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Resoconto d'Aula della Seduta n. 292 di martedì 10 novembre 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 17.12

   PRESIDENTE.   Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente verrà data lettura in altra seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Riggio, Dina e Raia per oggi.

    L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di nomina di Assessori regionali con relative
           preposizioni ai singoli rami dell'Amministrazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 52303 del  5  novembre
  2015,   pervenuta in pari data  e protocollata  al  n.  9646/AulaPG
  del  5 novembre 2015, la Segreteria generale della Presidenza della
  Regione  ha trasmesso copia  del decreto presidenziale n.  472/Area
  1 /S.G.  del  4 novembre 2015 di nomina di Assessori regionali  con
  relative preposizioni ai singoli rami dell'Amministrazione.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di decadenza da cariche e di decadenza di atti
                   ispettivi e di indirizzo politico

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  della  nomina  dell'on.le
  Gianluca  Antonello Micciché ad Assessore regionale, avvenuta   con
  D.P.Reg.   n.  472/Area  1 /S.G. del 4 novembre  2015,   lo  stesso
  deputato  decade automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis,  comma
  2,  Reg.  Int. ARS, dalle cariche di componente della I Commissione
  legislativa  permanente  Affari Istituzionali  e dalle  cariche  di
  componente  e Vicepresidente della Commissione speciale d'inchiesta
  e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
   Decadono  inoltre,   i  seguenti atti  ispettivi  e  di  indirizzo
  politico:
   interrogazioni  con richiesta di risposta orale:  nn.  869,  1499,
  2270, 2414;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta:  nn.  320,  604,
  705, 768, 1125, 1976, 2397;
   mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
  nn. 126, 148, 254.
     Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazioni  con  richiesta di risposta orale:  nn.  472,  815,
  1650, 2603;
   interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 1665,
  2619, 2652;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 1309,  1386,
  1471, 1473, 1479, 1498, 1501, 1914, 2194, 2634;
   mozioni: nn. 27, 74, 156, 228, 266, 270, 373, 441.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che, a seguito della nomina dell'on.le Anthony  Emanuele
  Barbagallo  ad  Assessore  regionale,  avvenuta   con  D.P.Reg.  n.
  472/Area 1 /S.G. del 4 novembre 2015,  lo stesso deputato:
   -  decade,  ai sensi dell'art. 12 Reg. int. ARS,  dalla carica  di
  deputato Segretario dell'Assemblea regionale siciliana;
   - decade altresì automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma
  2,  Reg. Int. ARS, dalle cariche di componente della IV Commissione
  legislativa  permanente   Ambiente e Territorio   e  di  componente
  della  Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni  di
  legge relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
  regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
  Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd 'decreto Monti') .
   Decadono  inoltre,   i  seguenti atti  ispettivi  e  di  indirizzo
  politico:
   interrogazioni  con richiesta di risposta orale:  nn.  606,  1134,
  1135, 1787, 2416, 2651, 2659 e 2717;
   interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 2093,
  2193, 2470, 2550, 3136;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn.  688,  1212,
  2756, 2757;
   interpellanze: n. 307;
   mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
  nn. 139, 269.
     Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta orale: n. 1720;
   interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn.  327,
  2450;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn.  290,  1231,
  1291, 1292;
   mozioni: nn. 213, 223, 229, 251, 281, 392, 486.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le Antonino Cracolici
  ad  Assessore regionale, avvenuta  con D.P.Reg. n. 472/Area 1 /S.G.
  del 4 novembre 2015,  lo stesso deputato decade automaticamente, ai
  sensi  dell'art. 37 bis, comma 2, Reg. Int. ARS, dalle  cariche  di
  componente  e Presidente della I Commissione legislativa permanente
   Affari   Istituzionali ,  di  componente  della   II   Commissione
  legislativa   permanente    Bilancio    e   di   componente   della
   Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni di  legge
  relativi  alla  materia  statutaria, ai  rapporti  tra  l'Assemblea
  regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
  Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd 'decreto Monti') .
   Decadono  inoltre,   i  seguenti atti  ispettivi  e  di  indirizzo
  politico:
   interrogazioni  con richiesta di risposta orale:  nn.  410,  1596,
  1902, 2400 e 2735;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 236 e 237;
   mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
  nn. 38, 68, 94.
     Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 1428, 2039;
   interpellanze: n. 150;
   mozioni: nn. 281, 486.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che, a seguito della nomina dell'on.le Bruno Marziano  ad
  Assessore regionale, avvenuta  con componente D.P.Reg. n.  472/Area
  1 /S.G.   del   4   novembre  2015,   lo  stesso  deputato   decade
  automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma 2, Reg. Int. ARS,
  dalle  cariche  di  componente e Presidente della  III  Commissione
  legislativa permanente  Attività Produttive  e di componente  della
  Commissione per il Regolamento.
   Decadono  inoltre,   i  seguenti atti  ispettivi  e  di  indirizzo
  politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 1089, 1132;
   interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn.  632,
  2147;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: n. 290;
   mozioni (per il venir meno del prescritto numero minimo di firme):
  nn. 192, 298.
     Infine, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 2002,
  2207, 2254;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta: n. 475;
   mozioni: nn. 223, 281, 294, 486.

   L'Assemblea ne prende atto.

   agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi co-
   munali e Città metropolitane' (n. 1070/A I Stralcio)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4
    agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
                    comunali e Città metropolitane»
                          (1070/A I Stralcio)

   PRESIDENTE.  Si passa  I punto dell'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge  «  Modifiche
  alla  legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia
  di  liberi  Consorzi  comunali e Città  metropolitane»  (1070/A   I
  Stralcio).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il Vicepresidente  della  Commissione  e
  relatore, onorevole Figuccia per svolgere la relazione.

   FIGUCCIA, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  al testo della relazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo deciso di non  avviare  la
  discussione e di non presentare emendamenti.  Si passa all'articolo
  1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale
                      e del Sindaco metropolitano

   1. All'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  2,  le parole "In sede di prima applicazione  della
  presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa tra l
  '1 ottobre ed il 30 novembre 2015" sono soppresse;

   b) al comma 4, le parole "entro 45 giorni dalla data di entrata in
  vigore  della presente legge." sono sostituite dalle parole "almeno
  45 giorni prima della data delle elezioni. ".

   2.  All'articolo 13 della legge regionale 4 agosto  2015,  n.  15,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  2,  le parole "In sede di prima applicazione  della
  presente  legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa  tra
  l'1 ottobre ed il 30 novembre 2015." sono soppresse;

   b) al comma 4, le parole "entro 45 giorni dalla data di entrata in
  vigore  della presente legge." sono sostituite dalle parole "almeno
  45 giorni prima della data delle elezioni.".

   3.  Le elezioni indette con i decreti del Presidente della Regione
  nn.  378,  379, 380, 381, 382, 383, 384, 385, 386 del 21  settembre
  2015 sono annullate.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
             Proroga delle gestioni commissariali delle ex
                          province regionali

   1.  All'articolo 51, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15,  le parole "31 dicembre 2015" sono sostituite dalle  parole
  "30 giugno 2016.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   fiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni  in
   materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.
   (n. 1070/A I Stralcio)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                            (E' approvato)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
   Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni
                         in materia di liberi
     Consorzi comunali e Città metropolitane» (1070/A I Stralcio)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e  Città
  metropolitane» (1070/A  I Stralcio).
   Sostanzialmente con questa norma viene soppresso il comma  2,  dove
  è  previsto che in sede di prima applicazione l'elezioni si svolgono
  dal 1 ottobre al 30 novembre 2015. Di conseguenza vengono soppresse
  o  comunque  adeguate  le norme a questa decisione  e  quindi  viene
  prevista la proroga delle gestioni commissariali dell'ex province al
  30 giugno 2016.
   Indìco   la   votazione  per  scrutinio  nominale.   Chiarisco   il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi  vota
  no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          38
   Contrari            21
   Astenuti             7

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il testo,  depurato  dalle  norme
  stralciate,  è  rinviato  in Commissione  ai  sensi  dell'art.  121
  quater,  del Regolamento interno. Esso sarà esaminato con  priorità
  anche in costanza di sessione di bilancio.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  La  Conferenza mi ha dato mandato, avendo  deciso  di
  dare  la  possibilità a tutti i Gruppi di intervenire, di dare  dei
  minuti  differenziati a ciascun Gruppo in ordine  alla  consistenza
  del Gruppo stesso.
   Il  tempo  disponibile è di 180 minuti per tutti per il dibattito,
  dopo  l'intervento del Presidente della Regione, e,  eventualmente,
  della replica a seguito dell'intervento dei gruppi.
   Sarà  distribuito  tra i Gruppi parlamentari in parte  in  maniera
  eguale  e  in  parte  in  maniera  proporzionale  alla  consistenza
  numerica di ciascun Gruppo.
   Numero totale gruppi: 12 (PD, M5S, FI, NCD, SD, UDC, PDR, MEGAFONO-
  PSE, PDS-MPA, GS-PID verso FI, MISTO)

   Totale del tempo spettante a ciascun Gruppo:

   PD    31 minuti e 30 secondi
   M5S     21 minuti e 30 secondi
   FI     15 minuti e 30 secondi
   NCD   14 minuti e 30 secondi
   SD    13 minuti e 30 secondi
   UDC     13 minuti e 30 secondi
   PDR     12 minuti e 30 secondi
   MEG-PSE  12 minuti e 30 secondi
   PDS-MPA  11 minuti e 30 secondi
   GS-PID    11 minuti e 30 secondi
   LM    10 minuti e 30 secondi
   MISTO   11 minuti e 30 secondi

   In   relazione  allo  svolgimento  del  dibattito    politico   la
  Presidenza  si  riserva,  in  forza  dei  poteri  conferitile   dal
  Regolamento (artt. 7, commi 2 e 3 e 103, comma 5, Reg.  int.  Ars),
  di modulare i tempi come sopra ripartiti ai fini del buon andamento
  dei lavori.
   E'  chiaro che possono intervenire, nell'arco dei minuti assegnati
  a ciascun Gruppo più parlamentari.

   Governo regionale

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Governo regionale

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione del
                           Governo regionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
   Comunicazioni del Presidente della Regione sulla composizione  del
  Governo regionale . Ha la parola l'onorevole Presidente Crocetta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  presentare  un'amministrazione  è  sempre  qualcosa   di
  importante  e  di  solenne, perché è chiaro che ci coinvolge  tutti
  quanti e ci carica di responsabilità.
   Io  sono convinto, in questo caso, di avere portato quella che era
  una   richiesta   incessante  che  veniva  sin  dall'inizio   della
  legislatura:  di  dare  una composizione  politica  all'assetto  di
  Giunta,  che  coinvolgesse il Parlamento per cercare di  creare  un
  rapporto sicuramente più forte e più incisivo.
   Sono   convinto  che  dal  lavoro  in  cui  sono  stati  coinvolti
  fortemente  i  partiti  è uscita una squadra  forte,  in  grado  di
  intraprendere le sfide necessarie per traghettare la Sicilia  verso
  un approdo sicuro.
   Vicepresidente e assessore alle attività produttive è Mariella  Lo
  Bello, già assessore alla formazione nella precedente giunta. Viene
  riconfermata  anche  Vania Contrafatto, che continua  ad  avere  la
  delega  all'energia  e servizi di pubblica utilità.  Assessore  per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea  è  l'on.
  Antonello  Cracolici. Assessore per i beni culturali  e  l'identità
  siciliana  è  l'avvocato  Carlo  Vermiglio.  Alessandro  Baccei   è
  riconfermato assessore regionale per l'economia.
   L'on.  Gianluca Antonello Micciché è l'assessore regionale per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e il lavoro. Giovanni  Pistorio  è
  l'assessore  regionale per le infrastrutture e la  mobilità.  L'on.
  Bruno  Marziano  è  l'assessore regionale  per  l'istruzione  e  la
  formazione  professionale.  L'on.  Baldo  Gucciardi  è  l'assessore
  regionale   per  la  salute.  Maurizio  Croce  viene   riconfermato
  Assessore  regionale  per  l'ambiente e il territorio;  l'onorevole
  Anthony Barbagallo, Assessore regionale per il turismo, lo sport  e
  lo spettacolo.
   Sono  soddisfatto  del  lavoro svolto, probabilmente  i  tempi  di
  questo   lavoro  avrebbero  dovuto  essere  molto  più   veloci   e
  probabilmente qualcuno si chiede perché a questo assetto di  Giunta
  non si sia arrivati in tempi precedenti.
   Probabilmente  non  c'erano le condizioni  perché  avvenisse  quel
  coinvolgimento diretto del Parlamento che tutti quanti auspicavamo.
   Oggi  quelle  condizioni si sono determinate e mi  pare  che,  dal
  punto di vista politico, si sia conclusa una fase che vedeva  -  in
  qualche  modo  - la coalizione di Governo sfilacciata,  magari  non
  proprio  sfilacciata ma non direttamente coinvolta, nell'esperienza
  di  Governo e che oggi c'è una piena co-responsabilità delle  forze
  politiche che sostengono la maggioranza con l'azione di governo.
   Credo  che non avremo bisogno di fare alcun vertice di maggioranza
  per   stabilire   linee  del  Governo  perché  mi   pare   che   le
  rappresentatività  politiche ci siano, le rappresentanze  politiche
  ci  siano  tutte e gli assessori che fanno parte della  squadra  di
  Governo  rappresentano  a  pieno titolo  i  partiti  che  li  hanno
  proposti.
   Questo  non  esime  me,  ovviamente che firmo  le  deleghe,  dalla
  responsabilità.
   E'  un  accordo politico che vede coinvolto il Partito democratico
  prima  di  tutto, insieme all'UDC, insieme a formazioni,  movimenti
  che  sono  presenti  in quest'Aula, che partecipano  all'azione  di
  Governo  o  comunque quanti non hanno una rappresentatività  è  mio
  obiettivo coinvolgere.
   C'è   ancora   la   definizione  di  un   dodicesimo   Assessorato
  importantissimo  quale quello della funzione  pubblica  che  vorrei
  venisse   coperto   da  forze  che  attualmente   non   hanno   una
  rappresentanza  in Giunta per coinvolgere tutti quanti  nell'azione
  di Governo.
   Prendo atto delle dichiarazioni di formazioni politiche come l'NCD
  che  ha  costituito  un intergruppo con l'UDC,  che  non  partecipa
  direttamente  in Giunta ma ha indicato un'intesa programmatica  per
  quanto attiene gli aspetti legati alle riforme.
   Anche  questo lo considero un quadro nuovo, possibile di  alleanze
  che intendo proporre a tutta l'Assemblea.
   Oggi voglio proporre un patto di lealtà con tutto il Parlamento.
   Ci restano due anni per concludere la legislatura.
   I  tentativi  di  dare una soluzione anticipata alla  legislatura,
  anche  con forzature esterne che tendevano a delegittimare  persino
  questo Parlamento, mi pare che siano tutte finite male.
   Quando  mi  riferisco  a  tentativi  esterni,  mi  riferisco  alle
  continue  dichiarazioni su, possibile e impossibile  dal  punto  di
  vista  costituzionale, un commissariamento della Sicilia che  hanno
  caratterizzato due anni di dibattito politico.
   Mi  riferisco  anche  a vicende mediatiche  che,  poi  sono  state
  totalmente  infondate e do atto a questo Parlamento, in un  momento
  così   difficile,  difeso  la  dignità  del  Parlamento   e   delle
  istituzioni  siciliane, sia di maggioranza che di  opposizione,  di
  una realtà straordinaria.
   Sono episodi questi, che tracciano, se permettete non soltanto  la
  vita  istituzionale ma persino la vita personale di un uomo, perché
  quando  si  riceve  solidarietà in momenti  così  tremendi,  quando
  facili  interpretazioni volevano dare per scontato fatti rilevatisi
  inesistenti,  non  soltanto per le smentite  di  tutte  le  procure
  siciliane,  ma  smentite persino dall'incidente probatorio  che,  i
  giornalisti interessati hanno richiesto e che ha rivelato la totale
  inesistenza   di  quella  telefonata;  capiamo  bene  che,   questo
  Parlamento,   la  bussola  ce  l'ha  avuta  e  che  le  istituzioni
  siciliane, sono in grado, anche in momenti difficili, di reggere  a
  situazioni anche gravi.
   Ci  sono  alcune  cose  dalle quali vorrei  partire:  un  Pil  che
  quest'anno  è  a  più  0,4  per cento. Tenete  presente  che  nello
  scenario  nazionale è più dello 0,3 per cento.  Non  credo  abbiamo
  fatto male.
   E  non  abbiamo fatto male, se teniamo presente che  dal  2007  al
  2013,  questa  Regione ha registrato perdite annuali  del  due  per
  cento  l'anno e tenendo presente che nel 2014, per la  prima  volta
  dopo  sette anni, smettiamo di perdere Pil, ovviamente l'incremento
  dello  0,4 per cento non risolve i problemi strutturali in  termini
  di  fallimenti e chiusure di aziende, di licenziamenti di massa che
  sono avvenuti in quegli anni e che hanno determinato una situazione
  dal  punto  di vista sociale, economica e occupazionale in  Sicilia
  drammatica.
   Però,  se  mi  consentite sono segni di ripresa,  sicuramente  non
  scontati, che ci permettono di cominciare a sperare, rispetto a  un
  cambiamento  di tendenza al quale si attribuisce una previsione  di
  incremento dell'1 per cento che vi assicuro non essere poco,  nelle
  condizioni date e nelle condizioni che abbiamo ereditato.
   Rimangono  in  piedi  le questioni strutturali  dell'indebitamento
  della  Regione, in gran parte appianato, in questo voglio  esaltare
  il  ruolo  che  voi avete avuto in questi anni, nel condividere  le
  scelte  di rigore, di tagli di sprechi, fatti nel  2013, nel  2014,
  nel 2015 e che, in qualche modo hanno cominciato a tracciare l'idea
  di  una  Regione che comincia a mettere a posto i conti  e  di  una
  Regione che, purtroppo, molto spesso, si vede accusata di cose  che
  non esistono più.
   Giustamente il Presidente Ardizzone, stamattina mi chiamava  quasi
  all'alba,  arrabbiatissimo  quanto  me,  del  fatto  che  c'era  un
  giornale  che  riportava la notizia che guadagnassi  quanto  Renzi,
  cioè,  venti mila euro al mese, guadagnerei ventimila e  invece  ne
  guadagno  esattamente  6.700.  Questi  sono  i  dati  che   vengono
  presentati  dalla  stampa,  di fronte a  un  Parlamento  che  si  è
  dimezzato i compensi e che ha tracciato un modo diverso di  essere.
  Ma  di  tutto questo, spesso, nel dibattito nazionale non  troviamo
  traccia.  Non troviamo traccia del fatto che noi siamo  la  Regione
  che ha indicato i più bassi redditi, in assoluto, del tetto massimo
  relativo ai dirigenti pubblici di questa regione. Naturalmente,  di
  questo  non c'è traccia. Che siamo, forse, la sola regione italiana
  che  ha  cominciato a chiudere partecipate in passivo,  che  le  ha
  messe  in  liquidazione.  Che non lo ha  fatto  neppure  lo  Stato.
  Naturalmente, questo non conta perché c'è, sempre, un fatto in più.
  Che   siamo  una  regione  che  ha  cominciato  a  licenziare  quei
  dipendenti  che  non  fanno il proprio dovere, coinvolti,  a  volte
  persino  denunciando  noi prima dell'inchiesta  della  magistratura
  situazioni  di  violazione delle norme, della  legge  e  situazione
  anche di corruzione e di scorretto comportamento dei dirigenti.
   Abbiamo realizzato processi importanti di rotazione che, a  volte,
  non sono indolori guardate.
   Perché se in un dipartimento si crea una rotazione, è evidente che
  poi  si  creano  delle  situazioni nuove, del  personale  che  deve
  carburare.
   Però,  quando  c'è da mettere fine a comportamenti cristallizzati,
  che  andavano  fatti.  Così  come oggi va  cominciata  l'azione  di
  razionalizzazione   dell'organizzazione  di   tutta   la   Pubblica
  Amministrazione, che io pongo al primo obiettivo. Se è vero che noi
  abbiamo cinquemila domande di prepensionamento, significa che non è
  vero che abbiamo fatto leggi scriteriate.
   Significa  che  abbiamo  fatto  delle  leggi  che  consentono   di
  superare, non solo gli esuberi che ci vengono indicati dalla  Corte
  dei  Conti  -  di  duemila  cinquecento  unità  in  più  -  ma   ci
  permetteranno,  probabilmente, processi di  riorganizzazione  della
  macchina   burocratica   che  permetta   la   stabilizzazione   del
  precariato, che si trova ad essere precario da troppi anni,  ma  ci
  permette  anche  di  rinnovare  la  Pubblica  amministrazione,  nei
  prossimi   anni,   facendo  accedere  ai   posti   della   Pubblica
  amministrazione  giovani  che, per anni,  sono  stati  esclusi  dai
  concorsi, dai bandi e che non hanno potuto trovare collocazione.
   E'  una cosa che si realizza immediatamente? No  Però, è una  cosa
  che  è stata avviata e che darà i propri frutti nel corso di questi
  anni.
   C'è   un'inversione  di  marcia  per  quanto  riguarda  tutta   la
  programmazione europea. C'è stata, è stata consolidata,  accertata.
  10,5%  in  5  anni, al 31 dicembre - non voglio fare polemiche  con
  nessuno, per essere chiaro.
   Nei  5  anni precedenti al 31 dicembre 2012, siamo intorno al  75%
  realizzato  in  due  anni  e  mezzo, quando  ci  hanno  autorizzato
  l'ultima programmazione.
   Va  bene? No, non va bene perché noi dobbiamo raggiungere il 100%
  Però   capite  bene  che,  quando  si  vogliono  raggiungere  degli
  obiettivi non è indifferente conoscere da dove si parte.
   Abbiamo fatto tagli incredibili, per esempio, sul piano dei costi,
  sul piano del bilancio.
   Avere  indirizzato, per esempio, il Fondo di Sviluppo  e  Coesione
  per  la copertura della spesa di bilancio, è un fatto positivo?  E'
  sicuramente  un  fatto  negativo, ma se non l'avessimo  fatto  cosa
  avremmo  dovuto  fare  in cambio? Perché, anche  su  questo  voglio
  essere  estremamente chiaro, di fronte ai tanti critici: avremmo  o
  dovuto   aumentare   le  entrate,  attraverso  l'incremento   della
  pressione fiscale - e questo Governo, non vuole aumentare tasse  ai
  cittadini  non lo abbiamo fatto in tre anni e non intendiamo  farlo
  perché riteniamo che incrementare le tasse sia depressivo dal punto
  di  vista  dello sviluppo, però ho pure fatto tagli. Ma dopo  avere
  tagliato gli sprechi quali tagli avremmo dovuto fare?
   I  forestali? Gli ASU? I precari? I precari dei Comuni? I Consorzi
  di bonifica? I dipendenti delle partecipate? Allora chi dice queste
  cose  dica  con  chiarezza che vuole fare queste  cose,  altrimenti
  accetti  che  questo  Governo ha indicato  una  soluzione  che  non
  vogliamo  più  ripetere  perché guardate  io  non  ho  mai  creduto
  all'ipotesi   che   lo   Stato  per  questioni   politiche   avesse
  determinato,  poteva determinare o potesse determinare  il  default
  della  Sicilia,  anche  perché il default  della  Sicilia  trascina
  l'Italia.  L'abbassamento dei redditi in Sicilia abbassa i  redditi
  italiani, quindi non vogliamo credere, nessuno può pensare  che  ci
  sia un Governo talmente di matti che improvvisamente decida di fare
  fallire la Sicilia per questioni politiche.
   Quindi  incominciamo  a mettere i punti: non  ci  sarà  l'elezione
  anticipata,  non c'è il default della Sicilia, non c'è  un  Governo
  nazionale   che  vuole  fare  questo  e  mi  pare  che   anche   le
  dichiarazioni fatte dal Vicesegretario del mio partito  dicono  con
  estrema chiarezza che noi dobbiamo portare avanti questa esperienza
  di  Governo  e  la dobbiamo portare definitivamente  e  io  ritengo
  questo  Governo l'ultimo Governo in termini di rimpasto perché  non
  ritengo  assolutamente, per essere chiari, il prossimo Governo  non
  potrà  essere  un Governo di rimpasto con le forze politiche  potrà
  essere  solo  un Governo del Presidente cioè se le forze  politiche
  ritengono di mettere ancora in discussione questo Governo significa
  che  a  quel  punto  non abbiamo capito tutti quanti  nulla  e  non
  abbiamo  capito la  lezione che viene e la necessità di affidare  a
  una governabilità stabile.
   Quindi io ritengo con estrema chiarezza e su questo anche lo  dico
  proprio  per  essere messo alla prova per essere chiari,  non  sono
  disponibile  a  rivisitare su chiave politica  questo  Governo  che
  nasce da un accordo preciso. Però stavo parlando dei conti del 2016-
  2017,  noi potremmo  trovarla la soluzione pasticciata per il 2016-
  2017  tagliamo un po' di FSC, modifichiamo un po' di cose alla fine
  tocchiamo i fondi del nostro Gruppo e abbiamo chiuso.
   Questa non è una soluzione che ci va bene, non può andare bene.
   La  natura  della  trattativa che stiamo facendo  con  l'Assessore
  Baccei nei confronti del Governo nazionale è legata strutturalmente
  al  chiarimento  di questioni che riguardano mancate riconoscimenti
  nei  confronti  della Sicilia che derivano da anni di  inadempienze
  che  non sono da imputare a questo Governo ma ai Governi precedenti
  e  che  riteniamo  questo  Governo debba modificare,  partendo  dal
  presupposto che non può essere che noi paghiamo il 49 per cento  di
  contributo  alla sanità quando le altre regioni pagano  il  41  per
  cento  che  fanno 850 milioni di euro di differenza, per intenderci
  con estrema chiarezza, partendo dal presupposto che quel contributo
  era stato chiesto in una fase in cui i conti della sanità siciliana
  erano in rosso, mentre oggi sono in verde perché produciamo utili e
  non sprechi perché abbiamo messo apposto quei conti che non è poco.
   Non  è  poco essere rientrati non solo sulla spesa europea  essere
  rientrati nel PIL , essere rientrati nella sanità, avere cominciato
  a fare chiarezza, ridotto sprechi.
   Guardate che non è esattamente la situazione ottimale che vorremmo
  di questa Regione.
   Però  sono  importanti indirizzi di cambiamento. Poi noi  possiamo
  fare l'elenco delle cose che non vanno. L'elenco delle cose che non
  vanno  è  sempre  infinito. Solo che la politica  è  il  regno  del
  possibile.
   C'è una speranza utopica quando mi dicono tutti la rivoluzione.
   La  rivoluzione è un mito, è un obiettivo. Le rivoluzioni, per chi
  le  ha  studiate, si fanno nelle fasi di espansione  dell'economia,
  non nelle fasi di recessione. Nelle fasi di recessione si fanno  le
  rivolte irrazionali.
   Oggi  cominciamo a segnare una Sicilia che comincia a fare i conti
  con  lo  sviluppo. Incrementa l'export agricolo perché è biologico,
  perché  comincia  a  esserci qualità nell'agricoltura,   incrementa
  l'export nel campo dell'artigianato siciliano, dell'industria della
  ceramica,   del  dolciario,  del  manifatturiero.  E   comincia   a
  manifestare aggressione nei mercati. Anche in mercati nuovi che non
  sono  necessariamente  quelli del nord Europa.  Perché  quando  noi
  andiamo  alla  fiera  di Cartagine, Tunisi   e  i  nostri  fanno  i
  contratti di export in Tunisia, in una regione povera, o a Doha  in
  Qatar,  significa  che  i  nostri  prodotti  cominciano  ad  essere
  apprezzati.
   Una  Sicilia  che,  nel settore turistico, comincia  ad  avere  un
  incremento,  l'anno scorso un 9 per cento, e  un 25  per  cento  di
  incremento quest'anno.
   Allora  ci  sono  tutte le basi per cominciare a pensare  a  delle
  questioni importanti che possono segnare
   Ma  c'è la Sicilia delle emergenze, dei ponti che crollano,  delle
  frane che minacciano le montagne, le città

   CIANCIO. I viadotti.

   CROCETTA,  presidente della Regione. I viadotti,  infatti  con  le
  vostre  trazzere porterete la Sicilia  Grazie per le  trazzere  che
  fate.  E  vi metteremo  a tenere le montagne che franano,  voi  che
  siete così bravi a creare trazzere
   La  Sicilia dei viadotti che crollano, delle frane, di un dissesto
  che  è  frutto  di errori, che vengono da lontano  e  non  solo  da
  lontano  su  questi  termini  su cui entrerò  specificatamente  per
  indicare anche le soluzioni che abbiamo cominciato a prospettare.
   Il gap strutturale in termini di ferrovie e autostrade e strade in
  Sicilia  rispetto ad una Regione come la Lombardia è  di  cinquanta
  miliardi  di  euro.  Ritenete  che  ci  possa  essere  un   Governo
  regionale, nazionale che possa risolvere questi problemi nel  corso
  di una legislatura? O di quanti programmazioni. Considerato che per
  la  programmazione  dei  fondi europei noi abbiamo  a  disposizione
  cinque  miliardi  e  mezzo.  Dovremmo  investire  cinquant'anni  di
  programmazione di fondi strutturali soltanto per risolvere  il  gap
  in termine di ferrovia e di autostrade, rispetto alla Sicilia
  e  quindi  anche,  a volte, i facili ragionamenti demagogici  della
  politica  nazionale  -   e quella a volte la  comprendo,  perché  è
  facile  che  Salvini possa urlare queste cose contro la Sicilia  -,
  non lo capisco quando questi ragionamenti si fanno in Sicilia.
   Il  regno  della  politica è un regno reale  in  cui  si  misurano
  questioni di prospettiva ma si misurano, anche, le cose che bisogna
  fare concretamente nell'immediato.
   Sulle  ferrovie abbiamo fatto un accordo con lo Stato  per  l'alta
  velocità in dieci anni, sono dieci miliardi di euro, ma dentro quel
  percorso  -  io  chiederei semplicemente è  un  invito  alla  buona
  educazione che con la politica c'entra poco, onestamente,  dovrebbe
  essere  un presupposto nella politica -  allora dieci miliardi,  di
  un  accordo  già  fatto da due anni, i cui investimenti  si  stanno
  rivelando e riguardano il triangolo Palermo-Messina-Catania,  ma  è
  sufficiente,  e  si sono inseriti accordi che hanno  riguardato  il
  tratto  che  va  da Comiso verso Canicattì, che va da  Agrigento  a
  Roccapalumba  durante una serie di interventi, ma io sono  convinto
  che  il  piano  per la Sicilia deve inglobare, necessariamente,  la
  provincia di Ragusa e Siracusa e la provincia di Trapani  ed  è  la
  discussione  a livello infrastrutturale col Governo nazionale,  che
  deve  integrare  quell'accordo che facemmo  con  Barca  con  questi
  moduli che noi pretendiamo vengano inseriti in questo decennio, che
  richiederanno qualche altro  miliardo di euro.
   Le  autostrade: è finita l'epoca in cui si potevano finanziare coi
  Fondi strutturali perché questo lo vieta la normativa europea. Come
  le  facciamo, allora, se non in project financing? Ed è esattamente
  il  lavoro  che stiamo cominciando a fare. Questo lo risolviamo  in
  tre mesi, in un anno, in quanto tempo lo risolviamo?
   Io  so  che erano dieci anni che non andava più un accordo  ed  il
  tratto  di  autostrada  in  Sicilia e  che  questo  Governo  lo  ha
  appaltato e che è il tratto Modica - Rosolini e che siamo pronti ad
  affrontare in leasing costruendo il tratto che va da Modica a Gela,
  -  Modica-Ragusa Ragusa-Gela per intenderci -  e che quindi abbiamo
  lavorato,  abbiamo  cominciato a creare  i  presupposti  perché  si
  incrementassero una serie di risorse.
   Capisco  che  la  dote dell'ascolto non appartenga ai   grillini',
  però sarebbe il caso che il Parlamento, sia la casa di tutti.
   Abbiamo  il Patto per lo sviluppo con cui  prevede per la  Sicilia
  due miliardi, due miliardi e mezzo, una parte dovrà essere dedicata
  alle  Città  metropolitane  che sono somme  aggiuntive  rispetto  a
  quelle  indicate dalla Programmazione europea. Dentro questo  Patto
  noi  non  mettiamo i libri dei sogni, e concluderemo questo  lavoro
  entro  una settimana, entro martedì prossimo ed intendiamo  mettere
  opere cantierabili e realizzabili nel corso dei prossimi due anni e
  per  un miliardo e mezzo di euro intendiamo mettere opere che  sono
  destinate   alla  riparazione  e  alla  prevenzione  del   dissesto
  idrogeologico ed alla realizzazione della viabilità secondaria  per
  fare ciò che non è stato fatto per decenni,  - per intenderci dalle
  ex   province  -,  cominciando  a  migliorare  la  vivibilità   dei
  cittadini,  risanando le coste, facendo gli interventi  strutturali
  necessari  che  vanno fatti sulle montagne, tenendo  presente  che,
  però,  per molte colline e montagne il maggiore risanamento che  si
  dovrebbe  fare  è  rivedere i piani regolatori, per  esempio  delle
  città, e non dichiarare edificabile ciò che, invece, va protetto, e
  non disboscare ciò che, addirittura, dovrebbe essere oggetto di una
  riforestazione  e  di rimboschimento. E, dentro questo  quadro,  io
  credo  che  dobbiamo  organizzare  il  lavoro  dei  forestali,  dei
  consorzi di bonifica, degli ESA, dentro un percorso di produttività
  che  li  vede  coinvolti agenti attivi dentro  questi  processi  di
  investimenti  che  dovranno riguardare nei  prossimi  due  anni  la
  Sicilia. Siamo ad un passo per chiudere questo accordo. Ci  abbiamo
  lavorato  per  mesi ed io credo che questo segnerà una  svolta  dal
  punto  di  vista produttivo, importante, perché due miliardi  in  2
  anni,   per  intenderci,  sono  circa  come  2  punti  di  PIL   di
  percentuale,  se  questi investimenti veramente si realizzano,  che
  possono determinare una accelerazione della crescita produttiva  di
  questa  Isola  ma, se permettete, anche un'azione di  salvaguardia,
  perché continuare a dire piove  governo ladro , va bene per chi  ha
  scelto della politica di fare un manifesto del qualunquismo ma  per
  chi   capisce   ed   intende  la  politica  come   progetto,   come
  architettura,  come azione comune, io credo che i  ragionamenti,  a
  meno di non accusare me del dissesto idrogeologico, io credo che un
  minimo  di  onestà  intellettuale richiederebbe  che  tutti  quanti
  cominciassimo  a  lavorare  insieme, Governo  ed  opposizioni,  per
  cercare di individuare soluzioni.
   La  prossima settimana noi presenteremo, dopo averlo presentato al
  Governo  nazionale,  il  piano  degli  interventi  prioritari   che
  intendiamo  tracciare, provincia per provincia,  dei  vari  settori
  della  vita  di  questa  Regione,  degli  interventi  che  dovranno
  modificare  il volto dell'Isola entro due anni così come  vogliamo,
  immediatamente,  dare  corso  con  i  nuovi  assessori,  non   solo
  all'accelerazione della spesa europea ma alla nuova spesa, ai nuovi
  bandi,  perché  non  è  marginale  cominciare  a  mettere  i  bandi
  considerato  che noi abbiamo indicato anche soluzioni,  iniziative,
  tutti  sono innamorati della banda larga, la cito io, però la  vera
  scommessa non è soltanto la banda larga o le smart city, giusto per
  darsi  un'aria di civetteria tecnologica ed intellettuale, la  vera
  scommessa è se noi rendiamo possibile ai giovani di questa  Sicilia
  di   aprire  un'attività  in  modo  semplice,  perché  quando   noi
  cominciamo  a  vedere che la nuova domanda turistica, per  esempio,
  consente  di ristrutturare la casa dei nonni e di farne  una  casa-
  albergo,  dentro ai paesi-albergo che sono previste  da  una  delle
  leggi  che questa Assemblea ha fatto, e possiamo creare occupazione
  diffusa,  io  quest'estate ho incontrato  tanti  ne  cito  uno,  ad
  esempio:  a Pettineo, non c'era un solo albergo, arriva un  giovane
  biologo  che lavorava in Puglia, rientra in Sicilia, aveva la  casa
  dei nonni, ha fatto un B&B e funziona ed ha lavorato tutta l'estate
  perché  oggi,  nei  piccoli comuni di montagna,  a  Ganci,  come  a
  Pettineo,  a Cianciana, a Sutera, comincia ad esserci una  presenza
  turistica,  di gente che acquista casa dall'estero e  noi  dobbiamo
  valorizzare  tutto  questo  ambiente, cominciare  a  coinvolgere  i
  comuni  montani,  i  centri dell'Isola,  in  un  nuovo  modello  di
  sviluppo  che può vedere una stagione di nuovi giovani imprenditori
  siciliani.  Allora i bandi per le strutture, il  modello  di  casa-
  albergo,  il  paese-albergo,  dove  si  possono  realizzare   anche
  progetti   di   infrastrutturazione  comune  legata  alla   domanda
  turistica  che  possono essere la piscina al  servizio  del  paese-
  albergo,  il  campo da golf del paese-albergo, tutta una  serie  di
  cose che intendiamo portare avanti con la programmazione europea.
   Partiamo,  però,   dalle emergenze e a queste  noi  dedichiamo  la
  priorità,  quindi i soldi prima di tutto da spendere -  per  essere
  chiari  -  nei prossimi anni serviranno per fare uscire la  Sicilia
  dall'emergenza.
   L'azione che noi dobbiamo fare sul risanamento dei conti è di fare
  uscire  la  Sicilia dall'emergenza ed avere finalmente bilanci  che
  possano  consentire una programmazione pluriennale e non  dipendere
  ogni  anno  dalla finanziaria dello Stato. Questo è il  lavoro  che
  stiamo  facendo con Roma. Ce la faremo? Non è facile, però  bisogna
  convincere  Roma  che  aver  dirottato semplicemente  la  sede  del
  pagamento  delle  buste-paga dei poliziotti o di  altri  lavoratori
  statali,  noi  lo abbiamo pagato in questi anni con 250 milioni  di
  euro in meno.
   Ho  citato  gli 850 milioni della sanità, poi ci metto  le  buste-
  paga,  ci  metterei   anche  qualche  altra  cosa,  ma  non  stiamo
  chiedendo  a Roma di avere un'attenzione e un riconoscimento  sulla
  base  dei  piagnistei,  noi  vogliamo che  si  parta  dalla  natura
  pattizia  del  rapporto  Regione-Stato  per  riconoscere  a  questa
  Regione quello che le spetta, definitivamente. Se noi riusciremo in
  questa  azione  non  dico che abbiamo fatto  chissà  che  cosa,  la
  rivoluzione,  ma  abbiamo  messo i conti  in  ordine,  superate  le
  emergenze  che  permetteranno nella prossima legislatura  anche  di
  governare un po' meglio di quanto  nelle condizioni date  si  possa
  fare.
   Quello  che chiedo è, appunto, un patto di lealtà  che ci consenta
  di  portare rapidamente alcuni processi di riforma, per esempio  lo
   sblocca  Sicilia' ne parliamo da due anni, non  sarebbe  l'ora  di
  adottarlo?   Può  essere che non si sa mai quando  si  finisce  una
  pratica  per un piano regolatore o per una Via-Vas? I tempi possono
  essere  infiniti,?  Ci  sono  indicate queste  leggi?  Le  vogliamo
  esaminare rapidamente in Commissione?
   Tenete  presente che non esistono leggi perfette ma  che  dobbiamo
  semplicemente  portare avanti per poter accelerare  i  processi  di
  corresponsabilità,  perché lo capite cosa vuol  dire  bloccare  una
  pratica  al  Territorio  e ambiente? A volte  si  blocca  un  piano
  regolatore,  a  volte un'autorizzazione per un'impresa.  Esiste  un
  limite all'arbitrio della macchina burocratica? Un limite entro cui
  una  posizione, un parere debba essere espresso e se non è espresso
  è come se fosse stato dato?
   E se è come se fosse stato dato e nascono conseguenze negative per
  la   Pubblica  Amministrazione  non  le  deve  pagare  la  Pubblica
  Amministrazione ma il funzionario che ha omesso il parere.
   Vogliamo  cominciare  a  introdurre,  così  come  avviene  per   i
  politici,  il  principio di responsabilità per i   burocrati  e  la
  facciamo lavorare seriamente questa Regione?  Dice:  Ma perché  gli
  dobbiamo  dare questi meriti a Crocetta?  Ma perché se  non  glieli
  date, domani quando altri governeranno si troveranno esattamente  i
  problemi che si trova Crocetta. Allora perché non contribuire tutti
  insieme  a  delineare un quadro che dia delle  certezze  diverse  a
  questa  Regione? E la sburocratizzazione: anche lì  il  disegno  di
  legge pronto in attesa di esame in Commissione.
   L'eolico:  devo  dare atto che la Commissione ha fatto  un  lavoro
  incredibile, ci ha reso un parere in tempi veloci, ma non va mai in
  Aula. Lo possiamo incardinare?
   La  legge  sulla formazione professionale: quante volte  mi  avete
  detto  che occorreva dare una soluzione a questi lavoratori?  Tutti
  hanno  gridato  alla  destabilizzazione,  a  parte  il  fatto  che,
  finalmente, dopo le fasi di destabilizzazione questo settore si sta
  normalizzando:  partono  i  bandi, finalmente  l'offerta  formativa
  comincia a realizzarsi e cominciamo ad andare a regime.
   Ma la vogliamo fare la legge a favore di questi lavoratori? Si,  o
  no   Ma,  sarà  lecito  che qualsiasi formazione  politica  sollevi
  questo problema quando questo attende di essere esaminato da questa
  Commissione dall'ottobre del 2014 questo disegno di legge?
   Non  è  una  priorità  allora per questo  Parlamento,  per  questa
  Commissione.  Dall'ottobre  2014, questa  disegno  di  legge  sulla
  formazione   attende   di   essere   esaminata   dalla   competente
  Commissione. La legge sul diritto allo studio: anch'essa depositata
  nell'ottobre del 2014, aspettiamo che venga affrontata.
   Testo  unico  sulle Attività Produttive, ed ho  finito.  E'  stato
  esitato dalla Commissione? Quando lo approviamo per sbloccare?

   GRECO GIOVANNI. Glielo dica all'Assessore Lo Bello  Glielo dica

   CROCETTA, presidente della Regione, ascolti, siccome la Conferenza
  dei  Capigruppo decide quali disegni di legge vanno in  Aula  e  lo
  sapete  benissimo, siccome la Conferenza dei Capigruppo decide,  io
  vi sto ponendo una serie di problemi che non è  il tema perché sono
  andati o perché non sono andati. Vi sto dicendo: c'è una lealtà che
  vi  propongo. In questo patto di lealtà ci vogliamo mettere  queste
  cose? O continuiamo a discutere del sesso degli angeli?
   Il  tema di una legge per i poveri, reddito di inclusione. C'è  un
  testo del Governo, lo vogliamo esaminare in Commissione? Poi lì  ci
  sono le forze politiche che possono avere posizioni diverse ed è lì
  che ci si confronta.
   La  legge sui liberi consorzi? Guardate, ho posizioni già notorie,
  sono  uno  di quelli che lo Statuto lo applicherebbe alla  lettera,
  per  essere  chiaro,  da  sempre   Qualsiasi  legge  è  frutto   di
  mediazione  e, ripeto, siccome il regno della politica è  il  regno
  del confronto e dell'incontro, ognuno di noi può avere la più bella
  idea del  mondo, ma la più bella idea del mondo non è quella che ho
  nella  mia testa o che ciascuno di noi ha nella sua testa, è l'idea
  che si può realizzare.
   Pensiamo  di  definire solo il blocco delle elezioni?  Oppure  sta
  legge la facciamo seriamente e la finiamo in una settimana?  Quindi
  noi abbiamo dei temi.
   Bene   Guardate,  io  non  sono venuto  qui  con  nessuno  spirito
  polemico,  sono venuto per dire: noi abbiamo di fronte una  Sicilia
  che  può cambiare, cambiarla è un interesse di tutti, vogliamo fare
  un  patto  di  lealtà in cui Governo e le opposizioni si  cementano
  nell'azione  di riforma e di legislazione condividendo i  processi?
  Io penso che si possa fare.
   Le  opposizioni  possono  stare dentro questo  ragionamento,  però
  anche  il Governo non deve fare l'arrogante, perché il Governo  non
  può  pensare  che  le  Istituzioni  siano  governate  a  colpi   di
  maggioranza.
   Quindi  io  ritengo, proprio perché la composizione del Governo  è
  politica, che il tempo per cominciare a fare questo ragionamento ci
  sia  tutto.  Dopodiché  è  chiaro che  noi  abbiamo  il  dovere  di
  governare,   e  le  opposizioni hanno il  dovere  di  giudicare  se
  governiamo bene o male.
   Però  guardate, se una legge non si fa, e anche qui basta  con  le
  polemiche, sulla impugnativa.  La Toscana ha avuto impugnate cinque
  leggi  nello  stesso periodo in cui noi ne abbiamo avute  impugnate
  tre.  C'è  un  nuovo modo di fare le leggi. Può darsi che  dobbiamo
  cominciare a rivedere anche il modo di legiferare  Verificare prima
  soluzioni da condividere con il Governo nazionale,  però, c'è anche
  un  tema  che riguarda l'autonomia di questo Parlamento.  Anche  lo
  Stato  fa  leggi che sono di dubbia costituzionalità nei  confronti
  delle Regioni e che noi impugniamo.
   Allora c'è il tema che riguarda il rapporto di una regione con  lo
  Stato  e di una regione con autonomia speciale, una regione tra  le
  più  autonome,  sicuramente la regione italiana più  autonoma,  che
  ovviamente si infrange con il disegno di limitare l'autonomia e  di
  riformare  il Titolo V della Costituzione. Riusciamo  a  tenere  la
  bussola di un'autonomia che si deve riformare, rinnovare e che  non
  venga  lesa,  considerato che oggi è anche il  tema  dell'autonomia
  viene messa in discussione ? Riusciamo a difenderla dando impulso a
  un nuovo modo di legiferare?
   Abbiamo  le tante emergenze. Abbiamo una Sicilia che può rinnovare
  la speranza: un PIL che riprende; una programmazione europea che si
  comincia  a  fare;  una  sanità  che si  riprende.  Completiamo  il
  processo legislativo e cominciamo a stabilire un rapporto nuovo.
   In  questo rapporto nuovo non ci può essere più il Governo che  va
  in  fibrillazione  perché  si forma un  altro  Gruppo  politico  e,
  siccome  ci  sono  cinque assessori che fanno  parte  di  un  altro
  gruppo, si dà l'ennesimo assessorato.
   Per  me da questo momento in poi si possono formare tutti i Gruppi
  politici  che  si  vogliono. Accolgo con  piacere  i  mutamenti  di
  casacca,  tutto quello che vogliamo, però, questo è il Governo  che
  si deve portare da qui alle elezioni. Se qualcuno non ci sta ritira
  la  propria delegazione e questo Presidente provvederà  a  fare  le
  necessarie sostituzioni.
   Vi ringrazio.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 18.32)

   La seduta è ripresa.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, oggi il Presidente Crocetta ha  presentato  il
  quarto Governo, in appena tre anni.
   In  realtà,  Presidente, ad un certo punto di questa  vicenda,  ci
  eravamo  convinti  che la montagna stesse per abortire  e,  invece,
  alla  fine,  è  venuto fuori, al netto, o meglio, al  contrario  di
  tutti  i  proclami  che si erano susseguiti  in  questi  tre  anni,
  finalmente il parto del governo politico, il primo Governo politico
  della gestione di Rosario Crocetta.
   Presidente e assessori, sono troppo serio per scendere al  livello
  di  polemica  che  avete usato voi, tra di  voi,  in  questi  anni,
  quindi,  non  lo  farò, non parlerò del  Circo  Barnum ,  di  tutto
  quello   che  si  è  detto,  si  è  fatto,  dei  gabinetti,   degli
  strapuntini, dei bidet. Non lo farò
   Certo, Presidente Crocetta, ma per fare Cracolici assessore,  dopo
  tre anni, ma c'era bisogno di partire addirittura da Zichichi?
   Siamo  partiti da Zichichi e da Battiato e, finalmente,  dopo  tre
  anni siamo arrivati con Cracolici assessore...

   CROCETTA, presidente della Regione. Bisognava partire da troppo in
  alto

   CORDARO.  Presidente, lo sta dicendo lei che bisognava partire  da
  troppo in alto, non vorrei che pensasse che siamo finiti troppo  in
  basso.  Io  non lo penso, per carità, visto che eravamo partiti  da
  troppo in alto. E, però, Presidente la cosa, purtroppo, è seria non
  tanto  perché  l'onorevole  Cracolici  fornirà  due  braccia  forti
  all'agricoltura  -  e noi gli auguriamo, dai nuovi  bandi  a  tutto
  quello  che  seguirà,  di  dare una svolta,  finalmente,  a  questo
  assessorato  - ma è seria, Presidente, perché lei, da  tre  anni  a
  questa  parte ci ha spiegato soprattutto, al di là delle  polemiche
  personali:  Mai un politico nella mia giunta  . Mi fermo lì, perché
  ogni ulteriore passaggio sarebbe ultroneo.
   E  allora,  quei  bravi tecnici, brave persone che  cos'erano?  Un
  capriccio della politica? Un capriccio del PD?
   Perché,  vede Presidente, in questi anni, da Zichichi a  Battiato,
  si  sono  susseguiti  un numero tale, innumerevole,  che  mi  viene
  complicato non soltanto ricordare il numero ma anche alcuni volti.
   Siamo   passati  attraverso  simpatiche  segretarie   particolari,
  attraverso assessori annegati in una piscina di polemiche per  mani
  amiche, attraverso giovani consiglieri comunali assessori appena il
  tempo  per beccarsi una denuncia di voto di scambio, siamo  passati
  attraverso tutte queste cose ma, finalmente, oggi siamo al  governo
  politico.
   Ebbene, lei oggi propone al Parlamento un patto tra maggioranza ed
  opposizione
   Presidente io, sommessamente, le ricordo che è, almeno, la settima
  volta  che  lei  propone un patto tra Governo e  opposizione  e  le
  ricordo anche che il Cantiere Popolare-Grande Sud, partito  che  mi
  onoro di rappresentare e del quale sono Presidente del gruppo,  non
  ha mai fatto opposizione strumentale al Governo Crocetta. Perché il
  Governo  Crocetta,  al  di là del numero degli  elettori,  è  stato
  legittimamente eletto dai siciliani.
   Però, Presidente, noi abbiamo potuto notare in questi anni che  la
  nostra  opposizione responsabile o non è stata compresa, o, peggio,
  è  stata  utilizzata  in maniera strumentale  dal  Governo  si  per
  portare  in porto delle  sedicenti riforme  alle quali noi  abbiamo
  creduto, ma che poi in quest'Aula, soprattutto a causa del Governo,
  sono state stravolte.
   Presidente,  lei  oggi ha accusato il Parlamento  di  non  portare
  leggi  in  Aula. E' un'accusa ingiusta  Ed è un'accusa  che  non  è
  reale,   perché  è  necessaria  la  presenza  degli  assessori,   è
  necessaria  la redazione delle schede tecniche, è necessaria  tutta
  una serie di cose che il Parlamento le ha, più volte, sottoposto.
   Così  come le devo dire, Presidente, che io oggi ho deciso di  non
  occuparmi dei suoi numeri.
   Perché lei oggi ha citato una serie di numeri: io non me ne voglio
  occupare

   CROCETTA, presidente della Regione. Ne ho citati due

   CORDARO.  Le  voglio  dire,  Presidente,  che  io  aspetto  il  31
  dicembre, perché al 31 dicembre si tireranno le somme, si vedrà che
  fine hanno fatto gli investimenti, si vedrà che fine hanno fatto  e
  come  sono stati utilizzati i fondi europei, si vedrà che  fine  ha
  fatto e quali sono gli indici dell'occupazione in Sicilia, si vedrà
  quali  sono  stati  gli  effetti della tanto sbandierata   spending
  review  della quale, finalmente, adesso cominceremo a tracciare  un
  percorso e le somme.
   Ma  rispetto  a questo, Presidente, noi ci poniamo, assolutamente,
  chiaramente come opposizione perché,  vede, in queste settimane  ho
  sentito parlare di percorsi che, siccome non sono lineari,  non  mi
  possono vedere partecipe - me con il mio Gruppo parlamentare.
   Chi  parla  oggi  da  quest'Aula  ha  votato  convintamente  Nello
  Musumeci  Presidente,  per  questa ragione  noi  siamo  e  restiamo
  opposizione,  ambiamo a diventare Governo quando e se vinceremo  le
  elezioni.
   Ho   sentito   parlare  di  nuove  formazioni  politiche,   vorrei
  comunicare al Presidente, a qualche collega male informato e a  chi
  ci  ascolta  che all'Assemblea regionale c'è e resta  il   Cantiere
  popolare  una lista che mi ha visto eletto con quel simbolo  e  che
  quella  lista  si  pone alla opposizione del  Governo  Crocetta  in
  maniera mai strumentale come è capitato fino ad ora ma certamente e
  chiaramente alla opposizione.
   Rispetto  a  questo Presidente lei ha detto anche che è necessario
  un  cambio di passo, io sono convinto che sia necessario un  cambio
  di passo e al di là delle battute sul Governo politico e su qualche
  collega  che oggi dà questi scranni è passato a quelli del  Governo
  io le dico, Presidente che noi non possiamo tollerare oltre che lei
  non  nomini  il  dodicesimo  Assessore, l'Assessore  alla  funzione
  pubblica  quando  ci troviamo in una condizione  in  cui  gli  Enti
  locali  sono in ginocchio perché hanno avuto una riduzione  del  10
  per  cento  del loro budget e i precari degli Enti locali rischiano
  di andare a casa al 31 dicembre.
   E  allora  arrivate  a  una soluzione anche sotto  questo  profilo
  Presidente, perché è veramente urgente.
   Concludo  Presidente,  siamo e restiamo opposizione  responsabile,
  vuole  cambiare passo? Bene, al terzo tentativo cominci col portare
  in  Aula la legge finanziaria, approviamola entro il 31 dicembre da
  quel  momento in poi probabilmente capiremo che volete davvero fare
  qualcosa  di  nuovo e di diverso per la Sicilia e avete  finito  di
  vivacchiare  perché  dopo tre anni la gente è stanca  e  anche  noi
  parlamentari siamo stanchi delle vostre promesse.
   Abbiamo presentato due mozioni di sfiducia, queste due mozioni  di
  sfiducia sono state respinte, adesso siete tutti al Governo  felici
  -  che dire -  noi vigileremo dall'opposizione. Tutte le volte  che
  sarete in grado di portare in Aula provvedimenti realmente seri per
  lo  sviluppo  della  Sicilia  e per la soluzione  dei  bisogni  dei
  siciliani  li  apprezzeremo e li valuteremo  seriamente  così  come
  abbiamo fatto fino ad oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone,  ne  ha
  facoltà

   FALCONE.   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente   della
  Regione,  Governo,  onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che  ormai   è
  diventato quasi routinario venire qua.
     È  ormai  una  consuetudine  che  il  Presidente  della  Regione
  frequenti  quest' Aula più che per votare leggi che per  presentare
  Governi, ecco, nuovi Assessori.
   Qualcuno,  qualche  decina, ha visto,  come  dire,  traghettare  e
  attraversare  quest'  Aula, quindi, è giusto  anche  se  non  altro
  perché  è  un bene che quest'Aula venga frequentata. E  allora,  in
  questo  senso,  con questo spirito è giusto che in questi  anni  vi
  fosse  un pullulare di Assessori e, al contempo, un corposo  numero
  di Governi.
   Presidente,  io  ho ascoltato le sue parole, il suo  discorso  che
  stavolta mi è sembrato un po' meno arrogante rispetto ai precedenti
  suoi discorsi.
   E'  un  discorso  che ha tentato di tracciare un fatturato,  molto
  modesto le devo dire, ma al contempo è un percorso che vuole essere
  un  avviso di sfratto alla sua maggioranza prima e, al contempo,  a
  tutti coloro che magari in questi ultimi mesi lo hanno stretto,  le
  hanno  in  un  certo senso  tirato la giacca' perché prima  avevano
  contestato il primo Governo che era quel Governo nato dalla volontà
  popolare. Successivamente le chiesero un altro governo e  lei,  con
  un colpo di testa, fece un governo che era disconosciuto da tutti.
   Poi  ci  fu  il  terzo governo. Ricordo il presidente  Orfini  del
  Partito  Democratico, venne qua. Disse che era il migliore  governo
  in  Sicilia, di grande spessore che darà il colpo d'ali  che  manca
  alla Sicilia.
   Ebbene, a distanza di poco tempo, quei grandi professionisti, quel
  governo  di  livello, tant'è che ricordo, il collega Ioppolo  disse
  oculatamente,  singolarmente sono persone di livello,  però,  nella
  squadra, concretamente al lavoro, li dobbiamo verificare.
   E  la verifica sa chi l'ha data? Io ho preso degli appunti.  Hanno
  detto  di  Crocetta',   amici di Crocetta',   ha  detto  Crocetta',
   traguardi di Crocetta'.
   Andiamo agli amici di Crocetta. Questo Governo è il governo  degli
  amici  di Crocetta. Cracolici, retorica della rivoluzione,  Governo
  come  rappresentazione farsesca, il governo dei camerieri, era quel
  governo per cui Nelli Scilabra andò a portare al presidente della I
  Commissione, Cracolici, il vassoio con i caffè, visto che erano dei
  camerieri.  Era quel Cracolici che diceva  il presidente  penultimo
  tra i presidenti della Regione , meno male, gli è andata bene
   Marziano. Marziano è il nuovo amico del Presidente. Quello che  lo
  aveva  denunciato per voto di scambio. Di Giacomo. Era  quello  del
   pizzino', purtroppo, era quello che gli passava i  pizzini'.
   Pistorio.  Pistorio  gli aveva fatto l'avviso  di  messa  in  mora
  quando  parlò per un attimo dei precedenti governi di  Cuffaro,  di
  Lombardo.  Poi  il  nuovo ritrovato amico,  quello  che  lei  aveva
  denunciato, Francesco Cascio.
   Oggi invece diamo un sostegno. L'NCD dà un sostegno.

   CROCETTA, presidente della Regione. Io l'ho denunciato?

   FALCONE.  No, Presidente, lei ha voluto puntualizzare,  però,  che
  l'NCD,  malgrado la prestigiosa presenza del collega  Vermiglio,  è
  chiaro che siete fuori, però contribuirete alle riforme.
   La  prova  sa,  Presidente,  qual è  della  loro  realtà?  Che  va
  premiata. Che mentre gli amici di Cardinale, non ne avete  nessuno,
  quando  lei  parlava i suoi componenti di maggioranza  erano  tutti
  fuori,  come  dispregio nei suoi confronti   e  nei  confronti  del
  Governo  che lei ha fatto, invece i ritrovato nuovi amici dell'NCD,
  tutti  puntuali  sono stati ad essere zelanti  in  questo  nuovo  e
  ritrovato impegno che attenzione ha dovuto richiamare da  Roma,  lo
  stesso  ministro  Alfano,  che  non  potendo  parlare  direttamente
  diventando  ventriloquo ha fatto parlare quattro deputati  dell'NCD
  per dire alt ad ogni ingresso in Giunta.
   Qua  siamo  al gioco farsesco, surreale in cui tutti siamo  contro
  tutti e in cui oggi abbiamo un Governo. Però attenzione arriviamo a
   ha detto Crocetta'. Ha detto Crocetta cosa ha detto? Attenzione  a
  tutti  i voltagabbana, si è riferito, a tutti i cambia casacca,  se
  voi pensate che ci sarà il Governo quinquies vi sbagliate. Questo è
  l'ultimo governo. Dopo di che c'è il mio governo.
   Questo  non  l'abbiamo apprezzato perché in questo  senso  abbiamo
  finalmente  potuto capire qual è la reale condizione e  qual  è  la
  reale volontà del presidente Crocetta.
   Ma quello di oggi è il governo che nasce, è un governo autorevole,
  è il governo politico, è il governo della rottura con il passato, è
  il  governo  che  non  nasce assolutamente  sulla  necessità  della
  sopravvivenza, dell'autoconservazione di una casta  di  una  classe
  dirigente incapace e servile, ma assolutamente no.
   Quello  di  oggi è il grande respiro. Peccato che un giornale  che
  non  è  il  nostro  come Repubblica dice. Ma  è  il  governo  degli
  strapuntini. E' il governo della Marianna Caronia, ex deputato  che
  diventa   addirittura  componente  dell'ufficio  di  gabinetto,   e
  addirittura  dell'antesignana  dell'antimafia  Sonia   Alfano   che
  diventa  anche  lei  strapuntina  all'interno  di  un  ufficio   di
  gabinetto.
   Ma  questa è la grande rivoluzione, presidente Crocetta,  è  stato
  talmente  bravo, talmente capace, di rendere fungibili  le  figure,
  assessore Lo Bello vice presidente, prima segretaria poi nuovamente
  assessore, poi promossa vice presidente e così invece chi ritornava
  faceva dietro marcia, andava a diventare capo della segreteria,  la
  giovane  Nelli Scilabra che era diventata quella che  parlava  alle
  sue  generazioni  alla fine è stata messa in  un  cantuccio,  molto
  caldo,  di  Palazzo  d'Orleans,  laddove  possiamo  mantenere   uno
  stipendio  a  discapito di tanti siciliani, tanti giovani  che  non
  avendo  mai  fatto  un concorso, non avendo  mai potuto  avere  una
  chiamata diretta, rimangono ai margini.
   Ha  detto Crocetta, però, abbiamo visto, il PIL è aumentato  dello
  0,4% nel 2014. Andiamolo a dire ai disoccupati siciliani, diciamolo
  all'industria... che ha denunciato l'altro giorno che negli  ultimi
  due  anni  e  mezzo  abbiamo  perso ottantamila  posti  di  lavoro.
  Andiamolo  ai  vari dipendenti alla Formazione professionale,  alle
  cinquemila  famiglie  messe  sulla  strada;  andiamolo  a  dire  ai
  dipendenti  dei  Consorzi  di bonifica  e  se  oggi  mi  arriva  un
  messaggio da parte di un lavoratore della forestale che mi  dice  e
  mi  rimprovera perché non gli rispondo immediatamente  Marco ma  da
  venerdì  siamo  fuori? . Io gli dico:  No, stiamo cercando;  stanno
  cercando    e allora anche qua e quante imprese stanno chiudendo? E
  quanti commercianti? E quanti agricoltori? E quante piccole e medie
  imprese? E come sono lo stato delle Aree di sviluppo industriale in
  Sicilia?
   Attenzione, però, attenzione sempre siamo nel paragrafo  ha  detto
  Crocetta:  diecimila miliardi nelle ferrovie. Presidente arriva  in
  ritardo,  sicuramente  lei a Palazzo Chigi,  ieri,  non  ha  potuto
  ascoltare  quello che ha detto Renzi. Il Presidente del  Consiglio,
  invece,  ha  detto:  Siciliani, tranquilli, vi daremo due  miliardi
  nei prossimi 5 anni . Scusate, per un attimo qualcuno è rimasto  un
  po'  perplesso  perché o sono 10 o sono 2, qua  lei  deve  mettersi
  d'accordo col suo segretario nazionale.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ha capito male,  10  miliardi
  solo l'accordo ferroviario, solo la prima fase

   FALCONE.  Ho  capito male sicuramente, lo dica alle tante  imprese
  che lavorano in Sicilia. Non c'è una gru, non c'è una ruspa che  fa
  movimento terra, non c'è un solo dipendente nell'edilizia  pubblica
  che  lavora.  Le  ferrovie dello stato ci hanno  imposto  oggi  noi
  vediamo che da Catania per ritornare a Palermo ci vogliono 3 ore  e
  mezza, addirittura 4 ore. Se questi sono i suoi risultati  Ha detto
  Crocetta,  il paragrafo, abbiamo speso il 75% dei Fondi comunitari.
  Vero.  Lo abbiamo denunciato noi. Presidente Crocetta lei sa quanto
  sono i Fondi comunitari? Quattromiliardi e trecento milioni. Lei sa
  quanto  era  il Fondo sociale? Era un miliardo e seicento.  Lei  sa
  quanti  soldi  noi  manderemo indietro  per  il  PSR  che  era  due
  miliardi?  Bene,  il  75% noi manderemo indietro  non  meno  di  un
  miliardo  e mezzo alla Comunità europea  E' una vergogna  Questo  è
  il  Governo  che  lei è riuscito a partorire, ecco perché  tutti  i
  siciliani  hanno dato un giudizio di disapprovazione assoluto.  Ma,
  soprattutto,  presidente lei lo sa, il giudizio di  disapprovazione
  non  lo  danno su di lei, lo danno su coloro che ritrovati alleati,
  ritrovati cambia bandiera saltano e fanno il salto della quaglia in
  questo Parlamento in cui in altre parti si sarebbe, forse, arrivati
  ad  una incriminazione. Questa è la verità dei fatti. La verità dei
  fatti,  e  vado verso la conclusione perché altrimenti il mio  vice
  capo  gruppo  mi  rimprovera, è questa: è il  governo  delle  lotte
  intestine,  è il governo delle pugnalate all'ultimo momento  non  a
  caso  la collega Cirone Marica ha detto alcune cose, non a caso  ha
  detto  altre  cose su Facebook la Concetta Raia, non a  caso  tanti
  altri deputati che si sentivano pronti già assessori, ma non a caso
  hanno detto di Crocetta. Ieri il ministro Orlando ha detto, venendo
  a  Caltagirone,   Mah   Speriamo che finalmente  possa  trovare  la
  stabilità  questo  governo  poi lo stesso sottosegretario  Faraone,
  che  riconosciamo  essere il suo principale amico,  ha  detto:   No
  comment .
   Allora,  in questo senso, Presidente, questo è il Governo che  già
  nasce  morto  ed il dispiacere che abbiamo tutti è  che  lei  venga
  visto  dalla  stampa  come un impostore. Questo  è  il  termine  di
  definizione che viene dato a lei. Quello che, invece, noi  pensiamo
  nei  suoi confronti che lei oggi rappresenta il passato e noi siamo
  già  impegnati per dare un'alternativa a questa Sicilia. Prima lei,
  insieme  a  questo  Governo,  va a  casa  prima  avremo  creato  un
  beneficio a questa terra, martoriata e massacrata.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  voglio  ringraziare, innanzitutto, per i 45 minuti di  ilarità,  il
  Presidente della Regione siciliana perché credo che stasera  ci  ha
  deliziato con un monologo di altissimo pregio comico e, davvero, mi
  sono  divertito.  Peccato  che questa  persona  sia  demandata  dai
  cittadini,  attraverso delle elezioni, a risolvere i  problemi  dei
  siciliani e non ad intrattenere un'Aula di Parlamento che  potrebbe
  anche  avere qualcosa di più importante da fare. Però, alcuni punti
  sul quale praticamente a ragionare ci sono, e stasera devo dire che
  davvero  di  spunti  ce  ne sono stati parecchi.  Il  PIL:  stasera
  scopriamo che abbiamo avuto nel 2014 un Pil positivo:  +0,4%.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Nel 2015 non  nel  2014.  Nel
  2014 ho detto che non ha perso.

   CANCELLERI. Nel 2015: ancora non è finito e già lei ha  le  stime.
  Io  le dico di più, guardi mi dà lo spunto per fare un nuovo volume
  sulle  balle  di  Crocetta, lei sa che io sono un appassionato  sui
  social network, faccio sempre questa rubrica di volta in volta,  lo
  andrò a riprendere e le farò vedere che ha detto 2014. Le stime sul
  2014  erano  date  da  Baccei  a +0,3% ed  è  stato  clamorosamente
  smentito da quelli che poi sono stati, invece, i dati reali: -  2%.
  Ad  un rialzo di più di 200 milioni di euro la realtà dei fatti  ha
  risposto con meno 1 miliardo e 700 milioni di euro. Ora i dati: lei
  dice  che le stime per il 2015 sono a +0,4, in realtà lo Svimez  ha
  detto,  pochi  giorni fa presentando il proprio  rapporto,  che  le
  stime  sono  al  rialzo  per il Meridione, in  Italia,  a  +0,1  in
  controtendenza negli ultimi 7 anni, peccato che in questo  +0,1  ci
  siano  tutte  le altre regioni del Meridione, che solo  loro  hanno
  fatto qualcosa in meglio di noi, perché noi come una palla al piede
  li  abbiamo tirati inesorabilmente giù, che siamo l'unica  regione,
  l'ultima  regione d'Italia, e l'ultima regione d'Europa,  ad  avere
  ancora un Pil in negativo, anche nei dati di previsione.
   Questa,  è  l'unica realtà e come non è neanche vero  che  lei  ha
  detto  che  ha  messo  già  mano  alle  partecipate:  non  c'è  una
  partecipata dismessa in questa regione, è tre anni che se ne parla,
  tre  anni, e non si è messo mano a nessuna delle partecipate ed  in
  Commissione bilancio, ogni anno, abbiamo audito il presidente della
  Corte  dei Conti e la invito, domani mattina alle ore 11.00,  nella
  sala della Commissione bilancio, se non si ricorda dove si trova  è
  nell'ala  opposta, sempre in questo piano, di questo palazzo,  dove
  il  presidente Maurizio Graffeo le verrà a raccontare la verità sui
  dati, in maniera oggettiva, visto che non è una componente politica
  di   nessun  partito.  E  ancora  un'altra:  i  licenziamenti   dei
  dipendenti  regionali.  Perché grazie a questo  Presidente  abbiamo
  fatto un po' di pulizia. Ma, Presidente, lei non è né il sindaco di
  Sanremo e neanche il Presidente della regione Liguria.
   Guardi  che non ce ne sono stati licenziamenti in questa terra  e,
  forse,  ce  ne  sarebbero  dovuti essere visto  che  il  malcostume
  percorre  tutto lo stivale italiano, da nord a sud.  Solo  che  noi
  abbiamo fatto finta di niente, ma oggi qui lei non ci può venire  a
  raccontare  che ha fatto ed ha messo in atto qualcosa che  non  c'è
  stata,  perché qui noi ci guardiamo intorno e diciamo:  ma  di  che
  parla?  Perché era l'unica domanda che tutti i deputati si  stavano
  facendo guardandosi.
   L'onorevole Cordaro ci ricordava che eravamo passati da  Battiato,
  da Zichichi a Cracolici. Io lo vorrei, invece, correggere, se me lo
  permette. Non siamo passati da quelle figure lì, noi siamo  passati
  dal  PD,  l'UDC e Cardinale, siamo passati, invece, da  un  Governo
  fatto  da  PD, UDC e Alfano. Perché è questa la verità  dei  fatti.
  Siamo  passati da quel Governo fatto di tecnici ad un Governo  oggi
  fatto   di  politici  e  già  fra  i suoi  Assessori  nei  corridoi
  serpeggia  la  frase:  Non c'è niente da fare  . Non avete  neanche
  cominciato e già c'è un malumore, qualcosa che non va?
   Questa è una condizione che non può continuare, è qualche cosa che
  non  esiste,  non  è reale assolutamente e lei ci continua  a  dire
  ancora che non ha indebitato la Regione, lui è l'unico Presidente a
  non aver indebitato questa Regione.
   E  allora  colleghi vi dico una cosa: i mutui per 3,7 miliardi  di
  euro,  votati  in  quest'Aula in questi anni ve  li  siete  sognati
  assieme  a me ma ve li siete sognati, perché non abbiamo indebitato
  nessun  cittadino  siciliano  ad  avere  congelate  le  addizionali
  regionali  di Irpef e di Irap per i prossimi trent'anni per  potere
  ripagare  quei  mutui.  Non  avevate memoria?  E  sono  solo  sogni
  effettivamente, perché stasera il Presidente Crocetta ci  ha  detto
  che non abbiamo indebitato i cittadini.
   Certo  che non li abbiamo indebitati  Gli abbiamo detto che per  i
  prossimi  trent'anni  saremo la Regione che  pagherà  di  più,  che
  pagherà più tasse di tutte le altre Regioni. Hai voglia poi a  dire
  di  andare  in  Tunisia a propagandare le nostre merci  assieme  ai
  nostri  produttori agricoli e, magari, di chiedere  a  qualcuno  di
  venire  ad  investire  da noi, poi quando  vedranno  il  regime  di
  tassazione diranno:  Ma voi siete pazzi  Io me ne vado da  un'altra
  parte,  me ne vado in un'altra Regione perché qui non c'è nulla  da
  fare,  il  lavoro  costa  troppo e i lavoratori  dipendenti  pagano
  troppe tasse .
   Il  capolavoro di questi ultimi giorni, la sua grande bandiera per
  annunciare a tutti che ha trovato i soldi per chiudere il  bilancio
  e  la  possibilità  di  far concludere le  giornate  lavorative  ai
  forestali: 720 milioni delle delibere del CIPE, peccato  che  si  è
  dimenticato  di  raccontare agli altri cinque milioni  e  mezzo  di
  cittadini  siciliani che ci potremo scordare  di  fare  le  strade,
  perché erano quelli i soldi impegnati per quelle delibere: la nord-
  sud  da  Camastra a Gela; Gela le ricorda qualcosa? E' la città  di
  qualcuno?  Glielo  vada  a  dire  ai  suoi  concittadini  cosa  sta
  accadendo  e  tutte le altre situazioni  Le linee ferroviarie:  150
  milioni  in  quelle delibere per mettere in sicurezza le autostrade
  gestite dal CAS.
   Ma come? Qualche giorno fa avete dichiarato insieme al CAS che non
  avevate  i soldi per rimuovere la frana che c'è a Giardini Naxos  e
  oggi  scopriamo  che abbiamo smobilitato, abbiamo disimpegnato  150
  milioni  di  euro da quelle delibere per metterle a pagare  qualche
  buco  di  bilancio che avete creato? Questa è davvero  una  notizia
  molto interessante  E però stiamo lavorando bene, e però come  dice
  lei   stiamo   facendo   investimenti:  artigianato,   agricoltura,
  infrastrutture, la nostra è una Regione che vola finalmente.
   Ma  io  dove  vivo?  Ma voi dove vivete? In quale  Regione  stiamo
  vivendo? Io non vedo nulla di tutto questo  Io faccio i giri per le
  imprese e l'unica cosa che mi dicono quando chiedo loro:  Dimmi due
  cose  che  vorresti che il Governo facesse  non mi chiedono  soldi,
  non chiedono soldi alla politica regionale, chiedono infrastrutture
  e  regole uguali per gareggiare con i loro avversari stranieri  nel
  mondo  del  mercato e noi non gli stiamo dando ne l'uno  e  neanche
  l'altro  e,  invece,  gli  mettiamo  tasse.  Però  qui  veniamo   a
  raccontare favole , favole, favole.
   A  chi  giovano queste favole? A nessuno se non a lei  che  ancora
  vuole mantenersi a galla
   Allora  io  stasera, per concludere questo intervento, non  guardo
  più  né lei e neanche il suo Governo, guardo quella telecamera dove
  ci  sono le uniche persone alle quali lei dovrebbe portare rispetto
  facendo l'unica cosa sensata: si deve dimettere, perché se lei  non
  va a casa manderà a casa la Sicilia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi,  io
  all'inizio  ero molto arrabbiato perché vedo e vivo  questa  Terra,
  però  poi  l'ho  sentita e - come ha giustamente ha  detto  il  mio
  collega - mi sono fatto una risata.
   All'inizio  pensavo  che a ridere ero solo io,  poi  in  realtà  a
  ridere  delle sue insensate dichiarazioni sono anche i suoi  stessi
  Assessori,  perché poi voglio vedere come andrà a dirimere  il  suo
  Governo  quando si parlerà di sanatorie visto che lei ha  paventato
  la tutela dell'ambiente
   Eppure  dai  suoi  stessi deputati o gente che  la  sostengono  ci
  saranno  e  perverranno delle sanatorie: è  già  uno  scenario  che
  abbiamo visto.
   Ma  non  solo questo, sono contento anche perché ho visto  che  il
  Presidente si è messo a ridere, perché lei vive in un altro  mondo
  Ha raccontato oggi una realtà che non c'è e sembrava, quasi, che il
  5  dicembre  2012  non  sia  esistito, non  abbiamo  mai  fatto  un
  giuramento  in  quest'Aula, eppure l'abbiamo fatto e  ripetutamente
  lei  ripete  le  stesse cose e dopo tre anni, ripetutamente,  viene
  smentito.
   Lei  ha  chiesto  un  patto di lealtà e io  le  dico  a  nome  del
  Movimento Cinque Stelle che lei non é in grado di parlare di  patto
  di lealtà, di credibilità, di riforme, perché non siete in grado di
  portarle avanti.
   Lei  non  si  può  permettere di scaricare le sue  incompetenze  e
  inefficienze a questo Parlamento, perché quando non si  sono  fatte
  le  leggi  e  perché i suoi Assessori che cambiano ogni 19  giorni,
  perché  viene  tirato dalla giacchetta, da questa classe  politica,
  non  viene in Commissione, non esprime un parere  O meglio,  quando
  c'è  l'Assessore  Lo Bello perché bisogna sanare  gli  amici  degli
  amici e bisogna accelerare, allora i pareri ci sono, in commissione
   Bilancio  però le riforme strutturali sull'urbanistica sono  ferme
  da più di un anno.
   Perché questo? Lei se lo dovrebbe chiedere
   Allora,  lei non può chiedere a noi, anche perché noi  in  maniera
  coerente il patto di lealtà l'abbiamo fatto e l'abbiamo fatto con i
  cittadini  e  coerentemente lo stiamo portando avanti, perché  oggi
  lei ha dichiarato che nomina la Giunta di alto livello politico. Io
  le  dico che lei oggi ha siglato l'ennesimo fallimento, perché  lei
  nomina Magistrati perché non riesce a portare avanti la vigilanza e
  controllo  sul  territorio;  lei  nomina  Commissari,  mandati  dal
  Governo  nazionale,  perché non è credibili sotto  il  profilo  dei
  conti  agli occhi di uno Stato che anch'esso ha le sue colpe  ed  è
  assente.
   Ma  lei  non  è  credibile   Lei  nomina  politici,  i  cosiddetti
  onorevoli,  perché non ha un peso politico, non ha una  credibilità
  né all'interno di questo Parlamento né fuori.
   Allora,  qual  è l'operazione? Perché dobbiamo dire le  cose  come
  stanno   Servivano poltrone, servivano presidenze  in  Commissioni,
  serviva  svuotare questo Parlamento così accontentavamo  tutti  per
  metterlo dall'altra parte della barricata.
   Quindi,  un  presidente  di Commissione diventa  Assessore;  e  mi
  chiedo, ad esempio, il neo Assessore Cracolici, ma ad oggi cosa può
  fare in più rispetto a prima? Nulla  Perché altrimenti devo pensare
  che  in  questi tre anni, lui stesso, capogruppo del PD, ha operato
  contro  il suo stesso Governo. Perché oggi lui cosa poteva fare  se
  ci  fosse stata una maggioranza, ma non c'è neanche oggi perché non
  la vogliono più neanche ascoltare, tanto qua,  e io me ne assumo la
  responsabilità,  sono molto sincero anche nei suoi  confronti,  nel
  rispetto   istituzionale,  le  persone  che  hanno  un  peso   sono
  l'Assessore Lo Bello, infatti in Commissione  Bilancio   non  viene
  più  neanche  l'Assessore,  viene  solo  la  Lo  Bello,  perché  se
  l'Assessore Lo Bello dice che una cosa si può fare, si può fare
   Conta l'assessore Cracolici perché ha la sua cordata, ma tutto  il
  resto  è  soltanto per dare un contentino a qualcuno, liberare  una
  poltrona  e  cercare  di trovare una stabilità  che  non  c'è,  una
  credibilità  che non c'è, cercare di sanare dei buchi  di  bilancio
  che  non  ci  sono e bisogna anche smetterla di dare  le  colpe  al
  passato. Perché è troppo facile dire sempre:  prima c'era -  io  ho
  memoria perché sono giovane - Cuffaro, poi c'era Lombardo ,  perché
  i debiti, le mancate riforme sono di questo Governo.
   Allora,  le  faccio un appello non  da deputato, da rappresentante
  delle istituzioni nel Parlamento più antico d'Europa. Glielo chiedo
  con  tanta umiltà e rispetto istituzionale da cittadino: non farete
  nulla  Non riuscirete ad ottenere nessun risultato perché non siete
  un gruppo, non siete una maggioranza, non avete una programmazione,
  non c'è nulla che possa rilanciare nelle vostre mani questa Terra.
   Quindi,  le chiedo, con tanta umiltà, di fare un passo un  dietro,
  se  è il caso confrontarsi con la popolazione, ma di liberare,  lei
  in  primis,  i  cittadini da questo ricatto che è posto  dalla  sua
  stessa maggioranza.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, signori assessori, onorevoli  colleghi,
  tanto  rumore  per nulla  Tre settimane di stand-by,  buio  totale.
  Siamo   spariti   dalla  scena  nazionale,  se   non   per   essere
  ridicolizzati, per poi trovarci tutto sommato con le solite  facce.
  Perché di nuovo vedo ben poco e saluto il nuovo assessore. Vedo  le
  stesse  facce   E  quindi mi immagino lei, per tre  settimane,  che
  provava a mettere assieme i pezzi.
   Ma  alcune cose non le capisco. Non capisco perché le ha fatte  ai
  siciliani.  Ad esempio, ritirare la delega all'assessore Gucciardi,
  per   poi   ridargliela.   Lei   ha   paralizzato,   gratuitamente,
  l'Assessorato  della Sanità nel bel mezzo di una  crisi  fortissima
  della sanità, di una rete impugnata, di una pianta organica che non
  si  sa  che fine farà, mentre sui giornali vendete 5 mila posti  di
  lavoro.
    Sembra  ineluttabile  che alla Regione siciliana  si  stiano  per
  spegnere  le  luci : non è una mia affermazione, è quella  del  neo
  assessore  Cracolici. Però, evidentemente, un  assessorato  gli  ha
  fatto  passare  tutti i mal di pancia, perché  proprio  sui  social
  qualche  tempo  fa  si  lanciava con questa affermazione.  Coglieva
  l'attimo,  quell'attimo  che  lei  ha  ricordato  durante  il   suo
  discorso,  quando la scena politica è stata dominata dai fatti  che
  ora la Magistratura sta approfondendo.
   E  le  ricordo  che tra le persone ad accoltellarla c'erano  anche
  persone  del  Megafono, pronti a fuggire dalla nave che  affondava.
  Però,  poi  al  momento giusto si sono ritirati di nuovo,  come  un
  paguro,  nascosti, per paura di perdere questa posizione  di  forza
  che ad oggi neppure si vede.
   Sembra veramente una parodia: nati stanchi  Una luna di miele  che
  non si capisce neanche quanto durerà. Ma proviamo ad andare avanti.
   Assessori, avete dei compiti molto importanti e difficili;  questo
  è da affermarsi duramente. Fra qualche settimana si verrà alla resa
  dei   conti,  quando  si  dovrà  rendicontare  e  si  vedrà   sulla
  programmazione  passata cosa siete riusciti a fare,  perché  questo
  non  è  il primo semestre: qui si parla di tre anni di Governo,  in
  cui il vuoto che c'era prima si vede anche ora.
   Parliamo  del  PSR.  In  queste  settimane,  in  cui  siete  stati
  distratti  a  fare  non  so  che  cosa,  sono  giunte  lettere   da
  Confagricoltura,  dall'ordine degli agronomi,  che  ci  dicono  che
  bisogna   urgentemente  trovare  una  soluzione  per   la   vecchia
  programmazione, perché altrimenti della nuova programmazione non ce
  ne  faremo  niente.  Metà  delle imprese  agricole  falliranno  non
  potendo rendicontare i progetti e questa è veramente una sfida  che
  dovete affrontare immediatamente.
   Noi abbiamo presentato un atto e chiedo all'Assessore, quando sarà
  in  Aula,  quando  sarà  possibile, di  recarsi  successivamente  a
  Bruxelles  per  chiedere una proroga seria, basata  sulle  calamità
  naturali  che in questi anni hanno afflitto il nostro territorio  e
  provare a fare leva, perché altrimenti del futuro non potremo  fare
  niente.  La sfida della nuova programmazione parte da una  chiusura
  corretta della vecchia programmazione.
   Lei, Presidente, ha parlato di difendere il nostro Statuto. Ma  mi
  pare  che  un  anno e mezzo fa lei è andato a Roma a rinunciare  al
  contenzioso che oggi ci avrebbe dato nuova linfa per le casse della
  Regione; senza piagnistei; quello che ci spetta.
   Noi,  secondo  i dati economico-finanziari, subiamo una  pressione
  fiscale  altissima  di contributo regionale: 1,3  miliardi  che  in
  percentuale,  rispetto  alle altre Regioni, considerato  il  nostro
  PIL, è la percentuale più alta in Italia. Significa che versiamo  a
  Roma più di quanto ci venga restituito.
   Lei, dicevo, è salito a Roma a rinunciare al contenzioso per avere
  i  famosi  pochi,  maledetti e subito,  600  milioni  di  euro  per
  chiudere  il bilancio, che poi sono diventati poco più di  380.  Ma
  nel  frattempo il suo stesso Governo, il Governo del PD  nazionale,
  ci ha tagliato i fondi PAC. E quindi non è che abbiamo avuto un bel
  servizio. Siamo andati sempre sotto di ulteriori 100 milioni.
   E   in   queste  settimane,  in  cui  si  è  parlato  di  dissesto
  idrogeologico, hanno fatto una delibera CIPE in cui per la  Regione
  siciliana in questo momento c'è zero, Presidente. E' lì che  dovete
  battervi, è lì che dovete acquistare credibilità, ma come  fate  in
  queste condizioni?
   Ha  appena detto che questo Governo durerà altri due anni. Beh, io
  non  ci metto la mano sul fuoco  Già si incomincia a sentire  l'eco
  di nuovi mal di pancia, di nuovi problemi.
   Questo  Governo  ha  avuto  dei  successi   Si  faccia  un   giro,
  Presidente, in mezzo ai comuni mortali. Si vada a fare un giro dove
  ci  sono  i  ragazzi che stanno facendo  Garanzia  giovani   e  non
  vedono  l'ora di concludere questo maledetto tirocinio in  cui  non
  stanno  apprendendo nulla - ci dicono - e  da cui non hanno  ancora
  ricevuto  i  famosi,  chiamiamoli stipendi. Questo  contributo  che
  dovrebbe dare un sostegno a questi giovani.
   Parla  di  un  PIL  in crescita, di un'economia  che  risorge.  Le
  ricordo  il  rapporto  Svimez  che per l'ennesima  volta  fotografa
  un'Italia  in  cui la Sicilia è davvero Cenerentola, in  condizioni
  terribili,  mai viste, primo perché c'è un fenomeno di  emigrazione
  folle.  I  ragazzi,  e  non solo ragazzi, anche  famiglie,  persone
  adulte, sono costretti ad emigrare. C'è un calo.
   Lei  ha  fatto cenno all'agricoltura. Le dico che proprio  oggi  è
  stato  pubblicato un articolo in cui i dati del Sinab,  Sistema  di
  informazione  nazionale  sull'agricoltura  biologica,  parlano   di
  imprese  siciliane che stanno chiudendo per i problemi causati  dal
  PSR.
   Il  lavoro  da fare, quindi, è tanto. Avete dei compiti importanti
  ma  io  come  del  resto lei, sappiamo bene che non potrà  portarli
  avanti perché questo è un déjà vu, una scena che già si è vista.
   Pochi  giorni  fa i risultati sulla raccolta differenziata.  Siamo
  riusciti  a fare peggio dell'«Era Cuffaro»  Trapani, Enna,  Catania
  registrano   un   segno   meno   nella  raccolta  differenziata   e
  finalmente  state riuscendo, persino, a giustificare e coronare  il
  sogno   inceneritorista   dell'«Era   cuffariana»   spalmando   sei
  inceneritori sul nostro Territorio.
   Le  ricordo,  Presidente,  che ha fatto  una  campagna  elettorale
  riempiendosi la bocca di  rifiuti zero , parlava di questo.  Eppure
  l'illegalità  è  diffusa su tutto il territorio;  nonostante  cambi
  Assessore ogni venti giorni, non si riesce a concludere niente.
   La mia sfiducia è davvero totale. Mi spiace per i siciliani.
   Lei  chiede lealtà nei nostri riguardi, ma le vorrei ricordare che
  dovrebbe averne di più nei riguardi dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  colleghi  deputati,  doveri  istituzionali  mi
  suggeriscono  l'opportunità di augurare alla nuova Giunta  un  buon
  lavoro.
   Non  posso, tuttavia, non chiedermi quanto e come questa  tragedia
  siciliana  possa ancora meritare attenzione e lasciare  insensibili
  quanti hanno a cuore le sorti di questa Terra.
   Per  quasi  un'ora abbiamo ascoltato il Presidente  Crocetta  dire
  cose  alle  quali, forse, neanche lui credeva. Il Presidente  della
  Regione non può continuare a costringere i siciliani a coniugare  i
  verbi  al  futuro,  perché  il Presidente  della  Regione  non  può
  costringere questo Parlamento - o una parte di questo Parlamento  -
  quella  parte  che  ancora  avverte  il  senso  delle  istituzioni,
  dell'autonomia,   dell'onestà  intellettuale.  Quella   parte   del
  Parlamento che ancora ritiene che l'orgoglio e la dignità personale
  e  il  mandato nella sua essenza e nel suo vincolo fiduciario valga
  più di ogni altro ordine di partito.
   Non  può il Presidente chiedere a questo  Parlamento di continuare
  a  credere  in  un  patto  di  lealtà. Cos'è  per  lei  la  lealtà,
  Presidente?  Chiese Ponzio Pilato al Cristo:  Cos'è la verità? ;  e
  nel  suo  più grande discorso Gesù non rispose. Cos'è  per  lei  la
  lealtà  Presidente? Si guardi attorno, lei si ritrova una Giunta  e
  una maggioranza di uomini che si sono abbeverati in questi tre anni
  alla fonte della slealtà.
   Lei  è  stato per tanto tempo, gliel'ho detto e glielo ripeto,  in
  una  solitudine affollata di opportunisti. E come può un presidente
  rivoluzionario, non accorgersi di questo?
   Cos'era  più utile, salvare la sua poltrona o salvare il ruolo  di
  presidente  rivoluzionario, e mandare tutti a quel paese,  lei  per
  primo, assieme a noi. Lei ha preferito la sedia
   Allora, lei ha tradito il patto di lealtà con i siciliani. Non  la
  invochi  qui,  la lealtà, in quest'Aula, che le è stata  leale  nel
  perimetro   dell'opposizione,  sempre  costantemente,  per   averle
  anticipato  quel  che avrebbe fatto e per averle detto  quello  che
  pensava. Giammai nella maggioranza
   Non  c'è  nulla che possa apparire nuovo, in questa  compagine  di
  governo, Presidente Crocetta  C'è la continuità nel dovere dividere
  i  posti  negli uffici di gabinetto, c'è la continuità  nel  dovere
  dividere  le nomine, negli enti di sottogoverno, c'è la  continuità
  persino negli uomini
   Se   è   vero   che  il  governo  Lombardo  qui  è  autorevolmente
  rappresentato  in  questa  Giunta  da  due  personaggi  altrettanto
  autorevoli:  l'onorevole  Cracolici per il  Partito  democratico  e
  l'onorevole   Pistorio  per  il  Movimento  per  l'autonomia.   Due
  personaggi che quel Governo hanno perorato e hanno sostenuto, hanno
  incarnato e hanno interpretato nel bene e nel male.
   L'unico  elemento  di novità è il Nuovo Centro  Destra  che  dalla
  opposizione  passa  alla maggioranza, non entra  in  campo,  ma  si
  riscalda ai bordi del campo e manda un signore che io accomuno agli
  altri colleghi, nell'augurio di buon lavoro, perché la pratica  del
  tecnico,  può valere anche per suggellare e consacrare  un  vincolo
  politico.
   Apprendiamo  che  anche in Sicilia, come a Roma, il  Nuovo  Centro
  Destra,    diventa   partito   di   maggioranza,   senza    diretto
  coinvolgimento in Giunta. Perché non può essere un partito che vota
  le  riforme: anch'io gliele voto le riforme, Presidente, se lei  le
  porta  in  Aula degne di questo nome. Qualunque forza d'opposizione
  voterebbe le riforme. Due anni e mezzo fa, le abbiamo detto:  porti
  le  riforme  in  Aula  Si svincoli dai ricatti  della  maggioranza,
  gliele voteremo noi .
   E' chiaro, non c'è bisogno di uscire dalla opposizione e andare in
  maggioranza per votare le riforme. Le riforme si votano  al  di  là
  del  perimetro di governo, è naturale. E' solo un eufemismo  quello
  che hanno trovato gli amici del Nuovo Centro Destra  Ma chi sono io
  per  poter interpretare quello che fanno gli altri, ognuno risponde
  al proprio elettorato. Ne prendo atto e auguro un mondo di bene.
   Lei dice:  la telefonata , quella telefonata che l'ha tormentata e
  che  chiunque  al  suo  posta  avrebbe  vissuto  quel   dramma,  la
  telefonata  non  c'è stata. Parliamo della telefonata  del  dottore
  Tutino, per la quale qua in molti avevano già preparato le valigie,
  io  per primo, con tanta felicità. La telefonata non lo sappiamo se
  non   c'è   stata,  Presidente.  L'incidente  probatorio   potrebbe
  riservare qualche sorpresa.

   CROCETTA, Presidente della Regione E' stato concluso

   MUSUMECI. E'stato concluso, ma non si sono arresi i legali  perché
  hanno, vuol dire, qualche carta da giocare.
   E,  tuttavia, io mi auguro per lei e per tutti noi, Presidente, ma
  soprattutto per la dottoressa Borsellino che quella telefonata  non
  ci  sia  mai stata. Non lo sappiamo se c'è stata. L'unica cosa  che
  c'è  stata  è la dichiarazione di Lucia Borsellino. Pesante,  grave
  della quale non si può, assolutamente, non tenere conto.
   La  dottoressa  Borsellino ha detto parole pesanti  come  macigni:
   Prevalenti ragioni di ordine etico e morale  - io l'ho  scritto  a
  memoria,  ma  credo  che  sia  questo testualmente  -   sempre  più
  inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato di assessore, mi
  spingono alle dimissioni . E aggiunge, l'assessore Borsellino:   Il
  mio  impegno di assessore per il valore morale e civico  che  porta
  con  sé,  non  mi  consente di proseguire ad onorarlo  restando  in
  questo Governo  .
   Presidente, parole pesanti sulle quali, qui, nessuno ha  speculato
  e  lei  deve darne atto. Sono parole pesanti, che avrebbero  dovuto
  invitarla a riflettere, ad essere meno imprudente.
   La  politica  è  il  regno  del  possibile,  lei  dice.  E'  vero.
  Verissimo  E lei lo ha dimostrato. In questi tre anni lei ha  fatto
  le  cose peggiori  E le ha fatte nel modo migliore, restando sempre
  a galla e facendo la vittima, riuscendo a dimostrare quello che era
  difficile, per qualunque altro comune mortale, dimostrare.
    Mai  più  politici in Giunta , lei aveva detto   Ed  eccoli  qua,
  cinque  assessori  politici su undici  -  non  sappiamo  ancora  il
  dodicesimo. Allora delle due, l'una: siccome lei è uomo di  parola,
  come fa prima a dire  Mai politici in Giunta  e oggi arriva con una
  Giunta  pressoché  politica. Allora, due sono le  cose:  o  lei  ha
  mentito,  o  lei ha chiesto agli assessori politici  di  rinunciare
  alla  politica. Un po' come al battesimo si chiede di rinunciare  a
  Satana.  Un  po'  come lei disse di rinunciare al sesso,  se  fosse
  stato eletto Presidente della Regione. Non sappiamo se ha mantenuto
  quell'impegno e, francamente, non mi interessa e non  ci  interessa
  saperlo.
   Quello  che  io chiedo,  quello che ho il dovere di dirle,  Signor
  Presidente della Regione è che lei non ha mantenuto uno solo  degli
  impegni  assunti  col  popolo siciliano in questi  tre  anni.  Lei,
  stasera,  ha continuato a descriverci una Sicilia che non c'è.  Lei
  ha saputo distruggere, con una impressionante celerità senza sapere
  costruire  neanche un mattone sulle macerie che lei ha creato:  non
  una sola iniziativa per le imprese che continuano a chiudere. Nulla
  sulle politiche giovanili, un fallimento. Il precariato è una piaga
  sempre più sanguinante in questa terra di Sicilia.
   Non  una  sola legge proposta dalla sua maggioranza  ha  avuto  un
  esito  felice:  la  legge  sull'acqua  impugnata,  la  legge  sulle
  emittenti inapplicata, la legge sulle Province impugnata al 90  per
  cento  con una impressionante mortificazione per questo Parlamento,
  i  sindaci lasciati a vivere in una disarmante solitudine, la  metà
  dei  Comuni  non  ha  ancora  visto  i  cosiddetti    Cantieri   di
  servizio , la tratta ferroviaria Caltagirone-Gela rimane interrotta
  da  anni,  l'autostrada nord-sud bloccata e gli operai non ricevono
  da  tre mesi lo stipendio, non una sola idea di politica turistica,
  non   un   solo   progetto  di  politiche-culturali,  nulla   sulla
  salvaguardia del territorio, l'acqua manca a Messina e  l'assessore
  Contrafatto dice che la Regione è stata informata dopo tre  giorni,
  le  inondazioni dei fiumi nel messinese continuano a fare danno, il
  Genio  Civile da due anni manda progetti a Palermo e nessuno se  ne
  cura, la moralizzazione è rimasta soltanto un tema da convegno, lei
  ha minacciato decine di licenziamenti fra i dipendenti ma non ne ha
  operato  soltanto uno, la Giunta non si è costituita  parte  civile
  neppure  nei  più importanti processi di mafia. Lei in  questi  tre
  anni  ha soltanto promesso, Presidente, ma non ha saputo mantenere.
  Ecco perché - e concludo - noi le diamo ragione quando lei dice che
  c'è  una sola cosa da fare, quella di uscire dall'emergenza, quella
  di  tirare fuori la Sicilia dall'emergenza. Lei, Presidente,  è  la
  vera  emergenza di questa terra di Sicilia, ne prenda atto e assuma
  le decisioni del caso per il bene di tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
  onorevoli colleghi, intanto un augurio ai nuovi Assessori anche  se
  a  dire  il vero, nel constatare la presenza di alcuni colleghi  in
  Giunta,  mi  sembra  che  l'unico  Assessore  nuovo  è  l'Assessore
  Vermiglio a cui faccio i miei auguri; per il resto mi sembra che di
  nuovo ci sia davvero poco.
   E'  stato  detto un po' tutto da quest'Aula in merito all'utilizzo
  dei  fondi  comunitari. E' stato detto a più riprese sui  temi  dei
  buchi  nell'acqua, a partire dalla riforma dell'acqua e continuando
  per  la  riforma  dei rifiuti, per la riforma dei Liberi  Consorzi,
  dove ci si è voluti accanire su alcuni temi, dove lì la guerra  era
  tra  il  Presidente  della  Regione  ed  alcuni  Sindaci,  due   in
  particolare,  nessuno dei due della mia parte  politica:  Bianco  a
  Catania,  Orlando  a  Palermo, ma lì la guerra era  del  Presidente
  della Regione contro quei Sindaci.
   E anche lì, ovviamente, un'altra impugnativa
   E'  stato  detto di tutto in questi mesi su quell'AST  che  doveva
  mettere  le  ali  e che poi invece è caduta a picco.  Ricordo  quel
  patto di sviluppo che ricordava il Presidente della Regione nel suo
  intervento, che in realtà ricorda il patto dei Sindaci, quel  patto
  dei  Sindaci  su cui dovevamo giocarci qualcosa come 5 miliardi  di
  euro,  nelle  dichiarazioni allora il Presidente della Regione  con
  qualcosa come 20 mila posti di lavoro, quei 20 mila posti di lavoro
  che  oggi mi chiedo che fine abbiano fatto, così come mi chiedo che
  fine  abbiano fatto le vite e quale percorso abbiano intrapreso  il
  buon Battiato, il buon Zichichi di quella  rivoluzione crocettiana
  che ha lasciato il posto oggi a questo Governo, un Governo politico
  che  vede  il subentro di deputati, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Cracolici,  l'onorevole  Barbagallo,  l'onorevole  Micciché,  tutti
  profili  di  alto valore, ma che sicuramente nulla a che  fare  con
  quella  rivoluzione che il Presidente della Regione  tanto  declamò
  qualche anno addietro.
   E  allora a me fanno piacere le dichiarazioni del Presidente della
  Regione,  a  partire  da quelle dichiarazioni che  egli  stesso  fa
  riferimento quando chiama in causa i  voltagabbana . Ma mi chiedo -
  e  lo  chiedo a nome dei siciliani - che fine abbiano fatto  quelle
  promesse relativamente agli ottantamila soggetti che hanno perso il
  lavoro  in  questi anni, insieme ai forestali che  dovevano  essere
  stabilizzati,  insieme ai precari che dovevano essere stabilizzati,
  insieme a quei bacini di precariato e oggi sono stato testimone  di
  un'esperienza personale.
   Un  uomo,  appartenente  ad un bacino di precariato  del  progetto
   Emergenza  Palermo'  a Palermo, è stato licenziato  perché  questo
  Governo  ha  messo  nelle  mani totali  della  discrezionalità  dei
  funzionari la possibilità di licenziare.
   Questo è quello a cui stiamo assistendo. Ma visto che il tempo che
  mi   è  rimasto  a  disposizione  è  scarso  termino  ringraziando,
  comunque, il Presidente della Regione, perché con questo atto e con
  questa  Giunta, finalmente ha sgombrato ogni campo dagli  equivoci.
  Questo  è  il governo marmellata del Partito democratico, dell'UDC,
  del Nuovo centro destra.
   Peccato  che  i siciliani non la pensino come noi. Peccato  che  i
  siciliani  non  potranno  ringraziare e  peccato  che  i  siciliani
  pensano  soltanto  una  cosa  basta con  questo  Governo  beffardo.
  Dimettetevi e andiamo a casa prima possibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi,  a  me  non  piace  fare  polemica  sterile  e
  soprattutto fare polemica del tutto improduttiva.
   Però  ho  ascoltato con molta attenzione il discorso  che  lei  ha
  fatto  confermando una squadra assessoriale di cui molti componenti
  sono  colleghi, che conosciamo e che stimiamo per le loro capacità,
  il  loro impegno, la loro bravura e quindi, caro Presidente,  credo
  che  questa volta e speriamo che sia la volta buona e speriamo  che
  non  sia uguale a quelle altre volte precedenti che l'abbiamo visto
  venire  qui  in  Aula  a  sostenere che da  quel  momento  le  cose
  sarebbero  cambiate, che ci sarebbe stata più attenzione  verso  le
  esigenze della collettività siciliana.
   L'abbiamo  ascoltato  più volte, piuttosto  nel  suo  discorso  ha
  voluto   richiamare   forse  una  certa  responsabilità   in   capo
  all'Assemblea,  per  non  aver esitato  disegni  di  legge  che  le
  assicuro non sono stati esitati, non per colpa di componenti  della
  Commissione,  né  per colpa dell'Assemblea, ma  molte  volte,  anzi
  nella   totalità  delle  volte,  esclusivamente  per  colpa   degli
  assessori che lei ha designato.
   Molti  di  questi  non  venivano  in  Commissione  e  quindi   era
  impossibile  in  qualche modo introdurre qualsiasi discussione  che
  potesse  produrre  un  esito tale da potere  in  qualche  modo  poi
  immaginare una proposta, da incardinare in Aula.
   Però,  Presidente, guardando un po' quello che è successo in tutti
  questi  tre  anni,  credo che  questa per lei sia  l'ultima  chance
  perché i siciliani si sono sentiti presi in giro.
   Sono  trascorsi  tre anni in cui era stato detto a  loro  che  lei
  avrebbe  portato  sicuramente la Sicilia, in termini  completamente
  diversi,  da come l'aveva trovato, l'aveva trovato veramente  male.
  Ma  le  posso  assicurare che se dovessimo fare  un  consuntivo  il
  risultato che effettivamente verrebbe fuori è meno meno.  Anzi,  la
  situazione  si  è  aggravata sempre di più perché molti  dei  temi,
  molti dei problemi non sono stati affrontati energicamente, uno fra
  tutti il precariato.
   E  come  non  ricordare  quante  promesse  sono  state  fatte  nei
  confronti  dei  precari.  Eppure, in questi  anni,  al  di  la  del
  semplice rinnovo, non è stato affrontato il tema, a mio avviso, che
  avrebbe determinato e che avrebbe soprattutto dato speranza e anche
  efficienza alla Pubblica Amministrazione.
   Lei ha ricordato, come se la responsabilità fosse dell'Assemblea o
  fosse dei siciliani, che le autorizzazioni del VIA VAS non venivano
  esitate,  come se effettivamente la colpa è dell'onorevole Musumeci
  o   dell'onorevole  Falcone.  E  non  è,  invece,  colpa  dei  suoi
  assessori,  sua,  per  non  avere  affrontato  immediatamente   una
  questione che subito è stata posta alla sua attenzione, cioè quella
  dei  precari che i precedenti governi avevano chiamato  a  svolgere
  delle funzioni del tutto inaccettabili ed intollerabili. Nessuno le
  dice  che  la  responsabilità è sua, ma le assicuro  che  in  tutti
  questi  anni,  in  questi  tre  anni, i  siciliani  si  aspettavano
  effettivamente  quella rivoluzione, quei miglioramenti,  eppure  il
  confronto non regge.
   Non  può  venirci  a  dire qui  anche altre regioni  hanno  subito
  l'onta  di  aver  avuto impugnate le leggi . A noi  interessa  poco
  delle  altre  regioni, interessa la nostra e abbiamo visto  l'unica
  legge forse organica, la legge sull'acqua, che fine ha fatto
   Non parliamo della legge sulle province  Quando qualcuno qui le ha
  sollevato  la  questione  dei danni che  sarebbero  derivati  dalla
  eliminazione delle province e tout court, ma lei doveva  dimostrare
  di arrivare prima, addirittura del legislatore nazionale, ignorando
  che così facendo avrebbe provocato un disastro, così come si chiama
  e che lo ha provocato, un disastro dal quale è difficile uscirne ed
  è  difficile recuperare tutto quello che effettivamente non è stato
  fatto  in  tutti  questi  anni e che,  a  mio  avviso,  necessitava
  sicuramente di interventi più energici.
   Lei è all'ultima fermata; o mantiene le cose che effettivamente ha
  detto  ai siciliani e che ha detto qui al Parlamento, oppure le  do
  un  consiglio:  non solo si deve dimettere, ma credo sia  opportuno
  che  vada  via dalla Sicilia, perché le conseguenze che i siciliani
  stanno  subendo  sono fin troppo pesanti e sono evidenti  a  tutti,
  solo lei non li vede e non riesco a comprenderlo. Come fa a dire  o
  a  menzionare  e  ignorare che il suo governo non  ha  attenzionato
  tantissime  cose,  e  mi  piace citarne semplicemente  e  solamente
  alcune.  Non era lei che aveva immaginato sicuramente di  riformare
  le  IACP?  Sono  istituzioni, se non ricordo  male,  proposte  alla
  gestione  delle cosiddette case popolari che languono. Mi  permetto
  solo  di ricordarle che sono commissariate da anni, eppure la legge
  prevede  che  effettivamente  il Commissario  sia  semplicemente  e
  solamente  previsto  per i casi del tutto eccezionali  perché  deve
  essere reintegrato l'organo cosiddetto ordinario. Ogni sei mesi  il
  suo  assessorato provvede al rinnovo dei Commissari.  Tre  anni,  è
  vero  avveniva anche prima; ma è lei che ha detto che,  in  qualche
  modo,  doveva  rivoluzionare. E' lei che doveva fronteggiare  tutta
  una  serie di temi, di questioni importanti per i siciliani e  però
  di risultati ne abbiamo visti e ne abbiamo visti veramente poco.
   Mi  permetto  di  ricordarle l'IRCAC. Ha idea da  quanto  tempo  è
  commissariato? Ha idea da quanto tempo va avanti questa storia?  Mi
  permetto  di  ricordarle che lei qui dentro,  in  questa  Aula,  ha
  approvato  la  legge finanziaria dove all'articolo 48  ha  previsto
  alcuni  interventi per quanto riguarda le cooperative agricole.  La
  legge finanziaria è stata approvata nel maggio del 2015, e ad  oggi
  nessuna istanza è stata esitata.
   Dov'è  lei, Presidente? Le conosce queste questioni? Ha idea  cosa
  significhi questo nei confronti, ovviamente, delle cooperative  del
  settore agricolo? Mi auguro che il neo assessore Cracolici affronti
  immediatamente questa situazione e questa emergenza e  che  sia  in
  grado,  ovviamente, anche di superarla. Non è eredità  che  lei  ha
  ricevuto; è situazione che lei ha determinato per non avere  avuto,
  a   mio  avviso,  nessuna  visione  di  programmazione.  Come   non
  menzionare, Presidente, la nuova programmazione che prende il nome,
  se  non  ricordo male, 2014-2020. Stiamo esaurendo  il  2015  ed  è
  preoccupante che i fondi che sono stati programmati o  assegnati  e
  che  non vengono utilizzati la Sicilia li restituisce o li ritorna.
  La chiami come vuole lei.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Peccato, lei non è informato.
  Lei  non  sa  che  per la programmazione 2014-2020 ancora  ci  sono
  regioni che devono averla autorizzata.

   FAZIO.  Presidente Crocetta, mi dispiace, io non mi confronto  con
  le  altre  Regioni  Io mi confronto con la nostra  Regione   Io  mi
  confronto  con  la  nostra  realtà, dove il  confronto  non  regge.
  Abbiamo  bisogno,  sicuramente, di recuperare e me  lo  auguro  che
  questa  sia la volta buona, me lo auguro, e lo auguro ai siciliani,
  perché  essere presi in giro, per l'ennesima volta, non  credo  che
  possa  essere inghiottito sic et simpliciter. A lei non  posso  che
  augurarle  buon  lavoro  ed anche agli assessori.  In  ordine  alla
  lealtà  le  posso garantire che, da parte mia, c'è sempre  stata  e
  continuerà ad esserci. Credo di averla dimostrata, anche in  alcune
  occasioni forse abbastanza difficili per lei. Eppure, guardando più
  gli  interessi  dei  siciliani, non ho esitato anche  ad  assumermi
  alcune responsabilità di natura prettamente politica di cui ne vado
  anche  fiero.  Per  avere  fatto  gli  interessi  sicuramente   dei
  siciliani e non gli interessi di una parte politica. Mi auguro  che
  le  cose  possano cambiare e che non sia questa l'ennesima commedia
  cui, purtroppo, assistiamo o abbiamo assistito negli ultimi tempi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Io  mi
  sono  permesso  di  scrivere alcune righe perché credo  che  questo
  momento è un momento solenne, così come ha detto il Presidente,  al
  di  là  di  qualcuno che tende, in qualche modo,  ad  abbassare  il
  livello.  Ritengo  che  in  quest'Aula e,  soprattutto,  in  questi
  momenti  dobbiamo  avere grande rispetto ed io ho  rispetto  per  i
  colleghi,  rispetto  per il Governo, rispetto  per  chi  in  questo
  momento  svolge un ruolo ed è per questo che io leggerò, a  tratti,
  il  mio intervento. Sarà, appunto, un breve intervento. Oggi  nasce
  il  IV  Governo Crocetta e nasce senza poche difficoltà, anzi credo
  che è stato un parto difficile, però è nato ed è nato, credo, anche
  con  qualche  nota positiva. La nota positiva è la  presenza  delle
  figure   politiche  in  questo  Governo,  la  presenza  di  persone
  autorevoli che arricchiscono il quadro politico di questo Governo e
  sono  molto  fiducioso perché io credo nella  politica,  credo  nel
  primato  della  politica e, quindi, credo che i  politici  solo  al
  posto giusto possono dare il meglio di se stessi  ed affrontare con
  grande  determinazione e con grande forza questo momento di  grande
  difficoltà che vive questa terra.
   E  siamo,  caro Presidente, ad uno scorcio di legislatura  che  ci
  vedrà,  appunto, per i prossimi due anni, io lo spero ma  lo  spero
  non  per  noi  lo  spero per i siciliani, per questa  Sicilia,  per
  evitare  ulteriori fermi amministrativi e ritengo, al contrario  di
  quello  che ha affermato lei, Presidente,  che non potranno esserci
  altre esperienze se dovesse fallire questa.
   Io  non credo che ci possa essere un altro Governo, non credo  che
  possa  nascere  un Governo del Presidente, credo che  se  per  caso
  dovesse fallire questa esperienza noi abbiamo una sola strada che è
  quella di tornare alle urne e quindi tornare al voto.
   Le   aspettative  sono  tante,  Presidente,  le  aspettative   dei
  siciliani  sono veramente tante, perché tante sono le  emergenze  e
  tanti sono i problemi ancora irrisolti.
   E'  chiaro che lei non ha avuto la bacchetta magica, io di  questo
  gliene  voglio  dare atto, voglio dare atto a lei e agli  Assessori
  che  ha  ereditato una Sicilia con tantissimi problemi, una Sicilia
  che aveva ed ha tantissime emergenze.
   Certo, non è sua la responsabilità se ha ereditato 22 mila precari
  degli enti locali, non è responsabilità di questo Governo se lei ha
  ereditato 24 mila forestali, non è responsabilità di questo Governo
  se lei ha avuto una schiera di dipendenti del Consorzio di bonifica
  che sono veramente tantissimi.
   Io  le do dei numeri: solo nella mia provincia credo che siano più
  di  10  mila, 6 mila nella provincia di Enna, sono veramente numeri
  da capogiro e quindi noi sappiamo bene che questi sono problemi che
  purtroppo lei ha ereditato e che certamente non ha voluto.
   Certo,  noi  ci  saremmo aspettati di più,  ci  saremmo  aspettati
  molto,  molto  di più da questi Governi che si sono avvicendati  in
  questi anni ma purtroppo si è fatto poco, speriamo che adesso possa
  recuperare il tempo perso.
   Il  nostro auspicio è che questo Governo possa affrontare  con  la
  forza  e  la  determinazione necessaria  i  numerosi  problemi  che
  affliggono questa terra.
   E  certamente il mio Partito l'NCD non si tirerà indietro rispetto
  alle   riforme,  così  come  abbiamo  dichiarato,  caro  Presidente
  Musumeci, sappiamo bene che anche voi siete disponibili a votare le
  riforme e noi lo diciamo con grande apertura e con grande sincerità
  e saremo attenti su tutto ciò che verrà portato avanti dal Governo.
   E   perché  no,  saremo  anche  partecipi  con  le  nostre  azioni
  propositive per le riforme e saremo anche molto attenti a tutto ciò
  che  verrà  portato  avanti  e  lo  faremo  con  grande  senso   di
  responsabilità  perché  ritengo che  noi  siamo  il  Partito  della
  responsabilità,  il  Partito  che  ha  già  dimostrato  a   livello
  nazionale questa grande responsabilità.
   E  lo  ha dimostrato il nostro leader Angelino Alfano quando,  con
  coraggio, ha abbandonato la strada facile, la strada che lui aveva,
  perché  militava in un Partito dove per la verità aveva una  strada
  completamente   aperta  e,  invece,  ha  preferito   con   coraggio
  sganciarsi   per   garantire  al  Governo  di   potere   continuare
  quell'azione di governo per dare le risposte al nostro Paese.
   E  lo hanno dimostrato perché grazie alla loro presenza sono state
  approvate   tantissime   riforme,  vorrei  ricordare   quelle   più
  importanti: la riforma sul lavoro, il  jobs act , le riforme  sulla
  Pubblica Amministrazione, le tante riforme che sono state approvate
  e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto il nostro Partito.
   Ebbene,  questo modello noi lo vogliamo trasferire  alla  Sicilia,
  vogliamo  con la nostra presenza e con il nostro voto e  la  nostra
  disponibilità  dare  questo  apporto  e  supporto  e  dare   questa
  disponibilità per approvare, appunto, le numerose riforme di cui ha
  bisogno la Sicilia.
   Contribuiremo,  quindi, a dare la soluzione a dei  problemi  e  lo
  faremo anche se non siamo in maggioranza, anche se noi non siamo in
  maggioranza, caro Presidente, c'è poco da scherzare
   Mi  dispiace che lei assuma questo atteggiamento in Aula mentre un
  collega parla, ma io le posso assicurare che noi non facciamo parte
  della  maggioranza, noi siamo soltanto un partito che ha  stabilito
  un  patto  con l'UDC e il PD, un patto politico amministrativo,  un
  patto  che  ci vedrà sempre, come dire, vicini non solo per  questo
  scorcio  di  legislatura, ma anche in prospettiva per  la  prossima
  legislatura.
   Quindi,  abbiamo iniziato un percorso e un cammino che, al  di  là
  della Presidenza, al di là di tutto noi siamo per questo patto  con
  il PD  e con il Partito e con l'UDC.
  UDC che, come voi sapete, è stato ormai sancito un patto di unione,
  di  federazione,  di  Intergruppo, è nato già  un  Intergruppo  che
  speriamo possa, nei prossimi mesi, diventare un Gruppo unico.
   Ho  fatto  anche l'esempio dei due fiumi. In Brasile esistono  due
  fiumi,  uno che porta le acque chiare e l'altro che porta le  acque
  scure.
   Questi  due  fiumi  restano separati, ma  lungo  il  cammino,  nel
  momento  in cui confluiscono, poi diventano un unicum e quindi  noi
  saremo  assieme con l'UDC e questo è chiaro che lo faremo  nel  più
  breve  tempo  possibile  saremo un partito unico  che  vedrà  l'UDC
  assieme al partito NCD.
   Detto  questo, caro Presidente, non mi resta che augurare a questo
  Governo,  al  Presidente,  agli  Assessori,  un  buon  lavoro   con
  l'auspicio,  non  certo di cambiare totalmente le sorti  di  questa
  Terra,  ma  poter  dare,  spero,  mi  auguro,  un  contributo  alla
  soluzione dei tanti problemi che affliggono questa Terra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su alcuni
  aspetti l'onorevole Fontana abbia detto delle grandi verità.
   Riportando,  il  discorso  sul piano  della  serietà,  perché  con
  serietà abbiamo ascoltato tutti gli interventi, anche i più duri  e
  il  passaggio  che  si  è consumato su una prospettiva  per  questa
  Terra, fatta delle riforme che speriamo si facciano per davvero,  e
  su  questo  punto cercherò di leggere, non voglio  divagare  e  non
  voglio  sbavature, perché la mia posizione è notoria:  è  stata  di
  lealtà;  è  stata critica in alcuni passaggi di questa legislatura;
  ma  oggi  non  può  non  prendere atto di  confluenze  e  interessi
  politici  diversi, che guardano in prospettiva ad un Governo  della
  Regione che può fare delle cose.
   Detto  questo, come sempre, quando io intervengo non ho la fortuna
  di  essere  ascoltato dal presidente Crocetta.  Mi  consolo  questa
  volta con una squadra di Governo che considero autorevole, non solo
  per  la  storia  personale dei singoli colleghi che  oggi  sono  al
  Governo,  ma  per  lo spessore politico dei partiti  che  li  hanno
  designati.
   Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della Regione,
  signori  assessori  e onorevoli colleghi tutti,  ci  sono  momenti,
  passaggi della vita di un Paese, ma anche della vita di una  grande
  regione  come  la  Sicilia, in cui si è di fronte  ad  un  bivio  e
  bisogna scegliere. Noi siamo esattamente ad uno di questi momenti.
   Avevamo  dinanzi due scelte. La prima, quella che  forse  qualcuno
  dei  banchi  dell'opposizione e, segnatamente, che i  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle auspicavano: arrenderci;  lasciare  stare;
  assecondare gli eventi; inseguire le convenienze e in qualche  modo
  ritirarci. La seconda: assumerci fino in fondo la responsabilità.
   Presidente  Crocetta, non è un tempo normale  quello  in  cui  noi
  viviamo e non siamo chiamato a scelte normali. L'inquietudine della
  Sicilia  è  profonda. Io direi profondissima. Siamo ad un  incrocio
  pericoloso  tra  una  crisi economica e sociale  drammatica  e  una
  debolezza di rappresentanza politica.
   Se  oggi, però, siamo in quest'Aula, se oggi accanto a lei seggono
  i rappresentanti dei partiti e delle forze politiche che compongono
  la maggioranza, significa che abbiamo deciso di non rinunciare e di
  non far finta di nulla. E qua voglio rimarcare la differenza tra le
  forze  che  fanno la maggioranza e le forze che con  responsabilità
  voteranno  le cose con le quali abbiamo costruito il patto  d'onore
  con  il  Governo. E quelle cose le indicheremo e saremo decisi  nel
  rispetto delle stesse e nella tempistica per la realizzazione.
   Non  siamo  stati sempre d'accordo con il presidente Crocetta,  lo
  dicevo  prima.  Talvolta lo abbiamo criticato duramente:  su  certi
  passaggi abbiamo avuto un giudizio molto duro sulle sue decisioni e
  sul  suo operato. Oggi però non siamo qui per recriminare,  ma  per
  farci  carico, con lei Presidente della Regione, con gli amici  del
  partito  democratico  e  delle altre  forze  politiche,  di  questa
  situazione. Ce ne facciamo carico con coraggio, perché crediamo  in
  questa  terra, nelle sue potenzialità e perché crediamo che  questo
  sia  il senso vero della politica: provare concretamente a cambiare
  in meglio la vita delle persone.
   A  chi  dice  che  tutto fa schifo, a chi dice che le  istituzioni
  democratiche  vanno abbattute rispondiamo mettendo  in  campo  ogni
  nostra forza e ogni energia per realizzare il cambiamento.
   Noi  dell'UDC,  noi di questa maggioranza, che  abbiamo  vinto  le
  elezione - e vado oltre - noi uomini di buon senso che vogliamo per
  davvero  riformare  questa  terra,  non  vogliamo  rassegnarci.  Lo
  diciamo  a  testa  alta,  con coraggio,  fieramente:  non  vogliamo
  rassegnarci  al fatto che diventi luogo comune che le  istituzioni,
  la politica tutta, siano parte del problema della Sicilia.
   L'impegno che con il PD, con l'UDC e con gli altri alleati abbiamo
  sottoscritto  sana  il dimostrare che si può  fare  e  che  si  può
  finalmente provare a cambiare le cose.
   Questo sforzo richiede umiltà, forza e coraggio ma anche verità  e
  consapevolezza.
   La  consapevolezza della durezza di questa stagione,  una  durezza
  vera rispetto a cui nessuna leggerezza e nessuna superficialità c'è
  consentita  e poi la verità sullo stato della nostra Regione  e  su
  cosa accade fuori da quest'Aula.
   Poco  fa,  quando qualcuno ha detto che è stata rappresentata  una
  Sicilia che non esiste, non ha detto bugie.
   Bisogna  avere  la  consapevolezza di sapere fare  la  radiografia
  della  situazione esterna per incidere per davvero - cosa  che  noi
  speriamo, e siamo fiduciosi questo Governo possa fare
   Conosciamo la crisi sociale crescente, lo smarrimento di  fiducia,
  le  imprese  in difficoltà, i giovani che non vedono  la  luce,  il
  dramma di una disoccupazione e della precarietà.
   La  nostra sfida è riaccendere una speranza con le nostre  idee  e
  con i nostri valori.
   Penso,  Presidente,  che  il cambiamento  -  da  oggi  in  poi  mi
  rivolgerò  al  Governo della Regione considerato che il  Presidente
  non  è  in  Aula,  non lo cito - che il cambiamento principale  che
  dobbiamo imporci è quello di prospettiva.
   Noi come politici, come siciliani e come uomini dobbiamo avere una
  posizione fondamentale per i poveri.
   Presidente, dobbiamo ripartire dagli ultimi.
   Dobbiamo  ripartire  da chi ha di meno, dobbiamo  ripartire  dalle
  troppe  persone che sono ai margini, che non riescono ad immaginare
  un futuro possibile.
   Così  la  Sicilia  non  regge  e la questione  sociale  drammatica
  alimenta  questa distanza enorme fra le istituzioni e  i  cittadini
  così non riusciamo più ad essere comunità.
   Penso pertanto che bisogna fare e bisogna fare bene.
   Cosa significa ripartire dagli ultimi in Sicilia?
   Non  certo  alimentare forme di assistenzialismo  clientelari  che
  sono state la vera condanna socio-economica per queste terre.
   Ripartire  dai poveri, dai più disagiati significa dare  a  questi
  un'opportunità, una speranza e queste non si offrono con le  parole
  ma con una seria e lungimirante politica riformatrice.
   Solo  se  riusciremo  a  mettere in campo una  politica  seria  di
  riforme, riusciremo ad agganciare il treno della ripresa e  a  dare
  una risposta concreta alle aspettative dei siciliani in difficoltà.
   Le riforme - parlo con tutti i colleghi anche con quelli che hanno
  fatto  un'opposizione  dura  e leale,  riconosco  che  il  pensiero
  dell'onorevole Musumeci è stato chiaro nel definire il  percorso  e
  l'ambito - non sono un concetto astratto, colleghi del Governo.
   La  rivoluzione non è una parola magica per politici in difficoltà
  ma  in  questo contesto devono diventare la via delle cose che  noi
  dobbiamo  fare e dobbiamo partire dal bisogno principale che  hanno
  le persone che è il bisogno di lavoro.
   In  Sicilia  il  tasso di disoccupazione nel 2014  è  aumentato  e
  crescerà anche per il 2015.
   Il  jobs  act come dimostrano i dati sta solo stabilizzando  parte
  degli    esistenti    posti    di    lavoro    senza    intervenire
  significativamente sulla creazione di nuovi posti di lavoro.
   Il   beneficio  dello  sgravio  contributivo  con  un   tasso   di
  disoccupazione in crescita, da solo, non aiuta.
   Le  condizioni di sviluppo le creano le infrastrutture e le misure
  di investimento.
   Ecco  Presidente,  - grazie per essere ritornato  in  Aula  -  per
  creare  lavoro  abbiamo  bisogno di  riforme,  abbiamo  bisogno  di
  semplificare la pubblica amministrazione e di rinnovarla e  aprirla
  anche grazie al digitale.
   Abbiamo  bisogno  di programmare e spendere bene  fino  all'ultimo
  centesimo  dei fondi europei nei settori più delicati e  strategici
  per  la  nostra Isola. Abbiamo bisogno di fare sistema  coordinando
  settori  importantissimi,  come il turismo  i  beni  culturali,  le
  infrastrutture,   le  attività  produttive  e   le   politiche   di
  investimento tutte.
   Fare  sistema  non  è soltanto un invito, ma una  vera  e  propria
  strategia.  Non è pensabile ad esempio, fare decollare  il  settore
  fondamentale del turismo che, in questo momento può beneficiare dei
  flussi  turistici che lasciano la Tunisia e l'Egitto, e qua  voglio
  fare  i complimenti all'assessore Barbagallo, perché lo stimo  come
  persona  e  ritengo sia la persona giusta, al momento giusto  e  al
  posto giusto, se non siamo in grado di varare un piano avanzato  di
  mobilità  siciliana,  che  mette i siciliani  nelle  condizioni  di
  muoversi  facilmente, da un capo all'altro dell'isola e ai  turisti
  di  raggiungerla con facilità. E ancora di mettere in rete i nostri
  beni culturali.
   E  qua  ritorniamo  con il piano di investimento  sulle  politiche
  aereo-portuali che, ancora dobbiamo capire e cercare di comprendere
  fino in fondo.
   Non   credo  che  nessuno  delle  persone  che  sono  presenti   o
  l'assessore  Baccei,  quando arriva da Roma  usa  la  macchina.  In
  Sicilia  ci si muove soltanto se il sistema aeroportuale  funziona.
  Così   come   non   è   pensabile  rinnovare  il   nostro   sistema
  infrastrutturale  senza  vincere la sfida,  sempre  più   pressante
  contro   il  rischio  idrogeologico  che  richiede  sì,  interventi
  straordinari ma anche rispetto e monitoraggio dei nostri territori.
  Presidente Crocetta le sfide sono tante e difficili, ma  ognuna  di
  questa rappresenta una possibilità di sviluppo e innovazione.
   Non dobbiamo avere la presunzione di vincere queste sfide da sole,
  anzi  è  necessario vincere queste scommesse coordinandoci  con  lo
  Stato  in  un rapporto sereno e paritario, dove la nostra autonomia
  non  è  più una scusa ma un'opportunità per fare di più e per  fare
  meglio.
   E'  il  momento di agire in maniera risoluta. Tutti noi, a diversi
  livelli,  avvertiamo gli effetti drammatici di un lungo periodo  di
  stagnazione,  una  stagnazione prodotta da  mancanza  di  decisioni
  rapide,    dalla   paralisi   di   molte   parti   della   pubblica
  amministrazione, dall'inefficienza delle responsabilità sedimentate
  in  molti  ambienti  della vita collettiva e non  da  ultimo  dalla
  pervicace  resistenza dei reticoli corporativi e  individualistici,
  tuttavia  la stagnazione nel nostro sistema è stata ed  è  anche  e
  soprattutto  conseguenza di un deficit di  qualità  e  di  spessore
  culturale della politica.
   Voglio  prendermi  tutte  le  responsabilità,  proprio  mentre  ci
  avviciniamo  a cambiamenti epocali, la politica ha rinunciato  alla
  sua  funzione di guida e direi anche di pedagogia sociale  e  si  è
  dissociata dalla sua cultura e dai suoi valori.
   Di  questi  tempi  la  politica si è personalizzata,  banalizzata,
  semplificata, sino al punto di parlare per slogan. Si è  arresa  ad
  un  rapporto solo mediatico con i cittadini ed ha abdicato rispetto
  a doveri di autonomia e di libertà verso nuovi centri di poteri.
   E'  vero,  e su questo terreno noi crediamo signor Presidente  che
  serva   la   vera  e  radicale  discontinuità.  Vera   e   radicale
  discontinuità, quella discontinuità che si può palesare  e  noi  lo
  apprezziamo nei simboli e nei gesti, perfino negli stili, che  deve
  però  dimostrare  di  essere  tale  nei  princìpi,  nei  valori   e
  soprattutto nell'azione di governo.
   Signor  Presidente  i siciliani ci chiedono di  sbrigarci,  ce  lo
  chiedono  perché sono stanchi di vuoti, delle decisioni non  prese,
  degli annunci seguiti da altri annunci, dalle riforme evocate e mai
  praticate,  da una gigantesca rete di norme e di apparati  che  sta
  affossando  tutti e tutto, senza peraltro garantire  trasparenza  e
  legalità
   L'opera  che attende il suo governo e tutti noi, signor Presidente
  e  dunque difficile e complessa, l'Udc, ci sarà con i suoi uomini e
  con  le  sue donne, con parole di chiarezza e di lealtà che abbiamo
  sempre pronunciato non con la lingua biforcuta o con tono paludato.
   Mi  auguro che le nostre preoccupazioni, le nostre sollecitazioni,
  le  possano  essere  utili, soprattutto  ora,  che  la  strada  del
  Governo,  del  Governo delle cose concrete, con gli uomini  giusti,
  aggiungo  io  presidente, e delle riforme serie e  profonde  si  fa
  stretta e ripida, dove ognuno di noi ha messo con ruoli diversi  la
  faccia  e,  mi creda, non intende sbagliare. Su questa strada,  noi
  c'eravamo già e saremo lieti di percorrerla insieme a lei,  con  il
  suo Governo con coraggio, lealtà e impegno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  apprezzato
  l'intervento  del Presidente della Regione, che ha  ricostruito  in
  maniera  efficace le ragioni che lo hanno indotto a  promuovere  il
  Governo  che  ha  presentato oggi al Parlamento,  e  anche  per  il
  tentativo che ha fatto nei confronti di tutto il Parlamento,  e  in
  particolare  dell'opposizione, di definire un terreno di  confronto
  positivo per il futuro della Sicilia.
   Le   risposte  da  parte  dell'opposizione  sono  state  negative,
  legittimamente, c'è stato, pure, qualche atteggiamento, come  dire,
  sprezzante ma questo fa parte della dialettica parlamentare.
   Io  inviterei  il Presidente della Regione a insistere  su  questa
  strada, perché nel momento in cui si affronteranno i nodi che  sono
  al centro di problemi della Sicilia credo che, entrando nel merito,
  il  confronto farà emergere le posizioni vere e la vera intenzione,
  di  tutto  il  Parlamento  e  dell'opposizione,  di  concorrere  ad
  affrontare,  in  termini  legislativi,  le  questioni  dalle  quali
  dipende  il futuro della Sicilia. A partire dalle riforme,  di  cui
  parliamo   spesso,  perché  tutti  quanti  conveniamo   su   questa
  necessità,  e,  come dire, richiamando per ricordare  alcune  delle
  questioni  che,  secondo  me,  sono  fondamentali  per  esempio  la
  necessità  di  un  rapporto positivo con il Governo  nazionale  che
  metta  nelle condizioni la Sicilia, non il Governo Crocetta  ma  la
  Sicilia, di potere affrontare le emergenze in atto ma, soprattutto,
  di  guardare  al  futuro in termini meno difficili  di  quanto  non
  appare oggi.
   Lo   dico,   per   esempio,  per  quanto  riguarda  le   questioni
  finanziarie.  Io  concordo con il Presidente della  Regione  quando
  dice,  noi  non  abbiamo  un  atteggiamento  rivendicazionista  nei
  confronti del Governo nazionale, ma vogliamo al contrario  definire
  un  percorso che consenta alla Sicilia di avere le risorse  che  le
  spettano  nel confronto con le altre regioni a statuto speciale,  e
  anche con le regioni a statuto ordinario.
   E  ci sono tutta una serie di temi, che sono stati ricordati nella
  discussione che ha preceduto il varo del Governo, rispetto ai quali
  c'è  anche  un  confronto  in atto con  il  Governo  nazionale  per
  definire, in maniera chiara, le risorse che sono necessarie per  la
  Sicilia.
   Il   Partito  Democratico  ha  partecipato  con  convinzione  alla
  formazione   di   questo  Governo.  Un  Governo  che   vedesse   un
  coinvolgimento, maggiore, delle forze politiche che hanno sostenuto
  il  Presidente  della Regione al momento della  sua  elezione,  dei
  gruppi  parlamentari  che lo hanno sostenuto nel  corso  di  questi
  mesi,  per  affrontare questa seconda parte della  legislatura  che
  abbiamo davanti nell'interesse dei siciliani.
   Che  ci sia una situazione, rispetto alla quale c'è bisogno di  un
  Governo,  lo dicono anche i segnali che abbiamo avuto nel corso  di
  questi  mesi. La vicenda del viadotto dell'Imera, la vicenda  della
  frana  di  Letojanni, la drammatica situazione che sta  vivendo  la
  città di Messina, ci dicono che il tema di un progetto di contrasto
  e  prevenzione  del  dissesto idrogeologico  della  Sicilia  è  una
  priorità  rispetto  alla  quale possiamo  incrociare  positivamente
  anche  l'impegno che il Governo nazionale ha messo e vuole  mettere
  in questa direzione.
   Richiamo questo elemento che  è di grandissima attualità ma che  è
  essenziale perché non solo come dimostra la vicenda di Messina,  ci
  sono  livelli  minimi di civiltà che devono essere salvaguardati  e
  che  evidentemente  rischiano nella nostra Regione  di  non  essere
  assicurati  ma se guardiamo a quello che è successo sulla  Messina-
  Catania  e  sulla Palermo-Catania dobbiamo sapere  che  rischia  di
  essere  messo  in ginocchio non solo il diritto alla  mobilità  dei
  siciliani,  ma  di  avere riflessi economici drammatici  sulla  già
  difficile economia siciliana.
   Partendo da queste considerazioni il Partito Democratico, tutto il
  partito,  il  Gruppo  parlamentare  dopo  una  riflessione  e   una
  discussione  anche impegnativa al proprio interno  ha  ritenuto  di
  dovere  sostenere questo sbocco, di dovere offrire ai siciliani  un
  nuovo   impegno  da  parte  dei  partiti,  da  parte   dei   Gruppi
  parlamentari anche con chi ha determinato, credo, anche  la  scelta
  importante  che  ha  fatto il Gruppo dell'NCD di  sostenere  questa
  maggioranza.
   Io naturalmente ho apprezzato l'intervento del collega Fontana per
  la  chiarezza  e  l'onestà, fra l'altro non mi pare  che  si  possa
  considerare  uno  scandalo nel momento in cui  l'NCD  come  è  noto
  partecipa a pieno titolo da protagonista alla maggioranza che regge
  il  Governo, il Governo del Paese, in una realtà nella quale  tutti
  quanti  avvertiamo la necessità di un confronto e di un impegno  da
  parte  del Governo nazionale, credo che sia come dire, lo considero
  una  scelta coraggiosa, impegnativa da parte dei colleghi  dell'NCD
  del  Parlamento siciliano, ma anche in qualche maniera coerente con
  la scelta che quel partito ha fatto a livello nazionale.
   Quindi  oggi ci sono le condizioni politiche per affrontare meglio
  i  problemi  della  Sicilia e comunque con un rinnovato  impegno  e
  penso  che  questa  scelta che hanno fatto i  partiti  e  i  Gruppi
  parlamentari  che  hanno deciso di sostenere  il  Governo  Crocetta
  possa  essere un termine di confronto costruttivo per le forze  che
  legittimamente hanno scelto un ruolo di opposizione.
   Io non entro naturalmente nel merito delle critiche che sono state
  fatte,  in  qualche maniera  preventive al Governo che  si  insedia
  oggi, naturalmente le critiche sono state fatte all' esperienza  di
  Crocetta  in  questi anni, ma le critiche vanno  sempre  ascoltate,
  però  voglio  dire ai colleghi dell'opposizione che  ci  sono  temi
  rispetto ai quali, che interpellano tutti e che non possono  essere
  liquidati  addebitando agli altri a chi governa  la  responsabilità
  dei problemi drammatici che vive la Sicilia.
   Ne  abbiamo  parlato altre volte, la situazione finanziaria  della
  Regione non è certamente stata determinata dal Governo Crocetta, la
  situazione  preoccupante  dell'economia siciliana  è  frutto  della
  storia  della Sicilia, ma anche di una attenzione non  adeguata  da
  parte dei Governi nazionali rispetto ai problemi del mezzogiorno  e
  della Sicilia.
   Anche   qui   un  governo  pienamente  operativo,  un   parlamento
  pienamente impegnato può intercettare a vantaggio della Sicilia  le
  misure   che  il  Governo  nazionale  ha  messo  nella  finanziaria
  destinandole al Mezzogiorno.
   Credo che anche da questo punto di vista è utile e necessario  che
  ci sia un governo efficiente della Regione siciliana, che ci sia un
  pieno coinvolgimento dei partiti e delle forze parlamentari.
   Tutto  questo  non sarà sufficiente a risolvere i  problemi  della
  Sicilia,  alcuni dei quali sono ovviamente annosi.  Nessun  governo
  può  immaginare  oggi di affrontare e risolvere il  problema  della
  disoccupazione  a  partire  da quella giovanile  che  è  a  livelli
  inaccettabili e insostenibili. Cito questo per tutti. E' del  tutto
  evidente  che  un  governo  che riesce ad intercettare  risorse  da
  destinare  alla  creazione di nuove opportunità  di  lavoro,  della
  costruzione  di nuove imprese in Sicilia, determina  le  condizioni
  per guardare con minore affanno e con minore angoscia al futuro.
   Può essere un messaggio ai nostri giovani che in misura eccessiva,
  grave  nel corso di questi anni, hanno pensato al loro futuro fuori
  dalla Sicilia, nel nord Italia, o addirittura all'estero.
   Non per fare e non per migliorare la loro condizione dal punto  di
  vista   professionale,  spesso  svilendo   la   formazione   e   la
  professionalità  che  avevano  acquisito  nelle  scuole   e   nelle
  università siciliane.
   Credo  che  su  questo  terreno il Governo saprà  selezionare  gli
  obiettivi  da  perseguire nell'arco dei prossimi anni,  avvierà  un
  confronto  serrato,  ma  costruttivo con il Governo  nazionale  per
  consentirci  di guardare ai prossimi bilanci, a partire  da  quello
  del  2016, in termini positivi, e naturalmente con il concorso  del
  Parlamento,  individuare  quel percorso  che  con  le  riforme  che
  dobbiamo  fare  e  con le risorse che devono venire  da  un  giusto
  rapporto  con il Governo nazionale, guardare a questi prossimi  due
  anni  come una fase positiva che consenta di guardare oltre la fine
  di  questi  legislatura,  ad un futuro  meno  problematico  per  la
  Sicilia,  per  i  siciliani,  ma  anche  per  le  istituzioni   che
  rappresentano la Sicilia, il Governo e il Parlamento.
   Con  questa considerazione, rinnovando l'impegno pieno del Partito
  democratico  a  sostegno  del Governo che l'onorevole  Crocetta  ha
  presentato  oggi in Aula, auguro al Presidente della  Regione  e  a
  tutti gli assessori buon lavoro perché dal loro lavoro dipende  una
  parte della soluzione dei problemi drammatici che ha la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, questa è la prima volta che prendo  la  parola
  alla presentazione di un governo.
   La  prendo per dire delle cose che penso, una delle prime cose che
  mi  piace  dire stasera che provengo, fortunatamente per me,  dalla
  prima  Repubblica, è che ho sempre sostenuto la tesi che i  tecnici
  della politica sono i politici.
   Stasera, vedendo le persone sedute nel banco del Governo,  e  vedo
  almeno  da  sei a sette politici,  onestamente sono contento.  Sono
  contento  perché  come dicevo poc'anzi sono sostenitore  di  quella
  tesi.  Sono  contento  perchè finalmente c'è  qualcuno  che  non  è
  solamente  un tecnico, che ci mette la faccia. Sono deputati,  sono
  persone  che  hanno fatto politica. Sono persone  che  hanno  fatto
  anche  sindacato,  perciò sono persone che ci  stanno  mettendo  la
  faccia, nulla togliendo alla dottoressa Contrafatto, a Baccei o  al
  professore Vermiglio che non conosco o a Croce. Sicuramente  questi
  due  anni  devono  essere  due  anni  di  lavoro  intenso  che   va
  dall'agricoltura per finire al turismo o alle infrastrutture.
   Non vorrei parlare di cose solamente retoriche, vorrei parlare  di
  fatti concreti.
   Assessore  Pistorio, lei ha una situazione, fra le  migliaia,  che
  sono  quella  dell' autostrada, quella del problema  dell'acqua  su
  Messina,  ma uno dei problemi principali che lei dovrà risolvere  e
  dovrà  sicuramente  concentrarsi  è  quello  delle  IACP.  Ci  sono
  centinaia  di  migliaia di alloggi, molti che  sono  abitati  dalla
  mafia,  da  delinquenti e quant'altro, molti  da  persone  perbene,
  questi  alloggi se lei va a fare una statistica noi incassiamo  dal
  10 al 12 per cento non ce lo possiamo più permettere.
   Assessore Lo Bello, lei ha una delega importantissima che è quella
  che potrebbe avere lo sviluppo di questa nostra regione. Ci sono le
  aree  industriali  della  Sicilia  completamente  abbandonate,  gli
  imprenditori  siciliani, gli imprenditori del catanese  quella  che
  una  volta  era  definita la Milano del sud, sono  in  procinto  di
  chiudere,  perché quando piove si allaga tutto. Per non parlare  di
  quello che succede a Palermo, per non parlare di quello che succede
  in provincia di Caltanissetta.
   Lei, Assessore, se vogliamo dare in questi due anni, perché per me
  il  punto  essenziale  della nostra attività  politica  è  il  bene
  comune, solo questo ci deve contraddistinguere, il bene comune, che
  va  dall'IACP,  che  va dall'IRSAP, che va a diverse  sfaccettature
  della nostra società.
   Qualche  volta sono stato anche, non in quest'Aula  ma  nella  mia
  attività politica, in opposizione. Capisco che magari si deve  fare
  un  poco  di propaganda e così via, ma quando sento alcune cose  mi
  viene da ridere: rifiuti zero. Che significa rifiuti zero?
   Presidente, viene attaccato perché non è stato capace a ridurre la
  raccolta  differenziata:  rifiuti zero.  Significa  che  da  domani
  mattina  in  poi  tutti i rifiuti che ha se li deve mangiare   L'ha
  capito  presidente Crocetta? Ce li dobbiamo mangiare  Che significa
  rifiuti zero? Significa niente  E' una parola vuota, una parola che
  non  ha  significato  perché quando si  parla,  si  parla  solo  ed
  esclusivamente,  molte volte, per sentito dire. Molti  prendono  ad
  esempio la Germania. La Germania è la nazione in Europa che fa meno
  rifiuti  che  porta in discarica. Bravi  Li porta all'inceneritore.
  Ha  il  3 per cento dei rifiuti che vanno in discarica e lo  sapete
  che cosa sono? Sono le ceneri degli inceneritori.
   Assessore  Contrafatto, andiamo avanti su questa idea. Sicuramente
  ci sarà gente che non sarà d'accordo e deve essere così e gente che
  ci  darà  ragione  perché, altrimenti, se dobbiamo rimanere  ancora
  all'età  della  pietra, va bene adottiamo questo  slogan:   RIFIUTI
  ZERO ;  ci siamo?
   Assessore  Pistorio, mi raccomando da domani mattina  non  produca
  più rifiuti

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, brevemente,
  per qualche precisazione.
   Ringrazio  i  parlamentari presenti ancora  in  Aula  che  ritengo
  questo  un  gesto  sicuramente di correttezza  politica  quando  si
  interviene.
   Guardate,  io sono orgoglioso di avere questo Governo e  di  avere
  dato  le  deleghe a questi parlamentari, per essere molto ma  molto
  chiaro.
   Si   possono  rispolverare  tutti  i  litigi,  le  questioni,   le
  contrapposizioni, eccetera, ma la politica non  è  il  regno  della
  guerra  permanente,  è  il terreno invece in  cui  a  volte  ci  si
  scontra,  a volte ci si confronta, a volte si litiga ed a volte  ci
  si mette d'accordo. Io tutto questo lo rivendico.
   Così  come rivendico gli scontri oggi, rivendico la pace raggiunta
  ed   una  serenità  che,  credo,  sia  estremamente  importante   e
  soprattutto perché vista nell'interesse della Sicilia. Anche perché
  quando   delle  persone  riescono  a  fare,  eventualmente,   delle
  mediazioni con gli altri, riescono a raggiungere quelle intese  che
  sono necessarie e, poi, per un concetto più generale io ritengo che
  sia molto importante.
   L'altra volta, in una discussione che avevo con un amico politico,
  mi  piace  citare  l'argomento perché poi è tema  anche  di  questa
  serata,  parlavamo  di Machiavelli e di Gucciardini.  Questo  amico
  politico  mi diceva:  vedi Gucciardini dice che negli interessi  ci
  si  può  mettere d'accordo quando i tuoi interessi quadrano  con  i
  miei. E, quindi, ognuno di noi ha dei vantaggi . Io ho risposto che
  mi ricordavo di quel principe di Machiavelli, di Gramsci, che dice,
  che  accusava  il papato di essere troppo forte fino  al  punto  di
  impedire l'unità d'Italia ma troppo debole per realizzarla.
   Allora, ognuno può pensare ai propri particolari, particulare,  io
  penso all'Unità d'Italia. Il tema che noi abbiamo è quello che  non
  abbiamo  fatto  un  incontro  di  vicende  particolari,  perché  se
  avessimo fatto l'incontro delle vicende particolari, probabilmente,
  troveremmo molto più entusiasmo ed alcune assenze non ci  sarebbero
  stasera.
   Io  ho  ragionato  con la politica nazionale  in  una  fase  della
  Sicilia.  Io, fortemente autonomista, ho ragionato con la  politica
  nazionale  in una fase in cui intravedo difficoltà con  la  Sicilia
  che  vanno risolte. Il tema della quadratura dei conti che non  può
  essere  l'FSC,  che  ogni anno si destina  e  togliamo  soldi  agli
  investimenti  per coprire il bilancio. Il tema di ripristinare  una
  serie di entrate che negli anni sono stati, dal Governo Lombardo in
  poi,  vittima  di  questi tagli fino al nostro governo,  che  hanno
  subito  tagli assurdi che, praticamente, fanno mancare  le  entrate
  alla Sicilia.
   Parliamoci chiaro: non avendo noi aumentato le spese, ma  avendole
  consistentemente   diminuite  di  circa  3   miliari,   nell'ultimo
  triennio, mi venite a spiegare perché non quadrano i conti? Abbiamo
  avuto  questa diminuzione delle entrate così radicale di 3 miliardi
  in meno? Non penso.
   Allora,  ci  sono alcuni temi che dobbiamo affrontare e  che  sono
  legati,  proprio,  al  minore apporto  che  ha  avuto  la  finanzia
  siciliana  per  effetto di una serie di leggi,  provvedimenti,  che
  hanno  penalizzato  la  Sicilia, che  hanno  fatto  mancare  queste
  risorse.  Anche  sul  piano  più  concreto  ed  effettuale,  quando
  qualcuno dice perché destinate i 650 milioni degli investimenti  su
  679  mila  per  essere  esatti all'FSC e  non  alla  copertura  del
  bilancio? Si vuole essere onesti? Perché io capisco la politica  di
  rifare  trazzere e pensa di avere fatto una grande autostrada,   ma
  non capisco, invece, la politica dei partiti quando quella politica
  dei partiti finisce per sposare questi concetti. Perché a furia poi
  di  sposarli,  questi  concetti, coloro  che  godono  dei  vantaggi
  politici, di un qualunquismo così spaventoso, non sono i partiti ma
  è l'antipolitica.
   Allora,  il  tema  principale che noi dobbiamo avere,  per  questo
  quando  dicevo quel patto di lealtà con la politica, lo dicevo  nel
  senso  che  noi  dobbiamo  cominciare ad  avere  un  Governo  delle
  istituzioni dei partiti che abbiano la loro razionalità.
   Quando  dico  la loro razionalità, noi possiamo dire  che  c'è  la
  disoccupazione, benissimo ed è vero; che le imprese sono fallite  è
  vero,  però non possiamo non dire che nel 2014  il PIL per la prima
  volta ha smesso dopo sette anni - perché questi sono dati ufficiali
  -  non  possiamo  non  dire  che nel  2015  noi  abbiamo  avuto  un
  incremento  dello 0,4 per cento contro una previsione negativa  che
  faceva  l'Assessorato all'economia che proiettava una posizione  di
  meno  4  e  invece  abbiamo  avuto più 4,  cioè  0,8  in  più,  per
  intenderci.
   E'  un  dato,  fra  l'altro io questo dato, siccome  lo  sostenevo
  quando  abbiamo  fatto il DPEF è stato uno degli argomenti,  perché
  ritenevo  irrazionale che noi non avessimo un  incremento  del  PIL
  proprio  in  considerazione  dell'incremento   turistico  positivo,
  dell'incremento dell'export che è un dato reale.
   L'onorevole Cancelleri può dire:  Non va bene l'economia , ma  chi
  ha  detto che ci troviamo nel mondo delle meraviglie dove io  sarei
   Alice nel mondo delle meraviglie .
   Non  l'ho mai sostenuto, ho detto che noi abbiamo avuto sette anni
  di 14 per cento di perdita di PIL con licenziamenti e perdita delle
  imprese e che questo, anche con tutti i miracoli che volete,  anche
  se  chiamiamo qualche santo guaritore dell'altro mondo,  questo non
  si risolve in pochi anni.
   Però,  nessuno  può  dire  che  noi non  abbiamo  cambiato  questa
  tendenza con i dati.
   Io  non  voglio  presentare niente, vogliamo dire i licenziamenti?
  Sono  avvenuti.  La  costituzione ai processi di  mafia?  Ci  siamo
  costituiti  in  tutti  i processi di mafia. Noi  abbiamo  decine  e
  decine  di  costituzione di parte civile e  questi  sono  atti  che
  possiamo dimostrare. Ce l'abbiamo, onorevole Musumeci, con gli atti
  alla mano.
   Noi  ci siamo costituiti nei grandi procedimenti di mafia come  in
  tutti  i  procedimenti della Pubblica Amministrazione. Successe  un
  incidente  attorno  al mistero su un caso di  corruzione  che   noi
  avevamo  denunciato, anzi che l'Assessore Lo Bello aveva denunciato
  alla Magistratura.
   E  sarebbe  stato singolare che l'atto della denuncia che  abbiamo
  presentato  non  avesse  nessun  interesse,  stranamente    nessuno
  ricevette nella burocrazia questa notifica ed ancora siamo cercando
  di capire perché non venne notificata ma che dal punto di vista del
  Governo  c'era  l'idea chiara di perseguire quel  crimine  fino  al
  punto  di  denunciarlo  e di licenziare i dipendenti  mi  pare  che
  entrambe le cose sono avvenute.
   Io  non  capisco  l'onorevole  Falcone   quando  dice:   La  legge
  finanziaria  entro  il  31 dicembre . Che  lo  dica  il  Presidente
  dell'Assemblea  è  giusto,  perché  ci  richiama  al  nostro  ruolo
  istituzionale,  però che lo dica la politica è veramente  surreale,
  perché  se  noi  sappiamo che il 2016 e 2017 non  quadrano  fino  a
  quando  non chiudiamo l'accordo col Governo nazionale mi  si  vuole
  spiegare  come   possiamo fare il bilancio  adesso,  prevedendo  il
  licenziamento di 50 mila persone?
   Perché  queste  sarebbero le condizioni  per  un  miliardo  e  400
  milioni  in  meno  o  no?  Quindi,  questo  uso  strumentale  della
  politica, che serve solo come denuncia e non entra nel merito delle
  cose, è accettabile da forze politiche moderate?
   Questo  è  il  tema,  perché io posso  capire  che  un  po'  degli
   scappatelli   che  improvvisamente fanno delle  cose  un  po'  più
  importanti dicano queste cose, ma non li può dire la politica   con
  la  P  maiuscola.
   Noi   abbiamo  il  problema  di  cominciare  a  ripristinare   una
  contabilità vera, seria che ci dà delle garanzie. Questa è la sfida
  del Parlamento e della politica siciliana, se poi vogliamo lasciare
  tutto   all'antipolitica   e   allo  sfacelo   delle   istituzioni,
  continuiamo a fare pure  Continuiamo con il niente va bene
   Noi  abbiamo  il  coraggio  di  destinare  due  miliardi  non   ai
  progettisti che hanno fatto i grandi progetti che verranno  pagati,
  perché  facendo grandi opere simboliche, per cui andiamo a tagliare
  un  nastro  tra  tre,  due anni, al dissesto idrogeologico  e  alle
  strade,  mettendo  in  discussione  una  programmazione  che   sarà
  importante,  che abbiamo il dovere di portare avanti  con  i  fondi
  strutturali, ma nell'emergenza, utilizziamo i soldi dell'emergenza,
  un massiccio intervento che può determinare tanti cantieri.
   La   spesa   Europea.   Perché  si  dice  che  noi   restituiremo,
  restituirete   i   soldi,   sempre   dice   l'onorevole    Falcone:
   Vergognatevi  .   Cioè ci dovremmo vergognare in  anticipo  di  un
  risultato  che  sarà smentito  A quel punto si dovrebbe  vergognare
  chi  ha  detto  vergogna  Ma questi possono essere linguaggi  della
  politica? Con estrema sincerità
   Io debbo dire che fra i discorsi delle opposizioni un ragionamento
  che  ho apprezzato è quello del presidente Musumeci, salvo il fatto
  dell'intercettazione,  perché  l'incidente  probatorio  che  si   è
  concluso, che si è concluso, ha accertato che quella telefonata non
  c'è.  Non  potrebbe  riservare  sorprese   E'  stato  chiuso  e  ha
  accertato che quella telefonata non c'è.
   Certamente, l'Assessore Borsellino alla quale viene fatto  leggere
  un   finto   dossier  avrà  avuto  ben  ragione  di   fare   quelle
  dichiarazioni, perché anch'io se avessi letto quelle  dichiarazioni
  false  avrei,  probabilmente, detto cose anche pesanti.  Perché  lo
  capisco bene  Se a uno gli danno la polpetta avvelenata è chiaro ed
  evidente.
   La  storia  chiarisce sempre le cose. Resta il fatto  che  quattro
  Procure l'hanno smentita, l'incidente probatorio lo dice e ci  sono
  dei  giornalisti per cui è stato richiesto addirittura il  processo
  immediato.  Questi  sono i fatti. Poi, noi possiamo  ragionare,  la
  politica può dire quello che vuole, fare le sue valutazioni,  resta
  il fatto che questa è la realtà in uno Stato di diritto.
   In  uno  Stato di diritto la realtà è che c'era una montatura  con
  una  speculazione politica inaudita e che questa montatura è  stata
  smentita  da  quattro  Procure,  tutte  le  Procure  Antimafia,   e
  dall'esame dei nastri e l'incidente probatorio; per giunta, quindi,
  anche  dalla verifica che hanno dovuto fare i giornalisti che hanno
  richiesto.
   La  città  di  Messina e l'acqua. Guardate, io ho i  messaggi,  le
  prime  telefonate. Ho ricevuto telefonate dal Sindaco Accorinti  il
  21  ottobre, la prima rottura si è verificata il 23 di ottobre, due
  giorni  prima  quindi non poteva avere parlato di  questo.  L'altra
  telefonata  l'ho ricevuta il 3 novembre, siccome la  rottura  si  è
  verificata il 30 ottobre, significa che il Sindaco Accorinti mi  ha
  cercato quattro giorni dopo la rottura dei tubi.
   Quindi,  quando  l'Assessore ha detto tre giorni,  è  stata  molto
  generosa e la Protezione civile non l'ha chiesta il Comune,  glielo
  mandata io, motu proprio  .

   MUSUMECI. Quindi Accorinti è incapace

   CROCETTA, Presidente della Regione e l'emergenza, la questione che
  l'AMAM  è  stata incapace di riparare una rottura. Cioè, è inaudito
  che ci sia una rottura di un tubo e siamo costretti a dichiarare lo
  stato  di  calamità e di emergenza, che avviene di  norma  dopo  un
  terremoto,  non per la rottura di un tubo  E' che io mi sia  dovuto
  adoperare per fare dichiarare questa emergenza
   Non  voglio entrare nel merito, resta il fatto che quando  abbiamo
  fatto  l'incontro  con  l'AMAM,  l'AMAM  con  una  fornitura,   noi
  nell'emergenza  siamo  riusciti  grazie  a  questi  interventi   ad
  assicurare   300   litri   di  acqua  al   secondo   che   venivano
  dall'Alcantara, ha incrementato a 500 grazie a una valvola  che  ha
  inserito  Sicilia  Acque;  e  75  litri  che  venivano  dalla  nave
  cisterna:  quindi  575  litri. La città  di  Messina  fa  240  mila
  abitanti. Vi ricordo che a Gela, che ha 80 mila abitanti,  con  150
  litri  non riuscivamo ad assicurare l'acqua 24 ore su 24, ma  mezza
  giornata  sì.  Quindi,  la  capienza  quanto  sarebbe,  450  litri?
  Venivano  150  litri  pro capite. La media  italiana  di  fornitura
  dell'acqua è di 175 litri per abitante. Solo Catania ha  240  litri
  d'acqua al giorno e Milano ne ha 220. Agrigento attualmente ha  una
  fornitura di acqua, nello standard normale, di 98 litri. A  Messina
  abbiamo  dato 175 litri d'acqua e l'AMAM non riusciva a fornire,  e
  ancora  non  ci  riesce, i quartieri alti della  città,  perché  il
  sistema di distribuzione dell'acqua è medievale.
   Allora  questa  sarebbe  la  colpa  del  Governo  regionale,   per
  intenderci?
   Vi rendete conto che in questa Sicilia c'è qualcosa da rifare e ci
  sono  tante cose da rifare. Noi vogliamo mettere in campo una serie
  di azioni, che già abbiamo messo.
   Quando  siamo arrivati al 75 per cento al 31 ottobre  non  c'è  da
  dire  vergogna,  c'è  da  dire bravi, perché  questo  risultato  lo
  abbiamo  fatto in due anni e mezzo e nei cinque anni precedenti  si
  fatturava  il  2,5  per  cento  l'anno.  Eravamo  l'ultima  regione
  d'Europa  dopo  la Grecia, va bene? E l'anno scorso siamo  stati  i
  primi in Italia.
   Questo non risolve i problemi strutturali del passato, ma segna un
  cambio  di  passo.  Io  sono convinto che noi dobbiamo  arrivare  a
  certificare  il  100  per  cento. Però, guardate,  anche  l'accordo
  sull'FSC, perché dentro l'FSC ci sono 350 milioni di euro che  sono
  la  nostra  compartecipazione alla spesa europea e,  quindi,  senza
  quell'accordo noi ci siamo bloccati.
   Adesso dovremo prenderci la responsabilità, e lo faremo, prima che
  l'accordo  vada a essere definito, a essere ratificato dalla  Corte
  dei  conti  di Roma, a spendere quei soldi. Lo facciamo  o  non  lo
  facciamo?  Domani  qualcuno ci dirà:   avete speso  i  soldi  senza
  l'accordo . Ma qui il problema è capire o salviamo questa Sicilia e
  ci  assumiamo  delle responsabilità, ma deve essere un ragionamento
  che  facciamo tutti quanti. Non possiamo continuare a dire  che  la
  sanità  era la stessa cosa quando noi siamo ormai all'ottavo  posto
  in Italia, mentre prima eravamo gli ultimi. Non possiamo dire che è
  la stessa cosa quando perdevamo e adesso non perdiamo più.
   Sono  miracoli?  Mi dispiace io i miracoli non li so  fare   Sono,
  come  voi altri, capace, per chi ci crede di pregare, ma non  è  il
  tema  della  politica. La politica americana  comincia  sempre  coi
  riti, nel nome, anche  Obama. Io penso che noi, da questo punto  di
  vista,  pur  essendo  un  Paese  cattolico  col  Vaticano,  abbiamo
  imparato  almeno  dal 1500 a dividere la politica  dalla  questione
  religiosa.
   Abbiamo  avuto il più grande politologo del mondo, quello  che  ha
  creato  la scienza della politica e sappiamo benissimo che ci  sono
  sfere  e  competenze differenti. Però, guardate, o qui  trovate  le
  ragioni  per  essere, perché poi alla fine:  si dimetta Presidente,
  si  dimetta  . Io non è che ho paura  Per essere chiari. Però,  voi
  ritenete  che  sia ragionevole, che una persona che è stata  eletta
  dal popolo siciliano nel momento in cui si prospetta un buco di  un
  miliardo  e  400  milioni  nel 2016 e  nel  2017  porta  il  popolo
  siciliano alle elezioni e al licenziamento di 50.000 lavoratori?  A
  chi le raccontiamo queste favolette?
   Prendiamo  con  atto di responsabilità che siamo dentro  una  fase
  storica,  la affrontiamo e la risolviamo e consegniamo in ordine  i
  conti, la programmazione che si avvia, la certificazione e poi alle
  prossime elezioni, quando ci sarà da decidere i candidati e ci sarà
  da  vedere  chi  sono i candidati alle elezioni, lo vedremo  e  poi
  vedremo anche se quelli che oggi hanno fatto  a lupo a lupo   hanno
  fatto  gli  sciacalli,  saranno in grado o  pensano  che,  in  nome
  dell'antipolitica, di avere fatto una trazzera, pensano  di  potere
  vincere  le elezioni con la trazzera. Noi abbiamo qualche dubbio  e
  penso che elezioni le vinceremo ancora.

   Governo regionale

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                Votazione dell'ordine del giorno n. 507

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 507   Nomina
  della    Commissione   parlamentare   speciale   Statuto ,    sulla
  costituzione  della  Commissione Statuto che  porta  a  17  i  suoi
  componenti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Arancio ha  chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevole  Presidente della Regione, siccome  siamo  ad  un  nuovo
  Governo, quello che mi sento di rassegnare alla sua persona  ed  al
  Governo  è  la  puntualità  in  Aula,  la  collaborazione  con   le
  Commissioni,  perché  a  me  non interessa  andare  ad  individuare
  responsabili  su  disegni  di legge presentati.  E'  chiaro  che  i
  disegni di legge che sono corredati delle relazioni tecniche e  che
  hanno  l'apporto  del  Governo  e, quindi,  dei  singoli  Assessori
  trovano facile accesso in Aula. Già l'Assessore Contraffatto ha già
  assicurato  per  domani la sua presenza alle ore 16.00,  confidiamo
  nella  reciproca collaborazione. Così come mi rendo conto che siamo
  in  presenza di un Governo nuovo e dobbiamo riattivare e  ripartire
  con  la  questione delle interpellanze e interrogazioni quindi  con
  l'attività ispettiva in generale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì 11 novembre 2015,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

           I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

           1)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
            (Seguito)

           Relatore: on. Germanà

           2)  -  Norme in materia di tutela aree caratterizzate da
            vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche . (n. 847/A)
            (Seguito)

           Relatore: on. Cirone

                   La seduta è tolta alle ore 20.58

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio