Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 280 di martedì 06 ottobre 2015
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 17.18

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,   non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE   Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna l'onorevole Forzese e l'onorevole Riggio.

    L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Barbagallo sarà in  missione
  dal 6 al 7 ottobre 2015.

    L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad  interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità:

   N.  878  -  Notizie  sulla  gestione  del  servizio  idrico  nella
  provincia di Caltanissetta.
   Firmatari:Miccichè Gianluca Antonello

   -  Con  nota prot. n. 24250/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità.

   N.  1149  -  Notizie in merito alla gestione del  servizio  idrico
  delle isole Eolie.
   Firmatari:Miccichè Gianluca Antonello

   - Con nota prot. n. 32035/IN.16 del 3/07/2014, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   N.  1217 - Delucidazioni sul mancato finanziamento e realizzazione
  di opere di fognatura e depurazione ad Alcamo Marina (TP).

   Firmatari:Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   - Con nota nota prot. n. 34292/IN.16 del 18/07/2014, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   N.  1252 - Notizie in merito alla costruzione di un nuovo impianto
  di depurazione a Castellammare del Golfo (TP).

   Firmatari:Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero;  Zito
  Stefano

   -  Con  nota  prot. n. 32960/IN.16 del 9 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia.

   N.   2045  -  Chiarimenti  circa  gli  oneri  e  la  remunerazione
  dell'attività   di  vettoriamento  acque  grezze   in   favore   di
  Siciliacque S.p.A da parte del Consorzio 5 di Gela (CL).
   Firmatari:Arancio Giuseppe Concetto

   -  Con  nota prot. n. 36396/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Imposta di soggiorno e turismo. (n. 1053)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Cirone,
  Barbagallo e Maggio in data 30 settembre 2015.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  siciliana recante  Istituzione di un'area a valenza turistica nella
  Città metropolitana di Messina - Valle del Mela:  Zona di interesse
  strategico, turistico, ambientale, nazionale - ZISTAN -  Valle  del
  Mela' . (n. 1054)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Germanà  in
  data 30 settembre 2015.

   - Iniziative volte a prevenire la violenza nel mondo dello sport e
  il   disagio   giovanile  attraverso  l'istituzione  della   figura
  dell''educatore di campo'. (n. 1055)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Bandiera  in
  data 2 ottobre 2015.

   -   Provvedimenti   per   la   valorizzazione   delle   esperienze
  professionali  acquisite da personale a contratto  determinato  nei
  futuri bandi di concorsi del comparto sanità. (n. 1056)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Sciuto  e
  Fontana in data 2 ottobre 2015.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
           di legge alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato e inviato alla
   competente Commissione

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI):

   -  Norme  in  materia  di  tutela degli  animali  domestici  e  da
  affezione,   prevenzione  e  controllo   del   randagismo   e   dei
  maltrattamenti.  Modifiche e integrazioni alla  legge  regionale  3
  luglio 2000, n. 15. (n. 1058)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 ottobre 2015.
   Inviato il 5 ottobre 2015.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Norme  per  la promozione di start up e spin off, per il  rilancio
  del  sistema  produttivo dell'isola e dello  sviluppo  locale.  (n.
  1039)

   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.

   - Norme in materia di ittiturismo e pescaturismo. (n. 1040)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.
   PARERE IV.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Obbligo di monitoraggio in materia di gestione e prevenzione del
  rischio idrogeologico. (n. 1041)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 ottobre 2015.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  in  materia  di tutela del reddito della  categoria  dei
  Tutors  assegnati ai piani di inserimento professionale - Emergenza
  Palermo. (n. 1038)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Interventi   regionali   per  il  contenimento   della   spesa
  farmaceutica attraverso il recupero, la restituzione, la  donazione
  ai  fini  del  riutilizzo di medicinali in corso di  validità.  (n.
  1035)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.

   - Riordino mansioni dipendenti aziende sanitarie. (n. 1036)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.

   - Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 1042)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato l'1 ottobre 2015.

   -  Lotta  al  randagismo. Modifiche all'articolo  26  della  legge
  regionale 3 luglio 2000, n. 15. (n. 1044)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 ottobre 2015.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta dal Governo ed assegnata alla
  Commissione legislativa la seguente richiesta di parere:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V):

   - Legge regionale 2 luglio 2014, n. 16 "Istituzione degli ecomusei
  della Sicilia". Comitato tecnico-scientifico (n.  64/V).
   Pervenuto in data 2 ottobre 2015.
   Inviato in data 5 ottobre 2015.

      Comunicazione di assenze e sostituzione alle riunioni delle
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico, ai sensi dell'articolo  69,  comma  4,  del
  Regolamento interno, che nella seduta della Commissione legislativa
  permanente    Cultura,  formazione e  lavoro  (V)  n.  267  del  22
  settembre  2015  sono  risultati assenti gli onorevoli  Sammartino,
  Musumeci  e  Greco  Giovanni  e che l'onorevole  Zafarana  è  stata
  sostituita dall'onorevole Zito.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  322 - Attuazione delle norme in materia di integrazione socio-
  sanitaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   N.  323 - Corretto funzionamento del servizio idrico integrato del
  comune di Bagheria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Cordaro Salvatore

   N.  324  - Notizie in ordine al paventato definanziamento  per  il
  completamento dei lavori della strada statale 117 tra Nicosia  (EN)
  e Mistretta (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Grasso Bernadette Felice

   N.  325  -  Verifica  della  posizione del  funzionario  direttivo
  regionale, geom. Cicero, e dei relativi incarichi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello  Francesco;  Ciancio   Gianina;   Ferreri  Vanessa;   Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa  Salvatore;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   473   -  Revoca  dell'incarico  di  dirigente  generale   del
  Dipartimento regionale della Protezione civile.
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;   Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   Presentata il 25/08/15

   N.  477  - Dichiarazione dello stato di calamità naturale  per  il
  Comune di Catania e per i comuni limitrofi.
   Falcone   Marco;  Assenza  Giorgio;  Bandiera  Edgardo;   Federico
  Giuseppe;  Figuccia  Vincenzo; Grasso  Bernadette  Felice;  Milazzo
  Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo
   Presentata il 29/09/15

   N.  478  -  Sostegno  alle  emittenti  televisive  e  radiofoniche
  siciliane.
   Vullo Gianfranco; Laccoto Giuseppe; Maggio Maria Leonarda; Milazzo
  Antonella Maria; Panarello Filippo; Panepinto Giovanni
   Presentata il 29/09/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

        Comunicazione di trasmissione di decreto presidenziale

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 45476 del  1   ottobre
  2015,  pervenuta in pari data e protocollata al n. 8629/AulaPg  del
  2 ottobre successivo, la Segreteria generale della Presidenza della
  Regione  ha trasmesso copia  del decreto presidenziale n.  398/Area
  1 /S.G.  del  1   ottobre  2015,  di  assunzione  temporanea  delle
  funzioni di Assessore regionale per le attività produttive da parte
  dell'Assessore  per  l'istruzione e  la  formazione  professionale,
  sig.ra  Lo Bello, e contestuale cessazione delle relative  funzioni
  ad interim da parte del Presidente della Regione.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LO GIUDICE, deputato segretario:

    Art.  1. - Per quanto in premessa specificato, cessa l'assunzione
  temporanea  da  parte del Presidente della Regione  delle  funzioni
  dell'Assessore  regionale per le attività produttive,  n.  290/Area
  1/SG del 24 luglio 2015.
   Art.  2.  -  Contestualmente alla cessazione di cui  al  superiore
  articolo 1 ed al fine di garantire continuità nell'esercizio  delle
  funzioni    politico-amministrative   del    predetto    ramo    di
  Amministrazione, la sig.ra Maria Lo Bello, nata ad Agrigento il  28
  settembre  1956,  già  Assessore  regionale  per  l'istruzione,  la
  formazione  professionale, assume temporaneamente  la  funzione  di
  Assessore regionale per le attività produttive.
   Art.  3.  -  Il  presente decreto sarà pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana e nel sito internet della Regione
  siciliana, ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12
  agosto 2014, n. 21.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentari
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  riunitasi  oggi, sotto la presidenza del Presidente dell'Assemblea,
  on.  Ardizzone, presenti i Vicepresidenti dell'ARS, on.li Venturino
  e  Lupo,  ha  stabilito,  all'unanimità,   il  seguente  programma-
  calendario dei lavori per la corrente sessione:

   AULA

   L'Assemblea terrà seduta:
   oggi,  martedì 6 ottobre 2015, per la trattazione degli  argomenti
  già iscritti all'ordine del giorno;
   mercoledì  7 ottobre 2015, per l'eventuale seguito degli argomenti
  di  cui  sopra,  nonché  per  avviare la discussione  dei  seguenti
  disegni di legge:
   n. 174 /A in materia di immigrazione;
   n. 988/A in materia di cooperative giovanili;
   n. 349/A in materia di demanio trazzerale;
   n. 847/A in materia di tutela di aree ambientali.

   All'ordine del giorno della medesima seduta del 7 ottobre  saranno
  altresì iscritte le mozioni n. 480 e 467 in materia di tutela della
  Valle del Mela.

   Si   è   infine   convenuto  di  dare  mandato   alla   Presidenza
  dell'Assemblea di predisporre un nuovo riparto dei  seggi  ai  fini
  del  rinnovo delle commissioni legislative permanenti tenendo conto
  delle istanze avanzate da taluni gruppi parlamentari.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. La invito a riferire  sull'esito  dei
  lavori della seduta congiunta delle Commissioni  V  e  II  in  modo
  tale da disciplinare l'andamento dei lavori.

   GRECO Marcello. Signor Presidente, abbiamo sospeso i lavori,  come
  richiesto dalla Presidenza, e rinviato dopo l'Aula.
   Sull'ordine  dei  lavori, invece, siccome  sul  disegno  di  legge
  riguardante  l'esercizio dell'attività della subacquea industriale,
  gli  uffici  hanno chiesto un esame di questo decreto,  per  quanto
  riguarda alcune parti per problemi di incostituzionalità, le chiedo
  pertanto il rinvio di una settimana.
   Non trattarlo, dunque, oggi ma di trattarlo fra una settimana.
   E' una richiesta degli uffici.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  ho  già  contattato  la  dottoressa
  Corsello in merito, il problema nasce all'articolo 4 dove la parola
   registro   -  come  da norma nazionale - sarà sostituita,  con  un
  emendamento, con la parola  listato  o  elenco .

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il Presidente della Commissione  mi
  ha  chiesto correttamente di rinviare di una settimana, gli  uffici
  hanno  chiesto  approfondimenti  e  pertanto  la  trattazione  sarà
  rinviata di una settimana.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno:  Seguito  della
  discussione  della mozione N. 462 - Istituzione di una  Commissione
  parlamentare d'indagine sulla gestione del sistema dei  rifiuti  in
  Sicilia,  a firma degli onorevoli Greco G. - Figuccia - Di Giacinto
  - Cordaro  -Tamajo - Alongi - Siragusa.
   Essendo  assente  l'Assessore Contrafatto,  la  trattazione  viene
  rinviata alla prossima settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che l'Assessore Gucciardi ha fatto pervenire una nota.
    Ne do Lettura:
    In  data  odierna  l'ufficio  di  Gabinetto  del  Ministro  -  fa
  riferimento a ieri - della salute con nota protocollo n. 8647 del 5
  ottobre  2015, ha riscontrato la nota dello scrivente n. 73463  del
  28  settembre,  con  la quale si chiedeva se l'  I.R.C.C.S,  Centro
  Neurolesi  Bonino  Pulejo di Messina potesse  acquisire  i  locali,
  proprietà posti letto e servizi annessi incluso il Pronto  Soccorso
  di  base  e  i servizi correlati, in atto appartenenti al  Presidio
  Ospedaliero Piemonte di Messina.
   In  virtù  dell'accorpamento di cui al disegno di  legge  pendente
  presso  l'Assemblea regionale siciliana, il Ministero,  preso  atto
  delle  assicurazioni  fornite circa il mantenimento  della  mission
  dell'Istituto Bonino Pulejo, rappresenta che il nulla  osta  su  un
  piano generale alla proposta integrazione.
   Si  riferisce quanto sopra affinché la trattazione del disegno  di
  legge recante:  Modifiche alla legge regionale  14 aprile 2009,  n.
  5, Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S Bonino Pulejo
  di Messina, venga incardinata in Aula nella prossima seduta fissata
  per domani 6 ottobre 2015.
   In  conferenza  dei  Capigruppo abbiamo convenuto  di  incardinare
  stasera  e  dare  termine fino a domani per la presentazione  degli
  emendamenti.

   aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale  Piemonte  all'IRCCS
   Bonino Pulejo di Messina. (nn. 853-515/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno.
  Discussione del disegno di legge  Modifiche alla legge regionale 14
  aprile  2009,  n.  5  -  Accorpamento dell'Ospedale  Piemonte  all'
  I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina . (nn. 853-515/A) Relatore: on.
  Digiacomo.
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prende  posto  al  banco
  assegnato.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Digiacomo per  illustrare  il
  disegno di legge

   DIGIACOMO,  presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con la norma che si  propone  alla
  vostra  attenzione l'Ospedale Piemonte dell'ex Azienda  ospedaliera
  Ospedali  riuniti Papardo Piemonte è accorpato al   all' I.R.C.C.S.
  Centro Neurolesi di Messina che mantiene la denominazione attuale.
   Dopo il comma 4 dell'art. 8 della l.r. 14 aprile 2009 n. 5, è,  al
  superiore fine, inserito il seguente:
    5.  L'Ospedale  Piemonte  dell'ex  Azienda  Ospedaliera  Ospedali
  riuniti   Papardo  Piemonte  è  accorpato  all'I.R.C.C.S.,   Centro
  Neurolesi  Bonino Pulejo di Messina, che mantiene la  denominazione
  attuale .
   Entro  180  giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
  legge,  con  decreto  del  Presidente della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale della salute, previa delibera  di  Giunta
  regionale  e previo pareri della VI Commissione Servizi  sociali  e
  sanitari  dell'Assemblea regionale siciliana e dei Ministeri  della
  Salute  e  dell'Economia,  sono  disciplinati  criteri  e  modalità
  operative  che  assicurano il passaggio di immobili,  attrezzature,
  personale e dotazione di posti letto dell'Ospedale Piemonte secondo
  quanto  previsto  nella rete ospedaliera, dall'Azienda  ospedaliera
  Ospedali  riuniti Papardo-Piemonte all'I.R.C.C.S. Centro  Neurolesi
  Bonino  Pulejo che mantiene le attività di emergenza-urgenza nonché
  la mission dell'Istituto.
   Alla   fine  di  questa  breve  relazione  introduttiva,   se   mi
  consente non voglio farmi interprete delle sue volontà  sull'ordine
  dei  lavori  e  sui  tempi  assegnati per emendamenti,  discussione
  generale  e  altro, ma per evitare qualche polemica di troppo,  che
  potrebbe farci perdere tempo, le preannuncio un emendamento  a  mia
  firma,  e  che  mi  onorerò  di proporre agli  altri  membri  della
  Commissione e al Governo per un parere favorevole, che risolverebbe
  una  serie  di  dicerie  che  io ritengo  infondate.  Mi  riferisco
  segnatamente   all'aspetto  patrimoniale  dell'ospedale   Piemonte:
  dicerie secondo le quali si procederebbe ad una spoliazione  di  un
  bene  della  Regione  siciliana a favore  di  un  soggetto  la  cui
  titolarità, in qualche modo, è anche dello Stato italiano.
   L'emendamento  che noi sottoporremo al suo vaglio  e,  qualora  lo
  ritenesse ammissibile, che sottoporremo all'Aula, suonerà in questo
  modo:  nulla osta rispetto a questa modifica della legge regionale,
  ma  per  quanto  riguarda  il patrimonio della  Regione  siciliana,
  rimane patrimonio della Regione siciliana con le caratteristiche di
  inalienabilità, immodificabilità e tutto quanto sia a  salvaguardia
  del bene supremo del patrimonio  della Regione Sicilia.
   Quindi  se  ci  dovesse  essere una  costruzione  di  illazioni  a
  proposito  della modifica della legge regionale si può  andare  nei
  termini  politici:  il patrimonio quello è e  quello  rimane  nella
  disponibilità della Regione siciliana, che lo darebbe  in  comodato
  d'uso  soltanto per un numero limitato di anni. Questo era il senso
  dell'intervento.

   PRESIDENTE.  Allora,  visto  che sono  stati  preannunciati  degli
  emendamenti,   anticipiamo  il  termine   di   presentazione,   on.
  Digiacomo,  anziché  alle ore 15.00, alle ore 12.00,  dando  un'ora
  agli  Uffici  per  lavorare  insieme al Governo,  d'intesa  con  la
  Commissione, per verificare il contenuto degli stessi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  chiedo un attimo di attenzione, perché questo disegno di legge  era
  stato  concepito  in un momento diverso rispetto all'attualità  del
  problema  dell'ospedale  Piemonte, che oggi  esiste  a  Messina.  I
  termini  erano quelli di 180 giorni, e io credo che questi termini,
  a questo punto, vadano certamente ridotti, perché 180 giorni, nella
  situazione,   data,  è  un  termine  troppo  lungo  rispetto   alle
  aspettative della città di Messina.
   Veda  io credo che su questo ci sono state troppe demagogie  e  in
  fondo  dobbiamo  dire la verità alla città di  Messina:  in  questo
  momento  viene data l'organizzazione dei posti letto e del Piemonte
  all'I.R.C.C.S.,  che  è  un  Istituto di ricerca  nazionale,  ferma
  restando la mission dell'I.R.C.C.S, che è quella della ricerca.
   Certamente  siamo in un momento con una deroga, che è  eccezionale
  rispetto  a  quelle che sono le norme del decreto  Balducci ,  ecc.
  L'unica cosa che io credo bisogna attenzionare - assessore mi segua
  -   è  che  c'è  un  problema  e  bisogna  vedere  se  focalizzarlo
  nell'ambito del disegno di legge o attraverso il suo decreto.
   Qui non si parla assolutamente di personale. Ora questo disegno di
  legge  ha bisogno sicuramente della parte del personale per evitare
  che poi venga impugnato per la parte economica.
   Se  noi  ci  perdessimo nella parte economica è chiaro che  questo
  disegno  di  legge non andrebbe sicuramente allo scopo  prefigurato
  che è quello di risolvere in tempi brevi il problema.
   Qui  manca  la parte del personale. Credo che un contatto  fra  la
  Commissione    e    l'Assessore   possa    sicuramente    risolvere
  immediatamente  questo problema perché altrimenti le  economie  che
  verrebbero tolte per poterle dare all'IRCCS sarebbero economie  che
  sono sempre del personale.
   Quindi  in  questo disegno di legge non si fa cenno  al  personale
  perché    evidentemente   è   demandato   al   decreto   successivo
  dell'Assessore.
   Quindi  questa  parte,  a  mio avviso, va focalizzata  meglio  per
  evitare praticamente anche incongruenze. Perché io leggo, assessore
  non parla di personale, parla di posti letto?

   FORMICA. C'è scritto del personale.

   LACCOTO.  Demanda all'Assessorato. Qua c'è un problema, Assessore.
  Il  personale del Piemonte che in questo momento è al Piemonte è un
  personale che transita all'IRCCS o transita secondo quali modalità?
   Non  è  un  problema  da  poco perché  scatteranno  una  serie  di
  problematiche.
   Quindi, invito l'Assessore, anche d'accordo con la Commissione,  a
  risolvere  a  monte  questo problema onde evitare  problemi  in  un
  secondo momento.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   cittadini.
  Ritorniamo alla formula che utilizzavamo all'inizio. Perché proprio
  i  cittadini  in questo momento che vengono chiamati qua  dentro  a
  porre  attenzione  e sicuramente operazioni di questo  tipo  stanno
  creando  quella giusta consapevolezza fuori da qua dentro e  stanno
  facendo capire come si lavora qua dentro.
   La  ringrazio,  presidente  Di  Giacomo,  per  essersi  soffermato
  sull'aspetto   patrimoniale.  Chi  ha  parlato  dopo,   l'onorevole
  Laccoto,  sull'aspetto del personale. Andiamo per frammenti.  E  ci
  rendiamo conto su questo impervio cammino, un cammino che veramente
  definire  sordido e squallido è poco, di chiusura di una  struttura
  sanitaria pubblica a servizio della città di Messina. Assessore  mi
  senta,  anche se le conversazioni e i confronti con lei sono  stati
  tanti da parte mia e in Commissione su questa questione, per andare
  alla verità del nocciolo.
   Già il problema degli immobili, del patrimonio che non è da poco.
   Qua  arriviamo a patrimoni, sappiamo bene che l'ospedale  Piemonte
  ha  avuto  donazioni  dal momento della sua istituzione  e  proprio
  affinché  venisse istituita una struttura ospedaliera  all'indomani
  del terremoto di Messina. Cioè è un patrimonio storico per la città
  di  Messina,  oltre che un patrimonio dove è allocato  un  ospedale
  messinese. Il patrimonio è un nodo ancora non risoluto.  Ho  chiedo
  in  Commissione più volte all'allora assessore Borsellino di  dirmi
  come sarebbe avvenuto il trasferimento se c'è questo trasferimento,
  di sottolineare non in questa fase l'inalienabilità, ma addirittura
  l'indisponibilità del patrimonio sanitario che sappiamo  è  a  fine
  pubblico.
   Qua  silenzio.  Ancora il personale e ritorniamo agli  emendamenti
  dell'onorevole  Laccoto.  Perché? Perché è  un'operazione  nebulosa
  come  è  nebuloso tutto quello che non ha appiglio con la verità  e
  con  la  realtà  e ci devono fare ingoiare, ai cittadini  siciliani
  oltre che messinesi, le loro sporche manovre.
   Ve  le  vengo a spiegare le manovre perché qua c'è tutta una serie
  di  menzogne  e di bugie che sono state portate avanti  con  questa
  operazione  che  gioca  da più di un anno  e  comunque  affonda  le
  proprie radici dal 2011 in poi. Un'insieme di falsità come la  Roma
  bollita   di Chomsky; io la metto a bollire tanto le do da ingoiare
  le  informazioni, questa bolle, bolle, bolle, dopo  di  che  quando
  l'acqua avrà aumentato la temperatura la Roma  è morta. Andatevi  a
  leggere Chomsky se non conoscete questo pensiero.
   Andiamo a vedere le bugie una per una. E' un'operazione come    il
  decreto  Balduzzi  udite,  udite dobbiamo chiudere  l'ospedale.  Il
  decreto Balduzzi chi lo ha letto, io l'ho letto, prevede che per le
  regioni a statuto speciale esse possono, in virtù dell'articolo  17
  del   nostro   Statuto,  non  essere  sottoposte  alle  stringenti,
  chiaramente  si intende la Sanità non può essere una proliferazione
  di   posti   letto,  ma  dobbiamo  anche  capire  se  non  andiamo,
  strumentalmente, ad utilizzare dei decreti legislativi per i nostri
   porci comodi .
   Qui,  in questo momento, cosa stiamo facendo? Una sanità siciliana
  e  se  anche  non la volessimo sottoporre all'articolo  17  e  alla
  libertà  che ci da lo Statuto, il Balduzzi prevede che il  presidio
  ospedaliero di base con bacino fino a 150 mila abitanti,  assessore
  Gucciardi lei lo sa, può rimanere in vita e allora dov'è  il  nodo?
  Il  nodo è rappresentato dai doppioni. Bene:  chiudiamo i doppioni
  l'operazione di Vullo mandato da questo assessorato, lei Borsellino
  si  intende,  la  continuità amministrativa ci permette  di  potere
  parlare  con continuità globale, per chiudere l'ospedale perché  il
  Direttore  Vullo  ha  gradualmente  reso  inefficiente   con   atti
  amministrativi  l'ospedale.  Lo abbiamo  visto,  gradualmente,  per
  questa  operazione c'è stata una campagna mediatica anche  scadente
  sotto il profilo della verità.
   Un  decreto  dopo  l'altro, svuotiamo l'operatività  dell'ospedale
  fino  ad  arrivare al fatto che era poco sicuro, avevano dimostrato
  che  era  poco  resistente alla sismicità;  bene,  però  andiamo  a
  leggerci anche le altre carte e vediamo a scoprire che tre  milioni
  sono  stati  spesi per la ristrutturazione della piastra chirurgica
  dal 2010 e ancora abbiamo i padiglioni 4, 5, 6 e 7 e ancora abbiamo
  altri  beni  del  Piemonte alienati per cifre  che  superano  i  10
  milioni  dal 2010 ad oggi per far cosa? Per mantenere il potenziale
  della struttura.
   O siamo schizzofrenici o questa struttura che ho visitato e invito
  assessore  a visitarla, non lo so se poi l'I.R.C.C.S  le permetterà
  di  entrare, con le sale operatorie nuove e con i letti ospedalieri
  nuovi  e  vada al Policlinico, altro tasto dolente, dove mi  dicono
  gli  operatori che non potrebbero ricevere più di 30  mila  accessi
  nel  pronto  soccorso  dopo  la  chiusura  dell'ospedale  Piemonte,
  doppiando  gli  accessi attuali al Policlinico. Io  sono  stata  al
  Policlinico,  la  notte  prima  si  erano  verificate   due   risse
  all'arrivo delle autoambulanze e il giorno dopo erano arrivati pure
  ricoveri  impropri e persone che dovevano andare all'UTIC e  invece
  sono transitati al pronto soccorso.
   Di che stiamo parlando? La sanità messinese verrà distrutta, altro
  che salvare il Piemonte
   Andiamo  ancora  a  ritroso. I decreti del  direttore  Vullo  sono
  serviti   per  depotenziare  una  struttura  per  dire:    dobbiamo
  chiuderla   e  come  dobbiamo chiuderla?   No,  non  la  chiudiamo,
  vengono  i  salvatori  . I salvatori chi sono?  I  presentatori  di
  questo disegno di legge , l'onorevole Picciolo, l'onorevole Formica
  che  non  si capisce perché non debbano, a quest'Aula, spiegare  le
  ragioni  di  questo  disegno  di  legge.  Io  attendo  perché  lei,
  onorevole  Formica,   non si era iscritto a parlare,  la  gente  ha
  bisogno,  fuori, di comprendere e allora salviamo con che cosa  con
  l'I.R.CC.S.  Bonino  Pulejo. Peccato che, però, l'I.R.CC.S.  Bonino
  Pulejo  per  le  finalità che sono nel decreto  288  del  2003,  ha
  finalità di cura, ricovero e ricerca.
   Del resto, se fosse possibile, in questa maniera così tranquilla e
  serena,  far  transitare unità operative ad un'azienda ospedaliera,
  da  un'azienda  ospedaliera ad un I.R.C.S.S. ed, al contrario,  non
  avremmo  avuto tutto questo  casino  mediatico e mi  scuso  per  il
  termine,  che  ha straziato la città di Messina e  le  persone  che
  sanno che la gente è morta, dal luglio scorso, sulle autoambulanze,
  nel  tragitto  tra il Piemonte e il Pavardo, tra il Piemonte  e  il
  Policlinico  perché il  Pronto soccorso non poteva, per indicazione
  di Gullo, accogliere i politraumatizzati.
   Non  poteva  accogliere  i casi gravi. Soltanto  i  gravissimi  si
  dovevano mantenere.
   Noi,  messinesi, presidente Ardizzone anche lei sa che le distanze
  tra  i  vari presidi sono lunghe e Messina ha un unico asse  viario
  fondamentale.
   Allora   cosa  si  fa?   Se  non  avrò  chiarezza  sull'operazione
  immobiliare,  soprattutto,  non ce  ne  andremo  da  qua  dentro  e
  proporrò   un   emendamento,   altro   punto   importante,   perché
  l'I.R.C.S.S. non può garantire, allo stato attuale che ne  dica  il
  Ministero  e non deve garantire un Pronto soccorso di base,  perché
  le parole pesano come le pietre.
   I   pronto  soccorso,  se  vogliamo  dare  un  servizio  reale  ai
  messinesi,  deve  essere corredato di tutte le  unità  operative  a
  supporto.
   Questo  lo  sanno  a Messina anche i bambini, altrimenti,  è  aria
  fritta.
   State chiudendo un ospedale a Messina, senza che il Balduzzi ce lo
  imponga e senza che ci siano le ragioni.
   Andate  a vedere i doppioni che ci sono a Catania. Allora chiudete
  anche  i  doppioni  di  Catania  e  non  voglio  fare  un  discorso
  campanilistico.
   Emenderò il pronto soccorso perché passi una struttura completa  e
  perché,  soprattutto, in questo disegno di legge che  è  una  carta
  bianca  data all'assessorato e, quindi, al governo di fare  un  po'
  come  gli pare, vengano stabiliti dei principi base di trasparenza,
  di  legalità, di giustizia, rispetto alla amministrazione  di  beni
  pubblici e rispetto all'offerta di un servizio sanitario.
   Non  si  può dire ora vado al governo io e me la vedo  io  con  la
  sanità. Faccio quello che mi pare.
   I  posti  letto per acuti e la gente a Messina sa quello che  vuol
  dire,  me  li  porta  al  Papardo. Gli  lascio  la  riabilitazione,
  l'ospice  all'I.R.C.S.S. e mettiamo fuori una bella Croce  che  non
  vuol  dire niente perché diventa un ospedale in cui io arrivo,  poi
  mi riimbracano su un'altra autoambulanza e me ne vado fuori.
   Capisco  anche  le posizioni degli altri deputati della  provincia
  che,  giustamente,  allorquando si parlò di un  passaggio  all'ASP,
  economicamente questa cosa andava a dare fastidio ai deputati della
  provincia perché qua c'è una coperta che è troppo corta.
   Se  possiamo pagare i posti letto all'I.R.C.S.S.. lei,  assessore,
  mi  disse  tempo fa che il disavanzo del Piemonte  non  era  di  12
  milioni, bensì di 5 milioni, allora, la possibilità di mantenere la
  struttura c'era, quindi, non capisco e vado a chiudere il discorso,
  la  necessita, l'urgenza di questa operazione, quando  il  Balduzzi
  dovrà  entrare  in vigore al primo gennaio 2017. A chi  serve?  Qui
  prodest?   Chi  è  l'utilizzatore  finale  di  questa   operazione,
  assessore  ce  lo  deve  dire  perché,  sicuramente,   non   è   la
  cittadinanza messinese.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor presidente, onorevoli colleghi, governo io,  dopo
  aver sentito l'intervento dell'onorevole Zafarana, ritengo che  sia
  giusto,  nella qualità di proponente del disegno di legge,  mettere
  alcuni punti fermi.
   Anch'io,  come l'onorevole Zafarana, sono dell'avviso  che  nessun
  ospedale si dovrebbe chiudere in Sicilia e posso dire che,  persino
  durante la discussione sulla rete ospedaliera, allorquando c'era la
  previsione, qui ci sono i colleghi, il Presidente Di Giacomo lo sa,
  di  chiudere tout court e subito otto ospedali in Sicilia,  abbiamo
  fatto  in  modo,  assieme alla Commissione, assieme al  Presidente,
  assieme  a tutti, di dare una chance anche a questi ospedali  e  di
  prevedere  che nelle more, da qui al 2016, di fare la deadline,  il
  punto  finale  in  cui  si dovrà decidere ed  assicurare  a  questi
  ospedali le condizioni e i mezzi per poter dimostrare se sono utili
  o meno.
   Premesso che nessuno vuole fare demagogia in quest'Aula, ma se non
  partiamo dal presupposto che l'ospedale Piemonte, io voglio che  si
  torni  indietro ad un anno fa, l'ospedale Piemonte  era  chiuso  un
  anno  fa, si discuteva nella città, così come nelle sedi opportune,
  nella commissione sanità, di allegarci un PTE piuttosto che qualche
  altra soluzione ma non si parlava, nel luglio dell'anno scorso,  di
  mantenere in vita questo ospedale.
   Se  non  partiamo da questo presupposto e debbo dire, ad onor  del
  vero  - e la collega Zafarana lo sa, e sono io solo che posso  dire
  questo  - la previsione di darlo all'ASP io l'ho dimostrata con  un
  disegno  di legge che è stato presentato ad ottobre e prima ancora,
  voi non ci eravate, ma nel momento in cui si è discussa la legge 5,
  io  in  quella sede, avevo sostenuto fortissimamente, ci  sono  gli
  atti  parlamentari che parlano, l'idea di inserire allora l'azienda
  Piemonte,  accorparla  con l'ASP, ed in quella  sede  non  è  stato
  possibile farlo.
   Quindi,  lungi da noi la questione tra provincia e città, però  la
  collega  deve  pure  sapere  che,  dato  ormai  per  acquisito  che
  quell'ospedale  era  chiuso  un  anno  fa,  e  dato  per  acquisito
  ulteriormente che in Sicilia, così come in Italia, non  ci  possono
  essere  cittadini  di serie A e cittadini di  serie  B,  e  che  la
  situazione, non per colpa nostra, io sono all'opposizione come voi,
  ma  qui  non è un problema di opposizione o di maggioranza,  né  un
  problema di fare demagogia a tutti i costi, ma di trovare soluzioni
  che  siano praticabili e che vadano nella direzione del bene  della
  città ma anche per la Sicilia per alcuni aspetti che sono insiti  e
  nel disegno di legge e nella risposta del Governo e del Ministro.
   Non  è  che nessuno può negare che ci sono 8 posti letto per mille
  abitanti  della  città e 1.9 posti letto per mille  abitanti  nella
  provincia. Lo vogliamo negare? E' un dato comune a tutta la Sicilia
  perché anche nelle altre province si capisce che nelle città ci sia
  maggiore concentrazione di posti letto, però ritengo che proprio  a
  Messina  si sia giunti ad un dato che è paradossale. 8 posti  letto
  per  1000  abitanti in città, 1,9 posti letto per 1000 abitanti  in
  provincia.  Credo  che nessuno possa accettare una  situazione  del
  genere.  L'avere  individuato  questa  soluzione  che  era  l'unica
  possibile  perché era l'unica possibile? Perché nessuna  deroga  il
  Ministro avrebbe potuto dare all'ASP, perché nessuna deroga avrebbe
  potuto dare ad un'azienda ospedaliera o ASP per un fatto che  è  di
  natura  tecnica e anche di natura politica, tecnica perché  c'è  il
  Balduzzi, politica perché il ministero e il governo, qualunque esso
  sia,  sarebbero stati aggrediti sul fatto che davano la deroga  per
  l'accorpamento che evitava la chiusura di un ospedale in una  città
  piuttosto che un'altra e ci sarebbero state 17 richieste di  deroga
  quante sono le aziende siciliane. 17 o 19. Questo è comprensibile a
  chiunque.  Quindi quell'ospedale ha deciso la chiusura. Come  fare?
  Abbiamo  individuato  l'unica azienda che lo  stesso  Balduzzi,  il
  governo  nazionale riconoscono come come destinatari possibili  per
  la loro specificità di una deroga che è l'I.R.C.C.S.. Perché non  è
  vero  che  è questa l'unica soluzione che si è trovata qua rispetto
  al resto d'Italia. È una soluzione che è stata già applicata, messa
  in atto con altre I.R.C.C.S. nel resto d'Italia proprio per evitare
  la  chiusura  di  pronto soccorsi di ospedale,  si  è  proceduto  a
  chiudere  degli ospedali in altre province e ha dare la  titolarità
  all'I.R.C.C.S.  presente,  eventualmente,  in  quella  Regione   di
  assumersi   il  carico  dei  servizi  in  precedenza   offerti   da
  quell'ospedale compatibilmente con la sua mission e con  il  pronto
  soccorso  dato in gestione all'I.R.C.C.S.. Non è un capriccio.  Poi
  sono   d'accordo,   sgombriamo  il  campo,   sono   d'accordo   con
  l'emendamento  proposto dal Presidente Digiacomo, ma  che  è  stato
  sollevato  in  Commissione più volte, perché io  sono  una  persona
  onesta, più volte sollevato dalla collega Zafarana. Sono d'accordo,
  facciamo  chiarezza sul punto che riguarda la proprietà. A  me  non
  interessa  per niente ciò che attiene alla proprietà o  meno  degli
  immobili,  se  devono  passare  dall'Azienda  Papardo  -   Piemonte
  all'Azienda I.R.C.C.S., oppure se questi immobili restano  comunque
  un  bene  indivisibile della Regione e si debbono dare in  comodato
  d'uso.  Ma  figurarsi  Facciamo noi chiarezza, ultra  chiarezza  su
  questo.
   Sul  personale,  per venire incontro a quanto detto dall'onorevole
  Laccoto,  nel  rimandare  al  decreto  assessoriale  è  chiaramente
  specificato che si dà mandato all'Assessore per quanto riguarda  le
  attrezzature,  il  personale  e  tutto  ciò  che  serve,  immobile,
  attrezzature,  personale e dotazione e di posti letto  all'ospedale
  Piemonte,  trasferirle dal Papardo al Piemonte. Sono d'accordo  con
  quanto  propone l'onorevole Laccoto che forse - e qua,  Governo,  è
  vero, e stavo ad immaginare il disegno di legge in un altro momento
  storico  -  oggi i 180 giorni, cioè i 6 mesi, sarebbe bene  che  si
  riducessero almeno a tre mesi.

   RINALDI. Proponiamo un emendamento entro domani.

   FORMICA.   Lo  accorpiamo  nell'emendamento  stesso  che   fa   il
  Presidente della Commissione. Ritengo che 90 giorni siano  più  che
  sufficienti per dare tempo al Governo di stabilire le modalità.
   Piuttosto, io invece sottolinerei l'esigenza di vedere  in  questo
  emendamento della Commissione, di introdurre un qualcosa che  detta
  un  punto  fermo  circa  la  modalità di  avvio  del  nuovo  pronto
  soccorso, chiamiamolo così, o della funzione alla luce anche  degli
  accadimenti,  c'è  l'ordinanza del sindaco,  di  dire  qualcosa  in
  merito.  Ma  può farlo l'Assessore con un decreto che può  dare  la
  continuità delle prestazioni del pronto soccorso nella nuova  veste
  del  pronto  soccorso  stesso affidato all'I.R.C.C.S..  Può  essere
  l'Assessore  che  lo  fa con decreto oppure trovare  una  soluzione
  nell'emendamento che propone il Presidente della Commissione.
   Io  ritengo che non ci sia altro da dire se non che per una  volta
  vince  la  Sicilia, in questa terra abbiamo una I.R.C.C.S. pubblica
  sola, per fortuna, dico io, che ce l'abbiamo da Roma in giù, questa
  I.R.C.C.S.  pubblica, perché grazie a questo per una  volta  questa
  terra   può  avere  la  possibilità  di  un  centro  di  intervento
  riabilitativo sulle diverse branche con l'avallo del Ministero  che
  dovrà     finanziare  con  quei mezzi  la  parte  che  riguarda  la
  riabilitazione  che  è  tutta a carico  del  Ministero  per  quanto
  riguarda le infrastrutture, i macchinari e quant'altro serva. Non è
  che  ognuno  di  noi può dimenticare che costantemente  affluiscono
  richieste  da  tutte  le province siciliane e anche  calabresi  che
  chiedono  il  ricovero all'I.R.C.C.S. Neurolesi dove  non  ci  sono
  posti  a  sufficienza  perché da tutti ritenuta  come  un  istituto
  all'avanguardia della riabilitazione.
   Abbiamo  la  possibilità di estendere questa mission riabilitativa
  con  l'avallo  del Ministero e, quindi, avviare qui in  Sicilia  da
  parte  anche  di  altre  regioni  malati  che  hanno  necessità  di
  riabilitazione riusciamo pure con questa norma e con l'accordo  del
  Ministero  e  l'impegno  del Governo ad avere  la  possibilità  del
  Pronto  soccorso aperto, certo io per primo, se si doveva  lasciare
  l'ospedale Piemonte così com'è era o anzi con 220 posti  letto  ero
  d'accordo,  ma di fronte alla chiusura,  vanno bene le  correzioni,
  siamo   d'accordo   per  evitare  ogni  tipo  di  immaginazione   o
  speculazione,  però  non possiamo arroccarci sull'idea  di  chi  lo
  voglia  aperto,  la  norma per salvarlo, non  c'è  più  l'ospedale,
  chiude, ma io lo volevo aperto e non è così secondo me, se si fa il
  bene  dei cittadini, il bene dei cittadini è di cercare di  trovare
  la  soluzione  che  possa andare a salvare ciò che  interessa  alla
  città,  alla città interessa  e alla sanità e al Governo e a  tutti
  noi  interessa che ci sia il Pronto soccorso aperto; se  il  Pronto
  soccorso aperto ci sarà penso che abbiamo raggiunto il massimo  che
  potevamo raggiungere.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  Assessore,   il
  mio vuole essere un intervento semplicemente di ringraziamento, non
  un  intervento  politico. Già l'onorevole Formica  ha  tratteggiato
  ampliamente   logogenesi  di questa norma quello che si  attende  e
  poi,  ovviamente, lo sforzo politico che dovrà affrontare  produrre
  tecnicamente l'assessorato per completare il percorso che la  legge
  istituisce o istituirà quando sarà votata.
   I  fatti sono sotto gli occhi di tutti,  ci sono stati due  o  tre
  consigli  comunali  aperti, un paio di incontri in  Prefettura,  il
  Presidente,  Assessore,  ha affrontato con il presidente  Digiacomo
  in  Commissione   Sanità  più volte l'argomento la scelta  ispirata
  del  decreto  legge Picciolo-Formica, Formica-Picciolo  o  comunque
  esteso a tutti i deputati  che hanno sottoscritto questo disegno di
  legge e soltanto nella misura in cui approfittare  della specialità
  regionale dell' IRCCS pubblico perché il neurolesi non è   più  una
  fondazione  è  un  istituto  di  ricerca  scientifica   tecnologica
  pubblico  della Regione siciliana  con il controllo  da  parte  del
  Ministero  della  sanità,  quindi usufruisce  anche  non  solo  del
  controllo  e  delle verifica che nomina il revisore  dei  conti  il
  Ministero  della sanità, ma anche dei fondi della ricerca  ad  esso
  dedicati.
   Approfittando   di   questa  specificità  di  questa   istituzione
  messinesi si è riuscito, grazie alla benevolenza  degli assessori e
  del  signor Ministro e degli Uffici tecnici di ottenere, anche  per
  questo  voglio ringraziare i colleghi del NCD  che hanno in  questo
  senso perorato a livello nazionale con i deputati nazionali  questa
  legittima causa, siamo riuscita ad ottenere la possibilità di avere
  una  deroga   Al  Balduzzi   per  mantenere un pronto  soccorso  e,
  come  dice l'assessore Gucciardi nella nota al Ministro, i  reparti
  ad esso collegati, quindi non solo il pronto soccorso e l'emergenza
  urgenza,  ma anche i reparti per acuti ed  ad esso collegati  nella
  dotazione attuale dell'ospedale Piemonte alla trasformazione  della
  denominazione  dell'azienda  da  Papardo  Piemonte  a  neurolesi  x
  Piemonte.
   Questi  sono i fatti, questa è la realtà, la proprietà  legittima,
  le  osservazioni; se si devono fare delle modifiche ancorché sempre
  pubblico  con  pubblico  ma  può essere per  maggior  tutela  della
  Regione inserire la proprietà a tutela della Regione e mantenere la
  proprietà  totale visto che c'è questo problema del  Ministero  che
  potrebbe  avere  anche  un  controllo  a  quel  punto  su  un  bene
  regionale,  benissimo,  nessun problema è  stato  sviscerato  anche
  questo non credo che sia un motivo ostativo, non credo che sia   un
  motivo ostativo di personale. Saranno delle norme di buon senso  di
  logiche  nelle quali la politica dovrà tacere e dovranno parlare  i
  tecnici perché su una cosa voglio essere chiaro: se deve essere  un
  centro  di  eccellenza deve essere una eccellenza vera,  assessore,
  una   eccellenza   che  sia  richiamo  su  base   nazionale   delle
  professionalità   in   questo  settore.  Non   ci   devono   essere
  compromessi, non ci potranno essere compromessi, il Pronto soccorso
  dovrà   servire  un  centro  di  eccellenza  vero,  un  centro   di
  riferimento,  come dice il Ministro, per l'Italia meridionale,  per
  quanto riguarda la riabilitazione, ed i reparti che siano collegati
  devono  essere  governati  secondo  le  regole  del  Balduzzi,  con
  concorsi  pubblici, con concorsi destinati ad alti  professionisti,
  aperti  anche alle scelte se possibile internazionali, se ci  fosse
  necessità  di  fare investimenti in questo senso,  per  qualificare
  l'offerta sanitaria.
   In  questo  sono d'accordo con l'onorevole Zafarana. Purtroppo  da
  troppi anni l'offerta sanitaria della Sicilia e di Messina paga  lo
  scotto  di  scelte forse scellerate di anni ormai passati,  che  ci
  siamo  buttati alle spalle, che hanno portato ad una qualificazione
  a  singhiozzo  della  classe medica regionale che  probabilmente  è
  troppo  infarcita mantenendo le eccellenze che ha, ma infarcita  di
  personaggi che non hanno un curriculum ed una specificità di titolo
  all'altezza della situazione.
     Quindi  vero  che  bisogna riqualificare  la  sanità  e  noi  ci
  auguriamo,   con  il  contributo  anche  del  Gruppo   parlamentare
  Movimento  Cinque  Stelle, che questa scelta  che  verrà  fatta  di
  qualità  sull'I.R.C.C.S., possa rappresentare un punto di  partenza
  per  questa  nostra  Terra, per questa nostra città,  cambiando  le
  regole  e  somministrando buona sanità, sanità di livello,  che  si
  riverberi  sulla  provincia  di  Messina,  sulla  Sicilia  tutta  e
  sull'Italia meridionale.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo   su   questo   argomento  perché   voglio   ringraziare
  pubblicamente  l'Assessore Gucciardi che è riuscito, in  brevissimo
  tempo,  dal  suo  insediamento,  a risolvere  un  problema  che  ci
  portavamo e ci trascinavamo da anni nella provincia di Messina.
   Spero  di  non  ripetermi  nelle cose che  sono  state  dette  dai
  colleghi  che  mi  hanno  preceduto, ma  Le  voglio  ricordare  che
  l'alternativa  a  questa  soluzione,  che  è  stata  una  soluzione
  travagliata,  annosa,  ma che ha portato finalmente  alla  salvezza
  dell'Ospedale  Piemonte, non c'è, non c'è  e  l'abbiamo  detto  più
  volte  sia  in  Commissione, l'abbiamo ripetuto più volte  in  Aula
  nella   prima  relazione  che  c'è  stata,  l'abbiamo  detto  anche
  nell'incontro che c'è stato in Prefettura, convocato dall'Assessore
  Gucciardi, per tentare di trovare una soluzione.
   Lì    non   è   emersa   nessuna   alternativa   se   non   quella
  dell'accorpamento  all'I.R.C.C.S.. Era stato presentato  da  me  un
  disegno  di  legge  che  prevedeva l'accorpamento  all'Asp,  ma  su
  incontri  diversi che si sono succeduti insieme anche all'Assessore
  Borsellino,  prima con il Direttore generale Magistri e  poi  anche
  con  il  Direttore  Sirna, è emerso immediatamente  che  non  c'era
  nessuna   possibilità  di  accorpare  questo  presidio  ospedaliero
  all'Asp per una questione di copertura finanziaria e da qui poi  la
  convinzione  di  sostenere  l'unica soluzione  plausibile  che  era
  quella  dell'accorpamento all'I.R.C.C.S., ritirando il  disegno  di
  legge che prevedeva l'accorpamento all'Asp.
   Questa è l'unica soluzione, non ce ne sono state altre, né  ce  ne
  potevano essere perché non sono emerse neanche negli incontri e nel
  dibattito  che è emerso in Commissione, né quando è stata convocata
  in Prefettura dall'Assessore. Io credo che al di là di tutto quello
  che  è  stato  detto  a  volte  senza conoscere  la  materia  -  ed
  intervenire forse a volte fa più danno che bene - che la  proprietà
  se  resta  dell'Ospedale  Piemonte o dell'I.R.C.C.  S.  non  cambia
  nulla,  Presidente, perché sono sempre istituti di diritto pubblici
  e  quindi nessuno potrà portare a casa niente e per quanto riguarda
  invece  il  personale si era già previsto che rispetto alla  pianta
  organica  che sarà prevista sia nel nuovo accorpamento,  in  quello
  dell'Ospedale,  sarà  fatta  una scelta  dando  una  priorità,  una
  facoltà al lavoratore stesso - senza creare doppioni - di scegliere
  in quale struttura vorrà restare.
   Mi   permetta,  Presidente,  di  ringraziare  l'Assessore  che  ha
  dimostrato  che  la politica, e soprattutto, il  Governo  quando  è
  composto  da politici riesce ad essere determinata e a risolvere  i
  problemi   in  modo  immediato,  così  come  ha  fatto  l'Assessore
  Gucciardi.
   Nell'arco  di  un mese e mezzo, infatti, non solo ha convocato  in
  Prefettura tutti i deputati e le autorità competenti ma è  riuscito
  anche  a  Roma ad avere questa deroga  che non rappresenta cosa  da
  nulla.
   Voglio  ricordare che noi chiedevamo che - oltre l'accorpamento  -
  fosse  mantenuto  il  pronto soccorso come urgenza-emergenza  e  ha
  ottenuto anche questo.
   Credo  che  per  la  prima volta finalmente abbiamo  un  risultato
  positivo  per  la  città  di  Messina e dobbiamo  andare  fieri  ed
  orgogliosi di avere risolto un problema annoso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, per sgombrare il campo da demagogie che
  si vogliono fare sul percorso, che ha anche il mio convincimento  a
  firmare il disegno di legge.
   Dobbiamo  tornare  indietro,  prima dell'approvazione  della  rete
  ospedaliera, quando si discuteva della chiusura degli ospedali.
   Prima ipotesi, durante le audizioni, se all'ospedale Piemonte  era
  possibile trasferire il reparto materno-infantile del Papardo.
   Sono insorte le associazioni delle ostetriche dicendo che non  era
  possibile  perché  gli interventi strutturali al Papardo  hanno  un
  costo  così  esorbitante con la conseguente  preoccupazione  che  i
  parti non si svolgano in sicurezza.
   C'è stata una mobilitazione contro quella soluzione.
   Un  passo  indietro dell'Assessore Borsellino, nessuna  deroga  al
  decreto  Balduzzi .
   Per  preservare  una  struttura immobiliare,  che  rappresenta  un
  patrimonio  storico  e importante per la città,  si  è  cercata  la
  soluzione.
   Nessuno ha pensato mai di volere favorire - come si è voluto  fare
  intendere - l'IRCCS perché l'IRCCS aveva avuto la disponibilità del
  Policlinico  e  la  disponibilità del Papardo  perché  c'erano  dei
  padiglioni liberi al Papardo.
   Perché mi sono convinta, e vorrei fosse chiaro, a sottoscrivere il
  disegno di legge?
   Abbiamo  visto la rete ospedaliera che ha penalizzato la provincia
  totalmente, voi pensate che con le chirurgie, con tutti  i  reparti
  che  ci  sono  al  Papardo e al Policlinico, l'ASP  avrebbe  potuto
  mantenere  altri reparti? No  Avremmo avuto l'ospedale Papardo  con
  78 posti tra geriatria, PTE e poliambulatori.
   Qual   è   stato   l'escamotage?  Quello  di  proporre   all'IRCCS
  l'investimento, impiegando risorse del Ministero, ma  nello  stesso
  tempo noi abbiamo l'obbligo e il dovere di rassicurare la città  di
  Messina  che  il pronto soccorso del Piemonte non solo  rimarrà  in
  continuità ma c'è un obbligo da parte dell'IRCCS di potenziarlo, di
  renderlo  strutturalmente  più  funzionante  perché,  è  vero,   il
  Policlinico non potrà garantire da solo ricevere tutti gli utenti.
   Non  ci  sono  lacune, non ci sono ombre oscure e c'è un  percorso
  limpido  e  lineare da parte dei firmatari del disegno di  legge  e
  della  Commissione nel volere salvaguardare e garantire  un'offerta
  sanitaria degna ai cittadini di Messina.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, mi complimento con il neo Assessore
  per  avere risolto o quantomeno avviato a soluzione un problema che
  direi  è annoso e ha creato molte difficoltà e molte tensioni nella
  città di Messina.
   Io  ricordo che un giorno, personalmente, transitando per  Messina
  sono  rimasto  bloccato  per qualche ora da una  manifestazione  di
  gente inferocita che temevano la soppressione nel territorio di  un
  Presidio Ospedaliero.
   Sono  sicuro  che  l'Assessore  sappia  valutare  attentamente  la
  necessità di garantire i territori.
   Io  esprimo delle preoccupazioni per le sorti, invece,  di  quelli
  che  saranno  i Pronto Soccorso nel centro di Catania,  su  cui  si
  susseguono voci non controllate, non fondate e sarebbe opportuno  e
  necessario affrontare anche con una tempistica ravvicinata il  tema
  dei  Pronto Soccorso nei centri urbani, specialmente un  centro  di
  rilevanza  assoluta  come il centro di Catania,  dove  giornalmente
  confluisce mezza ex provincia per le attività di lavoro.
   Ma,  sono  sicuro  che non mancherà all'Assessore approfondire  il
  discorso e trarne le ovvie e naturali conseguenze.
   Invece, il mio intervento era finalizzato ad un altro aspetto. Non
  vorrei  che la fusione del Piemonte con altro Istituto,  cominci  a
  creare  le occasioni per una conflittualità giuridica e giudiziaria
  che prosegua all'infinito.
   Anche  perché è notizia di qualche giorno fa di incarichi affidati
  a  legali esterni alle Asp costano 5 milioni di euro l'anno e  sono
  delle  cifre  che  hanno  una  loro  consistenza  e  una  loro  non
  giustificazione.
   Quindi,  la  cosa  che  io  mi auguro e  che  questa  fusione  sia
  sviscerata,  pianifica  e  ponderata in modo  tale  da  evitare  il
  contenzioso  che  presumo ne possa derivare nel  futuro,  valutando
  preventivamente tutto ciò che ci sia da valutare.
   Colgo  l'occasione, Assessore, per ribadire, non tanto a  lei,  ma
  quanto  piuttosto al Governo nella sua interezza, la  necessità  di
  portare  a  compimento una riforma sui contenziosi  giudiziari  che
  costano  risorse  economiche alla Sicilia  e  creano  un  clima  di
  assoluta incertezza nell'azione amministrativa.
   Che  si  ponga  fine  una  buona  volta  per  tutte  alla  prassi,
  assolutamente negativa, di uffici di uno stesso assessorato che non
  riescono   a   trovare   un   momento  di   sintesi,   in   persona
  dell'Assessore,   ricorrendo   alle   vie   legali,    con    spese
  ingiustificate  e  contenziosi  infiniti  e  paralisi   dell'azione
  amministrativa.
   La  gente  chiede che il Governo governi e governi bene garantendo
  la certezza del diritto e il rispetto dei tempi.
   Questo  è l'appello che le rivolgo nella prossima fusione in  modo
  tale  da sgombrare preventivamente il campo a ciò che l'esperienza,
  purtroppo, ci dimostra essere una prassi costante.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sosterrò  il
  disegno di legge, anche perché dopo l'ultimo incontro in Prefettura
  presieduto  dall'Assessore Gucciardi è emerso  con  chiarezza  che,
  l'unico  modo, diciamo così, per offrire alla città di  Messina  il
  perdurare   di   un   Pronto  soccorso  all'Ospedale   Piemonte   e
  un'espansione  di  un  Istituto che  io  considero  molto  utile  e
  importante come L'I.R.C.C.S, nel centro della città, era quello  di
  approvare questo disegno di legge.
   Naturalmente, anche in rapporto al dibattito che si  è  sviluppato
  vorrei  fare  qualche  brevissima considerazione,  cogliendo  anche
  l'occasione della presenza dell'assessore.
   Io  penso - e credo che sia questo l'obiettivo del Governo che  io
  sostengo  e  dell'assessore Gucciardi - di lavorare per offrire  ai
  cittadini siciliani un'offerta sanitaria più qualificata, che,  per
  esempio, contrasti il flusso migratorio verso il continente, che  è
  uno dei problemi principali che abbiamo; e quindi dobbiamo lavorare
  per  fare in modo che le nostre strutture ospedaliere siano  sempre
  più riqualificate. Sono quindi d'accordo che l'I.R.C.C.S., che è un
  istituto  che  io  considero  importante,  possa  avere  gli  spazi
  necessari per migliorare la sua offerta.
   Per  quanto riguarda, però, la vicenda della ospedalità messinese,
  il  disegno  di  legge che stiamo approvando è in  qualche  maniera
  l'epilogo  di una vicenda - e su questo non sono d'accordo  con  la
  collega  Zafarana - che si è cucinata tutta nella città di Messina;
  e  non posso dare nessuna responsabilità all'Assessorato regionale,
  perché  vorrei  ricordare - ne accennava la collega  Grasso  -  che
  avendo  approvato  la rete ospedaliera, quella  che  è  tuttora  in
  vigore,  in una audizione l'assessore Borsellino ripropose,  perché
  sarebbe  stata una scelta utile per la sanità messinese,  ma  anche
  siciliana, l'ipotesi di specializzare l'Ospedale Piemonte,  che  ha
  un'antica  tradizione  in  questo  senso,  sul  versante   materno-
  infantile: costruire il cosiddetto polo materno- infantile come una
  struttura  che  andava verso l'eccellenza. Questa ipotesi  è  stata
  affondata rapidamente con un documento del sindaco della  città  di
  Messina, che ha stabilito che questa ipotesi non andava bene e che,
  invece,  al   Piemonte' si doveva costruire un polo  di  emergenza-
  urgenza.
   E'  del  tutto evidente che quello che si sta facendo all'Ospedale
  Piemonte  non ha niente a che vedere con il documento  del  sindaco
  della  città  di  Messina, perché poi dobbiamo dire  le  cose  come
  stanno.  In  rapporto  a  questo e  sulla  base  di  una  legittima
  esigenza,  che  tutti  sapevamo esserci da  parte  dell'I.R.C.C.S.,
  alcuni  colleghi  parlamentari  si sono  attivati  per  tentare  di
  mettere assieme le due cose.
   Io  penso che la città di Messina, rispetto all'ipotesi originaria
  proposta dall'Assessorato, non sono sicuro che ci guadagni; non per
  quanto riguarda l'I.R.C.C.S., che è fuori discussione, ma dal punto
  di vista della qualità della sua offerta sanitaria.
   Però  devo  dire con rammarico che la classe dirigente  messinese,
  sia  politica, sia amministrativa, sia sanitaria - perché i tecnici
  in  questo campo hanno un peso - non ha affrontato questo tema  con
  la  dovuta  attenzione e con gli approfondimenti del caso.  E  alla
  fine si è sostanzialmente arrivati a questa soluzione, che - ripeto
  - io voterò.
   Resta  il  fatto - lo dico all'assessore Gucciardi e al presidente
  Digiacomo  -  che  forse,  a  partire da  questa  vicenda,  bisogna
  riflettere  meglio  e di più su quale offerta  sanitaria  danno  le
  nostre strutture ospedaliere. Perché io non sono d'accordo con  chi
  sostiene che tutte le strutture ospedaliere che ci sono in  Sicilia
  vanno  tutte  salvaguardate; ma non perché ho  qualcosa  contro  la
  struttura  x, piuttosto che la struttura y, ma perché molto  spesso
  questo significa che noi teniamo in piedi strutture che non offrono
  ai  cittadini alcuna certezza dal punto di vista della cura. Quindi
  bisognerebbe  probabilmente, fare un ragionamento  più  onesto  nei
  confronti  dei nostri cittadini. Io ti do una struttura qualificata
  piuttosto che quattro strutture che non servono a niente.
   Noi  abbiamo strutture ospedaliere che avevano un senso all'inizio
  del  novecento,  dal  punto  di  vista  della  distribuzione  della
  popolazione, della viabilità e così via dicendo.
   Penso  che questo bisognerebbe fare e per questo mi rammarico  che
  l'ipotesi  che  era  stata  avanzata dall'assessore  Borsellino  di
  costruire  un  polo materno-infantile di qualità e di eccellenza  a
  Messina sia stata abbandonata senza battere ciglio come se fosse un
  tema  secondario che non aveva nessuna attinenza con i  bisogni  di
  salute  della città e della provincia di Messina ma anche  del  suo
  interland. Ricordo a tutti che Messina che pure ha i suoi  problemi
  è  un  punto di riferimento per buona parte della Calabria, per  le
  specialità  che ha, e sarebbe potuto diventarlo ancora di  più  sul
  versante materno-infantile.
   Quindi,  sosterrò la legge ma eviterei di fare trionfalismi  anche
  perchè  vorrei  ricordare  che avendo  letto  la  risposta  che  la
  ministra  Lorenzin  ha dato all'Assessore per  la  sanità,  ricorda
  sempre  la  Ministra che la missione dell'I.R.C.C.S.  che  ha  dato
  luogo  al  riconoscimento di quella struttura che  è  importante  e
  spero  diventi sempre più un fiore all'occhiello per  la  città,  è
  quella  e  non  è  la  vocazione di ospedale  generale  perché  non
  potrebbe  esserlo e sappiamo tutti che il manager del  Piemonte'  e
  il  manager  dell'I.R.C.C.S. lavorano  da  tempo  d'intesa  con  le
  strutture  dell'Assessorato per integrare al meglio i  posti  letto
  che transitano dal  Piemonte' all'I.R.C.C.S. con le caratteristiche
  e con la missione dell'I.R.C.C.S..

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole  Digiacomo,  mi
  sento in dovere di fare qualche brevissima riflessione.
   Intanto debbo dare atto all'assessore Gucciardi di avere avuto  la
  capacità di sedere tutta la classe dirigente, non solo politica,  e
  tutte le istituzioni sanitarie, attorno ad un tavolo, alla presenza
  del  prefetto.  E  forse  in  quella sede  si  è  iniziato  a  fare
  chiarezza.  Così come non si può disconoscere che se c'era  bisogno
  di  una nota ufficiale da parte del Ministro,  perché fino ad oggi,
  almeno,  fino ad ieri non c'era, era inutile incardinare un disegno
  di legge.
   Questo  ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza che  ci  deve
  necessariamente appartenere anche nella diversità di vedute.
   Così  come ci dobbiamo dire con la massima chiarezza che il pronto
  soccorso che verrà sarà un pronto soccorso diverso, lo dico  perché
  rimanga traccia e rimanga agli atti, e in questo momento lo dico da
  messinese,  - mi scuso con i colleghi delle altre province - , sarà
  un  pronto soccorso diverso da quello che noi abbiamo. Anche perché
  nella nota esplicitamente si fa riferimento, -  ed è per questo che
  sono  voluto  intervenire prima - e anche perché  riconosco  grande
  onestà intellettuale a tutti gli intervenuti -, ma soprattutto  per
  il   ruolo   che   svolgono  al  Presidente  della  Commissione   e
  all'onorevole Gucciardi.
   Si  fa  riferimento  ad un pronto soccorso di base che è una  cosa
  diversa  dal  pronto soccorso che noi abbiamo  perché  in  base  al
  decreto Balduzzi il pronto soccorso  di base' ha un numero limitato
  di specialità. Quindi noi non avremo le stesse specialità.
   Se  poi  questa era la soluzione per avere un pronto  soccorso  di
  base  che  probabilmente  avrebbe potuto garantire  pure  l'A.S.P.,
  però  le cose ce le dobbiamo dire con la massima chiarezza,  perché
  in questo momento stiamo legiferando.
   Così  come con la massima chiarezza ci dobbiamo dire che  la  nota
  del  ministro  Lorenzin  è  una nota che autorizza  l'I.R.C.C.S.  e
  faceva bene l'onorevole Panarello così come l'onorevole Zafarana ad
  evidenziarlo, a prendersi il carico di un pronto soccorso  di  base
  ribadendo   che  la  mission  è  quella  della  ricerca   e   della
  riabilitazione.  Non  è il pronto soccorso,  poi  se  è  questa  la
  soluzione di un pronto soccorso di base, ripeto, che ben venga.
   Ci  siamo  rimessi il 7 settembre alla presenza del Prefetto  alla
  soluzione  che  avrebbe  trovato  l'assessorato  d'intesa  con   il
  Ministro, così come,  - onorevole Grasso mi riferisco a lei  perché
  ha  fatto riferimento alle questioni finanziarie -,  nella nota del
  Ministro  Lorenzin  si  dice  che può avvenire  l'accorpamento,  ma
  l'onere finanziario dell'accorpamento rimane a carico della Regione
  siciliana,  siccome si faceva riferimento a finanziamenti  statali,
  come  se l'I.R.C.C.S. potesse destinare delle somme per la gestione
  del pronto soccorso.
   Su questo dobbiamo essere chiari, onorevole Grasso. Io - ripeto  -
  intervengo  perché rimanga traccia, almeno potrò dire in  coscienza
  alcune  cose, le ho dette e mi assumo la responsabilità  di  quello
  che  dico dando per scontato che io voterò questo disegno di  legge
  con   la   massima  convinzione  anche  perché   se   la   nota   è
  interlocutoria,  - questo ce lo dobbiamo dire -, è perché,  ripeto,
  rimanga traccia, è pur vero che risultano che vi siano una serie di
  interlocuzioni avviate perché ci sia un polo medico  di  eccellenza
  di intesa con il Policlinico Universitario di Messina, siccome però
  nella nota della Lorenzin non si fa riferimento e sappiamo che  c'è
  l'interlocuzione  in  corso, io, nella mia  qualità  di  Presidente
  dell'ARS, essendomi stato riferito da persone autorevoli di  questa
  interlocuzione in corso, ho il dovere di dirlo.
   Questo  è  il dato di base fondamentale, quindi, che ben venga  un
  disegno   di   legge.  Così,  con  la  massima  chiarezza,   vorrei
  evidenziare  che ho sollecitato il Governo, se ne  farà  carico  ma
  l'avevo  fatto  prima con il Presidente Digiacomo, siccome  si  sta
  discutendo della sanità messinese,  - di questo si tratta -,  avrei
  evidenziato un problema che è quello dell'ospedale  Margherita' che
  è abbandonato dal 2001 e che non è destinato, assolutamente, se non
  per   qualche   padiglione,  ad  attività  sanitaria.   Quest'Aula,
  consapevolmente, nel 2009 votò un ordine del giorno portato  avanti
  dal  sottoscritto,  accettato,   - anzi  per  l'esattezza  -,  come
  raccomandazione    dall'assessore   al   bilancio   pro    tempore,
  l'assessore  Armao,  perché si parlava della vendita  dell'ospedale
  Margherita.  Stiamo  parlando della vendita  e  sa  perché?  Perché
  quell'ospedale    doveva   essere   destinato   a   riabilitazione.
  Improvvisamente  182  posti  per la riabilitazione  sono  scomparsi
  dall'arredo  ospedaliero, dal 2003 al 2009. Io posso  dire  che  mi
  sono  fatto  promotore  di quell'ordine del  giorno,  ringrazio  il
  Governo  di allora, l'assessore Armao che avviò le procedure  anche
  per  porre  il  vincolo  -   quale bene culturale  -  sull'ospedale
  Margherita.  L'avevo proposto a lei e lei mi ha  detto  che  se  ne
  sarebbe fatto carico. L'ho proposto all'assessore Gucciardi, domani
  se  l'Aula  lo  riterrà,  in  libertà di  coscienza  di  votare  un
  emendamento  che  dia  la  possibilità  di  valorizzare  l'ospedale
  Margherita  quale  cittadella della cultura,  ma  l'Aula  in  piena
  coscienza  lo deve votare senza imboscate, senza voti segreti  che,
  secondo  me,  non dovrebbero appartenere al percorso che  ci  siamo
  dati.
   Ripeto,  perché  si  faccia un discorso complessivo  sulla  sanità
  messinese.

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, parto dall'ultimo, nel senso che l'emendamento  l'avevo
  già  preparato  e presentato, pronto per la prima norma  utile  che
  sarebbe  questa.  Questo è il momento, però, in  cui  noi  dobbiamo
  mettere  la  parola  fine' a questa vicenda perché, nonostante  gli
  sforzi  tutti  importanti  e tutti in buona  fede,  l'equilibrio  è
  rimasto  precario; tanto precario che si basa su  una  impugnativa,
  rispetto ad una deliberazione del Direttore generale del  Papardo ,
  impugnata dal sindaco - io non sono un avvocato, ma mi sembra molto
  fragile.
   Se  non  facciamo chiarezza, c'è una deliberazione  del  Direttore
  generale  che dice il  Piemonte  non è più quello che era io,  come
  sindaco, la impugno perché sono il primo tutore.
   Io  non sono un amministrativista, non le saprei dire, ma mi  pare
  molto fragile questo equilibrio, molto fragile.
   Quindi, ci dobbiamo sbrigare e, signor presidente, dobbiamo  anche
  chiarire,  una volta per tutte, per non snaturare questa  forzatura
  che  si  sta  facendo perché è una piccola forzatura,  lo  dobbiamo
  ammettere.
   Noi stiamo tentando di salvare un ospedale per acuti nel cuore  di
  Messina.
   Preannuncio  che presenterò un emendamento  ad hoc . Il  Ministero
  cambi  idea, ma tutta questa operazione la stiamo facendo per  fare
  in modo tale che, oltre al servizio da rendere all'IRC.S.S. Bonino-
  Puleo io, cittadino di Messina, devo andare al Pronto soccorso,  mi
  devono  rendere  il  servizio  che mi  devono  rendere,  mi  devono
  inoltrare in reparti che fanno un ospedale, quindi, le medicine, le
  chirurgie e tutto quello che serve, né più e né meno che  se  fossi
  un ospite del  Bonino-Puleo . Chiaro?
   Se  noi scriviamo queste cose io, il disegno di legge, lo voto. Se
  non  scriviamo queste cose ci sono problemi, signor presidente.  Ci
  sono problemi perché, veda, per fare le cose né carne e né pesce  e
  lo  dico  a me stesso, e me ne faccio una censura ed un rimprovero.
  Per questa ragione ci troviamo in queste condizioni.
   Se  nella  rete ospedaliera avessimo messo, non genericamente,  57
  posti  letto  o  quanti  erano, 71, non  mi  ricordo,  allocati  al
   Piemonte ,  ma  avessimo  spiegato  che  cosa  volevamo  fare  del
   Piemonte ,   non   avremmo   lasciato  alla   libera,   illuminata
  interpretazione, i Direttori generali, con tutto il rispetto, degli
  Assessori, dei Presidenti di Commissioni.
   Noi  siamo  legislatori  ed  è  il momento  della  chiarezza.  Non
  facciamo  al contrario, di rimettere, un'altra volta le cose  nelle
  nebbie  della libera e geniale interpretazione di questo o di  quel
  burocrate o funzionario.
   Io rivendico il primato della politica.
   Se  noi abbiamo il coraggio di fare una norma, nella quale diciamo
   questa  struttura è a disposizione delle attività di  ricerca,  ma
  mantiene  il  suo profilo di ospedale per acuti, bene.  Altrimenti,
  signor presidente dell'Ars, ci sono problemi. Chiaro?
   All'uopo   io   presenterò   degli  emendamenti   esemplificativi,
  specifici  a  nome  della commissione che mi onoro  di  presiedere,
  eccetera.
   Il  pesce lo dobbiamo aprire tutto, per capire di quanti giorni è.
  Se  la norma che faremo, poi, fa rivedere le posizioni al Ministro,
  rispetto a quello che noi decidiamo, bene, ma cose a metà  e  metà,
  basta
   Abbiamo  sbagliato  troppo a questo proposito. Il  Ministro,  poi,
  dovrà  riverificare se la norma che noi facciamo è aderente con  le
  funzioni  del   Bonino-Puleo , ma non  voglio,  all'indomani  della
  pubblicazione della legge, andare a pietire, al Direttore  generale
  di  turno,  se per cortesia mi fa un'ospitalità per i cittadini  di
  Messina, normali, quelli di quel quartiere. Basta
   Abbiamo  sbagliato,  ma  non  siamo  autorizzati  a  continuare  a
  sbagliare.

   PRESIDENTE.  Do  la parola all'Assessore per la salute,  onorevole
  Gucciardi.

   GUCCIARDI,  assessore  per la salute. Grazie,  signor  presidente.
  Credo che oggi si avvia un percorso d'Aula che mira, come diceva il
  Presidente  Di  Giacomo,  a scrivere la  parola   fine   su  questo
  percorso, per certi aspetti anche accidentato.
   Come  è  stato, con grande trasparenza, detto dagli interventi  di
  autorevoli  colleghi che hanno parlato prima,  nel  senso  che  c'è
  stato  nel  tempo  anche  una  problematicità  nell'affrontare   il
  problema  e nel trovare le soluzioni perché altri disegni di  legge
  erano  stati presentati con altre destinazioni di questo importante
  presidio  ospedaliero della città di Messina, per cui  io  mi  sono
  trovato  ad affrontare questo tema così complesso quando era  quasi
  arrivato  ad  una  conclusione con un  disegno  di  legge  peraltro
  esitato dalla sesta commissione legislativa permanente sanità che è
  esattamente quello che è arrivato in quest'Aula in questo momento.
    Percependo  la  tensione e l'attenzione che la città  di  Messina
  aveva  ed  ha  rispetto  a  questo tema, e l'ho  percepita  andando
  personalmente a Messina, convocando una riunione che a  mio  avviso
  era  doverosa, di tutti i parlamentari regionali e nazionali, delle
  organizzazioni  sindacali,  di  tutti  i  direttori  generali,  del
  Policlinico compreso quindi, presso la sede istituzionale  preposta
  che  è  la Prefettura, peraltro con la presenza del Prefetto ed  in
  quella  sede,  con  grande trasparenza ognuno,  come  correttamente
  ricordava  il  presidente  Ardizzone, ha avuto  la  possibilità  di
  esprimere la propria opinione rispetto ad un problema per il  quale
  l'obiettivo finale era uguale per tutti. Io ho parlato con tutti  i
  colleghi e con tutte le posizioni in campo, anche singolarmente.  E
  infatti,  quando  mi  sono esposto pubblicamente  con  i  mezzi  di
  comunicazione  a  Messina,  ho  detto  e  questo  credo   che   sia
  l'obiettivo  che  stiamo  perseguendo, che  l'unico  obiettivo  del
  Governo   e   dell'assessore  era  quello  di  salvare,  Presidente
  Digiacomo,  nel centro di Messina un ospedale storico, un  ospedale
  per  acuti  che ovviamente non può non avere un pronto soccorso  di
  base.
     Per  cui,  al  di  là  delle  diverse  legittime  posizioni  che
  diventavano  legittime  o illegittime in  progress,  perché  ad  un
  centro punto è intervenuto il decreto ministeriale 70 del 2015  che
  recependo per intero il Ministro l'impalcatura del Balduzzi  poneva
  una  pietra  pesante  rispetto ad altre  soluzioni.  Quindi,  altre
  soluzioni  erano  ipotizzabili,  probabilmente  nel  passato,  oggi
  diventavano tecnicamente complicate e impossibili.
    Questa è la ragione per cui è stato seguito dal Ministero  e  dal
  Governo regionale il percorso dell'azienda sanitaria provinciale di
  Messina,  questa è la ragione per cui anche l'azienda  Policlinico,
  l'azienda ospedaliera universitaria non è stata ritenuta incoerente
  rispetto  alla  disciplina  vigente, coerente con un  percorso  che
  potesse portare alla gestione dell'ospedale per acuti Piemonte.
   E nelle interlocuzioni io personalmente ho ritenuto di avere, dopo
  la  riunione in Prefettura, con il Ministro e il suo gabinetto sono
  state  discusse  le  diverse  ipotesi  come  correttamente  mi  ero
  impegnato  a  prescindere  dal  fatto  che  in  quella  sede  stava
  prevalendo  ragionevolmente, sul piano tecnico,  un'altra  ipotesi,
  tutte  le ipotesi in campo. L'unica ipotesi che può non incidere  e
  quindi non andare a costituire un precedente di deroga rispetto  al
  decreto  ministeriale  70 del 2015 e rispetto  all'impalcatura  che
  oggi il Ministero ci impone, era una soluzione  anomala', nel senso
  che  una  I.R.C.C.S.  pubblica,  peraltro  l'unica  pubblica  della
  Sicilia,  potesse, mantenendo in maniera assolutamente inderogabile
  la sua mission, che è appunto quella della ricerca e della cura,  e
  questo  è un aspetto importante, anche andando nella direzione  che
  il  Ministero  vuole a livello nazionale dell'integrazione  tra  la
  ricerca  e  l'assistenza, più che mai questa  è  la  linea  che  il
  Ministero  vuole  seguire  a livello nazionale,  probabilmente  può
  essere   un'ipotesi  di  laboratorio   questa,  non   vorrei   dire
  dell'accorpamento,  della  gestione  da  parte   della   governance
  dell'I.R.C.C.S., lo voglio dire perché non è un gioco lessicale, la
  governance  dell'I.R.C.C.S., cioè il suo  Direttore  generale  e  i
  direttori   sanitari,   cioè  il  managment   gestisce   certamente
  appesantendosi.  Non  c'è dubbio che l'I.R.C.C.S.  si  appesantisca
  nell'onere  della  gestione, gestisca un  ospedale  per  acuti  nel
  centro di Messina, l'ospedale storico con il suo pronto soccorso.
   Sappiamo   bene,  inutile  soffermarsi,  che  non   può   esistere
  l'ospedale  senza pronto soccorso e viceversa e il pronto  soccorso
  senza reparti. Questa è la ragione per cui con grande chiarezza  io
  stesso,  presidente  Digiacomo, nella nota che  ho  indirizzato  al
  Ministero  ho  chiesto attrezzature, posti letto,  etc.  il  pronto
  soccorso  e  i  reparti correlati, altrimenti  stiamo  parlando  di
  nulla,  evidentemente.  Il  punto  di  arrivo,  dunque,  è  salvare
  l'ospedale  Piemonte con i suoi reparti per acuti e il  suo  pronto
  soccorso.  Per  questo io dico che ben vengano  le  correzioni,  le
  integrazioni, gli aggiustamenti del disegno di legge e  con  grande
  correttezza e rispetto per questo Parlamento, di cui per  altro  io
  stesso  faccio  parte, Presidente le ho chiesto di intervenire  con
  emendamenti della Commissione, esattamente come democraticamente la
  Commissione  ha  lavorato in questi anni,  fermo  restando  che  il
  Governo  è a disposizione in un'interlocuzione che magari avremo  a
  fine seduta nel concordare quegli emendamenti, quegli aggiustamenti
  del   disegno  di  legge  esitato  dalla  vostra  Commissione   per
  raggiungere   nella  maniera  più  trasparente   possibile   questo
  obiettivo.
   Alla  stessa  maniera io ho il dovere di dire anche la correttezza
  del  Ministero. Al Ministero, ovviamente, sta a cuore  il  problema
  che  riguarda la mission dell'I.R.C.C.S.. E' esattamente  capovolto
  il   problema.  Non  possiamo  immaginare  che  questa   operazione
  stravolga la mission dell'I.R.C.C.S.. L'I.R.C.C.S. ha sempre quella
  funzione  di ricerca e cura, peraltro svolta in maniera  eccellente
  in  questa  Regione,  il  Ministero ha come  obiettivo  prioritario
  strategico quello di potenziare le I.R.C.C.S. in tutto il  Paese  e
  anche in Sicilia, ovviamente, questo deriva dall'interlocuzione che
  io   stesso,  come  vi  dicevo,  ho  avuto  con  il  Ministero   e,
  conseguentemente,   l'ospedale   Piemonte   che   sarà    governato
  dall'I.R.C.C.S. dovrà mantenere il profilo giuridico e  la  mission
  istituzionale cui è preposto in questo momento. Però  non  dobbiamo
  sottacere  che  l'ospedale Piemonte e il suo pronto soccorso  è  un
  presidio in difficoltà, in difficoltà da anni, perchè è vero quello
  che  si dice dei 27 mila o più accessi, ma poi dobbiamo verificare.
  Con  questo  io  sto  difendendo  assolutamente  l'esistenza  e  la
  sopravvivenza di quell'importante presidio sanitario nel centro  di
  Messina,    di    questi   27   mila   accessi   quanti    sfiorano
  l'inappropriatezza.  Perché la percentuale  dei  ricoveri  rispetto
  agli  accessi  indurrebbe  a  delle riflessioni  profonde.  Siccome
  rispetto  a  questo tema l'Assessore ha assunto sin dall'inizio  un
  profilo  laico  e terzo, senza alcun pregiudizio nei  confronti  di
  qualunque  ipotesi,  se  non quella di aver  percepito  che  quella
  città,  la  città  di Messina, vuole quel presidio  nel  centro  di
  Messina.   Ma   a   questo  mi  sento  di  aggiungere   una   cosa.
  Probabilmente,   anzi   certamente   -   questo   lo   dico   nella
  responsabilità della funzione che in questo momento  rivesto  -  il
  centro  di  Messina,  quell'area di  Messina  non  avrebbe:  a)  la
  necessità e di questo mi farò parte attiva e sono grato, Presidente
  Ardizzone, di aver posto alle pieghe del suo ragionamento il  tema.
  Il  pronto  soccorso dell'ospedale Piemonte peraltro non è  l'unico
  caso, perché la lotta contro l'inassociatezza dei ricoveri fa parte
  della mission dell'assessorato e finché non avremo debellato questi
  inutili sprechi non possiamo dire che avremo avuto battaglia  vinta
  rispetto a quella che deve essere una sanità senza sprechi  con  le
  risorse destinate al cittadino.
   Però, rispetto a questo, dobbiamo pur dire che la città di Messina
  in  quell'area  ha bisogno di una batteria, di un  corpo  forte  di
  presidi  ambulatoriali  che, nel modo  diretto,  possano  dare  una
  risposta  precisa alla richiesta di salute dei cittadini che  molto
  spesso  non  è una richiesta per una patologia acuta,  per  cui  si
  rivolgono al pronto soccorso magari in maniera inappropriata, ma  è
  una  offerta sanitaria di qualità, di ambulatori specialistici  che
  possano  essere davvero la porta di accesso della salute in  quella
  città.  Mi  riferisco  alla possibilità di  istituire  un  PSA,  un
  presidio  territoriale  di assistenza, come  previsto  tra  l'altro
  dalla legge n. 5, in modo tale che chi viene all'ospedale per acuti
  al  suo  pronto  soccorso  possa dare delle  risposte  concrete  ed
  efficaci alla città di Messina.
   Signor  Presidente, la ringrazio per aver posto il problema  della
  possibilità  dell'IRCCS  pur  avendo  la  governance  dell'ospedale
  Piemonte e del suo pronto soccorso, però in linea, in coerenza  con
  la  legge  n.  5,  che  peraltro che lo  prevede,  possa  stipulare
  convenzioni con il Policlinico, l'Azienda ospedaliera universitaria
  e  con  la  stessa  Azienda sanitaria provinciale  per  offrire  ai
  cittadini di Messina una offerta sanitaria a tutto tondo,  che  non
  sia  soltanto  l'ospedale  e il pronto soccorso  perché  altrimenti
  facciamo diseducazione sanitaria.
   Dobbiamo  invitare  i cittadini a rivolgersi  ai  pronto  soccorsi
  soltanto  ed esclusivamente se si tratta di una patologia acuta  ed
  in  questo senso l'assessorato mirerà a migliorare l'operatività di
  chi, ovviamente, è la porta di accesso dell'ospedale per combattere
  ulteriormente le inappropriatezze dei ricoveri, ma soprattutto  per
  offrire  un servizio più adeguato al cittadino che, non avendo  per
  esempio una patologia acuta è inutile che si rivolga all'ospedale.
   Però,  dobbiamo  offrire  una  alternativa,  questo  è  il  quadro
  complessivo  nel quale - ripeto - in maniera laica e  assolutamente
  istituzionale  io mi rivolgo all'Aula perché, con  gli  emendamenti
  che  la  Commissione  e l'Aula riterranno di  dover  approvare  per
  migliorare  questo  disegno di legge,  ci  sia  e  si  mantenga  la
  coerenza con quello che è l'apparato complessivo ordinamentale  che
  regola in questo momento la rete ospedaliera.
   Sapete  bene  che siamo in una fase delicatissima di  applicazione
  del  Balduzzi,  lo  stiamo facendo con grande energia  e  dando  un
  impulso  persino  fortemente determinato rispetto  a  questo  tema,
  perché  la mancata applicazione di questo decreto, che è un decreto
  di   razionalizzazione   della  rete  e   di   rifunzionalizzazione
  complessiva   del   sistema  sanitario,  soprattutto   ospedaliero,
  certamente è assolutamente necessario, perché in questa regione  si
  possa  tornare  davvero  a  trovare  i  reparti  con  il  personale
  sanitario. Al di la di qualche parola in più o in meno, ricordo che
  il  decreto  Balduzzi è del Governo Monti, e  quattro  anni  con  i
  concorsi  bloccati  e  con il precariato che  nel  frattempo  si  è
  determinato   sui  contratti  a  tempo  determinato  hanno   creato
  certamente  un  vulnus che in questo momento dobbiamo  provare  con
  tutte le nostre forze a sanare.
   Quindi l'applicazione del Balduzzi, non dimentichiamolo, la stiamo
  attuando  in  tutta la Regione salvaguardando il  più  possibile  i
  territori  -  lo  sanno  bene  i componenti  della  VI  Commissione
  legislativa  permanente  - perché quelle  linee  guida  sono  state
  costruite e scritte a più mani, ma nello stesso tempo non  possiamo
  pensare  di  adottare una delibera legislativa,  di  approvare  una
  legge che sia difforme da tutto questo.
   Per cui, questo percorso di anomalia nasce dalle cose che ci siamo
  detti e mi preme ringraziare la Presidenza dell'Assemblea regionale
  siciliana che, con grande tempestività, qualche settimana fa, prima
  della  penultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  interloquendo con chi vi parla, ha ritenuto ed ha voluto che  fosse
  messo all'ordine del giorno comunque il disegno di legge, in attesa
  che  si  completasse l'interlocuzione del Governo regionale con  il
  Governo nazionale, perché qualunque soluzione fosse stata adottata,
  la legge 5 andava comunque cambiata.

   PRESIDENTE.  Non  avendo alcun altro chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   interno

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno

   CIACCIO.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo   83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi  ho  appreso
  insieme   al   mio  Gruppo  parlamentare  di  alcune  dichiarazioni
  dell'Assessore Baccei in merito al cosiddetto  buco  di  bilancio'.
  Penso  che  una  tematica così importante debba essere  discussa  e
  quanto meno si debba rendere partecipe il Parlamento, perché noi ad
  oggi con questa situazione, di che cosa andiamo a trattare?
   Noi  abbiamo  calendarizzato, io ero presente alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, i vari disegni di legge.  Però
  non  possiamo muovere nulla se non capiamo effettivamente che  cosa
  ha  detto  la  Corte dei Conti, se l'Assessore non comunica  quanto
  meno  alla  Commissione bilancio quali sono le criticità  e  capire
  effettivamente  come  andare avanti perché  tutto  il  resto  è  in
  funzione della futura manovra. E ricordo che l'Assessore Baccei  ha
  dichiarato  che  entro la fine di questo mese  sarebbe  arrivato  a
  questo Parlamento un ulteriore testo di variazione di bilancio.
   Ora,  ci  sono  tante cose, tanta carne al fuoco,  sappiamo  tante
  informazioni,  però non si sta concretizzando nulla.  Allora  penso
  che  sia  doveroso  aprire un confronto con il  Parlamento,  capire
  quali  sono  le  criticità,  per  mettere  in  particolar  modo  la
  Commissione  Bilancio  in condizione di poter  intervenire,  perché
  altrimenti per ogni disegno di legge parliamo del nulla.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che si è già  avviata  la
  discussione   in   Commissione   di   merito   sul   Documento   di
  programmazione  economico-  finanziaria.  E'  chiaro   che   queste
  questioni  di  carattere finanziario debbano essere  poste  in  via
  preliminare, quindi già in Commissione si stanno esaminando.

   ZAFARANA.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  chiesto
  tramite  un  comunicato stampa, non avendo  ancora  avuto  modo  di
  confrontarmi  con  la  Presidenza, che  da  parte  del  mio  Gruppo
  parlamentare  c'è  l'esigenza di chiedere a  questa  Presidenza  ed
  all'Aula   che  l'Assessore  Croce,  l'Assessore  Pizzo  ed   anche
  l'Assessore per l'Economia, effettivamente, per competenza, vengano
  a riferire in Aula sulla difficilissima, critica, situazione che si
  è  verificata ieri, e per fortuna c'è stata un'avvisaglia  venerdì,
  sull'autostrada Messina-Catania.
   Io  stamattina sono stata in cantiere, abbiamo analizzato  con  la
  Protezione  Civile  e  con i tecnici ed i geologi  dell'Assessorato
  quali  possono essere state le cause. Certo, al di la del  rimpallo
  di responsabilità di cui io ho potuto anche rendermi conto, qua c'è
  una    triangolazione   pericolosissima   di   responsabilità   tra
  Assessorato  Territorio ed Ambiente, Assessorato  Infrastrutture  e
  CAS.    Perché   non   dimentichiamo   che   questo   è   un   ente
  problematicissimo per cui, è vero che c'è stata la  frana,  è  vero
  che  c'è una condizione di pericolosità e di rischio non censita  -
  giustappunto  su  quella  collinetta, la collinetta  prima  sì,  la
  collinetta dopo pure - però questa collinetta che è franata non era
  nel PAI.
   Bisogna  capire quali siano le future intenzioni degli  Assessori,
  non  solo  su  questa  questione  che  ha  oggi  creato  difficoltà
  gravissime ai siciliani, al trasporto, agli autotrasportatori.
   Oggi è stato riaperto il transito sull'altra carreggiata alle  ore
  13,  con  la fila di camion e TIR - gli autotrasportatori  sono  in
  rivolta  in questo momento - perché abbiamo la Sicilia già spezzata
  sulla A19 ed ora spezzata anche sulla A18.
   Che poi si venga a fare la morale a noi perché la  trazzera  non è
  sicura, sinceramente, non mi sembra opportuno.
   In questa fase c'è stato un vergognoso silenzio.
   Affrontiamo  quindi le tre questioni e che vengano  a  riferire  e
  contestualmente approfondire la questione del CAS e valutarne anche
  la   possibilità  -  come  già  è  stato  fatto  nel  2008   -   di
  interlocuzione  per la revoca della concessione da parte  dell'ANAS
  al CAS.
   Non  si può più continuare in questa situazione di pericolo  oltre
  che  sulla  Messina-Catania  anche sulla  Messina-Palermo  e  sulla
  Catania-Siracusa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana,  mi  faccio  carico  di   questa
  richiesta più che legittima ed è giusto che il Governo riferisca in
  Aula  sulla situazione di gravità che è sotto gli occhi di tutti  e
  soprattutto sui tempi di ripristino di una normale viabilità, se si
  può utilizzare questo termine.

   FIGUCCIA.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  ricordare  che c'era un impegno - a margine della seduta  d'Aula  -
  preso dal Presidente della Commissione  Bilancio  e al quale vorrei
  fare riferimento rispetto alle cose dette prima dall'Assessore.
   Certamente l'Assessore Baccei non può venir fuori con una battuta,
  come  ha fatto stasera, dicendo che per il 2016 c'è un grosso punto
  interrogativo.
   Sembrerebbe che tutto sia stato consegnato ad un ipotetico  rinvio
  senza alcuna certezza.
   Da  parte  del  Governo regionale, quindi, c'è  stata  un'evidente
  ammissione di incapacità a procedere con l'Assessore che  oggi,  di
  fronte  la  Corte  dei  conti, è uscito dicendo  ai  microfoni  che
  nessuna certezza potrà esserci dal prossimo anno.
   Lo  stesso Assessore Baccei che oggi, in Commissione  Bilancio  ha
  sminuito la richiesta che perveniva da parte dei precari degli enti
  locali. Quei precari, oltre ventimila persone, che sono finiti come
  dentro  gabbie con delle sbarre altissime come fossero prigioni  ed
  alle quali questo Parlamento - in testa il Governo e soprattutto la
  Commissione  Bilancio  - dovrà dare delle risposte.
   A  quella  gente abbiamo detto, circa due ore fa, che  ci  saremmo
  rinviati subito dopo l'Aula e da quella gente ora dobbiamo  tornare
  perché  in  Commissione  Bilancio  ci aspetta,  e  a  quella  gente
  dobbiamo dare delle risposte.

   MUSUMECI.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  un  minuto
  per   comunicare   che  dal  punto  di  vista   del   mio   Gruppo,
  l'interruzione  dell'autostrada  Catania-Messina  pone  ormai,   in
  maniera  improcrastinabile, l'accento sulla  necessità  di  mettere
  termine  alla inutile e dannosa esistenza del Consorzio  Autostrade
  Siciliane.
   L'ente  è  venuto meno, ormai da troppo tempo, alle  sue  funzioni
  istituzionali  e  si  caratterizza soltanto per  spreco  di  denaro
  pubblico,   si  caratterizza  per  inadempienze  verso  terzi,   si
  caratterizza  per nomine clientelari, si caratterizza per  costanti
  omissioni.
   Io  credo,  signor Presidente, che questo Ente, questo  carrozzone
  venga  tenuto  in  vita  dal  Governo  Crocetta  soltanto  per  non
  dispiacere i soliti  amici del giaguaro .
   Poiché  il  problema  è  serio, poiché la  precarietà  della  rete
  stradale   e   autostradale  in  Sicilia  non  può   ormai   essere
  sottovalutata  da questo Parlamento e dal Governo,  io  la  invito,
  Signor Presidente, e se lo ritiene formalizzo la richiesta,  a  far
  in  modo che il Governo e mi affido anche alla diligente attenzione
  dell'Assessore  per  la  sanità,  pur  non  essendo   l'Assessorato
  direttamente competente, affinché si valuti nella calendarizzazione
  dei  lavori l'opportunità di affrontare in Aula il tema legato alla
  grande viabilità in Sicilia e alle sorti del CAS sul quale io credo
  che   questo  Parlamento  debba  assumere  una  posizione   chiara,
  coraggiosa e definitiva.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'aula  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  7  ottobre  2015, ore 16.00 con il seguente  ordine  del
  giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                                GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                     LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

   IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
               dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
               subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Greco Marcello

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
               Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
               di Messina . (nn. 853-515/A) (Seguito)

                Relatore: on. Digiacomo

            3)  -  Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
               stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)

                 Relatore: on. Anselmo

            4)  -  Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
               120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
               11 . (n. 988/A)

                  Relatore: on. Nicotra

  5)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)

                Relatore: on. Germanà

            6)  -  Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
               vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)

                Relatore: on. Cirone

   V  -DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 467   -   Ipotesi   di  riconversione  della   centrale
              termoelettrica  sita nel comune di  San  Filippo  del
              Mela.

         (16 luglio 2015)

                                   ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA   TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                             FERRERI - PALMERI  LA ROCCA - CAPPELLO

         N. 480 - Istituzione  di  una   Commissione   parlamentare
              d'indagine    sulla    emergenza    ambientale    nel
              Comprensorio della Valle del Mela.

         (6 ottobre 2015)

                             FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
                           FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
                             GRASSO - MILAZZO G.  - PAPALE - SAVONA

                   La seduta è tolta alle ore 19.17

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio