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Resoconto d'Aula della Seduta n. 274 di mercoledì 23 settembre 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.47

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente verrà data lettura in altra seduta.

   Proposta  di  referendum abrogativo, ai sensi dell'art.  75  della
  Costituzione,  degli articoli 38, commi 1, 1 bis e  5  del  decreto
  legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla
  legge 11 novembre 2014, n. 164 e dell'articolo 57, comma 3 bis  del
  decreto  legge  9 febbraio 2012, n. 5 convertito con  modificazioni
  dalla  legge  4 aprile 2012, n. 35 e dell'articolo 1  comma  8  bis
  della legge 23 agosto 2004, n. 239


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del giorno:   Proposta
  di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione,
  degli  articoli  38,  commi  1, 1 bis e  5  del  decreto  legge  12
  settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge 11
  novembre  2014, n. 164 e dell'articolo 57, comma 3 bis del  decreto
  legge  9  febbraio  2012, n. 5 convertito con  modificazioni  dalla
  legge  4  aprile 2012, n. 35 e dell'articolo 1 comma  8  bis  della
  legge 23 agosto 2004, n. 239 (documento n. 6) .
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, il 19 settembre scorso la regione  Basilicata
  ha  approvato  due proposte di referendum abrogativo  di  norme  in
  materia di idrocarburi, contenenti rispettivamente un quesito unico
  relativo  all'art.  35 del decreto sviluppo e  cinque  quesiti  sul
  procedimento introdotto dal decreto cosiddetto  Sblocca Italia .
   E' stato, pertanto, avviato il procedimento di cui all'articolo 75
  della  Costituzione, che consente a cinque consigli regionali,  che
  abbiano  approvato identiche deliberazioni, di proporre  referendum
  abrogativo  su leggi o atti aventi forza di legge dello Stato,  con
  ciò partecipando all'esercizio dell'attività legislativa.
   Aggiungo  che nei giorni scorsi hanno aderito alla proposta  della
  regione Basilicata i consigli delle regioni Molise, Marche e Puglia
  ed  oggi  ha  deliberato  anche la Sardegna,  mentre  altre  stanno
  deliberando  in  queste  ore, al fine di  consentire  entro  il  30
  settembre  prossimo,  come prevede la legge, che  le  richieste  di
  referendum  siano  depositate presso la  Corte  di  Cassazione  dai
  delegati  eletti dai consigli medesimi. La tematica in questione  è
  particolarmente  sentita ed è stata affrontata nei mesi  precedenti
  dalla Commissione competente di questo Parlamento.
   Intendo  comunque porre in rilievo il fatto che l'iniziativa  oggi
  all'esame  dell'Assemblea  costituisce  il  portato  del   consenso
  raggiunto in varie regioni d'Italia da più forze politiche.
   La   Conferenza   dei   Presidenti  delle  Assemblee   legislative
  regionali,aveva, infatti, deliberato nei primi giorni di  settembre
  gli schemi di delibere regionali che sono stati inviati a tutte  le
  Regioni   d'Italia  e  che  sono  stati  utilizzati  dalla  Regione
  Basilicata per formulare i quesiti in questione.
   L'Assemblea  regionale  siciliana è chiamata  in  questa  sede  ad
  esprimersi  sulle  proposte di referendum abrogativo,  di  identico
  contenuto  rispetto  a  quelle della  Basilicata  nella  parte  dei
  quesiti  da sottoporre agli elettori, già esitate in data  di  ieri
  dalla Commissione legislativa  Ambiente e territorio  e ad eleggere
  due rappresentanti in veste di delegati per il deposito di entrambe
  le  richieste  di  referendum in Cassazione dopo l'approvazione  da
  parte dell'Assemblea.
   Si  procederà quindi a due distinte votazioni concernenti  le  due
  richieste di referendum abrogativo poste all'ordine del giorno.
   Ai   sensi   dell'articolo  30  della  legge   n.   352/1970   per
  l'approvazione  di  ciascuna  richiesta  di  referendum  da   parte
  dell'Assemblea  regionale è richiesto il voto  di  maggioranza  dei
  deputati  assegnati  alla  Regione e, quindi,  una  maggioranza  di
  quarantasei   voti   favorevoli.  Si  procederà,   successivamente,
  all'elezione  dei  due deputati, uno effettivo  ed  uno  supplente,
  delegati a rappresentare la Regione e a depositare le richieste  di
  referendum presso la Corte di Cassazione.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Trizzino,  per  svolgere  la
  relazione.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, le due proposte referendarie,  come
  giustamente sottolineava lei, nascono da una determinazione  che  è
  stata  assunta  dalla  Conferenza dei  Presidenti  delle  Assemblee
  legislative  delle Regioni e delle province autonome e  la  Regione
  capofila  che  ha  portato  avanti la proposta  referendaria  è  la
  Basilicata.  Oggi  siamo arrivati, apprendiamo  dai  quotidiani,  a
  cinque  Regioni,  quindi, siamo arrivati già al  numero  necessario
  previsto dalla legge del '70 affinché si possa avviare la procedura
  referendaria.
   Le proposte sono due: la n. 6 e la n. 7. La prima consta di cinque
  quesiti,  prevalentemente indirizzati sull'articolo 38 del  decreto
  legge n. 133, noto come Sblocca Italia; la seconda proposta, la  n.
  7,  consta  di  un solo quesito ed è relativo all'articolo  35  del
  decreto legge n. 83 del 2012.
   Procedo  prima  ad esaminare la proposta n. 6 che come  vi  dicevo
  nasce  dalla volontà del Governo nazionale di creare un  meccanismo
  di  agevolazione,  di  quelle  che sono  le  procedure  per  quanto
  riguarda   tutte   le   attività   connesse   alle   trivellazioni.
  Fondamentalmente  è  un  meccanismo che semplifica  la  valutazione
  dell'impatto ambientale.
   La  proposta  referendaria nasce fondamentalmente per  contrastare
  questo  meccanismo di eccessiva semplificazione che, in  realtà,  a
  ben  vedere  già dai primi giorni in cui fu emesso il  decreto,  si
  sollevò  appunto il contrasto con una direttiva che a  breve  verrà
  recepita  dallo  Stato  italiano che è la direttiva  30  nota  come
  direttiva off-shore semplicemente per il fatto che questa direttiva
  stabilisce tutta una serie di adempimenti che scandiscono le  varie
  attività  delle trivellazioni in più fasi. Questo, chiaramente,  va
  contro  uno dei principi sostenuti dall'articolo 38 e nella  specie
  il   comma  5  che,  invece,  individua  un  meccanismo  unico,  la
  cosiddetta  concessione  unica in forza  della  quale  il  soggetto
  richiedente  ha  la  possibilità di avviare  le  fasi  di  ricerca,
  coltivazione e, quindi, estrazione.
   I  quesiti  sono  cinque.  Il  primo è  relativo  al  primo  comma
  dell'articolo 38 nella parte in cui elimina le espressioni  urgenti
  e   indifferibili  legate  al  carattere  di  interesse  strategico
  dell'approvvigionamento energetico. Più di interesse è il  comma  1
  bis  che  in realtà investe un aspetto che ha particolare interesse
  per  la  Regione  siciliana e per tutte le Regioni coinvolte  nelle
  trivellazioni off-shore.
   Viene depotenziato l'effetto dell'autorizzazione unica, perché  si
  diminuisce  il  tempo  all'interno  del  quale  si  può   applicare
  l'autorizzazione   affinché   vengano   pretermesse    le    parole
   prorogabile  due volte per un periodo di tre anni.  Nel  caso  sia
  necessario  completare le operazioni di ricerca è  prorogabile  per
  più  di  una  volta per un periodo di dieci anni  ove  siano  stati
  adempiuti  gli obblighi derivanti dal decreto di concessione  e  il
  giacimento risultante ancora  coltivabile .
   Gli  ultimi due quesiti relativi alla proposta n. 6 sono,  invece,
  di   due  fonti  differenti  dal  decreto  legge  n.  133  e  sono,
  specificatamente, il decreto legge n. 5 del 2012 e la legge n.  239
  del 2004.
     Fondamentalmente  entrambe non fanno altro  che  individuare  un
  potere sostitutivo dello Stato nella ipotesi in cui la Regione  non
  adempia   a   quelle  che  sono  le  prescrizioni  in  materia   di
  consultazione     sulle     scelte     strategiche,     soprattutto
  sull'approvvigionamento da fonti fossili derivanti da estrazioni in
  mare. Questo per quanto riguarda la proposta referendaria n. 6.
   Relativamente, invece, alla proposta referendaria n. 7, in  questo
  caso   c'è   un   solo  quesito  ed  è  quello  che  si   riferisce
  all'abrogazione  di una parte del Codice dell'ambiente,  quindi  il
  decreto legislativo n. 152 del 2006 che fu introdotto a suo  tempo,
  nel 2010, con il decreto legislativo n.128.
   Una  piccola  parentesi sul decreto legislativo n. 128  va  fatta,
  perché questo nasce da un dibattito che è emerso all'indomani della
  tragedia  del  Golfo  del  Messico  quando,  dopo  l'incidente,  si
  riversarono  in mare 800 mila tonnellate di petrolio grezzo.
   Alla  luce  di  quell'incidente rilevante si  aprì,  appunto,  una
  concertazione con tutti gli Stati membri europei   - e non  solo  -
  che   in  Italia  culminò  con  l'approvazione  di  questo  decreto
  legislativo  dove  vennero introdotti due limiti inderogabili  alle
  trivellazioni: uno di 5 miglia marine dalla linea di base -  che  è
  diverso dalla linea di costa - e uno di 12 miglia marine esterne al
  perimetro  delle  aree marine protette. E' chiaro  che  all'interno
  delle aree marine protette non poteva trivellarsi.
   Succede  che  nel 2012 viene individuato un meccanismo  di  deroga
  alla  legge del 2010 perché viene introdotta, con il decreto  legge
  n.  83, una deroga per i procedimenti concessori in corso alla data
  di   entrata  in  vigore  del  decreto  legislativo  n.  128  e   i
  procedimenti  autorizzati le concessioni  conseguenti  e  connessi,
  nonché l'efficacia dei titoli abilitativi già rilasciati.
   Oggetto  del referendum è appunto eliminare la dizione  introdotta
  dal  decreto  legge  del  2012 e quindi fare rivivere  l'originaria
  disposizione così come istituita nel 2010.
   E' chiaro che entrambe le proposte, sebbene riguardino due aspetti
  parzialmente differenti, vanno letti alla luce di una volontà che è
  emersa  dalla Conferenza dei Presidenti, cioè quella di  ostacolare
  un  meccanismo  che  prevede  una legislazione  che  esclude  quasi
  completamente  la potestà delle Regioni, che molto  spesso  vengono
  pretermesse dalla possibilità di decidere in materia di  strategia,
  approvvigionamento energetico. E, in questo caso, la Sicilia ha una
  particolare  propensione  a questo tipo  di  problema,  perché  non
  dimentichiamo che nel Canale di Sicilia sono presenti 5 concessioni
  attive, la più antica delle quali credo sia del 1950, quindi più di
  cinquant'anni di anzianità.
   Questo vi fa capire come l'aspetto che oggi si pone all'attenzione
  dei   colleghi  è  estremamente  determinante  e,  sebbene  si  sia
  raggiunto già il numero di cinque Regioni e quindi il numero minimo
  di  enti locali necessario per potere raggiungere la possibilità di
  avviare  il quesito, a modesto parere della Commissione che  io  ho
  l'onore di rappresentare è fondamentale che la Regione siciliana si
  pronunci a favore di entrambi i pareri.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ho  poco  da
  aggiungere  alla  illustrazione formulata dal Presidente  Trizzino,
  però  è  giusto e opportuno che venga in qualche modo, secondo  me,
  chiarita  la posizione e  la valenza di questa norma che si  chiede
  che   venga  eliminata  a  seguito  appunto  di  presentazione  del
  referendum abrogativo.
   E'  giusto  che i colleghi sappiano che la normativa in  questione
  che  noi  andremo  in  qualche modo a proporre  con  il  referendum
  abrogativo,  non  intacca minimamente la competenza  della  Regione
  siciliana.  Quindi  il referendum abrogativo e  le  motivazioni  di
  doglianza  non rivestano il fatto che abbia l'intervento  da  parte
  del  legislatore  invaso  da competenze  attribuite  alla  Regione.
  Perché  non  incide, non scalfisce minimamente la  competenza  che,
  comunque,  continua ad esercitare senza che ci sia nessun conflitto
  tra normativa nazionale e la normativa regionale.
   Ciò però, a mio avviso, necessita ancora di più di una impugnativa
  proprio  per questo motivo. Perché la Regione siciliana comunque  e
  in   ogni  caso,  anche  a  differenza  delle  altre  regioni   che
  partecipano  al  procedimento autorizzativo nei termini  così  come
  effettivamente  vengono  descritti,  addirittura  ne  subirebbe  un
  doppio  nocumento.  Il primo perché non partecipa  al  procedimento
  delle  autorizzazioni  rilasciate da parte del  Ministero.  Secondo
  perché  ne  subisce  le  conseguenze senza che  effettivamente  può
  intervenire.
   Ecco perché a mio avviso è opportuno e necessita questo intervento
  adesivo  alle  altre  regioni che hanno  già  formulato  i  quesiti
  referendari  e che ovviamente hanno proposto di impugnare  dinnanzi
  alla  Corte  costituzionale la normativa statale perché  ovviamente
  viola  alcuni principi costituzionali, alcuni dei quali mi sembrano
  fin   troppo  evidenti,  ad  esempio  la  distanza  di  12   miglia
  semplicemente  e  solamente è l'ente locale che  può  esprimere  il
  parere,  senza  specificare  se il parere  è  vincolante  oppure  è
  semplicemente e solamente consultivo.
   Fermo  rimanendo quanto esposto, credo che sia veramente opportuno
  nel  merito  impugnare la legge statale che prevede la  possibilità
  delle trivellazioni se non vogliamo che nelle bellissime Egadi -  e
  possibilmente  anche  nelle  Eolie  -  ci  possiamo  trovare  delle
  trivelle domani.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota pervenuta  il  23  settembre
  2015,  l'onorevole  D'Agostino ha aderito  al  Gruppo  parlamentare
   Sicilia Democratica per le riforme . Pertanto a decorrere da  tale
  data  lo  stesso deputato cessa contestualmente di  far  parte  del
  Gruppo parlamentare Misto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Alice  Anselmo  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Votazione  sulla  proposta  di  referendum  abrogativo,  ai  sensi
  dell'art. 75 della costituzione, degli articoli 38, commi 1, 1 bis
  e  5  del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito  con
  modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 e dell'articolo
  57, comma 3 bis del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito
  con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 e dell'articolo
  1 comma 8 bis della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Documento n. 6)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione sulla proposta  di  referendum
  abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione, degli articoli
  38,  commi 1, 1 bis e 5 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133,
  convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164  e
  dell'articolo 57, comma 3 bis del decreto legge 9 febbraio 2012,  n.
  5  convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n.  35  e
  dell'articolo  1  comma 8 bis della legge 23  agosto  2004,  n.  239
  (documento n. 6)
   Indìco la votazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e Votanti  56
   Maggioranza         46
   Favorevoli          38
   Contrari            16
   Astenuti             2

                       (L'Assemblea non approva)

   TURANO. Come non approva?
   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, come ho già spiegato,  ai  sensi
  dell'articolo  30  della legge n. 352/1970, per  l'approvazione  di
  ciascuna richiesta di referendum da parte dell'Assemblea regionale,
  è  richiesto  il voto della maggioranza dei deputati,  quindi,  una
  maggioranza di 46 voti favorevoli.

   Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della
  Costituzione,  dell'articolo 6, comma 17 del decreto legislativo  3
  aprile 2006, n. 152, come sostituito dall'articolo 35, comma 1  del
  decreto  legge  22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni
  dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (Documento 7)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si   passa  alla  proposta  di  referendum  abrogativo,  ai  sensi
  dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 6, comma 17 del
  Decreto   legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  come  sostituito
  dall'articolo 35, comma 1 del Decreto legge 22 giugno 2012, n.  83,
  convertito  con  modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,  n.  134.
  Documento n. 7.
   Si procede attraverso votazione elettronica.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e Votanti  49
   Maggioranza         46
   Favorevoli          32
   Contrari            15
   Astenuti             2

                          (Non è' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  il  terzo  punto  all'ordine  del  giorno  è
  superato.

   mento dei lavori nei bacini di carenaggio nel Porto di Palermo
   (n. 991/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Votazione finale del disegno di legge  Interventi per il
    finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel Porto di
                          Palermo . (991/A).

   Si  passa al IV punto all'ordine del giorno. Votazione finale  del
  disegno  di legge.  Interventi per il finanziamento dei lavori  nei
  bacini di carenaggio nel Porto di Palermo . (991/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presentie votanti   45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          40
   Contrari             2
   Astenuti             3

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente l'Aula.

     (La seduta sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.11)

   La seduta è ripresa.

   della Presidenza della Regione Siciliana'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Discussione della mozione n. 286  Rimozione del Segretario
                               Generale
               della Presidenza della Regione Siciliana

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  così  come   stabilito   dalla
  Conferenza  dei Capigruppo, si passa all'VIII punto all'ordine  del
  giorno:  Discussione della mozione n. 286  Rimozione del Segretario
  Generale della Presidenza della Regione Siciliana.
   Con  riferimento  alla  mozione n. 286  Rimozione  del  Segretario
  generale  della  Presidenza  della  Regione  siciliana ,  a   firma
  dell'onorevole  Ciaccio  ed altri, depositata  il  26  marzo  2014,
  desidero rassegnare alcune precisazioni.
   In  primo  luogo - è bene evidenziare - la mozione in questione  è
  una  mozione ordinaria atto parlamentare di indirizzo presidiato  a
  livello  costituzionale dall'articolo 7 dello Statuto siciliano,  e
  come  tale, ha come naturale destinatario il Governo della Regione,
  in  virtù  del rapporto di consonanza fiduciaria presunta ai  sensi
  degli articoli 9, 10 e 21 dello Statuto medesimo.
   La suddetta mozione è stata annunziata dall'Assemblea nella seduta
  n. 145 del 2 aprile 2014, avendo superato positivamente il giudizio
  sulla  ricevibilità  dei testi di cui all'articolo 7, comma 2,  del
  regolamento interno dell'ARS, in quanto - da un lato presenta tutti
  i  requisiti  minimi  formali di ?esistenza? del  documento  tipico
  mozione  parlamentare, e dall'altro è apparsa conforme a precedenti
  in materia.
   Pur tuttavia, così come deliberato dalla Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari del 18 novembre 2014, del cui comunicato  è
  stata  lettura nella seduta dell'Aula n. 199 di pari  data,  questa
  Presidenza, a seguito degli approfondimenti condotti dagli uffici -
  nell'esercizio  delle sue funzioni di Garante  di  tutte  le  forze
  politiche  in Assemblea, di custode dell'osservanza del Regolamento
  e  nel  pieno  rispetto  del principio di  autorganizzazione  delle
  istituzioni regionali - intende accogliere le istanze avanzate,  in
  sede di Conferenza dei Capi Gruppo, da alcuni Gruppi parlamentari e
  dal Presidente della Regione in ordine all'estraneità della materia
  trattata   alle   competenze   proprie   dell'Assemblea   regionale
  siciliana.
   E dunque, nella considerazione che tali istanze non appaiono prive
  di  fondamento in relazione al rapporto Parlamento-Governo/pubblica
  amministrazione e, nello specifico, al principio di separazione tra
  politica  ed  amministrazione, questa stessa Presidenza,  ai  sensi
  dell'articolo 160, comma 3, Regolamento interno dell'ARS, sottopone
  l'ammissibilità  della mozione n. 286 al voto  dell'Assemblea,  cui
  appartiene la relativa competenza di ultima istanza.
   Così  come  abbiamo più volte ribadito, in sede di Conferenza  dei
  Capigruppo, si possono iscrivere a parlare due onorevoli  a  favore
  della mozione e due contrari alla mozione.
   Sono iscritti a parlare gli onorevoli Cracolici e Turano contro la
  mozione e Ciaccio e Greco Giovanni a favore della stessa.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  si  possono
  iscrivere  a parlare due a favore dell'ammissibilità e due  contro,
  quindi siamo ancora in una fase di ammissibilità.
   Io  prendo  atto  che  la  Presidenza si è  determinata  nel  dare
  all'Aula  la  decisione  se dichiarare ammissibile  o  meno  questa
  mozione  e  mi  esprimerò in tal senso, perchè  non  possa  trovare
  ammissibilità  in  quest'Aula  per  alcune  ragioni   che   proverò
  sommariamente  a  sintetizzare. Proprio in virtù della  separazione
  tra l'attività e l'indirizzo verso il sistema politico e gli organi
  politici  di  questa  nostra  Regione,  da  quelli  propriamente  e
  direttamente   emanazione  dell'amministrazione  e   quindi   della
  burocrazia regionale, è improprio che il Parlamento esprima un atto
  di  indirizzo  nei  confronti  di un  Governo  che  sostanzialmente
  avrebbe  come  obiettivo  di compiere un atto  illegittimo.  Perché
  illegittimo? Primo: non esiste alcuna norma nel nostro  ordinamento
  e  siccome siamo ancora in uno stato di diritto quando andranno  al
  governo i grillini, se un giorno andranno al Governo, proveranno ad
  abolire lo stato di diritto, ma ancora fortunatamente così non è.

          (Proteste dai deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Capisco  che lo stato di diritto è una parola che crea agitazione,
  ad  oggi  non  è  prevista  causa  di  rimozione  di  un  dirigente
  contrattualizzato  per una condanna subita da parte  di  un  organo
  come  la  Corte  dei  Conti,  ancorché  di  primo  grado,  se   non
  esclusivamente per dolo. Tra l'altro, vorrei ricordare, che  questa
  norma   è  stata  introdotta  nel  nostro  ordinamento  da  qualche
  settimana,  anche  grazie ad un emendamento votato  dal  Parlamento
  nazionale  e  proposto  da  un parlamentare  del  Movimento  Cinque
  Stelle.
   Ora, se il Movimento Cinque Stelle a Roma limita la possibilità di
  rimuovere  un dirigente per una condanna di primo grado  alla  sola
  fattispecie del dolo che è tipizzata nel nostro ordinamento, non si
  capisce  come  mai  in  Sicilia lo stesso movimento  cinque  stelle
  chiede  di applicare una disposizione che la legge, ripeto, prevede
  solo  per  il dolo anche alla fattispecie della colpa, che  come  è
  noto, è un'altra fattispecie. Quindi, noi dovremmo oggi chiedere al
  Governo  regionale, qualora questo Parlamento si  determinasse  nel
  dare  indicazione  al  governo della  regione  di  interrompere  il
  rapporto  contrattuale  in  essere  nei  confronti  del  segretario
  generale chiedendo di compiere un atto illegittimo e quindi con  le
  conseguenti  ripercussioni di risarcimento danni che  una  siffatta
  prospettiva determinerebbe da parte del Parlamento.
   C'è  quindi una istigazione con questa mozione a compiere un  atto
  illegittimo e perciò illegale. La seconda questione - l'ho detto in
  premessa  -  noi  non possiamo entrare in un terreno delicatissimo,
  anche  perché  con tutto il rispetto siamo ancora un  Parlamento  e
  facciamo  leggi,  ci  occupiamo  sostanzialmente  di  orientare   e
  indirizzare attraverso il potere legislativo la nostra funzione  di
  rappresentanza.  Noi  non  possiamo  pensare  di  portare  attività
  puramente gestionali che sono nella responsabilità dell'esecutivo e
  del  presidente della regione e nel caso dei dirigenti dei  singoli
  assessori  che  sono  coloro  che per  legge  hanno  il  potere  di
  contrattualizzare il singolo dirigente e di farlo con  un  atto  da
  parte del Parlamento che stabilisce i buoni e i cattivi, che dà  le
  pagelle,  chi  è  buono e chi è cattivo, questo la legge  e  nessun
  regolamento  attribuisce al nostro Parlamento un potere  di  questo
  tipo.
   Credo  di non dovere aggiungere tante altre argomentazioni, perché
  mi  sembrano già queste sufficienti a determinare, a fare  in  modo
  che l'Aula si determini per la non ammissibilità, perché questo sì,
  avrebbe un precedente.
   Ricordo, signor Presidente, che il nostro sistema elettorale è  un
  sistema  che prevede l' anatra zoppa , ovvero possiamo eleggere  un
  Presidente, come è avvenuto in questa legislatura, senza di per  sé
  che questo Presidente abbia la maggioranza in Parlamento. Ed allora
  che  cosa  vuol  dire? Che da domani, una maggioranza,  diversa  da
  quella  che  sostiene  il Presidente, e che sarebbe  in  quel  caso
  minoranza,  ha il potere di dire al Presidente della  Regione,  chi
  deve  fare  il segretario generale, chi il dirigente generale,  chi
  l'usciere e chi, magari, l'autista.
   Ecco  perché  io  credo che dobbiamo avere tutti  il  senso  della
  misura ed il senso istituzionale.
   Ed  è  per ragione del rispetto istituzionale, io non sto entrando
  nel  merito  della  vicenda che riguarda la dottoressa  Monterosso,
  perché  qui  sto  difendendo  un  principio  che  non  riguarda  la
  dottoressa   Monterosso,  ma  riguarda,  astrattamente,   qualunque
  persona  che  possa essere chiamata ad una funzione  apicale  nella
  burocrazia  della Regione e perciò sottoposta ad un  contratto.  Il
  contratto costituisce l'unico strumento che regola i rapporti e per
  il  resto le leggi dello Stato, non le bizzarrie o gli umori di una
  certa  politica  che  usa  le  emozioni  per  condizionare  o   per
  intimidire, spesso, coloro che sono sottoposti al giudizio,  o  che
  vorrebbero  essere messi a giudizio da parte del sistema  politico.
  Ecco perché noi ci esprimeremo, assolutamente, in maniera contraria
  sull'ammissibilità di questa mozione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO   Giovanni.  Signor  Presidente,  signor  Presidente   della
  Regione,  signori assessori, onorevoli colleghi,  quando  ci  siamo
  riuniti, i Capigruppo con il Presidente della Regione, per decidere
  su questo argomento, vari colleghi hanno preso parola dicendo quali
  erano le ragioni per discutere e votare questa mozione.
   Prendendo  la  parola, signor Presidente, io  dissi  di  essere  a
  favore   della   censura.  E  non  mi  soffermo  su  quanto   detto
  dall'onorevole  Cracolici, perché vorrei ricordargli  la  questione
  dell'assessore Scilabra. Anche allora, in quel momento,  ci  fu  da
  parte  dell'onorevole  Cracolici che  voleva  imporre  al  Governo,
  voleva togliere un assessore a lui non gradito.
   E  se vi ricordate la  vucciria  che ci fu qua, però, era una cosa
  che  a  lui piaceva e noi gli davamo corda, perché a questo Governo
  di tutto si può dire, tranne che di essere coerente.
   In  quella occasione, nella riunione, io dissi che votavo a favore
  della fiducia perché lei non ha i titoli. Lei non ha i titoli.
   Per  dimostrare  ciò,  avevo  detto al Presidente  Ardizzone,  che
  ringraziavo  per avere avuto il coraggio di mettere all'ordine  del
  giorno  questa  mozione  di censura, perché  è  andato  contro  la,
  quasi,  totalità  dei  colleghi che, ipocritamente,  hanno  non  la
  difesa  della  dottoressa  Monterosso in quanto  detentrice  di  un
  potere  che tutti noi sappiamo riveste e, quindi, la difendono  per
  questo motivo.
   Io,  nella  mia  relazione, Presidente  Venturino,  parto  da  una
  relazione,  nel  senso che spiego per quali motivi  lei  non  ha  i
  requisiti  affinché il Presidente Crocetta, al di là  dell'incarico
  fiduciario,   per  dare  un  incarico  fiduciario   bisogna   avere
  determinati requisiti.
   Presidente  Venturino,  non lo so, per evitare  di  leggere  tutta
  questa  relazione le chiedo di metterla a verbale  accompagnata  da
  alcuni  documenti  e  alla fine, qualunque  sia  il  risultato,  se
  accolta o non accolta, la invito - e se lei non lo farà lo farò  di
  mio  pungo  -  ad inviare gli atti alla Procura della Repubblica  e
  alla  Procura  della  Corte dei Conti, perché, veda,  qualcuno  con
  molta  leggerezza  parla  di  un reato  amministrativo  -  dice  il
  Presidente  Crocetta  - sì   Ci ficiru una contravvenzione      una
  contravvenzione di un milione e trecentomila euro.
   Secondo me, in altri tempi, quando la politica che critichiamo era
  alta,  un  dirigente generale che subiva una condanna:  non  so  se
  giusta  o  ingiusta, so che c'è una condanna di questo  tipo  e  di
  questa natura, all'indomani presentava le dimissioni

   CROCETTA, presidente della Regione. Mai accaduto

   GRECO  Giovanni. Mai accaduto  Benissimo  Si vede che i reati  non
  erano   così  pesanti,  lei  ne  ha  tanti  dirigenti  che   stanno
  affrontando problemi processuali.
   Me lo dica se il segretario Generale ha preso mai un provvedimento
  di rimozione di questi segretari generali che in quel momento hanno
  a  che  fare con la giustizia, me lo dica  Sono sempre fermi  negli
  stessi dipartimenti, presidente Crocetta
   Quindi illustro i motivi per cui lei non ha i requisiti per essere
  nominato dirigente generale.
   Il  comma 6, dell'articolo 19 del decreto legislativo n.  165  del
  2001,  vigente anche nel nostro ordinamento regionale, e  ai  sensi
  del  comma  2, dell'articolo 1, della legge regionale   n.  10  del
  2000,   quello   a   cui   si   riferiva   l'onorevole   Cracolici:
   L'affidamento  degli  incarichi  e  delle  strutture  di   massima
  dimensione,    dirigenziale,    quindi    a    soggetti     esterni
  all'amministrazione  regionale,  nei  limiti  e   alle   condizioni
  espressamente  richiamate, la norma così  recita:   Tali  incarichi
  sono  conferiti  fornendone  esplicita  motivazione  a  persone  di
  particolare   e   comprovata   qualificazione   professionale   non
  rinvenibili  nei  ruoli dell'amministrazione,  che  abbiano  svolto
  attività in organismi e in enti pubblici o privati, ovvero  aziende
  pubbliche  o  private  con  esperienza  acquisita  per  almeno   un
  quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito  una
  particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica
  desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria,  da
  pubblicazioni  scientifiche  e  da concrete  esperienze  di  lavoro
  maturate  per  almeno  un quinquennio . . Per  evitare  di  tediare
  l'Aula io mi fermo qui.
   Questo è il motivo per cui ho votato quella mozione e questo è  il
  motivo  per  cui voterò a favore e, per dimostrare  ciò,  ho  fatto
  questa  relazione collegata con documenti che metto a  disposizione
  dell'Assemblea per farne parte del verbale e la prego  di  inviare,
  su  mia  richiesta la documentazione alla Procura affinché vada  ad
  indagare  se nell'atto di nomina del presidente Crocetta che  è  il
  paladino della legalità, che è il paladino dell'antimafia,  ci  sia
  un abuso di potere o abbia fatto un atto illegittimo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, parlo  con
  lei  Presidente, giuro che non ce l'ho con lei. Poco fa  le  volevo
  chiedere  scusa  nel senso che ho sbagliato non avevo  capito  bene
  però ogni volta che presiede lei ne combina una. Sull'illustrazione
  della mozione lei è riuscito ad invertire

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, se lei è confuso per i fatti  suoi,
  si  chiarisca le idee. Non le permetto di dire questo. Le parla, si
  distrae,  e poi attribuisce. Intervenga sulla questione,  non  vada
  oltre e non si avventuri in giudizi che non le appartengono.

   TURANO. Solitamente il proponente della mozione la illustra  e  si
  parla  a  favore e contro. Abbiamo deciso questa volta di  fare  il
  contrario. Fare parlare prima il presidente del Gruppo parlamentare
  del PD e conclude chi dovrebbe illustrare la mozione.
   Ritengo  che  la  mozione sia inammissibile perché,  come  prevede
  espressamente l'articolo 160, comma 3 del Regolamento interno,  noi
  parliamo  di  materie che sono estranee all'Assemblea  regionale  e
  dunque l'Assemblea si pronuncia per alzata e seduta.
   E'  tanto  inammissibile questa mozione, si potrebbe parlare  oggi
  della  revoca del segretario generale di un comune qualsiasi  della
  Sicilia, e non è pertinente, Presidente.
   Purtroppo,  non nascondo una certa difficoltà, perché talvolta  si
  colora politicamente un fatto solo per fare un dispetto a qualcuno.
  Peggio  quando  lo si colora politicamente utilizzando  soggetti  e
  quindi  utilizzando fatti personali sempre per colpire persone  che
  non sono contestualizzate nella voce di quest'Assemblea.
   Cercherò di essere più chiaro, Presidente.
   Mi  chiedo  se l'Assemblea regionale ha il potere di revoca.  Ecco
  perché   questo  costituisce  un  precedente  grave   come   diceva
  l'onorevole Cracolici.
   Se  l'Assemblea  ha  un  potere di revoca,  dobbiamo  dedurre  che
  l'Assemblea  ha  un  potere di nomina. Non si  può  all'organo  che
  chiede  di  revocare  non imputare la potestà  di  nominare.  E  le
  chiedo, signor Presidente, non ce l'ho con lei, ma per il ruolo che
  lei ricopre, ho la necessità di parlare con lei.
   Forse  l'Assemblea ha il potere di nominare un dirigente generale?
  Forse  l'Assemblea ha il potere di nominare il segretario  generale
  di Palazzo d'Orleans? No
   Se  non ha il potere di nominare, non ha il potere di revocare. E'
  un  atto  che  è  in capo al Presidente della Regione,  di  cui  il
  Presidente della Regione risponde.
   Non  serve quello che stiamo facendo oggi. Non serve perché  è  un
  atto  destituito di fondamento politico tant'è, signor  Presidente,
  che  lei  poco fa ha citato anche altri precedenti di un  direttore
  generale  su cui è stata presentata una mozione di revoca  che  poi
  una volta approvata, non ha avuto effetti giuridici.
   Dunque  se è così, è un discorso per il popolo, per dire  come  la
  pensiamo.
   Allora  dico  all'onorevole  Greco, devo  rivolgermi  a  lei,  non
  dimentichi che è un pubblico ufficiale.
   Non   dica   deposito  atti'  per  mandarli  alla  Procura   della
  Repubblica. Se lei intravede un reato, lo mandi
   Se non lo facesse, commetterebbe un'omissione.
   Mi  rivolgo  ai  colleghi del Movimento Cinque  Stelle  che  hanno
  presentato la mozione, che vogliono utilizzare un dibattito per  un
  fine politico - hanno sbagliato argomento
   Hanno  sbagliato  argomento  e  mi viene  in  soccorso  lo  stesso
  argomento che ha illustrato l'onorevole Cracolici.
   Il  Movimento Cinque Stelle, non contento della responsabilità che
  deriva  da una condanna penale per fatti che riguardano la pubblica
  amministrazione e la condanna arriva quando c'è dolo, ha chiesto di
  abbassare  -  diciamo  così  -  la  soglia  di  punibilità  e  l'ha
  circoscritta  a  condanne anche dell'organo della Corte  dei  conti
  soltanto  quando c'è il dolo ossia la volontà di produrre un  danno
  nei confronti di un ente.
   Se  così è e se a Roma il Movimento Cinque Stelle utilizza  questo
  argomento perché non continua con lo stesso filo e rigore logico in
  Assemblea regionale?
   Addebitando, circoscrivendo il fatto a quanto si è verificato?
   Credo   che,   senza   entrare   nei   risvolti   civilistici    o
  giuslavoristici, senza entrare nel merito della vicenda che non può
  essere  trattata  per  le  ragioni  che  ho  indicato,  credo   che
  l'argomento vada tempestivamente archiviato.
   Sarà  il  Presidente della Regione, responsabile della  nomina,  a
  valutare le azioni consequenziali.
   Non  sarà,  di  certo, questo Parlamento che non ha il  potere  di
  nomina,  di  indicare al Presidente eventuali  revoche  perché  non
  potendo nominare non può revocare.
   I precedenti che si sono trattati vanno proprio in questo senso.
   Le  anticipo, pertanto, che condivido la posizione che  il  PD  ha
  espresso  e  sono  contro l'ammissibilità  della  mozione  per  gli
  argomenti giuridici e politici che ho trattato.

   PRESIDENTE.  Una precisazione. Niente di personale con l'onorevole
  Turano  ma  mi  sorge il sospetto che l'onorevole Turano  abbia  un
  Regolamento  tutto suo perché in riferimento a chi  parla  prima  e
  dopo, a me da Regolamento non risulta.
   Invito gli uffici di far pervenire all'onorevole Turano copia  del
  Regolamento  condiviso dall'Assemblea per evitare interventi  fuori
  luogo.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, assessori, colleghi, stiamo discutendo
  su  una  questione molto importante e su cui ho sentito dire  tante
  falsità,  soprattutto dal collega Cracolici che,  come  al  solito,
  cerca di girare l'argomento.
   In  questo momento - e non solo - la posizione di tutto il  Gruppo
  parlamentare  Movimento Cinque Stelle non  è  né  la  questione  di
  diritto,  che  comunque la tematica addotta è  falsa,  non  conosce
  completamente  l'iter  che  si  è verificato  a  livello  nazionale
  sull'emendamento  del Movimento Cinque Stelle  che  è  passato,  la
  invito,  onorevole Cracolici, a documentarsi, a studiare meglio  la
  questione.
   Non  si  tratta di istigazione di atto illegittimo perché  ricordo
  che  una mozione non è un atto giuridicamente vincolante, è un atto
  di indirizzo.
   E non solo.
   Già su quattro punti ha detto quattro falsità ma ha detto anche di
  creare un precedente pericoloso.
   Esistono   centinaia  di  precedenti  in  questo   Parlamento   di
  discussioni  svolte in maniera democratica riguardo alla  posizione
  politica che deve intraprendere il Governo.
   Che  poi  il  Governo non esegue l'indirizzo del Parlamento  è  un
  altro discorso.
   Oggi però dobbiamo discutere di questo.
   Dobbiamo  decidere se è giusto dare forza ad un pilastro  fondante
  di  questo Parlamento che si basa su svolgere funzioni di organo di
  controllo  e  garanzia  del  corretto svolgimento  della  giustizia
  ordinaria.  Questo  è  un pilastro fondante  e  la  discussione  in
  Parlamento  è un atto democratico che, forse, il PD ha dimenticato.
  Può bocciare portare qua delle motivazioni sul ruolo e non solo e a
  fare comunella al collega, l'onorevole Cracolici, anche il collega,
  l'onorevole  Turano,  mi  deve spiegare quali  sono  gli  interessi
  personali. Io la dottoressa Monterosso in trentaquattro anni  della
  mia vita l'ho vista una volta sola, non ho nulla in comune con lei.
  Per  me,ed  in  questo  parlo  anche a  nome  di  tutto  il  Gruppo
  parlamentare  del  Movimento Cinque Stelle,  non  è  una  questione
  personale, non è neanche un atto di ripicca, di rivalsa, di qualche
  cosa,  assolutamente   Stiamo  parlando  delle  istituzioni,  della
  tenuta   delle   istituzioni,  della  coerenza  delle  istituzioni,
  dell'etica  e  della  morale delle istituzioni perché  la  condanna
  definitiva  della  Corte dei Conti è espressa da  dei  giudici.  Io
  consono  giudice, questa non è un Aula di Tribunale, ma  i  giudici
  hanno  dato dei pesanti pareri sull'operato, non solo, e mi collega
  anche  sul fatto di diritto. Mi risulta che i principi del  diritto
  amministrativo  sostengono  che  un  pubblico,  non  ufficiale,  il
  personale  della  pubblica amministrazione deve  avere  un  livello
  etico  e morale al di là, sopra le parti, cosa che attualmente  con
  la  condanna in via definitiva non si ha  Questa è la questione che
  noi  dobbiamo discutere. Poi, l'atto di indirizzo, lo sceglierà  il
  Parlamento, si voterà. Ci sarà chi è a favore, chi è contrario come
  anche a livello di battuta, il Presidente Crocetta mi ha detto  che
  se  la  rimuove  la  fa  assessore. Non è un problema,  sono  delle
  gestioni politiche che farà il Presidente Crocetta. Ma qua  bisogna
  discutere  se  è  giusto  continuare  a  distruggere  l'istituzione
  Regione siciliana, mantenendo al vertice più alto, una persona  che
  è condannata dalla Corte dei Conti, c'è danno all'erario
   Signor  Presidente, Ufficio di Presidenza, ma voi affidereste  mai
  la  gestione ad una persona condannata? Glielo chiedo da cittadino
  E  non  è una questione populistica, per farci campagna elettorale,
  anche  perché sappiamo che se la rimuovete ne metterete  un  altro.
  Però,   vogliamo  difendere  le  istituzioni.  Per  questo,  signor
  Presidente,  e spero di avere convinto la maggior parte,  chiediamo
  solo  di  avere  la  possibilità di parlare  da  questo  scranno  e
  motivare  il  perché oltre qullo che ha detto, magari, il  collega,
  l'onorevole  Greco, sugli incarichi, il conflitto di interesse,  le
  nomine. Ci sono tante ombre dietro questa figura. E, allora, quello
  che le chiedo, signor Presidente, è questo, siccome è un tema molto
  caldo, noi quello che chiediamo è la possibilità della discussione.
  Sappiamo  che si voterà per alzata e seduta e le chiedo in  qualità
  di  Capogruppo  che  venga utilizzato il metodo  elettronico  anche
  senza  registrazione per evitare confusione - si è fatto - no,  non
  chiedo  la registrazione - per evitare confusioni, controprove.  Le
  chiedo di utilizzare lo strumento senza che venga registrato perché
  altrimenti si creerà un precedente che è alzata e seduta, poi, dopo
  chiedere la controprova.
   Le chiedo, quindi, cortesemente di utilizzare questo metodo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.44, riprende alle ore 17.45)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è stata una richiesta dal  parte
  dell'onorevole  Ciaccio e, visto che come ricordava precedentemente
  l'onorevole Turano, evidentemente quando presiedo io succede sempre
  qualcosa, per evitare che questo possa ripetersi anche nel corso di
  questa  seduta,  accolgo  la  richiesta dell'onorevole  Ciaccio  e,
  quindi, si procederà alla votazione in base all'articolo 128, comma
  3,  che  leggo  giusto  a scanso di equivoci:  Il  Presidente,  per
  agevolare  il  computo dei voti, può disporre che la votazione  per
  alzata  e  seduta o la riprova sia effettuata mediante procedimento
  elettronico senza la registrazione dei votanti .
   Detto questo invito i colleghi a prendere posto
   Chi è favorevole all'ammissibilità della mozione vota verde; chi  è
  contrario vota rosso; chi si astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          18
   Contrari            39
   Astenuti            3

                           (Non è approvata)

          (Proteste dei Deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.46, riprende  alle ore 17.49)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di incardinare il  disegno
  di  legge relativo all'assestamento del bilancio, rinvio la  seduta
  ad  oggi,  mercoledì  23 settembre 2015, alle  ore  17.55,  con  il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Assestamento del bilancio di previsione della regione per il
               triennio 2015-2017. variazioni al bilancio di previsione della
               regione per l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio pluriennal
               per il triennio 2015-2017. disposizioni varie . (n. 1049/A)

               Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

               Relatore di minoranza: on. Milazzo Giuseppe

            2)  -   Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia . (n.
               585/A) (Seguito)

                Relatore: on. Oddo

   II   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                                GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                     LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

   IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
               Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
               di Messina . (nn. 853-515/A)

                Relatore: on. Digiacomo

            2)  -   Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
               dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
               subacquea industriale . (n. 698/A)

                 Relatore: on. Greco Marcello

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 457  - Iniziative urgenti presso le autorità competenti
              per  scongiurare la chiusura della filiale di Messina
              della Banca d'Italia.

         (28 maggio 2014)

                         RINALDI - FORMICA - PICCIOLO - GERMANA'  -
                         CURRENTI  - GRASSO - ALLORO - VINCIULLO  -
                         RUGGIRELLO

                   La seduta è tolta alle ore 17.49

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.00)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio