Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 17.18
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna l'onorevole Forzese e l'onorevole Riggio.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Barbagallo sarà in missione
dal 6 al 7 ottobre 2015.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità:
N. 878 - Notizie sulla gestione del servizio idrico nella
provincia di Caltanissetta.
Firmatari:Miccichè Gianluca Antonello
- Con nota prot. n. 24250/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia e i
servizi di pubblica utilità.
N. 1149 - Notizie in merito alla gestione del servizio idrico
delle isole Eolie.
Firmatari:Miccichè Gianluca Antonello
- Con nota prot. n. 32035/IN.16 del 3/07/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
N. 1217 - Delucidazioni sul mancato finanziamento e realizzazione
di opere di fognatura e depurazione ad Alcamo Marina (TP).
Firmatari:Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
- Con nota nota prot. n. 34292/IN.16 del 18/07/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
N. 1252 - Notizie in merito alla costruzione di un nuovo impianto
di depurazione a Castellammare del Golfo (TP).
Firmatari:Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 32960/IN.16 del 9 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia.
N. 2045 - Chiarimenti circa gli oneri e la remunerazione
dell'attività di vettoriamento acque grezze in favore di
Siciliacque S.p.A da parte del Consorzio 5 di Gela (CL).
Firmatari:Arancio Giuseppe Concetto
- Con nota prot. n. 36396/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Imposta di soggiorno e turismo. (n. 1053)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cirone,
Barbagallo e Maggio in data 30 settembre 2015.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana recante Istituzione di un'area a valenza turistica nella
Città metropolitana di Messina - Valle del Mela: Zona di interesse
strategico, turistico, ambientale, nazionale - ZISTAN - Valle del
Mela' . (n. 1054)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Germanà in
data 30 settembre 2015.
- Iniziative volte a prevenire la violenza nel mondo dello sport e
il disagio giovanile attraverso l'istituzione della figura
dell''educatore di campo'. (n. 1055)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Bandiera in
data 2 ottobre 2015.
- Provvedimenti per la valorizzazione delle esperienze
professionali acquisite da personale a contratto determinato nei
futuri bandi di concorsi del comparto sanità. (n. 1056)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Sciuto e
Fontana in data 2 ottobre 2015.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato e inviato alla
competente Commissione
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI):
- Norme in materia di tutela degli animali domestici e da
affezione, prevenzione e controllo del randagismo e dei
maltrattamenti. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3
luglio 2000, n. 15. (n. 1058)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 ottobre 2015.
Inviato il 5 ottobre 2015.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme per la promozione di start up e spin off, per il rilancio
del sistema produttivo dell'isola e dello sviluppo locale. (n.
1039)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
- Norme in materia di ittiturismo e pescaturismo. (n. 1040)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
PARERE IV.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Obbligo di monitoraggio in materia di gestione e prevenzione del
rischio idrogeologico. (n. 1041)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 ottobre 2015.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di tutela del reddito della categoria dei
Tutors assegnati ai piani di inserimento professionale - Emergenza
Palermo. (n. 1038)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi regionali per il contenimento della spesa
farmaceutica attraverso il recupero, la restituzione, la donazione
ai fini del riutilizzo di medicinali in corso di validità. (n.
1035)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
- Riordino mansioni dipendenti aziende sanitarie. (n. 1036)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
- Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 1042)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'1 ottobre 2015.
- Lotta al randagismo. Modifiche all'articolo 26 della legge
regionale 3 luglio 2000, n. 15. (n. 1044)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 ottobre 2015.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta dal Governo ed assegnata alla
Commissione legislativa la seguente richiesta di parere:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V):
- Legge regionale 2 luglio 2014, n. 16 "Istituzione degli ecomusei
della Sicilia". Comitato tecnico-scientifico (n. 64/V).
Pervenuto in data 2 ottobre 2015.
Inviato in data 5 ottobre 2015.
Comunicazione di assenze e sostituzione alle riunioni delle
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 69, comma 4, del
Regolamento interno, che nella seduta della Commissione legislativa
permanente Cultura, formazione e lavoro (V) n. 267 del 22
settembre 2015 sono risultati assenti gli onorevoli Sammartino,
Musumeci e Greco Giovanni e che l'onorevole Zafarana è stata
sostituita dall'onorevole Zito.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 322 - Attuazione delle norme in materia di integrazione socio-
sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
N. 323 - Corretto funzionamento del servizio idrico integrato del
comune di Bagheria.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Cordaro Salvatore
N. 324 - Notizie in ordine al paventato definanziamento per il
completamento dei lavori della strada statale 117 tra Nicosia (EN)
e Mistretta (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Grasso Bernadette Felice
N. 325 - Verifica della posizione del funzionario direttivo
regionale, geom. Cicero, e dei relativi incarichi.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 473 - Revoca dell'incarico di dirigente generale del
Dipartimento regionale della Protezione civile.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 25/08/15
N. 477 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale per il
Comune di Catania e per i comuni limitrofi.
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Bandiera Edgardo; Federico
Giuseppe; Figuccia Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo
Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo
Presentata il 29/09/15
N. 478 - Sostegno alle emittenti televisive e radiofoniche
siciliane.
Vullo Gianfranco; Laccoto Giuseppe; Maggio Maria Leonarda; Milazzo
Antonella Maria; Panarello Filippo; Panepinto Giovanni
Presentata il 29/09/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di trasmissione di decreto presidenziale
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 45476 del 1 ottobre
2015, pervenuta in pari data e protocollata al n. 8629/AulaPg del
2 ottobre successivo, la Segreteria generale della Presidenza della
Regione ha trasmesso copia del decreto presidenziale n. 398/Area
1 /S.G. del 1 ottobre 2015, di assunzione temporanea delle
funzioni di Assessore regionale per le attività produttive da parte
dell'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
sig.ra Lo Bello, e contestuale cessazione delle relative funzioni
ad interim da parte del Presidente della Regione.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO GIUDICE, deputato segretario:
Art. 1. - Per quanto in premessa specificato, cessa l'assunzione
temporanea da parte del Presidente della Regione delle funzioni
dell'Assessore regionale per le attività produttive, n. 290/Area
1/SG del 24 luglio 2015.
Art. 2. - Contestualmente alla cessazione di cui al superiore
articolo 1 ed al fine di garantire continuità nell'esercizio delle
funzioni politico-amministrative del predetto ramo di
Amministrazione, la sig.ra Maria Lo Bello, nata ad Agrigento il 28
settembre 1956, già Assessore regionale per l'istruzione, la
formazione professionale, assume temporaneamente la funzione di
Assessore regionale per le attività produttive.
Art. 3. - Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana e nel sito internet della Regione
siciliana, ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
parlamentari
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
riunitasi oggi, sotto la presidenza del Presidente dell'Assemblea,
on. Ardizzone, presenti i Vicepresidenti dell'ARS, on.li Venturino
e Lupo, ha stabilito, all'unanimità, il seguente programma-
calendario dei lavori per la corrente sessione:
AULA
L'Assemblea terrà seduta:
oggi, martedì 6 ottobre 2015, per la trattazione degli argomenti
già iscritti all'ordine del giorno;
mercoledì 7 ottobre 2015, per l'eventuale seguito degli argomenti
di cui sopra, nonché per avviare la discussione dei seguenti
disegni di legge:
n. 174 /A in materia di immigrazione;
n. 988/A in materia di cooperative giovanili;
n. 349/A in materia di demanio trazzerale;
n. 847/A in materia di tutela di aree ambientali.
All'ordine del giorno della medesima seduta del 7 ottobre saranno
altresì iscritte le mozioni n. 480 e 467 in materia di tutela della
Valle del Mela.
Si è infine convenuto di dare mandato alla Presidenza
dell'Assemblea di predisporre un nuovo riparto dei seggi ai fini
del rinnovo delle commissioni legislative permanenti tenendo conto
delle istanze avanzate da taluni gruppi parlamentari.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO Marcello. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La invito a riferire sull'esito dei
lavori della seduta congiunta delle Commissioni V e II in modo
tale da disciplinare l'andamento dei lavori.
GRECO Marcello. Signor Presidente, abbiamo sospeso i lavori, come
richiesto dalla Presidenza, e rinviato dopo l'Aula.
Sull'ordine dei lavori, invece, siccome sul disegno di legge
riguardante l'esercizio dell'attività della subacquea industriale,
gli uffici hanno chiesto un esame di questo decreto, per quanto
riguarda alcune parti per problemi di incostituzionalità, le chiedo
pertanto il rinvio di una settimana.
Non trattarlo, dunque, oggi ma di trattarlo fra una settimana.
E' una richiesta degli uffici.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, ho già contattato la dottoressa
Corsello in merito, il problema nasce all'articolo 4 dove la parola
registro - come da norma nazionale - sarà sostituita, con un
emendamento, con la parola listato o elenco .
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il Presidente della Commissione mi
ha chiesto correttamente di rinviare di una settimana, gli uffici
hanno chiesto approfondimenti e pertanto la trattazione sarà
rinviata di una settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito della
discussione della mozione N. 462 - Istituzione di una Commissione
parlamentare d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia, a firma degli onorevoli Greco G. - Figuccia - Di Giacinto
- Cordaro -Tamajo - Alongi - Siragusa.
Essendo assente l'Assessore Contrafatto, la trattazione viene
rinviata alla prossima settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'Assessore Gucciardi ha fatto pervenire una nota.
Ne do Lettura:
In data odierna l'ufficio di Gabinetto del Ministro - fa
riferimento a ieri - della salute con nota protocollo n. 8647 del 5
ottobre 2015, ha riscontrato la nota dello scrivente n. 73463 del
28 settembre, con la quale si chiedeva se l' I.R.C.C.S, Centro
Neurolesi Bonino Pulejo di Messina potesse acquisire i locali,
proprietà posti letto e servizi annessi incluso il Pronto Soccorso
di base e i servizi correlati, in atto appartenenti al Presidio
Ospedaliero Piemonte di Messina.
In virtù dell'accorpamento di cui al disegno di legge pendente
presso l'Assemblea regionale siciliana, il Ministero, preso atto
delle assicurazioni fornite circa il mantenimento della mission
dell'Istituto Bonino Pulejo, rappresenta che il nulla osta su un
piano generale alla proposta integrazione.
Si riferisce quanto sopra affinché la trattazione del disegno di
legge recante: Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n.
5, Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S Bonino Pulejo
di Messina, venga incardinata in Aula nella prossima seduta fissata
per domani 6 ottobre 2015.
In conferenza dei Capigruppo abbiamo convenuto di incardinare
stasera e dare termine fino a domani per la presentazione degli
emendamenti.
aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'IRCCS
Bonino Pulejo di Messina. (nn. 853-515/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno.
Discussione del disegno di legge Modifiche alla legge regionale 14
aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'
I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina . (nn. 853-515/A) Relatore: on.
Digiacomo.
Invito i componenti la VI Commissione a prende posto al banco
assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Digiacomo per illustrare il
disegno di legge
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con la norma che si propone alla
vostra attenzione l'Ospedale Piemonte dell'ex Azienda ospedaliera
Ospedali riuniti Papardo Piemonte è accorpato al all' I.R.C.C.S.
Centro Neurolesi di Messina che mantiene la denominazione attuale.
Dopo il comma 4 dell'art. 8 della l.r. 14 aprile 2009 n. 5, è, al
superiore fine, inserito il seguente:
5. L'Ospedale Piemonte dell'ex Azienda Ospedaliera Ospedali
riuniti Papardo Piemonte è accorpato all'I.R.C.C.S., Centro
Neurolesi Bonino Pulejo di Messina, che mantiene la denominazione
attuale .
Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale della salute, previa delibera di Giunta
regionale e previo pareri della VI Commissione Servizi sociali e
sanitari dell'Assemblea regionale siciliana e dei Ministeri della
Salute e dell'Economia, sono disciplinati criteri e modalità
operative che assicurano il passaggio di immobili, attrezzature,
personale e dotazione di posti letto dell'Ospedale Piemonte secondo
quanto previsto nella rete ospedaliera, dall'Azienda ospedaliera
Ospedali riuniti Papardo-Piemonte all'I.R.C.C.S. Centro Neurolesi
Bonino Pulejo che mantiene le attività di emergenza-urgenza nonché
la mission dell'Istituto.
Alla fine di questa breve relazione introduttiva, se mi
consente non voglio farmi interprete delle sue volontà sull'ordine
dei lavori e sui tempi assegnati per emendamenti, discussione
generale e altro, ma per evitare qualche polemica di troppo, che
potrebbe farci perdere tempo, le preannuncio un emendamento a mia
firma, e che mi onorerò di proporre agli altri membri della
Commissione e al Governo per un parere favorevole, che risolverebbe
una serie di dicerie che io ritengo infondate. Mi riferisco
segnatamente all'aspetto patrimoniale dell'ospedale Piemonte:
dicerie secondo le quali si procederebbe ad una spoliazione di un
bene della Regione siciliana a favore di un soggetto la cui
titolarità, in qualche modo, è anche dello Stato italiano.
L'emendamento che noi sottoporremo al suo vaglio e, qualora lo
ritenesse ammissibile, che sottoporremo all'Aula, suonerà in questo
modo: nulla osta rispetto a questa modifica della legge regionale,
ma per quanto riguarda il patrimonio della Regione siciliana,
rimane patrimonio della Regione siciliana con le caratteristiche di
inalienabilità, immodificabilità e tutto quanto sia a salvaguardia
del bene supremo del patrimonio della Regione Sicilia.
Quindi se ci dovesse essere una costruzione di illazioni a
proposito della modifica della legge regionale si può andare nei
termini politici: il patrimonio quello è e quello rimane nella
disponibilità della Regione siciliana, che lo darebbe in comodato
d'uso soltanto per un numero limitato di anni. Questo era il senso
dell'intervento.
PRESIDENTE. Allora, visto che sono stati preannunciati degli
emendamenti, anticipiamo il termine di presentazione, on.
Digiacomo, anziché alle ore 15.00, alle ore 12.00, dando un'ora
agli Uffici per lavorare insieme al Governo, d'intesa con la
Commissione, per verificare il contenuto degli stessi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
chiedo un attimo di attenzione, perché questo disegno di legge era
stato concepito in un momento diverso rispetto all'attualità del
problema dell'ospedale Piemonte, che oggi esiste a Messina. I
termini erano quelli di 180 giorni, e io credo che questi termini,
a questo punto, vadano certamente ridotti, perché 180 giorni, nella
situazione, data, è un termine troppo lungo rispetto alle
aspettative della città di Messina.
Veda io credo che su questo ci sono state troppe demagogie e in
fondo dobbiamo dire la verità alla città di Messina: in questo
momento viene data l'organizzazione dei posti letto e del Piemonte
all'I.R.C.C.S., che è un Istituto di ricerca nazionale, ferma
restando la mission dell'I.R.C.C.S, che è quella della ricerca.
Certamente siamo in un momento con una deroga, che è eccezionale
rispetto a quelle che sono le norme del decreto Balducci , ecc.
L'unica cosa che io credo bisogna attenzionare - assessore mi segua
- è che c'è un problema e bisogna vedere se focalizzarlo
nell'ambito del disegno di legge o attraverso il suo decreto.
Qui non si parla assolutamente di personale. Ora questo disegno di
legge ha bisogno sicuramente della parte del personale per evitare
che poi venga impugnato per la parte economica.
Se noi ci perdessimo nella parte economica è chiaro che questo
disegno di legge non andrebbe sicuramente allo scopo prefigurato
che è quello di risolvere in tempi brevi il problema.
Qui manca la parte del personale. Credo che un contatto fra la
Commissione e l'Assessore possa sicuramente risolvere
immediatamente questo problema perché altrimenti le economie che
verrebbero tolte per poterle dare all'IRCCS sarebbero economie che
sono sempre del personale.
Quindi in questo disegno di legge non si fa cenno al personale
perché evidentemente è demandato al decreto successivo
dell'Assessore.
Quindi questa parte, a mio avviso, va focalizzata meglio per
evitare praticamente anche incongruenze. Perché io leggo, assessore
non parla di personale, parla di posti letto?
FORMICA. C'è scritto del personale.
LACCOTO. Demanda all'Assessorato. Qua c'è un problema, Assessore.
Il personale del Piemonte che in questo momento è al Piemonte è un
personale che transita all'IRCCS o transita secondo quali modalità?
Non è un problema da poco perché scatteranno una serie di
problematiche.
Quindi, invito l'Assessore, anche d'accordo con la Commissione, a
risolvere a monte questo problema onde evitare problemi in un
secondo momento.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini.
Ritorniamo alla formula che utilizzavamo all'inizio. Perché proprio
i cittadini in questo momento che vengono chiamati qua dentro a
porre attenzione e sicuramente operazioni di questo tipo stanno
creando quella giusta consapevolezza fuori da qua dentro e stanno
facendo capire come si lavora qua dentro.
La ringrazio, presidente Di Giacomo, per essersi soffermato
sull'aspetto patrimoniale. Chi ha parlato dopo, l'onorevole
Laccoto, sull'aspetto del personale. Andiamo per frammenti. E ci
rendiamo conto su questo impervio cammino, un cammino che veramente
definire sordido e squallido è poco, di chiusura di una struttura
sanitaria pubblica a servizio della città di Messina. Assessore mi
senta, anche se le conversazioni e i confronti con lei sono stati
tanti da parte mia e in Commissione su questa questione, per andare
alla verità del nocciolo.
Già il problema degli immobili, del patrimonio che non è da poco.
Qua arriviamo a patrimoni, sappiamo bene che l'ospedale Piemonte
ha avuto donazioni dal momento della sua istituzione e proprio
affinché venisse istituita una struttura ospedaliera all'indomani
del terremoto di Messina. Cioè è un patrimonio storico per la città
di Messina, oltre che un patrimonio dove è allocato un ospedale
messinese. Il patrimonio è un nodo ancora non risoluto. Ho chiedo
in Commissione più volte all'allora assessore Borsellino di dirmi
come sarebbe avvenuto il trasferimento se c'è questo trasferimento,
di sottolineare non in questa fase l'inalienabilità, ma addirittura
l'indisponibilità del patrimonio sanitario che sappiamo è a fine
pubblico.
Qua silenzio. Ancora il personale e ritorniamo agli emendamenti
dell'onorevole Laccoto. Perché? Perché è un'operazione nebulosa
come è nebuloso tutto quello che non ha appiglio con la verità e
con la realtà e ci devono fare ingoiare, ai cittadini siciliani
oltre che messinesi, le loro sporche manovre.
Ve le vengo a spiegare le manovre perché qua c'è tutta una serie
di menzogne e di bugie che sono state portate avanti con questa
operazione che gioca da più di un anno e comunque affonda le
proprie radici dal 2011 in poi. Un'insieme di falsità come la Roma
bollita di Chomsky; io la metto a bollire tanto le do da ingoiare
le informazioni, questa bolle, bolle, bolle, dopo di che quando
l'acqua avrà aumentato la temperatura la Roma è morta. Andatevi a
leggere Chomsky se non conoscete questo pensiero.
Andiamo a vedere le bugie una per una. E' un'operazione come il
decreto Balduzzi udite, udite dobbiamo chiudere l'ospedale. Il
decreto Balduzzi chi lo ha letto, io l'ho letto, prevede che per le
regioni a statuto speciale esse possono, in virtù dell'articolo 17
del nostro Statuto, non essere sottoposte alle stringenti,
chiaramente si intende la Sanità non può essere una proliferazione
di posti letto, ma dobbiamo anche capire se non andiamo,
strumentalmente, ad utilizzare dei decreti legislativi per i nostri
porci comodi .
Qui, in questo momento, cosa stiamo facendo? Una sanità siciliana
e se anche non la volessimo sottoporre all'articolo 17 e alla
libertà che ci da lo Statuto, il Balduzzi prevede che il presidio
ospedaliero di base con bacino fino a 150 mila abitanti, assessore
Gucciardi lei lo sa, può rimanere in vita e allora dov'è il nodo?
Il nodo è rappresentato dai doppioni. Bene: chiudiamo i doppioni
l'operazione di Vullo mandato da questo assessorato, lei Borsellino
si intende, la continuità amministrativa ci permette di potere
parlare con continuità globale, per chiudere l'ospedale perché il
Direttore Vullo ha gradualmente reso inefficiente con atti
amministrativi l'ospedale. Lo abbiamo visto, gradualmente, per
questa operazione c'è stata una campagna mediatica anche scadente
sotto il profilo della verità.
Un decreto dopo l'altro, svuotiamo l'operatività dell'ospedale
fino ad arrivare al fatto che era poco sicuro, avevano dimostrato
che era poco resistente alla sismicità; bene, però andiamo a
leggerci anche le altre carte e vediamo a scoprire che tre milioni
sono stati spesi per la ristrutturazione della piastra chirurgica
dal 2010 e ancora abbiamo i padiglioni 4, 5, 6 e 7 e ancora abbiamo
altri beni del Piemonte alienati per cifre che superano i 10
milioni dal 2010 ad oggi per far cosa? Per mantenere il potenziale
della struttura.
O siamo schizzofrenici o questa struttura che ho visitato e invito
assessore a visitarla, non lo so se poi l'I.R.C.C.S le permetterà
di entrare, con le sale operatorie nuove e con i letti ospedalieri
nuovi e vada al Policlinico, altro tasto dolente, dove mi dicono
gli operatori che non potrebbero ricevere più di 30 mila accessi
nel pronto soccorso dopo la chiusura dell'ospedale Piemonte,
doppiando gli accessi attuali al Policlinico. Io sono stata al
Policlinico, la notte prima si erano verificate due risse
all'arrivo delle autoambulanze e il giorno dopo erano arrivati pure
ricoveri impropri e persone che dovevano andare all'UTIC e invece
sono transitati al pronto soccorso.
Di che stiamo parlando? La sanità messinese verrà distrutta, altro
che salvare il Piemonte
Andiamo ancora a ritroso. I decreti del direttore Vullo sono
serviti per depotenziare una struttura per dire: dobbiamo
chiuderla e come dobbiamo chiuderla? No, non la chiudiamo,
vengono i salvatori . I salvatori chi sono? I presentatori di
questo disegno di legge , l'onorevole Picciolo, l'onorevole Formica
che non si capisce perché non debbano, a quest'Aula, spiegare le
ragioni di questo disegno di legge. Io attendo perché lei,
onorevole Formica, non si era iscritto a parlare, la gente ha
bisogno, fuori, di comprendere e allora salviamo con che cosa con
l'I.R.CC.S. Bonino Pulejo. Peccato che, però, l'I.R.CC.S. Bonino
Pulejo per le finalità che sono nel decreto 288 del 2003, ha
finalità di cura, ricovero e ricerca.
Del resto, se fosse possibile, in questa maniera così tranquilla e
serena, far transitare unità operative ad un'azienda ospedaliera,
da un'azienda ospedaliera ad un I.R.C.S.S. ed, al contrario, non
avremmo avuto tutto questo casino mediatico e mi scuso per il
termine, che ha straziato la città di Messina e le persone che
sanno che la gente è morta, dal luglio scorso, sulle autoambulanze,
nel tragitto tra il Piemonte e il Pavardo, tra il Piemonte e il
Policlinico perché il Pronto soccorso non poteva, per indicazione
di Gullo, accogliere i politraumatizzati.
Non poteva accogliere i casi gravi. Soltanto i gravissimi si
dovevano mantenere.
Noi, messinesi, presidente Ardizzone anche lei sa che le distanze
tra i vari presidi sono lunghe e Messina ha un unico asse viario
fondamentale.
Allora cosa si fa? Se non avrò chiarezza sull'operazione
immobiliare, soprattutto, non ce ne andremo da qua dentro e
proporrò un emendamento, altro punto importante, perché
l'I.R.C.S.S. non può garantire, allo stato attuale che ne dica il
Ministero e non deve garantire un Pronto soccorso di base, perché
le parole pesano come le pietre.
I pronto soccorso, se vogliamo dare un servizio reale ai
messinesi, deve essere corredato di tutte le unità operative a
supporto.
Questo lo sanno a Messina anche i bambini, altrimenti, è aria
fritta.
State chiudendo un ospedale a Messina, senza che il Balduzzi ce lo
imponga e senza che ci siano le ragioni.
Andate a vedere i doppioni che ci sono a Catania. Allora chiudete
anche i doppioni di Catania e non voglio fare un discorso
campanilistico.
Emenderò il pronto soccorso perché passi una struttura completa e
perché, soprattutto, in questo disegno di legge che è una carta
bianca data all'assessorato e, quindi, al governo di fare un po'
come gli pare, vengano stabiliti dei principi base di trasparenza,
di legalità, di giustizia, rispetto alla amministrazione di beni
pubblici e rispetto all'offerta di un servizio sanitario.
Non si può dire ora vado al governo io e me la vedo io con la
sanità. Faccio quello che mi pare.
I posti letto per acuti e la gente a Messina sa quello che vuol
dire, me li porta al Papardo. Gli lascio la riabilitazione,
l'ospice all'I.R.C.S.S. e mettiamo fuori una bella Croce che non
vuol dire niente perché diventa un ospedale in cui io arrivo, poi
mi riimbracano su un'altra autoambulanza e me ne vado fuori.
Capisco anche le posizioni degli altri deputati della provincia
che, giustamente, allorquando si parlò di un passaggio all'ASP,
economicamente questa cosa andava a dare fastidio ai deputati della
provincia perché qua c'è una coperta che è troppo corta.
Se possiamo pagare i posti letto all'I.R.C.S.S.. lei, assessore,
mi disse tempo fa che il disavanzo del Piemonte non era di 12
milioni, bensì di 5 milioni, allora, la possibilità di mantenere la
struttura c'era, quindi, non capisco e vado a chiudere il discorso,
la necessita, l'urgenza di questa operazione, quando il Balduzzi
dovrà entrare in vigore al primo gennaio 2017. A chi serve? Qui
prodest? Chi è l'utilizzatore finale di questa operazione,
assessore ce lo deve dire perché, sicuramente, non è la
cittadinanza messinese.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor presidente, onorevoli colleghi, governo io, dopo
aver sentito l'intervento dell'onorevole Zafarana, ritengo che sia
giusto, nella qualità di proponente del disegno di legge, mettere
alcuni punti fermi.
Anch'io, come l'onorevole Zafarana, sono dell'avviso che nessun
ospedale si dovrebbe chiudere in Sicilia e posso dire che, persino
durante la discussione sulla rete ospedaliera, allorquando c'era la
previsione, qui ci sono i colleghi, il Presidente Di Giacomo lo sa,
di chiudere tout court e subito otto ospedali in Sicilia, abbiamo
fatto in modo, assieme alla Commissione, assieme al Presidente,
assieme a tutti, di dare una chance anche a questi ospedali e di
prevedere che nelle more, da qui al 2016, di fare la deadline, il
punto finale in cui si dovrà decidere ed assicurare a questi
ospedali le condizioni e i mezzi per poter dimostrare se sono utili
o meno.
Premesso che nessuno vuole fare demagogia in quest'Aula, ma se non
partiamo dal presupposto che l'ospedale Piemonte, io voglio che si
torni indietro ad un anno fa, l'ospedale Piemonte era chiuso un
anno fa, si discuteva nella città, così come nelle sedi opportune,
nella commissione sanità, di allegarci un PTE piuttosto che qualche
altra soluzione ma non si parlava, nel luglio dell'anno scorso, di
mantenere in vita questo ospedale.
Se non partiamo da questo presupposto e debbo dire, ad onor del
vero - e la collega Zafarana lo sa, e sono io solo che posso dire
questo - la previsione di darlo all'ASP io l'ho dimostrata con un
disegno di legge che è stato presentato ad ottobre e prima ancora,
voi non ci eravate, ma nel momento in cui si è discussa la legge 5,
io in quella sede, avevo sostenuto fortissimamente, ci sono gli
atti parlamentari che parlano, l'idea di inserire allora l'azienda
Piemonte, accorparla con l'ASP, ed in quella sede non è stato
possibile farlo.
Quindi, lungi da noi la questione tra provincia e città, però la
collega deve pure sapere che, dato ormai per acquisito che
quell'ospedale era chiuso un anno fa, e dato per acquisito
ulteriormente che in Sicilia, così come in Italia, non ci possono
essere cittadini di serie A e cittadini di serie B, e che la
situazione, non per colpa nostra, io sono all'opposizione come voi,
ma qui non è un problema di opposizione o di maggioranza, né un
problema di fare demagogia a tutti i costi, ma di trovare soluzioni
che siano praticabili e che vadano nella direzione del bene della
città ma anche per la Sicilia per alcuni aspetti che sono insiti e
nel disegno di legge e nella risposta del Governo e del Ministro.
Non è che nessuno può negare che ci sono 8 posti letto per mille
abitanti della città e 1.9 posti letto per mille abitanti nella
provincia. Lo vogliamo negare? E' un dato comune a tutta la Sicilia
perché anche nelle altre province si capisce che nelle città ci sia
maggiore concentrazione di posti letto, però ritengo che proprio a
Messina si sia giunti ad un dato che è paradossale. 8 posti letto
per 1000 abitanti in città, 1,9 posti letto per 1000 abitanti in
provincia. Credo che nessuno possa accettare una situazione del
genere. L'avere individuato questa soluzione che era l'unica
possibile perché era l'unica possibile? Perché nessuna deroga il
Ministro avrebbe potuto dare all'ASP, perché nessuna deroga avrebbe
potuto dare ad un'azienda ospedaliera o ASP per un fatto che è di
natura tecnica e anche di natura politica, tecnica perché c'è il
Balduzzi, politica perché il ministero e il governo, qualunque esso
sia, sarebbero stati aggrediti sul fatto che davano la deroga per
l'accorpamento che evitava la chiusura di un ospedale in una città
piuttosto che un'altra e ci sarebbero state 17 richieste di deroga
quante sono le aziende siciliane. 17 o 19. Questo è comprensibile a
chiunque. Quindi quell'ospedale ha deciso la chiusura. Come fare?
Abbiamo individuato l'unica azienda che lo stesso Balduzzi, il
governo nazionale riconoscono come come destinatari possibili per
la loro specificità di una deroga che è l'I.R.C.C.S.. Perché non è
vero che è questa l'unica soluzione che si è trovata qua rispetto
al resto d'Italia. È una soluzione che è stata già applicata, messa
in atto con altre I.R.C.C.S. nel resto d'Italia proprio per evitare
la chiusura di pronto soccorsi di ospedale, si è proceduto a
chiudere degli ospedali in altre province e ha dare la titolarità
all'I.R.C.C.S. presente, eventualmente, in quella Regione di
assumersi il carico dei servizi in precedenza offerti da
quell'ospedale compatibilmente con la sua mission e con il pronto
soccorso dato in gestione all'I.R.C.C.S.. Non è un capriccio. Poi
sono d'accordo, sgombriamo il campo, sono d'accordo con
l'emendamento proposto dal Presidente Digiacomo, ma che è stato
sollevato in Commissione più volte, perché io sono una persona
onesta, più volte sollevato dalla collega Zafarana. Sono d'accordo,
facciamo chiarezza sul punto che riguarda la proprietà. A me non
interessa per niente ciò che attiene alla proprietà o meno degli
immobili, se devono passare dall'Azienda Papardo - Piemonte
all'Azienda I.R.C.C.S., oppure se questi immobili restano comunque
un bene indivisibile della Regione e si debbono dare in comodato
d'uso. Ma figurarsi Facciamo noi chiarezza, ultra chiarezza su
questo.
Sul personale, per venire incontro a quanto detto dall'onorevole
Laccoto, nel rimandare al decreto assessoriale è chiaramente
specificato che si dà mandato all'Assessore per quanto riguarda le
attrezzature, il personale e tutto ciò che serve, immobile,
attrezzature, personale e dotazione e di posti letto all'ospedale
Piemonte, trasferirle dal Papardo al Piemonte. Sono d'accordo con
quanto propone l'onorevole Laccoto che forse - e qua, Governo, è
vero, e stavo ad immaginare il disegno di legge in un altro momento
storico - oggi i 180 giorni, cioè i 6 mesi, sarebbe bene che si
riducessero almeno a tre mesi.
RINALDI. Proponiamo un emendamento entro domani.
FORMICA. Lo accorpiamo nell'emendamento stesso che fa il
Presidente della Commissione. Ritengo che 90 giorni siano più che
sufficienti per dare tempo al Governo di stabilire le modalità.
Piuttosto, io invece sottolinerei l'esigenza di vedere in questo
emendamento della Commissione, di introdurre un qualcosa che detta
un punto fermo circa la modalità di avvio del nuovo pronto
soccorso, chiamiamolo così, o della funzione alla luce anche degli
accadimenti, c'è l'ordinanza del sindaco, di dire qualcosa in
merito. Ma può farlo l'Assessore con un decreto che può dare la
continuità delle prestazioni del pronto soccorso nella nuova veste
del pronto soccorso stesso affidato all'I.R.C.C.S.. Può essere
l'Assessore che lo fa con decreto oppure trovare una soluzione
nell'emendamento che propone il Presidente della Commissione.
Io ritengo che non ci sia altro da dire se non che per una volta
vince la Sicilia, in questa terra abbiamo una I.R.C.C.S. pubblica
sola, per fortuna, dico io, che ce l'abbiamo da Roma in giù, questa
I.R.C.C.S. pubblica, perché grazie a questo per una volta questa
terra può avere la possibilità di un centro di intervento
riabilitativo sulle diverse branche con l'avallo del Ministero che
dovrà finanziare con quei mezzi la parte che riguarda la
riabilitazione che è tutta a carico del Ministero per quanto
riguarda le infrastrutture, i macchinari e quant'altro serva. Non è
che ognuno di noi può dimenticare che costantemente affluiscono
richieste da tutte le province siciliane e anche calabresi che
chiedono il ricovero all'I.R.C.C.S. Neurolesi dove non ci sono
posti a sufficienza perché da tutti ritenuta come un istituto
all'avanguardia della riabilitazione.
Abbiamo la possibilità di estendere questa mission riabilitativa
con l'avallo del Ministero e, quindi, avviare qui in Sicilia da
parte anche di altre regioni malati che hanno necessità di
riabilitazione riusciamo pure con questa norma e con l'accordo del
Ministero e l'impegno del Governo ad avere la possibilità del
Pronto soccorso aperto, certo io per primo, se si doveva lasciare
l'ospedale Piemonte così com'è era o anzi con 220 posti letto ero
d'accordo, ma di fronte alla chiusura, vanno bene le correzioni,
siamo d'accordo per evitare ogni tipo di immaginazione o
speculazione, però non possiamo arroccarci sull'idea di chi lo
voglia aperto, la norma per salvarlo, non c'è più l'ospedale,
chiude, ma io lo volevo aperto e non è così secondo me, se si fa il
bene dei cittadini, il bene dei cittadini è di cercare di trovare
la soluzione che possa andare a salvare ciò che interessa alla
città, alla città interessa e alla sanità e al Governo e a tutti
noi interessa che ci sia il Pronto soccorso aperto; se il Pronto
soccorso aperto ci sarà penso che abbiamo raggiunto il massimo che
potevamo raggiungere.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessore, il
mio vuole essere un intervento semplicemente di ringraziamento, non
un intervento politico. Già l'onorevole Formica ha tratteggiato
ampliamente logogenesi di questa norma quello che si attende e
poi, ovviamente, lo sforzo politico che dovrà affrontare produrre
tecnicamente l'assessorato per completare il percorso che la legge
istituisce o istituirà quando sarà votata.
I fatti sono sotto gli occhi di tutti, ci sono stati due o tre
consigli comunali aperti, un paio di incontri in Prefettura, il
Presidente, Assessore, ha affrontato con il presidente Digiacomo
in Commissione Sanità più volte l'argomento la scelta ispirata
del decreto legge Picciolo-Formica, Formica-Picciolo o comunque
esteso a tutti i deputati che hanno sottoscritto questo disegno di
legge e soltanto nella misura in cui approfittare della specialità
regionale dell' IRCCS pubblico perché il neurolesi non è più una
fondazione è un istituto di ricerca scientifica tecnologica
pubblico della Regione siciliana con il controllo da parte del
Ministero della sanità, quindi usufruisce anche non solo del
controllo e delle verifica che nomina il revisore dei conti il
Ministero della sanità, ma anche dei fondi della ricerca ad esso
dedicati.
Approfittando di questa specificità di questa istituzione
messinesi si è riuscito, grazie alla benevolenza degli assessori e
del signor Ministro e degli Uffici tecnici di ottenere, anche per
questo voglio ringraziare i colleghi del NCD che hanno in questo
senso perorato a livello nazionale con i deputati nazionali questa
legittima causa, siamo riuscita ad ottenere la possibilità di avere
una deroga Al Balduzzi per mantenere un pronto soccorso e,
come dice l'assessore Gucciardi nella nota al Ministro, i reparti
ad esso collegati, quindi non solo il pronto soccorso e l'emergenza
urgenza, ma anche i reparti per acuti ed ad esso collegati nella
dotazione attuale dell'ospedale Piemonte alla trasformazione della
denominazione dell'azienda da Papardo Piemonte a neurolesi x
Piemonte.
Questi sono i fatti, questa è la realtà, la proprietà legittima,
le osservazioni; se si devono fare delle modifiche ancorché sempre
pubblico con pubblico ma può essere per maggior tutela della
Regione inserire la proprietà a tutela della Regione e mantenere la
proprietà totale visto che c'è questo problema del Ministero che
potrebbe avere anche un controllo a quel punto su un bene
regionale, benissimo, nessun problema è stato sviscerato anche
questo non credo che sia un motivo ostativo, non credo che sia un
motivo ostativo di personale. Saranno delle norme di buon senso di
logiche nelle quali la politica dovrà tacere e dovranno parlare i
tecnici perché su una cosa voglio essere chiaro: se deve essere un
centro di eccellenza deve essere una eccellenza vera, assessore,
una eccellenza che sia richiamo su base nazionale delle
professionalità in questo settore. Non ci devono essere
compromessi, non ci potranno essere compromessi, il Pronto soccorso
dovrà servire un centro di eccellenza vero, un centro di
riferimento, come dice il Ministro, per l'Italia meridionale, per
quanto riguarda la riabilitazione, ed i reparti che siano collegati
devono essere governati secondo le regole del Balduzzi, con
concorsi pubblici, con concorsi destinati ad alti professionisti,
aperti anche alle scelte se possibile internazionali, se ci fosse
necessità di fare investimenti in questo senso, per qualificare
l'offerta sanitaria.
In questo sono d'accordo con l'onorevole Zafarana. Purtroppo da
troppi anni l'offerta sanitaria della Sicilia e di Messina paga lo
scotto di scelte forse scellerate di anni ormai passati, che ci
siamo buttati alle spalle, che hanno portato ad una qualificazione
a singhiozzo della classe medica regionale che probabilmente è
troppo infarcita mantenendo le eccellenze che ha, ma infarcita di
personaggi che non hanno un curriculum ed una specificità di titolo
all'altezza della situazione.
Quindi vero che bisogna riqualificare la sanità e noi ci
auguriamo, con il contributo anche del Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle, che questa scelta che verrà fatta di
qualità sull'I.R.C.C.S., possa rappresentare un punto di partenza
per questa nostra Terra, per questa nostra città, cambiando le
regole e somministrando buona sanità, sanità di livello, che si
riverberi sulla provincia di Messina, sulla Sicilia tutta e
sull'Italia meridionale.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo su questo argomento perché voglio ringraziare
pubblicamente l'Assessore Gucciardi che è riuscito, in brevissimo
tempo, dal suo insediamento, a risolvere un problema che ci
portavamo e ci trascinavamo da anni nella provincia di Messina.
Spero di non ripetermi nelle cose che sono state dette dai
colleghi che mi hanno preceduto, ma Le voglio ricordare che
l'alternativa a questa soluzione, che è stata una soluzione
travagliata, annosa, ma che ha portato finalmente alla salvezza
dell'Ospedale Piemonte, non c'è, non c'è e l'abbiamo detto più
volte sia in Commissione, l'abbiamo ripetuto più volte in Aula
nella prima relazione che c'è stata, l'abbiamo detto anche
nell'incontro che c'è stato in Prefettura, convocato dall'Assessore
Gucciardi, per tentare di trovare una soluzione.
Lì non è emersa nessuna alternativa se non quella
dell'accorpamento all'I.R.C.C.S.. Era stato presentato da me un
disegno di legge che prevedeva l'accorpamento all'Asp, ma su
incontri diversi che si sono succeduti insieme anche all'Assessore
Borsellino, prima con il Direttore generale Magistri e poi anche
con il Direttore Sirna, è emerso immediatamente che non c'era
nessuna possibilità di accorpare questo presidio ospedaliero
all'Asp per una questione di copertura finanziaria e da qui poi la
convinzione di sostenere l'unica soluzione plausibile che era
quella dell'accorpamento all'I.R.C.C.S., ritirando il disegno di
legge che prevedeva l'accorpamento all'Asp.
Questa è l'unica soluzione, non ce ne sono state altre, né ce ne
potevano essere perché non sono emerse neanche negli incontri e nel
dibattito che è emerso in Commissione, né quando è stata convocata
in Prefettura dall'Assessore. Io credo che al di là di tutto quello
che è stato detto a volte senza conoscere la materia - ed
intervenire forse a volte fa più danno che bene - che la proprietà
se resta dell'Ospedale Piemonte o dell'I.R.C.C. S. non cambia
nulla, Presidente, perché sono sempre istituti di diritto pubblici
e quindi nessuno potrà portare a casa niente e per quanto riguarda
invece il personale si era già previsto che rispetto alla pianta
organica che sarà prevista sia nel nuovo accorpamento, in quello
dell'Ospedale, sarà fatta una scelta dando una priorità, una
facoltà al lavoratore stesso - senza creare doppioni - di scegliere
in quale struttura vorrà restare.
Mi permetta, Presidente, di ringraziare l'Assessore che ha
dimostrato che la politica, e soprattutto, il Governo quando è
composto da politici riesce ad essere determinata e a risolvere i
problemi in modo immediato, così come ha fatto l'Assessore
Gucciardi.
Nell'arco di un mese e mezzo, infatti, non solo ha convocato in
Prefettura tutti i deputati e le autorità competenti ma è riuscito
anche a Roma ad avere questa deroga che non rappresenta cosa da
nulla.
Voglio ricordare che noi chiedevamo che - oltre l'accorpamento -
fosse mantenuto il pronto soccorso come urgenza-emergenza e ha
ottenuto anche questo.
Credo che per la prima volta finalmente abbiamo un risultato
positivo per la città di Messina e dobbiamo andare fieri ed
orgogliosi di avere risolto un problema annoso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, per sgombrare il campo da demagogie che
si vogliono fare sul percorso, che ha anche il mio convincimento a
firmare il disegno di legge.
Dobbiamo tornare indietro, prima dell'approvazione della rete
ospedaliera, quando si discuteva della chiusura degli ospedali.
Prima ipotesi, durante le audizioni, se all'ospedale Piemonte era
possibile trasferire il reparto materno-infantile del Papardo.
Sono insorte le associazioni delle ostetriche dicendo che non era
possibile perché gli interventi strutturali al Papardo hanno un
costo così esorbitante con la conseguente preoccupazione che i
parti non si svolgano in sicurezza.
C'è stata una mobilitazione contro quella soluzione.
Un passo indietro dell'Assessore Borsellino, nessuna deroga al
decreto Balduzzi .
Per preservare una struttura immobiliare, che rappresenta un
patrimonio storico e importante per la città, si è cercata la
soluzione.
Nessuno ha pensato mai di volere favorire - come si è voluto fare
intendere - l'IRCCS perché l'IRCCS aveva avuto la disponibilità del
Policlinico e la disponibilità del Papardo perché c'erano dei
padiglioni liberi al Papardo.
Perché mi sono convinta, e vorrei fosse chiaro, a sottoscrivere il
disegno di legge?
Abbiamo visto la rete ospedaliera che ha penalizzato la provincia
totalmente, voi pensate che con le chirurgie, con tutti i reparti
che ci sono al Papardo e al Policlinico, l'ASP avrebbe potuto
mantenere altri reparti? No Avremmo avuto l'ospedale Papardo con
78 posti tra geriatria, PTE e poliambulatori.
Qual è stato l'escamotage? Quello di proporre all'IRCCS
l'investimento, impiegando risorse del Ministero, ma nello stesso
tempo noi abbiamo l'obbligo e il dovere di rassicurare la città di
Messina che il pronto soccorso del Piemonte non solo rimarrà in
continuità ma c'è un obbligo da parte dell'IRCCS di potenziarlo, di
renderlo strutturalmente più funzionante perché, è vero, il
Policlinico non potrà garantire da solo ricevere tutti gli utenti.
Non ci sono lacune, non ci sono ombre oscure e c'è un percorso
limpido e lineare da parte dei firmatari del disegno di legge e
della Commissione nel volere salvaguardare e garantire un'offerta
sanitaria degna ai cittadini di Messina.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, mi complimento con il neo Assessore
per avere risolto o quantomeno avviato a soluzione un problema che
direi è annoso e ha creato molte difficoltà e molte tensioni nella
città di Messina.
Io ricordo che un giorno, personalmente, transitando per Messina
sono rimasto bloccato per qualche ora da una manifestazione di
gente inferocita che temevano la soppressione nel territorio di un
Presidio Ospedaliero.
Sono sicuro che l'Assessore sappia valutare attentamente la
necessità di garantire i territori.
Io esprimo delle preoccupazioni per le sorti, invece, di quelli
che saranno i Pronto Soccorso nel centro di Catania, su cui si
susseguono voci non controllate, non fondate e sarebbe opportuno e
necessario affrontare anche con una tempistica ravvicinata il tema
dei Pronto Soccorso nei centri urbani, specialmente un centro di
rilevanza assoluta come il centro di Catania, dove giornalmente
confluisce mezza ex provincia per le attività di lavoro.
Ma, sono sicuro che non mancherà all'Assessore approfondire il
discorso e trarne le ovvie e naturali conseguenze.
Invece, il mio intervento era finalizzato ad un altro aspetto. Non
vorrei che la fusione del Piemonte con altro Istituto, cominci a
creare le occasioni per una conflittualità giuridica e giudiziaria
che prosegua all'infinito.
Anche perché è notizia di qualche giorno fa di incarichi affidati
a legali esterni alle Asp costano 5 milioni di euro l'anno e sono
delle cifre che hanno una loro consistenza e una loro non
giustificazione.
Quindi, la cosa che io mi auguro e che questa fusione sia
sviscerata, pianifica e ponderata in modo tale da evitare il
contenzioso che presumo ne possa derivare nel futuro, valutando
preventivamente tutto ciò che ci sia da valutare.
Colgo l'occasione, Assessore, per ribadire, non tanto a lei, ma
quanto piuttosto al Governo nella sua interezza, la necessità di
portare a compimento una riforma sui contenziosi giudiziari che
costano risorse economiche alla Sicilia e creano un clima di
assoluta incertezza nell'azione amministrativa.
Che si ponga fine una buona volta per tutte alla prassi,
assolutamente negativa, di uffici di uno stesso assessorato che non
riescono a trovare un momento di sintesi, in persona
dell'Assessore, ricorrendo alle vie legali, con spese
ingiustificate e contenziosi infiniti e paralisi dell'azione
amministrativa.
La gente chiede che il Governo governi e governi bene garantendo
la certezza del diritto e il rispetto dei tempi.
Questo è l'appello che le rivolgo nella prossima fusione in modo
tale da sgombrare preventivamente il campo a ciò che l'esperienza,
purtroppo, ci dimostra essere una prassi costante.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sosterrò il
disegno di legge, anche perché dopo l'ultimo incontro in Prefettura
presieduto dall'Assessore Gucciardi è emerso con chiarezza che,
l'unico modo, diciamo così, per offrire alla città di Messina il
perdurare di un Pronto soccorso all'Ospedale Piemonte e
un'espansione di un Istituto che io considero molto utile e
importante come L'I.R.C.C.S, nel centro della città, era quello di
approvare questo disegno di legge.
Naturalmente, anche in rapporto al dibattito che si è sviluppato
vorrei fare qualche brevissima considerazione, cogliendo anche
l'occasione della presenza dell'assessore.
Io penso - e credo che sia questo l'obiettivo del Governo che io
sostengo e dell'assessore Gucciardi - di lavorare per offrire ai
cittadini siciliani un'offerta sanitaria più qualificata, che, per
esempio, contrasti il flusso migratorio verso il continente, che è
uno dei problemi principali che abbiamo; e quindi dobbiamo lavorare
per fare in modo che le nostre strutture ospedaliere siano sempre
più riqualificate. Sono quindi d'accordo che l'I.R.C.C.S., che è un
istituto che io considero importante, possa avere gli spazi
necessari per migliorare la sua offerta.
Per quanto riguarda, però, la vicenda della ospedalità messinese,
il disegno di legge che stiamo approvando è in qualche maniera
l'epilogo di una vicenda - e su questo non sono d'accordo con la
collega Zafarana - che si è cucinata tutta nella città di Messina;
e non posso dare nessuna responsabilità all'Assessorato regionale,
perché vorrei ricordare - ne accennava la collega Grasso - che
avendo approvato la rete ospedaliera, quella che è tuttora in
vigore, in una audizione l'assessore Borsellino ripropose, perché
sarebbe stata una scelta utile per la sanità messinese, ma anche
siciliana, l'ipotesi di specializzare l'Ospedale Piemonte, che ha
un'antica tradizione in questo senso, sul versante materno-
infantile: costruire il cosiddetto polo materno- infantile come una
struttura che andava verso l'eccellenza. Questa ipotesi è stata
affondata rapidamente con un documento del sindaco della città di
Messina, che ha stabilito che questa ipotesi non andava bene e che,
invece, al Piemonte' si doveva costruire un polo di emergenza-
urgenza.
E' del tutto evidente che quello che si sta facendo all'Ospedale
Piemonte non ha niente a che vedere con il documento del sindaco
della città di Messina, perché poi dobbiamo dire le cose come
stanno. In rapporto a questo e sulla base di una legittima
esigenza, che tutti sapevamo esserci da parte dell'I.R.C.C.S.,
alcuni colleghi parlamentari si sono attivati per tentare di
mettere assieme le due cose.
Io penso che la città di Messina, rispetto all'ipotesi originaria
proposta dall'Assessorato, non sono sicuro che ci guadagni; non per
quanto riguarda l'I.R.C.C.S., che è fuori discussione, ma dal punto
di vista della qualità della sua offerta sanitaria.
Però devo dire con rammarico che la classe dirigente messinese,
sia politica, sia amministrativa, sia sanitaria - perché i tecnici
in questo campo hanno un peso - non ha affrontato questo tema con
la dovuta attenzione e con gli approfondimenti del caso. E alla
fine si è sostanzialmente arrivati a questa soluzione, che - ripeto
- io voterò.
Resta il fatto - lo dico all'assessore Gucciardi e al presidente
Digiacomo - che forse, a partire da questa vicenda, bisogna
riflettere meglio e di più su quale offerta sanitaria danno le
nostre strutture ospedaliere. Perché io non sono d'accordo con chi
sostiene che tutte le strutture ospedaliere che ci sono in Sicilia
vanno tutte salvaguardate; ma non perché ho qualcosa contro la
struttura x, piuttosto che la struttura y, ma perché molto spesso
questo significa che noi teniamo in piedi strutture che non offrono
ai cittadini alcuna certezza dal punto di vista della cura. Quindi
bisognerebbe probabilmente, fare un ragionamento più onesto nei
confronti dei nostri cittadini. Io ti do una struttura qualificata
piuttosto che quattro strutture che non servono a niente.
Noi abbiamo strutture ospedaliere che avevano un senso all'inizio
del novecento, dal punto di vista della distribuzione della
popolazione, della viabilità e così via dicendo.
Penso che questo bisognerebbe fare e per questo mi rammarico che
l'ipotesi che era stata avanzata dall'assessore Borsellino di
costruire un polo materno-infantile di qualità e di eccellenza a
Messina sia stata abbandonata senza battere ciglio come se fosse un
tema secondario che non aveva nessuna attinenza con i bisogni di
salute della città e della provincia di Messina ma anche del suo
interland. Ricordo a tutti che Messina che pure ha i suoi problemi
è un punto di riferimento per buona parte della Calabria, per le
specialità che ha, e sarebbe potuto diventarlo ancora di più sul
versante materno-infantile.
Quindi, sosterrò la legge ma eviterei di fare trionfalismi anche
perchè vorrei ricordare che avendo letto la risposta che la
ministra Lorenzin ha dato all'Assessore per la sanità, ricorda
sempre la Ministra che la missione dell'I.R.C.C.S. che ha dato
luogo al riconoscimento di quella struttura che è importante e
spero diventi sempre più un fiore all'occhiello per la città, è
quella e non è la vocazione di ospedale generale perché non
potrebbe esserlo e sappiamo tutti che il manager del Piemonte' e
il manager dell'I.R.C.C.S. lavorano da tempo d'intesa con le
strutture dell'Assessorato per integrare al meglio i posti letto
che transitano dal Piemonte' all'I.R.C.C.S. con le caratteristiche
e con la missione dell'I.R.C.C.S..
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Digiacomo, mi
sento in dovere di fare qualche brevissima riflessione.
Intanto debbo dare atto all'assessore Gucciardi di avere avuto la
capacità di sedere tutta la classe dirigente, non solo politica, e
tutte le istituzioni sanitarie, attorno ad un tavolo, alla presenza
del prefetto. E forse in quella sede si è iniziato a fare
chiarezza. Così come non si può disconoscere che se c'era bisogno
di una nota ufficiale da parte del Ministro, perché fino ad oggi,
almeno, fino ad ieri non c'era, era inutile incardinare un disegno
di legge.
Questo ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza che ci deve
necessariamente appartenere anche nella diversità di vedute.
Così come ci dobbiamo dire con la massima chiarezza che il pronto
soccorso che verrà sarà un pronto soccorso diverso, lo dico perché
rimanga traccia e rimanga agli atti, e in questo momento lo dico da
messinese, - mi scuso con i colleghi delle altre province - , sarà
un pronto soccorso diverso da quello che noi abbiamo. Anche perché
nella nota esplicitamente si fa riferimento, - ed è per questo che
sono voluto intervenire prima - e anche perché riconosco grande
onestà intellettuale a tutti gli intervenuti -, ma soprattutto per
il ruolo che svolgono al Presidente della Commissione e
all'onorevole Gucciardi.
Si fa riferimento ad un pronto soccorso di base che è una cosa
diversa dal pronto soccorso che noi abbiamo perché in base al
decreto Balduzzi il pronto soccorso di base' ha un numero limitato
di specialità. Quindi noi non avremo le stesse specialità.
Se poi questa era la soluzione per avere un pronto soccorso di
base che probabilmente avrebbe potuto garantire pure l'A.S.P.,
però le cose ce le dobbiamo dire con la massima chiarezza, perché
in questo momento stiamo legiferando.
Così come con la massima chiarezza ci dobbiamo dire che la nota
del ministro Lorenzin è una nota che autorizza l'I.R.C.C.S. e
faceva bene l'onorevole Panarello così come l'onorevole Zafarana ad
evidenziarlo, a prendersi il carico di un pronto soccorso di base
ribadendo che la mission è quella della ricerca e della
riabilitazione. Non è il pronto soccorso, poi se è questa la
soluzione di un pronto soccorso di base, ripeto, che ben venga.
Ci siamo rimessi il 7 settembre alla presenza del Prefetto alla
soluzione che avrebbe trovato l'assessorato d'intesa con il
Ministro, così come, - onorevole Grasso mi riferisco a lei perché
ha fatto riferimento alle questioni finanziarie -, nella nota del
Ministro Lorenzin si dice che può avvenire l'accorpamento, ma
l'onere finanziario dell'accorpamento rimane a carico della Regione
siciliana, siccome si faceva riferimento a finanziamenti statali,
come se l'I.R.C.C.S. potesse destinare delle somme per la gestione
del pronto soccorso.
Su questo dobbiamo essere chiari, onorevole Grasso. Io - ripeto -
intervengo perché rimanga traccia, almeno potrò dire in coscienza
alcune cose, le ho dette e mi assumo la responsabilità di quello
che dico dando per scontato che io voterò questo disegno di legge
con la massima convinzione anche perché se la nota è
interlocutoria, - questo ce lo dobbiamo dire -, è perché, ripeto,
rimanga traccia, è pur vero che risultano che vi siano una serie di
interlocuzioni avviate perché ci sia un polo medico di eccellenza
di intesa con il Policlinico Universitario di Messina, siccome però
nella nota della Lorenzin non si fa riferimento e sappiamo che c'è
l'interlocuzione in corso, io, nella mia qualità di Presidente
dell'ARS, essendomi stato riferito da persone autorevoli di questa
interlocuzione in corso, ho il dovere di dirlo.
Questo è il dato di base fondamentale, quindi, che ben venga un
disegno di legge. Così, con la massima chiarezza, vorrei
evidenziare che ho sollecitato il Governo, se ne farà carico ma
l'avevo fatto prima con il Presidente Digiacomo, siccome si sta
discutendo della sanità messinese, - di questo si tratta -, avrei
evidenziato un problema che è quello dell'ospedale Margherita' che
è abbandonato dal 2001 e che non è destinato, assolutamente, se non
per qualche padiglione, ad attività sanitaria. Quest'Aula,
consapevolmente, nel 2009 votò un ordine del giorno portato avanti
dal sottoscritto, accettato, - anzi per l'esattezza -, come
raccomandazione dall'assessore al bilancio pro tempore,
l'assessore Armao, perché si parlava della vendita dell'ospedale
Margherita. Stiamo parlando della vendita e sa perché? Perché
quell'ospedale doveva essere destinato a riabilitazione.
Improvvisamente 182 posti per la riabilitazione sono scomparsi
dall'arredo ospedaliero, dal 2003 al 2009. Io posso dire che mi
sono fatto promotore di quell'ordine del giorno, ringrazio il
Governo di allora, l'assessore Armao che avviò le procedure anche
per porre il vincolo - quale bene culturale - sull'ospedale
Margherita. L'avevo proposto a lei e lei mi ha detto che se ne
sarebbe fatto carico. L'ho proposto all'assessore Gucciardi, domani
se l'Aula lo riterrà, in libertà di coscienza di votare un
emendamento che dia la possibilità di valorizzare l'ospedale
Margherita quale cittadella della cultura, ma l'Aula in piena
coscienza lo deve votare senza imboscate, senza voti segreti che,
secondo me, non dovrebbero appartenere al percorso che ci siamo
dati.
Ripeto, perché si faccia un discorso complessivo sulla sanità
messinese.
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, parto dall'ultimo, nel senso che l'emendamento l'avevo
già preparato e presentato, pronto per la prima norma utile che
sarebbe questa. Questo è il momento, però, in cui noi dobbiamo
mettere la parola fine' a questa vicenda perché, nonostante gli
sforzi tutti importanti e tutti in buona fede, l'equilibrio è
rimasto precario; tanto precario che si basa su una impugnativa,
rispetto ad una deliberazione del Direttore generale del Papardo ,
impugnata dal sindaco - io non sono un avvocato, ma mi sembra molto
fragile.
Se non facciamo chiarezza, c'è una deliberazione del Direttore
generale che dice il Piemonte non è più quello che era io, come
sindaco, la impugno perché sono il primo tutore.
Io non sono un amministrativista, non le saprei dire, ma mi pare
molto fragile questo equilibrio, molto fragile.
Quindi, ci dobbiamo sbrigare e, signor presidente, dobbiamo anche
chiarire, una volta per tutte, per non snaturare questa forzatura
che si sta facendo perché è una piccola forzatura, lo dobbiamo
ammettere.
Noi stiamo tentando di salvare un ospedale per acuti nel cuore di
Messina.
Preannuncio che presenterò un emendamento ad hoc . Il Ministero
cambi idea, ma tutta questa operazione la stiamo facendo per fare
in modo tale che, oltre al servizio da rendere all'IRC.S.S. Bonino-
Puleo io, cittadino di Messina, devo andare al Pronto soccorso, mi
devono rendere il servizio che mi devono rendere, mi devono
inoltrare in reparti che fanno un ospedale, quindi, le medicine, le
chirurgie e tutto quello che serve, né più e né meno che se fossi
un ospite del Bonino-Puleo . Chiaro?
Se noi scriviamo queste cose io, il disegno di legge, lo voto. Se
non scriviamo queste cose ci sono problemi, signor presidente. Ci
sono problemi perché, veda, per fare le cose né carne e né pesce e
lo dico a me stesso, e me ne faccio una censura ed un rimprovero.
Per questa ragione ci troviamo in queste condizioni.
Se nella rete ospedaliera avessimo messo, non genericamente, 57
posti letto o quanti erano, 71, non mi ricordo, allocati al
Piemonte , ma avessimo spiegato che cosa volevamo fare del
Piemonte , non avremmo lasciato alla libera, illuminata
interpretazione, i Direttori generali, con tutto il rispetto, degli
Assessori, dei Presidenti di Commissioni.
Noi siamo legislatori ed è il momento della chiarezza. Non
facciamo al contrario, di rimettere, un'altra volta le cose nelle
nebbie della libera e geniale interpretazione di questo o di quel
burocrate o funzionario.
Io rivendico il primato della politica.
Se noi abbiamo il coraggio di fare una norma, nella quale diciamo
questa struttura è a disposizione delle attività di ricerca, ma
mantiene il suo profilo di ospedale per acuti, bene. Altrimenti,
signor presidente dell'Ars, ci sono problemi. Chiaro?
All'uopo io presenterò degli emendamenti esemplificativi,
specifici a nome della commissione che mi onoro di presiedere,
eccetera.
Il pesce lo dobbiamo aprire tutto, per capire di quanti giorni è.
Se la norma che faremo, poi, fa rivedere le posizioni al Ministro,
rispetto a quello che noi decidiamo, bene, ma cose a metà e metà,
basta
Abbiamo sbagliato troppo a questo proposito. Il Ministro, poi,
dovrà riverificare se la norma che noi facciamo è aderente con le
funzioni del Bonino-Puleo , ma non voglio, all'indomani della
pubblicazione della legge, andare a pietire, al Direttore generale
di turno, se per cortesia mi fa un'ospitalità per i cittadini di
Messina, normali, quelli di quel quartiere. Basta
Abbiamo sbagliato, ma non siamo autorizzati a continuare a
sbagliare.
PRESIDENTE. Do la parola all'Assessore per la salute, onorevole
Gucciardi.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Grazie, signor presidente.
Credo che oggi si avvia un percorso d'Aula che mira, come diceva il
Presidente Di Giacomo, a scrivere la parola fine su questo
percorso, per certi aspetti anche accidentato.
Come è stato, con grande trasparenza, detto dagli interventi di
autorevoli colleghi che hanno parlato prima, nel senso che c'è
stato nel tempo anche una problematicità nell'affrontare il
problema e nel trovare le soluzioni perché altri disegni di legge
erano stati presentati con altre destinazioni di questo importante
presidio ospedaliero della città di Messina, per cui io mi sono
trovato ad affrontare questo tema così complesso quando era quasi
arrivato ad una conclusione con un disegno di legge peraltro
esitato dalla sesta commissione legislativa permanente sanità che è
esattamente quello che è arrivato in quest'Aula in questo momento.
Percependo la tensione e l'attenzione che la città di Messina
aveva ed ha rispetto a questo tema, e l'ho percepita andando
personalmente a Messina, convocando una riunione che a mio avviso
era doverosa, di tutti i parlamentari regionali e nazionali, delle
organizzazioni sindacali, di tutti i direttori generali, del
Policlinico compreso quindi, presso la sede istituzionale preposta
che è la Prefettura, peraltro con la presenza del Prefetto ed in
quella sede, con grande trasparenza ognuno, come correttamente
ricordava il presidente Ardizzone, ha avuto la possibilità di
esprimere la propria opinione rispetto ad un problema per il quale
l'obiettivo finale era uguale per tutti. Io ho parlato con tutti i
colleghi e con tutte le posizioni in campo, anche singolarmente. E
infatti, quando mi sono esposto pubblicamente con i mezzi di
comunicazione a Messina, ho detto e questo credo che sia
l'obiettivo che stiamo perseguendo, che l'unico obiettivo del
Governo e dell'assessore era quello di salvare, Presidente
Digiacomo, nel centro di Messina un ospedale storico, un ospedale
per acuti che ovviamente non può non avere un pronto soccorso di
base.
Per cui, al di là delle diverse legittime posizioni che
diventavano legittime o illegittime in progress, perché ad un
centro punto è intervenuto il decreto ministeriale 70 del 2015 che
recependo per intero il Ministro l'impalcatura del Balduzzi poneva
una pietra pesante rispetto ad altre soluzioni. Quindi, altre
soluzioni erano ipotizzabili, probabilmente nel passato, oggi
diventavano tecnicamente complicate e impossibili.
Questa è la ragione per cui è stato seguito dal Ministero e dal
Governo regionale il percorso dell'azienda sanitaria provinciale di
Messina, questa è la ragione per cui anche l'azienda Policlinico,
l'azienda ospedaliera universitaria non è stata ritenuta incoerente
rispetto alla disciplina vigente, coerente con un percorso che
potesse portare alla gestione dell'ospedale per acuti Piemonte.
E nelle interlocuzioni io personalmente ho ritenuto di avere, dopo
la riunione in Prefettura, con il Ministro e il suo gabinetto sono
state discusse le diverse ipotesi come correttamente mi ero
impegnato a prescindere dal fatto che in quella sede stava
prevalendo ragionevolmente, sul piano tecnico, un'altra ipotesi,
tutte le ipotesi in campo. L'unica ipotesi che può non incidere e
quindi non andare a costituire un precedente di deroga rispetto al
decreto ministeriale 70 del 2015 e rispetto all'impalcatura che
oggi il Ministero ci impone, era una soluzione anomala', nel senso
che una I.R.C.C.S. pubblica, peraltro l'unica pubblica della
Sicilia, potesse, mantenendo in maniera assolutamente inderogabile
la sua mission, che è appunto quella della ricerca e della cura, e
questo è un aspetto importante, anche andando nella direzione che
il Ministero vuole a livello nazionale dell'integrazione tra la
ricerca e l'assistenza, più che mai questa è la linea che il
Ministero vuole seguire a livello nazionale, probabilmente può
essere un'ipotesi di laboratorio questa, non vorrei dire
dell'accorpamento, della gestione da parte della governance
dell'I.R.C.C.S., lo voglio dire perché non è un gioco lessicale, la
governance dell'I.R.C.C.S., cioè il suo Direttore generale e i
direttori sanitari, cioè il managment gestisce certamente
appesantendosi. Non c'è dubbio che l'I.R.C.C.S. si appesantisca
nell'onere della gestione, gestisca un ospedale per acuti nel
centro di Messina, l'ospedale storico con il suo pronto soccorso.
Sappiamo bene, inutile soffermarsi, che non può esistere
l'ospedale senza pronto soccorso e viceversa e il pronto soccorso
senza reparti. Questa è la ragione per cui con grande chiarezza io
stesso, presidente Digiacomo, nella nota che ho indirizzato al
Ministero ho chiesto attrezzature, posti letto, etc. il pronto
soccorso e i reparti correlati, altrimenti stiamo parlando di
nulla, evidentemente. Il punto di arrivo, dunque, è salvare
l'ospedale Piemonte con i suoi reparti per acuti e il suo pronto
soccorso. Per questo io dico che ben vengano le correzioni, le
integrazioni, gli aggiustamenti del disegno di legge e con grande
correttezza e rispetto per questo Parlamento, di cui per altro io
stesso faccio parte, Presidente le ho chiesto di intervenire con
emendamenti della Commissione, esattamente come democraticamente la
Commissione ha lavorato in questi anni, fermo restando che il
Governo è a disposizione in un'interlocuzione che magari avremo a
fine seduta nel concordare quegli emendamenti, quegli aggiustamenti
del disegno di legge esitato dalla vostra Commissione per
raggiungere nella maniera più trasparente possibile questo
obiettivo.
Alla stessa maniera io ho il dovere di dire anche la correttezza
del Ministero. Al Ministero, ovviamente, sta a cuore il problema
che riguarda la mission dell'I.R.C.C.S.. E' esattamente capovolto
il problema. Non possiamo immaginare che questa operazione
stravolga la mission dell'I.R.C.C.S.. L'I.R.C.C.S. ha sempre quella
funzione di ricerca e cura, peraltro svolta in maniera eccellente
in questa Regione, il Ministero ha come obiettivo prioritario
strategico quello di potenziare le I.R.C.C.S. in tutto il Paese e
anche in Sicilia, ovviamente, questo deriva dall'interlocuzione che
io stesso, come vi dicevo, ho avuto con il Ministero e,
conseguentemente, l'ospedale Piemonte che sarà governato
dall'I.R.C.C.S. dovrà mantenere il profilo giuridico e la mission
istituzionale cui è preposto in questo momento. Però non dobbiamo
sottacere che l'ospedale Piemonte e il suo pronto soccorso è un
presidio in difficoltà, in difficoltà da anni, perchè è vero quello
che si dice dei 27 mila o più accessi, ma poi dobbiamo verificare.
Con questo io sto difendendo assolutamente l'esistenza e la
sopravvivenza di quell'importante presidio sanitario nel centro di
Messina, di questi 27 mila accessi quanti sfiorano
l'inappropriatezza. Perché la percentuale dei ricoveri rispetto
agli accessi indurrebbe a delle riflessioni profonde. Siccome
rispetto a questo tema l'Assessore ha assunto sin dall'inizio un
profilo laico e terzo, senza alcun pregiudizio nei confronti di
qualunque ipotesi, se non quella di aver percepito che quella
città, la città di Messina, vuole quel presidio nel centro di
Messina. Ma a questo mi sento di aggiungere una cosa.
Probabilmente, anzi certamente - questo lo dico nella
responsabilità della funzione che in questo momento rivesto - il
centro di Messina, quell'area di Messina non avrebbe: a) la
necessità e di questo mi farò parte attiva e sono grato, Presidente
Ardizzone, di aver posto alle pieghe del suo ragionamento il tema.
Il pronto soccorso dell'ospedale Piemonte peraltro non è l'unico
caso, perché la lotta contro l'inassociatezza dei ricoveri fa parte
della mission dell'assessorato e finché non avremo debellato questi
inutili sprechi non possiamo dire che avremo avuto battaglia vinta
rispetto a quella che deve essere una sanità senza sprechi con le
risorse destinate al cittadino.
Però, rispetto a questo, dobbiamo pur dire che la città di Messina
in quell'area ha bisogno di una batteria, di un corpo forte di
presidi ambulatoriali che, nel modo diretto, possano dare una
risposta precisa alla richiesta di salute dei cittadini che molto
spesso non è una richiesta per una patologia acuta, per cui si
rivolgono al pronto soccorso magari in maniera inappropriata, ma è
una offerta sanitaria di qualità, di ambulatori specialistici che
possano essere davvero la porta di accesso della salute in quella
città. Mi riferisco alla possibilità di istituire un PSA, un
presidio territoriale di assistenza, come previsto tra l'altro
dalla legge n. 5, in modo tale che chi viene all'ospedale per acuti
al suo pronto soccorso possa dare delle risposte concrete ed
efficaci alla città di Messina.
Signor Presidente, la ringrazio per aver posto il problema della
possibilità dell'IRCCS pur avendo la governance dell'ospedale
Piemonte e del suo pronto soccorso, però in linea, in coerenza con
la legge n. 5, che peraltro che lo prevede, possa stipulare
convenzioni con il Policlinico, l'Azienda ospedaliera universitaria
e con la stessa Azienda sanitaria provinciale per offrire ai
cittadini di Messina una offerta sanitaria a tutto tondo, che non
sia soltanto l'ospedale e il pronto soccorso perché altrimenti
facciamo diseducazione sanitaria.
Dobbiamo invitare i cittadini a rivolgersi ai pronto soccorsi
soltanto ed esclusivamente se si tratta di una patologia acuta ed
in questo senso l'assessorato mirerà a migliorare l'operatività di
chi, ovviamente, è la porta di accesso dell'ospedale per combattere
ulteriormente le inappropriatezze dei ricoveri, ma soprattutto per
offrire un servizio più adeguato al cittadino che, non avendo per
esempio una patologia acuta è inutile che si rivolga all'ospedale.
Però, dobbiamo offrire una alternativa, questo è il quadro
complessivo nel quale - ripeto - in maniera laica e assolutamente
istituzionale io mi rivolgo all'Aula perché, con gli emendamenti
che la Commissione e l'Aula riterranno di dover approvare per
migliorare questo disegno di legge, ci sia e si mantenga la
coerenza con quello che è l'apparato complessivo ordinamentale che
regola in questo momento la rete ospedaliera.
Sapete bene che siamo in una fase delicatissima di applicazione
del Balduzzi, lo stiamo facendo con grande energia e dando un
impulso persino fortemente determinato rispetto a questo tema,
perché la mancata applicazione di questo decreto, che è un decreto
di razionalizzazione della rete e di rifunzionalizzazione
complessiva del sistema sanitario, soprattutto ospedaliero,
certamente è assolutamente necessario, perché in questa regione si
possa tornare davvero a trovare i reparti con il personale
sanitario. Al di la di qualche parola in più o in meno, ricordo che
il decreto Balduzzi è del Governo Monti, e quattro anni con i
concorsi bloccati e con il precariato che nel frattempo si è
determinato sui contratti a tempo determinato hanno creato
certamente un vulnus che in questo momento dobbiamo provare con
tutte le nostre forze a sanare.
Quindi l'applicazione del Balduzzi, non dimentichiamolo, la stiamo
attuando in tutta la Regione salvaguardando il più possibile i
territori - lo sanno bene i componenti della VI Commissione
legislativa permanente - perché quelle linee guida sono state
costruite e scritte a più mani, ma nello stesso tempo non possiamo
pensare di adottare una delibera legislativa, di approvare una
legge che sia difforme da tutto questo.
Per cui, questo percorso di anomalia nasce dalle cose che ci siamo
detti e mi preme ringraziare la Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana che, con grande tempestività, qualche settimana fa, prima
della penultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
interloquendo con chi vi parla, ha ritenuto ed ha voluto che fosse
messo all'ordine del giorno comunque il disegno di legge, in attesa
che si completasse l'interlocuzione del Governo regionale con il
Governo nazionale, perché qualunque soluzione fosse stata adottata,
la legge 5 andava comunque cambiata.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
interno
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno
CIACCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ho appreso
insieme al mio Gruppo parlamentare di alcune dichiarazioni
dell'Assessore Baccei in merito al cosiddetto buco di bilancio'.
Penso che una tematica così importante debba essere discussa e
quanto meno si debba rendere partecipe il Parlamento, perché noi ad
oggi con questa situazione, di che cosa andiamo a trattare?
Noi abbiamo calendarizzato, io ero presente alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, i vari disegni di legge. Però
non possiamo muovere nulla se non capiamo effettivamente che cosa
ha detto la Corte dei Conti, se l'Assessore non comunica quanto
meno alla Commissione bilancio quali sono le criticità e capire
effettivamente come andare avanti perché tutto il resto è in
funzione della futura manovra. E ricordo che l'Assessore Baccei ha
dichiarato che entro la fine di questo mese sarebbe arrivato a
questo Parlamento un ulteriore testo di variazione di bilancio.
Ora, ci sono tante cose, tanta carne al fuoco, sappiamo tante
informazioni, però non si sta concretizzando nulla. Allora penso
che sia doveroso aprire un confronto con il Parlamento, capire
quali sono le criticità, per mettere in particolar modo la
Commissione Bilancio in condizione di poter intervenire, perché
altrimenti per ogni disegno di legge parliamo del nulla.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che si è già avviata la
discussione in Commissione di merito sul Documento di
programmazione economico- finanziaria. E' chiaro che queste
questioni di carattere finanziario debbano essere poste in via
preliminare, quindi già in Commissione si stanno esaminando.
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
tramite un comunicato stampa, non avendo ancora avuto modo di
confrontarmi con la Presidenza, che da parte del mio Gruppo
parlamentare c'è l'esigenza di chiedere a questa Presidenza ed
all'Aula che l'Assessore Croce, l'Assessore Pizzo ed anche
l'Assessore per l'Economia, effettivamente, per competenza, vengano
a riferire in Aula sulla difficilissima, critica, situazione che si
è verificata ieri, e per fortuna c'è stata un'avvisaglia venerdì,
sull'autostrada Messina-Catania.
Io stamattina sono stata in cantiere, abbiamo analizzato con la
Protezione Civile e con i tecnici ed i geologi dell'Assessorato
quali possono essere state le cause. Certo, al di la del rimpallo
di responsabilità di cui io ho potuto anche rendermi conto, qua c'è
una triangolazione pericolosissima di responsabilità tra
Assessorato Territorio ed Ambiente, Assessorato Infrastrutture e
CAS. Perché non dimentichiamo che questo è un ente
problematicissimo per cui, è vero che c'è stata la frana, è vero
che c'è una condizione di pericolosità e di rischio non censita -
giustappunto su quella collinetta, la collinetta prima sì, la
collinetta dopo pure - però questa collinetta che è franata non era
nel PAI.
Bisogna capire quali siano le future intenzioni degli Assessori,
non solo su questa questione che ha oggi creato difficoltà
gravissime ai siciliani, al trasporto, agli autotrasportatori.
Oggi è stato riaperto il transito sull'altra carreggiata alle ore
13, con la fila di camion e TIR - gli autotrasportatori sono in
rivolta in questo momento - perché abbiamo la Sicilia già spezzata
sulla A19 ed ora spezzata anche sulla A18.
Che poi si venga a fare la morale a noi perché la trazzera non è
sicura, sinceramente, non mi sembra opportuno.
In questa fase c'è stato un vergognoso silenzio.
Affrontiamo quindi le tre questioni e che vengano a riferire e
contestualmente approfondire la questione del CAS e valutarne anche
la possibilità - come già è stato fatto nel 2008 - di
interlocuzione per la revoca della concessione da parte dell'ANAS
al CAS.
Non si può più continuare in questa situazione di pericolo oltre
che sulla Messina-Catania anche sulla Messina-Palermo e sulla
Catania-Siracusa.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, mi faccio carico di questa
richiesta più che legittima ed è giusto che il Governo riferisca in
Aula sulla situazione di gravità che è sotto gli occhi di tutti e
soprattutto sui tempi di ripristino di una normale viabilità, se si
può utilizzare questo termine.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
ricordare che c'era un impegno - a margine della seduta d'Aula -
preso dal Presidente della Commissione Bilancio e al quale vorrei
fare riferimento rispetto alle cose dette prima dall'Assessore.
Certamente l'Assessore Baccei non può venir fuori con una battuta,
come ha fatto stasera, dicendo che per il 2016 c'è un grosso punto
interrogativo.
Sembrerebbe che tutto sia stato consegnato ad un ipotetico rinvio
senza alcuna certezza.
Da parte del Governo regionale, quindi, c'è stata un'evidente
ammissione di incapacità a procedere con l'Assessore che oggi, di
fronte la Corte dei conti, è uscito dicendo ai microfoni che
nessuna certezza potrà esserci dal prossimo anno.
Lo stesso Assessore Baccei che oggi, in Commissione Bilancio ha
sminuito la richiesta che perveniva da parte dei precari degli enti
locali. Quei precari, oltre ventimila persone, che sono finiti come
dentro gabbie con delle sbarre altissime come fossero prigioni ed
alle quali questo Parlamento - in testa il Governo e soprattutto la
Commissione Bilancio - dovrà dare delle risposte.
A quella gente abbiamo detto, circa due ore fa, che ci saremmo
rinviati subito dopo l'Aula e da quella gente ora dobbiamo tornare
perché in Commissione Bilancio ci aspetta, e a quella gente
dobbiamo dare delle risposte.
MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto
per comunicare che dal punto di vista del mio Gruppo,
l'interruzione dell'autostrada Catania-Messina pone ormai, in
maniera improcrastinabile, l'accento sulla necessità di mettere
termine alla inutile e dannosa esistenza del Consorzio Autostrade
Siciliane.
L'ente è venuto meno, ormai da troppo tempo, alle sue funzioni
istituzionali e si caratterizza soltanto per spreco di denaro
pubblico, si caratterizza per inadempienze verso terzi, si
caratterizza per nomine clientelari, si caratterizza per costanti
omissioni.
Io credo, signor Presidente, che questo Ente, questo carrozzone
venga tenuto in vita dal Governo Crocetta soltanto per non
dispiacere i soliti amici del giaguaro .
Poiché il problema è serio, poiché la precarietà della rete
stradale e autostradale in Sicilia non può ormai essere
sottovalutata da questo Parlamento e dal Governo, io la invito,
Signor Presidente, e se lo ritiene formalizzo la richiesta, a far
in modo che il Governo e mi affido anche alla diligente attenzione
dell'Assessore per la sanità, pur non essendo l'Assessorato
direttamente competente, affinché si valuti nella calendarizzazione
dei lavori l'opportunità di affrontare in Aula il tema legato alla
grande viabilità in Sicilia e alle sorti del CAS sul quale io credo
che questo Parlamento debba assumere una posizione chiara,
coraggiosa e definitiva.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'aula è rinviata a domani,
mercoledì 7 ottobre 2015, ore 16.00 con il seguente ordine del
giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
di Messina . (nn. 853-515/A) (Seguito)
Relatore: on. Digiacomo
3) - Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 . (n. 988/A)
Relatore: on. Nicotra
5) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
Relatore: on. Germanà
6) - Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
Relatore: on. Cirone
V -DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 467 - Ipotesi di riconversione della centrale
termoelettrica sita nel comune di San Filippo del
Mela.
(16 luglio 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
N. 480 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla emergenza ambientale nel
Comprensorio della Valle del Mela.
(6 ottobre 2015)
FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
GRASSO - MILAZZO G. - PAPALE - SAVONA
La seduta è tolta alle ore 19.17
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio