Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 17.12
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente verrà data lettura in altra seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Riggio, Dina e Raia per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di Assessori regionali con relative
preposizioni ai singoli rami dell'Amministrazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 52303 del 5 novembre
2015, pervenuta in pari data e protocollata al n. 9646/AulaPG
del 5 novembre 2015, la Segreteria generale della Presidenza della
Regione ha trasmesso copia del decreto presidenziale n. 472/Area
1 /S.G. del 4 novembre 2015 di nomina di Assessori regionali con
relative preposizioni ai singoli rami dell'Amministrazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza da cariche e di decadenza di atti
ispettivi e di indirizzo politico
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le
Gianluca Antonello Micciché ad Assessore regionale, avvenuta con
D.P.Reg. n. 472/Area 1 /S.G. del 4 novembre 2015, lo stesso
deputato decade automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma
2, Reg. Int. ARS, dalle cariche di componente della I Commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali e dalle cariche di
componente e Vicepresidente della Commissione speciale d'inchiesta
e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
Decadono inoltre, i seguenti atti ispettivi e di indirizzo
politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 869, 1499,
2270, 2414;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 320, 604,
705, 768, 1125, 1976, 2397;
mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
nn. 126, 148, 254.
Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 472, 815,
1650, 2603;
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 1665,
2619, 2652;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 1309, 1386,
1471, 1473, 1479, 1498, 1501, 1914, 2194, 2634;
mozioni: nn. 27, 74, 156, 228, 266, 270, 373, 441.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le Anthony Emanuele
Barbagallo ad Assessore regionale, avvenuta con D.P.Reg. n.
472/Area 1 /S.G. del 4 novembre 2015, lo stesso deputato:
- decade, ai sensi dell'art. 12 Reg. int. ARS, dalla carica di
deputato Segretario dell'Assemblea regionale siciliana;
- decade altresì automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma
2, Reg. Int. ARS, dalle cariche di componente della IV Commissione
legislativa permanente Ambiente e Territorio e di componente
della Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni di
legge relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd 'decreto Monti') .
Decadono inoltre, i seguenti atti ispettivi e di indirizzo
politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 606, 1134,
1135, 1787, 2416, 2651, 2659 e 2717;
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 2093,
2193, 2470, 2550, 3136;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 688, 1212,
2756, 2757;
interpellanze: n. 307;
mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
nn. 139, 269.
Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: n. 1720;
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 327,
2450;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 290, 1231,
1291, 1292;
mozioni: nn. 213, 223, 229, 251, 281, 392, 486.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le Antonino Cracolici
ad Assessore regionale, avvenuta con D.P.Reg. n. 472/Area 1 /S.G.
del 4 novembre 2015, lo stesso deputato decade automaticamente, ai
sensi dell'art. 37 bis, comma 2, Reg. Int. ARS, dalle cariche di
componente e Presidente della I Commissione legislativa permanente
Affari Istituzionali , di componente della II Commissione
legislativa permanente Bilancio e di componente della
Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni di legge
relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd 'decreto Monti') .
Decadono inoltre, i seguenti atti ispettivi e di indirizzo
politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 410, 1596,
1902, 2400 e 2735;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 236 e 237;
mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
nn. 38, 68, 94.
Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 1428, 2039;
interpellanze: n. 150;
mozioni: nn. 281, 486.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le Bruno Marziano ad
Assessore regionale, avvenuta con componente D.P.Reg. n. 472/Area
1 /S.G. del 4 novembre 2015, lo stesso deputato decade
automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma 2, Reg. Int. ARS,
dalle cariche di componente e Presidente della III Commissione
legislativa permanente Attività Produttive e di componente della
Commissione per il Regolamento.
Decadono inoltre, i seguenti atti ispettivi e di indirizzo
politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 1089, 1132;
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 632,
2147;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: n. 290;
mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
nn. 192, 298.
Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 2002,
2207, 2254;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: n. 475;
mozioni: nn. 223, 281, 294, 486.
L'Assemblea ne prende atto.
agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi co-
munali e Città metropolitane' (n. 1070/A I Stralcio)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4
agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
comunali e Città metropolitane»
(1070/A I Stralcio)
PRESIDENTE. Si passa I punto dell'ordine del giorno: Discussione
di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge « Modifiche
alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia
di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane» (1070/A I
Stralcio).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Vicepresidente della Commissione e
relatore, onorevole Figuccia per svolgere la relazione.
FIGUCCIA, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo della relazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo deciso di non avviare la
discussione e di non presentare emendamenti. Si passa all'articolo
1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale
e del Sindaco metropolitano
1. All'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, le parole "In sede di prima applicazione della
presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa tra l
'1 ottobre ed il 30 novembre 2015" sono soppresse;
b) al comma 4, le parole "entro 45 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge." sono sostituite dalle parole "almeno
45 giorni prima della data delle elezioni. ".
2. All'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, le parole "In sede di prima applicazione della
presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa tra
l'1 ottobre ed il 30 novembre 2015." sono soppresse;
b) al comma 4, le parole "entro 45 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge." sono sostituite dalle parole "almeno
45 giorni prima della data delle elezioni.".
3. Le elezioni indette con i decreti del Presidente della Regione
nn. 378, 379, 380, 381, 382, 383, 384, 385, 386 del 21 settembre
2015 sono annullate.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Proroga delle gestioni commissariali delle ex
province regionali
1. All'articolo 51, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole "31 dicembre 2015" sono sostituite dalle parole
"30 giugno 2016.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
fiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in
materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.
(n. 1070/A I Stralcio)
Presidenza del Presidente Ardizzone
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni
in materia di liberi
Consorzi comunali e Città metropolitane» (1070/A I Stralcio)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città
metropolitane» (1070/A I Stralcio).
Sostanzialmente con questa norma viene soppresso il comma 2, dove
è previsto che in sede di prima applicazione l'elezioni si svolgono
dal 1 ottobre al 30 novembre 2015. Di conseguenza vengono soppresse
o comunque adeguate le norme a questa decisione e quindi viene
prevista la proroga delle gestioni commissariali dell'ex province al
30 giugno 2016.
Indìco la votazione per scrutinio nominale. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 38
Contrari 21
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il testo, depurato dalle norme
stralciate, è rinviato in Commissione ai sensi dell'art. 121
quater, del Regolamento interno. Esso sarà esaminato con priorità
anche in costanza di sessione di bilancio.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. La Conferenza mi ha dato mandato, avendo deciso di
dare la possibilità a tutti i Gruppi di intervenire, di dare dei
minuti differenziati a ciascun Gruppo in ordine alla consistenza
del Gruppo stesso.
Il tempo disponibile è di 180 minuti per tutti per il dibattito,
dopo l'intervento del Presidente della Regione, e, eventualmente,
della replica a seguito dell'intervento dei gruppi.
Sarà distribuito tra i Gruppi parlamentari in parte in maniera
eguale e in parte in maniera proporzionale alla consistenza
numerica di ciascun Gruppo.
Numero totale gruppi: 12 (PD, M5S, FI, NCD, SD, UDC, PDR, MEGAFONO-
PSE, PDS-MPA, GS-PID verso FI, MISTO)
Totale del tempo spettante a ciascun Gruppo:
PD 31 minuti e 30 secondi
M5S 21 minuti e 30 secondi
FI 15 minuti e 30 secondi
NCD 14 minuti e 30 secondi
SD 13 minuti e 30 secondi
UDC 13 minuti e 30 secondi
PDR 12 minuti e 30 secondi
MEG-PSE 12 minuti e 30 secondi
PDS-MPA 11 minuti e 30 secondi
GS-PID 11 minuti e 30 secondi
LM 10 minuti e 30 secondi
MISTO 11 minuti e 30 secondi
In relazione allo svolgimento del dibattito politico la
Presidenza si riserva, in forza dei poteri conferitile dal
Regolamento (artt. 7, commi 2 e 3 e 103, comma 5, Reg. int. Ars),
di modulare i tempi come sopra ripartiti ai fini del buon andamento
dei lavori.
E' chiaro che possono intervenire, nell'arco dei minuti assegnati
a ciascun Gruppo più parlamentari.
Governo regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Governo regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione del
Governo regionale
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione del
Governo regionale . Ha la parola l'onorevole Presidente Crocetta.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, presentare un'amministrazione è sempre qualcosa di
importante e di solenne, perché è chiaro che ci coinvolge tutti
quanti e ci carica di responsabilità.
Io sono convinto, in questo caso, di avere portato quella che era
una richiesta incessante che veniva sin dall'inizio della
legislatura: di dare una composizione politica all'assetto di
Giunta, che coinvolgesse il Parlamento per cercare di creare un
rapporto sicuramente più forte e più incisivo.
Sono convinto che dal lavoro in cui sono stati coinvolti
fortemente i partiti è uscita una squadra forte, in grado di
intraprendere le sfide necessarie per traghettare la Sicilia verso
un approdo sicuro.
Vicepresidente e assessore alle attività produttive è Mariella Lo
Bello, già assessore alla formazione nella precedente giunta. Viene
riconfermata anche Vania Contrafatto, che continua ad avere la
delega all'energia e servizi di pubblica utilità. Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea è l'on.
Antonello Cracolici. Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana è l'avvocato Carlo Vermiglio. Alessandro Baccei è
riconfermato assessore regionale per l'economia.
L'on. Gianluca Antonello Micciché è l'assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro. Giovanni Pistorio è
l'assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità. L'on.
Bruno Marziano è l'assessore regionale per l'istruzione e la
formazione professionale. L'on. Baldo Gucciardi è l'assessore
regionale per la salute. Maurizio Croce viene riconfermato
Assessore regionale per l'ambiente e il territorio; l'onorevole
Anthony Barbagallo, Assessore regionale per il turismo, lo sport e
lo spettacolo.
Sono soddisfatto del lavoro svolto, probabilmente i tempi di
questo lavoro avrebbero dovuto essere molto più veloci e
probabilmente qualcuno si chiede perché a questo assetto di Giunta
non si sia arrivati in tempi precedenti.
Probabilmente non c'erano le condizioni perché avvenisse quel
coinvolgimento diretto del Parlamento che tutti quanti auspicavamo.
Oggi quelle condizioni si sono determinate e mi pare che, dal
punto di vista politico, si sia conclusa una fase che vedeva - in
qualche modo - la coalizione di Governo sfilacciata, magari non
proprio sfilacciata ma non direttamente coinvolta, nell'esperienza
di Governo e che oggi c'è una piena co-responsabilità delle forze
politiche che sostengono la maggioranza con l'azione di governo.
Credo che non avremo bisogno di fare alcun vertice di maggioranza
per stabilire linee del Governo perché mi pare che le
rappresentatività politiche ci siano, le rappresentanze politiche
ci siano tutte e gli assessori che fanno parte della squadra di
Governo rappresentano a pieno titolo i partiti che li hanno
proposti.
Questo non esime me, ovviamente che firmo le deleghe, dalla
responsabilità.
E' un accordo politico che vede coinvolto il Partito democratico
prima di tutto, insieme all'UDC, insieme a formazioni, movimenti
che sono presenti in quest'Aula, che partecipano all'azione di
Governo o comunque quanti non hanno una rappresentatività è mio
obiettivo coinvolgere.
C'è ancora la definizione di un dodicesimo Assessorato
importantissimo quale quello della funzione pubblica che vorrei
venisse coperto da forze che attualmente non hanno una
rappresentanza in Giunta per coinvolgere tutti quanti nell'azione
di Governo.
Prendo atto delle dichiarazioni di formazioni politiche come l'NCD
che ha costituito un intergruppo con l'UDC, che non partecipa
direttamente in Giunta ma ha indicato un'intesa programmatica per
quanto attiene gli aspetti legati alle riforme.
Anche questo lo considero un quadro nuovo, possibile di alleanze
che intendo proporre a tutta l'Assemblea.
Oggi voglio proporre un patto di lealtà con tutto il Parlamento.
Ci restano due anni per concludere la legislatura.
I tentativi di dare una soluzione anticipata alla legislatura,
anche con forzature esterne che tendevano a delegittimare persino
questo Parlamento, mi pare che siano tutte finite male.
Quando mi riferisco a tentativi esterni, mi riferisco alle
continue dichiarazioni su, possibile e impossibile dal punto di
vista costituzionale, un commissariamento della Sicilia che hanno
caratterizzato due anni di dibattito politico.
Mi riferisco anche a vicende mediatiche che, poi sono state
totalmente infondate e do atto a questo Parlamento, in un momento
così difficile, difeso la dignità del Parlamento e delle
istituzioni siciliane, sia di maggioranza che di opposizione, di
una realtà straordinaria.
Sono episodi questi, che tracciano, se permettete non soltanto la
vita istituzionale ma persino la vita personale di un uomo, perché
quando si riceve solidarietà in momenti così tremendi, quando
facili interpretazioni volevano dare per scontato fatti rilevatisi
inesistenti, non soltanto per le smentite di tutte le procure
siciliane, ma smentite persino dall'incidente probatorio che, i
giornalisti interessati hanno richiesto e che ha rivelato la totale
inesistenza di quella telefonata; capiamo bene che, questo
Parlamento, la bussola ce l'ha avuta e che le istituzioni
siciliane, sono in grado, anche in momenti difficili, di reggere a
situazioni anche gravi.
Ci sono alcune cose dalle quali vorrei partire: un Pil che
quest'anno è a più 0,4 per cento. Tenete presente che nello
scenario nazionale è più dello 0,3 per cento. Non credo abbiamo
fatto male.
E non abbiamo fatto male, se teniamo presente che dal 2007 al
2013, questa Regione ha registrato perdite annuali del due per
cento l'anno e tenendo presente che nel 2014, per la prima volta
dopo sette anni, smettiamo di perdere Pil, ovviamente l'incremento
dello 0,4 per cento non risolve i problemi strutturali in termini
di fallimenti e chiusure di aziende, di licenziamenti di massa che
sono avvenuti in quegli anni e che hanno determinato una situazione
dal punto di vista sociale, economica e occupazionale in Sicilia
drammatica.
Però, se mi consentite sono segni di ripresa, sicuramente non
scontati, che ci permettono di cominciare a sperare, rispetto a un
cambiamento di tendenza al quale si attribuisce una previsione di
incremento dell'1 per cento che vi assicuro non essere poco, nelle
condizioni date e nelle condizioni che abbiamo ereditato.
Rimangono in piedi le questioni strutturali dell'indebitamento
della Regione, in gran parte appianato, in questo voglio esaltare
il ruolo che voi avete avuto in questi anni, nel condividere le
scelte di rigore, di tagli di sprechi, fatti nel 2013, nel 2014,
nel 2015 e che, in qualche modo hanno cominciato a tracciare l'idea
di una Regione che comincia a mettere a posto i conti e di una
Regione che, purtroppo, molto spesso, si vede accusata di cose che
non esistono più.
Giustamente il Presidente Ardizzone, stamattina mi chiamava quasi
all'alba, arrabbiatissimo quanto me, del fatto che c'era un
giornale che riportava la notizia che guadagnassi quanto Renzi,
cioè, venti mila euro al mese, guadagnerei ventimila e invece ne
guadagno esattamente 6.700. Questi sono i dati che vengono
presentati dalla stampa, di fronte a un Parlamento che si è
dimezzato i compensi e che ha tracciato un modo diverso di essere.
Ma di tutto questo, spesso, nel dibattito nazionale non troviamo
traccia. Non troviamo traccia del fatto che noi siamo la Regione
che ha indicato i più bassi redditi, in assoluto, del tetto massimo
relativo ai dirigenti pubblici di questa regione. Naturalmente, di
questo non c'è traccia. Che siamo, forse, la sola regione italiana
che ha cominciato a chiudere partecipate in passivo, che le ha
messe in liquidazione. Che non lo ha fatto neppure lo Stato.
Naturalmente, questo non conta perché c'è, sempre, un fatto in più.
Che siamo una regione che ha cominciato a licenziare quei
dipendenti che non fanno il proprio dovere, coinvolti, a volte
persino denunciando noi prima dell'inchiesta della magistratura
situazioni di violazione delle norme, della legge e situazione
anche di corruzione e di scorretto comportamento dei dirigenti.
Abbiamo realizzato processi importanti di rotazione che, a volte,
non sono indolori guardate.
Perché se in un dipartimento si crea una rotazione, è evidente che
poi si creano delle situazioni nuove, del personale che deve
carburare.
Però, quando c'è da mettere fine a comportamenti cristallizzati,
che andavano fatti. Così come oggi va cominciata l'azione di
razionalizzazione dell'organizzazione di tutta la Pubblica
Amministrazione, che io pongo al primo obiettivo. Se è vero che noi
abbiamo cinquemila domande di prepensionamento, significa che non è
vero che abbiamo fatto leggi scriteriate.
Significa che abbiamo fatto delle leggi che consentono di
superare, non solo gli esuberi che ci vengono indicati dalla Corte
dei Conti - di duemila cinquecento unità in più - ma ci
permetteranno, probabilmente, processi di riorganizzazione della
macchina burocratica che permetta la stabilizzazione del
precariato, che si trova ad essere precario da troppi anni, ma ci
permette anche di rinnovare la Pubblica amministrazione, nei
prossimi anni, facendo accedere ai posti della Pubblica
amministrazione giovani che, per anni, sono stati esclusi dai
concorsi, dai bandi e che non hanno potuto trovare collocazione.
E' una cosa che si realizza immediatamente? No Però, è una cosa
che è stata avviata e che darà i propri frutti nel corso di questi
anni.
C'è un'inversione di marcia per quanto riguarda tutta la
programmazione europea. C'è stata, è stata consolidata, accertata.
10,5% in 5 anni, al 31 dicembre - non voglio fare polemiche con
nessuno, per essere chiaro.
Nei 5 anni precedenti al 31 dicembre 2012, siamo intorno al 75%
realizzato in due anni e mezzo, quando ci hanno autorizzato
l'ultima programmazione.
Va bene? No, non va bene perché noi dobbiamo raggiungere il 100%
Però capite bene che, quando si vogliono raggiungere degli
obiettivi non è indifferente conoscere da dove si parte.
Abbiamo fatto tagli incredibili, per esempio, sul piano dei costi,
sul piano del bilancio.
Avere indirizzato, per esempio, il Fondo di Sviluppo e Coesione
per la copertura della spesa di bilancio, è un fatto positivo? E'
sicuramente un fatto negativo, ma se non l'avessimo fatto cosa
avremmo dovuto fare in cambio? Perché, anche su questo voglio
essere estremamente chiaro, di fronte ai tanti critici: avremmo o
dovuto aumentare le entrate, attraverso l'incremento della
pressione fiscale - e questo Governo, non vuole aumentare tasse ai
cittadini non lo abbiamo fatto in tre anni e non intendiamo farlo
perché riteniamo che incrementare le tasse sia depressivo dal punto
di vista dello sviluppo, però ho pure fatto tagli. Ma dopo avere
tagliato gli sprechi quali tagli avremmo dovuto fare?
I forestali? Gli ASU? I precari? I precari dei Comuni? I Consorzi
di bonifica? I dipendenti delle partecipate? Allora chi dice queste
cose dica con chiarezza che vuole fare queste cose, altrimenti
accetti che questo Governo ha indicato una soluzione che non
vogliamo più ripetere perché guardate io non ho mai creduto
all'ipotesi che lo Stato per questioni politiche avesse
determinato, poteva determinare o potesse determinare il default
della Sicilia, anche perché il default della Sicilia trascina
l'Italia. L'abbassamento dei redditi in Sicilia abbassa i redditi
italiani, quindi non vogliamo credere, nessuno può pensare che ci
sia un Governo talmente di matti che improvvisamente decida di fare
fallire la Sicilia per questioni politiche.
Quindi incominciamo a mettere i punti: non ci sarà l'elezione
anticipata, non c'è il default della Sicilia, non c'è un Governo
nazionale che vuole fare questo e mi pare che anche le
dichiarazioni fatte dal Vicesegretario del mio partito dicono con
estrema chiarezza che noi dobbiamo portare avanti questa esperienza
di Governo e la dobbiamo portare definitivamente e io ritengo
questo Governo l'ultimo Governo in termini di rimpasto perché non
ritengo assolutamente, per essere chiari, il prossimo Governo non
potrà essere un Governo di rimpasto con le forze politiche potrà
essere solo un Governo del Presidente cioè se le forze politiche
ritengono di mettere ancora in discussione questo Governo significa
che a quel punto non abbiamo capito tutti quanti nulla e non
abbiamo capito la lezione che viene e la necessità di affidare a
una governabilità stabile.
Quindi io ritengo con estrema chiarezza e su questo anche lo dico
proprio per essere messo alla prova per essere chiari, non sono
disponibile a rivisitare su chiave politica questo Governo che
nasce da un accordo preciso. Però stavo parlando dei conti del 2016-
2017, noi potremmo trovarla la soluzione pasticciata per il 2016-
2017 tagliamo un po' di FSC, modifichiamo un po' di cose alla fine
tocchiamo i fondi del nostro Gruppo e abbiamo chiuso.
Questa non è una soluzione che ci va bene, non può andare bene.
La natura della trattativa che stiamo facendo con l'Assessore
Baccei nei confronti del Governo nazionale è legata strutturalmente
al chiarimento di questioni che riguardano mancate riconoscimenti
nei confronti della Sicilia che derivano da anni di inadempienze
che non sono da imputare a questo Governo ma ai Governi precedenti
e che riteniamo questo Governo debba modificare, partendo dal
presupposto che non può essere che noi paghiamo il 49 per cento di
contributo alla sanità quando le altre regioni pagano il 41 per
cento che fanno 850 milioni di euro di differenza, per intenderci
con estrema chiarezza, partendo dal presupposto che quel contributo
era stato chiesto in una fase in cui i conti della sanità siciliana
erano in rosso, mentre oggi sono in verde perché produciamo utili e
non sprechi perché abbiamo messo apposto quei conti che non è poco.
Non è poco essere rientrati non solo sulla spesa europea essere
rientrati nel PIL , essere rientrati nella sanità, avere cominciato
a fare chiarezza, ridotto sprechi.
Guardate che non è esattamente la situazione ottimale che vorremmo
di questa Regione.
Però sono importanti indirizzi di cambiamento. Poi noi possiamo
fare l'elenco delle cose che non vanno. L'elenco delle cose che non
vanno è sempre infinito. Solo che la politica è il regno del
possibile.
C'è una speranza utopica quando mi dicono tutti la rivoluzione.
La rivoluzione è un mito, è un obiettivo. Le rivoluzioni, per chi
le ha studiate, si fanno nelle fasi di espansione dell'economia,
non nelle fasi di recessione. Nelle fasi di recessione si fanno le
rivolte irrazionali.
Oggi cominciamo a segnare una Sicilia che comincia a fare i conti
con lo sviluppo. Incrementa l'export agricolo perché è biologico,
perché comincia a esserci qualità nell'agricoltura, incrementa
l'export nel campo dell'artigianato siciliano, dell'industria della
ceramica, del dolciario, del manifatturiero. E comincia a
manifestare aggressione nei mercati. Anche in mercati nuovi che non
sono necessariamente quelli del nord Europa. Perché quando noi
andiamo alla fiera di Cartagine, Tunisi e i nostri fanno i
contratti di export in Tunisia, in una regione povera, o a Doha in
Qatar, significa che i nostri prodotti cominciano ad essere
apprezzati.
Una Sicilia che, nel settore turistico, comincia ad avere un
incremento, l'anno scorso un 9 per cento, e un 25 per cento di
incremento quest'anno.
Allora ci sono tutte le basi per cominciare a pensare a delle
questioni importanti che possono segnare
Ma c'è la Sicilia delle emergenze, dei ponti che crollano, delle
frane che minacciano le montagne, le città
CIANCIO. I viadotti.
CROCETTA, presidente della Regione. I viadotti, infatti con le
vostre trazzere porterete la Sicilia Grazie per le trazzere che
fate. E vi metteremo a tenere le montagne che franano, voi che
siete così bravi a creare trazzere
La Sicilia dei viadotti che crollano, delle frane, di un dissesto
che è frutto di errori, che vengono da lontano e non solo da
lontano su questi termini su cui entrerò specificatamente per
indicare anche le soluzioni che abbiamo cominciato a prospettare.
Il gap strutturale in termini di ferrovie e autostrade e strade in
Sicilia rispetto ad una Regione come la Lombardia è di cinquanta
miliardi di euro. Ritenete che ci possa essere un Governo
regionale, nazionale che possa risolvere questi problemi nel corso
di una legislatura? O di quanti programmazioni. Considerato che per
la programmazione dei fondi europei noi abbiamo a disposizione
cinque miliardi e mezzo. Dovremmo investire cinquant'anni di
programmazione di fondi strutturali soltanto per risolvere il gap
in termine di ferrovia e di autostrade, rispetto alla Sicilia
e quindi anche, a volte, i facili ragionamenti demagogici della
politica nazionale - e quella a volte la comprendo, perché è
facile che Salvini possa urlare queste cose contro la Sicilia -,
non lo capisco quando questi ragionamenti si fanno in Sicilia.
Il regno della politica è un regno reale in cui si misurano
questioni di prospettiva ma si misurano, anche, le cose che bisogna
fare concretamente nell'immediato.
Sulle ferrovie abbiamo fatto un accordo con lo Stato per l'alta
velocità in dieci anni, sono dieci miliardi di euro, ma dentro quel
percorso - io chiederei semplicemente è un invito alla buona
educazione che con la politica c'entra poco, onestamente, dovrebbe
essere un presupposto nella politica - allora dieci miliardi, di
un accordo già fatto da due anni, i cui investimenti si stanno
rivelando e riguardano il triangolo Palermo-Messina-Catania, ma è
sufficiente, e si sono inseriti accordi che hanno riguardato il
tratto che va da Comiso verso Canicattì, che va da Agrigento a
Roccapalumba durante una serie di interventi, ma io sono convinto
che il piano per la Sicilia deve inglobare, necessariamente, la
provincia di Ragusa e Siracusa e la provincia di Trapani ed è la
discussione a livello infrastrutturale col Governo nazionale, che
deve integrare quell'accordo che facemmo con Barca con questi
moduli che noi pretendiamo vengano inseriti in questo decennio, che
richiederanno qualche altro miliardo di euro.
Le autostrade: è finita l'epoca in cui si potevano finanziare coi
Fondi strutturali perché questo lo vieta la normativa europea. Come
le facciamo, allora, se non in project financing? Ed è esattamente
il lavoro che stiamo cominciando a fare. Questo lo risolviamo in
tre mesi, in un anno, in quanto tempo lo risolviamo?
Io so che erano dieci anni che non andava più un accordo ed il
tratto di autostrada in Sicilia e che questo Governo lo ha
appaltato e che è il tratto Modica - Rosolini e che siamo pronti ad
affrontare in leasing costruendo il tratto che va da Modica a Gela,
- Modica-Ragusa Ragusa-Gela per intenderci - e che quindi abbiamo
lavorato, abbiamo cominciato a creare i presupposti perché si
incrementassero una serie di risorse.
Capisco che la dote dell'ascolto non appartenga ai grillini',
però sarebbe il caso che il Parlamento, sia la casa di tutti.
Abbiamo il Patto per lo sviluppo con cui prevede per la Sicilia
due miliardi, due miliardi e mezzo, una parte dovrà essere dedicata
alle Città metropolitane che sono somme aggiuntive rispetto a
quelle indicate dalla Programmazione europea. Dentro questo Patto
noi non mettiamo i libri dei sogni, e concluderemo questo lavoro
entro una settimana, entro martedì prossimo ed intendiamo mettere
opere cantierabili e realizzabili nel corso dei prossimi due anni e
per un miliardo e mezzo di euro intendiamo mettere opere che sono
destinate alla riparazione e alla prevenzione del dissesto
idrogeologico ed alla realizzazione della viabilità secondaria per
fare ciò che non è stato fatto per decenni, - per intenderci dalle
ex province -, cominciando a migliorare la vivibilità dei
cittadini, risanando le coste, facendo gli interventi strutturali
necessari che vanno fatti sulle montagne, tenendo presente che,
però, per molte colline e montagne il maggiore risanamento che si
dovrebbe fare è rivedere i piani regolatori, per esempio delle
città, e non dichiarare edificabile ciò che, invece, va protetto, e
non disboscare ciò che, addirittura, dovrebbe essere oggetto di una
riforestazione e di rimboschimento. E, dentro questo quadro, io
credo che dobbiamo organizzare il lavoro dei forestali, dei
consorzi di bonifica, degli ESA, dentro un percorso di produttività
che li vede coinvolti agenti attivi dentro questi processi di
investimenti che dovranno riguardare nei prossimi due anni la
Sicilia. Siamo ad un passo per chiudere questo accordo. Ci abbiamo
lavorato per mesi ed io credo che questo segnerà una svolta dal
punto di vista produttivo, importante, perché due miliardi in 2
anni, per intenderci, sono circa come 2 punti di PIL di
percentuale, se questi investimenti veramente si realizzano, che
possono determinare una accelerazione della crescita produttiva di
questa Isola ma, se permettete, anche un'azione di salvaguardia,
perché continuare a dire piove governo ladro , va bene per chi ha
scelto della politica di fare un manifesto del qualunquismo ma per
chi capisce ed intende la politica come progetto, come
architettura, come azione comune, io credo che i ragionamenti, a
meno di non accusare me del dissesto idrogeologico, io credo che un
minimo di onestà intellettuale richiederebbe che tutti quanti
cominciassimo a lavorare insieme, Governo ed opposizioni, per
cercare di individuare soluzioni.
La prossima settimana noi presenteremo, dopo averlo presentato al
Governo nazionale, il piano degli interventi prioritari che
intendiamo tracciare, provincia per provincia, dei vari settori
della vita di questa Regione, degli interventi che dovranno
modificare il volto dell'Isola entro due anni così come vogliamo,
immediatamente, dare corso con i nuovi assessori, non solo
all'accelerazione della spesa europea ma alla nuova spesa, ai nuovi
bandi, perché non è marginale cominciare a mettere i bandi
considerato che noi abbiamo indicato anche soluzioni, iniziative,
tutti sono innamorati della banda larga, la cito io, però la vera
scommessa non è soltanto la banda larga o le smart city, giusto per
darsi un'aria di civetteria tecnologica ed intellettuale, la vera
scommessa è se noi rendiamo possibile ai giovani di questa Sicilia
di aprire un'attività in modo semplice, perché quando noi
cominciamo a vedere che la nuova domanda turistica, per esempio,
consente di ristrutturare la casa dei nonni e di farne una casa-
albergo, dentro ai paesi-albergo che sono previste da una delle
leggi che questa Assemblea ha fatto, e possiamo creare occupazione
diffusa, io quest'estate ho incontrato tanti ne cito uno, ad
esempio: a Pettineo, non c'era un solo albergo, arriva un giovane
biologo che lavorava in Puglia, rientra in Sicilia, aveva la casa
dei nonni, ha fatto un B&B e funziona ed ha lavorato tutta l'estate
perché oggi, nei piccoli comuni di montagna, a Ganci, come a
Pettineo, a Cianciana, a Sutera, comincia ad esserci una presenza
turistica, di gente che acquista casa dall'estero e noi dobbiamo
valorizzare tutto questo ambiente, cominciare a coinvolgere i
comuni montani, i centri dell'Isola, in un nuovo modello di
sviluppo che può vedere una stagione di nuovi giovani imprenditori
siciliani. Allora i bandi per le strutture, il modello di casa-
albergo, il paese-albergo, dove si possono realizzare anche
progetti di infrastrutturazione comune legata alla domanda
turistica che possono essere la piscina al servizio del paese-
albergo, il campo da golf del paese-albergo, tutta una serie di
cose che intendiamo portare avanti con la programmazione europea.
Partiamo, però, dalle emergenze e a queste noi dedichiamo la
priorità, quindi i soldi prima di tutto da spendere - per essere
chiari - nei prossimi anni serviranno per fare uscire la Sicilia
dall'emergenza.
L'azione che noi dobbiamo fare sul risanamento dei conti è di fare
uscire la Sicilia dall'emergenza ed avere finalmente bilanci che
possano consentire una programmazione pluriennale e non dipendere
ogni anno dalla finanziaria dello Stato. Questo è il lavoro che
stiamo facendo con Roma. Ce la faremo? Non è facile, però bisogna
convincere Roma che aver dirottato semplicemente la sede del
pagamento delle buste-paga dei poliziotti o di altri lavoratori
statali, noi lo abbiamo pagato in questi anni con 250 milioni di
euro in meno.
Ho citato gli 850 milioni della sanità, poi ci metto le buste-
paga, ci metterei anche qualche altra cosa, ma non stiamo
chiedendo a Roma di avere un'attenzione e un riconoscimento sulla
base dei piagnistei, noi vogliamo che si parta dalla natura
pattizia del rapporto Regione-Stato per riconoscere a questa
Regione quello che le spetta, definitivamente. Se noi riusciremo in
questa azione non dico che abbiamo fatto chissà che cosa, la
rivoluzione, ma abbiamo messo i conti in ordine, superate le
emergenze che permetteranno nella prossima legislatura anche di
governare un po' meglio di quanto nelle condizioni date si possa
fare.
Quello che chiedo è, appunto, un patto di lealtà che ci consenta
di portare rapidamente alcuni processi di riforma, per esempio lo
sblocca Sicilia' ne parliamo da due anni, non sarebbe l'ora di
adottarlo? Può essere che non si sa mai quando si finisce una
pratica per un piano regolatore o per una Via-Vas? I tempi possono
essere infiniti,? Ci sono indicate queste leggi? Le vogliamo
esaminare rapidamente in Commissione?
Tenete presente che non esistono leggi perfette ma che dobbiamo
semplicemente portare avanti per poter accelerare i processi di
corresponsabilità, perché lo capite cosa vuol dire bloccare una
pratica al Territorio e ambiente? A volte si blocca un piano
regolatore, a volte un'autorizzazione per un'impresa. Esiste un
limite all'arbitrio della macchina burocratica? Un limite entro cui
una posizione, un parere debba essere espresso e se non è espresso
è come se fosse stato dato?
E se è come se fosse stato dato e nascono conseguenze negative per
la Pubblica Amministrazione non le deve pagare la Pubblica
Amministrazione ma il funzionario che ha omesso il parere.
Vogliamo cominciare a introdurre, così come avviene per i
politici, il principio di responsabilità per i burocrati e la
facciamo lavorare seriamente questa Regione? Dice: Ma perché gli
dobbiamo dare questi meriti a Crocetta? Ma perché se non glieli
date, domani quando altri governeranno si troveranno esattamente i
problemi che si trova Crocetta. Allora perché non contribuire tutti
insieme a delineare un quadro che dia delle certezze diverse a
questa Regione? E la sburocratizzazione: anche lì il disegno di
legge pronto in attesa di esame in Commissione.
L'eolico: devo dare atto che la Commissione ha fatto un lavoro
incredibile, ci ha reso un parere in tempi veloci, ma non va mai in
Aula. Lo possiamo incardinare?
La legge sulla formazione professionale: quante volte mi avete
detto che occorreva dare una soluzione a questi lavoratori? Tutti
hanno gridato alla destabilizzazione, a parte il fatto che,
finalmente, dopo le fasi di destabilizzazione questo settore si sta
normalizzando: partono i bandi, finalmente l'offerta formativa
comincia a realizzarsi e cominciamo ad andare a regime.
Ma la vogliamo fare la legge a favore di questi lavoratori? Si, o
no Ma, sarà lecito che qualsiasi formazione politica sollevi
questo problema quando questo attende di essere esaminato da questa
Commissione dall'ottobre del 2014 questo disegno di legge?
Non è una priorità allora per questo Parlamento, per questa
Commissione. Dall'ottobre 2014, questa disegno di legge sulla
formazione attende di essere esaminata dalla competente
Commissione. La legge sul diritto allo studio: anch'essa depositata
nell'ottobre del 2014, aspettiamo che venga affrontata.
Testo unico sulle Attività Produttive, ed ho finito. E' stato
esitato dalla Commissione? Quando lo approviamo per sbloccare?
GRECO GIOVANNI. Glielo dica all'Assessore Lo Bello Glielo dica
CROCETTA, presidente della Regione, ascolti, siccome la Conferenza
dei Capigruppo decide quali disegni di legge vanno in Aula e lo
sapete benissimo, siccome la Conferenza dei Capigruppo decide, io
vi sto ponendo una serie di problemi che non è il tema perché sono
andati o perché non sono andati. Vi sto dicendo: c'è una lealtà che
vi propongo. In questo patto di lealtà ci vogliamo mettere queste
cose? O continuiamo a discutere del sesso degli angeli?
Il tema di una legge per i poveri, reddito di inclusione. C'è un
testo del Governo, lo vogliamo esaminare in Commissione? Poi lì ci
sono le forze politiche che possono avere posizioni diverse ed è lì
che ci si confronta.
La legge sui liberi consorzi? Guardate, ho posizioni già notorie,
sono uno di quelli che lo Statuto lo applicherebbe alla lettera,
per essere chiaro, da sempre Qualsiasi legge è frutto di
mediazione e, ripeto, siccome il regno della politica è il regno
del confronto e dell'incontro, ognuno di noi può avere la più bella
idea del mondo, ma la più bella idea del mondo non è quella che ho
nella mia testa o che ciascuno di noi ha nella sua testa, è l'idea
che si può realizzare.
Pensiamo di definire solo il blocco delle elezioni? Oppure sta
legge la facciamo seriamente e la finiamo in una settimana? Quindi
noi abbiamo dei temi.
Bene Guardate, io non sono venuto qui con nessuno spirito
polemico, sono venuto per dire: noi abbiamo di fronte una Sicilia
che può cambiare, cambiarla è un interesse di tutti, vogliamo fare
un patto di lealtà in cui Governo e le opposizioni si cementano
nell'azione di riforma e di legislazione condividendo i processi?
Io penso che si possa fare.
Le opposizioni possono stare dentro questo ragionamento, però
anche il Governo non deve fare l'arrogante, perché il Governo non
può pensare che le Istituzioni siano governate a colpi di
maggioranza.
Quindi io ritengo, proprio perché la composizione del Governo è
politica, che il tempo per cominciare a fare questo ragionamento ci
sia tutto. Dopodiché è chiaro che noi abbiamo il dovere di
governare, e le opposizioni hanno il dovere di giudicare se
governiamo bene o male.
Però guardate, se una legge non si fa, e anche qui basta con le
polemiche, sulla impugnativa. La Toscana ha avuto impugnate cinque
leggi nello stesso periodo in cui noi ne abbiamo avute impugnate
tre. C'è un nuovo modo di fare le leggi. Può darsi che dobbiamo
cominciare a rivedere anche il modo di legiferare Verificare prima
soluzioni da condividere con il Governo nazionale, però, c'è anche
un tema che riguarda l'autonomia di questo Parlamento. Anche lo
Stato fa leggi che sono di dubbia costituzionalità nei confronti
delle Regioni e che noi impugniamo.
Allora c'è il tema che riguarda il rapporto di una regione con lo
Stato e di una regione con autonomia speciale, una regione tra le
più autonome, sicuramente la regione italiana più autonoma, che
ovviamente si infrange con il disegno di limitare l'autonomia e di
riformare il Titolo V della Costituzione. Riusciamo a tenere la
bussola di un'autonomia che si deve riformare, rinnovare e che non
venga lesa, considerato che oggi è anche il tema dell'autonomia
viene messa in discussione ? Riusciamo a difenderla dando impulso a
un nuovo modo di legiferare?
Abbiamo le tante emergenze. Abbiamo una Sicilia che può rinnovare
la speranza: un PIL che riprende; una programmazione europea che si
comincia a fare; una sanità che si riprende. Completiamo il
processo legislativo e cominciamo a stabilire un rapporto nuovo.
In questo rapporto nuovo non ci può essere più il Governo che va
in fibrillazione perché si forma un altro Gruppo politico e,
siccome ci sono cinque assessori che fanno parte di un altro
gruppo, si dà l'ennesimo assessorato.
Per me da questo momento in poi si possono formare tutti i Gruppi
politici che si vogliono. Accolgo con piacere i mutamenti di
casacca, tutto quello che vogliamo, però, questo è il Governo che
si deve portare da qui alle elezioni. Se qualcuno non ci sta ritira
la propria delegazione e questo Presidente provvederà a fare le
necessarie sostituzioni.
Vi ringrazio.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 18.32)
La seduta è ripresa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, oggi il Presidente Crocetta ha presentato il
quarto Governo, in appena tre anni.
In realtà, Presidente, ad un certo punto di questa vicenda, ci
eravamo convinti che la montagna stesse per abortire e, invece,
alla fine, è venuto fuori, al netto, o meglio, al contrario di
tutti i proclami che si erano susseguiti in questi tre anni,
finalmente il parto del governo politico, il primo Governo politico
della gestione di Rosario Crocetta.
Presidente e assessori, sono troppo serio per scendere al livello
di polemica che avete usato voi, tra di voi, in questi anni,
quindi, non lo farò, non parlerò del Circo Barnum , di tutto
quello che si è detto, si è fatto, dei gabinetti, degli
strapuntini, dei bidet. Non lo farò
Certo, Presidente Crocetta, ma per fare Cracolici assessore, dopo
tre anni, ma c'era bisogno di partire addirittura da Zichichi?
Siamo partiti da Zichichi e da Battiato e, finalmente, dopo tre
anni siamo arrivati con Cracolici assessore...
CROCETTA, presidente della Regione. Bisognava partire da troppo in
alto
CORDARO. Presidente, lo sta dicendo lei che bisognava partire da
troppo in alto, non vorrei che pensasse che siamo finiti troppo in
basso. Io non lo penso, per carità, visto che eravamo partiti da
troppo in alto. E, però, Presidente la cosa, purtroppo, è seria non
tanto perché l'onorevole Cracolici fornirà due braccia forti
all'agricoltura - e noi gli auguriamo, dai nuovi bandi a tutto
quello che seguirà, di dare una svolta, finalmente, a questo
assessorato - ma è seria, Presidente, perché lei, da tre anni a
questa parte ci ha spiegato soprattutto, al di là delle polemiche
personali: Mai un politico nella mia giunta . Mi fermo lì, perché
ogni ulteriore passaggio sarebbe ultroneo.
E allora, quei bravi tecnici, brave persone che cos'erano? Un
capriccio della politica? Un capriccio del PD?
Perché, vede Presidente, in questi anni, da Zichichi a Battiato,
si sono susseguiti un numero tale, innumerevole, che mi viene
complicato non soltanto ricordare il numero ma anche alcuni volti.
Siamo passati attraverso simpatiche segretarie particolari,
attraverso assessori annegati in una piscina di polemiche per mani
amiche, attraverso giovani consiglieri comunali assessori appena il
tempo per beccarsi una denuncia di voto di scambio, siamo passati
attraverso tutte queste cose ma, finalmente, oggi siamo al governo
politico.
Ebbene, lei oggi propone al Parlamento un patto tra maggioranza ed
opposizione
Presidente io, sommessamente, le ricordo che è, almeno, la settima
volta che lei propone un patto tra Governo e opposizione e le
ricordo anche che il Cantiere Popolare-Grande Sud, partito che mi
onoro di rappresentare e del quale sono Presidente del gruppo, non
ha mai fatto opposizione strumentale al Governo Crocetta. Perché il
Governo Crocetta, al di là del numero degli elettori, è stato
legittimamente eletto dai siciliani.
Però, Presidente, noi abbiamo potuto notare in questi anni che la
nostra opposizione responsabile o non è stata compresa, o, peggio,
è stata utilizzata in maniera strumentale dal Governo si per
portare in porto delle sedicenti riforme alle quali noi abbiamo
creduto, ma che poi in quest'Aula, soprattutto a causa del Governo,
sono state stravolte.
Presidente, lei oggi ha accusato il Parlamento di non portare
leggi in Aula. E' un'accusa ingiusta Ed è un'accusa che non è
reale, perché è necessaria la presenza degli assessori, è
necessaria la redazione delle schede tecniche, è necessaria tutta
una serie di cose che il Parlamento le ha, più volte, sottoposto.
Così come le devo dire, Presidente, che io oggi ho deciso di non
occuparmi dei suoi numeri.
Perché lei oggi ha citato una serie di numeri: io non me ne voglio
occupare
CROCETTA, presidente della Regione. Ne ho citati due
CORDARO. Le voglio dire, Presidente, che io aspetto il 31
dicembre, perché al 31 dicembre si tireranno le somme, si vedrà che
fine hanno fatto gli investimenti, si vedrà che fine hanno fatto e
come sono stati utilizzati i fondi europei, si vedrà che fine ha
fatto e quali sono gli indici dell'occupazione in Sicilia, si vedrà
quali sono stati gli effetti della tanto sbandierata spending
review della quale, finalmente, adesso cominceremo a tracciare un
percorso e le somme.
Ma rispetto a questo, Presidente, noi ci poniamo, assolutamente,
chiaramente come opposizione perché, vede, in queste settimane ho
sentito parlare di percorsi che, siccome non sono lineari, non mi
possono vedere partecipe - me con il mio Gruppo parlamentare.
Chi parla oggi da quest'Aula ha votato convintamente Nello
Musumeci Presidente, per questa ragione noi siamo e restiamo
opposizione, ambiamo a diventare Governo quando e se vinceremo le
elezioni.
Ho sentito parlare di nuove formazioni politiche, vorrei
comunicare al Presidente, a qualche collega male informato e a chi
ci ascolta che all'Assemblea regionale c'è e resta il Cantiere
popolare una lista che mi ha visto eletto con quel simbolo e che
quella lista si pone alla opposizione del Governo Crocetta in
maniera mai strumentale come è capitato fino ad ora ma certamente e
chiaramente alla opposizione.
Rispetto a questo Presidente lei ha detto anche che è necessario
un cambio di passo, io sono convinto che sia necessario un cambio
di passo e al di là delle battute sul Governo politico e su qualche
collega che oggi dà questi scranni è passato a quelli del Governo
io le dico, Presidente che noi non possiamo tollerare oltre che lei
non nomini il dodicesimo Assessore, l'Assessore alla funzione
pubblica quando ci troviamo in una condizione in cui gli Enti
locali sono in ginocchio perché hanno avuto una riduzione del 10
per cento del loro budget e i precari degli Enti locali rischiano
di andare a casa al 31 dicembre.
E allora arrivate a una soluzione anche sotto questo profilo
Presidente, perché è veramente urgente.
Concludo Presidente, siamo e restiamo opposizione responsabile,
vuole cambiare passo? Bene, al terzo tentativo cominci col portare
in Aula la legge finanziaria, approviamola entro il 31 dicembre da
quel momento in poi probabilmente capiremo che volete davvero fare
qualcosa di nuovo e di diverso per la Sicilia e avete finito di
vivacchiare perché dopo tre anni la gente è stanca e anche noi
parlamentari siamo stanchi delle vostre promesse.
Abbiamo presentato due mozioni di sfiducia, queste due mozioni di
sfiducia sono state respinte, adesso siete tutti al Governo felici
- che dire - noi vigileremo dall'opposizione. Tutte le volte che
sarete in grado di portare in Aula provvedimenti realmente seri per
lo sviluppo della Sicilia e per la soluzione dei bisogni dei
siciliani li apprezzeremo e li valuteremo seriamente così come
abbiamo fatto fino ad oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone, ne ha
facoltà
FALCONE. Signor Presidente dell'Assemblea, Presidente della
Regione, Governo, onorevoli colleghi, è chiaro che ormai è
diventato quasi routinario venire qua.
È ormai una consuetudine che il Presidente della Regione
frequenti quest' Aula più che per votare leggi che per presentare
Governi, ecco, nuovi Assessori.
Qualcuno, qualche decina, ha visto, come dire, traghettare e
attraversare quest' Aula, quindi, è giusto anche se non altro
perché è un bene che quest'Aula venga frequentata. E allora, in
questo senso, con questo spirito è giusto che in questi anni vi
fosse un pullulare di Assessori e, al contempo, un corposo numero
di Governi.
Presidente, io ho ascoltato le sue parole, il suo discorso che
stavolta mi è sembrato un po' meno arrogante rispetto ai precedenti
suoi discorsi.
E' un discorso che ha tentato di tracciare un fatturato, molto
modesto le devo dire, ma al contempo è un percorso che vuole essere
un avviso di sfratto alla sua maggioranza prima e, al contempo, a
tutti coloro che magari in questi ultimi mesi lo hanno stretto, le
hanno in un certo senso tirato la giacca' perché prima avevano
contestato il primo Governo che era quel Governo nato dalla volontà
popolare. Successivamente le chiesero un altro governo e lei, con
un colpo di testa, fece un governo che era disconosciuto da tutti.
Poi ci fu il terzo governo. Ricordo il presidente Orfini del
Partito Democratico, venne qua. Disse che era il migliore governo
in Sicilia, di grande spessore che darà il colpo d'ali che manca
alla Sicilia.
Ebbene, a distanza di poco tempo, quei grandi professionisti, quel
governo di livello, tant'è che ricordo, il collega Ioppolo disse
oculatamente, singolarmente sono persone di livello, però, nella
squadra, concretamente al lavoro, li dobbiamo verificare.
E la verifica sa chi l'ha data? Io ho preso degli appunti. Hanno
detto di Crocetta', amici di Crocetta', ha detto Crocetta',
traguardi di Crocetta'.
Andiamo agli amici di Crocetta. Questo Governo è il governo degli
amici di Crocetta. Cracolici, retorica della rivoluzione, Governo
come rappresentazione farsesca, il governo dei camerieri, era quel
governo per cui Nelli Scilabra andò a portare al presidente della I
Commissione, Cracolici, il vassoio con i caffè, visto che erano dei
camerieri. Era quel Cracolici che diceva il presidente penultimo
tra i presidenti della Regione , meno male, gli è andata bene
Marziano. Marziano è il nuovo amico del Presidente. Quello che lo
aveva denunciato per voto di scambio. Di Giacomo. Era quello del
pizzino', purtroppo, era quello che gli passava i pizzini'.
Pistorio. Pistorio gli aveva fatto l'avviso di messa in mora
quando parlò per un attimo dei precedenti governi di Cuffaro, di
Lombardo. Poi il nuovo ritrovato amico, quello che lei aveva
denunciato, Francesco Cascio.
Oggi invece diamo un sostegno. L'NCD dà un sostegno.
CROCETTA, presidente della Regione. Io l'ho denunciato?
FALCONE. No, Presidente, lei ha voluto puntualizzare, però, che
l'NCD, malgrado la prestigiosa presenza del collega Vermiglio, è
chiaro che siete fuori, però contribuirete alle riforme.
La prova sa, Presidente, qual è della loro realtà? Che va
premiata. Che mentre gli amici di Cardinale, non ne avete nessuno,
quando lei parlava i suoi componenti di maggioranza erano tutti
fuori, come dispregio nei suoi confronti e nei confronti del
Governo che lei ha fatto, invece i ritrovato nuovi amici dell'NCD,
tutti puntuali sono stati ad essere zelanti in questo nuovo e
ritrovato impegno che attenzione ha dovuto richiamare da Roma, lo
stesso ministro Alfano, che non potendo parlare direttamente
diventando ventriloquo ha fatto parlare quattro deputati dell'NCD
per dire alt ad ogni ingresso in Giunta.
Qua siamo al gioco farsesco, surreale in cui tutti siamo contro
tutti e in cui oggi abbiamo un Governo. Però attenzione arriviamo a
ha detto Crocetta'. Ha detto Crocetta cosa ha detto? Attenzione a
tutti i voltagabbana, si è riferito, a tutti i cambia casacca, se
voi pensate che ci sarà il Governo quinquies vi sbagliate. Questo è
l'ultimo governo. Dopo di che c'è il mio governo.
Questo non l'abbiamo apprezzato perché in questo senso abbiamo
finalmente potuto capire qual è la reale condizione e qual è la
reale volontà del presidente Crocetta.
Ma quello di oggi è il governo che nasce, è un governo autorevole,
è il governo politico, è il governo della rottura con il passato, è
il governo che non nasce assolutamente sulla necessità della
sopravvivenza, dell'autoconservazione di una casta di una classe
dirigente incapace e servile, ma assolutamente no.
Quello di oggi è il grande respiro. Peccato che un giornale che
non è il nostro come Repubblica dice. Ma è il governo degli
strapuntini. E' il governo della Marianna Caronia, ex deputato che
diventa addirittura componente dell'ufficio di gabinetto, e
addirittura dell'antesignana dell'antimafia Sonia Alfano che
diventa anche lei strapuntina all'interno di un ufficio di
gabinetto.
Ma questa è la grande rivoluzione, presidente Crocetta, è stato
talmente bravo, talmente capace, di rendere fungibili le figure,
assessore Lo Bello vice presidente, prima segretaria poi nuovamente
assessore, poi promossa vice presidente e così invece chi ritornava
faceva dietro marcia, andava a diventare capo della segreteria, la
giovane Nelli Scilabra che era diventata quella che parlava alle
sue generazioni alla fine è stata messa in un cantuccio, molto
caldo, di Palazzo d'Orleans, laddove possiamo mantenere uno
stipendio a discapito di tanti siciliani, tanti giovani che non
avendo mai fatto un concorso, non avendo mai potuto avere una
chiamata diretta, rimangono ai margini.
Ha detto Crocetta, però, abbiamo visto, il PIL è aumentato dello
0,4% nel 2014. Andiamolo a dire ai disoccupati siciliani, diciamolo
all'industria... che ha denunciato l'altro giorno che negli ultimi
due anni e mezzo abbiamo perso ottantamila posti di lavoro.
Andiamolo ai vari dipendenti alla Formazione professionale, alle
cinquemila famiglie messe sulla strada; andiamolo a dire ai
dipendenti dei Consorzi di bonifica e se oggi mi arriva un
messaggio da parte di un lavoratore della forestale che mi dice e
mi rimprovera perché non gli rispondo immediatamente Marco ma da
venerdì siamo fuori? . Io gli dico: No, stiamo cercando; stanno
cercando e allora anche qua e quante imprese stanno chiudendo? E
quanti commercianti? E quanti agricoltori? E quante piccole e medie
imprese? E come sono lo stato delle Aree di sviluppo industriale in
Sicilia?
Attenzione, però, attenzione sempre siamo nel paragrafo ha detto
Crocetta: diecimila miliardi nelle ferrovie. Presidente arriva in
ritardo, sicuramente lei a Palazzo Chigi, ieri, non ha potuto
ascoltare quello che ha detto Renzi. Il Presidente del Consiglio,
invece, ha detto: Siciliani, tranquilli, vi daremo due miliardi
nei prossimi 5 anni . Scusate, per un attimo qualcuno è rimasto un
po' perplesso perché o sono 10 o sono 2, qua lei deve mettersi
d'accordo col suo segretario nazionale.
CROCETTA, presidente della Regione. Ha capito male, 10 miliardi
solo l'accordo ferroviario, solo la prima fase
FALCONE. Ho capito male sicuramente, lo dica alle tante imprese
che lavorano in Sicilia. Non c'è una gru, non c'è una ruspa che fa
movimento terra, non c'è un solo dipendente nell'edilizia pubblica
che lavora. Le ferrovie dello stato ci hanno imposto oggi noi
vediamo che da Catania per ritornare a Palermo ci vogliono 3 ore e
mezza, addirittura 4 ore. Se questi sono i suoi risultati Ha detto
Crocetta, il paragrafo, abbiamo speso il 75% dei Fondi comunitari.
Vero. Lo abbiamo denunciato noi. Presidente Crocetta lei sa quanto
sono i Fondi comunitari? Quattromiliardi e trecento milioni. Lei sa
quanto era il Fondo sociale? Era un miliardo e seicento. Lei sa
quanti soldi noi manderemo indietro per il PSR che era due
miliardi? Bene, il 75% noi manderemo indietro non meno di un
miliardo e mezzo alla Comunità europea E' una vergogna Questo è
il Governo che lei è riuscito a partorire, ecco perché tutti i
siciliani hanno dato un giudizio di disapprovazione assoluto. Ma,
soprattutto, presidente lei lo sa, il giudizio di disapprovazione
non lo danno su di lei, lo danno su coloro che ritrovati alleati,
ritrovati cambia bandiera saltano e fanno il salto della quaglia in
questo Parlamento in cui in altre parti si sarebbe, forse, arrivati
ad una incriminazione. Questa è la verità dei fatti. La verità dei
fatti, e vado verso la conclusione perché altrimenti il mio vice
capo gruppo mi rimprovera, è questa: è il governo delle lotte
intestine, è il governo delle pugnalate all'ultimo momento non a
caso la collega Cirone Marica ha detto alcune cose, non a caso ha
detto altre cose su Facebook la Concetta Raia, non a caso tanti
altri deputati che si sentivano pronti già assessori, ma non a caso
hanno detto di Crocetta. Ieri il ministro Orlando ha detto, venendo
a Caltagirone, Mah Speriamo che finalmente possa trovare la
stabilità questo governo poi lo stesso sottosegretario Faraone,
che riconosciamo essere il suo principale amico, ha detto: No
comment .
Allora, in questo senso, Presidente, questo è il Governo che già
nasce morto ed il dispiacere che abbiamo tutti è che lei venga
visto dalla stampa come un impostore. Questo è il termine di
definizione che viene dato a lei. Quello che, invece, noi pensiamo
nei suoi confronti che lei oggi rappresenta il passato e noi siamo
già impegnati per dare un'alternativa a questa Sicilia. Prima lei,
insieme a questo Governo, va a casa prima avremo creato un
beneficio a questa terra, martoriata e massacrata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
voglio ringraziare, innanzitutto, per i 45 minuti di ilarità, il
Presidente della Regione siciliana perché credo che stasera ci ha
deliziato con un monologo di altissimo pregio comico e, davvero, mi
sono divertito. Peccato che questa persona sia demandata dai
cittadini, attraverso delle elezioni, a risolvere i problemi dei
siciliani e non ad intrattenere un'Aula di Parlamento che potrebbe
anche avere qualcosa di più importante da fare. Però, alcuni punti
sul quale praticamente a ragionare ci sono, e stasera devo dire che
davvero di spunti ce ne sono stati parecchi. Il PIL: stasera
scopriamo che abbiamo avuto nel 2014 un Pil positivo: +0,4%.
CROCETTA, presidente della Regione. Nel 2015 non nel 2014. Nel
2014 ho detto che non ha perso.
CANCELLERI. Nel 2015: ancora non è finito e già lei ha le stime.
Io le dico di più, guardi mi dà lo spunto per fare un nuovo volume
sulle balle di Crocetta, lei sa che io sono un appassionato sui
social network, faccio sempre questa rubrica di volta in volta, lo
andrò a riprendere e le farò vedere che ha detto 2014. Le stime sul
2014 erano date da Baccei a +0,3% ed è stato clamorosamente
smentito da quelli che poi sono stati, invece, i dati reali: - 2%.
Ad un rialzo di più di 200 milioni di euro la realtà dei fatti ha
risposto con meno 1 miliardo e 700 milioni di euro. Ora i dati: lei
dice che le stime per il 2015 sono a +0,4, in realtà lo Svimez ha
detto, pochi giorni fa presentando il proprio rapporto, che le
stime sono al rialzo per il Meridione, in Italia, a +0,1 in
controtendenza negli ultimi 7 anni, peccato che in questo +0,1 ci
siano tutte le altre regioni del Meridione, che solo loro hanno
fatto qualcosa in meglio di noi, perché noi come una palla al piede
li abbiamo tirati inesorabilmente giù, che siamo l'unica regione,
l'ultima regione d'Italia, e l'ultima regione d'Europa, ad avere
ancora un Pil in negativo, anche nei dati di previsione.
Questa, è l'unica realtà e come non è neanche vero che lei ha
detto che ha messo già mano alle partecipate: non c'è una
partecipata dismessa in questa regione, è tre anni che se ne parla,
tre anni, e non si è messo mano a nessuna delle partecipate ed in
Commissione bilancio, ogni anno, abbiamo audito il presidente della
Corte dei Conti e la invito, domani mattina alle ore 11.00, nella
sala della Commissione bilancio, se non si ricorda dove si trova è
nell'ala opposta, sempre in questo piano, di questo palazzo, dove
il presidente Maurizio Graffeo le verrà a raccontare la verità sui
dati, in maniera oggettiva, visto che non è una componente politica
di nessun partito. E ancora un'altra: i licenziamenti dei
dipendenti regionali. Perché grazie a questo Presidente abbiamo
fatto un po' di pulizia. Ma, Presidente, lei non è né il sindaco di
Sanremo e neanche il Presidente della regione Liguria.
Guardi che non ce ne sono stati licenziamenti in questa terra e,
forse, ce ne sarebbero dovuti essere visto che il malcostume
percorre tutto lo stivale italiano, da nord a sud. Solo che noi
abbiamo fatto finta di niente, ma oggi qui lei non ci può venire a
raccontare che ha fatto ed ha messo in atto qualcosa che non c'è
stata, perché qui noi ci guardiamo intorno e diciamo: ma di che
parla? Perché era l'unica domanda che tutti i deputati si stavano
facendo guardandosi.
L'onorevole Cordaro ci ricordava che eravamo passati da Battiato,
da Zichichi a Cracolici. Io lo vorrei, invece, correggere, se me lo
permette. Non siamo passati da quelle figure lì, noi siamo passati
dal PD, l'UDC e Cardinale, siamo passati, invece, da un Governo
fatto da PD, UDC e Alfano. Perché è questa la verità dei fatti.
Siamo passati da quel Governo fatto di tecnici ad un Governo oggi
fatto di politici e già fra i suoi Assessori nei corridoi
serpeggia la frase: Non c'è niente da fare . Non avete neanche
cominciato e già c'è un malumore, qualcosa che non va?
Questa è una condizione che non può continuare, è qualche cosa che
non esiste, non è reale assolutamente e lei ci continua a dire
ancora che non ha indebitato la Regione, lui è l'unico Presidente a
non aver indebitato questa Regione.
E allora colleghi vi dico una cosa: i mutui per 3,7 miliardi di
euro, votati in quest'Aula in questi anni ve li siete sognati
assieme a me ma ve li siete sognati, perché non abbiamo indebitato
nessun cittadino siciliano ad avere congelate le addizionali
regionali di Irpef e di Irap per i prossimi trent'anni per potere
ripagare quei mutui. Non avevate memoria? E sono solo sogni
effettivamente, perché stasera il Presidente Crocetta ci ha detto
che non abbiamo indebitato i cittadini.
Certo che non li abbiamo indebitati Gli abbiamo detto che per i
prossimi trent'anni saremo la Regione che pagherà di più, che
pagherà più tasse di tutte le altre Regioni. Hai voglia poi a dire
di andare in Tunisia a propagandare le nostre merci assieme ai
nostri produttori agricoli e, magari, di chiedere a qualcuno di
venire ad investire da noi, poi quando vedranno il regime di
tassazione diranno: Ma voi siete pazzi Io me ne vado da un'altra
parte, me ne vado in un'altra Regione perché qui non c'è nulla da
fare, il lavoro costa troppo e i lavoratori dipendenti pagano
troppe tasse .
Il capolavoro di questi ultimi giorni, la sua grande bandiera per
annunciare a tutti che ha trovato i soldi per chiudere il bilancio
e la possibilità di far concludere le giornate lavorative ai
forestali: 720 milioni delle delibere del CIPE, peccato che si è
dimenticato di raccontare agli altri cinque milioni e mezzo di
cittadini siciliani che ci potremo scordare di fare le strade,
perché erano quelli i soldi impegnati per quelle delibere: la nord-
sud da Camastra a Gela; Gela le ricorda qualcosa? E' la città di
qualcuno? Glielo vada a dire ai suoi concittadini cosa sta
accadendo e tutte le altre situazioni Le linee ferroviarie: 150
milioni in quelle delibere per mettere in sicurezza le autostrade
gestite dal CAS.
Ma come? Qualche giorno fa avete dichiarato insieme al CAS che non
avevate i soldi per rimuovere la frana che c'è a Giardini Naxos e
oggi scopriamo che abbiamo smobilitato, abbiamo disimpegnato 150
milioni di euro da quelle delibere per metterle a pagare qualche
buco di bilancio che avete creato? Questa è davvero una notizia
molto interessante E però stiamo lavorando bene, e però come dice
lei stiamo facendo investimenti: artigianato, agricoltura,
infrastrutture, la nostra è una Regione che vola finalmente.
Ma io dove vivo? Ma voi dove vivete? In quale Regione stiamo
vivendo? Io non vedo nulla di tutto questo Io faccio i giri per le
imprese e l'unica cosa che mi dicono quando chiedo loro: Dimmi due
cose che vorresti che il Governo facesse non mi chiedono soldi,
non chiedono soldi alla politica regionale, chiedono infrastrutture
e regole uguali per gareggiare con i loro avversari stranieri nel
mondo del mercato e noi non gli stiamo dando ne l'uno e neanche
l'altro e, invece, gli mettiamo tasse. Però qui veniamo a
raccontare favole , favole, favole.
A chi giovano queste favole? A nessuno se non a lei che ancora
vuole mantenersi a galla
Allora io stasera, per concludere questo intervento, non guardo
più né lei e neanche il suo Governo, guardo quella telecamera dove
ci sono le uniche persone alle quali lei dovrebbe portare rispetto
facendo l'unica cosa sensata: si deve dimettere, perché se lei non
va a casa manderà a casa la Sicilia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
all'inizio ero molto arrabbiato perché vedo e vivo questa Terra,
però poi l'ho sentita e - come ha giustamente ha detto il mio
collega - mi sono fatto una risata.
All'inizio pensavo che a ridere ero solo io, poi in realtà a
ridere delle sue insensate dichiarazioni sono anche i suoi stessi
Assessori, perché poi voglio vedere come andrà a dirimere il suo
Governo quando si parlerà di sanatorie visto che lei ha paventato
la tutela dell'ambiente
Eppure dai suoi stessi deputati o gente che la sostengono ci
saranno e perverranno delle sanatorie: è già uno scenario che
abbiamo visto.
Ma non solo questo, sono contento anche perché ho visto che il
Presidente si è messo a ridere, perché lei vive in un altro mondo
Ha raccontato oggi una realtà che non c'è e sembrava, quasi, che il
5 dicembre 2012 non sia esistito, non abbiamo mai fatto un
giuramento in quest'Aula, eppure l'abbiamo fatto e ripetutamente
lei ripete le stesse cose e dopo tre anni, ripetutamente, viene
smentito.
Lei ha chiesto un patto di lealtà e io le dico a nome del
Movimento Cinque Stelle che lei non é in grado di parlare di patto
di lealtà, di credibilità, di riforme, perché non siete in grado di
portarle avanti.
Lei non si può permettere di scaricare le sue incompetenze e
inefficienze a questo Parlamento, perché quando non si sono fatte
le leggi e perché i suoi Assessori che cambiano ogni 19 giorni,
perché viene tirato dalla giacchetta, da questa classe politica,
non viene in Commissione, non esprime un parere O meglio, quando
c'è l'Assessore Lo Bello perché bisogna sanare gli amici degli
amici e bisogna accelerare, allora i pareri ci sono, in commissione
Bilancio però le riforme strutturali sull'urbanistica sono ferme
da più di un anno.
Perché questo? Lei se lo dovrebbe chiedere
Allora, lei non può chiedere a noi, anche perché noi in maniera
coerente il patto di lealtà l'abbiamo fatto e l'abbiamo fatto con i
cittadini e coerentemente lo stiamo portando avanti, perché oggi
lei ha dichiarato che nomina la Giunta di alto livello politico. Io
le dico che lei oggi ha siglato l'ennesimo fallimento, perché lei
nomina Magistrati perché non riesce a portare avanti la vigilanza e
controllo sul territorio; lei nomina Commissari, mandati dal
Governo nazionale, perché non è credibili sotto il profilo dei
conti agli occhi di uno Stato che anch'esso ha le sue colpe ed è
assente.
Ma lei non è credibile Lei nomina politici, i cosiddetti
onorevoli, perché non ha un peso politico, non ha una credibilità
né all'interno di questo Parlamento né fuori.
Allora, qual è l'operazione? Perché dobbiamo dire le cose come
stanno Servivano poltrone, servivano presidenze in Commissioni,
serviva svuotare questo Parlamento così accontentavamo tutti per
metterlo dall'altra parte della barricata.
Quindi, un presidente di Commissione diventa Assessore; e mi
chiedo, ad esempio, il neo Assessore Cracolici, ma ad oggi cosa può
fare in più rispetto a prima? Nulla Perché altrimenti devo pensare
che in questi tre anni, lui stesso, capogruppo del PD, ha operato
contro il suo stesso Governo. Perché oggi lui cosa poteva fare se
ci fosse stata una maggioranza, ma non c'è neanche oggi perché non
la vogliono più neanche ascoltare, tanto qua, e io me ne assumo la
responsabilità, sono molto sincero anche nei suoi confronti, nel
rispetto istituzionale, le persone che hanno un peso sono
l'Assessore Lo Bello, infatti in Commissione Bilancio non viene
più neanche l'Assessore, viene solo la Lo Bello, perché se
l'Assessore Lo Bello dice che una cosa si può fare, si può fare
Conta l'assessore Cracolici perché ha la sua cordata, ma tutto il
resto è soltanto per dare un contentino a qualcuno, liberare una
poltrona e cercare di trovare una stabilità che non c'è, una
credibilità che non c'è, cercare di sanare dei buchi di bilancio
che non ci sono e bisogna anche smetterla di dare le colpe al
passato. Perché è troppo facile dire sempre: prima c'era - io ho
memoria perché sono giovane - Cuffaro, poi c'era Lombardo , perché
i debiti, le mancate riforme sono di questo Governo.
Allora, le faccio un appello non da deputato, da rappresentante
delle istituzioni nel Parlamento più antico d'Europa. Glielo chiedo
con tanta umiltà e rispetto istituzionale da cittadino: non farete
nulla Non riuscirete ad ottenere nessun risultato perché non siete
un gruppo, non siete una maggioranza, non avete una programmazione,
non c'è nulla che possa rilanciare nelle vostre mani questa Terra.
Quindi, le chiedo, con tanta umiltà, di fare un passo un dietro,
se è il caso confrontarsi con la popolazione, ma di liberare, lei
in primis, i cittadini da questo ricatto che è posto dalla sua
stessa maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
tanto rumore per nulla Tre settimane di stand-by, buio totale.
Siamo spariti dalla scena nazionale, se non per essere
ridicolizzati, per poi trovarci tutto sommato con le solite facce.
Perché di nuovo vedo ben poco e saluto il nuovo assessore. Vedo le
stesse facce E quindi mi immagino lei, per tre settimane, che
provava a mettere assieme i pezzi.
Ma alcune cose non le capisco. Non capisco perché le ha fatte ai
siciliani. Ad esempio, ritirare la delega all'assessore Gucciardi,
per poi ridargliela. Lei ha paralizzato, gratuitamente,
l'Assessorato della Sanità nel bel mezzo di una crisi fortissima
della sanità, di una rete impugnata, di una pianta organica che non
si sa che fine farà, mentre sui giornali vendete 5 mila posti di
lavoro.
Sembra ineluttabile che alla Regione siciliana si stiano per
spegnere le luci : non è una mia affermazione, è quella del neo
assessore Cracolici. Però, evidentemente, un assessorato gli ha
fatto passare tutti i mal di pancia, perché proprio sui social
qualche tempo fa si lanciava con questa affermazione. Coglieva
l'attimo, quell'attimo che lei ha ricordato durante il suo
discorso, quando la scena politica è stata dominata dai fatti che
ora la Magistratura sta approfondendo.
E le ricordo che tra le persone ad accoltellarla c'erano anche
persone del Megafono, pronti a fuggire dalla nave che affondava.
Però, poi al momento giusto si sono ritirati di nuovo, come un
paguro, nascosti, per paura di perdere questa posizione di forza
che ad oggi neppure si vede.
Sembra veramente una parodia: nati stanchi Una luna di miele che
non si capisce neanche quanto durerà. Ma proviamo ad andare avanti.
Assessori, avete dei compiti molto importanti e difficili; questo
è da affermarsi duramente. Fra qualche settimana si verrà alla resa
dei conti, quando si dovrà rendicontare e si vedrà sulla
programmazione passata cosa siete riusciti a fare, perché questo
non è il primo semestre: qui si parla di tre anni di Governo, in
cui il vuoto che c'era prima si vede anche ora.
Parliamo del PSR. In queste settimane, in cui siete stati
distratti a fare non so che cosa, sono giunte lettere da
Confagricoltura, dall'ordine degli agronomi, che ci dicono che
bisogna urgentemente trovare una soluzione per la vecchia
programmazione, perché altrimenti della nuova programmazione non ce
ne faremo niente. Metà delle imprese agricole falliranno non
potendo rendicontare i progetti e questa è veramente una sfida che
dovete affrontare immediatamente.
Noi abbiamo presentato un atto e chiedo all'Assessore, quando sarà
in Aula, quando sarà possibile, di recarsi successivamente a
Bruxelles per chiedere una proroga seria, basata sulle calamità
naturali che in questi anni hanno afflitto il nostro territorio e
provare a fare leva, perché altrimenti del futuro non potremo fare
niente. La sfida della nuova programmazione parte da una chiusura
corretta della vecchia programmazione.
Lei, Presidente, ha parlato di difendere il nostro Statuto. Ma mi
pare che un anno e mezzo fa lei è andato a Roma a rinunciare al
contenzioso che oggi ci avrebbe dato nuova linfa per le casse della
Regione; senza piagnistei; quello che ci spetta.
Noi, secondo i dati economico-finanziari, subiamo una pressione
fiscale altissima di contributo regionale: 1,3 miliardi che in
percentuale, rispetto alle altre Regioni, considerato il nostro
PIL, è la percentuale più alta in Italia. Significa che versiamo a
Roma più di quanto ci venga restituito.
Lei, dicevo, è salito a Roma a rinunciare al contenzioso per avere
i famosi pochi, maledetti e subito, 600 milioni di euro per
chiudere il bilancio, che poi sono diventati poco più di 380. Ma
nel frattempo il suo stesso Governo, il Governo del PD nazionale,
ci ha tagliato i fondi PAC. E quindi non è che abbiamo avuto un bel
servizio. Siamo andati sempre sotto di ulteriori 100 milioni.
E in queste settimane, in cui si è parlato di dissesto
idrogeologico, hanno fatto una delibera CIPE in cui per la Regione
siciliana in questo momento c'è zero, Presidente. E' lì che dovete
battervi, è lì che dovete acquistare credibilità, ma come fate in
queste condizioni?
Ha appena detto che questo Governo durerà altri due anni. Beh, io
non ci metto la mano sul fuoco Già si incomincia a sentire l'eco
di nuovi mal di pancia, di nuovi problemi.
Questo Governo ha avuto dei successi Si faccia un giro,
Presidente, in mezzo ai comuni mortali. Si vada a fare un giro dove
ci sono i ragazzi che stanno facendo Garanzia giovani e non
vedono l'ora di concludere questo maledetto tirocinio in cui non
stanno apprendendo nulla - ci dicono - e da cui non hanno ancora
ricevuto i famosi, chiamiamoli stipendi. Questo contributo che
dovrebbe dare un sostegno a questi giovani.
Parla di un PIL in crescita, di un'economia che risorge. Le
ricordo il rapporto Svimez che per l'ennesima volta fotografa
un'Italia in cui la Sicilia è davvero Cenerentola, in condizioni
terribili, mai viste, primo perché c'è un fenomeno di emigrazione
folle. I ragazzi, e non solo ragazzi, anche famiglie, persone
adulte, sono costretti ad emigrare. C'è un calo.
Lei ha fatto cenno all'agricoltura. Le dico che proprio oggi è
stato pubblicato un articolo in cui i dati del Sinab, Sistema di
informazione nazionale sull'agricoltura biologica, parlano di
imprese siciliane che stanno chiudendo per i problemi causati dal
PSR.
Il lavoro da fare, quindi, è tanto. Avete dei compiti importanti
ma io come del resto lei, sappiamo bene che non potrà portarli
avanti perché questo è un déjà vu, una scena che già si è vista.
Pochi giorni fa i risultati sulla raccolta differenziata. Siamo
riusciti a fare peggio dell'«Era Cuffaro» Trapani, Enna, Catania
registrano un segno meno nella raccolta differenziata e
finalmente state riuscendo, persino, a giustificare e coronare il
sogno inceneritorista dell'«Era cuffariana» spalmando sei
inceneritori sul nostro Territorio.
Le ricordo, Presidente, che ha fatto una campagna elettorale
riempiendosi la bocca di rifiuti zero , parlava di questo. Eppure
l'illegalità è diffusa su tutto il territorio; nonostante cambi
Assessore ogni venti giorni, non si riesce a concludere niente.
La mia sfiducia è davvero totale. Mi spiace per i siciliani.
Lei chiede lealtà nei nostri riguardi, ma le vorrei ricordare che
dovrebbe averne di più nei riguardi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, colleghi deputati, doveri istituzionali mi
suggeriscono l'opportunità di augurare alla nuova Giunta un buon
lavoro.
Non posso, tuttavia, non chiedermi quanto e come questa tragedia
siciliana possa ancora meritare attenzione e lasciare insensibili
quanti hanno a cuore le sorti di questa Terra.
Per quasi un'ora abbiamo ascoltato il Presidente Crocetta dire
cose alle quali, forse, neanche lui credeva. Il Presidente della
Regione non può continuare a costringere i siciliani a coniugare i
verbi al futuro, perché il Presidente della Regione non può
costringere questo Parlamento - o una parte di questo Parlamento -
quella parte che ancora avverte il senso delle istituzioni,
dell'autonomia, dell'onestà intellettuale. Quella parte del
Parlamento che ancora ritiene che l'orgoglio e la dignità personale
e il mandato nella sua essenza e nel suo vincolo fiduciario valga
più di ogni altro ordine di partito.
Non può il Presidente chiedere a questo Parlamento di continuare
a credere in un patto di lealtà. Cos'è per lei la lealtà,
Presidente? Chiese Ponzio Pilato al Cristo: Cos'è la verità? ; e
nel suo più grande discorso Gesù non rispose. Cos'è per lei la
lealtà Presidente? Si guardi attorno, lei si ritrova una Giunta e
una maggioranza di uomini che si sono abbeverati in questi tre anni
alla fonte della slealtà.
Lei è stato per tanto tempo, gliel'ho detto e glielo ripeto, in
una solitudine affollata di opportunisti. E come può un presidente
rivoluzionario, non accorgersi di questo?
Cos'era più utile, salvare la sua poltrona o salvare il ruolo di
presidente rivoluzionario, e mandare tutti a quel paese, lei per
primo, assieme a noi. Lei ha preferito la sedia
Allora, lei ha tradito il patto di lealtà con i siciliani. Non la
invochi qui, la lealtà, in quest'Aula, che le è stata leale nel
perimetro dell'opposizione, sempre costantemente, per averle
anticipato quel che avrebbe fatto e per averle detto quello che
pensava. Giammai nella maggioranza
Non c'è nulla che possa apparire nuovo, in questa compagine di
governo, Presidente Crocetta C'è la continuità nel dovere dividere
i posti negli uffici di gabinetto, c'è la continuità nel dovere
dividere le nomine, negli enti di sottogoverno, c'è la continuità
persino negli uomini
Se è vero che il governo Lombardo qui è autorevolmente
rappresentato in questa Giunta da due personaggi altrettanto
autorevoli: l'onorevole Cracolici per il Partito democratico e
l'onorevole Pistorio per il Movimento per l'autonomia. Due
personaggi che quel Governo hanno perorato e hanno sostenuto, hanno
incarnato e hanno interpretato nel bene e nel male.
L'unico elemento di novità è il Nuovo Centro Destra che dalla
opposizione passa alla maggioranza, non entra in campo, ma si
riscalda ai bordi del campo e manda un signore che io accomuno agli
altri colleghi, nell'augurio di buon lavoro, perché la pratica del
tecnico, può valere anche per suggellare e consacrare un vincolo
politico.
Apprendiamo che anche in Sicilia, come a Roma, il Nuovo Centro
Destra, diventa partito di maggioranza, senza diretto
coinvolgimento in Giunta. Perché non può essere un partito che vota
le riforme: anch'io gliele voto le riforme, Presidente, se lei le
porta in Aula degne di questo nome. Qualunque forza d'opposizione
voterebbe le riforme. Due anni e mezzo fa, le abbiamo detto: porti
le riforme in Aula Si svincoli dai ricatti della maggioranza,
gliele voteremo noi .
E' chiaro, non c'è bisogno di uscire dalla opposizione e andare in
maggioranza per votare le riforme. Le riforme si votano al di là
del perimetro di governo, è naturale. E' solo un eufemismo quello
che hanno trovato gli amici del Nuovo Centro Destra Ma chi sono io
per poter interpretare quello che fanno gli altri, ognuno risponde
al proprio elettorato. Ne prendo atto e auguro un mondo di bene.
Lei dice: la telefonata , quella telefonata che l'ha tormentata e
che chiunque al suo posta avrebbe vissuto quel dramma, la
telefonata non c'è stata. Parliamo della telefonata del dottore
Tutino, per la quale qua in molti avevano già preparato le valigie,
io per primo, con tanta felicità. La telefonata non lo sappiamo se
non c'è stata, Presidente. L'incidente probatorio potrebbe
riservare qualche sorpresa.
CROCETTA, Presidente della Regione E' stato concluso
MUSUMECI. E'stato concluso, ma non si sono arresi i legali perché
hanno, vuol dire, qualche carta da giocare.
E, tuttavia, io mi auguro per lei e per tutti noi, Presidente, ma
soprattutto per la dottoressa Borsellino che quella telefonata non
ci sia mai stata. Non lo sappiamo se c'è stata. L'unica cosa che
c'è stata è la dichiarazione di Lucia Borsellino. Pesante, grave
della quale non si può, assolutamente, non tenere conto.
La dottoressa Borsellino ha detto parole pesanti come macigni:
Prevalenti ragioni di ordine etico e morale - io l'ho scritto a
memoria, ma credo che sia questo testualmente - sempre più
inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato di assessore, mi
spingono alle dimissioni . E aggiunge, l'assessore Borsellino: Il
mio impegno di assessore per il valore morale e civico che porta
con sé, non mi consente di proseguire ad onorarlo restando in
questo Governo .
Presidente, parole pesanti sulle quali, qui, nessuno ha speculato
e lei deve darne atto. Sono parole pesanti, che avrebbero dovuto
invitarla a riflettere, ad essere meno imprudente.
La politica è il regno del possibile, lei dice. E' vero.
Verissimo E lei lo ha dimostrato. In questi tre anni lei ha fatto
le cose peggiori E le ha fatte nel modo migliore, restando sempre
a galla e facendo la vittima, riuscendo a dimostrare quello che era
difficile, per qualunque altro comune mortale, dimostrare.
Mai più politici in Giunta , lei aveva detto Ed eccoli qua,
cinque assessori politici su undici - non sappiamo ancora il
dodicesimo. Allora delle due, l'una: siccome lei è uomo di parola,
come fa prima a dire Mai politici in Giunta e oggi arriva con una
Giunta pressoché politica. Allora, due sono le cose: o lei ha
mentito, o lei ha chiesto agli assessori politici di rinunciare
alla politica. Un po' come al battesimo si chiede di rinunciare a
Satana. Un po' come lei disse di rinunciare al sesso, se fosse
stato eletto Presidente della Regione. Non sappiamo se ha mantenuto
quell'impegno e, francamente, non mi interessa e non ci interessa
saperlo.
Quello che io chiedo, quello che ho il dovere di dirle, Signor
Presidente della Regione è che lei non ha mantenuto uno solo degli
impegni assunti col popolo siciliano in questi tre anni. Lei,
stasera, ha continuato a descriverci una Sicilia che non c'è. Lei
ha saputo distruggere, con una impressionante celerità senza sapere
costruire neanche un mattone sulle macerie che lei ha creato: non
una sola iniziativa per le imprese che continuano a chiudere. Nulla
sulle politiche giovanili, un fallimento. Il precariato è una piaga
sempre più sanguinante in questa terra di Sicilia.
Non una sola legge proposta dalla sua maggioranza ha avuto un
esito felice: la legge sull'acqua impugnata, la legge sulle
emittenti inapplicata, la legge sulle Province impugnata al 90 per
cento con una impressionante mortificazione per questo Parlamento,
i sindaci lasciati a vivere in una disarmante solitudine, la metà
dei Comuni non ha ancora visto i cosiddetti Cantieri di
servizio , la tratta ferroviaria Caltagirone-Gela rimane interrotta
da anni, l'autostrada nord-sud bloccata e gli operai non ricevono
da tre mesi lo stipendio, non una sola idea di politica turistica,
non un solo progetto di politiche-culturali, nulla sulla
salvaguardia del territorio, l'acqua manca a Messina e l'assessore
Contrafatto dice che la Regione è stata informata dopo tre giorni,
le inondazioni dei fiumi nel messinese continuano a fare danno, il
Genio Civile da due anni manda progetti a Palermo e nessuno se ne
cura, la moralizzazione è rimasta soltanto un tema da convegno, lei
ha minacciato decine di licenziamenti fra i dipendenti ma non ne ha
operato soltanto uno, la Giunta non si è costituita parte civile
neppure nei più importanti processi di mafia. Lei in questi tre
anni ha soltanto promesso, Presidente, ma non ha saputo mantenere.
Ecco perché - e concludo - noi le diamo ragione quando lei dice che
c'è una sola cosa da fare, quella di uscire dall'emergenza, quella
di tirare fuori la Sicilia dall'emergenza. Lei, Presidente, è la
vera emergenza di questa terra di Sicilia, ne prenda atto e assuma
le decisioni del caso per il bene di tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, intanto un augurio ai nuovi Assessori anche se
a dire il vero, nel constatare la presenza di alcuni colleghi in
Giunta, mi sembra che l'unico Assessore nuovo è l'Assessore
Vermiglio a cui faccio i miei auguri; per il resto mi sembra che di
nuovo ci sia davvero poco.
E' stato detto un po' tutto da quest'Aula in merito all'utilizzo
dei fondi comunitari. E' stato detto a più riprese sui temi dei
buchi nell'acqua, a partire dalla riforma dell'acqua e continuando
per la riforma dei rifiuti, per la riforma dei Liberi Consorzi,
dove ci si è voluti accanire su alcuni temi, dove lì la guerra era
tra il Presidente della Regione ed alcuni Sindaci, due in
particolare, nessuno dei due della mia parte politica: Bianco a
Catania, Orlando a Palermo, ma lì la guerra era del Presidente
della Regione contro quei Sindaci.
E anche lì, ovviamente, un'altra impugnativa
E' stato detto di tutto in questi mesi su quell'AST che doveva
mettere le ali e che poi invece è caduta a picco. Ricordo quel
patto di sviluppo che ricordava il Presidente della Regione nel suo
intervento, che in realtà ricorda il patto dei Sindaci, quel patto
dei Sindaci su cui dovevamo giocarci qualcosa come 5 miliardi di
euro, nelle dichiarazioni allora il Presidente della Regione con
qualcosa come 20 mila posti di lavoro, quei 20 mila posti di lavoro
che oggi mi chiedo che fine abbiano fatto, così come mi chiedo che
fine abbiano fatto le vite e quale percorso abbiano intrapreso il
buon Battiato, il buon Zichichi di quella rivoluzione crocettiana
che ha lasciato il posto oggi a questo Governo, un Governo politico
che vede il subentro di deputati, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici, l'onorevole Barbagallo, l'onorevole Micciché, tutti
profili di alto valore, ma che sicuramente nulla a che fare con
quella rivoluzione che il Presidente della Regione tanto declamò
qualche anno addietro.
E allora a me fanno piacere le dichiarazioni del Presidente della
Regione, a partire da quelle dichiarazioni che egli stesso fa
riferimento quando chiama in causa i voltagabbana . Ma mi chiedo -
e lo chiedo a nome dei siciliani - che fine abbiano fatto quelle
promesse relativamente agli ottantamila soggetti che hanno perso il
lavoro in questi anni, insieme ai forestali che dovevano essere
stabilizzati, insieme ai precari che dovevano essere stabilizzati,
insieme a quei bacini di precariato e oggi sono stato testimone di
un'esperienza personale.
Un uomo, appartenente ad un bacino di precariato del progetto
Emergenza Palermo' a Palermo, è stato licenziato perché questo
Governo ha messo nelle mani totali della discrezionalità dei
funzionari la possibilità di licenziare.
Questo è quello a cui stiamo assistendo. Ma visto che il tempo che
mi è rimasto a disposizione è scarso termino ringraziando,
comunque, il Presidente della Regione, perché con questo atto e con
questa Giunta, finalmente ha sgombrato ogni campo dagli equivoci.
Questo è il governo marmellata del Partito democratico, dell'UDC,
del Nuovo centro destra.
Peccato che i siciliani non la pensino come noi. Peccato che i
siciliani non potranno ringraziare e peccato che i siciliani
pensano soltanto una cosa basta con questo Governo beffardo.
Dimettetevi e andiamo a casa prima possibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, a me non piace fare polemica sterile e
soprattutto fare polemica del tutto improduttiva.
Però ho ascoltato con molta attenzione il discorso che lei ha
fatto confermando una squadra assessoriale di cui molti componenti
sono colleghi, che conosciamo e che stimiamo per le loro capacità,
il loro impegno, la loro bravura e quindi, caro Presidente, credo
che questa volta e speriamo che sia la volta buona e speriamo che
non sia uguale a quelle altre volte precedenti che l'abbiamo visto
venire qui in Aula a sostenere che da quel momento le cose
sarebbero cambiate, che ci sarebbe stata più attenzione verso le
esigenze della collettività siciliana.
L'abbiamo ascoltato più volte, piuttosto nel suo discorso ha
voluto richiamare forse una certa responsabilità in capo
all'Assemblea, per non aver esitato disegni di legge che le
assicuro non sono stati esitati, non per colpa di componenti della
Commissione, né per colpa dell'Assemblea, ma molte volte, anzi
nella totalità delle volte, esclusivamente per colpa degli
assessori che lei ha designato.
Molti di questi non venivano in Commissione e quindi era
impossibile in qualche modo introdurre qualsiasi discussione che
potesse produrre un esito tale da potere in qualche modo poi
immaginare una proposta, da incardinare in Aula.
Però, Presidente, guardando un po' quello che è successo in tutti
questi tre anni, credo che questa per lei sia l'ultima chance
perché i siciliani si sono sentiti presi in giro.
Sono trascorsi tre anni in cui era stato detto a loro che lei
avrebbe portato sicuramente la Sicilia, in termini completamente
diversi, da come l'aveva trovato, l'aveva trovato veramente male.
Ma le posso assicurare che se dovessimo fare un consuntivo il
risultato che effettivamente verrebbe fuori è meno meno. Anzi, la
situazione si è aggravata sempre di più perché molti dei temi,
molti dei problemi non sono stati affrontati energicamente, uno fra
tutti il precariato.
E come non ricordare quante promesse sono state fatte nei
confronti dei precari. Eppure, in questi anni, al di la del
semplice rinnovo, non è stato affrontato il tema, a mio avviso, che
avrebbe determinato e che avrebbe soprattutto dato speranza e anche
efficienza alla Pubblica Amministrazione.
Lei ha ricordato, come se la responsabilità fosse dell'Assemblea o
fosse dei siciliani, che le autorizzazioni del VIA VAS non venivano
esitate, come se effettivamente la colpa è dell'onorevole Musumeci
o dell'onorevole Falcone. E non è, invece, colpa dei suoi
assessori, sua, per non avere affrontato immediatamente una
questione che subito è stata posta alla sua attenzione, cioè quella
dei precari che i precedenti governi avevano chiamato a svolgere
delle funzioni del tutto inaccettabili ed intollerabili. Nessuno le
dice che la responsabilità è sua, ma le assicuro che in tutti
questi anni, in questi tre anni, i siciliani si aspettavano
effettivamente quella rivoluzione, quei miglioramenti, eppure il
confronto non regge.
Non può venirci a dire qui anche altre regioni hanno subito
l'onta di aver avuto impugnate le leggi . A noi interessa poco
delle altre regioni, interessa la nostra e abbiamo visto l'unica
legge forse organica, la legge sull'acqua, che fine ha fatto
Non parliamo della legge sulle province Quando qualcuno qui le ha
sollevato la questione dei danni che sarebbero derivati dalla
eliminazione delle province e tout court, ma lei doveva dimostrare
di arrivare prima, addirittura del legislatore nazionale, ignorando
che così facendo avrebbe provocato un disastro, così come si chiama
e che lo ha provocato, un disastro dal quale è difficile uscirne ed
è difficile recuperare tutto quello che effettivamente non è stato
fatto in tutti questi anni e che, a mio avviso, necessitava
sicuramente di interventi più energici.
Lei è all'ultima fermata; o mantiene le cose che effettivamente ha
detto ai siciliani e che ha detto qui al Parlamento, oppure le do
un consiglio: non solo si deve dimettere, ma credo sia opportuno
che vada via dalla Sicilia, perché le conseguenze che i siciliani
stanno subendo sono fin troppo pesanti e sono evidenti a tutti,
solo lei non li vede e non riesco a comprenderlo. Come fa a dire o
a menzionare e ignorare che il suo governo non ha attenzionato
tantissime cose, e mi piace citarne semplicemente e solamente
alcune. Non era lei che aveva immaginato sicuramente di riformare
le IACP? Sono istituzioni, se non ricordo male, proposte alla
gestione delle cosiddette case popolari che languono. Mi permetto
solo di ricordarle che sono commissariate da anni, eppure la legge
prevede che effettivamente il Commissario sia semplicemente e
solamente previsto per i casi del tutto eccezionali perché deve
essere reintegrato l'organo cosiddetto ordinario. Ogni sei mesi il
suo assessorato provvede al rinnovo dei Commissari. Tre anni, è
vero avveniva anche prima; ma è lei che ha detto che, in qualche
modo, doveva rivoluzionare. E' lei che doveva fronteggiare tutta
una serie di temi, di questioni importanti per i siciliani e però
di risultati ne abbiamo visti e ne abbiamo visti veramente poco.
Mi permetto di ricordarle l'IRCAC. Ha idea da quanto tempo è
commissariato? Ha idea da quanto tempo va avanti questa storia? Mi
permetto di ricordarle che lei qui dentro, in questa Aula, ha
approvato la legge finanziaria dove all'articolo 48 ha previsto
alcuni interventi per quanto riguarda le cooperative agricole. La
legge finanziaria è stata approvata nel maggio del 2015, e ad oggi
nessuna istanza è stata esitata.
Dov'è lei, Presidente? Le conosce queste questioni? Ha idea cosa
significhi questo nei confronti, ovviamente, delle cooperative del
settore agricolo? Mi auguro che il neo assessore Cracolici affronti
immediatamente questa situazione e questa emergenza e che sia in
grado, ovviamente, anche di superarla. Non è eredità che lei ha
ricevuto; è situazione che lei ha determinato per non avere avuto,
a mio avviso, nessuna visione di programmazione. Come non
menzionare, Presidente, la nuova programmazione che prende il nome,
se non ricordo male, 2014-2020. Stiamo esaurendo il 2015 ed è
preoccupante che i fondi che sono stati programmati o assegnati e
che non vengono utilizzati la Sicilia li restituisce o li ritorna.
La chiami come vuole lei.
CROCETTA, presidente della Regione. Peccato, lei non è informato.
Lei non sa che per la programmazione 2014-2020 ancora ci sono
regioni che devono averla autorizzata.
FAZIO. Presidente Crocetta, mi dispiace, io non mi confronto con
le altre Regioni Io mi confronto con la nostra Regione Io mi
confronto con la nostra realtà, dove il confronto non regge.
Abbiamo bisogno, sicuramente, di recuperare e me lo auguro che
questa sia la volta buona, me lo auguro, e lo auguro ai siciliani,
perché essere presi in giro, per l'ennesima volta, non credo che
possa essere inghiottito sic et simpliciter. A lei non posso che
augurarle buon lavoro ed anche agli assessori. In ordine alla
lealtà le posso garantire che, da parte mia, c'è sempre stata e
continuerà ad esserci. Credo di averla dimostrata, anche in alcune
occasioni forse abbastanza difficili per lei. Eppure, guardando più
gli interessi dei siciliani, non ho esitato anche ad assumermi
alcune responsabilità di natura prettamente politica di cui ne vado
anche fiero. Per avere fatto gli interessi sicuramente dei
siciliani e non gli interessi di una parte politica. Mi auguro che
le cose possano cambiare e che non sia questa l'ennesima commedia
cui, purtroppo, assistiamo o abbiamo assistito negli ultimi tempi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io mi
sono permesso di scrivere alcune righe perché credo che questo
momento è un momento solenne, così come ha detto il Presidente, al
di là di qualcuno che tende, in qualche modo, ad abbassare il
livello. Ritengo che in quest'Aula e, soprattutto, in questi
momenti dobbiamo avere grande rispetto ed io ho rispetto per i
colleghi, rispetto per il Governo, rispetto per chi in questo
momento svolge un ruolo ed è per questo che io leggerò, a tratti,
il mio intervento. Sarà, appunto, un breve intervento. Oggi nasce
il IV Governo Crocetta e nasce senza poche difficoltà, anzi credo
che è stato un parto difficile, però è nato ed è nato, credo, anche
con qualche nota positiva. La nota positiva è la presenza delle
figure politiche in questo Governo, la presenza di persone
autorevoli che arricchiscono il quadro politico di questo Governo e
sono molto fiducioso perché io credo nella politica, credo nel
primato della politica e, quindi, credo che i politici solo al
posto giusto possono dare il meglio di se stessi ed affrontare con
grande determinazione e con grande forza questo momento di grande
difficoltà che vive questa terra.
E siamo, caro Presidente, ad uno scorcio di legislatura che ci
vedrà, appunto, per i prossimi due anni, io lo spero ma lo spero
non per noi lo spero per i siciliani, per questa Sicilia, per
evitare ulteriori fermi amministrativi e ritengo, al contrario di
quello che ha affermato lei, Presidente, che non potranno esserci
altre esperienze se dovesse fallire questa.
Io non credo che ci possa essere un altro Governo, non credo che
possa nascere un Governo del Presidente, credo che se per caso
dovesse fallire questa esperienza noi abbiamo una sola strada che è
quella di tornare alle urne e quindi tornare al voto.
Le aspettative sono tante, Presidente, le aspettative dei
siciliani sono veramente tante, perché tante sono le emergenze e
tanti sono i problemi ancora irrisolti.
E' chiaro che lei non ha avuto la bacchetta magica, io di questo
gliene voglio dare atto, voglio dare atto a lei e agli Assessori
che ha ereditato una Sicilia con tantissimi problemi, una Sicilia
che aveva ed ha tantissime emergenze.
Certo, non è sua la responsabilità se ha ereditato 22 mila precari
degli enti locali, non è responsabilità di questo Governo se lei ha
ereditato 24 mila forestali, non è responsabilità di questo Governo
se lei ha avuto una schiera di dipendenti del Consorzio di bonifica
che sono veramente tantissimi.
Io le do dei numeri: solo nella mia provincia credo che siano più
di 10 mila, 6 mila nella provincia di Enna, sono veramente numeri
da capogiro e quindi noi sappiamo bene che questi sono problemi che
purtroppo lei ha ereditato e che certamente non ha voluto.
Certo, noi ci saremmo aspettati di più, ci saremmo aspettati
molto, molto di più da questi Governi che si sono avvicendati in
questi anni ma purtroppo si è fatto poco, speriamo che adesso possa
recuperare il tempo perso.
Il nostro auspicio è che questo Governo possa affrontare con la
forza e la determinazione necessaria i numerosi problemi che
affliggono questa terra.
E certamente il mio Partito l'NCD non si tirerà indietro rispetto
alle riforme, così come abbiamo dichiarato, caro Presidente
Musumeci, sappiamo bene che anche voi siete disponibili a votare le
riforme e noi lo diciamo con grande apertura e con grande sincerità
e saremo attenti su tutto ciò che verrà portato avanti dal Governo.
E perché no, saremo anche partecipi con le nostre azioni
propositive per le riforme e saremo anche molto attenti a tutto ciò
che verrà portato avanti e lo faremo con grande senso di
responsabilità perché ritengo che noi siamo il Partito della
responsabilità, il Partito che ha già dimostrato a livello
nazionale questa grande responsabilità.
E lo ha dimostrato il nostro leader Angelino Alfano quando, con
coraggio, ha abbandonato la strada facile, la strada che lui aveva,
perché militava in un Partito dove per la verità aveva una strada
completamente aperta e, invece, ha preferito con coraggio
sganciarsi per garantire al Governo di potere continuare
quell'azione di governo per dare le risposte al nostro Paese.
E lo hanno dimostrato perché grazie alla loro presenza sono state
approvate tantissime riforme, vorrei ricordare quelle più
importanti: la riforma sul lavoro, il jobs act , le riforme sulla
Pubblica Amministrazione, le tante riforme che sono state approvate
e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto il nostro Partito.
Ebbene, questo modello noi lo vogliamo trasferire alla Sicilia,
vogliamo con la nostra presenza e con il nostro voto e la nostra
disponibilità dare questo apporto e supporto e dare questa
disponibilità per approvare, appunto, le numerose riforme di cui ha
bisogno la Sicilia.
Contribuiremo, quindi, a dare la soluzione a dei problemi e lo
faremo anche se non siamo in maggioranza, anche se noi non siamo in
maggioranza, caro Presidente, c'è poco da scherzare
Mi dispiace che lei assuma questo atteggiamento in Aula mentre un
collega parla, ma io le posso assicurare che noi non facciamo parte
della maggioranza, noi siamo soltanto un partito che ha stabilito
un patto con l'UDC e il PD, un patto politico amministrativo, un
patto che ci vedrà sempre, come dire, vicini non solo per questo
scorcio di legislatura, ma anche in prospettiva per la prossima
legislatura.
Quindi, abbiamo iniziato un percorso e un cammino che, al di là
della Presidenza, al di là di tutto noi siamo per questo patto con
il PD e con il Partito e con l'UDC.
UDC che, come voi sapete, è stato ormai sancito un patto di unione,
di federazione, di Intergruppo, è nato già un Intergruppo che
speriamo possa, nei prossimi mesi, diventare un Gruppo unico.
Ho fatto anche l'esempio dei due fiumi. In Brasile esistono due
fiumi, uno che porta le acque chiare e l'altro che porta le acque
scure.
Questi due fiumi restano separati, ma lungo il cammino, nel
momento in cui confluiscono, poi diventano un unicum e quindi noi
saremo assieme con l'UDC e questo è chiaro che lo faremo nel più
breve tempo possibile saremo un partito unico che vedrà l'UDC
assieme al partito NCD.
Detto questo, caro Presidente, non mi resta che augurare a questo
Governo, al Presidente, agli Assessori, un buon lavoro con
l'auspicio, non certo di cambiare totalmente le sorti di questa
Terra, ma poter dare, spero, mi auguro, un contributo alla
soluzione dei tanti problemi che affliggono questa Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su alcuni
aspetti l'onorevole Fontana abbia detto delle grandi verità.
Riportando, il discorso sul piano della serietà, perché con
serietà abbiamo ascoltato tutti gli interventi, anche i più duri e
il passaggio che si è consumato su una prospettiva per questa
Terra, fatta delle riforme che speriamo si facciano per davvero, e
su questo punto cercherò di leggere, non voglio divagare e non
voglio sbavature, perché la mia posizione è notoria: è stata di
lealtà; è stata critica in alcuni passaggi di questa legislatura;
ma oggi non può non prendere atto di confluenze e interessi
politici diversi, che guardano in prospettiva ad un Governo della
Regione che può fare delle cose.
Detto questo, come sempre, quando io intervengo non ho la fortuna
di essere ascoltato dal presidente Crocetta. Mi consolo questa
volta con una squadra di Governo che considero autorevole, non solo
per la storia personale dei singoli colleghi che oggi sono al
Governo, ma per lo spessore politico dei partiti che li hanno
designati.
Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della Regione,
signori assessori e onorevoli colleghi tutti, ci sono momenti,
passaggi della vita di un Paese, ma anche della vita di una grande
regione come la Sicilia, in cui si è di fronte ad un bivio e
bisogna scegliere. Noi siamo esattamente ad uno di questi momenti.
Avevamo dinanzi due scelte. La prima, quella che forse qualcuno
dei banchi dell'opposizione e, segnatamente, che i colleghi del
Movimento Cinque Stelle auspicavano: arrenderci; lasciare stare;
assecondare gli eventi; inseguire le convenienze e in qualche modo
ritirarci. La seconda: assumerci fino in fondo la responsabilità.
Presidente Crocetta, non è un tempo normale quello in cui noi
viviamo e non siamo chiamato a scelte normali. L'inquietudine della
Sicilia è profonda. Io direi profondissima. Siamo ad un incrocio
pericoloso tra una crisi economica e sociale drammatica e una
debolezza di rappresentanza politica.
Se oggi, però, siamo in quest'Aula, se oggi accanto a lei seggono
i rappresentanti dei partiti e delle forze politiche che compongono
la maggioranza, significa che abbiamo deciso di non rinunciare e di
non far finta di nulla. E qua voglio rimarcare la differenza tra le
forze che fanno la maggioranza e le forze che con responsabilità
voteranno le cose con le quali abbiamo costruito il patto d'onore
con il Governo. E quelle cose le indicheremo e saremo decisi nel
rispetto delle stesse e nella tempistica per la realizzazione.
Non siamo stati sempre d'accordo con il presidente Crocetta, lo
dicevo prima. Talvolta lo abbiamo criticato duramente: su certi
passaggi abbiamo avuto un giudizio molto duro sulle sue decisioni e
sul suo operato. Oggi però non siamo qui per recriminare, ma per
farci carico, con lei Presidente della Regione, con gli amici del
partito democratico e delle altre forze politiche, di questa
situazione. Ce ne facciamo carico con coraggio, perché crediamo in
questa terra, nelle sue potenzialità e perché crediamo che questo
sia il senso vero della politica: provare concretamente a cambiare
in meglio la vita delle persone.
A chi dice che tutto fa schifo, a chi dice che le istituzioni
democratiche vanno abbattute rispondiamo mettendo in campo ogni
nostra forza e ogni energia per realizzare il cambiamento.
Noi dell'UDC, noi di questa maggioranza, che abbiamo vinto le
elezione - e vado oltre - noi uomini di buon senso che vogliamo per
davvero riformare questa terra, non vogliamo rassegnarci. Lo
diciamo a testa alta, con coraggio, fieramente: non vogliamo
rassegnarci al fatto che diventi luogo comune che le istituzioni,
la politica tutta, siano parte del problema della Sicilia.
L'impegno che con il PD, con l'UDC e con gli altri alleati abbiamo
sottoscritto sana il dimostrare che si può fare e che si può
finalmente provare a cambiare le cose.
Questo sforzo richiede umiltà, forza e coraggio ma anche verità e
consapevolezza.
La consapevolezza della durezza di questa stagione, una durezza
vera rispetto a cui nessuna leggerezza e nessuna superficialità c'è
consentita e poi la verità sullo stato della nostra Regione e su
cosa accade fuori da quest'Aula.
Poco fa, quando qualcuno ha detto che è stata rappresentata una
Sicilia che non esiste, non ha detto bugie.
Bisogna avere la consapevolezza di sapere fare la radiografia
della situazione esterna per incidere per davvero - cosa che noi
speriamo, e siamo fiduciosi questo Governo possa fare
Conosciamo la crisi sociale crescente, lo smarrimento di fiducia,
le imprese in difficoltà, i giovani che non vedono la luce, il
dramma di una disoccupazione e della precarietà.
La nostra sfida è riaccendere una speranza con le nostre idee e
con i nostri valori.
Penso, Presidente, che il cambiamento - da oggi in poi mi
rivolgerò al Governo della Regione considerato che il Presidente
non è in Aula, non lo cito - che il cambiamento principale che
dobbiamo imporci è quello di prospettiva.
Noi come politici, come siciliani e come uomini dobbiamo avere una
posizione fondamentale per i poveri.
Presidente, dobbiamo ripartire dagli ultimi.
Dobbiamo ripartire da chi ha di meno, dobbiamo ripartire dalle
troppe persone che sono ai margini, che non riescono ad immaginare
un futuro possibile.
Così la Sicilia non regge e la questione sociale drammatica
alimenta questa distanza enorme fra le istituzioni e i cittadini
così non riusciamo più ad essere comunità.
Penso pertanto che bisogna fare e bisogna fare bene.
Cosa significa ripartire dagli ultimi in Sicilia?
Non certo alimentare forme di assistenzialismo clientelari che
sono state la vera condanna socio-economica per queste terre.
Ripartire dai poveri, dai più disagiati significa dare a questi
un'opportunità, una speranza e queste non si offrono con le parole
ma con una seria e lungimirante politica riformatrice.
Solo se riusciremo a mettere in campo una politica seria di
riforme, riusciremo ad agganciare il treno della ripresa e a dare
una risposta concreta alle aspettative dei siciliani in difficoltà.
Le riforme - parlo con tutti i colleghi anche con quelli che hanno
fatto un'opposizione dura e leale, riconosco che il pensiero
dell'onorevole Musumeci è stato chiaro nel definire il percorso e
l'ambito - non sono un concetto astratto, colleghi del Governo.
La rivoluzione non è una parola magica per politici in difficoltà
ma in questo contesto devono diventare la via delle cose che noi
dobbiamo fare e dobbiamo partire dal bisogno principale che hanno
le persone che è il bisogno di lavoro.
In Sicilia il tasso di disoccupazione nel 2014 è aumentato e
crescerà anche per il 2015.
Il jobs act come dimostrano i dati sta solo stabilizzando parte
degli esistenti posti di lavoro senza intervenire
significativamente sulla creazione di nuovi posti di lavoro.
Il beneficio dello sgravio contributivo con un tasso di
disoccupazione in crescita, da solo, non aiuta.
Le condizioni di sviluppo le creano le infrastrutture e le misure
di investimento.
Ecco Presidente, - grazie per essere ritornato in Aula - per
creare lavoro abbiamo bisogno di riforme, abbiamo bisogno di
semplificare la pubblica amministrazione e di rinnovarla e aprirla
anche grazie al digitale.
Abbiamo bisogno di programmare e spendere bene fino all'ultimo
centesimo dei fondi europei nei settori più delicati e strategici
per la nostra Isola. Abbiamo bisogno di fare sistema coordinando
settori importantissimi, come il turismo i beni culturali, le
infrastrutture, le attività produttive e le politiche di
investimento tutte.
Fare sistema non è soltanto un invito, ma una vera e propria
strategia. Non è pensabile ad esempio, fare decollare il settore
fondamentale del turismo che, in questo momento può beneficiare dei
flussi turistici che lasciano la Tunisia e l'Egitto, e qua voglio
fare i complimenti all'assessore Barbagallo, perché lo stimo come
persona e ritengo sia la persona giusta, al momento giusto e al
posto giusto, se non siamo in grado di varare un piano avanzato di
mobilità siciliana, che mette i siciliani nelle condizioni di
muoversi facilmente, da un capo all'altro dell'isola e ai turisti
di raggiungerla con facilità. E ancora di mettere in rete i nostri
beni culturali.
E qua ritorniamo con il piano di investimento sulle politiche
aereo-portuali che, ancora dobbiamo capire e cercare di comprendere
fino in fondo.
Non credo che nessuno delle persone che sono presenti o
l'assessore Baccei, quando arriva da Roma usa la macchina. In
Sicilia ci si muove soltanto se il sistema aeroportuale funziona.
Così come non è pensabile rinnovare il nostro sistema
infrastrutturale senza vincere la sfida, sempre più pressante
contro il rischio idrogeologico che richiede sì, interventi
straordinari ma anche rispetto e monitoraggio dei nostri territori.
Presidente Crocetta le sfide sono tante e difficili, ma ognuna di
questa rappresenta una possibilità di sviluppo e innovazione.
Non dobbiamo avere la presunzione di vincere queste sfide da sole,
anzi è necessario vincere queste scommesse coordinandoci con lo
Stato in un rapporto sereno e paritario, dove la nostra autonomia
non è più una scusa ma un'opportunità per fare di più e per fare
meglio.
E' il momento di agire in maniera risoluta. Tutti noi, a diversi
livelli, avvertiamo gli effetti drammatici di un lungo periodo di
stagnazione, una stagnazione prodotta da mancanza di decisioni
rapide, dalla paralisi di molte parti della pubblica
amministrazione, dall'inefficienza delle responsabilità sedimentate
in molti ambienti della vita collettiva e non da ultimo dalla
pervicace resistenza dei reticoli corporativi e individualistici,
tuttavia la stagnazione nel nostro sistema è stata ed è anche e
soprattutto conseguenza di un deficit di qualità e di spessore
culturale della politica.
Voglio prendermi tutte le responsabilità, proprio mentre ci
avviciniamo a cambiamenti epocali, la politica ha rinunciato alla
sua funzione di guida e direi anche di pedagogia sociale e si è
dissociata dalla sua cultura e dai suoi valori.
Di questi tempi la politica si è personalizzata, banalizzata,
semplificata, sino al punto di parlare per slogan. Si è arresa ad
un rapporto solo mediatico con i cittadini ed ha abdicato rispetto
a doveri di autonomia e di libertà verso nuovi centri di poteri.
E' vero, e su questo terreno noi crediamo signor Presidente che
serva la vera e radicale discontinuità. Vera e radicale
discontinuità, quella discontinuità che si può palesare e noi lo
apprezziamo nei simboli e nei gesti, perfino negli stili, che deve
però dimostrare di essere tale nei princìpi, nei valori e
soprattutto nell'azione di governo.
Signor Presidente i siciliani ci chiedono di sbrigarci, ce lo
chiedono perché sono stanchi di vuoti, delle decisioni non prese,
degli annunci seguiti da altri annunci, dalle riforme evocate e mai
praticate, da una gigantesca rete di norme e di apparati che sta
affossando tutti e tutto, senza peraltro garantire trasparenza e
legalità
L'opera che attende il suo governo e tutti noi, signor Presidente
e dunque difficile e complessa, l'Udc, ci sarà con i suoi uomini e
con le sue donne, con parole di chiarezza e di lealtà che abbiamo
sempre pronunciato non con la lingua biforcuta o con tono paludato.
Mi auguro che le nostre preoccupazioni, le nostre sollecitazioni,
le possano essere utili, soprattutto ora, che la strada del
Governo, del Governo delle cose concrete, con gli uomini giusti,
aggiungo io presidente, e delle riforme serie e profonde si fa
stretta e ripida, dove ognuno di noi ha messo con ruoli diversi la
faccia e, mi creda, non intende sbagliare. Su questa strada, noi
c'eravamo già e saremo lieti di percorrerla insieme a lei, con il
suo Governo con coraggio, lealtà e impegno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
l'intervento del Presidente della Regione, che ha ricostruito in
maniera efficace le ragioni che lo hanno indotto a promuovere il
Governo che ha presentato oggi al Parlamento, e anche per il
tentativo che ha fatto nei confronti di tutto il Parlamento, e in
particolare dell'opposizione, di definire un terreno di confronto
positivo per il futuro della Sicilia.
Le risposte da parte dell'opposizione sono state negative,
legittimamente, c'è stato, pure, qualche atteggiamento, come dire,
sprezzante ma questo fa parte della dialettica parlamentare.
Io inviterei il Presidente della Regione a insistere su questa
strada, perché nel momento in cui si affronteranno i nodi che sono
al centro di problemi della Sicilia credo che, entrando nel merito,
il confronto farà emergere le posizioni vere e la vera intenzione,
di tutto il Parlamento e dell'opposizione, di concorrere ad
affrontare, in termini legislativi, le questioni dalle quali
dipende il futuro della Sicilia. A partire dalle riforme, di cui
parliamo spesso, perché tutti quanti conveniamo su questa
necessità, e, come dire, richiamando per ricordare alcune delle
questioni che, secondo me, sono fondamentali per esempio la
necessità di un rapporto positivo con il Governo nazionale che
metta nelle condizioni la Sicilia, non il Governo Crocetta ma la
Sicilia, di potere affrontare le emergenze in atto ma, soprattutto,
di guardare al futuro in termini meno difficili di quanto non
appare oggi.
Lo dico, per esempio, per quanto riguarda le questioni
finanziarie. Io concordo con il Presidente della Regione quando
dice, noi non abbiamo un atteggiamento rivendicazionista nei
confronti del Governo nazionale, ma vogliamo al contrario definire
un percorso che consenta alla Sicilia di avere le risorse che le
spettano nel confronto con le altre regioni a statuto speciale, e
anche con le regioni a statuto ordinario.
E ci sono tutta una serie di temi, che sono stati ricordati nella
discussione che ha preceduto il varo del Governo, rispetto ai quali
c'è anche un confronto in atto con il Governo nazionale per
definire, in maniera chiara, le risorse che sono necessarie per la
Sicilia.
Il Partito Democratico ha partecipato con convinzione alla
formazione di questo Governo. Un Governo che vedesse un
coinvolgimento, maggiore, delle forze politiche che hanno sostenuto
il Presidente della Regione al momento della sua elezione, dei
gruppi parlamentari che lo hanno sostenuto nel corso di questi
mesi, per affrontare questa seconda parte della legislatura che
abbiamo davanti nell'interesse dei siciliani.
Che ci sia una situazione, rispetto alla quale c'è bisogno di un
Governo, lo dicono anche i segnali che abbiamo avuto nel corso di
questi mesi. La vicenda del viadotto dell'Imera, la vicenda della
frana di Letojanni, la drammatica situazione che sta vivendo la
città di Messina, ci dicono che il tema di un progetto di contrasto
e prevenzione del dissesto idrogeologico della Sicilia è una
priorità rispetto alla quale possiamo incrociare positivamente
anche l'impegno che il Governo nazionale ha messo e vuole mettere
in questa direzione.
Richiamo questo elemento che è di grandissima attualità ma che è
essenziale perché non solo come dimostra la vicenda di Messina, ci
sono livelli minimi di civiltà che devono essere salvaguardati e
che evidentemente rischiano nella nostra Regione di non essere
assicurati ma se guardiamo a quello che è successo sulla Messina-
Catania e sulla Palermo-Catania dobbiamo sapere che rischia di
essere messo in ginocchio non solo il diritto alla mobilità dei
siciliani, ma di avere riflessi economici drammatici sulla già
difficile economia siciliana.
Partendo da queste considerazioni il Partito Democratico, tutto il
partito, il Gruppo parlamentare dopo una riflessione e una
discussione anche impegnativa al proprio interno ha ritenuto di
dovere sostenere questo sbocco, di dovere offrire ai siciliani un
nuovo impegno da parte dei partiti, da parte dei Gruppi
parlamentari anche con chi ha determinato, credo, anche la scelta
importante che ha fatto il Gruppo dell'NCD di sostenere questa
maggioranza.
Io naturalmente ho apprezzato l'intervento del collega Fontana per
la chiarezza e l'onestà, fra l'altro non mi pare che si possa
considerare uno scandalo nel momento in cui l'NCD come è noto
partecipa a pieno titolo da protagonista alla maggioranza che regge
il Governo, il Governo del Paese, in una realtà nella quale tutti
quanti avvertiamo la necessità di un confronto e di un impegno da
parte del Governo nazionale, credo che sia come dire, lo considero
una scelta coraggiosa, impegnativa da parte dei colleghi dell'NCD
del Parlamento siciliano, ma anche in qualche maniera coerente con
la scelta che quel partito ha fatto a livello nazionale.
Quindi oggi ci sono le condizioni politiche per affrontare meglio
i problemi della Sicilia e comunque con un rinnovato impegno e
penso che questa scelta che hanno fatto i partiti e i Gruppi
parlamentari che hanno deciso di sostenere il Governo Crocetta
possa essere un termine di confronto costruttivo per le forze che
legittimamente hanno scelto un ruolo di opposizione.
Io non entro naturalmente nel merito delle critiche che sono state
fatte, in qualche maniera preventive al Governo che si insedia
oggi, naturalmente le critiche sono state fatte all' esperienza di
Crocetta in questi anni, ma le critiche vanno sempre ascoltate,
però voglio dire ai colleghi dell'opposizione che ci sono temi
rispetto ai quali, che interpellano tutti e che non possono essere
liquidati addebitando agli altri a chi governa la responsabilità
dei problemi drammatici che vive la Sicilia.
Ne abbiamo parlato altre volte, la situazione finanziaria della
Regione non è certamente stata determinata dal Governo Crocetta, la
situazione preoccupante dell'economia siciliana è frutto della
storia della Sicilia, ma anche di una attenzione non adeguata da
parte dei Governi nazionali rispetto ai problemi del mezzogiorno e
della Sicilia.
Anche qui un governo pienamente operativo, un parlamento
pienamente impegnato può intercettare a vantaggio della Sicilia le
misure che il Governo nazionale ha messo nella finanziaria
destinandole al Mezzogiorno.
Credo che anche da questo punto di vista è utile e necessario che
ci sia un governo efficiente della Regione siciliana, che ci sia un
pieno coinvolgimento dei partiti e delle forze parlamentari.
Tutto questo non sarà sufficiente a risolvere i problemi della
Sicilia, alcuni dei quali sono ovviamente annosi. Nessun governo
può immaginare oggi di affrontare e risolvere il problema della
disoccupazione a partire da quella giovanile che è a livelli
inaccettabili e insostenibili. Cito questo per tutti. E' del tutto
evidente che un governo che riesce ad intercettare risorse da
destinare alla creazione di nuove opportunità di lavoro, della
costruzione di nuove imprese in Sicilia, determina le condizioni
per guardare con minore affanno e con minore angoscia al futuro.
Può essere un messaggio ai nostri giovani che in misura eccessiva,
grave nel corso di questi anni, hanno pensato al loro futuro fuori
dalla Sicilia, nel nord Italia, o addirittura all'estero.
Non per fare e non per migliorare la loro condizione dal punto di
vista professionale, spesso svilendo la formazione e la
professionalità che avevano acquisito nelle scuole e nelle
università siciliane.
Credo che su questo terreno il Governo saprà selezionare gli
obiettivi da perseguire nell'arco dei prossimi anni, avvierà un
confronto serrato, ma costruttivo con il Governo nazionale per
consentirci di guardare ai prossimi bilanci, a partire da quello
del 2016, in termini positivi, e naturalmente con il concorso del
Parlamento, individuare quel percorso che con le riforme che
dobbiamo fare e con le risorse che devono venire da un giusto
rapporto con il Governo nazionale, guardare a questi prossimi due
anni come una fase positiva che consenta di guardare oltre la fine
di questi legislatura, ad un futuro meno problematico per la
Sicilia, per i siciliani, ma anche per le istituzioni che
rappresentano la Sicilia, il Governo e il Parlamento.
Con questa considerazione, rinnovando l'impegno pieno del Partito
democratico a sostegno del Governo che l'onorevole Crocetta ha
presentato oggi in Aula, auguro al Presidente della Regione e a
tutti gli assessori buon lavoro perché dal loro lavoro dipende una
parte della soluzione dei problemi drammatici che ha la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, questa è la prima volta che prendo la parola
alla presentazione di un governo.
La prendo per dire delle cose che penso, una delle prime cose che
mi piace dire stasera che provengo, fortunatamente per me, dalla
prima Repubblica, è che ho sempre sostenuto la tesi che i tecnici
della politica sono i politici.
Stasera, vedendo le persone sedute nel banco del Governo, e vedo
almeno da sei a sette politici, onestamente sono contento. Sono
contento perché come dicevo poc'anzi sono sostenitore di quella
tesi. Sono contento perchè finalmente c'è qualcuno che non è
solamente un tecnico, che ci mette la faccia. Sono deputati, sono
persone che hanno fatto politica. Sono persone che hanno fatto
anche sindacato, perciò sono persone che ci stanno mettendo la
faccia, nulla togliendo alla dottoressa Contrafatto, a Baccei o al
professore Vermiglio che non conosco o a Croce. Sicuramente questi
due anni devono essere due anni di lavoro intenso che va
dall'agricoltura per finire al turismo o alle infrastrutture.
Non vorrei parlare di cose solamente retoriche, vorrei parlare di
fatti concreti.
Assessore Pistorio, lei ha una situazione, fra le migliaia, che
sono quella dell' autostrada, quella del problema dell'acqua su
Messina, ma uno dei problemi principali che lei dovrà risolvere e
dovrà sicuramente concentrarsi è quello delle IACP. Ci sono
centinaia di migliaia di alloggi, molti che sono abitati dalla
mafia, da delinquenti e quant'altro, molti da persone perbene,
questi alloggi se lei va a fare una statistica noi incassiamo dal
10 al 12 per cento non ce lo possiamo più permettere.
Assessore Lo Bello, lei ha una delega importantissima che è quella
che potrebbe avere lo sviluppo di questa nostra regione. Ci sono le
aree industriali della Sicilia completamente abbandonate, gli
imprenditori siciliani, gli imprenditori del catanese quella che
una volta era definita la Milano del sud, sono in procinto di
chiudere, perché quando piove si allaga tutto. Per non parlare di
quello che succede a Palermo, per non parlare di quello che succede
in provincia di Caltanissetta.
Lei, Assessore, se vogliamo dare in questi due anni, perché per me
il punto essenziale della nostra attività politica è il bene
comune, solo questo ci deve contraddistinguere, il bene comune, che
va dall'IACP, che va dall'IRSAP, che va a diverse sfaccettature
della nostra società.
Qualche volta sono stato anche, non in quest'Aula ma nella mia
attività politica, in opposizione. Capisco che magari si deve fare
un poco di propaganda e così via, ma quando sento alcune cose mi
viene da ridere: rifiuti zero. Che significa rifiuti zero?
Presidente, viene attaccato perché non è stato capace a ridurre la
raccolta differenziata: rifiuti zero. Significa che da domani
mattina in poi tutti i rifiuti che ha se li deve mangiare L'ha
capito presidente Crocetta? Ce li dobbiamo mangiare Che significa
rifiuti zero? Significa niente E' una parola vuota, una parola che
non ha significato perché quando si parla, si parla solo ed
esclusivamente, molte volte, per sentito dire. Molti prendono ad
esempio la Germania. La Germania è la nazione in Europa che fa meno
rifiuti che porta in discarica. Bravi Li porta all'inceneritore.
Ha il 3 per cento dei rifiuti che vanno in discarica e lo sapete
che cosa sono? Sono le ceneri degli inceneritori.
Assessore Contrafatto, andiamo avanti su questa idea. Sicuramente
ci sarà gente che non sarà d'accordo e deve essere così e gente che
ci darà ragione perché, altrimenti, se dobbiamo rimanere ancora
all'età della pietra, va bene adottiamo questo slogan: RIFIUTI
ZERO ; ci siamo?
Assessore Pistorio, mi raccomando da domani mattina non produca
più rifiuti
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, brevemente,
per qualche precisazione.
Ringrazio i parlamentari presenti ancora in Aula che ritengo
questo un gesto sicuramente di correttezza politica quando si
interviene.
Guardate, io sono orgoglioso di avere questo Governo e di avere
dato le deleghe a questi parlamentari, per essere molto ma molto
chiaro.
Si possono rispolverare tutti i litigi, le questioni, le
contrapposizioni, eccetera, ma la politica non è il regno della
guerra permanente, è il terreno invece in cui a volte ci si
scontra, a volte ci si confronta, a volte si litiga ed a volte ci
si mette d'accordo. Io tutto questo lo rivendico.
Così come rivendico gli scontri oggi, rivendico la pace raggiunta
ed una serenità che, credo, sia estremamente importante e
soprattutto perché vista nell'interesse della Sicilia. Anche perché
quando delle persone riescono a fare, eventualmente, delle
mediazioni con gli altri, riescono a raggiungere quelle intese che
sono necessarie e, poi, per un concetto più generale io ritengo che
sia molto importante.
L'altra volta, in una discussione che avevo con un amico politico,
mi piace citare l'argomento perché poi è tema anche di questa
serata, parlavamo di Machiavelli e di Gucciardini. Questo amico
politico mi diceva: vedi Gucciardini dice che negli interessi ci
si può mettere d'accordo quando i tuoi interessi quadrano con i
miei. E, quindi, ognuno di noi ha dei vantaggi . Io ho risposto che
mi ricordavo di quel principe di Machiavelli, di Gramsci, che dice,
che accusava il papato di essere troppo forte fino al punto di
impedire l'unità d'Italia ma troppo debole per realizzarla.
Allora, ognuno può pensare ai propri particolari, particulare, io
penso all'Unità d'Italia. Il tema che noi abbiamo è quello che non
abbiamo fatto un incontro di vicende particolari, perché se
avessimo fatto l'incontro delle vicende particolari, probabilmente,
troveremmo molto più entusiasmo ed alcune assenze non ci sarebbero
stasera.
Io ho ragionato con la politica nazionale in una fase della
Sicilia. Io, fortemente autonomista, ho ragionato con la politica
nazionale in una fase in cui intravedo difficoltà con la Sicilia
che vanno risolte. Il tema della quadratura dei conti che non può
essere l'FSC, che ogni anno si destina e togliamo soldi agli
investimenti per coprire il bilancio. Il tema di ripristinare una
serie di entrate che negli anni sono stati, dal Governo Lombardo in
poi, vittima di questi tagli fino al nostro governo, che hanno
subito tagli assurdi che, praticamente, fanno mancare le entrate
alla Sicilia.
Parliamoci chiaro: non avendo noi aumentato le spese, ma avendole
consistentemente diminuite di circa 3 miliari, nell'ultimo
triennio, mi venite a spiegare perché non quadrano i conti? Abbiamo
avuto questa diminuzione delle entrate così radicale di 3 miliardi
in meno? Non penso.
Allora, ci sono alcuni temi che dobbiamo affrontare e che sono
legati, proprio, al minore apporto che ha avuto la finanzia
siciliana per effetto di una serie di leggi, provvedimenti, che
hanno penalizzato la Sicilia, che hanno fatto mancare queste
risorse. Anche sul piano più concreto ed effettuale, quando
qualcuno dice perché destinate i 650 milioni degli investimenti su
679 mila per essere esatti all'FSC e non alla copertura del
bilancio? Si vuole essere onesti? Perché io capisco la politica di
rifare trazzere e pensa di avere fatto una grande autostrada, ma
non capisco, invece, la politica dei partiti quando quella politica
dei partiti finisce per sposare questi concetti. Perché a furia poi
di sposarli, questi concetti, coloro che godono dei vantaggi
politici, di un qualunquismo così spaventoso, non sono i partiti ma
è l'antipolitica.
Allora, il tema principale che noi dobbiamo avere, per questo
quando dicevo quel patto di lealtà con la politica, lo dicevo nel
senso che noi dobbiamo cominciare ad avere un Governo delle
istituzioni dei partiti che abbiano la loro razionalità.
Quando dico la loro razionalità, noi possiamo dire che c'è la
disoccupazione, benissimo ed è vero; che le imprese sono fallite è
vero, però non possiamo non dire che nel 2014 il PIL per la prima
volta ha smesso dopo sette anni - perché questi sono dati ufficiali
- non possiamo non dire che nel 2015 noi abbiamo avuto un
incremento dello 0,4 per cento contro una previsione negativa che
faceva l'Assessorato all'economia che proiettava una posizione di
meno 4 e invece abbiamo avuto più 4, cioè 0,8 in più, per
intenderci.
E' un dato, fra l'altro io questo dato, siccome lo sostenevo
quando abbiamo fatto il DPEF è stato uno degli argomenti, perché
ritenevo irrazionale che noi non avessimo un incremento del PIL
proprio in considerazione dell'incremento turistico positivo,
dell'incremento dell'export che è un dato reale.
L'onorevole Cancelleri può dire: Non va bene l'economia , ma chi
ha detto che ci troviamo nel mondo delle meraviglie dove io sarei
Alice nel mondo delle meraviglie .
Non l'ho mai sostenuto, ho detto che noi abbiamo avuto sette anni
di 14 per cento di perdita di PIL con licenziamenti e perdita delle
imprese e che questo, anche con tutti i miracoli che volete, anche
se chiamiamo qualche santo guaritore dell'altro mondo, questo non
si risolve in pochi anni.
Però, nessuno può dire che noi non abbiamo cambiato questa
tendenza con i dati.
Io non voglio presentare niente, vogliamo dire i licenziamenti?
Sono avvenuti. La costituzione ai processi di mafia? Ci siamo
costituiti in tutti i processi di mafia. Noi abbiamo decine e
decine di costituzione di parte civile e questi sono atti che
possiamo dimostrare. Ce l'abbiamo, onorevole Musumeci, con gli atti
alla mano.
Noi ci siamo costituiti nei grandi procedimenti di mafia come in
tutti i procedimenti della Pubblica Amministrazione. Successe un
incidente attorno al mistero su un caso di corruzione che noi
avevamo denunciato, anzi che l'Assessore Lo Bello aveva denunciato
alla Magistratura.
E sarebbe stato singolare che l'atto della denuncia che abbiamo
presentato non avesse nessun interesse, stranamente nessuno
ricevette nella burocrazia questa notifica ed ancora siamo cercando
di capire perché non venne notificata ma che dal punto di vista del
Governo c'era l'idea chiara di perseguire quel crimine fino al
punto di denunciarlo e di licenziare i dipendenti mi pare che
entrambe le cose sono avvenute.
Io non capisco l'onorevole Falcone quando dice: La legge
finanziaria entro il 31 dicembre . Che lo dica il Presidente
dell'Assemblea è giusto, perché ci richiama al nostro ruolo
istituzionale, però che lo dica la politica è veramente surreale,
perché se noi sappiamo che il 2016 e 2017 non quadrano fino a
quando non chiudiamo l'accordo col Governo nazionale mi si vuole
spiegare come possiamo fare il bilancio adesso, prevedendo il
licenziamento di 50 mila persone?
Perché queste sarebbero le condizioni per un miliardo e 400
milioni in meno o no? Quindi, questo uso strumentale della
politica, che serve solo come denuncia e non entra nel merito delle
cose, è accettabile da forze politiche moderate?
Questo è il tema, perché io posso capire che un po' degli
scappatelli che improvvisamente fanno delle cose un po' più
importanti dicano queste cose, ma non li può dire la politica con
la P maiuscola.
Noi abbiamo il problema di cominciare a ripristinare una
contabilità vera, seria che ci dà delle garanzie. Questa è la sfida
del Parlamento e della politica siciliana, se poi vogliamo lasciare
tutto all'antipolitica e allo sfacelo delle istituzioni,
continuiamo a fare pure Continuiamo con il niente va bene
Noi abbiamo il coraggio di destinare due miliardi non ai
progettisti che hanno fatto i grandi progetti che verranno pagati,
perché facendo grandi opere simboliche, per cui andiamo a tagliare
un nastro tra tre, due anni, al dissesto idrogeologico e alle
strade, mettendo in discussione una programmazione che sarà
importante, che abbiamo il dovere di portare avanti con i fondi
strutturali, ma nell'emergenza, utilizziamo i soldi dell'emergenza,
un massiccio intervento che può determinare tanti cantieri.
La spesa Europea. Perché si dice che noi restituiremo,
restituirete i soldi, sempre dice l'onorevole Falcone:
Vergognatevi . Cioè ci dovremmo vergognare in anticipo di un
risultato che sarà smentito A quel punto si dovrebbe vergognare
chi ha detto vergogna Ma questi possono essere linguaggi della
politica? Con estrema sincerità
Io debbo dire che fra i discorsi delle opposizioni un ragionamento
che ho apprezzato è quello del presidente Musumeci, salvo il fatto
dell'intercettazione, perché l'incidente probatorio che si è
concluso, che si è concluso, ha accertato che quella telefonata non
c'è. Non potrebbe riservare sorprese E' stato chiuso e ha
accertato che quella telefonata non c'è.
Certamente, l'Assessore Borsellino alla quale viene fatto leggere
un finto dossier avrà avuto ben ragione di fare quelle
dichiarazioni, perché anch'io se avessi letto quelle dichiarazioni
false avrei, probabilmente, detto cose anche pesanti. Perché lo
capisco bene Se a uno gli danno la polpetta avvelenata è chiaro ed
evidente.
La storia chiarisce sempre le cose. Resta il fatto che quattro
Procure l'hanno smentita, l'incidente probatorio lo dice e ci sono
dei giornalisti per cui è stato richiesto addirittura il processo
immediato. Questi sono i fatti. Poi, noi possiamo ragionare, la
politica può dire quello che vuole, fare le sue valutazioni, resta
il fatto che questa è la realtà in uno Stato di diritto.
In uno Stato di diritto la realtà è che c'era una montatura con
una speculazione politica inaudita e che questa montatura è stata
smentita da quattro Procure, tutte le Procure Antimafia, e
dall'esame dei nastri e l'incidente probatorio; per giunta, quindi,
anche dalla verifica che hanno dovuto fare i giornalisti che hanno
richiesto.
La città di Messina e l'acqua. Guardate, io ho i messaggi, le
prime telefonate. Ho ricevuto telefonate dal Sindaco Accorinti il
21 ottobre, la prima rottura si è verificata il 23 di ottobre, due
giorni prima quindi non poteva avere parlato di questo. L'altra
telefonata l'ho ricevuta il 3 novembre, siccome la rottura si è
verificata il 30 ottobre, significa che il Sindaco Accorinti mi ha
cercato quattro giorni dopo la rottura dei tubi.
Quindi, quando l'Assessore ha detto tre giorni, è stata molto
generosa e la Protezione civile non l'ha chiesta il Comune, glielo
mandata io, motu proprio .
MUSUMECI. Quindi Accorinti è incapace
CROCETTA, Presidente della Regione e l'emergenza, la questione che
l'AMAM è stata incapace di riparare una rottura. Cioè, è inaudito
che ci sia una rottura di un tubo e siamo costretti a dichiarare lo
stato di calamità e di emergenza, che avviene di norma dopo un
terremoto, non per la rottura di un tubo E' che io mi sia dovuto
adoperare per fare dichiarare questa emergenza
Non voglio entrare nel merito, resta il fatto che quando abbiamo
fatto l'incontro con l'AMAM, l'AMAM con una fornitura, noi
nell'emergenza siamo riusciti grazie a questi interventi ad
assicurare 300 litri di acqua al secondo che venivano
dall'Alcantara, ha incrementato a 500 grazie a una valvola che ha
inserito Sicilia Acque; e 75 litri che venivano dalla nave
cisterna: quindi 575 litri. La città di Messina fa 240 mila
abitanti. Vi ricordo che a Gela, che ha 80 mila abitanti, con 150
litri non riuscivamo ad assicurare l'acqua 24 ore su 24, ma mezza
giornata sì. Quindi, la capienza quanto sarebbe, 450 litri?
Venivano 150 litri pro capite. La media italiana di fornitura
dell'acqua è di 175 litri per abitante. Solo Catania ha 240 litri
d'acqua al giorno e Milano ne ha 220. Agrigento attualmente ha una
fornitura di acqua, nello standard normale, di 98 litri. A Messina
abbiamo dato 175 litri d'acqua e l'AMAM non riusciva a fornire, e
ancora non ci riesce, i quartieri alti della città, perché il
sistema di distribuzione dell'acqua è medievale.
Allora questa sarebbe la colpa del Governo regionale, per
intenderci?
Vi rendete conto che in questa Sicilia c'è qualcosa da rifare e ci
sono tante cose da rifare. Noi vogliamo mettere in campo una serie
di azioni, che già abbiamo messo.
Quando siamo arrivati al 75 per cento al 31 ottobre non c'è da
dire vergogna, c'è da dire bravi, perché questo risultato lo
abbiamo fatto in due anni e mezzo e nei cinque anni precedenti si
fatturava il 2,5 per cento l'anno. Eravamo l'ultima regione
d'Europa dopo la Grecia, va bene? E l'anno scorso siamo stati i
primi in Italia.
Questo non risolve i problemi strutturali del passato, ma segna un
cambio di passo. Io sono convinto che noi dobbiamo arrivare a
certificare il 100 per cento. Però, guardate, anche l'accordo
sull'FSC, perché dentro l'FSC ci sono 350 milioni di euro che sono
la nostra compartecipazione alla spesa europea e, quindi, senza
quell'accordo noi ci siamo bloccati.
Adesso dovremo prenderci la responsabilità, e lo faremo, prima che
l'accordo vada a essere definito, a essere ratificato dalla Corte
dei conti di Roma, a spendere quei soldi. Lo facciamo o non lo
facciamo? Domani qualcuno ci dirà: avete speso i soldi senza
l'accordo . Ma qui il problema è capire o salviamo questa Sicilia e
ci assumiamo delle responsabilità, ma deve essere un ragionamento
che facciamo tutti quanti. Non possiamo continuare a dire che la
sanità era la stessa cosa quando noi siamo ormai all'ottavo posto
in Italia, mentre prima eravamo gli ultimi. Non possiamo dire che è
la stessa cosa quando perdevamo e adesso non perdiamo più.
Sono miracoli? Mi dispiace io i miracoli non li so fare Sono,
come voi altri, capace, per chi ci crede di pregare, ma non è il
tema della politica. La politica americana comincia sempre coi
riti, nel nome, anche Obama. Io penso che noi, da questo punto di
vista, pur essendo un Paese cattolico col Vaticano, abbiamo
imparato almeno dal 1500 a dividere la politica dalla questione
religiosa.
Abbiamo avuto il più grande politologo del mondo, quello che ha
creato la scienza della politica e sappiamo benissimo che ci sono
sfere e competenze differenti. Però, guardate, o qui trovate le
ragioni per essere, perché poi alla fine: si dimetta Presidente,
si dimetta . Io non è che ho paura Per essere chiari. Però, voi
ritenete che sia ragionevole, che una persona che è stata eletta
dal popolo siciliano nel momento in cui si prospetta un buco di un
miliardo e 400 milioni nel 2016 e nel 2017 porta il popolo
siciliano alle elezioni e al licenziamento di 50.000 lavoratori? A
chi le raccontiamo queste favolette?
Prendiamo con atto di responsabilità che siamo dentro una fase
storica, la affrontiamo e la risolviamo e consegniamo in ordine i
conti, la programmazione che si avvia, la certificazione e poi alle
prossime elezioni, quando ci sarà da decidere i candidati e ci sarà
da vedere chi sono i candidati alle elezioni, lo vedremo e poi
vedremo anche se quelli che oggi hanno fatto a lupo a lupo hanno
fatto gli sciacalli, saranno in grado o pensano che, in nome
dell'antipolitica, di avere fatto una trazzera, pensano di potere
vincere le elezioni con la trazzera. Noi abbiamo qualche dubbio e
penso che elezioni le vinceremo ancora.
Governo regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione dell'ordine del giorno n. 507
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 507 Nomina
della Commissione parlamentare speciale Statuto , sulla
costituzione della Commissione Statuto che porta a 17 i suoi
componenti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Presidente della Regione, siccome siamo ad un nuovo
Governo, quello che mi sento di rassegnare alla sua persona ed al
Governo è la puntualità in Aula, la collaborazione con le
Commissioni, perché a me non interessa andare ad individuare
responsabili su disegni di legge presentati. E' chiaro che i
disegni di legge che sono corredati delle relazioni tecniche e che
hanno l'apporto del Governo e, quindi, dei singoli Assessori
trovano facile accesso in Aula. Già l'Assessore Contraffatto ha già
assicurato per domani la sua presenza alle ore 16.00, confidiamo
nella reciproca collaborazione. Così come mi rendo conto che siamo
in presenza di un Governo nuovo e dobbiamo riattivare e ripartire
con la questione delle interpellanze e interrogazioni quindi con
l'attività ispettiva in generale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 11 novembre 2015, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Germanà
2) - Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
(Seguito)
Relatore: on. Cirone
La seduta è tolta alle ore 20.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio