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Resoconto d'Aula della Seduta n. 303 di mercoledì 23 dicembre 2015
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   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 10.31

   VULLO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Lentini e Giuffrida.

   L'Assemblea ne prende atto.

   dalla carica di deputato regionale e conseguente cessazione dell'af-
   fidamento delle funzioni di deputato regionale supplente dell'onore-
   vole Bandiera
   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Comunicazione di cessazione della sospensione dell'onorevole
                               Sorbello
      dalla carica di deputato regionale e conseguente cessazione
   dell'affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
                   supplente dell'onorevole Bandiera

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta a mezzo pec in  data
  22  dicembre 2015, il prof. avv. Daniel Amato, legale  di  fiducia
  dell'onorevole  Sorbello, ha trasmesso -  nell'interesse  del  suo
  assistito   -  copia  conforme  del  dispositivo  della   sentenza
  pronunciata dalla Suprema Corte di Cassazione, sez. VI penale, sul
  procedimento  numero  registro generale  29198-2015,  sentenza  di
  annullamento senza rinvio della pronuncia di condanna della  Corte
  di  Appello  penale di Catania num. reg. 59-2014 del  16  dicembre
  2014.
   Do pertanto integrale lettura del suddetto dispositivo:
    La  Corte suprema di Cassazione, sesta Sezione, all'udienza  del
  21  dicembre  2015 di pubblica udienza, collegio I, ha pronunciato
  la  seguente  sentenza sul procedimento numero  registro  generale
  29198-2015  proposto  da Cannata Giuseppe, Di  Battista  Giovanni,
  Gigliuto  Sebastiano, La Rosa Salvatore, Scollo Antonino, Sorbello
  Giuseppe  avverso  la  sentenza della Corte d'appello  di  Catania
  numero  registro  59-2014 in data 16 dicembre  2014  in  grado  di
  appello dell'altra del tribunale di Siracusa numero registro  788-
  2007 in data 25 novembre 2011.
   La  Corte  suddetta  annulla senza rinvio la  sentenza  impugnata
  perché il reato è estinto per prescrizione.
   Si rilascia a richiesta di parte o difensore (articolo 116 CPP  e
  articolo 43 Disp. Att. CPP), per gli usi consentiti

  Roma 22 dicembre 2015

  Il Cancelliere'
   Conseguentemente,   ai   sensi  dell'articolo   8   del   decreto
  legislativo n. 235 del 2012 ( legge Severino ), a decorrere dal 21
  dicembre  2015,  data  della  lettura  in  pubblica  udienza   del
  superiore dispositivo, cessano tanto la sospensione dell'onorevole
  Sorbello  dalla carica di deputato regionale, quanto il  correlato
  affidamento  temporaneo  delle  funzioni  di  deputato   regionale
  supplente in capo all'onorevole Bandiera.

    L'Assemblea ne prende atto.

   di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2015 e  al
   bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica di norme'
   (n. 1108/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Discussione del disegno di legge «Ulteriori variazioni al
   bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
  2015 e al bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica
                          di norme» (1108/A).

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno recante:
   Discussioni dei disegni di legge .
   Avverto  che si procederà ad incardinare il disegno di  legge  di
  cui  al numero 1),  Ulteriori variazioni al bilancio di previsione
  della  Regione  per  l'esercizio finanziario 2015  e  al  bilancio
  pluriennale  per  il triennio 2015-2017. Modifica  di  norme   (n.
  1108/A).
   Invito,  pertanto, i componenti dalla II Commissione  Bilancio  e
  Programmazione  a prendere posto nell'apposito banco.
   Dichiaro aperta la discussione generale, ha facoltà di parlare il
  presidente  della II Commissione e relatore, onorevole  Vinciullo,
  per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori. In  data  19  novembre
  2015,  il  Governo ha presentato un disegno di legge,  dal  titolo
   Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2015 ed al bilancio  pluriennale  per  il
  triennio 2015/2017.
   La  proposta è arrivata in commissione bilancio e la commissione,
  immediatamente, chiesti i pareri ai vari uffici, ha ritenuto,  non
  solo  di  approvare  il  disegno di legge,  ma  di  aggiungere  un
  ulteriore  emendamento  a  favore dei  lavoratori  di  Riscossione
  Sicilia  che  rischiano di perdere il loro  posto  di  lavoro,  in
  quanto   la  società  non  è  più  nelle  condizioni  di  svolgere
  l'attività per la quale è stata chiamata, dal momento  che  ha  la
  necessità   di   avere  ulteriore  risorse  per  potere   chiudere
  l'esercizio finanziario 2015.
   Di   conseguenza,  il  provvedimento  che  era,  originariamente,
  composto  solo  da due articoli, è stato ulteriormente,  ha  avuto
  aggiunto  un  ulteriore articolo  e, quindi, da 4  articoli  siamo
  passati a 5.
   In  modo  particolare, è il primo articolo quello  che  ha  avuto
  maggiore attenzione da parte, ma anche da parte dei colleghi,  con
  delle  incomprensioni  che, credo, poi,  in  commissione  bilancio
  siano    state   ampiamente   superate   con   la   riproposizione
  dell'articolo e con l'esibizione di una serie di documenti chiesti
  dai  deputati, che hanno portato, poi, ad una conclusione positiva
  dell'emendamento.
   In  particolare, con l'articolo 1, del presente disegno di legge,
  sono   stati  aggiunti  due  commi  all'articolo  1  della   legge
  regionale,  30  settembre  2015, n. 21, cioè  all'assestamento  di
  bilancio, al fine di ridefinire l'importo del disavanzo, derivante
  dal  riaccertamento  straordinario dei residui,  deliberato  dalla
  Giunta  di Governo il 10 agosto 2015. Era la delibera n. 204/2015,
  di  cui  al  comma  4, dell'articolo 1, della legge  regionale  n.
  21/2015.
   I  principi  contabili contenuti nell'allegato  4/2  del  decreto
  legislativo  n.  118/2011 e successive modifiche  ed  integrazioni
  prevedono,  appunto,  9.3,  la  possibilità  della  copertura  del
  disavanzo di amministrazione, a seguito del riaccertamento pari ad
  euro   6.963.105.178,16,  determinato  con  l'allegato   5/2.   Di
  conseguenza  il Governo ha presentato questo articolo che  prevede
  la copertura finanziaria dell'IVA per gli ultimi mesi del 2015.
   La Commissione ha ritenuto che questa proposta del Governo potesse
  essere accolta, anche perché vorrei ricordare che siamo in assoluto
  l'ultima  regione d'Italia a non avere ancora firmato l'accordo  di
  programma  quadro  con  Trenitalia e  perché  evidentemente  questa
  risorsa era necessaria per potere giungere a questa conclusione.
   Tale  accordo  disciplina il trasferimento delle  funzioni  e  dei
  compiti  di  programmazione  e  di amministrazione  in  materia  di
  servizi  ferroviari  di  interesse  regionale  e  locali  ai  sensi
  dell'articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422  e
  dell'articolo  1  del  D.P.R.  17.12.1953,  n.  1113  e  successive
  modificazioni.  Successivamente in  particolare  l'articolo  3  del
  citato     accordo     di     programma     quantifica     in
  centoundicimilacinquecentotrentacinquenovecentoventi le risorse  da
  trasferire annualmente alla Regione per l'esercizio delle  funzioni
  e  dei  compiti che sono stati a lei assegnati, precisando al terzo
  comma  che  detto importo è però a netto dell'IVA i cui oneri  sono
  rimborsati dallo Stato con le modalità di cui all'articolo 9, comma
  4  della  legge 472 1999 e del successivo decreto interministeriale
  del  22  dicembre  del 2000. La stipula del contratto  col  gestore
  rende pertanto necessario assicurare la copertura finanziaria delle
  somme  dovute  al  gestore a titolo di IVA che,  a  differenza  dei
  corrispettivi  al netto dell'IVA, già in corso di trasferimento  da
  parte dello Stato, vengono rimborsati con una tempestività che  non
  coincide  con  quella  a  cui  la Regione  deve  procedere  per  il
  pagamento  dei  corrispettivi e quindi in misura integrale,  atteso
  che  lo Stato detrae dal predetto rimborso la quota dell'IVA dovuta
  all'Unione  Europea.  Più in dettaglio ai  sensi  dell'articolo  9,
  comma   4,   della   legge  477  1992  e  del  successivo   decreto
  interministeriale  attuativo  del  22  dicembre  2000  l'IVA  viene
  corrisposta   con  un  meccanismo  di  anticipo  e  rimborso   così
  strutturato:  entro il termine tassativo del 28 febbraio  dell'anno
  di  riferimento deve essere richiesto un acconto pari al 70% che la
  Regione attesta di corrispondere nell'anno sulla base del contratto
  di  servizio  in essere con il gestore, entro il termine  tassativo
  del  30  aprile di ciascun anno, deve essere inoltre  richiesto  il
  rimborso del saldo pari alla differenza tra l'anticipo richiesto  e
  l'IVA  effettivamente  pagata al gestore nell'anno  precedente.  Ai
  sensi  del  comma 3 dell'articolo 2 del citato decreto ministeriale
  dalla  quota  IVA  spettante alle regioni a Statuto  speciale  deve
  essere  preliminarmente  detratta  la  quota  spettante  all'Unione
  Europea,  a  riguarda  si rappresenta che in  base  alle  decisioni
  comunitarie  n. 335 del 26 maggio 2014 il contributo dell'Italia  e
  l'Unione  Europea a titolo di risorsa IVA per il   per  il  periodo
  2014-2020  è commisurato da un'aliquota di prelievo pari allo  0,3%
  sulle  basi  imponibili nazionali. I calcoli necessari al  fine  di
  quantificare gli importi spettanti alla Regione a titolo di acconto
  e  rimborso  dell'IVA  sono  stati pertanto  effettuati  applicando
  all'imponibile  del  contratto di servizio tale  aliquota  0,3%  di
  prelievo. Si rappresenta che lo schema di contratto di servizio  da
  sottoscrivere con Trenitalia deve includere in base al sopra citato
  accordo di programma anche i servizi che sono stati resi nel  2015.
  Con la copertura del presente disegno di legge prevede di procedere
  nell'anno 2015 in considerazione dell'approssimarsi della  chiusura
  dell'esercizio  finanziario al pagamento di una sola  trimestralità
  dei  corrispettivi  dovuti  per il 2015 a  Trenitalia  e  determina
  pertanto  un  onere di 2.788.398,00 pari al 10% della trimestralità
  versata dallo Stato.
   La copertura del maggior onere per l'esercizio finanziario 2015  é
  assicurata  con  parte  delle  disponibilità  del  capitolo  243311
   Interventi  in  favore dei comuni per il ripianamento  dei  debiti
  relativi  al  servizio di gestione integrata dei rifiuti .  Per  le
  restanti  quote si provvederà nell'ambito della manovra finanziaria
  per il triennio 2016/2018.
   Con  l'articolo  3, che sta creando, non poche preoccupazioni,  in
  quasi  800  lavoratori e che, comunque, merita lo stesso di  essere
  preso in considerazione, dal momento che trattasi della Società  di
  Riscossione  ,  a cui la Sicilia affida il dovere e il  compito  di
  riscuotere per essa.
   Con  l'articolo  3,   del presente disegno di legge,  al  fine  di
  preservare  la  continuità  nella  prestazione  dei  servizi  della
  società  Riscossione Sicilia S.p.A., e consentire l'attuazione  del
  piano  di riorganizzazione predisposto dalla stessa, è autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario 2015, la spesa di 2.500  migliaia  di
  euro per la ricapitalizzazione della società.
   La   situazione  di  grave  crisi  finanziaria  della  società   è
  dimostrata  dai  dati  forniti  dal Governo,  secondo  i  quali  il
  capitale  sociale risulta totalmente eroso dalle perdite,  come  di
  seguito indicato:
   Capitale sociale al 31/12/2014 10.400.000
   Residuo perdite 2014 portate a nuovo - 1.174.000
   Perdite periodo 1/1/2015 al 30/9/2015 -11.610.968
   Patrimonio netto al 30/9/2015 - 2.384.968
   Tale  situazione  sconta le criticità connesse al  rimborso  degli
  introiti  relativi alle spese esecutive e dei diritti  di  notifica
  maturati  nel  periodo  2011-2014, nonché il mancato  introito  dei
  crediti  vantati  nei confronti degli enti impositori.  Infatti  la
  maggior  parte  dei ricavi della società è di natura commissionale,
  essendo  relativi principalmente ai compensi per recupero spese  su
  procedure coattive. Relativamente al periodo 2000-2013 la legge  di
  stabilità 2015 ha previsto che lo Stato provvederà a pagare  34.423
  migliaia di euro in 20 rate annuali a partire da giugno 2018  tutti
  i  diritti  e  le spese maturati dall'Agente della Riscossione  nei
  confronti  dei  Comuni previa istanza al MEF.  La  società  ha  già
  provveduto a trasmettere tale istanza.
   Anche  se,  a onor del vero, la Commissione Bilancio,  più  volte,
  ripetutamente  ha chiesto il piano industriale che la  Società,  ad
  oggi, non ha ancora depositato in Commissione Bilancio e che rimane
  oggettivamente  un  fatto grave e che torniamo a sollecitare  anche
  dai banchi della disposizione Bilancio.
   La presente disposizione si rende, pertanto, necessaria al fine di
  consentire il ripristino del capitale sociale e l'attuazione di  un
  piano di riorganizzazione.
   La copertura del relativo onere, per l'esercizio finanziario 2015,
  è  assicurata  mediante riduzione delle disponibilità dei  capitoli
  indicati al comma 2.
   L'articolo 4 del disegno di legge in esame abroga i commi  2  e  3
  dell'articolo 54 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, al fine
  di  armonizzare  la  previsione  legislativa  sull'esercizio  delle
  funzioni   di   controllo   sui   programmi   operativi   regionali
  cofinanziati  dalla  Commissione  europea,  alla  riduzione   delle
  strutture  intermedie  e  delle unità operative  di  base  disposta
  dall'articolo 49 della citata legge regionale n. 9/2015.
   Signor  Presidente, questa è la relazione che è stata  predisposta
  dalla  Commissione, che io condivido, e pertanto portiamo all'esame
  dell'Aula  questo  disegno di legge, con  la  preghiera  che  possa
  essere approvato il più presto possibile. Grazie.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
  chiusa  al  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame  degli  articoli. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Il  termine per la presentazione degli emendamenti è fissato entro
  le ore 18.00 di lunedì, 28 dicembre 2015.

   finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Seguito della discussione del documento di programmazione
        economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  Documento  di  Programmazione  Economico-
  Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 511 di approvazione  del
  Documento di Programmazione Economico-Fnanziaria.

   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Votazione per scrutinio nominale del Documento di Programmazione
        Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
  del giorno  n. 511.
   Chiarisco il significato del voto:  chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale.

   Presenti e votanti    45
   Maggioranza           23
   Favorevoli            21
   Contrari              21
   Astenuti               3

                       (L'Assemblea non approva)

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.09, è ripresa alle ore 12.16)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Dipasquale, Barbagallo e Dina.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   ANSELMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  alla
  luce  del  dibattito  d'Aula e tenuto conto dell'ultima  votazione,
  visto  il  precedente,  tra i tanti non ultimo quello del Dpef  del
  2010-2013,  le annuncio che abbiamo presentato un nuovo ordine  del
  giorno  che  tiene  proprio conto di quello che è  stato  discusso,
  delle  considerazione che sono state fatte in Aula e le  chiedo  di
  valutare la possibilità di votarlo subito.

                (Proteste del  Movimento Cinque Stelle)

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  visto
  che  lei  rappresenta  un  presidio  di  legalità,  rispettoso  del
  Regolamento  che tutela tutti i parlamentari, io le chiedo  di  non
  accogliere  la richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare  di
  maggioranza  del Partito Democratico perché non è possibile,  anche
  perché  se  avessero  scritto  un  documento  con  delle  modifiche
  sostanziali nel rispetto di ogni deputato, perché questo è previsto
  dal  Regolamento,  le  chiederei  del  tempo,  oggettivamente,  per
  vederlo, perché se sono sostanziali è giusto che ogni collega abbia
  il  tempo  per  vederlo,  quindi oggi, comunque,  non  è  possibile
  procedere   con  questo  ordine  del  giorno,  quindi   le   chiedo
  cortesemente  di  rispettare  la correttezza  e  tutti  i  colleghi
  deputati in Aula.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ero
  assessore per il Bilancio e non ricordo qual è stato allora l'iter,
  però,  al  fine  di  evitare  che ci  sia  in  questo  momento  una
  situazione  difficile  per  tutti  quanti,  perché  credo  che   un
  Documento è sempre un fatto politico, soprattutto un fatto politico
  per  la  maggioranza  che, certamente, non ha  raggiunto  i  numeri
  necessari, vorrei proporre senza entrare nel merito,  - mi permetto
  di  dire  di  quello  che  ha detto l'onorevole  Anselmo  -,  fermo
  restando questo ordine del giorno, signor Presidente, convochi  una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  per  giorno  29
  dicembre, mattina,  in maniera tale che subito dopo, al pomeriggio,
  possiamo benissimo, convochi  la seduta d'Aula per poi valutare  il
  Documento di programmazione economico-finanziaria con gli  appositi
  strumenti  che sono previsti dalla consuetudine e potere avere  uno
  strumento  che  ci  dà il là a proseguire la stagione  dell'impegno
  dell'Assemblea proposito del bilancio.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, come i colleghi avranno  sicuramente
  notato non sono intervenuto nel dibattito di ieri sul Documento  di
  programmazione  economico-finanziaria - almeno  lessicalmente  così
  definito - perché tecnicamente e sostanzialmente era solo un cumulo
  di  luoghi  comuni,  privo  di qualsiasi  aderenza  alla  realtà  e
  soprattutto privo di qualunque seria progettualità per un'Isola che
  ne avrebbe bisogno.
   Presidente, mi fermo un attimo perché almeno un rappresentante del
  Governo dovrebbe essere in Aula in questo momento.

   PRESIDENTE.  Invito  gli Assessori Gucciardi,  Marziano,  la  Vice
  Presidente della Regione, Assessore Lo Bello, a prendere  posto  ai
  banchi  del  Governo  e  di  ascoltare con attenzione  l'intervento
  dell'onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Non  sono  dunque intervenuto per  quei  motivi,  perché
  credevo   che  commentare  un  Documento  assolutamente  privo   di
  qualsiasi addentellato concreto e di qualsiasi idea progettuale per
  il futuro di questa nostra Isola era veramente fiato sprecato.
   A  nulla  è  valso il tentativo, che mi limito a definire  tra  il
  patetico  e  presuntuoso,  dell'Assessore  per  l'economia  che  ha
  cercato  di  ridare fiato a qualcosa che era già defunto  prima  di
  venire in Aula.
   La  prova che non poteva avere i piedi per camminare è stata  data
  dal voto di poc'anzi.
   Presidente, lei è il massimo rappresentante dell'Assemblea  ed  ha
  le  capacità  che  io le riconosco e la dirittura  morale  per  non
  prestarsi a giochetti di parte.
   Su questo documento l'Aula si è pronunciata e si è pronunciata con
  un  voto  libero  e palese, bocciandolo. Questo documento  non  può
  essere ripresentato così in Aula questa mattina.
   L'ordine  del  giorno che vorrebbe, surrettiziamente, reintrodurlo
  all'attenzione  dell'Aula è assolutamente inammissibile  perché  se
  mai  deve riprendere l'iter, lo si deve fare attraverso l'esame  in
  Commissione  Bilancio .
   Presidente, rivotare oggi in Aula sarebbe un abuso gravissimo

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque stelle)

   Che lei non può e non deve consentire
   Un  Governo  serio - e qui il discorso è politico -  non  dovrebbe
  aspettare  un  minuto  in più a dimettersi e ridare  la  parola  ai
  siciliani.   Voi   state  facendo  un'operazione   di   accanimento
  terapeutico sulla pelle del nostro popolo.
   Questo non può e non deve essere consentito.
   Al  di  là dei soccorsi di tanti amici - che continuano a rimanere
  tali  ma  certamente non dal punto di vista politico  -  che  hanno
  pensato di porre in soccorso di questo pseudo-vincitore, allargando
  a   dismisura,   ne  abbiamo  poi  avuto  la  prova,   in   maniera
  assolutamente  inutile  un  Governo  che  non  ha  più  ragione  di
  esistere.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, inviterei la Presidenza  e  anche  i
  colleghi  a  prestare un po' di attenzione perché ci  sono  momenti
  durante  i quali - magari - si discutono argomenti meno importanti,
  ci  sono  momenti in cui si discutono argomenti che sono  il  cuore
  dello  Statuto e del Regolamento d'Aula che è a garanzia di  tutti,
  di  chi è oggi maggioranza, di chi è oggi opposizione ma che domani
  i ruoli si possono invertire.
   Presidente,  ci  sono  pochi  punti  nel  Regolamento  delle  Aule
  parlamentari che non sono superabili.
   Uno  di questi punti è certamente la disciplina che regolamenta  i
  documenti  finanziari, contabili e di bilancio che sono  alla  base
  della  vita delle istituzione ma, a cascata, del Governo, dei  vari
  rami
  degli assessorati e dei cittadini.
   Caro Presidente, la bocciatura del DPEF e l'ordine del giorno  che
  approva il DPEF non è un intoppo momentaneo, un inciampo momentaneo
  che è accaduto.
   Voglio  fare  notare  che  ieri sera  si  è  rinviato  il  voto  a
  stamattina proprio perché in Aula non c'era la maggioranza. Avevamo
  chiesto  di  votarlo  ieri  sera.  La  Presidenza  ha  rinviato   a
  stamattina  perché  mancava  la  maggioranza  e  ha  precisato,  la
  Presidenza,  alle 10.00 puntuali, nonostante le avessi  chiesto  di
  andare  alle 11.00 e lei ha asserito che non si poteva andare  alle
  11.00  perché era fondamentale che alle 11.00 in punto ci fosse  la
  maggioranza in Aula. Le parole sono pietre.
   Cosa ne dovrei dedurre? Cose se ne potrebbe e si dedurrà? Che  c'è
  un  problema  di  maggioranza serio, grave.  Perché  nonostante  il
  rinvio  ad oggi la maggioranza non si è presentata in Aula  neppure
  stamattina.
   Detto  questo,  signor  Presidente, e al di là  delle  valutazioni
  politiche, che faremo tutti sul fatto che siamo in presenza di  una
  maggioranza  raccogliticcia che litiga su tutto e che sta  lì  solo
  per la poltrona, andiamo all'esame e al rispetto dei regolamenti.
   Non è possibile che si possa andare avanti facendo finta che nulla
  è  accaduto  e invocando il precedente del 2009, allora  presiedevo
  io,  ricordo perfettamente, è stato bocciato il DPEF, si è  passato
  all'esame  dell'altro documento successivo che è  stato  approvato,
  che  bocciava  il  DPEF,  come prevede il Regolamento  interno.  Ma
  allora,  Presidente,  è  accaduto uno  stravolgimento  politico  in
  conseguenza  di  questo voto, bestiale, e c'è stato addirittura  il
  ribaltone,  in  conseguenza  di quel voto.  Questo  a  testimoniare
  l'importanza  fondamentale che riveste questo  semplice  documento,
  questo  semplice  ordine del giorno che tale non  è.  Tant'  è  che
  allora ha avuto le conseguenze che ha avuto.
   Ma  c'è  un  altro  fatto fondamentale per il  quale  non  si  può
  procedere   come  pare  voglia  fare  la  maggioranza,  così   come
  annunciato  dal Presidente del Gruppo parlamentare del PD,  e  cioè
  quello  di  fare finta di niente e passare all'approvazione  di  un
  altro ordine del giorno.
   Voglio  ricordare  che anche questo scarno,  anomalo,  anòdino,  e
  senza  nessuna  presa  di  posizione di  ordine  del  giorno  della
  maggioranza  che  è stato bocciato, partiva da  un  dato  di  fatto
  essenziale,  visto che si tratta di un Documento che è propedeutico
  alla finanziaria e al bilancio, si chiede l'approvazione.
   Ora se è un Documento propedeutico alla finanziaria e al bilancio,
  non  si  può  approvare  né una modifica,  -   perché  ne  dovrebbe
  conseguire,   e  discendere che a cascata  bisognerebbe  modificare
  tutto  l'intero  DPEF,  che a sua volta è alla  base  dell'impianto
  della  finanziaria e del bilancio, né tanto meno, lo  si  può  fare
  nella  stessa sessione. Se proprio volete invocare un precedente  e
  rispettare assolutamente il Regolamento interno, il precedente  c'è
  stato, quando a norma di Regolamento interno, e nel rispetto totale
  del  Regolamento interno, si chiude la sessione, si  chiude  questa
  sessione di bilancio, si apre una nuova sessione e a quel punto  la
  maggioranza  potrà ripresentare anche lo stesso identico  Documento
  che  è  stato  bocciato oggi, rispettando la legge, rispettando  il
  Regolamento,  non  creando  precedenti  pericolosi  e   soprattutto
  rispettando l'Aula, rispettando i parlamentari.
   Quindi,  il  consiglio  che  do, nel  rispetto  delle  leggi,  del
  Regolamento  interno, e soprattutto di questa  Aula,  è  quello  di
  chiudere la sessione, aprire una nuova.
   Aprite  una  nuova  sessione. Ripresentate,  lo  potete  fare,  il
  documento  bocciato, così com'è, perché è una  nuova  sessione,  il
  Regolamento  lo  prevede. E, a quel punto, la  settimana  prossima,
  visto  che  c'è peraltro l'Aula convocata, il 29 ed il 30,   l'Aula
  potrà  essere  investita  nuovamente  del  documento  che  è  stato
  bocciato oggi, dell'ordine del giorno per l'approvazione del Dpef.
   Il tutto nel rispetto delle regole, dello Statuto e del Parlamento
  stesso.
   Ogni altra soluzione, sarebbe una soluzione pasticciata, illegale,
  illegittima  e  che  testimonierebbe,  ancora  di  più,  l'assoluta
  mancanza  di  rispetto per la legge di una maggioranza  che  non  è
  presente, che è assente, per ben due volte, all'approvazione di  un
  documento  importante  e che sta, qui, solo per  le  prebende,  per
  occupare le poltrone e per non andare a casa a votare.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, signori assessori, onorevoli  colleghi.
  Signor   Presidente,   io  la  prego  di   non   farsi   trascinare
  nell'ennesima azione ridicola che si potrebbe verificare.
   Tutti sappiamo, perfettamente, quello che è avvenuto. E mi sembra,
  veramente,   incredibile sentire che ora si sta  facendo  un  nuovo
  ordine  del  giorno.  Con quali modifiche?  Se  ci  sono  modifiche
  sostanziali,  l'iter vuole che si rifaccia la discussione,  che  si
  riporti in commissione.
   La cosa che i colleghi si ostinano a non voler capire, ma a capire
  ci  potrebbe aiutare questo foglio: signori, metà dell'Assemblea  è
  assente   E  metà dei presenti, ha votato contro  Già, ieri,  nella
  discussione generale
   Una riflessione, signor Presidente, da condividere insieme a lei.
   I  deputati della maggioranza non hanno speso una parola,  se  non
  di,  così,  puro  trascorrere del tempo, qui, a dire  qualcosa  che
  avesse  un senso a sostegno di questo Dpef. Non ci credono  neanche
  loro
   La  scorsa  settimana,  che si votava la sfiducia  e  la  poltrona
  tremava, erano tutti presenti ed allineati. Non c'era un solo posto
  vuoto.
   Questa  settimana, probabilmente, per alzare il PIL, come dice  il
  presidente Crocetta, che il PIL si sta alzando, saranno in  giro  a
  fare  shopping, a farsi gli affari propri e, qui, in Aula, c'è,  di
  nuovo, l'assenza della politica.
   Questo trucchetto, che, poi, al momento, si fanno le telefonate  e
  tutti rientrano, per portare
   Ci  dovevano pensare prima  Il documento è stato bocciato. Non c'è
  credibilità. Non ci credono neanche loro
   Le  modifiche, cosa sarà un gioco? Si destreggeranno spostando  le
  virgole, le frasi
   Già, il documento che, ieri, è stato presentato era, davvero, così
  scarno,  così asettico, così privo di una mission, di  una  volontà
  politica, una visione  Mancava tutto
   Ora, di fronte all'assenza dei colleghi, probabilmente, avranno  i
  numeri.
   Questo  giochetto, però, è un giochetto veramente sporco,  sleale,
  nei confronti dei siciliani e di questa Assemblea.
   Le  regole  vanno rispettate, signor Presidente. E  lei,  lì,  nel
  ruolo,  nella veste che, in questo momento, ha, non può  permettere
  che avvenga quello che si vuole fare.
   Ci  sono le regole e si rispettano. Questo noi lo insegniamo anche
  ai bambini.
   A scuola, quando si viene bocciati, si ripete.
   I  ripetenti  devono ripetere  Non si possono cercare scorciatoie,
  solo  perché  si  deve fare passare col gioco della  forza.  Se  la
  maggioranza  ha la forza, si deve fare rispettare in Aula,  con  la
  presenza e con il voto.
    Chi vince, vince e chi perde, perde
   L'avete   detto  anche  voi,  la  scorsa  settimana,   quando   vi
  difendevate.
   La  maggioranza deve fare la maggioranza. E, se la maggioranza non
  fa  la  maggioranza, bisogna che se ne prenda atto, che sono andati
  sotto. Non cerchiamo, quindi, scorciatoie.
   Questo clima di ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze ci ha
  veramente  stufato  e umilia i presenti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensa lei
  che  in  un  momento così bello non potevo dare il mio  contributo?
  Presidente,  intanto ricostruiamo la storia, perché questo  rimarrà
  alla  storia,  poco  fa  un  deputato di lungo  corso,  l'onorevole
  Panepinto,  mi  ha  ricordato che su un  atto  di  questo  tipo  il
  Presidente  Lombardo mise fuori Forza Italia dal  Governo  per  una
  bocciatura  di  DPEF. Era una scusa, ma anche il  Presidente  della
  Regione  oggi ha una scusa per buttare fuori  siccome oggi  non  ci
  sono né mozioni di sfiducia e né votazioni di Commissione, non  c'è
   il  tutto  esaurito . Vi chiedo ufficialmente scusa,  ma  anche  i
  colleghi  del  cinque stelle del centro destra dovrebbero  chiedere
  scusa  al  Parlamento perché se avessimo saputo che si bocciava  il
  DPEF  avremmo presentato prima una sfiducia così voi eravate  tutti
  qui  in Aula per paura di  andarvene a casa  e si sarebbe approvato
  il  DPEF. Vorrei, perché la storia si deve scrivere sempre in  modo
  corretto,  Presidente,  oggi le minoranze  hanno  l'opportunità  di
  evidenziare   quanto  siete  scarsi  nel  portare   avanti   questa
  strategia.  Ieri  non  ho  commentato il DPEF  perché  è  difficile
  interpretare quello che volete fare, bisogna dare atto al Movimento
  cinque stelle, che è stato sentinella in Aula, e ha chiesto il voto
  nominale  ed  è  venuto  fuori quanto siete  affezionati  a  questa
  Regione. Ma chi è convinto, chi si è fatto l'idea, la strana  idea,
  che   oggi  le  minoranze  si  faranno  strappare  questo   bottino
  politico   che oggi incassiamo, si convince secondo  me  si  fa  un
  convincimento  che si dovrebbe togliere dalla testa  immediatamente
  perché  non  lo  consentiremo. Presidente non verrà  consentito  di
  riparare   questo   strafalcione,  l'errore  che  avete   commesso.
  Presidente  Lupo, mi rivolgo a lei, in prima istanza mi  rivolgo  a
  lei,  lei  sa che non può fare questa forzatura, non ci  dovrebbero
  essere  nemmeno interventi da parte dei deputati di minoranza,  non
  ci  faccia  rimpiangere  Ardizzone,  non  mi  faccia  dire  che  il
  Presidente   Ardizzone  chiuderebbe  la  seduta,  la   chiuderebbe.
  Presidente,  intanto si chiamino le Commissioni ad  esprimersi  sul
  nuovo documento. E allora ci vuole senso di responsabilità e questo
  nessuno  lo  nega,  la prossima settimana si  rimette  in  moto  il
  meccanismo, chiedetecelo, non verremo, verrete tutti voi  e  ve  lo
  votate,  visto che non avete i numeri, magari non verremo noi  così
  avrete  i  numeri  per  approvarlo,  perché  anche  i  difetti   di
  comunicazione. Ma secondo lei ci saremmo presentati in Aula  se  ci
  aveste  spiegato  che  oggi c'era  la sciarra   della  maggioranza?
  Perché  Presidente,  di  qui a poco, sono  convito,  che  tutti  vi
  ricorderanno  che i vostri componenti in Commissione  Bilancio  non
  hanno  approvato il DPEF. Vi ricorderanno che non avete  detto  una
  parola  sul DPEF, ieri non ha parlato nessuno del DPEF, voi  stessi
  non  ve lo siete difesi, non l'avete spiegato il DPEF. E c'è  stato
  il  calo  di  attenzione perché avete fatto  passare  un  documento
  politico rilevante come una cosa che non ha senso perché voi stessi
  attestate che non ha senso con la vostra mancata adesione  politica
  a  questo  documento.  Ieri ha parlato solo l'onorevole  Malafarina
  come dire, diciamo noi a Palermo  a trasi e nieasci  cioè non si  è
  capito  se  era a favore o era contrario, tanto è vero  che  lo  ha
  certificato con la sua astensione.
   Ora,  Presidente,  vuole vedere che qualcuno,  è  stato  folgorato
  sulla  via  di Damasco, Crocetta è apparso, dicendo:  Di  Giacinto,
  perché mi perseguiti'?
   Ora qualcuno cambia opinione e ritorna qua per votarlo? Ma cosa ci
  dovete  scrivere  di  così  diverso per  fare  cambiare  idea  alla
  maggioranza?
   Presidente,  prima  di  tutto  le regole,  questo  non  è  Palazzo
  d'Orleans,  questa è l'Assemblea regionale, lei  ci  deve  tutelare
  Presidente,  noi non siamo rappresentati là; non le ho mai  chiesto
  le  dimissioni e mai gliele chiederò. Legittimamente l'Assemblea ha
  votato,  però oggi è chiamato a smentire coloro i quali  sostengono
  che,  siccome non siamo rappresentati, qualcuno farà il furbetto  a
  danno   delle  minoranze.  Lei  deve  sancire  questo   ruolo   con
  l'Assemblea tutta; lei la rappresenta, lei deve chiudere la seduta.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  siamo
  giunti purtroppo, in modo anche tragico come accade con un voto che
  respinge  l'ordine del giorno presentato e sostenuto dal Governo  a
  un  momento  delicato  e penso determinante di questa  legislatura,
  infelice, di questo Governo, e non solo.
   Noi  abbiamo, avete improntato voi, tante di queste misure  più  o
  meno   utili  alla  Sicilia,  sulla  base  delle  nuove  discipline
  normative  che  determinano  appunto  l'iter  di  approvazione  dei
  documenti della finanza pubblica, di questa regione previsti  dallo
  Stato.
   Prima  abbiamo  discusso di una variazione che riguarda  i  famosi
  residui  provenienti dal decreto legislativo n. 118 del  2011,  che
  sono norme che prevedono cadenze, tempi e procedure chiare che  non
  possono essere soprassedute e invece confermate quando  conviene.
   In  questo  caso  occorre  mantenere quello  che  dice  il  nostro
  Regolamento,  ed  è  chiaro,  art.  73  bis  1.  Si   passa   dalle
  Commissioni, la proposta del DPEF, viene vagliata, arriva in  Aula,
  contestualmente  alla discussione si presentano  degli  ordini  del
  giorno   che  possono  essere  modificativi  e  che  sostengono   e
  confermano  il  DPEF, contestualmente alla seduta d'Aula,  dove  si
  discute il DPEF, si presentano gli ordini del giorno e si vota  per
  primo   quello  sostenuto  dal  Governo,  così  come  accadde   nel
  precedente del 2009. Non approvato quello sostenuto dal Governo nel
  2009,  si  passò  all'ordine del giorno 188, a  firma  Cracolici  e
  partito  democratico, che all'epoca grazie a questo rispetto  delle
  regole  e delle procedure, organizzarono, forse per la prima volta,
  l'ingresso al Governo di questa Regione e contestualmente  si  votò
  quell'ordine del giorno che respingeva il DPEF.
   Il punto è questo. Le regole vanno garantite sempre. Il precedente
  parlava  di  ordini del giorno contestuali, così  come  lo  ricorda
  l'articolo  73  bis  1,  che  dice,  in  merito  all'ordine   delle
  votazioni:   a  fronte di più ordini del giorno si vota  per  primo
  quello  accettato  dal  Governo, al quel  possono  essere  proposti
  emendamenti.  L'approvazione dell'ordine del  giorno  preclude  gli
  altri, presentati contestualmente alla discussione .
   Ora  a  quello che risulta agli atti, non vi è nessuno ordine  del
  giorno  alternativo  presentato nella seduta  di  ieri.  Non  vi  è
  neanche  in  quella  di  oggi. Non c'è  nessun  ordine  del  giorno
  successivo,  quello  che  respinge  il  DPEF,  viene  assorbito  da
  Regolamento  dalla  bocciatura  di quello  sostenuto  dal  Governo,
  quindi non vi è nessuna via d'uscita.
   Dobbiamo, Presidente Lupo, garantire le regole, sempre e comunque,
  quando convengono e quando  no.
   Perché voi oggi siete maggioranza, domani sarete opposizione. E il
  contrario accadrà per altri.
   Le  regole sono sacre  Perché altrimenti questo Parlamento non  ha
  ragion d'essere.
   E  l'ultimo appunto che faccio, ma è di ordine generale ed  è  una
  riflessione  che faccio io: noi, onorevoli colleghi,  non  possiamo
  continuare  ad inseguire dei precedenti. Peraltro, in questo  caso,
  precedenti che non c'entrano nulla e che sono fuor di luogo  Invito
  i  suggeritori di questi precedenti a considerarli con  attenzione,
  perché  fino  a prova contraria il nostro ordinamento  giuridico  è
  improntato  dal  principio del civil law, o  sbaglio?  Abbiamo  dei
  codici  e  dei regolamenti che regolano i comportamenti all'interno
  dell'ordinamento  giuridico e delle aule  parlamentari.  Le  regole
  sono scritte e vanno rispettate. Non siamo un ordinamento di common
  law, dove il precedente fa la regola.
   Ed  è  ancora  il nostro regolamento a ricordarcelo,  all'articolo
  125,  che  è  una regola generale proprio sugli ordini del  giorno,
  postula in modo chiaro:  non possono proporsi - Presidente  Lupo  -
  sotto   qualsiasi   forma,  ordini  del  giorno  contrastanti   con
  deliberazioni      precedentemente     adottate      dall'Assemblea
  sull'argomento  in  discussione o che  siano  formulati  con  frasi
  sconvenienti ecc.'.
   Non  possono  proporsi  sotto qualsiasi forma  ordini  del  giorno
  contrastanti    con    deliberazioni    precedentemente    adottate
  dall'Assemblea sull'argomento  Signori, cerchiamo di  essere  seri
  Il momento è tragico.
   Dal punto di vista procedurale va riavviato l'iter di approvazione
  del   DPEF   e  di  questi  documenti  contabili  che  sono   stati
  predisposti.
   Diversamente  penso  che  le  opposizioni  abbandoneranno  l'Aula,
  perché lo spregio delle regole parlamentari che si vuole perpetrare
  non  può  essere consentito. Noi siamo riuniti in questo Parlamento
  da  quasi  novecento anni e non possiamo consentire che da  qualche
  settimana,  qualche  mese,  una banda  e  un'organizzazione  pseudo
  politica si appropri anche di queste regole.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io non volevo
  entrare  nei tecnicismi e non ci entro, caro collega Lombardo.  Noi
  abbiamo espresso le nostre perplessità, con la dichiarazione  fatta
  ieri   dall'onorevole  Malafarina,  rispetto  al  DPEF  presentato;
  rispetto  a un DPEF che noi non condividiamo perché non è  previsto
  sviluppo, non è prevista semplificazione. Per cui noi oggi  abbiamo
  fatto  quella  che  era la dichiarazione fatta ieri  dall'onorevole
  Malafarina.
   Ma  io  credo  -  e  questo lo dico alla  maggioranza  -  che  una
  maggioranza  composta  da  56 parlamentari  non  può  andare  sotto
  soltanto perché un gruppo di due persone si astiene.
   Il  problema è diverso. Il problema non è mio; il problema è della
  maggioranza.
   Per  cui dico all'onorevole Milazzo: nessuno ci ha fermati o altro
  sulla strada di Damasco. Nessuno.
   Noi  -  per quanto ci riguarda - continueremo a non votare  questo
  documento;  anzi  usciremo dall'Aula per  evitare  che  ci  possano
  essere  dubbi  sul  nostro voto. Per cui non lo  voteremo,  ma  non
  perché  è  una questione che abbiamo col Governo o è una  questione
  politica; ma perché non condividiamo quel documento.
   Non  possiamo lamentarci che in Sicilia non aumenta il PIL  e  non
  facciamo nulla per lo sviluppo. Per quanto ci riguarda il Documento
  è la bibbia della finanziaria.
   E  faremo  la  stessa  cosa  -  lo dico  già  in  Aula  -  con  la
  finanziaria: se non condivideremo la finanziaria non per  forza  la
  dobbiamo votare.
   Oggi  siamo  a  due  anni dalla fine della  legislatura:  o  diamo
  sviluppo a questa terra, o non possiamo lamentarci.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo una
  breve considerazione.
   Noi  abbiamo  assistito  ad  un fatto assai  rilevante  sul  piano
  politico, signor Presidente.
   Il  problema  non  è stato il voto di astensione di  due  deputati
  della  maggioranza  che  ha  determinato  la  differenza  con   una
  opposizione presente in Aula, attenta e vigile.
   Circa  trenta  deputati  della  maggioranza  non  erano  in   Aula
  all'appuntamento che il Presidente d'Aula aveva fissato per il voto
  del documento di programmazione economico-finanziaria.
   Non  voglio addentrarmi sul terreno del tecnicismo, come  dice  il
  collega  Di  Giacinto  e  come,  peraltro,  già  ampiamente   hanno
  illustrato  altri  colleghi: Formica,  Lombardo,  mi  si  consenta,
  signor  Presidente, di richiamare la sua attenzione, io la  conosco
  come persona assolutamente seria ed equilibrata.
   Lei fa bene il suo lavoro, con grande profilo istituzionale. Credo
  che  non ci sia neanche bisogno di questo dibattito, in un contesto
  di  assoluta  serenità  e  normalità, il Presidente  dell'Assemblea
  prende  atto  che c'è lungo il percorso definito un serio  problema
  politico e non può né minimizzarlo né sottovalutarlo.
   Continuare  durante  la  giornata, come se  nulla  fosse,  secondo
  l'appello rivolto dalla collega capogruppo del Partito Democratico,
  significa  non  solo  sottovalutare l'intelligenza  di  quest'Aula,
  degli  altri colleghi dell'opposizione, ma significa anche   venire
  meno  al  requisito di imparzialità che ognuno deve pretendere  dal
  Presidente in carica.
   Per   queste  ragioni,  signor  Presidente,  io  mi  permetto   di
  richiamare  ancora una volta la sua attenzione sulla  necessità  di
  definire   conclusa  questa  sessione,  perché   un   fatto   grave
  politicamente rilevante si è determinato, forse imprevisto   Ma  fa
  parte del gioco e azzerare tutto perché si possa ricominciare -  se
  vuole - fra Natale e Capodanno.
   Non  c'è  calendario  liturgico che possa  impedire,  almeno  alle
  opposizioni, di potere essere presenti alle proprie responsabilità.
   Però  il dato va sottolineato, va evidenziato e lei Presidente  da
  garante delle regole non può non prenderne atto.
   Il  mio  più  che  un  appello  è la constatazione  o,  se  vuole,
  l'anticipazione  di  un atto di saggezza e di equilibrio  che  sono
  convinto   lei   saprà  rassegnare  a  quest'Aula   all'interno   e
  all'esterno del Palazzo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  come hanno già detto i miei predecessori e pertanto  non
  starò  qui  a  ripetere le stesse cose, riteniamo che  la  proposta
  avanzata  dall'onorevole  Anselmo,  quale  capogruppo  del  Partito
  Democratico, sia assolutamente irricevibile.
   Irricevibile, appunto, per una questione innanzitutto  prettamente
  regolamentare,  ma è irricevibile anche sotto il profilo  politico,
  perché  un partito di maggioranza che propone di emendare a seguito
  di   una  bocciatura  il  documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria  del  Governo  è una proposta debole,  che  indebolisce
  ulteriormente un assessore per l'Economia che dal voto di oggi esce
  sconfitto, ed esce sconfitto perché evidentemente è un Governo e un
  Assessore che non è sostenuto da  alcuna maggioranza, visto che  le
  opposizioni  con 21 semplici voti sono riusciti a ribaltare  questa
  situazione.
   Ebbene,  il voto che abbiamo espresso è esattamente lo specchio  e
  la  risultanza di tutti gli interventi che sono avvenuti durante la
  discussione generale.
   Questo dimostra evidentemente che non è bastato né il rimpasto  né
  la  distribuzione  dei posti nelle commissioni  né  tanto  meno  la
  mozione  di sfiducia a ricompattare una maggioranza che a tutt'oggi
  non  c'è  e  non  ci  sarà  nemmeno  in  sede  di  votazione  della
  finanziaria.
   E'  un  voto, ribadisco, che delegittima l'Assessorato al bilancio
  che  come  a  suo  tempo fece Bianchi credo dovrebbe  assumersi  le
  responsabilità e agire conseguenzialmente.
   Pertanto,  Presidente,  anch'io invoco il  suo  ruolo  di  garante
  dell'Assemblea  regionale  siciliana e  del  voto  parlamentare  e,
  pertanto,  chiedo,  così come hanno fatto i miei  predecessori  che
  sono  intervenuti  da  questo scranno, di dichiarare  assolutamente
  irricevibile questa proposta.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  se
  intervengo  in  sintonia con quanto dichiarato dal  mio  Capogruppo
  all'inizio della discussione lo faccio consapevole del rispetto che
  devo   a   questo  Parlamento  e  alle  intelligenze,  come  diceva
  l'onorevole Musumeci, dei suoi componenti.
   Perché  forse questo è uno dei pochi Parlamenti europei che  viene
  eletto  con  una preferenza diretta a chi si viene  a  sedere  qua,
  quindi  l'elettore sa chi vota e non è sulla base  né  di  listini,
  come  avviene anche in altri Parlamenti anche regionali e assemblee
  regionali italiane.
   Mi  pare che si sta caricando di significati eccessivi una  seduta
  mattutina.  Perché  il fatto stesso che il mio  Capogruppo  ha  già
  depositato  un  ordine  del giorno presuppone  che  si  è  trattato
  semplicemente   di  una  esecuzione  diligente,   perfetta,   della
  Presidenza  d'Aula che anziché preoccuparsi di contare  i  suoi  ha
  proceduto alla votazione fidando che anziché 23 si arrivasse a  24,
  perché voglio ricordare che il risultato della votazione con i  due
  astenuti da 23, o 23, o 22 o 22.
   Credo  che bisogna, onorevole Musumeci, onorevoli Cappello,  Foti,
  porci la questione che siamo in sessione di bilancio e il Documento
  di   programmazione   economica  è   un   documento   fondamentale,
  importantissimo,  in  ciò  che  è  la  proiezione  di  una   azione
  complessiva di Governo che non si esplica in un solo anno o  in  un
  solo   esercizio  finanziario,  ma  proprio  la  formulazione   del
  Regolamento  d'Aula, l'articolo 23 e poi il bis, il ter,  etc.,  ci
  danno l'esatta connotazione del valore dell'approvazione.
   E' un ordine del giorno che di fatto è già stato ripresentato, che
  non ha avuto, non è stato bocciato prima ma non è passato perché si
  è andato in pareggio sui numeri e, probabilmente, qualche

   CIANCIO. Non c'eri neanche tu.

   PANEPINTO.  Io  c'ero.  Non nei 900 anni  che  diceva  l'onorevole
  Lombardo, che siamo qua  dal 900 anni, ma nella votazione c'ero.

   FORMICA. Ci stai provando.

   PANEPINTO.  Non  riuscirò  mai  ad  arrivare  ai  tuoi  tempi.  Tu
  giocherai più partite in questo Parlamento.
   Detto  questo,  io  ritengo che dal punto  di  vista  politico  la
  presentazione  dell'ordine del giorno del  Capogruppo  del  PD,  il
  fatto  che ci sia un dibattito aperto e anche indebolire, con tutto
  il rispetto che vi è dovuto e mi viene facile concederlo, perché ho
  sentito   interventi   anche  pregevoli  dall'onorevole   Lombardo,
  l'onorevole  Musumeci, ma è chiaro che proprio  non  è  ravvisabile
  l'applicazione della fattispecie prevista per gli altri ordini  del
  giorno,   come   diceva  l'onorevole  Toti  Lombardo,   perché   la
  riformulazione  dell'ordine del giorno dell'onorevole Anselmo tiene
  conto  di  quel dibattito d'Aula che si è avuto ieri e oggi,  viene
  riformulato.
   Per  cui,  nel  rispetto  assoluto di  tutti  onorevole  Musumeci,
  partendo dalla proposta dell'onorevole Di Mauro, io ritengo che sia
  opportuno,  Presidente Lupo, che venga convocata la conferenza  dei
  Capi-gruppo - possibilmente anche oggi - per stabilire nel giro  di
  pochi  minuti o il tempo necessario se procedere oggi stesso  nella
  prosecuzione  della votazione sull'ordine del giorno del  documento
  di programmazione economica e finanziaria ovvero rinviare a lunedì,
  martedì prossimo, lo dico perché la finanziaria che abbiamo davanti
  fatta  di  capitoli del bilancio, fatta dalla necessità di prendere
  atto che c'è in corso un risanamento dei nostri conti e una partita
  aperta con il governo nazionale che sta sui numeri, non la giudico.
  Oggi  abbiamo avuto, come dire, un'apertura di credito di novecento
  milioni, cinquecento dovrebbero arrivare, l'assessore lo dice negli
  atti  finanziari di questa Regione, c'è un'inversione  di  tendenza
  rispetto  ad  una  Regione che amava indebitarsi per  pagare  spese
  correnti, io credo che la conferenza dei Capi-gruppo decida se oggi
  o  lunedì  o  martedì  procedere con la votazione  dell'ordine  del
  giorno sul documento economico e finanziario già presentato.
   Io  non  richiamo  i  precedenti,  onorevole  Musumeci,  onorevole
  Lombardo,  però voglio ricordare che avendo votato, se non  ricordo
  male  con  questa  nove finanziarie, non mi pare  che  ci  sia  una
  casistica  tale da far diventare una votazione finita  in  pareggio
  come  un  grande caso politico, cosa diversa sono le  dichiarazioni
  dell'onorevole  Di  Giacinto  che però aggiunge,  per  sottolineare
  anche  aspetti politici, lui ed il suo gruppo potrebbero non essere
  presenti  in  Aula  perché non hanno votato contrario  ma  si  sono
  astenuti e, in questo Parlamento l'astensione, non viene come  dire
  decifrata né politicamente né legislativamente come voto negativo.
   Io ritengo, pertanto, e concludo, che bisogna procedere, onorevole
  Presidente   Lupo,  mi  rivolgo  al  Presidente  della  Commissione
  Bilancio,  bisogna  procedere  in  sessione  di  bilancio  con   le
  variazioni  che  erano iscritte all'ordine del giorno,  poi  se  la
  seduta  dovrà  continuare  oggi  o  dovrà  continuare  la  prossima
  settimana alla fine di Natale, decida la conferenza dei Capi-gruppo
  e la Presidenza di questa Regione.
   Ovviamente,  onorevole  Musumeci, mi  rivolgo  a  lei  per  stima,
  affetto  e  anche  perché  è guida, diciamo,  della  destra  che  è
  presente in questo Parlamento insieme agli altri Gruppi, agli altri
  parlamentari, così come con tanto rispetto mi rivolgo al  Movimento
  Cinque  Stelle dicendo che oggi non è la maggioranza la  questione,
  oggi  bisogna costruire nel rispetto delle proprie posizioni, delle
  proprie idee, uno strumento finanziario che questo Governo, e debbo
  dire anche con delle perplessità mie.
   Scusate,  posso  dire una cosa? Io sono pronto ad ascoltarvi  però
  siccome  ho  un  problema  di udito se  parlate  tutti  insieme  ho
  difficoltà a decodificare sicuramente messaggi interessanti, fatemi
  completare. Il problema reale che noi dobbiamo dare nel  più  breve
  tempo  possibile, nel giro dei tempi necessari dal punto  di  vista
  parlamentare e dell'approfondimento di tutti i numeri e degli  atti
  di natura finanziaria, dobbiamo avere il bilancio approvato, perché
  la  scelta del governo che è una scelta sottolineo coraggiosa,  che
  non è intermedia, quella di non ricorrere all'esercizio provvisorio
  dimostra  che  c'è  un  governo  che  nelle  difficoltà  oggettive,
  ereditate, presenti e in tutte le situazioni che volete raccogliere
  per  darne  un  quadro  complessivo, ma c'è  un  atto  del  Governo
  coraggiosissimo, e non avveniva da tempo questa scelta di votare  e
  di  procedere  tra  Natale e capodanno e nei giorni  successivi  al
  primo  di  gennaio, ovviamente col calendario dato dalla Presidenza
  dell'Assemblea, procedere in Commissione Bilancio,  in  Commissione
  di merito ad approvare il bilancio di previsione 2016, ed è un atto
  nuovo  rispetto al passato perché spesso noi abbiamo  approvato  il
  bilancio  all'alba del 1  maggio, cioè nelle ultime ore  utili  per
  approvare entro il 30 aprile il bilancio.
   Per  cui,  signor  Presidente,  a  nome  del  Gruppo,  confermando
  l'impostazione  data  dall'onorevole  Anselmo,  a  nome  anche  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza, io chiedo che
  si   possa   riunire  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari per decidere nel rispetto assoluto in un  riunione  in
  cui  veda  tutti  ovviamente  presenti,  oggi,  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, poi se la seduta dovrà  tenersi
  fra  un'ora  o  dovrà  tenersi lunedì,  decida  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari; sarebbe  più  logico  votare
  adesso  e  io  sarei, come dire, perché possa cioè accadere.  Però,
  siccome  questo Parlamento, al di là dei ruoli senza che sia  stata
  violata  alcuna regola né la Presidenza sta violando alcuna  regola
  né  viene  meno  la tutela delle minoranze, io peraltro,  onorevole
  Musumeci,  tutta la mia vita la passo in minoranza, una  specie  di
  vocazione, io e lei abbiamo al di là dei ruoli spesso siamo avocati
  ad essere minoranza.
   Per  cui,  io  sono perché si riunisca la Conferenza e  decida  se
  procedere  oggi o nei giorni che non siano quelli delle  festività,
  ma  se dovesse decidere diversamente a nome del Partito Democratico
  reiterando  quanto dichiarato dal Presidente del Gruppo,  onorevole
  Anselmo,  e  degli  altri  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza  che si tenga la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e  si  decida, noi auspichiamo  che  oggi  stesso  si
  continui nella votazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  incredibile   Di nuovo il Partito Democratico ci delizia  di  nuovo
  stamattina,   Presidente  dell'Assemblea,   con   una   performance
  veramente  di  altri  tempi   Un Pd  delle  meraviglie  questo   Il
  Presidente  del  Gruppo  parlamentare che chiede  di  approvare  un
  ordine  del  giorno  mentre un altro deputato  sempre  del  Partito
  Democratico dice invece un'altra cosa   No, facciamo una Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari . Allora, dico:  mettetevi
  d'accordo   Mettetevi d'accordo prima di intrattenere  teatrini  in
  quest'Aula

   PANEPINTO.  Onorevole Cancelleri, non le permetto  di  parlare  di
  teatrini

   CANCELLERI.  Perché qui, onorevole Panepinto, non c'è stato  alcun
  pareggio, l'ordine del giorno è stato bocciato  Ed è questa l'unica
  verità  di stamattina oltre al fatto che siete una maggioranza  che
  non sa tenere in maggioranza questo Governo
   Ora,  il  documento  di programmazione economico-finanziaria  sarà
  sicuramente un atto importante e lo è un atto importante e  difatti
  siccome è un atto importante noi politicamente lo abbiamo bocciato,
  mi  pare un cosa che non sfugge da nessuna parte e non stanno lì le
  recriminazioni  che dobbiamo sentire da questo  scranno  quando  il
  Partito  Democratico vuole difendere e allora dice  andiamo avanti,
  facciamo  , non si va avanti da nessuna parte, qui c'è  bisogno  di
  chiudere  la sessione di bilancio come hanno già detto  gli  altri,
  qui  c'è  da  portare avanti un discorso politico  che  ha  bisogni
  innanzitutto  di  fare una discussione seria e  politica  seria  su
  quello   che   è   l'operato  sia  della  maggioranza   che   anche
  dell'assessore  Baccei  perché  se  un  documento  viene   bocciato
  qualcosa deve comunque venire fuori, è impossibile che passi  tutto
  inosservato  con  la  ripresentazione di un  ulteriore  ordine  del
  giorno perché non siamo in una partita di calcio, non ci sono tempi
  supplementari, l'arbitro ha già fischiato e avete perso

                (applausi del Movimento Cinque Stelle)

   PANEPINTO. C'è però il golden gol, onorevole Cancelleri

   CANCELLERI.  No   Prima  si chiamava in un  altro  modo,  che  era
  diverso, e mi sa che siete caduti lì voi
   Presidente,  credo che l'autorevole conduzione di  quest'Aula  lei
  non può esimersi dal dare assolutamente ascolto alle varie voci che
  dall'opposizione    sono   intervenute.   Anche    perché    stiamo
  interpretando  davvero quello che è il senso anche del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea regionale siciliana, per cui non credo  che
  si  possa  riproporre un ulteriore ordine del giorno, anche  perché
  aprirebbe davvero un caso politico molto rilevante.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, volevo
  fare  un  plauso  sia all'Assessore Baccei che al  Presidente  Lupo
  anziché  caricare  la croce di un percorso che  viene  bloccato  in
  questa votazione oggi.
   Il  problema  vero di questo Parlamento, di quest'Aula  è  che  un
  Presidente  di  Assemblea non si può rendere conto, con  le  regole
  attuali, di chi è presente in Aula e di chi non lo è.
   Dobbiamo dire, a chiare note, che in questo Parlamento il  50  per
  cento  è  giustificato e può stare fuori e un  Presidente  non  può
  avere cognizione dei presenti in Aula.
   Infatti,  fra  presidenti di Commissione, Capigruppo,  Ufficio  di
  Presidenza,  il  50  per cento è giustificato.  All'apertura  della
  seduta è stato comunicato solo un congedo, l'autorizzazione  ad  un
  congedo. Su 56 quindi non potevamo mai sapere, dovevamo essere  55.
  Non si può caricare questa croce né all'Assessore né al Presidente.
   Non è una battuta d'arresto del Governo, mi sono insediato oggi, è
  come  se  fosse il primo giorno, non è né una battuta d'arresto  né
  una  mancanza di autorevolezza del Presidente. L'autorevolezza  del
  Presidente  è carente per il fatto che le regole di quest'Assemblea
  sono carenti nell'individuare i componenti presenti.
   Il  Presidente ha portato ai voti l'argomento e abbiamo visto  che
  subito  dopo  sono arrivati 8-10 colleghi che ampiamente  avrebbero
  potuto far approvare il documento.
   La  prova  provata  è che i componenti di questa maggioranza  sono
  tutti  presenti e che non consiste in una battuta d'arresto -  così
  come  dicono le forze di opposizione - è una convocazione mattutina
  in  cui  ci può essere stato qualche imprevisto per il quale  molti
  sono arrivati in ritardo.
   La  proposta, al di là del documento presentato dal Capogruppo del
  PD,  sarebbe quella di convocare una Conferenza dei Capigruppo  per
  capire  se continuare oggi, nel pomeriggio, o fra un'ora, o martedì
  mattina.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, mi rivolgo soltanto a lei, perché nel
  momento  in  cui prende posto in quello scranno deve  garantire  il
  rispetto del Regolamento.
   La proposta del Partito Democratico di ridurre il dibattito che si
  è  avviato  in  questo  momento, con  un  ordine  del  giorno,  non
  garantisce affatto né il rispetto delle regole né il rispetto della
  logica  che anima questo Parlamento. Stiamo riducendo il  dibattito
  sul  documento di programmazione economico-finanziaria soltanto  ad
  una questione di numeri.
   Vorrei  che  andassimo fuori, in questo momento, a parlare  con  i
  cittadini per spiegare quanto stiamo facendo in questo momento.
   Il Documento di programmazione economico-finanziario - per chi non
  lo sapesse - è il documento che stabilisce la vita e anche la morte
  economica  e  finanziaria della Regione. Noi lo stiamo riducendo  a
  una  questione  di numeri. Una questione di numeri che  esce  fuori
  dopo  una  votazione  negativa con una   paginetta   che   dovrebbe
  essere votata a breve.
   Al  di  là  della questione inqualificabile che si sta ponendo  in
  questo momento, sono certo che lei, Presidente, non si assumerà  la
  responsabilità - perché sono certo che non lo farà - di  permettere
  la discussione nelle Commissioni di merito.
   Il  Documento economico e finanziario analizza tutti  gli  aspetti
  della  Regione  e  tutte le Commissioni di merito devono  avere  la
  possibilità di esprimersi.
   Sono  certo  che lei non si assumerà questa responsabilità  perché
  nel  momento  in  cui lei dovesse fare una scelta  di  questo  tipo
  automaticamente  impedirebbe  ai  novanta  deputati  dell'Aula   di
  potersi esprimere su questo atto fondamentale.
   Poi  mi  chiedo quale sarebbe la soluzione che viene  portata  dal
  Partito democratico in dieci minuti, quando durante tutto il  tempo
  necessario  che ha avuto a disposizione non è riuscito a depositare
  un  documento che in realtà contiene errori che erano già  presenti
  nella precedente documentazione.
   Se  noi  andiamo  a  prendere alcune pagine  del  DPEF  2016-2018,
  troviamo  delle  citazioni del vecchio documento di programmazione,
  come  quella  che è contenuta a pagina 129, quando si  parla  delle
  more   dell'approvazione  del  disegno  di  legge   di   iniziativa
  governativa  sul  servizio idrico integrato, quando  la  legge  sul
  servizio idrico integrato è stata approvata quattro mesi fa.
   E  ancor  più grave, a pagina 131, viene citato un piano regionale
  dei   rifiuti  che  sarebbe  stato  consegnato  il  7  ottobre   di
  quest'anno, quando in realtà il piano regionale dei rifiuti  ancora
  non è stato consegnato.
   Mi  chiedo:  il  Governo  non ha avuto  il  tempo  necessario  per
  depositare  un documento di programmazione economica e  finanziaria
  che  fosse  aggiornato ad oggi e lo avrebbe dovuto fare  in  appena
  dieci  minuti. Mi rendo conto della difficoltà in cui si  trova  in
  questo  momento  il Governo, ma sono certo, signor Presidente,  che
  lei,  nel rispetto del Regolamento, bloccherà questa discussione  e
  rimanderà tutto nelle commissioni competenti.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, si deve
  fare  molta  attenzione alle parole che si  usano  perché  oggi  ho
  sentito  dire delle cose assurde. Si parla di momento delicato,  di
  documento  importantissimo. Queste parole dette dalla  maggioranza,
  ma visto che è un momento così delicato per la Sicilia, e visto che
  questo  documento era così importante, ve lo posso chiedere  perché
  non  eravate  in Aula a votarlo? O forse questa maggioranza  ha  un
  grave  problema di coesione e ha un grave problema di  presenze  in
  quest'Aula,  perché  non è la prima volta  che  accade  che  alcuni
  documenti  vengono  bocciati in quest'Aula a causa  della  mancanza
  della maggioranza.
   E'  questo il messaggio sbagliato. Il messaggio che la colpa è dei
  presenti che votano contrario, che non sono responsabili.
   Cara   maggioranza,  caro  PD,  fate  attenzione  a   parlare   di
  responsabilità  Anche perché con l'occasione voglio  dire  un'altra
  cosa. Il problema delle assenze della maggioranza non è un problema
  che  riguarda  soltanto l'Aula, ma è un problema che  esiste  anche
  nelle  Commissioni. Infatti, approfitto per farlo presente.  Quando
  si è discusso della variazione che oggi si è incardinata in Aula  o
  del  Documento di programmazione, la maggioranza non  era  presente
  neanche in Commissione  Bilancio , motivo per cui ho fatto presente
  al  Presidente  della  Commissione per ben due  volte,  che  questi
  documenti  se li doveva votare la maggioranza che doveva venire  in
  Commissione a votarli, perché sta passando un messaggio bruttissimo
  che le poche persone che sono presenti in Commissione  Bilancio , e
  in generale, siamo fra le tre o cinque persone, dovrebbero votare i
  documenti  e  dare pareri ai disegni di legge. Questo concetto  non
  esiste.
   La  maggioranza che ha la fretta di essere presente in  Aula  solo
  per  votare contro la mozione di sfiducia, deve degnarsi di  venire
  con grande responsabilità in Aula e in Commissione.
   Per  concludere, signor Presidente, la invito, visto che si  parla
  molto  spesso  di  rispetto per il Parlamento, il rispetto  per  il
  Parlamento dimostriamolo anche rispettando il voto democratico  che
  è avvenuto oggi in quest'Assemblea.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, innanzitutto
  volevo ringraziare questa maggioranza perché mi ha regalato uno dei
  giorni  più  belli di quest'anno. Con questa votazione viene  fuori
  quello  che  è  il PD, quello che è questa maggioranza.  Ci  stiamo
  facendo  tante risate che sembra di vedere un cinepanettone  dentro
  l'Assemblea:  Natale all'ARS .
   Purtroppo,  cosa  succede, caro Presidente, lei ha  la  palla,  in
  questo momento, in mano. Io vi voglio aiutare, vi voglio suggerire.
  Non  si può votare oggi. Perché non si può votare oggi? Come  hanno
  spiegato  prima  i  miei colleghi, dal punto di vista  procedurale,
  perché  il  D.p.e.f. deve avere modifiche sostanziali,  perché  non
  possiamo  sostituire questo con 170 pagine, con questo  che  è  una
  paginetta.  Dove sono le modifiche sostanziali? Non ci  sono   L'ha
  detto chi mi ha preceduto.
   Dobbiamo   prendere  tempo.  Riunitevi  con  la   Conferenza   dei
  Capigruppo  perché,  oltre a modificare il D.p.e.f.  con  modifiche
  sostanziali,  bisogna  fare  qualche  altra  cosa  in  più,  signor
  Presidente.  Ad  esempio, una scorta di Malox per i   malpancisti .
  Poi,  vi  consiglio anche di fare la riunione dopo il 28  dicembre,
  perché  cominciano  gli  sconti, forse  all'IKEA  trovereste  delle
  poltrone  in  più  per  accontentare i  malpancisti ,  così  almeno
  saremmo  tutti  contenti  e   potremmo  andare  avanti,  perché  lo
  sappiamo,  che  questa  maggioranza sa solo  cercare  le  poltrone,
  perché  poi  non viene mai e  non sente quello che  succede  al  di
  fuori di questa Regione.
   Dov'è  l'assessore  Baccei? Ah, assessore  Baccei:  qua  sotto,  a
  Piazza Indipendenza, mi pare che ci sia la metropolitana che arriva
  fino  all'aeroporto.  Lo vuole un consiglio?  Dopo  aver  perso  la
  faccia, lei e il suo Governo, si dimetta e torni a Firenze, dal suo
  carissimo amichetto Renzi  Non abbiamo bisogno di lei, non  abbiamo
  bisogno di Crocetta che, l'unica cosa che ha fatto perdere, oltre a
  miliardi di euro, è la dignità a questa Terra.
   Questa  Terra sta perdendo la dignità grazie a voi, perché l'unica
  cosa   che  sapete  fare,  e  si  vede  dalle  assenze  di   questa
  maggioranza,  è  che  molti sono in vacanza. Sono  partiti  per  le
  vacanze  quelli della maggioranza. Ed, invece, qua, c'è  gente  che
  parte perché non trova più lavoro  Parte perché è rassegnato in una
  Terra che ormai, ormai non gli dà nulla. Nulla
   Questo è il risultato di tre anni di Governo Crocetta, sei anni di
  Governo  PD,  ricordiamolo,  perché  questo  è  quello  che  stiamo
  vedendo.
   Per  ultimo, parlo con lei, signor Presidente, se fa votare, oggi,
  questo ordine del giorno di una paginetta, un altro che si dovrebbe
  dimettere dovrebbe essere lei, si ricordi

   PRESIDENTE. La Presidenza delibererà liberamente nel rispetto  del
  Regolamento, non certamente per queste sue affermazioni,  onorevole
  Zito.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, Governo,  avevo  pensato  di  non
  intervenire,  però  è  inaccettabile continuare  ad  ascoltare  gli
  interventi  dei colleghi del Movimento Cinque Stelle. E mi  rivolgo
  esclusivamente   a   voi,  perché  capisco   la   posizione   delle
  opposizioni, dell'onorevole Musumeci, dell'onorevole Lombardo e dei
  tanti colleghi che sono intervenuti.
   E'  inaccettabile,  però, cari colleghi,  vedere  come,  per  casi
  fortuiti,  molti di questi parlamentari, che oggi si  ritrovano  in
  questo  Parlamento,  per  un  momento storico  a  loro  favorevole,
  parlino di dignità per i siciliani. Quella dignità che voi

          (Proteste dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.   Inviterei  i  colleghi  ad  ascoltare   l'intervento
  dell'onorevole  Sammartino,  così  come  tutti  gli  altri.  Prego,
  onorevole Sammartino, continui il suo intervento.

   SAMMARTINO.  Capisco che questa è l'educazione  politica  che  voi
  avete   appreso  sin  da  giovani,  però,  la  dignità  del  popolo
  siciliano,  che  voi tanto decantate, la state volendo  distruggere
  rallentando   i   lavori  di  questo  Parlamento.   E   rallentando
  l'approvazione  di  un  documento programmatico  e  rallentando  il
  lavoro  delle commissioni, che è stato fatto con grande  attenzione
  dell'onorevole Vinciullo e del Governo. E ricordo io, ai siciliani,
  da  membro della commissione bilancio, che questo Dpef serve a fare
  approvare  le  variazioni di bilancio, cari   movimentisti   ,  che
  serviranno  a pagare gli ultimi stipendi dei dipendenti  regionali,
  che  serviranno a dare un Natale, purtroppo, non bello come  quello
  degli ultimi anni, a tanti dei nostri concittadini che, per errore,
  vi hanno voluto in questo Parlamento.
   Sono  sicuro, signor Presidente, che quella è stata, da parte sua,
  soltanto  una distrazione dovuta dal fatto che è davvero complicato
  capire  oggi  chi  è  in  Aula e chi non è in  Aula,  colleghi  del
  Movimento cinque stelle, come quando eravate sempre presenti  nelle
  Commissioni fino a settimane scorse per avere come una prebenda  la
  presidenza di una Commissione. E allora smettetela, smettetela  voi
  di  parlare  di Commissioni, smettetela voi di parlare di  poltrone
  che  sono  quelle che vi hanno ammaliato sin dal primo  giorno  col
  l'elezione  di  un  vostro membro all'Ufficio di Presidenza  e  con
  l'elezione  di un Presidente che oggi non c'è più, Trizzino,  della
  Commissione ambiente. E allora smettetela di fare demagogia

   PRESIDENTE.  Scusi, onorevole Sammartino, ha fatto  riferimento  a
  una  qualche  mia  distrazione? A cosa si  riferiva?  La  prego  di
  precisare.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente dell'Assemblea,  mi  sono  riferito
  esclusivamente     al    fatto    ricollegandomi     all'intervento
  dell'onorevole Sorbello che è difficile calcolare in Aula i  numeri
  di un reale Parlamento. Molti colleghi erano presenti e, magari, da
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, da Presidenti delle Commissioni
  non erano al momento in Aula.

   PRESIDENTE.  Non  è  compito  del Presidente  cercare  i  voti  di
  nessuno. Il Presidente applica il Regolamento

          (Applausi dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   SAMMARTINO.    Ritornando   all'applicazione   del    Regolamento,
  Presidente, visto che lei mi richiama a questo, invito in  base  al
  Regolamento  anche  i  colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle   a
  riportare  la  regola  della politica che è quella  di  pensare  ai
  nostri siciliani e di pensarli nei momenti delicati.
   Lo  so  che siete contro tutto e contro tutti a prescindere,  però
  l'invito che io e i miei colleghi del Partito Democratico vi  hanno
  lanciato  è  quello di risolvere nel più breve tempo  possibile  il
  Documento  programmatico e finanziario rispettando la scelta  della
  Presidenza dell'Assemblea che sono sicuro assumerà, in maniera tale
  da  poter velocemente approvare le variazioni di bilancio e dare un
  futuro, nel breve tempo possibile, certo al popolo siciliano.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  prendere
  spunto dall'intervento dell'onorevole Di Giacinto fatto poco fa che
  chiarisce, in maniera molto esplicita e molto sincera, che il passo
  falso  in  cui  è  caduta la maggioranza non  è  imputabile  a  due
  astensioni per altro motivate per motivi esclusivamente di merito.
   Il  problema  è  politico  ed è legato  a  tutto  il  resto  della
  maggioranza e non può essere liquidato con la riproposizione di una
  paginetta che deve mettere una pezza al danno che esiste da tempo e
  c'è tutt'ora.
   In un Paese normale questa, in realtà, sarebbe una sfiducia chiara
  ed  inequivocabile all'Assessore per l'economia che dovrebbe  avere
  un'unica  conseguenza: le sue dimissioni. Come  diceva  l'onorevole
  Zito   prendere il primo treno per Firenze e tornare da Renzi .  Ma
  non siamo un Paese normale, si cerca di salvare la poltrona con  un
  colpo di mano.
   Presidente,  lei  è un uomo delle istituzioni e lo  ha  dimostrato
  nelle  sue  presidenze,  non si presti a questa  pantomima  non  si
  presti  a questa foglia di fico politica per salvare la poltrona  a
  qualcuno  e  soprattutto non si presti a fare  il  contabile  della
  maggioranza, glielo hanno velatamente suggerito alcuni colleghi del
  suo stesso partito. Non lo ha fatto fin ora, non lo faccia.
   Infine, due parole all'onorevole Sammartino: siamo stati eletti in
  un  partito, in un movimento e in quello restiamo, non siamo andati
  in  giro per tutti i Gruppi parlamentari dell'Assemblea come in una
  giostra  a cercare la poltrona giusta; quindi, quando si  parla  di
  dignità ricordiamo ci di questo.

   FERRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Al fine di programmare adeguatamente  i
  lavori  d'Aula,  invito  i  deputati che  vogliono  intervenire  ad
  iscriversi entro la fine dell'intervento dell'onorevole Ferreri.

   FERRERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  abbiamo
  appreso  una nuova cosa, che siamo noi a bloccare i lavori  d'Aula.
  Per  settimane quest'Aula è stata ferma, caro onorevole Sammartino,
  perché voi stavate decidendo chi doveva fare il capogruppo del PD.
   Poi  siamo stati fermi perché vi rimpallavate chi doveva fare cose
  e quindi nelle Commissioni non si potevano rinnovare le cariche.
   Nelle  commissioni  di merito non arrivano le  schede  tecniche  e
  quindi  i  disegni di legge restano bloccati per  colpa  di  questo
  Governo che, adesso è formato da deputati di questo Parlamento  che
  oggi  erano assenti. Il DPEF è stato bocciato perché in Aula  erano
  presenti 45 deputati e 23 della maggioranza.
   Se non avete i numeri andata a casa. Noi non ci prestiamo a questo
  gioco.

           (Applausi dal Gruppo del Movimento Cinque Stelle)

   La  Prego,  Presidente, il  Documento di programmazione economico-
  finanziaria  deve  ritornare in Commissione Bilancio.  Deve  essere
  discusso  e  poi  deve ritornare in Aula. Non si preseti  al  gioco
  della maggioranza che oggi era assente e possibilmente lo sarà pure
  domani, quindi la prego di fare valere quello che è successo oggi.

   PRESIDENTE.  Gli  iscritti a parlare sono gli onorevoli:  Ciancio,
  Ioppolo, Malafarina, Zafarana, Vinciullo,  Sudano, Cirone, Vullo  e
  Tancredi.
   Sono  chiuse  le  iscrizioni  a parlare.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto ricordo  a
  tutta l'Aula che a differenza degli altri Gruppi politici tutte  le
  cariche  che finora abbiamo avuto, sono state a titolo  gratuito  e
  che  finora abbiamo restituito l'indennità che spetta per il  ruolo
  di Presidente, di segretario, di vicepresidente, di vicesegretario.
   Se  cerchiamo di ottenere dei ruoli non è certo per le poltrone  e
  per i soldi ma per cercare di fare qualcosa per i siciliani.
   A  proposito di fare cose per i siciliani e rispondo all'onorevole
  Sammartino,  gli  unici  provvedimenti di sviluppo  che  in  questo
  momento ci sono in questa terra, sono ad opera del Movimento Cinque
  Stelle,  perché  ricordo  a  tutti  che  noi  ci  decurtiamo  parte
  dell'indennità  che  sono  andate a  finanziare  un  fondo  per  il
  microcredito,  con  il quale sono partite 40  aziende  in  Sicilia,
  abbiamo  finanziato un bando per progetti di rigenerazione  urbana;
  abbiamo  finanziato la così tanto criticata trazzera, che ieri  tra
  l'altro un dipendente dell'Anas diceva che era chiusa, ma in realtà
  hanno  detto all'onorevole Arancio che era chiusa, poiché l'avrebbe
  voluta  percorrere, ma non l'ha potuta prendere perché gli  avevano
  detto che era chiusa.
   Ho  incontrato sulla trazzera l'assessore Lantieri, ho fatto anche
  la  foto,  eventualmente possiamo anche controllare,  quindi  tutti
  dicono  che  è pericolosa ma fatto sta che un assessore  di  questo
  Governo l'ha percorsa ieri.

   PANEPINTO. Chiedo la registrazione

   CIANCIO. Onorevole Panepinto, dalla registrazione si vedrà se  lei
  era o meno presente.
   Per  lei ha votato il collega Ruggirello, quindi in realtà eravamo
  20 e 21. Lo vedremo dalle registrazioni.
   L'ultima cosa, perché in realtà e già stato detto tutto.
   Forse   lei,  Presidente,  non  ha  fatto  caso  a  un   passaggio
  dell'onorevole  Panepinto, poco fa, che diceva:  il  Presidente  ha
  commesso  un errore nel non contare i suoi'. Lei non può permettere
  che  si  dica  una cosa del genere, perché Lei è il  Presidente  di
  tutta l'Assemblea e non esistono i suoi o i loro e ovviamente e  un
  errore.

   PANEPINTO. Non ho detto questo

   CIANCIO.  Questo  ha  detto, poi rivediamo la  registrazione.  Qui
  neghiamo l'evidenza.

   PRESIDENTE. Ho già risposto all'onorevole Sammartino, non torniamo
  sull'argomento. Grazie.

   CIANCIO. Certamente, Presidente, non era per attaccare lei ma  per
  rispondere al collega Panepinto.
   Quello che bisogna fare è chiaro e le chiedo di esercitare il  suo
  ruolo, come sono sicura farà, nella direzione di tutta l'Assemblea.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, signor Vicepresidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, il fatto politicamente più rilevante, in questo
  momento, è l'assembramento ai banchi della presunta maggioranza  ed
  anche i decibel dei toni delle voci che è dato ascoltare e sentire.
   Certo c'è del nervosismo nella maggioranza.
   Signor  Presidente, io non mi appellerò alla sua decisione, perché
  sono  convinto  che la sua decisione sarà la più saggia  e  la  più
  aderente  al Regolamento. Ed il Regolamento, che è stato quest'oggi
  opportunamente richiamato in un intervento tecnico  e  politico  al
  tempo  stesso, non offre a quest'Aula altro spazio che chiudere  la
  seduta.
   Se poi lo si vorrà, dal punto di vista della opportunità politica,
  convocare  nei  prossimi giorni la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi parlamentari e decidere come l'Aula debba procedere lungo il
  percorso di una sessione finanziaria che è nata male, malissimo,  e
  che  attraverso  questo stucchevole dibattito di  stamattina  -  il
  dibattito post voto espresso - sta davvero dimostrando di procedere
  ancora peggio.
   L'articolo  73  bis  - che lei Presidente conoscerà  certamente  a
  memoria - rende l'ordine del giorno presentato in tutta premura, in
  tutta  fretta,  dal  Presidente della Commissione  bilancio  e  dal
  Presidente   del   gruppo   Partito  Democratico,   come   tardivo,
  inammissibile  e  irricevibile;  perché  è  solo  nel  corso  della
  discussione che possono essere presentati gli ordini del giorno sul
  Documento di programmazione economico-finanziaria
   E lei, signor Presidente, ha correttamente e giustamente chiuso la
  discussione ieri sera, quando tutto sembrava essere pronto  per  la
  successiva  e  immediata  votazione,  come  il  nostro  Regolamento
  insegna  e  pretende:  si procede, indi, alla  votazione'.  Già  il
  fatto  che sia stata rinviata la seduta di ieri a stamani,  sarebbe
  il  massimo della concessione possibile ad una maggioranza che ieri
  sera  scappava  dalle proprie responsabilità  e  non  era  in  Aula
  presente;  senza che lei debba avere naturalmente il compito,  come
  fa  il  pastore in campagna, di contare quante pecore vi  siano  in
  questa Assemblea. Non è il suo compito: è stato già ribadito.
   Ma l'ordine del giorno a firma Vinciullo-Anselmo porta la data del
  23  dicembre,  cioè di oggi; quando la discussione è  stata  chiusa
  ieri.  E  se  gli  Uffici potessero essere più precisi,  dovrebbero
  potere  indicare  a che ora di giorno 23 è stato presentato  questo
  ordine  del  giorno. E se così precisi fossero, non potrebbero  che
  attestare  che,  certamente,  quest'ordine  del  giorno   è   stato
  presentato  dopo  che  l'Assemblea  ha  proceduto  alla  votazione,
  intorno alle ore 11.30, e la votazione ha dato l'esito che ha dato.
  E  qui  non  conta se per un voto, per due voti o per  cento  voti.
  Conta  il  fatto che l'Assemblea non ha approvato la  proposta  del
  Governo di Documento di programmazione economica e finanziaria  per
  gli anni dal 2016 al 2018.
   Ricorderà - signor Presidente - e lo ricorderanno i colleghi: ieri
  sera,  intervenendo nel merito, ho detto che nessuno crede a questo
  documento. E le 24 ore quasi successive me ne stanno dando la piena
  conferma.
   Intanto,   perché  ieri  abbiamo  assistito  al   silenzio   della
  maggioranza o della presunta maggioranza.
   Non è intervenuto nessuno che sia capogruppo o semplice deputato a
  difendere  il  documento  di  programmazione  economico-finanziaria
  presentato dal Governo, ma sembra questa già una cosa normale?
   Un  atto  che  oggi viene definito di così formale  e  sostanziale
  rilevanza,  le  linee  guida dell'azione economico-finanziaria  del
  Governo,  di  un Governo capace di programmare, di interpretare  le
  ragioni  del suo territorio, di tradurle in norme, in provvedimenti
  amministrativi  e  una  maggioranza così superficiale,  generica  e
  bislacca che non fa registrare un solo intervento a sostegno  della
  proposta del Governo.
     La  maggioranza  in  Aula  non c'era ieri  e  quelli  che  erano
  presenti,  non hanno sentito il bisogno di intervenire e non  c'era
  stamattina alle 11.30, circa, quando si è proceduto al voto.
   Et de hoc satis, direbbero i latini, questo è sufficiente e chiude
  la partita.
   Il documento non è stato approvato, il documento è stato bocciato,
  nessuno  strumento surrettizio, nessuno strumento succedaneo  potrà
  indurre,  e ne sono convinto, codesta autorevole Presidenza  a  far
  rabberciare il vero danno che ha prodotto quest'oggi il voto d'Aula
  e che è un danno di stampa, diciamo così, un danno giornalistico, i
  colleghi della maggioranza e il Governo dovranno rassegnarsi per un
  paio  di  giorni,  ma  poi all'indomani di Natale  i  giornali  non
  escono,  la stampa è distratta, i cittadini forse pure, ma speriamo
  di  no   E  noi  faremo  in modo che non lo siano  oltre  modo,  di
  registrare   il  titolo  del  giornale  di  domani:    Battuta   la
  maggioranza ,  ma io aggiungerei - se fossi giornalista  -  Battuta
  una  maggioranza  inesistente e dannosa per  la  Sicilia  e  per  i
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio  solo
  ricordare che non più tardi di ieri pomeriggio, sono intervenuto da
  questi  microfoni   per evidenziare una serie di  elementi  che,  a
  nostro  giudizio,  sarebbe  stato utile  citare  nel  documento  di
  programmazione economico-finanziaria e che non erano presenti.
   Nella  risposta dell'Assessore Baccei - ahinoi - quegli  argomenti
  non  sono  stati  sfiorati  e quant'altro,  cosa  che  oggi  ci  ha
  determinato all'astensione perché riteniamo fondamentale che in  un
  documento  di programmazione economico-finanziaria, che  ribadisco,
  riguarda  il  futuro  economico, occupazionale  dei  siciliani,  si
  inseriscono  ciò che le forze che appartengono alla  maggioranza  e
  che  stanno dentro a una maggioranza, vogliono indicare e  vogliono
  che siano considerate.
   Fermo  restando che questo documento di programmazione  economico-
  finanziaria,  non  appartiene, per nature  di  cose,  agli  attuali
  Assessori   che  sono  stati  sostituiti  in  corso   d'opera,   ma
  soprattutto   non  appartiene  alle  forze  politiche   di   questo
  Parlamento, per il semplicissimo motivo che trattandosi di un  atto
  fondamentale  per il futuro economico della Sicilia, sarebbe  stata
  necessaria una diversa e più assidua presenza delle forze politiche
  in quest'Aula per sostenere un documento di siffatta importanza.
   Ma  questa  Aula non è abituata a dare il giusto peso e il  giusto
  valore  alle  cose  che si devono realizzare e forse  neanche  agli
  impegni che si debbono mantenere.
   Quindi,  il  nostro non è stato un voto di sfiducia al Governo,  e
  tanto  meno  all'Assessore Baccei, anzi non  è  stato  un  voto  di
  sfiducia.  E' stata una sollecitazione ad avere una diversa  e  più
  adeguata   attenzione  a  ciò  che  la  serietà  dei  comportamenti
  istituzionali e politici richiede.
   Sinceramente  non  pensavo  che l'astensione  determinasse  questo
  prolungamento  d'Aula con un dibattito infinito  e  di  fatto  poco
  consistente  - mi consenta - perché qua il problema si riduce  solo
  ed esclusivamente ad uno. Si riduce all'assenza continua, perenne e
  ingiustificata,  dalla  importanza  dei  temi,  di  una  parte  dei
  deputati  della  maggioranza  che disertano  questa  Aula  in  modo
  abituale.
   Io  non  vorrei  ricordare quello che è successo nell'approvazione
  della finanziaria quest'anno, 1 maggio 2015, quando a fatica e  con
  tanti  sacrifici di persone che hanno fatto la notte  si  è  potuto
  approvare   un   documento  indispensabile  per  il  futuro   della
  legislatura.
   Finiamola una buona volta e per tutte di prenderci in giro. Se c'è
  una   maggioranza  di  deputati  della  maggioranza  devono  essere
  presenti  in  questa  Aula,  così  come  sono  presenti  a  Palazzo
  d'Orleans nei momenti di crisi e di trattative.
   Ci  vuole  una buona volta per tutte una presa di coscienza  della
  politica che decida di sostenere ciò che deve sostenere in  Aula  e
  non  a  parole ma nei fatti garantendo il voto per il sostegno  del
  Governo. Questa è una cosa che ribadisco.
   Non  metteremo più pezze alle assenze, perché da tre anni mettiamo
  pezze come gruppo politico, da tre anni mettiamo pezze alle assenze
  di persone che sono presenti in altri luoghi. Punto.
   Sulla   specificità   del  documento  ieri  avevamo   dato   delle
  indicazioni,  indicazioni  che consistevano  nella  semplificazione
  amministrativa, nella programmazione di ciò che riguarda  il  piano
  del  turismo  e  dei  rifiuti, nella indicazione  del  sostegno  al
  credito  che  è  stato  ribadito più di una  volta  in  Commissione
  bilancio e in norme che riguardano lo sviluppo.
   Assessore  Baccei,  lei  mi deve fornire la  giusta  attenzione  a
  queste  tematiche.  Non possiamo vivere solo ed  esclusivamente  di
  tagli, dobbiamo anche dare una prospettiva economica alla Sicilia.
   Bisogna trovare le risorse necessarie, lei ieri parlava se ricordo
  bene  di  700  milioni  da destinare a infrastrutture,  sviluppo  e
  quant'altro.
   Quantifichiamo queste somme a disposizione e inseriamole in questo
  documento di programmazione finanziaria.
   Così come chiedo al Capogruppo del PD di inserire in questo ordine
  del  giorno  le  indicazioni che avevamo  fornito:  semplificazione
  amministrativa,  programmazione di settori estremamente  importanti
  come  trattamento  dei rifiuti, turismo e sostegno  all'economia  e
  come  Gruppo politico saremo assolutamente disponibili  come  siamo
  sempre stati a sostenere l'azione del Governo.
   Ma  in  questo caso occorre una buona volta per tutte il senso  di
  responsabilità  della  politica. E su questo  saremo  assolutamente
  feroci.  Non  possiamo continuare a vivere in questa  Aula  con  la
  canna  dell'ossigeno perché mancano uno o due deputati. I  deputati
  devono essere presenti in Aula ed è un problema di natura politica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, una  riflessione
  s'impone  immediatamente.  Quando la politica  viene  meno,  quando
  vengono meno i valori, gli ideali, i progetti, quando le carte sono
  vuote,   perché  questo  è  un  documento  vuoto  e   voi   stessi,
  maggioranza,  lo  avete dimostrato e allora  purtroppo  come  anche
  spesso avviene a Roma contano i numeri, ed io direi l'arroganza dei
  numeri.  Ma  qui  non stanno contando e non hanno  contato  neanche
  quelli.  E  allora il discorso è questo Signor Presidente,  il  mio
  gruppo chiaramente non può che non appellarsi alla istituzione  che
  lei  in  questo  momento  riveste,  al  ruolo  che  sta  svolgendo,
  chiedendole  imparzialità, rispetto del regolamento che  è  l'unico
  appiglio  che  le  opposizioni hanno in questo momento,  è  l'unico
  appiglio  perché  qua  dentro  non si  verifichi  praticamente  una
  condizione di piena anarchia.
   E'  da  molto tempo che lo vediamo. La stessa anarchia che abbiamo
  dovuto subire per mesi prima che venissero fuori questi nomi  degli
  assessori  e  qua mesi e mesi e mesi a dire  e quando verrà  questo
  governo, se lo fanno, non lo fanno , appesi. Perché appesi?  Perché
  chiaramente, in assenza di una guida politica gli assessorati  sono
  fermi.  Ma  chi  è  che  dipende dall'attività  amministrativa?  Le
  aziende,  le  imprese, i cosiddetti operatori del turismo  che  voi
  dite  di volere difendere qua dentro e sostenere. Chi è che dipende
  dall'azione   amministrativa?  Anche  le  scuole,   gli   enti   di
  formazione.  Chi  è  che dipende dall'attività  amministrativa?  Le
  tasse,  l'economia, le infrastrutture ed il dissesto idrogeologico.
  Devo continuare? Io vorrei partire, diciamo, da un frammento che  è
  quello  localistico per andare a espandere, invece, la  discussione
  su  tutta la Regione. Lo sapete che ancora a Messina manca l'acqua?
  L'avete  sentito  che nel 2015, dopo un'emergenza completa  di  tre
  settimane, mi rivolgo all'Amam, mi rivolgo alla protezione  civile,
  mi  rivolgo all'assessore Croce. Croce dice di aver messo dei soldi
  che  non  ha messo, però giustamente la società dell'acqua non  può
  fare  gli  interventi perché la protezione civile non ha  fatto  il
  progetto  per rimettere in sesto il costone. E allora che  succede?
  Un acquedotto che ha novanta punti di frana per settanta chilometri
  si  apre  in continuazione ed una città come Messina rimane,  oggi,
  nel 2015, senza acqua.
   Ma voi non lo potete capire perché voi l'acqua ce l'avete a casa e
  non  dovete andare in strada con i bidoni, e questo è, per esempio,
  un  intervento di carattere localistico ma potremmo dire che mentre
  mancava  a  Messina  mancava ad Enna, mancava  a  Caltanissetta,  è
  mandata  pure  a  Palermo.  Ma  in  una  Regione  dove  si   arriva
  all'emergenza dell'acqua ma cosa serve più?
   I diritti vengono meno perché una popolazione assetata che non può
  lavarsi,  che  non può lavare i propri figli, che non  può  rendere
  decorosi gli ambienti in cui si abita, ma che cosa chiede più?  Non
  ha più neanche la forza di chiedervi nulla perché i diritti vengono
  meno,  calpestati dalla vostra ignavia, dalla vostra incapacità  di
  programmare  perché  vi dovete dividere i soldi,  le  mazzette,  le
  somme urgenze. E dai. E voglio andare ancora avanti.

   MAGGIO. Calma

   ZAFARANA.  Calma? Che calma  La gente fuori non è  calma,  io  non
  sono calma.
   Allora,  vi dicevo l'acqua e ancora il dissesto idrogeologico  che
  sta  piegando  la  nostra  regione e si dice  ancora  in  giro  che
  praticamente  qualcuno dell'Anas diceva ieri che  la  trazzera  era
  chiusa.  E  allora  andiamo  avanti  ancora?  Abbiamo  chiesto  due
  commissioni per trattare del contratto di servizio per i trasporti,
  due  audizioni.  Chiederei  di essere  ascoltata  gentilmente.  Due
  audizioni in cui l'assessore

   VULLO. Lei deve parlare delle mazzette  Di chi le prende

   ZAFARANA. L'assessore Pistorio ha dato buca.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, la prego di attenersi  all'ordine
  del giorno ed al tema della discussione.

   ZAFARANA.  Sto  rimanendo  nel merito, certamente.  E  allora,  la
  vergogna sa qual è?

   VULLO. Parliamo delle mazzette

   ZAFARANA.  La vergogna è che i Beni culturali siciliani...  Signor
  Presidente, io non posso parlare se mi si interrompe

   PRESIDENTE.  Però, onorevole, il tema di oggi non è l'acqua  né  i
  Beni culturali  Atteniamoci all'argomento all'ordine del giorno.

   ZAFARANA. Sto entrando nel merito, infatti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vullo, la invito a sedersi e  ad  ascoltare
  l'intervento.

   VULLO. Parliamo delle mazzette

   ZAFARANA.  Ma  perché la tange così tanto? Se per  lei  non  è  un
  problema, perché la tange così tanto  Entro nel merito: il turismo,
  i  Beni  culturali e la cultura oppure ancora i servizi al  turismo
  sono un argomento di questo Dpef? Bene noi un circolare interna che
  dice  che  i  maggiori centri, musei e siti archeologici potrebbero
  rimanere  chiusi  in  queste  vacanze perché  l'Assessorato  non  è
  riuscito  a  capire come potere pagare i lavoratori che giustamente
  devono  svolgere i loro turni presso i siti e i musei archeologici,
  sto parlando di leve inserite all'interno del Dpef e andiamo ancora
  avanti  praticamente qui io potrei elencare ancora un piano rifiuti
  che  è  ancora  al  palo oppure un decreto di  integrazione  socio-
  sanitaria che è ancora al palo, ci dite qual è la mission, ci  dite
  qual  è  la  visione, devo continuare ancora? Allora il concetto  è
  questo, signor Presidente, e vado subito a concludere.
   Io però posso anche continuare anche senza essere disturbata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, la invito  a  concludere  il  suo
  intervento  da dove ha citato la parola  mazzette , è assolutamente
  non   accettabile  per  il  rispetto  che  si  deve  al  Parlamento
  regionale.

   ZAFARANA.  Senz'altro, Presidente, ma se qualcuno ha problemi  con
  questa parola...

   VULLO. Parliamo delle mazzette

   SUDANO.  Onorevole Zafarana, lei sta dicendo che  le  mazzette  le
  prendiamo noi

   PRESIDENTE.  La invito ad attenersi all'argomento e a  concludere,
  visto che ha già superato di due minuti.

   ZAFARANA. Non ho problemi con questa parola  Non ho idea  di  cosa
  voglia  significare personalmente. Signor Presidente, mi rivolgo  a
  lei in quanto garante della rispettabilità di questo Parlamento, le
  chiedo  di  chiudere  la  seduta  e  soprattutto  chiederei   anche
  all'assessore Baccei, veramente non voglio ripetere quanto  chiesto
  già  dai  miei colleghi ma l'unico atto coerente in questo  momento
  sarebbero  le  sue  dimissioni  oltre  a  ciò  veramente  non   v'è
  possibilità  di  pensare  qualsiasi prospettiva  e  con  la  dovuta
  attenzione, il dovuto approfondimento eventualmente non  presentare
  un  foglietto  di  carta  come ordine  del  giorno  perché  sarebbe
  eventualmente   anche  non  confrontabile  con  un   documento   di
  programmazione,  presentare una proposta sicuramente  più  coerente
  che  faccia  vedere qualcosa, noi siamo sempre entrati  nel  merito
  delle questioni mai opposizione sterile, però, in questo momento si
  ravvisa sicuramente  la necessità di dovere fare una proposta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore,
  onestamente pensavo di fare un intervento per ristabilire la  calma
  dentro  questa  Assemblea perché credo che quello  che  è  accaduto
  stamattina,  in  realtà,  mi rendo conto che  ognuno  -  chi  nella
  maggioranza, chi nell'opposizione - strumentalizza un po' dalla sua
  parte  quello che accade da un lato o dall'altro. Di certo, è stata
  qui, forse, una leggerezza ma di certo non è stato un atto politico
  voler bocciare il documento che avevamo in Aula.
   Però,  sinceramente, finché gli interventi sono politici, tutto  è
  accettabile  perché  sta nel  teatro' - chiamiamolo  così  -  della
  politica.  Ma  quando gli interventi iniziano a diventare  pesanti,
  volgari,  come  spesso  accade da alcuni componenti  del  Movimento
  Cinque  Stelle  in  quest'Aula, questo  diventa  inaccettabile.  E'
  inaccettabile  che  la  collega Zafarana  dica  che  noi  siamo  in
  quest'Aula  per  prendere   mazzette .  Le  mazzette,   forse,   le
  prenderà la collega Zafarana e se sa qualcosa che vada in procura a
  denunciare  chi  prende mazzette in quest'Aula perché  non  si  può
  generalizzare.

   PRESIDENTE. Onorevole, invito anche lei a tornare sull'argomento -
  ho  già  richiamato l'onorevole Zafarana - atteniamoci strettamente
  all'argomento all'ordine del giorno.

   SUDANO.  Presidente,  in questo caso ci sentiamo  tutti  offesi  e
  credo  che  chiunque in quest'Aula dovrebbe alzarsi per parlare  di
  questo argomento.
   Ritengo  anche che l'onorevole Zafarana dovrebbe ben  sapere  che,
  sessanta deputati su novanta, in quest'Aula sono neo eletti  e  che
  quindi che venga a fare lezioni a noi su quella che è la situazione
  del  bilancio della Regione siciliana, non ho nulla da imparare  da
  lei perché sono nella sua stessa situazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, prosegua il suo intervento.
   Inviterei  i  deputati ad ascoltare con attenzione. Mancano  pochi
  interventi.

   SUDANO.  Non  ho nulla da imparare in quanto sessanta deputati  su
  novanta siamo neo eletti e la situazione delle casse regionali  non
  l'abbiamo  creata  noi,  l'abbiamo trovata  e  invece  di  chiedere
  dimissioni  all'Assessore Baccei che si dica  grazie  all'Assessore
  Baccei per quanto sta facendo per questa nostra Regione.
   Troppo   facile   è   venire  in  quest'Aula   e   addebitare   le
  responsabilità all'Assessore come se è il Commissario che viene  da
  Roma.
   L'Assessore finalmente ha aperto un dialogo con Roma, sta portando
  una  copertura in questo bilancio - evitando di utilizzare i  fondi
  comunitari.
   Non abbiamo le strade, che crollano
   Abbiamo  utilizzato i fondi per pagare precari e dipendenti  della
  Regione siciliana.
   Adesso si sta dando una svolta al nostro bilancio della Regione.
   L'ingratitudine di questo Parlamento credo sia inaccettabile
   Facciamoci  tutti  un  esame di coscienza, assumiamoci  le  nostre
  responsabilità  -  chi  è  maggioranza  e  chi  è   opposizione   -
  contestandoci  nella politica e non negli insulti personali  perché
  solo questi alcuni fra voi sanno fare.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente, prendo la parola lasciando  alla  sua
  autorevolezza  il  senso delle istituzioni che la contraddistingue,
  la decisione ultima su questa giornata che, certamente, non è stata
  una  giornata  della quale potremo vantarci né  la  maggioranza  né
  tanto meno la minoranza.
   Onorevoli  colleghi, noi stiamo affrontando in  questi  giorni  la
  vicenda   più  importante  che  riguarda  la  vita  del  Parlamento
  siciliano  ossia la decisione che riguarda sei milioni di abitanti,
  il  destino  di  tante famiglie, la necessità di  fare  scelte  che
  avranno  ricaduta  -  non  soltanto  nell'immediato  ma  anche  nel
  prossimo futuro.
   Se  comprendo le eccezioni sollevate da alcuni colleghi,  tuttavia
  mi  sfugge  il senso - proprio perché sono un'eletta del  popolo  -
  della strana contrapposizione che ci fa perdere di vista qual è  la
  funzione fondamentali alla quale siamo chiamati.
   Il  Presidente  farà le sue scelte, determinerà una decisione  che
  sarà sicuramente improntata a saggezza e all'ascolto dell'Aula.
   Da parte mia vi è il rammarico di non avere visto mettere da parte
  quello  che è stato certamente uno spiacevole incidente di percorso
  rispetto ad una vicenda che è di straordinaria importanza.
   Noi  stamattina avremmo dovuto completare con l'approvazione della
  legge  finanziaria uno dei passaggi fondamentali che ci  porteranno
  nei prossimi giorni alla conclusione di questo dibattito.
   Ho sentito anche cose indirizzate all'assessore Baccei che mi sono
  suonate stonate perché non si può negare, perché sarebbe la  verità
  rovesciata, all'assessore Baccei e a questo Governo, il merito,  il
  merito  di  avere rimesso in piedi, dal punto di vista  di  finanze
  disastrate,  il destino di questa nostra Regione. A  volte  abbiamo
  avuto  anche  troppo  la  memoria corta e abbiamo  riversato  sulla
  quotidianità  di  un dibattito spesso difficile  in  quest'Aula  le
  dimenticanze rispetto ad un passato che ha aggravato la  condizione
  economica  anzi  l'ha  determinata la  condizione  economica  della
  Sicilia.
   Oggi  c'è  un  governo,  consentitemi di dirlo,  e  c'è  anche  un
  assessore,  e nella conclusione del dibattito di ieri,  l'Assessore
  ha  messo  in  fila una serie di riflessioni che fanno naturalmente
  traccia  del  lavoro su cui il Governo e la maggioranza  si  stanno
  misurando che mi sembrano di grande svolta e non sono sfuggite,  ne
  sono sicura, non sono sfuggite ad orecchie attente e vigili che  vi
  sono  anche nell'opposizione. Perché quando si parla di risanamento
  si parla certamente di scelte complicate e difficili, ognuno di noi
  tornando  nel  territorio, ha dovuto raccontare delle ristrettezze,
  delle  riduzioni  dei tagli che sono stati fatti per  rimettere  in
  piedi  il  bilancio della Regione, ognuno di noi, però,  credo  che
  abbia   il dovere di riconoscere che l'impostazione di questa legge
  finanziaria   va  verso  una  prospettiva  dei  siciliani   che   è
  completamente diversa dal passato perché nel momento nel quale si è
  scelta l'impostazione che l'Assessore ieri sera ha enunciato che  è
  un'impostazione  davvero a 360 gradi diversa rispetto  al  passato,
  ognuno  di  noi  ha avuto contezza di potere dare una testimonianza
  vera  alla  Sicilia che la si ama e la si vuole  servire  nel  modo
  migliore.
   Che  tutto questo ci sia sfuggito e che vi sia stata una  polemica
  spicciola,  secondo  me,  di bassissimo tenore,  rivolta  anche  al
  Partito democratico che, ieri, è vero non è intervenuto in Aula. Ma
  non è intervenuto perché si riconosce interamente nell'impostazione
  dell'assessore  Baccei, interamente, perché ha  assunto  su  di  sé
  l'azione  di  risanamento che è fondamento, è il primum  vivere  di
  questa  Regione. E' inutile pensare con nostalgia  al  passato.  Il
  passato  ci  ha  lasciato le macerie. Ed è bene prendere  atto  che
  queste  macerie,  cari amici e compagni pentastellati,  sono  sulle
  nostre  spalle e quindi si può certamente fare l'ostruzionismo  che
  si  sta  facendo  in  quest'Aula stamattina, la  politica  è  anche
  questo,  la  democrazia è anche questo, ma non  perdiamo  di  vista
  l'obiettivo fondamentale.
   Lo  chiedo, in particolare, a voi che so essere sensibili a questo
  tema  e  che  desidero coinvolgere in un'azione di prospettiva,  di
  risanamento.
   Quindi,   noi  non  rifugiamo  dalle  nostre  responsabilità,   le
  assumiamo  tutte  sulle  nostre modestissime  spalle,  sappiamo  di
  portare  un  peso  gravosissimo. Né  tanto  meno,  né  tanto  meno,
  possiamo  essere  contenti che domani e mi chiede se  qualcuno  può
  essere allegro perché si strappa un titolo, che domani sui giornali
  siciliani si leggerà  E' battuta la maggioranza
   Credetemi,  non è questo il tema. Il tema è, il tema è servire  la
  nostra Regione.
   Allora,  se  sarà necessario, ma questo lo deciderà il Presidente,
  del  quale  ho  personalissima stima e di cui conosco  ed  apprezzo
  l'autorevolezza da molto tempo e, quindi, non sono una improvvisata
  nella conoscenza del Presidente.
   Bene   Se  è questo il tema, il Presidente deciderà per il  meglio
  ma,  stamattina,  è  giusto che da parte  dei  banchi  del  Partito
  democratico venga una rivendicazione, consentitemi, serena,  serena
  ed anche orgogliosa del lavoro che si sta facendo.
   Non  credo  che  avremo applausi. Non ne avremo, perché,  qui,  in
  questa terra, siamo abituati alle grandi mance, ai finanziamenti  a
  pioggia, alle scelte fatte sulla base di una simpatia territoriale.
   Non è più questo il tempo
   Il tempo è il rigore.
   Onorevole Milazzo, lei parla tutte le volte in Aula, io l'ascolto,
  abbia pietà, abbia pietà ed ascolti anche me.
   Stia  tranquillo,  onorevole Milazzo, ho  finito.  Ho  finito.  La
  ringrazio per la sua

   PRESIDENTE. Onorevole Cirone, la invito a concludere.

   CIRONE. Bene. Bene. Grazie ancora, onorevole Milazzo, per  la  sua
  pazienza.  Grazie  ai  colleghi. Ma è giusto che,  ogni  tanto,  si
  dicano  alcune  cose difficili e complicate, ma si dicano  sino  in
  fondo.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, l'Aula è sospesa per cinque minuti
  esatti, riprenderà con l'intervento dell'onorevole Vullo.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.12, è ripresa alle ore 14.16)

   La seduta è ripresa.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto chiedo
  scusa  all'Assemblea per essere stato un po' violento,  però  molte
  volte  ognuno di noi si accalora, molte volte ed io in  particolare
  abbiamo  la  nostra storia. Mio papà e mia mamma si sono conosciuti
  in  camera di sicurezza perché facevano uno sciopero per  la  lotta
  per  le terre nel '52, '53. Si sono conosciuti, si sono innamorati,
  si  sono sposati naturalmente al municipio. Credo che molti  mentre
  la  mia  famiglia  faceva le battaglie per la terra  e  quant'altro
  molti  possibilmente  erano vicino alla  Democrazia  Cristiana  per
  chiedergli il posto di lavoro per i propri figli.
   Questo  è  un inciso della mia storia. Perciò quando si affrontano
  determinati  argomenti, uno come me che ha fatto  tutto  nella  sua
  carriera  politica,  dall'assessore  al  consigliere  comunale,  al
  deputato e non sono mai stato chiamato per nulla, non conosco né  i
  carabinieri né la polizia, li conosco solo quando mi hanno rubato i
  documenti e ho fatto una denunzia o quando mi hanno telefonato  per
  farmi  l'estorsione e ho sono andato dai carabinieri a  denunziare,
  perciò figuratevi se mi devo  arrabbiare  su quello che ho sentito.
   Ognuno  di  noi ha le proprie attività professionali,  magari  nei
  comizi  qualcuno va dicendo cose sbagliate, come oggi  qualcuno  ha
  detto, ha parlato per Luca Sammartino dicendo delle cose  ognuno ha
  le   proprie   attività  professionali,  la  propria   famiglia   e
  quant'altro, l'importante che sia  credo che qui tutti e  90  siamo
  persone  per  bene.  Volevo  dire solo  ed  esclusivamente,  vorrei
  portare sullo scherzo:  Alessandro a qualcuno spiegaglielo che tu a
  Firenze non hai niente a che vedere perché abiti da 15 anni a  Roma
  e  quando vai via e prenderai il taxi o la circum come a Catania  o
  corri come piace a te vai a Roma e non a Firenze .
   Ma  siccome,  la mia amica, onorevole e compagna Marika  Di  Marco
  Cirone  ha  fatto  un  intervento puntuale che condivido  in  toto,
  condivido in toto. Ha detto delle cose esattissime, la verità è che
  paghiamo  lo  scotto  di  tutto quello che  è  successo  in  questi
  quarant'anni della nostra Sicilia.
   E  lo  scotto purtroppo è uno scotto pesante, un fardello  che  ci
  portiamo dappresso in maniera consistente.
   Quando si parla di cose concrete, mi permetterei di dire in questo
  di  DPEF  di  una  cosa che ritengo concreta,  vorrei  dare  questo
  suggerimento,  ieri ne  parlavo con l'assessore,  il  quale  mi  ha
  risposto che siamo senza soldi.
   Ma  li  dobbiamo trovare assessore  In che senso  Noi vediamo  che
  tutti i giorni i nostri figli, l'intelligenza siciliana va via.  Si
  trasferisce  al  nord  in Europa, molte volte anche  in  Australia.
  Tutti ragazzi che giornalmente si laureano, una buona parte va via.
   Questo  perché nelle aziende siciliane o nel meridione d'Italia  i
  dipendenti  sono  sotto  le  15  unità,  ed  essendo  sotto  i   15
  dipendenti, sono molte volte aziende familiari. Quando si tratta di
  innovare  questa  Aziende, possibilmente i laureati  si  preferisce
  lasciarli fuori.
   In  questo DPEF, in questo sviluppo che potrebbe avere la Sicilia.
  Credo  che  se noi dessimo delle disponibilità a delle aziende  per
  assumere i laureati, affinché costoro possano dare un'impronta alle
  aziende  di  innovazione, quella che oggi la  società,  il  mercato
  richiede.  Questo potrebbe essere, trovare una posta di  soldi  per
  metterla  a  disposizione  delle aziende  che  possano  assumere  i
  laureati.
   Sono  certo che questo porterebbe sicuramente un vantaggio si alle
  aziende che ai ragazzi, perché in questo momento possiamo usufruire
  della  cosiddetta legge  Renzi' che ha sostituito la legge n.  407.
  Ci  sono  di  benefici  fiscali. Se noi diamo  un  contributo  alle
  aziende.  Credo che questo contributo per i laureati  possa  essere
  importante per dare 1000, 2000 posti di lavoro, come si è fatto per
  garanzia  giovani dove la Sicilia è stata al primo posto per  circa
  50 mila posti di lavoro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. A  seguire
  per l'ultimo intervento l'onorevole Vinciullo.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ho
  ascoltato  con  molta attenzione tutti gli interventi.  Sono  stato
  indeciso  se  intervenire  fino all'ultimo  perché  gli  spunti  di
  discussione  sono  stati molteplici. Mi dispiace  molto  quando  si
  alzano i toni oltre certi limiti.
   Non  ho  potuto fare a meno di fare una considerazione che  mi  ha
  portato a parlare con voi e con chi ci ascolta da casa.
   Perché  diventa così aspra la discussione, perché questo documento
  è  una  toppa che, secondo me nemmeno andava presentata  oggi.  Non
  andava  presentata  per  decenza e per  rispetto  del  Regolamento.
  Questo ovviamente scatena le reazioni, perché in politica spesso ad
  un'azione corrisponde una reazione, spesso uguale o anche contraria
  di  eguale  misura. E' evidente che noi avendo qui una funzione  di
  rappresentanza  politica,  dobbiamo rendere  conto  di  quello  che
  facciamo soprattutto fuori da qui.
   Quando da quest'Aula vengo sovvertite quelle che sono le regole  e
  i Regolamenti, automaticamente l'opposizione che, ha la funzione di
  controllo, ovviamente non può fare a meno di rimarcarlo ed è quello
  che   noi  dal  nostro  punto  di  vista  politico  abbiamo  fatto,
  semplicemente.
   Mi  spiace che il collega Sammartino, ci reputi quasi dei politici
  per   caso,  capitati  qui  dentro  per  una  contingenza   storica
  particolare.
   Con  questa affermazione - a parer mio - commette, in primis,  una
  ingenuità;  in  secondo luogo è anche una forma  di  poco  rispetto
  verso  una  gran  parte  di elettori, sempre  crescenti  in  questa
  Regione  e  in  questa nazione, che si è estremamente stancata  del
  vecchio  gioco politico che subiamo sistematicamente da più  di  un
  paio di decenni.
   Poi,   giustamente,   esponenti   della   maggioranza,   e   anche
  dell'opposizione,  dicono  con  chiarezza  che  hanno  avuto  varie
  funzioni   nei  vari  gradi,  mi  riferisco  all'ultimo  intervento
  dell'amico Vullo, che, giustamente, sottolinea che molti dei nostri
   migliori' vanno fuori: finiscono di studiare e partono.
   Ma  questa  non  è implicitamente un'ammissione di  fallimento  di
  tutta una classe politica che ha gestito questa Regione nell'ultimo
  trentennio?  Non dovrebbe bastare questo a prendere  coscienza  del
  fallimento   totale  delle  politiche  di  sviluppo  degli   ultimi
  trent'anni di questa Regione? Lo dite voi stessi. Lo affermate  voi
  stessi.
   Il  dato politico oggi è evidente: questa maggioranza, che  non  è
  altro  che una macedonia di varie anime, di diverse estrazioni,  di
  diversi interessi, e anche di diverse personalità, non esiste.
   Noi  siamo  un gruppo politico che si reputa composto da  semplici
   dipendenti  dei Siciliani'. Ed essendo dei dipendenti noi  abbiamo
  l'obbligo  morale  e  il  dovere civico di essere  presenti  sempre
  quando l'impegno istituzionale lo impone.
   Abbiamo  votato  42  persone  su 90: è  questo  il  dato  politico
  incontrovertibile.
   Cominciate a guardare dentro casa vostra. Cominciate a trovare  un
  po'  di  coesione, se veramente volete portare questa  terra  fuori
  dalle  secche  nelle quali voi stessi l'avete portata.  E  soltanto
  dopo  potremo  discutere di vera politica, perché  fino  adesso  di
  politica in Sicilia, negli ultimi tre anni, non se n'è vista.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Alfio  Papale  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                               Rettifica

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   ai   fini   del    resoconto
  stenografico,  l'onorevole Ciancio comunica che nel suo  intervento
  ha    citato   erroneamente   l'onorevole   Ruggirello   al   posto
  dell'onorevole Panarello.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Seguito della discussione del DPEF per gli anni 2016-2018

   PRESIDENTE.  Riprende la discussione del DPEF per gli  anni  2016-
  2018.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessore.  Onorevole  Milazzo  la
  tranquillizzo:  ero intervenuto in quanto relatore del  disegno  di
  legge che abbiamo introitato precedentemente.
   Ho ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i deputati, in
  modo particolare l'ultimo, quello dell'onorevole Tancredi.
   Credo  che  su  molte cose dette dall'onorevole  Tancredi  bisogna
  riflettere,  perché  sono  cose  amare,  che  fanno  male,  ma  che
  oggettivamente rispondono alla verità. Per cui il dibattito di oggi
  è stato sicuramente importante, positivo per tutti; anche perché ha
  dato  a  molti di noi la possibilità di riflettere e  di  farci  un
  esame  di  coscienza  su  quello che è il  comportamento  che  deve
  caratterizzare  ognuno di noi che ha assunto  un  impegno  con  gli
  elettori  e  che  questo  deve onorare  tutti  i  giorni,  in  modo
  particolare i giorni in cui c'è Aula.
   In  secondo luogo mi rivolgo all'assessore. Assessore noi  abbiamo
  bisogno di avere il bilancio, perché non possiamo continuare a  non
  avere  una copia del bilancio, né è sopportabile - glielo dico  con
  l'affetto  che caratterizza i nostri rapporti e con l'amicizia  che
  le  ho  sempre dimostrato - che questo Parlamento debba  apprendere
  della finanziaria attraverso i giornali.
   Questo è inammissibile e insopportabile, cioè che i componenti del
  Governo trovino il tempo di dare una copia del bilancio ai giornali
  e  non trovino il tempo di passare il bilancio a questa Assemblea è
  un  fatto  strano e veramente insopportabile e mi auguro non  debba
  più succedere.
   Veda,  su  questa  vicenda, lo dico ai colleghi che  a  cominciare
  dall'onorevole Assenza hanno parlato di impossibilità di  ritornare
  su  questo argomento. La prima cosa: vorrei ricordare a tutti  voi,
  non  è stato assolutamente bocciato il DPEF, non è passato l'ordine
  del  giorno  con  il quale si chiedeva di ritenere  valido  per  il
  prossimo  triennio  il  DPEF.  Non abbiamo  su  questa  vicenda  un
  regolamento  chiaro, perchè non esiste, abbiamo  soltanto  i  moris
  maiorum,  avrebbero  detto i latini, l'esperienza  che  è  accaduta
  quando  l'onorevole  Formica  -  lei  ricordava  -  presiedeva  con
  autorevolezza questa Assemblea e poi, non approvato il 189, abbiamo
  approvato i 188.
   Di  conseguenza, così come è successo in quell'occasione, forti di
  quella  esperienza che poi anche il Commissario dello Stato ritenne
  valida,  la Commissione  Bilancio , ha pensato di preparare  questo
  ordine  del giorno che, onorevole Tancredi, non vuole umiliare  gli
  interventi di nessuno di voi, ma cerca anzi di fare tesoro di tutte
  le  cose che sono state dette. Tanto è vero che l'ordine del giorno
  dice:   con  le seguenti integrazioni , e indichiamo una  serie  di
  integrazioni che sono uscite dagli interventi di tutti i  deputati,
  nessuno escluso.
   Devo  dire che poi, dopo la presentazione dell'ordine del  giorno,
  sono  venute  altre sollecitazioni dall'onorevole  Malafarina,  dal
  Presidente Di Giacinto e, pertanto, siccome l'ordine del giorno può
  essere  subemendato,  è  chiaro che la Commissione  fa  proprie  le
  considerazioni  che state espresse dall'onorevole  Di  Giacinto  e,
  quindi,  riteniamo  che  sia importante  aggiungere  nel  penultimo
  capoverso:  nell'attuale fase di difficoltà economica regionale, si
  raccomanda  di prevedere misure di sostegno per le fasce  disagiate
  della popolazione, per lo sviluppo, il credito e la semplificazione
  amministrativa .
   Però, e lo dico all'opposizione, onorevole Cancelleri, a lei  e  a
  tutti  quelli che avete parlato con interesse di questo  argomento:
  nessuna violazione verrà fatta e nessuna violenza nei confronti  di
  questo Parlamento.
   Per  cui, Presidente, le chiedo di convocare, come giusto che sia,
  la  Conferenza  dei Capigruppo, possibilmente per  oggi  pomeriggio
  stesso  e allargarla ai presidenti di Commissione, in maniera  tale
  che  si  stabilisca  il calendario, non solo della  discussione  di
  questo  ordine  del  giorno  e del disegno  di  legge  che  abbiamo
  incardinato questa mattina, ma anche di quelli che devono essere  i
  momenti   salienti  che  devono  portare  da  qui   a   15   giorni
  all'approvazione della Finanziaria.
   io  non  sono  tanto vecchio, ma credo di non aver mai  visto  una
  Finanziaria approvata entro il 15 gennaio e che non c'è  stato  mai
  nella  storia di questo Parlamento, negli ultimi vent'anni  almeno,
  un esercizio provvisorio.
   Ecco,   l'impegno  potrebbe  essere  quest'anno  di   non   andare
  all'esercizio provvisorio per garantire e assicurare ai lavoratori,
  penso  per  esempio ai precari su cui adesso il Governo  nazionale,
  Camera  e  Senato, hanno approvato un provvedimento importante  che
  riguarda  anche l'inserimento di coloro i quali lavorano in  comuni
  in dissesto, in pre-dissesto o assimilati.
   Per  questo  motivo,  Presidente Lupo,  nel  ringraziarla  per  la
  consuetudine che la caratterizza di essere assolutamente imparziale
  e   garantire  serenità  a  questa  Assemblea,  ritengo   opportuno
  convocare  la conferenza dei Capigruppo in maniera tale  che  nella
  Conferenza  l'Assessore ci comunica quando arriverà il bilancio  e,
  avendo  la  certezza dell'arrivo del bilancio, possiamo programmare
  l'attività per arrivare velocemente all'approvazione del bilancio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, ho chiesto di intervenire  prendendo spunto, anzi  da  un
  paio di spunti che arrivano dal Presidente Vinciullo.
   Per  quanto  riguarda  il  bilancio e la  Finanziaria,  li  stanno
  completando.  Appena  mi libero dai lavori d'Aula  dovrei  firmarli
  insieme al Presidente e dovremmo depositarli oggi.
   Relativamente  alle comunicazioni che sono arrivate  alla  stampa,
  come  avrete notato finchè la finanziaria non è arrivata in  Giunta
  non è uscito assolutamente niente.
   Io è un po' di tempo che ci lavoro per cui non vengono certo da me
  le  notizie.  Tutti sanno che io sono molto riservato su  tutte  le
  informazioni,  particolarmente  su queste,  considerando  anche  la
  difficile situazione in cui versa l'Isola, difficoltà che hanno  le
  persone. Per cui, come ho sempre detto fin dall'inizio, per evitare
  tensioni  di  carattere  sociale  ho  sempre  preferito  tenere  le
  informazioni molto riservate.
   Ho   apprezzato   molto   le  parole  del   Presidente   Vinciullo
  relativamente  all'esercizio provvisorio che  io  vorrei,  come  ho
  detto,  evitare per due ordini di motivi. Uno, perché con la  nuova
  normativa  del 118 tutto diventa molto, molto più complicato  negli
  adempimenti  da  fare  e  penso  che  in  questo  momento   abbiamo
  tantissime  cose  da  fare; eviterei di perdere tempo  raddoppiando
  inutili  adempimenti laddove è possibili evitarli ma,  soprattutto,
  perché  anche  l'anno scorso abbiamo sperimentato  cosa  vuol  dire
  l'esercizio provvisorio.
   L'esercizio  provvisorio  vuol dire  fare  partire  in  ritardo  i
  forestali    a   lavorare,   quindi   non   avere   il    personale
  dell'antincendio  quando serve; vuol dire dare ritardo  ai  comuni,
  agli  enti, nell'approvare i propri bilancio e quindi nel  ricevere
  le  risorse finanziarie. Quindi, fare l'esercizio provvisorio  vuol
  dire bloccare l'operatività in Sicilia e creare ulteriori disagi  e
  svantaggi a persone che già hanno forti difficoltà di altro tipo.
   Queste  sono  le motivazioni che ci stanno spingendo e  ci  stanno
  facendo  lavorare  per evitare l'esercizio provvisorio  e  dare  da
  subito un bilancio definitivo.
   Questo  è uno dei motivi per i quali abbiamo un po' ritardato,   e
  per  questo  mi  scuso con gli onorevoli deputati,  con  tutti  gli
  uffici  perché abbiamo voluto avere un po' più di certezza sul lato
  delle entrate.
   Sapete  della  trattativa. Solo ieri sera  è  stata  approvata  la
  manovra  finanziaria anche al Senato. Almeno su quella parte  siamo
  certi di avere una informazione ormai sicura, per cui diamo un  po'
  più   di   certezza  al  bilancio.  Nel  frattempo,  siamo   andati
  ulteriormente avanti anche per gli altri 500 milioni, le trattative
  con  lo  Stato,  abbiamo trovato anche  concordato  la  maniera  di
  rappresentarle  al bilancio. Per cui, questi motivi,  dopo  che  io
  avevo  portato un primo bilancio in Giunta che però  non  aveva  la
  certezza, a parere della Giunta, ma era anche una delle indicazioni
  che davo io, non aveva la certezza di essere approvato.
   Per  cui, mi prendo la responsabilità di avere ritardato i  tempi,
  ma  di nuovo è tutto nell'ottica di fare un bilancio definitivo per
  cercare  di  evitare di creare ulteriori difficoltà sui  lavoratori
  forestali, sui precari, sui comuni e sugli enti regionali.
   So che vi chiederò uno sforzo, che dovremo lavorare in tempi brevi
  su  una  legge complessa e probabilmente non ci sarà il  tempo  che
  sarebbe  necessario  per  valutare i vari articoli,  per  avere  il
  dibattito,  dovremmo  fare tutto in maniera un  po'  accelerata  ma
  penso che questo sforzo sia importante per riuscire a fare lavorare
  in più tranquillità le persone che stanno lavorando per la Regione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Federico e Figuccia  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione del Documento di Programmazione Economico-
             Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno n. 513. Io ho ascoltato  con  attenzione  gli
  interventi  che  si  sono via via susseguiti  in  merito  alla  non
  approvazione  dell'ordine  del  giorno  accettato  da  Governo  sul
  Documento di programmazione economico finanziaria.
   Ho  conseguentemente  preso  atto che al  momento  non  sussistono
  ancora  le  condizioni  per procedere oltre  nella  seduta  e  che,
  pertanto,  sarebbe  più  opportuno e proficuo  rinviarla,  come  da
  calendario dei lavori, a martedì 29 dicembre 2015, nella  dirimente
  considerazione che per quella stessa data, 29 dicembre  2015,  alle
  ore  14.00,  è  convocata la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per programmare i lavori della sessione di bilancio  e
  che  in  quella sede si potrà anche affrontare l'argomento che  qui
  oggi è stato trattato sulla situazione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Pertanto,  apprezzate  le circostanze,  la  seduta  è  rinviata  a
  martedì,  29 dicembre 2015, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI
  II   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
  ECONOMICO-FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2016-2018

                Relatore: on. Vinciullo

  III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione
               per l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio pluriennale per il
               triennio 2015-2017. Modifica di norme . (n. 1108/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

            2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Germanà

  IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 439  -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
              ai  ricorsi  in materia di legittimità costituzionale
              promossi innanzi alla Corte Costituzionale.

         (6 maggio 2015)

                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.

          (25 novembre 2013)

                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494  - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
              convenzione   sottoscritta  tra  Regione   siciliana,
              Università  degli studi Kore di Enna  e  Associazione
              Proserpina,  avente  ad  oggetto  l'apertura  di  una
              nuova facoltà di medicina e chirurgia.

          (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

          (16 dicembre 2015)

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

                   La seduta è tolta alle ore 14.41

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio