Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.47
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura in altra seduta.
Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della
Costituzione, degli articoli 38, commi 1, 1 bis e 5 del decreto
legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla
legge 11 novembre 2014, n. 164 e dell'articolo 57, comma 3 bis del
decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 e dell'articolo 1 comma 8 bis
della legge 23 agosto 2004, n. 239
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del giorno: Proposta
di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione,
degli articoli 38, commi 1, 1 bis e 5 del decreto legge 12
settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge 11
novembre 2014, n. 164 e dell'articolo 57, comma 3 bis del decreto
legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni dalla
legge 4 aprile 2012, n. 35 e dell'articolo 1 comma 8 bis della
legge 23 agosto 2004, n. 239 (documento n. 6) .
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, il 19 settembre scorso la regione Basilicata
ha approvato due proposte di referendum abrogativo di norme in
materia di idrocarburi, contenenti rispettivamente un quesito unico
relativo all'art. 35 del decreto sviluppo e cinque quesiti sul
procedimento introdotto dal decreto cosiddetto Sblocca Italia .
E' stato, pertanto, avviato il procedimento di cui all'articolo 75
della Costituzione, che consente a cinque consigli regionali, che
abbiano approvato identiche deliberazioni, di proporre referendum
abrogativo su leggi o atti aventi forza di legge dello Stato, con
ciò partecipando all'esercizio dell'attività legislativa.
Aggiungo che nei giorni scorsi hanno aderito alla proposta della
regione Basilicata i consigli delle regioni Molise, Marche e Puglia
ed oggi ha deliberato anche la Sardegna, mentre altre stanno
deliberando in queste ore, al fine di consentire entro il 30
settembre prossimo, come prevede la legge, che le richieste di
referendum siano depositate presso la Corte di Cassazione dai
delegati eletti dai consigli medesimi. La tematica in questione è
particolarmente sentita ed è stata affrontata nei mesi precedenti
dalla Commissione competente di questo Parlamento.
Intendo comunque porre in rilievo il fatto che l'iniziativa oggi
all'esame dell'Assemblea costituisce il portato del consenso
raggiunto in varie regioni d'Italia da più forze politiche.
La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative
regionali,aveva, infatti, deliberato nei primi giorni di settembre
gli schemi di delibere regionali che sono stati inviati a tutte le
Regioni d'Italia e che sono stati utilizzati dalla Regione
Basilicata per formulare i quesiti in questione.
L'Assemblea regionale siciliana è chiamata in questa sede ad
esprimersi sulle proposte di referendum abrogativo, di identico
contenuto rispetto a quelle della Basilicata nella parte dei
quesiti da sottoporre agli elettori, già esitate in data di ieri
dalla Commissione legislativa Ambiente e territorio e ad eleggere
due rappresentanti in veste di delegati per il deposito di entrambe
le richieste di referendum in Cassazione dopo l'approvazione da
parte dell'Assemblea.
Si procederà quindi a due distinte votazioni concernenti le due
richieste di referendum abrogativo poste all'ordine del giorno.
Ai sensi dell'articolo 30 della legge n. 352/1970 per
l'approvazione di ciascuna richiesta di referendum da parte
dell'Assemblea regionale è richiesto il voto di maggioranza dei
deputati assegnati alla Regione e, quindi, una maggioranza di
quarantasei voti favorevoli. Si procederà, successivamente,
all'elezione dei due deputati, uno effettivo ed uno supplente,
delegati a rappresentare la Regione e a depositare le richieste di
referendum presso la Corte di Cassazione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino, per svolgere la
relazione.
TRIZZINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le due proposte referendarie, come
giustamente sottolineava lei, nascono da una determinazione che è
stata assunta dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle Regioni e delle province autonome e la Regione
capofila che ha portato avanti la proposta referendaria è la
Basilicata. Oggi siamo arrivati, apprendiamo dai quotidiani, a
cinque Regioni, quindi, siamo arrivati già al numero necessario
previsto dalla legge del '70 affinché si possa avviare la procedura
referendaria.
Le proposte sono due: la n. 6 e la n. 7. La prima consta di cinque
quesiti, prevalentemente indirizzati sull'articolo 38 del decreto
legge n. 133, noto come Sblocca Italia; la seconda proposta, la n.
7, consta di un solo quesito ed è relativo all'articolo 35 del
decreto legge n. 83 del 2012.
Procedo prima ad esaminare la proposta n. 6 che come vi dicevo
nasce dalla volontà del Governo nazionale di creare un meccanismo
di agevolazione, di quelle che sono le procedure per quanto
riguarda tutte le attività connesse alle trivellazioni.
Fondamentalmente è un meccanismo che semplifica la valutazione
dell'impatto ambientale.
La proposta referendaria nasce fondamentalmente per contrastare
questo meccanismo di eccessiva semplificazione che, in realtà, a
ben vedere già dai primi giorni in cui fu emesso il decreto, si
sollevò appunto il contrasto con una direttiva che a breve verrà
recepita dallo Stato italiano che è la direttiva 30 nota come
direttiva off-shore semplicemente per il fatto che questa direttiva
stabilisce tutta una serie di adempimenti che scandiscono le varie
attività delle trivellazioni in più fasi. Questo, chiaramente, va
contro uno dei principi sostenuti dall'articolo 38 e nella specie
il comma 5 che, invece, individua un meccanismo unico, la
cosiddetta concessione unica in forza della quale il soggetto
richiedente ha la possibilità di avviare le fasi di ricerca,
coltivazione e, quindi, estrazione.
I quesiti sono cinque. Il primo è relativo al primo comma
dell'articolo 38 nella parte in cui elimina le espressioni urgenti
e indifferibili legate al carattere di interesse strategico
dell'approvvigionamento energetico. Più di interesse è il comma 1
bis che in realtà investe un aspetto che ha particolare interesse
per la Regione siciliana e per tutte le Regioni coinvolte nelle
trivellazioni off-shore.
Viene depotenziato l'effetto dell'autorizzazione unica, perché si
diminuisce il tempo all'interno del quale si può applicare
l'autorizzazione affinché vengano pretermesse le parole
prorogabile due volte per un periodo di tre anni. Nel caso sia
necessario completare le operazioni di ricerca è prorogabile per
più di una volta per un periodo di dieci anni ove siano stati
adempiuti gli obblighi derivanti dal decreto di concessione e il
giacimento risultante ancora coltivabile .
Gli ultimi due quesiti relativi alla proposta n. 6 sono, invece,
di due fonti differenti dal decreto legge n. 133 e sono,
specificatamente, il decreto legge n. 5 del 2012 e la legge n. 239
del 2004.
Fondamentalmente entrambe non fanno altro che individuare un
potere sostitutivo dello Stato nella ipotesi in cui la Regione non
adempia a quelle che sono le prescrizioni in materia di
consultazione sulle scelte strategiche, soprattutto
sull'approvvigionamento da fonti fossili derivanti da estrazioni in
mare. Questo per quanto riguarda la proposta referendaria n. 6.
Relativamente, invece, alla proposta referendaria n. 7, in questo
caso c'è un solo quesito ed è quello che si riferisce
all'abrogazione di una parte del Codice dell'ambiente, quindi il
decreto legislativo n. 152 del 2006 che fu introdotto a suo tempo,
nel 2010, con il decreto legislativo n.128.
Una piccola parentesi sul decreto legislativo n. 128 va fatta,
perché questo nasce da un dibattito che è emerso all'indomani della
tragedia del Golfo del Messico quando, dopo l'incidente, si
riversarono in mare 800 mila tonnellate di petrolio grezzo.
Alla luce di quell'incidente rilevante si aprì, appunto, una
concertazione con tutti gli Stati membri europei - e non solo -
che in Italia culminò con l'approvazione di questo decreto
legislativo dove vennero introdotti due limiti inderogabili alle
trivellazioni: uno di 5 miglia marine dalla linea di base - che è
diverso dalla linea di costa - e uno di 12 miglia marine esterne al
perimetro delle aree marine protette. E' chiaro che all'interno
delle aree marine protette non poteva trivellarsi.
Succede che nel 2012 viene individuato un meccanismo di deroga
alla legge del 2010 perché viene introdotta, con il decreto legge
n. 83, una deroga per i procedimenti concessori in corso alla data
di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 e i
procedimenti autorizzati le concessioni conseguenti e connessi,
nonché l'efficacia dei titoli abilitativi già rilasciati.
Oggetto del referendum è appunto eliminare la dizione introdotta
dal decreto legge del 2012 e quindi fare rivivere l'originaria
disposizione così come istituita nel 2010.
E' chiaro che entrambe le proposte, sebbene riguardino due aspetti
parzialmente differenti, vanno letti alla luce di una volontà che è
emersa dalla Conferenza dei Presidenti, cioè quella di ostacolare
un meccanismo che prevede una legislazione che esclude quasi
completamente la potestà delle Regioni, che molto spesso vengono
pretermesse dalla possibilità di decidere in materia di strategia,
approvvigionamento energetico. E, in questo caso, la Sicilia ha una
particolare propensione a questo tipo di problema, perché non
dimentichiamo che nel Canale di Sicilia sono presenti 5 concessioni
attive, la più antica delle quali credo sia del 1950, quindi più di
cinquant'anni di anzianità.
Questo vi fa capire come l'aspetto che oggi si pone all'attenzione
dei colleghi è estremamente determinante e, sebbene si sia
raggiunto già il numero di cinque Regioni e quindi il numero minimo
di enti locali necessario per potere raggiungere la possibilità di
avviare il quesito, a modesto parere della Commissione che io ho
l'onore di rappresentare è fondamentale che la Regione siciliana si
pronunci a favore di entrambi i pareri.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho poco da
aggiungere alla illustrazione formulata dal Presidente Trizzino,
però è giusto e opportuno che venga in qualche modo, secondo me,
chiarita la posizione e la valenza di questa norma che si chiede
che venga eliminata a seguito appunto di presentazione del
referendum abrogativo.
E' giusto che i colleghi sappiano che la normativa in questione
che noi andremo in qualche modo a proporre con il referendum
abrogativo, non intacca minimamente la competenza della Regione
siciliana. Quindi il referendum abrogativo e le motivazioni di
doglianza non rivestano il fatto che abbia l'intervento da parte
del legislatore invaso da competenze attribuite alla Regione.
Perché non incide, non scalfisce minimamente la competenza che,
comunque, continua ad esercitare senza che ci sia nessun conflitto
tra normativa nazionale e la normativa regionale.
Ciò però, a mio avviso, necessita ancora di più di una impugnativa
proprio per questo motivo. Perché la Regione siciliana comunque e
in ogni caso, anche a differenza delle altre regioni che
partecipano al procedimento autorizzativo nei termini così come
effettivamente vengono descritti, addirittura ne subirebbe un
doppio nocumento. Il primo perché non partecipa al procedimento
delle autorizzazioni rilasciate da parte del Ministero. Secondo
perché ne subisce le conseguenze senza che effettivamente può
intervenire.
Ecco perché a mio avviso è opportuno e necessita questo intervento
adesivo alle altre regioni che hanno già formulato i quesiti
referendari e che ovviamente hanno proposto di impugnare dinnanzi
alla Corte costituzionale la normativa statale perché ovviamente
viola alcuni principi costituzionali, alcuni dei quali mi sembrano
fin troppo evidenti, ad esempio la distanza di 12 miglia
semplicemente e solamente è l'ente locale che può esprimere il
parere, senza specificare se il parere è vincolante oppure è
semplicemente e solamente consultivo.
Fermo rimanendo quanto esposto, credo che sia veramente opportuno
nel merito impugnare la legge statale che prevede la possibilità
delle trivellazioni se non vogliamo che nelle bellissime Egadi - e
possibilmente anche nelle Eolie - ci possiamo trovare delle
trivelle domani.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 23 settembre
2015, l'onorevole D'Agostino ha aderito al Gruppo parlamentare
Sicilia Democratica per le riforme . Pertanto a decorrere da tale
data lo stesso deputato cessa contestualmente di far parte del
Gruppo parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Alice Anselmo ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione sulla proposta di referendum abrogativo, ai sensi
dell'art. 75 della costituzione, degli articoli 38, commi 1, 1 bis
e 5 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 e dell'articolo
57, comma 3 bis del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito
con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 e dell'articolo
1 comma 8 bis della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Documento n. 6)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione sulla proposta di referendum
abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione, degli articoli
38, commi 1, 1 bis e 5 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133,
convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 e
dell'articolo 57, comma 3 bis del decreto legge 9 febbraio 2012, n.
5 convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 e
dell'articolo 1 comma 8 bis della legge 23 agosto 2004, n. 239
(documento n. 6)
Indìco la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e Votanti 56
Maggioranza 46
Favorevoli 38
Contrari 16
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
TURANO. Come non approva?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come ho già spiegato, ai sensi
dell'articolo 30 della legge n. 352/1970, per l'approvazione di
ciascuna richiesta di referendum da parte dell'Assemblea regionale,
è richiesto il voto della maggioranza dei deputati, quindi, una
maggioranza di 46 voti favorevoli.
Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della
Costituzione, dell'articolo 6, comma 17 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, come sostituito dall'articolo 35, comma 1 del
decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (Documento 7)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si passa alla proposta di referendum abrogativo, ai sensi
dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 6, comma 17 del
Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come sostituito
dall'articolo 35, comma 1 del Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
Documento n. 7.
Si procede attraverso votazione elettronica.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e Votanti 49
Maggioranza 46
Favorevoli 32
Contrari 15
Astenuti 2
(Non è' approvato)
Onorevoli colleghi, il terzo punto all'ordine del giorno è
superato.
mento dei lavori nei bacini di carenaggio nel Porto di Palermo
(n. 991/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale del disegno di legge Interventi per il
finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel Porto di
Palermo . (991/A).
Si passa al IV punto all'ordine del giorno. Votazione finale del
disegno di legge. Interventi per il finanziamento dei lavori nei
bacini di carenaggio nel Porto di Palermo . (991/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presentie votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 40
Contrari 2
Astenuti 3
(E' approvato)
PRESIDENTE. Sospendo brevemente l'Aula.
(La seduta sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.11)
La seduta è ripresa.
della Presidenza della Regione Siciliana'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 286 Rimozione del Segretario
Generale
della Presidenza della Regione Siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come stabilito dalla
Conferenza dei Capigruppo, si passa all'VIII punto all'ordine del
giorno: Discussione della mozione n. 286 Rimozione del Segretario
Generale della Presidenza della Regione Siciliana.
Con riferimento alla mozione n. 286 Rimozione del Segretario
generale della Presidenza della Regione siciliana , a firma
dell'onorevole Ciaccio ed altri, depositata il 26 marzo 2014,
desidero rassegnare alcune precisazioni.
In primo luogo - è bene evidenziare - la mozione in questione è
una mozione ordinaria atto parlamentare di indirizzo presidiato a
livello costituzionale dall'articolo 7 dello Statuto siciliano, e
come tale, ha come naturale destinatario il Governo della Regione,
in virtù del rapporto di consonanza fiduciaria presunta ai sensi
degli articoli 9, 10 e 21 dello Statuto medesimo.
La suddetta mozione è stata annunziata dall'Assemblea nella seduta
n. 145 del 2 aprile 2014, avendo superato positivamente il giudizio
sulla ricevibilità dei testi di cui all'articolo 7, comma 2, del
regolamento interno dell'ARS, in quanto - da un lato presenta tutti
i requisiti minimi formali di ?esistenza? del documento tipico
mozione parlamentare, e dall'altro è apparsa conforme a precedenti
in materia.
Pur tuttavia, così come deliberato dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari del 18 novembre 2014, del cui comunicato è
stata lettura nella seduta dell'Aula n. 199 di pari data, questa
Presidenza, a seguito degli approfondimenti condotti dagli uffici -
nell'esercizio delle sue funzioni di Garante di tutte le forze
politiche in Assemblea, di custode dell'osservanza del Regolamento
e nel pieno rispetto del principio di autorganizzazione delle
istituzioni regionali - intende accogliere le istanze avanzate, in
sede di Conferenza dei Capi Gruppo, da alcuni Gruppi parlamentari e
dal Presidente della Regione in ordine all'estraneità della materia
trattata alle competenze proprie dell'Assemblea regionale
siciliana.
E dunque, nella considerazione che tali istanze non appaiono prive
di fondamento in relazione al rapporto Parlamento-Governo/pubblica
amministrazione e, nello specifico, al principio di separazione tra
politica ed amministrazione, questa stessa Presidenza, ai sensi
dell'articolo 160, comma 3, Regolamento interno dell'ARS, sottopone
l'ammissibilità della mozione n. 286 al voto dell'Assemblea, cui
appartiene la relativa competenza di ultima istanza.
Così come abbiamo più volte ribadito, in sede di Conferenza dei
Capigruppo, si possono iscrivere a parlare due onorevoli a favore
della mozione e due contrari alla mozione.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Cracolici e Turano contro la
mozione e Ciaccio e Greco Giovanni a favore della stessa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si possono
iscrivere a parlare due a favore dell'ammissibilità e due contro,
quindi siamo ancora in una fase di ammissibilità.
Io prendo atto che la Presidenza si è determinata nel dare
all'Aula la decisione se dichiarare ammissibile o meno questa
mozione e mi esprimerò in tal senso, perchè non possa trovare
ammissibilità in quest'Aula per alcune ragioni che proverò
sommariamente a sintetizzare. Proprio in virtù della separazione
tra l'attività e l'indirizzo verso il sistema politico e gli organi
politici di questa nostra Regione, da quelli propriamente e
direttamente emanazione dell'amministrazione e quindi della
burocrazia regionale, è improprio che il Parlamento esprima un atto
di indirizzo nei confronti di un Governo che sostanzialmente
avrebbe come obiettivo di compiere un atto illegittimo. Perché
illegittimo? Primo: non esiste alcuna norma nel nostro ordinamento
e siccome siamo ancora in uno stato di diritto quando andranno al
governo i grillini, se un giorno andranno al Governo, proveranno ad
abolire lo stato di diritto, ma ancora fortunatamente così non è.
(Proteste dai deputati del Movimento Cinque Stelle)
Capisco che lo stato di diritto è una parola che crea agitazione,
ad oggi non è prevista causa di rimozione di un dirigente
contrattualizzato per una condanna subita da parte di un organo
come la Corte dei Conti, ancorché di primo grado, se non
esclusivamente per dolo. Tra l'altro, vorrei ricordare, che questa
norma è stata introdotta nel nostro ordinamento da qualche
settimana, anche grazie ad un emendamento votato dal Parlamento
nazionale e proposto da un parlamentare del Movimento Cinque
Stelle.
Ora, se il Movimento Cinque Stelle a Roma limita la possibilità di
rimuovere un dirigente per una condanna di primo grado alla sola
fattispecie del dolo che è tipizzata nel nostro ordinamento, non si
capisce come mai in Sicilia lo stesso movimento cinque stelle
chiede di applicare una disposizione che la legge, ripeto, prevede
solo per il dolo anche alla fattispecie della colpa, che come è
noto, è un'altra fattispecie. Quindi, noi dovremmo oggi chiedere al
Governo regionale, qualora questo Parlamento si determinasse nel
dare indicazione al governo della regione di interrompere il
rapporto contrattuale in essere nei confronti del segretario
generale chiedendo di compiere un atto illegittimo e quindi con le
conseguenti ripercussioni di risarcimento danni che una siffatta
prospettiva determinerebbe da parte del Parlamento.
C'è quindi una istigazione con questa mozione a compiere un atto
illegittimo e perciò illegale. La seconda questione - l'ho detto in
premessa - noi non possiamo entrare in un terreno delicatissimo,
anche perché con tutto il rispetto siamo ancora un Parlamento e
facciamo leggi, ci occupiamo sostanzialmente di orientare e
indirizzare attraverso il potere legislativo la nostra funzione di
rappresentanza. Noi non possiamo pensare di portare attività
puramente gestionali che sono nella responsabilità dell'esecutivo e
del presidente della regione e nel caso dei dirigenti dei singoli
assessori che sono coloro che per legge hanno il potere di
contrattualizzare il singolo dirigente e di farlo con un atto da
parte del Parlamento che stabilisce i buoni e i cattivi, che dà le
pagelle, chi è buono e chi è cattivo, questo la legge e nessun
regolamento attribuisce al nostro Parlamento un potere di questo
tipo.
Credo di non dovere aggiungere tante altre argomentazioni, perché
mi sembrano già queste sufficienti a determinare, a fare in modo
che l'Aula si determini per la non ammissibilità, perché questo sì,
avrebbe un precedente.
Ricordo, signor Presidente, che il nostro sistema elettorale è un
sistema che prevede l' anatra zoppa , ovvero possiamo eleggere un
Presidente, come è avvenuto in questa legislatura, senza di per sé
che questo Presidente abbia la maggioranza in Parlamento. Ed allora
che cosa vuol dire? Che da domani, una maggioranza, diversa da
quella che sostiene il Presidente, e che sarebbe in quel caso
minoranza, ha il potere di dire al Presidente della Regione, chi
deve fare il segretario generale, chi il dirigente generale, chi
l'usciere e chi, magari, l'autista.
Ecco perché io credo che dobbiamo avere tutti il senso della
misura ed il senso istituzionale.
Ed è per ragione del rispetto istituzionale, io non sto entrando
nel merito della vicenda che riguarda la dottoressa Monterosso,
perché qui sto difendendo un principio che non riguarda la
dottoressa Monterosso, ma riguarda, astrattamente, qualunque
persona che possa essere chiamata ad una funzione apicale nella
burocrazia della Regione e perciò sottoposta ad un contratto. Il
contratto costituisce l'unico strumento che regola i rapporti e per
il resto le leggi dello Stato, non le bizzarrie o gli umori di una
certa politica che usa le emozioni per condizionare o per
intimidire, spesso, coloro che sono sottoposti al giudizio, o che
vorrebbero essere messi a giudizio da parte del sistema politico.
Ecco perché noi ci esprimeremo, assolutamente, in maniera contraria
sull'ammissibilità di questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, signor Presidente della
Regione, signori assessori, onorevoli colleghi, quando ci siamo
riuniti, i Capigruppo con il Presidente della Regione, per decidere
su questo argomento, vari colleghi hanno preso parola dicendo quali
erano le ragioni per discutere e votare questa mozione.
Prendendo la parola, signor Presidente, io dissi di essere a
favore della censura. E non mi soffermo su quanto detto
dall'onorevole Cracolici, perché vorrei ricordargli la questione
dell'assessore Scilabra. Anche allora, in quel momento, ci fu da
parte dell'onorevole Cracolici che voleva imporre al Governo,
voleva togliere un assessore a lui non gradito.
E se vi ricordate la vucciria che ci fu qua, però, era una cosa
che a lui piaceva e noi gli davamo corda, perché a questo Governo
di tutto si può dire, tranne che di essere coerente.
In quella occasione, nella riunione, io dissi che votavo a favore
della fiducia perché lei non ha i titoli. Lei non ha i titoli.
Per dimostrare ciò, avevo detto al Presidente Ardizzone, che
ringraziavo per avere avuto il coraggio di mettere all'ordine del
giorno questa mozione di censura, perché è andato contro la,
quasi, totalità dei colleghi che, ipocritamente, hanno non la
difesa della dottoressa Monterosso in quanto detentrice di un
potere che tutti noi sappiamo riveste e, quindi, la difendono per
questo motivo.
Io, nella mia relazione, Presidente Venturino, parto da una
relazione, nel senso che spiego per quali motivi lei non ha i
requisiti affinché il Presidente Crocetta, al di là dell'incarico
fiduciario, per dare un incarico fiduciario bisogna avere
determinati requisiti.
Presidente Venturino, non lo so, per evitare di leggere tutta
questa relazione le chiedo di metterla a verbale accompagnata da
alcuni documenti e alla fine, qualunque sia il risultato, se
accolta o non accolta, la invito - e se lei non lo farà lo farò di
mio pungo - ad inviare gli atti alla Procura della Repubblica e
alla Procura della Corte dei Conti, perché, veda, qualcuno con
molta leggerezza parla di un reato amministrativo - dice il
Presidente Crocetta - sì Ci ficiru una contravvenzione una
contravvenzione di un milione e trecentomila euro.
Secondo me, in altri tempi, quando la politica che critichiamo era
alta, un dirigente generale che subiva una condanna: non so se
giusta o ingiusta, so che c'è una condanna di questo tipo e di
questa natura, all'indomani presentava le dimissioni
CROCETTA, presidente della Regione. Mai accaduto
GRECO Giovanni. Mai accaduto Benissimo Si vede che i reati non
erano così pesanti, lei ne ha tanti dirigenti che stanno
affrontando problemi processuali.
Me lo dica se il segretario Generale ha preso mai un provvedimento
di rimozione di questi segretari generali che in quel momento hanno
a che fare con la giustizia, me lo dica Sono sempre fermi negli
stessi dipartimenti, presidente Crocetta
Quindi illustro i motivi per cui lei non ha i requisiti per essere
nominato dirigente generale.
Il comma 6, dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del
2001, vigente anche nel nostro ordinamento regionale, e ai sensi
del comma 2, dell'articolo 1, della legge regionale n. 10 del
2000, quello a cui si riferiva l'onorevole Cracolici:
L'affidamento degli incarichi e delle strutture di massima
dimensione, dirigenziale, quindi a soggetti esterni
all'amministrazione regionale, nei limiti e alle condizioni
espressamente richiamate, la norma così recita: Tali incarichi
sono conferiti fornendone esplicita motivazione a persone di
particolare e comprovata qualificazione professionale non
rinvenibili nei ruoli dell'amministrazione, che abbiano svolto
attività in organismi e in enti pubblici o privati, ovvero aziende
pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un
quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una
particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica
desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da
pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro
maturate per almeno un quinquennio . . Per evitare di tediare
l'Aula io mi fermo qui.
Questo è il motivo per cui ho votato quella mozione e questo è il
motivo per cui voterò a favore e, per dimostrare ciò, ho fatto
questa relazione collegata con documenti che metto a disposizione
dell'Assemblea per farne parte del verbale e la prego di inviare,
su mia richiesta la documentazione alla Procura affinché vada ad
indagare se nell'atto di nomina del presidente Crocetta che è il
paladino della legalità, che è il paladino dell'antimafia, ci sia
un abuso di potere o abbia fatto un atto illegittimo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, parlo con
lei Presidente, giuro che non ce l'ho con lei. Poco fa le volevo
chiedere scusa nel senso che ho sbagliato non avevo capito bene
però ogni volta che presiede lei ne combina una. Sull'illustrazione
della mozione lei è riuscito ad invertire
PRESIDENTE. Onorevole Turano, se lei è confuso per i fatti suoi,
si chiarisca le idee. Non le permetto di dire questo. Le parla, si
distrae, e poi attribuisce. Intervenga sulla questione, non vada
oltre e non si avventuri in giudizi che non le appartengono.
TURANO. Solitamente il proponente della mozione la illustra e si
parla a favore e contro. Abbiamo deciso questa volta di fare il
contrario. Fare parlare prima il presidente del Gruppo parlamentare
del PD e conclude chi dovrebbe illustrare la mozione.
Ritengo che la mozione sia inammissibile perché, come prevede
espressamente l'articolo 160, comma 3 del Regolamento interno, noi
parliamo di materie che sono estranee all'Assemblea regionale e
dunque l'Assemblea si pronuncia per alzata e seduta.
E' tanto inammissibile questa mozione, si potrebbe parlare oggi
della revoca del segretario generale di un comune qualsiasi della
Sicilia, e non è pertinente, Presidente.
Purtroppo, non nascondo una certa difficoltà, perché talvolta si
colora politicamente un fatto solo per fare un dispetto a qualcuno.
Peggio quando lo si colora politicamente utilizzando soggetti e
quindi utilizzando fatti personali sempre per colpire persone che
non sono contestualizzate nella voce di quest'Assemblea.
Cercherò di essere più chiaro, Presidente.
Mi chiedo se l'Assemblea regionale ha il potere di revoca. Ecco
perché questo costituisce un precedente grave come diceva
l'onorevole Cracolici.
Se l'Assemblea ha un potere di revoca, dobbiamo dedurre che
l'Assemblea ha un potere di nomina. Non si può all'organo che
chiede di revocare non imputare la potestà di nominare. E le
chiedo, signor Presidente, non ce l'ho con lei, ma per il ruolo che
lei ricopre, ho la necessità di parlare con lei.
Forse l'Assemblea ha il potere di nominare un dirigente generale?
Forse l'Assemblea ha il potere di nominare il segretario generale
di Palazzo d'Orleans? No
Se non ha il potere di nominare, non ha il potere di revocare. E'
un atto che è in capo al Presidente della Regione, di cui il
Presidente della Regione risponde.
Non serve quello che stiamo facendo oggi. Non serve perché è un
atto destituito di fondamento politico tant'è, signor Presidente,
che lei poco fa ha citato anche altri precedenti di un direttore
generale su cui è stata presentata una mozione di revoca che poi
una volta approvata, non ha avuto effetti giuridici.
Dunque se è così, è un discorso per il popolo, per dire come la
pensiamo.
Allora dico all'onorevole Greco, devo rivolgermi a lei, non
dimentichi che è un pubblico ufficiale.
Non dica deposito atti' per mandarli alla Procura della
Repubblica. Se lei intravede un reato, lo mandi
Se non lo facesse, commetterebbe un'omissione.
Mi rivolgo ai colleghi del Movimento Cinque Stelle che hanno
presentato la mozione, che vogliono utilizzare un dibattito per un
fine politico - hanno sbagliato argomento
Hanno sbagliato argomento e mi viene in soccorso lo stesso
argomento che ha illustrato l'onorevole Cracolici.
Il Movimento Cinque Stelle, non contento della responsabilità che
deriva da una condanna penale per fatti che riguardano la pubblica
amministrazione e la condanna arriva quando c'è dolo, ha chiesto di
abbassare - diciamo così - la soglia di punibilità e l'ha
circoscritta a condanne anche dell'organo della Corte dei conti
soltanto quando c'è il dolo ossia la volontà di produrre un danno
nei confronti di un ente.
Se così è e se a Roma il Movimento Cinque Stelle utilizza questo
argomento perché non continua con lo stesso filo e rigore logico in
Assemblea regionale?
Addebitando, circoscrivendo il fatto a quanto si è verificato?
Credo che, senza entrare nei risvolti civilistici o
giuslavoristici, senza entrare nel merito della vicenda che non può
essere trattata per le ragioni che ho indicato, credo che
l'argomento vada tempestivamente archiviato.
Sarà il Presidente della Regione, responsabile della nomina, a
valutare le azioni consequenziali.
Non sarà, di certo, questo Parlamento che non ha il potere di
nomina, di indicare al Presidente eventuali revoche perché non
potendo nominare non può revocare.
I precedenti che si sono trattati vanno proprio in questo senso.
Le anticipo, pertanto, che condivido la posizione che il PD ha
espresso e sono contro l'ammissibilità della mozione per gli
argomenti giuridici e politici che ho trattato.
PRESIDENTE. Una precisazione. Niente di personale con l'onorevole
Turano ma mi sorge il sospetto che l'onorevole Turano abbia un
Regolamento tutto suo perché in riferimento a chi parla prima e
dopo, a me da Regolamento non risulta.
Invito gli uffici di far pervenire all'onorevole Turano copia del
Regolamento condiviso dall'Assemblea per evitare interventi fuori
luogo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, assessori, colleghi, stiamo discutendo
su una questione molto importante e su cui ho sentito dire tante
falsità, soprattutto dal collega Cracolici che, come al solito,
cerca di girare l'argomento.
In questo momento - e non solo - la posizione di tutto il Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle non è né la questione di
diritto, che comunque la tematica addotta è falsa, non conosce
completamente l'iter che si è verificato a livello nazionale
sull'emendamento del Movimento Cinque Stelle che è passato, la
invito, onorevole Cracolici, a documentarsi, a studiare meglio la
questione.
Non si tratta di istigazione di atto illegittimo perché ricordo
che una mozione non è un atto giuridicamente vincolante, è un atto
di indirizzo.
E non solo.
Già su quattro punti ha detto quattro falsità ma ha detto anche di
creare un precedente pericoloso.
Esistono centinaia di precedenti in questo Parlamento di
discussioni svolte in maniera democratica riguardo alla posizione
politica che deve intraprendere il Governo.
Che poi il Governo non esegue l'indirizzo del Parlamento è un
altro discorso.
Oggi però dobbiamo discutere di questo.
Dobbiamo decidere se è giusto dare forza ad un pilastro fondante
di questo Parlamento che si basa su svolgere funzioni di organo di
controllo e garanzia del corretto svolgimento della giustizia
ordinaria. Questo è un pilastro fondante e la discussione in
Parlamento è un atto democratico che, forse, il PD ha dimenticato.
Può bocciare portare qua delle motivazioni sul ruolo e non solo e a
fare comunella al collega, l'onorevole Cracolici, anche il collega,
l'onorevole Turano, mi deve spiegare quali sono gli interessi
personali. Io la dottoressa Monterosso in trentaquattro anni della
mia vita l'ho vista una volta sola, non ho nulla in comune con lei.
Per me,ed in questo parlo anche a nome di tutto il Gruppo
parlamentare del Movimento Cinque Stelle, non è una questione
personale, non è neanche un atto di ripicca, di rivalsa, di qualche
cosa, assolutamente Stiamo parlando delle istituzioni, della
tenuta delle istituzioni, della coerenza delle istituzioni,
dell'etica e della morale delle istituzioni perché la condanna
definitiva della Corte dei Conti è espressa da dei giudici. Io
consono giudice, questa non è un Aula di Tribunale, ma i giudici
hanno dato dei pesanti pareri sull'operato, non solo, e mi collega
anche sul fatto di diritto. Mi risulta che i principi del diritto
amministrativo sostengono che un pubblico, non ufficiale, il
personale della pubblica amministrazione deve avere un livello
etico e morale al di là, sopra le parti, cosa che attualmente con
la condanna in via definitiva non si ha Questa è la questione che
noi dobbiamo discutere. Poi, l'atto di indirizzo, lo sceglierà il
Parlamento, si voterà. Ci sarà chi è a favore, chi è contrario come
anche a livello di battuta, il Presidente Crocetta mi ha detto che
se la rimuove la fa assessore. Non è un problema, sono delle
gestioni politiche che farà il Presidente Crocetta. Ma qua bisogna
discutere se è giusto continuare a distruggere l'istituzione
Regione siciliana, mantenendo al vertice più alto, una persona che
è condannata dalla Corte dei Conti, c'è danno all'erario
Signor Presidente, Ufficio di Presidenza, ma voi affidereste mai
la gestione ad una persona condannata? Glielo chiedo da cittadino
E non è una questione populistica, per farci campagna elettorale,
anche perché sappiamo che se la rimuovete ne metterete un altro.
Però, vogliamo difendere le istituzioni. Per questo, signor
Presidente, e spero di avere convinto la maggior parte, chiediamo
solo di avere la possibilità di parlare da questo scranno e
motivare il perché oltre qullo che ha detto, magari, il collega,
l'onorevole Greco, sugli incarichi, il conflitto di interesse, le
nomine. Ci sono tante ombre dietro questa figura. E, allora, quello
che le chiedo, signor Presidente, è questo, siccome è un tema molto
caldo, noi quello che chiediamo è la possibilità della discussione.
Sappiamo che si voterà per alzata e seduta e le chiedo in qualità
di Capogruppo che venga utilizzato il metodo elettronico anche
senza registrazione per evitare confusione - si è fatto - no, non
chiedo la registrazione - per evitare confusioni, controprove. Le
chiedo di utilizzare lo strumento senza che venga registrato perché
altrimenti si creerà un precedente che è alzata e seduta, poi, dopo
chiedere la controprova.
Le chiedo, quindi, cortesemente di utilizzare questo metodo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.44, riprende alle ore 17.45)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è stata una richiesta dal parte
dell'onorevole Ciaccio e, visto che come ricordava precedentemente
l'onorevole Turano, evidentemente quando presiedo io succede sempre
qualcosa, per evitare che questo possa ripetersi anche nel corso di
questa seduta, accolgo la richiesta dell'onorevole Ciaccio e,
quindi, si procederà alla votazione in base all'articolo 128, comma
3, che leggo giusto a scanso di equivoci: Il Presidente, per
agevolare il computo dei voti, può disporre che la votazione per
alzata e seduta o la riprova sia effettuata mediante procedimento
elettronico senza la registrazione dei votanti .
Detto questo invito i colleghi a prendere posto
Chi è favorevole all'ammissibilità della mozione vota verde; chi è
contrario vota rosso; chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 18
Contrari 39
Astenuti 3
(Non è approvata)
(Proteste dei Deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.46, riprende alle ore 17.49)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di incardinare il disegno
di legge relativo all'assestamento del bilancio, rinvio la seduta
ad oggi, mercoledì 23 settembre 2015, alle ore 17.55, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Assestamento del bilancio di previsione della regione per il
triennio 2015-2017. variazioni al bilancio di previsione della
regione per l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio pluriennal
per il triennio 2015-2017. disposizioni varie . (n. 1049/A)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Milazzo Giuseppe
2) - Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
585/A) (Seguito)
Relatore: on. Oddo
II - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
di Messina . (nn. 853-515/A)
Relatore: on. Digiacomo
2) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A)
Relatore: on. Greco Marcello
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 457 - Iniziative urgenti presso le autorità competenti
per scongiurare la chiusura della filiale di Messina
della Banca d'Italia.
(28 maggio 2014)
RINALDI - FORMICA - PICCIOLO - GERMANA' -
CURRENTI - GRASSO - ALLORO - VINCIULLO -
RUGGIRELLO
La seduta è tolta alle ore 17.49
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.00)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio