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Resoconto d'Aula della Seduta n. 265 di mercoledì 05 agosto 2015
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   dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                   La seduta è aperta alle ore 16.22

    Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della rinuncia
    dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  I  punto  all'ordine   del   giorno:
  Attribuzione  del  seggio resosi vacante a seguito  della  rinuncia
  dell'onorevole Davide Faraone alla carica di deputato regionale.
   Comunico che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi  vacante
  a seguito della rinuncia alla carica di deputato regionale dell'on.
  Davide  Faraone - di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta  n.
  261  del  29 luglio 2015 - deputato proclamato eletto nel  collegio
  circoscrizionale  di  Palermo  (per  la  lista  n.  3   avente   la
  denominazione   Partito  Democratico -  Crocetta  Presidente ),  la
  Commissione  per  la  verifica dei poteri, ai sensi  del  combinato
  disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto della Regione  e
  della  sezione IV del Capo V del Titolo II del Regolamento  interno
  dell'Assemblea, nella riunione tenutasi il 5 agosto 2015, dopo aver
  proceduto  ai necessari accertamenti, ha deliberato, all'unanimità,
  ai  sensi dell'articolo 60 della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29   e  successive  modifiche  ed  integrazioni  (legge  elettorale
  siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante dall'onorevole
  Faraone  al  candidato Francesco Riggio, che, primo dei non  eletti
  della medesima lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale
  in  cui era stato eletto l'on. Faraone, segue immediatamente -  con
  voti 6.930 - l'ultimo dei proclamati eletti, on. Faraone.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato Francesco Riggio, salva la sussistenza  di
  motivi  di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                  (L'onorevole Riggio entra in Aula)

   Poiché l'onorevole Riggio è presente in Aula, lo invito a prestare
  il giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

   (L'onorevole Riggio pronuncia a voce alta le parole:  Lo giuro )

   Dichiaro  immesso l'onorevole Francesco Riggio nelle  funzioni  di
  deputato all'Assemblea regionale siciliana.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica:

   N.  2314  - Notizie in ordine alle modalità di assegnazione  degli
  incarichi dirigenziali nell'Amministrazione regionale.
   Firmatari:Clemente Roberto Saverio
   -  Con  nota  prot n. 3607/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e  la
  funzione pubblica.

   -da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana:

   N.  2532  -  Chiarimenti  in  merito allo  stanziamento  di  somme
  adeguate  relativamente al capitolo di spesa 376530 'Spese  per  il
  funzionamento  delle  Soprintendenze  per  i  beni   culturali   ed
  ambientali,  le  biblioteche  e  i  centri  regionali  e  i  parchi
  culturali'.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano.

   N.  2601 - Chiarimenti in merito ai lavori eseguiti nella frazione
  di   Acquedolci  (ME)  'Marina  Vecchia',  aventi  ad  oggetto   la
  demolizione dell'antico fabbricato denominato 'Fondaco'.
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi   Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;   Siragusa
  Salvatore.
   -  Con  nota  prot. 29753/IN.16 del 18 giugno 2014, il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali e l'identità siciliana.

   -da parte dell'Assessore alla Salute:

   N. 1448 - Chiarimenti circa gli incrementi di spesa al capitolo di
  bilancio relativo al servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia.
   Firmatari:Falcone Marco
   -  Con  nota prot. 31612 del 11/04/2014 l'Assessore per la salute,
  ai  sensi dell' art. 140, comma 5, Reg. int. ARS, ha anticipato  il
  testo  scritto della risposta. - Con nota prot. n. 36736/IN.16  del
  31  luglio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
  regionale per la salute.

   N.  2231  -  Chiarimenti sulla presunta disfunzione  degli  uffici
  amministrativi dell'ASP 8 di Siracusa.
   Firmatari:Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.
             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  in  materia  di tutela del reddito della  categoria  dei
  Tutors  assegnati ai piani di inserimento professionale - Emergenza
  Palermo. (n. 1038)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cascio F.  e
  Greco M. in data 31 luglio 2015.

   -  Norme per la promozione di start up e spin off, per il rilancio
  del  sistema  produttivo dell'isola e dello  sviluppo  locale.  (n.
  1039)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Panepinto,
  Cracolici,  Alloro,  Arancio,  Cirone,  Maggio,  Milazzo,  Raia   e
  Panarello in data 31 luglio 2015.

   - Norme in materia di ittiturismo e pescaturismo. (n. 1040)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 31 luglio 2015.

   - Obbligo di monitoraggio in materia di gestione e prevenzione del
  rischio idrogeologico. (n. 1041)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo, Tamajo, Greco Marcello, Cimino e Di Giacinto in  data  31
  luglio 2015.

   - Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 1042)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Alloro  e
  Arancio in data 31 luglio 2015.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Legge speciale per la rinascita della città di Augusta. (n. 995)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 luglio 2015.
   PARERE IV.

   - Avvocatura regionale. (n. 1000)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 luglio 2015.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Cooperative  di abitazione, passaggio in proprietà  delle  aree
  concesse in diritto di superficie. (n. 1005)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 luglio 2015.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 181 del 21 luglio 2015 relativa a:  P.O. FESR  Sicilia
  2014/2020 - Avanzamento negoziato .

   La  predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo  50
  comma  3  della  legge  regionale n.  9/2009  alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Consiglio dei Ministri,
  in   data   14   luglio  2015,  ha  proposto  ricorso  alla   Corte
  costituzionale per la dichiarazione di illegittimità costituzionale
  dell'articolo  5,  commi  1  e  2, e  dell'articolo  31,  anche  in
  relazione  a quanto disposto nell'allegato 2, della legge regionale
  7  maggio 2015, n. 9  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno  2015.  Legge di stabilità regionale , per violazione  degli
  articoli 81, quarto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2761 - Chiarimenti sul mancato pagamento ai docenti dell'IPSIA
  di Siracusa per l'attività svolta per la formazione ed integrazione
  per i detenuti della casa circondariale di Augusta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2762  -  Notizie sulla presunta incompatibilità in riferimento
  alla  nomina  ad assessore della Giunta municipale di un  familiare
  del Sindaco di Capaci.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Figuccia Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 2757  -  Chiarimenti  sui  contratti  di  locazione immobiliare
  stipulati dalle società partecipate regionali.
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Barbagallo Anthony Emanuele
   N.  2759 - Urgenti iniziative a livello centrale per potenziare  i
  controlli  e la sicurezza nel territorio siciliano contro eventuali
  atti di terrorismo.
   - Presidente Regione
   Falcone   Marco;   Assenza  Giorgio;  Figuccia  Vincenzo;   Grasso
  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  313  -  Notizie sulla paventata decurtazione delle prestazioni
  specialistiche presso il poliambulatorio di Ramacca (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  314  -  Approvazione del 'Piano di gestione per  la  pesca  ai
  piccoli  pelagici  con  le  reti  a  circuizione  della  flottiglia
  siciliana'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana Valentina

   N.  315 - Verifica sulle procedure poste in essere dall'Ato idrico
  di  Agrigento e dal gestore del S.S.I. Girgenti Acque s.p.a.  nella
  determinazione tariffaria e nell'aggiornamento del PEF relativi  ai
  bienni 2012/2013 e 2014/2015.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N. 316 - Chiarimenti sulle procedure adottate dall'amministrazione
  comunale  di  Pollina  durante la campagna  elettorale  svoltasi  a
  maggio 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N.   470   -   Promovimento   della   questione   di   legittimità
  costituzionale  in via principale avverso la legge statale  n.  107
  c.d. legge sulla 'Buona scuola'.
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 3/08/15

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

        Richiesta di svolgimento con urgenza di interrogazione

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  Segretario  a   dare   lettura
  dell'interrogazione  con richiesta di risposta  in  Commissione  n.
  3258,  per  la quale il presentatore, on. Giuffrida, ha chiesto  lo
  svolgimento  urgente che questa Presidenza ha  accordato  ai  sensi
  dell'art. 143 del Regolamento interno dell'Assemblea.

   BARBAGALLO, segretario:

   N.   3258   -   Interventi  per  assicurare  la  piena  fruibilità
  dell'intera area dell' Etna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Giuffrida Salvatore

   PRESIDENTE.  L'interrogazione  ora annunziata  sarà  trasmessa  al
  Governo ed alla competente Commissione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   -Dina e Papale per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta in attesa che arrivino  in
  Aula  il  Presidente  della Regione e l'Assessore  Contrafatto.  La
  seduta riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 17.00)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   La seduta è ripresa.

   di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




     Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina in
          materia di risorse idriche» (455-125-102-106-158/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Disciplina in materia di risorse idriche» (455-125-102-106-
  158/A)

    Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                          Principi e Finalità

   1.  La  Regione,  ai  sensi dell'articolo 14,  lettera  i),  dello
  Statuto,   considera   l'acqua  come  bene  comune   pubblico   non
  assoggettabile a finalità lucrative quale patrimonio  da  tutelare,
  in  quanto  risorsa pubblica limitata, essenziale ed insostituibile
  per la vita e per la comunità, di alto valore ambientale, culturale
  e  sociale.  Considera  altresì che la  disponibilità  e  l'accesso
  all'acqua  potabile ed all'acqua necessaria per il  soddisfacimento
  dei  bisogni collettivi costituiscono un diritto umano, individuale
  e  collettivo, non assoggettabile a ragioni di mercato,  così  come
  sancito  dalla Risoluzione n. 64 approvata dall'Assemblea  generale
  dell'ONU il 28 luglio 2010.

   2.  La  presente  legge  si  prefigge l'obiettivo  di  definire  i
  principi  per la tutela, il governo pubblico e partecipativo  della
  gestione    delle    acque,   il   conseguimento    dell'equilibrio
  idrogeologico del suolo contrastando il rischio frane ed  alluvioni
  nonché  il  processo di desertificazione, in grado di garantire  un
  uso   della   risorsa  rispettoso  dei  criteri  di  sostenibilità,
  solidarietà,  trasparenza, equità sociale ed efficacia.  Disciplina
  altresì  funzioni  e  compiti  per il governo  pubblico  del  ciclo
  integrato  dell'acqua sotto il profilo quantitativo e  qualitativo,
  tenendo  conto  prioritariamente della salvaguardia dei  diritti  e
  delle aspettative delle generazioni future, promuovendo:

   a)  l'uso  responsabile  e sostenibile della  risorsa  idrica,  in
  quanto  bene  comune pubblico essenziale ed insostituibile  per  la
  vita  e per la comunità, secondo criteri di efficacia, trasparenza,
  equità  sociale e solidarietà e con l'obiettivo di salvaguardare  i
  diritti  delle  future generazioni e l'integrità e  la  tutela  del
  patrimonio ambientale;

   b)   le   azioni  necessarie  per  tutelare  le  acque   destinate
  prioritariamente al consumo umano, successivamente all'uso agricolo
  ed  infine agli altri usi, garantendo, quale esigenza fondamentale,
  nei  bacini idrografici di competenza, il deflusso necessario  alla
  vita   negli  alvei  a  salvaguardia  permanente  degli  ecosistemi
  interessati;

   c) la gestione pubblica dei beni del demanio idrico senza finalità
  lucrative.   Gli   acquedotti,  le  fognature,  gli   impianti   di
  depurazione  e  le  altre  infrastrutture e dotazioni  patrimoniali
  afferenti  al servizio idrico integrato costituiscono  il  capitale
  tecnico  necessario  e  indispensabile per  lo  svolgimento  di  un
  pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali;

   d)  il  miglioramento della qualità delle acque, sotto il  profilo
  igienico-sanitario e nel rispetto degli obiettivi relativi al buono
  stato   ecologico  delle  acque,  in  linea  con  il   "Piano   per
  la  salvaguardia  delle risorse idriche europee" della  Commissione
  europea,  attraverso  la prevenzione e la progressiva  eliminazione
  delle  cause  di  inquinamento e la realizzazione  di  un  efficace
  sistema di trattamento delle acque reflue e del riciclo delle acque
  utilizzate;

   e)  il  raggiungimento degli obiettivi di qualità sulla base della
  programmazione  della  gestione delle fonti puntuali  e  diffuse  e
  degli usi delle acque;

   f)  l'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana,
  di  un quantitativo minimo vitale, pari a 50 litri per persona  per
  tutti i residenti della Regione;

   g) l'introduzione, al fine di favorire lo sviluppo di politiche di
  utilizzo  della  risorsa nel rispetto dei principi  di  efficienza,
  razionalità  e  corretto uso dell'acqua, di tecnologie  sostenibili
  nella  gestione  dei  servizi idrici integrati e  degli  acquedotti
  irrigui;

   h)  la progressiva sostituzione dell'uso dell'energia elettrica di
  rete per gli impianti inerenti alla gestione idrica, dall'adduzione
  alla depurazione, con impianti di produzione d'energia rinnovabile.

   3.   La  presente  legge  favorisce  lo  sviluppo  di  un  sistema
  finalizzato  al  conseguimento  dell'equilibrio  idrogeologico  del
  suolo  e  al  contrasto del rischio frane e alluvioni,  nonché  del
  processo di desertificazione, promuovendo:

   a) la prevenzione del rischio idrogeologico e di frana garantendo,
  prioritariamente,   la   sicurezza  delle   popolazioni   e   delle
  infrastrutture;

   b)  la  difesa  e  la  regolazione dei corsi d'acqua,  delle  aree
  limitrofe, delle zone umide e lacustri;

   c) la difesa e il consolidamento dei versanti delle aree instabili
  e dei litorali;

   d)  la  realizzazione, la manutenzione, la gestione e il  recupero
  delle infrastrutture idrauliche e degli impianti;

   e) l'attività di recupero delle acque meteoriche;

   f)  la  progressiva  sostituzione degli  impianti  di  depurazione
  convenzionali  con impianti per il trattamento, il  recupero  e  il
  riutilizzo  delle  acque  grigie e nere,  secondo  le  disposizioni
  contenute  nell'articolo 12, comma 1, della  Direttiva  europea  n.
  271/91 e del Decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela  del
  territorio  n. 185/2003, integrati, ove possibile, con  sistemi  di
  fitodepurazione;

   g)  la  realizzazione di interventi a difesa degli abitati e delle
  strutture   esistenti  che  tengano  conto  delle   condizioni   di
  naturalità  dei  fiumi, della riqualificazione dei  corsi  d'acqua,
  privilegiando  tecniche di ingegneria naturalistica nell'ottica  di
  un progressivo miglioramento ecologico del sistema;

   h)  la  realizzazione  di un unico Sistema  informativo  regionale
  accessibile  on line costituito dall'insieme delle banche  dati  ed
  informazioni, anche georiferite, in materia di tutela delle acque e
  del   territorio,   rischio  frane  ed   alluvioni,   processo   di
  desertificazione,  servizio idrico integrato dell'intero  distretto
  idrografico della Sicilia.

   4.  La  Regione,  nel  rispetto  dei  principi  di  sussidiarietà,
  differenziazione ed adeguatezza, procede a riattribuire, secondo le
  modalità  di  cui  all'articolo  5, le  funzioni  esercitate  dalle
  Autorità  di ambito territoriale ottimale già esercitate  ai  sensi
  dell'articolo 148 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. La
  riorganizzazione del servizio idrico integrato è attuata al fine di
  garantire  la  qualità, l'efficienza, l'efficacia, la  trasparenza,
  l'equità  sociale  e  la solidarietà nonché l'omogeneizzazione  dei
  livelli   del   servizio  e  della  relativa  tariffa,   anche   in
  applicazione dei decreti del Presidente della Repubblica nn. 113  e
  116 del 18 luglio 2011.

   5.  La  Regione promuove la gestione pubblica del servizio  idrico
  integrato  nelle forme consentite dal vigente ordinamento giuridico
  europeo che, ai sensi degli articoli 106,   2 e 14 del Trattato sul
  funzionamento  dell'Unione Europea, nonché dell'articolo  36  della
  Carta   dei   diritti  fondamentali  dell'Unione  Europea,   è   da
  considerarsi un servizio pubblico locale di interesse generale.

   6.  La  Regione  avvia la progressiva definizione  di  un  sistema
  tariffario unitario».

   Comunico   che  è  stato  presentato  un  emendamento  soppressivo
  dell'onorevole Cordaro. Lo mantiene onorevole Cordaro?

   CORDARO. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.18. La invito al ritiro.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Specifico che l'emendamento 1.18, siccome rinvia ad un
  regolamento, non può essere disposto con regolamento ed affidamento
  del servizio. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cordaro.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento 1.18 non fa altro che riferirsi alla legge  nazionale
  che  è  quella  che  nella nostra impostazione dovrebbe  essere  il
  vademecum,  il  fil rouge che lega i vari articoli  della  presente
  legge.
   Il riferimento al Regolamento  poi, essendo distinta in due commi,
  può  ben essere superato facendo riferimento solo al primo comma  -
  questo  è  il mio parere - e comunque prendo atto che se  questo  è
  l'orientamento degli uffici, se Lei mi invita a ritirarlo perché la
  condizione contraria sarebbe quella dell'inammissibilità,  io,  mio
  malgrado,  lo ritiro. Abbiamo presentato, però, l'emendamento  1.34
  che   è  l'emendamento  immediatamente  successivo  che,  in  buona
  sostanza,   inviterei   i   colleghi,  soprattutto   quelli   della
  maggioranza, a dare una lettura all'1.34 perché vorrei,  sull'1.34,
  il  parere  dell'assessore Contraffatto e vorrei  anche  l'opinione
  consapevole del capogruppo del PD, perché vede onorevole  Cracolici
  l'emendamento  1.34  non  fa altro che disciplinare  i  servizi  di
  pubblica utilità che, in buona sostanza, sono quelli a cui non  può
  che  ascriversi una legge che deve regolare l'acqua e quindi regola
  -  e  non  sto qui a leggerlo né a citarlo - tutto quello che  deve
  essere  un  percorso  corretto sotto il  profilo  della  disciplina
  normativa   e   sotto   il  profilo  della  tutela   dei   principi
  costituzionali  inviolabili, l'iter di una legge  e  come  potrebbe
  essere   semplicemente  sostituito  l'articolo  1.  Quindi,  signor
  Presidente,   chiedo   che  l'articolo  1,  previo   parere   della
  Commissione e del Governo, venga messo ai voti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'emendamento presentato dall'onorevole Cordaro sia, mi permetto di
  dire,  rispetto  alle  cose indicate in  questo  disegno  di  legge
  all'articolo 1, non solo più consono ma costituzionalmente in linea
  con  quelle  che sono le norme nazionali. L'onorevole Cordaro  cosa
  dice?   Intanto  ribadisce  tre  concetti  che  sono  quelli  della
  efficacia,  dell'efficienza e dell'economicità e  stabilisce  anche
  che  cosa si intende, a proposito di servizio idrico, quando invece
  nel  disegno di legge indicato dal governo, vengono fatte una serie
  di  interpretazioni, vogliamo chiamarle autentiche,  ma  certamente
  indicare  la  dizione  ai sensi dell'articolo 14 della lettera   i'
  dello  Statuto che invece parla solo ed esclusivamente del  termine
   acqua pubblica' che non va confuso con quello che è il servizio  e
  poi   indica,   sempre  in  questo  articolo,   il   termine    non
  assoggettabile a finalità lucrativa quale patrimonio  da  tutelare'
  io  credo  che  nella legislazione nazionale non è  stabilito  cosa
  diversa  rispetto  a  questo termine che viene indicato  in  questo
  disegno di legge.
   Quindi,  invece  di  ripetere cose che sono indicate  nella  norma
  nazionale,  avere  modo di approvare questo  emendamento,  l'  1.34
  dell'onorevole Cordaro, credo che sia una cosa attinente  a  quella
  che deve essere - a nostro parere - l'impostazione e l'evolversi di
  questo disegno di legge.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  approfitto   dell'intervento  sull'articolo  1  e  sull'emendamento
  dell'onorevole  Cordaro  che, come tanti  altri  emendamenti  anche
  presentati  dal  mio gruppo, cercherà di sistemare  un  po'  questa
  norma,   questa  accozzaglia  di  interessi  e  di  proclami   che,
  purtroppo,  ci stiamo accingendo ad approvare, anche perché  questo
  articolo  1 - ce lo possiamo confessare tra di noi deputati  e  fra
  qualche migliaio di Siciliani che ci sta guardando da casa -  è  un
  po'  lo  specchio  di  questa  norma, una  serie  di  tematiche  di
  principio   che  ricordano  fortemente  tutto  fuorché   un   testo
  normativo,  parliamoci chiaro. Ed un po' rappresenta il percorso  e
  l'iter   che  questo  disegno  di  legge  ha  voluto  intraprendere
  dall'inizio, sull'onda un po' di carica demagogica e populistica  e
  che,  poi,  ha  visto,  nel prosieguo dei lavori,  saldarsi  alcuni
  piccoli  interessi, piccoli cabotaggi - in alcuni casi di interesse
  provinciale  ma,  ahimè, molto più spesso  di  carattere  locale  e
  localistico,  se  non  addirittura di piccoli  comuni  delle  varie
  province siciliane.
   E lo dico questo con grande tristezza, Presidente. E lo dico anche
  perché  ieri  c'è stato un dibattito su una questione pregiudiziale
  presentata  da  alcuni  componenti del mio  gruppo,  una  questione
  pregiudiziale  che è stata respinta - per carità, massimo  rispetto
  per il voto dell'Aula - ma le cui questioni sono rimaste integre ed
  intatte  all'interno  dei  bisbigli  e  delle  preoccupazioni   dei
  deputati e dei tecnici di questo Parlamento.
   Oggi    abbiamo    letto   con   grande   interesse   l'intervista
  dell'assessore Contraffatto sul Giornale di Sicilia che,  da  donna
  di   ritto,  ha  continuato  a  reiterare  con  forza,  e  io  dico
  legittimamente  e  dando  forza  al  proprio  ruolo,  i  dubbi   di
  legittimità  costituzionale che in questo comma 1 trovano  il  loro
  paradigma,  dove  si  parla di  non assoggettabilità  con  finalità
  lucrative ,  dove  si parla di  non assoggettabilità  a  regole  di
  mercato   come se fossimo nel periodo medievale e nel  sistema  del
  feudalesimo  oppure  come  se  stessimo  fondando  una   Repubblica
  sovietica o di stampo similare.
   Presidente,  io  veramente richiamo ad  un  minimo  di  serietà  i
  componenti  di  quest'Aula, anche perché i  rilievi  costituzionali
  sono  tutti  sul  tavolo e sono tutti presenti e  non  mi  sembrano
  superati,    anzi    mi   sembrano   corroborati    dall'intervista
  dell'assessore Contraffatto di oggi.
   Ed  ecco, Presidente Ardizzone, concludendo questo mio intervento,
  perché  io  credo che è un azzardo pensare - così  come  mi  dicono
  alcuni colleghi - che alcuni colleghi sono consci dei limiti che la
  norma ha sul piano costituzionale.
   Per  la  verità  anche  alcuni stessi  imprenditori  del  servizio
  idrico, potremmo dire, mi dicono di approvarla e vedere poi come va
  a finire.
   Ma può un legislatore operare senza aver chiaro il riferimento, il
  quadro normativo e, soprattutto, la certezza del diritto per coloro
  i quali dovranno applicare la legge?
   Ebbene, Presidente, questo è un grido d'allarme ma non sono parole
  mie, sono parole pronunciate da un autorevole componente del gruppo
  del  Partito democratico, l'onorevole Cracolici, che appena un mese
  fa   su   una  norma  che  riguardava  la  revisione  delle  regole
  sull'assegnazione   degli   appalti  in   Sicilia,   poneva   delle
  preoccupazioni  sulla garanzia della certezza del diritto  e  sulle
  regole da applicare - in quel caso - sul settore degli appalti.
   Sono le stesse preoccupazioni, se non più forti, se non più forti,
  in    quanto   rafforzate   da   una   consolidata   giurisprudenza
  costituzionale,  si  presentano oggi su questa norma  sul  servizio
  idrico integrato.
   E  allora,  io  non capisco Presidente onestamente, e  noi  questa
  ipocrisia  dovremmo come dire svelarla una volta per tutte,  perché
  il maggiore partito di questa maggioranza ha un comportamento ed un
  atteggiamento  su una norma che ha dei dubbi costituzionali  chiari
  ed  evidenti  - ed io su quella norma votai contrario -  nonostante
  anche in quel caso la medianicità portava ad approvarla in tutti  i
  casi. Perché sono convinto che quella norma verrà, ahimè, impugnata
  e  la Regione soccomberà, perché vi sono degli evidenti profili  di
  illegittimità costituzionale.
   Mentre  su  quest'altra norma, dove appaiono - questo comma  1  è,
  ripeto,  il  paradigma  di  questa  incostituzionalità  -  appaiono
  evidenti queste illegittimità costituzionali, su questo si  tace  e
  si  dice che in questo caso la certezza del diritto ed il passaggio
  ad  un controllo della legislazione da un sistema preventivo ad  un
  sistema successivo, invece, sia come dire da sottovalutare,  o  che
  non meriti particolare attenzione.
   Ebbene  Presidente,  io penso che questa norma vada  attenzionata.
  Ieri, dopo la discussione sulla questione pregiudiziale, anche  lei
  si  è  fatto garante di alcuni accorgimenti che sono necessari  per
  salvaguardare la credibilità di questo Parlamento. Vedo, e mi rendo
  conto  che questi aggiustamenti non sono stati compresi da tutti  i
  componenti di quest'Aula e che non siano nell'animo del Governo.
   Chiedo a lei, Presidente, all'assessore Contraffatto ed al Partito
  Democratico di riflettere seriamente per la credibilità  di  questo
  Parlamento  prima  che  per interessi di parte.  Che  ci  si  fermi
  veramente a ragionare sull'articolo 1, seriamente sull'articolo  5,
  sull'articolo  6  e  sull'articolo 9.  Diversamente  non  so  come,
  diciamo, quale risultato potrà avere questa norma.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi.
  Io sono lieto di vedere l'assessore Contraffatto oggi seduta ancora
  sui  banchi  del  Governo  perché  ho  temuto  che  a  seguito  del
  comunicato stampa del Presidente della Regione di qualche  ora  fa,
  l'assessore Contraffatto potesse oggi non essere in Aula, perché mi
  è  sembrato  fin  troppo evidente - se mi prestasse  un  minimo  di
  attenzione,  l'assessore Contraffatto e l'altro rappresentante  del
  Governo, sarebbe un atto di cortesia e di correttezza istituzionale
  -  ho  temuto che davvero all'interno del Governo ci fossero,  come
  ormai sono certo due impostazioni. Ora, non è assolutamente detto -
  e  questo lo sa anche uno studente di scuola media superiore -  che
  le  questioni  di illegittimità costituzionale non  debbano  essere
  risolte  in  Italia secondo il nostro ordinamento solo dalla  Corte
  Costituzionale.    Però,   non   è   nemmeno   detto,    Presidente
  dell'Assemblea,  che  sia obbligatorio che un Parlamento  promulghi
  delle  norme  anticostituzionali o  illegittime  sotto  il  profilo
  costituzionale. E nessun richiamo all'articolo 14 dello Statuto  ci
  mette  al riparo da tutto ciò, specie quando in quest'Aula, sino  a
  pochi  giorni fa, alla settimana scorsa, abbiamo voluto, anzi avete
  voluto,  promulgare  una  legge che lo  Statuto  siciliano  avrebbe
  potuto  consentire, promulgata in maniera assolutamente diversa,  e
  si  è richiamato l'orientamento e la legislazione nazionale. Adesso
  siamo  invece  nella ipotesi diametralmente opposta  e  cioè  nella
  volontà   espressa   da  alcuni  settori  della  maggioranza,   dal
  Presidente  della  Regione,  ma non  da  altre  parti  del  Governo
  regionale,  di  promulgare una legge che si  sa  essere  largamente
  illegittima sotto il profilo della correttezza costituzionale.
   Io  non  ho  potuto  partecipare al dibattito  di  ieri  sera,  ma
  ovviamente stamattina ne ho riletto il resoconto sommario  e,  devo
  dire,  che  davvero  questa  Assemblea  ha  vissuto  una  sorta  di
  psicodramma  tra posizioni diverse all'interno del  Governo  e  tra
  posizioni diverse all'interno della maggioranza.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea, tutto  si  può  dire.  Ma  chi
  dovesse  leggere  l'articolo  1, se  approvato  stasera  da  questa
  Assemblea,  fra un giorno, fra un mese, fra un anno, fra  cinquanta
  anni avrebbe la sensazione di leggere un manifesto murale, non  una
  norma giuridica.
   Perché   non   si  può,  assolutamente,  scrivere  nel   comma   1
  dell'articolo  1 che l'articolo 14 dello Statuto considera  l'acqua
  come bene. Intanto non la considera, semmai la definisce, ma al  di
  là  delle differenziazioni e dei perfezionismi linguistici,  questa
  non  è  una  norma, questo è un manifesto, questo  è  un  volantino
  propagandistico, questo è qualcosa che non ha assolutamente  nessun
  tipo  di  rilievo  e  di  aggancio  con  una  norma  e  voglio  qui
  specificare  che  chi  parla  in questo  momento,  a  nome  proprio
  personale e a nome del Gruppo parlamentare cui appartiene, è per la
  assoluta   pubblicità  dell'acqua  ed  è  per  l'assoluto  criterio
  pubblico  della  gestione di una risorsa assolutamente  preziosa  e
  universale  come  quella dell'acqua. Però le norme bisogna  saperle
  scrivere. E bisogna renderle compatibili in un quadro ordinamentale
  che è nazionale ed è sopranazionale.
   E per questo, io intervenendo su questo aspetto e per questo punto
  ritengo che sia assolutamente meglio scritto e che sia da approvare
  l'emendamento  che ha prima illustrato l'onorevole  Cordaro  che  è
  interamente  sostitutivo dell'articolo 1, che intanto è  una  norma
  giuridica  che  contiene  la  tecnica che  una  norma  deve  potere
  assicurare  e  che  dal  punto di vista  politico  e  programmatico
  introduce  e  riafferma  il principio della universalità  del  bene
  acqua,  della universalità quindi della prestazione del bene acqua.
  Il  resto  sarebbe  soltanto  un  manifesto,  sarebbe  soltanto  un
  proclama  che si presta, che si presterebbe e che si presterà  alla
  impugnativa da parte del Governo nazionale.
   Allora,  l'atteggiamento  di  chi  ne  parla  in  questo  momento,
  Presidente  dell'Assemblea, Governo, colleghi, è quello di  tentare
  di  migliorare  il percorso normativo, è quello di  contribuire  in
  maniera  assolutamente convinta a depurare il disegno di  legge  di
  tutte quelle parti che non solo non servono perché non disciplinano
  nulla,  ma sono in contrasto con la Carta costituzionale e, quindi,
  licenziare  un  testo di legge che abbia davvero la possibilità  di
  resistere ai vagli successivi.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.34, in quanto  l'onorevole
  Cordaro  ha  rinunciato  all'emendamento  1.18.  Il  parere   della
  Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si  alzi,  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.1 a firma dell'onorevole  Di  Mauro,
  prevede la soppressione del comma 1. Lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione, se gli
  interventi sono contenuti si interviene su ogni emendamento.
  Per  Regolamento bisognerebbe intervenire non più di cinque  minuti
  sull'intero  articolo. Siccome servono a spiegare  il  contenuto  è
  giusto intervenire. Senza aprire dibattiti.

   DI MAURO. Vorrei che l'Assessore, se può nei limiti del lavoro che
  sta facendo in questo momento e se qualche collega non la disturba,
  potesse ascoltarmi.
   Assessore,  credo  che se dobbiamo parlare di una  definizione  su
  cosa  sia  l'acqua, basta collegarsi all'articolo 14  -  o  più  in
  generale  -  ad  una  norma che poi è quella prevista  dalla  legge
  generale  sull'acqua, la 36 del 1994 che all'articolo 1  definisce,
  con esattezza, tutta la questione relativa al tema delle acque.
   Questi  concetti  di  cui  alla legge 36 del  1994  sono  ribaditi
  nell'articolo 144 del decreto legislativo 152/2006.
   Leggo  uno  di questi due che risultano molto similari.  Tutte  le
  acque   superficiali  e  sotterranee,  ancorché  non  trattate   al
  sottosuolo,  sono  pubbliche  e costituiscono  una  risorsa  che  è
  salvaguardata e utilizzata secondo i criteri di solidarietà   e  va
  ancora più avanti.
   Indicare in questo comma 1  ai sensi dell'articolo 14, lettera  e)
  dello  Statuto   credo che sia, Assessore, un'espressione  infelice
  perché  da un termine che è indicato giustamente dallo Statuto  che
  l'acqua  è pubblica per far ricordo a tutti che anche se  si  vuole
  utilizzare l'acqua dei fiumi o si vuole utilizzare l'acqua scavando
  il  proprio  terreno per fare un pozzo - non c'è  dubbio  che  vada
  comunque  chiesta autorizzazione in Sicilia, all'Ufficio del  Genio
  civile.
   Credo che questa dizione vada eliminata e propongo - e ribadisco -
  l'eliminazione di questo comma perché lo ritengo ultroneo  rispetto
  a  quelle  che  sono  le  disposizioni legislative  nazionali,  con
  l'articolo 36, 94 e articolo 1 e ribadisco, successivamente e molto
  recente, con l'articolo 144 del decreto legislativo 156 del 2006.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il  parere  del
  Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.
             (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento sostitutivo 1.5.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, questo comma così formulato mi sembra
  più   consono  rispetto  a  quella  dizione  che  è  interpretativa
  dell'articolo  14 dello Statuto perché così come è formulato  credo
  che rischi di essere impugnato.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.3. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.22, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Falcone.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  è un  emendamento  linguistico  non
  sostanziale.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è indicato nella
  disposizione  legislativa,  accanto al  termine   pubblico',  anche
   comune';  io credo che sia abbastanza chiaro che  pubblico'  è  di
  gran   lunga  superiore  al  termine   comune',  cioè  il   termine
   pubblico' è un termine che è molto comprensivo del significato che
  tutti   quanti  vogliamo  dare  all'acqua,  è  ribadito  da   leggi
  nazionali,  ed  è  ribadito  anche  nell'articolo  dello   Statuto,
  insistere  su un termine  comune' mi sembra quanto meno  riduttivo,
  cioè  noi  abbiamo tutti la consapevolezza che l'acqua  è  un  bene
  pubblico.
   Altra  cosa  è  la gestione; indicare questo termine   comune'  mi
  sembra  un  termine riduttivo. Lo dico questo perché nonostante  io
  abbia  cercato  in sede di Commissione di spiegarlo,  purtroppo  mi
  sono trovato con alcune convinzioni e avendolo letto, è una dizione
  che va riportata anche in questa legge. Lo rimetto all'Assessore.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Di Mauro.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)
   Si  passa  all'emendamento 1.29 dell'onorevole Assenza. Sino  alle
  parole 28 luglio 2010, è soppresso.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  me  la
  prendo  con nessuno, volevo solo cercare, nei limiti del possibile,
  di   sfrondare  la  norma  di  quelle  parti  che  l'appesantiscono
  inutilmente per renderle la norma efficace.
   Allora  abbiamo  già  detto  nella prima  parte  dell'articolo  1,
  respingendo gli emendamenti presentati di tutto buon senso da parte
  dell'onorevole  Cordaro  e dell'onorevole  Di  Mauro,  di  lasciare
  comunque questa definizione amplissima.
   Volere ancora ribadire e, quindi, rischiando poi di minare sin dal
  primo  articolo la costituzionalità di questa norma che non è,  non
  può  mai  essere assoggettata a ragioni di mercato e  via  dicendo,
  credo  che  sia  veramente  un volere  eccedere  in  delle  ragioni
  assolutamente  non  confacenti con quelle  che  sono  le  direttive
  comunitarie  e  i principi vigenti a livello nazionali.  Quindi  io
  insisto per l'approvazione di questo emendamento soppressivo quanto
  meno per questa seconda parte dell'articolo 1.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.38, dell'onorevole Assenza.

   ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.32.

   ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 1.37. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE   Con   il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   1.37.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.33 che è precluso.
   Si passa all'emendamento 1.6.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   in  tutti  i
  passaggi  della  legislazione nazionale sono  inseriti  accanto  al
  termine   efficacia ,  i  termini  efficienza  ed  economicità ,  a
  volere  testimoniare  che il meccanismo del  servizio  deve  essere
  improntato  non  soltanto all'efficacia, e  mi  pare  assolutamente
  normale, ma anche all'efficienza e anche all'economicità che  è  un
  argomento  sul quale più volte abbiamo ribadito, ma come  ella  sa,
  Assessore, su questi concetti ci si è tornati più volte con diverse
  sentenze  anche  della  Corte costituzionale,  in  cui  sono  stati
  ribaditi proprio questi concetti.
   Ora,  indicarne  uno in questa legge e non indicarne  altri,  vuol
  dire creare dei punti deboli sotto l'aspetto legislativo senza  che
  ce  ne sia un particolare motivo, perché avere poi più avanti negli
  emendamenti  che ci sapranno indicare tutte le forme  possibili  di
  gestione,   è  chiaro  che  tutte  quante  debbono  essere   sempre
  improntate a criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
   Non  è  che se c'è un'indicazione attraverso un emendamento  della
  maggioranza diverso da quello che può essere una sorta di  gestione
  che  viene affidata da parte dell'ATO, a un soggetto che è  diverso
  da  quello  previsto dalla normativa nazionale,  non  debba  essere
  fatto  secondo  criteri  di efficacia, efficienza  ed  economicità,
  perché   se   noi   immaginiamo  che  non  ci   sia   il   criterio
  dell'economicità  o  il  criterio  dell'efficienza  commettiamo  un
  grossolano errore.
   Quindi,  sono questi presupposti di carattere generale che debbono
  avere  riscontro nella legge e costituiscono il punto  fondamentale
  che  deve essere il disegno di un progetto che deve essere affidato
  secondo  l'ente di governo o secondo la legislazione regionale  che
  stiamo  qui,  in questo disegno di legge, tentando di  individuare,
  dall'ATI,  cioè  dall'Ambito Territoriale Idrico,  che  non  cambia
  nulla rispetto a tutto il dibattito che più avanti può verificarsi.
  Sono   concetti   di   carattere   generale   che   debbono   avere
  necessariamente un riscontro nella norma.

   CRACOLICI. I bilanci?

   DI  MAURO.  I bilanci, l'economicità, non è che sono cose  che  ci
  inventiamo  per far capire che in questo disegno dell'acqua  chissà
  quanti interessi ci siano.

   PRESIDENTE.   Mi   sembra  corretto  il  ragionamento,   onorevole
  Trizzino.
   Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'emendamento 1.20, degli onorevoli Assenza ed altri.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  la
  proposizione di questo emendamento tende ad eliminare  un  stortura
  di  fondo  che  prevede  una  gestione esclusivamente,  in  maniera
  inderogabile, pubblica.
   Che questo sia lo scopo ed il fine a cui deve tendere questa legge
  è  assolutamente sacrosanto ed io, personalmente e l'intero Gruppo,
  propenso a che, per quanto possibile, la gestione sia assolutamente
  pubblica. Però, siccome è evidente che ci sono dei casi in cui  ciò
  si  scontra  con  delle realtà fattuali che poi,  teoricamente,  ho
  visto  che alcuni emendamenti oggi presentati anche da parte  della
  maggioranza lo prevedono, in questo articolo 1, che è una norma  di
  principio  e  manifesta,  io mi  sono permesso  di  inserire,  alla
  lettera    c,    dopo   la   parola    la   gestione     l'avverbio
   prevalentemente   perché,  attraverso  il   prevalentemente ,  noi
  diamo  un  indirizzo assolutamente univoco alla tensione  che  deve
  avere  l'applicazione di questa norma nella sua attuazione pratica,
  ma  lasciamo  quanto meno aperto uno spiraglio per  quei  casi  che
  prevedono la necessità di ricorrere a forme di gestione diversa.
   Quindi,  ritengo  che, almeno su questo, che poi tra  l'altro  può
  tentare  di smussare dei profili di incostituzionalità,  credo  che
  fare battaglie ideologiche sia veramente voler chiudere la porta  a
  qualsiasi  tentativo di collaborazione per fare una  norma  sensata
  assieme.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  intervengo per una questione di ordine tecnico.
   Assessore  Contrafatto,  qui  è indicato  il  termine   gestione ,
  avendo  la consapevolezza che si entrerà nel merito della gestione,
  più  avanti,  Assessore, per cercare di formulare il più  possibile
  articoli  che siano in linea con la norma nazionale. Più avanti  ci
  saranno  articoli  che ben illustreranno quali sono  i  sistemi  di
  affidamento.  E,  su  questo, credo che la  legislazione  nazionale
  parli  abbastanza chiaro e dice che la competenza  non  può  essere
  esercitata da questa Assemblea nel senso che l'Assemblea  non  può,
  in alcun modo, parlare di gestione.
   Noi  qui  stiamo dicendo, in maniera aperta e chiara, all'articolo
  1,  che  la  gestione  è  pubblica.  Quindi,  vuol  dire  che  c'è,
  aprioristicamente,  senza  indicare  ancora   ciò   che   succederà
  all'articolo  5,  ciò  che succederà all'articolo  16,  il  termine
   gestione   con l'aggiunta di  pubblico . Queste due cose  assieme,
  in  maniera  così evidente, non sono altro che termini che  saranno
  assoggettabili, chiaramente, ad impugnativa.
   Invito il Governo a riflettere su questo termine  gestione  e  se,
  in  questa  fase,  può dare una soluzione tecnica  diversa,  avendo
  tutti  quanti la consapevolezza che all'articolo 6 verrà affrontato
  compiutamente   il  nodo  della  gestione,  dove   il   Parlamento,
  ovviamente, si pronuncerà.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su   questa
  questione  chiedo  al  Presidente della  Commissione  di  fare  una
  correzione,  o lo facciamo con un emendamento presentato  ai  sensi
  dell'articolo  117, perché alla lettera c) c'è  il  concetto  delle
  fognature, mi pare più corretto dire  le reti fognarie ,  che  sono
  due cose diverse.
   Quindi, o si fa col  117  o si fa un emendamento tecnico, però sul
  punto  io  non sono d'accordo con l'emendamento Assenza  mentre  mi
  parrebbe,  devo dire lo rimetto alla valutazione della  Commissione
  visto che ci ha lavorato, perché che significa  prevalentemente  in
  un  principio? Un principio è o non è. Il punto è un altro, noi qui
  abbiamo  inteso  affermare un principio  chiaro:  la  gestione  del
  servizio  idrico  non  può avere finalità lucrative,  questo  è  il
  principio che stiamo affermando; se affermiamo questo principio  il
  concetto  non  è  se  è  pubblico o privato, che  la  gestione  del
  servizio idrico non può avere finalità lucrative.
   A   mio  avviso funzionerebbe persino lessicalmente meglio, quando
  invece  di  dire  la gestione pubblica dei beni del demanio  idrico
  senza  finalità lucrative , ha la stessa efficacia ed è  molto  più
  forte  il concetto di dire  la gestione dei beni del demanio idrico
  senza  finalità lucrative , questo non fa venire meno il  principio
  pubblico che, tra l'altro, noi discipliniamo con l'articolo 6  dove
  diciamo   che   le modalità di affidamento per la gestione  possono
  essere di natura diversa , noi speriamo e auspichiamo tutti, almeno
  chi  vi  parla, che la gestione sia prevalentemente in quel caso  a
  gestione   pubblica,  ma in questo caso sul  principio  io  non  mi
  attaccherei  alla  corda del cappio per far funzionare  in  maniera
  logica una norma che raggiunge lo stesso obiettivo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io torno sui  miei
  dubbi,    che   ho   già   manifestato,   di   alcuni   punti    di
  incostituzionalità della norma, nell'impianto della  norma,  quindi
  anche l'articolo 1 che è un articolo di enunciazione, perché lei mi
  insegna  sa  bene che il principio di concorrenza  non  può  essere
  delegato  alla  Regione, neanche alla Regione a statuto  ordinario,
  perché  l'articolo 14 dello Statuto deve essere letto anche con  le
  evoluzioni  delle  sentenze della Corte costituzionale,  e  siccome
  noi  abbiamo e vogliamo che questo disegno di legge diventi  legge,
  non possiamo prestarci a dubbi che poi possono portare ad avere,  a
  non avere riscontrato e quindi ad avere dichiarato incostituzionale
  questa norma, proprio per tutti questi profili che presenta.
   Inserire il principio di concorrenza prevede e chi le parla non ha
  ceduto  alle reti, non vorrebbe neanche perché continuano a gestire
  il   comune,  il  servizio  anche  con  la  manutenzione,   ma   il
   prevalentemente  che cosa significa? Che non si lede quel  diritto
  e quel principio di concorrenza sancito dai regolamenti comunitari.
   Noi  non  possiamo  discostarci  dai  regolamenti  comunitari,  le
  battaglie  ideolgiche, demagogiche sono altre. L'acqua è  pubblica,
  ma c'è un'autorità di gestione per l'acqua e l'energia.
   Se poi lei, i suoi uffici, Presidente, e il Governo dicono che noi
  ci sbagliamo, tranquillamente andiamo avanti, però dico ci sono,  e
  lei  mi  insegna,  regolamenti comunitari e leggi dello  Stato,  ai
  quali   la   Regione  in  qualche  maniera  non  può  assolutamente
  discostarsi,  e  il  principio della concorrenza significa  proprio
  questo, e me lo insegnate voi che nel 2006-2007, a proposito  della
  legge Bersani sul servizio pubblico locale, quando la Regione tentò
  di proteggere il servizio pubblico vi fu - proprio sul principio di
  concorrenza  -  la Corte costituzionale che è intervenuta.  Quindi,
  non è demagogia la nostra.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che, così
  come ha esplicitato l'onorevole Ioppolo nel suo intervento, noi non
  siamo - almeno per quanto riguarda il nostro Gruppo - fautori della
  gestione  privatistica dell'acqua perché pensiamo che  l'acqua  sia
  veramente  un bene comune e che debba essere, per quanto possibile,
  gestita  dal  pubblico  o  comunque gestita  con  criteri  che  non
  prevedono il guadagno.
   Non   capisco  a  proposito  di  questo  emendamento   che   tende
  semplicemente a cercare di superare tutti i rilievi che sono  stati
  mossi  proprio  all'approvazione della legge e mossi  dallo  stesso
  Governo  con  una  divisione dei compiti e  contrapposizione  delle
  parti  che è esplosa anche in dichiarazioni sulla stampa e  siccome
  penso che ai successivi articoli 5 e 6 dovrà quest'Aula e dovrà  il
  Governo  in  qualche modo superare l'empasse e i rilievi  che  sono
  stati mossi, non capisco perchè non si accetta o questo emendamento
  che indirizza alla radice dell'enunciazione, nella presentazione di
  questa  legge  stessa, tra i principi generali, che sia  coordinato
  con  ciò che dovrete fare poi nell'articolo 5 e nell'articolo 6 per
  evitare una incongruenza di fondo che si manifesterà altrimenti tra
  ciò  che  si stabilirà a proposito della gestione e ciò  che  viene
  detto in premessa.
   Quindi, ritengo che l'emendamento dell'onorevole Assenza abbia una
  sua  logica  stringente e che debba essere accettato. E  la  stessa
  proposta  dell'onorevole Cracolici, abilmente, in maniera  subdola,
  dice  la  stessa cosa, perché, così come nel terzo settore ci  sono
  tutta una serie di cooperative senza  scopo di lucro che gestiscono
  miliardi  a  non  finire,  quindi la sostituzione  della  locuzione
   prevalentemente  con ciò che suggerisce l'onorevole Cracolici, che
  per  me  è  la stessa cosa, il servizio debba essere gestito  senza
  scopo di lucro, senza dire null'altro.
   Paradossalmente,  se  noi adottiamo la suggestione  dell'onorevole
  Cracolici  potrebbe accadere che potrebbe essere gestito  tutto  in
  maniera  privata. Non prevalentemente pubblica  e  solo  una  parte
  privata,  ma  addirittura  tutto  in  maniera  privata.  Perché  se
  partecipano le famose cooperative rosse o gli altri soggetti  senza
  scopo  di  lucro, in base a questa locuzione che è  stata  proposta
  dall'onorevole Cracolici, possono partecipare tutti e può diventare
  tutto privato, purché siano senza scopo di lucro.
   Ritengo  che  siccome  dovrete, almeno da  quello  che  sento  dai
  colleghi anche di maggioranza, con gli articoli 5 e 6 addivenire  a
  superare  alcuni elementi di criticità, rendiamo coerente il  testo
  anche nella enunciazione.
   Quindi,  propongo  che sia approvato l'emendamento  dell'onorevole
  Assenza.  In  subordine, si approvi il suggerimento  dell'onorevole
  Cracolici, ma quello può aprire la strada a tutto privato.  Capisco
  che  è  un  esponente del vecchio PD e, quindi, con le  cooperative
  rosse  ha un certo feeling, ma senza scopo di lucro, tutti  possono
  partecipare e in Italia si gestiscono miliardi da cooperative senza
  scopo di lucro  .

   CRACOLICI. Se ne intende lei  E' molto preparato

   FORMICA. No, non me intendo affatto, caro Cracolici. Te ne intendi
  tu  che  fai  parte di un Partito che le cronache di questi  ultimi
  anni e mesi definiscono come quello che, attraverso le cooperative,
  gestiva tutti gli appalti in Italia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  avendo  un
  passato  di  destra  né un presente di sinistra,  non  saprei  come
  dimenarmi  in  questa  vicenda delle cooperative;  io  non  ho  mai
  cooperato  con  nessuno, né con lucro né senza scopo  di  lucro  e,
  quindi,  non  immorerò su questo tema, lo lascio tutto ai  colleghi
  che mi hanno preceduto.
   Invece, vorrei che il Presidente Crocetta mi ascoltasse un  attimo
  perché  nella  polemica  politica ci sta anche  che  il  Presidente
  definisca   il   dibattito  sulle  pregiudiziali  legate   a   temi
  costituzionali stucchevoli, però, Presidente, noi nonostante questo
  stiamo  cercando,  da  come siamo partiti  ho  capito  che  non  ci
  riusciremo perché non volete il nostro aiuto, e però noi in maniera
  ostinata, fin quando avremo le forze, cercheremo di darvi una mano,
  ovviamente   non   nell'interesse  vostro  ma  nell'interesse   dei
  siciliani, lei questo lo comprende bene Presidente Crocetta.
   Parlare  all'affaccio  di gestione pubblica significa  mettere  un
  dito  grosso  - che non è il mignolo - nell'occhio del  legislatore
  nazionale, perché chiunque va a leggere questo articolo e l'incipit
  di questo comma capisce che non potendo essere ciò nelle competenze
  della  Regione  e  non potendo per definizione  essere  l'acqua  di
  esclusiva  gestione pubblica, secondo le indicazioni e le direttive
  comunitarie che sono state recepite dalla legge nazionale, è chiaro
  che  non  può  che portare verso una certa, sicura  impugnativa  da
  parte del Consiglio dei Ministri.
   Allora,  onorevole  Presidente della Regione, Governo  e  colleghi
  deputati,  l'onorevole  Assenza, da buon giurista,  ha  cercato  di
  aiutarvi  inserendo la parola  prevalentemente   che  vuole  essere
  proprio  un  aiuto giuridico per dire:  Signori  miei,  ma  voi  la
  volete fare questa legge o dobbiamo continuare a prendere in giro i
  siciliani,  facendo un ottimo spot del 5 e 6 agosto e  svegliandoci
  il  5,  6 settembre con una legge impugnata  , perché ad ogni passo
  noi non facciamo altro che continuare a dare pugni nello stomaco al
  legislatore   nazionale  continuando  a  comportarci   in   maniera
  distonica rispetto a quelle direttive, rispetto a quella normativa.
   Ed  allora,  il dubbio mi viene. Siamo qua, abbiamo  ritirato  gli
  emendamenti, abbiamo ritirato i soppressivi, stiamo ragionando  sul
  merito,  la parola  prevalentemente  è il minimo che un legislatore
  oculato  può  inserire  nella  norma per  cercare  di  evitare  una
  impugnativa sicura, onorevole Barbagallo. Rifletteteci,  perché  io
  so  -  e  lo premetto da ora che per come siete partiti   -  questa
  legge  non  la voterò, la voterò contro, nonostante io sia  per  la
  gestione  pubblica  dell'acqua, perché io non  la  sottoscrivo  una
  legge che, per come stiamo partendo, verrà certamente impugnata dal
  Consiglio dei Ministri. La mia firma non gliela metto.
   Fate   una  valutazione,  la  facciano  gli  uffici,  gli   uffici
  dell'Assessorato, gli uffici dell'Assemblea regionale, la  facciano
  i  parlamentari,  io  credo  che il minimo  che  si  possa  fare  è
  approvare l'emendamento Assenza, perché quello che andrebbe fatto è
  eliminare  la parola  pubblico  dalla parola  gestione ;  significa
  sfottere il legislatore nazionale. Se volete sfotterlo fatelo  voi,
  io non lo faccio.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento  a
  questo comma voglio dire che vi si dice espressamente che si  vuole
  promuovere un principio.
   Io  credo  che,  grazie  al  nostro  Statuto,  grazie  agli  esiti
  referendari abbiamo la possibilità di promuovere un indirizzo ed un
  principio, non c'è nulla di incostituzionale in questo.
   In questo comma si stava promuovendo il principio non soltanto del
  pubblico,  ma  anche  delle  finalità  lucrative.  Quindi,  non  si
  vogliono   perseguire  finalità  lucrative  ed,  inoltre,   abbiamo
  inserito  la parola  pubblico  perché si vogliono anche evitare  le
  società  per  azioni, perché laddove ci sono degli  azionisti,  dei
  soci  non si va a raggiungere l'obiettivo della parità di bilancio.
  Quindi,  è del tutto in contrapposizione con la finalità di  questo
  disegno di legge.
   Poi,  si  sta  parlando soltanto di promuovere, di principi  ed  è
  normale che ci sia. Per cui, noi manteniamo il comma così com'è.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  condivido
  assolutamente  l'emendamento dell'onorevole Assenza,  perché  penso
  che   aggiungere  la  parola   prevalentemente ,  così  come  hanno
  saggiamente detto i colleghi che mi hanno preceduto, sia il  minimo
  che  dobbiamo inserire in questo disegno di legge. Anche perché  io
  ho letto la posizione, l'intervento dell'assessore Contrafatto e mi
  sono complimentato con lei e, quindi, penso che questa sia pure  la
  posizione del Governo, perché l'assessore Contrafatto sul  Giornale
  di  Sicilia diceva che la normativa nazionale prevede tre tipologie
  di gestione: quella pubblica, quella privata e quella mista.
   Quindi,  aggiungere un  prevalentemente , che è  una  carezza  per
  evitare  l'impugnativa,  mi pare che sia il  minimo.  Per  cui,  io
  dichiaro di votare a favore dell'emendamento Assenza.

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io
  credo   che,  dal  tono  che  si  sta  sviluppando  sul   dibattito
  all'articolo  1,  stanno  emergendo  una  serie  di  questioni  che
  riguardano l'intero tessuto normativo.
   Io  voglio  ribadire all'onorevole Cordaro ed agli altri  colleghi
  che,  nel  corso  dell'esame dell'intero testo normativo,  ci  sono
  alcune  questioni  che  ha  sollevato  il  Servizio  Studi  e   che
  riguardano  in particolare l'articolo 6, su cui la Commissione  non
  si nasconde né dietro un dito né dietro altri apparati.
   Ci  sono,  all'articolo 6, emendamenti anche a firma dei  colleghi
  dell'opposizione che aggiusterebbero il tiro e, a  mio  giudizio  è
  quella  la  sede opportuna dove vanno fatte le opportune rettifiche
  per esitare un testo che sia più aderente al dettato normativo.
   Io  credo  che,  siccome quest'Aula non è un tribunale,  anche  se
  ricca  di insigni giuristi, il ragionamento e la discussione vadano
  fatti   sulla  politica.  Le  questioni  che  riguardano  criticità
  costituzionali - così come è stato evidenziato dal Servizio Studi -
  le  esamineremo  all'articolo 6 ed all'articolo  6  adotteremo  gli
  opportuni correttivi per evitare qualsiasi fondata impugnativa.
   Noi  non  possiamo  impedire che il Governo nazionale  impugni  la
  norma,  noi  possiamo fare di tutto affinché ci  siano  impugnative
  infondate.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, io voglio rappresentare che l'inserimento nella  norma di
   prevalentemente ,   qui si parla delle reti perché  si  dice:   La
  gestione  pubblica  dei  beni del demanio  idrico   senza  finalità
  lucrative .
   Quale  sarebbe il problema che queste reti rimangano al  pubblico,
  visto  che  appartengono al pubblico? Cosa c'entra, quindi,  questa
  questione prevalentemente o non prevalentemente.
   Poi,  ritornando  al  tema  pubblico dell'acqua,  dell'impugnativa
  costituzionale,  voglio rappresentarvi che oltre a  Parigi,  adesso
  praticamente stanno passando all'acqua pubblica Bordeaux e

   CORDARO. E la Puglia

   CROCETTA, presidente della Regione. Lascia perdere la Puglia,  sto
  parlando  di  quello che sta avvenendo in Francia e  sta  avvenendo
  persino  a Berlino, in Germania, dove non c'è stato alcun contrasto
  con  la normativa europea. Quindi, lo spettro che presentiamo,  nel
  frattempo    che    continuiamo   a   parlare    dell'ipotesi    di
  incostituzionalità, ma incostituzionalità di fronte a  quale  norma
  costituzionale,  scusate? Di fronte al  fatto  che  c'è  una  legge
  ordinaria  e lo Stato italiano  che dovrebbe essere prevalente  sul
  piano della gerarchia delle fonti rispetto al nostro Statuto che ci
  dà competenza esclusiva in materia d'acqua?
   Allora,  ponendo pure che corriamo questo rischio, il  legislatore
  di  fronte ad una legge ordinaria che è espressione di rapporti  di
  forza nei Parlamenti, eccetera, cioè, tentare di capovolgere questa
  legislazione, allora, il nostro ruolo quale sarebbe? Quello di fare
  i notai delle decisioni che si prendono a Roma? Non lo so.
   Voglio  dire qui il tema o lo cominciamo ad affrontare nei termini
  politici  della  questione, ma nessuno  si  può  ergere  a  giudice
  costituzionale perché se volete sapere come la pensa il Governo, il
  Governo  pensa  che  sia molto più costituzionale,  dal  punto  dei
  diritti  dei  cittadini  che  si  garantiscono  nel  quadro   della
  Costituzione,  che  in  questo  caso  tende  a  favorire  una   non
  utilizzazione per fini di lucro dell'acqua pubblica, che è  perfino
  in  conformità col dettato, con la decisione dell'ONU del 2014, che
  è  persino  in  conformità con la Direttiva  europea,  laddove  non
  considera  l'acqua un bene come tutti gli altri,  lo  considera  un
  bene di prevalente interesse pubblico.
   Allora, il tema della gestione non può essere evocato come spettro
  per impedire questa legge. Se è anticostituzionale ce ne andremo di
  fronte  alla  Corte  Costituzionale e vedremo se finalmente  questa
  Regione,  una volta ogni tanto, sarà in grado di ergersi  a  tutela
  del popolo siciliano, oppure dovrà accettare pedissequamente quello
  che  si  deciderà  altrove  sulla base di  quei  grandi  interessi.
  Parlavate  anche delle cooperative, anche quelle vogliamo impedire,
  per   essere  chiari;  bianche,  rosse,  verdi,  azzurre,  celesti,
  qualsiasi colore, non ci riguarda. Noi vorremmo dare una legge  che
  elimini  le storture che sono state create, che hanno permesso  che
  alcuni  ATO siciliani praticassero le tariffe sull'acqua  più  alte
  d'Italia e persino d'Europa.

   CORDARO. La competenza non è esclusiva ma concorrente.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' esclusiva.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  credo  che  quando  esamineremo
  l'articolo  6 il Parlamento sarà chiamato a votare e su questo,  al
  di là dei propri convincimenti, delle proprie cose, senza animosità
  ci  auguriamo  tutti  che  questa  legge  non  venga  impugnata,  e
  comprendo  lo  sforzo che ciascuno fa nel tentativo  di  promuovere
  qualcosa che è un'esigenza che parte dal territorio. Però, una cosa
  la  voglio  chiarita  dall'Assessore che  credo  abbia,  su  questa
  materia,  una conoscenza dettagliata. Il referendum ha stabilito  -
  Assessore mi scusi questo lo voglio chiarito perché non  so  se  ho
  ben compreso le cose o, evidentemente, ho una conoscenza errata  -,
  il  referendum ha, in buona sostanza, non stabilito che  l'acqua  è
  pubblica, il referendum ha abrogato, se so bene, l'utile che  aveva
  l'impresa nella gestione, fermo restando che l'impresa avrà l'utile
  nelle  infrastrutture.  Ma  è  cosa diversa  quello  che  ha  detto
  poc'anzi  la collega, quando ha detto che il referendum ha  risolto
  tutti i nodi e ha stabilito che la gestione deve essere pubblica.
   Questo  deve essere chiaro all'Assemblea. Il referendum è un'altra
  cosa.  Dico ciò perché se non comprendiamo i punti fondamentali  di
  questo  disegno  di legge, induciamo in errore e,  quindi,  poi,  a
  cascata,  il  disegno di legge è incostituzionale da più  punti  di
  vista.
   La soluzione che proponeva l'onorevole Crocetta, che è in sintonia
  con   la   necessità,  almeno  in  questo  articolo,  di  eliminare
  l'indicazione  dettagliata che l'Assemblea decide che  la  gestione
  deve   essere   pubblica,   o  cambiamo   gestione   e   indichiamo
  l'organizzazione del servizio o indichiamo che pubblico si toglie e
  si  dice la gestione degli impianti, eccetera, è senza finalità  di
  lucro;  è una soluzione che ci permette di superare questa impasse,
  in cui tutti siamo d'accordo e tutti possiamo votare a favore.
   Non cambia niente, poi, nell'articolo 6, onorevole Barbagallo, lei
  che  è  relatore della legge, il problema sarà affrontato e risolto
  con un voto, senza impiccarci sulle soluzioni.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, le parole dell'onorevole Barbagallo che
  rimetteva  l'approfondimento  del testo  al  servizio  d'Aula  solo
  all'articolo  6, da me non è condiviso. Secondo me se  noi  già  da
  adesso riusciamo a collegare ciò che nell'articolo 6 vogliamo poter
  correggere,  anche  negli  articoli che,  poi,  sono  dei  principi
  fondamentali, devo dire che riusciamo a creare una legge che ha  un
  senso logico e condividendo le parole del Presidente della Regione,
  direi  che basta riprendere il tema della finalità, che non  è  una
  finalità lucrativa, per poter dire che, di fatto, il servizio è  un
  servizio di per sé pubblico.
   Io  ritengo  che sia anche da porre una certa attenzione  rispetto
  alle  iniziative  che  già nel nostro territorio  vi  sono,  perché
  questa è una legge che, di fatto, va ad incidere in un sistema  che
  già vede alcuni comuni impegnati con un sistema idrico rispetto  ad
  altri,  invece, che dovranno di qui a breve confrontarsi con questa
  normativa.  E  proprio  per  questo,  secondo  me,  dobbiamo   dare
  chiarezza anche sulle finalità che vogliamo definire ed al comma  5
  dell'articolo  2  basta  attenzionare la  tematica  senza  finalità
  lucrative che, di fatto, va ad approfondire e definire il tema  che
  il servizio deve essere prettamente pubblico.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci stiamo
  fermando  in  maniera eccessiva sul commento a  questo  comma  che,
  peraltro,  è  preceduto da un verbo, che è il  verbo   promuovere ,
  che, quindi, non significa impone, ma promuove la gestione pubblica
  dei  beni del demanio. Il che significa che ci mettiamo in coerenza
  con  quanto  forze di maggioranza e di opposizione stanno  dicendo,
  d'essere cioè la strada di questa Assemblea regionale diretta verso
  la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.
   Non  stiamo  dicendo, oggi: da oggi parte la pubblicizzazione  del
  servizio  idrico  integrato perché la  realtà  che  ci  circonda  è
  complessa,  la  realtà che abbiamo intorno è  variegata  e  saremmo
  ciechi   e  sordi  se  non  prendessimo  atto  che  la  realtà   va
  accompagnata.
   Vi  è, però, in questo articolo delle finalità e dei principi,  un
  indirizzo  qui  ribadito da tutti - ho apprezzato e  ascoltato  gli
  interventi  -  che  dice che siamo indirizzati a dare  contezza  ai
  cittadini, ripubblicizzando il servizio.
   Quando  si scrive:  promuovere la gestione pubblica dei  beni  del
  demanio idrico  si afferma un principio di carattere generale  che,
  peraltro, valorizza particolarmente l'azione degli enti locali.
   Una  delle proprietà di questa legge è di riportare all'attenzione
  degli enti locali e, quindi, alla gestione degli enti locali, tutto
  il  tema  dell'acqua  comprese  le  infrastrutture  che  sono  tema
  fondamentale.
   Se  questo  è  arrovellarsi ulteriormente su  questa  vicenda,  mi
  sembra, obiettivamente, qualcosa che potremmo superare.
   Aggiungo che al comma 5 dell'articolo 1, si ribadisce il concetto:
   la Regione promuove la gestione pubblica del servizio idrico  e si
  fa  riferimento,  signor Presidente, al trattato del  funzionamento
  dell'Unione europea, esattamente agli articoli 106, commi  2  e  14
  che danno ampia potestà agli enti decisionali, alle istituzioni che
  decidono di fare di questo servizio un servizio pubblico locale  di
  interesse generale.
   Se  questo  è  il tema, credo ci siano le condizioni  per  passare
  oltre e chiudere su questo comma.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.20?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.24, a firma degli onorevole D'Asero  e
  Fontana.
   Onorevole  D'Asero, questo argomento verrà affrontato all'articolo
  6.  La  invito,  pertanto,  a ritirarlo.  Già  è  stato  presentato
  all'articolo   6   un   emendamento   in   ordine   alla   gestione
  pubblica/privata dell'acqua.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.42, a firma della Commissione,  che  è
  stato  scritto sulla base dell'intervento dell'onorevole Cracolici,
  la parola  fognatura  è sostituita dalle seguenti  reti fognarie .
   Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri, che prevede la soppressione della lettera f).

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, su questo emendamento  relativo  al
  punto  f)  chiederei  l'accantonamento perché  più  avanti  c'è  un
  articolo specifico che tratta l'argomento.
   Per  evitare,  quindi, di fare il discorso due volte,  considerato
  che, poi, è ripreso, in un certo senso all'articolo 12, chiedo  che
  questo emendamento venga  accantonato, altrimenti, sarò costretto a
  intervenire due volte.

   PRESIDENTE. Accantonarlo significa che non voteremmo l'articolo 1.
   CORDARO. Votiamolo.

   PRESIDENTE.   Scusate,  per  disciplinarci   nei   lavori.   Siamo
  all'articolo 1, c'è stata ieri la discussione generale, i  colleghi
  stanno  intervenendo più volte, indipendentemente dal  Regolamento.
  Dall'articolo 2 vediamo di accelerare in qualche modo.  Siccome  ci
  sono   alcuni  punti  fondamentali  che  lei,  giustamente,   vuole
  illustrare, la invito a proseguire il suo intervento.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  allora,  mi
  invitate a fare la discussione, la faccio brevemente.
   Riprendo la discussione. Io credo che questo emendamento non abbia
  ragione  di  esistere  per diversi motivi; il  primo:  non  ha  una
  copertura  finanziaria;  il secondo: non  credo  che  possa  essere
  consentito  a  tutti i siciliani che hanno un buon  reddito  -  qui
  evidentemente  è  così generalizzata la norma  che  riguarda  anche
  contatori di attività private, di soggetti pubblici, di chiunque  -
  di avere questo quantitativo.
   Io, poi, vorrei capire chi paga questo costo, perché certamente  è
  un costo che chiunque affronta, sia soggetto pubblico, sia soggetto
  privato,  sia  quant'altro,  quindi, credo  che  questa  cosa  così
  formulata si presti ad un'impugnativa, Presidente, ma proprio  come
  un  pugno  in  faccia,  quindi, perché insistere  su  un  punto  di
  evidente  incostituzionalità? Perché, se la Regione ha  le  risorse
  mette  la  copertura finanziaria, se la Regione non può mettere  la
  copertura  finanziaria come mi rendo conto è  un'impresa  ardua  in
  questo  momento  di ristrettezze finanziarie, è giusto  che  questa
  norma  venga, all'articolo 12, integrata, modificata, giustificata.
  Io  in questo senso ho presentato un emendamento che stabilisce che
  i  nuclei  familiari che hanno un reddito basso, ISEE, eccetera   e
  non  indico il 2 per mille come indica l'emendamento del  Movimento
  Cinque Stelle, anzi parlo del 3%, dei cittadini che, certamente, ci
  sono  in  Sicilia, perché se è vero che in Italia ci sono 4 milioni
  di  poveri che corrispondono a circa il 6 per cento degli abitanti,
  in  Sicilia questo 6 per cento è molto di più e credo che ci sia la
  necessità che queste persone abbiano garantito un minimo  vitale  e
  rispetto  a  questo minimo vitale, è giusto che la  tariffa  se  ne
  faccia carico ed i cittadini che possono pagare debbono prestare il
  loro soccorso. Allora, questo ha un senso ma dire gratis pure a chi
  ha  un reddito di centomila euro l'anno, mi sembra una cosa assurda
  e demagoga.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, vorrei spiegare un po' meglio  questa
  norma  dei  50  litri  visto  che  sono  state  dette  un  po'   di
  inesattezze.   Innanzitutto,  questa  norma  vuole   affermare   un
  principio  che  è  sempre  quello del bene  comune  della  risorsa,
  quindi, in quanto tale deve essere garantito ad ogni essere  umano,
  non  è  una  questione di reddito, è una questione  proprio  legata
  all'essere umano, quindi, è un quantitativo minimo vitale stabilito
  dalla  Commissione e dal contratto mondiale per l'acqua, non ce  lo
  siamo  inventati noi, è un quantitativo minimo e, sicuramente,  non
  se ne fa una questione di reddito.
   Inoltre,  questi  50  litri gratuiti hanno un  duplice  vantaggio,
  obiettivo.  Il primo è quello del risparmio idrico perché  cercando
  di  mantenersi all'interno di questo range giornaliero, sicuramente
  si  ottiene l'obiettivo di un risparmio idrico della risorsa acqua.
  Il   secondo  obiettivo  che  si  vuole  raggiungere  è  quello  di
  contrastare  l'emersione dell'acqua. Sappiamo che oggi  in  Sicilia
  c'è una grandissima piaga che è quella degli allacci abusivi, molti
  non  pagano l'acqua, quindi, ovviamente, se io voglio avere  questi
  50  litri  gratuiti, devo avere un contatore, devo disporre  di  un
  contatore altrimenti la Regione siciliana non potrà mai misurare  e
  contarmi questi 50 litri.
   Inoltre,  vorrei  fare un'altra osservazione,  onorevole  Cordaro.
  Questo  quantitativo riferito soltanto agli usi civici, quindi,  si
  parla  praticamente, se consideriamo la risorsa idrica  globale  in
  Regione,  dove abbiamo il 5 per cento degli usi civici, il  35  per
  cento  degli usi industriali e il 65 per cento degli usi  agricoli,
  si  nota che gli usi civici sono veramente una piccolissima  parte,
  quindi,  è una norma di altissimo valore etico-politico, presidente
  Crocetta.
   Questo  sarebbe  un principio di altissimo valore  etico,  morale,
  politico  che si va ad inserire, rivoluzionario che già  a  livello
  nazionale  si  vuole introdurre e, inoltre, ci  sono,  ad  esempio,
  altri  settori come gli allevamenti intensivi, dove  si  fanno  usi
  eccessivi di acqua, oppure le industrie dove si vanno a raffreddare
  nell'ambito petrolchimico e si fanno degli usi sfrenati  di  acqua,
  quindi  perché  non  prevedere una norma  che  pensi  al  risparmio
  soltanto per gli usi civici, oltre che alla solidarietà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Soltanto per invitarvi  a  non
  fare un finto dibattito.
   Non  c'è  scritto da nessuna parte che questo è gratuito.  Siccome
  stiamo  facendo un dibattito tra l'onorevole Di Mauro che dice  che
  si  oppone perché è gratis e l'acqua va pagata; la Commissione  che
  dice che è gratuita.
   Scusate  voglio  invitarvi a leggere il  testo,  al  di  là  delle
  intenzione  del legislatore, c'è scritto:  l'erogazione giornaliera
  per  l'alimentazione  e l'igiene umana, di un  quantitativo  minimo
  vitale, è pari a 50 litri a persona, per tutti i residenti .
   Cioè,  cosa  si  sta  garantendo con questa  norma?  Che  tutti  i
  siciliani,  in  quanto esistenti, abbiano diritto ad  un'erogazione
  minima  di  acqua che è il minimo vitale. Non si sta  entrando  nel
  merito della disciplina delle tariffe. Non c'entra. Quindi, al di à
  delle  intenzioni dei proponenti, non c'è. Quindi, siccome  ritengo
  che  sia inutile continuare a discutere del nulla, andiamo a votare
  e magari l'onorevole Di Mauro potrebbe ritirare l'emendamento.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ho   ben
  compreso  da  parte  della collega che mi  ha  preceduto  se  stava
  illustrando  le ragioni che opponevano il Movimento  Cinque  Stelle
  alla  soppressione della lettera f) del comma 2,  dell'articolo  1,
  oppure  se  stava  illustrando  l'articolo  12,  perché,  in   buon
  sostanza, il tema del quale abbiamo parlato o ha parlato la collega
  che mi ha preceduto è l'articolo 12 che, poi, tratteremo al momento
  opportuno.
   Colgo con grande sollievo la precisazione del presidente Crocetta,
  il  quale  dice  che  non  è  gratuita,  quindi,  i  siciliani,  lo
  scopriranno all'articolo 12. Il Presidente Crocetta all'articolo 1,
  dice che non è gratuita.

   CROCETTA, presidente della Regione. Questo l'ho detto prima, state
  facendo ostruzionismo

   CORDARO. All'articolo 12, i siciliani, invece, scopriranno  che  è
  gratuito e se ne rallegreranno.
   Volevo   intervenire,  presidente  Crocetta,  perché  non   volevo
  anticipare il dibattito sull'articolo 12. E' la collega Palmeri che
  ha  parlato  dell'articolo  12,  introducendo  il  principio  della
  gratuità.  Siccome, in questa cosa, lei e la collega Palmeri  siete
  sulla stessa lunghezza d'onda, non capisco perché lei protesta  con
  noi.
   Vorrei  porre  un quesito al Governo: ma considerato  -  e  ripeto
  quando  arriveremo  all'articolo 12, parleremo  del  12  -  che  la
  lettera  f),  che  l'onorevole Di Mauro  con  il  suo  emendamento,
  lettera  f),  comma 2, articolo 1, vuole sopprimere, recita  quello
  che lei ha correttamente letto, le chiedo e chiedo ai parlamentari,
  e  se non vengono erogati questi 50 litri che succede, ci sarà  una
  sanzione, si commette un delitto, ne risponderà qualcuno?
   Pongo  questo quesito al Governo, se mi vuole rispondere ne prende
  atto, se non mi vuole rispondere non ci fa niente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Sono 240 litri al secondo.  E'
  il fabbisogno indicato a livello mondiale

   PRESIDENTE.  Se  c'è  un po' di ordine perché  altrimenti  creiamo
  confusione.  In  effetti, leggendo l'articolo 1,  che  è  legge  di
  principi, con l'articolo 12 si fa chiarezza. Nei principi si  parla
  di  un  principio di solidarietà, lo dobbiamo dire. E la legge  che
  cosa sta dicendo? Dice che, comunque, bisogna garantire 50 litri di
  acqua al giorno.
   Io  vorrei  precisare, altrimenti, non ci comprendiamo. C'era  una
  vecchia  pubblicità all'azienda acquedotti di Messina,  che  diceva
  che per il consumo di una doccia occorrono praticamente 75 litri di
  acqua  al  giorno.  Io penso che uno una doccia  al  giorno  se  la
  faccia, quindi abbiamo superato abbondantemente i 50 litri. Quindi,
  è  un principio di solidarietà che si vuole rispettare, tant'è che,
  nell'articolo  12,  si  dice,  peraltro,  che  anche  in  caso   di
  sospensione per morosità si deve continuare ad erogare l'acqua,  in
  quanto 50 litri al giorno sono assolutamente ben poca cosa rispetto
  ai bisogni del cittadino, quindi, è una norma di principio.
   Io  inviterei  i  colleghi  ad evitare, però,  di  fare  ulteriori
  discussioni.   Sul  principio  penso  che  possiamo  essere   tutti
  d'accordo  ed  andiamo  avanti.  Quindi,  inviterei  gli  onorevoli
  Ioppolo,  Foti,  Falcone, Alloro, Assenza,  a  rinviare  magari  il
  dibattito all'articolo 12 e, quindi, comprenderemo appieno il senso
  della norma.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Tutti volete parlare. Siamo ancora all'articolo 1, sui
  principi. Non è che non la faccio parlare, onorevole Assenza non  è
  questo il senso  Questo è un principio di solidarietà, questo è  il
  ragionamento, poi, viene esplicitato all'articolo 12.

   ASSENZA. Non è corretto, Presidente

   PRESIDENTE. Va bene  Non è corretto  Allora, le darò la  parola  e
  lei lo spiegherà

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,   onorevole  Presidente,  Assessori,
  onorevoli   colleghi,  avrei  accolto  di  buon  grado,  presidente
  Ardizzone,  il  suo  invito  a  soprassedere  alla  discussione  ed
  aspettare  la  discussione sull'articolo 12 ma  non  risolviamo  il
  problema, perché qui il problema che si sta agitando è: i primi  50
  litri che ogni cittadino siciliano consumerà saranno gratuiti o no?
  Io  apprezzo  molto quello che è stato detto dalla Commissione.  Io
  desidero  sapere - perché altrimenti lo spot pubblicitario continua
  all'infinito  -:  sono  assicurati,  comunque,  anche  in  caso  di
  morosità?
   Questo è il tema presidente Ardizzone. Noi tutti abbiamo il dovere
  di chiarirlo, perché la formulazione della norma, capisco il limite
  di  ripetere la norma due volte, una volta come principio  generale
  e,  poi, ritornando all'articolo 12 normando, ma non è normata  per
  niente bene.
   Io  voglio  capire se stiamo votando e deliberando se i  primi  50
  litri  sono  gratuiti  per tutti, anche per  quelli  che  hanno  un
  reddito di 2 milioni di euro all'anno o assicuriamo che, in caso di
  morosità, cioè per chi non può pagare, comunque, non gli sottraiamo
  il  diritto di avere 50 litri di acqua al giorno. Questo è il  vero
  tema  ed è qui, anche qui, una violazione di ordine costituzionale,
  duplice.
   Questa norma contrasta con l'articolo 53 della Costituzione e  con
  l'articolo  81, IV comma, perché siano 50 litri, siano  200  litri,
  certamente,  questo  ha  un  costo  e  c'è  bisogno  di   copertura
  finanziaria  per  coprire il costo. La Regione,  se  vuole,  se  ne
  accolla gli oneri ma ci vuole la copertura finanziaria.
   La  seconda violazione consiste nel fatto che l'articolo 53  della
  Costituzione  recita che:  alle spese pubbliche ognuno contribuisce
  in ragione della propria capacità di reddito , ed è assurdo che chi
  ha  redditi  alti, medio alti, o altissimi debba  avere  lo  stesso
  diritto di chi invece è costretto a diventare moroso rispetto  alla
  tariffa  dell'acqua,  sono  questioni assolutamente  irrisolte  nel
  testo e che il Governo non riesce a chiarire. Quando chiarirà,  noi
  potremmo votare in maniera consapevole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, gli interventi  d'Aula  servono.
  L'onorevole  Ioppolo ha fatto un ragionamento che ha  un  suo  filo
  logico,  servono eventualmente a porre, a correggere,  a  prevenire
  degli errori di interpretazione che ci potrebbero essere in futuro,
  però se ognuno parla per se stesso non arriviamo a nulla. Ho capito
  che siamo tutti d'accordo sul principio di solidarietà, l'onorevole
  Ioppolo ha posto una questione di interpretazione corretta,  perché
  sta dicendo dobbiamo garantire 50 litri a tutti, anche a quello che
  ha  un  reddito di 200.000 euro l'anno e non credo che  sia  questo
  l'intendimento  della norma, per cui invito la  commissione,  prima
  dell'articolo 12 di fare chiarezza su questa cosa.
   Onorevole Di Mauro, la invito a ritirare il suo emendamento.

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resta
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.40 è precluso.
   Si passa all'emendamento 1.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi consideriamo
  che  i termini razionalità e corretto uso dell'acqua sono argomenti
  impliciti  e non sono principi, per cui volete lasciarlo lo  potete
  lasciare,  ma  ho  proposto l'inserimento sempre  di  efficacia  ed
  economicità così come era stato primo.
   Volete  confermare  razionalità e corretto uso dell'acqua   potete
  anche  farlo,  però  francamente  bisogna  inserire  efficacia   ed
  economicità che sono dei principi di buona amministrazione, di buon
  servizio,  lasciamo perdere se pubblico o se privato,  ma  indicare
  soltanto il termine efficienza senza efficacia ed economicità  come
  abbiamo fatto nell'articolo nel comma precedente, mi sembra che sia
  una cosa assolutamente incompleta.

   TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Così  formulato,  cioè
  sostituire razionalità e corretto uso dell'acqua non va bene. Se si
  aggiunge   efficacia  ed  economicità   la  norma  è  come   quella
  dell'emendamento di prima e quindi il parere è favorevole. Ma  così
  formulato invece è chiaramente negativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se si vogliono fare questioni  di
  principio, ne facciamo questioni di principio.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Di  Mauro  il
  seguente  subemendamento:  al comma 2, alla  lettera  g),  dopo  le
  parole    razionalità  e  corretto  uso   aggiungere  le   seguenti
   efficacia ed economicità .
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.14, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.30, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.41, a firma dell'onorevole Turano.

   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.15, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.31, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.9 a firma dell'onorevole Di Mauro.
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFFATTO,  assessore per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.16, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.25 a firma  dell'onorevole  Alongi  e
  altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.11, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la sostituzione
  riguarda, di fatto, il mutamento del termine  la Regione  gli  enti
  di  cui  agli  Ambiti  Territoriali Ottimali. E'  una  formula  più
  consona.  La  formulazione che è indicata  nell'articolo  5  è   la
  Regione  promuove la gestione pubblica . Qui abbiamo indicato   gli
  enti  di  governo e gli ambiti territoriali realizzano la  gestione
  pubblica e il servizio integrato.
   Abbiamo  se non altro recuperato il 147, che stabilisce  che  sono
  gli  enti territoriali a promuovere la gestione pubblica e  non  la
  Regione,  perché  così  è  una formula  che  non  è  a  rischio  di
  impugnativa.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo perché rimanga
  agli  atti. Per un mero errore ho ritirato l'emendamento 1.41, però
  vorrei  invitare  il  Governo  ed il  Presidente  della  Regione  a
  riflettere  sul significato. Il comma 3 dice che la presente  legge
  favorisce  lo  sviluppo di un sistema finalizzato al  conseguimento
  dell'equilibrio idro-geologico del suolo. A me appare  paradossale,
  al  contrasto di rischio di frane ed alluvioni, nonché del processo
  di    desertificazione,   promuovendo   prevenzione   del   rischio
  idrogeologico  di  frana garantendo prioritariamente  la  sicurezza
  delle  popolazioni e delle infrastrutture. Questi sono  compiti  di
  protezione   civile.   Ho   detto  che  formalmente   ho   ritirato
  l'emendamento  1.41  e  si è trattato di un  mero  errore.  Vorrei,
  parlando con l'Aula, dire che quell'emendamento cerca di sopprimere
  compiti  di protezione civile che nulla hanno a che vedere  con  le
  risorse idriche e vorrei invitare il Presidente dell'Assemblea,  la
  Commissione, il Governo e i colleghi a rivalutare la posizione. Che
  c'entra con il servizio idrico il contrasto a rischio delle frane e
  delle  alluvioni, nonché al processo di desertificazione con azioni
  positive?  Cosa  dovrebbe fare la legge? Promuovere la  prevenzione
  del  rischio idrogeologico di frana, garantendo la sicurezza  delle
  popolazioni  e delle infrastrutture, la difesa ed il consolidamento
  dei  versanti  delle  aree  stabili  e  dei  litorali.  Ancora.  La
  realizzazione  di  interventi  a  difesa  degli  abitati  e   delle
  strutture   esistenti  che  tengano  conto  delle   condizioni   di
  naturalità  dei  fiumi, della riqualificazione  dei  corsi  d'acqua
  privilegiando  tecniche di ingegneria naturalistica nell'ottica  di
  un  progressivo  miglioramento ecologico del sistema.  Questi  sono
  compiti  di esclusiva competenza della protezione civile che  nulla
  hanno a che fare con la legge.

   PRESIDENTE.  Ma  l'emendamento  è ritirato.  E'  intervenuto  solo
  perché resti agli atti.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione   .   Chiedo   di   parlare
  sull'emendamento 1.11.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione . Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  onorevole  Di  Mauro,  guardi  che  il  suo  emendamento
  potrebbe essere tutto recepito a condizione che lei tolga la parola
   economica' perché qui sta disciplinando la natura dell'acqua e  la
  normativa europea dice molto di più rispetto a quello che dice lei.
   Riconosce  che  l'acqua è una risorsa - mi sono portato  tutta  la
  legislazione  in  presenza  di  tanti costituzionalisti  stasera  -
  comune  all'umanità, è un bene pubblico e che l'accesso  dell'acqua
  dovrebbe costituire diritto fondamentale e universale'.
   Quindi,  onorevole  Di  Mauro,  quando  lei  ci  mette   interesse
  economico   generale'  è   interesse  generale',  quindi   il   suo
  emendamento  sostitutivo  va  bene  se  lei  ci  toglie  la  parola
   economico'.  La  gestione  deve  essere  economica,  ma  il   bene
  dell'acqua non può essere considerato  economico'.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  Crocetta,  la
  soluzione  è semplice. O l'emendamento dell'onorevole Di  Mauro  lo
  votiamo  per parti separate e, quindi, modifichiamo solo  il  primo
  rigo - perché su quello ha ragione -  gli enti che devono garantire
  la  gestione  pubblica sono gli ATI, non la Regione , o  deleta  il
  termine  economico  perché non c'entra nulla con la questione.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'invito  posto
  dall'onorevole  Cracolici può essere accolto  e  può  essere  utile
  anche  per  la speditezza dei lavori. Però, Presidente Crocetta  ed
  assessore  Contraffatto, su questa dicitura si manifesta  tutta  la
  contraddizione di questa norma.
   E  lo  ribadisco, ho fatto il mio intervento sul comma 1: se  oggi
  l'assessore  Contraffatto, in un'intervista rilasciata  al  maggior
  quotidiano regionale, dichiara, per presa diretta, che la  gestione
  del  servizio  idrico  è  un'altra cosa  ed  è  regolata  da  norme
  comunitarie  e  che  il  servizio ha rilevanza  economica,  quindi,
  l'assessore  per  il  ramo oggi dichiara  apertis  verbis  che   il
  servizio ha rilevanza economica .
   Quindi, l'emendamento degli onorevoli Di Mauro, Lombardo, Greco ed
  altri  non fa nient'altro che affermare quello che oggi l'assessore
  del Governo regionale siciliano afferma sul maggiore quotidiano  di
  questa Regione.
   Dice:   Il servizio idrico integrato è da considerarsi un servizio
  pubblico locale, di interesse economico regionale .
   Allora,   stiamo   giocando,  stiamo  passando   tempo,   dobbiamo
  necessariamente dire delle cose che poi nella norma non ci  sono  o
  nasconderle? Facciamo per un attimo chiarezza, perché  da  due  ore
  stiamo  camminando  come degli equilibristi su una  vicenda  che  è
  determinante.

   CROCETTA,  presidente della Regione . La posizione del  Governo  è
  quella che ho detto io

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, le sue posizioni sono  legittime  e
  vanno  sposate  nella grandissima parte dei casi ma  su  questa  va
  fatta chiarezza perché se no, Presidente Ardizzone, questa norma  -
  e queste due ore lo dimostrano - andrà ad arenarsi.
   Quindi, chiariamo le posizioni in campo, vediamo di espungere  dal
  testo   delle  cose  che  sono  ridicole  e  facciamo   una   legge
  nell'interesse di tutti.

   PANEPINTO. Di ridicolo c'è solo il suo intervento

   LOMBARDO Tante cose sono ridicole, tante ed anche alcune  che  non
  sono scritte. Lei stia al suo posto

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  voglio
  aggiungere  o  eliminare  alcuna  cosa  che  viene  indicata  nelle
  disposizioni normative nazionali.
   E  leggo  le normative nazionali. Articolo 149 bis, che  è  frutto
  della  modifica che è stata apportata con l'articolo  7,  comma  1,
  lett. d), della legge 164/2014, la famosa legge  Salva Italia .
   Presidente  Crocetta, l'ente di Governo dell'ambito, nel  rispetto
  del  piano  d'ambito  di cui all'articolo 149 e  del  principio  di
  unicità  della  gestione per ciascun ambito territoriale  ottimale,
  delibera  la forma di gestione tra quelle previste dall'ordinamento
  europeo  prevedendo, conseguentemente all'affidamento del  servizio
  nel   rispetto   della   normativa   nazionale,   in   materia   di
  organizzazione  di  servizi pubblici locali, a  rete  di  rilevanza
  economica.
   Ad ogni modo, ci rinuncio.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, intanto mi è doveroso ringraziarla
  per  avere  presentato questo emendamento. Perché,  sulla  base  di
  questa discussione la Commissione ha presentato un emendamento.  Le
  parole   la  Regione promuove  sono sostituite dalle seguenti   gli
  enti di Governo degli ambiti territoriali ottimali realizzano .
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 1.11, 1.36 e 1.10 sono preclusi.
   Si  passa all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Di Mauro.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  capisco   che
  l'articolo 1 è una norma di principio, io lo definirei uno spot pre-
  elettorale  ma  noi,  attraverso  l'articolo  1  introduciamo   dei
  principi  che  poi negli articoli successivi è difficile  smontare.
  Capisco  anche  che  è  difficile  far  comprendere  al  Presidente
  Crocetta  che  quando si parla di demanio di gestione,  di  demanio
  idrico,   si   parla  innanzitutto  di  gestione   dell'acqua   che
  costituisce  l'essenza  del  demanio idrico,  però  io  non  voglio
  addentrarmi in questo perché altrimenti faremmo notte.
   Con  il comma 6 intravisiamo il principio della tariffa unica. Non
  possiamo sorvolare a piè pari su un argomento di vitale importanza.
  Introdurre  il  principio della tariffa unica significa  parificare
  delle   gestioni  di  ambiti  totalmente  diversi.  Vi  sono  delle
  difficoltà  di  natura  eurografica, di  bacino,  di  esistenza  di
  condutture  e  via  dicendo, che necessariamente  comporteranno  da
  parte  dei  singoli  ambiti l'adozione di tariffe obbligatoriamente
  diverse. Tranne che non vogliamo, ma lo dobbiamo dire chiaramente e
  ognuno   se   ne  deve  assumere  la  responsabilità,   perché   il
  livellamento attraverso una tariffa unica significa un livellamento
  necessariamente verso l'acqua. Cioè rendere il costo  del  servizio
  idrico più gravoso per tutti quanti i cittadini siciliani.
   Introdurre dei principi di solidarietà, introdurre dei principi di
  compensazione  va  bene  ma mirare a una  tariffa  unica  regionale
  significa veramente gravare la popolazione siciliana di un aggravio
  di costi per questo servizio che è, assolutamente, insopportabile.
   Sopprimere adesso il comma 6 ha questo scopo. Non introduciamo sin
  da   ora   il   principio  della  tariffa  unica  perché  veramente
  incanaliamo la legge su un binario che è un binario morto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, io credo che questo emendamento debba
  essere  apprezzato perché in fondo non è che stabilisce sin da  ora
  la  tariffa unica, anche perché non ci sono le condizioni tecniche,
  è  una  sollecitazione come tante cose indicate in questo  articolo
  che  sono enunciazioni molto vaghe, bastava indicare qualche  punto
  ben   preciso  di  quelle  che  sono  le  disposizioni  legislative
  nazionali,  la 36 del '94 o l'ultima legge, quella del 152,  perché
  dire  che la Regione promuove, si adopera affinché gli ATI  possano
  determinare  una  tariffa  unica  perché  ci  sia  il  concetto  di
  solidarietà  che  è ribadito nella 36 del '94 ed è  ribadito  anche
  nell'articolo 143 del decreto legislativo 152, credo  che  sia  una
  cosa  assolutamente corretta e, soprattutto, sia una  dichiarazione
  di principio a cui questa Assemblea deve tendere.
   Se  vogliamo che, a Catania che hanno l'acqua sotto i piedi sia la
  stessa  cosa  di  chi  ad Agrigento vive una  condizione  difficile
  perché  l'acqua  è  distante  70 chilometri,  l'iniziativa  che  ha
  assunto il collega Assenza sia un'iniziativa di buon senso.  Non  è
  una  pregiudiziale politica, non è un atto contrario  a  chi  si  è
  impegnato, da parte della Commissione, su questo disegno di legge e
  sia  una  cosa  da  apprezzare. A meno che ci sia la  pregiudiziale
  rispetto   all'opposizione  a  tutti  gli  emendamenti   che   sono
  presentati.

   PRESIDENTE. In effetti non è stato così, onorevole Di Mauro.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a  questa
  posizione  sono assolutamente contrario perché esiste un  principio
  che  è  quello  dell'equità,  equità  nella  distribuzione,  equità
  nell'approvvigionamento, equità nella tariffa.
   Non  capisco  perché ci debba essere una tariffa diversa  fra  chi
  abita  a  Catania, perché ha l'acqua sotto i piedi  e,  invece,  ad
  Agrigento  che  dista  70 Km devono pagare una  tariffa  maggiorata
  rispetto ad altri.
   I  costi, secondo me, vanno spalmati su tutto il territorio  e  la
  tariffa deve essere equa.
   Ogni cittadino ha gli stessi diritti e gli stessi doveri. Anche il
  pagamento della tariffa deve rappresentare un fatto equo per  tutto
  il territorio siciliano.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente, intervengo  perché  questo
  dibattito  mi  sembra  stia  subendo  un  rallentamento  e   questo
  rallentamento non mi sembra abbastanza motivato.
   Stiamo  discutendo di principi e quindi costituisce  un  principio
  inderogabile che l'acqua debba essere allo stesso prezzo per tutti.
   Sono d'accordo con l'onorevole Fontana sul principio.
   Siamo  bravi  a  lamentarci, a dire che il  costo  del  denaro  in
  Sicilia è maggiore del Nord Italia, che la benzina in Sicilia è più
  cara  di  Milano  e, poi, quando abbiamo possibilità  di  fare  una
  tariffa  unica su un bene comune, quello dell'acqua, ci poniamo  il
  problema se a Catania devono pagare di più e ad Agrigento di meno.
   Credo che in Sicilia debbano pagare tutti la stessa tariffa.
   Intervengo  anche  per  un altro motivo,  Presidente,  in  maniera
  preventiva rispetto al dibattito che si articolerà successivamente.
  Apprezzo  il  principio in toto della legge,  il  fatto  di  andare
  incontro ai bisognosi non tagliando gli allacciamenti per i morosi,
  il  fatto  di garantire una quota vitale di 50 litri, però,  voglio
  che questa legge abbia effetti su tutta la Regione siciliana.
   Interverremo  più  tardi nel dibattito -  a  proposito  di  alcuni
  articoli  -  perché questa legge, a volte, non è  equa  perché  non
  interviene per tutti i siciliani.
   Nel momento in cui questa legge interverrà per tutti i siciliani -
  e  lo sottolineeremo come deve intervenire per tutti i siciliani  -
  allora sì che avremo fatto una buona legge.
   Anticipo  un  argomento a coloro che in Commissione hanno  seguito
  molto, hanno lavorato sul testo.
   In Sicilia l'acqua è a macchia di leopardo.
   Ci  sono comuni che gestiscono l'acqua direttamente e comuni  che,
  per  un  principio oggi sbagliato, il Presidente  ha  definito   da
  polli ,  ha  ceduto le reti al gestore ed essendo  stato  ligio  al
  dovere si trova a pagare una tariffa triplicata rispetto ad altri.
   Penso  che  anche là dobbiamo fare chiarezza e fare una legge  per
  tutti.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, volevo ribadire con quale spirito si è
  inserita  questa  norma  dei  50 litri  che  è  proprio  quello  di
  unificare  il  servizio per tutti i siciliani e per evitare  questa
  distanza  che  c'è, per evitare che ci siano - come  attualmente  -
  siciliani  di  serie A e siciliani di serie Z perché,  come  diceva
  qualcuno   che   mi  ha  preceduto,  ci  sono  le   aree   montuose
  caratterizzate da ricchezza d'acqua e dove l'acqua si paga  a  poco
  prezzo e aree dove ci sono dei deficit come in Sicilia occidentale,
  nell'ennese e in altre aree.
   Bisogna  andare a chiudere, per esempio, l'anello di distribuzione
  dell'acqua dalla Sicilia orientale alla Sicilia occidentale.
   Questo  è  anche  uno degli obiettivi di questa  legge:  andare  a
  sanare tutte le disuguaglianze che ci sono anche dal punto di vista
  infrastrutturale,  andare a chiudere l'anello di distribuzione,  la
  diga  Montescuro  est e Montescuro ovest - per capirci  -  era  uno
  degli obiettivi di Siciliacque.
   Siciliacque  doveva andare a completare questa  diga  e  non  l'ha
  fatto.
   Uno  fra  tanti  obiettivi falliti dei privati  e  soprattutto  di
  Siciliacque.
   L'obiettivo  di  sanare le differenze era  già  presente  anni  fa
  perché  non  ci sono siciliani di seria A e siciliani di  serie  Z.
  Ovviamente,  quest'obiettivo non si può  raggiungere  dall'oggi  al
  domani,  noi abbiamo infatti inserito la previsione di  un  sistema
  tariffario progressivamente unitario. Quindi, l'obiettivo è proprio
  quello di una legge organica per tutti i siciliani ed è questo  che
  noi dobbiamo fare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
  il  rischio sia quello di scivolare nella demagogia. Attenzione, io
  sono fermamente... potevo disturbare, quindi, mi sono fermato... E'
  chiaro  che l'articolo 1 su cui stiamo discutendo è un articolo  di
  principio  che  fissa  i principi sui quali,  poi,  la  legge  deve
  dispiegare i propri effetti, però, è altrettanto vero, credo, che i
  principi  che  andiamo a fissare devono essere principi  anche  che
  possono essere raggiunti, raggiungibili, cioè, gli obiettivi che si
  pone  una  legge,  devono  essere obiettivi,  poi,  perseguibili  e
  raggiungibili.  Diversamente  noi  facciamo  qualcosa  che  rimarrà
  soltanto sulla carta.
   Ora,  al di là del fatto che questa legge forse sconta, come dire,
  i  contrasti agrigentini, onorevole Panepinto, noi riteniamo di no,
  ma  è  chiaro  che una legge che viene fatta deve tenere  conto  di
  tante  cose e deve tenere conto, soprattutto, della realtà ancorché
  quella realtà dev'essere corretta e  anche migliorata.
   Allora,  in  questo  noi,  al di là del fatto  che  mai  riteniamo
  potranno  questi costi essere uniformati e unificati  in  tutta  la
  Sicilia,  anche se, come dire, fare una tariffa unica,  sarebbe  un
  principio  di uguaglianza, un principio di parità di trattamento  e
  sarebbe auspicabile in linea, se vogliamo, generale, però, dobbiamo
  anche noi fare una norma che stia con i piedi per terra.
   In questo senso noi diciamo: potremmo anche ritirare l'emendamento
  1.21,  che è il nostro emendamento soppressivo, però, c'è un  altro
  emendamento,  a  mio avviso, di buon senso che è l'1.27  nel  quale
  aggiungiamo  la  parola  tendenzialmente' perché il costo  unitario
  non  potrà  mai  essere  attuato se non in presenza  di  una  buona
  infrastrutturazione,   omogeneamente  distribuita   in   tutto   il
  territorio,  opere  che  vengano fatte,  opere,  diciamo  così,  di
  adduzione,  di  conduzione  e  di  approvvigionamento,   opere   di
  razionalizzazione  del  territorio e di  difesa  del  suolo  e  del
  sottosuolo, opere di difesa idrogeologica del nostro territorio, in
  assenza  delle quali opere questa tariffa unitaria non  la  potremo
  mai raggiungere.
   In  questo  senso  - lo dico alla Presidenza, lo  voglio  dire  al
  Governo  -  Forza  Italia  ha  voluto introdurre  un  avverbio  con
  l'emendamento  1.27  che  dice   tendenzialmente'  il   tariffario,
  tendenzialmente unitario.
   Questo  per dire che la Regione promuove una tariffa unitaria,  la
  vuole  sostenere, poi, chiaramente, la può sostenere  a  condizione
  che  vengano fatte tutte quelle opere che possano portare a  quella
  tariffa.
   Diversamente,  noi faremo una norma, voi farete una norma,  perché
  noi  non siamo d'accordo su alcuni principi che sono esclusivamente
  astratti,  demagogici  e  che cercano di  intercettare  un'opinione
  pubblica  che  oggi si trova molte volte confusa  ma  che,  invece,
  dovrebbe  essere indirizzata da una buona attività legislativa  che
  possa fare delle leggi che abbiano il senso della ragionevolezza e,
  soprattutto, che abbiano anche il senso della realtà.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  innanzitutto vorrei far notare, ancor di più, qualora ve  ne  fosse
  bisogno,    la   correttezza  e  il  lavoro   dell'opposizione   in
  quest'Aula,  perché anche questo emendamento, l'1.27  dei  colleghi
  Falcone, Assenza e altri, non fa nient'altro che mettere una toppa,
  non  tanto al principio che si vuole affermare, che ancora è ignoto
  in  parte,  dato  che  abbiamo  appurato,  durante  queste  ore  di
  discussione, che l'acqua è già un bene pubblico, lo sapevamo, ormai
  è  assodato, dobbiamo ancora comprendere bene le finalità di questa
  norma,  ma  cerca  di mettere delle toppe, per  evitare,  non  solo
  un'impugnativa, che è ormai anch'essa cosa certa, ma  evitare  che,
  quando  questo  testo  arriverà al Consiglio  dei  Ministri,  oltre
  all'esigenza  di un'impugnativa, venga anche placata l'ilarità  che
  susciterà questo testo perché di questo si tratta.
   Naturalmente,  in un momento di grave crisi nei  rapporti  tra  lo
  Stato  e  la Regione, dove i tavoli tecnici devono dibattere  sulle
  applicazioni  economiche, e lei Presidente Ardizzone, sta  battendo
  tantissimo,  in  tal senso, sugli articoli 36  e  37,  da  un  lato
  chiederemo,  come  dire, di essere legittimati,  a  sedere  a  quei
  tavoli,  dall'altro presenteremo testi dove parleremo di  50  litri
  d'acqua,  dove  parleremo di sistema tariffario  unitario,  sic  et
  simpliciter, come se dovesse fuoriuscire dal nulla e, naturalmente,
  accresceremo la forza e la legittimità di questo Parlamento.
   Purtroppo, accadrà esattamente il contrario. Presidente Crocetta e
  assessore Contrafatto - che, in questo momento non vedo in  Aula  -
  l'atteggiamento del Governo è, devo dire, repellente nei  confronti
  di quest'opposizione che non merita questo atteggiamento.
   Capisco   che  alcuni  componenti  della  Commissione,  anche   il
  Presidente della Commissione debba sposare e stia sposando una  sua
  battaglia e lo faccia, anche, in modo genuino e totalizzante  nelle
  sue  posizioni, ma ieri il Presidente Ardizzone aveva invitato  più
  volte  al  confronto  e all'ascolto il Governo,  perché  non  basta
  sentire  quello  che  viene detto, ma bisogna  anche  ascoltare  le
  ragioni che questa opposizione sta proponendo al Governo.
   Mi  sembra  che stiamo soltanto proponendo delle soluzioni  a  dei
  problemi che sono evidenti, signor Presidente Ardizzone, e lo  vedo
  anche  dai  suoi  sguardi  su molti di questi  commi  e  di  questi
  articoli.
   Siccome  l'Assessore continua a partorire pareri contrari su  ogni
  emendamento e ieri, Presidente Ardizzone, il mio Gruppo si è  preso
  l'impegno  di  non chiedere nessun voto segreto proprio  perché  si
  voleva favorire questo atteggiamento di collaborazione ma, dato che
  questo  principio  di  collaborazione non si sta  attuando,  e  non
  capisco il motivo, perché sono emendamenti di buon senso, peraltro,
  stilati  da  avvocati  e  da persone di una certa  competenza,  non
  comprendo  questa chiusura. E siccome questa correttezza  e  questa
  collaborazione non sta avvenendo e molti settori della  maggioranza
  iniziano a storcere il naso su questi commi che sono ridicoli  -  e
  ribadisco  questo  termine  e  questo  aggettivo,  ridicoli  -  noi
  inizieremo a chiedere il voto segreto dato che questo principio  di
  reciprocità della collaborazione non si sta attuando.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  siccome  questa
  norma,  poi,  dovrà  trovare applicazione, assessore,  desidero  un
  chiarimento.  Con  il  comma  6  La Regione  avvia  la  progressiva
  definizione di un sistema tariffario unitario
   Vorrei  rappresentare,  alla  luce delle  direttive  che  ha  dato
  l'autorità  a tutti i comuni, in applicazione delle norme  statali,
  come funziona la tariffa?
   La  tariffa  non  si  può  determinare in  maniera  univoca  e  si
  stabilisce  che tutti paghiamo, sarebbe bello, anzi,  se  potessimo
  fare  questo  Se non ci fossero i regolamenti comunitari  Vi  è  un
  calcolo  preciso  per  stabilire  la  tariffa.  E  la  tariffa   si
  stabilisce  con dei parametri corretti che sono dati dal  costo  di
  gestione più, anche, le agevolazioni.
   Quindi,  ci  sono  delle  aliquote che vanno  rispettate;  ciascun
  ambito, ciascun ente, non può applicare una tariffa e non la  potrà
  fare  unica  neanche  la Regione perché in contrasto,  in  tema  di
  tariffe, c'è l'Autorità energia e gas che verifica. Che succede?  I
  consigli comunali, oggi, approvano le tariffe ma la verifica  delle
  tariffe è sottoposta all'Autorità.
   Le  faccio  un  esempio di qualche Comune che non ha  costi  nella
  gestione  dell'acqua,  ha  un euro e qualche  cosa  e,  quindi,  ha
  proposto delle agevolazioni e rientrava nei limiti ma ci sono stati
  Comuni diffidati perché le tariffe non erano adeguate a quelli  che
  erano i costi.
   Quindi, siccome noi stiamo facendo una legge e dopodomani,  o  fra
  60 giorni, questa legge dovrà essere applicata... sull'acqua non si
  scherza
   Il  principio inviolabile che l'acqua è pubblica non lo  mette  in
  discussione  nessuno, ma io voglio sapere - e l'assessore  ci  deve
  chiarire  - come verrà stabilita la progressiva definizione  di  un
  sistema tariffario unitario, perché non si può demandare.
   Lo stesso discorso del paradosso dei 50 litri: stiamo prendendo in
  giro  la  gente perché le agevolazioni, caro Presidente, si possono
  fare e si devono fare ma devono essere previste nel piano economico
  finanziario ben precise: tot per costo e tot per agevolazioni e  si
  stabiliscono  per fasce di età, per fasce di reddito ed  in  quella
  fascia di reddito quell'acqua dovrà essere garantita ed anche se un
  cittadino  è  moroso  l'acqua non verrà  sospesa  ma  non  possiamo
  continuare  così  perché  non è corretto  e  non  è  una  procedura
  normativamente applicabile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.21 degli  onorevoli
  Assenza e Falcone. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.26 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.39 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
  parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.27 degli onorevoli Falcone ed altri. Il
  parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  un
  minuto  fa  un  subemendamento  all'emendamento  1.27  perché,   in
  effetti,  così  come  era presentato vi era una  contraddizione  in
  termini, ossia una duplicazione perché diceva:  La Regione avvia la
  progressiva  definizione  di un sistema tariffario  tendenzialmente
  unitario ,  quindi,  ripetevamo  progressiva' e   tendenzialmente';
  per  cui  la riscrittura dell'emendamento è:  La Regione  avvia  la
  definizione di un sistema tariffario tendenzialmente unitario .
   Su  questo io chiedo il voto segreto, signor Presidente, e  chiedo
  l'appoggio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza, è  firmato  anche  dall'onorevole
  Falcone, ai fini dell'ammissibilità. Lo facciamo distribuire.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome io colgo lo
  spirito  dell'emendamento  riformulato dall'onorevole  Assenza,  di
  cui,  peraltro,  conosco  la serietà dell'impegno  in  commissione,
  vorrei  chiarire,  però,  che  - e  quindi  colgo  proprio  le  sue
  preoccupazioni  le  faccio mie - in questo testo,  che  noi  stiamo
  discutendo,  le  parole  usate  sono  assolutamente  ponderate,   e
  raggiungono   l'obiettivo,   che  anche   l'onorevole   Assenza   e
  l'onorevole  Falcone  vogliono  raggiungere.  Cosa  dice,  infatti,
  questo  comma:  La Regione avvia la progressiva definizione  di  un
  sistema  tariffario  unitario ,  si  parla  di  sistema  tariffario
  unitario  non  a  caso, perché siamo assolutamente  convinti  tutti
  quanti, che l'operazione di progressività dovrà tenere conto,  come
  dice  la  stessa parola  sistema', insieme di elementi diversi,  di
  porsi,  diciamo, in una direzione univoca. Ma si tratta di passaggi
  complessi. Allora, modificare aggiungendo  tendenzialmente' tra  il
  sostantivo  e l'aggettivo, secondo me, proprio non aggiunge,  anzi,
  probabilmente,  rende complicata la lettura del  comma.  Il  comma,
  così com'è, è di grande equilibrio e accoglie le proposte fatte  da
  Falcone e Assenza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate, intanto per la  lettura,
  onorevole  Assenza:  per la definizione di un sistema  tariffario ,
  perché manca la parola  tariffario'.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,    sinceramente,    però,   siccome     progressiva'    e
   tendenzialmente' sono due termini molto vicini,  io  tutto  questo
  scontro sinceramente col voto segreto non lo farei.
   Vi  dico, con estrema sincerità, noi possiamo procedere su  questa
  legge  in modo tale che i principi vengano salvaguardati,  però,  i
  temi   posti,  per  esempio,  dall'onorevole  Grasso,  prima,   che
  riguardano, poi, il sistema tariffario che dovrà tenere anche conto
  del   reddito   per   i   più   poveri   eccetera,   quindi,   quel
   tendenzialmente', a mio avviso, invece, rafforza quelle  eccezioni
  che, poi, dovranno trovare corpo proprio a sostegno delle categorie
  più deboli. Quindi, sinceramente, invito la commissione, in qualche
  modo,   a   rivedere,  perché,  sostanzialmente,  non   compromette
  l'impalcatura della legge, assolutamente, la conferma e dice, però,
   tendenzialmente'  significa che bisognerà tenere  conto  anche  di
  altri parametri.

   PRESIDENTE.  Scusate,  se  non ho compreso  male,  c'è  un  parere
  favorevole  del  Governo sul subemendamento  1.27.1  dell'onorevole
  Assenza.
   C'era  una  richiesta  di voto segreto. Il parere  del  Governo  è
  favorevole  o contrario sull'emendamento?  Così ci intendiamo.  Non
  apro un dibattito, ci siamo gia chiariti le idee, è intervenuto  il
  Presidente della Regione.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  l'emendamento  così  formulato  va  riscritto  perché,  in   questi
  termini,  chiaramente,  non  ha alcun  significato,  cioè,  bisogna
  aggiungere la parola  tariffario'.

   PRESIDENTE.  Questo  lo  abbiamo detto:  diamo  per  scontato  che
  inseriamo la parola  tariffario'.

   TRIZZINO,   presidente   della  Commissione.   Il   parere   della
  Commissione è contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza, mantiene  la  richiesta  di  voto
  segreto?

   ASSENZA.  Se  il  parere  del  Governo  è  favorevole,  ritiro  la
  richiesta di voto segreto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   1.27.1   degli
  onorevoli Falcone e Assenza.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  come avete potuto  constatare,  non  abbiamo
  tenuto  conto  del  Regolamento  che  prevedeva  l'intervento   del
  deputato  per  non  più di 10 minuti, come recita  il  Regolamento,
  perché  ogni  deputato è intervenuto più volte,  anzi,  in  maniera
  ripetuta.
   Pertanto,   arrivati   a  questo  punto,   siccome   si   trattava
  dell'articolo dei principi e, quindi, il ragionamento di  carattere
  generale  è  stato  sviluppato,  se siamo  d'accordo,  ristabiliamo
  quello  che  prevede  il Regolamento, rientriamo  nel  Regolamento,
  anche riducendo i termini da 10 a 5 minuti.

   DI MAURO. Non sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Allora 10 minuti per ogni deputato. Ogni parlamentare
  può  intervenire  per  non più di 10 minuti,  una  sola  volta  sul
  singolo   articolo,   ad   illustrare   eventualmente   anche   più
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
          Istituzione dell'Autorità di Bacino Unica Regionale

   1.  E'  istituita, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica,
  presso la Presidenza della Regione, l'Autorità di Bacino Regionale,
  con  il  compito di assicurare la difesa del suolo, il  risanamento
  delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico e  la
  tutela   degli   aspetti  ambientali  nell'ambito   dell'ecosistema
  unitario del bacino idrografico ai sensi della lettera h), comma 1,
  dell'articolo  64  del Decreto legislativo 3  aprile,  n.152  e  in
  adempimento delle direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE.

   2. Sono organi dell'Autorità di bacino unica regionale:

   a) il Comitato Istituzionale permanente;

   b) la Segreteria tecnica-operativa;

   c) la Commissione di coordinamento e pianificazione.

   3. Gli organi dell'Autorità di bacino sono così composti:

   a) il Comitato istituzionale permanente, presieduto dal Presidente
  della  Regione,  è  altresì composto dall'Assessore  regionale  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, dall'Assessore regionale
  per  le risorse agricole e alimentari, dall'Assessore regionale per
  il   territorio  e  l'ambiente,  dall'Assessore  regionale  per  le
  attività    produttive,    dall'Assessore    regionale    per    le
  infrastrutture, mobilità e trasporti, dall'Assessore regionale  per
  i  beni  culturali e l'identità siciliana, dall'Assessore regionale
  per  la salute, dal Presidente dell'Assemblea dei Sindaci per  ogni
  Ambito  Territoriale Ottimale di cui all'articolo 147  del  decreto
  legislativo 3 aprile 2006, numero 152, da tre componenti  designati
  dall'ANCI  Sicilia,  di cui due in rappresentanza  dei  Comuni  con
  popolazione  superiore ai 10.000 abitanti ed uno in  rappresentanza
  dei  Comuni  con  popolazione  inferiore  ai  10.000  abitanti.  Le
  adunanze del Comitato istituzionale permanente sono valide  con  la
  presenza  della  metà  più uno dei componenti.  Le  decisioni  sono
  adottate  a  maggioranza  dei presenti; a parità  di  voti  prevale
  quello del Presidente.

   b)  La segreteria tecnica-operativa coincide con una struttura  di
  livello  intermedio  del Dipartimento regionale  dell'Acqua  e  dei
  Rifiuti;

   c) la Commissione di coordinamento e pianificazione è composta dai
  Dirigenti  Generali  del Dipartimento Regionale  dell'Acqua  e  dei
  Rifiuti,  del Dipartimento Regionale dell'Energia, del Dipartimento
  Regionale     dell'Ambiente,     del     Dipartimento     Regionale
  dell'Urbanistica,  del  Dipartimento  regionale   Azienda   Foreste
  Demaniali,   del   Dipartimento  Regionale   della   Pianificazione
  strategica  Sanità,  del  Dipartimento Regionale  della  Protezione
  Civile,  del Dipartimento Regionale delle Attività produttive,  del
  Dipartimento   Regionale  degli  interventi  infrastrutturali   per
  l'agricoltura,  del  Dipartimento Regionale dei  beni  culturali  e
  dell'identità   siciliana,   del   Dipartimento   Regionale   delle
  Infrastrutture e della Mobilità.

   4.   Le  funzioni  degli  organi  dell'Autorità  di  bacino  unica
  regionale sono le seguenti:

   a)  Il  Comitato  istituzionale  permanente  adotta  gli  atti  di
  indirizzo, coordinamento e pianificazione dell'Autorità  di  bacino
  regionale;

   b) la Commissione di coordinamento e pianificazione predispone gli
  atti  adottati  dal  Comitato istituzionale permanente  e  ne  cura
  l'attuazione.

   5. L'Autorità di Bacino Regionale ha competenza in materia di:

   a)  redazione  e aggiornamento di un 'bilancio idrico  regionale',
  inteso  come  processo  di valutazione di tutte  le  componenti  in
  ingresso  ed  in uscita del sistema idrico, al fine di esplicitare:
  il diritto all'acqua; l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale
  di  ricostituzione  del  patrimonio  idrico;  la  presenza  di  una
  quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica
  idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento
  di  biocenosi  autoctone  e il raggiungimento  degli  obiettivi  di
  qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli
  ecosistemi acquatici naturali;

   b)  redazione e aggiornamento del Piano di Gestione del  Distretto
  Idrografico della Sicilia, in attuazione dell'articolo 13, comma 1,
  della  Direttiva comunitaria n. 2000/60/CE, ai sensi  dell'articolo
  57,  comma  1,  lettera a, n. 2, e dell'articolo 66, comma  6,  del
  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152.  Le  disposizioni  del
  suddetto  Piano di gestione sono immediatamente vincolanti  per  le
  amministrazioni  e  per gli enti pubblici, nonché  per  i  soggetti
  privati;

   c)  elaborazione di proposte per dare operatività al programma  di
  misure  per  raggiungere gli obiettivi ambientali  individuati  nel
  Piano  di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia, secondo
  i  principi contenuti nelle Direttive 60/2000/CE e 60/2007. I piani
  ed  i programmi di sviluppo socio-economico e di assetto ed uso del
  territorio  sono  coordinati, o comunque non in contrasto,  con  il
  Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia;

   d)  creazione di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione  e
  la  pubblicazione  di  dati  statistici  predisposti  dagli  organi
  competenti su tutti i pozzi privati, sui contratti di concessione e
  relativa remunerazione, con riferimento alla disponibilità  privata
  delle risorse idriche per l'uso idropotabile, irriguo, industriale,
  sui prelievi effettuati, sugli allacciamenti abusivi;

   e)  creazione di una banca dati per la raccolta, l'elaborazione  e
  la  pubblicazione  di  dati  statistici  predisposti  dagli  organi
  competenti  sulle  concessioni per l'imbottigliamento  delle  acque
  minerali, relativa remunerazione e sugli effettivi prelievi;

   f)  elaborazione di proposte per favorire il riutilizzo dell'acqua
  impiegata  all'interno  degli  impianti  industriali  con  la  sola
  reintegrazione del quantitativo disperso nel processo industriale e
  con  esclusione,  ove  possibile, del  prelievo  diretto  di  acqua
  proveniente da falda.

   6.  L'Autorità  di  Bacino unica  Regionale, oltre  alle  funzioni
  individuate  dall'articolo 63 del Decreto legislativo n.  152/2006,
  esercita altresì le seguenti:

   a)  vigilanza  sul  rispetto dei livelli  minimi  di  qualità  del
  servizio irriguo e potabile;

   b)  vigilanza sulla corretta redazione del Piano d'Ambito  di  cui
  all'articolo  149 del decreto legislativo numero 152 del  3  aprile
  2006  nel  rispetto  dei  principi della  presente  legge  e  delle
  indicazioni degli strumenti pianificatori;

   c) vigilanza sulla trasparenza della contabilità delle gestioni  e
  di valutazione dei costi delle singole prestazioni;

   d) formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente;

   e) formulazione di proposte in materia di tutela dei diritti degli
  utenti;

   f)  formulazione di pareri in merito al servizio idrico  integrato
  su richiesta del governo regionale ovvero degli Enti locali;
   g)  trasmissione  annuale alla competente commissione  legislativa
  dell'ARS di una relazione sull'attività svolta.

   7.  Dalla data di entrata in vigore della presente legge,  nessuna
  nuova    concessione    per   sfruttamento,   imbottigliamento    e
  utilizzazione  di sorgenti, fonti, acque minerali  o  corpi  idrici
  idonei all'uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto  con
  quanto previsto dalla presente legge».

   All'articolo 2 sono stati presentati, dall'onorevole  Cracolici  e
  dagli  onorevoli  Sudano  ed  altri,  due  emendamenti  soppressivi
  dell'articolo  che  sono  nel fascicolo  degli  emendamenti   fuori
  sacco'.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ribadisco il concetto  che  si  può
  intervenire una sola volta sull'intero articolo. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, io e il mio Gruppo parlamentare che mi
  onoro  di  presiedere, abbiamo presentato sull'articolo 2, intanto,
  un  emendamento soppressivo ma, soprattutto, abbiamo presentato  la
  soppressione del comma 2.
   Leggo nel fascicolo aggiuntivo che ci è stato consegnato, che  c'è
  un emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Cracolici.
   Signor  Presidente, vorrei, intanto, per un fatto di  chiarezza  e
  proprio  per venire incontro alle valutazioni del Presidente  della
  Regione  che  ha appena finito di dire che, a volte,  ha  l'idea  -
  secondo  me  sbagliata - che qui il dibattito  in  questa  Aula  si
  estremizzi, vorrei capire dal capogruppo del partito di maggioranza
  quali  sono  le ragioni che lo portano a presentare un  emendamento
  soppressivo di un intero articolo.
   Ma  non  perché io non sia d'accordo, posto che io l'ho ugualmente
  presentato, ma perché, evidentemente, se l'onorevole Cracolici si è
  convinto della bontà delle posizioni delle opposizioni ci sarà  una
  ragione  che sarebbe il caso che l'onorevole Presidente del  Gruppo
  del PD palesasse all'Aula.
   Credo  che questo lo debba per un fatto di correttezza di rapporti
  e di utile e proficua gestione dell'Aula.
   Per quanto riguarda, invece. il comma 2, signor Presidente, signor
  Assessore  e  deputati  della  Commissione,  in  una  terra  spesso
  definita dal governatore della Sicilia, di  manciugghie',  io,  pur
  consapevole   che  al  comma  secondo  il  Comitato   istituzionale
  permanente,  la  segreteria tecnico-operativa,  la  Commissione  di
  coordinamento e di pianificazione, gli organi di autorità di bacino
  ecc.,  non  sono  manciugghia', tuttavia, mi permetto di sottoporre
  all'attenzione dell'Aula, per un fatto serio di spending review  da
  parte  nostra, dell'opposizione, la soppressione del comma  secondo
  al  solo  fine  di  eliminare una serie  di  enti  e  di  organismi
  pleonastici che finirebbero per appesantire la macchina burocratica
  e  finirebbero per appesantire un sistema che non vorrei che con le
  parole si combattesse e con i fatti si agevolasse.
   Per tale ragione, confermo la mia volontà di votare il soppressivo
  complessivo  dell'articolo generale, però, ripeto,  se  l'onorevole
  Cracolici ci spiegasse le motivazioni di questa folgorazione  sulla
  via di Damasco, gliene sarei grato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  tranquillizzare  il collega. Abbiamo presentato un emendamento  che
  sopprime  l'articolo  2  perché l'articolo 2  aveva  una  finalità,
  quella  di  costituire una autorità unica di bacino. Ma noi  stiamo
  facendo un'altra scelta di fondo con la legge, cioè che le autorità
  gestionali  sono  le  autorità  ottimali  nel  territorio.  Quindi,
  l'autorità  unica  di  bacino,  se  si  intende  come  autorità  di
  gestione, sarebbe in contraddizione con quanto si fa agli  articoli
  successivi.  Mentre l'autorità unica di bacino, se si intende  come
  autorità  di  coordinamento  rispetto  alle  attività,  ad  esempio
  pianificazione degli strumenti idrografici, ricordo che  con  legge
  della  Regione noi abbiamo attribuito ad un assessorato  specifico,
  che  si  chiama assessorato all'energia, alle acque e  ai  rifiuti,
  compiti  che  erano prima in capo ad una agenzia che nella  Regione
  era  stata  appositamente  costituita. L'emendamento  in  questione
  sopprime  qualunque  idea  di struttura esterna  alla  Regione.  Il
  collega  Trizzino  ha presentato una riscrittura  dell'articolo  2,
  sopprimendo  dal comma 1 al comma 6, dove limita ad  attribuire  le
  funzioni  che  erano  prima nel testo attribuite  all'autorità,  li
  attribuisce all'assessorato all'energia, alle acque e ai rifiuti.
   Quindi,  sarà  il  dipartimento dell'amministrazione  regionale  a
  gestire  tutte le attività di coordinamento che rimangono  in  capo
  nella   nostra   Regione.  Mi  sembra  una  norma  di  snellimento,
  chiaramente io condivido la riscrittura dei colleghi. Perché dall'1
  al  6?  Perché c'è poi il comma 7 che rimane in piedi. Sul comma  7
  c'è una diversità tra me e i colleghi della Commissione. Io ritengo
  che  il  comma  7  sia  anch'esso da  abrogare  perché  lo  ritengo
  sbagliato,  poi  lo  dirò nel merito se sarà  necessario,  che  noi
  facciamo     assoluto     divieto    delle    attività     compreso
  l'imbottigliamento dell'acqua che mi sembra eccessivo di  prevedere
  un  divieto.  In  ogni caso, dall'1 al 6 la Commissione  ha  inteso
  riscrivere   il  testo,  pertanto  io  ritiro  il  mio  emendamento
  soppressivo   dell'intero  articolo,  voterò  l'emendamento   della
  Commissione,  mentre sul comma 7 ribadisco il mio  intendimento  di
  bocciarlo.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, lei lo ritira pure o lo mantiene?

   SUDANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  chiedo
  una breve sospensione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente  della
  Commissione, la seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.37, è ripresa alle ore 19.45)

   La seduta è ripresa.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.  C'è  la   riscrittura
  dell'emendamento  2.26  in  riscontro  alla  proposta  del  collega
  Cracolici, nel senso che viene abolito l'autorità di quel comma 2 e
  viene trasferito tutto all'Assessorato dell'energia con le funzioni
  già previste all'articolo 2.
   È fatto salvo il comma 7. Il comma 7 si mantiene. Collega presenta
  il soppressivo al comma 7 e si vota il comma 7.

   PRESIDENTE. C'è un emendamento di riscrittura della IV Commissione
  e  c'è  un  emendamento  del Presidente Cracolici  che  prevede  la
  soppressione del comma 7.

   DI MAURO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  le
  cose     dette    dall'onorevole    Cracolici    sono    certamente
  insoddisfacenti,  perché  pensare di  eliminare  un  articolo  così
  importante  che  peraltro  è previsto nel decreto  legislativo  152
  all'articolo 63, credo che non sia una cosa assolutamente corretta.
  Bene  ha  fatto  la  Commissione a correre ai  ripari.  L'onorevole
  Cracolici ha tentato di camuffare l'istituzione di questa  autorità
  di  bacino  come una sorta di agenzia, immaginando  ricordi  di  un
  tempo  che  furono  eliminati  nella scorsa  legislatura  e  voleva
  eliminare  una  cosa di straordinaria importanza che  è  in  questo
  articolo, che è l'autorità di bacino prevista dall'articolo 63  del
  decreto legislativo.
   A  tal  proposito io avevo presentato un emendamento, il 2.9,  che
  testualmente  recita:   in adempimento alle  direttive  2060  della
  Comunità  Europea  e 2007 della Comunità Europea  sono  aggiunti  i
  seguenti  periodi.  L'Autorità  idrica  per  lo  svolgimento  delle
  proprie  attività  è  dotata di una struttura centrale  di  livello
  regionale,  articolata  in strutture periferiche  che  operano  con
  riferimento agli ambiti territoriali di cui al successivo  articolo
  5. L'Autorità idrica nel rispetto di quanto previsto dalla presente
  legge  adotta un apposito regolamento per disciplinare  la  propria
  organizzazione interna .
   Ribadisco che le cose dette dall'onorevole Cracolici non solo  non
  sono  pertinenti  ma  non sono per nulla giustificative  perché  la
  direttiva 2000 del '60 contiene delle cose ben precise che io passo
  ad elencare. Intanto lo scopo di ampliare la protezione delle acque
  sia superficiali che sotterranee; raggiungere lo stato di buono per
  tutte  le  acque  entro  il 31 dicembre 2015;  gestire  le  risorse
  idriche  sulla  base di bacini idrografici indipendentemente  dalle
  strutture amministrative; procedere attraverso un'azione che unisca
  limiti di standard di qualità; riconoscere a tutti i servizi idrici
  il  giusto  prezzo che tenga conto del loro costo economico  reale;
  rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia.
   Onorevole  Cracolici,  non  ho  ben  compreso  perché  lei  voleva
  eliminare  una  struttura così significativa e così importante  che
  deve necessariamente sovrintendere tutti gli ambiti ottimali.
   Dal  suo  emendamento  che sopprimeva l'intero  articolo  che,  in
  verità, risultava farraginoso, forse urtava la sensibilità  di  una
  parte del Governo perché indicava la necessità di un organismo  che
  prevedeva   la  presenza  di  diversi  assessori  per   cui   c'era
  l'intromissione di una delega con un'altra delega o altri fatti  di
  natura  particolare che riguardano possibili contrasti che  possono
  essere all'interno del Governo.
   Adesso  si  passa,  col  suo assenso e  con  la  sua  indicazione,
  addirittura  a  qualcosa che è in più rispetto  a  quanto  previsto
  dall'articolo 63 del famoso decreto legislativo.
   Caro onorevole Cracolici, in realtà, credo che basterebbe indicare
  l'emendamento che ho presentato che recita per esteso ciò che  sono
  le  competenze  previste dalla direttiva europea. Aggiungere  altre
  cose che sono di fatto per nulla importanti ma ripetitivi di quelli
  che  sono  gli  aspetti  della  direttiva  della  Comunità  europea
  sembrerebbe  volere  aggiungere  esteticamente  qualcosa  a  questo
  disegno  di  legge  come  se, in quest'Assemblea,  ci  inventassimo
  formule tecniche tali da abbellire un disegno di legge.
   Non abbiamo nessuna necessità di abbellire un disegno di legge.
   Questo  disegno di legge, onorevole Cracolici, le ricordo che  non
  aveva nemmeno necessità di venire in quest'Aula se non per indicare
  due cose: gli ambiti ottimali e l'autorità di bacino che lei voleva
  invece sopprimere.
   Stiamo  a  discutere di gestione - che non è competenza di  questo
  Parlamento - e stiamo a discutere, non sapendo se il momento è  più
  o  meno favorevole, addirittura della soppressione di uno strumento
  di  natura  giuridica di cui lo Stato stabilisce debba essere  ente
  pubblico  non  economico che ha una funzione  straordinaria  che  è
  quella a cui non possono certamente adempiere gli ambiti ottimali.
   Richiamo  al  buon  senso di questo Parlamento  in  modo  tale  da
  approvare  una  norma snella che non sia - mi permetto  di  dire  -
  orientata  a dare l'impressione di chissà cosa si voglia legiferare
  perché basta indicare l'applicazione della direttiva europea.
   Ogni altra aggiunta, ogni altra cosa o ogni altra eliminazione non
  è  coerente  con quello che è lo spirito delle norme  nazionali  ed
  europee.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   quanto
  riguarda,  poi,  anche il comma 7, io direi anche di  capire  dove,
  quali  sono le difficoltà che la Commissione ha intravisto di poter
  spiegare  sull'attività di questi privati che è altra cosa rispetto
  al  servizio idrico integrata, quella è altra cosa, per  cui  sulla
  scorta  di questo noi siamo d'accordo per l'emendamento 2.26  della
  Commissione.

   PRESIDENTE. Grazie.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  scusi  solo  per
  ribadire  e  sostenere  quanto affermato dall'onorevole  Di  Mauro,
  perché  già  tutte  le  funzioni  attribuite  nel  riordino   delle
  competenze  amministrative sono già previste dall'articolo  63  del
  decreto  legislativo del 2006, quindi basterebbe semplicemente,  se
  la Commissione è d'accordo, dire che l'Assessorato all'energia e ai
  servizi   di  pubblica  utilità,  esercita  le  funzioni   di   cui
  all'articolo 63 e quelle previste per il riordino, e basta.  E  non
  c'è bisogno di andare a fare tutto questo ..

   PRESIDENTE.  Grazie soprattutto per la brevità  onorevole  Grasso.
  Pongo in votazione l'emendamento 2.26 della Commissione. C'è un sub
  emendamento.

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore. Sul 2.26 della Commissione che prevede  che
  il   piano  di  cui  alla  lettera  b  di  gestione  del  distretto
  idrografico   della  Sicilia  venga  poi  approvato  dalla   Giunta
  regionale  del Governo perché non era previsto l'organo che  doveva
  approvare.

   PRESIDENTE. Allora pongo in votazione il sub-emendamento 2.26.2.
    Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contraria a maggioranza.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.26 così come sub-emendato.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il sub-emendamento 2.26.1  che  riguarda  la
  soppressione del comma 7.
   Il parere della Commissione?

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Dobbiamo avere chiare le idee. L'emendamento ultimo che
  è  presentato dalla Commissione e cioè che si sopprime il comma che
  consente  il  rilascio  dell'autorizzazione delle  acque  minerali,
  questo  dobbiamo  averlo chiaro, perché siccome ci  lamentiamo  che
  l'acqua deve essere pubblica, che l'acqua non deve costare,  che  a
  Santo  Stefano  c'è  una autorizzazione di 10  litri  di  acqua  al
  secondo  e  non  sappiamo in realtà quant'è l'emungimento,  abbiamo
  tentato con delibere di Giunta di bloccare questo tipo di attività.
  Qui  stiamo  noi  allargando  la  maglia  e  prestandoci  ad  altre
  eventuali  autorizzazioni e mi appello al presidente  Crocetta,  se
  questo,  in  questo momento di crisi che c'è in tutte  la  province
  della  Sicilia occidentale, è possibile consentire che ci  sia  una
  norma   di   questo   tipo  presidente  Crocetta   perché   capisco
  l'industrializzazione, capisco tutto quello che  volete  ma  questa
  norma non credo che sia in linea con quelli che sono i principi  di
  economicità, di tutela delle acque, di salvaguardia di 50 litri  di
  acqua  al giorno ogni persona e di tutte le altre cose che  vengono
  scritte  a  parole  e  poi  nei fatti si apre  la  maglia  a  fatti
  commerciali.

   PRESIDENTE.  Ora,  abbiamo  votato l'articolo  2,  tant'è  che  la
  Commissione ha voluto precisare che era contrario a maggioranza. Lo
  abbiamo votato l'articolo 2.

   SUDANO. Lo abbiamo votato.

   DI  MAURO. Sul punto 7, non è stato votato.

   PRESIDENTE. E' stato votato, tant'è che il Presidente  Trizzino  è
  voluto  intervenire  per  dire che comunque  lui  era  contrario  a
  maggioranza. Quindi, non è vero che non è stato votato.
   Avete chiesto tutti una sospensione, abbiamo sospeso, pensando che
  c'era un'intesa e ora invece

   DI  MAURO.  Non  è  stato votato  E a Santo  Stefano  non  abbiamo
  notizie della quantità d'acqua giornaliera prelevata.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
       Istituzione del Comitato di consultazione permanente sul
       Piano di Gestione del Distretto idrografico della Sicilia

   1.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge, il Presidente della Regione istituisce il Comitato
  di  consultazione  permanente sul Piano di Gestione  del  Distretto
  idrografico  della  Sicilia al fine di favorire  la  partecipazione
  democratica,  in  conformità  con le disposizioni  contenute  nella
   Convenzione  sull'accesso all'informazione, la partecipazione  del
  pubblico  al  processo decisionale e l'accesso  alla  giustizia  in
  materia  ambientale'  approvata ad Arhus  il  25  giugno  1998.  Il
  suddetto  Comitato è convocato periodicamente dal Presidente  della
  Regione  al fine di individuare le azioni necessarie per affrontare
  i  problemi  legati al ciclo dell'acqua ed alla  difesa  del  suolo
  nell'attività di programmazione e di pianificazione.
   2.  Alle  riunioni del Comitato di cui al comma 1, partecipano  le
  forze   sociali,   economiche,  associative,   ambientaliste,   dei
  consumatori, istituzionali e del Forum per il movimento  dell'acqua
  ed  i  rappresentanti  dei  Comuni di ogni  Assemblea  Territoriale
  Idrica di ciascun Ambito territoriale ottimale».

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Siamo in un  tempo
  in cui, mi rivolgo particolarmente al Presidente Crocetta, da tutti
  gli  ambiti,  i più diversi, della politica e dell'Amministrazione,
  si parla della necessità di una semplificazione burocratica.
   Siamo  in  un  tempo in cui da parte del Governo regionale  e  del
  Presidente  Crocetta si parla sempre più spesso della necessità  di
  eliminare  una  serie  di  governicchi,  sottogoverni,  sottoscala,
  gabinetti, sottogabinetti, che sono definiti, in alcuni casi  anche
  correttamente dal Presidente Crocetta  manciugghia'.
   Siamo  in  una  fase  storica  in  cui  abbiamo  la  necessità  di
  semplificare la macchina burocratica; dal Governo nazionale  e  per
  cascata  qui  al Governo regionale si dice che bisogna semplificare
  la  burocrazia,  bisogna togliere lacci e lacciuoli.  Siamo  in  un
  periodo  in  cui  dobbiamo combattere tutti la  manciugghia'  e  lo
  vogliamo fare e siamo in un periodo in cui, però c'è una legge  che
  vuole   istituire,   cari  colleghi,  ed  è   questa   la   ragione
  dell'emendamento  soppressivo  dell'articolo  3,  un  comitato   di
  consultazione  permanente  sul  piano  di  gestione  del  distretto
  idrografico  della Sicilia. Cioè, sarà una cosa importante,  è  una
  cosa importante ed è soprattutto snella, tanto snella da prevedere,
  intanto  che  lo  convochi una volta al mese  il  Presidente  della
  Regione,  ma  soprattutto che vi partecipino le forze  sociali,  le
  forze economiche, le forze associative, le forze ambientaliste, dei
  consumatori, istituzionali, il forum per il movimento dell'acqua, i
  rappresentanti dei comuni di ogni assemblea territoriale  idrica  e
  raccolgo  con grande enfasi la protesta del  Telefono azzurro   che
  non  è  stato  coinvolto in questa cosa e che, secondo  me,  andava
  coinvolto.
   Allora, colleghi, ma quanta gente, al netto della serietà,  perché
  l'unica  cosa  seria che ho menzionato è il  Telefono azzurro ,  ma
  quante cose volete mettere per fare ridere chi leggerà questa legge
  quando l'avrete approvata fuori da qui? Siamo al paradosso
    Non ho altro da aggiungere.

   PRESIDENTE.   Hanno  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   Foti,
  l'onorevole Panepinto ed, a seguire, l'onorevole Turano.
   Onorevole  Foti, se può chiarire, in effetti, che cosa si  intende
  per forze sociali. Che cosa si intende anche per forum delle acque,
  il  movimento per le acque, perché  è chiaro che tutti siamo  stati
  invasi,  per cui su questo ci dobbiamo intendere al fine di evitare
  che  poi  l'ultimo arrivato si alzi e dice voglio partecipare.  Per
  cui,  se  nella  legge  deve stare come norma  manifesto  bene  ma,
  obiettivamente, non possiamo prendere in giro nessuno.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, durante la
  lunga  elaborazione di questo disegno di legge,  forse  l'onorevole
  Cordaro non sa che abbiamo ascoltato tutte queste forze sociali.  I
  siciliani  non  si  vanno  a  cercare solamente  al  momento  delle
  elezioni.
   Noi  con  questo articolo, che è a costo zero, che  istituisce  un
  comitato  di  consultazione, permettiamo  la  partecipazione  delle
  forze  sociali con cui si intendono i sindacati e, quindi, la parte
  sociale;  delle associazioni ambientaliste che dobbiamo ringraziare
  per  il lavoro che fanno nel territorio; del forum per l'acqua  che
  sappiamo  essere  stati protagonisti delle azioni referendarie,  di
  tutte  le  azioni di informazioni, di promozione, della conoscenza,
  del  bene  comune acqua. Forse, per lui sono un intralcio, qualcosa
  in  mezzo ai piedi, noi li riteniamo fondamentale tassello per dare
  una svolta nella gestione dell'acqua in Sicilia.
   Tra  l'altro,  la  partecipazione  dei  cittadini  sottoforma   di
  associazioni,  comitati, chiaramente non del singolo cittadino  che
  si  alza e vuole intervenire nel comitato, quindi rappresentati  da
  associazioni legalmente costituite che rappresentino, possibilmente
  di  carattere regionale, la voce dei cittadini su un bene che, come
  abbiamo  ampiamente spiegato nelle finalità, è un bene  comune,  ci
  sembra  che  siamo il minimo per garantire la partecipazione  e  la
  trasparenza nei processi decisionali o, quanto meno, propositivo.
   Quindi, ilarità a parte, vorrei che pacificamente ritirassero  gli
  emendamenti  soppressivi e, se possibile, si va avanti  sulla  roba
  seria.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io mi
  ero  imposto, come fioretto, di non intervenire se non strettamente
  necessario.  Se  l'onorevole Di Mauro mi ascolta  che  ormai,  come
  dire, è padrone di questa Aula, a buon titolo, veterano.
   Intervengo  perché, faccio una battuta, l'articolo 3  va  corretto
  togliendo esattamente la parola al secondo comma  associative ;  le
  forze  sociali  sappiamo che sono i sindacati; le forze  economiche
  sono quelli datoriali; cassiamo  associative ; le ambientaliste  in
  Italia   sappiamo   chi   sono;  dei  consumatori   ormai   vengono
  riconosciute  le  associazioni dei consumatori;  cassiamo  la  voce
   istituzionale  che è generica e non significa niente, dopo di  che
  mi  pare  che  la  Commissione  ed  il  relatore  stanno  scrivendo
  l'emendamento e in un apposito decreto il Presidente della  Regione
  individua   questa   associazione.  Consentitemi   un'esagerazione,
  onorevoli  colleghi: l'acqua è quel bene pubblico  che  ha  bisogno
  anche di una vigilanza democratica rispetto all'uso che se ha fatto
  fino adesso, se c'è quest'articolo ci sarà una ragione.
   Fino ad ora tutto è stato in mano ad altri, probabilmente a luoghi
  non   frequentati  da  tutti,  uso  un'espressione   diciamo   così
  demagogica, comitati d'affare per esempio. Oggi, si vuole istituire
  un  comitato  che serve a sentire, ovviamente, se  ci  saranno  gli
  esperti  in  materia  idrica  di Legambiente,  del  Fai,  di  altre
  associazioni o della federazione dei consumatori.
   Io  ho  più che una preoccupazione, una sensazione, che  man  mano
  questo  testo va avanti, qualcuno usa il termine ridicolo, qualcuno
  il  termine  confusionario, cioè l'impressione che ho è che  questo
  tentativo di dileggiare, di aggredire questa norma come se fosse il
  primo  disegno  di  legge  che  viene  corretto  in  Aula,   è   la
  preoccupazione  che  finalmente in un settore  delicatissimo  quale
  quello  idrico della distribuzione delle risorse idriche,  si  crei
  finalmente la possibilità di sapere che cosa accade e di  che  cosa
  si tratta.
   A  me sembra che ci sia un po' di sciatteria involontaria e un po'
  di  preoccupazione nell'insediare un organo consultivo su un grande
  tema che è quello dell'acqua.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  sono
  molto  contento  che  lei  mi ha dato la  parola  dopo  l'onorevole
  Panepinto,  che onestamente sarebbe poco onesto non  riconoscere  è
  uno che ha seguito tutta la materia e con particolare passione,  ma
  quando  la  passione diventa fanatismo, onorevole Panepinto  grazie
  per il suggerimento, io credo che dobbiamo riflettere.
   L'articolo 3 è una barzelletta, nè più e nè meno, e non ne  faccio
  una  questione  ideologica. Sull'articolo  ho  commesso  un  errore
  ritirando l'emendamento e quell'emendamento modificava i principi e
  la  finalità della legge, rendendola attuabile e, non parlando  del
  sesso  degli  angeli,  nell'articolo 3 e  nell'articolo  4  poi  si
  costruisce  un  capolavoro, un capolavoro di  ingegneria  giuridica
  dove non si è neanche in condizione di riconoscere chi invitare e a
  quale  titolo  l'invitato parteciperebbe. Perché nel secondo  comma
  c'è  scritto:     alle  riunioni  del  comitato  partecipano  ,  ma
  partecipano nella qualità di invitati, nella qualità di componenti,
  nella qualità di che cosa? E ogni volta sono le stesse associazioni
  o cambiano di volta in volta?
   L'articolo 3 merita di essere soppresso perché inutile  e  io  non
  faccio mistero di votare per la soppressione dell'articolo 3.

   ALONGI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero fermato  un
  attimo  perché ero indeciso se poi intervenire dopo gli  interventi
  dei colleghi che condivido in pieno.
   Vedete,  facevo  una riflessione tra me e me  e  pensavo  che  non
  vorrei  essere al posto del Presidente Crocetta, nel senso  che  il
  Presidente  della  Regione istituirà il comitato  di  consultazione
  permanente;  e  se  non  vado errato, vorrei leggerlo  attentamente
  perché  magari  è sfuggito un passaggio, io dico che  le  leggi  si
  fanno  e bisogna farle in maniera chiara, dove il cittadino  da  un
  lato  abbia contezza di questa legge dove ci porta e a cosa  serva.
  Ma io, sarà che in questo minuto sono stanco è da un po' di ore che
  siamo  qua  dentro, ma quando in questo articolo  diciamo  che   la
  disposizione     contenuta    nella    convenzione     sull'accesso
  all'informazione,  la  partecipazione  del  pubblico  al   processo
  decisionale , ma per decidere cosa? E  l'accesso alla giustizia  in
  materia  ambientale .  Diciamo tutto e il contrario di tutto.  Cosa
  significa? Siamo più chiari  Cosa vogliamo dire
   E  poi  quando  diciamo che i rappresentanti dei  comuni  di  ogni
  assemblea  territoriale significa che partecipano  i  400  e  oltre
  sindaci  della Sicilia a questa assemblea? Quindi, ogni sindaco  di
  un comune prende la macchina con il suo autista, si fa accompagnare
  a  Palermo,  si fa accompagnare non so dove, probabilmente  con  la
  missione, perché dice non costa nulla. Ma veramente siamo  arrivati
  al  ridicolo  Sono per la partecipazione democratica. Sarebbe stato
  più  opportuno questo tipo di sensibilità quando abbiamo  approvato
  la   legge   sulle  province  e  nell'allargare   al   massimo   la
  partecipazione dove invece abbiamo cercato di stringere.
   Credo  che questo articolo non è fumo negli occhi. E' un  articolo
  ridicolo  che veramente non serve a nessuno e non serve neanche  ai
  siciliani.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio dare  un
  appellativo  a  questo  articolo così come  è  stato  richiamato  e
  ribadito  da  alcuni colleghi. Ma voglio poter dire al Governo:  ma
  per  quale  motivo  è necessario fare una legge  per  istituire  un
  tavolo  tecnico,  per  istituire un comitato di  consultazione?  E'
  nelle  prerogative  del  Presidente della  Regione,  dell'Assessore
  regionale  che  ha  questa delega, di potere con  proprio  decreto,
  attivare il tavolo di consultazione, attivare un comitato così come
  è previsto dall'articolo 3.
   Sono  contrario  a  questo articolo - e lo dico  immediatamente  -
  perché  ricordo come lo ricorderanno tanti colleghi di  quest'Aula,
  il  famoso  comitato  consultivo per la pesca che  nacque  come  un
  semplice   tavolo  di  consultazione  e  poi  con  la   finanziaria
  successiva  si pensò anche di mettere la copertura finanziaria  per
  gli  emolumenti e le missioni e poi per abrogare quel  comitato  ci
  vollero ben tre finanziarie successive.
   Siccome  questo comitato è un comitato che oggi risulta  a  titolo
  gratuito  e domani in finanziaria rischiamo che vi sia un  articolo
  che dà copertura finanziaria a questo comitato per ridare il famoso
  gettone  di  presenza, direi che è cosa più logica  cassare  questo
  articolo  e  fare  in  modo che l'Assessore o il  Presidente  della
  Regione  direttamente, senza la legge, con proprio decreto  possano
  costituire il tavolo di consultazione, cosa che si è sempre  potuta
  fare e realizzare.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor Presidente, in Sicilia  quando  non  si
  vuole  fare niente si fa o un comitato, o una consulta, o un tavolo
  tecnico.  E  questo  mi  sembra il principio ispiratore  di  questo
  articolo. Pertanto, siamo decisamente contro questo articolo perché
  lo troviamo assolutamente un appesantimento della legge.
   Volevo dire all'onorevole Foti una cosa. Lei poco fa diceva che  è
  giusto  vedere  i  cittadini non solo al momento dell'elezione,  ma
  coinvolgere  nella  vita democratica ed è un principio  sacrosanto.
  Però, è giusto soprattutto dare risposte concrete, risposte reali.
   Una  risposta reale poteva essere quella della tariffazione  unica
  che  voi  avete  votato  e  che anche noi  abbiamo  votato  e  che,
  purtroppo, non è passata.
   Vi sono dei momenti in cui quest'Aula dovrebbe essere responsabile
  e  votare al di là degli schieramenti e momenti in cui tutto questo
  non si verifica.
   Noi  riteniamo  che quando la Commissione ha riscritto  l'articolo
  2.26  e  ha  dato  all'Assessorato tutte  quelle  funzioni  e  quei
  compiti,  soprattutto  di  elaborazione  di  dati  statistici,   di
  elaborazioni    varie    sul    potabile,    sull'imbottigliamento,
  sull'irriguo,   sull'industria,  gli  avete   dato   tutte   queste
  competenze  che  potrebbero  essere semestralmente  oggetto  di  un
  report  ed  essere valutate dalla Commissione di merito  perché  la
  Commissione  di  merito, cioè voi, che siete eletti  dai  cittadini
  potreste  vicariare a quella funzione della consulta  che  vorremmo
  istituire.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  colpisce  la
  doppiezza  di  quest'Aula ed, in particolare, della maggioranza  di
  centrosinistra  quando  fa  appello  al  significato  del  processo
  decisionale e della partecipazione democratica.
   Sono appena passati pochi giorni e non si è ancora spenta l'eco di
  un  misfatto,  di  una  carneficina istituzionale,  quella  di  una
  maggioranza  allargata  ad  altri gruppi  dell'opposizione  che  ha
  espropriato a quattro milioni di siciliani il diritto a votare  per
  scegliere i vertici degli enti intermedi.
   Nel  silenzio  e  nella  indifferenza  di  tanti,  con  la  stessa
  superficialità,   adesso   il   centrosinistra   e    i    colleghi
  dell'opposizione - parlo del Movimento Cinque Stelle - ha  ritenuto
  di dovere fare appello a quest'Aula per salvaguardare gli strumenti
  di  partecipazione  democratica attraverso la  istituzione  di  una
  consulta  permanente con poteri decisionali. Davvero mi sembra  una
  schizofrenia in termini di interpretazione
   Però,  io  dico, noi abbiamo il dovere, Istituzione,  Regione,  di
  ascoltare le forze che operano sul territorio, ma abbiamo il dovere
  di  ascoltarle nella fase preventiva, non nella fase gestionale  o,
  se  si vuole, abbiamo il dovere di ascoltarli quando un Assessorato
  definisce  le  linee  programmatiche e le  priorità  della  propria
  azione alla quale intende improntarsi e intende informarsi.
   Se  io  chiedessi  quante volte l'Assessorato  del  territorio  ha
  ritenuto  di  incontrare le associazioni ed i soggetti che  operano
  nel  settore non mi farei illusioni sulle risposte  Se io chiedessi
  quante  volte  l'Assessorato  dei beni  culturali  ha  ritenuto  di
  invitare  le associazioni che operano nel settore della tutela  dei
  beni  culturali, non mi farei illusioni sul numero delle  occasioni
  offerte
   Ed  allora,  davvero  vogliamo apparire nemici  dei  soggetti  che
  operano  sul  territorio per dare un contributo di  idee?  No,  non
  siamo  nemici. Se qui il gioco è a chi la spara più grossa,  allora
  in  questo  comitato consultivo perché non inserire le associazioni
  del  volontariato  di  Protezione civile? Mi  sembra  assolutamente
  essenziale  farlo.  Questo  volontariato  che  spesso  opera  nella
  dignità  del  dovere  in ogni parte dell'Isola,  senza  neppure  la
  ricompensa di una pacca sulle spalle.
   Perché  non  invitare  a  far  parte  del  comitato  consultivo  i
  rappresentanti  dell'UNESCO  visto che  l'oltraggio  al  paesaggio,
  inteso come bene culturale, sancito dalla legge fascista Bottai del
  1939  debba essere chiamato ad esprimere il proprio parere?  Perché
  non   invitare   le  associazioni  animaliste,  per   esempio   che
  nell'equilibrio della natura ed ecologico hanno anche il diritto di
  esprimere il loro parere?
    Però, mi chiedo perché mai nessuno lamenta in quest'Aula il fatto
  che  da  anni  la istituzione delle riserve naturali  sia  bloccata
  perché i competenti comitati non riescono a riunirsi?
   Oltre 40 richiesta giacciono da parte di sindaci e di associazioni
  per  la  istituzione, quindi, per la salvaguardia, quindi,  per  la
  tutela,  quindi, per la delimitazione di alcune aree  di  interesse
  paesaggistico, naturalistico, culturale in Sicilia, ma  la  Regione
  non  concede  assolutamente autorizzazioni  per  istituire  riserve
  perché i relativi comitati non si riuniscono.
   Come si fa a dimenticare che il comitato per i beni culturali  non
  si  riunisce  da quattro anni e noi abbiamo presentato  un'attività
  ispettiva alla quale l'assessore Purpura, da galantuomo qual è,  ha
  dovuto  rispondere  -  perché l'assessore Purpura  è  fra  i  pochi
  assessori  di  questo Governo che, quando parlano  i  deputati,  si
  rivolgono verso il deputato, perché gli assessori di questo Governo
  sono convinti che in Aula debbano venire per un atto di presenza  e
  poi  parlano al telefono o parlano con i deputati che si avvicinano
  al  banco -. Signor Presidente, lei queste cose non le vede  da  lì
  sopra, ma io, che sono stato educato al Parlamento europeo, so  che
  i rappresentanti del Governo - non parlo adesso, perché me ne frego
  se  l'assessore non segue, non mi riabilito in questo  senso  -  ma
  hanno  il dovere di ascoltare i deputati che parlano, è un  dovere
  L'assessore  che parla al telefono o che parla con un deputato  che
  si   avvicina   al   banco  davvero  è  un  indice   di   inciviltà
  istituzionale. Lo dico con grande serenità. Non importa  il  titolo
  di   studi   o  il  mestiere  dell'assessore,  da  imprenditore   a
  magistrato, non importa. E' un difetto costante questo   E'  chiaro
  che  con  me  non  attacca, ma è un diritto del  Parlamento  essere
  ascoltato dall'assessore, anche se poi sta pensando ad altre  cose,
  l'illusione di essere ascoltato
   Detto  questo,  io  mi chiedo perché le riserve  naturali  non  si
  istituiscono in Sicilia e nessuno si lamenta e sono anni di attesa;
  perché   i  centri  di  fauna  selvatica  possono  chiudere   nella
  indifferenza totale, nonostante il Governo avesse detto  lo  scorso
  anno  che  sarebbe intervenuto per salvaguardarne  la  funzione;  i
  centri  di  recupero fauna selvatica, Presidente,  sono  centri  di
  volontariato.  Io  ne  ho  aperto uno a carico  della  provincia  a
  Belpasso ed ha lavorato per dieci anni; ha chiuso grazie al Governo
  Crocetta.
   Perché   nessuno  si  lamenta  del  fallimento  della  legge   sul
  randagismo, che è diventato un fenomeno di degrado ambientale oltre
  che  di  serio  pregiudizio per la salute  della  gente  o  poi  ci
  preoccupiamo, naturalmente, della partecipazione democratica perché
  dobbiamo  fare  campagna  elettorale e  dobbiamo  far  capire  alle
  associazioni  del volontariato o alle associazioni ambientaliste  o
  alle  forze  sindacali  o  ai  rappresentanti  di  categoria  o  ai
  rappresentanti  istituzionali, che non capito quale richiamo  possa
  significare  rappresentante istituzionale,  per  far  parte  di  un
  organo collegiale che il Presidente della Regione istituisce  entro
  60  giorni  e  presiede  ogni tanto e non  si  è  capito  se  nelle
  organizzazioni sindacali ci debbono essere le più rappresentative o
  ci  debbano essere anche i COBAS, se nelle associazioni consumatori
  ci debbano essere quelle rappresentate a livello nazionale o quelle
  a livello provinciale.
   Insomma, davvero mi sembra una forzatura. Costituiamo un organismo
  consultivo, ma che sia svincolato da questa legge, consultiamolo  e
  che  sia  operativo,  disciplinato da una norma  regolamentare  che
  possa dare dignità al contributo che ognuno di questi soggetti  può
  dare ad un'istituzione che molto spesso rimane sorda ed insensibile
  di  fronte  al  richiamo della natura. Ma, in questo  contesto,  mi
  sembra davvero una forzatura.
   Per questo, Presidente, io chiedo che si voti col voto segreto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi permetto di
  sottolineare quello che finora abbiamo fatto.
   Poc'anzi,   all'articolo  2,  abbiamo  rivisitato  quell'articolo,
  proponendo  con  l'emendamento 2.26 a firma della Commissione,  non
  solo   il   recepimento  dell'articolo  63  ma  abbiamo   aggiunto,
  considerata  la nostra capacità inventiva siciliana, una  serie  di
  attività che questo organismo dovrebbe compiere e tra queste c'è la
  redazione  d'aggiornamento  di un bilancio  idrico  regionale  che,
  comunque,  è prevista in una norma nazionale, ed anche la redazione
  dell'aggiornamento del piano di gestione. Cioè, noi siamo  dinnanzi
  anche  ad una competenza che l'Ati ha in ordine a studi relativi  a
  quello che è il bilancio idrico regionale.
   Bene,  dopo  che  ci  sono professionisti che  studiano,  autorità
  competenti che esprimono il loro parere, noi dobbiamo confrontarci,
  poi,  con una serie di associazioni, per carità, non voglio entrare
  nel  merito delle competenze tecniche - perché chiaramente  non  ci
  sono - ma ambientalisti, consumatori, istituzionali, organismi  del
  forum,  del  movimento  dell'acqua e tante altre  cose,  che  nulla
  c'entrano con le competenze autorevoli che, praticamente,  vogliamo
  dare  e  che  dobbiamo  dare, al piano di  gestione  del  distretto
  idrografico.
   Allora, delle due una: o facciamo una cosa seria, che il piano  di
  gestione,  che  è  un  fatto squisitamente tecnico,  attraverso  il
  quale,   poi,  deve  essere  individuato  il  percorso  che   porta
  all'affidamento, oppure stabiliamo che dobbiamo fare  un  organismo
  che  mai  si  riunirà,  che mai deciderà e che,  soprattutto,  sarà
  intralciato  dalla  politica che intende intervenire  per  dare  la
  parvenza  ad  alcuni soggetti che nel tempo si sono determinati  in
  ordine  ad un settore ed una situazione particolare, che  è  quella
  dell'acqua, per dare loro l'idea che, comunque, partecipano.
   Questa   formula  così,  sa  molto  di  sinistra,  di   democrazia
  partecipativa,  e non ha niente a che vedere con  quella  che  deve
  essere  la  sostanza  tecnica del piano di gestione.  Il  piano  di
  gestione,  caro  onorevole  Panepinto,  è  una  cosa  squisitamente
  tecnica. Cosa c'entra immettere in questa discussione soggetti  che
  non  hanno  competenza tecnica? Allora, fate  questo  comitato  per
  discutere  e  riunirvi, ed anche stabilire un gettone di  presenza,
  perché no

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore.  Signor Presidente,  col  garbo  dovuto  ai
  colleghi  che  hanno  fatto delle riflessioni sull'articolo  3,  la
  Commissione  ha proposto due emendamenti, il 3.9 ed  il  3.10,  che
  sfoltiscono il comma 2.
   In   particolare  abbiamo  soppresso,  proponiamo  di  sopprimere,
  l'espressione   associative ed  istituzionali , che possono  essere
  poco  eloquenti, ed anziché  i rappresentanti dei  Comuni  di  ogni
  assemblea  territoriale  idrica ,  soltanto   i  Presidenti   delle
  assemblee  territoriali idriche , per cercare di fare un  organismo
  ristretto e non pletorico.
   All'onorevole Alongi, che ha letto testualmente il comma 1, volevo
  far  notare - anche qui col garbo dovuto - che si tratta del titolo
  della Convenzione di Aarhus, che è una convenzione che ha natura di
  trattato  internazionale e prevede questo organismo  partecipativo.
  Ora,  rispetto al testo esitato dalla Commissione, abbiamo dato  un
  segnale  restrittivo;  prevede pure la  competenza  del  Presidente
  della   Regione  con  decreto  per  individuare  quali   siano   le
  associazioni,  facendo seguito a quello che è  stato  l'invito  del
  Presidente  per  centrare quali fossero le associazioni  che  hanno
  titolo ad intervenire.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
  Sammartino e Nicotra.

   L'Assemblea ne prende atto.

   na in materia di risorse idriche' (nn.: 405-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                         455-125-102-106-158/A
              «Disciplina in materia di risorse idriche»

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  in   tanto   bisogna   votare
  l'emendamento soppressivo 3.4, a firma degli onorevoli  Cordaro  ed
  altri, di identico contenuto degli emendamenti 3.5 e 3.6.

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   na in materia di risorse idriche' (nn.: 405-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           54
   Votanti            53
   Maggioranza        27
   Favorevoli         28
   Contrari           25

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                              «Articolo 4
    Riordino delle competenze amministrative in materia di risorse
                                idriche

   1.  Fatte salve le competenze dell'Autorità di Bacino regionale  di
  cui   all'articolo   2  e  delle  Assemblee  territoriali   di   cui
  all'articolo 5, tutte le competenze amministrative della Regione  in
  materia  di  risorse idriche, ivi comprese quelle  relative  all'uso
  plurimo delle acque per finalità di uso potabile, minerale, agricolo
  e industriale sono attribuite all'Assessorato regionale dell'energia
  e dei servizi di pubblica utilità.

   2.  Su  proposta dell'Assessore per l'energia e per  i  servizi  di
  pubblica  utilità, entro 180 giorni dalla data di entrata in  vigore
  della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, sono
  stabilite  le modalità di attuazione delle disposizioni  di  cui  al
  comma 1».

   CRACOLICI.  Avendo  eliminato  l'articolo  2,  l'articolo   4   non
  funziona più.

   PRESIDENTE. Allora, formalmente lo dobbiamo sopprimere.  Siccome  è
  stato  modificato  l'articolo  2,  di  conseguenza  non  regge   più
  l'articolo  4,  mi  dice pure la Commissione,  per  cui  formalmente
  dobbiamo sopprimere l'articolo 4.

   DI MAURO. Voglio capire perché si deve sopprimere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Mauro, stiamo  votando  la  soppressione
  dell'articolo 4. Anche lei prevede la soppressione dei commi 1 e 2.

   PANEPINTO. L'onorevole Di Mauro quanto può parlare?

   PRESIDENTE. Per ogni articolo può parlare dieci minuti.

   DI  MAURO.  Sono  in  capo all'Assessore e in capo  al  Presidente.
  Perché  se  c'è un emendamento e sono in capo al Presidente,  io  lo
  firmo, qual è il problema? C'è una modifica del quadro normativo che
  fino  ad  oggi ci hanno illustrato? Vorrei capire perché si sopprime
  questo articolo.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Le  funzioni  che  sono
  previste  all'articolo 4 sono state spostate all'articolo 2,  quindi
  quelle  all'Assessorato  regionale dell'energia,  quindi  l'articolo
  diventa assolutamente inutile.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 4.4,  a  firma  degli
  onorevoli  Cordaro ed altri. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole Cordaro semplifica il percorso della legge, oggi.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
           Individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali

   1.  Al fine della gestione del servizio idrico integrato, entro  60
  giorni  dalla  data  di entrata in vigore della presente  legge,  su
  proposta  dell'Autorità  di  Bacino  Unica  Regionale,  sentita   la
  competente   commissione   legislativa   dell'Assemblea    regionale
  siciliana  e l'Associazione dei Comuni Siciliani (ANCI), l'Assessore
  per  l'energia e per i servizi pubblici individua, in un numero  non
  inferiore a 5 e non superiore a 9, gli Ambiti Territoriali  Ottimali
  tendenzialmente coincidenti con i bacini idrografici e nel  rispetto
  della  sostenibilità economico-finanziaria e tecnica, del numero  di
  utenti   serviti,  delle  risorse  idriche,  nonché  dell'estensione
  territoriale e delle infrastrutture presenti nel territorio.

   2.  In  ogni  Ambito Territoriale Ottimale, di cui al  comma  1,  è
  costituita  un'Assemblea Territoriale Idrica, dotata di  personalità
  giuridica   di  diritto  pubblico  e  di  autonomia  amministrativa,
  contabile  e tecnica. L'Assemblea è composta dai Sindaci dei  Comuni
  ricompresi  nell'ATO che eleggono il Presidente  dell'Assemblea  che
  esercita   le  funzioni  già  attribuite  dalle  Autorità   d'Ambito
  Territoriale   Ottimale  di  cui  all'articolo   148   del   decreto
  legislativo  3  aprile 2006, numero 152, e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   3.L'Assemblea Territoriale Idrica provvede a svolgere  le  seguenti
  funzioni:

   a)approva   lo   statuto  contenente  le  norme  di   funzionamento
  dell'Assemblea;

   b)approva  ed  aggiorna il Piano d'Ambito di cui  all'articolo  149
  del  decreto legislativo numero 152 del 3 aprile 2006, ivi  compresi
  gli interventi necessari al superamento delle criticità idropotabili
  e depurative presenti nel territorio;

   c)approva  la  proposta di tariffazione dei corrispettivi  relativi
  alla fornitura del servizio idrico;

   d)   approva  il  Piano  operativo  di  emergenza  per   la   crisi
  idropotabile;

   e) approva il Piano operativo annuale e triennale delle attività  e
  degli interventi;

   f)  affida  la  gestione del servizio idrico integrato,  stipula  e
  approva  la relativa Convenzione ed il disciplinare con il  soggetto
  gestore del servizio;

   g) definisce gli standard qualitativi del servizio;

   h)  approva  la Carta della qualità del servizio che il  gestore  è
  tenuto ad adottare;

   i)  elegge,  nel  rispetto  dei  componenti  degli  ATO,  i  propri
  delegati  al   Comitato  di consultazione permanente  sul  Piano  di
  Gestione   del   Distretto  idrografico  della   Sicilia    di   cui
  all'articolo 3;

   l)  delibera,  su  proposta dei comuni facenti parte  del  medesimo
  ATO, la costituzione di sub-ambiti.

   4.  In  sede  di approvazione ed aggiornamento dei Piani  operativi
  triennali  di  cui al comma 3, lettera e), le Assemblee territoriali
  idriche  prevedono  adeguate modifiche alle  condutture  idriche  di
  adduzione in acciaio per dotarle di impianti di protezione catodica.

   5.  Entro  90  giorni dall'individuazione degli Ambiti territoriali
  ottimali  di  cui  al  comma  1,  i  Comuni  aventi  caratteristiche
  territoriali   e   idrografiche  non  omogenee   con   l'ambito   di
  appartenenza,  possono  deliberare di  far  parte  di  altro  ambito
  territoriale  ottimale, purché confinante, previo parere  favorevole
  dell'Assessore  regionale per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità espresso entro trenta giorni dalla suddetta deliberazione.

   6.  La  gestione dei sistemi acquedottistici relativi  al  servizio
  idrico  integrato, dei servizi e delle opere idriche di  captazione,
  di  accumulo,  di  potabilizzazione e di adduzione, individuati  nel
  Piano  Regolatore Generale degli Acquedotti, è affidata  ai  gestori
  del   servizio  idrico  integrato  in  ciascun  Ambito  Territoriale
  Ottimale, così come individuati al comma 1».

   Comunico che sono stati presentati diversi emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 5.19, a firma degli onorevoli Cordaro  ed
  altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.9, a firma degli onorevoli Greco  G.  e
  Di Mauro.
   Se  sopprimiamo  il  comma 1, sopprimiamo  l'intero  articolo,  mi
  spiegano gli Uffici.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.9.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, vorrei fare  un'unica  discussione
  sugli emendamenti a mia firma. Intanto ritiro quello al comma 1.

   PRESIDENTE.   Per  evitare  confusione,  invito   gli   assistenti
  parlamentari   a   distribuire  tutti  gli   emendamenti   relativi
  all'articolo 5.
   Ricordo  che si interviene una sola volta per un tempo massimo  di
  dieci minuti.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                                Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                         455-125-102-106-158/A
              «Disciplina in materia di risorse idriche»

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sono  in   distribuzione   gli
  emendamenti all'articolo 5. Sopendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.41, è ripresa alle ore 20.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che questo è un  articolo
  importante  in quanto riguarda il numero degli ambiti territoriali.
  Tra  gli  emendamenti  c'è chi ne prevedeva  nove,  chi   tre,  chi
  cinque, chi otto, eccetera.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, come giustamente lei ha detto questo  è
  un articolo importante perché viene previsto il numero degli ambiti
  che,   poi,   sono  l'autorità  vera  di  gestione   del   sistema,
  soprattutto,  alla  luce  del fatto che con  l'articolo  2  abbiamo
  soppresso  quella sovrastruttura, quell'ambito unico che era  stato
  previsto,  che aveva dei compiti di coordinamento i quali,  invece,
  sono stati tutti demandati all'Assessorato.
   Alla  luce  di  questo, ho presentato un emendamento  che  prevede
  l'istituzione  di nuovi ambiti coincidenti con quelli  che  sono  i
  liberi  consorzi e le città metropolitane, perché  non  si  capisce
  bene la legge che è stata esitata dalla Commissione che parla da  5
  a 9 ambiti, tendenzialmente coincidenti con i bacini idrografici.
   Ora, sostanzialmente, non teniamo conto del fatto che, in effetti,
  ci sono degli ambiti che hanno funzionato; l'ambito della provincia
  di  Enna, per esempio, è uno di quelli che ha funzionato, che ha il
  socio  che  gestisce,  dove  sono stati fatti  degli  investimenti,
  insomma,  è  un  ambito che già è rodato e che ha  raggiunto  degli
  obiettivi, ovviamente, con questa legge, cambieremo le cose,  però,
  resta fermo il fatto che c'è un ambito che è una struttura che  già
  ha funzionato.
   Quindi, chiedo che vengano istituiti nuovi ambiti perché questo ha
  una  sua  ragione  d'essere perché con il bacino  idrografico,  per
  esempio,  ci  sono delle province che verrebbero spaccate  a  metà,
  metà  andrebbe  con  Catania,  per esempio,  e  metà  andrebbe  con
  Agrigento,   con   Caltanissetta  e,  quindi,  si   creerebbe   una
  grandissima confusione ed un grandissimo problema.
   Peraltro,  dico,  gli  ambiti,  di fatto,  sono  degli  ambiti  di
  gestione   amministrativa   perché  si   trovano   a   fare   degli
  investimenti,  a pagare gli stipendi, a fare tutto ciò  che  devono
  fare  per la gestione del servizio idrico, quindi, a mio avviso,  è
  molto  più  utile  che si preveda ogni singolo  ambito,  che  venga
  agganciato  col  libero consorzio o con la città  metropolitana  di
  provenienza che non prevedere altri numeri che non avrebbero  alcun
  tipo di ancoraggio.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, questo è un articolo sul quale  non  si
  può sbagliare perché, poi, concretamente ci si deve preoccupare  di
  una  corretta  gestione e, quindi, di bacini  che  siano  omogenei.
  Quindi,  i bacini idrografici sono stati individuati circa 10  anni
  fa.
   Ora,  non  credo, tranne che l'Assessore non mi confermi che  sono
  stati  aggiornati, perché si devono riaggiornare. Quindi, prima  di
  definire gli ambiti ottimali, è necessario che ci sia uno studio  a
  monte,  preliminare,  che individui le risorse  idriche,  i  bacini
  ottimali di utenza e le risorse, perché qui non si tratta di  norme
  di principio, qui si tratta di norme che devono essere applicate.
   Poi,  non  solo,  in  province  come  Messina,  non  prevedere  un
  subambito  è  una  follia, quindi voglio dire, su questo  articolo,
  lungi  da  questioni  di  principio,  qua  si  tratta  della   vera
  applicazione della norma.
   Allora,  siccome il bacino è da 5 a 9, gli ambiti ottimali vengono
  individuati dall'Assessore, per l'energia, eccetera, io dico,  come
  vengono  individuati?  E'  stato  fatto  recentemente  uno   studio
  preliminare che abbia riaggiornato le risorse idriche e, quindi,  i
  bacini ottimali? Sono state individuate le risorse?
   Abbiamo comuni dove, oggi, ci sono problemi - li abbiamo dibattuti
  in  Finanziaria - proprio di approvvigionamento di acqua,  come  la
  provincia di Agrigento. Come facciamo? Quindi, su questa norma,  su
  questo  articolo, ci vuole chiarezza da parte del Governo,  vengono
  individuati.
   Dico,  non facciamo come il discorso dell'SRR, degli ATO  e,  poi,
  siamo  rimasti impantanati, perché impantanati restano i territori;
  poi,   possiamo  dire  che  l'acqua  è  pubblica  ma   l'acqua   va
  distribuita, l'acqua pubblica va distribuita alle utenze e  l'acqua
  è una risorsa e bisogna individuare dove c'è la risorsa, perché non
  possiamo  distruggere quei territori dove l'acqua c'è e,  poi,  non
  basta  e  non  è sufficiente l'erogazione perché deve anche  essere
  erogata laddove l'acqua non c'è.
   Quindi, questo è un punto essenziale e basilare. La legge si  deve
  fare,  ma  si deve applicare, quindi, eliminiamo tutte le questioni
  di  principio, le idee teoriche e quant'altro perché, poi,  qua  si
  corre   ai   ripari   nel  cercare  di  andare  ad   eliminare   la
  incostituzionalità.
   Ma   chiedo:   quali  sono  i  criteri,  quali  sono  gli   ultimi
  aggiornamenti  che  sono stati fatti per andare  ad  individuare  i
  bacini ottimali di utenza? Questo è preliminare, prima di stabilire
  9, 5, 4.
   E,  poi,  chiedo:  perché  non sono stati  previsti  i  subambiti?
  Perché  i  subambiti consentono una migliore gestione, un risparmio
  ed  un  richiamo  a  quei  principi di  economicità,  efficacia  ed
  efficienza che sono lontani da questo Parlamento.

   CRACOLICI. Ci sono i subambiti.

   PRESIDENTE  Gli  interventi servono a chiarire  la  legge,  non  è
  secondario  il  numero  degli ambiti, anche perché  c'è  stata  una
  riunione preventiva con gli Uffici, con la Commissione stessa, ed è
  necessario  individuare  sia  il  numero  che  gli  ambiti  stessi.
  Sostanzialmente,  va  fatto per legge,  ed  è  bene  che  a  queste
  richieste  vengano date delle risposte, anche perché  se  dovessero
  nascere questioni si possono chiarire sulla base del dibattito  che
  c'è stato in Aula.

   GRASSO. E le risorse?

   PRESIDENTE.  Non è un problema di risorse, in questo momento.  Già
  la  Commissione l'aveva esaminato il problema, cioè nel  senso  che
  gli  ambiti  devono essere definiti; lei faceva riferimento  ad  un
  piano  che è stato fatto nel tempo e che forse parlava di 5 ambiti.
  Poi,  c'era  una soluzione che riportava, eventualmente,  a  9  gli
  ambiti con riferimento ai liberi consorzi, possiamo dire adesso,  e
  alle tre città metropolitane.
   I sub ambiti sono previsti, però, se su questo intervenisse chi lo
  ha seguito direttamente, sarebbe meglio.

   GRASSO.  Sono  previsti, ma il problema è che non credo  sia  così
  semplice  fare coincidere gli ambiti ottimali con i liberi consorzi
  o con le città metropolitane.
   Non  è  così semplice. Su questo argomento chiedo che l'Assessore,
  perché solo l'Assessore ci può rispondere, sia chiara e dica quando
  sono   stati  riaggiornati  i  bacini,  se  ha  individuato  ambiti
  omogenei.

   PRESIDENTE. Magari, daremo la parola all'Assessore alla  fine  del
  dibattito, perché bisogna fare le cose seriamente con dati di fatto
  certi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  un
  articolo  importante perché, come poc'anzi lei aveva  accennato,  è
  competenza  dell'Assemblea e, quindi, di questo disegno  di  legge,
  decidere gli ambiti ottimali e avremmo dovuto, considerato  che  la
  Commissione  ha  lavorato  tre anni, avere oggi  un'identificazione
  molto   chiara,  che  costituisse  parte  integrante  della   legge
  attraverso  una mappa che doveva essere legata a questo disegno  di
  legge,  in  cui veniva individuato, secondo direttive di  carattere
  tecnico,  il numero degli ambiti e, ovviamente, la delimitazione.
   In  mancanza di questo strumento, invito l'Assessore ad appellarsi
  a quanto ho indicato nell'emendamento 5.3, senza volermi per questo
  rigidamente  ancorarmi,  nel  senso  che  abbiamo  il   dovere   di
  individuare  gli  ambiti e suggerirei - ma ripeto,  la  mia  non  è
  un'affermazione  inderogabile, o un emendamento inderogabile  -  di
  recuperare  i  decreti  del  Presidente  della  Regione,  il  primo
  dell'onorevole  Capodicasa che è il n. 26 del 2000 che  individuava
  in Sicilia 7 ambiti ottimali; oppure quello che, successivamente, è
  stato  definito dal Presidente della Regione Cuffaro, il n. 10  del
  29 giugno del 2002 che individuava 9 ambiti territoriali ottimali.
   Considerato   che  abbiamo  approvato,  recentemente,   presidente
  Ardizzone, il disegno di legge sui liberi consorzi che individua  6
  liberi consorzi: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e
  Trapani  e  6  aree metropolitane, nello stesso emendamento  indico
  quest'altra  soluzione  che  andrebbe,  praticamente,   ad   essere
  applicata successivamente con l'entrata in vigore della legge.
   Quindi, questo emendamento, ripeto, non è rigido soltanto  ad  una
  condizione  in  cui l'Assessore, il Governo o la  Commissione,  per
  carità,  sia  in condizione, oggi, con approfondimenti tecnici,  di
  individuare   il  perché  del  numero  5  che  ho   visto   in   un
  subemendamento   che  è  stato  presentato,  credo,  dall'onorevole
  Cracolici.
   Andando  avanti negli emendamenti sono d'accordo con l'emendamento
  5.42 che prevede di cassare il comma 5, che è anche un emendamento,
  in  questo  senso,  presentato da me  e  dai  colleghi  del  Gruppo
  parlamentare.  Ovviamente, sono d'accordo  sull'emendamento  quello
  che  viene  indicato  al  comma  1  e  così  sostituito  e  firmato
  Cracolici,  in  cui  si dice che:  ai fini dell'organizzazione  del
  servizio idrico sono istituiti 5 ambiti territoriali ottimali  , se
  l'Assessore ci assicura che questa definizione
   Sarebbe  il trasferimento da un comune ad un altro. Se l'Assessore
  ci  indica che nella dizione che ha formulato l'onorevole Cracolici
  i  5  ambiti  territoriali ottimali sono coincidenti con  i  bacini
  idrografici, questo ci potrebbe trovare d'accordo.
   Ripeto  la  condizione  di  natura  tecnica,  non  credo  che   la
  Commissione,   oggi,   sia   in   grado   di   dare   illustrazione
  all'Assemblea; se il Governo è in grado di dire che ha  ben  chiari
  come sono identificati i bacini idrografici e si vogliano fare i 5,
  non ho alcuna riserva.
   Ovviamente, a cascata, l'emendamento 5.43 si regola di conseguenza
  perché  indica   è non superiore a 9  che può essere  accettato  ma
  tutto è subordinato dall'approvazione del 5.46.
   Dopodiché  abbiamo  altri  emendamenti  che  sono  stati   da   me
  presentati e che sono relativi, praticamente, al comma 3.
   Relativamente    alle   competenze,   alle   funzioni    dell'Ati,
  dell'Assemblea territoriale Idrica, mi sono permesso  di  formulare
  un'indicazione  con  l'emendamento  5.1  che,  in  buona  sostanza,
  disciplina  quali  sono  le competenze dell'Ati,  a  cominciare  da
  quella  che  è  la scelta del regime giuridico per la gestione  del
  servizio che è una delle forme indicate dall'ordinamento europeo  e
  poi,  giù  di lì, sono indicate anche altre condizioni di carattere
  tecnico che sono funzionali, in buona sostanza, all'affidamento del
  servizio.
   Ritiro l'emendamento 5.15, dopodiché, c'è un organismo che, a  mio
  parere,  dovrebbe  essere adottato, che è inserito nell'emendamento
  5.16,  che  è  la  regolamentazione della vita di questa  struttura
  perché  l'Ati ha necessità di una sua struttura e questa  struttura
  deve essere identificata con una serie di soggetti che devono avere
  la  competenza adeguata per la gestione di un servizio che andrà ad
  essere  funzionante per 30 anni, non possiamo lasciarlo, Assessore,
  all'improvvisazione di soggetti che passano da  lì  o  che  sono  a
  giorni  alterni  distaccati  da  qualche  ente  locale;  ci   vuole
  competenza   per   evitare  che  questo   servizio   idrico   possa
  trasformarsi   nell'ennesimo  buco  di  bilancio  dei   comuni   o,
  eventualmente, della Regione così come è stato con il  sistema  dei
  rifiuti.
   Relativamente, poi, all'altro emendamento c'è il 5.17 che riguarda
  la  necessità di istituire un revisore dei conti e ne  prevedo  uno
  perché  non  è possibile immaginare che ci sia come al  solito  una
  terna, una sorta di nominificio, dobbiamo fare strutture snelle che
  servono a garantire secondo quelle che sono le competenze degli ATO
  e  tutta la gestione della massa finanziaria con una competenza che
  deve  essere affidata certamente ad un revisore dei conti. Dopo  di
  che  all'emendamento  5.2,  aggiungo  una  dizione  che  mi  sembra
  assolutamente coerente con quelle che sono le direttive  nazionali,
  cioè  che  questa  proposta di fatturazione deve essere  fatta  nel
  rispetto  di  quelli  che  sono  gli indirizzi  delle  autorità  di
  gestione  e  relativamente  agli altri due  emendamenti  presentati
  dall'onorevole Cracolici.
   Mi  appello  ad  un concetto che è stato ribadito  più  volte  con
  sentenza   della  Corte  costituzionale  e  anche  con  recepimento
  dell'articolo 7 della legge 164 del 2014, allorquando si parlava di
  unicità  del  servizio. Parlare di unicità del servizio  vuol  dire
  anche  essere in contrasto con il punto L del disegno di  legge  di
  cui all'articolo 3. La dizione, così formulata, è in contraddizione
  con  il  principio  dell'unicità e non della unitarietà.  Sono  due
  concetti completamente diversi e stanno a significare due soluzioni
  diametralmente opposte. La prima, l'unicità, l'appalto, la gestione
  deve  essere  unica;  la  seconda può  essere  affidata  a  diversi
  soggetti  ma  deve  avere un coordinamento mediatico.  Dico  questo
  perché  nel momento in cui noi derogheremmo da questo principio  ci
  troveremmo  dinanzi ad una certa impugnativa da parte dello  Stato.
  Così  come per altro hanno ribadito gli Uffici dell'Assemblea, così
  come  per  altro  è allegato nella relazione del disegno  di  legge
  presentata  in  Commissione dai dirigenti dell'Assessorato  e  così
  come per altro è stato oramai come nodo di natura tecnica risolto.
   Ritiro ovviamente l'emendamento 5.7, se viene soppresso il comma 5
  dell'articolo 5, cioè quello relativo alla possibilità che i Comuni
  possano a proprio piacimento trasferire l'appartenenza da un ambito
  ottimale   ad  un  altro  perché  mi  consentirete  di   fare   una
  riflessione.  Se  un  sistema idrico, una gestione  rifà  una  rete
  idrica  questa ha avuto un costo e i cittadini per un certo periodo
  hanno pagato e poi ad un certo punto qualcuno decide che adesso c'è
  un  altro sindaco, c'è un'altra amministrazione, trasferiamoci.  E'
  chiaro  che  questo se il Comune lo volesse dopo  ci  che  dovrebbe
  pagare certamente con un contributo che il Comune dovrebbe dare per
  questo onere che i cittadini sopportano attraverso la tariffa.
   Signor  Presidente, ho illustrato gli emendamenti e come vede,  la
  mia  illustrazione è stata tale per cui è andato incontro in  parte
  agli  emendamenti presentati dall'onorevole Cracolici a nome  della
  maggioranza,  ha  ritenuto  che il principio  dell'unicità  sia  un
  principio assolutamente che non ha competenze di questa Assemblea e
  si pronuncia contro i sub ambito non perché voglia essere contrario
  alla  gestione  del  singolo Comune ma questo  è  stato  più  volte
  enunciato  e  chiarito  che oramai non è  più  possibile  e  infine
  esprime una valutazione su questo articolo positiva qualora ci  sia
  una  affermazione da parte del Governo, da parte della  Commissione
  sul  piano tecnico, sul numero preciso degli ambiti con cui  questo
  Parlamento deve legiferare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  molto   più
  schematicamente, io credo che noi siamo di fronte ad una scelta: se
  individuare  gli  ambiti sulla base dei bacini  idrografici,  o  se
  confermare - parliamoci chiaro - il modello che circa dieci anni fa
  venne  utilizzato dal legislatore, ovvero le entità  amministrative
  esistenti,  cioè  circa  dieci anni fa gli ambiti  furono  definiti
  sulla   sovrapposizione   delle   province,   che   sono   autorità
  amministrative.
   La  logica  - devo dire la stessa legge Galli, che poi diede  vita
  alla  legge  di  recepimento in Sicilia che istituì,  appunto,  gli
  ambiti territoriali ottimali - fa discernere questi organismi dalla
  unicità dell'ambito in senso idrografico, come bacino ottimale.
   Allora  il punto è questo: noi non siamo chiamati a fare da cinque
  bacini  a  nove;  cioè il tema non è se dobbiamo fare  sette,  sei,
  otto,  o  scegliamo il modello idrografico, o scegliamo il  modello
  amministrativo.
   Io  penso - e lo dico brutalmente - che la novità di questa legge,
  la  principale  novità che si determinerebbe con l'approvazione  di
  questa  legge,  è  la  scelta di individuare le  autorità  d'ambito
  nell'ambito del bacino idrografico. Questo porta come conseguenza a
  dire che i bacini sono cinque, perché esiste uno studio che è stato
  fatto  circa  dieci anni fa, con il quale sono stati individuati  i
  confini  idrografici del nostro territorio all'interno dei quali  è
  possibile istituire le autorità d'ambito.
   Altra  cosa  è  poi il soggetto gestore all'interno  dell'autorità
  d'ambito, perché con questa legge noi comunque stiamo prevedendo la
  possibilità di tenere in vita sub-ambiti. Non vorrei che  facessimo
  confusione  tra la dimensione dell'autorità idrica e la  dimensione
  gestionale, per la quale faccio un esempio che conosco meglio:  già
  oggi,  a  legislazione vigente, nella provincia  di  Palermo  si  è
  operato,  malgrado abbiamo un unico ATO, distinguendo due  sub-ATO:
  uno  è stato affidato dalla città di Palermo direttamente all'AMAP,
  società  a partecipazione pubblica; uno è stato affidato  con  gara
  all'APS, e abbiamo visto i guai che ci hanno lasciato in eredità.
   Allora  una questione è l'ambito idrografico, altra cosa  sono  le
  modalità  con  le  quali  si può gestire all'interno  dello  stesso
  ambito con più soggetti gestori.
   Quindi,  per non fare confusione, il mio emendamento si  limita  a
  prevedere  che le autorità di bacino sono nell'ambito  idrografico,
  cioè nel numero di cinque. Chiaramente il confine va definito anche
  sulla  base di un aggiornamento di quello studio che è stato  fatto
  anni fa. Altra cosa sono - come dicevo - gli enti gestori.
   Infine  il  comma 5: è evidente che se l'autorità di bacino  è  di
  tipo idrografico, noi non possiamo prevedere una norma che consente
  a  un comune di passare da un ambito a un altro, perché l'unicità è
  data dal bacino, non è data dall'entità amministrativa. Ecco perché
  io  sopprimo il comma 5, nella misura in cui facciamo prevalere  il
  modello  dei  bacini idrografici. Se così non fosse  a  quel  punto
  ritirerei  la soppressione del comma 5; perché a quel punto,  se  è
  un'autorità  amministrativa, ci può essere la facoltà di  spostarsi
  da un ambito all'altro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, l'articolo 5 mi  pare  assolutamente
  importante, ma alla luce degli emendamenti che sono stati approvati
  è chiaro che lo stesso deve essere modificato comunque, io prima di
  entrare  nel merito sul numero dei bacini degli ambiti territoriali
  ottimali   io   dico  intanto  che  al  comma  3  si  può   leggere
  perfettamente  alcuni  tratti della contraddizione  in  cui  questa
  legge rischiava di cadere in alcuni parti cade.
   All'articolo  1  abbiamo detto che la tariffazione  doveva  essere
  unitaria;  poi,  successivamente,  grazie  al  nostro  emendamento,
  abbiamo  detto,  tendenzialmente unitaria, ma se passava  con  quel
  principio  di  unitaria, dopo che abbiamo attribuito  all'assemblea
  territoriale  idrica  la fusione di fissare il corrispettivo  della
  tariffazione, perché la tariffazione è in campo regionale  e  viene
  fissata   dall'assessorato,  oppure  la   deve   fissare   l'ambito
  territoriale.  Vorrei  richiamare  anche  su  questo   l'attenzione
  dell'assessore, perché quando al comma 3, lettera c)  si  dice  che
  l'assemblea  approva la proposta di tariffazione dei  corrispettivi
  relativi  alla fornitura e servizio idrico, ci rendiamo  conto  che
  questa  norma  cozza  con la tariffa unitaria  in  campo  regionale
  perché  la  tariffa  viene  data  dalle  spese  che  devono  essere
  sostenute  per captare l'acqua, addurla e poi approvvigionare.  Poi
  cambia anche a seconda degli investimenti che vengono fatti, ma  io
  mi fermerei qui.
   Dopo di che, voglio dire all'assessore che mi rendo conto che  c'è
  questo  studio sui bacini idrografici, però è altrettanto vero  che
  dobbiamo  cercare di dare di una omogeneità anche  nelle  strutture
  amministrative  che  gestiscono la nostra realtà  istituzionale  in
  questo  senso amministrativa; ecco allora perché noi abbiamo  fatto
  un emendamento che vorrebbe fissare in nove gli ambiti territoriali
  ottimali,  in maniera tale che si possa creare un domani una  certa
  corrispondenza  non soltanto con i liberi consorzi,  con  le  città
  metropolitane, ma che questa funzione possa essere radicata in capo
  ai  liberi consorzi comunali perché quei liberi consorzi o verranno
  rafforzati   nelle  funzioni  o  diventeranno   centri   di   costo
  insostenibili e insopportabili.
   Ma  vado  un  attimino  in  sintesi con gli  emendamenti;  c'è  un
  emendamento che abbiamo fatto con il quale si sopprime  la  lettera
  i)  del  comma  3,  che  richiamava la possibilità  di  nominare  i
  delegati all'interno del comitato di consultazione, venuto meno  il
  comitato  di  consultazione è chiaro che viene  meno  anche  questa
  funzione  da  parte dell'assemblea, quindi questo è un  emendamento
  che  oggi  diventa  tecnico. Anche qua l'altra  contraddizione,  al
  comma  1 si dice che possono essere gli ambiti territoriali  almeno
  5,  poi  invece consentiamo al comma 3 alla lettera l) che  possono
  essere costituiti nuovi sub-ambiti. Ma i sub-ambiti sostanzialmente
  rischiano di diventare una duplicazione dello stesso ambito, e  noi
  ad  esempio  in  alcuni casi con il vecchio regime  abbiamo  dovuto
  scontare   situazioni  simili  che  hanno  portato   poi   ad   una
  proliferazione ad una duplicazione ad una differenza  tariffazione.
  Allora   almeno  la  tariffazione  unica  cerchiamo  di  mantenerla
  all'interno dell'ambito territoriale ottimale ma se facciamo un sub-
  ambito il rischio è che addirittura poi, non soltanto non diamo una
  tariffazione  unica regionale, ma ne creiamo una  anche  differente
  all'interno dello stesso ambito territoriale.
   Sul   comma   4   vorrei   richiamare  anche  l'attenzione   della
  commissione.
   Il  comma  4,  ad esempio, attribuisce alle assemblee territoriali
  questa  nuova competenza, che è quella di revisionare e di adeguare
  le strutture degli impianti in acciaio con una protezione catodica.
   La  protezione catodica non è altro che un sistema particolare  di
  protezione  anticorrosiva  ma  è uno  dei  sistemi  non  è  l'unico
  sistema,  quindi mi sembrerebbe che stiamo caricando o  attribuendo
  una  funzione  ultra petita , cioè un conto è dire che  gli  ambiti
  territoriali    promuovono  delle  nuove   tecnologie   innovative,
  tecnologicamente  avanzate, di protezione,  di  salvaguardia  della
  salute, ma va specificato, va modificata questa norma.
   Il  comma  5, noi riteniamo che anche qua può creare dei  problemi
  quindi abbiamo fatto un altro emendamento soppressivo.
   Detto questo mi fermerei perché vedo che c'è un comune sentire  su
  alcuni rilievi che noi stiamo e abbiamo già formulato.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ribadire
  che  questo  concetto del bacino idrografico è  appunto  scevro  da
  qualsiasi ideologia ed è assolutamente il cuore della legge.
   Questo  del  bacino  idrografico  lo  abbiamo  appurato  anche  in
  sottocommissione, abbiamo visto che una delle cause del  fallimento
  del  sistema idrico in Sicilia è proprio il fatto che questi bacini
  sono stati definiti secondo i confini politici.
   Proprio  questo  confinamento, quindi del rapporto del  numero  di
  utenti delle infrastrutture e del bacino idrico è fondamentale.
   Per  fare  un  esempio, in provincia di Palermo, dove abbiamo  più
  gestori  in  un solo ambito, è successo che un gestore  gestiva  un
  territorio  piccolo  e aveva il 50 per cento della  popolazione  di
  tutta  la Provincia di Palermo e quindi nel tempo accumulava  degli
  utili. Al contempo, avevamo un altro gestore APS che è fallito  che
  si  ritrovava  a  gestire  una cinquantina  di  Comuni,  quindi  un
  territorio  molto  ampio,  con  il  restante  50  per  cento  della
  popolazione  della  Provincia, quindi  è  più  portato  a  produrre
  debiti.
   Oltre alla cattiva amministrazione, gestione in una società incide
  molto  questo  rapporto  che deve essere fatto  tra  il  numero  di
  utenti,  le infrastrutture, il bacino idrico, che sono dei concetti
  tecnici.
   Questo esatto confinamento e dimensionamento deve essere fatto con
  il bacino idrografico, ecco perché abbiamo detto che si deve tenere
  conto  di  questo criterio. Questo è fondamentale  per  creare  dei
  gestori sani, quindi dei gestori che non falliranno.
   Io,  ad  esempio, sono contraria alle multigestioni  perché,  come
  abbiamo  visto in Provincia di Palermo, la multigestione ha portato
  al fallimento oltre il fatto di avere un gestore privato.
   E'  anche  una  questione  di  cattivo bilanciamento,  quindi  non
  possiamo  più tenere conto dei confini politici delle  Province  ma
  dobbiamo  passare a un modello diverso, passare appunto al  modello
  del bacino idrografico.
   Se  anche questo principio lo mettiamo in discussione io dico  Che
  cosa  vogliamo fare?  Non vogliamo assolutamente fare una legge  di
   governance  seria per la Sicilia e per i siciliani che guardi alla
  solidarietà  ma  anche  a  questi concetti  tecnici  ed  all'esatto
  dimensionamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, io avrei gradito la presenza
  dell'Assessore,  perché  avevo  delle  domande  da  porle.  Siccome
  l'onorevole Cracolici, che ho ascoltato con attenzione, mi ha posto
  qualche  dubbio  e  qualche perplessità, chi meglio  dell'Assessore
  poteva  chiarirmi questi dubbi e queste perplessità, penso che  era
  il momento opportuno.

   IOPPOLO.  Non  è  che l'assessore Contrafatto partecipi  molto  ai
  lavori, anche se presente

   CASCIO  Salvatore. Le perplessità nascono da questo articolo,  che
  giudico molto importante pone una questione, se noi dobbiamo andare
  verso  la  modernità, come dice l'onorevole Cracolici -  e  fare  5
  ambiti sulla scorta di quello che è il bacino idrografico, e questa
  mi  sembra una cosa giusta, onorevole Cracolici -, però la cosa che
  non  capisco  e mi viene difficile comprendere è che  refluenze  ha
  questo atteggiamento, questa scelta.
   Perché oggi gli ambiti territoriali ottimali, ad oggi la legge non
  è  approvata,  esistono gli ATO che corrispondono  con  le  vecchie
  province e questi ATO hanno proceduto a fare delle gare, quindi  in
  provincia  di  Agrigento c'è un gestore - ahimé  famoso  -  che  fa
  pagare  l'acqua  più  cara  di altri  e,  nel  momento  in  cui  si
  verificasse,  per  ipotesi, che facciamo l'ambito idrogeografico  e
  quindi  facendo  una  simulazione,  l'ambito  di  Agrigento  e   di
  Caltanissetta  diventerebbero  ambito  unico  avremmo,  di   fatto,
  Girgenti Acque da un lato e Caltacqua dall'altro: due gestori nello
  stesso  ambito, magari con due tariffe, con due qualità di servizi,
  con  standard  diversi,  con disomogeneità  totale  su  quello  che
  dovrebbe essere il concetto dell'acqua.
   Perché  l'acqua  deve essere pagata da tutti allo  stesso  prezzo,
  onorevole Barbagallo - e mi dispiace che non tutti la pensiamo allo
  stesso  modo  -,  in  tutta la Sicilia e lo  sforzo  doveva  essere
  questo.
   Ma  a  maggior ragione nell'ambito dello stesso ambito, e se nello
  stesso ambito, ad esempio, nella provincia di Agrigento costa  x  e
  nella provincia di Caltanissetta - che diventerebbe unico ambito  -
  costa un'altra cifra, mi sembra che sia una discrasia molto palese.
   Questa  perplessità  io  la  volevo  sciolta,  la  volevo  risolta
  dall'Assessore,  come  si concilia questo ragionamento,  che  è  un
  ragionamento,  a  mio avviso, di buon senso, infatti  i  punti,  il
  punto  c)  che  parla di tariffazione e il punto f)  che  parla  di
  stipula  e convenzione, la seconda perplessità è quando si crea  un
  bacino del genere noi avremmo soggetti con gare espletate, cioè con
  gestore, e soggetti che ancora non hanno la gara espletata,  perché
  in Sicilia è a macchia di leopardo la gestione dell'acqua pubblica.
   Quindi si farà una gara solo per quei comuni che non hanno  -  che
  sono stati fortunati io devo dire -, che non hanno avuto un gestore
  come lo abbiamo avuto noi? E questa è un'altra perplessità.
   Poi  vi  è la perplessità dei subambiti che, come principio  forse
  sono  una  cosa giusta, come effetto pratico, però, possono  essere
  devastanti  perché lo spirito dell'ambito è quello  di  creare  una
  economia di scala, cioè più comuni si mettono assieme per ridurre i
  costi.  Nel  momento in cui ho 50 comuni e poi 20 se ne  vanno  per
  creare un subambito, l'economia di scala è su 30 comuni.
   Allora  sul  subambito bisogna fare un ragionamento; e nell'ambito
  del subambito la tariffa è diversa rispetto a quella dell'ambito? È
  anche questo un interrogativo.
   E allora tutti questi interrogativi io li pongo all'Assessore.
   Io le ho posto delle domande, assessore, non so se lei ha seguito,
  ed  erano  delle  perplessità perché dall'intervento dell'onorevole
  Cracolici  mi  sono sorti molti dubbi e, quindi,  chiedevo  lumi  e
  spiegazioni  a  lei  se  poteva  contribuire  a  questo   dibattito
  spiegandoci  come avverrà e quale sarà la modalità con  cui  questo
  processo verrà attivato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  devo
  dire  che  siamo arrivati dopo due anni di lavoro in Commissione  a
  fare  una legge che è stata la sintesi di tanti punti di vista,  di
  tanti equilibri, ognuno deve avere rispetto per i punti di vista di
  ogni  collega  e  di  ogni  partito e  movimento.  Però  credo  che
  veramente  si  sia  ecceduto in alcuni punti, in  alcuni  commi  di
  questo  articolo 5 perché ritengo che se è vero quello  che  diceva
  prima il mio Capogruppo, Antonello Cracolici, che la vera novità di
  questa legge è dare una suddivisione al nostro territorio in ambiti
  idrografici perché forse il modello che è stato utilizzato  non  ha
  funzionato per mille motivi, io non credo che si possano  prevedere
  dentro  questi cinque ambiti mille multigestioni e mille  subambiti
  direttamente  autorizzati,  tra l'altro,  dai  singoli  comuni  che
  decidono  di  unirsi fra di loro e la delibera viene  fatta  dentro
  l'ATO dell'ambito.
   Quindi  mi assocerò agli emendamenti dei commi soppressivi  perché
  ritengo  veramente che la gestione multipla dell'acqua non  sia  un
  bene  per la Sicilia proprio perché abbiamo detto innanzitutto  che
  si  deve andare verso una tariffa unica e abbiamo detto appunto  di
  dare  efficienza, economicità al servizio idrico integrato e questo
  non  sarà possibile perché quando si dovranno fare gli investimenti
  sui  depuratori, sulle reti fognarie, su tutti gli investimenti che
  si  devono  fare in Sicilia non si può fare questo spezzettando  il
  nostro  territorio, forse perché qualcuno ha l'interesse di gestire
  piccole situazioni.
   Allora,  iniziamo a volare alto in quest'Aula. Iniziamo  a  capire
  che una gestione un po' più grande, che forse non viene controllata
  da qualcuno può avere un'efficienza migliore.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  mi
  accomuno  alle  valutazioni fatte dall'onorevole Cracolici.  Volevo
  soltanto,  e  sono  certo di trovare terreno fertile,  invitare  il
  Governo  a  rivalutare il comma 4 perché che senso ha scrivere  per
  legge  che   le  Assemblee territoriali idriche prevedono  adeguate
  modifiche  alle  condutture idriche di  adduzione  in  acciaio  per
  dotarle di impianti di protezione catodica ?

   PRESIDENTE.  Chiedo  all'onorevole  Barbagallo  quale  relatore  e
  all'assessore  Contrafatto,  poiché  si  è  svolto   un   dibattito
  complessivo  su  tutti  gli articoli, alcuni colleghi  hanno  posto
  delle  questioni, vediamo di rispondere, ove possibile, soprattutto
  sul numero degli ATO, la coincidenza con i bacini idrografici o con
  le  ex  province, fondamentale. Cioè cerchiamo di dare  risposte  e
  anche riferimenti alla questione dei subambiti.

   BARBAGALLO,  relatore.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  a
  proposito  della  questione che mi è stata  appena  sollecitata  io
  volevo evidenziare che la Corte Costituzionale in una sentenza  che
  faceva  riferimento  a  una impugnativa della  Regione  Liguria  ha
  statuito  in  modo  chiaro  che  la  perimetrazione  degli   ambiti
  territoriali   ottimali  deve  avvenire  alla   luce   di   criteri
  idrografici o idrogeografici, cioè di natura oggettiva  e  tecnica.
  Non  possono  essere  seguite logiche di natura amministrativa  per
  perimetrare gli ambiti territoriali ottimali.
   Questa  riflessione, che è una riflessione oggettiva, comporta  la
  eliminazione del comma 5 perché se il ragionamento è oggettivo,  di
  natura tecnica con dei criteri idrografici, non ha senso che  venga
  data  la possibilità ad un comune di spostarsi.  Non posso parlare,
  Presidente.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Scusate,  ho  altre richieste  di  intervento,  avevo
  disciplinato gli interventi: chiuderanno il relatore e  l'Assessore
  su  tutte le richieste che sono state fatte e così passeremo ad  un
  voto consapevole.
   Invito i colleghi a prendere posto perché sta parlando il relatore
  e  dovrebbe  dare  delle  risposte a  ciascuno  di  noi.  Onorevole
  Vinciullo e onorevole D'Asero prendete posto, cortesemente. Non  si
  riesce a parlare c'è una distrazione generale.

   BARBAGALLO, relatore. E' un criterio oggettivo e di natura tecnica
  per  cui  non  dovrebbe  essere consentito  al  singolo  comune  di
  spostarsi da un ambito ad un altro.
   Quindi, è opportuna l'eliminazione del comma 5. La scelta  tra  5,
  6,  7, 8 o 9 ambiti, a giudizio della Commissione, spetta all'Aula.
  Sarà l'Aula a decidere, alla luce del criterio tecnico. Non c'entra
  nulla   l'aspetto   amministrativo.  E'  un  criterio   di   natura
  idrogeografica.
   A proposito della riflessione che ha fatto l'onorevole Falcone sul
  comma 4, la Commissione condivide, c'è un emendamento presentato, a
  firma  dell'onorevole  Falcone, il  5.28,  che  potrebbe  risolvere
  questo aspetto della protezione catodica.
   Con riferimento poi alla lettera i), dovrebbe essere precluso, una
  volta  che è stato soppresso l'articolo 3, la lettera i) del  comma
  3, dovrebbe essere in automatico anch'essa eliminata.
   Infine,  la  riflessione dei sub ambiti. Nei  lavori  che  abbiamo
  svolto  in  Commissione  la perimetrazione  di  alcuni  sub  ambiti
  all'interno   degli   ambiti  territoriali  ottimali,   si   rivela
  necessaria.
   Per  ragione  geografiche penso ai comuni che hanno  un'altitudine
  particolare,  guardo l'onorevole Grasso, alle zone  del  messinesi,
  alle  zone delle valli, è oggettivo. Ai comuni, anche ai nostri  ci
  sono  dei  sub  ambiti  naturali, alle isole,  alle  isole  minori,
  quindi,  ci  sono delle condizioni oggettive per cui la  previsione
  dei sub ambiti è naturale. Prevedere sin da adesso con legge quanti
  devono  essere  e  quanti non devono essere, mi sembra  francamente
  esagerato.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, se non ho compreso male ha  dato
  un'indicazione  della coincidenza con i bacini idrografici,  quindi
  con 5. Però, poi ha detto è l'Aula a decidere.

   BARBAGALLO,  relatore. L'onorevole Cracolici ha fatto  riferimento
  ad  un  dato oggettivo che è quello della legge Galli sui 5.  Però,
  voglio  dire, fermo restando, 6, 7, 8 o 9 bacini idrogeografici,  è
  consentita  la  possibilità che sia una  perimetrazione  di  natura
  tecnica geografica. Nella legge Galli era 5.

   GRASSO. E' il Governo che deve stabilire i confini dei bacini

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, ci siamo disciplinati,  non  c'è
  bisogno di intervenire.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor  Presidente, onorevoli  deputati,  grazie  per  le
  sollecitazioni anche di questa sera. Sapete tutti che questa  legge
  esce  dalla  Commissione ed è stata poi sottoposta al vaglio  della
  Commissione bilancio.
   In  sede di IV Commissione ho espresso le mie perplessità  che  ho
  ribadito  e  sintetizzato ai giornalisti  che  ieri  mattina  hanno
  chiesto  la  mia opinione personale, però, l'Aula sa  perfettamente
  che ieri sera, a margine della seduta, ho espresso quale era il mio
  pensiero  e  quello  del Governo, cioè avere finalmente  una  legge
  regionale   sull'acqua  che  potesse  coniugare  le  esigenze   dei
  siciliani con le norme nazionali.
   E  credo  che la sintesi si sia raggiunta e, come sempre,  l'Aula,
  l'Assemblea  ha  dimostrato di sapere perfettamente essere  sovrana
  nella legge, perché tutti gli emendamenti che sono stati presentati
  e  tra  questi  alcuni,  in particolare, riconducono  ad  unità  e,
  soprattutto, sono l'espressione di questa sintesi.
   Con  riferimento al numero degli ambiti ho detto che è  necessario
  che  sia l'Assemblea, che sia il legislatore a stabilire qual è  il
  numero,    per   cui   l'originaria   formulazione   che   rinviava
  all'Assessore regionale decidere il numero degli ambiti non era una
  norma  costituzionalmente orientata e orientata a quello che  è  il
  quadro nazionale.
      E'  l'Assemblea  che  deve  dire  quanti  sono  gli  ambiti   e
  nell'emendamento   presentato  dall'onorevole  Cracolici   che   ne
  individua cinque e li fa coincidere con i bacini idrografici, credo
  che  ci sia la perfetta sintesi tra quelle che sono le esigenze del
  Governo nazionale e le esigenze dei siciliani.
   Qual è l'esigenza del Governo nazionale? Che la Sicilia si doti di
  un  certo numero di ambiti, che questi ambiti abbiano un Governo  e
  che  questo Governo sia il destinatario delle somme che la comunità
  europea dà alla Sicilia per poter migliorare e ricostruire  le  sue
  infrastrutture in tema di acqua.
   Ritengo, quindi, che cinque sia un numero assolutamente congruo  e
  poi  sarà  l'Assemblea che deciderà se i confini di  questi  cinque
  ambiti  debbano coincidere con i bacini idrografici, oppure  se  un
  atto   amministrativo,  sia  esso  demandato  all'Assessore  o   al
  Presidente della Regione definisca materialmente quelli che sono  i
  limiti.
   Credo di essere stata sufficientemente chiara su quelli che sono i
  principali  punti  e  nodi di domande e di  dubbi  che  sono  stati
  sollevati oggi.

   CROCETTA. presidente della Regione. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CROCETTA.  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, brevissimamente in aggiunta a quanto diceva l'Assessore e
  il  relatore del disegno di legge.
   Non  è  che la definizione da cinque a nove è un problema solo  di
  astratta  democrazia;  qui c'è una logica che  viene  indicata  dal
  presentatore  dell'emendamento, che è  l'onorevole  Cracolici,  che
  dice la leghiamo alle effettive risorse idriche. Quindi, questo che
  significa?  Che  noi non possiamo più avere ambiti  che  non  hanno
  acqua  come avviene attualmente, per cui i bacini idrografici  sono
  una cosa, la gestione dell'acqua è altra cosa.
   E  vi  rappresento che tutto questo non è  materia  che  non  crea
  problemi.
   Io,  quando  ero  sindaco  di Gela, Gela come  bacino  idrografico
  faceva parte dello stesso bacino di Ragusa, però, quando chiedevamo
  l'acqua che doveva venire dallo stesso bacino idrografico c'era  il
  sindaco,  Ciccio  Aiello,  che  si faceva  trovare  con  la  fascia
  tricolore  davanti  ai pozzi per non attingere al  pozzo  che  dava
  l'acqua a Gela.
   Ora,    definire,   quindi,   le   autorità   d'ambito   collegate
  all'effettivo  possesso delle risorse idriche, non è  questione  di
  democrazia e basta, è una questione di razionalità.
   Voglio precisare - ma solo come breve cenno - che all'articolo  6,
  il  comma 4 è molto chiaro, anche, sulla questione. Dice:  Al  fine
  di  salvaguardare  le forme e le capacità gestionali  esistenti,  i
  comuni possono provvedere alla gestione in forma diretta e pubblica
  del   servizio   idrico,  in  forma  associata   anche   ai   sensi
  dell'articolo 30.- eccetera - ...attraverso la costituzione di  sub
  ambiti,  composti da più Comuni facenti parte dello  stesso  ambito
  territoriale   ottimale,  che  possano  provvedere  alla   gestione
  unitaria del servizio .
   Quindi,  diciamo  che  all'articolo 6  si  disciplina,  anche,  la
  costituzione  di  sub  ambiti che possono  regolamentare  tutta  la
  materia.

   FALCONE. Scusi, Presidente, posso dire una cosa? Chiedo di parlare
  per una precisazione tecnica.

   ALLORO. E' molto utile.

   PRESIDENTE.  Ma  che vuol dire che è molto utile? Scusate,  io  ho
  l'onorevole Grasso che mi ha chiesto di intervenire e le  ho  detto
  di no. Scusate  Ma non esiste, onorevole Falcone. Ora dirà, magari,
  che  strozzo il dibattito, ma non è questo il ragionamento.  Quando
  noi  siamo chiamati a votare, perché c'è l'incertezza sul  concetto
  di  bacino idrografico, il discorso dei  cinque  fa riferimento, se
  non  ho capito male, onorevole Cracolici, ad un vecchio studio  che
  era  quello di base. Poi c'è stata un'evoluzione su questo tipo  di
  ragionamento. Forse sono diventati di più. Noi, in questo  momento,
  stiamo fissando il numero di cinque.

   DI MAURO. C'è il mio emendamento, il 5.3

   PRESIDENTE.   Il  numero  di  cinque  deve  dare  la   possibilità
  all'assessore, ma l'assessore deve dare la possibilità all'Aula  di
  votare con cognizione, di definire l'attuale bacino idrografico.

   CRACOLICI. Ma lo vogliamo chiamare il dirigente dell'acqua  e  dei
  rifiuti Armenio. Dov'è?
   Noi abbiamo bisogno del supporto tecnico

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.44, è ripresa alle ore 21.47)

   La seduta è ripresa.

   PANEPINTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, sto intervenendo semplicemente -  se
  i  colleghi  hanno  la bontà e la cortesia di ascoltarmi  -  perché
  ritengo  che  sia  opportuno per le ragioni che diceva  l'onorevole
  Cracolici nel suo intervento... Onorevole Cracolici, avrei  bisogno
  della  sua attenzione. Noi abbiamo uno studio all'inizio  del  2000
  che  dava  in cinque distretti idrografici l'Isola, tant'è  che  la
  prima   formulazione  degli  ambito  -  siamo  nel  1999,   governo
  Capodicasa - viene fatta su cinque ambiti idrografici

   PRESIDENTE.  E' importante questo passaggio perché  almeno  rimane
  agli atti se votiamo i cinque ambiti

   PANEPINTO.   Dopodiché  per  ragioni  politiche  venne   stabilito
  successivamente,   con   il  governo  Cuffaro,   che   gli   ambiti
  coincidessero con le province. Ad oggi, nel piano regolatore  delle
  acque,  vengono  indicati, con questo studio, in  cinque  distretti
  idrografici.
   Io  pregherei  l'Assessore di assumere su di sé,  per  evitare  di
  portare  questo  Parlamento  che  deve  legiferare  ma,  ad   oggi,
  chiaramente,  ha  necessità che ci sia una perimetrazione  puntuale
  dei  distretti idrografici, che non sono i centodue che sento  dire
  qua in giro, sono ben altra cosa.
   Io  proporrei  di  mantenere la formula iniziale  del  testo,  che
  stabilisce  da  cinque a nove, aggiungendo  secondo caratteristiche
  idrografiche che saranno stabilite dall'Assessorato , anche perché,
  Assessore, qual è l'altra questione? Se oggi noi stabiliamo 5 e non
  coincidono con quello che è un perimetro geopolitico, rischiamo  di
  creare  ancora  confusione. Per cui, stando a  quello  che  lei  ha
  detto,  Assessore, quello che ha detto il Presidente della Regione,
  noi  dobbiamo  dire  che  andiamo da 5 a 9 secondo  caratteristiche
  idrografiche dei bacini.
   Signor  Presidente, a meno che passiamo all'articolo 6 e il  5  lo
  accantoniamo in attesa di avere delucidazioni.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   io
  proporrei  di  accantonare  l'articolo, passare  all'altro  e,  nel
  frattempo, definire la questione degli ambiti, dei bacini. Va bene?

   PRESIDENTE. Siccome ogni parlamentare si sta rivolgendo a  me  per
  capire i tempi, io a ciascuno ho espresso quale era l'idea, così lo
  sappiamo tutti, perché se iniziamo ad accantonare... L'idea era  di
  completare la legge perché i punti nodali erano gli articoli 5 e 6.
  Questo  è  il  discorso,  per cui io mi  auguro  che,  prima  della
  chiusura,  sostanzialmente,  di questo  disegno  di  legge  possano
  arrivare  queste  determinazioni.  Altrimenti  saremo  costretti  a
  rinviare alla prossima settimana.
   Sto  dicendo  di  andare  avanti. Ci sono una  serie  di  esigenze
  domani,  si  doveva  fare  di  mattina,  l'abbiamo  posticipata  al
  pomeriggio.  Ho  sentito le indicazioni di  tutti.  Questo  era  il
  discorso, mi era stato detto martedì perché martedì si voleva  fare
  una  discussione serrata sulla questione del rendiconto che  non  è
  secondario  e  poi approvare mercoledì mattina la legge  sul  bollo
  auto.
   Per  rispondere al discorso del Presidente Crocetta  che  dice  di
  accantonare, se non arriva questa benedetta definizione dei  cinque
  ambiti idrografici, è inutile che andiamo avanti.

   SUDANO. Questa è la parte più importante della legge

   PRESIDENTE. Lo dice a me che è da stamattina che inseguiamo questi
  5 ambiti a cosa coincidono
   Scusate,  ho  interloquito con l'Assessore,  facciamo  intervenire
  l'Assessore  che  poi  è  quella che  conta  perché  deve  prendere
  determinati impegni.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, scusate, quello che
  mi  premeva sottolineare è che il numero di cinque bacini nasce  da
  uno  studio che è stato fatto in assessorato, come esiste un  altro
  studio  che ne prevedeva tre. Ora, è scelta politica dell'Assemblea
  preferirne tre o cinque, fermo restando che l'Assessore può essere,
  sempre   dall'Assemblea,  con  legge,  delegato  a  stabilirne   la
  perimetrazione.  Ma  che  siano tre o  che  siano  cinque  lo  deve
  decidere l'Assemblea.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, io non sono intervenuto sull'articolo
  5, quindi, chiedo di avere la possibilità di intervenire.

   PRESIDENTE.  Onorevole Assenza, le ho dato la parola  proprio  per
  questo,  difatti ne ho dato facoltà a lei e all'onorevole  Lombardo
  che non siete intervenuti.

   ASSENZA.  Sono rimasto veramente stupito dall'ultima  affermazione
  dell'assessore.
   Noi stiamo adottando - e su questo credo che siamo tutti d'accordo
  -  un  criterio  tecnico,  dicendo che questi  ambiti  territoriali
  ottimali  devono  coincidere  con  i  bacini  idrografici  e  viene
  l'assessore  a  dirci che è una scelta politica dell'Assemblea   Ma
  con che lingua stiamo parlando assessore?
   O  è  un  criterio tecnico, e gli ambiti devono coincidere  con  i
  bacini  idrografici; o è una scelta politica, e allora io che  sono
  del  comprensorio di Ragusa, chiedo che alla mia ex provincia venga
  garantito un ambito territoriale ottimale.
   Siccome  stiamo  cercando di fare una legge  meno  peggio  e  meno
  approssimata   di  quanto  sembrava  all'inizio  e   stiamo   tutti
  condividendo il criterio della coincidenza con i bacini idrografici
  esistenti, io mi ero permesso di inserire un emendamento, che è  il
  5.22,  che elevava questo riferimento dei numeri al lotto da cinque
  a ventinove.
   Noi  dobbiamo stabilire il principio: il numero coincidente con  i
  bacini  idrografici, nel rispetto della sostenibilità  economica  e
  finanziaria; senza indicare né cinque, né nove, né dieci  Non mi si
  venga  a  dire  che la Corte Costituzionale preveda un  numero  ben
  determinato  di  bacini idrografici, perché la Corte Costituzionale
  ha dettato solo il criterio.
   Quindi,  io credo che, attraverso questo emendamento, il  problema
  possa essere risolto.
   Siccome  mi  ha  dato la parola volevo ultimare il mio  intervento
  dicendo  che  l'abrogazione dell'articolo  3,  poc'anzi  deliberata
  dall'Assemblea,     comporta     automaticamente     l'accoglimento
  dell'emendamento che avevo proposto per l'abrogazione della lettera
  i) dell'articolo 3, come quel riferimento

   BARBAGALLO, relatore. Che numero è l'emendamento?

   ASSENZA.  L'emendamento di abrogazione è il  5.22;  l'altro  è  il
  5.20.
   Sul  discorso  della  revisione degli  impianti,  per  dotarli  di
  impianti  di  protezione catodica, credo che siamo intervenuti  già
  diverse  volte;  però, non parliamo nuovamente di scelta  politica,
  perché allora ripartiamo da zero.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mentre si cerca la soluzione, e la
  notte forse porta consiglio, ci sarebbe l'idea di rinviare a domani
  mattina alle 9.00 e chiudere improrogabilmente entro le ore 12.00.
   Onorevole Trizzino, mi scusi, avete trovato la soluzione?

   FIGUCCIA. Domani alle ore 10.00

   PRESIDENTE. Proprio lei ha problema  di venire domattina alle  ore
  9.00 onorevole Figuccia.
     TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Abbiamo  trovato  la
  sintesi  sull'articolo 5, comma 1 è sostituito, ho  bisogno  di  un
  chiarimento,  l'onorevole  Panepinto  ha  presentato    adesso   un
  documento  che individuerebbe in 7 i bacini, fino a questo  momento
  stavamo discutendo di un emendamento che è quello di Cracolici  che
  ne individuava 5 sulla base della perimetrazione che si faceva alla
  legge  Galli,  questo  diventa determinante  per  potere  approvare
  l'articolo  perché poi sugli altri emendamenti ci  siamo  capiti  e
  abbiamo  trovato  la quadra, ma su questo 5 o 7 è  l'assessore  che
  deve darci delucidazioni perché un elemento tecnico.

   PRESIDENTE. E' questa la soluzione onorevole Trizzino.

   TRIZZINO,  presidente della Commissione. Ma la soluzione l'abbiamo
  trovata, ma se arriva  la norma che il documento dice che sono 7.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il dibattito sull'articolo 5 si  è
  svolto,  quindi domani non ripartiamo con il dibattito,  ripartiamo
  mi   auguro,  però  mi  segua,  onorevole  Panepinto,  noi   domani
  ripartiamo  con l'articolo 5 nella considerazione che il  dibattito
  si   è  svolto,  e  ripartiamo  mi  auguro  con  una  dichiarazione
  dell'assessore   Contrafatto che dica 5, 7 o 3 sulla  base  di  una
  perimetrazione che già era stata definito con l'atto x o y è chiaro
  il  ragionamento,  magari che potrà essere rivisto successivamente,
  aggiornato,   quello   che   sarà,  per   passare   successivamente
  all'articolo  6, avendo definito alcune questioni e  mi  auguro  di
  potere chiudere però entro le ore 12.00, se non si dovesse chiudere
  entro  le  ore 12.00 dovremmo rinviare l'Aula a martedì  e  sarebbe
  obiettivamente   oltremodo  ingiusto  nei   confronti   di   tutti,
  considerato che siamo alla fine perché martedì la dovremmo dedicare
  la giornata alla questione del rendiconto.
   Possiamo  pure  andare  a  martedì ma  sarebbe  opportuno  che  ci
  soffermassimo  sull'approvazione del rendiconto 2014 sull'audizione
  che  c'è  stata  del dott. Graffeo il Presidente della  Corte   dei
  Conti e fare un ragionamento su quello che sarà la finanziaria  che
  dovrà  presentare  il  Governo  per il  2016.  Pertanto,  onorevoli
  colleghi,  la  seduta è rinviata a domani, giovedì 6  agosto  2015,
  alle ore 09.00, con il seguente ordine del giorno:

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone




     I   - Comunicazioni

     II   - Discussione dei disegni di legge:

     1)  -   Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102-
             106-158/A) (Seguito)

          Relatore: on. Barbagallo

     2)  -  Tassa automobilistica regionale  . (n. 1025/A) (Seguito)

          Relatore: on. Vinciullo

     3)  -  Approvazione  del Rendiconto generale della  Regione  per
             l'esercizio finanziario 2014 . (n. 1037/A) (Seguito)

          Relatore: on. Vinciullo

                   La seduta è tolta alle ore 22.05

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio