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Resoconto d'Aula della Seduta n. 299 di martedì 15 dicembre 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana:

   N.  2435  -  Istituzione  di una commissione  di  inchiesta  sulle
  numerose  problematiche  del  Giardino Bellini,  monumento  storico
  della città di Catania.
   Firmatari:Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   -  Con  nota  prot. n. 11215/IN.16 del 9 marzo 2015 il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali e l'identità siciliana.

   -da  parte  dell'Assessore per l' Energia e  Servizi  di  Pubblica
      Utilità:

   N.  1244 - Notizie in merito alla selezione dei componenti esperti
  Assistenza  Tecnica (UAT) per il Patto dei Sindaci e  sui  relativi
  fondi del P.O. - F.E.S.R. Sicilia 2007-2013.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   -  Con  nota  prot. n. 32934/IN.16 del 9 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'assessore regionale per l'energia.

   -da parte dell' Assessore per l'Istruzione e la Formazione:

   N.  2563  -  Interventi urgenti per l'utilizzo degli operatori  ex
  sportellisti  e revoca dell'affidamento del progetto Piano  Giovani
  alla Società Italia Lavoro S.p.A.
   Firmatari: Falcone Marco

   -  Con  nota  prot. 29429/IN.16 del 17 giugno 2014, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'Istruzione  e
  la Formazione

   -da parte dell' Assessore per la  Salute:

   N.  2567  - Promozione di interventi in favore di soggetti affetti
  da autismo e delle rispettive famiglie.
   Firmatari: Zito Stefano;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;    Siragusa    Salvatore;  Trizzino   Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Tancredi Sergio

   -  Con  nota prot. n. 29432/IN.16 del 17 giugno 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N. 2682 - Notizie sul poliambulatorio di Belpasso (CT).
   Firmatari: Papale Alfio

   -  Con nota prot. n. 34290/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Greco Giovanni, Dina e Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Intervento   per   la  stabilità  e  continuità   museografica
  dell'itinerario  etnoantropologico  intercomunale   I  luoghi   del
  lavoro  contadino'  ricadente nei Comuni  di  Buscemi  e  Palazzolo
  Acreide in provincia di Siracusa. (n. 1124)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 10 dicembre 2015.

   - Istituzione del Garante regionale dei diritti della persona. (n.
  1125)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 10 dicembre 2015.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
       1
   N.  2848  -  Chiarimenti in ordine alla mancata pubblicazione  del
  piano triennale di prevenzione della corruzione da parte del Comune
  di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   N.  2849  -  Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione  del
  primo lotto della strada di collegamento tra la tangenziale sud  di
  Catania ed Etna sud.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   N.  2850  -  Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione  dei
  lavori di recupero del castello di Acquedolci (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   N.  2851  - Chiarimenti in ordine alla mancata bonifica ambientale
  nel siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   N.  2852  -  Chiarimenti e iniziative per il riconoscimento  degli
  ospedali  di  Acireale  e Caltagirone quali centri  abilitati  alla
  prescrizione   ed   erogazione  di  farmaci  per   il   trattamento
  dell'epatite cronica da virus C.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

     N.  348  -  Iniziative  per  far sì che  Girgenti  Acque  s.p.a.
  garantisca  l'erogazione  continuativa  di  acqua  nel  Comune   di
  Canicattì (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Palmeri
  Valentina;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Zafarana  Valentina; Ferreri  Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  349 - Risoluzione della concessione e pedissequa rinuncia alle
  penali  tra  Girgenti  acque  s.p.a.  e rappresentanti dell'ATO  AG
  9.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Palmeri
  Valentina;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Zafarana  Valentina; Ferreri  Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  350  -  Iniziative urgenti per assicurare le risorse destinate
  all'aeroporto di Comiso (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina
   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  506 - Nomina del Garante della tutela dei diritti fondamentali
  dei detenuti.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 2/12/15

   N.  507  -  Dichiarazione dello stato di calamità naturale  per  i
  territori dei comuni di Mineo, Grammichele e Palagonia (CT) a causa
  degli eventi atmosferici eccezionali del 9 settembre 2015.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 3/12/15

   N.  508  - Immediata applicazione della nuova normativa in materia
  di  controlli  interni e valutazione delle performance  all'interno
  dell'amministrazione regionale.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 7/12/15

   N.  509  - Dichiarazione dello stato di calamità naturale e  delle
  misure  previste in favore degli agricoltori dei comuni di Mineo  e
  Grammichele colpiti dalle grandinate del 9 settembre 2015.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 9/12/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Commissioni
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Comunicazione sulle elezione degli Uffici di  Presidenza
       delle Commissioni

   Comunico che, nelle sedute dell'1, del 2 e del 10 dicembre 2015 le
  seguenti   Commissioni  hanno  proceduto  alla   costituzione   dei
  rispettivi uffici di Presidenza, che risultano così composti:

                 I COMMISSIONE  Affari Istituzionali'

   - Presidente:         on. Salvatore Cascio;
   - Vicepresidenti: on. Paolo Ruggirello;
                               on. Salvatore Cordaro;
   -  Segretario:        on. Alice Anselmo.

              II COMMISSIONE  Bilancio e programmazione'

   - Presidente:         on. Vincenzo Vinciullo;
   - Vicepresidenti: on. Emanuele Dipasquale;
                               on. Riccardo Savona;
   -  Segretario:        on. Roberto Saverio Clemente.
                 III COMMISSIONE  Attività produttive'

   - Presidente:         on. Giuseppe Laccoto;
   - Vicepresidenti: on.  Edmondo Tamajo;
                               on. Alfio Papale;
   -  Segretario:        on. Raffaele Giuseppe Nicotra.

                IV COMMISSIONE  Ambiente e territorio'

   - Presidente:         on. Maria Leonarda Maggio;
   - Vicepresidenti: on.  Marco Lucio Forzese;
                               on. Pietro Alongi;
   -  Segretario:        on.  Salvatore Lentini.

             V COMMISSIONE  Cultura, formazione e lavoro'

   - Presidente:         on. Marcello Greco;
   - Vicepresidenti: on.  Antonio Malafarina;
                               on. Giovanni Lo Sciuto;
   -  Segretario:        on. Antonella Maria Milazzo.

             VI COMMISSIONE    Servizi sociali e sanitari'

   - Presidente:         on. Giuseppe Digiacomo;
   - Vicepresidenti: on.  Vincenzo Fontana;
                               on. Giovani Ioppolo;
   - Segretario:         on. Salvatore Lombardo.

                      COMMISSIONE UNIONE EUROPEA

   - Presidente:         on. Concetta Raia;
   - Vicepresidenti:   on. Marika Cirone;
                               on. Gaetano Cani;
   -  Segretario:        on. Carmelo Currenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  in  attesa che il Presidente  della  Regione
  giunga in Aula, sospendo la seduta per qualche minuto. Avverto  che
  la seduta riprenderà alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.36)

   La seduta è ripresa.

   Regione'
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Discussione della mozione numero 503 «Sfiducia al Presidente della
                               Regione»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 503  Sfiducia  al  Presidente  della
  Regione , a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.
   Comunico  all'Assemblea  che  questa  Presidenza,  su  mandato  su
  mandato della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del
  10  dicembre 2015, ai sensi degli articoli 154 bis, commi  2  e  3,
  158,  comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento interno dell'A.R.S.,
  ha  determinato  i  tempi (massimi) di intervento  complessivamente
  spettanti  a  ciascun  Gruppo  parlamentare,  secondo  il  seguente
  riparto:

       PD                      (34 minuti)
       M5S                     (24 minuti)
       FI                      (18 minuti)
       PDR - SICILIA FUTURA    (18 minuti)
       NCD                     (17 minuti)
       UDC                     (16 minuti)
       MEG - PSE               (15 minuti)
       SD                      (14 minuti)
       GS-PID                  (14 minuti)
       MPA                     (14 minuti)
       LM                      (13 minuti)
       MISTO                   (13 minuti)

   I  tempi di cui sopra, complessivamente spettanti a ciascun Gruppo
  parlamentare,  potranno essere ripartiti  fra  uno  o  più  oratori
  all'interno del medesimo Gruppo.
   Per  quanto  concerne  gli  eventuali deputati  c.d.  dissenzienti
  rispetto   alle  posizioni  ufficiali  dei  rispettivi  Gruppi   di
  appartenenza, essi potranno intervenire in sede di dichiarazione di
  voto, ai sensi del combinato disposto degli articoli 154 bis, commi
  2   e  3,  e  121  quinquies,  comma  3,  del  Regolamento  interno
  dell'A.R.S.
   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale  ed  invito  uno   dei
  presentatori,  ove  lo ritenga, ad illustrarla  per  un  tempo  non
  superiore  a  trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3,  Reg.  int.
  A.R.S.).
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare la mozione.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi,  in
  questa Aula, stiamo vivendo un momento molto importante, un momento
  che  ci  deve  portare  tutti  quanti  a  riflettere,  forti  della
  responsabilità che abbiamo, qui, come cittadini che rappresentano i
  siciliani.
   Guardando indietro, guardando a questi ultimi tre anni,  gli  anni
  di   questa  legislatura,  abbiamo  assistito,  i  siciliani  hanno
  assistito, nella speranza che è andata sempre più scemando e sempre
  più  increduli, ad un teatrino veramente di bassissimo livello  che
  non  ha  dato  alcuna  delle  risposte  concrete  che  erano  state
  sbandierate  durante la campagna elettorale da parte delle  persone
  che   siedono  in  questo  Parlamento  e  che  fanno  parte   della
  maggioranza.
   Vi  invito a riflettere sul fatto che, in questi anni, è ben  noto
  che  questo  Governo ha avuto quattro cosiddetti rimpasti,  quattro
  rifacimenti, quattro avvicendamenti di Assessori.
   In questi periodi di avvicendamento, di crisi che hanno seguito  i
  nuovi avvicendamenti, hanno preceduto le fortissime crisi, il vuoto
  politico, il vuoto del Governo, a soffrirne è stata la Sicilia ed i
  siciliani.
   Qualcuno in questi giorni ha detto:  Beh la mozione è un atto solo
  plateale, che non porterà a dei risultati .
   Io  confido  nel  buon  senso; invito i  colleghi  a  pensare  non
  semplicemente che in questi minuti  sentiranno il solito elenco ben
  noto  di  fallimenti ma chiedo di riflettere e  di  pensare  ognuno
  quali  risultati,  quali  successi sono stati  ottenuti  da  questo
  Governo  e  ben presto scoprirete che questa disamina durerà  poche
  frazioni  di  secondo perché in porto non è andato proprio  un  bel
  nulla.
   Parliamo delle politiche ambientali. Le politiche ambientali tanto
  care  che  sono  state  davvero le più utilizzate  qui  in  Sicilia
  durante  la  campagna elettorale. Nonostante il  nostro  Parlamento
  abbia    presentato,    discusso   ed    approvato    all'unanimità
  importantissimi  atti  nell'ambito dei rifiuti,  nell'ambito  delle
  trivellazioni, nell'ambito anche del MUOS, cosa, poi, concretamente
  è andato in porto?
   Nulla,  perché  con i rifiuti - a dirlo non è il Movimento  Cinque
  Stelle ma, purtroppo, sono i dati dell'ISPRA - la Regione siciliana
  è  riuscita  ad  andare  indietro  nelle  percentuali  di  raccolta
  differenziata. Un record che non si era mai raggiunto. Un record in
  negativo  perchè anche se di poco, piano piano, si stava  ottenendo
  un  minimo  di  risultato  e, invece, in questa  legislatura  si  è
  riusciti persino ad abbassare le percentuali dei rifiuti. Tutto ciò
  nonostante  il  Parlamento  e,  quindi,  anche  i  colleghi   della
  maggioranza  avessero spinto e votato una mozione  che  dava  delle
  proposte  concrete  per  attuare un  aggiornamento  del  Piano  dei
  rifiuti che fosse adeguato, dinamico ed al passo con i tempi e  con
  la legislazione vigente.
   Passiamo al tema delle trivellazioni. Non si è ottenuto nulla.  La
  Regione siciliana che è quella che viene maggiormente colpita dallo
   Sblocca  Italia   è  stata  una delle poche  che  ha  bocciato  la
  promozione  dell'iniziativa referendaria e ciò in  piena,  assoluta
  contraddizione   con  le  politiche  portate   avanti   da   questa
  maggioranza e da questo Governo solo sulla carta, ovviamente.
   Passiamo  alle disastrose economie di questa Regione. Ma non  sono
  disastrose unicamente perché viviamo un GAP infrastrutturale ed  un
  GAP  occupazionale ma perché questo Governo, in assoluta  passività
  con il Governo nazionale, ha lasciato indietro tantissimi percorsi.
   Mi  riferisco,  ad esempio, alla rinuncia del contenzioso  che  il
  nostro  Presidente, poco più di un anno fa, è andato  a  firmare  a
  Roma  e sappiamo che - oggi, ma già allora se ne discuteva -  senza
  discutere,  senza passare da quest'Aula, in pieno  accordo  con  il
  Governo  nazionale  ha fatto subire alla Sicilia l'ennesimo  torto,
  l'ennesimo  scippo che, oggi, rende ancora più esiguo,  ancora  con
  minore  disponibilità di liquidità il nostro  bilancio  che  già  è
  sofferente.
   E,  poi, passiamo alla cancellazione dei residui attivi nel nostro
  bilancio.  Anche  questa una bella trovata della  maggioranza,  una
  bella trovata del Governo nazionale che qui, nel Governo regionale,
  non  ha trovato alcuna opposizione e poi passeremo a chiarire quali
  sono gli effetti dannosi per la nostra economia.
   Bene, signori, noi siamo qui per dare delle risposte ai siciliani,
  per  onorare  lo  Statuto  della  nostra  Regione,  non  per  stare
  attaccati a delle poltrone e dividere e centellinare  posizioni  di
  sotto  governo, non siamo qui per mantenere recinti di potere,  per
  perpetrare il passato aggravando, addirittura, le condizioni  della
  nostra Regione. Noi dobbiamo dare delle risposte concrete e chi non
  è  alienato  dalla realtà, chi sta in giro per la Sicilia,  conosce
  perfettamente le situazioni di disagio estremo che tutte  le  fasce
  di popolazione vivono, specialmente le più deboli.
   Il  clima  di  malcontento nei riguardi della  politica  danneggia
  tutta  la  politica.  Noi  dobbiamo emarginare  questa  situazione,
  chiudere  questo  capitolo  penoso che ha  veramente  raggiunto  il
  massimo dell'apoteosi, addirittura, nel nuovo rimpasto.
   Cosa  abbiamo ottenuto? Un'intera estate di paralisi, una paralisi
  che  ha portato ad un teatrino, ad una diatriba, ad un litigio come
  se  fossero  avvoltoi  sia  il Governo nazionale  che  la  politica
  regionale della maggioranza; li ha portati a stracciarsi  le  vesti
  per   ottenere  assessorati,  poltrone,  poltroncine,   posti   nei
  gabinetti, paralizzando l'attività del Parlamento, della  politica.
  Per  ultimo il ritiro delle deleghe con annesso viaggio in Tunisia.
  Insomma, questi teatrini vergognosi.
   Ora    mi   chiedo:   perché   questo   accanimento   terapeutico?
  L'accanimento terapeutico è davvero da evitare, quindi, colleghi vi
  invito alla riflessione.
   Oggi  è  un  momento in cui davvero potremmo dare una risposta  ai
  siciliani, andare finalmente alle urne per dare a questa Sicilia un
  Governo  che negli ultimi tre anni davvero non c'è stato e  voi  ne
  siete  consapevoli. Tenete in piedi un paravento dietro cui c'è  il
  nulla  ed  è  per  questo che noi convintamente abbiamo  presentato
  questa   mozione  e  la  voteremo.  Questo  perché  vogliamo   dare
  finalmente  un  Governo perché questo non lo  è  e  voi  lo  sapete
  perfettamente.
   Se  qualcuno  ha  da dire qualcosa sui successi di questo  Governo
  sarei curiosa di sentirlo, ma che parli, magari riuscirà a smuovere
  qualcuno,  ma  dubito fortemente che riuscirete a trovare  qualcosa
  del genere.
   Da  garanzia  giovani,  dalle  politiche  per  l'occupazione,  dal
  risanamento  del  bilancio,  l'ambiente,  i  trasporti.  A  giorni,
  probabilmente,  si  consumerà un'altra  delle  vergogne  di  questo
  Governo,  cioè la firma del contratto di servizio che non  soddisfa
  assolutamente  i  bisogni dei siciliani, forse  farà  un  favore  a
  qualcuno,  non  so  quale interesse si possa avere  a  svendere  il
  proprio trasporto ferroviario.
   Trivellazioni,  politiche della pesca, politiche dell'agricoltura,
  tutto  in malora e questo è ciò che vediamo in giro per la Sicilia,
  quindi,  per  favore,  diamoci almeno un  sussulto  di  dignità  ed
  interrompiamo questa agonia che non servirà a nessuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  ascoltato
  l'intervento  di  introduzione  e  devo,  in  premessa,   segnalare
  all'Aula, ma soprattutto al di fuori dell'Aula, come questa mozione
  di  sfiducia, che è la terza della gestione del presidente Crocetta
  -  io  non l'ho firmata, Presidente, perché ritenevo dovesse venire
  dall'opposizione  di  centro destra -  è  giusto  chiarire  che  la
  mozione  di  sfiducia del Movimento Cinque Stelle  è  una  finzione
  giornalistica, è giusto spiegare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro si fermi. Onorevoli  colleghi,  vi
  invito  ad  accomodarvi  negli  appositi  banchi.  Prego  onorevole
  Cordaro.

   CORDARO.  Grazie  Presidente, ricomincio per  chi  era  distratto,
  brevemente.  Dicevo  che quando è stata presentata  la  mozione  di
  sfiducia è stata realizzata, in buona sostanza, una finzione...

   PRESIDENTE.   No   scusate,   si  fermi.   Onorevole   D'Agostino,
  cortesemente,  non  si  riesce a seguire. Chi  è  che  parla  viene
  distratto, scusate.

   CORDARO. Onorevole D'Agostino se io devo gridare, so anche farlo.

   D'AGOSTINO. Lo faccia.

   CORDARO. Lo so, però, poi, non vorrei che lei ci rimanesse male e,
  quindi, non lo farò. Vorrei essere ascoltato perché dirò poche cose
  ma molto sentite.
   Dicevo  che  quando è stata presentata, quando è stata firmata  la
  terza  mozione di sfiducia della gestione del presidente  Crocetta,
  non ho firmato quella mozione perché era una finzione giornalistica
  nella  misura  in  cui vedeva quattordici firme  dei  colleghi  del
  Movimento Cinque Stelle, ed una mozione per poter essere presentata
  ha bisogno minimo di diciotto firme.
   Ho  tenuto  un confronto con l'opposizione, la seconda opposizione
  che  per  quanto  mi  riguarda è la prima, cioè  quella  di  centro
  destra, ma alcuni miei colleghi hanno ritenuto di firmarla e quella
  mozione  è  stata  presentata. Io avrei, invece, voluto  che  fosse
  presentata  una mozione di sfiducia del centro destra;  ciò  non  è
  accaduto,  ne ho preso atto, però, bisogna chiarire fin  da  subito
  che  questa non è la mozione di sfiducia di questo o di quello, che
  questa  non  è la mozione di sfiducia del Movimento Cinque  Stelle,
  perché  seppure  col Movimento Cinque Stelle mi  distinguono  tante
  cose,  questo Governo è riuscito ad unirci, perché siamo certamente
  compatti  ed insieme nella discussione, e per quanto mi riguarda  e
  lo preannunzio, nella votazione di questa mozione di sfiducia.
   Presidente, Assessori, deputati della maggioranza, mi sono chiesto
  da  un  anno  a  questa parte, e cioè dal tempo in cui  votammo  la
  seconda  mozione  di  sfiducia,  se  vi  fosse  una  sola  ragione,
  onorevole  Milazzo,  per  non  votare questa  ennesima  mozione  di
  sfiducia.  Ebbene la risposta che mi sono dato è  che  non  vi  era
  alcuna  ragione per non votarla, perché da allora ad oggi non  solo
  nulla  è  cambiato  in meglio, ma tutto è andato verso  un  degrado
  della politica e delle istituzioni che mi ha convinto, giorno  dopo
  giorno,  al  netto del rispetto che mantengo per le persone  e  per
  ciascuno  di  voi,  si  è  andato  maturando  non  soltanto   nelle
  istituzioni ma anche in questa Regione.
   Del  Governo politico abbiamo già parlato, non ci ritorno,  ne  ho
  parlato quindici giorni fa, credo, più che sufficientemente.  Però,
  è necessario partire da quello che è successo appena qualche giorno
  fa:  allo  scoccare della metà della legislatura la Sicilia  intera
  attendeva il cambio di passo e questo cambio di passo doveva essere
  individuato  da un nuovo percorso che veniva tracciato intanto  dal
  rinnovo delle Commissioni parlamentari.
   Ebbene  il  risultato,  oggi, è sotto gli occhi  di  tutti:  siamo
  passati  da una gestione pseudo democratica dei post-comunisti  che
  gestivano  il  PD nel primo scorcio di legislatura ad una  gestione
   jam ,  una  gestione marmellata dove è prevalso il principio,  che
  non  è  giuridico, caro assessore Vermiglio, secondo il  quale   cu
  afferra  un  turco è u suo , non lo so se si dice a Messina  ma  si
  dice  a Palermo. Traduco: siamo andati al rinnovo delle Commissioni
  e   su   sette  Commissioni,   democrazia,  agibilità  democratica,
  ragionamento  parlamentare,  cambio di  passo,  sei  presidenze  di
  Commissione  tra  PD  e chi PD lo è in qualche modo  sotto  mentite
  spoglie,  sono  andate tutte da una parte con buona  pace  di  quel
  ragionamento  che  voleva  una  condivisione  parlamentare  di   un
  percorso  politico serio, nell'interesse della Sicilia.  Siccome  è
  prevalso il criterio che  chi afferrava un turco era il suo  il  PD
  e  coloro  che  al  PD  sono più vicini hanno afferrato,  o  meglio
   arraffato" tutto quello che si poteva  arraffare .
   Ebbene,  questo  è  un  dato  politico che  non  posso  certamente
  nascondere,  dal quale devo partire perché se, poi, accade  che  da
  componente  della  I  Commissione  Affari istituzionali   mi  viene
  richiesto   da   tre  Capigruppo  di  tre  partiti  diversi   della
  maggioranza  che sostiene questo Governo di votare  tre  Presidenti
  diversi  della I Commissione, allora, caro Presidente Crocetta,  se
  questo è il cambio di passo della sua maggioranza e del suo Governo
  siamo fritti.
   Ma  il  problema non è che siamo fritti noi, il problema è  capire
  come  lavorerà  questa  maggioranza e  queste  Commissioni  per  la
  Sicilia  da  qua all'ultimo scorcio della legislatura. Ecco  perché
  parlo di gestione  jam , marmellata.
   Perfino  chi,  a  detta  delle più alte cariche  istituzionali  di
  questo  Parlamento,  aveva  ben agito  nelle  Commissioni  è  stato
  esautorato  perché  era  necessario  affermare  il  principio   del
   principe  e allora questo è un dato politico che rassegno.
   Abbiamo appreso finalmente dopo mesi di chiacchiere che il  PD  ha
  un  nuovo  Capogruppo. Io auguro alla collega Anselmo buon  lavoro.
  Certo,  collega  Anselmo, sappia che nel  suo  Gruppo  c'è  qualche
  deputato   o   ex,  che  c'era  già  quando  io  e   lei   andavamo
  all'università;  mi viene un po' complicato pensare  che  lei  avrà
  agibilità   e   libertà  di  manovra.  Glielo  auguro.   La   stimo
  personalmente e professionalmente, le auguro di poter  compiere  un
  buon lavoro.
   Però, alla fine, occupiamoci del Governo in questi sei minuti  che
  rimangono:   dum Romae consulitur saguntum expugnatur , Tito  Livo.
  Bene,  se è del caso, siamo andati oltre, perché qui non  è  che  a
  Roma  si chiacchiera, a Roma si lavora per espugnare Palermo  e  la
  Sicilia, a Roma si lavora per mettere  in ginocchio la Sicilia e il
  compito fondamentale è stato affidato all'assessore Baccei che,  da
  discreto  ragioniere  abituato a fare calcoli  aziendali,  è  stato
  inviato  in Sicilia  per fare un po' di pulizia etnica. Si rassegni
  Baccei  non  glielo  consentiremo  Precari,  forestali,  formazione
  professionale,  padri e madri di famiglia lei non  metterà  nessuno
  per strada  Capisco che lei non ha né memoria né prospettiva, è  un
  funzionario inviato da Roma al soldo del padrone. Però,  Presidente
  Crocetta, lei deve chiarire. Chiarisca, Presidente Crocetta, se lei
  la  pensa come Baccei il quale nel Giornale di Sicilia di oggi,  on
  line,   del  15  dicembre  dice:   dal  punto  di   vista   tecnico
  all'assessore per l'economia Alessandro Baccei ha già  messo  tutto
  nero  su  bianco .  Congeleremo spese, onorevole Alloro,  onorevole
  Alloro, congeleremo spese per 500 milioni, forse 550. Si tratta  di
  somme  che  verranno sbloccate nel secondo semestre dell'anno  dopo
  che,  probabilmente, in primavera raggiungeremo  l'accordo  con  lo
  Stato per gli ultimi finanziamenti che abbiamo chiesto .
   Quindi,   in   pratica,  noi  ci  avviamo,   chiarisca  Presidente
  Crocetta, a fare la prossima finanziaria sulla base di un  pagherò
  del  Governo nazionale e se questo   pagherò  non verrà pagato  che
  facciamo?  Certo,  possiamo sempre chiudere gli  ospedali,  abbiamo
  tanti  soldi  nella  sanità, possiamo evitare  di  partecipare  con
  quella   sproporzionata  somma  di  compartecipazione  alle   spese
  nazionali,  alle  spese  sanitarie che  corrispondiamo  allo  Stato
  centrale,  possiamo  farlo, ma a che   costo per  la  Sicilia?  Poi
  tutto  questo, Presidente Crocetta, nonostante i funzionari mandati
  da  Roma non lo permetteremo però questo, Presidente Crocetta, è il
  quadro  che  oggi  ci  viene rassegnato, un  quadro  fatto  da  una
  maggioranza  che  si  accaparra tutto,  pensavamo  che  la  vicenda
   Ufficio di Presidenza  fosse stato un incidente e non lo è stato.
   Io  credo   che al vostro interno qualche deputato di lungo  corso
  del  PD  e dell'UDC, soprattutto, provino un po' di vergogna perché
  una  situazione  istituzionale come quella che  stiamo  vivendo  in
  questa legislatura non si era mai, mai verificata
   E allora la rivoluzione? Altro che rivoluzione  Qui siamo alla più
  becera restaurazione
   Rispetto a questo, Presidente Crocetta, rispetto a questo Governo,
  rispetto ad un ruolo che oggi viene ricoperto nell'immaginario  dei
  siciliani, ma nella consapevolezza dei parlamentari da un uomo  che
  non è amico della Sicilia  e che secondo me non è neanche amico del
  Governo  regionale ossia, l'Assessore per l'economia, io credo  che
  oggi  rebus  sic  stantibus, l'unica cosa che noi possiamo  fare  è
  quella di votare la mozione di sfiducia.
   Lo  facciamo con convinzione non prima di avere rassegnato, ancora
  una volta, la nostra volontà di essere opposizione mai strumentale,
  ma sempre propositiva, la nostra volontà di rassegnare e concludo ,
  che  quando,  quando  e  se  soprattutto, riuscirete  finalmente  a
  portare  in  Aula   delle norme che sono in favore  dei  siciliani,
  saremo qui pronti ad apprezzarle.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di  dovere
  fare alcune sottolineature rispetto a questa mozione di sfiducia.
   La prima è di carattere generale. Credo che debba esserci un lasso
  di  tempo, e lo faccio così in maniera avulsa, rispetto al contesto
  politico delle forze che hanno presentato la mozione e da parte  di
  colui  il  quale  non  l'ha voluta firmare come,  per  esempio,  il
  sottoscritto,  perché  non è possibile, Presidente  dell'Assemblea,
  che  venga  discussa in quest'Aula per la seconda volta consecutiva
  una mozione di sfiducia di un Governo che si è appena insediato. Lo
  dico questo come principio di carattere generale.
   Credo  che  sia  cosa buona e giusta che una mozione  di  sfiducia
  possa essere presentata dopo che un Governo si insedia, trascorrono
  cinque,  sei  mesi, il tempo necessario affinché una mozione  possa
  avere  un  significato di natura politica, cioè fare un appello  al
  Parlamento  affinché  questo  Governo  non  è  stato  in  grado  di
  affrontare  le  questioni spinose che sono  sul  suo  tavolo  e  si
  chiede,  con  una mozione di sfiducia, al Parlamento  di  attivarsi
  perché possa essere presentata e discussa una mozione di sfiducia.
   Tralasciando questa considerazione di carattere generale, ma  l'ho
  fatta perché anche l'altra volta il primo giorno che si insediò, il
  precedente  Governo,  si  discusse  una  mozione  che   era   stata
  presentata a un Governo precedente.
   Ma  passiamo ai fatti che oggi ci riguardano, a questa mozione che
  io,  francamente, così ho dato un'occhiata, una lettura   molto  di
  carattere  generale, perché fa specie che questa mozione sia  stata
  presentata  in un contesto in cui, come tutti sappiamo, il  sistema
  elettorale  per  l'elezione  dei  sindaci  e  per  l'elezione   del
  Presidente della Regione prevede che venga attivata una mozione  di
  sfiducia che, qualora sia approvata,  mi riferisco sia a quella per
  il  sindaco che a quella per il Presidente della Regione,  trascina
  anche   coloro  i  quali  fanno  parte  del  consesso  comunale   o
  dell'Assemblea regionale.
   Quindi,  c'è  un  modo  di utilizzo di questo  strumento  che  io,
  invece,  lo  considero uno strumento importante,  significativo  al
  quale   strumento  bisogna  ricorrere  quando  ci  sono  condizioni
  politiche  che  determinano un'esigenza di questo tipo,  ecco  oggi
  credo che questa mozione abbia per l'ennesima volta il carattere di
  una mozione di natura demagoga.
   Parte dal Movimento Cinque Stelle che vuole a tutti i costi,  alla
  fine  capire che cosa? Se le dichiarazioni fatte a su o tempo  alla
  stampa  da  parte  del  Gruppo Sicilia Futura, erano  dichiarazioni
  veritiere;  se  le dichiarazioni  che erano state fatte  più  volte
  dall'onorevole  Cardinale, in realtà si trattava  di  dichiarazioni
  politiche  che fossero sostenute, poi o accompagnate meglio  ancora
  da un voto in Aula.
   Io  credo,  che se la motivazione è questa, come mi è stato  detto
  più  volte,  credo  che  sia - lasciatemelo  dire  -  un  dibattito
  inutile,  perché  sappiamo  che spesso nel  dibattito  politico  le
  dichiarazioni, le cose che si fanno, eccetera, riguardano  soltanto
  pochi  addetti ai lavori, ma soprattutto riguardano anche una serie
  di raccordi interni che la maggioranza in tilt per diversi periodi,
  ovviamente, utilizzava strumentalmente alcuni comunicati stampa.
   Allora,  da un lato questa esigenza del Movimento Cinque Stelle  e
  dall'altro  di volere apparire come coloro i quali sono quelli  che
  paventano  l'inconsistenza che oggi c'è stata da parte dei  governi
  precedenti  di voler essere più bravi coloro i quali ritengono  che
  lanciando  un  messaggio ai siciliani in ordine ad una  mozione  di
  sfiducia, mettono in difficoltà gli altri.
   Per   quanto   mi  riguarda  non  intendo  nemmeno  prenderla   in
  considerazione questa mozione di sfiducia e lo farò soltanto quando
  ci  saranno  realmente  le condizioni per la  sottoscrizione  delle
  dimissioni  di  tanti  di  noi, a tal punto  di  essere  sicuri  di
  raggiungere  il  numero  di  46,  perché  altrimenti  saranno  solo
  giornate  sprecate,  discussioni sprecate, articoli  sui  giornali,
  demagogia  che viene portata avanti da chi presenta la  mozione  di
  sfiducia  e  lo  stesso  giorno intrattiene un  rapporto  politico,
  Presidente    Crocetta,   col   Partito   Democratico,    per    la
   lottizzazione  delle Commissioni parlamentari.
   Le  Commissioni  parlamentari, da che mondo è mondo,  sono  frutto
  della  maggioranza, non sono frutto di rapporti  istituzionali.  Ed
  invece  qui  si  è  verificato che il Movimento  Cinque  Stelle  ha
  raggiunto un'intesa nello stesso giorno in cui veniva presentata la
  mozione  di  sfiducia,  al fine di ottenere  un  contentino  e  una
  poltrona.  E,  guarda caso, la poltrona doveva essere  assegnata  a
  colui  il  quale  aveva  condotto i  lavori  della  IV  Commissione
  legislativa permanente a proposito del disegno di legge  sull'acqua
  che,  tra parentesi, ha raggiunto un record straordinario,  essendo
  stata  impugnata dal primo all'ultimo rigo, non c'è stato un  comma
  che si sia salvato dall'impugnativa nazionale.
   Questo   collega  doveva  essere  premiato,  bisognava  risarcirlo
  rispetto all'attività che aveva compiuto, consapevole lo stesso che
  questo  disegno di legge era un disegno di legge illogico.  Ricordo
  benissimo  le  parole dell'onorevole Cracolici  quando,  da  questo
  palco,  ci  spiegava quale fosse l'azione che bisognava  fare  come
  Assemblea  regionale  affinché, una volte  per  tutte,  si  sarebbe
  chiarita  la  competenza di cosa spettasse  legiferare  in  materia
  all'Assemblea regionale  e al Governo nazionale.
   Cracolici in questo senso è stato accontentato: la legge  è  stata
  rasa  al  suolo, così come, con grande enfasi, aveva  annunciato  a
  questo  Parlamento l'approvazione della legge regionale sui  liberi
  consorzi comunali, anche questa in gran parte rasa al suolo.
   Qui  il  problema  non è presentare la mozione di sfiducia  oppure
  presentare  attività  di  interpello.  Al  centro  della  questione
  troviamo  problematiche di natura finanziaria, rispetto alle  quali
  non mi pare che ci siano fatti dirompenti che risolvano, dopo tanti
  giorni  che  il  Governo  e il Presidente della  Regione  in  prima
  persona  è  stato  a  Roma, nel tentativo  di  avere  il  maltolto.
  Maltolto  che  era  stato già praticato ai tempi  di  Lombardo,  in
  contrapposizione del Governo Monti, sollecitato da chi lo  sappiamo
  benissimo, nei confronti del Governo regionale, e soprattutto anche
  con  l'aggiunta  di quelle che sono le risorse  che  ogni  anno  il
  Governo  regionale ha dovuto contribuire alla cassa  nazionale  per
  circa tre miliardi in tema di concorso alla finanza pubblica.
   Qui  il  tema centrale è questo, Presidente Crocetta. Noi  abbiamo
  una  serie di siciliani che hanno a che fare con la Regione,  dalle
  imprese ai lavoratori, ai cittadini che comunque aspirano anche  ad
  avere  relazioni con questo Governo, e in realtà ci sono  tante  di
  quelle  difficoltà finanziarie che il Governo ancora non è riuscito
  a  risolvere. E' questo il tema centrale, attorno a questo tema  va
  aggiunta  la questione dei ricorsi che il Presidente della  Regione
  ha  -  mi  permetto di dire - inopinatamente rinunciato agli  esiti
  delle  sentenze della Corte costituzionale che ci mette  in  grande
  difficoltà.  Con una certa superficialità il Presidente  dice:   se
  mancano i 500 milioni, ce li darà lo Stato, in ordine alle sentenze
  a nostro favore della Corte costituzionale .
   Io  mi  auguro che lo Stato accetti questa sua proposta e ci  darà
  quanto  dovuto,  perché lei ha sottoscritto  un  documento  in  cui
  rinuncia anche agli effetti delle eventuali sentenze. Questo  è  il
  tema  centrale attorno al quale dobbiamo misurarci: o  riusciamo  a
  superare  questa difficoltà oppure saranno le persone a mandarci  a
  casa. Non ci sarà bisogno di alcuna mozione di sfiducia. Manderanno
  a  casa  il Governo, il Parlamento e l'Istituzione, perché non  c'è
  dubbio che si rischia il fallimento.
   Allora, Presidente Crocetta, per quanto ci riguarda, non credo che
  pensiamo  di prendere in considerazione questa mozione di sfiducia.
  Non la riteniamo politicamente valida.
   Ci  dispiace che il Centrodestra abbia seguito il Movimento Cinque
  Stelle  in un'avventura ipotetica,  molto demagogica, che ha  pochi
  presupposti di riuscita.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   Riteniamo che la questione finanziaria sia il nodo delle questioni
  rispetto  alle quali, signor Presidente, lei dovrà venire in  Aula,
  anche perché chiederemo nella prossima Conferenza dei Capigruppo la
  discussione  su  quelli che sono stati i ricorsi ai  quali  lei  ha
  rinunciato e, quindi, ha rinunciato a parecchi soldini, c'è chi  lo
  quantifica  in  cinque miliardi, c'è chi lo quantifica  in  quattro
  miliardi,  che per quanto ci riguarda sono anche - mi  permetto  di
  dire - di natura strutturale.

   PRESIDENTE.  E' inscritto a parlare l'onorevole Milazzo  Giuseppe.
  Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Presidente, io ritengo che  quanto  ho  appena
  sentito   da   parte  dei  colleghi  è  largamente   e   certamente
  condivisibile, mi permetto solo da un punto di vista  personale  di
  sottolineare  il fatto che ritengo, non per condivisione  politica,
  che  forse l'Assemblea una cosa buona che aveva fatto era scegliere
  l'onorevole  Trizzino per il suo stile e per come  ha  condotto  la
  Commissione, certamente con grande senso delle Istituzioni e onestà
  intellettuale,  ma  questo glielo devo, come  farei  con  qualunque
  altro  collega.  Dopodiché  ognuno  è  posizionato  ideologicamente
  all'interno  del proprio partito, io sono nel mio, molte  battaglie
  non  le ho condivise, non le condivido del Movimento Cinque Stelle,
  ma  oggi  io ritengo che parlare di tutte queste cose ai  siciliani
  non  interessi.  Oggi,  il  Parlamento  è  chiamato  ad  esprimersi
  sull'operato  del  Governo, non mi interessa, non condivido  questo
  approfondimento - e non mi riferisco all'intervento  dell'onorevole
  Cordaro  che  lo ha puntualmente contestualizzato in  un  gioco  di
  potere e di poltrone, questo è certamente condivisibile -.
   Velocemente  devo  dire ai siciliani che  non  c'è  la  voglio  di
  raggirarli.  Lo  sappiamo noi e lo sanno loro, questa  mozione  non
  sarà  approvata,  non  abbatterà il Governo  Crocetta,  però  mette
  chiarezza.
   Presidente,  lei è una persona che ha una sua visione di  Sicilia,
  io  non  la  condivido, ma la cosa paradossale non  è  che  non  la
  condivido  io,  non  l'hanno condivisa giorno  per  giorno  i  suoi
  compagni di viaggio, fra tutti questi come non citare il mio amico,
  quello  che  più  di  tutti  rappresenta  il  Governo,  il  Partito
  Democratico all'interno di questa Giunta, il più critico di  questi
  esponenti siciliani, il mio collega Cracolici, che più di tutti  ha
  sparato sul Governo Crocetta.
   Oggi  non si deve chiamare più Governo Crocetta, oggi è il Governo
  Pd-Udc, a noi interessa certificare questo. Ecco perchè io aderisco
  alla  mozione  che  per  primi  hanno  presentato  i  colleghi  del
  Movimento  Cinque  Stelle. Solo per un fatto  temporale  perché  la
  condividiamo  tutti  coloro  i quali hanno  un  minimo  di  sana  e
  corretta valutazione, in fatti obiettivi, vi siete detti di  tutto,
  fino  a  pochi giorni fa. Noi l'abbiamo fatto per farvi fare  pace,
  perché soffrivamo, vi vedevamo divisi.
   Presidente,  mentre ancora qualche esponente del Governo  mette  a
  punto  qualche altra cosa prima di votare, vedo che si  avvicinano,
  Presidente Venturino, ci sono le ultime puntualizzazioni prima  del
  voto,  per mettere a posto qualche ultima cosina, dicevo appena  vi
  vediamo  divisi  soffriamo e abbiamo fatto  una  riunione,  abbiamo
  detto  sotto  le  festività  natalizie come  fare  arrivare  questa
  maggioranza  non  spaccata,  triturata.  È  bastato  presentare  la
  mozione  di  sfiducia  per mandare a casa i  deputati,  l'Assemblea
  regionale, la maggioranza, l'unica colpevole di questo sfacelo.
   Presidente, io non sono deputato certamente a darle l'assoluzione,
  ma  la mia personale gliela do. Lei non c'entra niente, Presidente,
  lei  non c'entra niente  Questa è la sfiducia alla maggioranza  che
  si dice di tutto su questo Governo e appena presentiamo la sfiducia
  dimenticano  tutto  pur  di  dare  quella  pace  ai  siciliani  che
  aspettano,  il voto democratico  Ma se siete così bravi  ma  perché
  non  lo  votate e ci sfidate, andiamo a votare, come dire  spaccati
  come  siamo  in quel che rimane di queste minoranze ma vuoi  vedere
  che  vinciamo, che vinciamo veramente  Andiamo al voto  per  questo
  serve la mozione, è inutile che sorridete  tanto non passa , noi lo
  sappiamo  che non passa, ma noi vi vogliamo fare apprezzare  ancora
  di  più  dai  siciliani  che quando vi fermano  e  vi  dicono:   ma
  Crocetta e ma che vuoi, non si può togliere? . No  Hai avuto la tua
  occasione per la terza volta e non l'hai sfruttata.
   E  all'onorevole Cracolici io lo ribadisco, poco fa era  impegnato
  al telefono, lui sa che io lo stimo da un punto di vista personale,
  come  non  ricordare tutte le critiche al Presidente della Regione,
  Presidente  Cracolici, fosse per me io lo darei la  possibilità  di
  parlare  ancora  una  volta, per l'ultima volta  da  Presidente  di
  Gruppo  parlamentare, da colui  il quale  ni dici una e fa tuttu  u
  contruriu di chiddu chi dici sulla stampa , e glielo voglio dire in
  siciliano  perché tanto non c'è TeleVeneto che trasmette la  seduta
  dell'Assemblea,  sono tutti siciliani coloro i quali  ascoltano  le
  cose  che  le sto dicendo per cui noi vogliamo battezzare il  nuovo
  Governo, PD-UDC, i siciliani devono sapere che sopra questo Governo
  ci  sono due simboli di partito, devono sapere questo, non è più un
  uomo  solo. Crocetta è stato bravo, vi ha dato l'abbraccio mortale.
  Presidente,  continui così perché se non ci fa campagna  elettorale
  lei con il suo Governo non ce la farà nessuno

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione,  assessori, io ruberò solo  cinque  minuti  al  mio
  Gruppo  e  nel  farlo  non mi rivolgerò al Governatore  Crocetta  e
  nemmeno alla maggioranza, anche perché francamente non abbiamo  mai
  capito  quale fosse  Io mi rivolgo al suo unico sostenitore,  se  i
  partiti  politici  altro  non  sono che  contenitori  di  interesse
  proiettati verso il bene comune. Allora, io mi chiedo, quali  siano
  gli interessi che albergano nel partito Democratico? Ed ancora,  se
  i  partiti politici rappresentano le strutture organizzative atte a
  determinare  un  indirizzo politico. Allora, io mi  chiedo  qual  è
  l'indirizzo politico che il partito Democratico sta seguendo?
   Questo  partito  in Sicilia è riuscito a stravolgere  il  concetto
  stesso  di  politica  quale  arte di  governare,  più  che  artisti
  sembrate  improbabili giocolieri oppure se volessimo avvalerci  del
  beneficio del dubbio sulla vostra capacità di intendere e di volere
  sembrereste  schizofrenici.  Io mi chiedo  se  non  è  schizofrenia
  l'azione  di  chi da un lato denuncia ogni due mesi di staccare  la
  spina  al Governo e poco dopo lo si trova seduto nella poltrona  di
  assessore  dello  stesso Governo, oppure se non è schizofrenico  il
  comportamento di un Governatore che in tre anni cambia 40 assessori
  quasi da fare rimpiangere il suo predecessore.
   Il  Partito Democratico ha tradito la sua storia e voi lo  sapete,
  si  è vergognosamente gonfiato di uomini che non hanno niente a che
  vedere  con voi  Non hanno niente a che vedere con le vostre  idee
  Avete comprato chi chiunque per mantenere saldo il potere. Un tempo
  la  vostra  bandiera aveva un solo colore oggi la  vostra  bandiera
  sembra la bandiera della pace
   Avete   interrotto  ogni  rapporto  costruttivo  con  la   società
  alimentando una politica emergenziale i cui frutti si vedono  ormai
  dovunque,  dai  lavoratori che protestano qui sotto ogni  due  mesi
  alla  tutela  dell'ambiente. Io ne sono  certo:  ognuno  di  voi  è
  cosciente  del  danno  che  sta  recando  alla  credibilità   della
  politica,  di  tutta  la  politica, ma sono altrettanto  certo  che
  consapevolmente avete scelto di anteporre gli interessi personale a
  quelli della Sicilia, altrimenti non si spiegherebbe perché da  tre
  anni  dichiarate di volere chiudere il rapporto con  il  Governo  e
  allo stesso tempo vi fate regalare poltrone.
   Un giurista parlando di politica e di partiti ha detto:  alcuni di
  questi oggi altro non sono che scatole vuote il cui contenuto varia
  a   seconda  delle  esigenze .  Ecco,  secondo  me,  questa  è   la
  definizione  perfetta  per  voi. Avete  lanciato  il  salvagente  a
  Lombardo  e state facendo la stessa cosa a Crocetta. Mi chiedo,  me
  lo chiedo davvero, quale credibilità possiate avere oggi agli occhi
  dei  vostri elettori che vi sono rimasti fedeli, quei pochi che  vi
  sono  rimasti  fedeli. Quanta fiducia in essi possiate  riporre  e,
  soprattutto,  questo  me  lo  chiedo  da  siciliano  prima  che  da
  deputato,  quali  sarebbero  a  questo  punto  gli  strumenti   per
  raggiungere   gli   obiettivi  declamati  nella   vostra   campagna
  elettorale.
   Porto un esempio fra tutti perché mi è caro: la situazione pietosa
  della  gestione dei rifiuti. Questa situazione ci fa rendere  conto
  di  quanto la mancanza di volontà nella risoluzione di un  problema
  abbia  oggi  avuto  la meglio. L'unico mezzo di cui  il  Governo  è
  riuscito ad avvalersi sono le ordinanze e gli inceneritori.  Guarda
  caso  le stesse cose che ha fatto a suo tempo prima Cuffaro  e  poi
  Lombardo.  E  nemmeno nelle prime siete stati in  grado  di  essere
  capaci  a gestirle. E' di pochi giorni fa la decisione del TAR  che
  ha  sospeso  parte dell'ordinanza 20 RIF, la famosa  ordinanza  che
  proroga  l'emergenza  dal  2003. Il  TAR,  sbeffeggiando  Crocetta,
  ricorda  che le nuove imposte - la famosa ecotassa - non  si  fanno
  con  ordinanza  ma con legge. Guarda caso la stessa  legge  che  il
  Movimento cinque stelle ha depositato poco tempo prima. Roma  detta
  la  linea su tutto e la Regione silenziosamente subisce dimostrando
  di  non  avere spina dorsale e di non essere capace di  programmare
  niente.
   Il Ministro di una question time della Camera di due mesi fa dice:
   costruiremo due inceneritori se non dimostrate di essere capaci di
  gestire  i rifiuti diversamente . Il nostro Presidente in una  nota
  risponde:    hai   ragione,  non  siamo  capaci.  Costruiremo   sei
  inceneritori . Crocetta coglie la palla al balzo alla proposta  del
  Ministro e a fronte di un fabbisogno di due inceneritori ne propone
  sei,  adducendo motivazioni surreali quali la difficoltà  logistica
  che  i  mezzi  incontrerebbero nel trasportare i rifiuti.  Cioè  in
  altre  parole le strade fanno pietà. Lo dice lui stesso.  Piuttosto
  che  prevedere  un  sistema  chiaro e puntuale  che  garantisca  il
  raggiungimento  dei livelli di raccolta differenziata,  quelli  che
  ormai ci impone l'Europa dal 2008, piuttosto che dirottare le somme
  verso  la  programmazione  di  piattaforme  per  il  recupero   dei
  materiali,  abbiamo ritenuto più opportuno avvelenare  i  siciliani
  con la combustione dei rifiuti.
   Signori,  qua  è  paradossale   A Parigi  si  riunisce  il  summit
  mondiale  sul  clima,  si  discute  delle  strategie  mondiali  per
  combattere l'inquinamento atmosferico e in Sicilia voi umiliate  il
  vostro  popolo dimostrando che la vostra Terra non merita la stessa
  tutela che le altre regioni del mondo si vedono riconosciuta. Siete
  riusciti  a  coprirvi  di  ridicolo  anche  nella  situazione   più
  improbabili.
   Come  quando,  qualche  mese  fa,  avete  votato  la  proposta  di
  referendum   abrogativo  sulle  trivellazioni.  Tutte  le   Regioni
  d'Italia  si sono schierate a favore del referendum. Il  Presidente
  di  quest'Aula, non Venturino ma il Presidente Ardizzone, partecipa
  ad  un  incontro  a  Roma  dove tutti all'unanimità  sostengono  la
  proposta  del referendum. E voi che fate? Per mostrarvi servili  al
  vostro padrone votate contro. E poi, il vostro padrone chi è? E' lo
  stesso  che  ha  messo  alla presidenza della Commissione  ambiente
  della Camera il signor Ermete Realacci, un uomo del vostro partito,
  che si dichiara ambientalista, che vota il decreto  Sblocca Italia
  che  autorizza  nuove  trivellazioni in mare e  ieri,  al  Convengo
  nazionale di Legambiente, dichiara:  Le trivelle sono una fesseria.
  Se  si  dovesse  fare un referendum io voterei per vietarle .  Ora,
  ditemi voi se questa non è schizofrenia
   Stessa  sorte  e  stesso  discorso vale  per  l'approvvigionamento
  energetico  e  la  programmazione  del  territorio,  argomenti  che
  abbiamo  analizzato talmente tante volte che mi viene la  nausea  a
  ripeterli; e argomenti che fanno emergere sempre la stessa identica
  cosa:   abbiamo   la   necessità  di   mantenere   una   condizione
  emergenziale.
   Al di là dell'esito della mozione, signor Presidente, che ci creda
  o  no, oggi non siamo noi a votarla, ma quelli che stanno fuori  da
  questo  Palazzo. Sono loro che vi hanno dimostrato di  non  volervi
  più ed è con loro che farete i conti fra due anni

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della Regione, i colleghi Foti e Trizzino sono stati molto puntuali
  nello spiegare il perché siamo qua. Vorrei aggiungere semplicemente
  altri  aspetti  non  meno  importanti  forse  meno  tecnici  e  più
  politici.
   Intanto  uno,  presidente della Regione,  la  mozione  ha  la  sua
  utilità  perché  oramai  da  mesi, da troppi  mesi,  finalmente  io
  rivedo,  non solo tutti gli assessori che ringrazio perché fino  ad
  allora avevano durata solo di diciannove giorni, quindi se questo è
  stato  utile a continuare l'azione amministrativa che ben venga  e,
  soprattutto, la maggior parte dei miei colleghi che non vedo  quasi
  mai  e,  Presidente  Venturino,  lei  lo  sa  benissimo  che  siamo
  ridicolizzati perché siamo non più di 20-22 persone ogni  volta  in
  questa  Aula,  e  quindi il confronto è utile,  e  lo  strumento  è
  utilissimo, è utilizzato benissimo.
   Dopo  tre  anni  in Commissione Bilancio io, Presidente  Crocetta,
  avrei  voluto ricordarle i numeri reali, quelli che cita  la  Corte
  dei  Conti  non quelli che lei ogni volta inventa per fare  qualche
  show.  Però  non è il caso di darle altri strumenti per danneggiare
  l'immagine della Regione siciliana.
   Avevo  allora  pensato   e  mi  sono  studiato  il  Suo  programma
  elettorale completamente disatteso. In tre anni non esiste un punto
  del  suo programma pubblicato online che è stato realizzato. Quindi
  lo definisco un programma che si trova semplicemente nei meandri di
  qualche cellula nervosa.
   Non  parlo neanche più di legalità o eticità perché lei Presidente
  ne ha fatto una battaglia, una campagna elettorale.
   Ma  si guardi attorno. Lei sostiene gente che è condannata in  via
  definitiva, lei nel suo Governo ha gente indagata, condannata,  con
  diverse  ombre.  E  non lo dico io. Lei dovrebbe aprire  una  seria
  riflessione tra quello che dice e quello che fa.
   Presidente, lei

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Non  continui,  non  vorrei
  querelarla. Potrei chiedere di parlare per fatto personale.

   CIACCIO. Presidente, per fatto personale poi risponderà.
   Presidente, lei si è dimostrato amministrativamente inadeguato. E'
  -   lo  dico  come  l'ho  detto  in  Conferenza  dei  Capigruppo  -
  imbarazzante per le risposte mediatiche alla querelle  che  è  nata
  con   il   cantautore,   professore  Roberto   Vecchioni.   Ripeto,
  imbarazzante ma non è questa la sede per parlare.
   Però  mi  piacerebbe, ed effettivamente guardando i miei colleghi,
  analizzare le parole che ha utilizzato Roberto Vecchioni  Isola  di
  merda . Queste sono le parole incriminate che hanno creato sgomento
  su  tutti  i  media.  Dove è che ha sbagliato?  Perché,  parliamoci
  chiaro  se  era un siciliano a dirlo, come spesso capita in  questi
  corridoi,  che  spesso  i  suoi stessi sostenitori  le  sussurrano,
  allora va bene. Lo dice qualcun altro allora ci offendiamo. L'unico
  errore che ha fatto, oggettivamente qual è? Che non ha sottolineato
  che era l'aspetto amministrativo che ha reso l'Isola di merda.
   Allora,  ho analizzato  ma chi è che ha amministrato negli  ultimi
  venti  anni questa Terra per renderla amministrativamente in questo
  modo?

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciaccio, Le vorrei ricordare però  che  qui
  non  siamo  su facebook, nonostante lei ripeta le parole del  prof.
  Vecchioni. La prego di ricordarsi che si trova all'interno di  Sala
  d'Ercole e per cui, magari, fare riferimento ad una frase che tutti
  quanti ricordiamo

   CIACCIO. Allora userò il  Bip .

   PRESIDENTE.  Tutti quanti ricordiamo e non è il caso di  ripeterlo
  più volte. E ricordi il ruolo che lei interpreta.

   CIACCIO.   Perfetto. E' proprio perché dobbiamo ricordare,  perché
  spesso qua dentro abbiamo la memoria corta, allora ricordo che  c'è
  stata   una  amministrazione  Cuffaro,  quindi  UDC,  che  oggi   è
  rappresentata dal Capogruppo Turano, quattro legislature,  è  venti
  anni  che  è  qua  dentro. Ardizzone, mi risulta anch'esso  quattro
  legislature,  circa  venti  anni.  Ragusa  quindici  anni.   Oppure
  passiamo alle altre legislature. Lombardo, l'MPA? Benissimo.
   Collega Di Mauro, lei non firmerebbe le dimissioni neanche se  qua
  fossero  89 deputati a dimettersi. Questa è la realtà ed è  qua  da
  quanto? Quattro legislature.
   E  oggi mi viene a dire che non siamo in grado di valutare i nuovi
  assessori perché si sono appena insediati?
   Ma   chi?   L'onorevole  Cracolici?   Altre  quattro  legislature,
  l'assessore  Lo  Bello, vice Presidente che è  qua  da  più  di  un
  semplice giorno.
   Lasciamo perdere Pistorio o altri, nella politica siciliana oramai
  protagonisti da anni.
   Allora,  oggettivamente noi possiamo valutare  il  vostro  operato
  perché le cose sono due: o avete dimostrato che in questi tre  anni
  voi  non  avete  fatto niente oppure non è il caso  di  continuare.
  Però, la cosa bella è che da sempre oramai, forse perché sapete  di
  non  essere  in  grado  di affrontare una competizione  democratica
  elettorale,  la  colpa  è  sempre  del  Movimento  5  Stelle,   noi
  immobilizziamo  il Parlamento, noi non facciamo  andare  avanti  le
  commissioni, la colpa è sempre nostra.
   Presidente, oggi siamo chiamati a decidere se continuare in questo
  modo  ed  io ad ogni intervento oramai sottolineo che non  cambierà
  nulla, perché in quegli scranni, in quelle poltrone la richiesta di
  interessi  personali sarà sempre più alta ed esploderete  bloccando
  il  Parlamento e la dignità - mi permetto di dire  -   di  tutti  i
  Siciliani.
   Quindi,  o continuiamo in questo falso modo che voi oramai cercate
  di  attuare  oppure  avete uno strumento per staccare  la  spina  e
  rimettere a giudizio dei Siciliani l'operato di tre anni,  che  non
  sono un giorno, sono tre anni.
   E questo lo chiedo, lo chiedo a tutti i colleghi perché la Sicilia
  non  sarà  bellissima, la Sicilia è bellissima  solo  che  è  stata
  amministrata  con la connivenza sempre delle stesse  persone  negli
  ultimi vent'anni.
   Passiamoci  la  mano  sulla coscienza e  rimettiamo  alla  volontà
  popolare questo giudizio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, Governo, col consenso del collega  Ragusa
  sarei  tentato  di  dire al Presidente Crocetta  che  stavolta  non
  vorrei  rivolgermi a lui per levare l'appello alto  che,  in  altre
  occasioni,  ho  ritenuto  doverosamente di  rivolgergli  da  questa
  tribuna.
   La  mozione, la nostra mozione, quella del mio Gruppo, quella  del
  Gruppo  di  Forza  Italia,  quella del Movimento  5  Stelle,  primi
  firmatari,  ha un significato politico, serve ad una  verifica  dei
  numeri,  serve a capire se in quest'Aula il Governo gode ancora  di
  una   maggioranza,  perché  il  Governo  Crocetta  non  si  è   mai
  preoccupato di offrire alla valutazione dei Siciliani una  verifica
  di  maggioranza alla luce del sole, sotto gli occhi  di  tutti,  ha
  preferito affrontare e risolvere le controversie all'interno  delle
  stanze  del  Palazzo perché nessuno conoscesse le  vere  ragioni  -
  certamente  non  nobili  -  che hanno determinato  e  continuano  a
  determinare  una insanabile frattura all'interno della  coalizione,
  una  costante instabilità che non consente programmazione e che non
  consente di affrontare seriamente i problemi di questa Terra.
   Io  mi sono rivolto a lei, Presidente Crocetta, e l'ho fatto il 20
  ottobre  2013  da  questa  tribuna,  l'ho  invitata  al  senso   di
  responsabilità.
   Non  abbiamo altre armi noi deputati dell'opposizione,  e  lei  ha
  risposto con un intervento di settantotto minuti, per dire tutto  e
  il  contrario  di tutto. Mi sono rivolto a lei il 30 ottobre  dello
  scorso anno da questa stessa tribuna, per invitarla a prendere atto
  di  una  maggioranza  che  non c'è e che quando  c'è  si  ricompone
  soltanto sulla colla di un compromesso verso il basso, per  tenerla
  sempre  più prigioniera, per metterla con le spalle al muro, perché
  lei  fosse un Presidente neutralizzato. Quante volte abbiamo  fatto
  appello  al  suo orgoglio, alla dignità politica di un  governatore
  che  sa di avere tradito i suoi elettori eppure non può ammetterlo,
  perché deve continuare a recitare una parte.
   Lei  sembra  alla  guida di un Governo che ricorda  quei  principi
  chiamati  a  gestire il potere con sovranità limitata,  i  principi
  fantoccio  tanto perché devono essere lì, fantoccio  nel  senso  di
  essere inerti, inermi, sia chiaro, lei sa che io ho grande rispetto
  per il ruolo istituzionale.
   Quante  volte  abbiamo rivolto appello a lei, perché  si  rendesse
  finalmente conto, ed in certo senso lei si è reso conto, che la sua
  rivoluzione  è  rimasta prigioniera di una tela di ragno,  come  le
  mosche  che cercano invano dove posarsi, all'interno di una  stanza
  grigia, buia, senza prospettive, senza un barlume di luce.
   La sua non è stata, Presidente,  né una rivoluzione proletaria, né
  una rivoluzione neo capitalista, né una rivoluzione di costume,  né
  una  rivoluzione nei metodi; non è stata una rivoluzione proletaria
  perché  i  proletari li ha fatti questo Governo, quando gli  operai
  sono  diventati proletari, sono diventati più poveri di quanto  non
  fossero,  non è una rivoluzione neo capitalista perchè il  capitale
  ormai non c'è più, nelle banche rimangono finché rimangono è già un
  miracolo, i piccoli risparmi, quelli di tanta gente che affrontando
  con  fantasia l'aridità del pane quotidiano, ha ritenuto di mettere
  al  sicuro  i  propri risparmi, sperando che l'incertezza  di  oggi
  possa  diventare  fiducia domani. La sua non è  stata  neanche  una
  rivoluzione  nel costume, perché ha perpetrato, ha  continuato,  ha
  perseverato  nei  costumi,  nelle  prassi  deplorevoli  che   hanno
  caratterizzato   gli   ultimi  trent'anni  di   questa   esperienza
  regionale.  I  buoni propositi iniziali sono andati  a  infrangersi
  contro  gli scogli di una indifferenza e di un disarmante  processo
  di  omologazione al quale lei ha tentato, dopo una prima resistenza
  di  doversi  adeguare riuscendoci perfettamente. Non è neanche  una
  rivoluzione di metodi, perché il sottobosco clientelare continua  a
  regnare  e  a  vegetare in questo quarto Governo  Crocetta.  Voglio
  immaginare,  Presidente della Regione, che  nel  suo  comodino  lei
  tenga  un libro per conciliare le sue notti insonni, perché se  lei
  dorme  la  notte  tradisce se stesso, voglio  immaginarlo  insonne,
  voglio immaginarlo preoccupato del suo ruolo, di quello che lei  ha
  fatto, ma soprattutto di quello che non ha fatto, e sia chiaro  non
  è che io pensi che sul ripiano del suo comodino ci siano i precetti
  di  Marx,  le  dottrine di Lenin, o i pensieri  di  Mao  Tse  Tung,
  assolutamente, non lo penso neppure.
   Sul  suo comodino ci sono i versi di Pier Paolo Pasolini, sul  suo
  comodino   ci  sono  le  buone  letture  del  regista,   letterato,
  intellettuale che finì tragicamente i suoi giorni nella capitale.
   Ma  lei  sa  che Pasolini era un implacabile pubblico ministero  e
  accusatore  delle false rivoluzioni. Se oggi fosse  stato  in  vita
  Pasolini   l'avrebbe  contestata  senza  risparmiarle  critiche   e
  apprezzamenti non certo benevoli.
   Voglio  immaginare  che  nelle sue ore di  riflessioni  nella  sua
  camera da letto di Tusa, ovattata, per evitare che le arrivasse  il
  grido  della piazza, lei non riesca ad ascoltare il grido di dolore
  dei  lavoratori  dei  consorzi di bonifica o dei  forestali  o  dei
  formatori  o  degli  sportellisti  o  dei  precari  della  Pubblica
  Amministrazione, migliaia, migliaia di siciliani che  da  anni  non
  percepiscono stipendi, e alcuni da sei, otto mesi, gente  a  cui  è
  stato tolto l'oggi ed è stato negato il domani.
   Nelle  sue  notti  insonni non le arriva il grido  di  dolore,  di
  rabbia  dei piccoli e dei medi imprenditori che non sanno come  far
  quadrare  il bilancio delle loro aziende, non importa se  agricole,
  commerciali, artigianali o industriali? Non le arriva il  grido  di
  protesta  nobile,  innocente, sincero ma vigoroso  di  migliaia  di
  giovani  siciliani che sono stanchi di essere costretti a coniugare
  i  loro verbi al futuro? Non le arriva il grido di dolore di  sette
  mila  dipendenti delle nove province regionali che non sanno  quale
  sarà  la  loro  sorte? Non le arriva il grido di  dolore  di  tanti
  sindaci   che  non  riescono  più  ad  andare  avanti  e  diventano
  avanguardia   di   trincea  nella  sofferenza  umana   dei   propri
  concittadini?
   No,  Presidente,  è  inutile continuare a rivolgere  appelli  alla
  responsabilità, alla sua coscienza.
   Voglio  quindi  concludere questo mio intervento  rivolgendomi  ai
  colleghi del Parlamento.
   Il  Parlamento o è lo specchio di una società o è la guida per una
  società.
   Noi  siamo  la  sintesi  di  quanti ci hanno  votato  e  ci  hanno
  espresso,  di  questa  Sicilia così  composita  che  ci  ama  e  ci
  disprezza, ci ammira e ci odia, di questa società civile che spesso
  non è migliore della società politica ma della quale noi abbiamo il
  dovere  di  scegliere  se  essere lo specchio  fedele  o  la  guida
  credibile e incorrotta.
   Nell'uno  e  nell'altro caso noi dobbiamo scegliere perché  questo
  Parlamento non ha più la credibilità per restare un solo giorno  di
  più,  innanzitutto  per avere espresso un governo  altrettanto  non
  credibile  e,  in secondo luogo, perché le è stato  espropriato  il
  diritto di legiferare nel rispetto della Carta Costituzionale.
   Qualche  esempio:  tre leggi, per fare soltanto una  citazione  in
  ordine   di  tempo  relativa  alle  ultime  settimane,  tre   leggi
  importanti  abbiamo  votato:  sulle  province,  sugli   appalti   e
  sull'acqua.
   Tutte  e  tre sono state impugnate dal Consiglio dei Ministri  con
  argomenti  e pesi assolutamente confutabili, pretestuosi senza  che
  il Parlamento abbia avvertito l'orgoglio e il sussulto di mantenere
  fede  alla  propria  posizione  esattamente  in  linea  con  questo
  Governo. Ecco perché noi abbiamo il dovere di essere lo specchio  o
  la guida ma nell'uno e nell'altro caso i siciliani vogliono che noi
  si vada a casa.
   Ecco  perché sono convinto e concludo, Presidente, che la  mozione
  di  sfiducia  non alimenti  molte illusioni. Abbiamo il  dovere  di
  provarci  e  credo comunque che l'altra possibilità sia  quella  di
  andare, tutti i  deputati dell'opposizione, da un notaio a Palermo,
  firmare  le  contestuali dimissioni che il notaio vorrà  presentare
  alla  Segreteria  Generale dell'Assemblea soltanto quando  tutti  i
  deputati  dell'opposizione  non rappresentati,  cioè  nel  Governo,
  avranno  sottoscritto  le proprie dimissioni.  Non  sarà  un  fatto
  tecnico  ma  sarà  un  fatto politico di grande  rilevanza,  vorrei
  vedere se il Governo avrà il coraggio di  restare al proprio  posto
  di  fronte  ai  banchi vuoti di una opposizione  prima  ancora  che
  scatti  il procedimento della surroga.
   Solo  altri quindici secondi per  formare un auspicio:  tra  dieci
  giorni  è Natale, con la  serenità dei credenti, Presidente,  anche
  se  volessi  pensare ad un presepe non  riesco ad immaginare  quale
  ruolo  le  possa  dare  in  un  Presepe  vivente,  non  riesco   ad
  immaginarla né uno dei Re Magi, né San Giuseppe, né tanto meno Gesù
  bambino,  mi  si  consenta l'infelice accostamento,  ma  tra  dieci
  giorni  è  Natale dobbiamo, colleghi deputati, fare in modo  che  i
  siciliani  trovino  sotto  l'albero il  miglior  regalo  possibile:
  quello  di un Parlamento che almeno una volta in questi   tre  anni
  trova,  finalmente  la  forza e l'orgoglio   di  andarsene  a  casa
  portando con sé un governatore e un Governo che nessuno saprà, sono
  certo, e vorrà rimpiangere.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo  all'onorevole Cancelleri che il  Movimento Cinque  Stelle
  ha ancora a disposizione dieci minuti.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io
  credo   innanzitutto,  in  questi  pochi  minuti,  di  dover   dire
  assolutamente   alcune   cose  prima   fra   tutte   una   risposta
  all'onorevole Di Mauro: la mozione  di sfiducia, e  mi dispiace che
  lui non lo sappia visto che è un deputato  navigatissimo' di questa
  Assemblea,  che  la  mozione di sfiducia è rivolta   al  Presidente
  della Regione non è rivolta a nessuno degli assessori presenti,  ma
  solo  al Presidente della Regione che è lo stesso da tre anni ed  è
  lo stesso di sempre e quindi non  abbiamo bisogno di testarlo.
   Nel  momento  in cui lei ci viene a dire che questa è una  mozione
  pretestuosa  perché  gli  assessori li dobbiamo  lasciare  lavorare
  significa  che  lei  non rispetta neanche la  volontà  della  legge
  regionale  che  questo Parlamento si è dato  in  tema  di  elezione
  diretta del  Presidente della Regione che mi pare già quanto dire.
   Per  cui,  probabilmente,  era  un modo  abbastanza  maldestro  di
  smarcarsi raccontando a tutti che non avrebbe votato la mozione  di
  sfiducia,  ma  onorevole  Di Mauro, l'avevamo  capito  che  non  la
  votava,  l'abbiamo capito da tempo che lei non fa più  parte  della
  cosiddetta opposizione, da molto tempo
   Quello che rimane del suo Gruppo onestamente non lo so, visto  che
  qualcuno è assente in maniera tattica, mentre altri,  mi perdoni se
  l'ho disturbata mentre era al telefono...

   DI MAURO. Non mi disturba.

   CANCELLERI.  Torniamo  a  noi, a questa mozione  di  sfiducia  che
  chiaramente almeno per quel che mi riguarda non intendo  rivolgerla
  al  Presidente della Regione, ma intendo rivolgerla  ai  Gruppi  di
  maggioranza, neanche al Governo, non mi interessa, non mi interessa
  avere  a  che  fare con degli assessori, non posso prendermela  con
  degli  assessori alcuni dei quali sono qui, di nuovo, in una  nuova
  veste, ma facevano parte di governi precedenti.
   E'  notizia  di  pochi giorni che l'ex Presidente  della  Regione,
  Cuffaro,  è  di nuovo fra di noi, visto, ad esempio,  lei  era  uno
  degli esponenti di quel Governo, per cui diciamo che non è cambiato
  assolutamente nulla.
   Rimaniamo e rimaniamo in linea.
   Ma,  ad  esempio,  l'onorevole Cracolici che più volte,  non  solo
  pubblicamente, ma anche in questi corridoi, ha detto  che  vive  un
  imbarazzo   cronico  nel  dover  rappresentare  un   Governo,   una
  maggioranza,  di  dover sostenere Crocetta e molti  deputati  della
  maggioranza da Mimmo Turano, da tanti altri che siedono  lì,  hanno
  sempre  avuto  parole di sofferenza, di vergogna quasi  nel  dovere
  accostare  la  loro  figura a quella. Tant'è  che  ogni  tanto  noi
  giochiamo e gli diciamo che verranno ricordati come gli  amici   di
  Crocetta.
   Sembra  quasi  che questo tono un po' scherzoso  però  un  po'  li
  infastidisca.
   Forse  vivono  di  più l'imbarazzo loro che non noi,  noi  viviamo
  invece  la  sofferenza, purtroppo di dover ogni giorno  cercare  di
  evitare le inesattezze, le incapacità, tutte quelle cose che stanno
  davvero  togliendo ogni possibilità, ogni chance a questa Terra  di
  uscire fuori da una crisi durissima che l'ha attanagliata.
   Il  problema  è,  e rimane, però, sempre quello: possono  cambiare
  tantissimi   assessori,  possono  cambiare  tutti,  ne   potrebbero
  cambiare  uno  al giorno; c'era un video qualche giorno  fa  di  un
  comico  palermitano - faccio anche un po' di pubblicità - di  Marco
  Manera,  che  diceva  che  finalmente  Crocetta  aveva  risolto  il
  problema  della  disoccupazione  in  Sicilia,  perché  cambiava  un
  assessore  al  giorno  e quindi a giro tutti i siciliani  avrebbero
  trovato  un  posto  di lavoro. Era un'idea fantastica   Però  tanto
  lontana dalla realtà non è
   Ora,  il  problema  è  un altro. I deputati della  maggioranza  si
  devono  prendere  la  responsabilità di sostenere  e  di  difendere
  questo  Governo,  se davvero credono all'azione  politica  che  sta
  portando avanti.
   Non  accetto  più di incontrarvi nei corridoi e di  sentirvi  dire
  sempre  le  stesse  cose. Non lo accetto   Non  lo  accetto  perché
  calpestate la vostra di dignità e in quei cinque secondi al  giorno
  in  cui trovate davvero il coraggio di guardarvi allo specchio, chi
  vedete? Chi state vedendo?
   Allora,  se  avete  un  po' di cuore o la votate  questa  mozione,
  perché quelle parole le avete dette, oppure, diversamente, cambiate
  idea  e  portate questo Governo fino alla fine, fine al 2017  e  al
  giorno delle elezioni.
   Noi vi ringrazieremo, ovviamente, se sceglierete la seconda strada
  perché  siete  la  nostra migliore campagna elettorale  e  lo  fate
  gratuitamente e questa è una grandissima possibilità  che  ci  date
  ogni giorno, però, non è più possibile avere a che fare davvero con
  questi  doppi  giochi  che  ogni volta si  vedono  all'interno  dei
  corridoi  e  dell'Aula, non è una dichiarazione  sui  giornali  che
  salva  la  vostra  faccia. Voi siete e rimarrete quelli  di  questo
  Governo, fino a quando non lo dimostrerete con  un'azione concreta.
   Allora, non mi interessa fare questa mozione di sfiducia, è chiaro
  che  noi  l'abbiamo  presentata, insieme con  Forza  Italia,  Lista
  Musumeci,  assieme  con tutti quelli che hanno voluto  mettere  una
  firma.  E'  ovvio,  onorevole Cordaro,  che  dovevamo  firmarla  in
  diciotto e l'abbiamo firmata, anzi, in ventisei, non ha possibilità
  di  arrivare davvero al risultato - quello lo sapevamo anche prima,
  non  siamo  assolutamente degli stupidi -, ma era il momento  della
  conta  però,  oggi,  la  mozione  di  sfiducia  non  è  rivolta  al
  Presidente della Regione, è rivolta a voi, a voi che, ogni  giorno,
  dovete  metterci la faccia per quello che state facendo, a voi  che
  avete  ricevuto  gli   smacchi  di non avere  alcun  rappresentante
  negli  Uffici di Presidenza delle Commissioni, a voi che non  avete
  Assessori  nella  Giunta regionale, a tutti quelli  che  in  questo
  Governo, in questo momento, ci stanno credendo semplicemente per un
  mero tornaconto personale.
   E'  il  momento di guardare in faccia la realtà e di rispondere  a
  una sola domanda: cosa state facendo per i cittadini siciliani?
   Sapete qual è la risposta? E' un'immagine, neanche tanto bella, di
  una persona sdraiata sulla ghiaia di Tusa che prende il sole con un
  giornale davanti al costume - sempre che quel costume ci fosse - in
  risposta  ad una frase pronunciata dal professor Vecchioni  qualche
  giorno prima.
   Purtroppo,   è   questa   la   realtà.   Dovete   assumervene   la
  responsabilità.

     (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  intervengo come Capogruppo e portavoce del Gruppo parlamentare  PDR
  -  Sicilia  Futura . Noi non abbiamo nascosto e non ci  nascondiamo
  dietro un dito, nella posizione critica che abbiamo espresso  nella
  prima  fase di costituzione di questo Governo. Sicuramente, è stata
  una  posizione critica che ha portato ad una riflessione  anche  il
  nostro esponente in Giunta, con molta dignità e molta onestà.
   E'  chiaro che i temi posti all'attenzione del presidente Crocetta
  sono stati i temi affrontati in incontri bilaterali ed incontri  di
  maggioranza. Abbiamo chiesto pari dignità, abbiamo chiesto temi sul
  programma, abbiamo chiesto rapporti solidi col Governo nazionale ed
  abbiamo chiesto equilibrio nelle scelte.
   Questi temi sono stati affrontati più volte, discutendo con lealtà
  ed  onestà,  cercando risposte e ottenendole, a  volte  garbate,  a
  volte  meno,  comunque  tutte mirate a  trovare  il  bandolo  della
  matassa politica.
   Il  senso  della responsabilità, la logicità dei ragionamenti,  la
  capacità  di  conduzione politica del Presidente della Regione,  il
  rispetto che abbiamo nei confronti dei siciliani che, comunque,  ci
  hanno  affidato,  come diceva bene l'onorevole  Cancelleri,  questo
  mandato, questo ruolo, dal quale non possiamo fuggire, non possiamo
  nasconderci dicendo che non c'eravamo, ci siamo stati e ora non  ci
  piace più.
   Siamo qui, ci abbiamo messo la faccia, ci abbiamo creduto, abbiamo
  cercato,   col  nostro  impegno,  di  indicare  tre  priorità:   il
  precariato,  i fondi nazionali, il recupero, per nostra competenza,
  del  territorio, del dissesto idrogeologico; sono  temi  sui  quali
  abbiamo avuto garanzie che questo Governo, su base nazionale  e  su
  base locale, si muoverà e saranno le priorità che affronterà.
   Non  possiamo chiedere di risolvere dieci temi in soli  due  anni.
  Non abbiamo la bacchetta magica né vogliamo ingannare i siciliani.
   Abbiamo chiesto tre temi, abbiamo chiesto la copertura romana  dei
  fondi,  abbiamo avuto garanzie, anche in questi giorni, che  i  900
  milioni di euro ci saranno, ce ne saranno, poi, 550 milioni,  tanti
  quanti  la Regione ha bisogno per mettere in ordine i propri conti.
  Su  questo anche gli amici del M5S ci dovranno dare atto che questo
  Governo  ha  compiuto una profonda azione di risanamento;  noi  non
  l'abbiamo contestata neanche nei momenti bui e nei momenti  in  cui
  abbiamo  avuto  maggiore criticità, rispetto alla dignità  politica
  dei soggetti che compongono questo Governo.
   Quello  è  stato  il nostro cavallo di battaglia; abbiamo  chiesto
  pari  dignità,  l'abbiamo ottenuta, oggi, abbiamo un riconoscimento
  politico chiaro, forte e autorevole -  la nostra presenza in Giunta
  - ,  non abbiamo mai fatto questioni di poltrone e strapuntini, non
  ci  interessano.  Come avete visto, siamo rimasti  con  la  persona
  designata come  tecnico  nella Giunta, al di là delle boutade e  le
  ilarità,  i fatti sono dirimenti, quindi, abbiamo chiesto  soltanto
  di poter capire cosa c'è dietro l'angolo.
   Ci  sono  state date garanzie, è ovvio che le difficoltà ci  sono,
  non  le nascondiamo, non è fuggendo che diamo una risposta corretta
  ai  siciliani e ai nostri elettori. Affronteremo questi due anni di
  Governo  sicuramente con questo Governo, ritocchi,  modifiche  sono
  auspicabili per dare maggiore equilibrio, ma certamente questo è il
  Governo  che, per quanto ci riguarda, dovrà andare fino  alla  fine
  della  legislatura,  portando  a termine  un  programma  stabilito,
  concordato, portando a termine dei temi fissati che stanno a  cuore
  ai  siciliani, sicuramente quello del precariato sarà il cavallo di
  battaglia,   però,   certamente,   non   fuggiamo   davanti    alle
  responsabilità.
   Non  votiamo, quindi, la mozione di sfiducia perché non è così che
  riteniamo  di  poter risolvere i problemi, sicuramente  auspichiamo
  che  il  Governo  possa periodicamente darsi un crono-programma  da
  sottoporre  ad  un osservatorio politico di quest'Aula  per  vedere
  step  by step quelle che saranno le fasi, a cominciare dal bilancio
  che  dovrà  essere  approvato con rigore e con  rapidità  per  dare
  chiarezza e certezza sui conti e per dare quelle risposte   che  la
  Sicilia  merita  di  avere  e  che  i  siciliani  da  troppo  tempo
  attendono.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  peccato  che  nel
  nostro  Statuto  non  sia  inserito, secondo  me,  un  procedimento
  estremamente   importante   e  fondamentale   qual   è   l'istituto
  dell'impingement, perché questo sicuramente sarebbe stato  attivato
  immediatamente  e  tempestivamente, conseguente  al  fatto  che  il
  nostro  Presidente, violando l'autonomia finanziaria della  Regione
  siciliana,   prevista  dal  nostro  Statuto,  ha  sottoscritto   un
  documento contabile con il Governo nazionale che ha elargito  poche
  centinaia di euro ed ha preteso ed ottenuto la rinuncia di tutti  i
  contenziosi incoati anche dai precedenti governi.
   Non  possono  non  essere valutati, sotto  l'aspetto  giuridico  e
  politico,  quali  sono  stati gli effetti che  hanno  prodotto  una
  simile decisione, in violazione della normativa del nostro Statuto.
  E,  di  recente, qualche giorno fa, Presidente, una sentenza  della
  Corte Costituzionale, relatore il presidente Amato, ha stabilito  a
  favore  della Regione siciliana e del Trentino Alto Adige  che  gli
  introiti provenienti dall'evasione fiscale venissero distribuiti in
  maniera equa tra queste due regioni.
   Bene,  al  Trentino  Alto Adige vanno 400 milioni  di  euro.  Alla
  Sicilia  non  va  il  becco di un quattrino, in  dipendenza  ed  in
  conseguenza della sottoscrizione dell'atto di transazione, appunto,
  sottoscritto  dal  nostro Presidente. Che bel regalo   Complimenti,
  veramente  complimenti  E, poi, vedere, sostanzialmente, il  nostro
  Presidente  che  si  reca a Roma per battere  cassa  e  per  potere
  chiudere  il  bilancio  e,  quindi,  soddisfare  le  esigenze   dei
  siciliani. Complimenti
   E  il  Governo nazionale che sembra abbia intenzione  di  elargire
  alla  Sicilia  ed  ai  siciliani  quando  questa  elargizione   non
  rappresenta    altro    che   i   diritti    sacrosanti    previsti
  dall'ordinamento giuridico a favore dei siciliani. Complimenti
   Come  non  immaginare,  addirittura, una  violazione  diretta  nei
  confronti del Presidente sulla base dell'ordinamento anglosassone e
  non, invece, limitarci ad una mozione di sfiducia. E quale potrebbe
  essere  la fiducia di un Presidente che, sostanzialmente,  violando
  anche  le  norme  giuridiche,  senza  addirittura  consultarsi  con
  l'Assemblea   organo   sovrano  che  avrebbe   dovuto   legittimare
  un'operazione  del  genere, sottoscrive  un  documento  con  queste
  conseguenze così disastrose
   A  me  piace  fare  un consuntivo, un consuntivo che  è  iniziato,
  ovviamente,  con  il percorso attivato dal Presidente  nell'ottobre
  del  2012  ed  è  vero  che questo Governo e questo  Presidente  ha
  sicuramente ricevuto un'eredità pesante, difficile ma è lui che  si
  è  presentato ai siciliani dicendo:  farò la Rivoluzione,  cambierò
  le cose, vedrete che le cose andranno meglio .
   Ebbene  da un consuntivo, ancorché non analitico, non solo  non  è
  cambiato nulla ma, addirittura, è peggiorata la situazione, fino  a
  diventare  a  dir poco disastrosa. Se è vero come è vero  che  ogni
  anno  solo  per  potere chiudere il bilancio e per  riscontrare  le
  legittime  esigenze  dei  siciliani è  necessario  che  il  Governo
  nazionale  intervenga  per  accordarci,  forse,  qualche  elemosina
  quando  il  nostro Statuto prevede ben cose diverse. Il problema  è
  tutto lì. È possibile non avere un Governo autorevole che piuttosto
  che  andare a chiedere elemosine faccia valere la nostra Autonomia,
  faccia  valere  i  nostri diritti, ma così  non  è  stato.  Abbiamo
  semplicemente assistito a dei viaggi della speranza  ma  è  rimasta
  solo la speranza tenuto conto che nessun riscontro, ovviamente,  ha
  ottenuto  se  non  in  termini del tutto  deficitari  o  del  tutto
  indifferenti.
   Come  non fare un consuntivo dove abbiamo visto che questo Governo
  con  il cambiamento di un assessore ogni 2 mesi non ha mantenuto  e
  non  poteva  mantenere  alcuna programmazione,  alcun  procedimento
  amministrativo, non solo non è cambiato niente ma è  peggiorata  la
  situazione  e  lo dicono i siciliani che, ovviamente,  rivolgendosi
  negli ambiti degli Uffici non hanno alcun riscontro alle richieste,
  le legittime richieste.
   Come  non  rammentare  qual  è  la situazione  degli  Iacp.  Erano
  commissariati  e  tali  sono  rimasti,  assessore  Pistorio,  altro
  problema  di  cui lei si dovrà occupare in maniera energica  tra  i
  tanti  problemi  sicuramente  che dovrà  affrontare.  Quello  è  un
  problema gravissimo che ,ovviamente, si trascina da tanto tempo, da
  troppo  tempo  che riguarda il diritto della casa, dell'abitazione,
  di  quello che accade all'interno degli Iacp, come vengono gestiti,
  come  vengono  amministrati, come vengono  spesi  i  soldi,  non  è
  cambiato   nulla anzi la situazione è peggiorata perché è diventata
  una  situazione  che  si  è  incancrenita  e  diverrà  ancora   più
  difficile ed è una situazione irreversibile.
   Come  non pensare che tipo di politica dobbiamo tenere nell'ambito
  degli aeroporti, lo sviluppo turistico, le infrastrutture, cose  di
  cui siamo deficitari.
   Come   non  immaginare,  effettivamente,  che  abbiamo  utilizzati
  risorse  che  servivano  alle aziende, alle  imprese  che,  invece,
  abbiamo utilizzate per pagare i forestali.
   Come  non  ricordare  qual  è stato l'impegno  nei  confronti  dei
  precari ed a tre anni abbiamo una situazione tale e quale come  se,
  effettivamente, l'avessimo affrontata nel primo momento del 2012.
   Qual è la situazione della sanità?
   Come non contestare a questo Governo la sua inettitudine in ordine
  ad  affrontare  i problemi e questi problemi piuttosto  che  essere
  eliminati o comunque essere diminuiti sono aumentati in maniera del
  tutto esponenziale.
   Non  voglio  ripetermi ma credo che questo Governo, nonostante  le
  innovazioni sotto l'aspetto delle figure, delle risorse,  perché  è
  vero  che è un Governo politico mentre prima tale non poteva essere
  considerato,  a  mio avviso, potrebbe, per certi  versi,  dare  una
  svolta.
   E ci sono anche dei segnali. Ma è tardi. E' trascorso troppo tempo
  perché,  in qualche modo, possa, nel breve tempo che ancora  rimane
  alla  legislatura,  tenuto conto che i procedimenti  amministrativi
  non  sono così veloci e non sono così efficienti come qualcuno  può
  immaginarsi  nel momento in cui ci troviamo dinnanzi  una  Pubblica
  Amministrazione che è un elefante a tutti gli effetti. E la Sicilia
  non può aspettare, non può rimanere ancora in attesa che il Governo
  decida di intervenire anche sotto l'aspetto normativo per riformare
  alcune  materie che, sicuramente, risultano regolamentate da  norme
  non più adeguate alle esigenze dei siciliani stessi.
   Non  c'è  più  tempo. E, quindi, è più opportuno  che,  forse,  si
  assuma  una  decisione che non è quella di gettare  la  spugna  ma,
  forse,  di  trovare qualcuno che sia molto più serio,  che  non  si
  presenti  ai  siciliani  dicendo:   farò  la  rivoluzione   e  poi,
  sostanzialmente i risultati che si ottengono sono quelli  che  sono
  agli occhi dei siciliani.
   Non lo so, sicuramente come qualcuno ha anticipato, questa mozione
  non  ha speranza, non sarà sicuramente approvata. Ma io di una cosa
  sono  convinto perché stando in mezzo alla strada e parlando con  i
  siciliani,   questa  mozione  di  sfiducia  ha  già  raggiunto   un
  obiettivo, infatti, vi assicuro che è stata votata dai siciliani in
  quanto  i  siciliani  hanno votato da tempo la  sfiducia  a  questo
  Presidente,  non aspettano che il Parlamento la voti, si  sono  già
  pronunciati  da  tempo  perché si sono  sentiti  presi  in  giro  e
  soprattutto  gli  è stata tolta la speranza di cambiamento,  perché
  non  è  vero che cambierà alcunché; il sistema politico clientelare
  c'era ed è rimasto e continuerà.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Le  ricordo
  che ha a disposizione ancora 12 minuti e 20 secondi. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, la ringrazio per il richiamo puntuale
  che  lei  sempre rivolge al mio indirizzo. Entro subito nel  merito
  dell'atto  che stiamo discutendo e che da qui a qualche momento  ci
  appresteremo a votare.
   Una  mozione di sfiducia, la terza, che arriva in questa Aula.  La
  terza  che  arriva in questa Aula senza particolare  preoccupazione
  per  il  presidente  Crocetta che ancorché lontano  da  quest'Aula,
  comunque,  ha un occhio sensibile a quest'Aula se non altro  perché
  quando ha avuto vere, reali, concrete difficoltà è corso ai ripari.
  Ed  è  corso ai ripari cercando di trovare una soluzione  con  quei
  partiti, con quei deputati, molti dei quali - non me ne vogliano  i
  colleghi   -   raccogliticci   di  una  maggioranza   assolutamente
  inconsistente. E quello che oggi stiamo discutendo non è tanto  una
  mozione  parlamentare, cioè l'atto di disapprovazione  che  stasera
  proponiamo e sottoponiamo non all'attenzione del presidente Rosario
  Crocetta...

  (L'onorevole Milazzo Giuseppe con la mano batte sullo scranno dove
                               è seduto)

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non si permetta  Stia comodo.

   MILAZZO Giuseppe. Ma non si capisce niente

   PRESIDENTE.  Non  si  permetta, onorevole  Milazzo,  o  la  faccio
  accompagnare fuori dall'Aula

   MILAZZO Giuseppe. Faccia accompagnare fuori gli altri

   PRESIDENTE.  Non  si  permetta, onorevole  Milazzo,  o  la  faccio
  accompagnare  fuori  dall'Aula  La prego di accomodarsi,  onorevole
  Milazzo, questo è l'ultimo richiamo.
   Onorevoli colleghi, per cortesia, facciamo attenzione.
   Mi scusi, onorevole Falcone, può continuare.

   FALCONE.  No,  assolutamente, Presidente. Dicevo,  che  l'atto  di
  censura,  di disapprovazione, di condanna, politicamente  parlando,
  che  muoviamo  al Governatore della Sicilia, ma più  estesamente  a
  quella  che  è  la  nuova maggioranza che si è  riconsolidata  dopo
  momenti  di  fibrillazione,  momenti tellurici  potremo  dire,  che
  avevano  anche  allarmato qualcuno e fatto pensare  qualcuno,  come
  magari  ai  colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle,  che  potesse
  cambiare qualcosa. No, assolutamente, cari colleghi.
   Noi, come Forza Italia, abbiamo sostenuto questo atto e lo abbiamo
  sottoscritto, consentendo la presentazione dello stesso, perché  in
  assenza  delle  nostre  firme rischiava di non  arrivare  in  Aula,
  proprio  perché  eravamo convinti che un atto  ed  una  discussione
  politica  in  una  situazione paludosa come  quella  a  cui  questa
  maggioranza ha costretto la Sicilia andava fatta.
   E'  un  ragionamento, presidente Venturino. Avevamo  necessità  di
  farlo non perché magari ne potranno fare tesoro, lo sappiamo quello
  che  farà  Rosario  Crocetta. Rosario Crocetta  che,  oggi,  non  è
  soltanto  sfiduciato, come aveva detto bene l'onorevole Fazio,  dai
  siciliani,  ma  Rosario  Crocetta  è stato sfiduciato  anche  dagli
  stessi   suoi   Assessori.   E'  sfiduciato   dagli   stessi   suoi
  collaboratori  e  prova  ne  è il fatto, presidente  Musumeci  che,
  proprio   ieri,   dinanzi  ad  un  decreto  di   scioglimento,   di
  liquidazione, che l'assessore Baccei ha proposto, si vede  arrivare
  notificato  che  cosa? Un ricorso al TAR da parte  del  suo  stesso
  avvocato che è stato chiamato alla gestione della Società patrimoni
  immobiliari  siciliana  cadendo in un conflitto  di  interessi  che
  magari  dovrà essere dimostrato ma che, comunque, sotto un  profilo
  di opportunità, chiaramente è sotto gli occhi di tutti.
   E,  allora, qual è il Governo, questo quater, Crocetta  che  si  è
  oggi  posto  all'attenzione dell'opinione pubblica?  Il  Governo  è
  quello  che  ha  fatto  ed  ha  potuto evidenziare  un  progressivo
  deterioramento  sotto  ogni profilo, in ogni settore,  dal  settore
  dell'economia al settore delle imprese.
   In questo primo trimestre del 2015 ben 4 mila aziende hanno chiuso
  i  battenti.  In  questi  ultimi due  anni  e  mezzo  ben  80  mila
  lavoratori edili sono rimasti a casa. In questi ultimi tre anni gli
  appalti  pubblici sono crollati, in Sicilia, da 1  miliardo  e  600
  milioni, era questa la cifra che la stazione appaltante metteva  in
  campo, ad appena 100 milioni di euro nel 2014.
   Se  questi  e  tanti altri sono i risultati per cui,  oggi,  si  è
  ritrovata  una  maggioranza,  Partito  Democratico,  UDC  ed  altri
  partiti,  a cui oggi anche il Nuovo Centro Destra cosa  fa?  Dà  un
  soccorso e dà il soccorso in ragione di una riforma.
   Però,  purtroppo, quando poi siamo chiamati a confrontarci con  le
  stesse riforme ci accorgiamo che nonostante la legge n. 7 del 2013,
  la  legge  n.  8 del 2014, la legge n. 15 del 2015 sulle  province,
  cosa  succede? Succede che ancora le province sono al palo. Succede
  che  ancora gli enti locali sono in un mare di confusione, in  quel
  mare  in  cui, invece, Rosario Crocetta, beatamente nuotava qualche
  domenica  fa cercando di dimostrare che i mali della Sicilia  vanno
  attribuiti a chi ne parla ed a chi li espone  dimenticando, invece,
  che  i  mali  della Sicilia vanno ricercati in chi è causa    ed  è
  Rosario  Crocetta  la  causa  dei mali  della  Sicilia,  è  Rosario
  Crocetta  che  in questi tre anni ha rappresentato  il  peggio  del
  peggio e non perché lo dice Forza Italia ma perché lo hanno detto i
  sindacati  qualche giorno fa dinanzi ad una impasse che ancora  non
  si  è potuta rimuovere, infatti, la CGIL, la CISL, la UIL con tutti
  i  sindacati  autonomi hanno detto che questo Governo o  risolve  i
  problemi o va a casa.
   Ma  è  un'affermazione,  potremmo dire, quasi  pleonastica  perché
  sappiamo  che questo Governo non sarà nelle condizioni di risolvere
  alcunché,  perché  a  distanza  di  appena  quindici  giorni  dalla
  chiusura dell'anno 2015 non abbiamo ancora un bilancio, non abbiamo
  ancora uno straccio di finanziaria, non abbiamo approvato il  DPEF,
  non abbiamo le linee guida e, addirittura, a Roma cosa succede?
   Malgrado  Forza  Italia abbia prima presentato un emendamento  per
  chiedere  la  restituzione  del maltolto,  quello  che  un  Governo
  realmente  rivoluzionario  avrebbe dovuto  fare,  cioè  riprendersi
  l'IRPEF,  il pagamento dell'IRPEF che viene fatto e che  matura  in
  Sicilia e che versiamo allo Stato, riprendersi quella parte di  IVA
  che matura in Sicilia e che, invece, lo Stato trattiene.
   Ebbene,  cosa ha fatto la maggioranza del Partito Democratico?  Ha
  bocciato  l'emendamento  del senatore  forzista,  Tonino  Dalì,  in
  Commissione  Bilancio  al  Senato  e,  successivamente,  quando  il
  sottosegretario,  Faraone,  diceva:   state  tranquilli,  daremo  1
  miliardo  e  400  milioni di euro per chiudere in  regola  i  conti
  siciliani , cosa succede? Succede che la mattina arriva in Aula  un
  emendamento   per  appena  900  milioni  di  euro   e   l'onorevole
  Prestigiacomo,  di Forza Italia sempre, presentava  un  emendamento
  che,  puntualmente, veniva bocciato, non perché si volesse fare  un
  torto  al deputato forzista, assolutamente no, ma perché  vi  è  un
  discredito,  caro  presidente Crocetta, nei  suoi  confronti.  Quel
  discredito che l'ha visto, qualche settimana fa, messo in mora  dai
  suoi   stessi  Assessori,  quando  cinque  Assessori  non  si  sono
  presentati nella sua Giunta e hanno messo nero su bianco un atto di
  censura,  perché  le  hanno rimproveravano di non  avere  fatto  il
  bilancio, di non avere portato gli atti di bilancio, quella censura
  che  il  presidente  Ardizzone, sino all'altro ieri,  ha  posto  in
  essere nei suoi confronti.
   Allora,  credo e voglio rivolgere un appello a tutti quei deputati
  che   ancora  stanno  in  questa  maggioranza  sapendo  che  è  una
  maggioranza  rabberciata ma sapendo anche  che  stanno,  in  questa
  maggioranza,  guardando al dopo Crocetta perché  dicono  tutti  che
  Crocetta ormai è il passato.
   Quindi,  cari amici e colleghi, anche del Movimento Cinque Stelle,
  la  mozione di sfiducia non può essere rivolta a chi è il  passato.
  Noi  l'abbiamo  sostenuta, noi la voteremo ma  lo  facciamo  perché
  vogliamo  interpretare, ancora una volta, l'opinione  pubblica,  il
  sentire comune che sostiene che Crocetta prima va a casa, meglio è,
  meno  danni  creerà  a questa Sicilia martoriata.  Ma  lo  facciamo
  convinti  anche  che,  alla fine, sarà, ed è  stato,  un  passaggio
  necessario che non sortirà alcun effetto se non quello che quando i
  danni  saranno ancora più aggravati Forza Italia, il centro  destra
  diranno:   noi  ve lo avevamo detto , per cui non  ci  saranno  più
  giustificazioni, non ci saranno più alibi nel dire  che,  oggi,  ci
  troviamo  dinanzi  ad  un Governo che è partito  male  ed  arriverà
  peggio, un Governo che sta mandando indietro ben 1 miliardo  e  200
  milioni  di euro, un Governo che, per la prima volta nella  storia,
  ha  chiuso  il  2014  con  tutti gli indicatori  negativi  dicendo,
  affermando - e concludo - e potendo certificare il fallimento ed il
  disastro che era annunciato, ma che oggi diventa conclamato.
   Presidente  Crocetta, abbia un sussulto, ma sappiamo che  lei  non
  l'avrà, lei continuerà fin quando non annegherà in quel mare in cui
  lei  si è voluto, amabilmente secondo il suo pensiero e crudelmente
  secondo il pensiero dei siciliani, immergere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  voglio
  andare  oltre le righe, ma in tre anni che ho lavorato per  aiutare
  questo Governo, per cercare di portare a compimento quello che  era
  un disegno distruttivo, che è stato commesso negli ultimi vent'anni
  diceva il collega del Movimento Cinque Stelle e sono d'accordo  con
  lui, oggi noi ci accingiamo a dare un voto alla mozione di sfiducia
  presentata dal Movimento Cinque Stelle e dal centrodestra, io  oggi
  non  sono  qua  per  votare così d'emblée favorevolmente  o  votare
  contro la mozione di sfiducia, ma voglio aprire un confronto che mi
  è  stato  negato negli ultimi mesi con il Governatore, con  il  mio
  partito, per affrontare quelle che sono veramente le priorità della
  Sicilia.
   Io  ricordo  al Governatore, ma lui lo sa benissimo, quante  volte
  con il mio defunto collega abbiamo collaborato a compilare le liste
  affinché si portasse un Presidente a vincere finalmente la politica
  del cambiamento e dare le risposte giuste e dare le risposte a quel
  sistema  che per vent'anni, oserei dire trent'anni ha distrutto  la
  Sicilia.  Più  volte  l'abbiamo  detto  in  tutte  le  salse.   Io,
  Presidente,  non  ho  mai chiesto a nessuno  e  non  ho  mai  fatto
  sicuramente  parola  per  entrare  al  Governo,  perché  non   sono
  interessato. Io, Presidente, le dico una cosa: quando  si  presenta
  una mozione di sfiducia si presenta perché c'è un malcontento e  si
  presenta  perché fuori da questo Palazzo la gente reclama  e  vuole
  assistenza,  vuole  essere  indirizzata  finalmente  ad  avere  una
  politica diversa, una politica di cambiamento.
   La  Sicilia  è stata distrutta dal maltempo e noi non  abbiamo  un
  euro  per  dare, finalmente, una boccata di ossigeno a quei  comuni
  che  non hanno più le strade per arrivare nel proprio paese.  Oggi,
  siamo  qua  per capire esattamente cosa dobbiamo dire ai forestali,
  cosa  dobbiamo dire ai precari, cosa dobbiamo dire a  tutti  coloro
  che  fanno  parte del regime transitorio, cosa dobbiamo  dire  alle
  società  partecipate,  cosa  dobbiamo  dire  agli  operatori  della
  formazione, ancora notizie positive zero
   Io  sono per votare contro la fiducia, Presidente, mi ascolti bene
  Presidente, però questo significa che questo Governo finalmente  mi
  ha  ascoltato,  finalmente  ha un Governo  politico,  e  da  questo
  momento  non  ci  sono più scuse, perché prima ci  lamentavamo  del
  Governo  tecnico,  oggi c'è un Governo politico  che  ha  tutte  le
  caratteristiche ed i presupposti e gli uomini per portare avanti la
  politica e fare bene in Sicilia, ma questo ha un termine.  Noi  fra
  sei  mesi sicuramente riconvocheremo l'Aula perché vogliamo  vedere
  il  lavoro  che ha sviluppato questo Governo, perché altrimenti  la
  gente non ci capirà nulla.
   Questo  è un momento tragico per i siciliani e noi non ci possiamo
  permettere,  perché la colpa non ce l'ha solo il Governo  ma  viene
  attribuita  pure  ai  deputati  di questa  Assemblea  e  a  noi  in
  particolare che facciamo parte della maggioranza.
   Quindi,  Presidente, onorevoli colleghi, Governo ed in particolare
  mi  rivolgo  ai colleghi che fanno finalmente parte del  Governo  e
  sanno che cosa significa stare da quella parte, che c'è bisogno  di
  dare  le  risposte ai cittadini e quel poco che c'è di fare un'equa
  distribuzione  affinché  la  Sicilia, tutta  per  intero,  tutti  i
  Comuni,  tutti  gli  enti locali, possano avere  soddisfazione  che
  finalmente  si sta partendo dalla politica, perché fino  ad  adesso
  non è stato così.
   Quindi,  voto  contro questa mozione perché oggi  c'è  un  Governo
  politico  - collega quando io dico una cosa è così -  ma  questa  è
  l'ultima.  Se  noi falliamo in questi sei mesi non ci  saranno  più
  scuse e da quel momento non saremo solo derisi dal popolo siciliano
  ma dall'intera Italia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente  della  Regione,  Signor   Presidente
  dell'Assemblea,  onorevoli  colleghi,  poco  fa,  all'apertura  dei
  lavori,  lei  ha scandito i tempi che avevano i Gruppi parlamentari
  per  partecipare  a questo dibattito e vorrei cogliere  l'occasione
  per  dare una comunicazione, seppure informale, il tempo che  ha  a
  disposizione  l'UDC assieme al tempo che ha a disposizione  il  NCD
  sarà utilizzato congiuntamente.
   E'  notorio che noi abbiamo creato da qualche tempo una  sorta  di
  intergruppo  parlamentare,  una  condivisione  sulle  strategie  da
  seguire  e oggi è, diciamo, il debutto di questa strategia  che  io
  vorrei  comunicare all'Aula non come una mera operazione di fusione
  a  freddo,  queste  sono  operazioni  di  Palazzo  che  a  noi  non
  interessano, ci tengo a rimarcare alcuni aspetti politici che vanno
  oltre  il  dibattito  sulla  mozione di sfiducia  perché  mi  piace
  delineare il quadro all'interno del quale ci muoviamo.
   Vede,  la creazione di questo movimento che non è la creazione  di
  un  gruppo di persone elette altrove confluite in maniera generica,
  è  il gruppo politico che con un animo democristiano, nel modo  più
  nobile  del  termine  che noi sappiamo essere,  si  sta  fortemente
  radicando sull'intero territorio.
   E  faccio  questa  premessa perché mi spiana  il  ragionamento  su
  quello  che dobbiamo fare. E' l'ultima volta che parlerò in  questo
  modo. Voi sapete che da un lato l'Udc ha vinto le elezioni e non  è
  con  il  sentimento della vittoria che si governa un percorso  così
  difficile  e,  dall'altro  il  NCD con  scelta  coraggiosa,  seppur
  perdendo  le elezioni, ha fatto una cosa diversa, e non  è  con  il
  risentimento di chi perde le votazioni che si governa  un  percorso
  così delicato.
   Onorevole  Musumeci, mi fa piacere che lei mi ascolta, vedo  molta
  distrazione, ma non mi preoccupo. Stia tranquillo che più tardi  ci
  sarà  la  giusta attenzione quando porrò l'accento sulle  strategie
  che stiamo provando a seguire.
   Detto  questo  e spiegato qual è il senso politico dell'operazione
  che  facciamo,  vorrei ringraziare gli amici del  Movimento  Cinque
  Stelle.  Parlo  di  loro  e non anche di tutti  i  firmatari  della
  mozione di sfiducia perché loro considerano una colpa, poco  fa  il
  capogruppo parlando di Turano uno che ha quattro legislature,  loro
  considerano  una colpa avere un successo elettorale e  il  consenso
  della  gente.  Io  personalmente   sono  convinto  che  è  l'esatto
  contrario. Raccolgo questa provocazione, li ringrazio e dico  loro:
  oggi   di  cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della sfiducia  al
  Presidente   della Regione come se fosse l'epilogo di   una  pagina
  già scritta o in verità non dovremmo parlare della sfiducia che   i
  cittadini hanno maturato nei confronti delle istituzioni?
   Signor   Presidente,   io  vorrei  che  su  questo   noi   fossimo
  assolutamente chiari perché a fronte della  sfiducia che vi  è  nei
  confronti   delle   istituzioni  possiamo  decidere   di   prendere
  molteplici  vie.  L'onorevole Miccichè conosce  il  mio  intervento
  perché lo abbiamo misurato assieme perché è sempre presente in Aula
  e attento alla discussione.
   Beh,  io  credo  che quando vi è una sfiducia nei confronti  della
  politica  che diventa sfiducia nei confronti delle istituzioni,  ci
  si  può chiedere se la risposta è quella  del dirigismo romano come
  se  per  risolvere   i  problemi dell'Assemblea  fosse  sufficiente
  andare  a Roma e chiedere dei soldi o fare apparire come se a  Roma
  ci fosse una corte dei miracoli che dà soldi alla Regione siciliana
  e  io  non  sono iscritto nell'elenco degli accattoni che  vogliono
  fatti  regali e che  pensano di avere  delle risorse per  spenderle
  chissà come
   Io  sono  iscritto  nell'elenco di quelli che rivendica,  con   la
  serietà  delle  istituzioni,  un  giusto  equilibrio  e  un  giusto
  rapporto tra lo Stato e le Regioni e mi farò seguire subito dal PD.
  Io  ho  molto, molto rispetto per il PD, ma molto di più, onorevole
  Musumeci, molto di più per i siciliani, molto di più mi creda e  io
  capisco  il travaglio interiore del PD, il fatto di avere  cambiato
  pelle,  il  fatto  di avere costruito un'operazione  di  fusione  a
  freddo che voleva essere un'operazione di restauro, di rottamazione
  e  verosimilmente  diventa un'operazione di restaurazione.  Capisco
  tutto    Posso  giustificare  tanto  ma  non  mi  faccio   prendere
  prigioniero   e   non  permetterò  che  le  istituzioni   diventino
  prigioniere di giochi di altri partiti.
   Dobbiamo  essere  chiari: noi vogliamo una  condivisione  che  sia
  collegiale  e condivisa  su una strategia politica per  risollevare
  questa Regione  Se c'è la

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi  Scusi, non riesco più a  seguirla,
  le chiedo scusa. Onorevoli colleghi, cortesemente se avete qualcosa
  da comunicare fra di voi accomodatevi fuori perché non si riesce  a
  sentire.

   TURANO. Onorevole Presidente, non si preoccupi.

   PRESIDENTE. Vorrei capire cosa sta dicendo.

   TURANO.  Non  si preoccupi. Più il PD è distratto,  più  il  PD  è
  affaccendato  nelle  beghe di partito, io con  libertà  dirò  tutto
  quello  che  penso  e  poiché  il PD ha una  grande  responsabilità
  regionale e nazionale, io con pacatezza dico che qualora  ci  fosse
  una  condivisione  su una strategia generale  noi  saremo  qui  con
  responsabilità a fare la nostra parte.
   Se  qualcuno,  un  mio amico è solito usare  un'espressione  molto
  bella,  pensa  di  fare il gioco, onorevole Pistorio,  lei  conosce
  questa  frase,  di Biancaneve e i sette nani; il PD  sappia  che  a
  questo gioco noi non ci prestiamo e non è un discorso bellicoso nei
  confronti del PD è un discorso serio, corretto, leale di chi guarda
  gli alleati e condivide una strategia politica guardando le persone
  in  faccia.  E  non a caso non cito e non ho citato  il  Presidente
  della  Regione, perché nelle ultime vicende io lo voglio difendere,
  e  lui sa che io sono stato critico quando c'era da essere critico,
  ma  le  prese  di posizione sterili non mi appartengono  e  non  le
  condivido.
   Presidente, perché ho fatto questa premessa? Perché vado subito al
  nodo  e  il nodo è la verità e la trasparenza che noi vogliamo  nei
  confronti  del Governo; e la verità e la trasparenza nei  confronti
  del  Governo la misuriamo sugli atti concreti e sulle cose da fare.
  E  non mi voglio confondere con coloro i quali hanno fatto l'elenco
  delle  cose che non vanno o l'elenco delle cose che si devono fare,
  perché questo lo fanno tutti, ormai pure le pietre.
     Io  voglio  fare  per davvero queste cose e questo  Governo  con
  serietà  noi  lo  misuriamo  alla  prova  dei  fatti.  Noi  abbiamo
  costruito un Governo politico perché vogliamo evitare che  qualcuno
  continui  a  mettere  polvere  sotto i  tappeti,  perché  vogliamo,
  onorevole Musumeci, mi ascolti, lei sa che non personalizzo mai, la
  mozione  di  sfiducia  dei Cinque Stelle è infarcita  di  citazioni
   cracoliciane  che non sono il mio pensiero, si figuri se  oggi  io
  divago .

   MUSUMECI. I nomi

   TURANO.   divago  sulla valutazione dei nomi,  però  le  dico  con
  cognizione  di  chi  è  appassionato alla politica  e  al  progetto
  politico  che  abbiamo  costruito, che io aspetto  alla  prova  dei
  fatti,  non  questo  Governo che è il mio  governo,  è  un  Governo
  politico  che ha la dimensione delle cose che si devono  fare  e  i
  rapporti istituzionali che servono, lo aspetto sulla prospettiva  e
  sulla  prospettiva continuo a guardare in maniera  scevra  da  ogni
  condizionamento  l'arco costituzionale che perora  è  impegnato  in
  queste  battaglie - mi ascolti onorevole Musumeci - lo dico con  la
  consapevolezza che questa è una stagione particolare,  oserei  dire
  tremenda  dal punto di vista economico dalla quale si esce  con  il
  buon senso da parte di tutti.
   E  io  credo che su questo l'area politica che oggi ho l'onore  di
  rappresentare,  come  portavoce, non farà mancare  il  sostegno  al
  governo nella misura in cui si danno le risposte per davvero e sarà
  certa della propria azione politica.
   L'azione  politica di chi sa che nel rispetto dei  tempi  e  nelle
  modalità  per  affrontare i nodi, possibilmente  non  guardando  in
  faccia  nessuno e creando le condizioni di sviluppo e le condizioni
  di sviluppo, onorevole Presidente, la voglio aiutare, le condizioni
  di  sviluppo non sono la proroga dei precari per un anno, non  sono
  queste  Sono l'accelerazione della spesa.
   Mi  fa  piacere ricordare che l'ultima volta che si  è  fatta  una
  legge, si prevedeva un percorso di stabilizzazione triennale con un
  piano  di fuoriuscita, una proroga secca di un anno e un contentino
  e chi la fa poi non può lamentarsi di farla.
   Allora  le  dico con franchezza, dall'accelerazione  della  spesa,
  alle  riforme strutturali, a quello che serve per far ripartire  la
  Sicilia, in un contesto nazionale e europeo che sicuramente  non  è
  colpa  del  governatore Crocetta, ci vedrà protagonisti  in  questa
  battaglia.
   Se  queste  cose  saranno  fatte, con  altrettanta  lealtà  e  con
  altrettanto  entusiasmo  continueremo  questa  avventura.  Se   non
  saranno fatte, rifletteremo su come dobbiamo atteggiarci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.
   ANSELMO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  signori Assessori, onorevoli colleghi, il mio è l'ultimo intervento
  di un lungo pomeriggio che ci vede per la terza volta, in tre anni,
  impegnati   a   discutere   una   mozione   di   sfiducia.   Tempo,
  evidentemente, che abbiamo sottratto ai problemi, anzi alla ricerca
  della soluzione dei problemi di questa Terra.
   Ciò  nonostante, ho ascoltato con grande attenzione  ed  interesse
  gli  interventi di tutti quelli che mi hanno preceduto e non posso,
  ancora  una  volta, non evidenziare che ci troviamo di fronte  alla
  terza   volta   ad   un'opposizione   senza   idee   e   strategia,
  un'opposizione  senza proposte. Non voglio stare qui  a  raccontare
  quello  che  è stato, il passato e tutto quello che ci  ha  portato
  fino ad oggi qui. Voglio provare a raccontare cosa ci aspetta.
   Dico   ci aspetta  in quanto ritengo che ognuno di noi dovrà  dare
  un  contributo costruttivo per recuperare credibilità e fiducia nei
  confronti  della  politica,  quella  con  la   P   maiuscola,   nei
  confronti  della collettività che ormai da tempo guarda sempre  con
  più  diffidenza,  se  non addirittura, e direi  forse  peggio,  con
  ironica sfiducia, alla nostra attività.
   Credo   sia   ormai  giunto  il  tempo  di  abbandonare   egoismi,
  campanilismi  e  faziosità, se vogliamo rispondere concretamente  e
  fattivamente alle aspettative e alle istanze che i siciliani  tutti
  pretendono, giustamente, di avere soddisfatte.
   La   grave   crisi   economica   e   l'endemico   problema   della
  disoccupazione,  della  sotto-occupazione e  della  povertà  e  dei
  giovani  sfiduciati,  meritano tutti i nostri  sforzi  al  fine  di
  riuscire, se non addirittura ad eliminare, almeno ad alleviare tale
  difficoltà  e tali problemi. Non è più tempo di piangerci  addosso.
  Dobbiamo  superare  gli steccati ideologici  e  personalistici  per
  andare incontro ai bisogni della gente, che quotidianamente, mentre
  noi  siamo chiusi in questo palazzo, fuori affonda nella miseria  e
  nella disperazione. Io sono e mi sento siciliana nell'animo, amo la
  mia  Isola disperatamente. Vi chiedo allora di ritornare  ad  amare
  anche voi follemente questa terra, e per far ciò dobbiamo unire  in
  modo  costruttivo tutti gli sforzi, tutte le esperienze e tutte  le
  capacità professionali, abbandonando la balcanizzazione della lotta
  politica,  che  spesso,  troppo  spesso,  ha  aleggiato  in  questo
  palazzo.
   Io sono pronta a dialogare con tutti in questa mia nuova veste,  a
  verificare  tutte  le  tesi e tutte le antitesi,  al  fine  poi  di
  raggiungere,  in  accordo,  la concreta sintesi  per  affrontare  i
  problemi  che  abbiamo davanti, dando precedenza alla soluzione  di
  quelli che non possono essere più procrastinati, ed in questo  vedo
  di  buon occhio il nuovo intergruppo tra l'UDC e il NCD che allarga
  la nostra maggioranza. In questo mi aspetto la collaborazione ed  i
  consigli   di  tutti,  soprattutto  e  anche  quelli  di   maggiore
  esperienza, che hanno come me a cura le sorti della nostra Isola  e
  della  sua popolazione, ed in questo ringrazio l'onorevole  Cordaro
  per gli auguri e per gli  in bocca al lupo .
   Dobbiamo,  cari colleghi, ritornare a fare politica per  servizio,
  non  potendo più permetterci di farne un mero esercizio di  potere.
  In questo ognuno di noi dovrà fare la sua parte, nel proprio ruolo,
  in  modo costruttivo, e dobbiamo caricare anche il Governo di  tale
  ruolo  dialettico  con l'Assemblea regionale siciliana,  ritrovando
  quel clima di collaborazione ed efficienza che potrà permetterci di
  dare una seria, fattiva, concreta e veloce risposta ai bisogni  dei
  nostri   cittadini.  In  quest'ottica,  allora,  non  si  può   non
  evidenziare   come  il  continuo  richiamo  alle   dimissioni   del
  Presidente  della Regione, alla luce delle esperienze  storiche  ed
  istituzionali, non solo locali, ma anche nazionali, non è certo  il
  rimedio che i siciliani si aspettano ai loro problemi; ma lo vedono
  come  un  ulteriore tentativo di acquisire spazi  di  esercizio  di
  potere,   racimolando  qualche  decimale  in   più   all'avversario
  politico,  dimenticando così i veri problemi della collettività.  A
  quanto pare,  experientia non docet , è chiaro quindi come siamo di
  nuovo chiamati oggi ad esercitare un tentativo strumentale politico
  che  non contribuisce di certo ad alleviare i bisogni della  nostra
  gente.  Non  c'è  chi  non  veda come stiamo  sottraendo  tempo  ai
  problemi  che  meritano  invece una classe  politica  responsabile,
  attiva ed efficace.
   Diamo allora la possibilità al nostro Presidente e alla sua Giunta
  di  governare  serenamente, spronandolo a  fare  sempre  di  più  e
  meglio,  in  caso  contrario dimostreremo il fallimento  di  questa
  classe  politica,  continuando così ad alimentare  chi  getta  solo
  discredito sulla politica e sui politici, non solo locali ma  anche
  nazionali.   E   mi   riferisco,  in  particolare,   alle   recenti
  dichiarazioni dell'onorevole Salvini sulla necessità di abolire  lo
  Statuto  siciliano  e  l'autonomia siciliana,  incapaci  di  essere
  propositivi e collaborativi per il bene della nostra Isola e  della
  nostra gente.
   Dobbiamo  lavorare  alla  certezza del futuro  e  lei,  Presidente
  Crocetta,  che  è  stato eletto dai siciliani non  ha  soltanto  il
  diritto ma anche il dovere di continuare a governare questa Regione
  per   condurla  verso  la  risalita  che,  faticosamente,   abbiamo
  cominciato comunque a percorrere.
   Per  queste  ragioni, annuncio il voto contrario alla  mozione  di
  sfiducia presentata nei confronti del Presidente della Regione,  da
  parte del Gruppo del Partito Democratico.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione  per
  la replica.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, sicuramente non replicherò a quelle dichiarazioni che  in
  qualche  modo  personalizzano  lo  scontro,  anche  perché  non  mi
  appartiene questa cultura dello scontro personale, mentre mi  preme
  sottolineare  ed, eventualmente, rispondere come è  giusto  che  si
  faccia per il rispetto doveroso che si deve avere nei confronti del
  Parlamento che ha proprio l'obbligo anche di controllare, esprimere
  atti  di  indirizzo  e  di  controllo oltre  che  legislativi,  nei
  confronti proprio dell'azione di Governo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   Vorrei,  così,  per svelenire l'approccio rassicurare  l'onorevole
  Musumeci  a  proposito  della mia insonnia. Dormo  tranquillamente,
  proprio perché la mia coscienza è a posto, vado a letto molto tardi
  perché  lavoro fino a tardi, però dormo. Le mie letture pasoliniane
  sono  molto giovanili, per cui a 25/30 anni le avevo già  concluse,
  così  come  tante altre letture, anche quelle marxiane  sono  dello
  stesso  periodo.  Da  molti anni leggo altro.  In  particolare,  in
  questo  periodo sono molto appassionato alla lettura di romanzi  di
  fantascienza, il mio autore preferito è Isaac Asimov,  per  evitare
  che  il  dibattito sul Presidente della Regione,  anche  sul  piano
  personale  venga troppo inchiodato ad una bacchettoneria di  natura
  politica  che,  sicuramente, non mi appartiene  e  non  mi  ha  mai
  appartenuto. Non sono così scontato.
   Andiamo   ad   alcune  questioni.  A  parte  tutte  le   citazioni
  dell'onorevole Cracolici, per il quale io mi dovrei dimettere

   DI MAURO. Cracolici l'ha detto, non l'abbiamo detto noi

   CROCETTA,  presidente della Regione. Sì, ma si potrebbe  dire  che
  gli uomini saggi cambiano idea mentre quelli stolti non la cambiano
  mai  È un proverbio confuciano questo, non me ne assumo neppure  la
  primogenitura.   Lasciamo  perdere   Fanno  parte  della   querelle
  politica, del dibattito politico che ha attraversato una certa fase
  del  Governo  attorno  alla composizione  tecnica  o  politica  del
  Governo.  Nel momento in cui - in questo senso ho apprezzato  molto
  il  ragionamento  che faceva l'onorevole Di Mauro che  diceva,  nel
  momento in cui noi abbiamo chiesto, perché non l'hanno chiesto solo
  la  maggioranza, l'hanno chiesto più volte anche le opposizioni  in
  questo Parlamento, di fare un Governo politico e di arrivare ad  un
  Governo politico - si arriva alla composizione del   perché se vado
  a  vedere le due mozioni di sfiducia precedenti erano basate su una
  motivazione  completamente opposta rispetto a quella attuale,  cioè
  l'idea  che, siccome non c'era una maggioranza politica il  Governo
  dovesse  rassegnare le dimissioni, questa era l'assunto che  veniva
  indicato  nelle precedenti mozioni. Oggi, non è che si può invocare
  un  ragionamento superato per ribadire invece la richiesta,  perché
  altrimenti  la  mozione  assume tutta la  pretestuosità,   è  della
  serie:  io debbo mostrare che sono comunque all'opposizione e tutti
  gli   altri   che   la  firmano  devono  timbrare   il   cartellino
  dell'opposizione, vediamo chi sono i fedelissimi dell'opposizione.
   Scusate,  ma  non vi viene il sospetto come elemento  fondamentale
  che  questa  stessa normativa sulla sfiducia sia  persino  superata
  rispetto al modello di lezione che noi abbiamo e che forse  l'unica
  seria  che possiamo fare è quella di pensare -  al di là del  fatto
  che  io  oggi  sono il presidente della Regione -,  domani  non  so
  possono  essere altri, ho qualche difficoltà sinceramente a  vedere
  qualcuno dei presenti sostituirmi, così con buona pace di tutti per
  stare molto tranquilli: mi riferisco soprattutto agli ex candidati.

                           (brusio in Aula)

   MUSUMECI. Narciso, narciso. Non sia troppo sicuro

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Perché  non  è  che  possono
  invocare   le  future  vittorie,  perché  io  qui  ho  sentito   le
  opposizione  che  hanno  argomentato,   noi  abbiamo   perso   però
  vinceremo ,  quando  vincerete poi ne  parliamo  per  adesso  avete
  perso.  Avete  perso le elezioni e dovreste prendere  atto  che  le
  avete perse. Prendere atto di avere perso nel consenso popolare non
  si  può  tentare  sistematicamente  di  riproporre  su  uno  schema
  parlamentare  una  mozione di sfiducia  quando  si  è  perso  nelle
  elezioni   Quando si perdono le elezioni si fa l'opposizione  e  la
  stessa  si  fa  non  per  non fare le cose ma  per  farle  fare,  e
  sicuramente  una  mozione si sfiducia non  è  che  incassa  qualche
  risultato  di fronte ai cittadini, determina soltanto il fatto  che
  tu dici  bene hai prodotto una instabilità , al di là del fatto che
  oggi  sia  io il Presidente della Regione, una instabilità maggiore
  di quella che tu vuoi risolvere perché quando si dice  hai cambiato
  quattro  Governi ,  perché non diciamo che  io  non  ho  avuto  una
  maggioranza  parlamentare  E pensate che nelle attuali  situazioni,
  elezioni anticipate con un sistema che è diventato ormai tripolare,
  produca  una  maggioranza  parlamentare ormai  questo  si  è  posto
  persino  in  Francia il problema dove c'è il doppio  turno  con  la
  nascita del fronte di Marin Le Pen, del Front National, si è  posto
  un  problema  lì in Francia rispetto ad uno schema  che  era  tutto
  dicotomico e basato sul bipolarismo. Io lo so che potrò non  essere
  interessante nei confronti di chi vuole votare per forza la mozione
  di  sfiducia però sto cercando di fare un ragionamento politico che
  credo che qualche valore ce l'abbia in quanto politico.
   Lo  schema si pone, chi garantisce oggi rispetto ai futuri Governi
  una stabilità d'Aula? Non credo nessuno, ragionevolmente, in questo
  momento  possa pensare che esistano formazioni, non che non vincono
  le elezioni sul Governo ma che possano poi assicurare una stabilità
  d'Aula.
   Allora, il tema che ha di fronte questa democrazia parlamentare ed
  è il tema che io ho posto sin dall'inizio era quello del coraggio e
  della   contaminazione,   coraggio  e  contaminazione   significava
  vogliamo  governare? Vogliamo permettere che si  governi?  Vogliamo
  governare e permettere che si governi significa che, al di  là  del
  fatto  che si siano vinte o meno le elezioni, un patto fra le forze
  politiche necessariamente deve avvenire. Perché questo patto non  è
  che  si  fa rispetto al presidente della Regione di oggi,  ma  sarà
  necessario  per  i  prossimi presidenti della  Regione  almeno  nel
  prossimo   decennio.  E  guardate   chi  semina  vento,   raccoglie
  tempesta .  Perché  non  è  che  pensare   mutatis  mutandis   cioè
  l'atteggiamento  delle forze politiche può maturare  dentro  questo
  esercizio dello sfascimo. Non può mutare. Perché mentre noi veniamo
  chiamati  ad  esercitare  in  una fase delicata  della  vita  delle
  istituzioni, non solo siciliane ma anche italiane, un nuovo  ruolo,
  noi  pensiamo,  in modo a volte surreale, paradossale  -  certo  da
  questo punto di vista ho scelto le migliori letture votandomi  alla
  fantascienza-, perché il realismo politico avrebbe posto  l'accordo
  sulle  riforme con il centrodestra, l'accordo con le riforme con  i
   grillini'.  Avrebbe presupposto questo in un  Parlamento  dove  la
  polemica  non  diventa  fine a se stessa e dove,  soprattutto,  gli
  sconfitti  hanno  digerito  la sconfitta,  o  abbiano  digerito  la
  sconfitta. Perché è normale: se si vince si vince, se si  perde  si
  perde.  Quando io avevo vinto e ho perso le elezioni - 107  voti  a
  Gela  da  sindaco  -  la sera del giorno dopo sono  andato  con  il
  sindaco  vincente a mangiare una pizza insieme. E naturalmente  gli
  ho  fatto ricorso,  perché attiene alla logica della politica.  Poi
  ho  vinto io e ho rinnovato l'invito e siamo andati a cena. C'è  un
  modo  anche  di  vincere o di perdere. C'è un modo anche  di  stare
  dentro  la  dinamica e la dialettica politica.  Vorrei  che  questo
  Parlamento,   nello  squarcio  di  legislatura   che   ci   rimane,
  conquistasse questo metodo. Perché poi non ci si lamenti  perché  è
  nato  prima l'uovo o la gallina, se poi esiste una maggioranza  che
  sbagliando alcuni tratti, ad esempio, non riconosce il ruolo  delle
  Commissioni, il ruolo anche delle opposizioni nelle Commissioni,  e
  sapete che il mio pensiero da questo punto di vista è completamente
  differente.  Però non ci lamentiamo, perché giustamente  anche  chi
  doveva votare nelle Commissioni un grillino - un termine superato e
  chiedo  scusa  al  Movimento cinque stelle - un rappresentante  del
  Movimento  Cinque  stelle si chiedeva:  come  si  fa  a  votare  un
  rappresentante  del Movimento Cinque stelle nelle Commissioni  che,
  di  norma,  debbono  indicare e portare avanti  la  politica  della
  maggioranza  del Governo nel momento stesso in cui  quel  Movimento
  sceglie  la  sfiducia?  Questo  non può  non  avere  creato  alcuni
  problemi.  E  lo stesso, rispetto ad alcune forze del centrodestra,
  che in qualche modo si sono associate a quella scelta.
   O  si sceglie il modello del dialogo o si sceglie il modello dello
  scontro. Ma questo modello dello scontro è un modello positivo  che
  possiamo  dire  che  agli  occhi  degli  elettori  c'è  un  Governo
  paralizzato e una opposizione che funziona? Oppure questo  elemento
  di  sfiducia  e di allontanamento dalla politica dei cittadini  poi
  finisce  per  coinvolgere, prima di tutto, i  partiti?  Perché  voi
  magari vi fate la rappresentazione su Crocetta antipopolare. Io  vi
  assicuro  che  in giro per le piazze ci vado. Le mie passeggiate  a
  Palermo me le faccio, vado in mezzo alla gente, mentre alcuni  miei
  predecessori  non  potevano  neanche  uscire  dal  Palazzo   perché
  dovevano fare i conti con una impopolarità di fondo che era  basata
  su giudizi, a volte anche morali, rispetto alle loro azioni.
   A  me quello che mi dice la gente è  Resisti  perché capiscono che
  la  crisi  è  strutturale  ed è legata ad  una  logica  che  ancora
  interessa  ad  una  parte  di  questo  Parlamento  che  si   accoda
  all'antipolitica  in  modo strumentale pensando  di  fare  come  la
   mosca nocchiera che cavalca il bue e pensa di governarla .
   Non  sarete  voi amici del centrodestra che prenderete i  vantaggi
  dell'antistituzionalismo  o  della  crisi  per  la  crisi.  E  sono
  contento  che  al vostro interno si aprano riflessioni intelligenti
  che  dicono   ma che senso ha inseguire una mozione  degli  altri?
  Questo  è  il  tema  perché poi dovreste  spiegare  cosa  avete  da
  dividere e cosa da condividere.
   L'odio?  Una condivisione? Una opportunità che si pone? Ogni  anno
  si sfiducia un presidente?
   Sarebbe  bello.  Capisco il Movimento Cinque  Stelle.  Sono  tutti
  nuovi  ma altri di voi hanno partecipato ad altri Governi.  Non  mi
  pare  che  di  fronte a situazioni più gravi che  hanno  riguardato
  qualche  mio  predecessore  con condanne  voi  avete  avuto  questo
  coraggio  di  sfiduciarlo,  e non mi riferisco  a  Lombardo  perché
  ancora  non era stato condannato.  Questo per essere chiari. Giusto
  per chiarire i termini.
   Ci  sono stati ben cinque Presidenti della Regione che sono finiti
  in  carcere dal 1946. Nessuno presentò mai una mozione di sfiducia.
  Invece  la  novità  di  un  presidente  della  Regione  che   viene
  sfiduciato su base annua.
   Mi  è  capitato  anche da sindaco perché ero un  cattivo  sindaco.
  Risultato? Dopo tre mozioni di sfiducia che tutti dicevano che  ero
  impopolare, che ero...  vinsi le elezioni al primo turno con il  65
  per  cento, unico caso del centrosinistra in Italia e fino ad  oggi
  vi  voglio rappresentare - cari amici che godete di questo consenso
  popolare  indiscusso - non solo che non avete vinto le elezioni  ma
  che sono l'unico rappresentante del centrosinistra che dal 1946  ha
  vinto le elezioni in Sicilia fino ad oggi. Poi, domani vedremo.
   Io  capisco  che  è  dal primo giorno che voi  mi  cantate  il  de
  profundis  però io siccome sono un raffinato ascoltatore  anche  di
  musica  classica,  giusto per dire quali sono i miei  hobby,  adoro
  moltissimo le Messe da Requiem di Mozart e di Verdi.
   Solo  che questa mozione non è una  night light music  non  è  una
  serenata  notturna, è una mozione in cui si prendono una  serie  di
  banalità e si mettono in campo. Mi dispiace.
   Cosa  dice Cracolici, cosa ha detto l'onorevole Malafarina .  come
  se  questo chi predispone la mozione di sfiducia non sia capace  di
  formulare un autonomo giudizio.
   Io  so che farò arrabbiare il Movimento Cinque Stelle quando  dirò
  le cose, però andiamo al bilancio.
   Ma  prima voglio fare, diciamo, un teorema. Mettiamo che invece di
  governare  io,  di  essere stato eletto io,  sarebbe  stato  eletto
  l'onorevole    Micciché,    l'onorevole    Musumeci,    l'onorevole
  Cancellieri.  Naturalmente loro avrebbero ricevuto, ereditato,  una
  Regione   d'oro  dove  con  una bacchetta  magica  avrebbero  fatto
  sparire  i  tre miliardi di buco e naturalmente, siccome  avrebbero
  avuto  governi nazionali che li adoravano, avrebbero ricevuto tutto
  il supporto per risanare il bilancio.
   Perché  quando parliamo dell'ammanco di un miliardo e 400  milioni
  di  euro  -  scusate -  può essere una responsabilità  del  Governo
  della  Regione, del Parlamento della Regione, per cui  occorrerebbe
  sfiduciare il Presidente della Regione? In base a che cosa? Abbiamo
  ridotto  le  entrate  sulla  base dei  provvedimenti  fiscali?  No.
  Abbiamo forse aumentato gli sprechi per cui non riusciamo a coprire
  nuova  spesa? No, perché abbiamo tagliato, in questi  tre  anni,  1
  miliardo  e mezzo una tantum e almeno altrettanta di spesa corrente
  dal bilancio, o no? Erano 3 miliardi è diventano 1 miliardo e mezzo
  con  l'ultima manovra finanziaria. Nel 2013 solo 1 miliardo e mezzo
  una tantum.
   Tutti  criticano,   ma qualcuno ha indicato una soluzione?  Potevi
  rinunciare,  hai  fatto  male a rinunciare al  contenzioso.  Perché
  rinunciando al contenzioso cosa sarebbe successo? Quello che faremo
  in Giunta sui 500 milioni di Euro e lo spiego.
   Potevamo scrivere quelle somme in bilancio ma, siccome la sentenza
  della  Corte  costituzionale, per essere chiari, rinvia all'accordo
  di  governo  fra il governo regionale ed il governo  nazionale  per
  potere  utilizzare  effettivamente quelle somme,  risultato  è  che
  abbiamo coperto teoricamente il bilancio però non abbiamo avuto  la
  disponibilità delle somme.
   Invece,  la  scelta di quell'accordo non solo aveva  stabilito  di
  avere  nel  2014,  500  milioni di euro cash,  altrimenti  noi  non
  avremmo  avuto il bilancio del 2014, ma ha permesso  di  avere  per
  quattro  anni 2 miliardi 800 milioni di euro di Patto di  stabilità
  in  più,  che  hanno  permesso  di non tagliare  spesa  essenziale,
  proprio in nome di quei precari, in nome di quei comuni, in nome di
  quei forestali di cui si parla. Ha permesso di coprire quelle spese
  grazie  a quell'accordo, altrimenti la Regione il default l'avrebbe
  fatto nel 2014, per essere chiari.
   E  l'accordo  sull'FSC di quest'anno quanto vale? 670  milioni.  E
  l'accordo  degli  ulteriori  900  milioni  già  stabiliti  con   la
  normativa finanziaria quanto vale? Perché noi stiamo dicendo che  i
  500 milioni non li avremo. Vogliamo dire che questo Governo, per la
  prima volta nella storia, sta concedendo a questa Sicilia intanto i
  900 milioni di euro che altri governo avevano tagliato
   Vi  rappresento che gli altri 500 milioni - è inutile che  cantate
  il de profundis - verranno. E come lo sai? Lo so.
   Verranno  perché le garanzie mie sono molto dirette e non  passano
  né  attraverso le dichiarazioni della stampa ma attraverso il fatto
  che  noi  abbiamo un'idea molto precisa: iscriveremo  queste  somme
  come  frutto  del  contenzioso  che abbiamo  col  Governo,  che  va
  chiudere  totalmente  con i soldi già dati  e  con  quelli  che  ci
  vengono attribuiti, totalmente,  è l'ammontare del contenzioso  che
  noi  avevamo con lo Stato se avessimo fatto ricorso con la semplice
  differenza che, mentre quelli che hanno fatto ricorso e  non  hanno
  fatto  l'accordo  i  soldi  ancora non li  vedono,  noi  li  stiamo
  vedendo.  Quindi,  la  linea di porre la questione  della  Regione,
  dall'altro di dialogare col Governo è una linea che funziona.
   Stiamo  chiudendo un bilancio che era strutturalmente in  passivo,
  che doveva essere in pareggio sulla base di finzioni, una volta  ci
  vendevamo  il  patrimonio  immobiliare che  poi  non  riuscivamo  a
  vendere perché lo Stato ci aveva tagliato le risorse, una volta che
  utilizzavamo i fondi dello sviluppo FSC invece di fare  da  Nord  a
  Sud,  e poi naturalmente c'era giustamente l'onorevole Falcone  che
  diceva  state, perché è uno di quelli che ha posto questo problema,
  state spostando i soldi dello sviluppo sul bilancio.
   Dal  2016  questo non avverrà più, non ci saranno e chiudiamo  una
  partita  decennale  sull'utilizzo  sbagliato  dei  fondi   per   lo
  sviluppo,   che  vengono  destinati  alla  copertura  della   spesa
  corrente,  questo  è poco risolvere, noi in pratica  non  solo  non
  avremo  un  miliardo  e quattrocento milioni  per  il  pareggio  di
  bilancio, ma avremo praticamente settecento milioni in più del 2015
  che  sono  quelli dell'FSC che non dirotteremo più per la copertura
  del  bilancio, ma dirotteremo per fare gli investimenti,  e  quindi
  chiudiamo la partita dei conti, primo elemento, e la chiudiamo  non
  per il passato, la chiudiamo anche per il futuro, perché i prossimi
  due  anni  non  dovremmo fare bilanci subordinati  dovranno  essere
  bilanci secondo quello che dice Roma, la Regione riprende le sue  e
  riprende  la  totalità  della spesa sanitaria,  con  la  vergognosa
  deliberazione  sulla spesa, quella legge sulla sanità  che  non  ha
  fatto  né  il  Governo Crocetta, né il Governo Renzi, quella  della
  compartecipazione al 41, 9%.

   FALCONE. La fece Prodi, la vada a cercare

   MUSUMECI. Non l'ha fatta neanche Berlusconi

   CROCETTA, presidente della Regione. Ho detto non l'ha fatta né  il
  governo Crocetta, né il governo Renzi, dopodiché l'ha fatta Prodi e
  che me ne frega se l'ha fatta Prodi, perché ho detto forse che l'ha
  fatta  Berlusconi? Però venne fatta quella legge perché noi eravamo
  la  penultima  Regione italiana in materia sanitaria,  mentre  oggi
  siamo  all'ottavo posto, mentre negli ultimi due anni, -  è inutile
  che  voi  fate la  cagnaretta' provincialissima e patetica,  perché
  queste  cose  se  andate a guardare il sito del  Ministero  per  la
  Salute  vi  vengono confermate, quindi la vostra cosa da  urlatina'
  pretestuosa non regge, noi siamo all'ottavo posto, da due anni  noi
  siamo  in  utile,  e  la  nostra  compartecipazione  ritorna  nella
  normalità.  Per la prima volta nella finanziaria, ci  pagheremo  il
  mutuo che è stato acceso non da questo Governo, sulla salute, con i
  risparmi   della  sanità.  Andiamo  alla  programmazione   europea:
  riduciamo  per  la  prima  volta  il  fondo  sulla  salute,   viene
  utilizzato,  per  la  prima volta noi abbiamo  una  possibilità  di
  utilizzare, per il pagamento del mutuo acceso per pagare  i  debiti
  precedenti,  con  il risparmio della sanità, e  questo  è  previsto
  nella finanziaria che stiamo predisponendo.
   Precari:   proroga di un anno sulla finanziaria, stiamo discutendo
  su  mille  proroghe di accentuare questa cosa, ma al  di  là  delle
  mille  proroghe  io  ve  lo dico, la nuova finanziaria  che  stiamo
  discutendo in Giunta, prevede dieci anni di trasferimenti ai comuni
  che nel 2016 stabilizzano, per essere chiari, facendo una scelta di
  rottura  netta rispetto al passato, anche perché se queste cose  le
  avessimo fatte in passato, probabilmente oggi non ci sarebbe più un
  precario in Sicilia.
   Spesa europea: questo fa innervosire il Movimento Cinque Stelle ma
  purtroppo sono dati. Al31 dicembre del 2012, 12,5%, rimoduliamo una
  parte della spesa mettendola su progetti che potevano essere fatti,
  ci  viene  approvata  la programmazione nel luglio  del  2013,  noi
  attualmente non abbiamo il 75% ma abbiamo certificato oltre l'85% e
  noi  speriamo  di arrivare a fine anno alla certificazione  totale,
  perché  tutto  quello  che  doveva certificare  e  rendicontare  la
  Regione  già  l'ha  fatto, la parte ancora da rendicontare  dipende
  soltanto dai Comuni.
   Quindi per quel che ci riguarda, scusate, una Regione che realizza
  l'80% in due anni e mezzo ed il 12,5% del quinquennio precedente  è
  la stessa Regione? Oppure vi sembra poco?
   Quando eravamo considerati l'ultima regione d'Europa, dopo di  noi
  solo   la  Grecia,  e  l'anno  scorso  abbiamo  fatto  la  migliore
  performance tra le regioni italiane.
   Naturalmente  ci  sono i disoccupati. Se noi dovessimo  sfiduciare
  chiunque  in  Italia, dall'ultimo sindaco all'ultimo presidente  di
  regione  o del governo nazione sulla base dei problemi che ci  sono
  in  Italia  potremmo sfiduciare il mondo intero  perché  il  valore
  della realtà non è soltanto il risultato dell'azione di oggi, è  il
  risultato  di  una serie di azioni. Eppure dal 2007  al  2013  sono
  stati  persi centocinquanta mila posti di lavoro in Sicilia, certo,
  tanti  disoccupati, però nel 2015 per la prima  volta  gli  assunti
  sono ventimila in più.

   FALCONE. A fronte di quarantacinquemila che l'hanno perso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Scusa, il saldo è di ventimila
  in più.
   A  fronte  di  nessuno che veniva assunto prima  se  ne  perdevano
  centocinquantamila.

   FALCONE. Ma non è vero

   CROCETTA, presidente della Regione. Va bene, non è vero. Purtroppo
  anche l'Istat non è vero. Il vangelo secondo Falcone.

   MUSUMECI. Era il vangelo secondo Marco, era molto caro a Pasolini,
  quindi non credo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Matteo, bravo, era il  vangelo
  secondo Matteo, bravo. Però, insomma, Matteo, Marco, tutti amici.
   Allora  andiamo  a noi. Non si può assolutamente  pensare,  questi
  sono  dati che cambiano, dal 2007 al 2013 abbiamo perso quattordici
  punti di PIL, a chi la volete annoverare, a Crocetta?
   Giusto  per  essere chiari. Oppure a qualcuno che esce adesso  dal
  carcere  e  dichiara che era meraviglioso e sono io inadeguato.  Ma
  durante  il  suo governo il PIL si perdeva, no? Visto che  lui  era
  adeguato.
   Infatti  io  non  voglio entrare anche nelle  polemiche,  anche  i
  Cinque  stelle dicono  è peggio dei suoi predecessori  per  carità,
  anche   perché   spesso  poi  l'estremismo   coincide   anche   col
  conservatorismo.   Perché  nulla  è  più   difficile   che   essere
  democratici,  riformatori e porre delle linee di  azione  concrete.
  Che  ci  vuole  a  fare la demagogia populista sui  forestali?  Ma,
  seriamente,  i  forestali dovevano costare trecentoottanta  milioni
  sul  bilancio  della Regione, come abbiamo trovato precedentemente?
  Attualmente  i forestali costano duecentoventi milioni al  bilancio
  della Regione, prima costavano trecentoottanta milioni.
   La  formazione costava trecentocinquanta milioni, non 150  milioni
  come adesso.
   L'assicurazione sanitaria era stata bandita per  155  milioni   di
  euro  non  per  30  milioni  per quanto  l'abbiamo  riportata  noi
  Consumavamo  farmaci per 250 milioni in più della media nazionale e
  senza  mettere tagli alla povera gente ma, eliminando gli  sprechi,
  in  questi tre anni, abbiamo realizzato un risparmio di 150 milioni
  di euro sugli sprechi dei farmaci.
   E  quella  famosa svendita dell'IRFIS a 10 milioni di  euro  della
  banca  dell'IRFIS  quando  valeva 600 milioni  a  chi  la  vorremmo
  contestare?  A  qualche Presidente più adeguato  sicuramente   Così
  come  la  sottovalutazione del patrimonio immobiliare della Regione
  che  viene  valutato la metà del valore reale e, poi, affittato  al
  doppio  del valore a cui l'avevamo  venduto che vale circa  500-600
  milioni di danno.
   E la questione di Monte Paschi dentro la vicenda dell'uscita della
  SERIT  a  proposito  della banca Monte Paschi?  Paghiamo  la  Monte
  Paschi per uscire con un mutuo che ci fa la Monte Paschi
   Queste  sono  tutte azioni di presidenti di Governi  adeguati  che
  dicono   che   questo  Presidente  non  è  adeguato.   Naturalmente
  l'occasione  perduta dei grillini, del Movimento Cinque  Stelle  di
  comprendere  che  la  storia stava cambiando  e  quale  Sicilia  si
  ereditava.
   So  tutto  sulla  politica e capisco che noi al 31  dicembre  2015
  mettiamo a posto i precari, mettiamo a posto il bilancio, chiudiamo
  la  programmazione europea, nel 2016  parte la nuova programmazione
  europea perché contrariamente al passato la Sicilia è stata fra  le
  prime  regioni d'Europa ad avere approvato la nostra programmazione
  che  per voi varrà niente e, invece, per noi vale tantissimo perché
  segna il cambiamento epocale di questa Regione.
   Poi,  nessuno  vuole  dire che siano rose e fiori,  un  mondo  più
  edulcorato, però il passato ci insegna perché non è che avere perso
  14-15 punti  di PIL anche se aumentiamo l'export nel 2014, nel 2015
  ti cambia 14 punti di PIL perduto o se finalmente assumiamo 20 mila
  disoccupati, invece, di perderne 20 mila, come avveniva nel passato
  ci cambia, perché i 150 mila se ne sono andati.
   Abbiamo tutti uno sforzo da fare ed è l'invito che vi rinnovo come
  il  primo  giorno che non avete voluto ascoltare; è un invito  alla
  collaborazione  in  nome  del  cambiamento  della  Sicilia  e   voi
  puntualmente, quando ogni volta lancio l'idea della collaborazione,
  rispondete con la proposta della mozione di sfiducia. Questo  è  un
  classico
   Io mi ricordo la prima mozione di sfiducia: avevo concluso qualche
  giorno  prima col Movimento Cinque Stelle l'idea di concordarci  su
  una  serie  di  riforme, dopo qualche giorno il Capogruppo  era  in
  Conferenza  col  centro destra a chiedere la  mozione  di  sfiducia
  quando  eravamo vicini ad un confronto programmatico perché io  non
  ho  parlato mai di altro perché è giusto che chi vince le  elezioni
  governi e chi le ha perse stia all'opposizione.
   Andiamo ai 500 milioni: vi assicuro che giovedì  il confronto  sui
  500  milioni mancanti sarà già aperto e proprio giovedì saremo  con
  l'assessore  Baccei alla Presidenza del Consiglio per discutere  il
  modo   come   risolvere   questa  questione,  trattandosi   di   un
  riconoscimento   che   ci  viene  da  una  sentenza   della   Corte
  Costituzionale che ci attribuisce quelle risorse.
   Quindi,  lo  considero  abbastanza pacifico e persino non  oggetto
  della  Finanziaria perché attiene ad un contenzioso legale che  c'è
  fra  Regione  e  Governo  di  cui  chiediamo  l'applicazione  della
  sentenza e vi assicuro che i soldi ci verranno dati.
   Abbiamo  guardato  il  MUOS ed altre questioni.  Il  MUOS  era  un
  accordo  già fatto, arriva questo Presidente della Regione e  dice:
   dobbiamo  verificare  l'autorizzazione  sanitaria ,  e  tenta   di
  sospenderlo.
   L'autorizzazione  sanitaria  era stata  fatta  da  uno  studio  di
  ingegneria,  si fa un confronto con il Governo nazionale  il  quale
  dice:   dobbiamo  dare un incarico ad un terzo . Ebbene  l'Istituto
  superiore  di  sanità dice quello che deve dire.  Noi  mettiamo  un
  nostro  tecnico che dà un parere negativo sul MUOS, quindi,  quando
  eravamo  intenzionati a dare parere positivo. L'Istituto  superiore
  di  sanità,  non  la  clinica x di dove, dice che  il  MUOS  non  è
  negativo.  Io  non  discuto,  posso  avere  tutte  le  mie  riserve
  personali,  però, quello era il parere. Dopodiché, viene  impugnata
  la  nostra revoca, noi non ci difendiamo, non difendiamo gli  atti,
  ed  è  pacifico che quando in un ricorso al Tar uno non  difende  i
  propri atti, per assenza di contenzioso, quello vince, o no?
   Allora,  noi saremmo i responsabili di che cosa? Perché  se  hanno
  vinto  è  stato  perché noi non abbiamo difeso i nostri  atti.  Noi
  abbiamo  lasciato decidere al giudice se quel parere  dell'Istituto
  superiore  di  sanità era valido ed il magistrato ha stabilito  che
  aveva una serie di difetti.

   FORMICA. Basta Presidente, ci hai convinto pienamente

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma noi potevamo stabilire  che
  il  parere  di  un  terzo, come un ente pubblico,  come  l'Istituto
  superiore  di  sanità  potesse non avere  valore,  sottoponendo  la
  Regione ad una citazione in giudizio che era fatta di 29 mila  euro
  al  giorno, di fermo al giorno da pagare al Ministero della  Difesa
  per il MUOS? A quest'ora la Regione sarebbe a rischio di default
   Quindi,  nessuno  dica cose che non stanno in piedi,  comprese  le
  trivellazioni.  Certo,  per  le  altre  regioni  era  molto  facile
  impugnare  le trivelle, anche perché non hanno petrolio   L'80  per
  cento del petrolio italiano è in Sicilia, quindi
   La  Toscana  che  impugna le trivelle? Se non hanno  petrolio   Ma
  l'attività di perforazione che l'Eni ha annunciato e che  fa  parte
  dell'accordo è soltanto di gas, per essere chiari, che nulla  ha  a
  che  vedere  con il petrolio e che è considerata pure  una  risorsa
  alternativa.
   Vorrei  dire,  a  tal  punto, che i sindaci del  Movimento  Cinque
  Stelle,   con   molto   realismo,  stanno   concedendo   tutte   le
  autorizzazioni, sia a Ragusa che a Gela
   CANCELLERI. Sei un cialtrone  Sei un cialtrone  Ma veramente

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Peccato  che  lei  non  sia
  informato, onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. No, sono informato  Sono informatissimo

   CROCETTA, presidente della Regione. Lei non viene agli incontri in
  Ministero con i sindaci, io sì.
   Allora, le assicuro che i comuni danno le autorizzazioni edilizie

   CANCELLERI. E infatti

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Infatti,  l'hanno  data  a
  Ragusa, perché quando il sindaco di Ragusa ha capito che perdeva 10
  milioni di euro ed il comune andava in default, tutti i  grillismi
  per la testa gli sono saltati
    Ha capito che esiste il sano senso della realtà e degli interessi
  dei  cittadini che sono quelli di potere avere i servizi e di avere
  i bilanci che non siano in default.

           (Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   Bene   Lo so che vi dispiace la verità, la verità ti fa male   Fra
  l'altro  alcuni vi stanno pure mollando dal Movimento, quindi,  per
  dire quanto avevo ragione.
   Allora, andiamo avanti

   FORMICA.  Presidente,  vedo che stai convincendo  a  votare  sì  i
  banchi della Sinistra

   CROCETTA,  presidente  della Regione,  Termino.  Guardate,  potrei
  citare  le  norme  che abbiamo fatto a proposito delle  limitazioni
  degli  stipendi,  della rotazione del  personale,  le  denunce  che
  abbiamo  fatto  nei  confronti di una serie di  persone,  eccetera.
  Però,  non è questo il tema. Il tema è che questa mozione mi sembra
  completamente  immotivata.  Non supera  minimamente  gli  argomenti
  delle  mozioni precedenti che sono state sconfitte, è un  modo  per
  stabilire   una  conflittualità  permanente,  per  chi  ha   scelto
  l'antipolitica ci sta. Ma il centro destra cosa c'entra con  questo
  modo di fare politica?
   Questo è il tema. Vi volete allineare? Vorrà dire che continuerete
  a  residuare,  nonostante gli acquisti che fate  a  Messina  ed  in
  qualche altra parte, perché dobbiamo vedere quanto perdete e quanto
  guadagnate da questi acquisti, ma lasciamo perdere

   FORMICA. Chi ha ragione?  L'elettore che vota?

   CROCETTA,  presidente  della Regione. A  Gela  c'è  un  bellissimo
  proverbio,  ve  lo cito prima in siciliano, poi ve  lo  traduco  in
  italiano,  perché capisco che alcuni potrebbero anche non  capirlo:
   Cu  s'ammazza  cu  li so mano un c'è nuddu cu  chianci ,   chi  si
  uccide con le proprie mani, non è pianto da nessuno .

   MUSUMECI. Quindi, non è il suo caso il suicidio?

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  E  non  credo  che  questo
  Parlamento  possa fare un atto così autolesionista  che  non  è  la
  questione sulle poltrone, che dovreste rigettare, perché mi rifiuto
  di   vedere   un  Parlamento  che  accetta  una  discussione   così
  qualunquista  sul  ruolo  dei  deputati,  a  proposito  di   volere
  conservare  il  posto. Il tema, invece, è che trovo  autolesionista
  pensare  che,  in una fase, in cui abbiamo aperto con  Roma  questa
  partita  così  importante,  i  conti, la  nuova  programmazione,  i
  precari,  ci possa essere qualcuno così irresponsabile, la  riforma
  in atto del Titolo V della Costituzione, col rischio che non ci sia
  un  Governo  pronto  a  difendere la Sicilia  rispetto  al  Governo
  nazionale.

   FORMICA. C'è Faraone

   CROCETTA,  presidente della Regione. Quindi, chi sceglie,  sceglie
  la  linea autolesionista che è contro il popolo siciliano, e se  mi
  consente anche un modo abbastanza antidemocratico perché presentare
  tre  mozioni in tre anni significa che c'è una non comprensione  ed
  una non condivisione delle regole democratiche che stabiliscono che
  chi  vince  governa  e  chi perde fa l'opposizione,  accettando  la
  sconfitta.
   In  America,  il  primo  gesto  che  fa  il  candidato  Presidente
  sconfitto  è  quello di riconoscere la vittoria del suo avversario.
  Purtroppo,  non  è  avvenuto, e questo non la considero  una  bella
  pagina per la democrazia siciliana.

   Presidente della Regione'
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Si  passa  alla votazione, per appello nominale, della mozione  n.
  503  Sfiducia al Presidente della Regione .
   Ricordo,  altresì,  che l'approvazione della mozione  richiede,  a
  norma  dell'articolo  10,  comma 1, dello Statuto,  la  maggioranza
  assoluta  dei  voti  dei componenti l'Assemblea,  e  cioè  46  voti
  favorevoli.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi  risponde   sì ,  vota  a
  favore della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della
  Regione;  chi  risponde   no ,  vota  contro  la  mozione;  ovvero,
  rispondendo  mi astengo , si dichiara la propria astensione.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale, ed
  invito  altresì  ciascun deputato ad esprimere il proprio  voto  in
  maniera  chiara  levandosi in piedi dalla  propria  postazione,  al
  proprio  turno,  rispettando l'ordine della chiama  effettuata  dal
  deputato segretario.

                   (Si procede all'appello nominale)

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti      80
   Votanti       80
   Maggioranza   46
   Favorevoli    28
   Contrari      50
   Astenuti       2

                       (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli  colleghi, ricordo che domani alle ore 12.00 è convocata
  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari.  Alcuni
  colleghi  mi  fanno notare che domani ci sono già delle Commissioni
  convocate,  per  cui la Conferenza è rinviata alle ore  13.00.  Non
  sorgendo osservazioni così resta stabilito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  l'Aula è rinviata  a  domani,  mercoledì  16
  dicembre 2015, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
   I - Comunicazioni.

                   La seduta è tolta alle ore 19.57

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio