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Resoconto d'Aula della Seduta n. 283 di mercoledì 14 ottobre 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.09

   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

             Sul processo verbale della seduta precedente

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Chiedo  di parlare sul  verbale  della  seduta
  precedente.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  ascoltato  attentamente il verbale, a meno che non mi sia sfuggito,
  ma  ho  fatto  un  confronto con l'ordine del giorno  di  oggi,  se
  sbaglio, per carità, prenda tutto con il beneficio dell'inventario,
  mi sembra che in quella seduta, il Presidente, onorevole Ardizzone,
  si era impegnato con il sottoscritto

   PRESIDENTE. Ma questo è il verbale di ieri, onorevole Milazzo.

   MILAZZO GIUSEPPE. No.

   PRESIDENTE. Noi stiamo leggendo il verbale della seduta  di  ieri.
  Probabilmente, lei ieri non era presente, perché ho presieduto io e
  non c'era. E, allora, va bene così.
   Non sorgendo osservazioni, il verbale s'intende approvato.

   MILAZZO GIUSEPPE. Eravamo ufficialmente in Commissione  Bilancio ,
  per cui era questo il passaggio che volevo chiarire all'Aula.

   PRESIDENTE. La ringrazio. Adesso mi rapporterò con gli Uffici  per
  chiarire quanto da lei appena esplicitato.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si passa al primo punto all'ordine del giorno: Comunicazioni.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad  interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la  funzione
  pubblica:

   N.  1039  -  Misure  finalizzate a favorire il settore  turistico-
  alberghiero di Cefalù (PA).
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo

   -  Con nota prot. n. 29123/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   -Da  parte  dell'Assessore per l'Energia e i Servizi  di  pubblica
      utilità:

   N. 1960 - Chiarimenti e iniziative da assumere in merito al prezzo
  dell'energia elettrica in regime di salvaguardia.
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
  Stefano

   -  Con  nota prot. n. 35883/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'energia ed  i
  servizi di pubblica utilità.

   N.  2665  -  Chiarimenti in merito ai permessi  di  ricerca  e  di
  coltivazione di acque minerali nel comune di Geraci Siculo (PA).
   Firmatari:Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   -  Con  nota  prot. n. 34242/IN.16 del 14 luglio  2015  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la l'energia  e
  i servizi di pubblica utilità.

   -Da parte dell'Assessore per la Salute:

   N.  2480  -  Chiarimenti  circa gli intendimenti  del  Governo  di
  affidamento  e potenziamento del personale, logistico e strumentale
  del pronto soccorso del P.O. San Giovanni di Dio e Sant'Isidoro  di
  Giarre (CT).
   Firmatari:  Foti  Angela; Zafarana Valentina; Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
  Carlo; Zito Stefano

   -  Con  nota prot. n. 29030/IN.16 del 16 giugno 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N.   2658   -   Chiarimenti  sui  requisiti  di  conferibilità   e
  compatibilità relativi alla nomina a direttore sanitario dell'ASP 3
  di Catania.
   Firmatari:Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciancio
  Gianina;  Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;
  Zafarana Valentina

   -  Con nota prot. n. 34241/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disposizioni in materia di agricoltura sociale attuazione della
  legge 18 agosto 2015, n. 141. (n. 1066)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Fontana  e
  D'Asero in data 13 ottobre 2015.

   -  Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 4 agosto  2015,
  n. 15. (n. 1067)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Fontana  in
  data 13 ottobre 2015.

   -  Disposizioni per l'utilizzo e la valorizzazione del  patrimonio
  minerario dismesso. (n. 1068)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Miccichè,
  Turano,  D'Asero, Cani, La Rocca Ruvolo, Ragusa, Vinciullo, Alongi,
  Cascio F., Lo Sciuto., Germanà e Fontana in data 13 ottobre 2015.

   -  Modifica del comma 24 dell'articolo 11 della legge regionale  9
  maggio 2012, n. 26. (n. 1069)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Ciaccio,   Cancelleri,  Cappello,  Ciancio,  Ferreri,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 13 ottobre 2015.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche  alla legge regionale 29 dicembre 2014,  n.  29.  (n.
  1060)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 13 ottobre 2015.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   PRESIDENTE.   Comunico  che  il  disegno   di   legge   n.   1014:
   Utilizzazione  agronomica  delle  acque  reflue  provenienti   dai
  caseifici , già assegnato con nota prot. n. 7706/SG.LEG.PG. del  10
  agosto  2015 alla IV Commissione, è  stato riassegnato in  data  13
  ottobre  2015 alla  III Commissione ed alla IV Commissione  per  il
  parere.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2790  -  Chiarimenti sulle azioni intraprese per il  pagamento
  delle  mensilità arretrate ai dipendenti ENFAP di Siracusa,  nonché
  in ordine alla revoca del loro licenziamento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2791 - Chiarimenti sulla soppressione del capitolo di bilancio
  destinato   alle  associazioni   regionali   degli  allevatori   di
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2792  - Notizie sui provvedimenti per salvaguardare i  diritti
  dei  lavoratori  Infopoint con il profilo  di  guardia  particolare
  giurata per il servizio dell'ex Provincia regionale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2796  - Chiarimenti sull'applicazione della l.r. n. 2  del  13
  gennaio  2015 sui precari che prestano servizio nei Comuni in  fase
  di dissesto e pre-dissesto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

    Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
   all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2793  -  Chiarimenti  in  ordine  alla  chiusura  dei  presidi
  veterinari  della provincia messinese e all'accreditamento  europeo
  dell'ex facoltà di veterinaria presso l'Università di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello  Francesco;   Ciancio   Gianina;   Ferreri  Vanessa;  Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.   2794   -   Mancata  nomina  del  Garante  per  l'infanzia   e
  l'adolescenza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  2795  -  Richiesta  di  emanazione degli  atti  regolamentari,
  previsti dalla legislazione vigente, per l'istituzione dei cimiteri
  destinati agli animali di affezione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   N.  2797 - Notizie in merito alla cessazione del servizio di treni
  a  lunga percorrenza a lunga percorrenza da e per la Sicilia ed  al
  rinnovo del contratto di servizio regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  2798  -  Interventi immediati per fronteggiare la grave  crisi
  finanziaria  in  cui  versa  il  Consorzio  di  Bonifica  n.  7  di
  Caltagirone.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  2799  -  Notizie  in  merito all'aggiornamento  del  prezzario
  regionale per opere e/o investimenti nelle aziende agricole.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   La  Rocca Claudia; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano

   N.  2800 - Sospensione dei lavori di manutenzione della diga Delia
  di Castelvetrano per l'abbassamento del bacino idrico.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Fazio Girolamo

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  326 - Revisione dell'inquadramento giuridico ed economico  dei
  vincitori  del  concorso per dirigente tecnico presso l'Assessorato
  regionale beni culturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica

   Ciaccio  Giorgio;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   481    -    Iniziative   in   ordine   agli   uffici    della
  Soprintendenza alle Belle Arti di Messina.
   Picciolo  Giuseppe; Greco Marcello; Lo Giudice  Salvatore;  Tamajo
  Edmondo; Cimino Michele
   Presentata il 7/10/15

   N. 482 - Urgenti misure in ordine al piano aziendale dell'ASP 7 di
  Ragusa.
   Assenza Giorgio; Falcone Marco; Bandiera Edgardo; Papale Alfio
   Presentata il 8/10/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE   Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Alloro, Lo Sciuto e Vullo.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  guardando  l'ordine   del
  giorno,  mi  sono  accorto che, lei sicuramente  non  si  ricorderà
  perché  non  presiedeva,  ma tutto l'entourage  dell'Assemblea  era
  presente,  salvo  qualche  eccezione,  e  io  su  suggerimento  del
  Presidente dell'Assemblea regionale avevo presentato un ordine  del
  giorno  rispetto alla famosa mozione del complesso  ospedaliero  di
  via Ingegneros. Subito dopo il Presidente mi ha chiesto di ritirare
  l'ordine del giorno con l'impegno che, in questa sessione,  avrebbe
  inserito  la  trattazione della mozione che, vorrei ricordare,  era
  già  stata  discussa  dalla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e si era determinato che arrivasse in  Aula.  Siccome
  non era ben chiaro chi doveva venire la mozione poi si fermò.
   Poc'anzi  le  ho  appena  chiarito questo passaggio  e  le  vorrei
  chiedere  la cortesia istituzionale, signor Presidente, perché  non
  so  più  che  fare.  Me  lo  dovete dire voi.  Vedo  altre  mozioni
  salvifiche per la Sicilia, aggiunga anche la mia così completerà il
  quadro  di percorso; non oggi, la prossima settimana, ma mi  faccia
  questa  cortesia, signor Presidente. E' una cosa semplice a cui  la
  città tiene.
   Vorrei  farle  presente  un'altra cosa, e  cioè  se  si  può  fare
  promotore   presso  la  prima  Commissione  di   fare   audire   il
  rappresentante dell'ANCI dei Consigli comunali, lo vorrei  dire  ai
  colleghi, perché avviene quanto sto per dire.
   Durante   l'approvazione  dell'articolo   20   della   legge   11,
  esattamente ai comma 2 e 3 - Segretario Generale mi aiuti lei che è
  più  addentrato  rispetto ai deputati che magari in  Aula  entrano,
  escono, e al dottore Marino che è segretario della I Commissione  -
  per leggerezza dell'Aula succede questo: al comma 2 introduciamo un
  principio,  che  i  componenti dei consigli  comunali  delle  città
  capoluogo  si applica la seguente disposizione: per partecipare  ai
  lavori  della  Commissione si calcola il percorso  un'ora  prima  e
  un'ora  dopo. Invece al comma 3, abbiamo approvato un'altra  norma:
  ai  consiglieri comunali delle città non capoluogo viene consentito
  tutto  il  tempo necessario per lo studio delle carte  e  il  tempo
  necessario per il percorso. Paradossalmente, abbiamo approvato  una
  norma  più  restrittiva  per  i consiglieri  comunali  delle  città
  capoluogo.
   Allora,  io  ritengo  che  urge una  rettifica  per  applicare  le
  disposizioni di cui al comma 3 anche ai consiglieri comunali  delle
  città capoluogo. È una cosa semplice, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, per quanto riguarda il problema  da
  lei  sollevato,  devo  dire più volte, circa  il  problema  di  Via
  Ingegneros,  sono certo che il Presidente, così come le  aveva  già
  garantito,  porterà all'esame della Conferenza dei  Capigruppo,  la
  prossima, alla trattazione di questa mozione.
   Per quanto riguarda il secondo aspetto da lei appena trattato, gli
  uffici   ovviamente   verificheranno,  ma  lei   mi   insegna   che
  eventualmente se c'è una correzione da fare lo si fa attraverso  un
  emendamento,  ma  vedremo  con gli uffici  come  correggere  questa
  discrasia che lei ha appena sottolineato.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  ma  almeno  si  può  fare
  portavoce presso la prima Commissione.

   PRESIDENTE.  Sì,  ho  detto vediamo con gli uffici  di  verificare
  quello  che lei ha detto innanzitutto e, poi, mi faccio garante  di
  portarla all'attenzione della I Commissione.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
  riguardo a questa comunicazione dell'onorevole Milazzo, lo invito a
  leggere l'articolo di ieri su questa legge dove già fatta la  norma
  si   è  trovato  l'inganno.  Quindi,  non  soffrono  tanto  né   le
  Commissioni né i consiglieri comunali, che i miei ex colleghi.
   Veda, Presidente, io intervengo perché devo fare un appello a lei,
  e spero che in questo momento anche il Presidente Ardizzone ascolti
  questo modesto contributo che vorrei dare per una decisione  e  per
  quel disegno di legge che è stato esitato dalla II Commissione.
   Questo  disegno  di  legge  scriverà  una  pagina  nerissima   nei
  confronti  della politica siciliana; lo sa perché, Presidente?  Lei
  avrà  sentito  ieri  le  proteste, l'indignazione,  di  tutti  quei
  lavoratori  facenti parte delle cooperative delle ex  Province  che
  ancora  non iniziano a fare il servizio utile per gli studenti  che
  sono  inabili e noi, invece, diamo l'esempio e andiamo  a  fare  un
  disegno  di  legge per salvare gli stipendi dei super burocrati.  È
  una vergogna  E' una vergogna
   Ci  sono dirigenti e super burocrati che prendono 190 mila euro  e
  150  mila euro, per altri incarichi prendono 40, 30 e aggiungo allo
  stipendio,  e  si  va  a  fare una norma  per  una  interpretazione
  autentica  per dare modo a questi di non rimborsare il non  dovuto?
  Dobbiamo  vergognarci  Ecco perché la gente si sdegna di  andare  a
  votare
   Lo  sa,  studiando queste carte, che cosa vengo a sapere?  Che  un
  assessore,  di  cui non posso fare il nome perché altrimenti  viene
  bersagliato, fra gli obiettivi da raggiungere ai dirigenti ha messo
  che  se  non  raggiungevano la spesa totale dei fondi  europei  non
  prendevano il premio.
   Secondo lei Crocetta e la Giunta che cosa hanno fatto?  Ma che  fa
  scherza? Ma lei mi vuole fare litigare con tutti i dirigenti  della
  Regione siciliana? Non se ne parla di questa norma  .
   Io  sono  convinto che questo Parlamento rappresenti la stragrande
  maggioranza   dei   cittadini  siciliani,  che   non   si   possono
  identificare  nei super burocrati  Se noi andiamo  a  difendere  la
  Monterosso,  la Barresi, la Giammanco, il dottore La  Rocca,  tutti
  questi  hanno  due,  tre,  quattro incarichi   Poverini,  hanno  di
  bisogno. Ma che fa scherziamo? E' giusto che gli facciamo ritornare
  i  soldi  non  dovuti alle casse della Regione  che  sono  floride?
  Cinquecento milioni di buco, signor Presidente, ma che  cosa  sono?
  Glieli  dobbiamo  dare  questi soldi,  tanto  ne  abbiamo   Ora  li
  copriamo questi cinquecento milioni di buco
   Quindi  io mi auguro che il Presidente Ardizzone e lei, Presidente
  Venturino,  se  ci  sarà lei a condurre in Aula questo  disegno  di
  legge,  lo respingiate, lo facciate votare dai nostri colleghi  qui
  in  Parlamento  con  voto  palese, così vediamo  chi  è  vicino  ai
  superburocrati, perché io non è che sono contrario  al  lavoro  che
  svolgono i superburocrati, ma sono contrario a dargli il dippiù, in
  un  momento  in  cui  c'è  gente  che  soffre,  ci  sono  tutte  le
  cooperative  delle varie province che non fanno i loro servizi  per
  gli indigenti  Questa è una vergogna

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  probabilmente  sarebbe  stato  più
  opportuno  fare  questo accalorato intervento  in  occasione  della
  trattazione di quel disegno di legge e non oggi, visto  che  non  è
  nemmeno all'ordine del giorno.

   glienza e l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in   Si-
   cilia' (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Seguito della discussione del disegno di legge  Norme per
  l'accoglienza e l'integrazione sociale degli stranieri immigrati in
               Sicilia (nn. 174-256-341-450-608 bis/A).

   PRESIDENTE. Vista la presenza in Aula dell'Assessore Caruso, direi
  di  riprendere da dove ieri ci eravamo lasciati e cioè  aprendo  la
  discussione generale sul disegno di legge che trovate al  IV  punto
  all'ordine del giorno.
   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine del  giorno:  Seguito  della
  discussione  del  disegno  di  legge   Norme  per  l'accoglienza  e
  l'integrazione  sociale degli stranieri immigrati  in  Sicilia (nn.
  174-256-341-450-608 bis/A).
   Invito  i  componenti  la I Commissione  Affari  istituzionali   a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  agli  onorevoli colleghi che la relazione era  già  stata
  svolta, per cui dichiaro aperta la discussione generale.
   Sospendo, brevemente, la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CARUSO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  deputati,  il  disegno  di  legge   è
  abbastanza  chiaro nella sua semplicità. Rispetto ad altri  modelli
  normativi abbiamo assunto la scelta di un disegno di legge generale
  per  principi  che  rinvia  poi  a degli  strumenti  operativi,  in
  particolare  il piano generale sull'emigrazione ed  è  comunque  un
  intervento  che  raccoglie le successioni e le migliori  prassi  di
  altre Regioni che sono intervenute in materia di immigrazione.
   Ovviamente  il  disegno non si confronta con  le  questioni  della
  prima  accoglienza,  dell'emergenza essendo materia  non  riservata
  alle  competenze  delle regioni, si occupa invece  di  integrazione
  sociale.
   Il   disegno   di  legge  illustra  articolatamente   funzioni   e
  strumentazioni   dell'intervento  e  l'idea  di   organizzare   una
  governance    molto    articolata   per   gestire    il    fenomeno
  dell'immigrazione   da   tutto  ciò  che  riguarda   l'immigrazione
  regolare, non l'immigrazione irregolare.
   Di  fatto  la  legge attua i principi generali delle  costituzioni
  europee  e  della costituzione italiana in materia di immigrazione.
  Man mano che ci inoltreremo nell'illustrazione dei singoli articoli
  mi  farò  carico,  avrò  l'onore  di  illustrare  specificamente  i
  contenuti dei singoli disposti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  voglio  dare il mio contributo alla discussione generale esprimendo
  il  mio  apprezzamento per questo disegno di legge che poi  vedremo
  meglio  nei singoli articoli. Credo che sia una risposta  opportuna
  che la politica sta dando ad un tema pentitissimo che è stato ed  è
  attuale  nell'agenda  della politica del  quotidiano  negli  ultimi
  anni.
   Credo  che  è  una risposta importante anche nella  storia,  nella
  tradizione  della  Sicilia  che  è stata  sempre  una  Regione  che
  accoglie e che non ha chiuso mai le porte a nessuno, nella  cultura
  e  nella tradizione di noi siciliani nel modo che abbiamo anche  di
  intendere la vita e la vita di ogni giorno.
   Credo che sia la risposta anche più bella rispetto a quello che si
  sta facendo in altre regioni d'Europa. Immagini insopportabili come
  quella  di trincee chiuse, eserciti con le armi spianate  pronti  a
  fermare  i flussi di migranti di chi cerca aiuto, sono immagini  da
  respingere.  Invece  mi  preme  evidenziare  proprio   questo,   la
  politica, la tanto bistrattata politica, in un momento come questo,
  sta  riuscendo a dare la risposta più importante e più incisiva che
  è  quella del testo normativo efficace, di iniziativa parlamentare,
  che  sono certo troverà pronto riscontro anche in termini esecutivi
  da parte del Governo.
   Ritengo,  signor Presidente, che sia anche la risposta migliore  a
  certe  vicende tristi che hanno riguardato la gestione dei migranti
  in  Sicilia  negli  ultimi  anni,  vicende  che  sono  state  anche
  strumentalizzate e credo che ci siano tutte le condizioni per  fare
  della  governance come ha detto prima l'Assessore, dei  migranti  e
  della gestione difficilissima, di questi aspetti comunitari, invece
  un  punto di forza della Sicilia, una risorsa importante e un  modo
  anche per dare una lezione, una forma di stile diversa, un modo  di
  vivere  questo  momento, comunque, di difficoltà in modo  incisivo,
  attento  e  anche  per  lasciare  una  traccia  futura  alle  nuove
  generazioni di come la Sicilia ha gestito e potrà gestire  fenomeni
  di questo tipo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  non
  posso  non esprimere la mia soddisfazione perché in questo  disegno
  di  legge  unitario vengono anche accolte proposte che fanno  parte
  del disegno di legge n. 256, presentato il 6 marzo 2013 da me e dal
  collega Salvino Caputo.
   Alcune  cose,  però, desidero dirle soprattutto all'assessore,  di
  cui  ho  apprezzato la linearità dell'intervento che  ha  fatto  ed
  anche alla relatrice, all'onorevole Alice Anselmo.
   All'articolo   8,  onorevole  Anselmo,  si  parla  di   invarianza
  finanziaria.   Le   risorse  finanziarie  per  l'attuazione   delle
  politiche  di  cui  alla  presente  legge  sono  rinvenibili  nelle
  rispettive  normative di settori e nei corrispondenti strumenti  di
  programmazione   statale  e  comunitaria.   Dall'attuazione   della
  presente legge non devono derivare nuovi o ulteriori oneri  per  il
  bilancio della Regione.
   Ora,  sto  in  questo momento facendo un ragionamento  di  bottega
  sulle  linee generale si sono soffermati i colleghi, più vi tornerò
  anch'io.
   Veda,  però, relatrice, al comma h), dell'articolo 7, c'è  scritto
  promuove   il  diritto  alla  salute  di  cittadini  come   diritto
  fondamentale della persona, in conformità al decreto legislativo n.
  286/1998  ed  alla  corretta  indicazione,  la  Regione  garantisce
  altresì  l'accesso all'iscrizione dei servizi sanitari e regionali,
  agli stranieri immigrati non regolari e così via.
   Qui  è  evidente che stiamo gravando l'assessorato alla sanità  di
  maggiori oneri e di maggiori impegni, per cui se da una parte,  noi
  indichiamo questo impegno che la Regione necessariamente  andare  a
  sostenere, dall'altra parte dobbiamo trovare le risorse. Nel  senso
  che, stiamo caricando con questo disegno di legge, che è un disegno
  di  legge  organico,  importante, sicuramente affronta  in  maniera
  seria e concreta tutti i problemi che l'immigrazione comportano  in
  Sicilia.  E'  chiaro,  però che va anche tenuto  conto  ciò  che  è
  intervenuto  ieri  presso  il Parlamento nazionale,  ieri  è  stato
  recepito  lo ius sori, cioè il diritto per chi nasce in  Italia  di
  essere  italiano e di conseguenza, se fino ad oggi, abbiamo parlato
  di  immigrati regolari non regolari e così via, da domani  sappiamo
  che  c'è  un'ulteriore fascia di cittadini che non  sono  tali  per
  diritto  di sangue, ma per diritto di suolo, cioè per il fatto  che
  sono  nati  in  Italia. Di conseguenza, io inviterei la  relatrice,
  l'assessore,  dal  momento che mi pare di  capire,  oggi,  verranno
  dettati   i   tempi   per  eventuali  emendamenti   a   tenere   in
  considerazione questa novità assoluta che è intervenuta in  maniera
  tale che noi possiamo, nell'approvare la prossima settimana, questo
  disegno   di   legge,  verificare  se  è  rispondente  alle   nuovi
  disposizioni che il Parlamento nazionale ha voluto.
   Nello   stesso   tempo  inviterei  gli  uffici  dell'Assemblea   a
  verificare   se  il  comma  h),  dell'articolo  7,   oppure   altri
  emendamenti prevedono maggiori e diversi oneri, in maniera tale  da
  essere  consequenziali perché parliamo di ispettori del lavoro  che
  devono andare a fare un'azione di repressione del lavoro nero degli
  extracomunitari,  ma  dobbiamo anche  prevedere  maggiori  risorse,
  altrimenti, l'assessore, che è qui presente, si ritroverà  tutti  i
  giorni  ad avere gente che bussa alla sua porta e lui non  riuscirà
  mai ad esaudire quelle che sono le attese che questa legge fa.
   Ed  entrando  nel  merito  della legge,  credo  assessore,  e  non
  sfuggirà  alla  sua  intelligenza, che dobbiamo regolare  anche  il
  rapporto con lo Stato. Non possiamo pensare di lasciare allo  Stato
  ogni  responsabilità  per  quanto riguarda  la  prima  accoglienza,
  perché   veda,  onorevole  Anselmo,  qui  si  dimentica  una   cosa
  importante: chi è che oggi svolge il servizio di prima accoglienza.
   Quando  l'extracomunitario emigrante, in cerca di pace, di libertà
  viene  in  Sicilia,  si  occupa di lui la Protezione  Civile  della
  Regione  siciliana  che non ha questo compito, che  non  ha  queste
  responsabilità e che non ha nemmeno le risorse per poter dare  vita
  a questo servizio.
   Eppure lo Stato, attraverso le Prefetture, pensa di utilizzare  la
  nostra Protezione Civile, cioè quella della Regione siciliana,  che
  ha  competenze concorrenti con quelle dello Stato nell'attività  di
  assistenza.
   Come   avviene,  come  la  dobbiamo  regolamentare,  anche  perché
  Assessori,  colleghi,  signor  Presidente,  qui  c'è  un    vulnus
  terribile, cioè avviene che i funzionari della Regione siciliana, i
  Dipartimenti provinciali della Protezione Civile sono  costretti  a
  subire  le  imposizioni o le disposizioni impartite dai Prefetti  o
  dai   funzionari  incaricati  dai  Prefetti  di  coordinare  questa
  attività.
   Ciò  non può essere assolutamente consentito, anche perché ricordo
  a tutti che ci sono centinaia di dipendenti della Protezione Civile
  -  con i quali continuiamo a perdere tempo, a non passare di ruolo,
  per  essere  chiari  -  che  in questi anni  hanno  accumulato  non
  centinaia, migliaia di ore di straordinario.
   Dovremmo  cercare di capire chi li deve pagare queste  ore,  anche
  perché  se  domani  decidono di incrociare  le  braccia  e  di  non
  rispondere  più  agli  ordini delle Prefetture,  queste  ultime  si
  devono occupare anche di questa cosa.
   Finiamo  su tutti i giornali del mondo, d'Europa, dicendo  che  lo
  Stato,  la  Regione  Sicilia accoglie, ma  accoglie  chi?  Come  li
  accoglie  e chi è il vero protagonista dell'accoglienza di migliaia
  di migranti?
   Ed  allora,  assessore, nel predisporre questa legge è chiaro  che
  almeno  un  paio  di articoli bisogna dedicarli a  coloro  i  quali
  svolgono  questo ruolo e consentono a migliaia di persone di  poter
  sbarcare.
   L'altra cosa, assessore, che non possiamo fare finta di non sapere
  è  quella della identificazione del luogo dove avverrà lo sbarco di
  migliaia di extracomunitari; perché, vedete, con un ragionamento  a
  dir  poco folle - e io lo dico perché lo fa il Ministero di  cui  è
  responsabile il segretario nazionale del mio Partito - che  io  non
  ho  mai  accettato e che continuo a contestare,  si  è  pensato  di
  realizzare  un  hot  spot,  cioè un  centro  di  prima  accoglienza
  all'interno  del porto commerciale di Augusta. Per  cui  nei  porti
  commerciali  noi non facciamo entrare intrusi, cioè se un  italiano
  vuole  entrare  in  un  porto commerciale vi sono  la  Polizia,  le
  guardie  giurate che gli impediscono di entrare perché è pericoloso
  e  poi all'interno di questo porto ogni giorno arrivano migliaia di
  migranti  che  possono  tranquillamente e  serenamente  scorrazzare
  all'interno del porto, perché loro non sono a rischio.
   Gli  italiani  se  entrano  dentro un  porto  commerciale  sono  a
  rischio, gli extracomunitari non lo sono, cioè: può essere mai  che
  in  Italia  vi  sia qualcuno  legibus solutus ,  cioè  che  non  ha
  l'obbligo  di rispettare le norme. Per cui veda, caro relatore,  io
  la  invito anche su questo a prevedere una norma sull'utilizzo  dei
  porti  commerciali che sono i nostri, non sono dello Stato,  perché
  il  Capitolo V della Costituzione dà, affida alle Regioni - poi nel
  nostro  caso  l'articolo 14 e 17 dello Statuto  affida  in  maniera
  esclusiva e concorrente l'utilizzo dei porti.
   Queste cose, assessore, relatore e colleghi, li dobbiamo andare  a
  trattare in questa occasione, lo Stato non può venire e pensare che
  la  Sicilia e i vari porti della Sicilia sono un luogo dove  ognuno
  sbarca quello che vuole.
   Assessore,  il porto commerciale di Augusta è bloccato da  tredici
  mesi perché sono arrivati tre grandi barconi che portavano mille  e
  più  migranti, sono sbarcati hanno preso queste tre navi e le hanno
  ancorate nelle banchine della Regione siciliana.
   Da quattordici mesi, tre su quattro banchine del porto commerciale
  di   Augusta  non  sono  utilizzabili  da  parte  di  chi  vorrebbe
  commerciare con la Sicilia e con l'Italia.
   Anche  questa  cosa la dobbiamo andare a regolarizzare.  Cioè  chi
  decide  sopra  la volontà, la sovranità della Regione siciliana  di
  portare  extracomunitari nel nostro territorio non può per 15,  13,
  14  mesi ancorare navi di 100 e passa metri all'interno del  porto,
  perché  ciò significa che basta che ne arriva una quarta nel  porto
  commerciale di Augusta e quel porto è finito. Se ne arrivano tre  o
  quattro a Palermo la stessa cosa.
   Quindi,  io  sarei dell'idea che questo disegno di legge,  ottimo,
  importante, significativo, che ha tanti aspetti positivi, però  sia
  anche un disegno di legge che veda se ci sono impegni economici che
  devono  essere attenzionati, preveda modalità e forme dell'utilizzo
  della  Protezione  civile  della  Regione  siciliana,  che   è   la
  Protezione  civile  della Regione siciliana e non  dello  Stato,  e
  regoli  definitivamente uno, intanto il fatto che il Ministero  non
  può  venire  in  Sicilia  e decidere senza  consultare  la  Regione
  siciliana di creare un centro di migranti, ad Augusta, o a Catania,
  o  a  Messina,  o a Pozzallo o a Palermo. Questo non  può  avvenire
  perché  è  violazione  di  quelli che sono  i  diritti  del  popolo
  siciliano sanciti dallo Statuto e dalla Costituzione.
   E  poi, assessore, che si regolarizzi da subito un procedimento di
  evacuazione dai porti commerciali della Regione siciliana di  tutte
  queste navi che ne bloccano l'utilizzo.
   Per cui, per essere chiari: arriva una nave. Può stare in un porto
  della  Regione  siciliana una settimana, ma dopo  quella  settimana
  deve  andare via. Non è possibile. Si deleghi la Regione Sicilia  a
  vendere  queste navi perché queste navi fruttano parecchi denari  e
  poi,  siccome  i  vari uffici dello Stato non riescono  a  mettersi
  d'accordo  su  chi li deve vendere e su chi deve fare cassa  allora
  queste  navi  rimangano per anni, per anni, all'interno  dei  porti
  commerciali.
   Quindi  ripeto. C'è un obiettivo principale che ha  la  legge.  E'
  quello di riconoscere diritti e anche doveri.
   Stiamo  attenti a chi viene nel nostro Paese perché qui spesso  si
  ha l'idea che chi viene nel nostro Paese ha solo diritti. Chi viene
  nel  nostro  Paese  ha  anche doveri e deve  essere  sottoposto  al
  rispetto  delle  leggi  nazionali così  come  facciamo  noi  quando
  andiamo  nei loro Paesi, per essere chiari, così come facciamo  noi
  quando andiamo nei loro Paesi.
   Ma  accanto a questo principio generale di accoglienza, a  cui  la
  Sicilia  evidentemente non deve assolutamente  sottrarsi,  ci  sono
  anche   elementi  di  salvaguardia  del  patrimonio  della  Regione
  siciliana,  del lavoro dei siciliani, del futuro della Sicilia  che
  in  questo disegno di legge evidentemente deve trovare un minimo di
  accoglienza altrimenti ci limitiamo a fare un disegno di legge  pro
  chi  viene  da oltremare, da oltre confine, dimenticandoci  che  ci
  sono  dei diritti del popolo siciliano che devono essere rispettati
  e  dei  doveri  che chi viene in Sicilia deve necessariamente  fare
  altrimenti,  ripeto, si ha l'impressione che possono venire  qui  e
  fare quello che vogliono.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, molto brevemente, non è una replica  ma
  un chiarimento.
   Per  quanto  riguarda  il  comma  h)  dell'articolo  7,  comma  3,
  assistenza sanitaria, la norma si limita a riprendere quella che  è
  una  regolamentazione  di  carattere nazionale  con  riferimento  a
  specifici   disposti  normativi  già  presenti  nella  legislazione
  nazionale,  consideriamo pure che questa norma è stata attentamente
  concordato  con  l'assessore Borsellino e con  il  Ministero  della
  Sanità  in generale, quindi siamo del tutto all'interno dei vincoli
  di spesa del sistema sanitario regionale.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  gli  altri  aspetti   sollevati
  dall'intervento dell'onorevole Vinciullo vorrei chiarire che questo
  disegno  di  legge, altro non è che un tassello di una  complessiva
  strategia  che questo assessorato ha messo in piedi per  affrontare
  il  tema  dell'immigrazione  che  si  focalizza  soprattutto  nella
  costituzione dell'ufficio speciale immigrazione.
   Questo  ufficio, insieme all'assessorato, gestirà l'intera vicenda
  della  politica  d'immigrazione  a livello  nazionale,  essendo  la
  Sicilia   regione  capofila,  onde  tutte  le  questioni  sollevate
  dall'onorevole  Vinciullo, compresi anche problemi  più  specifici,
  sicuramente  saranno  ribaltate  nella  sede  dovuta,  nella   sede
  amministrativa sul tema dell'immigrazione, anche con tutto ciò  che
  riguarda  il tema dell'emergenza, dove appunto la Sicilia  avrà  un
  ruolo di grande responsabilità, essendo stata indicata come Regione
  capofila.
   Per quanto riguarda, infine, i problemi di responsabilità a questo
  assessorato,  non  sfugge  che il tema  dei  diritti  è  fortemente
  collegato col tema della responsabilità e dei doveri.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  discusso
  di questa legge, già in Commissione Affari Istituzionali, dove sono
  state rilevate su una discussione delle perplessità.
   Intanto  vorrei  fare  una considerazione di  carattere  politico,
  proprio sull'articolo 1, perché stabilisce i principi generali e le
  finalità e rimanda ad alcune convenzioni, nazionali, internazionali
  e  ad  alcune  leggi nazionali. Considerato l'andazzo degli  ultimi
  tempi,  mi riferisco all'abolizione del Commissario dello  Stato  e
  visto che, quotidianamente apro il sito dedicato dallo Stato che  è
  quello del Dipartimento degli Affari regionali, mi chiedo, visto le
  ultime   impugnative  che  hanno  subito  le  leggi  della  Regione
  siciliana,  se  anche  per questa legge,  è  il  caso  di  chiedere
  preventivamente il permesso a Roma, perché non vorrei, magari,  che
  dopo  il  dibattito, dopo l'approvazione di emendamenti e di  tutta
  questa  legge,  domani  sul  sito del  dipartimento  ci  troveremmo
  l'ennesima legge impugnata.
   Questo lo dico sia per riferimento alla legge sui liberi consorzi,
  sia  per  riferimento  alla legge sugli appalti  e  soprattutto  in
  riferimento al disegno di legge che è stato depositato dalla Giunta
  sempre sui liberi consorzi, per i quali questo Governo ha deciso di
  obbedire  pedissequamente al  dictat Renziano', alla legge  Delrio,
  cercando di modificare questa legge a quella.
   Non  so  se  questa legge passerà indenne dalle forche gaudine  di
  Roma,  visto che di fatto abbiamo perso, sostanzialmente la  nostra
  autonomie e in parte la nostra ragion d'essere.
   Come abbiamo discusso, lo so assessore che riguarderà soltanto  le
  competenze che ha la Regione siciliana, però lei sa bene che  sugli
  Enti  locali, la Regione siciliana ha competenza esclusiva,  eppure
  la  legge sui liberi consorzi, è stata impugnata. Sugli appalti, ad
  eccezione delle grandi opere, la Sicilia ha compensa esclusiva,  ma
  anche  quella  legge è stata impugnata, anche sulla  materia  della
  salute  e  della famiglia, la Sicilia ha competenza prevalentemente
  esclusiva  ma il timore di un'impugnativa, secondo me, stando  così
  le cose sempre dietro l'angolo.
   Avrei  preferito che a questa legge, di cui secondo me la  Sicilia
  ha  bisogno, circa due anni fa noi da questo scranno,  a  più  voci
  abbiamo chiesto al Presidente Crocetta e all'assessore di turno che
  la  Sicilia,  unica  Regione  in Italia,  sprovvista  di  un  piano
  dell'immigrazione,  la Sicilia che è appunto il  front  office  del
  mediterraneo, è la Regione nella quale sbarca il maggior numero  di
  migranti  è stata sprovvista, fino a quando non approveremo  questa
  legge,  di  una legge che, comunque, cerca di dare una alternativa,
  di  dare  diciamo una possibilità al post sbarco, perché ovviamente
  quella  è  materia  prevalentemente  nazionale,  qui  si  parla  di
  integrazione, qui si parla di diritto alla salute, qui si parla  di
  diritti umani che come tali sono di tutti, sono dei siciliani, sono
  degli   italiani,  sono  dei  migranti,  non  conoscono  ovviamente
  religione, non conoscono sesso, e non conoscono colore della pelle,
  e quindi razza.
   Però  avrei preferito che questa legge seguisse alla legge  quella
  sul  reddito  di  cittadinanza, come ho  avuto  modo  di  dirle  in
  Commissione  è necessario che noi non solo facciamo  la  legge,  ma
  siamo  in  grado  di  spiegarla ai siciliani, perché  noi  dobbiamo
  essere  in  grado  di  dire ai siciliani che quando  garantiamo  il
  diritto  alla salute, così come è giusto e sacrosanto che sia  agli
  immigrati,   cercando  di  integrarli,  o  cercando  di  promuovere
  l'integrazione, perché l'integrazione non è un concetto che si  può
  imporre per legge, è un concetto che appartiene alla cultura di  un
  popolo,   e   i   siciliani   per  antonomasia   sono   il   popolo
  dell'accoglienza,  solo per il fatto di essere stati  dominati  per
  secoli  da  tutte le civiltà che si sono susseguite sostanzialmente
  in Europa, ma dobbiamo essere capaci anche di spiegare ai siciliani
  che  si avvicinano alla nostra struttura sanitaria, e che non  sono
  all'altezza  della situazione, del perché questo  diritto  non  gli
  venga  garantito,  dobbiamo spiegare ai  siciliani  che  in  questo
  momento  non  sono  in grado di fare fronte alle esigenze  primarie
  perché  per esempio ancora il reddito di cittadinanza non è  legge,
  eppure, e sono d'accordo su questo, è necessario fare una legge che
  parli di integrazione, ma come ho avuto modo di dire in Commissione
  noi  dobbiamo  cercare  di  mescolare  siciliani  e  migranti,  noi
  riusciamo  ad  ottenere l'integrazione soltanto se non ghettizziamo
  come  è  stato dal 2011 ad oggi i migranti per esempio nel Cara  di
  Mineo,  non facciamo che quello che è divenuto un affare del secolo
  con  Roma mafia capitale venga riprodotto nelle sue stesse  logiche
  con   questa  legge,  io  mi  auguro  che  questo  non  costituisca
  sostanzialmente  un  ponte  verso il  malaffare,  e  su  questo  il
  Movimento  Cinque  Stelle cercherà di dare  il  proprio  contributo
  affinché questa legge non lo sia.
    E allora assessore noi come ho detto prima veniamo da una zona in
  cui  il problema migrazione è molto sentito, io vengo da una  città
  che si chiama Caltagirone che si trova vicino a Mineo, che si trova
  vicino al Cara di Mineo, che ogni giorno vede, anzi ora diciamo che
  al  Cara  ci sono meno migranti, perché fortunatamente il numero  è
  tornato  al  patto  per la sicurezza, così come prestabilito  dalla
  Prefettura  nel  2011  a duemila unità, il problema  sembra  essere
  avvertito in maniera inferiore rispetto a prima, ma fino a  qualche
  mese fa sulla Catania Gela c'erano decine e decine di migranti  che
  con  la  bicicletta di Mineo si recavano dappertutto,  e  purtroppo
  siamo  stati  anche  e ci siamo purtroppo anche  abituati  a  scene
  assurde,  come  quelle  di  migranti che rovistano  nei  cassonetti
  dell'immondizia  che  prendono  gli  abiti  in  questi   cassonetti
  praticamente della Caritas, ecco questo non è più possibile, questo
  non deve essere più possibile perché noi dobbiamo ridare dignità  a
  queste  persone,  non  è  giusto vedere  queste  persone  che  sono
  abbandonate  a  loro  stesse,  e allora  che  ben  venga  l'Ufficio
  speciale  per l'Immigrazione, e che ben venga anche nella parte  in
  cui  la Sicilia si prefigge il compito di richiamare in Sicilia  le
  sue  migliori  intelligenze, perché se è  vero  che  abbiamo  tanti
  migranti che vengono in Sicilia, oggi tanti nostri giovani studenti
  fanno  i  migranti altrove, e fanno i migranti in Europa,  fanno  i
  migranti in America, portando le proprie intelligenze altrove, ed è
  giusto  che  la  Sicilia si occupi anche di loro, e  si  occupi  di
  riportarli al casa allo stesso modo,
   Per  cui  noi ovviamente daremo il nostro contributo nel corso  di
  questa discussione, e faremo di tutto affinché questa legge come ho
  detto  prima  non diventa il pretesto per far fare i soldi  ad  una
  parte  politica anziché un'altra, visto che l'affare migranti prima
  era  un  affare gestito esclusivamente dalle cooperative di  centro
  sinistra,  le  cooperative rosse, poi in  Sicilia  è  diventato  un
  affare del centro destra, non di tutto il centro destra ovviamente,
  con  il  Cara  di  Mineo  con  in testa l'onorevole  Castiglione  e
  company, grazie.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  disegno  di  legge che esamineremo nelle prossime ore è un  segnale
  forte di inversione di tendenza rispetto ad una questione che, come
  hanno detto già i miei colleghi, in quest'Aula è stata sollevata in
  diverse    occasioni,    attraverso   interrogazioni,    attraverso
  presentazione di mozione che ha suscitato un grande interesse che è
  stata  affrontata da una parte evidenziando la problematicità della
  questione,  e  dall'altra  evidenziando  le  stesse  opportunità  e
  criticità  che la questione presenta. Un atteggiamento, quindi,  di
  quest'Aula,  laico,  che  anche  negli  interventi  che  mi   hanno
  preceduto  ho avuto modo di riscontrare. Ed è questo il  passo  che
  lei, assessore, ha proposto con la sua legge.
   Questa  è  una  legge  di  impostazione programmatica  alla  quale
  accediamo,  quindi, con passo sicuro ma prudente  che  consente  di
  inquadrare  il problema, avvertendo per la prima volta  con  questa
  legge  la responsabilità che la Sicilia in quanto prima piattaforma
  di   accoglienza  di  questo  popolo  migrante  ha  nei   confronti
  dell'Europa.  Le  sono, quindi, grata invece per il  taglio  che  è
  stato  dato, che no è un taglio ideologico, né tanto meno populista
  o  demagogico.  E' un taglio di chi vuole affrontare  le  questioni
  sapendo  che sono dure, puntute, e che ci riserveranno anche  molte
  sorprese  e  molte  decisioni difficili. Questa è  terra,  infatti,
  nella  quale  sono arrivate circa, nel 2014, centomila persone,  un
  po'  più,  un po' meno, ma nel 2015 siamo già oltre. Sono  arrivate
  153  nazionalità  diverse  ed oggi abbiamo  una  concentrazione  di
  arrivi  che  proviene  dall'Africa,  dal  Sud-Sahara;  vi   è   una
  caratterizzazione in questo senso del mondo africano che  cerca  la
  sponda siciliana per attingere l'Europa.
   Quindi,  vedete  bene che non solo i numeri ma le differenziazioni
  di  questi numeri attengono ad una presa di coscienza ed una  presa
  di  responsabilità estremamente complessa. Noi non siamo di  fronte
  ad un evento, un fenomeno destinato a fermarsi nei prossimi giorni.
  E'  un  fenomeno destinato a durare per cui è ancora latitante  una
  politica  internazionale  che ben farebbe ad  intraprendere  azioni
  serie  e continuative in quei versanti di una politica europea  che
  di  tanto in tanto sembra trovare un sentiero, ma il giorno dopo si
  smentisce,  rispetto  alla  quale il  nostro  Paese  e  la  Sicilia
  segnatamente  si  è trovata molto sola. Ma da qui,  da  quest'Aula,
  voglio  fare  arrivare a tutti coloro i quali  si  sono  mossi  nel
  nostro  territorio  per  favorire e far fronte  all'accoglienza  il
  plauso di chi sa che, certo, accanto a questioni di illegalità o di
  malversazione ve ne sono state, invece, altre di virtù civiche e di
  buoni  costumi  che  abbiamo visto intraprendere dalla  Prefetture,
  dagli  enti  locali, dal personale delle autorità  portuali,  tutti
  sottoposti  ad uno stress del quale la nostra cittadinanza,  forse,
  non  ha  potuto  percepire grazie a quell'impegno  che  avevamo  in
  Sicilia.   A  tutti  costoro  ed  anche  al  volontariato  diffuso,
  all'associazionismo che si è molto impegnato in Sicilia, ritrovando
  una  forza,  una  generosità straordinaria che  è  da  additare  ad
  esempio  ad altre parti d'Italia, di un'Italia invece che è apparsa
  molto  egoista, soprattutto al Nord, soprattutto in alcune  regioni
  del  Nord-Est, bene a questo volontariato noi dobbiamo anche questa
  legge.
   La legge è affidata, in realtà, alla stesura, alla preparazione di
  un  piano regionale, di un piano triennale e lì ha il suo punto  di
  forza  ed è anche la sua scommessa perché un piano regionale si  fa
  integrando  proposte, progettualità, sensibilità e  anche  persone,
  gruppi,  ufficiò.  Ed  è  questa la sfida assessore:  riusciremo  a
  mettere  insieme contesti che spesso non sono in grado di  parlarsi
  l'uno  con l'altro e che fanno fatica a riconoscersi, anche  quando
  si  tratta  del  varo di una proposta amministrativa o  addirittura
  della  preparazione di una proposta di legge? La mia esperienza  in
  questi tre anni dice che è questa la vera scommessa.
   Occorre  dunque  una regia molto centralizzata,  una  regia  molto
  forte  da  parte  dell'Assessorato alle politiche  sociali  e  alla
  famiglia,  una capacità di mettere tutti a proprio agio, perché  la
  programmazione  e  il  Piano  regionale  nascano  con  un  rispetto
  effettivo dei bisogni e delle realtà territoriali, le più varie,  e
  una  progettualità  che colga gli obiettivi. Altrimenti  la  legge,
  visto  che  questo è lo strumento base, è destinata a bloccarsi,  a
  fallire,  a non espletare - ciò che io spero e che mi pare  vi  sia
  nei suoi articoli - tutta l'impostazione positiva che lei ha voluto
  dare.
   Credo che bisognerebbe dare un ruolo importante - e non è previsto
  nella  legge - anche alla Commissione parlamentare che,  a  seguito
  del programma degli interventi e del progetto che il Piano esiterà,
  secondo me dovrà essere chiamata a dire la propria. Lo dico  perché
  in  Commissione vi è la possibilità di sentire tutte  le  forze  in
  campo,  sentire  le varie opinioni e costruire una dialettica,  tra
  Parlamento e Governo, utile a scelte così impegnative.
   Aggiungo,  e  lo dico qui davanti all'Assessore per l'agricoltura,
  che  il  tema  che  abbiamo  davanti è complicato.  Diceva  il  mio
  collega, onorevole Vinciullo - sempre molto preciso sulle questioni
  che attengono anche alla gestione finanziaria delle questioni - che
  la  legge  prevede una invarianza di bilancio, perché la  legge  si
  affida all'integrazione di interventi vari. Ma ve ne sono alcuni, e
  cito per questo per esempio  fenomeni di caporalato sessuale',  che
  riguardano in particolare le campagne del sud-est della  Sicilia  e
  che  sono state denunciate in più sedi, caporalato sessuale  a  cui
  dobbiamo mettere un argine intervenendo su più gangli: da una parte
  con   l'assessorato   al  lavoro,  dall'altro   con   l'assessorato
  all'agricoltura e con quello alle politiche sociali.
   Sono  fenomeni  che  hanno  portato alla  ribalta  in  Sicilia  di
  spaccati  drammatici, tremendi, in cui donne dell'est hanno  subito
  dal    caporalato  locale'  o  talvolta  anche  -  e  lo  dico  tra
  virgolette, perché va sottoposto a verifica - da imprenditori senza
  scrupoli, atteggiamenti che appartengono non alla storia di civiltà
  della  Sicilia, ma ad una storia ancestrale che vorremmo  lasciarci
  alle spalle.
   E  dunque, per concludere, io saluto positivamente questo  disegno
  di  legge.  Credo che, come abbiamo fatto in altri casi, con  altri
  disegni  di  legge  molto  innovativi,  ci  stiamo  assumendo   una
  responsabilità molto forte di fare nostro un tema che appartiene ad
  ogni   cittadino  e  cittadina  siciliana,  a  cui  vogliamo  avere
  l'ambizione di dare una risposta, se non completa, almeno parziale.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io confesso la mia
  ignoranza: non avevo letto prima questo disegno di legge e  gli  ho
  dato  una lettura ora. E così a prima vista, mi è venuto in  mente,
  com'era quel film? Era Albanese che diceva c'è pane per tutti?  C'è
  pane   per  tutti.  Oppure,  un'altra  immagine,  quella  di  Maria
  Antonietta  che,  di fronte alla gente che protestava,  diceva   ma
  cosa vogliono, che cos'è che gli manca, perché protestano?   Ma gli
  manca il pane    E distribuite le brioches
   Ora  io capisco che ormai siamo abituati in un suk di tutti contro
  tutti,  e  in  un  suk che prevede l'appastellarsi di  proposte  di
  disegni  di legge e anche di leggi purtroppo che vengono poi  poste
  in  essere,  e  che  magari  può servire  a  coprire  l'incapacità,
  l'incompetenza,  l'inconsistenza stessa di  un  Governo  e  di  una
  maggioranza  di Parlamento che lo segue e che quindi alla  fine  si
  cerchi di tentare di camuffare tutto ciò con le proposte più  varie
  e svariate.
   Ora è chiaro, ed è lungi da noi pensare che non si possono mettere
  in pratica alcuni principi che sono i principi umanitari, solidari,
  nessuno  di noi, né la nostra storia, né la nostra cultura,  né  le
  nostre  radici, né le tradizioni, né il modo di essere della nostra
  società ci possono portare a non soccorrere chi è in pericolo  e  a
  non dare un pezzo di pane a chi sta morendo di fame.
   Ma  da qui, in una situazione nella quale siamo in presenza di  un
  Governo  che  ha  portato questa Regione  al  disastro,  e  non  mi
  riferisco solo a questo ultimo Governo, ma agli ultimi Governi, gli
  ultimi  sei  anni,  che hanno portato questa  Sicilia  al  disastro
  totale.  In una situazione nella quale siamo costretti a  fare  3-4
  finanziarie all'anno, nella quale non riusciamo più a garantire  il
  sostentamento  per  tutta  una  serie  infinita  di  categorie   di
  lavoratori  che avevano un sostegno e che non ce l'hanno  più,  dai
  lavoratori  della  formazione professionale,  ai  lavoratori  della
  forestale,  ai  consorzi di bonifica, a tutti  i  lavoratori  delle
  partecipate, ai lavoratori stessi delle Province, alla massa enorme
  di  disoccupati che abbiamo, che fanno sì che questa Regione sia al
  primo  posto in Europa per numero di disoccupati e all'ultimo posto
  per occupazione.
   Ma  come  si può immaginare di continuare a presentare dei disegni
  di  legge  che sostanzialmente non dicono assolutamente  nulla,  ma
  cercano  di  mettere  in campo degli strumenti  possibili  per  dei
  decreti  attuativi  da fare dopo, senza neppure  un  controllo  del
  Parlamento  su  ciò  che  i  decreti  attuativi  che  vengono   qui
  richiamati  in  questa  norma, tra l'altro  con  l'affermazione  di
  alcune cose molto gravi, come per esempio quelle che riguardano che
  poi   successivamente saranno stabilite le premialità  da  dare  ai
  Comuni nei decreti attuativi .
   Che  significa?  Come si può dare una delega  in  bianco  ai  vari
  assessori,  ai  vari rami dell'Amministrazione, senza  definirne  i
  criteri? Che vuol dire  successivamente saranno, con decreto  degli
  assessori,  saranno  stabilite le modalità, l'entità  stessa  degli
  aiuti delle premialità che saranno date ai Comuni ?
   Neppure il Parlamento nazionale può dare una delega così vasta  al
  Governo,  e  qui  leggo  che con una facilità  allarmante  -  stavo
  vedendo  dov'era il comma a cui facevo riferimento e per  il  quale
  invito   anche  gli  Uffici  almeno  ad  eliminare  i  più   grandi
  strafalcioni  da questo disegno di legge. La delega  che  si  vuole
  dare  è  una delega che non è prevista neppure a livello nazionale,
  perché non si può delegare il  Governo su una materia se prima  non
  vengono  delineati  gli ambiti della materia ed  i  confini  ed  il
  limite  stesso  delle  tipologie, in questo caso,  di  aiuti  e  di
  premialità  che si vuole dare, perché assisteremmo ad  un  arbitrio
  bestiale.
   Dopo  di  che mi fa ridere - e ritorno alla battuta iniziale   c'è
  pane  per  tutti', o   mentre il Titanic affonda, noi  balliamo'  -
  come  si  può  dire  che  è  una  norma  che  non  prevede  impegno
  finanziario?  Ma  veramente  pensate  che,  per  esempio,  possiamo
  accollarci così allegramente di caricare, per citarne solo una, sul
  Servizio  sanitario nazionale una quantità di oneri  e  di  risorse
  infinite, quando contestualmente, non essendo neppure in  grado  di
  chiudere  i  bilanci  della  Regione  stessa,  noi  costringiamo  i
  cittadini  ed anche i disoccupati a non curarsi più o  a  farsi  un
  mutuo  per  pagare  il ticket. Ma veramente possiamo  continuare  a
  legiferare  in  questo modo ed a prendere in giro  i  cittadini  in
  questo modo? Un po' di pudore nella situazione drammatica in cui ci
  troviamo,  un po' di pudore  Posso capire una legge che enunci  dei
  principi,  ma  nel momento in cui si inseriscono all'interno  della
  norma  stessa dei principi vincolanti o che comunque, se approvati,
  comporterebbero un esborso di denaro che non abbiamo, che  facciamo
  poi?  Cerchiamo  di  aumentare  le tasse  ai  nostri  cittadini?  O
  tagliamo  altre  prestazioni nei confronti  dei  nostri  cittadini?
  Siamo  seri, nessuno è contro l'accoglienza  Nessuno, e l'ho  detto
  all'inizio dell'intervento, nessuno per cultura e per tradizione.
   La  Sicilia  è  stata sempre Terra d'accoglienza,  ma  qui  stiamo
  entrando  in  un  altro  campo, stiamo entrando  nel  tentativo  di
  favorire associazioni. Ancora parliamo di mediazione culturale,  si
  parlava  vent'anni fa di mediazione culturale, di  associazioni  di
  cooperative,  ma  dopo Mafia Capitale e tutto  quello  che  abbiamo
  visto,  ancora dobbiamo insistere su questo e su deleghe in bianco?
  La  normativa  è  già  ampiamente esistente  a  tal  riguardo,  gli
  strumenti  sono  ampiamente a disposizione  anche  quelli  di  tipo
  normativo e di tipo attuativo.
   Quindi  se  vogliamo mettere in campo delle attività per  favorire
  queste  povere  persone  che  sono in cerca  di  aiuto,  il  nostro
  armamentario  legislativo  è tale che ci  consente  e  consente  ai
  nostri Assessori ai rami del Governo, di potere intervenire.
   Ma non si cerchi di far passare attraverso questo disegno di legge
  il  tentativo  di  creare le solite sacche di  associazionismo  che
  cercano  di  appropriarsi  delle  risorse  che  ci  sono  in  campo
  nazionale e comunitario.

   BANDIERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Caruso,
  con tutto il rispetto, o io non ho capito nulla di quella che è  la
  vicenda legata ai flussi migratori di questi anni e che toccano  la
  Sicilia, o qui c'è qualcosa di strano. Oppure questa norma potevamo
  datarla 1985, quando in un momento di  vacche grasse', di sperperi,
  di soldi stampati a suon di debito pubblico che cresceva in maniera
  galoppante, diventava un modo per oleare un contesto, un territorio
  che  volendo  iniziative  vane  che andavano  poi  a  beneficio  di
  associazioni, perché no di territori, di addetti, di impiegati.
   Io  ritengo  sommessamente che questa norma, se  non  accompagnata
  dalla  copertura finanziaria, sia di per sé neanche  trattabile,  a
  meno che non venga chiarito come gli obiettivi e le priorità di cui
  all'articolo  3  si  intende perseguirli come  ad  esempio  si  può
  realizzare  un  sistema integrato di interventi di servizi  per  la
  piena integrazione in Sicilia a costo zero, come per esempio si può
  acquisire  una  conoscenza  strutturata  di  flussi  migratori  che
  interessano il territorio, come si può promuovere la conoscenza dei
  fenomeni  migratori  e dei fenomeni correlati anche  nelle  scuole,
  nelle  università,  a  meno  che  non  prendiamo  l'apparato  della
  burocrazia, il mondo impiegatizio della Regione siciliana e diciamo
  scordatevi  dei  siciliani  tanto siete efficientissimi,  tanto  le
  richieste  e le istanze dei siciliani vengono evase in  poche  ore,
  quindi  fermatevi  un attimo, aspettate i siciliani  e  studiate  i
  flussi migratori.
   Dicevo,  probabilmente, non ho capito niente  perché  a  me  hanno
  spiegato,  ho  appresso  in  queste  settimane,  in  questi   mesi,
  Assessore, me lo spiegherà lei perché sicuramente è più competente,
  che  i  migranti in Sicilia non stanno impazzendo per  rimanere  in
  Sicilia,  anzi  vogliono andare via e siamo noi  a  tenerli  chiusi
  dentro i centri con commissioni inefficienti per numero e per  mole
  di lavoro che riescono ad assorbire.
   Allora   se  abbiamo  qualche  risorsa,  se  rintracciamo  qualche
  risorsa,  ma  mi sembra difficile, visto che siamo dinnanzi  ad  un
  fallimento ormai attuale, imminente, ma nascosto, ma che già  grava
  sulle  casse  e  sulla nostra Regione, se abbiamo  qualche  risorsa
  impieghiamola  per velocizzare questo sistema che  odora  tanto  di
  marcio perché i migranti arrivano perché vogliono andare così  come
  la  storia  del mondo, così come la storia dei nostri  popoli,  chi
  siciliano  vero  non  ha  parenti  in  Argentina  o  in  Australia,
  Assessore,  la  gente  del mondo scappa dalla  guerra  o  cerca  un
  avvenire  migliore  e  va  laddove ci  sono  territori  in  via  di
  sviluppo,  con  un  PIL  che cresce, con un'economia  florida,  non
  vengono qui a condividere con noi il fallimento prodotto dalla mala
  politica  di questi anni e perpetuato da questo metodo di governare
  l'Isola.
   E  allora, Assessore, quando ha voluto spiegarmi tutto ciò che  io
  non  avevo capito, quanto avrà la replica e mi darà una lezione sui
  flussi  migratori di questo pianeta, visto che non ho capito nulla,
  la  prego  anche  di  voler valutare e di voler riportare  all'Aula
  un'ipotesi  che ritengo saggia di fermarci un attimo e di  fare  un
  serio approfondimento su ciò che serve a questa gente.
   Ripeto, questa gente vuole andare in Germania, in Svezia, fra poco
  se  ne  andranno dove l'economia galoppa, chissà in Asia. E  allora
  non  fermiamoci  qua  a  promuovere scambi  interculturali,  feste,
  festine  fra  associazioni, corsi di formazione,  corsi  di  lingua
  italiana, corsi di qualsiasi cosa. Aiutiamoli a raggiungere i posti
  dove  l'economia è florida, dove l'economia cammina a  buon  ritmo,
  perché  fra poco dopo di loro molti dei nostri conterranei,  quelli
  che  non  hanno già iniziato a farlo, saranno appresso a  loro  per
  condividere territori che probabilmente non saranno il nostro.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo   per   pochi   minuti  riservandomi   naturalmente   di
  intervenire  in  sede di esame dell'articolato e  intanto  desidero
  manifestare da un lato apprezzamento per lo sforzo che si  intende,
  anche   da  parte  del  Governo,  compiere  nel  porre  al   centro
  dell'attenzione del Parlamento un tema tardivamente affrontato.
   Al tempo stesso desidero manifestare tutte le mie perplessità e la
  diffidenza, se si vuole, perché credo che questo disegno  di  legge
  rischia  di  rimanere soltanto una enunciazione di buoni  propositi
  non  solo e non tanto per le ragioni legate all'impegno finanziario
  che  esso  comporterebbe una volta diventato legge ma anche  perché
  credo  manchi  il  contesto normativo nazionale ed  internazionale,
  quest'ultimo  in  costante evoluzione, all'interno  del  quale  una
  Regione   di  frontiera,  come  la  nostra,  potrebbe  e   dovrebbe
  regolamentare la materia.
   I   colleghi   che   mi  hanno  preceduto  hanno  ricordato   come
  l'esperienza   legata  all'accoglienza  ed  al  trattenimento   dei
  migranti in Sicilia, negli ultimi anni, sia stata segnata da  gravi
  episodi di cattiva gestione, per alcuni dei quali, come è noto,  si
  sta occupando la Magistratura, mentre la commissione che ho l'onore
  di  presiedere,  la  commissione Antimafia, la prossima  settimana,
  licenzierà  la  relazione sul sistema CARA e dei  centri  SPRAR  in
  Sicilia, con particolare riferimento alla provincia di Catania.
   Non  è,  quindi,  di quelle responsabilità, tanto meno  di  quelle
  penali  che  io  stasera intendo qui fare cenno, ma  ho  paura  che
  questo  disegno di legge, per volere rispondere a tanti,  a  troppi
  obiettivi, corre il rischio di restare pressoché inapplicato.
   Vorrei  chiedere  al  Governo se, nel mettere  assieme  quattro  o
  cinque  disegni  di  legge che, due anni fa, sembrano  passati  due
  secoli, alcuni gruppi parlamentari hanno proposto, se il Governo ha
  sentito il bisogno di incontrare anche l'ANCI.
   Temo che non l'abbia fatto perché ho paura, signor assessore,  che
  non  tutti i sindaci la pensino come il Governo regionale in questa
  materia.
   I  sindaci  sono  stati  lasciati soli di fronte  ad  un  fenomeno
  inedito,  dalle  dimensioni  inimmaginabili,  con  implicazioni  di
  carattere   sanitario,   sociale,  economico,   culturale   davvero
  ingovernabili.
   Né  si  può  pensare  di continuare a porre a carico  dei  comuni,
  adempimenti  ed  oneri, logistici e finanziari, che  i  comuni  non
  potrebbero  mai  supportare  e sopportare,  visto  che  neanche  le
  popolazioni  autoctone spesso accedono ai benefici  ed  ai  servizi
  prioritari dei quali ogni comune è delegato dalla Regione  e  dalle
  leggi dello Stato.
   Ed allora - e concludo - nell'esame dell'articolato non mancheremo
  di  far  sentire, con puntualità, il nostro contributo a migliorare
  questo  disegno  di  legge che, come ha detto  il  mio  capogruppo,
  onorevole Formica, presenta tante, molte insidie.
   Prendiamo  atto  del fatto che il disegno di legge neutralizza  le
  tentazioni   populiste  perché  dice,  con   chiarezza,   a   quale
  fattispecie  di migrante si fa riferimento, quindi, è  già  esclusa
  ogni ipotesi di immigrato clandestino - clandestino perché fuori da
  ogni  norma  nazionale  e comunitaria - e si  fa  riferimento  agli
  immigrati   che  la  legge  riconosce  poter  restare  in   periodo
  provvisorio o definitivo sul suolo italiano.
   Anche qui, Assessore Caruso, io ritengo che lei debba avviare  una
  interlocuzione  con  il  Governo nazionale,  non  lo  ha  fatto  il
  Presidente della Regione intestandosi, fra le altre, una  grande  e
  grave responsabilità perché, per esempio, sulla vicenda del CARA di
  Mineo,  sulle  vicende  dei Centri SPRAR e  sul  trattenimento  dei
  minori  non accompagnati, la Regione ha brillato per assenza totale
  lasciando  le  Associazioni  di volontariato  e  i  Comuni  in  una
  disarmante condizione di solitudine.
   Allora,  anche in questo senso, signor Assessore, mi  permetto  di
  suggerire  l'opportunità  di un contatto concreto  con  il  Governo
  nazionale, perché anche alla luce di eventuali esperienze  maturate
  nelle  altre Regioni - ma non mi faccio illusioni in questo  senso,
  essendo  noi e soltanto noi Regione di frontiera - si possa  capire
  come affrontare un fenomeno che, senza comportare ulteriore spesa a
  carico  del  bilancio  magro  dei  Comuni,  possa  consentirci   di
  garantire la dignità delle persone immigrate, senza dimenticare che
  accanto  a  questo  obiettivo  prioritario  ne  rimane  un   altro,
  altrettanto  prioritario,  quello  di  garantire  la   dignità   ai
  cittadini  siciliani  che,  molto  spesso,  reclamano  diritti  non
  riconosciuti     e,     alcune    volte,     dolosamente     negati
  dall'Amministrazione regionale.
   Su  questi  temi e con questo stato d'animo, scevro da  pregiudizi
  ideologici  e animato da buoni propositi come deve fare ogni  forza
  di opposizione, io credo che noi potremo affrontare con serenità un
  articolato  particolarmente complesso,  pur  alimentando  -  signor
  Presidente  e  signori  tutti  -  sincera  diffidenza  e   motivato
  scetticismo  sulla efficacia che questo disegno di  legge,  qualora
  dovesse  trovare  il  voto  dell'Aula,  possa  tradursi  in  azioni
  concrete sul territorio della Regione siciliana.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  manterrò
  un  approccio assolutamente distante rispetto a qualsiasi posizione
  di carattere ideologico.
   Ovviamente  i  temi  dell'accoglienza, della  salvaguardia,  della
  tutela  dei  diritti non possono avere una posizione  di  carattere
  ideologico. Purtuttavia, ci sono degli aspetti che non possono  che
  saltare  agli  occhi nella lettura di questo testo,  un  testo  che
  affronta  alcuni  aspetti  che  riguardano  princìpi  di  carattere
  generale, parlando di tutele ma che lo fa - consentitemi di dire  -
  su  un  livello  di  generalità e di astrattezza talmente  alto  da
  rischiare  di  privare di contenuti e di sostanza l'intervento  che
  vogliamo realizzare.
   Fatte  alcune  eccezioni che riguardano, ad esempio, l'istituzione
  dell'albo  dei  mediatori interculturali,  di  cui  se  ne  avverte
  l'esigenza  rispetto  agli aspetti legati alla integrazione  socio-
  sanitaria, dove le strutture ospedaliere si ritrovano ad accogliere
  i  nostri  fratelli migranti, in una società che  -  per  carità  -
  cambia, una società che si modifica, una società all'interno  della
  quale,    con  grande onestà intellettuale dobbiamo riconoscere,  i
  nostri  fratelli migranti sono quelli che spesso si  prendono  cura
  dei  nostri  affetti più cari. Oggi ai migranti noi consegniamo  la
  cura  talvolta  dei nostri anziani, talvolta persino  la  cura  dei
  nostri bambini.
   E' una società che si evolve e che mette dentro tutto anche questo
  con  delle  realtà che, talvolta, in un processo di  contaminazione
  delle  culture garantisce, anche e persino, che la piccola e  media
  impresa  riceva  un  contributo  da  questo  tessuto  spesso  anche
  produttivo.
   Purtuttavia,  ritorno  al  nodo  critico,  tutti  questi   aspetti
  all'interno del testo, fatte alcune eccezioni come questa dell'Albo
  mediatori interculturali, è come quando si fa un generico  -  anche
  lì  -  riferimento  agli  aspetti dei diritti  legati  alle  tutele
  sanitarie,  fatte alcune eccezioni, si rimane ad un livello  che  è
  lontano   dalla  possibilità  di  risolvere  operativamente   delle
  questioni.
   E  quando  si  spinge ad affrontare la questione con  riferimenti,
  appunto, di carattere operativo, parlando, ad esempio, della tutela
  in  ambito sanitario, lo fa spingendosi come dinanzi ad un  baratro
  perché  non si possono fare delle enunciazioni di principio  e  poi
  dire  che  per questo testo non necessita una copertura finanziaria
  perché, se è vero che in questo momento, così come è predisposta la
  sanità  in  Sicilia, talvolta con gli sprechi, con le inefficienze,
  con  l'inefficacia del sistema non si riesce, comunque, a garantire
  la  risposta  minima  dentro  i livelli essenziali  di  assistenza,
  figuriamoci se in questo momento la sanità siciliana, così  come  è
  strutturata,  senza  un ulteriore intervento di  spesa,  a  partire
  dallo stesso intervento dei mediatori culturali, se in un approccio
  di questo tipo si può ipotizzare di arrivare a delle soluzioni.
   E'  chiaro,  quindi,  che  serve lo stanziamento  di  risorse  ma,
  soprattutto,  a  quel  punto, serve decidere quale  strada  seguire
  perché  se  noi  diciamo  che questo testo  non  necessita  di  una
  copertura  finanziaria, allora abbiamo fatto  un'altra  norma  spot
  come tante altre ce ne sono state.
   Se, invece, dovessimo scegliere, come io auspico, di immaginare un
  percorso  all'interno  del  quale  la  copertura  finanziaria  deve
  intervenire,  bisogna  a  quel punto  fare,  invece,  delle  scelte
  rispetto al modo in cui si intende orientare la spesa.
   E  anche  lì la dimensione ideologica è una dimensione  che  ormai
  sfugge al sentire comune dei cittadini. Alla gente non interessa se
  l'approccio è di destra o di sinistra. Alla gente interessa  capire
  come  noi,  a  partire  da  un approccio della  Regione  siciliana,
  decidiamo di affrontare questo tema.
   Su  questo, scevro ripeto da impostazioni ideologiche, io  ritengo
  che la spesa dovrebbe essere orientata diversamente.
   Probabilmente  i  nostri fratelli meno fortunati  oggi  potrebbero
  beneficiare   di   interventi  all'interno  dei   loro   Paesi   di
  provenienza,  potrebbero  beneficiare di  interventi  e  potrebbero
  davvero  chiamare  in  causa  anche la  dimensione  produttiva  del
  territorio  siciliano con il coinvolgimento di imprese, di  aziende
  che  magari  potrebbero  essere in grado di trasferire  innovazione
  tecnologica  rispetto a quei Paesi che in questo  momento  sono  un
  attimino più indietro.
   Purtroppo, per fare un paradosso, mi sentirei quasi di dire che la
  Sicilia è troppo piccola per poter vedere trasferite, mi piacerebbe
  in  uno  spirito  di  accoglienza che  contraddistingue  il  popolo
  siciliano,  ma  è  troppo  piccola  per  potere  trasferire  ondate
  migratorie mentre accade che i nostri giovani vanno via.
   Bisogna  allora,  a  mio avviso, trovare un equilibrio  in  questo
  trasformarsi  della  società, che diventa sempre  più  globale,  in
  grado  di garantire interventi che effettivamente siano, in qualche
  modo,  funzionali rispetto a chi, da una parte cerca  e  lancia  un
  grido  di  aiuto legato ad una richiesta di tutela di  diritti  ma,
  dall'altro, deve anche percepire che ci sono delle regole del gioco
  che,  in  una  società magmatica dove garanzie non ce ne  sono  per
  nessuno,  si  rischia  di creare ghetti su ghetti  dove  alla  fine
  finiremo  con  il  dover trattare altre priorità che  riguarderanno
  magari  la consegna alla criminalità organizzata di alcuni fenomeni
  che  poi  sfuggono al controllo di questura, prefettura  ed  altro,
  che,  magari  finiremmo con il consegnare gli aspetti  legati  alla
  tratta di donne che, finiscono per le strade, talvolta anche  delle
  città  metropolitane,  oggetto  e  vittime  di  tratta,  abusi,  di
  maltrattamenti.
   Bisogna capire qual è il modello al quale noi guardiamo, qual è il
  sistema  di accoglienza che pensiamo per le nostre città,  cercando
  di  coniugare  questo  spirito di accoglienza,  che  da  sempre  ha
  contraddistinto il nostro popolo, con quella necessità di  tutelare
  i  diritti  dei  nostri  concittadini che avrebbero  -  scusate  il
  bisticcio di parole - diritto a vivere una società che cambia,  che
  si  trasforma  ma  che  lo faccia in meglio, anziché  peggiorare  e
  deteriorarsi.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero tentato di  non
  intervenire ma alla fine la mia coscienza mi ha spinto  a  lasciare
  traccia del mio pensiero anche in questo tema.
   Credo  che ci sfugga una cosa importante: questa legge che è stata
  sottoscritta o, per meglio dire, che è stata presentata sotto forma
  di  disegno  di  legge  con diversi testi da  diversi  colleghi,  è
  lontana anni luce dalla realtà di oggi e spiego perché.
   E'  stata preparata nel lontano 2013. Dal 2013 ad oggi, a  livello
  nazionale, a livello europeo, a livello internazionale,  a  livello
  mondiale  sono  cambiate radicalmente tante cose,  tranne  che  non
  vogliamo  in questo momento dire ai siciliani  vi stiamo  prendendo
  in  giro   e lo capiscono perché non sono stupidi, anche  con  toni
  bassi, adeguati, ma la gente non è stupida.
   Sulla  vicenda che riguarda l'immigrazione complessiva, credo  che
  la  Regione  siciliana, dovrebbe svolgere non il ruolo di  fare  un
  testo  di  legge, che secondo me, poco può modificare, ma  dovrebbe
  svolgere  un ruolo politico, visto che siamo una terra,  che  è  la
  prima dove i barconi arrivano e non più oggi fondamentalmente  qui,
  perché  oggi  arrivano  anche  in  altre  realtà  europee  diverse,
  Ricordiamo questo perché fino a tre anni fa non accadeva.
   Devo  anche dire con molta correttezza che non condivido e non  ho
  condiviso  il  tema  urlato  di  alcuni  partiti  che,  a   livello
  nazionale,  hanno  fatto  passare un  messaggio  mediatico  che  va
  spiegato.  Oggi il cittadino a casa è convinto che l'immigrato  che
  arriva in Sicilia, che arriva in qualunque posto, riceva nella  sua
  taschina 35 euro di contributo al giorno. Totalmente falso perché i
  35 euro non vanno all'immigrato ma alle realtà che gestiscono. Caro
  collega  Cancelleri,  del  Movimento Cinque  Stelle,  lei  sorride,
  troppo  spesso la penso come lei e sono convinto che lei  la  pensa
  come  me e glielo spiego. Su un sindaco del Movimento Cinque Stelle
  di  Bagheria,  sulla vicenda immigrati, anzi la  chiamo  in  causa,
  credo  che  sia importante per la cittadinanza, ed è giusto  che  i
  cittadini siciliani conoscano anche queste cose.
   Invece, Assessore, le chiedo e sarei curioso di conoscere e sapere
  se  la Regione, il Governatore Crocetta e lei Assessore e gli altri
  Assessori,  hanno pensato, o è stato mai creato un  tavolo  tecnico
  organizzativo,  operativo, tra la Regione siciliana  e  il  governo
  nazionale.
   Dentro il disegno di legge - va detto per chi ci ascolta a casa  -
  l'art.  8  dice  chiaramente che questa legge non ha  nessun  costo
  aggiuntivo  per  i  siciliani, lo dobbiamo dire perché  è  corretto
  spiegarlo non ci sono costi, però sappiamo anche che le risorse che
  vengono  utilizzate  oggi per l'accoglienza  agli  immigrati,  sono
  risorse  normate  a  livello nazionale da  norme  e  circolari  del
  Ministero dell'Interno e dalla Comunità Europea.
   Collega Falcone, la ringrazio, vi dico perché questa legge è  solo
  una  legge per fare filosofia del diritto dico io, e politica, cita
  al  suo interno la Carta dei diritti umani del 10 dicembre 1948,  i
  trenta  articoli della Carta dei diritti umani, io  invito  i  miei
  amici, colleghi d'Aula ad andare a leggere i trenta articoli  della
  Carta dei diritti umani e vi posso garantire che oggi quell'impegno
  solenne  che venne assunto in Francia con quella carta dei  diritti
  umani,  è stato totalmente, nei trenta articoli, disatteso. Quindi,
  noi  stiamo  dicendo,  dentro un testo di legge  che  dovremmo  non
  disattendere, utilizzare i trenta articoli della Carta dei  diritti
  umani,   quando  nel  mondo  quei  trenta  articoli   non   vengono
  completamente  attuati:  diritto allo studio,  diritto  al  volersi
  sposare,  alla religione, tutta una serie di cose, trenta  articoli
  che oggi, al livello mondiale, vengono violati giornalmente.
   Io  non so se noi siamo oggi nelle condizioni di potere modificare
  l'assetto  mondiale  come Regione a statuto speciale,  ma  mi  pare
  molto  difficile  ed improbabile, quindi, credo che  sia  opportuno
  soffermarsi un attimo e ragionare, invece, di politica concreta.
   Mi rivolgo al mio collega Cancelleri che poco fa sghignazzava, nel
  senso  buono, perché so che c'è grande stima reciproca da  entrambe
  le  parti,  però, sul tema degli immigrati - e questo  mi  dispiace
  dirlo - esiste oggi grande diffidenza, eccessiva diffidenza, tant'è
  che ci sono comuni come il comune di Bagheria che l'anno scorso  ha
  ricevuto  dal Ministero dell'Interno un finanziamento da  800  mila
  euro  in  tre  anni, a costo zero per il comune  di  Bagheria,  per
  realizzare un centro di accoglienza per immigrati disabili  e  quel
  sindaco, spinto probabilmente anche dalle coscienze, dalle proteste
  dei cittadini, ha pensato bene di rinunciare a quel finanziamento e
  rimandarlo   indietro.  Ecco  perché  citavo  questo   dato   della
  diffidenza.  Oggi  tanta la diffidenza su  questo  tema,  tanta  la
  preoccupazione  di  approcciare i  progetti  ed  i  programmi,  che
  vengono restituiti indietro i soldi  perché hanno paura a toccare o
  a  dire  assistiamo un immigrato  era il segmento primo, unico  per
  la Sicilia, quel centro prevedeva la realizzazione di un centro per
  gli   immigrati   minori   disabili,  quelli   che   sono   proprio
  completamente  ai margini, quel sindaco ha ritenuto opportuno,  non
  perché   fossero  i   Cinque  Stelle',  rimandare   indietro   quel
  finanziamento.
   Sono  certo di quello che dico, perché ho avuto modo di incontrare
  il  sindaco  chiedendogli che era opportuno non fare  perdere  quel
  finanziamento,  invece,  lui  ha  ritenuto  opportuno  scrivere  al
  Ministro degli Interni dicendo che rinunciava a quel finanziamento.
   Ho fatto questo ragionamento un po' più ampio, toccando più punti,
  perché  ritengo  che  dobbiamo cominciare  a  recuperare  veramente
  serietà e credibilità, dobbiamo assumerci la responsabilità di fare
  cose concrete, cose vere che hanno un senso, se dobbiamo fare, come
  dice l'amico mio, filosofia del diritto, quella filosofia, prima  o
  poi,  ci  si  ritorcerà  contro,  contro  noi  ma  anche  contro  i
  siciliani.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  la
  posizione del mio gruppo parlamentare è stata ampiamente espressa e
  chiarita   dagli   interveti   del   Presidente   Formica    prima,
  dell'onorevole  Musumeci poi, e però rimane ancora  alla  curiosità
  del  sottoscritto, rivolgendomi con il rispetto dovuto all'illustre
  rappresentante del Governo, qualche ulteriore considerazione.
   Io  ho  imparato che una legge serve o per fotografare una  realtà
  esistente,  e  tentare di disciplinarla nel futuro, o per  prendere
  atto  con  qualche ritardo di un fenomeno sociale  e  ricorrere  ai
  rimedi  con una disposizione normativa, con un corpo di norme,  con
  una legge.
   L'assessore, professore Caruso, sa molto meglio di me  a  cosa  mi
  riferisco e sono questi princìpi fondamentali, princìpi basse della
  capacità dei corpi elettorali di formulare e di promulgare leggi.
   Ora,  veda,  assessore  Caruso, questa norma,  questo  insieme  di
  norme, ha certamente un merito, quello finalmente di introdurre  in
  questo  nostro  Parlamento regionale un tema  e  di  promuovere  un
  dibattito  che è stato per tre anni consecutivi negletto  e  vorrei
  dire  reietto dal Governo della Regione perché ogni volta che si  è
  parlato   del   fenomeno  dell'immigrazione   e   delle   politiche
  dell'accoglienza   è  sempre  stato  per  iniziativa   dei   Gruppi
  parlamentari di minoranza, non voglio nemmeno in questa sede ed  in
  questo momento definirli di opposizione.
   Nel  passato,  nemmeno  tanto lontano,  perfino  in  occasione  di
  dibattiti  in  ordine alle leggi finanziarie e di  stabilità,  sono
  stati  i  Gruppi di opposizione, i Gruppi di minoranza, è stato  il
  mio Gruppo parlamentare, qualche volta il sottoscritto, a chiedere,
  a  stimolare  il  Governo della Regione e per  esso  il  Presidente
  Crocetta  ad  intervenire nei confronti del Governo  nazionale  per
  farsi nominare egli commissario straordinario di quella che è stata
  un'autentica emergenza.
   Questo discorso è caduto ripetutamente nel vuoto sicché ha ragione
  l'onorevole  Musumeci  quando richiama il concetto  della  perfetta
  assenza  del Governo della Regione siciliana negli ultimi  36  mesi
  con riferimento ad un fenomeno che è stato particolarmente grave  e
  che oggi persino mostra, invece di essere meno ardente rispetto  al
  passato  recente,  morde di meno la questione  immigrazione  e  non
  sappiamo  se  morde  di  meno perché il flusso  continua  ma  si  è
  velocizzato  il tempo della possibile destinazione degli  immigrati
  in altre terre d'Europa e del mondo.
   Voglio,  qui,  ricordare  che  il  numero  davvero  eccessivo   ed
  esorbitante di 4.600, 4.800 cittadini di colore, uomini  di  colore
  rinchiusi  dentro le pastoie, le strettoie del CARA di Mineo  si  è
  ridimensionato,  si  sono ridotto adesso ad  un  numero  certo  più
  gestibile.
   Allora,  mi  chiedo, signor Assessore, ma è proprio indispensabile
  che questa legge intervenga con queste forma ed in questo momento?
   Mi  consenta,  assessore giurista, qualche rilievo: il  primo  con
  riferimento  all'articolo  81, quarto  comma,  della  Costituzione,
  quella norma che pretende - ovviamente, lei lo sa meglio di me - la
  copertura finanziaria per ogni intervento normativa che presupponga
  una  spesa  e  la  norma  costituzionale  fa  espresso  riferimento
  all'indicazione  dei  mezzi economici, dei  mezzi  finanziari,  non
  delle fonti di finanziamento.
   Veda,  Assessore, se ancora esistesse in Sicilia la  funzione  del
  Commissario  dello  Stato, in funzione, per l'appunto,  preventiva,
  senza   dovere   attendere,  come  avviene  ormai  quotidianamente,
  settimanalmente, il Governo Renzi ad impugnare sistematicamente  le
  norme  proposte  dal Governo Crocetta e votate dalla  variopinta  e
  variegata  maggioranza che dice di sostenere il  Governo  Crocetta,
  questa  norma  non  potrebbe essere promulgata e  pubblicata  sulla
  Gazzetta  Ufficiale della Regione Siciliana, in patente  violazione
  dell'articolo 81, comma 4.
   Quali  sono i mezzi per fare fronte agli impegni che deriverebbero
  dalla   applicazione  e  dalla  esecuzione  dell'articolo  7,   che
  espressamente  interviene elencando gli  interventi;  non  già  più
  quindi le petizioni di principio, il programma, il progetto - e  di
  questo pure parleremo - che, invece, sono contenuti nell'articolo 3
  del testo che è al nostro esame.
   Gli   interventi.   Vorrei  velocemente   fare   qualche   esempio
  affrontandolo. E' possibile promuovere il diritto alla  salute  dei
  cittadini   stranieri   senza  impegnare  risorse?   E'   possibile
  promuovere  e sostenere addirittura il ricorso al credito,  come  è
  previsto  da  una  norma della legge che stiamo  esaminando,  senza
  intervenire, che ne so, concorrendo nel pagamento degli interessi o
  garantendo  il  credito  del  cittadino  extracomunitario?  Non  ci
  rendiamo  conto  di  quanto sia difficile,  quasi  impossibile,  da
  alcuni  anni  a questa parte, ricorrere al credito per le  imprese,
  soprattutto  quelle  piccole  e medio-piccole  e  per  le  famiglie
  siciliane. E noi intenderemmo farci carico - però non ci mettiamo i
  quattrini,  non  ci mettiamo i necessari soldi, non  prevediamo  la
  copertura  finanziaria - per concorrere a facilitare  l'accesso  al
  credito dei cittadini extracomunitari.
   E'   possibile  concorrere  all'avvio  di  attività   autonome   e
  imprenditoriali  senza  una  copertura finanziaria;  ai  mezzi  che
  bisogna  indicare, come vuole la nostra Costituzione italiana,  non
  rinviando genericamente a fonti che sono quasi sempre assolutamente
  finalizzate  al  raggiungimento di scopi previsti  dalle  normative
  nazionali e dalle normative comunitarie.
   Se  poi  il  Governo ci dice, e ci dirà nel prosieguo  dei  nostri
  lavori,  che comunque questa legge bisogna farla tanto per dare  un
  segnale,  beh   Tre  anni fa ci fu detto che era  intendimento  del
  Governo abolire le province e dopo tre anni siamo ancora al filo di
  partenza,   dopo  l'impugnativa  del  Governo  innanzi   la   Corte
  Costituzionale.
   E'  necessario  - professore, assessore e giurista  -  riconoscere
  all'articolo   1   che  la  Regione,  nell'ambito   delle   proprie
  competenze,  partecipa all'attuazione dei principi  espressi  negli
  articoli  2,  3  e  10 della Costituzione? Ma è pensabile  fare  il
  contrario?  Cioè  si  può  scrivere,  sarebbe  legittimo,   sarebbe
  giustificabile  scrivere che invece la Regione,  nell'ambito  delle
  proprie competenze, non intende partecipare al raggiungimento degli
  obiettivi e delle finalità previste negli articoli 2, 3 e 10  della
  Costituzione? Cioè autodichiararsi incostituzionali a priori?
   Ma  si  può dire - sempre all'articolo 1, comma 2 - che la Regione
  intende  partecipare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi
  contenuti  dalle  disposizioni della Dichiarazione  universale  dei
  diritti dell'uomo? Ma si può fare il contrario?
   Allora  noi  stiamo  davvero affastellando   una  serie  di  norme
  composte  da alcuni righi di parole che certamente contrastano  con
  l'articolo  12  delle preleggi al Codice civile,  cioè  con  quella
  norma  fondamentale che prevede che le norme debbano avere un senso
  secondo  il significato fatto palese dalle parole che quelle  norme
  contengono,  tanto  per scrivere qualcosa, tanto  per  fare  magari
  parlare la stampa e ottenere qualche riga sui giornali.
   Noi riusciamo a dire in questa norma che, udite, udite, la Regione
  riconoscendo  i diritti inviolabili dell'uomo - vorrei  comprendere
  se  si  può fare il contrario - concorre alla tutela della  persona
  umana,  promuove  interventi finalizzati  alla  piena  eguaglianza,
  eccetera.
   Ma  è  delle  petizioni di principio assolutamente non innovative,
  assolutamente non incidenti sulla e nella realtà.
   Mi  preoccupa  questo modo di legiferare, è un modo di  legiferare
  che  non  corrisponde; come pure sarebbe auspicabile, come noi,  lo
  diceva   prima  l'onorevole  Musumeci,  tenteremo  con   i   nostri
  emendamenti ed intervenendo nel successivo dibattito, articolo  per
  articolo,  comma per comma, norma per norma, cioè noi vorremmo  che
  il  Parlamento siciliano si intestasse davvero qualche norma,  due,
  tre  quattro  articoli, per regolamentare la  situazione  esistente
  nella  realtà, non per declamare o coniugare dei principi che  sono
  già accettati nell'ordinamento giuridico.
   E   vorrei   lasciare  questo  intervento  in  Aula  con  un'altra
  considerazione.  Quando,  altra petizione  di  principio  piuttosto
  banale  e  piuttosto  inefficace, si dice con la  legge  di  volere
  creare  pari  condizioni con i cittadini siciliani  nell'accesso  a
  taluni   diritti  che  sono  diritti  civili,  sono  anche  diritti
  economici. L'accesso all'istruzione, l'accesso alla prima casa,  ma
  siamo   davvero   così   sicuri   di   poterlo   assicurare    agli
  extracomunitari, ai cittadini extracomunitari, quando non riusciamo
  ad assicurarlo ai cittadini siciliani?


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono da ritenersi in  congedo  per  oggi
  l'onorevole Giuffrida e l'onorevole Federico.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


          Riprende la discussione del disegno di legge n. 174

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, vorrei intanto  ringraziare  i  membri
  dell'Assemblea che hanno partecipato a questo preliminare dibattito
  per l'approccio costruttivo, la pacatezza dei toni.
   Prendo atto che dentro questo Parlamento non allinea il populismo,
  e credo che questo sia un presupposto fondamentale per un dibattito
  sulla  legge di dettaglio sui singoli articoli, dibattito che credo
  sarà  costruttivo, partecipato e migliorerà senz'altro  il  tessuto
  della legge.
   Volevo  proprio  preliminarmente, sono stati già sollevati  alcuni
  temi  che meriterebbero approfondimenti e su questo mi riservo  poi
  di  intervenire nel dibattito sugli articoli specifici,  volevo  un
  attimo dare alcune linee di chiarimento generale.
   In   primo  luogo  è  stato  sollevato  il  tema  della  possibile
  incostituzionalità  della  legge. La legge  è  stata  soppesata  in
  termini  di  tenuta  costituzionale, è  stata  vagliata  anche  con
  interventi  e  con  provvedimenti  legislativi  di  altre  regioni.
  Abbiamo  in  alcun  modo evitato di intervenire su  tutto  ciò  che
  riguarda l'emergenza e l'ordine pubblico, quello è un tema  aperto,
  è  un  tema  sicuramente  d'emergenza, e su  questo  la  legge  non
  interviene, non dice nulla per le ragioni che dirò.
   Per  quanto riguarda proprio il tema dell'emergenza, dico soltanto
  due  cose. Non è vero che la Sicilia non ha fatto nulla. Le  nostre
  pratiche   di  accoglimento  di  minori  accompagnati  sono   state
  considerate a livello ministeriale le pratiche migliori attuate  in
  Italia.  Il  tema  poi  della  prima accoglienza  è  stato  gestito
  dall'autorità di competenza con grande efficienza ed efficacia  che
  è  stata riconosciuta a livello ministeriale. Il problema del  Cara
  non è un problema che ha creato ed ha gestito la Regione siciliana,
  è  un  problema  che  fa riferimento a modelli  di  intervento  del
  Governo  dello Stato italiano, per cui la Regione non ha  nulla  da
  rimproverarsi  rispetto  a quell'esperienza,  anzi,  aggiungo,  che
  l'intento  della  legge,  il  fine  ultimo,  è  quello  di  evitare
  situazioni   come  il  Cara,  è  quello  di  affrontare   il   tema
  dell'integrazione   degli  immigrati  che  rimangono   in   maniera
  sistematica, in maniera propositiva, in maniera adeguata.
   E  su questo voglio aggiungere una cosa molto precisa. Badate,  il
  fenomeno dell'immigrazione regolare, come tra l'altro veniva  fuori
  anche  tra le righe nell'intervento dell'onorevole Musumeci, non  è
  un  vincolo  per  il  sistema e tanto meno per la  Regione,  è  una
  risorsa,  nel senso che una gestione oculata, una governance  seria
  dell'immigrazione  regolare, può significare per  la  nostra  Terra
  innescare  anche politiche di sviluppo. Quello che  vuole  fare  il
  Governo non è una legge manifesto, una legge programmatica.
   In  riferimento agli articoli di carattere generale, a prescindere
  che  uno  stile, un modo di intervento su questi temi, a  parte  il
  fatto  che il primo articolo non è di emanazione di questo Governo,
  l'abbiamo già trovato approvato, faceva parte della legge  proposta
  dall'onorevole Leanza, che abbiamo anche ritenuto di mantenere  per
  rispetto   alla  figura,  e  tuttavia  non  bisogna   limitarsi   a
  quell'aspetto,  ci  sono sicuramente dei riferimenti  di  carattere
  generale,  inevitabili, in qualunque legge che si  occupi  di  temi
  importanti come l'immigrazione.
   Vorrei far ricordare agli onorevoli membri di quest'Assemblea cosa
  sono  stati gli statuti delle Regioni nella prima fase,  le  grandi
  declamazioni  di principio, il diritto di felicità che  alligna  in
  qualche  statuto della Regione; ma non è questo il  tema  vero,  il
  tema  vero  è  l'impianto della legge. Come l'abbiamo  pensata?  La
  legge  è una legge sobria, tutto sommato, è una legge leggera nella
  sua  struttura, nel senso che indica dei principi, indica il metodo
  di   lavoro   della  programmazione  e  rinvia,  come   giustamente
  sottolineava l'onorevole Cirone nell'intervento che ho  avuto  modo
  di  apprezzare, ma anche tra le righe l'onorevole Musumeci,  rinvia
  ad  un  sistema  di  gestione  della legge,  su  cui  ci  giochiamo
  veramente tutto.
   Il   momento  fondamentale  di  questa  legge  non  sarà  la   sua
  approvazione,  questa è la condicio sine qua non, sarà  il  momento
  della  sua  gestione,  il  momento come si organizzerà  il  sistema
  amministrativo  di accoglienza e di integrazione  degli  immigrati,
  dove  accoglienza  non  significa soltanto  spesa,  in  termini  di
  welfare - io voglio ricordare che gli immigrati che lavorano creano
  ricchezza e finanziano il nostro welfare, si autopagano i  servizi,
  quindi   la   Regione   non  ci  deve  mettere   nulla   perché   è
  autosostenibile la legge da questo punto di vista.
   Quello  che, invece, noi dobbiamo riuscire a fare come  Regione  è
  far  diventare l'immigrazione un sistema di creazione di ricchezza,
  attraverso,   per   esempio,   la  promozione   dell'imprenditoria,
  attraverso, per esempio, gli accordi di cooperazione internazionale
  con gli Stati che in qualche modo sono presenti, con quei Paesi che
  sono  presenti attraverso le loro comunità nel nostro Paese. E'  un
  sistema che rinvia all'organizzazione amministrativa.
   Io ho accennato all'inizio all'Ufficio speciale per l'immigrazione
  che  avrà il compito di coordinare e di mettere a sistema tutte  le
  iniziative.  Dal punto di vista delle risorse faccio  sommessamente
  notare  che  in questo momento l'Unione sta mettendo a disposizione
  delle  regioni  che  intendono occuparsi  seriamente  del  problema
  dell'immigrazione, risorse ingenti, sia attraverso i fondi sociali,
  sia attraverso i fondi cosiddetti diretti.
   Allora,  noi  finora  non  siamo riusciti ad  intercettare  queste
  opportunità  proprio per mancanza di organizzazione, di governance,
  che  è  il tipo di risposta che intende dare questa legge. Per  cui
  massima disponibilità a discutere sui singoli articoli. Non  è  una
  legge  manifesto,  è una legge che presuppone anche  un  intervento
  operativo-amministrativo  e, da questo punto  di  vista,  sul  tema
  dell'emergenza  voglio  informare  quest'Aula  che  il   presidente
  Crocetta  ha  ottenuto  direttamente  l'incarico  di  governare  il
  processo   di  gestione  dello  scambio  Regione-Stato   sul   tema
  dell'immigrazione  e  ha  tenuto a conferire  la  delega  nei  miei
  confronti,  per cui da oggi mi occuperò anche dei rapporti  con  il
  Governo di tutti i temi che riguardano anche l'emergenza e la prima
  accoglienza.  E'  uno sforzo complessivo, a 360 gradi.  Non  è  uno
  sforzo  tardivo perché la Sicilia ha fatto molto, anche  attraverso
  l'articolato intervento di istituzione amministrativa, ma anche del
  terzo  settore,  tutto  questo  ci  viene  riconosciuto  a  livello
  nazionale. Sicuramente, dobbiamo fare di più e a partire da  questa
  legge ed è l'intento politico di questo Governo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti  è  fissato  a
  domani sera alle ore 18.00.

   MUSUMECI. Ma non c'è neanche il tempo per gli uffici

   FALCONE. Lunedì alle ore 12.00...

   PRESIDENTE.  D'accordo,  visto  che  domani  c'è  la  scadenza  di
  emendamenti  per  altri disegni di legge, fissiamo  la  scadenza  a
  venerdì alle ore 12.00. Onorevoli colleghi, siccome, come si evince
  dalla    discussione   generale,   verranno   presentati    diversi
  emendamenti,  dobbiamo  dare  il  tempo  agli  uffici  di   poterli
  esaminare. C'è in questo momento la concomitanza di diversi disegni
  di  legge, per cui venerdì penso che sia un tempo congruo per poter
  presentare gli emendamenti.
   Così rimane stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                Annunzio dell'ordine del giorno n. 505

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  505   Iniziative a livello nazionale ed europeo in  ordine  al  PSR
  2007/2013 .  L'ordine del giorno è condiviso dalla gran  parte  dei
  deputati. Se non sorgono osservazioni, chiedo all'onorevole Raia di
  poterlo illustrare.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore  per
  l'agricoltura,  brevemente. La fase di chiusura del  PSR  2007/2013
  sta   evidenziando  notevoli  difficoltà  a  centinaia  di  imprese
  agricole  che non riescono entro il termine fissato a consegnare  e
  quindi a realizzare, non i pagamenti, ma i collaudi e quant'altro.
   Malgrado gli uffici abbiano concesso diverse proroghe alle imprese
  per  potere  realizzare e per potere definire  la  rendicontazione,
  questi  non  riescono a ultimare con la rendicontazione.  Senza  un
  intervento più generalizzato moltissime imprese siciliane  agricole
  rischiano  di vedere restituite le somme a loro anticipate  con  un
  danno  enorme  sia  per  le imprese, ma anche  per  la  Sicilia  in
  generale.
   Quindi,  chiediamo  con  questo ordine  del  giorno  di  attivarsi
  affinché l'Assessorato, ma anche il Governo della Regione si attivi
  immediatamente, non solo i propri deputati a livello nazionale,  ma
  anche   e   soprattutto  quelli  europei,  per  far   sì   che   la
  rendicontazione e quindi le ultimazioni dei collaudi e  quant'altro
  possa avvenire entro giugno 2016.
   I  limiti sono vari e generali. Noi non possiamo con questa  crisi
  che  ci  ritroviamo nella nostra Regione, oltre il danno  anche  la
  beffa a tante imprese agricole sarebbe veramente il colmo.
   E'  questo l'ordine del giorno sostanzialmente. Mi auguro  che  il
  Governo lo recepisca in toto.

   PRESIDENTE. Mi sembra di capire che tutta l'Aula appone  la  firma
  all'ordine del giorno.
   Il parere dell'assessore Barresi?

   BARRESI,  assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea. In riferimento all'ordine del giorno e  tenuto
  conto  che  questi  argomenti sono stati già  trattati  in  diversi
  incontri  informali con onorevoli qui presenti, devo  rappresentare
  che  entro  il  31 dicembre 2015 si deve chiudere il programma.  Le
  somme non spese, entro quella data, saranno perse.
   Per  non  recare, pertanto, un danno all'amministrazione  ed  alla
  Regione  tutta,  non  possono essere concesse  proroghe,  oltre  il
  termine utile, per potere fare i collaudi. Potranno essere presi in
  esame  solamente i casi di già previsti, che sono quelli in cui  ci
  sono delle cause di forza maggiore o in cui ci siano delle cause di
  forza  maggiore dell'imprenditore agricolo, cioè malattie gravi  ed
  altri elementi di questo genere, o per quei progetti, programmi  ed
  investimenti che hanno già una scadenza posta a cavallo, in  quanto
  impegnati solamente nell'anno 2015 o nella fine del 2014.
   Per  cui,  tutte  le  iniziative che sono state fatte,  finanziate
  prima del 2014 - abbiamo iniziative che risalgono al 2010, al 2011,
  al  2012,  che  ancora  non  risultano essere  chiuse  -   dovranno
  obbligatoriamente andare incontro ad una chiusura.
   Per quanto riguarda una proroga generalizzata, faccio presente che
  il  PSR  non  può  andare  a proroga, in quanto  non  previsto  dai
  Regolamenti  comunitari,  anche se nella fase  di  discussione  dei
  Regolamenti  è  stato richiesto, dalla Regione  siciliana,  tramite
  l'onorevole  Giuffrida,  la possibilità di prevedere  una  proroga.
  Proroga  che non è stata concessa, e non è stato ritenuto opportuno
  concedere, in quanto tra tutti gli Stati europei, l'unico Stato che
  lo  chiedeva era l'Italia, ed in particolare la Sicilia  ed  alcune
  Regioni del mezzogiorno.
   La  commissione europea, pertanto, ha risposto con  un  diniego  a
  questa possibilità, ma ha inserito dei piccoli palliativi che  sono
  quelli  previsti  da una diversa percentuale di  spostamento  delle
  risorse del piano finanziario.
   E'  nostro  interesse,  quindi, e penso interesse  di  quest'Aula,
  chiudere  il programma nel migliore dei modi, evitando  perdite  di
  risorse,  o  limitando le stesse, non è nostro interesse  andare  a
  rovinare  o  a  distruggere  gli  imprenditori  agricoli.  Ciò   lo
  dimostra,  il  fatto  che noi, finora, come amministrazione,  siamo
  sempre  stati  vicini  agli imprenditori agricoli,  abbiamo  sempre
  individuato  delle soluzioni percorribili, attività che continuiamo
  a  fare  nella legittimità degli atti e nel rispetto dei termini  e
  dell'utilizzo di tutte le risorse.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra  di  capire,  quindi,  anche  dall'esordio
  dell'assessore Barresi, che non sia una strada percorribile questa.
  Abbiamo,  dunque,  due soluzioni: o invitiamo  l'onorevole  Raia  a
  ritirarlo  o,  altrimenti, chiediamo al Governo di accettarlo  come
  raccomandazione, e vedere di mettere, di attuare le procedure nelle
  sedi opportune.

   RAIA.  L'assessore  non  può rispondere in  questo  modo,  avrebbe
  dovuto dire  l'accettiamo come raccomandazione .

   PRESIDENTE. Sto, infatti, cercando di spiegare, a beneficio di chi
  ci  ascolta,  qual  è  stata la risposta dell'assessore  che,  già,
  dall'esordio  ha  dichiarato che questa strada  sembra  non  essere
  percorribile.
   Invito, pertanto, il Governo ad accettarlo come raccomandazione e,
  onorevole  Formica, la prego mi faccia completare. Non  apriamo  un
  dibattito, sull'ordine del giorno non si apre il dibattito.
   Ribadisco, invito l'assessore Barresi ad accettarlo, come Governo,
  come raccomandazione e vedere nelle sedi opportune di poter

   BARRESI,  assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Mi sembra che nel momento della fase conclusiva
  in  cui  ho  detto che l'amministrazione, nell'esaminare i  singoli
  casi,  ne terrà conto, non terrà conto della raccomandazione, terrà
  conto della possibilità del rispetto del Regolamento comunitario  e
  dei livelli di spesa.
   E'  ovvio che, questo significa, si faranno delle analisi puntuali
  per  rispettare  i livelli di spesa che dobbiamo  rispettare  e  la
  possibilità  di  andare  incontro alle imprese  agricole.  Dobbiamo
  mediare i due punti.

   PRESIDENTE.  Grazie  assessore,  per  avere  fatto  chiarezza  con
  quest'ultimo intervento, per cui diciamo che il Governo lo  accetta
  come raccomandazione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore Lo Bello mi rivolgo a lei,
  sarò  brevissimo perché conosco la sua solerzia e so che da  questa
  sera  lei  tempesterà  il suo collega alle infrastrutture  ed  enti
  locali.
   Noi  abbiamo  a  disposizione da mesi 49 milioni di  euro  per  le
  strade provinciali; abbiamo detto che questi 49 milioni di euro  li
  dobbiamo destinare in quota parte alle nove province della Sicilia.
   Entro  giugno di quest'anno le Province dovevano portare  l'elenco
  delle  strade che volevano che si realizzassero, anche perché dalla
  mattina  alla sera le Province, come i Comuni, non fanno altro  che
  piangere  miseria. Giugno, luglio, agosto, settembre,  ottobre,  ci
  sono  quattro province - se vuole gliele elenco oppure glielo  dico
  in privato - che ad oggi non hanno portato questi elenchi.
       Questo    cosa    significa?   Che   noi   abbiamo    bloccati
  quarantanovemilioni  di  euro  e questo  significa  che  da  qui  a
  qualche  mese  qualcuno ci dirà:  Non li possiamo  spendere,  siete
  fuori  tempo  e nel frattempo le strade continuano a essere in  una
  situazione di pericolo imbarazzante.
     Per  questo motivo, Assessore Lo Bello, stamattina,  ancora  una
  volta,  sono  ritornato  alla  carica con  l'Assessore  Pizzo,  noi
  abbiamo  due possibilità: o perdiamo i finanziamenti o diciamo  che
  le province che sono state virtuose ed hanno consegnato gli elenchi
  anziché dividere quarantanovemilioni di euro per nove, li dividiamo
  per cinque, anche alla sua provincia  .

   FALCONE. Non è un colloquio, è un dibattito.

   VINCIULLO. Per quello che è dato sapere sono: Messina, Trapani,
  Enna..

   FALCONE. E poi?

   VINCIULLO. E mi pare Agrigento, però su Agrigento non ci  metterei
  le  mani  sul  fuoco.  Quindi, ci sono queste  quattro  province  e
  siccome  quelli  che reggono queste province sono funzionari  della
  Regione,  uno  addirittura  è funzionario  dello  Stato,  ci  viene
  semplice, Assessore Lo Bello, dire ai nostri dipendenti:  O portate
  l'elenco  entro  venerdì, oppure distribuiamo queste  risorse  alle
  province virtuose .


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la seduta è rinviata a  martedì  20
  ottobre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 462  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti  in
              Sicilia.

         (17 giugno 2015)

                                GRECO G. - FIGUCCIA - DI GIACINTO -
                                 CORDARO TAMAJO - ALONGI - SIRAGUSA

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 463  -  Iniziative nei confronti del Governo  nazionale
              per  prevenire e contrastare l'aumento degli illeciti
              connesso    ai   flussi   migratori   e    assicurare
              un'ordinata  gestione dell'accoglienza  dei  migranti
              aventi titolo.

         (22 giugno 2015)

                                     LENTINI - CASCIO S. - COLTRARO
                                                CURRENTI - LANTIERI

   IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale degli
               stranieri immigrati in Sicilia . (nn. 174-256-341-450-608 bis/A)
               (Seguito)

               Relatore: on. Anselmo

            2)  -  Norme sulle cooperative giovanili. Modifica dell'articolo
               120, comma 1, lettera b) della legge regionale 12 maggio 2010, n.
               11 . (n. 988/A) (Seguito)

                Relatore: on. Nicotra

            3)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)

                Relatore: on. Germanà

            4)  -  Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
               vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)

                Relatore: on. Cirone

   V  -DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 467   -   Ipotesi   di  riconversione  della   centrale
              termoelettrica  sita nel comune di  San  Filippo  del
              Mela.

         (16 luglio 2015)

                                   ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                               SIRAGUSA TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                              FERRERI - PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO

         N. 480  -  Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare
              d'indagine    sulla    emergenza    ambientale    nel
              Comprensorio   della  Valle  del   Mela   e   impegni
              conseguenziali del Governo della Regione.

         (6 ottobre 2015)

                             FORMICA - IOPPOLO - MUSUMECI - FALCONE
                           FIGUCCIA - ASSENZA - BANDIERA - FEDERICO
                              GRASSO - MILAZZO G. - PAPALE - SAVONA

                   La seduta è tolta alle ore 18.28

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio