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Resoconto d'Aula della Seduta n. 269 di martedì 08 settembre 2015
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   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.15

   LANTIERI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  delle
  sedute n. 267 del 10 agosto 2015 e n. 268 del 2 settembre 2015 che,
  non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   - Arancio, Vullo e Dina, per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  in materia di variazione e rettifica dei confini  fra  i
  comuni di Lercara Friddi e Vicari. (n. 999)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   -  Istituzione  delle  Sale del commiato  e  delle  case  funebri.
  Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18. (n. 1011)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.
   PARERE VI.

   - Norme in materia di polizia locale e sicurezza urbana. (n. 1013)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   - Incarichi di esperto del sindaco. (n. 1018)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   -   Introduzione   mozione  di  sfiducia   al   presidente   della
  circoscrizione di decentramento. (n. 1019)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   -  Trasparenza  dei processi deliberativi all'interno  degli  enti
  locali. (n. 1021)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme in materia di agricoltura sociale. (n. 1012)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.
   PARERE V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Regolamentazione delle  misure dei cortili e delle distanze  di
  aperture   finestrate  nei  centri  storici  del   piccoli   comuni
  siciliani. (n. 998)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   -  Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento  del
  consumo del suolo. (n. 1007)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.
   PARERE III.

   -  Utilizzazione  agronomica delle acque  reflue  provenienti  dai
  caseifici. (n. 1014)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

   - Norme in materia di tutela dei livelli occupazionali nel settore
  di gestione integrata dei rifiuti. Modifiche alla legge regionale 8
  Aprile 2010, n. 9. (n. 1017)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Razionalizzazione  delle  funzioni  ispettive  in  materia  di
  previdenza  sociale  e  di lavoro in Sicilia  e  recepimento  della
  normativa nazionale di cui al decreto legislativo 23 aprile 2004 n.
  124. (n. 1004)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Disciplina dei cimiteri per gli animali di affezione. (n. 1020)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 agosto 2015.
   PARERE I.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2765  - Chiarimenti sulle iniziative messe in atto dal Governo
  regionale  per  prevenire e contrastare il rischio idrogeologico  e
  gli incendi boschivi in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2766  -  Chiarimenti  sullo stato del finanziamento  assegnato
  all'I.C.  Elio Vittorini di Solarino, a valere sull'avviso pubblico
  per  sostenere  il  successo scolastico  degli  studenti  stranieri
  valorizzando l'interculturalità nelle scuole.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo

   N. 2767 - Chiarimenti sul provvedimento dell'Assessorato regionale
  delle  autonomie  locali e della funzione pubblica  dell'avvio  del
  procedimento di revoca dell'avviso di selezione per l'assunzione di
  267  operatori  tecnici  del ruolo tecnico  dei  beni  culturali  e
  ambientali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2763  - Chiarimenti riguardo alla mancata assistenza da  parte
  dell'ASP di Mazara del Vallo ad un persona affetta da SLA.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio;  Mangiacavallo  Matteo;  Ferreri  Vanessa;        Siragusa
  Salvatore;   Foti   Angela;  Trizzino Giampiero; Zito  Stefano;  La
  Rocca Claudia

   N.  2764 - Chiarimenti riguardo le azioni effettuate per eliminare
  l'attuale limitazione d'invaso della diga Trinità sul fiume Delia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio;  Mangiacavallo  Matteo;  Ferreri  Vanessa;        Siragusa
  Salvatore;   Foti   Angela;  Trizzino Giampiero; Zito  Stefano;  La
  Rocca Claudia

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Michele Russo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è doveroso ricordare la  figura  di
  Michele  Russo,  ex  deputato di questo  Parlamento  scomparso  nei
  giorni scorsi all'età di 91 anni. Nato a Palermo l'8 gennaio  1924,
  Russo  fu  componente di questa Assemblea - eletto nel collegio  di
  Enna  -  tra  le fila del Blocco del popolo, prima, e  del  Partito
  socialista  italiano e  del Partito socialista  italiano  di  unità
  proletaria, dopo, per 5 legislatura, dal 1951 al 1971.
   Russo,  professore di storia e filosofia, cominciò la sua attività
  politica quale componente del Comitato di liberazione nazionale  di
  Caltanissetta  e  fu  poi segretario della Federterra  in  Sicilia,
  segretario regionale della Cgil e consigliere comunale di Enna.
   Mentre  era giovane insegnate al liceo classico di Piazza Armerina
  fu  protagonista delle lotte contadine del dopoguerra e  guidò  con
  Michele Sala l'occupazione di feudi e di terre incolte.
   Prima  di iniziare i nostri lavori, interpretando i sentimenti  di
  tutta  l'Assemblea, vi invito a osservare un minuto di silenzio  in
  segno di cordoglio.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

   rubrica: Territorio e Ambiente
   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                             della Rubrica
                         Territorio e Ambiente

   PRESIDENTE  Si  passa al II punto dell'ordine del giorno:  seguito
  dello  svolgimento  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della
  Rubrica:  Territorio e ambiente .
   Si   procede   con   lo  svolgimento  dell'interpellanza   n.   16
   Chiarimenti  sulla scadenza dei vincoli preordinati  all'esproprio
  per   decorrenza   quinquennale  sulla   perequazione   urbanistica
  nell'ordinamento  regionale ,  a  firma  degli  onorevoli  Palmeri,
  Cancelleri, Cappello ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Croce per fornire la risposta.

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Con  riferimento
  all'interpellanza in oggetto, presentata il 20 febbraio  2013,  per
  la  trattazione della quale, con nota presidenziale prot. n.  17311
  del  4 aprile 2013 era stato delegato l'Assessore regionale per  il
  Territorio  e  Ambiente pro-tempore, si comunica  che  il  medesimo
  Assessore  con  nota  prot.  n.  4169/gab  del  25/09/2013  al  cui
  contenuto  si  rimanda, indirizzata al primo  firmatario  dell'atto
  ispettivo, ha già anticipato la risposta.
   Si  rappresenta, inoltre, che il problema esposto con il  presente
  atto ispettivo attiene alla mancanza di risorse da parte dei Comuni
  che  non  riescono  a  fare  fronte alle  previsioni  di  esproprio
  previste con i Piani Regolatori Generali.
   Fermo  restando  quanto  disposto  dalla  normativa  nazionale  in
  materia,  che  ad  oggi non risulta sia stata aggiornata  per  tali
  fattispecie, per sopperire alla mancanza di risorse dei  Comuni  la
  questione va demandata all'Assemblea regionale siciliana, in quanto
  andrebbe istituito un apposito capitolo di bilancio.

   PRESIDENTE.    Gli   onorevoli   interpellanti    si    dichiarano
  insoddisfatti.
   Si passa all'interpellanza n. 118  Iniziative per porre rimedio ai
  fenomeni  di abuso edilizio nel comune di Taormina (ME) ,  a  firma
  degli  onorevoli  Ciaccio, Cancelleri, Mangiacavallo,  Cappello  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Con  riferimento
  all'interpellanza in argomento, presentata il 21 ottobre 2013,  per
  la  quale con nota presidenziale prot. n. 35412 del 24 luglio  2014
  era stato delegato l'assessore regionale del territorio ed ambiente
  pro-tempore,  nel rappresentare che lo stesso aveva già  anticipato
  la risposta con  nota prot. n. 2477/Gab del 10/06/2014.
   Tuttavia,  considerato  il tempo intercorso  tra  la  formulazione
  della risposta anzidetta e l'inserimento all'ordine del giorno  dei
  lavori  d'Aula  per la trattazione, ad integrazione della  risposta
  già  fornita, si comunica quanto segue.
   A  seguito  delle ripetute segnalazioni relative a presunti  abusi
  edilizi  nel  Comune di Taormina, non ultimo quanto  segnalato  con
  l'atto  parlamentare  in questione, è stata  avviata  una  attività
  ispettiva con l'invio di un commissario nominato con D.A. n. 69/Gab
  del 07/04/2014 a firma dell'assessore regionale pro-tempore.
   Relativamente all'attività espletata, l'Ufficio Tecnico del Comune
  di  Taormina ha comunicato che i procedimenti di sanatoria sono 94,
  di  cui 52 hanno chiuso i procedimenti con concessione edilizia  in
  sanatoria,  29  hanno chiesto di avvalersi dell'art.  13  della  L.
  47/85, 5 pratiche sono pendenti con il TAR, per le restanti 8  sono
  in corso le verifiche mediante accertamenti.
   Relativamente    alla   presenza   di   abusi    insanabili    che
  l'Amministrazione   comunale   intendesse   utilizzare,   l'Ufficio
  comunale  specificava che, verificata la tipologia degli abusi,  il
  Comune  non intende avvalersi dell'eventuale concessione di diritto
  di abitazione ai sensi dell'art. 4 della L.R. 17/94.
   In  definitiva,  per  quanto  sopra rappresentato,  l'attività  di
  controllo  sui fenomeni di abuso edilizio nel Comune di Taormina  e
  l'evoluzione   dei  singoli  provvedimenti,  continua   ad   essere
  all'attenzione     del     competente    Dipartimento     regionale
  dell'Urbanistica.

   PRESIDENTE.    Gli    onorevoli   interpellanti    si    ritengono
  insoddisfatti.
   Le  seguenti interrogazioni con richiesta di risposta  orale,  per
  assenza  del  firmatario, onorevole Vinciullo, sono trasformate  in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  2164   Interventi utili al recupero e alla valorizzazione  del
  lago Biviere di Lentini(SR) ;

   N.  2448   Interventi di manutenzione e pulizia dei corsi fluviali
  nel siracusano ;

   N.  2500   Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Buscemi  (SR)
  dalle  deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014  di
  richiesta  dello  stato  di emergenza per i gravi  danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N. 2501  Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Carlentini (SR)
  dalle  deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014  di
  richiesta  dello  stato  di emergenza per i gravi  danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N.  2503   Chiarimenti sull'esclusione del Comune  di  Ferla  (SR)
  dalle  deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014  di
  richiesta  dello  stato  di emergenza per i gravi  danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N.  2505   Chiarimenti sull'esclusione del Comune  di  Francofonte
  (SR) dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014
  di  richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N.  2507   Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Pachino  (SR)
  dalle  deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014  di
  richiesta  dello  stato  di emergenza per i gravi  danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N. 2510  Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Priolo Gargallo
  (SR) dalle deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014
  di  richiesta dello stato di emergenza per i gravi danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N.  2511  Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Rosolini  (SR)
  dalle  deliberazioni di Giunta n. 328 e 329 del 7 novembre 2014  di
  richiesta  dello  stato  di emergenza per i gravi  danni  provocati
  dagli eventi atmosferici del 5 novembre 2014 ;

   N.  2723  Chiarimenti sulla mancata indizione dell'appalto per  la
  promozione e la fruizione del sito di Pantalica (SR);

   N.  2724  Chiarimenti sulle azioni che la Regione intende adottare
  a  tutela  del  piano particolareggiato di Ortigia, nel  comune  di
  Siracusa .

   Si  passa  all'interpellanza N. 300  Rideterminazione del  riparto
  delle   unità  destinate  all'antincendio  nel  catanese   per   il
  riequilibrio  numerico  delle  unità  lavorative ,  a  firma  degli
  onorevoli Cappello, Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.  Con  l'atto
  ispettivo  in  argomento,  per  la  cui  trattazione  lo  scrivente
  assessore regionale per il territorio e l'ambiente è stato delegato
  con  nota  presidenziale n. 34346 del 14/07/2015, viene chiesto  un
  intervento  per  rideterminare  il riparto  delle  unità  destinate
  all'antincendio  nella provincia di Catania, potenziando  le  unità
  per  il  territorio del Calatino sud Simeto, garantendo altresì  al
  distaccamento  dei  Vigili  del Fuoco,  l'ausilio  di  un'ulteriore
  squadra antincendio per garantire un intervento urgente su tutti  i
  Comuni del Calatino.
   Per   meglio   affrontare  la  problematica  rappresentata   dagli
  onorevoli interpellanti, si rappresenta quanto segue.
   La legge regionale 16/96, nell'ambito delle prestazioni lavorative
  del  settore  forestale e degli addetti alla difesa  dei  boschi  e
  degli incendi, ha ripartito, per ogni contingente distrettuale,  il
  numero  di lavoratori forestali appartenenti alle fasce di garanzia
  occupazionali  garantiti,  cosiddetti   centocinquantunisti   e   i
   centunisti ,  in  funzione delle mansioni in n. 576  addetti  alle
  squadre  di  pronto  intervento,  n.  140  addetti  alla  guida  di
  autobotti,  n.  150 addetti alle torrette di avvistamento  incendi,
  per un totale di 866 lavoratori.
   I  predetti  lavoratori  sono  stati  distribuiti  nel  territorio
  provinciale sulla base della valenza della copertura vegetale, zona
  parco  riserve, zone ZIC e Zeta PS, del piano regionale antincendio
  e,  di  conseguenza,  sulla  base del piano  operativo  provinciale
  antincendio boschivo redatto annualmente dall'Ispettorato.
   Nel  tempo,  ai  sensi della legge regionale 14/2006,  e  per  gli
  effetti  dell'elenco  speciale dei lavoratori  il  contingente  dei
  lavoratori  garantiti  nell'attività  antincendio  per  151  e  101
  giornate lavorative é lievitato fino a 917 unità.
   E' fondamentale precisare che fino all'anno 2012, al fine di porre
  in  essere i massimi livelli di sicurezza del territorio,  è  stato
  previsto  un  modello che garantisse l'impiego del minor  tempo  di
  intervento  sul  fronte  fuoco,  pertanto  le  squadre  di   pronto
  intervento   sono  state  dislocate,  quanto  più   possibile,   in
  corrispondenza  delle aree maggiormente sensibili, ai  principi  di
  incendi.
   Già  nel  corso  dell'anno 2012 la dislocazione  territoriale  dei
  lavoratori, per gli effetti della spending review, per economizzare
  nella  voce  di spesa afferente il rimborso chilometrico,  è  stata
  rivisitata posizionando le squadre di pronto intervento in località
  prossime al centro di raccolta ed a quote inferiori ai 1000  metri,
  in modo da diminuire le spese di chilometraggio e di altimetria.
   Nell'anno 2014, a fronte di richieste di avviamento per 917 unità,
  sono state effettivamente impiegate 894 unità.
   La  recente  Legge Regionale 7 maggio 2015 n. 9 ha imposto  alcuni
  fondamentali  e  radicali cambiamenti nella gestione  dell'attività
  antincendio:
   a) il mantenimento dell'unica graduatoria a livello provinciale;
  b) la riduzione del contingente dei lavoratori addetti al servizio
  di prevenzione incendi nella misura pari ad almeno il 20% di quello
  impiegato nel 2014;
  c) i lavoratori forestali vengono, di norma, utilizzati nell'ambito
  di 20 chilometri tra andata e ritorno.
   Al  fine  di  adempiere a quanto dettato dalla citata normativa  è
  stato  necessario  impiantare la struttura antincendio  sulla  base
  delle  nuove  risorse umane ridotte del 20 per  cento  rispetto  al
  personale impiegato nel corso dell'anno 2014 ovvero:
   rispetto  alle  894 unità del 2014, si arriva a  716  unità,  come
  contingente del 2015.
   E'  stato necessario stabilire criteri utili alla riduzione del 20
  per  cento del personale, a livello provinciale, sulla base di  due
  effettive possibilità:
    1) modello matematico lineare, ovvero riduzione del 20 per  cento
       delle vedette, autisti, addetti alle squadre, per distaccamento e
       per  distretto.  Tale  modello avrebbe  ridotto  la  copertura
       dell'avvistamento incendi per effetto della riduzione del 20 per
       cento delle vedette; ridotto il numero delle squadre antincendio
       per effetto della riduzione degli autisti; ridotti i tempi  di
       intervento sul fronte fuoco; aumentate le spese di chilometraggio.
  2) modello che tenesse conto della garanzia di giusti livelli
  operativi a salvaguardia del patrimonio forestale regionale
  (Parchi, riserve, zone SIC e ZPS).
    Va da sé che l'unico modello applicabile era quello dettato dalla
  legge, ovvero in grado di mantenere alto il livello di salvaguardia
  del patrimonio forestale, confermando le postazioni antincendio già
  indicate nel piano provinciale.
    Pertanto, si è operato sulla base dei seguenti criteri  a  tutela
  del territorio:
    -evitare,  quanto  più possibile, la riduzione delle  vedette  ed
       autisti;
  -mantenere inalterata la distribuzione delle postazioni antincendio
  di cui alla campagna antincendio 2014, nella quale è stata
  retribuita una indennità chilometrica media pari a 14 chilometri a
  lavoratore;
  -ridurre i turni delle squadre da H24 ad H12:
  -ridurre i componenti delle squadre antincendio da 8+1 a 6+1.
   Per  quanto riguarda l'area del Calatino, area nella quale non  vi
  sono  Parchi  e  Riserve, ai quali dare priorità  d'intervento,  di
  rappresenta che, in passato, vi è stato uno storico soprannumero di
  personale  fino  al  punto,  che  in  occasioni  di  intervento  di
  spegnimento  incendi,  diversi  addetti  alle  squadre  di   pronto
  intervento sono rimaste inoperanti per mancanza di automezzi.
   Nell'area del Calatino, la riduzione del personale ha superato  il
  livello del 20 per cento.
   Più  precisamente, nel distaccamento di Caltagirone, la  riduzione
  del personale, rispetto alla campagna antincendio 2014, è stata del
  22,97  per  cento,  mentre  presso il  distaccamento  forestale  di
  Vizzini è stata del 25,66 per cento, per un totale di unità ridotte
  complessivamente pari a 77,
   Operare  una  scelta  diversa,  come  viene  chiesto  con   l'atto
  ispettivo,  avrebbe scoperto intere zone del Parco  dell'Etna,  del
  Parco dei Nebrodi, dell'Oasi della Timpa di Acireale, dell'Oasi del
  Simeto.
   Infine,  in merito a quanto chiesto dagli onorevoli interpellanti,
  relativamente alla istituzione di una ulteriore squadra antincendio
  a  supporto  del  distaccamento dei vigili del fuoco,  non  si  può
  pensare  di colmare la carenza del personale dei Vigili  del  Fuoco
  con  i  lavorati  forestali  che, per effetto  della  L.R,  9/2015,
  soffrono di una significativa carenza.

   PRESIDENTE. Gli interpellanti si ritengono soddisfatti.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  302,   notizie  in  merito  alla
  delocalizzazione di un elisuperfice sita presso il comune  di  Capo
  D'Orlando , a firma degli onorevoli Zafarana, Cancelleri ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.  Con  l'atto
  ispettivo in argomento, presentato il 30 giugno 2015, rivolto  allo
  scrivente  assessore  regionale del territorio  e  dell'ambiente  e
  all'assessore regionale delle infrastrutture e della mobilità,  gli
  onorevoli interpellanti chiedono notizie in merito all'iter per  la
  realizzazione di un'elisuperficie nel comune di Capo d'Orlando.
   Relativamente  alla problematica esposta con l'atto  ispettivo  de
  quo si rappresenta quanto segue.
   Il  P.O.FESR Sicilia 2007/2013 (Asse 1, reti e collegamenti per la
  mobilità; Obiettivo 1.2: accrescere la dotazione della funzionalità
  dei  nodi infrastrutturale  in grado di favorire l'intermodalità  e
  l'ottimale  trasporto delle merci e delle persone, con  particolare
  attenzione  alla  specificità insulare del  territorio;   Obiettivo
  operativo  1.2.3: potenziare le strutture land side degli aeroporti
  esistenti   e  realizzare  interventi  finalizzati  all'innovazione
  tecnologica  nel settore del trasporto aereo; Linea  di  intervento
  1.2.3.3: realizzazione di infrastrutture eliportuali inserite in un
  programma di rete)  prevedeva la realizzazione di elisuperfici  nel
  territorio  regionale ai fini di un soccorso sanitario e protezione
  civile.
   Per  la  definizione  del programma di rete  delle  infrastrutture
  eliportuali  e  per la verifica della sua coerenza  come  programma
  operativo 2007/2013, sono stati svolti i seguenti passaggi tecnico-
  amministrativi.
   Sono  stati  attivati i tavoli tecnici in dati 10 marzo  2009,  21
  aprile 2009 e 12 maggio 2009.
   E'  stato  trasmesso  al numero di valutazione degli  investimenti
  pubblici  il  quale, con nota del 20 novembre 2009,  n.  20775,  ha
  preso atto dei risultati conseguiti ed invitato il DRPC Sicilia  ad
  espletare i consequenziali adempimenti procedurali.
   Unitamente  al  rapporto  preliminare di assoggettabilità  per  la
  valutazione ambientale strategica è stata trasmessa al Servizio   5
  Via-  Vas - del Dipartimento territorio e ambiente con nota del  21
  dicembre 2009 n. 63082, ai sensi del DM. 152 del 2006.
   E'  stato  sottoposto al tavolo del partenariato per  la  prevista
  condivisione in data 26 luglio 2010.
   E'  stato approvato con delibera di Giunta di Governo n. 4  del  1
  aprile  2011,  nonché  con  decreto  del  Direttore  generale   del
  Dipartimento regionale della Protezione Civile del febbraio 2011.
   Il medesimo programma conteneva inoltre interventi da attivare:
     A  titolarità  posti in priorità 1 e per tale priorità  è  stato
  notificato  il  programma a tutte le Amministrazioni interessate  e
  sono  state redatte le presentazioni esecutive degli interventi  ad
  opera dei vari servizi del DRPC.
   A  regia  posta  in  priorità 2 tra le quali  risulta  ricompresso
  l'intervento denominato  Realizzazione di elisuperficie nel  comune
  di  Capo d'Orlando . Si precisa che per tale priorità il bando  per
  la  selezione  dei  beneficiari è stato trasmesso  al  Dipartimento
  regionale  della  programmazione ai  fini  della  condivisione  dei
  criteri  di  scelta  degli interventi nonché  all'acquisizione  del
  supporto tecnico necessario per avviare le opere in priorità 2  con
  procedura sportello.
   Con  domanda  di ammissione al contributo n. 16290  del  1  luglio
   2011,  il  sindaco  pro-tempore   del  Comune  di  Capo  d'Orlando
   chiedeva di essere ammesso a partecipare alla selezione del  bando
   e nel contempo dichiarava:
   -di  aver preso visione del bando di selezione e di accertarne  il
      contenuto;
  - che il Comune di Capo d'Orlando è inserito al n. 27 dell'elenco
  degli interventi a regia del bando in oggetto per l'importo di Euro
  400.000,00 e il cui programma di rete infrastrutture eliportuale in
  priorità 2 è stato ridotto al servizio di costruzione del
  Dipartimento regionale della Protezione Civile ed approvato dalla
  Giunta regionale del Governo con delibera n. 4 il 14 gennaio 2011;
  -che la proposta progettuale in esame riguarda la realizzazione di
  una struttura eliportuale;
  -che per la conduzione tecnica amministrativa dell'opera è stato
  nominato il responsabile del procedimento individuato dal
  responsabile area tecnica manutenzione dei lavori pubblici, ing.
  Michele Gatto;
  -che il suddetto progetto è stato approvato in linea tecnica e
  valicato dal RUP ai sensi della legge regionale 7/2002 e ss.mm.ii.
  come progetto di livello esecutivo previa attestazione di prima
  fattibilità dell'opera in relazione allo stato di fatto del terreno
  di sedime.
  -che l'elisuperficie da realizzare è conforme ai regolamenti di
  genere di edilizie comunali ai sensi dell'art. 93, commi 5 e 7,
  delle vigenti norme tecniche di attuazione del PRG  e conforme alla
  strumentazione urbanistica comunale relativa al piano di Protezione
  Civile e redatto infine dal 27 ottobre '98, giusta delibera del
  Consiglio Comunale n. 81, approvata dalla Prefettura di Messina ed
  in ultimo adeguata e approvato con delibera commissariale n. 167
  del 30 maggio 2006 che ivi individua un sito di atterraggio
  elicotteri;
  -che nessun'altra richiesta di finanziamento è stata avanzata da
  questo Comune ad altro ramo dell'Amministrazione regionale di altro
  ente;
  -che con delibera di Consiglio Comunale n. 26 del 28 giugno 2011 è
  stata localizzata l'area di intervento per la realizzazione del
  progetto di che trattasi individuata in località Tavola Grande e
  per la quale esiste la piena disponibilità;
  -che la richiesta relativa ad un unico progetto di elisuperficie il
  cui costo è stato preventivato entro un importo programmato di Euro
  400.000,00, pari al contributo richiesto per la presente domanda;
  -che giusta delibera di giunta municipale n. 175 del 29 giugno 2011
  il Comune resta obbligato ad assumere, a carico del proprio
  bilancio, qualsiasi maggiore onere necessario a qualsiasi titolo
  all'eventuale completamento dell'opera nel caso di importo
  superiore a quello suddetto oggetto dell'istanza.
  -Che con il medesimo suddetto atto deliberativo n. 175 del 2011 è
  stato dichiarato il vincolo di inalienabilità del bene oggetto del
  finanziamento per i successivi dieci anni dalla realizzazione
  dell'opera al fine di preservare la destinazione del bene per
  finalità di pubblico interesse.
   La  documentazione  allegata alla domanda contiene  l'approvazione
  del  progetto  in linea tecnica redatta il 29 giugno 2011  dal  RUP
  ing.  Michele Gatto dell'Ufficio tecnico comunale il quale prendeva
  atto che:
   -con  Determina  sindacale dell'8 giugno 2011, è stato  costituito
      l'ufficio del R.U.P. e di progettazione per predisporre gli atti di
      competenza del comune finalizzati alla partecipazione del suddetto
      bando;
  - che con delibera del consiglio comunale del 28 giugno 2011 è
  stata localizzato l'area di intervento per la realizzazione del
  progetto di che trattasi individuata in località Tavola Grande per
  la quale esiste la piena disponibilità dell'ente.
  -La suddetta superficie ricade in area classificata come aviopista
  a servizio del piano comunale di protezione civile nella
  disponibilità del comune, giusto documento di intesa sottoscritto
  con l'Associazione Volo Club di Capo d'Orlando in data 23 aprile
  1999, e successive modifiche ed integrazioni del 4 aprile 2006 e
  del 24 giugno 2011;
  -che in data 29 giugno 2011 è stato redatto il verbale di
  autorizzazione del progetto esecutivo di che trattasi ai sensi
  dell'articolo 57 del DPR 207 del 2010 e successive modifiche ed
  integrazioni. Utile alla presentazione di istanza richiesta di
  finanziamento di cui è citato bando regionale;
  -che con delibera del consiglio comunale n. 11 del 14 aprile 2011 è
  stato approvato il programma triennale delle opere pubbliche n.
  20111/2013 con annesso elenco annuale 2011 all'interno del quale è
  stato programmato l'intervento di che trattasi nella categoria
  altre modalità di trasporto, priorità 1.
   L'area  oggetto  dell'intervento non è gravata da  alcun  tipo  di
  vincolo ostativo alla realizzazione del progetto.
   Nella  seduta n. 5 del 6 luglio 2011 la commissione di valutazione
  delle  istanze, all'uopo istituita dal dirigente regionale generale
  del  dipartimento  regionale della protezione  civile,  ha  ammesso
  l'intervento denominato  realizzazione di elisuperfici  nel  comune
  di  Capo d'Orlando' declassando il progetto presentato da esecutivo
  a  definitivo  in  quanto  carente dei pareri  necessari  e  che  a
  conclusione dei lavori della suddetta commissione veniva  approvato
  con   decreto   del  direttore  generale  del  dipartimento   della
  protezione civile n. 430 dell'11 agosto 2011.
   Con nota prot. 28309 del 7 novembre del 2011 è stato trasmesso  al
  Servizio  di  costruzione  copia del  progetto  esecutivo  entro  i
  termini  previsti dal decreto del direttore generale n. 430 dell'11
  agosto 2011 e successivamente con decreto del direttore generale n.
  1053  dell'1  dicembre 2011. L'intervento denominato  realizzazione
  di  una  elisuperficie  nel  comune  di  Capo  d'Orlando'  è  stato
  finanziato dalla Regionale Siciliana, Dipartimento della protezione
  civile.
   A  seguito di gara d'appalto esperita dal comune di Capo d'Orlando
  i  lavori sono stati affidati all'ATI, Keco  Casa s.r.l. e Grise di
  Rizzo  Giampiero giusto contratto del 29 novembre 2012,  repertorio
  n.  2037  e  i  lavori per la realizzazione dell'opera  sono  stati
  avviati  in  data  24  agosto  2012 come  risultante  dall'apposito
  verbale  di  consegna.  Infine, a seguito  di  proroga  dei  lavori
  concessa dall'impresa esecutrice, è stato previsto il completamento
  dei  lavori  entro il 31 marzo 2015 e allo stato  attuale  è  stata
  realizzata  la  piastra per l'atterraggio e il  decollo,  i  locali
  tecnici e parte degli impianti di illuminazione della pista.
   Sotto  il profilo finanziario sono stati spesi dal comune di  Capo
  d'Orlando   euro  38.824,36  e  risultano  realizzati  lavori   per
  ulteriori euro 115.127,16.
   Alla  luce  della  siffatta  premessa,  si  considera  ora  quanto
  riportato  dall'interpellanza segnata in oggetto, più  precisamente
  che  il comune con nota del 16 luglio 2013 prot. 16442 ha richiesto
  il  dipartimento  regionale di protezione  civile  l'autorizzazione
  alla delocalizzazione della stessa elisuperficie in località Pissi,
  nelle  adiacenze  della  nuova  sede  territoriale  del  nucleo  di
  protezione  civile comunale. Con delibera n. 264 del  20  settembre
  2013,   la  giunta  municipale  ha  approvato  la  delocalizzazione
  dell'area destinata all'intervento. Con successiva delibera n.  299
  del  29 ottobre 2013, si è invece provveduto alla revoca della  264
  del  2013,  adducendo come motivazione l'impossibilità di pervenire
  in   tempi  brevi  all'esproprio  delle  aree  individuate  per  la
  delocalizzazione  e  la  scadenza  di  alcuni  vincoli  del   piano
  regolatore generale.
   Per   consentire alla Signoria vostra di essere a conoscenza delle
  motivazioni  addotte  per  giustificare la  revoca  di  cui  sopra,
  intervenuta    dopo   la   richiesta   di   autorizzazione    della
  delocalizzazione   se   gli   stessi   ritengono   i    regolamenti
  circostanziali si riferisce quanto segue:
   agli   atti  del  Dipartimento  della  Protezione  civile  risulta
  acquisita  la delibera di giunta municipale n. 299 del  29  ottobre
  2013  dalla  quale  si evince che successivamente  al  citato  atto
  deliberativo di giunta municipale n. 264 del 2013 sono sopravvenuti
  motivi  ostativi  alla  rapida definizione dell'iter  espropriativo
  delle  nuove  aree, riconducibili principalmente alla scadenza  dei
  vincoli di PRG sulla nuova area individuata in località Pissi, tali
  da  imporre  il completamento dell'appalto già in corso  nella  sua
  sede  attuale in località Tavola Grande e che non sia a  conoscenza
  di  ulteriori  motivazioni addotte a giustificazione  della  citata
  revoca.
   Per completezza si reputa opportuno iniziare che:
   -  l'atto  deliberativo  è  supportato  da  adeguata  e  specifica
  motivazione;
   -  alla richiesta di autorizzazione alla delocalizzazione avanzata
  dal  comune  con nota prot. 16442 del 16 luglio 2013,  il  servizio
  ricostruzione  del  dipartimento  con  nota  del  22  agosto   2013
  rispondeva che  in riferimento alla nota di indirizzo, con la quale
  si informa la sospensione dei lavori per l'intervento in oggetto, a
  causa  di  violenti mareggiate che hanno compromesso la  strada  di
  accesso   al   sito   previsto  per  l'elisuperficie,   si   chiede
  l'autorizzazione a delocalizzare l'elisuperficie presso  il  nucleo
  di Protezione civile comunale in località Pissi.
   Si  fa  presente  che nessuna autorizzazione è  dovuta  da  questo
  servizio  in  quanto  la  scelta e  la  responsabilità   di  dovere
  procedere alla delocalizzazione della struttura da realizzare dovrà
  essere  assunta  dal  RUP  dell'intervento  e  dall'Amministrazione
  comunale,   che  si  assumeranno  anche  la  responsabilità   della
  eventuale  decertificazione della spesa oggi imputata  al  PO  FESR
  Sicilia 2007/2013. Resta confermato l'importo del finanziamento, al
  netto  delle somme già decurtate per il ribasso d'asta  e  dell'IVA
  sul  ribasso, pertanto nessuna maggiore spesa può essere  richiesta
  al Dipartimento della Protezione civile per la variante progettuale
  in questione .
   Invero,  poiché l'ammissione a finanziamento dell'opera,  avvenuta
  con   procedura   a   sportello,   era   strettamente   subordinata
  all'esistenza  di  un progetto esecutivo, qualora l'Amministrazione
  avesse rinunciato a quel progetto avrebbe di fatto rinunciato  alla
  priorità  acquisita, non potendosi in alcun modo  configurare  come
   variante   la  realizzazione  di un  altro  progetto  in  un  sito
  diverso.
   Si  riferisce,  comunque, che questa Dirigenza  ha  richiesto  una
  dettagliata   relazione  al  Servizio  ricostruzione  di   Catania,
  successivamente  inoltrata alla Procura regionale della  Corte  dei
  conti  e  alla  Procura della Repubblica di Messina, unitamente  ai
  relativi allegati.
   Al  fine  di riscontrare, infine, la seconda parte della richiesta
  formulata  nell'interpellanza n. 302  ovvero  se  codesta  Autorità
  intenda  svolgere  ulteriori indagini nel  merito  della  questione
  anche  allo  scopo  di fare chiarezza in merito all'opportunità  di
  allocare  diversamente anche il collettore fognario e il tratto  di
  rete  ENEL  insistenti nella stessa porzione di territorio,  si  fa
  presente  che  il  Servizio ricostruzione del Dipartimento  ha  già
  svolto  ulteriori accertamenti, effettuando un apposito sopralluogo
  in  data 20 marzo 2015, acquisendo la documentazione inerente  allo
  stato  dell'intervento e nella trasmessa relazione  di  sopralluogo
  evidenzia  che  il tratto danneggiato dalle mareggiate è successivo
  all'accesso  dell'elisuperficie che in  atto  è  già  in  opera  un
  cantiere per il rifacimento della strada e dei sottoservizi,  oltre
  alla  realizzazione di una scogliera di massi a protezione dei muri
  di contenimento della strada .
   Si  rappresenta, infine, che allo stato attuale l'elisuperficie in
  esame  risulta  quasi del tutto ultimata (mancante  solo  di  parte
  della  recinzione, l'asfalto nel parcheggio ed il  montaggio  degli
  apparecchi  illuminanti) mentre le opere di difesa e la  strada  di
  accesso  all'elisuperficie, realizzate con altri  fondi,  risultano
  essere in fase di completamento.
   L'opportunità  di allocare diversamente le opere di urbanizzazione
  oggi  esistenti, pertanto, non può prescindere dalla  verifica  nel
  tempo della bontà o meno delle opere di difesa delle mareggiate già
  realizzate  e,  comunque,  rientrano nelle  attribuzioni  dell'Ente
  locale.
   In  ultimo, si rappresenta che ai sensi dell'art. 6 del D.D.G.  n.
  1053  dell'1  dicembre  2011  di finanziamento  dell'elisuperficie,
  resteranno  a  carico dell'Amministrazione di Capo  d'Orlando  (ME)
  tutte le spese che siano, a qualsiasi titolo, non rendicontabili ai
  fini  del  P.O. FESR Sicilia 2007/2013, per cause dipendenti  dalla
  stazione appaltante.

   PRESIDENTE.    Gli   interpellanti   si   ritengono   parzialmente
  soddisfatti.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cappello e Ferreri sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   pellanze della rubrica: Territorio e Ambiente
   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il seguito dello svolgimento di interrogazioni ed
         interpellanze della Rubrica  Territorio ed ambiente

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 311   Notizie in  merito
  alla concessione demaniale marittima per varo ed alaggio insistente
  sulla  spiaggia  del  Comune di Torre Faro  (ME) ,  a  firma  degli
  onorevoli Zafarana, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio e altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CROCE,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.   Con  l'atto
  ispettivo in argomento, presentato il 20 luglio 2015 e rivolto allo
  scrivente  assessore  regionale al territorio e  all'ambiente,  gli
  onorevoli   interpellanti  chiedono  di  conoscere   come   intende
  provvedere  l'amministrazione regionale, in merito alla concessione
  demaniale marittima, insistente sulla spiaggia del comune di  Torre
  Faro  (Me),  alla  luce  della sentenza  del  CGA  che  annulla  la
  concessione rilasciata dall'assessorato regionale.
   Relativamente  alla problematica esposta con l'atto  ispettivo  de
  quo,  al  fine di meglio conoscere tutto l'iter che ha portato,  in
  ultimo,  il  rilascio   della concessione  demaniale  marittima  in
  questione  ed  al  seguito della decisione del CGA  n.  535/15,  si
  rappresenta quanto segue.
   Nell'anno 2007, la ditta Freni Ernesto ha fatto istanza presso  la
  Capitaneria  di porto di Messina per il rilascio di una concessione
  demaniale marittima di 3.255 mq,  in località Torre Faro del comune
  di  Messina,  per realizzare una zona di varo, alaggio  e  deposito
  imbarcazioni.
   La  relativa  istanza è stata trasmessa, alla suddetta Capitaneria
  ed all'assessorato territorio ed ambiente, con foglio n. 5/11159 in
  data  22  novembre 2007, con allegato il modello 78  con  il  quale
  esprimeva  parere favorevole al rilascio della suddetta concessione
  demaniale marittima.
   Il  servizio 9 del demanio marittimo dell'ARTA, con nota n.  13950
  del  18  febbraio  2008, autorizzava l'avvio dell'iter  istruttorio
  prevedendo espressamente un inserimento nell'iter istruttorio dello
  specchio acqueo necessario per il varo ed alaggio di imbarcazioni.
   A seguito della suddetta nota, la Capitaneria di porto, in data 11
  marzo  2008,  ha  fatto richiesta alla ditta  di  volere  integrare
  l'istanza con la previsione del corridoio di lancio.
   A  completamento dell'iter istruttorio, la Capitaneria di porto ha
  trasmesso all'assessorato regionale territorio ed ambiente i pareri
  degli enti competenti, con nota in data 9 luglio 2008 ed in data 21
  gennaio 2009.
   La  ditta  Freni, con successiva istanza datata 23  maggio  20096,
  inoltrata presso la Capitaneria di porto, ha fatto richiesta  della
  riduzione della superficie originaria, da mq 3.225 a mq 1.737.
   Su  tale  nuova istanza, la Capitaneria di porto di  Messina,  con
  nota  dell'8 giugno 2009, inviata a questo assessorato, ha espresso
  parere negativo.
   La  ditta Freni, con ulteriore successiva istanza datata 20 luglio
  2009,  ha  prodotto,  presso la Capitaneria di  porto  di  Messina,
  un'integrazione documentale con ulteriore riduzione  e  traslazione
  verso nord della superficie in concessione demaniale marittima  mq.
  1.730,  affinchè  lo  stesso ente rivalutasse  il  parere  negativo
  precedentemente reso.
   La  Capitaneria di porto nel trasmettere a questo assessorato,  in
  allegato, la superiore istanza, con la nota del 21 luglio 2009,  ha
  espresso parere favorevole.
   Il  servizio 9 del demanio marittimo dell'assessorato,   con  nota
  del  30  luglio  2009, ha richiesto alla Capitaneria  di  porto  un
  pronunciamento  definitivo al rilascio della concessione  demaniale
  marittima in oggetto.
   La  Capitaneria  di  porto, con nota del  14  settembre  2009,  ha
  ribadito il proprio parere favorevole in merito.
   L'avvocato Cutuli, per conto della ditta Freni, con nota datata  6
  ottobre 2009, sollecitava l'emissione di un provvedimento da  parte
  dell'assessorato.
   Il  servizio 9 dell'assessorato regionale, con nota del 3 febbraio
  2010,  a  seguito di ulteriori valutazioni, ha determinato  di  non
  acconsentire  al  rilascio  della concessione  demaniale  marittima
  richiesta.
   Avverso  al  suddetto provvedimento, la ditta  Freni  ha  proposto
  ricorso  al TAR di Catania, risoltosi con ordinanza sospensiva  del
  17  giugno 2010. L'avvocato Cutuli per conto della ditta Freni, con
  nota  del  6  ottobre 2010, a seguito di quanto disposto  dal  TAR,
  invitava   al  riesame  della  richiesta  per  il  rilascio   della
  concessione  demaniale marittima in oggetto e, successivamente,  in
  data  18  ottobre  2010,  proponeva  ricorso  avverso  il  silenzio
  formatosi da parte dell'assessorato.
   Il TAR di Catania, con ordinanza del 13 gennaio 2011, ha sospeso i
  provvedimenti  impugnati  e ha disposto  che  l'amministrazione  si
  ripronunciasse  in merito al rilascio  della concessione  demaniale
  marittima in oggetto.
   In  adempimento  al dispositivo di cui alla citata  ordinanza  del
  TAR,  l'Assessorato regionale ed ambiente ha modificato il  proprio
  orientamento  e  con  nota  del primo febbraio 2011 ha  accolto  la
  richiesta per il rilascio della concessione demaniale marittima  in
  oggetto.
   La ditta Freni, in data 22 novembre 2011, ha presentato, presso la
  Capitaneria  di  porto,  nuovi elaborati  planimetrici  con  alcune
  variazioni rispetto alla precedente planimetria.
   Sostanzialmente essendo rimasta invariata la superficie,  è  stato
  spostato  il  confine  sud-ovest di  alcuni  metri  poiché  si  era
  riscontrata una riduzione dell'ampiezza della spiaggia  rispetto  a
  quanto riportato nelle precedenti planimetrie.
   Con  nota del 24 giugno 2011, la Capitaneria di porto ha trasmesso
  all'assessorato  regionale, per gli adempimenti di  competenza,  in
  triplice  copia, i modelli 77 e la concessione demaniale  marittima
  in oggetto.
   Il servizio 9 del demanio marittimo dell'assessorato, con nota del
  12  luglio  2011, ha trasmesso alla ditta Freni, e  per  conoscenza
  alla  Capitaneria di porto, la  concessione demaniale marittima  in
  oggetto n. 216 dell'8 luglio 2011.
   A  seguito  del  ricorso al TAR di Catania, promosso  dai  signori
  Ursino  Francesco e Soraci Francesco, ed al successivo loro ricorso
  alla  sentenza emessa da TAR, il CGA con sentenza n. 705  del  2013
  del  19  giugno 2013, ha statuito l'annullamento della  concessione
  demaniale  marittima  di che trattasi per difetto  di  istruttoria,
  essendo stata rilasciata a fronte del parere emesso dalla provincia
  regionale  di Messina, nella qualità di ente gestore della  Riserva
  naturale  di  Capo  Peloro, riferito ad un  elaborato  planimetrico
  difforme  da  quello  a  cui si riferisce la concessione  demaniale
  marittima.
   Stante   il  suddetto  annullamento  della  concessione  demaniale
  marittima  disposto dal CGA, lo scrivente assessorato ha notificato
  alla  ditta Freni Ernesto l'ingiunzione di sgombero, prot. n. 55067
  del 17 dicembre 2013, relativa all'area demaniale in oggetto.
   Successivamente, in data 13 gennaio 2014, è pervenuta  all'ARTA  -
  Ufficio  del  demanio  marittimo  di  Messina,  l'istanza  prodotta
  dall'avvocato Giovanni Marchese, legale della ditta Freni  Ernesto,
  con  la  quale  viene  richiesto di completare  l'iter  istruttorio
  relativo   alla   concessione   di   che   trattasi,   stante   che
  l'annullamento della concessione demaniale marittima dell'8  luglio
  2011  statuito  dalla  suddetta sentenza del  CGA  non  inficerebbe
  l'intero  procedimento amministrativo che ha prodotto  il  rilascio
  della  concessione  demaniale  marittima,  per  cui  evidenzia  che
  l'Assessorato  possa nuovamente richiedere il parere di  competenza
  della  provincia regionale di Messina, ente gestore  della  Riserva
  naturale  di Capo Peloro, già acquisito ma riferito ad un elaborato
  planimetrico  difforme da quello a cui si riferisce la  concessione
  demaniale  marittima,  facendo salvi i  rimanenti  positivi  pareri
  emessi  dalle  competenti amministrazioni e,  una  volta  acquisito
  detto parere, riemettere un nuovo atto di concessione demaniale.
   Con  nota  del  3  febbraio  2014,  prot.  n.  309,  l'Assessorato
  regionale territorio e ambiente - ufficio del demanio marittimo  di
  Messina  ha  richiesto  nuovo parere alla  provincia  regionale  di
  Messina.
   Con  nota  del  17 aprile 2014 il Servizio Parchi e riserve  della
  Provincia regionale di Messina ha trasmesso il parere favorevole al
  rilascio  della concessione demaniale marittima relativamente  alla
  disposizione  planimetrica,  allegata  alla  concessione  demaniale
  marittima n. 216 dell'8 luglio 2011.
   Con  nota  del  24 aprile 2014, nel trasmettere la  documentazione
  necessaria  per  la  difesa dell'Assessorato nel  ricorso  promosso
  presso   il   TAR  di  Catania,  dal  sig.  Freni  Ernesto   contro
  l'Assessorato  territorio  e ambiente più  altri  per  declaratoria
  illegittimità  del  silenzio  assenso, per  l'annullamento,  previa
  sospensione, dell'ingiunzione di sgombero e per il risarcimento dei
  danni diretti e consequenziali, l'Ufficio del demanio marittimo  di
  Messina  ha  richiesto all'Avvocatura dello  Stato  di  Catania  di
  volersi  pronunciare in merito al possibile rilascio della suddetta
  concessione demaniale marittima.
   L'Avvocatura dello Stato di Catania, con nota del 27  maggio  2014
  pervenuta  allo  scrivente ufficio, in data  3  dicembre  2014,  ha
  espresso  l'avviso  che  si  possa  dar  corso  al  rilascio  della
  concessione demaniale marittima.
   Con  nota  del  9  dicembre 2014, l'Ufficio demanio  marittimo  di
  Messina, stante il parere favorevole rilasciato dal Servizio parchi
  e riserve della provincia regionale di Messina, essendo venuto meno
  il motivo ostativo per cui il CGA, al fine di procedere al rilascio
  della  concessione  demaniale marittima, nelle more  dell'emissione
  del provvedimento di revoca della predetta ingiunzione di sgombero,
  ha  richiesto alla ditta Freni Ernesto la necessaria documentazione
  integrativa.
   Con provvedimento del 19 dicembre 2014 il dirigente del Servizio V
  dell'ARTA ha emesso il provvedimento di revoca dell'ingiunzione  di
  sgombero a suo tempo emesso nei confronti del signor Freni Ernesto.
   Con  nota  del  2  gennaio 2015, introitata  al  protocollo  dello
  scrivente  ufficio al numero 04, il signor Freni  Ernesto,  per  il
  tramite   del  suo  legale  avvocato  Marchese,  ha  trasmesso   la
  documentazione  integrativa richiesta dallo scrivente  ufficio  con
  nota  pro. N. 4103 del 9 dicembre 2014, al fine del rilascio  della
  concessione demaniale marittima.
   L'Ufficio  demanio marittimo di Messina ha provveduto  a  redigere
  l'atto  concessorio, e con foglio vettore n.  36  del  10  febbraio
  2015,  ha  provveduto  a  trasmetterlo al  dirigente  generale  del
  Dipartimento  dell'ambiente  per  la  sottoscrizione  e  successiva
  registrazione presso l'Ufficio del registro di Palermo.
   In  ultimo, il CGA, con decisione n. 535 del 2013, nella camere di
  consiglio  del 15 aprile 2015, a seguito del ricorso  proposto  dal
  signor  Freni  Giulio  nella qualità di  procuratore  generale  del
  signor Freni Ernesto, ha ordinato all'amministrazione di provvedere
  sull'istanza   dell'interessato  entro   trenta   giorni   per   la
  conclusione del procedimento.
   Infine,  il  dirigente generale del Dipartimento dell'ambiente  ha
  provveduto al rilascio della concessione demaniale marittima n. 122
  in data 7 agosto 2015.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Zafarana   per
  dichiarasi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevole colleghi, grazie Assessore
  per  la completezza di informazioni che ha potuto dare a quest'Aula
  e  in risposta alle due mie interpellanze che avevano come oggetto,
  come  si è potuto vedere, il trattamento che riserviamo alle nostre
  coste volendo, globalmente, individuare un tema. Prima, appunto, la
  questione di  Tavola Grande  dove si spendono globalmente 900  mila
  euro  perché  poi,  alla  fine, le cifre aumentano  ed  arrivano  a
  determinarsi come ingenti somme, in seconda battuta, invece,  mi  è
  sembrato quasi un clima, detto in siciliano,  calati juncu ca passa
  la   china    cioè,   prima,  volendo  semplificare,   l'Assesorato
  territorio   ed   ambiente  non  acconsente   al   rilascio   delle
  autorizzazioni,  però,  facendo, comunque,  ricorso  a  Tar  e  Cga
  addirittura, si arriva comunque a superare, sempre e comunque,  per
  via giudiziaria il processo che dovrebbe essere amministrativo che,
  in  qualche modo, dovrebbe anche rispecchiare l'azione e la  scelta
  politica  perché noi abbiamo qui anche una questione,  queste  sono
  segmenti  di costa e sono anche accoramento da parte di  cittadini,
  dei  comitati  locali che si rendono conto di come viene  trattata,
  per esempio, una riserva orientata, di Capo Peloro e, però, a colpi
  di atti giudiziari, addirittura, si supera il CGA.
   Avrò modo, anche eventualmente facendo accesso agli atti di legge,
  di  leggere la motivazione, perché io ero arrivato alla sentenza n.
  535 del 2015 e, praticamente, anche per quest'anno la concessione è
  stata  data.  Chiaramente  è  un  segmento,  dovremmo  ampliare  la
  discussione sulle coste, a tutta la costa messinese e, chiaramente,
  anche andare oltre.
   Mi  dicono  dal  comune di Messina che il PUDM è stato,  comunque,
  depositato  in Assessorato. Tutta una serie di altri comuni,  forse
  sono   morosi   nella  tempistica  di  deposito  del  PUDM,   però,
  sicuramente  è uno dei primi argomenti di cui ci siano occupati  da
  quando  siamo  entrati qui dentro ed è un argomento che  brucia  da
  tempo.  Se noi non provvediamo a stilare in maniera definitiva  una
  programmazione con i piani sia della portualità, che afferisce,  si
  capisce, all'Assessorato dei Beni culturali ma, invece, quello  del
  PUDM afferisce, invece, al vostro Assessorato, noi avremo tutta una
  produzione  amministrativa che, praticamente,  va  a  perdersi  nei
  rivoli di queste richieste di concessioni e, di fatto, che succede?
  Io  parlo  per  Messina  perché è una realtà  che  conosco  meglio:
  abbiamo il mare negato. Il mare è chiuso su tutti i fronti  e  lei,
  assessore, è messinese si faccia una passeggiata da Capo Peloro  in
  poi  verso  Mortelle ed anche dopo, e si innescano anche tutta  una
  serie di argomentazioni, e mi dica.
   Dico,  però,  una mano sulla coscienza rispetto a questo  discorso
  cominciamo  a  porcela, a stringere i tempi sulle  concessioni  che
  poi,  chiaramente,  dovrebbero essere,  invece,  concesse  solo  in
  relazione  ad una progettazione ed utilizzo del demanio  marittimo,
  altrimenti  è  inutile che facciamo le riserve orientate  perché  è
  carta straccia.

   PRESIDENTE.  Mi  pare, pertanto, che lei si dichiari  parzialmente
  soddisfatta.

   ZAFARANA. Per le informazioni soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 312, «Chiarimenti su
  omessi interventi di prevenzione idrogeologica sull'autostrada  A19
  Palermo-Catania e su altre principali arterie siciliane»,  a  firma
  degli onorevoli Musumeci, Ioppolo, Formica.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interpellanza.

   CROCE, assessore per il territorio ed ambiente. Signor Presidente,
  signori  deputati,  con l'atto ispettivo presentato  in  argomento,
  presentato  il  21 luglio 2015, e rivolto allo scrivente  Assessore
  regionale  al Territorio e dell'Ambiente e all'Assessore  regionale
  delle  Infrastrutture e della Mobilità, gli onorevoli interpellanti
  chiedono  chiarimenti  in merito a paventati omessi  interventi  di
  prevenzione idrogeologica sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
   Preliminarmente,  si  rappresenta quanto compete  al  dipartimento
  regionale  della protezione Civile. Nell'ambito delle  attribuzioni
  delineate dall'art. 117 comma 3 della Costituzione, il Dipartimento
  della Protezione civile promuove lo svolgimento di ogni attività di
  previsione  e prevenzione correlata alle varie ipotesi  di  rischio
  sismico,  idrogeologico,  vulcanico,  ambientale  o  antropico   in
  genere, e di soccorso alla popolazione vulnerata, al fine di  porre
  in  essere  tutte  le attività necessarie per il superamento  della
  fase emergenziale e per il ritorno alle normali condizioni di vita.
   La  programmazione  e  l'esecuzione  di  tali  attività  è  svolta
  coinvolgendo tutte le componenti del sistema regionale integrale di
  protezione  civile,  nel  rispetto delle  rispettive  competenze  e
  valorizzandone l'apporto sulla base delle professionalità  e  delle
  conoscenze possedute dai soggetti coinvolti.
   Le  attività  di  previsione e prevenzione sono svolte  secondo  i
  princìpi  di  difesa  passiva,  cioè attraverso  il  controllo  dei
  precursori di evento, l'emanazione degli avvisi di criticità ed  il
  successivo inoltro alle componenti del sistema di protezione civile
  e,  particolarmente,  ai  Sindaci, autorità  locale  di  protezione
  civile,  per attivare le procedure previste dai piani di protezione
  civile  che  determinano  lo scenario di rischio,  gli  esposti  ed
  individuano le soglie di allerta per ciascuno scenario  di  evento,
  nonché un modello di intervento da adottare in caso di emergenza.
   Avviene, inoltre, mediante studi di settore, emanazione di atti di
  indirizzo  regionale,  redazione di  piani  di  protezione  civile,
  informazione della popolazione e formazione della coscienza civica.
   La gestione degli eventi straordinari, cioè le attività necessarie
  per  assicurare il superamento delle criticità, che si  manifestano
  in   occasione  di  eventi  calamitosi  eccezionali,  compresi  gli
  interventi  a  tutela della pubblica e privata  incolumità,  per  i
  quali  sia  stato riconosciuto e dichiarato lo stato di  emergenza,
  gli interventi di difesa attiva tranne i casi di pronto e immediato
  intervento, susseguenti ad eventi calamitosi conclamati come  prima
  detto,  sono  invece  demandati ad altri dipartimenti  e  strutture
  delle  Regioni,  delle città metropolitane, ai liberi  consorzi  di
  comune,    ai   Comuni   ed   enti   territoriali   che   rivestano
  caratteristiche gestionali.
   Per  quanto  sopra si evidenzia l'individuazione  delle  criticità
  territoriali,  la loro inclusione tra gli scenari  di  rischio  nei
  piani  di  protezione civile, nonché gli interventi di  mitigazione
  del   rischio,   restano  a  capo  delle  strutture  ordinariamente
  preposte  e,  quindi, in primis ai Comuni che, ove necessario  e  a
  richiesto,  possono avvalersi dell'aiuto degli Enti gerarchicamente
  superiori, in virtù del principio di sussidiarietà.
   In  ordine  agli  interventi  effettuati  in  seguito  alla  frana
  avvenuta  nel  2005, per i quali sebbene riconosciuto dalla  Giunta
  regionale,  lo  stato di calamità è richiesto alla  Presidenza  del
  Consiglio  dei Ministri la dichiarazione dello stato di  emergenza,
  non  venne  emessa alcuna ordinanza per consentire  l'utilizzo  dei
  poteri  acceleratori per consentirne un più immediato rientro  alle
  condizioni  di  normalità,  è  stata realizzata  utilizzando  fondi
  regionali  proprio  avvalendosi del principio di  sussidiarietà  su
  richiesta  dell'ex  provincia  regionale  di  Palermo,  una   pista
  provvisoria per il ripristino funzionale del tracciato dalla strada
  provinciale 24, nelle more dell'intervento risolutivo che  rimaneva
  a carico della suddetta provincia.
   Tale  intervento, consegnato alla provincia regionale  al  termine
  della sua esecuzione è ben visibile sui luoghi.
   A   tal   proposito,  si  evidenzia  che,  il  monitoraggio  delle
  infrastrutture, compete ai soggetti proprietari delle stesse.
   Sia  la  provincia regionale di Palermo, sia l'ANAS, sia il comune
  di  Caltavuturo, affinché potessero inserire lo scenario di rischio
  all'interno  del  piano  di  protezione  civile  per  attivare   le
  procedure   relative  all'emanazione  degli  avvisi  di  protezione
  civile,  erano  stati resi edotti dell'esistenza di una  frana  nei
  luoghi.
   Il carteggio intercorso a tal proposito è stato già consegnato dal
  DRPC alle autorità competenti per fini di giustizia.
   I  dissesti  che  hanno  coinvolto  il  territorio  della  Regione
  siciliana,   interessando   anche  la   rete   viaria   principale,
  secondaria,  rurale  e  di  penetrazione  agricola,  nonché  quella
  ferroviaria,  ma  causando  anche  lo  sgombero  di  diverse  unità
  immobiliari e l'isolamento dei centri abitati, sono stati segnalati
  dai comuni dell'Isola e oggetto di sopralluoghi da parte di tecnici
  del  DPRC  Sicilia  e  del  Dipartimento  della  protezione  civile
  nazionale.
   Gli   eventi  accaduti  a  seguito  di  condizioni  meteo  avverse
  eccezionali  che  possono definirsi imprevedibili  e  straordinari,
  come è facilmente desumibile dal confronto dei dati di pioggia  con
  gli  anni  precedenti, hanno causato oltre 6.000  nuove  frane  sul
  territorio della Regione.
   In relazione a quanto accaduto sul territorio di Caltavuturo si fa
  presente, sulla base degli elementi di superficie, che la frana che
  ha  interessato la strada provinciale 24 si è innescata nel sistema
  della  paleofrana insistente sui luoghi indipendentemente da quella
  del  2005  e  che quanto accaduto al viadotto Himera 1 deve  essere
  oggetto di più approfonditi studi.
   Per  tali eventi, a seguito della documentazione prodotta dal DRPC
  Sicilia  è  stato, infatti, dichiarato lo stato di emergenza  dalla
  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri con  deliberazione  del  18
  maggio 2015.
   Inoltre,  circa  i  programmi  europei  seguiti  dal  Dipartimento
  regionale  della protezione civile, sui si fa riferimento nell'atto
  ispettivo si evidenzia quanto segue.
   La  linea  di  intervento 1.1.4.2.  Interventi  di  adeguamento  e
  potenziamento  di  vie  di fuga finalizzate  a  garantire  adeguati
  standard  di  sicurezza  in aree a più elevato  rischio  naturale ,
  nell'ambito della linea d'intervento in oggetto, è stato redatto il
  piano  regionale  delle  vie di fuga con l'obiettivo  di  adeguare,
  migliorare e potenziare le vie di fuga nel territorio della Regione
  siciliana  individuando le caratteristiche che devono possedere  le
  infrastrutture, le modalità attuative e di priorità per assicurare,
  in  caso  di eventi calamitosi, un tempestivo arrivo dei  mezzi  di
  soccorso e/o di evacuazione della popolazione interessata.
   Tale  attività è stata svolta da un gruppo di lavoro che tenendosi
  in contatto con le realtà locali, ha elaborato una scheda sintetico-
  descrittiva  riportante gli elementi necessari per l'individuazione
  degli  interventi  prioritari sulla base dei criteri  definiti  nel
  piano.
   Complessivamente  il  piano prevedeva  interventi  per  un  totale
  numerico di 234 per un costo economico di euro 848.495.018, 33.
   L'attuazione  prevedeva l'individuazione  di  interventi  a  regia
  regionale  e/o a titolarità regionale,  quest'ultima  modalità  per
  quelli  ritenuti  assolutamente  indispensabili  per  garantire  il
  superamento  di criticità individuate direttamente dal Dipartimento
  regionale  della  Protezione civile a seguito di  incontri  con  le
  Amministrazioni locali.
   Beneficiari degli interventi sono gli Enti locali, il Dipartimento
  regionale della protezione civile, gli Enti controllati e  vigilati
  dalla Regione siciliana destinatari della  via di fuga.
   Gli interventi a titolarità ammontavano ad euro 92.577.059,15.
   Con  delibera  n.  83  del 6 marzo 2009, la  Giunta  regionale  ha
  assegnato  per la sua esecuzione risorse per un ammontare  di  euro
  34.529.115,00  successivamente con delibera n. 18  del  3  febbraio
  2011 ha approvato il P.R.V.F.
   Con   decreto  del  direttore  generale  del  Dipartimento   della
  protezione  civile n. 27 del 21 febbraio 2011 è stato approvato  il
  P.R.V.F.
   Successivamente con delibera n. 362 del 28 ottobre 2013 la  Giunta
  regionale, a seguito di rimodulazione delle somme, ha assegnato per
  tale   linea  d'intervento  una  dotazione  finanziaria   di   euro
  20.286.760,00  sul  P.O. e una dotazione di euro  6.905.823,00  sul
  piano di salvaguardia.
   Con  deliberazioni  n.  268 e 269 del 7  ottobre  2014  la  Giunta
  regionale infine, ha confermato tale disponibilità finanziaria.
   A  fronte disponibilità il DRPC Sicilia ha posto in attuazione  12
  interventi  per  complessivi euro 20.618.583,00  ridotti  nel  post
  gara, per effetto delle economie di ribasso, ad euro 15.767.772,83,
  e  sta concludendo la procedura inerente le somme relative al piano
  di  salvaguardia per la realizzazione dell'intervento  relativo  al
  ponte  sul  fiume  San  Leonardo a Termini Imerese,  di  importanza
  strategica giacché rappresenta l'unica alternativa alla  A19  oltre
  che  via  di  comunicazione con il presidio sanitario che  ha  sede
  nella stessa città.
   Si  sottolinea  che le infrastrutture di competenza dell'ANAS  non
  potevano  essere incluse nel piano perché tale Ente  non  rientrava
  tra i beneficiari ammissibili dal programma di che trattasi.
   Linea   d'intervento  2.3.1.8   Realizzazione  di   infrastrutture
  finalizzate   alla  previsione  e  alla  mitigazione   dei   rischi
  idrogeologici, sismici, vulcanici, industriali ed ambientali .
   Nell'ambito  di  tale  linea  d'intervento  è  stato  redatto   il
  documento che individua le necessità scaturenti dal piano regionale
  di  protezione  civile  per la sua infrastrutturazione  finalizzata
  alla  previsione  e  alla  mitigazione  dei  rischi  idrogeologico,
  sismico, vulcanico, industriale ed ambientale.
   Tale attività è stata svolta  da un gruppo di lavoro che tenendosi
  in  contatto  con  le  realtà  locali, ed  esaminate  le  necessità
  individuate dal piano regionale di protezione civile per  garantire
  sia  l'attività  di  soccorso  che  l'attività  di  previsione  per
  potenziare   il   sistema  dotandolo  di   attrezzature   reti   ed
  infrastrutture, nonché costituendo il centro funzionale multirischi
  e  migliorando le sale operative nonché le infrastrutture di pronto
  intervento.
   Il   piano   comprendeva  74  interventi  per   complessivi   euro
  447.044.065,00  di  cui  33 interventi prioritari  per  un  importo
  complessivo pari a ad euro 32.044.065,00.
   Con  delibera  n. 521 del 4 dicembre 2009 la Giunta  Regionale  ha
  assegnato le risorse per un ammontare di euro 32.044.065,00.
   Con  D.D.G.  N. 415 del 9 agosto 2011  del DRPC Sicilia registrato
  alla  Corte  dei  Conti il 9 settembre 2011 è  stato  approvato  il
  programma della linea d'intervento.
   Con  Delibera  280  del  6 agosto  2013, la  Giunta  regionale  ha
  assegnato  ulteriori 25 milioni di euro per l'attuazione del  piano
  e,  pertanto, la dotazione finanziaria dell'obiettivo  2.3.1  è  di
  euro 63.192.242,00 sul P.O. FESR 2007-2013 e euro 21.522.582,00 sul
  piano di salvaguardia.
   Con  delibera  n. 364 del 28 ottobre 2013 la Giunta  regionale  ha
  approvato  la  rimodulazione  del piano  della  linea  d'intervento
  2.3.1.8   che  prevede  52  interventi  per  la  realizzazione   di
  infrastrutture  finalizzate alla previsione e alla mitigazione  dei
  rischi    idrogeologico,    sismico,   vulcanico    e    ambientale
  indispensabili  per il buon funzionamento della pianificazione  del
  Sistema  regionale di protezione  civile. Tali interventi, tutti  a
  titolarità regionale, sebbene indicati in ordine di priorità,  sono
  stati  realizzati secondo la loro immediata cantierabilità al  fine
  di  rispettare  il  termine di rendicontazione della  spesa  al  31
  dicembre 2015.
   Il   piano   prevedeva   complessivamente  interventi   per   euro
  417.941.300,00,  a  fronte di una disponibilità  complessiva  di
  39.114.465,19  di cui   3.322.582,00 nel piano di salvaguardia.  Ad
  oggi  il  DRPC  Sicilia ha emesso decreti di  finanziamento  per
  37.906.197,37.
   Sono state realizzate 34 aree di protezione civile distribuite  su
  tutto  il territorio regionale, dotato le isole minori di container
  con  attrezzature  utili  al  pronto  intervento  in  occasione  di
  situazioni  di  criticità territoriali o emergenze, predisposto  un
  sistema di gestione delle emergenze per la SORIS e il CFDMI, etc.
   In  merito  a quanto riportato dall'interpellanza in argomento  e,
  precisamente,   che:   una  cospicua  parte  di   tale   previsione
  finanziaria,  sufficiente per apportare le prime urgenti  migliorie
  alla  viabilità regionale è stata affidata dalla Regione  siciliana
  alla  Protezione Civile che, a sua volta ne ha dirottato una  copia
  cospicua   alla   società  Sicilia  e  Ricerca   finalizzata   alla
  realizzazione di piattaforme informatiche e banche dati a oggi  non
  completate  e,  quindi, rivelatesi assolutamente  inutili ,  si  fa
  preliminarmente rilevare quanto segue.
   Il  DRPC,  oltre che per le linee d'intervento sopra  indicate,  è
  anche  Centro  di Responsabilità della Linea di intervento  2.3.1.C
  che  ingloba le linee di intervento 2.3.1.6  Produzione di studi  e
  cartografie di base e tematiche per la redazione dei piani comunali
  e  intercomunali di protezione civile  e 2.3.1.7  Realizzazione  di
  interventi volti all'adeguamento e al potenziamento delle  reti  di
  monitoraggio e alla raccolta, trattamento e modellistica  dei  dati
  con finalità di protezione civile .
   Premesso che con deliberazione della Giunta Regionale n.  166  del
  09.05.2007  la società Sicilia e Ricerca S.p.A. è stata individuata
  per  lo svolgimento delle attività connesse alla realizzazione  del
  CFDMI  previste  dalla delibera di Giunta 530  del  19.12.2006,  in
  attuazione del DPCM del 27.02.2004, le attività affidate  in  house
  alla  suddetta società riguardano la linea di intervento 2.3.1.C(A)
  (la ex 2.3.1.6) che contempla la realizzazione di studi finalizzati
  a  dotare il sistema regionale della protezione civile di strumenti
  atti alla conoscenza di alcuni aspetti specialistici del territorio
  per ciò che riguarda i suoi caratteri fisici:
   -bacini idrografici e rete idrografica gerarchizzata,
  -carta litologica regionale (per finalità di modellistica
  revisionale idrogeologica e idraulica),
  -rete stradale e centri abitati,
  -elaborazioni numeriche dai Modelli digitali del terreno
  (esposizione e inclinazione dei versanti),
  -classificazione con criteri di protezione civile di alcuni  nodi
  a potenziale rischio idrogeologico e idraulico, banche dati
  numeriche dei dati storici di precipitazione e temperatura con
  relative elaborazioni,
  -studi sperimentali di dendrocronologia geomorfologica,
  -rilievi LIDAR ad alta definizione lungo i corsi d'acqua a valle di
  alcune dighe.

   Per  le  suddette  finalità  è  stato  siglato  un  contratto   il
  14.10.2011 Rep.12 del 20.10.2011 approvato, in uno con il  progetto
  preliminare,  con D.D.G. 673 del 24.10.2011 registrato  alla  Corte
  dei Conti in data 28.12.2011 al Reg. n. 1 fg.174.
   Sebbene  le realizzazioni di cui sopra siano ancora in lavorazione
  (l'ultimazione  è  prevista per il mese di novembre  p.v.),  alcuni
  prodotti  sono  già in uso presso il Dipartimento  regionale  della
  Protezione  Civile  per  sviluppare documentazioni  interne  e  per
  mettere  a  punto  la  modellistica  previsionale  idrogeologica  e
  idraulica per il Centro Funzionale Decentrato.
   Dopo il collaudo (entro dicembre 2015), i prodotti saranno messi a
  disposizione  di  tutti  gli Enti pubblici  regionali  e  locali  e
  potranno  costituire una utile base di lavoro, redatta con  criteri
  omogenei  e scientificamente validi, per redigere la pianificazione
  locale di protezione civile.
   Per tale intervento è stata impegnata la somma di   8.236.353,56.
   Tali  somme  non  potevano,  in alcun modo  essere  adoperate  per
  finalità   difformi  da  quelle  previste  dalla   suddetta   linea
  d'intervento.
   Inoltre,  si  fa presente che le attività relative alla  linea  di
  intervento  2.3.1.C(B) (ex 2.3.1.7) la cui dotazione finanziaria  è
  di     18.200.000,00,  riguardano l'indispensabile  integrazione  e
  omogeneizzazione funzionale della rete regionale di rilevazione dei
  parametri termo-pluviometrici, attualmente non idonea per  finalità
  di protezione civile.
   L'obiettivo  è  quello  di superare le problematiche  che  rendono
  difficile, oggi, il preannuncio e l'analisi dei fenomeni piovosi  e
  dei relativi effetti al suolo per finalità di protezione civile (di
  esclusiva  competenza  del Centro Funzionale Decentrato  presso  il
  Dipartimento regionale della Protezione Civile).
   Infatti, si prevede di attuare l'azione in maniera tale che  siano
  rispettati  alcuni  dei presupposti fondamentali  per  un  corretto
  sistema  di acquisizione dei dati termo-pluviometrici per  finalità
  di protezione civile:

   -CONSISTENZA,   ovvero  l'attitudine  della   rete   di   stazioni
     meteorologiche   di  rappresentare  i  fenomeni   (distribuzione
     territoriale idonea in funzione delle caratteristiche orografiche e
     climatiche  della  Regione): si prevede di passare  dall'attuale
     densità media di circa 1 stazione ogni 100 kmq ad una densità media
     di circa 2.2 stazioni ogni 100 kmq;
  -TEMPESTIVITA', ovvero la rapidità con cui le stazioni trasmettono
  il dato (idoneità della rete trasmissiva in relazione allo sviluppo
  dei fenomeni e dei relativi effetti al suolo): è prevista la
  trasmissione mediante onde radio in banda UHF con frequenze
  dedicate;
  -EFFICIENZA, ovvero la capacità della rete di assicurare il
  funzionamento di ogni stazione in modo costante nel tempo;
  -ATTENDIBILITA', ovvero la capacità delle stazioni di registrate e
  trasmettere un dato corretto;
  -RIDONDANZA, ovvero la capacità della rete di trasmettere i dati
  anche in assenza temporanea di un vettore trasmissivo.

   In  atto è in corso la revisione del Contratto siglato tra il DRPC
  e Sicilia e Ricerche Spa.
   In  merito all'ultima richiesta finalizzata a conoscere il  perché
  non  sia  stata  presa  nella  dovuta considerazione  l'ipotesi  di
  riapertura  dell'altra carreggiata della A19 sul ponte  Himera  non
  interessata  dal  crollo, si fa presente che tale  struttura  è  di
  proprietà dell'ANAS alla quale è demandata ogni decisione.
   Da  notizie acquisite nel corso di varie riunioni si riferisce che
  tale  ipotesi  sarà  vagliata  non  appena  concluse  le  opere  di
  demolizione e decostruzione della parte danneggiata che,  in  atto,
  non  consentono operazioni di verifica in sicurezza del  tratto  di
  strada apparentemente integro.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ioppolo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi,
  comprendo  bene  come la risposta che Ella ha  fornito  all'Aula  e
  particolarmente  al  sottoscritto  interpellante  ed   agli   altri
  colleghi di gruppo, assume una interdisciplinarietà. Tanto  è  vero
  che  la  interpellanza era indirizzata al Presidente della Regione,
  ma  lei,  assessore Croce, rispondendo, ovviamente lo ha  fatto  in
  nome del Governo.
   Devo  utilizzare la facoltà che mi è attribuita dall'articolo  150
  del  Regolamento per spiegare le ragioni della insoddisfazione -  e
  mi  dispiace doverlo dire - di chi in questo momento vi parla e dei
  colleghi di gruppo, ovviamente.
   La  sua  risposta è densa di riferimenti metodologici ed anche  di
  notizie circa l'excursus che è lungo, inizia almeno nel 2005 e  che
  rappresenta il contenuto della nostra interpellanza.
   Assessore,  veda,  noi  avevamo posto  due  semplici,  ma  precise
  domande, l'interpellanza serve a questo, e la funzione di governo è
  finalizzata, o dovrebbe essere finalizzata, a fornire risposte alle
  interpellanze, alle due semplici ma precise domande.
   La  prima,  perché? Il motivo per il quale, nel  momento  in  cui,
  ormai  sono  passati  sei mesi, si destabilizza,  crolla,  cede  un
  pilone o più piloni sul viadotto Imera, l'assessorato regionale, da
  lei diretto e coordinato, non fa riferimento a tutto quello che già
  non  poteva  non  essere  noto e che  era  ben  noto  e  conosciuto
  all'assessorato  ed  alla  Protezione  civile  regionale,   si   fa
  riferimento  soltanto al fenomeno pluviometrico degli ultimi  mesi,
  da gennaio a febbraio di quest'anno.
   Ci  siamo  chiesti la ragione di questa visione così parziale.  Ed
  anche,  se  mi  consente  assessore,  in  tutta  franchezza,   così
  reticente.
   Noi  escludiamo  e vogliamo escludere che ci sia il  tentativo  di
  coprire  responsabilità del passato, però, se tutto  quello  che  è
  accaduto non era assolutamente imprevedibile, anzi era prevedibile,
  tanto  prevedibile  che  già,  nella relazione  che  accompagna  le
  richieste  del  2005, si parla, si dice, non solo e  non  tanto  di
  eventi  meteo  che,  ovviamente  non  potevano  essere  previsti  a
  distanza  di  dieci  anni, ma di pericoli che erano  connessi  alle
  modalità  operative,  esecutive  dell'opera  e  del  sito  su   cui
  insisteva un fronte di frana ben noto e ben conosciuto.
   La  seconda semplice, ma precisa domanda, la cui risposta non  può
  essere  elusa ricorrendo al mero concetto di proprietà  del  nastro
  viario,  della strada. Sì, è di proprietà dell'ANAS, ma la  Regione
  siciliana ha competenza sulla viabilità regionale e su un tavolo di
  trattativa,  di negoziazione, anche in un momento di emergenza  che
  ha  messo  in ginocchio e continua a tagliare in due parti distinte
  la  nostra  Regione, avrebbe potuto, sul piano politico, sul  piano
  dell'incidenza   dell'azione   politico-amministrativa,    chiedere
  all'ANAS  di recuperare la carreggiata che non è stata  interessata
  dalla frana e che non è stata interessata dal cedimento.
   Veda,  assessore, nonostante la dovizia di alcuni  particolari  ed
  anche  l'impegno  profuso  nello stilare la  risposta,  queste  due
  domande  rimangono stasera, ahimè, senza risposta e ce ne dogliamo,
  come   se   ne   dolgono   i  siciliani  che,   quotidianamente   e
  concretamente,  soffrono di quella Sicilia  divisa  in  due,  della
  quale parlavo, e dei percorsi alternativi che sono davvero impervi.
     Il  risultato, signor Presidente dell'Assemblea: in 6 anni,  dal
  2007  al 2013, per la possibilità che aveva la Sicilia di attingere
  al PO FESR, per l'appunto, 2006/2013, erano disponibili  1 miliardo
  e 250 milioni di euro. Questo è un dato oggettivo.
   Una  parte  di  queste somme sono state impiegate  come  ha  detto
  l'Assessore;  una parte è stata impiegata per avere un monitoraggio
  affidato  alla Società Sicilia Ricerca S.p.A., un piano ancora  non
  completato  e  non  concluso, il che è già  scandaloso  soltanto  a
  pensarlo ed a dirlo e credo che lei lo abbia detto a chiare lettere
  stasera,  ma nessun intervento concreto di consolidamento. Ripento,
  un  miliardo  e  duecento milioni, e oltre,  di  euro  che  sfumano
  all'interno di flussi che non comportano alcun miglioramento  delle
  condizioni di vita dei siciliani e che, addirittura in parte, certo
  non  in  massima parte, ma in cospicua parte, affidati alla Società
  Sicilia  Ricerca  per avere un software, per  avere  un  lavoro  di
  monitoraggio  come  se, del resto, i comuni e la stessa  Protezione
  civile  non  conoscessero  già da molti anni  quali  sono  i  punti
  critici  della  viabilità, quella principale e  quella  secondaria,
  della nostra Sicilia.
   Vede,  Assessore  rappresentante il Governo stasera  in  Aula,  il
  Governo  della  Regione ha sottovalutato ciò che era  accaduto  nel
  mese  di  marzo;  è  come se, poi, si fosse,  ad  un  certo  punto,
  svegliato   in  ritardo.  Ebbene,  l'interruzione  della  viabilità
  sull'asse    principale   della   nostra   Regione,    l'autostrada
  Catania/Palermo,  senza  volere  sottovalutare  le  altre   arterie
  principali, non rappresenta una frana su una strada provinciale  di
  una  delle  nostre nove ex province, rappresenta  uno  sfregio  che
  impedisce  ai  siciliani  che già hanno molta  buona  fantasia  nel
  definire   autostrada   l'autostrada  Catania/Palermo,   perché   a
  confrontarla con le altre autostrade, con le autostrade  del  Nord,
  ci  vuole  davvero  buona  e  tanta fantasia  a  così  definirla  e
  considerarla, ma rappresenta un impedimento di carattere fisico, di
  carattere materiale.
   Conosco  gente della Sicilia orientale che pur avendone  necessità
  ed esigenza evitano o ritardano o rinviano o rimandano il viaggio a
  Palermo  perché è diventato un viaggio di diverse ore  e  di  molta
  difficoltà.
   Sono  passati  sei  mesi,  ne passeranno certamente  ancora  degli
  altri.   Avremmo  voluto  vedere  un  Governo  della  Regione   più
  determinato  e  più  deciso  anche  nei  confronti  dell'ANAS  che,
  certamente,  non  è  esente da responsabilità  almeno  colposamente
  omissive, in relazione all'autostrada Palermo/Catania ed  anche  ad
  altre tratte viarie della nostra Regione e, invece, ne ricaviamo  e
  ne   riceviamo  soltanto  risposte  burocratiche  che  rinviano  il
  problema  e  che tentano persino, non riuscendovi,  di  coprire  le
  evidenti  responsabilità  del passato  recente  e  di  quello  meno
  recente.
   Mi  dichiaro,  pertanto,  insoddisfatto  della  risposta  ricevuta
  all'interpellanza.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo così esaurito  il  secondo
  punto  all'ordine  del  giorno   Svolgimento  di  interrogazioni  e
  interpellanze della rubrica  Territorio e Ambiente .

   rubrica: Istruzione e formazione professionale
   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                             della rubrica
                 Istruzione e formazione professionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
   Svolgimento  di  interrogazioni  e  interpellanze  della   rubrica
   Istruzione e formazione professionale . Informo che il  Presidente
  della  Regione  ha  comunicato l'impossibilità per  l'assessore  Lo
  Bello di essere presente ai lavori di oggi in quanto impegnata  per
  improrogabili  incontri  presso la  Presidenza  del  Consiglio  dei
  Ministri e il Ministero dello Sviluppo Economico.
   Pertanto,  le  interrogazioni  e le  interpellanze  della  rubrica
   Istruzione e formazione professionale  saranno iscritte all'ordine
  del giorno della prossima seduta.

   Comunico  che  il  Presidente dell'Assemblea Regionale,  onorevole
  Giovanni  Ardizzone, ha convocato la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari per martedì 15 settembre 2015, alle ore 12.00,
  con all'ordine del giorno  Programmazione dei lavori della sessione
  autunnale .


   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FIGUCCIA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  era  un
  intervento  finalizzato a mettere attenzione su  un  evento  che  è
  accaduto  oggi.  Un  evento che coinvolgeva in  realtà  l'assessore
  Contraffatto,  che  da poco è andato via, che ha visto  all'interno
  dei  propri uffici una richiesta di incontro da parte di un  gruppo
  di  operatori che dovevano essere coinvolti in quella tanto  attesa
  riforma  delle SRR, tanto attesa riforma nel settore  dei  rifiuti,
  quella stessa riforma che già a partire dal 2010 faceva dire   ciao
  ciao  ATO', quella stessa riforma che già nel 2010 faceva  dire  ai
  titoli  della  carta stampata  ciao ciao rifiuti', e  che,  invece,
  oggi, a distanza di cinque anni, non vede, ahimè, alcun risvolto.
   Il risvolto è soltanto uno: nell'attesa che quella riforma potesse
  vedere   luce,   bacini   interi   di   soggetti   impegnati    con
  professionalità  all'interno di quei settori,  si  sono  ritrovati,
  signor Presidente, a decadere dal loro ruolo di lavoratori.
   L'unico risvolto che c'è stato in questi anni di gap, di vuoto, in
  questi  cinque lunghissimi anni. è stato che. rispetto al tema  dei
  rifiuti. le città sono molte più sporche di prima, abbiamo le città
  invase  da turisti, in quanto a causa del fenomeno ISIS in  Tunisia
  non sta andando nessuno, a causa della condizione di default che la
  Grecia  ha  dichiarato i flussi stanno diminuendo,  le  città  sono
  invase da turisti ma a quei turisti diamo soltanto un segnale,  che
  è  quello  che lasciano, poi, quando postano su facebook  una  loro
  dichiarazione  andando via, che è quella di  dire  le  città  della
  Sicilia  sono bellissime, ma sono sporchissime, città  nelle  quali
  non torneremo.
   Allora,  l'assessore Contraffatto doveva, in qualche modo, offrire
  una  opportunità  a  quel  percorso che  si  era  avviato.  Allora,
  l'assessore Contraffatto, auspicavo potesse, in qualche modo,  dare
  delle  risposte a quelle istanze che arrivavano sia  rispetto  alla
  cattiva  gestione del settore nelle città siciliane ma che andavano
  anche   nella   direzione,  ovviamente,  secondaria   probabilmente
  rispetto  a  chi  ascolta  questo tema nelle  vesti  dell'Assessore
  rifiuti  e  che  risulta, quindi, essere secondario  rispetto  alla
  questione delle tutele occupazionali. Tutele occupazionali di  quei
  dipendenti  degli ATO a cui nel 2010 si era detto, appunto,   ciao,
  ciao   perché  finalmente sarebbe arrivata la  riforma,  dipendenti
  che,  invece, non soltanto non hanno potuto salutare come avrebbero
  auspicato  quell'intervento ma, invece,  hanno dovuto  dire   ciao,
  ciao   al loro posto di lavoro, così come hanno dovuto dire   ciao,
  ciao   a  quel  posto  di  lavoro i dipendenti  del  COINRES,  quei
  centottanta padri di famiglia che, oggi, aspettavano un incontro da
  parte  dell'assessore Contrafatto e che non  solo  non  sono  stati
  ricevuti, ma non hanno avuto alcuna interlocuzione se non quella di
  essere rinviati al 21 settembre 2015.
   Presidente,  oggi, sono stato in Assessorato, mi sono  violentato,
  ho  dovuto dire a quei lavoratori che stavano commettendo reato. Mi
  sono  messo quasi dalla parte del Governo regionale invitandoli  ad
  abbandonare quella postazione perché incorrevano in un  reato,  con
  sanzioni amministrative e penali.
   L'ho  fatto perché era giusto fare questo ed era doveroso da parte
  mia  farlo  ma mi aspetto, Presidente, che l'assessore  Contrafatto
  onori  l'impegno  preso.  Quell'impegno che  un  anno  fa,  oramai,
  lanciai attraverso la presentazione di un emendamento che passò  in
  Commissione  Bilancio' e che arrivò in Aula, anche se poi non  andò
  bene.  Quello  stesso impegno che io, insieme  ad  altri  colleghi,
  avevo  preso  presentando un subemendamento ad un  emendamento  del
  Governo  che si impegnava a recuperare quei centottanta lavoratori.
  Quello  stesso  emendamento  l'assessore  Contrafatto  si  è  trovò
  costretta  a  ritirare perché da lì a breve, in quella  seduta,  il
  presidente Giovanni Ardizzone, lo avrebbe dichiarato inammissibile.
   Questa è la storia dell'ultimo anno.
   Rispetto a questa gente, pretendo che da parte del Governo ci  sia
  chiarezza.
   Ad   oggi,   il  Presidente  della  Regione  ha  incontrato   quei
  lavoratori,  ha  detto loro che si farà riferimento allo   Sblocca-
  Sicilia   in questo mese di settembre. Chiedo, allora, che  se  per
  questi lavoratori non c'è prospettiva, glielo si dica in faccia, si
  abbia  il  coraggio di dire che quello è un treno a binario  morto.
  Ciò  restituirebbe  maggiore dignità a  loro  stessi  ed  a  questo
  Governo.  Se  questo non lo si vuole fare, non  lo  si  deve  fare.
  Auspico che questa non sia la strada. Auspico che davvero ci  possa
  essere una possibilità per quei lavoratori.
   A  questo  punto,  chiedo che il Presidente  della  Regione  onori
  quell'impegno  preso,  che  l'assessore Contraffatto,  all'incontro
  programmato per il 21 settembre, porti delle soluzioni che  passino
  attraverso un emendamento, la finanziaria  o l'approvazione  di  un
  disegno di legge - come ha detto lei stesso prima -, quello  stesso
  disegno di legge rispetto al quale il sottosegretario Faraone  fece
  un  comunicato  stampa  dicendo che la situazione  in  Sicilia  era
  emergenziale rispetto alla questione rifiuti.
   Ebbene,  avrei  preferito che il sottosegretario  Faraone  anziché
  fare  il piccione viaggiatore nei confronti dell'Assessore a  mezzo
  stampa,  avesse fatto direttamente una telefonata -  d'altra  parte
  l'assessore  Contrafatto  è  della sua  stessa  parte  politica  -;
  bastava  chiamarla ed invitarla a procedere con la riforma  perché,
  altrimenti, sarebbe stata commissariata.
   Se  questa  capacità, questa competenza e questa risolutezza  c'è,
  bene, altrimenti chiederemo anche noi, come Gruppo di Forza Italia,
  che  l'assessore Contrafatto venga rimossa, che venga commissariata
  la gestione dei rifiuti.
   Leggo  dichiarazioni - forse da me apprese in  ritardo  -  pesanti
  anche  da  parte  di  Assessori che si sono  succeduti,  a  partire
  dall'assessore  Marino,  ma d'altra parte  non  è  una  novità  che
  rispetto  a  questo  settore  molto  delicato,  è  importante  fare
  chiarezza  relativamente ai temi di legalità,  trasparenza  e  che,
  contestualmente,  si vada incontro alle esigenze di  queste  uniche
  vittime  perché,  alla fine, gli unici che pagano sempre  sono  gli
  ultimi, sono i lavoratori.
   Vedremo   cosa  accadrà  giorno  21  settembre  2015.   Aspettiamo
  fiduciosi.

   ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei partire  da
  un'informazione  di  stampa. L'Assessore,  in  questo  minuto,  che
  ringrazio, rappresenta il presidente Crocetta, visto che è  l'unico
  assessore  in  questi banchi, e mi dispiace che manchi  l'assessore
  Contraffatto perché vorrei partire da quelle notizie apparse  sulla
  stampa,  mi  pare l'11 o il 10 agosto di quest'anno, sul  tema  dei
  rifiuti,  con cui il Governo nazionale faceva veicolare  attraverso
  il   sottosegretario  Davide  Faraone  e  paventare  un   possibile
  commissariamento  sulla  gestione  dei  rifiuti  in  Sicilia,   per
  l'emergenza  che  si  è  venuta  a  creare,  sia  sotto   l'aspetto
  organizzativo,  sia sotto l'aspetto dei costi, dei debiti  e  sotto
  l'aspetto della  raccolta differenziata.
   Con molto garbo, parto da questo ragionamento perché credo che sia
  giunto  il  momento di evitare di fare populismo e di cominciare  a
  dire le cose come stanno e ad assumersi delle responsabilità.
   La  riduzione degli ATO, che viene chiesta dal Governo  nazionale,
  di  passare da 18 ambiti territoriali in Sicilia a 5, scaturisce da
  una  valutazione che fa il Governo  nazionale in quanto ritiene che
  questo servizio, in questa maniera, sicuramente, non sia produttivo
  e  crei  danni.  Ed aggiungo che i danni si vedono ad  occhio  nudo
  perché  se  oggi  l'ATO di Monreale licenzia 260  lavoratori  nella
  provincia  di  Palermo,  se i 180 lavoratori,  di  cui  parlava  il
  collega  Figuccia, da due anni sono stati licenziati dal COINRES  e
  credo  che  potremmo continuare l'elenco anche  fuori  dalle  altre
  province. I numeri sono questi, evidentemente, il sistema  nel  suo
  complesso non funziona e produce danni. A questo bisogna aggiungere
  che  i  debiti  che  sono stati accumulati  dagli  ATO  rifiuti  in
  Sicilia, ad oggi, è un dato allarmante, e questo va detto con molta
  schiettezza,  qualcuno questo prezzo, prima o poi, lo dovrà  pagare
  ed  io  dico  che lo pagheranno, probabilmente,  i cittadini,  sono
  oltre i duemiliardi di euro i debiti accumulati in questi anni.
   Ed  allora,  credo, che qui non sia più il tempo  dei   pannicelli
  caldi .  Adesso non voglio dissentire da alcuni interventi,  non  è
  più il tempo del singolo emendamento, per salvare Tizio o Caio,  ma
  bisogna andare molto oltre.
   Questo  è  il  momento in cui la politica, schiena dritta,  ha  la
  capacità manageriale e normativa di riscrivere il sistema  nel  suo
  complesso, nella sua riorganizzazione e soltanto in questa  maniera
  si  potranno salvare i lavoratori, perché se pensiamo che  soltanto
  con  un  emendamento si possa recuperare questo o quel  lavoratore,
  sicuramente, facciamo soltanto del danno, ma diamo illusione ad  un
  lavoratore che, ormai da troppo tempo, è a casa senza stipendio.
   Vedete,  ho  seguito  la  vicenda  dell'ATO  Monreale,  e   vorrei
  comprendere  -  lì  c'è  un sistema, dal mio  punto  di  vista,  in
  Commissione  antimafia l'abbiamo affrontato -  come  sia  possibile
  che  un  servizio  che  prima veniva realizzato  a  36  ore  da  70
  operatori, da domani possa essere realizzato da 69 operatori  a  18
  ore,  cioè  significa a metà tempo, ai sensi del 191, affidando  ad
  una ditta esterna la raccolta dei servizi.
   Ed  allora,  Assessore, lei è persona seria, si faccia  carico  di
  riferire  al  presidente Crocetta, lo dico anche al  vicepresidente
  Lupo:  il governatore Crocetta, insieme all'assessore Contraffatto,
  nella prossima Conferenza dei Capigruppo del 15 settembre prossimo,
  se  non  vado  errato, con tutti i Capigruppo,  devono  trovare  un
  percorso  vero,  che non sia quello dei  pannicelli caldi .  Perché
  vedete, l'ho sempre sostenuto, mi auguro e  spero che dietro questo
  servizio  che non funziona, dietro questi due miliardi di  euro  di
  debiti,  dietro  il  191 che viene autorizzato da  parte  di  molti
  sindaci,  chiaramente, per sopperire l'emergenza nei  comuni,  poi,
  non  ci  sia, in fondo in fondo, una manina che, probabilmente,  ha
  tutto l'interesse a gestire i rifiuti in una certa maniera.
   Credo che questo non ce lo possiamo permettere, lo ribadisco.  Noi
  in  Commissione  antimafia  abbiamo più volte  ascoltato  sia  l'ex
  assessore Marino, sia il direttore della discarica di Bellolampo  e
  del  servizio  rifiuti di Palermo e credo che su questi  temi  così
  importanti  e così delicati, non ci si possa permettere minimamente
  di  deviare l'azione e la responsabilità politica affinché qualcuno
  possa   fare  affari  dietro  la  pelle  dei  lavoratori  e  dietro
  l'emergenza dei rifiuti.
   Dobbiamo fare in modo che l'emergenza cessi. Bisogna fare in  modo
  che  sia  un  servizio  funzionale. E noi possiamo  salvare  questi
  lavoratori, i centottanta del Coinres, i duecentosessanta  dell'ATO
  di  Monreale - Corleone, gli altri degli altri ATO rifiuti che,  da
  qui  a poco, secondo me, riceveranno pessime e cattive notizie.  Li
  possiamo  salvare soltanto se mettiamo testa e svolgiamo  un'azione
  politica  seria   affinché il servizio rifiuti  in  Sicilia  abbia,
  anzi, sia svolto in maniera moderna e reale. Perché se noi facciamo
  la raccolta differenziata visto che gli inceneritori in Sicilia non
  si   vogliono   fare,  ebbene,  se  dobbiamo   fare   la   raccolta
  differenziata  ci  vogliono  i  lavoratori  e  per  fare   ciò   va
  organizzato un servizio.
   Quindi, vicepresidente Lupo, considerato che il 15 settembre è  in
  programma una Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, la
  invito  fortemente a parlare con il presidente Ardizzone,  affinché
  in  maniera  emergenziale, in quella Conferenza,  prioritariamente,
  come  primo punto all'ordine del giorno, venga trattata la  vicenda
  che  riguarda  i rifiuti, perché mi giunge un'informazione  che  mi
  allarma  tantissimo  e  mi  preoccupa:  sembrerebbe  che  si   stia
  predisponendo una circolare che non approva le nascenti SRR  o  per
  meglio  dire,  le nascenti SRR devono tenere conto di un  parametro
  complessivo di garanzia sul costo del servizio. Se questo parametro
  è quello che ho percepito, in questi giorni ed in queste ore, credo
  che  ciò  che  è accaduto nella formazione sia niente  rispetto  al
  disastro  che  accadrà sulla vicenda dei rifiuti.  La  vicenda  dei
  rifiuti  farà  impallidire interi territori,  ma  aggiungo  butterà
  nello scoramento centinaia di lavoratori.
   E,  allora, prima ancora che la vicenda sia irreparabile  facciamo
  in   modo  che  la  politica  riconquisti  il  suo  ruolo,   quello
  dell'assunzione della responsabilità. Perché quando la politica  fa
  finta di non capire e gira la testa dall'altra parte non fa un buon
  servizio alla politica. Fa un buon servizio all'antipolitica  ed  a
  chi attraverso l'antipolitica, a chi attraverso le emergenze, vuole
  fare affari.
   Quando  la  politica  è lo struzzo che mette  la  testa  sotto  la
  sabbia,  quella non è una buona politica, ma una pessima  politica,
  la  politica del lavarsi le mani sulla pelle dei lavoratori  è  una
  politica che si ritorcerà contro quest'Aula e questo Governo.
   E  credo  che  quest'Aula  e  questo  Governo  non  abbiano  alcun
  interesse a girarsi dall'altra parte, anzi hanno l'interesse a dare
  definitivamente   risposte  per evitare  che  accadano  fatti  come
  quelli di oggi, in Assessorato, o fatti ancora più gravi.
   Quindi, credo e auspico, che la politica abbia un sussulto morale,
  etico, politico ed abbia il coraggio di assumersi le responsabilità
  e  di  mettere mano in una melma e mi dispiace pensare che  ci  sia
  interesse  a farlo gestire soltanto ad alcuni soggetti,  perché  se
  questo  è  il  progetto ne vedremo delle belle e non  ci  fermeremo
  soltanto  davanti alla protesta dei lavoratori.  Ma  credo  che  lì
  bisognerà  fare  intervenire  la procura  della  Repubblica  e  non
  soltanto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo per denunciare l'operato di un bellissimo animale che  è
  il  bradipo e che, nel nostro caso, si chiama Regione siciliana, in
  quanto  per  operare ed intervenire, come al solito,  siamo  lenti,
  troppo lenti, prova ne è che, oggi, il Governo è presente, anche se
  con  un  assessore, l'Ufficio di Presidenza che rappresenta  questo
  Parlamento  è  sempre  presente ma,  come  al  solito,  devo  anche
  denunciare che non c'è alcun collega.
   In  particolare,  mi  riferisco a come si stanno  muovendo  questo
  Parlamento,  questo Governo e questa maggioranza, per difendere  la
  scuola,  pilastro  fondamentale  del  nostro  Paese.  Perché   dico
  difendere?  Perché la legge spacciata come la  riforma della  buona
  scuola ,  quella di Renzi e quella della Giannini, si sta rivelando
  per  quella  che è: un castello di carta che, giorno  dopo  giorno,
  crolla  sotto  il  peso  della realtà, non  siamo  neanche  noi  ad
  opporci.  La  nostra realtà è effettivamente quella che  è,  magari
  qualcuno  si  dice:   ok, noi siamo Regione, non  siamo  a  livello
  nazionale ,  però la Regione ha delle competenze, può, attualmente,
  opporsi  e,  quindi,  presentare alla Corte  Costituzionale  quegli
  aspetti incostituzionali che questa legge prevede.
   Noi  avevamo  presentato ad agosto una mozione per indirizzare  il
  Governo a presentare, appunto, questi profili di incostituzionalità
  e,  quindi,  difendere la scuola ma non è stata  ascoltata,  non  è
  stata  calendarizzata. Il mio ex capogruppo, Salvo Siracusa,  nella
  scorsa  seduta aveva fatto richiesta di convocazione urgente  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma, non essendoci
  nessuno,  non è stato ascoltato. Io il giorno successivo, come  neo
  capogruppo,   ho  fatto  una  richiesta  al  presidente   Ardizzone
  cercando,  secondo  anche  quanto  previsto  dal  Regolamento,  una
  convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo,  per  cercare
  di  discutere  in questa occasione questa tematica  così  delicata,
  aprire  un dibattito democratico, però, la mia richiesta, non  solo
  non  ha  avuto  risposta, quindi, presumo che è stata accuratamente
  riposta  in  un  cassetto,  ma soprattutto  è  stata  convocata  la
  Conferenza  dei Capigruppo due giorni dopo la scadenza  ultima  per
  poter presentare ricorso. Quindi, come al solito, saremo sempre gli
  ultimi, come un bradipo, nelle discussioni non nelle attuazioni  ma
  nelle discussioni.
   Ho presentato a nome del Gruppo parlamentare che rappresento anche
  un  ordine  del  giorno perché pensavo che,  quanto  meno,  con  la
  presenza dell'Assessore al ramo, anche se non è previsto, lo so non
  si  discutevano disegni di legge, potevo stimolare il Governo nella
  presentazione  di  questo  atto  amministrativo.  Ma,  anche   qui,
  l'Assessore al ramo non c'è.
   Allora, l'unico appello che posso fare a nome dell'interno  Gruppo
  parlamentare   che   rappresento  è  di  presentare   questo   atto
  amministrativo   a   prescindere  dal   fallimento   dell'indirizzo
  possibile  parlamentare  di questo, scusate  il  gioco  di  parole,
  Parlamento. Quindi, che il presidente Crocetta si faccia carico  di
  presentare,  nei  tempi, quindi, entro giorno  13,  i  principi  di
  incostituzionalità  della  cosiddetta   Legge  buona  scuola .   In
  questo,  sicuramente,  troverà l'appoggio non  solo  del  Movimento
  Cinque  Stelle  -  questa non è una battaglia del Movimento  Cinque
  Stelle,  è per difendere un pilastro dell'interno Paese -,  troverà
  insegnanti,  studenti, tantissime persone al  suo  fianco.  Quindi,
  visto  che  questo  Parlamento ha fallito nel  suo  intento,  nella
  discussione  democratica  per affrontare questo  tema,  almeno,  il
  presidente Crocetta, non perda, quest'ultimo treno.

   CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,  mi
  associo  alle  parole del collega Ciaccio ed  anche  alle  note  di
  speranza  che  ogni parlamentare stasera ha, come dire,  avuto  nel
  momento in cui lei ha comunicato all'Aula che il 15 settembre 2015,
  si riunirà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
  organizzare i lavori d'Aula, perché io credo che queste due  ultime
  settimane  siano  state  all'insegna di  un  tran-tran  che  questo
  Parlamento  non  può  permettersi, che questa  nostra  tanto  amata
  Sicilia  non può permettersi e che nonostante il lavoro  egregio  e
  paziente  che  è  stato  condotto dall'Assessore  al  territorio  e
  ambiente  che ha risposto alle numerose interrogazioni accumulatesi
  dal  2013 ad oggi, non possiamo consentirci, non possiamo ritenere,
  che abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo.
   Quindi, io mi auguro che dalla prossima settimana quest'Aula trovi
  un  programma dei lavori consono, adatto alle emergenze  siciliane,
  che  si costringano i colleghi a venire in Aula, che si costringano
  i   colleghi  che  vengono  dalla  Sicilia  orientale  e   che   si
  sottopongono a tre ore e mezza, quattro ore di viaggio, ogni volta,
  a  ottimizzare  il viaggio perché  quando si viene  da  Ragusa,  da
  Messina, da Siracusa e la giornata di lavoro si conclude dopo poche
  ore e si torna a casa, il deputato della Sicilia orientale, non  so
  quello di Palermo, quello di Trapani sono più fortunati perché  non
  debbono  attraversare una Sicilia spezzata in due  ma,  certamente,
  quelli  se ne tornano a casa frustrati perché, dopo quella  fatica,
  faticoso  viaggio che si deve sostenere per le montagne  di  questa
  Sicilia sgarrupata si viene in Aula e si sta poco tempo a discutere
  di  questioni  sicuramente importanti ma, certamente,  non  a  dare
  tutto il lavoro di cui ogni Parlamentare in quest'Aula è pronto.
   Allora,  io  ho sentito che, appunto, il 15 settembre si  farà  la
  riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, e
  mi auguro che questa stabilirà che, da martedì a venerdì, in questa
  Aula,  si  lavori, si portino in discussione disegni di  legge  che
  sono  stati partoriti dalle Commissioni, che sono stati presentati;
  cioè  si  acceleri finalmente e, se non ce ne sono, si attivino  le
  Commissioni  perché  si  ponga in atto e si  definiscano  i  lavori
  perché,  finalmente,  ogni  settimana  da  quest'Aula,  come  si  è
  dimostrato per altro nel recente mese di agosto, si producano  atti
  e non vi siano riunioni, come sono state definite  farlocche'.
   Detto questo, devo manifestare un'altra preoccupazione perché sono
  stata  tentata  di  formulare un discorso  di  commemorazione  alla
  legislazione  che  quest'Aula produce; un'azione funebre,  mi  sono
  chiesta? Non sarò un po' troppo pesante?
   Però, vede, signor Presidente, Assessore, cari onorevoli colleghi,
  nel  momento in cui le leggi diventano carta straccia, non  vengono
  attuate, insomma, il fallimento è grande.
   Voglio segnalare la triste storia di due leggi, che sono state  un
  prodotto estremamente positivo dei lavori parlamentari.
   La prima legge, ve ne dirò il numero e la data di pubblicazione in
  gazzetta, è la numero 10 del 29 aprile 2014, conosciuta come  legge
  sull'amianto'. Siamo al settembre 2015 e, per quella legge  abbiamo
  perso  21 milioni che erano stanziati per la bonifica, non è  stata
  completata  la  composizione dell'ufficio amianto - vi  sono  forse
  solo  due  persone su 12 che ne dovevano fare parte - ed  entro  24
  mesi  dalla  data  di  pubblicazione doveva  essere  completata  la
  mappatura  e  il  censimento dell'amianto presente  sul  territorio
  siciliano,  entro  tre anni devono andare in  atto  i  progetti  di
  rimozione di ogni manufatto, entro 120 giorni dall'approvazione  di
  quella  legge  l'Ufficio amianto che però non  c'è  avrebbe  dovuto
  presentare   il   piano   regionale   di   protezione   ambientale,
  smaltimento e bonifica dell'amianto.
   Allora,  che  abbiamo  fatto?  Perché  ci  siamo  preoccupati   in
  Commissione e poi in Aula di approvare questa legge, quando  questa
  legge  è  al  palo,  dopo un anno e mezzo. Che  modo  è  questo  di
  rapportare l'attività del Parlamento con l'attività del Governo?  A
  che  serve  essere  parlamentari se poi  il  Governo  non  risponde
  all'attuazione della legge?

       (Applausi del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle)

   Questa  è  la  storia  di una legge. E ve ne  cito  un'altra,  più
  recente,  che  anche questa ha appassionato il dibattito  perché  è
  stata  una  legge  che ha messo a confronto punti  di  vista  etici
  diversi che però in quest'Aula, con nobiltà e con dignità, si  sono
  misurati fino a partorire una innovazione legislativa che   và  con
  il numero 6 del 20 marzo 2015, ed è la legge conosciuta come  Norme
  contro la discriminazione sull'orientamento sessuale, l'identità di
  genere. Istituzione del registro regionale delle unioni civili .
   Anche  a  quella  legge c'eravamo preoccupati di  dare  un  crono-
  programma.  Negli  articoli della legge c'è un crono-programma  che
  dice  che  entro  90  giorni andava approvato  un  regolamento  che
  avrebbe  dato  il via all'istituzione del Registro regionale  delle
  unioni civili; entro 120 giorni da quel 20 marzo, e quindi il 20 di
  settembre  i comuni devono adoperarsi per mettere in condizioni  le
  formazioni  sociali   le coppie  come sono  state  chiamate,  hanno
  titolo  a  richiedere il rispetto dei diritti. Ebbene anche  quella
  legge è al palo. E quindi noi frustriamo le aspettative, le attese,
  i  bisogni, i desideri, le speranze a cui abbiamo cercato  di  dare
  una  risposta  e  che  invece frustriamo.  Allora,  c'era  poco  fa
  l'Assessore all'energia e ai rifiuti, avrei voluto rivolgermi anche
  a  lei  -  sono certa che le mie parole gli arriveranno - è  in  un
  settore  strategico  l'Assessore  all'energia  e  ai  rifiuti,   ci
  aspettiamo da quell'assessorato grandi risposte, ma le più  piccole
  sono  quelle  di  far  sì  che le leggi - e la  legge  sull'amianto
  riguarda  anche quell'assessorato -  funzionino, perché  altrimenti
  davvero  il  fallimento del lavoro parlamentare  è  grande  e  sarà
  difficile giustificarlo di fronte all'opinione pubblica.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'Aula terrà  seduta  martedì  15
  settembre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I - Comunicazioni

   II -  Svolgimento  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della
       rubrica:  Istruzione e formazione professionale .

   III - Discussione del disegno di legge:

       -   Istituzione  delle Biobanche di ricerca in  Sicilia .  (n.
       585/A) (Seguito)

        Relatore: on. Oddo

  IV  - Discussione della mozione:

     N. 462 -  Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
            sulla gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia.

                               GRECO G.  - FIGUCCIA -  DI GIACINTO  -
                                   CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

  V - Discussione della mozione:

     N. 463 -  Iniziative  nei  confronti del Governo  nazionale  per
            prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti connesso
            ai  flussi  migratori  e assicurare un'ordinata  gestione
            dell'accoglienza dei migranti aventi titolo.

                                     LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO -
                                                  CURRENTI - LANTIERI

  VI - Discussione della mozione:

     N. 286 -  Rimozione  del  Segretario generale  della  Presidenza
            della Regione siciliana.

                          CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI -
                            CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI -
                        MANGIACAVALLO -  SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
                                           LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 18.40
        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.00)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio