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Resoconto d'Aula della Seduta n. 281 di mercoledì 07 ottobre 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  La seduta è aperta alle ore 16.05.

   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,   non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che saranno in missione l'onorevole  Raia  il
  20 ottobre 2015 e l'onorevole Oddo dal 22 al 25 ottobre 2015.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità

   N.  877  -  Notizie sull'applicazione del regime dei contratti  di
  solidarietà da parte della Società Acque di Caltanissetta S.p.a.
   Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello
   -  Con  nota prot. n. 24328/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Energia  e  i
  servizi di pubblica utilità.

   N.   1563  -  Notizie  in  merito  alle  misure  di  compensazione
  ambientale e territoriale dovute al Comune di Salemi (TP) da  parte
  delle   società  che  gestiscono  i  parchi  eolici  presenti   nel
  territorio comunale.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 37627/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Energia ed  i
  servizi di pubblica utilità.

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  1876  - Notizie sui nuovi indirizzi strategico-gestionali  del
  Consorzio Autostrade Siciliane.
   Firmatari: Forzese Marco Lucio
   -  Con  nota  prot.  n.  40250/IN.16 dell'  1  settembre  2014  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  Infrastrutture e la mobilità.

   N.  1887  -  Iniziative finalizzate alla realizzazione  del  porto
  turistico-commerciale di Gela (CL).
   Firmatari: Federico Giuseppe
   -  Con  nota prot. n. 35868/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale le infrastrutture e
  mobilità.

   - da parte dell'Assessore per la salute

   N.  2203  -  Notizie  in  ordine ai criteri adottati  nel  decreto
  dell'assessore  per la salute del 7 marzo 2014  per  individuare  i
  tratti di mare e di costa del litorale di Sciacca non adibiti  alla
  balneazione per la stagione 2014.
   Firmatari:  Mangiacavallo Matteo; Cappello  Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina;  Foti  Angela;
  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca Claudia; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N.  480  -  Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
  sull'emergenza ambientale nel Comprensorio della Valle del  Mela  e
  impegni conseguenziali del Governo della Regione.
   Formica  Santi;  Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Falcone  Marco;
  Figuccia  Vincenzo;  Assenza  Giorgio; Bandiera  Edgardo;  Federico
  Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio;
  Savona Riccardo
   Presentata il 6/10/15
   Invito il deputato segretario a darne lettura:

   FAZIO, segretario f.f.,

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  comprensorio della  Valle del Mela', cui appartengono anche  i
  comuni  di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela,  San
  Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto (Messina),
  è  stato  dichiarato  area ad elevato rischio di crisi  ambientale'
  (AERCA)   dal   2002,  e  successivamente  anche  sito  d'interesse
  nazionale per le bonifiche (SIN) dal 2006;

   singoli   cittadini,   gruppi   ambientalisti,   associazioni   di
  cittadini, amministrazioni comunali dell'intero comprensorio, anche
  recentissimamente, hanno manifestato contro l'emergenza ambientale;

   l'Arpa  ha certificato in modo chiaramente inequivocabile che  gli
  inconvenienti ambientali lamentati hanno origine da emissioni delle
  industrie del comprensorio stesso, non adeguatamente controllate;

   l'osservatorio epidemiologico della Regione siciliana sullo  stato
  di salute della popolazione residente nelle aree ad alto rischio di
  crisi  ambientale  conferma  la  maggiore  incidenza  di  patologie
  correlate all'inquinamento acustico, elettromagnetico, atmosferico,
  del suolo e del sottosuolo;
   in materia di prevenzione e di inquinamento la Comunità europea ha
  sancito principi regolatori, fatti propri anche dall'Organizzazione
  mondiale della sanità per la tutela degli esseri umani;

   considerato che:

   la  società  A2A  ha  dichiarato  la  volontà  di  procedere  alla
  riconversione della CTE Edipower di San Filippo del Mela anche  per
  l'utilizzo di CSS (combustibile solido secondario);

   in  data  2  aprile 2015 il Consiglio comunale di San Filippo  del
  Mela,   e   precedentemente   altri  12   consigli   comunali   del
  comprensorio, si sono espressi in senso sfavorevole;

   gli  impianti  industriali  di incenerimento,  definiti  di  prima
  fascia, sorgono a ridosso dei centri abitati;

   sino  ad oggi vi è stata la totale inerzia della Regione,  la  cui
  inattività  ha fatto sì che non venissero eseguiti quei  lavori  di
  bonifica e quegli interventi per la messa in sicurezza della  zona,
  ritenuti essenziali;

   l'inerzia   della   Regione  siciliana   risulta   acclarata   dal
  recentissimo  D.A.  n.  107/GAB, con il quale  l'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, a distanza di 13 anni, ha approvato  una
  scheda organica al piano di risanamento dell'area a elevato rischio
  di  crisi ambientale, al fine di creare reti di    rilevamento  per
  il monitoraggio e caratterizzazione delle sostanze odorigene;

   con la delibera di Giunta regionale n. 373 del 18 novembre 2013  è
  stato  dato  mandato all'Assessore regionale per  il  territorio  e
  l'ambiente di istituire l'ennesima commissione tecnica con funzioni
  consultive  e  propulsive nelle valutazioni tecnico-amministrative,
  sullo   stato   di  attuazione  degli  interventi   in   essere   e
  sull'adozione   degli  interventi  da  porre  in  essere   per   il
  completamento del risanamento delle aree a elevato rischio di crisi
  ambientale;

   preso atto che:

   la  Commissione  europea, inquirente nella procedura  d'infrazione
  sfociata  nella  sentenza  della Corte  di  Giustizia  europea  del
  19.12.12,  ha condannato l'Italia per lo sforamento dei limiti  del
  PM 10 e la mancata adozione dei piani dell'aria;

   dagli  atti  messi a disposizione da Arpa Sicilia, risulta  che  i
  rilevamenti a partire dall'anno 2006 sono stati del tutto  parziali
  e  quindi i dati rilevati erano comunque insufficienti a monitorare
  le   situazioni  in  essere  e  conseguentemente  utili   al   fine
  dell'adozione degli eventuali provvedimenti;

   recentemente il giudice per le indagini preliminari del  Tribunale
  di  Palermo,  nell'ambito del procedimento RGNR n. 11184\12  RGGIP,
  con  provvedimento del 12.11.2014, ha evidenziato, tra l'altro,  un
  rischio ambientale incontrollato;

   è  indispensabile  comprendere  le  ragioni  per  le  quali  si  è
  verificata dal 2002 una paralisi nella gestione dell'area a elevato
  rischio di crisi ambientale del comprensorio del Mela;

   dal  punto  di  vista  medico-sanitario,  il   progetto  Sentieri'
  (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti
  esposti  a  rischio da inquinamento), promosso dal Ministero  della
  salute e coordinato dall'Istituto superiore di sanità tra il 2010 e
  il 2011, ha rilevato un aumento esponenziale dei ricoveri;

   nel  2013 l'indagine  Iniziativa per la tutela della salute e  per
  la  protezione delle popolazioni delle aree ad elevato  rischio  di
  crisi  ambientale esposte a  distruttori endocrini' quali i metalli
  pesanti   (Area   di   Milazzo-Valle  del  Mela) ,   eseguita   dal
  Dipartimento  di  medicina  clinica e sperimentale  dell'Università
  degli   studi   di  Messina,  Istituto  superiore   di   Sanità   e
  Organizzazione mondiale della sanità, presso le scuole medie  della
  Valle  del  Mela, comprese in un raggio di 10 chilometri  dal  sito
  industriale,  e che ha riguardato 200 partecipanti di età  compresa
  tra  i  12  e  i 14 anni, ha riscontrato valori di cromo  totale  e
  cadmio  superiori  ai  valori  di  riferimento  e  la  presenza  di
  un'alterazione di alcuni gruppi dell'acido desossiribonucleico  che
  comporta un'errata lettura nella catena del DNA;

   il  territorio della Valle del Mela non è dotato di  un  piano  di
  emergenza  esterno  così  come previsto  dalla  direttiva  96/82/CE
  (recepita con decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334), relativa
  al  controllo  dei  pericoli di incidenti  rilevanti  connessi  con
  determinate sostanze pericolose,

                                impegna
           il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  nominare,  ai  sensi degli artt. 29 e 29  ter  del  Regolamento
  interno  dell'ARS,  per  la  durata di mesi  sei,  una  commissione
  d'indagine  e  di  studio, al fine di consentire al  Parlamento  di
  acquisire  gli  elementi necessari di conoscenza  della  gravissima
  emergenza  ambientale  nel comprensorio del  Mela;  la  commissione
  dovrà  assumere  tutti  gli elementi utili a  verificare  eventuali
  risorse  impegnate,  a  valutare  eventuali  omissioni  e  ritardi,
  verificare  la  compatibilità delle attività industriali  esistenti
  con  gli  insediamenti abitativi nonché acquisire, anche attraverso
  l'audizione  di  esperti,  informazioni utili  per  la  tutela  del
  territorio  nell'area  ad  alto  rischio  di  crisi  ambientale   e
  formulare  proposte  e/o suggerire iniziative per  fronteggiare  la
  questione ambientale,

                                impegna
                       il Governo della Regione

   a  stoppare, nel comprensorio della Valle del Mela ad alto rischio
  ambientale,  qualsiasi nuovo insediamento per  il  trattamento  dei
  rifiuti o qualsiasi altra struttura inerente il trattamento e/o  lo
  smaltimento degli stessi». (480)

   Ricordo   che  la  mozione  testé  annunziata  è  stata  iscritta
  all'ordine  del  giorno della presente seduta per essere  discussa
  congiuntamente  alla  mozione n. 467, di analogo  contenuto,  così
  come   deliberato  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari del 6 ottobre 2015.

                  Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE.  Informo che l'onorevole Assenza, con mail  pervenuta
  il  7  ottobre 2015 e protocollata al n. 8727/AulaPG di pari data,
  ha  comunicato  il  ritiro della mozione n. 479  di  cui  è  primo
  firmatario.

   Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa a nomina di nuovo presidente di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che in data odierna è pervenuta nota a firma
  dell'onorevole   Giambattista   Coltraro   protocollata   al    n.
  8750/AULAPG del 7 ottobre 2015.
   Ne do lettura:

   «Il  sottoscritto onorevole Giambattista Coltraro, in  qualità  di
  nuovo  capogruppo del Gruppo Sicilia Democratica,  comunica  quanto
  segue: che in data 6 ottobre 2015 si è tenuta formale riunione  del
  Gruppo  Sicilia Democratica per le riforme, giusta verbale  che  si
  allega  in  copia  alla  presente; che la  maggioranza  del  Gruppo
  parlamentare, come si evince dallo stesso, ha accettato formalmente
  l'ingresso  nel Gruppo dell'onorevole Salvatore Giuffrida;  che  in
  tale  sede  è  stato  revocato il capogruppo,  onorevole  Salvatore
  Lentini, ed è stato nominato il nuovo capogruppo nella persona  del
  sottoscritto;  che in tale sede è stata cambiata  la  denominazione
  del   gruppo  adottando  quello  originario   Sicilia  Democratica
  anziché   Sicilia  Democratica per le  riforme ;  che  il  deputato
  onorevole D'Agostino è stato dichiarato non formalmente iscritto al
  detto   gruppo   essendone  stata  rifiutata   l'ammissione   dalla
  maggioranza dei parlamentari del gruppo.
   Saluti cordiali.

   Palermo, 7 ottobre 2015

                                           Il capogruppo

                                           On. Giambattista Coltraro»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto  che la nota testé letta, con gli allegati ivi acclusi  è
  depositata  presso il Servizio Lavori d'Aula di  questa  Assemblea
  regionale.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Tamajo, Alongi, Dina e Vullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   ge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Pie-
   monte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina' (nn. 853-815/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  alla
  legge  regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento  dell'Ospedale
  Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina  (nn. 853-815/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito del disegno di legge nn. 853-815/A
  SModifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento
  dell'Ospedale  Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo  di  Messina ,
  posto al n. 2) del IV punto dell'ordine del giorno.
   So  che  era  in  corso una riunione in VI Commissione,  ho  testé
  parlato  con  l'onorevole Gucciardi, magari sospendiamo  fino  alle
  ore

   LACCOTO. Sospendiamo solo per pochi minuti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, non  possiamo  andare  avanti  in
  assenza del Presidente della Commissione e dell'Assessore.
                        Sull'ordine dei lavori


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo
  chiedere  la  cortesia  istituzionale, se mi  può  dare  una  mano,
  Presidente,  a uscire da questa situazione che si è creata  su  una
  mozione a mia firma che, tempo fa, la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  ha ritenuto, insieme  a  lei,  meritevole  di
  essere  trattata in Aula ma, successivamente, non è stata  trattata
  in   Aula,  perché  non  si  era  individuato  l'assessore.   Nella
  precedente seduta abbiamo rinnovato questa richiesta. Le farò avere
  il  numero  della mozione che riguarda il Complesso ospedaliero  di
  via  Ingegneros. E' una struttura abbandonata che potrebbe  essere,
  la  parte  esterna, ceduta al Comune per realizzare  una  struttura
  aperta  per  gli  anziani,  il Comune  di  Palermo  aspetta  questa
  deliberazione da parte dell'Assemblea...

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole Milazzo,  considerato  che  noi
  stiamo trattando un disegno di legge che riguarda vicende sanitarie
  o,  meglio, di sanità, secondo me la trasforma in ordine del giorno
  e  viene  approvata,  se approveremo la legge,  prima  della  legge
  stessa.

   MILAZZO  Giuseppe. Grazie per il suggerimento, signor  Presidente.
  Lo farò nei tempi e nei modi del Regolamento.

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. NE ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho appena letto  -
  sentito  più che altro - ma comunque avevo letto anche un  verbale,
  che  i  deputati  di Sicilia Democratica per le  Riforme,  si  sono
  riuniti ieri ed hanno deliberato, senza che il capogruppo ed  altri
  due  componenti del gruppo, onorevole Cascio Salvatore e  onorevole
  D'Agostino, fossero presenti per determinarsi.
   Considerato  il  fatto che la comunicazione che i  deputati  hanno
  dato  -  hanno  mandato  l'e-mail  sabato  sera,  alle  19.00  -  e
  considerato  che,  all'ordine del giorno di tale convocazione,  era
  prevista solo ed esclusivamente l'adesione dell'onorevole Giuffrida
  e   l'adesione  dell'onorevole  D'Agostino,  cosa  che  l'onorevole
  D'Agostino, dal 23 di settembre, è stato comunicato, prima da  lui,
  accettata  l'adesione,  e  poi  dal  sottoscritto  in  qualità   di
  capogruppo, l'adesione a Sicilia Democratica per le Riforme.
   Carissimo  Presidente   e  cari colleghi,  io  ho  presentato  una
  memoria  dei  fatti,  l'ho presentata ora al  Segretario  generale,
  nelle  sue mani, la presenterò pure al protocollo della Presidenza,
  nonché  del Segretario stesso, perché venga, intanto, sospesa  tale
  decisione e che, pertanto, siccome il titolato, per Regolamento,  è
  il  capogruppo e il sottoscritto non ha dato nessuna comunicazione,
  chiedo, pertanto, che il verbale, la comunicazione testé presentata
  dai  deputati  venga sospesa, non si ritiene che sia  conforme  con
  quello che dice il Regolamento di questa Assemblea.
   Caro  Presidente,  vorrei leggere anche, per conoscenza  a  questo
  Parlamento,  per  l'increscioso problema che  è  sorto  in  Sicilia
  Democratica  per  le Riforme, tenendo presente che  il  deputato  è
  libero  di  fare qualsiasi scelta, può aderire o meno a  un  gruppo
  parlamentare ma le regole devono essere rispettate.
   Pertanto, il sottoscritto non solo è il capogruppo ma è  anche  il
  titolare del simbolo Sicilia Democratica per le Riforme, registrato
  il  7  aprile  di  quest'anno da un notaio, pertanto,  nessuno  può
  essere  autorizzato a portare avanti, per nome e per conto  di  una
  dicitura, un simbolo che appartiene ad altri.
   Io  chiedo  ai  miei colleghi, fermo restando l'educazione  -  che
  nulla  da eccepire - se loro hanno scelto di fare un'altra  strada,
  benissimo,  il  Regolamento  glielo  consente,  quindi,  da  questo
  momento,  possono  aderire  a un nuovo gruppo,  può  chiamarsi  con
  qualsiasi denominazione, ma che i parlamentari, Lentini capogruppo,
  onorevole  D'Agostino,  componente e  onorevole  Cascio,  rimangono
  fermi  nella  dicitura, così come è stato presentato il  13  aprile
  2015,  rimaniamo  iscritti al Partito Sicilia  Democratica  per  le
  Riforme.  Se  altri  colleghi hanno preso una scelta  diversa,  ben
  fatto sia.
   Le  chiedo,  Presidente, che questa nota venga letta  ai  colleghi
  parlamentari per rimanere traccia in questo Parlamento e che non si
  faccia   più  confusione  fra  un  partito  politico  e  un  gruppo
  parlamentare. Il gruppo parlamentare si può formare, si può formare
  con  5  deputati, così come recita il Regolamento, ma  al  rispetto
  delle regole io non posso chiamare un gruppo parlamentare che non è
  mio e appropriarmi di un simbolo che non è mio.
   Quindi,  le chiedo, signor Presidente, le arriverà anche una  nota
  dell'avvocato che è già scritta, che mette in guardia  chicchessia,
  qualsiasi persona che voglia usufruire o sfruttare quelle che  sono
  le regole di un partito.
   Pertanto, signor Presidente, ritengo che la nota sia inefficace  e
  priva di alcuni effetti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io vorrei evitare un dibattito su questa vicenda  che
  non  dovrebbe  appartenere alla sfera di competenza dell'Assemblea,
  perché  l'onorevole Lentini ha detto bene: una cosa è  il  partito,
  l'altro è il gruppo.
   Noi ci troviamo dinnanzi ad una comunicazione di 4 deputati su  7,
  se non erro, che poi, magari, saranno diventati 6.

   LENTINI. L'onorevole Giuffrida non c'era, è entrato dopo

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, io voglio fare un po' la fotografia
  di  quello  che  è  successo. Le vicende interne  di  partito,  per
  cortesia, ve le regolarizzate tra di voi. Le questioni attinenti al
  gruppo, interessano invece l'Assemblea.
   Io  ho  una  nota  formale da parte dell'onorevole  Coltraro,  con
  quattro  firme,  che comunica che si è tenuta  una  riunione  e  mi
  comunica anche il cambio di denominazione.
   Lei  è  intervenuto dopo che l'Assemblea ha preso atto  di  questa
  nota,  dicendo  che ha depositato presso gli uffici  dell'Assemblea
  una contro replica, chiamiamola come vogliamo.
   Siccome è a disposizione di tutti i parlamentari, non è il caso di
  leggerla come non abbiamo letto il verbale e credo che ai siciliani
  interessi  poco il contenuto del verbale, così come la  nota.  È  a
  disposizione  dei  parlamentari e  dei  colleghi  che  ne  vogliano
  prendere visione, quel verbale così come la sua nota.
   Le  questioni interne ai gruppi, perché stando così le cose noi ci
  troveremmo, onorevole Lentini - mi consenta - dinnanzi ad un gruppo
  di 4 e ad un gruppo di 3, quindi, dovremmo dare - mi sembra assurdo
  - la deroga al gruppo di 4 e al gruppo di 3.
   Per  cui,  per  cortesia, io mi trovo dinnanzi ad una  nota  di  4
  deputati..

   LENTINI. Ma che cambiano nome

   PRESIDENTE. Le vicende interne vostre io non le conosco, né io  né
  gli altri colleghi appartenenti al vostro gruppo hanno il dovere di
  conoscere  il  Regolamento e le norme interne che  disciplinano  le
  questioni  del  gruppo. Mi scusi, non possiamo  entrare  noi  nella
  questione sul perché della convocazione o quant'altro.
   C'è una nota ufficiale di 4 parlamentari, l'Assemblea ne ha preso,
  lei contesta questa nota e ha depositato formalmente una
   Certo,  non possiamo avere due capigruppo all'interno di un gruppo
  di 6 o di 7.
   No  mi  scusi  se  io  le  do  la parola  dovrei  dare  la  parola
  all'onorevole Coltraro. Non credo che interessi

   LENTINI.  Non può sfuggire la cosa più importante, che l'onorevole
  Giuffrida non è dentro il gruppo...

   PRESIDENTE.  Sono  vicende interne vostre, non mi  faccia  entrare
  nelle  vicende  vostre. Gliel'ho detto in separata  sede  che  sono
  vicende che appartengono al gruppo. Forse non mi so spiegare: non è
  il  capogruppo  che  dichiara, è il gruppo  eventualmente,  non  il
  capogruppo.  E' a discrezione del capogruppo? Deve sospenderla.  Ne
  parliamo la prossima settimana.
   Onorevole  Lentini  Chiusa qua  Sospendere cosa   Lo  abbiamo  già
  letto  in  Aula  e  l'Assemblea ha  preso  atto  di  una  nota.  Vi
  regolarizzate tra di voi la vicenda e mi date comunicazione. Io  ho
  una  nota  di quattro parlamentari  Mi scusi onorevole Lentini,  se
  lei  mi  dovesse  dire  che non appartiene  al  gruppo  di  Sicilia
  Democratica, come si chiama, ci stiamo confondendo noi fra  Sicilia
  Democratica ,  Sicilia Democratica per le riforme , basta.  Andiamo
  oltre.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  lei  la
  soluzione  ce l'ha nel Regolamento e la invito ad applicarla  nella
  sua  interezza. Sciolga tutti i gruppi in deroga così si mette pace
  dentro questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, attenzione, noi  non  c'è  nessun
  gruppo  in  deroga,  questa è una situazione  nuova.  Questa  è  la
  legislatura delle  innovazioni legislative . Scusate, di questo  si
  tratta. Non c'è nessuna deroga a nessun gruppo.
   Formalmente io mi trovo in presenza di un gruppo di sette persone,
  così  facciamo  chiarezza,  dove c'è  una  contestazione,  c'è  una
  dinamica interna, questo è il discorso, di quattro deputati su  tre
  o su sei, non si è capito.

   LENTINI. Se ne vanno  Qual è il problema  Le chiederò la deroga.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                          Per fatto personale

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per fatto personale perché, diciamo, chiaramente quello che è stato
  deliberato glielo ha notificato il nostro capogruppo Coltraro.  Io,
  solo  per dare  collega Lentini le chiedo  Io l'ho lasciato parlare
  e pertanto desidero che lei rispetti il mio intervento. Volevo dire
  questo,  io  al  momento  in cui ho chiesto  l'adesione  al  gruppo
  Sicilia  Democratica l'ho fatto al Presidente. In quel  momento  il
  Presidente era Lentini, ritengo.
   Nel  gruppo che abbiamo fatto ieri, il collega Lentini  non  si  è
  presentato, si è rifiutato al controllo, pertanto io ritengo che se
  avesse avuto qualcosa da dire in questo contesto, per contestare lo
  avrebbe  potuto fare nell'ambito del Gruppo e non in quest'Aula  ed
  io chiedo scusa all'Aula per questo tedio che sto arrecando, perché
  sono  dei fatti interni che attengono alla nostra storia interna  e
  non  era giusto che si portasse all'Aula questa situazione,  che  è
  poco edificante. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Chiudiamo questa vicenda, ve la regolarizzate  fra  di
  voi.
   Onorevoli   colleghi,  sospendo  i  lavori   d'Aula   in   assenza
  dell'Assessore e del Presidente della VI Commissione per riprendere
  alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 17.22)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che è testé pervenuta  a  questa  Presidenza
  nota dell'onorevole Lentini, con la quale lo stesso deputato chiede
  in sintesi che  la nota in data odierna, a firma dell'on. Coltraro,
  debba considerarsi illegittima ed improduttiva di effetti, restando
  perciò  fermi  -  ad  ogni  effetto - la denominazione  del  Gruppo
  parlamentare,  l'assetto delle cariche e della  rappresentanza,  la
  composizione ed il numero di sei aderenti ( ) .
   Alla   luce  di  ciò,  invito  il  Gruppo  parlamentare    Sicilia
  democratica per le riforme' a fare definitivamente chiarezza  circa
  la  denominazione e la composizione dello stesso entro la  corrente
  settimana.  Restano ferme, frattanto, la composizione e le  cariche
  interne  del  suddetto  Gruppo, così  come  comunicate  nella  nota
  dell'onorevole Coltraro.
   E precisamente, fino a nuova diversa comunicazione ufficiale:
   -a decorrere dal 7 ottobre 2015, il Gruppo assume la denominazione
      di  Sicilia democratica';
  -a decorrere dal 7 ottobre 2015, l'onorevole Giuffrida entra a far
  parte del Gruppo  Sicilia democratica', cessando contestualmente di
  far parte del Gruppo parlamentare  Misto';
  -a decorrere dal 7 ottobre 2015, l'onorevole D'Agostino è iscritto
  d'ufficio al Gruppo parlamentare  Misto', cessando contestualmente
  di far parte del Gruppo parlamentare  Sicilia democratica';
  -a decorrere dal 7 ottobre 2015, giusta verbale del Gruppo, sono
  rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Gruppo gli
  onorevoli Coltraro e Giuffrida.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo  precisato  i  termini.  Siccome   è
  arrivata  una  nota,  impropriamente, di ricorrere  ad  avvocati  o
  altro,  che  non dovrebbe appartenere a quest'Aula, abbiamo  voluto
  precisare  chi  sono  gli interlocutori degli  altri  Capigruppo  e
  dell'Assemblea.
   Nel Gruppo parlamentare  Sicilia Democratica  l'onorevole Coltraro
  è il Presidente, l'onorevole Giuffrida il Vicepresidente.
   L'onorevole  D'Agostino è di fatto appartenente al  Gruppo  Misto,
  anche ai fini amministrativi.
   Vorrei dare inoltre una notizia al Gruppo  MPA , che siccome  ieri
  è  emerso  un  problema  di composizione dei  seggi  spettanti  nel
  riparto  delle Commissioni legislative permanenti, stando  così  le
  cose  e considerato che formalmente, sulla base di questa ulteriore
  composizione, ci sarebbero due componenti di Sicilia Democratica in
  VI  Commissione,  è  chiaro  che  uno  di  questi  due  posti  sarà
  attribuito al Gruppo  MPA .
   Per  quanto  mi  riguarda  possiamo  procedere  al  rinnovo  delle
  suddette  Commissioni già la prossima settimana, perché è possibile
  che possano verificarsi ulteriori composizioni e/o scomposizioni di
  Gruppi, e ritengo che si stia esagerando.

   ge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento dell'Ospedale Pie-
   monte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di Messina' (nn. 853-815/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge  Modifiche alla
          legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 - Accorpamento
        dell'Ospedale Piemonte all' I.R.C.C.S. Bonino Pulejo di
                       Messina . (nn. 853-815/A)

   PRESIDENTE.  Invito i componenti la VI Commissione  legislativa  a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
         Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009 n. 5 -
         Accorpamento   dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S.
                       Bonino Pulejo di Messina

   1.  Dopo il comma 4 dell'articolo 8 della legge reginale 14 aprile
  2009, n. 5, è inserito il seguente:  5. L'Ospedale Piemonte dell'ex
  Azienda  Ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte è  accorpato
  all'I.R.C.C.S.,  Centro  Neurolesi Bonino Pulejo  di  Messina,  che
  mantiene la denominazione attuale.'.

   2.  Entro  180  giorni  dalla  data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  con  decreto  del Presidente  della  Regione,  su
  proposta dell'Assessore regionale per la salute, previa delibera di
  Giunta  regionale  e  previo pareri della  VI  Commissione  Servizi
  sociali  e  sanitari  dell'Assemblea  regionale  siciliana  e   dei
  Ministeri della Salute e dell'Economia, sono disciplinati criteri e
  modalità   operative  che  assicurano  il  passaggio  di  immobili,
  attrezzature,  personale e dotazione di posti  letto  dell'Ospedale
  Piemonte   secondo   quanto   previsto  nella   rete   ospedaliera,
  dall'Azienda    ospedaliera   Ospedali   riuniti   Papardo-Piemonte
  all'I.R.C.C.S.  Centro  Neurolesi Bonino  Pulejo  che  mantiene  le
  attività di emergenza-urgenza nonché la mission dell'Istituto».

   Si passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Zafarana e altri. Il
  parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

   ZAFARANA.  Chiedo  che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.2. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.2

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo,     indìco    la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento  1.2. Chiarisco il significato  del  voto:  chi  è
  favorevole  vota verde, chi è contrario vota rosso, chi si  astiene
  vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale.

   Presenti e votanti   54
   Maggioranza          28
   Favorevoli           18
   Contrari             33
   Astenuti               3

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.11  degli  onorevoli  Di  Giacomo  e
  Cracolici.
   All'emendamento   1.11  sono  stati  presentati   una   serie   di
  subemendamenti.  Il  primo subemendamento è l'1.1,  a  firma  degli
  onorevoli Lo Giudice, Picciolo, Formica, Greco Marcello, Rinaldi  e
  Grasso.  Preciso  che,  se viene approvato questo  emendamento  che
  diventa  subemendamento, c'è scritto  pronto soccorso generale ,  è
  chiaro  che, di fatto, modifica l'emendamento che parlava di pronto
  soccorso   di   base,   quello  iniziale,  e  quindi,   a   maggior
  precisazione, il presidente Formica aveva presentato  un  ulteriore
  subemendamento, lo voglio precisare per chiarezza.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  colgo
  l'occasione  anche  per  chiedere una certa comprensione  da  parte
  dell'Aula rispetto alla tematica che è molto importante. Ritengo, e
  colgo  l'occasione  anche  con  questo  mio  intervento,  di  poter
  comunicare  questo mio pensiero dal momento che la  Commissione  ha
  fatto un determinato lavoro, ma, in questo momento, noi abbiamo  un
  testo che ha incrementato, fortemente, in termini di contenuti,  di
  misure,  di  modalità,  di  criteri, eccetera,  rispetto  al  testo
  esitato  dalla Commissione. Quindi, si deve lasciare a  quest'Aula,
  essendo  arrivati fino a questo punto, in fretta  e  furia,  quanto
  meno  e  non  sopprimere  il dibattito. Per  questo  le  chiedo  la
  possibilità  di  poter intervenire a tutti coloro  che  ne  avranno
  necessità e desiderio e voglia nel merito degli emendamenti, perché
  sennò, veramente, soffochiamo il dibattito.
   Vado  all'emendamento. Il discorso di poter individuare il  Pronto
  soccorso generale delle connesse attività o strutture, risorse,  in
  sanità  chi  è più esperto di me sa che non vuol dire assolutamente
  niente.
   Assessore, chiedo la sua attenzione perché stiamo parlando di  una
  materia  di una certa gravità ed importanza. Siccome siamo già  qui
  ad  un  livello  molto  basso di qualità  dell'azione  legislativa,
  almeno  cerchiamo  di recuperare la definizione ed  il  valore  che
  danno  le  parole.  Non  esistono attività,  strutture  e  risorse,
  parliamo  di  reparti  oppure di unità operative.  Diamo  il  senso
  giusto  ed il peso alle parole, altrimenti dovremmo dire qui,  come
  per altri emendamenti ed altre operazioni, che voi state andando  a
  dare  a  Messina  un poliambulatorio, un PTE, un  PTA,  quello  che
  volete,  ma  non  sarà  un  pronto  soccorso  generale  da  decreto
  Balduzzi. Questo è fondamentale rimarcarlo.
   Richiedo, pertanto, la possibilità di potere subemendare e  votare
  questa mia  precisazione.

   PRESIDENTE. Ma subemendare in che termini? Non ho capito.

   ZAFARANA. Sopprimendo  risorse e strutture  e lasciando  reparti .

   PRESIDENTE.   Lei   lo   presenti   il   subemendamento   ad    un
  subemendamento. E' nel diritto del deputato.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI,   assessore   per   la   salute.   Signor   Presidente,
  semplicemente, per una precisazione,  che la dizione   strutture  e
  risorse   è molto di più che unità operative, per cui, non possiamo
  limitarci a parlare di unità operative o di reparti, perché  stiamo
  trasferendo un intero presidio ospedaliero, non stiamo trasferendo,
  soltanto, unità operative e reparti, per cui la dizione  risorse  e
  strutture   è  più  adeguata  perché  comprende  anche   le   unità
  operative.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Zafarana,   c'è   stato    l'intervento
  dell'Assessore  che,  da  un  punto di  vista  tecnico,  chiarisce,
  effettivamente,   la  questione   risorse  e  strutture ,   che   è
  comprensiva delle unità e dei reparti.

   ZAFARANA. E perché non lo possiamo inserire?

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   trattasi,
  ovviamente, poi, di atti di gestione che non competono all'Aula  od
  alla  politica, ma competono ai tecnici. E' chiaro, quindi, che  la
  dizione  è generica, omnicomprensiva, dà lo spazio, poi, al decreto
  attuativo  ed ai direttori generali di potere andare a riempire  di
  contenuti   a-politici,   a-politici,   quelle   che   saranno   le
  caratteristiche  dell'azienda,  fermo  restando  che  è  un  pronto
  soccorso generale e che vengono trasferiti per intero i reparti, le
  strutture e le risorse economiche collegate.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, penso che il dibattito, sono d'accordo
  con la collega, non può essere, in questa fase, limitato ad un solo
  intervento, perché ci sono delle problematiche che sono  abbastanza
  complesse. Assessore,  mi scusi, a me la demagogia che c'è stata su
  questa  vicenda dell'ospedale Piemonte I.R.C.C.S., da tanto  tempo,
  non  piace  e  non intendo più avallarla se non in  maniera,  ecco,
  dobbiamo avere l'onestà di dire qual è la situazione.
   Assessore,  scusi,  il Ministero nella nota  che  ha  mandato,  mi
  corregga  Assessore, parla di un Pronto soccorso di base.  Ora,  io
  voterò  l'emendamento per non far dire che sono  contro  il  Pronto
  soccorso generale, ma noi prendiamo in giro la città di Messina, in
  queste condizioni.
   Noi  dobbiamo dire che il ministro ha dato un'autorizzazione  solo
  per il Pronto soccorso di base, che è altra cosa rispetto al pronto
  soccorso generale.
   Sono   stato,  sempre,  l'ho  detto,  favorevole  all'accorpamento
  all'I.R.C.C.S., ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire  a  che
  cosa  si va incontro, perché il pronto soccorso generale con questo
  emendamento,  praticamente, stravolge quello che è  il  parere  del
  ministero e questa è una parte. Ci sono, poi, certi aspetti che non
  possono  essere  regolati, né con legge, né con emendamenti,  anche
  perché la norma generale della Regione siciliana, parla chiaro.  Il
  trasferimento avviene con decreto del Presidente della Regione,  su
  proposta dell'assessore alla salute.
   Vi  sono,  poi,  degli aspetti, e io non voglio dilungarmi  perché
  cercherò  anche  di  intervenire,  che sono estranei  totalmente  a
  quello  che  è  il  disegno  di legge in discussione.  Quindi,  non
  creiamo  situazioni  per  cui noi facciamo  impugnare  la  norma  e
  ritorniamo punto e a capo e nel contempo non sappiamo cosa dobbiamo
  fare.
   Noi dobbiamo essere legislatori attenti rispetto a quelle che sono
  le prerogative ma anche le caratteristiche di questa Assemblea.
   Abbiamo un disegno di legge che è modifica della legge 5. Vi  sono
  altri  aspetti  che il Presidente, credo, correggerà rispetto  alla
  dizione  Papardo-Piemonte  o  Piemonte .
   Noi abbiamo un problema il  Papardo-Piemonte  anche per donazione,
  ha  avuto per donazione degli immobili che fanno parte dell'Azienda
   Papardo-Piemonte  che non possiamo in questa fase sopprimere. Così
  come  ci  sono emendamenti che riguardano norme nazionali  che  non
  possiamo richiamare in questa fase.
   Esiste,  Assessore, il problema delle unità complesse  che  devono
  essere poi chiarite altrimenti ritorniamo al decreto Balduzzi, allo
  stesso  motivo per cui praticamente se restano in aria  sono  state
  limitate da questo decreto Balduzzi.
   Ed  allora,  anche lì il decreto dell'Assessore dovrà  individuare
  quali  unità complesse devono andare all'I.R.C.C. S. rispetto  alle
  specialità  che devono seguire. Sono fatti che devono essere  anche
  attenzionati; non possono essere fatti con la fregola immediata  di
  chiudere perché dobbiamo dire che abbiamo chiuso
   La conseguenza di questa norma? E' quello che avverrà dopo che noi
  dobbiamo  attenzionare.  Ecco perché  io  invito  a  guardarli  con
  attenzione,  sia  gli  emendamenti,  sia  i  subemendamenti  e  sia
  emendamenti  estranei totalmente al disegno  di  legge  che  stiamo
  discutendo.

   PRESIDENTE. E' stato presentato il subemendamento 1.1.1 che non  è
  quindi sostitutivo o soppressivo  ma chiarisce; onorevole Zafarana,
  se  non  ho  compreso male, aggiungere dopo la parola  risorse   la
  parola  reparti .
   Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  1.1.1  a  firma
  degli onorevoli Zafarana e  Ciaccio. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo  in  votazione  l'emendamento1.1 così come  subemendato.  Il
  parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame del fascicoletto dei subemendamenti, allegato
  al fascicolo n. 1.
   Sono   cinque   subemendamenti:  quattro  a  firma  dell'onorevole
  Zafarana come prima firmataria e uno a firma dell'onorevole Formica
  che, magari, voteremo solo per completezza.

   FORMICA. Lo abbiamo votato.

   PRESIDENTE.  Sì,  lo abbiamo votato. Lo voterei a maggior  ragione
  per completezza altrimenti dovremmo fare il 117 nel coordinamento.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  1.11.2.  Il  parere  del
  Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  1.11.3.  Il  parere  del
  Governo?

      GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, siccome mi pare  che  qua  c'è  una
  atmosfera da ladri in casa con il passamontagna, vorrei

   FORMICA. Finiamola con queste illazioni

   ZAFARANA. C'è un'atmosfera, onorevole Formica

   PRESIDENTE. No, no, no

   ZAFARANA. Veramente pesante

   FORMICA. La vede  solo lei

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, c'è un'atmosfera  da  Parlamento,
  nel senso che stiamo votando con cognizione di causa.

   ZAFARANA.  Entro nel merito, Presidente, allora. L'emendamento  di
  cui  stiamo parlando prevede una generica disponibilità di immobili
  e attrezzature.
   Non  ho  fatto  studi giuridici ma tre anni qua  dentro  mi  hanno
  permesso di studiare e capire che  disponibilità  non è un  termine
  giuridico,  non  appartiene al lessico,  non  individua  nulla  nel
  dettaglio.
   Allora,  onde evitare di dare carta bianca all'assessore  ed  alla
  sua  maggioranza e onde evitare di dare ulteriormente - come  avete
  già  dato  - delega in bianco praticamente al Ministero in  materia
  regionale,  andiamo a capire realmente che fine fanno gli  immobili
  che  già  sono  stati  individuati  dalla  direzione  dell'ospedale
  Piemonte come disponibili ed indisponibili.
   Questa  generica   disponibilità  vuol  dire  tutto  e  niente  e,
  praticamente,  cosa  vuol dire? Che la struttura  del  Piemonte,  i
  terreni,  le  azioni e i palazzi in centro città a Messina  entrano
  nella  disponibilità di questa nuova azienda che voglio  ricordare,
  avendo  voi cassato il primo mio emendamento, avete tolto anche  il
  nome Piemonte dal titolo, avete ammazzato una struttura sanitaria a
  Messina,   per   cui  l'I.R.C.C.S.  mantiene  il  nome,   l'attuale
  denominazione.
   Quindi,  parliamoci  chiaramente, qua c'è da squarciare  il  velo,
  sono già disponibili e indisponibili.
   Allora,  io devo capire come li useranno. Le attrezzature, costate
  milioni   con   i   soldi  dei  cittadini,  a  chi   vanno?   Vanno
  all'I.R.C.C.S.? L'I.R.C.C.S. ha bisogno di sale operatorie? Non  mi
  pare, perché se fa ricerca, cura e riabilitazione va in contrasto -
  lo  capirebbe anche un bambino - con la normale attività di  pronto
  soccorso,  che voi dite che volete salvare, e di attività  di  cura
  all'interno  di  una struttura sanitaria, di un  ospedale.  Ditemi,
  allora, in che modo verrà fatto. Onde evitare che questo patrimonio
  sic  et  simpliciter  con  un  assegno  in  bianco  all'I.R.C.C.S.,
  ancorché struttura ministeriale, pubblica, ditemi tutto quello  che
  volete  ma  è patrimonio della Regione, per cui io chiedo  che  sia
  data  la concessione in uso gratuito, che problema c'è; quanto meno
  c'è  una  individuazione  e  il patrimonio  viene  assicurato  alla
  Regione,  altrimenti dica l'assessore che ci stiamo  spogliando  di
  ulteriore  patrimonio  destinato, per sua natura,  ad  un  servizio
  sanitario.
   Lo  chiedo a lei, Assessore, il chiarimento perché ovviamente  non
  capirei  il  perché  di  un  possibile  voto  sfavorevole  al   mio
  emendamento.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la   parola
   disponibilità  rispetto a  concessione in uso  -  a  giudizio  dei
  tecnici  -  limiterebbe troppo la disponibilità dei beni  da  parte
  della  nuova  azienda anche per lavori di ristrutturazione  interna
  per  i  quali  dovrebbe  rispondere sempre  la  Regione  siciliana;
  viceversa  la  Regione  mantiene la proprietà.  Se  c'è  un  pronto
  soccorso  generale  nei  reparti  ad  esso  collegati,   mi  sembra
  superfluo  ripeterlo, quello è un ospedale a tutti gli effetti  con
  sale operatorie e reparti ad esso collegati.
   Quindi,  ci  mancherebbe altro che non avesse le sale  operatorie,
  avremmo fatto un buco nell'acqua.
   Quindi, la realtà è questa, verosimilmente parliamo sempre  perché
  c'è  questo errore di base, quello sarà un pronto soccorso generale
  con  i  reparti  chirurgici ad esso collegati, i  reparti  in  atto
  collegati.
   E'   chiarissima  la  lettera  dell'Assessore,  è  chiarissima  la
  risposta del Ministro che ripete pedissequamente  fermo restando le
  prerogative costituzionali dell'Assemblea regionale .
   Quindi,  noi abbiamo il potere di legiferare in materia e possiamo
  dare  la delega al Balduzzi perché c'è un I.R.C.C.S. che è un  ente
  pubblico.
   Quindi, abbiamo accolto di buon grado la proposta dei colleghi del
  Movimento Cinque Stelle di mantenere la proprietà alla Regione  per
  evitare  questo problema col Ministero della salute e va  benissimo
  pure  quello.  Ci vuole un emendamento successivo che lo  valuterà.
  Per   cui,   credo  che  sia  tutto  nello  stretto   alveo   della
   ortodossia

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, volevo dare, se ci riesco, un contributo di chiarezza e
  anche  per  rasserenare.  Io mi immagino che  nel  momento  in  cui
  bisognerà costruire, Assessore, il decreto con cui il Parlamento le
  dà  la delega, il quale decreto deve passare poi dalla Commissione,
  l'Assessorato ed i suoi uffici, anche gli uffici di Presidenza,  si
  dovranno  porre  il  problema  della configurazione  giuridica  che
  devono  dare  a  questi passaggi, quindi io credo  che  la  formula
   concessione d'uso  sia abbastanza restrittiva.
   Noi   abbiamo   affermato  nell'articolo  1   e   nell'emendamento
  precedente  che  i  beni immobili rimangono nella  proprietà  della
  Regione siciliana.
   Credo che non dobbiamo spingerci più di tanto perché io credo  che
  per quanto riguarda il bisturi nuovo di zecca, che viene dato nella
  disponibilità della nuova azienda, debba ritrovare una collocazione
  giuridica ben precisa, e non escludo io che in questa operazione di
  trasferimento di beni, risorse, tecnologie e quant'altro le formule
  giuridiche  che  potranno consentire questo sono  di  un  ventaglio
  abbastanza   ampio,   non   credo   che   saranno   monolitiche   e
  unidirezionali.
   Quindi  se  noi mettiamo come norma il termine, e ne facciamo  una
  norma,  il termine utilizzato nel suo..che è la concessione  d'uso,
  io  credo che per esempio se ci sono dei progetti europei in corso,
  in  capo  all'azienda Papardo-Piemonte, con degli investimenti  sul
  Piemonte  anche questo passa poi nella disponibilità. Ma non  credo
  che però per quel tipo di trasferimenti noi possiamo utilizzare  la
  concessione in uso. Concessione in uso di che? Quindi, io manterrei
  il  termine  disponibilità perché è quello  che  apre  un  maggiore
  ventaglio  di  possibilità quando tutto  questo  dovrà  poi  essere
  oggetto di un decreto.
   Le  faccio  un esempio. Al comune di Comiso la Regione Sicilia  ha
  dato   in   concessione  gratuita  per  cinquant'anni   il   sedime
  dell'aereoporto,  questa è una formula che  ha  scelto,  ne  poteva
  scegliere un'altra.
   Quello  che  conta  è  che  in  questa  sede  a  mio  parere,  noi
  rivendichiamo  la  proprietà  integrale  della  Regione   siciliana
  relativamente  agli  immobili. Su quello che poi  trasferiremo  dai
  decreti  già fatti ma degli investimenti ancora che debbano trovare
  una concretezza di lavoro pubblico, fino al bisturi, alla tac, alla
  tecnologia,  mi fermerei a questo punto perché non vorrei  che  poi
  ponessimo  dei  vincoli,  che  renderebbero  poi  inapplicabile  la
  normativa  stessa, perché qualsiasi funzionario  voi  dite,   tutto
  deve essere dato in concessione d'uso, tutto quello che non si  può
  dare  in concessione d'uso io non te lo posso dare , credo che  noi
  combiniamo un pasticcio di carattere legislativo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per chiarire  dico
  che  quando noi parliamo di beni patrimoniali che appartengono alla
  Regione  è indiscusso, perché la Regione può dismettere il  proprio
  patrimonio  immobiliare solo quando fa un elenco di beni alienabili
  e  poi  decide  di  venderli.  Quindi, quando  noi  parliamo  della
  proprietà  della struttura, della proprietà dell'immobile,  che  ci
  soffermiamo  su  questo  è  veramente  pura  demagogia,  perché  il
  patrimonio immobiliare della Regione quello è, e quello resta.
   Nel  momento  in  cui la Regione decide di dismettere  il  proprio
  patrimonio immobiliare, redige un elenco, lo mette sul mercato e lo
  vende,   nessuno   si   può  appropriare.   Per   cui,   dico   che
  nell'emendamento dobbiamo andare a specificare che il bene, che  la
  struttura, che è il Piemonte, è di proprietà della Regione. Non può
  essere  altrimenti, la disponibilità attiene  al fatto, che intanto
  è  messo  nella disponibilità dell'I.R.C.C.S. come qualsiasi  altro
  locale,  per  qualsiasi  altra destinazione  nell'utilizzo,  ma  la
  proprietà è e resta, ma è un fatto scontato. Che stiamo discutendo

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, abbiamo concordato questo percorso tecnicamente  anomalo,
  rispetto   all'ordinamento  complessivo  del   servizio   sanitario
  regionale,  cioè  della  proprietà che non è  ascritta  all'Azienda
  sanitaria, che in questo caso è l'I.R.C.C.S., che andrà  a  gestire

  perché  l'I.R.C.C.S,  mi  riferisco  all'intervento  dell'onorevole
  Zafarana,   ha  questa  specificità  e  particolarità  di   profilo
  giuridico,  di soggetto pubblico e su questo non torniamoci  perché
  altrimenti   facciamo  chiacchiere  inutili   e   confondiamo   gli
  interlocutori;  abbiamo  voluto che, in questo  caso  la  proprietà
  dell'immobile,  perché  sia  chiaro  all'Aula,  sia  ascritta  alla
  Regione siciliana.
   Ovviamente,  la proprietà dell'immobile, dà diritti  ma  dà  anche
  oneri, questo mi sembra un fatto così notorio, da Codice civile  e,
  come  ricordava qualcuno, la dismissione, la vendita di immobili di
  proprietà  della  Regione  siciliana  è  disciplinata  in   maniera
  tassativa  dalla legge, per cui non si può con leggerezza dimettere
  o vendere un'immobile.
   Tuttavia,   siccome   ho  colto  una  certa  inquietudine   e   le
  inquietudini il Parlamento non deve averle, per eliminare ogni tipo
  di  dubbio, ho presentato un emendamento - l'unico presentato - nel
  quale,  se  il  Parlamento  lo  riterrà,   appone  un  vincolo   di
  disponibilità ai beni appartenenti in questo caso alla  Regione  in
  materia  sanitaria.  In questa maniera non c'è  equivoco  e  quegli
  immobili  potranno essere utilizzati solo per finalità sanitarie  e
  mettiamo  la  parola fine a questo ragionamento  che,  credo  possa
  portare lontano, ma in modo inopportuno.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, credo che bisogna
  avere  chiaro  che gli immobili che si trasferiscono all'I.R.C.C.S.
  sono quelli dove insistono in questo momento l'ospedale Piemonte  e
  gli  uffici  del  Piemonte , perché gli altri, restano praticamente
  in  disponibilità dell'Azienda ospedaliera Papardo, perché c'è  una
  serie  di  donazioni,  ci sono altre questioni.  Quindi,  è  meglio
  metterlo agli atti per il suo decreto, in modo da evitare equivoci.

   PRESIDENTE.  Comunico  che il Governo ha  presentato  il  seguente
  subemendamento:   Sugli immobili trasferiti in disponibilità, grava
  il vincolo di destinazione ad attività sanitaria .

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo  una
  delucidazione    dall'Assessore   riguardo   l'intervento    svolto
  dall'onorevole Picciolo, il quale ha detto che non solo  rimane  il
  Pronto soccorso, ma rimangono anche reparti.
   Quindi,  questo  lei lo sta confermando, Assessore,  rimarranno  i
  reparti?

   PICCIOLO. C'è scritto

   GUCCIARDI,  assessore per la salute.  Voglio dire  dobbiamo  stare
  anche  attenti.  Abbiamo  approvato con il  parere  favorevole  del
  Governo e della Commissione l'emendamento Zafarana.

   CANCELLERI. Ma l'I.R.C.C.S. è in grado di gestire reparti che  non
  fanno  capo  alla tipologia di servizio che danno loro?  E'  questo
  quello che  non comprendo.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Lei sta mettendo di  nuovo  in
  discussione tutta l'impalcatura della legge. Il Ministero...

   CANCELLERI.  Ma noi stiamo approvando una legge, Assessore,  ed  è
  chiaro che le domande sono lecite.

   PICCIOLO. E' corretta la domanda

   CANCELLERI.  Io  voglio capire, esattamente lei cosa  farà?  Se  è
  possibile avere una spiegazione dettagliata di come verranno  fatte
  le cose, anche perché voglio capire ci sarà un reparto di chirurgia
  all'interno   dell'Ospedale  che  si  chiamerà  I.R.C.C.S.   Centro
  Neurolesi?  Ci  sarà un reparto che si occuperà di qualunque  altra
  cosa  che  non  siano  le  attività che fa l'I.R.C.C.S.  in  questo
  momento,  o  no?  Se  questa risposta  è  no,  mi  dovrà  dire:  le
  attrezzature  per  fare  quella  tipologia  verranno  spostate   al
  Papardo,  o no? Perché a quel punto ci sarebbe una congestione  dei
  reparti  negli altri ospedali, oppure agli altri ospedali  facciamo
  compare le attrezzature nuove?
   Cioè  sono queste le domande a cui credo che con un intervento  di
  una decina di minuti lei, in maniera dettagliata, potrà rispondere.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,   credo   che
  l'intervento dell'onorevole Cancelleri tenti di rimettere tutto  in
  discussione e, quindi, di lanciare una palla, a gioco già  avviato,
  quindi,  per creare solo confusione e non credo che questo  sia  un
  fatto meritorio, tra l'altro, abbiamo seguito emendamenti che  sono
  stati  proprio dettati ed indicati dal suo Partito ed abbiamo anche
  seguito un percorso indicato proprio da loro, quindi, questo ultimo
  intervento mi sembra distonico, fuori da ogni ragionamento.
   Per  tornare,  invece,  alla  questione  della  disponibilità,  mi
  permetto,  soltanto,  anche se qui ho visto  interventi  di  alcuni
  soggetti  che,  ripetutamente,  salgono  su  questo  podio  con  un
  atteggiamento ex cattedra, quasi essere detentori di verità,  credo
  che   per   quanto   riguarda   la   questione   della   proprietà,
  giuridicamente  la  disponibilità non credo che esista,  esiste  la
  proprietà, esiste il possesso ed esiste la detenzione. Non esistono
  altri aggettivi o sostantivi che qualificano in qualche modo.
   Io  credo  che  debba  essere sostituita questa  disponibilità  in
  detenzione,  quindi, che hanno la detenzione dell'immobile  e  che,
  quindi,   sono  anche  responsabili  di  eventuali  danni,    della
  manutenzione,  della gestione. Quindi, credo che se sostituiamo  la
  disponibilità  in  detenzione, probabilmente, riusciamo  a  mettere
  tutti d'accordo, superando questo ostacolo e questa difficoltà.

   PRESIDENTE.  Sospendo la seduta per un consulto con l'Assessore  e
  gli Uffici.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.06)

   La seduta è ripresa.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, non per  fare  un'incursione  in  un
  territorio  che  non mi appartiene, ma siccome stiamo  cercando  di
  normare  questo  trasferimento, che a quanto ho  capito  è  l'unica
  soluzione per salvare una parvenza di ospedale perché poi, dobbiamo
  dirci  la  verità,  lo stiamo svuotando di tutte  le  funzioni,  lo
  stiamo  dotando  di un pronto soccorso che rimarrà  tale  solo  per
  l'ammaccatura al ginocchio o per l'unghia incarnita.  Ma  lasciando
  questo  discorso,  penso che l'emendamento proposto  dall'Assessore
  rischi  di  avvalorare la tesi di coloro che  paventano  in  questa
  normativa un trasferimento in proprietà.
   Allora,  Assessore,  per  eliminare ogni tipo  di  fraintendimento
  vorrei  subemendare il suo emendamento dove diciamo  sugli immobili
  trasferiti in disponibilità, ferma restando la titolarità  in  capo
  al patrimonio della Regione, grava il vincolo di... , penso che sia
  la soluzione

   PRESIDENTE. E' già scritto, onorevole Assenza.

   RINALDI. E' già scritto nel disegno di legge.

   ASSENZA. Non è scritto. È scritto in un emendamento a firma  degli
  onorevoli Digiacomo e Cracolici che però non è stato votato fino ad
  ora.

   PRESIDENTE. Infatti, stiamo votando il subemendamento.

   ASSENZA.  E appunto perché poi votiamo il subemendamento,  se  noi
  togliamo quell'inserimento al patrimonio

   PRESIDENTE. Non lo stiamo togliendo. Nei subemendamenti presentati
  il    ferma restando la titolarità degli stessi al patrimonio della
  Regione  ,  non  è  assolutamente messa  in  discussione  da  alcun
  subemendamento.

   ASSENZA. Ma dove è scritto mi perdoni?

   PRESIDENTE.   L'emendamento  1.11  recita:    ferma  restando   la
  titolarità degli stessi al patrimonio della Regione  .

   ASSENZA.  Questo allora è un emendamento aggiuntivo. Il suo  viene
  alla fine.

   PRESIDENTE. Sì, non è un emendamento sostitutivo. Correttamente.

   ASSENZA. Ma non è scritto da nessuna parte, mi perdoni, Assessore.
  Così è come se noi con questo articolo modificassimo l'1.11.

   PRESIDENTE.   Allora,   è  corretto  l'intervento   dell'onorevole
  Assenza.  Precisiamo che il subemendamento non è sostitutivo  ma  è
  aggiuntivo.
   Avevo chiesto la sospensione per un raccordo con l'Assessore e gli
  Uffici perché  sugli immobili trasferiti in disponibilità grava  il
  vincolo di destinazione ad attività sanitaria pubblica .
   Quindi,  è  inutile che lo modifichiamo, ripeto, è  da  intendersi
   attività sanitaria pubblica .
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  1.11.7   sugli  immobili
  trasferiti  in  disponibilità grava il vincolo di  destinazione  ad
  attività sanitaria pubblica .
      Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  1.11.3,  presentato  dagli  onorevoli
  Zafarana  e  altri,  che  così recita:  Sostituire  le  parole   il
  passaggio  della  disponibilità' con le parole  la  concessione  in
  uso' .
  Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                            (Non approvato)

   Si   passa  all'emendamento  1.11.6,  della  Commissione.  E'   un
  emendamento  tecnico,  che  così recita: All'emendamento  1.11,  le
  parole   la  titolarità degli stessi  sono sostituite dalle  parole
   la titolarità degli immobili .
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.11.4, a firma degli onorevoli Zafarana
  ed altri, che così recita: Sostituire le parole  del personale  con
  le  parole   la  disponibilità del personale,  nel  rispetto  della
  disciplina normativa e contrattuale di settore .
      Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 1.11.5, a firma degli onorevoli Zafarana
  ed altri, che così recita: Sostituire le parole  il pronto soccorso
  di  base  ed i servizi corredati  con le parole  il pronto soccorso
  generale  con  l'osservazione  breve  intensiva  (OBI),  il  pronto
  soccorso  ostetrico e pediatrico, così come previsto per i  presidi
  ospedalieri  di base dal decreto legge n. 158/2012, convertito  con
  modificazioni dalla legge 189/2012 ed i reparti corredati .
   Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

      PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, la ringrazio per il suo buon  cuore,
  almeno il  canto del cigno , perché con questo emendamento

   PRESIDENTE. Non si lamenti sempre, però.

   ZAFARANA. Non mi lamento, Presidente, lei mi deve comprendere

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, abbiamo fatto  una  deroga  e  le
  abbiamo dato la possibilità di intervenire.

   ZAFARANA. Deve comprendere che, chiaramente, gli emendamenti non è
  che si fanno a caso, ma si fanno per individuare in maniera precisa
  la  forma  giuridica che, poi, è il perno di tutta la  discussione,
  cioè del pronto soccorso generale.
   Allora,  nell'emendamento 1.11 che abbiamo presentato abbiamo  una
  definizione  che  è   pronto soccorso di base  che  non  vuol  dire
  niente.  E lo sapete tutti, componenti della Commissione sanità,  e
  lo  sanno tutti qua dentro perché tutti quanti avete competenze  in
  materia sanitaria. Non vuol dire nulla.
   E,  allora,  un  pronto  soccorso generale individuato  secondo  i
  crismi  del  Balduzzi,  applicando le regole nazionali  alle  quali
  dobbiamo  rifarci  per fare un lavoro legislativo  serio  -  perché
  questo, sostanzialmente, si chiede ad un'Aula di Parlamento - vuole
  il pronto soccorso generale, con l'osservazione breve ed intensiva,
  perché  sappiamo che su Messina, in questo momento, i cinque  posti
  letto  del  Piemonte,  dell'osservazione breve  ed  intensiva,  non
  possono  essere  assorbiti né dal Papardo, né  dall'IRCCS,  né  dal
  Piemonte.
   Dove  vanno  a  finire,  Assessore? Io le  chiedo  questa  cosa  e
  gradirei  formale risposta; mi dia rassicurazioni sull'osservazione
  breve intensiva del Papardo.
   Noi  abbiamo un posto letto che è finalizzato all'isolamento.  Non
  essendocene al Piemonte, non essendocene contestualmente  un  altro
  alla rianimazione del Policlinico. Pertanto, se ci capita - andiamo
  al  concreto - un malato di ebola, un malato di meningite, dove  lo
  mettiamo  in  isolamento? A Catania? A Palermo? Non lo  so?  Ditemi
  voi.
   Quindi, il mio emendamento è mirato a parlare ed a descrivere  una
  condizione.  Altrimenti  è  chiaro che,  poi,  quello  che  si  sta
  tinteggiando a tinte fosche, diciamo come se fosse un acquerello ed
  io  provo  a farlo diventare, invece, un mosaico con tanti tasselli
  definiti,  ce  lo ritroveremo tra qualche anno e  se  ad  un  certo
  punto,  ipotizzo,  l'IRCCS  ci dice:  non  ho  la  consistenza,  le
  risorse finanziarie, l'onere economico, così tra tre anni, tra  due
  anni,  per  sostenere il pronto soccorso così  come  voi  lo  state
  individuando,  lo  devo chiudere, mi dispiace,  perché  non  ho  le
  risorse  necessarie, anche perché nel testo di legge  non  ne  sono
  individuate e, allora, voi mi insegnate, qua dentro ,che  un  testo
  di  legge senza risorse economiche non ha molto senso, è una  legge
   cornice , di indirizzo. E, allora, se ci dice questo, tra due, tre
  anni,  la  gente  parlerà con voi però su chi ha chiuso  il  pronto
  soccorso.  Quindi,  l'esigenza è proprio  di  essere  definita,  di
  essere  chiara,  di  fare un discorso ragionato  e  di  individuare
  secondo i principi del Balduzzi.

   PRESIDENTE. Il Governo aveva già espresso il parere contrario.

   ZAFARANA. Voglio la risposta dell'OBI

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ricordo a me stesso che in quest'Aula facciamo  leggi,  e
  la  materia  che è trattata nell'emendamento 1.11.5  ha  il  parere
  contrario  del  Governo  non perché il  Governo  sia  contrario  ad
  entrare  nel  merito  della  tipologia  delle  unità  operative  da
  prevedere  all'interno del pronto soccorso del presidio ospedaliero
  Piemonte  di Messina, ma semplicemente perché trattasi di  un  atto
  gestionale,  per cui l'Assemblea regionale siciliana  entrerebbe  a
  gamba  tesa  su una materia che è disciplinata in maniera  puntuale
  dalle  leggi dello Stato e che  affida al Ministro per  la  salute,
  alla   Regione   siciliana,  ovvero  al  Governo,   all'Assessorato
  regionale  alla  salute ed ai direttori generali, cioè  le  singole
  aziende,  la  definizione  ed il disegno dell'assetto  dei  singoli
  reparti.
   Lei  sa  bene, onorevole Zafarana, che proprio nel momento in  cui
  stiamo  parlando è all'attenzione dell'Assessorato alla  salute  la
  produzione di atti amministrativi, proprio su questi temi, fatti da
  tutti  i direttori generali di tutte le 17 aziende sanitarie  della
  Sicilia,   più  l'IRCCS  pubblico Bonino Pulejo,  che  sta  facendo
  esattamente  il  lavoro delle altre 17 aziende sanitarie,  cioè  la
  rimodulazione degli atti aziendali nei quali vanno definiti  questi
  aspetti  che lei vorrebbe trattare in un atto legislativo,  quindi,
  vincolando  sostanzialmente  in  violazione  di  legge,   onorevole
  Zafarana, in violazione assoluta di legge ed in violazione assoluta
  dell'ordinamento  dello  Stato  che disciplina  questa  materia,  a
  partire dal decreto legislativo n. 502 del 1992 e s.s.m.i., fino al
  Balduzzi  e  fino  al  decreto ministeriale  n.  70  del  2015  che
  disciplina questa materia.
   Siccome,  e  rispondo al collega Cancelleri  che  aveva  posto  un
  quesito,  in  questo disegno di legge è detto con grande  chiarezza
  che andiamo a trasferire alla governance della IRCCS Bonino Pulejo,
  cioè  al  direttore  generale del Bonino  Pulejo  la  gestione  del
  presidio  ospedaliero per acuti, lo diciamo  una  volta  e  non  lo
  diciamo più, e quindi del pronto soccorso che non può esistere,  lo
  sapete bene, questo sì, senza i reparti correlati; sapete bene  che
  un  pronto soccorso senza reparti non può esistere, non può  essere
  autorizzato, basta leggere le norme che ho richiamato prima, quindi
  credo  che  anche  su  questa  materia occorra  mettere  un  punto.
  Peraltro,  in  tutto questo è previsto che gli atti  amministrativi
  che saranno prodotti

   CRACOLICI. Deve esserci la sala d'aspetto

   GUCCIARDI,  assessore  per  la salute. Anche  la  sala  d'aspetto,
  onorevole  Cracolici. E' previsto che gli atti  amministrativi  che
  saranno   prodotti  dal  Presidente  della  Regione   su   proposta
  dell'Assessore per la salute dovranno avere - è scritto  in  questo
  disegno  di  legge  - il parere preventivo non  soltanto  della  VI
  Commissione  legislativa permanente, ma anche  del  Ministero  alla
  Salute.
   Su tutto questo, siccome il Ministero citato ha la vigilanza sugli
  IRCCS,  e anche e soprattutto la vigilanza sui percorsi che portano
  al  dimensionamento degli atti aziendali e di tutte le attività che
  fanno  le  Regioni, su questo possiamo stare tranquilli  perché  ci
  sarà   l'attenzione   e   la   verifica   del   Ministero   che   è
  istituzionalmente preposto, insieme all'Assessorato alla salute,  a
  tutto  questo iter amministrativo - rigorosamente amministrativo  -
  per  cui non posso dare il parere favorevole ad un emendamento  che
  contiene norme di natura squisitamente amministrativa e gestionale.

   PRESIDENTE.  Il parere contrario della Commissione e  del  Governo
  era già stato espresso.

   ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Siamo in fase di votazione. Onorevole  Digiacomo,  la
  Presidenza non l'ha dichiarato inammissibile, tutta la procedura  è
  stata forzata, in separata sede mi era stata posta la questione. Io
  ho  detto che non l'avrei dichiarato inammissibile anche sulla base
  della  lettera del ministro Lorenzin che lasciava ampio  spazio  ed
  ampio margine all'Assemblea di legiferare.
   Mi  è sembrato un modo un po'  piratesco  di ragionare, però debbo
  dare  atto all'intervento dell'Assessore per la salute che ha detto
  che  è  tutto  disciplinato  e, comunque,  sarebbe  una  forzatura.
  Responsabilmente  noi votiamo, bianco, rosso o  verde.  L'onorevole
  Zafarana  sta  svolgendo  il suo lavoro, noi  stiamo  svolgendo  il
  nostro lavoro, ognuno con le proprie responsabilità.
   C'è una richiesta di votazione per scrutinio nominale.
   Procediamo alla verifica dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.11.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.11.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Il parere della Commissione e del Governo sono contrari.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale.

   Presenti e votanti   51
   Maggioranza          26
   Favorevoli           15
   Contrari             33
   Astenuti             3

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.11.1, a firma dell'onorevole Formica.
  Potrebbe  ritenersi assorbito dall'emendamento  già  approvato,  ma
  siccome  occorrerebbe un 117 per il coordinamento  considerato  che
  c'è un emendamento che vorrei chiarire, ma è già abbastanza chiaro,
  salta  la parola  di base  e, quindi, è  pronto soccorso generale .
  Pongo  in  votazione l'emendamento 1.11.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 1.11, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  1.6, a firma degli onorevoli Zafarana  ed  altri  è
  precluso  dall'approvazione  dell'emendamento  1.11.  L'emendamento
  1.3,   a  firma  degli  onorevoli  Zafarana  ed  altri  è  precluso
  dall'approvazione dell'emendamento 1.11. L'emendamento 1.1 è  stato
  approvato.  Si  passa all'emendamento 1.10, della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  ritengo  di avere messo per iscritto un po' le ansie che  si  erano
  palesate  ieri  sera,  rispetto sia  al  personale  prima  e  sulla
  tempistica  adesso, perché chiaramente con la stesura di  ieri  con
  questi 180 giorni si creano condizioni di limbo che, invece,  oltre
  ad  essere  ridotta  potrebbe,  comunque,  vedere,  tramite  questo
  emendamento, il mantenimento dell'attività e, pertanto,  tutti  gli
  atti  connessi, poi, a livello dirigenziale. Nel senso che abbiamo,
  chiaramente,  attualmente, una delibera, la 602, del direttore  che
  và,  appunto,  a  chiudere  al 10 ottobre i  livelli  assistenziali
  erogati   di  emergenza  ed urgenza, dopodiché  andiamo  a  coprire
  questo  vuoto anche perché, voi sapete meglio di me, il policlinico
  non  può assorbire, dall'oggi al domani, il raddoppio degli accessi
  con tutte le conseguenze del caso.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   LACCOTO. Qui c'è un problema, scusate.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Esprimiamo il parere, non
  entriamo

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, se posso intervenire, il problema  non
  è che non si vogliono mantenere i livelli. C'è un problema tecnico,
  un problema di sicurezza, un problema di atto aziendale, ci sono  i
  termini  per  le  piante  organiche.  C'è  tutto  un  complesso  di
  situazioni. Si può chiedere all'Assessore di anticipare, invece  di
  90 giorni, di farlo entro 30 giorni. Questo si può fare.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Assessore,  questo emendamento,  verosimilmente,  anche
  razionale, da parte dell'onorevole Zafarana e del Gruppo  Movimento
  Cinque  Stelle,  è  ingenerato dalla  eccessiva  foga  con  cui  il
  direttore generale ha accelerato queste procedure di chiusura,  coi
  termini  che  lei  gli ha concesso. Allora, probabilmente,  se  lei
  rassicura   l'Aula,  Assessore,  che  interverrà  formalmente   sul
  direttore generale per far sì che ci sia un

   PRESIDENTE.  Onorevole Picciolo, mi scusi, l'Assessore  sa  quello
  che  deve fare, non ha bisogno di sollecitazioni da parte dell'Aula
  o dei singoli deputati. Non esageriamo

   PICCIOLO.  Per  evitare  che ci siano errori  di  interpretazione,
  Assessore.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.5, a firma degli onorevoli Zafarana ed
  altri.
   Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.9, a firma degli onorevoli Zafarana ed
  altri.
   Il parere della Commissione?

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, scusate, vorrei anche  non  correre.
  Dice  la  lettera  del Ministro, secondo la mission dell'I.R.C.C.S.
  che   è   quella   di  ricerca  scientifica  della  riabilitazione.
  Scusatemi.  Quando voi prendete 78 posti di  acuti ,  quando  hanno
  fatto  già  un  accordo, che cosa se ne fa di 78 posti  di   acuti
  rispetto alla mission. Ma dico, di che parliamo, scusate?
   Loro   hanno   fatto  39  posti  di   acuti   e   gli   altri   di
  riabilitazione, non possiamo dare 78 posti per  acuti ,  andiamo  a
  rovinare il  Papardo  e non abbiamo concluso niente. Certo,  perché
  78  posti fanno parte di una rete, fanno parte della rete  Papardo-
  Piemonte . Loro hanno già fatto delle interlocuzioni tra Papardo  e
  Piemonte e sono quelle che avevano previsto un numero di posti  per
   acuti ,   circa   39,  e  gli  altri  di  riabilitazione,   perché
  all'I.R.C.C.S.  serve la riabilitazione come  mission,  non  è  che
  servono i 78 posti per  acuti .
   Credo che questo sia fuori dalla norma rispetto a quanto stabilito
  dal Ministro.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Gucciardi.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente,  credo  che
  dobbiamo  intenderci  di  nuovo. Credevo, ieri,  nella  discussione
  generale di aver chiarito questo aspetto.
   In  questo  momento, non si sta celebrando alcun  accorpamento  di
  funzioni  sanitarie, ma si sta determinando un cambio di governance
  al  presidio  Piemonte , che vorrei ricordare, non nella Bibbia  ma
  con la legge n. 5, è stato accorpato al  Papardo . Non è che è nato
  così.
   Adesso   il   Parlamento  sta  intervenendo  e  sta   scorporando,
  altrimenti, non intendo più io cosa devo fare nella mia attività di
  natura amministrativa, se questa legge dovesse essere approvata.
   Il  Piemonte  viene, di nuovo, scorporato dall'azienda ospedaliera
   Papardo-Piemonte   e viene estrapolato - ho  finito  di  dirlo  un
  minuto  fa  -  la  mission dell'IRCCS rimane IRCCS, la mission  del
  Piemonte  è quella di ospedale per acuti con il suo pronto soccorso
  e  con i suoi posti letto. Altrimenti il pronto soccorso come  deve
  esistere senza i reparti con i posti letto?
   Ripeto:  non  c'è  nessun  accorpamento ed  è  fondamentale.  Dico
  questo,   repetita   iuvant,   perché  faccia  parte   dei   lavori
  preparatori  e  dell'iter parlamentare. Nel senso che  si  modifica
  soltanto  la  governance dell'ospedale Piemonte. Cioè il  direttore
  generale  dell'ospedale Piemonte non è più  quello  del  Papardo  -
  Piemonte  ma  è  quello  dell'IRCCS, per cui  l'IRCCS   svolgerà  e
  continuerà  a svolgere la sua funzione, che è quella riabilitativa,
  di  istituto  di ricerca e cura, IRCCS pubblica, ed  è  il  vincolo
  rispetto  al  quale  non deroga né l'assessore alla  salute  né  il
  Ministro,  e  la  governance che attualmente è  dell'IRCCS  gestirà
  anche l'ospedale per acuti Piemonte con il suo pronto soccorso, con
  i  suoi  reparti  e,  onorevole Laccoto,. con i suoi  posti  letto,
  altrimenti davvero verrebbe meno il senso di questa legge.
   Pertanto,  il  trasferimento, il parere  sfavorevole  del  Governo
  nascerebbe, rispetto a questo emendamento dell'onorevole  Zafarana,
  proprio  perché  o  c'è  l'emendamento o non c'è  l'emendamento  il
  percorso che seguirà l'assessorato non può che essere questo.  Cioè
  nel  senso di trasferire i posti letto al presidio Piemonte nel suo
  complesso  perché appartengono al presidio Piemonte.  Non  possiamo
  trasferire le pareti dell'ospedale Piemonte
   Io  credo  che  sia così chiaro il ragionamento o,  probabilmente,
  onorevole Laccoto, non ho compreso la sua osservazione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  qua  c'è  un  problema   di   rete
  ospedaliera di cui l'assessore non tiene conto.
   Ci  sono state interlocuzioni. I 78 posti nella rete non sono  per
  acuti perché, praticamente, andrebbe contro quella che è l'idea del
  Ministero.
   Io  penso che si guardano queste cose con troppa leggerezza perché
  lì  c'era un accordo già che era avvenuto tra i direttori generali,
  che era quello di trasferire, compreso il pronto soccorso, 39 posti
  per acuti e gli altri di riabilitazione.
   Non interessa . Scusatemi, posso dire quello che penso?
   Intanto  resta agli atti. Do il mio voto contrario, eventualmente,
  con  la dichiarazione che questo sconvolge la rete ospedaliera  per
  cui   andrebbe  modificata  tutta  la  rete  ospedaliera,  andrebbe
  modificato l'assetto ospedaliero anche del  Piemonte  ed è,  a  mio
  avviso,  un  emendamento,  così come  posto,  che  non  può  essere
  accettato.
   Io  dichiaro  il  mio  voto contrario perché contrario  alla  rete
  ospedaliera,  contrario a quello che dice la lettera  del  Ministro
  alla  mission  dell'IRCCS  e domando all'assessore,  eventualmente,
  quali sono i posti per acuti e per non acuti da trasferire. Non può
  essere messo in questa sede.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, è naturale che il ragionamento  che
  sviluppa  l'onorevole  Laccoto  mi trova  favorevole  perché  è  un
  ragionamento di buon senso.
   I  78  che  avevamo posto con l'onorevole Formica  per  acuti  nel
  mantenimento dell'ospedale Piemonte quando era accorpato al Papardo
  erano   relativi,  comprensivi  anche  dei  posti  di   ostetricia,
  ginecologia,  UTIN  e  pediatria che oggi automaticamente,  per  la
  mission  nuova che diamo all'ospedale Piemonte passano all'ospedale
  Papardo.
   Quindi,  è  chiaro, ecco perché l'indeterminatezza di cui  parlava
  lei correttamente Assessore, è  facultato lei con i suoi tecnici al
  riordino,  fermo  restando che devono restare  i  posti  per  acuti
  essenziali ed indispensabili per la gestione del pronto soccorso  e
  dei reparti ad esso collegati.
   Saranno  40,  45 in base alle esigenze. Quelli che verranno  fuori
  dalle  esigenze della rete ospedaliera che lei riordina con i  suoi
  uffici.
   Quando  io  dico  sempre   fare un passo  indietro   mi  riferisco
  proprio  a questo perché ci sono dei fatti tecnici che non  possono
  essere competenza di quest'Aula e non è, onorevole Zafarana  -  col
  massimo rispetto per lei di cui apprezzo l'impegno costante per una
  sua scelta - una battaglia per fare oscurantismo ma è una battaglia
  per  cercare  di  rifare  quello  che  vuole  lei  con  la  massima
  trasparenza, cioè dando spazio ai tecnici.

   CRACOLICI. Già l'abbiamo fatto con l'emendamento 1.11.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, faccia il  capogruppo,  non  il
  Presidente dell'ARS.
   ZAFARANA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Questo dibattito, tutto sommato, serve a fare chiarezza. Io ero in
  presenza  di due pareri favorevoli, se non ho compreso  male  anche
  l'onorevole Formica quale primo firmatario.

   FORMICA.  Mi  dia  la parola, signor Presidente,  perché  sono  io
  titolato  a  parlare di questi settantotto posti: l'emendamento  in
  Commissione Sanità è a mia firma ed erano settantotto posti  letto.
  Dobbiamo  dire  che nella rete l'Assessore non lo ha assorbito  per
  intero

   PRESIDENTE.  Allora, ritorniamo al famoso protocollo d'intesa  del
  quale nessuno aveva traccia.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiaramente
  questo  è  tutto un dibattito da commissione, può sembrare tedioso,
  però, bisogna entrare nel merito di ciò che sarà.
   Per  quanto l'onorevole Picciolo inviti ad un passo indietro,  qui
  sono  state  fatte delle dichiarazioni alla città a  mezzo  stampa,
  sono  state  fatte in Commissione, sono state fatte anche  qui,  in
  Aula,  i  settantotto posti letto collegati sono  tutti  correlati,
  sono   posti  per  acuti  previsti  nella  rete  ospedaliera,  sono
  correlati  al pronto soccorso, rimarranno. Dopo di che, se  non  si
  vota  e  non  si  accoglie questo mio emendamento, si  ingenera  un
  misconoscimento, si vedrà, si renderà assolutamente palese ciò  che
  noi  andiamo a sottrarre alla cittadinanza perché, da che  mondo  è
  mondo,  voi  sapete  meglio di me non esiste  neanche  una  guardia
  medica  che  non abbia la specialità per la partoriente che  arriva
  con  un  distacco di placenta. Allora, noi non possiamo  escludere,
  perché  se no torneremmo indietro rispetto alle vostre affermazioni
  o, se lo fate, ve ne prendete le responsabilità.
   Qui  il  discorso è uno, il meccanismo della rete ospedaliera,  di
  fatto,  lo  state modificando, è inutile che ci si trinceri  dietro
  all'affermazione   non stiamo modificando la  rete  ospedaliera  di
  gennaio  perché, anche sulla scorta dell'indicazione in piccolo che
  i  posti  letto, già nella rete ospedaliera erano individuati  come
  acuti  e post acuti indistinti, c'è scritto, e vi era dall'apertura
  la  possibilità  che potessero non essere tutti, col trasferimento,
  all'inizio destinati per il pronto soccorso.
   Si  rende necessaria una puntualizzazione. De resto, mi pare,  che
  prima  l'assessore avesse dato parere favorevole,  non  capisco  il
  perché questo moto ondivago tra gli interventi dei colleghi del PD.
  Che  sia  un chiaro parere, definito. Perché lo chiedo?  Perché  in
  assenza di carte a supporto di tutta questa operazione, che  io  ho
  chiesto  e richiesto, in genere, se si va negli ospedali,  qui  non
  stiamo  parlando di  mi piace una macchina piuttosto che un'altra ,
  stiamo  parlando  dell'offerta sanitaria destinata  alla  città  di
  Messina.
   Io  avrei gradito numeri, studi, accessi, numero di accessi, tutte
  cose  che  ho avuto modo di vedere ma personalmente, perché  me  ne
  sono  interessata io. Da parte di questo assessorato non è arrivato
  nessun  impegno anche di previsione, anche nella relazione  tecnica
  soltanto  il  testo di legge, allorquando era in  commissione  come
  proposta  governativa, perché fu raccolta una proposta  governativa
  nel testo di legge arrivato in commissione.
   In  quella relazione non c'era scritto nulla anche nel merito  sul
  quale lei, assessore, ha risposto ma non risposto.
   Quindi, questa è veramente una vaghezza, una poca trasparenza  che
  non ci sta bene.
   Dopo  di  che, io vi invito a far pace con voi stessi ed a votarlo
  perchè,  comunque, è l'unico modo per mantenere il pronto  soccorso
  in città.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  per  una  precisazione, finora  non  sono  intervenuto
  perché  l'intervento dell'Assessore Gucciardi ieri è stato talmente
  esaustivo su tutti i punti, ed oggi stesso ha ribadito, in  maniera
  inequivocabile,  che  l'IRCCS  sta gestendo,  gestirà  con  il  suo
  management  un  ospedale, l'ospedale Piemonte,  pertanto,  tutti  i
  dubbi  che avevamo vengono spazzati via dalle dichiarazioni che  ha
  fatto l'Assessore, punto.
   Sui  settantotto  posti letto per acuti io ero favorevole,  e  non
  potevo  che  essere  favorevole  all'emendamento  Zafarana,  perché
  voglio ricordare che in Commissione sanità l'emendamento votato - e
  ce  l'ho  qua  agli  atti  -  era  a  firma  Formica  che  chiedeva
  settantotto   posti   letto  per  acuti  ed   è   stato   approvato
  all'unanimità in Commissione sanità.
   Dopodiché, devo dire in leggera difformità, perché si trattava  di
  una  risoluzione,   Presidente, ed essendo una  risoluzione  poteva
  essere  recepita  in pieno o parzialmente dal Governo,  il  Governo
  allora  non  lo  ha recepito per intero ma, nella rete  ospedaliera
  definitiva,   anziché   comparire  la  locuzione   definitiva   dei
  settantotto  posti  letto  per  acuti,  è  comparsa  la   locuzione
  settantotto posti letto, mi pare, indistinti, non ricordo quale era
  la dizione precisa e, quindi, si è addivenuto poi, successivamente,
  a  quarantadue, quarantacinque quali erano i posti letto di  quella
  convenzione,  convenzione che non esiste più, che è carta  straccia
  perché  è  superata da questa legge e da questa  norma,  e  ritengo
  almeno    io    mi   ritengo   soddisfatto   dalle   rassicurazioni
  dell'Assessore, puntualmente riprese anche dalla Presidenza,  circa
  la  chiarezza  del provvedimento in essere e di ciò  che  poi  sarà
  posto  al  vaglio anche di questo Parlamento, della VI Commissione,
  pertanto,  io ritengo che stiamo facendo il meglio, il  massimo,  a
  meno  che  non  si vuole bocciare la legge e si vuole  chiudere  il
   Piemonte .
   Infatti,  ci sono tanti modi per dire no, si può dire  no  dicendo
  sì, e si può dire sì dicendo no. Se questa norma non viene stasera,
  subito  approvata,  noi  rischiamo  una  sola  cosa:  non  c'è  più
  l'ospedale Piemonte, potremmo dire  vorrei di più , di più,  certo,
  anziché  un  pronto  soccorso generale di base vogliamo  il  pronto
  soccorso migliore del mondo che c'è, vogliamo le migliori e le  più
  grandi tecnologie all'avanguardia, poi non si possono avere, ma  io
  le  avevo  chiesto però, ma non è così, ritengo che  una  posizione
  giusta,   Presidente,  è  quella  di  fare  l'interesse   vero,   e
  l'interesse  vero in questa situazione della città di  Messina,  ma
  anche  dell'intera Sicilia, perché è nel complesso che  si  dà  una
  risposta di carattere generale, è quello di aver portato in  porto,
  con  l'apporto di tutti, con l'apporto dei Cinque Stelle che  hanno
  presentato  degli  emendamenti  e  che  sono  stati  accolti,   gli
  emendamenti che si potevano accogliere, ma se si cerca di strafare,
  nel  senso di dire  voglio la luna , ma tutti vogliamo la luna,  ma
  spesso, a volte, non la possiamo ottenere la luna. Allora, un  modo
  per   cercare  di  raggiungere  il  massimo,  tenendo  conto  delle
  obiezioni dell'onorevole Laccoto, tenendo conto delle cose  che  si
  possono  fare e quello che stiamo facendo, del resto rassicurazione
  dell'Assessore  e  provvedimento successivo dell'Assessore  che  ha
  detto che sarà un provvedimento che è sottoposto non solo al vaglio
  dell'Assessorato regionale, ma sarà sottoposto al vaglio anche  del
  Ministero,  oltre che poi, alla fine, dalla chiusura  del  cerchio,
  dalla VI Commissione.
   Quindi,  ritengo che si sia fatto il massimo, con l'apporto  e  la
  collaborazione  di  tutti  e  cercare  ancora  di  voler   strafare
  significa  una  sola  cosa: far bocciare  l'unica  possibilità  che
  abbiamo  -  ripeto  -  in  Sicilia  di  avere  un  mega  centro  di
  riabilitazione  e,  nello stesso tempo, di aver salvato  l'ospedale
  Piemonte.

   PRESIDENTE.  Ma  in  ordine all'emendamento  lei  è  favorevole  o
  contrario?

   FORMICA.    Ritengo   che   potremmo   anche   essere   favorevoli
  all'emendamento, ma poi, successivamente, sarà sempre l'assessorato
  e il Ministero che dovranno dire la loro.
   Potremmo anche farlo passare, Presidente, ma poi il problema, qual
  è? Ci sarà sempre il vaglio successivo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  posso  fare  un
  subemendamento   per   121  posti,  che   era   quello   originario
  dell'ospedale Piemonte?

   FORMICA. Era ironico

   RINALDI.  No,  non era ironico, nel senso che, onorevole  Formica,
  noi  siamo  partiti, purtroppo, con questo problema del   Piemonte
  che  era chiuso, da 121 erano passati a 78 e da 78 erano passati  a
  zero posti, con la chiusura paventata dell'ospedale.
   Dopo siamo arrivati a un accordo in una riunione che abbiamo fatto
  anche  al   Papardo ,  dove  c'era l'ex  assessore  Borsellino,  il
  sindaco, il direttore Gullo, il dottore Aliquò, il Presidente della
  VI  Commissione,  e in quella sede si stabilì, che  chiaramente  il
  mantenimento  del  pronto  soccorso, anche come  emergenza-urgenza,
  avrebbe  comportato lo spostamento di alcuni reparti dal  Piemonte
  all'ospedale  Papardo,  fra  cui  l'UTIN,  la  Ginecologia   e   la
  Pediatria.
   E'  chiaro  che di questi 78 posti poi si era arrivati a  fare  un
  conteggio, adesso non ricordo se 42 o 50. Se noi non avessimo avuto
  il problema di mantenere i 78 posti letto, non avremmo fatto questo
  disegno di legge.
   Manteniamo  i  78  posti,  manteniamo il presidio  lì  com'è,  con
  l'ospedale Piemonte-Papardo e non facciamo questo disegno di legge,
  se lo stiamo facendo, evidentemente, c'era un problema di copertura
  finanziaria  e i posti previsti che allora erano 78, purtroppo  non
  c'era   la   copertura  finanziaria  e,  in  più,   c'erano   altri
  ragionamenti che abbiamo più volte fatto in  quest'Aula e anche  in
  Commissione, che non ripeto per questioni di tempo.
   Se c'è la copertura per i 78 posti siamo tutti felici, mi pare che
  non sia così, per questo siamo arrivati a quella soluzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  Signor Presidente, desideravo sapere se  l'emendamento
  1.11 è stato approvato.

   PRESIDENTE. Sì, certo.

   CRACOLICI. Allora, ritengo che stiamo discutendo del nulla, perché
  nell'emendamento 1.11, abbiamo approvato una disposizione che  dice
  che  entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  il  Presidente  della Regione, su proposta  dell'assessore,
  farà un decreto, dove farà tante cose, fra le quali  .

   FORMICA. Abbiamo capito, è precluso

   CRACOLICI.  Nel decreto è compresa la dotazione dei  posti  letto.
  Quando  mi  permettevo  di  suggerire  che  questo  emendamento   è
  superato,  o  inammissibile, era non perché voglio  sostituirmi  al
  Presidente   dell'Assemblea,   semplicemente   per   suggerire   al
  Presidente dell'Assemblea una cosa che non aveva notato. Visto  che
  ci ha fatto votare l'emendamento 1.11, il resto è precluso.

   PRESIDENTE. Posso dire la mia, onorevole Cracolici? Chiedo  a  lei
  il  permesso.  Nella mia imparzialità e anche come  conoscenza  del
  problema  e  di  questo ringrazio l'onorevole Zafarana  per   avere
  posto  espressamente questo emendamento, perché il dibattito d'Aula
  è servito a fare chiarezza.
   Intanto,   i   78  posti  letto  sono  comprensivi   dei   39   di
  riabilitazione  che erano dell'ospedale Papardo. Siccome  anche  la
  nota  del  Ministro Lorenzin ci ha detto che l'Assemblea è sovrana,
  perché  poi  la nota del Ministro Lorenzin, non ci dà tutto  questo
  ampio  margine.  Nel  contempo, vorrei ringraziare  i  presentatori
  dell'emendamento che hanno esteso, già approvato, la  gestione  con
  convenzione alle istituzioni pubbliche e sanitarie.
   Stiamo  parlando  di ASP e di Policlinico universitario  ed  è  il
  ragionamento  che  era  stato  fatto ieri.  Però,  perché  è  stato
  opportuno l'emendamento? Per fare scaturire il dibattito e per fare
  chiarezza  su quello che è successo. Perché? Serviva ad evidenziare
  che bisognava mantenere il Pronto Soccorso, di questo si tratta.
     Poi, nel corso delle vicende, anche rispetto alle quali ci  sono
  state alcune incomprensioni, non di ordine certamente personale, ma
  per mancanza di chiarezza, è uscito fuori un protocollo che non era
  stato  sottoscritto  dalla  politica,  né  in  VI  Commissione,  né
  dall'Assessore.
   E'  uscito  fuori un protocollo del quale nessuno  sapeva  niente,
  sottoscritto dal direttore dell'IRCCS e dal direttore  del  Papardo
  che  prevedeva  che  quei  78  posti erano  coperti  con  i  39  di
  riabilitazione e questo da politico con la  P  maiuscola io non  lo
  posso accettare e non lo può accettare questo Parlamento, per  cui,
  io  di  questo le sto dando atto onorevole Formica, perché  se  noi
  pensiamo  di essere qui dentro che legiferiamo, e legiferiamo,  c'è
  chi deve dare esecuzione a quello che il Parlamento stabilisce che,
  comunque,  è  sovrano,  perché serviva questo  emendamento  a  fare
  chiarezza.
   Alla luce del dibattito che c'era stato in Commissione e che in un
  protocollo  di  intesa,   che  tutti  disconoscevano,  perché  ieri
  l'onorevole   Panarello   ha  richiamato  un   precedente   accordo
  sottoscritto a Messina da tutte le sigle sindacali, dal Sindaco  di
  Messina e tutti ancora andavano con l'idea che noi avremmo portato,
  addirittura, il polo pediatrico e quant'altro, quando in altre sedi
  si  stava  facendo ben altra cosa. Per cui io mi  rendo  conto  che
  l'emendamento dell'onorevole Zafarana è eccessivo, perché  entriamo
  in  un campo più di pertinenza amministrativa e non legislativa. Ma
  questo   è  il  dato  fondamentale  che  ci  ha  portato  a  queste
  considerazioni in Aula.
   Detto  questo,  siccome  il  dibattito  è  stato  molto  chiaro  e
  finalmente  si è fatta chiarezza su questi 78 posti che  non  erano
  per  acuti  e non servivano a mantenere il Pronto Soccorso  perché,
  ribadisco, i 39 posti del Papardo che venivano assegnati  all'IRCCS
  con un provvedimento di due direttori generali e non certamente con
  un  provvedimento della politica e, quindi, della VI Commissione  e
  tanto   meno  dell'Assessorato.  E  allora  la  politica  si   deve
  riappropriare del suo ruolo.
   Abbiamo  fatto un bel dibattito in Aula. Noi ci fidiamo di  quello
  che  è  stato detto in Aula, ci fidiamo - consentitemi  di  dire  -
  soprattutto, dell'impegno assunto dall'Assessore Gucciardi.
   Io  inviterei l'onorevole Zafarana a ritirare l'emendamento perché
  lei,  onorevole  Zafarana, ha fatto scaturire un  dibattito,  e  di
  questo la ringrazio, però, siccome stiamo legiferando, noi dobbiamo
  sapere  che,  da  politici,  dobbiamo  tenere  sotto  osservazione,
  continuamente, i direttori generali anche che nominiamo.
   Questo  è  il  dato  fondamentale  E questo  significa  l'attività
  ispettiva che bisogna fare soprattutto nelle Commissioni,  a  parte
  che in Aula,.
   Per  cui,  onorevole Zafarana, io la ringrazio per avere  proposto
  questo  emendamento,  capisco che lei vuole, giustamente,  esercita
  anche  un  ruolo  politico, per carità, e lo  sta  esercitando  con
  dovizia.  E'  obiettivamente eccessivo intervenire in Aula  con  un
  emendamento   di  questa  portata  perché  è  più   una   questione
  amministrativa. Io faccio appello, in questo momento, al buon senso
  perché abbiamo chiarito tutte le questioni.
   Sappiamo   noi  che  dovremo  andare  verso  un  Polo  medico   di
  eccellenza,  dove  c'è  l'IRCCS che da solo non  potrà  gestire  il
  Pronto  Soccorso, dove ci saranno altre istituzioni e dove tutto  è
  in  itinere  e,  come  diceva l'onorevole Formica,  non  blocchiamo
  questo  percorso  che  è  stato  avviato,  ognuno  con  le  proprie
  competenze, sapendo che, sulla base di questa esperienza,  dobbiamo
  essere ancora più vigili su tutto quello che succede perché nessuno
  può  pensare  che  questo Parlamento è disattento  e  che  vi  sono
  direttori  generali che possono andare avanti per  la  loro  strada
  senza dare conto alla politica con la  P  maiuscola.
   Onorevole  Zafarana,  io  la  invito  al  ritiro  dell'emendamento
  perché, obiettivamente....

   ZAFARANA. Votiamolo .

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, noi siamo un Parlamento.  Ripeto,
  c'è stata una discussione che si poteva pure sviluppare con un atto
  ispettivo.
   Siccome  c'è stata molta disponibilità, giustamente sia il Governo
  che  la  Commissione  hanno  tenuto  in  considerazione  tantissimi
  emendamenti.  Non  è  un  problema di dividersi  qua  l'uno  contro
  l'altro.  Tutti vogliamo il mantenimento dell'ospedale  e,  quindi,
  del  pronto  soccorso, però vi sono delle procedure  amministrative
  che appartengono ad altra sfera.
   Quello  che  vorrei evitare in questo Parlamento è  di  costituire
  precedenti, perché se domani viene il collega Ragusa e mi dice  che
  all'ospedale di Siracusa dobbiamo mettere, e me lo mette per legge,
  50  posti  letto per acuti, io lo dovrei dichiarare  ricevibile  e,
  sulla  base di un precedente che ho procurato, non posso  dire  che
  l'ho fatto perché sono di Messina, con tutto il rispetto. Questo  è
  il dato, per cui, appunto, faccio appello alla sua sensibilità.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  questa  richiesta  di  ritiro  sta
  palesando,  come  lei ha poc'anzi affermato, la situazione  che  si
  verrà  a  verificare a Messina. Lei si renda conto  che,  comunque,
  tutto  questo non l'ho mica causato io. Siamo arrivati  in  Aula  a
  questo   punto   proprio  perché  il  percorso  è  stato   incerto,
  accidentato, mistificato, molto nebuloso.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Il  dibattito  è serio perché  la  questione  è  nata
  proprio sui 78 posti letto e c'era molta confusione.
   Prego, onorevole Zafarana.

   ZAFARANA. Io potrei soltanto ritirarlo in virtù del fatto che apre
  una  maglia rispetto ai 78 posti letto, quindi, all'indicazione  di
  un atto amministrativo che è pertinenza di un atto legislativo.
   Io vorrei gentilmente, signor Presidente, sentire nuovamente dalle
  parole dell'onorevole Gucciardi qual è l'impegno, perché ormai  qua
  è  una questione di fiducia perché carte scritte non ne ho, quindi,
  siccome  io sono abituata a leggere le carte, prenda il suo impegno
  da  persona  che ha un compito importante e un ruolo  istituzionale
  nei confronti della città di Messina.

   PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'assessore Gucciardi.

   GUCCIARDI,  assessore per la sanità. Onorevole  Zafarana,  per  la
  verità, nella sede istituzionale per eccellenza che è quella  della
  Prefettura  di Messina, alla presenza dei parlamentari regionali  e
  nazionali, delle organizzazioni sindacali e dei direttori generali,
  nonché del Magnifico Rettore dell'Università di Messina, ho assunto
  un  impegno, come Governo regionale, davanti alla città di Messina,
  ai   cittadini  di  Messina,  impegno  ripetuto,  peraltro,   quasi
  quotidianamente in questi giorni che hanno separato quella riunione
  da  questa  seduta d'Aula. Ho assunto l'impegno  con  la  città  di
  Messina di salvare il presidio ospedaliero  Piemonte  per acuti  ed
  il suo pronto soccorso.
   Quindi,  è  evidente che tutto ciò che farà il Governo, se  questa
  legge  dovesse  essere approvata, considerato che il  trasferimento
  dei  posti letto è già avvenuto con l'approvazione dell'emendamento
  1.11  e  certamente  se gli emendamenti che abbiamo  visti  qualche
  minuto  fa,  è  stato  anche  difficile coordinarli  in  corsa  non
  avendoli visti con i tecnici, io credo che, onorevole Zafarana,  mi
  permetto  di  dire  che  l'invito del Presidente  dell'Assemblea  è
  corretto  perché, comunque, affida al Governo, il quale,  comunque,
  prima  di adottare gli atti - e vi prego di non dimenticare  questo
  aspetto - abbiamo già votato questa norma. Prima di votare gli atti
  deve   assumere   il   parere  della  IV  Commissione   legislativa
  permanente, quindi questo Parlamento, comunque avrà nuovamente voce
  in  questo  percorso di tipo - come dire - speciale, ma  certamente
  amministrativo.  Per  cui  evitiamo di  vincolarci  con  norme  che
  potrebbero,   come  dire,  creare  problemi,  creare  intralci   al
  procedimento amministrativo. Quindi, onorevole Zafarana,  l'impegno
  credo  che sia formale assunto dal Governo in quest'Aula e l'invito
  del  Presidente  -  penso - possa avere una valenza  ulteriore  con
  l'impegno assunto dal Governo in questa direzione.

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.9 è ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  1.12,  della  Commissione.   C'è   un
  sostitutivo dell'1.12. L'emendamento 1.12.1,  l'azienda ospedaliera
  riuniti    Piemonte, assume la denominazione di Azienda Ospedaliera
  Papardo , mi sembra logico.
   Il parere del Governo sull'emendamento sostitutivo 1.12.1

   GUCCIARDI, assessore per la Salute. Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.13. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DIGIACOMO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  relativamente all'emendamento 1.13, che porta  la  mia
  firma,  io chiederei di soprassedere. Intenderei ritirarlo  per  il
  momento, per un approfondimento.

   PRESIDENTE.  La Commissione lo ritira. Lo ritira  l'onorevole  Di
  Giacomo e l'onorevole Cracolici.
   Si  passa  all'emendamento 1.14, della Commissione. C'è  l'1.14.1,
  sostituire  valorizzazione  con   L'1.14.1 è sostituire  la  parole
   corretta ai fini della valorizzazione dell'immobile ai fini  della
  salvaguardia  della tutela e del recupero , mi sembra più  corretto
  onestamente.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, io sono  favorevole  all'emendamento
  perché  l'idea di creare una cittadella della cultura lì è  un'idea
  bellissima.  Però,  per  chi conosce, per gli  addetti  ai  lavori,
  conoscere   come   è  strutturato  in  questo  momento   l'ospedale
  Margherita, proprio all'entrata, nella facciata principale, ci sono
  tutti gli uffici, in questo momento dove si svolge, mi pare che  ci
  sia l'ASP. sì, però ci sono dei servizi che l'ASP sta svolgendo per
  l'invalidità  civile  e  così via. Fare  una  cittadella  culturale
  dietro  ed avere la facciata con i servizi, credo che non  sia  una
  cosa  bella.  Io proporrei di fare un disegno di legge apposito  su
  questo  benedetto  ospedale  Margherita,  e  fare  la  città  della
  cultura, ma togliendo anche gli uffici dell'ASP all'entrata.  Cioè,
  facciamo  tutta  la  cittadella  lì,  non  soltanto  una  parte  ed
  all'entrata  lasciamo  gli  uffici  dell'ASP.  Credo  che  sia  più
  consono.

   PRESIDENTE. Non è così.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, io invece, onorevole  Rinaldi,  sono
  favorevole a questo emendamento perché intanto pone un elemento  di
  chiarezza,   cioè  la  volontà  di  una  vecchia  legge,   proposta
  dall'onorevole  Ardizzone  che  prevede  l'istituzione  di   questa
  cittadella  della  cultura  lì. In  tal  senso  io  -  come  sa  il
  Presidente  -  in questi giorni ho chiesto che, stante  lo  sfratto
  della  Sovrintendenza alle belle arti, ci possa essere anche lì  il
  trasferimento  della  Sovrintendenza  che  paga  un  canone   annuo
  pazzesco  -  circa 600 mila euro - e che quindi possa,  con  questo
  contributo   economico,  assecondare  il  disegno  del   Presidente
  Ardizzone, che è una legge del 2009, una proposta del 2009,  credo,
  e  che è legittima, logica e - secondo me - deve essere ovviamente,
  lo  dice  l'emendamento, compatibile. Restano  nella  disponibilità
  della competente azienda ospedaliera i locali utilizzati.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  1.14.1  Il  parere  della
  Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.14. nel testo risultante.  Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  1  nel  testo  risultante.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Invito  i deputati a munirsi del tesserino e di rimanere  ai  loro
  posti.
   Onorevole Rinaldi, non c'è nessun vincolo. L'unico vincolo è stato
  posto  dalla  sovrintendenza  dopo  che  era  saltato  il   project
  financing   proprio  sulla  riabilitazione,  12  milioni  di  euro.
  Conosco  perfettamente tutta la vicenda. E' stato posto un  vincolo
  da  parte  dei  beni culturali perché l'immobile stava  per  essere
  messo  in  vendita.Comunico che sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno: n. 502, n. 503, n. 504.
   Onorevole Gucciardi, li accetta come raccomandazione?

   MILAZZO  Giuseppe. Chiedo che l'ordine del  giorno  a  mia  firma,
  venga posto in votazione. Sono in attesa di questo momento da oltre
  due ore.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  lei  chiede  un  voto  e  stiamo
  chiedendo al Governo di esprimersi in questo momento. Vedo  che  la
  finalità e ovvia, tra l'altro lei chiede di destinarlo al Comune di
  Palermo,   quindi   non   c'è   nessuna   finalità   diversa    per
  quest'immobile,  però  bisogna dare la possibilità  al  Governo  di
  approfondire  la  questione. Se per  lei  va  bene  il  Governo  lo
  accetterà  come  raccomandazione e quest'ordine del giorno  resterà
  agli atti e comunque potrà ripresentare la mozione cui lei ha fatto
  riferimento.
   Facciamo  un'altra  cosa: lei lo ritira, mi prendo  l'impegno  che
  verrà  trattata  la mozione nella prima seduta utile  e,  comunque,
  entro il mese di ottobre.

   MILAZZO Giuseppe. Grazie, lo ritiro.

  PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pertanto, l'ordine del  giorno  n.
   503  riguardante  «Opportune iniziative concernenti  il  complesso
   immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31», è ritirato  dal
   firmatario onorevole Milazzo Giuseppe.

   853-815/A 'Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 -
   Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
   di Messina'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di  legge  n. 853-815/A  Modifiche alla legge regionale  14  aprile
  2009,  n.  5  -  Accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'I.R.C.C.S.
  Bonino Pulejo di Messina .
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   FORMICA. Io non ho votato

   PRESIDENTE. Non ha votato l'onorevole Formica. Diamo atto che  era
  qui  a dare istruzioni .

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti   48
   Maggioranza          25
   Favorevoli           31
   Contrari             16
   Astenuti              1

                         (L'Assemblea approva)

   migrati in Sicilia' (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli stranieri
         immigrati in Sicilia  (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge posto al  numero  3  del
  punto  4  posto  all'ordine del giorno  Norme per  l'accoglienza  e
  l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in  Sicilia   (nn.
  174-256-341-450-608 bis/A). Invito i membri della I  Commissione  a
  prendere i posti negli appositi banchi.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Cracolici,  presidente  della
  Commissione e relatore.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, vorrei utilizzare il fatto che mi  rimetto  al
  testo  della  relazione scritta allegata al disegno di legge,  però
  vorrei  fare  una  cosa  che spero tutti noi possiamo  condividere:
  dedicare questo disegno di legge all'onorevole Lino Leanza che  era
  uno  dei  firmatari del testo che è stato oggetto dell'esame  della
  Commissione  e credo che, grazie anche al suo testo  di  legge,  la
  Commissione  ha  elaborato questo testo finale  e  penso  sia  cosa
  giusta ricordarlo in questa occasione.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. La discussione generale la rinviamo all'articolo 1 che
  si terrà, quindi, martedì prossimo.

    comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
    11'. (n. 988/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo 120,
   comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
                              (n. 988/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge   Norme
  sulle  cooperative giovanili. Modifica dell'articolo 120, comma  1,
  lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11  (n. 988/A),
  posto al numero 4  del IV punto posto all'ordine del giorno.
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, in assenza del relatore, onorevole Nicotra,  mi
  rimetto al testo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  discussione
  generale viene rinviata a martedì.
      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO, chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  Governo  è
  fuggito mi pare di capire, ma questo mio intervento era rivolto  al
  Governo,  la invito a riferire, soprattutto all'assessore  per  gli
  enti  locali, che ha provveduto a nominare commissari in  tutte  le
  nove  province,  che, presso l'assessorato alle infrastrutture,  vi
  sono   disponibili  circa  50  milioni  di  euro  per   le   strade
  provinciali.
   Le  strade provinciali, come è noto, sono in condizioni gravissime
  di impercorribilità.
   Credo   che  le  nostre  strade  provinciali  siano,  sicuramente,
  peggiori,  rispetto  a  quando nel 1861 si  cominciò  a  costituire
  l'unità d'Italia.
   Bene.  La  cosa grave, signor Presidente, è che ci sono questi  50
  milioni  di  euro e che i commissari non portano i progetti  presso
  l'assessorato.
   Con  la  presente  le  chiedo,  pertanto,  di  volere  sollecitare
  l'assessore per le autonomie locali affinché stabilisca un  termine
  di  3  giorni,  affinché le ex province portino i  progetti,  anche
  perché,  siccome  ci sono 5 province che ancora non  hanno  portato
  alcun  progetto, se non hanno bisogno dei soldi della  Regione,  lo
  comunichino,  in  maniera tale che siano le altre province,  quelle
  che   hanno   già  i  progetti  pronti,  ad  usufruire  dell'intero
  finanziamento.
   Veda,  noi,  tutti i giorni, ed in commissione bilancio,  ormai  è
  diventato  una  sorta  di  muro del pianto,  abbiamo  sindacalisti,
  rappresentanti degli enti locali che vengono a lamentarsi contro la
  Regione, perché la Regione non è nelle condizioni di dare risposte.
   Sulle  strade  provinciali, veda, la Regione è in  grado  di  dare
  risposte, ma gli enti locali non vogliono le risposte che  vogliamo
  dare.
   Signor Presidente, pertanto, proprio perché la situazione è grave,
  perché le strade statali sono in condizioni terribili, se ne chiude
  ormai  una  a  settimana, la cosa migliore  da  fare  è  quella  di
  intervenire  sulle strade provinciali per evitare  che  la  Sicilia
  rimanga isolata.
   Per  questo  motivo,  rivolgo ancora  una  volta  questo  appello,
  affinché lei possa intervenire sull'assessore agli enti locali che,
  a  sua volta, diffidi i commissari provinciali a consegnare, se  ce
  li  hanno,  questi  progetti all'assessorato  alle  infrastrutture,
  altrimenti, queste somme potrebbero essere spese in altre  province
  che hanno già presentato progetti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13
  ottobre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

      I   - Comunicazioni

      II   - Seguito della discussione della mozione:

       N. 462   -   Istituzione   di  una  Commissione   parlamentare
             d'indagine  sulla gestione del sistema  dei  rifiuti  in
             Sicilia.

             (17 giugno 2015)

                                  GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
                                   CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

      III   -  Discussione della mozione:

       N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo nazionale  per
             prevenire   e   contrastare  l'aumento  degli   illeciti
             connesso  ai  flussi migratori e assicurare  un'ordinata
             gestione dell'accoglienza dei migranti aventi titolo.

             (22 giugno 2015)

                                       LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
                                                  CURRENTI - LANTIERI

      IV   - Discussione dei disegni di legge:

       1)  -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
            dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
            subacquea industriale . (n. 698/A) (Seguito)

            Relatore: on. Greco Marcello

       2)  -   Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
            stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
            (Seguito)

            Relatore: on. Anselmo

       3)  -  Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
            120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
            11 . (n. 988/A) (Seguito)

            Relatore: on. Nicotra

       4)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)

            Relatore: on. Germanà

       5)  -   Norme  in  materia  di tutela aree  caratterizzate  da
            vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)

            Relatore: on. Cirone

      V   - Discussione unificata delle mozioni:

       N. 467    -    Ipotesi   di   riconversione   della   centrale
             termoelettrica sita nel comune di San Filippo del Mela.

             (16 luglio 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                          PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO

       N.480 - Istituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
             sulla  emergenza ambientale nel Comprensorio della Valle
             del  Mela  e  impegni conseguenziali del  Governo  della
             Regione.

             (6 ottobre 2015)

                               FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
                             FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
                                GRASSO - MILAZZO G. - PAPALE - SAVONA

                   La seduta è tolta alle ore 19.19

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio