Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.22
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
(Durante la lettura del processo verbale, assume la presidenza il
Presidente Ardizzone)
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Laccoto, Lo Sciuto, Clemente, Cordaro, Gennuso, Fazio, Anselmo,
Nicotra e Sammartino.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta
ed assegnata alla Commissione competente
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed assegnata alla competente
Commissione la seguente richiesta di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo - Designazione
componente del consiglio di amministrazione (n. 63/I).
Pervenuto in data 3 agosto 2015.
Inviato in data 4 agosto 2015.
Comunicazione di deliberazione approvata dalla Corte dei conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione n.
211/2015/GEST Verifica del rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2014 , approvata dalla
Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana
nell'adunanza del 29 giugno 2015.
Comunico altresì che la stessa è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 6 agosto 2015 e
protocollata al n. 7640/AulaPG del 7 agosto successivo,
l'onorevole Riggio ha dichiarato, ai sensi dell'art. 23
Reg.int.ARS, che intende appartenere al Gruppo parlamentare
Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 455-125-102-
106-158/A
«Disciplina in materia di risorse idriche»
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Disciplina in materia di risorse idriche» (455-125-102-106-
158/A)
Si procede con l'articolo 7.
Ne do lettura:
«Articolo 7
Regime Transitorio
1. Nelle more della definizione degli ambiti di cui all'articolo 5
e comunque entro e non oltre 180 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, restano in vigore le attuali
perimetrazioni degli Ambiti territoriali ottimali e conservano
efficacia gli strumenti di pianificazione esistenti.
2. Sino alla costituzione delle Assemblee territoriali idriche, in
luogo dei delegati di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a), i
Commissari straordinari e liquidatori delle soppresse Autorità
d'ambito partecipano al Comitato permanente dell'Autorità di
Bacino.
3. Le funzioni dei commissari straordinari e liquidatori delle
soppresse Autorità d'ambito, coincidenti con i commissari
straordinari di cui alla legge regionale 27 marzo 2013, n. 7,
articolo 1, commi 3 e 4, in ciascun Ambito territoriale ottimale di
ciascuna provincia, sono prorogate sino alla costituzione degli ATO
di cui all'articolo 5. Gli stessi continuano ad avvalersi del
personale in servizio presso le soppresse Autorità d'ambito con
costi a carico della tariffa del servizio idrico.
4. Al personale delle società affidatarie del servizio idrico
integrato che hanno cessato l'attività al 31 dicembre 2014 ai
applica, sussistendone le condizioni e verificato il fabbisogno,
quanto previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152.
5. Le Autorità d'ambito in liquidazione sono riunite in un'unica
gestione liquidatoria presso l'Assessorato regionale dell'energia e
dei servizi di pubblica utilità - Dipartimento regionale dell'acqua
e dei rifiuti che delega i controlli dei documenti contabili
all'Ufficio speciale alle dipendenze dell'Assessore regionale per
l'economia e che garantirà la distinzioni delle masse patrimoniali,
dei rapporti di credito e delle passività di ogni singola Autorità
soppressa fino al termine delle operazioni di liquidazione.
L'assunzione della funzione liquidatoria da parte del predetto
Dipartimento regionale non comporta novazione dei rapporti
giuridici pregressi né oneri a carico del bilancio regionale
derivanti dalla gestione liquidatoria.
6. Le Assemblee territoriali idriche anche al fine di consentire
il più rapido allineamento delle attuali gestioni alle finalità ed
agli obiettivi della presente legge, valutano la sussistenza dei
presupposti per l'eventuale revoca delle aggiudicazioni e degli
affidamenti effettuati sulla base della normativa abrogata con i
decreti del Presidente della Repubblica 18 luglio 2011, nn. 113 e
116, nonchè ai sensi dell'articolo 49, della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e comunque nel rispetto della normativa
vigente, adottando i conseguenti provvedimenti.
7. Le aziende industriali operanti nella Regione, entro 10 anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, riutilizzano
l'acqua impiegata all'interno dell'impianto con la sola
reintegrazione del quantitativo disperso nel processo industriale e
con esclusione, ove possibile, del prelievo diretto di acqua
proveniente da falda.
8. I comuni di cui all'articolo 1, comma 6, della legge regionale
9 gennaio 2013, n.2, continuano la gestione diretta del servizio
idrico integrato fino al termine di un anno dall'avvenuta
definizione degli ambiti di cui alla presente legge.
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 7.17, 7.8, 7.9, 7.27 e 7.10. Sono inammissibili.
L'emendamento 7.11.
CRACOLICI. Le competenze le abbiamo affidate ai dipartimenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi comunicano gli Uffici che non
può essere soppresso. Eventualmente va riformulato perché non
esiste più il comitato permanente dell'autorità di bacino. Ma va
riformulato.
TRIZZINO, presidente della Commissione. In effetti il comma 2
chiaramente si rifaceva all'autorità d'ambito. Avendo accentrato
tutte le funzioni dell'Assessorato all'Energia, è chiaro che questo
emendamento diventa pleonastico, se non addirittura, potrebbe anche
entrare in conflitto con l'articolo 2 stesso.
PRESIDENTE. Pongo, congiuntamente, in votazione gli emendamenti
7.9 e 7.27, che riguardano la soppressione di questo II comma. Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 7.10. Questo emendamento prevede la
soppressione del comma 3. Sono costretto a dichiararlo
inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.11. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.11. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.3 che è assorbito. Si passa
all'emendamento 7.28. Assorbito.
Si passa all'emendamento 7.28.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signore Presidente, onorevoli colleghi, Governo questo
emendamento serve per garantire tutto il personale che,
attualmente, presta servizio presso le società che gestiscono il
servizio nelle varie province, nei vari ATO. Cioè se queste società
che, attualmente, gestiscono il servizio che hanno del personale è
giusto che, nel passaggio, questo personale sia garantito e
salvaguardato.
Per cui io chiedo al Governo, e anche alla Commissione, di
esprimere un parere favorevole per garantire sì l'efficienza del
servizio, ma anche i livelli occupazionali e, soprattutto, i
livelli di specializzazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, Assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.24. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.25.
BARBAGALLO, relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
7.22.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ringrazio la
Commissione sulla celerità sul parere contrario Ma credo che sia
opportuno, caro Presidente, cari assessori e cari colleghi fare una
piccola valutazione su questo emendamento che modifica il comma 4
dell'articolo 7.
Assessore, mi rivolgo a lei ed è per me vorrei comprendere, col
comma 4 all'articolo 7 quando noi parliamo che al personale della
società, affidataria del servizio idrico integrato, che hanno
cessato l'attività al 31 dicembre 2014, si applica, sussistendone
le condizioni e verificato il fabbisogno, quanto previsto
dall'articolo 183 . Ciò significa che, queste persone, potranno
essere utilizzate dai nascenti ATO complessivi che ci saranno,
nella gestione del servizio idrico. Credo che sia questo.
Però, noi riteniamo che sia importante togliere e cassare
sussistendone le condizioni e verificato il fabbisogno per un
motivo semplice. Stiamo facendo una legge, caro Presidente
Ardizzone, che potrebbe essere, e dovrebbe essere, fiore
all'occhiello però, attenzione che questa legge, al suo interno fa,
ancora una volta, macelleria sociale di quella seria. E mi spiego
meglio. Faccio l'esempio dell'ATO idrico di Palermo, dove 202
lavoratori che per diversi anni hanno gestito il servizio idrico e
che, oggi, grazie anche ad un'operazione voluta fortemente da tanti
soggetti ma voluta, anche, fortemente dal Governo regionale, se non
vado errato, che ha individuato ottomilioni di euro per garantire
il servizio, con questo emendamento, a nostro avviso, senza la
soppressione di queste parole sussistendo le condizioni , credo
che metteremmo a rischio il personale.
Quindi, Assessore, io vorrei comprendere, per intanto, se questo
personale che oggi ha acquisito un know-how, una specializzazione,
una formazione, conosce a menadito quella che è la struttura della
provincia di Palermo se l'approvazione di questa norma li mette in
garanzia o se poi questa norma, alla fine, farà macelleria
sociale. Le dico con molta schiettezza che se questa norma deve
fare ancora una volta macelleria sociale noi non riteniamo che sia
né una buona legge né utile ai siciliani. La legge diventa utile
quando riesce ad avere un occhio ai massimi sistemi, come dice un
mio amico, però un occhio strabico alla pensione della zia
Pippina', il termine è questo in gergo siciliano ma credo che
racchiuda il significato del mio intervento.
Quindi, gradirei e auspico che possa rivedere la commissione il
parere su questo emendamento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'articolo 7 affronta un argomento importantissimo che credo che
sia di fondamentale importanza, quello del destino di tutti i
lavoratori che in questi anni, a vario titolo, sono stati assunti e
hanno svolto un ruolo importante nelle varie società assumendo
delle responsabilità ma nello stesso tempo acquisendo conoscenze,
competenze di straordinario valore.
La norma che era stata portata in commissione bilancio era
oggettivamente diversa. In commissione bilancio - ricorderà
l'assessore - abbiamo concordato questo testo, tuttavia da parte
dei lavoratori, dei rappresentanti del mondo del lavoro si è alzata
una unanime e corale protesta asserendo che le espressioni
sussistendone le condizioni e verificato il bisogno'
oggettivamente potrebbero mettere in discussione il futuro di
questi lavoratori. Quando parliamo di questi lavoratori non è che
parliamo solo di quelli di Siracusa e di Palermo. Parliamo di tutti
coloro i quali in questi anni, a vario titolo, sono stati
utilizzati. In pratica, signor Presidente, noi cosa vorremmo fare
con questo regime transitorio? Non ci vogliamo inventare
assolutamente una legge nuova perché è chiaro che è a tutti noto
che in materia di competenze che riguardano il mondo del lavoro la
Sicilia non ha alcuna competenza, l'unica cosa che noi chiediamo è
quella di applicare, così come mi sembra naturale, l'articolo 173
del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
Questo è l'inciso sussistendone le condizioni e verificato il
bisogno' data l'esperienza negativa che in questi ultimi tempi
abbiamo avuto, un'esperienza drammatica a Siracusa dove alcuni
sindaci hanno utilizzato la legge che questa Assemblea ha fatto per
emarginarne dal mondo del lavoro ben 60, proprio perché non
vorremmo che vi fosse ulteriore possibilità per chi amministra la
cosa pubblica di emarginare dei lavoratori, vorremmo che questo
inciso sussistendone le condizioni e verificato il bisogno'
venisse tolto.
Del resto, ripeto, è plausibile, immaginabile che un Parlamento
trovi difficoltà di fronte a dei deputati che chiedono
l'applicazione di una norma nazionale in tema del diritto del
lavoro, sapendo che da parte nostra non ci sono alcune competenze e
di conseguenza noi ci riferiamo esclusivamente alla legge voluta
dal legislatore nazionale.
Pertanto, il comma 4 dell'articolo 7, dove c'è scritto al
personale della società affidataria del servizio idrico integrato
che hanno cessato l'attività al 31 dicembre 2014, si applica quanto
previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo n. 152.
Non chiediamo null'altro che l'applicazione di una norma statale.
E' un fatto naturale, quasi banale, quasi non dovuto, ma proprio
perché nel passato questi lavoratori sono stati frutto di rapina da
parte di coloro i quali in quel momento hanno amministrato la cosa
pubblica, non ci sembra essere eccessivo chiedere l'applicazione di
una norma del diritto del lavoro.
Per questo motivo, invito il Governo e anche i componenti della
Commissione a dare parere favorevole su questo comma.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GREGO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
condividendo in pieno l'intervento dell'onorevole Vinciullo, alla
Commissione ed all'Aula vorrei fare presente che nell'accordo che è
stato fatto con l'Amap di Palermo per utilizzare tutto il personale
che era in servizio all'Ato di Palermo, forse c'è stata una svista,
infatti, vorrei attenzionare il problema di dieci operai che
svolgevano un mansione, quella del letturista, mansione molto
importante in un servizio idrico; ebbene, questo personale non è
stato attenzionato così come i duecento suoi colleghi. E' personale
a tempo indeterminato solo che l'Aps lo faceva tramite un'altra
società ma lavoravano dentro l'Ato idrico ed erano personale a
tempo indeterminato, quindi, chiedo l'attenzione della Commissione
e dell'Aula affinché anche questi operai abbiano la dovuta
attenzione come è stato fatto per tutti gli altri lavoratori.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato a firma degli onorevoli Vinciullo ed altri, è un
emendamento che sollecita la mia attenzione, visto che ho dovuto
occuparmi, insieme ai colleghi della Commissione, di questa vicenda
del personale e, devo dire, così com'era stato formulato dalla IV
Commissione, l'emendamento, il comma aveva un'impostazione molto
lineare che, però, andando in Commissione Bilancio, ci è ritornata
con questa parentesi, con queste due clausole, di cui abbiamo
dovuto prendere atto perché proprio la Commissione Bilancio,
presieduta dall'onorevole Vinciullo, ci aveva convinto che quelle
era la modalità attraverso la quale, peraltro con il supporto degli
Uffici, il tema della sicurezza, della rassicurazione da dare al
personale delle società affidatarie che avevano concluso i loro
lavori al dicembre 2014 poteva essere riconosciuto.
Ora, se invece così non è, nel senso che il Presidente della
Commissione Bilancio ha argomenti forti da portare in Aula per la
modifica di questo articolo, con l'accoglimento di questo
emendamento, non so, non posso fare altro che dargli ragione, cioè
per me la novità questa sera è questa: l'emendamento presentato fa
tornare il testo alla formulazione antica, quindi, per quanto mi
riguarda, mi dichiaro favorevole all'emendamento presentato dai
colleghi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'Assessore per l'energia per un approfondimento. L'articolo 173
del decreto legislativo disciplina il passaggio dal soggetto
pubblico, eventualmente, in caso di appalto, al soggetto privato.
Mi pare che com'è impostato qui questo articolo ci sia, invece, un
processo assolutamente diverso.
Credo che questa norma, così com'è formulata, di fatto, non
consenta di raggiungere l'obiettivo che, mi pare, sia venuto fuori
dal dibattito.
Vorrei, quindi, rimettere all'Assessore questa valutazione perché
conoscendo bene le situazioni della provincia di Palermo e di
Siracusa, possa approfondire questo comma ed eventualmente
presentare un subemendamento perché, così com'è formulato, credo
che disciplinerebbe un'altra cosa.
PRESIDENTE. Ci sono stati diversi interventi sull'emendamento
7.22. La Commissione mantiene il parere negativo?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, il
parere della Commissione è negativo a maggioranza, nel senso che,
comunque, la norma è stata strutturata anche alla luce delle
osservazioni che sono emerse dal Servizio Studi sulle quali, poi,
la Commissione Bilancio si è determinata in un modo e la IV
Commissione Ambiente e Territorio ha dato seguito a quelle
determinazioni.
Se il Presidente della Commissione Bilancio adesso verifica che,
in realtà, quelle modifiche erano sbagliate o comunque ultronee, è
chiaro che la Commissione si rimette a questa decisione. Però, il
testo esitato è il frutto di un lavoro che è stato condotto alla
luce delle osservazioni della Commissione Bilancio.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, lei è il Presidente della
Commissione, in questo momento, quindi, non penso che parlava a
titolo personale, dobbiamo seguire un filo logico nel ragionamento,
altrimenti.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 7.22.
Comunico che c'è un parere contrario a maggioranza. Il parere del
Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ALONGI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 7.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 7.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 13
Astenuti 20
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri che prevede la soppressione del comma 5. C'è un emendamento
dell'onorevole Cracolici di identico contenuto. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
Si passa all'emendamento XX. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.12, a firma degli onorevoli Greco G. e
Di Mauro. Lo dichiaro assorbito.
Si passa all'emendamento 7.5, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
Onorevole Di Mauro lo mantiene?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
Si passa all'emendamento XX. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che gli emendamenti 7.21, a firma degli onorevoli
Assenza e Falcone; 7.13, a firma degli onorevoli Greco Giovanni e
Di Mauro; 7.23, a firma degli onorevoli D'Asero e Fontana; 7.26, a
firma dell'onorevole Alloro e 7.29, a firma degli onorevoli Falcone
ed altri sono assorbiti. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.6, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti 7.14, a firma
degli onorevoli Greco Giovanni e Di Mauro e 7.30, a firma degli
onorevoli Falcone ed altri sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 7.7, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Sulla soppressione del
comma 8, il parere è favorevole perché è diventato pleonastico alla
luce delle modifiche all'articolo 6.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 7.15, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni e Di Mauro; 7.18 a firma degli onorevoli Cani ed altri e
7.31, a firma degli onorevoli Falcone ed altri, sono preclusi.
Si passa all'emendamento 7.1, a firma degli onorevoli Cascio
Salvatore, Lentini, Lantieri, Currenti e Coltraro, di identico
contenuto dell'emendamento 7.20, a firma degli onorevoli Cani ed
altri.
Comunico che sono stati presentati i subemendamenti 7.1.1, a firma
degli onorevoli Cascio Salvatore ed altri, 7.20.1, a firma degli
onorevoli Cani ed altri e 7.1.1.1, a firma degli onorevoli La Rocca
Ruvolo ed altri.
BARBAGALLO, relatore. Siamo contrari.
PRESIDENTE. Ma siete contrari a cosa, onorevole Barbagallo, se
stanno ancora presentando subemendamenti e gli uffici li devono
verificare.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 7.20.1 è precluso; l'emendamento
7.1.1.1 è la riscrittura del 7.1.1.
Onorevole Cascio Salvatore, ritira l'emendamento 7.1.1?
CASCIO SALVATORE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole La Rocca, mantiene l'emendamento 7.1.1.1?
LA ROCCA RUVOLO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Allora, la discussione si apre sull'emendamento
7.1.1.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una cosa
perché non vorrei che qui ci confondessimo tutti. Mi pare, e chi vi
parla si è esposto in questo senso, che la battaglia per l'acqua
pubblica sia una battaglia senza se e senza ma.
Ma altra cosa - vorrei che mi ascoltassero soprattutto i colleghi
che hanno firmato l'emendamento - è che la battaglia diventi
perché ogni comune si faccia la gestione diretta, questo è
inaccettabile e devo dire che è contro anche il Codice civile
perché qui, con questa norma, stiamo prevedendo, che i comuni che
hanno già un soggetto utilizzatore affidatario attraverso procedure
più o meno discutibili, invece di revocare laddove ci siano, ad
esempio, violazioni contrattuali, non sono stati fatti gli
opportuni investimenti e, quindi, fare gli atti di revoca previsti
dal Codice civile, qui si decide che ogni comune possa,
unilateralmente, una volta approvata la legge, uscire dalla
gestione di ambito ed avere l'affidamento diretto o come, se ho
capito bene questo subemendamento, transitare ad un consorzio.
Vorrei ricordare che per una procedura del genere ci sono danni a
carico dei comuni, cioè stiamo stabilendo con una norma che i
comuni diventeranno sicuramente soggetto perdente di fronte a
qualunque controversia giudiziaria tra il soggetto utilizzatore
gestore ed il comune stesso.
A me sembra una pazzia questa norma Una cosa è come abbiamo
provato a disciplinare i comuni che non sono in atto nella gestione
di ATO, altra cosa è che con questa legge, dove abbiamo discusse se
dovevamo fare 5 o dovevamo farne 7, alla fine abbiamo votato per 9
ambiti territoriali, di fatto, proponiamo un sistema dove ci
saranno 380 gestori distinti. A me pare una pazzia
Ecco perché chiedo ai colleghi di ritirare questi emendamenti; non
vorrei che caricassimo questa legge di norme che rasentano il
ridicolo per farci, non impugnare un articolo, ma per farci
impugnare l'intera legge. Non vorrei che questa sia la finalità.
Ecco perché, qualora i colleghi non dovessero ritirare questa
norma, personalmente, voterò contro questo emendamento.
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, al comma 5 dell'articolo
6 abbiamo previsto per i comuni di cui all'articolo 1, comma 6,
della legge regionale n. 2/2013, la facoltà di attivare già il
subambito, quindi, questa proroga che state chiedendo, ora, con
l'emendamento 7.1.1.1, rientra già in quella previsione; è inutile
aggravare il procedimento normativo con un altro procedimento.
È la stessa categoria di comuni a cui già l'Assemblea ha
riconosciuto una facoltà importante.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, intervengo prima di tutto
perché sono firmatario dell'emendamento e voglio tranquillizzare
l'onorevole Cracolici che, personalmente, non ho intenzione di
ritirarlo.
E non ho intenzione di ritirarlo per un semplice fatto, onorevole
Cracolici, perché credo in questa legge e penso che questo
emendamento segni uno spartiacque tra chi vuole fare una legge per
tutti i siciliani e chi non la vuole fare per tutti i siciliani.
Abbiamo fatto di tutto negli articoli precedenti per
disincentivare il privato e ci siamo riusciti; abbiamo messo
penali, abbiamo messo di tutto. Ora, questo emendamento interviene
su quei comuni che sono afferenti di un ambito territoriale
ottimale e presso i quali non si è venuto a realizzare la gestione
unitaria, cioè vi è un ambito nella nostra Regione siciliana in cui
su un determinato numero di comuni alcuni hanno consegnato le reti
ed altri non hanno consegnato le reti.
Questo cosa determina? Determina che comuni con gli stessi
servizi, limitrofi e viciniori, hanno due gestioni, e queste due
gestioni corrispondono a due tariffe completamente diverse, e vi
sono comuni che pagano 3 o 4 volte il prezzo dell'acqua rispetto ad
altri.
Questo emendamento non fa altro che essere una sorta di opt-out,
cioè una sorta di piano di fuoriuscita di quei comuni che, pur
essendo nello stesso ambito e dato che le economie di scala non si
sono verificate, perché ricordo all'onorevole Cracolici che
l'ambito territoriale ottimale aveva un suo scopo per ridurre i
costi, per abbassare i costi, per fare un ragionamento su più
comuni ed ora su questi comuni gravano i costi di gestione di tutto
l'ambito territoriale ottimale ed una tariffa maggiorata rispetto
ad altre.
Allora, questo emendamento dà la possibilità a questi comuni, che
sono in queste condizioni, che hanno consegnato le reti, di potere
gestire al pari del famoso emendamento che abbiamo votato l'altro
giorno, il 6.52 - ed io l'ho votato convintamente -, perché
onorevole Cracolici, le ricordo che il 6.52 che riguarda alcuni
comuni per la gestione diretta delle reti, che abbiamo votato, è
più ampio rispetto al comma 8 del testo, perché il comma 8 del
testo, dell'articolo 7, prevedeva la gestione fino a quando non si
formavano i nuovi ambiti, mentre in questo non c'è un tempo, col
6.52, quindi, siamo andati oltre.
Per fare chiarezza e per fare giustizia, credo che sia necessario
che questo emendamento passi, d'altronde, informalmente, ho avuto
rassicurazioni dal Presidente della Regione - che vedo qua presente
e me ne compiaccio - che sarebbe stato favorevole ad un emendamento
del genere.
Il presidente Crocetta si contraddistingue per alcuni tratti: non
ha alcun interesse se questa legge viene dichiarata
incostituzionale, perché l'ha dichiarato ed io sono d'accordo con
lui, perché poi dobbiamo vedere dove sta l'incostituzionalità e,
quindi, in base a tutto ciò che ha detto il presidente Crocetta, in
base al fatto che vuole sostenere questi comuni, non questo
emendamento, vuole andare incontro a questi comuni, sono fiducioso
che anche la Commissione ne terrà conto perché fa giustizia ed
equità a tanti siciliani.
PRESIDENTE. Invito la Commissione a riflettere sulla soppressione
del comma già avvenuto con gli effetti.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo
agganciati all'emendamento 7.1. L'abbiamo cambiato solo
nell'ultima parte laddove dice: possono procedere a gestione
diretta del servizio secondo le previsioni come previsto
dall'articolo 1, comma 6 della legge regionale del 2013, n. 2.
Cioè come avviene per quei comuni, può avvenire la stessa cosa per
gli altri, quindi il resto dell'emendamento rimane tale e quale.
Non è per quelli che non hanno consegnato le reti, è per quelli che
le hanno consegnate. L'emendamento rimane, quindi, identico,
abbiamo cambiato la parte finale.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Pur confidando sulla bontà
dell'emendamento sul quale non c'è alcun dubbio, il discorso è
questo: abbiamo fatto una scelta al comma 5, all'articolo 6, cioè
abbiamo previsto la possibilità della gestione diretta solo in tre
ipotesi, cioè quella del decreto 136, lo sblocco Italia, cioè i
comuni montani con popolazione al di sotto dei 1.000 abitanti, le
Isole minori e la terza ipotesi è quella dei famosi comuni
ribelli della legge 2/2013.
E' chiaro che in questo modo, con questo emendamento che sosteneva
la collega La Rocca, andiamo ad allargare ancora di più questa
maglia. Non che sia contrario nel merito, ma il discorso è che
l'Aula, la Commissione ed il Governo, fino ad oggi, si sono
determinati su una linea, cioè quella di mantenere questa deroga
in queste tre ipotesi, votando a favore di questo emendamento si
crea una quarta ipotesi in deroga .
E' importante capire questo passaggio, a questo punto quello che
diceva il collega Cracolici, cioè dobbiamo muoverci all'interno di
parametri legislativi che sono quelli del decreto legge 133, in
questo modo siamo riusciti a ricucire le maglie con l'emendamento
al comma 5, così torniamo di nuovo ad essere oltre il limite di
quel parametro stabilito dalla normativa nazionale. Questo l'Aula
deve averlo abbastanza chiaro perché ci stiamo muovendo di nuovo in
un ambito che è quasi al limite, se non oltre la decisione presa
dal legislatore nazionale nel 2014.
Detto ciò la Commissione ha votato un testo di legge all'interno
del quale individua tre ipotesi derogatorie che sono quelle del
comma 5, quindi, possiamo rimetterci all'Aula per la questione di
merito ma, a livello procedurale, il parere non può che essere
contrario a maggioranza proprio perché la Commissione si è
determinata in quelle tre ipotesi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo sottoscritto
l'emendamento 7.1.1 che alcuni colleghi hanno ritirato perché
ritengono più chiaro l'emendamento 7.1.1.1. Ritengo che il tema che
si va a trattare sia di importanza fondamentale se di fatto questa
legge vuole rappresentare una normativa vera in tema di disciplina
in materia di risorse idriche, così come è richiamata nel testo.
Cosa diversa, invece, se questa legge, come bene segnalava il
presidente Trizzino, vuole soltanto affrontare alcune peculiarità
che sono richiamate dalla normativa nazionale o anche alcune
situazioni che si sono venute a verificare per sindaci ribelli o
sindaci coraggiosi che prima dell'Assemblea hanno, di fatto,
attuato un percorso di attenzione rispetto alla volontà di rendere
l'acqua un servizio pubblico e non come tanti altri comuni hanno
realizzato.
Quindi, ritengo che questo sia un articolo che qualifica la legge
perché dà la possibilità, realmente, di richiamare il principio
dell'articolo 3 della Costituzione, che la legge è uguale per tutti
ed a tutti deve poter essere garantita pari opportunità
E non è corretto che un'Amministrazione comunale si trovi
vincolata rispetto ad un determinato percorso rispetto ad altra
Amministrazione comunale che oggi, invece, grazie a questo nostro
disegno di legge, trova una via d'uscita ed un modo più innovativo
nella gestione del sistema idrico.
Allora, ritengo che sia necessario far in modo che la Commissione,
all'unanimità, dia il parere favorevole a questo articolo, perché
questo articolo vuole dare alle amministrazioni siciliane la
possibilità di scegliere rispetto al sistema idrico, creando le
condizioni anche di concorrenzialità tra il sistema pubblico ed il
sistema privato.
Nel caso in specie, ritengo che l'articolo 7, emendato con il
subemendamento non sia, come richiamato dall'onorevole Cracolici,
un problema attinente al Codice civile perché non stiamo, di fatto,
rescindendo un contratto, così come alcune amministrazioni hanno
fatto. Noi vogliamo poter dare l'opportunità alle amministrazioni
comunali di avere anche questa strada, questa via d'uscita,
indipendentemente dal non avere rispettato alcune clausole
contrattuali; alcune di quelle cause contrattuali che, molte volte,
sono anche clausole vessatorie.
Ritengo, quindi, che il voto su questo emendamento sia un voto
favorevole per un ragionamento semplice: questa legge deve poter
essere una legge generale ed astratta che dà un'opportunità a tutte
le amministrazioni siciliane, perché la stessa opportunità deve
essere data a tutti i siciliani, non soltanto ad alcuni siciliani
che vivono in alcune amministrazioni che sono state più coraggiose
rispetto ad altre che hanno eseguito le disposizioni di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo un
attimo per fare chiarezza, perché abbiamo sentito una serie di
interventi che hanno creato soltanto confusione, rispetto a quello
che è l'emendamento 7.1, presentato dai colleghi Cascio, Lentini,
Lantieri, Correnti e Coltraro.
Qui, si tratta di un procedimento che rientra nelle norme
transitorie perché, di fatto, stiamo parlando di tutti quei comuni
che rientrano in un bacino d'ambito in cui non si è concretizzata
l'unità di gestione, non ci sono molti casi. Io faccio il caso
della provincia di Agrigento, dove abbiamo 43 comuni, di cui 16 non
hanno consegnato le reti al gestore, 26 non hanno le reti e 17 si
trovano a non aver consegnato le reti, legittimati dalla legge
regionale 2 del 2013. Quindi, si chiede, nelle more
dell'applicazione di questa legge, che quei comuni abbiano la
stessa facoltà di quelli legittimati dalla legge 2 del 2013.
Lo abbiamo fatto con questo emendamento, abbiamo presentato dei
subemendamenti che si rifanno alla soppressione del comma 8,
quindi, per sopperire alla soppressione del comma 8, rimaniamo
fermi sulle attribuzioni previste dalla legge 2 del 2013.
Comunque, voglio chiarire che si tratta di norme transitorie e che
non si tratta di applicazione del comma 5 o dell'articolo 5, delle
forme di gestione previste successivamente all'affidamento del
servizio. Qui stiamo parlando di norme transitorie che entreranno
in funzione fino a quando non verrà affidato definitivamente il
servizio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questo subemendamento 7.1.1.1 che è stato presentato, come primo
firmatario, dall'onorevole La Rocca Ruvolo, chiederei ai colleghi
di ritirarlo e tornare al nostro emendamento, cioè quello a firma
Cascio Salvatore, Fontana, perché questo creerà sicuramente
ulteriori problemi con profili, certamente, di incostituzionalità.
Pertanto, è giusto che noi diamo la possibilità a tutti i comuni
di avere le stesse opportunità rispetto a coloro i quali hanno
consegnato le reti, perché sarebbe veramente assurdo che noi diamo
la possibilità a coloro i quali le reti non le hanno consegnate di
potere fare una gestione privata e coloro i quali, invece, hanno
regolarmente consegnato le reti, li priviamo di questa opportunità.
Mi sembra di tornare ai tempi dei piani di recupero quando
recuperavamo le aree e, quindi, i proprietari di quelle aree che,
in ottemperanza alla legge, non avevano costruito, allora veniva
espropriata l'area a favore di chi, invece, abusivamente aveva
costruito.
Queste cose vanno veramente fuori da ogni logica.
Quindi, onestamente, chiederei se è possibile tornare al nostro
emendamento, al nostro subemendamento, firmato anche dall'onorevole
Cimino e mi sembra che anche lui fosse dello stesso parere, come
l'onorevole Cascio, tornare al nostro emendamento per non creare
ulteriori problemi e poi, magari, incorrere in problemi di
incostituzionalità.
PRESIDENTE. Scusate, sono questioni di carattere tecnico che hanno
effetti non secondari, cioè se votiamo in un modo o nell'altro.
Gradirei sapere dalla Commissione se c'è bisogno di fermarci un
momento.
TRIZZINO, presidente della Commissione. No, abbiamo capito la
linea.
PRESIDENTE. Va Bene. All'emendamento 7.1 è stato presentato un
subemendamento 7.1.1, a firma degli onorevoli Cascio Salvatore,
Lentini, Lantieri e Currenti. E' stato presentato un subemendamento
7.1.1.1, a firma degli onorevoli La Rocca Ruvolo, Mangiacavallo,
Cani e Cascio.
Onorevole Mangiacavallo , lei ha firmato questo emendamento?
MANGIACAVALLO. Sì.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Noi ritiriamo tutti i subemendamenti, lasciamo il
7.1 e votiamo per appello nominale il 7.1.
PRESIDENTE. E' stato ritirato il 7.1.1.1. L'Assemblea ne prende
atto.
Abbiamo un riferimento al comma 8 nel subemendamento che resiste
per cui invito la Commissione, d'intesa con i presentatori, a
riscriverlo magari richiamando il comma 8, perché proceduralmente
l'abbiamo già soppresso. E nel subemendamento si fa riferimento ad
un comma già soppresso. Ci fermiamo trenta secondi, lo riscriviamo
anche sotto forma di riscrittura complessiva anche se dobbiamo
richiamare quello già soppresso e si vota definitivamente.
TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione aveva già
espresso il parere contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, lei aveva fatto un appello ai
presentatori del subemendamento 7.1.1.1. Il richiamo al 7.1.1,
quello presentato da lei e dall'onorevole Cimino, non è più valido
in quanto già abbiamo soppresso il comma 8, per cui sto facendo un
invito: considerando che sembra ci sia una condivisione...
Cortesemente, i presentatori con la Commissione, riscrivete il
subemendamento.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 17.40)
La seduta è ripresa.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione mantiene il
parere che ha espresso prima, cioè contrario a maggioranza, però,
il firmatario
PRESIDENTE. Mi scusi, forse non ci siamo intesi: il problema non è
il parere della Commissione, in questo momento. Il problema era di
rendere omogeneo il subemendamento, e l'emendamento aggiuntivo, nel
contesto di quello che noi abbiamo approvato.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Il problema non è
superabile perché, è chiaro, che in questo modo si ha un'ulteriore
ipotesi rispetto alle tre ipotesi che abbiamo contemplato al comma
5. Il problema, quindi, per la Commissione, alla luce dei lavori
che sono stati svolti, non è superabile.
PRESIDENTE. Siccome ho sentito i presentatori vediamo se ho
compreso bene o male.
Onorevole Cascio, onorevole La Rocca Ruvolo, onorevole Cimino,
Lantieri, Fontana, noi ritiriamo tutti i subemendamenti ad
eccezione del 7.1.1. No?
Se non siete d'accordo neanche tra di voi, dopo averlo presentato?
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, non le posso dare la parola. Ho
sospeso per spiegarlo. Abbiamo seguito il percorso indicato
dall'onorevole Fontana che invitava i presentatori a ritirare tutti
quelli successivi, per renderlo più omogeneo e compatibile con il
7.1
Scusate, siccome questo è stato ritualmente presentato da parte
dell'onorevole Salvatore Cascio, primo firmatario e gli altri erano
d'accordo, il parere della Commissione sull'emendamento 7.1.1?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 7.1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento 7.1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 32
Contrari 18
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Pongo in votazione l'emendamento 7.1, così come subemendato. Il
parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento 7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti................... 50
Votanti.................... 50
Maggioranza................ 26
Favorevoli................. 32
Contrari................... 17
Astenuti................... 1
(L'Assemblea approva)
Gli emendamenti 7.2 e 7.19 sono trasferiti all'articolo 13 che
riguarda le tariffe.
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vi invito a non presentare subemendamenti su
subemendamenti. E' un lavoro che diventa, oggettivamente,
impossibile svolgere con una certa serenità.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Gestione del sistema acquedottistico della Sicilia e del
relativo servizio di erogazione di acqua per uso
idropotabile
1. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Autorità di cui all'articolo 2 valuta la
sussistenza dei presupposti per l'eventuale esercizio del diritto
di recesso dalla Convenzione con Siciliacque S.p.A. ed in ogni caso
avvia le procedure per la revisione della stessa al fine di
allinearla ai principi generali dell'ordinamento giuridico statale
e comunitario diretti a garantire la possibilità di accesso,
secondo criteri di solidarietà, all'acqua in quanto bene pubblico
primario, nel rispetto dei principi di sussidiarietà,
differenziazione ed adeguatezza, nonché alle direttive emanate
dall'Autorità nazionale per l'energia elettrica ed il gas».
Comunico che sono stati presentati emendamenti soppressivi e uno
sostitutivo dell'onorevole Cracolici: l'8.3 degli onorevoli
Cordaro, Grasso ed altri, l'8.1 degli onorevoli Greco Giovanni e Di
Mauro, l'8.2 degli onorevoli Turano e Miccichè, l'8.4 degli
onorevoli Cordaro, Grasso ed altri.
Onorevole Grasso, mantiene l'emendamento 8.3 o lo ritira?
GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Di Mauro, mantiene o ritira l'emendamento 8.1?
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Turano, mantiene o ritira l'emendamento 8.2?
Dobbiamo votare l'8.5, a firma dell'onorevole Cracolici. Se passa
l'8.5 vengono assorbiti gli altri.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'articolo 8.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, leggendo l'articolo 8 credo che si
voglia, da parte del Parlamento, sollecitare una iniziativa per far
venire meno un contratto. Non sto qui a discutere di questa
iniziativa, ovviamente politica e legislativa, operata dalla
commissione perché tanti sono i discorsi che si sono fatti attorno
a Siciliacque. Credo che ci siano anche delle condizioni capestro
per la Regione siciliana. Però, mi sembrerebbe opportuno non fare
queste cose con una norma di legge perché ha il sapore - se me lo
consente, signor Presidente - soltanto delle minacce nei confronti
di Siciliacque perché una rivisitazione del contratto o rescissione
di un contratto, certamente, non può farla questo Parlamento perché
si tratta di un procedimento di natura civilistica che appartiene
ad un settore delicato che è il cosiddetto diritto societario
rispetto al quale nulla può incidere questo Parlamento.
Adoperarsi per una norma di questo tipo che vuole dare
un'indicazione, credo che basti un indirizzo del Governo se ci sono
le condizioni, se, per esempio, oggi il Governo ci illustra una
serie di inadempienze da parte di Siciliacque o una serie di
pregiudizi dettagliati dai quali scaturisce un forte interesse
della Regione a fare venire meno un iter di questo tipo.
Questa norma non ha - mi si consenta, -alcun valore giuridico e
approvarla così, su due piedi, senza che ci sia una relazione
approfondita su un argomento così importante, credo che si rischi,
da parte di questo Parlamento, di operare uno scivolone. Uno
scivolone non perché da questa norma chissà cosa possa scaturire in
ordine alla procedura contrattuale rispetto a Siciliacque, ma
perché non ha alcun valore giuridico. E, allora, delle due l'una: o
si fa un dibattito forte in questo Parlamento ed il Governo ci
informa su quelle che sono le inadempienze, su quelle che sono le
procedure contrattuali non rispettate, su quelli che sono i danni
arrecati alla Regione siciliana e, quindi, ai cittadini su un tema
così importante che è l'acqua pubblica oppure noi stiamo scherzando
e stiamo lanciando delle minacce attraverso una norma di legge per
fare capire che siamo fortemente interessati a sciogliere un
contratto, ammesso che si possa fare e ammesso che nel canale non
siano talmente consistenti, mi fanno sapere in ordine a questa cosa
e, per cui, questa norma non produce efficacia.
Allora, vorrei essere molto cauto su questa norma nel senso che
tutti quanti sappiamo qual è il costo in questo momento dell'acqua
che ci vende Siciliacque. Non so se le procedure allora sono state
eseguite a regola d'arte, non so quali sono i costi, non c'è una
relazione in questo senso da parte del Governo che ci illustri
quali sono i motivi per cui noi dovremmo procedere ad un'inversione
di tendenza rispetto a procedure contrattuali. Se così è qualcuno
ce le dica o, altrimenti, questo iter, così com'è lanciato, in
questo dispositivo legislativo, mi pare che sia qualche cosa
formulata così in maniera generica, improvvida.
Sono pronto a ritornare indietro sulla mia opinione qualora ci
siano delle argomentazioni che dal dibattito dovessero venire
fuori, tali da giustificare un indirizzo così forte del Parlamento
che, ripeto, a mio parere non è nemmeno necessaria perché è una
materia di natura contrattuale che la Regione, se ci sono le
condizioni, può benissimo attivare. Grazie.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente
sull'emendamento 8.5 dell'onorevole Cracolici, noi riteniamo di
dovere esprimere tutta la nostra contrarietà se non altro perché
con questo emendamento si assegnano delle funzioni al Presidente
della Regione che non sono propri di un organo politico. Noi
proprio sappiamo che c'è la differenziazione dei ruoli delle
competenze fra l'organo gestionale che sono gli Uffici, la parte
burocratica, per intenderci, l'ammistrazione regionale,
eventualmente, e l'organo politico che sono, invece, coloro che
hanno la responsabilità di governo. Con questo emendamento noi, al
di là, non entro nel merito che sembrerebbe un emendamento quasi
persecutorio nei confronti di Siciliacque, quasi proprio a volere
verificare cosa stesse facendo, bene, ma questo sarebbe in coerenza
se rimanesse eventualmente, o fosse rimasto in vista, l'articolo 2,
cioè se c'era o no l'autorità di gestione in capo al Presidente,
con a capo il Presidente della Regione, e, allora, magari facendo
una forzatura, questo emendamento si inseriva e si impiantava in
quella logica, in quella filosofia eventualmente, ma nel momento in
cui è venuta meno quella filosofia, stiamo dando, stiamo
attribuendo al Presidente della Regione delle competenze ultra
petita . Noi siamo fermamente contrari per cui voteremo no contro
questo emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei
precisare che non c'è nessun intento persecutorio, semplicemente
una riscrittura con una precisazione dell'articolo 8 che era
contenuta nel testo approvato dalla Commissione.
Lo dico all'onorevole Falcone, perché non vorrei che si sentisse
ancora l'ultimo dei giapponesi che combattere una guerra quando la
guerra è finita.
Onorevole Falcone, lei spesso muove i suoi giudizi più su un dato
ideologico che non su un dato di contenuto di merito.
E andiamo al contenuto di merito: perché il Presidente della
Regione?
Perché è il Presidente della Regione che ha sottoscritto nel 2004
l'affidamento a Siciliacque, quindi lo stesso soggetto nella
qualità istituzionale del 2004,- ricordo che esiste una norma
varata da questo Parlamento nella scorsa legislatura che prevede la
verifica delle condizioni di affidamento del servizio idrico e la
verifica che qualora ci fossero state violazioni o non rispetto
delle convenzioni in essere, l'amministrazione poteva recedere
unilateralmente anche i rapporti in essere. Norma che non ha mai
avuto attuazione, quindi qui che cosa si dice? Nessuna
persecuzione, intanto si verifichi lo stato dei rapporti in essere,
visto che dal 2004 ad oggi il sistema, sostanzialmente, si è retto
su una unilateralità del soggetto affidatario. Secondo, si dice che
qualora vi sia, rispetto al crono programma della convenzione, un
piano investimenti che non ha rispettato o per intero o in parte il
crono programma investimenti si riduca - per la percentuale di non
rispetto del crono programma investimenti - la quota di tariffa,
cioè se tu hai applicato solo il 40 per cento del crono programma
che avevi sottoscritto e il 60 per cento no, io ti ho fatto una
tariffa sulla base di quel crono programma, se tu non l'hai
rispettato, ti riduco la tariffa che tu applichi agli ATO, perché
ricordo che è la tariffa che viene applicata agli ATO ed ai Comuni,
quindi è l'acqua che pagano i siciliani. Quindi se tu da questo
punto di vista non hai rispettato il crono programma investimenti
che avevi sottoscritto, l'Amministrazione autorizza - perché
ricordo che la tariffa è in convenzione, non è una tariffa che è
fissata dall'autorità, in questo caso la tariffa è in convenzione
legata al piano di investimenti varato nel 2004.
Io qui non sto entrando nel merito della concessione
quarantennale, di tutto quello che c'è dietro questa storia di
Siciliacque, perché anche qui per le stesse ragioni per cui ho
dichiarato il mio voto contrario poco fa sarei oggi in
contraddizione se dicessi qui in sede legislativa di modificare ciò
che civilisticamente è stato sottoscritto all'atto della
concessione.
Altra cosa è verificare lo stato di quella convenzione ed assumere
gli adempimenti conseguenti, sulla base di un rapporto che tra le
parti ci può essere l'istituto dell'arbitrato, ci possono essere
meccanismi più disparati. Ma una cosa è certa: bisogna tutelare
l'interesse pubblico, ovvero che non è che nel 2004 si è stabilita
una tariffa per fare degli investimenti, non si sono fatti gli
investimenti o si sono fatti in parte e la tariffa rimane la
stessa.
Io su questo credo che l'Aula, per un atto di igiene della
Pubblica Amministrazione, debba tutelare l'interesse pubblico e
meno l'interesse, in questo caso, di una società che ancorché
partecipata anche dalla Regione è una società che, comunque,
persegue interessi privatistici e non interessi generali astratti
come quelli che con questa legge vogliamo tutelare.
Ecco perché io chiedo di approvare l'emendamento 8.5 che riscrive
l'articolo 8 che era uscito dalla stessa Commissione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fornire
di qualche dato in più l'Aula e i colleghi deputati rispetto alla
vicenda Siciliacque.
Siciliacque è un'azienda formata dal 75 per cento da titoli
privati e dal 25 per cento con la Regione siciliana.
Nel 2004, ha ragione il collega Cracolici, si stipula una
convenzione dove si stabilisce che devono impiegare, durante
l'anno, un po' di investimenti quindi dei soldini che serviranno
per la rete idrica e altro.
Considerate che in questi 10 anni non hanno speso, non hanno
superato il 30 per cento degli investimenti promessi, ecco perché
ho condiviso, tant'è che ho firmato l'emendamento a firma
dell'onorevole Cracolici, l'8.5.
Poi, voglio dire una cosa: sapete quanto Siciliacque compra al
metro cubo l'acqua al Consorzio di bonifica di Palermo? Attinge
dalla diga Garcia nella provincia di Palermo, la compra 5
centesimi, 5 centesimi al metro cubo. Sapete a quanto la rivende?
La rivende da 79 a 98 centesimi metro cubo. Sapete quanto guadagna
il deputato? Ha uno stipendio di 8.300 euro al mese. Sapete quanto
vengono pagati i consulenti di Siciliacque? Vengono pagati più di
10.000 euro al mese.
Ora, io voglio dire al Governo di attenzionare questa vicenda e di
mandarli a casa perché noi dobbiamo ricomprare quel 75 per cento
che è stato tolto all'Isola
Ora che noi stiamo approvando, finalmente, un disegno di legge
che dà una direttiva seria per dare una spartizione seria di acqua
pubblica è venduta ad una cifra modica per aiutare le persone, in
generale, sia i contadini sia i comuni che chiedono di essere
gestiti.
Quindi, Presidente, io chiedo che questa azienda venga ricomprata
e cacciata, dobbiamo rescindere immediatamente il contratto.
L'acqua da 5 centesimi la rivendono a 98 centesimi al metro cubo,
pensate che dalla diga Garcia vengono attinti ogni anno 10 milioni
di metri cubi d'acqua.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
presentato un emendamento che, secondo me, dà un senso ed evita di
esporre anche la Regione a contenziosi. Perché? In linea di
principio quello che sosteneva l'onorevole Cracolici è corretto,
il Presidente della Regione ha sottoscritto la convenzione, però
c'è una sorta di invasione. In che senso? Se la convenzione
originaria prevedeva sanzioni, clausole rescissorie, tutto questo
si rimanda al Codice civile e mi chiedo per quale motivo fin qui
non è stato fatto nella duplice considerazione che la Regione è
socio di minoranza, la Regione ha il controllo e la vigilanza ed
esprime anche il Presidente.
Quindi, la Regione nell'ipotesi che, visto quanto ha sostenuto
l'onorevole Lentini, se ci sono state una serie di inadempienze
gravi, la Regione che aveva tutta la facoltà di intervenire, non
l'abbia fatto e noi oggi stiamo demandando al Presidente la
possibilità di verificare eventuali inadempienze.
Io non conosco le vicende di Siciliacque, ma mi pongo, e pongo
agli uffici, un problema di verifica di incostituzionalità. Perché?
Perché, ripeto, Siciliacque ha vinto e si è aggiudicata una gara di
40 o 30 anni non so quanto, possiamo arrivare noi così a gamba
tesa, possiamo prevedere una rescissione?
E la mia preoccupazione qual è? La mia preoccupazione è che ci
siano richieste di indennizzo paurose che poi ricadono, e che hanno
refluenze negative, sui cittadini.
Ricordo a me stessa quando, nel 2005, l'allora Ministro Di Pietro
voleva rescindere nei contratti delle autostrade, si è formata una
giurisprudenza comunitaria che ha impedito ciò.
Ora, io questo rassegno agli uffici: la nostra riscrittura, la
riscrittura dell'articolo 8 proposta dal nostro Gruppo che cosa
consentiva? Che cosa prevede? Che si siedano la Regione, il socio
privato e il socio di maggioranza attorno ad un tavolo e che
trovino e che verifichino inadempienze, eventuali aumenti, tariffe
ingiustificate e che, eventualmente, in ipotesi di paventati
risarcimenti richiesti da Siciliacque si possa trovare, attraverso
sistemi - che possono essere arbitrati, che possono essere la
rimodulazione degli accordi -, appunto degli accordi nuovi che
portino la tariffa a quanto la prevede, non sic et simpliciter noi
con legge, ma l'autorità di gestione a cui è demandato il calcolo
della tariffa.
Quindi, ritengo che la nostra formulazione sia una formulazione di
buon senso, perché noi stiamo demandando dei compiti al Presidente
della Regione, che la Regione già avrebbe dovuto, in questa sede e
prima dell'approvazione di questa norma, verificare e, se ci
fossero state gravi inadempienze, rescindere dal contratto perché
ha omesso di controllare e di vigilare e, quindi, rivedere le
clausole contrattuali della convenzione del 2004.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
questo emendamento è grave.
È grave perché ogni volta che si dà un senso all'agire politico,
dovrebbe essere la conseguenza del programma con il quale ci siamo
presentati ai cittadini: l'acqua pubblica.
L'acqua pubblica attraverso cosa passa, però? Alla possibilità,
non che il liquido, ma che le condutture, attraverso le quali quel
liquido arriva nella casa dei cittadini, debba in qualche modo
essere di pubblica gestione.
L'articolo 8 così com'è formulato, non dice che con legge, perché
saremmo degli stupidi a volerlo fare, non si potrebbe fare, non
diciamo che con legge vogliamo rescindere un contratto, ma diamo
mandato - nella prima stesura all'autorità di cui all'articolo 2
che non esiste più, dovremo individuare chi lo dovrà fare - a
questo soggetto di verificare le clausole di rescissione previste
nella convenzione e, se è il caso, finalmente, cominciarle ad
applicare e, nelle more, anche di cominciare a guardare se questa
convenzione è allineata agli ordinamenti vigenti, sia quello
statale che quello europeo.
Perché dico che è grave l'emendamento 8.5? Perché fa un clamoroso
passo indietro e non parla più di possibilità di andare a
rescindere un contratto, ma di andare a prevedere una
rinegoziazione.
Io non rinegozio i diritti dei cittadini con i privati Il
Movimento Cinque Stelle non si allinea a questa posizione e noi
votiamo contro questo emendamento, perché per la prima volta in
quest'Aula, onorevole Cracolici, dobbiamo cominciare a scrivere una
storia diversa: l'acqua è un bene dei cittadini e non è un bene dei
privati
Con questo emendamento noi tuteliamo un diritto di un'azienda
privata, perché è privata la Veolia - una francese che gestisce
l'acqua in mezzo mondo - e stiamo dicendo ai siciliani che, siccome
non possiamo pagare una penale o non potremmo pagarla, ma lei sa
benissimo che di infrazioni a quella Convenzione ce n'è una
montagna da non dover pagare assolutamente nulla a rescindere da
quel contratto invece gli stiamo dicendo che non lo vogliamo fare e
scriviamo solo rinegoziazione. Questo è terrorismo semantico se me
lo consente, ed io non ci sto a questa cosa
Quindi, per noi rimane l'articolo 8 così com'è e invitiamo l'Aula
a prendere davvero una decisione di grande responsabilità rispetto
a tutto quello che i cittadini ci hanno chiesto con il referendum.
L'acqua è pubblica
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
rispetto a quest'articolo bisogna poter fare un passo indietro
perché condivido, in parte, l'intervento dell'onorevole Cracolici e
noi dobbiamo creare le condizioni perché il legislatore non abbia
delle intuizioni a fasi alterne, ma possa creare le condizioni
invece secondo anche un percorso piramidale di creare una legge che
dia le pari opportunità sia agli enti locali che agli enti
territoriali come la Regione.
Questo articolo 8.5 a firma Cracolici ritengo che si colleghi
notevolmente all'articolo 7 di poc'anzi. L'onorevole Cracolici ha
motivato il voto contrario secondo un richiamo ai principi
civilistici. Su quest'articolo, invece, viene posta e data
l'opportunità al Presidente della Regione di verificare le
situazioni contrattuali e provvedere anche ad una rivisitazione
della Convenzione, cosa che, devo dire, proprio, da questo scranno
diversi deputati avevamo già chiesto per salvare i dissalatori di
Porto Empedocle e di Gela e che mai si è voluto provvedere, tant'è
che ormai quei dissalatori sono stati rottamati ed il personale in
cassa integrazione.
Io ritengo e pongo la domanda al Presidente della Commissione e al
Governo perché con questo articolo che si dà la possibilità al
Presidente della Regione di riaprire un dialogo con Siciliacque non
si creano le condizioni inserendo un terzo comma per fare in modo
che i sindaci possano, analogamente al Presidente della Regione,
aprire un dialogo con le società che oggi gestiscono il servizio
idrico.
Ritengo che, in questo modo, rispetto anche all'articolo che
abbiamo votato precedentemente che è un articolo probabilmente
direi temerario , si possa dare la possibilità a questo
legislatore di muoversi in modo unitario, univoco rispetto ad un
rapporto orizzontale Governo regionale-Siciliacque-Sindaci-
amministrazione di rapporti convenzionali con le società che
gestiscono il servizio idrico.
In questo modo, penso che si possa aprire un'ipotesi di lavoro che
realmente dà la possibilità anche alle Amministrazioni locali,
indipendentemente dall'articolo 7, di avere la possibilità di un
dialogo e di migliorare il servizio idrico, sia questo una scelta
pubblica o sia questo una scelta privata.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo sull'articolo 8 e spero, signor Presidente, anzi ne sono
certo per quel che la riguarda di poter ottenere la sua vigile
attenzione, perché credo che spesso in quest'Aula qualcuno confonde
il termine astrattezza della quale la norma deve essere portatrice,
la norma giuridica, con il significato di una norma del tutto
astratta nel senso d'essere avulsa dal contesto.
Una norma generale ed astratta deve potere, invece, disciplinare
una serie indefinita e potenzialmente indefinibili di casi
analoghi, di casi uguali.
Ora, a me quello che sta dietro questa norma, in questo momento,
in questa sede, interessa assai poco, mentre mi interessa
moltissimo l'assoluta ultroneità di questa norma, l'assoluta
inutilità di questa norma che serve soltanto a coprire l'inerzia
del Governo da due anni e mezzo a questa parte, perché se c'era da
rivedere o da controllare o da verificare una delle tante
convenzioni sottoscritte, non c'era certamente bisogno di attendere
il 10 agosto 2015 perché si chieda al Parlamento la scrittura di
una norma che non è generale e astratta, è avulsa dal contesto.
Ma chi proibisce, chi vieta all'Assessore competente, magari in un
attimo di attenzione rispetto alle questioni del suo Assessorato,
chi impedisce al Presidente della Regione di rivedere una
convezione, di contestare inadempimenti, di rivolgersi al giudice,
di chiedere risarcimenti danni per conto e in favore della Regione
siciliana?
Ma davvero voi pensate che una norma scritta così male, Presidente
Ardizzone, così male che addirittura nel titolo si recita - e noi
possiamo leggere - che l'articolo 8 dovrebbe normare la gestione
del sistema acquedottistico della Sicilia , come sarebbe molto più
semplice dire: il sistema degli acquedotti siciliani e così la
norma potrebbe persino non fare sorridere sin dalla lettura del
titolo.
Dopodiché, la norma che serve, ripeto, soltanto a coprire
l'inerzia e l'inattività del Governo, cosa scopre? Scopre - e aveva
ragione chi è intervenuto prima di me - che ci sono delle norme che
sono contenute intanto nel Codice civile e poi nella stessa
convenzione che nulla è che il contratto scritto tra due parti, di
potere verificare se nel corso di questi anni i patti sono stati
osservati.
Allora, davvero, Presidente dell'Assemblea, l'invito è ad andare
avanti, a non perderci lungo il percorso di norme del tutto
inutili, superflue, ultronee, e, mi consenta, anche di ricordare
all'onorevole Cracolici, che è intervenuto sul punto, come è
intervenuto largamente su quasi tutti i punti che stasera abbiamo
affrontato, di rileggere, non so se ne abbia mai avuto confidenza
con tali letture, le Eumenidi di Eschilo, ci troverà dentro
l'oracolo di Delfi e così potrà anche convenire che, a furia di
dare sempre delle sentenze riguardo a tutto e riguardo a tutti,
l'oracolo di Delfi alla fine non ebbe una buona sorte. Ma questa è
soltanto una sollecitazione culturale all'onorevole Cracolici.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 8 perché concordo con quanto detto dal collega del
Movimento Cinque Stelle.
Inviterei a leggere insieme l'articolo 8 che dice che entro 90
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'autorità di
cui all'articolo 2, semmai qui dobbiamo intervenire visto che
l'articolo 2 l'abbiamo tolto e, quindi, sostituito con il
Presidente della Regione, soprattutto con il Presidente della
Regione, perché ha ragione l'onorevole Cracolici, quando dice che
nel 2004 l'allora presidente Cuffaro, come presidente di questa
Regione, fa una convenzione e cede l'ente acquedotto siciliano alla
società che allora era Siciliacque - l'ho detto l'altro giorno e lo
ribadisco - era una scatola vuota con altre sei società e niente di
meno Siciliacque aveva soltanto un capitale sociale di 400 mila
euro. Questo va sottolineato e rimarcato.
Allora, su questo punto dobbiamo vedere con chi deve essere
rivista. Però, dice: valutare la sussistenza dei presupposti per
l'eventuale esercizio del diritto di recesso dalla convenzione ,
recesso non rivedere, rimodellare, perché nel momento in cui
andiamo a rimodellare, in qualche maniera è se gli avessimo detto
forse hai fatto qualcosa che non funziona, continuiamo a tirare a
campare Non possiamo tirare a campare Non possiamo tirare a
campare perché Siciliacque in questa e con questa convenzione del
2004 si concedeva la possibilità di modificare il piano tariffario,
di modificare la tariffa: da 0,57 centesimi, oggi siamo arrivati,
lo dicevamo l'altro giorno, ad 80 centesimi. Quindi, c'è stato un
incremento.
Bisogna valutare se i lavori di manutenzione, di bonifica e tutte
le cose che sono previste nella convenzione sono state fatte. Ad
oggi da un'indagine fatta non si trova nulla negli assessorati. Al
31 ottobre di ogni anno dovevano depositare una relazione, non
l'hanno fatta. Il 31 dicembre di ogni anno dovevamo rendicontare,
non è stato fatto.
In fondo, l'ho detto l'altro giorno, non sono tariffe nazionali a
cui si sono adeguati, quindi non c'entra nulla. E' stata una
convenzione con la Regione e con l'allora presidente Cuffaro e
questa società. Quindi, è ovvio che bisogna rivedere il tutto. E
dico anche una cosa: il rincaro di cui abbiamo parlato in questi
giorni, per quanto riguarda i vari gestori, il rincaro dei gestori
sta a monte perché è Siciliacque che vende acqua a livelli troppo
alti, a prezzi altissimi.
Quindi, il problema di fondo è Sicilia acque. Oggi questo
Parlamento deve avere il coraggio di dirle queste cose.
Per me l'articolo 8, così come è stato enunciato, modificato nella
parte dell'articolo 2, va benissimo. Va benissimo, perché
altrimenti ingeneriamo confusione.
Quindi, personalmente e mi auguro che il mio Gruppo sia d'accordo
con me a mantenere l'articolo 8 così come esce nel testo di legge.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non mi
permetterò mai volere emulare l'onorevole Ioppolo per le citazioni
sempre che dimostrano questa grande cultura che lui ha. Però, a me
sembra dai vari interventi che ormai sul fronte dell'acqua pubblica
il Rubicone l'abbiamo passati tutto. Ormai, nessuno si sottrarrà
più a lanciare l'idea del pubblico.
Mi permetto, senza polemica, mettere a confronto l'articolo 8,
così come uscito dal testo, e l'emendamento di riscrittura a firma
dell'onorevole Cracolici.
Nell'articolo 8 c'è un elemento che dava il soggetto cioè
l'autorità di cui all'articolo 2 che non c'è più. Per la verità, io
che ho scritto in tutte le forme, insieme ad altri colleghi, il
fatto che Siciliacque stipula un contratto, una convenzione per
quarant'anni stabilendo a 0,58 il prezzo quando nelle convenzioni
per le forniture di beni lo si fa man mano, anno per anno o secondo
le norme contrattuali.
Io ritengo che il rischio che noi abbiamo, perché una questione
va detta. Molti interventi in quest'Aula fatti con grande
intelligenza ma contrari al disegno di legge, in realtà
probabilmente anche involontariamente preparano l'istruttoria a che
ci possa essere l'impugnativa.
Cosa intendo dire? Intendo dire che per legge complicato è avviare
l'esercizio di diritto della convenzione. Il problema reale è la
sussistenza di norme nulle e annullabili e io mutuo questa
affermazione anche da ragionamenti fatti in Commissione dal
servizio dello stesso Assessorato. Se ci sono norme nulle e
annullabili che siano in contrasto con il sistema normativo che
disciplina i contratti, l'Assessore che è magistrato, mi permetto
di dire sommessamente, i termini stessi di qualunque contratto.
Per cui, io direi, senza farne una questione tra chi è più avanti
o più lontano dal Rubicone che oramai pare essere stato
attraversato da tutti, porre la necessità di avere innanzitutto
l'applicazione dell'articolo 49 che già esiste, in finanziaria la
n. 9 del 2010, di puntare non in una risoluzione contrattuale
unilaterale, perché quella la fanno i giudici e li possono fare
anche in danno di chi rescinde, e al tempo stesso vorrei che i
colleghi che sono intervenuti leggessero il comma 2
dell'emendamento 8.5 con gli emendamenti e la scrittura
dell'articolo 13, cioè sulla tariffa.
Cosa dobbiamo raggiungere noi. Innanzitutto, non può esistere per
40 anni, non esistono precedenti giuridici tranne l'enfiteusi che è
eterna fino a quando non c'è il riscatto di 40 anni di rapporti
contrattuali; non è possibile che nel 2004 si stabilisse il costo
dell'acqua all'ingrosso a 0,58 perché su questo bisogna andare a
vedere la norma del codice dell'ambiente che stabilisce che viene
mutuato nel testo che noi ci accingiamo a chiudere e ad approvare.
Come si stabilisce la tariffa, in questo caso il costo
all'ingrosso dell'acqua che è legata agli investimenti, come si
tenga conto di ciò che è, non solo in questa legge ma nei risultati
referendari che vengono poi riconosciuti dalla Corte Costituzionale
sulla necessità che non ci sia lucro, non ci sia quel plus valore
nella commercializzazione dell'acqua e chiaramente io credo che se
la Commissione, Presidente e relatore, io credo che l'emendamento
8.5 senza farla diventare una questione teologica tra chi la vuole
più pubblica l'acqua e chi la vuole più sommessamente pubblica, io
ritengo che bisogna individuare il soggetto che all'abbreviazione
dell'articolo 2 deve diventare il Presidente della Regione.
Bisogna verificare la sussistenza di norme nulle e annullabili
nella convenzione, bisogna avviare quello che è previsto nel II
comma dell'8.5 e ovviamente, oggi più che mai, l'articolo 8, così
come è uscito dal testo, proprio per avere abrogato l'articolo 2,
ha necessità di essere rivisto.
Sostanzialmente, chiedo al Presidente della Commissione e al
relatore una riscrittura dell'8.5 rispetto all'8 tenendo conto
comunque che noi non possiamo avviare la rescissione contrattuale
non perché qualcuno qua dentro voglia tutelare gli interessi delle
acque io mutuo per intero il ragionamento dell'onorevole Lentini
quando dice che questa stessa società compra l'acqua regimentata
nelle dighe costruite dalla Regione siciliana acquista ad un prezzo
e lo rivende come se fosse, non so in quale mercato ci sia un
guadagno del 1000 o 2000 per cento.
Per cui, io credo che serve una riscrittura aggiungendo che
dobbiamo proprio sul fatto e lo dico alla collega La Rocca Ruvolo
Siciliacque dal punto di vista formale, devo dare atto che è
inoppugnabile. Il problema è il merito, e il costo dell'acqua e
quarant'anni di gestione che sono due termini contrattuali che non
possono esistere in una società, in un sistema giuridico come il
nostro e, su questo, l'onorevole Ioppolo, senza disturbare Eschilo,
sarà d'accordo con me.
BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi
accogliamo l'invito dell'onorevole Panepinto, per provare a
costruire una riscrittura che tenga conto degli interventi che sono
stati fatti e, anche, dell'emendamento sostitutivo 8.5 a firma
dell'onorevole Cracolici.
Dal dibattito in Aula sono emersi alcuni fatti di tutta evidenza.
Innanzi tutto che, nell'emendamento, nel testo che è stato esitato
dalla Commissione, non esiste più l'autorità di cui all'articolo 2.
A nostro giudizio, poi, nell'emendamento di riscrittura, l'8.5,
l'espressione adotta tutti gli atti conseguenti non esclude per
niente l'esercizio del diritto di recesso: anzi, è una delle
possibilità.
E, facendo riferimento anche a quanto ha sostenuto l'onorevole
Ioppolo, dico - dovremmo, poi, tutti fare la gara ad evitare che,
stasera, sia iniziata la campagna elettorale - certamente il titolo
dell'articolo 8 si può migliorare, anche, nel lessico.
Comunque, dobbiamo ricordare, a mio giudizio, che siamo sempre in
un'ipotesi di un affidamento fatto nel 2004. Quindi un affidamento
che non è stato dichiarato illegittimo, fatto ai sensi della
normativa vigente nel 2004. Siamo anche in tema di rapporto
paritario, di rapporto pattizio, quindi dobbiamo evitare di fare
una norma barzelletta , ma una norma che guardi, come è già emerso
nel dibattito, alla nullità di alcune clausole e guardi,
soprattutto, all'inadempimento.
Il principio, poi, stabilito dal comma 2 dell'articolo 5, a firma
dell'onorevole Cracolici, riprende quello che l'onorevole Musumeci
aveva fissato all'articolo 6, quello della decurtazione della
tariffa.
La Commissione terrà conto di queste riflessioni e, se la
Presidenza accorda qualche minuto di sospensione, produrremo una
riscrittura.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo, alla luce
dell'intervento del mio collega Barbagallo, non so più su cosa
intervengo dato che si sta procedendo ad una riscrittura.
Devo dire che condivido l'emendamento dell'onorevole Cracolici,
non tanto perché - come, magari, qualche collega ha detto - questo
non è già previsto dalle norme del codice civile, perché è ovvio
che, nel momento in cui si stipula un contratto, viene sottoscritto
dalle parti e, se ci sono eventuali inadempienze, è giusto che si
provveda anche ad un'eventuale rescissione del contratto.
Proprio per questo, condivido molto di più l'emendamento 8.5, nel
testo così per come è scritto, e credo che tutto questo dibattito,
che c'è stato in Aula, su un emendamento che, alla fine, pensa alla
Regione, pensa ai siciliani, onestamente non lo sto condividendo,
perché credo che sono passati in quest'Aula tanti e tantissimi
emendamenti che servivano soltanto ad interessi personali, di
singole città, di singoli comuni e di singoli deputati.
Mentre questo, è veramente un emendamento perché, purtroppo, sia
il Governo sia il Presidente della Regione, in questi due anni e
mezzo, sono rimasti a guardare senza mai verificare quello che
accadeva con questa convenzione Sicilia acque . Tanto è vero che
noi, anche in Commissione, abbiamo più volte sentito, su questo
tema, gli interessati e mai ci sono arrivate risposte.
Quindi credo che, anche se può sembrare pleonastico, è importante
approvare questo emendamento.
PRESIDENTE. Il relatore ha chiesto cinque minuti per la stesura di
un subemendamento.
Onorevole Barbagallo, mi scusi io penso che l'Aula sia stata
attenta, come non mai, su questi emendamenti. C'è un emendamento
sostitutivo l'8.5 dell'onorevole Cracolici e c'è un emendamento
dell'onorevole Cancelleri, l'.8.6, anch'esso mediamente sostitutivo
dove dice l'autorità di cui all'articolo 2 è sostituita con le
parole il Presidente della Regione' . Secondo me l'Aula, dopo
questo amplissimo dibattito, vota come ritiene opportuno. E'
inutile girarci intorno. Onorevoli colleghi, la Commissione ha
chiesto ulteriori termini per riscrivere, ulteriormente, sulla base
del dibattito. Noi ripartiamo con tutte le questioni. Siccome c'è
un emendamento sostitutivo a firma dell'onorevole Cracolici e ha
posto la firma l'onorevole Lentini e c'è un emendamento
parzialmente sostitutivo dell'onorevole Cancelleri che dice
sostituire l'autorità di cui all'articolo 2 con le parole il
Presidente della Regione' . Sostanzialmente lascia immutato
l'articolo 8 rendendolo omogeneo con il testo di legge già
approvato fino ad adesso. Abbiamo avuto 12 interventi. Non è che ci
sono orientamenti particolari, non è una questione di maggioranza o
di opposizione su questi argomenti. Lo voglio dire con la massima
franchezza. L'Aula, dopo avere sentito i colleghi che sono
intervenuti, vota come ritiene più opportuno, non è una questione
più di schieramenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono un po'
sorpreso anche dai toni di questo dibattito. Mi sembrava, almeno
questo era l'auspicio, - tra l'altro avevo prestato la mia firma
nella qualità di capogruppo -, che, proprio per superare il rischio
probabile che l'articolo 8 venisse dichiarato decaduto perché non
c'era più il soggetto attuatore di quelle disposizioni, che fosse
assolutamente cosa buona e giusta dire che il Presidente della
Regione, nella sua qualità, assumesse su di sé gli effetti della
verifica, che tra l'altro come ricordava il collega Panepinto,
prevista dall'articolo 49 della legge 9 del 2010, assume su di sé
la verifica dei requisiti della convenzione del 2004 e alla luce di
quella verifica assumeva le determinazioni, compresa la
rescissione.
Io non capisco l'intervento del collega Cancelleri perché sono
sorpreso di una interpretazione che lui ha dato al mio emendamento
che assolutamente esso non vuole avere, nel senso che io prevedo
anche l'istituto della rescissione.
Questo emendamento afferma un'altra cosa col comma 2. Dice in più,
rispetto all'articolo 8 così come era costruito, che in ogni caso,
laddove si verifichi che c'è un stato un crono programma diverso da
quello in convenzione, la eventuale quota percentuale di crono
programma non rispettato, determina, conseguentemente, la riduzione
della tariffa in atto applicata, quindi che va oltre l'articolo 8
che era contenuto nel testo iniziale.
La si può pensare come si vuole, ma non si può attribuire opinioni
diverse da quelle che sono scritte. Come diceva l'onorevole
Barbagallo è iniziata una lunga campagna elettorale. Ma io
certamente, al di là della demagogia dell'onorevole Cancelleri, non
gli consentirò mai di attribuire a me opinioni che io non ho. Io
sono per rescindere, se possibile, il rapporto con Siciliacque ma
nel rispetto della legge, non perché lo dichiariamo in un comizio
in quest'Aula.
Siccome noi facciamo i legislatori dobbiamo avere il dovere di
approvare norme che abbiano la compatibilità con le norme e con i
principi giuridici in atto vigenti. Non siamo ancora alla
repubblica delle banane Se l'Aula intenderà approvare la
riscrittura dell'articolo 8 così come l'ho proposto, bene. Se non
succede non è che mi strapperò i capelli
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo andiamo avanti così perché adesso
l'intervento dell'onorevole Cracolici ha chiarito il senso. Non era
di allargare, era di restringere. Ma anche l'intervento
dell'onorevole Ioppolo quando parla di astrattezza della legge, era
questo il richiamo e, quindi, c'era già un errore di base
nell'articolo 8.
Devo dire che, in separata sede, ho sentito l'assessore
Contrafatto e dice che sostanzialmente rendeva ancora più evidente
qual'era la questione. Quindi, pure in presenza dell'articolo 49
della legge finanziaria precedente. Scusate, onorevole Barbagallo,
qua ci dobbiamo comprendere: se c'era un problema di astrattezza,
l'articolo 8 è uscito dalla Commissione
E, allora, prima si vota l'emendamento 8.5 dell'onorevole
Cracolici sostitutivo dell'articolo 8.
E' stata formulata una richiesta di voto palese.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale palese.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.5.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 8.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 23
Contrari 31
Astenuti 3
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, a firma dell'onorevole Cancelleri,
che sostituisce le parole autorità di cui all'articolo 2 con le
parola il Presidente della Regione .
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.2 e 8.4 sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Personale delle soppresse Autorità d'Ambito Ottimale
1. Al compimento delle attività di cui al comma 3, dell'articolo
7, il personale a tempo indeterminato proveniente da Pubbliche
Amministrazione ed inserito nei ruoli delle soppresse Autorità
d'Ambito Territoriali Ottimali transita, unitamente alle funzioni,
alle Assemblee territoriali idriche di cui all'articolo 5, che
provvede alla relativa assegnazione, per le attività inerenti alle
proprie competenze, anche a livello decentrato.
2. Le Assemblee territoriali idriche applicano al personale
trasferito, con contratto di tipo subordinato di categoria non
dirigenziale, i trattamenti economici e normativi previsti dai
contratti collettivi decentrati integrativi vigenti presso gli enti
di provenienza, fino alla loro ridefinizione, con un accordo
decentrato, che preveda modalità e termini per la loro
omogeneizzazione.
3. I rapporti di lavoro a tempo determinato in essere presso le
forme di cooperazione di cui all'articolo 1 del Decreto del
Presidente della Regione del 7 agosto 2001 alla data del 31
dicembre 2012, continuano con le Assemblee territoriali idriche di
cui all'articolo 5 della presente legge fino alla loro naturale
scadenza.
4. Gli oneri finanziari per il personale di cui al presente
articolo sono coperti dai proventi derivanti dalla tariffa del
servizio idrico integrato. Con decreto dell'Assessorato regionale
dell'energia ed i servizi di pubblica utilità sono fissate le
modalità di ripartizione dei predetti oneri a carico dei soggetti
gestori del servizio idrico integrato. .
Si passa all'emendamento 9.11 che è precluso in seguito
all'approvazione dell'articolo 7.
Si passa all'emendamento 9.6 che è precluso. Si passa
all'emendamento 9.4, a firma dell'onorevole Lupo.
BARBAGALLO, relatore. Su questo emendamento 9.4, così come
sull'emendamento 9.2 e sull'emendamento 9.10 c'è un problema
rispetto al testo che è stato esitato dalla Commissione. L'ipotesi
prevede che il personale a tempo indeterminato proveniente da
pubblica a amministrazione è inserito nei ruoli delle soppresse
autorità d'ambito territoriali ottimali transiti ecc..
L'espressione è inserito nei ruoli comporta anche che ci sono
ambiti territoriali ottimali che non hanno piante organi che,
quindi, c'è un rischio oggettivo che c'è una parte del personale
che non può transitare, quindi, si potrebbe lavorare ad un
emendamento che prevede ad esempio l'eliminazione inserito nei
ruoli in modo che comprenda tutte queste ipotesi più ampie degli
emendamenti 9.4, 9.2 e 9.10.
CIRONE. Al comma 3, articolo 7, quindi la stiamo riportando
esattamente qui.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.4. Il parere della
Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Mi rimetto alle valutazioni dell'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 9.2 e 9.10 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 9.7, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni e Di Mauro.
Onorevole Greco, lo mantiene?
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
9.3, a firma degli onorevoli Papale, Falcone, Assenza.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
vuole che al personale trasferito nei nuovi soggetti venga
mantenuto lo stesso contratto che avevano, cioè secondo le loro
specifiche competenze e professionalità. Comunque, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
9.1, a firma degli onorevoli Papale, Falcone e Assenza.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se andiamo ad
approvare articoli come questo I rapporti di lavoro a tempo
determinato continuano con le assemblee territoriali idriche di cui
all'articolo 5 della presente legge sino alla loro naturale
scadenza , io dico che state appesantendo, perché con la norma
precedente e le autorità d'ambito conta il personale, le tariffe si
applicano tenendo conto dei costi di gestioni, dei costi del
personale, etc. C'è tutto il personale delle Province, perché il
personale a tempo determinato deve transitare? Ma chi lo paga? E
poi ci lamentiamo che la tariffa deve essere bassa.
Ci sono i territori che hanno le tariffe basse, se dovesse passare
il principio della tariffa unica in tutta la Regione. Prima si
istituisce il fondo di perequazione e poi si fa la tariffa unica,
perché così stiamo imponendo a quei territori virtuosi di aumentare
le tariffe.
Non è possibile, non si può procedere Mi scusi signor Presidente
andiamo avanti ed approviamo, se non approfondiamo certi punti che
sono determinanti per l'applicazione della tariffa lo chiarisca la
Commissione e lo chiarisca il Governo.
PRESIDENTE. Di fatti abbiamo tre emendamenti soppressivi, identico
contenuto. Nonostante il tono, l'onorevole Grasso voleva aiutare
l'Aula ad esprimersi con consapevolezza.
Siamo tutti d'accordo per la soppressione.
Il parere della Commissione sul 9.1?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 9.9 è inammissibile, il 9.12 è precluso
dall'approvazione del comma 4, dell'articolo 7.
Pongo in votazione l'articolo 9, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Strumento di democratica partecipazione per il servizio idrico
integrato
1.Al fine di assicurare un governo democratico della gestione del
servizio idrico integrato, gli enti locali prevedono strumenti di
partecipazione alle decisioni sugli atti fondamentali di
pianificazione, programmazione e gestione dei lavoratori del
servizio idrico integrato e degli abitanti del territorio. Ai sensi
dell'articolo 8, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
gli strumenti di democrazia partecipativa di cui al presente comma
sono disciplinati negli statuti degli enti locali.
2.Entro 180 giorni dalla data di approvazione della presente
legge, il Presidente della Regione istituisce il Comitato
consultivo permanente degli utenti e il tavolo consultivo
permanente sulle tariffe di cui all'articolo 50, commi 1 e 4,
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.
3.All'articolo 50, comma 3, della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11, sono aggiunte le seguenti lettere:
f) può proporre una valutazione preventiva degli impatti delle
politiche di settore sul sistema ambiente;
g) partecipa al processo di condivisione delle scelte e delle
azioni necessarie alla verifica del raggiungimento degli
obiettivi.»
Comunico che gli emendamenti sono tutti soppressivi. Si passa
all'emendamento 10.4 a firma dell'onorevole Di Mauro, soppressivo
dell'articolo 10. Lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Falcone, il suo emendamento 10.9 lo mantiene o lo
ritira?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.9.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 10.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 24
Contrari 30
Astenuti 2
(Non è approvato)
Comunico che è precluso l'emendamento 10.8. Il 10.10 è assorbito.
Si passa all'emendamento 10.1 a firma dell'onorevole Di Mauro ed
altri. Lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
10.11 a firma dell'onorevole Falcone. Lo mantiene o lo ritira?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
10.2 a firma dell'onorevole Greco. Lo mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli emendamenti
10.6 e 10.7 che vengono ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.3 a firma dell'onorevole
Greco Giovanni. Lo mantiene o lo ritira?
GRECO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 10, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Disposizioni relative ai comuni che non hanno consegnato gli
impianti
1.I comuni di cui all'articolo 1, comma 6, della legge regionale
n. 2/2013 uniformano i propri modelli gestionali ai criteri
stabiliti dalla presente legge anche ai sensi dell'articolo 6,
comma 5.
2.L'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità destina i finanziamenti previsti per l'adeguamento degli
impianti di depurazione e reti idriche anche ai comuni degli ambiti
privi del soggetto gestore e ai comuni di cui al comma 1. ».
PRESIDENTE. Anche a questo articolo sono stati presentati
emendamenti soppressivi. L'emendamento 11.1 è soppressivo
dell'intero articolo. Onorevole Greco, lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 11.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. È assorbito l'emendamento 11.6. Si passa
all'emendamento 11.2. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole, perché già è
previsto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Mi rimetto alle valutazioni dell'Aula.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, secondo me è sbagliato sopprimere il
comma 1 perché credo si vada a collegare con l'articolo 7 che è
stato votato. Rispetto ad un principio generale, io ritengo che
questo articolo 11 vada approvato così com'è stato esitato
favorevolmente dalla Commissione, perché qui abbraccia un criterio
generale, di cui all'articolo 7 viene maggiormente specificato.
PRESIDENTE. La Commissione si è espressa per la soppressione del
comma 1 e il Governo si è rimesso all'Aula.
Pongo in votazione l'emendamento 11.2. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 11.4 è assorbito. Si passa
all'emendamento 11.3, di soppressione del comma 2.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, se si abroga il comma 2 di questo
articolo noi rischiamo di vanificare tutto il dibattito che abbiamo
fatto sugli impianti di depurazione, Assessore Contrafatto, perché
siccome noi abbiamo risorse che vengono dall'APQ sulle reti
idriche, risorse che sono quelle relative all'assegnazione impianti
di depurazione, il comma 2 ha il senso e la logica di accelerare la
spesa relativamente al fatto che non sono solo i comuni che non
hanno consegnato, noi abbiamo Messina senza gestore, Trapani senza
gestore, Siracusa, oggi, senza gestore e Ragusa senza gestore, se
non si approva il comma 2 blocchiamo, sostanzialmente, la spesa per
le reti idriche e per gli impianti di depurazione. Per cui chiedo
al presidente della Commissione, eventualmente, anche con
l'applicazione dell'articolo 117 del Regolamento interno, se passa
il secondo comma, una correzione di natura tecnica.
Ma se non passa il secondo comma blocchiamo una quantità di
progetti che sono esecutivi e cantierabili'.
GRECO GIOVANNI. Ritiriamo l'emendamento 11.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Ritirata la soppressione
del comma 2. Solo che poi, con l'applicazione dell'articolo 117 del
Regolamento interno, alla fine si fa riferimento ai comuni ci cui
al comma 1 e, chiaramente, avendo soppresso il comma 1.
Si passa all'emendamento 11.8
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12.
Ne do lettura:
Art. 12.
Erogazione quantitativo minimo vitale d'acqua
1. L'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana,
considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito, è
pari a 50 litri per persona.
2. L'erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può
essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore
provvede a installare apposito meccanismo limitatore
dell'erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura
giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.
3. Il costo derivante di cui ai commi 1 e 2 è garantito nei limiti
delle risorse derivanti dalla tariffa del servizio idrico
integrato.
Comunico che sono stati presentati all'articolo 12 gli emendamenti
12.7 e 12.11.
Onorevoli colleghi su questo c'è stato un ampio dibattito già
all'articolo 1. In linea di principio la norma è stata approvata.
Si stabilisce e sono i due articoli collegati, aprire una
discussione mi sembra più quasi di carattere ideologico che altro,
inviterei ad un ritiro complessivo di tutti gli emendamenti e
approviamo l'articolo 12.
GRECO Giovanni. Ritiro quello a mia firma.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor presidente, avrà notato che contrariamente al mio
solito sono stato silente per tutta la seduta, però su questo
articolo mi permetto di ribadire che non possiamo giocare sulla
pelle dei siciliani, perché un discorso è dire che il quantitativo
minimo da garantire a ciascuno è 50 litri, altra cosa è dire lo
garantiamo a tutti a prescindere dalle condizioni di redditi.
Mi sono permesso di presentare l'emendamento 12.10 in cui si
garantisce l'erogazione di questo quantitativo minimo ma
limitatamente alle condizioni di reddito previste dall'altro
articolo quello del Fondo di solidarietà.
In questo caso noi garantiamo l'erogazione di questo quantitativo
minimo ma non cadiamo nella demagogia di assicurare 50 litri
gratuiti per ogni cittadino, per ogni residente in Sicilia perché
arriveremo al paradosso per famiglie numerose come la mia di
garantire un quantitativo pressoché gratuito per l'intero
fabbisogno.
Dobbiamo, quindi, introdurre questo principio che è sacrosanto ma
evidentemente limitare la gratuità di questa erogazione solo ai
soggetti disagiati, cioè solo a quei nuclei familiari che rientrano
in determinate condizioni di reddito che sono quelle previste
nell'articolo in cui abbiamo introdotto il principio di
solidarietà.
In questa maniera non facciamo una norma manifesto perché poi è
evidente che dovendo essere il costo del servizio garantito dalla
tariffa non faremmo altro che introdurre un aumento indiscriminato
della tariffa che andrebbe a ricadere in maniere indifferenziata su
tutti i residenti siciliani e questo credo che non sia possibile.
Dobbiamo garantire chi è in condizione di bisogno e questo è
sacrosanto ed impedire qualsiasi distacco per la morosità ma non
assicurare un privilegio a tutti anche a chi non ne ha
assolutamente necessità e chi dovrebbe sentire il dovere morale
comunque di pagare il consumo del nucleo familiare che effettua
giornalmente.
Così credo che raggiungeremo un equilibrio tra una norma che
assicura un principio essenziale, quello del minimo per tutti, ma
evidentemente gratuito non per tutti ma solo per chi si trova in
condizioni di reddito disagiato.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Assenza, in effetti il
dibattito su questa norma, già all'articolo 1 era stato ampio, in
parte si era convenuto su una riscrittura dell'articolo 12.
Nel senso in cui dice l'onorevole Assenza, perché altrimenti
diventava di difficile interpretazione e la norma si prestava a
difficoltà quasi a volere estendere, che comunque debbono essere
garantiti di 50 litri ad ogni cittadini per come era scritto.
Quindi, c'era una condizione di carattere generale.
CROCETTA. Presidente della Regione. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, nei commi 1 e 2 non c'è scritto affatto che è gratis, c'è
scritto che il minimo vitale è 50 litri.
Poi nell'articolo 3 si specifica la tariffa, cioè non è che qui si
sta normando che quei 50 litri sono gratis, nei commi 1 e 2 non c'è
scritto che l'acqua è gratis. Si dice che anche in caso di morosità
devi garantire i 50 litri. Eventualmente si avviano altre azioni di
recupero, quelle previste dalla legge. Ci sono 8 mila possibilità
di recupero, così come avviene per l'energia elettrica, per
l'energia elettrica non c'è il minimo?
Trovo inutile il comma 3, ve lo dico con estrema sincerità, lo
trovo completamente inutile. Siccome non è previsto nessun costo
nei commi 1 e 2, allora avrebbe più senso abolire il comma 3
proprio per evitare equivoci sulla questione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
argomento meriti una riflessione. Noi siamo tutti per sostenere la
legge che stiamo facendo considerato che l'acqua diventa un bene
pubblico, il che non può significare che diventi un bene che viene
dato gratuitamente.
Bene Allora per un principio di giustizia e di equità sociale,
ancorare il beneficio ai soggetti che non possono pagare mi sembra
più equo e più giusto rispetto al soggetto che magari per attaccare
turilla decide di non pagare e continua a godere del beneficio.
Allora, io vorrei trovare un meccanismo che tenga conto di tutte
le necessità, ovvero la convenzione con Sicilia acque è stato un
atto di pirateria che va cancellato.
Questo non significa che dobbiamo creare che si passi da un
eccesso all'altro, dobbiamo creare un meccanismo per cui se x
numero di persone decidono per una ragione qualunque di non pagare
più, fanno saltare il costo di gestione che va a gravare sugli
altri.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
un emendamento che partiva da una considerazione. In Italia
l'ultimo dato Istat indicano un numero di povertà pari a 4 milioni
di persone, che sono circa il 6 per cento.
Io avevo presentato un emendamento in cui veniva individuato un
fondo pari al 3 per cento di tutto il sistema del servizio, è stato
bocciato, per un ragionamento, Presidente, poi lei può cambiare
anche le cifre in cui veniva individuata questa somma che veniva
accantonata e che obbligava i sindaci a fare una serie di
attestazioni, per tutti i soggetti che non erano in condizione di
pagare la bolletta intera, Presidente, non soltanto il discorso dei
cinquanta litri.
Perché noi abbiamo nel territorio siciliano certamente un numero
di soggetti che sono poveri superiore al 6 per cento che è il dato
nazionale. O noi ci facciamo carico di venire incontro a coloro i
quali sono realmente poveri attraverso il modello sei
l'accertamento che fa il sindaco con i funzionari e caricare la
quota non pagata dai cittadini al resto dei cittadini che invece
pagano attraverso la tariffa, o noi non siamo in grado di
raggiungere l'obiettivo.
Questa concessione a tutti di almeno cinquanta litri al giorno non
è una norma che ci consente di superare le reali difficoltà che ci
sono in capo ai cittadini poveri. La generalità che viene invocata
attraverso questa norma non riesce a tutelare chi realmente è
povero in Sicilia e non è in condizione di affrontare il pagamento
della bolletta per i servizi che assolutamente sono normali.
Rispetto a questo, Presidente, credo che se noi vogliamo dare una
risposta di natura politica, la dobbiamo dare al sistema
complessivo dei poveri che vivono in Sicilia. Fare una norma
generale che riguarda tutti i cittadini a prescindere dal reddito
non credo che sia una cosa opportuna.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, con
questa norma è chiaro che si intende fissare un principio, quello
che ciascun siciliano ha diritto, così come dice l'articolo 1 a un
approvvigionamento idrico giornaliero non inferiore a cinquanta
litri, e su questo ci siamo, nessuno vuole dire il contrario o fa
eccezioni, questo all'articolo 1.
Altro principio, all'articolo 12, si dice che il distacco
dell'acqua non può avvenire per i morosi, garantendo loro cinquanta
litri di acqua giornalieri. Questo principio, però, così come
esplicitato in questa norma, rischia di generalizzare troppo e di
aiutare anche, non soltanto i morosi incolpevoli, ma i morosi
colpevoli, quelli cioè che, a prescindere dal reddito e dalla
possibilità di pagamento, decidono di non pagare. In più, per lo
più creando dei costi all'amministrazione che gestisce il servizio
perché l'amministrazione deve installare un contatore con
un'ulteriore spesa e caricarsi le spese che poi dovremo anche
comprendere da dove li andrà a prendere, cioè li potrebbe anche
caricare sulla stessa tariffa. Allora l'emendamento a firma
dell'onorevole Assenza cosa voleva introdurre e lo dico al Governo
che assieme alla maggioranza stanno confabulando, voleva introdurre
un meccanismo virtuoso per far sì che il minimo vitale venisse
garantito che non venisse distaccato il servizio idrico, l'allaccio
idrico ma che venisse però dinanzi ai morosi avviate anche le
procedure per il recupero salvo laddove vi è una difficoltà
incolpevole nella morosità.
Per cui, signor Presidente, invito il Governo a riscrivere il
secondo comma dell'articolo 12 che facendo salvo il principio non
apra una maglia per cui alla fine il risultato sarà che la
soluzione sarà peggiore del male.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, devo
ammettere che ho molte difficoltà ad andare avanti in questa legge
perché sto notando che non si vuole andare a creare una legge che
sia uguale per tutti i siciliani. Qui oltre a fare uno sforzo per
andare a creare una legge fortemente sbilanciata verso gli enti
pubblici e verso la pubblicizzazione dell'acqua, come abbiamo visto
anche come si può appurare la privatizzazione non è altro che un
monopolio. Non ci può essere liberalizzazione sulla privatizzazione
dell'acqua proprio per la natura delle reti.
Quindi oltre ad avere un approccio fortemente sbilanciato verso la
pubblicizzazione del servizio bisogna anche avere, bisognerebbe
avere un approccio fortemente votato a creare una legge uguale per
tutti i siciliani. Invece qui si sta creando una legge che crea
siciliani di seria a e siciliani di serie b.
Cioè si sta lasciando tutto per come è attualmente, non si sta
cambiando assolutamente nulla. Quindi la politica dovrebbe proprio
avere questo obiettivo, quello di andare oltre i territorialismi,
oltre la tariffa del mio territorio, del mio comune, quello che qua
dentro non c'è. Io vedo tanti sindaci, non vedo dei deputati che
vogliono fare una legge per il Governo regionale.
Abbiamo inserito tutta una serie di cose che andranno a creare
degli appesantimenti inauditi nella tariffa e quindi ovviamente
molti deputati sono preoccupati anche della tariffa unica. Però
questo è anche colpa delle cose che sono state infilate in questa
legge.
Diciamolo, diciamo che non si vuole l'equità e che ci sono delle
colpe politiche gravissime, non si vuole cambiare assolutamente
nulla. Io qui vedo oggi un approccio assolutamente vecchio, i
cittadini ci stanno osservando, vedono tutto, vedono che qui non si
vuole ottenere una legge che sia uguale per tutti i siciliani che
ci possa liberare finalmente dalla mafia delle autobotti, così come
ad Alcamo, ad esempio, l'onorevole Turano che prima ha parlato e
parlava delle classi deboli. Sa benissimo la situazione che abbiamo
ad Alcamo, sappiamo che l'acqua arriva ogni 10 giorni, che l'acqua
non arriva, non c'è acqua.
Quindi di che cosa stiamo parlando. Per i poveri, per i ricchi,
per chi ha l'acqua, per chi non ha l'acqua. Dobbiamo pensare per
tutti i siciliani, l'acqua deve arrivare 50 litri a tutti non al
ricco, o al povero. Si deve fare una legge seria, onorevole Turano.
Detto questo, abbiamo inserito quell'emendamento che definire
vergognoso, onorevole Assenza, è veramente dire poco.
Quella parola tendenzialmente alla tariffa unica significa non
volere la tariffa unica, significa che ci saranno ancora tariffe
divergenti, diverse per ogni ambito. Quindi ogni ambito continuerà
ad avere la propria tariffa, quindi io mi chiedo che cosa stiamo
normando.
Abbiamo una legge uguale a prima e non cambierà assolutamente
nulla. Quindi io me ne andrei assolutamente a casa perché questa
legge non serve assolutamente a nulla. Questo sulla tariffa unica.
Sui 50 litri ancora abbiamo detto che non c'entra, non è una
questione di censo, è una legge, un principio che deve passare per
l'essere umano, non c'entra niente reddito. Siamo ancora legati a
questo concetto vecchio, dobbiamo un attimino aggiornare, rifarci
ai principi comunitari un più innovativi, la partecipazione è stata
azzoppata la seduta scorsa. Quindi di che cosa parlano questi
riferimenti comunitari.
La Commissione europea per l'acqua parla di 50 litri per ogni
cittadino, è una norma che porta risparmio idrico, è una norma che
parla di uscire dall'emersone, abbiamo il problema degli allacci
abusivi, questo non è un concetto che riguarda il ricco e il
povero, è un concetto che riguarda ogni cittadino. Io non so,
concluderei, vedo che già non si vuole ottenere una legge per tutti
uguale, ricordo ai signori deputati che i cittadini ci stanno
osservando e loro sicuramente ne prenderanno atto alle prossime
elezioni.
PRESIDENTE. Bene, quando ci saranno le prossime elezioni i
cittadini voteranno come ritengono più opportuno.
Non siamo per fortuna in campagna elettorale
Onorevole Palmeri, mi consenta, lei si è fatta il suo intervento,
tuttavia la volta precedente si era detto che questo articolo
andava meglio precisato perché quando al comma 1 noi diciamo
l'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana,
considerata diritto umano è quantitativo minimo vitale, è pari a 50
litri per persona, questa va bene nell'articolo 1 che è un articolo
di principi ma non va bene all'articolo 12 quando io devo
disciplinare la materia.
Ma, l'abbiamo già affrontato questo tipo di argomento tant'è che
ci siamo detti - anche con la condivisione, penso, del Movimento
Cinque Stelle - che era necessario precisare, altrimenti sì che ci
sarebbe un'ingiustizia.
Significa che vengono garantiti a tutti 50 litri d'acqua al
giorno, indipendentemente dal reddito. La questione del reddito non
è una questione .è previsto dalla nostra Costituzione che ognuno
partecipa proporzionalmente alle proprie risorse. Si tratta di
precisarlo Se siamo d'accordo nel merito, non vedo tutte queste
battaglie sui principi avendoli già affrontati.
Presidente Crocetta, il problema ce lo siamo posti. Al comma 1 c'è
scritto: L'erogazione giornaliera dell'alimentazione e l'igiene
umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale
garantito, è pari a 50 litri per persona . Se domani, l'utente
Crocetta - che, chiaramente, non è povero questo lo possiamo dire -
pretende dal suo comune che, comunque, gli deve garantire 50 litri
si apre un contenzioso con il Comune Di questo si tratta
Però se, allora, riusciamo a precisarlo noi nella norma, le norme
per questo si fanno. Per carità ognuno, ora, interviene dice quello
che pensa e, poi, man mano si vota.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi rispetto a
questo articolo è vero, Presidente, che non si può dare a tutti. Lo
abbiamo detto più volte. Però, parliamo di cinquanta litri e, se è
vero come è vero che un metro cubo corrisponde a mille litri di
acqua e costa un euro e cinquanta centesimi o due euro, ma
cinquanta litri d'acqua che costo ha?
Ha un costo di tre, quattro centesimi. Stiamo parlando del nulla,
veramente, rispetto a questi cinquanta litri
Poi voglio, anche, sottolineare che parliamo, intanto, di soggetti
morosi, cioè di gente che non ha potuto pagare le bollette. E
voglio anche aggiungere: se vogliamo guardare l'organicità di
questa legge, e vedere quanto sinora abbiamo fatto, noi
all'articolo 6 comma 9 abbiamo approvato la possibilità di un Fondo
di solidarietà. Cioè, per le persone che non possono pagare c'è
questo Fondo di solidarietà, legato all'ISEE, che consente alle
persone di usufruire di un servizio e di non avere il distacco.
Quindi, per il modo di vedere che ho rispetto questo articolo,
secondo me è un discorso di lana caprina perché parliamo di cifre
irrisorie, parliamo di cifre che non esistono.
Quindi, normare che cosa? Cinquanta litri? Lei stesso ha detto che
è meno di una doccia, perché l'equivalente per fare una doccia
corrisponde ad una media di settanta litri. Lo sciacquone del
water, corrisponde a venticinque litri. E' come se stessimo dicendo
alle persone: Guarda che ti garantisco di poter al bagno due volte
in una giornata . Perché, cinquanta litri, di questo parliamo
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, però io desidererei essere seguito anche dal
Presidente della Regione, in questo intervento perché intervengo
con spirito propositivo e, tendenzialmente, risolutivo.
Lo avevo già fatto quando sono intervenuto in merito all'articolo
uno, che poneva le stesse questioni.
In linea di principio vorrei dire all'onorevole Palmeri che ha
perfettamente ragione. Assicurare un certo quantitativo e cinquanta
litri sono pochi, dovrebbero essere almeno 100 o 150. Assicurare un
certo quantitativo di acqua ad ogni essere umano, quindi anche ad
ogni cittadino siciliano, è sacrosanto. Assicurare cosa vuol dire?
Vuol dire creare tutte le condizioni perché non ci sia un siciliano
su oltre cinquemilioni di nostri conterranei che abbiano difficoltà
a ricevere a casa propria almeno cinquanta - ripeto sono pochi,
dovrebbero essere di più - litri di acqua al giorno. Questa è la
condizione di principio, l'affermazione del principio. Perché in
questa nostra Sicilia, ancora largamente purtroppo arretrata, ci
sono cittadini siciliani che a casa propria non sono in grado e in
condizione di ricevere quotidianamente l'acqua corrente. Quindi
perfettamente d'accordo sulla questione di principio.
Altra cosa è invece disciplinare la morosità. E non è detto che la
morosità debba necessariamente essere di coloro i quali non possono
pagare perché sono altrettanto morosi quelli che non vogliono
pagare, quelli che pur potendolo fare non pagano le bollette
mensili, trimestrali, annuali, a seconda della disciplina
amministrativa di ogni comune. E noi li vogliamo premiare i morosi
non per necessità, ma i morosi per scelta, per tendenza?
Questo Parlamento se la sente di premiare i morosi? I componenti
del gruppo parlamentare Cinque stelle se la sentono di premiare i
morosi volontari? Io non me la sento e credo di poterlo dire anche
in nome e per conto dei componenti del mio gruppo parlamentare. Io
invece sostengo che i morosi per necessità debbano essere messi
nella condizione, comunque, di ricevere quel minimo vitale di
quantitativo di acqua.
E allora la norma va riscritta, colleghi della Commissione. Perché
chi può giudicare se nell'ambito di un comune una famiglia possa o
non possa pagare la bolletta idrica? Sono i servizi sociali del
comune, sono i vigili urbani che osservano quotidianamente la vita
dei quartieri di un comune, o pensate di poterlo fare voi da
Palermo, dall'Assemblea regionale siciliana?
La norma va riscritta affermando il principio ma distinguendo i
morosi volontari dai morosi per necessità e morosi per necessità,
in questa Sicilia che purtroppo arretra ogni giorno di più, mentre
aumentano i disoccupati e la disperazione, ce ne sono tanti, ahimè
E allora d'accordo sulla questione di principio, ma come prima
giustamente richiamava il Presidente dell'Assemblea, la norma va
integralmente riscritta e spiegata distinguendo i due tipi di
morosità.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia
esperienza ritengo che se effettivamente dai proclami si vuole
passare all'applicazione di questa norma bisogna che questo
articolo si riscriva, anche perché quest'Aula è incorsa in un grave
errore nell'avere approvato il comma 9 dell'articolo 6. Io porto
qui la mia esperienza di amministratore per dire non che non sono
d'accordo così in linea di principio a non volere che si diano
cinquanta litri di acqua al giorno, o che l'acqua non è un bene
pubblico, che è stato affermato prima di noi. Il Comune di cui mi
onoro di essere sindaco erogava fino all'anno scorso duecento metri
cubi di acqua gratis a tutti. Quest'anno nell'approvazione delle
tariffe avevamo riproposto la stessa quantità di acqua e l'ufficio
economico finanziario e l'ufficio tributi non ci ha dato il parere.
Perché non ci ha dato il parere? Proprio perché l'autorità di
gestione, l'autorità per l'energia elettrica e la sicurezza, con
riferimento alla normativa comunitaria ed alla normativa nazionale
e all'acconto approvato, appunto, dalla legge dello Stato, non
prevede che ci possa essere un'erogazione o un quantitativo minimo
di acqua da destinare così, cioè a tutti indistintamente.
Per cui noi, oggi, con l'applicazione prenderemmo, ancora una
volta, in giro i siciliani e siccome io non me la sento perché
ritengo che non sia corretto approvare norme demagogiche soggette
ad impugnative, ritengo che se, effettivamente, vogliamo dare delle
agevolazioni deve essere ben previsto e questo può essere previsto,
lo ripeto dall'inizio, solo in un modo, cioè con la determinazione
della tariffa perché la tariffa non la possiamo determinare noi con
una legge, non possiamo stabilire noi quant'è la tariffa perché la
tariffa deve variare e non illudiamo, carissimi amici, nessuno
dicendo che la Giunta, l'Assessore o il Presidente della Regione
potranno stabilire, determinare la tariffa unica per tutti i
siciliani e per tutta la Regione perché qui il disegno di legge
sarebbe dovuto approdare in maniera diversa, con una struttura
completamente diversa da come sta andando.
Ecco perché invito ad una riflessione la Commissione, soprattutto
la Presidenza, gli Uffici che così come dicono e come tante volte
dice il Presidente che un emendamento è inammissibile, un articolo
viene dichiarato inammissibile, questo è improponibile, questo non
si può dare, questo è anticostituzionale. Solo questo, poi, posso
votare favorevolmente o posso non votare ma siccome porto
l'esperienza di una persona che non dice che vuole l'acqua pubblica
ma che l'acqua è pubblica e vive in una provincia in cui l'acqua è
pubblica.
Carissimi amici, vorrei capire per quale motivo quando è stata
approvata la norma sul servizio idrico integrato, tutti i territori
che avevano la possibilità di fare delle società in house hanno
ceduto le reti ai privati e, oggi, dobbiamo ancora ribadire
concetti relativi all'applicazione di norme che potevano essere già
applicate cinque anni fa e non è possibile costringere i siciliani
se non interviene un fondo di perequazione regionale a subire costi
che non sono dovuti. Va bene il principio di solidarietà, ma va
anche applicato il principio di sussidiarietà ed il principio di
legalità. Cominciamo dall'applicazione di questi tre principi e,
poi, stabiliamo, applichiamo le tariffe, regoliamo, perché questo
non è possibile. Non me la sento di prendere in giro i siciliani.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Certo, si parla di acqua e non dovrebbe parlare
l'onorevole Fontana E' più titolato Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità è
già intervenuto l'onorevole Ioppolo che ha già detto tutto quanto
avrei voluto dire io e dovrei dire io. Però, faccio una proposta,
cioè di sopprimere l'articolo 12 perché vede il comma 1 è un comma
di principio e mi sembra assolutamente pleonastico quando si dice
che deve essere garantito un minimo ai cittadini. Credo che ciò
stia nelle cose e non ci sia bisogno di normarlo e tra l'altro
stabilire 50 litri a persona credo che sia assolutamente
insufficiente, lo diceva poc'anzi qualcuno che mi ha preceduto.
Per quanto riguarda i commi 2 e 3, francamente, li sopprimerei
perché creano confusione. Tra l'altro il comma 3 parla di costo
derivante e lo diceva anche il presidente Crocetta, poc'anzi, che
il comma 3 non ha assolutamente motivo di esistere. Pertanto,
sopprimerei questo articolo ed aggiungerei un solo emendamento al
fine di creare un fondo per i meno abbienti, per tutti coloro i
quali non hanno la capacità
CRACOLICI. Lo abbiamo già previsto, all'articolo 6.
FONTANA. E' già previsto nell'articolo 6, ma è necessario metterlo
in maniera molto chiara. Creare un fondo e distinguere, però, i
morosi da coloro i quali hanno necessità perché non possono pagare
le tariffe e, quindi, fare questa differenza, perché diceva
l'onorevole Di Mauro che il 6 per cento circa dei cittadini non
paga le relative tariffe e di questo 6 per cento, mi pare, che ci
sia un 60-70 per cento che non paga l'acqua proprio per principio,
pur potendolo fare non paga le tariffe.
Questo va messo in conto. Noi, eventualmente, dobbiamo
salvaguardare soltanto quella minima parte di popolazione che, in
effetti, ha difficoltà e non riesce a pagare la tariffa. Questo lo
si può superare, appunto, creando quel fondo di solidarietà che può
essere messo a disposizione per questa fascia della popolazione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, noi abbiamo approvato il comma 9
dell'articolo 6 che parla benissimo
PRESIDENTE. Sì, c'è il fondo di solidarietà.
LENTINI. Esatto, Presidente. Quindi, non c'è alcuna motivazione,
il problema è superato.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati altri due
emendamenti oltre a quelli contenuti nel fascicolo. Il primo, a
firma della Commissione, che recita: al comma 2 dopo la parola
persone' aggiungere salvo il diritto di agire per il recupero
delle somme dovute'.
Il secondo, a firma del Governo. Però, prevede il fondo di
solidarietà che è stato già votato dall'Aula, come ricordava,
adesso, l'onorevole Lentini, quindi lo accantoniamo.
Onorevoli colleghi, dopo questo ampio dibattito ci esprimiamo con
il voto.
Onorevoli colleghi, noi abbiamo l'emendamento dell'onorevole
Assenza che circoscrive solo ai morosi, poi, nel corso del
dibattito si è fatta la distinzione fra moroso per necessità e
ulteriori morosi che se ne approfittano, diciamo così, ma non ci
sono emendamenti in tal senso. Altrimenti, rimane il testo così
come è uscito dalla Commissione, quindi l'Aula decide liberamente
come intende votare.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo, se ancora ce ne fosse bisogno, fermo restando che al
comma 2 dovremmo aggiungere morosità per necessità . Quando al
comma 1 si fissa un limite di 50 litri che è un principio generale,
cioè, sostanzialmente, un ente che deve captare acqua per 100 mila
abitanti deve sapere che, giornalmente, almeno deve garantire 50
litri; questo è il principio generale. Sullo specifico, poi,
dobbiamo entrare per la morosità, per la quale, così come è stato
detto, bisogna aggiungere un subemendamento specificando morosità
per necessità e infine sopprimere il comma 3.
Su questo penso che ci sia l'unanimità perché stiamo fissando un
limite minimo di erogazione di acqua per tutti i cittadini
siciliani ed avendo già costituito il fondo di solidarietà
all'articolo 6, possiamo soltanto aggiungere al comma 2 la morosità
per necessità ed avremo dipanato così la questione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare ad
una riflessione. Forse, in tanti si sono impauriti sentendo 50
litri al giorno. Questi litri sono 18 metri cubi l'anno, non sono
una quantità così esorbitante. Questa erogazione sancita da
convenzioni che il nostro Paese ha firmato ci potrebbe, però,
venire in soccorso su un'altra questione, cioè quella delle persone
che non hanno un allaccio regolare.
Durante gli incontri in Commissione, in cui sono venuti tanti
sindaci, non ci hanno nascosto la difficoltà di ordine pubblico,
addirittura, andando con i vigili in alcuni quartieri in cui
davvero c'è povertà, per convincere le persone a farsi un allaccio.
Forse, garantendo loro questa quantità, il minimo vitale, parliamo
di 2 bidoncini piccoli che una persona che non è molto abbiente,
che non è ricca, si fa bastare, fa un uso parsimonioso dell'acqua e
si convince ad avere un allaccio regolare che consiste anche nel
pagamento di un canone.
Tutto quello che è al di sopra dei 50 litri avrà una tariffazione
che andrà largamente a ripagare questa quantità, quindi, secondo
noi, il principio è stato questo: garantiamo il minimo vitale,
aumentiamo il numero degli allacci regolari, così diamo una mano
anche ai sindaci che, a volte, devono scortare i tecnici ed i
fontanieri con le forze dell'ordine, riusciamo a recuperare molto
di più di quello che stiamo pensando di spendere. Questo è un
investimento, paradossalmente, moltiplicherà il beneficio e,
oltretutto, andremo a dare, rispetto alle convenzioni firmate, la
giusta risposta.
Diciotto metri cubi all'anno, dicevano, a fronte del pagamento di
un canone per l'erogazione di un bene che abbiamo definito
essenziale, ma non siamo noi ad averlo definito, per gli usi
civili, igienico-sanitari.
Quindi, vorrei che i colleghi non si facessero intimorire da
questa quantità d'acqua perché è davvero minima, ricordo che
parliamo di 2 bidoncini. Poi, tutti gli scaglioni di metri cubi
oltre questa fascia di consumo che chiaramente chi può, con 50
litri, cambia l'acqua al pesciolino rosso quasi ogni giorno, oppure
innaffia i vasetti sul balcone, qui parliamo davvero del minimo per
chi non può avere il distacco del contatore; per chi non può
pagare, quindi le persone che rispondono a dei criteri di reddito
ISEE, abbiamo previsto lo 0,2 da ricavare dalla tariffa di chi può
pagare e, quindi, quelle persone sarebbero tutelate.
Noi, qui, stiamo dando una mano a chi, materialmente, non riesce o
almeno ha dichiarato di non riuscire ad installare i contatori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io mi sono un po' confuso in questo
dibattito, perché devo dire che sta diventando un dibattito che non
tiene conto della realtà.
Esiste già, oggi, nell'ambito dei nostri comuni e dei nostri
ambiti territoriali, un'articolazione delle tariffe: c'è una
tariffa sociale, una tariffa agevolata ed una tariffa base, poi c'è
l'eccedenza, la seconda eccedenza, eccetera.
Faccio l'esempio di una questione che riguarda me nella qualità di
residente nella città di Palermo: la tariffa agevolata è da 0,88
metri cubi all'anno e si paga 0,41 centesimi; la tariffa base da 88
a 140 metri cubi all'anno è di 1,21 centesimi; la prima eccedenza è
1,53 fino a 200 metri cubi annui; la seconda eccedenza, oltre i 200
metri cubi, a 2,038, infine oltre i 260 è 2,54.
Prima questione: dobbiamo definire se introdurre un regime che
prevede che nella tariffa sociale ci sia una quantità assolutamente
gratuita. È evidente che il resto grava, poi, sulla tariffa
rimanente.
Ma c'è un problema a monte che voglio porre. Questo sistema della
tariffazione personalizzata non fa i conti, onorevole Foti, con un
dato di realtà: in una città come quella palermitana - parlo sempre
per esempio diretto -, dove ci sono circa 250 mila nuclei
familiari, di questi nuclei circa 200 mila sono forniture
attraverso condomini, ovvero la tariffazione è alla presa, diciamo,
a monte del condominio; la distribuzione interna al condominio e,
quindi, l'applicazione delle tariffe relative la fa il condominio
stesso, ripartendo tra i condomini il consumo idrico del
condominio.
Ora, io perché sto dicendo queste cose? Perché non vorrei che ci
stiamo infilando in un sistema che, alla fine, potremmo scrivere
tutto quello che vogliamo, ma non sarà assolutamente applicabile
perché il primo problema è come si può garantire questo diritto in
una condizione in cui solo una quota minoritaria ha un contatore
personalizzato.
Secondo: se stabiliamo che l'uso dei 50 litri è un uso sociale,
allora dobbiamo essere coerenti e dire che è assolutamente
gratuito. Altrimenti, ha ragione il presidente della Regione quando
dice: questo è un principio di garanzia a cui deve ulteriormente
discernere il principio che in caso di morosità e di interruzione
del servizio va garantito un minimo vitale, ma anche quel minimo
vitale si paga.
Non è che il fatto che hai diritto ad una quantità minima se non
paghi l'acqua, quella quantità che ti viene erogata sarà registrata
o nel contatore del condominio o nel contatore, anzi del condominio
no, perché se l'acqua arriva al condominio non è che siccome non
paga un condomino puoi staccare l'acqua a tutti i condomini.
Io continuo a dire che questa è una norma di principio, ma con un
decreto da parte della presidenza della Regione, col dipartimento
relativo, si potrà andare a disciplinare la modalità con la quale
si garantisce nella fascia sociale questo diritto soggettivo ai
cittadini. Altrimenti, rischiamo di scrivere una norma che non
potrà mai trovare applicazione perché è una norma impossibile,
stando così il sistema di erogazione organizzato, garantire con
quanto affermato dalla legge.
Quindi, io sono per abolire il comma 3 e rinviare ad un decreto
del Presidente della Regione le modalità con le quali garantire
questo principio alle fasce più bisognose.
PRESIDENTE. Se non ho compreso male, Presidente, Commissione e
relatore, votando l'articolo 12 così come è uscito dalla
Commissione il principio di carattere generale è che 50 litri vanno
garantiti a tutti. Se votiamo l'emendamento dell'onorevole Assenza
significa che non viene garantita a tutti ma, comunque, non può
essere tolto il diritto all'acqua anche a quelli che sono morosi.
Non può essere staccato il contatore.
Comunico che tutti gli emendamenti che prevedono la soppressione
sono ritirati.
Si passa all'emendamento 12.10, a firma degli onorevoli Assenza e
Falcone.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 27
Contrari 22
Astenuti 3
(E' approvato)
Gli emendamenti 12.14 e 12.13, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri, sono preclusi.
Si passa all'emendamento 12.4, a firma degli onorevoli Di Mauro
ed altri, che prevede la soppressione.
Onorevole Cracolici, mi dicono gli Uffici che la soppressione
comporterebbe problemi di natura finanziaria
CRACOLICI. Non è così, è esattamente il contrario.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Mi rimetto alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
(Proteste in Aula)
MUSUMECI. Se c'è contestazione, Presidente, lei ha il dovere di
verificare.
PRESIDENTE. Vi vedo bene, onorevole Musumeci guardi che vedo
meglio da qua, tranquillo che non agevolo nessuno. Questo lei lo
dovrebbe sapere. Quando si è alzato tutto il gruppo del PD ed il
gruppo dell'UDC e 5, 6 deputati dall'altro lato, il voto era
chiaro. Lei non riesce a vederli, mi scusi.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Modelli tariffari
La Giunta regionale, su proposta delle Assemblee territoriali
idriche, approva i modelli tariffari del ciclo idrico relativi
all'acquedotto e alla fognatura, sulla base di quanto disposto
dall'articolo 154 del Decreto legislativo 152/2006, ossia che la
tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato
ed è determinata dalla qualità della risorsa idrica e del servizio
fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei
costi di gestione delle opere e dei costi di gestione delle aree di
salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento
delle Assemblee territoriali idriche, in modo che sia assicurata la
copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio
secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio
chi inquina paga'. Tutte le quote delle tariffe del servizio
idrico integrato hanno natura di corrispettivo».
All'articolo 13 sono stati rinviati due emendamenti che erano
all'articolo 7, esattamente il 7.2, a firma Cascio Salvatore e
altri e il 7.19, a firma degli onorevoli Cani ed altri, che fanno
riferimento al sistema della tariffazione, li voteremo come
emendamenti aggiuntivi all'articolo 13.
Si passa all'emendamento 13.2, a firma Cordaro, Grasso ed altri.
GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.1, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni e Di Mauro.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.5, a firma degli onorevoli Turano ed
altri. Onorevole lo mantiene o lo ritira?
TURANO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
13.5.1, a firma D'Asero e altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.5. Il parere della
Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.6, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 13.7,
che così recita: «In relazione al livello di qualità della risorsa
idrica, ovvero nei casi in cui la stessa non è utilizzabile per
fini alimentari, la tariffa viene ridotta in una misura pari al 50
per cento».
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.3 a firma degli onorevoli Panepinto ed
altri. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.4 che è precluso.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emendamento 13.4, secondo me, va approvato perché esattamente in
linea con tutto ciò che abbiamo approvato fino adesso, cioè le
tariffe le propongono le assemblee territoriali idriche, così
formulate secondo i criteri dell'articolo 154 del codice
dell'ambiente. Con la stessa logica l'acqua all'ingrosso la
dobbiamo fare decidere dalla Giunta regionale di Governo, al comma
1 dopo le parole ...ciclo idrico relativo all'acquedotto, la
fognatura...', sono aggiunte le parole compreso quello gestito da
Siciliacque'.
Non può essere diverso. Chiedo al Governo e alla Commissione di
dare parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, chiedo a lei e alla Commissione,
ma se noi non inseriamo questa norma per il principio di
astrattezza della norma, cosa cambia?
PANEPINTO. Cambia per il fatto che l'approvava l'Autorità
nazionale dell'energia e del gas...
PRESIDENTE. Quindi, che vuol dire? Lo può precisare? Noi abbiamo
parlato di astrattezza della norma, compreso Siciliacque.
PANEPINTO. Signor Presidente, la ringrazio per darmi l'opportunità
di precisare. Il testo così come è stato costruito ed approvato,
dibattuto in questa Aula, presuppone un principio, che pur
rispettando l'articolo 154 del codice dell'ambiente su come si
formula e su come si arriva a determinare una tariffa, non sarà più
l'Autorità nazionale dell'energia e del gas a stabilirla, ma lo
farà la Giunta regionale di Governo, su approvazione dell'assemblea
territoriale idrica.
Nel caso del solo ambito e, quindi, l'astrattezza si restringe,
deve essere necessariamente, per un problema anche di livellamento
del costo dell'acqua all'ingrosso con il costo dell'acqua che viene
consegnata agli utenti.
Quindi, credo che approvare la norma rientri esattamente nella
chiusura dei criteri di definizione della tariffa. Poi quello che
accadrà nella testa dei giudici
PRESIDENTE. Grazie, con il suo intervento ci siamo chiariti un po'
le idee.
Assessore Contrafatto, che ne pensa per chiarezza dell'Aula?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Volete il mio pensiero?
PRESIDENTE. Sì, il suo pensiero. Sull'emendamento 13.4, se c'è
bisogno di mettere effettivamente una norma oppure già Siciliacque
rientra nel benedetto articolo 13? Sì, però, Presidente Crocetta,
noi stiamo facendo leggi, non stiamo facendo atti amministrativi.
Questo è il dato.
Se si tratta di avere maggiore copertura, per carità, e siamo
tutti d'accordo, bene.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Io mi rimetto alle valutazione dell'Aula perché non
ritengo che ci sia un problema.
LENTINI. Assessore, vogliamo equiparare Siciliacque al resto del
mondo per chi vende l'acqua. Lo sa per quale motivo? Io l'ho detto
poco fa. Perchè Siciliacque compra, attraverso i consorzio di
bonifica, a 5 centesimi al metro cubo. Per portarle un esempio,
l'Amap di Palermo che è un'azienda in house pubblica vende a 0,40,
Siciliacque vende a 0,98 centesimi. Ci può essere una differenza
del genere? No. Quindi, vogliamo equiparare Siciliacque a tutti
coloro che vendono acqua. Ci potrebbe essere una differenza di
qualche centesimo ma non da 0,40 passare a 0,98 centesimi. Quindi,
io firmo l'emendamento dell'onorevole Panepinto. Lo condivido in
pieno e voglio che si ponga in votazione. Grazie.
PRESIDENTE. Capisco che è diventato uno spot continuo. Mi scusi,
assessore Contrafatto. Qua il problema è che nessuno sta
disquisendo se deve rientrare Siciliacque nell'ambito dell'articolo
13 o meno. Il problema è di qualità della legge. C'è bisogno di
inserirla o no?
Ho compreso qual è l'obiettivo dell'onorevole Panepinto, cioè
limitare la discrezionalità della Giunta in questo tipo di
ragionamento, così, di questo si tratta, perché dice la Giunta
regionale, su proposta delle assemblee territoriali idriche approva
i modelli tariffari .
Siccome Siciliacque è quella che ha il monopolio, ecco, questo si
può dire. In Sicilia si dice io ti blindo con la norma', però,
chiamiamo le cose con il nome e il cognome perché, obiettivamente,
non ce ne sarebbe bisogno. Questo è il punto. Se c'è bisogno di
blindarlo lo blindiamo.
Però, ai fini della qualità della legge, ribadisco, noi non
facciamo atti amministrativi, noi facciamo leggi.
La situazione della Sicilia è particolare, noi, più che farlo con
ordini del giorno, lo stiamo dicendo con legge quello che deve fare
il Governo.
Va bene. Si passa all'emendamento 13.4 degli onorevoli Panepinto
ed altri. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Cascio Salvatore ed
altri.
CASCIO Salvatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.19, degli onorevoli Cani ed altri. E'
identico.
CANI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Istituzione Commissioni tecniche presso gli ATO idrici
posti in liquidazione
1. Il Presidente della Regione, con proprio decreto,
istituisce presso gli ATO idrici posti in liquidazione,
che abbiano già affidato la gestione del S.I.I. ad enti di
diritto privato, commissioni tecniche allo scopo di
verificare eventuali inadempimenti contrattuali, sulla
base delle convenzioni stipulate e in ottemperanza
dell'art. 49 della L.R. 11/2010.
2. Le commissioni indicate al comma precedente sono
presiedute dai commissari degli ATO idrici posti in
liquidazione e composte da tre sindaci dei comuni
appartenenti all'ambito territoriale ottimale, da un
rappresentante delle OO.SS., da un rappresentante dei
comitati cittadini per l'acqua pubblica e da un
funzionario del Dipartimento Acque e Rifiuti
dell'Assessorato regionale all'Energia.
3. Tutti i componenti le commissioni vengono designati
dagli organismi di rispettiva appartenenza e non hanno
diritto ad alcun compenso per la loro attività.
4. Entro 90 gg. Dalla loro istituzione le Commissioni
tecniche formalizzano, mediante relazione scritta, le loro
osservazioni in ordine a quanto indicato al comma 1. In
caso di accertati inadempimenti contrattuali degli enti di
diritto privato gestori del S.I.I., le istituite
commissioni avanzano al Presidente della Regione una
proposta di risoluzione anticipata delle convenzioni
stipulate.
5. In attesa della definitiva applicazione dei principi
e delle norme previste dalla presente legge, le
Commissioni di cui al comma 1 avanzano all'Assessore
all'Energia soluzioni per calmierare le tariffe del
servizio idrico integrato in tutti i Comuni aderenti al
Consorzio d'ambito, al fine di evitare disagi e problemi
di ordine sociale tra la popolazione».
DI MAURO. Propongo l'approvazione all'unanimità.
PRESIDENTE. In fiducia, c'è una proposta di una votazione in
fiducia da parte dell'onorevole Di Mauro. Mi scusi, onorevole Di
Mauro, le posso fare una domanda? Allora lei perché ha presentato
l'emendamento soppressivo?
E' stato un errore materiale. Sono ritirati tutti i soppressivi.
Ritirato l'emendamento Di Mauro, ritirato l'emendamento Grasso,
ritirato l'emendamento Falcone. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura.
»Art. 15
Disposizione finale ed entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo alla sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per tre minuti..
(La seduta, sospesa alle ore 20,10, è ripresa alle ore 20.19)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, per quanto riguarda gli emendamenti
aggiuntivi, invito il Governo a ritirare l'A.2. Di conseguenza
decadono tutti gli altri emendamenti connessi, l'A.7, l'A.4, l'A.6
e l'A.5, mentre si può votare - se il Governo lo ritiene, assessore
Contrafatto - l'A.1, cioè la questione APS di otto milioni di euro.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo A.1,
relativo alla questione APS, gli otto milioni di euro che recita:
proroga al 31 dicembre 2015 il termine per l'utilizzo di otto
milioni di euro previsto in finanziaria per i comuni in situazione
di emergenza idrica .
Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti aggiuntivi A.2, A.7, A.4, A.6, A.5
vanno in un disegno di legge a parte compreso l'emendamento A.3
perché si parla di rifiuti e non di acqua e, quindi, vanno in un
disegno di legge a parte.
Nell'attesa che si preparino gli emendamenti da presentare ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento, vorrei comunicare...
Vorrei un po' di attenzione da parte dell'assessore Barresi, del
Governo.
Il Governo, così come preannunciato, ha ufficialmente fatto
pervenire alla Commissione un disegno di legge per la lotta ai
cinghiali, visto l'increscioso fatto accaduto qualche giorno fa.
Proceduralmente questo disegno di legge è già stato assegnato per
la competenza in IV Commissione, deve, per il parere, andare anche
in III Commissione. Ho registrato la volontà da parte della III
Commissione, del presidente Marziano, ad esprimere il relativo
parere anche in serata, autorizzando, se siamo d'accordo, la III
Commissione a riunirsi, insieme all'assessore Barresi, per
esprimere il relativo parere.
Pertanto, se siamo d'accordo, possiamo anche approvarlo in coda ai
lavori già programmati e che sono all'ordine del giorno.
GRECO Giovanni. Sono stati presentati degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Quando passiamo alla votazione si passerà agli ordini
del girono.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa?
ALONGI. L'emendamento A.7?
PRESIDENTE. Ho chiesto all'assessore e l'assessore li ha ritirati
perché il suo aggiuntivo era agganciato ad un aggiuntivo del
Governo e riguarda i rifiuti, non c'entra con l'acqua
Si stanno preparando gli emendamenti da presentare ai sensi
dell'articolo 117. Gli emendamenti aggiuntivi sono ritirati, sono
tutti agganciati ad un emendamento del Governo che, giustamente, ha
ritirato perché riguarda i rifiuti.
Per non dichiararli inammissibili ho detto che sono ritirati e
verranno trattati in un disegno di legge a parte. Onorevole Alongi,
riguarda personale, stiamo aprendo la maglia, non è opportuno
aprire questo tipo di maglia.
Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014
(n. 1037/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Approvazione
del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2014 (n. 1037/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 (n. 1037/A), posto al n. 3) del II
punto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione, «Bilancio», a prendere
posto nel relativo banco. La III Commissione, ribadisco, è
autorizzata a riunirsi per esprimere parere sul disegno di legge
che riguarda la lotta ai cinghiali.
Assessore Baccei, la invito a relazionare sul disegno di legge.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, relativamente al disegno di legge sul rendiconto stiamo
presentando il rendiconto parificato dalla Corte dei Conti, il
rendiconto presenta un disavanzo finale di circa un miliardo 870
milioni.
Questo disavanzo si è formato, in parte, nell'esercizio 2013, per
circa 464 milioni, ha poi visto, per il 2014, un disavanzo di
competenza di circa 675 milioni e, poi, sul finire dell'anno il
disavanzo si è ulteriormente appesantito per effetto del ritardo
con cui il Governo nazionale ci ha accreditato le somme dell'FSC
che andavano a coprire il contributo alla finanza pubblica per 585
milioni e il ritardo con cui ci è stato accreditato il mutuo a
favore degli enti locali per i quali noi avevamo fatto
un'anticipazione.
La somma di questi effetti, quindi, di quello che era il disavanzo
2013, che ci riportavamo nel 2014, della competenza 2014 e di
questi ritardi nell'accreditamento delle somme, porta a un totale
di un miliardo e 269 milioni che è il disavanzo che si è
manifestato nell'esercizio 2014. Questa, in estrema sintesi, è il
risultato dell'anno 2014.
Come sapete, è un anno che risente fortemente della situazione
economica della Regione, dove le entrate sono state minori di
quelle che erano state previste nel bilancio di previsione e questo
è quello che ha determinato, sostanzialmente, il disavanzo di
competenza del 2014.
Come sapete, nel 2015 abbiamo cambiato modello di definizione
delle entrate per cui ci aspettiamo un risultato completamente
diverso, molto positivo nel corso del 2015.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
dalla lettura di questa sintesi della relazione sul rendiconto
generale della Regione siciliana, esercizio finanziario 2014, e da
quanto detto dall'Assessore emerge un quadro certamente difficile
sul piano finanziario con una serie di problematiche che sono
ataviche e che si riallacciano ad iniziative legislative di un
tempo, all'azione che è stata fatta dal Governo nazionale che, da
quando è stato nominato Presidente del Governo nazionale il
senatore Monti, c'è stata un'abitudine che è quella di stabilire
con forza il concorso alla finanza nazionale attraverso prelievi da
parte delle Regioni.
Credo che questo sia un procedimento che la Regione siciliana si
è fatto più volte impugnare ed ha creato una serie di difficoltà
finanziarie e non dimentichiamo che, in questo senso, sono state
adottate due leggi da parte di questo Parlamento, su proposta del
Governo, che venivano definite allora come anticipazioni di
liquidità ma, in verità, di trattava di risorse che venivano ad
essere sollecitate attraverso procedure particolari, tra l'altro
sostenute con forza dal Governo nazionale, per mettere in
liquidità, soprattutto il sistema sanitario e anche gli enti
locali.
Bene, tutto questo ha determinato un appesantimento delle
difficoltà finanziarie di questa Regione ma la cosa che più mi
preoccupa non è tanto una discussione, Presidente Crocetta, sulla
questione di ciò che è stato già fatto, mi preoccupa - e vorrei
comprendere meglio dall'Assessore - ciò che è scritto a pagina 24,
cioè la questione dell'armonizzazione dei bilanci, ai sensi del
decreto legislativo 100-118 che prevede il riaccertamento
straordinario dei residui, che deve essere fatto subito dopo
l'approvazione da parte di questo Parlamento del disegno di legge,
cioè nella stessa giornata, quindi, oggi stesso deve essere fatto.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire fare un accertamento di quello
che sono stati gli accertamenti, verificare su questi accertamenti
una sorta di media degli incassi realmente realizzati e sul 36 per
cento di quello che sia si fa una valutazione complessiva e si deve
istituire un fondo che dovrà essere coperto nell'arco di
trent'anni. Quindi ci sarà la necessità di comprendere bene di che
cosa stiamo parlando, ci sarà la necessità di capire come si deve
dare la copertura finanziaria e credo che sia utile che il
Parlamento in questa sede di approvazione di questo rendiconto
venga informato su quello che a breve dovrà essere adottato dalla
Giunta di Governo, considerato - ripeto - che la riunione si terrà
tra qualche minuto e, soprattutto, vedere qual è il modo di dare
copertura finanziaria perché ricordo a me stesso, a proposito del
debito contratto col sistema sanitario nel 2012 e quello contratto
a suo tempo, con i due disegni di legge uno che riguardava un
miliardo a proposito di aiuto alle imprese e l'altro il pagamento
dei debiti, avevamo già dato copertura e la stessa Corte dei conti,
peraltro, contesta a proposito della legittimità di questa
copertura finanziaria per circa 30 anni, adesso se aggiungiamo un
altro debito che peraltro dobbiamo assolutamente fare per
cancellare tanti e tanti residui attivi, vorremmo capire bene
dall'assessore qual è l'iter che si prefigge il Governo, qual è
l'importo che deve essere istituito per i prossimi 30 anni di
questo famoso fondo e qual è il totale complessivo che verrà
cancellato residui attivi. Non è una polemica, Assessore.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo con interesse su questo tema perché quello dei conti è
risaputo che è un tema che mi interessa e che mi appassiona, però
le devo dire anche che intervengo per far notare rispetto quasi
all'indifferenza dell'Aula e quindi anche del Governo, la
situazione difficilissima, gravissima in cui oggi versa la Sicilia
e lo vorrei far notare partendo non soltanto dalla relazione della
Corte dei Conti, ma partendo dalla relazione dal quadro che oggi il
Governo regionale rassegna a questa Assemblea.
Cosa emerge sostanzialmente? Emerge un minore gettito del 2014
rispetto al 2013 per circa un miliardo, ma emerge anche la
lievitazione della spesa pubblica, cioè significa che questa
Regione siciliana che sino a ieri, sino al 2013 riusciva ad avere
entrate per circa 19 miliardi e 350 milioni di euro, oggi ha un
gettito di entrate per circa 18 miliardi e 300 milioni di euro, ciò
significa che noi nel 2014 abbiamo introitato un miliardo di euro
in meno.
A fronte di questo dobbiamo dire che le uscite, paradossalmente,
che erano di circa 19 miliardi di euro o meno di 18 miliardi e 500
milioni di euro, sono giunte addirittura a 20 miliardi di euro,
cioè a fronte di una minore entrata abbiamo creato una maggiore
uscita di un miliardo e mezzo di euro.
L'anno scorso, o meglio, qualche mese fa quando facemmo la
finanziaria, all'articolo 2 abbiamo previsto un disavanzo di un
miliardo 755 milioni di euro. Oggi, facendo bene i conti e quindi
andando a verificare il rendiconto in sede di parifica, ci siamo
accorti che quel miliardo e 755 milioni di euro è lievitato ad un
miliardo ed 880 milioni di euro, cioè è aumentato di circa 120
milioni di euro in più.
Questo significa, e l'assessore Baccei lo sa, che da qui a qualche
settimana dobbiamo ritornare in Aula per una nuova manovra
finanziaria di assestamento che vada a coprire ben 120 milioni di
euro che mancano. Signor Presidente, però io chiedevo un attimo di
attenzione e, comunque, c'è troppa disattenzione e soprattutto poca
educazione istituzionale dinanzi a un tema così delicato, però
forse interessa poco ai colleghi. Quindi, se la Presidenza volesse
intervenire, diversamente, magari, io evito di interromperli.
Dicevo questo, Presidente, è chiaro che il dato che emerge, il
quadro che abbiamo è sicuramente un quadro a tinte fosche, un
quadro che oggi per la prima volta, al di là della manovra di
assestamento che dobbiamo fare, della manovra finanziaria che deve
rimettere in regola i conti, che deve riallineare i conti,
Assessore, perché in questo momento mancano 120 milioni.
Il dato più importante è quello che, a fronte della diminuzione
dei residui attivi, sono aumentati i residui passivi, cioè
aumentano i debiti della Regione siciliana e diminuiscono i crediti
e la cosa grave è che, come emerge dalla relazione, a fronte della
diminuzione dei residui attivi di parte corrente, aumentano i
residui attivi in conto capitale e malgrado ciò diminuiscono sempre
i residui attivi, cioè significa che è una situazione veramente
drammatica, una situazione che vede la Regione siciliana ad un
passo dal fallimento o meglio dal dissesto finanziario.
E su questo nessuno può nascondersi e chi nasconde questa
situazione non fa un bene alla Sicilia ma crea un ulteriore danno
perché stiamo nascondendo sotto il tappeto quella polvere che sta
diventando quasi una montagna, qualche giorno fa lo avevamo detto.
Ma la cosa grave, e ancora lo dobbiamo dire, è quella del conto
patrimoniale, Assessore Baccei. Per la prima volta nella storia il
conto patrimoniale - che significa il conto patrimoniale? Il conto
patrimoniale non è altro che i beni della Regione: sono i beni
immobili, i beni mobili e sono le partecipazioni - nel 2013 questo
conto patrimoniale ascendeva a 2 miliardi e 200 milioni circa, 2
miliardi e 254 milioni; oggi, nel 2014, paradossalmente questo
conto patrimoniale è andato a meno, ha subito non soltanto un
decremento ma, addirittura, tra quello che sono i nostri beni -
mobili, immobili, partecipazioni -, e quelli che sono i nostri
debiti, siamo a 809 milioni meno. Significa che la Regione per la
prima volta nella storia, dal dopoguerra ad oggi, dalla sua
costituzione, per la prima volta ha un patrimonio netto inferiore
rispetto ai debiti per 809 milioni.
Questo è un dato drammatico che nessuno, però, dice.
Ma ancora non abbiamo detto che il gettito, quest'anno, cioè
significa tra la previsione di entrata dell'IRPEF, dell'IRAP,
dell'IVA e degli altri tributi locali, rispetto alla previsione ha
avuto un decremento, un minore gettito di circa 950 milioni di
euro: attenzione, questo significa che il disavanzo programmato,
che all'articolo 2 della finanziaria abbiamo valutato in 1 miliardo
e 755 milioni di euro, e che oggi dobbiamo andare a correggere con
una manovra correttiva per 1 miliardo e 870 milioni di euro l'anno
prossimo, secondo questo indice tendenziale, arriverà a 2 miliardi
e 800 milioni Assessore.
Io vorrò capire come l'anno prossimo, con i minori trasferimenti
che abbiamo, col minore gettito e con la maturazione di questo
disavanzo che arriverà, addirittura, a toccare, a sfiorare i 3
miliardi, quale sarà la condizione finanziaria in cui questa
Regione si dovrà trovare. Questo è un dato su cui dovremo
riflettere; ma attenzione, non è finita qui. Quest'anno le entrate
complessivamente intese sono diminuite del 6,8 punti in percentuale
rispetto al 2013, ma in effetti diminuiscono del 12 per cento se
facciamo caso al fatto che 900 milioni di euro sono affluiti alle
casse regionali grazie ad un mutuo che abbiamo fatto per pagare i
debiti fuori bilancio o comunque del d.l. 35 prima e 66 dopo, vi
ricordate? 606 milioni erano i debiti per la sanità, 240 milioni
erano i debiti per gli enti pubblici e altri 100 milioni erano i
debiti vari della Regione.
Tirando i conti, facendo una sintesi, quindi, oggi la situazione
creditoria della Regione si è deteriorata. La situazione debitoria
della Regione è aumentata, i beni della Regione addirittura sono
spariti ed in più, se vogliamo, il gettito cioè l'introito su cui
oggi la Regione basa la propria spesa, ha perso un miliardo di
euro. Tutto ciò dovrebbe far riflettere questo Governo, assessore,
e tutto ciò dovrebbe anche riposizionare il Governo in una
posizione contrattualmente nuova, dovrebbe creare una specie di
novazione contrattuale, di rinegoziazione contrattuale col Governo
centrale il quale non può dire: ti abbiamo dato 500 milioni di
euro , perché i 500 milioni di euro non sono altro che 200
milioni di euro, è l'Irpef; ma noi avevamo messo in entrata 300
milioni quindi mancano 100 milioni; 50 milioni non è altro che
l'attuazione dell'articolo 37 c'erano 50 milioni ed il Governo ha
detto 100 milioni.
A fronte di questi 250 milioni abbiamo invece ottenuto che il
disavanzo che prima veniva spalmato in tre anni venisse spalmato in
sette anni e, quindi, 205 milioni non sono soldi reali, ma sono
soldi che, invece, è come se stessimo facendo friggere questa
Regione col suo stesso olio, cioè è uno spalmamento di questo
disavanzo in un periodo di tempo maggiore rispetto a quello
previsto.
Alla fine dei conti, assessore Baccei, mancano 120 milioni
quindi servirà una manovra correttiva perché mancano 120 milioni
per il disavanzo accertato dalla Corte dei conti oltre che dalla
Giunta regionale rispetto all'articolo 2 della finanziaria. Mancano
50 milioni di euro perché noi avevamo messo in entrata 300 milioni
e di questi 300 il Governo ce ne ha dati appena 250 compreso
l'articolo 37. Quindi, da questo rendiconto noi come usciamo?
Usciamo veramente in ginocchio, usciamo con un conto patrimoniale
assolutamente inesistente anzi in negativo per 809 milioni di euro
e usciamo con l'esigenza che il 2 settembre, presidente Ardizzone,
la prima cosa che questo Governo dovrà portare, la prima emergenza
è la manovra correttiva per aggiustare i conti della finanziaria
perché sono in questo momento disequilibrati, sono squilibrati tra
le entrate e le uscite.
Questa è una situazione veramente allarmante ma è una situazione
che dovrebbe richiamare il Governo regionale, il Partito
Democratico soprattutto che ha anche una responsabilità di Governo
nazionale che non dovrebbe trattare questa Sicilia come l'ultima
Cenerentola delle regioni d'Italia, ma dovrebbe dare quella dignità
che invece merita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Signori Assessori, onorevoli
colleghi, questo disegno di legge sembrano le dimissioni in bianco
di questo Governo, basterebbe la firma sopra.
Dovrebbe esserci la firma sopra a questo disegno di legge proprio
per simboleggiare la fine di un'esperienza di Governo segnata da
forti incapacità amministrative, segnata dalla incapacità di
prevedere di quello che potessero essere le soluzioni.
Oggi, ad esempio, di fronte al dramma che è successo qualche
giorno fa, ci stiamo occupando dei suidi, ma io ricordo a tutti che
più di due anni fa la mia collega Claudia La Rocca aveva portato
all'interno di quest'Aula quel problema e quel problema però rimase
inascoltato.
Ora, senza voler fare alcuno sciacallaggio, però dico che non
siamo mai intervenuti sui temi fin quando non sono diventate
emergenze e non è il modo di agire di una politica che dovrebbe
mettere al centro il cittadino dell'agire politico di questa
amministrazione. Non lo ha mai fatto Questa è un'amministrazione
regionale che ha sempre tirato a campare, guardando con gli occhi
di porta degli occhiali con molto spessore, con una foltissima
nebbia e navigando a vista e perdendosi nelle acque, non essendo
neanche un navigatore abile.
Non siamo più pronti a portare avanti. Io oggi ascoltavo
l'intervento dell'onorevole Falcone, come sempre, molto positivo
dal punto di vista della conoscenza dei numeri. Ed è uno scenario
che è davvero svilente, avvilente.
Io non posso più ascoltare di una Sicilia che perde ogni volta
soldi su soldi, su soldi e poi qui mi devo ritrovare scritto, in
barba anche ad ogni logica e ad ogni intelligenza che qui dentro
dovrebbe in qualche modo dare uno spunto propositivo come
opposizione a questo Governo e mi devo sentir dire che si sono
persi degli introiti nell'Irpef e nell'Irap.
E certo, perché? Abbiamo alzato abbiamo congelato per i prossimi
trent'anni, al massimo quelle aliquote diventando la Regione nella
quale è più difficile venire ad investire perché costa di più il
costo del lavoro, perché i lavoratori dipendenti e i pensionati
pagano più tasse.
Nessuno si vuole trasferire nella nostra Terra, nessuno vuole
venire ad investire nella nostra Terra ed è questo un dato di
fatto.
E oggi il rapporto dello Svimez è inclemente, mentre guarda ad
un'Italia che sta morendo per colpa della crisi, guarda ad una
Sicilia e non la mette come ultima delle regioni italiane, ma la
mette addirittura ultima rispetto anche alla Grecia.
E' questo il problema che stiamo vivendo
Abbiamo i dati che sono raddoppiati in negativo rispetto a quelli
della Grecia e tutti sappiamo come in Grecia stanno vivendo e che
cosa stanno passando e ancora qui ad aspettare tutto quello che
vorremmo.
Qui, siamo di fronte ad una Regione che per colpa questi venti
anni di politica e questo Governo ne è connivente perché ha
continuato quella politica e l'ha peggiorata, passando da 5
miliardi di euro di debito a 7,5. Questo è il rapporto della Corte
dei Conti a cui abbiamo assistito l'altro giorno e oggi di fronte a
questi numeri, io mi sento di dire che questa è la Regione che è
il fanalino di coda, la maglia nera dell'Europa, mentre la storia
ci aveva regalato una Regione che era il centro del Mediterraneo.
Questa è la vergogna alla quale oggi dobbiamo assistere e
dovremmo raccontare, dovremmo commentare questo rendiconto? Queste
sono le dimissioni in bianco di un Governo che non esiste più e
farebbe bene davvero ad andare a casa, con la complicità di un
Partito Democratico che ancora tiene in vita perché non perché c'è
bisogno di fare delle riforme, ma perché ha paura di andare al
voto, perché se no vincono quelli del Movimento 5 Stelle.
Questa è la vergogna di una politica regionale che non sta dando
risposte ai problemi dei cittadini siciliani. Questa è la vergogna
Presidente, oggi mi sono scaldato e mi scuso con lei che ha sempre
questa capacità di ascoltare e forse di fare sfogare tutti gli
altri, torno a chiederlo di nuovo se il Presidente Crocetta che ci
degna a fasi alterne della sua presenza fra una sigarette e l'altra
in corridoio e questo è anche il suo rispetto istituzionale,
rispetto all'Aula, quando avrà finito di fumare, probabilmente
qualcuno gli racconterà quello che gli ho detto. Però, se oggi lui,
davvero, tiene a questa Terra e vuole dimostrare di essere ancora
una volta il miglior presidente di questa Regione, deve fare solo
una cosa: si deve dimettere
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, proprio per
riprendere i punti principali che sono stati toccati partendo da
quelli dell'onorevole Di Mauro che chiedeva informazioni
relativamente alle informazioni di riaccertamento dei residui che,
una volta approvato il rendiconto, verrà apprezzato dalla Giunta.
E' stata fatta questa operazione in linea con quanto previsto dal
decreto 118. Sostanzialmente verranno cancellati 5 miliardi e 400
milioni di residui attivi e 200 milioni di residui passivi, per un
saldo di circa 5 miliardi e 200 milioni.
La gran parte dei residui attivi, oltre il 90 per cento, sono
relativi a crediti, a ruoli sostanzialmente trasmessi dall'agenzia
delle entrate. Quindi, non dipendono dalla Regione Sicilia; spesso
è addirittura riconoscibile la singola partita dei creditori e
veramente informazioni sulle quali non si poteva fare molto. Devo
dire che questo da quando sono arrivato è una delle operazioni che
si caldeggiava, per cui il fatto di andare ad eliminare tutti
questi residui, da un lato pone un problema sul bilancio perché si
vanno a cancellare delle partite attive, dall'altro si dà stabilità
per il futuro a questo bilancio perché è una grandissima operazione
di trasparenza che viene fatta.
Per quanto riguarda la copertura, nel pacchetto di misure che
citava l'onorevole Falcone sul quale possiamo poi tornare
concordate con il Governo nazionale, c'è già la copertura per il
2015 che è il primo anno in cui bisogna pagare, fra virgolette, la
rata dei trent'anni dell'ammortamento dei residui. Per cui,
nell'assestamento tecnico che andremo a fare, come correttamente
diceva l'onorevole Falcone, ma non perché abbiamo sbagliato i
conti, ma perché c'è da fare comunque per i residui attivi, già c'è
la copertura della rata dell'ammortamento del 2015.
Per cui, al disavanzo che ci siamo trovati in fase di bilancio di
previsione, abbiamo aggiunto questo valore, abbiamo aggiunto la
differenza di circa 100 milioni di perdita che è venuta fuori da un
conteggio più accurato che non poteva essere fatto ai tempi del
bilancio di previsione che è stato fatto dalla Ragioneria, ha
portato 100 milioni in più di perdita che verranno spalmati in
sette anni, per cui la quota parte della perdita troverà già
copertura nel pacchetto di misure che sono state concordate con il
Governo nazionale.
Relativamente al punto che sollevava l'onorevole Falcone di
negoziazione o rinegoziazione, rinovazione degli accordi con lo
Stato, come sapete è una cosa su cui si è lavorato, ma soprattutto
si sta lavorando. Purtroppo, per il 2015 si è dovuto lavorare alla
legge di stabilità nazionale chiusa per cui i margini di manovra
erano ovviamente pochi. Per cui, abbiamo dato fondo ai soldi che
erano disponibili a livello nazionale e poi lavorare con misure che
non andassero ad intaccare i numeri dello Stato, quindi si è
lavorato soprattutto sul saldo netto della finanziaria e spesso non
in termini di patto di stabilità.
Alcune affermazioni dell'onorevole Falcone che alcune delle misure
non danno luogo a soldi contanti sono vere, ma comunque danno modo
di aggiustare i conti del bilancio e chiudere il bilancio del 2015
che era l'obiettivo che sembrava quasi mission impossible in fase
di bilancio di previsione.
Abbiamo trovato, alla fine, non solo tutti i soldi che servivano
al bilancio di previsione, ma anche soldi per coprire la maggior
perdita che è venuta fuori, circa 100 milioni, ma soprattutto i
soldi per pagare la prima rata di ammortamento dei residui che sarà
di circa 170 milioni annui e 50 milioni che saranno quelli che
verranno sostanzialmente a fare una specie di svalutazione crediti,
anche questo previsto per il 118.
DI MAURO. Questa rata di 170 milioni è senza interessi?
BACCEI, assessore per l'economia. Questo è quello che prevede il
decreto 118 di ammortizzare, non ci sono interessi. E' la quota
totale dei residui divisa per trent'anni. Non è un mutuo è soltanto
una modalità di ammortamento, quindi non va ad aumentare
l'indebitamento.
Per rispondere di nuovo all'onorevole Falcone, è vero che ci sono
minori entrate sia rispetto al bilancio di previsione ed uno dei
motivi che ci ha portato a correggere il modello di accertamento
delle entrate del 2014, ma soprattutto relativamente alle spese, ma
tutti sappiamo che le maggiori spese dipendono dall'aumento del
contributo alla finanza pubblica, che, ahimè, non dipende da noi,
ma è una delle cose che stiamo rivedendo con lo Stato e, in questo
senso, interviene favorevolmente, anche una sentenza della Corte
costituzionale che ci consentirà di abbattere i 115 milioni, il
contributo alla finanza pubblica, ma per ora per il 2014, quello
era ed era aumentato rispetto all'anno precedente. La spesa
sanitaria comunque per decisione del Governo nazionale di anno in
anno aumenta e noi non possiamo che adeguarci con il 49% di
contributo regionale, aumenta perché stiamo accelerando sulla spesa
comunitaria e questi comunque per il 25% di compartecipazione di
questa spesa va a gravare sul bilancio regionale e aumenta perché
sta aumentando l'indebitamento. Quindi l'unica voce che in qualche
modo può dipendere dal Governo regionale è l'indebitamento, un
indebitamento però che come è stato fatto osservare si è reso
necessario per rispondere ad una normativa comunitaria soprattutto
poi incide sulla parte sanitaria dove si deve velocizzare il
trasferimento dal bilancio regionale al bilancio sanitario per
evitare di incorrere nelle sanzioni. Quindi per questo motivo, così
come tutte le altre Regioni dell'Italia e le altre nazioni d'Europa
si è dovuto sottostare a questa legge sulle anticipazioni. Per cui
niente di tutte le spese che sono andate ad aumentare di fatto poi
dipende dall'iniziativa di questo Governo che in realtà ha
contenuto la spesa e come ben sapete, con la Finanziaria 2015 è
andata a ridurre la spesa di circa 300 milioni.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Approvazione del rendiconto
1. Il Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 è approvato nelle risultanze di cui ai
seguenti articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Previsioni definitive del bilancio
1. Le previsioni iniziali dell'Entrata e della Spesa
dell'esercizio 2014, fissate, con la legge regionale 28 gennaio
2014, n. 6, in euro 22.290.621.000,00, per effetto delle variazioni
intervenute nel corso dell'esercizio, pari a complessivi euro
5.408.110.921,56, risultano stabilite in euro 27.698.731.921,56».
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, per l'esercizio finanziario 2014, risultano accertate in
conto competenza per l'importo di euro 17.683.133.294,10, versate
in conto competenza per l'importo di euro 15.423.186.908,27 e
versate in conto residui per l'importo di euro 2.364.723.901,31.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
finanziario 2013 in euro 15.219.061.415,03, risultano stabiliti,
per effetto di maggiori e minori entrate verificatesi nel corso
della gestione 2014, in euro 14.489.108.263,39.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2014 ammontano
complessivamente ad euro 14.384.330.747,91, così risultanti:
Somme Somme Totale
rimaste da rimaste da
riscuotere versare
Gestione della 2.259.942.2 4.115,30 2.259.946.3
competenza 70,53 85,83
Gestione dei 11.475.328. 649.055.4 12.124.384.
residui 896,25 65,83 362,08
Residui attivi 14.384.330.
al 31/12/2014 747,91
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, per l'esercizio finanziario 2014, risultano impegnate
in conto competenza per l'importo di euro 19.908.677.513,22,
pagate in conto competenza per l'importo di euro
12.756.548.080,87 e pagate in conto residui per l'importo di
euro 4.706.391.630,02.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
finanziario 2013 in euro 6.337.450.916,88, risultano ridotti
dell'importo di euro 178.403.690,95 per economie e dell'importo
di euro 729.768.879,37 per perenzione amministrativa.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2014 ammontano
complessivamente ad euro 7.875.016.148,69 così risultanti:
Somme
rimaste da
pagare
Gestione della 7.152.129.
competenza 432,35
Gestione dei 722.886.71
residui 6,34
Residui passivi 7.875.016.
al 31/12/2014 148,69
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Situazione finanziaria complessiva
1. La gestione complessiva dell'esercizio finanziario
2014 si chiude con un avanzo finanziario di euro
6.401.249.868,80 che risulta stabilito come segue:
Avanzo finanziario all'1 gennaio eu 8.448.574.6
2014 ro 69,24
+ Entrata accertata nell'esercizio " 17.683.133.
294,10
- Spesa impegnata nell'esercizio " 19.908.677.
513,22
- Diminuzione nei residui attivi " 729.953.151
per riaccertamenti ,64
+ Residui passivi in perenzione " 729.768.879
amministrativa ,37
+ Economia nei residui passivi " 178.403.690
,95
Avanzo finanziario complessivo al eu 6.401.249.8
31 dicembre 2014 ro 68,80
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Situazione finanziaria per natura fondi
1. L'avanzo finanziario di euro 6.401.249.868,80, di cui
all'articolo 5, è così suddiviso, secondo la natura dei
fondi:
Fondi ordinari Disavanzo eu 1.868.846.
della Regione finanziario ro 834,37
Fondi non Avanzo eu 8.270.096.
regionali finanziario ro 703,17
Avanzo finanziario complessivo al eu 6.401.249.
31 dicembre 2014 ro 868,80
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Fondo di cassa
1. Il Fondo di cassa a chiusura dell'esercizio
finanziario 2014 è accertato in euro 570.003.354,07, come
risulta dai seguenti dati:
Fondo di cassa all'1
gennaio 2014 128.084.833,12
Gestione di Residui Competenz Totale
bilancio a
Incassi 2.364.723.90
1,31 15.423.186.9 17.787.910.809
08,27 ,58
Pagamenti
4.706.391.630 12.756.548.0 17.462.939.710
,02 80,87 ,89
Saldo della gestione di
bilancio +324.971.098,6
9
Gestione di Incassi Pagamenti Differenza
tesoreria
Crediti di -
tesoreria 27.260.599.58 27.314.569.4 53.969.829,84
7,24 17,08
Debiti di
tesoreria 3.080.753.150 2.909.835.89 170.917.252,10
,79 8,69
Saldo della gestione di
tesoreria +116.947.422,2
6
Fondo di cassa al 31
dicembre 2014 570.003.354,07
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale della Regione, al 31
dicembre 2014, resta stabilita come segue:
ATTIVITA'
- Attività finanziarie eur 17.820.339.4
. o 97,56
- Attività non finanziarie eu 795.105.625, 18.615.445.1
.. ro 76 23,32
PASSIVITA'
- Passività finanziarie eur 19.434.787.7
.. . o 89,39
Eccedenza delle passività sulle attività al 31 eur 819.342.666,
dicembre 2014 o 07
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo approvato il rendiconto. L'Assessore
Baccei, faceva riferimento al 118. Proceduralmente, approvato il
rendiconto, dovremmo passare adesso alla votazione finale del
rendiconto; formalmente dobbiamo sospendere la seduta per qualche
minuto perché si deve riunire la Giunta e procedere al
riaccertamento dei residui. Per cui, invito i colleghi a prendere
posto per procedere alla votazione.
n. 1037/A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
1037/A
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge Approvazione del rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 (n. 1037/A).
Chiarisco il significato del voto: chi è a favore vota verde, chi
è contrario vota rosso, chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge n. 1037/A:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 33
Contrari 19
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 21.05
(La seduta, sospesa alle ore 21.00, è ripresa alle ore 21.13)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, è pervenuta nota a firma del Presidente della
Regione, onorevole Rosario Crocetta.
Si comunica che la Giunta regionale nella seduta del 10 agosto
2015, ha deliberato il riaccertamento straordinario dei residui, ai
sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo del 23
giugno 2011, n. 118, a seguito dell'approvazione del disegno di
legge Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 .
L'Assemblea ne prende atto.
ca regionale' (n. 1025/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Tassa
automobilistica regionale (n. 1025/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge n. 1025/A: «Tassa automobilistica
regionale».
La relazione era stata resa, si passa, pertanto, all'articolo 1.
Ne do lettura:
Art. 1.
Istituzione tassa automobilistica regionale
1. Dall'1 gennaio 2016 è istituita in Sicilia la tassa
automobilistica regionale. Dalla stessa data cessa l'applicazione
della tassa automobilistica erariale. Le attività inerenti alle
funzioni previste in materia di tasse automobilistiche, il cui
presupposto di imposta è maturato sino al 31 dicembre 2015, ovvero
sino alla scadenza di pagamento del 31 gennaio 2016, restano di
competenza dell'amministrazione finanziaria statale.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma
Cancelleri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, su questo tema io concordo sul principio, nel senso che
stiamo lavorando per fare in modo di gestire anche l'arretrato e
non solo la tassa a regime dal primo gennaio 2016.
La problematica è che vanno passati una serie di archivi
dall'Agenzia delle entrate, con il coinvolgimento di SOGEI, che non
hanno un'operatività facile.
Il rischio è quello di fare per legge questo passaggio, non avere
i tempi - tenete conto che c'è un tempo per la prescrizione, per
cui rischiamo di far andare prescritte una serie di tasse di
circolazione non pagate e, di conseguenza, di avere minor gettito.
Sul principio, però, concordiamo pienamente e ci stiamo lavorando
in accordo con l'Agenzia delle entrate e con l'ACI che dovrebbe,
avendo la gestione del pubblico registro automobilistico, aiutarci
nella gestione.
Per cui, concordo sul principio ma rischiamo di fare un danno più
che un'agevolazione, di non poter lavorare e di mandare prescritte
una serie di imposte, sostanzialmente.
Per cui il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è
favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2.
Ne do lettura.
«Art. 2
Norme in materia di tasse automobilistiche
Il presupposto d'imposta, la misura della tassa, i soggetti
passivi e le modalità applicative restano disciplinate dal decreto
del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39 e successive
modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3.
Ne do lettura.
«Art. 3
Attribuzione funzioni
1. A decorrere dalla data di cui all'articolo 1, le funzioni
relative alla riscossione, all'accertamento, al recupero, ai
rimborsi, all'applicazione delle sanzioni, al contenzioso
amministrativo sono attribuite alla Regione che le esercita,
secondo le modalità previste dal decreto del Ministro delle finanze
25 novembre 1998, n. 418 (Regolamento recante norme per il
trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle funzioni in
materia di riscossione, accertamento, recupero, rimborsi e
contenzioso relative alle tasse automobilistiche non erariali),
tramite apposita convenzione da stipularsi con l'Agenzia delle
entrate o con l'Agente della riscossione della Regione ovvero con
altro ente pubblico non economico operante e con esperienza
pluriennale nel settore».
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 dall'onorevole
Cancelleri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, qui la problematica è sulla fase di accertamento.
Mentre sulla riscossione abbiamo aperto la più ampia
multicanalità, coinvolgendo tutti gli enti che è possibile
coinvolgere, la fase di accertamento è una fase più critica e
nobile del tributo, per cui limitiamo la gestione all'Agenzia delle
entrate o, comunque, all'ente che storicamente per competenza in
tutte le regioni fa questo lavoro, che è l'ACI. Questo era il senso
dell'articolo 3.
Per cui il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario
a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 3.2 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4.
Ne do lettura.
«Art. 4
Soggetti intermediari
1. Sono soggetti intermediari della riscossione della tassa
automobilistica, oltre a quelli previsti dal comma 1 dell'articolo
40 e dal comma 42 dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, e dal comma 11 dell'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, la società Poste Italiane, gli istituti di credito e gli
istituti di pagamento autorizzati dalla Banca d'Italia, previa
apposita convenzione da stipularsi con l'Assessorato regionale
dell'economia».
Si passa all'emendamento 4.1 degli onorevoli Clemente, Vinciullo,
Cordaro.
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2 dell'onorevole Cancelleri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo è assolutamente già nelle cose, anzi rischia di
essere limitativo, nel senso che gli strumenti previsti per il
pagamento vanno molto oltre attraverso il cellulare, altro tipo di
pagamento.
E' in Sicilia che non è così, in tutte le altre parti è già così.
L'unica cosa è che rischia di essere limitativo. E' aperto a tutti
i possibili mezzi di pagamento ma non limitiamo alla carta di
credito, deve essere adeguato ad altre forme di pagamento.
PRESIDENTE. Quindi lo mantiene sulla base di questo o lo ritira?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5.
Ne do lettura:
Art. 5.
Costituzione dell'archivio regionale delle tasse
automobilistiche
1. La Regione costituisce, gestisce e aggiorna un proprio archivio
regionale delle tasse automobilistiche, acquisendo i dati trasmessi
in via telematica dal pubblico registro automobilistico, dalla
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, dal Ministero
dell'economia e delle finanze, dalle regioni nonché dai soggetti
abilitati alla riscossione e dagli altri soggetti aventi requisiti
che consentono il collegamento con gli archivi in forza di
disposizioni di legge o regolamento, statale o regionale
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, proprio
prendendo lo spunto dall'articolo 5 che è un articolo importante
perché dice che viene costituito un archivio regionale delle tasse
automobilistiche io pongo qui un problema che dovrà essere
affrontato e lo pongo al Governo, al Presidente della Regione,
all'assessore, al Presidente della Regione che ha incontrato una
delegazione di proprietari di auto e moto d'epoca, l'assessore
regionale Baccei in questo Palazzo si è tenuto un convegno molto
significativo e importante con un ampia delegazione proveniente da
tutte le province siciliane a cui hanno partecipato colleghi dei
vari gruppi parlamentari tutti quanti sostenendo la giustezza di
una richiesta che quest'Aula già conosce e che riguarda in
particolare appunto i titolari di queste auto e di queste moto che
si sono visti retrocedere, diciamo, da un'attenzione che il Governo
nazionale aveva nei loro confronti trattandosi appunto di auto e
moto d'epoca loro avevano una esenzione che consentiva loro di
mantenere, in Sicilia è abbastanza significativo, un patrimonio
storico culturale di circa dieci mila pezzi che hanno valenza.
Allora io credo che all'interno di questo archivio regionale che
si va a costituire un riferimento specifico debba essere fatto alle
auto e moto d'epoca. Avevo preparato un emendamento aggiuntivo che
prevedeva appunto la formazione di un elenco con certificazione
naturalmente dei registri specialistici che riconoscono validità
storica a questi mezzi con una cadenza di almeno vent'anni a
decorrere dalla loro immatricolazione.
Voglio riproporre questo tema all'attenzione dell'Aula sapendo di
trovare orecchie attente da parte del Presidente Crocetta, da parte
dell'assessore e da parte dei Gruppi parlamentari.
Non so se in questa fase noi riusciamo a dare una risposta a
questi siciliani che aspettano da mesi un qualche riscontro da
parte della Regione, ma credo che debba rimanere uno dei primi
punti dell'agenda finanziaria del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, abbiamo
affrontato questo tema in Commissione Bilancio, abbiamo fatto
un'audizione ed è sicuramente un tema degno di interesse, così come
altri emendamenti che prevedevano delle esenzioni che sono state
presentate in Commissione Bilancio e che abbiamo dichiarato in
questa fase inammissibili da un punto di vista perché non c'era una
quantificazione e una relazione tecnica perché richiedevano una
copertura finanziaria, per cui l'impostazione che abbiamo dato era
quello di lasciare questa legge come una legge quadro che spostava
una competenza e di affrontare tutti i temi di possibili esenzioni
in finanziaria cercando ovviamente di quantificarli con una
relazione tecnica e poi decidere insieme su quali esenzioni
volevamo procedere e su quali no. Sicuramente questo delle auto
storiche è uno di quelli più sentiti però secondo me bisogna
mettere un po' tutto insieme e poi prendere una decisione.
Ovviamente noi stiamo regionalizzando questa tassa perché come
avete visto dalla relazione tecnica abbiamo individuato una forte
evasione; ora l'ACI la stima in circa 200 milioni. Non metteremo
mai questa cifra in finanziaria perché non siamo ragionevolmente
certi di portarla a casa almeno nel primo anno, ma sicuramente ci
aiuterà a chiudere la finanziaria del 2016.
Le esenzioni dovranno poi trovare in qualche modo una forma di
compensazione nei maggiori introiti.
Per cui, alla fine dovrà essere una operazione con saldo positivo.
Quindi che porta risorse al bilancio e non che le fa uscire più di
quelle che riscuotiamo ora. Per cui in questo ambito, questa
iniziativa sicuramente valida e molto sentita dagli onorevoli,
delle auto storiche così come altre che sono state presentate in
Commissione Bilancio, vanno analizzato in un quadro complessivo.
Per cui rimanderei tutto alla legge di stabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Cirone, eventualmente può trasformare il suo
emendamento in ordine del giorno che impegna il Governo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto per fare una precisazione.
Chiaramente io avevo presentato un emendamento al testo con il
quale si voleva impegnare il Governo regionale a disporre l'1 per
cento degli eventuali introiti, se e quanto gli stessi entrassero,
a coprire l'esenzione delle macchine d'epoca e delle auto, veicoli
e motoveicoli d'epoca, iscritti regolarmente all'ACI o comunque a
dei registri specificatamente deputati, ma anche a quelle auto
superiori ai 30 anni.
Noi oggi prendiamo atto che c'è stato un parere negativo della
Commissione per mancanza di copertura finanziaria. Ancorché noi
avevamo detto che la nostra norma venisse ancorata all'eventuale
introito, all'eventuale nuovo gettito della Regione siciliana. In
caso in cui questo gettito non ci fosse stato, è chiaro che quella
norma ne rimaneva inapplicabile.
Dopo di che però, oggi, stiamo presentando un ordine del giorno
con il quale vogliamo impegnare il Governo che nella prossima
manovra correttiva , quindi di assestamento di bilancio, o sarà il
Governo a decidere che ci sia del nuovo gettito l'1,5 per cento
serva per pagare sia le macchine d'epoca ma anche l'esenzione per
le associazioni iscritte al Dipartimento regionale della Protezione
civile.
Significa che su 30 milioni di euro, 400 mila euro li destiniamo a
due settori assolutamente importanti che chiedono e reclamano un
occhio di attenzione da parte di questa Regione siciliana.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6.
Ne do lettura:
«Art. 6.
Disposizioni transitorie e finali
1. In sede di prima applicazione e, comunque, dall'1 gennaio
2016 sino al 31 dicembre 2017, le attività e le funzioni di cui al
decreto del Ministro delle finanze 25 novembre 1998, n. 418 possono
continuare ad essere svolte dall'amministrazione finanziaria dello
Stato, in regime di convenzione.
2. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applica la
normativa statale vigente in materia».
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7
Quantificazione degli oneri
1. Agli oneri finanziari derivanti dall'applicazione della
presente legge per l'esercizio delle funzioni in regime di
convenzione, quantificati in 9.000 migliaia di euro per ciascun
anno, si fa fronte, negli esercizi finanziari 2016 e 2017, con le
disponibilità dell'UPB 4.3.1.1.6 del bilancio pluriennale della
Regione».
All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Come aveva fatto cenno l'onorevole Falcone, ci sono alcuni
emendamenti che la Commissione Bilancio ha valutato negativamente
per questioni di natura finanziaria.
Mentre abbiamo l'emendamento A2R della Commissione che prevede che
la tassa automobilistica è frazionabile in relazione al periodo di
possesso annuo, con regolamento esecutivo.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A2R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A6 dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A5.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, parto dal presupposto - lo preannuncio
- che voterò favorevolmente l'emendamento A5.
Caro presidente Crocetta - lo dico con molta schiettezza e mi
rivolgo anche al Presidente dell'Assemblea, ai miei colleghi
deputati, a tutti gli Assessori presenti in Aula - questo
emendamento A5, inserito all'interno del disegno di legge numero
1025/A che tratta di tasse automobilistiche regionali, parla e cita
chiaramente che è una norma di misura e razionalizzazione del
contenimento della spesa nel settore agricolo-forestale e mi pare
non pertinente al disegno di legge numero 1025/A che, invece,
attiene a tasse automobilistiche.
Perché faccio questa riflessione? La faccio perché mi vergogno
quando in un Parlamento c'è un occhio che guarda da una parte ed un
occhio che guarda dall'altra. L'ho detto prima e lo ribadisco.
C'erano due emendamenti, uno presentato dal Governo, per quanto
riguarda le SRR, all'interno del testo dell'acqua, e mi è stato
detto che siccome si parlava di rifiuti ed il disegno di legge
trattava di acqua non era possibile inserire questo emendamento o
votarlo; mi pare non sia tanto lontano dal ragionamento sull'acqua
che stavamo facendo.
La verità è un'altra: quando si parla di pochi lavoratori che,
probabilmente, non fanno sistema, pochi lavoratori che,
probabilmente, non sono adeguatamente sostenuti, di lavoratori di
serie B - perché di questo si tratta - possiamo farne a meno e
siamo fuori dalla legge e non lo possiamo votare.
Assessore, mi aspettavo - lo dico con molta schiettezza - una
difesa a spada tratta di quell'emendamento che lei aveva
predisposto. Un emendamento che metteva in salvaguardia, in
particolare, i lavoratori dei rifiuti dell'ATO Alto Belice di
Monreale, unico ATO siciliano fallito e i cui lavoratori, oggi, da
otto mesi, sono a casa e non percepiscono stipendio.
Questo emendamento permetteva un'accelerazione della nascita e
della riorganizzazione dell'aspetto normativo per far ripartire la
SRR, anche quella di Monreale.
Lo dico con molta schiettezza: non è possibile che, in quest'Aula,
un emendamento, quasi vicino alla norma, dieci minuti prima sia
stato inserito e, invece, poi, è stato stralciato asserendo che non
era compatibile e, poi, sul testo che riguarda le tasse
automobilistiche inseriamo norme che riguardano la forestale.
Sono a favore di questo emendamento ma dico, con molta franchezza,
che non ci sto Non mi sta bene I lavoratori sono tutti quanti
lavoratori di serie A Non esistono lavoratori di serie A e di
serie B
Abbiamo commesso una grave mancanza - e mi rivolgo a tutta l'Aula
- nei confronti di lavoratori che soffrono e che da otto mesi non
prendono lo stipendio. Questa è una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, siccome lei chiama in causa la
Presidenza, mi è stato rappresentato che su questo emendamento c'è
una condivisione di carattere generale.
Il suo richiamo al Regolamento è più che giusto.
Se non ci sono motivi ostativi, lo manteniamo; se ci fossero
motivi ostativi sarei il primo a rinviarlo in altro disegno di
legge, ma vedo che non ce ne sono.
Pongo in votazione l'emendamento A5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
patrimonio faunistico allo stato di naturalità'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge numero 455 stralcio
«Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità»
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge numero 455 stralcio
«Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità».
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco. Proceduralmente, onorevole Trizzino,
Assemblea, Governo, potremmo fare un disegno di legge a parte,
questo sulla gestione del patrimonio faunistico allo stato di
naturalità. Chiaramente, il relatore è il presidente della
Commissione stessa. Lo facciamo come disegno di legge a parte, come
disegno di legge autonomo.
Allora, onorevole colleghi, abbiamo un emendamento aggiuntivo però
lo facciamo come disegno di legge stralcio numero 455, quello
sull'acqua. Il relatore è il Presidente della Commissione stessa.
La III Commissione, peraltro, ha reso parere.
Ci sono alcuni subemendamenti presentati dal Governo.
Si passa all' emendamento A10, che così recita: «Al comma 2
sostituire la parola autoctone' con la parola alloctone'». Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all' emendamento A11, che così recita: «Al comma 3
sostituire le parole da Ente gestore' a predisporre con le altre
possono essere predisposte'». Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all' emendamento A12, che così recita: «Il controllo di
cui al comma 1 è soggetto al parere preventivo dell'Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA nel
rispetto di quanto previsto dall'articolo 19 della legge 11
febbraio '92 n. 157». Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A13, che così recita: «nelle aree del
territorio della Regione diverse dalle aree protette, le
disposizioni di cui ai commi precedenti sono demandati alle
ripartizioni faunistiche, venatorie competenti per territorio». Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato, composto da 9
commi.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-258/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
455-125-102-106-158/A «Disciplina in materia di risorse idriche»
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge 455-125-102-
106-158/A «Disciplina in materia di risorse idriche».
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno. Chiedo agli assistenti
di procedere alla distribuzione.
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati due ordine del giorno, il 490,
a firma dell'onorevole Greco Giovanni e il 491, a firma degli
onorevoli Lombardo, Di Mauro e Greco Giovanni.
Si passa all'ordine del giorno numero 490 «Applicazione della
normativa statale al personale turista dell'ATO 1 Palermo . Il
Governo lo può accettare come raccomandazione, può esprimere parere
nel caso in cui l'Aula insiste per la votazione e, di conseguenza,
l'Aula vota. Si può accettare pure come raccomandazione, di norma.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno 491, a firma degli
onorevoli Lombardo, Di Mauro e Greco Giovanni. Su questo ordine del
giorno dovrebbe dichiararsi l'Assessore per le risorse agricole.
Assessore Barresi c'è un ordine del giorno, magari dia un'occhiata
di carattere generale.
BARRESI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Non ci sono ordini del giorno collegati al disegno di
legge sul sistema idrico.
plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numeri 455-125-102-106-158/A «Disciplina in materia di risorse
idriche»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale numeri 455-125-102-106-
158/A « Disciplina in materia di risorse idriche.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 49
Contrari 0
Astenuti 8
(L'Assemblea approva)
455 stralcio 'Gestione del patrimonio faunistico allo stato di natu-
ralità'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge numero
455 stralcio
«Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 455 stralcio «Gestione del patrimonio
faunistico allo stato di naturalità».
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 52
Contrari 0
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
RAIA. C'era un ordine del giorno
PRESIDENTE. Pensavo fosse stato superato perché l'ordine del
giorno impegnava il Governo a fare la legge; abbiamo fatto la
legge. Guardi che lei ha avuto una risposta immediata da parte del
Governo come non era mai successo da quando ci sono io. Con il
consenso dell'Aula, abbiamo presente l'assessore Barresi.
Proceduralmente, dovevamo porre in votazione un ordine del giorno
dell'onorevole Raia che prevedeva, comunque, impegnava il Governo,
a presentare un disegno di legge più organico, non che fosse il
risultato dell'emergenza. Se magari il Governo lo accetta come
raccomandazione.
BARRESI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
automobilistica regionale' (n. 1025/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
1025/A
«Tassa automobilistica regionale»
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge numero
1025/A «Tassa automobilistica regionale». Onorevole Cirone, lei
aveva preannunciato la presentazione di un ordine del giorno che
non trovo agli atti.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 492, a
firma degli onorevoli Falcone, Cirone ed altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Accettiamo che ci impegneremo
in legge di stabilità a valutare l'esenzione. Io non metterei una
percentuale che potrebbe essere di più o di meno, le valutiamo in
base ai maggiori introiti, perché ce ne sono anche altre. Vediamo
quanto possano valere e decidiamo insieme.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 489, a firma degli onorevoli Venturino ed altri
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un altro ordine del
giorno, a firma degli onorevoli Di Giacinto ed altri, che riguarda
l'applicazione di una circolare. Il parere del Governo?
PURPURA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Attiverò gli uffici perché provvedano per tempo ad espletarlo. Lo
accetto come raccomandazione.
'Tassa automobilistica regionale' (n. 1025/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numero 1025/A
«Tassa automobilistica regionale»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 1025/A «Tassa automobilistica
regionale».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 51
Contrari 0
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione del calendario dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro conclusa la corrente
sessione estiva dei lavori parlamentari. Avverto che l'Aula sarà
convocata mercoledì 2 settembre 2015, alle ore 16.00, come
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
del 21 luglio 2015, per lo svolgimento dell'attività ispettiva
della rubrica Territorio e ambiente , con aggiornamento all'8
settembre successivo per lo svolgimento dell'attività ispettiva
della rubrica Istruzione e formazione professionale .
L'attività legislativa riprenderà a decorrere da martedì 15
settembre 2015.
Le Commissioni parlamentari sono comunque autorizzate a riunirsi
in caso di necessità ed urgenza durante la sospensione dei lavori,
per riprendere l'attività ordinaria a partire dal 2 settembre 2015.
Comunico, altresì, che il termine per il rinnovo delle
Commissioni parlamentari, già stabilito per il 30 luglio 2015, è
differito al 30 settembre 2015 a causa del protrarsi dell'attività
legislativa nell'odierna sessione. Invito, pertanto, i Presidenti
dei Gruppi parlamentari a fornire con sollecitudine le relative
designazioni.
La seduta è pertanto rinviata a mercoledì 2 settembre 2015, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Territorio e ambiente . (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 21.56.
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 13.10 dell11
agosto 2015)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio