Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.17
GRECO Marcello, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Dina, Papale, Alongi, Fontana, Lantieri, Alloro.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità:
N. 906 - Notizie sulla gestione del servizio idrico nella
provincia di Caltanissetta con particolare riguardo alle consulenze
professionali affidate a soggetti esterni.
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello
- Con nota prot. n. 24383/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia e i
servizi di pubblica utilità.
- da parte dell'Assessore per la salute:
N. 747 - Iniziative per migliorare l'offerta di beni e servizi
nella sanità pubblica siciliana.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 32901/IN.16 del 3/07/2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 1484 - Notizie in merito al presunto trasferimento a Palermo
degli uffici direzionali del SEUS di Catania.
Firmatari: Falcone Marco
- Con nota prot. n. 55008 del 8 luglio 2014 l'Assessore regionale
per la salute ai sensi dell'art. 140, comma 5, Reg. Int. ARS, ha
anticipato il testo scritto della risposta. - Con nota prot. n.
37463/IN.16 del 5 agosto 2014
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale
per la salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'on. Giuffrida sarà in missione dal 2
al 5 novembre 2015.
L'Assemblea ne prende atto.
parlamentare d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione della n. 462 «Istituzione di una Commissione
parlamentare di indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della n. 462 «Istituzione di una Commissione
parlamentare di indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia».
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che il giudizio sulla gestione del settore dei rifiuti
solidi urbani in Sicilia, espresso nel 2013 dalla relazione
conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sulle
attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, organismo
bicamerale istituito in seno al Parlamento nazionale, definisce
quello siciliano un esempio di 'disfunzione organizzata', a tal
punto da ingenerare il sospetto che esso sia stato
'intenzionalmente architettato per offrire una generale
giustificazione, un alibi certo, all'inefficienza di ciascuna
articolazione della struttura amministrativa'. Un sistema privo di
controlli preventivi, di una seria attività programmatica che, dal
1999, vive uno stato emergenziale senza soluzione di continuità che
contribuisce ad alimentare la stessa emergenza in una spirale a dir
poco perversa;
CONSIDERATO che la gestione complessiva dell'intero sistema dei
rifiuti, a partire dalla loro produzione fino alla sorte finale,
non sembrerebbe improntata all'obiettivo di annullare o almeno
contenere gli impatti ambientali e sanitari, né alla riduzione
della produzione dei rifiuti stessi ovvero al loro riutilizzo come
importante risorsa riciclabile. Tutt'altro. Il nostro è un 'non
ciclo' perché le percentuali di raccolta differenziata sono tra le
più basse in Europa (non raggiungono il 10%) e quasi tutto viene
conferito in discarica;
RITENUTO che:
a tal fine, l'invito dell'attuale Assessore regionale per
l'energia e i servizi di pubblica utilità rivolto ai Comuni di
dotarsi di 'Isole ecologiche' destinate alla raccolta di ciò che
potrebbe essere riciclato, unitamente a quello rivolto ai cittadini
di abituarsi ad una cultura della differenziazione, è solo un
piccolo passo verso l'obiettivo di uscire dalla situazione
emergenziale che oggi appare irraggiungibile;
le recenti dichiarazioni dell'Esecutivo regionale prospettano uno
scenario da qui a breve rassicurante, caratterizzato
dall'attivazione di nuovi impianti di compostaggio, nuove
discariche oltre a strutture capaci di separare i rifiuti organici
da quelli secchi;
oggi, tuttavia, si registra un contesto di assoluta inefficienza,
dove il rifiuto diventa una 'preziosa' fonte di guadagno, e il
sistema di gestione nella Regione siciliana è apparso estremamente
permeabile agli interessi illeciti della criminalità organizzata;
emblematico è il caso del COINRES, il consorzio che ha gestito dal
2005 la raccolta in 22 comuni della provincia palermitana,
protagonista negli anni di diverse inchieste della magistratura,
legate proprio alle assunzioni e ad infiltrazioni mafiose: continue
ingiustificate assunzioni di personale, affidamenti di appalti
senza procedure di gara, nessuna programmazione o investimenti per
le spese di impianti ed attrezzature, perdite di gestione pari a
decine di milioni di euro tra il 2007 ed il 2013, progressioni di
carriera senza concorsi, mancata redazione dei bilanci preventivi e
consuntivi. Un risultato catastrofico, che si accompagna
all'emergenza occupazionale che interessa la situazione di 190
dipendenti licenziati dal mese di maggio 2013 ai quali, ad oggi,
non è stato consentito di poter beneficiare del medesimo
trattamento riservato al personale che confluirà nelle
neocostituite società per la regolamentazione del servizio di
gestione rifiuti SRR;
reputata indispensabile una maggiore attenzione istituzionale
all'intero fenomeno e, in questo, l'attività condotta dalla
Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia, che ha evidenziato un quadro allarmante sulla contiguità
della gestione delle discariche pubbliche e private nella Regione
con la criminalità organizzata, costituisce un esempio importante
cui guardare in vista dell' auspicabile costituzione di un'apposita
commissione d'indagine che faccia luce su tutti gli aspetti
controversi che caratterizzano il sistema dei rifiuti nella
Regione,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA
a procedere, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, alla nomina di una
Commissione d'indagine e studio sulla gestione del sistema dei
rifiuti in Sicilia». (462)
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare quale primo firmatario della
mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
colleghi. Io spero che questa discussione, che sta avvenendo senza
la presenza del Governo, sia un episodio che non debba ripetersi,
perché il Regolamento prevede che quando si tratta di queste
materie, e di così delicate dimensioni, deve esserci per forza il
Presidente. Nello spirito, sempre, di collaborazione, però, e
poiché sono interessato, affinché questo tema venga portato avanti,
così come mi ha detto, spero che nella prossima seduta ci sia il
Governo e, quindi, possiamo deliberare in questo senso, questa
richiesta, questa mozione per l'istituzione di una commissione di
inchiesta su quest'attività.
Veda signor Presidente, parlando, un paio di minuti fa, con il
collega Assenza, lo invitavo a partecipare perché si tratta di un
argomento delicato e lui è uno dei colleghi che si occupa di questa
materia anche in altre occasioni.
Mi diceva, e quindi mi ha portato a conoscenza, che la commissione
antimafia si sta occupando pure di questo tema.
Voglio dire al collega Assenza che, non solo la commissione
antimafia della Regione siciliana se ne sta occupando ma, se n'è
occupato anche la commissione antimafia a livello nazionale,
venendo a delle conclusioni che fanno un po' accapponare la pelle.
Ho preparato, ed ho fatto avere al Presidente di quest'Assemblea,
una relazione che, signor Presidente, alla fine del mio intervento,
depositerò agli atti in modo che faccia parte integrante di questa
seduta parlamentare.
Se lei dà l'autorizzazione a qualcuno, mi fa portare dell'acqua,
considerato che debbo leggere una relazione, non vorrei che mi si
seccasse la bocca e, quindi, farei brutta vita e non la vorrei
fare.
La questione dei rifiuti, di cui mi sono occupato e su cui ho
fatto questa relazione, riguarda una parte del tema sui rifiuti.
Sto parlando di cose che conosco e di un servizio che avviene sul
territorio al quale io appartengo. Come voi sapete io sono di
Marineo e, quindi, parlo del Coinres.
Il Coinres, è stato istituito per occuparsi di rifiuti, è un ente
in cui avviene tutto ed il contrario di tutto.
Io, allora, parto con la formazione del Coinres e, poi, spero di
fare presto per vedere di dare un contributo affinché si possa
deliberare su questo argomento.
Il Coinres è stato istituito ai sensi dell'articolo 23 del decreto
legislativo n. 22 del 1997, decreto Ronchi. Esso attribuiva ai
comuni la facoltà di provvedere alla gestione dei servizi dei
rifiuti, anche mediante le forme di organizzazioni previste dalla
legge n. 142 del 1990, recepita dalla nostra Regione con legge
regionale n. 48 del 1991.
In particolare, gli articoli 23 e 25 della legge n. 142
consentivano la gestione associata del suddetto servizio, anche
attraverso forme consortili. Scopo statutario del consorzio è
quello di assicurare la gestione unitaria ed integrata dei rifiuti
solidi urbani secondo criteri di efficienza, efficacia ed
economicità.
Il decreto legislativo 22 del 1997, emanato allo scopo di
fronteggiare la grave emergenza gestionale del settore dei rifiuti,
che ha interessato ogni Regione italiana, ha introdotto la nozione
di ambito territoriale ottimale il cui principale obiettivo è
quello di realizzare un sistema integrato ed unitario di gestione
del servizio di igiene urbana, secondo criteri di efficienza,
efficacia ed economicità, superando la logica dell'emergenza e
della frammentazione gestionale per ambiti comunali. Apro la
parentesi, per far sapere ai colleghi che un comune, per essere
associato al Coinres, non può uscire in maniera unilaterale, ci
sono dei principi che bisogna rispettare. I colleghi avranno letto
nei giorni passati che il comune di Bagheria, quindi il sindaco
Cinque, del comitato Cinque Stelle, ha ragione o ha torto. Perché
dico ha ragione o ha torto? Perché se io non mi documento, non
posso dare un giudizio se ha fatto bene o ha fatto male. So solo
che ha fatto male perché uscirne in modo unilaterale senza fare e
senza liberarsi dei debiti che sicuramente ha con il Coinres, come
aveva il mio comune - attenzione - affidando ad una ditta privata -
senza nessuna gara - tre milioni di incarico, io penso che c'è
qualcosa di anomalo.
Però se noi riusciamo a fare questa commissione di inchiesta
possiamo chiarire e vedere se il sindaco si sta comportando
nell'interesse della cittadinanza di Bagheria, oppure avrà fatto
qualche atto che non era consono alla legge. Però, studiamo tutta
la materia e vediamo poi di dare dei giudizi per questo
provvedimento che ha preso il comune di Bagheria.
Il Coinres fu l'unico ambito territoriale ottimale siciliano a non
costituirsi in società di capitale mantenendo la propria natura
giuridica pubblica, cosa che non avrebbe permesso giuridicamente il
transito del personale delle società private che avevano in appalto
il sistema di raccolta e smaltimento al consorzio.
Ne fanno parte come si evince dallo statuto ciascuna pro quota in
base alla rispettiva dimensione demografica , i comuni di Alia e
chiude con la provincia regionale di Palermo, per accorciare un
po'. Quindi ci sono un mare di comuni e chiude con la provincia
regionale di Palermo. Il personale del Coinres, che oggi questo
personale piange le conseguenze di questa grande crisi, perché -
Presidente - gli unici a pagare sono personale che hanno prestato
la loro opera per un certo periodo presso il Coinres ed oggi si
trovano senza stipendio. Non è un mese, due mesi, ma è già da due
anni che non prendono uno stipendio. Il personale del Coinres era
formato dai dipendenti delle ditte private che all'epoca svolgevano
il servizio di raccolta e che vennero assunte dall'Ato e dai
dipendenti dei comuni che aderirono al consorzio. Erano circa 350.
Nel 2007 il consorzio assume, senza alcuna procedura concorsuale -
io dico che ha fatto bene, perché non erano qualifiche per fare dei
consorzi ad evidenza pubblica - ma li hanno assunti in parte con la
società interinale. Su queste assunzioni del personale è
intervenuta la commissione antimafia nazionale, la quale, facendo
il loro lavoro, il loro mestiere, vero che hanno detto che c'erano
degli elementi in cui c'era stata la pressione dei sindaci che
facevano parte dei consorzi ad aver segnalato i nominativi, ma è
pure vero che questo personale ha svolto, dal 2007 a 2 anni
addietro, al 2012, la loro opera ed oggi pagano le conseguenze di
una politica che è distratta su questo tema e che, quindi, sono
rimasti soli ed oggi, come ho detto in precedenza, sono senza
stipendio. Pagano la politica sbagliata sui rifiuti, sia del
governo regionale, sia di tutti i comuni della Regione Sicilia. Per
non divulgarmi molto e, quindi, non tediare i colleghi, vorrei dare
notizia di qualche elemento importante e poi, come vi ho detto, vi
lascio la relazione da mettere agli atti. Uno degli argomenti che
mi ha fatto alzare l'asticella ed interessarmi di questo argomento
è stato la nomina del direttore generale di questo Coires. Salto
tutte le pagine per darvi notizia di come è avvenuta la nomina e la
defenestrazione del direttore generale che c'era al Coinres e la
nuova nomina del dottor Celico che ha sostituito il precedente
direttore generale. L'articolo 19 della legge regionale 9 del 2010
definisce la disciplina liquidatoria della società; quindi
significa che il Coinres è stato posto sotto liquidazione ed il
commissario che è stato nominato come liquidatore è la dottoressa
Coscienza. La dottoressa Coscienza, con un provvedimento del 2007,
protocollato al n. 31975 del 9/7/2012, scrive una lettera al
dottore Incagnone, il quale è il direttore generale nominato, il
primo direttore generale nominato dal Coires, e gli dice, gli
comunicava, l'intenzione di non rinnovare il contratto a tempo
determinato in considerazione della serie e conclamata crisi
economica e finanziaria in cui versa il Coinres, posto in
liquidazione, che non consentirebbe l'impiego di una figura
dirigenziale con funzioni di direttore generale. Stupisce il metro
impiegato dal Commissario liquidatorio nel provvedimento di nomina
del dottor Roberto Celico, assunto per un compenso mensile di
4.200,00 Euro. Posso sicuramente sbagliarmi di poco: il dottor
Incagnone prendeva uno stipendio se non identico di poco inferiore.
Quindi, la dottoressa Coscienza, dovrebbe venirci a spiegare perché
ha ritenuto che la società Coinres aveva difficoltà economica, ed
era stato il motivo per cui ha levato Incagnone, però subito dopo
con un provvedimento nominava il dottor Celico che prendeva
4.200,00 Euro netti al mese E, mi dicono, la Commissione serve per
indagare e, quindi, vedere se, effettivamente, le notizie che
vengono fuori siano vere, prende la tredicesima, la
quattordicesima, la quindicesima e, forse, c'è pure la sedicesima
Quindi non so quanto ci costa questo direttore generale nominato
dal liquidatore. E poi dicono che, le voci malevoli, spero che
siano veramente non conformi alla realtà, pare che questo dottor
Celico sia il compagno della dott.ssa Coscienza. Non c'è niente di
male. Attenzione Noi abbiamo visto, nel caso della mozione di
censura della dott.ssa Monterosso, al quale io la collegai al
marito Alongi che prende consulenze legali da tutto il mondo delle
società partecipate. Quindi non è una novità e vi dissi noi che ci
siamo dati delle regole precise e puntuali sulle assunzioni che
dobbiamo fare dentro questa assemblea che non devono esserci
parenti fino al 5 grado', ma quando questo viene applicato dalle
società partecipate e da tutti gli enti che gestiamo noi come
Regione sicilia.
Quindi chiudo la discussione, Presidente. Penso di avere dato
degli spunti interessanti sia sulla nomina del dott. Celico sia per
quanto riguarda la cosa più importante: la questione del personale
che ad oggi non prende lo stipendio.
Vi ringrazio e spero di trovare nell'Assemblea quella
collaborazione per un tema che è importante, che è delicato e che
oggi come oggi si brucia le mani nel toccarlo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spiace
vedere la firma di un mio compagno di partito in questa mozione.
Devo dire che sono molto perplesso, Presidente sia sull'opportunità
di approvare questa mozione, e ora entrerò nel merito, scandaloso
presentare una mozione di questo tipo. Ma Presidente io dico in
tutta onestà. L'ho letta ora, ho tracciato i percorsi più
significativi della mozione, c'è scritto tutto e il contrario di
tutto cioè è scritta, io non so come l'avete potuta ammettere alla
discussione in un Parlamento di questa importanza.
Ma vorrei entrare nel merito e poi parliamo dell'opportunità o
meno di approvarla. Commissione parlamentare di inchiesta
sull'attività illecita connesse al ciclo di rifiuto, organismo
bicamerale istituito insieme al Parlamento nazionale ha già
prodotto una relazione. Già c'è un lavoro del Parlamento nazionale
che ha messo nero su bianco tutte le varie criticità. Presidente,
almeno mi hanno spiegato. Uno costituisce un organismo
parlamentare, prego l'onorevole Greco di non disturbare il
presidente della Commissione antimafia.
Il tema è questo, onorevole Greco, almeno lei può disturbare se
stesso, non disturbi il Presidente perché ci terrei ad essere
seguito in un passaggio delicato. Il tema è: se noi siamo chiamati
a costituire un organismo che svolge un lavoro. Finisce la
relazione e la trasmette al parlamento. Un minuto dopo emessa la
criticità in quel settore ne deve scaturire una norma e ci
scriviamo sempre, Presidente? Già una commissione nazionale,
organismo bicamerale ha messo nero su bianco quali erano le
criticità. Lo dice un sistema privo di controlli preventivi di una
serie di attività programmatiche che dal 99 vivono uno stato
emergenziale a cui non si è data nessuna risposta e nessuna
soluzione.
Ed ancora.
Viviamo nel mondo dei sogni. Tutto insieme a che c'è l'illecito
totale a che nell'ultimo capoverso della mozione si scrive. Le
recenti dichiarazioni dell'esecutivo regionale, prospettano uno
scenario da qui a breve rassicurante, continuo nel merito della
mozione inchieste della magistratura legate al Coinres alle
assunzioni senza motivo, esubero di personale legato al personale
infiltrazioni mafiose, poi si arriva quasi all'ultimo capoverso e
si parla di emergenza occupazionale, ci dobbiamo battere per
garantire questi posti di lavoro. Ma se noi mettiamo nel capoverso
precedente che c'è stata una politica pazza clientelare che ha
assunto senza coscienza, senza significato, senza utilità tutto
questo personale e facciamo come diciamo noi in Sicilia, i
cosiddetti due mestieri. Vogliamo fare da un lato i malandrini e da
un lato vogliamo fare i poliziotti.
Allora, o facciamo quelli che rappresentano la legalità e, quindi,
emerge un fenomeno di assunzioni a vario titolo, figli della
politica, e allora poi ci dobbiamo fermare.
Affermato questo principio la politica si deve fermare. Poi non
deve scendere in piazza, la politica, e dire io ti presenterò un
emendamento e ti salverò . Così se l'emendamento lo presenterò io
tu non sei più figlio di una politica clientelare. Sarai redento.
Io ti salverò, ti renderò libero da tutte le tue colpe.
Ed ancora, Presidente, dobbiamo costituire una Commissione di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia.
Ma scusi, noi in Parlamento abbiamo già diverse commissioni. C'è
la Commissione di merito che si occupa del ciclo, dei rifiuti,
dell'energia, dell'ambiente, tutto quello che sappiamo, di cui al
Regolamento di questa Assemblea, al nostro Statuto.
Abbiamo una Commissione che è strumento di legalità che
rappresenta l'Assemblea regionale, io direi tutta la Regione, che è
rappresentata in modo proporzionale, rappresenta tutti i partiti,
ma che cosa stiamo facendo Presidente? Una specie di va beh
lasciamo contento qualcuno?
Ma chi dobbiamo lasciare contento?
Questa mozione a chi la dobbiamo spedire una volta approvata?
Io mi vergogno ad esprimermi su questa mozione.
I deputati hanno qualcosa? Sanno qualcosa? Scrivano alla
Commissione Antimafia, presentino una interrogazione al Governo,
presentino una mozione o un disegno di legge con una soluzione sul
ciclo, sulle discariche.
Vi vorrei segnalare, forse ci dovremmo occupare più di questo
perché già per le altre vicende c'è la Commissione Antimafia, ci
sono i giudici che si stanno occupando di questo, di qui a poco,
anzi forse è già operativo, non si può più confluire in discariche
a Bellolampo. Di qui a poco ci sarà una emergenza sanitaria che
riguarderà i comuni che hanno bisogno di conferire in quella
discarica.
Noi su questo oggi cosa diciamo ai siciliani, anziché parlare di
aria fritta?
La soluzione che oggi daremo ai sindaci dei comuni rispetto al
conferimento nelle discariche, qual è?
Noi oggi come Parlamento che cosa abbiamo fatto?
Presidente, abbiamo costituito la Commissione di indagine sulla
formazione tre mesi fa. Ancora non l'avete insediata e già volete
fare un'altra Commissione, non so per quali disoccupati, deputati
che si devono mettere là, facciamo parte anche di questa
Commissione.
Ma dimezzate le Commissioni che già ci sono e facciamole lavorare.
Presidente, ma è veramente scandaloso - dico - nel merito e nel
metodo. Nel percorso e nella sostanza della mozione. Non si può
approvare una mozione di questo tipo.
L'idea è lodevole nella misura in cui il Parlamento coinvolge la
Commissione Antimafia che già c'è.
Vorrei ricordare, e poi taccio, che l'ultima finanziaria,
approvata in Commissione Bilancio, è arrivata in Aula e poi è stata
bocciata con voto segreto, il Parlamento siciliano voleva salvare i
lavoratori COINRES.
E il passaggio che è scritto qua - Presidente - parla emblematico
il caso della COINRES, il Consorzio che ha gestito nel 2005 la
raccolta in 22 comuni della provincia palermitana .
Non è il mio pensiero, Presidente, sto leggendo quello che c'è
scritto. Protagonista negli anni di diverse inchieste della
Magistratura legata proprio all'assunzione, ad infiltrazioni
mafiose continue e ingiustificate. Assunzione di personale.
Allora, io ritengo, Presidente, che su questa mozione possa essere
tranquillamente posta, non sarò io perché io spero che dopo quanto
detto da me questa mozione venga rimodulata, riformulata in altri
termini perché ci sono tutte le condizioni per porre una questione
pregiudiziale su questa mozione, perché il Parlamento non può
trattare questo argomento, perché già materia della Commissione
Antimafia, non può trattare questo argomento perché va oltre le
prerogative di questo Parlamento occuparsi di inchieste della
Magistratura e mi sembra strumentale e pericoloso mettere in mano
una mozione approvata. Per arrivare a quale risultato, signor
Presidente?
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi e Governo assente
- tanto per cambiare - l'uscita unilaterale da un ente posto in
liquidazione e non in grado di potere garantire la stessa
ammissione del suo commissario gestore il servizio è assolutamente
legittima per un Comune.
I debiti pregressi, quelli che sono stati contratti
precedentemente alla fuoriuscita, sono ovviamente esigibili ed
infatti in molti Comuni siciliani sono già stati mandati,
dall'Assessorato regionale, dei Commissari ad acta proprio per
questo scopo.
Ma per un sindaco garantire il servizio di raccolta dei rifiuti è
priorità indispensabile e a Bagheria questo, in questi ultimi sei
mesi, è stato fatto.
E' passata ad essere dalla città dell'immondizia, come era nota
ovunque, ad essere una città finalmente pulita e questo proprio
grazie alla fuoriuscita dal COINRES.
Non vorrei poi alla fine che passasse il messaggio che lo scempio
perpetrato sui rifiuti in questi ultimi dieci anni in Sicilia sia
responsabilità di un Comune di 56 mila abitanti uscito dal COINRES
giusto quattro o cinque mesi fa.
Ed è infatti innegabile e sotto gli occhi di tutti il totale
colossale fallimento della gestione del settore dei rifiuti in
Sicilia, un fallimento che è certificato sia dalla relazione
conclusiva della Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività
illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che definisce quello
siciliano un esempio di disfunzione organizzata che, soprattutto,
dai cittadini e dai Comuni siciliani stessi: i primi costretti a
vivere sempre più in città letteralmente sommesse dall'immondizia,
i secondi trascinati sempre più verso il dissesto economico e
finanziario, compreso il Comune di Bagheria che è arrivato a pagare
dodicimilioni di euro l'anno al COINRES per la raccolta dei
rifiuti che non veniva effettuata.
E' chiaro che tale situazione non nasce dal caso e non nasce per
intervento del destino ma - ed è nuovamente la relazione della
Commissione bicamerale d'inchiesta a dirlo - da un'intenzionale
architettura volta ad offrire una generale giustificazione, un
alibi certo all'inefficienza di ciascuna articolazione della
struttura amministrativa.
In tutto questo non può non esserci una precisa volontà politica a
fungere da ideatore e manovratore di questo sistema corrotto e non
rispondente alle esigenze dei cittadini.
Una volta politica che trova commistione con interessi più o meno
leciti di certa imprenditoria e, sicuramente, illeciti della
criminalità organizzata.
Emblematica è, appunto, il caso del COINRES, Consorzio che dal
2005 ha gestito la raccolta in 22 Comuni della provincia di
Palermo.
La gestione consorzio già a partire dal 2006 si è dimostrata
fallimentare sotto il profilo economico e contabile. Diverse le
anomalie che si sono registrate nel corso degli anni con continue
assunzioni di personale senza programmazione; affidamenti d'appalti
senza lo svolgimento di alcuna procedura di evidenza pubblica;
nessuna adeguata programmazione circa gli investimenti in impianti
e attrezzature; perdite di gestione per decine e decine di milioni
di euro tra il 2007 e il 2013; progressioni di carriere non
sorrette da alcuna procedura trasparente; infiltrazioni della
criminalità organizzata e quanto ciò esposto è chiaramente
testimoniato e documentato dalla relazione della Commissione
parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti
nella Regione siciliana.
Numerosi, dicevo, sono stati nel corso degli anni gli interventi
sia della Magistratura ordinaria che della Corte dei Conti. A tal
fine si ricorda la sentenza n. 781 del 2012, emessa dalla Sezione
giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei Conti, la
Procura contabile, attraverso l'ausilio della Guardia di Finanza
evidenziò la violazione dell'obbligo di procedere ad assunzione
attraverso procedura di evidenza pubblica, stante la natura
giuridica pubblica del Consorzio, oltre che la violazione delle
disposizioni dell'Accordo quadro regionale del 2004, trasfusa una
circolare del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti sempre
del 2004 che individuava le tipologie di personale interessato al
transito nelle nuove società d'ambito, in questo caso il consorzio
o, ancora, l'operazione denominata Bagdad che nell'aprile del
2013 aveva visto in manette due dipendenti del COINRES, indagati
per numerosi reati posti in essere grazie all'influenza della
locale consorteria mafiosa sul consorzio.
Un ultimo passaggio va riservato anche alla Regione siciliana, che
nel corso degli anni invece di vigilare ed intervenire per porre
rimedio e fine ai disservizi e allo sperpero di denaro pubblico, ha
preferito essere connivente, continuando a guardare altrove se non
addirittura perseverando a finanziare, ad esempio con i fondi di
rotazione tale perverso meccanismo, lasciando oggi in buona
sostanza ai comuni, e quindi ai siciliani, il compito di ripianare
le decine di milioni di euro di debiti così incoscientemente
generati.
E' chiaro che per i reati previsti dal codice penale e civile è
compito della magistratura acclarare e giudicare quanto accaduto,
così come per i reati contabili il compito spetta alla Corte dei
Conti, ma è altrettanto chiaro e lampante che dietro questa
incredibile serie di eventi che ha causato e causa tutt'oggi
sperpero di denaro pubblico e disservizio ai cittadini, oltre che
seri problemi a tutti quei lavoratori che chiedono onestamente di
poter compiere il proprio servizio con dignità e rispetto vi siano
precise ed individuabili responsabilità politiche ed
amministrative, che rendono indispensabile incrementare il livello
di attenzione da parte delle istituzioni sul fenomeno, ed è per
questo che il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle
ritiene doverosa ed opportuna l'istituzione di una commissione di
indagine e studio sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia. Grazie.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferreri e D'Agostino hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione della mozione n. 462
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di solito quando
vengo qui a parlare dico Presidente, assessori e colleghi , ma
come può ben vedere è grande l'interesse di questo Governo per la
questione dei rifiuti. Un interesse che è durato fino all'ottobre
del 2012, fino alla campagna elettorale, dopodiché il vuoto.
Un vuoto che abbiamo cercato di colmare, abbiamo cercato di
colmare l'anno scorso quando faticosamente siamo riusciti a portare
in Aula una mozione, e oggi col senno di poi e l'esperienza e un
anno in più di Parlamento ci rendiamo conto che queste mozioni sono
carta per il macero, forse a fare la differenziata di vanno a
finire questi fogli in Sicilia, gli unici perché siamo la
fotografia di oggi, dello stato dell'arte sull'impiantistica, sulle
percentuali di raccolta differenziata, su quanto grava sui
cittadini in fatto di bollette e di tariffe è cambiato ben poco,
forse abbiamo pure peggiorato, perché? Perché durante il governo
Lombardo si fece diciamo la misurazione di quanta capacità avevano
le discariche ancora disponibili, ed un piano di azione di cui non
è stato fatto nulla.
Noi avevamo portato in Aula ed era stata votata una mozione,
quindi io sono contenta che i colleghi vogliono proporre
un'attività, e la voteremo ma a che cosa servono queste mozioni?
Una mozione la 59 approvata all'unanimità, che dava le linee di
indirizzo all'assessorato, al Governo, al Presidente, per
realizzare un piano di rifiuti sul modello rifiuti zero, e quindi
che non prevedeva inceneritori, che prevedeva politiche di
riduzione, di riuso, una completa separazione del ruolo di chi
raccoglie con gli ha le discariche, insomma tutta una serie di
provvedimenti sul compostaggio, promozione delle politiche di
riduzione, di comunicazione, di tariffe puntuali, bene assessore da
un anno e più ad oggi non è stato fatto niente.
Ma non solo il Governo, anche parte dei deputati hanno provato in
maniera infruttuosa a fare qualcosa, io sono membro della
Commissione Territorio e Ambiente e nel maggio dell'anno scorso
anche sull'onda emotiva propositiva dell'approvazione di questa
mozione, avevamo proposto alla mia Commissione di istituire una
sottocommissione sui rifiuti.
E fu approvata questa iniziativa Bene, signor Presidente, sa
com'è finita? I colleghi che hanno la maggioranza nella mia
commissione, hanno votato un Presidente della sottocommissione che
è l'onorevole Malafarina, che se poi vuole intervenire mi farebbe
piacere, che in un anno, perché ormai è un anno, ha convocato o
quanto meno la sottocommissione è stata chiamata a riunirsi una
volta.
Avevo chiesto, a guardare cosa ci interessa a noi della legalità,
perché è giusto anche studiare il passato, capire cosa è successo,
ed è bene che si leggano i documenti provenienti dalla commissione
del parlamento nazionale, che nella relazione ha detto che c'è una
disfunzione organizzata, seguire le attività, quindi conoscere il
passato per capire quali errori si sono fatti in modo da non
rifarli più.
Noi vorremmo parlare anche del presente, di cosa si sta facendo e
quelle sedie vuote, Presidente, non rassicurano nessuno. Ora ci
vogliamo sbattere per fare un'altra commissione. Fatela Ben venga,
parliamo, parlate, portateci i vostri esiti, però noi vorremo
parlare di quello che deve fare ora l'assessorato.
Non è pensabile che in tre anni di governo ci siano stati tre
assessori. Qui torniamo all'instabilità di questo governo e di
questa maggioranza, che le azioni portate avanti non ci siano, che
dobbiamo continuamente sentire, che il governo nazionale ci tira le
orecchie dicendo che siamo gli ultimi.
Noi saremo gli ultimi finché a governare, a decidere sarà la
malavita organizzata a dettare l'agenda della politica siciliana e
questo che dobbiamo capire. Ora se qualcuno ha bisogno della
sottocommissione la faccia pure, però mi sembra davvero una causa
persa.
Una causa persa, in una regione che non si è costituita parte
civile nel processo Terra mia', un processo che vede coinvolto
anche impiegati e funzionari della nostra regione.
Questo Presidente, è stato un atto gravissimo. Tra l'altro avevamo
anche chiesto di potere fare dei sopralluoghi, vedere qual è la
situazione, fare sentire alla società civile la nostra presenza e
mi riferisco, tornando all'indagine Terra mia', ad una terra che
continua a soffrire che è il territorio di Catania e di
Misterbianco e Motta S. Anastasia, dove ancora, nonostante tutte
queste belle commissioni e tutti questi studi e i magistrati ci
dicono che c'è stata la corruzione, l'infiltrazione mafiosa, ancora
si continuano a sversare rifiuti.
E nel frattempo che noi discutiamo, in un'Aula semivuota, in un
banco del Governo vuoto, ogni giorno c'è un maledetto camion che si
deve capire dove deve andare a buttare la spazzatura. E questo il
problema.
Non so se Lei può richiamare il Governo in maniera anche un po'
arrabbiata e dire di essere presente, quando ci sono queste
discussioni, almeno per dare il senso delle cose, raccontare qual è
lo stato dell'arte, in un momento in cui il governo nazionale,
vuole piazzare in Sicilia, gli inceneritori. Gli inceneritori, che
producono, perché nulla si crea e nulla si distrugge, producono
cenere e fumi tossici, togliendo ai siciliani la possibilità di
potere valorizzare le materie prime-seconde, creando qualità
dell'ambiente, occupazione e sviluppo che, era quello che tutti i
gruppi parlamentari avevano messo nel loro programma.
Le buone intenzioni, dove sono finite? Quindi si parli del
passato, ma Presidente la prego, metta in calendario e magari
invochi il governo ad essere presente quando si deve parlare del
presente e del futuro.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero dare un
contributo, spero risolutivo, a questo appassionato dibattito, pur
consapevole che l'assenza del Governo suggerirebbe la opportunità
di rinviarne la trattazione, parlo della mozione a firma di diversi
colleghi, primo firmatario l'onorevole Giovanni Greco.
Non entro nel merito delle considerazioni avanzate dai deputati
autori della mozione, pur prendendo atto che fra le criticità
citate c'è anche il licenziamento di oltre cento lavoratori
impegnati nel settore dei rifiuti.
E però, ho il dovere di informare i colleghi che la Commissione
Antimafia da oltre un anno si sta occupando, con serietà, senza
clamore, senza chiasso, come è giusto che avvenga, di indagare sul
sistema dei rifiuti in Sicilia, audendo amministratori regionali,
locali, imprenditori, funzionari, dirigenti, rappresentanti delle
forze dell'ordine, magistrati. Ne è emerso un quadro, certamente
allarmante, come ho dichiarato l'altro giorno alla stampa,
trattandosi di una indagine ancora aperta, anche se avviata verso
la definizione, ritengo, mi si perdoni, di non potere aggiungere
altro.
Tuttavia, per quanto riguarda la contingenza illustrata dal
collega Greco io mi permetto di fare una proposta, signor
Presidente. Visto che la Commissione Antimafia se pure in maniera
globale si sta occupando del sistema della gestione dei rifiuti in
Sicilia, io chiederei ai colleghi firmatari della mozione di
ritirarla e di concordare per la prima occasione utile una
audizione in Commissione Antimafia di uno o più colleghi firmatari
della mozione, affinché si possa avviare, se è necessario, una
indagine parallela, celermente, con una corsia preferenziale ed
ottenere, comunque, ed ugualmente, o tentare di ottenere lo stesso
risultato, senza bisogno di procedere alla istituzione di una nuova
commissione parlamentare i cui tempi, certamente, al di là delle
buone volontà di ciascuno non sarebbero molto più celeri rispetto a
quelli di una indagine che la commissione potrebbe, con il consenso
di tutti, avviare.
E' una proposta che non vuole vanificare lo sforzo dei proponenti
e che al tempo stesso vorrebbe razionalizzarne le procedure per
ottenere un risultato che io mi auguro positivo, pur nei limiti con
i quali la Commissione è chiamata a fare i conti.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco in
qualche modo l'approccio assolutamente ottimista, fiducioso che è
lo stesso con il quale, insieme ai colleghi firmatari di questa
mozione abbiamo voluto sottoporre all'attenzione di questo
Parlamento un tema così importante, un tema così delicato, un tema
attorno al quale nel sistema della gestione dei rifiuti in Sicilia
in tanti anni, forse per troppi anni, in maniera silente, si è
accompagnato un modello che sotto gli occhi di tutti vedeva il
perpetuarsi di una serie di azioni, di interventi che palesemente,
per quanto mi riguarda, non essendo componente della Commissione
Antimafia, a stare alle notizie degli organi di stampa, e alle
notizie che talvolta in maniera pesante sono usciti dai corridoi,
non certamente del Parlamento ma della magistratura e dei
tribunali, e che hanno accompagnato in maniera assolutamente
gravosa il sistema e la gestione dei rifiuti in Sicilia.
Un tema che oggi grazie a questa mozione, che porta anche la mia
firma, approda in Parlamento, e vi approda attraverso un approccio
assolutamente sereno ma deciso e convinto di chi, come chi ha posto
firma in questa mozione, e non soltanto chi vi ha posto firma, è
convinto che questo sistema è un sistema contro il quale i
cittadini, i siciliani onesti, decidono di porsi in maniera
assolutamente contraddittoria, con l'approccio di chi vuole fare la
lotta a quel sistema.
Un sistema che è entrato nelle maglie del malaffare, che è stato
accompagnato negli anni dalle attività criminali e criminose di chi
in alcuni episodi è entrato nel sistema e nella gestione dei
rifiuti in Sicilia. Sono soddisfatto del fatto che si sia aperto
questo dibattito. Sono soddisfatto del fatto che in Commissione
Bilancio, è vero, passò un emendamento che ad esempio faceva
riferimento a quel sistema di gestione dei rifiuti che poi non
superò la fase dell'Aula, ma soprattutto sono soddisfatto del fatto
che da parte della Commissione Antimafia e da parte dell'autorevole
presenza del presidente della Commissione Antimafia sia arrivata
questa proposta.
Mi sembra colleghi, che abbiamo posto la firma a queste mozione,
che comunque siamo di fronte ad una opportunità e ad un gradino
fatto rispetto al punto di partenza. Si tratta di poter portare in
Commissione Antimafia, parallelamente alle indagini che già si
stanno portando avanti, questo tema, con particolare riferimento a
quello che accade in alcuni ambiti a partire da quel sistema di
gestione dei rifiuti, a partire dal COIRES, a partire dagli ATO, a
partire da quegli ambiti territoriali dove oggi si sta intervenendo
in tanti, troppi Comuni della Sicilia e sicuramente in molti Comuni
della Provincia di Palermo, ma vale davvero per tutte le Province.
Si sta intervenendo con affidamenti diretti, con gare di appalto
milionarie, consentendo che quel personale che era stato formato e
si era specializzato nel settore della raccolta e dello smaltimento
dei rifiuti, potesse essere licenziato per dare spazio ad un
ulteriore sistema di affidamento, con altre assunzioni, con ambiti
territoriali di controllo molto ristretti, con un sistema di
fatture, di appalti che ritengo in questo Parlamento non possono
più essere tollerati.
Non possiamo noi tollerarlo per il ruolo istituzionale che
ricopriamo, non possono più tollerarlo i cittadini che, malgrado
questi sprechi, malgrado questo sistema legato evidentemente, così
come sembrerebbe essere raccontato dagli organi di stampa, è
comunque un modello dove le città rimangono sporche, invivibili,
con un meccanismo quindi che vive e vede le città vivere oltre il
danno la beffa.
Per cui Presidente, per quanto mi riguarda io accolgo con grande
interesse la proposta del Presidente Musumeci. Ovviamente per
quanto mi riguarda c'è un primo firmatario, ci sono altri
firmatari, rimango coerentemente soddisfatto dell'idea di aver
presentato questa mozione, ma altrettanto soddisfatto, anzi
probabilmente questa proposta supera persino la stessa proposta di
istituire una Commissione d'inchiesta, perché si tratta di portare
in commissione antimafia un tema sul quale, ormai, i siciliani non
ne possono più e deve essere, finalmente, fatta chiarezza.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Cascio ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione della mozione n. 462
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
sinceramente astenuto dal prendere la parola su questo argomento,
perché già il presidente Musumeci ha illustrato molto bene quelli
che sono i contenuti di un'azione ispettiva profonda e,
soprattutto, produttiva.
Visto e considerato, però, che sono stato chiamato in causa, credo
che sia giusto anche illustrare la mia posizione.
Come componente della Commissione antimafia, da circa un anno,
presidente mi corregga se mi sbaglio, presidente Musumeci, le
chiedo scusa, da circa un anno ci stiamo occupando della gestione
dei rifiuti in Sicilia.
Abbiamo audito l'ex assessore Marino, diversi dirigenti, sindaci
che, oggi, ahinoi, sono anche finiti nelle patrie galere, se
ricordo bene, i quali, a torto o a ragione, ci hanno descritto un
sistema della gestione dei rifiuti che, sicuramente, è anomalo. E
dire anomalo, è solo un eufemismo, per non dire esplicitamente che
in alcuni settori è la criminalità organizzata che gestisce il
sistema dei rifiuti in Sicilia.
Il sistema di rifiuti che si basa sul concetto delle discariche
private, della raccolta indifferenziata, di costi abnormi, di
clientele politiche che nel corso degli anni hanno consentito
l'assunzione di centinaia, e centinaia, di persone, con gli
inevitabili costi e le inevitabili ripercussioni sulla stessa
popolazione siciliana che è costretta a vivere in una situazione,
in città luride ed a costi eccessivi.
E' chiaro che c'è una disfunzione di sistema. Ed è, altrettanto,
chiaro ed evidente che la commissione antimafia ha deciso,
all'unanimità, di occuparsi del problema, andando ad indagare, in
tempi non sospetti, su quello che era la discarica di Mazzarà
Sant'Andrea, audendo, allora, l'amministratore, non ricordo
esattamente il cognome
MUSUMECI. Antonioli.
MALAFARINA. Antonioli, Antonioni, non ricordo esattamente, ed il
sindaco, proprio perché fu individuato in quel sistema, ed in altri
sistemi su cui ancora oggi ci sono in corso delle indagini della
Magistratura, per cui siamo tenuti ad un doveroso riserbo,
individuando in quel sistema una patologia.
E non ci vuole molto a dire che il sistema della raccolta dei
rifiuti in Sicilia sia patologico.
E' un'eredità che ci ha lasciato il passato e su cui, da tre anni
a questa parte, dibattiamo inutilmente, scoprendo, poi,
occasionalmente, in quarta commissione, presidente Trizzino mi
smentisca se non lo ricordo, oppure collega Foti, mi smentisca lei
se non lo ricorda, che ancora oggi non era stato presentato un
piano dei rifiuti in Sicilia e che, il piano dei rifiuti in
Sicilia, scaduto alla fine del 2014 è stato approvato, forse,
all'inizio del 2015. Il piano, cioè, è stato approvato dopo la sua
scadenza, se poi qualcuno riesce a spiegarmi in che cosa la
sottocommissione, istituita in quarta commissione, avrebbe dovuto
individuare chissà quali strani marchingegni, chissà con quali
strani poteri e chissà con quali bacchette magiche, gliene sarei
pure grato. Comunque, non voglio fare polemiche inutili, signor
Presidente. Le polemiche non servono mai a nulla ed a nessuno.
Forse deve avere un attimino di visibilità. Certo è che, anche in
IV Commissione, il discorso del trattamento dei rifiuti per la
gestione dei rifiuti avrebbe potuto avere una - come dire -
attenzione diversa, più pervasiva, stante anche le mie numerose
richieste di avere la presenza dell'assessore per venirci a
raccontare quale possa essere il futuro della raccolta dei rifiuti
in Sicilia, quali siano gli indirizzi politici, con quali strumenti
e - non ultimo - anche con quali risorse.
Proprio oggi in Commissione antimafia - non è un mistero neanche
questo - abbiamo audito l'assessore al ramo, che abbiamo sentito
con molto piacere e con la quale abbiamo fissato un ulteriore
audizione la prossima settimana, prossima, o nelle settimane
future, proprio per giungere ad una conclusione e capire quali
siano le disfunzioni, i problemi, e le soluzioni per sradicare
dalla gestione dei rifiuti il malaffare. E' difficile da parte di
una commissione che ha poteri limitati, non ha poteri
investigativi, non ha potere di polizia giudiziaria ma sicuramente
ha il potere politico di imporre - finalmente - una chiarezza di
fondo nel sistema della gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda
il caso specifico - e sottolineo il caso specifico delle
istituzioni di nuova commissione - io ho sentito con piacere
l'intervento dell'onorevole Milazzo che ha letto, sviscerato ed
analizzato la mozione, e poi alla fine, per la verità, mi sono un
poco confuso.
Io non ho capito se questa mozione intenda andare ad affrontare il
problema del COINRES - con tutto quello che ne deriva in termini di
accertamenti necessari per capire come abbia funzionato - o voglia
esaminare il sistema dei rifiuti in Sicilia nel suo complesso.
Credo che in IV Commissione - che è la sede naturale - ci siano le
energie più che sufficienti per affrontare, da questo punto di
vista, la problematica, ammesso che poi non siamo distratti da
troppe altre norme, da troppe altre leggi. Così come credo che, in
Commissione antimafia, già si stia facendo non per merito mio,
sicuramente, ma per la volontà collegiale, veramente, un lavoro di
alta qualità che già ha acquisito dei risultati molto positivi, per
i quali è stata anche informata la magistratura, devo dire e per i
quali sicuramente c'è un ulteriore percorso da andare ad
affrontare. Io chiaramente mi rimetto alla volontà dell'Aula, ma
per gli stessi motivi indicati in precedenza, invito i proponenti a
ritirare questa mozione e semmai a proporre alla Commissione
antimafia le problematiche di cui sono a conoscenza e che possono
agevolare un ulteriore percorso e di chiarezza nella celerità di
una Commissione che è già molto avanti nella trattazione
dell'argomento e chi chiaramente si sta formando non solo una
propria opinione ma sta raccogliendo elementi di fatto per i quali,
poi, dovere intervenire.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto subito
dalla considerazione finalizzata dallo sgomberare il campo dalla
presenza del Governo. Ritengo che non sia un atto questo che
richieda la presenza del Governo in quanto è il nostro stesso
Regolamento parlamentare per l'appunto che, promuove lo strumento
delle Commissione di indagine e di studio proprio all'interno delle
prerogative legislative di questo Parlamento proprio al fine di
potere approfondire e di poter, come dire, valutare al meglio una
tematica che dovrà poi sfociare in un intervento legislativo e
quindi penso che sia una volontà che debba esprimere questo
Parlamento se approfondire o meno la tematica dei rifiuti.
E ci tengo anche a sottolineare, dati gli interventi dei colleghi
che mi hanno preceduto, che il testo della mozione, nella parte
dispositiva della stessa, chiede a questa Assemblea di dare il
proprio avallo all'istituzione di una Commissione di indagine e di
studio sulla gestione del sistema dei rifiuti.
Il presidente Musumeci, come sempre, puntualmente e giustamente,
ha sottolineato il lavoro puntuale che sta svolgendo all'interno
della commissione da lui presieduta, ma ciò non toglie che qui si
voglia analizzare ed approfondire il sistema della gestione dei
rifiuti in Sicilia, non l'argomento parallelo, grave, annoso, che
riguarda le infiltrazioni mafiose all'interno del sistema. Qui si
vuole trattare la tematica della inefficienza di un sistema
gestionale, quello dei rifiuti, che ormai oggi, alla fine quasi del
2015, non ha trovato ancora una soluzione.
E' questo un tema centrale ed il presidente Musumeci lo sa bene
perché sta portando avanti, come dicevo, un lavoro prezioso, non
solo ai fini della commissione che lui presiede ma, e questo deve
essere fatto, ma i più attenti colleghi lo sanno, sul percolato,
anzi con il percolato dei rifiuti certamente si scriverà la storia
della Sicilia degli ultimi 5 anni e degli ultimi 10 anni. Quindi il
tema è molto delicato e richiede una grande attenzione.
Tornando al tema principale, è prerogativa di questo Parlamento
affrontare ed istituire una commissione che approfondisca una
tematica legislativa? Si E' una tematica che ha visto un
intervento pregnante e risolutorio di questo governo in questi
anni? No, naturalmente. E' un ambito nel quale ci sono ancora delle
informazioni ignote sui motivi che hanno indotto e condotto un
ritardo così grave rispetto alle altre gestioni?
Certamente si, e non sta a me ricordare, lo diceva prima
l'onorevole Foti con grande competenza che questo Parlamento, con
la legge n. 9 del 2010, stabilì un percorso ed un piano dei rifiuti
che cancellava e debellava il sistema della termovalorizzazione sul
quale, grazie a Dio delle procure haimè lontane da quelle siciliane
si stanno occupando, ed è proprio quella legge, quel piano dei
rifiuti del 2010 che con grave e colpevole ritardo venne approvato
dal Ministero dell'ambiente nel luglio del 2012. Su queste
motivazioni servirebbe una commissione di indagine ed è ancora su
quel piano del 2012 che oggi, nel 2015, si discute per dare alla
Regione dopo 5 anni un piano dei rifiuti. Ed allora le domande che
dovrebbe porsi un Parlamento come dire credibile, ed io sulla
credibilità di questo Parlamento scommetto sempre di più, anche se
purtroppo qualche strafalcione indotto c'è stato e le cronache di
questi giorni ne parlano approfonditamente, quello che chiedo a
questo Parlamento è: al netto delle vicende motive, di questa
mozione, il Coinres piuttosto che la gestione Belice, piuttosto che
altro, è utile avere una commissione che approfondisca in modo
laico la questione dei rifuti o no? Questa è la domanda che
dovremmo porci, secondo me, non del sistema malavitoso, del sistema
della gestione, ed io penso che dopo 3 anni di legislatura penso
che questo Parlamento si debba dotare di una commissione che
affronti seriamente e costantemente questa tematica. Ne vale la
pena sottolineare, come ha fatto il collega Milazzo, il problema
della creazione di altre commissioni. So che lui è firmatario,
insieme al Gruppo di Forza Italia ad esempio su una commissione che
approfondisca la questione della gestione degli immobili della
Regione, per carità anch'essa una questione meritevole di
attenzione però non si dica che uno strumento è utile quando si è
firmataria e che non lo è quando lo si è. Uno strumento è utile
perché serve in Parlamento ed, indirettamente, serve il popolo
siciliano. Quindi, per questo, colleghi vi chiedo di sostenere una
commissione che faccia chiarezza e che dia finalmente una impronta
su questa gestione e che sia d'aiuto e che se dovessero pervenire
notizie o ambiti riguardanti la commissione antimafia non solo sarà
portatrice di queste notizie e di queste informazioni alla
Commissione che poi avvierà su quelle tematiche dei doverosi
approfondimenti ma che parallelamente al doveroso lavoro della
commissione antimafia che sta smascherando tante vicende ignobili
sulla gestione dei rifiuti, parallelamente faccia vedere che il
Parlamento, oltre ad occuparsi di smascherare ed è giusto, lo sta
facendo con grande dizione la commissione antimafia, ha come primo
compito quello di legiferare e di ottimizzare un processo che oggi
è inefficiente, come dire antiquato e che nasconde ombre che la
politica nel 2015 dovrebbe iniziare a svelare per il bene proprio e
della propria credibilità e nell'interesse di tutti i siciliani.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono esterrefatto
a sentire l'ultimo intervento del collega Lombardo perché ha
fotografato e ha denunciato da questo scranno quello che ha
iniziato Cuffaro, si è proseguito sotto Lombardo e che ad oggi non
trova risposta. Quindi tutto quello che sta accadendo, le battaglie
che si sono fatte soprattutto nel piano rifiuti era quello che è
stato approvato nella scorsa legislatura dall'ex Presidente
Lombardo. Ma sono anche stupito dell'intervento del collega
Malafarina per il semplice motivo che sembra quasi che è stato
eletto ieri. Perché non sapere che compiti ha o doveva avere la
sottocommissione ai rifiuti della commissione permanente ambiente è
veramente mortificante perché se avesse lavorato come giustamente
ha denunciato la collega Foti, noi non saremmo venuti a conoscenza
che il Governo ha dato l'ok dei 6 inceneritori in Sicilia
attraverso gli organi di stampa. Magari questa idea si poteva
analizzare e discutere nella sotto commissione magari avremmo
saputo il perché non si è mai dato atto alla mozione votata in
maniera unanime 59 che gridava con forza di fare avviare la
raccolta differenziata, e cercare di tendere ad un percorso di
rifiuti 0. Però a parole tutte belle frasi che si vengono a dire
sia su questo scranno sia nel corso della legislatura o qualcuno lo
utilizza anche per fare campagna elettorale e poi però qua siamo
totalmente fermi. Come al solito si confondono le cose perché
giustamente l'aspetto di indagine nel settore rifiuti viene fatta
dalla commissione presieduta dall'onorevole Musumeci che è appunto
da più di un anno stiamo indagando su questo. Come oggi alla mia
presenza, ha ricordato anche all'assessore che l'aspetto non è nel
tema dei rifiuti, il piano, noi ci occupiamo la commissione
antimafia si occupa di altro. Quella è la commissione ambiente e
territorio. Allora questo come al solito lo ricordo perché anche i
cittadini devono rendersi conto delle cose come stanno. Ho parlato
anche con il collega che ha firmato la mozione. Noi di questo
percorso proposto dal Presidente Musumeci condividiamo, quindi
ritiriamo la mozione se la firma, intraprendiamo un percorso in
commissione antimafia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché vorrei sgomberare il campo dal tentativo, secondo me anche
un po' maldestro, di qualche collega che probabilmente in buona
fede vorrebbe ricondurre una vicenda di tale portata e di tale
importanza ad una questione da quartiere o da borgata o da città.
E lo dice chi come me, deputato eletto nel Collegio di Palermo, sa
che la vicenda COINRES è una vicenda drammatica e importante e che
per quei dipendenti e per quegli enti locali mi sono e ci siamo
battuti ma sa anche che il problema dei rifiuti in Sicilia non è il
COINRES.
Allora io resto un attimo perplesso quando si agitano campanili,
quando si agitano tematiche che sono importanti ma probabilmente al
Consiglio comunale di Palermo o a quello di Bagheria, altrimenti la
gente rischia di confondersi.
Qui siamo nel Parlamento siciliano. Se c'è qualcuno che può dire,
senza tema di smentita, che in questi anni i rifiuti in Sicilia
sono stati gestiti in maniera cristallina io ne prendo atto. Io
qualche perplessità la mantengo.
E allora al netto dell'attività che in maniera serena, coraggiosa
- e direi anche unanime - sta svolgendo la Commissione Antimafia
sotto la guida attenta e prestigiosa del Presidente Musumeci, con
la collaborazione, perché no, del Vicepresidente Cordaro e degli
altri commissari, io chiedo di fare un momento di riflessione che
porti però verso una soluzione unitaria perché qui non si vogliono
fare doppioni. Qui si vuole valutare, ed è questo il senso della
mozione o quanto meno questo è il senso che io ho dato a quella
mozione alla quale ho apposto la firma, si vuole valutare
l'opportunità di stabilire se ci sia la necessità di istituire una
Commissione ad hoc sulla gestione dei rifiuti in questi anni in
Sicilia, oppure se sia sufficiente l'attività che in maniera
assolutamente meritoria sta portando avanti la Commissione
regionale Antimafia.
Però io vi prego, colleghi, questo Parlamento fa di tutto, si
sforza sempre più di volare basso. Se oltre a volare basso gridiamo
pure per dimostrare a chi sta fuori che vogliamo a tutti i costi
volare basso io credo che non ci facciamo un grosso regalo. Per cui
inviterei tutti i colleghi a pensare che la vicenda è assolutamente
regionale e siciliana, che la vicenda è di ampio respiro, che a
mettere ci stiamo sempre.
Onorevole Lombardo, qui chi la vuole ridurre, chi la vuole
stringere lo spettro dell'azione e della verifica. Anzi, ti do
pienamente ragione. Altro che solo COINRES? E chi ha parlato del
COINRES?
Il COINRES è una goccia nel mare. Poi bisogna valutare se ci sono
cose sulle quali spingere la denuncia, spingere l'accertamento e
soprattutto specializzarlo, finalizzarlo per vedere qual è il
quadro completo.
Allora Presidente Lupo lungi da me dal volere ripercorrere
l'attività compiuta dall'Antimafia, io credo che se questo deve
segnare un discrimine tra chi vuole fare e chi vuole non fare io la
invito a soprassedere sulla decisione del voto della istituzione
perché probabilmente sarà il caso di confrontarci da qua, certo non
a un tempo indeterminato, ma ad una settimana per comprendere se
veramente il merito della questione che è stata scritta
egregiamente da alcuni colleghi e da me sottoscritta può essere
trattato compiutamente dalla Commissione Antimafia, oppure se, come
io ritenevo allora e ritengo tuttora, sia necessario istituire una
Commissione speciale.
Mi rendo conto che se la Presidenza dovesse decidere di rinviare
di una settimana questo non cambierebbe nulla, nel frattempo è
chiaro chi di dovere farà i suoi passaggi per comprendere quale è
il modus operandi migliore per trovare attorno ad un tema così
delicato - come è la gestione dei rifiuti - l'unità in questo
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come
si era convenuto io, chiamato dal Segretario generale, sono stato
disponibile a collaborare per quel senso di responsabilità
istituzionale a discutere questa mozione senza il Governo.
Siccome il Governo è una parte importantissima per la soluzione e
per la discussione di questo tema, io le chiedo - così come ha
fatto il collega Cordaro - di rinviare alla prossima seduta
l'audizione in Aula per aprire un dibattito su quello che ha
affrontato l'Assessore Contraffatto, dopodiché mi trova disponibile
la proposta del Presidente Musumeci e assieme ai firmatari della
mozione una audizione in Commissione Antimafia, dopodiché assieme
al Presidente dell'Assemblea ed a tutti i colleghi se dobbiamo
votare una risoluzione per portare la mozione in discussione alla
Commissione Antimafia o se dobbiamo votare l'istituzione di una
commissione speciale che tratta i rifiuti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo soltanto per chiarire un passaggio, perché altrimenti
sembra che l'onorevole Milazzo sia contro qualche collega, sono le
regole del Parlamento.
Ho sentito l'intervento dell'onorevole Greco e uno degli errori
che si è commesso oggi è questo, lo espongo: un deputato che
presenta una mozione o dei deputati che presentato una mozione non
è che gli si affitta la Sala dell'Assemblea regionale per cui è il
singolo deputato che decide: Sa, siccome la mozione è mia,
Governo non venire .
Una mozione è, comunque, un atto che solleva un argomento
politico, una questione importante che interessa tutto il
Parlamento, perché chiama a votare tutti i singoli parlamentari.
Per cui io, per carità, rispetto quello che ha detto l'onorevole
Greco ma non basta l'autorizzazione dell'onorevole Greco con il
Segretario generale.
Quello che ho sentito è veramente raccapricciante e fuori dal
mondo e dalla logica statutaria di questa Assemblea.
Non è un singolo parlamentare che parla con il Segretario
generale: Vabbé tutto a posto, allora il Governo oggi non viene ,
perché se noi oggi abbiamo difetti di comunicazione è perché non
c'è il Governo, perché sembra un dibattito tra l'onorevole Milazzo
e l'onorevole Figuccia, fra l'onorevole Milazzo e l'onorevole
Cordaro, il tema è proprio questo: si è sbagliato il metodo di
trattazione di un argomento politico qualunque esso sia.
E il tema, signor Presidente, è che io sposo la saggezza
dell'onorevole Cordaro che ha esposto in modo corretto e che
tuttavia non rispecchia quello che c'è scritto nella mozione, ci
tengo a ribadirlo, perché è vero che il Coinres non c'entra niente
ma la c'è un bel capoverso corposo che è un vero atto di accusa nei
confronti di come è nata Coinres, di come si è gestita, di come si
è chiamato il personale, di come si è amministrato, di come si sono
espletate le gare, questo è quello che era per me motivo di
critica, perché dicevo: Ma come, il Parlamento mesi fa in
finanziaria, la Commissione bilancio fa approdare qua una norma
dicendo che questo personale era meritevole di reinserimento nel
mondo del lavoro e oggi ci metto un passaggio che dice tutto il
contrario? Sposo quello che ha detto l'onorevole Cordaro che si
rinvii, si trovi un momento di riflessione, cosicché i capigruppo e
spero la Commissione antimafia nella sua guida complessiva, nella
sua rappresentatività di tutto il Parlamento, sappia fare uscire
l'Assemblea Regionale Siciliana da questa confusione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Milazzo, ci sono altre richieste di
intervento? Onorevoli colleghi da più parti è emersa la richiesta
di proseguire la discussione della mozione 462 in occasione della
prossima seduta, auspicabilmente con la presenza dell'Assessore,
cosa che abbiamo già chiesto, per cui io credo che questa sia la
soluzione migliore, intanto aggiornare la discussione alla prossima
seduta, nel corso della prossima seduta sarà possibile anche
valutare la richiesta avanzata dall'onorevole Musumeci, alla luce
anche dei chiarimenti che eventualmente l'Assessore Contrafatto
potrà fornire, ancorché voglio ricordare che la mozione è rivolta
innanzitutto al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, ma
indubbiamente la presenza dell'Assessore è più che utile.
Passiamo pertanto al III punto all'ordine del giorno: Discussione
della mozione 463 , non vedo in sala il primo proponente, e
peraltro non è presente l'Assessore al ramo, a l'onorevole Lentini
è presente, onorevole se vuole ma non c'è l'Assessore Lo Bello
quindi credo che sarebbe ancor più utile la presenza in questo caso
dell'Assessore, se siamo d'accordo quindi rinviamo, grazie
onorevole Lentini anche la discussione della mozione 463 ad una
prossima seduta.
Passiamo al IV punto all'ordine del giorno: Discussione del
disegno di legge n. 853 anche questo punto è rinviato per mancanza
dell'Assessore al ramo.
professione e disciplina dei contenuti formativi per l'esercizio del-
le attività della subacquea industriale'. (n. 698/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge: «Norme per il riconoscimento
della professione e disciplina dei contenuti formativi per
l'esercizio delle attività della subacquea industriale». (698/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, alla
discussione del disegno di legge Norme per il riconoscimento della
professione e disciplina dei contenuti formativi per l'esercizio
delle attività della subacquea industriale . (n. 698/A).
Invito i componenti della V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco. Ha facoltà di parlare Greco Marcello, per
svolgere la relazione.
GRECO Marcello, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, onorevoli colleghi, le attività subacquee costituiscono
elemento di assoluto rilievo per l'economia ed il sistema
produttivo siciliano. Accanto alle attività della subacquea a fini
turistici ed amatoriali operano in Sicilia diverse imprese che
svolgono le più disparate attività in ambiente marino di
installazione, manutenzione, rimozione di impianti subacquei quali
tubazioni e strutture tecnologiche connesse con le attività
portuali, minerarie ed industriali.
Nel contesto regionale, peraltro, tali attività hanno ictu oculi
un peculiare rilievo in ragione della condizione di insularità e
del correlato sviluppo costiero, della presenza di installazioni
portuali di rilievo internazionale, delle attività connesse
all'estrazione, al trasporto ed alla lavorazione degli idrocarburi,
senza considerare le ulteriori attività svolte nelle acque marine
ed interne.
L'assenza di un'organica legislazione nazionale del settore ha
posto e pone la problematica del riconoscimento delle qualifiche
professionali e della disciplina dei contenuti formativi
indispensabili allo svolgimento, in condizioni di sicurezza, delle
attività subacquee. Purtroppo, peraltro, la mancanza di tale
disciplina ha permesso, sovente, che i lavori in immersione
venissero svolti da personale non adeguatamente qualificato con
conseguenze drammatiche, oppure costringendo le imprese a ricorrere
forzatamente a personale straniero o comunque formato all'estero.
Ulteriore problematica, peraltro, si pone in relazione al
riconoscimento delle qualifiche anche riguardo alle previsioni
dell'ordinamento comunitario, determinando in pratica
un'incomprensibile penalizzazione per le imprese ed i lavoratori
siciliani, complicando le relazioni economiche e commerciali coi
nostri competitors e privandoli di una importante opportunità di
occupazione e reddito.
La competenza della Regione a legiferare riguardo all'esercizio
delle attività sopra descritte trova ampia copertura nelle
previsioni di rango costituzionale recate dagli articoli 14 e 17
dello Statuto, intervenendo peraltro rispetto al vuoto a livello di
legislazione statale e senza interferire con materie riservate allo
Stato stesso.
Si propone pertanto di adottare un corpus organico di norme che
disciplinino lo svolgimento professionale delle attività della
subacquea industriale e regolamentino i contenuti ed i percorsi
formativi con riguardo alle qualifiche internazionalmente
riconosciute, garantendo così la qualità dei servizi offerti, lo
svolgimento degli stessi in condizioni di sicurezza, nel rispetto
dell'ambiente e la possibilità, per i soggetti che conseguano in
Sicilia le qualifiche, di vedere riconosciute le stesse nel mercato
del lavoro europeo, anche in considerazione dell'intrinseca natura
internazionale delle imprese operanti nel comparto.
L'articolo 1 reca le generalità della norma, stabilendo come la
Regione riconosca e disciplini, nell'ambito delle previsioni
statutarie ed in conformità ai principi dell'ordinamento
comunitario, le attività professionali subacquee a servizio
dell'industria, la cui pratica rimane libera ma viene disciplinata
a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro, della qualità dei
servizi e della libera concorrenza.
L'articolo 2 reca le definizioni, descrivendo in dettaglio compiti
e mansioni caratteristici degli operatori (commi 1 e 2), delle
imprese (comma 3) e l'ambito di applicazione (commi 4 e 5), con
riferimento agli standard comunemente riconosciuti ed adottati nel
settore.
L'articolo 3 disciplina le qualifiche professionali, enumerandole
nei tre livelli internazionalmente riconosciuti di Operatore
Tecnico subacqueo (OTS, abilitato ad operare fino a 30 metri di
profondità), di Top Up (abilitato ad operare fino ai 50 metri di
profondità) e di altofondalista (abilitato ad operare a
profondità superiori ai 50 metri).
L'articolo 4 istituisce e disciplina il Registro degli Operatori
della Subacquea industriale, che insisterà presso il Dipartimento
regionale del Lavoro, ove potranno iscriversi i soggetti
interessati allo svolgimento delle attività disciplinate dalla
presente legge in possesso dei titoli formativi e delle iscrizioni
richieste dalla disciplina statale (Libretto di Ricognizione). La
gestione del Registro verrà operata dagli uffici del Dipartimento
nell'ambito dell'ordinaria dotazione organica e strumentale senza
nuovi o ulteriori oneri per la Regione.
L'articolo 5 disciplina i contenuti ed i percorsi formativi
occorrenti per l'iscrizione al Registro di cui al precedente
articolo.
L'articolo 6 disciplina lo svolgimento delle attività formative in
ambito regionale, prevedendo come le stesse debbano conformarsi ai
citati standard anche in relazione alle attività eventualmente
svolte presso le aziende del settore.
L'articolo 7 reca disposizioni attuative e finali. Con apposito
Decreto del Presidente della Regione, su proposta degli Assessori
competenti, verranno definite entro 90 giorni le modalità di
attuazione della presente disciplina (comma 1). I titoli già
rilasciati, purché conformi alle specifiche indicate in materia di
contenuti formativi, costituiscono titolo idoneo all'iscrizione al
Registro di cui all'articolo 4 e, soprattutto, per il
riconoscimento ai sensi della citata disciplina comunitaria, della
qualifica come valevole per l'intero territorio europeo (comma 2).
PRESIDENTE. La discussione generale al disegno di legge n. 698/A è
rinviata ad una prossima seduta.
Intanto se il relatore lo chiede, potremmo iscrivere lo stesso
disegno di legge al n. 1 del IV punto, attualmente iscritto al n.
2 del IV punto.
GRECO Marcello, presidente della Commissione e relatore. Sono
d'accordo ad iscrivere il disegno di legge n. 698/A Norme per il
riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti
formativi per l'esercizio delle attività della subacquea
industriale' al n. 1) del IV punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho ritenuto
poco fa di affrontare questo argomento perché non era il momento
opportuno, ma visto che siamo alla fine dei lavori d'Aula, o quasi,
io ritengo utile mettere la centro dell'attenzione di
quest'Assemblea , alcuni temi fondamentali per la vita siciliana
che non sono oggetto in questa ultima parte dell'attenzione delle
forze politiche.
Mi rifersico, in particolare, alle condizioni delle infrastrutture
siciliane, su cui il ministro Del Rio, si è detto, fortunatamente,
per noi, insoddisfatto, e che sta meditando di revocare la
concessione delle autostrade all'Anas, non capisco bene sostituiti
da chi, e come, e in quali circostanze, così come riferisco alla
proposta, non so se demagogica o veramente sentita, sul Ponte sullo
stretto. Io invito i colleghi un poco a riflettere su quelle che
sono oggi le condizioni infrastrutturali della Sicilia dove non
esistono né le autostrade, e quelle poche che ci sono, sono mal
funzionanti e decisamente compromesse, e dove non esistono le
infrastrutture ferroviarie, tant'è che abbiamo rivendicato come un
grande successo e la percorrenza di due ore e mezzo per fare 200
chilometri fra Catania e Palermo, considerato che l'autostrada dal
10 aprile dell'anno scorso è ancora interrotta.
Possiamo fare tutte le battaglie politiche che vogliamo, possiamo
produrre leggi, norme e quant'altro, ma abbiamo anche il dovere,
come Parlamento, di affrontare temi assolutamente essenziali per la
vita dei cittadini e garantire ai cittadini il diritto alla
mobilità.
Lei ricorderà, signor Presidente, che qualche hanno si assistette
al dibattito si ponte, no ponte, no ponte perché i fondi per il
ponte dovevano essere destinati a realizzare le più belle, le più
meravigliose, le più efficienti infrastrutture per la Sicilia che
ancora oggi è in attesa di ricevere i famosi 7 miliardi di
finanziamento per il rifacimento della rete ferroviario, 7 se non
ricordo male o quattro, non me lo ricordo bene, o quattro o sette,
ho sempre una certa confusione sulle cifre, ma ancora oggi non è
stato fatto un solo chilometro di rimodernamento della rete
ferrovia siciliana e gradirei sapere, visto e considerato che in
questo caso l'Assessore Rizzo è stato più volte sollecitato a farci
conoscere quali sono gli accordi con Trenitalia, quali sia il
contratto di servizio prossimo venturo e con quali spese e servizi
vengono erogati alla Sicilia.
Così come vorrei che una buona volta e per tutte in questo
Parlamento si pronunciasse con un dibattito approfondito, serio
sulla fattibilità del sì o del no del Ponte, determinando una buona
volta per tutti la Sicilia e i politici siciliani, non solo i
parlamentari di questa Aula, ma i circa sessanta che siedono in
Parlamento a pronunciarsi e a dare una indicazione politica, non
lasciando a una politica nazionale, al Presidente Salvini, quelle
che sono le sorti della Sicilia., Mi sta benissimo che Salvini si
occupi della Lombardia, del Veneto e di altri temi, mi sta molto
meno bene che si occupi del Ponte sullo stresso senza che la
politica siciliana si senta in dovere di intervenire
nell'affrontare un tema così scottante, così importante, così
fondamentale per lo sviluppo della Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6
ottobre 2015, alle ore 17,00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
di Messina . (nn. 853-515/A)
Relatore: on. Digiacomo
La seduta è tolta alle ore 18.05
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.10)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio