risolto.
Siccome mi ha dato la parola volevo ultimare il mio intervento
dicendo che l'abrogazione dell'articolo 3, poc'anzi deliberata
dall'Assemblea, comporta automaticamente l'accoglimento
dell'emendamento che avevo proposto per l'abrogazione della lettera
i) dell'articolo 3, come quel riferimento
BARBAGALLO, relatore. Che numero è l'emendamento?
ASSENZA. L'emendamento di abrogazione è il 5.22; l'altro è il
5.20.
Sul discorso della revisione degli impianti, per dotarli di
impianti di protezione catodica, credo che siamo intervenuti già
diverse volte; però, non parliamo nuovamente di scelta politica,
perché allora ripartiamo da zero.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mentre si cerca la soluzione, e la
notte forse porta consiglio, ci sarebbe l'idea di rinviare a domani
mattina alle 9.00 e chiudere improrogabilmente entro le ore 12.00.
Onorevole Trizzino, mi scusi, avete trovato la soluzione?
FIGUCCIA. Domani alle ore 10.00
PRESIDENTE. Proprio lei ha problema di venire domattina alle ore
9.00 onorevole Figuccia.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Abbiamo trovato la
sintesi sull'articolo 5, comma 1 è sostituito, ho bisogno di un
chiarimento, l'onorevole Panepinto ha presentato adesso un
documento che individuerebbe in 7 i bacini, fino a questo momento
stavamo discutendo di un emendamento che è quello di Cracolici che
ne individuava 5 sulla base della perimetrazione che si faceva alla
legge Galli, questo diventa determinante per potere approvare
l'articolo perché poi sugli altri emendamenti ci siamo capiti e
abbiamo trovato la quadra, ma su questo 5 o 7 è l'assessore che
deve darci delucidazioni perché un elemento tecnico.
PRESIDENTE. E' questa la soluzione onorevole Trizzino.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Ma la soluzione l'abbiamo
trovata, ma se arriva la norma che il documento dice che sono 7.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il dibattito sull'articolo 5 si è
svolto, quindi domani non ripartiamo con il dibattito, ripartiamo
mi auguro, però mi segua, onorevole Panepinto, noi domani
ripartiamo con l'articolo 5 nella considerazione che il dibattito
si è svolto, e ripartiamo mi auguro con una dichiarazione
dell'assessore Contrafatto che dica 5, 7 o 3 sulla base di una
perimetrazione che già era stata definito con l'atto x o y è chiaro
il ragionamento, magari che potrà essere rivisto successivamente,
aggiornato, quello che sarà, per passare successivamente
all'articolo 6, avendo definito alcune questioni e mi auguro di
potere chiudere però entro le ore 12.00, se non si dovesse chiudere
entro le ore 12.00 dovremmo rinviare l'Aula a martedì e sarebbe
obiettivamente oltremodo ingiusto nei confronti di tutti,
considerato che siamo alla fine perché martedì la dovremmo dedicare
la giornata alla questione del rendiconto.
Possiamo pure andare a martedì ma sarebbe opportuno che ci
soffermassimo sull'approvazione del rendiconto 2014 sull'audizione
che c'è stata del dott. Graffeo il Presidente della Corte dei
Conti e fare un ragionamento su quello che sarà la finanziaria che
dovrà presentare il Governo per il 2016. Pertanto, onorevoli
colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 6 agosto 2015,
alle ore 09.00, con il seguente ordine del giorno:
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102-
106-158/A) (Seguito)
Relatore: on. Barbagallo
2) - Tassa automobilistica regionale . (n. 1025/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
3) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 . (n. 1037/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
La seduta è tolta alle ore 22.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio