Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 10.31
VULLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Lentini e Giuffrida.
L'Assemblea ne prende atto.
dalla carica di deputato regionale e conseguente cessazione dell'af-
fidamento delle funzioni di deputato regionale supplente dell'onore-
vole Bandiera
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione di cessazione della sospensione dell'onorevole
Sorbello
dalla carica di deputato regionale e conseguente cessazione
dell'affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente dell'onorevole Bandiera
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta a mezzo pec in data
22 dicembre 2015, il prof. avv. Daniel Amato, legale di fiducia
dell'onorevole Sorbello, ha trasmesso - nell'interesse del suo
assistito - copia conforme del dispositivo della sentenza
pronunciata dalla Suprema Corte di Cassazione, sez. VI penale, sul
procedimento numero registro generale 29198-2015, sentenza di
annullamento senza rinvio della pronuncia di condanna della Corte
di Appello penale di Catania num. reg. 59-2014 del 16 dicembre
2014.
Do pertanto integrale lettura del suddetto dispositivo:
La Corte suprema di Cassazione, sesta Sezione, all'udienza del
21 dicembre 2015 di pubblica udienza, collegio I, ha pronunciato
la seguente sentenza sul procedimento numero registro generale
29198-2015 proposto da Cannata Giuseppe, Di Battista Giovanni,
Gigliuto Sebastiano, La Rosa Salvatore, Scollo Antonino, Sorbello
Giuseppe avverso la sentenza della Corte d'appello di Catania
numero registro 59-2014 in data 16 dicembre 2014 in grado di
appello dell'altra del tribunale di Siracusa numero registro 788-
2007 in data 25 novembre 2011.
La Corte suddetta annulla senza rinvio la sentenza impugnata
perché il reato è estinto per prescrizione.
Si rilascia a richiesta di parte o difensore (articolo 116 CPP e
articolo 43 Disp. Att. CPP), per gli usi consentiti
Roma 22 dicembre 2015
Il Cancelliere'
Conseguentemente, ai sensi dell'articolo 8 del decreto
legislativo n. 235 del 2012 ( legge Severino ), a decorrere dal 21
dicembre 2015, data della lettura in pubblica udienza del
superiore dispositivo, cessano tanto la sospensione dell'onorevole
Sorbello dalla carica di deputato regionale, quanto il correlato
affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente in capo all'onorevole Bandiera.
L'Assemblea ne prende atto.
di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2015 e al
bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica di norme'
(n. 1108/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge «Ulteriori variazioni al
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2015 e al bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica
di norme» (1108/A).
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno recante:
Discussioni dei disegni di legge .
Avverto che si procederà ad incardinare il disegno di legge di
cui al numero 1), Ulteriori variazioni al bilancio di previsione
della Regione per l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio
pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica di norme (n.
1108/A).
Invito, pertanto, i componenti dalla II Commissione Bilancio e
Programmazione a prendere posto nell'apposito banco.
Dichiaro aperta la discussione generale, ha facoltà di parlare il
presidente della II Commissione e relatore, onorevole Vinciullo,
per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. In data 19 novembre
2015, il Governo ha presentato un disegno di legge, dal titolo
Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2015 ed al bilancio pluriennale per il
triennio 2015/2017.
La proposta è arrivata in commissione bilancio e la commissione,
immediatamente, chiesti i pareri ai vari uffici, ha ritenuto, non
solo di approvare il disegno di legge, ma di aggiungere un
ulteriore emendamento a favore dei lavoratori di Riscossione
Sicilia che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, in
quanto la società non è più nelle condizioni di svolgere
l'attività per la quale è stata chiamata, dal momento che ha la
necessità di avere ulteriore risorse per potere chiudere
l'esercizio finanziario 2015.
Di conseguenza, il provvedimento che era, originariamente,
composto solo da due articoli, è stato ulteriormente, ha avuto
aggiunto un ulteriore articolo e, quindi, da 4 articoli siamo
passati a 5.
In modo particolare, è il primo articolo quello che ha avuto
maggiore attenzione da parte, ma anche da parte dei colleghi, con
delle incomprensioni che, credo, poi, in commissione bilancio
siano state ampiamente superate con la riproposizione
dell'articolo e con l'esibizione di una serie di documenti chiesti
dai deputati, che hanno portato, poi, ad una conclusione positiva
dell'emendamento.
In particolare, con l'articolo 1, del presente disegno di legge,
sono stati aggiunti due commi all'articolo 1 della legge
regionale, 30 settembre 2015, n. 21, cioè all'assestamento di
bilancio, al fine di ridefinire l'importo del disavanzo, derivante
dal riaccertamento straordinario dei residui, deliberato dalla
Giunta di Governo il 10 agosto 2015. Era la delibera n. 204/2015,
di cui al comma 4, dell'articolo 1, della legge regionale n.
21/2015.
I principi contabili contenuti nell'allegato 4/2 del decreto
legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed integrazioni
prevedono, appunto, 9.3, la possibilità della copertura del
disavanzo di amministrazione, a seguito del riaccertamento pari ad
euro 6.963.105.178,16, determinato con l'allegato 5/2. Di
conseguenza il Governo ha presentato questo articolo che prevede
la copertura finanziaria dell'IVA per gli ultimi mesi del 2015.
La Commissione ha ritenuto che questa proposta del Governo potesse
essere accolta, anche perché vorrei ricordare che siamo in assoluto
l'ultima regione d'Italia a non avere ancora firmato l'accordo di
programma quadro con Trenitalia e perché evidentemente questa
risorsa era necessaria per potere giungere a questa conclusione.
Tale accordo disciplina il trasferimento delle funzioni e dei
compiti di programmazione e di amministrazione in materia di
servizi ferroviari di interesse regionale e locali ai sensi
dell'articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e
dell'articolo 1 del D.P.R. 17.12.1953, n. 1113 e successive
modificazioni. Successivamente in particolare l'articolo 3 del
citato accordo di programma quantifica in
centoundicimilacinquecentotrentacinquenovecentoventi le risorse da
trasferire annualmente alla Regione per l'esercizio delle funzioni
e dei compiti che sono stati a lei assegnati, precisando al terzo
comma che detto importo è però a netto dell'IVA i cui oneri sono
rimborsati dallo Stato con le modalità di cui all'articolo 9, comma
4 della legge 472 1999 e del successivo decreto interministeriale
del 22 dicembre del 2000. La stipula del contratto col gestore
rende pertanto necessario assicurare la copertura finanziaria delle
somme dovute al gestore a titolo di IVA che, a differenza dei
corrispettivi al netto dell'IVA, già in corso di trasferimento da
parte dello Stato, vengono rimborsati con una tempestività che non
coincide con quella a cui la Regione deve procedere per il
pagamento dei corrispettivi e quindi in misura integrale, atteso
che lo Stato detrae dal predetto rimborso la quota dell'IVA dovuta
all'Unione Europea. Più in dettaglio ai sensi dell'articolo 9,
comma 4, della legge 477 1992 e del successivo decreto
interministeriale attuativo del 22 dicembre 2000 l'IVA viene
corrisposta con un meccanismo di anticipo e rimborso così
strutturato: entro il termine tassativo del 28 febbraio dell'anno
di riferimento deve essere richiesto un acconto pari al 70% che la
Regione attesta di corrispondere nell'anno sulla base del contratto
di servizio in essere con il gestore, entro il termine tassativo
del 30 aprile di ciascun anno, deve essere inoltre richiesto il
rimborso del saldo pari alla differenza tra l'anticipo richiesto e
l'IVA effettivamente pagata al gestore nell'anno precedente. Ai
sensi del comma 3 dell'articolo 2 del citato decreto ministeriale
dalla quota IVA spettante alle regioni a Statuto speciale deve
essere preliminarmente detratta la quota spettante all'Unione
Europea, a riguarda si rappresenta che in base alle decisioni
comunitarie n. 335 del 26 maggio 2014 il contributo dell'Italia e
l'Unione Europea a titolo di risorsa IVA per il per il periodo
2014-2020 è commisurato da un'aliquota di prelievo pari allo 0,3%
sulle basi imponibili nazionali. I calcoli necessari al fine di
quantificare gli importi spettanti alla Regione a titolo di acconto
e rimborso dell'IVA sono stati pertanto effettuati applicando
all'imponibile del contratto di servizio tale aliquota 0,3% di
prelievo. Si rappresenta che lo schema di contratto di servizio da
sottoscrivere con Trenitalia deve includere in base al sopra citato
accordo di programma anche i servizi che sono stati resi nel 2015.
Con la copertura del presente disegno di legge prevede di procedere
nell'anno 2015 in considerazione dell'approssimarsi della chiusura
dell'esercizio finanziario al pagamento di una sola trimestralità
dei corrispettivi dovuti per il 2015 a Trenitalia e determina
pertanto un onere di 2.788.398,00 pari al 10% della trimestralità
versata dallo Stato.
La copertura del maggior onere per l'esercizio finanziario 2015 é
assicurata con parte delle disponibilità del capitolo 243311
Interventi in favore dei comuni per il ripianamento dei debiti
relativi al servizio di gestione integrata dei rifiuti . Per le
restanti quote si provvederà nell'ambito della manovra finanziaria
per il triennio 2016/2018.
Con l'articolo 3, che sta creando, non poche preoccupazioni, in
quasi 800 lavoratori e che, comunque, merita lo stesso di essere
preso in considerazione, dal momento che trattasi della Società di
Riscossione , a cui la Sicilia affida il dovere e il compito di
riscuotere per essa.
Con l'articolo 3, del presente disegno di legge, al fine di
preservare la continuità nella prestazione dei servizi della
società Riscossione Sicilia S.p.A., e consentire l'attuazione del
piano di riorganizzazione predisposto dalla stessa, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2015, la spesa di 2.500 migliaia di
euro per la ricapitalizzazione della società.
La situazione di grave crisi finanziaria della società è
dimostrata dai dati forniti dal Governo, secondo i quali il
capitale sociale risulta totalmente eroso dalle perdite, come di
seguito indicato:
Capitale sociale al 31/12/2014 10.400.000
Residuo perdite 2014 portate a nuovo - 1.174.000
Perdite periodo 1/1/2015 al 30/9/2015 -11.610.968
Patrimonio netto al 30/9/2015 - 2.384.968
Tale situazione sconta le criticità connesse al rimborso degli
introiti relativi alle spese esecutive e dei diritti di notifica
maturati nel periodo 2011-2014, nonché il mancato introito dei
crediti vantati nei confronti degli enti impositori. Infatti la
maggior parte dei ricavi della società è di natura commissionale,
essendo relativi principalmente ai compensi per recupero spese su
procedure coattive. Relativamente al periodo 2000-2013 la legge di
stabilità 2015 ha previsto che lo Stato provvederà a pagare 34.423
migliaia di euro in 20 rate annuali a partire da giugno 2018 tutti
i diritti e le spese maturati dall'Agente della Riscossione nei
confronti dei Comuni previa istanza al MEF. La società ha già
provveduto a trasmettere tale istanza.
Anche se, a onor del vero, la Commissione Bilancio, più volte,
ripetutamente ha chiesto il piano industriale che la Società, ad
oggi, non ha ancora depositato in Commissione Bilancio e che rimane
oggettivamente un fatto grave e che torniamo a sollecitare anche
dai banchi della disposizione Bilancio.
La presente disposizione si rende, pertanto, necessaria al fine di
consentire il ripristino del capitale sociale e l'attuazione di un
piano di riorganizzazione.
La copertura del relativo onere, per l'esercizio finanziario 2015,
è assicurata mediante riduzione delle disponibilità dei capitoli
indicati al comma 2.
L'articolo 4 del disegno di legge in esame abroga i commi 2 e 3
dell'articolo 54 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, al fine
di armonizzare la previsione legislativa sull'esercizio delle
funzioni di controllo sui programmi operativi regionali
cofinanziati dalla Commissione europea, alla riduzione delle
strutture intermedie e delle unità operative di base disposta
dall'articolo 49 della citata legge regionale n. 9/2015.
Signor Presidente, questa è la relazione che è stata predisposta
dalla Commissione, che io condivido, e pertanto portiamo all'esame
dell'Aula questo disegno di legge, con la preghiera che possa
essere approvato il più presto possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa al discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato entro
le ore 18.00 di lunedì, 28 dicembre 2015.
finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del documento di programmazione
economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di Programmazione Economico-
Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 511 di approvazione del
Documento di Programmazione Economico-Fnanziaria.
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale del Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
del giorno n. 511.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale.
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 21
Contrari 21
Astenuti 3
(L'Assemblea non approva)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.09, è ripresa alle ore 12.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Dipasquale, Barbagallo e Dina.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
ANSELMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, alla
luce del dibattito d'Aula e tenuto conto dell'ultima votazione,
visto il precedente, tra i tanti non ultimo quello del Dpef del
2010-2013, le annuncio che abbiamo presentato un nuovo ordine del
giorno che tiene proprio conto di quello che è stato discusso,
delle considerazione che sono state fatte in Aula e le chiedo di
valutare la possibilità di votarlo subito.
(Proteste del Movimento Cinque Stelle)
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, visto
che lei rappresenta un presidio di legalità, rispettoso del
Regolamento che tutela tutti i parlamentari, io le chiedo di non
accogliere la richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare di
maggioranza del Partito Democratico perché non è possibile, anche
perché se avessero scritto un documento con delle modifiche
sostanziali nel rispetto di ogni deputato, perché questo è previsto
dal Regolamento, le chiederei del tempo, oggettivamente, per
vederlo, perché se sono sostanziali è giusto che ogni collega abbia
il tempo per vederlo, quindi oggi, comunque, non è possibile
procedere con questo ordine del giorno, quindi le chiedo
cortesemente di rispettare la correttezza e tutti i colleghi
deputati in Aula.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ero
assessore per il Bilancio e non ricordo qual è stato allora l'iter,
però, al fine di evitare che ci sia in questo momento una
situazione difficile per tutti quanti, perché credo che un
Documento è sempre un fatto politico, soprattutto un fatto politico
per la maggioranza che, certamente, non ha raggiunto i numeri
necessari, vorrei proporre senza entrare nel merito, - mi permetto
di dire di quello che ha detto l'onorevole Anselmo -, fermo
restando questo ordine del giorno, signor Presidente, convochi una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per giorno 29
dicembre, mattina, in maniera tale che subito dopo, al pomeriggio,
possiamo benissimo, convochi la seduta d'Aula per poi valutare il
Documento di programmazione economico-finanziaria con gli appositi
strumenti che sono previsti dalla consuetudine e potere avere uno
strumento che ci dà il là a proseguire la stagione dell'impegno
dell'Assemblea proposito del bilancio.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, come i colleghi avranno sicuramente
notato non sono intervenuto nel dibattito di ieri sul Documento di
programmazione economico-finanziaria - almeno lessicalmente così
definito - perché tecnicamente e sostanzialmente era solo un cumulo
di luoghi comuni, privo di qualsiasi aderenza alla realtà e
soprattutto privo di qualunque seria progettualità per un'Isola che
ne avrebbe bisogno.
Presidente, mi fermo un attimo perché almeno un rappresentante del
Governo dovrebbe essere in Aula in questo momento.
PRESIDENTE. Invito gli Assessori Gucciardi, Marziano, la Vice
Presidente della Regione, Assessore Lo Bello, a prendere posto ai
banchi del Governo e di ascoltare con attenzione l'intervento
dell'onorevole Assenza.
ASSENZA. Non sono dunque intervenuto per quei motivi, perché
credevo che commentare un Documento assolutamente privo di
qualsiasi addentellato concreto e di qualsiasi idea progettuale per
il futuro di questa nostra Isola era veramente fiato sprecato.
A nulla è valso il tentativo, che mi limito a definire tra il
patetico e presuntuoso, dell'Assessore per l'economia che ha
cercato di ridare fiato a qualcosa che era già defunto prima di
venire in Aula.
La prova che non poteva avere i piedi per camminare è stata data
dal voto di poc'anzi.
Presidente, lei è il massimo rappresentante dell'Assemblea ed ha
le capacità che io le riconosco e la dirittura morale per non
prestarsi a giochetti di parte.
Su questo documento l'Aula si è pronunciata e si è pronunciata con
un voto libero e palese, bocciandolo. Questo documento non può
essere ripresentato così in Aula questa mattina.
L'ordine del giorno che vorrebbe, surrettiziamente, reintrodurlo
all'attenzione dell'Aula è assolutamente inammissibile perché se
mai deve riprendere l'iter, lo si deve fare attraverso l'esame in
Commissione Bilancio .
Presidente, rivotare oggi in Aula sarebbe un abuso gravissimo
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque stelle)
Che lei non può e non deve consentire
Un Governo serio - e qui il discorso è politico - non dovrebbe
aspettare un minuto in più a dimettersi e ridare la parola ai
siciliani. Voi state facendo un'operazione di accanimento
terapeutico sulla pelle del nostro popolo.
Questo non può e non deve essere consentito.
Al di là dei soccorsi di tanti amici - che continuano a rimanere
tali ma certamente non dal punto di vista politico - che hanno
pensato di porre in soccorso di questo pseudo-vincitore, allargando
a dismisura, ne abbiamo poi avuto la prova, in maniera
assolutamente inutile un Governo che non ha più ragione di
esistere.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, inviterei la Presidenza e anche i
colleghi a prestare un po' di attenzione perché ci sono momenti
durante i quali - magari - si discutono argomenti meno importanti,
ci sono momenti in cui si discutono argomenti che sono il cuore
dello Statuto e del Regolamento d'Aula che è a garanzia di tutti,
di chi è oggi maggioranza, di chi è oggi opposizione ma che domani
i ruoli si possono invertire.
Presidente, ci sono pochi punti nel Regolamento delle Aule
parlamentari che non sono superabili.
Uno di questi punti è certamente la disciplina che regolamenta i
documenti finanziari, contabili e di bilancio che sono alla base
della vita delle istituzione ma, a cascata, del Governo, dei vari
rami
degli assessorati e dei cittadini.
Caro Presidente, la bocciatura del DPEF e l'ordine del giorno che
approva il DPEF non è un intoppo momentaneo, un inciampo momentaneo
che è accaduto.
Voglio fare notare che ieri sera si è rinviato il voto a
stamattina proprio perché in Aula non c'era la maggioranza. Avevamo
chiesto di votarlo ieri sera. La Presidenza ha rinviato a
stamattina perché mancava la maggioranza e ha precisato, la
Presidenza, alle 10.00 puntuali, nonostante le avessi chiesto di
andare alle 11.00 e lei ha asserito che non si poteva andare alle
11.00 perché era fondamentale che alle 11.00 in punto ci fosse la
maggioranza in Aula. Le parole sono pietre.
Cosa ne dovrei dedurre? Cose se ne potrebbe e si dedurrà? Che c'è
un problema di maggioranza serio, grave. Perché nonostante il
rinvio ad oggi la maggioranza non si è presentata in Aula neppure
stamattina.
Detto questo, signor Presidente, e al di là delle valutazioni
politiche, che faremo tutti sul fatto che siamo in presenza di una
maggioranza raccogliticcia che litiga su tutto e che sta lì solo
per la poltrona, andiamo all'esame e al rispetto dei regolamenti.
Non è possibile che si possa andare avanti facendo finta che nulla
è accaduto e invocando il precedente del 2009, allora presiedevo
io, ricordo perfettamente, è stato bocciato il DPEF, si è passato
all'esame dell'altro documento successivo che è stato approvato,
che bocciava il DPEF, come prevede il Regolamento interno. Ma
allora, Presidente, è accaduto uno stravolgimento politico in
conseguenza di questo voto, bestiale, e c'è stato addirittura il
ribaltone, in conseguenza di quel voto. Questo a testimoniare
l'importanza fondamentale che riveste questo semplice documento,
questo semplice ordine del giorno che tale non è. Tant' è che
allora ha avuto le conseguenze che ha avuto.
Ma c'è un altro fatto fondamentale per il quale non si può
procedere come pare voglia fare la maggioranza, così come
annunciato dal Presidente del Gruppo parlamentare del PD, e cioè
quello di fare finta di niente e passare all'approvazione di un
altro ordine del giorno.
Voglio ricordare che anche questo scarno, anomalo, anòdino, e
senza nessuna presa di posizione di ordine del giorno della
maggioranza che è stato bocciato, partiva da un dato di fatto
essenziale, visto che si tratta di un Documento che è propedeutico
alla finanziaria e al bilancio, si chiede l'approvazione.
Ora se è un Documento propedeutico alla finanziaria e al bilancio,
non si può approvare né una modifica, - perché ne dovrebbe
conseguire, e discendere che a cascata bisognerebbe modificare
tutto l'intero DPEF, che a sua volta è alla base dell'impianto
della finanziaria e del bilancio, né tanto meno, lo si può fare
nella stessa sessione. Se proprio volete invocare un precedente e
rispettare assolutamente il Regolamento interno, il precedente c'è
stato, quando a norma di Regolamento interno, e nel rispetto totale
del Regolamento interno, si chiude la sessione, si chiude questa
sessione di bilancio, si apre una nuova sessione e a quel punto la
maggioranza potrà ripresentare anche lo stesso identico Documento
che è stato bocciato oggi, rispettando la legge, rispettando il
Regolamento, non creando precedenti pericolosi e soprattutto
rispettando l'Aula, rispettando i parlamentari.
Quindi, il consiglio che do, nel rispetto delle leggi, del
Regolamento interno, e soprattutto di questa Aula, è quello di
chiudere la sessione, aprire una nuova.
Aprite una nuova sessione. Ripresentate, lo potete fare, il
documento bocciato, così com'è, perché è una nuova sessione, il
Regolamento lo prevede. E, a quel punto, la settimana prossima,
visto che c'è peraltro l'Aula convocata, il 29 ed il 30, l'Aula
potrà essere investita nuovamente del documento che è stato
bocciato oggi, dell'ordine del giorno per l'approvazione del Dpef.
Il tutto nel rispetto delle regole, dello Statuto e del Parlamento
stesso.
Ogni altra soluzione, sarebbe una soluzione pasticciata, illegale,
illegittima e che testimonierebbe, ancora di più, l'assoluta
mancanza di rispetto per la legge di una maggioranza che non è
presente, che è assente, per ben due volte, all'approvazione di un
documento importante e che sta, qui, solo per le prebende, per
occupare le poltrone e per non andare a casa a votare.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi.
Signor Presidente, io la prego di non farsi trascinare
nell'ennesima azione ridicola che si potrebbe verificare.
Tutti sappiamo, perfettamente, quello che è avvenuto. E mi sembra,
veramente, incredibile sentire che ora si sta facendo un nuovo
ordine del giorno. Con quali modifiche? Se ci sono modifiche
sostanziali, l'iter vuole che si rifaccia la discussione, che si
riporti in commissione.
La cosa che i colleghi si ostinano a non voler capire, ma a capire
ci potrebbe aiutare questo foglio: signori, metà dell'Assemblea è
assente E metà dei presenti, ha votato contro Già, ieri, nella
discussione generale
Una riflessione, signor Presidente, da condividere insieme a lei.
I deputati della maggioranza non hanno speso una parola, se non
di, così, puro trascorrere del tempo, qui, a dire qualcosa che
avesse un senso a sostegno di questo Dpef. Non ci credono neanche
loro
La scorsa settimana, che si votava la sfiducia e la poltrona
tremava, erano tutti presenti ed allineati. Non c'era un solo posto
vuoto.
Questa settimana, probabilmente, per alzare il PIL, come dice il
presidente Crocetta, che il PIL si sta alzando, saranno in giro a
fare shopping, a farsi gli affari propri e, qui, in Aula, c'è, di
nuovo, l'assenza della politica.
Questo trucchetto, che, poi, al momento, si fanno le telefonate e
tutti rientrano, per portare
Ci dovevano pensare prima Il documento è stato bocciato. Non c'è
credibilità. Non ci credono neanche loro
Le modifiche, cosa sarà un gioco? Si destreggeranno spostando le
virgole, le frasi
Già, il documento che, ieri, è stato presentato era, davvero, così
scarno, così asettico, così privo di una mission, di una volontà
politica, una visione Mancava tutto
Ora, di fronte all'assenza dei colleghi, probabilmente, avranno i
numeri.
Questo giochetto, però, è un giochetto veramente sporco, sleale,
nei confronti dei siciliani e di questa Assemblea.
Le regole vanno rispettate, signor Presidente. E lei, lì, nel
ruolo, nella veste che, in questo momento, ha, non può permettere
che avvenga quello che si vuole fare.
Ci sono le regole e si rispettano. Questo noi lo insegniamo anche
ai bambini.
A scuola, quando si viene bocciati, si ripete.
I ripetenti devono ripetere Non si possono cercare scorciatoie,
solo perché si deve fare passare col gioco della forza. Se la
maggioranza ha la forza, si deve fare rispettare in Aula, con la
presenza e con il voto.
Chi vince, vince e chi perde, perde
L'avete detto anche voi, la scorsa settimana, quando vi
difendevate.
La maggioranza deve fare la maggioranza. E, se la maggioranza non
fa la maggioranza, bisogna che se ne prenda atto, che sono andati
sotto. Non cerchiamo, quindi, scorciatoie.
Questo clima di ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze ci ha
veramente stufato e umilia i presenti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensa lei
che in un momento così bello non potevo dare il mio contributo?
Presidente, intanto ricostruiamo la storia, perché questo rimarrà
alla storia, poco fa un deputato di lungo corso, l'onorevole
Panepinto, mi ha ricordato che su un atto di questo tipo il
Presidente Lombardo mise fuori Forza Italia dal Governo per una
bocciatura di DPEF. Era una scusa, ma anche il Presidente della
Regione oggi ha una scusa per buttare fuori siccome oggi non ci
sono né mozioni di sfiducia e né votazioni di Commissione, non c'è
il tutto esaurito . Vi chiedo ufficialmente scusa, ma anche i
colleghi del cinque stelle del centro destra dovrebbero chiedere
scusa al Parlamento perché se avessimo saputo che si bocciava il
DPEF avremmo presentato prima una sfiducia così voi eravate tutti
qui in Aula per paura di andarvene a casa e si sarebbe approvato
il DPEF. Vorrei, perché la storia si deve scrivere sempre in modo
corretto, Presidente, oggi le minoranze hanno l'opportunità di
evidenziare quanto siete scarsi nel portare avanti questa
strategia. Ieri non ho commentato il DPEF perché è difficile
interpretare quello che volete fare, bisogna dare atto al Movimento
cinque stelle, che è stato sentinella in Aula, e ha chiesto il voto
nominale ed è venuto fuori quanto siete affezionati a questa
Regione. Ma chi è convinto, chi si è fatto l'idea, la strana idea,
che oggi le minoranze si faranno strappare questo bottino
politico che oggi incassiamo, si convince secondo me si fa un
convincimento che si dovrebbe togliere dalla testa immediatamente
perché non lo consentiremo. Presidente non verrà consentito di
riparare questo strafalcione, l'errore che avete commesso.
Presidente Lupo, mi rivolgo a lei, in prima istanza mi rivolgo a
lei, lei sa che non può fare questa forzatura, non ci dovrebbero
essere nemmeno interventi da parte dei deputati di minoranza, non
ci faccia rimpiangere Ardizzone, non mi faccia dire che il
Presidente Ardizzone chiuderebbe la seduta, la chiuderebbe.
Presidente, intanto si chiamino le Commissioni ad esprimersi sul
nuovo documento. E allora ci vuole senso di responsabilità e questo
nessuno lo nega, la prossima settimana si rimette in moto il
meccanismo, chiedetecelo, non verremo, verrete tutti voi e ve lo
votate, visto che non avete i numeri, magari non verremo noi così
avrete i numeri per approvarlo, perché anche i difetti di
comunicazione. Ma secondo lei ci saremmo presentati in Aula se ci
aveste spiegato che oggi c'era la sciarra della maggioranza?
Perché Presidente, di qui a poco, sono convito, che tutti vi
ricorderanno che i vostri componenti in Commissione Bilancio non
hanno approvato il DPEF. Vi ricorderanno che non avete detto una
parola sul DPEF, ieri non ha parlato nessuno del DPEF, voi stessi
non ve lo siete difesi, non l'avete spiegato il DPEF. E c'è stato
il calo di attenzione perché avete fatto passare un documento
politico rilevante come una cosa che non ha senso perché voi stessi
attestate che non ha senso con la vostra mancata adesione politica
a questo documento. Ieri ha parlato solo l'onorevole Malafarina
come dire, diciamo noi a Palermo a trasi e nieasci cioè non si è
capito se era a favore o era contrario, tanto è vero che lo ha
certificato con la sua astensione.
Ora, Presidente, vuole vedere che qualcuno, è stato folgorato
sulla via di Damasco, Crocetta è apparso, dicendo: Di Giacinto,
perché mi perseguiti'?
Ora qualcuno cambia opinione e ritorna qua per votarlo? Ma cosa ci
dovete scrivere di così diverso per fare cambiare idea alla
maggioranza?
Presidente, prima di tutto le regole, questo non è Palazzo
d'Orleans, questa è l'Assemblea regionale, lei ci deve tutelare
Presidente, noi non siamo rappresentati là; non le ho mai chiesto
le dimissioni e mai gliele chiederò. Legittimamente l'Assemblea ha
votato, però oggi è chiamato a smentire coloro i quali sostengono
che, siccome non siamo rappresentati, qualcuno farà il furbetto a
danno delle minoranze. Lei deve sancire questo ruolo con
l'Assemblea tutta; lei la rappresenta, lei deve chiudere la seduta.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che siamo
giunti purtroppo, in modo anche tragico come accade con un voto che
respinge l'ordine del giorno presentato e sostenuto dal Governo a
un momento delicato e penso determinante di questa legislatura,
infelice, di questo Governo, e non solo.
Noi abbiamo, avete improntato voi, tante di queste misure più o
meno utili alla Sicilia, sulla base delle nuove discipline
normative che determinano appunto l'iter di approvazione dei
documenti della finanza pubblica, di questa regione previsti dallo
Stato.
Prima abbiamo discusso di una variazione che riguarda i famosi
residui provenienti dal decreto legislativo n. 118 del 2011, che
sono norme che prevedono cadenze, tempi e procedure chiare che non
possono essere soprassedute e invece confermate quando conviene.
In questo caso occorre mantenere quello che dice il nostro
Regolamento, ed è chiaro, art. 73 bis 1. Si passa dalle
Commissioni, la proposta del DPEF, viene vagliata, arriva in Aula,
contestualmente alla discussione si presentano degli ordini del
giorno che possono essere modificativi e che sostengono e
confermano il DPEF, contestualmente alla seduta d'Aula, dove si
discute il DPEF, si presentano gli ordini del giorno e si vota per
primo quello sostenuto dal Governo, così come accadde nel
precedente del 2009. Non approvato quello sostenuto dal Governo nel
2009, si passò all'ordine del giorno 188, a firma Cracolici e
partito democratico, che all'epoca grazie a questo rispetto delle
regole e delle procedure, organizzarono, forse per la prima volta,
l'ingresso al Governo di questa Regione e contestualmente si votò
quell'ordine del giorno che respingeva il DPEF.
Il punto è questo. Le regole vanno garantite sempre. Il precedente
parlava di ordini del giorno contestuali, così come lo ricorda
l'articolo 73 bis 1, che dice, in merito all'ordine delle
votazioni: a fronte di più ordini del giorno si vota per primo
quello accettato dal Governo, al quel possono essere proposti
emendamenti. L'approvazione dell'ordine del giorno preclude gli
altri, presentati contestualmente alla discussione .
Ora a quello che risulta agli atti, non vi è nessuno ordine del
giorno alternativo presentato nella seduta di ieri. Non vi è
neanche in quella di oggi. Non c'è nessun ordine del giorno
successivo, quello che respinge il DPEF, viene assorbito da
Regolamento dalla bocciatura di quello sostenuto dal Governo,
quindi non vi è nessuna via d'uscita.
Dobbiamo, Presidente Lupo, garantire le regole, sempre e comunque,
quando convengono e quando no.
Perché voi oggi siete maggioranza, domani sarete opposizione. E il
contrario accadrà per altri.
Le regole sono sacre Perché altrimenti questo Parlamento non ha
ragion d'essere.
E l'ultimo appunto che faccio, ma è di ordine generale ed è una
riflessione che faccio io: noi, onorevoli colleghi, non possiamo
continuare ad inseguire dei precedenti. Peraltro, in questo caso,
precedenti che non c'entrano nulla e che sono fuor di luogo Invito
i suggeritori di questi precedenti a considerarli con attenzione,
perché fino a prova contraria il nostro ordinamento giuridico è
improntato dal principio del civil law, o sbaglio? Abbiamo dei
codici e dei regolamenti che regolano i comportamenti all'interno
dell'ordinamento giuridico e delle aule parlamentari. Le regole
sono scritte e vanno rispettate. Non siamo un ordinamento di common
law, dove il precedente fa la regola.
Ed è ancora il nostro regolamento a ricordarcelo, all'articolo
125, che è una regola generale proprio sugli ordini del giorno,
postula in modo chiaro: non possono proporsi - Presidente Lupo -
sotto qualsiasi forma, ordini del giorno contrastanti con
deliberazioni precedentemente adottate dall'Assemblea
sull'argomento in discussione o che siano formulati con frasi
sconvenienti ecc.'.
Non possono proporsi sotto qualsiasi forma ordini del giorno
contrastanti con deliberazioni precedentemente adottate
dall'Assemblea sull'argomento Signori, cerchiamo di essere seri
Il momento è tragico.
Dal punto di vista procedurale va riavviato l'iter di approvazione
del DPEF e di questi documenti contabili che sono stati
predisposti.
Diversamente penso che le opposizioni abbandoneranno l'Aula,
perché lo spregio delle regole parlamentari che si vuole perpetrare
non può essere consentito. Noi siamo riuniti in questo Parlamento
da quasi novecento anni e non possiamo consentire che da qualche
settimana, qualche mese, una banda e un'organizzazione pseudo
politica si appropri anche di queste regole.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io non volevo
entrare nei tecnicismi e non ci entro, caro collega Lombardo. Noi
abbiamo espresso le nostre perplessità, con la dichiarazione fatta
ieri dall'onorevole Malafarina, rispetto al DPEF presentato;
rispetto a un DPEF che noi non condividiamo perché non è previsto
sviluppo, non è prevista semplificazione. Per cui noi oggi abbiamo
fatto quella che era la dichiarazione fatta ieri dall'onorevole
Malafarina.
Ma io credo - e questo lo dico alla maggioranza - che una
maggioranza composta da 56 parlamentari non può andare sotto
soltanto perché un gruppo di due persone si astiene.
Il problema è diverso. Il problema non è mio; il problema è della
maggioranza.
Per cui dico all'onorevole Milazzo: nessuno ci ha fermati o altro
sulla strada di Damasco. Nessuno.
Noi - per quanto ci riguarda - continueremo a non votare questo
documento; anzi usciremo dall'Aula per evitare che ci possano
essere dubbi sul nostro voto. Per cui non lo voteremo, ma non
perché è una questione che abbiamo col Governo o è una questione
politica; ma perché non condividiamo quel documento.
Non possiamo lamentarci che in Sicilia non aumenta il PIL e non
facciamo nulla per lo sviluppo. Per quanto ci riguarda il Documento
è la bibbia della finanziaria.
E faremo la stessa cosa - lo dico già in Aula - con la
finanziaria: se non condivideremo la finanziaria non per forza la
dobbiamo votare.
Oggi siamo a due anni dalla fine della legislatura: o diamo
sviluppo a questa terra, o non possiamo lamentarci.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo una
breve considerazione.
Noi abbiamo assistito ad un fatto assai rilevante sul piano
politico, signor Presidente.
Il problema non è stato il voto di astensione di due deputati
della maggioranza che ha determinato la differenza con una
opposizione presente in Aula, attenta e vigile.
Circa trenta deputati della maggioranza non erano in Aula
all'appuntamento che il Presidente d'Aula aveva fissato per il voto
del documento di programmazione economico-finanziaria.
Non voglio addentrarmi sul terreno del tecnicismo, come dice il
collega Di Giacinto e come, peraltro, già ampiamente hanno
illustrato altri colleghi: Formica, Lombardo, mi si consenta,
signor Presidente, di richiamare la sua attenzione, io la conosco
come persona assolutamente seria ed equilibrata.
Lei fa bene il suo lavoro, con grande profilo istituzionale. Credo
che non ci sia neanche bisogno di questo dibattito, in un contesto
di assoluta serenità e normalità, il Presidente dell'Assemblea
prende atto che c'è lungo il percorso definito un serio problema
politico e non può né minimizzarlo né sottovalutarlo.
Continuare durante la giornata, come se nulla fosse, secondo
l'appello rivolto dalla collega capogruppo del Partito Democratico,
significa non solo sottovalutare l'intelligenza di quest'Aula,
degli altri colleghi dell'opposizione, ma significa anche venire
meno al requisito di imparzialità che ognuno deve pretendere dal
Presidente in carica.
Per queste ragioni, signor Presidente, io mi permetto di
richiamare ancora una volta la sua attenzione sulla necessità di
definire conclusa questa sessione, perché un fatto grave
politicamente rilevante si è determinato, forse imprevisto Ma fa
parte del gioco e azzerare tutto perché si possa ricominciare - se
vuole - fra Natale e Capodanno.
Non c'è calendario liturgico che possa impedire, almeno alle
opposizioni, di potere essere presenti alle proprie responsabilità.
Però il dato va sottolineato, va evidenziato e lei Presidente da
garante delle regole non può non prenderne atto.
Il mio più che un appello è la constatazione o, se vuole,
l'anticipazione di un atto di saggezza e di equilibrio che sono
convinto lei saprà rassegnare a quest'Aula all'interno e
all'esterno del Palazzo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, come hanno già detto i miei predecessori e pertanto non
starò qui a ripetere le stesse cose, riteniamo che la proposta
avanzata dall'onorevole Anselmo, quale capogruppo del Partito
Democratico, sia assolutamente irricevibile.
Irricevibile, appunto, per una questione innanzitutto prettamente
regolamentare, ma è irricevibile anche sotto il profilo politico,
perché un partito di maggioranza che propone di emendare a seguito
di una bocciatura il documento di programmazione economico-
finanziaria del Governo è una proposta debole, che indebolisce
ulteriormente un assessore per l'Economia che dal voto di oggi esce
sconfitto, ed esce sconfitto perché evidentemente è un Governo e un
Assessore che non è sostenuto da alcuna maggioranza, visto che le
opposizioni con 21 semplici voti sono riusciti a ribaltare questa
situazione.
Ebbene, il voto che abbiamo espresso è esattamente lo specchio e
la risultanza di tutti gli interventi che sono avvenuti durante la
discussione generale.
Questo dimostra evidentemente che non è bastato né il rimpasto né
la distribuzione dei posti nelle commissioni né tanto meno la
mozione di sfiducia a ricompattare una maggioranza che a tutt'oggi
non c'è e non ci sarà nemmeno in sede di votazione della
finanziaria.
E' un voto, ribadisco, che delegittima l'Assessorato al bilancio
che come a suo tempo fece Bianchi credo dovrebbe assumersi le
responsabilità e agire conseguenzialmente.
Pertanto, Presidente, anch'io invoco il suo ruolo di garante
dell'Assemblea regionale siciliana e del voto parlamentare e,
pertanto, chiedo, così come hanno fatto i miei predecessori che
sono intervenuti da questo scranno, di dichiarare assolutamente
irricevibile questa proposta.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se
intervengo in sintonia con quanto dichiarato dal mio Capogruppo
all'inizio della discussione lo faccio consapevole del rispetto che
devo a questo Parlamento e alle intelligenze, come diceva
l'onorevole Musumeci, dei suoi componenti.
Perché forse questo è uno dei pochi Parlamenti europei che viene
eletto con una preferenza diretta a chi si viene a sedere qua,
quindi l'elettore sa chi vota e non è sulla base né di listini,
come avviene anche in altri Parlamenti anche regionali e assemblee
regionali italiane.
Mi pare che si sta caricando di significati eccessivi una seduta
mattutina. Perché il fatto stesso che il mio Capogruppo ha già
depositato un ordine del giorno presuppone che si è trattato
semplicemente di una esecuzione diligente, perfetta, della
Presidenza d'Aula che anziché preoccuparsi di contare i suoi ha
proceduto alla votazione fidando che anziché 23 si arrivasse a 24,
perché voglio ricordare che il risultato della votazione con i due
astenuti da 23, o 23, o 22 o 22.
Credo che bisogna, onorevole Musumeci, onorevoli Cappello, Foti,
porci la questione che siamo in sessione di bilancio e il Documento
di programmazione economica è un documento fondamentale,
importantissimo, in ciò che è la proiezione di una azione
complessiva di Governo che non si esplica in un solo anno o in un
solo esercizio finanziario, ma proprio la formulazione del
Regolamento d'Aula, l'articolo 23 e poi il bis, il ter, etc., ci
danno l'esatta connotazione del valore dell'approvazione.
E' un ordine del giorno che di fatto è già stato ripresentato, che
non ha avuto, non è stato bocciato prima ma non è passato perché si
è andato in pareggio sui numeri e, probabilmente, qualche
CIANCIO. Non c'eri neanche tu.
PANEPINTO. Io c'ero. Non nei 900 anni che diceva l'onorevole
Lombardo, che siamo qua dal 900 anni, ma nella votazione c'ero.
FORMICA. Ci stai provando.
PANEPINTO. Non riuscirò mai ad arrivare ai tuoi tempi. Tu
giocherai più partite in questo Parlamento.
Detto questo, io ritengo che dal punto di vista politico la
presentazione dell'ordine del giorno del Capogruppo del PD, il
fatto che ci sia un dibattito aperto e anche indebolire, con tutto
il rispetto che vi è dovuto e mi viene facile concederlo, perché ho
sentito interventi anche pregevoli dall'onorevole Lombardo,
l'onorevole Musumeci, ma è chiaro che proprio non è ravvisabile
l'applicazione della fattispecie prevista per gli altri ordini del
giorno, come diceva l'onorevole Toti Lombardo, perché la
riformulazione dell'ordine del giorno dell'onorevole Anselmo tiene
conto di quel dibattito d'Aula che si è avuto ieri e oggi, viene
riformulato.
Per cui, nel rispetto assoluto di tutti onorevole Musumeci,
partendo dalla proposta dell'onorevole Di Mauro, io ritengo che sia
opportuno, Presidente Lupo, che venga convocata la conferenza dei
Capi-gruppo - possibilmente anche oggi - per stabilire nel giro di
pochi minuti o il tempo necessario se procedere oggi stesso nella
prosecuzione della votazione sull'ordine del giorno del documento
di programmazione economica e finanziaria ovvero rinviare a lunedì,
martedì prossimo, lo dico perché la finanziaria che abbiamo davanti
fatta di capitoli del bilancio, fatta dalla necessità di prendere
atto che c'è in corso un risanamento dei nostri conti e una partita
aperta con il governo nazionale che sta sui numeri, non la giudico.
Oggi abbiamo avuto, come dire, un'apertura di credito di novecento
milioni, cinquecento dovrebbero arrivare, l'assessore lo dice negli
atti finanziari di questa Regione, c'è un'inversione di tendenza
rispetto ad una Regione che amava indebitarsi per pagare spese
correnti, io credo che la conferenza dei Capi-gruppo decida se oggi
o lunedì o martedì procedere con la votazione dell'ordine del
giorno sul documento economico e finanziario già presentato.
Io non richiamo i precedenti, onorevole Musumeci, onorevole
Lombardo, però voglio ricordare che avendo votato, se non ricordo
male con questa nove finanziarie, non mi pare che ci sia una
casistica tale da far diventare una votazione finita in pareggio
come un grande caso politico, cosa diversa sono le dichiarazioni
dell'onorevole Di Giacinto che però aggiunge, per sottolineare
anche aspetti politici, lui ed il suo gruppo potrebbero non essere
presenti in Aula perché non hanno votato contrario ma si sono
astenuti e, in questo Parlamento l'astensione, non viene come dire
decifrata né politicamente né legislativamente come voto negativo.
Io ritengo, pertanto, e concludo, che bisogna procedere, onorevole
Presidente Lupo, mi rivolgo al Presidente della Commissione
Bilancio, bisogna procedere in sessione di bilancio con le
variazioni che erano iscritte all'ordine del giorno, poi se la
seduta dovrà continuare oggi o dovrà continuare la prossima
settimana alla fine di Natale, decida la conferenza dei Capi-gruppo
e la Presidenza di questa Regione.
Ovviamente, onorevole Musumeci, mi rivolgo a lei per stima,
affetto e anche perché è guida, diciamo, della destra che è
presente in questo Parlamento insieme agli altri Gruppi, agli altri
parlamentari, così come con tanto rispetto mi rivolgo al Movimento
Cinque Stelle dicendo che oggi non è la maggioranza la questione,
oggi bisogna costruire nel rispetto delle proprie posizioni, delle
proprie idee, uno strumento finanziario che questo Governo, e debbo
dire anche con delle perplessità mie.
Scusate, posso dire una cosa? Io sono pronto ad ascoltarvi però
siccome ho un problema di udito se parlate tutti insieme ho
difficoltà a decodificare sicuramente messaggi interessanti, fatemi
completare. Il problema reale che noi dobbiamo dare nel più breve
tempo possibile, nel giro dei tempi necessari dal punto di vista
parlamentare e dell'approfondimento di tutti i numeri e degli atti
di natura finanziaria, dobbiamo avere il bilancio approvato, perché
la scelta del governo che è una scelta sottolineo coraggiosa, che
non è intermedia, quella di non ricorrere all'esercizio provvisorio
dimostra che c'è un governo che nelle difficoltà oggettive,
ereditate, presenti e in tutte le situazioni che volete raccogliere
per darne un quadro complessivo, ma c'è un atto del Governo
coraggiosissimo, e non avveniva da tempo questa scelta di votare e
di procedere tra Natale e capodanno e nei giorni successivi al
primo di gennaio, ovviamente col calendario dato dalla Presidenza
dell'Assemblea, procedere in Commissione Bilancio, in Commissione
di merito ad approvare il bilancio di previsione 2016, ed è un atto
nuovo rispetto al passato perché spesso noi abbiamo approvato il
bilancio all'alba del 1 maggio, cioè nelle ultime ore utili per
approvare entro il 30 aprile il bilancio.
Per cui, signor Presidente, a nome del Gruppo, confermando
l'impostazione data dall'onorevole Anselmo, a nome anche dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza, io chiedo che
si possa riunire la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per decidere nel rispetto assoluto in un riunione in
cui veda tutti ovviamente presenti, oggi, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, poi se la seduta dovrà tenersi
fra un'ora o dovrà tenersi lunedì, decida la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari; sarebbe più logico votare
adesso e io sarei, come dire, perché possa cioè accadere. Però,
siccome questo Parlamento, al di là dei ruoli senza che sia stata
violata alcuna regola né la Presidenza sta violando alcuna regola
né viene meno la tutela delle minoranze, io peraltro, onorevole
Musumeci, tutta la mia vita la passo in minoranza, una specie di
vocazione, io e lei abbiamo al di là dei ruoli spesso siamo avocati
ad essere minoranza.
Per cui, io sono perché si riunisca la Conferenza e decida se
procedere oggi o nei giorni che non siano quelli delle festività,
ma se dovesse decidere diversamente a nome del Partito Democratico
reiterando quanto dichiarato dal Presidente del Gruppo, onorevole
Anselmo, e degli altri Presidenti dei Gruppi parlamentari di
maggioranza che si tenga la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e si decida, noi auspichiamo che oggi stesso si
continui nella votazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
incredibile Di nuovo il Partito Democratico ci delizia di nuovo
stamattina, Presidente dell'Assemblea, con una performance
veramente di altri tempi Un Pd delle meraviglie questo Il
Presidente del Gruppo parlamentare che chiede di approvare un
ordine del giorno mentre un altro deputato sempre del Partito
Democratico dice invece un'altra cosa No, facciamo una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari . Allora, dico: mettetevi
d'accordo Mettetevi d'accordo prima di intrattenere teatrini in
quest'Aula
PANEPINTO. Onorevole Cancelleri, non le permetto di parlare di
teatrini
CANCELLERI. Perché qui, onorevole Panepinto, non c'è stato alcun
pareggio, l'ordine del giorno è stato bocciato Ed è questa l'unica
verità di stamattina oltre al fatto che siete una maggioranza che
non sa tenere in maggioranza questo Governo
Ora, il documento di programmazione economico-finanziaria sarà
sicuramente un atto importante e lo è un atto importante e difatti
siccome è un atto importante noi politicamente lo abbiamo bocciato,
mi pare un cosa che non sfugge da nessuna parte e non stanno lì le
recriminazioni che dobbiamo sentire da questo scranno quando il
Partito Democratico vuole difendere e allora dice andiamo avanti,
facciamo , non si va avanti da nessuna parte, qui c'è bisogno di
chiudere la sessione di bilancio come hanno già detto gli altri,
qui c'è da portare avanti un discorso politico che ha bisogni
innanzitutto di fare una discussione seria e politica seria su
quello che è l'operato sia della maggioranza che anche
dell'assessore Baccei perché se un documento viene bocciato
qualcosa deve comunque venire fuori, è impossibile che passi tutto
inosservato con la ripresentazione di un ulteriore ordine del
giorno perché non siamo in una partita di calcio, non ci sono tempi
supplementari, l'arbitro ha già fischiato e avete perso
(applausi del Movimento Cinque Stelle)
PANEPINTO. C'è però il golden gol, onorevole Cancelleri
CANCELLERI. No Prima si chiamava in un altro modo, che era
diverso, e mi sa che siete caduti lì voi
Presidente, credo che l'autorevole conduzione di quest'Aula lei
non può esimersi dal dare assolutamente ascolto alle varie voci che
dall'opposizione sono intervenute. Anche perché stiamo
interpretando davvero quello che è il senso anche del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, per cui non credo che
si possa riproporre un ulteriore ordine del giorno, anche perché
aprirebbe davvero un caso politico molto rilevante.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, volevo
fare un plauso sia all'Assessore Baccei che al Presidente Lupo
anziché caricare la croce di un percorso che viene bloccato in
questa votazione oggi.
Il problema vero di questo Parlamento, di quest'Aula è che un
Presidente di Assemblea non si può rendere conto, con le regole
attuali, di chi è presente in Aula e di chi non lo è.
Dobbiamo dire, a chiare note, che in questo Parlamento il 50 per
cento è giustificato e può stare fuori e un Presidente non può
avere cognizione dei presenti in Aula.
Infatti, fra presidenti di Commissione, Capigruppo, Ufficio di
Presidenza, il 50 per cento è giustificato. All'apertura della
seduta è stato comunicato solo un congedo, l'autorizzazione ad un
congedo. Su 56 quindi non potevamo mai sapere, dovevamo essere 55.
Non si può caricare questa croce né all'Assessore né al Presidente.
Non è una battuta d'arresto del Governo, mi sono insediato oggi, è
come se fosse il primo giorno, non è né una battuta d'arresto né
una mancanza di autorevolezza del Presidente. L'autorevolezza del
Presidente è carente per il fatto che le regole di quest'Assemblea
sono carenti nell'individuare i componenti presenti.
Il Presidente ha portato ai voti l'argomento e abbiamo visto che
subito dopo sono arrivati 8-10 colleghi che ampiamente avrebbero
potuto far approvare il documento.
La prova provata è che i componenti di questa maggioranza sono
tutti presenti e che non consiste in una battuta d'arresto - così
come dicono le forze di opposizione - è una convocazione mattutina
in cui ci può essere stato qualche imprevisto per il quale molti
sono arrivati in ritardo.
La proposta, al di là del documento presentato dal Capogruppo del
PD, sarebbe quella di convocare una Conferenza dei Capigruppo per
capire se continuare oggi, nel pomeriggio, o fra un'ora, o martedì
mattina.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, mi rivolgo soltanto a lei, perché nel
momento in cui prende posto in quello scranno deve garantire il
rispetto del Regolamento.
La proposta del Partito Democratico di ridurre il dibattito che si
è avviato in questo momento, con un ordine del giorno, non
garantisce affatto né il rispetto delle regole né il rispetto della
logica che anima questo Parlamento. Stiamo riducendo il dibattito
sul documento di programmazione economico-finanziaria soltanto ad
una questione di numeri.
Vorrei che andassimo fuori, in questo momento, a parlare con i
cittadini per spiegare quanto stiamo facendo in questo momento.
Il Documento di programmazione economico-finanziario - per chi non
lo sapesse - è il documento che stabilisce la vita e anche la morte
economica e finanziaria della Regione. Noi lo stiamo riducendo a
una questione di numeri. Una questione di numeri che esce fuori
dopo una votazione negativa con una paginetta che dovrebbe
essere votata a breve.
Al di là della questione inqualificabile che si sta ponendo in
questo momento, sono certo che lei, Presidente, non si assumerà la
responsabilità - perché sono certo che non lo farà - di permettere
la discussione nelle Commissioni di merito.
Il Documento economico e finanziario analizza tutti gli aspetti
della Regione e tutte le Commissioni di merito devono avere la
possibilità di esprimersi.
Sono certo che lei non si assumerà questa responsabilità perché
nel momento in cui lei dovesse fare una scelta di questo tipo
automaticamente impedirebbe ai novanta deputati dell'Aula di
potersi esprimere su questo atto fondamentale.
Poi mi chiedo quale sarebbe la soluzione che viene portata dal
Partito democratico in dieci minuti, quando durante tutto il tempo
necessario che ha avuto a disposizione non è riuscito a depositare
un documento che in realtà contiene errori che erano già presenti
nella precedente documentazione.
Se noi andiamo a prendere alcune pagine del DPEF 2016-2018,
troviamo delle citazioni del vecchio documento di programmazione,
come quella che è contenuta a pagina 129, quando si parla delle
more dell'approvazione del disegno di legge di iniziativa
governativa sul servizio idrico integrato, quando la legge sul
servizio idrico integrato è stata approvata quattro mesi fa.
E ancor più grave, a pagina 131, viene citato un piano regionale
dei rifiuti che sarebbe stato consegnato il 7 ottobre di
quest'anno, quando in realtà il piano regionale dei rifiuti ancora
non è stato consegnato.
Mi chiedo: il Governo non ha avuto il tempo necessario per
depositare un documento di programmazione economica e finanziaria
che fosse aggiornato ad oggi e lo avrebbe dovuto fare in appena
dieci minuti. Mi rendo conto della difficoltà in cui si trova in
questo momento il Governo, ma sono certo, signor Presidente, che
lei, nel rispetto del Regolamento, bloccherà questa discussione e
rimanderà tutto nelle commissioni competenti.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, si deve
fare molta attenzione alle parole che si usano perché oggi ho
sentito dire delle cose assurde. Si parla di momento delicato, di
documento importantissimo. Queste parole dette dalla maggioranza,
ma visto che è un momento così delicato per la Sicilia, e visto che
questo documento era così importante, ve lo posso chiedere perché
non eravate in Aula a votarlo? O forse questa maggioranza ha un
grave problema di coesione e ha un grave problema di presenze in
quest'Aula, perché non è la prima volta che accade che alcuni
documenti vengono bocciati in quest'Aula a causa della mancanza
della maggioranza.
E' questo il messaggio sbagliato. Il messaggio che la colpa è dei
presenti che votano contrario, che non sono responsabili.
Cara maggioranza, caro PD, fate attenzione a parlare di
responsabilità Anche perché con l'occasione voglio dire un'altra
cosa. Il problema delle assenze della maggioranza non è un problema
che riguarda soltanto l'Aula, ma è un problema che esiste anche
nelle Commissioni. Infatti, approfitto per farlo presente. Quando
si è discusso della variazione che oggi si è incardinata in Aula o
del Documento di programmazione, la maggioranza non era presente
neanche in Commissione Bilancio , motivo per cui ho fatto presente
al Presidente della Commissione per ben due volte, che questi
documenti se li doveva votare la maggioranza che doveva venire in
Commissione a votarli, perché sta passando un messaggio bruttissimo
che le poche persone che sono presenti in Commissione Bilancio , e
in generale, siamo fra le tre o cinque persone, dovrebbero votare i
documenti e dare pareri ai disegni di legge. Questo concetto non
esiste.
La maggioranza che ha la fretta di essere presente in Aula solo
per votare contro la mozione di sfiducia, deve degnarsi di venire
con grande responsabilità in Aula e in Commissione.
Per concludere, signor Presidente, la invito, visto che si parla
molto spesso di rispetto per il Parlamento, il rispetto per il
Parlamento dimostriamolo anche rispettando il voto democratico che
è avvenuto oggi in quest'Assemblea.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, innanzitutto
volevo ringraziare questa maggioranza perché mi ha regalato uno dei
giorni più belli di quest'anno. Con questa votazione viene fuori
quello che è il PD, quello che è questa maggioranza. Ci stiamo
facendo tante risate che sembra di vedere un cinepanettone dentro
l'Assemblea: Natale all'ARS .
Purtroppo, cosa succede, caro Presidente, lei ha la palla, in
questo momento, in mano. Io vi voglio aiutare, vi voglio suggerire.
Non si può votare oggi. Perché non si può votare oggi? Come hanno
spiegato prima i miei colleghi, dal punto di vista procedurale,
perché il D.p.e.f. deve avere modifiche sostanziali, perché non
possiamo sostituire questo con 170 pagine, con questo che è una
paginetta. Dove sono le modifiche sostanziali? Non ci sono L'ha
detto chi mi ha preceduto.
Dobbiamo prendere tempo. Riunitevi con la Conferenza dei
Capigruppo perché, oltre a modificare il D.p.e.f. con modifiche
sostanziali, bisogna fare qualche altra cosa in più, signor
Presidente. Ad esempio, una scorta di Malox per i malpancisti .
Poi, vi consiglio anche di fare la riunione dopo il 28 dicembre,
perché cominciano gli sconti, forse all'IKEA trovereste delle
poltrone in più per accontentare i malpancisti , così almeno
saremmo tutti contenti e potremmo andare avanti, perché lo
sappiamo, che questa maggioranza sa solo cercare le poltrone,
perché poi non viene mai e non sente quello che succede al di
fuori di questa Regione.
Dov'è l'assessore Baccei? Ah, assessore Baccei: qua sotto, a
Piazza Indipendenza, mi pare che ci sia la metropolitana che arriva
fino all'aeroporto. Lo vuole un consiglio? Dopo aver perso la
faccia, lei e il suo Governo, si dimetta e torni a Firenze, dal suo
carissimo amichetto Renzi Non abbiamo bisogno di lei, non abbiamo
bisogno di Crocetta che, l'unica cosa che ha fatto perdere, oltre a
miliardi di euro, è la dignità a questa Terra.
Questa Terra sta perdendo la dignità grazie a voi, perché l'unica
cosa che sapete fare, e si vede dalle assenze di questa
maggioranza, è che molti sono in vacanza. Sono partiti per le
vacanze quelli della maggioranza. Ed, invece, qua, c'è gente che
parte perché non trova più lavoro Parte perché è rassegnato in una
Terra che ormai, ormai non gli dà nulla. Nulla
Questo è il risultato di tre anni di Governo Crocetta, sei anni di
Governo PD, ricordiamolo, perché questo è quello che stiamo
vedendo.
Per ultimo, parlo con lei, signor Presidente, se fa votare, oggi,
questo ordine del giorno di una paginetta, un altro che si dovrebbe
dimettere dovrebbe essere lei, si ricordi
PRESIDENTE. La Presidenza delibererà liberamente nel rispetto del
Regolamento, non certamente per queste sue affermazioni, onorevole
Zito.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, avevo pensato di non
intervenire, però è inaccettabile continuare ad ascoltare gli
interventi dei colleghi del Movimento Cinque Stelle. E mi rivolgo
esclusivamente a voi, perché capisco la posizione delle
opposizioni, dell'onorevole Musumeci, dell'onorevole Lombardo e dei
tanti colleghi che sono intervenuti.
E' inaccettabile, però, cari colleghi, vedere come, per casi
fortuiti, molti di questi parlamentari, che oggi si ritrovano in
questo Parlamento, per un momento storico a loro favorevole,
parlino di dignità per i siciliani. Quella dignità che voi
(Proteste dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Inviterei i colleghi ad ascoltare l'intervento
dell'onorevole Sammartino, così come tutti gli altri. Prego,
onorevole Sammartino, continui il suo intervento.
SAMMARTINO. Capisco che questa è l'educazione politica che voi
avete appreso sin da giovani, però, la dignità del popolo
siciliano, che voi tanto decantate, la state volendo distruggere
rallentando i lavori di questo Parlamento. E rallentando
l'approvazione di un documento programmatico e rallentando il
lavoro delle commissioni, che è stato fatto con grande attenzione
dell'onorevole Vinciullo e del Governo. E ricordo io, ai siciliani,
da membro della commissione bilancio, che questo Dpef serve a fare
approvare le variazioni di bilancio, cari movimentisti , che
serviranno a pagare gli ultimi stipendi dei dipendenti regionali,
che serviranno a dare un Natale, purtroppo, non bello come quello
degli ultimi anni, a tanti dei nostri concittadini che, per errore,
vi hanno voluto in questo Parlamento.
Sono sicuro, signor Presidente, che quella è stata, da parte sua,
soltanto una distrazione dovuta dal fatto che è davvero complicato
capire oggi chi è in Aula e chi non è in Aula, colleghi del
Movimento cinque stelle, come quando eravate sempre presenti nelle
Commissioni fino a settimane scorse per avere come una prebenda la
presidenza di una Commissione. E allora smettetela, smettetela voi
di parlare di Commissioni, smettetela voi di parlare di poltrone
che sono quelle che vi hanno ammaliato sin dal primo giorno col
l'elezione di un vostro membro all'Ufficio di Presidenza e con
l'elezione di un Presidente che oggi non c'è più, Trizzino, della
Commissione ambiente. E allora smettetela di fare demagogia
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sammartino, ha fatto riferimento a
una qualche mia distrazione? A cosa si riferiva? La prego di
precisare.
SAMMARTINO. Signor Presidente dell'Assemblea, mi sono riferito
esclusivamente al fatto ricollegandomi all'intervento
dell'onorevole Sorbello che è difficile calcolare in Aula i numeri
di un reale Parlamento. Molti colleghi erano presenti e, magari, da
Presidenti dei Gruppi parlamentari, da Presidenti delle Commissioni
non erano al momento in Aula.
PRESIDENTE. Non è compito del Presidente cercare i voti di
nessuno. Il Presidente applica il Regolamento
(Applausi dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
SAMMARTINO. Ritornando all'applicazione del Regolamento,
Presidente, visto che lei mi richiama a questo, invito in base al
Regolamento anche i colleghi del Movimento Cinque Stelle a
riportare la regola della politica che è quella di pensare ai
nostri siciliani e di pensarli nei momenti delicati.
Lo so che siete contro tutto e contro tutti a prescindere, però
l'invito che io e i miei colleghi del Partito Democratico vi hanno
lanciato è quello di risolvere nel più breve tempo possibile il
Documento programmatico e finanziario rispettando la scelta della
Presidenza dell'Assemblea che sono sicuro assumerà, in maniera tale
da poter velocemente approvare le variazioni di bilancio e dare un
futuro, nel breve tempo possibile, certo al popolo siciliano.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei prendere
spunto dall'intervento dell'onorevole Di Giacinto fatto poco fa che
chiarisce, in maniera molto esplicita e molto sincera, che il passo
falso in cui è caduta la maggioranza non è imputabile a due
astensioni per altro motivate per motivi esclusivamente di merito.
Il problema è politico ed è legato a tutto il resto della
maggioranza e non può essere liquidato con la riproposizione di una
paginetta che deve mettere una pezza al danno che esiste da tempo e
c'è tutt'ora.
In un Paese normale questa, in realtà, sarebbe una sfiducia chiara
ed inequivocabile all'Assessore per l'economia che dovrebbe avere
un'unica conseguenza: le sue dimissioni. Come diceva l'onorevole
Zito prendere il primo treno per Firenze e tornare da Renzi . Ma
non siamo un Paese normale, si cerca di salvare la poltrona con un
colpo di mano.
Presidente, lei è un uomo delle istituzioni e lo ha dimostrato
nelle sue presidenze, non si presti a questa pantomima non si
presti a questa foglia di fico politica per salvare la poltrona a
qualcuno e soprattutto non si presti a fare il contabile della
maggioranza, glielo hanno velatamente suggerito alcuni colleghi del
suo stesso partito. Non lo ha fatto fin ora, non lo faccia.
Infine, due parole all'onorevole Sammartino: siamo stati eletti in
un partito, in un movimento e in quello restiamo, non siamo andati
in giro per tutti i Gruppi parlamentari dell'Assemblea come in una
giostra a cercare la poltrona giusta; quindi, quando si parla di
dignità ricordiamo ci di questo.
FERRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Al fine di programmare adeguatamente i
lavori d'Aula, invito i deputati che vogliono intervenire ad
iscriversi entro la fine dell'intervento dell'onorevole Ferreri.
FERRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi abbiamo
appreso una nuova cosa, che siamo noi a bloccare i lavori d'Aula.
Per settimane quest'Aula è stata ferma, caro onorevole Sammartino,
perché voi stavate decidendo chi doveva fare il capogruppo del PD.
Poi siamo stati fermi perché vi rimpallavate chi doveva fare cose
e quindi nelle Commissioni non si potevano rinnovare le cariche.
Nelle commissioni di merito non arrivano le schede tecniche e
quindi i disegni di legge restano bloccati per colpa di questo
Governo che, adesso è formato da deputati di questo Parlamento che
oggi erano assenti. Il DPEF è stato bocciato perché in Aula erano
presenti 45 deputati e 23 della maggioranza.
Se non avete i numeri andata a casa. Noi non ci prestiamo a questo
gioco.
(Applausi dal Gruppo del Movimento Cinque Stelle)
La Prego, Presidente, il Documento di programmazione economico-
finanziaria deve ritornare in Commissione Bilancio. Deve essere
discusso e poi deve ritornare in Aula. Non si preseti al gioco
della maggioranza che oggi era assente e possibilmente lo sarà pure
domani, quindi la prego di fare valere quello che è successo oggi.
PRESIDENTE. Gli iscritti a parlare sono gli onorevoli: Ciancio,
Ioppolo, Malafarina, Zafarana, Vinciullo, Sudano, Cirone, Vullo e
Tancredi.
Sono chiuse le iscrizioni a parlare. E' iscritta a parlare
l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto ricordo a
tutta l'Aula che a differenza degli altri Gruppi politici tutte le
cariche che finora abbiamo avuto, sono state a titolo gratuito e
che finora abbiamo restituito l'indennità che spetta per il ruolo
di Presidente, di segretario, di vicepresidente, di vicesegretario.
Se cerchiamo di ottenere dei ruoli non è certo per le poltrone e
per i soldi ma per cercare di fare qualcosa per i siciliani.
A proposito di fare cose per i siciliani e rispondo all'onorevole
Sammartino, gli unici provvedimenti di sviluppo che in questo
momento ci sono in questa terra, sono ad opera del Movimento Cinque
Stelle, perché ricordo a tutti che noi ci decurtiamo parte
dell'indennità che sono andate a finanziare un fondo per il
microcredito, con il quale sono partite 40 aziende in Sicilia,
abbiamo finanziato un bando per progetti di rigenerazione urbana;
abbiamo finanziato la così tanto criticata trazzera, che ieri tra
l'altro un dipendente dell'Anas diceva che era chiusa, ma in realtà
hanno detto all'onorevole Arancio che era chiusa, poiché l'avrebbe
voluta percorrere, ma non l'ha potuta prendere perché gli avevano
detto che era chiusa.
Ho incontrato sulla trazzera l'assessore Lantieri, ho fatto anche
la foto, eventualmente possiamo anche controllare, quindi tutti
dicono che è pericolosa ma fatto sta che un assessore di questo
Governo l'ha percorsa ieri.
PANEPINTO. Chiedo la registrazione
CIANCIO. Onorevole Panepinto, dalla registrazione si vedrà se lei
era o meno presente.
Per lei ha votato il collega Ruggirello, quindi in realtà eravamo
20 e 21. Lo vedremo dalle registrazioni.
L'ultima cosa, perché in realtà e già stato detto tutto.
Forse lei, Presidente, non ha fatto caso a un passaggio
dell'onorevole Panepinto, poco fa, che diceva: il Presidente ha
commesso un errore nel non contare i suoi'. Lei non può permettere
che si dica una cosa del genere, perché Lei è il Presidente di
tutta l'Assemblea e non esistono i suoi o i loro e ovviamente e un
errore.
PANEPINTO. Non ho detto questo
CIANCIO. Questo ha detto, poi rivediamo la registrazione. Qui
neghiamo l'evidenza.
PRESIDENTE. Ho già risposto all'onorevole Sammartino, non torniamo
sull'argomento. Grazie.
CIANCIO. Certamente, Presidente, non era per attaccare lei ma per
rispondere al collega Panepinto.
Quello che bisogna fare è chiaro e le chiedo di esercitare il suo
ruolo, come sono sicura farà, nella direzione di tutta l'Assemblea.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor Vicepresidente della Regione,
onorevoli colleghi, il fatto politicamente più rilevante, in questo
momento, è l'assembramento ai banchi della presunta maggioranza ed
anche i decibel dei toni delle voci che è dato ascoltare e sentire.
Certo c'è del nervosismo nella maggioranza.
Signor Presidente, io non mi appellerò alla sua decisione, perché
sono convinto che la sua decisione sarà la più saggia e la più
aderente al Regolamento. Ed il Regolamento, che è stato quest'oggi
opportunamente richiamato in un intervento tecnico e politico al
tempo stesso, non offre a quest'Aula altro spazio che chiudere la
seduta.
Se poi lo si vorrà, dal punto di vista della opportunità politica,
convocare nei prossimi giorni la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari e decidere come l'Aula debba procedere lungo il
percorso di una sessione finanziaria che è nata male, malissimo, e
che attraverso questo stucchevole dibattito di stamattina - il
dibattito post voto espresso - sta davvero dimostrando di procedere
ancora peggio.
L'articolo 73 bis - che lei Presidente conoscerà certamente a
memoria - rende l'ordine del giorno presentato in tutta premura, in
tutta fretta, dal Presidente della Commissione bilancio e dal
Presidente del gruppo Partito Democratico, come tardivo,
inammissibile e irricevibile; perché è solo nel corso della
discussione che possono essere presentati gli ordini del giorno sul
Documento di programmazione economico-finanziaria
E lei, signor Presidente, ha correttamente e giustamente chiuso la
discussione ieri sera, quando tutto sembrava essere pronto per la
successiva e immediata votazione, come il nostro Regolamento
insegna e pretende: si procede, indi, alla votazione'. Già il
fatto che sia stata rinviata la seduta di ieri a stamani, sarebbe
il massimo della concessione possibile ad una maggioranza che ieri
sera scappava dalle proprie responsabilità e non era in Aula
presente; senza che lei debba avere naturalmente il compito, come
fa il pastore in campagna, di contare quante pecore vi siano in
questa Assemblea. Non è il suo compito: è stato già ribadito.
Ma l'ordine del giorno a firma Vinciullo-Anselmo porta la data del
23 dicembre, cioè di oggi; quando la discussione è stata chiusa
ieri. E se gli Uffici potessero essere più precisi, dovrebbero
potere indicare a che ora di giorno 23 è stato presentato questo
ordine del giorno. E se così precisi fossero, non potrebbero che
attestare che, certamente, quest'ordine del giorno è stato
presentato dopo che l'Assemblea ha proceduto alla votazione,
intorno alle ore 11.30, e la votazione ha dato l'esito che ha dato.
E qui non conta se per un voto, per due voti o per cento voti.
Conta il fatto che l'Assemblea non ha approvato la proposta del
Governo di Documento di programmazione economica e finanziaria per
gli anni dal 2016 al 2018.
Ricorderà - signor Presidente - e lo ricorderanno i colleghi: ieri
sera, intervenendo nel merito, ho detto che nessuno crede a questo
documento. E le 24 ore quasi successive me ne stanno dando la piena
conferma.
Intanto, perché ieri abbiamo assistito al silenzio della
maggioranza o della presunta maggioranza.
Non è intervenuto nessuno che sia capogruppo o semplice deputato a
difendere il documento di programmazione economico-finanziaria
presentato dal Governo, ma sembra questa già una cosa normale?
Un atto che oggi viene definito di così formale e sostanziale
rilevanza, le linee guida dell'azione economico-finanziaria del
Governo, di un Governo capace di programmare, di interpretare le
ragioni del suo territorio, di tradurle in norme, in provvedimenti
amministrativi e una maggioranza così superficiale, generica e
bislacca che non fa registrare un solo intervento a sostegno della
proposta del Governo.
La maggioranza in Aula non c'era ieri e quelli che erano
presenti, non hanno sentito il bisogno di intervenire e non c'era
stamattina alle 11.30, circa, quando si è proceduto al voto.
Et de hoc satis, direbbero i latini, questo è sufficiente e chiude
la partita.
Il documento non è stato approvato, il documento è stato bocciato,
nessuno strumento surrettizio, nessuno strumento succedaneo potrà
indurre, e ne sono convinto, codesta autorevole Presidenza a far
rabberciare il vero danno che ha prodotto quest'oggi il voto d'Aula
e che è un danno di stampa, diciamo così, un danno giornalistico, i
colleghi della maggioranza e il Governo dovranno rassegnarsi per un
paio di giorni, ma poi all'indomani di Natale i giornali non
escono, la stampa è distratta, i cittadini forse pure, ma speriamo
di no E noi faremo in modo che non lo siano oltre modo, di
registrare il titolo del giornale di domani: Battuta la
maggioranza , ma io aggiungerei - se fossi giornalista - Battuta
una maggioranza inesistente e dannosa per la Sicilia e per i
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio solo
ricordare che non più tardi di ieri pomeriggio, sono intervenuto da
questi microfoni per evidenziare una serie di elementi che, a
nostro giudizio, sarebbe stato utile citare nel documento di
programmazione economico-finanziaria e che non erano presenti.
Nella risposta dell'Assessore Baccei - ahinoi - quegli argomenti
non sono stati sfiorati e quant'altro, cosa che oggi ci ha
determinato all'astensione perché riteniamo fondamentale che in un
documento di programmazione economico-finanziaria, che ribadisco,
riguarda il futuro economico, occupazionale dei siciliani, si
inseriscono ciò che le forze che appartengono alla maggioranza e
che stanno dentro a una maggioranza, vogliono indicare e vogliono
che siano considerate.
Fermo restando che questo documento di programmazione economico-
finanziaria, non appartiene, per nature di cose, agli attuali
Assessori che sono stati sostituiti in corso d'opera, ma
soprattutto non appartiene alle forze politiche di questo
Parlamento, per il semplicissimo motivo che trattandosi di un atto
fondamentale per il futuro economico della Sicilia, sarebbe stata
necessaria una diversa e più assidua presenza delle forze politiche
in quest'Aula per sostenere un documento di siffatta importanza.
Ma questa Aula non è abituata a dare il giusto peso e il giusto
valore alle cose che si devono realizzare e forse neanche agli
impegni che si debbono mantenere.
Quindi, il nostro non è stato un voto di sfiducia al Governo, e
tanto meno all'Assessore Baccei, anzi non è stato un voto di
sfiducia. E' stata una sollecitazione ad avere una diversa e più
adeguata attenzione a ciò che la serietà dei comportamenti
istituzionali e politici richiede.
Sinceramente non pensavo che l'astensione determinasse questo
prolungamento d'Aula con un dibattito infinito e di fatto poco
consistente - mi consenta - perché qua il problema si riduce solo
ed esclusivamente ad uno. Si riduce all'assenza continua, perenne e
ingiustificata, dalla importanza dei temi, di una parte dei
deputati della maggioranza che disertano questa Aula in modo
abituale.
Io non vorrei ricordare quello che è successo nell'approvazione
della finanziaria quest'anno, 1 maggio 2015, quando a fatica e con
tanti sacrifici di persone che hanno fatto la notte si è potuto
approvare un documento indispensabile per il futuro della
legislatura.
Finiamola una buona volta e per tutte di prenderci in giro. Se c'è
una maggioranza di deputati della maggioranza devono essere
presenti in questa Aula, così come sono presenti a Palazzo
d'Orleans nei momenti di crisi e di trattative.
Ci vuole una buona volta per tutte una presa di coscienza della
politica che decida di sostenere ciò che deve sostenere in Aula e
non a parole ma nei fatti garantendo il voto per il sostegno del
Governo. Questa è una cosa che ribadisco.
Non metteremo più pezze alle assenze, perché da tre anni mettiamo
pezze come gruppo politico, da tre anni mettiamo pezze alle assenze
di persone che sono presenti in altri luoghi. Punto.
Sulla specificità del documento ieri avevamo dato delle
indicazioni, indicazioni che consistevano nella semplificazione
amministrativa, nella programmazione di ciò che riguarda il piano
del turismo e dei rifiuti, nella indicazione del sostegno al
credito che è stato ribadito più di una volta in Commissione
bilancio e in norme che riguardano lo sviluppo.
Assessore Baccei, lei mi deve fornire la giusta attenzione a
queste tematiche. Non possiamo vivere solo ed esclusivamente di
tagli, dobbiamo anche dare una prospettiva economica alla Sicilia.
Bisogna trovare le risorse necessarie, lei ieri parlava se ricordo
bene di 700 milioni da destinare a infrastrutture, sviluppo e
quant'altro.
Quantifichiamo queste somme a disposizione e inseriamole in questo
documento di programmazione finanziaria.
Così come chiedo al Capogruppo del PD di inserire in questo ordine
del giorno le indicazioni che avevamo fornito: semplificazione
amministrativa, programmazione di settori estremamente importanti
come trattamento dei rifiuti, turismo e sostegno all'economia e
come Gruppo politico saremo assolutamente disponibili come siamo
sempre stati a sostenere l'azione del Governo.
Ma in questo caso occorre una buona volta per tutte il senso di
responsabilità della politica. E su questo saremo assolutamente
feroci. Non possiamo continuare a vivere in questa Aula con la
canna dell'ossigeno perché mancano uno o due deputati. I deputati
devono essere presenti in Aula ed è un problema di natura politica.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una riflessione
s'impone immediatamente. Quando la politica viene meno, quando
vengono meno i valori, gli ideali, i progetti, quando le carte sono
vuote, perché questo è un documento vuoto e voi stessi,
maggioranza, lo avete dimostrato e allora purtroppo come anche
spesso avviene a Roma contano i numeri, ed io direi l'arroganza dei
numeri. Ma qui non stanno contando e non hanno contato neanche
quelli. E allora il discorso è questo Signor Presidente, il mio
gruppo chiaramente non può che non appellarsi alla istituzione che
lei in questo momento riveste, al ruolo che sta svolgendo,
chiedendole imparzialità, rispetto del regolamento che è l'unico
appiglio che le opposizioni hanno in questo momento, è l'unico
appiglio perché qua dentro non si verifichi praticamente una
condizione di piena anarchia.
E' da molto tempo che lo vediamo. La stessa anarchia che abbiamo
dovuto subire per mesi prima che venissero fuori questi nomi degli
assessori e qua mesi e mesi e mesi a dire e quando verrà questo
governo, se lo fanno, non lo fanno , appesi. Perché appesi? Perché
chiaramente, in assenza di una guida politica gli assessorati sono
fermi. Ma chi è che dipende dall'attività amministrativa? Le
aziende, le imprese, i cosiddetti operatori del turismo che voi
dite di volere difendere qua dentro e sostenere. Chi è che dipende
dall'azione amministrativa? Anche le scuole, gli enti di
formazione. Chi è che dipende dall'attività amministrativa? Le
tasse, l'economia, le infrastrutture ed il dissesto idrogeologico.
Devo continuare? Io vorrei partire, diciamo, da un frammento che è
quello localistico per andare a espandere, invece, la discussione
su tutta la Regione. Lo sapete che ancora a Messina manca l'acqua?
L'avete sentito che nel 2015, dopo un'emergenza completa di tre
settimane, mi rivolgo all'Amam, mi rivolgo alla protezione civile,
mi rivolgo all'assessore Croce. Croce dice di aver messo dei soldi
che non ha messo, però giustamente la società dell'acqua non può
fare gli interventi perché la protezione civile non ha fatto il
progetto per rimettere in sesto il costone. E allora che succede?
Un acquedotto che ha novanta punti di frana per settanta chilometri
si apre in continuazione ed una città come Messina rimane, oggi,
nel 2015, senza acqua.
Ma voi non lo potete capire perché voi l'acqua ce l'avete a casa e
non dovete andare in strada con i bidoni, e questo è, per esempio,
un intervento di carattere localistico ma potremmo dire che mentre
mancava a Messina mancava ad Enna, mancava a Caltanissetta, è
mandata pure a Palermo. Ma in una Regione dove si arriva
all'emergenza dell'acqua ma cosa serve più?
I diritti vengono meno perché una popolazione assetata che non può
lavarsi, che non può lavare i propri figli, che non può rendere
decorosi gli ambienti in cui si abita, ma che cosa chiede più? Non
ha più neanche la forza di chiedervi nulla perché i diritti vengono
meno, calpestati dalla vostra ignavia, dalla vostra incapacità di
programmare perché vi dovete dividere i soldi, le mazzette, le
somme urgenze. E dai. E voglio andare ancora avanti.
MAGGIO. Calma
ZAFARANA. Calma? Che calma La gente fuori non è calma, io non
sono calma.
Allora, vi dicevo l'acqua e ancora il dissesto idrogeologico che
sta piegando la nostra regione e si dice ancora in giro che
praticamente qualcuno dell'Anas diceva ieri che la trazzera era
chiusa. E allora andiamo avanti ancora? Abbiamo chiesto due
commissioni per trattare del contratto di servizio per i trasporti,
due audizioni. Chiederei di essere ascoltata gentilmente. Due
audizioni in cui l'assessore
VULLO. Lei deve parlare delle mazzette Di chi le prende
ZAFARANA. L'assessore Pistorio ha dato buca.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, la prego di attenersi all'ordine
del giorno ed al tema della discussione.
ZAFARANA. Sto rimanendo nel merito, certamente. E allora, la
vergogna sa qual è?
VULLO. Parliamo delle mazzette
ZAFARANA. La vergogna è che i Beni culturali siciliani... Signor
Presidente, io non posso parlare se mi si interrompe
PRESIDENTE. Però, onorevole, il tema di oggi non è l'acqua né i
Beni culturali Atteniamoci all'argomento all'ordine del giorno.
ZAFARANA. Sto entrando nel merito, infatti.
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, la invito a sedersi e ad ascoltare
l'intervento.
VULLO. Parliamo delle mazzette
ZAFARANA. Ma perché la tange così tanto? Se per lei non è un
problema, perché la tange così tanto Entro nel merito: il turismo,
i Beni culturali e la cultura oppure ancora i servizi al turismo
sono un argomento di questo Dpef? Bene noi un circolare interna che
dice che i maggiori centri, musei e siti archeologici potrebbero
rimanere chiusi in queste vacanze perché l'Assessorato non è
riuscito a capire come potere pagare i lavoratori che giustamente
devono svolgere i loro turni presso i siti e i musei archeologici,
sto parlando di leve inserite all'interno del Dpef e andiamo ancora
avanti praticamente qui io potrei elencare ancora un piano rifiuti
che è ancora al palo oppure un decreto di integrazione socio-
sanitaria che è ancora al palo, ci dite qual è la mission, ci dite
qual è la visione, devo continuare ancora? Allora il concetto è
questo, signor Presidente, e vado subito a concludere.
Io però posso anche continuare anche senza essere disturbata.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, la invito a concludere il suo
intervento da dove ha citato la parola mazzette , è assolutamente
non accettabile per il rispetto che si deve al Parlamento
regionale.
ZAFARANA. Senz'altro, Presidente, ma se qualcuno ha problemi con
questa parola...
VULLO. Parliamo delle mazzette
SUDANO. Onorevole Zafarana, lei sta dicendo che le mazzette le
prendiamo noi
PRESIDENTE. La invito ad attenersi all'argomento e a concludere,
visto che ha già superato di due minuti.
ZAFARANA. Non ho problemi con questa parola Non ho idea di cosa
voglia significare personalmente. Signor Presidente, mi rivolgo a
lei in quanto garante della rispettabilità di questo Parlamento, le
chiedo di chiudere la seduta e soprattutto chiederei anche
all'assessore Baccei, veramente non voglio ripetere quanto chiesto
già dai miei colleghi ma l'unico atto coerente in questo momento
sarebbero le sue dimissioni oltre a ciò veramente non v'è
possibilità di pensare qualsiasi prospettiva e con la dovuta
attenzione, il dovuto approfondimento eventualmente non presentare
un foglietto di carta come ordine del giorno perché sarebbe
eventualmente anche non confrontabile con un documento di
programmazione, presentare una proposta sicuramente più coerente
che faccia vedere qualcosa, noi siamo sempre entrati nel merito
delle questioni mai opposizione sterile, però, in questo momento si
ravvisa sicuramente la necessità di dovere fare una proposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
onestamente pensavo di fare un intervento per ristabilire la calma
dentro questa Assemblea perché credo che quello che è accaduto
stamattina, in realtà, mi rendo conto che ognuno - chi nella
maggioranza, chi nell'opposizione - strumentalizza un po' dalla sua
parte quello che accade da un lato o dall'altro. Di certo, è stata
qui, forse, una leggerezza ma di certo non è stato un atto politico
voler bocciare il documento che avevamo in Aula.
Però, sinceramente, finché gli interventi sono politici, tutto è
accettabile perché sta nel teatro' - chiamiamolo così - della
politica. Ma quando gli interventi iniziano a diventare pesanti,
volgari, come spesso accade da alcuni componenti del Movimento
Cinque Stelle in quest'Aula, questo diventa inaccettabile. E'
inaccettabile che la collega Zafarana dica che noi siamo in
quest'Aula per prendere mazzette . Le mazzette, forse, le
prenderà la collega Zafarana e se sa qualcosa che vada in procura a
denunciare chi prende mazzette in quest'Aula perché non si può
generalizzare.
PRESIDENTE. Onorevole, invito anche lei a tornare sull'argomento -
ho già richiamato l'onorevole Zafarana - atteniamoci strettamente
all'argomento all'ordine del giorno.
SUDANO. Presidente, in questo caso ci sentiamo tutti offesi e
credo che chiunque in quest'Aula dovrebbe alzarsi per parlare di
questo argomento.
Ritengo anche che l'onorevole Zafarana dovrebbe ben sapere che,
sessanta deputati su novanta, in quest'Aula sono neo eletti e che
quindi che venga a fare lezioni a noi su quella che è la situazione
del bilancio della Regione siciliana, non ho nulla da imparare da
lei perché sono nella sua stessa situazione.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, prosegua il suo intervento.
Inviterei i deputati ad ascoltare con attenzione. Mancano pochi
interventi.
SUDANO. Non ho nulla da imparare in quanto sessanta deputati su
novanta siamo neo eletti e la situazione delle casse regionali non
l'abbiamo creata noi, l'abbiamo trovata e invece di chiedere
dimissioni all'Assessore Baccei che si dica grazie all'Assessore
Baccei per quanto sta facendo per questa nostra Regione.
Troppo facile è venire in quest'Aula e addebitare le
responsabilità all'Assessore come se è il Commissario che viene da
Roma.
L'Assessore finalmente ha aperto un dialogo con Roma, sta portando
una copertura in questo bilancio - evitando di utilizzare i fondi
comunitari.
Non abbiamo le strade, che crollano
Abbiamo utilizzato i fondi per pagare precari e dipendenti della
Regione siciliana.
Adesso si sta dando una svolta al nostro bilancio della Regione.
L'ingratitudine di questo Parlamento credo sia inaccettabile
Facciamoci tutti un esame di coscienza, assumiamoci le nostre
responsabilità - chi è maggioranza e chi è opposizione -
contestandoci nella politica e non negli insulti personali perché
solo questi alcuni fra voi sanno fare.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, prendo la parola lasciando alla sua
autorevolezza il senso delle istituzioni che la contraddistingue,
la decisione ultima su questa giornata che, certamente, non è stata
una giornata della quale potremo vantarci né la maggioranza né
tanto meno la minoranza.
Onorevoli colleghi, noi stiamo affrontando in questi giorni la
vicenda più importante che riguarda la vita del Parlamento
siciliano ossia la decisione che riguarda sei milioni di abitanti,
il destino di tante famiglie, la necessità di fare scelte che
avranno ricaduta - non soltanto nell'immediato ma anche nel
prossimo futuro.
Se comprendo le eccezioni sollevate da alcuni colleghi, tuttavia
mi sfugge il senso - proprio perché sono un'eletta del popolo -
della strana contrapposizione che ci fa perdere di vista qual è la
funzione fondamentali alla quale siamo chiamati.
Il Presidente farà le sue scelte, determinerà una decisione che
sarà sicuramente improntata a saggezza e all'ascolto dell'Aula.
Da parte mia vi è il rammarico di non avere visto mettere da parte
quello che è stato certamente uno spiacevole incidente di percorso
rispetto ad una vicenda che è di straordinaria importanza.
Noi stamattina avremmo dovuto completare con l'approvazione della
legge finanziaria uno dei passaggi fondamentali che ci porteranno
nei prossimi giorni alla conclusione di questo dibattito.
Ho sentito anche cose indirizzate all'assessore Baccei che mi sono
suonate stonate perché non si può negare, perché sarebbe la verità
rovesciata, all'assessore Baccei e a questo Governo, il merito, il
merito di avere rimesso in piedi, dal punto di vista di finanze
disastrate, il destino di questa nostra Regione. A volte abbiamo
avuto anche troppo la memoria corta e abbiamo riversato sulla
quotidianità di un dibattito spesso difficile in quest'Aula le
dimenticanze rispetto ad un passato che ha aggravato la condizione
economica anzi l'ha determinata la condizione economica della
Sicilia.
Oggi c'è un governo, consentitemi di dirlo, e c'è anche un
assessore, e nella conclusione del dibattito di ieri, l'Assessore
ha messo in fila una serie di riflessioni che fanno naturalmente
traccia del lavoro su cui il Governo e la maggioranza si stanno
misurando che mi sembrano di grande svolta e non sono sfuggite, ne
sono sicura, non sono sfuggite ad orecchie attente e vigili che vi
sono anche nell'opposizione. Perché quando si parla di risanamento
si parla certamente di scelte complicate e difficili, ognuno di noi
tornando nel territorio, ha dovuto raccontare delle ristrettezze,
delle riduzioni dei tagli che sono stati fatti per rimettere in
piedi il bilancio della Regione, ognuno di noi, però, credo che
abbia il dovere di riconoscere che l'impostazione di questa legge
finanziaria va verso una prospettiva dei siciliani che è
completamente diversa dal passato perché nel momento nel quale si è
scelta l'impostazione che l'Assessore ieri sera ha enunciato che è
un'impostazione davvero a 360 gradi diversa rispetto al passato,
ognuno di noi ha avuto contezza di potere dare una testimonianza
vera alla Sicilia che la si ama e la si vuole servire nel modo
migliore.
Che tutto questo ci sia sfuggito e che vi sia stata una polemica
spicciola, secondo me, di bassissimo tenore, rivolta anche al
Partito democratico che, ieri, è vero non è intervenuto in Aula. Ma
non è intervenuto perché si riconosce interamente nell'impostazione
dell'assessore Baccei, interamente, perché ha assunto su di sé
l'azione di risanamento che è fondamento, è il primum vivere di
questa Regione. E' inutile pensare con nostalgia al passato. Il
passato ci ha lasciato le macerie. Ed è bene prendere atto che
queste macerie, cari amici e compagni pentastellati, sono sulle
nostre spalle e quindi si può certamente fare l'ostruzionismo che
si sta facendo in quest'Aula stamattina, la politica è anche
questo, la democrazia è anche questo, ma non perdiamo di vista
l'obiettivo fondamentale.
Lo chiedo, in particolare, a voi che so essere sensibili a questo
tema e che desidero coinvolgere in un'azione di prospettiva, di
risanamento.
Quindi, noi non rifugiamo dalle nostre responsabilità, le
assumiamo tutte sulle nostre modestissime spalle, sappiamo di
portare un peso gravosissimo. Né tanto meno, né tanto meno,
possiamo essere contenti che domani e mi chiede se qualcuno può
essere allegro perché si strappa un titolo, che domani sui giornali
siciliani si leggerà E' battuta la maggioranza
Credetemi, non è questo il tema. Il tema è, il tema è servire la
nostra Regione.
Allora, se sarà necessario, ma questo lo deciderà il Presidente,
del quale ho personalissima stima e di cui conosco ed apprezzo
l'autorevolezza da molto tempo e, quindi, non sono una improvvisata
nella conoscenza del Presidente.
Bene Se è questo il tema, il Presidente deciderà per il meglio
ma, stamattina, è giusto che da parte dei banchi del Partito
democratico venga una rivendicazione, consentitemi, serena, serena
ed anche orgogliosa del lavoro che si sta facendo.
Non credo che avremo applausi. Non ne avremo, perché, qui, in
questa terra, siamo abituati alle grandi mance, ai finanziamenti a
pioggia, alle scelte fatte sulla base di una simpatia territoriale.
Non è più questo il tempo
Il tempo è il rigore.
Onorevole Milazzo, lei parla tutte le volte in Aula, io l'ascolto,
abbia pietà, abbia pietà ed ascolti anche me.
Stia tranquillo, onorevole Milazzo, ho finito. Ho finito. La
ringrazio per la sua
PRESIDENTE. Onorevole Cirone, la invito a concludere.
CIRONE. Bene. Bene. Grazie ancora, onorevole Milazzo, per la sua
pazienza. Grazie ai colleghi. Ma è giusto che, ogni tanto, si
dicano alcune cose difficili e complicate, ma si dicano sino in
fondo.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, l'Aula è sospesa per cinque minuti
esatti, riprenderà con l'intervento dell'onorevole Vullo.
(La seduta, sospesa alle ore 14.12, è ripresa alle ore 14.16)
La seduta è ripresa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto chiedo
scusa all'Assemblea per essere stato un po' violento, però molte
volte ognuno di noi si accalora, molte volte ed io in particolare
abbiamo la nostra storia. Mio papà e mia mamma si sono conosciuti
in camera di sicurezza perché facevano uno sciopero per la lotta
per le terre nel '52, '53. Si sono conosciuti, si sono innamorati,
si sono sposati naturalmente al municipio. Credo che molti mentre
la mia famiglia faceva le battaglie per la terra e quant'altro
molti possibilmente erano vicino alla Democrazia Cristiana per
chiedergli il posto di lavoro per i propri figli.
Questo è un inciso della mia storia. Perciò quando si affrontano
determinati argomenti, uno come me che ha fatto tutto nella sua
carriera politica, dall'assessore al consigliere comunale, al
deputato e non sono mai stato chiamato per nulla, non conosco né i
carabinieri né la polizia, li conosco solo quando mi hanno rubato i
documenti e ho fatto una denunzia o quando mi hanno telefonato per
farmi l'estorsione e ho sono andato dai carabinieri a denunziare,
perciò figuratevi se mi devo arrabbiare su quello che ho sentito.
Ognuno di noi ha le proprie attività professionali, magari nei
comizi qualcuno va dicendo cose sbagliate, come oggi qualcuno ha
detto, ha parlato per Luca Sammartino dicendo delle cose ognuno ha
le proprie attività professionali, la propria famiglia e
quant'altro, l'importante che sia credo che qui tutti e 90 siamo
persone per bene. Volevo dire solo ed esclusivamente, vorrei
portare sullo scherzo: Alessandro a qualcuno spiegaglielo che tu a
Firenze non hai niente a che vedere perché abiti da 15 anni a Roma
e quando vai via e prenderai il taxi o la circum come a Catania o
corri come piace a te vai a Roma e non a Firenze .
Ma siccome, la mia amica, onorevole e compagna Marika Di Marco
Cirone ha fatto un intervento puntuale che condivido in toto,
condivido in toto. Ha detto delle cose esattissime, la verità è che
paghiamo lo scotto di tutto quello che è successo in questi
quarant'anni della nostra Sicilia.
E lo scotto purtroppo è uno scotto pesante, un fardello che ci
portiamo dappresso in maniera consistente.
Quando si parla di cose concrete, mi permetterei di dire in questo
di DPEF di una cosa che ritengo concreta, vorrei dare questo
suggerimento, ieri ne parlavo con l'assessore, il quale mi ha
risposto che siamo senza soldi.
Ma li dobbiamo trovare assessore In che senso Noi vediamo che
tutti i giorni i nostri figli, l'intelligenza siciliana va via. Si
trasferisce al nord in Europa, molte volte anche in Australia.
Tutti ragazzi che giornalmente si laureano, una buona parte va via.
Questo perché nelle aziende siciliane o nel meridione d'Italia i
dipendenti sono sotto le 15 unità, ed essendo sotto i 15
dipendenti, sono molte volte aziende familiari. Quando si tratta di
innovare questa Aziende, possibilmente i laureati si preferisce
lasciarli fuori.
In questo DPEF, in questo sviluppo che potrebbe avere la Sicilia.
Credo che se noi dessimo delle disponibilità a delle aziende per
assumere i laureati, affinché costoro possano dare un'impronta alle
aziende di innovazione, quella che oggi la società, il mercato
richiede. Questo potrebbe essere, trovare una posta di soldi per
metterla a disposizione delle aziende che possano assumere i
laureati.
Sono certo che questo porterebbe sicuramente un vantaggio si alle
aziende che ai ragazzi, perché in questo momento possiamo usufruire
della cosiddetta legge Renzi' che ha sostituito la legge n. 407.
Ci sono di benefici fiscali. Se noi diamo un contributo alle
aziende. Credo che questo contributo per i laureati possa essere
importante per dare 1000, 2000 posti di lavoro, come si è fatto per
garanzia giovani dove la Sicilia è stata al primo posto per circa
50 mila posti di lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. A seguire
per l'ultimo intervento l'onorevole Vinciullo.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
ascoltato con molta attenzione tutti gli interventi. Sono stato
indeciso se intervenire fino all'ultimo perché gli spunti di
discussione sono stati molteplici. Mi dispiace molto quando si
alzano i toni oltre certi limiti.
Non ho potuto fare a meno di fare una considerazione che mi ha
portato a parlare con voi e con chi ci ascolta da casa.
Perché diventa così aspra la discussione, perché questo documento
è una toppa che, secondo me nemmeno andava presentata oggi. Non
andava presentata per decenza e per rispetto del Regolamento.
Questo ovviamente scatena le reazioni, perché in politica spesso ad
un'azione corrisponde una reazione, spesso uguale o anche contraria
di eguale misura. E' evidente che noi avendo qui una funzione di
rappresentanza politica, dobbiamo rendere conto di quello che
facciamo soprattutto fuori da qui.
Quando da quest'Aula vengo sovvertite quelle che sono le regole e
i Regolamenti, automaticamente l'opposizione che, ha la funzione di
controllo, ovviamente non può fare a meno di rimarcarlo ed è quello
che noi dal nostro punto di vista politico abbiamo fatto,
semplicemente.
Mi spiace che il collega Sammartino, ci reputi quasi dei politici
per caso, capitati qui dentro per una contingenza storica
particolare.
Con questa affermazione - a parer mio - commette, in primis, una
ingenuità; in secondo luogo è anche una forma di poco rispetto
verso una gran parte di elettori, sempre crescenti in questa
Regione e in questa nazione, che si è estremamente stancata del
vecchio gioco politico che subiamo sistematicamente da più di un
paio di decenni.
Poi, giustamente, esponenti della maggioranza, e anche
dell'opposizione, dicono con chiarezza che hanno avuto varie
funzioni nei vari gradi, mi riferisco all'ultimo intervento
dell'amico Vullo, che, giustamente, sottolinea che molti dei nostri
migliori' vanno fuori: finiscono di studiare e partono.
Ma questa non è implicitamente un'ammissione di fallimento di
tutta una classe politica che ha gestito questa Regione nell'ultimo
trentennio? Non dovrebbe bastare questo a prendere coscienza del
fallimento totale delle politiche di sviluppo degli ultimi
trent'anni di questa Regione? Lo dite voi stessi. Lo affermate voi
stessi.
Il dato politico oggi è evidente: questa maggioranza, che non è
altro che una macedonia di varie anime, di diverse estrazioni, di
diversi interessi, e anche di diverse personalità, non esiste.
Noi siamo un gruppo politico che si reputa composto da semplici
dipendenti dei Siciliani'. Ed essendo dei dipendenti noi abbiamo
l'obbligo morale e il dovere civico di essere presenti sempre
quando l'impegno istituzionale lo impone.
Abbiamo votato 42 persone su 90: è questo il dato politico
incontrovertibile.
Cominciate a guardare dentro casa vostra. Cominciate a trovare un
po' di coesione, se veramente volete portare questa terra fuori
dalle secche nelle quali voi stessi l'avete portata. E soltanto
dopo potremo discutere di vera politica, perché fino adesso di
politica in Sicilia, negli ultimi tre anni, non se n'è vista.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Alfio Papale ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Rettifica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai fini del resoconto
stenografico, l'onorevole Ciancio comunica che nel suo intervento
ha citato erroneamente l'onorevole Ruggirello al posto
dell'onorevole Panarello.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del DPEF per gli anni 2016-2018
PRESIDENTE. Riprende la discussione del DPEF per gli anni 2016-
2018.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Onorevole Milazzo la
tranquillizzo: ero intervenuto in quanto relatore del disegno di
legge che abbiamo introitato precedentemente.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i deputati, in
modo particolare l'ultimo, quello dell'onorevole Tancredi.
Credo che su molte cose dette dall'onorevole Tancredi bisogna
riflettere, perché sono cose amare, che fanno male, ma che
oggettivamente rispondono alla verità. Per cui il dibattito di oggi
è stato sicuramente importante, positivo per tutti; anche perché ha
dato a molti di noi la possibilità di riflettere e di farci un
esame di coscienza su quello che è il comportamento che deve
caratterizzare ognuno di noi che ha assunto un impegno con gli
elettori e che questo deve onorare tutti i giorni, in modo
particolare i giorni in cui c'è Aula.
In secondo luogo mi rivolgo all'assessore. Assessore noi abbiamo
bisogno di avere il bilancio, perché non possiamo continuare a non
avere una copia del bilancio, né è sopportabile - glielo dico con
l'affetto che caratterizza i nostri rapporti e con l'amicizia che
le ho sempre dimostrato - che questo Parlamento debba apprendere
della finanziaria attraverso i giornali.
Questo è inammissibile e insopportabile, cioè che i componenti del
Governo trovino il tempo di dare una copia del bilancio ai giornali
e non trovino il tempo di passare il bilancio a questa Assemblea è
un fatto strano e veramente insopportabile e mi auguro non debba
più succedere.
Veda, su questa vicenda, lo dico ai colleghi che a cominciare
dall'onorevole Assenza hanno parlato di impossibilità di ritornare
su questo argomento. La prima cosa: vorrei ricordare a tutti voi,
non è stato assolutamente bocciato il DPEF, non è passato l'ordine
del giorno con il quale si chiedeva di ritenere valido per il
prossimo triennio il DPEF. Non abbiamo su questa vicenda un
regolamento chiaro, perchè non esiste, abbiamo soltanto i moris
maiorum, avrebbero detto i latini, l'esperienza che è accaduta
quando l'onorevole Formica - lei ricordava - presiedeva con
autorevolezza questa Assemblea e poi, non approvato il 189, abbiamo
approvato i 188.
Di conseguenza, così come è successo in quell'occasione, forti di
quella esperienza che poi anche il Commissario dello Stato ritenne
valida, la Commissione Bilancio , ha pensato di preparare questo
ordine del giorno che, onorevole Tancredi, non vuole umiliare gli
interventi di nessuno di voi, ma cerca anzi di fare tesoro di tutte
le cose che sono state dette. Tanto è vero che l'ordine del giorno
dice: con le seguenti integrazioni , e indichiamo una serie di
integrazioni che sono uscite dagli interventi di tutti i deputati,
nessuno escluso.
Devo dire che poi, dopo la presentazione dell'ordine del giorno,
sono venute altre sollecitazioni dall'onorevole Malafarina, dal
Presidente Di Giacinto e, pertanto, siccome l'ordine del giorno può
essere subemendato, è chiaro che la Commissione fa proprie le
considerazioni che state espresse dall'onorevole Di Giacinto e,
quindi, riteniamo che sia importante aggiungere nel penultimo
capoverso: nell'attuale fase di difficoltà economica regionale, si
raccomanda di prevedere misure di sostegno per le fasce disagiate
della popolazione, per lo sviluppo, il credito e la semplificazione
amministrativa .
Però, e lo dico all'opposizione, onorevole Cancelleri, a lei e a
tutti quelli che avete parlato con interesse di questo argomento:
nessuna violazione verrà fatta e nessuna violenza nei confronti di
questo Parlamento.
Per cui, Presidente, le chiedo di convocare, come giusto che sia,
la Conferenza dei Capigruppo, possibilmente per oggi pomeriggio
stesso e allargarla ai presidenti di Commissione, in maniera tale
che si stabilisca il calendario, non solo della discussione di
questo ordine del giorno e del disegno di legge che abbiamo
incardinato questa mattina, ma anche di quelli che devono essere i
momenti salienti che devono portare da qui a 15 giorni
all'approvazione della Finanziaria.
io non sono tanto vecchio, ma credo di non aver mai visto una
Finanziaria approvata entro il 15 gennaio e che non c'è stato mai
nella storia di questo Parlamento, negli ultimi vent'anni almeno,
un esercizio provvisorio.
Ecco, l'impegno potrebbe essere quest'anno di non andare
all'esercizio provvisorio per garantire e assicurare ai lavoratori,
penso per esempio ai precari su cui adesso il Governo nazionale,
Camera e Senato, hanno approvato un provvedimento importante che
riguarda anche l'inserimento di coloro i quali lavorano in comuni
in dissesto, in pre-dissesto o assimilati.
Per questo motivo, Presidente Lupo, nel ringraziarla per la
consuetudine che la caratterizza di essere assolutamente imparziale
e garantire serenità a questa Assemblea, ritengo opportuno
convocare la conferenza dei Capigruppo in maniera tale che nella
Conferenza l'Assessore ci comunica quando arriverà il bilancio e,
avendo la certezza dell'arrivo del bilancio, possiamo programmare
l'attività per arrivare velocemente all'approvazione del bilancio.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho chiesto di intervenire prendendo spunto, anzi da un
paio di spunti che arrivano dal Presidente Vinciullo.
Per quanto riguarda il bilancio e la Finanziaria, li stanno
completando. Appena mi libero dai lavori d'Aula dovrei firmarli
insieme al Presidente e dovremmo depositarli oggi.
Relativamente alle comunicazioni che sono arrivate alla stampa,
come avrete notato finchè la finanziaria non è arrivata in Giunta
non è uscito assolutamente niente.
Io è un po' di tempo che ci lavoro per cui non vengono certo da me
le notizie. Tutti sanno che io sono molto riservato su tutte le
informazioni, particolarmente su queste, considerando anche la
difficile situazione in cui versa l'Isola, difficoltà che hanno le
persone. Per cui, come ho sempre detto fin dall'inizio, per evitare
tensioni di carattere sociale ho sempre preferito tenere le
informazioni molto riservate.
Ho apprezzato molto le parole del Presidente Vinciullo
relativamente all'esercizio provvisorio che io vorrei, come ho
detto, evitare per due ordini di motivi. Uno, perché con la nuova
normativa del 118 tutto diventa molto, molto più complicato negli
adempimenti da fare e penso che in questo momento abbiamo
tantissime cose da fare; eviterei di perdere tempo raddoppiando
inutili adempimenti laddove è possibili evitarli ma, soprattutto,
perché anche l'anno scorso abbiamo sperimentato cosa vuol dire
l'esercizio provvisorio.
L'esercizio provvisorio vuol dire fare partire in ritardo i
forestali a lavorare, quindi non avere il personale
dell'antincendio quando serve; vuol dire dare ritardo ai comuni,
agli enti, nell'approvare i propri bilancio e quindi nel ricevere
le risorse finanziarie. Quindi, fare l'esercizio provvisorio vuol
dire bloccare l'operatività in Sicilia e creare ulteriori disagi e
svantaggi a persone che già hanno forti difficoltà di altro tipo.
Queste sono le motivazioni che ci stanno spingendo e ci stanno
facendo lavorare per evitare l'esercizio provvisorio e dare da
subito un bilancio definitivo.
Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo un po' ritardato, e
per questo mi scuso con gli onorevoli deputati, con tutti gli
uffici perché abbiamo voluto avere un po' più di certezza sul lato
delle entrate.
Sapete della trattativa. Solo ieri sera è stata approvata la
manovra finanziaria anche al Senato. Almeno su quella parte siamo
certi di avere una informazione ormai sicura, per cui diamo un po'
più di certezza al bilancio. Nel frattempo, siamo andati
ulteriormente avanti anche per gli altri 500 milioni, le trattative
con lo Stato, abbiamo trovato anche concordato la maniera di
rappresentarle al bilancio. Per cui, questi motivi, dopo che io
avevo portato un primo bilancio in Giunta che però non aveva la
certezza, a parere della Giunta, ma era anche una delle indicazioni
che davo io, non aveva la certezza di essere approvato.
Per cui, mi prendo la responsabilità di avere ritardato i tempi,
ma di nuovo è tutto nell'ottica di fare un bilancio definitivo per
cercare di evitare di creare ulteriori difficoltà sui lavoratori
forestali, sui precari, sui comuni e sugli enti regionali.
So che vi chiederò uno sforzo, che dovremo lavorare in tempi brevi
su una legge complessa e probabilmente non ci sarà il tempo che
sarebbe necessario per valutare i vari articoli, per avere il
dibattito, dovremmo fare tutto in maniera un po' accelerata ma
penso che questo sforzo sia importante per riuscire a fare lavorare
in più tranquillità le persone che stanno lavorando per la Regione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Federico e Figuccia hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del Documento di Programmazione Economico-
Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno n. 513. Io ho ascoltato con attenzione gli
interventi che si sono via via susseguiti in merito alla non
approvazione dell'ordine del giorno accettato da Governo sul
Documento di programmazione economico finanziaria.
Ho conseguentemente preso atto che al momento non sussistono
ancora le condizioni per procedere oltre nella seduta e che,
pertanto, sarebbe più opportuno e proficuo rinviarla, come da
calendario dei lavori, a martedì 29 dicembre 2015, nella dirimente
considerazione che per quella stessa data, 29 dicembre 2015, alle
ore 14.00, è convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per programmare i lavori della sessione di bilancio e
che in quella sede si potrà anche affrontare l'argomento che qui
oggi è stato trattato sulla situazione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Pertanto, apprezzate le circostanze, la seduta è rinviata a
martedì, 29 dicembre 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2016-2018
Relatore: on. Vinciullo
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione
per l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio pluriennale per il
triennio 2015-2017. Modifica di norme . (n. 1108/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Germanà
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità costituzionale
promossi innanzi alla Corte Costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
La seduta è tolta alle ore 14.41
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio