Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.15
LANTIERI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 267 del 10 agosto 2015 e n. 268 del 2 settembre 2015 che,
non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Arancio, Vullo e Dina, per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Lercara Friddi e Vicari. (n. 999)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Istituzione delle Sale del commiato e delle case funebri.
Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18. (n. 1011)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
PARERE VI.
- Norme in materia di polizia locale e sicurezza urbana. (n. 1013)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Incarichi di esperto del sindaco. (n. 1018)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Introduzione mozione di sfiducia al presidente della
circoscrizione di decentramento. (n. 1019)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Trasparenza dei processi deliberativi all'interno degli enti
locali. (n. 1021)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme in materia di agricoltura sociale. (n. 1012)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
PARERE V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Regolamentazione delle misure dei cortili e delle distanze di
aperture finestrate nei centri storici del piccoli comuni
siciliani. (n. 998)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo. (n. 1007)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
PARERE III.
- Utilizzazione agronomica delle acque reflue provenienti dai
caseifici. (n. 1014)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
- Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali nel settore
di gestione integrata dei rifiuti. Modifiche alla legge regionale 8
Aprile 2010, n. 9. (n. 1017)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di
previdenza sociale e di lavoro in Sicilia e recepimento della
normativa nazionale di cui al decreto legislativo 23 aprile 2004 n.
124. (n. 1004)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disciplina dei cimiteri per gli animali di affezione. (n. 1020)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 agosto 2015.
PARERE I.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2765 - Chiarimenti sulle iniziative messe in atto dal Governo
regionale per prevenire e contrastare il rischio idrogeologico e
gli incendi boschivi in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Vinciullo Vincenzo
N. 2766 - Chiarimenti sullo stato del finanziamento assegnato
all'I.C. Elio Vittorini di Solarino, a valere sull'avviso pubblico
per sostenere il successo scolastico degli studenti stranieri
valorizzando l'interculturalità nelle scuole.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
N. 2767 - Chiarimenti sul provvedimento dell'Assessorato regionale
delle autonomie locali e della funzione pubblica dell'avvio del
procedimento di revoca dell'avviso di selezione per l'assunzione di
267 operatori tecnici del ruolo tecnico dei beni culturali e
ambientali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2763 - Chiarimenti riguardo alla mancata assistenza da parte
dell'ASP di Mazara del Vallo ad un persona affetta da SLA.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
N. 2764 - Chiarimenti riguardo le azioni effettuate per eliminare
l'attuale limitazione d'invaso della diga Trinità sul fiume Delia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Michele Russo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è doveroso ricordare la figura di
Michele Russo, ex deputato di questo Parlamento scomparso nei
giorni scorsi all'età di 91 anni. Nato a Palermo l'8 gennaio 1924,
Russo fu componente di questa Assemblea - eletto nel collegio di
Enna - tra le fila del Blocco del popolo, prima, e del Partito
socialista italiano e del Partito socialista italiano di unità
proletaria, dopo, per 5 legislatura, dal 1951 al 1971.
Russo, professore di storia e filosofia, cominciò la sua attività
politica quale componente del Comitato di liberazione nazionale di
Caltanissetta e fu poi segretario della Federterra in Sicilia,
segretario regionale della Cgil e consigliere comunale di Enna.
Mentre era giovane insegnate al liceo classico di Piazza Armerina
fu protagonista delle lotte contadine del dopoguerra e guidò con
Michele Sala l'occupazione di feudi e di terre incolte.
Prima di iniziare i nostri lavori, interpretando i sentimenti di
tutta l'Assemblea, vi invito a osservare un minuto di silenzio in
segno di cordoglio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
rubrica: Territorio e Ambiente
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della Rubrica
Territorio e Ambiente
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno: seguito
dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Territorio e ambiente .
Si procede con lo svolgimento dell'interpellanza n. 16
Chiarimenti sulla scadenza dei vincoli preordinati all'esproprio
per decorrenza quinquennale sulla perequazione urbanistica
nell'ordinamento regionale , a firma degli onorevoli Palmeri,
Cancelleri, Cappello ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Croce per fornire la risposta.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
all'interpellanza in oggetto, presentata il 20 febbraio 2013, per
la trattazione della quale, con nota presidenziale prot. n. 17311
del 4 aprile 2013 era stato delegato l'Assessore regionale per il
Territorio e Ambiente pro-tempore, si comunica che il medesimo
Assessore con nota prot. n. 4169/gab del 25/09/2013 al cui
contenuto si rimanda, indirizzata al primo firmatario dell'atto
ispettivo, ha già anticipato la risposta.
Si rappresenta, inoltre, che il problema esposto con il presente
atto ispettivo attiene alla mancanza di risorse da parte dei Comuni
che non riescono a fare fronte alle previsioni di esproprio
previste con i Piani Regolatori Generali.
Fermo restando quanto disposto dalla normativa nazionale in
materia, che ad oggi non risulta sia stata aggiornata per tali
fattispecie, per sopperire alla mancanza di risorse dei Comuni la
questione va demandata all'Assemblea regionale siciliana, in quanto
andrebbe istituito un apposito capitolo di bilancio.
PRESIDENTE. Gli onorevoli interpellanti si dichiarano
insoddisfatti.
Si passa all'interpellanza n. 118 Iniziative per porre rimedio ai
fenomeni di abuso edilizio nel comune di Taormina (ME) , a firma
degli onorevoli Ciaccio, Cancelleri, Mangiacavallo, Cappello ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
all'interpellanza in argomento, presentata il 21 ottobre 2013, per
la quale con nota presidenziale prot. n. 35412 del 24 luglio 2014
era stato delegato l'assessore regionale del territorio ed ambiente
pro-tempore, nel rappresentare che lo stesso aveva già anticipato
la risposta con nota prot. n. 2477/Gab del 10/06/2014.
Tuttavia, considerato il tempo intercorso tra la formulazione
della risposta anzidetta e l'inserimento all'ordine del giorno dei
lavori d'Aula per la trattazione, ad integrazione della risposta
già fornita, si comunica quanto segue.
A seguito delle ripetute segnalazioni relative a presunti abusi
edilizi nel Comune di Taormina, non ultimo quanto segnalato con
l'atto parlamentare in questione, è stata avviata una attività
ispettiva con l'invio di un commissario nominato con D.A. n. 69/Gab
del 07/04/2014 a firma dell'assessore regionale pro-tempore.
Relativamente all'attività espletata, l'Ufficio Tecnico del Comune
di Taormina ha comunicato che i procedimenti di sanatoria sono 94,
di cui 52 hanno chiuso i procedimenti con concessione edilizia in
sanatoria, 29 hanno chiesto di avvalersi dell'art. 13 della L.
47/85, 5 pratiche sono pendenti con il TAR, per le restanti 8 sono
in corso le verifiche mediante accertamenti.
Relativamente alla presenza di abusi insanabili che
l'Amministrazione comunale intendesse utilizzare, l'Ufficio
comunale specificava che, verificata la tipologia degli abusi, il
Comune non intende avvalersi dell'eventuale concessione di diritto
di abitazione ai sensi dell'art. 4 della L.R. 17/94.
In definitiva, per quanto sopra rappresentato, l'attività di
controllo sui fenomeni di abuso edilizio nel Comune di Taormina e
l'evoluzione dei singoli provvedimenti, continua ad essere
all'attenzione del competente Dipartimento regionale
dell'Urbanistica.
PRESIDENTE. Gli onorevoli interpellanti si ritengono
insoddisfatti.
Le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale, per
assenza del firmatario, onorevole Vinciullo, sono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2164 Interventi utili al recupero e alla valorizzazione del
lago Biviere di Lentini(SR) ;
N. 2448 Interventi di manutenzione e pulizia dei corsi fluviali
nel siracusano ;
N. 2500 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Buscemi (SR)
dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014 di
richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2501 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Carlentini (SR)
dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014 di
richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2503 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Ferla (SR)
dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014 di
richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2505 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Francofonte
(SR) dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014
di richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2507 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Pachino (SR)
dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014 di
richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2510 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Priolo Gargallo
(SR) dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014
di richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2511 Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Rosolini (SR)
dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014 di
richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni provocati
dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;
N. 2723 Chiarimenti sulla mancata indizione dell'appalto per la
promozione e la fruizione del sito di Pantalica (SR);
N. 2724 Chiarimenti sulle azioni che la Regione intende adottare
a tutela del piano particolareggiato di Ortigia, nel comune di
Siracusa .
Si passa all'interpellanza N. 300 Rideterminazione del riparto
delle unità destinate all'antincendio nel catanese per il
riequilibrio numerico delle unità lavorative , a firma degli
onorevoli Cappello, Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Con l'atto
ispettivo in argomento, per la cui trattazione lo scrivente
assessore regionale per il territorio e l'ambiente è stato delegato
con nota presidenziale n. 34346 del 14/07/2015, viene chiesto un
intervento per rideterminare il riparto delle unità destinate
all'antincendio nella provincia di Catania, potenziando le unità
per il territorio del Calatino sud Simeto, garantendo altresì al
distaccamento dei Vigili del Fuoco, l'ausilio di un'ulteriore
squadra antincendio per garantire un intervento urgente su tutti i
Comuni del Calatino.
Per meglio affrontare la problematica rappresentata dagli
onorevoli interpellanti, si rappresenta quanto segue.
La legge regionale 16/96, nell'ambito delle prestazioni lavorative
del settore forestale e degli addetti alla difesa dei boschi e
degli incendi, ha ripartito, per ogni contingente distrettuale, il
numero di lavoratori forestali appartenenti alle fasce di garanzia
occupazionali garantiti, cosiddetti centocinquantunisti e i
centunisti , in funzione delle mansioni in n. 576 addetti alle
squadre di pronto intervento, n. 140 addetti alla guida di
autobotti, n. 150 addetti alle torrette di avvistamento incendi,
per un totale di 866 lavoratori.
I predetti lavoratori sono stati distribuiti nel territorio
provinciale sulla base della valenza della copertura vegetale, zona
parco riserve, zone ZIC e Zeta PS, del piano regionale antincendio
e, di conseguenza, sulla base del piano operativo provinciale
antincendio boschivo redatto annualmente dall'Ispettorato.
Nel tempo, ai sensi della legge regionale 14/2006, e per gli
effetti dell'elenco speciale dei lavoratori il contingente dei
lavoratori garantiti nell'attività antincendio per 151 e 101
giornate lavorative é lievitato fino a 917 unità.
E' fondamentale precisare che fino all'anno 2012, al fine di porre
in essere i massimi livelli di sicurezza del territorio, è stato
previsto un modello che garantisse l'impiego del minor tempo di
intervento sul fronte fuoco, pertanto le squadre di pronto
intervento sono state dislocate, quanto più possibile, in
corrispondenza delle aree maggiormente sensibili, ai principi di
incendi.
Già nel corso dell'anno 2012 la dislocazione territoriale dei
lavoratori, per gli effetti della spending review, per economizzare
nella voce di spesa afferente il rimborso chilometrico, è stata
rivisitata posizionando le squadre di pronto intervento in località
prossime al centro di raccolta ed a quote inferiori ai 1000 metri,
in modo da diminuire le spese di chilometraggio e di altimetria.
Nell'anno 2014, a fronte di richieste di avviamento per 917 unità,
sono state effettivamente impiegate 894 unità.
La recente Legge Regionale 7 maggio 2015 n. 9 ha imposto alcuni
fondamentali e radicali cambiamenti nella gestione dell'attività
antincendio:
a) il mantenimento dell'unica graduatoria a livello provinciale;
b) la riduzione del contingente dei lavoratori addetti al servizio
di prevenzione incendi nella misura pari ad almeno il 20% di quello
impiegato nel 2014;
c) i lavoratori forestali vengono, di norma, utilizzati nell'ambito
di 20 chilometri tra andata e ritorno.
Al fine di adempiere a quanto dettato dalla citata normativa è
stato necessario impiantare la struttura antincendio sulla base
delle nuove risorse umane ridotte del 20 per cento rispetto al
personale impiegato nel corso dell'anno 2014 ovvero:
rispetto alle 894 unità del 2014, si arriva a 716 unità, come
contingente del 2015.
E' stato necessario stabilire criteri utili alla riduzione del 20
per cento del personale, a livello provinciale, sulla base di due
effettive possibilità:
1) modello matematico lineare, ovvero riduzione del 20 per cento
delle vedette, autisti, addetti alle squadre, per distaccamento e
per distretto. Tale modello avrebbe ridotto la copertura
dell'avvistamento incendi per effetto della riduzione del 20 per
cento delle vedette; ridotto il numero delle squadre antincendio
per effetto della riduzione degli autisti; ridotti i tempi di
intervento sul fronte fuoco; aumentate le spese di chilometraggio.
2) modello che tenesse conto della garanzia di giusti livelli
operativi a salvaguardia del patrimonio forestale regionale
(Parchi, riserve, zone SIC e ZPS).
Va da sé che l'unico modello applicabile era quello dettato dalla
legge, ovvero in grado di mantenere alto il livello di salvaguardia
del patrimonio forestale, confermando le postazioni antincendio già
indicate nel piano provinciale.
Pertanto, si è operato sulla base dei seguenti criteri a tutela
del territorio:
-evitare, quanto più possibile, la riduzione delle vedette ed
autisti;
-mantenere inalterata la distribuzione delle postazioni antincendio
di cui alla campagna antincendio 2014, nella quale è stata
retribuita una indennità chilometrica media pari a 14 chilometri a
lavoratore;
-ridurre i turni delle squadre da H24 ad H12:
-ridurre i componenti delle squadre antincendio da 8+1 a 6+1.
Per quanto riguarda l'area del Calatino, area nella quale non vi
sono Parchi e Riserve, ai quali dare priorità d'intervento, di
rappresenta che, in passato, vi è stato uno storico soprannumero di
personale fino al punto, che in occasioni di intervento di
spegnimento incendi, diversi addetti alle squadre di pronto
intervento sono rimaste inoperanti per mancanza di automezzi.
Nell'area del Calatino, la riduzione del personale ha superato il
livello del 20 per cento.
Più precisamente, nel distaccamento di Caltagirone, la riduzione
del personale, rispetto alla campagna antincendio 2014, è stata del
22,97 per cento, mentre presso il distaccamento forestale di
Vizzini è stata del 25,66 per cento, per un totale di unità ridotte
complessivamente pari a 77,
Operare una scelta diversa, come viene chiesto con l'atto
ispettivo, avrebbe scoperto intere zone del Parco dell'Etna, del
Parco dei Nebrodi, dell'Oasi della Timpa di Acireale, dell'Oasi del
Simeto.
Infine, in merito a quanto chiesto dagli onorevoli interpellanti,
relativamente alla istituzione di una ulteriore squadra antincendio
a supporto del distaccamento dei vigili del fuoco, non si può
pensare di colmare la carenza del personale dei Vigili del Fuoco
con i lavorati forestali che, per effetto della L.R, 9/2015,
soffrono di una significativa carenza.
PRESIDENTE. Gli interpellanti si ritengono soddisfatti.
Si passa all'interpellanza n. 302, notizie in merito alla
delocalizzazione di un elisuperfice sita presso il comune di Capo
D'Orlando , a firma degli onorevoli Zafarana, Cancelleri ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Con l'atto
ispettivo in argomento, presentato il 30 giugno 2015, rivolto allo
scrivente assessore regionale del territorio e dell'ambiente e
all'assessore regionale delle infrastrutture e della mobilità, gli
onorevoli interpellanti chiedono notizie in merito all'iter per la
realizzazione di un'elisuperficie nel comune di Capo d'Orlando.
Relativamente alla problematica esposta con l'atto ispettivo de
quo si rappresenta quanto segue.
Il P.O.FESR Sicilia 2007/2013 (Asse 1, reti e collegamenti per la
mobilità; Obiettivo 1.2: accrescere la dotazione della funzionalità
dei nodi infrastrutturale in grado di favorire l'intermodalità e
l'ottimale trasporto delle merci e delle persone, con particolare
attenzione alla specificità insulare del territorio; Obiettivo
operativo 1.2.3: potenziare le strutture land side degli aeroporti
esistenti e realizzare interventi finalizzati all'innovazione
tecnologica nel settore del trasporto aereo; Linea di intervento
1.2.3.3: realizzazione di infrastrutture eliportuali inserite in un
programma di rete) prevedeva la realizzazione di elisuperfici nel
territorio regionale ai fini di un soccorso sanitario e protezione
civile.
Per la definizione del programma di rete delle infrastrutture
eliportuali e per la verifica della sua coerenza come programma
operativo 2007/2013, sono stati svolti i seguenti passaggi tecnico-
amministrativi.
Sono stati attivati i tavoli tecnici in dati 10 marzo 2009, 21
aprile 2009 e 12 maggio 2009.
E' stato trasmesso al numero di valutazione degli investimenti
pubblici il quale, con nota del 20 novembre 2009, n. 20775, ha
preso atto dei risultati conseguiti ed invitato il DRPC Sicilia ad
espletare i consequenziali adempimenti procedurali.
Unitamente al rapporto preliminare di assoggettabilità per la
valutazione ambientale strategica è stata trasmessa al Servizio 5
Via- Vas - del Dipartimento territorio e ambiente con nota del 21
dicembre 2009 n. 63082, ai sensi del DM. 152 del 2006.
E' stato sottoposto al tavolo del partenariato per la prevista
condivisione in data 26 luglio 2010.
E' stato approvato con delibera di Giunta di Governo n. 4 del 1
aprile 2011, nonché con decreto del Direttore generale del
Dipartimento regionale della Protezione Civile del febbraio 2011.
Il medesimo programma conteneva inoltre interventi da attivare:
A titolarità posti in priorità 1 e per tale priorità è stato
notificato il programma a tutte le Amministrazioni interessate e
sono state redatte le presentazioni esecutive degli interventi ad
opera dei vari servizi del DRPC.
A regia posta in priorità 2 tra le quali risulta ricompresso
l'intervento denominato Realizzazione di elisuperficie nel comune
di Capo d'Orlando . Si precisa che per tale priorità il bando per
la selezione dei beneficiari è stato trasmesso al Dipartimento
regionale della programmazione ai fini della condivisione dei
criteri di scelta degli interventi nonché all'acquisizione del
supporto tecnico necessario per avviare le opere in priorità 2 con
procedura sportello.
Con domanda di ammissione al contributo n. 16290 del 1 luglio
2011, il sindaco pro-tempore del Comune di Capo d'Orlando
chiedeva di essere ammesso a partecipare alla selezione del bando
e nel contempo dichiarava:
-di aver preso visione del bando di selezione e di accertarne il
contenuto;
- che il Comune di Capo d'Orlando è inserito al n. 27 dell'elenco
degli interventi a regia del bando in oggetto per l'importo di Euro
400.000,00 e il cui programma di rete infrastrutture eliportuale in
priorità 2 è stato ridotto al servizio di costruzione del
Dipartimento regionale della Protezione Civile ed approvato dalla
Giunta regionale del Governo con delibera n. 4 il 14 gennaio 2011;
-che la proposta progettuale in esame riguarda la realizzazione di
una struttura eliportuale;
-che per la conduzione tecnica amministrativa dell'opera è stato
nominato il responsabile del procedimento individuato dal
responsabile area tecnica manutenzione dei lavori pubblici, ing.
Michele Gatto;
-che il suddetto progetto è stato approvato in linea tecnica e
valicato dal RUP ai sensi della legge regionale 7/2002 e ss.mm.ii.
come progetto di livello esecutivo previa attestazione di prima
fattibilità dell'opera in relazione allo stato di fatto del terreno
di sedime.
-che l'elisuperficie da realizzare è conforme ai regolamenti di
genere di edilizie comunali ai sensi dell'art. 93, commi 5 e 7,
delle vigenti norme tecniche di attuazione del PRG e conforme alla
strumentazione urbanistica comunale relativa al piano di Protezione
Civile e redatto infine dal 27 ottobre '98, giusta delibera del
Consiglio Comunale n. 81, approvata dalla Prefettura di Messina ed
in ultimo adeguata e approvato con delibera commissariale n. 167
del 30 maggio 2006 che ivi individua un sito di atterraggio
elicotteri;
-che nessun'altra richiesta di finanziamento è stata avanzata da
questo Comune ad altro ramo dell'Amministrazione regionale di altro
ente;
-che con delibera di Consiglio Comunale n. 26 del 28 giugno 2011 è
stata localizzata l'area di intervento per la realizzazione del
progetto di che trattasi individuata in località Tavola Grande e
per la quale esiste la piena disponibilità;
-che la richiesta relativa ad un unico progetto di elisuperficie il
cui costo è stato preventivato entro un importo programmato di Euro
400.000,00, pari al contributo richiesto per la presente domanda;
-che giusta delibera di giunta municipale n. 175 del 29 giugno 2011
il Comune resta obbligato ad assumere, a carico del proprio
bilancio, qualsiasi maggiore onere necessario a qualsiasi titolo
all'eventuale completamento dell'opera nel caso di importo
superiore a quello suddetto oggetto dell'istanza.
-Che con il medesimo suddetto atto deliberativo n. 175 del 2011 è
stato dichiarato il vincolo di inalienabilità del bene oggetto del
finanziamento per i successivi dieci anni dalla realizzazione
dell'opera al fine di preservare la destinazione del bene per
finalità di pubblico interesse.
La documentazione allegata alla domanda contiene l'approvazione
del progetto in linea tecnica redatta il 29 giugno 2011 dal RUP
ing. Michele Gatto dell'Ufficio tecnico comunale il quale prendeva
atto che:
-con Determina sindacale dell'8 giugno 2011, è stato costituito
l'ufficio del R.U.P. e di progettazione per predisporre gli atti di
competenza del comune finalizzati alla partecipazione del suddetto
bando;
- che con delibera del consiglio comunale del 28 giugno 2011 è
stata localizzato l'area di intervento per la realizzazione del
progetto di che trattasi individuata in località Tavola Grande per
la quale esiste la piena disponibilità dell'ente.
-La suddetta superficie ricade in area classificata come aviopista
a servizio del piano comunale di protezione civile nella
disponibilità del comune, giusto documento di intesa sottoscritto
con l'Associazione Volo Club di Capo d'Orlando in data 23 aprile
1999, e successive modifiche ed integrazioni del 4 aprile 2006 e
del 24 giugno 2011;
-che in data 29 giugno 2011 è stato redatto il verbale di
autorizzazione del progetto esecutivo di che trattasi ai sensi
dell'articolo 57 del DPR 207 del 2010 e successive modifiche ed
integrazioni. Utile alla presentazione di istanza richiesta di
finanziamento di cui è citato bando regionale;
-che con delibera del consiglio comunale n. 11 del 14 aprile 2011 è
stato approvato il programma triennale delle opere pubbliche n.
20111/2013 con annesso elenco annuale 2011 all'interno del quale è
stato programmato l'intervento di che trattasi nella categoria
altre modalità di trasporto, priorità 1.
L'area oggetto dell'intervento non è gravata da alcun tipo di
vincolo ostativo alla realizzazione del progetto.
Nella seduta n. 5 del 6 luglio 2011 la commissione di valutazione
delle istanze, all'uopo istituita dal dirigente regionale generale
del dipartimento regionale della protezione civile, ha ammesso
l'intervento denominato realizzazione di elisuperfici nel comune
di Capo d'Orlando' declassando il progetto presentato da esecutivo
a definitivo in quanto carente dei pareri necessari e che a
conclusione dei lavori della suddetta commissione veniva approvato
con decreto del direttore generale del dipartimento della
protezione civile n. 430 dell'11 agosto 2011.
Con nota prot. 28309 del 7 novembre del 2011 è stato trasmesso al
Servizio di costruzione copia del progetto esecutivo entro i
termini previsti dal decreto del direttore generale n. 430 dell'11
agosto 2011 e successivamente con decreto del direttore generale n.
1053 dell'1 dicembre 2011. L'intervento denominato realizzazione
di una elisuperficie nel comune di Capo d'Orlando' è stato
finanziato dalla Regionale Siciliana, Dipartimento della protezione
civile.
A seguito di gara d'appalto esperita dal comune di Capo d'Orlando
i lavori sono stati affidati all'ATI, Keco Casa s.r.l. e Grise di
Rizzo Giampiero giusto contratto del 29 novembre 2012, repertorio
n. 2037 e i lavori per la realizzazione dell'opera sono stati
avviati in data 24 agosto 2012 come risultante dall'apposito
verbale di consegna. Infine, a seguito di proroga dei lavori
concessa dall'impresa esecutrice, è stato previsto il completamento
dei lavori entro il 31 marzo 2015 e allo stato attuale è stata
realizzata la piastra per l'atterraggio e il decollo, i locali
tecnici e parte degli impianti di illuminazione della pista.
Sotto il profilo finanziario sono stati spesi dal comune di Capo
d'Orlando euro 38.824,36 e risultano realizzati lavori per
ulteriori euro 115.127,16.
Alla luce della siffatta premessa, si considera ora quanto
riportato dall'interpellanza segnata in oggetto, più precisamente
che il comune con nota del 16 luglio 2013 prot. 16442 ha richiesto
il dipartimento regionale di protezione civile l'autorizzazione
alla delocalizzazione della stessa elisuperficie in località Pissi,
nelle adiacenze della nuova sede territoriale del nucleo di
protezione civile comunale. Con delibera n. 264 del 20 settembre
2013, la giunta municipale ha approvato la delocalizzazione
dell'area destinata all'intervento. Con successiva delibera n. 299
del 29 ottobre 2013, si è invece provveduto alla revoca della 264
del 2013, adducendo come motivazione l'impossibilità di pervenire
in tempi brevi all'esproprio delle aree individuate per la
delocalizzazione e la scadenza di alcuni vincoli del piano
regolatore generale.
Per consentire alla Signoria vostra di essere a conoscenza delle
motivazioni addotte per giustificare la revoca di cui sopra,
intervenuta dopo la richiesta di autorizzazione della
delocalizzazione se gli stessi ritengono i regolamenti
circostanziali si riferisce quanto segue:
agli atti del Dipartimento della Protezione civile risulta
acquisita la delibera di giunta municipale n. 299 del 29 ottobre
2013 dalla quale si evince che successivamente al citato atto
deliberativo di giunta municipale n. 264 del 2013 sono sopravvenuti
motivi ostativi alla rapida definizione dell'iter espropriativo
delle nuove aree, riconducibili principalmente alla scadenza dei
vincoli di PRG sulla nuova area individuata in località Pissi, tali
da imporre il completamento dell'appalto già in corso nella sua
sede attuale in località Tavola Grande e che non sia a conoscenza
di ulteriori motivazioni addotte a giustificazione della citata
revoca.
Per completezza si reputa opportuno iniziare che:
- l'atto deliberativo è supportato da adeguata e specifica
motivazione;
- alla richiesta di autorizzazione alla delocalizzazione avanzata
dal comune con nota prot. 16442 del 16 luglio 2013, il servizio
ricostruzione del dipartimento con nota del 22 agosto 2013
rispondeva che in riferimento alla nota di indirizzo, con la quale
si informa la sospensione dei lavori per l'intervento in oggetto, a
causa di violenti mareggiate che hanno compromesso la strada di
accesso al sito previsto per l'elisuperficie, si chiede
l'autorizzazione a delocalizzare l'elisuperficie presso il nucleo
di Protezione civile comunale in località Pissi.
Si fa presente che nessuna autorizzazione è dovuta da questo
servizio in quanto la scelta e la responsabilità di dovere
procedere alla delocalizzazione della struttura da realizzare dovrà
essere assunta dal RUP dell'intervento e dall'Amministrazione
comunale, che si assumeranno anche la responsabilità della
eventuale decertificazione della spesa oggi imputata al PO FESR
Sicilia 2007/2013. Resta confermato l'importo del finanziamento, al
netto delle somme già decurtate per il ribasso d'asta e dell'IVA
sul ribasso, pertanto nessuna maggiore spesa può essere richiesta
al Dipartimento della Protezione civile per la variante progettuale
in questione .
Invero, poiché l'ammissione a finanziamento dell'opera, avvenuta
con procedura a sportello, era strettamente subordinata
all'esistenza di un progetto esecutivo, qualora l'Amministrazione
avesse rinunciato a quel progetto avrebbe di fatto rinunciato alla
priorità acquisita, non potendosi in alcun modo configurare come
variante la realizzazione di un altro progetto in un sito
diverso.
Si riferisce, comunque, che questa Dirigenza ha richiesto una
dettagliata relazione al Servizio ricostruzione di Catania,
successivamente inoltrata alla Procura regionale della Corte dei
conti e alla Procura della Repubblica di Messina, unitamente ai
relativi allegati.
Al fine di riscontrare, infine, la seconda parte della richiesta
formulata nell'interpellanza n. 302 ovvero se codesta Autorità
intenda svolgere ulteriori indagini nel merito della questione
anche allo scopo di fare chiarezza in merito all'opportunità di
allocare diversamente anche il collettore fognario e il tratto di
rete ENEL insistenti nella stessa porzione di territorio, si fa
presente che il Servizio ricostruzione del Dipartimento ha già
svolto ulteriori accertamenti, effettuando un apposito sopralluogo
in data 20 marzo 2015, acquisendo la documentazione inerente allo
stato dell'intervento e nella trasmessa relazione di sopralluogo
evidenzia che il tratto danneggiato dalle mareggiate è successivo
all'accesso dell'elisuperficie che in atto è già in opera un
cantiere per il rifacimento della strada e dei sottoservizi, oltre
alla realizzazione di una scogliera di massi a protezione dei muri
di contenimento della strada .
Si rappresenta, infine, che allo stato attuale l'elisuperficie in
esame risulta quasi del tutto ultimata (mancante solo di parte
della recinzione, l'asfalto nel parcheggio ed il montaggio degli
apparecchi illuminanti) mentre le opere di difesa e la strada di
accesso all'elisuperficie, realizzate con altri fondi, risultano
essere in fase di completamento.
L'opportunità di allocare diversamente le opere di urbanizzazione
oggi esistenti, pertanto, non può prescindere dalla verifica nel
tempo della bontà o meno delle opere di difesa delle mareggiate già
realizzate e, comunque, rientrano nelle attribuzioni dell'Ente
locale.
In ultimo, si rappresenta che ai sensi dell'art. 6 del D.D.G. n.
1053 dell'1 dicembre 2011 di finanziamento dell'elisuperficie,
resteranno a carico dell'Amministrazione di Capo d'Orlando (ME)
tutte le spese che siano, a qualsiasi titolo, non rendicontabili ai
fini del P.O. FESR Sicilia 2007/2013, per cause dipendenti dalla
stazione appaltante.
PRESIDENTE. Gli interpellanti si ritengono parzialmente
soddisfatti.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cappello e Ferreri sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
pellanze della rubrica: Territorio e Ambiente
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito dello svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze della Rubrica Territorio ed ambiente
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 311 Notizie in merito
alla concessione demaniale marittima per varo ed alaggio insistente
sulla spiaggia del Comune di Torre Faro (ME) , a firma degli
onorevoli Zafarana, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio e altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Con l'atto
ispettivo in argomento, presentato il 20 luglio 2015 e rivolto allo
scrivente assessore regionale al territorio e all'ambiente, gli
onorevoli interpellanti chiedono di conoscere come intende
provvedere l'amministrazione regionale, in merito alla concessione
demaniale marittima, insistente sulla spiaggia del comune di Torre
Faro (Me), alla luce della sentenza del CGA che annulla la
concessione rilasciata dall'assessorato regionale.
Relativamente alla problematica esposta con l'atto ispettivo de
quo, al fine di meglio conoscere tutto l'iter che ha portato, in
ultimo, il rilascio della concessione demaniale marittima in
questione ed al seguito della decisione del CGA n. 535/15, si
rappresenta quanto segue.
Nell'anno 2007, la ditta Freni Ernesto ha fatto istanza presso la
Capitaneria di porto di Messina per il rilascio di una concessione
demaniale marittima di 3.255 mq, in località Torre Faro del comune
di Messina, per realizzare una zona di varo, alaggio e deposito
imbarcazioni.
La relativa istanza è stata trasmessa, alla suddetta Capitaneria
ed all'assessorato territorio ed ambiente, con foglio n. 5/11159 in
data 22 novembre 2007, con allegato il modello 78 con il quale
esprimeva parere favorevole al rilascio della suddetta concessione
demaniale marittima.
Il servizio 9 del demanio marittimo dell'ARTA, con nota n. 13950
del 18 febbraio 2008, autorizzava l'avvio dell'iter istruttorio
prevedendo espressamente un inserimento nell'iter istruttorio dello
specchio acqueo necessario per il varo ed alaggio di imbarcazioni.
A seguito della suddetta nota, la Capitaneria di porto, in data 11
marzo 2008, ha fatto richiesta alla ditta di volere integrare
l'istanza con la previsione del corridoio di lancio.
A completamento dell'iter istruttorio, la Capitaneria di porto ha
trasmesso all'assessorato regionale territorio ed ambiente i pareri
degli enti competenti, con nota in data 9 luglio 2008 ed in data 21
gennaio 2009.
La ditta Freni, con successiva istanza datata 23 maggio 20096,
inoltrata presso la Capitaneria di porto, ha fatto richiesta della
riduzione della superficie originaria, da mq 3.225 a mq 1.737.
Su tale nuova istanza, la Capitaneria di porto di Messina, con
nota dell'8 giugno 2009, inviata a questo assessorato, ha espresso
parere negativo.
La ditta Freni, con ulteriore successiva istanza datata 20 luglio
2009, ha prodotto, presso la Capitaneria di porto di Messina,
un'integrazione documentale con ulteriore riduzione e traslazione
verso nord della superficie in concessione demaniale marittima mq.
1.730, affinchè lo stesso ente rivalutasse il parere negativo
precedentemente reso.
La Capitaneria di porto nel trasmettere a questo assessorato, in
allegato, la superiore istanza, con la nota del 21 luglio 2009, ha
espresso parere favorevole.
Il servizio 9 del demanio marittimo dell'assessorato, con nota
del 30 luglio 2009, ha richiesto alla Capitaneria di porto un
pronunciamento definitivo al rilascio della concessione demaniale
marittima in oggetto.
La Capitaneria di porto, con nota del 14 settembre 2009, ha
ribadito il proprio parere favorevole in merito.
L'avvocato Cutuli, per conto della ditta Freni, con nota datata 6
ottobre 2009, sollecitava l'emissione di un provvedimento da parte
dell'assessorato.
Il servizio 9 dell'assessorato regionale, con nota del 3 febbraio
2010, a seguito di ulteriori valutazioni, ha determinato di non
acconsentire al rilascio della concessione demaniale marittima
richiesta.
Avverso al suddetto provvedimento, la ditta Freni ha proposto
ricorso al TAR di Catania, risoltosi con ordinanza sospensiva del
17 giugno 2010. L'avvocato Cutuli per conto della ditta Freni, con
nota del 6 ottobre 2010, a seguito di quanto disposto dal TAR,
invitava al riesame della richiesta per il rilascio della
concessione demaniale marittima in oggetto e, successivamente, in
data 18 ottobre 2010, proponeva ricorso avverso il silenzio
formatosi da parte dell'assessorato.
Il TAR di Catania, con ordinanza del 13 gennaio 2011, ha sospeso i
provvedimenti impugnati e ha disposto che l'amministrazione si
ripronunciasse in merito al rilascio della concessione demaniale
marittima in oggetto.
In adempimento al dispositivo di cui alla citata ordinanza del
TAR, l'Assessorato regionale ed ambiente ha modificato il proprio
orientamento e con nota del primo febbraio 2011 ha accolto la
richiesta per il rilascio della concessione demaniale marittima in
oggetto.
La ditta Freni, in data 22 novembre 2011, ha presentato, presso la
Capitaneria di porto, nuovi elaborati planimetrici con alcune
variazioni rispetto alla precedente planimetria.
Sostanzialmente essendo rimasta invariata la superficie, è stato
spostato il confine sud-ovest di alcuni metri poiché si era
riscontrata una riduzione dell'ampiezza della spiaggia rispetto a
quanto riportato nelle precedenti planimetrie.
Con nota del 24 giugno 2011, la Capitaneria di porto ha trasmesso
all'assessorato regionale, per gli adempimenti di competenza, in
triplice copia, i modelli 77 e la concessione demaniale marittima
in oggetto.
Il servizio 9 del demanio marittimo dell'assessorato, con nota del
12 luglio 2011, ha trasmesso alla ditta Freni, e per conoscenza
alla Capitaneria di porto, la concessione demaniale marittima in
oggetto n. 216 dell'8 luglio 2011.
A seguito del ricorso al TAR di Catania, promosso dai signori
Ursino Francesco e Soraci Francesco, ed al successivo loro ricorso
alla sentenza emessa da TAR, il CGA con sentenza n. 705 del 2013
del 19 giugno 2013, ha statuito l'annullamento della concessione
demaniale marittima di che trattasi per difetto di istruttoria,
essendo stata rilasciata a fronte del parere emesso dalla provincia
regionale di Messina, nella qualità di ente gestore della Riserva
naturale di Capo Peloro, riferito ad un elaborato planimetrico
difforme da quello a cui si riferisce la concessione demaniale
marittima.
Stante il suddetto annullamento della concessione demaniale
marittima disposto dal CGA, lo scrivente assessorato ha notificato
alla ditta Freni Ernesto l'ingiunzione di sgombero, prot. n. 55067
del 17 dicembre 2013, relativa all'area demaniale in oggetto.
Successivamente, in data 13 gennaio 2014, è pervenuta all'ARTA -
Ufficio del demanio marittimo di Messina, l'istanza prodotta
dall'avvocato Giovanni Marchese, legale della ditta Freni Ernesto,
con la quale viene richiesto di completare l'iter istruttorio
relativo alla concessione di che trattasi, stante che
l'annullamento della concessione demaniale marittima dell'8 luglio
2011 statuito dalla suddetta sentenza del CGA non inficerebbe
l'intero procedimento amministrativo che ha prodotto il rilascio
della concessione demaniale marittima, per cui evidenzia che
l'Assessorato possa nuovamente richiedere il parere di competenza
della provincia regionale di Messina, ente gestore della Riserva
naturale di Capo Peloro, già acquisito ma riferito ad un elaborato
planimetrico difforme da quello a cui si riferisce la concessione
demaniale marittima, facendo salvi i rimanenti positivi pareri
emessi dalle competenti amministrazioni e, una volta acquisito
detto parere, riemettere un nuovo atto di concessione demaniale.
Con nota del 3 febbraio 2014, prot. n. 309, l'Assessorato
regionale territorio e ambiente - ufficio del demanio marittimo di
Messina ha richiesto nuovo parere alla provincia regionale di
Messina.
Con nota del 17 aprile 2014 il Servizio Parchi e riserve della
Provincia regionale di Messina ha trasmesso il parere favorevole al
rilascio della concessione demaniale marittima relativamente alla
disposizione planimetrica, allegata alla concessione demaniale
marittima n. 216 dell'8 luglio 2011.
Con nota del 24 aprile 2014, nel trasmettere la documentazione
necessaria per la difesa dell'Assessorato nel ricorso promosso
presso il TAR di Catania, dal sig. Freni Ernesto contro
l'Assessorato territorio e ambiente più altri per declaratoria
illegittimità del silenzio assenso, per l'annullamento, previa
sospensione, dell'ingiunzione di sgombero e per il risarcimento dei
danni diretti e consequenziali, l'Ufficio del demanio marittimo di
Messina ha richiesto all'Avvocatura dello Stato di Catania di
volersi pronunciare in merito al possibile rilascio della suddetta
concessione demaniale marittima.
L'Avvocatura dello Stato di Catania, con nota del 27 maggio 2014
pervenuta allo scrivente ufficio, in data 3 dicembre 2014, ha
espresso l'avviso che si possa dar corso al rilascio della
concessione demaniale marittima.
Con nota del 9 dicembre 2014, l'Ufficio demanio marittimo di
Messina, stante il parere favorevole rilasciato dal Servizio parchi
e riserve della provincia regionale di Messina, essendo venuto meno
il motivo ostativo per cui il CGA, al fine di procedere al rilascio
della concessione demaniale marittima, nelle more dell'emissione
del provvedimento di revoca della predetta ingiunzione di sgombero,
ha richiesto alla ditta Freni Ernesto la necessaria documentazione
integrativa.
Con provvedimento del 19 dicembre 2014 il dirigente del Servizio V
dell'ARTA ha emesso il provvedimento di revoca dell'ingiunzione di
sgombero a suo tempo emesso nei confronti del signor Freni Ernesto.
Con nota del 2 gennaio 2015, introitata al protocollo dello
scrivente ufficio al numero 04, il signor Freni Ernesto, per il
tramite del suo legale avvocato Marchese, ha trasmesso la
documentazione integrativa richiesta dallo scrivente ufficio con
nota pro. N. 4103 del 9 dicembre 2014, al fine del rilascio della
concessione demaniale marittima.
L'Ufficio demanio marittimo di Messina ha provveduto a redigere
l'atto concessorio, e con foglio vettore n. 36 del 10 febbraio
2015, ha provveduto a trasmetterlo al dirigente generale del
Dipartimento dell'ambiente per la sottoscrizione e successiva
registrazione presso l'Ufficio del registro di Palermo.
In ultimo, il CGA, con decisione n. 535 del 2013, nella camere di
consiglio del 15 aprile 2015, a seguito del ricorso proposto dal
signor Freni Giulio nella qualità di procuratore generale del
signor Freni Ernesto, ha ordinato all'amministrazione di provvedere
sull'istanza dell'interessato entro trenta giorni per la
conclusione del procedimento.
Infine, il dirigente generale del Dipartimento dell'ambiente ha
provveduto al rilascio della concessione demaniale marittima n. 122
in data 7 agosto 2015.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana per
dichiarasi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevole colleghi, grazie Assessore
per la completezza di informazioni che ha potuto dare a quest'Aula
e in risposta alle due mie interpellanze che avevano come oggetto,
come si è potuto vedere, il trattamento che riserviamo alle nostre
coste volendo, globalmente, individuare un tema. Prima, appunto, la
questione di Tavola Grande dove si spendono globalmente 900 mila
euro perché poi, alla fine, le cifre aumentano ed arrivano a
determinarsi come ingenti somme, in seconda battuta, invece, mi è
sembrato quasi un clima, detto in siciliano, calati juncu ca passa
la china cioè, prima, volendo semplificare, l'Assesorato
territorio ed ambiente non acconsente al rilascio delle
autorizzazioni, però, facendo, comunque, ricorso a Tar e Cga
addirittura, si arriva comunque a superare, sempre e comunque, per
via giudiziaria il processo che dovrebbe essere amministrativo che,
in qualche modo, dovrebbe anche rispecchiare l'azione e la scelta
politica perché noi abbiamo qui anche una questione, queste sono
segmenti di costa e sono anche accoramento da parte di cittadini,
dei comitati locali che si rendono conto di come viene trattata,
per esempio, una riserva orientata, di Capo Peloro e, però, a colpi
di atti giudiziari, addirittura, si supera il CGA.
Avrò modo, anche eventualmente facendo accesso agli atti di legge,
di leggere la motivazione, perché io ero arrivato alla sentenza n.
535 del 2015 e, praticamente, anche per quest'anno la concessione è
stata data. Chiaramente è un segmento, dovremmo ampliare la
discussione sulle coste, a tutta la costa messinese e, chiaramente,
anche andare oltre.
Mi dicono dal comune di Messina che il PUDM è stato, comunque,
depositato in Assessorato. Tutta una serie di altri comuni, forse
sono morosi nella tempistica di deposito del PUDM, però,
sicuramente è uno dei primi argomenti di cui ci siano occupati da
quando siamo entrati qui dentro ed è un argomento che brucia da
tempo. Se noi non provvediamo a stilare in maniera definitiva una
programmazione con i piani sia della portualità, che afferisce, si
capisce, all'Assessorato dei Beni culturali ma, invece, quello del
PUDM afferisce, invece, al vostro Assessorato, noi avremo tutta una
produzione amministrativa che, praticamente, va a perdersi nei
rivoli di queste richieste di concessioni e, di fatto, che succede?
Io parlo per Messina perché è una realtà che conosco meglio:
abbiamo il mare negato. Il mare è chiuso su tutti i fronti e lei,
assessore, è messinese si faccia una passeggiata da Capo Peloro in
poi verso Mortelle ed anche dopo, e si innescano anche tutta una
serie di argomentazioni, e mi dica.
Dico, però, una mano sulla coscienza rispetto a questo discorso
cominciamo a porcela, a stringere i tempi sulle concessioni che
poi, chiaramente, dovrebbero essere, invece, concesse solo in
relazione ad una progettazione ed utilizzo del demanio marittimo,
altrimenti è inutile che facciamo le riserve orientate perché è
carta straccia.
PRESIDENTE. Mi pare, pertanto, che lei si dichiari parzialmente
soddisfatta.
ZAFARANA. Per le informazioni soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 312, «Chiarimenti su
omessi interventi di prevenzione idrogeologica sull'autostrada A19
Palermo-Catania e su altre principali arterie siciliane», a firma
degli onorevoli Musumeci, Ioppolo, Formica.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interpellanza.
CROCE, assessore per il territorio ed ambiente. Signor Presidente,
signori deputati, con l'atto ispettivo presentato in argomento,
presentato il 21 luglio 2015, e rivolto allo scrivente Assessore
regionale al Territorio e dell'Ambiente e all'Assessore regionale
delle Infrastrutture e della Mobilità, gli onorevoli interpellanti
chiedono chiarimenti in merito a paventati omessi interventi di
prevenzione idrogeologica sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
Preliminarmente, si rappresenta quanto compete al dipartimento
regionale della protezione Civile. Nell'ambito delle attribuzioni
delineate dall'art. 117 comma 3 della Costituzione, il Dipartimento
della Protezione civile promuove lo svolgimento di ogni attività di
previsione e prevenzione correlata alle varie ipotesi di rischio
sismico, idrogeologico, vulcanico, ambientale o antropico in
genere, e di soccorso alla popolazione vulnerata, al fine di porre
in essere tutte le attività necessarie per il superamento della
fase emergenziale e per il ritorno alle normali condizioni di vita.
La programmazione e l'esecuzione di tali attività è svolta
coinvolgendo tutte le componenti del sistema regionale integrale di
protezione civile, nel rispetto delle rispettive competenze e
valorizzandone l'apporto sulla base delle professionalità e delle
conoscenze possedute dai soggetti coinvolti.
Le attività di previsione e prevenzione sono svolte secondo i
princìpi di difesa passiva, cioè attraverso il controllo dei
precursori di evento, l'emanazione degli avvisi di criticità ed il
successivo inoltro alle componenti del sistema di protezione civile
e, particolarmente, ai Sindaci, autorità locale di protezione
civile, per attivare le procedure previste dai piani di protezione
civile che determinano lo scenario di rischio, gli esposti ed
individuano le soglie di allerta per ciascuno scenario di evento,
nonché un modello di intervento da adottare in caso di emergenza.
Avviene, inoltre, mediante studi di settore, emanazione di atti di
indirizzo regionale, redazione di piani di protezione civile,
informazione della popolazione e formazione della coscienza civica.
La gestione degli eventi straordinari, cioè le attività necessarie
per assicurare il superamento delle criticità, che si manifestano
in occasione di eventi calamitosi eccezionali, compresi gli
interventi a tutela della pubblica e privata incolumità, per i
quali sia stato riconosciuto e dichiarato lo stato di emergenza,
gli interventi di difesa attiva tranne i casi di pronto e immediato
intervento, susseguenti ad eventi calamitosi conclamati come prima
detto, sono invece demandati ad altri dipartimenti e strutture
delle Regioni, delle città metropolitane, ai liberi consorzi di
comune, ai Comuni ed enti territoriali che rivestano
caratteristiche gestionali.
Per quanto sopra si evidenzia l'individuazione delle criticità
territoriali, la loro inclusione tra gli scenari di rischio nei
piani di protezione civile, nonché gli interventi di mitigazione
del rischio, restano a capo delle strutture ordinariamente
preposte e, quindi, in primis ai Comuni che, ove necessario e a
richiesto, possono avvalersi dell'aiuto degli Enti gerarchicamente
superiori, in virtù del principio di sussidiarietà.
In ordine agli interventi effettuati in seguito alla frana
avvenuta nel 2005, per i quali sebbene riconosciuto dalla Giunta
regionale, lo stato di calamità è richiesto alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza,
non venne emessa alcuna ordinanza per consentire l'utilizzo dei
poteri acceleratori per consentirne un più immediato rientro alle
condizioni di normalità, è stata realizzata utilizzando fondi
regionali proprio avvalendosi del principio di sussidiarietà su
richiesta dell'ex provincia regionale di Palermo, una pista
provvisoria per il ripristino funzionale del tracciato dalla strada
provinciale 24, nelle more dell'intervento risolutivo che rimaneva
a carico della suddetta provincia.
Tale intervento, consegnato alla provincia regionale al termine
della sua esecuzione è ben visibile sui luoghi.
A tal proposito, si evidenzia che, il monitoraggio delle
infrastrutture, compete ai soggetti proprietari delle stesse.
Sia la provincia regionale di Palermo, sia l'ANAS, sia il comune
di Caltavuturo, affinché potessero inserire lo scenario di rischio
all'interno del piano di protezione civile per attivare le
procedure relative all'emanazione degli avvisi di protezione
civile, erano stati resi edotti dell'esistenza di una frana nei
luoghi.
Il carteggio intercorso a tal proposito è stato già consegnato dal
DRPC alle autorità competenti per fini di giustizia.
I dissesti che hanno coinvolto il territorio della Regione
siciliana, interessando anche la rete viaria principale,
secondaria, rurale e di penetrazione agricola, nonché quella
ferroviaria, ma causando anche lo sgombero di diverse unità
immobiliari e l'isolamento dei centri abitati, sono stati segnalati
dai comuni dell'Isola e oggetto di sopralluoghi da parte di tecnici
del DPRC Sicilia e del Dipartimento della protezione civile
nazionale.
Gli eventi accaduti a seguito di condizioni meteo avverse
eccezionali che possono definirsi imprevedibili e straordinari,
come è facilmente desumibile dal confronto dei dati di pioggia con
gli anni precedenti, hanno causato oltre 6.000 nuove frane sul
territorio della Regione.
In relazione a quanto accaduto sul territorio di Caltavuturo si fa
presente, sulla base degli elementi di superficie, che la frana che
ha interessato la strada provinciale 24 si è innescata nel sistema
della paleofrana insistente sui luoghi indipendentemente da quella
del 2005 e che quanto accaduto al viadotto Himera 1 deve essere
oggetto di più approfonditi studi.
Per tali eventi, a seguito della documentazione prodotta dal DRPC
Sicilia è stato, infatti, dichiarato lo stato di emergenza dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri con deliberazione del 18
maggio 2015.
Inoltre, circa i programmi europei seguiti dal Dipartimento
regionale della protezione civile, sui si fa riferimento nell'atto
ispettivo si evidenzia quanto segue.
La linea di intervento 1.1.4.2. Interventi di adeguamento e
potenziamento di vie di fuga finalizzate a garantire adeguati
standard di sicurezza in aree a più elevato rischio naturale ,
nell'ambito della linea d'intervento in oggetto, è stato redatto il
piano regionale delle vie di fuga con l'obiettivo di adeguare,
migliorare e potenziare le vie di fuga nel territorio della Regione
siciliana individuando le caratteristiche che devono possedere le
infrastrutture, le modalità attuative e di priorità per assicurare,
in caso di eventi calamitosi, un tempestivo arrivo dei mezzi di
soccorso e/o di evacuazione della popolazione interessata.
Tale attività è stata svolta da un gruppo di lavoro che tenendosi
in contatto con le realtà locali, ha elaborato una scheda sintetico-
descrittiva riportante gli elementi necessari per l'individuazione
degli interventi prioritari sulla base dei criteri definiti nel
piano.
Complessivamente il piano prevedeva interventi per un totale
numerico di 234 per un costo economico di euro 848.495.018, 33.
L'attuazione prevedeva l'individuazione di interventi a regia
regionale e/o a titolarità regionale, quest'ultima modalità per
quelli ritenuti assolutamente indispensabili per garantire il
superamento di criticità individuate direttamente dal Dipartimento
regionale della Protezione civile a seguito di incontri con le
Amministrazioni locali.
Beneficiari degli interventi sono gli Enti locali, il Dipartimento
regionale della protezione civile, gli Enti controllati e vigilati
dalla Regione siciliana destinatari della via di fuga.
Gli interventi a titolarità ammontavano ad euro 92.577.059,15.
Con delibera n. 83 del 6 marzo 2009, la Giunta regionale ha
assegnato per la sua esecuzione risorse per un ammontare di euro
34.529.115,00 successivamente con delibera n. 18 del 3 febbraio
2011 ha approvato il P.R.V.F.
Con decreto del direttore generale del Dipartimento della
protezione civile n. 27 del 21 febbraio 2011 è stato approvato il
P.R.V.F.
Successivamente con delibera n. 362 del 28 ottobre 2013 la Giunta
regionale, a seguito di rimodulazione delle somme, ha assegnato per
tale linea d'intervento una dotazione finanziaria di euro
20.286.760,00 sul P.O. e una dotazione di euro 6.905.823,00 sul
piano di salvaguardia.
Con deliberazioni n. 268 e 269 del 7 ottobre 2014 la Giunta
regionale infine, ha confermato tale disponibilità finanziaria.
A fronte disponibilità il DRPC Sicilia ha posto in attuazione 12
interventi per complessivi euro 20.618.583,00 ridotti nel post
gara, per effetto delle economie di ribasso, ad euro 15.767.772,83,
e sta concludendo la procedura inerente le somme relative al piano
di salvaguardia per la realizzazione dell'intervento relativo al
ponte sul fiume San Leonardo a Termini Imerese, di importanza
strategica giacché rappresenta l'unica alternativa alla A19 oltre
che via di comunicazione con il presidio sanitario che ha sede
nella stessa città.
Si sottolinea che le infrastrutture di competenza dell'ANAS non
potevano essere incluse nel piano perché tale Ente non rientrava
tra i beneficiari ammissibili dal programma di che trattasi.
Linea d'intervento 2.3.1.8 Realizzazione di infrastrutture
finalizzate alla previsione e alla mitigazione dei rischi
idrogeologici, sismici, vulcanici, industriali ed ambientali .
Nell'ambito di tale linea d'intervento è stato redatto il
documento che individua le necessità scaturenti dal piano regionale
di protezione civile per la sua infrastrutturazione finalizzata
alla previsione e alla mitigazione dei rischi idrogeologico,
sismico, vulcanico, industriale ed ambientale.
Tale attività è stata svolta da un gruppo di lavoro che tenendosi
in contatto con le realtà locali, ed esaminate le necessità
individuate dal piano regionale di protezione civile per garantire
sia l'attività di soccorso che l'attività di previsione per
potenziare il sistema dotandolo di attrezzature reti ed
infrastrutture, nonché costituendo il centro funzionale multirischi
e migliorando le sale operative nonché le infrastrutture di pronto
intervento.
Il piano comprendeva 74 interventi per complessivi euro
447.044.065,00 di cui 33 interventi prioritari per un importo
complessivo pari a ad euro 32.044.065,00.
Con delibera n. 521 del 4 dicembre 2009 la Giunta Regionale ha
assegnato le risorse per un ammontare di euro 32.044.065,00.
Con D.D.G. N. 415 del 9 agosto 2011 del DRPC Sicilia registrato
alla Corte dei Conti il 9 settembre 2011 è stato approvato il
programma della linea d'intervento.
Con Delibera 280 del 6 agosto 2013, la Giunta regionale ha
assegnato ulteriori 25 milioni di euro per l'attuazione del piano
e, pertanto, la dotazione finanziaria dell'obiettivo 2.3.1 è di
euro 63.192.242,00 sul P.O. FESR 2007-2013 e euro 21.522.582,00 sul
piano di salvaguardia.
Con delibera n. 364 del 28 ottobre 2013 la Giunta regionale ha
approvato la rimodulazione del piano della linea d'intervento
2.3.1.8 che prevede 52 interventi per la realizzazione di
infrastrutture finalizzate alla previsione e alla mitigazione dei
rischi idrogeologico, sismico, vulcanico e ambientale
indispensabili per il buon funzionamento della pianificazione del
Sistema regionale di protezione civile. Tali interventi, tutti a
titolarità regionale, sebbene indicati in ordine di priorità, sono
stati realizzati secondo la loro immediata cantierabilità al fine
di rispettare il termine di rendicontazione della spesa al 31
dicembre 2015.
Il piano prevedeva complessivamente interventi per euro
417.941.300,00, a fronte di una disponibilità complessiva di
39.114.465,19 di cui 3.322.582,00 nel piano di salvaguardia. Ad
oggi il DRPC Sicilia ha emesso decreti di finanziamento per
37.906.197,37.
Sono state realizzate 34 aree di protezione civile distribuite su
tutto il territorio regionale, dotato le isole minori di container
con attrezzature utili al pronto intervento in occasione di
situazioni di criticità territoriali o emergenze, predisposto un
sistema di gestione delle emergenze per la SORIS e il CFDMI, etc.
In merito a quanto riportato dall'interpellanza in argomento e,
precisamente, che: una cospicua parte di tale previsione
finanziaria, sufficiente per apportare le prime urgenti migliorie
alla viabilità regionale è stata affidata dalla Regione siciliana
alla Protezione Civile che, a sua volta ne ha dirottato una copia
cospicua alla società Sicilia e Ricerca finalizzata alla
realizzazione di piattaforme informatiche e banche dati a oggi non
completate e, quindi, rivelatesi assolutamente inutili , si fa
preliminarmente rilevare quanto segue.
Il DRPC, oltre che per le linee d'intervento sopra indicate, è
anche Centro di Responsabilità della Linea di intervento 2.3.1.C
che ingloba le linee di intervento 2.3.1.6 Produzione di studi e
cartografie di base e tematiche per la redazione dei piani comunali
e intercomunali di protezione civile e 2.3.1.7 Realizzazione di
interventi volti all'adeguamento e al potenziamento delle reti di
monitoraggio e alla raccolta, trattamento e modellistica dei dati
con finalità di protezione civile .
Premesso che con deliberazione della Giunta Regionale n. 166 del
09.05.2007 la società Sicilia e Ricerca S.p.A. è stata individuata
per lo svolgimento delle attività connesse alla realizzazione del
CFDMI previste dalla delibera di Giunta 530 del 19.12.2006, in
attuazione del DPCM del 27.02.2004, le attività affidate in house
alla suddetta società riguardano la linea di intervento 2.3.1.C(A)
(la ex 2.3.1.6) che contempla la realizzazione di studi finalizzati
a dotare il sistema regionale della protezione civile di strumenti
atti alla conoscenza di alcuni aspetti specialistici del territorio
per ciò che riguarda i suoi caratteri fisici:
-bacini idrografici e rete idrografica gerarchizzata,
-carta litologica regionale (per finalità di modellistica
revisionale idrogeologica e idraulica),
-rete stradale e centri abitati,
-elaborazioni numeriche dai Modelli digitali del terreno
(esposizione e inclinazione dei versanti),
-classificazione con criteri di protezione civile di alcuni nodi
a potenziale rischio idrogeologico e idraulico, banche dati
numeriche dei dati storici di precipitazione e temperatura con
relative elaborazioni,
-studi sperimentali di dendrocronologia geomorfologica,
-rilievi LIDAR ad alta definizione lungo i corsi d'acqua a valle di
alcune dighe.
Per le suddette finalità è stato siglato un contratto il
14.10.2011 Rep.12 del 20.10.2011 approvato, in uno con il progetto
preliminare, con D.D.G. 673 del 24.10.2011 registrato alla Corte
dei Conti in data 28.12.2011 al Reg. n. 1 fg.174.
Sebbene le realizzazioni di cui sopra siano ancora in lavorazione
(l'ultimazione è prevista per il mese di novembre p.v.), alcuni
prodotti sono già in uso presso il Dipartimento regionale della
Protezione Civile per sviluppare documentazioni interne e per
mettere a punto la modellistica previsionale idrogeologica e
idraulica per il Centro Funzionale Decentrato.
Dopo il collaudo (entro dicembre 2015), i prodotti saranno messi a
disposizione di tutti gli Enti pubblici regionali e locali e
potranno costituire una utile base di lavoro, redatta con criteri
omogenei e scientificamente validi, per redigere la pianificazione
locale di protezione civile.
Per tale intervento è stata impegnata la somma di 8.236.353,56.
Tali somme non potevano, in alcun modo essere adoperate per
finalità difformi da quelle previste dalla suddetta linea
d'intervento.
Inoltre, si fa presente che le attività relative alla linea di
intervento 2.3.1.C(B) (ex 2.3.1.7) la cui dotazione finanziaria è
di 18.200.000,00, riguardano l'indispensabile integrazione e
omogeneizzazione funzionale della rete regionale di rilevazione dei
parametri termo-pluviometrici, attualmente non idonea per finalità
di protezione civile.
L'obiettivo è quello di superare le problematiche che rendono
difficile, oggi, il preannuncio e l'analisi dei fenomeni piovosi e
dei relativi effetti al suolo per finalità di protezione civile (di
esclusiva competenza del Centro Funzionale Decentrato presso il
Dipartimento regionale della Protezione Civile).
Infatti, si prevede di attuare l'azione in maniera tale che siano
rispettati alcuni dei presupposti fondamentali per un corretto
sistema di acquisizione dei dati termo-pluviometrici per finalità
di protezione civile:
-CONSISTENZA, ovvero l'attitudine della rete di stazioni
meteorologiche di rappresentare i fenomeni (distribuzione
territoriale idonea in funzione delle caratteristiche orografiche e
climatiche della Regione): si prevede di passare dall'attuale
densità media di circa 1 stazione ogni 100 kmq ad una densità media
di circa 2.2 stazioni ogni 100 kmq;
-TEMPESTIVITA', ovvero la rapidità con cui le stazioni trasmettono
il dato (idoneità della rete trasmissiva in relazione allo sviluppo
dei fenomeni e dei relativi effetti al suolo): è prevista la
trasmissione mediante onde radio in banda UHF con frequenze
dedicate;
-EFFICIENZA, ovvero la capacità della rete di assicurare il
funzionamento di ogni stazione in modo costante nel tempo;
-ATTENDIBILITA', ovvero la capacità delle stazioni di registrate e
trasmettere un dato corretto;
-RIDONDANZA, ovvero la capacità della rete di trasmettere i dati
anche in assenza temporanea di un vettore trasmissivo.
In atto è in corso la revisione del Contratto siglato tra il DRPC
e Sicilia e Ricerche Spa.
In merito all'ultima richiesta finalizzata a conoscere il perché
non sia stata presa nella dovuta considerazione l'ipotesi di
riapertura dell'altra carreggiata della A19 sul ponte Himera non
interessata dal crollo, si fa presente che tale struttura è di
proprietà dell'ANAS alla quale è demandata ogni decisione.
Da notizie acquisite nel corso di varie riunioni si riferisce che
tale ipotesi sarà vagliata non appena concluse le opere di
demolizione e decostruzione della parte danneggiata che, in atto,
non consentono operazioni di verifica in sicurezza del tratto di
strada apparentemente integro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi,
comprendo bene come la risposta che Ella ha fornito all'Aula e
particolarmente al sottoscritto interpellante ed agli altri
colleghi di gruppo, assume una interdisciplinarietà. Tanto è vero
che la interpellanza era indirizzata al Presidente della Regione,
ma lei, assessore Croce, rispondendo, ovviamente lo ha fatto in
nome del Governo.
Devo utilizzare la facoltà che mi è attribuita dall'articolo 150
del Regolamento per spiegare le ragioni della insoddisfazione - e
mi dispiace doverlo dire - di chi in questo momento vi parla e dei
colleghi di gruppo, ovviamente.
La sua risposta è densa di riferimenti metodologici ed anche di
notizie circa l'excursus che è lungo, inizia almeno nel 2005 e che
rappresenta il contenuto della nostra interpellanza.
Assessore, veda, noi avevamo posto due semplici, ma precise
domande, l'interpellanza serve a questo, e la funzione di governo è
finalizzata, o dovrebbe essere finalizzata, a fornire risposte alle
interpellanze, alle due semplici ma precise domande.
La prima, perché? Il motivo per il quale, nel momento in cui,
ormai sono passati sei mesi, si destabilizza, crolla, cede un
pilone o più piloni sul viadotto Imera, l'assessorato regionale, da
lei diretto e coordinato, non fa riferimento a tutto quello che già
non poteva non essere noto e che era ben noto e conosciuto
all'assessorato ed alla Protezione civile regionale, si fa
riferimento soltanto al fenomeno pluviometrico degli ultimi mesi,
da gennaio a febbraio di quest'anno.
Ci siamo chiesti la ragione di questa visione così parziale. Ed
anche, se mi consente assessore, in tutta franchezza, così
reticente.
Noi escludiamo e vogliamo escludere che ci sia il tentativo di
coprire responsabilità del passato, però, se tutto quello che è
accaduto non era assolutamente imprevedibile, anzi era prevedibile,
tanto prevedibile che già, nella relazione che accompagna le
richieste del 2005, si parla, si dice, non solo e non tanto di
eventi meteo che, ovviamente non potevano essere previsti a
distanza di dieci anni, ma di pericoli che erano connessi alle
modalità operative, esecutive dell'opera e del sito su cui
insisteva un fronte di frana ben noto e ben conosciuto.
La seconda semplice, ma precisa domanda, la cui risposta non può
essere elusa ricorrendo al mero concetto di proprietà del nastro
viario, della strada. Sì, è di proprietà dell'ANAS, ma la Regione
siciliana ha competenza sulla viabilità regionale e su un tavolo di
trattativa, di negoziazione, anche in un momento di emergenza che
ha messo in ginocchio e continua a tagliare in due parti distinte
la nostra Regione, avrebbe potuto, sul piano politico, sul piano
dell'incidenza dell'azione politico-amministrativa, chiedere
all'ANAS di recuperare la carreggiata che non è stata interessata
dalla frana e che non è stata interessata dal cedimento.
Veda, assessore, nonostante la dovizia di alcuni particolari ed
anche l'impegno profuso nello stilare la risposta, queste due
domande rimangono stasera, ahimè, senza risposta e ce ne dogliamo,
come se ne dolgono i siciliani che, quotidianamente e
concretamente, soffrono di quella Sicilia divisa in due, della
quale parlavo, e dei percorsi alternativi che sono davvero impervi.
Il risultato, signor Presidente dell'Assemblea: in 6 anni, dal
2007 al 2013, per la possibilità che aveva la Sicilia di attingere
al PO FESR, per l'appunto, 2006/2013, erano disponibili 1 miliardo
e 250 milioni di euro. Questo è un dato oggettivo.
Una parte di queste somme sono state impiegate come ha detto
l'Assessore; una parte è stata impiegata per avere un monitoraggio
affidato alla Società Sicilia Ricerca S.p.A., un piano ancora non
completato e non concluso, il che è già scandaloso soltanto a
pensarlo ed a dirlo e credo che lei lo abbia detto a chiare lettere
stasera, ma nessun intervento concreto di consolidamento. Ripento,
un miliardo e duecento milioni, e oltre, di euro che sfumano
all'interno di flussi che non comportano alcun miglioramento delle
condizioni di vita dei siciliani e che, addirittura in parte, certo
non in massima parte, ma in cospicua parte, affidati alla Società
Sicilia Ricerca per avere un software, per avere un lavoro di
monitoraggio come se, del resto, i comuni e la stessa Protezione
civile non conoscessero già da molti anni quali sono i punti
critici della viabilità, quella principale e quella secondaria,
della nostra Sicilia.
Vede, Assessore rappresentante il Governo stasera in Aula, il
Governo della Regione ha sottovalutato ciò che era accaduto nel
mese di marzo; è come se, poi, si fosse, ad un certo punto,
svegliato in ritardo. Ebbene, l'interruzione della viabilità
sull'asse principale della nostra Regione, l'autostrada
Catania/Palermo, senza volere sottovalutare le altre arterie
principali, non rappresenta una frana su una strada provinciale di
una delle nostre nove ex province, rappresenta uno sfregio che
impedisce ai siciliani che già hanno molta buona fantasia nel
definire autostrada l'autostrada Catania/Palermo, perché a
confrontarla con le altre autostrade, con le autostrade del Nord,
ci vuole davvero buona e tanta fantasia a così definirla e
considerarla, ma rappresenta un impedimento di carattere fisico, di
carattere materiale.
Conosco gente della Sicilia orientale che pur avendone necessità
ed esigenza evitano o ritardano o rinviano o rimandano il viaggio a
Palermo perché è diventato un viaggio di diverse ore e di molta
difficoltà.
Sono passati sei mesi, ne passeranno certamente ancora degli
altri. Avremmo voluto vedere un Governo della Regione più
determinato e più deciso anche nei confronti dell'ANAS che,
certamente, non è esente da responsabilità almeno colposamente
omissive, in relazione all'autostrada Palermo/Catania ed anche ad
altre tratte viarie della nostra Regione e, invece, ne ricaviamo e
ne riceviamo soltanto risposte burocratiche che rinviano il
problema e che tentano persino, non riuscendovi, di coprire le
evidenti responsabilità del passato recente e di quello meno
recente.
Mi dichiaro, pertanto, insoddisfatto della risposta ricevuta
all'interpellanza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo così esaurito il secondo
punto all'ordine del giorno Svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della rubrica Territorio e Ambiente .
rubrica: Istruzione e formazione professionale
Presidenza del vicepresidente Lupo
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale . Informo che il Presidente
della Regione ha comunicato l'impossibilità per l'assessore Lo
Bello di essere presente ai lavori di oggi in quanto impegnata per
improrogabili incontri presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri e il Ministero dello Sviluppo Economico.
Pertanto, le interrogazioni e le interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale saranno iscritte all'ordine
del giorno della prossima seduta.
Comunico che il Presidente dell'Assemblea Regionale, onorevole
Giovanni Ardizzone, ha convocato la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per martedì 15 settembre 2015, alle ore 12.00,
con all'ordine del giorno Programmazione dei lavori della sessione
autunnale .
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio era un
intervento finalizzato a mettere attenzione su un evento che è
accaduto oggi. Un evento che coinvolgeva in realtà l'assessore
Contraffatto, che da poco è andato via, che ha visto all'interno
dei propri uffici una richiesta di incontro da parte di un gruppo
di operatori che dovevano essere coinvolti in quella tanto attesa
riforma delle SRR, tanto attesa riforma nel settore dei rifiuti,
quella stessa riforma che già a partire dal 2010 faceva dire ciao
ciao ATO', quella stessa riforma che già nel 2010 faceva dire ai
titoli della carta stampata ciao ciao rifiuti', e che, invece,
oggi, a distanza di cinque anni, non vede, ahimè, alcun risvolto.
Il risvolto è soltanto uno: nell'attesa che quella riforma potesse
vedere luce, bacini interi di soggetti impegnati con
professionalità all'interno di quei settori, si sono ritrovati,
signor Presidente, a decadere dal loro ruolo di lavoratori.
L'unico risvolto che c'è stato in questi anni di gap, di vuoto, in
questi cinque lunghissimi anni. è stato che. rispetto al tema dei
rifiuti. le città sono molte più sporche di prima, abbiamo le città
invase da turisti, in quanto a causa del fenomeno ISIS in Tunisia
non sta andando nessuno, a causa della condizione di default che la
Grecia ha dichiarato i flussi stanno diminuendo, le città sono
invase da turisti ma a quei turisti diamo soltanto un segnale, che
è quello che lasciano, poi, quando postano su facebook una loro
dichiarazione andando via, che è quella di dire le città della
Sicilia sono bellissime, ma sono sporchissime, città nelle quali
non torneremo.
Allora, l'assessore Contraffatto doveva, in qualche modo, offrire
una opportunità a quel percorso che si era avviato. Allora,
l'assessore Contraffatto, auspicavo potesse, in qualche modo, dare
delle risposte a quelle istanze che arrivavano sia rispetto alla
cattiva gestione del settore nelle città siciliane ma che andavano
anche nella direzione, ovviamente, secondaria probabilmente
rispetto a chi ascolta questo tema nelle vesti dell'Assessore
rifiuti e che risulta, quindi, essere secondario rispetto alla
questione delle tutele occupazionali. Tutele occupazionali di quei
dipendenti degli ATO a cui nel 2010 si era detto, appunto, ciao,
ciao perché finalmente sarebbe arrivata la riforma, dipendenti
che, invece, non soltanto non hanno potuto salutare come avrebbero
auspicato quell'intervento ma, invece, hanno dovuto dire ciao,
ciao al loro posto di lavoro, così come hanno dovuto dire ciao,
ciao a quel posto di lavoro i dipendenti del COINRES, quei
centottanta padri di famiglia che, oggi, aspettavano un incontro da
parte dell'assessore Contrafatto e che non solo non sono stati
ricevuti, ma non hanno avuto alcuna interlocuzione se non quella di
essere rinviati al 21 settembre 2015.
Presidente, oggi, sono stato in Assessorato, mi sono violentato,
ho dovuto dire a quei lavoratori che stavano commettendo reato. Mi
sono messo quasi dalla parte del Governo regionale invitandoli ad
abbandonare quella postazione perché incorrevano in un reato, con
sanzioni amministrative e penali.
L'ho fatto perché era giusto fare questo ed era doveroso da parte
mia farlo ma mi aspetto, Presidente, che l'assessore Contrafatto
onori l'impegno preso. Quell'impegno che un anno fa, oramai,
lanciai attraverso la presentazione di un emendamento che passò in
Commissione Bilancio' e che arrivò in Aula, anche se poi non andò
bene. Quello stesso impegno che io, insieme ad altri colleghi,
avevo preso presentando un subemendamento ad un emendamento del
Governo che si impegnava a recuperare quei centottanta lavoratori.
Quello stesso emendamento l'assessore Contrafatto si è trovò
costretta a ritirare perché da lì a breve, in quella seduta, il
presidente Giovanni Ardizzone, lo avrebbe dichiarato inammissibile.
Questa è la storia dell'ultimo anno.
Rispetto a questa gente, pretendo che da parte del Governo ci sia
chiarezza.
Ad oggi, il Presidente della Regione ha incontrato quei
lavoratori, ha detto loro che si farà riferimento allo Sblocca-
Sicilia in questo mese di settembre. Chiedo, allora, che se per
questi lavoratori non c'è prospettiva, glielo si dica in faccia, si
abbia il coraggio di dire che quello è un treno a binario morto.
Ciò restituirebbe maggiore dignità a loro stessi ed a questo
Governo. Se questo non lo si vuole fare, non lo si deve fare.
Auspico che questa non sia la strada. Auspico che davvero ci possa
essere una possibilità per quei lavoratori.
A questo punto, chiedo che il Presidente della Regione onori
quell'impegno preso, che l'assessore Contraffatto, all'incontro
programmato per il 21 settembre, porti delle soluzioni che passino
attraverso un emendamento, la finanziaria o l'approvazione di un
disegno di legge - come ha detto lei stesso prima -, quello stesso
disegno di legge rispetto al quale il sottosegretario Faraone fece
un comunicato stampa dicendo che la situazione in Sicilia era
emergenziale rispetto alla questione rifiuti.
Ebbene, avrei preferito che il sottosegretario Faraone anziché
fare il piccione viaggiatore nei confronti dell'Assessore a mezzo
stampa, avesse fatto direttamente una telefonata - d'altra parte
l'assessore Contrafatto è della sua stessa parte politica -;
bastava chiamarla ed invitarla a procedere con la riforma perché,
altrimenti, sarebbe stata commissariata.
Se questa capacità, questa competenza e questa risolutezza c'è,
bene, altrimenti chiederemo anche noi, come Gruppo di Forza Italia,
che l'assessore Contrafatto venga rimossa, che venga commissariata
la gestione dei rifiuti.
Leggo dichiarazioni - forse da me apprese in ritardo - pesanti
anche da parte di Assessori che si sono succeduti, a partire
dall'assessore Marino, ma d'altra parte non è una novità che
rispetto a questo settore molto delicato, è importante fare
chiarezza relativamente ai temi di legalità, trasparenza e che,
contestualmente, si vada incontro alle esigenze di queste uniche
vittime perché, alla fine, gli unici che pagano sempre sono gli
ultimi, sono i lavoratori.
Vedremo cosa accadrà giorno 21 settembre 2015. Aspettiamo
fiduciosi.
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei partire da
un'informazione di stampa. L'Assessore, in questo minuto, che
ringrazio, rappresenta il presidente Crocetta, visto che è l'unico
assessore in questi banchi, e mi dispiace che manchi l'assessore
Contraffatto perché vorrei partire da quelle notizie apparse sulla
stampa, mi pare l'11 o il 10 agosto di quest'anno, sul tema dei
rifiuti, con cui il Governo nazionale faceva veicolare attraverso
il sottosegretario Davide Faraone e paventare un possibile
commissariamento sulla gestione dei rifiuti in Sicilia, per
l'emergenza che si è venuta a creare, sia sotto l'aspetto
organizzativo, sia sotto l'aspetto dei costi, dei debiti e sotto
l'aspetto della raccolta differenziata.
Con molto garbo, parto da questo ragionamento perché credo che sia
giunto il momento di evitare di fare populismo e di cominciare a
dire le cose come stanno e ad assumersi delle responsabilità.
La riduzione degli ATO, che viene chiesta dal Governo nazionale,
di passare da 18 ambiti territoriali in Sicilia a 5, scaturisce da
una valutazione che fa il Governo nazionale in quanto ritiene che
questo servizio, in questa maniera, sicuramente, non sia produttivo
e crei danni. Ed aggiungo che i danni si vedono ad occhio nudo
perché se oggi l'ATO di Monreale licenzia 260 lavoratori nella
provincia di Palermo, se i 180 lavoratori, di cui parlava il
collega Figuccia, da due anni sono stati licenziati dal COINRES e
credo che potremmo continuare l'elenco anche fuori dalle altre
province. I numeri sono questi, evidentemente, il sistema nel suo
complesso non funziona e produce danni. A questo bisogna aggiungere
che i debiti che sono stati accumulati dagli ATO rifiuti in
Sicilia, ad oggi, è un dato allarmante, e questo va detto con molta
schiettezza, qualcuno questo prezzo, prima o poi, lo dovrà pagare
ed io dico che lo pagheranno, probabilmente, i cittadini, sono
oltre i duemiliardi di euro i debiti accumulati in questi anni.
Ed allora, credo, che qui non sia più il tempo dei pannicelli
caldi . Adesso non voglio dissentire da alcuni interventi, non è
più il tempo del singolo emendamento, per salvare Tizio o Caio, ma
bisogna andare molto oltre.
Questo è il momento in cui la politica, schiena dritta, ha la
capacità manageriale e normativa di riscrivere il sistema nel suo
complesso, nella sua riorganizzazione e soltanto in questa maniera
si potranno salvare i lavoratori, perché se pensiamo che soltanto
con un emendamento si possa recuperare questo o quel lavoratore,
sicuramente, facciamo soltanto del danno, ma diamo illusione ad un
lavoratore che, ormai da troppo tempo, è a casa senza stipendio.
Vedete, ho seguito la vicenda dell'ATO Monreale, e vorrei
comprendere - lì c'è un sistema, dal mio punto di vista, in
Commissione antimafia l'abbiamo affrontato - come sia possibile
che un servizio che prima veniva realizzato a 36 ore da 70
operatori, da domani possa essere realizzato da 69 operatori a 18
ore, cioè significa a metà tempo, ai sensi del 191, affidando ad
una ditta esterna la raccolta dei servizi.
Ed allora, Assessore, lei è persona seria, si faccia carico di
riferire al presidente Crocetta, lo dico anche al vicepresidente
Lupo: il governatore Crocetta, insieme all'assessore Contraffatto,
nella prossima Conferenza dei Capigruppo del 15 settembre prossimo,
se non vado errato, con tutti i Capigruppo, devono trovare un
percorso vero, che non sia quello dei pannicelli caldi . Perché
vedete, l'ho sempre sostenuto, mi auguro e spero che dietro questo
servizio che non funziona, dietro questi due miliardi di euro di
debiti, dietro il 191 che viene autorizzato da parte di molti
sindaci, chiaramente, per sopperire l'emergenza nei comuni, poi,
non ci sia, in fondo in fondo, una manina che, probabilmente, ha
tutto l'interesse a gestire i rifiuti in una certa maniera.
Credo che questo non ce lo possiamo permettere, lo ribadisco. Noi
in Commissione antimafia abbiamo più volte ascoltato sia l'ex
assessore Marino, sia il direttore della discarica di Bellolampo e
del servizio rifiuti di Palermo e credo che su questi temi così
importanti e così delicati, non ci si possa permettere minimamente
di deviare l'azione e la responsabilità politica affinché qualcuno
possa fare affari dietro la pelle dei lavoratori e dietro
l'emergenza dei rifiuti.
Dobbiamo fare in modo che l'emergenza cessi. Bisogna fare in modo
che sia un servizio funzionale. E noi possiamo salvare questi
lavoratori, i centottanta del Coinres, i duecentosessanta dell'ATO
di Monreale - Corleone, gli altri degli altri ATO rifiuti che, da
qui a poco, secondo me, riceveranno pessime e cattive notizie. Li
possiamo salvare soltanto se mettiamo testa e svolgiamo un'azione
politica seria affinché il servizio rifiuti in Sicilia abbia,
anzi, sia svolto in maniera moderna e reale. Perché se noi facciamo
la raccolta differenziata visto che gli inceneritori in Sicilia non
si vogliono fare, ebbene, se dobbiamo fare la raccolta
differenziata ci vogliono i lavoratori e per fare ciò va
organizzato un servizio.
Quindi, vicepresidente Lupo, considerato che il 15 settembre è in
programma una Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, la
invito fortemente a parlare con il presidente Ardizzone, affinché
in maniera emergenziale, in quella Conferenza, prioritariamente,
come primo punto all'ordine del giorno, venga trattata la vicenda
che riguarda i rifiuti, perché mi giunge un'informazione che mi
allarma tantissimo e mi preoccupa: sembrerebbe che si stia
predisponendo una circolare che non approva le nascenti SRR o per
meglio dire, le nascenti SRR devono tenere conto di un parametro
complessivo di garanzia sul costo del servizio. Se questo parametro
è quello che ho percepito, in questi giorni ed in queste ore, credo
che ciò che è accaduto nella formazione sia niente rispetto al
disastro che accadrà sulla vicenda dei rifiuti. La vicenda dei
rifiuti farà impallidire interi territori, ma aggiungo butterà
nello scoramento centinaia di lavoratori.
E, allora, prima ancora che la vicenda sia irreparabile facciamo
in modo che la politica riconquisti il suo ruolo, quello
dell'assunzione della responsabilità. Perché quando la politica fa
finta di non capire e gira la testa dall'altra parte non fa un buon
servizio alla politica. Fa un buon servizio all'antipolitica ed a
chi attraverso l'antipolitica, a chi attraverso le emergenze, vuole
fare affari.
Quando la politica è lo struzzo che mette la testa sotto la
sabbia, quella non è una buona politica, ma una pessima politica,
la politica del lavarsi le mani sulla pelle dei lavoratori è una
politica che si ritorcerà contro quest'Aula e questo Governo.
E credo che quest'Aula e questo Governo non abbiano alcun
interesse a girarsi dall'altra parte, anzi hanno l'interesse a dare
definitivamente risposte per evitare che accadano fatti come
quelli di oggi, in Assessorato, o fatti ancora più gravi.
Quindi, credo e auspico, che la politica abbia un sussulto morale,
etico, politico ed abbia il coraggio di assumersi le responsabilità
e di mettere mano in una melma e mi dispiace pensare che ci sia
interesse a farlo gestire soltanto ad alcuni soggetti, perché se
questo è il progetto ne vedremo delle belle e non ci fermeremo
soltanto davanti alla protesta dei lavoratori. Ma credo che lì
bisognerà fare intervenire la procura della Repubblica e non
soltanto.
CIACCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo per denunciare l'operato di un bellissimo animale che è
il bradipo e che, nel nostro caso, si chiama Regione siciliana, in
quanto per operare ed intervenire, come al solito, siamo lenti,
troppo lenti, prova ne è che, oggi, il Governo è presente, anche se
con un assessore, l'Ufficio di Presidenza che rappresenta questo
Parlamento è sempre presente ma, come al solito, devo anche
denunciare che non c'è alcun collega.
In particolare, mi riferisco a come si stanno muovendo questo
Parlamento, questo Governo e questa maggioranza, per difendere la
scuola, pilastro fondamentale del nostro Paese. Perché dico
difendere? Perché la legge spacciata come la riforma della buona
scuola , quella di Renzi e quella della Giannini, si sta rivelando
per quella che è: un castello di carta che, giorno dopo giorno,
crolla sotto il peso della realtà, non siamo neanche noi ad
opporci. La nostra realtà è effettivamente quella che è, magari
qualcuno si dice: ok, noi siamo Regione, non siamo a livello
nazionale , però la Regione ha delle competenze, può, attualmente,
opporsi e, quindi, presentare alla Corte Costituzionale quegli
aspetti incostituzionali che questa legge prevede.
Noi avevamo presentato ad agosto una mozione per indirizzare il
Governo a presentare, appunto, questi profili di incostituzionalità
e, quindi, difendere la scuola ma non è stata ascoltata, non è
stata calendarizzata. Il mio ex capogruppo, Salvo Siracusa, nella
scorsa seduta aveva fatto richiesta di convocazione urgente della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma, non essendoci
nessuno, non è stato ascoltato. Io il giorno successivo, come neo
capogruppo, ho fatto una richiesta al presidente Ardizzone
cercando, secondo anche quanto previsto dal Regolamento, una
convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo, per cercare
di discutere in questa occasione questa tematica così delicata,
aprire un dibattito democratico, però, la mia richiesta, non solo
non ha avuto risposta, quindi, presumo che è stata accuratamente
riposta in un cassetto, ma soprattutto è stata convocata la
Conferenza dei Capigruppo due giorni dopo la scadenza ultima per
poter presentare ricorso. Quindi, come al solito, saremo sempre gli
ultimi, come un bradipo, nelle discussioni non nelle attuazioni ma
nelle discussioni.
Ho presentato a nome del Gruppo parlamentare che rappresento anche
un ordine del giorno perché pensavo che, quanto meno, con la
presenza dell'Assessore al ramo, anche se non è previsto, lo so non
si discutevano disegni di legge, potevo stimolare il Governo nella
presentazione di questo atto amministrativo. Ma, anche qui,
l'Assessore al ramo non c'è.
Allora, l'unico appello che posso fare a nome dell'interno Gruppo
parlamentare che rappresento è di presentare questo atto
amministrativo a prescindere dal fallimento dell'indirizzo
possibile parlamentare di questo, scusate il gioco di parole,
Parlamento. Quindi, che il presidente Crocetta si faccia carico di
presentare, nei tempi, quindi, entro giorno 13, i principi di
incostituzionalità della cosiddetta Legge buona scuola . In
questo, sicuramente, troverà l'appoggio non solo del Movimento
Cinque Stelle - questa non è una battaglia del Movimento Cinque
Stelle, è per difendere un pilastro dell'interno Paese -, troverà
insegnanti, studenti, tantissime persone al suo fianco. Quindi,
visto che questo Parlamento ha fallito nel suo intento, nella
discussione democratica per affrontare questo tema, almeno, il
presidente Crocetta, non perda, quest'ultimo treno.
CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi
associo alle parole del collega Ciaccio ed anche alle note di
speranza che ogni parlamentare stasera ha, come dire, avuto nel
momento in cui lei ha comunicato all'Aula che il 15 settembre 2015,
si riunirà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
organizzare i lavori d'Aula, perché io credo che queste due ultime
settimane siano state all'insegna di un tran-tran che questo
Parlamento non può permettersi, che questa nostra tanto amata
Sicilia non può permettersi e che nonostante il lavoro egregio e
paziente che è stato condotto dall'Assessore al territorio e
ambiente che ha risposto alle numerose interrogazioni accumulatesi
dal 2013 ad oggi, non possiamo consentirci, non possiamo ritenere,
che abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo.
Quindi, io mi auguro che dalla prossima settimana quest'Aula trovi
un programma dei lavori consono, adatto alle emergenze siciliane,
che si costringano i colleghi a venire in Aula, che si costringano
i colleghi che vengono dalla Sicilia orientale e che si
sottopongono a tre ore e mezza, quattro ore di viaggio, ogni volta,
a ottimizzare il viaggio perché quando si viene da Ragusa, da
Messina, da Siracusa e la giornata di lavoro si conclude dopo poche
ore e si torna a casa, il deputato della Sicilia orientale, non so
quello di Palermo, quello di Trapani sono più fortunati perché non
debbono attraversare una Sicilia spezzata in due ma, certamente,
quelli se ne tornano a casa frustrati perché, dopo quella fatica,
faticoso viaggio che si deve sostenere per le montagne di questa
Sicilia sgarrupata si viene in Aula e si sta poco tempo a discutere
di questioni sicuramente importanti ma, certamente, non a dare
tutto il lavoro di cui ogni Parlamentare in quest'Aula è pronto.
Allora, io ho sentito che, appunto, il 15 settembre si farà la
riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, e
mi auguro che questa stabilirà che, da martedì a venerdì, in questa
Aula, si lavori, si portino in discussione disegni di legge che
sono stati partoriti dalle Commissioni, che sono stati presentati;
cioè si acceleri finalmente e, se non ce ne sono, si attivino le
Commissioni perché si ponga in atto e si definiscano i lavori
perché, finalmente, ogni settimana da quest'Aula, come si è
dimostrato per altro nel recente mese di agosto, si producano atti
e non vi siano riunioni, come sono state definite farlocche'.
Detto questo, devo manifestare un'altra preoccupazione perché sono
stata tentata di formulare un discorso di commemorazione alla
legislazione che quest'Aula produce; un'azione funebre, mi sono
chiesta? Non sarò un po' troppo pesante?
Però, vede, signor Presidente, Assessore, cari onorevoli colleghi,
nel momento in cui le leggi diventano carta straccia, non vengono
attuate, insomma, il fallimento è grande.
Voglio segnalare la triste storia di due leggi, che sono state un
prodotto estremamente positivo dei lavori parlamentari.
La prima legge, ve ne dirò il numero e la data di pubblicazione in
gazzetta, è la numero 10 del 29 aprile 2014, conosciuta come legge
sull'amianto'. Siamo al settembre 2015 e, per quella legge abbiamo
perso 21 milioni che erano stanziati per la bonifica, non è stata
completata la composizione dell'ufficio amianto - vi sono forse
solo due persone su 12 che ne dovevano fare parte - ed entro 24
mesi dalla data di pubblicazione doveva essere completata la
mappatura e il censimento dell'amianto presente sul territorio
siciliano, entro tre anni devono andare in atto i progetti di
rimozione di ogni manufatto, entro 120 giorni dall'approvazione di
quella legge l'Ufficio amianto che però non c'è avrebbe dovuto
presentare il piano regionale di protezione ambientale,
smaltimento e bonifica dell'amianto.
Allora, che abbiamo fatto? Perché ci siamo preoccupati in
Commissione e poi in Aula di approvare questa legge, quando questa
legge è al palo, dopo un anno e mezzo. Che modo è questo di
rapportare l'attività del Parlamento con l'attività del Governo? A
che serve essere parlamentari se poi il Governo non risponde
all'attuazione della legge?
(Applausi del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle)
Questa è la storia di una legge. E ve ne cito un'altra, più
recente, che anche questa ha appassionato il dibattito perché è
stata una legge che ha messo a confronto punti di vista etici
diversi che però in quest'Aula, con nobiltà e con dignità, si sono
misurati fino a partorire una innovazione legislativa che và con
il numero 6 del 20 marzo 2015, ed è la legge conosciuta come Norme
contro la discriminazione sull'orientamento sessuale, l'identità di
genere. Istituzione del registro regionale delle unioni civili .
Anche a quella legge c'eravamo preoccupati di dare un crono-
programma. Negli articoli della legge c'è un crono-programma che
dice che entro 90 giorni andava approvato un regolamento che
avrebbe dato il via all'istituzione del Registro regionale delle
unioni civili; entro 120 giorni da quel 20 marzo, e quindi il 20 di
settembre i comuni devono adoperarsi per mettere in condizioni le
formazioni sociali le coppie come sono state chiamate, hanno
titolo a richiedere il rispetto dei diritti. Ebbene anche quella
legge è al palo. E quindi noi frustriamo le aspettative, le attese,
i bisogni, i desideri, le speranze a cui abbiamo cercato di dare
una risposta e che invece frustriamo. Allora, c'era poco fa
l'Assessore all'energia e ai rifiuti, avrei voluto rivolgermi anche
a lei - sono certa che le mie parole gli arriveranno - è in un
settore strategico l'Assessore all'energia e ai rifiuti, ci
aspettiamo da quell'assessorato grandi risposte, ma le più piccole
sono quelle di far sì che le leggi - e la legge sull'amianto
riguarda anche quell'assessorato - funzionino, perché altrimenti
davvero il fallimento del lavoro parlamentare è grande e sarà
difficile giustificarlo di fronte all'opinione pubblica.
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula terrà seduta martedì 15
settembre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Istruzione e formazione professionale .
III - Discussione del disegno di legge:
- Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
585/A) (Seguito)
Relatore: on. Oddo
IV - Discussione della mozione:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
sulla gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia.
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
V - Discussione della mozione:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale per
prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti connesso
ai flussi migratori e assicurare un'ordinata gestione
dell'accoglienza dei migranti aventi titolo.
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO -
CURRENTI - LANTIERI
VI - Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana.
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI -
CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 18.40
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.00)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio