parlamentari
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.06
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Non sorgendo osservazioni, il verbale si intende approvato.
Comunicato relativo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del seguente comunicato
relativo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del
4 novembre 2015:
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi
il 4 novembre 2015, sotto la presidenza del Presidente
dell'Assemblea, On. Ardizzone, presente il Vicepresidente vicario
On.le Venturino, ha stabilito, all'unanimità, il seguente
programma-calendario dei lavori per la corrente sessione:
AULA
Dopo formale invito al Governo a depositare quanto prima i
documenti finanziari (i cui termini di presentazione sono scaduti),
la Conferenza ha stabilito che l'Aula terrà seduta martedì 10
novembre 2015 per la trattazione dei seguenti punti:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione del
Governo regionale, con successivo dibattito sulla base di tempi
contingentati dalla Presidenza dell'Assemblea tenendo conto della
consistenza numerica di ciascun Gruppo parlamentare;
Discussione del disegno di legge Modifiche alla legge regionale 4
agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
comunali e Città metropolitane (n. 1070/A) , in relazione al quale
si è convenuto di esaurirne l'iter parlamentare nella medesima
giornata.
La Presidenza dell'Assemblea, sentita la Conferenza dei Gruppi
parlamentari, ha predisposto un nuovo riparto dei seggi per il
rinnovo delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione Unione Europea , stabilendo come termine ultimo per la
comunicazione delle designazioni di spettanza di ciascun Gruppo
martedì 10 novembre 2015, alle ore 14,00, onde procedere alla
successiva loro elezione.
Sentita la Conferenza, la Presidenza si farà altresì carico di
trasmettere ai Presidenti dei Gruppi parlamentari il nuovo riparto
dei seggi ai fini della nomina della c.d. Commissione Statuto (la
cui nomina era stata deliberata dall'Aula con ordine del giorno n.
479, approvato nella seduta n. 244 del 17 giugno 2015), sì da
garantire a ciascun Gruppo parlamentare almeno un seggio, previa
approvazione di apposito nuovo ordine del giorno da parte
dell'Assemblea .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione relativa alla questione del rinnovo delle
Commissioni
PRESIDENTE. In ordine alla questione delle Commissioni mi è
pervenuta ieri nota dell'onorevole Cracolici nella qualità di
Capogruppo. Ne do lettura:
Egregio Presidente come lei saprà, nella giornata di giovedì 5
novembre sono stato nominato in Giunta regionale quale Assessore
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea; in
ragione di questo incarico si rende incompatibile la mia funzione
di Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico ARS.
Il Gruppo del PD alla luce di ciò nelle prossime ore provvederà ad
eleggere il nuovo Capogruppo e, pertanto, sino a detta elezione non
potrà rispettare la data per le designazioni dei componenti delle
Commissioni parlamentari, così come fissata nell'ultima Conferenza
dei Capigruppo per domani martedì 10 novembre.
Per tali ragioni, le chiedo di poter consentire una proroga,
relativamente alle designazioni per la prossima settimana, in modo
da adempiere correttamente previa nomina del nuovo Capogruppo.
Certo di un suo favorevole accoglimento alla presente, le porgo
cordiali saluti .
In effetti, ieri proprio l'onorevole Cracolici mi ha rappresentato
questa situazione. Credo che non ci sia nulla in contrario -
alcune designazioni sono pervenute - a dare la possibilità al nuovo
Capogruppo che penso che verrà designato a giorni, non so se ad
ore, ma è un fatto che appartiene al PD, anche perché mi risulta
che non abbiano un Vice Capogruppo con il quale interloquire. Per
cui come termine ultimo - alcune designazioni sono pervenute da
parte di altri Gruppi - diamo martedì e mercoledì procederemo
senz'altro alla elezione dei nuovi Presidenti di Commissione.
A tal proposito, gli uffici, così come da mandato in Conferenza
dei Capigruppo, hanno predisposto un ordine del giorno per dare la
possibilità a tutti i Gruppi, indipendentemente dalla consistenza
numerica, di essere presente in Commissione Statuto e, quindi,
successivamente procederò alla ripartizione dei posti assegnati a
ciascun Gruppo perché vi erano dei Gruppi che obiettivamente
rimanevano fuori.
Trattandosi della Commissione Statuto, mi sembra opportuno che il
numero di 13 invece di 16 non cambia assolutamente molto, anche
perché dà la possibilità a tutti di essere presenti. Quindi, è
stato predisposto questo ordine del giorno che deve essere firmato
dai capigruppo o chi lo ritiene opportuno e lo approviamo in questa
seduta.
Inoltre, si era deciso in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, all'unanimità, di stralciare la norma in ordine al
disegno di legge sulle Province.
Sappiamo che c'è il paradosso che ieri sono partite le procedure.
Ci siamo detti in Conferenza dei Capigruppo che era giusto,
opportuno, doveroso fermare queste procedure che si erano avviate.
Quindi, abbiamo deciso di rinviare in I Commissione, nella
Commissione che peraltro si costituirà, il disegno di legge perché
possa essere esaminato.
Ribadisco un concetto perché ancora su questo il Governo non ha
riferito in Aula. Sappiamo che c'è stata una interlocuzione tra il
Governo regionale e il Governo nazionale. Però è quello che risulta
dalla stampa. Per carità, nessuno lo disconosce, ma, per
quest'Aula, è una questione molto relativa.
E' stato formalmente impugnato dinanzi alla Corte costituzionale
da parte del Governo nazionale in più punti il disegno di legge
relativo alle Province. Per quello che mi riguarda ribadisco un
concetto: siccome il dibattito si deve svolgere in Aula, c'è un
percorso che non mi convince. Noi, o resistiamo dinanzi alla Corte
costituzionale in tutto e per tutto, oppure, sulla base di un
ragionamento per quanto autorevole che si è fatto tra il Governo
regionale e il Governo nazionale, non possiamo decidere quali sono
le parti rispetto alle quali riteniamo di resistere dinanzi alla
Corte costituzionale e altre parti, rispetto alle quali, riteniamo
di non resistere. A scanso di equivoci, mi sto riferendo alla norma
tanto discussa che riguarda la possibilità per il sindaco della
città capoluogo, con riferimento alle città metropolitane, di
coincidere con il sindaco della città metropolitana. Però, sarà
prima la Commissione a fare un esame. Intanto abbiamo un dovere:
quello di bloccare in questo momento le elezioni che sono,
obiettivamente, almeno le procedure di elezioni, partite.
Mi sono permesso con gli uffici, ma su questo si pronuncerà
l'Aula, invece di fare un rinvio tout court al 30 giugno 2016,
perché dobbiamo essere chiari con noi stessi, ancora gli atti di
bilancio, abbiamo un assessore, non nuovo, Baccei, ma ancora gli
atti di bilancio non sono arrivati, la finanziaria non è arrivata,
noi realisticamente esiteremo la finanziaria il 30 aprile 2016.
Capisco che ora arriveranno le dichiarazioni in cui si dirà che la
faremo entro il 31 dicembre 2015, ma dobbiamo essere realisti
perché in atto il Governo non ha depositato nulla presso gli uffici
dell'Assemblea.
Dobbiamo approvare anche il Documento di programmazione economica
e finanziaria. Quindi, mi sono permesso, con l'avallo dell'Aula, di
preparare un emendamento per quello che riguarda la questione delle
città metropolitane e dei liberi consorzi, testualmente che i
commissari vengono prorogati, per quanto riguarda le città
metropolitane, fino al 31 gennaio 2016, per quanto riguarda i
liberi consorzi al 30 giugno 2016.
Perché? Se quest'Aula dovesse decidere di recepire in qualche modo
la Delrio' per quello che riguarda questi contenuti, è chiaro che
non ci sarebbe bisogno di svolgere le elezioni. Però dovrà
deciderlo l'Aula. Se noi stabiliamo fin da adesso che il termine,
anche per le città metropolitane, sarà il 30 giugno 2016,
significa che non avremmo fatto assolutamente nulla, perché non c'è
neanche la possibilità di intervenire in tempo per dare serenità a
queste Istituzioni che, peraltro, sono previste nella nuova riforma
della Costituzione.
Non possiamo aprire il dibattito e l'abbiamo detto perché c'è la
relazione del Presidente della Regione. Ci eravamo determinati
all'unanimità, in Conferenza dei Capigruppo, di stralciare le norme
che prevedono, sostanzialmente, lo svolgimento delle elezioni le
cui procedure sono già state avviate. L'aggiunta che sto facendo,
sostanzialmente la proroga dei Commissari delle Città metropolitane
è fino al 31 gennaio 2016; per i liberi Consorzi, considerato che
si devono svolgere le elezioni, fino al 30 giugno 2016. Questa è la
differenza. E' chiaro che è un incentivo in più per l'Aula ad
intervenire considerato che tra poco dovremmo essere in sessione di
bilancio.
Questo, ovviamente, non significa che già abbiamo deciso, ma
dovremmo essere tra poco in sessione di bilancio per cui se noi
decidiamo di recepire la Delrio in ordine alla coincidenza del
sindaco del Comune capoluogo con il sindaco della Città
metropolitana non si svolgono neanche le elezioni, altrimenti
ritorneremo in Aula e posticiperemo al 30 dicembre 2016 e ognuno si
assumerà le proprie responsabilità.
Questo è il significato delle cose, ma non possiamo dire che in
questo momento con riferimento alle città metropolitane, per le
quali sono partite Master-plan', con Metro e quant'altro noi non
sappiamo chi è l'interlocutore nei territori. Questo ho il dovere
di dirlo con la massima franchezza e da un punto di vista
istituzionale.
Chiedono di parlare: l'onorevole Fazio, l'onorevole Anselmo,
l'onorevole Figuccia, l'onorevole Vinciullo, l'onorevole Musumeci e
l'onorevole Milazzo che lo ha chiesto prima di Figuccia.
Gli assistenti passeranno per la firma l'ordine del giorno che
porta la Commissione Statuto' da 13 a 17 componenti per dare la
rappresentanza a tutti i Gruppi, così vediamo se possiamo procedere
anche mercoledì all'elezione della Commissione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sulle comunicazioni del Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su questa vicenda, però, brevemente
perché c'eravamo detti di non intervenire.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso non
intervenire sull'argomento perché credo che, ovviamente, è
diventata una telenovela. Com' è accettabile, com'è possibile anche
se è condivisibile il percorso che è stato individuato in
Conferenza dai precedenti, cioè quello di stralciare semplicemente
e solamente la norma che rinvia alle elezioni; ma il merito rimane
tutto lì. Quello che non è comprensibile è che la I Commissione ha
lavorato sulle contestazioni-osservazioni che sono state,
ovviamente, formulate dal Consiglio dei Ministri sulla legge
approvata dall'Assemblea.
Perché, allora, non si apre un dibattito? Perché non viene
formulata una proposta in maniera tale che l'Assemblea abbia la
possibilità di poter decidere? Per quel che mi riguarda vorrei
ricordare all'Aula che molti capigruppo hanno sottoscritto il
disegno di legge di recepimento della legge Delrio e non posso
ignorare il fatto che il Governo sull'argomento non aveva, per
niente, le idee chiare. Ricordo che erano state presentate,
addirittura, dieci disegni di legge il cui contenuto era diverso
l'uno dall'altro fino a quando, ovviamente, è venuto fuori quel
capolavoro che è poi stato ovviamente impugnato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi invito a riflettere sul
percorso, perché mi pare di capire che abbiamo dato un esempio di
cattiva legislatura o, quanto meno, di intervento normativo
sicuramente non adeguato nella parte in cui è stato oggetto di
impugnativa e nella parte in cui ancora non ne usciamo da questa
situazione perché quella proposta e, soprattutto, quel disegno di
legge che andremo ad approvare che proroga il termine o, quanto
meno, che abroga quel termine che è indicato per elezioni dei
liberi consorzi dei comuni e delle città metropolitane non risolve
affatto il problema, anzi per certi versi lo acuisce nel momento in
cui, peraltro, determina una incertezza totale nei confronti,
ovviamente, di operatori e degli stessi funzionari, degli stessi
dipendenti, dell'ex province regionali.
Io credo che quello che sta accadendo in Sicilia è veramente un
pessimo esempio ed invito a rivedere questa posizione e,
soprattutto, in qualche modo ad intraprendere il percorso che era
stato in qualche modo immaginato, quello del recepimento della
legge Delrio possibilmente con qualche modifica. Perché con qualche
modifica? Non posso ignorare l'intervento di un componente della
commissione, l'onorevole Panepinto, che, ovviamente, ha evidenziato
come i liberi consorzi dei comuni, a mio avviso organismi
estremamente importanti, abbiano in qualche modo non recepito la
norma che consente, in qualche modo, il sostegno e soprattutto
l'iniziativa nei confronti dei consorzi universitari. Quindi
potrebbe benissimo essere recepita la Delrio con una leggera
modifica, un intervento modificativo. Ed è la proposta che vado a
fare alla Presidenza e, soprattutto, all'Assemblea perché sennò non
ce ne usciamo più. Nel momento in cui rinviamo, e ha fatto bene lei
ad indicare la data del gennaio 2016, perché in termini diversi non
sappiamo quale potrebbe essere ancora il termine e credo che
continuare a dare un pessimo esempio, soprattutto di intervento
normativo, non mi pare che si addice ad un Parlamento, il più
vecchio Parlamento del mondo.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. le volevo chiedere, intanto, una cortesia, signor
Presidente. Mi è stato suggerito: ricorda al tuo capogruppo, in
conferenza dei capigruppo, di portare avanti e di ricordare al
Presidente della mozione . Io, onestamente, non l'ho voluta no,
Presidente, lei non deve essere infastidito Se la sua parola, in
quest'Aula, ha un significato ed io penso di sì, lei è il
Presidente dell'Assemblea e quando non c'erano i numeri per la
legge sull'accorpamento dell'ospedale Papardo, il sottoscritto qui
è rimasto con lealtà al Parlamento, non certamente a lei, con
spirito di collaborazione e senso delle istituzioni.
Lei ha preso l'impegno, dopo che ho scritto l'ordine del giorno,
che avrebbe fatto trattare la mozione nel periodo di ottobre.
Adesso lei non mi fa una cortesia persona, signor Presidente, lei
la può strappare Per me non è, come dire, una cosa, è un fatto di
giustizia e di impegno solenne. Lei è il Presidente dell'Assemblea
non è la partita dell'onorevole Falcone che l'ha già rappresentata
in Conferenza dei Capigruppo, sei mesi fa. Poi lei faccia quello
che vuole, io non ne parlerò più. Si ricordi, però, anzi non c'è
bisogno che glielo ricorderò certo io: lei è il Presidente
dell'Assemblea ed io sono stato sempre composto e ritengo di avere
portato rispetto a lei ed a questo Parlamento.
Per quanto riguarda la legge sulle province, lei giustamente
chiama il Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità. Vorrei
ricordare che, con arroganza, questa maggioranza ha voluto portare
avanti un percorso in questi termini e vorrei ricordarle ancora che
è la maggioranza ed il Governo regionale che deve decidere se
andare avanti con lo Stato, con il Governo, davanti alla Corte
costituzionale, non è l'onorevole Milazzo, Musumeci o Falcone.
Quindi, decidetelo, non lei, lo decida la maggioranza, questo
governo dei migliori , così non parlerò nemmeno più quando
arriverà il Presidente della Regione. Con il Governo dei
migliori , sembra più la Leopolda più che il governo dei migliori,
a vedere come è stato individuato tutto il personale degli uffici
di gabinetto, sembra la Leopolda, non il Governo regionale. Se la
devono assumere loro la responsabilità con i giuristi.
Io li ricordo qui: hanno parlato autorevoli giuristi e competenti
della materia, l'onorevole Cracolici che, dopo avere fatto tutti
questi danni qui, sicuramente ora farà peggio all'Agricoltura e
Foreste. Questo è il tema che bisogna porre alla maggioranza ed al
Governo, quindi vedetela voi cosa dovete fare, non certo scaricarla
su tutto il Parlamento Noi abbiamo abbandonato l'Aula quando avete
fatto questo pastrocchio.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto ringrazio
questa Presidenza rispetto alla comunicazione legata alla nomina
degli Assessori che vede quindi inaspettatamente, non era
programmato, questo nuovo ruolo di Presidente facente funzione
della Prima Commissione Affari Istituzionali, alla luce del fatto
che il Presidente Cracolici è stato nominato in Giunta.
E come Presidente facente funzione, signor Presidente, devo dirle
che purtroppo la Commissione si era espressa diversamente rispetto
a quanto è stato testé indicato in termini procedurali.
La Commissione Affari Istituzionali infatti - saluto il già
Presidente Cracolici al quale faccio gli auguri nel ruolo di
Assessore - sperando che in questi pochi giorni che probabilmente
dovrò sostituirlo da Presidente della Prima Commissione, anche se
non mi sembra ci siano le condizioni per poter rappresentare tutti
gli aspetti degli equilibri anche con riferimento alle Commissioni.
Rispetto, quindi, alla Commissione devo dirle che tutti i
componenti della Prima Commissione ci siamo confrontati e c'è
assoluta - mi consenta di dirlo Presidente - non convergenza su
questo iter tracciato, cioè sull'idea che si possa votare
addirittura a gennaio per le città metropolitane e successivamente
a giugno per i liberi consorzi.
Quindi la Commissione chiedeva all'unanimità di riverificare
questi aspetti che erano già stati trattati in Commissione dove,
peraltro, c'eravamo ampiamente espressi, anche perché ci sono
almeno due aspetti rispetto ai quali si trovano delle
controindicazioni: il primo è quello delle elezioni che potevano
esserci adesso a novembre, rispetto al quale capiremo quale è il
percorso, l'altro è la condivisione e il corrispettivo rispetto al
recepimento della legge Delrio, per cui questo aspetto che vede
contrapposto da una parte i sindaci delle tre città metropolitane e
dall'altra il Presidente della Regione non vorremmo che entrassero
nelle dinamiche dell'Aula.
PRESIDENTE. Solo per precisare che lei ha parlato nella qualità di
Presidente della Commissione.
La decisione dei Capigruppo di stralciare, su mia proposta, ed è
stata presa all'unanimità perché in questo momento noi non possiamo
trattare nella sua interezza, a meno che non recepiamo la legge
Delrio con una norma. Ma siccome si riaprirà il dibattito in Aula,
così come deve essere, noi in questo momento abbiamo l'esigenza di
stoppare le procedure di elezione, rispetto alla norma stralcio che
prevedeva di rinviare al 30 giugno 2016. Siccome se noi recepiamo
la legge Delrio con riferimento alle città metropolitane, onorevole
Figuccia, non c'è bisogno di svolgere le elezioni ma se noi non
mettiamo un termine, che è 31 gennaio 2016, significa che
discuteremo fino al 30 giugno 2016 della sorte delle città
metropolitane.
Questo è il dato e quindi è un incentivo in più per l'Assemblea ad
operare.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
dell'elezioni è stato una delle prime preoccupazioni che ho avuto
insieme ad altri colleghi.
Mi permetto di sottolineare che i lavori della Commissione sono
andati assolutamente in senso diverso rispetto all'emendamento che
lei vuole presentare.
Siamo d'accordo ed è giusto stralciare - ma questo è ovvio - la
parte che riguarda il rinvio delle elezioni, però sulle tempistiche
la Commissione all'unanimità si era espressa nel senso di rinviare
tutto al 30 giugno o meglio in quell'arco di tempo che va dal 1
giugno al 15 luglio, quindi io sono, o meglio in quell'arco di
tempo che era dal 1 giugno al 15 luglio.
Quindi, sono d'accordo e dobbiamo assolutamente portare lo
stralcio in Aula del rinvio delle elezioni, ma se vogliamo
apportare un ulteriore modifica alla tempistica allora, a questo
punto sarebbe necessario il parere della I Commissione, cosa che mi
sembra fuori luogo in questo momento.
Cioè, va bene lo stralcio del rinvio delle elezioni, ma così come
era stato esitato all'unanimità dalla Commissione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, concordo, Presidente, con la sua proposta, anche perché
mi pare di ricordare - perché qui abbiamo la memoria corta - che
era quanto avevamo concordato durante la riunione con i Capigruppo.
Noi abbiamo la necessità di approvare, velocemente, un disegno di
legge stralcio sulle elezioni dei nuovi presidenti dei consorzi
comunali delle città metropolitane per evitare che si continui ad
avere una dispersione di risorse e anche una dispersione di uomini
che, da giorni, sono impegnati in queste elezioni che come è a
tutti noto, non si potranno tenere.
Per questo motivo, Presidente, abbiamo avuto anche modo di
apprezzare lo stralcio che lei ha fato predisporre agli uffici.
Ci sembra giusto e congrua la data del 31 gennaio per quanto
riguarda le città metropolitane, invece, di rinviare ad una data
più lontana quella per le rimanenti sei ex province regionali.
Credo che si debba porre con la dovuta attenzione il problema del
commissariamento, il prolungamento dei commissariamenti, perchè non
possiamo assolutamente lasciare senza guida le province e, quindi,
la sua proposta di rinviare in Commissione affari istituzionali per
domani mattina è più che condivisibile e accettabile, con la
raccomandazione che la Commissione domani stesso possa licenziare
il testo, in maniera tale che domani sera quest'Aula lo possa
approvare proprio perché è un provvedimento più tecnico che
politico e, mi sia consentito di dire, nasce da una cattiva legge,
nasce da un'idea che io non ho mai accettato che era quella di
sopprimere le province, ma oggi siamo imbarcati in questo viaggio e
non possiamo consentire che le navi delle nove province della
Regione siciliana continuino ad avere difficoltà o addirittura ad
affondare e, per questo motivo, le chiedo con l'urgenza del caso di
rinviare il testo in Commissione in maniera tale che domani sera lo
possiamo approvare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Musumeci e agli altri che l'hanno chiesta, in ordine
all'intervento dell'onorevole Alice Anselmo che gradirei mi
ascoltasse.
La proposta di differenziare è fatta per una questione tecnico-
giuridica. Noi già dovremmo essere in sessione di bilancio, ancora
non sono stati depositati gli atti.
Realisticamente non potremmo approvare il bilancio, so che domani
ci saranno le dichiarazioni, lo dovremo fare la sera del 31: non lo
potremo fare
Noi siamo senza gli atti finanziari, abbiamo un dovere: esitare la
legge sulle province non oltre il 31 dicembre 2015, non il 30
giugno 2016.
Mi scusi onorevole Anselmo, perché quando siamo in sessione di
bilancio non possiamo fare altro, non ci sono né finestre né
finestrelle, anche perché noi dobbiamo dare serenità ai comuni, sia
alle città metropolitane che ai comuni.
Perché viene differenziata la data? Per dare un incentivo a noi
stessi, un proponimento. E' chiaro che se noi recepiamo la Del Rio
evidentemente non abbiamo bisogno di portare al voto le città
metropolitane, mentre si avviano le procedure per le altre
province, ma è chiaro che la data sia per l'uno che per l'altro non
può essere il 31 dicembre 2015, questo è il significato.
E' un dato tecnico, noi saremo in sessione di bilancio dal 1
gennaio 2016, saremo in sessione di bilancio e approveremo la
finanziaria, prima con l'esercizio provvisorio, perché saremo in
pieno esercizio provvisorio, come data ultima il 30 aprile.
Non possiamo più tergiversare in quest'Aula e bisogna decidere o
Del Rio sì o Del Rio no E voterà l'Aula.
Quindi, quando differenzio le due date è per non dare come ultimo
termine il 30 giugno 2016 pensando che noi abbiamo la possibilità
di approvare questa legge a giugno 2016. La legge dovrà essere
approvata, sia per i liberi consorzi che per le città
metropolitane, entro dicembre 2015, anche perché lei mi insegna, da
studiosa del diritto costituzionale, che si è avviata una procedura
dinnanzi alla Corte Costituzionale; e quindi bisogna pure
pareggiare questo tipo di discorso per sapere che leggi applichiamo
quando li portiamo al voto, se viene dichiarata la cessazione della
materia del contendere dinnanzi alla Corte Costituzionale. Più
andiamo avanti e più non ci chiariamo le idee e più danno facciamo
ai Comuni e alla Sicilia che ci guarda, anche alla luce - ribadisco
- di una riforma della Costituzione voluta dal Governo Renzi,
piaccia o non piaccia, che prevede la soppressione del Senato e che
prevede due istituzioni: le Regioni e le Città metropolitane. E noi
ancora facciamo finta di niente. Poi l'Aula voterà come riterrà di
votare.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho poche cose
da aggiungere rispetto a quello che è stato detto dai colleghi in
questo dibattito attorno a questo tema così controverso.
Mi permetto di dire che il mio gruppo è contrario a differenziare
le due scadenze. Appare una scelta incomprensibile, almeno per chi
non è particolarmente aduso ai lavori. Quindi noi siamo perché il
testo esitato dalla Commissione dopo le osservazioni e
l'impugnativa del Governo nazionale, possa essere restituito alla
valutazione dell'Aula. Mi sembra che in questo dibattito sia
rimasta assente l'ipotesi che la Regione possa contestare dinanzi
alla Corte Costituzionale le norme che sono state impugnate.
Io credo, signor Presidente, che lei debba optare nella sua
autonomia, ma anche per la sintesi che lei rappresenta, per questa
ipotesi. Dal provvedimento del Consiglio dei Ministri questo
Parlamento ne esce fortemente umiliato. C'è un principio di
responsabilità che non si può tacere. E' come se al di là
dell'aspetto economico finanziario il Consiglio dei Ministri
dovesse dettare a questo Parlamento persino le norme di carattere
organizzativo che, invece, per principio statutario sono di nostra
esclusiva competenza. Quindi io mi permetto di richiamare al senso
della responsabilità, sua signor Presidente, e so che non che non
ce n'è bisogno perché conosco la sua sensibilità, l'esigenza di
uscire da questa tragicommedia.
Portiamo in Aula, prima che inizi la sessione di bilancio, il
testo così come lo ha esitato la prima Commissione e definiamo
questo benedetto articolato, ognuno con i propri principi, e ognuno
con le posizioni che in questi tre anni ha avuto modo di
esplicitare. Ma non escludiamo l'ipotesi che dinnanzi alla Corte
Costituzionale questo Parlamento possa far valere le ragioni della
sua stessa esistenza, altrimenti davvero è proprio il caso di dire
che la stagione autonomistica sia già conclusa e sepolta e che noi
ci siamo lasciati omologare da una politica folle, irragionevole e
assolutamente irrispettosa delle specificità locali.
PRESIDENTE. L'Aula voterà. C'è lo stralcio e sullo stralcio siamo
tutti d'accordo. C'è un emendamento predisposto dagli Uffici su mio
imput e sottoscritto dall'onorevole Fazio. Se l'Aula non è
d'accordo a differenziare le due date può votare contro. Nessun
problema.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io capisco le
ragioni che hanno mosso la Presidenza a differenziare le due date.
Lei sa peraltro - lo testimoniano i miei emendamenti bocciati
dall'Aula- qual è la mia posizione sulla legge Delrio.
Con lei sfondo una porta aperta
Credo che l'Aula in questo caso è sovrana.
La inviterei a prendere atto, facciamo prevalere un orientamento
dell'Aula rappresentato dalla Commissione che fa coincidere le due
proroghe - fermo restando quanto detto da lei - cioè che abbiamo
tutto l'interesse a fare al più presto una legge in questo ambito.
Comprendendo e apprezzando le posizioni dell'onorevole Musumeci,
ho solo una perplessità.
Non possiamo tenere in bilico per chissà quanto tempo gli enti di
area vasta che abbiamo creato con questa legge nel senso che -
ribadisco, onorevole Musumeci, che capisco e condivido la sua
preoccupazione - non penso si possa adire alla Corte Costituzionale
in un contesto nel quale abbiamo bisogno di dare certezza agli enti
di area vasta che costituiamo dal punto di vista dei ruoli
importanti che devono assumere in una Regione in cui i liberi
consorzi sono previsti dallo Statuto.
Per queste ragioni, Presidente, la inviterei ad evitare una
contrapposizione su questa materia.
Abbiamo necessità di evitare che sabato o domenica si voti - sulla
base della vecchia normativa - diamo un segnale di unità alle altre
istituzioni.
Unifichiamo le due proroghe e, nello stesso tempo, diamoci
l'impegno ad affrontare al più presto la materia, sapendo che le
due posizioni che si andranno a confrontare sono quella che
suggeriva l'onorevole Musumeci e quella che invece propone il
Governo e a questo punto il Parlamento, visto che la Commissione si
è pronunciata di recepire la Delrio pur con qualche novità e di
dare una legge in questa materia alla Regione siciliana.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, purtroppo oggi questo stralcio arriva
a completamento di un pasticcio che purtroppo registriamo.
Ormai l'Aula è adusa a registrare delle leggi che poi alla fine
naufragano al primo impatto con la verifica.
Ieri vi era un problema col Commissario dello Stato oggi vi è un
problema con il Consiglio dei Ministri.
Il rischio è che così come è formulata questa norma stralcio
incorriamo nella ulteriore eventualità, molto fondata, di creare
una discrasia istituzionale fra enti che andrebbero a rinnovare i
propri organi in una data ed enti invece che vedrebbero rinnovati i
propri organi in un'altra data, creando di fatto un vulnus,
ulteriore vulnus, istituzionale.
Presidente Ardizzone, lei che è garante dell'andamento regolare di
quest'Aula, capiamo la sua buona volontà, vicariante, sostitutiva
rispetto ad un Governo che oggi dovrebbe dimostrare i propri primi
passi, che oggi dovrebbe esordire in quest'Aula, ma manca il
Presidente ed il dodicesimo assessore - ci rendiamo conto che ci
troviamo dinnanzi ad un impasse.
Allora Forza Italia dice in maniera molto chiara: siamo contrari
alla discrasia delle due date. Noi chiediamo o che la norma
totalmente ritorni in Commissione, o che, con il Presidente f.f.,
onorevole Vincenzo Figuccia, degno successore, nel termine buono,
dell'onorevole Cracolici, che è volato a maggiori oneri e onori
dell'amministrazione regionale, potremmo immaginare in Commissione
I, una norma ragionata, che non sia il frutto di un nuovo momento
emozionale, perché magari, vi può essere la richiesta dell'Anci o
perché una protesta fortissima della maggioranza dei sindaci
siciliani, ha voluto porre la propria candidatura per far
vergognare, io dico, la maggioranza di Governo che ha fatto un
pastrocchio, piuttosto che una legge.
Noi dobbiamo essere seri. Noi che facciamo opposizione, vogliamo
creare un rapporto costruttivo ma soprattutto utile, produttivo.
Credo, Presidente Ardizzone, che questa norma stralcio non
funzioni e bisogna riflettere di più e dobbiamo chiedere al nuovo
assessore Rosario Crocetta, alla funzione pubblica, cosa vuole fare
dei nuovi consorzi e gli chiederemo magari se vi è un altro talk
show, come l'arena di Giletti, magari sarà in salsa siciliana, in
una dimensione domestica; ma ci dica da qualche palcoscenico, qual
è l'idea che ha sui liberi consorzi.
Successivamente ognuno di noi si determina, liberamente, al voto
e vediamo quello che succede.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cittadini, a parte che mi sembra assai singolare discutere di
questa cosa in assenza dell'unico assessore che ad interim, ha la
delega agli enti locali, che coincide con il Presidente Crocetta.
A dire il vero siamo abituati e abbiamo quasi sempre sopperito
alle mancanze di questo Governo attraverso le iniziative
dell'Assemblea Regionale siciliana, che oggi, credo sia giunta al
punto di non ritorno.
Perché è vero che l'azione politica di questa Assemblea si è
sostituita spesso e continuo, a una inazione del Governo ma oggi
noi, come accennava prima l'onorevole Musumeci, così come abbiamo
sostenuto, e quindi mi riferisco al Movimento Cinque Stelle in
Commissione Affari Istituzionali, siamo chiamati a prendere una
decisione.
La decisione non può essere: approviamo lo stralcio o approviamo
il disegno di legge esitato dalla Commissione nella quale il
Movimento Cinque Stelle ha votato contro.
La decisione può essere una e una sola, cioè dare mandato a
questo Governo, che già autonomamente può farlo, di resistere
davanti la Corte Costituzionale.
Ci avete detto quando siete entrati in quest'Assemblea, che il
Movimento Cinque Stelle non conosceva il rispetto per le
istituzioni.
Se oggi l'Assemblea, o il Governo rinunciano a resistere dinanzi
la Corte Costituzionale, dimostrano di non avere rispetto per
l'istituzione parlamento, perché questo parlamento che ha approvato
questa legge, deve avere innanzitutto rispetto di se stesso anche
nelle parti in cui non ha condiviso questo provvedimento. Noi
questo provvedimento finale non lo abbiamo condiviso. Abbiamo
votato contro, ma oggi siamo convinti più che mai che questa legge
dell'Assemblea vada sostenuta dinanzi la Corte Costituzionale e
questo Governo deve assumersi la responsabilità di resistere e di
affermare le proprie ragioni.
E continuo. Il non resistere dinanzi la Corte costituzionale
significa rinunciare alle prerogative dello Statuto speciale, se
rileggiamo il ricorso avanzato dallo Stato dinanzi la Corte
Costituzionale, esordisce in quanto atto giuridico, riconoscendo ad
eccezione delle città metropolitane, che, ovviamente nello Statuto
non sono previste né potevano essere previste, competenza
legislativa esclusiva alla Regione siciliana. Competenza
legislativa esclusiva.
Siccome ritengo che questo Parlamento, o meglio siccome il
Movimento Cinque Stelle ritiene che questo Parlamento non possa
continuare a chiedere il permesso a Renzi e al Governo nazionale,
prima di esitare una legge sulla quale lo Statuto riconosce
competenza esclusiva - perché altrimenti, di fatto, anche
l'Assemblea, oltre al Governo, si troverebbe commissariata ed
impedita all'esercizio delle proprie prerogative legislative -
allora bisogna resistere: tertium non datur Per cui, noi voteremo
contro così come abbiamo votato contro, coerentemente, al disegno
di legge in Commissione prima, continueremo coerentemente in questa
nostra iniziativa.
Il rispetto per lo Statuto, il rispetto per l'Assemblea, il
rispetto per la legge e quindi, soprattutto, il rispetto per i
siciliani che noi ci onoriamo di rappresentare.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, innanzi tutto faccio gli auguri ai nuovi assessori. A
quelli che c'erano prima non servono anche se, purtroppo, io sono
uno che è rimasto legato al primo Governo Crocetta. Vi chiedo
perdono, vi chiedo perdono però purtroppo io sono rimasto legato a
quell'impostazione. Sa, lei più volte mi ha rimproverato di essere
cortigiano, giustamente di tante cose ma veda, caro Presidente, io
mi sono dimesso da Sindaco di Ragusa per quel Governo e per quella
rivoluzione.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, c'è questa questione ..
DIPASQUALE. Detto questo, ovviamente gli auguri sono affettuosi e
non polemici - come ricorda anche l'amico Panepinto quando
interviene su questioni che riguardano l'acqua. Io sono
assolutamente contrario al rinvio, ulteriore, rispetto alla data di
gennaio delle votazioni dei liberi consorzi, perché mi vergogno.
Io, che ho sostenuto quella posizione di azzerare le province, mi
vergogno ancora oggi di aver contribuito a lasciare i dipendenti
delle province, e tutto quello che era legato a quella
problematica, ancora per aria.
E, siccome ho deciso di interpretare un ruolo che, più volte in
quest'Aula, è stato interpretato di grande libertà e di grande
autonomia rispetto alle questioni importanti e fondamentali, ci
tenevo a chiarirla. Non solo.
Voterò qualsiasi emendamento, da qualsiasi parte arrivi, che vada
verso questa direzione, perché ritengo davvero vergognoso ancora
lasciare tutta questa questione, dopo tre anni, di lasciarla ancora
in sospeso
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò
rapidissimo. Io, nel seguire le parole del vicepresidente,
attualmente Presidente, della Commissione I la invito, Presidente
dell'Assemblea, a riflettere sull'opportunità di bypassare il
lavoro fatto, in questi lunghi mesi, dalla I Commissione,
presieduta dall'ex Presidente Cracolici.
Io sono dell'idea che dobbiamo dare una certezza unica al bacino
dei lavoratori delle ex province, ma dobbiamo dare, anche, una
certezza nelle tempistiche di quello che deve essere il nuovo
organo delle aree metropolitane e dei liberi consorzi.
Per questo, Presidente Ardizzone, non reputo opportuno affrontare
insieme allo stralcio, che è legittimo per bloccare lo scempio che
in questi giorni è successo anche in assenza di regole certe, e la
invito a rivedere la sua posizione sull'emendamento.
Rinviare, ulteriormente, questa norma in Commissione vuol dire far
perdere tempo ai siciliani a non dare certezze.
FORMICA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ora io ormai non
mi meraviglio più di più niente, non mi meraviglio che vedo
Cracolici messo qui di fronte all'Aula come pungipal , non mi
meraviglio di nulla rispetto ai provvedimenti anche ultimi della
storia recente di questa Assemblea, benché meno mi potrei
meravigliare a proposito di questa norma sulle province che
definirla una norma ad ostacoli sarebbe un eufemismo visto che su
questa legge, su questa norma discutiamo, proponiamo, dibattiamo,
presentiamo disegni di legge, modifichiamo disegni di legge, non
rispettiamo scadenze ci diamo altre scadenze da almeno quattro
anni.
E però Presidente non posso non meravigliarmi del fatto che si
arriva dopo il Governo a geometria variabile, dopo i Governi
politecnici, abbiamo potuto sentire, ascoltare di tutto di più, che
si arrivi alle elezioni pluridata, a questo mi consenta Presidente
non c'ero ancora arrivato nonostante il fatto come dicevo che in
quest'Aula abbiamo assistito di tutto di più.
Veda Presidente io ritengo che comunque si affronti la questione
noi non possiamo sfuggire al fatto di dovere esaminare la legge
così come è stata presentata, esitata dalla I Commissione,
modificarla o meno ma non possiamo certamente per le considerazioni
anche giuste che faceva lei del fatto di comunque di vista
l'urgenza onde evitare ulteriori danni di accelerare. Però
Presidente accelerare su che cosa? Su che cosa? Abbiamo il Governo
che non ha presentato un bilancio e non lo presenterà neppure a
breve, sui fondi, sull'accesso alla normazione dei Fondi europei
erano 2014-2020, siamo a fine 2015 e ancora non se ne parla e forse
verso fine 2016 ci sarà qualche programma presentato o qualche
domanda da presentare, quindi io non credo affatto che votando, e
su questo io sono per quanto mi riguarda irremovibile nella stessa
data, perché il pasticcio di cercare di immaginare che si possa
votare in tre città prima e nelle altre 6 votare quattro o cinque
mesi dopo faremmo veramente ridere tutta Italia.
Pertanto se si vuole accelerare sulla legge siccome di
presentazione di bilancio o comunque di entrare nel vivo del
bilancio non se ne parla ne se parlerà, affrontiamo la legge in
Aula ed esitiamola una volta per tutte, altrimenti se dobbiamo fare
un rinvio rinviamo a giugno ma per tutte e nove i Consorzi sia per
i tre metropolitani che per gli altri sei.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi chiusa questa discussione e allora
vorrei evidenziare una questione, intanto la Conferenza dei
capigruppo ad unanimità correttamente ha deciso lo stralcio, mi
dispiace ci sono stati alcuni interventi pensando che io volessi
bloccare la norma perché la norma in questo clima non si può
esitare perché non c'è assolutamente condivisione in generale
nonostante l'unanimità della I Commissione peraltro il
rappresentante del Movimento 5 stelle ha espresso il suo dissenso.
E' stato più volte richiamato in quest'Aula il principio di
autonomia del Parlamento, però noi siamo dinnanzi ad un percorso
nuovo e mi riferisco anche a quelli che hanno esultato nel momento
in cui è stata abrogata la figura del Commissario dello Stato.
Noi sappiamo che c'è stata una interlocuzione autorevole con il
Governo nazionale da parte del Governo regionale, però questa è una
procedura insolita e nuova nel rispetto del principio
dell'autonomia del Parlamento.
Ancora non ci siamo resi conti - mi dispiace dirlo - che una legge
c'è ed è vigente e spetta a chiunque ha il dovere di farla
osservare ad iniziare dal Presidente della Regione.
La legge c'è ed è quella approvata nel mese di agosto da questo
Parlamento. Se noi non modifichiamo la legge e resistiamo dinanzi
alla Corte costituzionale, scelta legittima che questo Parlamento
può fare senza votare alcuna legge, perché se noi non votiamo
alcuna legge, noi abbiamo una legge vigente, si applicheranno
queste norme, significa fra un anno e mezzo quando si pronuncerà la
Corte costituzionale potrà dire che aveva ragione l'Assemblea
regionale siciliana e avere torto il Governo nazionale o viceversa.
Ma a noi, in questa fase, non interessa sapere chi ha ragione o
chi ha torto. Ci interessa sapere quali sono le istituzioni di area
vasta, o le città metropolitane che dovrebbero governare e decidere
delle sorti di quelle porzioni di territorio.
Il termine del 31 gennaio 2015 viene messo con riferimento alle
città metropolitane per dare un incentivo in più a quest'Aula ad
esitare la legge nella sua interezza entro il 31 dicembre 2015.
Ma considerate che ogni volta si vuole tergiversare perché il
problema è sempre il solito e ce lo dobbiamo dire con la massima
chiarezza, evitando anche e non mi riferisco chiaramente al
Movimento cinque stelle, le votazioni a scrutinio segreto su una
vicenda talmente delicata qual è il Governo e il futuro delle
nostre istituzioni che è quello del nuovo assetto che noi ci
dobbiamo dare.
E sull'assetto ci vuole la massima condivisione. Non può
condizionarci in questo momento la presenza o meno di un sindaco in
una città metropolitana, invece di un altro.
Ritiro l'emendamento che avevo fatto presentare che differenziava
le due date. Ma il senso era quello di approvare, avere un termine
per approvare entro il 31 dicembre 2015 l'intera legge perché è
chiaro che se noi recepiamo la Delrio' con riferimento alle città
metropolitane, non c'è una votazione differenziata perché con
riferimento alle città metropolitane non ci sarà votazione.
Questo è il dato fondamentale.
Però confido nell'onestà intellettuale di coloro che sono
intervenuti, di tutti, per carità, che noi ci diamo una data ultima
che è quella del 31 dicembre 2015 per esitare la legge
indipendentemente dal termine del 30 giugno 20165, pur sapendo che
siamo in sessione di bilancio, pur sapendo che qualcuno tenterà, ce
lo dobbiamo dire, di arrivare con l'acqua al collo al 30 maggio
2016, senza avere esitato alcuna legge nell'incertezza più
assoluta.
Allora si apra il dibattito sull'autonomia in quest'Aula, ma si
apra con forza. Possiamo pure votare un ordine del giorno in cui è
emerso che noi resistiamo dinanzi alla Corte costituzionale e
quindi non facciamo alcuna legge. Ci andava bene la legge fatta.
Lo possiamo fare, per carità. Ma lo deve fare il Parlamento, non
lo può fare il Governo regionale, con tutto il rispetto.
Per quello che mi riguarda, considerato che dagli interventi,
dovendo avere avuto fiducia su quello che è registrato, tutti ci
siamo presi l'impegno tranne il Movimento cinque stelle e la Lista
Musumeci che dicono di resistere dinanzi alla Corte costituzionale,
gli altri ci siamo presi l'impegno, i gruppi che sono intervenuti
ad esitare la legge entro il 31 dicembre n2015.
Confido nella bontà delle indicazioni che sono state date, per cui
- così come deciso in Conferenza dei Capigruppo - senza avere noi
responsabilmente il problema della scadenza del termine che è
quello di gennaio 2016, responsabilmente dovremmo lavorare in
quest'Aula, nella I Commissione che si riunirà, con i termini che
sono stati dati, quello dell'urgenza che dovranno esitare come
prima legge, la legge che è uscita fuori e che si apra soprattutto
il dibattito in Aula, anche sulla bontà o meno di resistere o meno
dinanzi alla Corte costituzionale perché questo è giusto che si
faccia alla luce del sole.
Quindi ritiriamo l'emendamento che posticipava la durata in
carica.
Per un fatto procedurale dobbiamo chiudere la seduta e riscrivere
all'ordine del giorno lo stralcio e quindi rinviare in Commissione
la parte che non è stata stralciata.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Pertanto, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 10 novembre 2015,
alle ore 17.12, con il seguente ordine del giorno:
I -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e
Città metropolitane (n. 1070 - Stralcio I/A)
II - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SULLA COMPOSIZIONE
DEL GOVERNO REGIONALE
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Germanà
2) - Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
(Seguito)
Relatore: on. Cirone
La seduta è tolta alle ore 17.11
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio