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Resoconto d'Aula della Seduta n. 304 di martedì 29 dicembre 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.45

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Comunicazione di integrazione dell'Ufficio di
          Presidenza della Commissione speciale d'inchiesta e
             vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella seduta n.  109  del  22  dicembre
  2015,  la Commissione speciale d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
  della mafia in Sicilia ha integrato l'Ufficio di Presidenza come di
  seguito:

   - Vicepresidenti:   onorevole Margherita La Rocca Ruvolo;
                               onorevole Girolamo Fazio.

                 Comunicazione di decadenza di mozioni

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   della    cessazione
  dell'affidamento  temporaneo delle funzioni di  deputato  regionale
  supplente  in  capo all'onorevole Bandiera, di cui  l'Assemblea  ha
  preso  atto nella seduta n. 303 del 23 dicembre 2015,  decadono  le
  seguenti  mozioni: nn. 482, 495, 497 e 501,  per il venir meno  del
  prescritto numero di firme richiesto dal Regolamento interno.
   Ne decade, altresì, la firma dalla mozione n. 477.

    L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con nota pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  il  23  dicembre  2015,  l'onorevole   Forzese   ha
  dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare UDC.
     Pertanto,  a decorrere dal 23 dicembre 2015, lo stesso  deputato
  cessa   contestualmente  di  far  parte  del  Gruppo   parlamentare
   Megafono- PSE .
      Conseguentemente, il Gruppo  Megafono-PSE , sceso al  di  sotto
  del numero minimo di deputati previsto dal comma 2 dell'art. 23 del
  Regolamento interno dell'ARS per costituire un Gruppo parlamentare,
  rimane  temporaneamente  in  vita,  secondo  la  prassi  di  questa
  Assemblea  regionale e di quella vigente alla Camera dei  Deputati,
  fino  a  quando  il  Consiglio  di Presidenza  avrà  deliberato  al
  riguardo, nella prima seduta utile.

    L'Assemblea ne prende atto.

   di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2015  e  al
   bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. Modifica di norme'
   (n. 1108/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   «Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per
     l'esercizio finanziario 2015 e al bilancio pluriennale per il
          triennio 2015-2017. Modifica di norme» (n. 1108/A)

   PRESIDENTE. Si passa III punto dell'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di legge:
  «Ulteriori  variazioni al bilancio di previsione della Regione  per
  l'esercizio  finanziario  2015 e al  bilancio  pluriennale  per  il
  triennio 2015-2017. Modifica di norme» (n. 1108/A), posto al numero
  1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
        Modifica del disavanzo di amministrazione derivante dal
               riaccertamento straordinario dei residui

   1.  Dopo  il  comma  6  dell'articolo 1 della legge  regionale  30
  settembre 2015, n. 21 sono aggiunti i seguenti commi:

    7.  L'eccedenza del totale dei residui attivi reimputati rispetto
  al   totale   dei  residui  passivi  reimputati  per  effetto   del
  riaccertamento  straordinario dei residui di  cui  all'articolo  3,
  comma  7,  del  decreto  legislativo  23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive  modifiche ed integrazioni, e di cui  alla  delibera  di
  Giunta  regionale n. 204 del 10 agosto 2015, al netto  delle  somme
  già  accantonate  nel  Fondo pluriennale  vincolato  per  gare  non
  perfezionate,  pari  ad  euro  3.135.722.963,95  è  destinata  alla
  copertura  del  disavanzo di amministrazione al  31  dicembre  2014
  rideterminato  dal riaccertamento medesimo, in trenta  quote  annue
  costanti di 104.524.098,80 euro ciascuna a decorrere dall'esercizio
  finanziario 2015.

   8.  Per  effetto  di  quanto disposto  al  comma  7  il  disavanzo
  complessivo  pari  a 6.963.105.178,16 euro di cui  al  comma  4,  è
  ridotto dell'importo di cui al comma 7 e la quota costante  pari  a
  164.180.871,87  euro di cui al medesimo comma 4 è rideterminata  in
  59.656.773,07 euro. » .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
               Pagamento Iva per i servizi di trasporto

   1. Al fine di assumere l'onere dell'IVA sui corrispettivi dovuti a
     Trenitalia  per l'esercizio dei servizi di trasporto ferroviario
     regionale,  è  autorizzata  la spesa di  euro  2.788.398,00  per
     l'esercizio finanziario 2015.

   2.  All'onere  di  cui  al comma 1 si provvede mediante  riduzione
     delle  disponibilità del capitolo 243311 - UPB 5.2.1.3.99 -  per
     l'esercizio finanziario 2015».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento 2.1,  soppressivo
  dell'intero articolo,  dagli onorevoli Cancelleri ed altri. Preciso
  che sarà posto in votazione il mantenimento dell'articolo 2.

   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  è   contraria   all'emendamento;  è  favorevole   al   mantenimento
  dell'articolo,  anche perché è l'unica possibilità che  abbiamo  di
  firmare l'accordo

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
            Provvedimento in favore di Riscossione Sicilia

   1.  Al  fine  di  preservare la continuità nella  prestazione  dei
  servizi  della  società Riscossione Sicilia  S.p.A,.  e  consentire
  l'attuazione  del  piano  di  riorganizzazione  predisposto   dalla
  stessa, in una prospettiva di maggiore efficacia ed economicità,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2015, la spesa  di  2.500
  migliaia di euro per la ricapitalizzazione della società.

   2.  All'onere  di  cui  al  comma 1 si provvede  con  parte  delle
  disponibilità  delle  seguenti UPB, per gli  importi  a  fianco  di
  ciascuna di esse indicati:
   - UPB 4.2.2.7.3, capitolo 508006, 1.826 migliaia di euro;
   - UPB 8.2.2.6.2, capitolo 672013, 140 migliaia di euro;
   - UPB 8.2.2.6.3, capitolo 672008, 269 migliaia di euro;
   - UPB 9.2.1.3.1, capitolo 373702, 265 migliaia di euro».

   Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti,
  il  3.1  a  firma degli onorevoli Cancelleri ed altri,  soppressivo
  dell'articolo ed il 3.2, a firma dell'assessore Baccei.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, desidero intervenire per avere da parte
  del  Governo  un  chiarimento rispetto alla  ricapitalizzazione  di
  Riscossione  Sicilia. Siccome questo argomento è stato discusso  in
  Aula  già  nel passato esercizio finanziario, dove già  Riscossione
  Sicilia, se non erro, aveva avuto una propria ricapitalizzazione, e
  considerato che l'assessore Baccei da poco ha creato le  condizioni
  per valutare quali società debbano essere accorpate e quali debbano
  essere,  invece, valorizzate, tenendo conto, mi pare, come elemento
  discriminante,   quello   della   capacità   di   autogestirsi   ed
  autofinanziarsi, di avere tre esercizi finanziari in utile e non in
  perdita,  non  voglio  entrare  nel merito  della  questione  se  è
  corretto  che  questa Assemblea, per la seconda volta,  provveda  a
  ricapitalizzare Riscossione Sicilia, ma ritengo che sia  necessario
  per  l'Assemblea regionale che il Governo fornisca  chiarimenti  su
  quale percorso, su quale strategia voglia portare avanti.
   Ricordiamo, in Commissione Bilancio, una brillante relazione fatta
  dall'allora  presidente,  l'avvocatessa  Lucia  Di  Salvo,  poi  ne
  ricordiamo   un'altra,  ulteriormente  interessante,  dell'avvocato
  Fiumefreddo con le forze sindacali, ma il Governo deve poterci dire
  se   fra  sei  mesi,  fra  un  anno,  quest'Aula  dovrà  nuovamente
  ricapitalizzare  la società, perché errare è umano,  perseverare  è
  diabolico.
   Io  avevo,  tempo addietro, pensato ad una possibile intesa  anche
  con  Equitalia  per rendere questa Regione normale  come  le  altre
  regioni  del  Paese,  probabilmente,  questa  possibilità,   questo
  percorso  non è interessante per il Governo regionale, ma  dobbiamo
  ritengo  - oggi più che mai - oltre che dare serenità ai lavoratori
  di   Riscossione Sicilia, poter rendere questa struttura efficiente
  e  capace  di  riscuotere le imposte nel nostro  territorio,  senza
  troppa enfasi, senza troppa pubblicità, ma dando anche un futuro ed
  una  giusta capacità di definire nel medio e nel lungo periodo  ciò
  che si vuole fare della riscossione siciliana.
   Mi  pare  strano  che  sia possibile e che venga  autorizzata  una
  seconda  ricapitalizzazione. Nel diritto commerciale si va o  nella
  liquidazione o nella ricapitalizzazione se, però, vi è in  appoggio
  un   piano   di   rilancio,  un  piano  di  ristrutturazione   che,
  francamente, piano di ristrutturazione e di rilancio, ad oggi,   mi
  pare  non  conoscere né l'Assemblea né la Commissione  Bilancio  e,
  probabilmente, neanche il Governo.

   MILAZZO Giuseppe.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha fatto
  bene   a  non  parlare,  assessore,  perché  io  ricordo  le  cose,
  Assessore.  Poi,  sono andato a fare altro, in  altre  Commissioni,
  però, ricordo questa vicenda.
   Ricordo  l'audizione, in Commissione Bilancio, dei vertici  e  dei
  sindacati  su  SERIT  che  chiedevano, appunto,  quanto  voi  state
  facendo.  Però,  una  delle condizioni che la  Commissione  pose  -
  ricordo, anche, la presenza dell'onorevole Ioppolo - mi ricordo una
  splendida relazione dell'attuale conduttore della SERIT Riscossione
  che vantava traguardi ma, fra questi traguardi, noi allora, abbiamo
  fatto  rilevare, anche i colleghi del Movimento Cinque Stelle,  che
  mancava un minimo di piano strategico sulla Società. Ovvero,  c'era
  la  volontà  del  Parlamento  di dare tutte  le  risorse  utili  al
  rilancio    della   Società,   ma   ricordo,   in   seguito    alla
  rappresentazione, di colui il quale dirige, in questo  momento,  la
  Società,  di  volere procedere a promozioni, abbiamo detto  che  ci
  voleva il piano di ristrutturazione.
   Ricorderà  lei,  Assessore. Ora io, a  meno  di  non  avere  forti
  perdite di memoria, a mio modo di vedere queste cose non ci sono.
   Spero  che l'Assessore vorrà, certamente, chiarire all'Aula perché
  a  noi  sta a cuore la SERIT in quanto società che, per conto della
  Regione, recupera i crediti che vantiamo presso terzi.
   A  noi,  certamente,  sta a cuore - non si  preoccupi,  Assessore,
  verrò in Commissione Bilancio ogni giorno, stia tranquillo che  non
  sentirà la mia mancanza - il personale della SERIT, però, a noi sta
  a  cuore  anche  un  minimo di strategia,  perché  ricordo  che  il
  Parlamento,  diciamo,  mise solo su SERIT Riscossione  la  dicitura
   società  strategica .  Ma, ora,  società strategica   la  dobbiamo
  fare diventare, assessore Baccei
   Quindi,  sarebbe stato più opportuno allegare a questa  variazione
  una  relazione  nella quale si spiegava al Parlamento  perché  date
  questi quattrini, perché non vorrei che fosse l'ennesimo  bonifico
  per  armare  a  testata nucleare i vostri amici, che nominate  così
  Commissari  nelle province tutti i vostri sottogoverni,  perché  la
  dicitura  dell'ordine  del  giorno non doveva  essere   ulteriore ,
  doveva   essere   ennesima  variazione  di  bilancio    -   ricordo
  l'onorevole  Ioppolo,  con  cui mi confronto  -,  perché  ci  avete
  abituati, assessore Baccei, a queste strategie.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo, intervengo anch'io su questo argomento che, come ricorderà
  -  almeno lo spero - l'assessore Baccei, fu oggetto delle audizioni
  dei  rappresentanti istituzionali di Riscossione Sicilia  ma  anche
  dei rappresentanti sindacali.
   Ora, non è passato, ancora, molto tempo.
   Siamo davanti ad un paradosso, assessore Baccei  Il Governo ed  il
  Parlamento siciliani hanno stabilito che Riscossione Sicilia sia, e
  debba  essere, una società strategica. Ma per Riscossione  Sicilia,
  di strategico c'è soltanto la  richiesta che avviene, puntualmente,
  ogni  anno,  di ripianamento del deficit, del debito  che  ormai  è
  strutturale  e che la Società non fa altro che maturare,  al  punto
  che  la relazione di cui prima, giustamente, richiedeva la presenza
  l'onorevole  Milazzo, in realtà è contenuta nelle pochissime  righe
  di  relazione illustrativa a questo disegno di legge che, però,  ci
  preoccupa molto sia nella sua sintesi che nel suo contenuto.
   Nella  relazione  leggiamo, Assessore lei  lo  sa  bene,  come  la
  situazione  di grave crisi finanziaria della Società è  dimostrata,
  direi ulteriormente dimostrata, dai dati forniti secondo i quali il
  capitale sociale risulta totalmente eroso dalle perdite, cioè siamo
  davanti ad una situazione assolutamente fallimentare.
   La  Riscossione  Sicilia  non avendo più  quale  fondo  di  barile
  raschiare ha dovuto fare ricorso e consumare totalmente il capitale
  sociale, non ha più un centesimo nelle proprie disponibilità  e  il
  Governo sovviene. La prego di seguirmi, assessore Baccei, perché il
  confronto  intende essere costruttivo ed io ricordo bene  anche  la
  latente  divaricazione  di  posizioni  tra  il  Governo,  che   lei
  rappresentava  da  ultimo in Commissione  Bilancio,  e  la  Società
  Riscossione Sicilia.
   Il  punto è: questi 25 milioni che lei prevede che il Governo, che
  la  maggioranza più o meno consapevole, non so, ma credo  di  poter
  dire  certamente non compatta a mente degli interventi che si  sono
  fin qui  succeduti, a che cosa serviranno?
   Serviranno a ricostituire il capitale sociale o serviranno per  la
  gestione ordinaria della Società Riscossione Sicilia?
   E  ancora  più approfonditamente, serviranno perché il Governo  ha
  una  linea di tendenza, una visione, ha la strategia complessiva  o
  soltanto   per   consentire   l'ulteriore   funzionamento   e    la
  sopravvivenza della Società?
   Lei disse - lo ricordo bene assessore Baccei e le diedi atto della
  chiarezza dell'impostazione in quella seduta -  che senza il  piano
  di riconversione industriale, senza il piano industriale il Governo
  -   fu  detto  per  bocca sua assessore Baccei -  non  avrebbe  più
  erogato  un  centesimo alla Società. Cosa è successo da  allora  ad
  oggi?
   Il  piano industriale ci risulta non esserci, la Società vive  una
  condizione  di  marasma  assoluto, è  nel  caos,  le  audizioni  si
  susseguono,   anche   da   ultimo  c'è  stata   la   presenza   dei
  rappresentanti  sindacali  e  dei rappresentanti  istituzionali  in
  questo Palazzo.
   Io  credo  che  sia veramente arrivato il momento  di  una  parola
  chiara  e definitiva, altrimenti qui siamo al 29 dicembre e non  ci
  sarà  più  tempo,  ma  essendo  stato  all'ultimo  assestamento  di
  bilancio, all'ultima variazione - ve lo voglio ricordare - il 30 di
  settembre,  ci fu detto che sarebbe stata l'ultima e, invece,  così
  non  è  e  continuando di questo passo ce ne vorrà un'altra  il  31
  notte.
   Grazie per la risposta che vorrà dare, Assessore.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA   ROCCA.   Signor  Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi, ormai da tre anni, in Commissione Bilancio, non si fa che
  parlare  di  Riscossione Sicilia, anche prima  della  sua  presenza
  assessore  Baccei e, ad ogni audizione, si dicono sempre le  stesse
  cose:  si  fa  presente il problema dell'agio, si  fa  presente  il
  problema  dei  numerosi  crediti che vanta Riscossione  Sicilia  da
  Stato,  Inps e Regione però, di fatto, in tre anni, non si è capita
  qual  è  la soluzione al problema di Riscossione Sicilia, dopo  tre
  anni, non si è capita qual è la fine.
   In  questo momento, stiamo ricapitalizzando, ancora una volta, una
  Società  che, a prescindere dai crediti, ha degli evidenti problemi
  di tipo strutturale, perché vedere meno 11 milioni nel 2015 a me fa
  semplicemente pensare che il prossimo anno ci  ritroveremo  qua  di
  nuovo a rifinanziare, a ricapitalizzare Riscossione Sicilia.
   Oltre a questo fatto che, direi, essere importante e fondamentale,
  vorrei  fare  un   appunto anche sui capitoli dai  quali  si  trova
  questa copertura perché quando si trova copertura dai capitoli come
  quelli  destinati agli eventi calamitosi, mi chiedo ma  la  Sicilia
  aveva bisogno, con i problemi che ci sono, ad esempio nel messinese
  -  io  non   sono  del messinese - di utilizzare questi  soldi  per
  altro?  Veramente, non ha potuto utilizzare  queste risorse  per  i
  fini   per  i  quali erano state destinate originariamente?  Queste
  sono  domande  che  dobbiamo  porci e  soprattutto  su  Riscossione
  Sicilia,   lo  ripeto,  dobbiamo  darci  una  risposta  risolutiva,
  altrimenti, continuiamo a mettere dell'acqua in un secchio  bucato,
  aggiungendo anche il fatto che alcuni  comuni, comunque sia,  danno
  le sedi gratuitamente e con canoni irrisori.
   Eppure,  ad  oggi, in Commissione Bilancio, dopo tre anni  e  dopo
  varie  richieste non abbiamo ancora avuto un piano  industriale  da
  Riscossione Sicilia.
   Detto  ciò  faccio  un  piccolo appunto sull'articolo  precedente,
  Presidente:  in Commissione Bilancio avevo fatto presente  che  nel
  capitolo da dove attingevamo i soldi, 2 milioni e 800 mila euro per
  Trenitalia,  nella  relazione  per il famoso  DDL   Salvaforestali
  c'era  scritto  che  in  questo capitolo non  c'era  disponibilità,
  ovvero tutti i soldi che c'erano erano stati impegnati. Io ho fatto
  questa domanda all'Assessore, in Commissione, e mi è stato risposto
  che questi soldi sono stati messi dopo.
   Bene, ho fatto stampare il giorno prima di Natale dal SIK di nuovo
  il  rapporto  sul capitolo e quest'ultimo risulta con disponibilità
  zero.
   Quindi,  a  prescindere  dal fatto che questi  soldi  siano  stati
  messi  dopo,  mi  chiedo: ma questo Parlamento non  è  messo  nelle
  condizioni  di fare il proprio lavoro perché se noi,  da  deputati,
  non siamo messi nelle condizioni di valutare se, effettivamente, ci
  siano  delle  disponibilità in un capitolo, reputo che  questo  sia
  abbastanza grave.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente onorevoli  colleghi,  non  entro  nel
  merito  perché  i colleghi hanno parlato prima di me riguardo  alla
  questione  di  ricapitalizzazione  di  Riscossione  Sicilia,   però
  ritengo che nei vari  capitoli su cui si stanno attingendo questi 2
  milioni  e 500 mila euro ve ne sia uno che riguarda un capitolo  di
  spesa  corrente  rispetto alle spese in conto capitale,  così  come
  sono gli altri capitoli e questo è proprio un capitolo che riguarda
  i  contributi  per  il  mantenimento di scuole primarie,  paritarie
  convenzionate,  cioè in  un momento di grave difficoltà in  cui  si
  stanno  trovando le scuole paritarie noi, addirittura, gli togliamo
  altri 269 mila euro.
   Bisogna  dire  che  già  questo capitolo venne  ridotto  nel  2015
  rispetto il 2014 e ancor prima rispetto al 2013.
   Per  cui,  presento un subemendamento col quale  azzeriamo  questo
  capitolo  ed  aumentiamo, invece, di pari importo, il  capitolo  il
  508006 che, tra l'altro, offre anche un'opportuna finanziaria,  per
  evitare  che,  alla  fine  dell'anno, le scuole  paritarie  possano
  subire oltre al danno anche una beffa.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, parto da  due
  dei  tre  temi che sono stati toccati di cui uno è quello  relativo
  alle variazioni di bilancio.
   In  questo caso, per  inquadrare anche se è stato fatto nel  corso
  della  relazione alla presentazione della legge, la  variazione  di
  bilancio è stata fatta, sentita la Corte dei Conti quando  si  sono
  registrate delle minori entrate, quindi, sono state fatte una serie
  di  misure  per  andare a coprire quelle che  sono  state  previste
  essere  minori  entrate,  tra cui anche l'avvalersi  della  facoltà
  prevista dal 118 per ridurre la somma di accantonamento per  andare
  ad  ammortizzare i residui attivi. Quindi, senza andare  a  toccare
  altra spesa ma, semplicemente, avvalendoci di una facoltà di cui ci
  si può avvalere proprio per andare a coprire disavanzi di bilancio.
  Per  cui, in questo caso, non si sta facendo variazione di bilancio
  per  autorizzare  nuova  spesa  ma,  al  contrario,  è  una  misura
  cautelativa per cercare di coprire le eventuali minori entrate che,
  a nostro modo di vedere, si verificheranno alla fine dell'anno.
   In  questo  senso è stata apprezzata dalla Corte  dei  Conti  che,
  anzi,  ha  inviato una lettera a noi - lettera che  abbiamo  girato
  all'Assemblea  - dove esprimeva la preoccupazione  che  questa  non
  potesse essere approvata entro la fine dell'anno. Siamo qua proprio
  perché  quella gestione cautelativa delle politiche di bilancio  ci
  impone  di  coprire quelle che potrebbero essere le minori  entrate
  alla  fine  dell'anno. Penso che sia una fattispecie  completamente
  diversa da quella che si sia verificata nel passato.
   Per  quanto riguarda Riscossione Sicilia, secondo me, c'è da  fare
  una precisazione molto importante. I 40 milioni che sono stati dati
  ad  inizio anno e, per altro, quelli previsti anche per il 2016 non
  erano una ricapitalizzazione ma erano un anticipo o un pagamento  -
  diciamo  - di crediti che Riscossione Sicilia vantava nei confronti
  della   Regione  Sicilia  per  le  spese  relative  alle  procedure
  esecutive per la riscossione coattiva dei crediti.
   Il  problema  di  queste  somme che  è  un  po'  il  problema  che
  Riscossione Sicilia ha verso l'Agenzia delle entrate e verso l'INPS
  è  che  queste somme possono essere pagate quando viene  dichiarata
  l'inesigibilità  del credito, cioè quando il titolare  del  credito
  dice  che,  fatte  le procedure esecutive, si verifica  che  non  è
  possibile  riscuotere.  A  quel punto si  dichiara  inesigibile  il
  credito  e  possono  essere  rimborsate le  spese  delle  procedure
  esecutive stesse.
   Noi, come Regione, avevamo una parte di crediti ed anche se non  è
  stata fatta la dichiarazione di inesigibilità da parte dell'Agenzia
  delle  entrate  e  dalla Ragioneria generale dello  Stato,  abbiamo
  comunque  pagato queste somme, abbiamo fatto un anticipo su  questi
  crediti che già Riscossione Sicilia aveva in bilancio. Per cui  non
  si  tratta di una variazione di bilancio ma, semplicemente,  di  un
  pagamento  di  un  credito  che da, però, liquidità  a  Riscossione
  Sicilia e le permette, quindi, di pagare gli stipendi.
   Purtroppo, non possiamo intervenire sullo Stato perché  faccia  la
  stessa  cosa, stiamo cercando di farlo, di sensibilizzarlo  facendo
  presente  i problemi di Riscossione Sicilia ma, in quel caso,  deve
  essere  fatta  la  dichiarazione ed a  quel  punto  si  procede  al
  pagamento di queste somme che darebbero di nuovo fiato, ossigeno, a
  Riscossione  Sicilia dove, uno dei problemi principali,  è  proprio
  questo.
   Quindi,  quello  che  abbiamo fatto ad inizio  anno  non  era  una
  ricapitalizzazione.   E'  vero  che  io,   come   ricordavate,   in
  Commissione  Bilancio, ho chiesto a Riscossione  Sicilia  un  piano
  industriale. Cosa che gli ho richiesto per iscritto, più  volte,  e
  che  ho chiesto anche l'ultima volta che ci siamo incontrati quando
  abbiamo  accordato questa ricapitalizzazione perché aveva, appunto,
  un  capitale,  ed  un patrimonio, ormai negativi. Tant'è  vero  che
  l'abbiamo  scritto anche nell'articolo della legge e non solo  l'ho
  richiesto  ma  ho  detto che vorrei essere parte  di  questo  piano
  industriale. Non vorrei che, alla fine, mi venisse presentato e  si
  dovesse  rivedere. Vorrei partecipare, dire la  mia,  e  vedere  le
  varie opzioni che si possono seguire, una delle quali è sicuramente
  quella  di  valutare, quanto meno, una stretta  collaborazione  con
  Equitalia, con SOGECO ed il Dipartimento delle politiche fiscali.
   In   maniera   molto  schematica  vedo  tre  grossi  problemi   di
  Riscossione  Sicilia: uno finanziario, motivo per il quale  abbiamo
  fatto l'anticipazione di 40 milioni proprio per dargli la liquidità
  per crediti che già erano scritti in bilancio e per il quale stiamo
  spingendo  a  Roma  perché lo Stato faccia lo  stesso,  almeno  gli
  faccia  il  pagamento  dei  suoi crediti;  uno  è  un  problema  di
  dirigenza,  nel  senso  che manca tutta una  fascia  intermedia  di
  dirigenti  esperti  di riscossione,dove la visione  di  Riscossione
  Sicilia è che debbano essere fatti internamente, che può essere una
  soluzione, un'altra soluzione è trovare una forma di collaborazione
  con  Equitalia  perché  trasferisca, dia un  aiuto  in  termini  di
  riscossione

   MILAZZO  Giuseppe. Assessore, dov'è la documentazione  relativa  a
  tutto ciò che sta dicendo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. La documentazione deve fornirla
  la società. Non posso fare io il piano industriale. Io l'ho scritto
  dieci volte.

   MILAZZO Giuseppe. Noi le abbiamo chiesto la documentazione  e  lei
  non è in grado di fornirla.

   BACCEI, assessore per l'economia. Io non ho la documentazione. Non
  posso fare io  il piano industriale di Riscossione Sicilia.
   Io  posso  aiutarli nell'elaborazione del piano, cioé partecipare,
  dare  la  visione del Governo, ma è la società che è autonoma,  dal
  punto  di  vista  giuridico  e  che  deve  fare  il  proprio  piano
  industriale.  Non  posso essere io a fare il piano  industriale  di
  Riscossione Sicilia.
   La   terza   problematica  è  di  tipo  tecnologico,  quindi,   la
  possibilità di accedere al sistema informativo della fiscalità, per
  potere  avere  accesso  alle  banche  dati  e  fare  al  meglio  la
  riscossione coattiva.
   Anche  su  questo abbiamo presentato degli emendamenti, a  livello
  nazionale.  Speriamo  che  nella  prossima  legge  possano   essere
  accolti,  in  modo che Riscossione Sicilia possa avere  accesso  al
  sistema informativo della fiscalità e possa usufruire delle  stesse
  evoluzioni   tecnologiche   di  cui   usufruisce   Equitalia   che,
  ovviamente, potendo contare sulla riscossione di 19 Regioni  ha  le
  spalle  molto  più  larghe  di quelle  che  può  avere  Riscossione
  Sicilia.
   Per  quanto  riguarda  il  tema della richiesta  di  attingere  da
  diversi  capitoli, se avete proposte alternative, mi date il  tempo
  di  valutarle con la Ragioneria della Regione. Se ci sono soluzioni
  che possono essere migliori, ben vengano.
   Se  me le fate avere, le verifichiamo e vediamo se c'è spazio,  se
  si può attingere su fondi che veramente ci sono. Per me non ci sono
  problemi.

   VINCIULLO,  presidente  della commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente   della   commissione   e   relatore.   La
  Commissione, a maggioranza, dà il parere favorevole al mantenimento
  di questo articolo.
   L'onorevole Ioppolo, giustamente, si chiedeva a cosa serve  questo
  articolo.
   Lo   abbiamo   anche  scritto  nella  relazione.   Perché   questo
  stanziamento  si  rende  necessario,  al  fine  di  consentire   il
  ripristino  del  capitale sociale e l'attuazione  di  un  piano  di
  regolarizzazione della Società.
   Sia  il  Governo,  sia  la  Commissione  Bilancio,  hanno  chiesto
  ripetutamente al Consiglio di amministrazione ed al suo  Presidente
  di  avere  un  piano industriale ed abbiamo tutti convenuto,  anche
  attraverso una nota che la Commissione ha predisposto e che invierà
  appena  stasera,  se  la  maggioranza lo riterrà,  verrà  approvato
  l'articolo 3 che riguarda questo ulteriore stanziamento a favore di
  Riscossione  Sicilia  perché hanno ragione  l'onorevole  Ioppolo  e
  l'onorevole   La   Rocca,   quando   avanzano   delle   perplessità
  sull'ennesimo  finanziamento  che  viene  concesso  a   Riscossione
  Sicilia.
   Nel  momento  in cui siamo, però, signor Presidente,  abbiamo  due
  alternative: o bere oppure affogare. Affogare significa portare  in
  tribunale i libri della Società; significa far perdere il posto  di
  lavoro a 800 persone che, in questi anni, hanno lavorato con grande
  attenzione, negli interessi della Regione e degli Enti locali.
   Faceva osservare correttamente l'onorevole Falcone che sono  state
  sottratte delle risorse per le scuole cattoliche e, premesso che le
  risorse erano per tutte le scuole paritarie, però, vorrei ricordare
  che  l'Assessorato  avrebbe dovuto impegnare queste  somme,  a  suo
  tempo,  cosa  che  non  ha  fatto e,  di  conseguenza,  o  venivano
  impegnate in questo emendamento che, poi, è diventato l'articolo 3,
  oppure c'era il rischio della estinzione delle risorse disponibili.
   Quindi,  sapendo che non stiamo facendo del torto a  nessuno,  che
  stiamo utilizzando delle risorse che, altrimenti, non potevano  più
  essere  utilizzate, mi direte, per l'inerzia degli Assessori  e  su
  questo sono assolutamente d'accordo, però, oggi, onorevole Falcone,
  abbiamo  davanti a noi un grande tema che è quello di garantire  il
  posto di lavoro a 800 lavoratori. Lo facciamo con grandi sacrifici,
  ci  rendiamo  conto, lo facciamo, però, con l'orgoglio  di  volere,
  ancora una volta, difendere il lavoro che in Sicilia manca ed anche
  troppo.  Non  siamo, oggettivamente convinti,   però,  oggi  stesso
  partirà,  nel  caso in cui l'Assemblea lo dovesse  ritenere  utile,
  questa  lettera  di  ammonimento a consiglio  d'amministrazione  di
  riscossione Sicilia per chiedere entro quindici giorni da  oggi  il
  piano industriale in maniera tale da programmare l'attività futura.
   Per  questo  motivo, ripeto, la Commissione Bilancio,  se  pure  a
  maggioranza  dei  suoi componenti, è favorevole al mantenimento  di
  questo  articolo e in più credo che sarebbe anche giusto che coloro
  i  quali  hanno  chiesto,  appunto,  di  cassare  questo  articolo,
  ritirassero l'emendamento.

   PRESIDENTE. Signor Assessore, mi riferisco direttamente a lei,  se
  conferma  la  copertura finanziaria di questo articolo  perchè  gli
  uffici  mi  evidenziano  che  vi sono due  unità  previsionali  che
  attingono  a  spese correnti. Qua parliamo di ricapitalizzazione  e
  quindi  dovrebbe essere tutti investimenti. C'è un  emendamento  in
  tal senso da parte dell'onorevole Falcone.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente chiedo una breve sospensione dei lavori d'Aula.

   PRESIDENTE.  In accoglimento della richiesta del presidente  della
  Commissione, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.32, è ripresa alle ore 17.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore conferma la copertura che era stata data?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Sì.   Quella   proposta
  dall'onorevole  Falcone che ora non vedo in Aula non  ha  copertura
  per  cui  noi  confermiamo la copertura che era stata definita  con
  l'ultimo emendamento.

   PRESIDENTE.   Quindi   il   3.2.1   dell'onorevole    Falcone    è
  inammissibile.
  Si passa all'emendamento 3.1.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Si è pronunciato contro il Governo e la Commissione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          36
   Contrari            33

                            (E' approvato)

   L'articolo è soppresso.

   PRESIDENTE.  Assessore Baccei aveva depositato un emendamento  che
  riguarda  le tabelle che, chiaramente, deve essere riformulato.  Si
  può fare adesso o si sospende e si fa domani a seguire o all'inizio
  della  seduta? Tecnicamente, siccome lei ha presentato  le  tabelle
  riscritte,  adesso  devono essere modificato alla  luce  di  questo
  voto.   E'  soppresso  l'articolo  ma  c'erano  delle  tabelle   di
  riscrittura  e,  quindi, in automatico devono  essere  riformulate.
  Bisogna  togliere  la  somma che era stata prevista.  Io  la  farei
  questa sera stessa e, quindi, passerei alla votazione.
   Sospendo, brevemente i lavori d'Aula.

       (La seduta, sospesa alle 17.50, è ripresa alle ore 18.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Il Governo ha presentato le  nuove
  tabelle modificate alla luce della soppressione dell'articolo 3.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, una semplice comunicazione a proposito della votazione su
   Riscossione  Sicilia'  per  dire che l'esito  della  votazione  ha
  risultati   pesanti  nei  confronti  del popolo  siciliano  perché,
  praticamente, la Regione siciliana verrebbe privata del servizio di
  riscossione,  -   dopo  che  i  libri dovranno  essere  portati  in
  Tribunale -,  e verrebbe automaticamente gestito da Equitalia che è
  esattamente tutto quello, credo, che questo Parlamento non  voleva,
  non  vorrebbe ed è esattamente tutto ciò che non vorrebbe il popolo
  siciliano.
   Utilizzare lo strumento del voto segreto, -  fra l'altro il Gruppo
  che lo ha proposto è lo stesso che a livello nazionale si batte per
  abolirlo  -,  e  che  praticamente non permette  di  individuare  i
  responsabili di questo danno spaventoso che è stato realizzato  nei
  confronti  del  popolo siciliano nel momento in cui,  fra  l'altro,
  Equitalia  non  è  la prima  volta che viene attaccata  dai  Gruppi
  parlamentari,   sia   dal   Movimento  Cinque   stelle,   sia   dal
  Centrodestra, quindi non si comprende perché dovrebbe essere  fatto
  questo regalo, cioè di fare gestire la riscossione a Equitalia.
   Questo  atto è gravissimo in una fase in cui  Riscossione Sicilia'
  h fortemente impegnata nella battaglia contro i grandi evasori e in
  una fase in cui stanno realizzando anche entrate importanti, con la
  lotta all'evasione fiscale nei grandi gruppi.
   Io  non  so cosa è successo, credo che ci sia un errore in  questa
  scelta,   perché  singolarmente  non  credo  che   da   parte   dei
  parlamentari,  si  volesse fare questa scelta; io  ritengo  che  su
  questa  questione  ci si potrebbe vedere dopo  e  se  noi  possiamo
  riparare  in  qualche modo a questa soluzione perché io  non  credo
  che  dare la riscossione delle tasse dei siciliani a Equitalia  sia
  una scelta che possa essere avvalorata da questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
       Modifica dell'articolo 54 della legge regionale 7 maggio
                              2015, n. 9

   1.  I  commi 2 e 3 dell'articolo 54 della legge regionale 7 maggio
  2015, n. 9 sono abrogati.»

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'articolo 4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  sull'articolo  4  vorrei dire al Presidente della  Regione  di  non
  essere   distratto  e  di  allontanarsi.  Perché  voi   siete   57,
  formalizzati dalla  ventottesima' mozione di sfiducia. Ora noi, per
  aiutarvi,  ne  presenteremo un'altra così siete  tutti  qua,  tutti
  belli presenti.
   Signor   Presidente,  siete  57,  lei  al  momento  del  voto   su
   Riscossione Sicilia' non era in Aula. Non può chiedere il sostegno
  dell'onorevole  Milazzo, fermo restando che  lei  non  sa  come  ha
  votato  il  sottoscritto  perché era  una  votazione  a   scrutinio
  segreto.  Prima dovete essere presenti voi che portate  qua  queste
  cose, in Aula  Senza un foglio di carta  Perché abbiamo detto  -  e
  speriamo  che  sull'articolo 4 questo non accada  -  e  lo  abbiamo
  chiesto in Commissione  Bilancio' a colui il quale dirige la Serit:
  «le  carte  per dare i soldi » Voi buttate i soldi  a  destra  e  a
  manca,  senza uno straccio di documentazione  Come potete auspicare
  che  il  Parlamento che è stato mortificato da questo  signore  che
  dirige   Serit riscossione'? Che ne ha dette di tutti i colori  sul
  Parlamento  siciliano, cosa si può aspettare? Che poi  lui,  che  è
  tanto zelante sui deputati, non allega la documentazione  Vuole  25
  milioni   regalati?  Il  Parlamento  è  una  cosa   seria,   signor
  Presidente  E lei deve stare attaccato alla poltrona. Deve  onorare
  il suo mandato

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, deve intervenire sull'articolo 4.

   MILAZZO Giuseppe. Onorevole Milazzo niente, signor Presidente. Lei
  mi  fa  disturbare dal Presidente della Regione. Questa  è  la  mia
  opinione se pur è insindacabile la mia opinione, signor Presidente,
  in  Aula dove dovrebbe esserci la democrazia e il Presidente  della
  Regione, l'intervento, lo doveva fare prima.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  la  prossima  volta   intervenga
  sull'articolo 4
   Si  passa  alla  votazione delle tabelle allegate  all'emendamento
  4.1.1, presentato dal Governo.

   FALCONE. Ma non siamo all'articolo 4?

   PRESIDENTE.  Sì,  ma siccome è aggiuntivo votiamo  formalmente  le
  tabelle.  Ci sono le tabelle corrette detraendo la somma che  viene
  meno  dal  fatto di avere cassato l'articolo 3. Stiamo  votando  le
  tabelle e poi votiamo l'articolo 4, visto che sono state agganciate
  all'articolo 4. Questo è un emendamento aggiuntivo.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 4.1.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO. presidente e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto per segnalare qualche considerazione sull'articolo 4.
   L'articolo  4  è il contrario di quello che il Governo  chiese,  a
  gran voce, ben cinque mesi fa.
   Cinque  mesi  fa  chiese, a gran voce, sulla  rendicontazione  dei
  programmi  operativi, a valere sul FESR e sul  PAC,  di  accentrare
  tutto  e  di  creare una delle unità operative, sotto il  controllo
  diretto  del  dirigente  generale della programmazione,  per  poter
  verificare come queste spese fossero state compiute, per verificare
  i  rimborsi che da parte extra-regionale, pervenissero alla Regione
  siciliana.
   Alla  fine ci accorgiamo, invece, in questo andazzo, assolutamente
  schizofrenico   del   Governo   e  di   questa   maggioranza,   che
  quell'articolo, tanto voluto dal Governo, proprio cinque  mesi  fa,
  oggi  viene  soppresso, al comma 2 ed al comma 3,  cioè  nel  cuore
  della norma.
   Noi  ne  prendiamo soltanto atto, Presidente Ardizzone, lo  voglio
  dire anche al Presidente Crocetta che tanto si agita, ma ha ragione
  l'onorevole Milazzo a dire che la colpa è vostra, quando poco fa  è
  stato bocciato quell'articolo perché quando il Governo va sotto con
  trentasei  voti significa che ci sono i voti, dei  malpancisti   di
  questa  maggioranza  sgangherata che ha dimostrato  di  essere  una
  maggioranza  barbina,  in  Conferenza  dei  presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari dove, a distanza di 48 ore dal 31 dicembre  2015,  non
  sapeva  se  dovevamo  andare con l'esercizio  provvisorio,  con  la
  gestione provvisoria o col bilancio e la legge di stabilità per  il
  2016.  Una condizione barbina, una situazione mortificante  per  il
  Governo ma anche per quei deputati che eravamo là ad assistere  tra
  lo  stupore  e  lo  sbigottimento di tanta malcelata  situazione  e
  condizione  incresciosi  in cui oggi hanno costretto  anche  questo
  Parlamento.  Per  cui  Presidente  noi  come  Gruppo  ci  asteniamo
  rispetto a questo articolo perché non si può approvare  cinque mesi
  fa una norma e dopo cinque mesi tutto il contrario di quella norma.
  Questo  significa  che  questo Governo  come  al  solito  ha  perso
  completamente la bussola, ove l'avesse mai avuta.
   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  l'articolo   4,   unitamente
  all'emendamento aggiuntivo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  A.1,  del Movimento Cinque Stelle  è  inammissibile
  perché non presentato in Commissione.

   Si passa all'articolo  5. Ne do lettura:

                          «Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   'Ulteriori variazioni al Bilancio della Regione per l'eserci-
    zio finanziario 2015 e al Bilancio pluriennale per il trien-
    nio 2015-2017' (n. 1108/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Ulteriori variazioni al Bilancio della Regione per l'esercizio
   finanziario 2015 e al Bilancio pluriennale per il triennio 2015-
                            2017, « 1108/A»

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per voto segreto.

   PRESIDENTE.  E' norma finanziaria, non è possibile il voto segreto
  sulla  votazione finale. Verifichiamo, però, se non ricordo male  è
  così. Articolo 122, quarto comma:  Qualora si tratti di disegni  di
  legge  di  approvazione del bilancio, del consuntivo della Regione,
  di   variazioni  di  bilancio,  di  autorizzazione   di   esercizio
  provvisorio,  la votazione finale si effettua, in  ogni  caso,  per
  scrutinio nominale
   Pertanto, indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          45
   Contrari            23
   Astenuti            02

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, non andate via, stiamo continuando i lavori.

   parlamentari del 29 dicembre 2015

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicato relativo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari
                          del 29 dicembre 2015

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 29 dicembre  2015,
  sotto la presidenza del Presidente dell'Assemblea, On.le Ardizzone,
  presenti   il  Vicepresidente  vicario,  On.le  Venturino,   e   il
  Vicepresidente, On.le Lupo, e con la partecipazione del  Presidente
  della Regione, ha deliberato, all'unanimità, il seguente programma-
  calendario per la corrente sessione:

   L'Aula terrà seduta:
   oggi,   l'abbiamo  già fatto, per la discussione  del  disegno  di
  legge di variazioni di bilancio (n. 1108/A).
   Domani,   mercoledì  30  dicembre  2015,  per  il  seguito   della
  discussione   del  DPEF  2016-2018  (che  sarà  riesaminato   dalla
  Commissione  Bilancio alla luce del dibattito d'Aula  della  scorsa
  seduta),  nonché  per  la  discussione  del  disegno  di  legge  di
  autorizzazione all'esercizio provvisorio per in periodo di 2 mesi -
  che  il  Governo  si è formalmente impegnato a trasmettere  all'ARS
  entro le ore 11.00 - in uno alle proroghe dei precari.
   La  Commissione  Bilancio si riunirà pertanto nella  mattinata  di
  domani,  30  dicembre  2015,  per  l'esame  del  ddl  di  esercizio
  provvisorio,  sì  da trasmetterlo all'Assemblea  nel  rispetto  dei
  tempi concordati.
   La  stessa Commissione Bilancio, poi, darà priorità all'esame  del
  disegno  di  legge n. 1106  Modifica alla legge regionale  6  marzo
  1976, n. 24 .
   Si è infine convenuto di iscrivere all'ordine del giorno dell'Aula
  i  disegni  di  legge  nn:  1122/A  (biobanche);  1123/A  (ospedale
  Piemonte).  Il   disegno di legge n. 841 (edilizia)  sarà  iscritto
  all'ordine  del  giorno  dell'Assemblea non  appena  esitato  dalla
  competente Commissione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente io chiedo che venga iscritto all'ordine
  del  giorno,  modificando  l'ordine del giorno  che  lei  ha  testé
  comunicato  all'Aula, il 1123/A che venga incardinato  questa  sera
  visti   i   motivi   di  urgenza  che  sono  stati  abbondantemente
  manifestati dal Governo.

   PRESIDENTE.  Scusate, c'è una decisione - lo  dico  per  l'Aula  -
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ci si  può
  pure   opporre   però   in  questo  caso  deve   decidere   l'Aula.
  Sostanzialmente, l'onorevole Formica sta chiedendo  di  anticipare,
  incardinando il disegno di legge.
   Ci sono osservazioni in contrario per incardinarlo stasera?

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Interpretando anche un po' il pensiero  dei  colleghi  se
  domani potesse fissare la convocazione dell'Aula per le ore 13.00.

   PRESIDENTE.  Assolutamente no, perché in atto il  Governo  non  ha
  depositato il bilancio provvisorio e lo deve esitare la Commissione
  Bilancio. Si è impegnato a trattarlo domani. Io sarei d'accordo  ma
  il Governo non ce la fa perché poi deve andare in Commissione.
   Scusate non apriamo un dibattito, io sono d'accordo a convocare la
  seduta  per  le ore 13.00 ma non è che ognuno in base alle  proprie
  esigenze chiede orari, scusate, siamo realisti.
   Allora,  andiamo  per  ordine.  C'è una  richiesta  dell'onorevole
  Formica  che  chiede  di  incardinare il disegno  di  legge  1123/A
  stasera. Nessuno è contro, possiamo incardinarlo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Formalmente, devo chiudere la seduta 304 e convocare la seduta 305
  ad  oggi,  29 dicembre 2015, alle ore 18.28 con il seguente  ordine
  del giorno:

  I   - Comunicazioni
  II   - Seguito della discussione del Documento di Programmazione
  economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

                Relatore: on. Vinciullo

  III   -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
               (Seguito)

                Relatore: on. Germanà

            2)  - Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre
               2015, n. 22 . (n. 1122/A)

                Relatore: on. Oddo

            3)  -   Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
               2015, n. 24 . (n. 1123/A)

                Relatore: on. Grasso

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 439  -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
              ai  ricorsi  in materia di legittimità costituzionale
              promossi innanzi alla Corte Costituzionale.

         (6 maggio 2015)

                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   V   - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.

          (25 novembre 2013)

                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   VI   - Discussione della mozione:

         N. 494  - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
              convenzione   sottoscritta  tra  Regione   siciliana,
              Università  degli studi Kore di Enna  e  Associazione
              Proserpina,  avente  ad  oggetto  l'apertura  di  una
              nuova facoltà di medicina e chirurgia.

          (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII   -  Discussione della mozione:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

          (16 dicembre 2015)

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

                   La seduta è tolta alle ore 18.27

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio