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Resoconto d'Aula della Seduta n. 291 di martedì 10 novembre 2015
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                           parlamentari
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.06

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Non sorgendo osservazioni, il verbale si intende  approvato.

     Comunicato relativo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del seguente comunicato
  relativo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del
  4 novembre 2015:

    La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  riunitasi
  il   4   novembre   2015,  sotto  la  presidenza   del   Presidente
  dell'Assemblea, On. Ardizzone, presente  il Vicepresidente  vicario
  On.le   Venturino,  ha  stabilito,  all'unanimità,    il   seguente
  programma-calendario dei lavori per la corrente sessione:

   AULA

   Dopo  formale  invito  al  Governo a  depositare  quanto  prima  i
  documenti finanziari (i cui termini di presentazione sono scaduti),
  la  Conferenza   ha  stabilito che l'Aula terrà seduta  martedì  10
  novembre 2015 per la trattazione dei seguenti punti:
   Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione  del
  Governo  regionale, con successivo dibattito sulla  base  di  tempi
  contingentati dalla Presidenza dell'Assemblea tenendo  conto  della
  consistenza numerica di ciascun Gruppo parlamentare;
   Discussione del disegno di legge  Modifiche alla legge regionale 4
  agosto  2015,  n.  15. Disposizioni in materia di  liberi  Consorzi
  comunali e Città metropolitane (n. 1070/A) , in relazione al  quale
  si  è  convenuto  di esaurirne l'iter parlamentare  nella  medesima
  giornata.
   La  Presidenza  dell'Assemblea, sentita la Conferenza  dei  Gruppi
  parlamentari,  ha  predisposto un nuovo riparto dei  seggi  per  il
  rinnovo   delle   Commissioni  legislative   permanenti   e   della
  Commissione  Unione Europea , stabilendo come termine ultimo per la
  comunicazione  delle designazioni di spettanza  di  ciascun  Gruppo
  martedì  10  novembre  2015, alle ore 14,00,  onde  procedere  alla
  successiva loro elezione.
   Sentita  la  Conferenza, la Presidenza si farà altresì  carico  di
  trasmettere  ai Presidenti dei Gruppi parlamentari il nuovo riparto
  dei seggi ai fini della nomina della c.d.  Commissione Statuto  (la
  cui nomina era stata deliberata dall'Aula con ordine del giorno  n.
  479,  approvato  nella seduta n. 244 del 17  giugno  2015),  sì  da
  garantire   a ciascun Gruppo parlamentare almeno un seggio,  previa
  approvazione  di  apposito  nuovo  ordine  del  giorno   da   parte
  dell'Assemblea .

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Comunicazione relativa alla questione del rinnovo delle
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  In  ordine  alla questione  delle  Commissioni  mi  è
  pervenuta  ieri  nota  dell'onorevole Cracolici  nella  qualità  di
  Capogruppo. Ne do lettura:

    Egregio  Presidente come lei saprà, nella giornata di  giovedì  5
  novembre  sono  stato nominato in Giunta regionale quale  Assessore
  per  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea;  in
  ragione  di questo incarico si rende incompatibile la mia  funzione
  di Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico ARS.
   Il Gruppo del PD alla luce di ciò nelle prossime ore provvederà ad
  eleggere il nuovo Capogruppo e, pertanto, sino a detta elezione non
  potrà  rispettare la data per le designazioni dei componenti  delle
  Commissioni parlamentari, così come fissata nell'ultima  Conferenza
  dei Capigruppo per domani martedì 10 novembre.
   Per  tali  ragioni,  le  chiedo di poter consentire  una  proroga,
  relativamente alle designazioni per la prossima settimana, in  modo
  da adempiere correttamente previa nomina del nuovo Capogruppo.
   Certo  di  un suo favorevole accoglimento alla presente, le  porgo
  cordiali saluti .

   In effetti, ieri proprio l'onorevole Cracolici mi ha rappresentato
  questa  situazione.  Credo che non ci  sia  nulla  in  contrario  -
  alcune designazioni sono pervenute - a dare la possibilità al nuovo
  Capogruppo  che penso che verrà designato a giorni, non  so  se  ad
  ore,  ma  è un fatto che appartiene al PD, anche perché mi  risulta
  che  non abbiano un Vice Capogruppo con il quale interloquire.  Per
  cui  come  termine ultimo - alcune designazioni sono  pervenute  da
  parte  di  altri  Gruppi  - diamo martedì e  mercoledì  procederemo
  senz'altro alla elezione dei nuovi Presidenti di Commissione.
   A  tal  proposito, gli uffici, così come da mandato in  Conferenza
  dei Capigruppo, hanno predisposto un ordine del giorno per dare  la
  possibilità  a tutti i Gruppi, indipendentemente dalla  consistenza
  numerica,  di  essere presente in Commissione  Statuto  e,  quindi,
  successivamente procederò alla ripartizione dei posti  assegnati  a
  ciascun  Gruppo  perché  vi  erano dei  Gruppi  che  obiettivamente
  rimanevano fuori.
   Trattandosi della Commissione Statuto, mi sembra opportuno che  il
  numero  di  13  invece di 16 non cambia assolutamente molto,  anche
  perché  dà  la  possibilità a tutti di essere presenti.  Quindi,  è
  stato  predisposto questo ordine del giorno che deve essere firmato
  dai capigruppo o chi lo ritiene opportuno e lo approviamo in questa
  seduta.
   Inoltre,  si  era deciso in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, all'unanimità, di stralciare la norma  in  ordine  al
  disegno di legge sulle Province.
   Sappiamo  che c'è il paradosso che ieri sono partite le procedure.
  Ci  siamo  detti  in  Conferenza dei  Capigruppo  che  era  giusto,
  opportuno, doveroso fermare queste procedure che si erano  avviate.
  Quindi,  abbiamo  deciso  di  rinviare  in  I  Commissione,   nella
  Commissione che peraltro si costituirà, il disegno di legge  perché
  possa essere esaminato.
   Ribadisco  un concetto perché ancora su questo il Governo  non  ha
  riferito in Aula. Sappiamo che c'è stata una interlocuzione tra  il
  Governo regionale e il Governo nazionale. Però è quello che risulta
  dalla   stampa.  Per  carità,  nessuno  lo  disconosce,   ma,   per
  quest'Aula, è una questione molto relativa.
   E'  stato  formalmente impugnato dinanzi alla Corte costituzionale
  da  parte  del Governo nazionale in più punti il disegno  di  legge
  relativo  alle  Province. Per quello che mi riguarda  ribadisco  un
  concetto:  siccome il dibattito si deve svolgere in  Aula,  c'è  un
  percorso che non mi convince. Noi, o resistiamo dinanzi alla  Corte
  costituzionale  in  tutto e per tutto, oppure,  sulla  base  di  un
  ragionamento  per quanto autorevole che si è fatto tra  il  Governo
  regionale e il Governo nazionale, non possiamo decidere quali  sono
  le  parti  rispetto alle quali riteniamo di resistere dinanzi  alla
  Corte  costituzionale e altre parti, rispetto alle quali, riteniamo
  di non resistere. A scanso di equivoci, mi sto riferendo alla norma
  tanto  discussa  che riguarda la possibilità per il  sindaco  della
  città  capoluogo,  con  riferimento alle  città  metropolitane,  di
  coincidere  con  il sindaco della città metropolitana.  Però,  sarà
  prima  la  Commissione a fare un esame. Intanto abbiamo un  dovere:
  quello  di  bloccare  in  questo  momento  le  elezioni  che  sono,
  obiettivamente, almeno le procedure di elezioni, partite.
   Mi  sono  permesso  con  gli uffici, ma su  questo  si  pronuncerà
  l'Aula,  invece  di fare un rinvio tout court al  30  giugno  2016,
  perché  dobbiamo essere chiari con noi stessi, ancora gli  atti  di
  bilancio,  abbiamo un assessore, non nuovo, Baccei, ma  ancora  gli
  atti  di bilancio non sono arrivati, la finanziaria non è arrivata,
  noi  realisticamente esiteremo la finanziaria il  30  aprile  2016.
  Capisco che ora arriveranno le dichiarazioni in cui si dirà che  la
  faremo  entro  il  31  dicembre 2015, ma dobbiamo  essere  realisti
  perché in atto il Governo non ha depositato nulla presso gli uffici
  dell'Assemblea.
   Dobbiamo  approvare anche il Documento di programmazione economica
  e finanziaria. Quindi, mi sono permesso, con l'avallo dell'Aula, di
  preparare un emendamento per quello che riguarda la questione delle
  città  metropolitane  e  dei liberi consorzi,  testualmente  che  i
  commissari  vengono  prorogati,  per  quanto  riguarda   le   città
  metropolitane,  fino  al 31 gennaio 2016,  per  quanto  riguarda  i
  liberi consorzi al 30 giugno 2016.
   Perché? Se quest'Aula dovesse decidere di recepire in qualche modo
  la   Delrio' per quello che riguarda questi contenuti, è chiaro che
  non  ci  sarebbe  bisogno  di  svolgere  le  elezioni.  Però  dovrà
  deciderlo  l'Aula. Se noi stabiliamo fin da adesso che il  termine,
  anche  per  le  città  metropolitane,   sarà  il  30  giugno  2016,
  significa che non avremmo fatto assolutamente nulla, perché non c'è
  neanche la possibilità di intervenire in tempo per dare serenità  a
  queste Istituzioni che, peraltro, sono previste nella nuova riforma
  della Costituzione.
   Non  possiamo aprire il dibattito e l'abbiamo detto perché c'è  la
  relazione  del  Presidente della Regione.  Ci  eravamo  determinati
  all'unanimità, in Conferenza dei Capigruppo, di stralciare le norme
  che  prevedono, sostanzialmente, lo svolgimento delle  elezioni  le
  cui  procedure sono già state avviate. L'aggiunta che sto  facendo,
  sostanzialmente la proroga dei Commissari delle Città metropolitane
  è  fino al 31 gennaio 2016; per i liberi Consorzi, considerato  che
  si devono svolgere le elezioni, fino al 30 giugno 2016. Questa è la
  differenza.  E'  chiaro che è un incentivo in  più  per  l'Aula  ad
  intervenire considerato che tra poco dovremmo essere in sessione di
  bilancio.
   Questo,  ovviamente,  non significa che  già  abbiamo  deciso,  ma
  dovremmo  essere tra poco in sessione di bilancio per  cui  se  noi
  decidiamo  di  recepire la Delrio in ordine  alla  coincidenza  del
  sindaco   del   Comune  capoluogo  con  il  sindaco   della   Città
  metropolitana  non  si  svolgono neanche  le  elezioni,  altrimenti
  ritorneremo in Aula e posticiperemo al 30 dicembre 2016 e ognuno si
  assumerà le proprie responsabilità.
   Questo  è il significato delle cose, ma non possiamo dire  che  in
  questo  momento con riferimento alle città  metropolitane,  per  le
  quali  sono partite  Master-plan', con Metro e quant'altro noi  non
  sappiamo  chi è l'interlocutore nei territori. Questo ho il  dovere
  di  dirlo  con  la  massima franchezza  e  da  un  punto  di  vista
  istituzionale.

   Chiedono  di  parlare:  l'onorevole  Fazio,  l'onorevole  Anselmo,
  l'onorevole Figuccia, l'onorevole Vinciullo, l'onorevole Musumeci e
  l'onorevole Milazzo che lo ha chiesto prima di Figuccia.

   Gli  assistenti  passeranno per la firma l'ordine del  giorno  che
  porta  la Commissione  Statuto' da 13 a 17 componenti per  dare  la
  rappresentanza a tutti i Gruppi, così vediamo se possiamo procedere
  anche mercoledì all'elezione della Commissione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Sulle comunicazioni del Presidente dell'Assemblea regionale
                               siciliana

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Su questa vicenda,  però,  brevemente
  perché c'eravamo detti di non intervenire.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  posso  non
  intervenire   sull'argomento  perché  credo  che,   ovviamente,   è
  diventata una telenovela. Com' è accettabile, com'è possibile anche
  se   è  condivisibile  il  percorso  che  è  stato  individuato  in
  Conferenza  dai precedenti, cioè quello di stralciare semplicemente
  e  solamente la norma che rinvia alle elezioni; ma il merito rimane
  tutto lì. Quello che non è comprensibile è che la I Commissione  ha
  lavorato   sulle   contestazioni-osservazioni   che   sono   state,
  ovviamente,  formulate  dal  Consiglio  dei  Ministri  sulla  legge
  approvata dall'Assemblea.
   Perché,  allora,  non  si  apre  un dibattito?  Perché  non  viene
  formulata  una  proposta in maniera tale che l'Assemblea  abbia  la
  possibilità  di  poter decidere? Per quel che  mi  riguarda  vorrei
  ricordare  all'Aula   che molti capigruppo  hanno  sottoscritto  il
  disegno  di  legge di recepimento della legge Delrio  e  non  posso
  ignorare  il  fatto che il Governo sull'argomento  non  aveva,  per
  niente,  le  idee  chiare.  Ricordo  che  erano  state  presentate,
  addirittura,  dieci disegni di legge il cui contenuto  era  diverso
  l'uno  dall'altro  fino a quando, ovviamente, è venuto  fuori  quel
  capolavoro che è poi stato ovviamente impugnato.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi invito a riflettere  sul
  percorso,  perché mi pare di capire che abbiamo dato un esempio  di
  cattiva   legislatura  o,  quanto  meno,  di  intervento  normativo
  sicuramente  non  adeguato nella parte in cui è  stato  oggetto  di
  impugnativa  e nella parte in cui ancora non ne usciamo  da  questa
  situazione  perché quella proposta e, soprattutto, quel disegno  di
  legge  che  andremo ad approvare che proroga il termine  o,  quanto
  meno,  che  abroga  quel termine che è indicato  per  elezioni  dei
  liberi  consorzi dei comuni e delle città metropolitane non risolve
  affatto il problema, anzi per certi versi lo acuisce nel momento in
  cui,  peraltro,  determina  una incertezza  totale  nei  confronti,
  ovviamente,  di operatori e degli stessi funzionari,  degli  stessi
  dipendenti, dell'ex province regionali.
   Io  credo  che quello che sta accadendo in Sicilia è veramente  un
  pessimo   esempio  ed  invito  a  rivedere  questa   posizione   e,
  soprattutto, in qualche modo ad intraprendere il percorso  che  era
  stato  in  qualche  modo immaginato, quello del  recepimento  della
  legge Delrio possibilmente con qualche modifica. Perché con qualche
  modifica?  Non  posso ignorare l'intervento di un componente  della
  commissione, l'onorevole Panepinto, che, ovviamente, ha evidenziato
  come   i  liberi  consorzi  dei  comuni,  a  mio  avviso  organismi
  estremamente  importanti, abbiano in qualche modo non  recepito  la
  norma  che  consente,  in qualche modo, il sostegno  e  soprattutto
  l'iniziativa  nei  confronti  dei  consorzi  universitari.   Quindi
  potrebbe  benissimo  essere  recepita la  Delrio  con  una  leggera
  modifica, un intervento modificativo. Ed è la proposta che  vado  a
  fare alla Presidenza e, soprattutto, all'Assemblea perché sennò non
  ce ne usciamo più. Nel momento in cui rinviamo, e ha fatto bene lei
  ad indicare la data del gennaio 2016, perché in termini diversi non
  sappiamo  quale  potrebbe essere ancora  il  termine  e  credo  che
  continuare  a  dare un pessimo esempio, soprattutto  di  intervento
  normativo,  non  mi  pare che si addice ad un  Parlamento,  il  più
  vecchio Parlamento del mondo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori.  le  volevo  chiedere,  intanto,  una  cortesia,  signor
  Presidente.  Mi  è stato suggerito:  ricorda al tuo capogruppo,  in
  conferenza  dei  capigruppo, di portare avanti e  di  ricordare  al
  Presidente  della  mozione . Io, onestamente, non  l'ho  voluta no,
  Presidente, lei non deve essere infastidito  Se la sua  parola,  in
  quest'Aula,  ha  un  significato ed  io  penso  di  sì,  lei  è  il
  Presidente  dell'Assemblea e quando non c'erano  i  numeri  per  la
  legge sull'accorpamento dell'ospedale Papardo, il sottoscritto  qui
  è  rimasto  con  lealtà al Parlamento, non certamente  a  lei,  con
  spirito di collaborazione e senso delle istituzioni.
   Lei  ha  preso l'impegno, dopo che ho scritto l'ordine del giorno,
  che  avrebbe  fatto  trattare la mozione nel  periodo  di  ottobre.
  Adesso  lei non mi fa una cortesia persona, signor Presidente,  lei
  la  può strappare  Per me non è, come dire, una cosa, è un fatto di
  giustizia  e di impegno solenne. Lei è il Presidente dell'Assemblea
  non  è la partita dell'onorevole Falcone che l'ha già rappresentata
  in  Conferenza  dei Capigruppo, sei mesi fa. Poi lei faccia  quello
  che  vuole, io non ne parlerò più. Si ricordi, però, anzi  non  c'è
  bisogno  che  glielo  ricorderò  certo  io:  lei  è  il  Presidente
  dell'Assemblea ed io sono stato sempre composto e ritengo di  avere
  portato rispetto a lei ed a questo Parlamento.
   Per  quanto  riguarda  la  legge sulle province,  lei  giustamente
  chiama il Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità. Vorrei
  ricordare che, con arroganza, questa maggioranza ha voluto  portare
  avanti un percorso in questi termini e vorrei ricordarle ancora che
  è  la  maggioranza  ed il Governo regionale che  deve  decidere  se
  andare  avanti  con  lo Stato, con il Governo, davanti  alla  Corte
  costituzionale,  non  è l'onorevole Milazzo,  Musumeci  o  Falcone.
  Quindi,  decidetelo,  non  lei, lo decida  la  maggioranza,  questo
  governo  dei   migliori ,  così  non  parlerò  nemmeno  più  quando
  arriverà   il   Presidente  della  Regione.  Con  il  Governo   dei
   migliori , sembra più la Leopolda più che il governo dei migliori,
  a  vedere come è stato individuato tutto il personale degli  uffici
  di  gabinetto, sembra la Leopolda, non il Governo regionale. Se  la
  devono assumere loro la responsabilità con i giuristi.
   Io  li ricordo qui: hanno parlato autorevoli giuristi e competenti
  della  materia, l'onorevole Cracolici che, dopo avere  fatto  tutti
  questi  danni  qui,  sicuramente ora farà peggio all'Agricoltura  e
  Foreste. Questo è il tema che bisogna porre alla maggioranza ed  al
  Governo, quindi vedetela voi cosa dovete fare, non certo scaricarla
  su tutto il Parlamento  Noi abbiamo abbandonato l'Aula quando avete
  fatto questo pastrocchio.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto ringrazio
  questa  Presidenza rispetto alla comunicazione legata  alla  nomina
  degli   Assessori  che  vede  quindi  inaspettatamente,   non   era
  programmato,  questo  nuovo  ruolo di Presidente  facente  funzione
  della  Prima Commissione Affari Istituzionali,  alla luce del fatto
  che il Presidente Cracolici è stato nominato in Giunta.
   E  come Presidente facente funzione, signor Presidente, devo dirle
  che  purtroppo la Commissione si era espressa diversamente rispetto
  a quanto è stato testé indicato in termini procedurali.
   La  Commissione  Affari Istituzionali infatti  -   saluto  il  già
  Presidente  Cracolici  al  quale faccio gli  auguri  nel  ruolo  di
  Assessore  -  sperando che in questi pochi giorni che probabilmente
  dovrò  sostituirlo da Presidente della Prima Commissione, anche  se
  non  mi sembra ci siano le condizioni per poter rappresentare tutti
  gli aspetti degli equilibri anche con riferimento alle Commissioni.
   Rispetto,  quindi,  alla  Commissione  devo  dirle  che  tutti   i
  componenti  della  Prima  Commissione ci siamo  confrontati  e  c'è
  assoluta  -  mi  consenta di dirlo Presidente - non convergenza  su
  questo   iter  tracciato,  cioè  sull'idea  che  si  possa   votare
  addirittura  a gennaio per le città metropolitane e successivamente
  a giugno per i liberi consorzi.
   Quindi  la  Commissione  chiedeva  all'unanimità  di  riverificare
  questi  aspetti  che erano già stati trattati in Commissione  dove,
  peraltro,  c'eravamo  ampiamente espressi,  anche  perché  ci  sono
  almeno   due   aspetti   rispetto  ai  quali   si   trovano   delle
  controindicazioni:  il primo è quello delle elezioni  che  potevano
  esserci  adesso a novembre, rispetto al quale capiremo quale  è  il
  percorso, l'altro è  la condivisione e il corrispettivo rispetto al
  recepimento  della  legge Delrio, per cui questo aspetto  che  vede
  contrapposto da una parte i sindaci delle tre città metropolitane e
  dall'altra  il Presidente della Regione non vorremmo che entrassero
  nelle dinamiche dell'Aula.

   PRESIDENTE. Solo per precisare che lei ha parlato nella qualità di
  Presidente della Commissione.
   La  decisione dei Capigruppo di stralciare, su mia proposta, ed  è
  stata presa all'unanimità perché in questo momento noi non possiamo
  trattare  nella  sua interezza, a meno che non recepiamo  la  legge
  Delrio con una norma. Ma siccome si riaprirà il dibattito in  Aula,
  così come deve essere, noi in questo momento abbiamo l'esigenza  di
  stoppare le procedure di elezione, rispetto alla norma stralcio che
  prevedeva  di rinviare al 30 giugno 2016. Siccome se noi  recepiamo
  la legge Delrio con riferimento alle città metropolitane, onorevole
  Figuccia,  non c'è bisogno di svolgere le elezioni ma  se  noi  non
  mettiamo  un  termine,  che  è  31  gennaio  2016,  significa   che
  discuteremo  fino  al  30  giugno  2016  della  sorte  delle  città
  metropolitane.
   Questo è il dato e quindi è un incentivo in più per l'Assemblea ad
  operare.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   tema
  dell'elezioni è stato una delle prime preoccupazioni che  ho  avuto
  insieme ad altri colleghi.
   Mi  permetto  di sottolineare che i lavori della Commissione  sono
  andati assolutamente in senso diverso rispetto all'emendamento  che
  lei vuole presentare.
   Siamo  d'accordo ed è giusto stralciare - ma questo è ovvio  -  la
  parte che riguarda il rinvio delle elezioni, però sulle tempistiche
  la  Commissione all'unanimità si era espressa nel senso di rinviare
  tutto  al 30 giugno o meglio in quell'arco di tempo che va   dal  1
  giugno  al  15  luglio, quindi io sono, o meglio in  quell'arco  di
  tempo che era dal 1 giugno al 15 luglio.
   Quindi,  sono  d'accordo  e  dobbiamo  assolutamente  portare   lo
  stralcio  in  Aula  del  rinvio  delle  elezioni,  ma  se  vogliamo
  apportare  un ulteriore modifica alla tempistica allora,  a  questo
  punto sarebbe necessario il parere della I Commissione, cosa che mi
  sembra fuori luogo in questo momento.
   Cioè, va bene lo stralcio del rinvio delle elezioni, ma così  come
  era stato esitato all'unanimità dalla Commissione.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  signori  Assessori,    onorevoli
  colleghi,  concordo, Presidente, con la sua proposta, anche  perché
  mi  pare di ricordare - perché qui abbiamo la memoria corta  -  che
  era quanto avevamo concordato durante la riunione con i Capigruppo.
   Noi abbiamo la necessità di approvare, velocemente, un disegno  di
  legge  stralcio  sulle elezioni dei nuovi presidenti  dei  consorzi
  comunali  delle città metropolitane per evitare che si continui  ad
  avere  una dispersione di risorse e anche una dispersione di uomini
  che,  da  giorni, sono impegnati in queste elezioni che  come  è  a
  tutti noto, non si potranno tenere.
   Per  questo  motivo,  Presidente,  abbiamo  avuto  anche  modo  di
  apprezzare lo stralcio che lei ha fato predisporre agli uffici.
   Ci  sembra  giusto  e  congrua la data del 31 gennaio  per  quanto
  riguarda  le città metropolitane, invece, di rinviare ad  una  data
  più lontana quella per le rimanenti sei ex province regionali.
   Credo che si debba porre con la dovuta attenzione il problema  del
  commissariamento, il prolungamento dei commissariamenti, perchè non
  possiamo assolutamente lasciare senza guida le province e,  quindi,
  la sua proposta di rinviare in Commissione affari istituzionali per
  domani  mattina  è  più  che condivisibile e  accettabile,  con  la
  raccomandazione  che la Commissione domani stesso possa  licenziare
  il  testo,  in  maniera tale che domani sera  quest'Aula  lo  possa
  approvare  proprio  perché  è  un  provvedimento  più  tecnico  che
  politico e, mi sia consentito di dire, nasce da una cattiva  legge,
  nasce  da  un'idea che io non ho  mai accettato che era  quella  di
  sopprimere le province, ma oggi siamo imbarcati in questo viaggio e
  non  possiamo  consentire  che le navi delle  nove  province  della
  Regione  siciliana continuino ad avere difficoltà o addirittura  ad
  affondare e, per questo motivo, le chiedo con l'urgenza del caso di
  rinviare il testo in Commissione in maniera tale che domani sera lo
  possiamo approvare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole Musumeci e agli altri che l'hanno chiesta, in  ordine
  all'intervento  dell'onorevole  Alice  Anselmo  che   gradirei   mi
  ascoltasse.
   La  proposta  di differenziare è fatta per una questione  tecnico-
  giuridica. Noi già dovremmo essere in sessione di bilancio,  ancora
  non sono stati depositati gli atti.
   Realisticamente non potremmo approvare il bilancio, so che  domani
  ci saranno le dichiarazioni, lo dovremo fare la sera del 31: non lo
  potremo fare
   Noi siamo senza gli atti finanziari, abbiamo un dovere: esitare la
  legge  sulle  province non oltre il 31 dicembre  2015,  non  il  30
  giugno 2016.
   Mi  scusi  onorevole Anselmo, perché quando siamo in  sessione  di
  bilancio  non  possiamo  fare altro, non ci  sono  né  finestre  né
  finestrelle, anche perché noi dobbiamo dare serenità ai comuni, sia
  alle città metropolitane che ai comuni.
   Perché  viene differenziata la data? Per dare un incentivo  a  noi
  stessi, un proponimento. E' chiaro che se noi recepiamo la Del  Rio
  evidentemente  non  abbiamo bisogno di portare  al  voto  le  città
  metropolitane,  mentre  si  avviano  le  procedure  per  le   altre
  province, ma è chiaro che la data sia per l'uno che per l'altro non
  può essere il 31 dicembre 2015, questo è il significato.
   E'  un  dato  tecnico, noi saremo in sessione di bilancio  dal   1
  gennaio  2016,  saremo  in sessione di bilancio  e  approveremo  la
  finanziaria,  prima con l'esercizio provvisorio, perché  saremo  in
  pieno esercizio provvisorio, come data ultima il 30 aprile.
   Non  possiamo più tergiversare in quest'Aula e bisogna decidere  o
  Del Rio sì o Del Rio no  E voterà l'Aula.
   Quindi, quando differenzio le due date è per non dare come  ultimo
  termine  il  30 giugno 2016 pensando che noi abbiamo la possibilità
  di  approvare  questa legge a giugno 2016. La  legge  dovrà  essere
  approvata,   sia   per  i  liberi  consorzi  che   per   le   città
  metropolitane, entro dicembre 2015, anche perché lei mi insegna, da
  studiosa del diritto costituzionale, che si è avviata una procedura
  dinnanzi   alla  Corte  Costituzionale;  e  quindi   bisogna   pure
  pareggiare questo tipo di discorso per sapere che leggi applichiamo
  quando li portiamo al voto, se viene dichiarata la cessazione della
  materia  del  contendere  dinnanzi alla Corte  Costituzionale.  Più
  andiamo  avanti e più non ci chiariamo le idee e più danno facciamo
  ai Comuni e alla Sicilia che ci guarda, anche alla luce - ribadisco
  -  di  una  riforma  della Costituzione voluta dal  Governo  Renzi,
  piaccia o non piaccia, che prevede la soppressione del Senato e che
  prevede due istituzioni: le Regioni e le Città metropolitane. E noi
  ancora facciamo finta di niente. Poi l'Aula voterà come riterrà  di
  votare.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho poche  cose
  da  aggiungere rispetto a quello che è stato detto dai colleghi  in
  questo dibattito attorno a questo tema così controverso.
   Mi  permetto di dire che il mio gruppo è contrario a differenziare
  le  due scadenze. Appare una scelta incomprensibile, almeno per chi
  non  è particolarmente aduso ai lavori. Quindi noi siamo perché  il
  testo   esitato   dalla   Commissione  dopo   le   osservazioni   e
  l'impugnativa  del Governo nazionale, possa essere restituito  alla
  valutazione  dell'Aula.  Mi  sembra che  in  questo  dibattito  sia
  rimasta  assente l'ipotesi che la Regione possa contestare  dinanzi
  alla Corte Costituzionale le norme che sono state impugnate.
   Io  credo,  signor  Presidente, che lei  debba  optare  nella  sua
  autonomia, ma anche per la sintesi che lei rappresenta, per  questa
  ipotesi.  Dal  provvedimento  del  Consiglio  dei  Ministri  questo
  Parlamento  ne  esce  fortemente  umiliato.  C'è  un  principio  di
  responsabilità  che  non  si  può tacere.  E'  come  se  al  di  là
  dell'aspetto  economico  finanziario  il  Consiglio  dei   Ministri
  dovesse  dettare a questo Parlamento persino le norme di  carattere
  organizzativo che, invece, per principio statutario sono di  nostra
  esclusiva competenza. Quindi io mi permetto di richiamare al  senso
  della  responsabilità, sua signor Presidente, e so che non che  non
  ce  n'è  bisogno perché conosco la sua sensibilità,  l'esigenza  di
  uscire da questa tragicommedia.
   Portiamo  in  Aula, prima che inizi la sessione  di  bilancio,  il
  testo  così  come  lo ha esitato la prima Commissione  e  definiamo
  questo benedetto articolato, ognuno con i propri principi, e ognuno
  con  le  posizioni  che  in  questi  tre  anni  ha  avuto  modo  di
  esplicitare.  Ma non escludiamo l'ipotesi che dinnanzi  alla  Corte
  Costituzionale questo Parlamento possa far valere le ragioni  della
  sua  stessa esistenza, altrimenti davvero è proprio il caso di dire
  che  la stagione autonomistica sia già conclusa e sepolta e che noi
  ci siamo lasciati omologare da una politica folle, irragionevole  e
  assolutamente irrispettosa delle specificità locali.

   PRESIDENTE. L'Aula voterà. C'è lo stralcio e sullo stralcio  siamo
  tutti d'accordo. C'è un emendamento predisposto dagli Uffici su mio
  imput  e  sottoscritto  dall'onorevole  Fazio.  Se  l'Aula  non   è
  d'accordo  a  differenziare le due date può votare  contro.  Nessun
  problema.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  io  capisco  le
  ragioni che hanno mosso la Presidenza a differenziare le due  date.
  Lei  sa  peraltro  -  lo  testimoniano i miei emendamenti  bocciati
  dall'Aula- qual è la mia posizione sulla legge Delrio.
   Con lei sfondo una porta aperta
   Credo che l'Aula in questo caso è sovrana.
   La  inviterei  a prendere atto, facciamo prevalere un orientamento
  dell'Aula rappresentato dalla Commissione che fa coincidere le  due
  proroghe  -  fermo restando quanto detto da lei - cioè che  abbiamo
  tutto l'interesse a fare al più presto una legge in questo ambito.
   Comprendendo  e apprezzando le posizioni dell'onorevole  Musumeci,
  ho solo una perplessità.
   Non possiamo tenere in bilico per chissà quanto tempo gli enti  di
  area  vasta  che abbiamo creato con questa legge nel  senso  che  -
  ribadisco,  onorevole  Musumeci, che capisco  e  condivido  la  sua
  preoccupazione - non penso si possa adire alla Corte Costituzionale
  in un contesto nel quale abbiamo bisogno di dare certezza agli enti
  di  area  vasta  che  costituiamo dal  punto  di  vista  dei  ruoli
  importanti  che  devono assumere in una Regione  in  cui  i  liberi
  consorzi sono previsti dallo Statuto.
   Per  queste  ragioni,  Presidente, la  inviterei  ad  evitare  una
  contrapposizione su questa materia.
   Abbiamo necessità di evitare che sabato o domenica si voti - sulla
  base della vecchia normativa - diamo un segnale di unità alle altre
  istituzioni.
   Unifichiamo  le  due  proroghe  e,  nello  stesso  tempo,  diamoci
  l'impegno  ad affrontare al più presto la materia, sapendo  che  le
  due  posizioni  che  si  andranno a  confrontare  sono  quella  che
  suggeriva  l'onorevole  Musumeci e quella  che  invece  propone  il
  Governo e a questo punto il Parlamento, visto che la Commissione si
  è  pronunciata di recepire la Delrio pur con qualche  novità  e  di
  dare una legge in questa materia alla Regione siciliana.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, purtroppo oggi questo stralcio  arriva
  a completamento di un pasticcio che purtroppo registriamo.
   Ormai  l'Aula è adusa a registrare delle leggi che poi  alla  fine
  naufragano al primo impatto con la verifica.
   Ieri  vi era un problema col Commissario dello Stato oggi vi è  un
  problema con il Consiglio dei Ministri.
   Il  rischio  è  che  così come è formulata questa  norma  stralcio
  incorriamo  nella ulteriore eventualità, molto fondata,  di  creare
  una  discrasia istituzionale fra enti che andrebbero a rinnovare  i
  propri organi in una data ed enti invece che vedrebbero rinnovati i
  propri  organi  in  un'altra  data, creando  di  fatto  un  vulnus,
  ulteriore vulnus, istituzionale.
   Presidente Ardizzone, lei che è garante dell'andamento regolare di
  quest'Aula,  capiamo la sua buona volontà, vicariante,  sostitutiva
  rispetto ad un Governo che oggi dovrebbe dimostrare i propri  primi
  passi,  che  oggi  dovrebbe esordire in  quest'Aula,  ma  manca  il
  Presidente  ed il dodicesimo assessore - ci rendiamo conto  che  ci
  troviamo dinnanzi ad un impasse.
    Allora  Forza Italia dice in maniera molto chiara: siamo contrari
  alla  discrasia  delle  due  date. Noi chiediamo  o  che  la  norma
  totalmente ritorni  in Commissione, o che, con il Presidente  f.f.,
  onorevole  Vincenzo Figuccia, degno successore, nel termine  buono,
  dell'onorevole  Cracolici, che è volato a maggiori  oneri  e  onori
  dell'amministrazione regionale, potremmo immaginare in  Commissione
  I,  una  norma ragionata, che non sia il frutto di un nuovo momento
  emozionale,  perché magari, vi può essere la richiesta dell'Anci  o
  perché  una  protesta  fortissima  della  maggioranza  dei  sindaci
  siciliani,  ha  voluto  porre  la  propria  candidatura   per   far
  vergognare,  io  dico, la maggioranza di Governo che  ha  fatto  un
  pastrocchio, piuttosto che una legge.
    Noi  dobbiamo essere seri. Noi che facciamo opposizione, vogliamo
  creare un rapporto costruttivo ma soprattutto utile, produttivo.
    Credo,  Presidente  Ardizzone,  che  questa  norma  stralcio  non
  funzioni  e bisogna riflettere di più e dobbiamo chiedere al  nuovo
  assessore Rosario Crocetta, alla funzione pubblica, cosa vuole fare
  dei  nuovi  consorzi e gli chiederemo magari se vi è un altro  talk
  show,  come l'arena di Giletti, magari sarà in salsa siciliana,  in
  una  dimensione domestica; ma ci dica da qualche palcoscenico, qual
  è l'idea che ha sui liberi consorzi.
    Successivamente ognuno di noi si determina, liberamente, al  voto
  e vediamo quello che succede.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  cittadini,  a  parte  che  mi sembra assai singolare  discutere  di
  questa cosa in assenza dell'unico assessore che ad interim,  ha  la
  delega agli enti locali, che coincide con il Presidente Crocetta.
    A  dire  il  vero siamo abituati e abbiamo quasi sempre sopperito
  alle   mancanze   di  questo  Governo  attraverso   le   iniziative
  dell'Assemblea Regionale siciliana, che oggi, credo sia  giunta  al
  punto di non ritorno.
    Perché  è  vero  che l'azione politica di questa Assemblea  si  è
  sostituita  spesso e continuo, a una inazione del Governo  ma  oggi
  noi,  come accennava prima l'onorevole Musumeci, così come  abbiamo
  sostenuto,  e  quindi mi riferisco al  Movimento Cinque  Stelle  in
  Commissione  Affari Istituzionali, siamo chiamati  a  prendere  una
  decisione.
    La  decisione non può essere: approviamo lo stralcio o approviamo
  il  disegno  di  legge  esitato dalla Commissione  nella  quale  il
  Movimento Cinque Stelle ha votato contro.
    La  decisione  può  essere una e una sola, cioè  dare  mandato  a
  questo  Governo,  che  già autonomamente può  farlo,  di  resistere
  davanti la Corte Costituzionale.
    Ci  avete detto quando siete entrati in quest'Assemblea,  che  il
  Movimento   Cinque  Stelle  non  conosceva  il  rispetto   per   le
  istituzioni.
    Se  oggi l'Assemblea, o il Governo rinunciano a resistere dinanzi
  la  Corte  Costituzionale, dimostrano di  non  avere  rispetto  per
  l'istituzione parlamento, perché questo parlamento che ha approvato
  questa  legge, deve avere innanzitutto rispetto di se stesso  anche
  nelle  parti  in  cui  non ha condiviso questo  provvedimento.  Noi
  questo  provvedimento  finale  non lo  abbiamo  condiviso.  Abbiamo
  votato contro, ma oggi siamo convinti più che mai che questa  legge
  dell'Assemblea  vada  sostenuta dinanzi la Corte  Costituzionale  e
  questo Governo deve assumersi la responsabilità di resistere  e  di
  affermare le proprie ragioni.
    E  continuo.  Il  non  resistere dinanzi la Corte  costituzionale
  significa  rinunciare alle prerogative dello Statuto  speciale,  se
  rileggiamo  il  ricorso  avanzato  dallo  Stato  dinanzi  la  Corte
  Costituzionale, esordisce in quanto atto giuridico, riconoscendo ad
  eccezione delle città metropolitane, che, ovviamente nello  Statuto
  non   sono   previste  né  potevano  essere  previste,   competenza
  legislativa   esclusiva   alla   Regione   siciliana.    Competenza
  legislativa esclusiva.
   Siccome  ritengo  che  questo  Parlamento,  o  meglio  siccome  il
  Movimento  Cinque  Stelle ritiene che questo Parlamento  non  possa
  continuare  a chiedere il permesso a Renzi e al Governo  nazionale,
  prima  di  esitare  una  legge  sulla quale  lo  Statuto  riconosce
  competenza   esclusiva  -  perché  altrimenti,  di   fatto,   anche
  l'Assemblea,  oltre  al  Governo, si  troverebbe  commissariata  ed
  impedita  all'esercizio  delle proprie  prerogative  legislative  -
  allora  bisogna resistere: tertium non datur  Per cui, noi voteremo
  contro  così come abbiamo votato contro, coerentemente, al  disegno
  di legge in Commissione prima, continueremo coerentemente in questa
  nostra iniziativa.
   Il  rispetto  per  lo  Statuto, il rispetto  per  l'Assemblea,  il
  rispetto  per  la legge e quindi, soprattutto, il  rispetto  per  i
  siciliani che noi ci onoriamo di rappresentare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi,  innanzi  tutto faccio gli auguri ai nuovi  assessori.  A
  quelli  che c'erano prima non servono anche se, purtroppo, io  sono
  uno  che  è  rimasto  legato al primo Governo Crocetta.  Vi  chiedo
  perdono, vi chiedo perdono però purtroppo io sono rimasto legato  a
  quell'impostazione. Sa, lei più volte mi ha rimproverato di  essere
  cortigiano, giustamente di tante cose ma veda, caro Presidente,  io
  mi  sono dimesso da Sindaco di Ragusa per quel Governo e per quella
  rivoluzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, c'è questa questione ..

   DIPASQUALE. Detto questo, ovviamente gli auguri sono affettuosi  e
  non   polemici  -  come  ricorda  anche  l'amico  Panepinto  quando
  interviene   su   questioni  che  riguardano   l'acqua.   Io   sono
  assolutamente contrario al rinvio, ulteriore, rispetto alla data di
  gennaio  delle votazioni  dei liberi consorzi, perché mi  vergogno.
  Io,  che ho sostenuto quella posizione di azzerare le province,  mi
  vergogno  ancora oggi di aver contribuito a lasciare  i  dipendenti
  delle   province,   e  tutto  quello  che  era  legato   a   quella
  problematica, ancora per aria.
   E,  siccome ho deciso di interpretare un ruolo che, più  volte  in
  quest'Aula,  è  stato interpretato di grande libertà  e  di  grande
  autonomia  rispetto  alle questioni importanti e  fondamentali,  ci
  tenevo a chiarirla. Non solo.
   Voterò qualsiasi emendamento, da qualsiasi parte arrivi, che  vada
  verso  questa  direzione, perché ritengo davvero vergognoso  ancora
  lasciare tutta questa questione, dopo tre anni, di lasciarla ancora
  in sospeso

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi    sarò
  rapidissimo.   Io,  nel  seguire  le  parole  del   vicepresidente,
  attualmente  Presidente, della Commissione I la invito,  Presidente
  dell'Assemblea,  a  riflettere  sull'opportunità  di  bypassare  il
  lavoro   fatto,  in  questi  lunghi  mesi,  dalla  I   Commissione,
  presieduta dall'ex Presidente Cracolici.
   Io  sono dell'idea che dobbiamo dare una certezza unica al  bacino
  dei  lavoratori  delle ex province, ma dobbiamo  dare,  anche,  una
  certezza  nelle  tempistiche di quello che  deve  essere  il  nuovo
  organo delle aree metropolitane e dei liberi consorzi.
   Per  questo, Presidente Ardizzone, non reputo opportuno affrontare
  insieme allo stralcio, che è legittimo per bloccare lo scempio  che
  in  questi giorni è successo anche in assenza di regole certe, e la
  invito a rivedere la sua posizione sull'emendamento.
   Rinviare, ulteriormente, questa norma in Commissione vuol dire far
  perdere tempo ai siciliani a non dare certezze.

   FORMICA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ora io ormai  non
  mi  meraviglio  più  di  più niente, non  mi  meraviglio  che  vedo
  Cracolici  messo  qui di fronte all'Aula come   pungipal ,  non  mi
  meraviglio  di nulla rispetto ai provvedimenti anche  ultimi  della
  storia   recente  di  questa  Assemblea,  benché  meno  mi   potrei
  meravigliare  a  proposito  di  questa  norma  sulle  province  che
  definirla una norma ad ostacoli sarebbe un eufemismo visto  che  su
  questa  legge, su questa norma discutiamo, proponiamo,  dibattiamo,
  presentiamo  disegni di legge, modifichiamo disegni di  legge,  non
  rispettiamo  scadenze  ci diamo altre scadenze  da  almeno  quattro
  anni.
   E  però  Presidente non posso non meravigliarmi del fatto  che  si
  arriva  dopo  il  Governo  a geometria variabile,  dopo  i  Governi
  politecnici, abbiamo potuto sentire, ascoltare di tutto di più, che
  si  arrivi alle elezioni pluridata, a questo mi consenta Presidente
  non  c'ero ancora arrivato nonostante il fatto come dicevo  che  in
  quest'Aula abbiamo assistito di tutto di più.
   Veda  Presidente io ritengo che comunque si affronti la  questione
  noi  non  possiamo sfuggire al fatto di dovere esaminare  la  legge
  così   come  è  stata  presentata,  esitata  dalla  I  Commissione,
  modificarla o meno ma non possiamo certamente per le considerazioni
  anche  giuste  che  faceva  lei del  fatto  di  comunque  di  vista
  l'urgenza   onde  evitare  ulteriori  danni  di  accelerare.   Però
  Presidente accelerare su che cosa? Su che cosa? Abbiamo il  Governo
  che  non  ha presentato un bilancio e non lo presenterà  neppure  a
  breve,  sui fondi, sull'accesso alla normazione dei  Fondi  europei
  erano 2014-2020, siamo a fine 2015 e ancora non se ne parla e forse
  verso  fine  2016  ci sarà qualche programma presentato  o  qualche
  domanda  da presentare, quindi io non credo affatto che votando,  e
  su  questo io sono per quanto mi riguarda irremovibile nella stessa
  data,  perché  il pasticcio di cercare di immaginare che  si  possa
  votare  in tre città prima e nelle altre 6 votare quattro o  cinque
  mesi dopo faremmo veramente ridere tutta Italia.
   Pertanto   se   si  vuole  accelerare  sulla  legge   siccome   di
  presentazione  di  bilancio o comunque  di  entrare  nel  vivo  del
  bilancio  non se ne parla ne se parlerà, affrontiamo  la  legge  in
  Aula ed esitiamola una volta per tutte, altrimenti se dobbiamo fare
  un  rinvio rinviamo a giugno ma per tutte e nove i Consorzi sia per
  i tre metropolitani che per gli altri sei.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi chiusa questa discussione e  allora
  vorrei  evidenziare  una  questione,  intanto  la  Conferenza   dei
  capigruppo  ad  unanimità correttamente ha deciso lo  stralcio,  mi
  dispiace  ci sono stati alcuni interventi pensando che  io  volessi
  bloccare  la  norma  perché la norma in questo  clima  non  si  può
  esitare  perché  non  c'è  assolutamente condivisione  in  generale
  nonostante   l'unanimità   della   I   Commissione   peraltro    il
  rappresentante del Movimento 5 stelle ha espresso il suo dissenso.
   E'  stato  più  volte  richiamato in quest'Aula  il  principio  di
  autonomia  del Parlamento, però noi siamo dinnanzi ad  un  percorso
  nuovo  e mi riferisco anche a quelli che hanno esultato nel momento
  in cui è stata abrogata la figura del Commissario dello Stato.
   Noi  sappiamo che c'è stata una interlocuzione autorevole  con  il
  Governo nazionale da parte del Governo regionale, però questa è una
  procedura   insolita   e   nuova   nel   rispetto   del   principio
  dell'autonomia del Parlamento.
   Ancora non ci siamo resi conti - mi dispiace dirlo - che una legge
  c'è  ed   è  vigente  e  spetta a chiunque ha il  dovere  di  farla
  osservare ad iniziare dal Presidente della Regione.
   La  legge  c'è ed è quella approvata nel mese di agosto da  questo
  Parlamento.  Se noi non modifichiamo la legge e resistiamo  dinanzi
  alla  Corte  costituzionale, scelta legittima che questo Parlamento
  può  fare  senza  votare alcuna legge, perché se  noi  non  votiamo
  alcuna  legge,  noi  abbiamo  una legge vigente,  si  applicheranno
  queste norme, significa fra un anno e mezzo quando si pronuncerà la
  Corte  costituzionale  potrà  dire che  aveva  ragione  l'Assemblea
  regionale siciliana e avere torto il Governo nazionale o viceversa.
   Ma  a  noi, in questa fase, non interessa sapere chi ha ragione  o
  chi ha torto. Ci interessa sapere quali sono le istituzioni di area
  vasta, o le città metropolitane che dovrebbero governare e decidere
  delle sorti di quelle porzioni di territorio.
   Il  termine  del 31 gennaio 2015 viene messo con riferimento  alle
  città  metropolitane per dare un incentivo in più a  quest'Aula  ad
  esitare la legge nella sua interezza entro il 31 dicembre 2015.
   Ma  considerate  che  ogni volta si vuole tergiversare  perché  il
  problema  è  sempre il solito e ce lo dobbiamo dire con la  massima
  chiarezza,  evitando  anche  e  non  mi  riferisco  chiaramente  al
  Movimento  cinque stelle, le votazioni a scrutinio segreto  su  una
  vicenda  talmente  delicata qual è il Governo  e  il  futuro  delle
  nostre  istituzioni  che  è quello del nuovo  assetto  che  noi  ci
  dobbiamo dare.
   E   sull'assetto  ci  vuole  la  massima  condivisione.  Non   può
  condizionarci in questo momento la presenza o meno di un sindaco in
  una città metropolitana, invece di un altro.
   Ritiro  l'emendamento che avevo fatto presentare che differenziava
  le  due date. Ma il senso era quello di approvare, avere un termine
  per  approvare  entro il 31 dicembre 2015 l'intera legge  perché  è
  chiaro che se noi recepiamo la  Delrio' con riferimento alle  città
  metropolitane,  non  c'è  una votazione  differenziata  perché  con
  riferimento alle città metropolitane non ci sarà votazione.
   Questo è il dato fondamentale.
   Però   confido  nell'onestà  intellettuale  di  coloro  che   sono
  intervenuti, di tutti, per carità, che noi ci diamo una data ultima
  che   è   quella  del  31  dicembre  2015  per  esitare  la   legge
  indipendentemente dal termine del 30 giugno 20165, pur sapendo  che
  siamo in sessione di bilancio, pur sapendo che qualcuno tenterà, ce
  lo  dobbiamo  dire, di arrivare con l'acqua al collo al  30  maggio
  2016,   senza  avere  esitato  alcuna  legge  nell'incertezza   più
  assoluta.
   Allora  si apra il dibattito sull'autonomia in quest'Aula,  ma  si
  apra con forza. Possiamo pure votare un ordine del giorno in cui  è
  emerso  che  noi  resistiamo dinanzi alla  Corte  costituzionale  e
  quindi non facciamo alcuna legge. Ci andava bene la legge fatta.
   Lo  possiamo fare, per carità. Ma lo  deve fare il Parlamento, non
  lo può fare il Governo regionale, con tutto il rispetto.
   Per  quello  che  mi  riguarda, considerato che dagli  interventi,
  dovendo  avere avuto fiducia su quello che è registrato,  tutti  ci
  siamo  presi l'impegno tranne il Movimento cinque stelle e la Lista
  Musumeci che dicono di resistere dinanzi alla Corte costituzionale,
  gli  altri  ci siamo presi l'impegno, i gruppi che sono intervenuti
  ad esitare la legge entro il 31 dicembre n2015.
   Confido nella bontà delle indicazioni che sono state date, per cui
  -  così come deciso in Conferenza dei Capigruppo - senza avere  noi
  responsabilmente  il  problema della scadenza  del  termine  che  è
  quello  di  gennaio  2016, responsabilmente  dovremmo  lavorare  in
  quest'Aula,  nella I Commissione che si riunirà, con i termini  che
  sono  stati  dati,  quello dell'urgenza che dovranno  esitare  come
  prima  legge, la legge che è uscita fuori e che si apra soprattutto
  il  dibattito in Aula, anche sulla bontà o meno di resistere o meno
  dinanzi  alla  Corte costituzionale perché questo è giusto  che  si
  faccia alla luce del sole.
   Quindi  ritiriamo  l'emendamento  che  posticipava  la  durata  in
  carica.
   Per  un fatto procedurale dobbiamo chiudere la seduta e riscrivere
  all'ordine  del giorno lo stralcio e quindi rinviare in Commissione
  la parte che non è stata stralciata.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Pertanto, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 10 novembre  2015,
  alle ore 17.12, con il seguente ordine del giorno:

   I  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15.
              Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e
              Città metropolitane  (n. 1070 - Stralcio I/A)

   II  - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SULLA COMPOSIZIONE
     DEL GOVERNO REGIONALE
  III  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
               (Seguito)

                Relatore: on. Germanà

            2)  -  Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
               vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
               (Seguito)

                Relatore: on. Cirone

                   La seduta è tolta alle ore 17.11

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio