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Resoconto d'Aula della Seduta n. 279 di mercoledì 30 settembre 2015
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   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.17

   GRECO  Marcello, segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della seduta precedente che,  non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Dina, Papale, Alongi, Fontana, Lantieri, Alloro.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad  interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità:

   N.  906  -  Notizie  sulla  gestione  del  servizio  idrico  nella
  provincia di Caltanissetta con particolare riguardo alle consulenze
  professionali affidate a soggetti esterni.
   Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello
   -  Con  nota prot. n. 24383/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità.

   - da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  747  -  Iniziative per migliorare l'offerta di beni e  servizi
  nella sanità pubblica siciliana.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   - Con nota prot. n. 32901/IN.16 del 3/07/2013, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  1484  - Notizie in merito al presunto trasferimento a  Palermo
  degli uffici direzionali del SEUS di Catania.
   Firmatari: Falcone Marco
   -  Con nota prot. n. 55008 del 8 luglio 2014 l'Assessore regionale
  per  la  salute ai sensi dell'art. 140, comma 5, Reg. Int. ARS,  ha
  anticipato  il  testo scritto della risposta. - Con nota  prot.  n.
  37463/IN.16 del 5 agosto 2014
   il Presidente  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore regionale
  per la salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                               Missione

   PRESIDENTE  Comunico che l'on. Giuffrida sarà in missione   dal  2
  al 5 novembre 2015.

   L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentare d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
   Sicilia
   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Discussione della n. 462 «Istituzione di una Commissione
  parlamentare di indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
                               Sicilia»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   della   n.  462  «Istituzione  di   una   Commissione
  parlamentare di indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
  Sicilia».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO  che il giudizio sulla gestione del settore  dei  rifiuti
  solidi  urbani  in  Sicilia,  espresso  nel  2013  dalla  relazione
  conclusiva  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta   sulle
  attività   illecite  connesse  al  ciclo  dei  rifiuti,   organismo
  bicamerale  istituito  in seno al Parlamento  nazionale,  definisce
  quello  siciliano  un esempio di 'disfunzione organizzata',  a  tal
  punto    da   ingenerare   il   sospetto   che   esso   sia   stato
  'intenzionalmente   architettato   per   offrire    una    generale
  giustificazione,  un  alibi  certo,  all'inefficienza  di  ciascuna
  articolazione della struttura amministrativa'. Un sistema privo  di
  controlli preventivi, di una seria attività programmatica che,  dal
  1999, vive uno stato emergenziale senza soluzione di continuità che
  contribuisce ad alimentare la stessa emergenza in una spirale a dir
  poco perversa;

   CONSIDERATO  che la gestione complessiva dell'intero  sistema  dei
  rifiuti,  a  partire dalla loro produzione fino alla sorte  finale,
  non  sembrerebbe  improntata all'obiettivo di  annullare  o  almeno
  contenere  gli  impatti ambientali e sanitari,  né  alla  riduzione
  della produzione dei rifiuti stessi ovvero al loro riutilizzo  come
  importante  risorsa riciclabile. Tutt'altro. Il nostro  è  un  'non
  ciclo' perché le percentuali di raccolta differenziata sono tra  le
  più  basse  in Europa (non raggiungono il 10%) e quasi tutto  viene
  conferito in discarica;

   RITENUTO che:

   a   tal  fine,  l'invito  dell'attuale  Assessore  regionale   per
  l'energia  e  i servizi di pubblica utilità rivolto  ai  Comuni  di
  dotarsi  di 'Isole ecologiche' destinate alla raccolta di  ciò  che
  potrebbe essere riciclato, unitamente a quello rivolto ai cittadini
  di  abituarsi  ad  una cultura della differenziazione,  è  solo  un
  piccolo   passo  verso  l'obiettivo  di  uscire  dalla   situazione
  emergenziale che oggi appare irraggiungibile;

   le  recenti dichiarazioni dell'Esecutivo regionale prospettano uno
  scenario    da    qui   a   breve   rassicurante,    caratterizzato
  dall'attivazione   di   nuovi  impianti  di   compostaggio,   nuove
  discariche oltre a strutture capaci di separare i rifiuti  organici
  da quelli secchi;

   oggi,  tuttavia, si registra un contesto di assoluta inefficienza,
  dove  il  rifiuto diventa una 'preziosa' fonte di  guadagno,  e  il
  sistema  di gestione nella Regione siciliana è apparso estremamente
  permeabile agli interessi illeciti della criminalità organizzata;

   emblematico è il caso del COINRES, il consorzio che ha gestito dal
  2005   la  raccolta  in  22  comuni  della  provincia  palermitana,
  protagonista  negli  anni di diverse inchieste della  magistratura,
  legate proprio alle assunzioni e ad infiltrazioni mafiose: continue
  ingiustificate  assunzioni  di personale,  affidamenti  di  appalti
  senza procedure di gara, nessuna programmazione o investimenti  per
  le  spese di impianti ed attrezzature, perdite di gestione  pari  a
  decine  di milioni di euro tra il 2007 ed il 2013, progressioni  di
  carriera senza concorsi, mancata redazione dei bilanci preventivi e
  consuntivi.   Un   risultato  catastrofico,   che   si   accompagna
  all'emergenza  occupazionale che interessa  la  situazione  di  190
  dipendenti  licenziati dal mese di maggio 2013 ai quali,  ad  oggi,
  non   è   stato  consentito  di  poter  beneficiare  del   medesimo
  trattamento   riservato   al   personale   che   confluirà    nelle
  neocostituite  società  per  la regolamentazione  del  servizio  di
  gestione rifiuti SRR;

   reputata  indispensabile  una  maggiore  attenzione  istituzionale
  all'intero  fenomeno  e,  in  questo,  l'attività  condotta   dalla
  Commissione  d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno  della  mafia  in
  Sicilia,  che ha evidenziato un quadro allarmante sulla  contiguità
  della  gestione delle discariche pubbliche e private nella  Regione
  con  la  criminalità organizzata, costituisce un esempio importante
  cui guardare in vista dell' auspicabile costituzione di un'apposita
  commissione  d'indagine  che  faccia  luce  su  tutti  gli  aspetti
  controversi  che  caratterizzano  il  sistema  dei  rifiuti   nella
  Regione,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
                          REGIONALE SICILIANA

   a  procedere, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea regionale siciliana,  alla  nomina  di  una
  Commissione  d'indagine  e studio sulla gestione  del  sistema  dei
  rifiuti in Sicilia». (462)

   GRECO  Giovanni.  Chiedo di parlare quale primo  firmatario  della
  mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, signor  assessore,  onorevoli
  colleghi. Io spero che questa discussione, che sta avvenendo  senza
  la  presenza del Governo, sia un episodio che non debba  ripetersi,
  perché  il  Regolamento  prevede che quando  si  tratta  di  queste
  materie, e di così delicate dimensioni,  deve esserci per forza  il
  Presidente.  Nello  spirito,  sempre, di  collaborazione,  però,  e
  poiché sono interessato, affinché questo tema venga portato avanti,
  così  come mi ha detto, spero che nella prossima seduta ci  sia  il
  Governo  e,  quindi,  possiamo deliberare in questo  senso,  questa
  richiesta,  questa mozione per l'istituzione di una commissione  di
  inchiesta su quest'attività.
   Veda  signor Presidente, parlando, un paio di minuti  fa,  con  il
  collega Assenza, lo invitavo a partecipare perché si tratta  di  un
  argomento delicato e lui è uno dei colleghi che si occupa di questa
  materia anche in altre occasioni.
   Mi diceva, e quindi mi ha portato a conoscenza, che la commissione
  antimafia si sta occupando pure di questo tema.
   Voglio  dire  al  collega  Assenza che, non  solo  la  commissione
  antimafia  della Regione siciliana se ne sta occupando ma,  se  n'è
  occupato  anche  la  commissione  antimafia  a  livello  nazionale,
  venendo a delle conclusioni che fanno un po' accapponare la pelle.
   Ho  preparato, ed ho fatto avere al Presidente di quest'Assemblea,
  una relazione che, signor Presidente, alla fine del mio intervento,
  depositerò agli atti in modo che faccia parte integrante di  questa
  seduta parlamentare.
   Se  lei  dà l'autorizzazione a qualcuno, mi fa portare dell'acqua,
  considerato che debbo leggere una relazione, non vorrei che  mi  si
  seccasse  la  bocca e, quindi, farei brutta vita e  non  la  vorrei
  fare.
   La  questione dei rifiuti, di cui mi sono occupato  e  su  cui  ho
  fatto  questa  relazione, riguarda una parte del tema sui  rifiuti.
  Sto  parlando di cose che conosco e di un servizio che avviene  sul
  territorio  al  quale io appartengo. Come voi  sapete  io  sono  di
  Marineo e, quindi, parlo del Coinres.
   Il  Coinres, è stato istituito per occuparsi di rifiuti, è un ente
  in cui avviene tutto ed il contrario di tutto.
   Io,  allora, parto con la formazione del Coinres e, poi, spero  di
  fare  presto  per  vedere di dare un contributo affinché  si  possa
  deliberare su questo argomento.
   Il Coinres è stato istituito ai sensi dell'articolo 23 del decreto
  legislativo  n.  22  del 1997, decreto Ronchi. Esso  attribuiva  ai
  comuni  la  facoltà  di provvedere alla gestione  dei  servizi  dei
  rifiuti,  anche mediante le forme di organizzazioni previste  dalla
  legge  n.  142  del 1990, recepita dalla nostra Regione  con  legge
  regionale n. 48 del 1991.
   In   particolare,  gli  articoli  23  e  25  della  legge  n.  142
  consentivano  la  gestione associata del suddetto  servizio,  anche
  attraverso  forme  consortili. Scopo  statutario  del  consorzio  è
  quello  di assicurare la gestione unitaria ed integrata dei rifiuti
  solidi   urbani  secondo  criteri  di  efficienza,   efficacia   ed
  economicità.
   Il  decreto  legislativo  22  del  1997,  emanato  allo  scopo  di
  fronteggiare la grave emergenza gestionale del settore dei rifiuti,
  che  ha interessato ogni Regione italiana, ha introdotto la nozione
  di   ambito  territoriale ottimale  il cui principale  obiettivo  è
  quello  di realizzare un sistema integrato ed unitario di  gestione
  del  servizio  di  igiene  urbana, secondo criteri  di  efficienza,
  efficacia  ed  economicità, superando la  logica  dell'emergenza  e
  della  frammentazione  gestionale  per  ambiti  comunali.  Apro  la
  parentesi,  per  far sapere ai colleghi che un comune,  per  essere
  associato  al  Coinres, non può uscire in maniera  unilaterale,  ci
  sono  dei principi che bisogna rispettare. I colleghi avranno letto
  nei  giorni  passati che il comune di Bagheria, quindi  il  sindaco
  Cinque,  del comitato Cinque Stelle, ha ragione o ha torto.  Perché
  dico  ha  ragione  o ha torto? Perché se io non mi  documento,  non
  posso  dare un giudizio se ha fatto bene o ha fatto male.  So  solo
  che  ha fatto male perché uscirne in modo unilaterale senza fare  e
  senza liberarsi dei debiti che sicuramente ha con il Coinres,  come
  aveva il mio comune - attenzione - affidando ad una ditta privata -
  senza  nessuna  gara - tre milioni di incarico, io  penso  che  c'è
  qualcosa di anomalo.
   Però  se  noi  riusciamo  a fare questa commissione  di  inchiesta
  possiamo  chiarire  e  vedere  se il  sindaco  si  sta  comportando
  nell'interesse  della cittadinanza di Bagheria, oppure  avrà  fatto
  qualche  atto che non era consono alla legge. Però, studiamo  tutta
  la   materia  e  vediamo  poi  di  dare  dei  giudizi  per   questo
  provvedimento che ha preso il comune di Bagheria.
   Il Coinres fu l'unico ambito territoriale ottimale siciliano a non
  costituirsi  in  società di capitale mantenendo la  propria  natura
  giuridica pubblica, cosa che non avrebbe permesso giuridicamente il
  transito del personale delle società private che avevano in appalto
  il sistema di raccolta e smaltimento al consorzio.
   Ne fanno parte come si evince dallo statuto  ciascuna pro quota in
  base  alla rispettiva dimensione demografica , i comuni di  Alia  e
  chiude  con  la  provincia regionale di Palermo, per accorciare  un
  po'.  Quindi  ci sono un mare di comuni e chiude con  la  provincia
  regionale  di  Palermo. Il personale del Coinres, che  oggi  questo
  personale  piange le conseguenze di questa grande crisi,  perché  -
  Presidente  - gli unici a pagare sono personale che hanno  prestato
  la  loro  opera per un certo periodo presso il Coinres ed  oggi  si
  trovano senza stipendio. Non è un mese, due mesi, ma è già  da  due
  anni  che non prendono uno stipendio. Il personale del Coinres  era
  formato dai dipendenti delle ditte private che all'epoca svolgevano
  il  servizio  di  raccolta e che vennero  assunte  dall'Ato  e  dai
  dipendenti dei comuni che aderirono al consorzio. Erano circa  350.
  Nel 2007 il consorzio assume, senza alcuna procedura concorsuale  -
  io dico che ha fatto bene, perché non erano qualifiche per fare dei
  consorzi ad evidenza pubblica - ma li hanno assunti in parte con la
  società   interinale.  Su  queste  assunzioni   del   personale   è
  intervenuta  la commissione antimafia nazionale, la quale,  facendo
  il  loro lavoro, il loro mestiere, vero che hanno detto che c'erano
  degli  elementi  in cui c'era stata la pressione  dei  sindaci  che
  facevano  parte dei consorzi ad aver segnalato i nominativi,  ma  è
  pure  vero  che  questo personale ha svolto,  dal  2007  a  2  anni
  addietro,  al 2012, la loro opera ed oggi pagano le conseguenze  di
  una  politica  che è distratta su questo tema e che,  quindi,  sono
  rimasti  soli  ed  oggi,  come ho detto in precedenza,  sono  senza
  stipendio.  Pagano  la  politica sbagliata  sui  rifiuti,  sia  del
  governo regionale, sia di tutti i comuni della Regione Sicilia. Per
  non divulgarmi molto e, quindi, non tediare i colleghi, vorrei dare
  notizia di qualche elemento importante e poi, come vi ho detto,  vi
  lascio  la relazione da mettere agli atti. Uno degli argomenti  che
  mi  ha fatto alzare l'asticella ed interessarmi di questo argomento
  è  stato  la nomina del direttore generale di questo Coires.  Salto
  tutte le pagine per darvi notizia di come è avvenuta la nomina e la
  defenestrazione del direttore generale che c'era al  Coinres  e  la
  nuova  nomina  del  dottor Celico che ha sostituito  il  precedente
  direttore generale. L'articolo 19 della legge regionale 9 del  2010
  definisce   la   disciplina  liquidatoria  della  società;   quindi
  significa  che  il Coinres è stato posto sotto liquidazione  ed  il
  commissario  che è stato nominato come liquidatore è la  dottoressa
  Coscienza. La dottoressa Coscienza, con un provvedimento del  2007,
  protocollato  al  n.  31975 del 9/7/2012,  scrive  una  lettera  al
  dottore  Incagnone, il quale è il direttore generale  nominato,  il
  primo  direttore  generale nominato dal Coires,  e  gli  dice,  gli
  comunicava,  l'intenzione di non rinnovare  il  contratto  a  tempo
  determinato  in  considerazione  della  serie  e  conclamata  crisi
  economica  e  finanziaria  in  cui  versa  il  Coinres,  posto   in
  liquidazione,  che  non  consentirebbe  l'impiego  di  una   figura
  dirigenziale con funzioni di direttore generale. Stupisce il  metro
  impiegato dal Commissario liquidatorio nel provvedimento di  nomina
  del  dottor  Roberto  Celico, assunto per un  compenso  mensile  di
  4.200,00  Euro.  Posso sicuramente sbagliarmi di  poco:  il  dottor
  Incagnone prendeva uno stipendio se non identico di poco inferiore.
  Quindi, la dottoressa Coscienza, dovrebbe venirci a spiegare perché
  ha  ritenuto che la società Coinres aveva difficoltà economica,  ed
  era  stato il motivo per cui ha levato Incagnone, però subito  dopo
  con  un  provvedimento  nominava  il  dottor  Celico  che  prendeva
  4.200,00 Euro netti al mese  E, mi dicono, la Commissione serve per
  indagare  e,  quindi,  vedere se, effettivamente,  le  notizie  che
  vengono    fuori   siano   vere,   prende   la   tredicesima,    la
  quattordicesima, la quindicesima e, forse, c'è pure la  sedicesima
  Quindi  non  so quanto ci costa questo direttore generale  nominato
  dal  liquidatore.  E  poi dicono che, le voci malevoli,  spero  che
  siano  veramente non conformi alla realtà, pare che  questo  dottor
  Celico sia il compagno della dott.ssa Coscienza. Non c'è niente  di
  male.  Attenzione   Noi abbiamo visto, nel caso  della  mozione  di
  censura  della  dott.ssa Monterosso, al quale  io  la  collegai  al
  marito Alongi che prende consulenze legali da tutto il mondo  delle
  società partecipate. Quindi non è una novità e vi dissi  noi che ci
  siamo  dati  delle regole precise e puntuali sulle  assunzioni  che
  dobbiamo  fare  dentro  questa assemblea  che  non  devono  esserci
  parenti  fino al 5  grado', ma quando questo viene applicato  dalle
  società  partecipate  e  da tutti gli enti che  gestiamo  noi  come
  Regione sicilia.
   Quindi  chiudo  la discussione, Presidente. Penso  di  avere  dato
  degli spunti interessanti sia sulla nomina del dott. Celico sia per
  quanto  riguarda la cosa più importante: la questione del personale
  che ad oggi non prende lo stipendio.
   Vi   ringrazio   e   spero   di  trovare   nell'Assemblea   quella
  collaborazione per un tema che è importante, che è delicato  e  che
  oggi come oggi si brucia le mani nel toccarlo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  spiace
  vedere  la  firma di un mio compagno di partito in questa  mozione.
  Devo dire che sono molto perplesso, Presidente sia sull'opportunità
  di  approvare questa mozione, e ora entrerò nel merito,  scandaloso
  presentare  una mozione di questo tipo. Ma Presidente  io  dico  in
  tutta  onestà.  L'ho  letta  ora,  ho  tracciato  i  percorsi   più
  significativi  della mozione, c'è scritto tutto e il  contrario  di
  tutto cioè è scritta, io non so come l'avete potuta ammettere  alla
  discussione in un Parlamento di questa importanza.
   Ma  vorrei  entrare  nel merito e poi parliamo dell'opportunità  o
  meno   di   approvarla.  Commissione  parlamentare   di   inchiesta
  sull'attività  illecita  connesse al ciclo  di  rifiuto,  organismo
  bicamerale  istituito  insieme  al  Parlamento  nazionale  ha   già
  prodotto  una relazione. Già c'è un lavoro del Parlamento nazionale
  che  ha  messo nero su bianco tutte le varie criticità. Presidente,
  almeno   mi   hanno   spiegato.  Uno   costituisce   un   organismo
  parlamentare,   prego  l'onorevole  Greco  di  non  disturbare   il
  presidente della Commissione antimafia.
   Il  tema  è questo, onorevole Greco, almeno lei può disturbare  se
  stesso,  non  disturbi il Presidente perché  ci  terrei  ad  essere
  seguito  in un passaggio delicato. Il tema è: se noi siamo chiamati
  a  costituire  un  organismo  che  svolge  un  lavoro.  Finisce  la
  relazione  e la trasmette al parlamento. Un minuto dopo  emessa  la
  criticità  in  quel  settore  ne deve  scaturire  una  norma  e  ci
  scriviamo   sempre,  Presidente?  Già  una  commissione  nazionale,
  organismo  bicamerale  ha  messo nero  su  bianco  quali  erano  le
  criticità. Lo dice un sistema privo di controlli preventivi di  una
  serie  di  attività  programmatiche che dal  99  vivono  uno  stato
  emergenziale  a  cui  non  si  è data nessuna  risposta  e  nessuna
  soluzione.
   Ed ancora.
   Viviamo  nel  mondo dei sogni. Tutto insieme a che c'è  l'illecito
  totale  a  che  nell'ultimo capoverso della mozione si  scrive.  Le
  recenti  dichiarazioni  dell'esecutivo regionale,  prospettano  uno
  scenario  da  qui a breve rassicurante, continuo nel  merito  della
  mozione   inchieste  della  magistratura  legate  al  Coinres  alle
  assunzioni  senza motivo, esubero di personale legato al  personale
  infiltrazioni mafiose, poi si arriva quasi all'ultimo  capoverso  e
  si  parla  di  emergenza  occupazionale, ci  dobbiamo  battere  per
  garantire  questi posti di lavoro. Ma se noi mettiamo nel capoverso
  precedente  che  c'è  stata una politica pazza clientelare  che  ha
  assunto  senza  coscienza, senza significato, senza  utilità  tutto
  questo  personale  e  facciamo  come  diciamo  noi  in  Sicilia,  i
  cosiddetti due mestieri. Vogliamo fare da un lato i malandrini e da
  un lato vogliamo fare i poliziotti.
   Allora, o facciamo quelli che rappresentano la legalità e, quindi,
  emerge  un  fenomeno  di  assunzioni a vario  titolo,  figli  della
  politica, e allora poi ci dobbiamo fermare.
   Affermato  questo principio la politica si deve fermare.  Poi  non
  deve  scendere in piazza, la politica, e dire  io ti presenterò  un
  emendamento  e ti salverò . Così se l'emendamento lo presenterò  io
  tu  non  sei più figlio di una politica clientelare. Sarai redento.
  Io ti salverò, ti renderò libero da tutte le tue colpe.
   Ed  ancora,  Presidente, dobbiamo costituire  una  Commissione  di
  inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia.
   Ma  scusi, noi in Parlamento abbiamo già diverse commissioni.  C'è
  la  Commissione  di  merito che si occupa del ciclo,  dei  rifiuti,
  dell'energia, dell'ambiente, tutto quello che sappiamo, di  cui  al
  Regolamento di questa Assemblea, al nostro Statuto.
   Abbiamo   una   Commissione  che  è  strumento  di  legalità   che
  rappresenta l'Assemblea regionale, io direi tutta la Regione, che è
  rappresentata in modo proporzionale, rappresenta tutti  i  partiti,
  ma  che  cosa  stiamo facendo Presidente? Una  specie  di   va  beh
  lasciamo contento qualcuno?
   Ma chi dobbiamo lasciare contento?
   Questa mozione a chi la dobbiamo spedire una volta approvata?
   Io mi vergogno ad esprimermi su questa mozione.
   I   deputati   hanno  qualcosa?  Sanno  qualcosa?  Scrivano   alla
  Commissione  Antimafia, presentino una interrogazione  al  Governo,
  presentino una mozione o un disegno di legge con una soluzione  sul
  ciclo, sulle discariche.
   Vi  vorrei  segnalare, forse ci dovremmo occupare  più  di  questo
  perché  già  per le altre vicende c'è la Commissione Antimafia,  ci
  sono  i  giudici che si stanno occupando di questo, di qui a  poco,
  anzi  forse è già operativo, non si può più confluire in discariche
  a  Bellolampo.  Di qui a poco ci sarà una emergenza  sanitaria  che
  riguarderà  i  comuni  che hanno bisogno  di  conferire  in  quella
  discarica.
   Noi  su questo oggi cosa diciamo ai siciliani, anziché parlare  di
  aria fritta?
   La  soluzione  che oggi daremo ai sindaci dei comuni  rispetto  al
  conferimento nelle discariche, qual è?
   Noi oggi come Parlamento che cosa abbiamo fatto?
   Presidente,  abbiamo costituito la Commissione di  indagine  sulla
  formazione  tre mesi fa. Ancora non l'avete insediata e già  volete
  fare  un'altra Commissione, non so per quali disoccupati,  deputati
  che   si   devono  mettere  là,  facciamo  parte  anche  di  questa
  Commissione.
   Ma dimezzate le Commissioni che già ci sono e facciamole lavorare.
   Presidente,  ma è veramente scandaloso - dico - nel merito  e  nel
  metodo.  Nel percorso e nella sostanza della mozione.  Non  si  può
  approvare una mozione di questo tipo.
   L'idea  è lodevole nella misura in cui il Parlamento coinvolge  la
  Commissione Antimafia che già c'è.
   Vorrei   ricordare,  e  poi  taccio,  che  l'ultima   finanziaria,
  approvata in Commissione Bilancio, è arrivata in Aula e poi è stata
  bocciata con voto segreto, il Parlamento siciliano voleva salvare i
  lavoratori COINRES.
   E il passaggio che è scritto qua - Presidente - parla  emblematico
  il  caso  della COINRES, il Consorzio che ha gestito  nel  2005  la
  raccolta in 22 comuni della provincia palermitana .
   Non  è  il mio pensiero, Presidente, sto leggendo quello  che  c'è
  scritto.  Protagonista  negli  anni  di  diverse  inchieste   della
  Magistratura   legata  proprio  all'assunzione,  ad   infiltrazioni
  mafiose continue e ingiustificate. Assunzione di personale.
   Allora, io ritengo, Presidente, che su questa mozione possa essere
  tranquillamente posta, non sarò io perché io spero che dopo  quanto
  detto  da me questa mozione venga rimodulata, riformulata in  altri
  termini  perché ci sono tutte le condizioni per porre una questione
  pregiudiziale  su  questa mozione, perché  il  Parlamento  non  può
  trattare  questo  argomento, perché già materia  della  Commissione
  Antimafia,  non può trattare questo argomento perché  va  oltre  le
  prerogative  di  questo  Parlamento occuparsi  di  inchieste  della
  Magistratura e mi sembra strumentale e pericoloso mettere  in  mano
  una  mozione  approvata.  Per arrivare a  quale  risultato,  signor
  Presidente?

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi e Governo  assente
  -  tanto  per cambiare - l'uscita unilaterale da un ente  posto  in
  liquidazione  e  non  in  grado  di  potere  garantire  la   stessa
  ammissione  del suo commissario gestore il servizio è assolutamente
  legittima per un Comune.
   I    debiti   pregressi,   quelli   che   sono   stati   contratti
  precedentemente  alla  fuoriuscita, sono  ovviamente  esigibili  ed
  infatti   in  molti  Comuni  siciliani  sono  già  stati   mandati,
  dall'Assessorato  regionale, dei Commissari  ad  acta  proprio  per
  questo scopo.
   Ma per un sindaco garantire il servizio di raccolta dei rifiuti  è
  priorità  indispensabile e a Bagheria questo, in questi ultimi  sei
  mesi, è stato fatto.
   E'  passata ad essere dalla città dell'immondizia, come  era  nota
  ovunque,  ad  essere una città finalmente pulita e  questo  proprio
  grazie alla fuoriuscita dal COINRES.
   Non  vorrei poi alla fine che passasse il messaggio che lo scempio
  perpetrato  sui rifiuti in questi ultimi dieci anni in Sicilia  sia
  responsabilità di un Comune di 56 mila abitanti uscito dal  COINRES
  giusto quattro o cinque mesi fa.
   Ed  è  infatti  innegabile e sotto gli occhi di tutti   il  totale
  colossale  fallimento  della gestione del settore  dei  rifiuti  in
  Sicilia,  un  fallimento  che  è certificato  sia  dalla  relazione
  conclusiva della Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività
  illecite  connesse  al  ciclo  dei rifiuti,  che  definisce  quello
  siciliano  un  esempio di disfunzione organizzata che, soprattutto,
  dai  cittadini e dai Comuni siciliani stessi: i primi  costretti  a
  vivere  sempre più in città letteralmente sommesse dall'immondizia,
  i  secondi  trascinati  sempre più verso il  dissesto  economico  e
  finanziario, compreso il Comune di Bagheria che è arrivato a pagare
  dodicimilioni   di  euro  l'anno al COINRES  per  la  raccolta  dei
  rifiuti che non veniva effettuata.
   E'  chiaro che tale situazione non nasce dal caso e non nasce  per
  intervento  del  destino ma - ed è nuovamente  la  relazione  della
  Commissione  bicamerale d'inchiesta a dirlo  -  da  un'intenzionale
  architettura  volta  ad  offrire una generale  giustificazione,  un
  alibi   certo  all'inefficienza  di  ciascuna  articolazione  della
  struttura amministrativa.
   In tutto questo non può non esserci una precisa volontà politica a
  fungere da ideatore e manovratore di questo sistema corrotto e  non
  rispondente alle esigenze dei cittadini.
   Una  volta politica che trova commistione con interessi più o meno
  leciti  di  certa  imprenditoria  e,  sicuramente,  illeciti  della
  criminalità organizzata.
   Emblematica  è,  appunto, il caso del COINRES, Consorzio  che  dal
  2005  ha  gestito  la  raccolta  in 22 Comuni  della  provincia  di
  Palermo.
   La  gestione  consorzio già a partire dal  2006  si  è  dimostrata
  fallimentare  sotto  il profilo economico e contabile.  Diverse  le
  anomalie  che si sono registrate nel corso degli anni con  continue
  assunzioni di personale senza programmazione; affidamenti d'appalti
  senza  lo  svolgimento  di alcuna procedura di  evidenza  pubblica;
  nessuna  adeguata programmazione circa gli investimenti in impianti
  e  attrezzature; perdite di gestione per decine e decine di milioni
  di  euro  tra  il  2007  e il 2013; progressioni  di  carriere  non
  sorrette  da  alcuna  procedura  trasparente;  infiltrazioni  della
  criminalità   organizzata  e  quanto  ciò  esposto  è   chiaramente
  testimoniato  e  documentato  dalla  relazione  della   Commissione
  parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei  rifiuti
  nella Regione siciliana.
   Numerosi,  dicevo, sono stati nel corso degli anni gli  interventi
  sia   della Magistratura ordinaria che della Corte dei Conti. A tal
  fine  si  ricorda la sentenza n. 781 del 2012, emessa dalla Sezione
  giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei Conti,  la
  Procura  contabile, attraverso l'ausilio della Guardia  di  Finanza
  evidenziò  la  violazione dell'obbligo di procedere  ad  assunzione
  attraverso  procedura  di  evidenza  pubblica,  stante  la   natura
  giuridica  pubblica  del Consorzio, oltre che la  violazione  delle
  disposizioni dell'Accordo quadro regionale  del 2004, trasfusa  una
  circolare del Commissario delegato  per l'emergenza rifiuti  sempre
  del  2004 che individuava le tipologie di personale interessato  al
  transito  nelle nuove società d'ambito, in questo caso il consorzio
  o,  ancora,  l'operazione denominata  Bagdad  che  nell'aprile  del
  2013  aveva  visto in manette due dipendenti del COINRES,  indagati
  per  numerosi  reati  posti  in essere grazie  all'influenza  della
  locale consorteria mafiosa sul consorzio.
   Un ultimo passaggio va riservato anche alla Regione siciliana, che
  nel  corso  degli anni invece di vigilare ed intervenire per  porre
  rimedio e fine ai disservizi e allo sperpero di denaro pubblico, ha
  preferito essere connivente, continuando a guardare altrove se  non
  addirittura perseverando a finanziare, ad esempio con  i  fondi  di
  rotazione  tale  perverso  meccanismo,  lasciando  oggi  in   buona
  sostanza  ai comuni, e quindi ai siciliani, il compito di ripianare
  le  decine  di  milioni  di  euro di debiti  così  incoscientemente
  generati.
   E'  chiaro che per i reati previsti dal codice penale e  civile  è
  compito  della magistratura acclarare e giudicare quanto  accaduto,
  così  come  per i reati contabili il compito spetta alla Corte  dei
  Conti,  ma  è  altrettanto  chiaro e  lampante  che  dietro  questa
  incredibile  serie  di  eventi che ha  causato  e  causa  tutt'oggi
  sperpero  di denaro pubblico e disservizio ai cittadini, oltre  che
  seri  problemi a tutti quei lavoratori che chiedono onestamente  di
  poter  compiere il proprio servizio con dignità e rispetto vi siano
  precise    ed    individuabili    responsabilità    politiche    ed
  amministrative, che rendono indispensabile incrementare il  livello
  di  attenzione da parte delle istituzioni sul fenomeno,  ed  è  per
  questo  che  il  gruppo  parlamentare del Movimento  Cinque  Stelle
  ritiene  doverosa ed opportuna l'istituzione di una commissione  di
  indagine  e  studio  sulla  gestione del  sistema  dei  rifiuti  in
  Sicilia. Grazie.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferreri e D'Agostino  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il seguito della discussione della mozione n. 462

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  di  solito  quando
  vengo  qui  a  parlare dico  Presidente, assessori e colleghi ,  ma
  come  può ben vedere è grande l'interesse di questo Governo per  la
  questione  dei rifiuti. Un interesse che è durato fino  all'ottobre
  del 2012, fino alla campagna elettorale, dopodiché il vuoto.
   Un  vuoto  che  abbiamo  cercato di colmare,  abbiamo  cercato  di
  colmare l'anno scorso quando faticosamente siamo riusciti a portare
  in  Aula una mozione, e oggi col senno di poi e l'esperienza  e  un
  anno in più di Parlamento ci rendiamo conto che queste mozioni sono
  carta  per  il  macero, forse a fare la differenziata  di  vanno  a
  finire  questi  fogli  in  Sicilia,  gli  unici  perché  siamo   la
  fotografia di oggi, dello stato dell'arte sull'impiantistica, sulle
  percentuali  di  raccolta  differenziata,  su  quanto   grava   sui
  cittadini  in fatto di bollette e di tariffe è cambiato  ben  poco,
  forse  abbiamo pure peggiorato, perché? Perché durante  il  governo
  Lombardo si fece diciamo la misurazione di quanta capacità  avevano
  le  discariche ancora disponibili, ed un piano di azione di cui non
  è stato fatto nulla.
   Noi  avevamo  portato  in Aula ed era stata  votata  una  mozione,
  quindi   io   sono  contenta  che  i  colleghi  vogliono   proporre
  un'attività, e la voteremo ma a che cosa servono queste mozioni?
   Una  mozione la 59 approvata all'unanimità, che dava le  linee  di
  indirizzo   all'assessorato,  al  Governo,   al   Presidente,   per
  realizzare un piano di rifiuti sul modello rifiuti zero,  e  quindi
  che   non  prevedeva  inceneritori,  che  prevedeva  politiche   di
  riduzione,  di  riuso, una completa separazione del  ruolo  di  chi
  raccoglie  con  gli ha le discariche, insomma tutta  una  serie  di
  provvedimenti  sul  compostaggio,  promozione  delle  politiche  di
  riduzione, di comunicazione, di tariffe puntuali, bene assessore da
  un anno e più ad oggi non è stato fatto niente.
   Ma  non solo il Governo, anche parte dei deputati hanno provato in
  maniera   infruttuosa  a  fare  qualcosa,  io  sono  membro   della
  Commissione  Territorio  e Ambiente e nel maggio  dell'anno  scorso
  anche  sull'onda  emotiva propositiva dell'approvazione  di  questa
  mozione,  avevamo  proposto alla mia Commissione di  istituire  una
  sottocommissione sui rifiuti.
   E  fu  approvata  questa iniziativa  Bene, signor  Presidente,  sa
  com'è  finita?  I  colleghi  che hanno  la  maggioranza  nella  mia
  commissione, hanno votato un Presidente della sottocommissione  che
  è  l'onorevole Malafarina, che se poi vuole intervenire mi  farebbe
  piacere,  che  in un anno, perché ormai è un anno, ha  convocato  o
  quanto  meno  la sottocommissione è stata chiamata a  riunirsi  una
  volta.
   Avevo  chiesto, a guardare cosa ci interessa a noi della legalità,
  perché  è giusto anche studiare il passato, capire cosa è successo,
  ed  è bene che si leggano i documenti provenienti dalla commissione
  del  parlamento nazionale, che nella relazione ha detto che c'è una
  disfunzione  organizzata, seguire le attività, quindi conoscere  il
  passato  per  capire  quali errori si sono fatti  in  modo  da  non
  rifarli più.
   Noi vorremmo parlare anche del presente, di cosa si sta facendo  e
  quelle  sedie  vuote, Presidente, non rassicurano nessuno.  Ora  ci
  vogliamo sbattere per fare un'altra commissione. Fatela  Ben venga,
  parliamo,  parlate,  portateci i vostri  esiti,  però  noi  vorremo
  parlare di quello che deve fare ora l'assessorato.
   Non  è  pensabile  che in tre anni di governo ci siano  stati  tre
  assessori.  Qui  torniamo all'instabilità di questo  governo  e  di
  questa maggioranza, che le azioni portate avanti non ci siano,  che
  dobbiamo continuamente sentire, che il governo nazionale ci tira le
  orecchie dicendo che siamo gli ultimi.
   Noi  saremo  gli  ultimi finché a governare, a  decidere  sarà  la
  malavita organizzata a dettare l'agenda della politica siciliana  e
  questo  che  dobbiamo  capire. Ora se  qualcuno  ha  bisogno  della
  sottocommissione la faccia pure, però mi sembra davvero  una  causa
  persa.
   Una  causa  persa,  in una regione che non si è  costituita  parte
  civile  nel  processo  Terra mia', un processo che  vede  coinvolto
  anche impiegati e funzionari della nostra regione.
   Questo Presidente, è stato un atto gravissimo. Tra l'altro avevamo
  anche  chiesto di potere fare dei sopralluoghi, vedere  qual  è  la
  situazione, fare sentire alla società civile la nostra  presenza  e
  mi  riferisco, tornando all'indagine  Terra mia', ad una terra  che
  continua  a  soffrire  che  è  il  territorio  di  Catania   e   di
  Misterbianco  e  Motta S. Anastasia, dove ancora, nonostante  tutte
  queste  belle  commissioni e tutti questi studi e i  magistrati  ci
  dicono che c'è stata la corruzione, l'infiltrazione mafiosa, ancora
  si continuano a sversare rifiuti.
   E  nel  frattempo che noi discutiamo, in un'Aula semivuota, in  un
  banco del Governo vuoto, ogni giorno c'è un maledetto camion che si
  deve  capire dove deve andare a buttare la spazzatura. E questo  il
  problema.
   Non  so  se Lei può richiamare il Governo in maniera anche un  po'
  arrabbiata  e  dire  di  essere presente,  quando  ci  sono  queste
  discussioni, almeno per dare il senso delle cose, raccontare qual è
  lo  stato  dell'arte,  in un momento in cui il  governo  nazionale,
  vuole piazzare in Sicilia, gli inceneritori. Gli inceneritori,  che
  producono,  perché  nulla si crea e nulla si  distrugge,  producono
  cenere  e  fumi  tossici, togliendo ai siciliani la possibilità  di
  potere   valorizzare  le  materie  prime-seconde,  creando  qualità
  dell'ambiente, occupazione e sviluppo che, era quello che  tutti  i
  gruppi parlamentari avevano messo nel loro programma.
   Le  buone  intenzioni,  dove  sono finite?  Quindi  si  parli  del
  passato,  ma  Presidente  la prego, metta in  calendario  e  magari
  invochi  il  governo ad essere presente quando si deve parlare  del
  presente e del futuro.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero dare  un
  contributo, spero risolutivo, a questo appassionato dibattito,  pur
  consapevole  che l'assenza del Governo suggerirebbe la  opportunità
  di rinviarne la trattazione, parlo della mozione a firma di diversi
  colleghi, primo firmatario l'onorevole Giovanni Greco.
   Non  entro  nel merito delle considerazioni avanzate dai  deputati
  autori  della  mozione, pur prendendo atto  che  fra  le  criticità
  citate  c'è  anche  il  licenziamento  di  oltre  cento  lavoratori
  impegnati nel settore dei rifiuti.
   E  però,  ho  il dovere di informare i colleghi che la Commissione
  Antimafia  da  oltre un anno si sta occupando, con  serietà,  senza
  clamore, senza chiasso, come è giusto che avvenga, di indagare  sul
  sistema  dei rifiuti in Sicilia, audendo amministratori  regionali,
  locali,  imprenditori, funzionari, dirigenti, rappresentanti  delle
  forze  dell'ordine,  magistrati. Ne è emerso un quadro,  certamente
  allarmante,   come  ho  dichiarato  l'altro  giorno  alla   stampa,
  trattandosi  di una indagine ancora aperta, anche se avviata  verso
  la  definizione,  ritengo, mi si perdoni, di non potere  aggiungere
  altro.
   Tuttavia,  per  quanto  riguarda  la  contingenza  illustrata  dal
  collega  Greco  io  mi  permetto  di  fare  una  proposta,   signor
  Presidente. Visto che la Commissione Antimafia se pure  in  maniera
  globale si sta occupando del sistema della gestione dei rifiuti  in
  Sicilia,  io  chiederei  ai  colleghi firmatari  della  mozione  di
  ritirarla  e  di  concordare  per  la  prima  occasione  utile  una
  audizione  in Commissione Antimafia di uno o più colleghi firmatari
  della  mozione,  affinché si possa avviare, se  è  necessario,  una
  indagine  parallela,  celermente, con una corsia  preferenziale  ed
  ottenere, comunque, ed ugualmente, o tentare di ottenere lo  stesso
  risultato, senza bisogno di procedere alla istituzione di una nuova
  commissione  parlamentare i cui tempi, certamente, al di  là  delle
  buone volontà di ciascuno non sarebbero molto più celeri rispetto a
  quelli di una indagine che la commissione potrebbe, con il consenso
  di tutti, avviare.
   E'  una proposta che non vuole vanificare lo sforzo dei proponenti
  e  che  al  tempo stesso vorrebbe razionalizzarne le procedure  per
  ottenere un risultato che io mi auguro positivo, pur nei limiti con
  i quali la Commissione è chiamata a fare i conti.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ribadisco  in
  qualche modo l'approccio assolutamente ottimista, fiducioso  che  è
  lo  stesso  con il quale, insieme ai colleghi firmatari  di  questa
  mozione   abbiamo  voluto  sottoporre  all'attenzione   di   questo
  Parlamento un tema così importante, un tema così delicato, un  tema
  attorno  al quale nel sistema della gestione dei rifiuti in Sicilia
  in  tanti  anni, forse per troppi anni, in maniera  silente,  si  è
  accompagnato  un  modello che sotto gli occhi di  tutti  vedeva  il
  perpetuarsi  di una serie di azioni, di interventi che palesemente,
  per  quanto  mi riguarda, non essendo componente della  Commissione
  Antimafia,  a  stare alle notizie degli organi di  stampa,  e  alle
  notizie  che talvolta in maniera pesante sono usciti dai  corridoi,
  non   certamente  del  Parlamento  ma  della  magistratura  e   dei
  tribunali,  e  che  hanno  accompagnato  in  maniera  assolutamente
  gravosa il sistema e la gestione dei rifiuti in Sicilia.
   Un  tema che oggi grazie a questa mozione, che porta anche la  mia
  firma,  approda in Parlamento, e vi approda attraverso un approccio
  assolutamente sereno ma deciso e convinto di chi, come chi ha posto
  firma  in  questa mozione, e non soltanto chi vi ha posto firma,  è
  convinto  che  questo  sistema  è un  sistema  contro  il  quale  i
  cittadini,  i  siciliani  onesti,  decidono  di  porsi  in  maniera
  assolutamente contraddittoria, con l'approccio di chi vuole fare la
  lotta a quel sistema.
   Un  sistema che è entrato nelle maglie del malaffare, che è  stato
  accompagnato negli anni dalle attività criminali e criminose di chi
  in  alcuni  episodi  è  entrato nel sistema e  nella  gestione  dei
  rifiuti  in  Sicilia. Sono soddisfatto del fatto che si sia  aperto
  questo  dibattito.  Sono soddisfatto del fatto che  in  Commissione
  Bilancio,  è  vero,  passò un emendamento  che  ad  esempio  faceva
  riferimento  a  quel sistema di gestione dei rifiuti  che  poi  non
  superò la fase dell'Aula, ma soprattutto sono soddisfatto del fatto
  che da parte della Commissione Antimafia e da parte dell'autorevole
  presenza  del  presidente della Commissione Antimafia sia  arrivata
  questa proposta.
   Mi  sembra colleghi, che abbiamo posto la firma a queste  mozione,
  che  comunque  siamo di fronte ad una opportunità e ad  un  gradino
  fatto rispetto al punto di partenza. Si tratta di poter portare  in
  Commissione  Antimafia, parallelamente alle  indagini  che  già  si
  stanno portando avanti, questo tema, con particolare riferimento  a
  quello  che  accade in alcuni ambiti a partire da quel  sistema  di
  gestione dei rifiuti, a partire dal COIRES, a partire dagli ATO,  a
  partire da quegli ambiti territoriali dove oggi si sta intervenendo
  in tanti, troppi Comuni della Sicilia e sicuramente in molti Comuni
  della  Provincia di Palermo, ma vale davvero per tutte le Province.
  Si  sta  intervenendo con affidamenti diretti, con gare di  appalto
  milionarie, consentendo che quel personale che era stato formato  e
  si era specializzato nel settore della raccolta e dello smaltimento
  dei  rifiuti,  potesse  essere licenziato per  dare  spazio  ad  un
  ulteriore sistema di affidamento, con altre assunzioni, con  ambiti
  territoriali  di  controllo  molto ristretti,  con  un  sistema  di
  fatture,  di  appalti che ritengo in questo Parlamento non  possono
  più essere tollerati.
   Non  possiamo  noi  tollerarlo  per  il  ruolo  istituzionale  che
  ricopriamo,  non possono più tollerarlo i cittadini  che,  malgrado
  questi sprechi, malgrado questo sistema legato evidentemente,  così
  come  sembrerebbe  essere  raccontato dagli  organi  di  stampa,  è
  comunque  un  modello dove le città rimangono sporche,  invivibili,
  con  un meccanismo quindi che vive e vede le città vivere oltre  il
  danno la beffa.
   Per  cui Presidente, per quanto mi riguarda io accolgo con  grande
  interesse  la  proposta  del Presidente  Musumeci.  Ovviamente  per
  quanto  mi  riguarda  c'è  un  primo  firmatario,  ci  sono   altri
  firmatari,  rimango  coerentemente soddisfatto  dell'idea  di  aver
  presentato   questa  mozione,  ma  altrettanto  soddisfatto,   anzi
  probabilmente questa proposta supera persino la stessa proposta  di
  istituire una Commissione d'inchiesta, perché si tratta di  portare
  in  commissione antimafia un tema sul quale, ormai, i siciliani non
  ne possono più e deve essere, finalmente, fatta chiarezza.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Cascio  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il seguito della discussione della mozione n. 462

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   sarei
  sinceramente  astenuto dal prendere la parola su questo  argomento,
  perché  già il presidente Musumeci ha illustrato molto bene  quelli
  che   sono   i   contenuti  di  un'azione  ispettiva  profonda   e,
  soprattutto, produttiva.
   Visto e considerato, però, che sono stato chiamato in causa, credo
  che sia giusto anche illustrare la mia posizione.
   Come  componente della Commissione antimafia, da  circa  un  anno,
  presidente  mi  corregga  se mi sbaglio,  presidente  Musumeci,  le
  chiedo  scusa, da circa un anno ci stiamo occupando della  gestione
  dei rifiuti in Sicilia.
   Abbiamo  audito l'ex assessore Marino, diversi dirigenti,  sindaci
  che,  oggi,  ahinoi,  sono  anche finiti nelle  patrie  galere,  se
  ricordo  bene, i quali, a torto o a ragione, ci hanno descritto  un
  sistema  della gestione dei rifiuti che, sicuramente, è anomalo.  E
  dire anomalo, è solo un eufemismo, per non dire esplicitamente  che
  in  alcuni  settori è la criminalità organizzata  che  gestisce  il
  sistema dei rifiuti in Sicilia.
   Il  sistema  di rifiuti che si basa sul concetto delle  discariche
  private,  della  raccolta indifferenziata,  di  costi  abnormi,  di
  clientele  politiche  che  nel corso degli  anni  hanno  consentito
  l'assunzione  di  centinaia,  e  centinaia,  di  persone,  con  gli
  inevitabili  costi  e  le  inevitabili ripercussioni  sulla  stessa
  popolazione  siciliana che è costretta a vivere in una  situazione,
  in città luride ed a costi eccessivi.
   E'  chiaro  che c'è una disfunzione di sistema. Ed è, altrettanto,
  chiaro   ed  evidente  che  la  commissione  antimafia  ha  deciso,
  all'unanimità, di occuparsi del problema, andando ad  indagare,  in
  tempi  non  sospetti,  su quello che era la  discarica  di  Mazzarà
  Sant'Andrea,   audendo,  allora,  l'amministratore,   non   ricordo
  esattamente il cognome
   MUSUMECI. Antonioli.

   MALAFARINA. Antonioli, Antonioni, non ricordo esattamente,  ed  il
  sindaco, proprio perché fu individuato in quel sistema, ed in altri
  sistemi  su  cui ancora oggi ci sono in corso delle indagini  della
  Magistratura,  per  cui  siamo  tenuti  ad  un  doveroso   riserbo,
  individuando in quel sistema una patologia.
   E  non  ci  vuole molto a dire che il sistema della  raccolta  dei
  rifiuti in Sicilia sia patologico.
   E'  un'eredità che ci ha lasciato il passato e su cui, da tre anni
  a   questa   parte,   dibattiamo   inutilmente,   scoprendo,   poi,
  occasionalmente,  in  quarta commissione,  presidente  Trizzino  mi
  smentisca se non lo ricordo, oppure collega Foti, mi smentisca  lei
  se  non  lo  ricorda, che ancora oggi non era stato  presentato  un
  piano  dei  rifiuti  in  Sicilia e che, il  piano  dei  rifiuti  in
  Sicilia,  scaduto  alla  fine del 2014 è  stato  approvato,  forse,
  all'inizio del 2015. Il piano, cioè, è stato approvato dopo la  sua
  scadenza,  se  poi  qualcuno riesce a  spiegarmi  in  che  cosa  la
  sottocommissione, istituita in quarta commissione,  avrebbe  dovuto
  individuare  chissà  quali strani marchingegni,  chissà  con  quali
  strani  poteri e chissà con quali bacchette magiche,  gliene  sarei
  pure  grato.  Comunque, non voglio fare polemiche  inutili,  signor
  Presidente.  Le  polemiche non servono mai a nulla  ed  a  nessuno.
  Forse  deve avere un attimino di visibilità. Certo è che, anche  in
  IV  Commissione,  il discorso del trattamento dei  rifiuti  per  la
  gestione  dei  rifiuti  avrebbe potuto avere  una  -  come  dire  -
  attenzione  diversa, più pervasiva, stante anche  le  mie  numerose
  richieste  di  avere  la  presenza  dell'assessore  per  venirci  a
  raccontare quale possa essere il futuro della raccolta dei  rifiuti
  in Sicilia, quali siano gli indirizzi politici, con quali strumenti
  e - non ultimo - anche con quali risorse.
   Proprio  oggi in Commissione antimafia - non è un mistero  neanche
  questo  -  abbiamo audito l'assessore al ramo, che abbiamo  sentito
  con  molto  piacere  e  con la quale abbiamo fissato  un  ulteriore
  audizione  la  prossima  settimana,  prossima,  o  nelle  settimane
  future,  proprio  per giungere ad una conclusione  e  capire  quali
  siano  le  disfunzioni,  i problemi, e le soluzioni  per  sradicare
  dalla  gestione dei rifiuti il malaffare. E' difficile da parte  di
  una   commissione   che   ha  poteri  limitati,   non   ha   poteri
  investigativi, non ha potere di polizia giudiziaria ma  sicuramente
  ha  il  potere politico di imporre - finalmente - una chiarezza  di
  fondo  nel sistema della gestione dei rifiuti. Per quanto  riguarda
  il   caso  specifico  -  e  sottolineo  il  caso  specifico   delle
  istituzioni  di  nuova  commissione - io  ho  sentito  con  piacere
  l'intervento  dell'onorevole Milazzo che ha  letto,  sviscerato  ed
  analizzato la mozione, e poi alla fine, per la verità, mi  sono  un
  poco confuso.
   Io non ho capito se questa mozione intenda andare ad affrontare il
  problema del COINRES - con tutto quello che ne deriva in termini di
  accertamenti necessari per capire come abbia funzionato - o  voglia
  esaminare  il  sistema dei rifiuti in Sicilia  nel  suo  complesso.
  Credo che in IV Commissione - che è la sede naturale - ci siano  le
  energie  più  che  sufficienti per affrontare, da questo  punto  di
  vista,  la  problematica, ammesso che poi non  siamo  distratti  da
  troppe altre norme, da troppe altre leggi. Così come credo che,  in
  Commissione  antimafia, già si stia facendo  non  per  merito  mio,
  sicuramente, ma per la volontà collegiale, veramente, un lavoro  di
  alta qualità che già ha acquisito dei risultati molto positivi, per
  i  quali è stata anche informata la magistratura, devo dire e per i
  quali   sicuramente  c'è  un  ulteriore  percorso  da   andare   ad
  affrontare.  Io chiaramente mi rimetto alla volontà  dell'Aula,  ma
  per gli stessi motivi indicati in precedenza, invito i proponenti a
  ritirare  questa  mozione  e  semmai a  proporre  alla  Commissione
  antimafia  le problematiche di cui sono a conoscenza e che  possono
  agevolare  un ulteriore percorso e di chiarezza nella  celerità  di
  una   Commissione   che  è  già  molto  avanti  nella   trattazione
  dell'argomento  e  chi  chiaramente si sta formando  non  solo  una
  propria opinione ma sta raccogliendo elementi di fatto per i quali,
  poi, dovere intervenire.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  parto  subito
  dalla  considerazione finalizzata dallo sgomberare il  campo  dalla
  presenza  del  Governo.  Ritengo che non sia  un  atto  questo  che
  richieda  la  presenza del Governo in quanto  è  il  nostro  stesso
  Regolamento  parlamentare per l'appunto che, promuove lo  strumento
  delle Commissione di indagine e di studio proprio all'interno delle
  prerogative  legislative di questo Parlamento proprio  al  fine  di
  potere  approfondire e di poter, come dire, valutare al meglio  una
  tematica  che  dovrà  poi sfociare in un intervento  legislativo  e
  quindi  penso  che  sia  una  volontà che  debba  esprimere  questo
  Parlamento se approfondire o meno la tematica dei rifiuti.
   E  ci tengo anche a sottolineare, dati gli interventi dei colleghi
  che  mi  hanno preceduto, che il testo della mozione,  nella  parte
  dispositiva  della  stessa, chiede a questa Assemblea  di  dare  il
  proprio avallo all'istituzione di una Commissione di indagine e  di
  studio sulla gestione del sistema dei rifiuti.
   Il  presidente Musumeci, come sempre, puntualmente e  giustamente,
  ha  sottolineato  il lavoro puntuale che sta svolgendo  all'interno
  della  commissione da lui presieduta, ma ciò non toglie che qui  si
  voglia  analizzare  ed approfondire il sistema della  gestione  dei
  rifiuti  in Sicilia, non l'argomento parallelo, grave, annoso,  che
  riguarda le infiltrazioni mafiose all'interno del sistema.  Qui  si
  vuole  trattare  la  tematica  della  inefficienza  di  un  sistema
  gestionale, quello dei rifiuti, che ormai oggi, alla fine quasi del
  2015, non ha trovato ancora una soluzione.
   E'  questo un tema centrale ed il presidente Musumeci lo  sa  bene
  perché  sta  portando avanti, come dicevo, un lavoro prezioso,  non
  solo  ai fini della commissione che lui presiede ma, e questo  deve
  essere  fatto,  ma i più attenti colleghi lo sanno, sul  percolato,
  anzi  con il percolato dei rifiuti certamente si scriverà la storia
  della Sicilia degli ultimi 5 anni e degli ultimi 10 anni. Quindi il
  tema è molto delicato e richiede una grande attenzione.
   Tornando  al  tema principale, è prerogativa di questo  Parlamento
  affrontare  ed  istituire  una commissione  che  approfondisca  una
  tematica  legislativa?  Si   E'  una  tematica  che  ha  visto   un
  intervento  pregnante  e risolutorio di questo  governo  in  questi
  anni? No, naturalmente. E' un ambito nel quale ci sono ancora delle
  informazioni  ignote  sui motivi che hanno indotto  e  condotto  un
  ritardo così grave rispetto alle altre gestioni?
   Certamente  si,  e  non  sta  a  me  ricordare,  lo  diceva  prima
  l'onorevole  Foti con grande competenza che questo Parlamento,  con
  la legge n. 9 del 2010, stabilì un percorso ed un piano dei rifiuti
  che cancellava e debellava il sistema della termovalorizzazione sul
  quale, grazie a Dio delle procure haimè lontane da quelle siciliane
  si  stanno  occupando, ed è proprio quella legge,  quel  piano  dei
  rifiuti  del 2010 che con grave e colpevole ritardo venne approvato
  dal   Ministero  dell'ambiente  nel  luglio  del  2012.  Su  queste
  motivazioni servirebbe una commissione di indagine ed è  ancora  su
  quel  piano del 2012 che oggi, nel 2015, si discute per  dare  alla
  Regione dopo 5 anni un piano dei rifiuti. Ed allora le domande  che
  dovrebbe  porsi  un  Parlamento come dire credibile,  ed  io  sulla
  credibilità di questo Parlamento scommetto sempre di più, anche  se
  purtroppo  qualche strafalcione indotto c'è stato e le cronache  di
  questi  giorni ne parlano approfonditamente, quello  che  chiedo  a
  questo  Parlamento  è:  al netto delle vicende  motive,  di  questa
  mozione, il Coinres piuttosto che la gestione Belice, piuttosto che
  altro,  è  utile  avere una commissione che approfondisca  in  modo
  laico  la  questione  dei  rifuti o no? Questa  è  la  domanda  che
  dovremmo porci, secondo me, non del sistema malavitoso, del sistema
  della  gestione,  ed io penso che dopo 3 anni di legislatura  penso
  che  questo  Parlamento  si debba dotare  di  una  commissione  che
  affronti  seriamente e costantemente questa tematica.  Ne  vale  la
  pena  sottolineare, come ha fatto il collega Milazzo,  il  problema
  della  creazione  di altre commissioni. So che  lui  è  firmatario,
  insieme al Gruppo di Forza Italia ad esempio su una commissione che
  approfondisca  la  questione della gestione  degli  immobili  della
  Regione,   per   carità  anch'essa  una  questione  meritevole   di
  attenzione però non si dica che uno strumento è utile quando  si  è
  firmataria  e  che non lo è quando lo si è. Uno strumento  è  utile
  perché  serve  in  Parlamento ed, indirettamente, serve  il  popolo
  siciliano. Quindi, per questo, colleghi vi chiedo di sostenere  una
  commissione che faccia chiarezza e che dia finalmente una  impronta
  su  questa  gestione e che sia d'aiuto e che se dovessero pervenire
  notizie o ambiti riguardanti la commissione antimafia non solo sarà
  portatrice  di  queste  notizie  e  di  queste  informazioni   alla
  Commissione  che  poi  avvierà  su quelle  tematiche  dei  doverosi
  approfondimenti   ma  che parallelamente al doveroso  lavoro  della
  commissione  antimafia che sta smascherando tante vicende  ignobili
  sulla  gestione dei rifiuti, parallelamente faccia  vedere  che  il
  Parlamento, oltre ad occuparsi di smascherare ed è giusto,  lo  sta
  facendo con grande dizione la commissione antimafia, ha come  primo
  compito quello di legiferare e di ottimizzare un processo che  oggi
  è  inefficiente, come dire antiquato e che nasconde  ombre  che  la
  politica nel 2015 dovrebbe iniziare a svelare per il bene proprio e
  della propria credibilità e nell'interesse di tutti i siciliani.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono esterrefatto
  a  sentire  l'ultimo  intervento del  collega  Lombardo  perché  ha
  fotografato  e  ha  denunciato  da questo  scranno  quello  che  ha
  iniziato Cuffaro, si è proseguito sotto Lombardo e che ad oggi  non
  trova risposta. Quindi tutto quello che sta accadendo, le battaglie
  che  si sono fatte soprattutto nel piano rifiuti era quello  che  è
  stato   approvato  nella  scorsa  legislatura  dall'ex   Presidente
  Lombardo.  Ma  sono  anche  stupito  dell'intervento  del   collega
  Malafarina  per  il semplice motivo che sembra quasi  che  è  stato
  eletto  ieri.  Perché non sapere che compiti ha o doveva  avere  la
  sottocommissione ai rifiuti della commissione permanente ambiente è
  veramente  mortificante perché se avesse lavorato come  giustamente
  ha  denunciato la collega Foti, noi non saremmo venuti a conoscenza
  che  il  Governo  ha  dato  l'ok  dei  6  inceneritori  in  Sicilia
  attraverso  gli  organi  di stampa. Magari questa  idea  si  poteva
  analizzare  e  discutere  nella sotto  commissione  magari  avremmo
  saputo  il  perché  non si è mai dato atto alla mozione  votata  in
  maniera  unanime  59  che  gridava con forza  di  fare  avviare  la
  raccolta  differenziata, e cercare di tendere  ad  un  percorso  di
  rifiuti 0. Però a parole  tutte belle frasi che si vengono  a  dire
  sia su questo scranno sia nel corso della legislatura o qualcuno lo
  utilizza  anche per fare campagna elettorale e poi però  qua  siamo
  totalmente  fermi.  Come  al solito si confondono  le  cose  perché
  giustamente  l'aspetto di indagine nel settore rifiuti viene  fatta
  dalla  commissione presieduta dall'onorevole Musumeci che è appunto
  da  più  di un anno stiamo indagando su questo. Come oggi alla  mia
  presenza, ha ricordato anche all'assessore che l'aspetto non è  nel
  tema  dei  rifiuti,  il  piano,  noi ci  occupiamo  la  commissione
  antimafia  si occupa di altro. Quella è la commissione  ambiente  e
  territorio. Allora questo come al solito lo ricordo perché anche  i
  cittadini devono rendersi conto delle cose come stanno. Ho  parlato
  anche  con  il  collega che ha firmato la mozione.  Noi  di  questo
  percorso  proposto  dal  Presidente Musumeci  condividiamo,  quindi
  ritiriamo  la  mozione se la firma, intraprendiamo un  percorso  in
  commissione antimafia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  perché  vorrei sgomberare il campo dal tentativo, secondo me  anche
  un  po'  maldestro, di qualche collega che probabilmente  in  buona
  fede  vorrebbe  ricondurre una vicenda di tale portata  e  di  tale
  importanza ad una questione da quartiere o da borgata o da città.
   E lo dice chi come me, deputato eletto nel Collegio di Palermo, sa
  che  la vicenda COINRES è una vicenda drammatica e importante e che
  per  quei  dipendenti e per quegli enti locali mi sono e  ci  siamo
  battuti ma sa anche che il problema dei rifiuti in Sicilia non è il
  COINRES.
   Allora  io  resto un attimo perplesso quando si agitano campanili,
  quando si agitano tematiche che sono importanti ma probabilmente al
  Consiglio comunale di Palermo o a quello di Bagheria, altrimenti la
  gente rischia di confondersi.
   Qui  siamo nel Parlamento siciliano. Se c'è qualcuno che può dire,
  senza  tema  di smentita, che in questi anni i rifiuti  in  Sicilia
  sono  stati  gestiti in maniera cristallina io ne prendo  atto.  Io
  qualche perplessità la mantengo.
   E  allora al netto dell'attività che in maniera serena, coraggiosa
  -  e  direi  anche unanime - sta svolgendo la Commissione Antimafia
  sotto  la guida attenta e prestigiosa del Presidente Musumeci,  con
  la  collaborazione, perché no, del Vicepresidente Cordaro  e  degli
  altri  commissari, io chiedo di fare un momento di riflessione  che
  porti  però verso una soluzione unitaria perché qui non si vogliono
  fare  doppioni. Qui si vuole valutare, ed è questo il  senso  della
  mozione  o  quanto meno questo è il senso che io ho dato  a  quella
  mozione   alla  quale  ho  apposto  la  firma,  si  vuole  valutare
  l'opportunità di stabilire se ci sia la necessità di istituire  una
  Commissione  ad  hoc sulla gestione dei rifiuti in questi  anni  in
  Sicilia,  oppure  se   sia sufficiente l'attività  che  in  maniera
  assolutamente   meritoria  sta  portando  avanti   la   Commissione
  regionale Antimafia.
   Però  io  vi  prego, colleghi, questo Parlamento fa di  tutto,  si
  sforza sempre più di volare basso. Se oltre a volare basso gridiamo
  pure  per dimostrare a chi sta fuori che vogliamo a tutti  i  costi
  volare basso io credo che non ci facciamo un grosso regalo. Per cui
  inviterei tutti i colleghi a pensare che la vicenda è assolutamente
  regionale  e  siciliana, che la vicenda è di ampio respiro,  che  a
  mettere ci stiamo sempre.
   Onorevole  Lombardo,  qui  chi  la vuole  ridurre,  chi  la  vuole
  stringere  lo  spettro dell'azione e della verifica.  Anzi,  ti  do
  pienamente  ragione. Altro che solo COINRES? E chi ha  parlato  del
  COINRES?
   Il  COINRES è una goccia nel mare. Poi bisogna valutare se ci sono
  cose  sulle  quali spingere la denuncia, spingere l'accertamento  e
  soprattutto  specializzarlo, finalizzarlo  per  vedere  qual  è  il
  quadro completo.
   Allora  Presidente  Lupo  lungi da  me  dal  volere   ripercorrere
  l'attività  compiuta dall'Antimafia, io credo che  se  questo  deve
  segnare un discrimine tra chi vuole fare e chi vuole non fare io la
  invito  a  soprassedere sulla decisione del voto della  istituzione
  perché probabilmente sarà il caso di confrontarci da qua, certo non
  a  un  tempo indeterminato, ma ad una settimana per comprendere  se
  veramente   il   merito  della  questione  che  è   stata   scritta
  egregiamente  da  alcuni colleghi e da me sottoscritta  può  essere
  trattato compiutamente dalla Commissione Antimafia, oppure se, come
  io  ritenevo allora e ritengo tuttora, sia necessario istituire una
  Commissione speciale.
   Mi  rendo  conto che se la Presidenza dovesse decidere di rinviare
  di  una  settimana questo non cambierebbe nulla,  nel  frattempo  è
  chiaro  chi di dovere farà i suoi passaggi per comprendere quale  è
  il   modus  operandi  migliore per trovare attorno ad un tema  così
  delicato  -  come  è  la gestione dei rifiuti - l'unità  in  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così  come
  si  era convenuto io, chiamato dal Segretario generale, sono  stato
  disponibile   a   collaborare  per  quel  senso  di  responsabilità
  istituzionale a discutere questa mozione senza il Governo.
   Siccome il Governo è una parte importantissima per la soluzione  e
  per  la  discussione di questo tema, io le chiedo -  così  come  ha
  fatto  il  collega  Cordaro  -  di rinviare  alla  prossima  seduta
  l'audizione  in  Aula  per aprire un dibattito  su  quello  che  ha
  affrontato l'Assessore Contraffatto, dopodiché mi trova disponibile
  la  proposta  del Presidente Musumeci e assieme ai firmatari  della
  mozione  una audizione in Commissione Antimafia, dopodiché  assieme
  al  Presidente  dell'Assemblea ed a tutti i  colleghi  se  dobbiamo
  votare  una risoluzione per portare la mozione in discussione  alla
  Commissione  Antimafia o se dobbiamo votare  l'istituzione  di  una
  commissione speciale che tratta i rifiuti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  soltanto per chiarire un passaggio,  perché  altrimenti
  sembra che l'onorevole Milazzo sia contro qualche collega, sono  le
  regole del Parlamento.
   Ho  sentito l'intervento dell'onorevole Greco e  uno degli  errori
  che  si  è  commesso  oggi è questo, lo espongo:  un  deputato  che
  presenta una mozione o dei deputati che presentato una mozione  non
  è  che gli si affitta la Sala dell'Assemblea regionale per cui è il
  singolo  deputato  che  decide:   Sa, siccome  la  mozione  è  mia,
  Governo non venire .
   Una  mozione  è,  comunque,  un  atto  che  solleva  un  argomento
  politico,   una  questione  importante  che  interessa   tutto   il
  Parlamento, perché chiama a votare tutti i singoli parlamentari.
   Per  cui  io, per carità, rispetto quello che ha detto l'onorevole
  Greco  ma  non basta l'autorizzazione dell'onorevole Greco  con  il
  Segretario generale.
   Quello  che  ho sentito è veramente raccapricciante  e  fuori  dal
  mondo e dalla logica statutaria di questa Assemblea.
   Non  è  un  singolo  parlamentare  che  parla  con  il  Segretario
  generale:  Vabbé tutto a posto, allora il Governo oggi non  viene ,
  perché  se  noi oggi abbiamo difetti di comunicazione è perché  non
  c'è  il Governo, perché sembra un dibattito tra l'onorevole Milazzo
  e  l'onorevole  Figuccia,  fra l'onorevole  Milazzo  e  l'onorevole
  Cordaro,  il  tema è proprio questo: si è sbagliato  il  metodo  di
  trattazione di un argomento politico qualunque esso sia.
   E  il  tema,  signor  Presidente,  è  che  io  sposo  la  saggezza
  dell'onorevole  Cordaro  che ha esposto  in  modo  corretto  e  che
  tuttavia  non rispecchia quello che c'è scritto nella  mozione,  ci
  tengo  a ribadirlo, perché è vero che il Coinres non c'entra niente
  ma la c'è un bel capoverso corposo che è un vero atto di accusa nei
  confronti di come è nata Coinres, di come si è gestita, di come  si
  è chiamato il personale, di come si è amministrato, di come si sono
  espletate  le  gare,  questo è quello che  era  per  me  motivo  di
  critica,  perché  dicevo:   Ma  come,  il  Parlamento  mesi  fa  in
  finanziaria,  la Commissione bilancio fa approdare  qua  una  norma
  dicendo  che  questo personale era meritevole di reinserimento  nel
  mondo  del  lavoro e oggi ci metto un passaggio che dice  tutto  il
  contrario?  Sposo quello che ha detto l'onorevole  Cordaro  che  si
  rinvii, si trovi un momento di riflessione, cosicché i capigruppo e
  spero  la Commissione antimafia nella sua guida complessiva,  nella
  sua  rappresentatività di tutto il Parlamento, sappia  fare  uscire
  l'Assemblea Regionale Siciliana da questa confusione.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Milazzo, ci sono altre richieste  di
  intervento?  Onorevoli colleghi da più parti è emersa la  richiesta
  di  proseguire la discussione della mozione 462 in occasione  della
  prossima  seduta,  auspicabilmente con la presenza  dell'Assessore,
  cosa  che abbiamo già chiesto, per cui io credo che questa  sia  la
  soluzione migliore, intanto aggiornare la discussione alla prossima
  seduta,  nel  corso  della  prossima seduta  sarà  possibile  anche
  valutare  la richiesta avanzata dall'onorevole Musumeci, alla  luce
  anche  dei  chiarimenti  che eventualmente l'Assessore  Contrafatto
  potrà  fornire, ancorché voglio ricordare che la mozione è  rivolta
  innanzitutto  al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana,  ma
  indubbiamente la presenza dell'Assessore è più che utile.
   Passiamo pertanto al III punto all'ordine del giorno:  Discussione
  della  mozione  463 ,  non  vedo in sala  il  primo  proponente,  e
  peraltro non è presente l'Assessore al ramo, a l'onorevole  Lentini
  è  presente,  onorevole se vuole ma non c'è  l'Assessore  Lo  Bello
  quindi credo che sarebbe ancor più utile la presenza in questo caso
  dell'Assessore,   se  siamo  d'accordo  quindi   rinviamo,   grazie
  onorevole  Lentini anche la discussione della mozione  463  ad  una
  prossima seduta.
   Passiamo  al  IV  punto  all'ordine del giorno:   Discussione  del
  disegno di legge n. 853  anche questo punto è rinviato per mancanza
  dell'Assessore al ramo.

   professione e disciplina dei contenuti formativi per l'esercizio del-
   le attività della subacquea industriale'. (n. 698/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Discussione del disegno di legge: «Norme per il riconoscimento
      della professione e disciplina dei contenuti formativi per
   l'esercizio delle attività della subacquea industriale». (698/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si  passa,   pertanto,   alla
  discussione del disegno di legge  Norme per il riconoscimento della
  professione  e  disciplina dei contenuti formativi per  l'esercizio
  delle attività della subacquea industriale . (n. 698/A).
     Invito  i  componenti  della  V  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito  banco.  Ha facoltà di parlare  Greco  Marcello,  per
  svolgere la relazione.

   GRECO  Marcello,  presidente della Commissione e relatore.  Grazie
  Presidente, onorevoli colleghi, le attività subacquee costituiscono
  elemento   di  assoluto  rilievo  per  l'economia  ed  il   sistema
  produttivo siciliano. Accanto alle attività della subacquea a  fini
  turistici  ed  amatoriali operano in Sicilia  diverse  imprese  che
  svolgono   le  più  disparate  attività  in  ambiente   marino   di
  installazione, manutenzione, rimozione di impianti subacquei  quali
  tubazioni  e  strutture  tecnologiche  connesse  con  le   attività
  portuali, minerarie ed industriali.
   Nel  contesto regionale, peraltro, tali attività hanno ictu  oculi
  un  peculiare  rilievo in ragione della condizione di insularità  e
  del  correlato  sviluppo costiero, della presenza di  installazioni
  portuali   di  rilievo  internazionale,  delle  attività   connesse
  all'estrazione, al trasporto ed alla lavorazione degli idrocarburi,
  senza  considerare le ulteriori attività svolte nelle acque  marine
  ed interne.
     L'assenza  di un'organica legislazione nazionale del settore  ha
  posto  e  pone la problematica del riconoscimento delle  qualifiche
  professionali   e   della   disciplina  dei   contenuti   formativi
  indispensabili allo svolgimento, in condizioni di sicurezza,  delle
  attività  subacquee.  Purtroppo,  peraltro,  la  mancanza  di  tale
  disciplina  ha  permesso,  sovente,  che  i  lavori  in  immersione
  venissero  svolti  da personale non adeguatamente  qualificato  con
  conseguenze drammatiche, oppure costringendo le imprese a ricorrere
  forzatamente a personale straniero o comunque formato all'estero.
       Ulteriore  problematica, peraltro, si  pone  in  relazione  al
  riconoscimento  delle  qualifiche anche  riguardo  alle  previsioni
  dell'ordinamento    comunitario,    determinando     in     pratica
  un'incomprensibile penalizzazione per le imprese  ed  i  lavoratori
  siciliani,  complicando le relazioni economiche e  commerciali  coi
  nostri  competitors e privandoli di una importante  opportunità  di
  occupazione e reddito.
      La competenza della Regione a legiferare riguardo all'esercizio
  delle   attività  sopra  descritte  trova  ampia  copertura   nelle
  previsioni di rango costituzionale recate dagli articoli  14  e  17
  dello Statuto, intervenendo peraltro rispetto al vuoto a livello di
  legislazione statale e senza interferire con materie riservate allo
  Stato stesso.
  Si  propone  pertanto di adottare un corpus organico di  norme  che
  disciplinino  lo  svolgimento professionale  delle  attività  della
  subacquea  industriale e regolamentino i contenuti  ed  i  percorsi
  formativi   con   riguardo   alle   qualifiche   internazionalmente
  riconosciute,  garantendo così la qualità dei servizi  offerti,  lo
  svolgimento degli stessi in condizioni di sicurezza,  nel  rispetto
  dell'ambiente  e la possibilità, per i soggetti che  conseguano  in
  Sicilia le qualifiche, di vedere riconosciute le stesse nel mercato
  del  lavoro europeo, anche in considerazione dell'intrinseca natura
  internazionale delle imprese operanti nel comparto.
  L'articolo  1  reca le generalità della norma, stabilendo  come  la
  Regione   riconosca  e  disciplini,  nell'ambito  delle  previsioni
  statutarie   ed   in   conformità  ai   principi   dell'ordinamento
  comunitario,  le  attività  professionali  subacquee   a   servizio
  dell'industria, la cui pratica rimane libera ma viene  disciplinata
  a  tutela  della sicurezza sui luoghi di lavoro, della qualità  dei
  servizi e della libera concorrenza.
  L'articolo 2 reca le definizioni, descrivendo in dettaglio  compiti
  e  mansioni  caratteristici degli operatori (commi 1  e  2),  delle
  imprese  (comma 3) e l'ambito di applicazione (commi 4  e  5),  con
  riferimento agli standard comunemente riconosciuti ed adottati  nel
  settore.
  L'articolo  3  disciplina le qualifiche professionali, enumerandole
  nei  tre  livelli  internazionalmente  riconosciuti  di   Operatore
  Tecnico  subacqueo  (OTS, abilitato ad operare fino a 30  metri  di
  profondità), di  Top Up  (abilitato ad operare fino ai 50 metri  di
  profondità)   e  di   altofondalista   (abilitato  ad   operare   a
  profondità superiori ai 50 metri).
  L'articolo  4  istituisce e disciplina il Registro degli  Operatori
  della  Subacquea industriale, che insisterà presso il  Dipartimento
  regionale   del   Lavoro,  ove  potranno  iscriversi   i   soggetti
  interessati  allo  svolgimento delle  attività  disciplinate  dalla
  presente  legge in possesso dei titoli formativi e delle iscrizioni
  richieste  dalla disciplina statale (Libretto di Ricognizione).  La
  gestione  del  Registro verrà operata dagli uffici del Dipartimento
  nell'ambito  dell'ordinaria dotazione organica e strumentale  senza
  nuovi o ulteriori oneri per la Regione.
   L'articolo  5  disciplina  i contenuti  ed  i  percorsi  formativi
  occorrenti  per  l'iscrizione  al Registro  di  cui  al  precedente
  articolo.
   L'articolo 6 disciplina lo svolgimento delle attività formative in
  ambito regionale, prevedendo come le stesse debbano conformarsi  ai
  citati  standard  anche  in relazione alle  attività  eventualmente
  svolte presso le aziende del settore.
   L'articolo  7  reca disposizioni attuative e finali. Con  apposito
  Decreto  del Presidente della Regione, su proposta degli  Assessori
  competenti,  verranno  definite entro  90  giorni  le  modalità  di
  attuazione  della  presente disciplina  (comma  1).  I  titoli  già
  rilasciati, purché conformi alle specifiche indicate in materia  di
  contenuti formativi, costituiscono titolo idoneo all'iscrizione  al
  Registro   di   cui   all'articolo  4  e,   soprattutto,   per   il
  riconoscimento ai sensi della citata disciplina comunitaria,  della
  qualifica come valevole per l'intero territorio europeo (comma 2).

   PRESIDENTE. La discussione generale al disegno di legge n. 698/A è
  rinviata ad una prossima seduta.
   Intanto  se  il relatore lo chiede, potremmo iscrivere  lo  stesso
  disegno di legge al n. 1 del IV  punto, attualmente iscritto al  n.
  2 del IV punto.

   GRECO  Marcello,   presidente della Commissione e  relatore.  Sono
  d'accordo ad iscrivere il disegno di legge n. 698/A  Norme  per  il
  riconoscimento  della  professione  e  disciplina   dei   contenuti
  formativi   per   l'esercizio  delle   attività   della   subacquea
  industriale' al n. 1) del IV punto dell'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho ritenuto
  poco  fa  di affrontare questo argomento perché non era il  momento
  opportuno, ma visto che siamo alla fine dei lavori d'Aula, o quasi,
  io   ritengo   utile   mettere   la   centro   dell'attenzione   di
  quest'Assemblea  , alcuni temi fondamentali per la  vita  siciliana
  che  non sono oggetto in questa ultima parte dell'attenzione  delle
  forze politiche.
   Mi rifersico, in particolare, alle condizioni delle infrastrutture
  siciliane,  su cui il ministro Del Rio, si è detto, fortunatamente,
  per  noi,  insoddisfatto,  e  che  sta  meditando  di  revocare  la
  concessione delle autostrade all'Anas, non capisco bene  sostituiti
  da  chi,  e come, e in quali circostanze, così come riferisco  alla
  proposta, non so se demagogica o veramente sentita, sul Ponte sullo
  stretto.  Io invito i colleghi un poco a riflettere su  quelle  che
  sono  oggi  le condizioni infrastrutturali della Sicilia  dove  non
  esistono  né  le autostrade, e quelle poche che ci sono,  sono  mal
  funzionanti  e  decisamente compromesse, e  dove  non  esistono  le
  infrastrutture ferroviarie, tant'è che abbiamo rivendicato come  un
  grande  successo e la percorrenza di due ore e mezzo per  fare  200
  chilometri fra Catania e Palermo, considerato che l'autostrada  dal
  10 aprile dell'anno scorso è ancora interrotta.
   Possiamo  fare tutte le battaglie politiche che vogliamo, possiamo
  produrre  leggi, norme e quant'altro, ma abbiamo anche  il  dovere,
  come Parlamento, di affrontare temi assolutamente essenziali per la
  vita  dei  cittadini  e  garantire ai  cittadini  il  diritto  alla
  mobilità.
   Lei  ricorderà, signor Presidente, che qualche hanno si assistette
  al  dibattito  si ponte, no ponte, no ponte perché i fondi  per  il
  ponte  dovevano essere destinati a realizzare le più belle, le  più
  meravigliose, le più efficienti infrastrutture per la  Sicilia  che
  ancora  oggi  è  in  attesa di ricevere  i  famosi  7  miliardi  di
  finanziamento per il rifacimento della rete ferroviario, 7  se  non
  ricordo male o quattro, non me lo ricordo bene, o quattro o  sette,
  ho  sempre una certa confusione sulle cifre, ma ancora oggi  non  è
  stato  fatto  un  solo  chilometro  di  rimodernamento  della  rete
  ferrovia  siciliana e gradirei sapere, visto e considerato  che  in
  questo caso l'Assessore Rizzo è stato più volte sollecitato a farci
  conoscere  quali  sono  gli accordi con Trenitalia,  quali  sia  il
  contratto di servizio prossimo venturo e con quali spese e  servizi
  vengono erogati alla Sicilia.
   Così  come  vorrei  che  una buona volta e  per  tutte  in  questo
  Parlamento  si  pronunciasse con un dibattito  approfondito,  serio
  sulla fattibilità del sì o del no del Ponte, determinando una buona
  volta  per  tutti  la Sicilia e i politici siciliani,  non  solo  i
  parlamentari  di questa Aula, ma i circa sessanta  che  siedono  in
  Parlamento  a  pronunciarsi e a dare una indicazione politica,  non
  lasciando  a una politica nazionale, al Presidente Salvini,  quelle
  che  sono le sorti della Sicilia., Mi sta benissimo che Salvini  si
  occupi  della Lombardia, del Veneto e di altri temi, mi  sta  molto
  meno  bene  che  si  occupi del Ponte sullo stresso  senza  che  la
  politica    siciliana   si   senta   in   dovere   di   intervenire
  nell'affrontare  un  tema  così scottante,  così  importante,  così
  fondamentale per lo sviluppo della Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6
  ottobre 2015, alle ore 17,00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI

   II   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                                GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                     LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

   IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
               dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
               subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Greco Marcello

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
               Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
               di Messina . (nn. 853-515/A)

                Relatore: on. Digiacomo

                   La seduta è tolta alle ore 18.05

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.10)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio