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Resoconto d'Aula della Seduta n. 267 di lunedì 10 agosto 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                   La seduta è aperta alle ore 16.22

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   (Durante la lettura del processo verbale, assume la presidenza il
                         Presidente Ardizzone)

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Laccoto,  Lo  Sciuto, Clemente, Cordaro, Gennuso, Fazio,   Anselmo,
  Nicotra e Sammartino.

   L'Assemblea  ne prende atto.

            Comunicazione di richiesta  di parere pervenuta
                ed assegnata alla Commissione competente

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed assegnata alla  competente
  Commissione  la seguente richiesta di parere:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Opera  Pia  Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo - Designazione
  componente del consiglio di amministrazione (n.  63/I).
   Pervenuto in data 3 agosto 2015.
   Inviato in data 4 agosto 2015.

    Comunicazione di deliberazione approvata dalla Corte dei conti

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  pervenuta  la   deliberazione   n.
  211/2015/GEST   Verifica  del  rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio  finanziario  2014 ,  approvata   dalla
  Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana
  nell'adunanza del 29 giugno 2015.
   Comunico altresì che la stessa è disponibile presso l'archivio del
  Servizio Commissioni.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il 6 agosto  2015  e
  protocollata   al   n.   7640/AulaPG  del  7   agosto   successivo,
  l'onorevole   Riggio   ha  dichiarato,  ai   sensi   dell'art.   23
  Reg.int.ARS,   che  intende  appartenere  al  Gruppo   parlamentare
   Misto .
   L'Assemblea ne prende atto.

   di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




  Seguito della discussione del disegno di legge numeri 455-125-102-
                               106-158/A
              «Disciplina in materia di risorse idriche»

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Disciplina in materia di risorse idriche» (455-125-102-106-
  158/A)

   Si procede con l'articolo 7.
   Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                          Regime Transitorio

   1. Nelle more della definizione degli ambiti di cui all'articolo 5
  e  comunque  entro e non oltre 180 giorni dalla data di entrata  in
  vigore   della  presente  legge,  restano  in  vigore  le   attuali
  perimetrazioni  degli  Ambiti territoriali  ottimali  e  conservano
  efficacia gli strumenti di pianificazione esistenti.

   2. Sino alla costituzione delle Assemblee territoriali idriche, in
  luogo  dei delegati di cui all'articolo 2, comma 3, lettera  a),  i
  Commissari  straordinari  e liquidatori  delle  soppresse  Autorità
  d'ambito  partecipano  al  Comitato  permanente  dell'Autorità   di
  Bacino.

   3.  Le  funzioni  dei commissari straordinari e liquidatori  delle
  soppresse   Autorità  d'ambito,  coincidenti   con   i   commissari
  straordinari  di  cui alla  legge regionale 27 marzo  2013,  n.  7,
  articolo 1, commi 3 e 4, in ciascun Ambito territoriale ottimale di
  ciascuna provincia, sono prorogate sino alla costituzione degli ATO
  di  cui  all'articolo 5. Gli stessi continuano  ad   avvalersi  del
  personale  in  servizio presso le soppresse Autorità  d'ambito  con
  costi a carico della tariffa del servizio idrico.

     4.  Al  personale delle società affidatarie del servizio  idrico
  integrato  che  hanno  cessato l'attività al 31  dicembre  2014  ai
  applica,  sussistendone le condizioni e verificato  il  fabbisogno,
  quanto  previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo 3 aprile
  2006, n. 152.

   5.  Le  Autorità d'ambito in liquidazione sono riunite in un'unica
  gestione liquidatoria presso l'Assessorato regionale dell'energia e
  dei servizi di pubblica utilità - Dipartimento regionale dell'acqua
  e  dei  rifiuti  che  delega i controlli  dei  documenti  contabili
  all'Ufficio  speciale alle dipendenze dell'Assessore regionale  per
  l'economia e che garantirà la distinzioni delle masse patrimoniali,
  dei  rapporti di credito e delle passività di ogni singola Autorità
  soppressa   fino  al  termine  delle  operazioni  di  liquidazione.
  L'assunzione  della  funzione liquidatoria da  parte  del  predetto
  Dipartimento   regionale  non  comporta  novazione   dei   rapporti
  giuridici  pregressi  né  oneri  a carico  del  bilancio  regionale
  derivanti dalla gestione liquidatoria.

   6.  Le  Assemblee territoriali idriche anche al fine di consentire
  il  più rapido allineamento delle attuali gestioni alle finalità ed
  agli  obiettivi  della presente legge, valutano la sussistenza  dei
  presupposti  per  l'eventuale revoca delle aggiudicazioni  e  degli
  affidamenti  effettuati sulla base della normativa abrogata  con  i
  decreti del Presidente della Repubblica 18 luglio 2011, nn.  113  e
  116,  nonchè  ai sensi dell'articolo 49, della legge  regionale  12
  maggio  2010,   n.  11  e  comunque nel  rispetto  della  normativa
  vigente, adottando i conseguenti provvedimenti.

   7.  Le  aziende industriali operanti nella Regione, entro 10  anni
  dalla  data di entrata in vigore della presente legge, riutilizzano
  l'acqua   impiegata   all'interno   dell'impianto   con   la   sola
  reintegrazione del quantitativo disperso nel processo industriale e
  con  esclusione,  ove  possibile, del  prelievo  diretto  di  acqua
  proveniente da falda.

   8.  I comuni di cui all'articolo 1, comma 6, della legge regionale
  9  gennaio  2013, n.2, continuano la gestione diretta del  servizio
  idrico   integrato  fino  al  termine  di  un  anno   dall'avvenuta
  definizione degli ambiti di cui alla presente legge.

   Comunico  che  all'articolo  7 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:  7.17,  7.8,  7.9, 7.27 e  7.10.  Sono  inammissibili.
  L'emendamento 7.11.

   CRACOLICI. Le competenze le abbiamo affidate ai dipartimenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi comunicano gli Uffici che  non
  può  essere  soppresso.  Eventualmente va  riformulato  perché  non
  esiste  più il comitato permanente dell'autorità di bacino.  Ma  va
  riformulato.

   TRIZZINO,  presidente della Commissione.  In effetti  il  comma  2
  chiaramente  si  rifaceva all'autorità d'ambito. Avendo  accentrato
  tutte le funzioni dell'Assessorato all'Energia, è chiaro che questo
  emendamento diventa pleonastico, se non addirittura, potrebbe anche
  entrare in conflitto con l'articolo 2 stesso.

   PRESIDENTE.  Pongo, congiuntamente, in votazione  gli  emendamenti
  7.9 e  7.27, che riguardano la soppressione di questo II comma. Chi
  è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  passa  all'emendamento  7.10. Questo  emendamento  prevede  la
  soppressione   del   comma  3.    Sono  costretto   a   dichiararlo
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento 7.11.  Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del  Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.11.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  7.3  che  è  assorbito.   Si   passa
  all'emendamento 7.28. Assorbito.
   Si passa all'emendamento 7.28.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signore Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  questo
  emendamento   serve   per  garantire  tutto   il   personale   che,
  attualmente,  presta servizio presso le società che  gestiscono  il
  servizio nelle varie province, nei vari ATO. Cioè se queste società
  che, attualmente, gestiscono il servizio che hanno del personale  è
  giusto  che,  nel  passaggio,  questo  personale  sia  garantito  e
  salvaguardato.
   Per  cui  io  chiedo  al  Governo, e anche  alla  Commissione,  di
  esprimere  un  parere favorevole per garantire sì l'efficienza  del
  servizio,  ma  anche  i  livelli occupazionali  e,  soprattutto,  i
  livelli di specializzazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO, Assessore per l'energia e per i servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.24. Lo pongo in votazione. Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO, assessore per l'energia e per i servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.25.

   BARBAGALLO, relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
  7.22.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  io  ringrazio  la
  Commissione sulla celerità sul parere contrario  Ma credo  che  sia
  opportuno, caro Presidente, cari assessori e cari colleghi fare una
  piccola  valutazione su questo emendamento che modifica il comma  4
  dell'articolo 7.
   Assessore,  mi  rivolgo a lei ed è per me vorrei comprendere,  col
  comma  4 all'articolo 7 quando noi parliamo che  al personale della
  società,  affidataria  del  servizio idrico  integrato,  che  hanno
  cessato  l'attività al 31 dicembre 2014, si applica,  sussistendone
  le   condizioni   e  verificato  il  fabbisogno,  quanto   previsto
  dall'articolo  183 .  Ciò significa che, queste  persone,  potranno
  essere  utilizzate  dai nascenti ATO complessivi  che  ci  saranno,
  nella gestione del servizio idrico. Credo che sia questo.
   Però,   noi  riteniamo  che  sia  importante  togliere  e  cassare
   sussistendone  le  condizioni e verificato il fabbisogno   per  un
  motivo   semplice.  Stiamo  facendo  una  legge,  caro   Presidente
  Ardizzone,   che   potrebbe  essere,  e  dovrebbe   essere,   fiore
  all'occhiello però, attenzione che questa legge, al suo interno fa,
  ancora  una volta, macelleria sociale di quella seria. E mi  spiego
  meglio.  Faccio  l'esempio dell'ATO idrico  di  Palermo,  dove  202
  lavoratori che per diversi anni hanno gestito il servizio idrico  e
  che, oggi, grazie anche ad un'operazione voluta fortemente da tanti
  soggetti ma voluta, anche, fortemente dal Governo regionale, se non
  vado  errato, che ha individuato ottomilioni di euro per  garantire
  il  servizio,  con  questo emendamento, a nostro avviso,  senza  la
  soppressione  di queste parole  sussistendo le condizioni  ,  credo
  che metteremmo a rischio il personale.
   Quindi,  Assessore, io vorrei comprendere, per intanto, se  questo
  personale  che oggi ha acquisito un know-how, una specializzazione,
  una  formazione, conosce a menadito quella che è la struttura della
  provincia di Palermo se l'approvazione di questa norma li mette  in
  garanzia  o  se  poi  questa   norma, alla  fine,  farà  macelleria
  sociale.  Le  dico con molta schiettezza che se questa  norma  deve
  fare ancora una volta macelleria sociale noi non riteniamo che  sia
  né  una  buona legge né utile ai siciliani. La legge diventa  utile
  quando  riesce ad avere un occhio ai massimi sistemi, come dice  un
  mio  amico,  però   un  occhio strabico  alla  pensione  della  zia
  Pippina',  il  termine  è questo in gergo siciliano  ma  credo  che
  racchiuda il significato del mio intervento.
   Quindi,  gradirei e auspico che possa rivedere la  commissione  il
  parere su questo emendamento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  l'articolo  7 affronta un argomento importantissimo che  credo  che
  sia  di  fondamentale importanza, quello del  destino  di  tutti  i
  lavoratori che in questi anni, a vario titolo, sono stati assunti e
  hanno  svolto  un  ruolo importante nelle varie  società  assumendo
  delle  responsabilità ma nello stesso tempo acquisendo  conoscenze,
  competenze di straordinario valore.
   La  norma  che  era  stata  portata in  commissione  bilancio  era
  oggettivamente  diversa.  In  commissione  bilancio   -   ricorderà
  l'assessore  - abbiamo concordato questo testo, tuttavia  da  parte
  dei lavoratori, dei rappresentanti del mondo del lavoro si è alzata
  una   unanime  e  corale  protesta  asserendo  che  le  espressioni
   sussistendone   le   condizioni   e   verificato    il    bisogno'
  oggettivamente  potrebbero  mettere in  discussione  il  futuro  di
  questi lavoratori. Quando parliamo di questi lavoratori non  è  che
  parliamo solo di quelli di Siracusa e di Palermo. Parliamo di tutti
  coloro  i  quali  in  questi  anni,  a  vario  titolo,  sono  stati
  utilizzati.  In pratica, signor Presidente, noi cosa vorremmo  fare
  con   questo   regime   transitorio?  Non  ci  vogliamo   inventare
  assolutamente una legge nuova perché è chiaro che è  a  tutti  noto
  che in materia di competenze che riguardano il mondo del lavoro  la
  Sicilia non ha alcuna competenza, l'unica cosa che noi chiediamo  è
  quella  di applicare, così come mi sembra naturale, l'articolo  173
  del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
   Questo  è  l'inciso  sussistendone le condizioni e  verificato  il
  bisogno'  data  l'esperienza negativa che in  questi  ultimi  tempi
  abbiamo  avuto,  un'esperienza drammatica a  Siracusa  dove  alcuni
  sindaci hanno utilizzato la legge che questa Assemblea ha fatto per
  emarginarne  dal  mondo  del  lavoro ben  60,  proprio  perché  non
  vorremmo  che vi fosse ulteriore possibilità per chi amministra  la
  cosa  pubblica  di emarginare dei lavoratori, vorremmo  che  questo
  inciso   sussistendone  le  condizioni  e  verificato  il  bisogno'
  venisse tolto.
   Del  resto,  ripeto, è plausibile, immaginabile che un  Parlamento
  trovi   difficoltà   di   fronte  a  dei  deputati   che   chiedono
  l'applicazione  di  una norma nazionale in  tema  del  diritto  del
  lavoro, sapendo che da parte nostra non ci sono alcune competenze e
  di  conseguenza noi ci riferiamo esclusivamente alla  legge  voluta
  dal legislatore nazionale.
   Pertanto,  il  comma  4  dell'articolo 7,  dove  c'è  scritto   al
  personale  della società affidataria del servizio idrico  integrato
  che hanno cessato l'attività al 31 dicembre 2014, si applica quanto
  previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo n. 152.
   Non  chiediamo null'altro che l'applicazione di una norma statale.
  E'  un  fatto naturale, quasi banale, quasi non dovuto, ma  proprio
  perché nel passato questi lavoratori sono stati frutto di rapina da
  parte di coloro i quali in quel momento hanno amministrato la  cosa
  pubblica, non ci sembra essere eccessivo chiedere l'applicazione di
  una norma del diritto del lavoro.
   Per  questo  motivo, invito il Governo e anche i componenti  della
  Commissione a dare parere favorevole su questo comma.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GREGO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
  condividendo  in pieno l'intervento dell'onorevole Vinciullo,  alla
  Commissione ed all'Aula vorrei fare presente che nell'accordo che è
  stato fatto con l'Amap di Palermo per utilizzare tutto il personale
  che era in servizio all'Ato di Palermo, forse c'è stata una svista,
  infatti,  vorrei  attenzionare  il problema  di  dieci  operai  che
  svolgevano  un  mansione,  quella del  letturista,  mansione  molto
  importante  in un servizio idrico; ebbene, questo personale  non  è
  stato attenzionato così come i duecento suoi colleghi. E' personale
  a  tempo  indeterminato solo che l'Aps lo faceva  tramite  un'altra
  società  ma  lavoravano dentro l'Ato idrico ed  erano  personale  a
  tempo  indeterminato, quindi, chiedo l'attenzione della Commissione
  e   dell'Aula  affinché  anche  questi  operai  abbiano  la  dovuta
  attenzione come è stato fatto per tutti gli altri lavoratori.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  presentato  a  firma  degli  onorevoli Vinciullo  ed  altri,  è  un
  emendamento  che sollecita la mia attenzione, visto che  ho  dovuto
  occuparmi, insieme ai colleghi della Commissione, di questa vicenda
  del  personale e, devo dire, così com'era stato formulato dalla  IV
  Commissione,  l'emendamento, il comma aveva  un'impostazione  molto
  lineare  che, però, andando in Commissione Bilancio, ci è ritornata
  con  questa  parentesi,  con queste due clausole,  di  cui  abbiamo
  dovuto  prendere  atto  perché  proprio  la  Commissione  Bilancio,
  presieduta  dall'onorevole Vinciullo, ci aveva convinto che  quelle
  era la modalità attraverso la quale, peraltro con il supporto degli
  Uffici,  il tema della sicurezza, della rassicurazione da  dare  al
  personale  delle  società affidatarie che avevano concluso  i  loro
  lavori al dicembre 2014 poteva essere riconosciuto.
   Ora,  se  invece  così  non è, nel senso che il  Presidente  della
  Commissione Bilancio ha argomenti forti da portare in Aula  per  la
  modifica   di  questo  articolo,  con  l'accoglimento   di   questo
  emendamento, non so, non posso fare altro che dargli ragione,  cioè
  per me la novità questa sera è questa: l'emendamento presentato  fa
  tornare  il testo alla formulazione antica, quindi, per  quanto  mi
  riguarda,  mi  dichiaro favorevole all'emendamento  presentato  dai
  colleghi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo
  all'Assessore per l'energia per un approfondimento. L'articolo  173
  del  decreto  legislativo  disciplina  il  passaggio  dal  soggetto
  pubblico,  eventualmente, in caso di appalto, al soggetto  privato.
  Mi  pare che com'è impostato qui questo articolo ci sia, invece, un
  processo assolutamente diverso.
   Credo  che  questa  norma,  così com'è formulata,  di  fatto,  non
  consenta di raggiungere l'obiettivo che, mi pare, sia venuto  fuori
  dal dibattito.
   Vorrei, quindi, rimettere all'Assessore questa valutazione  perché
  conoscendo  bene  le situazioni  della provincia di  Palermo  e  di
  Siracusa,   possa   approfondire  questo  comma  ed   eventualmente
  presentare  un  subemendamento perché, così com'è formulato,  credo
  che disciplinerebbe un'altra cosa.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  stati  diversi interventi  sull'emendamento
  7.22. La Commissione mantiene il parere negativo?

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  il
  parere  della Commissione è negativo a maggioranza, nel senso  che,
  comunque,  la  norma  è  stata strutturata anche  alla  luce  delle
  osservazioni che sono emerse dal Servizio Studi sulle  quali,  poi,
  la  Commissione  Bilancio si è determinata  in  un  modo  e  la  IV
  Commissione  Ambiente  e  Territorio  ha  dato  seguito  a   quelle
  determinazioni.
   Se  il Presidente della Commissione Bilancio adesso verifica  che,
  in realtà, quelle modifiche erano sbagliate o comunque ultronee,  è
  chiaro  che la Commissione si rimette a questa decisione. Però,  il
  testo  esitato  è il frutto di un lavoro che è stato condotto  alla
  luce delle osservazioni della Commissione Bilancio.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,   lei  è  il  Presidente  della
  Commissione,  in questo momento, quindi, non penso  che  parlava  a
  titolo personale, dobbiamo seguire un filo logico nel ragionamento,
  altrimenti.
   Onorevoli   colleghi,  pongo  in  votazione  l'emendamento   7.22.
  Comunico  che c'è un parere contrario a maggioranza. Il parere  del
  Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   ALONGI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 7.22

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 7.22.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          15
   Contrari            13
   Astenuti            20

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri  che  prevede la soppressione del comma 5. C'è un emendamento
  dell'onorevole  Cracolici  di  identico  contenuto.  Lo  pongo   in
  votazione. Il parere della Commissione?
   Si passa all'emendamento XX. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO,  presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.12, a firma degli onorevoli Greco G.  e
  Di Mauro. Lo dichiaro assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 7.5, a firma degli onorevoli Di  Mauro,
  Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
   Onorevole Di Mauro lo mantiene?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
   Si passa all'emendamento XX. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è  approvato)

    Comunico  che  gli  emendamenti 7.21,  a  firma  degli  onorevoli
  Assenza  e Falcone; 7.13, a firma degli onorevoli Greco Giovanni  e
  Di Mauro; 7.23, a firma degli onorevoli D'Asero e Fontana; 7.26,  a
  firma dell'onorevole Alloro e 7.29, a firma degli onorevoli Falcone
  ed altri sono assorbiti. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.6, a firma degli onorevoli Di  Mauro,
  Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
   Onorevole Di Mauro, lo mantiene?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

    PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è  approvato)

    Onorevoli  colleghi, comunico che gli emendamenti 7.14,  a  firma
  degli  onorevoli Greco Giovanni e Di Mauro e 7.30,  a  firma  degli
  onorevoli Falcone ed altri sono assorbiti.
   Si  passa  all'emendamento 7.7, a firma degli onorevoli Di  Mauro,
  Fiorenza, Greco G. e Lombardo.
   Onorevole Di Mauro, lo mantiene?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione. Sulla  soppressione  del
  comma 8, il parere è favorevole perché è diventato pleonastico alla
  luce delle modifiche all'articolo 6.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)

    Comunico che gli emendamenti 7.15, a firma degli onorevoli  Greco
  Giovanni e Di Mauro; 7.18 a firma degli onorevoli Cani ed  altri  e
  7.31, a firma degli onorevoli Falcone ed altri, sono preclusi.
   Si  passa  all'emendamento  7.1, a firma  degli  onorevoli  Cascio
  Salvatore,  Lentini,   Lantieri, Currenti e Coltraro,  di  identico
  contenuto dell'emendamento 7.20, a firma  degli onorevoli  Cani  ed
  altri.
   Comunico che sono stati presentati i subemendamenti 7.1.1, a firma
  degli  onorevoli Cascio Salvatore ed altri, 7.20.1, a  firma  degli
  onorevoli Cani ed altri e 7.1.1.1, a firma degli onorevoli La Rocca
  Ruvolo ed altri.

   BARBAGALLO, relatore. Siamo contrari.

   PRESIDENTE.  Ma  siete contrari a cosa, onorevole  Barbagallo,  se
  stanno  ancora presentando  subemendamenti e gli uffici  li  devono
  verificare.
   Onorevoli colleghi, l'emendamento 7.20.1 è precluso; l'emendamento
  7.1.1.1 è la riscrittura del 7.1.1.
   Onorevole Cascio Salvatore, ritira l'emendamento 7.1.1?

   CASCIO SALVATORE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole La Rocca, mantiene l'emendamento 7.1.1.1?

   LA ROCCA RUVOLO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.   Allora,  la  discussione  si  apre  sull'emendamento
  7.1.1.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una  cosa
  perché non vorrei che qui ci confondessimo tutti. Mi pare, e chi vi
  parla  si  è esposto in questo senso, che la battaglia per  l'acqua
  pubblica sia una battaglia senza se e senza ma.
   Ma  altra cosa - vorrei che mi ascoltassero soprattutto i colleghi
  che  hanno  firmato   l'emendamento - è che  la  battaglia  diventi
  perché  ogni  comune  si  faccia  la  gestione  diretta,  questo  è
  inaccettabile  e  devo  dire che è contro anche  il  Codice  civile
  perché  qui, con questa norma, stiamo prevedendo, che i comuni  che
  hanno già un soggetto utilizzatore affidatario attraverso procedure
  più  o  meno discutibili, invece di revocare laddove ci  siano,  ad
  esempio,   violazioni  contrattuali,  non  sono  stati  fatti   gli
  opportuni investimenti e, quindi, fare gli atti di revoca  previsti
  dal   Codice   civile,  qui  si  decide  che  ogni  comune   possa,
  unilateralmente,  una  volta  approvata  la  legge,  uscire   dalla
  gestione  di  ambito ed avere l'affidamento diretto o come,  se  ho
  capito bene questo subemendamento, transitare ad un consorzio.
   Vorrei ricordare che per una procedura del genere ci sono danni  a
  carico  dei  comuni, cioè stiamo stabilendo con  una  norma  che  i
  comuni  diventeranno  sicuramente soggetto  perdente  di  fronte  a
  qualunque  controversia  giudiziaria tra il  soggetto  utilizzatore
  gestore ed il comune stesso.
   A  me  sembra  una pazzia questa norma  Una cosa  è  come  abbiamo
  provato a disciplinare i comuni che non sono in atto nella gestione
  di ATO, altra cosa è che con questa legge, dove abbiamo discusse se
  dovevamo fare 5 o dovevamo farne 7, alla fine abbiamo votato per  9
  ambiti  territoriali,  di  fatto, proponiamo  un  sistema  dove  ci
  saranno 380 gestori distinti. A me pare una pazzia
   Ecco perché chiedo ai colleghi di ritirare questi emendamenti; non
  vorrei  che  caricassimo  questa legge di norme  che  rasentano  il
  ridicolo  per  farci,  non  impugnare un  articolo,  ma  per  farci
  impugnare l'intera legge. Non vorrei che questa sia la finalità.
   Ecco  perché,  qualora  i colleghi non dovessero  ritirare  questa
  norma, personalmente, voterò contro questo emendamento.

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  relatore. Signor Presidente, al comma 5 dell'articolo
  6  abbiamo  previsto per i comuni di cui all'articolo 1,  comma  6,
  della  legge  regionale n. 2/2013, la facoltà di  attivare  già  il
  subambito,  quindi,  questa proroga che state chiedendo,  ora,  con
  l'emendamento 7.1.1.1, rientra già in quella previsione; è  inutile
  aggravare il procedimento normativo con un altro procedimento.
   È  la  stessa  categoria  di  comuni  a  cui  già  l'Assemblea  ha
  riconosciuto una facoltà importante.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, intervengo  prima  di  tutto
  perché  sono  firmatario dell'emendamento e voglio  tranquillizzare
  l'onorevole  Cracolici che, personalmente,  non  ho  intenzione  di
  ritirarlo.
   E  non ho intenzione di ritirarlo per un semplice fatto, onorevole
  Cracolici,  perché  credo  in  questa  legge  e  penso  che  questo
  emendamento segni uno spartiacque tra chi vuole fare una legge  per
  tutti i siciliani e chi non la vuole fare per tutti i siciliani.
   Abbiamo   fatto   di   tutto   negli   articoli   precedenti   per
  disincentivare  il  privato  e  ci siamo  riusciti;  abbiamo  messo
  penali,  abbiamo messo di tutto. Ora, questo emendamento interviene
  su  quei  comuni  che  sono  afferenti di  un  ambito  territoriale
  ottimale  e presso i quali non si è venuto a realizzare la gestione
  unitaria, cioè vi è un ambito nella nostra Regione siciliana in cui
  su  un determinato numero di comuni alcuni hanno consegnato le reti
  ed altri non hanno consegnato le reti.
   Questo  cosa  determina?  Determina  che  comuni  con  gli  stessi
  servizi,  limitrofi e viciniori, hanno due gestioni, e  queste  due
  gestioni  corrispondono a due tariffe completamente diverse,  e  vi
  sono comuni che pagano 3 o 4 volte il prezzo dell'acqua rispetto ad
  altri.
   Questo  emendamento non fa altro che essere una sorta di  opt-out,
  cioè  una  sorta  di piano di fuoriuscita di quei comuni  che,  pur
  essendo nello stesso ambito e dato che le economie di scala non  si
  sono   verificate,  perché  ricordo  all'onorevole  Cracolici   che
  l'ambito  territoriale ottimale aveva un suo scopo  per  ridurre  i
  costi,  per  abbassare  i costi, per fare un  ragionamento  su  più
  comuni ed ora su questi comuni gravano i costi di gestione di tutto
  l'ambito  territoriale ottimale ed una tariffa maggiorata  rispetto
  ad altre.
   Allora, questo emendamento dà la possibilità a questi comuni,  che
  sono  in queste condizioni, che hanno consegnato le reti, di potere
  gestire  al pari del famoso emendamento che abbiamo votato  l'altro
  giorno,  il  6.52  -  ed  io  l'ho votato convintamente  -,  perché
  onorevole  Cracolici, le ricordo che il 6.52  che  riguarda  alcuni
  comuni  per la gestione diretta delle reti, che abbiamo  votato,  è
  più  ampio  rispetto al comma 8 del testo, perché il  comma  8  del
  testo, dell'articolo 7, prevedeva la gestione fino a quando non  si
  formavano  i nuovi ambiti, mentre in questo non c'è un  tempo,  col
  6.52, quindi, siamo andati oltre.
   Per  fare chiarezza e per fare giustizia, credo che sia necessario
  che  questo emendamento passi, d'altronde, informalmente, ho  avuto
  rassicurazioni dal Presidente della Regione - che vedo qua presente
  e me ne compiaccio - che sarebbe stato favorevole ad un emendamento
  del genere.
   Il  presidente Crocetta si contraddistingue per alcuni tratti: non
  ha    alcun    interesse   se   questa   legge   viene   dichiarata
  incostituzionale, perché l'ha dichiarato ed io sono  d'accordo  con
  lui,  perché  poi dobbiamo vedere dove sta l'incostituzionalità  e,
  quindi, in base a tutto ciò che ha detto il presidente Crocetta, in
  base  al  fatto  che  vuole  sostenere questi  comuni,  non  questo
  emendamento, vuole andare incontro a questi comuni, sono  fiducioso
  che  anche  la  Commissione ne terrà conto perché fa  giustizia  ed
  equità a tanti siciliani.

   PRESIDENTE.  Invito la Commissione a riflettere sulla soppressione
  del comma già avvenuto con gli effetti.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci  siamo
  agganciati    all'emendamento   7.1.   L'abbiamo   cambiato    solo
  nell'ultima  parte  laddove dice:   possono  procedere  a  gestione
  diretta   del   servizio  secondo  le  previsioni   come   previsto
  dall'articolo  1, comma 6 della legge regionale del  2013,  n.  2.
  Cioè come avviene per quei comuni, può avvenire la stessa cosa  per
  gli  altri, quindi il resto dell'emendamento rimane tale  e  quale.
  Non è per quelli che non hanno consegnato le reti, è per quelli che
  le   hanno  consegnate.  L'emendamento  rimane,  quindi,  identico,
  abbiamo cambiato la parte finale.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Pur confidando sulla bontà
  dell'emendamento  sul  quale non c'è alcun dubbio,  il  discorso  è
  questo:  abbiamo fatto una scelta al comma 5, all'articolo 6,  cioè
  abbiamo previsto la possibilità della gestione diretta solo in  tre
  ipotesi,  cioè  quella del decreto 136, lo sblocco Italia,  cioè  i
  comuni  montani con popolazione al di sotto dei 1.000 abitanti,  le
  Isole  minori  e  la  terza  ipotesi è  quella  dei  famosi  comuni
   ribelli  della legge 2/2013.
   E' chiaro che in questo modo, con questo emendamento che sosteneva
  la  collega  La  Rocca, andiamo ad allargare ancora di  più  questa
  maglia.  Non  che sia contrario nel merito, ma il  discorso  è  che
  l'Aula,   la  Commissione ed il Governo,  fino  ad  oggi,  si  sono
  determinati su una linea, cioè quella di mantenere questa   deroga
  in  queste  tre ipotesi, votando a favore di questo emendamento  si
  crea una quarta ipotesi in  deroga .
   E'  importante capire questo passaggio, a questo punto quello  che
  diceva il collega Cracolici, cioè dobbiamo muoverci all'interno  di
  parametri  legislativi che sono quelli del decreto  legge  133,  in
  questo  modo  siamo riusciti a ricucire le maglie con l'emendamento
  al  comma  5, così torniamo di nuovo ad essere oltre il  limite  di
  quel  parametro stabilito dalla normativa nazionale. Questo  l'Aula
  deve averlo abbastanza chiaro perché ci stiamo muovendo di nuovo in
  un  ambito  che è quasi al limite, se non oltre la decisione  presa
  dal legislatore nazionale nel 2014.
   Detto  ciò  la Commissione ha votato un testo di legge all'interno
  del  quale  individua tre ipotesi derogatorie che sono  quelle  del
  comma  5, quindi, possiamo rimetterci all'Aula per la questione  di
  merito  ma,  a  livello procedurale, il parere non può  che  essere
  contrario  a  maggioranza  proprio  perché  la  Commissione  si   è
  determinata in quelle tre ipotesi.
   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo sottoscritto
  l'emendamento  7.1.1  che  alcuni colleghi  hanno  ritirato  perché
  ritengono più chiaro l'emendamento 7.1.1.1. Ritengo che il tema che
  si  va a trattare sia di importanza fondamentale se di fatto questa
  legge  vuole rappresentare una normativa vera in tema di disciplina
  in  materia  di risorse idriche, così come è richiamata nel  testo.
  Cosa  diversa,  invece,  se questa legge, come  bene  segnalava  il
  presidente  Trizzino, vuole soltanto affrontare alcune  peculiarità
  che  sono  richiamate  dalla normativa  nazionale  o  anche  alcune
  situazioni  che si sono venute a verificare per sindaci  ribelli  o
  sindaci  coraggiosi  che  prima  dell'Assemblea  hanno,  di  fatto,
  attuato  un percorso di attenzione rispetto alla volontà di rendere
  l'acqua  un  servizio pubblico e non come tanti altri comuni  hanno
  realizzato.
   Quindi, ritengo che questo sia un articolo che qualifica la  legge
  perché  dà  la  possibilità, realmente, di richiamare il  principio
  dell'articolo 3 della Costituzione, che la legge è uguale per tutti
  ed a tutti deve poter essere garantita pari opportunità
   E   non  è  corretto  che  un'Amministrazione  comunale  si  trovi
  vincolata  rispetto ad un determinato percorso  rispetto  ad  altra
  Amministrazione comunale che oggi, invece, grazie a  questo  nostro
  disegno  di legge, trova una via d'uscita ed un modo più innovativo
  nella gestione del sistema idrico.
   Allora, ritengo che sia necessario far in modo che la Commissione,
  all'unanimità,  dia il parere favorevole a questo articolo,  perché
  questo  articolo  vuole  dare  alle  amministrazioni  siciliane  la
  possibilità  di  scegliere rispetto al sistema idrico,  creando  le
  condizioni anche di concorrenzialità tra il sistema pubblico ed  il
  sistema privato.
   Nel  caso  in  specie, ritengo che l'articolo 7, emendato  con  il
  subemendamento  non sia, come richiamato dall'onorevole  Cracolici,
  un problema attinente al Codice civile perché non stiamo, di fatto,
  rescindendo  un  contratto, così come alcune amministrazioni  hanno
  fatto.  Noi  vogliamo poter dare l'opportunità alle amministrazioni
  comunali  di  avere  anche  questa  strada,  questa  via  d'uscita,
  indipendentemente   dal  non  avere  rispettato   alcune   clausole
  contrattuali; alcune di quelle cause contrattuali che, molte volte,
  sono anche clausole vessatorie.
   Ritengo,  quindi, che il voto su questo emendamento  sia  un  voto
  favorevole  per un ragionamento semplice: questa legge  deve  poter
  essere una legge generale ed astratta che dà un'opportunità a tutte
  le  amministrazioni  siciliane, perché la stessa  opportunità  deve
  essere  data a tutti i siciliani, non soltanto ad alcuni  siciliani
  che  vivono in alcune amministrazioni che sono state più coraggiose
  rispetto ad altre che hanno eseguito le disposizioni di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  un
  attimo  per  fare chiarezza, perché abbiamo sentito  una  serie  di
  interventi che hanno creato soltanto confusione, rispetto a  quello
  che  è  l'emendamento 7.1, presentato dai colleghi Cascio, Lentini,
  Lantieri, Correnti e Coltraro.
   Qui,  si  tratta  di  un  procedimento  che  rientra  nelle  norme
  transitorie perché, di fatto, stiamo parlando di tutti quei  comuni
  che  rientrano  in un bacino d'ambito in cui non si è concretizzata
  l'unità  di  gestione, non ci sono  molti casi. Io faccio  il  caso
  della provincia di Agrigento, dove abbiamo 43 comuni, di cui 16 non
  hanno  consegnato le reti al gestore, 26 non hanno le reti e 17  si
  trovano  a  non  aver consegnato le reti, legittimati  dalla  legge
  regionale   2   del   2013.   Quindi,   si   chiede,   nelle   more
  dell'applicazione  di  questa legge, che quei  comuni   abbiano  la
  stessa facoltà di quelli legittimati dalla legge 2 del 2013.
   Lo  abbiamo  fatto con questo emendamento, abbiamo presentato  dei
  subemendamenti  che  si  rifanno alla  soppressione  del  comma  8,
  quindi,  per  sopperire alla soppressione del  comma  8,  rimaniamo
  fermi sulle attribuzioni previste dalla legge 2 del 2013.
   Comunque, voglio chiarire che si tratta di norme transitorie e che
  non  si tratta di applicazione del comma 5 o dell'articolo 5, delle
  forme  di  gestione  previste successivamente  all'affidamento  del
  servizio.  Qui stiamo parlando di norme transitorie che  entreranno
  in  funzione  fino  a quando non verrà affidato definitivamente  il
  servizio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito  di
  questo  subemendamento 7.1.1.1 che è stato presentato,  come  primo
  firmatario,  dall'onorevole La Rocca Ruvolo, chiederei ai  colleghi
  di  ritirarlo e tornare al nostro emendamento, cioè quello a  firma
  Cascio   Salvatore,  Fontana,  perché  questo  creerà   sicuramente
  ulteriori problemi con profili, certamente, di incostituzionalità.
   Pertanto, è giusto che noi diamo la possibilità a tutti  i  comuni
  di  avere  le  stesse opportunità rispetto a coloro i  quali  hanno
  consegnato le reti, perché sarebbe veramente assurdo che noi  diamo
  la  possibilità a coloro i quali le reti non le hanno consegnate di
  potere  fare  una gestione privata e coloro i quali, invece,  hanno
  regolarmente consegnato le reti, li priviamo di questa opportunità.
   Mi  sembra  di  tornare  ai  tempi dei piani  di  recupero  quando
  recuperavamo le aree e, quindi, i proprietari di quelle  aree  che,
  in  ottemperanza alla legge, non avevano costruito,  allora  veniva
  espropriata  l'area  a  favore di chi, invece,  abusivamente  aveva
  costruito.
   Queste cose vanno veramente fuori da ogni logica.
   Quindi,  onestamente, chiederei se  è possibile tornare al  nostro
  emendamento, al nostro subemendamento, firmato anche dall'onorevole
  Cimino  e  mi sembra che anche lui fosse dello stesso parere,  come
  l'onorevole  Cascio, tornare al nostro emendamento per  non  creare
  ulteriori  problemi  e  poi,  magari,  incorrere  in  problemi   di
  incostituzionalità.

   PRESIDENTE. Scusate, sono questioni di carattere tecnico che hanno
  effetti  non  secondari, cioè se votiamo in un modo  o  nell'altro.
  Gradirei  sapere dalla Commissione se c'è bisogno  di  fermarci  un
  momento.

   TRIZZINO,  presidente  della Commissione. No,  abbiamo  capito  la
  linea.

   PRESIDENTE.  Va  Bene. All'emendamento 7.1 è stato  presentato  un
  subemendamento  7.1.1,  a firma degli onorevoli  Cascio  Salvatore,
  Lentini, Lantieri e Currenti. E' stato presentato un subemendamento
  7.1.1.1,  a  firma degli onorevoli La Rocca Ruvolo,  Mangiacavallo,
  Cani e Cascio.
  Onorevole Mangiacavallo , lei ha firmato questo emendamento?

   MANGIACAVALLO. Sì.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Noi ritiriamo tutti i subemendamenti, lasciamo il
  7.1 e votiamo per appello nominale il 7.1.

   PRESIDENTE.  E' stato ritirato il 7.1.1.1. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
   Abbiamo  un riferimento al comma 8 nel subemendamento che  resiste
  per  cui  invito  la  Commissione, d'intesa con i  presentatori,  a
  riscriverlo  magari richiamando il comma 8, perché  proceduralmente
  l'abbiamo già soppresso. E nel subemendamento si fa riferimento  ad
  un  comma già soppresso. Ci fermiamo trenta secondi, lo riscriviamo
  anche  sotto  forma  di riscrittura complessiva anche  se  dobbiamo
  richiamare quello già soppresso e si vota definitivamente.

   TRIZZINO,  presidente della Commissione. La Commissione aveva  già
  espresso il parere contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fontana, lei aveva  fatto  un  appello  ai
  presentatori  del  subemendamento 7.1.1.1. Il  richiamo  al  7.1.1,
  quello  presentato da lei e dall'onorevole Cimino, non è più valido
  in  quanto già abbiamo soppresso il comma 8, per cui sto facendo un
  invito:   considerando  che  sembra  ci  sia  una   condivisione...
  Cortesemente,  i  presentatori con la  Commissione,  riscrivete  il
  subemendamento.

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 17.40)

   La seduta è ripresa.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. La Commissione mantiene il
  parere  che ha espresso prima, cioè contrario a maggioranza,  però,
  il firmatario

   PRESIDENTE. Mi scusi, forse non ci siamo intesi: il problema non è
  il  parere della Commissione, in questo momento. Il problema era di
  rendere omogeneo il subemendamento, e l'emendamento aggiuntivo, nel
  contesto di quello che noi abbiamo approvato.

   TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Il  problema   non   è
  superabile  perché, è chiaro, che in questo modo si ha un'ulteriore
  ipotesi rispetto alle tre ipotesi che abbiamo contemplato al  comma
  5.  Il  problema, quindi, per la Commissione, alla luce dei  lavori
  che sono stati svolti, non è superabile.

   PRESIDENTE.   Siccome  ho  sentito i presentatori  vediamo  se  ho
  compreso bene o male.
   Onorevole  Cascio,  onorevole La Rocca Ruvolo,  onorevole  Cimino,
  Lantieri,   Fontana,  noi  ritiriamo  tutti  i  subemendamenti   ad
  eccezione del 7.1.1. No?
   Se non siete d'accordo neanche tra di voi, dopo averlo presentato?

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cascio, non le posso  dare  la  parola.  Ho
  sospeso   per  spiegarlo.  Abbiamo  seguito  il  percorso  indicato
  dall'onorevole Fontana che invitava i presentatori a ritirare tutti
  quelli  successivi, per renderlo più omogeneo e compatibile con  il
  7.1
   Scusate,  siccome questo è stato ritualmente presentato  da  parte
  dell'onorevole Salvatore Cascio, primo firmatario e gli altri erano
  d'accordo, il parere della Commissione sull'emendamento 7.1.1?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
   nominale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




       Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 7.1.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 7.1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             53
   Votanti              52
   Maggioranza          27
   Favorevoli           32
   Contrari             18
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 7.1, così come subemendato.  Il
  parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
   nominale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 7.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti................... 50
   Votanti.................... 50
   Maggioranza................ 26
   Favorevoli................. 32
   Contrari................... 17
   Astenuti...................  1

                         (L'Assemblea approva)

   Gli  emendamenti  7.2 e 7.19 sono trasferiti all'articolo  13  che
  riguarda le tariffe.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 7,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, vi invito a non presentare subemendamenti  su
  subemendamenti.   E'   un   lavoro  che  diventa,   oggettivamente,
  impossibile svolgere con una certa serenità.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
       Gestione del sistema acquedottistico della Sicilia e del
           relativo servizio di erogazione di acqua per uso
                             idropotabile

    1.  Entro  90  giorni  dalla  data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  l'Autorità  di  cui  all'articolo  2  valuta   la
  sussistenza  dei presupposti per l'eventuale esercizio del  diritto
  di recesso dalla Convenzione con Siciliacque S.p.A. ed in ogni caso
  avvia  le  procedure  per  la revisione della  stessa  al  fine  di
  allinearla ai principi generali dell'ordinamento giuridico  statale
  e  comunitario  diretti  a  garantire la  possibilità  di  accesso,
  secondo  criteri di solidarietà, all'acqua in quanto bene  pubblico
  primario,    nel    rispetto   dei   principi   di   sussidiarietà,
  differenziazione  ed  adeguatezza, nonché  alle  direttive  emanate
  dall'Autorità nazionale per l'energia elettrica ed il gas».

   Comunico che sono stati presentati emendamenti soppressivi  e  uno
  sostitutivo   dell'onorevole  Cracolici:  l'8.3   degli   onorevoli
  Cordaro, Grasso ed altri, l'8.1 degli onorevoli Greco Giovanni e Di
  Mauro,  l'8.2  degli  onorevoli  Turano  e  Miccichè,  l'8.4  degli
  onorevoli Cordaro, Grasso ed altri.
   Onorevole Grasso, mantiene l'emendamento 8.3 o lo ritira?

   GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Di Mauro, mantiene o ritira l'emendamento 8.1?

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Turano, mantiene o ritira l'emendamento 8.2?
   Dobbiamo votare l'8.5, a firma dell'onorevole Cracolici. Se  passa
  l'8.5 vengono assorbiti gli altri.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'articolo 8.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, leggendo l'articolo 8 credo  che  si
  voglia, da parte del Parlamento, sollecitare una iniziativa per far
  venire  meno  un  contratto.  Non sto qui  a  discutere  di  questa
  iniziativa,  ovviamente  politica  e  legislativa,  operata   dalla
  commissione perché tanti sono i discorsi che si sono fatti  attorno
  a  Siciliacque. Credo che ci siano anche delle condizioni  capestro
  per  la Regione siciliana. Però, mi sembrerebbe opportuno non  fare
  queste cose con una norma di legge perché ha il sapore - se  me  lo
  consente,  signor Presidente - soltanto delle minacce nei confronti
  di Siciliacque perché una rivisitazione del contratto o rescissione
  di un contratto, certamente, non può farla questo Parlamento perché
  si  tratta  di un procedimento di natura civilistica che appartiene
  ad  un  settore  delicato  che è il cosiddetto  diritto  societario
  rispetto al quale nulla può incidere questo Parlamento.
   Adoperarsi   per  una  norma  di  questo  tipo  che   vuole   dare
  un'indicazione, credo che basti un indirizzo del Governo se ci sono
  le  condizioni,  se, per esempio, oggi il Governo ci  illustra  una
  serie  di  inadempienze  da parte di Siciliacque  o  una  serie  di
  pregiudizi  dettagliati  dai quali scaturisce  un  forte  interesse
  della Regione a fare venire meno un iter di questo tipo.
   Questa  norma non ha - mi si consenta, -alcun valore  giuridico  e
  approvarla  così,  su  due piedi, senza che ci  sia  una  relazione
  approfondita su un argomento così importante, credo che si  rischi,
  da  parte  di  questo  Parlamento, di operare  uno  scivolone.  Uno
  scivolone non perché da questa norma chissà cosa possa scaturire in
  ordine  alla  procedura  contrattuale rispetto  a  Siciliacque,  ma
  perché non ha alcun valore giuridico. E, allora, delle due l'una: o
  si  fa  un  dibattito forte in questo Parlamento ed il  Governo  ci
  informa  su quelle che sono le inadempienze, su quelle che sono  le
  procedure contrattuali non rispettate, su quelli che sono  i  danni
  arrecati alla Regione siciliana e, quindi, ai cittadini su un  tema
  così importante che è l'acqua pubblica oppure noi stiamo scherzando
  e  stiamo lanciando delle minacce attraverso una norma di legge per
  fare  capire  che  siamo  fortemente interessati  a  sciogliere  un
  contratto,  ammesso che si possa fare e ammesso che nel canale  non
  siano talmente consistenti, mi fanno sapere in ordine a questa cosa
  e, per cui, questa norma non produce efficacia.
   Allora,  vorrei essere molto cauto su questa norma nel  senso  che
  tutti  quanti sappiamo qual è il costo in questo momento dell'acqua
  che  ci vende Siciliacque. Non so se le procedure allora sono state
  eseguite  a regola d'arte, non so quali sono i costi, non  c'è  una
  relazione  in  questo senso da parte del Governo  che  ci  illustri
  quali sono i motivi per cui noi dovremmo procedere ad un'inversione
  di  tendenza rispetto a procedure contrattuali. Se così è  qualcuno
  ce  le  dica  o, altrimenti, questo iter, così com'è  lanciato,  in
  questo  dispositivo  legislativo, mi  pare  che  sia  qualche  cosa
  formulata così in maniera generica, improvvida.
   Sono  pronto  a ritornare indietro sulla mia opinione  qualora  ci
  siano  delle  argomentazioni  che dal  dibattito  dovessero  venire
  fuori,  tali da giustificare un indirizzo così forte del Parlamento
  che,  ripeto,  a mio parere non è nemmeno necessaria perché  è  una
  materia  di  natura  contrattuale che la Regione,  se  ci  sono  le
  condizioni, può benissimo attivare. Grazie.
   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  brevissimamente
  sull'emendamento  8.5 dell'onorevole Cracolici,  noi  riteniamo  di
  dovere  esprimere tutta la nostra contrarietà se non  altro  perché
  con  questo  emendamento si assegnano delle funzioni al  Presidente
  della  Regione  che  non  sono propri di un  organo  politico.  Noi
  proprio  sappiamo  che  c'è  la differenziazione  dei  ruoli  delle
  competenze  fra l'organo gestionale che sono gli Uffici,  la  parte
  burocratica,    per    intenderci,    l'ammistrazione    regionale,
  eventualmente,  e  l'organo politico che sono, invece,  coloro  che
  hanno la responsabilità di governo. Con questo emendamento noi,  al
  di  là,  non entro nel merito che sembrerebbe un emendamento  quasi
  persecutorio nei confronti di Siciliacque, quasi proprio  a  volere
  verificare cosa stesse facendo, bene, ma questo sarebbe in coerenza
  se rimanesse eventualmente, o fosse rimasto in vista, l'articolo 2,
  cioè  se  c'era o no l'autorità di gestione in capo al  Presidente,
  con  a  capo il Presidente della Regione, e, allora, magari facendo
  una  forzatura, questo emendamento si inseriva e si  impiantava  in
  quella logica, in quella filosofia eventualmente, ma nel momento in
  cui   è   venuta  meno  quella  filosofia,  stiamo  dando,   stiamo
  attribuendo  al  Presidente della Regione delle  competenze   ultra
  petita .  Noi siamo fermamente contrari per cui voteremo no  contro
  questo emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  vorrei
  precisare  che  non c'è nessun intento persecutorio,  semplicemente
  una  riscrittura  con  una  precisazione dell'articolo  8  che  era
  contenuta nel testo approvato dalla Commissione.
   Lo  dico  all'onorevole Falcone, perché non vorrei che si sentisse
  ancora l'ultimo dei giapponesi che combattere una guerra quando  la
  guerra è finita.
   Onorevole Falcone, lei spesso muove i suoi giudizi più su un  dato
  ideologico che non su un dato di contenuto di merito.
   E  andiamo  al  contenuto di merito: perché  il  Presidente  della
  Regione?
   Perché è il Presidente della Regione che ha sottoscritto nel  2004
  l'affidamento  a  Siciliacque,  quindi  lo  stesso  soggetto  nella
  qualità  istituzionale  del 2004,- ricordo  che  esiste  una  norma
  varata da questo Parlamento nella scorsa legislatura che prevede la
  verifica delle condizioni di affidamento del servizio idrico  e  la
  verifica  che  qualora ci fossero state violazioni o  non  rispetto
  delle  convenzioni  in  essere, l'amministrazione  poteva  recedere
  unilateralmente anche i rapporti in essere. Norma che  non  ha  mai
  avuto   attuazione,   quindi  qui  che  cosa   si   dice?   Nessuna
  persecuzione, intanto si verifichi lo stato dei rapporti in essere,
  visto  che dal 2004 ad oggi il sistema, sostanzialmente, si è retto
  su una unilateralità del soggetto affidatario. Secondo, si dice che
  qualora  vi sia, rispetto al crono programma della convenzione,  un
  piano investimenti che non ha rispettato o per intero o in parte il
  crono programma investimenti si riduca - per la percentuale di  non
  rispetto  del crono programma investimenti - la quota  di  tariffa,
  cioè  se  tu hai applicato solo il 40 per cento del crono programma
  che  avevi  sottoscritto e il 60 per cento no, io ti ho  fatto  una
  tariffa  sulla  base  di  quel crono programma,  se  tu  non  l'hai
  rispettato,  ti riduco la tariffa che tu applichi agli ATO,  perché
  ricordo che è la tariffa che viene applicata agli ATO ed ai Comuni,
  quindi  è  l'acqua che pagano i siciliani. Quindi se tu  da  questo
  punto  di  vista non hai rispettato il crono programma investimenti
  che   avevi  sottoscritto,  l'Amministrazione  autorizza  -  perché
  ricordo  che la tariffa è in convenzione, non è una tariffa  che  è
  fissata  dall'autorità, in questo caso la tariffa è in  convenzione
  legata al piano di investimenti varato nel 2004.
   Io   qui   non   sto   entrando  nel  merito   della   concessione
  quarantennale,  di  tutto quello che c'è dietro  questa  storia  di
  Siciliacque,  perché anche qui per le stesse  ragioni  per  cui  ho
  dichiarato   il   mio  voto  contrario  poco  fa  sarei   oggi   in
  contraddizione se dicessi qui in sede legislativa di modificare ciò
  che   civilisticamente   è   stato  sottoscritto   all'atto   della
  concessione.
   Altra cosa è verificare lo stato di quella convenzione ed assumere
  gli  adempimenti conseguenti, sulla base di un rapporto che tra  le
  parti  ci  può essere l'istituto dell'arbitrato, ci possono  essere
  meccanismi  più  disparati. Ma una cosa è certa:  bisogna  tutelare
  l'interesse pubblico, ovvero che non è che nel 2004 si è  stabilita
  una  tariffa  per fare degli investimenti, non si  sono  fatti  gli
  investimenti  o  si  sono fatti in parte e  la  tariffa  rimane  la
  stessa.
   Io  su  questo  credo che l'Aula, per un atto   di  igiene   della
  Pubblica  Amministrazione, debba tutelare  l'interesse  pubblico  e
  meno  l'interesse,  in  questo caso, di una  società  che  ancorché
  partecipata  anche  dalla  Regione è  una  società  che,  comunque,
  persegue  interessi privatistici e non interessi generali  astratti
  come quelli che con questa legge vogliamo tutelare.
   Ecco  perché io chiedo di approvare l'emendamento 8.5 che riscrive
  l'articolo 8 che era uscito dalla stessa Commissione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo  fornire
  di  qualche dato in più l'Aula e i colleghi deputati rispetto  alla
  vicenda Siciliacque.
   Siciliacque  è  un'azienda formata  dal 75  per  cento  da  titoli
  privati e dal 25 per cento con la Regione siciliana.
   Nel  2004,  ha  ragione  il  collega  Cracolici,  si  stipula  una
  convenzione  dove  si  stabilisce  che  devono  impiegare,  durante
  l'anno,  un  po' di investimenti quindi dei soldini che  serviranno
  per la rete idrica e altro.
   Considerate  che  in  questi 10 anni non hanno  speso,  non  hanno
  superato  il 30 per cento degli investimenti promessi, ecco  perché
  ho   condiviso,  tant'è  che  ho  firmato  l'emendamento  a   firma
  dell'onorevole Cracolici, l'8.5.
   Poi,  voglio  dire una cosa: sapete quanto Siciliacque  compra  al
  metro  cubo  l'acqua al Consorzio di bonifica di  Palermo?  Attinge
  dalla  diga  Garcia  nella  provincia  di  Palermo,  la  compra   5
  centesimi, 5 centesimi al metro cubo. Sapete a quanto  la  rivende?
  La  rivende da 79 a 98 centesimi metro cubo. Sapete quanto guadagna
  il  deputato? Ha uno stipendio di 8.300 euro al mese. Sapete quanto
  vengono pagati i consulenti di Siciliacque? Vengono  pagati più  di
  10.000 euro al mese.
   Ora, io voglio dire al Governo di attenzionare questa vicenda e di
  mandarli  a casa perché noi dobbiamo ricomprare quel 75  per  cento
  che è stato tolto all'Isola
   Ora   che  noi stiamo approvando, finalmente, un disegno di  legge
  che  dà una direttiva seria per dare una spartizione seria di acqua
  pubblica  è venduta ad una cifra modica per aiutare le persone,  in
  generale,  sia  i  contadini sia i comuni che chiedono   di  essere
  gestiti.
   Quindi,  Presidente, io chiedo che questa azienda venga ricomprata
  e   cacciata,  dobbiamo  rescindere  immediatamente  il  contratto.
  L'acqua  da 5 centesimi la rivendono a 98 centesimi al metro  cubo,
  pensate  che dalla diga Garcia vengono attinti ogni anno 10 milioni
  di metri cubi d'acqua.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   abbiamo
  presentato un emendamento che, secondo me, dà un senso ed evita  di
  esporre  anche  la  Regione  a contenziosi.  Perché?  In  linea  di
  principio  quello che sosteneva l'onorevole Cracolici  è  corretto,
  il  Presidente  della Regione ha sottoscritto la convenzione,  però
  c'è  una  sorta  di  invasione. In che senso?  Se   la  convenzione
  originaria  prevedeva sanzioni, clausole rescissorie, tutto  questo
  si  rimanda al Codice civile e mi chiedo per quale motivo  fin  qui
  non  è  stato fatto nella duplice considerazione che la  Regione  è
  socio  di  minoranza, la Regione ha il controllo e la vigilanza  ed
  esprime anche il Presidente.
   Quindi,  la  Regione nell'ipotesi che, visto quanto  ha  sostenuto
  l'onorevole  Lentini,  se ci sono state una serie  di  inadempienze
  gravi,   la Regione che aveva tutta la facoltà di intervenire,  non
  l'abbia  fatto  e  noi  oggi  stiamo demandando  al  Presidente  la
  possibilità di verificare eventuali inadempienze.
   Io  non  conosco le vicende di Siciliacque, ma mi pongo,  e  pongo
  agli uffici, un problema di verifica di incostituzionalità. Perché?
  Perché, ripeto, Siciliacque ha vinto e si è aggiudicata una gara di
  40  o  30  anni non so quanto, possiamo arrivare noi così  a  gamba
  tesa, possiamo prevedere una rescissione?
   E  la  mia preoccupazione qual è? La mia preoccupazione è  che  ci
  siano richieste di indennizzo paurose che poi ricadono, e che hanno
  refluenze negative, sui cittadini.
   Ricordo a me stessa quando, nel 2005, l'allora Ministro Di  Pietro
  voleva rescindere nei contratti delle autostrade, si è formata  una
  giurisprudenza comunitaria che ha impedito ciò.
   Ora,  io  questo  rassegno agli uffici: la nostra riscrittura,  la
  riscrittura  dell'articolo 8 proposta dal nostro  Gruppo  che  cosa
  consentiva? Che cosa prevede? Che si siedano la Regione,  il  socio
  privato  e  il  socio di maggioranza attorno ad  un  tavolo  e  che
  trovino  e che verifichino inadempienze, eventuali aumenti, tariffe
  ingiustificate  e  che,  eventualmente,  in  ipotesi  di  paventati
  risarcimenti richiesti da Siciliacque si possa trovare,  attraverso
  sistemi  -  che  possono essere arbitrati, che  possono  essere  la
  rimodulazione  degli  accordi -, appunto degli  accordi  nuovi  che
  portino la tariffa a quanto la prevede, non sic et simpliciter  noi
  con  legge, ma l'autorità di gestione a cui è demandato il  calcolo
  della tariffa.
   Quindi, ritengo che la nostra formulazione sia una formulazione di
  buon  senso, perché noi stiamo demandando dei compiti al Presidente
  della Regione, che la Regione già avrebbe dovuto, in questa sede  e
  prima  dell'approvazione  di  questa norma,  verificare  e,  se  ci
  fossero  state gravi inadempienze, rescindere dal contratto  perché
  ha  omesso  di  controllare e di vigilare e,  quindi,  rivedere  le
  clausole contrattuali della convenzione del 2004.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,
  questo emendamento è grave.
   È  grave  perché ogni volta che si dà un senso all'agire politico,
  dovrebbe essere la conseguenza del programma con il quale ci  siamo
  presentati ai cittadini: l'acqua pubblica.
   L'acqua  pubblica  attraverso cosa passa, però? Alla  possibilità,
  non  che il liquido, ma che le condutture, attraverso le quali quel
  liquido  arriva  nella casa dei cittadini, debba  in  qualche  modo
  essere di pubblica gestione.
   L'articolo 8 così com'è formulato, non dice che con legge,  perché
  saremmo  degli  stupidi a volerlo fare, non si potrebbe  fare,  non
  diciamo  che con legge vogliamo rescindere un contratto,  ma  diamo
  mandato  -  nella prima stesura all'autorità di cui all'articolo  2
  che  non  esiste  più, dovremo individuare chi lo dovrà  fare  -  a
  questo  soggetto di verificare le clausole di rescissione  previste
  nella  convenzione  e,  se  è il caso, finalmente,  cominciarle  ad
  applicare  e, nelle more, anche di cominciare a guardare se  questa
  convenzione  è  allineata  agli  ordinamenti  vigenti,  sia  quello
  statale che quello europeo.
   Perché  dico che è grave l'emendamento 8.5? Perché fa un clamoroso
  passo  indietro  e  non  parla  più  di  possibilità  di  andare  a
  rescindere   un   contratto,  ma  di   andare   a   prevedere   una
  rinegoziazione.
   Io  non  rinegozio  i  diritti dei cittadini  con  i  privati   Il
  Movimento  Cinque Stelle non si allinea a questa  posizione  e  noi
  votiamo  contro  questo emendamento, perché per la prima  volta  in
  quest'Aula, onorevole Cracolici, dobbiamo cominciare a scrivere una
  storia diversa: l'acqua è un bene dei cittadini e non è un bene dei
  privati
   Con  questo  emendamento noi tuteliamo un  diritto  di  un'azienda
  privata,  perché è privata la  Veolia  - una francese che  gestisce
  l'acqua in mezzo mondo - e stiamo dicendo ai siciliani che, siccome
  non  possiamo pagare una penale o non potremmo pagarla, ma  lei  sa
  benissimo  che  di  infrazioni  a quella  Convenzione  ce  n'è  una
  montagna  da  non dover pagare assolutamente nulla a rescindere  da
  quel contratto invece gli stiamo dicendo che non lo vogliamo fare e
  scriviamo solo rinegoziazione. Questo è terrorismo semantico se  me
  lo consente, ed io non ci sto a questa cosa
   Quindi, per noi rimane l'articolo 8 così com'è e invitiamo  l'Aula
  a  prendere davvero una decisione di grande responsabilità rispetto
  a  tutto quello che i cittadini ci hanno chiesto con il referendum.
  L'acqua è pubblica

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  rispetto  a  quest'articolo bisogna poter fare  un  passo  indietro
  perché condivido, in parte, l'intervento dell'onorevole Cracolici e
  noi  dobbiamo creare le condizioni perché il legislatore non  abbia
  delle  intuizioni  a  fasi alterne, ma possa creare  le  condizioni
  invece secondo anche un percorso piramidale di creare una legge che
  dia  le  pari  opportunità  sia agli  enti  locali  che  agli  enti
  territoriali come la Regione.
   Questo  articolo  8.5 a firma Cracolici ritengo  che  si  colleghi
  notevolmente  all'articolo 7 di poc'anzi. L'onorevole Cracolici  ha
  motivato   il  voto  contrario  secondo  un  richiamo  ai  principi
  civilistici.  Su  quest'articolo,  invece,  viene  posta   e   data
  l'opportunità   al  Presidente  della  Regione  di  verificare   le
  situazioni  contrattuali e provvedere anche  ad  una  rivisitazione
  della  Convenzione, cosa che, devo dire, proprio, da questo scranno
  diversi  deputati avevamo già chiesto per salvare i dissalatori  di
  Porto  Empedocle e di Gela e che mai si è voluto provvedere, tant'è
  che ormai quei dissalatori sono stati rottamati ed il personale  in
  cassa integrazione.
   Io ritengo e pongo la domanda al Presidente della Commissione e al
  Governo  perché  con questo articolo che si dà  la  possibilità  al
  Presidente della Regione di riaprire un dialogo con Siciliacque non
  si  creano le condizioni inserendo un terzo comma per fare in  modo
  che  i  sindaci possano, analogamente al Presidente della  Regione,
  aprire  un  dialogo con le società che oggi gestiscono il  servizio
  idrico.
   Ritengo  che,  in  questo  modo, rispetto anche  all'articolo  che
  abbiamo  votato  precedentemente che è  un  articolo  probabilmente
  direi    temerario ,  si  possa  dare  la  possibilità   a   questo
  legislatore  di muoversi in modo unitario, univoco rispetto  ad  un
  rapporto    orizzontale    Governo   regionale-Siciliacque-Sindaci-
  amministrazione  di  rapporti  convenzionali  con  le  società  che
  gestiscono il servizio idrico.
   In questo modo, penso che si possa aprire un'ipotesi di lavoro che
  realmente  dà  la  possibilità anche alle  Amministrazioni  locali,
  indipendentemente  dall'articolo 7, di avere la possibilità  di  un
  dialogo  e di migliorare il servizio idrico, sia questo una  scelta
  pubblica o sia questo una scelta privata.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo sull'articolo 8 e spero, signor Presidente, anzi ne sono
  certo  per  quel  che la riguarda di poter ottenere la  sua  vigile
  attenzione, perché credo che spesso in quest'Aula qualcuno confonde
  il termine astrattezza della quale la norma deve essere portatrice,
  la  norma  giuridica,  con il significato di una  norma  del  tutto
  astratta nel senso d'essere avulsa dal contesto.
   Una  norma  generale ed astratta deve potere, invece, disciplinare
  una   serie  indefinita  e  potenzialmente  indefinibili  di   casi
  analoghi, di casi uguali.
   Ora,  a  me quello che sta dietro questa norma, in questo momento,
  in   questa   sede,  interessa  assai  poco,  mentre  mi  interessa
  moltissimo   l'assoluta  ultroneità  di  questa  norma,  l'assoluta
  inutilità  di  questa norma che serve soltanto a coprire  l'inerzia
  del Governo da due anni e mezzo a questa parte, perché se c'era  da
  rivedere  o  da  controllare  o  da  verificare  una  delle   tante
  convenzioni sottoscritte, non c'era certamente bisogno di attendere
  il  10  agosto 2015 perché si chieda al Parlamento la scrittura  di
  una norma che non è generale e astratta, è avulsa dal contesto.
   Ma chi proibisce, chi vieta all'Assessore competente, magari in un
  attimo  di  attenzione rispetto alle questioni del suo Assessorato,
  chi   impedisce  al  Presidente  della  Regione  di  rivedere   una
  convezione, di contestare inadempimenti, di rivolgersi al  giudice,
  di  chiedere risarcimenti danni per conto e in favore della Regione
  siciliana?
   Ma davvero voi pensate che una norma scritta così male, Presidente
  Ardizzone, così male che addirittura nel titolo si recita -  e  noi
  possiamo  leggere - che l'articolo 8 dovrebbe  normare la  gestione
  del  sistema acquedottistico della Sicilia , come sarebbe molto più
  semplice  dire:  il sistema degli acquedotti siciliani  e  così  la
  norma  potrebbe  persino non fare sorridere sin dalla  lettura  del
  titolo.
   Dopodiché,  la  norma  che  serve,  ripeto,  soltanto  a   coprire
  l'inerzia e l'inattività del Governo, cosa scopre? Scopre - e aveva
  ragione chi è intervenuto prima di me - che ci sono delle norme che
  sono  contenute  intanto  nel Codice  civile  e  poi  nella  stessa
  convenzione che  nulla è che il contratto scritto tra due parti, di
  potere  verificare se nel corso di questi anni i patti  sono  stati
  osservati.
   Allora,  davvero, Presidente dell'Assemblea, l'invito è ad  andare
  avanti,  a  non  perderci  lungo il percorso  di  norme  del  tutto
  inutili,  superflue, ultronee, e, mi consenta, anche  di  ricordare
  all'onorevole  Cracolici,  che  è intervenuto  sul  punto,  come  è
  intervenuto  largamente su quasi tutti i punti che stasera  abbiamo
  affrontato,  di rileggere, non so se ne abbia mai avuto  confidenza
  con  tali  letture,  le  Eumenidi di  Eschilo,  ci  troverà  dentro
  l'oracolo  di Delfi e così potrà anche convenire che,  a  furia  di
  dare  sempre  delle sentenze riguardo a tutto e riguardo  a  tutti,
  l'oracolo di Delfi alla fine non ebbe una buona sorte. Ma questa  è
  soltanto una sollecitazione culturale all'onorevole Cracolici.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  sull'articolo  8 perché concordo con quanto detto dal  collega  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Inviterei  a  leggere insieme l'articolo 8 che dice che  entro  90
  giorni  dall'entrata in vigore della presente legge, l'autorità  di
  cui  all'articolo  2,  semmai qui dobbiamo  intervenire  visto  che
  l'articolo  2  l'abbiamo  tolto  e,  quindi,  sostituito   con   il
  Presidente  della  Regione, soprattutto  con  il  Presidente  della
  Regione,  perché ha ragione l'onorevole Cracolici, quando dice  che
  nel  2004  l'allora presidente Cuffaro, come presidente  di  questa
  Regione, fa una convenzione e cede l'ente acquedotto siciliano alla
  società che allora era Siciliacque - l'ho detto l'altro giorno e lo
  ribadisco - era una scatola vuota con altre sei società e niente di
  meno  Siciliacque aveva soltanto un capitale sociale  di  400  mila
  euro. Questo va sottolineato e rimarcato.
   Allora,  su  questo  punto dobbiamo vedere  con  chi  deve  essere
  rivista.  Però, dice:  valutare la sussistenza dei presupposti  per
  l'eventuale  esercizio del diritto di recesso  dalla  convenzione ,
  recesso  non  rivedere,  rimodellare, perché  nel  momento  in  cui
  andiamo  a rimodellare, in qualche maniera è se gli avessimo  detto
  forse  hai fatto qualcosa che non funziona, continuiamo a tirare  a
  campare   Non  possiamo  tirare a campare  Non  possiamo  tirare  a
  campare  perché Siciliacque in questa e con questa convenzione  del
  2004 si concedeva la possibilità di modificare il piano tariffario,
  di  modificare la tariffa: da 0,57 centesimi, oggi siamo  arrivati,
  lo  dicevamo l'altro giorno, ad 80 centesimi. Quindi, c'è stato  un
  incremento.
   Bisogna valutare se i lavori di manutenzione, di bonifica e  tutte
  le  cose  che sono previste nella convenzione sono state fatte.  Ad
  oggi da un'indagine fatta non si trova nulla negli assessorati.  Al
  31  ottobre  di  ogni anno dovevano depositare una  relazione,  non
  l'hanno  fatta. Il 31 dicembre di ogni anno dovevamo  rendicontare,
  non è stato fatto.
   In fondo, l'ho detto l'altro giorno, non sono tariffe nazionali  a
  cui  si  sono  adeguati, quindi non c'entra  nulla.  E'  stata  una
  convenzione  con  la  Regione e con l'allora presidente  Cuffaro  e
  questa  società. Quindi, è ovvio che bisogna rivedere il  tutto.  E
  dico  anche una cosa: il rincaro di cui abbiamo parlato  in  questi
  giorni,  per quanto riguarda i vari gestori, il rincaro dei gestori
  sta  a  monte perché è Siciliacque che vende acqua a livelli troppo
  alti, a prezzi altissimi.
   Quindi,  il  problema  di  fondo  è  Sicilia  acque.  Oggi  questo
  Parlamento deve avere il coraggio di dirle queste cose.
   Per me l'articolo 8, così come è stato enunciato, modificato nella
  parte   dell'articolo  2,  va  benissimo.  Va   benissimo,   perché
  altrimenti ingeneriamo confusione.
   Quindi,  personalmente e mi auguro che il mio Gruppo sia d'accordo
  con me a mantenere l'articolo 8 così come esce nel testo di legge.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non  mi
  permetterò mai volere emulare l'onorevole Ioppolo per le  citazioni
  sempre che dimostrano questa grande cultura che lui ha. Però, a  me
  sembra dai vari interventi che ormai sul fronte dell'acqua pubblica
  il  Rubicone  l'abbiamo passati tutto. Ormai, nessuno si  sottrarrà
  più a lanciare l'idea del pubblico.
   Mi  permetto,  senza polemica, mettere a confronto  l'articolo  8,
  così  come uscito dal testo, e l'emendamento di riscrittura a firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Nell'articolo  8  c'è  un  elemento  che  dava  il  soggetto  cioè
  l'autorità di cui all'articolo 2 che non c'è più. Per la verità, io
  che  ho  scritto in tutte le forme, insieme ad altri  colleghi,  il
  fatto  che  Siciliacque stipula un contratto, una  convenzione  per
  quarant'anni  stabilendo a 0,58 il prezzo quando nelle  convenzioni
  per le forniture di beni lo si fa man mano, anno per anno o secondo
  le norme contrattuali.
   Io  ritengo che il rischio che noi abbiamo,  perché una  questione
  va   detta.  Molti  interventi  in  quest'Aula  fatti  con   grande
  intelligenza   ma   contrari  al  disegno  di  legge,   in   realtà
  probabilmente anche involontariamente preparano l'istruttoria a che
  ci possa essere l'impugnativa.
   Cosa intendo dire? Intendo dire che per legge complicato è avviare
  l'esercizio di diritto della convenzione. Il problema  reale  è  la
  sussistenza  di  norme  nulle  e  annullabili  e  io  mutuo  questa
  affermazione  anche  da  ragionamenti  fatti  in  Commissione   dal
  servizio  dello  stesso  Assessorato. Se  ci  sono  norme  nulle  e
  annullabili  che  siano in contrasto con il sistema  normativo  che
  disciplina  i contratti, l'Assessore che è magistrato, mi  permetto
  di dire sommessamente, i termini stessi di qualunque contratto.
   Per  cui, io direi, senza farne una questione tra chi è più avanti
  o   più   lontano  dal  Rubicone   che  oramai  pare  essere  stato
  attraversato  da  tutti, porre la necessità di  avere  innanzitutto
  l'applicazione  dell'articolo 49 che già esiste, in finanziaria  la
  n.  9  del  2010,  di  puntare non in una risoluzione  contrattuale
  unilaterale,  perché quella la fanno i giudici e  li  possono  fare
  anche  in  danno di chi rescinde, e al tempo stesso  vorrei  che  i
  colleghi   che   sono   intervenuti   leggessero   il    comma    2
  dell'emendamento   8.5   con  gli  emendamenti   e   la   scrittura
  dell'articolo 13, cioè sulla tariffa.
   Cosa dobbiamo raggiungere noi. Innanzitutto,  non può esistere per
  40 anni, non esistono precedenti giuridici tranne l'enfiteusi che è
  eterna  fino  a quando non c'è il riscatto di 40 anni  di  rapporti
  contrattuali; non è possibile che nel 2004 si stabilisse  il  costo
  dell'acqua  all'ingrosso a 0,58 perché su questo bisogna  andare  a
  vedere  la norma del codice dell'ambiente che stabilisce che  viene
  mutuato nel testo che noi ci accingiamo a chiudere e ad approvare.
   Come   si   stabilisce  la  tariffa,  in  questo  caso  il   costo
  all'ingrosso  dell'acqua che è legata agli  investimenti,  come  si
  tenga conto di ciò che è, non solo in questa legge ma nei risultati
  referendari che vengono poi riconosciuti dalla Corte Costituzionale
  sulla  necessità che non ci sia lucro, non ci sia quel plus  valore
  nella commercializzazione dell'acqua e chiaramente io credo che  se
  la  Commissione, Presidente e relatore, io credo che  l'emendamento
  8.5  senza farla diventare una questione teologica tra chi la vuole
  più pubblica l'acqua e chi la vuole più sommessamente pubblica,  io
  ritengo  che  bisogna individuare il soggetto che all'abbreviazione
  dell'articolo 2 deve diventare il Presidente della Regione.
   Bisogna  verificare  la sussistenza di norme nulle  e  annullabili
  nella  convenzione, bisogna avviare quello che è  previsto  nel  II
  comma  dell'8.5 e ovviamente, oggi più che mai, l'articolo 8,  così
  come  è uscito dal testo, proprio per avere abrogato l'articolo  2,
  ha necessità di essere rivisto.
   Sostanzialmente,  chiedo  al Presidente  della  Commissione  e  al
  relatore  una  riscrittura dell'8.5 rispetto  all'8  tenendo  conto
  comunque  che  noi non possiamo avviare la rescissione contrattuale
  non  perché qualcuno qua dentro voglia tutelare gli interessi delle
  acque  io  mutuo per intero il ragionamento dell'onorevole  Lentini
  quando  dice  che questa stessa società compra l'acqua  regimentata
  nelle dighe costruite dalla Regione siciliana acquista ad un prezzo
  e  lo  rivende come se fosse, non so in quale  mercato  ci  sia  un
  guadagno del 1000 o 2000  per cento.
   Per  cui,  io  credo  che  serve una riscrittura  aggiungendo  che
  dobbiamo  proprio sul fatto e lo dico alla collega La Rocca  Ruvolo
  Siciliacque  dal  punto di vista formale,  devo  dare  atto  che  è
  inoppugnabile.  Il  problema è il merito, e il costo  dell'acqua  e
  quarant'anni di gestione che sono due termini contrattuali che  non
  possono  esistere in una società, in un sistema giuridico  come  il
  nostro e, su questo, l'onorevole Ioppolo, senza disturbare Eschilo,
  sarà d'accordo con me.

   BARBAGALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi
  accogliamo  l'invito  dell'onorevole  Panepinto,  per   provare   a
  costruire una riscrittura che tenga conto degli interventi che sono
  stati  fatti  e, anche, dell'emendamento sostitutivo  8.5  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Dal  dibattito in Aula sono emersi alcuni fatti di tutta evidenza.
  Innanzi  tutto che, nell'emendamento, nel testo che è stato esitato
  dalla Commissione, non esiste più l'autorità di cui all'articolo 2.
   A  nostro  giudizio, poi, nell'emendamento di riscrittura,  l'8.5,
  l'espressione  adotta tutti gli atti conseguenti   non esclude  per
  niente  l'esercizio  del  diritto di recesso:  anzi,  è  una  delle
  possibilità.
   E,  facendo  riferimento anche a quanto ha  sostenuto  l'onorevole
  Ioppolo,  dico - dovremmo, poi, tutti fare la gara ad evitare  che,
  stasera, sia iniziata la campagna elettorale - certamente il titolo
  dell'articolo 8 si può migliorare, anche, nel lessico.
   Comunque, dobbiamo ricordare, a mio giudizio, che siamo sempre  in
  un'ipotesi  di un affidamento fatto nel 2004. Quindi un affidamento
  che  non  è  stato  dichiarato illegittimo, fatto  ai  sensi  della
  normativa  vigente  nel  2004. Siamo  anche  in  tema  di  rapporto
  paritario,  di rapporto pattizio, quindi dobbiamo evitare  di  fare
  una  norma barzelletta , ma una norma che guardi, come è già emerso
  nel   dibattito,  alla  nullità  di  alcune  clausole   e   guardi,
  soprattutto, all'inadempimento.
   Il  principio, poi, stabilito dal comma 2 dell'articolo 5, a firma
  dell'onorevole Cracolici, riprende quello che l'onorevole  Musumeci
  aveva  fissato  all'articolo  6, quello  della  decurtazione  della
  tariffa.
   La  Commissione  terrà  conto  di  queste  riflessioni  e,  se  la
  Presidenza  accorda qualche minuto di sospensione,  produrremo  una
  riscrittura.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  certo, alla  luce
  dell'intervento  del mio collega Barbagallo, non  so  più  su  cosa
  intervengo dato che si sta procedendo ad una riscrittura.
   Devo  dire  che condivido l'emendamento dell'onorevole  Cracolici,
  non  tanto perché - come, magari, qualche collega ha detto - questo
  non  è  già previsto dalle norme del codice civile, perché è  ovvio
  che, nel momento in cui si stipula un contratto, viene sottoscritto
  dalle  parti e, se ci sono eventuali inadempienze, è giusto che  si
  provveda anche ad un'eventuale rescissione del contratto.
   Proprio per questo, condivido molto di più l'emendamento 8.5,  nel
  testo  così per come è scritto, e credo che tutto questo dibattito,
  che c'è stato in Aula, su un emendamento che, alla fine, pensa alla
  Regione,  pensa ai siciliani, onestamente non lo sto  condividendo,
  perché  credo  che  sono passati in quest'Aula tanti  e  tantissimi
  emendamenti  che  servivano  soltanto ad  interessi  personali,  di
  singole città, di singoli comuni e di singoli deputati.
   Mentre  questo, è veramente un emendamento perché, purtroppo,  sia
  il  Governo sia il Presidente della Regione, in questi due  anni  e
  mezzo,  sono  rimasti  a guardare senza mai verificare  quello  che
  accadeva  con questa convenzione  Sicilia acque . Tanto è vero  che
  noi,  anche  in Commissione, abbiamo più volte sentito,  su  questo
  tema, gli interessati e mai ci sono arrivate risposte.
   Quindi  credo che, anche se può sembrare pleonastico, è importante
  approvare questo emendamento.

   PRESIDENTE. Il relatore ha chiesto cinque minuti per la stesura di
  un subemendamento.
   Onorevole  Barbagallo,  mi scusi io penso  che  l'Aula  sia  stata
  attenta,  come  non mai, su questi emendamenti. C'è un  emendamento
  sostitutivo  l'8.5  dell'onorevole Cracolici e c'è  un  emendamento
  dell'onorevole Cancelleri, l'.8.6, anch'esso mediamente sostitutivo
  dove  dice   l'autorità di cui all'articolo 2 è sostituita  con  le
  parole   il  Presidente della Regione' . Secondo  me  l'Aula,  dopo
  questo  amplissimo  dibattito,  vota  come  ritiene  opportuno.  E'
  inutile  girarci  intorno. Onorevoli colleghi,  la  Commissione  ha
  chiesto ulteriori termini per riscrivere, ulteriormente, sulla base
  del  dibattito. Noi ripartiamo con tutte le questioni. Siccome  c'è
  un  emendamento sostitutivo a firma dell'onorevole Cracolici  e  ha
  posto   la   firma   l'onorevole  Lentini  e  c'è  un   emendamento
  parzialmente   sostitutivo  dell'onorevole  Cancelleri   che   dice
   sostituire  l'autorità di cui all'articolo 2  con  le  parole   il
  Presidente   della  Regione' .  Sostanzialmente   lascia   immutato
  l'articolo  8  rendendolo  omogeneo  con  il  testo  di  legge  già
  approvato fino ad adesso. Abbiamo avuto 12 interventi. Non è che ci
  sono orientamenti particolari, non è una questione di maggioranza o
  di  opposizione su questi argomenti. Lo voglio dire con la  massima
  franchezza.  L'Aula,  dopo  avere  sentito  i  colleghi  che   sono
  intervenuti,  vota come ritiene più opportuno, non è una  questione
  più di schieramenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  un  po'
  sorpreso  anche  dai toni di questo dibattito. Mi sembrava,  almeno
  questo  era l'auspicio, -  tra l'altro avevo prestato la mia  firma
  nella qualità di capogruppo -, che, proprio per superare il rischio
  probabile  che l'articolo 8 venisse dichiarato decaduto perché  non
  c'era  più il soggetto attuatore di quelle disposizioni, che  fosse
  assolutamente  cosa  buona e giusta dire che  il  Presidente  della
  Regione,  nella sua qualità, assumesse su di sé gli  effetti  della
  verifica,  che  tra  l'altro come ricordava il  collega  Panepinto,
  prevista dall'articolo 49 della legge 9 del 2010, assume su  di  sé
  la verifica dei requisiti della convenzione del 2004 e alla luce di
  quella   verifica   assumeva   le   determinazioni,   compresa   la
  rescissione.
   Io  non  capisco l'intervento del collega Cancelleri  perché  sono
  sorpreso  di una interpretazione che lui ha dato al mio emendamento
  che  assolutamente esso non vuole avere, nel senso che  io  prevedo
  anche l'istituto della rescissione.
   Questo emendamento afferma un'altra cosa col comma 2. Dice in più,
  rispetto all'articolo 8 così come era costruito, che in ogni  caso,
  laddove si verifichi che c'è un stato un crono programma diverso da
  quello  in  convenzione, la eventuale quota  percentuale  di  crono
  programma non rispettato, determina, conseguentemente, la riduzione
  della  tariffa in atto applicata, quindi che va oltre l'articolo  8
  che era contenuto nel testo iniziale.
   La si può pensare come si vuole, ma non si può attribuire opinioni
  diverse  da  quelle  che  sono  scritte.  Come  diceva  l'onorevole
  Barbagallo  è  iniziata  una  lunga  campagna  elettorale.  Ma   io
  certamente, al di là della demagogia dell'onorevole Cancelleri, non
  gli  consentirò mai di attribuire a me opinioni che io non  ho.  Io
  sono per rescindere, se possibile,  il rapporto con Siciliacque  ma
  nel  rispetto della legge, non perché lo dichiariamo in un  comizio
  in quest'Aula.
   Siccome  noi  facciamo i legislatori dobbiamo avere il  dovere  di
  approvare norme che abbiano la compatibilità con le norme e  con  i
  principi   giuridici  in  atto  vigenti.  Non  siamo  ancora   alla
  repubblica   delle  banane   Se  l'Aula  intenderà  approvare    la
  riscrittura dell'articolo 8 così come l'ho proposto, bene.  Se  non
  succede non è che mi strapperò i capelli

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo andiamo avanti così perché adesso
  l'intervento dell'onorevole Cracolici ha chiarito il senso. Non era
  di   allargare,   era   di  restringere.  Ma   anche   l'intervento
  dell'onorevole Ioppolo quando parla di astrattezza della legge, era
  questo  il  richiamo  e,  quindi,  c'era  già  un  errore  di  base
  nell'articolo 8.
   Devo   dire   che,  in  separata  sede,  ho  sentito   l'assessore
  Contrafatto e dice che sostanzialmente rendeva ancora più  evidente
  qual'era  la  questione. Quindi, pure in presenza dell'articolo  49
  della  legge finanziaria precedente. Scusate, onorevole Barbagallo,
  qua  ci  dobbiamo comprendere: se c'era un problema di astrattezza,
  l'articolo 8 è uscito dalla Commissione
   E,   allora,   prima  si  vota  l'emendamento  8.5  dell'onorevole
  Cracolici sostitutivo dell'articolo 8.
   E' stata formulata una richiesta di voto palese.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale palese.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.5.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 8.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          23
   Contrari            31
   Astenuti             3

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.6, a firma dell'onorevole Cancelleri,
  che  sostituisce le parole  autorità di cui all'articolo 2  con  le
  parola  il Presidente della Regione .
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 8.2 e 8.4 sono preclusi.

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, nel testo  risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                Art. 9.
         Personale delle soppresse Autorità d'Ambito Ottimale

   1.  Al  compimento delle attività di cui al comma 3, dell'articolo
  7,  il  personale  a tempo indeterminato proveniente  da  Pubbliche
  Amministrazione  ed  inserito nei ruoli  delle  soppresse  Autorità
  d'Ambito  Territoriali Ottimali transita, unitamente alle funzioni,
  alle  Assemblee  territoriali idriche di cui  all'articolo  5,  che
  provvede alla relativa assegnazione, per le attività inerenti  alle
  proprie competenze, anche a livello decentrato.

   2.  Le  Assemblee  territoriali  idriche  applicano  al  personale
  trasferito,  con  contratto di tipo subordinato  di  categoria  non
  dirigenziale,  i  trattamenti economici e  normativi  previsti  dai
  contratti collettivi decentrati integrativi vigenti presso gli enti
  di  provenienza,  fino  alla  loro ridefinizione,  con  un  accordo
  decentrato,   che   preveda  modalità  e  termini   per   la   loro
  omogeneizzazione.

   3.  I  rapporti di lavoro a tempo determinato in essere presso  le
  forme  di  cooperazione  di  cui all'articolo  1  del  Decreto  del
  Presidente  della  Regione  del 7 agosto  2001  alla  data  del  31
  dicembre 2012, continuano con le Assemblee territoriali idriche  di
  cui  all'articolo  5 della presente legge fino alla  loro  naturale
  scadenza.

   4.  Gli  oneri  finanziari per il personale  di  cui  al  presente
  articolo  sono  coperti dai proventi derivanti  dalla  tariffa  del
  servizio  idrico integrato. Con decreto dell'Assessorato  regionale
  dell'energia  ed  i  servizi di pubblica utilità  sono  fissate  le
  modalità  di ripartizione dei predetti oneri a carico dei  soggetti
  gestori del servizio idrico integrato. .

   Si   passa   all'emendamento  9.11  che  è  precluso  in   seguito
  all'approvazione dell'articolo 7.
   Si   passa   all'emendamento  9.6  che  è   precluso.   Si   passa
  all'emendamento 9.4, a firma dell'onorevole Lupo.

   BARBAGALLO,  relatore.  Su  questo  emendamento  9.4,  così   come
  sull'emendamento   9.2  e  sull'emendamento 9.10  c'è  un  problema
  rispetto al testo che è stato esitato dalla Commissione.  L'ipotesi
  prevede  che  il  personale  a tempo indeterminato  proveniente  da
  pubblica  a  amministrazione è inserito nei ruoli  delle  soppresse
  autorità    d'ambito   territoriali   ottimali    transiti    ecc..
  L'espressione   è inserito nei ruoli  comporta anche  che  ci  sono
  ambiti  territoriali  ottimali che non  hanno  piante  organi  che,
  quindi,  c'è  un rischio oggettivo che c'è una parte del  personale
  che  non  può  transitare,  quindi,  si  potrebbe  lavorare  ad  un
  emendamento  che  prevede ad esempio l'eliminazione   inserito  nei
  ruoli   in modo che comprenda tutte queste ipotesi più ampie  degli
  emendamenti 9.4, 9.2 e 9.10.

   CIRONE.  Al  comma  3,  articolo 7, quindi  la  stiamo  riportando
  esattamente qui.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.4. Il parere  della
  Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Mi rimetto alle valutazioni dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 9.2 e 9.10 sono preclusi.
  Si  passa  all'emendamento  9.7,  a  firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni e Di Mauro.

   Onorevole Greco, lo mantiene?

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  9.3, a firma degli onorevoli Papale, Falcone,  Assenza.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  vuole  che  al  personale  trasferito   nei  nuovi  soggetti  venga
  mantenuto  lo  stesso contratto che avevano, cioè secondo  le  loro
  specifiche competenze e professionalità. Comunque, lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  9.1, a firma degli onorevoli Papale, Falcone e Assenza.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   se  andiamo  ad
  approvare  articoli  come  questo  I rapporti  di  lavoro  a  tempo
  determinato continuano con le assemblee territoriali idriche di cui
  all'articolo  5  della  presente  legge  sino  alla  loro  naturale
  scadenza ,   io dico che state appesantendo, perché  con  la  norma
  precedente e le autorità d'ambito conta il personale, le tariffe si
  applicano  tenendo  conto  dei costi di  gestioni,  dei  costi  del
  personale,  etc. C'è tutto il personale delle Province,  perché  il
  personale  a tempo determinato deve transitare? Ma chi lo  paga?  E
  poi ci lamentiamo che la tariffa deve essere bassa.
   Ci sono i territori che hanno le tariffe basse, se dovesse passare
  il  principio  della tariffa unica in tutta la  Regione.  Prima  si
  istituisce  il fondo di perequazione e poi si fa la tariffa  unica,
  perché così stiamo imponendo a quei territori virtuosi di aumentare
  le tariffe.
   Non  è possibile, non si può procedere  Mi scusi signor Presidente
  andiamo avanti ed approviamo, se non approfondiamo certi punti  che
  sono determinanti per l'applicazione della tariffa lo chiarisca  la
  Commissione e lo chiarisca il Governo.

   PRESIDENTE. Di fatti abbiamo tre emendamenti soppressivi, identico
  contenuto.  Nonostante il tono, l'onorevole Grasso  voleva  aiutare
  l'Aula ad esprimersi con consapevolezza.
   Siamo tutti d'accordo per la soppressione.
   Il parere della Commissione sul 9.1?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 9.9 è inammissibile, il 9.12 è precluso
  dall'approvazione del comma 4, dell'articolo 7.
   Pongo in votazione l'articolo 9,  così come emendato.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10.  Ne do lettura:

                               «Art. 10.
    Strumento di democratica partecipazione per il servizio idrico
                               integrato

   1.Al fine di assicurare un governo democratico della gestione  del
  servizio  idrico integrato, gli enti locali prevedono strumenti  di
  partecipazione   alle   decisioni  sugli   atti   fondamentali   di
  pianificazione,  programmazione  e  gestione  dei  lavoratori   del
  servizio idrico integrato e degli abitanti del territorio. Ai sensi
  dell'articolo  8, del decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.  267,
  gli  strumenti di democrazia partecipativa di cui al presente comma
  sono disciplinati negli statuti degli enti locali.

   2.Entro  180  giorni  dalla  data di approvazione  della  presente
  legge,   il   Presidente  della  Regione  istituisce  il   Comitato
  consultivo   permanente  degli  utenti  e  il   tavolo   consultivo
  permanente  sulle  tariffe di cui all'articolo 50,  commi  1  e  4,
  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.

   3.All'articolo 50, comma 3, della legge regionale 12 maggio  2010,
  n. 11, sono aggiunte le seguenti lettere:

   f)  può  proporre una valutazione preventiva degli  impatti  delle
  politiche di settore sul sistema ambiente;

   g)  partecipa  al processo di condivisione delle  scelte  e  delle
  azioni   necessarie   alla   verifica  del   raggiungimento   degli
  obiettivi.»

   Comunico  che  gli  emendamenti sono tutti soppressivi.  Si  passa
  all'emendamento  10.4 a firma dell'onorevole Di Mauro,  soppressivo
  dell'articolo 10. Lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevole  Falcone,  il suo emendamento 10.9   lo  mantiene  o  lo
  ritira?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.9.

   PRESIDENTE.    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 10.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          24
   Contrari            30
   Astenuti             2

                           (Non è approvato)

   Comunico che è precluso l'emendamento 10.8. Il 10.10 è assorbito.
   Si  passa all'emendamento 10.1 a firma dell'onorevole Di Mauro  ed
  altri. Lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  10.11 a firma dell'onorevole Falcone. Lo mantiene o lo ritira?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  10.2 a firma dell'onorevole Greco. Lo mantiene o lo ritira?

   GRECO GIOVANNI.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli emendamenti
  10.6 e  10.7 che vengono ritirati.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 10.3 a firma dell'onorevole
  Greco Giovanni. Lo mantiene o lo ritira?

   GRECO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo 10,  così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
     Disposizioni relative ai comuni che non hanno consegnato gli
                               impianti

   1.I  comuni di cui all'articolo 1, comma 6, della legge  regionale
  n.  2/2013  uniformano  i  propri  modelli  gestionali  ai  criteri
  stabiliti  dalla  presente legge anche ai  sensi  dell'articolo  6,
  comma 5.

   2.L'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità  destina  i finanziamenti previsti per l'adeguamento  degli
  impianti di depurazione e reti idriche anche ai comuni degli ambiti
  privi del soggetto gestore e ai comuni di cui al comma 1. ».

   PRESIDENTE.   Anche  a  questo  articolo  sono  stati   presentati
  emendamenti   soppressivi.   L'emendamento   11.1   è   soppressivo
  dell'intero articolo. Onorevole Greco, lo ritira?

   GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   11.1.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   È   assorbito   l'emendamento   11.6.    Si    passa
  all'emendamento 11.2. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole,  perché già  è
  previsto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Mi rimetto alle valutazioni dell'Aula.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, secondo me è sbagliato  sopprimere  il
  comma  1  perché credo si vada a collegare con l'articolo 7  che  è
  stato  votato.  Rispetto ad un principio generale, io  ritengo  che
  questo   articolo  11  vada  approvato  così  com'è  stato  esitato
  favorevolmente dalla Commissione,  perché qui abbraccia un criterio
  generale, di cui all'articolo 7 viene maggiormente specificato.

   PRESIDENTE.  La Commissione si è espressa per la soppressione  del
  comma 1 e il Governo si è rimesso all'Aula.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 11.2.  Chi è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   L'emendamento   11.4   è   assorbito.    Si    passa
  all'emendamento 11.3, di soppressione del comma 2.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, se si abroga il comma 2  di  questo
  articolo noi rischiamo di vanificare tutto il dibattito che abbiamo
  fatto  sugli impianti di depurazione, Assessore Contrafatto, perché
  siccome  noi  abbiamo  risorse  che  vengono  dall'APQ  sulle  reti
  idriche, risorse che sono quelle relative all'assegnazione impianti
  di depurazione, il comma 2 ha il senso e la logica di accelerare la
  spesa  relativamente al fatto che non sono solo i  comuni  che  non
  hanno  consegnato, noi abbiamo Messina senza gestore, Trapani senza
  gestore,  Siracusa, oggi, senza gestore e Ragusa senza gestore,  se
  non si approva il comma 2 blocchiamo, sostanzialmente, la spesa per
  le  reti idriche e per gli impianti di depurazione. Per cui  chiedo
  al   presidente   della  Commissione,  eventualmente,   anche   con
  l'applicazione dell'articolo 117 del Regolamento interno, se  passa
  il secondo comma, una correzione di natura tecnica.
   Ma  se  non  passa  il secondo comma blocchiamo  una  quantità  di
  progetti che sono esecutivi e  cantierabili'.

   GRECO GIOVANNI. Ritiriamo l'emendamento 11.3.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Ritirata la  soppressione
  del comma 2. Solo che poi, con l'applicazione dell'articolo 117 del
  Regolamento interno, alla fine si fa riferimento ai comuni  ci  cui
  al comma 1 e, chiaramente, avendo soppresso il comma 1.
   Si passa all'emendamento 11.8

   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   11,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12.
   Ne do lettura:

                               Art. 12.
             Erogazione quantitativo minimo vitale d'acqua

   1.  L'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana,
  considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito, è
  pari a 50 litri per persona.

   2.  L'erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non  può
  essere  sospesa.  In  caso di morosità nel  pagamento,  il  gestore
  provvede    a    installare    apposito    meccanismo    limitatore
  dell'erogazione,  idoneo  a garantire esclusivamente  la  fornitura
  giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.

   3. Il costo derivante di cui ai commi 1 e 2 è garantito nei limiti
  delle   risorse   derivanti  dalla  tariffa  del  servizio   idrico
  integrato.

   Comunico che sono stati presentati all'articolo 12 gli emendamenti
  12.7 e 12.11.
   Onorevoli  colleghi  su questo c'è stato un  ampio  dibattito  già
  all'articolo 1. In linea di principio la norma è stata approvata.
   Si  stabilisce  e  sono  i  due  articoli  collegati,  aprire  una
  discussione mi sembra più quasi di carattere ideologico che  altro,
  inviterei  ad  un  ritiro complessivo di tutti  gli  emendamenti  e
  approviamo l'articolo 12.

   GRECO Giovanni. Ritiro quello a mia firma.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor presidente, avrà notato che contrariamente al  mio
  solito  sono  stato  silente per tutta la seduta,  però  su  questo
  articolo  mi  permetto di ribadire che non possiamo  giocare  sulla
  pelle  dei siciliani, perché un discorso è dire che il quantitativo
  minimo  da  garantire a ciascuno è 50 litri, altra cosa è  dire  lo
  garantiamo a tutti a prescindere dalle condizioni di redditi.
   Mi  sono  permesso di presentare l'emendamento  12.10  in  cui  si
  garantisce   l'erogazione   di  questo   quantitativo   minimo   ma
  limitatamente  alle  condizioni  di  reddito  previste   dall'altro
  articolo quello del Fondo di solidarietà.
   In  questo caso noi garantiamo l'erogazione di questo quantitativo
  minimo  ma  non  cadiamo  nella demagogia di  assicurare  50  litri
  gratuiti  per ogni cittadino, per ogni residente in Sicilia  perché
  arriveremo  al  paradosso  per famiglie numerose  come  la  mia  di
  garantire   un   quantitativo  pressoché  gratuito   per   l'intero
  fabbisogno.
   Dobbiamo, quindi, introdurre questo principio che è sacrosanto  ma
  evidentemente  limitare la gratuità di questa  erogazione  solo  ai
  soggetti disagiati, cioè solo a quei nuclei familiari che rientrano
  in  determinate  condizioni di reddito  che  sono  quelle  previste
  nell'articolo   in   cui  abbiamo  introdotto   il   principio   di
  solidarietà.
   In  questa maniera non facciamo una norma manifesto perché  poi  è
  evidente  che dovendo essere il costo del servizio garantito  dalla
  tariffa  non faremmo altro che introdurre un aumento indiscriminato
  della tariffa che andrebbe a ricadere in maniere indifferenziata su
  tutti i residenti siciliani e questo credo che non sia possibile.
   Dobbiamo  garantire  chi è in condizione di  bisogno  e  questo  è
  sacrosanto  ed impedire qualsiasi distacco per la morosità  ma  non
  assicurare  un  privilegio  a  tutti  anche  a  chi   non   ne   ha
  assolutamente  necessità e chi dovrebbe sentire  il  dovere  morale
  comunque  di  pagare il consumo del nucleo familiare  che  effettua
  giornalmente.
   Così  credo  che  raggiungeremo un equilibrio tra  una  norma  che
  assicura un principio essenziale, quello del  minimo per tutti,  ma
  evidentemente gratuito non per tutti ma solo per chi  si  trova  in
  condizioni di reddito disagiato.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio  onorevole  Assenza,  in   effetti   il
  dibattito  su questa norma, già all'articolo 1 era stato ampio,  in
  parte si era convenuto su una riscrittura dell'articolo 12.
   Nel  senso  in  cui  dice l'onorevole Assenza,  perché  altrimenti
  diventava  di  difficile interpretazione e la norma si  prestava  a
  difficoltà  quasi a volere estendere, che comunque debbono   essere
  garantiti di 50 litri ad ogni cittadini per come era scritto.
   Quindi, c'era una condizione di carattere generale.

   CROCETTA. Presidente della Regione. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA.  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, nei commi 1 e 2 non c'è scritto affatto che è gratis, c'è
  scritto che il minimo vitale è 50 litri.
   Poi nell'articolo 3 si specifica la tariffa, cioè non è che qui si
  sta normando che quei 50 litri sono gratis, nei commi 1 e 2 non c'è
  scritto che l'acqua è gratis. Si dice che anche in caso di morosità
  devi garantire i 50 litri. Eventualmente si avviano altre azioni di
  recupero,  quelle previste dalla legge. Ci sono 8 mila  possibilità
  di  recupero,  così  come  avviene  per  l'energia  elettrica,  per
  l'energia elettrica non c'è il minimo?
   Trovo  inutile  il comma 3, ve lo dico con estrema  sincerità,  lo
  trovo  completamente inutile. Siccome non è previsto  nessun  costo
  nei  commi  1  e  2, allora avrebbe più senso abolire  il  comma  3
  proprio per evitare equivoci sulla questione.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  questo
  argomento meriti una riflessione. Noi siamo tutti per sostenere  la
  legge  che stiamo facendo considerato che l'acqua diventa  un  bene
  pubblico, il che non può significare che diventi un bene che  viene
  dato gratuitamente.
   Bene   Allora  per un principio di giustizia e di equità  sociale,
  ancorare il beneficio ai soggetti che non possono pagare mi  sembra
  più equo e più giusto rispetto al soggetto che magari per attaccare
   turilla  decide di non pagare e continua a godere del beneficio.
   Allora,  io vorrei trovare un meccanismo che tenga conto di  tutte
  le  necessità, ovvero la convenzione con Sicilia acque è  stato  un
  atto di pirateria che va cancellato.
   Questo  non  significa che dobbiamo creare  che  si  passi  da  un
  eccesso  all'altro,  dobbiamo creare un meccanismo  per  cui  se  x
  numero di persone decidono per una  ragione qualunque di non pagare
  più,  fanno  saltare il costo di gestione che va  a  gravare  sugli
  altri.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
  un  emendamento  che  partiva  da  una  considerazione.  In  Italia
  l'ultimo dato Istat indicano un numero di povertà pari a 4  milioni
  di persone, che sono circa il 6 per cento.
   Io  avevo  presentato un emendamento in cui veniva individuato  un
  fondo pari al 3 per cento di tutto il sistema del servizio, è stato
  bocciato,  per  un ragionamento, Presidente, poi lei  può  cambiare
  anche  le  cifre in cui veniva individuata questa somma che  veniva
  accantonata  e  che  obbligava  i  sindaci  a  fare  una  serie  di
  attestazioni,  per tutti i soggetti che non erano in condizione  di
  pagare la bolletta intera, Presidente, non soltanto il discorso dei
  cinquanta litri.
   Perché  noi abbiamo nel territorio siciliano certamente un  numero
  di  soggetti che sono poveri superiore al 6 per cento che è il dato
  nazionale. O noi ci facciamo carico di venire incontro a  coloro  i
  quali   sono   realmente   poveri   attraverso   il   modello   sei
  l'accertamento  che fa il sindaco con i funzionari  e  caricare  la
  quota  non  pagata dai cittadini al resto dei cittadini che  invece
  pagano  attraverso  la  tariffa,  o  noi  non  siamo  in  grado  di
  raggiungere l'obiettivo.
   Questa concessione a tutti di almeno cinquanta litri al giorno non
  è  una norma che ci consente di superare le reali difficoltà che ci
  sono  in capo ai cittadini poveri. La generalità che viene invocata
  attraverso  questa  norma  non riesce a tutelare  chi  realmente  è
  povero  in Sicilia e non è in condizione di affrontare il pagamento
  della bolletta per i servizi che assolutamente sono normali.
   Rispetto a questo, Presidente, credo che se noi vogliamo dare  una
  risposta   di  natura  politica,  la  dobbiamo  dare   al   sistema
  complessivo  dei  poveri  che vivono in  Sicilia.  Fare  una  norma
  generale  che riguarda tutti i cittadini a prescindere dal  reddito
  non credo che sia una cosa opportuna.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  con
  questa  norma è chiaro che si intende fissare un principio,  quello
  che ciascun siciliano ha diritto, così come dice l'articolo 1 a  un
  approvvigionamento  idrico giornaliero non  inferiore  a  cinquanta
  litri, e su questo ci siamo, nessuno vuole dire il contrario  o  fa
  eccezioni, questo all'articolo 1.
   Altro   principio,  all'articolo  12,  si  dice  che  il  distacco
  dell'acqua non può avvenire per i morosi, garantendo loro cinquanta
  litri  di  acqua  giornalieri. Questo principio,  però,  così  come
  esplicitato in questa norma, rischia di generalizzare troppo  e  di
  aiutare  anche,  non  soltanto i morosi incolpevoli,  ma  i  morosi
  colpevoli,  quelli  cioè che, a prescindere  dal  reddito  e  dalla
  possibilità  di pagamento, decidono di non pagare. In più,  per  lo
  più  creando dei costi all'amministrazione che gestisce il servizio
  perché   l'amministrazione  deve  installare   un   contatore   con
  un'ulteriore  spesa  e  caricarsi le spese che  poi  dovremo  anche
  comprendere  da  dove li andrà a prendere, cioè li  potrebbe  anche
  caricare  sulla  stessa  tariffa.  Allora  l'emendamento  a   firma
  dell'onorevole Assenza cosa voleva introdurre e lo dico al  Governo
  che assieme alla maggioranza stanno confabulando, voleva introdurre
  un  meccanismo  virtuoso per far sì che il  minimo  vitale  venisse
  garantito che non venisse distaccato il servizio idrico, l'allaccio
  idrico  ma  che  venisse però dinanzi ai morosi  avviate  anche  le
  procedure  per  il  recupero  salvo laddove  vi  è  una  difficoltà
  incolpevole nella morosità.
   Per  cui,  signor  Presidente, invito il Governo a  riscrivere  il
  secondo  comma dell'articolo 12 che facendo salvo il principio  non
  apra  una  maglia  per  cui  alla fine il  risultato  sarà  che  la
  soluzione sarà peggiore del male.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,  devo
  ammettere che ho molte difficoltà ad andare avanti in questa  legge
  perché  sto notando che non si vuole andare a creare una legge  che
  sia  uguale per tutti i siciliani. Qui oltre a fare uno sforzo  per
  andare  a  creare una legge fortemente sbilanciata verso  gli  enti
  pubblici e verso la pubblicizzazione dell'acqua, come abbiamo visto
  anche  come si può appurare la privatizzazione non è altro  che  un
  monopolio. Non ci può essere liberalizzazione sulla privatizzazione
  dell'acqua proprio per la natura delle reti.
   Quindi oltre ad avere un approccio fortemente sbilanciato verso la
  pubblicizzazione  del  servizio bisogna anche  avere,  bisognerebbe
  avere un approccio fortemente votato a creare una legge uguale  per
  tutti  i  siciliani. Invece qui si sta creando una legge  che  crea
  siciliani di seria a e siciliani di serie b.
   Cioè  si  sta lasciando tutto per come è attualmente, non  si  sta
  cambiando assolutamente nulla. Quindi la politica dovrebbe  proprio
  avere  questo  obiettivo, quello di andare oltre i territorialismi,
  oltre la tariffa del mio territorio, del mio comune, quello che qua
  dentro  non  c'è. Io vedo tanti sindaci, non vedo dei deputati  che
  vogliono fare una legge per il Governo regionale.
   Abbiamo  inserito  tutta una serie di cose che andranno  a  creare
  degli  appesantimenti inauditi nella tariffa  e  quindi  ovviamente
  molti  deputati  sono preoccupati anche della tariffa  unica.  Però
  questo  è anche colpa delle cose che sono state infilate in  questa
  legge.
   Diciamolo,  diciamo che non si vuole l'equità e che ci sono  delle
  colpe  politiche  gravissime, non si vuole  cambiare  assolutamente
  nulla.  Io  qui  vedo  oggi un approccio assolutamente  vecchio,  i
  cittadini ci stanno osservando, vedono tutto, vedono che qui non si
  vuole  ottenere una legge che sia uguale per tutti i siciliani  che
  ci possa liberare finalmente dalla mafia delle autobotti, così come
  ad  Alcamo, ad esempio, l'onorevole Turano che prima ha  parlato  e
  parlava delle classi deboli. Sa benissimo la situazione che abbiamo
  ad  Alcamo, sappiamo che l'acqua arriva ogni 10 giorni, che l'acqua
  non arriva, non c'è acqua.
   Quindi  di  che cosa stiamo parlando. Per i poveri, per i  ricchi,
  per  chi  ha l'acqua, per chi non ha l'acqua. Dobbiamo pensare  per
  tutti  i siciliani, l'acqua deve arrivare 50 litri a tutti  non  al
  ricco, o al povero. Si deve fare una legge seria, onorevole Turano.
   Detto  questo,  abbiamo  inserito quell'emendamento  che  definire
  vergognoso, onorevole Assenza, è veramente dire poco.
   Quella  parola  tendenzialmente alla tariffa unica  significa  non
  volere  la  tariffa unica, significa che ci saranno ancora  tariffe
  divergenti, diverse per ogni ambito. Quindi ogni ambito  continuerà
  ad  avere  la propria tariffa, quindi io mi chiedo che cosa  stiamo
  normando.
   Abbiamo  una  legge  uguale a prima e non  cambierà  assolutamente
  nulla.  Quindi  io me ne andrei assolutamente a casa perché  questa
  legge non serve assolutamente a nulla. Questo sulla tariffa unica.
   Sui  50  litri  ancora abbiamo detto che non c'entra,  non  è  una
  questione di censo, è una legge, un principio che deve passare  per
  l'essere  umano, non c'entra niente reddito. Siamo ancora legati  a
  questo  concetto vecchio, dobbiamo un attimino aggiornare,  rifarci
  ai principi comunitari un più innovativi, la partecipazione è stata
  azzoppata  la  seduta  scorsa. Quindi di che  cosa  parlano  questi
  riferimenti comunitari.
   La  Commissione  europea per l'acqua parla di 50  litri  per  ogni
  cittadino, è una norma che porta risparmio idrico, è una norma  che
  parla  di  uscire dall'emersone, abbiamo il problema degli  allacci
  abusivi,  questo  non  è un concetto che riguarda  il  ricco  e  il
  povero,  è  un  concetto che riguarda ogni cittadino.  Io  non  so,
  concluderei, vedo che già non si vuole ottenere una legge per tutti
  uguale,  ricordo  ai  signori deputati che i  cittadini  ci  stanno
  osservando  e  loro sicuramente ne prenderanno atto  alle  prossime
  elezioni.

   PRESIDENTE.  Bene,  quando  ci  saranno  le  prossime  elezioni  i
  cittadini voteranno come ritengono  più opportuno.
   Non siamo per fortuna in campagna elettorale
   Onorevole  Palmeri, mi consenta, lei si è fatta il suo intervento,
  tuttavia  la  volta  precedente si era detto  che  questo  articolo
  andava  meglio  precisato perché quando  al  comma  1  noi  diciamo
  l'erogazione  giornaliera  per l'alimentazione  e  l'igiene  umana,
  considerata diritto umano è quantitativo minimo vitale, è pari a 50
  litri per persona, questa va bene nell'articolo 1 che è un articolo
  di  principi  ma  non  va  bene  all'articolo  12  quando  io  devo
  disciplinare la materia.
   Ma,  l'abbiamo già affrontato questo tipo di argomento tant'è  che
  ci  siamo  detti - anche con la condivisione, penso, del  Movimento
  Cinque Stelle - che era necessario precisare, altrimenti sì che  ci
  sarebbe un'ingiustizia.
   Significa  che  vengono  garantiti a tutti  50  litri  d'acqua  al
  giorno, indipendentemente dal reddito. La questione del reddito non
  è  una  questione  .è previsto dalla nostra Costituzione che ognuno
  partecipa  proporzionalmente alle proprie  risorse.  Si  tratta  di
  precisarlo   Se siamo d'accordo nel merito, non vedo  tutte  queste
  battaglie sui principi avendoli già affrontati.
   Presidente Crocetta, il problema ce lo siamo posti. Al comma 1 c'è
  scritto:   L'erogazione giornaliera dell'alimentazione  e  l'igiene
  umana,  considerata  diritto  umano e  quantitativo  minimo  vitale
  garantito,  è  pari  a 50 litri per persona . Se  domani,  l'utente
  Crocetta - che, chiaramente, non è povero questo lo possiamo dire -
  pretende dal suo comune che, comunque, gli deve garantire 50  litri
  si apre un contenzioso con il Comune  Di questo si tratta
   Però  se, allora, riusciamo a precisarlo noi nella norma, le norme
  per questo si fanno. Per carità ognuno, ora, interviene dice quello
  che pensa e, poi, man mano si vota.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi rispetto  a
  questo articolo è vero, Presidente, che non si può dare a tutti. Lo
  abbiamo detto più volte. Però, parliamo di cinquanta litri e, se  è
  vero  come  è vero che un metro cubo corrisponde a mille  litri  di
  acqua  e  costa  un  euro  e cinquanta centesimi  o  due  euro,  ma
  cinquanta litri d'acqua che costo ha?
   Ha  un costo di tre, quattro centesimi. Stiamo parlando del nulla,
  veramente, rispetto a questi cinquanta litri
   Poi voglio, anche, sottolineare che parliamo, intanto, di soggetti
  morosi,  cioè  di  gente che non ha potuto pagare  le  bollette.  E
  voglio  anche  aggiungere:  se vogliamo  guardare  l'organicità  di
  questa   legge,   e  vedere  quanto  sinora  abbiamo   fatto,   noi
  all'articolo 6 comma 9 abbiamo approvato la possibilità di un Fondo
  di  solidarietà.  Cioè, per le persone che non possono  pagare  c'è
  questo  Fondo  di solidarietà, legato all'ISEE, che  consente  alle
  persone di usufruire di un servizio e di non avere il distacco.
   Quindi,  per  il  modo di vedere che ho rispetto questo  articolo,
  secondo  me è un discorso di lana caprina perché parliamo di  cifre
  irrisorie, parliamo di cifre che non esistono.
   Quindi, normare che cosa? Cinquanta litri? Lei stesso ha detto che
  è  meno  di  una doccia, perché l'equivalente per fare  una  doccia
  corrisponde  ad  una  media di settanta litri.  Lo  sciacquone  del
  water, corrisponde a venticinque litri. E' come se stessimo dicendo
  alle persone:  Guarda che ti garantisco di poter al bagno due volte
  in una giornata  . Perché, cinquanta litri, di questo parliamo

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, però io desidererei essere seguito  anche  dal
  Presidente  della  Regione, in questo intervento perché  intervengo
  con spirito propositivo e, tendenzialmente, risolutivo.
   Lo  avevo già fatto quando sono intervenuto in merito all'articolo
  uno, che poneva le stesse questioni.
   In  linea  di principio vorrei dire all'onorevole Palmeri  che  ha
  perfettamente ragione. Assicurare un certo quantitativo e cinquanta
  litri sono pochi, dovrebbero essere almeno 100 o 150. Assicurare un
  certo  quantitativo di acqua ad ogni essere umano, quindi anche  ad
  ogni  cittadino siciliano, è sacrosanto. Assicurare cosa vuol dire?
  Vuol dire creare tutte le condizioni perché non ci sia un siciliano
  su oltre cinquemilioni di nostri conterranei che abbiano difficoltà
  a  ricevere  a casa propria almeno cinquanta - ripeto  sono  pochi,
  dovrebbero  essere di più - litri di acqua al giorno. Questa  è  la
  condizione  di principio, l'affermazione del principio.  Perché  in
  questa  nostra  Sicilia, ancora largamente purtroppo arretrata,  ci
  sono cittadini siciliani che a casa propria non sono in grado e  in
  condizione  di  ricevere quotidianamente l'acqua  corrente.  Quindi
  perfettamente d'accordo sulla questione di principio.
   Altra cosa è invece disciplinare la morosità. E non è detto che la
  morosità debba necessariamente essere di coloro i quali non possono
  pagare  perché  sono  altrettanto morosi quelli  che  non  vogliono
  pagare,  quelli  che  pur  potendolo fare non  pagano  le  bollette
  mensili,   trimestrali,   annuali,  a  seconda   della   disciplina
  amministrativa di ogni comune. E noi li vogliamo premiare i  morosi
  non per necessità, ma i morosi per scelta, per tendenza?
   Questo  Parlamento se la sente di premiare i morosi? I  componenti
  del  gruppo parlamentare Cinque stelle se la sentono di premiare  i
  morosi volontari? Io non me la sento e credo di poterlo dire  anche
  in  nome e per conto dei componenti del mio gruppo parlamentare. Io
  invece  sostengo  che i morosi per necessità debbano  essere  messi
  nella  condizione,  comunque, di ricevere  quel  minimo  vitale  di
  quantitativo di acqua.
   E allora la norma va riscritta, colleghi della Commissione. Perché
  chi può giudicare se nell'ambito di un comune una famiglia possa  o
  non  possa  pagare la bolletta idrica? Sono i servizi  sociali  del
  comune, sono i vigili urbani che osservano quotidianamente la  vita
  dei  quartieri  di  un  comune, o pensate di poterlo  fare  voi  da
  Palermo, dall'Assemblea regionale siciliana?
   La  norma  va riscritta affermando il principio ma distinguendo  i
  morosi  volontari dai morosi per necessità e morosi per  necessità,
  in  questa Sicilia che purtroppo arretra ogni giorno di più, mentre
  aumentano i disoccupati e la disperazione, ce ne sono tanti, ahimè
  E  allora  d'accordo sulla questione di principio,  ma  come  prima
  giustamente  richiamava il Presidente dell'Assemblea, la  norma  va
  integralmente  riscritta  e spiegata distinguendo  i  due  tipi  di
  morosità.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   nella   mia
  esperienza  ritengo  che se effettivamente dai  proclami  si  vuole
  passare  all'applicazione  di  questa  norma  bisogna  che   questo
  articolo si riscriva, anche perché quest'Aula è incorsa in un grave
  errore  nell'avere approvato il comma 9 dell'articolo 6.  Io  porto
  qui  la mia esperienza di amministratore per dire non che non  sono
  d'accordo  così  in linea di principio a non volere  che  si  diano
  cinquanta  litri di acqua al giorno, o che l'acqua non  è  un  bene
  pubblico, che è stato affermato prima di noi. Il Comune di  cui  mi
  onoro di essere sindaco erogava fino all'anno scorso duecento metri
  cubi  di  acqua gratis a tutti. Quest'anno nell'approvazione  delle
  tariffe  avevamo riproposto la stessa quantità di acqua e l'ufficio
  economico finanziario e l'ufficio tributi non ci ha dato il parere.
  Perché  non  ci  ha  dato il parere? Proprio perché  l'autorità  di
  gestione,  l'autorità per l'energia elettrica e la  sicurezza,  con
  riferimento alla normativa comunitaria ed alla normativa  nazionale
  e  all'acconto  approvato, appunto, dalla legge  dello  Stato,  non
  prevede che ci possa essere un'erogazione o un quantitativo  minimo
  di acqua da destinare così, cioè a tutti indistintamente.
   Per  cui  noi,  oggi, con l'applicazione prenderemmo,  ancora  una
  volta,  in  giro i siciliani  e siccome io non me la  sento  perché
  ritengo  che non sia corretto approvare norme demagogiche  soggette
  ad impugnative, ritengo che se, effettivamente, vogliamo dare delle
  agevolazioni deve essere ben previsto e questo può essere previsto,
  lo  ripeto dall'inizio, solo in un modo, cioè con la determinazione
  della tariffa perché la tariffa non la possiamo determinare noi con
  una legge, non possiamo stabilire noi quant'è la tariffa perché  la
  tariffa  deve  variare  e non illudiamo, carissimi  amici,  nessuno
  dicendo  che  la Giunta, l'Assessore o il Presidente della  Regione
  potranno  stabilire,  determinare la  tariffa  unica  per  tutti  i
  siciliani  e  per tutta la Regione perché qui il disegno  di  legge
  sarebbe  dovuto  approdare in maniera diversa,  con  una  struttura
  completamente diversa da come sta andando.
   Ecco  perché invito ad una riflessione la Commissione, soprattutto
  la  Presidenza, gli Uffici che così come dicono e come tante  volte
  dice  il Presidente che un emendamento è inammissibile, un articolo
  viene dichiarato inammissibile, questo è improponibile, questo  non
  si  può dare, questo è anticostituzionale. Solo questo, poi,  posso
  votare   favorevolmente  o  posso  non  votare  ma  siccome   porto
  l'esperienza di una persona che non dice che vuole l'acqua pubblica
  ma che l'acqua è pubblica e vive in una provincia in cui l'acqua  è
  pubblica.
   Carissimi  amici, vorrei capire per quale motivo  quando  è  stata
  approvata la norma sul servizio idrico integrato, tutti i territori
  che  avevano  la possibilità di fare delle società in  house  hanno
  ceduto  le  reti  ai  privati  e, oggi,  dobbiamo  ancora  ribadire
  concetti relativi all'applicazione di norme che potevano essere già
  applicate  cinque anni fa e non è possibile costringere i siciliani
  se non interviene un fondo di perequazione regionale a subire costi
  che  non  sono dovuti. Va bene il principio di solidarietà,  ma  va
  anche  applicato il principio di sussidiarietà ed il  principio  di
  legalità.  Cominciamo dall'applicazione di questi tre  principi  e,
  poi,  stabiliamo, applichiamo le tariffe, regoliamo, perché  questo
  non è possibile. Non me la sento di prendere in giro i siciliani.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Certo,  si  parla di acqua  e  non  dovrebbe  parlare
  l'onorevole Fontana  E' più titolato  Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la  verità  è
  già  intervenuto l'onorevole Ioppolo che ha già detto tutto  quanto
  avrei  voluto dire io e dovrei dire io. Però, faccio una  proposta,
  cioè  di sopprimere l'articolo 12 perché vede il comma 1 è un comma
  di  principio e mi sembra assolutamente pleonastico quando si  dice
  che  deve  essere garantito un minimo ai cittadini. Credo  che  ciò
  stia  nelle  cose e non ci sia bisogno di normarlo  e  tra  l'altro
  stabilire   50   litri  a  persona  credo  che  sia   assolutamente
  insufficiente, lo diceva poc'anzi qualcuno che mi ha preceduto.
   Per  quanto  riguarda i commi 2 e 3, francamente,  li  sopprimerei
  perché  creano  confusione. Tra l'altro il comma 3 parla  di  costo
  derivante  e lo diceva anche il presidente Crocetta, poc'anzi,  che
  il  comma  3  non  ha  assolutamente motivo di esistere.  Pertanto,
  sopprimerei  questo articolo ed aggiungerei un solo emendamento  al
  fine  di  creare un fondo per i meno abbienti, per tutti  coloro  i
  quali non hanno la capacità

   CRACOLICI. Lo abbiamo già previsto, all'articolo 6.

   FONTANA. E' già previsto nell'articolo 6, ma è necessario metterlo
  in  maniera  molto chiara. Creare un fondo e distinguere,  però,  i
  morosi  da coloro i quali hanno necessità perché non possono pagare
  le  tariffe  e,  quindi,  fare  questa  differenza,  perché  diceva
  l'onorevole  Di  Mauro che il 6 per cento circa dei  cittadini  non
  paga  le relative tariffe e di questo 6 per cento, mi pare, che  ci
  sia  un 60-70 per cento che non paga l'acqua proprio per principio,
  pur potendolo fare non paga le tariffe.
   Questo   va   messo   in   conto.  Noi,  eventualmente,   dobbiamo
  salvaguardare soltanto quella minima parte di popolazione  che,  in
  effetti, ha difficoltà e non riesce a pagare la tariffa. Questo  lo
  si può superare, appunto, creando quel fondo di solidarietà che può
  essere messo a disposizione per questa fascia della popolazione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, noi abbiamo  approvato  il  comma  9
  dell'articolo 6 che parla benissimo

   PRESIDENTE. Sì, c'è il fondo di solidarietà.

   LENTINI.  Esatto, Presidente. Quindi, non c'è alcuna  motivazione,
  il problema è superato.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati  presentati   altri   due
  emendamenti  oltre a quelli contenuti nel fascicolo.  Il  primo,  a
  firma  della  Commissione, che recita:  al comma 2 dopo  la  parola
   persone'  aggiungere  salvo il diritto di agire  per  il  recupero
  delle somme dovute'.
   Il  secondo,  a  firma  del Governo. Però,  prevede  il  fondo  di
  solidarietà  che  è  stato  già votato dall'Aula,  come  ricordava,
  adesso, l'onorevole Lentini, quindi lo accantoniamo.
   Onorevoli colleghi, dopo questo ampio dibattito ci esprimiamo  con
  il voto.
   Onorevoli   colleghi,  noi  abbiamo  l'emendamento  dell'onorevole
  Assenza  che  circoscrive  solo  ai  morosi,  poi,  nel  corso  del
  dibattito  si  è  fatta la distinzione fra moroso per  necessità  e
  ulteriori  morosi che se ne approfittano, diciamo così, ma  non  ci
  sono  emendamenti in tal senso. Altrimenti, rimane  il  testo  così
  come  è  uscito dalla Commissione, quindi l'Aula decide liberamente
  come intende votare.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo,  se ancora ce ne fosse bisogno, fermo restando  che  al
  comma  2  dovremmo aggiungere  morosità per necessità .  Quando  al
  comma 1 si fissa un limite di 50 litri che è un principio generale,
  cioè, sostanzialmente, un ente che deve captare acqua per 100  mila
  abitanti  deve sapere che, giornalmente, almeno deve  garantire  50
  litri;  questo  è  il  principio generale.  Sullo  specifico,  poi,
  dobbiamo entrare per la morosità, per la quale, così come  è  stato
  detto,  bisogna aggiungere un subemendamento specificando  morosità
  per necessità  e infine sopprimere il comma 3.
   Su  questo penso che ci sia l'unanimità perché stiamo fissando  un
  limite  minimo  di  erogazione  di  acqua  per  tutti  i  cittadini
  siciliani   ed  avendo  già  costituito  il  fondo  di  solidarietà
  all'articolo 6, possiamo soltanto aggiungere al comma 2 la morosità
  per necessità ed avremo dipanato così la questione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  invitare  ad
  una  riflessione.  Forse, in tanti si sono  impauriti  sentendo  50
  litri  al giorno. Questi litri sono 18 metri cubi l'anno, non  sono
  una  quantità  così  esorbitante.  Questa  erogazione  sancita   da
  convenzioni  che  il  nostro Paese ha firmato  ci  potrebbe,  però,
  venire in soccorso su un'altra questione, cioè quella delle persone
  che non hanno un allaccio regolare.
   Durante  gli  incontri in Commissione, in cui  sono  venuti  tanti
  sindaci,  non  ci hanno nascosto la difficoltà di ordine  pubblico,
  addirittura,  andando  con  i vigili in  alcuni  quartieri  in  cui
  davvero c'è povertà, per convincere le persone a farsi un allaccio.
   Forse, garantendo loro questa quantità, il minimo vitale, parliamo
  di  2  bidoncini piccoli che una persona che non è molto  abbiente,
  che non è ricca, si fa bastare, fa un uso parsimonioso dell'acqua e
  si  convince ad avere un allaccio regolare che consiste  anche  nel
  pagamento di un canone.
   Tutto  quello che è al di sopra dei 50 litri avrà una tariffazione
  che  andrà  largamente a ripagare questa quantità, quindi,  secondo
  noi,  il  principio  è stato questo: garantiamo il  minimo  vitale,
  aumentiamo  il numero degli allacci regolari, così diamo  una  mano
  anche  ai  sindaci che, a volte, devono scortare  i  tecnici  ed  i
  fontanieri  con le forze dell'ordine, riusciamo a recuperare  molto
  di  più  di  quello che stiamo pensando di spendere.  Questo  è  un
  investimento,  paradossalmente,  moltiplicherà  il   beneficio   e,
  oltretutto,  andremo a dare, rispetto alle convenzioni firmate,  la
  giusta risposta.
   Diciotto metri cubi all'anno, dicevano, a fronte del pagamento  di
  un  canone  per  l'erogazione  di  un  bene  che  abbiamo  definito
  essenziale,  ma  non  siamo noi ad averlo  definito,  per  gli  usi
  civili, igienico-sanitari.
   Quindi,  vorrei  che  i  colleghi non si facessero  intimorire  da
  questa  quantità  d'acqua  perché è  davvero  minima,  ricordo  che
  parliamo  di  2 bidoncini. Poi, tutti gli scaglioni di  metri  cubi
  oltre  questa  fascia di consumo che chiaramente chi  può,  con  50
  litri, cambia l'acqua al pesciolino rosso quasi ogni giorno, oppure
  innaffia i vasetti sul balcone, qui parliamo davvero del minimo per
  chi  non  può  avere il distacco del contatore;  per  chi  non  può
  pagare,  quindi le persone che rispondono a dei criteri di  reddito
  ISEE, abbiamo previsto lo 0,2 da ricavare dalla tariffa di chi  può
  pagare e, quindi, quelle persone sarebbero tutelate.
   Noi, qui, stiamo dando una mano a chi, materialmente, non riesce o
  almeno ha dichiarato di non riuscire ad installare i contatori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io mi sono un po' confuso in  questo
  dibattito, perché devo dire che sta diventando un dibattito che non
  tiene conto della realtà.
   Esiste  già,  oggi,  nell'ambito dei nostri comuni  e  dei  nostri
  ambiti  territoriali,  un'articolazione  delle  tariffe:  c'è   una
  tariffa sociale, una tariffa agevolata ed una tariffa base, poi c'è
  l'eccedenza, la seconda eccedenza, eccetera.
   Faccio l'esempio di una questione che riguarda me nella qualità di
  residente  nella città di Palermo: la tariffa agevolata è  da  0,88
  metri cubi all'anno e si paga 0,41 centesimi; la tariffa base da 88
  a 140 metri cubi all'anno è di 1,21 centesimi; la prima eccedenza è
  1,53 fino a 200 metri cubi annui; la seconda eccedenza, oltre i 200
  metri cubi, a 2,038, infine oltre i 260 è 2,54.
   Prima  questione: dobbiamo definire se introdurre  un  regime  che
  prevede che nella tariffa sociale ci sia una quantità assolutamente
  gratuita.  È  evidente  che  il resto  grava,  poi,  sulla  tariffa
  rimanente.
   Ma  c'è un problema a monte che voglio porre. Questo sistema della
  tariffazione personalizzata non fa i conti, onorevole Foti, con  un
  dato di realtà: in una città come quella palermitana - parlo sempre
  per  esempio  diretto  -,  dove  ci  sono  circa  250  mila  nuclei
  familiari,   di  questi  nuclei  circa  200  mila  sono   forniture
  attraverso condomini, ovvero la tariffazione è alla presa, diciamo,
  a  monte del condominio; la distribuzione interna al condominio  e,
  quindi,  l'applicazione delle tariffe relative la fa il  condominio
  stesso,   ripartendo  tra  i  condomini  il  consumo   idrico   del
  condominio.
   Ora,  io perché sto dicendo queste cose? Perché non vorrei che  ci
  stiamo  infilando  in un sistema che, alla fine, potremmo  scrivere
  tutto  quello  che vogliamo, ma non sarà assolutamente  applicabile
  perché il primo problema è come si può garantire questo diritto  in
  una  condizione in cui solo una quota minoritaria ha  un  contatore
  personalizzato.
   Secondo:  se  stabiliamo che l'uso dei 50 litri è un uso  sociale,
  allora   dobbiamo  essere  coerenti  e  dire  che  è  assolutamente
  gratuito. Altrimenti, ha ragione il presidente della Regione quando
  dice:  questo  è un principio di garanzia a cui deve  ulteriormente
  discernere  il principio che in caso di morosità e di  interruzione
  del  servizio va garantito un minimo vitale, ma anche  quel  minimo
  vitale si paga.
   Non  è che il fatto che hai diritto ad una quantità minima se  non
  paghi l'acqua, quella quantità che ti viene erogata sarà registrata
  o nel contatore del condominio o nel contatore, anzi del condominio
  no,  perché  se l'acqua arriva al condominio non è che siccome  non
  paga un condomino puoi staccare l'acqua a tutti i condomini.
   Io  continuo a dire che questa è una norma di principio, ma con un
  decreto  da  parte della presidenza della Regione, col dipartimento
  relativo, si potrà andare a disciplinare la modalità con  la  quale
  si  garantisce  nella fascia sociale questo diritto  soggettivo  ai
  cittadini.  Altrimenti, rischiamo di scrivere  una  norma  che  non
  potrà  mai  trovare  applicazione perché è una  norma  impossibile,
  stando  così  il sistema di erogazione organizzato,  garantire  con
  quanto affermato dalla legge.
   Quindi,  io  sono per abolire il comma 3 e rinviare ad un  decreto
  del  Presidente  della Regione le modalità con le  quali  garantire
  questo principio alle fasce più bisognose.

    PRESIDENTE.  Se non ho compreso male, Presidente,  Commissione  e
  relatore,   votando  l'articolo  12  così  come  è   uscito   dalla
  Commissione il principio di carattere generale è che 50 litri vanno
  garantiti a tutti. Se votiamo l'emendamento dell'onorevole  Assenza
  significa  che  non viene garantita a tutti ma, comunque,  non  può
  essere  tolto il diritto all'acqua anche a quelli che sono  morosi.
  Non può essere staccato il contatore.
    Comunico  che tutti gli emendamenti che prevedono la soppressione
  sono ritirati.
    Si passa all'emendamento 12.10, a firma degli onorevoli Assenza e
  Falcone.

    ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 12.10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          27
   Contrari            22
   Astenuti             3

                            (E' approvato)

    Gli emendamenti 12.14 e 12.13, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri, sono preclusi.
    Si  passa all'emendamento 12.4, a firma degli onorevoli Di  Mauro
  ed altri, che prevede la soppressione.
    Onorevole  Cracolici, mi dicono gli Uffici  che  la  soppressione
  comporterebbe problemi di natura finanziaria

    CRACOLICI. Non è così, è esattamente il contrario.

    DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    CRACOLICI. Lo faccio mio.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CONTRAFATTO,  assessore per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Mi rimetto alla valutazione dell'Aula.

    PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

                          (Proteste in Aula)

    MUSUMECI.  Se c'è contestazione, Presidente, lei ha il dovere  di
  verificare.

    PRESIDENTE.  Vi  vedo bene, onorevole Musumeci  guardi  che  vedo
  meglio  da qua, tranquillo che non agevolo nessuno. Questo  lei  lo
  dovrebbe  sapere. Quando si è alzato tutto il gruppo del PD  ed  il
  gruppo  dell'UDC  e  5, 6 deputati dall'altro  lato,  il  voto  era
  chiaro. Lei non riesce a vederli, mi scusi.
   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
                           Modelli tariffari

   La  Giunta  regionale,  su proposta delle  Assemblee  territoriali
  idriche,  approva  i  modelli tariffari del ciclo  idrico  relativi
  all'acquedotto  e  alla fognatura, sulla base  di  quanto  disposto
  dall'articolo 154 del Decreto legislativo 152/2006,  ossia  che  la
  tariffa  costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato
  ed  è determinata dalla qualità della risorsa idrica e del servizio
  fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei
  costi di gestione delle opere e dei costi di gestione delle aree di
  salvaguardia,  nonché di una quota parte dei costi di funzionamento
  delle Assemblee territoriali idriche, in modo che sia assicurata la
  copertura  integrale  dei  costi di  investimento  e  di  esercizio
  secondo  il principio del recupero dei costi e secondo il principio
   chi  inquina  paga'.  Tutte le quote delle  tariffe  del  servizio
  idrico integrato hanno natura di corrispettivo».

   All'articolo  13  sono  stati rinviati due emendamenti  che  erano
  all'articolo  7,  esattamente il 7.2, a firma  Cascio  Salvatore  e
  altri  e il 7.19, a firma degli onorevoli Cani ed altri, che  fanno
  riferimento  al  sistema  della  tariffazione,  li  voteremo   come
  emendamenti aggiuntivi all'articolo 13.
   Si passa all'emendamento 13.2, a firma Cordaro, Grasso ed altri.

   GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  13.1, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni e Di Mauro.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 13.5, a firma degli onorevoli Turano  ed
  altri. Onorevole lo mantiene o lo ritira?

   TURANO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
  13.5.1, a firma D'Asero e altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  13.5.   Il   parere   della
  Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,   assessore per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 13.6, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  13.7,
  che  così recita: «In relazione al livello di qualità della risorsa
  idrica,  ovvero  nei casi in cui la stessa non è  utilizzabile  per
  fini alimentari, la tariffa viene ridotta in una misura pari al  50
  per cento».
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.3 a firma degli onorevoli Panepinto ed
  altri. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  13.3.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.4 che è precluso.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'emendamento 13.4, secondo me, va approvato perché esattamente  in
  linea  con  tutto  ciò che abbiamo approvato fino adesso,  cioè  le
  tariffe  le  propongono  le  assemblee territoriali  idriche,  così
  formulate   secondo  i  criteri  dell'articolo   154   del   codice
  dell'ambiente.  Con  la  stessa  logica  l'acqua  all'ingrosso   la
  dobbiamo fare decidere dalla Giunta regionale di Governo, al  comma
  1  dopo  le  parole  ...ciclo  idrico relativo  all'acquedotto,  la
  fognatura...', sono aggiunte le parole  compreso quello gestito  da
  Siciliacque'.
   Non  può  essere diverso. Chiedo al Governo e alla Commissione  di
  dare parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, chiedo a lei e alla Commissione,
  ma   se  noi  non  inseriamo  questa  norma  per  il  principio  di
  astrattezza della norma, cosa cambia?

   PANEPINTO.   Cambia  per  il  fatto  che  l'approvava   l'Autorità
  nazionale dell'energia e del gas...

   PRESIDENTE.  Quindi, che vuol dire? Lo può precisare? Noi  abbiamo
  parlato di astrattezza della norma, compreso Siciliacque.

   PANEPINTO. Signor Presidente, la ringrazio per darmi l'opportunità
  di  precisare.  Il testo così come è stato costruito ed  approvato,
  dibattuto  in  questa  Aula,  presuppone  un  principio,  che   pur
  rispettando  l'articolo  154 del codice dell'ambiente  su  come  si
  formula e su come si arriva a determinare una tariffa, non sarà più
  l'Autorità  nazionale dell'energia e del gas a  stabilirla,  ma  lo
  farà la Giunta regionale di Governo, su approvazione dell'assemblea
  territoriale idrica.
   Nel  caso  del solo ambito e, quindi, l'astrattezza si  restringe,
  deve  essere necessariamente, per un problema anche di livellamento
  del costo dell'acqua all'ingrosso con il costo dell'acqua che viene
  consegnata agli utenti.
   Quindi,  credo  che  approvare la norma rientri esattamente  nella
  chiusura  dei criteri di definizione della tariffa. Poi quello  che
  accadrà nella testa dei giudici

   PRESIDENTE. Grazie, con il suo intervento ci siamo chiariti un po'
  le idee.
   Assessore Contrafatto, che ne pensa per chiarezza dell'Aula?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Volete il mio pensiero?

   PRESIDENTE.  Sì, il suo pensiero. Sull'emendamento  13.4,  se  c'è
  bisogno  di mettere effettivamente una norma oppure già Siciliacque
  rientra  nel benedetto articolo 13? Sì, però, Presidente  Crocetta,
  noi  stiamo  facendo leggi, non stiamo facendo atti amministrativi.
  Questo è il dato.
   Se  si  tratta  di avere maggiore copertura, per carità,  e  siamo
  tutti d'accordo, bene.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Io  mi  rimetto  alle valutazione  dell'Aula  perché  non
  ritengo che ci sia un problema.

   LENTINI.  Assessore, vogliamo equiparare Siciliacque al resto  del
  mondo  per chi vende l'acqua. Lo sa per quale motivo? Io l'ho detto
  poco  fa.  Perchè  Siciliacque compra, attraverso  i  consorzio  di
  bonifica,  a  5 centesimi al metro cubo. Per portarle  un  esempio,
  l'Amap di Palermo che è un'azienda in house pubblica vende a  0,40,
  Siciliacque  vende a 0,98 centesimi. Ci può essere  una  differenza
  del  genere?  No. Quindi, vogliamo equiparare Siciliacque  a  tutti
  coloro  che  vendono acqua. Ci potrebbe essere  una  differenza  di
  qualche  centesimo ma non da 0,40 passare a 0,98 centesimi. Quindi,
  io  firmo  l'emendamento dell'onorevole Panepinto. Lo condivido  in
  pieno e voglio che si ponga in votazione. Grazie.

   PRESIDENTE. Capisco che è diventato uno spot continuo.  Mi  scusi,
  assessore   Contrafatto.  Qua  il  problema  è  che   nessuno   sta
  disquisendo se deve rientrare Siciliacque nell'ambito dell'articolo
  13  o  meno.  Il problema è di qualità della legge. C'è bisogno  di
  inserirla o no?
   Ho  compreso  qual  è l'obiettivo dell'onorevole  Panepinto,  cioè
  limitare  la  discrezionalità  della  Giunta  in  questo  tipo   di
  ragionamento,  così, di questo si tratta, perché  dice   la  Giunta
  regionale, su proposta delle assemblee territoriali idriche approva
  i modelli tariffari .
   Siccome Siciliacque è quella che ha il monopolio, ecco, questo  si
  può  dire.  In  Sicilia si dice  io ti blindo con la norma',  però,
  chiamiamo  le cose con il nome e il cognome perché, obiettivamente,
  non  ce  ne  sarebbe bisogno. Questo è il punto. Se c'è bisogno  di
  blindarlo lo blindiamo.
   Però,  ai  fini  della  qualità della legge,  ribadisco,  noi  non
  facciamo atti amministrativi, noi facciamo leggi.
   La  situazione della Sicilia è particolare, noi, più che farlo con
  ordini del giorno, lo stiamo dicendo con legge quello che deve fare
  il Governo.
   Va  bene.  Si passa all'emendamento 13.4 degli onorevoli Panepinto
  ed altri. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  Governo si è rimesso all'Aula. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Cascio Salvatore ed
  altri.

   CASCIO Salvatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 7.19, degli onorevoli Cani ed altri.  E'
  identico.

   CANI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14
        Istituzione Commissioni tecniche presso gli ATO idrici
                         posti in liquidazione

       1.  Il  Presidente  della Regione, con proprio  decreto,
    istituisce  presso  gli ATO idrici posti  in  liquidazione,
    che abbiano già affidato la gestione del S.I.I. ad enti  di
    diritto   privato,  commissioni  tecniche  allo  scopo   di
    verificare  eventuali  inadempimenti  contrattuali,   sulla
    base   delle   convenzioni  stipulate  e  in   ottemperanza
    dell'art. 49 della L.R. 11/2010.

       2.  Le  commissioni  indicate al comma  precedente  sono
    presiedute  dai  commissari  degli  ATO  idrici  posti   in
    liquidazione   e  composte  da  tre  sindaci   dei   comuni
    appartenenti  all'ambito  territoriale  ottimale,   da   un
    rappresentante  delle  OO.SS.,  da  un  rappresentante  dei
    comitati   cittadini  per  l'acqua   pubblica   e   da   un
    funzionario    del    Dipartimento    Acque    e    Rifiuti
    dell'Assessorato regionale all'Energia.

       3.  Tutti  i componenti le commissioni vengono designati
    dagli  organismi  di rispettiva appartenenza  e  non  hanno
    diritto ad alcun compenso per la loro attività.

       4.  Entro  90  gg. Dalla loro istituzione le Commissioni
    tecniche formalizzano, mediante relazione scritta, le  loro
    osservazioni  in ordine a quanto indicato al  comma  1.  In
    caso di accertati inadempimenti contrattuali degli enti  di
    diritto   privato   gestori  del   S.I.I.,   le   istituite
    commissioni  avanzano  al  Presidente  della  Regione   una
    proposta   di   risoluzione  anticipata  delle  convenzioni
    stipulate.

       5.  In attesa della definitiva applicazione dei principi
    e   delle   norme   previste  dalla  presente   legge,   le
    Commissioni  di  cui  al  comma  1  avanzano  all'Assessore
    all'Energia   soluzioni  per  calmierare  le  tariffe   del
    servizio  idrico  integrato in tutti i Comuni  aderenti  al
    Consorzio  d'ambito, al fine di evitare disagi  e  problemi
    di ordine sociale tra la popolazione».

   DI MAURO. Propongo l'approvazione all'unanimità.

   PRESIDENTE.  In  fiducia, c'è una proposta  di  una  votazione  in
  fiducia  da  parte dell'onorevole Di Mauro. Mi scusi, onorevole  Di
  Mauro,  le  posso fare una domanda? Allora lei perché ha presentato
  l'emendamento soppressivo?
   E'  stato  un errore materiale. Sono ritirati tutti i soppressivi.
  Ritirato  l'emendamento  Di Mauro, ritirato  l'emendamento  Grasso,
  ritirato l'emendamento Falcone. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura.

                               »Art. 15
               Disposizione finale ed entrata in vigore

       1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
    Ufficiale  della Regione Siciliana ed entrerà in vigore  il
    giorno successivo alla sua pubblicazione.

       2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
    farla osservare come legge della Regione»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per tre minuti..

    (La seduta,  sospesa alle ore 20,10, è ripresa alle ore 20.19)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,   per   quanto  riguarda   gli   emendamenti
  aggiuntivi,  invito  il  Governo a ritirare l'A.2.  Di  conseguenza
  decadono tutti gli altri emendamenti connessi, l'A.7, l'A.4,  l'A.6
  e l'A.5, mentre si può votare - se il Governo lo ritiene, assessore
  Contrafatto - l'A.1, cioè la questione APS di otto milioni di euro.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  aggiuntivo  A.1,
  relativo  alla questione APS, gli otto milioni di euro che  recita:
   proroga  al  31  dicembre 2015 il termine per l'utilizzo  di  otto
  milioni  di euro previsto in finanziaria per i comuni in situazione
  di emergenza idrica .
   Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che gli emendamenti aggiuntivi A.2, A.7, A.4,  A.6,  A.5
  vanno  in  un  disegno di legge a parte compreso l'emendamento  A.3
  perché  si parla di rifiuti e non di acqua e, quindi, vanno  in  un
  disegno di legge a parte.
   Nell'attesa  che  si preparino gli emendamenti  da  presentare  ai
  sensi  dell'articolo  117  del  Regolamento,  vorrei  comunicare...
  Vorrei  un  po' di attenzione da parte dell'assessore Barresi,  del
  Governo.
     Il  Governo,  così  come preannunciato, ha  ufficialmente  fatto
  pervenire  alla  Commissione un disegno di legge per  la  lotta  ai
  cinghiali, visto l'increscioso fatto accaduto qualche giorno fa.
   Proceduralmente questo disegno di legge è già stato assegnato  per
  la  competenza in IV Commissione, deve, per il parere, andare anche
  in  III  Commissione. Ho registrato la volontà da parte  della  III
  Commissione,  del  presidente Marziano, ad  esprimere  il  relativo
  parere  anche in serata, autorizzando, se siamo d'accordo,  la  III
  Commissione   a  riunirsi,  insieme  all'assessore   Barresi,   per
  esprimere il relativo parere.
   Pertanto, se siamo d'accordo, possiamo anche approvarlo in coda ai
  lavori già programmati e che sono all'ordine del giorno.

   GRECO Giovanni. Sono stati presentati degli ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Quando passiamo alla votazione si passerà agli  ordini
  del girono.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa?

   ALONGI. L'emendamento A.7?

   PRESIDENTE. Ho chiesto all'assessore e l'assessore li ha  ritirati
  perché   il  suo  aggiuntivo era agganciato ad  un  aggiuntivo  del
  Governo e riguarda i rifiuti, non c'entra con l'acqua
   Si  stanno  preparando  gli emendamenti  da  presentare  ai  sensi
  dell'articolo  117. Gli emendamenti aggiuntivi sono ritirati,  sono
  tutti agganciati ad un emendamento del Governo che, giustamente, ha
  ritirato perché riguarda i rifiuti.
   Per  non  dichiararli inammissibili ho detto che sono  ritirati  e
  verranno trattati in un disegno di legge a parte. Onorevole Alongi,
  riguarda  personale,  stiamo aprendo la  maglia,  non  è  opportuno
  aprire questo tipo di maglia.

   Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014
   (n. 1037/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




     Seguito della discussione del disegno di legge  Approvazione
   del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
                           2014  (n. 1037/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge   Approvazione  del  Rendiconto generale  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2014  (n. 1037/A), posto al n.  3)  del  II
  punto all'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti  la II Commissione, «Bilancio»,  a  prendere
  posto  nel  relativo  banco.  La  III  Commissione,  ribadisco,   è
  autorizzata  a riunirsi per esprimere parere sul disegno  di  legge
  che riguarda la lotta ai cinghiali.
   Assessore Baccei, la invito a relazionare sul disegno di legge.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  relativamente al disegno di legge sul rendiconto  stiamo
  presentando  il  rendiconto parificato dalla Corte  dei  Conti,  il
  rendiconto  presenta un disavanzo finale di circa un  miliardo  870
  milioni.
    Questo disavanzo si è formato, in parte, nell'esercizio 2013, per
  circa  464  milioni,  ha poi visto, per il 2014,  un  disavanzo  di
  competenza  di  circa 675 milioni e, poi, sul finire  dell'anno  il
  disavanzo  si è ulteriormente appesantito per effetto  del  ritardo
  con  cui  il Governo  nazionale ci ha accreditato le somme dell'FSC
  che  andavano a coprire il contributo alla finanza pubblica per 585
  milioni  e  il ritardo con cui ci è stato accreditato  il  mutuo  a
  favore   degli   enti  locali  per  i  quali  noi   avevamo   fatto
  un'anticipazione.
   La somma di questi effetti, quindi, di quello che era il disavanzo
  2013,  che  ci  riportavamo nel 2014, della competenza  2014  e  di
  questi  ritardi nell'accreditamento delle somme, porta a un  totale
  di  un  miliardo  e  269  milioni che  è  il  disavanzo  che  si  è
  manifestato nell'esercizio 2014. Questa, in estrema sintesi,  è  il
  risultato dell'anno 2014.
   Come  sapete,  è  un anno che risente fortemente della  situazione
  economica  della  Regione, dove le entrate  sono  state  minori  di
  quelle che erano state previste nel bilancio di previsione e questo
  è  quello  che  ha  determinato, sostanzialmente, il  disavanzo  di
  competenza del 2014.
   Come  sapete,  nel  2015 abbiamo cambiato modello  di  definizione
  delle  entrate  per  cui  ci aspettiamo un risultato  completamente
  diverso, molto positivo nel corso del 2015.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  dalla  lettura  di  questa sintesi della relazione  sul  rendiconto
  generale della Regione siciliana, esercizio finanziario 2014, e  da
  quanto  detto dall'Assessore emerge un quadro certamente  difficile
  sul  piano  finanziario  con una serie di  problematiche  che  sono
  ataviche  e  che  si riallacciano ad iniziative legislative  di  un
  tempo,  all'azione che è stata fatta dal Governo nazionale che,  da
  quando  è  stato  nominato  Presidente  del  Governo  nazionale  il
  senatore  Monti, c'è stata un'abitudine che è quella  di  stabilire
  con forza il concorso alla finanza nazionale attraverso prelievi da
  parte delle Regioni.
   Credo che questo sia un procedimento che la  Regione siciliana  si
  è  fatto  più volte impugnare ed ha creato una serie di  difficoltà
  finanziarie  e non dimentichiamo che, in questo senso,  sono  state
  adottate  due leggi da parte di questo Parlamento, su proposta  del
  Governo,  che  venivano  definite  allora  come  anticipazioni   di
  liquidità  ma,  in verità, di trattava di risorse che  venivano  ad
  essere  sollecitate attraverso procedure particolari,  tra  l'altro
  sostenute   con  forza  dal  Governo  nazionale,  per  mettere   in
  liquidità,  soprattutto  il  sistema sanitario  e  anche  gli  enti
  locali.
   Bene,   tutto  questo  ha   determinato  un  appesantimento  delle
  difficoltà  finanziarie di questa Regione ma la  cosa  che  più  mi
  preoccupa  non è tanto una discussione, Presidente Crocetta,  sulla
  questione  di ciò che è stato già fatto, mi preoccupa  -  e  vorrei
  comprendere meglio dall'Assessore -  ciò che è scritto a pagina 24,
  cioè  la  questione dell'armonizzazione dei bilanci, ai  sensi  del
  decreto   legislativo   100-118  che  prevede   il   riaccertamento
  straordinario  dei  residui,  che deve  essere  fatto  subito  dopo
  l'approvazione da parte di questo Parlamento del disegno di  legge,
  cioè nella stessa giornata, quindi, oggi stesso deve essere fatto.
   Cosa  vuol  dire questo? Vuol dire fare un accertamento di  quello
  che  sono stati gli accertamenti, verificare su questi accertamenti
  una  sorta di media degli incassi realmente realizzati e sul 36 per
  cento di quello che sia si fa una valutazione complessiva e si deve
  istituire   un   fondo  che  dovrà  essere  coperto  nell'arco   di
  trent'anni. Quindi ci sarà la necessità di comprendere bene di  che
  cosa  stiamo parlando, ci sarà la necessità di capire come si  deve
  dare  la  copertura  finanziaria e  credo  che  sia  utile  che  il
  Parlamento  in  questa  sede di approvazione di  questo  rendiconto
  venga  informato su quello che a breve dovrà essere adottato  dalla
  Giunta di Governo, considerato - ripeto - che la riunione  si terrà
  tra  qualche minuto e, soprattutto, vedere qual è il modo  di  dare
  copertura  finanziaria perché ricordo a me stesso, a proposito  del
  debito  contratto col sistema sanitario nel 2012 e quello contratto
  a  suo  tempo,  con  i due disegni di legge uno che  riguardava  un
  miliardo  a proposito di aiuto alle imprese e l'altro il  pagamento
  dei debiti, avevamo già dato copertura e la stessa Corte dei conti,
  peraltro,   contesta  a  proposito  della  legittimità  di   questa
  copertura  finanziaria per circa 30 anni, adesso se aggiungiamo  un
  altro   debito  che  peraltro  dobbiamo  assolutamente   fare   per
  cancellare  tanti  e  tanti residui attivi,  vorremmo  capire  bene
  dall'assessore  qual è l'iter che si prefigge il  Governo,  qual  è
  l'importo   che deve essere istituito per i prossimi  30  anni   di
  questo  famoso  fondo  e qual è il totale  complessivo   che  verrà
  cancellato residui attivi. Non è una polemica, Assessore.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   io
  intervengo con interesse su questo tema perché quello dei  conti  è
  risaputo  che è un tema che mi interessa e che mi appassiona,  però
  le  devo  dire  anche che intervengo per far notare rispetto  quasi
  all'indifferenza  dell'Aula  e  quindi  anche   del   Governo,   la
  situazione difficilissima, gravissima in cui oggi versa la  Sicilia
  e lo vorrei far notare partendo non soltanto dalla  relazione della
  Corte dei Conti, ma partendo dalla relazione dal quadro che oggi il
  Governo regionale rassegna a questa Assemblea.
   Cosa  emerge  sostanzialmente? Emerge un minore gettito  del  2014
  rispetto  al  2013  per  circa  un miliardo,  ma  emerge  anche  la
  lievitazione  della  spesa  pubblica,  cioè  significa  che  questa
  Regione  siciliana che sino a ieri, sino al 2013 riusciva ad  avere
  entrate   per circa 19 miliardi e 350 milioni di euro, oggi  ha  un
  gettito di entrate per circa 18 miliardi e 300 milioni di euro, ciò
  significa che noi nel 2014 abbiamo  introitato un miliardo di  euro
  in meno.
   A  fronte di  questo dobbiamo dire che le uscite, paradossalmente,
  che  erano di circa 19 miliardi di euro o meno di 18 miliardi e 500
  milioni  di  euro, sono giunte addirittura a 20 miliardi  di  euro,
  cioè  a  fronte di una minore entrata abbiamo creato  una  maggiore
  uscita di un miliardo e mezzo di euro.
   L'anno  scorso,  o  meglio,  qualche mese  fa  quando  facemmo  la
  finanziaria,  all'articolo 2 abbiamo previsto un  disavanzo  di  un
  miliardo 755 milioni di euro. Oggi, facendo bene i conti  e  quindi
  andando  a verificare il rendiconto in sede di parifica,  ci  siamo
  accorti  che quel miliardo e 755 milioni di euro è lievitato ad  un
  miliardo  ed  880 milioni di euro, cioè è aumentato  di  circa  120
  milioni di euro in più.
   Questo significa, e l'assessore Baccei lo sa, che da qui a qualche
  settimana  dobbiamo  ritornare  in  Aula  per  una  nuova   manovra
  finanziaria di assestamento che vada a coprire ben 120  milioni  di
  euro che mancano. Signor Presidente, però io chiedevo un attimo  di
  attenzione e, comunque, c'è troppa disattenzione e soprattutto poca
  educazione  istituzionale  dinanzi a un tema  così  delicato,  però
  forse  interessa poco ai colleghi. Quindi, se la Presidenza volesse
  intervenire, diversamente, magari, io evito di interromperli.
   Dicevo  questo,  Presidente, è chiaro che il dato che  emerge,  il
  quadro  che  abbiamo  è sicuramente un quadro a  tinte  fosche,  un
  quadro  che  oggi  per la prima volta, al di là  della  manovra  di
  assestamento che dobbiamo fare, della manovra finanziaria che  deve
  rimettere  in  regola  i  conti,  che  deve  riallineare  i  conti,
  Assessore, perché in questo momento mancano 120 milioni.
   Il  dato  più  importante è quello che, a fronte della diminuzione
  dei   residui  attivi,  sono  aumentati  i  residui  passivi,  cioè
  aumentano i debiti della Regione siciliana e diminuiscono i crediti
  e  la cosa grave è che, come emerge dalla relazione, a fronte della
  diminuzione  dei  residui  attivi di parte  corrente,  aumentano  i
  residui attivi in conto capitale e malgrado ciò diminuiscono sempre
  i  residui  attivi,  cioè significa che è una situazione  veramente
  drammatica,  una  situazione che vede la Regione  siciliana  ad  un
  passo dal fallimento o meglio dal dissesto finanziario.
   E  su  questo  nessuno  può  nascondersi  e  chi  nasconde  questa
  situazione  non fa un bene alla Sicilia ma crea un ulteriore  danno
  perché  stiamo nascondendo sotto il tappeto quella polvere che  sta
  diventando quasi una montagna, qualche giorno fa lo avevamo detto.
   Ma  la  cosa grave, e ancora lo dobbiamo dire, è quella del  conto
  patrimoniale, Assessore Baccei. Per la prima volta nella storia  il
  conto  patrimoniale - che significa il conto patrimoniale? Il conto
  patrimoniale  non  è altro che i beni della Regione:  sono  i  beni
  immobili, i beni mobili e sono le partecipazioni - nel 2013  questo
  conto  patrimoniale ascendeva a 2 miliardi e 200 milioni  circa,  2
  miliardi  e  254  milioni; oggi, nel 2014,  paradossalmente  questo
  conto  patrimoniale  è  andato a meno, ha subito  non  soltanto  un
  decremento  ma, addirittura, tra quello che sono i  nostri  beni  -
  mobili,  immobili,  partecipazioni -, e quelli che  sono  i  nostri
  debiti, siamo a 809 milioni meno. Significa che la Regione  per  la
  prima  volta  nella  storia,  dal dopoguerra  ad  oggi,  dalla  sua
  costituzione,  per la prima volta ha un patrimonio netto  inferiore
  rispetto ai debiti per 809 milioni.
   Questo è un dato drammatico che nessuno, però, dice.
   Ma  ancora  non  abbiamo  detto che il gettito,  quest'anno,  cioè
  significa  tra  la  previsione  di entrata  dell'IRPEF,  dell'IRAP,
  dell'IVA e degli altri tributi locali, rispetto alla previsione  ha
  avuto  un  decremento, un minore gettito di circa  950  milioni  di
  euro:  attenzione,  questo significa che il disavanzo  programmato,
  che all'articolo 2 della finanziaria abbiamo valutato in 1 miliardo
  e  755 milioni di euro, e che oggi dobbiamo andare a correggere con
  una  manovra correttiva per 1 miliardo e 870 milioni di euro l'anno
  prossimo, secondo questo indice tendenziale, arriverà a 2  miliardi
  e 800 milioni Assessore.
   Io  vorrò  capire come l'anno prossimo, con i minori trasferimenti
  che  abbiamo,  col  minore gettito e con la maturazione  di  questo
  disavanzo  che  arriverà, addirittura, a toccare, a  sfiorare  i  3
  miliardi,  quale  sarà  la  condizione finanziaria  in  cui  questa
  Regione  si  dovrà  trovare.  Questo  è  un  dato  su  cui  dovremo
  riflettere; ma attenzione, non è finita qui. Quest'anno le  entrate
  complessivamente intese sono diminuite del 6,8 punti in percentuale
  rispetto  al 2013, ma in effetti diminuiscono del 12 per  cento  se
  facciamo  caso al fatto che 900 milioni di euro sono affluiti  alle
  casse  regionali grazie ad un mutuo che abbiamo fatto per pagare  i
  debiti  fuori bilancio o comunque del d.l. 35 prima e 66  dopo,  vi
  ricordate?  606 milioni erano i debiti per la sanità,  240  milioni
  erano  i  debiti per gli enti pubblici e altri 100 milioni erano  i
  debiti vari della Regione.
    Tirando  i conti, facendo una sintesi, quindi, oggi la situazione
  creditoria della Regione si è deteriorata. La situazione  debitoria
  della  Regione  è aumentata, i beni della Regione addirittura  sono
  spariti ed in più, se vogliamo, il gettito cioè l'introito  su  cui
  oggi  la  Regione basa la propria spesa, ha perso  un  miliardo  di
  euro.  Tutto ciò dovrebbe far riflettere questo Governo, assessore,
  e  tutto  ciò  dovrebbe  anche  riposizionare  il  Governo  in  una
  posizione  contrattualmente nuova, dovrebbe creare  una  specie  di
  novazione contrattuale, di rinegoziazione contrattuale col  Governo
  centrale  il  quale non può dire:  ti abbiamo dato 500  milioni  di
  euro  ,   perché  i  500 milioni di euro non  sono  altro  che  200
  milioni  di  euro, è l'Irpef; ma noi avevamo messo in  entrata  300
  milioni  quindi  mancano 100 milioni; 50 milioni non  è  altro  che
  l'attuazione dell'articolo 37 c'erano 50 milioni ed il  Governo  ha
  detto 100 milioni.
    A  fronte  di questi 250 milioni abbiamo invece ottenuto  che  il
  disavanzo che prima veniva spalmato in tre anni venisse spalmato in
  sette  anni  e, quindi, 205 milioni non sono soldi reali,  ma  sono
  soldi  che,  invece,  è  come se stessimo facendo  friggere  questa
  Regione  col  suo  stesso olio, cioè è uno  spalmamento  di  questo
  disavanzo  in  un  periodo  di  tempo maggiore  rispetto  a  quello
  previsto.
    Alla  fine  dei  conti,  assessore Baccei,  mancano  120  milioni
  quindi  servirà una manovra correttiva perché mancano 120   milioni
  per  il  disavanzo accertato dalla Corte dei conti oltre che  dalla
  Giunta regionale rispetto all'articolo 2 della finanziaria. Mancano
  50  milioni di euro perché noi avevamo messo in entrata 300 milioni
  e  di  questi  300  il  Governo ce ne ha dati appena  250  compreso
  l'articolo  37.  Quindi,  da questo rendiconto  noi  come  usciamo?
  Usciamo  veramente in ginocchio, usciamo con un conto  patrimoniale
  assolutamente inesistente anzi in negativo per 809 milioni di  euro
  e  usciamo con l'esigenza che il 2 settembre, presidente Ardizzone,
  la  prima cosa che questo Governo dovrà portare, la prima emergenza
  è  la  manovra correttiva per aggiustare i conti della  finanziaria
  perché sono in questo momento disequilibrati, sono squilibrati  tra
  le entrate e le uscite.
    Questa  è una situazione veramente allarmante ma è una situazione
  che   dovrebbe   richiamare  il  Governo  regionale,   il   Partito
  Democratico soprattutto che ha anche una responsabilità di  Governo
  nazionale  che  non dovrebbe trattare questa Sicilia come  l'ultima
  Cenerentola delle regioni d'Italia, ma dovrebbe dare quella dignità
  che invece merita.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  Signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi, questo disegno di legge sembrano le dimissioni in  bianco
  di questo Governo, basterebbe la firma sopra.
   Dovrebbe esserci la firma sopra a questo disegno di legge  proprio
  per  simboleggiare la fine di un'esperienza di Governo  segnata  da
  forti  incapacità  amministrative,  segnata  dalla  incapacità   di
  prevedere di quello che potessero essere le soluzioni.
   Oggi,  ad  esempio,  di fronte al dramma che  è  successo  qualche
  giorno fa, ci stiamo occupando dei suidi, ma io ricordo a tutti che
  più  di  due anni fa la mia collega Claudia La Rocca aveva  portato
  all'interno di quest'Aula quel problema e quel problema però rimase
  inascoltato.
   Ora,  senza  voler fare alcuno sciacallaggio, però  dico  che  non
  siamo  mai  intervenuti  sui  temi fin quando  non  sono  diventate
  emergenze  e  non è il modo di agire di una politica  che  dovrebbe
  mettere  al  centro  il  cittadino dell'agire  politico  di  questa
  amministrazione.  Non lo ha  mai fatto  Questa è un'amministrazione
  regionale  che ha sempre tirato a campare, guardando con gli  occhi
  di  porta  degli  occhiali con molto spessore, con  una  foltissima
  nebbia  e  navigando a vista e perdendosi nelle acque, non  essendo
  neanche un navigatore abile.
   Non   siamo  più  pronti  a  portare  avanti.  Io  oggi  ascoltavo
  l'intervento  dell'onorevole Falcone, come sempre,  molto  positivo
  dal  punto di vista della conoscenza dei numeri. Ed è uno  scenario
  che è davvero svilente, avvilente.
   Io  non  posso più ascoltare di una Sicilia che perde  ogni  volta
  soldi  su  soldi, su soldi e poi qui mi devo ritrovare scritto,  in
  barba  anche ad ogni logica e ad ogni intelligenza che  qui  dentro
  dovrebbe   in  qualche  modo  dare  uno  spunto  propositivo   come
  opposizione  a  questo Governo e mi devo sentir dire  che  si  sono
  persi degli introiti nell'Irpef e nell'Irap.
   E  certo,  perché? Abbiamo alzato abbiamo congelato per i prossimi
  trent'anni, al massimo quelle aliquote diventando la Regione  nella
  quale  è più difficile venire ad investire perché costa di  più  il
  costo  del  lavoro, perché i lavoratori dipendenti e  i  pensionati
  pagano più tasse.
   Nessuno  si  vuole  trasferire nella nostra Terra,  nessuno  vuole
  venire  ad  investire nella nostra Terra ed è  questo  un  dato  di
  fatto.
   E  oggi  il  rapporto dello Svimez è inclemente, mentre guarda  ad
  un'Italia  che  sta morendo per colpa della crisi,  guarda  ad  una
  Sicilia  e non la mette come ultima delle regioni italiane,  ma  la
  mette addirittura ultima rispetto anche alla Grecia.
   E' questo il problema che stiamo vivendo
   Abbiamo i dati che sono raddoppiati in negativo rispetto a  quelli
  della  Grecia e tutti sappiamo come in Grecia stanno vivendo e  che
  cosa  stanno  passando e ancora qui ad aspettare tutto  quello  che
  vorremmo.
   Qui,  siamo  di fronte ad una Regione che per colpa  questi  venti
  anni  di  politica  e  questo Governo ne  è  connivente  perché  ha
  continuato  quella  politica  e  l'ha  peggiorata,  passando  da  5
  miliardi di euro di debito a 7,5. Questo è il rapporto della  Corte
  dei Conti a cui abbiamo assistito l'altro giorno e oggi di fronte a
  questi numeri,  io mi sento di dire che questa è la Regione  che  è
  il  fanalino di coda, la maglia nera dell'Europa, mentre la  storia
  ci aveva regalato una Regione che era il centro del Mediterraneo.
   Questa  è  la  vergogna  alla  quale  oggi  dobbiamo  assistere  e
  dovremmo raccontare, dovremmo commentare questo rendiconto?  Queste
  sono  le  dimissioni in bianco di un Governo che non esiste  più  e
  farebbe  bene  davvero ad andare a casa, con la  complicità  di  un
  Partito Democratico che  ancora tiene in vita perché non perché c'è
  bisogno  di  fare delle riforme, ma perché ha paura  di  andare  al
  voto, perché se no vincono quelli del Movimento 5 Stelle.
   Questa  è la vergogna di una politica regionale che non sta  dando
  risposte ai problemi dei cittadini siciliani. Questa è la vergogna
   Presidente, oggi mi sono scaldato e mi scuso con lei che ha sempre
  questa  capacità  di ascoltare e forse di fare  sfogare  tutti  gli
  altri, torno a chiederlo di nuovo se il Presidente Crocetta che  ci
  degna a fasi alterne della sua presenza fra una sigarette e l'altra
  in  corridoio  e  questo  è  anche il suo  rispetto  istituzionale,
  rispetto  all'Aula,  quando avrà finito  di  fumare,  probabilmente
  qualcuno gli racconterà quello che gli ho detto. Però, se oggi lui,
  davvero,  tiene a questa Terra e vuole dimostrare di essere  ancora
  una  volta il miglior presidente di questa Regione, deve fare  solo
  una cosa: si deve dimettere

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, proprio  per
  riprendere  i punti principali che sono stati toccati  partendo  da
  quelli   dell'onorevole   Di   Mauro  che   chiedeva   informazioni
  relativamente alle informazioni di riaccertamento dei residui  che,
  una  volta approvato il rendiconto, verrà apprezzato dalla  Giunta.
  E'  stata fatta questa operazione in linea con quanto previsto  dal
  decreto 118. Sostanzialmente verranno cancellati 5 miliardi  e  400
  milioni di residui attivi e 200 milioni di residui passivi, per  un
  saldo di circa 5 miliardi e 200 milioni.
   La  gran  parte  dei residui attivi, oltre il 90 per  cento,  sono
  relativi  a crediti, a ruoli sostanzialmente trasmessi dall'agenzia
  delle  entrate. Quindi, non dipendono dalla Regione Sicilia; spesso
  è  addirittura  riconoscibile la singola partita  dei  creditori  e
  veramente  informazioni sulle quali non si poteva fare molto.  Devo
  dire che questo da quando sono arrivato è una delle operazioni  che
  si  caldeggiava,  per  cui il fatto di andare  ad  eliminare  tutti
  questi residui, da un lato pone un problema sul bilancio perché  si
  vanno a cancellare delle partite attive, dall'altro si dà stabilità
  per il futuro a questo bilancio perché è una grandissima operazione
  di trasparenza che viene fatta.
   Per  quanto  riguarda la copertura, nel pacchetto  di  misure  che
  citava   l'onorevole  Falcone  sul  quale  possiamo   poi   tornare
  concordate  con il Governo nazionale, c'è già la copertura  per  il
  2015 che è il primo anno in cui bisogna pagare, fra virgolette,  la
  rata   dei  trent'anni  dell'ammortamento  dei  residui.  Per  cui,
  nell'assestamento  tecnico che andremo a fare,  come  correttamente
  diceva  l'onorevole  Falcone, ma non  perché  abbiamo  sbagliato  i
  conti, ma perché c'è da fare comunque per i residui attivi, già c'è
  la copertura della rata dell'ammortamento del 2015.
   Per cui, al disavanzo che ci siamo trovati in fase di bilancio  di
  previsione,  abbiamo  aggiunto questo valore, abbiamo  aggiunto  la
  differenza di circa 100 milioni di perdita che è venuta fuori da un
  conteggio  più accurato che non poteva essere fatto  ai  tempi  del
  bilancio  di  previsione  che è stato fatto  dalla  Ragioneria,  ha
  portato  100  milioni  in più di perdita che verranno  spalmati  in
  sette  anni,  per  cui  la quota parte della  perdita  troverà  già
  copertura nel pacchetto di misure che sono state concordate con  il
  Governo nazionale.
   Relativamente  al  punto  che  sollevava  l'onorevole  Falcone  di
  negoziazione  o  rinegoziazione, rinovazione degli accordi  con  lo
  Stato,  come sapete è una cosa su cui si è lavorato, ma soprattutto
  si  sta lavorando. Purtroppo, per il 2015 si è dovuto lavorare alla
  legge  di  stabilità nazionale chiusa per cui i margini di  manovra
  erano  ovviamente pochi. Per cui, abbiamo dato fondo ai  soldi  che
  erano disponibili a livello nazionale e poi lavorare con misure che
  non  andassero  ad  intaccare i numeri dello  Stato,  quindi  si  è
  lavorato soprattutto sul saldo netto della finanziaria e spesso non
  in termini di patto di stabilità.
   Alcune affermazioni dell'onorevole Falcone che alcune delle misure
  non  danno luogo a soldi contanti sono vere, ma comunque danno modo
  di  aggiustare i conti del bilancio e chiudere il bilancio del 2015
  che  era l'obiettivo che sembrava quasi mission impossible in  fase
  di bilancio di previsione.
   Abbiamo  trovato, alla fine, non solo tutti i soldi che  servivano
  al  bilancio di previsione, ma anche soldi per coprire  la  maggior
  perdita  che  è  venuta fuori, circa 100 milioni, ma soprattutto  i
  soldi per pagare la prima rata di ammortamento dei residui che sarà
  di  circa  170  milioni annui e 50 milioni che saranno  quelli  che
  verranno sostanzialmente a fare una specie di svalutazione crediti,
  anche questo previsto per il 118.

   DI MAURO. Questa rata di 170 milioni è senza interessi?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Questo è quello che prevede  il
  decreto  118  di ammortizzare, non ci sono interessi. E'  la  quota
  totale dei residui divisa per trent'anni. Non è un mutuo è soltanto
  una   modalità   di  ammortamento,  quindi  non  va  ad   aumentare
  l'indebitamento.
   Per  rispondere di nuovo all'onorevole Falcone, è vero che ci sono
  minori  entrate sia rispetto al bilancio di previsione ed  uno  dei
  motivi  che  ci ha portato a correggere il modello di  accertamento
  delle entrate del 2014, ma soprattutto relativamente alle spese, ma
  tutti  sappiamo  che le maggiori spese dipendono  dall'aumento  del
  contributo alla finanza pubblica, che, ahimè, non dipende  da  noi,
  ma  è una delle cose che stiamo rivedendo con lo Stato e, in questo
  senso,  interviene favorevolmente, anche una sentenza  della  Corte
  costituzionale  che ci consentirà di abbattere i  115  milioni,  il
  contributo  alla finanza pubblica, ma per ora per il  2014,  quello
  era  ed  era  aumentato  rispetto  all'anno  precedente.  La  spesa
  sanitaria comunque per decisione del Governo nazionale di  anno  in
  anno  aumenta  e  noi  non possiamo che adeguarci  con  il  49%  di
  contributo regionale, aumenta perché stiamo accelerando sulla spesa
  comunitaria  e  questi comunque per il 25% di compartecipazione  di
  questa  spesa va a gravare sul bilancio regionale e aumenta  perché
  sta  aumentando l'indebitamento. Quindi l'unica voce che in qualche
  modo  può  dipendere  dal Governo regionale è  l'indebitamento,  un
  indebitamento  però  che come è stato fatto  osservare  si  è  reso
  necessario  per rispondere ad una normativa comunitaria soprattutto
  poi  incide  sulla  parte  sanitaria dove si  deve  velocizzare  il
  trasferimento  dal  bilancio regionale al  bilancio  sanitario  per
  evitare di incorrere nelle sanzioni. Quindi per questo motivo, così
  come tutte le altre Regioni dell'Italia e le altre nazioni d'Europa
  si  è dovuto sottostare a questa legge sulle anticipazioni. Per cui
  niente di tutte le spese che sono andate ad aumentare di fatto  poi
  dipende  dall'iniziativa  di  questo  Governo  che  in  realtà   ha
  contenuto  la  spesa e come ben sapete, con la Finanziaria  2015  è
  andata a ridurre la spesa di circa 300 milioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                      Approvazione del rendiconto

   1.  Il Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione  per
  l'esercizio finanziario 2014 è approvato nelle risultanze di cui ai
  seguenti articoli».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                  Previsioni definitive del bilancio

   1.   Le   previsioni   iniziali   dell'Entrata   e   della   Spesa
  dell'esercizio  2014,  fissate, con la legge regionale  28  gennaio
  2014, n. 6, in euro 22.290.621.000,00, per effetto delle variazioni
  intervenute  nel  corso  dell'esercizio, pari  a  complessivi  euro
  5.408.110.921,56, risultano stabilite in euro 27.698.731.921,56».

   Pongo  in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               Art.  3.
                                Entrate

   1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale e per accensione  di
  prestiti, per l'esercizio finanziario 2014, risultano accertate in
  conto  competenza per l'importo di euro 17.683.133.294,10, versate
  in  conto  competenza  per l'importo di euro  15.423.186.908,27  e
  versate in conto residui per l'importo di euro 2.364.723.901,31.

   2.  I  residui  attivi, determinati alla chiusura  dell'esercizio
  finanziario  2013 in euro 15.219.061.415,03, risultano  stabiliti,
  per  effetto di maggiori e minori entrate verificatesi  nel  corso
  della gestione 2014, in euro 14.489.108.263,39.

   3.   I   residui   attivi   al   31   dicembre   2014   ammontano
  complessivamente ad euro 14.384.330.747,91, così risultanti:

                            Somme        Somme          Totale
                         rimaste da   rimaste da
                         riscuotere     versare
        Gestione  della   2.259.942.2    4.115,30      2.259.946.3
      competenza                70,53                        85,83
        Gestione    dei   11.475.328.   649.055.4      12.124.384.
      residui                  896,25       65,83           362,08

        Residui  attivi                                14.384.330.
      al 31/12/2014                                         747,91

   Pongo  in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                                Art. 4.
                                 Spese

   1.  Le  spese  correnti, in conto capitale e  per  rimborsi  di
  prestiti,  per l'esercizio finanziario 2014, risultano impegnate
  in  conto  competenza  per l'importo di euro  19.908.677.513,22,
  pagate    in   conto   competenza   per   l'importo   di    euro
  12.756.548.080,87  e pagate in conto residui  per  l'importo  di
  euro 4.706.391.630,02.

   2.  I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
  finanziario  2013  in euro 6.337.450.916,88,  risultano  ridotti
  dell'importo  di euro 178.403.690,95 per economie e dell'importo
  di euro 729.768.879,37 per perenzione amministrativa.

   3.   I   residui   passivi  al  31  dicembre   2014   ammontano
  complessivamente ad euro 7.875.016.148,69 così risultanti:

                                           Somme
                                        rimaste da
                                          pagare
                     Gestione    della    7.152.129.
                    competenza                432,35
                     Gestione      dei    722.886.71
                    residui                     6,34

                     Residui   passivi    7.875.016.
                    al 31/12/2014             148,69

   Pongo  in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
                  Situazione finanziaria complessiva

       1.  La  gestione complessiva dell'esercizio  finanziario
     2014   si  chiude  con  un  avanzo  finanziario  di   euro
     6.401.249.868,80 che risulta stabilito come segue:

       Avanzo  finanziario  all'1  gennaio  eu     8.448.574.6
     2014                                   ro           69,24
       + Entrata accertata nell'esercizio    "     17.683.133.
                                                        294,10
       - Spesa impegnata nell'esercizio      "     19.908.677.
                                                        513,22
       -  Diminuzione  nei residui  attivi   "     729.953.151
     per riaccertamenti                                    ,64
       +  Residui  passivi  in  perenzione   "     729.768.879
     amministrativa                                        ,37
       + Economia nei residui passivi        "     178.403.690
                                                           ,95
       Avanzo  finanziario complessivo  al  eu     6.401.249.8
     31 dicembre 2014                       ro           68,80

   Pongo  in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                Situazione finanziaria per natura fondi

       1. L'avanzo finanziario di euro 6.401.249.868,80, di cui
     all'articolo  5, è così suddiviso, secondo la  natura  dei
     fondi:

        Fondi       ordinari  Disavanzo      eu     1.868.846.
       della Regione         finanziario     ro         834,37

        Fondi           non   Avanzo         eu     8.270.096.
       regionali             finanziario     ro         703,17

        Avanzo  finanziario complessivo  al  eu     6.401.249.
       31 dicembre 2014                      ro         868,80

   Pongo  in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
                             Fondo di cassa

       1.   Il   Fondo   di  cassa  a  chiusura  dell'esercizio
     finanziario 2014 è accertato in euro 570.003.354,07,  come
     risulta dai seguenti dati:

        Fondo   di   cassa   all'1
      gennaio 2014                                  128.084.833,12

        Gestione di       Residui      Competenz      Totale
           bilancio                  a

        Incassi       2.364.723.90
                              1,31  15.423.186.9    17.787.910.809
                                    08,27           ,58
        Pagamenti
                     4.706.391.630   12.756.548.0   17.462.939.710
                               ,02          80,87              ,89

        Saldo  della  gestione  di
      bilancio                                      +324.971.098,6
                                                    9

        Gestione di      Incassi        Pagamenti     Differenza
          tesoreria

        Crediti  di                                              -
      tesoreria      27.260.599.58  27.314.569.4     53.969.829,84
                              7,24  17,08

        Debiti   di
      tesoreria      3.080.753.150   2.909.835.89   170.917.252,10
                               ,79           8,69

        Saldo  della  gestione  di
      tesoreria                                     +116.947.422,2
                                                    6

        Fondo   di  cassa  al   31
      dicembre 2014                                 570.003.354,07

   Pongo  in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                Art. 8.
            Risultati generali della gestione patrimoniale

       1.  La  situazione  patrimoniale della  Regione,  al  31
     dicembre 2014, resta stabilita come segue:

       ATTIVITA'

          -  Attività  finanziarie  eur   17.820.339.4
     .                             o             97,56

        - Attività non finanziarie  eu    795.105.625,         18.615.445.1
               ..                  ro               76                23,32

       PASSIVITA'

       -             Passività             finanziarie  eur    19.434.787.7
                  ..          .                          o            89,39

       Eccedenza delle passività sulle attività al  31  eur    819.342.666,
     dicembre 2014                                       o               07

   Pongo  in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Pongo  in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, abbiamo approvato il rendiconto.  L'Assessore
  Baccei,  faceva riferimento al 118. Proceduralmente,  approvato  il
  rendiconto,  dovremmo  passare adesso  alla  votazione  finale  del
  rendiconto;  formalmente dobbiamo sospendere la seduta per  qualche
  minuto   perché   si  deve  riunire  la  Giunta  e   procedere   al
  riaccertamento dei residui. Per cui, invito i colleghi  a  prendere
  posto per procedere alla votazione.

   n. 1037/A

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                1037/A

    PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno  di  legge   Approvazione  del  rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2014  (n. 1037/A).
   Chiarisco il significato del voto: chi  è a favore vota verde, chi
  è contrario vota rosso, chi si astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  il risultato della  votazione  finale  per
  scrutinio nominale del disegno di legge n. 1037/A:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          33
   Contrari            19
   Astenuti             7

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta, avvertendo  che
  riprenderà alle ore 21.05

     (La seduta, sospesa alle ore 21.00,  è ripresa alle ore 21.13)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, è pervenuta nota a firma del Presidente  della
  Regione, onorevole Rosario Crocetta.
    Si  comunica che la Giunta regionale nella seduta del  10  agosto
  2015, ha deliberato il riaccertamento straordinario dei residui, ai
  sensi  dell'articolo  3, comma 7, del decreto  legislativo  del  23
  giugno  2011,  n. 118, a seguito dell'approvazione del  disegno  di
  legge   Approvazione  del  Rendiconto generale  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2014  .

   L'Assemblea ne prende atto.

   ca regionale' (n. 1025/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




         Seguito della discussione del disegno di legge  Tassa
                automobilistica regionale  (n. 1025/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione  del disegno di legge n. 1025/A: «Tassa automobilistica
  regionale».
   La relazione era stata resa, si passa, pertanto, all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                                Art. 1.
              Istituzione tassa automobilistica regionale

   1.   Dall'1  gennaio  2016  è  istituita  in  Sicilia   la   tassa
  automobilistica  regionale. Dalla stessa data cessa  l'applicazione
  della  tassa  automobilistica erariale. Le attività  inerenti  alle
  funzioni  previste  in  materia di tasse automobilistiche,  il  cui
  presupposto di imposta è maturato sino al 31 dicembre 2015,  ovvero
  sino  alla  scadenza di pagamento del 31 gennaio 2016,  restano  di
  competenza dell'amministrazione finanziaria statale.

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  1.1,  a  firma
  Cancelleri.

   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  su questo tema io concordo sul principio, nel senso  che
  stiamo  lavorando per fare in modo di gestire anche  l'arretrato  e
  non solo la tassa a regime dal primo gennaio 2016.
   La   problematica  è  che  vanno  passati  una  serie  di  archivi
  dall'Agenzia delle entrate, con il coinvolgimento di SOGEI, che non
  hanno un'operatività facile.
   Il  rischio è quello di fare per legge questo passaggio, non avere
  i  tempi  - tenete conto che c'è un tempo per la prescrizione,  per
  cui  rischiamo  di  far andare prescritte una  serie  di  tasse  di
  circolazione non pagate e, di conseguenza, di avere minor gettito.
   Sul  principio, però, concordiamo pienamente e ci stiamo lavorando
  in  accordo  con l'Agenzia delle entrate e con l'ACI che  dovrebbe,
  avendo  la gestione del pubblico registro automobilistico, aiutarci
  nella gestione.
   Per  cui, concordo sul principio ma rischiamo di fare un danno più
  che  un'agevolazione, di non poter lavorare e di mandare prescritte
  una serie di imposte, sostanzialmente.
   Per cui il parere del Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione  l'emendamento  1.1.  Chi  è
  favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.
   Ne do lettura.

                                «Art. 2

              Norme in materia di tasse automobilistiche

   Il  presupposto  d'imposta,  la misura  della  tassa,  i  soggetti
  passivi  e le modalità applicative restano disciplinate dal decreto
  del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39 e successive
  modifiche ed integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3.
   Ne do lettura.

                                «Art. 3

                         Attribuzione funzioni

   1.  A  decorrere  dalla data di cui all'articolo  1,  le  funzioni
  relative  alla  riscossione,  all'accertamento,  al  recupero,   ai
  rimborsi,   all'applicazione   delle   sanzioni,   al   contenzioso
  amministrativo  sono  attribuite  alla  Regione  che  le  esercita,
  secondo le modalità previste dal decreto del Ministro delle finanze
  25  novembre  1998,  n.  418  (Regolamento  recante  norme  per  il
  trasferimento  alle regioni a statuto ordinario delle  funzioni  in
  materia   di   riscossione,  accertamento,  recupero,  rimborsi   e
  contenzioso  relative  alle tasse automobilistiche  non  erariali),
  tramite  apposita  convenzione da stipularsi  con  l'Agenzia  delle
  entrate  o con l'Agente della riscossione della Regione ovvero  con
  altro  ente  pubblico  non  economico  operante  e  con  esperienza
  pluriennale nel settore».

   All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 dall'onorevole
  Cancelleri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, qui la problematica è sulla fase di accertamento.
   Mentre   sulla   riscossione   abbiamo   aperto   la   più   ampia
  multicanalità,  coinvolgendo  tutti  gli  enti  che   è   possibile
  coinvolgere,  la  fase di accertamento è una  fase  più  critica  e
  nobile del tributo, per cui limitiamo la gestione all'Agenzia delle
  entrate  o,  comunque, all'ente che storicamente per competenza  in
  tutte le regioni fa questo lavoro, che è l'ACI. Questo era il senso
  dell'articolo 3.
   Per cui il parere del Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore.  Contrario
  a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 3.2 è precluso.
   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4.
   Ne do lettura.

                                «Art. 4
                         Soggetti intermediari

   1.  Sono  soggetti  intermediari  della  riscossione  della  tassa
  automobilistica, oltre a quelli previsti dal comma 1  dell'articolo
  40 e dal comma 42 dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n.
  448,  e dal comma 11 dell'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997,
  n.  449, la società Poste Italiane, gli istituti di credito  e  gli
  istituti  di  pagamento  autorizzati dalla Banca  d'Italia,  previa
  apposita  convenzione  da  stipularsi con  l'Assessorato  regionale
  dell'economia».

   Si  passa all'emendamento 4.1 degli onorevoli Clemente, Vinciullo,
  Cordaro.

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.2 dell'onorevole Cancelleri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  questo è assolutamente già nelle cose, anzi  rischia  di
  essere  limitativo,  nel senso che gli strumenti  previsti  per  il
  pagamento vanno molto oltre attraverso il cellulare, altro tipo  di
  pagamento.
   E' in Sicilia che non è così, in tutte le altre parti è già così.
   L'unica cosa è che rischia di essere limitativo. E' aperto a tutti
  i  possibili  mezzi  di pagamento ma non limitiamo  alla  carta  di
  credito, deve essere adeguato ad altre forme di pagamento.

   PRESIDENTE. Quindi lo mantiene sulla base di questo o lo ritira?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5.
   Ne do lettura:

                                Art. 5.
           Costituzione dell'archivio regionale delle tasse
                           automobilistiche

   1. La Regione costituisce, gestisce e aggiorna un proprio archivio
  regionale delle tasse automobilistiche, acquisendo i dati trasmessi
  in  via  telematica  dal  pubblico registro automobilistico,  dalla
  motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, dal Ministero
  dell'economia  e delle finanze, dalle regioni nonché  dai  soggetti
  abilitati  alla riscossione e dagli altri soggetti aventi requisiti
  che  consentono  il  collegamento  con  gli  archivi  in  forza  di
  disposizioni di legge o regolamento, statale o regionale

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, proprio
  prendendo  lo  spunto dall'articolo 5 che è un articolo  importante
  perché dice che viene costituito un archivio regionale delle  tasse
  automobilistiche  io  pongo  qui  un  problema  che  dovrà   essere
  affrontato  e  lo  pongo al Governo, al Presidente  della  Regione,
  all'assessore,  al Presidente della Regione che ha  incontrato  una
  delegazione  di  proprietari di auto e  moto  d'epoca,  l'assessore
  regionale  Baccei in questo Palazzo si è tenuto un  convegno  molto
  significativo e importante con un ampia delegazione proveniente  da
  tutte  le  province siciliane a cui hanno partecipato colleghi  dei
  vari  gruppi  parlamentari tutti quanti sostenendo la giustezza  di
  una  richiesta  che  quest'Aula  già  conosce  e  che  riguarda  in
  particolare appunto i titolari di queste auto e di queste moto  che
  si sono visti retrocedere, diciamo, da un'attenzione che il Governo
  nazionale  aveva nei loro confronti trattandosi appunto di  auto  e
  moto  d'epoca  loro  avevano una esenzione che consentiva  loro  di
  mantenere,  in  Sicilia è abbastanza significativo,  un  patrimonio
  storico culturale di circa dieci mila pezzi che hanno valenza.
   Allora  io credo che all'interno di questo archivio regionale  che
  si va a costituire un riferimento specifico debba essere fatto alle
  auto e moto d'epoca. Avevo preparato un emendamento aggiuntivo  che
  prevedeva  appunto  la formazione di un elenco  con  certificazione
  naturalmente  dei  registri specialistici che riconoscono  validità
  storica  a  questi  mezzi con una cadenza  di  almeno  vent'anni  a
  decorrere dalla loro immatricolazione.
   Voglio riproporre questo tema all'attenzione dell'Aula sapendo  di
  trovare orecchie attente da parte del Presidente Crocetta, da parte
  dell'assessore e da parte dei Gruppi parlamentari.
   Non  so  se  in  questa fase noi riusciamo a dare una  risposta  a
  questi  siciliani  che  aspettano da mesi un qualche  riscontro  da
  parte  della  Regione, ma credo che debba rimanere  uno  dei  primi
  punti dell'agenda finanziaria del Governo.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Onorevoli  deputati,  abbiamo
  affrontato  questo  tema  in Commissione  Bilancio,  abbiamo  fatto
  un'audizione ed è sicuramente un tema degno di interesse, così come
  altri  emendamenti che prevedevano delle esenzioni che  sono  state
  presentate  in  Commissione Bilancio e che  abbiamo  dichiarato  in
  questa fase inammissibili da un punto di vista perché non c'era una
  quantificazione  e  una relazione tecnica perché  richiedevano  una
  copertura finanziaria, per cui l'impostazione che abbiamo dato  era
  quello  di lasciare questa legge come una legge quadro che spostava
  una  competenza e di affrontare tutti i temi di possibili esenzioni
  in   finanziaria  cercando  ovviamente  di  quantificarli  con  una
  relazione  tecnica  e  poi  decidere  insieme  su  quali  esenzioni
  volevamo  procedere e su quali no. Sicuramente  questo  delle  auto
  storiche  è  uno  di  quelli più sentiti però  secondo  me  bisogna
  mettere un po' tutto insieme e poi prendere una decisione.
   Ovviamente  noi  stiamo regionalizzando questa tassa  perché  come
  avete  visto dalla relazione tecnica abbiamo individuato una  forte
  evasione;  ora  l'ACI la stima in circa 200 milioni. Non  metteremo
  mai  questa  cifra in finanziaria perché non siamo  ragionevolmente
  certi  di portarla a casa almeno nel primo anno, ma sicuramente  ci
  aiuterà a chiudere la finanziaria del 2016.
   Le  esenzioni  dovranno poi trovare in qualche modo una  forma  di
  compensazione nei maggiori introiti.
   Per cui, alla fine dovrà essere una operazione con saldo positivo.
  Quindi che porta risorse al bilancio e non che le fa uscire più  di
  quelle  che  riscuotiamo  ora. Per cui  in  questo  ambito,  questa
  iniziativa  sicuramente  valida e molto  sentita  dagli  onorevoli,
  delle  auto  storiche così come altre che sono state presentate  in
  Commissione  Bilancio, vanno analizzato in un  quadro  complessivo.
  Per cui rimanderei tutto alla legge di stabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Cirone, eventualmente può trasformare il suo
  emendamento in ordine del giorno che impegna il Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, soltanto per fare una  precisazione.
  Chiaramente  io  avevo presentato un emendamento al  testo  con  il
  quale  si voleva impegnare il Governo regionale a disporre l'1  per
  cento  degli eventuali introiti, se e quanto gli stessi entrassero,
  a  coprire l'esenzione delle macchine d'epoca e delle auto, veicoli
  e  motoveicoli d'epoca, iscritti regolarmente all'ACI o comunque  a
  dei  registri  specificatamente deputati, ma anche  a  quelle  auto
  superiori ai 30 anni.
   Noi  oggi  prendiamo atto che c'è stato un parere  negativo  della
  Commissione  per  mancanza di copertura finanziaria.  Ancorché  noi
  avevamo  detto  che la nostra norma venisse ancorata  all'eventuale
  introito,  all'eventuale nuovo gettito della Regione siciliana.  In
  caso  in cui questo gettito non ci fosse stato, è chiaro che quella
  norma ne rimaneva inapplicabile.
   Dopo  di  che però, oggi, stiamo presentando un ordine del  giorno
  con  il  quale  vogliamo impegnare il Governo  che  nella  prossima
  manovra correttiva , quindi di assestamento di bilancio, o sarà  il
  Governo  a  decidere che ci sia del nuovo gettito l'1,5  per  cento
  serva  per pagare sia le macchine d'epoca ma anche l'esenzione  per
  le associazioni iscritte al Dipartimento regionale della Protezione
  civile.
   Significa che su 30 milioni di euro, 400 mila euro li destiniamo a
  due  settori  assolutamente importanti che chiedono e reclamano  un
  occhio di attenzione da parte di questa Regione siciliana.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6.
   Ne do lettura:

                               «Art. 6.

   Disposizioni transitorie e finali

         1. In sede di prima applicazione e, comunque, dall'1 gennaio
  2016 sino al 31 dicembre 2017, le attività e le funzioni di cui  al
  decreto del Ministro delle finanze 25 novembre 1998, n. 418 possono
  continuare ad essere svolte dall'amministrazione finanziaria  dello
  Stato, in regime di convenzione.

   2. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applica la
  normativa statale vigente in materia».

   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                «Art. 7

                      Quantificazione degli oneri

   1.   Agli  oneri  finanziari  derivanti  dall'applicazione   della
  presente  legge  per  l'esercizio  delle  funzioni  in  regime   di
  convenzione,  quantificati in 9.000 migliaia di  euro  per  ciascun
  anno,  si fa fronte, negli esercizi finanziari 2016 e 2017, con  le
  disponibilità  dell'UPB  4.3.1.1.6 del bilancio  pluriennale  della
  Regione».

   All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.1 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Come  aveva  fatto  cenno  l'onorevole  Falcone,  ci  sono  alcuni
  emendamenti  che la Commissione Bilancio ha valutato  negativamente
  per questioni di natura finanziaria.
   Mentre abbiamo l'emendamento A2R della Commissione che prevede che
  la  tassa automobilistica è frazionabile in relazione al periodo di
  possesso annuo, con regolamento esecutivo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A2R.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A6 dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento A5.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, parto dal presupposto - lo preannuncio
  - che voterò favorevolmente l'emendamento A5.
   Caro  presidente  Crocetta - lo dico con molta  schiettezza  e  mi
  rivolgo  anche  al  Presidente  dell'Assemblea,  ai  miei  colleghi
  deputati,  a  tutti  gli  Assessori  presenti  in  Aula  -   questo
  emendamento  A5, inserito all'interno del disegno di  legge  numero
  1025/A che tratta di tasse automobilistiche regionali, parla e cita
  chiaramente  che  è  una  norma di misura e  razionalizzazione  del
  contenimento della spesa nel settore agricolo-forestale e  mi  pare
  non  pertinente  al  disegno di legge numero  1025/A  che,  invece,
  attiene a tasse automobilistiche.
   Perché  faccio  questa riflessione? La faccio perché  mi  vergogno
  quando in un Parlamento c'è un occhio che guarda da una parte ed un
  occhio che guarda dall'altra. L'ho detto prima e lo ribadisco.
   C'erano  due emendamenti, uno presentato dal Governo,  per  quanto
  riguarda  le SRR, all'interno del testo dell'acqua, e  mi  è  stato
  detto  che  siccome si parlava di rifiuti ed il  disegno  di  legge
  trattava  di acqua non era possibile inserire questo emendamento  o
  votarlo;  mi pare non sia tanto lontano dal ragionamento sull'acqua
  che stavamo facendo.
   La  verità  è  un'altra: quando si parla di pochi lavoratori  che,
  probabilmente,   non   fanno   sistema,   pochi   lavoratori   che,
  probabilmente, non sono adeguatamente sostenuti, di  lavoratori  di
  serie   B  - perché di questo si tratta - possiamo farne a  meno  e
  siamo fuori dalla legge e non lo possiamo votare.
   Assessore,  mi  aspettavo - lo dico con molta  schiettezza  -  una
  difesa   a   spada  tratta  di  quell'emendamento  che  lei   aveva
  predisposto.  Un  emendamento  che  metteva  in  salvaguardia,   in
  particolare,  i  lavoratori dei rifiuti  dell'ATO  Alto  Belice  di
  Monreale, unico ATO siciliano fallito e i cui lavoratori, oggi,  da
  otto mesi, sono a casa e non percepiscono stipendio.
   Questo  emendamento permetteva un'accelerazione  della  nascita  e
  della riorganizzazione dell'aspetto normativo per far ripartire  la
  SRR, anche quella di Monreale.
   Lo dico con molta schiettezza: non è possibile che, in quest'Aula,
  un  emendamento,  quasi vicino alla norma, dieci minuti  prima  sia
  stato inserito e, invece, poi, è stato stralciato asserendo che non
  era   compatibile  e,  poi,  sul  testo  che  riguarda   le   tasse
  automobilistiche inseriamo norme che riguardano la forestale.
   Sono a favore di questo emendamento ma dico, con molta franchezza,
  che  non  ci  sto  Non mi sta bene  I lavoratori sono tutti  quanti
  lavoratori di serie  A   Non esistono lavoratori di serie  A  e  di
  serie  B
   Abbiamo commesso una grave mancanza  - e mi rivolgo a tutta l'Aula
  -  nei confronti di lavoratori che soffrono e che da otto mesi  non
  prendono lo stipendio. Questa è una vergogna

   PRESIDENTE.  Onorevole  Alongi, siccome lei  chiama  in  causa  la
  Presidenza, mi è stato rappresentato che su questo emendamento  c'è
  una condivisione di carattere generale.
   Il suo richiamo al Regolamento è più che giusto.
   Se  non  ci  sono motivi ostativi, lo manteniamo;  se  ci  fossero
  motivi  ostativi  sarei il primo a rinviarlo in  altro  disegno  di
  legge, ma vedo che non ce ne sono.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A5.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo   pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   patrimonio faunistico allo stato di naturalità'

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




         Discussione del disegno di legge numero 455 stralcio
     «Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al disegno di legge  numero  455  stralcio
  «Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità».
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito    banco.   Proceduralmente,   onorevole    Trizzino,
  Assemblea,  Governo, potremmo fare un disegno  di  legge  a  parte,
  questo  sulla  gestione  del patrimonio faunistico  allo  stato  di
  naturalità.   Chiaramente,  il  relatore  è  il  presidente   della
  Commissione stessa. Lo facciamo come disegno di legge a parte, come
  disegno di legge autonomo.
   Allora, onorevole colleghi, abbiamo un emendamento aggiuntivo però
  lo  facciamo  come  disegno di legge stralcio  numero  455,  quello
  sull'acqua.  Il relatore è il Presidente della Commissione  stessa.
  La III Commissione, peraltro, ha reso parere.
   Ci sono alcuni subemendamenti presentati dal Governo.
   Si  passa  all'  emendamento A10, che così  recita:  «Al  comma  2
  sostituire  la  parola  autoctone' con la parola   alloctone'».  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'  emendamento A11, che così  recita:  «Al  comma  3
  sostituire le parole da  Ente gestore' a  predisporre con le  altre
  possono  essere  predisposte'». Lo pongo in  votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all' emendamento A12, che così recita: «Il controllo  di
  cui  al  comma  1  è  soggetto al parere  preventivo  dell'Istituto
  superiore  per  la  protezione e la ricerca  ambientale  ISPRA  nel
  rispetto  di  quanto  previsto  dall'articolo  19  della  legge  11
  febbraio  '92  n.  157».  Lo pongo in votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A13, che così recita: «nelle  aree  del
  territorio   della   Regione  diverse  dalle  aree   protette,   le
  disposizioni  di  cui  ai  commi  precedenti  sono  demandati  alle
  ripartizioni faunistiche, venatorie competenti per territorio».  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato, composto da 9
  commi.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-258/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
   455-125-102-106-158/A «Disciplina in materia di risorse idriche»

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame del disegno di legge 455-125-102-
  106-158/A «Disciplina in materia di risorse idriche».
      Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti ai  sensi
  dell'articolo  117 del Regolamento interno. Chiedo agli  assistenti
  di procedere alla distribuzione.
   Si  passa  all'emendamento 117.1. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.2. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.3. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.4. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati due ordine del giorno, il  490,
  a  firma  dell'onorevole Greco Giovanni e il  491,  a  firma  degli
  onorevoli Lombardo, Di Mauro e Greco Giovanni.
   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 490  «Applicazione  della
  normativa  statale  al personale turista dell'ATO  1  Palermo .  Il
  Governo lo può accettare come raccomandazione, può esprimere parere
  nel  caso in cui l'Aula insiste per la votazione e, di conseguenza,
  l'Aula vota. Si può accettare pure come raccomandazione, di norma.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Il Governo lo accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno 491,  a  firma  degli
  onorevoli Lombardo, Di Mauro e Greco Giovanni. Su questo ordine del
  giorno  dovrebbe  dichiararsi l'Assessore per le risorse  agricole.
  Assessore  Barresi c'è un ordine del giorno, magari dia un'occhiata
  di carattere generale.

   BARRESI,  assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Il Governo lo accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Non ci sono ordini del giorno collegati al disegno  di
  legge sul sistema idrico.

   plina in materia di risorse idriche' (nn.: 455-125-102-106-158/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    numeri 455-125-102-106-158/A «Disciplina in materia di risorse
                               idriche»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale numeri 455-125-102-106-
  158/A « Disciplina in materia di risorse idriche.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 57
   Maggioranza        29
   Favorevoli         49
   Contrari           0
   Astenuti           8

                         (L'Assemblea approva)

   455 stralcio 'Gestione del patrimonio faunistico allo stato di natu-
   ralità'
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge numero
                             455 stralcio
     «Gestione del patrimonio faunistico allo stato di naturalità»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge numero 455 stralcio «Gestione del  patrimonio
  faunistico allo stato di naturalità».
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 59
   Maggioranza        30
   Favorevoli         52
   Contrari            0
   Astenuti            7

                         (L'Assemblea approva)

   RAIA. C'era un ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Pensavo  fosse  stato superato  perché  l'ordine  del
  giorno  impegnava  il  Governo a fare la legge;  abbiamo  fatto  la
  legge. Guardi che lei ha avuto una risposta immediata da parte  del
  Governo  come  non era mai successo da quando ci sono  io.  Con  il
  consenso   dell'Aula,   abbiamo   presente   l'assessore   Barresi.
  Proceduralmente, dovevamo porre in votazione un ordine  del  giorno
  dell'onorevole Raia che prevedeva, comunque, impegnava il  Governo,
  a  presentare  un disegno di legge più organico, non che  fosse  il
  risultato  dell'emergenza. Se magari il  Governo  lo  accetta  come
  raccomandazione.

   BARRESI,  assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Il Governo lo accetta come raccomandazione.

   automobilistica regionale' (n. 1025/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                1025/A
                   «Tassa automobilistica regionale»

   PRESIDENTE.   Si  riprende  l'esame del disegno  di  legge  numero
  1025/A  «Tassa  automobilistica regionale». Onorevole  Cirone,  lei
  aveva  preannunciato la presentazione di un ordine del  giorno  che
  non trovo agli atti.
   Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 492,  a
  firma degli onorevoli Falcone, Cirone ed altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia.  Accettiamo che ci  impegneremo
  in  legge di stabilità a valutare l'esenzione. Io non metterei  una
  percentuale  che potrebbe essere di più o di meno, le valutiamo  in
  base  ai  maggiori introiti, perché ce ne sono anche altre. Vediamo
  quanto possano valere e decidiamo insieme.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero 489, a firma degli onorevoli Venturino ed altri
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato un altro  ordine  del
  giorno,  a firma degli onorevoli Di Giacinto ed altri, che riguarda
  l'applicazione di una circolare.  Il parere del Governo?

   PURPURA,  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Attiverò  gli uffici perché provvedano per tempo ad espletarlo.  Lo
  accetto come raccomandazione.

   'Tassa automobilistica regionale' (n. 1025/A)

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                             numero 1025/A
                   «Tassa automobilistica regionale»

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di   legge  numero  1025/A  «Tassa   automobilistica
  regionale».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          51
   Contrari              0
   Astenuti              3

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




                Comunicazione del calendario dei lavori

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dichiaro  conclusa  la  corrente
  sessione  estiva dei lavori parlamentari. Avverto che  l'Aula  sarà
  convocata  mercoledì  2  settembre  2015,  alle  ore  16.00,   come
  stabilito  dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  del  21  luglio  2015,  per lo svolgimento dell'attività  ispettiva
  della  rubrica   Territorio e ambiente ,  con  aggiornamento  all'8
  settembre  successivo  per lo svolgimento  dell'attività  ispettiva
  della rubrica  Istruzione e formazione professionale .
    L'attività  legislativa  riprenderà a  decorrere  da  martedì  15
  settembre 2015.
    Le  Commissioni parlamentari sono comunque autorizzate a riunirsi
  in  caso di necessità ed urgenza durante la sospensione dei lavori,
  per riprendere l'attività ordinaria a partire dal 2 settembre 2015.
    Comunico,   altresì,  che  il  termine  per  il   rinnovo   delle
  Commissioni  parlamentari, già stabilito per il 30 luglio  2015,  è
  differito  al 30 settembre 2015 a causa del protrarsi dell'attività
  legislativa  nell'odierna sessione. Invito, pertanto, i  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari a fornire con sollecitudine  le  relative
  designazioni.
    La  seduta è pertanto rinviata a mercoledì 2 settembre 2015, alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone




   I  - Comunicazioni

   II  -  Svolgimento  di  interrogazioni e  di  interpellanze  della
  Rubrica:  Territorio e ambiente . (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 21.56.

      (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 13.10 dell11
                             agosto 2015)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio