Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.05.
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che saranno in missione l'onorevole Raia il
20 ottobre 2015 e l'onorevole Oddo dal 22 al 25 ottobre 2015.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 877 - Notizie sull'applicazione del regime dei contratti di
solidarietà da parte della Società Acque di Caltanissetta S.p.a.
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello
- Con nota prot. n. 24328/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Energia e i
servizi di pubblica utilità.
N. 1563 - Notizie in merito alle misure di compensazione
ambientale e territoriale dovute al Comune di Salemi (TP) da parte
delle società che gestiscono i parchi eolici presenti nel
territorio comunale.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 37627/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Energia ed i
servizi di pubblica utilità.
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 1876 - Notizie sui nuovi indirizzi strategico-gestionali del
Consorzio Autostrade Siciliane.
Firmatari: Forzese Marco Lucio
- Con nota prot. n. 40250/IN.16 dell' 1 settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
Infrastrutture e la mobilità.
N. 1887 - Iniziative finalizzate alla realizzazione del porto
turistico-commerciale di Gela (CL).
Firmatari: Federico Giuseppe
- Con nota prot. n. 35868/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale le infrastrutture e
mobilità.
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 2203 - Notizie in ordine ai criteri adottati nel decreto
dell'assessore per la salute del 7 marzo 2014 per individuare i
tratti di mare e di costa del litorale di Sciacca non adibiti alla
balneazione per la stagione 2014.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 480 - Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
sull'emergenza ambientale nel Comprensorio della Valle del Mela e
impegni conseguenziali del Governo della Regione.
Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Falcone Marco;
Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio; Bandiera Edgardo; Federico
Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio;
Savona Riccardo
Presentata il 6/10/15
Invito il deputato segretario a darne lettura:
FAZIO, segretario f.f.,
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il comprensorio della Valle del Mela', cui appartengono anche i
comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San
Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto (Messina),
è stato dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale'
(AERCA) dal 2002, e successivamente anche sito d'interesse
nazionale per le bonifiche (SIN) dal 2006;
singoli cittadini, gruppi ambientalisti, associazioni di
cittadini, amministrazioni comunali dell'intero comprensorio, anche
recentissimamente, hanno manifestato contro l'emergenza ambientale;
l'Arpa ha certificato in modo chiaramente inequivocabile che gli
inconvenienti ambientali lamentati hanno origine da emissioni delle
industrie del comprensorio stesso, non adeguatamente controllate;
l'osservatorio epidemiologico della Regione siciliana sullo stato
di salute della popolazione residente nelle aree ad alto rischio di
crisi ambientale conferma la maggiore incidenza di patologie
correlate all'inquinamento acustico, elettromagnetico, atmosferico,
del suolo e del sottosuolo;
in materia di prevenzione e di inquinamento la Comunità europea ha
sancito principi regolatori, fatti propri anche dall'Organizzazione
mondiale della sanità per la tutela degli esseri umani;
considerato che:
la società A2A ha dichiarato la volontà di procedere alla
riconversione della CTE Edipower di San Filippo del Mela anche per
l'utilizzo di CSS (combustibile solido secondario);
in data 2 aprile 2015 il Consiglio comunale di San Filippo del
Mela, e precedentemente altri 12 consigli comunali del
comprensorio, si sono espressi in senso sfavorevole;
gli impianti industriali di incenerimento, definiti di prima
fascia, sorgono a ridosso dei centri abitati;
sino ad oggi vi è stata la totale inerzia della Regione, la cui
inattività ha fatto sì che non venissero eseguiti quei lavori di
bonifica e quegli interventi per la messa in sicurezza della zona,
ritenuti essenziali;
l'inerzia della Regione siciliana risulta acclarata dal
recentissimo D.A. n. 107/GAB, con il quale l'Assessore per il
territorio e l'ambiente, a distanza di 13 anni, ha approvato una
scheda organica al piano di risanamento dell'area a elevato rischio
di crisi ambientale, al fine di creare reti di rilevamento per
il monitoraggio e caratterizzazione delle sostanze odorigene;
con la delibera di Giunta regionale n. 373 del 18 novembre 2013 è
stato dato mandato all'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente di istituire l'ennesima commissione tecnica con funzioni
consultive e propulsive nelle valutazioni tecnico-amministrative,
sullo stato di attuazione degli interventi in essere e
sull'adozione degli interventi da porre in essere per il
completamento del risanamento delle aree a elevato rischio di crisi
ambientale;
preso atto che:
la Commissione europea, inquirente nella procedura d'infrazione
sfociata nella sentenza della Corte di Giustizia europea del
19.12.12, ha condannato l'Italia per lo sforamento dei limiti del
PM 10 e la mancata adozione dei piani dell'aria;
dagli atti messi a disposizione da Arpa Sicilia, risulta che i
rilevamenti a partire dall'anno 2006 sono stati del tutto parziali
e quindi i dati rilevati erano comunque insufficienti a monitorare
le situazioni in essere e conseguentemente utili al fine
dell'adozione degli eventuali provvedimenti;
recentemente il giudice per le indagini preliminari del Tribunale
di Palermo, nell'ambito del procedimento RGNR n. 11184\12 RGGIP,
con provvedimento del 12.11.2014, ha evidenziato, tra l'altro, un
rischio ambientale incontrollato;
è indispensabile comprendere le ragioni per le quali si è
verificata dal 2002 una paralisi nella gestione dell'area a elevato
rischio di crisi ambientale del comprensorio del Mela;
dal punto di vista medico-sanitario, il progetto Sentieri'
(Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti
esposti a rischio da inquinamento), promosso dal Ministero della
salute e coordinato dall'Istituto superiore di sanità tra il 2010 e
il 2011, ha rilevato un aumento esponenziale dei ricoveri;
nel 2013 l'indagine Iniziativa per la tutela della salute e per
la protezione delle popolazioni delle aree ad elevato rischio di
crisi ambientale esposte a distruttori endocrini' quali i metalli
pesanti (Area di Milazzo-Valle del Mela) , eseguita dal
Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell'Università
degli studi di Messina, Istituto superiore di Sanità e
Organizzazione mondiale della sanità, presso le scuole medie della
Valle del Mela, comprese in un raggio di 10 chilometri dal sito
industriale, e che ha riguardato 200 partecipanti di età compresa
tra i 12 e i 14 anni, ha riscontrato valori di cromo totale e
cadmio superiori ai valori di riferimento e la presenza di
un'alterazione di alcuni gruppi dell'acido desossiribonucleico che
comporta un'errata lettura nella catena del DNA;
il territorio della Valle del Mela non è dotato di un piano di
emergenza esterno così come previsto dalla direttiva 96/82/CE
(recepita con decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334), relativa
al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose,
impegna
il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a nominare, ai sensi degli artt. 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'ARS, per la durata di mesi sei, una commissione
d'indagine e di studio, al fine di consentire al Parlamento di
acquisire gli elementi necessari di conoscenza della gravissima
emergenza ambientale nel comprensorio del Mela; la commissione
dovrà assumere tutti gli elementi utili a verificare eventuali
risorse impegnate, a valutare eventuali omissioni e ritardi,
verificare la compatibilità delle attività industriali esistenti
con gli insediamenti abitativi nonché acquisire, anche attraverso
l'audizione di esperti, informazioni utili per la tutela del
territorio nell'area ad alto rischio di crisi ambientale e
formulare proposte e/o suggerire iniziative per fronteggiare la
questione ambientale,
impegna
il Governo della Regione
a stoppare, nel comprensorio della Valle del Mela ad alto rischio
ambientale, qualsiasi nuovo insediamento per il trattamento dei
rifiuti o qualsiasi altra struttura inerente il trattamento e/o lo
smaltimento degli stessi». (480)
Ricordo che la mozione testé annunziata è stata iscritta
all'ordine del giorno della presente seduta per essere discussa
congiuntamente alla mozione n. 467, di analogo contenuto, così
come deliberato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari del 6 ottobre 2015.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Assenza, con mail pervenuta
il 7 ottobre 2015 e protocollata al n. 8727/AulaPG di pari data,
ha comunicato il ritiro della mozione n. 479 di cui è primo
firmatario.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a nomina di nuovo presidente di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che in data odierna è pervenuta nota a firma
dell'onorevole Giambattista Coltraro protocollata al n.
8750/AULAPG del 7 ottobre 2015.
Ne do lettura:
«Il sottoscritto onorevole Giambattista Coltraro, in qualità di
nuovo capogruppo del Gruppo Sicilia Democratica, comunica quanto
segue: che in data 6 ottobre 2015 si è tenuta formale riunione del
Gruppo Sicilia Democratica per le riforme, giusta verbale che si
allega in copia alla presente; che la maggioranza del Gruppo
parlamentare, come si evince dallo stesso, ha accettato formalmente
l'ingresso nel Gruppo dell'onorevole Salvatore Giuffrida; che in
tale sede è stato revocato il capogruppo, onorevole Salvatore
Lentini, ed è stato nominato il nuovo capogruppo nella persona del
sottoscritto; che in tale sede è stata cambiata la denominazione
del gruppo adottando quello originario Sicilia Democratica
anziché Sicilia Democratica per le riforme ; che il deputato
onorevole D'Agostino è stato dichiarato non formalmente iscritto al
detto gruppo essendone stata rifiutata l'ammissione dalla
maggioranza dei parlamentari del gruppo.
Saluti cordiali.
Palermo, 7 ottobre 2015
Il capogruppo
On. Giambattista Coltraro»
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che la nota testé letta, con gli allegati ivi acclusi è
depositata presso il Servizio Lavori d'Aula di questa Assemblea
regionale.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Tamajo, Alongi, Dina e Vullo.
L'Assemblea ne prende atto.
ge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Pie-
monte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina' (nn. 853-815/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale
Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina (nn. 853-815/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito del disegno di legge nn. 853-815/A
SModifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento
dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina ,
posto al n. 2) del IV punto dell'ordine del giorno.
So che era in corso una riunione in VI Commissione, ho testé
parlato con l'onorevole Gucciardi, magari sospendiamo fino alle
ore
LACCOTO. Sospendiamo solo per pochi minuti.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non possiamo andare avanti in
assenza del Presidente della Commissione e dell'Assessore.
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del Presidente Ardizzone
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo
chiedere la cortesia istituzionale, se mi può dare una mano,
Presidente, a uscire da questa situazione che si è creata su una
mozione a mia firma che, tempo fa, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari ha ritenuto, insieme a lei, meritevole di
essere trattata in Aula ma, successivamente, non è stata trattata
in Aula, perché non si era individuato l'assessore. Nella
precedente seduta abbiamo rinnovato questa richiesta. Le farò avere
il numero della mozione che riguarda il Complesso ospedaliero di
via Ingegneros. E' una struttura abbandonata che potrebbe essere,
la parte esterna, ceduta al Comune per realizzare una struttura
aperta per gli anziani, il Comune di Palermo aspetta questa
deliberazione da parte dell'Assemblea...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Milazzo, considerato che noi
stiamo trattando un disegno di legge che riguarda vicende sanitarie
o, meglio, di sanità, secondo me la trasforma in ordine del giorno
e viene approvata, se approveremo la legge, prima della legge
stessa.
MILAZZO Giuseppe. Grazie per il suggerimento, signor Presidente.
Lo farò nei tempi e nei modi del Regolamento.
LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. NE ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho appena letto -
sentito più che altro - ma comunque avevo letto anche un verbale,
che i deputati di Sicilia Democratica per le Riforme, si sono
riuniti ieri ed hanno deliberato, senza che il capogruppo ed altri
due componenti del gruppo, onorevole Cascio Salvatore e onorevole
D'Agostino, fossero presenti per determinarsi.
Considerato il fatto che la comunicazione che i deputati hanno
dato - hanno mandato l'e-mail sabato sera, alle 19.00 - e
considerato che, all'ordine del giorno di tale convocazione, era
prevista solo ed esclusivamente l'adesione dell'onorevole Giuffrida
e l'adesione dell'onorevole D'Agostino, cosa che l'onorevole
D'Agostino, dal 23 di settembre, è stato comunicato, prima da lui,
accettata l'adesione, e poi dal sottoscritto in qualità di
capogruppo, l'adesione a Sicilia Democratica per le Riforme.
Carissimo Presidente e cari colleghi, io ho presentato una
memoria dei fatti, l'ho presentata ora al Segretario generale,
nelle sue mani, la presenterò pure al protocollo della Presidenza,
nonché del Segretario stesso, perché venga, intanto, sospesa tale
decisione e che, pertanto, siccome il titolato, per Regolamento, è
il capogruppo e il sottoscritto non ha dato nessuna comunicazione,
chiedo, pertanto, che il verbale, la comunicazione testé presentata
dai deputati venga sospesa, non si ritiene che sia conforme con
quello che dice il Regolamento di questa Assemblea.
Caro Presidente, vorrei leggere anche, per conoscenza a questo
Parlamento, per l'increscioso problema che è sorto in Sicilia
Democratica per le Riforme, tenendo presente che il deputato è
libero di fare qualsiasi scelta, può aderire o meno a un gruppo
parlamentare ma le regole devono essere rispettate.
Pertanto, il sottoscritto non solo è il capogruppo ma è anche il
titolare del simbolo Sicilia Democratica per le Riforme, registrato
il 7 aprile di quest'anno da un notaio, pertanto, nessuno può
essere autorizzato a portare avanti, per nome e per conto di una
dicitura, un simbolo che appartiene ad altri.
Io chiedo ai miei colleghi, fermo restando l'educazione - che
nulla da eccepire - se loro hanno scelto di fare un'altra strada,
benissimo, il Regolamento glielo consente, quindi, da questo
momento, possono aderire a un nuovo gruppo, può chiamarsi con
qualsiasi denominazione, ma che i parlamentari, Lentini capogruppo,
onorevole D'Agostino, componente e onorevole Cascio, rimangono
fermi nella dicitura, così come è stato presentato il 13 aprile
2015, rimaniamo iscritti al Partito Sicilia Democratica per le
Riforme. Se altri colleghi hanno preso una scelta diversa, ben
fatto sia.
Le chiedo, Presidente, che questa nota venga letta ai colleghi
parlamentari per rimanere traccia in questo Parlamento e che non si
faccia più confusione fra un partito politico e un gruppo
parlamentare. Il gruppo parlamentare si può formare, si può formare
con 5 deputati, così come recita il Regolamento, ma al rispetto
delle regole io non posso chiamare un gruppo parlamentare che non è
mio e appropriarmi di un simbolo che non è mio.
Quindi, le chiedo, signor Presidente, le arriverà anche una nota
dell'avvocato che è già scritta, che mette in guardia chicchessia,
qualsiasi persona che voglia usufruire o sfruttare quelle che sono
le regole di un partito.
Pertanto, signor Presidente, ritengo che la nota sia inefficace e
priva di alcuni effetti. Grazie.
PRESIDENTE. Io vorrei evitare un dibattito su questa vicenda che
non dovrebbe appartenere alla sfera di competenza dell'Assemblea,
perché l'onorevole Lentini ha detto bene: una cosa è il partito,
l'altro è il gruppo.
Noi ci troviamo dinnanzi ad una comunicazione di 4 deputati su 7,
se non erro, che poi, magari, saranno diventati 6.
LENTINI. L'onorevole Giuffrida non c'era, è entrato dopo
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, io voglio fare un po' la fotografia
di quello che è successo. Le vicende interne di partito, per
cortesia, ve le regolarizzate tra di voi. Le questioni attinenti al
gruppo, interessano invece l'Assemblea.
Io ho una nota formale da parte dell'onorevole Coltraro, con
quattro firme, che comunica che si è tenuta una riunione e mi
comunica anche il cambio di denominazione.
Lei è intervenuto dopo che l'Assemblea ha preso atto di questa
nota, dicendo che ha depositato presso gli uffici dell'Assemblea
una contro replica, chiamiamola come vogliamo.
Siccome è a disposizione di tutti i parlamentari, non è il caso di
leggerla come non abbiamo letto il verbale e credo che ai siciliani
interessi poco il contenuto del verbale, così come la nota. È a
disposizione dei parlamentari e dei colleghi che ne vogliano
prendere visione, quel verbale così come la sua nota.
Le questioni interne ai gruppi, perché stando così le cose noi ci
troveremmo, onorevole Lentini - mi consenta - dinnanzi ad un gruppo
di 4 e ad un gruppo di 3, quindi, dovremmo dare - mi sembra assurdo
- la deroga al gruppo di 4 e al gruppo di 3.
Per cui, per cortesia, io mi trovo dinnanzi ad una nota di 4
deputati..
LENTINI. Ma che cambiano nome
PRESIDENTE. Le vicende interne vostre io non le conosco, né io né
gli altri colleghi appartenenti al vostro gruppo hanno il dovere di
conoscere il Regolamento e le norme interne che disciplinano le
questioni del gruppo. Mi scusi, non possiamo entrare noi nella
questione sul perché della convocazione o quant'altro.
C'è una nota ufficiale di 4 parlamentari, l'Assemblea ne ha preso,
lei contesta questa nota e ha depositato formalmente una
Certo, non possiamo avere due capigruppo all'interno di un gruppo
di 6 o di 7.
No mi scusi se io le do la parola dovrei dare la parola
all'onorevole Coltraro. Non credo che interessi
LENTINI. Non può sfuggire la cosa più importante, che l'onorevole
Giuffrida non è dentro il gruppo...
PRESIDENTE. Sono vicende interne vostre, non mi faccia entrare
nelle vicende vostre. Gliel'ho detto in separata sede che sono
vicende che appartengono al gruppo. Forse non mi so spiegare: non è
il capogruppo che dichiara, è il gruppo eventualmente, non il
capogruppo. E' a discrezione del capogruppo? Deve sospenderla. Ne
parliamo la prossima settimana.
Onorevole Lentini Chiusa qua Sospendere cosa Lo abbiamo già
letto in Aula e l'Assemblea ha preso atto di una nota. Vi
regolarizzate tra di voi la vicenda e mi date comunicazione. Io ho
una nota di quattro parlamentari Mi scusi onorevole Lentini, se
lei mi dovesse dire che non appartiene al gruppo di Sicilia
Democratica, come si chiama, ci stiamo confondendo noi fra Sicilia
Democratica , Sicilia Democratica per le riforme , basta. Andiamo
oltre.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei la
soluzione ce l'ha nel Regolamento e la invito ad applicarla nella
sua interezza. Sciolga tutti i gruppi in deroga così si mette pace
dentro questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attenzione, noi non c'è nessun
gruppo in deroga, questa è una situazione nuova. Questa è la
legislatura delle innovazioni legislative . Scusate, di questo si
tratta. Non c'è nessuna deroga a nessun gruppo.
Formalmente io mi trovo in presenza di un gruppo di sette persone,
così facciamo chiarezza, dove c'è una contestazione, c'è una
dinamica interna, questo è il discorso, di quattro deputati su tre
o su sei, non si è capito.
LENTINI. Se ne vanno Qual è il problema Le chiederò la deroga.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per fatto personale
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per fatto personale perché, diciamo, chiaramente quello che è stato
deliberato glielo ha notificato il nostro capogruppo Coltraro. Io,
solo per dare collega Lentini le chiedo Io l'ho lasciato parlare
e pertanto desidero che lei rispetti il mio intervento. Volevo dire
questo, io al momento in cui ho chiesto l'adesione al gruppo
Sicilia Democratica l'ho fatto al Presidente. In quel momento il
Presidente era Lentini, ritengo.
Nel gruppo che abbiamo fatto ieri, il collega Lentini non si è
presentato, si è rifiutato al controllo, pertanto io ritengo che se
avesse avuto qualcosa da dire in questo contesto, per contestare lo
avrebbe potuto fare nell'ambito del Gruppo e non in quest'Aula ed
io chiedo scusa all'Aula per questo tedio che sto arrecando, perché
sono dei fatti interni che attengono alla nostra storia interna e
non era giusto che si portasse all'Aula questa situazione, che è
poco edificante. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Chiudiamo questa vicenda, ve la regolarizzate fra di
voi.
Onorevoli colleghi, sospendo i lavori d'Aula in assenza
dell'Assessore e del Presidente della VI Commissione per riprendere
alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 17.22)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che è testé pervenuta a questa Presidenza
nota dell'onorevole Lentini, con la quale lo stesso deputato chiede
in sintesi che la nota in data odierna, a firma dell'on. Coltraro,
debba considerarsi illegittima ed improduttiva di effetti, restando
perciò fermi - ad ogni effetto - la denominazione del Gruppo
parlamentare, l'assetto delle cariche e della rappresentanza, la
composizione ed il numero di sei aderenti ( ) .
Alla luce di ciò, invito il Gruppo parlamentare Sicilia
democratica per le riforme' a fare definitivamente chiarezza circa
la denominazione e la composizione dello stesso entro la corrente
settimana. Restano ferme, frattanto, la composizione e le cariche
interne del suddetto Gruppo, così come comunicate nella nota
dell'onorevole Coltraro.
E precisamente, fino a nuova diversa comunicazione ufficiale:
-a decorrere dal 7 ottobre 2015, il Gruppo assume la denominazione
di Sicilia democratica';
-a decorrere dal 7 ottobre 2015, l'onorevole Giuffrida entra a far
parte del Gruppo Sicilia democratica', cessando contestualmente di
far parte del Gruppo parlamentare Misto';
-a decorrere dal 7 ottobre 2015, l'onorevole D'Agostino è iscritto
d'ufficio al Gruppo parlamentare Misto', cessando contestualmente
di far parte del Gruppo parlamentare Sicilia democratica';
-a decorrere dal 7 ottobre 2015, giusta verbale del Gruppo, sono
rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Gruppo gli
onorevoli Coltraro e Giuffrida.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, abbiamo precisato i termini. Siccome è
arrivata una nota, impropriamente, di ricorrere ad avvocati o
altro, che non dovrebbe appartenere a quest'Aula, abbiamo voluto
precisare chi sono gli interlocutori degli altri Capigruppo e
dell'Assemblea.
Nel Gruppo parlamentare Sicilia Democratica l'onorevole Coltraro
è il Presidente, l'onorevole Giuffrida il Vicepresidente.
L'onorevole D'Agostino è di fatto appartenente al Gruppo Misto,
anche ai fini amministrativi.
Vorrei dare inoltre una notizia al Gruppo MPA , che siccome ieri
è emerso un problema di composizione dei seggi spettanti nel
riparto delle Commissioni legislative permanenti, stando così le
cose e considerato che formalmente, sulla base di questa ulteriore
composizione, ci sarebbero due componenti di Sicilia Democratica in
VI Commissione, è chiaro che uno di questi due posti sarà
attribuito al Gruppo MPA .
Per quanto mi riguarda possiamo procedere al rinnovo delle
suddette Commissioni già la prossima settimana, perché è possibile
che possano verificarsi ulteriori composizioni e/o scomposizioni di
Gruppi, e ritengo che si stia esagerando.
ge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Pie-
monte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina' (nn. 853-815/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento
dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di
Messina . (nn. 853-815/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti la VI Commissione legislativa a
prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009 n. 5 -
Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S.
Bonino Pulejo di Messina
1. Dopo il comma 4 dell'articolo 8 della legge reginale 14 aprile
2009, n. 5, è inserito il seguente: 5. L'Ospedale Piemonte dell'ex
Azienda Ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte è accorpato
all'I.R.C.C.S., Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina, che
mantiene la denominazione attuale.'.
2. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore regionale per la salute, previa delibera di
Giunta regionale e previo pareri della VI Commissione Servizi
sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana e dei
Ministeri della Salute e dell'Economia, sono disciplinati criteri e
modalità operative che assicurano il passaggio di immobili,
attrezzature, personale e dotazione di posti letto dell'Ospedale
Piemonte secondo quanto previsto nella rete ospedaliera,
dall'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo-Piemonte
all'I.R.C.C.S. Centro Neurolesi Bonino Pulejo che mantiene le
attività di emergenza-urgenza nonché la mission dell'Istituto».
Si passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Zafarana e altri. Il
parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.2. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.2. Chiarisco il significato del voto: chi è
favorevole vota verde, chi è contrario vota rosso, chi si astiene
vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale.
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 33
Astenuti 3
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.11 degli onorevoli Di Giacomo e
Cracolici.
All'emendamento 1.11 sono stati presentati una serie di
subemendamenti. Il primo subemendamento è l'1.1, a firma degli
onorevoli Lo Giudice, Picciolo, Formica, Greco Marcello, Rinaldi e
Grasso. Preciso che, se viene approvato questo emendamento che
diventa subemendamento, c'è scritto pronto soccorso generale , è
chiaro che, di fatto, modifica l'emendamento che parlava di pronto
soccorso di base, quello iniziale, e quindi, a maggior
precisazione, il presidente Formica aveva presentato un ulteriore
subemendamento, lo voglio precisare per chiarezza.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, colgo
l'occasione anche per chiedere una certa comprensione da parte
dell'Aula rispetto alla tematica che è molto importante. Ritengo, e
colgo l'occasione anche con questo mio intervento, di poter
comunicare questo mio pensiero dal momento che la Commissione ha
fatto un determinato lavoro, ma, in questo momento, noi abbiamo un
testo che ha incrementato, fortemente, in termini di contenuti, di
misure, di modalità, di criteri, eccetera, rispetto al testo
esitato dalla Commissione. Quindi, si deve lasciare a quest'Aula,
essendo arrivati fino a questo punto, in fretta e furia, quanto
meno e non sopprimere il dibattito. Per questo le chiedo la
possibilità di poter intervenire a tutti coloro che ne avranno
necessità e desiderio e voglia nel merito degli emendamenti, perché
sennò, veramente, soffochiamo il dibattito.
Vado all'emendamento. Il discorso di poter individuare il Pronto
soccorso generale delle connesse attività o strutture, risorse, in
sanità chi è più esperto di me sa che non vuol dire assolutamente
niente.
Assessore, chiedo la sua attenzione perché stiamo parlando di una
materia di una certa gravità ed importanza. Siccome siamo già qui
ad un livello molto basso di qualità dell'azione legislativa,
almeno cerchiamo di recuperare la definizione ed il valore che
danno le parole. Non esistono attività, strutture e risorse,
parliamo di reparti oppure di unità operative. Diamo il senso
giusto ed il peso alle parole, altrimenti dovremmo dire qui, come
per altri emendamenti ed altre operazioni, che voi state andando a
dare a Messina un poliambulatorio, un PTE, un PTA, quello che
volete, ma non sarà un pronto soccorso generale da decreto
Balduzzi. Questo è fondamentale rimarcarlo.
Richiedo, pertanto, la possibilità di potere subemendare e votare
questa mia precisazione.
PRESIDENTE. Ma subemendare in che termini? Non ho capito.
ZAFARANA. Sopprimendo risorse e strutture e lasciando reparti .
PRESIDENTE. Lei lo presenti il subemendamento ad un
subemendamento. E' nel diritto del deputato.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente,
semplicemente, per una precisazione, che la dizione strutture e
risorse è molto di più che unità operative, per cui, non possiamo
limitarci a parlare di unità operative o di reparti, perché stiamo
trasferendo un intero presidio ospedaliero, non stiamo trasferendo,
soltanto, unità operative e reparti, per cui la dizione risorse e
strutture è più adeguata perché comprende anche le unità
operative.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, c'è stato l'intervento
dell'Assessore che, da un punto di vista tecnico, chiarisce,
effettivamente, la questione risorse e strutture , che è
comprensiva delle unità e dei reparti.
ZAFARANA. E perché non lo possiamo inserire?
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trattasi,
ovviamente, poi, di atti di gestione che non competono all'Aula od
alla politica, ma competono ai tecnici. E' chiaro, quindi, che la
dizione è generica, omnicomprensiva, dà lo spazio, poi, al decreto
attuativo ed ai direttori generali di potere andare a riempire di
contenuti a-politici, a-politici, quelle che saranno le
caratteristiche dell'azienda, fermo restando che è un pronto
soccorso generale e che vengono trasferiti per intero i reparti, le
strutture e le risorse economiche collegate.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, penso che il dibattito, sono d'accordo
con la collega, non può essere, in questa fase, limitato ad un solo
intervento, perché ci sono delle problematiche che sono abbastanza
complesse. Assessore, mi scusi, a me la demagogia che c'è stata su
questa vicenda dell'ospedale Piemonte I.R.C.C.S., da tanto tempo,
non piace e non intendo più avallarla se non in maniera, ecco,
dobbiamo avere l'onestà di dire qual è la situazione.
Assessore, scusi, il Ministero nella nota che ha mandato, mi
corregga Assessore, parla di un Pronto soccorso di base. Ora, io
voterò l'emendamento per non far dire che sono contro il Pronto
soccorso generale, ma noi prendiamo in giro la città di Messina, in
queste condizioni.
Noi dobbiamo dire che il ministro ha dato un'autorizzazione solo
per il Pronto soccorso di base, che è altra cosa rispetto al pronto
soccorso generale.
Sono stato, sempre, l'ho detto, favorevole all'accorpamento
all'I.R.C.C.S., ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire a che
cosa si va incontro, perché il pronto soccorso generale con questo
emendamento, praticamente, stravolge quello che è il parere del
ministero e questa è una parte. Ci sono, poi, certi aspetti che non
possono essere regolati, né con legge, né con emendamenti, anche
perché la norma generale della Regione siciliana, parla chiaro. Il
trasferimento avviene con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'assessore alla salute.
Vi sono, poi, degli aspetti, e io non voglio dilungarmi perché
cercherò anche di intervenire, che sono estranei totalmente a
quello che è il disegno di legge in discussione. Quindi, non
creiamo situazioni per cui noi facciamo impugnare la norma e
ritorniamo punto e a capo e nel contempo non sappiamo cosa dobbiamo
fare.
Noi dobbiamo essere legislatori attenti rispetto a quelle che sono
le prerogative ma anche le caratteristiche di questa Assemblea.
Abbiamo un disegno di legge che è modifica della legge 5. Vi sono
altri aspetti che il Presidente, credo, correggerà rispetto alla
dizione Papardo-Piemonte o Piemonte .
Noi abbiamo un problema il Papardo-Piemonte anche per donazione,
ha avuto per donazione degli immobili che fanno parte dell'Azienda
Papardo-Piemonte che non possiamo in questa fase sopprimere. Così
come ci sono emendamenti che riguardano norme nazionali che non
possiamo richiamare in questa fase.
Esiste, Assessore, il problema delle unità complesse che devono
essere poi chiarite altrimenti ritorniamo al decreto Balduzzi, allo
stesso motivo per cui praticamente se restano in aria sono state
limitate da questo decreto Balduzzi.
Ed allora, anche lì il decreto dell'Assessore dovrà individuare
quali unità complesse devono andare all'I.R.C.C. S. rispetto alle
specialità che devono seguire. Sono fatti che devono essere anche
attenzionati; non possono essere fatti con la fregola immediata di
chiudere perché dobbiamo dire che abbiamo chiuso
La conseguenza di questa norma? E' quello che avverrà dopo che noi
dobbiamo attenzionare. Ecco perché io invito a guardarli con
attenzione, sia gli emendamenti, sia i subemendamenti e sia
emendamenti estranei totalmente al disegno di legge che stiamo
discutendo.
PRESIDENTE. E' stato presentato il subemendamento 1.1.1 che non è
quindi sostitutivo o soppressivo ma chiarisce; onorevole Zafarana,
se non ho compreso male, aggiungere dopo la parola risorse la
parola reparti .
Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.1.1 a firma
degli onorevoli Zafarana e Ciaccio. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento1.1 così come subemendato. Il
parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del fascicoletto dei subemendamenti, allegato
al fascicolo n. 1.
Sono cinque subemendamenti: quattro a firma dell'onorevole
Zafarana come prima firmataria e uno a firma dell'onorevole Formica
che, magari, voteremo solo per completezza.
FORMICA. Lo abbiamo votato.
PRESIDENTE. Sì, lo abbiamo votato. Lo voterei a maggior ragione
per completezza altrimenti dovremmo fare il 117 nel coordinamento.
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.2. Il parere del
Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.3. Il parere del
Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, siccome mi pare che qua c'è una
atmosfera da ladri in casa con il passamontagna, vorrei
FORMICA. Finiamola con queste illazioni
ZAFARANA. C'è un'atmosfera, onorevole Formica
PRESIDENTE. No, no, no
ZAFARANA. Veramente pesante
FORMICA. La vede solo lei
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, c'è un'atmosfera da Parlamento,
nel senso che stiamo votando con cognizione di causa.
ZAFARANA. Entro nel merito, Presidente, allora. L'emendamento di
cui stiamo parlando prevede una generica disponibilità di immobili
e attrezzature.
Non ho fatto studi giuridici ma tre anni qua dentro mi hanno
permesso di studiare e capire che disponibilità non è un termine
giuridico, non appartiene al lessico, non individua nulla nel
dettaglio.
Allora, onde evitare di dare carta bianca all'assessore ed alla
sua maggioranza e onde evitare di dare ulteriormente - come avete
già dato - delega in bianco praticamente al Ministero in materia
regionale, andiamo a capire realmente che fine fanno gli immobili
che già sono stati individuati dalla direzione dell'ospedale
Piemonte come disponibili ed indisponibili.
Questa generica disponibilità vuol dire tutto e niente e,
praticamente, cosa vuol dire? Che la struttura del Piemonte, i
terreni, le azioni e i palazzi in centro città a Messina entrano
nella disponibilità di questa nuova azienda che voglio ricordare,
avendo voi cassato il primo mio emendamento, avete tolto anche il
nome Piemonte dal titolo, avete ammazzato una struttura sanitaria a
Messina, per cui l'I.R.C.C.S. mantiene il nome, l'attuale
denominazione.
Quindi, parliamoci chiaramente, qua c'è da squarciare il velo,
sono già disponibili e indisponibili.
Allora, io devo capire come li useranno. Le attrezzature, costate
milioni con i soldi dei cittadini, a chi vanno? Vanno
all'I.R.C.C.S.? L'I.R.C.C.S. ha bisogno di sale operatorie? Non mi
pare, perché se fa ricerca, cura e riabilitazione va in contrasto -
lo capirebbe anche un bambino - con la normale attività di pronto
soccorso, che voi dite che volete salvare, e di attività di cura
all'interno di una struttura sanitaria, di un ospedale. Ditemi,
allora, in che modo verrà fatto. Onde evitare che questo patrimonio
sic et simpliciter con un assegno in bianco all'I.R.C.C.S.,
ancorché struttura ministeriale, pubblica, ditemi tutto quello che
volete ma è patrimonio della Regione, per cui io chiedo che sia
data la concessione in uso gratuito, che problema c'è; quanto meno
c'è una individuazione e il patrimonio viene assicurato alla
Regione, altrimenti dica l'assessore che ci stiamo spogliando di
ulteriore patrimonio destinato, per sua natura, ad un servizio
sanitario.
Lo chiedo a lei, Assessore, il chiarimento perché ovviamente non
capirei il perché di un possibile voto sfavorevole al mio
emendamento.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la parola
disponibilità rispetto a concessione in uso - a giudizio dei
tecnici - limiterebbe troppo la disponibilità dei beni da parte
della nuova azienda anche per lavori di ristrutturazione interna
per i quali dovrebbe rispondere sempre la Regione siciliana;
viceversa la Regione mantiene la proprietà. Se c'è un pronto
soccorso generale nei reparti ad esso collegati, mi sembra
superfluo ripeterlo, quello è un ospedale a tutti gli effetti con
sale operatorie e reparti ad esso collegati.
Quindi, ci mancherebbe altro che non avesse le sale operatorie,
avremmo fatto un buco nell'acqua.
Quindi, la realtà è questa, verosimilmente parliamo sempre perché
c'è questo errore di base, quello sarà un pronto soccorso generale
con i reparti chirurgici ad esso collegati, i reparti in atto
collegati.
E' chiarissima la lettera dell'Assessore, è chiarissima la
risposta del Ministro che ripete pedissequamente fermo restando le
prerogative costituzionali dell'Assemblea regionale .
Quindi, noi abbiamo il potere di legiferare in materia e possiamo
dare la delega al Balduzzi perché c'è un I.R.C.C.S. che è un ente
pubblico.
Quindi, abbiamo accolto di buon grado la proposta dei colleghi del
Movimento Cinque Stelle di mantenere la proprietà alla Regione per
evitare questo problema col Ministero della salute e va benissimo
pure quello. Ci vuole un emendamento successivo che lo valuterà.
Per cui, credo che sia tutto nello stretto alveo della
ortodossia
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo dare, se ci riesco, un contributo di chiarezza e
anche per rasserenare. Io mi immagino che nel momento in cui
bisognerà costruire, Assessore, il decreto con cui il Parlamento le
dà la delega, il quale decreto deve passare poi dalla Commissione,
l'Assessorato ed i suoi uffici, anche gli uffici di Presidenza, si
dovranno porre il problema della configurazione giuridica che
devono dare a questi passaggi, quindi io credo che la formula
concessione d'uso sia abbastanza restrittiva.
Noi abbiamo affermato nell'articolo 1 e nell'emendamento
precedente che i beni immobili rimangono nella proprietà della
Regione siciliana.
Credo che non dobbiamo spingerci più di tanto perché io credo che
per quanto riguarda il bisturi nuovo di zecca, che viene dato nella
disponibilità della nuova azienda, debba ritrovare una collocazione
giuridica ben precisa, e non escludo io che in questa operazione di
trasferimento di beni, risorse, tecnologie e quant'altro le formule
giuridiche che potranno consentire questo sono di un ventaglio
abbastanza ampio, non credo che saranno monolitiche e
unidirezionali.
Quindi se noi mettiamo come norma il termine, e ne facciamo una
norma, il termine utilizzato nel suo..che è la concessione d'uso,
io credo che per esempio se ci sono dei progetti europei in corso,
in capo all'azienda Papardo-Piemonte, con degli investimenti sul
Piemonte anche questo passa poi nella disponibilità. Ma non credo
che però per quel tipo di trasferimenti noi possiamo utilizzare la
concessione in uso. Concessione in uso di che? Quindi, io manterrei
il termine disponibilità perché è quello che apre un maggiore
ventaglio di possibilità quando tutto questo dovrà poi essere
oggetto di un decreto.
Le faccio un esempio. Al comune di Comiso la Regione Sicilia ha
dato in concessione gratuita per cinquant'anni il sedime
dell'aereoporto, questa è una formula che ha scelto, ne poteva
scegliere un'altra.
Quello che conta è che in questa sede a mio parere, noi
rivendichiamo la proprietà integrale della Regione siciliana
relativamente agli immobili. Su quello che poi trasferiremo dai
decreti già fatti ma degli investimenti ancora che debbano trovare
una concretezza di lavoro pubblico, fino al bisturi, alla tac, alla
tecnologia, mi fermerei a questo punto perché non vorrei che poi
ponessimo dei vincoli, che renderebbero poi inapplicabile la
normativa stessa, perché qualsiasi funzionario voi dite, tutto
deve essere dato in concessione d'uso, tutto quello che non si può
dare in concessione d'uso io non te lo posso dare , credo che noi
combiniamo un pasticcio di carattere legislativo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per chiarire dico
che quando noi parliamo di beni patrimoniali che appartengono alla
Regione è indiscusso, perché la Regione può dismettere il proprio
patrimonio immobiliare solo quando fa un elenco di beni alienabili
e poi decide di venderli. Quindi, quando noi parliamo della
proprietà della struttura, della proprietà dell'immobile, che ci
soffermiamo su questo è veramente pura demagogia, perché il
patrimonio immobiliare della Regione quello è, e quello resta.
Nel momento in cui la Regione decide di dismettere il proprio
patrimonio immobiliare, redige un elenco, lo mette sul mercato e lo
vende, nessuno si può appropriare. Per cui, dico che
nell'emendamento dobbiamo andare a specificare che il bene, che la
struttura, che è il Piemonte, è di proprietà della Regione. Non può
essere altrimenti, la disponibilità attiene al fatto, che intanto
è messo nella disponibilità dell'I.R.C.C.S. come qualsiasi altro
locale, per qualsiasi altra destinazione nell'utilizzo, ma la
proprietà è e resta, ma è un fatto scontato. Che stiamo discutendo
GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, abbiamo concordato questo percorso tecnicamente anomalo,
rispetto all'ordinamento complessivo del servizio sanitario
regionale, cioè della proprietà che non è ascritta all'Azienda
sanitaria, che in questo caso è l'I.R.C.C.S., che andrà a gestire
perché l'I.R.C.C.S, mi riferisco all'intervento dell'onorevole
Zafarana, ha questa specificità e particolarità di profilo
giuridico, di soggetto pubblico e su questo non torniamoci perché
altrimenti facciamo chiacchiere inutili e confondiamo gli
interlocutori; abbiamo voluto che, in questo caso la proprietà
dell'immobile, perché sia chiaro all'Aula, sia ascritta alla
Regione siciliana.
Ovviamente, la proprietà dell'immobile, dà diritti ma dà anche
oneri, questo mi sembra un fatto così notorio, da Codice civile e,
come ricordava qualcuno, la dismissione, la vendita di immobili di
proprietà della Regione siciliana è disciplinata in maniera
tassativa dalla legge, per cui non si può con leggerezza dimettere
o vendere un'immobile.
Tuttavia, siccome ho colto una certa inquietudine e le
inquietudini il Parlamento non deve averle, per eliminare ogni tipo
di dubbio, ho presentato un emendamento - l'unico presentato - nel
quale, se il Parlamento lo riterrà, appone un vincolo di
disponibilità ai beni appartenenti in questo caso alla Regione in
materia sanitaria. In questa maniera non c'è equivoco e quegli
immobili potranno essere utilizzati solo per finalità sanitarie e
mettiamo la parola fine a questo ragionamento che, credo possa
portare lontano, ma in modo inopportuno.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, credo che bisogna
avere chiaro che gli immobili che si trasferiscono all'I.R.C.C.S.
sono quelli dove insistono in questo momento l'ospedale Piemonte e
gli uffici del Piemonte , perché gli altri, restano praticamente
in disponibilità dell'Azienda ospedaliera Papardo, perché c'è una
serie di donazioni, ci sono altre questioni. Quindi, è meglio
metterlo agli atti per il suo decreto, in modo da evitare equivoci.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato il seguente
subemendamento: Sugli immobili trasferiti in disponibilità, grava
il vincolo di destinazione ad attività sanitaria .
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo una
delucidazione dall'Assessore riguardo l'intervento svolto
dall'onorevole Picciolo, il quale ha detto che non solo rimane il
Pronto soccorso, ma rimangono anche reparti.
Quindi, questo lei lo sta confermando, Assessore, rimarranno i
reparti?
PICCIOLO. C'è scritto
GUCCIARDI, assessore per la salute. Voglio dire dobbiamo stare
anche attenti. Abbiamo approvato con il parere favorevole del
Governo e della Commissione l'emendamento Zafarana.
CANCELLERI. Ma l'I.R.C.C.S. è in grado di gestire reparti che non
fanno capo alla tipologia di servizio che danno loro? E' questo
quello che non comprendo.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Lei sta mettendo di nuovo in
discussione tutta l'impalcatura della legge. Il Ministero...
CANCELLERI. Ma noi stiamo approvando una legge, Assessore, ed è
chiaro che le domande sono lecite.
PICCIOLO. E' corretta la domanda
CANCELLERI. Io voglio capire, esattamente lei cosa farà? Se è
possibile avere una spiegazione dettagliata di come verranno fatte
le cose, anche perché voglio capire ci sarà un reparto di chirurgia
all'interno dell'Ospedale che si chiamerà I.R.C.C.S. Centro
Neurolesi? Ci sarà un reparto che si occuperà di qualunque altra
cosa che non siano le attività che fa l'I.R.C.C.S. in questo
momento, o no? Se questa risposta è no, mi dovrà dire: le
attrezzature per fare quella tipologia verranno spostate al
Papardo, o no? Perché a quel punto ci sarebbe una congestione dei
reparti negli altri ospedali, oppure agli altri ospedali facciamo
compare le attrezzature nuove?
Cioè sono queste le domande a cui credo che con un intervento di
una decina di minuti lei, in maniera dettagliata, potrà rispondere.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo che
l'intervento dell'onorevole Cancelleri tenti di rimettere tutto in
discussione e, quindi, di lanciare una palla, a gioco già avviato,
quindi, per creare solo confusione e non credo che questo sia un
fatto meritorio, tra l'altro, abbiamo seguito emendamenti che sono
stati proprio dettati ed indicati dal suo Partito ed abbiamo anche
seguito un percorso indicato proprio da loro, quindi, questo ultimo
intervento mi sembra distonico, fuori da ogni ragionamento.
Per tornare, invece, alla questione della disponibilità, mi
permetto, soltanto, anche se qui ho visto interventi di alcuni
soggetti che, ripetutamente, salgono su questo podio con un
atteggiamento ex cattedra, quasi essere detentori di verità, credo
che per quanto riguarda la questione della proprietà,
giuridicamente la disponibilità non credo che esista, esiste la
proprietà, esiste il possesso ed esiste la detenzione. Non esistono
altri aggettivi o sostantivi che qualificano in qualche modo.
Io credo che debba essere sostituita questa disponibilità in
detenzione, quindi, che hanno la detenzione dell'immobile e che,
quindi, sono anche responsabili di eventuali danni, della
manutenzione, della gestione. Quindi, credo che se sostituiamo la
disponibilità in detenzione, probabilmente, riusciamo a mettere
tutti d'accordo, superando questo ostacolo e questa difficoltà.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un consulto con l'Assessore e
gli Uffici.
(La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.06)
La seduta è ripresa.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, non per fare un'incursione in un
territorio che non mi appartiene, ma siccome stiamo cercando di
normare questo trasferimento, che a quanto ho capito è l'unica
soluzione per salvare una parvenza di ospedale perché poi, dobbiamo
dirci la verità, lo stiamo svuotando di tutte le funzioni, lo
stiamo dotando di un pronto soccorso che rimarrà tale solo per
l'ammaccatura al ginocchio o per l'unghia incarnita. Ma lasciando
questo discorso, penso che l'emendamento proposto dall'Assessore
rischi di avvalorare la tesi di coloro che paventano in questa
normativa un trasferimento in proprietà.
Allora, Assessore, per eliminare ogni tipo di fraintendimento
vorrei subemendare il suo emendamento dove diciamo sugli immobili
trasferiti in disponibilità, ferma restando la titolarità in capo
al patrimonio della Regione, grava il vincolo di... , penso che sia
la soluzione
PRESIDENTE. E' già scritto, onorevole Assenza.
RINALDI. E' già scritto nel disegno di legge.
ASSENZA. Non è scritto. È scritto in un emendamento a firma degli
onorevoli Digiacomo e Cracolici che però non è stato votato fino ad
ora.
PRESIDENTE. Infatti, stiamo votando il subemendamento.
ASSENZA. E appunto perché poi votiamo il subemendamento, se noi
togliamo quell'inserimento al patrimonio
PRESIDENTE. Non lo stiamo togliendo. Nei subemendamenti presentati
il ferma restando la titolarità degli stessi al patrimonio della
Regione , non è assolutamente messa in discussione da alcun
subemendamento.
ASSENZA. Ma dove è scritto mi perdoni?
PRESIDENTE. L'emendamento 1.11 recita: ferma restando la
titolarità degli stessi al patrimonio della Regione .
ASSENZA. Questo allora è un emendamento aggiuntivo. Il suo viene
alla fine.
PRESIDENTE. Sì, non è un emendamento sostitutivo. Correttamente.
ASSENZA. Ma non è scritto da nessuna parte, mi perdoni, Assessore.
Così è come se noi con questo articolo modificassimo l'1.11.
PRESIDENTE. Allora, è corretto l'intervento dell'onorevole
Assenza. Precisiamo che il subemendamento non è sostitutivo ma è
aggiuntivo.
Avevo chiesto la sospensione per un raccordo con l'Assessore e gli
Uffici perché sugli immobili trasferiti in disponibilità grava il
vincolo di destinazione ad attività sanitaria pubblica .
Quindi, è inutile che lo modifichiamo, ripeto, è da intendersi
attività sanitaria pubblica .
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.7 sugli immobili
trasferiti in disponibilità grava il vincolo di destinazione ad
attività sanitaria pubblica .
Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11.3, presentato dagli onorevoli
Zafarana e altri, che così recita: Sostituire le parole il
passaggio della disponibilità' con le parole la concessione in
uso' .
Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non approvato)
Si passa all'emendamento 1.11.6, della Commissione. E' un
emendamento tecnico, che così recita: All'emendamento 1.11, le
parole la titolarità degli stessi sono sostituite dalle parole
la titolarità degli immobili .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11.4, a firma degli onorevoli Zafarana
ed altri, che così recita: Sostituire le parole del personale con
le parole la disponibilità del personale, nel rispetto della
disciplina normativa e contrattuale di settore .
Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11.5, a firma degli onorevoli Zafarana
ed altri, che così recita: Sostituire le parole il pronto soccorso
di base ed i servizi corredati con le parole il pronto soccorso
generale con l'osservazione breve intensiva (OBI), il pronto
soccorso ostetrico e pediatrico, così come previsto per i presidi
ospedalieri di base dal decreto legge n. 158/2012, convertito con
modificazioni dalla legge 189/2012 ed i reparti corredati .
Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, la ringrazio per il suo buon cuore,
almeno il canto del cigno , perché con questo emendamento
PRESIDENTE. Non si lamenti sempre, però.
ZAFARANA. Non mi lamento, Presidente, lei mi deve comprendere
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, abbiamo fatto una deroga e le
abbiamo dato la possibilità di intervenire.
ZAFARANA. Deve comprendere che, chiaramente, gli emendamenti non è
che si fanno a caso, ma si fanno per individuare in maniera precisa
la forma giuridica che, poi, è il perno di tutta la discussione,
cioè del pronto soccorso generale.
Allora, nell'emendamento 1.11 che abbiamo presentato abbiamo una
definizione che è pronto soccorso di base che non vuol dire
niente. E lo sapete tutti, componenti della Commissione sanità, e
lo sanno tutti qua dentro perché tutti quanti avete competenze in
materia sanitaria. Non vuol dire nulla.
E, allora, un pronto soccorso generale individuato secondo i
crismi del Balduzzi, applicando le regole nazionali alle quali
dobbiamo rifarci per fare un lavoro legislativo serio - perché
questo, sostanzialmente, si chiede ad un'Aula di Parlamento - vuole
il pronto soccorso generale, con l'osservazione breve ed intensiva,
perché sappiamo che su Messina, in questo momento, i cinque posti
letto del Piemonte, dell'osservazione breve ed intensiva, non
possono essere assorbiti né dal Papardo, né dall'IRCCS, né dal
Piemonte.
Dove vanno a finire, Assessore? Io le chiedo questa cosa e
gradirei formale risposta; mi dia rassicurazioni sull'osservazione
breve intensiva del Papardo.
Noi abbiamo un posto letto che è finalizzato all'isolamento. Non
essendocene al Piemonte, non essendocene contestualmente un altro
alla rianimazione del Policlinico. Pertanto, se ci capita - andiamo
al concreto - un malato di ebola, un malato di meningite, dove lo
mettiamo in isolamento? A Catania? A Palermo? Non lo so? Ditemi
voi.
Quindi, il mio emendamento è mirato a parlare ed a descrivere una
condizione. Altrimenti è chiaro che, poi, quello che si sta
tinteggiando a tinte fosche, diciamo come se fosse un acquerello ed
io provo a farlo diventare, invece, un mosaico con tanti tasselli
definiti, ce lo ritroveremo tra qualche anno e se ad un certo
punto, ipotizzo, l'IRCCS ci dice: non ho la consistenza, le
risorse finanziarie, l'onere economico, così tra tre anni, tra due
anni, per sostenere il pronto soccorso così come voi lo state
individuando, lo devo chiudere, mi dispiace, perché non ho le
risorse necessarie, anche perché nel testo di legge non ne sono
individuate e, allora, voi mi insegnate, qua dentro ,che un testo
di legge senza risorse economiche non ha molto senso, è una legge
cornice , di indirizzo. E, allora, se ci dice questo, tra due, tre
anni, la gente parlerà con voi però su chi ha chiuso il pronto
soccorso. Quindi, l'esigenza è proprio di essere definita, di
essere chiara, di fare un discorso ragionato e di individuare
secondo i principi del Balduzzi.
PRESIDENTE. Il Governo aveva già espresso il parere contrario.
ZAFARANA. Voglio la risposta dell'OBI
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ricordo a me stesso che in quest'Aula facciamo leggi, e
la materia che è trattata nell'emendamento 1.11.5 ha il parere
contrario del Governo non perché il Governo sia contrario ad
entrare nel merito della tipologia delle unità operative da
prevedere all'interno del pronto soccorso del presidio ospedaliero
Piemonte di Messina, ma semplicemente perché trattasi di un atto
gestionale, per cui l'Assemblea regionale siciliana entrerebbe a
gamba tesa su una materia che è disciplinata in maniera puntuale
dalle leggi dello Stato e che affida al Ministro per la salute,
alla Regione siciliana, ovvero al Governo, all'Assessorato
regionale alla salute ed ai direttori generali, cioè le singole
aziende, la definizione ed il disegno dell'assetto dei singoli
reparti.
Lei sa bene, onorevole Zafarana, che proprio nel momento in cui
stiamo parlando è all'attenzione dell'Assessorato alla salute la
produzione di atti amministrativi, proprio su questi temi, fatti da
tutti i direttori generali di tutte le 17 aziende sanitarie della
Sicilia, più l'IRCCS pubblico Bonino Pulejo, che sta facendo
esattamente il lavoro delle altre 17 aziende sanitarie, cioè la
rimodulazione degli atti aziendali nei quali vanno definiti questi
aspetti che lei vorrebbe trattare in un atto legislativo, quindi,
vincolando sostanzialmente in violazione di legge, onorevole
Zafarana, in violazione assoluta di legge ed in violazione assoluta
dell'ordinamento dello Stato che disciplina questa materia, a
partire dal decreto legislativo n. 502 del 1992 e s.s.m.i., fino al
Balduzzi e fino al decreto ministeriale n. 70 del 2015 che
disciplina questa materia.
Siccome, e rispondo al collega Cancelleri che aveva posto un
quesito, in questo disegno di legge è detto con grande chiarezza
che andiamo a trasferire alla governance della IRCCS Bonino Pulejo,
cioè al direttore generale del Bonino Pulejo la gestione del
presidio ospedaliero per acuti, lo diciamo una volta e non lo
diciamo più, e quindi del pronto soccorso che non può esistere, lo
sapete bene, questo sì, senza i reparti correlati; sapete bene che
un pronto soccorso senza reparti non può esistere, non può essere
autorizzato, basta leggere le norme che ho richiamato prima, quindi
credo che anche su questa materia occorra mettere un punto.
Peraltro, in tutto questo è previsto che gli atti amministrativi
che saranno prodotti
CRACOLICI. Deve esserci la sala d'aspetto
GUCCIARDI, assessore per la salute. Anche la sala d'aspetto,
onorevole Cracolici. E' previsto che gli atti amministrativi che
saranno prodotti dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore per la salute dovranno avere - è scritto in questo
disegno di legge - il parere preventivo non soltanto della VI
Commissione legislativa permanente, ma anche del Ministero alla
Salute.
Su tutto questo, siccome il Ministero citato ha la vigilanza sugli
IRCCS, e anche e soprattutto la vigilanza sui percorsi che portano
al dimensionamento degli atti aziendali e di tutte le attività che
fanno le Regioni, su questo possiamo stare tranquilli perché ci
sarà l'attenzione e la verifica del Ministero che è
istituzionalmente preposto, insieme all'Assessorato alla salute, a
tutto questo iter amministrativo - rigorosamente amministrativo -
per cui non posso dare il parere favorevole ad un emendamento che
contiene norme di natura squisitamente amministrativa e gestionale.
PRESIDENTE. Il parere contrario della Commissione e del Governo
era già stato espresso.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Onorevole Digiacomo, la
Presidenza non l'ha dichiarato inammissibile, tutta la procedura è
stata forzata, in separata sede mi era stata posta la questione. Io
ho detto che non l'avrei dichiarato inammissibile anche sulla base
della lettera del ministro Lorenzin che lasciava ampio spazio ed
ampio margine all'Assemblea di legiferare.
Mi è sembrato un modo un po' piratesco di ragionare, però debbo
dare atto all'intervento dell'Assessore per la salute che ha detto
che è tutto disciplinato e, comunque, sarebbe una forzatura.
Responsabilmente noi votiamo, bianco, rosso o verde. L'onorevole
Zafarana sta svolgendo il suo lavoro, noi stiamo svolgendo il
nostro lavoro, ognuno con le proprie responsabilità.
C'è una richiesta di votazione per scrutinio nominale.
Procediamo alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.11.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.11.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Il parere della Commissione e del Governo sono contrari.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale.
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 15
Contrari 33
Astenuti 3
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.11.1, a firma dell'onorevole Formica.
Potrebbe ritenersi assorbito dall'emendamento già approvato, ma
siccome occorrerebbe un 117 per il coordinamento considerato che
c'è un emendamento che vorrei chiarire, ma è già abbastanza chiaro,
salta la parola di base e, quindi, è pronto soccorso generale .
Pongo in votazione l'emendamento 1.11.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.6, a firma degli onorevoli Zafarana ed altri è
precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.11. L'emendamento
1.3, a firma degli onorevoli Zafarana ed altri è precluso
dall'approvazione dell'emendamento 1.11. L'emendamento 1.1 è stato
approvato. Si passa all'emendamento 1.10, della Commissione. Il
parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
ritengo di avere messo per iscritto un po' le ansie che si erano
palesate ieri sera, rispetto sia al personale prima e sulla
tempistica adesso, perché chiaramente con la stesura di ieri con
questi 180 giorni si creano condizioni di limbo che, invece, oltre
ad essere ridotta potrebbe, comunque, vedere, tramite questo
emendamento, il mantenimento dell'attività e, pertanto, tutti gli
atti connessi, poi, a livello dirigenziale. Nel senso che abbiamo,
chiaramente, attualmente, una delibera, la 602, del direttore che
và, appunto, a chiudere al 10 ottobre i livelli assistenziali
erogati di emergenza ed urgenza, dopodiché andiamo a coprire
questo vuoto anche perché, voi sapete meglio di me, il policlinico
non può assorbire, dall'oggi al domani, il raddoppio degli accessi
con tutte le conseguenze del caso.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO. Qui c'è un problema, scusate.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Esprimiamo il parere, non
entriamo
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, se posso intervenire, il problema non
è che non si vogliono mantenere i livelli. C'è un problema tecnico,
un problema di sicurezza, un problema di atto aziendale, ci sono i
termini per le piante organiche. C'è tutto un complesso di
situazioni. Si può chiedere all'Assessore di anticipare, invece di
90 giorni, di farlo entro 30 giorni. Questo si può fare.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Assessore, questo emendamento, verosimilmente, anche
razionale, da parte dell'onorevole Zafarana e del Gruppo Movimento
Cinque Stelle, è ingenerato dalla eccessiva foga con cui il
direttore generale ha accelerato queste procedure di chiusura, coi
termini che lei gli ha concesso. Allora, probabilmente, se lei
rassicura l'Aula, Assessore, che interverrà formalmente sul
direttore generale per far sì che ci sia un
PRESIDENTE. Onorevole Picciolo, mi scusi, l'Assessore sa quello
che deve fare, non ha bisogno di sollecitazioni da parte dell'Aula
o dei singoli deputati. Non esageriamo
PICCIOLO. Per evitare che ci siano errori di interpretazione,
Assessore.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, a firma degli onorevoli Zafarana ed
altri.
Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.9, a firma degli onorevoli Zafarana ed
altri.
Il parere della Commissione?
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, scusate, vorrei anche non correre.
Dice la lettera del Ministro, secondo la mission dell'I.R.C.C.S.
che è quella di ricerca scientifica della riabilitazione.
Scusatemi. Quando voi prendete 78 posti di acuti , quando hanno
fatto già un accordo, che cosa se ne fa di 78 posti di acuti
rispetto alla mission. Ma dico, di che parliamo, scusate?
Loro hanno fatto 39 posti di acuti e gli altri di
riabilitazione, non possiamo dare 78 posti per acuti , andiamo a
rovinare il Papardo e non abbiamo concluso niente. Certo, perché
78 posti fanno parte di una rete, fanno parte della rete Papardo-
Piemonte . Loro hanno già fatto delle interlocuzioni tra Papardo e
Piemonte e sono quelle che avevano previsto un numero di posti per
acuti , circa 39, e gli altri di riabilitazione, perché
all'I.R.C.C.S. serve la riabilitazione come mission, non è che
servono i 78 posti per acuti .
Credo che questo sia fuori dalla norma rispetto a quanto stabilito
dal Ministro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Gucciardi.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, credo che
dobbiamo intenderci di nuovo. Credevo, ieri, nella discussione
generale di aver chiarito questo aspetto.
In questo momento, non si sta celebrando alcun accorpamento di
funzioni sanitarie, ma si sta determinando un cambio di governance
al presidio Piemonte , che vorrei ricordare, non nella Bibbia ma
con la legge n. 5, è stato accorpato al Papardo . Non è che è nato
così.
Adesso il Parlamento sta intervenendo e sta scorporando,
altrimenti, non intendo più io cosa devo fare nella mia attività di
natura amministrativa, se questa legge dovesse essere approvata.
Il Piemonte viene, di nuovo, scorporato dall'azienda ospedaliera
Papardo-Piemonte e viene estrapolato - ho finito di dirlo un
minuto fa - la mission dell'IRCCS rimane IRCCS, la mission del
Piemonte è quella di ospedale per acuti con il suo pronto soccorso
e con i suoi posti letto. Altrimenti il pronto soccorso come deve
esistere senza i reparti con i posti letto?
Ripeto: non c'è nessun accorpamento ed è fondamentale. Dico
questo, repetita iuvant, perché faccia parte dei lavori
preparatori e dell'iter parlamentare. Nel senso che si modifica
soltanto la governance dell'ospedale Piemonte. Cioè il direttore
generale dell'ospedale Piemonte non è più quello del Papardo -
Piemonte ma è quello dell'IRCCS, per cui l'IRCCS svolgerà e
continuerà a svolgere la sua funzione, che è quella riabilitativa,
di istituto di ricerca e cura, IRCCS pubblica, ed è il vincolo
rispetto al quale non deroga né l'assessore alla salute né il
Ministro, e la governance che attualmente è dell'IRCCS gestirà
anche l'ospedale per acuti Piemonte con il suo pronto soccorso, con
i suoi reparti e, onorevole Laccoto,. con i suoi posti letto,
altrimenti davvero verrebbe meno il senso di questa legge.
Pertanto, il trasferimento, il parere sfavorevole del Governo
nascerebbe, rispetto a questo emendamento dell'onorevole Zafarana,
proprio perché o c'è l'emendamento o non c'è l'emendamento il
percorso che seguirà l'assessorato non può che essere questo. Cioè
nel senso di trasferire i posti letto al presidio Piemonte nel suo
complesso perché appartengono al presidio Piemonte. Non possiamo
trasferire le pareti dell'ospedale Piemonte
Io credo che sia così chiaro il ragionamento o, probabilmente,
onorevole Laccoto, non ho compreso la sua osservazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, qua c'è un problema di rete
ospedaliera di cui l'assessore non tiene conto.
Ci sono state interlocuzioni. I 78 posti nella rete non sono per
acuti perché, praticamente, andrebbe contro quella che è l'idea del
Ministero.
Io penso che si guardano queste cose con troppa leggerezza perché
lì c'era un accordo già che era avvenuto tra i direttori generali,
che era quello di trasferire, compreso il pronto soccorso, 39 posti
per acuti e gli altri di riabilitazione.
Non interessa . Scusatemi, posso dire quello che penso?
Intanto resta agli atti. Do il mio voto contrario, eventualmente,
con la dichiarazione che questo sconvolge la rete ospedaliera per
cui andrebbe modificata tutta la rete ospedaliera, andrebbe
modificato l'assetto ospedaliero anche del Piemonte ed è, a mio
avviso, un emendamento, così come posto, che non può essere
accettato.
Io dichiaro il mio voto contrario perché contrario alla rete
ospedaliera, contrario a quello che dice la lettera del Ministro
alla mission dell'IRCCS e domando all'assessore, eventualmente,
quali sono i posti per acuti e per non acuti da trasferire. Non può
essere messo in questa sede.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, è naturale che il ragionamento che
sviluppa l'onorevole Laccoto mi trova favorevole perché è un
ragionamento di buon senso.
I 78 che avevamo posto con l'onorevole Formica per acuti nel
mantenimento dell'ospedale Piemonte quando era accorpato al Papardo
erano relativi, comprensivi anche dei posti di ostetricia,
ginecologia, UTIN e pediatria che oggi automaticamente, per la
mission nuova che diamo all'ospedale Piemonte passano all'ospedale
Papardo.
Quindi, è chiaro, ecco perché l'indeterminatezza di cui parlava
lei correttamente Assessore, è facultato lei con i suoi tecnici al
riordino, fermo restando che devono restare i posti per acuti
essenziali ed indispensabili per la gestione del pronto soccorso e
dei reparti ad esso collegati.
Saranno 40, 45 in base alle esigenze. Quelli che verranno fuori
dalle esigenze della rete ospedaliera che lei riordina con i suoi
uffici.
Quando io dico sempre fare un passo indietro mi riferisco
proprio a questo perché ci sono dei fatti tecnici che non possono
essere competenza di quest'Aula e non è, onorevole Zafarana - col
massimo rispetto per lei di cui apprezzo l'impegno costante per una
sua scelta - una battaglia per fare oscurantismo ma è una battaglia
per cercare di rifare quello che vuole lei con la massima
trasparenza, cioè dando spazio ai tecnici.
CRACOLICI. Già l'abbiamo fatto con l'emendamento 1.11.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, faccia il capogruppo, non il
Presidente dell'ARS.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Questo dibattito, tutto sommato, serve a fare chiarezza. Io ero in
presenza di due pareri favorevoli, se non ho compreso male anche
l'onorevole Formica quale primo firmatario.
FORMICA. Mi dia la parola, signor Presidente, perché sono io
titolato a parlare di questi settantotto posti: l'emendamento in
Commissione Sanità è a mia firma ed erano settantotto posti letto.
Dobbiamo dire che nella rete l'Assessore non lo ha assorbito per
intero
PRESIDENTE. Allora, ritorniamo al famoso protocollo d'intesa del
quale nessuno aveva traccia.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente
questo è tutto un dibattito da commissione, può sembrare tedioso,
però, bisogna entrare nel merito di ciò che sarà.
Per quanto l'onorevole Picciolo inviti ad un passo indietro, qui
sono state fatte delle dichiarazioni alla città a mezzo stampa,
sono state fatte in Commissione, sono state fatte anche qui, in
Aula, i settantotto posti letto collegati sono tutti correlati,
sono posti per acuti previsti nella rete ospedaliera, sono
correlati al pronto soccorso, rimarranno. Dopo di che, se non si
vota e non si accoglie questo mio emendamento, si ingenera un
misconoscimento, si vedrà, si renderà assolutamente palese ciò che
noi andiamo a sottrarre alla cittadinanza perché, da che mondo è
mondo, voi sapete meglio di me non esiste neanche una guardia
medica che non abbia la specialità per la partoriente che arriva
con un distacco di placenta. Allora, noi non possiamo escludere,
perché se no torneremmo indietro rispetto alle vostre affermazioni
o, se lo fate, ve ne prendete le responsabilità.
Qui il discorso è uno, il meccanismo della rete ospedaliera, di
fatto, lo state modificando, è inutile che ci si trinceri dietro
all'affermazione non stiamo modificando la rete ospedaliera di
gennaio perché, anche sulla scorta dell'indicazione in piccolo che
i posti letto, già nella rete ospedaliera erano individuati come
acuti e post acuti indistinti, c'è scritto, e vi era dall'apertura
la possibilità che potessero non essere tutti, col trasferimento,
all'inizio destinati per il pronto soccorso.
Si rende necessaria una puntualizzazione. De resto, mi pare, che
prima l'assessore avesse dato parere favorevole, non capisco il
perché questo moto ondivago tra gli interventi dei colleghi del PD.
Che sia un chiaro parere, definito. Perché lo chiedo? Perché in
assenza di carte a supporto di tutta questa operazione, che io ho
chiesto e richiesto, in genere, se si va negli ospedali, qui non
stiamo parlando di mi piace una macchina piuttosto che un'altra ,
stiamo parlando dell'offerta sanitaria destinata alla città di
Messina.
Io avrei gradito numeri, studi, accessi, numero di accessi, tutte
cose che ho avuto modo di vedere ma personalmente, perché me ne
sono interessata io. Da parte di questo assessorato non è arrivato
nessun impegno anche di previsione, anche nella relazione tecnica
soltanto il testo di legge, allorquando era in commissione come
proposta governativa, perché fu raccolta una proposta governativa
nel testo di legge arrivato in commissione.
In quella relazione non c'era scritto nulla anche nel merito sul
quale lei, assessore, ha risposto ma non risposto.
Quindi, questa è veramente una vaghezza, una poca trasparenza che
non ci sta bene.
Dopo di che, io vi invito a far pace con voi stessi ed a votarlo
perchè, comunque, è l'unico modo per mantenere il pronto soccorso
in città.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire per una precisazione, finora non sono intervenuto
perché l'intervento dell'Assessore Gucciardi ieri è stato talmente
esaustivo su tutti i punti, ed oggi stesso ha ribadito, in maniera
inequivocabile, che l'IRCCS sta gestendo, gestirà con il suo
management un ospedale, l'ospedale Piemonte, pertanto, tutti i
dubbi che avevamo vengono spazzati via dalle dichiarazioni che ha
fatto l'Assessore, punto.
Sui settantotto posti letto per acuti io ero favorevole, e non
potevo che essere favorevole all'emendamento Zafarana, perché
voglio ricordare che in Commissione sanità l'emendamento votato - e
ce l'ho qua agli atti - era a firma Formica che chiedeva
settantotto posti letto per acuti ed è stato approvato
all'unanimità in Commissione sanità.
Dopodiché, devo dire in leggera difformità, perché si trattava di
una risoluzione, Presidente, ed essendo una risoluzione poteva
essere recepita in pieno o parzialmente dal Governo, il Governo
allora non lo ha recepito per intero ma, nella rete ospedaliera
definitiva, anziché comparire la locuzione definitiva dei
settantotto posti letto per acuti, è comparsa la locuzione
settantotto posti letto, mi pare, indistinti, non ricordo quale era
la dizione precisa e, quindi, si è addivenuto poi, successivamente,
a quarantadue, quarantacinque quali erano i posti letto di quella
convenzione, convenzione che non esiste più, che è carta straccia
perché è superata da questa legge e da questa norma, e ritengo
almeno io mi ritengo soddisfatto dalle rassicurazioni
dell'Assessore, puntualmente riprese anche dalla Presidenza, circa
la chiarezza del provvedimento in essere e di ciò che poi sarà
posto al vaglio anche di questo Parlamento, della VI Commissione,
pertanto, io ritengo che stiamo facendo il meglio, il massimo, a
meno che non si vuole bocciare la legge e si vuole chiudere il
Piemonte .
Infatti, ci sono tanti modi per dire no, si può dire no dicendo
sì, e si può dire sì dicendo no. Se questa norma non viene stasera,
subito approvata, noi rischiamo una sola cosa: non c'è più
l'ospedale Piemonte, potremmo dire vorrei di più , di più, certo,
anziché un pronto soccorso generale di base vogliamo il pronto
soccorso migliore del mondo che c'è, vogliamo le migliori e le più
grandi tecnologie all'avanguardia, poi non si possono avere, ma io
le avevo chiesto però, ma non è così, ritengo che una posizione
giusta, Presidente, è quella di fare l'interesse vero, e
l'interesse vero in questa situazione della città di Messina, ma
anche dell'intera Sicilia, perché è nel complesso che si dà una
risposta di carattere generale, è quello di aver portato in porto,
con l'apporto di tutti, con l'apporto dei Cinque Stelle che hanno
presentato degli emendamenti e che sono stati accolti, gli
emendamenti che si potevano accogliere, ma se si cerca di strafare,
nel senso di dire voglio la luna , ma tutti vogliamo la luna, ma
spesso, a volte, non la possiamo ottenere la luna. Allora, un modo
per cercare di raggiungere il massimo, tenendo conto delle
obiezioni dell'onorevole Laccoto, tenendo conto delle cose che si
possono fare e quello che stiamo facendo, del resto rassicurazione
dell'Assessore e provvedimento successivo dell'Assessore che ha
detto che sarà un provvedimento che è sottoposto non solo al vaglio
dell'Assessorato regionale, ma sarà sottoposto al vaglio anche del
Ministero, oltre che poi, alla fine, dalla chiusura del cerchio,
dalla VI Commissione.
Quindi, ritengo che si sia fatto il massimo, con l'apporto e la
collaborazione di tutti e cercare ancora di voler strafare
significa una sola cosa: far bocciare l'unica possibilità che
abbiamo - ripeto - in Sicilia di avere un mega centro di
riabilitazione e, nello stesso tempo, di aver salvato l'ospedale
Piemonte.
PRESIDENTE. Ma in ordine all'emendamento lei è favorevole o
contrario?
FORMICA. Ritengo che potremmo anche essere favorevoli
all'emendamento, ma poi, successivamente, sarà sempre l'assessorato
e il Ministero che dovranno dire la loro.
Potremmo anche farlo passare, Presidente, ma poi il problema, qual
è? Ci sarà sempre il vaglio successivo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, posso fare un
subemendamento per 121 posti, che era quello originario
dell'ospedale Piemonte?
FORMICA. Era ironico
RINALDI. No, non era ironico, nel senso che, onorevole Formica,
noi siamo partiti, purtroppo, con questo problema del Piemonte
che era chiuso, da 121 erano passati a 78 e da 78 erano passati a
zero posti, con la chiusura paventata dell'ospedale.
Dopo siamo arrivati a un accordo in una riunione che abbiamo fatto
anche al Papardo , dove c'era l'ex assessore Borsellino, il
sindaco, il direttore Gullo, il dottore Aliquò, il Presidente della
VI Commissione, e in quella sede si stabilì, che chiaramente il
mantenimento del pronto soccorso, anche come emergenza-urgenza,
avrebbe comportato lo spostamento di alcuni reparti dal Piemonte
all'ospedale Papardo, fra cui l'UTIN, la Ginecologia e la
Pediatria.
E' chiaro che di questi 78 posti poi si era arrivati a fare un
conteggio, adesso non ricordo se 42 o 50. Se noi non avessimo avuto
il problema di mantenere i 78 posti letto, non avremmo fatto questo
disegno di legge.
Manteniamo i 78 posti, manteniamo il presidio lì com'è, con
l'ospedale Piemonte-Papardo e non facciamo questo disegno di legge,
se lo stiamo facendo, evidentemente, c'era un problema di copertura
finanziaria e i posti previsti che allora erano 78, purtroppo non
c'era la copertura finanziaria e, in più, c'erano altri
ragionamenti che abbiamo più volte fatto in quest'Aula e anche in
Commissione, che non ripeto per questioni di tempo.
Se c'è la copertura per i 78 posti siamo tutti felici, mi pare che
non sia così, per questo siamo arrivati a quella soluzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Signor Presidente, desideravo sapere se l'emendamento
1.11 è stato approvato.
PRESIDENTE. Sì, certo.
CRACOLICI. Allora, ritengo che stiamo discutendo del nulla, perché
nell'emendamento 1.11, abbiamo approvato una disposizione che dice
che entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Presidente della Regione, su proposta dell'assessore,
farà un decreto, dove farà tante cose, fra le quali .
FORMICA. Abbiamo capito, è precluso
CRACOLICI. Nel decreto è compresa la dotazione dei posti letto.
Quando mi permettevo di suggerire che questo emendamento è
superato, o inammissibile, era non perché voglio sostituirmi al
Presidente dell'Assemblea, semplicemente per suggerire al
Presidente dell'Assemblea una cosa che non aveva notato. Visto che
ci ha fatto votare l'emendamento 1.11, il resto è precluso.
PRESIDENTE. Posso dire la mia, onorevole Cracolici? Chiedo a lei
il permesso. Nella mia imparzialità e anche come conoscenza del
problema e di questo ringrazio l'onorevole Zafarana per avere
posto espressamente questo emendamento, perché il dibattito d'Aula
è servito a fare chiarezza.
Intanto, i 78 posti letto sono comprensivi dei 39 di
riabilitazione che erano dell'ospedale Papardo. Siccome anche la
nota del Ministro Lorenzin ci ha detto che l'Assemblea è sovrana,
perché poi la nota del Ministro Lorenzin, non ci dà tutto questo
ampio margine. Nel contempo, vorrei ringraziare i presentatori
dell'emendamento che hanno esteso, già approvato, la gestione con
convenzione alle istituzioni pubbliche e sanitarie.
Stiamo parlando di ASP e di Policlinico universitario ed è il
ragionamento che era stato fatto ieri. Però, perché è stato
opportuno l'emendamento? Per fare scaturire il dibattito e per fare
chiarezza su quello che è successo. Perché? Serviva ad evidenziare
che bisognava mantenere il Pronto Soccorso, di questo si tratta.
Poi, nel corso delle vicende, anche rispetto alle quali ci sono
state alcune incomprensioni, non di ordine certamente personale, ma
per mancanza di chiarezza, è uscito fuori un protocollo che non era
stato sottoscritto dalla politica, né in VI Commissione, né
dall'Assessore.
E' uscito fuori un protocollo del quale nessuno sapeva niente,
sottoscritto dal direttore dell'IRCCS e dal direttore del Papardo
che prevedeva che quei 78 posti erano coperti con i 39 di
riabilitazione e questo da politico con la P maiuscola io non lo
posso accettare e non lo può accettare questo Parlamento, per cui,
io di questo le sto dando atto onorevole Formica, perché se noi
pensiamo di essere qui dentro che legiferiamo, e legiferiamo, c'è
chi deve dare esecuzione a quello che il Parlamento stabilisce che,
comunque, è sovrano, perché serviva questo emendamento a fare
chiarezza.
Alla luce del dibattito che c'era stato in Commissione e che in un
protocollo di intesa, che tutti disconoscevano, perché ieri
l'onorevole Panarello ha richiamato un precedente accordo
sottoscritto a Messina da tutte le sigle sindacali, dal Sindaco di
Messina e tutti ancora andavano con l'idea che noi avremmo portato,
addirittura, il polo pediatrico e quant'altro, quando in altre sedi
si stava facendo ben altra cosa. Per cui io mi rendo conto che
l'emendamento dell'onorevole Zafarana è eccessivo, perché entriamo
in un campo più di pertinenza amministrativa e non legislativa. Ma
questo è il dato fondamentale che ci ha portato a queste
considerazioni in Aula.
Detto questo, siccome il dibattito è stato molto chiaro e
finalmente si è fatta chiarezza su questi 78 posti che non erano
per acuti e non servivano a mantenere il Pronto Soccorso perché,
ribadisco, i 39 posti del Papardo che venivano assegnati all'IRCCS
con un provvedimento di due direttori generali e non certamente con
un provvedimento della politica e, quindi, della VI Commissione e
tanto meno dell'Assessorato. E allora la politica si deve
riappropriare del suo ruolo.
Abbiamo fatto un bel dibattito in Aula. Noi ci fidiamo di quello
che è stato detto in Aula, ci fidiamo - consentitemi di dire -
soprattutto, dell'impegno assunto dall'Assessore Gucciardi.
Io inviterei l'onorevole Zafarana a ritirare l'emendamento perché
lei, onorevole Zafarana, ha fatto scaturire un dibattito, e di
questo la ringrazio, però, siccome stiamo legiferando, noi dobbiamo
sapere che, da politici, dobbiamo tenere sotto osservazione,
continuamente, i direttori generali anche che nominiamo.
Questo è il dato fondamentale E questo significa l'attività
ispettiva che bisogna fare soprattutto nelle Commissioni, a parte
che in Aula,.
Per cui, onorevole Zafarana, io la ringrazio per avere proposto
questo emendamento, capisco che lei vuole, giustamente, esercita
anche un ruolo politico, per carità, e lo sta esercitando con
dovizia. E' obiettivamente eccessivo intervenire in Aula con un
emendamento di questa portata perché è più una questione
amministrativa. Io faccio appello, in questo momento, al buon senso
perché abbiamo chiarito tutte le questioni.
Sappiamo noi che dovremo andare verso un Polo medico di
eccellenza, dove c'è l'IRCCS che da solo non potrà gestire il
Pronto Soccorso, dove ci saranno altre istituzioni e dove tutto è
in itinere e, come diceva l'onorevole Formica, non blocchiamo
questo percorso che è stato avviato, ognuno con le proprie
competenze, sapendo che, sulla base di questa esperienza, dobbiamo
essere ancora più vigili su tutto quello che succede perché nessuno
può pensare che questo Parlamento è disattento e che vi sono
direttori generali che possono andare avanti per la loro strada
senza dare conto alla politica con la P maiuscola.
Onorevole Zafarana, io la invito al ritiro dell'emendamento
perché, obiettivamente....
ZAFARANA. Votiamolo .
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, noi siamo un Parlamento. Ripeto,
c'è stata una discussione che si poteva pure sviluppare con un atto
ispettivo.
Siccome c'è stata molta disponibilità, giustamente sia il Governo
che la Commissione hanno tenuto in considerazione tantissimi
emendamenti. Non è un problema di dividersi qua l'uno contro
l'altro. Tutti vogliamo il mantenimento dell'ospedale e, quindi,
del pronto soccorso, però vi sono delle procedure amministrative
che appartengono ad altra sfera.
Quello che vorrei evitare in questo Parlamento è di costituire
precedenti, perché se domani viene il collega Ragusa e mi dice che
all'ospedale di Siracusa dobbiamo mettere, e me lo mette per legge,
50 posti letto per acuti, io lo dovrei dichiarare ricevibile e,
sulla base di un precedente che ho procurato, non posso dire che
l'ho fatto perché sono di Messina, con tutto il rispetto. Questo è
il dato, per cui, appunto, faccio appello alla sua sensibilità.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, questa richiesta di ritiro sta
palesando, come lei ha poc'anzi affermato, la situazione che si
verrà a verificare a Messina. Lei si renda conto che, comunque,
tutto questo non l'ho mica causato io. Siamo arrivati in Aula a
questo punto proprio perché il percorso è stato incerto,
accidentato, mistificato, molto nebuloso.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Il dibattito è serio perché la questione è nata
proprio sui 78 posti letto e c'era molta confusione.
Prego, onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Io potrei soltanto ritirarlo in virtù del fatto che apre
una maglia rispetto ai 78 posti letto, quindi, all'indicazione di
un atto amministrativo che è pertinenza di un atto legislativo.
Io vorrei gentilmente, signor Presidente, sentire nuovamente dalle
parole dell'onorevole Gucciardi qual è l'impegno, perché ormai qua
è una questione di fiducia perché carte scritte non ne ho, quindi,
siccome io sono abituata a leggere le carte, prenda il suo impegno
da persona che ha un compito importante e un ruolo istituzionale
nei confronti della città di Messina.
PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'assessore Gucciardi.
GUCCIARDI, assessore per la sanità. Onorevole Zafarana, per la
verità, nella sede istituzionale per eccellenza che è quella della
Prefettura di Messina, alla presenza dei parlamentari regionali e
nazionali, delle organizzazioni sindacali e dei direttori generali,
nonché del Magnifico Rettore dell'Università di Messina, ho assunto
un impegno, come Governo regionale, davanti alla città di Messina,
ai cittadini di Messina, impegno ripetuto, peraltro, quasi
quotidianamente in questi giorni che hanno separato quella riunione
da questa seduta d'Aula. Ho assunto l'impegno con la città di
Messina di salvare il presidio ospedaliero Piemonte per acuti ed
il suo pronto soccorso.
Quindi, è evidente che tutto ciò che farà il Governo, se questa
legge dovesse essere approvata, considerato che il trasferimento
dei posti letto è già avvenuto con l'approvazione dell'emendamento
1.11 e certamente se gli emendamenti che abbiamo visti qualche
minuto fa, è stato anche difficile coordinarli in corsa non
avendoli visti con i tecnici, io credo che, onorevole Zafarana, mi
permetto di dire che l'invito del Presidente dell'Assemblea è
corretto perché, comunque, affida al Governo, il quale, comunque,
prima di adottare gli atti - e vi prego di non dimenticare questo
aspetto - abbiamo già votato questa norma. Prima di votare gli atti
deve assumere il parere della IV Commissione legislativa
permanente, quindi questo Parlamento, comunque avrà nuovamente voce
in questo percorso di tipo - come dire - speciale, ma certamente
amministrativo. Per cui evitiamo di vincolarci con norme che
potrebbero, come dire, creare problemi, creare intralci al
procedimento amministrativo. Quindi, onorevole Zafarana, l'impegno
credo che sia formale assunto dal Governo in quest'Aula e l'invito
del Presidente - penso - possa avere una valenza ulteriore con
l'impegno assunto dal Governo in questa direzione.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.9 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.12, della Commissione. C'è un
sostitutivo dell'1.12. L'emendamento 1.12.1, l'azienda ospedaliera
riuniti Piemonte, assume la denominazione di Azienda Ospedaliera
Papardo , mi sembra logico.
Il parere del Governo sull'emendamento sostitutivo 1.12.1
GUCCIARDI, assessore per la Salute. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.13. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, relativamente all'emendamento 1.13, che porta la mia
firma, io chiederei di soprassedere. Intenderei ritirarlo per il
momento, per un approfondimento.
PRESIDENTE. La Commissione lo ritira. Lo ritira l'onorevole Di
Giacomo e l'onorevole Cracolici.
Si passa all'emendamento 1.14, della Commissione. C'è l'1.14.1,
sostituire valorizzazione con L'1.14.1 è sostituire la parole
corretta ai fini della valorizzazione dell'immobile ai fini della
salvaguardia della tutela e del recupero , mi sembra più corretto
onestamente.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, io sono favorevole all'emendamento
perché l'idea di creare una cittadella della cultura lì è un'idea
bellissima. Però, per chi conosce, per gli addetti ai lavori,
conoscere come è strutturato in questo momento l'ospedale
Margherita, proprio all'entrata, nella facciata principale, ci sono
tutti gli uffici, in questo momento dove si svolge, mi pare che ci
sia l'ASP. sì, però ci sono dei servizi che l'ASP sta svolgendo per
l'invalidità civile e così via. Fare una cittadella culturale
dietro ed avere la facciata con i servizi, credo che non sia una
cosa bella. Io proporrei di fare un disegno di legge apposito su
questo benedetto ospedale Margherita, e fare la città della
cultura, ma togliendo anche gli uffici dell'ASP all'entrata. Cioè,
facciamo tutta la cittadella lì, non soltanto una parte ed
all'entrata lasciamo gli uffici dell'ASP. Credo che sia più
consono.
PRESIDENTE. Non è così.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, io invece, onorevole Rinaldi, sono
favorevole a questo emendamento perché intanto pone un elemento di
chiarezza, cioè la volontà di una vecchia legge, proposta
dall'onorevole Ardizzone che prevede l'istituzione di questa
cittadella della cultura lì. In tal senso io - come sa il
Presidente - in questi giorni ho chiesto che, stante lo sfratto
della Sovrintendenza alle belle arti, ci possa essere anche lì il
trasferimento della Sovrintendenza che paga un canone annuo
pazzesco - circa 600 mila euro - e che quindi possa, con questo
contributo economico, assecondare il disegno del Presidente
Ardizzone, che è una legge del 2009, una proposta del 2009, credo,
e che è legittima, logica e - secondo me - deve essere ovviamente,
lo dice l'emendamento, compatibile. Restano nella disponibilità
della competente azienda ospedaliera i locali utilizzati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.14.1 Il parere della
Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.14. nel testo risultante. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1 nel testo risultante. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito i deputati a munirsi del tesserino e di rimanere ai loro
posti.
Onorevole Rinaldi, non c'è nessun vincolo. L'unico vincolo è stato
posto dalla sovrintendenza dopo che era saltato il project
financing proprio sulla riabilitazione, 12 milioni di euro.
Conosco perfettamente tutta la vicenda. E' stato posto un vincolo
da parte dei beni culturali perché l'immobile stava per essere
messo in vendita.Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno: n. 502, n. 503, n. 504.
Onorevole Gucciardi, li accetta come raccomandazione?
MILAZZO Giuseppe. Chiedo che l'ordine del giorno a mia firma,
venga posto in votazione. Sono in attesa di questo momento da oltre
due ore.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei chiede un voto e stiamo
chiedendo al Governo di esprimersi in questo momento. Vedo che la
finalità e ovvia, tra l'altro lei chiede di destinarlo al Comune di
Palermo, quindi non c'è nessuna finalità diversa per
quest'immobile, però bisogna dare la possibilità al Governo di
approfondire la questione. Se per lei va bene il Governo lo
accetterà come raccomandazione e quest'ordine del giorno resterà
agli atti e comunque potrà ripresentare la mozione cui lei ha fatto
riferimento.
Facciamo un'altra cosa: lei lo ritira, mi prendo l'impegno che
verrà trattata la mozione nella prima seduta utile e, comunque,
entro il mese di ottobre.
MILAZZO Giuseppe. Grazie, lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pertanto, l'ordine del giorno n.
503 riguardante «Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31», è ritirato dal
firmatario onorevole Milazzo Giuseppe.
853-815/A 'Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
di Messina'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge n. 853-815/A Modifiche alla legge regionale 14 aprile
2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S.
Bonino Pulejo di Messina .
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
FORMICA. Io non ho votato
PRESIDENTE. Non ha votato l'onorevole Formica. Diamo atto che era
qui a dare istruzioni .
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 31
Contrari 16
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
migrati in Sicilia' (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli stranieri
immigrati in Sicilia (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 3 del
punto 4 posto all'ordine del giorno Norme per l'accoglienza e
l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in Sicilia (nn.
174-256-341-450-608 bis/A). Invito i membri della I Commissione a
prendere i posti negli appositi banchi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici, presidente della
Commissione e relatore.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei utilizzare il fatto che mi rimetto al
testo della relazione scritta allegata al disegno di legge, però
vorrei fare una cosa che spero tutti noi possiamo condividere:
dedicare questo disegno di legge all'onorevole Lino Leanza che era
uno dei firmatari del testo che è stato oggetto dell'esame della
Commissione e credo che, grazie anche al suo testo di legge, la
Commissione ha elaborato questo testo finale e penso sia cosa
giusta ricordarlo in questa occasione.
(Applausi)
PRESIDENTE. La discussione generale la rinviamo all'articolo 1 che
si terrà, quindi, martedì prossimo.
comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11'. (n. 988/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo 120,
comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
(n. 988/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Norme
sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo 120, comma 1,
lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (n. 988/A),
posto al numero 4 del IV punto posto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in assenza del relatore, onorevole Nicotra, mi
rimetto al testo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la discussione
generale viene rinviata a martedì.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO, chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo è
fuggito mi pare di capire, ma questo mio intervento era rivolto al
Governo, la invito a riferire, soprattutto all'assessore per gli
enti locali, che ha provveduto a nominare commissari in tutte le
nove province, che, presso l'assessorato alle infrastrutture, vi
sono disponibili circa 50 milioni di euro per le strade
provinciali.
Le strade provinciali, come è noto, sono in condizioni gravissime
di impercorribilità.
Credo che le nostre strade provinciali siano, sicuramente,
peggiori, rispetto a quando nel 1861 si cominciò a costituire
l'unità d'Italia.
Bene. La cosa grave, signor Presidente, è che ci sono questi 50
milioni di euro e che i commissari non portano i progetti presso
l'assessorato.
Con la presente le chiedo, pertanto, di volere sollecitare
l'assessore per le autonomie locali affinché stabilisca un termine
di 3 giorni, affinché le ex province portino i progetti, anche
perché, siccome ci sono 5 province che ancora non hanno portato
alcun progetto, se non hanno bisogno dei soldi della Regione, lo
comunichino, in maniera tale che siano le altre province, quelle
che hanno già i progetti pronti, ad usufruire dell'intero
finanziamento.
Veda, noi, tutti i giorni, ed in commissione bilancio, ormai è
diventato una sorta di muro del pianto, abbiamo sindacalisti,
rappresentanti degli enti locali che vengono a lamentarsi contro la
Regione, perché la Regione non è nelle condizioni di dare risposte.
Sulle strade provinciali, veda, la Regione è in grado di dare
risposte, ma gli enti locali non vogliono le risposte che vogliamo
dare.
Signor Presidente, pertanto, proprio perché la situazione è grave,
perché le strade statali sono in condizioni terribili, se ne chiude
ormai una a settimana, la cosa migliore da fare è quella di
intervenire sulle strade provinciali per evitare che la Sicilia
rimanga isolata.
Per questo motivo, rivolgo ancora una volta questo appello,
affinché lei possa intervenire sull'assessore agli enti locali che,
a sua volta, diffidi i commissari provinciali a consegnare, se ce
li hanno, questi progetti all'assessorato alle infrastrutture,
altrimenti, queste somme potrebbero essere spese in altre province
che hanno già presentato progetti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13
ottobre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della mozione:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
III - Discussione della mozione:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale per
prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare un'ordinata
gestione dell'accoglienza dei migranti aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Anselmo
3) - Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 . (n. 988/A) (Seguito)
Relatore: on. Nicotra
4) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
Relatore: on. Germanà
5) - Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
Relatore: on. Cirone
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 467 - Ipotesi di riconversione della centrale
termoelettrica sita nel comune di San Filippo del Mela.
(16 luglio 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
N.480 - Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
sulla emergenza ambientale nel Comprensorio della Valle
del Mela e impegni conseguenziali del Governo della
Regione.
(6 ottobre 2015)
FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
GRASSO - MILAZZO G. - PAPALE - SAVONA
La seduta è tolta alle ore 19.19
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio