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Resoconto d'Aula della Seduta n. 307 di mercoledì 30 dicembre 2015
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   finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.55

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente sarà data lettura nella prossima seduta.

       Seguito della discussione del Documento di programmazione
        economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018.
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio' a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Invito  il  Presidente della II Commissione  Bilancio',  onorevole
  Vinciullo, a relazionare intanto sulla vicenda DPEF.
   Invito  i  colleghi parlamentari e gli Assessori a prendere  posto
  anche  perché lo spettacolo che si dà all'esterno, lo sapete  molto
  meglio  di me, non è decoroso per l'Aula, nel senso che si vede  un
  continuo  passeggio  tra i banchi e soprattutto nell'interlocuzione
  con il Governo che diventa difficile da potere commentare.

   VINCIULLO, presidente della II Commissione  Bilancio' e  relatore,
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, così come da  lei
  richiesto  e  così  come,  ieri concordato,  nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, questa mattina la  Commissione
   Bilancio' si è nuovamente riunita.
   Abbiamo  ascoltato gli interventi, ancora una volta,  di  tutti  i
  colleghi  e  tutti i Gruppi parlamentari hanno dato  il  contributo
  importante  e  significativo in maniera tale da integrare  l'ordine
  del giorno che non era stato approvato da questa Assemblea.
   Come lei vedrà, dal momento che gli è stato già trasmesso poco fa,
  l'ordine  del  giorno  è stato  ampiamente modificato  ed  è  stato
  ulteriormente  arricchito,  ripeto, dei  contenuti  che  provengono
  dalle richieste di tutti i Gruppi parlamentari.
   Per  questo  motivo, Presidente, ritengo che l'ordine  del  giorno
  possa essere posto nuovamente all'approvazione dei colleghi proprio
  perché ha ottenuto in Commissione  Bilancio' un unanime consenso  e
  di  questo ringrazio tutti i deputati che hanno dato un contributo,
  ripeto, determinante alla riscrittura dell'ordine del giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Cascio Francesco e Ruggirello.

   L'Assemblea ne prende atto.

   finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
        economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018

   ZAFARANA.  Chiedo che la votazione dell'ordine del giorno  n.  516
  avvenga per scrutinio palese nominale.

   PRESIDENTE.  Vi è una richiesta di votazione per scrutinio  palese
  nominale  dell'ordine  del  giorno n. 516,  della  Commissione  per
  l'approvazione del DPEF per gli anni 2016-2018.
   Verifichiamo i richiedenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione per scrutinio palese nominale dell'ordine del giorno n.
                                  516

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'ordine del giorno n. 516.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          35
   Contrari            26
   Astenuti             0

                        (L'Assemblea  approva)

   Conseguentemente,   l'ordine  del  giorno  n.   513   è   precluso
  dall'approvazione del precedente ordine del giorno n. 516.

   visorio del Bilancio della Regione per l'anno finanziario 2016'
   (n. 1134/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
  provvisorio del Bilancio della Regione per l'anno finanziario 2016»
                              (n. 1134/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  «Discussione dei disegni di legge».
   Si  avvia  la  discussione  del disegno di  legge  «Autorizzazione
  all'esercizio  provvisorio del Bilancio della  Regione  per  l'anno
  finanziario 2016» (n. 1134/A), posto al n. 1).
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Vinciullo  per  svolgere  la
  relazione.

   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore. Mi rimetto  al
  testo della relazione scritta.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ordine  proprio
  all'esercizio  provvisorio, mi rivolgo a lei, Presidente  Crocetta,
  mi  rivolgo all'assessore Baccei, mi rivolgo all'assessore per  gli
  enti  locali.  Nel  decreto  di assegnazione  alle  varie  province
  regionali, la provincia di Ragusa, con l'assegnazione fatta, non  è
  nelle condizioni di garantire i servizi di competenza.
   Ciò  vuol  dire  che nel mese di gennaio saranno sospesi  tutti  i
  servizi che, in questo momento, sta erogando il libero consorzio di
  Ragusa.
   Io  vi  chiedo  e chiedo al Presidente Crocetta un sostegno  e  un
  aiuto  ulteriore all'assegnazione perché, così stante la questione,
  noi rischiamo che i servizi del libero consorzio di Ragusa verranno
  sospesi  e  sarà  un  documento duro  e  pesante  per  la  politica
  regionale e per il sostegno che offriamo a questa maggioranza.
   Questo  tipo  di  informazione  è  stata  già  data  all'Assessore
  competente, che ringrazio per l'impegno. Io penso che mi  dovete  e
  dovete  una risposta a noi deputati regionali di questa  Regione  e
  della provincia di Ragusa che sosteniamo questa maggioranza.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  debbo  ribadire
  quanto  testé denunziato dall'onorevole Ragusa che mi ha  preceduto
  sul  tempo.  Evidentemente, è più agile e,  quindi,  è  più  facile
  correre.

   PRESIDENTE. Dopo di lei interverrà l'onorevole Dipasquale, quindi,
  la provincia di Ragusa è rappresentata da tutti voi.

   ASSENZA.  Ma non è un problema di  campanile', perché ci  è  stato
  riferito  e  risulta  che  il  Governo aveva  dato  indicazione  di
  mantenere  per  il  2016  alle  province  gli  stessi  stanziamenti
  necessari.
   Poiché  la  provincia di Ragusa è l'unica che non aveva avanzo  di
  amministrazione, è stata, invece, penalizzata con un  trasferimento
  in meno di circa un milione e mezzo.
   Questo  mancato trasferimento renderà la provincia  di  Ragusa  un
  ente   quasi  inutile,  cioè  verranno  assicurate  solo  le  spese
  correnti.
   E' assolutamente non ammissibile che dal 1  gennaio, dal 2 gennaio
  si   debbano  sospendere  tutti  i  servizi,  la  provincia   debba
  sospendere  tutti i servizi, a partire da quello  che  riguarda  il
  trasporto  dei  disabili  delle scuole che  già,  in  provincia  di
  Ragusa, purtroppo, era partito solo dai primi di novembre e che ora
  rischia di interrompersi definitivamente.
   Su  questo  si deve intervenire immediatamente. Credo che  c'entri
  poco  con  l'esercizio  provvisorio perché  si  è  trattato  di  un
  trasferimento  finalizzato al ripianamento dei bilanci  dei  liberi
  consorzi  comunali  per dare modo di chiudere questi  bilanci.  Con
  quello  che è stato effettuato in favore della provincia di Ragusa,
  altro  che  ripartire con il Consorzio universitario o quant'altro,
  purtroppo,  ormai,  se non si provvede - è un dato  scontato  -  si
  dovranno necessariamente sospendere i servizi.
   Siccome   mi  risulta  che  l'intenzione  del  Governo   non   era
  assolutamente questa ma che si è trattato forse di un  disguido  di
  natura   tecnica,   io  chiedo  al  Governo   ed   in   particolare
  all'Assessore   per  le  autonomie  locali,  Luisa   Lantieri,   di
  provvedere,  nel  più breve tempo possibile, per rimediare  ad  una
  situazione che, altrimenti, diventa veramente esplosiva.

   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE,  vicepresidente della Commissione. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, sarò brevissimo. Però, ci tenevo ad intervenire
  perché  non si abbia la sensazione che ci sia una difesa  da  parte
  della provincia regionale di Ragusa e dei parlamentari ragusani che
  pensano  di prevaricare il resto della Regione e, quindi, il  resto
  delle  province, in quanto chiedono qualcosa in più  rispetto  agli
  altri  territori.  Bene  hanno  fatto  i  miei  colleghi  che  sono
  intervenuti sulla questione.
   La  Provincia di Ragusa si trova in una condizione diversa, dovuta
  ad  un  meccanismo legato all'avanzo di amministrazione e,  quindi,
  pertanto  rischia non di ottenere meno risorse per fare spettacoli,
  manifestazioni  culturali e chissà che  cosa,  ma  rischia  di  non
  ottenere  le  risorse necessarie per poter pagare  gli  stipendi  e
  garantire  i  servizi  essenziali tra cui quello  dei  diversamente
  abili.
   Attenzione,  noi ci troviamo in questa condizione, il problema  lo
  stiamo esponendo proprio per questo, perché non è capriccio,  ma  è
  un  problema reale, il Presidente della Regione lo conosce e io  lo
  ringrazio  perché ieri ha dato la sua disponibilità a  capire  e  a
  comprendere  di  cosa  si tratta e qual  è la  questione.  Io  sono
  sicuro che, verificato che non è un capriccio dei ragusani ma è  un
  problema reale e concreto di permettere alla Provincia di Ragusa di
  ottenere  le risorse per gli stipendi e per i servizi essenziali  -
  di  questo si tratta - mi pare che su questo possiamo essere  tutti
  d'accordo.

   LANTIERI,  assessore   per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco i colleghi
  di Ragusa.
   Noi  come  Autonomie locali, prima di fare la distribuzione  delle
  somme,  abbiamo convocato la Conferenza delle Autonomie locali,  di
  conseguenze  tutti i commissari delle nove province. Purtroppo,  le
  somme sono quelle. Abbiamo 19 milioni in conto capitale; 10 milioni
  per  i mutui e 20 milioni per gli investimenti. Di conseguenza, non
  avevamo  voglia  di  togliere niente  a  nessuno,  anche  perché  i
  commissari sono stati chiari, hanno parlato delle condizioni  delle
  ex  province,  adesso  liberi  Consorzi,  Città  metropolitane,   e
  sicuramente non si parla di sprechi fatti nelle ex province, ma  la
  maggior  parte  della  spesa  viene fatta  per  il  personale,  per
  mantenere  l'amministrazione e per i servizi essenziali come  hanno
  ricordato i colleghi.
   Abbiamo  usato lo stesso criterio dell'anno 2014, abbiamo dato  le
  stesse  somme.  Purtroppo, la Provincia di Ragusa,  non  avendo  un
  avanzo di amministrazione, si trova in difficoltà.
   Già le altre otto province hanno fatto un contratto di solidarietà
  e  hanno dato la disponibilità per dare cinquecento milioni in più,
  e  già è un fatto positivo perché tutte le province - ripeto  -  si
  trovano  in una situazione non comoda perché hanno potuto  superare
  l'annualità solo perché c'è stata la deroga dello Stato di fare  un
  bilancio  annuale  e  di usare l'avanzo di amministrazione,  perché
  altrimenti diventava impossibile superare anche il 2015.
   Noi  possiamo  dire  solamente,  come  Governo,  che  nella  nuova
  Finanziaria,  vediamo quello che si potrà fare per dare  un  aiuto.
  Grazie.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, ci ritroviamo  il  30  dicembre  a
  discutere,  sostanzialmente, di nessuna programmazione economica  e
  finanziaria  per  la  Sicilia. Ci troviamo  in  una  situazione  di
  provvisorietà, così come abbiamo vissuto durante questi tre anni.
   Qualche giorno fa, per caso, guardavo l'ordine del giorno  di  una
  seduta  dell'ARS,  non  mi ricordo se la  prima  o  la  seconda  di
  dicembre,   qualche  giorno  dopo  l'insediamento  e  votavamo   un
  esercizio provvisorio per quattro mesi, ora ne voteremo un altro  a
  distanza di tre anni per soli due mesi e l'immagine che mi viene in
  mente, perché oggi guardando il telegiornale non sapevo se ridere o
  piangere, è quella dell'inaugurazione del tram.
   E'  venuto  un  Ministro della Repubblica italiana  nella  colonia
  siciliana  ,  per  inaugurare uno dei mezzi  di  comunicazione  più
  avanzati della storia delle infrastrutture siciliane. Non so quando
  cominceremo  a  inaugurare le diligenze o i viaggi  sulle  carrozze
  visto che non abbiamo strade.
   L'ha  detto prima il collega Ragusa, e sicuramente lo diranno  gli
  altri  colleghi, i liberi Consorzi sono privi di risorse, non  sono
  in  grado di garantire alcun servizio e così, allo stesso  modo,  i
  Comuni  che,  a  caduta, non potranno garantire alcun  servizio  ai
  cittadini e, in particolare, agli ultimi.
   Abbiamo   sentito   l'Assessore  Baccei  che   ci   ha   elencato,
  sostanzialmente, tutte le disgrazie siciliane cioè i 3 miliardi  di
  disavanzo  di  parte correnti, gli 8 miliardi di  indebitamento,  1
  miliardo  di spesa autorizzata ma non erogata per i limiti connessi
  al  Patto  di  stabilità, i Fondi di riserva azzerati, tutto  viene
  subordinato   a   questo   fantomatico   accordo,   alla   chiusura
  dell'accordo  fra  Stato e Regione che da  tre  anni,  o  forse  da
  sempre,  la  Regione  siciliana  non  riesce  a  chiudere  e,   nel
  frattempo, parliamo soltanto di lacrime e sangue e nient'altro.
   Allora, io dico, se la risposta che il Governo riesce a dare  alle
  necessità  della Sicilia è soltanto quella di un misero disegno  di
  legge fatto da 3 o 4 articoli che denotano la provvisorietà di  una
  politica  economica  inesistente, forse,  come  abbiamo  già  detto
  tantissime volte, sarebbe più necessario assecondare la volontà dei
  siciliani e ritornare alle urne.
   Questo  non  lo diciamo per una questione demagogica o populistica
  ma  perché, dati i conti fatti e data la vostra assoluta incapacità
  nel  risanare  i  conti  della  Regione,  per  dare  un  minimo  di
  prospettiva e di sviluppo alla Sicilia e ai siciliani, sarebbe  più
  opportuno  chiudere  questa Assemblea che  si  presenta  nutrita  e
  numerosa solo ed unicamente quando ci troviamo in  zona Cesarini' e
  quando  l'unica possibilità di non andare a casa è quella di votare
  favorevolmente uno strumento finanziario e che, invece, si  diserta
  molto  volentieri soprattutto, o forse quasi e solo  unicamente  le
  file  della maggioranza, allora, vuol dire che questa Assemblea  ha
  esaurito ogni suo ruolo ed ogni sua funzione. Grazie.

   FERRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRERI.  Signor  Presidente, ho ascoltato  con  molta  attenzione
  l'intervento  dell'Assessore Lantieri e devo dire che sono  rimasta
  un  po'  sorpresa. Quindi, i disabili a Ragusa oltre a  iniziare  a
  novembre,  adesso  il  servizio  di  trasporto  si  interromperà  e
  potranno anche restare a casa fino a febbraio perché la Regione non
  ha  i  soldi.  Vengono  a mancare dei servizi  fondamentali  e  dei
  servizi  che  dovrebbero  essere un diritto,  non  dovremmo  essere
  nemmeno  qui  a  elemosinare  i soldi  per  dei  servizi  che  sono
  essenziali. Gli stipendi dei dipendenti, cioè non si pensa a nulla,
  non si possono servire i servizi fondamentali.
   Quindi,  io  la  prego,  non so l'Assessore  Lantieri,  ma  non  è
  possibile   fare   restare  i  disabili,  fino  alla   fine   della
  Finanziaria,  a casa. Ribadisco che hanno iniziato  il  servizio  a
  novembre. Ora gli abbiamo dato il contentino per un mese  e  adesso
  li lasciamo per altri due mesi a casa, tenendo i disabili a casa  e
  le  famiglie costrette, in alcuni casi, a perdere anche il posto di
  lavoro perché devono accudire i disabili che hanno come figli.
   Pertanto,  la prego di intervenire nel più breve tempo  possibile.
  Grazie.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati, per essere chiari, a proposito della distribuzione  delle
  somme  da  parte  dell'assessorato  per  le  autonomie  locali  nei
  confronti  delle  Province. Le risorse che vengono attribuite  alle
  singole province sono il frutto della conferenza che si fa  con  le
  associazioni  degli Enti locali che hanno stabilito  i  criteri  di
  riparto.
   Per quanto riguarda la Provincia di Ragusa, il criterio di riparto
  è esattamente identico a quello dell'anno precedente.
   Per  quanto  riguarda la provincia di Ragusa sono stati attribuiti
  500  mila  euro in più rispetto all'anno precedente, contrariamente
  alle altre province.
   Se poi la provincia di Ragusa ha problemi strutturali, ritengo che
  il commissario della provincia, invece di chiamare, di fare il  tam-
  tam'  sui  media  o,  addirittura,  dare  informazioni  errate   ai
  parlamentari,   avrebbe   il  sacrosanto   dovere   di   venire   a
  rappresentare al Governo quali sono le questioni e affrontarle.
   In  ogni  caso,  non  c'è  una  soluzione  diversa  rispetto  alla
  riconvocazione, per intenderci, della Conferenza degli enti  locali
  perché   la  legge  prevede  esattamente  questo  percorso   ed   è
  esattamente quello che è stato fatto.
   Proprio  in  considerazione  delle difficoltà  si  sono  date  più
  risorse,  vorrei capire, quindi, perché il Commissario - in  questo
  caso  -  ricevendo 500 mila euro in più, non riesca a  fare  quanto
  realizzava con minori risorse rispetto all'anno precedente.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  se  in
  questa  fase  di  approvazione dell'esercizio provvisorio  dovremmo
  prendere  ad  esame tutte le questioni aperte in  Sicilia,  con  le
  diverse  emergenze, provincia per provincia, rischiamo non solo  di
  non  approvare questo esercizio provvisorio ma, soprattutto, di non
  fare la stessa Finanziaria.
   Potrei parlare, infatti, del Consorzio universitario di Agrigento,
  potrei  parlare dell'Istituto musicale  Toscanini   e  tante  altre
  realtà,  le  scuole,  i servizi sociali che vivono  una  situazione
  drammatica.
   Condividendo  l'azione  del  Governo  di  avere  voluto   proporre
  l'esercizio  provvisorio, ritengo che questa azione possa  e  debba
  essere  un'opportunità per il Governo di migliorare e  approfondire
  la  Finanziaria, attivando già subito tavoli tematici con le  forze
  sindacali con le categorie produttive perché questo lasso di  tempo
  di  due  mesi  di esercizio provvisorio possa essere un'opportunità
  per  meglio  dare  una  giusta Finanziaria  a  questa  Regione  con
  politiche  di  sviluppo  e con azioni che non  pensino  soltanto  a
  coprire le emergenze ma anche a creare occupazione e sviluppo.
   La  Finanziaria che ho letto è una Finanziaria, per me, incompleta
  che  va  approfondita  e  che,  soprattutto,  su  alcune  parti  va
  notevolmente sviluppata.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché,
  proprio  in questa sede, dobbiamo guardare a tutti gli enti  locali
  indistintamente.
   C'è un problema della provincia di Ragusa.
   Il  Presidente  Crocetta  dice che il commissario  avrebbe  potuto
  benissimo  parlarne con chi di competenza piuttosto  che  andare  a
  cercare questo o quell'altro deputato.
   Ci  sono  altri  problemi che alcune ex province, come  quella  di
  Messina, non hanno posto in essere.
   Assessore   Pistorio,  ci  sono  49  milioni  di   euro   con   la
  riprogrammazione  dei fondi FAS 2000-2006, 49 milioni  che  servono
  per le strade provinciali da assegnare proporzionalmente a tutte  e
  nove  le  ex  province  e, a quanto pare, ancora  la  provincia  di
  Messina è inadempiente.
   Presidente Crocetta, allora è chiaro, delle due l'una, c'è qualche
  commissario un po' inadempiente.
   Dovremo  cercare di intervenire perché sono risorse, se il collega
  Cappello  ha  parlato  della  difficoltà,  della  fragilità   della
  viabilità siciliana e noi abbiamo delle risorse e non le spendiamo,
  è un doppio peccato. Però, anche lei forse ha sbagliato, presidente
  Crocetta, a nominare alcuni commissario, per cui rivediamo la cosa.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' un commissario prefettizio.

   FALCONE. E' un commissario prefettizio. No, è la provincia.  Altra
  questione  la  voglio  dire all'assessore  Baccei  e  all'assessore
  Lantieri,  i  comuni nel 2015, hanno avuto una decurtazione  di  80
  milioni di euro rispetto al 2014 ma, a fronte di 365 milioni  euro,
  abbiamo dato appena 55 milioni di euro.
   Allora,  se,  da  un lato, noi stiamo procedendo in  un  esercizio
  provvisorio  che  consenta alla Regione di  poter  fronteggiare  le
  spese  emergenziali ma, al contempo, sto presentando un ordine  del
  giorno  che  impegni  il  Governo per erogare  alla  ripresa  della
  riapertura della cassa regionale, atteso che non ci sono più limiti
  di  fatto, all'inizio dell'anno, di erogare quanto di spettanza  ai
  comuni  che,  ormai, sono  alla canna del gas', sono in  ginocchio.
  Non  riescono nemmeno più a pagare  gli stipendi, molti comuni sono
  in  arretrato  di due mensilità con gli stipendi oltre  che  con  i
  fornitori.
   Quindi,  chiedo al Governo formalmente che, alla riapertura  della
  cassa  regionale, atteso che non abbiamo vincoli o tetti di  fatto,
  tetti  di  spesa  che  possono essere erogati quanto  spettanti  ai
  comuni, agli enti locali siciliani.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono   molto
  meravigliato   del  fatto  che  c'è  una  lamentale   continua   in
  quest'Aula,  ma  anche  tra la gente, sul fatto  che  non  funziona
  nulla,  che  tutto  va a scatafascio, che tutte le  categorie,  che
  tutti  i comparti sono in grandissima sofferenza e debbo dire  che,
  invece, questa sera, in Aula abbiamo sentito che, rispetto a  tutto
  il  resto, in Sicilia l'unica problematica riguarda il consorzio di
  Ragusa.
   Allora,  se così fosse, è il più grande successo di tutti i  tempi
  per questo Governo.
   Se  il problema è solo il consorzio di Ragusa e tutto il resto  va
  bene,  il  presidente Crocetta può ergersi come il salvatore  della
  patria e colui il quale che ha una regione che va a gonfie vele.
   La verità, invece, è sotto gli occhi di tutti.
   Voglio  ribadire  perché rimanga agli atti, presidente  Ardizzone,
  che intanto la procedura seguita per la riapprovazione del DPEF che
  rimanga  agli  atti,  non può essere in nessun  modo  assunta  come
  precedente perché si è trattato di una procedura una tantum  che  è
  stata  decisa  per  volontà del Presidente dell'Assemblea  con  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocata ad hoc
  e  in  maniera  una tantum perché sarebbe un precedente  molto,  ma
  molto pericoloso che aprirebbe degli squarci enormi nel Regolamento
  di  quest'Assemblea  e  che impedirebbe, di  fatto,  il  cammino  e
  l'approvazione di una legge finanziaria o di bilancio,  vanificando
  i  baluardi  che il Regolamento d'Aula aveva posto a  difesa  della
  volontà delle aule parlamentari.
   Quanto poi all'esercizio di bilancio, io ho accolto di buon  grado
  la decisione del Governo alla fine di cedere rispetto alla proposta
  originaria con cui si era presentato, che avrebbe messo  a  rischio
  intere  categorie  di precari e di dipendenti della  Regione  e  le
  stesse  attività  produttive della Regione,  con  quella  temeraria
  proposta  di  non  andare  ne con l'esercizio  provvisorio  ne  con
  l'approvazione della finanziaria.
   Pertanto  alla  fine si è scelta la strada giusta, la  strada  del
  buon  senso, e apprezzo il fatto che si sia cercato solo, meno male
  in  questo  senso, di non appesantire la manovra con  nessun  altro
  tentativo  di  mettere qualche toppa alle manchevolezze  che  ormai
  sono  il  pane  quotidiano di questa amministrazione,  pertanto  si
  proceda   agevolmente  all'approvazione  di  questo  strumento   di
  salvaguardia,  per  vedere  intanto  poi  di  dare  soluzione  agli
  innumerevoli, enormi e diffusi problemi di questa Regione.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  assessori, in questi giorni ho assistito  a  delle  scene
  inverosimili, soprattutto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciaccio mi scusi,  onorevoli  colleghi  vi
  prego  di  prendere  posto, per chi deve  interloquire  ci  sono  i
  corridoi.

   CIACCIO. Grazie Presidente, stavo dicendo che in questi giorni  ho
  assistito  a  scene  sconvolgenti, che provengono  dalle  prese  di
  posizione  di questo Governo, siamo passati a cercare di  difendere
  nella  capigruppo  una  possibile  interpretazione  del  118  sulla
  gestione  provvisoria, che è stato palesemente  dimostrato  sarebbe
  stato   il  suicidio  per  l'intera  Sicilia,  a  poi  cercare   di
  convincere,  perché siamo sempre stati responsabili in questo,  che
  forse la strada maestra era un esercizio provvisorio, ma anche  qui
  come  al  solito,  non avendo una maggioranza,  non  essendoci  una
  maggioranza,  e  avendo una giunta che non sa che  pesci  pigliare,
  cerca  di  accontentare qualcosa o qualcuno, e per  questo  si  sta
  parlando di esercizio provvisorio, però è comunque una presa d'atto
  che dimostra la capacità, la incapacità politico amministrativa  di
  questo Governo di proporre un'azione programmatica a lungo termine.
   E  quindi  anche su questo, è vero che l'esercizio  provvisorio  è
  molto  asciutto,  poche  norme, però di fatto  creerà  come  sempre
  abbiamo sostenuto altri problemi, che comunque non risolverà questo
  Governo, perché ripeto non ha la capacità di programmare a medio  e
  lungo    termine,    e   che   sia   incapace    politicamente    e
  amministrativamente   questo  Governo  lo   dimostra   anche   ieri
  Presidente,  la bocciatura della ricapitalizzazione di  riscossione
  Sicilia,  che  da  una  parte  viene  mostrata  e  presentata  come
  indispensabile,  e dopodiché la colpa viene data sempre  ai  soliti
  presenti,  quando  l'unica colpa è di questo Governo  e  di  questa
  maggioranza ancora assente su questi scranni.
   Presidente,  proprio  a proposito della votazione  di  ieri  sulla
  stampa  sono  apparse diverse dichiarazioni e  per  rispetto  anche
  istituzionale,  visto che noi non siamo rappresentati  nell'Ufficio
  di  Presidenza, mi piacerebbe anche sapere come si sia  determinato
  l'Ufficio di Presidenza, perché le accuse che sono state rivolte  a
  questo  Parlamento sono state molto gravi e pesanti.  Però  siccome
  nessuno  ci  informa  e  appunto  non  essendo  rappresentati,  una
  relazione su come si è, quale decisione l'Ufficio di Presidenza  ha
  preso, penso che sia anche una cosa giusta,ù
   Per   quanto  riguarda  l'esercizio  provvisorio,  ripeto  è   uno
  strumento  che prende atto della incapacità politico-amministrativa
  di questo Governo, speriamo e ci auspichiamo che non il 29 febbraio
  arrivi  la legge finanziaria ma che arrivi l'1 gennaio in  modo  da
  poterla  studiare in serenità, non facendo nottate  e  cercando  di
  dare, come sempre, il nostro contributo costruttivo.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei, onorevole  Ciaccio.  In  ordine  alla
  questione  a  cui  faceva riferimento, alle gravi dichiarazioni  di
  ieri,  il  Consiglio  di  Presidenza ha  già  fatto  un  comunicato
  ufficiale che, non intendo commentare e gradirei che non si aprisse
  dibattito in quest'Aula.
   Leggo   il  comunicato:   Il  Consiglio  di  Presidenza  dell'ARS,
  convocato  d'urgenza, (dice in una nota della Presidenza  dell'ARS)
  dal  Presidente Giovanni ARDIZZONE, per salvaguardare l'immagine  e
  il  prestigio  del  Parlamento  siciliano,  all'unanimità  ha  dato
  mandato  all'avvocato Enrico Sanseverino di valutare i  profili  di
  responsabilità  delle dichiarazioni rilasciate  dal  presidente  di
  Riscossione  Sicilia, Antonio Fiumefreddo,  e  di  avviare  le  più
  opportune azioni giudiziarie in sede civile e penale .
   Questo  è  il comunicato ufficiale, evitiamo di aprire  dibattiti,
  parliamo   di  esercizio  provvisorio,  più  interessante   per   i
  siciliani.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto  a
  tornare  sul  problema  del  trasferimento  a  favore  del   Libero
  Consorzio  di  Ragusa  perché  ho preso  atto  delle  dichiarazioni
  dell'assessore  e del Presidente della Regione, però sommessamente,
  volevo  far  notare  che  in  effetti,  si  è  approfittato  di  un
  atteggiamento  che  ritengo veramente,  virtuoso,  da  parte  degli
  Uffici   della  provincia  di  Ragusa  che,  proprio  al  fine   di
  risparmiare  quanto più possibile, nell'anno 2015 hanno rinegoziato
  tutti i mutui ad eccezione di quello relativo al credito sportivo.
   Per  cui cosa è successo, caro Presidente e caro assessore? Vorrei
  che tenesse conto di questo.
   A fronte di trasferimenti per l'anno precedente di due milioni, in
  conto  capitale,  e di due milioni e cento per la  spesa  corrente,
  viceversa, durante l'anno, sono stati utilizzati, per la  spesa  in
  conto  capitale,  a seguito dei mutui solo 700 mila  euro,  il  che
  significa  che ora sono stati stanziati un milione e trecento  mila
  euro  in meno, rispetto a quello che era stato stanziato per l'anno
  precedente.
   Questo  causa  l'impossibilità  di  chiudere  qualsiasi  bilancio,
  tranne  che  non si spendano tutti nei servizi esterni; gli  uffici
  avevano sollecitato la Presidenza della Regione, l'assessorato enti
  locali  di  consentire questo trasferimento che veniva in  meno  in
  conto capitale, ad essere trasferito per le spese correnti in  modo
  da garantire la possibilità di mantenere i servizi.
   Così  non  è  stato, per cui il Libero Consorzio dei Comuni  è  di
  fatto l'unico Libero Consorzio, poi non si tratta di campanile,  si
  tratta  di  dire  che  è  l'unico Libero  Consorzio  della  Regione
  siciliana che ha avuto diminuiti i trasferimenti in misura  pari  a
  questa  diminuzione  che  era  stata effetto  di  un  comportamento
  virtuoso  del  Libero  Consorzio e che invece di  essere  premiato,
  viene penalizzato.
   Poi, per il discorso dei commissari, che provenga dal Presidente
  Crocetta questa critica del comportamento dei commissari, ma chi li
  nomina i commissari? Li nomina Marte dio della Terra o li nomina il
  Governo regionale? E non dimentichiamo che, purtroppo,  la
  provincia e il Libero consorzio di Ragusa addirittura è
  commissariato da prima di questa scellerata legge sui Liberi
  consorzi perché, a seguito delle dimissioni del presidente Antoci,
  il Libero consorzio di Ragusa è commissariato da oltre quattro
  anni, stiamo compiendo quasi i cinque anni di commissariamento.
   Per  tutto  questo poi che debbano essere penalizzati i  cittadini
  della  provincia e soprattutto i meno fortunati, credo che  sia  un
  qualcosa di assolutamente inaccettabile.
   Per cui chiedo all'Assessore di ritornare su questo problema della
  ripartizione  delle somme fra i liberi consorzi,  perché  veramente
  l'unico ad essere penalizzato è quello di Ragusa per le motivazioni
  che mi sono sforzato di chiarire poc'anzi.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  fare   rilevare,   Presidente,   visto   che   correttamente   ogni
  parlamentare  ha  manifestato legittimamente  un  disappunto  nella
  distribuzione  delle  quote  finanziarie  attribuite  alle  singole
  province,  vorrei  solo ricordare un dato e non lo  voglio  nemmeno
  commentare, Presidente, perché i numeri sono numeri: Palermo,  come
  capoluogo e come provincia in termini di popolazione più grande  ha
  avuto  assegnato  1  milione  e 9,  quindi  non  è  secondo  me  un
  ragionamento  di singola provincia, ma è, secondo me, un  malessere
  complessivo che è frutto dell'incuria che questo Governo  ha  avuto
  per tutto il territorio siciliano.
   Vorrei  ricordare che le provincie ci sono, ci sono  i  commissari
  nominati  da  questo  Governo, ci sono commissari  che  sono  stati
  prorogati  su proroghe, su proroghe e su proroghe; vorrei ricordare
  che si è solo abrogata la democrazia.
   Io  orgogliosamente voglio rappresentare un mondo di Centro-Destra
  che  si  identifica  invece  nella  democrazia,  in  quei  consigli
  provinciali  che  potevano essere ridotti,  certamente  in  numero,
  certamente in indennità, ma che potevano essere mantenuti  in  vita
  perché oggi i piccoli comuni dell'entroterra non sono rappresentati
  e sono abbandonati a loro stessi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  Presidente  della Regione che  ancora  una  volta  si  è
  allontanato,  arriverà, forse, quando ci sarà  da  votare,  ma  c'è
  l'Assessore.
   Allora,  un  riferimento all'unico articolo che è  degno  di  nota
  all'interno di questo esercizio provvisorio.
   Noi  alla fine staremo in Aula e chiaramente si tratta di un  atto
  di  responsabilità  verso  quei  22  mila  precari  che  alla  fine
  aspettano che questa proroga arrivi.
   Però,  il  riferimento  politico  non  poteva  non  essere  fatto,
  Assessore  Lantieri, Baccei, Presidente della Regione, al  modo  in
  cui il Partito Democratico, quindi forza di Governo nazionale nelle
  interlocuzioni  con il Governo regionale avrebbe  voluto  e  potuto
  avviare  un  percorso che parlava di qualcosa di  diverso  rispetto
  alla proroga di un solo anno.
   Cioè, noi per mesi e mesi abbiamo portato avanti un dibattito  che
  vedeva  il  Governo  nazionale andare a braccetto  con  il  Governo
  regionale  su tutta una serie di questioni che dovevano  riguardare
  le  stabilizzazioni, che dovevano riguardare il rinnovo per  almeno
  cinque  anni  nella  peggiore delle ipotesi e, invece,  ancora  una
  volta sempre con lo stesso modello stantio che non dà prospettiva a
  uomini   e  donne  che  sono  finiti  come  dentro  delle   gabbie,
  giovanissimi e che stanno invecchiando in quelle gabbie noi  stiamo
  costringendo a rimanere lì. Uomini e donne a cui è stata  tolta  la
  speranza  di  un  futuro, uomini e donne a cui  è  stata  tolta  la
  speranza di programmare le loro esistenze.
   Per  non  parlare  poi  del  fatto che  ovviamente  attraverso  il
  meccanismo  dell'esercizio  provvisorio stiamo  evitando  qualsiasi
  possibilità  di programmazione, qualsiasi possibilità  di  sviluppo
  per  non parlare poi della possibilità di tendere una mano a  tutte
  quelle  categorie  che  sono entrate nel dibattito  della  politica
  regionale  in  questo anno e mezzo, in questi tre anni,  e  che  si
  sarebbero  aspettati una mano tesa da parte di questo Governo,  una
  mano tesa che non arriva, che viene ulteriormente mortificata e  un
  esercizio provvisorio di due mesi che ancora una volta come  questo
  Governo  non c'è, come questa maggioranza assolutamente non  esiste
  perché  si  tratta  ovviamente  di  una  maggioranza  assolutamente
  squinternata   che   d'altra   parte  appare   così   evidentemente
  squinternata.  Già  ieri  alla  riunione  dei  Capi   gruppo   dove
  francamente  Assessore Baccei era auspicabile che  si  arrivasse  a
  quella riunione con un accordo interno alla maggioranza.
   Un  accordo tra il Governo e la maggioranza, con un accordo tra il
  Governo e magari l'Assemblea.
  Assemblea  che  invece ha dovuto responsabilmente attraverso  anche
  l'intervento  del Presidente dell'Assemblea tirarla  dentro  in  un
  percorso  conducente.  Oggi  ci  ritroviamo  qui  a  fine  anno  ad
  approvare questi pochi e scarni articoli, ripeto, soltanto  due  di
  contenuto rispetto ad una manovra che evidentemente poco o nulla ha
  di più di qualcosa di tecnico nell'attesa del prossimo voto segreto
  dove  sicuramente tornerete, diciamo, a perdere, dal quale prossimo
  voto segreto sicuramente uscirete ancora una volta sconfitti ma che
  vi  possiamo dire se vi piace così.. io onestamente vivere così non
  ci  riuscirei,  però  evidentemente a questo  Governo  e  a  questa
  maggioranza  piace andare avanti in questo modo, noi  non  possiamo
  che prenderne atto e vi auguriamo buon lavoro.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   IOPPOLO.  Signor Presidente, signori rappresentanti  del  Governo,
  onorevoli colleghi, io ero tra quelli insieme al Gruppo al quale mi
  onoro  di  appartenere   Lista  Musumeci ,  che  ha  sperato   fino
  all'ultimo che il Governo fosse in grado in questa quarta occasione
  della  legislatura -è la quarta- non è la prima, non è più  nemmeno
  la seconda, occasione nella quale il Parlamento siciliano in questi
  giorni,  in  queste  ore avrebbe potuto occuparsi  della  legge  di
  stabilità e del bilancio della Regione che questo accadesse, perché
  se  non  accade  al  quarto  anno all'inizio  del  quarto  anno  di
  legislatura,  ancor   meno posso immaginare e  pensare  accadrà  se
  dovesse  durare  la legislatura fino alla sua fine  naturale,  fino
  alla scadenza naturale possa accadere l'anno prossimo.
   Questo   Governo,  il  Governo  Crocetta,  il  Governo   che   voi
  rappresentate  ai  banchi  appositi  si  è  auto  condannato   alla
  precarietà, si è auto condannato a vivere una continua situazione e
  condizione  di  emergenza,  perché l'esercizio  provvisorio  questo
  rappresenta, l'emergenza, la risposta occasionale, la  mancanza  di
  pianificazione, la mancanza di capacità di programmazione.
   Forse non tutti voi hanno avuto modo di leggere, avete avuto  modo
  di  leggere le norme che ci vengono sottoposte. Per la verità assai
  scarne, come prima veniva rilevato. Ma vi è una confessione che, se
  vi  rende meritevoli delle circostanze attenuanti generiche,  certo
  non vi può assolvere.
   L'articolo  3, nelle more della definizione dell'accordo,  per  il
  riconoscimento alla Regione da parte dello Stato delle ritenute sui
  redditi  delle  persone  fisiche, cioè la questione  riguardante  i
  famosi 500 milioni, non siete riusciti al 30 dicembre dell'anno  in
  corso, del 2015, nemmeno ad avere chiarezza sui 500 milioni che  lo
  Stato  dovrebbe elargirci graziosamente, visti i viaggi a Roma  con
  la manina avanzata nei confronti del Governo centrale.
   Ecco la confessione nelle more della definizione.
   La  verità è che il Governo Crocetta non è stato in grado, fino  a
  questo momento, di proporre una legge di stabilità e di bilancio in
  grado  di potere programmare, per l'anno di competenza, la  propria
  attività in alcuno dei settori di competenza della Regione.
   Ricordiamo quello che disse il Presidente Crocetta, in quest'Aula,
  alla fine del 2012:  Ma che volete, ci siamo appena insediati,  non
  abbiamo avuto il modo, il tempo di fare una ricognizione, di potere
  programmare, di potere pianificare.
   Ed alcuni di noi, già in quella sede, sostennero e rilevarono come
  cominciava male l'esperienza del Governo Crocetta.
   L'esperienza del Governo Crocetta cominciò male, malissimo per  la
  Sicilia ed è proseguita peggio, come tutti i siciliani sanno.
   Ecco  perché  il voto del Gruppo parlamentare Lista  Musumeci  non
  potrà essere favorevole. Non può essere favorevole.
   Siamo  davanti  all'emergenza continua.  Anzi,  siamo  davanti  al
  paradosso:  il  Governo  non  era riuscito  a  programmare  nemmeno
  l'esercizio  provvisorio  perché, è  proprio  di  pochi  giorni  fa
  l'incauta  ed  inavveduta dichiarazione di  esponenti  del  Governo
  Crocetta   che   escludevano  persino  di   dovere   fare   ricorso
  all'esercizio provvisorio.
   Siamo, quindi, davanti ad un esercizio provvisorio deciso in  zona
  Cesarini ,  escluso fino a qualche settimana fa o a qualche  giorno
  fa,  senza  che però vi fosse, dall'altra parte, il bilancio  e  la
  legge di stabilità. Insomma, davvero, un gioco alla sprovvedutezza,
  un gioco all'occasionalità, un gioco all'estemporaneità.
   Solo che con queste cose non si gioca, rappresentanti del Governo.
   E  ha  fatto bene chi ha richiamato prima l'articolo 5  di  questo
  disegno di legge, che è sottoposto all'esame dell'Aula.
   Si  tratta  del recepimento della norma nazionale che  prevede  la
  proroga per i contrattisti, per i precari degli enti locali e degli
  altri enti assimilati.
   Si  era escluso, fino a qualche giorno fa, che fosse necessario il
  recepimento  della norma nazionale attraverso una norma legislativa
  regionale.
   E'  a  loro che va il nostro pensiero in questo momento ed è anche
  per  loro  che non lasceremo l'Aula, non abbandoneremo  l'Aula  per
  assicurare  il numero legale che, anche questa sera, la maggioranza
  non riesce autonomamente, ex se, ad assicurare.
   Ecco  perché signor Presidente dell'Assemblea il senso  di  questo
  intervento che vuole porle un'altra questione, infine, e intende  a
  nome del Gruppo Lista Musumeci rivolgerle una richiesta formale.
   E'  accaduto ieri sera che un voto del tutto legittimo  di  questo
  Parlamento,  che  non  andava  da parte  di  alcuno  apostrofato  e
  commentato, come è stato apostrofato e commentato, nessuno può e da
  nessuna posizione esorbitare rispetto alla critica che deve  essere
  sempre  contenuta, deve essere mantenuta entro i  limiti  non  solo
  della legalità e della legittimità ma della civiltà dei rapporti.
   Il  Parlamento ha deciso con il voto di ieri sera. Da ieri sera si
  è  scatenata una ridda di commenti che non fanno onore a  chi  quei
  commenti ha inteso rappresentare.
   La situazione di Riscossione Sicilia era e rimane grave.
   Ieri  sera  eravamo chiamati, l'Aula era chiamata, a  decidere  in
  ordine alla ricapitalizzazione di due milioni e mezzo di euro.
   Se  la  Regione siciliana, l'Amministrazione regionale,  cioè  voi
  signori assessori, il vostro Governo, se fosse presente in Aula  il
  Presidente   Crocetta   indicherei  personalmente   il   Presidente
  Crocetta,   adempisse  alle  obbligazioni  che  la   Regione   deve
  liquidare,   cui  deve  adempiere  nei  confronti   della   Società
  Riscossione Sicilia con circa 50 milioni di euro di arretrato,  con
  un  aggio  che  è  pari  all'8  per cento  la  Riscossione  Sicilia
  incasserebbe  dall'oggi al domani, o quasi, 4  milioni  di  euro  e
  quindi i due milioni e mezzo di ieri sera per la ricapitalizzazione
  sarebbero perfino se non poca cosa, cosa minore rispetto  a  quello
  che  Riscossione  Sicilia avrebbe diritto di  riscuotere  da  parte
  della Regione.
   Se  poi  fossero  messi  gli enti locali  nel  loro  complesso  in
  condizione  -  e  gli  enti  statali  -  in  condizione  di  pagare
  arriveremmo  a  somme assolutamente più alte.  Si  dice,  leggo  da
  qualche  parte,  che  Riscossione Sicilia  avanza  complessivamente
  circa  250  - 320 mi dice l'onorevole Musumeci che è bene informato
  sull'argomento - e quindi con l'aggio all'8 per cento siamo intorno
  a 25-26 milioni di euro.
   Quindi ci chiediamo: ma di che cosa ha da lamentarsi alcuno? Ma di
  che  cosa  può  lamentarsi  nei  confronti  di  un  corpo  politico
  nell'esercizio   del   suo   mandato  politico,   istituzionale   e
  costituzionale.
   Io  Le  chiedo, Presidente, che alla ripresa dell'attività  d'Aula
  appena  Lei  lo riterrà opportuno, sia dedicata una intera  seduta,
  una   seduta   di   questo  Parlamento,  dell'Assemblea   regionale
  siciliana, per dibattere, verificare e approfondire tutti i profili
  che riguardano la Società Riscossione Sicilia.
   Nessun  tipo  di  pregiudizio da parte  nostra  nei  confronti  di
  chicchessia,   ma   la  necessità  e  l'esigenza  quale   legittimi
  rappresentanti  del  popolo  siciliano  di  approfondire  tutte  le
  tematiche.
   Ci  venne detto, Lei lo ricorderà Presidente, lo ricorderanno  gli
  assessori presenti, ci venne detto un anno, un anno e mezzo fa,  di
  questi  tempi che la chiusura di otto sportelli periferici  per  la
  Sicilia, lo ricorderà l'onorevole La Rocca che fu protagonista,  La
  Rocca  Ruvolo, di quella battaglia in Commissione e  in  Aula,  che
  chiudendo  otto  sportelli si sarebbero risanate le  finanze  della
  Società   Riscossione Sicilia S.p.A.. Ed era falso, non  era  vero,
  perché  quegli otto sportelli erano allocati, ubicati quegli uffici
  in locali per la maggior parte dei casi di proprietà dei comuni che
  i  comuni avevano ceduto in comodato a titolo gratuito, ovviamente,
  o con fitti assolutamente simbolici alla società.
   Quindi,  esigenza di chiarezza, esigenza di trasparenza,  esigenza
  di  approfondimento  da  parte nostra, da parte  del  Gruppo  Lista
  Musumeci e, voglio augurarmi, da parte dell'intero Parlamento.
   La  mia richiesta, signor Presidente, è di carattere formale e  la
  prego  di  volere  considerare come necessario ed urgente  che  una
  seduta  di quest'Aula sia dedicata a questa importante e strategica
  società  partecipata, ormai unicamente partecipata,  dalla  Regione
  siciliana.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.    Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  semplicemente ancora una volta non ci aspettavamo di arrivare al 29
  dicembre  ad affrontare l'esercizio provvisorio senza che vi  fosse
  un'idea  chiara, definita di sviluppo e rilancio di questa Sicilia.
  Tutti  i problemi e tutti i nodi sono rimasti irrisolti e li stiamo
  solo ed esclusivamente rinviando.
   E'  un appello che viene da parte dei cittadini, da parte di  quei
  cittadini che sono più deboli, vulnus di democrazia ovunque.
   Questo  Governo ha nominato tre anni fa dei commissari che  ancora
  occupano  posizioni importanti, manageriali, che dirigono le  varie
  Province,  le  ex  Province  e  abbiamo  strade  provinciali  e  mi
  riferisco  alla  provincia  di Messina,  laddove  non  si  riescono
  neanche  a completare i progetti per far sì che si possa provvedere
  alla manutenzione delle strade.
   Il   piano  rifiuti,  nessuna  innovazione  dal  punto  di   vista
  tecnologico. Il piano rifiuti lasciato così in aria, non solo, e  i
  comuni  perché non possono neanche emanare le ordinanze in  materia
  di emergenza.
   I cinquecento milioni sub judice perché ancora non si capisce bene
  se  lo  Stato  li manda o meno e ancora a Roma con il  cappello  in
  mano.
   Io  credo che questo Governo debba fare una riflessione seria,  ma
  la  deve  fare  il  Governo, non può si può  chiedere  ogni  volta,
  perché  mi  pare che stiamo andando così, un atto di responsabilità
  alle  opposizioni  che questa sera ancora una volta  sono  qui  per
  evitare  che  i  comuni,  per evitare che i precari  possano  avere
  quella agognata proroga per il 2016, perché altrimenti vediamo  dai
  banchi  della  maggioranza, neanche questa sera questo  fantomatico
  esercizio  provvisorio per due mesi, che poi  non  sarà  due  mesi,
  potrà essere approvato.
   Quindi,  noi  ci  asterremo, anzi voteremo  contro,  però  se  non
  fossimo  presenti noi questa sera in Aula, ed è quello che vogliamo
  sottolineare,  il  Governo  non  ha  la  maggioranza  neanche   per
  deliberare  e per far sì che domani la Giunta deliberi  l'esercizio
  provvisorio e consentire appunto questi due mesi di proroga.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LANTIERI,  assessore  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
  l'onorevole Falcone e l'onorevole Grasso per attenzionare i comuni.
   Già gli enti locali hanno pensato. Purtroppo, non si è potuto fare
  la  programmazione per non sforare il patto di stabilità, ma appena
  apriranno  le  casse regionali 200 milioni di  euro  per  la  parte
  corrente e 115 per la parte capitale, verranno immediatamente fatti
  i  trasferimenti ai comuni, così potranno iniziare,  come  dice  il
  sindaco,  come  dice l'onorevole Falcone, a potere riprogrammare  e
  avere un po' di serenità.
   Per  quanto riguarda la Provincia, volevo ricordare agli onorevoli
  di  Ragusa,  non è che abbiamo tolto delle somme, la distribuzione,
  purtroppo, è stata fatta sulle somme che avevamo a disposizione, di
  conseguenza,  le  province  sono  tutte  in  sofferenza,  onorevole
  Assenza.  Ognuno dei Commissari ha portato avanti,  ripeto,  quello
  che  era necessario per le province ma per soddisfare tutti avremmo
  avuto  bisogno di almeno 50 milioni di euro in più che,  purtroppo,
  non avevamo.
   Per  quanto  riguarda  i contrattisti, i precari,  la  Regione  ha
  pensato   alla   proroga,  ha  recepito  la  legge,  abbiamo   anzi
  sollecitato per i comuni in dissesto e in pre-dissesto, non solo, e
  per   la   prima   volta   quest'anno,  avendo   la   nuova   legge
  l'armonizzazione del Bilancio, abbiamo potuto fare  l'anticipazione
  di  80  milioni di euro per tutti gli Enti locali, in  modo  che  i
  sindaci  siciliani entro il 31 possono rinnovare tranquillamente  e
  dare  la  proroga ai contrattisti senza interruzione  di  contratto
  perché  gli  altri  anni,  come  voi sapete,  molti  sindaci  hanno
  rinnovato il contratto a gennaio con una data retroattivo  e  c'era
  qualcosa  che, insomma, era sul filo del rasoio. Perciò, quest'anno
  hanno  la  certezza  delle  somme.  Stamattina  hanno  ricevuto  la
  lettera,  potranno  rinnovare i contratti, non  possiamo  garantire
  tutte le mensilità, abbiamo anticipato il 40 per cento e poi per il
  resto  si  vedrà, ma, in ogni caso, l'Assessore Baccei ha  previsto
  già le somme in Bilancio per tutta l'annualità.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  io volevo riprendere velocemente alcuni punti  che  sono
  stati  detti  di cui uno in particolare, secondo me  importante,  è
  che il Governo il 21 dicembre in Giunta ha approvato il Bilancio  e
  la  finanziaria  definitivi, per cui non è  vero  che  non  c'è  un
  Bilancio, c'è un Bilancio, c'è una finanziaria approvati in  Giunta
  e trasmessi in Assemblea.
   Poi,  ieri nella riunione dei Capigruppo, legittimamente, dopo  la
  discussione  si  è  deciso  di  andare  all'esercizio  provvisorio,
  correttamente,  per avere il tempo, per discutere con  serenità  la
  legge  finanziaria, per cui ben volentieri abbiamo accettato questa
  opportunità  partendo dal presupposto che è depositato il  Bilancio
  definitivo, tant'è vero che l'esercizio provvisorio a quel Bilancio
  si va ad agganciare.
   Venivano  ricordati una serie di dati che sono stati  letti  dalla
  relazione  che  io stesso ho fatto. Il problema è che  non  vengono
  contestualizzati  perché  sono  i  dati  di  partenza,  perché   un
  disavanzo  di  3  miliardi  non c'è più,  tant'è  vero  che  stiamo
  parlando  di 500 milioni nelle more di averli da Roma in seguito  a
  un  accordo da concludere, ma vuol dire che gli altri 2 miliardi  e
  mezzo  sono stati recuperati. Per cui, dire che questo Governo  non
  fa  una  politica di gestione del Bilancio corretta,  mi  pare  non
  corretto e i numeri stanno lì a dimostrare. Infatti, dopo la pagina
  1  che  era stata letta, ci sono le pagine 2, 3, 4 e 5 che dicevano
  come  quelle  difficoltà sono state in gran  parte  risanate  e  lo
  saranno completamente nel corso del 2016 dove - vi ricordo - per il
  primo  anno non verranno utilizzati fondi FSC per coprire la  spesa
  corrente,  il  che  vuol dire 700 milioni di euro  in  più  per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Questo  mi  pare  un risultato non di poco conto insieme  a  tutta
  un'altra  serie  di  misure importanti  che,  però,  non  ha  senso
  illustrare ora perché sono all'interno della legge finanziaria.
   Come  altro punto che avete sollevato, noi non abbiamo mai escluso
  di  fare un intervento normativo per la proroga dei precari, tant'è
  vero  che nella legge finanziaria, già approvata e depositata,  c'è
  non  solo  la  proroga ma una serie di interventi per  favorire  la
  stabilizzazione. Per cui, anche qui smentisco quanto è stato detto,
  anzi  rafforzo  dicendo che in finanziaria sono previste  ulteriori
  misure a favore della stabilizzazione dei precari.
   Relativamente ai soldi dei comuni, onorevole Falcone, non sono 80,
  90 milioni in meno ma 25 milioni come lei ben sa.
   Riguardo a Riscossione Sicilia, come ho spiegato ieri, come diceva
  l'onorevole Falcone, stavo dicendo sui comuni per il 2015, 2014 non
  sono  90  milioni in meno ma sono 25 di parte corrente, 375  contro
  350 di parte corrente e 20 di investimento, non sono 90.
   Relativamente a Riscossione Sicilia, i crediti, come  ho  spiegato
  ieri,  non  sono relativi ad aggio per quello che viene  trattenuto
  quando si riscuote, ma sono relativi alla mancata dichiarazione  di
  inesigibilità. Quello che si è detto, quindi, non è corretto.
   Per  quanto riguarda i nostri soldi, stiamo già pagando i  crediti
  che  Riscossione Sicilia ha nei nostri confronti, tanto è vero  che
  all'inizio  del  2015 abbiamo messo 40 milioni e abbiamo  pagato  a
  Riscossione  Sicilia  40 milioni e gli altri  li  diamo  nel  2016,
  inseriti all'interno della finanziaria.
   Stiamo  adempiendo, ci stiamo prendendo responsabilità  nel  senso
  che non stiamo facendo dichiarazione ufficiale di inesigibilità del
  credito, stiamo parlando di crediti ormai talmente vecchi  che,  di
  fatto, non possono essere considerati.
   Relativamente  al  tema  della gestione  provvisoria,  Presidente,
  senza nessuna polemica rispetto a quanto è stato detto ieri ma  per
  cercare  insieme  di  fare chiarezza perché il  tema  è  abbastanza
  complesso e difficile da interpretare, lascerò una nota agli  atti,
  alla  Presidenza, ma volevo spiegare velocemente qual  è  stata  la
  nostra interpretazione.
   Non  sono sicuro che la nostra sia quella corretta e penso che  la
  cosa  migliore sia lavorare insieme agli uffici dell'Assemblea  per
  cercare  di  fare più chiarezza sul tema del 118 anche  andando  ad
  applicare quanto previsto dall'articolo 27.
   Penso  che sia importante che nel corso del 2016 si dia il  via  a
  quelle  procedure  per andare a definire, senza ombre,  come  debba
  essere applicato il 118 nella Regione siciliana.
   Il  Presidente Ardizzone ricordava, correttamente, che  c'è  stata
  un'impugnativa da parte delle Regioni a Statuto speciale  del  118,
  che  la  Corte costituzionale con sentenza n. 178 del 2012 ha  dato
  ragione alle Regioni a Statuto speciale e, quindi, il 118 non viene
  applicato  automaticamente  ma  si  deve  procedere  attraverso  un
  recepimento, con o senza modifiche, attraverso il sistema  pattizio
  ossia   decreto   legislativo  previo  parere   della   Commissione
  paritetica.
   Abbiamo intrapreso un percorso nell'attuazione del 118. La  nostra
  interpretazione, mia e degli uffici dell'Assessorato, è stata che è
  stato  firmato  come  primo atto un accordo  fra  Presidente  della
  Regione  e  il  Ministro dell'Economia e delle Finanze  in  cui  la
  Regione si impegnava a recepire il 118 entro l'1 gennaio 2015.
   In  coerenza  con  questo abbiamo fatto la  legge  3  del  2015  e
  all'articolo  11  abbiamo recepito il 118,  con  alcune  eccezioni,
  nelle more delle procedure previste dell'articolo 27.
   Nelle   more,  dunque,  di  dare  attuazione  a  quanto   previsto
  dall'articolo 27, abbiamo recepito il 118 con alcune eccezioni.  In
  queste  eccezioni non c'era la gestione provvisoria,  come  non  ci
  sono  i tempi di presentazione del bilancio presso l'Assemblea come
  non ci sono i tempi di approvazione di questo bilancio.
   La  nostra  interpretazione - anche se non metterei  la  mano  sul
  fuoco che sia quella corretta e ho piacere di confrontarmi con  gli
  uffici  -  è  che,  avendo  recepito  e  non  essendo  presente  in
  quell'eccezione  il  recepimento vuol dire che  quelle  sono  state
  recepite. Questa sarà un'interpretazione data da me e dagli  uffici
  dell'Assessorato.
   Relativamente alle circolari che venivano citate ieri,  andando  a
  rileggere,  c'era una contestualizzazione precisa ed  era  relativa
  all'esercizio 2015.
   Si diceva, in particolare, che per l'esercizio finanziario 2015 ai
  sensi  dell'articolo 11 del decreto legislativo  118  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  nel corso dell'esercizio  provvisorio
  continua   ad   applicarsi  la  disciplina  vigente  nell'esercizio
  finanziario 2014.
   Nel 2014 gli enti e gli organismi della Regione applicavano già il
  118, la Regione no, per cui valeva soltanto l'esercizio provvisorio
  e non la gestione provvisoria.
   Nel  corso del 2015, la Regione ha applicato il 118, tanto è  vero
  che abbiamo fatto la cancellazione dei residui e quant'altro.
   Rientriamo, di fatto, a nostro modo di vedere - ripeto senza  fare
  polemica  -, la gestione provvisoria, in questo caso, è  applicata.
  La   circolare  faceva  riferimento  all'esercizio   2015   e   non
  all'esercizio 2016.
   Lascio  questa  nota  all'Assemblea - ripeto  -  soltanto  con  la
  volontà  di  iniziare  un percorso insieme per  fare  chiarezza  su
  questi temi che sono abbastanza complicati.

   PRESIDENTE.  Grazie,  assessore Baccei, la ringrazio  per  la  sua
  nota, ma le confermo che la nostra stella polare è lo Statuto e  la
  Costituzione.
   Dichiaro  chiusa  la discussione generale. Pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
                             della Regione

   l.  Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
  43  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel  punto
  8  dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo  n.  118/2011,
  ad  esercitare  provvisoriamente, fino a quando non sarà  approvato
  con  legge regionale e comunque non oltre il 29 febbraio  2016,  lo
  schema   di   bilancio  annuale  della  Regione   per   l'esercizio
  finanziario  2016, secondo gli stati di previsione  dell'entrata  e
  della  spesa  ed  il  relativo  disegno  di  legge  approvato   con
  deliberazione  della Giunta regionale n. 317 del 21  dicembre  2015
  nonché  secondo la nota di variazioni contenente gli effetti  della
  presente legge».

   SIRAGUSA.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

        (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            54
   Votanti             38
   Maggioranza         20
   Favorevoli          35
   Contrari            0
   Astenuti            3

                            (E' approvato)

   Preciso  che chi ha richiesto la votazione per scrutinio  nominale
  viene conteggiato ai fini della presenza.

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
           Disposizioni in materia di variazioni di bilancio

   1.  In applicazione di quanto previsto dall'articolo 79 del decreto
  legislativo  23  giugno  2011,  n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  e fino all'emanazione delle norme di attuazione  dello
  Statuto regionale richiamate dall'articolo 11, comma 1, della  legge
  regionale   13   gennaio  2015,  n.  3,  continuano  ad   applicarsi
  all'amministrazione  regionale le disposizioni di  cui  all'articolo
  11, commi 7, 8 e 13 della medesima legge regionale n. 3/2015».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                   Rapporti finanziari Stato-Regione

   1. Nelle more della definizione dell'accordo per il riconoscimento
  alla  Regione,  da  parte dello Stato, delle ritenute  sui  redditi
  delle  persone  fisiche che hanno residenza fiscale nel  territorio
  della  stessa, per un importo stimato in 500.000 migliaia  di  euro
  per l'esercizio finanziario 2016, il medesimo importo è accantonato
  in  un  apposito  fondo in cui sono iscritte le  risorse  derivanti
  dalle riduzioni delle autorizzazioni di spesa di seguito indicate:

   Missione  1,  Programma 4 (capitolo 219205)  448.845  migliaia  di
  euro;
   Missione  1,  Programma 10 (capitolo 212015)  22.000  migliaia  di
  euro;
   Missione  20,  Programma 1 (capitolo 215744)  29.155  migliaia  di
  euro.

   2.  Le  somme  di  cui al comma 1 riconosciute alla  Regione  sono
  destinate  al  ripristino delle autorizzazioni di spesa  in  misura
  proporzionale agli importi indicati nel medesimo comma 1.

   3.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare  le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
  dei commi 1 e 2».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
        Trasferimento oneri di competenza del settore sanitario

   1.  Al  comma 9 dell'articolo 30 della legge regionale 28  gennaio
  2014,  n.  5,  le  parole   ivi comprese le aziende  pubbliche  del
  Servizio sanitario regionale, con esclusione   sono sostituite  con
  le  seguenti:  con esclusione delle aziende pubbliche del  Servizio
  sanitario regionale e ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
         Proroga dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2015

   1.  In  coerenza con la vigente normativa statale di  riferimento,
  con  decorrenza  dall'1  gennaio 2016, gli  enti  utilizzatori  dei
  soggetti  titolari  dei  contratti di  lavoro  subordinato  di  cui
  all'articolo 30, comma 4, della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
  5  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  in  scadenza  al  31
  dicembre  2015  o  in  scadenza  nel  corso  dell'anno  2016,  sono
  autorizzati  a  prorogarli fino al 31 dicembre 2016, alle  medesime
  condizioni e deroghe previste dal comma 9 bis dell'articolo  4  del
  decreto  legge  31 agosto 2013, n. 101 convertito con modificazioni
  dalla  legge  30  ottobre  2013, n. 125 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  Le  disposizioni  di cui al comma 1 si  applicano  anche  alle
  ipotesi  di  cui all'articolo 259, comma 6, del decreto legislativo
  18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1  gennaio 2016.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, si procede ad una prova del funzionamento  del
  sistema elettronico.

        (Si procede ad una prova del funzionamento del sistema
                             elettronico)

   Onorevoli  colleghi, il sistema funziona.  Il  sistema  ha  sempre
  funzionato, anche ieri.

   rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
   l'esercizio 2016 (n. 1134/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio  del   bilancio   della
  Regione per l'esercizio 2016  ( n. 1134/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio  del   bilancio   della
  Regione per l'esercizio 2016  (n. 1134/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo il risultato della   votazione  finale  per
  scrutinio nominale:

   Presenti e votanti     43
   Maggioranza            22
   Favorevoli             38
   Contrari                0
   Astenuti                5

                         (L'Assemblea approva)

   n. 1133/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Comunicazione relativa ad articoli stralciati dal disegno di legge
                               n. 1133/A

   PRESIDENTE.  Comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
  interno e di analoghe precedenti decisioni assunte dalla Presidenza,
  questa Presidenza ha deliberato di stralciare il disegno di legge n.
  1133/A   Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2016,
  legge  di  stabilità regionale  le seguenti disposizioni, in  quanto
  esse presentano profili di dubbia legittimità costituzionale:

   -articolo 14 comma 1 (patrocinio dell'avvocatura dello Stato),  in
     quanto  la  norma interviene in una materia già disciplinata  da
     specifiche disposizioni statali, è pertanto preclusa la competenza
     legislativa regionale;

   - articolo  51 (garanzie per cooperative agricole), in  quanto  la
     norma  ha finalità e contenuti analoghi a quello di disposizione
     precedentemente  approvate  dall'Assemblea,  e   impugnate   per
     violazione dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitari di cui
     all'articolo 117 primo comma della Costituzione.

   I  disegni  di  legge  di bilancio (n.1132) e finanziaria  (n.1133)
  sono  stati assegnati in data odierna, a seguito degli stralci sopra
  comunicati.

   La   Commissione   Bilancio   e  le  Commissioni  di  merito   sono
  autorizzate a riunirsi per l'esame dei suddetti disegni di  legge  a
  decorrere dal 4 gennaio 2016.

   Resta   inteso  che  su  alcune  norme,  così  come  convenuto   in
  Conferenza dei Capigruppo, dove si potevano presentare dei dubbi  di
  non  illegittimità  costituzionale  evidente,  ma  in  qualche  modo
  possono  trovare  una  nuova formulazione così come  rassicurato  da
  parte  del  Governo, cerchiamo un percorso concordato proprio  nelle
  Commissioni.

   colo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24' (n. 1123/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge  Modifica
   dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24  (n.
                                1123/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge   Modifica  dell'articolo 1 della legge  regionale  9  ottobre
  2015, n. 24  (n. 1123/A), posto al numero 4).
   Invito   i   componenti  la  VI  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.26,  è ripresa alle ore 18.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ho  una  domanda  da  porre  al
  Governo.   In  atto  non  c'è  il numero legale,  possiamo  girarci
  intorno quanto vogliamo.
   So che lei Assessore ha una scadenza, gliene do atto, così come ho
  il  dovere di evidenziare, perché rimanga traccia agli atti,  -anzi
  ho  una  comunicazione  scritta  -,   dato  che   ieri  l'onorevole
  Zafarana  ha  fatto delle osservazioni, la leggo:  «Il  disegno  di
  legge  in esame modifica l'articolo 1 della legge regionale  n.  24
  del  2015,  che ha previsto l'accorpamento dell'Ospedale  Piemonte,
  già   facente  parte  dell'Azienda  ospedaliera   Ospedali  riuniti
  Papardo-Piemonte',  all'Istituto di ricovero  e  cura  a  carattere
  scientifico   Bonino  Pulejo', prevedendo il correlativo  passaggio
  della  disponibilità del patrimonio, del personale  e  dei  servizi
  annessi dall'Ospedale Piemonte all'IRCCS.
    Il  disegno di legge esitato dalla VI Commissione dispone che,  a
  seguito  del suddetto accorpamento, la titolarità dei beni immobili
  dell'Ospedale  Piemonte  spetta non alla  Regione  ma  all'Istituto
   Bonino Pulejo'.»
    Ricordo  che  avevamo votato per mantenere il carattere  pubblico
  all'inizio   che  rimanesse questo  è  l'esito  della  Commissione,
  onorevole Zafarana.
    «Tale  previsione, - siccome ieri lei mi ha posto un problema  di
  incostituzionalità    -    pur   non   presentando    profili    di
  incostituzionalità,  determina  il  depauperamento  del  patrimonio
  immobiliare  dell'Azienda ospedaliera Papardo in contrasto  con  la
  nota  dell'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e  non
  esclude la possibilità di individuare altre soluzioni coerenti  con
  i  principi della legislazione nazionale di riferimento,  come  già
  previsto nella legge regionale n. 24/2015, la quale infatti  non  è
  stata impugnata.»
    Perché la legge non è stata impugnata e, nella nota del Ministero
  di  Grazia  e  Giustizia, l'Ufficio legislativo  dice:  siccome  si
  tratta   di  natura  privatistica  e  non  pubblicistica,  se   noi
  sottraiamo  all'Azienda Papardo l'immobile, c'è  un  depauperamento
  con un rischio per i possibili creditori.
    Nel  disegno di legge originario, presentato dal Governo, che era
  in  perfetta  sintonia con questa nota, si parlava di mantenere  in
  capo  all'Azienda  Papardo l'immobile, dalla Commissione  è  uscito
  fuori  un  provvedimento,  da  un punto  di  vista  costituzionale,
  onorevole Zafarana, altrettanto legittimo, però è in contrasto  con
  la  nota  del  Ministero. Queste cose ce le dobbiamo  dire  con  la
  massima chiarezza.
    In  proposito,  preannuncio  che  sono  stati  presentati  alcuni
  emendamenti  a  firma  del Governo e dell'onorevole  Zafarana,  che
  saranno sottoposti all'esame dell'Aula.
   Ora  il  problema  è  di carattere generale,  noi  ogni  volta  ci
  adeguiamo,  fino ad esso,  - per cui avevo pure pensato di  avviare
  un  dibattito  in  Aula sul comportamento che dobbiamo  tenere  nei
  confronti  del  Governo  -,  in questo  caso  in  parte  ci  stiamo
  accostando a quanto dice il Governo, in parte ci stiamo discostando
  a quanto dice il Governo. Su questo dobbiamo noi seguire una linea.
  onorevole  Grasso  capisco che ognuno di voi  vuole  discettare  su
  questo, io sto rappresentando la situazione. In considerazione  che
  in  atto  non c'è il numero legale, lo sto dicendo con  la  massima
  chiarezza  quando si vota si valuta il  numero legale a tutti  darò
  la parola, io intanto voglio sapere sull'andamento dei lavori che è
  diventata una disputa inutile questa.

                            (Vive proteste)

   In  atto  non  c'è il numero legale se noi dobbiamo andare  avanti
  andiamo avanti.

   FORMICA. Lei come fa a sapere che non c'è il numero legale?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. L'Assessore per la salute non si pronuncia. Ha chiesto
  di  parlare il Presidente della Commissione l'onorevole Di Giacomo.
  Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione. Signor  Presidente,  io
  cercherò nell'intervento di placare gli animi e di fare un  momento
  di chiarezza.
   La  sostanza  politica  del provvedimento è  questa:  se  noi  non
  accorpiamo  l'ospedale  Piemonte' al  Bonino Pulejo'  ai  primi  di
  gennaio  l'ospedale  chiude.  Il direttore  generale  dell'ospedale
   Papardo'  ha  dichiarato che non ha più soldi e  personale  quindi
  l'ospedale è chiuso ai primi di gennaio.
   La  seconda cosa è questa: vogliamo fare nei confronti dell'IRCCS,
  un  Istituto  di  ricerche  e cura il  Bonino  Pulejo'  quello  che
  abbiamo fatto con l'ospedale San Raffaele Giglio che abbiamo  tolto
  noi dal Servizio sanitario regionale per darlo ad una Fondazione in
  cui un socio è fallito? E' fallito.
     Guardi  io  accetto i contributi di tutti signor Presidente  non
  accetto  i  contributi  dei capi bastone che  danno  i  bigliettini
  all'Aula  senza  avere capito completamente nulla  di  cui  si  sta
  parlando.  Qui il punto politico è uno soltanto, questo  patrimonio
  che  finisce in un IRCCS un Istituto di ricerche e cura non può non
  avere natura di tutto il patrimonio in capo alle aziende, che è  di
  carattere privatistico, compreso Ragusa, compresa Catania, compreso
  Palermo,  compresa Siracusa, compresa Enna. Tanto è vero  che  quel
  patrimonio  i  direttori  generali lo  mettono  in  bilancio,  quel
  patrimonio  immobiliare  lo  danno  alle  banche  per  farsi   dare
  l'anticipazione.  Il  Governo nazionale ha  detto   non  puoi  fare
  altrimenti di questa parte del patrimonio rispetto a quello che fai
  per   tutte  le  altre  19  Aziende  siciliane .  Qualsiasi   altro
  emendamento   signor   Presidente  è   incostituzionale   significa
  affossare  la norma. Quindi il punto è questo: il punto  dirimente,
  credo  di  avere detto così l'emendamento del Governo e  a maggiore
  garanzia  si conferiscono al  Bonino Pulejo' soltanto le  strutture
  che  servono  per  fare  sanità se ci  sono  terreni,  se  ci  sono
  appartamenti,  se  ci  sono beni di altra  natura  rimangono  nella
  proprietà  della  Regione  siciliana, anche  se  quella  parte  del
  patrimonio, signor Presidente, finisse in capo al  Bonino Pulejo' -
  quella sanitaria -  i direttori generali non la possono vendere  se
  non c'è l'autorizzazione del Presidente della Regione, questo è per
  Statuto,  chiaro?  Che cosa dobbiamo vedere, quindi.  Di  che  cosa
  dobbiamo parlare? Quali sono le obiezioni scienziate che io non  ho
  ancora capito? Se l'Aula vuole chiudere il  Piemonte', e si rifiuta
  di  dare  ad  un IRCCS un istituto di ricerca e cura, lo  dica.  Si
  chiude il  Piemonte' e rimane così com'è.
   Ma  se  c'è  questo  tentativo,  serio,  reale  di  rivitalizzare,
  l'ospedale al centro di Messina, questa è l'unica strada. E' votata
  con l'emendamento del Governo, in ogni caso, è blindata.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, dopo le parole del presidente  della
  Commissione  Sanità', illuminate parole, di un uomo di Ragusa,  che
  amministra  con  saggezza la Commissione  Sanità', qualsiasi  altra
  parola  sarebbe superflua, se non quella di dire all'Aula  che  qui
  parliamo  di un'istituzione, l'ospedale  Piemonte', per cui  questo
  Parlamento si è già espresso con una legge chiara, che deve  essere
  completata  per una richiesta esplicita, da parte del Ministero,  e
  che integra e completa il passaggio.
   Ognuno  si assumerà, nei confronti della città di Messina e  della
  Sicilia,  la  responsabilità  politica  di  avere  determinato   la
  chiusura  di  una  struttura sanitaria di eccellenza,  per  cui  il
  Ministero  aveva  fatto un apprezzamento politico  positivo,  aveva
  preso  impegni  chiari  con l'assessore. L'assessore  Gucciardi  ha
  preso impegni con il Ministero a Roma e con la città di Messina.
   Non  si  scherzi, quindi, con i sofismi.  A noi non interessa  per
  nulla  di chi sarà la proprietà dei muri. Non ci appartiene, è  una
  logica che non riguarda la politica, come ho detto sempre da questi
  microfoni,  è  un fatto tecnico. I tecnici ci dicono che  va  fatta
  così e noi ci adeguiamo ai tecnici.
   Non  vogliamo fare interpretazioni delle norme. Noi abbiamo la 18
  azienda sanitaria e come tale va salvaguardata. Solo per fare buona
  sanità, non speculazioni, neanche politiche.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, dopo quello  che  ha  dichiarato  il
  presidente  Digiacomo non farò un lungo discorso, se non richiamare
  ciascuno alle proprie responsabilità.
   Voglio,  intanto,  a  coloro  i quali  dicono  che  si  depaupera,
  eventualmente, l'azienda  Papardo', dire a questi signori  che,  il
  patrimonio  del  Piemonte' è diventato dell'azienda  Papardo'  solo
  qualche   anno   fa,  perché  prima  era  patrimonio   dell'azienda
   Piemonte'. Nel 2009, quando c'è stato l'incorporamento  di  alcune
  aziende,  la  fusione di aziende, la riduzione di aziende,  i  beni
  dell'azienda   ospedaliera   Piemonte'  sono   andati   all'azienda
   Papardo'.  Non  è  che all'azienda  Papardo' gliel'aveva  lasciato
  qualcuno  in  eredità.  Solo  cinque  anni  fa,  quest'azienda   ha
  acquisito, in base a quello che viene argomentato in quest'Aula, ha
  rubato, quindi, i terreni e gli immobili all'azienda Piemonte,  che
  era  la  proprietaria, prima di questa azienda, senza  che  nessuno
  obiettasse alcunché.
   La verità vera è che, ad alcuni, non piace che si sia, con questa,
  -  come  dire -, idea brillante, salvato nell'unico modo possibile,
  consentito dalle norme nazionali, l'ospedale  Piemonte'.
   Ed a qualcuno non piace che si salvi l'ospedale  Piemonte', perché
  qualcuno  per un pugno di schifosissimi voti, che oserei  dire   di
  scambio ,  per  un pugno di schifosissimi voti, che  chiamerei   di
  scambio , persegue la logica del  tanto peggio tanto meglio .
   Tutte  le  autorità  hanno già dichiarato che senza  questa  norma
  l'Ospedale  Piemonte' è chiuso.
   Chi  vuole  ostacolare con tutti i mezzi e con tutti i  sotterfugi
  possibili  questo  esito brillante, dovuto alla  collaborazione  di
  tutti  i deputati regionali, non solo messinesi, e che guarda  caso
  trova  ostruzionismo non in deputati di altre province,  bensì,  in
  deputati che dovrebbero difendere a maggior ragione Messina  e  che
  per partito preso cercano di affossare questo ospedale.
   Ormai  la  legge  è  fatta e il decreto legge n.  502  in  maniera
  chiara,   -  come richiamato dal parere del Ministero di  Grazia  e
  Giustizia  -,  ci  ha  fatto correggere un errore  che  gli  stessi
  proponenti di quella modifica ci hanno fatto fare, perché  noi  non
  avevamo  inserito la proprietà alla Regione e, invece,  nel  parere
  c'è  scritto che in base al decreto legge n. 502 i beni vanno  alle
  aziende.
   A  chi  sostiene, invece, che si tratta di due pesi e  due  misure
  rispetto  al   Margherita',  voglio ricordare  che  mentre  per  il
   Margherita' si trattava di un passaggio da una Azienda sanitaria a
  un  ente  locale, o alla Regione, in questo caso si tratta, invece,
  del  passaggio da Azienda pubblica ad Azienda pubblica. Esattamente
  come  è  avvenuto  nel 2009 con l'esproprio da  parte  dell'Azienda
   Papardo' dei beni dell'ospedale  Piemonte'.
   Pertanto,  chi  ostacola l'approvazione di questa  legge  si  deve
  assumere  di  fronte  alla Città di Messina  la  responsabilità  di
  volere chiudere l'Ospedale  Piemonte'.

   GRASSO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  siccome sono stata una dei firmatari dell'emendamento presentato in
  Commissione, vorrei che restasse agli atti perché sono state troppe
  le  illazioni che sono state pronunciate in questa Aula, e fuori da
  questa  Aula:  compromessi, accordi, che cosa si vuole  trasferire,
  proprietà immobiliari e quant'altro.
   Qui  la  Commissione   Sanità',  tutti  i  deputati  che  si  sono
  impegnati  e il Parlamento ha solo uno scopo quello di garantire  e
  far  sì e mettere il Governo e anche approvare la linea del Governo
  che  è  quello di garantire, in questo caso dell'Assessore  per  la
  salute,  un'offerta  sanitaria e a  Messina  per  non  chiudere  il
   Piemonte'  l'unica possibilità per tutti i percorsi  che  ci  sono
  stati  in Commissione Sanità e mantenere l'Ospedale  Piemonte'  con
  il  Pronto  Soccorso e con tutti i reparti annessi  era  quello  di
  aggregarlo  all'IRCSS.  In Commissione  si  è  reso  necessario  un
  emendamento  tecnico, caro Presidente, solo ed  esclusivamente  per
  una  interpretazione, ma una interpretazione corretta,  necessaria,
  dovuta  ai  rilievi  formulati dal Ministero della  Salute  che  ha
  richiamato la legge,  - desidero che resti agli atti -, perché  non
  si fanno emendamenti perché chissà che cosa ci può essere sotto.
   Il  chissà  che  cosa ci può essere sotto non appartiene  né  alla
  sottoscritta, né ai componenti della Commissione, né  ai  firmatari
  dell'emendamento. E, quindi, nessuna preoccupazione.
   C'era  la  preoccupazione  dei colleghi che  chissà  quali  rischi
  c'erano a votare questo emendamento.
   Il  decreto legge n. 502 istitutiva delle ASP, recepita in Sicilia
  nel  1993 con un rinvio dinamico di tutta la legge, prevede  che  i
  beni  devono  essere trasferiti alle Aziende ASP e lo dice  con  il
  decreto legge n. 502.
   Io ho presentato e firmato un emendamento non mi si deve dire

   PRESIDENTE. Vi invito ad una maggiore attenzione.

     GRASSO,  relatore chissà quali dubbi  c'erano,  quali  dubbi  ci
  possono  essere,  io ho firmato un emendamento, ho sottoscritto  un
  emendamento   nella   consapevolezza  di  difendere   il   percorso
  legislativo che aveva portato all'approvazione della legge n. 24.
   La  legge istitutiva delle ASP, all'articolo 5, prevede che per la
  gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle unità sanitarie
  delle  aziende  locali, la Regione entro novanta giorni  ecc,  ecc
  emana le norme per la gestione economico-finanziaria e patrimoniale
  delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere.
   Quindi l'emendamento ha avuto solo lo scopo di rendere conforme la
  legge  a quanto previsto e predisposto dalla legge nazionale.  Poi,
  se  ci  sono questioni prettamente messinesi e questioni  politiche
  che  sfuggono all'interesse generale per cui non si vuole garantire
  un'offerta  sanitaria alla città di Messina degna, non appartengono
  alla  sottoscritta, non appartengono ai firmatari  dell'emendamento
  che  difendiamo  perché  consentirà all'assessore  di  chiudere  un
  percorso  legislativo  che  porterà all'accorpamento  dell'ospedale
  Piemonte  e  dell'ospedale Papardo senza  sottrarre  beni  immobili
  patrimoniali  all'ospedale Papardo e senza che l'I.R.C.C.S.  quando
  si   dà  la  titolarità  di  questi  beni  possa  venderli,  perché
  l'I.R.C.C.S., ripeto è un istituto pubblico.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà, e a seguire gli  onorevoli  Laccoto,
  Rinaldi e Turano.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  vorrei  portare  un  po' di ragionevolezza in  questa  discussione.
  logica,  leggere  le carte,  - assessore Gucciardi  vorrei  che  mi
  ascoltasse  -, se è possibile.  Signor Presidente, se  posso  avere
  l'attenzione dell'assessore e del presidente Crocetta al  quale  io
  credo date le sue battaglie per la legalità.
   Vorrei  veramente che si faccia chiarezza perché tutti coloro  che
  difendono le istituzioni qua dentro devono fare, come ho  fatto  io
  del  resto,  un  bell'esame di coscienza  e  soprattutto  ragionare
  secondo profili di onestà intellettuale che è quella che a tutti si
  riconosce qui dentro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Digiacomo,  si  deve  calmare.   Onorevole
  Formica lei ha parlato di voto di scambio; ha utilizzato le  parole
   voto di scambio .

   FORMICA. Ora la pazienza la perdiamo.

   IOPPOLO. I richiami all'onestà intellettuale, no.

   ZAFARANA.  Io  vorrei continuare però, gentilmente, perché  se  un
  filo  logico  deve essere seguito qua a parlare e ad  urlare  siamo
  bravi tutti, ma dobbiamo seguire un filo logico in punto di diritto
  perché non stiamo scherzando.
   Allora,  proprio per l'urgenza che ha suscitato, per  il  clamore,
  per  l'affaticamento mentale che stanno suscitando in quest'Aula  i
  miei  emendamenti che io ora entro nel merito e mi  spiego,  perché
  penso  che  ci  sia necessità da parte di tutti di  approfondire  e
  leggere  la  legge  attualmente in  vigore  e  il  testo  di  legge
  presentato dal Governo.
   Vorrei  ribadire un fatto: il testo di legge così come  presentato
  dal  Governo era -  così come presentato -, perfetto al  netto  del
  fatto perché si adeguava al parere del Ministero,  e non va però  a
  disciplinare.  Ci siamo? Infatti il mio emendamento va  nell'ottica
  del  disciplinare  perché siamo in una vacatio di  regolamentazione
  rispetto  a  quanto previsto dal comma 2, articolo 5,  del  decreto
  legislativo  n.  502  del '92. Ora, vengo e  mi  spiego.  Penso  di
  parlare  qui  dentro con persone che hanno molta più esperienza  di
  me,  e  soprattutto con un assessore che studia le  carte,  il  cui
  autorevole parere è sempre stato dato e, comunque, in Aula  abbiamo
  sempre  visto,  diciamo,  comportamenti adeguati.  Pertanto,  io  a
  questa onestà intellettuale mi appello.
   Che  succede?  Il  testo  uscito dalla Commissione  non  è  quello
  presentato dal Governo. Anzi, i miei tre emendamenti, i primi  tre,
  vanno  proprio  nell'ottica,  qualora  non  li  abbiate  letti,  di
  riportare  esattamente all'applicazione del  parere  del  Ministero
  della  Giustizia,  praticamente tornando su quel percorso.  Ora,  i
  primi tre, vi prego di andarli ad approfondire.
   Il  testo passato in Commissione è palesemente incostituzionale ed
  io  Presidente ribadisco questo aspetto perché va a violare il  42,
  terzo comma, è l'articolo relativo alle spese per la salute, perché
  dalla  legge  Bindi',  - e tutti qua siete voi sicuramente  esperti
  di   questa  materia  -,  gli  Enti  sanitari  operano  in   regime
  privatistico.  Dopo  di che i contratti tra Enti  vanno  fatti  per
  contratto.  Non mi si dica che quest'Aula vuole fare  un  contratto
  per  legge,  perché  sarebbe  veramente  una  cosa  incredibile,  e
  soprattutto  penso  che  proprio questo  passaggio  -   proprio  il
  passaggio  del  testo  presentato  dai  deputati  Formica,  Grasso,
  Musumeci  e  Ioppolo  -,  proprio  quell'emendamento  che  è  stato
  approvato in Commissione, và a operare questo passaggio nuovamente,
  ripercorrendo l'errore censurato dal Ministero della  Giustizia.  E
  allora  di  che stiamo parlando? E' inutile che qua vi accapigliate
  facendo campagna elettorale. Qua nessuno vuole chiudere l'ospedale.
  E  che non si faccia strumentalizzazione,  perché sappiamo bene che
  chi  ha  letto  la  legge  24, l'ha letta  per  come  è  uscita  da
  quest'Aula,  e  non c'è scritto da nessuna parte che l'IRCCS  debba
  fare  il  Pronto soccorso nei locali del  Piemonte' e vi  invito  a
  rileggerla  con  attenzione. Quindi, qua, mi si permetta  anche  di
  dire  che con questo emendamento si è fatta un po' di luce. Proprio
  il mio intervento è stato quello finalizzato a fare un po' di luce.
  E  col  quarto  emendamento  che cosa  si  chiede?  Si  va  proprio
  nell'ottica  del  rilievo del Ministero della  Giustizia,  cioè  di
  individuare  in  una  normale attività tra Enti  che  ragionano  in
  regime  privatistico,  quindi  tra  privati,  signori  miei,    non
  possiamo  né  prendere  né  portare patrimonio  da  nessuna  parte,
  debbano  eventualmente  procedere a vendita  secondo,  chiaramente,
  canoni che non siano quelli

   PRESIDENTE. La invito a concludere onorevole Zafarana.

   ZAFARANA. Concludo Presidente, subito. Che non siano quelli  della
  svendita.  Cioè  il  concetto  è proprio  questo  anche  perché  il
  dirigente, il manager del  Papardo' ha proprio denunciato  a  mezzo
  stampa, di avere un debito il  Papardo' che ammonta a 35 milioni di
  euro.
   Quindi,  noi  praticamente  con  questo  emendamento  passato   in
  Commissione  e che oggi costituisce il testo di legge  arrivato  in
  Aula,  di  fatto  andate  ad espropriare patrimonio,  atteggiamento
  censurato dal Ministero.
   Ma  vi sembra normale che una persona in  sensi' debba fare questo
  tipo di intervento perché altrimenti io non curerei il diritto alla
  sanità  dei miei cittadini e non curerei soprattutto i rilievi  che
  sono stati fatti dal Ministero.
   E'  inaccettabile Presidente, veramente, le chiedo, lei  ha  fatto
  parlare  anche per lungo tempo altri deputati, soltanto una piccola
  annotazione. Veramente, vi chiedo di approfondire nel merito questa
  questione  onde  evitare  ulteriori  impugnative.  E,  soprattutto,
  ribadisco  il  concetto, ho fatto accesso atti, il  patrimonio  del
   Piemonte'  non è solo lo stabile del  Piemonte' per il  quale  nel
  2011 sono stati spesi 24 milioni di ristrutturazione.
   I  soldi  sono pubblici ma c'è più di un miliardo di  beni,  case,
  terreni,  a  chi  vanno?  Io l'ho chiesto  Presidente,  ho  chiesto
  veramente  con  forza  in Commissione e nelle sedi  opportune,  mai
  nessuno  mi ha dato risposta. Io non possono pensare che  si  possa
  trattare ancora così la sanità messinese e siciliana.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ero fra coloro
  che  hanno presentato l'emendamento. Il problema è che questa norma
  è  stata votata da questa Assemblea creando, e di questo credo  che
  l'Assessore  per la salute non possa lavarsene le  mani,  ma  debba
  prendere atto di quello che sta succedendo in questa Aula  e  debba
  essere  immediatamente conseguente a ciò che sta  avvenendo  questa
  sera.
   Il  problema è uno. Quest'Aula con un emendamento fatto  -  e  che
  avevo  già  avvisato  che  non era possibile  -  ha,  praticamente,
  legiferato   dicendo   che,   nelle   more   dell'approvazione    e
  dell'emanazione del decreto, i livelli dei due pronto  soccorsi  e,
  principalmente  quello  dell'Ospedale Piemonte,  dovevano  restare,
  assieme  alle  altre specialità, quelli precedenti all'approvazione
  della legge.
   Caro  Assessore per la salute, ci troviamo ogni momento di  fronte
  ad  una  situazione  di  pericolo di  vita  per  coloro  che  vanno
  all'Ospedale Piemonte.
   In  questi  giorni sono avvenute, caro Presidente  dell'Assemblea,
  situazioni particolarissime. Nel senso che per potere assicurare il
  servizio  di pronto soccorso, il servizio di chirurgia, il servizio
  di  cardiologia,  sono  stati  sguarniti  i  servizi  dell'Ospedale
  Papardo  creando  un  duplice  danno sia  all'Azienda  Papardo  sia
  all'Azienda   Piemonte.  Perché?  Perché  in   queste   condizioni,
  Assessore  per  la  salute ed anche il suo  collega  Cracolici,  vi
  pregherei perché sono fatti di responsabilità di cui vi chiamerò  a
  rispondere  assieme  a  coloro che, in questa  fase,  non  vogliono
  comprendere  che  dall'Assemblea è uscita una  legge  che  non  può
  essere lasciata così. O quella legge viene praticamente abrogata  e
  non  viene  fatto il decreto o si fa il decreto e si  assicurano  i
  servizi indispensabili alla cittadinanza.
   Non  entro  nel merito di questa diatriba, che siano  praticamente
  immobili  qua o immobili là. Credo che abbia il dovere di  avvisare
  che, in queste condizioni, non può restare l'Ospedale Piemonte. Noi
  abbiamo  approvato questa legge che è stata pubblicata il 9 ottobre
  e  dal  9  ottobre ad oggi l'Ospedale Papardo non può assicurare  i
  servizi essenziali.
   Sono  due  le cose - non entro né nell'una né nell'altra parte  -,
  però,  è  chiaro  che  al di là delle questioni  politiche  c'è  da
  prendere  una decisione. E questo non da domani, né da  dopodomani,
  ma immediatamente. C'è la volontà di fare questo decreto e, quindi,
  di  assicurare  la  possibilità di un servizio di  pronto  soccorso
  valido? C'è la volontà di assicurare le altre specialità di cui  la
  legge  inopinatamente  ha  fatto carico al direttore  dell'ospedale
  Papardo,  o  no? Queste sono domande che non possono restare  senza
  risposta. Perché in queste condizioni il direttore non può nominare
  e  non  può  assumere  perché manca l'atto aziendale  e  la  pianta
  organica  che  sono rinviate all'approvazione del decreto;  non  vi
  sono  le  possibilità  economiche da  parte  dell'Ospedale  Papardo
  perché  l'Assessorato non può assicurare le risorse economiche.  Ma
  voi pensate che, in queste condizioni, possiamo lasciare l'Ospedale
  Piemonte e il Papardo così?
   Ciò  che è successo questa sera, dico che è una leggerezza, è  una
  superficialità  dell'Assemblea che, da una parte, dice  che  devono
  essere  assicurati  i  servizi,  dall'altra  parte  non  mette   in
  condizioni il direttore del Papardo di assicurare i servizi.
   Allora, dico alla collega Zafarana: non sono stato fra coloro  che
  si sono ammazzati, allora, per l'accorpamento all'IRCCS, anzi avevo
  delle  perplessità,  dicendo  che  alcune  questioni  non  potevano
  esserci,  ma  il patrimonio di 1 miliardo di cui parla  la  collega
  Zafarana  non  c'entra  niente, perché  con  l'emendamento  odierno
  dell'Assessore  per salute, lui ha limitato il trasporto  all'IRCCS
  solo delle strutture sanitarie. Bene, non si vuole fare questo?  Si
  prenda una decisione.
   Assessore   Gucciardi,   lo  dico  a  lei   perché   deve   essere
  responsabilizzato. La legge, in questa maniera, non verrà approvata
  nemmeno fra un mese.
   Lei  pensa  che  possiamo  lasciare,  in  queste  condizioni,   la
  situazione del Papardo e del Piemonte?
   C'è  una  sola  scappatoia. Non entro nel merito.  Credo  che  sia
  doveroso da parte di un Governo, da parte di una classe politica  e
  cioè  da  parte dell'Assemblea, assicurare le condizioni di servizi
  essenziali.
   Questo è il problema principale che mi tocca. Le altre vicende  le
  lascio  a  chi vuole fare di questa vicenda, dai sei mesi,  da  una
  parte o dall'altra, strumentalizzazioni.
   Non  mi  appartengono,  non mi interessa. Non  possiamo  lasciare,
  però, le cose così come sono, facendo finta di niente e continuando
  in un'agonia che si trascina già da tre mesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo approvato
  un  disegno  di  legge,  non tanto tempo  fa,  che  ha  autorizzato
  l'accorpamento dell'azienda Piemonte all'istituto IRCCS.
   Abbiamo ascoltato, poc'anzi, le dichiarazioni del Presidente della
  Commissione,  Digiacomo, che ha dichiarato che  se  non  approviamo
  questo disegno di legge, l'ospedale chiude.
   Dopodiché   abbiamo   letto  anche  gli   emendamenti   presentati
  dall'Assessore che blinda il trasferimento dei beni e cioè verranno
  trasferiti  alla  nuova  azienda  che  nasce,  i  locali  necessari
  soltanto per lo svolgimento delle attività sanitarie.
   Come  si  fa,  oggi,  30  dicembre,  dopo  la  dichiarazione   del
  presidente  Digiacomo  e gli emendamenti presentati  dall'assessore
  Gucciardi a non votare questa legge?
   Siamo  arrivati,  alla fine, che l'Aula si è svuotata.  Ognuno  si
  assumerà  la  responsabilità  di questo  percorso,  di  come  siamo
  arrivati a queste condizioni. Ne risponderà ai cittadini di Messina
  e ognuno si assumerà la responsabilità se domani mattina l'ospedale
  Piemonte chiuderà.
   Ognuno, poi, ne risponderà ai cittadini di Messina, per tutto  ciò
  che è avvenuto e che sta avvenendo il 30 dicembre, a quest'ora, con
  l'Aula svuotata.
   E' chiaro che noi, adesso, non possiamo votare la legge. E' ovvio.
   Io  chiedo al Governo di fare uno sforzo, assessore Gucciardi, non
  so  se  è  percorribile,  ma  la legge  precedente  prevedeva  che,
  attraverso  un decreto dell'Assessore, era possibile trasferire  e,
  quindi,  con  un  vostro  decreto  era  possibile  trasferire,  non
  soltanto  il  personale,  ma anche tutto  ciò  che  era  necessario
  affinché l'attività prevista dalla legge potesse essere svolta.
   Se voi potete fare anche con un decreto, il trasferimento, o avete
  bisogno  di una legge, così come avevamo fatto, così come è  uscita
  dalla  Commissione. Le chiedo se può fare un decreto  per  rinviare
  questa legge alla ripresa dei lavori dell'Aula, i primi di gennaio,
  e  mi  riferisco  al  12  gennaio,  chiedendo  anche  al  direttore
  dell'Ospedale  Papardo  di  attendere  questi  ulteriori   quindici
  giorni. Non so se è necessario un decreto, veda lei quello  che  si
  può  fare,  ma è chiaro che c'è una volontà dell'Aula, una  volontà
  della  Commissione  che è in questa direzione, non  può  finire  in
  questo  modo  perché qualcuno ci ha portato a questo  percorso.  La
  prego  di trovare qualsiasi soluzione necessaria affinché si  salvi
  tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono messinese
  e  voglio  intervenire lo stesso perché credo  che  questo  sia  un
  argomento  molto  importante.  Io  vorrei  sforzarmi  di  fare   un
  ragionamento, per quel che mi riguarda logico, e provare a  trovare
  una soluzione alla vertenza che si è determinata.
   In  buona  sostanza, faccio prima una precisazione perché  chi  ci
  ascolta  da  casa  pensa che qua ci possa essere qualcuno,  qualche
  forza politica che, con atteggiamenti pretestuosi, prova a bloccare
  il  servizio,  il  buon funzionamento del servizio sanitario  nella
  città di Messina.
   Poiché nessuno ha questa intenzione, sgombriamo subito il campo da
  questo  equivoco e poniamo degli interrogativi all'Assessore perché
  ci  possa trovare una soluzione nel rispetto delle scadenze che  lo
  stesso  deve  onorare, che garantiscono da un  lato  la  Regione  e
  dall'altro,  anzi  prima che la Regione, il servizio  sanitario  ai
  cittadini.
   Pongo  due  domande:  non  c'è da filosofare  su  quello  che  sta
  avvenendo  a  Messina,  c'è da fare una breve valutazione.  Nessuno
  vuole  che  l'Ospedale chiuda, bisogna capire  di  chi  diventa  la
  proprietà  dell'immobile. Se va in capo all'IRCCS o  se  rimane  di
  proprietà dell'Azienda Papardo.
   Se  questo  è  il  discrimine all'interno del quale  ci  muoviamo,
  proviamo a fare una riflessione.
   E'  chiaro  che tutti siamo stanchi e tutti non vorremmo  trovarci
  qua  a risolvere questo problema, ma l'Assessore ha una scadenza  e
  dobbiamo  rispettare  la scadenza e trovare la  soluzione,  il  che
  significa che potremmo, questa sera, votare la legge senza il  voto
  finale, in maniera tale che l'Assessore possa procedere lo stesso a
  fare il decreto entro il 9.
   Il   discrimine   è:   questa   proprietà   dell'immobile   rimane
  dell'Azienda Papardo o deve passare all'IRCCS? Questa è la  domanda
  che pongo, Presidente della Regione. Per me va bene che rimanga  al
  Papardo, così non abbiamo dubbi.
   Voglio  dire una cosa, onorevole Picciolo. Dobbiamo essere chiari.
  L'IRCCS  che  cosa  fa  come attività? Fa  esclusivamente  attività
  riabilitativa.  Io  mi  chiedo  se  un  ospedale  che  ha  un'unica
  vocazione, che è la riabilitazione, possa fornire anche

   RINALDI. C'è una legge approvata

   TURANO.   Non c'è scritto che la proprietà deve passare all'IRCCS.
  La so leggere la legge io.

   RINALDI.  Non può dire che non lo possiamo trasferire al Piemonte,
  lo abbiamo già trasferito

   TURANO. L'IRCCS fa la riabilitazione. Se è possibile garantire, al
  netto  del  ragionamento  che ho fatto, e  ritengo  ancora  che  la
  proprietà  dell'immobile possa rimanere al Papardo con un  comodato
  gratuito trentennale, dando il mandato all'IRCCS di fare tutti  gli
  investimenti  che  vuole  perché  in  trent'anni  gli  investimenti
  vengono  ammortizzati,  ma  la  proprietà  rimanga  lì.  Se  non  è
  possibile questa soluzione chiedo, in subordine, che si scriva  che
  presso  l'Ospedale  anche  altri enti che  garantiscono  i  servizi
  sanitari  possano  svolgere attività. Questo non  lo  vedo  scritto
  nell'emendamento che ha presentato l'Assessore che si  è  posto  il
  problema  di correggere il tiro. Il che significa che le  obiezioni
  che  erano state mosse non erano completamente prive di fondamento,
  ragione  per la quale credo che anche il 30 dicembre, lavorando  un
  poco  di più, si possa risolvere il problema e trovare la soluzione
  tecnica.
   Diversamente, ognuno rimane nelle proprie idee, e la  mia  idea  è
  che  la proprietà formale dell'immobile, l'uso in comodato gratuito
  trentennale possa essere garantito all'IRCCS che può fare tutte  le
  attività  che  vuole.  Secondo me con l'inciso  che  va,  comunque,
  garantito  che  presso  quell'immobile possono  essere  resi  altri
  servizi   rispetto   a  quelli  neuro-riabilitativi   che   l'IRCCS
  egregiamente rende.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo
  che  questa  sera non abbiamo scritto una bella pagina  della  vita
  parlamentare  siciliana, perché penso che tutti gli  argomenti  che
  sono  stati  usati dai colleghi - legittimamente  -  nel  corso  di
  questo dibattito potevano essere utili a migliorare il testo  della
  legge e, invece, inopinatamente, presidente Ardizzone, si è scelta,
  in partenza, la strada di drammatizzare la situazione, perché se si
  fosse  avviata  la  discussione di merito  sul  disegno  di  legge,
  probabilmente,  le osservazioni che ha fatto ora il collega  Turano
  avrebbero  potuto trovare soluzione in un articolato normativo  che
  evitasse  i  pericoli che sono stati rappresentati, a  partire  dal
  parere del Ministero della Giustizia.
   Vorrei  ricordare sommessamente alla Presidenza dell'Assemblea  ed
  alla   collega  Zafarana  che  lì  si  pone  un  problema  rispetto
  all'articolo nel quale si dice che il Piemonte passa al  patrimonio
  della Regione e si dice che questo non è possibile; nasce tutto  da
  qui.
   Dopodiché,  la soluzione trovata dalla Commissione di merito,  col
  subemendamento  richiamato  dal  Presidente,  onorevole  Digiacomo,
  chiarisce e sancisce che si tratta di beni pubblici, che  non  sono
  nella  disponibilità di alcuno e che fanno capo all'Azienda di  cui
  si parla.
   Ci  sono  problemi perché si depaupera il patrimonio del  Papardo?
  Anche  qua  i tecnici dell'Assessorato sono in grado di offrire  le
  soluzioni  adeguate,  così come i tecnici  dell'Assemblea,  quindi,
  stiamo facendo un'operazione sbagliata.
   Lo   dico  anche  alla  collega  Zafarana,  che  parla  di  onestà
  intellettuale.

   ZAFARANA. Sì, parlo di onestà intellettuale

   PANARELLO.  L'onorevole  Zafarana ha, come  tutti  gli  altri,  la
  propria  visione politica, e tende a drammatizzare una  situazione,
  legittimamente, per rappresentare il suo punto di vista politico ed
  elettorale, potrebbe farlo però senza addebitare ad altri  colleghi
  problemi di onestà intellettuale, evocando chissà quali interessi.
   Lo  dice il sottoscritto che su tutta questa vicenda - e ne  fanno
  fede  gli atti parlamentari - ha avuto un atteggiamento molto  meno
  viscerale  di  tanti  altri colleghi, perché a  me  interessava  ed
  interessa  offrire il massimo di assistenza alla popolazione  della
  città  di Messina, dopodiché tutti quelli, a partire dalla  collega
  Zafarana,  che si sono battuti fino alla morte per il  mantenimento
  del   pronto  soccorso all'Ospedale Piemonte, adesso cosa  vogliono
  fare?  Qual  è  l'esito di questa vicenda? Che il  pronto  soccorso
  dell'Ospedale  Piemonte  tra  cinque  giorni  chiuderà?  E'  questo
  l'obiettivo? Credo che sia sbagliato, insensato e soprattutto,  dal
  punto di vista del metodo, Presidente, penso che si poteva fare una
  discussione meno accesa di quella che si è fatta - perché credo che
  nessuno  coltivi  interessi particolari -  e  tentare  di  fare  un
  disegno  di  legge il più funzionale possibile rispetto ai  rilievi
  del  Ministero,  alle  osservazioni che gli  uffici  dell'Assemblea
  hanno fatto per fare in modo che questo disegno di legge si potesse
  fare  rapidamente.  Perché così non si  fa,  si  tiene  sospesa  la
  situazione, si scarica sull'Assessore che, naturalmente, se non c'è
  la  legge  non  può decretare niente, al di là di  quello  che  qui
  qualcuno ha detto, credo, e si tiene in sospeso una situazione  che
  si  poteva concludere in maniera soddisfacente, perché, ripeto,  si
  parla  di  patrimonio pubblico del quale nessuno si può appropriare
  perché la legge e la Costituzione non lo prevedono.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  credo che sull'argomento occorra molta freddezza  e  non
  certamente un dibattito politico.
   Questo  lo  dovrebbe fare anche - mi permetto di dire, essendo  un
  deputato  in  carica -, l'Assemblea quando tratta di  argomenti  di
  questo tipo che attengono esclusivamente all'interesse generale  di
  una  comunità, in particolare, alla tutela del diritto alla  salute
  dei cittadini.
   Non  stiamo  trattando  -  con tutto  il  rispetto  -  né  di  una
  infrastruttura  né di un investimento produttivo, stiamo  trattando
  di  una  vicenda che ha un profilo etico elevatissimo  trattandosi,
  appunto, della salute dei cittadini.
   Così   mi   è  stato  presentato  dopo  qualche  giorno  dal   mio
  insediamento come Assessore per la salute dai cittadini di Messina,
  nella  cui  città  mi sono, peraltro, doverosamente  recato  ed  in
  quella  riunione - che tutti ricorderete, chi era  presente  -,  in
  Prefettura   con   i  parlamentari  regionali   e   nazionali,   le
  organizzazioni  sindacali, i direttori generali si è  convenuto  un
  percorso  che  tecnicamente  doveva essere,  ovviamente,  costruito
  attraverso l'interlocuzione con il Ministero e che, comunque,  come
  obiettivo politico nobile finale aveva quello di salvare l'ospedale
  nel centro della città di Messina, di salvare quell'ospedale che  i
  cittadini stessi, che hanno interloquito con me in quella visita  a
  Messina,   hanno  sostenuto  con  forza  di  volere  e,   peraltro,
  l'opinione pubblica ha confermato di volere fino alla data odierna.
   Per  cui  l'Assessorato,  il  Governo ha  seguito  esattamente  il
  percorso  tecnico  che ci potesse portare alla  costruzione  di  un
  disegno di legge che ci consentisse di salvare quell'ospedale.
   Certamente,  staccare l'Ospedale Piemonte dall'Azienda ospedaliera
  Papardo-Piemonte non è una scelta che è stata fatta a cuor leggero.
   L'Ospedale   Piemonte  ha  una  sua  collocazione  in   un'azienda
  ospedaliera, così ha stabilito la legge regionale n. 5 del 2009.
   Se  siamo  a questo punto e stiamo discutendo su una legge  che  è
  stata, peraltro, già pubblicata in Gazzetta ufficiale, la legge  n.
  24  del  2015,  e che non è stata impugnata, ci sono  semplicemente
  delle   osservazioni,  corrette  peraltro,  del   Ministero   della
  Giustizia, dicevo, se siamo arrivati a questo punto è evidente  che
  l'Ospedale Piemonte non poteva continuare a vivere rimanendo  nello
  stato in cui lo aveva posto la legge regionale n. 5 del 2009.
   Per  cui  l'Assessorato ha chiesto al Ministero,  quindi,  bisogna
  essere sempre documentati quando parliamo.

   ZAFARANA. Io sono documentata

   GUCCIARDI,  assessore  per la salute. Onorevole  Zafarana,  lei  è
  documentata, certamente, ma io lo sono almeno quanto lei .
   La  problematica  dell'Ospedale Piemonte è  stata  affrontata  con
  giudizio  e  senza  una posizione ideologica, ma in  una  posizione
  assolutamente   terza   ed   istituzionale   che   consentisse   di
  raggiungere,  attraverso la costituzione di  un  disegno  di  legge
  adeguato,  l'obiettivo  voluto  dai  cittadini  di  Messina  -   lo
  ribadisco,  certamente, non per posizioni ideologiche - di  salvare
  questo ospedale.
   Per  cui,  l'interlocuzione formale agli atti, peraltro, anche  di
  questa  Assemblea, presidente Digiacomo, con il  Ministero,  ci  ha
  orientato  verso  l'accorpamento, quindi,  l'ospedale  Piemonte  da
  accorpare  all'IRCCS Bonino Pulejo di Messina  perché  era  l'unico
  modo  che, tecnicamente, non confliggeva con la disciplina prevista
  dallo  Stato  e  dal Ministero in materia di rete  ospedaliera.  Se
  dimentichiamo  tutti i presupposti, ogni qual  volta  trattiamo  un
  argomento, ricominciamo da capo e, soprattutto, ricominciamo  dalla
  fine,  non dall'inizio del percorso legislativo che ci vede,  oggi,
  dibattere sul tema.
   Il  Governo, in quella sede, con il contributo determinante  della
  VI  Commissione legislativa permanente, ha costruito un disegno  di
  legge  che prevedeva la possibilità di raggiungere questo obiettivo
  scorporando  l'Ospedale Piemonte dall'azienda ospedaliera  Papardo-
  Piemonte  e  attribuendo all'IRCCS esattamente come il  parere  del
  Ministero  alla salute prevede, fermo restando che l'IRCCS,  avendo
  un  obiettivo  ulteriore, rispetto alle aziende  sanitarie,  che  è
  quello  della  ricerca,  deve mantenere  non  soltanto  la  mission
  istituzionale  dell'assistenza ma anche la mission  della  ricerca,
  che  è  l'unica  condizione che ha posto il Ministero,  trattandosi
  l'IRCCS di un'azienda pubblica a tutti gli effetti.
   Siamo  arrivati  in  quest'Aula con il disegno  di  legge  che  ha
  portato  all'approvazione della legge 24. Sto  ricostruendo  tutto,
  per  mia  memoria,  sicuramente il Parlamento  ricorderà  benissimo
  tutto questo.
   In  quel  disegno di legge non era prevista la proprietà dei  beni
  patrimoniali  indisponibili, indisponibili  perché  vincolati  alla
  destinazione sanitaria, quindi, quando si parla di costituzionalità
  o incostituzionalità bisogna documentarsi bene ed approfondire. Non
  era  previsto  questo.  Tuttavia,  questo  Parlamento,  siccome  ha
  continuato,  da  allora,  in  un dibattito  spesso  surreale  si  è
  determinato,  sbagliando, ho votato pure io, quindi,  ho  sbagliato
  pure  io, ha sbagliato il Parlamento, perché è stato un emendamento
  proposto,  in  questa  sede,  il trasferimento  del  bene  Ospedale
  Piemonte,  i  beni  destinati all'attività sanitaria  dell'Ospedale
  Piemonte, alla Regione Siciliana.
   C'è  un  piccolo  particolare. E' qui,  esattamente  qui,  che  si
  inghippa  il  procedimento legislativo.  Perché  per  il  resto  il
  disegno di legge è stato assolutamente valutato in maniera positiva
  dal  Consiglio  dei Ministri, tanto è vero che non  trattandosi  di
  errore grave ma di un peccato veniale, il Consiglio dei Ministri ha
  ritenuto  di non impugnare la legge regionale 24 ma, semplicemente,
  di  attendere  le  osservazioni  dietro,  ovviamente,  le  garanzie
  dell'Assessore  per  la  salute che ha  scritto  al  Consiglio  dei
  Ministri  dicendo  che  avrebbe provveduto ad  uniformarsi  a  quel
  parere.
   Quando  si  leggono i pareri e le osservazioni bisogna studiare  a
  fondo,  leggere e rileggere, perché in questo parere  il  Ministero
  della Giustizia eccepisce, appunto, il rischio di un depauperamento
  del  patrimonio  dell'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte,  adesso
  solo Papardo, perché il Parlamento, per una svista, ha assegnato la
  proprietà alla Regione Siciliana che come mission istituzionale non
  ha quello di erogare servizi sanitari.
   Quindi,  in  quel momento, veniva sottratto al Servizio  Sanitario
  Regionale  pubblico  e, quindi, alla rete ospedaliera  pubblica  un
  patrimonio,  un bene patrimoniale, che non poteva essere  sottratto
  all'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte.
   Se  fosse  vero  il  ragionamento che ho ascoltato  più  volte  in
  quest'Aula,  circa  i  dubbi  di  costituzionalità,  doveva  essere
  totalmente  impugnata  la Legge Regionale n.  5  del  2009  che  ha
  stravolto  completamente, ha scorporato ed accorpato facendo  delle
  ex aziende sanitarie di allora, esistenti al 2009, il sistema ed il
  quadro istituzionale del Servizio Sanitario pubblico che abbiamo in
  questo momento. Cioè l'azienda ospedaliera Papardo-Piemonte  non  è
  nata  nella notte dei tempi, è nata nel 2009 con la Legge Regionale
  n. 5 del 2009 votata in quest'Aula.
   Quindi,  in  quella  sede,  sono  stati  scorporati  ed  accorpati
  patrimoni tenendo conto che, dal decreto legislativo n. 502 del '92
  - con le successive modifiche ed integrazioni - soprattutto il  229
  del   99,  è  stato  costruito l'assetto istituzione  della  Sanità
  pubblica  siciliana  con le aziende, cioè con  enti  pubblici,  con
  autonomia gestionale, patrimoniale e finanziaria, che non sono  più
  soggette alle norme sulla contabilità finanziaria, come la  Regione
  comune,  ma sono soggetti alle norme di diritto privato e,  quindi,
  sono  -  si dice - a gestione economico-patrimoniale, si  dice  con
  linguaggio economico e giuridico.
   E'  tutto  qui  l'inghippo,  per  cui,  nel  momento  in  cui  noi
  sottraiamo  un  bene - che è destinato esclusivamente  ad  attività
  sanitarie  -  lo sottraiamo al Servizio Sanitario e lo  diamo  alla
  Regione,  la  Regione ha la proprietà di un bene  fuori  dalla  sua
  mission  istituzionale, che certamente non è quella  di  erogare  -
  ripeto  - servizi sanitari. Pertanto, si pone il problema  di  come
  regolare l'assetto patrimoniale del Papardo-Piemonte. Ora io dico -
  lo  dico con grande rispetto, e con il rispetto che ho sempre avuto
  in  questa  sede e con il quale ho sempre parlato ai miei  colleghi
  parlamentari  -  non si può una posizione politica  celarla  dietro
  aspetti  tecnici,  altrimenti  creiamo  un  dibattito  surreale   e
  certamente  non  tecnicamente corretto, perché  se  il  problema  è
  tecnico  -  ed  è  certamente tecnico - o noi  lo  trattiamo  senza
  pregiudizi ideologici e senza pregiudizi in senso generale, oppure,
  evidentemente,  il  dibattito  è  falsato  e  poi  raggiunge   toni
  esasperati  come  quelli che in qualche istante  abbiamo  ascoltato
  questa  sera  in  Aula, per cui, questo Assessorato che,  onorevole
  Laccoto,  non è Ponzio Pilato, ma si assume responsabilità  sempre,
  ogni giorno, ogni istante, tanto per precisare anche questo.

   LACCOTO. Io lo sapevo, lo volevo ribadito

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. La ringrazio per avermi  dato
  l'opportunità   di   ribadirlo.  Il   Governo   vuole   raggiungere
  l'obiettivo, Presidente, si salvare quel presidio ospedaliero.
   Ovviamente  la  Legge  n.  24, che è stata  già  pubblicata,  come
  correttamente qualche collega parlamentare ha detto questa sera nel
  dibattito, prevede che il direttore generale di quell'azienda - che
  ha  autonomia  gestionale, vi ricordo, patrimoniale e  finanziaria,
  non  soltanto quella patrimoniale ma anche quella gestionale  -  si
  trova  a  dover tenere aperto un pronto soccorso con una situazione
  organizzatoria all'interno dell'azienda Papardo-Piemonte di  limbo,
  per  cui,  si  rischia seriamente la chiusura di quella  struttura.
  Sapete, perché questo ha deciso il Parlamento, che entro 90  giorni
  il  Presidente  della  Regione, su proposta dell'assessore  per  la
  salute,  deve adottare il decreto che poi dovrà essere  passato  al
  vaglio  del parere della Commissione legislativa permanente  ed  al
  vaglio   del   parere  dei  Ministeri  competenti   della   Salute,
  dell'Economia e delle Finanze, sappiamo tutto questo e, quindi,  il
  tempo  non  è una variabile indipendente rispetto al dibattito  che
  stiamo facendo.
   E'   una   variabile  certamente  dipendente,  è   una   variabile
  importante, per cui non possiamo immaginare di andare  alle calende
  greche' perché - lo dico a chi, non ricordo chi dei colleghi lo  ha
  detto - senza una legge di correzione che assegna in maniera chiara
  -  onorevole  Turano, credo che l'avesse detta lei  questa  cosa  -
  senza una legge chiara che attribuisca

   TURANO. Dobbiamo votare. Manca solo il voto finale

   GUCCIARDI. assessore per la salute... la proprietà degli  immobili
  destinati, esclusivamente, a finalità sanitaria, questo lo dice  la
  legge, evidentemente, senza tutto questo, noi non siamo in grado di
  costruire  il  decreto  che  prevede  la  legge,  per  la   ragione
  semplicissima,  che  tutti avete detto, che non  possiamo  regolare
  l'equilibrio patrimoniale fra le due aziende che questa legge viene
  a  costruire  cioè  fra  l'azienda   IRCCS  Piemonte   e  l'azienda
   Papardo , perché ormai si chiamerà soltanto Papardo.
   Peraltro,  siccome  la bozza di decreto è già preparata  -  quindi
  questo  a  maggior  dimostrazione di come l'assessorato  sia  stato
  molto  attento e molto  sul pezzo  si dice, così non  c'è  equivoco
  anche sulle parole, la bozza di decreto è pronta - , ovviamente  si
  aspetta  il  voto  e  la  determinazione finale  dell'Assemblea,  è
  evidente che tutto questo è stato costruito dal Governo, insieme ai
  direttori generali del Papardo e dell'IRCCS  Bonino-Pulejo   e  che
  il  Direttore  generale  del Papardo, da me  ascoltato  stamattina,
  essendo  venuto presso il locali dell'Assessorato alla Salute,  non
  ha  alcun problema che riguarda l'aspetto patrimoniale dell'azienda
  che gestisce e che è ascritta alla sua responsabilità.
   Il  problema che, invece, ha il direttore generale del  Papardo  è
  quello  che,  finché  noi non mettiamo la parola   fine'  a  questa
  storia  legislativa, è costretto a tenere aperto un Pronto soccorso
  in  condizioni, certamente, di scarsa sicurezza, ecco, voglio usare
  un eufemismo per descriverlo.
   Pertanto, io non mi appassiono al dibattito politico mascherato da
  una verve tecnica che non ha alcuna ragione di esserci.
   Sono,   certamente,  disponibile,  perché  sono   rispettoso   del
  Parlamento,  Presidente, che a ragionare sul percorso più  corretto
  da  seguire.  Non  voglio prevaricare nessuno, il  Governo  non  ha
  intenzione  di  prevaricare nessuno. Se si  trova  strade,  secondo
  quelli che sono i regolamenti di questo Parlamento, ovviamente, che
  ci  consentano di non creare mostri giuridici che determinano, poi,
  l'inapplicabilità,  quindi,  lo dico, Presidente,  e  desidero  che
  questo  sia  sottolineato perché prenderò i verbali, spero  di  non
  doverlo  mai  fare, se costruiamo una legge che è inapplicabile,  è
  ovvio che il Governo sarà costretto a denunciare il fatto che siamo
  davanti  ad  una  legge  che è inapplicabile,  per  cui  ognuno  si
  assumerà le proprie responsabilità rispetto a tutto questo
   Quindi, massima apertura, come è dovere del Governo, rispetto alle
  opinioni, le più diverse, espresse in quest'Aula, ma con l'invito a
  ragionare  di  tecnica legislativa e di tecnica giuridica  soltanto
  seduti  e a mente serena. Non si può ragionare in punta di diritto,
  in  sedi parlamentari perché questo, evidentemente, può determinare
  disastri  e  mostri giuridici rispetto ai quali io prendo,  sin  da
  adesso, le distanze.
   Peraltro, vorrei ricordare - vi chiedo scusa, ma ho finito davvero
  -  che  in questa benedetta osservazione fatta dal Ministero  della
  Giustizia si conclude in questo modo dicendo, leggo testualmente il
  parere:  D'altra parte, nulla prevede la legge regionale - la n. 24
  -  in  oggetto sulla sorte dei rapporti giuridici attivi e passivi
  che si riferivano all'attività del presidio ospedaliero Piemonte .
   Nella   pagina   successiva  dice,  ovviamente:    Deve   pertanto
  ritenersi, in mancanza di qualsivoglia previsione al riguardo,  che
  tali  rapporti  giuridici  restino in capo all'Azienda  ospedaliera
  Papardo .  Cio, il Ministero si pone il problema che  nel  concreto
  poi non c'è perché nella bozza di decreto già sono regolati anche i
  rapporti giuridici passivi.
   Vi  faccio  l'esempio del contratto di pulizia. E'  ovvio  che  in
  questo  momento, si  per il Piemonte che per il Papardo,  è  chiaro
  che  la parte che riguarda il contratto passivo che sarà di 1 anno,
  di 2 anni questo si trasferirà. Se ci sono delle finanziarie, se ci
  sono  dei  rapporti giuridici passivi, ma anche attivi, ovviamente,
  questi si trasferiranno all'Irfis per cui l'Irfis prenderà soltanto
  gli  immobili destinati all'attività sanitaria e non, come ci sono,
  terreni,  appartamenti,  palazzi se  ci  sono  nel  patrimonio  del
  Papardo   e   questi   rimarranno  al  Papardo.   Quindi,   siccome
  l'osservazione in punta di piedi del Ministero della  Giustizia  ha
  fatto sortire un vespaio incredibile che la Commissione, a cui sono
  ovviamente  grato,  ha cercato di risolvere con tanto  buon  senso,
  cioè  per  raggiungere al meglio gli obiettivi di  salute  pubblica
  che,  attraverso questa legge, noi vogliamo raggiungere,  è  chiaro
  che il Governo è pronto ad ascoltare, Presidente, ovviamente con la
  sovranità  del  Parlamento  che,  rispetto  alla  nostra  opinione,
  prevale, ascoltare ulteriori contributi che - ripeto - nel rispetto
  del  Regolamento dell'Assemblea ci possano portare ad approvare una
  legge applicabile in tempi rapidissimi e tempestivamente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati, devo dire, in sintonia con l'Assessore Gucciardi, che  il
  linguaggio  dei  tecnicismi  non  è  un  linguaggio  che   ci   può
  appassionare.
   Io  ritengo  che  qui  il problema stia tutto  nella  politica  e,
  soprattutto, nella politica sanitaria che vogliamo fare  in  questo
  caso nei confronti del territorio di Messina.
   Il  Governo  fino  ad oggi è riuscito a bloccare  anche  decisioni
  molto  spinte  del manager finalizzate all'immediata  chiusura  del
  Piemonte  e, in atto, la legge gli darebbe persino ragione,  perché
  in   relazione  ai  parametri  che  non  sono  quelli   esattamente
  riconosciuti  per  tenere  un  pronto  soccorso  e  altre  cose   e
  l'antieconomicità  della struttura, il manager avrebbe  dovuto  già
  chiudere la struttura per essere molto chiari.
   L'obiettivo  che  si  è  posto il Governo, il  manager  ha  potuto
  bloccare  questa  decisione proprio nelle more che  si  concludesse
  l'iter legislativo. Ed è esattamente quello che è accaduto.
   Io  non  ritengo  che  stasera ci siano le condizioni  per  andare
  avanti  né  le condizioni per esasperare il dibattito.  Credo  che,
  però, un'indicazione seria è quella di rinviare, però,  prima del 9
  in  modo  tale che è il tempo massimo per sostenere, da  quanto  mi
  dice l'assessore, per affrontare il problema.
   Però  una  riflessione  ve la voglio fare  tutta.  Noi  non  siamo
  affezionati   a   nessuna   soluzione,   voglio   essere    chiaro.
  Politicamente  noi  non  siamo  affezionati  ad  alcuna  soluzione.
  Quindi,  l'unica  soluzione alla quale noi  siamo  affezionati  che
  questa struttura si salvi, che si salvi la struttura, questo  è  il
  tema  per  evitare  che  poi ci sia uno scontento  di  massa  della
  popolazione che si veda privata una struttura sanitaria in nome  di
  beghe  tecniche .
   Io  farò  una riflessione a coloro che sostengono l'inabilità  del
  bene  che la legge non possa stabilire l'inalienabilità del bene  a
  favore  di  un'altra struttura sanitaria. Voglio fare  una  piccola
  riflessione.
   Anche  un  comodato  d'uso  è un privare,  a  favore  di  un'altra
  struttura,  è  un  privare il Piemonte di  una  struttura  che  gli
  appartiene,  perché  in ogni caso significa che  dovrebbero  pagare
  l'affitto.  Ma non mi pare così, questi beni sono attribuiti  dalla
  Regione, dallo Stato, alle strutture sanitarie, quindi il tema  non
  è  affatto tecnico e non può stabilire o all'IRCCS o al Papardo,  a
  chi cioè fa il servizio, ed è esattamente la questione.
   Che  sia  fatta  in comodato d'uso, che sia fatto  in  termini  di
  proprietà, di trasferimento di una proprietà, non cambia perché  se
  il  trasferimento  della proprietà poi è compensato  da  interventi
  strutturali  che devono essere fatti, il trasferimento  può  essere
  addirittura vantaggioso.
   Però,  in  ogni  caso,  se  non si può fare  il  trasferimento  di
  proprietà, la legge non può disciplinare neanche il comodato  d'uso
  gratuito,  perché  significa che avremmo  comunque  un  danno  alla
  struttura Piemonte per il danno nel mancato pagamento dell'affitto.
   L'illogicità di chi sostiene  non bisogna trasferire la proprietà,
  ma  bisogna  trasferire  invece in comodato  d'uso ,  è  totalmente
  illogica dal punto di vista giuridico.
   Io  a cosa vi invito? Siccome credo che il tema sia tutto politico
  e  non tecnico, è inutile che ci andiamo a impelagare in tecnicismi
  che  non ci interessano. A noi interessa risolvere il problema,  in
  sintonia  con tanti parlamentari che hanno parlato, con alcuni  dei
  quali  magari abbiamo avuto dissenso su altre questioni anche forti
  in  passato,  ma che hanno onestà intellettuale ed hanno  sollevato
  delle  questioni  importanti  a  favore  della  loro  città.  E  va
  riconosciuto  che c'è una forte tensione da parte  soprattutto  dei
  parlamentari messinesi su questa cosa.
   Io  ritengo che il Governo, Presidente, le propone di rinviare  la
  seduta  a  prima  del  9, con l'impegno da parte  mia  e  da  parte
  dell'assessore  di  convocare  sia la  Commissione,  sia  i  gruppi
  parlamentari  per  fare in modo che la prossima volta  si  dia  una
  soluzione,  perché io non vorrei che nelle more in cui noi  abbiamo
  posizioni diverse, il manager Vullo, che vi assicuro che è  uno  di
  quelli  decisionisti, decida nel frattempo di chiudere tutto.  Però
  non  vorremmo che a quel punto si dicesse che è colpa del  Governo,
  perché  il  Governo  non  ha  nessuna colpa,  né  è  affezionato  a
  qualsiasi tesi.
   Abbiamo portato un percorso che è stato indicato dalla Commissione
  parlamentare di riferimento e su questo abbiamo lavorato. Dopodiché
  qualcuno  vuole cambiare idea? Verifichiamolo. Verifichiamo  se  ci
  sono  le  condizioni, però, ripeto, la questione è tutta  politica,
  non inventiamoci tecnicismi che non esistono.

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  intanto  vorrei chiarire una cosa. Noi non siamo né  una  serie  di
  venditori di frigoriferi, né di terreni, né di appezzamenti.

   PICCIOLO. Bravo

                    (L'onorevole Picciolo applaude)

   DIGIACOMO.  Noi  siamo un Parlamento che sta affrontando  un  tema
  delicato  che è quello della salute. Sa perché glielo  dico  signor
  Presidente? Perché in questo balletto ballano cento posti letto che
  non siamo riusciti ad attivare. Noi abbiamo espropriato la città di
  Messina  di  cento  posti  letto perché il direttore  generale  del
  Papardo  dice  che  non  li  può  implementare  perché  non  ha  il
  personale, il direttore del Bonino-Pulejo non li implementa  perché
  non ha titolo.
   Le  ricordo  che per un caso di mala sanità, per un  caso,  quello
  della  piccola  Nicole,  ci  stavano commissariando  la  sanità  in
  Sicilia. Io dico no signor Presidente, io dico no, io non  ci  sto,
  io  non  sono  un  sensale, io ho a cura la sanità della  città  di
  Messina,  e  paesi limitrofi, che di fatto è espropriata  di  cento
  posti  letto e in questo momento fare buona sanità nella  città  di
  Messina  è  un  giro di dadi, è un colpo di roulette.  Ma  come  ci
  possiamo permettere?
   Signor Presidente, siccome la VI Commissione è stata chiamata  per
  la  prima  volta a rispondere patrimonialmente  di un parere  reso,
  quindi di una attività parlamentare, io non mi sento tranquillo. Né
  sul  piano  amministrativo, né sul piano contabile e né  sul  piano
  penale. Con il direttore generale che dell'Ospedale Papardo che  un
  giorno  sì  e un giorno no scrive che deve chiudere, deve chiudere,
  deve  chiudere, non ha i soldi, non ha il personale,  non  è  nelle
  possibilità  ancora rimaniamo qui a fare discussione  dei  sensali.
  Questa è una vergogna, signor Presidente  E' una vergogna

   PICCIOLO. Chiuda l'Ospedale Piemonte  Abbia la dignità di farlo

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione. Finiamola  di  giocare
  Perché per fortuna queste cose vengono verbalizzate. La norma che è
  stata  approvata  in  Aula  era  una  norma  perfetta.  Il  Governo
  nazionale ci sta dicendo  non ti intromettere nel patrimonio perché
  il patrimonio va regolato da leggi nazionali . Assessore Gucciardi,
  non  so se lei può mettere quella riserva. Io la concorderei.  Dopo
  di  che, signor Presidente, mi auguro che questa questione si metta
  la  parola  fine da qui a qualche giorno. Se no mi vedrò  costretto
  chiedendo  che  sia  accompagnato dal Presidente  della  Regione  e
  dall'Assessore Gucciardi nel mettere in campo tutte  le  iniziative
  per   l'Autonomia  siciliana,  della  sua  gestione   sanitaria   e
  dell'onorabilità dei suoi componenti.

   PRESIDENTE. Grazie, però non ha riferito sul discorso del 7.
   L'idea era quella di rinviare al 12 gennaio perché - se non  si  è
  compreso  ancora  -  si avvia la sessione di  bilancio.  C'era  una
  proposta dell'onorevole Turano che ho compreso non è stata  accolta
  stasera, è stata in qualche modo sussurrata positivamente  che  era
  quella  di  decidere stasera stessa, assegnare il bene  all'Azienda
  Papardo e chiudiamo la vicenda. E questo ho capito che non si vuole
  assegnare.
   Siccome  il Presidente della Regione ha proposto una soluzione  di
  mezzo, nel senso rinviamo a prima del 9, ha proposto la data del  7
  gennaio, sono d'accordo su questa data.
   Onorevoli colleghi, ricordo che siamo in sessione di bilancio  per
  cui  bisogna dare priorità alla manovra finanziaria. E' chiaro  che
  dopo giorno 7 concorderemo una Conferenza dei capigruppo per capire
  quale  finestra legislativa aprire e immaginare il percorso che  ci
  porterà all'approvazione, mi auguro, prima del 28 febbraio.
   Auguri a voi e a tutte le vostre famiglie di un buon 2016.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta  è rinviata a giovedì, 7 gennaio 2016, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:

   Comunicazioni

  I  -Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Germanà

            2)  -  Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre
               2015, n. 22 . (n. 1122/A)

                Relatore: on. Oddo

            3)  -   Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
               2015, n. 24 . (n. 1123/A) (Seguito)

                Relatore: on. Grasso

  II  - Discussione della mozione:

         N. 439  -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
              ai  ricorsi  in materia di legittimità costituzionale
              promossi innanzi alla Corte Costituzionale.

                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   III  -Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.

                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   IV  - Discussione della mozione:

         N. 494  - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
              convenzione   sottoscritta  tra  Regione   siciliana,
              Università  degli studi Kore di Enna  e  Associazione
              Proserpina,  avente  ad  oggetto  l'apertura  di  una
              nuova facoltà di medicina e chirurgia.

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   V  -Discussione della mozione:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

                   La seduta è tolta alle ore 19.53

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio