Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.09
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Sul processo verbale della seduta precedente
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sul verbale della seduta
precedente.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato attentamente il verbale, a meno che non mi sia sfuggito,
ma ho fatto un confronto con l'ordine del giorno di oggi, se
sbaglio, per carità, prenda tutto con il beneficio dell'inventario,
mi sembra che in quella seduta, il Presidente, onorevole Ardizzone,
si era impegnato con il sottoscritto
PRESIDENTE. Ma questo è il verbale di ieri, onorevole Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE. No.
PRESIDENTE. Noi stiamo leggendo il verbale della seduta di ieri.
Probabilmente, lei ieri non era presente, perché ho presieduto io e
non c'era. E, allora, va bene così.
Non sorgendo osservazioni, il verbale s'intende approvato.
MILAZZO GIUSEPPE. Eravamo ufficialmente in Commissione Bilancio ,
per cui era questo il passaggio che volevo chiarire all'Aula.
PRESIDENTE. La ringrazio. Adesso mi rapporterò con gli Uffici per
chiarire quanto da lei appena esplicitato.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si passa al primo punto all'ordine del giorno: Comunicazioni.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica:
N. 1039 - Misure finalizzate a favorire il settore turistico-
alberghiero di Cefalù (PA).
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 29123/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
-Da parte dell'Assessore per l'Energia e i Servizi di pubblica
utilità:
N. 1960 - Chiarimenti e iniziative da assumere in merito al prezzo
dell'energia elettrica in regime di salvaguardia.
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 35883/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità.
N. 2665 - Chiarimenti in merito ai permessi di ricerca e di
coltivazione di acque minerali nel comune di Geraci Siculo (PA).
Firmatari:Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 34242/IN.16 del 14 luglio 2015 Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la l'energia e
i servizi di pubblica utilità.
-Da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 2480 - Chiarimenti circa gli intendimenti del Governo di
affidamento e potenziamento del personale, logistico e strumentale
del pronto soccorso del P.O. San Giovanni di Dio e Sant'Isidoro di
Giarre (CT).
Firmatari: Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 29030/IN.16 del 16 giugno 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 2658 - Chiarimenti sui requisiti di conferibilità e
compatibilità relativi alla nomina a direttore sanitario dell'ASP 3
di Catania.
Firmatari:Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio
Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Zafarana Valentina
- Con nota prot. n. 34241/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disposizioni in materia di agricoltura sociale attuazione della
legge 18 agosto 2015, n. 141. (n. 1066)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Fontana e
D'Asero in data 13 ottobre 2015.
- Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15. (n. 1067)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fontana in
data 13 ottobre 2015.
- Disposizioni per l'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio
minerario dismesso. (n. 1068)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Miccichè,
Turano, D'Asero, Cani, La Rocca Ruvolo, Ragusa, Vinciullo, Alongi,
Cascio F., Lo Sciuto., Germanà e Fontana in data 13 ottobre 2015.
- Modifica del comma 24 dell'articolo 11 della legge regionale 9
maggio 2012, n. 26. (n. 1069)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Ciaccio, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ferreri, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 13 ottobre 2015.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2014, n. 29. (n.
1060)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 13 ottobre 2015.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 1014:
Utilizzazione agronomica delle acque reflue provenienti dai
caseifici , già assegnato con nota prot. n. 7706/SG.LEG.PG. del 10
agosto 2015 alla IV Commissione, è stato riassegnato in data 13
ottobre 2015 alla III Commissione ed alla IV Commissione per il
parere.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2790 - Chiarimenti sulle azioni intraprese per il pagamento
delle mensilità arretrate ai dipendenti ENFAP di Siracusa, nonché
in ordine alla revoca del loro licenziamento.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2791 - Chiarimenti sulla soppressione del capitolo di bilancio
destinato alle associazioni regionali degli allevatori di
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Vinciullo Vincenzo
N. 2792 - Notizie sui provvedimenti per salvaguardare i diritti
dei lavoratori Infopoint con il profilo di guardia particolare
giurata per il servizio dell'ex Provincia regionale di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2796 - Chiarimenti sull'applicazione della l.r. n. 2 del 13
gennaio 2015 sui precari che prestano servizio nei Comuni in fase
di dissesto e pre-dissesto.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2793 - Chiarimenti in ordine alla chiusura dei presidi
veterinari della provincia messinese e all'accreditamento europeo
dell'ex facoltà di veterinaria presso l'Università di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 2794 - Mancata nomina del Garante per l'infanzia e
l'adolescenza.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 2795 - Richiesta di emanazione degli atti regolamentari,
previsti dalla legislazione vigente, per l'istituzione dei cimiteri
destinati agli animali di affezione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
N. 2797 - Notizie in merito alla cessazione del servizio di treni
a lunga percorrenza a lunga percorrenza da e per la Sicilia ed al
rinnovo del contratto di servizio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 2798 - Interventi immediati per fronteggiare la grave crisi
finanziaria in cui versa il Consorzio di Bonifica n. 7 di
Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 2799 - Notizie in merito all'aggiornamento del prezzario
regionale per opere e/o investimenti nelle aziende agricole.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
La Rocca Claudia; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 2800 - Sospensione dei lavori di manutenzione della diga Delia
di Castelvetrano per l'abbassamento del bacino idrico.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Fazio Girolamo
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 326 - Revisione dell'inquadramento giuridico ed economico dei
vincitori del concorso per dirigente tecnico presso l'Assessorato
regionale beni culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 481 - Iniziative in ordine agli uffici della
Soprintendenza alle Belle Arti di Messina.
Picciolo Giuseppe; Greco Marcello; Lo Giudice Salvatore; Tamajo
Edmondo; Cimino Michele
Presentata il 7/10/15
N. 482 - Urgenti misure in ordine al piano aziendale dell'ASP 7 di
Ragusa.
Assenza Giorgio; Falcone Marco; Bandiera Edgardo; Papale Alfio
Presentata il 8/10/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Alloro, Lo Sciuto e Vullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, guardando l'ordine del
giorno, mi sono accorto che, lei sicuramente non si ricorderà
perché non presiedeva, ma tutto l'entourage dell'Assemblea era
presente, salvo qualche eccezione, e io su suggerimento del
Presidente dell'Assemblea regionale avevo presentato un ordine del
giorno rispetto alla famosa mozione del complesso ospedaliero di
via Ingegneros. Subito dopo il Presidente mi ha chiesto di ritirare
l'ordine del giorno con l'impegno che, in questa sessione, avrebbe
inserito la trattazione della mozione che, vorrei ricordare, era
già stata discussa dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e si era determinato che arrivasse in Aula. Siccome
non era ben chiaro chi doveva venire la mozione poi si fermò.
Poc'anzi le ho appena chiarito questo passaggio e le vorrei
chiedere la cortesia istituzionale, signor Presidente, perché non
so più che fare. Me lo dovete dire voi. Vedo altre mozioni
salvifiche per la Sicilia, aggiunga anche la mia così completerà il
quadro di percorso; non oggi, la prossima settimana, ma mi faccia
questa cortesia, signor Presidente. E' una cosa semplice a cui la
città tiene.
Vorrei farle presente un'altra cosa, e cioè se si può fare
promotore presso la prima Commissione di fare audire il
rappresentante dell'ANCI dei Consigli comunali, lo vorrei dire ai
colleghi, perché avviene quanto sto per dire.
Durante l'approvazione dell'articolo 20 della legge 11,
esattamente ai comma 2 e 3 - Segretario Generale mi aiuti lei che è
più addentrato rispetto ai deputati che magari in Aula entrano,
escono, e al dottore Marino che è segretario della I Commissione -
per leggerezza dell'Aula succede questo: al comma 2 introduciamo un
principio, che i componenti dei consigli comunali delle città
capoluogo si applica la seguente disposizione: per partecipare ai
lavori della Commissione si calcola il percorso un'ora prima e
un'ora dopo. Invece al comma 3, abbiamo approvato un'altra norma:
ai consiglieri comunali delle città non capoluogo viene consentito
tutto il tempo necessario per lo studio delle carte e il tempo
necessario per il percorso. Paradossalmente, abbiamo approvato una
norma più restrittiva per i consiglieri comunali delle città
capoluogo.
Allora, io ritengo che urge una rettifica per applicare le
disposizioni di cui al comma 3 anche ai consiglieri comunali delle
città capoluogo. È una cosa semplice, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, per quanto riguarda il problema da
lei sollevato, devo dire più volte, circa il problema di Via
Ingegneros, sono certo che il Presidente, così come le aveva già
garantito, porterà all'esame della Conferenza dei Capigruppo, la
prossima, alla trattazione di questa mozione.
Per quanto riguarda il secondo aspetto da lei appena trattato, gli
uffici ovviamente verificheranno, ma lei mi insegna che
eventualmente se c'è una correzione da fare lo si fa attraverso un
emendamento, ma vedremo con gli uffici come correggere questa
discrasia che lei ha appena sottolineato.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, ma almeno si può fare
portavoce presso la prima Commissione.
PRESIDENTE. Sì, ho detto vediamo con gli uffici di verificare
quello che lei ha detto innanzitutto e, poi, mi faccio garante di
portarla all'attenzione della I Commissione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
riguardo a questa comunicazione dell'onorevole Milazzo, lo invito a
leggere l'articolo di ieri su questa legge dove già fatta la norma
si è trovato l'inganno. Quindi, non soffrono tanto né le
Commissioni né i consiglieri comunali, che i miei ex colleghi.
Veda, Presidente, io intervengo perché devo fare un appello a lei,
e spero che in questo momento anche il Presidente Ardizzone ascolti
questo modesto contributo che vorrei dare per una decisione e per
quel disegno di legge che è stato esitato dalla II Commissione.
Questo disegno di legge scriverà una pagina nerissima nei
confronti della politica siciliana; lo sa perché, Presidente? Lei
avrà sentito ieri le proteste, l'indignazione, di tutti quei
lavoratori facenti parte delle cooperative delle ex Province che
ancora non iniziano a fare il servizio utile per gli studenti che
sono inabili e noi, invece, diamo l'esempio e andiamo a fare un
disegno di legge per salvare gli stipendi dei super burocrati. È
una vergogna E' una vergogna
Ci sono dirigenti e super burocrati che prendono 190 mila euro e
150 mila euro, per altri incarichi prendono 40, 30 e aggiungo allo
stipendio, e si va a fare una norma per una interpretazione
autentica per dare modo a questi di non rimborsare il non dovuto?
Dobbiamo vergognarci Ecco perché la gente si sdegna di andare a
votare
Lo sa, studiando queste carte, che cosa vengo a sapere? Che un
assessore, di cui non posso fare il nome perché altrimenti viene
bersagliato, fra gli obiettivi da raggiungere ai dirigenti ha messo
che se non raggiungevano la spesa totale dei fondi europei non
prendevano il premio.
Secondo lei Crocetta e la Giunta che cosa hanno fatto? Ma che fa
scherza? Ma lei mi vuole fare litigare con tutti i dirigenti della
Regione siciliana? Non se ne parla di questa norma .
Io sono convinto che questo Parlamento rappresenti la stragrande
maggioranza dei cittadini siciliani, che non si possono
identificare nei super burocrati Se noi andiamo a difendere la
Monterosso, la Barresi, la Giammanco, il dottore La Rocca, tutti
questi hanno due, tre, quattro incarichi Poverini, hanno di
bisogno. Ma che fa scherziamo? E' giusto che gli facciamo ritornare
i soldi non dovuti alle casse della Regione che sono floride?
Cinquecento milioni di buco, signor Presidente, ma che cosa sono?
Glieli dobbiamo dare questi soldi, tanto ne abbiamo Ora li
copriamo questi cinquecento milioni di buco
Quindi io mi auguro che il Presidente Ardizzone e lei, Presidente
Venturino, se ci sarà lei a condurre in Aula questo disegno di
legge, lo respingiate, lo facciate votare dai nostri colleghi qui
in Parlamento con voto palese, così vediamo chi è vicino ai
superburocrati, perché io non è che sono contrario al lavoro che
svolgono i superburocrati, ma sono contrario a dargli il dippiù, in
un momento in cui c'è gente che soffre, ci sono tutte le
cooperative delle varie province che non fanno i loro servizi per
gli indigenti Questa è una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Greco, probabilmente sarebbe stato più
opportuno fare questo accalorato intervento in occasione della
trattazione di quel disegno di legge e non oggi, visto che non è
nemmeno all'ordine del giorno.
glienza e l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in Si-
cilia' (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per
l'accoglienza e l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in
Sicilia (nn. 174-256-341-450-608 bis/A).
PRESIDENTE. Vista la presenza in Aula dell'Assessore Caruso, direi
di riprendere da dove ieri ci eravamo lasciati e cioè aprendo la
discussione generale sul disegno di legge che trovate al IV punto
all'ordine del giorno.
Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: Seguito della
discussione del disegno di legge Norme per l'accoglienza e
l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in Sicilia (nn.
174-256-341-450-608 bis/A).
Invito i componenti la I Commissione Affari istituzionali a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo agli onorevoli colleghi che la relazione era già stata
svolta, per cui dichiaro aperta la discussione generale.
Sospendo, brevemente, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, deputati, il disegno di legge è
abbastanza chiaro nella sua semplicità. Rispetto ad altri modelli
normativi abbiamo assunto la scelta di un disegno di legge generale
per principi che rinvia poi a degli strumenti operativi, in
particolare il piano generale sull'emigrazione ed è comunque un
intervento che raccoglie le successioni e le migliori prassi di
altre Regioni che sono intervenute in materia di immigrazione.
Ovviamente il disegno non si confronta con le questioni della
prima accoglienza, dell'emergenza essendo materia non riservata
alle competenze delle regioni, si occupa invece di integrazione
sociale.
Il disegno di legge illustra articolatamente funzioni e
strumentazioni dell'intervento e l'idea di organizzare una
governance molto articolata per gestire il fenomeno
dell'immigrazione da tutto ciò che riguarda l'immigrazione
regolare, non l'immigrazione irregolare.
Di fatto la legge attua i principi generali delle costituzioni
europee e della costituzione italiana in materia di immigrazione.
Man mano che ci inoltreremo nell'illustrazione dei singoli articoli
mi farò carico, avrò l'onore di illustrare specificamente i
contenuti dei singoli disposti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
voglio dare il mio contributo alla discussione generale esprimendo
il mio apprezzamento per questo disegno di legge che poi vedremo
meglio nei singoli articoli. Credo che sia una risposta opportuna
che la politica sta dando ad un tema pentitissimo che è stato ed è
attuale nell'agenda della politica del quotidiano negli ultimi
anni.
Credo che è una risposta importante anche nella storia, nella
tradizione della Sicilia che è stata sempre una Regione che
accoglie e che non ha chiuso mai le porte a nessuno, nella cultura
e nella tradizione di noi siciliani nel modo che abbiamo anche di
intendere la vita e la vita di ogni giorno.
Credo che sia la risposta anche più bella rispetto a quello che si
sta facendo in altre regioni d'Europa. Immagini insopportabili come
quella di trincee chiuse, eserciti con le armi spianate pronti a
fermare i flussi di migranti di chi cerca aiuto, sono immagini da
respingere. Invece mi preme evidenziare proprio questo, la
politica, la tanto bistrattata politica, in un momento come questo,
sta riuscendo a dare la risposta più importante e più incisiva che
è quella del testo normativo efficace, di iniziativa parlamentare,
che sono certo troverà pronto riscontro anche in termini esecutivi
da parte del Governo.
Ritengo, signor Presidente, che sia anche la risposta migliore a
certe vicende tristi che hanno riguardato la gestione dei migranti
in Sicilia negli ultimi anni, vicende che sono state anche
strumentalizzate e credo che ci siano tutte le condizioni per fare
della governance come ha detto prima l'Assessore, dei migranti e
della gestione difficilissima, di questi aspetti comunitari, invece
un punto di forza della Sicilia, una risorsa importante e un modo
anche per dare una lezione, una forma di stile diversa, un modo di
vivere questo momento, comunque, di difficoltà in modo incisivo,
attento e anche per lasciare una traccia futura alle nuove
generazioni di come la Sicilia ha gestito e potrà gestire fenomeni
di questo tipo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, non
posso non esprimere la mia soddisfazione perché in questo disegno
di legge unitario vengono anche accolte proposte che fanno parte
del disegno di legge n. 256, presentato il 6 marzo 2013 da me e dal
collega Salvino Caputo.
Alcune cose, però, desidero dirle soprattutto all'assessore, di
cui ho apprezzato la linearità dell'intervento che ha fatto ed
anche alla relatrice, all'onorevole Alice Anselmo.
All'articolo 8, onorevole Anselmo, si parla di invarianza
finanziaria. Le risorse finanziarie per l'attuazione delle
politiche di cui alla presente legge sono rinvenibili nelle
rispettive normative di settori e nei corrispondenti strumenti di
programmazione statale e comunitaria. Dall'attuazione della
presente legge non devono derivare nuovi o ulteriori oneri per il
bilancio della Regione.
Ora, sto in questo momento facendo un ragionamento di bottega
sulle linee generale si sono soffermati i colleghi, più vi tornerò
anch'io.
Veda, però, relatrice, al comma h), dell'articolo 7, c'è scritto
promuove il diritto alla salute di cittadini come diritto
fondamentale della persona, in conformità al decreto legislativo n.
286/1998 ed alla corretta indicazione, la Regione garantisce
altresì l'accesso all'iscrizione dei servizi sanitari e regionali,
agli stranieri immigrati non regolari e così via.
Qui è evidente che stiamo gravando l'assessorato alla sanità di
maggiori oneri e di maggiori impegni, per cui se da una parte, noi
indichiamo questo impegno che la Regione necessariamente andare a
sostenere, dall'altra parte dobbiamo trovare le risorse. Nel senso
che, stiamo caricando con questo disegno di legge, che è un disegno
di legge organico, importante, sicuramente affronta in maniera
seria e concreta tutti i problemi che l'immigrazione comportano in
Sicilia. E' chiaro, però che va anche tenuto conto ciò che è
intervenuto ieri presso il Parlamento nazionale, ieri è stato
recepito lo ius sori, cioè il diritto per chi nasce in Italia di
essere italiano e di conseguenza, se fino ad oggi, abbiamo parlato
di immigrati regolari non regolari e così via, da domani sappiamo
che c'è un'ulteriore fascia di cittadini che non sono tali per
diritto di sangue, ma per diritto di suolo, cioè per il fatto che
sono nati in Italia. Di conseguenza, io inviterei la relatrice,
l'assessore, dal momento che mi pare di capire, oggi, verranno
dettati i tempi per eventuali emendamenti a tenere in
considerazione questa novità assoluta che è intervenuta in maniera
tale che noi possiamo, nell'approvare la prossima settimana, questo
disegno di legge, verificare se è rispondente alle nuovi
disposizioni che il Parlamento nazionale ha voluto.
Nello stesso tempo inviterei gli uffici dell'Assemblea a
verificare se il comma h), dell'articolo 7, oppure altri
emendamenti prevedono maggiori e diversi oneri, in maniera tale da
essere consequenziali perché parliamo di ispettori del lavoro che
devono andare a fare un'azione di repressione del lavoro nero degli
extracomunitari, ma dobbiamo anche prevedere maggiori risorse,
altrimenti, l'assessore, che è qui presente, si ritroverà tutti i
giorni ad avere gente che bussa alla sua porta e lui non riuscirà
mai ad esaudire quelle che sono le attese che questa legge fa.
Ed entrando nel merito della legge, credo assessore, e non
sfuggirà alla sua intelligenza, che dobbiamo regolare anche il
rapporto con lo Stato. Non possiamo pensare di lasciare allo Stato
ogni responsabilità per quanto riguarda la prima accoglienza,
perché veda, onorevole Anselmo, qui si dimentica una cosa
importante: chi è che oggi svolge il servizio di prima accoglienza.
Quando l'extracomunitario emigrante, in cerca di pace, di libertà
viene in Sicilia, si occupa di lui la Protezione Civile della
Regione siciliana che non ha questo compito, che non ha queste
responsabilità e che non ha nemmeno le risorse per poter dare vita
a questo servizio.
Eppure lo Stato, attraverso le Prefetture, pensa di utilizzare la
nostra Protezione Civile, cioè quella della Regione siciliana, che
ha competenze concorrenti con quelle dello Stato nell'attività di
assistenza.
Come avviene, come la dobbiamo regolamentare, anche perché
Assessori, colleghi, signor Presidente, qui c'è un vulnus
terribile, cioè avviene che i funzionari della Regione siciliana, i
Dipartimenti provinciali della Protezione Civile sono costretti a
subire le imposizioni o le disposizioni impartite dai Prefetti o
dai funzionari incaricati dai Prefetti di coordinare questa
attività.
Ciò non può essere assolutamente consentito, anche perché ricordo
a tutti che ci sono centinaia di dipendenti della Protezione Civile
- con i quali continuiamo a perdere tempo, a non passare di ruolo,
per essere chiari - che in questi anni hanno accumulato non
centinaia, migliaia di ore di straordinario.
Dovremmo cercare di capire chi li deve pagare queste ore, anche
perché se domani decidono di incrociare le braccia e di non
rispondere più agli ordini delle Prefetture, queste ultime si
devono occupare anche di questa cosa.
Finiamo su tutti i giornali del mondo, d'Europa, dicendo che lo
Stato, la Regione Sicilia accoglie, ma accoglie chi? Come li
accoglie e chi è il vero protagonista dell'accoglienza di migliaia
di migranti?
Ed allora, assessore, nel predisporre questa legge è chiaro che
almeno un paio di articoli bisogna dedicarli a coloro i quali
svolgono questo ruolo e consentono a migliaia di persone di poter
sbarcare.
L'altra cosa, assessore, che non possiamo fare finta di non sapere
è quella della identificazione del luogo dove avverrà lo sbarco di
migliaia di extracomunitari; perché, vedete, con un ragionamento a
dir poco folle - e io lo dico perché lo fa il Ministero di cui è
responsabile il segretario nazionale del mio Partito - che io non
ho mai accettato e che continuo a contestare, si è pensato di
realizzare un hot spot, cioè un centro di prima accoglienza
all'interno del porto commerciale di Augusta. Per cui nei porti
commerciali noi non facciamo entrare intrusi, cioè se un italiano
vuole entrare in un porto commerciale vi sono la Polizia, le
guardie giurate che gli impediscono di entrare perché è pericoloso
e poi all'interno di questo porto ogni giorno arrivano migliaia di
migranti che possono tranquillamente e serenamente scorrazzare
all'interno del porto, perché loro non sono a rischio.
Gli italiani se entrano dentro un porto commerciale sono a
rischio, gli extracomunitari non lo sono, cioè: può essere mai che
in Italia vi sia qualcuno legibus solutus , cioè che non ha
l'obbligo di rispettare le norme. Per cui veda, caro relatore, io
la invito anche su questo a prevedere una norma sull'utilizzo dei
porti commerciali che sono i nostri, non sono dello Stato, perché
il Capitolo V della Costituzione dà, affida alle Regioni - poi nel
nostro caso l'articolo 14 e 17 dello Statuto affida in maniera
esclusiva e concorrente l'utilizzo dei porti.
Queste cose, assessore, relatore e colleghi, li dobbiamo andare a
trattare in questa occasione, lo Stato non può venire e pensare che
la Sicilia e i vari porti della Sicilia sono un luogo dove ognuno
sbarca quello che vuole.
Assessore, il porto commerciale di Augusta è bloccato da tredici
mesi perché sono arrivati tre grandi barconi che portavano mille e
più migranti, sono sbarcati hanno preso queste tre navi e le hanno
ancorate nelle banchine della Regione siciliana.
Da quattordici mesi, tre su quattro banchine del porto commerciale
di Augusta non sono utilizzabili da parte di chi vorrebbe
commerciare con la Sicilia e con l'Italia.
Anche questa cosa la dobbiamo andare a regolarizzare. Cioè chi
decide sopra la volontà, la sovranità della Regione siciliana di
portare extracomunitari nel nostro territorio non può per 15, 13,
14 mesi ancorare navi di 100 e passa metri all'interno del porto,
perché ciò significa che basta che ne arriva una quarta nel porto
commerciale di Augusta e quel porto è finito. Se ne arrivano tre o
quattro a Palermo la stessa cosa.
Quindi, io sarei dell'idea che questo disegno di legge, ottimo,
importante, significativo, che ha tanti aspetti positivi, però sia
anche un disegno di legge che veda se ci sono impegni economici che
devono essere attenzionati, preveda modalità e forme dell'utilizzo
della Protezione civile della Regione siciliana, che è la
Protezione civile della Regione siciliana e non dello Stato, e
regoli definitivamente uno, intanto il fatto che il Ministero non
può venire in Sicilia e decidere senza consultare la Regione
siciliana di creare un centro di migranti, ad Augusta, o a Catania,
o a Messina, o a Pozzallo o a Palermo. Questo non può avvenire
perché è violazione di quelli che sono i diritti del popolo
siciliano sanciti dallo Statuto e dalla Costituzione.
E poi, assessore, che si regolarizzi da subito un procedimento di
evacuazione dai porti commerciali della Regione siciliana di tutte
queste navi che ne bloccano l'utilizzo.
Per cui, per essere chiari: arriva una nave. Può stare in un porto
della Regione siciliana una settimana, ma dopo quella settimana
deve andare via. Non è possibile. Si deleghi la Regione Sicilia a
vendere queste navi perché queste navi fruttano parecchi denari e
poi, siccome i vari uffici dello Stato non riescono a mettersi
d'accordo su chi li deve vendere e su chi deve fare cassa allora
queste navi rimangano per anni, per anni, all'interno dei porti
commerciali.
Quindi ripeto. C'è un obiettivo principale che ha la legge. E'
quello di riconoscere diritti e anche doveri.
Stiamo attenti a chi viene nel nostro Paese perché qui spesso si
ha l'idea che chi viene nel nostro Paese ha solo diritti. Chi viene
nel nostro Paese ha anche doveri e deve essere sottoposto al
rispetto delle leggi nazionali così come facciamo noi quando
andiamo nei loro Paesi, per essere chiari, così come facciamo noi
quando andiamo nei loro Paesi.
Ma accanto a questo principio generale di accoglienza, a cui la
Sicilia evidentemente non deve assolutamente sottrarsi, ci sono
anche elementi di salvaguardia del patrimonio della Regione
siciliana, del lavoro dei siciliani, del futuro della Sicilia che
in questo disegno di legge evidentemente deve trovare un minimo di
accoglienza altrimenti ci limitiamo a fare un disegno di legge pro
chi viene da oltremare, da oltre confine, dimenticandoci che ci
sono dei diritti del popolo siciliano che devono essere rispettati
e dei doveri che chi viene in Sicilia deve necessariamente fare
altrimenti, ripeto, si ha l'impressione che possono venire qui e
fare quello che vogliono.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, molto brevemente, non è una replica ma
un chiarimento.
Per quanto riguarda il comma h) dell'articolo 7, comma 3,
assistenza sanitaria, la norma si limita a riprendere quella che è
una regolamentazione di carattere nazionale con riferimento a
specifici disposti normativi già presenti nella legislazione
nazionale, consideriamo pure che questa norma è stata attentamente
concordato con l'assessore Borsellino e con il Ministero della
Sanità in generale, quindi siamo del tutto all'interno dei vincoli
di spesa del sistema sanitario regionale.
Per quanto riguarda, invece, gli altri aspetti sollevati
dall'intervento dell'onorevole Vinciullo vorrei chiarire che questo
disegno di legge, altro non è che un tassello di una complessiva
strategia che questo assessorato ha messo in piedi per affrontare
il tema dell'immigrazione che si focalizza soprattutto nella
costituzione dell'ufficio speciale immigrazione.
Questo ufficio, insieme all'assessorato, gestirà l'intera vicenda
della politica d'immigrazione a livello nazionale, essendo la
Sicilia regione capofila, onde tutte le questioni sollevate
dall'onorevole Vinciullo, compresi anche problemi più specifici,
sicuramente saranno ribaltate nella sede dovuta, nella sede
amministrativa sul tema dell'immigrazione, anche con tutto ciò che
riguarda il tema dell'emergenza, dove appunto la Sicilia avrà un
ruolo di grande responsabilità, essendo stata indicata come Regione
capofila.
Per quanto riguarda, infine, i problemi di responsabilità a questo
assessorato, non sfugge che il tema dei diritti è fortemente
collegato col tema della responsabilità e dei doveri.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo discusso
di questa legge, già in Commissione Affari Istituzionali, dove sono
state rilevate su una discussione delle perplessità.
Intanto vorrei fare una considerazione di carattere politico,
proprio sull'articolo 1, perché stabilisce i principi generali e le
finalità e rimanda ad alcune convenzioni, nazionali, internazionali
e ad alcune leggi nazionali. Considerato l'andazzo degli ultimi
tempi, mi riferisco all'abolizione del Commissario dello Stato e
visto che, quotidianamente apro il sito dedicato dallo Stato che è
quello del Dipartimento degli Affari regionali, mi chiedo, visto le
ultime impugnative che hanno subito le leggi della Regione
siciliana, se anche per questa legge, è il caso di chiedere
preventivamente il permesso a Roma, perché non vorrei, magari, che
dopo il dibattito, dopo l'approvazione di emendamenti e di tutta
questa legge, domani sul sito del dipartimento ci troveremmo
l'ennesima legge impugnata.
Questo lo dico sia per riferimento alla legge sui liberi consorzi,
sia per riferimento alla legge sugli appalti e soprattutto in
riferimento al disegno di legge che è stato depositato dalla Giunta
sempre sui liberi consorzi, per i quali questo Governo ha deciso di
obbedire pedissequamente al dictat Renziano', alla legge Delrio,
cercando di modificare questa legge a quella.
Non so se questa legge passerà indenne dalle forche gaudine di
Roma, visto che di fatto abbiamo perso, sostanzialmente la nostra
autonomie e in parte la nostra ragion d'essere.
Come abbiamo discusso, lo so assessore che riguarderà soltanto le
competenze che ha la Regione siciliana, però lei sa bene che sugli
Enti locali, la Regione siciliana ha competenza esclusiva, eppure
la legge sui liberi consorzi, è stata impugnata. Sugli appalti, ad
eccezione delle grandi opere, la Sicilia ha compensa esclusiva, ma
anche quella legge è stata impugnata, anche sulla materia della
salute e della famiglia, la Sicilia ha competenza prevalentemente
esclusiva ma il timore di un'impugnativa, secondo me, stando così
le cose sempre dietro l'angolo.
Avrei preferito che a questa legge, di cui secondo me la Sicilia
ha bisogno, circa due anni fa noi da questo scranno, a più voci
abbiamo chiesto al Presidente Crocetta e all'assessore di turno che
la Sicilia, unica Regione in Italia, sprovvista di un piano
dell'immigrazione, la Sicilia che è appunto il front office del
mediterraneo, è la Regione nella quale sbarca il maggior numero di
migranti è stata sprovvista, fino a quando non approveremo questa
legge, di una legge che, comunque, cerca di dare una alternativa,
di dare diciamo una possibilità al post sbarco, perché ovviamente
quella è materia prevalentemente nazionale, qui si parla di
integrazione, qui si parla di diritto alla salute, qui si parla di
diritti umani che come tali sono di tutti, sono dei siciliani, sono
degli italiani, sono dei migranti, non conoscono ovviamente
religione, non conoscono sesso, e non conoscono colore della pelle,
e quindi razza.
Però avrei preferito che questa legge seguisse alla legge quella
sul reddito di cittadinanza, come ho avuto modo di dirle in
Commissione è necessario che noi non solo facciamo la legge, ma
siamo in grado di spiegarla ai siciliani, perché noi dobbiamo
essere in grado di dire ai siciliani che quando garantiamo il
diritto alla salute, così come è giusto e sacrosanto che sia agli
immigrati, cercando di integrarli, o cercando di promuovere
l'integrazione, perché l'integrazione non è un concetto che si può
imporre per legge, è un concetto che appartiene alla cultura di un
popolo, e i siciliani per antonomasia sono il popolo
dell'accoglienza, solo per il fatto di essere stati dominati per
secoli da tutte le civiltà che si sono susseguite sostanzialmente
in Europa, ma dobbiamo essere capaci anche di spiegare ai siciliani
che si avvicinano alla nostra struttura sanitaria, e che non sono
all'altezza della situazione, del perché questo diritto non gli
venga garantito, dobbiamo spiegare ai siciliani che in questo
momento non sono in grado di fare fronte alle esigenze primarie
perché per esempio ancora il reddito di cittadinanza non è legge,
eppure, e sono d'accordo su questo, è necessario fare una legge che
parli di integrazione, ma come ho avuto modo di dire in Commissione
noi dobbiamo cercare di mescolare siciliani e migranti, noi
riusciamo ad ottenere l'integrazione soltanto se non ghettizziamo
come è stato dal 2011 ad oggi i migranti per esempio nel Cara di
Mineo, non facciamo che quello che è divenuto un affare del secolo
con Roma mafia capitale venga riprodotto nelle sue stesse logiche
con questa legge, io mi auguro che questo non costituisca
sostanzialmente un ponte verso il malaffare, e su questo il
Movimento Cinque Stelle cercherà di dare il proprio contributo
affinché questa legge non lo sia.
E allora assessore noi come ho detto prima veniamo da una zona in
cui il problema migrazione è molto sentito, io vengo da una città
che si chiama Caltagirone che si trova vicino a Mineo, che si trova
vicino al Cara di Mineo, che ogni giorno vede, anzi ora diciamo che
al Cara ci sono meno migranti, perché fortunatamente il numero è
tornato al patto per la sicurezza, così come prestabilito dalla
Prefettura nel 2011 a duemila unità, il problema sembra essere
avvertito in maniera inferiore rispetto a prima, ma fino a qualche
mese fa sulla Catania Gela c'erano decine e decine di migranti che
con la bicicletta di Mineo si recavano dappertutto, e purtroppo
siamo stati anche e ci siamo purtroppo anche abituati a scene
assurde, come quelle di migranti che rovistano nei cassonetti
dell'immondizia che prendono gli abiti in questi cassonetti
praticamente della Caritas, ecco questo non è più possibile, questo
non deve essere più possibile perché noi dobbiamo ridare dignità a
queste persone, non è giusto vedere queste persone che sono
abbandonate a loro stesse, e allora che ben venga l'Ufficio
speciale per l'Immigrazione, e che ben venga anche nella parte in
cui la Sicilia si prefigge il compito di richiamare in Sicilia le
sue migliori intelligenze, perché se è vero che abbiamo tanti
migranti che vengono in Sicilia, oggi tanti nostri giovani studenti
fanno i migranti altrove, e fanno i migranti in Europa, fanno i
migranti in America, portando le proprie intelligenze altrove, ed è
giusto che la Sicilia si occupi anche di loro, e si occupi di
riportarli al casa allo stesso modo,
Per cui noi ovviamente daremo il nostro contributo nel corso di
questa discussione, e faremo di tutto affinché questa legge come ho
detto prima non diventa il pretesto per far fare i soldi ad una
parte politica anziché un'altra, visto che l'affare migranti prima
era un affare gestito esclusivamente dalle cooperative di centro
sinistra, le cooperative rosse, poi in Sicilia è diventato un
affare del centro destra, non di tutto il centro destra ovviamente,
con il Cara di Mineo con in testa l'onorevole Castiglione e
company, grazie.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
disegno di legge che esamineremo nelle prossime ore è un segnale
forte di inversione di tendenza rispetto ad una questione che, come
hanno detto già i miei colleghi, in quest'Aula è stata sollevata in
diverse occasioni, attraverso interrogazioni, attraverso
presentazione di mozione che ha suscitato un grande interesse che è
stata affrontata da una parte evidenziando la problematicità della
questione, e dall'altra evidenziando le stesse opportunità e
criticità che la questione presenta. Un atteggiamento, quindi, di
quest'Aula, laico, che anche negli interventi che mi hanno
preceduto ho avuto modo di riscontrare. Ed è questo il passo che
lei, assessore, ha proposto con la sua legge.
Questa è una legge di impostazione programmatica alla quale
accediamo, quindi, con passo sicuro ma prudente che consente di
inquadrare il problema, avvertendo per la prima volta con questa
legge la responsabilità che la Sicilia in quanto prima piattaforma
di accoglienza di questo popolo migrante ha nei confronti
dell'Europa. Le sono, quindi, grata invece per il taglio che è
stato dato, che no è un taglio ideologico, né tanto meno populista
o demagogico. E' un taglio di chi vuole affrontare le questioni
sapendo che sono dure, puntute, e che ci riserveranno anche molte
sorprese e molte decisioni difficili. Questa è terra, infatti,
nella quale sono arrivate circa, nel 2014, centomila persone, un
po' più, un po' meno, ma nel 2015 siamo già oltre. Sono arrivate
153 nazionalità diverse ed oggi abbiamo una concentrazione di
arrivi che proviene dall'Africa, dal Sud-Sahara; vi è una
caratterizzazione in questo senso del mondo africano che cerca la
sponda siciliana per attingere l'Europa.
Quindi, vedete bene che non solo i numeri ma le differenziazioni
di questi numeri attengono ad una presa di coscienza ed una presa
di responsabilità estremamente complessa. Noi non siamo di fronte
ad un evento, un fenomeno destinato a fermarsi nei prossimi giorni.
E' un fenomeno destinato a durare per cui è ancora latitante una
politica internazionale che ben farebbe ad intraprendere azioni
serie e continuative in quei versanti di una politica europea che
di tanto in tanto sembra trovare un sentiero, ma il giorno dopo si
smentisce, rispetto alla quale il nostro Paese e la Sicilia
segnatamente si è trovata molto sola. Ma da qui, da quest'Aula,
voglio fare arrivare a tutti coloro i quali si sono mossi nel
nostro territorio per favorire e far fronte all'accoglienza il
plauso di chi sa che, certo, accanto a questioni di illegalità o di
malversazione ve ne sono state, invece, altre di virtù civiche e di
buoni costumi che abbiamo visto intraprendere dalla Prefetture,
dagli enti locali, dal personale delle autorità portuali, tutti
sottoposti ad uno stress del quale la nostra cittadinanza, forse,
non ha potuto percepire grazie a quell'impegno che avevamo in
Sicilia. A tutti costoro ed anche al volontariato diffuso,
all'associazionismo che si è molto impegnato in Sicilia, ritrovando
una forza, una generosità straordinaria che è da additare ad
esempio ad altre parti d'Italia, di un'Italia invece che è apparsa
molto egoista, soprattutto al Nord, soprattutto in alcune regioni
del Nord-Est, bene a questo volontariato noi dobbiamo anche questa
legge.
La legge è affidata, in realtà, alla stesura, alla preparazione di
un piano regionale, di un piano triennale e lì ha il suo punto di
forza ed è anche la sua scommessa perché un piano regionale si fa
integrando proposte, progettualità, sensibilità e anche persone,
gruppi, ufficiò. Ed è questa la sfida assessore: riusciremo a
mettere insieme contesti che spesso non sono in grado di parlarsi
l'uno con l'altro e che fanno fatica a riconoscersi, anche quando
si tratta del varo di una proposta amministrativa o addirittura
della preparazione di una proposta di legge? La mia esperienza in
questi tre anni dice che è questa la vera scommessa.
Occorre dunque una regia molto centralizzata, una regia molto
forte da parte dell'Assessorato alle politiche sociali e alla
famiglia, una capacità di mettere tutti a proprio agio, perché la
programmazione e il Piano regionale nascano con un rispetto
effettivo dei bisogni e delle realtà territoriali, le più varie, e
una progettualità che colga gli obiettivi. Altrimenti la legge,
visto che questo è lo strumento base, è destinata a bloccarsi, a
fallire, a non espletare - ciò che io spero e che mi pare vi sia
nei suoi articoli - tutta l'impostazione positiva che lei ha voluto
dare.
Credo che bisognerebbe dare un ruolo importante - e non è previsto
nella legge - anche alla Commissione parlamentare che, a seguito
del programma degli interventi e del progetto che il Piano esiterà,
secondo me dovrà essere chiamata a dire la propria. Lo dico perché
in Commissione vi è la possibilità di sentire tutte le forze in
campo, sentire le varie opinioni e costruire una dialettica, tra
Parlamento e Governo, utile a scelte così impegnative.
Aggiungo, e lo dico qui davanti all'Assessore per l'agricoltura,
che il tema che abbiamo davanti è complicato. Diceva il mio
collega, onorevole Vinciullo - sempre molto preciso sulle questioni
che attengono anche alla gestione finanziaria delle questioni - che
la legge prevede una invarianza di bilancio, perché la legge si
affida all'integrazione di interventi vari. Ma ve ne sono alcuni, e
cito per questo per esempio fenomeni di caporalato sessuale', che
riguardano in particolare le campagne del sud-est della Sicilia e
che sono state denunciate in più sedi, caporalato sessuale a cui
dobbiamo mettere un argine intervenendo su più gangli: da una parte
con l'assessorato al lavoro, dall'altro con l'assessorato
all'agricoltura e con quello alle politiche sociali.
Sono fenomeni che hanno portato alla ribalta in Sicilia di
spaccati drammatici, tremendi, in cui donne dell'est hanno subito
dal caporalato locale' o talvolta anche - e lo dico tra
virgolette, perché va sottoposto a verifica - da imprenditori senza
scrupoli, atteggiamenti che appartengono non alla storia di civiltà
della Sicilia, ma ad una storia ancestrale che vorremmo lasciarci
alle spalle.
E dunque, per concludere, io saluto positivamente questo disegno
di legge. Credo che, come abbiamo fatto in altri casi, con altri
disegni di legge molto innovativi, ci stiamo assumendo una
responsabilità molto forte di fare nostro un tema che appartiene ad
ogni cittadino e cittadina siciliana, a cui vogliamo avere
l'ambizione di dare una risposta, se non completa, almeno parziale.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io confesso la mia
ignoranza: non avevo letto prima questo disegno di legge e gli ho
dato una lettura ora. E così a prima vista, mi è venuto in mente,
com'era quel film? Era Albanese che diceva c'è pane per tutti? C'è
pane per tutti. Oppure, un'altra immagine, quella di Maria
Antonietta che, di fronte alla gente che protestava, diceva ma
cosa vogliono, che cos'è che gli manca, perché protestano? Ma gli
manca il pane E distribuite le brioches
Ora io capisco che ormai siamo abituati in un suk di tutti contro
tutti, e in un suk che prevede l'appastellarsi di proposte di
disegni di legge e anche di leggi purtroppo che vengono poi poste
in essere, e che magari può servire a coprire l'incapacità,
l'incompetenza, l'inconsistenza stessa di un Governo e di una
maggioranza di Parlamento che lo segue e che quindi alla fine si
cerchi di tentare di camuffare tutto ciò con le proposte più varie
e svariate.
Ora è chiaro, ed è lungi da noi pensare che non si possono mettere
in pratica alcuni principi che sono i principi umanitari, solidari,
nessuno di noi, né la nostra storia, né la nostra cultura, né le
nostre radici, né le tradizioni, né il modo di essere della nostra
società ci possono portare a non soccorrere chi è in pericolo e a
non dare un pezzo di pane a chi sta morendo di fame.
Ma da qui, in una situazione nella quale siamo in presenza di un
Governo che ha portato questa Regione al disastro, e non mi
riferisco solo a questo ultimo Governo, ma agli ultimi Governi, gli
ultimi sei anni, che hanno portato questa Sicilia al disastro
totale. In una situazione nella quale siamo costretti a fare 3-4
finanziarie all'anno, nella quale non riusciamo più a garantire il
sostentamento per tutta una serie infinita di categorie di
lavoratori che avevano un sostegno e che non ce l'hanno più, dai
lavoratori della formazione professionale, ai lavoratori della
forestale, ai consorzi di bonifica, a tutti i lavoratori delle
partecipate, ai lavoratori stessi delle Province, alla massa enorme
di disoccupati che abbiamo, che fanno sì che questa Regione sia al
primo posto in Europa per numero di disoccupati e all'ultimo posto
per occupazione.
Ma come si può immaginare di continuare a presentare dei disegni
di legge che sostanzialmente non dicono assolutamente nulla, ma
cercano di mettere in campo degli strumenti possibili per dei
decreti attuativi da fare dopo, senza neppure un controllo del
Parlamento su ciò che i decreti attuativi che vengono qui
richiamati in questa norma, tra l'altro con l'affermazione di
alcune cose molto gravi, come per esempio quelle che riguardano che
poi successivamente saranno stabilite le premialità da dare ai
Comuni nei decreti attuativi .
Che significa? Come si può dare una delega in bianco ai vari
assessori, ai vari rami dell'Amministrazione, senza definirne i
criteri? Che vuol dire successivamente saranno, con decreto degli
assessori, saranno stabilite le modalità, l'entità stessa degli
aiuti delle premialità che saranno date ai Comuni ?
Neppure il Parlamento nazionale può dare una delega così vasta al
Governo, e qui leggo che con una facilità allarmante - stavo
vedendo dov'era il comma a cui facevo riferimento e per il quale
invito anche gli Uffici almeno ad eliminare i più grandi
strafalcioni da questo disegno di legge. La delega che si vuole
dare è una delega che non è prevista neppure a livello nazionale,
perché non si può delegare il Governo su una materia se prima non
vengono delineati gli ambiti della materia ed i confini ed il
limite stesso delle tipologie, in questo caso, di aiuti e di
premialità che si vuole dare, perché assisteremmo ad un arbitrio
bestiale.
Dopo di che mi fa ridere - e ritorno alla battuta iniziale c'è
pane per tutti', o mentre il Titanic affonda, noi balliamo' -
come si può dire che è una norma che non prevede impegno
finanziario? Ma veramente pensate che, per esempio, possiamo
accollarci così allegramente di caricare, per citarne solo una, sul
Servizio sanitario nazionale una quantità di oneri e di risorse
infinite, quando contestualmente, non essendo neppure in grado di
chiudere i bilanci della Regione stessa, noi costringiamo i
cittadini ed anche i disoccupati a non curarsi più o a farsi un
mutuo per pagare il ticket. Ma veramente possiamo continuare a
legiferare in questo modo ed a prendere in giro i cittadini in
questo modo? Un po' di pudore nella situazione drammatica in cui ci
troviamo, un po' di pudore Posso capire una legge che enunci dei
principi, ma nel momento in cui si inseriscono all'interno della
norma stessa dei principi vincolanti o che comunque, se approvati,
comporterebbero un esborso di denaro che non abbiamo, che facciamo
poi? Cerchiamo di aumentare le tasse ai nostri cittadini? O
tagliamo altre prestazioni nei confronti dei nostri cittadini?
Siamo seri, nessuno è contro l'accoglienza Nessuno, e l'ho detto
all'inizio dell'intervento, nessuno per cultura e per tradizione.
La Sicilia è stata sempre Terra d'accoglienza, ma qui stiamo
entrando in un altro campo, stiamo entrando nel tentativo di
favorire associazioni. Ancora parliamo di mediazione culturale, si
parlava vent'anni fa di mediazione culturale, di associazioni di
cooperative, ma dopo Mafia Capitale e tutto quello che abbiamo
visto, ancora dobbiamo insistere su questo e su deleghe in bianco?
La normativa è già ampiamente esistente a tal riguardo, gli
strumenti sono ampiamente a disposizione anche quelli di tipo
normativo e di tipo attuativo.
Quindi se vogliamo mettere in campo delle attività per favorire
queste povere persone che sono in cerca di aiuto, il nostro
armamentario legislativo è tale che ci consente e consente ai
nostri Assessori ai rami del Governo, di potere intervenire.
Ma non si cerchi di far passare attraverso questo disegno di legge
il tentativo di creare le solite sacche di associazionismo che
cercano di appropriarsi delle risorse che ci sono in campo
nazionale e comunitario.
BANDIERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Caruso,
con tutto il rispetto, o io non ho capito nulla di quella che è la
vicenda legata ai flussi migratori di questi anni e che toccano la
Sicilia, o qui c'è qualcosa di strano. Oppure questa norma potevamo
datarla 1985, quando in un momento di vacche grasse', di sperperi,
di soldi stampati a suon di debito pubblico che cresceva in maniera
galoppante, diventava un modo per oleare un contesto, un territorio
che volendo iniziative vane che andavano poi a beneficio di
associazioni, perché no di territori, di addetti, di impiegati.
Io ritengo sommessamente che questa norma, se non accompagnata
dalla copertura finanziaria, sia di per sé neanche trattabile, a
meno che non venga chiarito come gli obiettivi e le priorità di cui
all'articolo 3 si intende perseguirli come ad esempio si può
realizzare un sistema integrato di interventi di servizi per la
piena integrazione in Sicilia a costo zero, come per esempio si può
acquisire una conoscenza strutturata di flussi migratori che
interessano il territorio, come si può promuovere la conoscenza dei
fenomeni migratori e dei fenomeni correlati anche nelle scuole,
nelle università, a meno che non prendiamo l'apparato della
burocrazia, il mondo impiegatizio della Regione siciliana e diciamo
scordatevi dei siciliani tanto siete efficientissimi, tanto le
richieste e le istanze dei siciliani vengono evase in poche ore,
quindi fermatevi un attimo, aspettate i siciliani e studiate i
flussi migratori.
Dicevo, probabilmente, non ho capito niente perché a me hanno
spiegato, ho appresso in queste settimane, in questi mesi,
Assessore, me lo spiegherà lei perché sicuramente è più competente,
che i migranti in Sicilia non stanno impazzendo per rimanere in
Sicilia, anzi vogliono andare via e siamo noi a tenerli chiusi
dentro i centri con commissioni inefficienti per numero e per mole
di lavoro che riescono ad assorbire.
Allora se abbiamo qualche risorsa, se rintracciamo qualche
risorsa, ma mi sembra difficile, visto che siamo dinnanzi ad un
fallimento ormai attuale, imminente, ma nascosto, ma che già grava
sulle casse e sulla nostra Regione, se abbiamo qualche risorsa
impieghiamola per velocizzare questo sistema che odora tanto di
marcio perché i migranti arrivano perché vogliono andare così come
la storia del mondo, così come la storia dei nostri popoli, chi
siciliano vero non ha parenti in Argentina o in Australia,
Assessore, la gente del mondo scappa dalla guerra o cerca un
avvenire migliore e va laddove ci sono territori in via di
sviluppo, con un PIL che cresce, con un'economia florida, non
vengono qui a condividere con noi il fallimento prodotto dalla mala
politica di questi anni e perpetuato da questo metodo di governare
l'Isola.
E allora, Assessore, quando ha voluto spiegarmi tutto ciò che io
non avevo capito, quanto avrà la replica e mi darà una lezione sui
flussi migratori di questo pianeta, visto che non ho capito nulla,
la prego anche di voler valutare e di voler riportare all'Aula
un'ipotesi che ritengo saggia di fermarci un attimo e di fare un
serio approfondimento su ciò che serve a questa gente.
Ripeto, questa gente vuole andare in Germania, in Svezia, fra poco
se ne andranno dove l'economia galoppa, chissà in Asia. E allora
non fermiamoci qua a promuovere scambi interculturali, feste,
festine fra associazioni, corsi di formazione, corsi di lingua
italiana, corsi di qualsiasi cosa. Aiutiamoli a raggiungere i posti
dove l'economia è florida, dove l'economia cammina a buon ritmo,
perché fra poco dopo di loro molti dei nostri conterranei, quelli
che non hanno già iniziato a farlo, saranno appresso a loro per
condividere territori che probabilmente non saranno il nostro.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intervengo per pochi minuti riservandomi naturalmente di
intervenire in sede di esame dell'articolato e intanto desidero
manifestare da un lato apprezzamento per lo sforzo che si intende,
anche da parte del Governo, compiere nel porre al centro
dell'attenzione del Parlamento un tema tardivamente affrontato.
Al tempo stesso desidero manifestare tutte le mie perplessità e la
diffidenza, se si vuole, perché credo che questo disegno di legge
rischia di rimanere soltanto una enunciazione di buoni propositi
non solo e non tanto per le ragioni legate all'impegno finanziario
che esso comporterebbe una volta diventato legge ma anche perché
credo manchi il contesto normativo nazionale ed internazionale,
quest'ultimo in costante evoluzione, all'interno del quale una
Regione di frontiera, come la nostra, potrebbe e dovrebbe
regolamentare la materia.
I colleghi che mi hanno preceduto hanno ricordato come
l'esperienza legata all'accoglienza ed al trattenimento dei
migranti in Sicilia, negli ultimi anni, sia stata segnata da gravi
episodi di cattiva gestione, per alcuni dei quali, come è noto, si
sta occupando la Magistratura, mentre la commissione che ho l'onore
di presiedere, la commissione Antimafia, la prossima settimana,
licenzierà la relazione sul sistema CARA e dei centri SPRAR in
Sicilia, con particolare riferimento alla provincia di Catania.
Non è, quindi, di quelle responsabilità, tanto meno di quelle
penali che io stasera intendo qui fare cenno, ma ho paura che
questo disegno di legge, per volere rispondere a tanti, a troppi
obiettivi, corre il rischio di restare pressoché inapplicato.
Vorrei chiedere al Governo se, nel mettere assieme quattro o
cinque disegni di legge che, due anni fa, sembrano passati due
secoli, alcuni gruppi parlamentari hanno proposto, se il Governo ha
sentito il bisogno di incontrare anche l'ANCI.
Temo che non l'abbia fatto perché ho paura, signor assessore, che
non tutti i sindaci la pensino come il Governo regionale in questa
materia.
I sindaci sono stati lasciati soli di fronte ad un fenomeno
inedito, dalle dimensioni inimmaginabili, con implicazioni di
carattere sanitario, sociale, economico, culturale davvero
ingovernabili.
Né si può pensare di continuare a porre a carico dei comuni,
adempimenti ed oneri, logistici e finanziari, che i comuni non
potrebbero mai supportare e sopportare, visto che neanche le
popolazioni autoctone spesso accedono ai benefici ed ai servizi
prioritari dei quali ogni comune è delegato dalla Regione e dalle
leggi dello Stato.
Ed allora - e concludo - nell'esame dell'articolato non mancheremo
di far sentire, con puntualità, il nostro contributo a migliorare
questo disegno di legge che, come ha detto il mio capogruppo,
onorevole Formica, presenta tante, molte insidie.
Prendiamo atto del fatto che il disegno di legge neutralizza le
tentazioni populiste perché dice, con chiarezza, a quale
fattispecie di migrante si fa riferimento, quindi, è già esclusa
ogni ipotesi di immigrato clandestino - clandestino perché fuori da
ogni norma nazionale e comunitaria - e si fa riferimento agli
immigrati che la legge riconosce poter restare in periodo
provvisorio o definitivo sul suolo italiano.
Anche qui, Assessore Caruso, io ritengo che lei debba avviare una
interlocuzione con il Governo nazionale, non lo ha fatto il
Presidente della Regione intestandosi, fra le altre, una grande e
grave responsabilità perché, per esempio, sulla vicenda del CARA di
Mineo, sulle vicende dei Centri SPRAR e sul trattenimento dei
minori non accompagnati, la Regione ha brillato per assenza totale
lasciando le Associazioni di volontariato e i Comuni in una
disarmante condizione di solitudine.
Allora, anche in questo senso, signor Assessore, mi permetto di
suggerire l'opportunità di un contatto concreto con il Governo
nazionale, perché anche alla luce di eventuali esperienze maturate
nelle altre Regioni - ma non mi faccio illusioni in questo senso,
essendo noi e soltanto noi Regione di frontiera - si possa capire
come affrontare un fenomeno che, senza comportare ulteriore spesa a
carico del bilancio magro dei Comuni, possa consentirci di
garantire la dignità delle persone immigrate, senza dimenticare che
accanto a questo obiettivo prioritario ne rimane un altro,
altrettanto prioritario, quello di garantire la dignità ai
cittadini siciliani che, molto spesso, reclamano diritti non
riconosciuti e, alcune volte, dolosamente negati
dall'Amministrazione regionale.
Su questi temi e con questo stato d'animo, scevro da pregiudizi
ideologici e animato da buoni propositi come deve fare ogni forza
di opposizione, io credo che noi potremo affrontare con serenità un
articolato particolarmente complesso, pur alimentando - signor
Presidente e signori tutti - sincera diffidenza e motivato
scetticismo sulla efficacia che questo disegno di legge, qualora
dovesse trovare il voto dell'Aula, possa tradursi in azioni
concrete sul territorio della Regione siciliana.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io manterrò
un approccio assolutamente distante rispetto a qualsiasi posizione
di carattere ideologico.
Ovviamente i temi dell'accoglienza, della salvaguardia, della
tutela dei diritti non possono avere una posizione di carattere
ideologico. Purtuttavia, ci sono degli aspetti che non possono che
saltare agli occhi nella lettura di questo testo, un testo che
affronta alcuni aspetti che riguardano princìpi di carattere
generale, parlando di tutele ma che lo fa - consentitemi di dire -
su un livello di generalità e di astrattezza talmente alto da
rischiare di privare di contenuti e di sostanza l'intervento che
vogliamo realizzare.
Fatte alcune eccezioni che riguardano, ad esempio, l'istituzione
dell'albo dei mediatori interculturali, di cui se ne avverte
l'esigenza rispetto agli aspetti legati alla integrazione socio-
sanitaria, dove le strutture ospedaliere si ritrovano ad accogliere
i nostri fratelli migranti, in una società che - per carità -
cambia, una società che si modifica, una società all'interno della
quale, con grande onestà intellettuale dobbiamo riconoscere, i
nostri fratelli migranti sono quelli che spesso si prendono cura
dei nostri affetti più cari. Oggi ai migranti noi consegniamo la
cura talvolta dei nostri anziani, talvolta persino la cura dei
nostri bambini.
E' una società che si evolve e che mette dentro tutto anche questo
con delle realtà che, talvolta, in un processo di contaminazione
delle culture garantisce, anche e persino, che la piccola e media
impresa riceva un contributo da questo tessuto spesso anche
produttivo.
Purtuttavia, ritorno al nodo critico, tutti questi aspetti
all'interno del testo, fatte alcune eccezioni come questa dell'Albo
mediatori interculturali, è come quando si fa un generico - anche
lì - riferimento agli aspetti dei diritti legati alle tutele
sanitarie, fatte alcune eccezioni, si rimane ad un livello che è
lontano dalla possibilità di risolvere operativamente delle
questioni.
E quando si spinge ad affrontare la questione con riferimenti,
appunto, di carattere operativo, parlando, ad esempio, della tutela
in ambito sanitario, lo fa spingendosi come dinanzi ad un baratro
perché non si possono fare delle enunciazioni di principio e poi
dire che per questo testo non necessita una copertura finanziaria
perché, se è vero che in questo momento, così come è predisposta la
sanità in Sicilia, talvolta con gli sprechi, con le inefficienze,
con l'inefficacia del sistema non si riesce, comunque, a garantire
la risposta minima dentro i livelli essenziali di assistenza,
figuriamoci se in questo momento la sanità siciliana, così come è
strutturata, senza un ulteriore intervento di spesa, a partire
dallo stesso intervento dei mediatori culturali, se in un approccio
di questo tipo si può ipotizzare di arrivare a delle soluzioni.
E' chiaro, quindi, che serve lo stanziamento di risorse ma,
soprattutto, a quel punto, serve decidere quale strada seguire
perché se noi diciamo che questo testo non necessita di una
copertura finanziaria, allora abbiamo fatto un'altra norma spot
come tante altre ce ne sono state.
Se, invece, dovessimo scegliere, come io auspico, di immaginare un
percorso all'interno del quale la copertura finanziaria deve
intervenire, bisogna a quel punto fare, invece, delle scelte
rispetto al modo in cui si intende orientare la spesa.
E anche lì la dimensione ideologica è una dimensione che ormai
sfugge al sentire comune dei cittadini. Alla gente non interessa se
l'approccio è di destra o di sinistra. Alla gente interessa capire
come noi, a partire da un approccio della Regione siciliana,
decidiamo di affrontare questo tema.
Su questo, scevro ripeto da impostazioni ideologiche, io ritengo
che la spesa dovrebbe essere orientata diversamente.
Probabilmente i nostri fratelli meno fortunati oggi potrebbero
beneficiare di interventi all'interno dei loro Paesi di
provenienza, potrebbero beneficiare di interventi e potrebbero
davvero chiamare in causa anche la dimensione produttiva del
territorio siciliano con il coinvolgimento di imprese, di aziende
che magari potrebbero essere in grado di trasferire innovazione
tecnologica rispetto a quei Paesi che in questo momento sono un
attimino più indietro.
Purtroppo, per fare un paradosso, mi sentirei quasi di dire che la
Sicilia è troppo piccola per poter vedere trasferite, mi piacerebbe
in uno spirito di accoglienza che contraddistingue il popolo
siciliano, ma è troppo piccola per potere trasferire ondate
migratorie mentre accade che i nostri giovani vanno via.
Bisogna allora, a mio avviso, trovare un equilibrio in questo
trasformarsi della società, che diventa sempre più globale, in
grado di garantire interventi che effettivamente siano, in qualche
modo, funzionali rispetto a chi, da una parte cerca e lancia un
grido di aiuto legato ad una richiesta di tutela di diritti ma,
dall'altro, deve anche percepire che ci sono delle regole del gioco
che, in una società magmatica dove garanzie non ce ne sono per
nessuno, si rischia di creare ghetti su ghetti dove alla fine
finiremo con il dover trattare altre priorità che riguarderanno
magari la consegna alla criminalità organizzata di alcuni fenomeni
che poi sfuggono al controllo di questura, prefettura ed altro,
che, magari finiremmo con il consegnare gli aspetti legati alla
tratta di donne che, finiscono per le strade, talvolta anche delle
città metropolitane, oggetto e vittime di tratta, abusi, di
maltrattamenti.
Bisogna capire qual è il modello al quale noi guardiamo, qual è il
sistema di accoglienza che pensiamo per le nostre città, cercando
di coniugare questo spirito di accoglienza, che da sempre ha
contraddistinto il nostro popolo, con quella necessità di tutelare
i diritti dei nostri concittadini che avrebbero - scusate il
bisticcio di parole - diritto a vivere una società che cambia, che
si trasforma ma che lo faccia in meglio, anziché peggiorare e
deteriorarsi.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero tentato di non
intervenire ma alla fine la mia coscienza mi ha spinto a lasciare
traccia del mio pensiero anche in questo tema.
Credo che ci sfugga una cosa importante: questa legge che è stata
sottoscritta o, per meglio dire, che è stata presentata sotto forma
di disegno di legge con diversi testi da diversi colleghi, è
lontana anni luce dalla realtà di oggi e spiego perché.
E' stata preparata nel lontano 2013. Dal 2013 ad oggi, a livello
nazionale, a livello europeo, a livello internazionale, a livello
mondiale sono cambiate radicalmente tante cose, tranne che non
vogliamo in questo momento dire ai siciliani vi stiamo prendendo
in giro e lo capiscono perché non sono stupidi, anche con toni
bassi, adeguati, ma la gente non è stupida.
Sulla vicenda che riguarda l'immigrazione complessiva, credo che
la Regione siciliana, dovrebbe svolgere non il ruolo di fare un
testo di legge, che secondo me, poco può modificare, ma dovrebbe
svolgere un ruolo politico, visto che siamo una terra, che è la
prima dove i barconi arrivano e non più oggi fondamentalmente qui,
perché oggi arrivano anche in altre realtà europee diverse,
Ricordiamo questo perché fino a tre anni fa non accadeva.
Devo anche dire con molta correttezza che non condivido e non ho
condiviso il tema urlato di alcuni partiti che, a livello
nazionale, hanno fatto passare un messaggio mediatico che va
spiegato. Oggi il cittadino a casa è convinto che l'immigrato che
arriva in Sicilia, che arriva in qualunque posto, riceva nella sua
taschina 35 euro di contributo al giorno. Totalmente falso perché i
35 euro non vanno all'immigrato ma alle realtà che gestiscono. Caro
collega Cancelleri, del Movimento Cinque Stelle, lei sorride,
troppo spesso la penso come lei e sono convinto che lei la pensa
come me e glielo spiego. Su un sindaco del Movimento Cinque Stelle
di Bagheria, sulla vicenda immigrati, anzi la chiamo in causa,
credo che sia importante per la cittadinanza, ed è giusto che i
cittadini siciliani conoscano anche queste cose.
Invece, Assessore, le chiedo e sarei curioso di conoscere e sapere
se la Regione, il Governatore Crocetta e lei Assessore e gli altri
Assessori, hanno pensato, o è stato mai creato un tavolo tecnico
organizzativo, operativo, tra la Regione siciliana e il governo
nazionale.
Dentro il disegno di legge - va detto per chi ci ascolta a casa -
l'art. 8 dice chiaramente che questa legge non ha nessun costo
aggiuntivo per i siciliani, lo dobbiamo dire perché è corretto
spiegarlo non ci sono costi, però sappiamo anche che le risorse che
vengono utilizzate oggi per l'accoglienza agli immigrati, sono
risorse normate a livello nazionale da norme e circolari del
Ministero dell'Interno e dalla Comunità Europea.
Collega Falcone, la ringrazio, vi dico perché questa legge è solo
una legge per fare filosofia del diritto dico io, e politica, cita
al suo interno la Carta dei diritti umani del 10 dicembre 1948, i
trenta articoli della Carta dei diritti umani, io invito i miei
amici, colleghi d'Aula ad andare a leggere i trenta articoli della
Carta dei diritti umani e vi posso garantire che oggi quell'impegno
solenne che venne assunto in Francia con quella carta dei diritti
umani, è stato totalmente, nei trenta articoli, disatteso. Quindi,
noi stiamo dicendo, dentro un testo di legge che dovremmo non
disattendere, utilizzare i trenta articoli della Carta dei diritti
umani, quando nel mondo quei trenta articoli non vengono
completamente attuati: diritto allo studio, diritto al volersi
sposare, alla religione, tutta una serie di cose, trenta articoli
che oggi, al livello mondiale, vengono violati giornalmente.
Io non so se noi siamo oggi nelle condizioni di potere modificare
l'assetto mondiale come Regione a statuto speciale, ma mi pare
molto difficile ed improbabile, quindi, credo che sia opportuno
soffermarsi un attimo e ragionare, invece, di politica concreta.
Mi rivolgo al mio collega Cancelleri che poco fa sghignazzava, nel
senso buono, perché so che c'è grande stima reciproca da entrambe
le parti, però, sul tema degli immigrati - e questo mi dispiace
dirlo - esiste oggi grande diffidenza, eccessiva diffidenza, tant'è
che ci sono comuni come il comune di Bagheria che l'anno scorso ha
ricevuto dal Ministero dell'Interno un finanziamento da 800 mila
euro in tre anni, a costo zero per il comune di Bagheria, per
realizzare un centro di accoglienza per immigrati disabili e quel
sindaco, spinto probabilmente anche dalle coscienze, dalle proteste
dei cittadini, ha pensato bene di rinunciare a quel finanziamento e
rimandarlo indietro. Ecco perché citavo questo dato della
diffidenza. Oggi tanta la diffidenza su questo tema, tanta la
preoccupazione di approcciare i progetti ed i programmi, che
vengono restituiti indietro i soldi perché hanno paura a toccare o
a dire assistiamo un immigrato era il segmento primo, unico per
la Sicilia, quel centro prevedeva la realizzazione di un centro per
gli immigrati minori disabili, quelli che sono proprio
completamente ai margini, quel sindaco ha ritenuto opportuno, non
perché fossero i Cinque Stelle', rimandare indietro quel
finanziamento.
Sono certo di quello che dico, perché ho avuto modo di incontrare
il sindaco chiedendogli che era opportuno non fare perdere quel
finanziamento, invece, lui ha ritenuto opportuno scrivere al
Ministro degli Interni dicendo che rinunciava a quel finanziamento.
Ho fatto questo ragionamento un po' più ampio, toccando più punti,
perché ritengo che dobbiamo cominciare a recuperare veramente
serietà e credibilità, dobbiamo assumerci la responsabilità di fare
cose concrete, cose vere che hanno un senso, se dobbiamo fare, come
dice l'amico mio, filosofia del diritto, quella filosofia, prima o
poi, ci si ritorcerà contro, contro noi ma anche contro i
siciliani.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
posizione del mio gruppo parlamentare è stata ampiamente espressa e
chiarita dagli interveti del Presidente Formica prima,
dell'onorevole Musumeci poi, e però rimane ancora alla curiosità
del sottoscritto, rivolgendomi con il rispetto dovuto all'illustre
rappresentante del Governo, qualche ulteriore considerazione.
Io ho imparato che una legge serve o per fotografare una realtà
esistente, e tentare di disciplinarla nel futuro, o per prendere
atto con qualche ritardo di un fenomeno sociale e ricorrere ai
rimedi con una disposizione normativa, con un corpo di norme, con
una legge.
L'assessore, professore Caruso, sa molto meglio di me a cosa mi
riferisco e sono questi princìpi fondamentali, princìpi basse della
capacità dei corpi elettorali di formulare e di promulgare leggi.
Ora, veda, assessore Caruso, questa norma, questo insieme di
norme, ha certamente un merito, quello finalmente di introdurre in
questo nostro Parlamento regionale un tema e di promuovere un
dibattito che è stato per tre anni consecutivi negletto e vorrei
dire reietto dal Governo della Regione perché ogni volta che si è
parlato del fenomeno dell'immigrazione e delle politiche
dell'accoglienza è sempre stato per iniziativa dei Gruppi
parlamentari di minoranza, non voglio nemmeno in questa sede ed in
questo momento definirli di opposizione.
Nel passato, nemmeno tanto lontano, perfino in occasione di
dibattiti in ordine alle leggi finanziarie e di stabilità, sono
stati i Gruppi di opposizione, i Gruppi di minoranza, è stato il
mio Gruppo parlamentare, qualche volta il sottoscritto, a chiedere,
a stimolare il Governo della Regione e per esso il Presidente
Crocetta ad intervenire nei confronti del Governo nazionale per
farsi nominare egli commissario straordinario di quella che è stata
un'autentica emergenza.
Questo discorso è caduto ripetutamente nel vuoto sicché ha ragione
l'onorevole Musumeci quando richiama il concetto della perfetta
assenza del Governo della Regione siciliana negli ultimi 36 mesi
con riferimento ad un fenomeno che è stato particolarmente grave e
che oggi persino mostra, invece di essere meno ardente rispetto al
passato recente, morde di meno la questione immigrazione e non
sappiamo se morde di meno perché il flusso continua ma si è
velocizzato il tempo della possibile destinazione degli immigrati
in altre terre d'Europa e del mondo.
Voglio, qui, ricordare che il numero davvero eccessivo ed
esorbitante di 4.600, 4.800 cittadini di colore, uomini di colore
rinchiusi dentro le pastoie, le strettoie del CARA di Mineo si è
ridimensionato, si sono ridotto adesso ad un numero certo più
gestibile.
Allora, mi chiedo, signor Assessore, ma è proprio indispensabile
che questa legge intervenga con queste forma ed in questo momento?
Mi consenta, assessore giurista, qualche rilievo: il primo con
riferimento all'articolo 81, quarto comma, della Costituzione,
quella norma che pretende - ovviamente, lei lo sa meglio di me - la
copertura finanziaria per ogni intervento normativa che presupponga
una spesa e la norma costituzionale fa espresso riferimento
all'indicazione dei mezzi economici, dei mezzi finanziari, non
delle fonti di finanziamento.
Veda, Assessore, se ancora esistesse in Sicilia la funzione del
Commissario dello Stato, in funzione, per l'appunto, preventiva,
senza dovere attendere, come avviene ormai quotidianamente,
settimanalmente, il Governo Renzi ad impugnare sistematicamente le
norme proposte dal Governo Crocetta e votate dalla variopinta e
variegata maggioranza che dice di sostenere il Governo Crocetta,
questa norma non potrebbe essere promulgata e pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, in patente violazione
dell'articolo 81, comma 4.
Quali sono i mezzi per fare fronte agli impegni che deriverebbero
dalla applicazione e dalla esecuzione dell'articolo 7, che
espressamente interviene elencando gli interventi; non già più
quindi le petizioni di principio, il programma, il progetto - e di
questo pure parleremo - che, invece, sono contenuti nell'articolo 3
del testo che è al nostro esame.
Gli interventi. Vorrei velocemente fare qualche esempio
affrontandolo. E' possibile promuovere il diritto alla salute dei
cittadini stranieri senza impegnare risorse? E' possibile
promuovere e sostenere addirittura il ricorso al credito, come è
previsto da una norma della legge che stiamo esaminando, senza
intervenire, che ne so, concorrendo nel pagamento degli interessi o
garantendo il credito del cittadino extracomunitario? Non ci
rendiamo conto di quanto sia difficile, quasi impossibile, da
alcuni anni a questa parte, ricorrere al credito per le imprese,
soprattutto quelle piccole e medio-piccole e per le famiglie
siciliane. E noi intenderemmo farci carico - però non ci mettiamo i
quattrini, non ci mettiamo i necessari soldi, non prevediamo la
copertura finanziaria - per concorrere a facilitare l'accesso al
credito dei cittadini extracomunitari.
E' possibile concorrere all'avvio di attività autonome e
imprenditoriali senza una copertura finanziaria; ai mezzi che
bisogna indicare, come vuole la nostra Costituzione italiana, non
rinviando genericamente a fonti che sono quasi sempre assolutamente
finalizzate al raggiungimento di scopi previsti dalle normative
nazionali e dalle normative comunitarie.
Se poi il Governo ci dice, e ci dirà nel prosieguo dei nostri
lavori, che comunque questa legge bisogna farla tanto per dare un
segnale, beh Tre anni fa ci fu detto che era intendimento del
Governo abolire le province e dopo tre anni siamo ancora al filo di
partenza, dopo l'impugnativa del Governo innanzi la Corte
Costituzionale.
E' necessario - professore, assessore e giurista - riconoscere
all'articolo 1 che la Regione, nell'ambito delle proprie
competenze, partecipa all'attuazione dei principi espressi negli
articoli 2, 3 e 10 della Costituzione? Ma è pensabile fare il
contrario? Cioè si può scrivere, sarebbe legittimo, sarebbe
giustificabile scrivere che invece la Regione, nell'ambito delle
proprie competenze, non intende partecipare al raggiungimento degli
obiettivi e delle finalità previste negli articoli 2, 3 e 10 della
Costituzione? Cioè autodichiararsi incostituzionali a priori?
Ma si può dire - sempre all'articolo 1, comma 2 - che la Regione
intende partecipare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi
contenuti dalle disposizioni della Dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo? Ma si può fare il contrario?
Allora noi stiamo davvero affastellando una serie di norme
composte da alcuni righi di parole che certamente contrastano con
l'articolo 12 delle preleggi al Codice civile, cioè con quella
norma fondamentale che prevede che le norme debbano avere un senso
secondo il significato fatto palese dalle parole che quelle norme
contengono, tanto per scrivere qualcosa, tanto per fare magari
parlare la stampa e ottenere qualche riga sui giornali.
Noi riusciamo a dire in questa norma che, udite, udite, la Regione
riconoscendo i diritti inviolabili dell'uomo - vorrei comprendere
se si può fare il contrario - concorre alla tutela della persona
umana, promuove interventi finalizzati alla piena eguaglianza,
eccetera.
Ma è delle petizioni di principio assolutamente non innovative,
assolutamente non incidenti sulla e nella realtà.
Mi preoccupa questo modo di legiferare, è un modo di legiferare
che non corrisponde; come pure sarebbe auspicabile, come noi, lo
diceva prima l'onorevole Musumeci, tenteremo con i nostri
emendamenti ed intervenendo nel successivo dibattito, articolo per
articolo, comma per comma, norma per norma, cioè noi vorremmo che
il Parlamento siciliano si intestasse davvero qualche norma, due,
tre quattro articoli, per regolamentare la situazione esistente
nella realtà, non per declamare o coniugare dei principi che sono
già accettati nell'ordinamento giuridico.
E vorrei lasciare questo intervento in Aula con un'altra
considerazione. Quando, altra petizione di principio piuttosto
banale e piuttosto inefficace, si dice con la legge di volere
creare pari condizioni con i cittadini siciliani nell'accesso a
taluni diritti che sono diritti civili, sono anche diritti
economici. L'accesso all'istruzione, l'accesso alla prima casa, ma
siamo davvero così sicuri di poterlo assicurare agli
extracomunitari, ai cittadini extracomunitari, quando non riusciamo
ad assicurarlo ai cittadini siciliani?
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono da ritenersi in congedo per oggi
l'onorevole Giuffrida e l'onorevole Federico.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge n. 174
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, vorrei intanto ringraziare i membri
dell'Assemblea che hanno partecipato a questo preliminare dibattito
per l'approccio costruttivo, la pacatezza dei toni.
Prendo atto che dentro questo Parlamento non allinea il populismo,
e credo che questo sia un presupposto fondamentale per un dibattito
sulla legge di dettaglio sui singoli articoli, dibattito che credo
sarà costruttivo, partecipato e migliorerà senz'altro il tessuto
della legge.
Volevo proprio preliminarmente, sono stati già sollevati alcuni
temi che meriterebbero approfondimenti e su questo mi riservo poi
di intervenire nel dibattito sugli articoli specifici, volevo un
attimo dare alcune linee di chiarimento generale.
In primo luogo è stato sollevato il tema della possibile
incostituzionalità della legge. La legge è stata soppesata in
termini di tenuta costituzionale, è stata vagliata anche con
interventi e con provvedimenti legislativi di altre regioni.
Abbiamo in alcun modo evitato di intervenire su tutto ciò che
riguarda l'emergenza e l'ordine pubblico, quello è un tema aperto,
è un tema sicuramente d'emergenza, e su questo la legge non
interviene, non dice nulla per le ragioni che dirò.
Per quanto riguarda proprio il tema dell'emergenza, dico soltanto
due cose. Non è vero che la Sicilia non ha fatto nulla. Le nostre
pratiche di accoglimento di minori accompagnati sono state
considerate a livello ministeriale le pratiche migliori attuate in
Italia. Il tema poi della prima accoglienza è stato gestito
dall'autorità di competenza con grande efficienza ed efficacia che
è stata riconosciuta a livello ministeriale. Il problema del Cara
non è un problema che ha creato ed ha gestito la Regione siciliana,
è un problema che fa riferimento a modelli di intervento del
Governo dello Stato italiano, per cui la Regione non ha nulla da
rimproverarsi rispetto a quell'esperienza, anzi, aggiungo, che
l'intento della legge, il fine ultimo, è quello di evitare
situazioni come il Cara, è quello di affrontare il tema
dell'integrazione degli immigrati che rimangono in maniera
sistematica, in maniera propositiva, in maniera adeguata.
E su questo voglio aggiungere una cosa molto precisa. Badate, il
fenomeno dell'immigrazione regolare, come tra l'altro veniva fuori
anche tra le righe nell'intervento dell'onorevole Musumeci, non è
un vincolo per il sistema e tanto meno per la Regione, è una
risorsa, nel senso che una gestione oculata, una governance seria
dell'immigrazione regolare, può significare per la nostra Terra
innescare anche politiche di sviluppo. Quello che vuole fare il
Governo non è una legge manifesto, una legge programmatica.
In riferimento agli articoli di carattere generale, a prescindere
che uno stile, un modo di intervento su questi temi, a parte il
fatto che il primo articolo non è di emanazione di questo Governo,
l'abbiamo già trovato approvato, faceva parte della legge proposta
dall'onorevole Leanza, che abbiamo anche ritenuto di mantenere per
rispetto alla figura, e tuttavia non bisogna limitarsi a
quell'aspetto, ci sono sicuramente dei riferimenti di carattere
generale, inevitabili, in qualunque legge che si occupi di temi
importanti come l'immigrazione.
Vorrei far ricordare agli onorevoli membri di quest'Assemblea cosa
sono stati gli statuti delle Regioni nella prima fase, le grandi
declamazioni di principio, il diritto di felicità che alligna in
qualche statuto della Regione; ma non è questo il tema vero, il
tema vero è l'impianto della legge. Come l'abbiamo pensata? La
legge è una legge sobria, tutto sommato, è una legge leggera nella
sua struttura, nel senso che indica dei principi, indica il metodo
di lavoro della programmazione e rinvia, come giustamente
sottolineava l'onorevole Cirone nell'intervento che ho avuto modo
di apprezzare, ma anche tra le righe l'onorevole Musumeci, rinvia
ad un sistema di gestione della legge, su cui ci giochiamo
veramente tutto.
Il momento fondamentale di questa legge non sarà la sua
approvazione, questa è la condicio sine qua non, sarà il momento
della sua gestione, il momento come si organizzerà il sistema
amministrativo di accoglienza e di integrazione degli immigrati,
dove accoglienza non significa soltanto spesa, in termini di
welfare - io voglio ricordare che gli immigrati che lavorano creano
ricchezza e finanziano il nostro welfare, si autopagano i servizi,
quindi la Regione non ci deve mettere nulla perché è
autosostenibile la legge da questo punto di vista.
Quello che, invece, noi dobbiamo riuscire a fare come Regione è
far diventare l'immigrazione un sistema di creazione di ricchezza,
attraverso, per esempio, la promozione dell'imprenditoria,
attraverso, per esempio, gli accordi di cooperazione internazionale
con gli Stati che in qualche modo sono presenti, con quei Paesi che
sono presenti attraverso le loro comunità nel nostro Paese. E' un
sistema che rinvia all'organizzazione amministrativa.
Io ho accennato all'inizio all'Ufficio speciale per l'immigrazione
che avrà il compito di coordinare e di mettere a sistema tutte le
iniziative. Dal punto di vista delle risorse faccio sommessamente
notare che in questo momento l'Unione sta mettendo a disposizione
delle regioni che intendono occuparsi seriamente del problema
dell'immigrazione, risorse ingenti, sia attraverso i fondi sociali,
sia attraverso i fondi cosiddetti diretti.
Allora, noi finora non siamo riusciti ad intercettare queste
opportunità proprio per mancanza di organizzazione, di governance,
che è il tipo di risposta che intende dare questa legge. Per cui
massima disponibilità a discutere sui singoli articoli. Non è una
legge manifesto, è una legge che presuppone anche un intervento
operativo-amministrativo e, da questo punto di vista, sul tema
dell'emergenza voglio informare quest'Aula che il presidente
Crocetta ha ottenuto direttamente l'incarico di governare il
processo di gestione dello scambio Regione-Stato sul tema
dell'immigrazione e ha tenuto a conferire la delega nei miei
confronti, per cui da oggi mi occuperò anche dei rapporti con il
Governo di tutti i temi che riguardano anche l'emergenza e la prima
accoglienza. E' uno sforzo complessivo, a 360 gradi. Non è uno
sforzo tardivo perché la Sicilia ha fatto molto, anche attraverso
l'articolato intervento di istituzione amministrativa, ma anche del
terzo settore, tutto questo ci viene riconosciuto a livello
nazionale. Sicuramente, dobbiamo fare di più e a partire da questa
legge ed è l'intento politico di questo Governo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
domani sera alle ore 18.00.
MUSUMECI. Ma non c'è neanche il tempo per gli uffici
FALCONE. Lunedì alle ore 12.00...
PRESIDENTE. D'accordo, visto che domani c'è la scadenza di
emendamenti per altri disegni di legge, fissiamo la scadenza a
venerdì alle ore 12.00. Onorevoli colleghi, siccome, come si evince
dalla discussione generale, verranno presentati diversi
emendamenti, dobbiamo dare il tempo agli uffici di poterli
esaminare. C'è in questo momento la concomitanza di diversi disegni
di legge, per cui venerdì penso che sia un tempo congruo per poter
presentare gli emendamenti.
Così rimane stabilito.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Annunzio dell'ordine del giorno n. 505
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
505 Iniziative a livello nazionale ed europeo in ordine al PSR
2007/2013 . L'ordine del giorno è condiviso dalla gran parte dei
deputati. Se non sorgono osservazioni, chiedo all'onorevole Raia di
poterlo illustrare.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore per
l'agricoltura, brevemente. La fase di chiusura del PSR 2007/2013
sta evidenziando notevoli difficoltà a centinaia di imprese
agricole che non riescono entro il termine fissato a consegnare e
quindi a realizzare, non i pagamenti, ma i collaudi e quant'altro.
Malgrado gli uffici abbiano concesso diverse proroghe alle imprese
per potere realizzare e per potere definire la rendicontazione,
questi non riescono a ultimare con la rendicontazione. Senza un
intervento più generalizzato moltissime imprese siciliane agricole
rischiano di vedere restituite le somme a loro anticipate con un
danno enorme sia per le imprese, ma anche per la Sicilia in
generale.
Quindi, chiediamo con questo ordine del giorno di attivarsi
affinché l'Assessorato, ma anche il Governo della Regione si attivi
immediatamente, non solo i propri deputati a livello nazionale, ma
anche e soprattutto quelli europei, per far sì che la
rendicontazione e quindi le ultimazioni dei collaudi e quant'altro
possa avvenire entro giugno 2016.
I limiti sono vari e generali. Noi non possiamo con questa crisi
che ci ritroviamo nella nostra Regione, oltre il danno anche la
beffa a tante imprese agricole sarebbe veramente il colmo.
E' questo l'ordine del giorno sostanzialmente. Mi auguro che il
Governo lo recepisca in toto.
PRESIDENTE. Mi sembra di capire che tutta l'Aula appone la firma
all'ordine del giorno.
Il parere dell'assessore Barresi?
BARRESI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. In riferimento all'ordine del giorno e tenuto
conto che questi argomenti sono stati già trattati in diversi
incontri informali con onorevoli qui presenti, devo rappresentare
che entro il 31 dicembre 2015 si deve chiudere il programma. Le
somme non spese, entro quella data, saranno perse.
Per non recare, pertanto, un danno all'amministrazione ed alla
Regione tutta, non possono essere concesse proroghe, oltre il
termine utile, per potere fare i collaudi. Potranno essere presi in
esame solamente i casi di già previsti, che sono quelli in cui ci
sono delle cause di forza maggiore o in cui ci siano delle cause di
forza maggiore dell'imprenditore agricolo, cioè malattie gravi ed
altri elementi di questo genere, o per quei progetti, programmi ed
investimenti che hanno già una scadenza posta a cavallo, in quanto
impegnati solamente nell'anno 2015 o nella fine del 2014.
Per cui, tutte le iniziative che sono state fatte, finanziate
prima del 2014 - abbiamo iniziative che risalgono al 2010, al 2011,
al 2012, che ancora non risultano essere chiuse - dovranno
obbligatoriamente andare incontro ad una chiusura.
Per quanto riguarda una proroga generalizzata, faccio presente che
il PSR non può andare a proroga, in quanto non previsto dai
Regolamenti comunitari, anche se nella fase di discussione dei
Regolamenti è stato richiesto, dalla Regione siciliana, tramite
l'onorevole Giuffrida, la possibilità di prevedere una proroga.
Proroga che non è stata concessa, e non è stato ritenuto opportuno
concedere, in quanto tra tutti gli Stati europei, l'unico Stato che
lo chiedeva era l'Italia, ed in particolare la Sicilia ed alcune
Regioni del mezzogiorno.
La commissione europea, pertanto, ha risposto con un diniego a
questa possibilità, ma ha inserito dei piccoli palliativi che sono
quelli previsti da una diversa percentuale di spostamento delle
risorse del piano finanziario.
E' nostro interesse, quindi, e penso interesse di quest'Aula,
chiudere il programma nel migliore dei modi, evitando perdite di
risorse, o limitando le stesse, non è nostro interesse andare a
rovinare o a distruggere gli imprenditori agricoli. Ciò lo
dimostra, il fatto che noi, finora, come amministrazione, siamo
sempre stati vicini agli imprenditori agricoli, abbiamo sempre
individuato delle soluzioni percorribili, attività che continuiamo
a fare nella legittimità degli atti e nel rispetto dei termini e
dell'utilizzo di tutte le risorse.
PRESIDENTE. Mi sembra di capire, quindi, anche dall'esordio
dell'assessore Barresi, che non sia una strada percorribile questa.
Abbiamo, dunque, due soluzioni: o invitiamo l'onorevole Raia a
ritirarlo o, altrimenti, chiediamo al Governo di accettarlo come
raccomandazione, e vedere di mettere, di attuare le procedure nelle
sedi opportune.
RAIA. L'assessore non può rispondere in questo modo, avrebbe
dovuto dire l'accettiamo come raccomandazione .
PRESIDENTE. Sto, infatti, cercando di spiegare, a beneficio di chi
ci ascolta, qual è stata la risposta dell'assessore che, già,
dall'esordio ha dichiarato che questa strada sembra non essere
percorribile.
Invito, pertanto, il Governo ad accettarlo come raccomandazione e,
onorevole Formica, la prego mi faccia completare. Non apriamo un
dibattito, sull'ordine del giorno non si apre il dibattito.
Ribadisco, invito l'assessore Barresi ad accettarlo, come Governo,
come raccomandazione e vedere nelle sedi opportune di poter
BARRESI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Mi sembra che nel momento della fase conclusiva
in cui ho detto che l'amministrazione, nell'esaminare i singoli
casi, ne terrà conto, non terrà conto della raccomandazione, terrà
conto della possibilità del rispetto del Regolamento comunitario e
dei livelli di spesa.
E' ovvio che, questo significa, si faranno delle analisi puntuali
per rispettare i livelli di spesa che dobbiamo rispettare e la
possibilità di andare incontro alle imprese agricole. Dobbiamo
mediare i due punti.
PRESIDENTE. Grazie assessore, per avere fatto chiarezza con
quest'ultimo intervento, per cui diciamo che il Governo lo accetta
come raccomandazione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore Lo Bello mi rivolgo a lei,
sarò brevissimo perché conosco la sua solerzia e so che da questa
sera lei tempesterà il suo collega alle infrastrutture ed enti
locali.
Noi abbiamo a disposizione da mesi 49 milioni di euro per le
strade provinciali; abbiamo detto che questi 49 milioni di euro li
dobbiamo destinare in quota parte alle nove province della Sicilia.
Entro giugno di quest'anno le Province dovevano portare l'elenco
delle strade che volevano che si realizzassero, anche perché dalla
mattina alla sera le Province, come i Comuni, non fanno altro che
piangere miseria. Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, ci
sono quattro province - se vuole gliele elenco oppure glielo dico
in privato - che ad oggi non hanno portato questi elenchi.
Questo cosa significa? Che noi abbiamo bloccati
quarantanovemilioni di euro e questo significa che da qui a
qualche mese qualcuno ci dirà: Non li possiamo spendere, siete
fuori tempo e nel frattempo le strade continuano a essere in una
situazione di pericolo imbarazzante.
Per questo motivo, Assessore Lo Bello, stamattina, ancora una
volta, sono ritornato alla carica con l'Assessore Pizzo, noi
abbiamo due possibilità: o perdiamo i finanziamenti o diciamo che
le province che sono state virtuose ed hanno consegnato gli elenchi
anziché dividere quarantanovemilioni di euro per nove, li dividiamo
per cinque, anche alla sua provincia .
FALCONE. Non è un colloquio, è un dibattito.
VINCIULLO. Per quello che è dato sapere sono: Messina, Trapani,
Enna..
FALCONE. E poi?
VINCIULLO. E mi pare Agrigento, però su Agrigento non ci metterei
le mani sul fuoco. Quindi, ci sono queste quattro province e
siccome quelli che reggono queste province sono funzionari della
Regione, uno addirittura è funzionario dello Stato, ci viene
semplice, Assessore Lo Bello, dire ai nostri dipendenti: O portate
l'elenco entro venerdì, oppure distribuiamo queste risorse alle
province virtuose .
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la seduta è rinviata a martedì 20
ottobre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 462 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in
Sicilia.
(17 giugno 2015)
GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 463 - Iniziative nei confronti del Governo nazionale
per prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
connesso ai flussi migratori e assicurare
un'ordinata gestione dell'accoglienza dei migranti
aventi titolo.
(22 giugno 2015)
LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
CURRENTI - LANTIERI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Anselmo
2) - Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 . (n. 988/A) (Seguito)
Relatore: on. Nicotra
3) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
Relatore: on. Germanà
4) - Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
Relatore: on. Cirone
V -DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 467 - Ipotesi di riconversione della centrale
termoelettrica sita nel comune di San Filippo del
Mela.
(16 luglio 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
N. 480 - Istituzione di una Commissione parlamentare
d'indagine sulla emergenza ambientale nel
Comprensorio della Valle del Mela e impegni
conseguenziali del Governo della Regione.
(6 ottobre 2015)
FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
GRASSO - MILAZZO G. - PAPALE - SAVONA
La seduta è tolta alle ore 18.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio