Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 9.00
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 09.30.
(La seduta, sospesa alle ore 9.01, è ripresa alle ore 9.30)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Greco Giovanni e Dina.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, su richiesta del rappresentante del Governo,
essendo in corso riunioni tecniche, mi trovo costretto a
sospendere nuovamente i lavori d'Aula avvertendo che gli stessi
riprenderanno alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 9.31, è ripresa alle ore 10.14)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Giuffrida,
Nicotra, Sammartino, Malafarina, Forzese e Di Giacomo hanno chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 455-125-102-
106-158/A)
«Disciplina in materia di risorse idriche»
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, abbiamo risolto la questione relativa
all'individuazione degli ambiti. Il documento che è stato prodotto
dal Dipartimento dell'Assessorato dell'energia, ne individua sette.
Alla luce di questo documento è stato riscritto il comma 1, che ora
verrà distribuito, ed abbiamo introdotto delle modifiche agli altri
commi dell'articolo 5, contenuti in una riscrittura integrale
dell'articolo.
In questa riscrittura è stato inserito l'emendamento 5.28
dell'onorevole Falcone, l'emendamento al comma 6 dell'onorevole
Maggio. E poi abbiamo introdotto due emendamenti abrogativi alla
lettere i) del comma 3 e il comma 5.
PRESIDENTE. Invito gli assistenti a distribuire copia
dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 5,
presentato dalla Commissione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che il
Governo ha avuto il tempo di attrezzarsi e di proporre la
distribuzione ai parlamentari di uno studio, recentissimo, che è
stato redatto nel marzo 2105 sui distretti idrografici. E' vero che
questa distinzione porta ad indicare ed individuare sette distretti
idrografici.
Io però volevo rimettere una valutazione al Governo. Considerato
che noi abbiamo allo stato attuale nove ambiti ottimali, rispetto
ai quali si sono fatti progetti, rispetto ai quali si è trovato
l'equilibrio economico-finanziario, rispetto ai quali in alcune
province si sono fatte le gare, dovendo noi deliberare in questa
sede sull'individuazione del numero degli ambiti territoriali
ottimali e non sui distretti idrografici, io credo che la scelta
politica-amministrativa, fermo restando l'individuazione dei sette
distretti idrografici, possa essere coerente con la prosecuzione
dei lavori.
Non è una scelta obbligata, la mia è una valutazione che rimetto
al parere del Governo e dei colleghi parlamentari perché possa
essere privilegiata una soluzione che non determini scompensi e
possa caratterizzarci sempre per il rispetto del dettato nazionale
che parla di unicità del servizio. Perché noi potremmo avere il
caso, laddove è stato affidato il lavoro, che abbiamo un altro
appalto, un'altra ditta, comunque un altro soggetto, che gestirà e
non garantirà l'unicità dell'ambito territoriale ottimale.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono
intervenuto completamente in questi giorni però il testo che
stamattina viene depositato dal Governo nulla ha a che fare con gli
ambiti territoriali ottimali, perché questo piano di gestione 2015-
2021 riguarda i distretti idrografici della Sicilia.
Allora, un fatto sono i distretti idrografici, un fatto sono
invece gli ambiti territoriali ottimali. Anche perché, dalla prima
pagina, è possibile vedere in maniera chiara come si muovono le
risorse idriche nel sotterraneo. Dopodiché questa prima non
coincide assolutamente con la terza pagina, perché nella terza
pagina c'è, al solito, questa aggressione della provincia di
Catania nei confronti della provincia di Siracusa e di Ragusa, che
è assolutamente insopportabile, e fra le altre cose si prende la
provincia di Siracusa e si divide in tre pezzi, cosa che non può
assolutamente avvenire, perché un pezzo va con la zona numero
sette, l'altro pezzo va con la zona numero sei, un pezzo mi pare di
capire vada con la zona numero cinque.
Se andiamo invece nella prima pagina, vi è un solo distretto
idrografico, che è quello degli Iblei e non si capisce per quale
motivo questo distretto debba essere messo in discussione.
C'è un distretto chiarissimo ed è quello degli Iblei, che fa
provincia di Siracusa, Ragusa e in parte Caltanissetta e se
cerchiamo di smontare la storia e cerchiamo di smontare
l'esistente, allora è chiaro che vogliamo andare oltre quelle che
sono le funzioni che questa legge deve avere.
SORBELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
stamattina si giunge a questa proposta dei sette distretti
idrografici, che diventa una proposta politica; io non capisco
perché, se fino a ieri sera abbiamo ragionato sui distretti
idrografici della Sicilia che rispettano il Piano PAI del 2004, che
rispettano il Piano di tutela delle acque del 2007, sui centodue
distretti idrografici, oggi dividiamo il territorio regionale in
sette distretti, facendo un massacro, come diceva l'onorevole
Vinciullo, della provincia di Siracusa, dove insistono diversi
bacini idrografici, da Siracusa a Ragusa e mi viene difficile
capire come mai sette, come mai cinque, come mai nove.
Questa relazione non fa altro che suddividere i ventiseimila
chilometri quadrati di distretti idrografici della Sicilia.
PRESIDENTE. La proposta è questa. E' sostitutiva e su questo
voterà l'Aula.
SORBELLO. Voterà l'Aula, signor Presidente, ma l'Aula deve
conoscere quali sono i contenuti. Di questa proposta dobbiamo
capire i contenuti. Perché sette? Ieri sera erano cinque, poi sono
diventati tre.
I distretti idrografici più importanti, più significativi della
Sicilia, sono quarantuno.
Allora ne facciamo quarantuno? Ne facciamo sette e perché non
cinque?
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito che
cosa si sta contrattando o se c'è una compravendita.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si può intervenire solo
sull'ordine dei lavori. Il dibattito si è chiuso. Ieri ci eravamo
lasciati che si sarebbe trovata una soluzione di carattere tecnico
perché il discorso era fra cinque, sette o, eventualmente da un
punto di vista amministrativo, si andava ai nove. Questa è la
proposta che ha elaborato la commissione. Siccome è un emendamento
sostitutivo. L'Aula vota a favore o contro, e se vota contro si
vanno a votare gli emendamenti.
Non abbiamo altra soluzione, arrivati a questo punto.
CORDARO. Signor Presidente, in buona sostanza, con il suo
intervento ha preannunziato quello che volevo dire io e che volevo
che ascoltasse anche l'onorevole Sorbello, che invito a calmarsi
perché il colore del suo viso comincia a diventare preoccupante.
Onorevole Sorbello si calmi Lo faccio per lei, onorevole
Sorbello.
Onorevoli colleghi, ieri sera ci siamo lasciati con una proposta
assolutamente condivisa da tutta l'Aula che stabiliva che stamani
il Governo - fatte le dovute ricerche di carattere tecnico -,
avrebbe portato in Aula un documento che era sostitutivo, sulla
base appunto di un emendamento all'articolo 5. In buona sostanza un
riassunto è stato ben fatto dal presidente della Commissione
onorevole Trizzino sulla riscrittura dell'articolo 5.
Signor Presidente ricordo a me stesso, perché lei lo ha appena
detto, che la discussione sull'articolo 5 è chiusa. C'è una
proposta del Governo, la proposta si vota, se la proposta viene
accolta, e io preannuncio il mio voto favorevole perché avevo preso
l'impegno che non avrei messo la politica nell'articolo 5, posto
che avevamo dato mandato al Governo di riscrivere l'articolo 5
sulla base della sintesi che avrebbero fatto gli Uffici.
Quindi, signor Presidente la invito, le chiedo formalmente di
rispettare quanto stabilito insieme all'Aula ieri sera, di porre ai
voti la riscrittura dell'articolo 5, qualora la riscrittura dovesse
essere bocciata si passerà alla valutazione degli emendamenti, ma
dobbiamo procedere, perché altrimenti mi trovo costretto a chiedere
dall'opposizione una riunione di maggioranza che faccia mettere
d'accordo i deputati della maggioranza per capire quanto deve
essere il distretto di Siracusa piuttosto che quello di Ragusa o
Trapani piuttosto che Agrigento.
Signor Presidente ma possiamo continuare così ogni volta?
L'opposizione fa la sua parte responsabile e la maggioranza fa
l'opposizione dell'opposizione. La devono smettere Siamo al
ridicolo Siamo pronti a votare, smettetela con i campanilismi, si
vota, c'è un Regolamento d'Aula, se la proposta di riscrittura
passa, bene, altrimenti si va agli emendamenti.
Le regole durante il gioco non si possono cambiare, si è stabilito
un percorso, si è stabilito che la discussione generale era chiusa,
capisco che eravate distratti e non mi avete sentito, vi ribadisco
il mio intervento, dopo di ché signor Presidente faccia rispettare
gli accordi, è insopportabile per una opposizione responsabile come
la nostra, che l'Aula si fermi perché la maggioranza litiga su
fatti politici.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A Disciplina in materia di risorse idriche .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato presentato un emendamento
sostitutivo e un sub emendamento il 5.47.1 al comma 3, dopo le
parole: sub ambiti' aggiungere le parole previo parere
dell'assessorato competente' . Sostanzialmente: per la
costituzione dei sub ambiti, oltre alla proposta dei comuni facenti
parte del medesimo ATO è previsto il parere dell'assessorato
competente .
Sono stati presentati tre subemendamenti, dopo l'emendamento di
riscrittura: il diritto alla presentazione dei subemendamenti è un
diritto per l'Aula, però siccome già ne abbiamo cinque o sei, si
sta ampliando, invito alla calma in Aula, non sappiamo neanche
cosa si vota.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Fazio e Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A Disciplina in materia di risorse idriche .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, In atto ho due subemendamenti,
quello che prevede il parere dell'Assessorato competente nel caso
della costituzione dei sub ambiti e un altro presentato dai
parlamentari di Ragusa che prevede di portare il numero degli
ambiti da 7 a 9, coincidente con i vecchi ambiti, quindi dobbiamo
solo votare.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non è possibile, ieri abbiamo chiuso il dibattito. Lei
può solo parlare sull'ordine dei lavori.
E' pronto l'emendamento presentato dal Governo all'art. 6, lo
facciamo distribuire perché su questo si aprirà sicuramente il
dibattito, mentre penso che il dibattito sull'art. 5 si possa
chiudere.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
onorevole Presidente della Regione, io ritengo data l'esperienza
del passato che sul parere dell'Assessorato bisogna mettere un
termine perché altrimenti noi bloccheremmo i subambiti, perché
naturalmente abbiamo esperienza di silenzi agli amministratori che
perdurano anche sei, sette mesi. Mettiamo un termine e si risolve
il problema: mettiamo 30 giorni, 60 giorni ma non possiamo bloccare
i sub ambiti.
PRESIDENTE. Ora siccome la presentatrice è l'onorevole Sudano, la
invito a inserire che deve esprimere parere entro 60 giorni.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A Disciplina in materia di risorse idriche .
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, ha creato allarme, in Aula, la planimetria che è stata
diffusa dagli Uffici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non accetto più subemendamenti.
BARBAGALLO, relatore. Dicevo che ha creato allarme questa
planimetria che è stata distribuita che è un documento preliminare.
Volevo evidenziare ai colleghi che il testo prevede
l'individuazione del numero esatto degli ambiti territoriali
redatti alla luce delle zone omogenee.
Per precisione: dallo studio che è stato fatto ieri e dai
documenti che sono stati trasmessi, informalmente, alla Commissione
i bacini idrografici in Sicilia sono oltre cento più quelli delle
Isole minori.
L'accorpamento che, ai sensi dell'articolo 1, sarà chiamato a fare
l'Assessorato per l'energia e i servizi di pubblica, utilità
sentita la IV Commissione, è un accorpamento per zone omogenee fra
bacini idrografici per salvare le prescrizioni che sono state date
alla Regione Liguria dalla Corte Costituzionale che ha precisato
che non possono esserci distribuzioni e divisioni su competenze
amministrative, ma su ragioni idrografiche.
La planimetria che oggi è stata distribuita è una planimetria
orientativa.
Dagli interventi ascoltati, ci sono i colleghi di Siracusa - e
anche quelli di Enna - particolarmente allarmati in ordine alla
perimetrazione.
Se il testo che ne prevede sette, anziché sette, se c'è l'accordo
dell'Aula e ritiriamo tutti gli emendamenti in modo da prevederne
nove con esclusivo riferimento alle zone omogenee accorpate per
bacini idrografici.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, viene quindi modificato
ulteriormente l'emendamento sostitutivo?
Onorevoli colleghi, sono stati presentati cinque subemendamenti.
Do il tempo, quindi, alla Commissione di esaminarli perché non si
può, su ogni questione, aprire un dibattito.
LOMBARDO. Ho presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, è già intervenuto ieri, ha
depositato il subemendamento che è inammissibile in quanto prevede
la tariffa per i sub ambiti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Papale e Lantieri hanno
chiesto, per oggi, congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A Disciplina in materia di risorse idriche .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si è parlato di tariffa unica
tendenzialmente a livello regionale e poi anche nei sub ambiti si
mette una tariffa?
Già, onorevole Lombardo, abbiamo votato il principio.
Invito i componenti la Commissione ad intendersi fra di loro.
Quando viene presentato un emendamento dal relatore, è previa
consultazione della Commissione, altrimenti risulta come
emendamento dell'onorevole Barbagallo.
L'emendamento dell'onorevole Barbagallo porta gli ambiti da sette
a nove. Ho qui tra le mani un emendamento dell'onorevole Palmeri,
componente della stessa Commissione, che porta gli ambiti da sette
a cinque. Ho capito che non c'è intesa anche all'interno della
Commissione.
Si va ai voti.
ASSENZA. Ce n'è uno presentato da me.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, così anche come per l'onorevole
Assenza, occorrono più firme per la presentazione. Allora,
onorevoli colleghi, prendete posto perché stiamo passando alla
votazione.
Onorevole, già l'emendamento che portava da sette a nove gli
ambiti , di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole
Alloro; si vota quello intanto che prevede la diminuzione da sette
a cinque. Anche per l'emendamento dell'onorevole Palmeri occorrono
più firme per la presentazione.
Onorevole Palmeri, siccome l'emendamento non è presentato dalla
Commissione, occorrono quattro firme.
Onorevoli colleghi, un po' di attenzione. Riassumo: la
Commissione ha presentato un emendamento sostitutivo; su questo
emendamento sostitutivo sono stati presentati dei subemendamenti.
Sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi 5.47, 5.47.5,
5.47.2 e 5.47.1, la questione verte sul numero degli ambiti.
Nell'emendamento sostitutivo della Commissione, di intesa col
Governo, era stato previsto un numero di ambiti pari a sette.
Successivamente l'onorevole Palmeri, corredato da altre firme, ha
presentato un sub emendamento che porta da sette a cinque; un
altro emendamento, primo firmatario onorevole Alloro, Vinciullo, e
altri, prevede di portare gli ambiti da sette a nove.
L'altro emendamento ammesso il 5.47.1, già illustrato, prevede il
parere del competente commissario nel caso della costituzione dei
sub ambiti, con l'apposizione del termine di 60 giorni',
suggerito dall'onorevole Laccoto e fatto proprio dalla
presentatrice, l'onorevole Sudano.
Quindi lo diamo per letto entro il termine di 60 giorni'.
ASSENZA. C'è anche il mio subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza il suo è inammissibile, perché ieri
avevamo detto che va individuato per legge il numero di ambiti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRECO Giovanni. Lo faccia parlare, siamo in democrazia.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, ma lei non dovrebbe essere in
congedo per oggi? Cosa fa qui adesso?
ASSENZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Ieri avevamo
deciso in senso conforme a quanto da lei detto, però oggi ci
troviamo in un'ipotesi di riscrittura totale dell'articolo.
E' chiaro che in caso di riscrittura dell'articolo, i
subemendamenti devono essere ammessi.
Mi ero permesso, ieri, di evidenziare a più riprese, che se
continuiamo a indicare dei numeri, giochiamo al lotto, perché il
dato scientifico è diverso dal lato politico.
Siccome oggi è emersa di nuovo questa distinzione tra il dato
politico-amministrativo e il dato tecnico-idrografico, se poi non
sono sette, ma sarebbero centodue, secondo gli studi più
aggiornati; ma è chiaro che non possiamo determinare centodue
ambiti ottimali, questa indicazione specifica la dovrà fare
l'assessorato, di concerto con la competente commissione
legislativa, accorpando, evidentemente, tra questi centodue, i
bacini idrografici che sono più omogenei.
Potranno, poi, diventare, cinque, sei, sette o undici ma è un dato
tecnico, perché altrimenti rischiamo di dare dei numeri e che in
sede di assemblea normativa, credo sia assolutamente fuori luogo
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A Disciplina in materia di risorse idriche .
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.47.5,
dell'onorevole Palmeri ed altri.
Porta gli ambiti da sette a cinque.
Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE Con il parere favorevole del Governo e con la
Commissione che si rimette all'Aula, pongo in votazione
l'emendamento 5.47.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.47.2, dell'onorevole Vinciullo ed
altri.
Porta gli ambiti da sette a nove.
Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE Con il Governo e la Commissione che si rimettono
all'Aula , pongo in votazione l'emendamento 5.47.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Proteste dai banchi di destra)
Si passa all'emendamento 5.47.1, previo parere dell'assessorato
competente da rendersi entro 60 giorni .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 5.47.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.47, così come subemendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Gestione del servizio idrico integrato
1. La gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza
finalità lucrative, persegue obiettivi di carattere sociale e
ambientale ed è finanziata attraverso meccanismi tariffari.
2. Al fine di salvaguardare l'unitarietà e la qualità del
servizio, le Assemblee Territoriali Idriche, di cui all'articolo 5
comma 2, affidano la gestione delle acque, mediante servizio idrico
integrato, ad Enti di diritto pubblico, quali Aziende speciali,
Aziende speciali consortili, consorzi tra Comuni.
3. Compatibilmente con i criteri di cui al comma 1, dell'articolo
5, ove si rendesse necessario, il servizio idrico integrato può
essere affidato, in ogni ambito territoriale ottimale, a più
gestori pubblici che dispongano delle strutture e dei mezzi per la
gestione del ciclo integrato dell'acqua.
4. Al fine di salvaguardare le forme e le capacità gestionali
esistenti, i comuni possono provvedere alla gestione in forma
diretta e pubblica del servizio idrico, in forma associata, anche
ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 267/2000 e
successive modifiche ed integrazioni, attraverso la costituzione di
sub ambiti, composti da più Comuni facenti parte dello stesso
ambito territoriale ottimale, che possono provvedere alla gestione
unitaria del servizio.
5. I Comuni che si trovino in particolari condizioni geografiche,
idrogeologiche, tali da rendere anti economica la gestione
associata del servizio, possono gestire in forma singola e diretta
il servizio idrico integrato.
6. Le società a capitale interamente pubblico continuano a gestire
il servizio idrico integrato già affidato dall'Ente o dagli Enti
pubblici territoriali titolari del relativo capitale sociale, nella
permanente ricorrenza delle seguenti condizioni:
a) divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo a
soggetti privati;
b) esercizio della propria attività istituzionale in via
prevalente in favore dell'ente o degli enti pubblici proprietari;
c) obbligo di sottostare a forme di controllo analogo da parte
dell'ente o degli enti pubblici titolari del relativo capitale
sociale.
7. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'ente o gli enti pubblici territoriali titolari del
capitale delle società di cui al comma 6, mediante adozione di
apposita delibera del Consiglio Comunale, attestano la sussistenza
dei requisiti di cui al comma 6 apportando, ove occorra, modifiche
agli statuti e stabilendo la nuova durata dell'affidamento del
servizio idrico integrato alle predette società.
8. Le società di cui al comma 6 che detengano a qualsiasi titolo
infrastrutture e mezzi nel territorio da servire, possono assumere
la gestione del sistema idrico integrato in favore degli enti
locali ricadenti nell'Ambito Territoriale Ottimale ovvero dell'Area
metropolitana di riferimento, ampliando la propria compagine
sociale o stipulando apposito contratto di servizio con l'ente o
gli enti locali interessati.
9. Nelle Convenzioni di affidamento del servizio idrico integrato
è previsto un Fondo di solidarietà a sostegno dei soggetti meno
abbienti utilizzato, secondo modalità definite dalle Assemblee
territoriali idriche, esclusivamente per il pagamento delle
bollette afferenti il servizio idrico integrato. I beneficiari del
suddetto Fondo sono individuati sulla base dell'indicatore della
situazione economica equivalente (ISEE) e di altri indicatori
reddituali, quali attestazioni che certifichino la condizione di
indigenza, di disoccupazione ovvero di mancata percezione di
reddito. Il Fondo è alimentato, per il primo anno, attraverso le
risorse derivanti dalla tariffa del servizio idrico integrato.
Decorso il primo anno dalla sua istituzione, il Fondo è alimentato
mediante un accantonamento a carico del gestore, nella misura pari
allo 0,2% del fatturato complessivo annuo. Con decreto
dell'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità,
sentito l'Assessore per la famiglia, politiche sociali e lavoro,
sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.»
CORDARO. Quanti sono gli ambiti in Sicilia?
PRESIDENTE. Sono nove.
Per quanto riguarda il dibattito viene disciplinato come ieri nel
senso che parla un deputato per non più di dieci minuti, una sola
volta.
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento 6.53.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Assume la Presidenza il Vicepresidente Lupo
E' in distribuzione l'emendamento 6.53, a firma del Governo, che
modifica e sostituisce il comma 2 dell'articolo 6.
Vorrei ricordare all'Aula, agli onorevoli colleghi, che, così come
già annunciato dal Presidente Ardizzone, a norma dell'articolo 103,
comma 6, su tutti gli emendamenti presentati ad uno stesso articolo
si svolge una unica discussione che ha inizio con l'illustrazione
da parte dei presentatori di ciascuno emendamento per non più di 10
minuti e nel corso della quale ciascun deputato può intervenire una
sola volta anche se sia proponente di più emendamenti, ciò al fine
di favorire il migliore svolgimento del dibattito.
Chi chiede di intervenire?
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
membri del Governo. Volevo evidenziare, in fase di discussione
dell'articolo 6, che il Servizio Studi dell'ARS aveva evidenziato
delle criticità costituzionali alla luce delle numerose pronunce
della Corte, in particolare, del comma 2, comma 5 e/o del comma 6.
Vediamo quali saranno le valutazioni dell'Aula sull'emendamento
presentato dal Governo, che risolverebbe le criticità sollevate dal
Servizio studi sul comma 2, per quanto riguarda il comma 5 c'è un
emendamento allegato successivamente al fascicolo degli
emendamenti, a firma della Commissione e del Presidente che,
sostanzialmente, prevede la stessa disciplina prevista per lo
sblocca Italia per le previsioni al comma 5 e, quindi, risolve le
criticità sollevate dal Servizio studi.
Per il comma 6 c'è un emendamento a firma della Commissione e,
segnatamente, a pagina 38, il 6.36, che le risolve allo stesso
modo, quindi, con i due emendamenti della Commissione si
risolverebbero le criticità sollevate dal Servizio studi.
PRESIDENTE. Allora, si passa all'esame dell'emendamento 6.24, a
firma degli onorevoli Cordaro ed altri. Chiedo l'attenzione della
Commissione. Questo emendamento è precluso dall'approvazione
dell'articolo 5.
Proporrei, come metodo, di proseguire con l'esame degli
emendamenti 6.34 e seguenti, di dare la parola al Governo per
l'illustrazione dell'emendamento 6.53 e, se necessario, per
consentire un esame dell'emendamento stesso, dopo, sospenderei la
seduta per cinque minuti; se, invece, l'illustrazione
dell'emendamento 6.53 da parte del Governo fosse esaustiva e
nessuno mi chiedesse di sospendere la seduta per qualche minuto, si
proseguirà.
CROCETTA, presidente della Regione. Guardate l'emendamento
accoglie una serie di rilievi che era avvenuti qui, che ponevano il
tema del rispetto del principio della libera concorrenza che poteva
essere invocato da alcuni come questione di anticostituzionalità.
Nel comma che abbiamo presentato ribadiamo che la gestione del
servizio idrico è di prevalente interesse pubblico e non riveste
carattere lucrativo. Può essere affidata a società pubbliche, ad
enti pubblici, e sono specificati quali, e prevede anche la
possibilità che possa essere affidata, per un periodo non superiore
a nove anni, anche a società miste o private escludendo
categoricamente la trattava privata, quindi con asta pubblica, a
tutti gli effetti, nei termini di bandi, eccetera.
Naturalmente, le condizioni economiche non possono modificare per
tutta la durata del contratto. Perché cosa succede in atto?
Praticamente, si fa una gara, si fa un affidamento, poi,
sistematicamente si aumentano le tariffe e, dopodiché da una
condizione iniziale che sembrava favorevole ai cittadini, invece,
si passa a una condizione sfavorevole.
Il ricorso all'affidamento privato a società miste deve essere
giustificato sul piano della convenienza economica rispetto alla
gestione del servizio pubblico così come in coerenza con il primo
comma dell'articolo 2 e, poi, sono previste una serie di penali per
interruzione del servizio.
Ciò per evitare questo uso indiscriminato che spesso si fa da
parte dei privati nella chiusura del servizio idrico, anche in
presenza di minime falle che ci sono nella rete, con penali molto
forti che costringono ad una buona gestione.
Sono previste anche fideiussioni che tengono conto anche delle
possibili ammende a cui si è soggetti per la gestione privata. Mi
pare che concili molto bene con la volontà che è stata espressa dal
Governo e dalla Commissione di procedere, in via privilegiata, al
sistema pubblico non escludendo che si possa ricorrere anche ai
privati con rispetto di alcune condizioni.
PRESIDENTE. Prima di passare all'emendamento di riscrittura del
Governo, si passa all'emendamento 6.34, a firma degli onorevoli
Cordaro ed altri.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ho una richiesta formale di
sospensione di cinque minuti perché se, almeno per quanto mi
riguarda, mi vengono chiariti alcuni punti dell'emendamento 6.53
non ho alcuna intenzione pregiudiziale nel non volere ritirare i
miei emendamenti. Vorrei capire soltanto un paio di passaggi.
Quindi, le chiedo 5 minuti di sospensione per comprendere alcuni
passaggi ed, eventualmente, votare.
PRESIDENTE. Vorrei, prima ,precisare che, comunque, i commi 1 e 2
dell'emendamento 6.34 sarebbero, in ogni caso, preclusi
dall'approvazione dell'articolo 5. Qualora, quindi, lei, onorevoli
Cordaro, non lo ritirasse lo metteremmo ai voti a partire dal
comma 3.
La sua richiesta di sospensione dei lavori è accolta. L'Aula è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.09, è ripresa alle ore 11.16)
La seduta è ripresa.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cominciare
con una citazione perché questo emendamento, Assessore, mi ricorda
una frase che una volta mi disse un filosofo: La legge è uno stato
d'animo , in quanto non so se sorridere dinanzi a questo
emendamento e, poi, fare delle osservazioni che possano indurre il
Governo ad una riflessione corretta.
Mi riferisco, in questo momento, all'emendamento 6.53.
L'articolo 149 bis - sarò molto breve, Presidente - stabilisce che
l'ente di governo procede all'affidamento secondo le direttive
europee, e non mi voglio dilungare su questo argomento, qui,
invece, all'articolo 2 viene fatta una puntualizzazione su chi
potrebbero essere i destinatari di un'eventuale procedura di
affidamento. Al comma 2 c'è un'esclusione come se fosse una cosa
che si potesse operare considerati gli importi di queste gare e le
trattative private, si ribadisce il concetto di evidenza pubblica
ma la normativa nazionale parla di procedure europee e - se mi
permettete - relativamente al punto 2 ter siamo, poi,
all'inverosimile, perché sostanzialmente si comincia a parlare
anche di una procedura di affidamento per nove anni.
Caro Presidente Crocetta, una procedura per nove anni,
inevitabilmente, fa salire la tariffa perché dovendosi fare degli
interventi infrastrutturali, dice giustamente il legislatore
nazionale che i contratti si fanno per trent'anni per creare una
condizione di ammortamento sulla tariffa; se lei riduce da trenta a
nove anni, evidentemente, sale la tariffa, perché qualcuno dovrà
pagare questi investimenti o questi interventi di manutenzione
straordinaria o come li vuole chiamare.
Presidente, non ha senso nove anni. Mi riordino alle norme di
contabilità che sono stabilite all'interno della legge nazionale
che i trent'anni sono funzionali ad un ristoro economico che,
inevitabilmente, i cittadini non possono affrontare in nove anni,
mentre su trent'anni credo che sia assolutamente razionale
immaginare un percorso che possa consentire agli imprenditori o
alle società, chiunque esso sia, perché ci sono anche le condizioni
delle società, ma la società pubblica è un'eccezione che interviene
quando le condizioni di mercato ostano alla procedura.
Per essere molto chiari, non condivido nella maniera più assoluta
tutte queste clausole vessatorie che, secondo me, per legge, non
possono essere stabilite, in cui se c'è un ritardo di quattro
giorni avviene l'interruzione, se il ritardo è di tre giorni,
forse, ci sarà anche qualche fatto più dirompente per il povero
soggetto che è stato chiamato all'affidamento, forse anche
l'omicidio, non so cosa potranno prevedere.
Relativamente al punto 4, Presidente, la legge 11/2010, ebbene, è
da cinque anni che dobbiamo liquidare gli ATO; non vedo la
necessità di mettere per legge questo ulteriore termine perché sarà
sempre più non rispettato. Onorevole Presidente della Regione mi
faccia la cortesia di ritirare questo emendamento perché è
ridicolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Panepinto
vorrei parlare con lei perché avendo, lei, seguito bene la materia
penso che possa dare, forse, qualche suggerimento o qualche
risposta ai dubbi che intendo avanzare.
Onorevole Presidente della Regione, l'impianto che il Governo ha
costruito e che l'Assemblea vuole portare avanti circa la gestione
pubblica del servizio idrico in Sicilia, penso sia condivisibile da
tutti, ed essendo un impianto, come dire, che ha una maggioranza
prevalente, a me sembra di capire, lo affinerei in maniera tale che
si possa costruire un percorso che abbia la condivisione generale.
Faccio un esempio su tutti: non ricordo qual è la legge che vieta
ai Comuni di costituire società pubbliche o consortili, ma stia
tranquillo che esiste, allora, dobbiamo scrivere che si tratta di
una specificità che permette solo per quell'obiettivo di costituire
delle società pubbliche perché, diversamente, non risolviamo il
problema. Non so qual è la legge che prevede il controllo analogo,
ma il controllo analogo è dettato da una procedura definita per
legge e non può diventare un controllo analogo senza i parametri
definiti dal legislatore nazionale che impone per gli enti pubblici
che esercitano il controllo analogo sulle società partecipate
CROCETTA, presidente della Regione. Basta presentare un
emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, per
questo.
TURANO. Non voglio essere polemico, Presidente della Regione, mi
voglio distinguere per cercare di migliorare un testo e per dire le
cose che penso. Il comma 2, di fatto, impedisce a qualunque gestore
privato di partecipare, a qualunque tipo di gara e, però, sulla
gestione privata ci si arriva in via residuale, quando non si può
garantire la gestione pubblica. Ma se avendo fallito con la
gestione pubblica, in un ambito ed in un subambito si dovesse
arrivare alla gestione privata e non si trovasse l'affidatario
perché si prevedono condizioni vessatorie, condizioni punitive che
vietano a qualunque soggetto di potere partecipare, si renderebbe
un buon servizio?
CROCETTA, presidente della Regione Questo era il programma
elettorale della nostra coalizione.
TURANO. Onorevole Presidente della Regione, il programma della
nostra coalizione prevedeva che l'acqua fosse pubblica, non che si
dovessero scrivere delle cose che non possono camminare Sono
d'accordo che l'acqua sia pubblica, nel senso che sono d'accordo
che l'acqua venga gestita dagli enti pubblici e che sia un servizio
garantito a tutti i cittadini, ma non che scriviamo cose che non
possono funzionare. Ragione per la quale inviterei il Governo a
trovare una soluzione che possa essere conducente. Dire che quando
il servizio pubblico non può essere garantito, si può fare ricorso
ai privati e prevedere condizioni che non permettono l'affidamento,
significa dire nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
desideravo intervenire sull'emendamento 6.53 presentato dal Governo
- e mi rivolgo all'Assessore al ramo - perché ritengo possa
evidenziarsi il tentativo, in effetti, malcelato di volere,
comunque, scoraggiare qualunque tipo di partecipazione da parte del
privato nella gestione del servizio idrico.
Non sarò certo io, per cultura politica, a difendere il ruolo dei
privati, in questa vicenda. Sulla necessità di rendere pubblica
l'acqua, di sottrarla ad ogni tentativo di speculazione, non
possiamo che essere fermamente e risolutamente d'accordo. E, però,
mi pare che qui ci sia davvero una forzatura che andrebbe corretta:
nell'articolo 2 ter, al comma b), si prevede che nel momento in cui
la cessione, la gestione del servizio idrico venga affidata ai
privati, se il servizio stesso dovesse essere interrotto, signor
Presidente di Commissione, signor relatore
PRESIDENTE. Inviterei non solo il Governo ma anche la Commissione
a prestare attenzione all'intervento dell'onorevole Musumeci, sta
illustrando un subemendamento che è rilevante e richiede
l'attenzione da parte di tutti.
MUSUMECI. Grazie, non potete dare per scontato che tutto passerà a
colpi di maggioranza; come avete visto nulla è scontato, quindi, lo
spirito di collaborazione dell'opposizione è quello di poter
arrivare ad un'intesa, la più vasta possibile.
Se il privato interrompe l'erogazione idrica al 2 per cento della
popolazione e per almeno 4 giorni viene portato sul patibolo e deve
pagare una penale che va da 100 mila euro a 300 mila euro al
giorno Giusto Complimenti a chi ha avuto questo coraggio, così
non daremo spazio alle speculazioni ed agli improvvisatori. E
perdonate, signori del Governo: e se l'acqua viene meno al 2 per
cento della popolazione e per 4 giorni nel caso in cui dovesse
essere erogata dal servizio pubblico, perché non deve pagare
nessuno?
BARBAGALLO, relatore. Siamo d'accordo.
MUSUMECI. Per il cittadino cosa cambia se il rubinetto rimane
asciutto da parte del privato o da parte del pubblico? Mi pare
un'iniquità
Allora, così come si vuole penalizzare il servizio privato, se per
4 giorni priva i cittadini dell'acqua, si deve penalizzare anche il
servizio pubblico, come? Io direi mandando a casa i responsabili
ma, siccome, questo non si può fare con facilità, consentendo al
cittadino utente, rientrante in quel bacino del 2 per cento, di
essere dispensato dalla tariffa che dovrebbe pagare se il servizio
venisse corrisposto regolarmente. Mi sembra un richiamo al
principio di equità e per questa ragione abbiamo presentato, il mio
Gruppo assieme ai colleghi del centrodestra, un subemendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo non per ribadire che il testo appena presentato, a firma
del Presidente della Regione, sia un testo che trova l'obiezione,
così come in queste lunghe ore, sulla questione del costo del
servizio. Vorrei precisare che, rispetto all'APQ sulle reti
idriche, rispetto agli impianti sulla depurazione, ieri, oggi e
domani, in Sicilia i soldi per rifare reti idriche, reti fognanti,
li mette la parte pubblica,. Onorevole Di Mauro, è da tre, quattro
giorni che cerca di ribadire un concetto che lei sa benissimo non
essere così.
DI MAURO. Non è così
PANEPINTO. Onorevole Di Mauro, sta utilizzando argomenti che sono
responsabilità contabile degli amministratori, impossibilità di
investimento da parte dei privati.
Le ricordo che sussiste un obbligo del 30 per cento del privato e
il 70 per cento è a carico tutto di finanza pubblica.
In Sicilia i privati non debbono mettere e non hanno messo una
lira per rifare nessuna rete idrica.
DI MAURO. Pagano i cittadini
PANEPINTO. Il 30 per cento viene ricaricato immediatamente sul
costo delle tariffe. Credo che siamo allo snodo.
Quando l'onorevole Musumeci diceva che i ritardi, le inefficienze,
la mancata erogazione è imputabile a responsabilità del soggetto
pubblico, onorevole Musumeci, - sa che ho stima, affetto, simpatia
sincera nei suoi confronti - è chiaro che se è un soggetto
pubblico, a pagare saranno gli stessi cittadini.
Il problema reale è come se stessimo scrivendo un testo, come se
dovessimo per la prima volta regolamentare il servizio idrico in
Sicilia.
Non è così.
Ho sentito il mio amico Enzo Fontana intervenire ricordando che su
Agrigento il 60 per cento delle quote dei sindaci votavano contro
l'affidamento ai privati e la cauzione fu portata da 37 milioni a 5
milioni, solo perché non si arrivò a sessantasei perché quel
regolamento era capestro.
Voglio stare muto ma è come però se ognuno raccontasse storie di
nuove di una storia nuova.
Siamo qui perché il sistema è fallito, perché i privati non hanno
messo una lira, perché alla fine gli unici vessati sono i
cittadini.
In questo consiste lo spartiacque.
Chi approverà questo emendamento, possibilmente, introducendo in
un'altra norma i correttivi di rimuovere il presidente di una
municipalizzata qualora mancherà.
Questa storia, onorevole Di Mauro, diciamocela fino in fondo, il
sistema ha fallito
Hanno fallito le società, i cittadini sono vessati, il costo
dell'acqua è alle stelle, a Milano è cento euro in altri posti
molto di più.
Non esiste assolutamente questa paura che deve essere riportata
sul fatto che la tariffa aumenta perché i privati sono costretti ad
avere ritorno subito dal proprio investimento.
In Sicilia il privato una lira non l'ha mai messa.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, lo stupore, quasi surreale, attorno agli articoli 5 e 6
che si sta creando in queste ultime ore certamente trova in queste
nuova riscrittura la sua degna conclusione, per non dire
attuazione.
Ieri ci siamo fermati dinnanzi al paradosso di un componente
tecnico di un Governo che chiedeva alla politica dei dati tecnici e
parte della politica che chiedeva di attuare dei compiti
prettamente politici ad un assessore tecnico.
Abbiamo scoperto oggi che poi tutto ciò era inutile.
La discussione di ieri che, peraltro - vorrei ricordarlo anche al
collega Panepinto - si è alimentata sulla base di dati che si sono
rivelati errati.
Se, infatti, il decreto del Presidente della Regione dell'epoca,
onorevole Capodicasa, come lui ebbe a dire ieri, prevedeva cinque
bacini, poi abbiamo scoperto che, in realtà, erano sette.
Farei attenzione nel propalare dati o documenti che sono di esatta
e precisa definizione, anche perché spesso non si rivelano tali.
Però, veramente, come dire, il sublime si raggiunge con questo
articolo 6 ed è davvero il sublime di questa, diciamo, scena che
ormai si è creata in queste ultime ore. E c'è un tentativo che io
ribadisco può anche essere in buona fede ma noi qui non siamo ad
esercitare la buona fede in quanto amministratori, noi in quanto
deputati non dobbiamo dimostrare buona fede, dobbiamo essere degli
amministratori e dei legislatori capaci di esercitare il nostro
ruolo all'interno di un contesto perché, vedete, se noi ci vogliamo
rifare un po' al mondo degli anni '60 e '70 ma anche prima alla
nascita delle liberal-democrazie o perché no, al feudalesimo e alle
città-stato ognuno poteva crearsi un proprio codice legislative di
tabule o di altro e, diciamo, in base a principi propri, effettuare
delle regole economiche.
Oggi non può funzionare così. Noi siamo in un contesto economico
globale che vede l'Europa creare delle regole affinché la
concorrenza sia creata all'interno di un mercato unico. E su questo
le regole vanno verso una direzione, sono chiare, l'abbiamo detto
anche sulla legge sugli appalti, nel 2014 le direttive 24 e 25
allargano il concetto che riguarda tanto le concessioni degli
appalti e che puniscono, in particolare, l'atteggiamento
dell'Italia che dalla legge Merloni in poi ha cercato di
restringere gli ambiti di concorrenza e di libero mercato.
E' chiara l'evoluzione normativa che dagli anni '90 ad oggi apre
verso il mercato e che inserisce il concetto di operatore
economico', lo vorrei ricordare, all'interno della libera
concorrenza, il paragrafo 17 della direttiva 24 parla di operatore
economico' comprendendovi tutte le categorie, dalle società miste a
quelle private, a tutti, che devono liberamente concorrere, ma come
facciamo noi, colleghi onorevoli, nel 2015 in un Parlamento che
vuole legittimarsi agli occhi dello Stato italiano, agli occhi
dell'Unione Europea per essere credibile, presentare delle norme
dove capovolgiamo il concetto di operatore economico e di libera
concorrenza? Come si fa? Ma stiamo scherzando? Stiamo giocando? Il
concetto di inserire che è una deroga il concetto di affidare in
house, è una deroga perché il principio cardine è il libero mercato
mentre l'house è solo una deroga, noi capovolgiamo il concetto e
facciamo come principio cardine l'house e la deroga il libero
mercato; ma dove siamo? Ma stiamo scherzando? Ma dobbiamo farci
ridere in faccia in tutti i luoghi dove leggeranno queste norme?
I 50 litri, il capovolgimento dei principi di libero mercato, ma
stiamo scherzando davvero, onorevoli colleghi? Un sussulto davvero
sul nostro ruolo e su quello che dobbiamo fare.
Ricorda in alcuni tratti, questo atteggiamento, ormai anche un
famoso film di Woody Allen Il dittatore dello stato libero di
Bananas' perché ci sono ormai questi articoli che vanno così in
modo unilaterale e senza nessuna logica. E, infine, davvero,
lasciando stare il comma 2, il punto 1 e 2, il punto riguardante le
risoluzione ipso iure, davvero, per chi ha avuto tra le mani un
libro di diritto, sa che la risoluzione prevista per una clausola
risolutiva espressa può essere inserita in un contratto e
dev'essere inserita in una contratto nel caso in cui i contraenti
liberamente decidono che, ipso iure, andrà risolto il contratto
sulla base di una clausola, non può essere inserito in una norma
anche perché è il codice civile a punire gli atteggiamenti, come
dire, inutili, di inserimento di clausole che poi si possono
rivelare di stile come dice la stessa giurisprudenza attuale.
Appunto, è il 1455 del codice civile che parla chiaro e dice il
contratto non si può risolvere - parliamo delle clausole risolutive
inserite - se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa
importanza', ha avuto riguardo all'interesse dell'altra.
Ma, scusate, fatemi capire, se per due giorni, per quattro giorni,
quanto è inserito, per quattro giorni non viene erogata l'acqua al
2% della popolazione, ha avuto, riguardo ad un giustificato motivo,
un'interruzione non superabile, viene risolto il contratto quando
l'interesse dell'altra parte, ovvero la popolazione deve avere il
diritto ad avere un contraente che fornisce l'acqua non per quattro
giorni, ma per nove anni, viene risolto per una banalità di questo
tipo.
Davvero, ritengo che ognuno di noi faccia le proprie battaglie e
porta avanti le proprie idee e lo fa bene e ho rispetto di tutti,
qui dentro, ma su alcuni principi e su alcune cose, quando questa
norma verrà pubblicata in Gazzetta, non ci sarà la firma di un
deputato o di un Presidente di Regione, cari colleghi, ci sarà la
firma di un Parlamento siciliano.
Noi non possiamo permetterci nel 2015, con il livello di
conoscenze e di aperture dei liberi mercati, di presentare queste
norme dinnanzi ai consessi nazionali e internazionali, perché ci
rideranno dietro per i prossimi anni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto il modo di
apprezzare questo emendamento perché finalmente è dalla parte dei
cittadini.
Forse, i colleghi che hanno parlato prima, non sanno che, in
parecchie zone della Sicilia, l'acqua arriva una volta a settimana,
se sono fortunati e che sono vittime della mafia delle autobotti,
vittime della mafia dei porcellini sopra il tetto, vittime dei
fusti d'acqua in bagno, dove spesso anche dei bambini vanno a
finire.
Mi chiedo, se l'acqua che è un diritto della persona umana che è
un bene insostituibile, sancito da fior fiore di convenzioni
internazionali, firmati negli scorsi decenni e più recentemente, se
ne sta parlando anche ad Expo, dato che in tanti l'apprezzano -
quindi, vi menziono anche quella -, quindi, se questo diritto e
questo servizio di pubblica utilità è un servizio di pubblica
utilità di un altro livello, di un'altra categoria.
Per noi è davvero essenziale, per noi è davvero un diritto e,
quindi, significa che, quando si interrompe un servizio di pubblica
utilità, chi è che lo ha avuto affidato deve predisporre dei
servizi alternativi.
Non facciamo spauracchi, la penalità parte dopo il primo giorno,
quindi, se per un giorno c'è un'interruzione non succede nulla. Non
è vero che, dal primo istante, scattano centomila euro di multa e
poi dopo quattro giorni, si rescinde il contratto. Vi ricordo che
queste norme sono inserite in moltissimi contratti, nelle clausole
di rescissione sono presenti le identiche disposizioni, solo che
finora nessuno le ha fatto valere.
Quindi, è diventato più importante tutelare il gestore privato che
non i nostri datori di lavoro che sono i cittadini che ci chiedono
questo.
Se un cittadino ritarda a pagare una bolletta, lo Stato non si
vergogna a chiedergli la mora e la multa, non si vergogna a
togliergli la casa, i beni strumentali, invece, i signori
dell'acqua che, evidentemente, hanno ancora delle sponde a loro
favore, all'interno di quest'Aula, non subiscono niente, poverini,
per quattro giorni. Allora, predispongano dei servizi alternativi,
quando si interrompe il servizio, forniscano l'acqua, non lascino
le persone nel disagio.
Vi ricordo che l'acqua non è solo la piscina o il lusso, l'acqua è
igiene per uso igienico-sanitario, per uso potabile.
Voi vi immaginate le persone che vivono al terzo, quarto piano,
che devono riempire bidoni e bottiglie. Ma la vogliamo finire, con
questo supplizio? E' davvero sconcertante quello che si sente.
Noi voteremo favorevolmente questo emendamento e volevo invitare
alla riflessione i colleghi.
Qui non si sta vessando nessuno, si sta tutelando il cittadino
siciliano.
(Applausi)
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ognuno viene da
esperienze diverse. La mia esperienza da sindaco della provincia di
Messina mi ha portato a fare una battaglia contro l'affidamento ai
privati dell'acqua attraverso, praticamente, delle norme che
venivano dettate dalla Sogesit con un contratto che prevedeva la
possibilità, da parte dell'imprenditore, di poter aspettare 20
giorni per le riparazioni urgenti e attraverso l'affidamento, non
solo dei lavori di manutenzione ma l'affidamento dei progetti, il
pagamento di tutte le opere e le varianti che venivano fatte.
Ora, vedete, è chiaro che forse una certa forzatura si sta facendo
rispetto a quelle che sono le norme europee, ma noi dobbiamo
renderci conto che stiamo facendo, non già la norma generale, noi
stiamo facendo delle norme attuative rispetto a quella che è la
norma generale che è stata fatta dallo Stato.
Ognuno può vedere idee diverse, onorevole Di Mauro, io mi permetto
di dire che nell'ambito delle competenze della Regione Siciliana,
mettendo a fondamento quelle che sono le sentenze del Consiglio di
Stato ed anche della Corte Europea, noi abbiamo applicato, in
quest'emendamento, noi, il Governo ha proposto in questo
emendamento, l'affidamento a quelle società pubbliche o in consorzi
che abbiano il controllo analogo rispetto a quelli che sono gli
enti principali. Ora, controllo analogo, per essere molto chiari,
vuol dire che bisogna avere il controllo del 100% della maggioranza
ma che devono approvare i bilanci direttamente gli enti e, quindi,
in questa fase, è possibile sicuramente quell'affidamento essendo
in linea con l'ultima sentenza della Corte europea che è avvenuta
proprio circa 15/20 giorni fa.
Si tratta, adesso, di disquisire solamente sul problema degli
affidamenti ai privati. Noi non stiamo escludendo l'affidamento ai
privati. Io credo che il Presidente Crocetta qualche piccola
correzione, dando dei suggerimenti, potrebbe anche farla con un
subemendamento. Per esempio, mi sembra di avere apprezzato, anche
da parte del Presidente, che l'evidenza invece di essere pubblica
diventa europea, in base all'importo della gara e, quindi, questo
si può fare per subemendamento.
CROCETTA, presidente della Regione. Questo lo dice la legge.
LACCOTO. Esattamente. Noi dobbiamo dire secondo la norma ,
evidenza pubblica secondo le norme. Seconda cosa: sono stati fatti
dei rilievi riguardanti, i 4 giorni, eccetera; ma ora i 4 giorni,
vedete, se si intendono 4 giorni per volta è già un superamento di
quelle che possono essere le minime ed indispensabili perché
immaginate una popolazione che resta per 4 giorni c'è qualche cosa
che non funziona.
Il problema che ha sollevato anche il collega Panepinto, vedete
che le reti restano di proprietà pubblica ed i responsabili delle
riparazioni delle reti sono sempre soggetti pubblici.
Teniamo conto che molte di queste reti sono vetuste, sono vecchie,
avrebbero bisogno di essere riammodernate e, certamente, il privato
non può fare un riammodernamento delle reti private se non ha il
finanziamento pubblico.
A questo punto credo che, certo, una piccola forzatura si sta
facendo, ma siccome, sostanzialmente, tutti diciamo che siamo per
l'acqua pubblica, proviamo a farla anche nel migliore dei modi
superando qualche piccola criticità, andando avanti, sicuramente
sull'idea di una gestione pubblica dell'acqua che, specialmente in
Sicilia, ha un carattere sociale non ha un carattere economico,
perché la Sicilia, avendo praticamente anche la più alta
percentuale di poveri, avendo anche dei problemi, noi non possiamo
sicuramente fare dell'acqua un problema economico, ma dobbiamo
metterlo sempre nell'ambito sociale.
Ora, se noi dobbiamo anche mettere qualche piccola penalizzazione
per quanto riguarda le società pubbliche in house, non sono
totalmente contrario, anzi possiamo metterlo in modo da equiparare
in un certo senso il pubblico e privato, ma al di là di questo non
possiamo noi negare di potere fare l'affidamento, perché una cosa
sia chiara: noi non stiamo facendo l'affidamento in house che è
consentito solo temporaneamente, noi stiamo facendo l'affidamento a
società pubbliche di cui gli enti che ne fanno parte hanno il
controllo analogo, e questo è consentito praticamente dalle norme
europee e dalle norme statali.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, io devo dire che provo un po' vergogna da
avvocato e da laureato in giurisprudenza, per tante cose che sto
sentendo in questa Aula.
Ho sentito dire che questa legge non è generale, come se i
princìpi di diritto che stabiliscono che una legge deve essere
generale ed astratta siano opinabili da un'Assemblea, l'ho sentito
dire appena adesso prima di me.
Ho sentito dire tante cose, ad esempio dalla collega Foti che non
condivido, che non hanno niente a che fare col diritto, che sono
state applaudite dal Presidente Crocetta, il quale, evidentemente,
non conosce, non essendo un avvocato, non soltanto cosa sia una
clausola vessatoria, ma quali siano le conseguenze di una clausola
vessatoria che possono determinare, ad esempio, l'annullamento di
un contratto.
E, allora, questa riscrittura del Governo, che è veramente
paradossale, vuole dire, in buona sostanza, che sì, in fondo, anche
i privati possono partecipare, però, se partecipano sappiano che
ogni giorno sarà un problema, cioè è un articolo che non soltanto è
ridicolo giuridicamente perché è una norma che deve essere, che non
può che essere generale ed astratta, non può contenere cifre con
riferimento a persone, perché ci mancano solo i nomi e i cognomi
dei soggetti a cui si riferisce, ma che non può prevedere, in linea
di principio, di ratio legis, che ci sia addirittura scritto
privato, tu, alla fine, vogliamo essere buoni, puoi partecipare,
però, sappi che ogni volta che sbagli ci sarà una penale da 100
mila a 300 mila euro'.
Allora, io voglio dire ma, veramente, Presidente Crocetta - mi
rivolgo a lei - non vi rendete conto che un intervento lucido,
competente, come quello svolto qualche minuto fa dal collega
Lombardo, viene scambiato per aria fritta'? Ma dove ci state
portando? Quando dico che io mi vergogno lo dico perché, un giorno,
quando si leggerà l'esito di questa seduta d'Aula, cari colleghi,
qualora doveste anche per un solo attimo rinsavire, credo che vi
vergognerete anche voi, perché al di là del populismo - e ne ho
sentito tanto, Presidente, qua, altro che aria fritta - in termini
di diritto, siamo assolutamente lontani dalla soglia minima di
valutazione positiva di una legge.
E allora dico, anche se non ho trovato il filosofo che citava
l'onorevole Di Mauro che dice che la legge è uno stato d'animo',
non vorrei addirittura che la legge qui stia diventando uno stato
del malanimo', onorevole Di Mauro, perché qua si gioca a chi la
spara più grossa senza capire che, alla fine, su questa legge ci
sarà qualcuno che leggerà, che aprirà gli occhi. Cari miei, proprio
così E siccome, secondo me, non sapete dove state andando, voglio
fare un appello all'Assessore Contrafatto.
Assessore, lei qui non può essere convitato di pietra. Lei è un
giurista, non la voglio mettere in difficoltà, però, lei una parola
ce la deve dire. Qui stiamo parlando dell'Abc del diritto. Qua ci
sono violazioni di diritto talmente palesi da non essere viste
soltanto da chi non vuol vederle.
Avete fatto i manifesti, avete fatto i proclami. Assessore, la
prego, ci dica una parola su questa norma. Ci dica che questa norma
in diritto non regge, non sta in piedi, perché capisco che questo
Governo si regge su dinamiche e su equilibri sottilissimi. Però,
qua voi giocate, giocate con il destino dei siciliani. E lo abbiamo
visto con l'articolo 5. Non appena il Centro-destra ha fatto una
dichiarazione di apertura al buon senso, è partita la caccia
all'Ambito di casa propria. Altro che tre, altro che cinque, altro
che sette Vi dovete vergognare Siamo passati a nove Ambiti . E
allora, signor Presidente, la manciugghia' dov'è? Qua non c'è la
manciugghia'?
Noi vogliamo in qualche modo contribuire. Non possiamo, però,
castrarci sul populismo, sull'ignoranza delle norme, sulla
elementarità del diritto, perché capisco che qui c'è la corsa - e
mi dispiace che la facciano anche alcuni colleghi di lungo corso
del PD - a raccattare il voto. Ma il voto dei disperati non si può
raccattare sull'ignoranza.
Noi siamo legislatori. O siamo legislatori o siamo altra cosa.
Fino a quando avrò l'onore di stare in questa Aula non dimenticherò
che sono un legislatore e proverò a farlo nella migliore maniera.
Per tale ragione, signor Assessore Contrafatto, la invito a
leggere l'emendamento che vede primo firmatario l'onorevole Assenza
che è un emendamento che io ho sottoscritto ed è, quello sì, di
buon senso, perché, in buona sostanza, vi dice: avete scempio del
diritto? Bene, vogliamo provare a salvare questa legge?
Diciamo semplicemente che, per quanto riguarda la gestione, si fa
riferimento alla norma nazionale. Vediamo se, magari, essendo
talmente ciechi da non vedere tutti gli altri articoli, salviamo la
legge.
Secondo me questo non accadrà, però, vi prego - e lo dico al
Presidente Crocetta che so avere la sensibilità umana per
comprendere quello che gli sto dicendo - abbiate anche rispetto
degli interventi e dei punti di vista degli altri, soprattutto
quando sono interventi competenti che non si basano, quelli sì, su
aria fritta ma sullo studio delle norme e su princìpi di diritto
assolutamente inoppugnabili.
CROCETTA, presidente della Regione. Tutti candidati per la Corte
costituzionale
CORDARO. Io lo posso fare
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intanto
ricordare che l'emendamento di riscrittura che ha presentato il
Governo nasce per superare un rilievo che è stato posto dal
Servizio Studi dell'Assemblea regionale e, quindi, questa norma si
pone l'obiettivo di assumere ciò che è stato posto, io dico
correttamente, da parte degli uffici, ma nel solco di una scelta di
fondo su cui non dobbiamo continuare a fare gli ipocriti fra di
noi. La legge che stiamo facendo con tante traversie, adesso anche
io non mi sono appassionato al tema dei nove, come il collega
Cordaro, però poi ho capito perché si arriva a nove, nel senso che
laddove c'è un'incertezza sul dopo, c'è sempre il rischio che il
passato
CORDARO. Come tutti morirai democratico cristiano, non ti
preoccupare
CRACOLICI. Scusa, io non lo sono nato, tu pensi che posso morirci?
CORDARO. Sì, si nasce comunisti, si muore democristiani
CRACOLICI. La cosa che però mi pare importante, ripeto senza
ipocrisia, è che la legge che stiamo provando a fare, vuole
affermare non solo una scelta politica, ma vuole dare alla scelta
politica, che è stata fatta presentandola agli elettori e ai
cittadini siciliani con il voto del 2012, vuole dargli un impianto
normativo atto a raggiungere quell'obiettivo politico.
Fuori dai denti, la norma che stiamo facendo sta in tutti i modi
nel solco delle norme previste dall'ordinamento, cercando di
favorire il sistema pubblico. Questa è la questione di cui
parliamo. Continuiamo a giocare sulle parole che dovremmo prevedere
a tutti la possibilità, eccetera, ci mancherebbe Tutti noi
sappiamo che in un sistema di modalità di affidamento le tipologie
previste dall'ordinamento vigente prevedono il regime in gestione
in house, in affidamento a soggetto pubblico e in affidamento a
soggetto privato. Lo sappiamo tutti.
Il punto qual è? Noi con questa legge non mettiamo tutti nella
stessa condizione.
La Corte costituzionale vorrà dire, eventualmente, che questa è
una norma che viola principi generali ed astratti? Ne parleremo.
Perché la Corte costituzionale ci dovrà pure dire come quel
referendum, a cui hanno partecipato milioni di italiani, trova
applicazione nell'ambito dell'ordinamento del nostro Paese.
Ecco perché, se volete, in questa materia se arrivasse, anche
attraverso la legge della Regione siciliana, un chiarimento di
fondo su due questioni: primo, come trova applicazione quel
principio affermato dai cittadini col referendum; secondo, come si
coniuga un principio statutario, anch'esso costituzionale - lo
ricordo, lo Statuto della Regione siciliana è parte della
Costituzione italiana - quindi la Corte ci dovrà anche dire,
eventualmente, se l'articolo 14 dello Statuto siciliano, che affida
alla Regione competenze esclusive in materia dell'acqua pubblica, è
tema della stessa Costituzione che qualcuno dice violeremmo se
applicassimo quella dello Stato.
Allora, io dico con molta franchezza, continuare a giocare sui
cavilli è un modo soltanto per perdere tempo. Sì, lo dico senza
se e senza ma , il PD in questa battaglia sostiene il Governo
che fa dell'acqua un punto di rimedio.
Ci saranno colleghi che non sono d'accordo, è legittimo, ma non
facciamo confusione. Da questo Parlamento vogliamo una legge che
dica ai siciliani e agli ATO che andremo a costituire, che dovranno
poi affidare loro il servizio, e non lo affida il Parlamento
siciliano, questo Parlamento ti da una legge per favorire la
possibilità che l'acqua, non solo sia un bene comune, ma abbia una
gestione pubblica.
Guardate, in questo Parlamento ogni tanto mi è capitato di
sentire, per opporsi al merito delle leggi, richiami a principi
costituzionali. Una per tutte la legge sulle unioni civili.
In questo Parlamento c'era chi diceva che dovevamo fare non il
registro ma l'elenco, perché l'elenco sarebbe stato costituzionale,
il registro violava principi.
Io vorrei ricordare che siamo la prima regione italiana ad aver
pubblicato, su una Gazzetta ufficiale del nostro Paese, il
principio che in questa Regione esiste il registro delle unioni
civili per garantire i servizi ai cittadini siciliani.
Questo non ha avuto alcun rilievo di incostituzionalità ed oggi -
uso una parola che non mi piace molto, uso una frase che usa il
Presidente del Consiglio, nonché segretario del mio partito - i
gufi sono stati sconfitti.
Vorrei soltanto evitare che il gufismo, di cui in questo
Parlamento ci sono tanti attori, non sia in grado di farci cambiare
idea su un punto: che l'acqua in Sicilia è un bene pubblico e
bisogna favorire la gestione pubblica.
Dopodichè, se non sarete d'accordo ne prenderemo atto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, le unioni civili sono state votate da tutta l'Aula,
quanto meno dall'opposizione, ma non abbiamo risolto il nodo delle
unioni civili, abbiamo fatto una legge manifesto.
Per quanto riguarda ancora questo - siamo qui a discutere acqua
pubblica, acqua pubblica. Io, ripeto, vengo dalla stessa esperienza
dell'onorevole Laccoto, sindaci entrambi. Abbiamo impedito in
provincia di Messina con responsabilità che entrassero i privati,
che si facessero società miste.
Quindi, chi parla in questo momento è scevra da ogni pregiudizio e
farà mille battaglie, perché nel proprio territorio - ma non ce n'è
bisogno perché siamo tutti convinti - ci siano la tariffa più
bassa, le maggiori agevolazioni.
E sono sindaco di un comune che, sino all'anno scorso, erogava ai
cittadini 200 metri cubi di acqua gratis. Quindi, lezioni non ne
accetto da nessuno Il PD non si metta medaglie
Siccome siamo qui e dobbiamo legiferare, io chiedo alla Presidenza
dell'A.R.S., chiedo all'Assessore, siccome di professione esercito
la professione di avvocato, una cosa sono le enunciazioni di
principio, così come quelle delle tariffe uniche che poi mi
spiegate come si faranno, un'altra cosa sono le altre questione su
cui si dice si demanderà .
Io le dico, siccome noi vorremmo che questa legge si facesse e si
applicasse, perché proprio l'abbiamo richiesta, perché non possiamo
dare più gli otto milioni di euro in finanziaria ai sindaci della
provincia di Palermo per una responsabilità del Governo; però, non
deve essere neanche impugnata.
Io non voglio entrare nel merito dei commi 1 e 2, io chiedo se, in
virtù di questo - ora per fortuna, dopo l'approvazione del disegno
di legge sulle province, abbiamo riscoperto che l'articolo 14 dello
Statuto dà alla Regione Sicilia nell'autonomia del rispetto
statutario qualsiasi forma di libertà - signor Presidente, perché
sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti che prevedevano
l'elezione diretta del Presidente della provincia e, quindi, della
partecipazione dei cittadini alla vita democratica?
Articolo 53. E' un dubbio per aiutarvi. Nell'ipotesi di
affidamento prevista dal secondo comma del presente articolo i
bandi di gara prevedono . Io le chiedo, Assessore: E' possibile,
con legge, prevedere i contenuti dei bandi di gara? . Per quello
che io ho studiato non è possibile, se voi mi dite che i bandi di
gara non devono seguire le procedure del codice dei contratti avrò
studiato male.
Ed ancora di più vi dicono: Si violano le norme di libero
mercato, di libera concorrenza. Nel codice degli appalti le penali
sono stabilite dal codice degli appalti. Si possono stabilire per
legge le penali? No Perché le penali sono relative all'importo di
gara.
Possibilmente, mi sto sbagliando e lo dico in maniera sommessa, se
voi dite che tutto questo, cioè l'ipotesi di affidamento previsto
dall'articolo 2, i bandi di gara non devono seguire le procedure di
contratto, che è possibile prevedere per legge i contenuti di un
bando di gara in violazione dell'articolo 163 del codice degli
appalti. Io direi invece un'altra cosa, che siccome che questo
articolo potrebbe essere approvato con un subemendamento perché il
2 ter tutte queste condizioni di nullità, di riserve, di clausole,
di penali sono già disciplinati nei bandi di gara, l'articolo 163
del codice degli appalti li prevede, e prevede le nullità, prevede
tutte le garanzie per le amministrazioni e per i cittadini. Se poi,
Assessore, lei mi assicura che il 2 ter non è incostituzionale, non
viola norme, eccetera, io non ho difficoltà a votarlo.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola per sottolineare alcune riflessioni dopo avere sentito i
colleghi. Anzitutto, sul discorso della globalizzazione che è stata
fatta.
Credo che alla gente siciliana poco importi della globalizzazione
e del mercato azionario che quota in borsa l'acqua per avere
profitti che vanno dal 400 per cento all'800 per cento.
Seconda cosa: non sapevo che per entrare in quest'Aula bisognava
essere raffinati giuristi. Spero di non fare vergognare il mio
elettorato piuttosto che i miei colleghi dall'Aula.
Detto questo, sono d'accordo con l'emendamento presentato dal
Governo perché non è possibile che da tre giorni discutiamo di
questo disegno di legge e puntualmente vengano fuori soltanto
discorsi legati alla giurisprudenza, come se da legislatori
dovessimo avere solo ed esclusivamente competenze giuridiche
quanto, piuttosto, amministrare la cosa pubblica e raccogliere
quella che è la situazione oggi da un punto di vista sociale della
gente che dall'esterno sta guardando per capire che cosa riusciamo
a formulare e che cosa uscirà con questo disegno di legge.
Mi sembra quasi, e lo dico con molto rispetto anch'io, spesso e
volentieri sono seduta e ascolto con pazienza gli interventi di
tutti e mi viene da pensare una frase di Napoleone: dal sublime al
ridicolo il passo è breve . Qui si arriva sempre e solo ad
offendere le opinioni degli altri. Ognuno di noi deve cercare in
qualche maniera di farsi garante per quelle che sono le aspettative
fuori.
Con questo emendamento siamo chiamati a vedere in che maniera
bisogna gestire il servizio e a che costi. I costi non possono non
toccarci, non possiamo girarci dall'altro lato, l'ho già detto due
giorni fa, anche perché per quanto riguarda le penali per i privati
ci preoccupiamo, se poi questo ha un riverbero sulle bollette degli
utenti a questo non pensiamo completamente.
Non so quali sono le situazioni di ogni singola realtà di
quest'isola, ma per quanto riguarda la realtà dell'agrigentino oggi
la gente sta aspettando di avere risposte con questa legge perché
non ce la fa più ad avere le vessazioni dei gestori privati che
continuano a massacrarli con bollette salatissime, salatissime Una
famiglia non può spendere 2000 euro di acqua e l'ho detto l'altro
giorno e lo ripeto, molti erano assenti; non è possibile perché
nel mondo globalizzato dalla fonte al rubinetto l'acqua deve
arrivare; non è possibile che perché sei moroso ti viene staccata
l'utenza e ti ritrovi in comuni piccolissimi dove più di cento
famiglie non hanno l'acqua e in questo mondo globalizzato vanno in
quello che si chiama abbeveratoio , dove vanno a bere i muli e gli
animali per potere prendere l'acqua per mangiare, per cucinare, per
lavarsi
Ieri, il Presidente Ardizzone ha sottolineato che i famosi 50
litri altro non sono che meno di una doccia, direi forse lo
sciacquone dell'acqua si può utilizzare
Allora, non va dato a tutti, io sono d'accordo col fatto che non
può essere dato a tutti, anzi a chi può pagare piuttosto che
investire in Borsa perché siamo nelle condizioni anche di investire
in Borsa e di ritrovarci con questi guadagni esorbitanti.
Allora, io direi non solo non devono essere dati a tutti i 50
litri, ma alle famiglie in difficoltà non può essere consentito il
distacco e deve essere data l'acqua perché questo è un bene
assoluto che dà dignità alla persona.
Oggi, noi ci ritroviamo sempre e solo a parlare di giurisprudenza
e dimentichiamo la dignità dell'uomo. Non mi si può dire che la
politica e l'etica sono due cose distinte e separate, vanno
insieme. Oggi, la gente siciliana vuole capire se può aprire il
rubinetto e avere l'acqua ad un prezzo contenuto, ad un prezzo
calmierato, ad un prezzo accessibile, gente che vive con 500, 450
euro al mese di pensione ed è piena la nostra terra perché i 4
milioni di poveri di cui parlava l'onorevole Laccoto, di questi il
50 per cento ce li ritroviamo nella nostra isola, non possiamo
essere sordi alla voce dei più deboli Perché almeno per quanto mi
riguarda, penso, che chi mi ha votato, e non me ne frega nulla se
mi vota o non mi vota, non è una questione di campagna elettorale,
smettetela con questo discorso della campagna elettorale, pensate
alla gente che vuole risposte, questo vuole la gente, potere
sopravvivere Oggi, con 400 euro al mese la gente non sopravvive
Forse, noi o voi vivete in contesti alti e non li vedete; io vivo
in mezzo alla povertà e gli occhi ce li ho per guardarli, non mi
giro dall'altro lato, la mia gente deve sapere che con questa legge
avrà un prezzo calmierato per l'acqua La cittadina di Montevago ha
2.500 abitanti, 80 famiglie hanno l'acqua staccata Non possono
bere E non sono africani Vivono in questo sud del paese
Allora, io ho il diritto e il dovere di tutelarli e con me credo
tutti gli uomini di buon senso, sia che siano giuristi sia che non
lo siano, non è una questione di giurisprudenza Allora, non voglio
lanciare un grido di allarme, per me è un grido d'allarme Questa
questione dell'acqua è un problema serio Allora i 9 anni che ha
messo il Governo vi sembrano pochi? I 40 di Siciliacque non vi fa
neanche accapponare la pelle? 40 anni vuol dire dare per sempre un
servizio ad un privato, in 40 anni si può cambiare radicalmente la
sorte di un popolo e il punto qui non è Girgenti Acque nel mio
caso, il punto è che Siciliacque vende acqua a prezzi altissimi ed
è in una botta di ferro perché gli è stata fatta una convenzione
per 40 anni
Dobbiamo continuare a correre dietro al mercato, dietro alla
liberalizzazione, dietro ai privati, dietro a tutto quello che
volete, però non possiamo girarci dall'altro lato e dire che se non
hanno pane, mangino brioches
(Applausi)
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, un
plauso alla college Margherita La Rocca Ruvolo che ha evidenziato i
problemi dei tanti cittadini meno abbienti.
A proposito di Siciliacque, scusa onorevole Cracolici la volevo
informare di una cosa, è una cosa importante.
La collega prima parlava di Siciliacque, voglio informare il
Governo che proprio Siciliacque che compra a una misera percentuale
l'acqua con i consorzi di bonifica e la rivende sette volte di più,
pagandosi, per chi ci lavora in quell'ente - ricordo che noi
abbiamo il 25 per cento dei titoli e il 75 per cento lo detiene una
società francese, diverse consulenze, Presidente. Ci sono
consulenze da diecimila euro al mese e noi ancora litighiamo per il
centesimo dell'acqua
Siciliacque deve essere corretta. Dobbiamo ricomprarla. E' stata
una maledizione dare a questa società l'appalto della gestione.
Con questo emendamento, finalmente, il Presidente della Regione
pone un problema eccezionale.
Questo è uno degli emendamenti più importanti che leggo da quando
siamo entrati in quest'Aula, il 6.53 dove vengono messi dei
paletti.
Chi, probabilmente, gestirà in modo privato saprà benissimo che se
non porta l'acqua agli utenti pagherà una mora; saprà che ci
saranno altri paletti del tipo che se non gestirà il 2 per cento
degli abitanti del territorio, metterà in grosse difficoltà anche
coloro che hanno avuto l'appalto e la gestione.
Leggo anche un subemendamento a firma Musumeci. Ma perché pensare
che ci possono essere disservizi? E' sbagliato. Sono d'accordo a
scriverlo.
Perché pensare questo? Questa legge ci deve portare fino in fondo
ad approvarla sotto tutti gli aspetti dove nessuno deve mancare a
dare la gestione giusta ad ogni cittadino.
Togliere quindi questi 50 litri - uno scarico d'acqua già
consuma dieci litri. E' vergognoso
La cosa più importante è dare ai meno abbienti un sussidio, una
somma, per la gestione in modo tale che loro sappiano che con tale
somma devono pagare l'acqua e le altre cose, così il disoccupato
possa organizzarsi.
Quando paghiamo per conto loro l'acqua, la luce, risulta
vergognoso, si sentono indietro di cent'anni rispetto a questa
cosa.
Siamo un Paese civile, una regione civile dove si deve trovare
possibilità di dare un sussidio ai disoccupati e finirla con questa
cosa.
Non possiamo dare una goccia d'acqua. L'acqua devono pagarla e
qualora i cittadini si trovassero in difficoltà, in disoccupazione,
dobbiamo dare loro un aiuto economico e attraverso questo aiuto
economico fare in modo che si gestiscano le loro spese. Questa deve
essere democrazia e civiltà per una grande Isola.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, intervengo a seguito
dell'intervento dell'onorevole La Rocca - che ho apprezzato -
perché ha posto il dito su quello che è il problema dei siciliani.
In Sicilia vi è un costo dell'acqua esorbitante, ci sono persone
che stentano e vivono in malo modo e a questo si aggiunge questo
grave balzello dell'acqua.
Come Sicilia - non per scimmiottare l'onorevole Cracolici - ,
anche noi siamo toto corde per l'acqua pubblica. Se questo
emendamento cerca di limitare gli effetti sul privato, noi senza
vergogna e senza infingimenti lo voteremo proprio per questo
motivo.
Però, qua bisogna fare un distinguo e il distinguo sta nel fatto
che il nostro auspicio è che questa sia una legge per tutti i
siciliani, non per pochi o per qualche siciliano. E una legge per
tutti i siciliani deve far sì e deve avere come obiettivo,
Presidente della Regione, che tutti i siciliani abbiano quelle
condizioni di calmierazione di prezzo, di tariffe basse, di
servizio eccellente, di gestione pubblica ove possibile.
E a questo punto io lancio un appello al Presidente della Regione,
all'onorevole Margherita La Rocca, all'onorevole Panepinto e a
tutti gli altri deputati, a votare un emendamento successivo
all'articolo 7 che è l'emendamento 7.1 che fa giustizia, che dà la
possibilità di allineare alcuni comuni di alcuni ATO che hanno
ceduto le reti, ad altri, per avere una modalità di gestione
simile. Se non facciamo questo, il comune di Montevago, che ha
portato ad esempio l'onorevole Margherita La Rocca, si troverà a
subire effetti devastanti, nel senso che noi approveremmo la legge
e per loro non cambierà nulla, perché il gestore sarà sempre
Girgenti acque e avranno sempre una tariffa diversa rispetto ai
comuni limitrofi.
Quindi, il mio è un appello affinché questa legge produca effetti
su tutta la Sicilia e non produca effetti solo in parte.
Con questo spirito, Presidente, e che è il mio invito, quindi
l'invito è a far si che l'acqua pubblica sia presente in tutta la
realtà siciliana.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
riconosco nell'intervento dell'onorevole Cracolici e
nell'intervento di buona parte dei parlamentari del Partito
Democratico di avere detto in maniera molto chiara qual è la loro
posizione.
Loro, sulla base di un principio che ritengo essere condiviso
dall'intero Parlamento, sanciscono e ribadiscono una serie di cose
sulle quali tutti siamo d'accordo. Sennonché loro poi arrivano a
definire che sono stati, in questo caso come in alcuni altri casi,
come nel caso della norma sui liberi consorzi dei comuni, come nel
caso della norma sul registro delle coppie di fatto, ad essere i
primi a scrivere una norma a livello nazionale.
Su questo, nulla di nuovo, certo alcune considerazioni, alcune
idee rispetto a quanto effettivamente quelle siano state delle
norme che hanno inciso davvero.
Io credo che da questa norma la gente non si aspetti e soprattutto
con riferimento agli interventi anche di chi ha espresso un parere
più di carattere giuridico, degli stravolgimenti e tanto meno la
gente si aspetta delle finezze sul piano giurisprudenziale.
La gente vuole semplicemente delle risposte rispetto al modo in
cui il servizio verrà erogato, vuole risposte rispetto al fatto che
senza dubbio come molti hanno detto quello dell'acqua, così come il
diritto allo studio, è un diritto inalienabile, un diritto che non
si può negare, un diritto indiscutibile e su quello ovviamente
tutti in quest'Aula ci troviamo d'accordo. Un bene primario. Un
bene primario rispetto al quale, tuttavia, dobbiamo guardare anche
alle ricadute che complessivamente una riforma di questo tipo ha
sul territorio, perché è certo che quel diritto non può essere
negato a nessuno, ma è certo altresì che non possono essere negati
diritti anche in termini di tutele occupazionali di tutti quegli
operatori che sono stati coinvolti in questi anni nelle ripetute
riforme, in questi anni nei ripetuti interventi di carattere
talvolta non solo legislativo, ma anche in termini di iniziative
che si sono svolte all'intervento delle Commissioni, iniziative che
si sono svolte all'interno delle finanziarie.
Una serie di interventi che, certamente non a scapito dei
cittadini che beneficiavano del servizio, ma a scapito, oggi
invece, anche loro cittadini impegnati, nell'attività per
l'erogazione di quei servizi e che oggi si vedono, invece,
discriminati da questa norma.
Lo si vedono perché, noi per decenni abbiamo costruito dei mostri
dal punto di vista della gestione come questo, a volte non riguarda
soltanto la gestione dell'acqua, dove poteri forti e interessi,
talvolta loschi, sono stati anche chiamati a gestire questi servizi
ma vale anche in altri ambiti, in ambiti come quello dei rifiuti.
Bene, ma certamente non per quegli interessi, operatori si sono
ritrovati ad essere impegnati in quelle attività, operatori che,
ignari all'interno di un territorio che ha prodotto, probabilmente,
soltanto ammortizzatori sociali e poco produttività, ha visto,
tuttavia gli stessi soggetti, cittadini sì, ma lavoratori, oltre
che cittadini, impegnati in un'attività che la Regione aveva
generato.
Allora a quei cittadini, a quei lavoratori oggi, quali tutele
occupazionali noi stiamo offrendo?
Questa è una delle questioni che io pongo al Parlamento, così come
viene posta in termini di tutela rispetto a quei cittadini che sono
impegnati nell'erogazione e nel diritto di fruizione del servizio.
Guardo ovviamente alla questione siciliana complessivamente, ma
non posso non guardare alla questione del comprensorio del
territorio nel quale insiste la provincia di Palermo.
Qui si è verificato un equivoco, si è venuta a creare una
diatriba tra la Regione e il Comune di Palermo e quella diatriba ha
coinvolto poi la municipalizzata l'Amap e l'ente che si occupava
del servizio di gestione, l'Aps. Quando l'Aps è fallita qual era la
soluzione che si doveva trovare?
Certo avremmo potuto anche fare un bando, così come prevedeva la
legge, ma questo è stato deciso do non farsi. Abbiamo affidato la
gestione all'Ampa che, tuttavia rispetto alle somme dell'Ato, degli
8 milioni, oggi ne riceve soltanto 1 milione, con una serie di
comuni che sono vicini al default e che non possono e che non sono
nelle condizioni di contribuire e che, peraltro, tra di loro non
si mettono d'accordo.
Risultato, non soltanto quel diritto inalienabile, giustamente
ribadito dall'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, non soltanto
quel diritto inalienabile rischia di non essere garantito, ma
rischia di non essere garantito anche il diritto di quei
concittadini che hanno il diritto anche loro, dei quali dovremmo
occuparci di più rispetto alle autotutele occupazionali, perché
anche quei cittadini, onorevoli colleghi son cittadini a cui si sta
rischiando di non consentire non solo il pagamento dell'acqua, ma
il pagamento dell'affitto della casa. Perché quando un dipendente
non lavora per tre, sei mesi, nove o un anno, quello è un
dipendente che viene mortificato, no dico nella sua dignità, perché
quell'operatore mantiene la sua dignità ma viene calpestato,
rispetto a quello che è la condizione psicologica che interviene
non solo sulla dimensione patrimoniale e reddituale ma interviene
nel rapporto in cui quell'uomo va in relazione con il proprio
coniuge, con la propria famiglia, con i propri affetti, con i
propri amici.
Allora io chiedo che si faccia riferimento anche a questo gemere
di tutele quando facciamo riferimento a queste norme.
Credo che dovrebbe farsi riferimento all'ipotesi, rispetto alla
gestione di una struttura che sia in house ma che abbia la capacità
di divenire un consorzio rispetto all'aggregazione dei comuni e
credo, quindi, che la norma deve essere fatta, ma debba essere
fatta certamente non sulla testa dei cittadini e dei lavoratori.
Stesso ragionamento che stiamo facendo, in questo caso, per i
lavoratori impegnati nel sistema di gestione e servizio idrico
integrato in Sicilia, vale, visto che è stato presentato un
emendamento da parte dell'assessore Contraffatto anche rispetto
alla questione rifiuti.
Emendamento in quel caso che fa riferimento alla pianta organica e
rispetto al quale tutto il Parlamento, o quanto meno i capigruppo,
una rappresentanza di gruppi parlamentari, hanno apposto la firma
ad un subemendamento il quale, mentre l'emendamento che,
ovviamente, noi condividiamo pone in essere una garanzia rispetto
ai livelli occupazionali impegnati, con riferimento agli Ato, e
questo andrebbe ovviamente a garantire, ad esempio, Palermo Ovest,
con la rappresentanza degli operatori impegnati nella gestione del
servizio, ma che andrebbe, attraverso questo nostro subemendamento,
a tutelare anche quei soggetti che, ad esempio, proprio in questi
giorni, sono stati beneficiari di una sentenza che alcuni colleghi,
che io ho letto in queste ore e che alcuni colleghi auspico
vorranno rappresentare, la quale dà loro ragione. Quei dipendenti
erano stati contrattualizzati all'interno di un soggetto pubblico
ed a quei dipendenti dobbiamo, pertanto, garantire le tutele
occupazionali.
Ecco, anche questo, è la certezza di un diritto. Ecco il diritto
inalienabile rappresentato dalla fruizione del servizio, ma è
rappresentato, lo ribadisco, ancora con forza, perché anche di
queste cose questo Parlamento deve parlare e non può farlo parlando
di riforma soltanto facendo riferimento a temi astratti che alla
gente interessano poco ma lo devo fare, ripeto, anche garantendo a
quei cittadini che da questa norma tutele si aspettano.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ed il Governo avevano chiesto
di intervenire. Siamo all'emendamento 6.34, l'onorevole Cordaro lo
ha ritirato.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del
Governo. Intervengo sull'articolo e su tutti gli emendamenti,
spero di contenere il mio intervento nei 10 minuti. Due premesse,
una nei confronti dell'onorevole Foti che ha avuto la bontà di dire
che noi saremmo qui perché i nostri datori di lavoro ci hanno
inviato qui. Onorevole Foti: lei sarà qui perché non ha altro
lavoro, permetta di consentire che la maggior parte dei soggetti di
quest'Aula hanno vissuto dignitosamente, forse meglio, svolgendo
correttamente ed onestamente le proprie professioni ed i propri
lavori senza avere datori di lavoro esterni che, sia pure
nobilmente integrati come i cittadini, io non ritengo che siano i
miei datori di lavoro. Seconda premessa al carissimo onorevole
Ruvolo che io rispetto tantissimo.
Onorevole Ruvolo: l'uomo storicamente è passato dall'età delle
caverne in cui l'unica legge era quella della sopraffazione della
clava, per cui il più forte imponeva la sua volontà accettando la
condivisione di determinate regole. Queste regole, attraverso la
loro evoluzione nei secoli, hanno dato luogo al diritto.
Allora dire che noi possiamo fare alacremente almeno del diritto
significa, Presidente mi rivolgo a lei, rinunciare a migliaia di
anni di evoluzione della nostra civiltà. Se vogliamo questo
possiamo anche farlo. Ciò premesso sull'articolo 6 gli Uffici
avevano incentrato le loro osservazioni critiche, io ritengo che le
stesse osservazioni critiche sono parimenti riproponibili per il
comma 2 dell'articolo 6 secondo il sub emendamento governativo.
Io mi permetto di rilevare che una legge deve prevedere il quadro,
le previsioni, il quadro generale, ma non può occuparsi in questo
caso, sia la normativa comunitaria che la normativa nazionale sono
estremamente indicative, non può occuparsi delle modalità
attraverso cui gli ambiti devono poi affidare la gestione.
Questa è una modalità che dovranno determinare i singoli ambiti,
che poi attraverso questo sub emendamento non solo si intervenga
sull'affidamento e la modalità di gestione, ma addirittura si
dettino le regole degli eventuali bandi di gara è veramente
paradossale, e mi permetto che gli uffici che sono sempre così
attenti, consentano senza interferire al di la della volontà
politica che si possa introdurre una norma di questo tipo, in una
norma che al di la dei proponenti diverrà una norma vigente
nell'Assemblea Regionale.
A allora detto questo, io vorrei soffermarmi che l'articolo 6 al
primo comma, che non è oggetto di particolare impugnativa perché
credo che l'onorevole Cordaro abbia rinunciato al suo emendamento,
e quindi a quello soppressivo, cioè significa che il comma 1
dell'articolo 6 rimane in vigore.
L'articolo 6 comma 1 dice la gestione del servizio idrico
integrato desidererei che la commissione mi ascoltasse che il
Governo mi ascoltasse, la gestione del servizi idrico integrato è
realizzata senza finalità lucrative, per seguire obiettivi di
colore sociale e ammendate ed è finanziato attraverso meccanismi
tariffari , la mancato proposizione di emendamenti avverso questo
articolo prevede che questo la conseguenza che questo è un dato
accertato dall'Assemblea, cioè noi stiamo escludendo a priori che
attraverso al gestione di questo servizio vi possa essere qualcuno
che faccia speculazione, e su questo noi siamo i primi a sostenerlo
con grande veemenza e con grande convinzione.
Detto questo e fatto salvo poi l'articolo 9, che vede quel fondo
di solidarietà sociale che anzi a modesto avviso è sottoscritto, e
vi sono emendamenti dell'onorevole Di Mauro che elevano la
percentuale di questo fondo di solidarietà che viene incontro a
quell'esigenza di cui faceva riferimento l'onorevole Ruvolo, ossia
quell'esigenza di non consentire che i più disagiati vengano messi
in condizione di non avere neppure la possibilità di utilizzare il
minimo vitale per la sopravvivenza, perché su questo siamo
perfettamente d'accordo, cosa diversa è garantire gratuitamente 50
litri a ciascun residente nella città siciliana, perché veramente
quello è un paradosso ma ci arriveremo all'articolo 12, allora
facendo salvo l'articolo 1 che prevede quindi l'impossibilità di
speculare su questo servizio, e facendo salvo l'articolo 9 che
prevede l'introduzione di questo fondo di solidarietà , i nostri
emendamenti, compreso il sub emendamento che finalmente pur con
qualche modifica gli uffici hanno ritenuto ammissibile, demandano
ai singoli ambiti territoriali l'affidamento delle gestioni nel
rispetto delle normative vigenti, normative vigenti che non me ne
vorrà l'onorevole Cracolici sono state emanate dal suo Governo di
riferimento, dall'esimio nostro primo ministro, che attraverso il
149 bis fa riferimento proprio espressamente agli enti di Governo
dell'ambito che poi deliberano la forma di gestione, fra quelle
previste la norma normativa italiana e comunitaria.
Questo è quanto può prevedere, e deve limitarsi a prevedere, una
norma di carattere generale astratta. Che una norma generale
astratta si spinga fino al punto di dettagliare una penale
giornaliera, credo che sia un fuor d'opèra e un qualcosa di
assolutamente inammissibile da qualunque punto di visto lo si
guardi, come è veramente troppo pretendere di intervenire
legislativamente all'interno degli Statuti delle società esistenti.
Ma vogliamo veramente aprire una conflittualità enorme con tutte le
società esistenti, sia pur esse di diritto pubblico, imponendo a
Statuti approvati, a contratti in corso, una modifica in corso
d'opera financo della possibilità di continuare a gestire dei
servizi modificando con violenza e con forza la regolamentazione
esistente? Ecco perché in buona sostanza invito l'Aula a far sì che
questo articolo 6 diventi il caposaldo della legge.
Articolo 1, comma 1, va bene. Nessuna possibilità di intervento
lucrativo. Detto questo abbiamo già in parte abolito la possibilità
per gli enti di chiara speculazione privata e ai grandi gruppi di
voler fare affari sull'acqua.
Articolo 2. Non essere i singoli Ambiti a stabilire le modalità di
gestione e a provvedere agli affidamenti di gestione.
Articolo 9. fondo di solidarietà per garantire i più bisognosi,
gli utenti che non hanno la possibilità di provvedere al pagamento
del servizio e quindi che devono essere messi in condizioni di
usufruirne senza temere quella manovra veramente incivile del
distacco della fornitura.
Avremmo snellito e semplificato questo articolo 6, andando
incontro alle esigenze delle popolazioni più deboli.
E voglio fare l'esempio della mia provincia, proprio per smontare
qualsiasi presupposto, qualsiasi sospetto di chissà quale
favoritismo.
Noi su 12 comuni, quindi in 11, abbiamo sempre conservato sin
dall'inizio la gestione da parte diretta dei Comuni. L'Ente
provincia che allora era una provincia di centro-destra rifiutò
categoricamente di partecipare alla consegna delle reti. La maggior
parte dei Comuni che all'epoca era governata dal centro-destra
rifiutò la consegna delle reti. Vi fu un solo comune, governato dal
centro-sinistra, quello di Santa Croce Camerina, che affidò la
gestione ad una ditta privata. Però debbo dirvi che quella scelta,
che fu criticata dal centro-destra, poi alla fine è diventata anche
spiegabile. Sa perché? Perché quel Comune si trovava a gestire
tutta una serie di località costiere che per la maggior parte erano
prive addirittura delle condotte idriche necessarie. E quel piccolo
Comune di 6-7 mila abitanti non aveva le condizioni e le
possibilità di realizzare quella condotta. E nell'affidamento al
privato impose la realizzazione di quella condotta come anche
quella del sistema fognario. Ebbene, quando andare a Punta Secca o
a Casuzza diventava un incubo perché si doveva dotare delle
cisterne per ricevere l'acqua con le autobotti, da quel momento
invece il servizio idrico è garantito in maniera assolutamente
regolare anche in quelle borgate e senza che poi il costo abbia
subito degli importi eccessivi.
Ecco perché su questo non si può fare assolutamente una guerra di
religioni. Acqua pubblica, con impianti assolutamente pubblici, ma
non possiamo escludere a priori che vi siano piccoli comuni, che vi
siano situazioni eccezionali che richiedono necessariamente
l'affidamento del servizio a terzi. Impedire questo, oltre che
assolutamente incostituzionale, mi consentite, è contro la logica.
E poi alla fine, con buona pace di tutti, siccome il servizio
idrico ha comunque un costo che deve trovare la sua copertura
attraverso la tariffa e attraverso i canoni, poi vediamo se alla
fine della fiera i cittadini siciliani potranno essere veramente
contenti o dovrebbero rimpiangere il sistema preesistente. Siccome
dobbiamo evitare questo, dobbiamo fare una legge equilibrata che
consenta di salvare l'assoluta pubblicità dell'acqua con la
concreta possibilità di erogare il servizio in tutte le occasioni e
per tutte le località.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.34. Onorevole Cordaro, lo
ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.14, che è precluso.
Si passa all'emendamento 6.2. Onorevole Di Mauro, lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.53. Vi sono tre
subemendamenti, vanno votati quindi prima i subemendamenti.
Si passa all'esame del subemendamento 6.53.3, a firma Assenza,
primo firmatario. Prevede la soppressione dei commi 2 bis, 2 ter e
2 quater, dell'emendamento 6.53.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Non essendo la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento, si
passa alla votazione per alzata e seduta.
Pongo in votazione il subemendamento 6.53.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame del subemendamento 6.53.2.
Onorevole Turano, lo ritira?
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'esame del subemendamento 6.53.1.1, a
firma dell'onorevole Musumeci.
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.53, con la
precisazione del Governo che è sostitutivo dei commi 2 e 3, per cui
rimarranno in piedi gli commi e continueremmo a votarlo prima di
votare interamente l'articolo 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Nel comma 2 ter, quando dice nell'ipotesi di affidamento
prevista dal comma 2 , deve intendersi dal comma 2 bis, perché è
una questione di numerazione.
PRESIDENTE. L'emendamento 6.37 è superato dopo l'approvazione
dell'emendamento 6.53.
Si passa all'emendamento 6.48, che è assorbito dal 6.53.
Si passa agli emendamenti che prevedono la soppressione del comma
5.
DI GIACINTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario di Governo e commissione lo
pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.50.
CRACOLICI . Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.52 della Commissione. Il
parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 6.51 è precluso.
Si passa all'emendamento 6.11 dell'onorevole Di Mauro. Lo mantiene
o lo ritira?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario di Governo e commissione lo
pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Sono preclusi gli emendamenti 6.19, 6.26, 6.42.
Si passa all'emendamento 6.46, degli onorevoli Sudano ed altri.
SUDANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Decreto
legislativo 172 prevede le vicende riguardanti le società già
esistenti, sia pubbliche che private perché credo che per quanto
abbiamo dato la possibilità ai Comuni di consorziarsi fra di loro o
di singoli Comuni di gestirsi l'acqua, questa debba essere
l'eccezione e non la regola perché comunque questa legge ci deve
portare all'univocità del sistema integrato.
Tutto quello che esiste in ogni ambito per lo meno deve andare a
racchiudersi dentro la gestione unica dell'ambito con le eccezioni
che abbiamo visto per alcune situazioni siciliane, ma non credo che
tutti gli enti gestori esistenti in Sicilia devono rimanere a
gestire l'acqua anche perché è la legge nazionale che prevede che
cosa accade con tutte le procedure di legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.46. Il parere del
Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.36, della Commissione. Il parere del
Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.13, dell'onorevole Musumeci. Il parere
del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.20, dell'onorevole Di
Mauro. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 6.27, 6.43 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 6.5, dell'onorevole Di Mauro. Il parere
del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 6.21 e 6.28 sono assorbiti.
L'emendamento 6.44 è precluso dall'emendamento 6.13.
Si passa all'emendamento 6.22, dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. No, onorevole Di Mauro, lei è già intervenuto in base
all'articolo 6 del Regolamento interno. La prego di accomodarsi,
lei può parlare una sola volta per non più di 10 minuti.
Pongo in votazione l'emendamento 6.22. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 6.1 e 6.4, dell'onorevole Di Mauro. Il
parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.33, dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.12, dell'onorevole Musumeci. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore energia e dei servizi di pubblica utilità.
Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'art. 6, così come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dopo avere consultato quasi i Presidenti dei
Gruppi parlamentari, ed invitando il Governo tutto ad essere
presente in Aula, perché tutto sommato potremmo concludere i
lavori, rinvio l'Aula a lunedì 10 agosto 2015, alle ore 16.00 con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102
106-158/A) (Seguito)
Relatore: on. Barbagallo
2) - Tassa automobilistica regionale . (n. 1025/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
3) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 . (n. 1037/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
La seduta è tolta alle ore 13.09
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 14.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio