Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.14
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana:
N. 2435 - Istituzione di una commissione di inchiesta sulle
numerose problematiche del Giardino Bellini, monumento storico
della città di Catania.
Firmatari:Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 11215/IN.16 del 9 marzo 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana.
-da parte dell'Assessore per l' Energia e Servizi di Pubblica
Utilità:
N. 1244 - Notizie in merito alla selezione dei componenti esperti
Assistenza Tecnica (UAT) per il Patto dei Sindaci e sui relativi
fondi del P.O. - F.E.S.R. Sicilia 2007-2013.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 32934/IN.16 del 9 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'assessore regionale per l'energia.
-da parte dell' Assessore per l'Istruzione e la Formazione:
N. 2563 - Interventi urgenti per l'utilizzo degli operatori ex
sportellisti e revoca dell'affidamento del progetto Piano Giovani
alla Società Italia Lavoro S.p.A.
Firmatari: Falcone Marco
- Con nota prot. 29429/IN.16 del 17 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Istruzione e
la Formazione
-da parte dell' Assessore per la Salute:
N. 2567 - Promozione di interventi in favore di soggetti affetti
da autismo e delle rispettive famiglie.
Firmatari: Zito Stefano; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 29432/IN.16 del 17 giugno 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 2682 - Notizie sul poliambulatorio di Belpasso (CT).
Firmatari: Papale Alfio
- Con nota prot. n. 34290/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Greco Giovanni, Dina e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Intervento per la stabilità e continuità museografica
dell'itinerario etnoantropologico intercomunale I luoghi del
lavoro contadino' ricadente nei Comuni di Buscemi e Palazzolo
Acreide in provincia di Siracusa. (n. 1124)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 10 dicembre 2015.
- Istituzione del Garante regionale dei diritti della persona. (n.
1125)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 10 dicembre 2015.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
1
N. 2848 - Chiarimenti in ordine alla mancata pubblicazione del
piano triennale di prevenzione della corruzione da parte del Comune
di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
N. 2849 - Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione del
primo lotto della strada di collegamento tra la tangenziale sud di
Catania ed Etna sud.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
N. 2850 - Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione dei
lavori di recupero del castello di Acquedolci (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
N. 2851 - Chiarimenti in ordine alla mancata bonifica ambientale
nel siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
N. 2852 - Chiarimenti e iniziative per il riconoscimento degli
ospedali di Acireale e Caltagirone quali centri abilitati alla
prescrizione ed erogazione di farmaci per il trattamento
dell'epatite cronica da virus C.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 348 - Iniziative per far sì che Girgenti Acque s.p.a.
garantisca l'erogazione continuativa di acqua nel Comune di
Canicattì (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 349 - Risoluzione della concessione e pedissequa rinuncia alle
penali tra Girgenti acque s.p.a. e rappresentanti dell'ATO AG
9.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 350 - Iniziative urgenti per assicurare le risorse destinate
all'aeroporto di Comiso (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 506 - Nomina del Garante della tutela dei diritti fondamentali
dei detenuti.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 2/12/15
N. 507 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
territori dei comuni di Mineo, Grammichele e Palagonia (CT) a causa
degli eventi atmosferici eccezionali del 9 settembre 2015.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 3/12/15
N. 508 - Immediata applicazione della nuova normativa in materia
di controlli interni e valutazione delle performance all'interno
dell'amministrazione regionale.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 7/12/15
N. 509 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale e delle
misure previste in favore degli agricoltori dei comuni di Mineo e
Grammichele colpiti dalle grandinate del 9 settembre 2015.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 9/12/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Commissioni
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione sulle elezione degli Uffici di Presidenza
delle Commissioni
Comunico che, nelle sedute dell'1, del 2 e del 10 dicembre 2015 le
seguenti Commissioni hanno proceduto alla costituzione dei
rispettivi uffici di Presidenza, che risultano così composti:
I COMMISSIONE Affari Istituzionali'
- Presidente: on. Salvatore Cascio;
- Vicepresidenti: on. Paolo Ruggirello;
on. Salvatore Cordaro;
- Segretario: on. Alice Anselmo.
II COMMISSIONE Bilancio e programmazione'
- Presidente: on. Vincenzo Vinciullo;
- Vicepresidenti: on. Emanuele Dipasquale;
on. Riccardo Savona;
- Segretario: on. Roberto Saverio Clemente.
III COMMISSIONE Attività produttive'
- Presidente: on. Giuseppe Laccoto;
- Vicepresidenti: on. Edmondo Tamajo;
on. Alfio Papale;
- Segretario: on. Raffaele Giuseppe Nicotra.
IV COMMISSIONE Ambiente e territorio'
- Presidente: on. Maria Leonarda Maggio;
- Vicepresidenti: on. Marco Lucio Forzese;
on. Pietro Alongi;
- Segretario: on. Salvatore Lentini.
V COMMISSIONE Cultura, formazione e lavoro'
- Presidente: on. Marcello Greco;
- Vicepresidenti: on. Antonio Malafarina;
on. Giovanni Lo Sciuto;
- Segretario: on. Antonella Maria Milazzo.
VI COMMISSIONE Servizi sociali e sanitari'
- Presidente: on. Giuseppe Digiacomo;
- Vicepresidenti: on. Vincenzo Fontana;
on. Giovani Ioppolo;
- Segretario: on. Salvatore Lombardo.
COMMISSIONE UNIONE EUROPEA
- Presidente: on. Concetta Raia;
- Vicepresidenti: on. Marika Cirone;
on. Gaetano Cani;
- Segretario: on. Carmelo Currenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa che il Presidente della Regione
giunga in Aula, sospendo la seduta per qualche minuto. Avverto che
la seduta riprenderà alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.36)
La seduta è ripresa.
Regione'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione della mozione numero 503 «Sfiducia al Presidente della
Regione»
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 503 Sfiducia al Presidente della
Regione , a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.
Comunico all'Assemblea che questa Presidenza, su mandato su
mandato della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del
10 dicembre 2015, ai sensi degli articoli 154 bis, commi 2 e 3,
158, comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento interno dell'A.R.S.,
ha determinato i tempi (massimi) di intervento complessivamente
spettanti a ciascun Gruppo parlamentare, secondo il seguente
riparto:
PD (34 minuti)
M5S (24 minuti)
FI (18 minuti)
PDR - SICILIA FUTURA (18 minuti)
NCD (17 minuti)
UDC (16 minuti)
MEG - PSE (15 minuti)
SD (14 minuti)
GS-PID (14 minuti)
MPA (14 minuti)
LM (13 minuti)
MISTO (13 minuti)
I tempi di cui sopra, complessivamente spettanti a ciascun Gruppo
parlamentare, potranno essere ripartiti fra uno o più oratori
all'interno del medesimo Gruppo.
Per quanto concerne gli eventuali deputati c.d. dissenzienti
rispetto alle posizioni ufficiali dei rispettivi Gruppi di
appartenenza, essi potranno intervenire in sede di dichiarazione di
voto, ai sensi del combinato disposto degli articoli 154 bis, commi
2 e 3, e 121 quinquies, comma 3, del Regolamento interno
dell'A.R.S.
Dichiaro aperta la discussione generale ed invito uno dei
presentatori, ove lo ritenga, ad illustrarla per un tempo non
superiore a trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3, Reg. int.
A.R.S.).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare la mozione.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi, in
questa Aula, stiamo vivendo un momento molto importante, un momento
che ci deve portare tutti quanti a riflettere, forti della
responsabilità che abbiamo, qui, come cittadini che rappresentano i
siciliani.
Guardando indietro, guardando a questi ultimi tre anni, gli anni
di questa legislatura, abbiamo assistito, i siciliani hanno
assistito, nella speranza che è andata sempre più scemando e sempre
più increduli, ad un teatrino veramente di bassissimo livello che
non ha dato alcuna delle risposte concrete che erano state
sbandierate durante la campagna elettorale da parte delle persone
che siedono in questo Parlamento e che fanno parte della
maggioranza.
Vi invito a riflettere sul fatto che, in questi anni, è ben noto
che questo Governo ha avuto quattro cosiddetti rimpasti, quattro
rifacimenti, quattro avvicendamenti di Assessori.
In questi periodi di avvicendamento, di crisi che hanno seguito i
nuovi avvicendamenti, hanno preceduto le fortissime crisi, il vuoto
politico, il vuoto del Governo, a soffrirne è stata la Sicilia ed i
siciliani.
Qualcuno in questi giorni ha detto: Beh la mozione è un atto solo
plateale, che non porterà a dei risultati .
Io confido nel buon senso; invito i colleghi a pensare non
semplicemente che in questi minuti sentiranno il solito elenco ben
noto di fallimenti ma chiedo di riflettere e di pensare ognuno
quali risultati, quali successi sono stati ottenuti da questo
Governo e ben presto scoprirete che questa disamina durerà poche
frazioni di secondo perché in porto non è andato proprio un bel
nulla.
Parliamo delle politiche ambientali. Le politiche ambientali tanto
care che sono state davvero le più utilizzate qui in Sicilia
durante la campagna elettorale. Nonostante il nostro Parlamento
abbia presentato, discusso ed approvato all'unanimità
importantissimi atti nell'ambito dei rifiuti, nell'ambito delle
trivellazioni, nell'ambito anche del MUOS, cosa, poi, concretamente
è andato in porto?
Nulla, perché con i rifiuti - a dirlo non è il Movimento Cinque
Stelle ma, purtroppo, sono i dati dell'ISPRA - la Regione siciliana
è riuscita ad andare indietro nelle percentuali di raccolta
differenziata. Un record che non si era mai raggiunto. Un record in
negativo perchè anche se di poco, piano piano, si stava ottenendo
un minimo di risultato e, invece, in questa legislatura si è
riusciti persino ad abbassare le percentuali dei rifiuti. Tutto ciò
nonostante il Parlamento e, quindi, anche i colleghi della
maggioranza avessero spinto e votato una mozione che dava delle
proposte concrete per attuare un aggiornamento del Piano dei
rifiuti che fosse adeguato, dinamico ed al passo con i tempi e con
la legislazione vigente.
Passiamo al tema delle trivellazioni. Non si è ottenuto nulla. La
Regione siciliana che è quella che viene maggiormente colpita dallo
Sblocca Italia è stata una delle poche che ha bocciato la
promozione dell'iniziativa referendaria e ciò in piena, assoluta
contraddizione con le politiche portate avanti da questa
maggioranza e da questo Governo solo sulla carta, ovviamente.
Passiamo alle disastrose economie di questa Regione. Ma non sono
disastrose unicamente perché viviamo un GAP infrastrutturale ed un
GAP occupazionale ma perché questo Governo, in assoluta passività
con il Governo nazionale, ha lasciato indietro tantissimi percorsi.
Mi riferisco, ad esempio, alla rinuncia del contenzioso che il
nostro Presidente, poco più di un anno fa, è andato a firmare a
Roma e sappiamo che - oggi, ma già allora se ne discuteva - senza
discutere, senza passare da quest'Aula, in pieno accordo con il
Governo nazionale ha fatto subire alla Sicilia l'ennesimo torto,
l'ennesimo scippo che, oggi, rende ancora più esiguo, ancora con
minore disponibilità di liquidità il nostro bilancio che già è
sofferente.
E, poi, passiamo alla cancellazione dei residui attivi nel nostro
bilancio. Anche questa una bella trovata della maggioranza, una
bella trovata del Governo nazionale che qui, nel Governo regionale,
non ha trovato alcuna opposizione e poi passeremo a chiarire quali
sono gli effetti dannosi per la nostra economia.
Bene, signori, noi siamo qui per dare delle risposte ai siciliani,
per onorare lo Statuto della nostra Regione, non per stare
attaccati a delle poltrone e dividere e centellinare posizioni di
sotto governo, non siamo qui per mantenere recinti di potere, per
perpetrare il passato aggravando, addirittura, le condizioni della
nostra Regione. Noi dobbiamo dare delle risposte concrete e chi non
è alienato dalla realtà, chi sta in giro per la Sicilia, conosce
perfettamente le situazioni di disagio estremo che tutte le fasce
di popolazione vivono, specialmente le più deboli.
Il clima di malcontento nei riguardi della politica danneggia
tutta la politica. Noi dobbiamo emarginare questa situazione,
chiudere questo capitolo penoso che ha veramente raggiunto il
massimo dell'apoteosi, addirittura, nel nuovo rimpasto.
Cosa abbiamo ottenuto? Un'intera estate di paralisi, una paralisi
che ha portato ad un teatrino, ad una diatriba, ad un litigio come
se fossero avvoltoi sia il Governo nazionale che la politica
regionale della maggioranza; li ha portati a stracciarsi le vesti
per ottenere assessorati, poltrone, poltroncine, posti nei
gabinetti, paralizzando l'attività del Parlamento, della politica.
Per ultimo il ritiro delle deleghe con annesso viaggio in Tunisia.
Insomma, questi teatrini vergognosi.
Ora mi chiedo: perché questo accanimento terapeutico?
L'accanimento terapeutico è davvero da evitare, quindi, colleghi vi
invito alla riflessione.
Oggi è un momento in cui davvero potremmo dare una risposta ai
siciliani, andare finalmente alle urne per dare a questa Sicilia un
Governo che negli ultimi tre anni davvero non c'è stato e voi ne
siete consapevoli. Tenete in piedi un paravento dietro cui c'è il
nulla ed è per questo che noi convintamente abbiamo presentato
questa mozione e la voteremo. Questo perché vogliamo dare
finalmente un Governo perché questo non lo è e voi lo sapete
perfettamente.
Se qualcuno ha da dire qualcosa sui successi di questo Governo
sarei curiosa di sentirlo, ma che parli, magari riuscirà a smuovere
qualcuno, ma dubito fortemente che riuscirete a trovare qualcosa
del genere.
Da garanzia giovani, dalle politiche per l'occupazione, dal
risanamento del bilancio, l'ambiente, i trasporti. A giorni,
probabilmente, si consumerà un'altra delle vergogne di questo
Governo, cioè la firma del contratto di servizio che non soddisfa
assolutamente i bisogni dei siciliani, forse farà un favore a
qualcuno, non so quale interesse si possa avere a svendere il
proprio trasporto ferroviario.
Trivellazioni, politiche della pesca, politiche dell'agricoltura,
tutto in malora e questo è ciò che vediamo in giro per la Sicilia,
quindi, per favore, diamoci almeno un sussulto di dignità ed
interrompiamo questa agonia che non servirà a nessuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento di introduzione e devo, in premessa, segnalare
all'Aula, ma soprattutto al di fuori dell'Aula, come questa mozione
di sfiducia, che è la terza della gestione del presidente Crocetta
- io non l'ho firmata, Presidente, perché ritenevo dovesse venire
dall'opposizione di centro destra - è giusto chiarire che la
mozione di sfiducia del Movimento Cinque Stelle è una finzione
giornalistica, è giusto spiegare
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro si fermi. Onorevoli colleghi, vi
invito ad accomodarvi negli appositi banchi. Prego onorevole
Cordaro.
CORDARO. Grazie Presidente, ricomincio per chi era distratto,
brevemente. Dicevo che quando è stata presentata la mozione di
sfiducia è stata realizzata, in buona sostanza, una finzione...
PRESIDENTE. No scusate, si fermi. Onorevole D'Agostino,
cortesemente, non si riesce a seguire. Chi è che parla viene
distratto, scusate.
CORDARO. Onorevole D'Agostino se io devo gridare, so anche farlo.
D'AGOSTINO. Lo faccia.
CORDARO. Lo so, però, poi, non vorrei che lei ci rimanesse male e,
quindi, non lo farò. Vorrei essere ascoltato perché dirò poche cose
ma molto sentite.
Dicevo che quando è stata presentata, quando è stata firmata la
terza mozione di sfiducia della gestione del presidente Crocetta,
non ho firmato quella mozione perché era una finzione giornalistica
nella misura in cui vedeva quattordici firme dei colleghi del
Movimento Cinque Stelle, ed una mozione per poter essere presentata
ha bisogno minimo di diciotto firme.
Ho tenuto un confronto con l'opposizione, la seconda opposizione
che per quanto mi riguarda è la prima, cioè quella di centro
destra, ma alcuni miei colleghi hanno ritenuto di firmarla e quella
mozione è stata presentata. Io avrei, invece, voluto che fosse
presentata una mozione di sfiducia del centro destra; ciò non è
accaduto, ne ho preso atto, però, bisogna chiarire fin da subito
che questa non è la mozione di sfiducia di questo o di quello, che
questa non è la mozione di sfiducia del Movimento Cinque Stelle,
perché seppure col Movimento Cinque Stelle mi distinguono tante
cose, questo Governo è riuscito ad unirci, perché siamo certamente
compatti ed insieme nella discussione, e per quanto mi riguarda e
lo preannunzio, nella votazione di questa mozione di sfiducia.
Presidente, Assessori, deputati della maggioranza, mi sono chiesto
da un anno a questa parte, e cioè dal tempo in cui votammo la
seconda mozione di sfiducia, se vi fosse una sola ragione,
onorevole Milazzo, per non votare questa ennesima mozione di
sfiducia. Ebbene la risposta che mi sono dato è che non vi era
alcuna ragione per non votarla, perché da allora ad oggi non solo
nulla è cambiato in meglio, ma tutto è andato verso un degrado
della politica e delle istituzioni che mi ha convinto, giorno dopo
giorno, al netto del rispetto che mantengo per le persone e per
ciascuno di voi, si è andato maturando non soltanto nelle
istituzioni ma anche in questa Regione.
Del Governo politico abbiamo già parlato, non ci ritorno, ne ho
parlato quindici giorni fa, credo, più che sufficientemente. Però,
è necessario partire da quello che è successo appena qualche giorno
fa: allo scoccare della metà della legislatura la Sicilia intera
attendeva il cambio di passo e questo cambio di passo doveva essere
individuato da un nuovo percorso che veniva tracciato intanto dal
rinnovo delle Commissioni parlamentari.
Ebbene il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti: siamo
passati da una gestione pseudo democratica dei post-comunisti che
gestivano il PD nel primo scorcio di legislatura ad una gestione
jam , una gestione marmellata dove è prevalso il principio, che
non è giuridico, caro assessore Vermiglio, secondo il quale cu
afferra un turco è u suo , non lo so se si dice a Messina ma si
dice a Palermo. Traduco: siamo andati al rinnovo delle Commissioni
e su sette Commissioni, democrazia, agibilità democratica,
ragionamento parlamentare, cambio di passo, sei presidenze di
Commissione tra PD e chi PD lo è in qualche modo sotto mentite
spoglie, sono andate tutte da una parte con buona pace di quel
ragionamento che voleva una condivisione parlamentare di un
percorso politico serio, nell'interesse della Sicilia. Siccome è
prevalso il criterio che chi afferrava un turco era il suo il PD
e coloro che al PD sono più vicini hanno afferrato, o meglio
arraffato" tutto quello che si poteva arraffare .
Ebbene, questo è un dato politico che non posso certamente
nascondere, dal quale devo partire perché se, poi, accade che da
componente della I Commissione Affari istituzionali mi viene
richiesto da tre Capigruppo di tre partiti diversi della
maggioranza che sostiene questo Governo di votare tre Presidenti
diversi della I Commissione, allora, caro Presidente Crocetta, se
questo è il cambio di passo della sua maggioranza e del suo Governo
siamo fritti.
Ma il problema non è che siamo fritti noi, il problema è capire
come lavorerà questa maggioranza e queste Commissioni per la
Sicilia da qua all'ultimo scorcio della legislatura. Ecco perché
parlo di gestione jam , marmellata.
Perfino chi, a detta delle più alte cariche istituzionali di
questo Parlamento, aveva ben agito nelle Commissioni è stato
esautorato perché era necessario affermare il principio del
principe e allora questo è un dato politico che rassegno.
Abbiamo appreso finalmente dopo mesi di chiacchiere che il PD ha
un nuovo Capogruppo. Io auguro alla collega Anselmo buon lavoro.
Certo, collega Anselmo, sappia che nel suo Gruppo c'è qualche
deputato o ex, che c'era già quando io e lei andavamo
all'università; mi viene un po' complicato pensare che lei avrà
agibilità e libertà di manovra. Glielo auguro. La stimo
personalmente e professionalmente, le auguro di poter compiere un
buon lavoro.
Però, alla fine, occupiamoci del Governo in questi sei minuti che
rimangono: dum Romae consulitur saguntum expugnatur , Tito Livo.
Bene, se è del caso, siamo andati oltre, perché qui non è che a
Roma si chiacchiera, a Roma si lavora per espugnare Palermo e la
Sicilia, a Roma si lavora per mettere in ginocchio la Sicilia e il
compito fondamentale è stato affidato all'assessore Baccei che, da
discreto ragioniere abituato a fare calcoli aziendali, è stato
inviato in Sicilia per fare un po' di pulizia etnica. Si rassegni
Baccei non glielo consentiremo Precari, forestali, formazione
professionale, padri e madri di famiglia lei non metterà nessuno
per strada Capisco che lei non ha né memoria né prospettiva, è un
funzionario inviato da Roma al soldo del padrone. Però, Presidente
Crocetta, lei deve chiarire. Chiarisca, Presidente Crocetta, se lei
la pensa come Baccei il quale nel Giornale di Sicilia di oggi, on
line, del 15 dicembre dice: dal punto di vista tecnico
all'assessore per l'economia Alessandro Baccei ha già messo tutto
nero su bianco . Congeleremo spese, onorevole Alloro, onorevole
Alloro, congeleremo spese per 500 milioni, forse 550. Si tratta di
somme che verranno sbloccate nel secondo semestre dell'anno dopo
che, probabilmente, in primavera raggiungeremo l'accordo con lo
Stato per gli ultimi finanziamenti che abbiamo chiesto .
Quindi, in pratica, noi ci avviamo, chiarisca Presidente
Crocetta, a fare la prossima finanziaria sulla base di un pagherò
del Governo nazionale e se questo pagherò non verrà pagato che
facciamo? Certo, possiamo sempre chiudere gli ospedali, abbiamo
tanti soldi nella sanità, possiamo evitare di partecipare con
quella sproporzionata somma di compartecipazione alle spese
nazionali, alle spese sanitarie che corrispondiamo allo Stato
centrale, possiamo farlo, ma a che costo per la Sicilia? Poi
tutto questo, Presidente Crocetta, nonostante i funzionari mandati
da Roma non lo permetteremo però questo, Presidente Crocetta, è il
quadro che oggi ci viene rassegnato, un quadro fatto da una
maggioranza che si accaparra tutto, pensavamo che la vicenda
Ufficio di Presidenza fosse stato un incidente e non lo è stato.
Io credo che al vostro interno qualche deputato di lungo corso
del PD e dell'UDC, soprattutto, provino un po' di vergogna perché
una situazione istituzionale come quella che stiamo vivendo in
questa legislatura non si era mai, mai verificata
E allora la rivoluzione? Altro che rivoluzione Qui siamo alla più
becera restaurazione
Rispetto a questo, Presidente Crocetta, rispetto a questo Governo,
rispetto ad un ruolo che oggi viene ricoperto nell'immaginario dei
siciliani, ma nella consapevolezza dei parlamentari da un uomo che
non è amico della Sicilia e che secondo me non è neanche amico del
Governo regionale ossia, l'Assessore per l'economia, io credo che
oggi rebus sic stantibus, l'unica cosa che noi possiamo fare è
quella di votare la mozione di sfiducia.
Lo facciamo con convinzione non prima di avere rassegnato, ancora
una volta, la nostra volontà di essere opposizione mai strumentale,
ma sempre propositiva, la nostra volontà di rassegnare e concludo ,
che quando, quando e se soprattutto, riuscirete finalmente a
portare in Aula delle norme che sono in favore dei siciliani,
saremo qui pronti ad apprezzarle.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di dovere
fare alcune sottolineature rispetto a questa mozione di sfiducia.
La prima è di carattere generale. Credo che debba esserci un lasso
di tempo, e lo faccio così in maniera avulsa, rispetto al contesto
politico delle forze che hanno presentato la mozione e da parte di
colui il quale non l'ha voluta firmare come, per esempio, il
sottoscritto, perché non è possibile, Presidente dell'Assemblea,
che venga discussa in quest'Aula per la seconda volta consecutiva
una mozione di sfiducia di un Governo che si è appena insediato. Lo
dico questo come principio di carattere generale.
Credo che sia cosa buona e giusta che una mozione di sfiducia
possa essere presentata dopo che un Governo si insedia, trascorrono
cinque, sei mesi, il tempo necessario affinché una mozione possa
avere un significato di natura politica, cioè fare un appello al
Parlamento affinché questo Governo non è stato in grado di
affrontare le questioni spinose che sono sul suo tavolo e si
chiede, con una mozione di sfiducia, al Parlamento di attivarsi
perché possa essere presentata e discussa una mozione di sfiducia.
Tralasciando questa considerazione di carattere generale, ma l'ho
fatta perché anche l'altra volta il primo giorno che si insediò, il
precedente Governo, si discusse una mozione che era stata
presentata a un Governo precedente.
Ma passiamo ai fatti che oggi ci riguardano, a questa mozione che
io, francamente, così ho dato un'occhiata, una lettura molto di
carattere generale, perché fa specie che questa mozione sia stata
presentata in un contesto in cui, come tutti sappiamo, il sistema
elettorale per l'elezione dei sindaci e per l'elezione del
Presidente della Regione prevede che venga attivata una mozione di
sfiducia che, qualora sia approvata, mi riferisco sia a quella per
il sindaco che a quella per il Presidente della Regione, trascina
anche coloro i quali fanno parte del consesso comunale o
dell'Assemblea regionale.
Quindi, c'è un modo di utilizzo di questo strumento che io,
invece, lo considero uno strumento importante, significativo al
quale strumento bisogna ricorrere quando ci sono condizioni
politiche che determinano un'esigenza di questo tipo, ecco oggi
credo che questa mozione abbia per l'ennesima volta il carattere di
una mozione di natura demagoga.
Parte dal Movimento Cinque Stelle che vuole a tutti i costi, alla
fine capire che cosa? Se le dichiarazioni fatte a su o tempo alla
stampa da parte del Gruppo Sicilia Futura, erano dichiarazioni
veritiere; se le dichiarazioni che erano state fatte più volte
dall'onorevole Cardinale, in realtà si trattava di dichiarazioni
politiche che fossero sostenute, poi o accompagnate meglio ancora
da un voto in Aula.
Io credo, che se la motivazione è questa, come mi è stato detto
più volte, credo che sia - lasciatemelo dire - un dibattito
inutile, perché sappiamo che spesso nel dibattito politico le
dichiarazioni, le cose che si fanno, eccetera, riguardano soltanto
pochi addetti ai lavori, ma soprattutto riguardano anche una serie
di raccordi interni che la maggioranza in tilt per diversi periodi,
ovviamente, utilizzava strumentalmente alcuni comunicati stampa.
Allora, da un lato questa esigenza del Movimento Cinque Stelle e
dall'altro di volere apparire come coloro i quali sono quelli che
paventano l'inconsistenza che oggi c'è stata da parte dei governi
precedenti di voler essere più bravi coloro i quali ritengono che
lanciando un messaggio ai siciliani in ordine ad una mozione di
sfiducia, mettono in difficoltà gli altri.
Per quanto mi riguarda non intendo nemmeno prenderla in
considerazione questa mozione di sfiducia e lo farò soltanto quando
ci saranno realmente le condizioni per la sottoscrizione delle
dimissioni di tanti di noi, a tal punto di essere sicuri di
raggiungere il numero di 46, perché altrimenti saranno solo
giornate sprecate, discussioni sprecate, articoli sui giornali,
demagogia che viene portata avanti da chi presenta la mozione di
sfiducia e lo stesso giorno intrattiene un rapporto politico,
Presidente Crocetta, col Partito Democratico, per la
lottizzazione delle Commissioni parlamentari.
Le Commissioni parlamentari, da che mondo è mondo, sono frutto
della maggioranza, non sono frutto di rapporti istituzionali. Ed
invece qui si è verificato che il Movimento Cinque Stelle ha
raggiunto un'intesa nello stesso giorno in cui veniva presentata la
mozione di sfiducia, al fine di ottenere un contentino e una
poltrona. E, guarda caso, la poltrona doveva essere assegnata a
colui il quale aveva condotto i lavori della IV Commissione
legislativa permanente a proposito del disegno di legge sull'acqua
che, tra parentesi, ha raggiunto un record straordinario, essendo
stata impugnata dal primo all'ultimo rigo, non c'è stato un comma
che si sia salvato dall'impugnativa nazionale.
Questo collega doveva essere premiato, bisognava risarcirlo
rispetto all'attività che aveva compiuto, consapevole lo stesso che
questo disegno di legge era un disegno di legge illogico. Ricordo
benissimo le parole dell'onorevole Cracolici quando, da questo
palco, ci spiegava quale fosse l'azione che bisognava fare come
Assemblea regionale affinché, una volte per tutte, si sarebbe
chiarita la competenza di cosa spettasse legiferare in materia
all'Assemblea regionale e al Governo nazionale.
Cracolici in questo senso è stato accontentato: la legge è stata
rasa al suolo, così come, con grande enfasi, aveva annunciato a
questo Parlamento l'approvazione della legge regionale sui liberi
consorzi comunali, anche questa in gran parte rasa al suolo.
Qui il problema non è presentare la mozione di sfiducia oppure
presentare attività di interpello. Al centro della questione
troviamo problematiche di natura finanziaria, rispetto alle quali
non mi pare che ci siano fatti dirompenti che risolvano, dopo tanti
giorni che il Governo e il Presidente della Regione in prima
persona è stato a Roma, nel tentativo di avere il maltolto.
Maltolto che era stato già praticato ai tempi di Lombardo, in
contrapposizione del Governo Monti, sollecitato da chi lo sappiamo
benissimo, nei confronti del Governo regionale, e soprattutto anche
con l'aggiunta di quelle che sono le risorse che ogni anno il
Governo regionale ha dovuto contribuire alla cassa nazionale per
circa tre miliardi in tema di concorso alla finanza pubblica.
Qui il tema centrale è questo, Presidente Crocetta. Noi abbiamo
una serie di siciliani che hanno a che fare con la Regione, dalle
imprese ai lavoratori, ai cittadini che comunque aspirano anche ad
avere relazioni con questo Governo, e in realtà ci sono tante di
quelle difficoltà finanziarie che il Governo ancora non è riuscito
a risolvere. E' questo il tema centrale, attorno a questo tema va
aggiunta la questione dei ricorsi che il Presidente della Regione
ha - mi permetto di dire - inopinatamente rinunciato agli esiti
delle sentenze della Corte costituzionale che ci mette in grande
difficoltà. Con una certa superficialità il Presidente dice: se
mancano i 500 milioni, ce li darà lo Stato, in ordine alle sentenze
a nostro favore della Corte costituzionale .
Io mi auguro che lo Stato accetti questa sua proposta e ci darà
quanto dovuto, perché lei ha sottoscritto un documento in cui
rinuncia anche agli effetti delle eventuali sentenze. Questo è il
tema centrale attorno al quale dobbiamo misurarci: o riusciamo a
superare questa difficoltà oppure saranno le persone a mandarci a
casa. Non ci sarà bisogno di alcuna mozione di sfiducia. Manderanno
a casa il Governo, il Parlamento e l'Istituzione, perché non c'è
dubbio che si rischia il fallimento.
Allora, Presidente Crocetta, per quanto ci riguarda, non credo che
pensiamo di prendere in considerazione questa mozione di sfiducia.
Non la riteniamo politicamente valida.
Ci dispiace che il Centrodestra abbia seguito il Movimento Cinque
Stelle in un'avventura ipotetica, molto demagogica, che ha pochi
presupposti di riuscita.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Riteniamo che la questione finanziaria sia il nodo delle questioni
rispetto alle quali, signor Presidente, lei dovrà venire in Aula,
anche perché chiederemo nella prossima Conferenza dei Capigruppo la
discussione su quelli che sono stati i ricorsi ai quali lei ha
rinunciato e, quindi, ha rinunciato a parecchi soldini, c'è chi lo
quantifica in cinque miliardi, c'è chi lo quantifica in quattro
miliardi, che per quanto ci riguarda sono anche - mi permetto di
dire - di natura strutturale.
PRESIDENTE. E' inscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Presidente, io ritengo che quanto ho appena
sentito da parte dei colleghi è largamente e certamente
condivisibile, mi permetto solo da un punto di vista personale di
sottolineare il fatto che ritengo, non per condivisione politica,
che forse l'Assemblea una cosa buona che aveva fatto era scegliere
l'onorevole Trizzino per il suo stile e per come ha condotto la
Commissione, certamente con grande senso delle Istituzioni e onestà
intellettuale, ma questo glielo devo, come farei con qualunque
altro collega. Dopodiché ognuno è posizionato ideologicamente
all'interno del proprio partito, io sono nel mio, molte battaglie
non le ho condivise, non le condivido del Movimento Cinque Stelle,
ma oggi io ritengo che parlare di tutte queste cose ai siciliani
non interessi. Oggi, il Parlamento è chiamato ad esprimersi
sull'operato del Governo, non mi interessa, non condivido questo
approfondimento - e non mi riferisco all'intervento dell'onorevole
Cordaro che lo ha puntualmente contestualizzato in un gioco di
potere e di poltrone, questo è certamente condivisibile -.
Velocemente devo dire ai siciliani che non c'è la voglio di
raggirarli. Lo sappiamo noi e lo sanno loro, questa mozione non
sarà approvata, non abbatterà il Governo Crocetta, però mette
chiarezza.
Presidente, lei è una persona che ha una sua visione di Sicilia,
io non la condivido, ma la cosa paradossale non è che non la
condivido io, non l'hanno condivisa giorno per giorno i suoi
compagni di viaggio, fra tutti questi come non citare il mio amico,
quello che più di tutti rappresenta il Governo, il Partito
Democratico all'interno di questa Giunta, il più critico di questi
esponenti siciliani, il mio collega Cracolici, che più di tutti ha
sparato sul Governo Crocetta.
Oggi non si deve chiamare più Governo Crocetta, oggi è il Governo
Pd-Udc, a noi interessa certificare questo. Ecco perchè io aderisco
alla mozione che per primi hanno presentato i colleghi del
Movimento Cinque Stelle. Solo per un fatto temporale perché la
condividiamo tutti coloro i quali hanno un minimo di sana e
corretta valutazione, in fatti obiettivi, vi siete detti di tutto,
fino a pochi giorni fa. Noi l'abbiamo fatto per farvi fare pace,
perché soffrivamo, vi vedevamo divisi.
Presidente, mentre ancora qualche esponente del Governo mette a
punto qualche altra cosa prima di votare, vedo che si avvicinano,
Presidente Venturino, ci sono le ultime puntualizzazioni prima del
voto, per mettere a posto qualche ultima cosina, dicevo appena vi
vediamo divisi soffriamo e abbiamo fatto una riunione, abbiamo
detto sotto le festività natalizie come fare arrivare questa
maggioranza non spaccata, triturata. È bastato presentare la
mozione di sfiducia per mandare a casa i deputati, l'Assemblea
regionale, la maggioranza, l'unica colpevole di questo sfacelo.
Presidente, io non sono deputato certamente a darle l'assoluzione,
ma la mia personale gliela do. Lei non c'entra niente, Presidente,
lei non c'entra niente Questa è la sfiducia alla maggioranza che
si dice di tutto su questo Governo e appena presentiamo la sfiducia
dimenticano tutto pur di dare quella pace ai siciliani che
aspettano, il voto democratico Ma se siete così bravi ma perché
non lo votate e ci sfidate, andiamo a votare, come dire spaccati
come siamo in quel che rimane di queste minoranze ma vuoi vedere
che vinciamo, che vinciamo veramente Andiamo al voto per questo
serve la mozione, è inutile che sorridete tanto non passa , noi lo
sappiamo che non passa, ma noi vi vogliamo fare apprezzare ancora
di più dai siciliani che quando vi fermano e vi dicono: ma
Crocetta e ma che vuoi, non si può togliere? . No Hai avuto la tua
occasione per la terza volta e non l'hai sfruttata.
E all'onorevole Cracolici io lo ribadisco, poco fa era impegnato
al telefono, lui sa che io lo stimo da un punto di vista personale,
come non ricordare tutte le critiche al Presidente della Regione,
Presidente Cracolici, fosse per me io lo darei la possibilità di
parlare ancora una volta, per l'ultima volta da Presidente di
Gruppo parlamentare, da colui il quale ni dici una e fa tuttu u
contruriu di chiddu chi dici sulla stampa , e glielo voglio dire in
siciliano perché tanto non c'è TeleVeneto che trasmette la seduta
dell'Assemblea, sono tutti siciliani coloro i quali ascoltano le
cose che le sto dicendo per cui noi vogliamo battezzare il nuovo
Governo, PD-UDC, i siciliani devono sapere che sopra questo Governo
ci sono due simboli di partito, devono sapere questo, non è più un
uomo solo. Crocetta è stato bravo, vi ha dato l'abbraccio mortale.
Presidente, continui così perché se non ci fa campagna elettorale
lei con il suo Governo non ce la farà nessuno
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, assessori, io ruberò solo cinque minuti al mio
Gruppo e nel farlo non mi rivolgerò al Governatore Crocetta e
nemmeno alla maggioranza, anche perché francamente non abbiamo mai
capito quale fosse Io mi rivolgo al suo unico sostenitore, se i
partiti politici altro non sono che contenitori di interesse
proiettati verso il bene comune. Allora, io mi chiedo, quali siano
gli interessi che albergano nel partito Democratico? Ed ancora, se
i partiti politici rappresentano le strutture organizzative atte a
determinare un indirizzo politico. Allora, io mi chiedo qual è
l'indirizzo politico che il partito Democratico sta seguendo?
Questo partito in Sicilia è riuscito a stravolgere il concetto
stesso di politica quale arte di governare, più che artisti
sembrate improbabili giocolieri oppure se volessimo avvalerci del
beneficio del dubbio sulla vostra capacità di intendere e di volere
sembrereste schizofrenici. Io mi chiedo se non è schizofrenia
l'azione di chi da un lato denuncia ogni due mesi di staccare la
spina al Governo e poco dopo lo si trova seduto nella poltrona di
assessore dello stesso Governo, oppure se non è schizofrenico il
comportamento di un Governatore che in tre anni cambia 40 assessori
quasi da fare rimpiangere il suo predecessore.
Il Partito Democratico ha tradito la sua storia e voi lo sapete,
si è vergognosamente gonfiato di uomini che non hanno niente a che
vedere con voi Non hanno niente a che vedere con le vostre idee
Avete comprato chi chiunque per mantenere saldo il potere. Un tempo
la vostra bandiera aveva un solo colore oggi la vostra bandiera
sembra la bandiera della pace
Avete interrotto ogni rapporto costruttivo con la società
alimentando una politica emergenziale i cui frutti si vedono ormai
dovunque, dai lavoratori che protestano qui sotto ogni due mesi
alla tutela dell'ambiente. Io ne sono certo: ognuno di voi è
cosciente del danno che sta recando alla credibilità della
politica, di tutta la politica, ma sono altrettanto certo che
consapevolmente avete scelto di anteporre gli interessi personale a
quelli della Sicilia, altrimenti non si spiegherebbe perché da tre
anni dichiarate di volere chiudere il rapporto con il Governo e
allo stesso tempo vi fate regalare poltrone.
Un giurista parlando di politica e di partiti ha detto: alcuni di
questi oggi altro non sono che scatole vuote il cui contenuto varia
a seconda delle esigenze . Ecco, secondo me, questa è la
definizione perfetta per voi. Avete lanciato il salvagente a
Lombardo e state facendo la stessa cosa a Crocetta. Mi chiedo, me
lo chiedo davvero, quale credibilità possiate avere oggi agli occhi
dei vostri elettori che vi sono rimasti fedeli, quei pochi che vi
sono rimasti fedeli. Quanta fiducia in essi possiate riporre e,
soprattutto, questo me lo chiedo da siciliano prima che da
deputato, quali sarebbero a questo punto gli strumenti per
raggiungere gli obiettivi declamati nella vostra campagna
elettorale.
Porto un esempio fra tutti perché mi è caro: la situazione pietosa
della gestione dei rifiuti. Questa situazione ci fa rendere conto
di quanto la mancanza di volontà nella risoluzione di un problema
abbia oggi avuto la meglio. L'unico mezzo di cui il Governo è
riuscito ad avvalersi sono le ordinanze e gli inceneritori. Guarda
caso le stesse cose che ha fatto a suo tempo prima Cuffaro e poi
Lombardo. E nemmeno nelle prime siete stati in grado di essere
capaci a gestirle. E' di pochi giorni fa la decisione del TAR che
ha sospeso parte dell'ordinanza 20 RIF, la famosa ordinanza che
proroga l'emergenza dal 2003. Il TAR, sbeffeggiando Crocetta,
ricorda che le nuove imposte - la famosa ecotassa - non si fanno
con ordinanza ma con legge. Guarda caso la stessa legge che il
Movimento cinque stelle ha depositato poco tempo prima. Roma detta
la linea su tutto e la Regione silenziosamente subisce dimostrando
di non avere spina dorsale e di non essere capace di programmare
niente.
Il Ministro di una question time della Camera di due mesi fa dice:
costruiremo due inceneritori se non dimostrate di essere capaci di
gestire i rifiuti diversamente . Il nostro Presidente in una nota
risponde: hai ragione, non siamo capaci. Costruiremo sei
inceneritori . Crocetta coglie la palla al balzo alla proposta del
Ministro e a fronte di un fabbisogno di due inceneritori ne propone
sei, adducendo motivazioni surreali quali la difficoltà logistica
che i mezzi incontrerebbero nel trasportare i rifiuti. Cioè in
altre parole le strade fanno pietà. Lo dice lui stesso. Piuttosto
che prevedere un sistema chiaro e puntuale che garantisca il
raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata, quelli che
ormai ci impone l'Europa dal 2008, piuttosto che dirottare le somme
verso la programmazione di piattaforme per il recupero dei
materiali, abbiamo ritenuto più opportuno avvelenare i siciliani
con la combustione dei rifiuti.
Signori, qua è paradossale A Parigi si riunisce il summit
mondiale sul clima, si discute delle strategie mondiali per
combattere l'inquinamento atmosferico e in Sicilia voi umiliate il
vostro popolo dimostrando che la vostra Terra non merita la stessa
tutela che le altre regioni del mondo si vedono riconosciuta. Siete
riusciti a coprirvi di ridicolo anche nella situazione più
improbabili.
Come quando, qualche mese fa, avete votato la proposta di
referendum abrogativo sulle trivellazioni. Tutte le Regioni
d'Italia si sono schierate a favore del referendum. Il Presidente
di quest'Aula, non Venturino ma il Presidente Ardizzone, partecipa
ad un incontro a Roma dove tutti all'unanimità sostengono la
proposta del referendum. E voi che fate? Per mostrarvi servili al
vostro padrone votate contro. E poi, il vostro padrone chi è? E' lo
stesso che ha messo alla presidenza della Commissione ambiente
della Camera il signor Ermete Realacci, un uomo del vostro partito,
che si dichiara ambientalista, che vota il decreto Sblocca Italia
che autorizza nuove trivellazioni in mare e ieri, al Convengo
nazionale di Legambiente, dichiara: Le trivelle sono una fesseria.
Se si dovesse fare un referendum io voterei per vietarle . Ora,
ditemi voi se questa non è schizofrenia
Stessa sorte e stesso discorso vale per l'approvvigionamento
energetico e la programmazione del territorio, argomenti che
abbiamo analizzato talmente tante volte che mi viene la nausea a
ripeterli; e argomenti che fanno emergere sempre la stessa identica
cosa: abbiamo la necessità di mantenere una condizione
emergenziale.
Al di là dell'esito della mozione, signor Presidente, che ci creda
o no, oggi non siamo noi a votarla, ma quelli che stanno fuori da
questo Palazzo. Sono loro che vi hanno dimostrato di non volervi
più ed è con loro che farete i conti fra due anni
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, i colleghi Foti e Trizzino sono stati molto puntuali
nello spiegare il perché siamo qua. Vorrei aggiungere semplicemente
altri aspetti non meno importanti forse meno tecnici e più
politici.
Intanto uno, presidente della Regione, la mozione ha la sua
utilità perché oramai da mesi, da troppi mesi, finalmente io
rivedo, non solo tutti gli assessori che ringrazio perché fino ad
allora avevano durata solo di diciannove giorni, quindi se questo è
stato utile a continuare l'azione amministrativa che ben venga e,
soprattutto, la maggior parte dei miei colleghi che non vedo quasi
mai e, Presidente Venturino, lei lo sa benissimo che siamo
ridicolizzati perché siamo non più di 20-22 persone ogni volta in
questa Aula, e quindi il confronto è utile, e lo strumento è
utilissimo, è utilizzato benissimo.
Dopo tre anni in Commissione Bilancio io, Presidente Crocetta,
avrei voluto ricordarle i numeri reali, quelli che cita la Corte
dei Conti non quelli che lei ogni volta inventa per fare qualche
show. Però non è il caso di darle altri strumenti per danneggiare
l'immagine della Regione siciliana.
Avevo allora pensato e mi sono studiato il Suo programma
elettorale completamente disatteso. In tre anni non esiste un punto
del suo programma pubblicato online che è stato realizzato. Quindi
lo definisco un programma che si trova semplicemente nei meandri di
qualche cellula nervosa.
Non parlo neanche più di legalità o eticità perché lei Presidente
ne ha fatto una battaglia, una campagna elettorale.
Ma si guardi attorno. Lei sostiene gente che è condannata in via
definitiva, lei nel suo Governo ha gente indagata, condannata, con
diverse ombre. E non lo dico io. Lei dovrebbe aprire una seria
riflessione tra quello che dice e quello che fa.
Presidente, lei
CROCETTA, presidente della Regione. Non continui, non vorrei
querelarla. Potrei chiedere di parlare per fatto personale.
CIACCIO. Presidente, per fatto personale poi risponderà.
Presidente, lei si è dimostrato amministrativamente inadeguato. E'
- lo dico come l'ho detto in Conferenza dei Capigruppo -
imbarazzante per le risposte mediatiche alla querelle che è nata
con il cantautore, professore Roberto Vecchioni. Ripeto,
imbarazzante ma non è questa la sede per parlare.
Però mi piacerebbe, ed effettivamente guardando i miei colleghi,
analizzare le parole che ha utilizzato Roberto Vecchioni Isola di
merda . Queste sono le parole incriminate che hanno creato sgomento
su tutti i media. Dove è che ha sbagliato? Perché, parliamoci
chiaro se era un siciliano a dirlo, come spesso capita in questi
corridoi, che spesso i suoi stessi sostenitori le sussurrano,
allora va bene. Lo dice qualcun altro allora ci offendiamo. L'unico
errore che ha fatto, oggettivamente qual è? Che non ha sottolineato
che era l'aspetto amministrativo che ha reso l'Isola di merda.
Allora, ho analizzato ma chi è che ha amministrato negli ultimi
venti anni questa Terra per renderla amministrativamente in questo
modo?
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, Le vorrei ricordare però che qui
non siamo su facebook, nonostante lei ripeta le parole del prof.
Vecchioni. La prego di ricordarsi che si trova all'interno di Sala
d'Ercole e per cui, magari, fare riferimento ad una frase che tutti
quanti ricordiamo
CIACCIO. Allora userò il Bip .
PRESIDENTE. Tutti quanti ricordiamo e non è il caso di ripeterlo
più volte. E ricordi il ruolo che lei interpreta.
CIACCIO. Perfetto. E' proprio perché dobbiamo ricordare, perché
spesso qua dentro abbiamo la memoria corta, allora ricordo che c'è
stata una amministrazione Cuffaro, quindi UDC, che oggi è
rappresentata dal Capogruppo Turano, quattro legislature, è venti
anni che è qua dentro. Ardizzone, mi risulta anch'esso quattro
legislature, circa venti anni. Ragusa quindici anni. Oppure
passiamo alle altre legislature. Lombardo, l'MPA? Benissimo.
Collega Di Mauro, lei non firmerebbe le dimissioni neanche se qua
fossero 89 deputati a dimettersi. Questa è la realtà ed è qua da
quanto? Quattro legislature.
E oggi mi viene a dire che non siamo in grado di valutare i nuovi
assessori perché si sono appena insediati?
Ma chi? L'onorevole Cracolici? Altre quattro legislature,
l'assessore Lo Bello, vice Presidente che è qua da più di un
semplice giorno.
Lasciamo perdere Pistorio o altri, nella politica siciliana oramai
protagonisti da anni.
Allora, oggettivamente noi possiamo valutare il vostro operato
perché le cose sono due: o avete dimostrato che in questi tre anni
voi non avete fatto niente oppure non è il caso di continuare.
Però, la cosa bella è che da sempre oramai, forse perché sapete di
non essere in grado di affrontare una competizione democratica
elettorale, la colpa è sempre del Movimento 5 Stelle, noi
immobilizziamo il Parlamento, noi non facciamo andare avanti le
commissioni, la colpa è sempre nostra.
Presidente, oggi siamo chiamati a decidere se continuare in questo
modo ed io ad ogni intervento oramai sottolineo che non cambierà
nulla, perché in quegli scranni, in quelle poltrone la richiesta di
interessi personali sarà sempre più alta ed esploderete bloccando
il Parlamento e la dignità - mi permetto di dire - di tutti i
Siciliani.
Quindi, o continuiamo in questo falso modo che voi oramai cercate
di attuare oppure avete uno strumento per staccare la spina e
rimettere a giudizio dei Siciliani l'operato di tre anni, che non
sono un giorno, sono tre anni.
E questo lo chiedo, lo chiedo a tutti i colleghi perché la Sicilia
non sarà bellissima, la Sicilia è bellissima solo che è stata
amministrata con la connivenza sempre delle stesse persone negli
ultimi vent'anni.
Passiamoci la mano sulla coscienza e rimettiamo alla volontà
popolare questo giudizio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Governo, col consenso del collega Ragusa
sarei tentato di dire al Presidente Crocetta che stavolta non
vorrei rivolgermi a lui per levare l'appello alto che, in altre
occasioni, ho ritenuto doverosamente di rivolgergli da questa
tribuna.
La mozione, la nostra mozione, quella del mio Gruppo, quella del
Gruppo di Forza Italia, quella del Movimento 5 Stelle, primi
firmatari, ha un significato politico, serve ad una verifica dei
numeri, serve a capire se in quest'Aula il Governo gode ancora di
una maggioranza, perché il Governo Crocetta non si è mai
preoccupato di offrire alla valutazione dei Siciliani una verifica
di maggioranza alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, ha
preferito affrontare e risolvere le controversie all'interno delle
stanze del Palazzo perché nessuno conoscesse le vere ragioni -
certamente non nobili - che hanno determinato e continuano a
determinare una insanabile frattura all'interno della coalizione,
una costante instabilità che non consente programmazione e che non
consente di affrontare seriamente i problemi di questa Terra.
Io mi sono rivolto a lei, Presidente Crocetta, e l'ho fatto il 20
ottobre 2013 da questa tribuna, l'ho invitata al senso di
responsabilità.
Non abbiamo altre armi noi deputati dell'opposizione, e lei ha
risposto con un intervento di settantotto minuti, per dire tutto e
il contrario di tutto. Mi sono rivolto a lei il 30 ottobre dello
scorso anno da questa stessa tribuna, per invitarla a prendere atto
di una maggioranza che non c'è e che quando c'è si ricompone
soltanto sulla colla di un compromesso verso il basso, per tenerla
sempre più prigioniera, per metterla con le spalle al muro, perché
lei fosse un Presidente neutralizzato. Quante volte abbiamo fatto
appello al suo orgoglio, alla dignità politica di un governatore
che sa di avere tradito i suoi elettori eppure non può ammetterlo,
perché deve continuare a recitare una parte.
Lei sembra alla guida di un Governo che ricorda quei principi
chiamati a gestire il potere con sovranità limitata, i principi
fantoccio tanto perché devono essere lì, fantoccio nel senso di
essere inerti, inermi, sia chiaro, lei sa che io ho grande rispetto
per il ruolo istituzionale.
Quante volte abbiamo rivolto appello a lei, perché si rendesse
finalmente conto, ed in certo senso lei si è reso conto, che la sua
rivoluzione è rimasta prigioniera di una tela di ragno, come le
mosche che cercano invano dove posarsi, all'interno di una stanza
grigia, buia, senza prospettive, senza un barlume di luce.
La sua non è stata, Presidente, né una rivoluzione proletaria, né
una rivoluzione neo capitalista, né una rivoluzione di costume, né
una rivoluzione nei metodi; non è stata una rivoluzione proletaria
perché i proletari li ha fatti questo Governo, quando gli operai
sono diventati proletari, sono diventati più poveri di quanto non
fossero, non è una rivoluzione neo capitalista perchè il capitale
ormai non c'è più, nelle banche rimangono finché rimangono è già un
miracolo, i piccoli risparmi, quelli di tanta gente che affrontando
con fantasia l'aridità del pane quotidiano, ha ritenuto di mettere
al sicuro i propri risparmi, sperando che l'incertezza di oggi
possa diventare fiducia domani. La sua non è stata neanche una
rivoluzione nel costume, perché ha perpetrato, ha continuato, ha
perseverato nei costumi, nelle prassi deplorevoli che hanno
caratterizzato gli ultimi trent'anni di questa esperienza
regionale. I buoni propositi iniziali sono andati a infrangersi
contro gli scogli di una indifferenza e di un disarmante processo
di omologazione al quale lei ha tentato, dopo una prima resistenza
di doversi adeguare riuscendoci perfettamente. Non è neanche una
rivoluzione di metodi, perché il sottobosco clientelare continua a
regnare e a vegetare in questo quarto Governo Crocetta. Voglio
immaginare, Presidente della Regione, che nel suo comodino lei
tenga un libro per conciliare le sue notti insonni, perché se lei
dorme la notte tradisce se stesso, voglio immaginarlo insonne,
voglio immaginarlo preoccupato del suo ruolo, di quello che lei ha
fatto, ma soprattutto di quello che non ha fatto, e sia chiaro non
è che io pensi che sul ripiano del suo comodino ci siano i precetti
di Marx, le dottrine di Lenin, o i pensieri di Mao Tse Tung,
assolutamente, non lo penso neppure.
Sul suo comodino ci sono i versi di Pier Paolo Pasolini, sul suo
comodino ci sono le buone letture del regista, letterato,
intellettuale che finì tragicamente i suoi giorni nella capitale.
Ma lei sa che Pasolini era un implacabile pubblico ministero e
accusatore delle false rivoluzioni. Se oggi fosse stato in vita
Pasolini l'avrebbe contestata senza risparmiarle critiche e
apprezzamenti non certo benevoli.
Voglio immaginare che nelle sue ore di riflessioni nella sua
camera da letto di Tusa, ovattata, per evitare che le arrivasse il
grido della piazza, lei non riesca ad ascoltare il grido di dolore
dei lavoratori dei consorzi di bonifica o dei forestali o dei
formatori o degli sportellisti o dei precari della Pubblica
Amministrazione, migliaia, migliaia di siciliani che da anni non
percepiscono stipendi, e alcuni da sei, otto mesi, gente a cui è
stato tolto l'oggi ed è stato negato il domani.
Nelle sue notti insonni non le arriva il grido di dolore, di
rabbia dei piccoli e dei medi imprenditori che non sanno come far
quadrare il bilancio delle loro aziende, non importa se agricole,
commerciali, artigianali o industriali? Non le arriva il grido di
protesta nobile, innocente, sincero ma vigoroso di migliaia di
giovani siciliani che sono stanchi di essere costretti a coniugare
i loro verbi al futuro? Non le arriva il grido di dolore di sette
mila dipendenti delle nove province regionali che non sanno quale
sarà la loro sorte? Non le arriva il grido di dolore di tanti
sindaci che non riescono più ad andare avanti e diventano
avanguardia di trincea nella sofferenza umana dei propri
concittadini?
No, Presidente, è inutile continuare a rivolgere appelli alla
responsabilità, alla sua coscienza.
Voglio quindi concludere questo mio intervento rivolgendomi ai
colleghi del Parlamento.
Il Parlamento o è lo specchio di una società o è la guida per una
società.
Noi siamo la sintesi di quanti ci hanno votato e ci hanno
espresso, di questa Sicilia così composita che ci ama e ci
disprezza, ci ammira e ci odia, di questa società civile che spesso
non è migliore della società politica ma della quale noi abbiamo il
dovere di scegliere se essere lo specchio fedele o la guida
credibile e incorrotta.
Nell'uno e nell'altro caso noi dobbiamo scegliere perché questo
Parlamento non ha più la credibilità per restare un solo giorno di
più, innanzitutto per avere espresso un governo altrettanto non
credibile e, in secondo luogo, perché le è stato espropriato il
diritto di legiferare nel rispetto della Carta Costituzionale.
Qualche esempio: tre leggi, per fare soltanto una citazione in
ordine di tempo relativa alle ultime settimane, tre leggi
importanti abbiamo votato: sulle province, sugli appalti e
sull'acqua.
Tutte e tre sono state impugnate dal Consiglio dei Ministri con
argomenti e pesi assolutamente confutabili, pretestuosi senza che
il Parlamento abbia avvertito l'orgoglio e il sussulto di mantenere
fede alla propria posizione esattamente in linea con questo
Governo. Ecco perché noi abbiamo il dovere di essere lo specchio o
la guida ma nell'uno e nell'altro caso i siciliani vogliono che noi
si vada a casa.
Ecco perché sono convinto e concludo, Presidente, che la mozione
di sfiducia non alimenti molte illusioni. Abbiamo il dovere di
provarci e credo comunque che l'altra possibilità sia quella di
andare, tutti i deputati dell'opposizione, da un notaio a Palermo,
firmare le contestuali dimissioni che il notaio vorrà presentare
alla Segreteria Generale dell'Assemblea soltanto quando tutti i
deputati dell'opposizione non rappresentati, cioè nel Governo,
avranno sottoscritto le proprie dimissioni. Non sarà un fatto
tecnico ma sarà un fatto politico di grande rilevanza, vorrei
vedere se il Governo avrà il coraggio di restare al proprio posto
di fronte ai banchi vuoti di una opposizione prima ancora che
scatti il procedimento della surroga.
Solo altri quindici secondi per formare un auspicio: tra dieci
giorni è Natale, con la serenità dei credenti, Presidente, anche
se volessi pensare ad un presepe non riesco ad immaginare quale
ruolo le possa dare in un Presepe vivente, non riesco ad
immaginarla né uno dei Re Magi, né San Giuseppe, né tanto meno Gesù
bambino, mi si consenta l'infelice accostamento, ma tra dieci
giorni è Natale dobbiamo, colleghi deputati, fare in modo che i
siciliani trovino sotto l'albero il miglior regalo possibile:
quello di un Parlamento che almeno una volta in questi tre anni
trova, finalmente la forza e l'orgoglio di andarsene a casa
portando con sé un governatore e un Governo che nessuno saprà, sono
certo, e vorrà rimpiangere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
Ricordo all'onorevole Cancelleri che il Movimento Cinque Stelle
ha ancora a disposizione dieci minuti.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
credo innanzitutto, in questi pochi minuti, di dover dire
assolutamente alcune cose prima fra tutte una risposta
all'onorevole Di Mauro: la mozione di sfiducia, e mi dispiace che
lui non lo sappia visto che è un deputato navigatissimo' di questa
Assemblea, che la mozione di sfiducia è rivolta al Presidente
della Regione non è rivolta a nessuno degli assessori presenti, ma
solo al Presidente della Regione che è lo stesso da tre anni ed è
lo stesso di sempre e quindi non abbiamo bisogno di testarlo.
Nel momento in cui lei ci viene a dire che questa è una mozione
pretestuosa perché gli assessori li dobbiamo lasciare lavorare
significa che lei non rispetta neanche la volontà della legge
regionale che questo Parlamento si è dato in tema di elezione
diretta del Presidente della Regione che mi pare già quanto dire.
Per cui, probabilmente, era un modo abbastanza maldestro di
smarcarsi raccontando a tutti che non avrebbe votato la mozione di
sfiducia, ma onorevole Di Mauro, l'avevamo capito che non la
votava, l'abbiamo capito da tempo che lei non fa più parte della
cosiddetta opposizione, da molto tempo
Quello che rimane del suo Gruppo onestamente non lo so, visto che
qualcuno è assente in maniera tattica, mentre altri, mi perdoni se
l'ho disturbata mentre era al telefono...
DI MAURO. Non mi disturba.
CANCELLERI. Torniamo a noi, a questa mozione di sfiducia che
chiaramente almeno per quel che mi riguarda non intendo rivolgerla
al Presidente della Regione, ma intendo rivolgerla ai Gruppi di
maggioranza, neanche al Governo, non mi interessa, non mi interessa
avere a che fare con degli assessori, non posso prendermela con
degli assessori alcuni dei quali sono qui, di nuovo, in una nuova
veste, ma facevano parte di governi precedenti.
E' notizia di pochi giorni che l'ex Presidente della Regione,
Cuffaro, è di nuovo fra di noi, visto, ad esempio, lei era uno
degli esponenti di quel Governo, per cui diciamo che non è cambiato
assolutamente nulla.
Rimaniamo e rimaniamo in linea.
Ma, ad esempio, l'onorevole Cracolici che più volte, non solo
pubblicamente, ma anche in questi corridoi, ha detto che vive un
imbarazzo cronico nel dover rappresentare un Governo, una
maggioranza, di dover sostenere Crocetta e molti deputati della
maggioranza da Mimmo Turano, da tanti altri che siedono lì, hanno
sempre avuto parole di sofferenza, di vergogna quasi nel dovere
accostare la loro figura a quella. Tant'è che ogni tanto noi
giochiamo e gli diciamo che verranno ricordati come gli amici di
Crocetta.
Sembra quasi che questo tono un po' scherzoso però un po' li
infastidisca.
Forse vivono di più l'imbarazzo loro che non noi, noi viviamo
invece la sofferenza, purtroppo di dover ogni giorno cercare di
evitare le inesattezze, le incapacità, tutte quelle cose che stanno
davvero togliendo ogni possibilità, ogni chance a questa Terra di
uscire fuori da una crisi durissima che l'ha attanagliata.
Il problema è, e rimane, però, sempre quello: possono cambiare
tantissimi assessori, possono cambiare tutti, ne potrebbero
cambiare uno al giorno; c'era un video qualche giorno fa di un
comico palermitano - faccio anche un po' di pubblicità - di Marco
Manera, che diceva che finalmente Crocetta aveva risolto il
problema della disoccupazione in Sicilia, perché cambiava un
assessore al giorno e quindi a giro tutti i siciliani avrebbero
trovato un posto di lavoro. Era un'idea fantastica Però tanto
lontana dalla realtà non è
Ora, il problema è un altro. I deputati della maggioranza si
devono prendere la responsabilità di sostenere e di difendere
questo Governo, se davvero credono all'azione politica che sta
portando avanti.
Non accetto più di incontrarvi nei corridoi e di sentirvi dire
sempre le stesse cose. Non lo accetto Non lo accetto perché
calpestate la vostra di dignità e in quei cinque secondi al giorno
in cui trovate davvero il coraggio di guardarvi allo specchio, chi
vedete? Chi state vedendo?
Allora, se avete un po' di cuore o la votate questa mozione,
perché quelle parole le avete dette, oppure, diversamente, cambiate
idea e portate questo Governo fino alla fine, fine al 2017 e al
giorno delle elezioni.
Noi vi ringrazieremo, ovviamente, se sceglierete la seconda strada
perché siete la nostra migliore campagna elettorale e lo fate
gratuitamente e questa è una grandissima possibilità che ci date
ogni giorno, però, non è più possibile avere a che fare davvero con
questi doppi giochi che ogni volta si vedono all'interno dei
corridoi e dell'Aula, non è una dichiarazione sui giornali che
salva la vostra faccia. Voi siete e rimarrete quelli di questo
Governo, fino a quando non lo dimostrerete con un'azione concreta.
Allora, non mi interessa fare questa mozione di sfiducia, è chiaro
che noi l'abbiamo presentata, insieme con Forza Italia, Lista
Musumeci, assieme con tutti quelli che hanno voluto mettere una
firma. E' ovvio, onorevole Cordaro, che dovevamo firmarla in
diciotto e l'abbiamo firmata, anzi, in ventisei, non ha possibilità
di arrivare davvero al risultato - quello lo sapevamo anche prima,
non siamo assolutamente degli stupidi -, ma era il momento della
conta però, oggi, la mozione di sfiducia non è rivolta al
Presidente della Regione, è rivolta a voi, a voi che, ogni giorno,
dovete metterci la faccia per quello che state facendo, a voi che
avete ricevuto gli smacchi di non avere alcun rappresentante
negli Uffici di Presidenza delle Commissioni, a voi che non avete
Assessori nella Giunta regionale, a tutti quelli che in questo
Governo, in questo momento, ci stanno credendo semplicemente per un
mero tornaconto personale.
E' il momento di guardare in faccia la realtà e di rispondere a
una sola domanda: cosa state facendo per i cittadini siciliani?
Sapete qual è la risposta? E' un'immagine, neanche tanto bella, di
una persona sdraiata sulla ghiaia di Tusa che prende il sole con un
giornale davanti al costume - sempre che quel costume ci fosse - in
risposta ad una frase pronunciata dal professor Vecchioni qualche
giorno prima.
Purtroppo, è questa la realtà. Dovete assumervene la
responsabilità.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo come Capogruppo e portavoce del Gruppo parlamentare PDR
- Sicilia Futura . Noi non abbiamo nascosto e non ci nascondiamo
dietro un dito, nella posizione critica che abbiamo espresso nella
prima fase di costituzione di questo Governo. Sicuramente, è stata
una posizione critica che ha portato ad una riflessione anche il
nostro esponente in Giunta, con molta dignità e molta onestà.
E' chiaro che i temi posti all'attenzione del presidente Crocetta
sono stati i temi affrontati in incontri bilaterali ed incontri di
maggioranza. Abbiamo chiesto pari dignità, abbiamo chiesto temi sul
programma, abbiamo chiesto rapporti solidi col Governo nazionale ed
abbiamo chiesto equilibrio nelle scelte.
Questi temi sono stati affrontati più volte, discutendo con lealtà
ed onestà, cercando risposte e ottenendole, a volte garbate, a
volte meno, comunque tutte mirate a trovare il bandolo della
matassa politica.
Il senso della responsabilità, la logicità dei ragionamenti, la
capacità di conduzione politica del Presidente della Regione, il
rispetto che abbiamo nei confronti dei siciliani che, comunque, ci
hanno affidato, come diceva bene l'onorevole Cancelleri, questo
mandato, questo ruolo, dal quale non possiamo fuggire, non possiamo
nasconderci dicendo che non c'eravamo, ci siamo stati e ora non ci
piace più.
Siamo qui, ci abbiamo messo la faccia, ci abbiamo creduto, abbiamo
cercato, col nostro impegno, di indicare tre priorità: il
precariato, i fondi nazionali, il recupero, per nostra competenza,
del territorio, del dissesto idrogeologico; sono temi sui quali
abbiamo avuto garanzie che questo Governo, su base nazionale e su
base locale, si muoverà e saranno le priorità che affronterà.
Non possiamo chiedere di risolvere dieci temi in soli due anni.
Non abbiamo la bacchetta magica né vogliamo ingannare i siciliani.
Abbiamo chiesto tre temi, abbiamo chiesto la copertura romana dei
fondi, abbiamo avuto garanzie, anche in questi giorni, che i 900
milioni di euro ci saranno, ce ne saranno, poi, 550 milioni, tanti
quanti la Regione ha bisogno per mettere in ordine i propri conti.
Su questo anche gli amici del M5S ci dovranno dare atto che questo
Governo ha compiuto una profonda azione di risanamento; noi non
l'abbiamo contestata neanche nei momenti bui e nei momenti in cui
abbiamo avuto maggiore criticità, rispetto alla dignità politica
dei soggetti che compongono questo Governo.
Quello è stato il nostro cavallo di battaglia; abbiamo chiesto
pari dignità, l'abbiamo ottenuta, oggi, abbiamo un riconoscimento
politico chiaro, forte e autorevole - la nostra presenza in Giunta
- , non abbiamo mai fatto questioni di poltrone e strapuntini, non
ci interessano. Come avete visto, siamo rimasti con la persona
designata come tecnico nella Giunta, al di là delle boutade e le
ilarità, i fatti sono dirimenti, quindi, abbiamo chiesto soltanto
di poter capire cosa c'è dietro l'angolo.
Ci sono state date garanzie, è ovvio che le difficoltà ci sono,
non le nascondiamo, non è fuggendo che diamo una risposta corretta
ai siciliani e ai nostri elettori. Affronteremo questi due anni di
Governo sicuramente con questo Governo, ritocchi, modifiche sono
auspicabili per dare maggiore equilibrio, ma certamente questo è il
Governo che, per quanto ci riguarda, dovrà andare fino alla fine
della legislatura, portando a termine un programma stabilito,
concordato, portando a termine dei temi fissati che stanno a cuore
ai siciliani, sicuramente quello del precariato sarà il cavallo di
battaglia, però, certamente, non fuggiamo davanti alle
responsabilità.
Non votiamo, quindi, la mozione di sfiducia perché non è così che
riteniamo di poter risolvere i problemi, sicuramente auspichiamo
che il Governo possa periodicamente darsi un crono-programma da
sottoporre ad un osservatorio politico di quest'Aula per vedere
step by step quelle che saranno le fasi, a cominciare dal bilancio
che dovrà essere approvato con rigore e con rapidità per dare
chiarezza e certezza sui conti e per dare quelle risposte che la
Sicilia merita di avere e che i siciliani da troppo tempo
attendono.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, peccato che nel
nostro Statuto non sia inserito, secondo me, un procedimento
estremamente importante e fondamentale qual è l'istituto
dell'impingement, perché questo sicuramente sarebbe stato attivato
immediatamente e tempestivamente, conseguente al fatto che il
nostro Presidente, violando l'autonomia finanziaria della Regione
siciliana, prevista dal nostro Statuto, ha sottoscritto un
documento contabile con il Governo nazionale che ha elargito poche
centinaia di euro ed ha preteso ed ottenuto la rinuncia di tutti i
contenziosi incoati anche dai precedenti governi.
Non possono non essere valutati, sotto l'aspetto giuridico e
politico, quali sono stati gli effetti che hanno prodotto una
simile decisione, in violazione della normativa del nostro Statuto.
E, di recente, qualche giorno fa, Presidente, una sentenza della
Corte Costituzionale, relatore il presidente Amato, ha stabilito a
favore della Regione siciliana e del Trentino Alto Adige che gli
introiti provenienti dall'evasione fiscale venissero distribuiti in
maniera equa tra queste due regioni.
Bene, al Trentino Alto Adige vanno 400 milioni di euro. Alla
Sicilia non va il becco di un quattrino, in dipendenza ed in
conseguenza della sottoscrizione dell'atto di transazione, appunto,
sottoscritto dal nostro Presidente. Che bel regalo Complimenti,
veramente complimenti E, poi, vedere, sostanzialmente, il nostro
Presidente che si reca a Roma per battere cassa e per potere
chiudere il bilancio e, quindi, soddisfare le esigenze dei
siciliani. Complimenti
E il Governo nazionale che sembra abbia intenzione di elargire
alla Sicilia ed ai siciliani quando questa elargizione non
rappresenta altro che i diritti sacrosanti previsti
dall'ordinamento giuridico a favore dei siciliani. Complimenti
Come non immaginare, addirittura, una violazione diretta nei
confronti del Presidente sulla base dell'ordinamento anglosassone e
non, invece, limitarci ad una mozione di sfiducia. E quale potrebbe
essere la fiducia di un Presidente che, sostanzialmente, violando
anche le norme giuridiche, senza addirittura consultarsi con
l'Assemblea organo sovrano che avrebbe dovuto legittimare
un'operazione del genere, sottoscrive un documento con queste
conseguenze così disastrose
A me piace fare un consuntivo, un consuntivo che è iniziato,
ovviamente, con il percorso attivato dal Presidente nell'ottobre
del 2012 ed è vero che questo Governo e questo Presidente ha
sicuramente ricevuto un'eredità pesante, difficile ma è lui che si
è presentato ai siciliani dicendo: farò la Rivoluzione, cambierò
le cose, vedrete che le cose andranno meglio .
Ebbene da un consuntivo, ancorché non analitico, non solo non è
cambiato nulla ma, addirittura, è peggiorata la situazione, fino a
diventare a dir poco disastrosa. Se è vero come è vero che ogni
anno solo per potere chiudere il bilancio e per riscontrare le
legittime esigenze dei siciliani è necessario che il Governo
nazionale intervenga per accordarci, forse, qualche elemosina
quando il nostro Statuto prevede ben cose diverse. Il problema è
tutto lì. È possibile non avere un Governo autorevole che piuttosto
che andare a chiedere elemosine faccia valere la nostra Autonomia,
faccia valere i nostri diritti, ma così non è stato. Abbiamo
semplicemente assistito a dei viaggi della speranza ma è rimasta
solo la speranza tenuto conto che nessun riscontro, ovviamente, ha
ottenuto se non in termini del tutto deficitari o del tutto
indifferenti.
Come non fare un consuntivo dove abbiamo visto che questo Governo
con il cambiamento di un assessore ogni 2 mesi non ha mantenuto e
non poteva mantenere alcuna programmazione, alcun procedimento
amministrativo, non solo non è cambiato niente ma è peggiorata la
situazione e lo dicono i siciliani che, ovviamente, rivolgendosi
negli ambiti degli Uffici non hanno alcun riscontro alle richieste,
le legittime richieste.
Come non rammentare qual è la situazione degli Iacp. Erano
commissariati e tali sono rimasti, assessore Pistorio, altro
problema di cui lei si dovrà occupare in maniera energica tra i
tanti problemi sicuramente che dovrà affrontare. Quello è un
problema gravissimo che ,ovviamente, si trascina da tanto tempo, da
troppo tempo che riguarda il diritto della casa, dell'abitazione,
di quello che accade all'interno degli Iacp, come vengono gestiti,
come vengono amministrati, come vengono spesi i soldi, non è
cambiato nulla anzi la situazione è peggiorata perché è diventata
una situazione che si è incancrenita e diverrà ancora più
difficile ed è una situazione irreversibile.
Come non pensare che tipo di politica dobbiamo tenere nell'ambito
degli aeroporti, lo sviluppo turistico, le infrastrutture, cose di
cui siamo deficitari.
Come non immaginare, effettivamente, che abbiamo utilizzati
risorse che servivano alle aziende, alle imprese che, invece,
abbiamo utilizzate per pagare i forestali.
Come non ricordare qual è stato l'impegno nei confronti dei
precari ed a tre anni abbiamo una situazione tale e quale come se,
effettivamente, l'avessimo affrontata nel primo momento del 2012.
Qual è la situazione della sanità?
Come non contestare a questo Governo la sua inettitudine in ordine
ad affrontare i problemi e questi problemi piuttosto che essere
eliminati o comunque essere diminuiti sono aumentati in maniera del
tutto esponenziale.
Non voglio ripetermi ma credo che questo Governo, nonostante le
innovazioni sotto l'aspetto delle figure, delle risorse, perché è
vero che è un Governo politico mentre prima tale non poteva essere
considerato, a mio avviso, potrebbe, per certi versi, dare una
svolta.
E ci sono anche dei segnali. Ma è tardi. E' trascorso troppo tempo
perché, in qualche modo, possa, nel breve tempo che ancora rimane
alla legislatura, tenuto conto che i procedimenti amministrativi
non sono così veloci e non sono così efficienti come qualcuno può
immaginarsi nel momento in cui ci troviamo dinnanzi una Pubblica
Amministrazione che è un elefante a tutti gli effetti. E la Sicilia
non può aspettare, non può rimanere ancora in attesa che il Governo
decida di intervenire anche sotto l'aspetto normativo per riformare
alcune materie che, sicuramente, risultano regolamentate da norme
non più adeguate alle esigenze dei siciliani stessi.
Non c'è più tempo. E, quindi, è più opportuno che, forse, si
assuma una decisione che non è quella di gettare la spugna ma,
forse, di trovare qualcuno che sia molto più serio, che non si
presenti ai siciliani dicendo: farò la rivoluzione e poi,
sostanzialmente i risultati che si ottengono sono quelli che sono
agli occhi dei siciliani.
Non lo so, sicuramente come qualcuno ha anticipato, questa mozione
non ha speranza, non sarà sicuramente approvata. Ma io di una cosa
sono convinto perché stando in mezzo alla strada e parlando con i
siciliani, questa mozione di sfiducia ha già raggiunto un
obiettivo, infatti, vi assicuro che è stata votata dai siciliani in
quanto i siciliani hanno votato da tempo la sfiducia a questo
Presidente, non aspettano che il Parlamento la voti, si sono già
pronunciati da tempo perché si sono sentiti presi in giro e
soprattutto gli è stata tolta la speranza di cambiamento, perché
non è vero che cambierà alcunché; il sistema politico clientelare
c'era ed è rimasto e continuerà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Le ricordo
che ha a disposizione ancora 12 minuti e 20 secondi. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, la ringrazio per il richiamo puntuale
che lei sempre rivolge al mio indirizzo. Entro subito nel merito
dell'atto che stiamo discutendo e che da qui a qualche momento ci
appresteremo a votare.
Una mozione di sfiducia, la terza, che arriva in questa Aula. La
terza che arriva in questa Aula senza particolare preoccupazione
per il presidente Crocetta che ancorché lontano da quest'Aula,
comunque, ha un occhio sensibile a quest'Aula se non altro perché
quando ha avuto vere, reali, concrete difficoltà è corso ai ripari.
Ed è corso ai ripari cercando di trovare una soluzione con quei
partiti, con quei deputati, molti dei quali - non me ne vogliano i
colleghi - raccogliticci di una maggioranza assolutamente
inconsistente. E quello che oggi stiamo discutendo non è tanto una
mozione parlamentare, cioè l'atto di disapprovazione che stasera
proponiamo e sottoponiamo non all'attenzione del presidente Rosario
Crocetta...
(L'onorevole Milazzo Giuseppe con la mano batte sullo scranno dove
è seduto)
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non si permetta Stia comodo.
MILAZZO Giuseppe. Ma non si capisce niente
PRESIDENTE. Non si permetta, onorevole Milazzo, o la faccio
accompagnare fuori dall'Aula
MILAZZO Giuseppe. Faccia accompagnare fuori gli altri
PRESIDENTE. Non si permetta, onorevole Milazzo, o la faccio
accompagnare fuori dall'Aula La prego di accomodarsi, onorevole
Milazzo, questo è l'ultimo richiamo.
Onorevoli colleghi, per cortesia, facciamo attenzione.
Mi scusi, onorevole Falcone, può continuare.
FALCONE. No, assolutamente, Presidente. Dicevo, che l'atto di
censura, di disapprovazione, di condanna, politicamente parlando,
che muoviamo al Governatore della Sicilia, ma più estesamente a
quella che è la nuova maggioranza che si è riconsolidata dopo
momenti di fibrillazione, momenti tellurici potremo dire, che
avevano anche allarmato qualcuno e fatto pensare qualcuno, come
magari ai colleghi del Movimento Cinque Stelle, che potesse
cambiare qualcosa. No, assolutamente, cari colleghi.
Noi, come Forza Italia, abbiamo sostenuto questo atto e lo abbiamo
sottoscritto, consentendo la presentazione dello stesso, perché in
assenza delle nostre firme rischiava di non arrivare in Aula,
proprio perché eravamo convinti che un atto ed una discussione
politica in una situazione paludosa come quella a cui questa
maggioranza ha costretto la Sicilia andava fatta.
E' un ragionamento, presidente Venturino. Avevamo necessità di
farlo non perché magari ne potranno fare tesoro, lo sappiamo quello
che farà Rosario Crocetta. Rosario Crocetta che, oggi, non è
soltanto sfiduciato, come aveva detto bene l'onorevole Fazio, dai
siciliani, ma Rosario Crocetta è stato sfiduciato anche dagli
stessi suoi Assessori. E' sfiduciato dagli stessi suoi
collaboratori e prova ne è il fatto, presidente Musumeci che,
proprio ieri, dinanzi ad un decreto di scioglimento, di
liquidazione, che l'assessore Baccei ha proposto, si vede arrivare
notificato che cosa? Un ricorso al TAR da parte del suo stesso
avvocato che è stato chiamato alla gestione della Società patrimoni
immobiliari siciliana cadendo in un conflitto di interessi che
magari dovrà essere dimostrato ma che, comunque, sotto un profilo
di opportunità, chiaramente è sotto gli occhi di tutti.
E, allora, qual è il Governo, questo quater, Crocetta che si è
oggi posto all'attenzione dell'opinione pubblica? Il Governo è
quello che ha fatto ed ha potuto evidenziare un progressivo
deterioramento sotto ogni profilo, in ogni settore, dal settore
dell'economia al settore delle imprese.
In questo primo trimestre del 2015 ben 4 mila aziende hanno chiuso
i battenti. In questi ultimi due anni e mezzo ben 80 mila
lavoratori edili sono rimasti a casa. In questi ultimi tre anni gli
appalti pubblici sono crollati, in Sicilia, da 1 miliardo e 600
milioni, era questa la cifra che la stazione appaltante metteva in
campo, ad appena 100 milioni di euro nel 2014.
Se questi e tanti altri sono i risultati per cui, oggi, si è
ritrovata una maggioranza, Partito Democratico, UDC ed altri
partiti, a cui oggi anche il Nuovo Centro Destra cosa fa? Dà un
soccorso e dà il soccorso in ragione di una riforma.
Però, purtroppo, quando poi siamo chiamati a confrontarci con le
stesse riforme ci accorgiamo che nonostante la legge n. 7 del 2013,
la legge n. 8 del 2014, la legge n. 15 del 2015 sulle province,
cosa succede? Succede che ancora le province sono al palo. Succede
che ancora gli enti locali sono in un mare di confusione, in quel
mare in cui, invece, Rosario Crocetta, beatamente nuotava qualche
domenica fa cercando di dimostrare che i mali della Sicilia vanno
attribuiti a chi ne parla ed a chi li espone dimenticando, invece,
che i mali della Sicilia vanno ricercati in chi è causa ed è
Rosario Crocetta la causa dei mali della Sicilia, è Rosario
Crocetta che in questi tre anni ha rappresentato il peggio del
peggio e non perché lo dice Forza Italia ma perché lo hanno detto i
sindacati qualche giorno fa dinanzi ad una impasse che ancora non
si è potuta rimuovere, infatti, la CGIL, la CISL, la UIL con tutti
i sindacati autonomi hanno detto che questo Governo o risolve i
problemi o va a casa.
Ma è un'affermazione, potremmo dire, quasi pleonastica perché
sappiamo che questo Governo non sarà nelle condizioni di risolvere
alcunché, perché a distanza di appena quindici giorni dalla
chiusura dell'anno 2015 non abbiamo ancora un bilancio, non abbiamo
ancora uno straccio di finanziaria, non abbiamo approvato il DPEF,
non abbiamo le linee guida e, addirittura, a Roma cosa succede?
Malgrado Forza Italia abbia prima presentato un emendamento per
chiedere la restituzione del maltolto, quello che un Governo
realmente rivoluzionario avrebbe dovuto fare, cioè riprendersi
l'IRPEF, il pagamento dell'IRPEF che viene fatto e che matura in
Sicilia e che versiamo allo Stato, riprendersi quella parte di IVA
che matura in Sicilia e che, invece, lo Stato trattiene.
Ebbene, cosa ha fatto la maggioranza del Partito Democratico? Ha
bocciato l'emendamento del senatore forzista, Tonino Dalì, in
Commissione Bilancio al Senato e, successivamente, quando il
sottosegretario, Faraone, diceva: state tranquilli, daremo 1
miliardo e 400 milioni di euro per chiudere in regola i conti
siciliani , cosa succede? Succede che la mattina arriva in Aula un
emendamento per appena 900 milioni di euro e l'onorevole
Prestigiacomo, di Forza Italia sempre, presentava un emendamento
che, puntualmente, veniva bocciato, non perché si volesse fare un
torto al deputato forzista, assolutamente no, ma perché vi è un
discredito, caro presidente Crocetta, nei suoi confronti. Quel
discredito che l'ha visto, qualche settimana fa, messo in mora dai
suoi stessi Assessori, quando cinque Assessori non si sono
presentati nella sua Giunta e hanno messo nero su bianco un atto di
censura, perché le hanno rimproveravano di non avere fatto il
bilancio, di non avere portato gli atti di bilancio, quella censura
che il presidente Ardizzone, sino all'altro ieri, ha posto in
essere nei suoi confronti.
Allora, credo e voglio rivolgere un appello a tutti quei deputati
che ancora stanno in questa maggioranza sapendo che è una
maggioranza rabberciata ma sapendo anche che stanno, in questa
maggioranza, guardando al dopo Crocetta perché dicono tutti che
Crocetta ormai è il passato.
Quindi, cari amici e colleghi, anche del Movimento Cinque Stelle,
la mozione di sfiducia non può essere rivolta a chi è il passato.
Noi l'abbiamo sostenuta, noi la voteremo ma lo facciamo perché
vogliamo interpretare, ancora una volta, l'opinione pubblica, il
sentire comune che sostiene che Crocetta prima va a casa, meglio è,
meno danni creerà a questa Sicilia martoriata. Ma lo facciamo
convinti anche che, alla fine, sarà, ed è stato, un passaggio
necessario che non sortirà alcun effetto se non quello che quando i
danni saranno ancora più aggravati Forza Italia, il centro destra
diranno: noi ve lo avevamo detto , per cui non ci saranno più
giustificazioni, non ci saranno più alibi nel dire che, oggi, ci
troviamo dinanzi ad un Governo che è partito male ed arriverà
peggio, un Governo che sta mandando indietro ben 1 miliardo e 200
milioni di euro, un Governo che, per la prima volta nella storia,
ha chiuso il 2014 con tutti gli indicatori negativi dicendo,
affermando - e concludo - e potendo certificare il fallimento ed il
disastro che era annunciato, ma che oggi diventa conclamato.
Presidente Crocetta, abbia un sussulto, ma sappiamo che lei non
l'avrà, lei continuerà fin quando non annegherà in quel mare in cui
lei si è voluto, amabilmente secondo il suo pensiero e crudelmente
secondo il pensiero dei siciliani, immergere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
andare oltre le righe, ma in tre anni che ho lavorato per aiutare
questo Governo, per cercare di portare a compimento quello che era
un disegno distruttivo, che è stato commesso negli ultimi vent'anni
diceva il collega del Movimento Cinque Stelle e sono d'accordo con
lui, oggi noi ci accingiamo a dare un voto alla mozione di sfiducia
presentata dal Movimento Cinque Stelle e dal centrodestra, io oggi
non sono qua per votare così d'emblée favorevolmente o votare
contro la mozione di sfiducia, ma voglio aprire un confronto che mi
è stato negato negli ultimi mesi con il Governatore, con il mio
partito, per affrontare quelle che sono veramente le priorità della
Sicilia.
Io ricordo al Governatore, ma lui lo sa benissimo, quante volte
con il mio defunto collega abbiamo collaborato a compilare le liste
affinché si portasse un Presidente a vincere finalmente la politica
del cambiamento e dare le risposte giuste e dare le risposte a quel
sistema che per vent'anni, oserei dire trent'anni ha distrutto la
Sicilia. Più volte l'abbiamo detto in tutte le salse. Io,
Presidente, non ho mai chiesto a nessuno e non ho mai fatto
sicuramente parola per entrare al Governo, perché non sono
interessato. Io, Presidente, le dico una cosa: quando si presenta
una mozione di sfiducia si presenta perché c'è un malcontento e si
presenta perché fuori da questo Palazzo la gente reclama e vuole
assistenza, vuole essere indirizzata finalmente ad avere una
politica diversa, una politica di cambiamento.
La Sicilia è stata distrutta dal maltempo e noi non abbiamo un
euro per dare, finalmente, una boccata di ossigeno a quei comuni
che non hanno più le strade per arrivare nel proprio paese. Oggi,
siamo qua per capire esattamente cosa dobbiamo dire ai forestali,
cosa dobbiamo dire ai precari, cosa dobbiamo dire a tutti coloro
che fanno parte del regime transitorio, cosa dobbiamo dire alle
società partecipate, cosa dobbiamo dire agli operatori della
formazione, ancora notizie positive zero
Io sono per votare contro la fiducia, Presidente, mi ascolti bene
Presidente, però questo significa che questo Governo finalmente mi
ha ascoltato, finalmente ha un Governo politico, e da questo
momento non ci sono più scuse, perché prima ci lamentavamo del
Governo tecnico, oggi c'è un Governo politico che ha tutte le
caratteristiche ed i presupposti e gli uomini per portare avanti la
politica e fare bene in Sicilia, ma questo ha un termine. Noi fra
sei mesi sicuramente riconvocheremo l'Aula perché vogliamo vedere
il lavoro che ha sviluppato questo Governo, perché altrimenti la
gente non ci capirà nulla.
Questo è un momento tragico per i siciliani e noi non ci possiamo
permettere, perché la colpa non ce l'ha solo il Governo ma viene
attribuita pure ai deputati di questa Assemblea e a noi in
particolare che facciamo parte della maggioranza.
Quindi, Presidente, onorevoli colleghi, Governo ed in particolare
mi rivolgo ai colleghi che fanno finalmente parte del Governo e
sanno che cosa significa stare da quella parte, che c'è bisogno di
dare le risposte ai cittadini e quel poco che c'è di fare un'equa
distribuzione affinché la Sicilia, tutta per intero, tutti i
Comuni, tutti gli enti locali, possano avere soddisfazione che
finalmente si sta partendo dalla politica, perché fino ad adesso
non è stato così.
Quindi, voto contro questa mozione perché oggi c'è un Governo
politico - collega quando io dico una cosa è così - ma questa è
l'ultima. Se noi falliamo in questi sei mesi non ci saranno più
scuse e da quel momento non saremo solo derisi dal popolo siciliano
ma dall'intera Italia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente della Regione, Signor Presidente
dell'Assemblea, onorevoli colleghi, poco fa, all'apertura dei
lavori, lei ha scandito i tempi che avevano i Gruppi parlamentari
per partecipare a questo dibattito e vorrei cogliere l'occasione
per dare una comunicazione, seppure informale, il tempo che ha a
disposizione l'UDC assieme al tempo che ha a disposizione il NCD
sarà utilizzato congiuntamente.
E' notorio che noi abbiamo creato da qualche tempo una sorta di
intergruppo parlamentare, una condivisione sulle strategie da
seguire e oggi è, diciamo, il debutto di questa strategia che io
vorrei comunicare all'Aula non come una mera operazione di fusione
a freddo, queste sono operazioni di Palazzo che a noi non
interessano, ci tengo a rimarcare alcuni aspetti politici che vanno
oltre il dibattito sulla mozione di sfiducia perché mi piace
delineare il quadro all'interno del quale ci muoviamo.
Vede, la creazione di questo movimento che non è la creazione di
un gruppo di persone elette altrove confluite in maniera generica,
è il gruppo politico che con un animo democristiano, nel modo più
nobile del termine che noi sappiamo essere, si sta fortemente
radicando sull'intero territorio.
E faccio questa premessa perché mi spiana il ragionamento su
quello che dobbiamo fare. E' l'ultima volta che parlerò in questo
modo. Voi sapete che da un lato l'Udc ha vinto le elezioni e non è
con il sentimento della vittoria che si governa un percorso così
difficile e, dall'altro il NCD con scelta coraggiosa, seppur
perdendo le elezioni, ha fatto una cosa diversa, e non è con il
risentimento di chi perde le votazioni che si governa un percorso
così delicato.
Onorevole Musumeci, mi fa piacere che lei mi ascolta, vedo molta
distrazione, ma non mi preoccupo. Stia tranquillo che più tardi ci
sarà la giusta attenzione quando porrò l'accento sulle strategie
che stiamo provando a seguire.
Detto questo e spiegato qual è il senso politico dell'operazione
che facciamo, vorrei ringraziare gli amici del Movimento Cinque
Stelle. Parlo di loro e non anche di tutti i firmatari della
mozione di sfiducia perché loro considerano una colpa, poco fa il
capogruppo parlando di Turano uno che ha quattro legislature, loro
considerano una colpa avere un successo elettorale e il consenso
della gente. Io personalmente sono convinto che è l'esatto
contrario. Raccolgo questa provocazione, li ringrazio e dico loro:
oggi di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della sfiducia al
Presidente della Regione come se fosse l'epilogo di una pagina
già scritta o in verità non dovremmo parlare della sfiducia che i
cittadini hanno maturato nei confronti delle istituzioni?
Signor Presidente, io vorrei che su questo noi fossimo
assolutamente chiari perché a fronte della sfiducia che vi è nei
confronti delle istituzioni possiamo decidere di prendere
molteplici vie. L'onorevole Miccichè conosce il mio intervento
perché lo abbiamo misurato assieme perché è sempre presente in Aula
e attento alla discussione.
Beh, io credo che quando vi è una sfiducia nei confronti della
politica che diventa sfiducia nei confronti delle istituzioni, ci
si può chiedere se la risposta è quella del dirigismo romano come
se per risolvere i problemi dell'Assemblea fosse sufficiente
andare a Roma e chiedere dei soldi o fare apparire come se a Roma
ci fosse una corte dei miracoli che dà soldi alla Regione siciliana
e io non sono iscritto nell'elenco degli accattoni che vogliono
fatti regali e che pensano di avere delle risorse per spenderle
chissà come
Io sono iscritto nell'elenco di quelli che rivendica, con la
serietà delle istituzioni, un giusto equilibrio e un giusto
rapporto tra lo Stato e le Regioni e mi farò seguire subito dal PD.
Io ho molto, molto rispetto per il PD, ma molto di più, onorevole
Musumeci, molto di più per i siciliani, molto di più mi creda e io
capisco il travaglio interiore del PD, il fatto di avere cambiato
pelle, il fatto di avere costruito un'operazione di fusione a
freddo che voleva essere un'operazione di restauro, di rottamazione
e verosimilmente diventa un'operazione di restaurazione. Capisco
tutto Posso giustificare tanto ma non mi faccio prendere
prigioniero e non permetterò che le istituzioni diventino
prigioniere di giochi di altri partiti.
Dobbiamo essere chiari: noi vogliamo una condivisione che sia
collegiale e condivisa su una strategia politica per risollevare
questa Regione Se c'è la
PRESIDENTE. Onorevole colleghi Scusi, non riesco più a seguirla,
le chiedo scusa. Onorevoli colleghi, cortesemente se avete qualcosa
da comunicare fra di voi accomodatevi fuori perché non si riesce a
sentire.
TURANO. Onorevole Presidente, non si preoccupi.
PRESIDENTE. Vorrei capire cosa sta dicendo.
TURANO. Non si preoccupi. Più il PD è distratto, più il PD è
affaccendato nelle beghe di partito, io con libertà dirò tutto
quello che penso e poiché il PD ha una grande responsabilità
regionale e nazionale, io con pacatezza dico che qualora ci fosse
una condivisione su una strategia generale noi saremo qui con
responsabilità a fare la nostra parte.
Se qualcuno, un mio amico è solito usare un'espressione molto
bella, pensa di fare il gioco, onorevole Pistorio, lei conosce
questa frase, di Biancaneve e i sette nani; il PD sappia che a
questo gioco noi non ci prestiamo e non è un discorso bellicoso nei
confronti del PD è un discorso serio, corretto, leale di chi guarda
gli alleati e condivide una strategia politica guardando le persone
in faccia. E non a caso non cito e non ho citato il Presidente
della Regione, perché nelle ultime vicende io lo voglio difendere,
e lui sa che io sono stato critico quando c'era da essere critico,
ma le prese di posizione sterili non mi appartengono e non le
condivido.
Presidente, perché ho fatto questa premessa? Perché vado subito al
nodo e il nodo è la verità e la trasparenza che noi vogliamo nei
confronti del Governo; e la verità e la trasparenza nei confronti
del Governo la misuriamo sugli atti concreti e sulle cose da fare.
E non mi voglio confondere con coloro i quali hanno fatto l'elenco
delle cose che non vanno o l'elenco delle cose che si devono fare,
perché questo lo fanno tutti, ormai pure le pietre.
Io voglio fare per davvero queste cose e questo Governo con
serietà noi lo misuriamo alla prova dei fatti. Noi abbiamo
costruito un Governo politico perché vogliamo evitare che qualcuno
continui a mettere polvere sotto i tappeti, perché vogliamo,
onorevole Musumeci, mi ascolti, lei sa che non personalizzo mai, la
mozione di sfiducia dei Cinque Stelle è infarcita di citazioni
cracoliciane che non sono il mio pensiero, si figuri se oggi io
divago .
MUSUMECI. I nomi
TURANO. divago sulla valutazione dei nomi, però le dico con
cognizione di chi è appassionato alla politica e al progetto
politico che abbiamo costruito, che io aspetto alla prova dei
fatti, non questo Governo che è il mio governo, è un Governo
politico che ha la dimensione delle cose che si devono fare e i
rapporti istituzionali che servono, lo aspetto sulla prospettiva e
sulla prospettiva continuo a guardare in maniera scevra da ogni
condizionamento l'arco costituzionale che perora è impegnato in
queste battaglie - mi ascolti onorevole Musumeci - lo dico con la
consapevolezza che questa è una stagione particolare, oserei dire
tremenda dal punto di vista economico dalla quale si esce con il
buon senso da parte di tutti.
E io credo che su questo l'area politica che oggi ho l'onore di
rappresentare, come portavoce, non farà mancare il sostegno al
governo nella misura in cui si danno le risposte per davvero e sarà
certa della propria azione politica.
L'azione politica di chi sa che nel rispetto dei tempi e nelle
modalità per affrontare i nodi, possibilmente non guardando in
faccia nessuno e creando le condizioni di sviluppo e le condizioni
di sviluppo, onorevole Presidente, la voglio aiutare, le condizioni
di sviluppo non sono la proroga dei precari per un anno, non sono
queste Sono l'accelerazione della spesa.
Mi fa piacere ricordare che l'ultima volta che si è fatta una
legge, si prevedeva un percorso di stabilizzazione triennale con un
piano di fuoriuscita, una proroga secca di un anno e un contentino
e chi la fa poi non può lamentarsi di farla.
Allora le dico con franchezza, dall'accelerazione della spesa,
alle riforme strutturali, a quello che serve per far ripartire la
Sicilia, in un contesto nazionale e europeo che sicuramente non è
colpa del governatore Crocetta, ci vedrà protagonisti in questa
battaglia.
Se queste cose saranno fatte, con altrettanta lealtà e con
altrettanto entusiasmo continueremo questa avventura. Se non
saranno fatte, rifletteremo su come dobbiamo atteggiarci.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, il mio è l'ultimo intervento
di un lungo pomeriggio che ci vede per la terza volta, in tre anni,
impegnati a discutere una mozione di sfiducia. Tempo,
evidentemente, che abbiamo sottratto ai problemi, anzi alla ricerca
della soluzione dei problemi di questa Terra.
Ciò nonostante, ho ascoltato con grande attenzione ed interesse
gli interventi di tutti quelli che mi hanno preceduto e non posso,
ancora una volta, non evidenziare che ci troviamo di fronte alla
terza volta ad un'opposizione senza idee e strategia,
un'opposizione senza proposte. Non voglio stare qui a raccontare
quello che è stato, il passato e tutto quello che ci ha portato
fino ad oggi qui. Voglio provare a raccontare cosa ci aspetta.
Dico ci aspetta in quanto ritengo che ognuno di noi dovrà dare
un contributo costruttivo per recuperare credibilità e fiducia nei
confronti della politica, quella con la P maiuscola, nei
confronti della collettività che ormai da tempo guarda sempre con
più diffidenza, se non addirittura, e direi forse peggio, con
ironica sfiducia, alla nostra attività.
Credo sia ormai giunto il tempo di abbandonare egoismi,
campanilismi e faziosità, se vogliamo rispondere concretamente e
fattivamente alle aspettative e alle istanze che i siciliani tutti
pretendono, giustamente, di avere soddisfatte.
La grave crisi economica e l'endemico problema della
disoccupazione, della sotto-occupazione e della povertà e dei
giovani sfiduciati, meritano tutti i nostri sforzi al fine di
riuscire, se non addirittura ad eliminare, almeno ad alleviare tale
difficoltà e tali problemi. Non è più tempo di piangerci addosso.
Dobbiamo superare gli steccati ideologici e personalistici per
andare incontro ai bisogni della gente, che quotidianamente, mentre
noi siamo chiusi in questo palazzo, fuori affonda nella miseria e
nella disperazione. Io sono e mi sento siciliana nell'animo, amo la
mia Isola disperatamente. Vi chiedo allora di ritornare ad amare
anche voi follemente questa terra, e per far ciò dobbiamo unire in
modo costruttivo tutti gli sforzi, tutte le esperienze e tutte le
capacità professionali, abbandonando la balcanizzazione della lotta
politica, che spesso, troppo spesso, ha aleggiato in questo
palazzo.
Io sono pronta a dialogare con tutti in questa mia nuova veste, a
verificare tutte le tesi e tutte le antitesi, al fine poi di
raggiungere, in accordo, la concreta sintesi per affrontare i
problemi che abbiamo davanti, dando precedenza alla soluzione di
quelli che non possono essere più procrastinati, ed in questo vedo
di buon occhio il nuovo intergruppo tra l'UDC e il NCD che allarga
la nostra maggioranza. In questo mi aspetto la collaborazione ed i
consigli di tutti, soprattutto e anche quelli di maggiore
esperienza, che hanno come me a cura le sorti della nostra Isola e
della sua popolazione, ed in questo ringrazio l'onorevole Cordaro
per gli auguri e per gli in bocca al lupo .
Dobbiamo, cari colleghi, ritornare a fare politica per servizio,
non potendo più permetterci di farne un mero esercizio di potere.
In questo ognuno di noi dovrà fare la sua parte, nel proprio ruolo,
in modo costruttivo, e dobbiamo caricare anche il Governo di tale
ruolo dialettico con l'Assemblea regionale siciliana, ritrovando
quel clima di collaborazione ed efficienza che potrà permetterci di
dare una seria, fattiva, concreta e veloce risposta ai bisogni dei
nostri cittadini. In quest'ottica, allora, non si può non
evidenziare come il continuo richiamo alle dimissioni del
Presidente della Regione, alla luce delle esperienze storiche ed
istituzionali, non solo locali, ma anche nazionali, non è certo il
rimedio che i siciliani si aspettano ai loro problemi; ma lo vedono
come un ulteriore tentativo di acquisire spazi di esercizio di
potere, racimolando qualche decimale in più all'avversario
politico, dimenticando così i veri problemi della collettività. A
quanto pare, experientia non docet , è chiaro quindi come siamo di
nuovo chiamati oggi ad esercitare un tentativo strumentale politico
che non contribuisce di certo ad alleviare i bisogni della nostra
gente. Non c'è chi non veda come stiamo sottraendo tempo ai
problemi che meritano invece una classe politica responsabile,
attiva ed efficace.
Diamo allora la possibilità al nostro Presidente e alla sua Giunta
di governare serenamente, spronandolo a fare sempre di più e
meglio, in caso contrario dimostreremo il fallimento di questa
classe politica, continuando così ad alimentare chi getta solo
discredito sulla politica e sui politici, non solo locali ma anche
nazionali. E mi riferisco, in particolare, alle recenti
dichiarazioni dell'onorevole Salvini sulla necessità di abolire lo
Statuto siciliano e l'autonomia siciliana, incapaci di essere
propositivi e collaborativi per il bene della nostra Isola e della
nostra gente.
Dobbiamo lavorare alla certezza del futuro e lei, Presidente
Crocetta, che è stato eletto dai siciliani non ha soltanto il
diritto ma anche il dovere di continuare a governare questa Regione
per condurla verso la risalita che, faticosamente, abbiamo
cominciato comunque a percorrere.
Per queste ragioni, annuncio il voto contrario alla mozione di
sfiducia presentata nei confronti del Presidente della Regione, da
parte del Gruppo del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per
la replica.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sicuramente non replicherò a quelle dichiarazioni che in
qualche modo personalizzano lo scontro, anche perché non mi
appartiene questa cultura dello scontro personale, mentre mi preme
sottolineare ed, eventualmente, rispondere come è giusto che si
faccia per il rispetto doveroso che si deve avere nei confronti del
Parlamento che ha proprio l'obbligo anche di controllare, esprimere
atti di indirizzo e di controllo oltre che legislativi, nei
confronti proprio dell'azione di Governo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
Vorrei, così, per svelenire l'approccio rassicurare l'onorevole
Musumeci a proposito della mia insonnia. Dormo tranquillamente,
proprio perché la mia coscienza è a posto, vado a letto molto tardi
perché lavoro fino a tardi, però dormo. Le mie letture pasoliniane
sono molto giovanili, per cui a 25/30 anni le avevo già concluse,
così come tante altre letture, anche quelle marxiane sono dello
stesso periodo. Da molti anni leggo altro. In particolare, in
questo periodo sono molto appassionato alla lettura di romanzi di
fantascienza, il mio autore preferito è Isaac Asimov, per evitare
che il dibattito sul Presidente della Regione, anche sul piano
personale venga troppo inchiodato ad una bacchettoneria di natura
politica che, sicuramente, non mi appartiene e non mi ha mai
appartenuto. Non sono così scontato.
Andiamo ad alcune questioni. A parte tutte le citazioni
dell'onorevole Cracolici, per il quale io mi dovrei dimettere
DI MAURO. Cracolici l'ha detto, non l'abbiamo detto noi
CROCETTA, presidente della Regione. Sì, ma si potrebbe dire che
gli uomini saggi cambiano idea mentre quelli stolti non la cambiano
mai È un proverbio confuciano questo, non me ne assumo neppure la
primogenitura. Lasciamo perdere Fanno parte della querelle
politica, del dibattito politico che ha attraversato una certa fase
del Governo attorno alla composizione tecnica o politica del
Governo. Nel momento in cui - in questo senso ho apprezzato molto
il ragionamento che faceva l'onorevole Di Mauro che diceva, nel
momento in cui noi abbiamo chiesto, perché non l'hanno chiesto solo
la maggioranza, l'hanno chiesto più volte anche le opposizioni in
questo Parlamento, di fare un Governo politico e di arrivare ad un
Governo politico - si arriva alla composizione del perché se vado
a vedere le due mozioni di sfiducia precedenti erano basate su una
motivazione completamente opposta rispetto a quella attuale, cioè
l'idea che, siccome non c'era una maggioranza politica il Governo
dovesse rassegnare le dimissioni, questa era l'assunto che veniva
indicato nelle precedenti mozioni. Oggi, non è che si può invocare
un ragionamento superato per ribadire invece la richiesta, perché
altrimenti la mozione assume tutta la pretestuosità, è della
serie: io debbo mostrare che sono comunque all'opposizione e tutti
gli altri che la firmano devono timbrare il cartellino
dell'opposizione, vediamo chi sono i fedelissimi dell'opposizione.
Scusate, ma non vi viene il sospetto come elemento fondamentale
che questa stessa normativa sulla sfiducia sia persino superata
rispetto al modello di lezione che noi abbiamo e che forse l'unica
seria che possiamo fare è quella di pensare - al di là del fatto
che io oggi sono il presidente della Regione -, domani non so
possono essere altri, ho qualche difficoltà sinceramente a vedere
qualcuno dei presenti sostituirmi, così con buona pace di tutti per
stare molto tranquilli: mi riferisco soprattutto agli ex candidati.
(brusio in Aula)
MUSUMECI. Narciso, narciso. Non sia troppo sicuro
CROCETTA, presidente della Regione. Perché non è che possono
invocare le future vittorie, perché io qui ho sentito le
opposizione che hanno argomentato, noi abbiamo perso però
vinceremo , quando vincerete poi ne parliamo per adesso avete
perso. Avete perso le elezioni e dovreste prendere atto che le
avete perse. Prendere atto di avere perso nel consenso popolare non
si può tentare sistematicamente di riproporre su uno schema
parlamentare una mozione di sfiducia quando si è perso nelle
elezioni Quando si perdono le elezioni si fa l'opposizione e la
stessa si fa non per non fare le cose ma per farle fare, e
sicuramente una mozione si sfiducia non è che incassa qualche
risultato di fronte ai cittadini, determina soltanto il fatto che
tu dici bene hai prodotto una instabilità , al di là del fatto che
oggi sia io il Presidente della Regione, una instabilità maggiore
di quella che tu vuoi risolvere perché quando si dice hai cambiato
quattro Governi , perché non diciamo che io non ho avuto una
maggioranza parlamentare E pensate che nelle attuali situazioni,
elezioni anticipate con un sistema che è diventato ormai tripolare,
produca una maggioranza parlamentare ormai questo si è posto
persino in Francia il problema dove c'è il doppio turno con la
nascita del fronte di Marin Le Pen, del Front National, si è posto
un problema lì in Francia rispetto ad uno schema che era tutto
dicotomico e basato sul bipolarismo. Io lo so che potrò non essere
interessante nei confronti di chi vuole votare per forza la mozione
di sfiducia però sto cercando di fare un ragionamento politico che
credo che qualche valore ce l'abbia in quanto politico.
Lo schema si pone, chi garantisce oggi rispetto ai futuri Governi
una stabilità d'Aula? Non credo nessuno, ragionevolmente, in questo
momento possa pensare che esistano formazioni, non che non vincono
le elezioni sul Governo ma che possano poi assicurare una stabilità
d'Aula.
Allora, il tema che ha di fronte questa democrazia parlamentare ed
è il tema che io ho posto sin dall'inizio era quello del coraggio e
della contaminazione, coraggio e contaminazione significava
vogliamo governare? Vogliamo permettere che si governi? Vogliamo
governare e permettere che si governi significa che, al di là del
fatto che si siano vinte o meno le elezioni, un patto fra le forze
politiche necessariamente deve avvenire. Perché questo patto non è
che si fa rispetto al presidente della Regione di oggi, ma sarà
necessario per i prossimi presidenti della Regione almeno nel
prossimo decennio. E guardate chi semina vento, raccoglie
tempesta . Perché non è che pensare mutatis mutandis cioè
l'atteggiamento delle forze politiche può maturare dentro questo
esercizio dello sfascimo. Non può mutare. Perché mentre noi veniamo
chiamati ad esercitare in una fase delicata della vita delle
istituzioni, non solo siciliane ma anche italiane, un nuovo ruolo,
noi pensiamo, in modo a volte surreale, paradossale - certo da
questo punto di vista ho scelto le migliori letture votandomi alla
fantascienza-, perché il realismo politico avrebbe posto l'accordo
sulle riforme con il centrodestra, l'accordo con le riforme con i
grillini'. Avrebbe presupposto questo in un Parlamento dove la
polemica non diventa fine a se stessa e dove, soprattutto, gli
sconfitti hanno digerito la sconfitta, o abbiano digerito la
sconfitta. Perché è normale: se si vince si vince, se si perde si
perde. Quando io avevo vinto e ho perso le elezioni - 107 voti a
Gela da sindaco - la sera del giorno dopo sono andato con il
sindaco vincente a mangiare una pizza insieme. E naturalmente gli
ho fatto ricorso, perché attiene alla logica della politica. Poi
ho vinto io e ho rinnovato l'invito e siamo andati a cena. C'è un
modo anche di vincere o di perdere. C'è un modo anche di stare
dentro la dinamica e la dialettica politica. Vorrei che questo
Parlamento, nello squarcio di legislatura che ci rimane,
conquistasse questo metodo. Perché poi non ci si lamenti perché è
nato prima l'uovo o la gallina, se poi esiste una maggioranza che
sbagliando alcuni tratti, ad esempio, non riconosce il ruolo delle
Commissioni, il ruolo anche delle opposizioni nelle Commissioni, e
sapete che il mio pensiero da questo punto di vista è completamente
differente. Però non ci lamentiamo, perché giustamente anche chi
doveva votare nelle Commissioni un grillino - un termine superato e
chiedo scusa al Movimento cinque stelle - un rappresentante del
Movimento Cinque stelle si chiedeva: come si fa a votare un
rappresentante del Movimento Cinque stelle nelle Commissioni che,
di norma, debbono indicare e portare avanti la politica della
maggioranza del Governo nel momento stesso in cui quel Movimento
sceglie la sfiducia? Questo non può non avere creato alcuni
problemi. E lo stesso, rispetto ad alcune forze del centrodestra,
che in qualche modo si sono associate a quella scelta.
O si sceglie il modello del dialogo o si sceglie il modello dello
scontro. Ma questo modello dello scontro è un modello positivo che
possiamo dire che agli occhi degli elettori c'è un Governo
paralizzato e una opposizione che funziona? Oppure questo elemento
di sfiducia e di allontanamento dalla politica dei cittadini poi
finisce per coinvolgere, prima di tutto, i partiti? Perché voi
magari vi fate la rappresentazione su Crocetta antipopolare. Io vi
assicuro che in giro per le piazze ci vado. Le mie passeggiate a
Palermo me le faccio, vado in mezzo alla gente, mentre alcuni miei
predecessori non potevano neanche uscire dal Palazzo perché
dovevano fare i conti con una impopolarità di fondo che era basata
su giudizi, a volte anche morali, rispetto alle loro azioni.
A me quello che mi dice la gente è Resisti perché capiscono che
la crisi è strutturale ed è legata ad una logica che ancora
interessa ad una parte di questo Parlamento che si accoda
all'antipolitica in modo strumentale pensando di fare come la
mosca nocchiera che cavalca il bue e pensa di governarla .
Non sarete voi amici del centrodestra che prenderete i vantaggi
dell'antistituzionalismo o della crisi per la crisi. E sono
contento che al vostro interno si aprano riflessioni intelligenti
che dicono ma che senso ha inseguire una mozione degli altri?
Questo è il tema perché poi dovreste spiegare cosa avete da
dividere e cosa da condividere.
L'odio? Una condivisione? Una opportunità che si pone? Ogni anno
si sfiducia un presidente?
Sarebbe bello. Capisco il Movimento Cinque Stelle. Sono tutti
nuovi ma altri di voi hanno partecipato ad altri Governi. Non mi
pare che di fronte a situazioni più gravi che hanno riguardato
qualche mio predecessore con condanne voi avete avuto questo
coraggio di sfiduciarlo, e non mi riferisco a Lombardo perché
ancora non era stato condannato. Questo per essere chiari. Giusto
per chiarire i termini.
Ci sono stati ben cinque Presidenti della Regione che sono finiti
in carcere dal 1946. Nessuno presentò mai una mozione di sfiducia.
Invece la novità di un presidente della Regione che viene
sfiduciato su base annua.
Mi è capitato anche da sindaco perché ero un cattivo sindaco.
Risultato? Dopo tre mozioni di sfiducia che tutti dicevano che ero
impopolare, che ero... vinsi le elezioni al primo turno con il 65
per cento, unico caso del centrosinistra in Italia e fino ad oggi
vi voglio rappresentare - cari amici che godete di questo consenso
popolare indiscusso - non solo che non avete vinto le elezioni ma
che sono l'unico rappresentante del centrosinistra che dal 1946 ha
vinto le elezioni in Sicilia fino ad oggi. Poi, domani vedremo.
Io capisco che è dal primo giorno che voi mi cantate il de
profundis però io siccome sono un raffinato ascoltatore anche di
musica classica, giusto per dire quali sono i miei hobby, adoro
moltissimo le Messe da Requiem di Mozart e di Verdi.
Solo che questa mozione non è una night light music non è una
serenata notturna, è una mozione in cui si prendono una serie di
banalità e si mettono in campo. Mi dispiace.
Cosa dice Cracolici, cosa ha detto l'onorevole Malafarina . come
se questo chi predispone la mozione di sfiducia non sia capace di
formulare un autonomo giudizio.
Io so che farò arrabbiare il Movimento Cinque Stelle quando dirò
le cose, però andiamo al bilancio.
Ma prima voglio fare, diciamo, un teorema. Mettiamo che invece di
governare io, di essere stato eletto io, sarebbe stato eletto
l'onorevole Micciché, l'onorevole Musumeci, l'onorevole
Cancellieri. Naturalmente loro avrebbero ricevuto, ereditato, una
Regione d'oro dove con una bacchetta magica avrebbero fatto
sparire i tre miliardi di buco e naturalmente, siccome avrebbero
avuto governi nazionali che li adoravano, avrebbero ricevuto tutto
il supporto per risanare il bilancio.
Perché quando parliamo dell'ammanco di un miliardo e 400 milioni
di euro - scusate - può essere una responsabilità del Governo
della Regione, del Parlamento della Regione, per cui occorrerebbe
sfiduciare il Presidente della Regione? In base a che cosa? Abbiamo
ridotto le entrate sulla base dei provvedimenti fiscali? No.
Abbiamo forse aumentato gli sprechi per cui non riusciamo a coprire
nuova spesa? No, perché abbiamo tagliato, in questi tre anni, 1
miliardo e mezzo una tantum e almeno altrettanta di spesa corrente
dal bilancio, o no? Erano 3 miliardi è diventano 1 miliardo e mezzo
con l'ultima manovra finanziaria. Nel 2013 solo 1 miliardo e mezzo
una tantum.
Tutti criticano, ma qualcuno ha indicato una soluzione? Potevi
rinunciare, hai fatto male a rinunciare al contenzioso. Perché
rinunciando al contenzioso cosa sarebbe successo? Quello che faremo
in Giunta sui 500 milioni di Euro e lo spiego.
Potevamo scrivere quelle somme in bilancio ma, siccome la sentenza
della Corte costituzionale, per essere chiari, rinvia all'accordo
di governo fra il governo regionale ed il governo nazionale per
potere utilizzare effettivamente quelle somme, risultato è che
abbiamo coperto teoricamente il bilancio però non abbiamo avuto la
disponibilità delle somme.
Invece, la scelta di quell'accordo non solo aveva stabilito di
avere nel 2014, 500 milioni di euro cash, altrimenti noi non
avremmo avuto il bilancio del 2014, ma ha permesso di avere per
quattro anni 2 miliardi 800 milioni di euro di Patto di stabilità
in più, che hanno permesso di non tagliare spesa essenziale,
proprio in nome di quei precari, in nome di quei comuni, in nome di
quei forestali di cui si parla. Ha permesso di coprire quelle spese
grazie a quell'accordo, altrimenti la Regione il default l'avrebbe
fatto nel 2014, per essere chiari.
E l'accordo sull'FSC di quest'anno quanto vale? 670 milioni. E
l'accordo degli ulteriori 900 milioni già stabiliti con la
normativa finanziaria quanto vale? Perché noi stiamo dicendo che i
500 milioni non li avremo. Vogliamo dire che questo Governo, per la
prima volta nella storia, sta concedendo a questa Sicilia intanto i
900 milioni di euro che altri governo avevano tagliato
Vi rappresento che gli altri 500 milioni - è inutile che cantate
il de profundis - verranno. E come lo sai? Lo so.
Verranno perché le garanzie mie sono molto dirette e non passano
né attraverso le dichiarazioni della stampa ma attraverso il fatto
che noi abbiamo un'idea molto precisa: iscriveremo queste somme
come frutto del contenzioso che abbiamo col Governo, che va
chiudere totalmente con i soldi già dati e con quelli che ci
vengono attribuiti, totalmente, è l'ammontare del contenzioso che
noi avevamo con lo Stato se avessimo fatto ricorso con la semplice
differenza che, mentre quelli che hanno fatto ricorso e non hanno
fatto l'accordo i soldi ancora non li vedono, noi li stiamo
vedendo. Quindi, la linea di porre la questione della Regione,
dall'altro di dialogare col Governo è una linea che funziona.
Stiamo chiudendo un bilancio che era strutturalmente in passivo,
che doveva essere in pareggio sulla base di finzioni, una volta ci
vendevamo il patrimonio immobiliare che poi non riuscivamo a
vendere perché lo Stato ci aveva tagliato le risorse, una volta che
utilizzavamo i fondi dello sviluppo FSC invece di fare da Nord a
Sud, e poi naturalmente c'era giustamente l'onorevole Falcone che
diceva state, perché è uno di quelli che ha posto questo problema,
state spostando i soldi dello sviluppo sul bilancio.
Dal 2016 questo non avverrà più, non ci saranno e chiudiamo una
partita decennale sull'utilizzo sbagliato dei fondi per lo
sviluppo, che vengono destinati alla copertura della spesa
corrente, questo è poco risolvere, noi in pratica non solo non
avremo un miliardo e quattrocento milioni per il pareggio di
bilancio, ma avremo praticamente settecento milioni in più del 2015
che sono quelli dell'FSC che non dirotteremo più per la copertura
del bilancio, ma dirotteremo per fare gli investimenti, e quindi
chiudiamo la partita dei conti, primo elemento, e la chiudiamo non
per il passato, la chiudiamo anche per il futuro, perché i prossimi
due anni non dovremmo fare bilanci subordinati dovranno essere
bilanci secondo quello che dice Roma, la Regione riprende le sue e
riprende la totalità della spesa sanitaria, con la vergognosa
deliberazione sulla spesa, quella legge sulla sanità che non ha
fatto né il Governo Crocetta, né il Governo Renzi, quella della
compartecipazione al 41, 9%.
FALCONE. La fece Prodi, la vada a cercare
MUSUMECI. Non l'ha fatta neanche Berlusconi
CROCETTA, presidente della Regione. Ho detto non l'ha fatta né il
governo Crocetta, né il governo Renzi, dopodiché l'ha fatta Prodi e
che me ne frega se l'ha fatta Prodi, perché ho detto forse che l'ha
fatta Berlusconi? Però venne fatta quella legge perché noi eravamo
la penultima Regione italiana in materia sanitaria, mentre oggi
siamo all'ottavo posto, mentre negli ultimi due anni, - è inutile
che voi fate la cagnaretta' provincialissima e patetica, perché
queste cose se andate a guardare il sito del Ministero per la
Salute vi vengono confermate, quindi la vostra cosa da urlatina'
pretestuosa non regge, noi siamo all'ottavo posto, da due anni noi
siamo in utile, e la nostra compartecipazione ritorna nella
normalità. Per la prima volta nella finanziaria, ci pagheremo il
mutuo che è stato acceso non da questo Governo, sulla salute, con i
risparmi della sanità. Andiamo alla programmazione europea:
riduciamo per la prima volta il fondo sulla salute, viene
utilizzato, per la prima volta noi abbiamo una possibilità di
utilizzare, per il pagamento del mutuo acceso per pagare i debiti
precedenti, con il risparmio della sanità, e questo è previsto
nella finanziaria che stiamo predisponendo.
Precari: proroga di un anno sulla finanziaria, stiamo discutendo
su mille proroghe di accentuare questa cosa, ma al di là delle
mille proroghe io ve lo dico, la nuova finanziaria che stiamo
discutendo in Giunta, prevede dieci anni di trasferimenti ai comuni
che nel 2016 stabilizzano, per essere chiari, facendo una scelta di
rottura netta rispetto al passato, anche perché se queste cose le
avessimo fatte in passato, probabilmente oggi non ci sarebbe più un
precario in Sicilia.
Spesa europea: questo fa innervosire il Movimento Cinque Stelle ma
purtroppo sono dati. Al31 dicembre del 2012, 12,5%, rimoduliamo una
parte della spesa mettendola su progetti che potevano essere fatti,
ci viene approvata la programmazione nel luglio del 2013, noi
attualmente non abbiamo il 75% ma abbiamo certificato oltre l'85% e
noi speriamo di arrivare a fine anno alla certificazione totale,
perché tutto quello che doveva certificare e rendicontare la
Regione già l'ha fatto, la parte ancora da rendicontare dipende
soltanto dai Comuni.
Quindi per quel che ci riguarda, scusate, una Regione che realizza
l'80% in due anni e mezzo ed il 12,5% del quinquennio precedente è
la stessa Regione? Oppure vi sembra poco?
Quando eravamo considerati l'ultima regione d'Europa, dopo di noi
solo la Grecia, e l'anno scorso abbiamo fatto la migliore
performance tra le regioni italiane.
Naturalmente ci sono i disoccupati. Se noi dovessimo sfiduciare
chiunque in Italia, dall'ultimo sindaco all'ultimo presidente di
regione o del governo nazione sulla base dei problemi che ci sono
in Italia potremmo sfiduciare il mondo intero perché il valore
della realtà non è soltanto il risultato dell'azione di oggi, è il
risultato di una serie di azioni. Eppure dal 2007 al 2013 sono
stati persi centocinquanta mila posti di lavoro in Sicilia, certo,
tanti disoccupati, però nel 2015 per la prima volta gli assunti
sono ventimila in più.
FALCONE. A fronte di quarantacinquemila che l'hanno perso.
CROCETTA, presidente della Regione. Scusa, il saldo è di ventimila
in più.
A fronte di nessuno che veniva assunto prima se ne perdevano
centocinquantamila.
FALCONE. Ma non è vero
CROCETTA, presidente della Regione. Va bene, non è vero. Purtroppo
anche l'Istat non è vero. Il vangelo secondo Falcone.
MUSUMECI. Era il vangelo secondo Marco, era molto caro a Pasolini,
quindi non credo.
CROCETTA, presidente della Regione. Matteo, bravo, era il vangelo
secondo Matteo, bravo. Però, insomma, Matteo, Marco, tutti amici.
Allora andiamo a noi. Non si può assolutamente pensare, questi
sono dati che cambiano, dal 2007 al 2013 abbiamo perso quattordici
punti di PIL, a chi la volete annoverare, a Crocetta?
Giusto per essere chiari. Oppure a qualcuno che esce adesso dal
carcere e dichiara che era meraviglioso e sono io inadeguato. Ma
durante il suo governo il PIL si perdeva, no? Visto che lui era
adeguato.
Infatti io non voglio entrare anche nelle polemiche, anche i
Cinque stelle dicono è peggio dei suoi predecessori per carità,
anche perché spesso poi l'estremismo coincide anche col
conservatorismo. Perché nulla è più difficile che essere
democratici, riformatori e porre delle linee di azione concrete.
Che ci vuole a fare la demagogia populista sui forestali? Ma,
seriamente, i forestali dovevano costare trecentoottanta milioni
sul bilancio della Regione, come abbiamo trovato precedentemente?
Attualmente i forestali costano duecentoventi milioni al bilancio
della Regione, prima costavano trecentoottanta milioni.
La formazione costava trecentocinquanta milioni, non 150 milioni
come adesso.
L'assicurazione sanitaria era stata bandita per 155 milioni di
euro non per 30 milioni per quanto l'abbiamo riportata noi
Consumavamo farmaci per 250 milioni in più della media nazionale e
senza mettere tagli alla povera gente ma, eliminando gli sprechi,
in questi tre anni, abbiamo realizzato un risparmio di 150 milioni
di euro sugli sprechi dei farmaci.
E quella famosa svendita dell'IRFIS a 10 milioni di euro della
banca dell'IRFIS quando valeva 600 milioni a chi la vorremmo
contestare? A qualche Presidente più adeguato sicuramente Così
come la sottovalutazione del patrimonio immobiliare della Regione
che viene valutato la metà del valore reale e, poi, affittato al
doppio del valore a cui l'avevamo venduto che vale circa 500-600
milioni di danno.
E la questione di Monte Paschi dentro la vicenda dell'uscita della
SERIT a proposito della banca Monte Paschi? Paghiamo la Monte
Paschi per uscire con un mutuo che ci fa la Monte Paschi
Queste sono tutte azioni di presidenti di Governi adeguati che
dicono che questo Presidente non è adeguato. Naturalmente
l'occasione perduta dei grillini, del Movimento Cinque Stelle di
comprendere che la storia stava cambiando e quale Sicilia si
ereditava.
So tutto sulla politica e capisco che noi al 31 dicembre 2015
mettiamo a posto i precari, mettiamo a posto il bilancio, chiudiamo
la programmazione europea, nel 2016 parte la nuova programmazione
europea perché contrariamente al passato la Sicilia è stata fra le
prime regioni d'Europa ad avere approvato la nostra programmazione
che per voi varrà niente e, invece, per noi vale tantissimo perché
segna il cambiamento epocale di questa Regione.
Poi, nessuno vuole dire che siano rose e fiori, un mondo più
edulcorato, però il passato ci insegna perché non è che avere perso
14-15 punti di PIL anche se aumentiamo l'export nel 2014, nel 2015
ti cambia 14 punti di PIL perduto o se finalmente assumiamo 20 mila
disoccupati, invece, di perderne 20 mila, come avveniva nel passato
ci cambia, perché i 150 mila se ne sono andati.
Abbiamo tutti uno sforzo da fare ed è l'invito che vi rinnovo come
il primo giorno che non avete voluto ascoltare; è un invito alla
collaborazione in nome del cambiamento della Sicilia e voi
puntualmente, quando ogni volta lancio l'idea della collaborazione,
rispondete con la proposta della mozione di sfiducia. Questo è un
classico
Io mi ricordo la prima mozione di sfiducia: avevo concluso qualche
giorno prima col Movimento Cinque Stelle l'idea di concordarci su
una serie di riforme, dopo qualche giorno il Capogruppo era in
Conferenza col centro destra a chiedere la mozione di sfiducia
quando eravamo vicini ad un confronto programmatico perché io non
ho parlato mai di altro perché è giusto che chi vince le elezioni
governi e chi le ha perse stia all'opposizione.
Andiamo ai 500 milioni: vi assicuro che giovedì il confronto sui
500 milioni mancanti sarà già aperto e proprio giovedì saremo con
l'assessore Baccei alla Presidenza del Consiglio per discutere il
modo come risolvere questa questione, trattandosi di un
riconoscimento che ci viene da una sentenza della Corte
Costituzionale che ci attribuisce quelle risorse.
Quindi, lo considero abbastanza pacifico e persino non oggetto
della Finanziaria perché attiene ad un contenzioso legale che c'è
fra Regione e Governo di cui chiediamo l'applicazione della
sentenza e vi assicuro che i soldi ci verranno dati.
Abbiamo guardato il MUOS ed altre questioni. Il MUOS era un
accordo già fatto, arriva questo Presidente della Regione e dice:
dobbiamo verificare l'autorizzazione sanitaria , e tenta di
sospenderlo.
L'autorizzazione sanitaria era stata fatta da uno studio di
ingegneria, si fa un confronto con il Governo nazionale il quale
dice: dobbiamo dare un incarico ad un terzo . Ebbene l'Istituto
superiore di sanità dice quello che deve dire. Noi mettiamo un
nostro tecnico che dà un parere negativo sul MUOS, quindi, quando
eravamo intenzionati a dare parere positivo. L'Istituto superiore
di sanità, non la clinica x di dove, dice che il MUOS non è
negativo. Io non discuto, posso avere tutte le mie riserve
personali, però, quello era il parere. Dopodiché, viene impugnata
la nostra revoca, noi non ci difendiamo, non difendiamo gli atti,
ed è pacifico che quando in un ricorso al Tar uno non difende i
propri atti, per assenza di contenzioso, quello vince, o no?
Allora, noi saremmo i responsabili di che cosa? Perché se hanno
vinto è stato perché noi non abbiamo difeso i nostri atti. Noi
abbiamo lasciato decidere al giudice se quel parere dell'Istituto
superiore di sanità era valido ed il magistrato ha stabilito che
aveva una serie di difetti.
FORMICA. Basta Presidente, ci hai convinto pienamente
CROCETTA, presidente della Regione. Ma noi potevamo stabilire che
il parere di un terzo, come un ente pubblico, come l'Istituto
superiore di sanità potesse non avere valore, sottoponendo la
Regione ad una citazione in giudizio che era fatta di 29 mila euro
al giorno, di fermo al giorno da pagare al Ministero della Difesa
per il MUOS? A quest'ora la Regione sarebbe a rischio di default
Quindi, nessuno dica cose che non stanno in piedi, comprese le
trivellazioni. Certo, per le altre regioni era molto facile
impugnare le trivelle, anche perché non hanno petrolio L'80 per
cento del petrolio italiano è in Sicilia, quindi
La Toscana che impugna le trivelle? Se non hanno petrolio Ma
l'attività di perforazione che l'Eni ha annunciato e che fa parte
dell'accordo è soltanto di gas, per essere chiari, che nulla ha a
che vedere con il petrolio e che è considerata pure una risorsa
alternativa.
Vorrei dire, a tal punto, che i sindaci del Movimento Cinque
Stelle, con molto realismo, stanno concedendo tutte le
autorizzazioni, sia a Ragusa che a Gela
CANCELLERI. Sei un cialtrone Sei un cialtrone Ma veramente
CROCETTA, presidente della Regione. Peccato che lei non sia
informato, onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. No, sono informato Sono informatissimo
CROCETTA, presidente della Regione. Lei non viene agli incontri in
Ministero con i sindaci, io sì.
Allora, le assicuro che i comuni danno le autorizzazioni edilizie
CANCELLERI. E infatti
CROCETTA, presidente della Regione. Infatti, l'hanno data a
Ragusa, perché quando il sindaco di Ragusa ha capito che perdeva 10
milioni di euro ed il comune andava in default, tutti i grillismi
per la testa gli sono saltati
Ha capito che esiste il sano senso della realtà e degli interessi
dei cittadini che sono quelli di potere avere i servizi e di avere
i bilanci che non siano in default.
(Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
Bene Lo so che vi dispiace la verità, la verità ti fa male Fra
l'altro alcuni vi stanno pure mollando dal Movimento, quindi, per
dire quanto avevo ragione.
Allora, andiamo avanti
FORMICA. Presidente, vedo che stai convincendo a votare sì i
banchi della Sinistra
CROCETTA, presidente della Regione, Termino. Guardate, potrei
citare le norme che abbiamo fatto a proposito delle limitazioni
degli stipendi, della rotazione del personale, le denunce che
abbiamo fatto nei confronti di una serie di persone, eccetera.
Però, non è questo il tema. Il tema è che questa mozione mi sembra
completamente immotivata. Non supera minimamente gli argomenti
delle mozioni precedenti che sono state sconfitte, è un modo per
stabilire una conflittualità permanente, per chi ha scelto
l'antipolitica ci sta. Ma il centro destra cosa c'entra con questo
modo di fare politica?
Questo è il tema. Vi volete allineare? Vorrà dire che continuerete
a residuare, nonostante gli acquisti che fate a Messina ed in
qualche altra parte, perché dobbiamo vedere quanto perdete e quanto
guadagnate da questi acquisti, ma lasciamo perdere
FORMICA. Chi ha ragione? L'elettore che vota?
CROCETTA, presidente della Regione. A Gela c'è un bellissimo
proverbio, ve lo cito prima in siciliano, poi ve lo traduco in
italiano, perché capisco che alcuni potrebbero anche non capirlo:
Cu s'ammazza cu li so mano un c'è nuddu cu chianci , chi si
uccide con le proprie mani, non è pianto da nessuno .
MUSUMECI. Quindi, non è il suo caso il suicidio?
CROCETTA, presidente della Regione. E non credo che questo
Parlamento possa fare un atto così autolesionista che non è la
questione sulle poltrone, che dovreste rigettare, perché mi rifiuto
di vedere un Parlamento che accetta una discussione così
qualunquista sul ruolo dei deputati, a proposito di volere
conservare il posto. Il tema, invece, è che trovo autolesionista
pensare che, in una fase, in cui abbiamo aperto con Roma questa
partita così importante, i conti, la nuova programmazione, i
precari, ci possa essere qualcuno così irresponsabile, la riforma
in atto del Titolo V della Costituzione, col rischio che non ci sia
un Governo pronto a difendere la Sicilia rispetto al Governo
nazionale.
FORMICA. C'è Faraone
CROCETTA, presidente della Regione. Quindi, chi sceglie, sceglie
la linea autolesionista che è contro il popolo siciliano, e se mi
consente anche un modo abbastanza antidemocratico perché presentare
tre mozioni in tre anni significa che c'è una non comprensione ed
una non condivisione delle regole democratiche che stabiliscono che
chi vince governa e chi perde fa l'opposizione, accettando la
sconfitta.
In America, il primo gesto che fa il candidato Presidente
sconfitto è quello di riconoscere la vittoria del suo avversario.
Purtroppo, non è avvenuto, e questo non la considero una bella
pagina per la democrazia siciliana.
Presidente della Regione'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa alla votazione, per appello nominale, della mozione n.
503 Sfiducia al Presidente della Regione .
Ricordo, altresì, che l'approvazione della mozione richiede, a
norma dell'articolo 10, comma 1, dello Statuto, la maggioranza
assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea, e cioè 46 voti
favorevoli.
Chiarisco il significato del voto: chi risponde sì , vota a
favore della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della
Regione; chi risponde no , vota contro la mozione; ovvero,
rispondendo mi astengo , si dichiara la propria astensione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale, ed
invito altresì ciascun deputato ad esprimere il proprio voto in
maniera chiara levandosi in piedi dalla propria postazione, al
proprio turno, rispettando l'ordine della chiama effettuata dal
deputato segretario.
(Si procede all'appello nominale)
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti 80
Votanti 80
Maggioranza 46
Favorevoli 28
Contrari 50
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, ricordo che domani alle ore 12.00 è convocata
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Alcuni
colleghi mi fanno notare che domani ci sono già delle Commissioni
convocate, per cui la Conferenza è rinviata alle ore 13.00. Non
sorgendo osservazioni così resta stabilito.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a domani, mercoledì 16
dicembre 2015, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni.
La seduta è tolta alle ore 19.57
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio