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Resoconto d'Aula della Seduta n. 266 di giovedì 06 agosto 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                   La seduta è aperta alle ore 9.00

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
  alle ore 09.30.

      (La seduta, sospesa alle ore 9.01, è ripresa alle ore 9.30)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli
  Greco Giovanni e Dina.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, su richiesta del rappresentante del  Governo,
  essendo   in  corso  riunioni  tecniche,  mi  trovo  costretto   a
  sospendere  nuovamente i lavori d'Aula avvertendo che  gli  stessi
  riprenderanno alle ore 10.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 9.31, è ripresa alle ore 10.14)

   La seduta è ripresa.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  D'Agostino,  Giuffrida,
  Nicotra, Sammartino, Malafarina, Forzese e Di Giacomo hanno chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




  Seguito della discussione del disegno di legge numeri 455-125-102-
                              106-158/A)
              «Disciplina in materia di risorse idriche»

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,   abbiamo  risolto   la   questione   relativa
  all'individuazione degli ambiti. Il documento che è  stato  prodotto
  dal  Dipartimento dell'Assessorato dell'energia, ne individua sette.
  Alla luce di questo documento è stato riscritto il comma 1, che  ora
  verrà  distribuito, ed abbiamo introdotto delle modifiche agli altri
  commi  dell'articolo  5,  contenuti  in  una  riscrittura  integrale
  dell'articolo.
   In   questa   riscrittura  è  stato  inserito  l'emendamento   5.28
  dell'onorevole  Falcone,  l'emendamento al  comma  6  dell'onorevole
  Maggio.  E  poi  abbiamo introdotto due emendamenti abrogativi  alla
  lettere i) del comma 3 e il comma 5.

   PRESIDENTE.   Invito   gli   assistenti   a   distribuire    copia
  dell'emendamento    interamente   sostitutivo   dell'articolo    5,
  presentato dalla Commissione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vedo  che  il
  Governo  ha  avuto  il  tempo  di  attrezzarsi  e  di  proporre  la
  distribuzione  ai parlamentari di uno studio, recentissimo,  che  è
  stato redatto nel marzo 2105 sui distretti idrografici. E' vero che
  questa distinzione porta ad indicare ed individuare sette distretti
  idrografici.
   Io  però  volevo rimettere una valutazione al Governo. Considerato
  che  noi  abbiamo allo stato attuale nove ambiti ottimali, rispetto
  ai  quali  si sono fatti progetti, rispetto ai quali si  è  trovato
  l'equilibrio  economico-finanziario, rispetto ai  quali  in  alcune
  province  si sono fatte le gare, dovendo noi deliberare  in  questa
  sede  sull'individuazione  del  numero  degli  ambiti  territoriali
  ottimali  e non sui distretti idrografici, io credo che  la  scelta
  politica-amministrativa, fermo restando l'individuazione dei  sette
  distretti  idrografici, possa essere coerente con  la  prosecuzione
  dei lavori.
   Non  è  una scelta obbligata, la mia è una valutazione che rimetto
  al  parere  del  Governo e dei colleghi parlamentari  perché  possa
  essere  privilegiata  una soluzione che non determini  scompensi  e
  possa  caratterizzarci sempre per il rispetto del dettato nazionale
  che  parla  di unicità del servizio. Perché noi potremmo  avere  il
  caso,  laddove  è  stato affidato il lavoro, che abbiamo  un  altro
  appalto, un'altra ditta, comunque un altro soggetto, che gestirà  e
  non garantirà l'unicità dell'ambito territoriale ottimale.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  sono
  intervenuto  completamente  in questi  giorni  però  il  testo  che
  stamattina viene depositato dal Governo nulla ha a che fare con gli
  ambiti territoriali ottimali, perché questo piano di gestione 2015-
  2021 riguarda i distretti idrografici della Sicilia.
   Allora,  un  fatto  sono i distretti idrografici,  un  fatto  sono
  invece gli ambiti territoriali ottimali. Anche perché, dalla  prima
  pagina,  è  possibile vedere in maniera chiara come si  muovono  le
  risorse  idriche  nel  sotterraneo.  Dopodiché  questa  prima   non
  coincide  assolutamente  con la terza pagina,  perché  nella  terza
  pagina  c'è,  al  solito,  questa aggressione  della  provincia  di
  Catania nei confronti della provincia di Siracusa e di Ragusa,  che
  è  assolutamente insopportabile, e fra le altre cose si  prende  la
  provincia  di Siracusa e si divide in tre pezzi, cosa che  non  può
  assolutamente  avvenire, perché un pezzo  va  con  la  zona  numero
  sette, l'altro pezzo va con la zona numero sei, un pezzo mi pare di
  capire vada con la zona numero cinque.
   Se  andiamo  invece  nella prima pagina, vi è  un  solo  distretto
  idrografico,  che è quello degli Iblei e non si capisce  per  quale
  motivo questo distretto debba essere messo in discussione.
   C'è  un  distretto  chiarissimo ed è quello degli  Iblei,  che  fa
  provincia  di  Siracusa,  Ragusa e  in  parte  Caltanissetta  e  se
  cerchiamo   di   smontare  la  storia  e  cerchiamo   di   smontare
  l'esistente, allora è chiaro che vogliamo andare oltre  quelle  che
  sono le funzioni che questa legge deve avere.

   SORBELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  stamattina  si  giunge  a  questa  proposta  dei  sette   distretti
  idrografici,  che  diventa una proposta politica;  io  non  capisco
  perché,  se  fino  a  ieri  sera abbiamo  ragionato  sui  distretti
  idrografici della Sicilia che rispettano il Piano PAI del 2004, che
  rispettano  il Piano di tutela delle acque del 2007,  sui  centodue
  distretti  idrografici, oggi dividiamo il territorio  regionale  in
  sette  distretti,  facendo  un massacro,  come  diceva  l'onorevole
  Vinciullo,  della  provincia di Siracusa,  dove  insistono  diversi
  bacini  idrografici,  da Siracusa a Ragusa  e  mi  viene  difficile
  capire come mai sette, come mai cinque, come mai nove.
   Questa  relazione  non  fa  altro che suddividere  i  ventiseimila
  chilometri quadrati di distretti idrografici della Sicilia.

   PRESIDENTE.  La  proposta  è questa. E' sostitutiva  e  su  questo
  voterà l'Aula.

   SORBELLO.  Voterà  l'Aula,  signor  Presidente,  ma  l'Aula   deve
  conoscere  quali  sono  i  contenuti. Di questa  proposta  dobbiamo
  capire i contenuti. Perché sette? Ieri sera erano cinque, poi  sono
  diventati tre.
   I  distretti  idrografici più importanti, più significativi  della
  Sicilia, sono quarantuno.
   Allora  ne  facciamo quarantuno? Ne facciamo sette  e  perché  non
  cinque?

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito  che
  cosa si sta contrattando o se c'è una compravendita.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si   può   intervenire   solo
  sull'ordine dei lavori. Il dibattito si è chiuso. Ieri  ci  eravamo
  lasciati che si sarebbe trovata una soluzione di carattere  tecnico
  perché  il  discorso era fra cinque, sette o, eventualmente  da  un
  punto  di  vista  amministrativo, si andava ai nove.  Questa  è  la
  proposta  che ha elaborato la commissione. Siccome è un emendamento
  sostitutivo.  L'Aula vota a favore o contro, e se  vota  contro  si
  vanno a votare gli emendamenti.
   Non abbiamo altra soluzione, arrivati a questo punto.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  in  buona  sostanza,  con  il   suo
  intervento ha preannunziato quello che volevo dire io e che  volevo
  che  ascoltasse anche l'onorevole Sorbello, che invito  a  calmarsi
  perché il colore del suo viso comincia a diventare preoccupante.
   Onorevole   Sorbello  si  calmi   Lo  faccio  per  lei,  onorevole
  Sorbello.
   Onorevoli  colleghi, ieri sera ci siamo lasciati con una  proposta
  assolutamente condivisa da tutta l'Aula che stabiliva  che  stamani
  il  Governo  -   fatte le dovute ricerche di carattere  tecnico  -,
  avrebbe  portato  in  Aula un documento che era sostitutivo,  sulla
  base appunto di un emendamento all'articolo 5. In buona sostanza un
  riassunto  è  stato  ben  fatto  dal presidente  della  Commissione
  onorevole Trizzino sulla riscrittura dell'articolo 5.
   Signor  Presidente ricordo a me stesso, perché lei  lo  ha  appena
  detto,  che  la  discussione sull'articolo  5  è  chiusa.  C'è  una
  proposta  del  Governo, la proposta si vota, se la  proposta  viene
  accolta, e io preannuncio il mio voto favorevole perché avevo preso
  l'impegno  che non avrei messo la politica nell'articolo  5,  posto
  che  avevamo  dato  mandato al Governo di riscrivere  l'articolo  5
  sulla base della sintesi che avrebbero fatto gli Uffici.
   Quindi,  signor  Presidente la invito, le  chiedo  formalmente  di
  rispettare quanto stabilito insieme all'Aula ieri sera, di porre ai
  voti la riscrittura dell'articolo 5, qualora la riscrittura dovesse
  essere  bocciata si passerà alla valutazione degli emendamenti,  ma
  dobbiamo procedere, perché altrimenti mi trovo costretto a chiedere
  dall'opposizione  una riunione di maggioranza  che  faccia  mettere
  d'accordo  i  deputati  della maggioranza per  capire  quanto  deve
  essere  il distretto di Siracusa piuttosto che quello di  Ragusa  o
  Trapani piuttosto che Agrigento.
   Signor   Presidente  ma  possiamo  continuare  così  ogni   volta?
  L'opposizione  fa  la sua parte responsabile e  la  maggioranza  fa
  l'opposizione  dell'opposizione.  La  devono  smettere   Siamo   al
  ridicolo  Siamo pronti a votare, smettetela con i campanilismi,  si
  vota,  c'è  un  Regolamento d'Aula, se la proposta  di  riscrittura
  passa, bene, altrimenti si va agli emendamenti.
   Le regole durante il gioco non si possono cambiare, si è stabilito
  un percorso, si è stabilito che la discussione generale era chiusa,
  capisco  che eravate distratti e non mi avete sentito, vi ribadisco
  il  mio intervento, dopo di ché signor Presidente faccia rispettare
  gli accordi, è insopportabile per una opposizione responsabile come
  la  nostra,  che  l'Aula si fermi perché la maggioranza  litiga  su
  fatti politici.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A  Disciplina in materia di risorse idriche .

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è  stato presentato un emendamento
  sostitutivo  e un sub emendamento il 5.47.1  al comma  3,  dopo  le
  parole:    sub   ambiti'  aggiungere  le  parole    previo   parere
  dell'assessorato    competente' .   Sostanzialmente:      per    la
  costituzione dei sub ambiti, oltre alla proposta dei comuni facenti
  parte  del  medesimo  ATO  è  previsto il  parere  dell'assessorato
  competente .
   Sono  stati presentati tre subemendamenti,  dopo l'emendamento  di
  riscrittura:  il diritto alla presentazione dei subemendamenti è un
  diritto  per l'Aula, però siccome già ne abbiamo cinque o  sei,  si
  sta  ampliando,  invito alla calma in Aula,  non  sappiamo  neanche
  cosa si vota.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Fazio e Lo Sciuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A  Disciplina in materia di risorse idriche .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, In atto ho  due  subemendamenti,
  quello  che prevede il parere dell'Assessorato competente nel  caso
  della  costituzione  dei  sub ambiti  e  un  altro  presentato  dai
  parlamentari  di  Ragusa  che prevede di portare  il  numero  degli
  ambiti  da 7 a 9, coincidente con i vecchi ambiti, quindi  dobbiamo
  solo votare.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non è possibile, ieri abbiamo chiuso il dibattito. Lei
  può solo parlare sull'ordine dei lavori.
   E'  pronto  l'emendamento presentato dal Governo  all'art.  6,  lo
  facciamo  distribuire  perché su questo si  aprirà  sicuramente  il
  dibattito,  mentre  penso che il dibattito  sull'art.  5  si  possa
  chiudere.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  onorevole  Presidente della Regione, io ritengo  data  l'esperienza
  del  passato  che  sul parere dell'Assessorato bisogna  mettere  un
  termine  perché  altrimenti noi bloccheremmo i  subambiti,   perché
  naturalmente abbiamo esperienza di silenzi agli amministratori  che
  perdurano anche sei, sette mesi.  Mettiamo un termine e si  risolve
  il problema: mettiamo 30 giorni, 60 giorni ma non possiamo bloccare
  i sub ambiti.

   PRESIDENTE. Ora siccome la presentatrice è l'onorevole Sudano,  la
  invito a inserire che deve esprimere parere entro 60 giorni.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A  Disciplina in materia di risorse idriche .

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessore, ha creato allarme, in Aula, la planimetria che  è  stata
  diffusa dagli Uffici.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non accetto più subemendamenti.

   BARBAGALLO,  relatore.  Dicevo  che   ha  creato  allarme   questa
  planimetria che è stata distribuita che è un documento preliminare.
  Volevo    evidenziare   ai   colleghi   che   il   testo    prevede
  l'individuazione  del  numero  esatto  degli  ambiti   territoriali
  redatti alla luce delle zone omogenee.
   Per  precisione:  dallo  studio che  è  stato  fatto  ieri  e  dai
  documenti che sono stati trasmessi, informalmente, alla Commissione
  i  bacini idrografici in Sicilia sono oltre cento più quelli  delle
  Isole minori.
   L'accorpamento che, ai sensi dell'articolo 1, sarà chiamato a fare
  l'Assessorato   per  l'energia e i servizi  di  pubblica,   utilità
  sentita la IV Commissione, è un accorpamento per zone omogenee  fra
  bacini idrografici per salvare le prescrizioni che sono state  date
  alla  Regione  Liguria dalla Corte Costituzionale che ha  precisato
  che  non  possono esserci distribuzioni e divisioni  su  competenze
  amministrative, ma su ragioni idrografiche.
   La  planimetria  che oggi è stata distribuita  è  una  planimetria
  orientativa.
   Dagli  interventi ascoltati, ci sono i colleghi di  Siracusa  -  e
  anche  quelli  di Enna - particolarmente allarmati in  ordine  alla
  perimetrazione.
   Se  il testo che ne prevede sette, anziché sette, se c'è l'accordo
  dell'Aula  e ritiriamo tutti gli emendamenti in modo da  prevederne
  nove  con  esclusivo riferimento alle zone omogenee  accorpate  per
  bacini idrografici.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Barbagallo,  viene   quindi   modificato
  ulteriormente l'emendamento sostitutivo?
   Onorevoli  colleghi, sono stati presentati cinque  subemendamenti.
  Do  il tempo, quindi, alla Commissione di esaminarli perché non  si
  può, su ogni questione, aprire un dibattito.

   LOMBARDO. Ho presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lombardo,  è  già  intervenuto  ieri,   ha
  depositato il subemendamento che è inammissibile in quanto  prevede
  la tariffa per i sub ambiti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Papale e  Lantieri  hanno
  chiesto, per oggi,  congedo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A  Disciplina in materia di risorse idriche .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si è parlato  di  tariffa  unica
  tendenzialmente a livello regionale e poi anche nei sub  ambiti  si
  mette una tariffa?
   Già, onorevole Lombardo, abbiamo votato il principio.
   Invito i componenti la Commissione ad intendersi fra di loro.
   Quando  viene  presentato un emendamento dal  relatore,  è  previa
  consultazione   della   Commissione,   altrimenti   risulta    come
  emendamento dell'onorevole Barbagallo.
   L'emendamento dell'onorevole Barbagallo porta gli ambiti da  sette
  a  nove.  Ho qui tra le mani un emendamento dell'onorevole Palmeri,
  componente della stessa Commissione,  che porta gli ambiti da sette
  a  cinque.  Ho  capito che non c'è intesa anche  all'interno  della
  Commissione.
   Si va ai voti.

   ASSENZA. Ce n'è uno presentato da me.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, così anche come per l'onorevole
  Assenza,   occorrono  più  firme  per  la  presentazione.   Allora,
  onorevoli  colleghi,  prendete posto perché  stiamo  passando  alla
  votazione.
   Onorevole,  già  l'emendamento che portava da  sette  a  nove  gli
  ambiti  ,  di  iniziativa parlamentare,  presentato  dall'onorevole
  Alloro; si vota quello intanto che prevede la diminuzione da  sette
  a  cinque. Anche per l'emendamento dell'onorevole Palmeri occorrono
  più firme per la presentazione.
   Onorevole  Palmeri, siccome l'emendamento non è  presentato  dalla
  Commissione, occorrono quattro firme.
   Onorevoli   colleghi,   un  po'  di  attenzione.   Riassumo:    la
  Commissione  ha  presentato un emendamento sostitutivo;  su  questo
  emendamento sostitutivo sono stati presentati dei subemendamenti.
   Sono  stati  presentati gli emendamenti sostitutivi 5.47,  5.47.5,
  5.47.2  e  5.47.1,  la  questione verte sul  numero  degli  ambiti.
  Nell'emendamento  sostitutivo  della  Commissione,  di  intesa  col
  Governo, era stato previsto un numero di ambiti pari a sette.
   Successivamente l'onorevole Palmeri, corredato da altre firme,  ha
  presentato  un  sub emendamento che porta da sette  a  cinque;   un
  altro emendamento, primo firmatario onorevole Alloro, Vinciullo,  e
  altri,   prevede di portare gli ambiti da sette a nove.
   L'altro emendamento ammesso il 5.47.1, già illustrato,  prevede il
  parere  del competente commissario nel caso della costituzione  dei
  sub   ambiti,  con  l'apposizione  del  termine  di    60  giorni',
  suggerito   dall'onorevole   Laccoto   e   fatto   proprio    dalla
  presentatrice, l'onorevole Sudano.
   Quindi lo diamo per letto  entro il termine di 60 giorni'.

   ASSENZA. C'è anche il mio subemendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza il suo è inammissibile,  perché ieri
  avevamo detto che va individuato per legge il numero di ambiti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Giovanni. Lo faccia parlare, siamo in democrazia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  ma  lei  non  dovrebbe  essere  in
  congedo per oggi? Cosa fa qui adesso?

   ASSENZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Ieri  avevamo
  deciso  in  senso  conforme a quanto da lei  detto,  però  oggi  ci
  troviamo in un'ipotesi di riscrittura totale dell'articolo.
   E'   chiaro   che   in   caso  di  riscrittura  dell'articolo,   i
  subemendamenti devono essere ammessi.
   Mi  ero  permesso,  ieri, di evidenziare a  più  riprese,  che  se
  continuiamo  a indicare dei numeri, giochiamo al lotto,  perché  il
  dato scientifico è diverso dal lato politico.
   Siccome  oggi  è emersa di nuovo questa distinzione  tra  il  dato
  politico-amministrativo e il dato tecnico-idrografico, se  poi  non
  sono   sette,  ma  sarebbero  centodue,  secondo  gli   studi   più
  aggiornati;  ma  è  chiaro  che non possiamo  determinare  centodue
  ambiti  ottimali,  questa  indicazione  specifica  la  dovrà   fare
  l'assessorato,   di   concerto  con   la   competente   commissione
  legislativa,  accorpando, evidentemente,  tra  questi  centodue,  i
  bacini idrografici che sono più omogenei.
   Potranno, poi, diventare, cinque, sei, sette o undici ma è un dato
  tecnico,  perché altrimenti rischiamo di dare dei numeri e  che  in
  sede di assemblea normativa, credo sia assolutamente fuori luogo

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A  Disciplina in materia di risorse idriche .

   PRESIDENTE.    Pongo    in    votazione   l'emendamento    5.47.5,
  dell'onorevole Palmeri ed altri.
   Porta gli ambiti da sette a cinque.
   Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità, Favorevole.

       PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE  Con  il  parere  favorevole  del  Governo  e  con   la
  Commissione   che   si   rimette  all'Aula,  pongo   in   votazione
  l'emendamento 5.47.5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.47.2,  dell'onorevole  Vinciullo  ed
  altri.
   Porta gli ambiti da sette  a nove.
   Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Il Governo si rimette all'Aula.

       PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE  Con  il  Governo  e la Commissione  che  si  rimettono
  all'Aula , pongo in votazione l'emendamento 5.47.2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                    (Proteste  dai  banchi di destra)

   Si  passa all'emendamento 5.47.1,   previo parere dell'assessorato
  competente da rendersi entro 60 giorni .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE   Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione, pongo in votazione l'emendamento 5.47.1.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.47,  così come subemendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                Gestione del servizio idrico integrato

   1.  La  gestione del servizio idrico integrato è realizzata  senza
  finalità  lucrative,  persegue obiettivi  di  carattere  sociale  e
  ambientale ed è finanziata attraverso  meccanismi tariffari.

   2.  Al  fine  di  salvaguardare  l'unitarietà  e  la  qualità  del
  servizio, le Assemblee Territoriali Idriche, di cui all'articolo  5
  comma 2, affidano la gestione delle acque, mediante servizio idrico
  integrato,  ad  Enti di diritto pubblico, quali  Aziende  speciali,
  Aziende speciali consortili, consorzi tra Comuni.

   3.  Compatibilmente con i criteri di cui al comma 1, dell'articolo
  5,  ove  si  rendesse necessario, il servizio idrico integrato  può
  essere  affidato,  in  ogni  ambito territoriale  ottimale,  a  più
  gestori pubblici che dispongano delle strutture e dei mezzi per  la
  gestione del ciclo integrato dell'acqua.

   4.  Al  fine  di  salvaguardare le forme e le capacità  gestionali
  esistenti,  i  comuni  possono provvedere alla  gestione  in  forma
  diretta  e pubblica del servizio idrico, in forma associata,  anche
  ai  sensi  dell'articolo  30  del decreto  legislativo  267/2000  e
  successive modifiche ed integrazioni, attraverso la costituzione di
  sub  ambiti,  composti  da più Comuni facenti  parte  dello  stesso
  ambito  territoriale ottimale, che possono provvedere alla gestione
  unitaria del servizio.

   5.  I Comuni che si trovino in particolari condizioni geografiche,
  idrogeologiche,  tali  da  rendere  anti  economica   la   gestione
  associata del servizio, possono gestire in forma singola e  diretta
  il servizio idrico integrato.

   6. Le società a capitale interamente pubblico continuano a gestire
  il  servizio idrico integrato già affidato dall'Ente o  dagli  Enti
  pubblici territoriali titolari del relativo capitale sociale, nella
  permanente ricorrenza delle seguenti condizioni:

   a)  divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo  a
  soggetti privati;

   b)   esercizio  della  propria  attività  istituzionale   in   via
  prevalente in favore dell'ente o degli enti pubblici proprietari;

   c)  obbligo  di sottostare a forme di controllo analogo  da  parte
  dell'ente  o  degli  enti pubblici titolari del  relativo  capitale
  sociale.

   7.  Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  l'ente  o  gli  enti  pubblici  territoriali  titolari  del
  capitale  delle  società di cui al comma 6,  mediante  adozione  di
  apposita  delibera del Consiglio Comunale, attestano la sussistenza
  dei  requisiti di cui al comma 6 apportando, ove occorra, modifiche
  agli  statuti  e  stabilendo la nuova durata  dell'affidamento  del
  servizio idrico integrato alle predette società.

   8.  Le  società di cui al comma 6 che detengano a qualsiasi titolo
  infrastrutture e mezzi nel territorio da servire, possono  assumere
  la  gestione  del  sistema idrico integrato in  favore  degli  enti
  locali ricadenti nell'Ambito Territoriale Ottimale ovvero dell'Area
  metropolitana  di  riferimento,  ampliando  la  propria   compagine
  sociale  o stipulando apposito contratto di servizio con  l'ente  o
  gli enti locali interessati.

   9.  Nelle Convenzioni di affidamento del servizio idrico integrato
  è  previsto  un  Fondo di solidarietà a sostegno dei soggetti  meno
  abbienti  utilizzato,  secondo modalità  definite  dalle  Assemblee
  territoriali   idriche,  esclusivamente  per  il  pagamento   delle
  bollette afferenti il servizio idrico integrato. I beneficiari  del
  suddetto  Fondo  sono individuati sulla base dell'indicatore  della
  situazione  economica  equivalente (ISEE)  e  di  altri  indicatori
  reddituali,  quali attestazioni che certifichino la  condizione  di
  indigenza,  di  disoccupazione  ovvero  di  mancata  percezione  di
  reddito.  Il  Fondo è alimentato, per il primo anno, attraverso  le
  risorse  derivanti  dalla  tariffa del servizio  idrico  integrato.
  Decorso  il primo anno dalla sua istituzione, il Fondo è alimentato
  mediante un accantonamento a carico del gestore, nella misura  pari
  allo   0,2%   del   fatturato  complessivo   annuo.   Con   decreto
  dell'Assessore  per  l'energia ed i servizi  di  pubblica  utilità,
  sentito  l'Assessore per la famiglia, politiche sociali  e  lavoro,
  sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.»

   CORDARO. Quanti sono gli ambiti in Sicilia?

   PRESIDENTE. Sono nove.
   Per  quanto riguarda il dibattito viene disciplinato come ieri nel
  senso  che parla un deputato per non più di dieci minuti, una  sola
  volta.
   Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento 6.53.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




              Assume la Presidenza il Vicepresidente Lupo

   E'  in distribuzione l'emendamento 6.53, a firma del Governo,  che
  modifica e sostituisce il comma 2 dell'articolo 6.
   Vorrei ricordare all'Aula, agli onorevoli colleghi, che, così come
  già annunciato dal Presidente Ardizzone, a norma dell'articolo 103,
  comma 6, su tutti gli emendamenti presentati ad uno stesso articolo
  si  svolge  una unica discussione che ha inizio con l'illustrazione
  da parte dei presentatori di ciascuno emendamento per non più di 10
  minuti e nel corso della quale ciascun deputato può intervenire una
  sola  volta anche se sia proponente di più emendamenti, ciò al fine
  di favorire il migliore svolgimento del dibattito.
   Chi chiede di intervenire?

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  membri  del  Governo.  Volevo evidenziare, in fase  di  discussione
  dell'articolo  6, che il Servizio Studi dell'ARS aveva  evidenziato
  delle  criticità  costituzionali alla luce delle numerose  pronunce
  della Corte, in particolare, del comma 2, comma 5 e/o del comma 6.
   Vediamo  quali  saranno le valutazioni dell'Aula  sull'emendamento
  presentato dal Governo, che risolverebbe le criticità sollevate dal
  Servizio studi sul comma 2, per quanto riguarda il comma 5  c'è  un
  emendamento    allegato   successivamente   al   fascicolo    degli
  emendamenti,  a  firma  della Commissione  e  del  Presidente  che,
  sostanzialmente,  prevede  la stessa  disciplina  prevista  per  lo
  sblocca  Italia per le previsioni al comma 5 e, quindi, risolve  le
  criticità sollevate dal Servizio studi.
   Per  il  comma  6 c'è un emendamento a firma della Commissione  e,
  segnatamente,  a  pagina 38, il 6.36, che le  risolve  allo  stesso
  modo,   quindi,   con  i  due  emendamenti  della  Commissione   si
  risolverebbero le criticità sollevate dal Servizio studi.

   PRESIDENTE.  Allora, si passa all'esame dell'emendamento  6.24,  a
  firma  degli onorevoli Cordaro ed altri. Chiedo l'attenzione  della
  Commissione.   Questo  emendamento  è  precluso   dall'approvazione
  dell'articolo 5.
   Proporrei,   come   metodo,  di  proseguire  con   l'esame   degli
  emendamenti  6.34  e  seguenti, di dare la parola  al  Governo  per
  l'illustrazione   dell'emendamento  6.53  e,  se  necessario,   per
  consentire  un esame dell'emendamento stesso, dopo, sospenderei  la
  seduta    per    cinque   minuti;   se,   invece,   l'illustrazione
  dell'emendamento  6.53  da  parte del  Governo  fosse  esaustiva  e
  nessuno mi chiedesse di sospendere la seduta per qualche minuto, si
  proseguirà.

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.  Guardate   l'emendamento
  accoglie una serie di rilievi che era avvenuti qui, che ponevano il
  tema del rispetto del principio della libera concorrenza che poteva
  essere invocato da alcuni come questione di anticostituzionalità.
   Nel  comma  che abbiamo presentato ribadiamo che la  gestione  del
  servizio  idrico è di prevalente interesse pubblico e  non  riveste
  carattere  lucrativo. Può essere affidata a società  pubbliche,  ad
  enti  pubblici,  e  sono  specificati quali,  e  prevede  anche  la
  possibilità che possa essere affidata, per un periodo non superiore
  a   nove   anni,  anche  a  società  miste  o  private   escludendo
  categoricamente  la trattava privata, quindi con asta  pubblica,  a
  tutti gli effetti, nei termini di bandi, eccetera.
   Naturalmente, le condizioni economiche non possono modificare  per
  tutta  la  durata  del  contratto. Perché  cosa  succede  in  atto?
  Praticamente,   si  fa  una  gara,  si  fa  un  affidamento,   poi,
  sistematicamente  si  aumentano le  tariffe  e,  dopodiché  da  una
  condizione  iniziale che sembrava favorevole ai cittadini,  invece,
  si passa a una condizione sfavorevole.
   Il  ricorso  all'affidamento privato a società miste  deve  essere
  giustificato  sul piano della convenienza economica  rispetto  alla
  gestione  del servizio pubblico così come in coerenza con il  primo
  comma dell'articolo 2 e, poi, sono previste una serie di penali per
  interruzione del servizio.
   Ciò  per  evitare questo uso indiscriminato che spesso  si  fa  da
  parte  dei  privati nella chiusura del servizio  idrico,  anche  in
  presenza  di minime falle che ci sono nella rete, con penali  molto
  forti che costringono ad una buona gestione.
   Sono  previste  anche fideiussioni che tengono conto  anche  delle
  possibili  ammende a cui si è soggetti per la gestione privata.  Mi
  pare che concili molto bene con la volontà che è stata espressa dal
  Governo  e dalla Commissione di procedere, in via privilegiata,  al
  sistema  pubblico  non escludendo che si possa ricorrere  anche  ai
  privati con rispetto di alcune condizioni.

   PRESIDENTE.  Prima di passare all'emendamento di  riscrittura  del
  Governo,  si  passa all'emendamento 6.34, a firma  degli  onorevoli
  Cordaro ed altri.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  ho  una  richiesta   formale   di
  sospensione  di  cinque  minuti perché se,  almeno  per  quanto  mi
  riguarda,  mi  vengono chiariti alcuni punti dell'emendamento  6.53
  non  ho  alcuna intenzione pregiudiziale nel non volere ritirare  i
  miei  emendamenti.  Vorrei capire soltanto  un  paio  di  passaggi.
  Quindi,  le  chiedo 5 minuti di sospensione per comprendere  alcuni
  passaggi ed, eventualmente, votare.

   PRESIDENTE. Vorrei, prima ,precisare che, comunque, i commi 1 e  2
  dell'emendamento   6.34   sarebbero,   in   ogni   caso,   preclusi
  dall'approvazione dell'articolo 5. Qualora, quindi, lei,  onorevoli
  Cordaro,   non  lo ritirasse lo metteremmo ai voti  a  partire  dal
  comma 3.
   La  sua  richiesta di sospensione dei lavori è accolta.  L'Aula  è
  sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.09, è ripresa alle ore 11.16)

   La seduta è ripresa.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cominciare
  con  una citazione perché questo emendamento, Assessore, mi ricorda
  una frase che una volta mi disse un filosofo:  La legge è uno stato
  d'animo ,  in  quanto  non  so  se  sorridere  dinanzi   a   questo
  emendamento e, poi, fare delle osservazioni che possano indurre  il
  Governo ad una riflessione corretta.
   Mi riferisco, in questo momento, all'emendamento 6.53.
   L'articolo 149 bis - sarò molto breve, Presidente - stabilisce che
  l'ente  di  governo  procede all'affidamento secondo  le  direttive
  europee,  e  non  mi  voglio dilungare su  questo  argomento,  qui,
  invece,  all'articolo  2  viene fatta una puntualizzazione  su  chi
  potrebbero  essere  i  destinatari  di  un'eventuale  procedura  di
  affidamento.  Al comma 2 c'è un'esclusione come se fosse  una  cosa
  che si potesse operare considerati gli importi di queste gare e  le
  trattative  private, si ribadisce il concetto di evidenza  pubblica
  ma  la  normativa nazionale parla di procedure europee e  -  se  mi
  permettete   -   relativamente  al  punto   2   ter   siamo,   poi,
  all'inverosimile,  perché sostanzialmente  si  comincia  a  parlare
  anche di una procedura di affidamento per nove anni.
   Caro   Presidente   Crocetta,  una  procedura   per   nove   anni,
  inevitabilmente, fa salire la tariffa perché dovendosi  fare  degli
  interventi   infrastrutturali,  dice  giustamente  il   legislatore
  nazionale  che i contratti si fanno per trent'anni per  creare  una
  condizione di ammortamento sulla tariffa; se lei riduce da trenta a
  nove  anni,  evidentemente, sale la tariffa, perché qualcuno  dovrà
  pagare  questi  investimenti  o questi interventi  di  manutenzione
  straordinaria o come li vuole chiamare.
   Presidente,  non  ha senso nove anni. Mi riordino  alle  norme  di
  contabilità  che  sono stabilite all'interno della legge  nazionale
  che  i  trent'anni  sono  funzionali ad un ristoro  economico  che,
  inevitabilmente, i cittadini non possono affrontare in  nove  anni,
  mentre   su   trent'anni  credo  che  sia  assolutamente  razionale
  immaginare  un  percorso che possa consentire agli  imprenditori  o
  alle società, chiunque esso sia, perché ci sono anche le condizioni
  delle società, ma la società pubblica è un'eccezione che interviene
  quando le condizioni di mercato ostano alla procedura.
   Per  essere molto chiari, non condivido nella maniera più assoluta
  tutte  queste clausole vessatorie che, secondo me, per  legge,  non
  possono  essere  stabilite, in cui se c'è  un  ritardo  di  quattro
  giorni  avviene  l'interruzione, se il ritardo  è  di  tre  giorni,
  forse,  ci  sarà anche qualche fatto più dirompente per  il  povero
  soggetto   che  è  stato  chiamato  all'affidamento,  forse   anche
  l'omicidio,  non so cosa potranno prevedere.
   Relativamente al punto 4, Presidente, la legge 11/2010, ebbene,  è
  da  cinque  anni  che  dobbiamo liquidare  gli  ATO;  non  vedo  la
  necessità di mettere per legge questo ulteriore termine perché sarà
  sempre  più  non rispettato. Onorevole Presidente della Regione  mi
  faccia  la  cortesia  di  ritirare  questo  emendamento  perché   è
  ridicolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Panepinto
  vorrei  parlare con lei perché avendo, lei, seguito bene la materia
  penso  che  possa  dare,  forse,  qualche  suggerimento  o  qualche
  risposta ai dubbi che intendo avanzare.
   Onorevole  Presidente della Regione, l'impianto che il Governo  ha
  costruito e che l'Assemblea vuole portare avanti circa la  gestione
  pubblica del servizio idrico in Sicilia, penso sia condivisibile da
  tutti,  ed  essendo un impianto, come dire, che ha una  maggioranza
  prevalente, a me sembra di capire, lo affinerei in maniera tale che
  si possa costruire un percorso che abbia la condivisione generale.
   Faccio un esempio su tutti: non ricordo qual è la legge che  vieta
  ai  Comuni  di costituire società pubbliche o consortili,  ma  stia
  tranquillo che esiste, allora, dobbiamo scrivere che si  tratta  di
  una specificità che permette solo per quell'obiettivo di costituire
  delle  società  pubbliche perché, diversamente, non  risolviamo  il
  problema. Non so qual è la legge che prevede il controllo  analogo,
  ma  il  controllo analogo è dettato da una procedura  definita  per
  legge  e  non può diventare un controllo analogo senza i  parametri
  definiti dal legislatore nazionale che impone per gli enti pubblici
  che esercitano il controllo analogo sulle società partecipate

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Basta   presentare   un
  emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, per
  questo.

   TURANO.  Non voglio essere polemico, Presidente della Regione,  mi
  voglio distinguere per cercare di migliorare un testo e per dire le
  cose che penso. Il comma 2, di fatto, impedisce a qualunque gestore
  privato  di  partecipare, a qualunque tipo di gara e,  però,  sulla
  gestione privata ci si arriva in via residuale, quando non  si  può
  garantire  la  gestione  pubblica. Ma  se  avendo  fallito  con  la
  gestione  pubblica,  in  un ambito ed in un  subambito  si  dovesse
  arrivare  alla  gestione  privata e non si  trovasse  l'affidatario
  perché si prevedono condizioni vessatorie, condizioni punitive  che
  vietano  a  qualunque soggetto di potere partecipare, si renderebbe
  un buon servizio?

   CROCETTA,   presidente  della  Regione  Questo  era  il  programma
  elettorale della nostra coalizione.

   TURANO.  Onorevole  Presidente della Regione, il  programma  della
  nostra coalizione prevedeva che l'acqua fosse pubblica, non che  si
  dovessero  scrivere  delle  cose che non  possono  camminare   Sono
  d'accordo  che  l'acqua sia pubblica, nel senso che sono  d'accordo
  che l'acqua venga gestita dagli enti pubblici e che sia un servizio
  garantito  a tutti i cittadini, ma non che scriviamo cose  che  non
  possono  funzionare. Ragione per la quale inviterei  il  Governo  a
  trovare una soluzione che possa essere conducente. Dire che  quando
  il  servizio pubblico non può essere garantito, si può fare ricorso
  ai privati e prevedere condizioni che non permettono l'affidamento,
  significa dire nulla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  desideravo intervenire sull'emendamento 6.53 presentato dal Governo
  -  e  mi  rivolgo  all'Assessore al ramo  -  perché  ritengo  possa
  evidenziarsi  il  tentativo,  in  effetti,  malcelato  di   volere,
  comunque, scoraggiare qualunque tipo di partecipazione da parte del
  privato nella gestione del servizio idrico.
   Non  sarò certo io, per cultura politica, a difendere il ruolo dei
  privati,  in  questa vicenda. Sulla necessità di  rendere  pubblica
  l'acqua,  di  sottrarla  ad  ogni tentativo  di  speculazione,  non
  possiamo che essere fermamente e risolutamente d'accordo. E,  però,
  mi pare che qui ci sia davvero una forzatura che andrebbe corretta:
  nell'articolo 2 ter, al comma b), si prevede che nel momento in cui
  la  cessione,  la  gestione del servizio idrico venga  affidata  ai
  privati,  se  il servizio stesso dovesse essere interrotto,  signor
  Presidente di Commissione, signor relatore

   PRESIDENTE.  Inviterei non solo il Governo ma anche la Commissione
  a  prestare attenzione all'intervento dell'onorevole Musumeci,  sta
  illustrando   un   subemendamento  che  è  rilevante   e   richiede
  l'attenzione da parte di tutti.

   MUSUMECI. Grazie, non potete dare per scontato che tutto passerà a
  colpi di maggioranza; come avete visto nulla è scontato, quindi, lo
  spirito  di  collaborazione  dell'opposizione  è  quello  di  poter
  arrivare ad un'intesa, la più vasta possibile.
   Se  il privato interrompe l'erogazione idrica al 2 per cento della
  popolazione e per almeno 4 giorni viene portato sul patibolo e deve
  pagare  una  penale  che va da 100 mila euro a  300  mila  euro  al
  giorno   Giusto  Complimenti a chi ha avuto questo  coraggio,  così
  non  daremo  spazio  alle  speculazioni ed agli  improvvisatori.  E
  perdonate, signori del Governo: e se l'acqua viene meno  al  2  per
  cento  della  popolazione e per 4 giorni nel caso  in  cui  dovesse
  essere  erogata  dal  servizio pubblico,  perché  non  deve  pagare
  nessuno?

   BARBAGALLO, relatore. Siamo d'accordo.

   MUSUMECI.  Per  il  cittadino cosa cambia se il  rubinetto  rimane
  asciutto  da  parte  del privato o da parte del pubblico?  Mi  pare
  un'iniquità
   Allora, così come si vuole penalizzare il servizio privato, se per
  4 giorni priva i cittadini dell'acqua, si deve penalizzare anche il
  servizio  pubblico, come? Io direi mandando a casa  i  responsabili
  ma,  siccome,  questo non si può fare con facilità, consentendo  al
  cittadino  utente, rientrante in quel bacino del 2  per  cento,  di
  essere  dispensato dalla tariffa che dovrebbe pagare se il servizio
  venisse   corrisposto  regolarmente.  Mi  sembra  un  richiamo   al
  principio di equità e per questa ragione abbiamo presentato, il mio
  Gruppo assieme ai colleghi del centrodestra, un subemendamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  intervengo non per ribadire che il testo appena presentato, a firma
  del  Presidente della Regione, sia un testo che trova  l'obiezione,
  così  come  in  queste lunghe ore, sulla questione  del  costo  del
  servizio.  Vorrei  precisare  che,  rispetto  all'APQ  sulle   reti
  idriche,  rispetto agli impianti sulla depurazione,  ieri,  oggi  e
  domani,  in Sicilia i soldi per rifare reti idriche, reti fognanti,
  li  mette la parte pubblica,. Onorevole Di Mauro, è da tre, quattro
  giorni  che cerca di ribadire un concetto che lei sa benissimo  non
  essere così.

   DI MAURO. Non è così

   PANEPINTO. Onorevole Di Mauro, sta utilizzando argomenti che  sono
  responsabilità  contabile  degli amministratori,  impossibilità  di
  investimento da parte dei privati.
   Le ricordo che sussiste un obbligo del 30 per cento del privato  e
  il 70 per cento è a carico tutto di finanza pubblica.
   In  Sicilia  i privati non debbono mettere e non hanno  messo  una
  lira per rifare nessuna rete idrica.

   DI MAURO. Pagano i cittadini

   PANEPINTO.  Il  30  per cento viene ricaricato immediatamente  sul
  costo delle tariffe. Credo che siamo allo snodo.
   Quando l'onorevole Musumeci diceva che i ritardi, le inefficienze,
  la  mancata  erogazione è imputabile a responsabilità del  soggetto
  pubblico, onorevole Musumeci, - sa che ho stima, affetto,  simpatia
  sincera  nei  suoi  confronti  - è chiaro  che  se  è  un  soggetto
  pubblico, a pagare saranno gli stessi cittadini.
   Il  problema reale è come se stessimo scrivendo un testo, come  se
  dovessimo  per la prima volta regolamentare il servizio  idrico  in
  Sicilia.
   Non è così.
   Ho sentito il mio amico Enzo Fontana intervenire ricordando che su
  Agrigento  il 60 per cento delle quote dei sindaci votavano  contro
  l'affidamento ai privati e la cauzione fu portata da 37 milioni a 5
  milioni,  solo  perché  non  si arrivò a  sessantasei  perché  quel
  regolamento era capestro.
   Voglio  stare muto ma è come però se ognuno raccontasse storie  di
  nuove di una storia nuova.
   Siamo  qui perché il sistema è fallito, perché i privati non hanno
  messo  una  lira,  perché  alla  fine  gli  unici  vessati  sono  i
  cittadini.
   In questo consiste lo spartiacque.
   Chi  approverà questo emendamento, possibilmente, introducendo  in
  un'altra  norma  i  correttivi di rimuovere il  presidente  di  una
  municipalizzata qualora mancherà.
   Questa  storia, onorevole Di Mauro, diciamocela fino in fondo,  il
  sistema ha fallito
   Hanno  fallito  le  società, i cittadini sono  vessati,  il  costo
  dell'acqua  è  alle stelle, a Milano è cento euro  in  altri  posti
  molto di più.
   Non  esiste  assolutamente questa paura che deve essere  riportata
  sul fatto che la tariffa aumenta perché i privati sono costretti ad
  avere ritorno subito dal proprio investimento.
   In Sicilia il privato una lira non l'ha mai messa.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi, lo stupore, quasi surreale, attorno agli articoli 5  e  6
  che  si sta creando in queste ultime ore certamente trova in queste
  nuova   riscrittura  la  sua  degna  conclusione,  per   non   dire
  attuazione.
   Ieri  ci  siamo  fermati dinnanzi al paradosso  di  un  componente
  tecnico di un Governo che chiedeva alla politica dei dati tecnici e
  parte   della   politica  che  chiedeva  di  attuare  dei   compiti
  prettamente politici ad un assessore tecnico.
   Abbiamo scoperto oggi che poi tutto ciò era inutile.
   La  discussione di ieri che, peraltro - vorrei ricordarlo anche al
  collega Panepinto - si è alimentata sulla base di dati che si  sono
  rivelati errati.
   Se,  infatti, il decreto del Presidente della Regione  dell'epoca,
  onorevole  Capodicasa, come lui ebbe a dire ieri, prevedeva  cinque
  bacini, poi abbiamo scoperto che, in realtà, erano sette.
   Farei attenzione nel propalare dati o documenti che sono di esatta
  e precisa definizione, anche perché spesso non si rivelano tali.
   Però,  veramente,  come dire, il sublime si raggiunge  con  questo
  articolo  6 ed è davvero il sublime di questa, diciamo,  scena  che
  ormai  si è creata in queste ultime ore. E c'è un tentativo che  io
  ribadisco  può anche essere in buona fede ma noi qui non  siamo  ad
  esercitare  la buona fede in quanto amministratori, noi  in  quanto
  deputati non dobbiamo dimostrare buona fede, dobbiamo essere  degli
  amministratori  e  dei legislatori capaci di esercitare  il  nostro
  ruolo all'interno di un contesto perché, vedete, se noi ci vogliamo
  rifare  un  po' al mondo degli anni '60 e '70 ma anche  prima  alla
  nascita delle liberal-democrazie o perché no, al feudalesimo e alle
  città-stato ognuno poteva crearsi un proprio codice legislative  di
  tabule o di altro e, diciamo, in base a principi propri, effettuare
  delle regole economiche.
   Oggi  non  può funzionare così. Noi siamo in un contesto economico
  globale   che  vede  l'Europa  creare  delle  regole  affinché   la
  concorrenza sia creata all'interno di un mercato unico. E su questo
  le  regole vanno verso una direzione, sono chiare, l'abbiamo  detto
  anche  sulla  legge sugli appalti, nel 2014 le direttive  24  e  25
  allargano  il  concetto  che riguarda tanto  le  concessioni  degli
  appalti   e   che   puniscono,   in  particolare,   l'atteggiamento
  dell'Italia  che  dalla  legge  Merloni  in  poi  ha   cercato   di
  restringere gli ambiti di concorrenza e di libero mercato.
   E'  chiara l'evoluzione normativa che dagli anni '90 ad oggi  apre
  verso  il  mercato  e  che  inserisce  il  concetto  di   operatore
  economico',   lo   vorrei  ricordare,  all'interno   della   libera
  concorrenza, il paragrafo 17 della direttiva 24 parla di  operatore
  economico' comprendendovi tutte le categorie, dalle società miste a
  quelle private, a tutti, che devono liberamente concorrere, ma come
  facciamo  noi,  colleghi onorevoli, nel 2015 in un  Parlamento  che
  vuole  legittimarsi  agli occhi dello Stato  italiano,  agli  occhi
  dell'Unione  Europea per essere credibile, presentare  delle  norme
  dove  capovolgiamo il concetto di operatore economico e  di  libera
  concorrenza? Come si fa? Ma stiamo scherzando? Stiamo giocando?  Il
  concetto  di  inserire che è una deroga il concetto di affidare  in
  house, è una deroga perché il principio cardine è il libero mercato
  mentre  l'house è solo una deroga, noi capovolgiamo il  concetto  e
  facciamo  come  principio cardine l'house e  la  deroga  il  libero
  mercato;  ma  dove siamo? Ma stiamo scherzando? Ma  dobbiamo  farci
  ridere in faccia in tutti i luoghi dove leggeranno queste norme?
     I 50 litri, il capovolgimento dei principi di libero mercato, ma
  stiamo  scherzando davvero, onorevoli colleghi? Un sussulto davvero
  sul nostro ruolo e su quello che dobbiamo fare.
   Ricorda  in  alcuni tratti, questo atteggiamento, ormai  anche  un
  famoso  film  di  Woody Allen  Il dittatore dello stato  libero  di
  Bananas'  perché ci sono ormai questi articoli che  vanno  così  in
  modo  unilaterale  e  senza  nessuna logica.  E,  infine,  davvero,
  lasciando stare il comma 2, il punto 1 e 2, il punto riguardante le
  risoluzione  ipso iure, davvero, per chi ha avuto tra  le  mani  un
  libro  di  diritto, sa che la risoluzione prevista per una clausola
  risolutiva   espressa  può  essere  inserita  in  un  contratto   e
  dev'essere  inserita in una contratto nel caso in cui i  contraenti
  liberamente  decidono  che, ipso iure, andrà risolto  il  contratto
  sulla  base di una clausola, non può essere inserito in  una  norma
  anche  perché  è il codice civile a punire gli atteggiamenti,  come
  dire,  inutili,  di  inserimento di clausole  che  poi  si  possono
  rivelare di stile come dice la stessa giurisprudenza attuale.
   Appunto,  è il 1455 del codice civile che parla chiaro e dice   il
  contratto non si può risolvere - parliamo delle clausole risolutive
  inserite  -  se  l'inadempimento  di  una  delle  parti  ha  scarsa
  importanza', ha avuto riguardo all'interesse dell'altra.
   Ma, scusate, fatemi capire, se per due giorni, per quattro giorni,
  quanto è inserito, per quattro giorni non viene erogata l'acqua  al
  2% della popolazione, ha avuto, riguardo ad un giustificato motivo,
  un'interruzione  non superabile, viene risolto il contratto  quando
  l'interesse dell'altra parte, ovvero la popolazione deve  avere  il
  diritto ad avere un contraente che fornisce l'acqua non per quattro
  giorni, ma per nove anni, viene risolto per una banalità di  questo
  tipo.
   Davvero,  ritengo che ognuno di noi faccia le proprie battaglie  e
  porta  avanti le proprie idee e lo fa bene e ho rispetto di  tutti,
  qui  dentro, ma su alcuni principi e su alcune cose, quando  questa
  norma  verrà  pubblicata in Gazzetta, non ci sarà la  firma  di  un
  deputato o di un Presidente di Regione, cari colleghi, ci  sarà  la
  firma di un Parlamento siciliano.
   Noi  non  possiamo  permetterci  nel  2015,  con  il  livello   di
  conoscenze  e di aperture dei liberi mercati, di presentare  queste
  norme  dinnanzi ai consessi nazionali e internazionali,  perché  ci
  rideranno dietro per i prossimi anni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




             Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto il modo  di
  apprezzare questo emendamento perché finalmente è dalla  parte  dei
  cittadini.
   Forse,  i  colleghi  che hanno parlato prima, non  sanno  che,  in
  parecchie zone della Sicilia, l'acqua arriva una volta a settimana,
  se  sono  fortunati e che sono vittime della mafia delle autobotti,
  vittime  della  mafia dei porcellini sopra il  tetto,  vittime  dei
  fusti  d'acqua  in  bagno, dove spesso anche dei  bambini  vanno  a
  finire.
   Mi  chiedo, se l'acqua che è un diritto della persona umana che  è
  un  bene  insostituibile,  sancito da  fior  fiore  di  convenzioni
  internazionali, firmati negli scorsi decenni e più recentemente, se
  ne  sta  parlando anche ad Expo, dato che in tanti  l'apprezzano  -
  quindi,  vi  menziono anche quella -, quindi, se questo  diritto  e
  questo  servizio  di  pubblica utilità è un  servizio  di  pubblica
  utilità di un altro livello, di un'altra categoria.
   Per  noi  è  davvero essenziale, per noi è davvero un  diritto  e,
  quindi, significa che, quando si interrompe un servizio di pubblica
  utilità,  chi  è  che  lo ha avuto affidato  deve  predisporre  dei
  servizi alternativi.
   Non  facciamo spauracchi, la penalità parte dopo il primo  giorno,
  quindi, se per un giorno c'è un'interruzione non succede nulla. Non
  è  vero che, dal primo istante, scattano centomila euro di multa  e
  poi  dopo quattro giorni, si rescinde il contratto. Vi ricordo  che
  queste  norme sono inserite in moltissimi contratti, nelle clausole
  di  rescissione sono presenti le identiche disposizioni,  solo  che
  finora nessuno le ha fatto valere.
   Quindi, è diventato più importante tutelare il gestore privato che
  non  i nostri datori di lavoro che sono i cittadini che ci chiedono
  questo.
   Se  un  cittadino ritarda a pagare una bolletta, lo Stato  non  si
  vergogna  a  chiedergli  la  mora e la multa,  non  si  vergogna  a
  togliergli  la  casa,  i  beni  strumentali,  invece,   i   signori
  dell'acqua  che, evidentemente, hanno ancora delle  sponde  a  loro
  favore,  all'interno di quest'Aula, non subiscono niente, poverini,
  per  quattro giorni. Allora, predispongano dei servizi alternativi,
  quando  si interrompe il servizio, forniscano l'acqua, non  lascino
  le persone nel disagio.
   Vi ricordo che l'acqua non è solo la piscina o il lusso, l'acqua è
  igiene per uso igienico-sanitario, per uso potabile.
   Voi  vi  immaginate le persone che vivono al terzo, quarto  piano,
  che  devono riempire bidoni e bottiglie. Ma la vogliamo finire, con
  questo supplizio? E' davvero sconcertante quello che si sente.
   Noi  voteremo favorevolmente questo emendamento e volevo  invitare
  alla riflessione i colleghi.
   Qui  non  si  sta vessando nessuno, si sta tutelando il  cittadino
  siciliano.

                              (Applausi)

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ognuno  viene  da
  esperienze diverse. La mia esperienza da sindaco della provincia di
  Messina mi ha portato a fare una battaglia contro l'affidamento  ai
  privati  dell'acqua  attraverso,  praticamente,  delle  norme   che
  venivano  dettate dalla Sogesit con un contratto che  prevedeva  la
  possibilità,  da  parte dell'imprenditore, di  poter  aspettare  20
  giorni  per le riparazioni urgenti e attraverso l'affidamento,  non
  solo  dei lavori di manutenzione ma l'affidamento dei progetti,  il
  pagamento di tutte le opere e le varianti che venivano fatte.
   Ora, vedete, è chiaro che forse una certa forzatura si sta facendo
  rispetto  a  quelle  che  sono le norme europee,  ma  noi  dobbiamo
  renderci  conto che stiamo facendo, non già la norma generale,  noi
  stiamo  facendo delle norme attuative rispetto a quella  che  è  la
  norma generale che è stata fatta dallo Stato.
   Ognuno può vedere idee diverse, onorevole Di Mauro, io mi permetto
  di  dire  che nell'ambito delle competenze della Regione Siciliana,
  mettendo a fondamento quelle che sono le sentenze del Consiglio  di
  Stato  ed  anche  della  Corte Europea, noi abbiamo  applicato,  in
  quest'emendamento,   noi,  il  Governo  ha   proposto   in   questo
  emendamento, l'affidamento a quelle società pubbliche o in consorzi
  che  abbiano  il controllo analogo rispetto a quelli che  sono  gli
  enti  principali. Ora, controllo analogo, per essere molto  chiari,
  vuol dire che bisogna avere il controllo del 100% della maggioranza
  ma  che devono approvare i bilanci direttamente gli enti e, quindi,
  in  questa fase, è possibile sicuramente quell'affidamento  essendo
  in  linea  con l'ultima sentenza della Corte europea che è avvenuta
  proprio circa 15/20 giorni fa.
   Si  tratta,  adesso,  di disquisire solamente sul  problema  degli
  affidamenti ai privati. Noi non stiamo escludendo l'affidamento  ai
  privati.  Io  credo  che  il  Presidente Crocetta  qualche  piccola
  correzione,  dando dei suggerimenti, potrebbe anche  farla  con  un
  subemendamento.  Per esempio, mi sembra di avere apprezzato,  anche
  da  parte  del Presidente, che l'evidenza invece di essere pubblica
  diventa  europea, in base all'importo della gara e, quindi,  questo
  si può fare per subemendamento.

   CROCETTA, presidente della Regione. Questo lo dice la legge.

   LACCOTO.  Esattamente.  Noi  dobbiamo  dire   secondo  la  norma ,
  evidenza pubblica secondo le norme. Seconda cosa: sono stati  fatti
  dei  rilievi riguardanti, i 4 giorni, eccetera; ma ora i 4  giorni,
  vedete, se si intendono 4 giorni per volta è già un superamento  di
  quelle  che  possono  essere  le minime  ed  indispensabili  perché
  immaginate una popolazione che resta per 4 giorni  c'è qualche cosa
  che non funziona.
   Il  problema  che ha sollevato anche il collega Panepinto,  vedete
  che  le reti restano di proprietà pubblica ed i responsabili  delle
  riparazioni delle reti sono sempre soggetti pubblici.
   Teniamo conto che molte di queste reti sono vetuste, sono vecchie,
  avrebbero bisogno di essere riammodernate e, certamente, il privato
  non  può fare un riammodernamento delle reti private se non  ha  il
  finanziamento pubblico.
   A  questo  punto  credo che, certo, una piccola forzatura  si  sta
  facendo,  ma siccome, sostanzialmente, tutti diciamo che siamo  per
  l'acqua  pubblica,  proviamo a farla anche nel  migliore  dei  modi
  superando  qualche  piccola criticità, andando avanti,  sicuramente
  sull'idea di una gestione pubblica dell'acqua che, specialmente  in
  Sicilia,  ha  un  carattere sociale non ha un carattere  economico,
  perché   la  Sicilia,  avendo  praticamente  anche  la   più   alta
  percentuale di poveri, avendo anche dei problemi, noi non  possiamo
  sicuramente  fare  dell'acqua un problema  economico,  ma  dobbiamo
  metterlo sempre nell'ambito sociale.
   Ora,  se noi dobbiamo anche mettere qualche piccola penalizzazione
  per  quanto  riguarda  le  società pubbliche  in  house,  non  sono
  totalmente  contrario, anzi possiamo metterlo in modo da equiparare
  in  un certo senso il pubblico e privato, ma al di là di questo non
  possiamo  noi negare di potere fare l'affidamento, perché una  cosa
  sia  chiara:  noi non stiamo facendo l'affidamento in house  che  è
  consentito solo temporaneamente, noi stiamo facendo l'affidamento a
  società  pubbliche  di  cui gli enti che ne fanno  parte  hanno  il
  controllo  analogo, e questo è consentito praticamente dalle  norme
  europee e dalle norme statali.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  assessori,  io devo dire che provo  un  po'  vergogna  da
  avvocato  e da laureato in giurisprudenza, per tante cose  che  sto
  sentendo in questa Aula.
   Ho  sentito  dire  che  questa legge non è  generale,  come  se  i
  princìpi  di  diritto che stabiliscono che una  legge  deve  essere
  generale ed astratta siano opinabili da un'Assemblea, l'ho  sentito
  dire appena adesso prima di me.
   Ho  sentito dire tante cose, ad esempio dalla collega Foti che non
  condivido,  che non hanno niente a che fare col diritto,  che  sono
  state  applaudite dal Presidente Crocetta, il quale, evidentemente,
  non  conosce,  non essendo un avvocato, non soltanto cosa  sia  una
  clausola  vessatoria, ma quali siano le conseguenze di una clausola
  vessatoria  che possono determinare, ad esempio, l'annullamento  di
  un contratto.
   E,  allora,  questa  riscrittura  del  Governo,  che  è  veramente
  paradossale, vuole dire, in buona sostanza, che sì, in fondo, anche
  i  privati  possono partecipare, però, se partecipano sappiano  che
  ogni giorno sarà un problema, cioè è un articolo che non soltanto è
  ridicolo giuridicamente perché è una norma che deve essere, che non
  può  che  essere generale ed astratta, non può contenere cifre  con
  riferimento  a persone, perché ci mancano solo i nomi e  i  cognomi
  dei soggetti a cui si riferisce, ma che non può prevedere, in linea
  di  principio,  di  ratio  legis, che ci  sia  addirittura  scritto
   privato,  tu, alla fine, vogliamo essere buoni, puoi  partecipare,
  però,  sappi  che ogni volta che sbagli ci sarà una penale  da  100
  mila a 300 mila euro'.
   Allora,  io  voglio dire ma, veramente, Presidente Crocetta  -  mi
  rivolgo  a  lei  -  non vi rendete conto che un intervento  lucido,
  competente,  come  quello  svolto qualche  minuto  fa  dal  collega
  Lombardo,  viene  scambiato per  aria fritta'?  Ma  dove  ci  state
  portando? Quando dico che io mi vergogno lo dico perché, un giorno,
  quando  si  leggerà l'esito di questa seduta d'Aula, cari colleghi,
  qualora  doveste anche per un solo attimo rinsavire, credo  che  vi
  vergognerete anche voi, perché al di là del populismo  -  e  ne  ho
  sentito  tanto, Presidente, qua, altro che aria fritta - in termini
  di  diritto,  siamo assolutamente lontani dalla  soglia  minima  di
  valutazione positiva di una legge.
   E  allora  dico,  anche se non ho trovato il filosofo  che  citava
  l'onorevole  Di Mauro che dice che  la legge è uno stato  d'animo',
  non  vorrei addirittura che la legge qui stia diventando  uno stato
  del  malanimo', onorevole Di Mauro, perché qua si gioca  a  chi  la
  spara  più grossa senza capire che, alla fine, su questa  legge  ci
  sarà qualcuno che leggerà, che aprirà gli occhi. Cari miei, proprio
  così   E siccome, secondo me, non sapete dove state andando, voglio
  fare un appello all'Assessore Contrafatto.
   Assessore, lei qui non può essere convitato di pietra.  Lei  è  un
  giurista, non la voglio mettere in difficoltà, però, lei una parola
  ce  la deve dire. Qui stiamo parlando dell'Abc del diritto. Qua  ci
  sono  violazioni  di diritto talmente palesi da  non  essere  viste
  soltanto da chi non vuol vederle.
   Avete  fatto  i  manifesti, avete fatto i proclami. Assessore,  la
  prego, ci dica una parola su questa norma. Ci dica che questa norma
  in  diritto non regge, non sta in piedi, perché capisco che  questo
  Governo  si  regge su dinamiche e su equilibri sottilissimi.  Però,
  qua voi giocate, giocate con il destino dei siciliani. E lo abbiamo
  visto  con  l'articolo 5. Non appena il Centro-destra ha fatto  una
  dichiarazione  di  apertura  al buon senso,  è  partita  la  caccia
  all'Ambito di casa propria. Altro che tre, altro che cinque,  altro
  che  sette   Vi dovete vergognare  Siamo passati a nove Ambiti .  E
  allora, signor Presidente, la  manciugghia' dov'è? Qua non  c'è  la
   manciugghia'?
   Noi  vogliamo  in  qualche modo contribuire. Non  possiamo,  però,
  castrarci   sul  populismo,  sull'ignoranza  delle   norme,   sulla
  elementarità del diritto, perché capisco che qui c'è la corsa  -  e
  mi  dispiace  che la facciano anche alcuni colleghi di lungo  corso
  del  PD - a raccattare il voto. Ma il voto dei disperati non si può
  raccattare sull'ignoranza.
   Noi  siamo  legislatori. O siamo legislatori o siamo  altra  cosa.
  Fino a quando avrò l'onore di stare in questa Aula non dimenticherò
  che sono un legislatore e proverò a farlo nella migliore maniera.
   Per  tale  ragione,  signor  Assessore Contrafatto,  la  invito  a
  leggere l'emendamento che vede primo firmatario l'onorevole Assenza
  che  è  un emendamento che io ho sottoscritto ed è, quello  sì,  di
  buon  senso, perché, in buona sostanza, vi dice: avete scempio  del
  diritto? Bene, vogliamo provare a salvare questa legge?
   Diciamo semplicemente che, per quanto riguarda la gestione, si  fa
  riferimento  alla  norma  nazionale. Vediamo  se,  magari,  essendo
  talmente ciechi da non vedere tutti gli altri articoli, salviamo la
  legge.
   Secondo  me  questo non accadrà, però, vi prego -  e  lo  dico  al
  Presidente  Crocetta  che  so  avere  la  sensibilità   umana   per
  comprendere  quello  che gli sto dicendo - abbiate  anche  rispetto
  degli  interventi  e  dei punti di vista degli  altri,  soprattutto
  quando sono interventi competenti che non si basano, quelli sì,  su
  aria  fritta ma sullo studio delle norme e su princìpi  di  diritto
  assolutamente inoppugnabili.

   CROCETTA, presidente della Regione. Tutti candidati per  la  Corte
  costituzionale

   CORDARO. Io lo posso fare

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  intanto
  ricordare  che  l'emendamento di riscrittura che ha  presentato  il
  Governo  nasce  per  superare un rilievo  che  è  stato  posto  dal
  Servizio Studi dell'Assemblea regionale e, quindi, questa norma  si
  pone  l'obiettivo  di  assumere ciò che  è  stato  posto,  io  dico
  correttamente, da parte degli uffici, ma nel solco di una scelta di
  fondo  su  cui non dobbiamo continuare a fare gli ipocriti  fra  di
  noi.  La legge che stiamo facendo con tante traversie, adesso anche
  io  non  mi  sono  appassionato al tema dei nove, come  il  collega
  Cordaro, però poi ho capito perché si arriva a nove, nel senso  che
  laddove  c'è un'incertezza sul dopo, c'è sempre il rischio  che  il
  passato

   CORDARO.  Come  tutti  morirai  democratico  cristiano,   non   ti
  preoccupare

   CRACOLICI. Scusa, io non lo sono nato, tu pensi che posso morirci?

   CORDARO. Sì, si nasce comunisti, si muore democristiani

   CRACOLICI.  La  cosa  che  però mi pare importante,  ripeto  senza
  ipocrisia,  è  che  la  legge che stiamo  provando  a  fare,  vuole
  affermare  non solo una scelta politica, ma vuole dare alla  scelta
  politica,  che  è  stata fatta presentandola  agli  elettori  e  ai
  cittadini siciliani con il voto del 2012, vuole dargli un  impianto
  normativo atto a raggiungere quell'obiettivo politico.
   Fuori  dai denti, la norma che stiamo facendo sta in tutti i  modi
  nel  solco  delle  norme  previste  dall'ordinamento,  cercando  di
  favorire  il  sistema  pubblico.  Questa  è  la  questione  di  cui
  parliamo. Continuiamo a giocare sulle parole che dovremmo prevedere
  a  tutti  la  possibilità,  eccetera,  ci  mancherebbe   Tutti  noi
  sappiamo  che in un sistema di modalità di affidamento le tipologie
  previste  dall'ordinamento vigente prevedono il regime in  gestione
  in  house,  in  affidamento a soggetto pubblico e in affidamento  a
  soggetto privato. Lo sappiamo tutti.
   Il  punto  qual è? Noi con questa legge non mettiamo  tutti  nella
  stessa condizione.
   La  Corte  costituzionale vorrà dire, eventualmente, che questa  è
  una  norma  che viola principi generali ed astratti? Ne  parleremo.
  Perché  la  Corte  costituzionale ci  dovrà  pure  dire  come  quel
  referendum,  a  cui  hanno partecipato milioni di  italiani,  trova
  applicazione nell'ambito dell'ordinamento del nostro Paese.
   Ecco  perché,  se  volete, in questa materia se  arrivasse,  anche
  attraverso  la  legge della Regione siciliana,  un  chiarimento  di
  fondo  su  due  questioni:  primo,  come  trova  applicazione  quel
  principio affermato dai cittadini col referendum; secondo, come  si
  coniuga  un  principio statutario, anch'esso  costituzionale  -  lo
  ricordo,   lo  Statuto  della  Regione  siciliana  è  parte   della
  Costituzione  italiana  -  quindi la Corte  ci  dovrà  anche  dire,
  eventualmente, se l'articolo 14 dello Statuto siciliano, che affida
  alla Regione competenze esclusive in materia dell'acqua pubblica, è
  tema  della  stessa  Costituzione che qualcuno dice  violeremmo  se
  applicassimo quella dello Stato.
   Allora,  io  dico con molta franchezza, continuare a  giocare  sui
  cavilli  è  un modo soltanto per perdere tempo. Sì, lo  dico  senza
   se   e  senza  ma , il PD in questa battaglia sostiene il  Governo
  che fa dell'acqua un punto di rimedio.
   Ci  saranno colleghi che non sono d'accordo, è legittimo,  ma  non
  facciamo  confusione. Da questo Parlamento vogliamo una  legge  che
  dica ai siciliani e agli ATO che andremo a costituire, che dovranno
  poi  affidare  loro  il  servizio, e non lo  affida  il  Parlamento
  siciliano,  questo  Parlamento ti da  una  legge  per  favorire  la
  possibilità che l'acqua, non solo sia un bene comune, ma abbia  una
  gestione pubblica.
   Guardate,  in  questo  Parlamento ogni  tanto  mi  è  capitato  di
  sentire,  per  opporsi al merito delle leggi, richiami  a  principi
  costituzionali. Una per tutte la legge sulle unioni civili.
   In  questo  Parlamento c'era chi diceva che dovevamo fare  non  il
  registro ma l'elenco, perché l'elenco sarebbe stato costituzionale,
  il registro violava principi.
   Io  vorrei ricordare che siamo la prima regione italiana  ad  aver
  pubblicato,  su  una  Gazzetta  ufficiale  del  nostro  Paese,   il
  principio  che  in questa Regione esiste il registro  delle  unioni
  civili per garantire i servizi ai cittadini siciliani.
   Questo non ha avuto alcun rilievo di incostituzionalità ed oggi  -
  uso  una  parola che non mi piace molto, uso una frase che  usa  il
  Presidente  del Consiglio, nonché segretario del mio partito  -   i
  gufi  sono stati sconfitti.
   Vorrei   soltanto  evitare  che  il  gufismo,  di  cui  in  questo
  Parlamento ci sono tanti attori, non sia in grado di farci cambiare
  idea  su  un  punto: che l'acqua in Sicilia è un  bene  pubblico  e
  bisogna favorire la gestione pubblica.
   Dopodichè, se non sarete d'accordo ne prenderemo atto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cracolici,  le  unioni civili sono state votate  da  tutta  l'Aula,
  quanto meno dall'opposizione, ma non abbiamo risolto il nodo  delle
  unioni civili, abbiamo fatto una legge manifesto.
   Per  quanto  riguarda ancora questo - siamo qui a discutere  acqua
  pubblica, acqua pubblica. Io, ripeto, vengo dalla stessa esperienza
  dell'onorevole  Laccoto,  sindaci  entrambi.  Abbiamo  impedito  in
  provincia  di Messina con responsabilità che entrassero i  privati,
  che si facessero società miste.
   Quindi, chi parla in questo momento è scevra da ogni pregiudizio e
  farà mille battaglie, perché nel proprio territorio - ma non ce n'è
  bisogno  perché  siamo  tutti convinti - ci siano  la  tariffa  più
  bassa, le maggiori agevolazioni.
   E  sono sindaco di un comune che, sino all'anno scorso, erogava ai
  cittadini  200 metri cubi di acqua gratis. Quindi, lezioni  non  ne
  accetto da nessuno  Il PD non si metta medaglie
   Siccome siamo qui e dobbiamo legiferare, io chiedo alla Presidenza
  dell'A.R.S., chiedo all'Assessore, siccome di professione  esercito
  la  professione  di  avvocato, una cosa  sono  le  enunciazioni  di
  principio,  così  come  quelle delle  tariffe  uniche  che  poi  mi
  spiegate come si faranno, un'altra cosa sono le altre questione  su
  cui si dice  si demanderà .
   Io  le dico, siccome noi vorremmo che questa legge si facesse e si
  applicasse, perché proprio l'abbiamo richiesta, perché non possiamo
  dare  più gli otto milioni di euro in finanziaria ai sindaci  della
  provincia di Palermo per una responsabilità del Governo; però,  non
  deve essere neanche impugnata.
   Io non voglio entrare nel merito dei commi 1 e 2, io chiedo se, in
  virtù  di questo - ora per fortuna, dopo l'approvazione del disegno
  di legge sulle province, abbiamo riscoperto che l'articolo 14 dello
  Statuto   dà  alla  Regione  Sicilia  nell'autonomia  del  rispetto
  statutario  qualsiasi forma di libertà - signor Presidente,  perché
  sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti che prevedevano
  l'elezione diretta del Presidente della provincia e, quindi,  della
  partecipazione dei cittadini alla vita democratica?
   Articolo   53.  E'  un  dubbio  per  aiutarvi.   Nell'ipotesi   di
  affidamento  prevista  dal secondo comma del  presente  articolo  i
  bandi  di gara prevedono  . Io le chiedo, Assessore:  E' possibile,
  con  legge,  prevedere i contenuti dei bandi di gara? . Per  quello
  che  io ho studiato non è possibile, se voi mi dite che i bandi  di
  gara  non devono seguire le procedure del codice dei contratti avrò
  studiato male.
   Ed  ancora  di  più  vi dicono:  Si violano  le  norme  di  libero
  mercato, di libera concorrenza. Nel codice degli appalti le  penali
  sono  stabilite dal codice degli appalti. Si possono stabilire  per
  legge le penali? No  Perché le penali sono relative all'importo  di
  gara.
   Possibilmente, mi sto sbagliando e lo dico in maniera sommessa, se
  voi  dite  che tutto questo, cioè l'ipotesi di affidamento previsto
  dall'articolo 2, i bandi di gara non devono seguire le procedure di
  contratto,  che è possibile prevedere per legge i contenuti  di  un
  bando  di  gara  in violazione dell'articolo 163 del  codice  degli
  appalti.  Io  direi  invece un'altra cosa, che siccome  che  questo
  articolo potrebbe essere approvato con un subemendamento perché  il
  2  ter tutte queste condizioni di nullità, di riserve, di clausole,
  di  penali sono già disciplinati nei bandi di gara, l'articolo  163
  del  codice degli appalti li prevede, e prevede le nullità, prevede
  tutte le garanzie per le amministrazioni e per i cittadini. Se poi,
  Assessore, lei mi assicura che il 2 ter non è incostituzionale, non
  viola norme, eccetera, io non ho difficoltà a votarlo.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
  parola  per  sottolineare alcune riflessioni dopo avere  sentito  i
  colleghi. Anzitutto, sul discorso della globalizzazione che è stata
  fatta.
   Credo  che alla gente siciliana poco importi della globalizzazione
  e  del  mercato  azionario  che quota in borsa  l'acqua  per  avere
  profitti che vanno dal 400 per cento all'800 per cento.
   Seconda  cosa: non sapevo che per entrare in quest'Aula  bisognava
  essere  raffinati  giuristi. Spero di non fare  vergognare  il  mio
  elettorato piuttosto che i miei colleghi dall'Aula.
   Detto  questo,  sono  d'accordo con l'emendamento  presentato  dal
  Governo  perché  non  è possibile che da tre giorni  discutiamo  di
  questo  disegno  di  legge e puntualmente  vengano  fuori  soltanto
  discorsi   legati  alla  giurisprudenza,  come  se  da  legislatori
  dovessimo   avere  solo  ed  esclusivamente  competenze  giuridiche
  quanto,  piuttosto,  amministrare la cosa  pubblica  e  raccogliere
  quella che è la situazione oggi da un punto di vista sociale  della
  gente  che dall'esterno sta guardando per capire che cosa riusciamo
  a formulare e che cosa uscirà con questo disegno di legge.
   Mi  sembra quasi, e lo dico con molto rispetto anch'io,  spesso  e
  volentieri  sono  seduta e ascolto con pazienza gli  interventi  di
  tutti e mi viene da pensare una frase di Napoleone:  dal sublime al
  ridicolo  il  passo  è  breve  . Qui si arriva  sempre  e  solo  ad
  offendere  le opinioni degli altri. Ognuno di noi deve  cercare  in
  qualche maniera di farsi garante per quelle che sono le aspettative
  fuori.
   Con  questo  emendamento siamo chiamati a vedere  in  che  maniera
  bisogna gestire il servizio e a che costi. I costi non possono  non
  toccarci, non possiamo girarci dall'altro lato, l'ho già detto  due
  giorni fa, anche perché per quanto riguarda le penali per i privati
  ci preoccupiamo, se poi questo ha un riverbero sulle bollette degli
  utenti a questo non pensiamo completamente.
   Non  so  quali  sono  le  situazioni di  ogni  singola  realtà  di
  quest'isola, ma per quanto riguarda la realtà dell'agrigentino oggi
  la  gente sta aspettando di avere risposte con questa legge  perché
  non  ce  la  fa più ad avere le vessazioni dei gestori privati  che
  continuano a massacrarli con bollette salatissime, salatissime  Una
  famiglia  non può spendere 2000 euro di acqua e l'ho detto  l'altro
  giorno  e  lo ripeto, molti erano assenti;  non è possibile  perché
  nel  mondo  globalizzato  dalla fonte  al  rubinetto  l'acqua  deve
  arrivare;  non è possibile che perché sei moroso ti viene  staccata
  l'utenza  e  ti ritrovi in comuni piccolissimi dove  più  di  cento
  famiglie non hanno l'acqua e in questo mondo globalizzato vanno  in
  quello che si chiama  abbeveratoio , dove vanno a bere i muli e gli
  animali per potere prendere l'acqua per mangiare, per cucinare, per
  lavarsi
     Ieri,  il  Presidente Ardizzone ha sottolineato che i famosi  50
  litri  altro  non  sono  che meno di una  doccia,  direi  forse  lo
  sciacquone dell'acqua si può utilizzare
   Allora,  non va dato a tutti, io sono d'accordo col fatto che  non
  può  essere  dato  a  tutti, anzi a chi può  pagare  piuttosto  che
  investire in Borsa perché siamo nelle condizioni anche di investire
  in Borsa e di ritrovarci con questi guadagni esorbitanti.
   Allora,  io  direi non solo non devono essere dati a  tutti  i  50
  litri, ma alle famiglie in difficoltà non può essere consentito  il
  distacco  e  deve  essere  data l'acqua perché  questo  è  un  bene
  assoluto che dà dignità alla persona.
   Oggi,  noi ci ritroviamo sempre e solo a parlare di giurisprudenza
  e  dimentichiamo la dignità dell'uomo. Non mi si può  dire  che  la
  politica  e  l'etica  sono  due cose  distinte  e  separate,  vanno
  insieme.  Oggi, la gente siciliana vuole capire se  può  aprire  il
  rubinetto  e  avere l'acqua ad un prezzo contenuto,  ad  un  prezzo
  calmierato, ad un prezzo accessibile, gente che vive con  500,  450
  euro  al  mese di pensione ed è piena la nostra terra  perché  i  4
  milioni di poveri di cui parlava l'onorevole Laccoto, di questi  il
  50  per  cento  ce li ritroviamo nella nostra isola,  non  possiamo
  essere sordi alla voce dei più deboli  Perché almeno per quanto  mi
  riguarda, penso, che chi mi ha votato, e non me ne frega  nulla  se
  mi  vota o non mi vota, non è una questione di campagna elettorale,
  smettetela  con questo discorso della campagna elettorale,  pensate
  alla  gente  che  vuole  risposte, questo vuole  la  gente,  potere
  sopravvivere  Oggi, con 400 euro al mese la gente non sopravvive
   Forse, noi o voi vivete in contesti alti e non li vedete; io  vivo
  in  mezzo alla povertà e gli occhi ce li ho per guardarli,  non  mi
  giro dall'altro lato, la mia gente deve sapere che con questa legge
  avrà un prezzo calmierato per l'acqua  La cittadina di Montevago ha
  2.500  abitanti,  80 famiglie hanno l'acqua staccata   Non  possono
  bere  E non sono africani  Vivono in questo sud del paese
   Allora,  io ho il diritto e il dovere di tutelarli e con me  credo
  tutti gli uomini di buon senso, sia che siano giuristi sia che  non
  lo siano, non è una questione di giurisprudenza  Allora, non voglio
  lanciare  un grido di allarme, per me è un grido d'allarme   Questa
  questione  dell'acqua è un problema serio  Allora i 9 anni  che  ha
  messo  il Governo vi sembrano pochi? I 40 di Siciliacque non vi  fa
  neanche accapponare la pelle? 40 anni vuol dire dare per sempre  un
  servizio ad un privato, in 40 anni si può cambiare radicalmente  la
  sorte  di  un  popolo e il punto qui non è Girgenti Acque  nel  mio
  caso, il punto è che Siciliacque vende acqua a prezzi altissimi  ed
  è  in  una  botta di ferro perché gli è stata fatta una convenzione
  per 40 anni
   Dobbiamo  continuare  a  correre dietro al  mercato,  dietro  alla
  liberalizzazione,  dietro ai privati, dietro  a  tutto  quello  che
  volete, però non possiamo girarci dall'altro lato e dire che se non
  hanno pane, mangino brioches

                              (Applausi)

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  un
  plauso alla college Margherita La Rocca Ruvolo che ha evidenziato i
  problemi dei tanti cittadini meno abbienti.
   A  proposito di Siciliacque, scusa onorevole Cracolici  la  volevo
  informare di una cosa, è una cosa importante.
   La  collega  prima  parlava di Siciliacque,  voglio  informare  il
  Governo che proprio Siciliacque che compra a una misera percentuale
  l'acqua con i consorzi di bonifica e la rivende sette volte di più,
  pagandosi,  per  chi  ci lavora in quell'ente  -  ricordo  che  noi
  abbiamo il 25 per cento dei titoli e il 75 per cento lo detiene una
  società   francese,   diverse  consulenze,  Presidente.   Ci   sono
  consulenze da diecimila euro al mese e noi ancora litighiamo per il
  centesimo dell'acqua
   Siciliacque deve essere corretta. Dobbiamo ricomprarla.  E'  stata
  una maledizione dare a questa società l'appalto della gestione.
   Con  questo  emendamento, finalmente, il Presidente della  Regione
  pone un problema eccezionale.
   Questo  è uno degli emendamenti più importanti che leggo da quando
  siamo  entrati  in  quest'Aula, il  6.53  dove  vengono  messi  dei
  paletti.
   Chi, probabilmente, gestirà in modo privato saprà benissimo che se
  non  porta  l'acqua  agli utenti pagherà una  mora;  saprà  che  ci
  saranno  altri paletti del tipo che se non gestirà il 2  per  cento
  degli  abitanti del territorio, metterà in grosse difficoltà  anche
  coloro che hanno avuto l'appalto e la gestione.
   Leggo  anche un subemendamento a firma Musumeci. Ma perché pensare
  che  ci  possono essere disservizi? E' sbagliato. Sono d'accordo  a
  scriverlo.
   Perché pensare questo? Questa legge ci deve portare fino in  fondo
  ad  approvarla sotto tutti gli aspetti dove nessuno deve mancare  a
  dare la gestione giusta ad ogni cittadino.
   Togliere  quindi  questi   50 litri  -  uno  scarico  d'acqua  già
  consuma dieci litri. E' vergognoso
   La  cosa  più importante è dare ai meno abbienti un sussidio,  una
  somma, per la gestione in modo tale che loro sappiano che con  tale
  somma  devono  pagare l'acqua e le altre cose, così il  disoccupato
  possa organizzarsi.
   Quando   paghiamo  per  conto  loro  l'acqua,  la  luce,   risulta
  vergognoso,  si  sentono indietro di cent'anni  rispetto  a  questa
  cosa.
   Siamo  un  Paese civile, una regione civile dove si  deve  trovare
  possibilità di dare un sussidio ai disoccupati e finirla con questa
  cosa.
   Non  possiamo  dare una goccia d'acqua. L'acqua devono  pagarla  e
  qualora i cittadini si trovassero in difficoltà, in disoccupazione,
  dobbiamo  dare loro un aiuto economico e  attraverso  questo  aiuto
  economico fare in modo che si gestiscano le loro spese. Questa deve
  essere democrazia e civiltà per una grande Isola.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   SALVATORE.  Signor  Presidente,  intervengo   a   seguito
  dell'intervento  dell'onorevole La Rocca  -  che  ho  apprezzato  -
  perché ha posto il dito su quello che è il problema dei siciliani.
   In  Sicilia vi è un costo dell'acqua esorbitante, ci sono  persone
  che  stentano  e vivono in malo modo e a questo si aggiunge  questo
  grave balzello dell'acqua.
   Come  Sicilia   - non per scimmiottare l'onorevole Cracolici  -  ,
  anche  noi  siamo  toto  corde  per  l'acqua  pubblica.  Se  questo
  emendamento  cerca di limitare gli effetti sul privato,  noi  senza
  vergogna  e  senza  infingimenti lo  voteremo  proprio  per  questo
  motivo.
   Però,  qua bisogna fare un distinguo e il distinguo sta nel  fatto
  che  il  nostro  auspicio è che questa sia una legge  per  tutti  i
  siciliani, non per pochi o per qualche siciliano. E una  legge  per
  tutti  i  siciliani  deve  far  sì e  deve  avere  come  obiettivo,
  Presidente  della  Regione, che tutti i  siciliani  abbiano  quelle
  condizioni  di  calmierazione  di  prezzo,  di  tariffe  basse,  di
  servizio eccellente, di gestione pubblica ove possibile.
   E a questo punto io lancio un appello al Presidente della Regione,
  all'onorevole  Margherita  La Rocca, all'onorevole  Panepinto  e  a
  tutti  gli  altri  deputati,  a votare  un  emendamento  successivo
  all'articolo 7 che è l'emendamento 7.1 che fa giustizia, che dà  la
  possibilità  di  allineare alcuni comuni di alcuni  ATO  che  hanno
  ceduto  le  reti,  ad  altri, per avere una  modalità  di  gestione
  simile.   Se  non facciamo questo, il comune di Montevago,  che  ha
  portato  ad esempio l'onorevole Margherita La Rocca, si  troverà  a
  subire effetti devastanti, nel senso che noi approveremmo la  legge
  e  per  loro  non  cambierà nulla, perché il  gestore  sarà  sempre
  Girgenti  acque  e avranno sempre una tariffa diversa  rispetto  ai
  comuni limitrofi.
   Quindi,  il mio è un appello affinché questa legge produca effetti
  su tutta la Sicilia e non produca effetti solo in parte.
   Con  questo  spirito, Presidente, e che è il  mio  invito,  quindi
  l'invito  è a far si che l'acqua pubblica sia presente in tutta  la
  realtà siciliana.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  riconosco     nell'intervento    dell'onorevole     Cracolici     e
  nell'intervento  di  buona  parte  dei  parlamentari  del   Partito
  Democratico di avere detto in maniera molto chiara qual è  la  loro
  posizione.
   Loro,  sulla  base  di un principio che ritengo  essere  condiviso
  dall'intero Parlamento, sanciscono e ribadiscono una serie di  cose
  sulle  quali tutti siamo d'accordo. Sennonché loro poi  arrivano  a
  definire che sono stati, in questo caso come in alcuni altri  casi,
  come nel caso della norma sui liberi consorzi dei comuni, come  nel
  caso  della norma sul registro delle coppie di fatto, ad  essere  i
  primi a scrivere una norma a livello nazionale.
   Su  questo,  nulla  di nuovo, certo alcune considerazioni,  alcune
  idee  rispetto  a  quanto effettivamente quelle siano  state  delle
  norme che hanno inciso davvero.
   Io credo che da questa norma la gente non si aspetti e soprattutto
  con riferimento agli interventi anche di chi ha espresso un  parere
  più  di  carattere giuridico, degli stravolgimenti e tanto meno  la
  gente si aspetta delle finezze sul piano giurisprudenziale.
   La  gente vuole semplicemente delle risposte rispetto al  modo  in
  cui il servizio verrà erogato, vuole risposte rispetto al fatto che
  senza dubbio come molti hanno detto quello dell'acqua, così come il
  diritto allo studio, è un diritto inalienabile, un diritto che  non
  si  può  negare,  un  diritto indiscutibile e su quello  ovviamente
  tutti  in  quest'Aula ci troviamo d'accordo. Un bene  primario.  Un
  bene  primario rispetto al quale, tuttavia, dobbiamo guardare anche
  alle  ricadute che complessivamente una riforma di questo  tipo  ha
  sul  territorio,  perché è certo che quel diritto  non  può  essere
  negato  a nessuno, ma è certo altresì che non possono essere negati
  diritti  anche in termini di tutele occupazionali di  tutti  quegli
  operatori  che  sono stati coinvolti in questi anni nelle  ripetute
  riforme,  in  questi  anni  nei ripetuti  interventi  di  carattere
  talvolta  non solo legislativo, ma anche in termini di   iniziative
  che si sono svolte all'intervento delle Commissioni, iniziative che
  si sono svolte all'interno delle finanziarie.
   Una  serie  di  interventi  che,  certamente  non  a  scapito  dei
  cittadini  che  beneficiavano  del servizio,  ma  a  scapito,  oggi
  invece,   anche   loro  cittadini  impegnati,   nell'attività   per
  l'erogazione  di  quei  servizi e  che  oggi  si  vedono,   invece,
  discriminati da questa norma.
   Lo  si vedono perché, noi per decenni abbiamo costruito dei mostri
  dal punto di vista della gestione come questo, a volte non riguarda
  soltanto  la  gestione dell'acqua, dove poteri forti  e  interessi,
  talvolta loschi, sono stati anche chiamati a gestire questi servizi
  ma vale anche in altri ambiti, in ambiti come quello dei rifiuti.
   Bene,  ma certamente non per quegli interessi, operatori  si  sono
  ritrovati  ad  essere impegnati in quelle attività, operatori  che,
  ignari all'interno di un territorio che ha prodotto, probabilmente,
  soltanto  ammortizzatori  sociali e poco  produttività,  ha  visto,
  tuttavia  gli  stessi soggetti, cittadini sì, ma lavoratori,  oltre
  che  cittadini,  impegnati  in un'attività  che  la  Regione  aveva
  generato.
   Allora  a  quei  cittadini, a quei lavoratori oggi,  quali  tutele
  occupazionali noi stiamo offrendo?
   Questa è una delle questioni che io pongo al Parlamento, così come
  viene posta in termini di tutela rispetto a quei cittadini che sono
  impegnati nell'erogazione e nel diritto di fruizione del servizio.
   Guardo  ovviamente  alla questione siciliana complessivamente,  ma
  non   posso  non  guardare  alla  questione  del  comprensorio  del
  territorio nel quale insiste la provincia di Palermo.
   Qui  si   è  verificato  un equivoco, si è  venuta  a  creare  una
  diatriba tra la Regione e il Comune di Palermo e quella diatriba ha
  coinvolto  poi la municipalizzata l'Amap e l'ente che  si  occupava
  del servizio di gestione, l'Aps. Quando l'Aps è fallita qual era la
  soluzione che si doveva trovare?
   Certo  avremmo potuto anche fare un bando, così come prevedeva  la
  legge,  ma questo è stato deciso do non farsi. Abbiamo affidato  la
  gestione all'Ampa che, tuttavia rispetto alle somme dell'Ato, degli
  8  milioni,  oggi ne riceve soltanto 1 milione, con  una  serie  di
  comuni che sono vicini al default e che non possono e che non  sono
  nelle  condizioni di contribuire e che, peraltro,  tra di loro  non
  si mettono d'accordo.
   Risultato,  non  soltanto  quel diritto inalienabile,  giustamente
  ribadito  dall'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo,  non  soltanto
  quel  diritto  inalienabile rischia di  non  essere  garantito,  ma
  rischia   di  non  essere  garantito  anche  il  diritto  di   quei
  concittadini  che hanno il diritto anche loro, dei  quali  dovremmo
  occuparci  di  più  rispetto alle autotutele occupazionali,  perché
  anche quei cittadini, onorevoli colleghi son cittadini a cui si sta
  rischiando  di non consentire non solo il pagamento dell'acqua,  ma
  il  pagamento dell'affitto della casa. Perché quando un  dipendente
  non  lavora  per  tre,  sei mesi, nove o  un  anno,   quello  è  un
  dipendente che viene mortificato, no dico nella sua dignità, perché
  quell'operatore  mantiene  la  sua  dignità  ma  viene  calpestato,
  rispetto  a  quello che è la condizione psicologica che  interviene
  non  solo  sulla dimensione patrimoniale e reddituale ma interviene
  nel  rapporto  in  cui quell'uomo va in relazione  con  il  proprio
  coniuge,  con  la  propria famiglia, con i propri  affetti,  con  i
  propri amici.
   Allora  io chiedo che si faccia riferimento anche a questo  gemere
  di tutele quando facciamo riferimento a queste norme.
   Credo  che  dovrebbe farsi riferimento all'ipotesi, rispetto  alla
  gestione di una struttura che sia in house ma che abbia la capacità
  di  divenire  un consorzio rispetto all'aggregazione dei  comuni  e
  credo,  quindi,  che la norma deve essere fatta,  ma  debba  essere
  fatta  certamente non sulla testa dei cittadini e  dei  lavoratori.
  Stesso  ragionamento  che stiamo facendo, in  questo  caso,  per  i
  lavoratori  impegnati  nel sistema di gestione  e  servizio  idrico
  integrato  in  Sicilia,  vale, visto  che  è  stato  presentato  un
  emendamento  da  parte dell'assessore Contraffatto  anche  rispetto
  alla questione rifiuti.
   Emendamento in quel caso che fa riferimento alla pianta organica e
  rispetto  al quale tutto il Parlamento, o quanto meno i capigruppo,
  una  rappresentanza di gruppi parlamentari, hanno apposto la  firma
  ad   un   subemendamento  il  quale,  mentre   l'emendamento   che,
  ovviamente,  noi condividiamo pone in essere una garanzia  rispetto
  ai  livelli  occupazionali impegnati, con riferimento agli  Ato,  e
  questo  andrebbe ovviamente a garantire, ad esempio, Palermo Ovest,
  con  la rappresentanza degli operatori impegnati nella gestione del
  servizio, ma che andrebbe, attraverso questo nostro subemendamento,
  a  tutelare anche quei soggetti che, ad esempio, proprio in  questi
  giorni, sono stati beneficiari di una sentenza che alcuni colleghi,
  che  io  ho  letto  in  queste ore e che  alcuni  colleghi  auspico
  vorranno  rappresentare, la quale dà loro ragione. Quei  dipendenti
  erano  stati contrattualizzati all'interno di un soggetto  pubblico
  ed  a  quei  dipendenti  dobbiamo, pertanto,  garantire  le  tutele
  occupazionali.
   Ecco,  anche questo, è la certezza di un diritto. Ecco il  diritto
  inalienabile  rappresentato  dalla fruizione  del  servizio,  ma  è
  rappresentato,  lo  ribadisco, ancora con forza,  perché  anche  di
  queste cose questo Parlamento deve parlare e non può farlo parlando
  di  riforma soltanto facendo riferimento a temi astratti  che  alla
  gente interessano poco ma lo devo fare, ripeto, anche garantendo  a
  quei cittadini che da questa norma tutele si aspettano.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Barbagallo ed il Governo avevano  chiesto
  di  intervenire. Siamo all'emendamento 6.34, l'onorevole Cordaro lo
  ha ritirato.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  membri   del
  Governo.  Intervengo  sull'articolo  e su  tutti  gli  emendamenti,
  spero  di  contenere il mio intervento nei 10 minuti. Due premesse,
  una nei confronti dell'onorevole Foti che ha avuto la bontà di dire
  che  noi  saremmo  qui perché i nostri datori di  lavoro  ci  hanno
  inviato  qui.  Onorevole Foti: lei sarà qui  perché  non  ha  altro
  lavoro, permetta di consentire che la maggior parte dei soggetti di
  quest'Aula  hanno  vissuto dignitosamente, forse meglio,  svolgendo
  correttamente  ed onestamente le proprie professioni  ed  i  propri
  lavori  senza  avere  datori  di  lavoro  esterni  che,  sia   pure
  nobilmente integrati come i cittadini, io non ritengo che  siano  i
  miei  datori  di  lavoro. Seconda premessa al  carissimo  onorevole
  Ruvolo che io rispetto tantissimo.
   Onorevole  Ruvolo:  l'uomo storicamente è passato  dall'età  delle
  caverne  in cui l'unica legge era quella della sopraffazione  della
  clava,  per cui il più forte imponeva la sua volontà accettando  la
  condivisione  di determinate regole. Queste regole,  attraverso  la
  loro evoluzione nei secoli, hanno dato luogo al diritto.
   Allora  dire che noi possiamo fare alacremente almeno del  diritto
  significa,  Presidente mi rivolgo a lei, rinunciare a  migliaia  di
  anni  di  evoluzione  della  nostra  civiltà.  Se  vogliamo  questo
  possiamo  anche  farlo.  Ciò premesso sull'articolo  6  gli  Uffici
  avevano incentrato le loro osservazioni critiche, io ritengo che le
  stesse  osservazioni critiche sono parimenti riproponibili  per  il
  comma 2 dell'articolo 6 secondo il sub emendamento governativo.
   Io mi permetto di rilevare che una legge deve prevedere il quadro,
  le  previsioni, il quadro generale, ma non può occuparsi in  questo
  caso, sia la normativa comunitaria che la normativa nazionale  sono
  estremamente   indicative,   non  può  occuparsi   delle   modalità
  attraverso cui gli ambiti devono poi affidare la gestione.
   Questa  è una modalità che dovranno determinare i singoli  ambiti,
  che  poi  attraverso questo sub emendamento non solo si  intervenga
  sull'affidamento  e  la  modalità di gestione,  ma  addirittura  si
  dettino  le  regole  degli  eventuali bandi  di  gara  è  veramente
  paradossale,  e  mi permetto che gli uffici che  sono  sempre  così
  attenti,  consentano  senza interferire  al  di  la  della  volontà
  politica che si possa introdurre una norma di questo tipo,  in  una
  norma  che  al  di  la  dei proponenti diverrà  una  norma  vigente
  nell'Assemblea Regionale.
   A  allora detto questo, io vorrei soffermarmi che l'articolo 6  al
  primo  comma,  che non è oggetto di particolare impugnativa  perché
  credo  che l'onorevole Cordaro abbia rinunciato al suo emendamento,
  e  quindi  a  quello soppressivo, cioè significa  che  il  comma  1
  dell'articolo 6 rimane in vigore.
   L'articolo  6  comma  1  dice   la gestione  del  servizio  idrico
  integrato   desidererei che la commissione  mi  ascoltasse  che  il
  Governo mi ascoltasse,  la gestione del servizi idrico integrato  è
  realizzata  senza  finalità lucrative,  per  seguire  obiettivi  di
  colore  sociale  e ammendate ed è finanziato attraverso  meccanismi
  tariffari ,  la mancato proposizione di emendamenti avverso  questo
  articolo  prevede che questo la conseguenza che questo  è  un  dato
  accertato  dall'Assemblea, cioè noi stiamo escludendo a priori  che
  attraverso al gestione di questo servizio vi possa essere  qualcuno
  che faccia speculazione, e su questo noi siamo i primi a sostenerlo
  con grande veemenza e con grande convinzione.
   Detto  questo e fatto salvo poi l'articolo 9, che vede quel  fondo
  di solidarietà sociale che anzi a modesto avviso è sottoscritto,  e
  vi   sono  emendamenti  dell'onorevole  Di  Mauro  che  elevano  la
  percentuale  di  questo fondo di solidarietà che viene  incontro  a
  quell'esigenza di cui faceva riferimento l'onorevole Ruvolo,  ossia
  quell'esigenza di non consentire che i più disagiati vengano  messi
  in  condizione di non avere neppure la possibilità di utilizzare il
  minimo  vitale  per  la  sopravvivenza,  perché  su  questo   siamo
  perfettamente d'accordo, cosa diversa è garantire gratuitamente  50
  litri  a  ciascun residente nella città siciliana, perché veramente
  quello  è  un  paradosso ma ci arriveremo all'articolo  12,  allora
  facendo  salvo  l'articolo 1 che prevede quindi l'impossibilità  di
  speculare  su  questo servizio, e facendo salvo  l'articolo  9  che
  prevede  l'introduzione di questo fondo di solidarietà ,  i  nostri
  emendamenti,  compreso il sub emendamento che  finalmente  pur  con
  qualche  modifica gli uffici hanno ritenuto ammissibile,  demandano
  ai  singoli  ambiti territoriali l'affidamento delle  gestioni  nel
  rispetto delle normative vigenti, normative vigenti che non  me  ne
  vorrà  l'onorevole Cracolici sono state emanate dal suo Governo  di
  riferimento,  dall'esimio nostro primo ministro, che attraverso  il
  149  bis  fa riferimento proprio espressamente agli enti di Governo
  dell'ambito  che  poi deliberano la forma di gestione,  fra  quelle
  previste la norma normativa italiana e comunitaria.
   Questo  è quanto può prevedere, e deve limitarsi a prevedere,  una
  norma  di  carattere  generale astratta.  Che  una  norma  generale
  astratta  si  spinga  fino  al  punto  di  dettagliare  una  penale
  giornaliera,  credo  che  sia un fuor  d'opèra  e  un  qualcosa  di
  assolutamente  inammissibile da qualunque  punto  di  visto  lo  si
  guardi,   come   è  veramente  troppo  pretendere  di   intervenire
  legislativamente all'interno degli Statuti delle società esistenti.
  Ma vogliamo veramente aprire una conflittualità enorme con tutte le
  società  esistenti, sia pur esse di diritto pubblico,  imponendo  a
  Statuti  approvati,  a contratti in corso, una  modifica  in  corso
  d'opera  financo  della  possibilità di continuare  a  gestire  dei
  servizi  modificando  con violenza e con forza la  regolamentazione
  esistente? Ecco perché in buona sostanza invito l'Aula a far sì che
  questo articolo 6 diventi il caposaldo della legge.
   Articolo  1,  comma 1, va bene. Nessuna possibilità di  intervento
  lucrativo. Detto questo abbiamo già in parte abolito la possibilità
  per  gli enti di chiara speculazione privata e ai grandi gruppi  di
  voler fare affari sull'acqua.
   Articolo 2. Non essere i singoli Ambiti a stabilire le modalità di
  gestione e a provvedere agli affidamenti di gestione.
   Articolo  9.  fondo di solidarietà per garantire i più  bisognosi,
  gli  utenti che non hanno la possibilità di provvedere al pagamento
  del  servizio  e  quindi che devono essere messi in  condizioni  di
  usufruirne  senza  temere  quella manovra  veramente  incivile  del
  distacco della fornitura.
   Avremmo   snellito  e  semplificato  questo  articolo  6,  andando
  incontro alle esigenze delle popolazioni più deboli.
   E  voglio fare l'esempio della mia provincia, proprio per smontare
  qualsiasi   presupposto,  qualsiasi  sospetto   di   chissà   quale
  favoritismo.
   Noi  su  12  comuni, quindi in 11, abbiamo sempre  conservato  sin
  dall'inizio  la  gestione  da  parte  diretta  dei  Comuni.  L'Ente
  provincia  che  allora  era una provincia di centro-destra  rifiutò
  categoricamente di partecipare alla consegna delle reti. La maggior
  parte  dei  Comuni  che all'epoca era governata  dal  centro-destra
  rifiutò la consegna delle reti. Vi fu un solo comune, governato dal
  centro-sinistra,  quello  di Santa Croce Camerina,  che  affidò  la
  gestione ad una ditta privata. Però debbo dirvi che quella  scelta,
  che fu criticata dal centro-destra, poi alla fine è diventata anche
  spiegabile.  Sa  perché? Perché quel Comune si  trovava  a  gestire
  tutta una serie di località costiere che per la maggior parte erano
  prive addirittura delle condotte idriche necessarie. E quel piccolo
  Comune  di  6-7  mila  abitanti  non  aveva  le  condizioni  e   le
  possibilità  di  realizzare quella condotta. E nell'affidamento  al
  privato  impose  la  realizzazione di quella  condotta  come  anche
  quella del sistema fognario. Ebbene, quando andare a Punta Secca  o
  a  Casuzza  diventava  un  incubo perché  si  doveva  dotare  delle
  cisterne  per  ricevere l'acqua con le autobotti, da  quel  momento
  invece  il  servizio  idrico è garantito in  maniera  assolutamente
  regolare  anche  in quelle borgate e senza che poi il  costo  abbia
  subito degli importi eccessivi.
   Ecco perché su questo non si può fare assolutamente una guerra  di
  religioni. Acqua pubblica, con impianti assolutamente pubblici,  ma
  non possiamo escludere a priori che vi siano piccoli comuni, che vi
  siano   situazioni   eccezionali  che  richiedono   necessariamente
  l'affidamento  del  servizio a terzi. Impedire  questo,  oltre  che
  assolutamente incostituzionale, mi consentite, è contro la logica.
   E  poi  alla  fine, con buona pace di tutti, siccome  il  servizio
  idrico  ha  comunque  un costo che deve trovare  la  sua  copertura
  attraverso  la tariffa e attraverso i canoni, poi vediamo  se  alla
  fine  della  fiera i cittadini siciliani potranno essere  veramente
  contenti o dovrebbero rimpiangere il sistema preesistente.  Siccome
  dobbiamo  evitare questo, dobbiamo fare una legge  equilibrata  che
  consenta  di  salvare  l'assoluta  pubblicità  dell'acqua  con   la
  concreta possibilità di erogare il servizio in tutte le occasioni e
  per tutte le località.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.34. Onorevole Cordaro,  lo
  ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.14, che è precluso.

   Si passa all'emendamento 6.2. Onorevole Di Mauro, lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  6.53.   Vi   sono   tre
  subemendamenti, vanno votati quindi prima i subemendamenti.
   Si  passa  all'esame del subemendamento 6.53.3, a  firma  Assenza,
  primo firmatario. Prevede la soppressione dei commi 2 bis, 2 ter  e
  2 quater, dell'emendamento 6.53.

   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

   Non essendo la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento,  si
  passa alla votazione per alzata e seduta.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 6.53.3.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'esame  del  subemendamento   6.53.2.
  Onorevole Turano, lo ritira?

   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame del subemendamento  6.53.1.1,  a
  firma dell'onorevole Musumeci.

   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.53,   con   la
  precisazione del Governo che è sostitutivo dei commi 2 e 3, per cui
  rimarranno  in piedi gli commi e continueremmo a votarlo  prima  di
  votare interamente l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Nel comma 2 ter, quando dice  nell'ipotesi di affidamento
  prevista  dal comma 2 , deve intendersi dal comma 2 bis,  perché  è
  una questione di numerazione.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  6.37 è  superato  dopo  l'approvazione
  dell'emendamento 6.53.
   Si passa all'emendamento 6.48, che è assorbito dal 6.53.
   Si  passa agli emendamenti che prevedono la soppressione del comma
  5.

   DI GIACINTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Con il parere contrario di Governo e  commissione  lo
  pongo  in votazione. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole
  si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.50.

   CRACOLICI . Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.52 della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 6.51 è precluso.
   Si passa all'emendamento 6.11 dell'onorevole Di Mauro. Lo mantiene
  o lo ritira?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Con il parere contrario di Governo e  commissione  lo
  pongo  in votazione. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole
  si alzi.

                           (Non è approvato)

   Sono preclusi gli emendamenti 6.19, 6.26, 6.42.
   Si passa all'emendamento 6.46, degli onorevoli Sudano ed altri.

   SUDANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   Decreto
  legislativo  172  prevede  le vicende riguardanti  le  società  già
  esistenti,  sia pubbliche che private perché credo che  per  quanto
  abbiamo dato la possibilità ai Comuni di consorziarsi fra di loro o
  di   singoli  Comuni  di  gestirsi  l'acqua,  questa  debba  essere
  l'eccezione  e non la regola perché comunque questa legge  ci  deve
  portare all'univocità del sistema integrato.
   Tutto  quello che esiste in ogni ambito per lo meno deve andare  a
  racchiudersi dentro la gestione unica dell'ambito con le  eccezioni
  che abbiamo visto per alcune situazioni siciliane, ma non credo che
  tutti  gli  enti  gestori esistenti in Sicilia  devono  rimanere  a
  gestire  l'acqua anche perché è la legge nazionale che prevede  che
  cosa accade con tutte le procedure di legge.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.46. Il  parere  del
  Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.36, della Commissione. Il parere del
  Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.13, dell'onorevole Musumeci. Il parere
  del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  6.20,  dell'onorevole  Di
  Mauro. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 6.27, 6.43 sono assorbiti.
   Si  passa all'emendamento 6.5, dell'onorevole Di Mauro. Il  parere
  del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 6.21 e 6.28 sono assorbiti.
   L'emendamento 6.44 è precluso dall'emendamento 6.13.
   Si passa all'emendamento 6.22, dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. No, onorevole Di Mauro, lei è già intervenuto in  base
  all'articolo  6  del Regolamento interno. La prego di  accomodarsi,
  lei può parlare una sola volta per non più di 10 minuti.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.22. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa agli emendamenti 6.1 e 6.4, dell'onorevole Di Mauro.  Il
  parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore regionale per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.33, dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 6.12, dell'onorevole Musumeci. Il parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO, assessore energia e dei servizi di pubblica  utilità.
  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'art. 6, così come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, dopo avere consultato quasi i Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  ed  invitando il  Governo  tutto  ad  essere
  presente  in  Aula,  perché  tutto sommato  potremmo  concludere  i
  lavori,  rinvio l'Aula a lunedì 10 agosto 2015, alle ore 16.00  con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo




  I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -   Disciplina in materia di risorse idriche . (nn. 455-125-102
                 106-158/A) (Seguito)

                Relatore: on. Barbagallo

             2)  -  Tassa automobilistica regionale . (n. 1025/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

             3)  -  Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
                 l'esercizio finanziario 2014 . (n. 1037/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

                   La seduta è tolta alle ore 13.09

         Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 14.00

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio