finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.55
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente sarà data lettura nella prossima seduta.
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018.
Invito i componenti la II Commissione Bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito il Presidente della II Commissione Bilancio', onorevole
Vinciullo, a relazionare intanto sulla vicenda DPEF.
Invito i colleghi parlamentari e gli Assessori a prendere posto
anche perché lo spettacolo che si dà all'esterno, lo sapete molto
meglio di me, non è decoroso per l'Aula, nel senso che si vede un
continuo passeggio tra i banchi e soprattutto nell'interlocuzione
con il Governo che diventa difficile da potere commentare.
VINCIULLO, presidente della II Commissione Bilancio' e relatore,
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, così come da lei
richiesto e così come, ieri concordato, nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, questa mattina la Commissione
Bilancio' si è nuovamente riunita.
Abbiamo ascoltato gli interventi, ancora una volta, di tutti i
colleghi e tutti i Gruppi parlamentari hanno dato il contributo
importante e significativo in maniera tale da integrare l'ordine
del giorno che non era stato approvato da questa Assemblea.
Come lei vedrà, dal momento che gli è stato già trasmesso poco fa,
l'ordine del giorno è stato ampiamente modificato ed è stato
ulteriormente arricchito, ripeto, dei contenuti che provengono
dalle richieste di tutti i Gruppi parlamentari.
Per questo motivo, Presidente, ritengo che l'ordine del giorno
possa essere posto nuovamente all'approvazione dei colleghi proprio
perché ha ottenuto in Commissione Bilancio' un unanime consenso e
di questo ringrazio tutti i deputati che hanno dato un contributo,
ripeto, determinante alla riscrittura dell'ordine del giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Cascio Francesco e Ruggirello.
L'Assemblea ne prende atto.
finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2016-2018
ZAFARANA. Chiedo che la votazione dell'ordine del giorno n. 516
avvenga per scrutinio palese nominale.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta di votazione per scrutinio palese
nominale dell'ordine del giorno n. 516, della Commissione per
l'approvazione del DPEF per gli anni 2016-2018.
Verifichiamo i richiedenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio palese nominale dell'ordine del giorno n.
516
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'ordine del giorno n. 516.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 35
Contrari 26
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Conseguentemente, l'ordine del giorno n. 513 è precluso
dall'approvazione del precedente ordine del giorno n. 516.
visorio del Bilancio della Regione per l'anno finanziario 2016'
(n. 1134/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
provvisorio del Bilancio della Regione per l'anno finanziario 2016»
(n. 1134/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
«Discussione dei disegni di legge».
Si avvia la discussione del disegno di legge «Autorizzazione
all'esercizio provvisorio del Bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2016» (n. 1134/A), posto al n. 1).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per svolgere la
relazione.
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ordine proprio
all'esercizio provvisorio, mi rivolgo a lei, Presidente Crocetta,
mi rivolgo all'assessore Baccei, mi rivolgo all'assessore per gli
enti locali. Nel decreto di assegnazione alle varie province
regionali, la provincia di Ragusa, con l'assegnazione fatta, non è
nelle condizioni di garantire i servizi di competenza.
Ciò vuol dire che nel mese di gennaio saranno sospesi tutti i
servizi che, in questo momento, sta erogando il libero consorzio di
Ragusa.
Io vi chiedo e chiedo al Presidente Crocetta un sostegno e un
aiuto ulteriore all'assegnazione perché, così stante la questione,
noi rischiamo che i servizi del libero consorzio di Ragusa verranno
sospesi e sarà un documento duro e pesante per la politica
regionale e per il sostegno che offriamo a questa maggioranza.
Questo tipo di informazione è stata già data all'Assessore
competente, che ringrazio per l'impegno. Io penso che mi dovete e
dovete una risposta a noi deputati regionali di questa Regione e
della provincia di Ragusa che sosteniamo questa maggioranza.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo ribadire
quanto testé denunziato dall'onorevole Ragusa che mi ha preceduto
sul tempo. Evidentemente, è più agile e, quindi, è più facile
correre.
PRESIDENTE. Dopo di lei interverrà l'onorevole Dipasquale, quindi,
la provincia di Ragusa è rappresentata da tutti voi.
ASSENZA. Ma non è un problema di campanile', perché ci è stato
riferito e risulta che il Governo aveva dato indicazione di
mantenere per il 2016 alle province gli stessi stanziamenti
necessari.
Poiché la provincia di Ragusa è l'unica che non aveva avanzo di
amministrazione, è stata, invece, penalizzata con un trasferimento
in meno di circa un milione e mezzo.
Questo mancato trasferimento renderà la provincia di Ragusa un
ente quasi inutile, cioè verranno assicurate solo le spese
correnti.
E' assolutamente non ammissibile che dal 1 gennaio, dal 2 gennaio
si debbano sospendere tutti i servizi, la provincia debba
sospendere tutti i servizi, a partire da quello che riguarda il
trasporto dei disabili delle scuole che già, in provincia di
Ragusa, purtroppo, era partito solo dai primi di novembre e che ora
rischia di interrompersi definitivamente.
Su questo si deve intervenire immediatamente. Credo che c'entri
poco con l'esercizio provvisorio perché si è trattato di un
trasferimento finalizzato al ripianamento dei bilanci dei liberi
consorzi comunali per dare modo di chiudere questi bilanci. Con
quello che è stato effettuato in favore della provincia di Ragusa,
altro che ripartire con il Consorzio universitario o quant'altro,
purtroppo, ormai, se non si provvede - è un dato scontato - si
dovranno necessariamente sospendere i servizi.
Siccome mi risulta che l'intenzione del Governo non era
assolutamente questa ma che si è trattato forse di un disguido di
natura tecnica, io chiedo al Governo ed in particolare
all'Assessore per le autonomie locali, Luisa Lantieri, di
provvedere, nel più breve tempo possibile, per rimediare ad una
situazione che, altrimenti, diventa veramente esplosiva.
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sarò brevissimo. Però, ci tenevo ad intervenire
perché non si abbia la sensazione che ci sia una difesa da parte
della provincia regionale di Ragusa e dei parlamentari ragusani che
pensano di prevaricare il resto della Regione e, quindi, il resto
delle province, in quanto chiedono qualcosa in più rispetto agli
altri territori. Bene hanno fatto i miei colleghi che sono
intervenuti sulla questione.
La Provincia di Ragusa si trova in una condizione diversa, dovuta
ad un meccanismo legato all'avanzo di amministrazione e, quindi,
pertanto rischia non di ottenere meno risorse per fare spettacoli,
manifestazioni culturali e chissà che cosa, ma rischia di non
ottenere le risorse necessarie per poter pagare gli stipendi e
garantire i servizi essenziali tra cui quello dei diversamente
abili.
Attenzione, noi ci troviamo in questa condizione, il problema lo
stiamo esponendo proprio per questo, perché non è capriccio, ma è
un problema reale, il Presidente della Regione lo conosce e io lo
ringrazio perché ieri ha dato la sua disponibilità a capire e a
comprendere di cosa si tratta e qual è la questione. Io sono
sicuro che, verificato che non è un capriccio dei ragusani ma è un
problema reale e concreto di permettere alla Provincia di Ragusa di
ottenere le risorse per gli stipendi e per i servizi essenziali -
di questo si tratta - mi pare che su questo possiamo essere tutti
d'accordo.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco i colleghi
di Ragusa.
Noi come Autonomie locali, prima di fare la distribuzione delle
somme, abbiamo convocato la Conferenza delle Autonomie locali, di
conseguenze tutti i commissari delle nove province. Purtroppo, le
somme sono quelle. Abbiamo 19 milioni in conto capitale; 10 milioni
per i mutui e 20 milioni per gli investimenti. Di conseguenza, non
avevamo voglia di togliere niente a nessuno, anche perché i
commissari sono stati chiari, hanno parlato delle condizioni delle
ex province, adesso liberi Consorzi, Città metropolitane, e
sicuramente non si parla di sprechi fatti nelle ex province, ma la
maggior parte della spesa viene fatta per il personale, per
mantenere l'amministrazione e per i servizi essenziali come hanno
ricordato i colleghi.
Abbiamo usato lo stesso criterio dell'anno 2014, abbiamo dato le
stesse somme. Purtroppo, la Provincia di Ragusa, non avendo un
avanzo di amministrazione, si trova in difficoltà.
Già le altre otto province hanno fatto un contratto di solidarietà
e hanno dato la disponibilità per dare cinquecento milioni in più,
e già è un fatto positivo perché tutte le province - ripeto - si
trovano in una situazione non comoda perché hanno potuto superare
l'annualità solo perché c'è stata la deroga dello Stato di fare un
bilancio annuale e di usare l'avanzo di amministrazione, perché
altrimenti diventava impossibile superare anche il 2015.
Noi possiamo dire solamente, come Governo, che nella nuova
Finanziaria, vediamo quello che si potrà fare per dare un aiuto.
Grazie.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, ci ritroviamo il 30 dicembre a
discutere, sostanzialmente, di nessuna programmazione economica e
finanziaria per la Sicilia. Ci troviamo in una situazione di
provvisorietà, così come abbiamo vissuto durante questi tre anni.
Qualche giorno fa, per caso, guardavo l'ordine del giorno di una
seduta dell'ARS, non mi ricordo se la prima o la seconda di
dicembre, qualche giorno dopo l'insediamento e votavamo un
esercizio provvisorio per quattro mesi, ora ne voteremo un altro a
distanza di tre anni per soli due mesi e l'immagine che mi viene in
mente, perché oggi guardando il telegiornale non sapevo se ridere o
piangere, è quella dell'inaugurazione del tram.
E' venuto un Ministro della Repubblica italiana nella colonia
siciliana , per inaugurare uno dei mezzi di comunicazione più
avanzati della storia delle infrastrutture siciliane. Non so quando
cominceremo a inaugurare le diligenze o i viaggi sulle carrozze
visto che non abbiamo strade.
L'ha detto prima il collega Ragusa, e sicuramente lo diranno gli
altri colleghi, i liberi Consorzi sono privi di risorse, non sono
in grado di garantire alcun servizio e così, allo stesso modo, i
Comuni che, a caduta, non potranno garantire alcun servizio ai
cittadini e, in particolare, agli ultimi.
Abbiamo sentito l'Assessore Baccei che ci ha elencato,
sostanzialmente, tutte le disgrazie siciliane cioè i 3 miliardi di
disavanzo di parte correnti, gli 8 miliardi di indebitamento, 1
miliardo di spesa autorizzata ma non erogata per i limiti connessi
al Patto di stabilità, i Fondi di riserva azzerati, tutto viene
subordinato a questo fantomatico accordo, alla chiusura
dell'accordo fra Stato e Regione che da tre anni, o forse da
sempre, la Regione siciliana non riesce a chiudere e, nel
frattempo, parliamo soltanto di lacrime e sangue e nient'altro.
Allora, io dico, se la risposta che il Governo riesce a dare alle
necessità della Sicilia è soltanto quella di un misero disegno di
legge fatto da 3 o 4 articoli che denotano la provvisorietà di una
politica economica inesistente, forse, come abbiamo già detto
tantissime volte, sarebbe più necessario assecondare la volontà dei
siciliani e ritornare alle urne.
Questo non lo diciamo per una questione demagogica o populistica
ma perché, dati i conti fatti e data la vostra assoluta incapacità
nel risanare i conti della Regione, per dare un minimo di
prospettiva e di sviluppo alla Sicilia e ai siciliani, sarebbe più
opportuno chiudere questa Assemblea che si presenta nutrita e
numerosa solo ed unicamente quando ci troviamo in zona Cesarini' e
quando l'unica possibilità di non andare a casa è quella di votare
favorevolmente uno strumento finanziario e che, invece, si diserta
molto volentieri soprattutto, o forse quasi e solo unicamente le
file della maggioranza, allora, vuol dire che questa Assemblea ha
esaurito ogni suo ruolo ed ogni sua funzione. Grazie.
FERRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione
l'intervento dell'Assessore Lantieri e devo dire che sono rimasta
un po' sorpresa. Quindi, i disabili a Ragusa oltre a iniziare a
novembre, adesso il servizio di trasporto si interromperà e
potranno anche restare a casa fino a febbraio perché la Regione non
ha i soldi. Vengono a mancare dei servizi fondamentali e dei
servizi che dovrebbero essere un diritto, non dovremmo essere
nemmeno qui a elemosinare i soldi per dei servizi che sono
essenziali. Gli stipendi dei dipendenti, cioè non si pensa a nulla,
non si possono servire i servizi fondamentali.
Quindi, io la prego, non so l'Assessore Lantieri, ma non è
possibile fare restare i disabili, fino alla fine della
Finanziaria, a casa. Ribadisco che hanno iniziato il servizio a
novembre. Ora gli abbiamo dato il contentino per un mese e adesso
li lasciamo per altri due mesi a casa, tenendo i disabili a casa e
le famiglie costrette, in alcuni casi, a perdere anche il posto di
lavoro perché devono accudire i disabili che hanno come figli.
Pertanto, la prego di intervenire nel più breve tempo possibile.
Grazie.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, per essere chiari, a proposito della distribuzione delle
somme da parte dell'assessorato per le autonomie locali nei
confronti delle Province. Le risorse che vengono attribuite alle
singole province sono il frutto della conferenza che si fa con le
associazioni degli Enti locali che hanno stabilito i criteri di
riparto.
Per quanto riguarda la Provincia di Ragusa, il criterio di riparto
è esattamente identico a quello dell'anno precedente.
Per quanto riguarda la provincia di Ragusa sono stati attribuiti
500 mila euro in più rispetto all'anno precedente, contrariamente
alle altre province.
Se poi la provincia di Ragusa ha problemi strutturali, ritengo che
il commissario della provincia, invece di chiamare, di fare il tam-
tam' sui media o, addirittura, dare informazioni errate ai
parlamentari, avrebbe il sacrosanto dovere di venire a
rappresentare al Governo quali sono le questioni e affrontarle.
In ogni caso, non c'è una soluzione diversa rispetto alla
riconvocazione, per intenderci, della Conferenza degli enti locali
perché la legge prevede esattamente questo percorso ed è
esattamente quello che è stato fatto.
Proprio in considerazione delle difficoltà si sono date più
risorse, vorrei capire, quindi, perché il Commissario - in questo
caso - ricevendo 500 mila euro in più, non riesca a fare quanto
realizzava con minori risorse rispetto all'anno precedente.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che se in
questa fase di approvazione dell'esercizio provvisorio dovremmo
prendere ad esame tutte le questioni aperte in Sicilia, con le
diverse emergenze, provincia per provincia, rischiamo non solo di
non approvare questo esercizio provvisorio ma, soprattutto, di non
fare la stessa Finanziaria.
Potrei parlare, infatti, del Consorzio universitario di Agrigento,
potrei parlare dell'Istituto musicale Toscanini e tante altre
realtà, le scuole, i servizi sociali che vivono una situazione
drammatica.
Condividendo l'azione del Governo di avere voluto proporre
l'esercizio provvisorio, ritengo che questa azione possa e debba
essere un'opportunità per il Governo di migliorare e approfondire
la Finanziaria, attivando già subito tavoli tematici con le forze
sindacali con le categorie produttive perché questo lasso di tempo
di due mesi di esercizio provvisorio possa essere un'opportunità
per meglio dare una giusta Finanziaria a questa Regione con
politiche di sviluppo e con azioni che non pensino soltanto a
coprire le emergenze ma anche a creare occupazione e sviluppo.
La Finanziaria che ho letto è una Finanziaria, per me, incompleta
che va approfondita e che, soprattutto, su alcune parti va
notevolmente sviluppata.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché,
proprio in questa sede, dobbiamo guardare a tutti gli enti locali
indistintamente.
C'è un problema della provincia di Ragusa.
Il Presidente Crocetta dice che il commissario avrebbe potuto
benissimo parlarne con chi di competenza piuttosto che andare a
cercare questo o quell'altro deputato.
Ci sono altri problemi che alcune ex province, come quella di
Messina, non hanno posto in essere.
Assessore Pistorio, ci sono 49 milioni di euro con la
riprogrammazione dei fondi FAS 2000-2006, 49 milioni che servono
per le strade provinciali da assegnare proporzionalmente a tutte e
nove le ex province e, a quanto pare, ancora la provincia di
Messina è inadempiente.
Presidente Crocetta, allora è chiaro, delle due l'una, c'è qualche
commissario un po' inadempiente.
Dovremo cercare di intervenire perché sono risorse, se il collega
Cappello ha parlato della difficoltà, della fragilità della
viabilità siciliana e noi abbiamo delle risorse e non le spendiamo,
è un doppio peccato. Però, anche lei forse ha sbagliato, presidente
Crocetta, a nominare alcuni commissario, per cui rivediamo la cosa.
CROCETTA, presidente della Regione. E' un commissario prefettizio.
FALCONE. E' un commissario prefettizio. No, è la provincia. Altra
questione la voglio dire all'assessore Baccei e all'assessore
Lantieri, i comuni nel 2015, hanno avuto una decurtazione di 80
milioni di euro rispetto al 2014 ma, a fronte di 365 milioni euro,
abbiamo dato appena 55 milioni di euro.
Allora, se, da un lato, noi stiamo procedendo in un esercizio
provvisorio che consenta alla Regione di poter fronteggiare le
spese emergenziali ma, al contempo, sto presentando un ordine del
giorno che impegni il Governo per erogare alla ripresa della
riapertura della cassa regionale, atteso che non ci sono più limiti
di fatto, all'inizio dell'anno, di erogare quanto di spettanza ai
comuni che, ormai, sono alla canna del gas', sono in ginocchio.
Non riescono nemmeno più a pagare gli stipendi, molti comuni sono
in arretrato di due mensilità con gli stipendi oltre che con i
fornitori.
Quindi, chiedo al Governo formalmente che, alla riapertura della
cassa regionale, atteso che non abbiamo vincoli o tetti di fatto,
tetti di spesa che possono essere erogati quanto spettanti ai
comuni, agli enti locali siciliani.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono molto
meravigliato del fatto che c'è una lamentale continua in
quest'Aula, ma anche tra la gente, sul fatto che non funziona
nulla, che tutto va a scatafascio, che tutte le categorie, che
tutti i comparti sono in grandissima sofferenza e debbo dire che,
invece, questa sera, in Aula abbiamo sentito che, rispetto a tutto
il resto, in Sicilia l'unica problematica riguarda il consorzio di
Ragusa.
Allora, se così fosse, è il più grande successo di tutti i tempi
per questo Governo.
Se il problema è solo il consorzio di Ragusa e tutto il resto va
bene, il presidente Crocetta può ergersi come il salvatore della
patria e colui il quale che ha una regione che va a gonfie vele.
La verità, invece, è sotto gli occhi di tutti.
Voglio ribadire perché rimanga agli atti, presidente Ardizzone,
che intanto la procedura seguita per la riapprovazione del DPEF che
rimanga agli atti, non può essere in nessun modo assunta come
precedente perché si è trattato di una procedura una tantum che è
stata decisa per volontà del Presidente dell'Assemblea con una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocata ad hoc
e in maniera una tantum perché sarebbe un precedente molto, ma
molto pericoloso che aprirebbe degli squarci enormi nel Regolamento
di quest'Assemblea e che impedirebbe, di fatto, il cammino e
l'approvazione di una legge finanziaria o di bilancio, vanificando
i baluardi che il Regolamento d'Aula aveva posto a difesa della
volontà delle aule parlamentari.
Quanto poi all'esercizio di bilancio, io ho accolto di buon grado
la decisione del Governo alla fine di cedere rispetto alla proposta
originaria con cui si era presentato, che avrebbe messo a rischio
intere categorie di precari e di dipendenti della Regione e le
stesse attività produttive della Regione, con quella temeraria
proposta di non andare ne con l'esercizio provvisorio ne con
l'approvazione della finanziaria.
Pertanto alla fine si è scelta la strada giusta, la strada del
buon senso, e apprezzo il fatto che si sia cercato solo, meno male
in questo senso, di non appesantire la manovra con nessun altro
tentativo di mettere qualche toppa alle manchevolezze che ormai
sono il pane quotidiano di questa amministrazione, pertanto si
proceda agevolmente all'approvazione di questo strumento di
salvaguardia, per vedere intanto poi di dare soluzione agli
innumerevoli, enormi e diffusi problemi di questa Regione.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, in questi giorni ho assistito a delle scene
inverosimili, soprattutto
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio mi scusi, onorevoli colleghi vi
prego di prendere posto, per chi deve interloquire ci sono i
corridoi.
CIACCIO. Grazie Presidente, stavo dicendo che in questi giorni ho
assistito a scene sconvolgenti, che provengono dalle prese di
posizione di questo Governo, siamo passati a cercare di difendere
nella capigruppo una possibile interpretazione del 118 sulla
gestione provvisoria, che è stato palesemente dimostrato sarebbe
stato il suicidio per l'intera Sicilia, a poi cercare di
convincere, perché siamo sempre stati responsabili in questo, che
forse la strada maestra era un esercizio provvisorio, ma anche qui
come al solito, non avendo una maggioranza, non essendoci una
maggioranza, e avendo una giunta che non sa che pesci pigliare,
cerca di accontentare qualcosa o qualcuno, e per questo si sta
parlando di esercizio provvisorio, però è comunque una presa d'atto
che dimostra la capacità, la incapacità politico amministrativa di
questo Governo di proporre un'azione programmatica a lungo termine.
E quindi anche su questo, è vero che l'esercizio provvisorio è
molto asciutto, poche norme, però di fatto creerà come sempre
abbiamo sostenuto altri problemi, che comunque non risolverà questo
Governo, perché ripeto non ha la capacità di programmare a medio e
lungo termine, e che sia incapace politicamente e
amministrativamente questo Governo lo dimostra anche ieri
Presidente, la bocciatura della ricapitalizzazione di riscossione
Sicilia, che da una parte viene mostrata e presentata come
indispensabile, e dopodiché la colpa viene data sempre ai soliti
presenti, quando l'unica colpa è di questo Governo e di questa
maggioranza ancora assente su questi scranni.
Presidente, proprio a proposito della votazione di ieri sulla
stampa sono apparse diverse dichiarazioni e per rispetto anche
istituzionale, visto che noi non siamo rappresentati nell'Ufficio
di Presidenza, mi piacerebbe anche sapere come si sia determinato
l'Ufficio di Presidenza, perché le accuse che sono state rivolte a
questo Parlamento sono state molto gravi e pesanti. Però siccome
nessuno ci informa e appunto non essendo rappresentati, una
relazione su come si è, quale decisione l'Ufficio di Presidenza ha
preso, penso che sia anche una cosa giusta,ù
Per quanto riguarda l'esercizio provvisorio, ripeto è uno
strumento che prende atto della incapacità politico-amministrativa
di questo Governo, speriamo e ci auspichiamo che non il 29 febbraio
arrivi la legge finanziaria ma che arrivi l'1 gennaio in modo da
poterla studiare in serenità, non facendo nottate e cercando di
dare, come sempre, il nostro contributo costruttivo.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Ciaccio. In ordine alla
questione a cui faceva riferimento, alle gravi dichiarazioni di
ieri, il Consiglio di Presidenza ha già fatto un comunicato
ufficiale che, non intendo commentare e gradirei che non si aprisse
dibattito in quest'Aula.
Leggo il comunicato: Il Consiglio di Presidenza dell'ARS,
convocato d'urgenza, (dice in una nota della Presidenza dell'ARS)
dal Presidente Giovanni ARDIZZONE, per salvaguardare l'immagine e
il prestigio del Parlamento siciliano, all'unanimità ha dato
mandato all'avvocato Enrico Sanseverino di valutare i profili di
responsabilità delle dichiarazioni rilasciate dal presidente di
Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, e di avviare le più
opportune azioni giudiziarie in sede civile e penale .
Questo è il comunicato ufficiale, evitiamo di aprire dibattiti,
parliamo di esercizio provvisorio, più interessante per i
siciliani.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto a
tornare sul problema del trasferimento a favore del Libero
Consorzio di Ragusa perché ho preso atto delle dichiarazioni
dell'assessore e del Presidente della Regione, però sommessamente,
volevo far notare che in effetti, si è approfittato di un
atteggiamento che ritengo veramente, virtuoso, da parte degli
Uffici della provincia di Ragusa che, proprio al fine di
risparmiare quanto più possibile, nell'anno 2015 hanno rinegoziato
tutti i mutui ad eccezione di quello relativo al credito sportivo.
Per cui cosa è successo, caro Presidente e caro assessore? Vorrei
che tenesse conto di questo.
A fronte di trasferimenti per l'anno precedente di due milioni, in
conto capitale, e di due milioni e cento per la spesa corrente,
viceversa, durante l'anno, sono stati utilizzati, per la spesa in
conto capitale, a seguito dei mutui solo 700 mila euro, il che
significa che ora sono stati stanziati un milione e trecento mila
euro in meno, rispetto a quello che era stato stanziato per l'anno
precedente.
Questo causa l'impossibilità di chiudere qualsiasi bilancio,
tranne che non si spendano tutti nei servizi esterni; gli uffici
avevano sollecitato la Presidenza della Regione, l'assessorato enti
locali di consentire questo trasferimento che veniva in meno in
conto capitale, ad essere trasferito per le spese correnti in modo
da garantire la possibilità di mantenere i servizi.
Così non è stato, per cui il Libero Consorzio dei Comuni è di
fatto l'unico Libero Consorzio, poi non si tratta di campanile, si
tratta di dire che è l'unico Libero Consorzio della Regione
siciliana che ha avuto diminuiti i trasferimenti in misura pari a
questa diminuzione che era stata effetto di un comportamento
virtuoso del Libero Consorzio e che invece di essere premiato,
viene penalizzato.
Poi, per il discorso dei commissari, che provenga dal Presidente
Crocetta questa critica del comportamento dei commissari, ma chi li
nomina i commissari? Li nomina Marte dio della Terra o li nomina il
Governo regionale? E non dimentichiamo che, purtroppo, la
provincia e il Libero consorzio di Ragusa addirittura è
commissariato da prima di questa scellerata legge sui Liberi
consorzi perché, a seguito delle dimissioni del presidente Antoci,
il Libero consorzio di Ragusa è commissariato da oltre quattro
anni, stiamo compiendo quasi i cinque anni di commissariamento.
Per tutto questo poi che debbano essere penalizzati i cittadini
della provincia e soprattutto i meno fortunati, credo che sia un
qualcosa di assolutamente inaccettabile.
Per cui chiedo all'Assessore di ritornare su questo problema della
ripartizione delle somme fra i liberi consorzi, perché veramente
l'unico ad essere penalizzato è quello di Ragusa per le motivazioni
che mi sono sforzato di chiarire poc'anzi.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe.Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
fare rilevare, Presidente, visto che correttamente ogni
parlamentare ha manifestato legittimamente un disappunto nella
distribuzione delle quote finanziarie attribuite alle singole
province, vorrei solo ricordare un dato e non lo voglio nemmeno
commentare, Presidente, perché i numeri sono numeri: Palermo, come
capoluogo e come provincia in termini di popolazione più grande ha
avuto assegnato 1 milione e 9, quindi non è secondo me un
ragionamento di singola provincia, ma è, secondo me, un malessere
complessivo che è frutto dell'incuria che questo Governo ha avuto
per tutto il territorio siciliano.
Vorrei ricordare che le provincie ci sono, ci sono i commissari
nominati da questo Governo, ci sono commissari che sono stati
prorogati su proroghe, su proroghe e su proroghe; vorrei ricordare
che si è solo abrogata la democrazia.
Io orgogliosamente voglio rappresentare un mondo di Centro-Destra
che si identifica invece nella democrazia, in quei consigli
provinciali che potevano essere ridotti, certamente in numero,
certamente in indennità, ma che potevano essere mantenuti in vita
perché oggi i piccoli comuni dell'entroterra non sono rappresentati
e sono abbandonati a loro stessi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, Presidente della Regione che ancora una volta si è
allontanato, arriverà, forse, quando ci sarà da votare, ma c'è
l'Assessore.
Allora, un riferimento all'unico articolo che è degno di nota
all'interno di questo esercizio provvisorio.
Noi alla fine staremo in Aula e chiaramente si tratta di un atto
di responsabilità verso quei 22 mila precari che alla fine
aspettano che questa proroga arrivi.
Però, il riferimento politico non poteva non essere fatto,
Assessore Lantieri, Baccei, Presidente della Regione, al modo in
cui il Partito Democratico, quindi forza di Governo nazionale nelle
interlocuzioni con il Governo regionale avrebbe voluto e potuto
avviare un percorso che parlava di qualcosa di diverso rispetto
alla proroga di un solo anno.
Cioè, noi per mesi e mesi abbiamo portato avanti un dibattito che
vedeva il Governo nazionale andare a braccetto con il Governo
regionale su tutta una serie di questioni che dovevano riguardare
le stabilizzazioni, che dovevano riguardare il rinnovo per almeno
cinque anni nella peggiore delle ipotesi e, invece, ancora una
volta sempre con lo stesso modello stantio che non dà prospettiva a
uomini e donne che sono finiti come dentro delle gabbie,
giovanissimi e che stanno invecchiando in quelle gabbie noi stiamo
costringendo a rimanere lì. Uomini e donne a cui è stata tolta la
speranza di un futuro, uomini e donne a cui è stata tolta la
speranza di programmare le loro esistenze.
Per non parlare poi del fatto che ovviamente attraverso il
meccanismo dell'esercizio provvisorio stiamo evitando qualsiasi
possibilità di programmazione, qualsiasi possibilità di sviluppo
per non parlare poi della possibilità di tendere una mano a tutte
quelle categorie che sono entrate nel dibattito della politica
regionale in questo anno e mezzo, in questi tre anni, e che si
sarebbero aspettati una mano tesa da parte di questo Governo, una
mano tesa che non arriva, che viene ulteriormente mortificata e un
esercizio provvisorio di due mesi che ancora una volta come questo
Governo non c'è, come questa maggioranza assolutamente non esiste
perché si tratta ovviamente di una maggioranza assolutamente
squinternata che d'altra parte appare così evidentemente
squinternata. Già ieri alla riunione dei Capi gruppo dove
francamente Assessore Baccei era auspicabile che si arrivasse a
quella riunione con un accordo interno alla maggioranza.
Un accordo tra il Governo e la maggioranza, con un accordo tra il
Governo e magari l'Assemblea.
Assemblea che invece ha dovuto responsabilmente attraverso anche
l'intervento del Presidente dell'Assemblea tirarla dentro in un
percorso conducente. Oggi ci ritroviamo qui a fine anno ad
approvare questi pochi e scarni articoli, ripeto, soltanto due di
contenuto rispetto ad una manovra che evidentemente poco o nulla ha
di più di qualcosa di tecnico nell'attesa del prossimo voto segreto
dove sicuramente tornerete, diciamo, a perdere, dal quale prossimo
voto segreto sicuramente uscirete ancora una volta sconfitti ma che
vi possiamo dire se vi piace così.. io onestamente vivere così non
ci riuscirei, però evidentemente a questo Governo e a questa
maggioranza piace andare avanti in questo modo, noi non possiamo
che prenderne atto e vi auguriamo buon lavoro.
IOPPOLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
IOPPOLO. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo,
onorevoli colleghi, io ero tra quelli insieme al Gruppo al quale mi
onoro di appartenere Lista Musumeci , che ha sperato fino
all'ultimo che il Governo fosse in grado in questa quarta occasione
della legislatura -è la quarta- non è la prima, non è più nemmeno
la seconda, occasione nella quale il Parlamento siciliano in questi
giorni, in queste ore avrebbe potuto occuparsi della legge di
stabilità e del bilancio della Regione che questo accadesse, perché
se non accade al quarto anno all'inizio del quarto anno di
legislatura, ancor meno posso immaginare e pensare accadrà se
dovesse durare la legislatura fino alla sua fine naturale, fino
alla scadenza naturale possa accadere l'anno prossimo.
Questo Governo, il Governo Crocetta, il Governo che voi
rappresentate ai banchi appositi si è auto condannato alla
precarietà, si è auto condannato a vivere una continua situazione e
condizione di emergenza, perché l'esercizio provvisorio questo
rappresenta, l'emergenza, la risposta occasionale, la mancanza di
pianificazione, la mancanza di capacità di programmazione.
Forse non tutti voi hanno avuto modo di leggere, avete avuto modo
di leggere le norme che ci vengono sottoposte. Per la verità assai
scarne, come prima veniva rilevato. Ma vi è una confessione che, se
vi rende meritevoli delle circostanze attenuanti generiche, certo
non vi può assolvere.
L'articolo 3, nelle more della definizione dell'accordo, per il
riconoscimento alla Regione da parte dello Stato delle ritenute sui
redditi delle persone fisiche, cioè la questione riguardante i
famosi 500 milioni, non siete riusciti al 30 dicembre dell'anno in
corso, del 2015, nemmeno ad avere chiarezza sui 500 milioni che lo
Stato dovrebbe elargirci graziosamente, visti i viaggi a Roma con
la manina avanzata nei confronti del Governo centrale.
Ecco la confessione nelle more della definizione.
La verità è che il Governo Crocetta non è stato in grado, fino a
questo momento, di proporre una legge di stabilità e di bilancio in
grado di potere programmare, per l'anno di competenza, la propria
attività in alcuno dei settori di competenza della Regione.
Ricordiamo quello che disse il Presidente Crocetta, in quest'Aula,
alla fine del 2012: Ma che volete, ci siamo appena insediati, non
abbiamo avuto il modo, il tempo di fare una ricognizione, di potere
programmare, di potere pianificare.
Ed alcuni di noi, già in quella sede, sostennero e rilevarono come
cominciava male l'esperienza del Governo Crocetta.
L'esperienza del Governo Crocetta cominciò male, malissimo per la
Sicilia ed è proseguita peggio, come tutti i siciliani sanno.
Ecco perché il voto del Gruppo parlamentare Lista Musumeci non
potrà essere favorevole. Non può essere favorevole.
Siamo davanti all'emergenza continua. Anzi, siamo davanti al
paradosso: il Governo non era riuscito a programmare nemmeno
l'esercizio provvisorio perché, è proprio di pochi giorni fa
l'incauta ed inavveduta dichiarazione di esponenti del Governo
Crocetta che escludevano persino di dovere fare ricorso
all'esercizio provvisorio.
Siamo, quindi, davanti ad un esercizio provvisorio deciso in zona
Cesarini , escluso fino a qualche settimana fa o a qualche giorno
fa, senza che però vi fosse, dall'altra parte, il bilancio e la
legge di stabilità. Insomma, davvero, un gioco alla sprovvedutezza,
un gioco all'occasionalità, un gioco all'estemporaneità.
Solo che con queste cose non si gioca, rappresentanti del Governo.
E ha fatto bene chi ha richiamato prima l'articolo 5 di questo
disegno di legge, che è sottoposto all'esame dell'Aula.
Si tratta del recepimento della norma nazionale che prevede la
proroga per i contrattisti, per i precari degli enti locali e degli
altri enti assimilati.
Si era escluso, fino a qualche giorno fa, che fosse necessario il
recepimento della norma nazionale attraverso una norma legislativa
regionale.
E' a loro che va il nostro pensiero in questo momento ed è anche
per loro che non lasceremo l'Aula, non abbandoneremo l'Aula per
assicurare il numero legale che, anche questa sera, la maggioranza
non riesce autonomamente, ex se, ad assicurare.
Ecco perché signor Presidente dell'Assemblea il senso di questo
intervento che vuole porle un'altra questione, infine, e intende a
nome del Gruppo Lista Musumeci rivolgerle una richiesta formale.
E' accaduto ieri sera che un voto del tutto legittimo di questo
Parlamento, che non andava da parte di alcuno apostrofato e
commentato, come è stato apostrofato e commentato, nessuno può e da
nessuna posizione esorbitare rispetto alla critica che deve essere
sempre contenuta, deve essere mantenuta entro i limiti non solo
della legalità e della legittimità ma della civiltà dei rapporti.
Il Parlamento ha deciso con il voto di ieri sera. Da ieri sera si
è scatenata una ridda di commenti che non fanno onore a chi quei
commenti ha inteso rappresentare.
La situazione di Riscossione Sicilia era e rimane grave.
Ieri sera eravamo chiamati, l'Aula era chiamata, a decidere in
ordine alla ricapitalizzazione di due milioni e mezzo di euro.
Se la Regione siciliana, l'Amministrazione regionale, cioè voi
signori assessori, il vostro Governo, se fosse presente in Aula il
Presidente Crocetta indicherei personalmente il Presidente
Crocetta, adempisse alle obbligazioni che la Regione deve
liquidare, cui deve adempiere nei confronti della Società
Riscossione Sicilia con circa 50 milioni di euro di arretrato, con
un aggio che è pari all'8 per cento la Riscossione Sicilia
incasserebbe dall'oggi al domani, o quasi, 4 milioni di euro e
quindi i due milioni e mezzo di ieri sera per la ricapitalizzazione
sarebbero perfino se non poca cosa, cosa minore rispetto a quello
che Riscossione Sicilia avrebbe diritto di riscuotere da parte
della Regione.
Se poi fossero messi gli enti locali nel loro complesso in
condizione - e gli enti statali - in condizione di pagare
arriveremmo a somme assolutamente più alte. Si dice, leggo da
qualche parte, che Riscossione Sicilia avanza complessivamente
circa 250 - 320 mi dice l'onorevole Musumeci che è bene informato
sull'argomento - e quindi con l'aggio all'8 per cento siamo intorno
a 25-26 milioni di euro.
Quindi ci chiediamo: ma di che cosa ha da lamentarsi alcuno? Ma di
che cosa può lamentarsi nei confronti di un corpo politico
nell'esercizio del suo mandato politico, istituzionale e
costituzionale.
Io Le chiedo, Presidente, che alla ripresa dell'attività d'Aula
appena Lei lo riterrà opportuno, sia dedicata una intera seduta,
una seduta di questo Parlamento, dell'Assemblea regionale
siciliana, per dibattere, verificare e approfondire tutti i profili
che riguardano la Società Riscossione Sicilia.
Nessun tipo di pregiudizio da parte nostra nei confronti di
chicchessia, ma la necessità e l'esigenza quale legittimi
rappresentanti del popolo siciliano di approfondire tutte le
tematiche.
Ci venne detto, Lei lo ricorderà Presidente, lo ricorderanno gli
assessori presenti, ci venne detto un anno, un anno e mezzo fa, di
questi tempi che la chiusura di otto sportelli periferici per la
Sicilia, lo ricorderà l'onorevole La Rocca che fu protagonista, La
Rocca Ruvolo, di quella battaglia in Commissione e in Aula, che
chiudendo otto sportelli si sarebbero risanate le finanze della
Società Riscossione Sicilia S.p.A.. Ed era falso, non era vero,
perché quegli otto sportelli erano allocati, ubicati quegli uffici
in locali per la maggior parte dei casi di proprietà dei comuni che
i comuni avevano ceduto in comodato a titolo gratuito, ovviamente,
o con fitti assolutamente simbolici alla società.
Quindi, esigenza di chiarezza, esigenza di trasparenza, esigenza
di approfondimento da parte nostra, da parte del Gruppo Lista
Musumeci e, voglio augurarmi, da parte dell'intero Parlamento.
La mia richiesta, signor Presidente, è di carattere formale e la
prego di volere considerare come necessario ed urgente che una
seduta di quest'Aula sia dedicata a questa importante e strategica
società partecipata, ormai unicamente partecipata, dalla Regione
siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
semplicemente ancora una volta non ci aspettavamo di arrivare al 29
dicembre ad affrontare l'esercizio provvisorio senza che vi fosse
un'idea chiara, definita di sviluppo e rilancio di questa Sicilia.
Tutti i problemi e tutti i nodi sono rimasti irrisolti e li stiamo
solo ed esclusivamente rinviando.
E' un appello che viene da parte dei cittadini, da parte di quei
cittadini che sono più deboli, vulnus di democrazia ovunque.
Questo Governo ha nominato tre anni fa dei commissari che ancora
occupano posizioni importanti, manageriali, che dirigono le varie
Province, le ex Province e abbiamo strade provinciali e mi
riferisco alla provincia di Messina, laddove non si riescono
neanche a completare i progetti per far sì che si possa provvedere
alla manutenzione delle strade.
Il piano rifiuti, nessuna innovazione dal punto di vista
tecnologico. Il piano rifiuti lasciato così in aria, non solo, e i
comuni perché non possono neanche emanare le ordinanze in materia
di emergenza.
I cinquecento milioni sub judice perché ancora non si capisce bene
se lo Stato li manda o meno e ancora a Roma con il cappello in
mano.
Io credo che questo Governo debba fare una riflessione seria, ma
la deve fare il Governo, non può si può chiedere ogni volta,
perché mi pare che stiamo andando così, un atto di responsabilità
alle opposizioni che questa sera ancora una volta sono qui per
evitare che i comuni, per evitare che i precari possano avere
quella agognata proroga per il 2016, perché altrimenti vediamo dai
banchi della maggioranza, neanche questa sera questo fantomatico
esercizio provvisorio per due mesi, che poi non sarà due mesi,
potrà essere approvato.
Quindi, noi ci asterremo, anzi voteremo contro, però se non
fossimo presenti noi questa sera in Aula, ed è quello che vogliamo
sottolineare, il Governo non ha la maggioranza neanche per
deliberare e per far sì che domani la Giunta deliberi l'esercizio
provvisorio e consentire appunto questi due mesi di proroga.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
l'onorevole Falcone e l'onorevole Grasso per attenzionare i comuni.
Già gli enti locali hanno pensato. Purtroppo, non si è potuto fare
la programmazione per non sforare il patto di stabilità, ma appena
apriranno le casse regionali 200 milioni di euro per la parte
corrente e 115 per la parte capitale, verranno immediatamente fatti
i trasferimenti ai comuni, così potranno iniziare, come dice il
sindaco, come dice l'onorevole Falcone, a potere riprogrammare e
avere un po' di serenità.
Per quanto riguarda la Provincia, volevo ricordare agli onorevoli
di Ragusa, non è che abbiamo tolto delle somme, la distribuzione,
purtroppo, è stata fatta sulle somme che avevamo a disposizione, di
conseguenza, le province sono tutte in sofferenza, onorevole
Assenza. Ognuno dei Commissari ha portato avanti, ripeto, quello
che era necessario per le province ma per soddisfare tutti avremmo
avuto bisogno di almeno 50 milioni di euro in più che, purtroppo,
non avevamo.
Per quanto riguarda i contrattisti, i precari, la Regione ha
pensato alla proroga, ha recepito la legge, abbiamo anzi
sollecitato per i comuni in dissesto e in pre-dissesto, non solo, e
per la prima volta quest'anno, avendo la nuova legge
l'armonizzazione del Bilancio, abbiamo potuto fare l'anticipazione
di 80 milioni di euro per tutti gli Enti locali, in modo che i
sindaci siciliani entro il 31 possono rinnovare tranquillamente e
dare la proroga ai contrattisti senza interruzione di contratto
perché gli altri anni, come voi sapete, molti sindaci hanno
rinnovato il contratto a gennaio con una data retroattivo e c'era
qualcosa che, insomma, era sul filo del rasoio. Perciò, quest'anno
hanno la certezza delle somme. Stamattina hanno ricevuto la
lettera, potranno rinnovare i contratti, non possiamo garantire
tutte le mensilità, abbiamo anticipato il 40 per cento e poi per il
resto si vedrà, ma, in ogni caso, l'Assessore Baccei ha previsto
già le somme in Bilancio per tutta l'annualità.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io volevo riprendere velocemente alcuni punti che sono
stati detti di cui uno in particolare, secondo me importante, è
che il Governo il 21 dicembre in Giunta ha approvato il Bilancio e
la finanziaria definitivi, per cui non è vero che non c'è un
Bilancio, c'è un Bilancio, c'è una finanziaria approvati in Giunta
e trasmessi in Assemblea.
Poi, ieri nella riunione dei Capigruppo, legittimamente, dopo la
discussione si è deciso di andare all'esercizio provvisorio,
correttamente, per avere il tempo, per discutere con serenità la
legge finanziaria, per cui ben volentieri abbiamo accettato questa
opportunità partendo dal presupposto che è depositato il Bilancio
definitivo, tant'è vero che l'esercizio provvisorio a quel Bilancio
si va ad agganciare.
Venivano ricordati una serie di dati che sono stati letti dalla
relazione che io stesso ho fatto. Il problema è che non vengono
contestualizzati perché sono i dati di partenza, perché un
disavanzo di 3 miliardi non c'è più, tant'è vero che stiamo
parlando di 500 milioni nelle more di averli da Roma in seguito a
un accordo da concludere, ma vuol dire che gli altri 2 miliardi e
mezzo sono stati recuperati. Per cui, dire che questo Governo non
fa una politica di gestione del Bilancio corretta, mi pare non
corretto e i numeri stanno lì a dimostrare. Infatti, dopo la pagina
1 che era stata letta, ci sono le pagine 2, 3, 4 e 5 che dicevano
come quelle difficoltà sono state in gran parte risanate e lo
saranno completamente nel corso del 2016 dove - vi ricordo - per il
primo anno non verranno utilizzati fondi FSC per coprire la spesa
corrente, il che vuol dire 700 milioni di euro in più per lo
sviluppo della Sicilia.
Questo mi pare un risultato non di poco conto insieme a tutta
un'altra serie di misure importanti che, però, non ha senso
illustrare ora perché sono all'interno della legge finanziaria.
Come altro punto che avete sollevato, noi non abbiamo mai escluso
di fare un intervento normativo per la proroga dei precari, tant'è
vero che nella legge finanziaria, già approvata e depositata, c'è
non solo la proroga ma una serie di interventi per favorire la
stabilizzazione. Per cui, anche qui smentisco quanto è stato detto,
anzi rafforzo dicendo che in finanziaria sono previste ulteriori
misure a favore della stabilizzazione dei precari.
Relativamente ai soldi dei comuni, onorevole Falcone, non sono 80,
90 milioni in meno ma 25 milioni come lei ben sa.
Riguardo a Riscossione Sicilia, come ho spiegato ieri, come diceva
l'onorevole Falcone, stavo dicendo sui comuni per il 2015, 2014 non
sono 90 milioni in meno ma sono 25 di parte corrente, 375 contro
350 di parte corrente e 20 di investimento, non sono 90.
Relativamente a Riscossione Sicilia, i crediti, come ho spiegato
ieri, non sono relativi ad aggio per quello che viene trattenuto
quando si riscuote, ma sono relativi alla mancata dichiarazione di
inesigibilità. Quello che si è detto, quindi, non è corretto.
Per quanto riguarda i nostri soldi, stiamo già pagando i crediti
che Riscossione Sicilia ha nei nostri confronti, tanto è vero che
all'inizio del 2015 abbiamo messo 40 milioni e abbiamo pagato a
Riscossione Sicilia 40 milioni e gli altri li diamo nel 2016,
inseriti all'interno della finanziaria.
Stiamo adempiendo, ci stiamo prendendo responsabilità nel senso
che non stiamo facendo dichiarazione ufficiale di inesigibilità del
credito, stiamo parlando di crediti ormai talmente vecchi che, di
fatto, non possono essere considerati.
Relativamente al tema della gestione provvisoria, Presidente,
senza nessuna polemica rispetto a quanto è stato detto ieri ma per
cercare insieme di fare chiarezza perché il tema è abbastanza
complesso e difficile da interpretare, lascerò una nota agli atti,
alla Presidenza, ma volevo spiegare velocemente qual è stata la
nostra interpretazione.
Non sono sicuro che la nostra sia quella corretta e penso che la
cosa migliore sia lavorare insieme agli uffici dell'Assemblea per
cercare di fare più chiarezza sul tema del 118 anche andando ad
applicare quanto previsto dall'articolo 27.
Penso che sia importante che nel corso del 2016 si dia il via a
quelle procedure per andare a definire, senza ombre, come debba
essere applicato il 118 nella Regione siciliana.
Il Presidente Ardizzone ricordava, correttamente, che c'è stata
un'impugnativa da parte delle Regioni a Statuto speciale del 118,
che la Corte costituzionale con sentenza n. 178 del 2012 ha dato
ragione alle Regioni a Statuto speciale e, quindi, il 118 non viene
applicato automaticamente ma si deve procedere attraverso un
recepimento, con o senza modifiche, attraverso il sistema pattizio
ossia decreto legislativo previo parere della Commissione
paritetica.
Abbiamo intrapreso un percorso nell'attuazione del 118. La nostra
interpretazione, mia e degli uffici dell'Assessorato, è stata che è
stato firmato come primo atto un accordo fra Presidente della
Regione e il Ministro dell'Economia e delle Finanze in cui la
Regione si impegnava a recepire il 118 entro l'1 gennaio 2015.
In coerenza con questo abbiamo fatto la legge 3 del 2015 e
all'articolo 11 abbiamo recepito il 118, con alcune eccezioni,
nelle more delle procedure previste dell'articolo 27.
Nelle more, dunque, di dare attuazione a quanto previsto
dall'articolo 27, abbiamo recepito il 118 con alcune eccezioni. In
queste eccezioni non c'era la gestione provvisoria, come non ci
sono i tempi di presentazione del bilancio presso l'Assemblea come
non ci sono i tempi di approvazione di questo bilancio.
La nostra interpretazione - anche se non metterei la mano sul
fuoco che sia quella corretta e ho piacere di confrontarmi con gli
uffici - è che, avendo recepito e non essendo presente in
quell'eccezione il recepimento vuol dire che quelle sono state
recepite. Questa sarà un'interpretazione data da me e dagli uffici
dell'Assessorato.
Relativamente alle circolari che venivano citate ieri, andando a
rileggere, c'era una contestualizzazione precisa ed era relativa
all'esercizio 2015.
Si diceva, in particolare, che per l'esercizio finanziario 2015 ai
sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 118 e successive
modifiche ed integrazioni, nel corso dell'esercizio provvisorio
continua ad applicarsi la disciplina vigente nell'esercizio
finanziario 2014.
Nel 2014 gli enti e gli organismi della Regione applicavano già il
118, la Regione no, per cui valeva soltanto l'esercizio provvisorio
e non la gestione provvisoria.
Nel corso del 2015, la Regione ha applicato il 118, tanto è vero
che abbiamo fatto la cancellazione dei residui e quant'altro.
Rientriamo, di fatto, a nostro modo di vedere - ripeto senza fare
polemica -, la gestione provvisoria, in questo caso, è applicata.
La circolare faceva riferimento all'esercizio 2015 e non
all'esercizio 2016.
Lascio questa nota all'Assemblea - ripeto - soltanto con la
volontà di iniziare un percorso insieme per fare chiarezza su
questi temi che sono abbastanza complicati.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Baccei, la ringrazio per la sua
nota, ma le confermo che la nostra stella polare è lo Statuto e la
Costituzione.
Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione
l. Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel punto
8 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011,
ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato
con legge regionale e comunque non oltre il 29 febbraio 2016, lo
schema di bilancio annuale della Regione per l'esercizio
finanziario 2016, secondo gli stati di previsione dell'entrata e
della spesa ed il relativo disegno di legge approvato con
deliberazione della Giunta regionale n. 317 del 21 dicembre 2015
nonché secondo la nota di variazioni contenente gli effetti della
presente legge».
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 35
Contrari 0
Astenuti 3
(E' approvato)
Preciso che chi ha richiesto la votazione per scrutinio nominale
viene conteggiato ai fini della presenza.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Disposizioni in materia di variazioni di bilancio
1. In applicazione di quanto previsto dall'articolo 79 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni e fino all'emanazione delle norme di attuazione dello
Statuto regionale richiamate dall'articolo 11, comma 1, della legge
regionale 13 gennaio 2015, n. 3, continuano ad applicarsi
all'amministrazione regionale le disposizioni di cui all'articolo
11, commi 7, 8 e 13 della medesima legge regionale n. 3/2015».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Rapporti finanziari Stato-Regione
1. Nelle more della definizione dell'accordo per il riconoscimento
alla Regione, da parte dello Stato, delle ritenute sui redditi
delle persone fisiche che hanno residenza fiscale nel territorio
della stessa, per un importo stimato in 500.000 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2016, il medesimo importo è accantonato
in un apposito fondo in cui sono iscritte le risorse derivanti
dalle riduzioni delle autorizzazioni di spesa di seguito indicate:
Missione 1, Programma 4 (capitolo 219205) 448.845 migliaia di
euro;
Missione 1, Programma 10 (capitolo 212015) 22.000 migliaia di
euro;
Missione 20, Programma 1 (capitolo 215744) 29.155 migliaia di
euro.
2. Le somme di cui al comma 1 riconosciute alla Regione sono
destinate al ripristino delle autorizzazioni di spesa in misura
proporzionale agli importi indicati nel medesimo comma 1.
3. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
dei commi 1 e 2».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Trasferimento oneri di competenza del settore sanitario
1. Al comma 9 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5, le parole ivi comprese le aziende pubbliche del
Servizio sanitario regionale, con esclusione sono sostituite con
le seguenti: con esclusione delle aziende pubbliche del Servizio
sanitario regionale e ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Proroga dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2015
1. In coerenza con la vigente normativa statale di riferimento,
con decorrenza dall'1 gennaio 2016, gli enti utilizzatori dei
soggetti titolari dei contratti di lavoro subordinato di cui
all'articolo 30, comma 4, della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5 e successive modifiche ed integrazioni, in scadenza al 31
dicembre 2015 o in scadenza nel corso dell'anno 2016, sono
autorizzati a prorogarli fino al 31 dicembre 2016, alle medesime
condizioni e deroghe previste dal comma 9 bis dell'articolo 4 del
decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 convertito con modificazioni
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle
ipotesi di cui all'articolo 259, comma 6, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2016.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si procede ad una prova del funzionamento del
sistema elettronico.
(Si procede ad una prova del funzionamento del sistema
elettronico)
Onorevoli colleghi, il sistema funziona. Il sistema ha sempre
funzionato, anche ieri.
rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio 2016 (n. 1134/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio 2016 ( n. 1134/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio 2016 (n. 1134/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione finale per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 38
Contrari 0
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
n. 1133/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione relativa ad articoli stralciati dal disegno di legge
n. 1133/A
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
interno e di analoghe precedenti decisioni assunte dalla Presidenza,
questa Presidenza ha deliberato di stralciare il disegno di legge n.
1133/A Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016,
legge di stabilità regionale le seguenti disposizioni, in quanto
esse presentano profili di dubbia legittimità costituzionale:
-articolo 14 comma 1 (patrocinio dell'avvocatura dello Stato), in
quanto la norma interviene in una materia già disciplinata da
specifiche disposizioni statali, è pertanto preclusa la competenza
legislativa regionale;
- articolo 51 (garanzie per cooperative agricole), in quanto la
norma ha finalità e contenuti analoghi a quello di disposizione
precedentemente approvate dall'Assemblea, e impugnate per
violazione dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitari di cui
all'articolo 117 primo comma della Costituzione.
I disegni di legge di bilancio (n.1132) e finanziaria (n.1133)
sono stati assegnati in data odierna, a seguito degli stralci sopra
comunicati.
La Commissione Bilancio e le Commissioni di merito sono
autorizzate a riunirsi per l'esame dei suddetti disegni di legge a
decorrere dal 4 gennaio 2016.
Resta inteso che su alcune norme, così come convenuto in
Conferenza dei Capigruppo, dove si potevano presentare dei dubbi di
non illegittimità costituzionale evidente, ma in qualche modo
possono trovare una nuova formulazione così come rassicurato da
parte del Governo, cerchiamo un percorso concordato proprio nelle
Commissioni.
colo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24' (n. 1123/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Modifica
dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24 (n.
1123/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
2015, n. 24 (n. 1123/A), posto al numero 4).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.26, è ripresa alle ore 18.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho una domanda da porre al
Governo. In atto non c'è il numero legale, possiamo girarci
intorno quanto vogliamo.
So che lei Assessore ha una scadenza, gliene do atto, così come ho
il dovere di evidenziare, perché rimanga traccia agli atti, -anzi
ho una comunicazione scritta -, dato che ieri l'onorevole
Zafarana ha fatto delle osservazioni, la leggo: «Il disegno di
legge in esame modifica l'articolo 1 della legge regionale n. 24
del 2015, che ha previsto l'accorpamento dell'Ospedale Piemonte,
già facente parte dell'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti
Papardo-Piemonte', all'Istituto di ricovero e cura a carattere
scientifico Bonino Pulejo', prevedendo il correlativo passaggio
della disponibilità del patrimonio, del personale e dei servizi
annessi dall'Ospedale Piemonte all'IRCCS.
Il disegno di legge esitato dalla VI Commissione dispone che, a
seguito del suddetto accorpamento, la titolarità dei beni immobili
dell'Ospedale Piemonte spetta non alla Regione ma all'Istituto
Bonino Pulejo'.»
Ricordo che avevamo votato per mantenere il carattere pubblico
all'inizio che rimanesse questo è l'esito della Commissione,
onorevole Zafarana.
«Tale previsione, - siccome ieri lei mi ha posto un problema di
incostituzionalità - pur non presentando profili di
incostituzionalità, determina il depauperamento del patrimonio
immobiliare dell'Azienda ospedaliera Papardo in contrasto con la
nota dell'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e non
esclude la possibilità di individuare altre soluzioni coerenti con
i principi della legislazione nazionale di riferimento, come già
previsto nella legge regionale n. 24/2015, la quale infatti non è
stata impugnata.»
Perché la legge non è stata impugnata e, nella nota del Ministero
di Grazia e Giustizia, l'Ufficio legislativo dice: siccome si
tratta di natura privatistica e non pubblicistica, se noi
sottraiamo all'Azienda Papardo l'immobile, c'è un depauperamento
con un rischio per i possibili creditori.
Nel disegno di legge originario, presentato dal Governo, che era
in perfetta sintonia con questa nota, si parlava di mantenere in
capo all'Azienda Papardo l'immobile, dalla Commissione è uscito
fuori un provvedimento, da un punto di vista costituzionale,
onorevole Zafarana, altrettanto legittimo, però è in contrasto con
la nota del Ministero. Queste cose ce le dobbiamo dire con la
massima chiarezza.
In proposito, preannuncio che sono stati presentati alcuni
emendamenti a firma del Governo e dell'onorevole Zafarana, che
saranno sottoposti all'esame dell'Aula.
Ora il problema è di carattere generale, noi ogni volta ci
adeguiamo, fino ad esso, - per cui avevo pure pensato di avviare
un dibattito in Aula sul comportamento che dobbiamo tenere nei
confronti del Governo -, in questo caso in parte ci stiamo
accostando a quanto dice il Governo, in parte ci stiamo discostando
a quanto dice il Governo. Su questo dobbiamo noi seguire una linea.
onorevole Grasso capisco che ognuno di voi vuole discettare su
questo, io sto rappresentando la situazione. In considerazione che
in atto non c'è il numero legale, lo sto dicendo con la massima
chiarezza quando si vota si valuta il numero legale a tutti darò
la parola, io intanto voglio sapere sull'andamento dei lavori che è
diventata una disputa inutile questa.
(Vive proteste)
In atto non c'è il numero legale se noi dobbiamo andare avanti
andiamo avanti.
FORMICA. Lei come fa a sapere che non c'è il numero legale?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'Assessore per la salute non si pronuncia. Ha chiesto
di parlare il Presidente della Commissione l'onorevole Di Giacomo.
Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, io
cercherò nell'intervento di placare gli animi e di fare un momento
di chiarezza.
La sostanza politica del provvedimento è questa: se noi non
accorpiamo l'ospedale Piemonte' al Bonino Pulejo' ai primi di
gennaio l'ospedale chiude. Il direttore generale dell'ospedale
Papardo' ha dichiarato che non ha più soldi e personale quindi
l'ospedale è chiuso ai primi di gennaio.
La seconda cosa è questa: vogliamo fare nei confronti dell'IRCCS,
un Istituto di ricerche e cura il Bonino Pulejo' quello che
abbiamo fatto con l'ospedale San Raffaele Giglio che abbiamo tolto
noi dal Servizio sanitario regionale per darlo ad una Fondazione in
cui un socio è fallito? E' fallito.
Guardi io accetto i contributi di tutti signor Presidente non
accetto i contributi dei capi bastone che danno i bigliettini
all'Aula senza avere capito completamente nulla di cui si sta
parlando. Qui il punto politico è uno soltanto, questo patrimonio
che finisce in un IRCCS un Istituto di ricerche e cura non può non
avere natura di tutto il patrimonio in capo alle aziende, che è di
carattere privatistico, compreso Ragusa, compresa Catania, compreso
Palermo, compresa Siracusa, compresa Enna. Tanto è vero che quel
patrimonio i direttori generali lo mettono in bilancio, quel
patrimonio immobiliare lo danno alle banche per farsi dare
l'anticipazione. Il Governo nazionale ha detto non puoi fare
altrimenti di questa parte del patrimonio rispetto a quello che fai
per tutte le altre 19 Aziende siciliane . Qualsiasi altro
emendamento signor Presidente è incostituzionale significa
affossare la norma. Quindi il punto è questo: il punto dirimente,
credo di avere detto così l'emendamento del Governo e a maggiore
garanzia si conferiscono al Bonino Pulejo' soltanto le strutture
che servono per fare sanità se ci sono terreni, se ci sono
appartamenti, se ci sono beni di altra natura rimangono nella
proprietà della Regione siciliana, anche se quella parte del
patrimonio, signor Presidente, finisse in capo al Bonino Pulejo' -
quella sanitaria - i direttori generali non la possono vendere se
non c'è l'autorizzazione del Presidente della Regione, questo è per
Statuto, chiaro? Che cosa dobbiamo vedere, quindi. Di che cosa
dobbiamo parlare? Quali sono le obiezioni scienziate che io non ho
ancora capito? Se l'Aula vuole chiudere il Piemonte', e si rifiuta
di dare ad un IRCCS un istituto di ricerca e cura, lo dica. Si
chiude il Piemonte' e rimane così com'è.
Ma se c'è questo tentativo, serio, reale di rivitalizzare,
l'ospedale al centro di Messina, questa è l'unica strada. E' votata
con l'emendamento del Governo, in ogni caso, è blindata.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, dopo le parole del presidente della
Commissione Sanità', illuminate parole, di un uomo di Ragusa, che
amministra con saggezza la Commissione Sanità', qualsiasi altra
parola sarebbe superflua, se non quella di dire all'Aula che qui
parliamo di un'istituzione, l'ospedale Piemonte', per cui questo
Parlamento si è già espresso con una legge chiara, che deve essere
completata per una richiesta esplicita, da parte del Ministero, e
che integra e completa il passaggio.
Ognuno si assumerà, nei confronti della città di Messina e della
Sicilia, la responsabilità politica di avere determinato la
chiusura di una struttura sanitaria di eccellenza, per cui il
Ministero aveva fatto un apprezzamento politico positivo, aveva
preso impegni chiari con l'assessore. L'assessore Gucciardi ha
preso impegni con il Ministero a Roma e con la città di Messina.
Non si scherzi, quindi, con i sofismi. A noi non interessa per
nulla di chi sarà la proprietà dei muri. Non ci appartiene, è una
logica che non riguarda la politica, come ho detto sempre da questi
microfoni, è un fatto tecnico. I tecnici ci dicono che va fatta
così e noi ci adeguiamo ai tecnici.
Non vogliamo fare interpretazioni delle norme. Noi abbiamo la 18
azienda sanitaria e come tale va salvaguardata. Solo per fare buona
sanità, non speculazioni, neanche politiche.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, dopo quello che ha dichiarato il
presidente Digiacomo non farò un lungo discorso, se non richiamare
ciascuno alle proprie responsabilità.
Voglio, intanto, a coloro i quali dicono che si depaupera,
eventualmente, l'azienda Papardo', dire a questi signori che, il
patrimonio del Piemonte' è diventato dell'azienda Papardo' solo
qualche anno fa, perché prima era patrimonio dell'azienda
Piemonte'. Nel 2009, quando c'è stato l'incorporamento di alcune
aziende, la fusione di aziende, la riduzione di aziende, i beni
dell'azienda ospedaliera Piemonte' sono andati all'azienda
Papardo'. Non è che all'azienda Papardo' gliel'aveva lasciato
qualcuno in eredità. Solo cinque anni fa, quest'azienda ha
acquisito, in base a quello che viene argomentato in quest'Aula, ha
rubato, quindi, i terreni e gli immobili all'azienda Piemonte, che
era la proprietaria, prima di questa azienda, senza che nessuno
obiettasse alcunché.
La verità vera è che, ad alcuni, non piace che si sia, con questa,
- come dire -, idea brillante, salvato nell'unico modo possibile,
consentito dalle norme nazionali, l'ospedale Piemonte'.
Ed a qualcuno non piace che si salvi l'ospedale Piemonte', perché
qualcuno per un pugno di schifosissimi voti, che oserei dire di
scambio , per un pugno di schifosissimi voti, che chiamerei di
scambio , persegue la logica del tanto peggio tanto meglio .
Tutte le autorità hanno già dichiarato che senza questa norma
l'Ospedale Piemonte' è chiuso.
Chi vuole ostacolare con tutti i mezzi e con tutti i sotterfugi
possibili questo esito brillante, dovuto alla collaborazione di
tutti i deputati regionali, non solo messinesi, e che guarda caso
trova ostruzionismo non in deputati di altre province, bensì, in
deputati che dovrebbero difendere a maggior ragione Messina e che
per partito preso cercano di affossare questo ospedale.
Ormai la legge è fatta e il decreto legge n. 502 in maniera
chiara, - come richiamato dal parere del Ministero di Grazia e
Giustizia -, ci ha fatto correggere un errore che gli stessi
proponenti di quella modifica ci hanno fatto fare, perché noi non
avevamo inserito la proprietà alla Regione e, invece, nel parere
c'è scritto che in base al decreto legge n. 502 i beni vanno alle
aziende.
A chi sostiene, invece, che si tratta di due pesi e due misure
rispetto al Margherita', voglio ricordare che mentre per il
Margherita' si trattava di un passaggio da una Azienda sanitaria a
un ente locale, o alla Regione, in questo caso si tratta, invece,
del passaggio da Azienda pubblica ad Azienda pubblica. Esattamente
come è avvenuto nel 2009 con l'esproprio da parte dell'Azienda
Papardo' dei beni dell'ospedale Piemonte'.
Pertanto, chi ostacola l'approvazione di questa legge si deve
assumere di fronte alla Città di Messina la responsabilità di
volere chiudere l'Ospedale Piemonte'.
GRASSO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
siccome sono stata una dei firmatari dell'emendamento presentato in
Commissione, vorrei che restasse agli atti perché sono state troppe
le illazioni che sono state pronunciate in questa Aula, e fuori da
questa Aula: compromessi, accordi, che cosa si vuole trasferire,
proprietà immobiliari e quant'altro.
Qui la Commissione Sanità', tutti i deputati che si sono
impegnati e il Parlamento ha solo uno scopo quello di garantire e
far sì e mettere il Governo e anche approvare la linea del Governo
che è quello di garantire, in questo caso dell'Assessore per la
salute, un'offerta sanitaria e a Messina per non chiudere il
Piemonte' l'unica possibilità per tutti i percorsi che ci sono
stati in Commissione Sanità e mantenere l'Ospedale Piemonte' con
il Pronto Soccorso e con tutti i reparti annessi era quello di
aggregarlo all'IRCSS. In Commissione si è reso necessario un
emendamento tecnico, caro Presidente, solo ed esclusivamente per
una interpretazione, ma una interpretazione corretta, necessaria,
dovuta ai rilievi formulati dal Ministero della Salute che ha
richiamato la legge, - desidero che resti agli atti -, perché non
si fanno emendamenti perché chissà che cosa ci può essere sotto.
Il chissà che cosa ci può essere sotto non appartiene né alla
sottoscritta, né ai componenti della Commissione, né ai firmatari
dell'emendamento. E, quindi, nessuna preoccupazione.
C'era la preoccupazione dei colleghi che chissà quali rischi
c'erano a votare questo emendamento.
Il decreto legge n. 502 istitutiva delle ASP, recepita in Sicilia
nel 1993 con un rinvio dinamico di tutta la legge, prevede che i
beni devono essere trasferiti alle Aziende ASP e lo dice con il
decreto legge n. 502.
Io ho presentato e firmato un emendamento non mi si deve dire
PRESIDENTE. Vi invito ad una maggiore attenzione.
GRASSO, relatore chissà quali dubbi c'erano, quali dubbi ci
possono essere, io ho firmato un emendamento, ho sottoscritto un
emendamento nella consapevolezza di difendere il percorso
legislativo che aveva portato all'approvazione della legge n. 24.
La legge istitutiva delle ASP, all'articolo 5, prevede che per la
gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle unità sanitarie
delle aziende locali, la Regione entro novanta giorni ecc, ecc
emana le norme per la gestione economico-finanziaria e patrimoniale
delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere.
Quindi l'emendamento ha avuto solo lo scopo di rendere conforme la
legge a quanto previsto e predisposto dalla legge nazionale. Poi,
se ci sono questioni prettamente messinesi e questioni politiche
che sfuggono all'interesse generale per cui non si vuole garantire
un'offerta sanitaria alla città di Messina degna, non appartengono
alla sottoscritta, non appartengono ai firmatari dell'emendamento
che difendiamo perché consentirà all'assessore di chiudere un
percorso legislativo che porterà all'accorpamento dell'ospedale
Piemonte e dell'ospedale Papardo senza sottrarre beni immobili
patrimoniali all'ospedale Papardo e senza che l'I.R.C.C.S. quando
si dà la titolarità di questi beni possa venderli, perché
l'I.R.C.C.S., ripeto è un istituto pubblico.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, e a seguire gli onorevoli Laccoto,
Rinaldi e Turano.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
vorrei portare un po' di ragionevolezza in questa discussione.
logica, leggere le carte, - assessore Gucciardi vorrei che mi
ascoltasse -, se è possibile. Signor Presidente, se posso avere
l'attenzione dell'assessore e del presidente Crocetta al quale io
credo date le sue battaglie per la legalità.
Vorrei veramente che si faccia chiarezza perché tutti coloro che
difendono le istituzioni qua dentro devono fare, come ho fatto io
del resto, un bell'esame di coscienza e soprattutto ragionare
secondo profili di onestà intellettuale che è quella che a tutti si
riconosce qui dentro.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, si deve calmare. Onorevole
Formica lei ha parlato di voto di scambio; ha utilizzato le parole
voto di scambio .
FORMICA. Ora la pazienza la perdiamo.
IOPPOLO. I richiami all'onestà intellettuale, no.
ZAFARANA. Io vorrei continuare però, gentilmente, perché se un
filo logico deve essere seguito qua a parlare e ad urlare siamo
bravi tutti, ma dobbiamo seguire un filo logico in punto di diritto
perché non stiamo scherzando.
Allora, proprio per l'urgenza che ha suscitato, per il clamore,
per l'affaticamento mentale che stanno suscitando in quest'Aula i
miei emendamenti che io ora entro nel merito e mi spiego, perché
penso che ci sia necessità da parte di tutti di approfondire e
leggere la legge attualmente in vigore e il testo di legge
presentato dal Governo.
Vorrei ribadire un fatto: il testo di legge così come presentato
dal Governo era - così come presentato -, perfetto al netto del
fatto perché si adeguava al parere del Ministero, e non va però a
disciplinare. Ci siamo? Infatti il mio emendamento va nell'ottica
del disciplinare perché siamo in una vacatio di regolamentazione
rispetto a quanto previsto dal comma 2, articolo 5, del decreto
legislativo n. 502 del '92. Ora, vengo e mi spiego. Penso di
parlare qui dentro con persone che hanno molta più esperienza di
me, e soprattutto con un assessore che studia le carte, il cui
autorevole parere è sempre stato dato e, comunque, in Aula abbiamo
sempre visto, diciamo, comportamenti adeguati. Pertanto, io a
questa onestà intellettuale mi appello.
Che succede? Il testo uscito dalla Commissione non è quello
presentato dal Governo. Anzi, i miei tre emendamenti, i primi tre,
vanno proprio nell'ottica, qualora non li abbiate letti, di
riportare esattamente all'applicazione del parere del Ministero
della Giustizia, praticamente tornando su quel percorso. Ora, i
primi tre, vi prego di andarli ad approfondire.
Il testo passato in Commissione è palesemente incostituzionale ed
io Presidente ribadisco questo aspetto perché va a violare il 42,
terzo comma, è l'articolo relativo alle spese per la salute, perché
dalla legge Bindi', - e tutti qua siete voi sicuramente esperti
di questa materia -, gli Enti sanitari operano in regime
privatistico. Dopo di che i contratti tra Enti vanno fatti per
contratto. Non mi si dica che quest'Aula vuole fare un contratto
per legge, perché sarebbe veramente una cosa incredibile, e
soprattutto penso che proprio questo passaggio - proprio il
passaggio del testo presentato dai deputati Formica, Grasso,
Musumeci e Ioppolo -, proprio quell'emendamento che è stato
approvato in Commissione, và a operare questo passaggio nuovamente,
ripercorrendo l'errore censurato dal Ministero della Giustizia. E
allora di che stiamo parlando? E' inutile che qua vi accapigliate
facendo campagna elettorale. Qua nessuno vuole chiudere l'ospedale.
E che non si faccia strumentalizzazione, perché sappiamo bene che
chi ha letto la legge 24, l'ha letta per come è uscita da
quest'Aula, e non c'è scritto da nessuna parte che l'IRCCS debba
fare il Pronto soccorso nei locali del Piemonte' e vi invito a
rileggerla con attenzione. Quindi, qua, mi si permetta anche di
dire che con questo emendamento si è fatta un po' di luce. Proprio
il mio intervento è stato quello finalizzato a fare un po' di luce.
E col quarto emendamento che cosa si chiede? Si va proprio
nell'ottica del rilievo del Ministero della Giustizia, cioè di
individuare in una normale attività tra Enti che ragionano in
regime privatistico, quindi tra privati, signori miei, non
possiamo né prendere né portare patrimonio da nessuna parte,
debbano eventualmente procedere a vendita secondo, chiaramente,
canoni che non siano quelli
PRESIDENTE. La invito a concludere onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Concludo Presidente, subito. Che non siano quelli della
svendita. Cioè il concetto è proprio questo anche perché il
dirigente, il manager del Papardo' ha proprio denunciato a mezzo
stampa, di avere un debito il Papardo' che ammonta a 35 milioni di
euro.
Quindi, noi praticamente con questo emendamento passato in
Commissione e che oggi costituisce il testo di legge arrivato in
Aula, di fatto andate ad espropriare patrimonio, atteggiamento
censurato dal Ministero.
Ma vi sembra normale che una persona in sensi' debba fare questo
tipo di intervento perché altrimenti io non curerei il diritto alla
sanità dei miei cittadini e non curerei soprattutto i rilievi che
sono stati fatti dal Ministero.
E' inaccettabile Presidente, veramente, le chiedo, lei ha fatto
parlare anche per lungo tempo altri deputati, soltanto una piccola
annotazione. Veramente, vi chiedo di approfondire nel merito questa
questione onde evitare ulteriori impugnative. E, soprattutto,
ribadisco il concetto, ho fatto accesso atti, il patrimonio del
Piemonte' non è solo lo stabile del Piemonte' per il quale nel
2011 sono stati spesi 24 milioni di ristrutturazione.
I soldi sono pubblici ma c'è più di un miliardo di beni, case,
terreni, a chi vanno? Io l'ho chiesto Presidente, ho chiesto
veramente con forza in Commissione e nelle sedi opportune, mai
nessuno mi ha dato risposta. Io non possono pensare che si possa
trattare ancora così la sanità messinese e siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ero fra coloro
che hanno presentato l'emendamento. Il problema è che questa norma
è stata votata da questa Assemblea creando, e di questo credo che
l'Assessore per la salute non possa lavarsene le mani, ma debba
prendere atto di quello che sta succedendo in questa Aula e debba
essere immediatamente conseguente a ciò che sta avvenendo questa
sera.
Il problema è uno. Quest'Aula con un emendamento fatto - e che
avevo già avvisato che non era possibile - ha, praticamente,
legiferato dicendo che, nelle more dell'approvazione e
dell'emanazione del decreto, i livelli dei due pronto soccorsi e,
principalmente quello dell'Ospedale Piemonte, dovevano restare,
assieme alle altre specialità, quelli precedenti all'approvazione
della legge.
Caro Assessore per la salute, ci troviamo ogni momento di fronte
ad una situazione di pericolo di vita per coloro che vanno
all'Ospedale Piemonte.
In questi giorni sono avvenute, caro Presidente dell'Assemblea,
situazioni particolarissime. Nel senso che per potere assicurare il
servizio di pronto soccorso, il servizio di chirurgia, il servizio
di cardiologia, sono stati sguarniti i servizi dell'Ospedale
Papardo creando un duplice danno sia all'Azienda Papardo sia
all'Azienda Piemonte. Perché? Perché in queste condizioni,
Assessore per la salute ed anche il suo collega Cracolici, vi
pregherei perché sono fatti di responsabilità di cui vi chiamerò a
rispondere assieme a coloro che, in questa fase, non vogliono
comprendere che dall'Assemblea è uscita una legge che non può
essere lasciata così. O quella legge viene praticamente abrogata e
non viene fatto il decreto o si fa il decreto e si assicurano i
servizi indispensabili alla cittadinanza.
Non entro nel merito di questa diatriba, che siano praticamente
immobili qua o immobili là. Credo che abbia il dovere di avvisare
che, in queste condizioni, non può restare l'Ospedale Piemonte. Noi
abbiamo approvato questa legge che è stata pubblicata il 9 ottobre
e dal 9 ottobre ad oggi l'Ospedale Papardo non può assicurare i
servizi essenziali.
Sono due le cose - non entro né nell'una né nell'altra parte -,
però, è chiaro che al di là delle questioni politiche c'è da
prendere una decisione. E questo non da domani, né da dopodomani,
ma immediatamente. C'è la volontà di fare questo decreto e, quindi,
di assicurare la possibilità di un servizio di pronto soccorso
valido? C'è la volontà di assicurare le altre specialità di cui la
legge inopinatamente ha fatto carico al direttore dell'ospedale
Papardo, o no? Queste sono domande che non possono restare senza
risposta. Perché in queste condizioni il direttore non può nominare
e non può assumere perché manca l'atto aziendale e la pianta
organica che sono rinviate all'approvazione del decreto; non vi
sono le possibilità economiche da parte dell'Ospedale Papardo
perché l'Assessorato non può assicurare le risorse economiche. Ma
voi pensate che, in queste condizioni, possiamo lasciare l'Ospedale
Piemonte e il Papardo così?
Ciò che è successo questa sera, dico che è una leggerezza, è una
superficialità dell'Assemblea che, da una parte, dice che devono
essere assicurati i servizi, dall'altra parte non mette in
condizioni il direttore del Papardo di assicurare i servizi.
Allora, dico alla collega Zafarana: non sono stato fra coloro che
si sono ammazzati, allora, per l'accorpamento all'IRCCS, anzi avevo
delle perplessità, dicendo che alcune questioni non potevano
esserci, ma il patrimonio di 1 miliardo di cui parla la collega
Zafarana non c'entra niente, perché con l'emendamento odierno
dell'Assessore per salute, lui ha limitato il trasporto all'IRCCS
solo delle strutture sanitarie. Bene, non si vuole fare questo? Si
prenda una decisione.
Assessore Gucciardi, lo dico a lei perché deve essere
responsabilizzato. La legge, in questa maniera, non verrà approvata
nemmeno fra un mese.
Lei pensa che possiamo lasciare, in queste condizioni, la
situazione del Papardo e del Piemonte?
C'è una sola scappatoia. Non entro nel merito. Credo che sia
doveroso da parte di un Governo, da parte di una classe politica e
cioè da parte dell'Assemblea, assicurare le condizioni di servizi
essenziali.
Questo è il problema principale che mi tocca. Le altre vicende le
lascio a chi vuole fare di questa vicenda, dai sei mesi, da una
parte o dall'altra, strumentalizzazioni.
Non mi appartengono, non mi interessa. Non possiamo lasciare,
però, le cose così come sono, facendo finta di niente e continuando
in un'agonia che si trascina già da tre mesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo approvato
un disegno di legge, non tanto tempo fa, che ha autorizzato
l'accorpamento dell'azienda Piemonte all'istituto IRCCS.
Abbiamo ascoltato, poc'anzi, le dichiarazioni del Presidente della
Commissione, Digiacomo, che ha dichiarato che se non approviamo
questo disegno di legge, l'ospedale chiude.
Dopodiché abbiamo letto anche gli emendamenti presentati
dall'Assessore che blinda il trasferimento dei beni e cioè verranno
trasferiti alla nuova azienda che nasce, i locali necessari
soltanto per lo svolgimento delle attività sanitarie.
Come si fa, oggi, 30 dicembre, dopo la dichiarazione del
presidente Digiacomo e gli emendamenti presentati dall'assessore
Gucciardi a non votare questa legge?
Siamo arrivati, alla fine, che l'Aula si è svuotata. Ognuno si
assumerà la responsabilità di questo percorso, di come siamo
arrivati a queste condizioni. Ne risponderà ai cittadini di Messina
e ognuno si assumerà la responsabilità se domani mattina l'ospedale
Piemonte chiuderà.
Ognuno, poi, ne risponderà ai cittadini di Messina, per tutto ciò
che è avvenuto e che sta avvenendo il 30 dicembre, a quest'ora, con
l'Aula svuotata.
E' chiaro che noi, adesso, non possiamo votare la legge. E' ovvio.
Io chiedo al Governo di fare uno sforzo, assessore Gucciardi, non
so se è percorribile, ma la legge precedente prevedeva che,
attraverso un decreto dell'Assessore, era possibile trasferire e,
quindi, con un vostro decreto era possibile trasferire, non
soltanto il personale, ma anche tutto ciò che era necessario
affinché l'attività prevista dalla legge potesse essere svolta.
Se voi potete fare anche con un decreto, il trasferimento, o avete
bisogno di una legge, così come avevamo fatto, così come è uscita
dalla Commissione. Le chiedo se può fare un decreto per rinviare
questa legge alla ripresa dei lavori dell'Aula, i primi di gennaio,
e mi riferisco al 12 gennaio, chiedendo anche al direttore
dell'Ospedale Papardo di attendere questi ulteriori quindici
giorni. Non so se è necessario un decreto, veda lei quello che si
può fare, ma è chiaro che c'è una volontà dell'Aula, una volontà
della Commissione che è in questa direzione, non può finire in
questo modo perché qualcuno ci ha portato a questo percorso. La
prego di trovare qualsiasi soluzione necessaria affinché si salvi
tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono messinese
e voglio intervenire lo stesso perché credo che questo sia un
argomento molto importante. Io vorrei sforzarmi di fare un
ragionamento, per quel che mi riguarda logico, e provare a trovare
una soluzione alla vertenza che si è determinata.
In buona sostanza, faccio prima una precisazione perché chi ci
ascolta da casa pensa che qua ci possa essere qualcuno, qualche
forza politica che, con atteggiamenti pretestuosi, prova a bloccare
il servizio, il buon funzionamento del servizio sanitario nella
città di Messina.
Poiché nessuno ha questa intenzione, sgombriamo subito il campo da
questo equivoco e poniamo degli interrogativi all'Assessore perché
ci possa trovare una soluzione nel rispetto delle scadenze che lo
stesso deve onorare, che garantiscono da un lato la Regione e
dall'altro, anzi prima che la Regione, il servizio sanitario ai
cittadini.
Pongo due domande: non c'è da filosofare su quello che sta
avvenendo a Messina, c'è da fare una breve valutazione. Nessuno
vuole che l'Ospedale chiuda, bisogna capire di chi diventa la
proprietà dell'immobile. Se va in capo all'IRCCS o se rimane di
proprietà dell'Azienda Papardo.
Se questo è il discrimine all'interno del quale ci muoviamo,
proviamo a fare una riflessione.
E' chiaro che tutti siamo stanchi e tutti non vorremmo trovarci
qua a risolvere questo problema, ma l'Assessore ha una scadenza e
dobbiamo rispettare la scadenza e trovare la soluzione, il che
significa che potremmo, questa sera, votare la legge senza il voto
finale, in maniera tale che l'Assessore possa procedere lo stesso a
fare il decreto entro il 9.
Il discrimine è: questa proprietà dell'immobile rimane
dell'Azienda Papardo o deve passare all'IRCCS? Questa è la domanda
che pongo, Presidente della Regione. Per me va bene che rimanga al
Papardo, così non abbiamo dubbi.
Voglio dire una cosa, onorevole Picciolo. Dobbiamo essere chiari.
L'IRCCS che cosa fa come attività? Fa esclusivamente attività
riabilitativa. Io mi chiedo se un ospedale che ha un'unica
vocazione, che è la riabilitazione, possa fornire anche
RINALDI. C'è una legge approvata
TURANO. Non c'è scritto che la proprietà deve passare all'IRCCS.
La so leggere la legge io.
RINALDI. Non può dire che non lo possiamo trasferire al Piemonte,
lo abbiamo già trasferito
TURANO. L'IRCCS fa la riabilitazione. Se è possibile garantire, al
netto del ragionamento che ho fatto, e ritengo ancora che la
proprietà dell'immobile possa rimanere al Papardo con un comodato
gratuito trentennale, dando il mandato all'IRCCS di fare tutti gli
investimenti che vuole perché in trent'anni gli investimenti
vengono ammortizzati, ma la proprietà rimanga lì. Se non è
possibile questa soluzione chiedo, in subordine, che si scriva che
presso l'Ospedale anche altri enti che garantiscono i servizi
sanitari possano svolgere attività. Questo non lo vedo scritto
nell'emendamento che ha presentato l'Assessore che si è posto il
problema di correggere il tiro. Il che significa che le obiezioni
che erano state mosse non erano completamente prive di fondamento,
ragione per la quale credo che anche il 30 dicembre, lavorando un
poco di più, si possa risolvere il problema e trovare la soluzione
tecnica.
Diversamente, ognuno rimane nelle proprie idee, e la mia idea è
che la proprietà formale dell'immobile, l'uso in comodato gratuito
trentennale possa essere garantito all'IRCCS che può fare tutte le
attività che vuole. Secondo me con l'inciso che va, comunque,
garantito che presso quell'immobile possono essere resi altri
servizi rispetto a quelli neuro-riabilitativi che l'IRCCS
egregiamente rende.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo
che questa sera non abbiamo scritto una bella pagina della vita
parlamentare siciliana, perché penso che tutti gli argomenti che
sono stati usati dai colleghi - legittimamente - nel corso di
questo dibattito potevano essere utili a migliorare il testo della
legge e, invece, inopinatamente, presidente Ardizzone, si è scelta,
in partenza, la strada di drammatizzare la situazione, perché se si
fosse avviata la discussione di merito sul disegno di legge,
probabilmente, le osservazioni che ha fatto ora il collega Turano
avrebbero potuto trovare soluzione in un articolato normativo che
evitasse i pericoli che sono stati rappresentati, a partire dal
parere del Ministero della Giustizia.
Vorrei ricordare sommessamente alla Presidenza dell'Assemblea ed
alla collega Zafarana che lì si pone un problema rispetto
all'articolo nel quale si dice che il Piemonte passa al patrimonio
della Regione e si dice che questo non è possibile; nasce tutto da
qui.
Dopodiché, la soluzione trovata dalla Commissione di merito, col
subemendamento richiamato dal Presidente, onorevole Digiacomo,
chiarisce e sancisce che si tratta di beni pubblici, che non sono
nella disponibilità di alcuno e che fanno capo all'Azienda di cui
si parla.
Ci sono problemi perché si depaupera il patrimonio del Papardo?
Anche qua i tecnici dell'Assessorato sono in grado di offrire le
soluzioni adeguate, così come i tecnici dell'Assemblea, quindi,
stiamo facendo un'operazione sbagliata.
Lo dico anche alla collega Zafarana, che parla di onestà
intellettuale.
ZAFARANA. Sì, parlo di onestà intellettuale
PANARELLO. L'onorevole Zafarana ha, come tutti gli altri, la
propria visione politica, e tende a drammatizzare una situazione,
legittimamente, per rappresentare il suo punto di vista politico ed
elettorale, potrebbe farlo però senza addebitare ad altri colleghi
problemi di onestà intellettuale, evocando chissà quali interessi.
Lo dice il sottoscritto che su tutta questa vicenda - e ne fanno
fede gli atti parlamentari - ha avuto un atteggiamento molto meno
viscerale di tanti altri colleghi, perché a me interessava ed
interessa offrire il massimo di assistenza alla popolazione della
città di Messina, dopodiché tutti quelli, a partire dalla collega
Zafarana, che si sono battuti fino alla morte per il mantenimento
del pronto soccorso all'Ospedale Piemonte, adesso cosa vogliono
fare? Qual è l'esito di questa vicenda? Che il pronto soccorso
dell'Ospedale Piemonte tra cinque giorni chiuderà? E' questo
l'obiettivo? Credo che sia sbagliato, insensato e soprattutto, dal
punto di vista del metodo, Presidente, penso che si poteva fare una
discussione meno accesa di quella che si è fatta - perché credo che
nessuno coltivi interessi particolari - e tentare di fare un
disegno di legge il più funzionale possibile rispetto ai rilievi
del Ministero, alle osservazioni che gli uffici dell'Assemblea
hanno fatto per fare in modo che questo disegno di legge si potesse
fare rapidamente. Perché così non si fa, si tiene sospesa la
situazione, si scarica sull'Assessore che, naturalmente, se non c'è
la legge non può decretare niente, al di là di quello che qui
qualcuno ha detto, credo, e si tiene in sospeso una situazione che
si poteva concludere in maniera soddisfacente, perché, ripeto, si
parla di patrimonio pubblico del quale nessuno si può appropriare
perché la legge e la Costituzione non lo prevedono.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che sull'argomento occorra molta freddezza e non
certamente un dibattito politico.
Questo lo dovrebbe fare anche - mi permetto di dire, essendo un
deputato in carica -, l'Assemblea quando tratta di argomenti di
questo tipo che attengono esclusivamente all'interesse generale di
una comunità, in particolare, alla tutela del diritto alla salute
dei cittadini.
Non stiamo trattando - con tutto il rispetto - né di una
infrastruttura né di un investimento produttivo, stiamo trattando
di una vicenda che ha un profilo etico elevatissimo trattandosi,
appunto, della salute dei cittadini.
Così mi è stato presentato dopo qualche giorno dal mio
insediamento come Assessore per la salute dai cittadini di Messina,
nella cui città mi sono, peraltro, doverosamente recato ed in
quella riunione - che tutti ricorderete, chi era presente -, in
Prefettura con i parlamentari regionali e nazionali, le
organizzazioni sindacali, i direttori generali si è convenuto un
percorso che tecnicamente doveva essere, ovviamente, costruito
attraverso l'interlocuzione con il Ministero e che, comunque, come
obiettivo politico nobile finale aveva quello di salvare l'ospedale
nel centro della città di Messina, di salvare quell'ospedale che i
cittadini stessi, che hanno interloquito con me in quella visita a
Messina, hanno sostenuto con forza di volere e, peraltro,
l'opinione pubblica ha confermato di volere fino alla data odierna.
Per cui l'Assessorato, il Governo ha seguito esattamente il
percorso tecnico che ci potesse portare alla costruzione di un
disegno di legge che ci consentisse di salvare quell'ospedale.
Certamente, staccare l'Ospedale Piemonte dall'Azienda ospedaliera
Papardo-Piemonte non è una scelta che è stata fatta a cuor leggero.
L'Ospedale Piemonte ha una sua collocazione in un'azienda
ospedaliera, così ha stabilito la legge regionale n. 5 del 2009.
Se siamo a questo punto e stiamo discutendo su una legge che è
stata, peraltro, già pubblicata in Gazzetta ufficiale, la legge n.
24 del 2015, e che non è stata impugnata, ci sono semplicemente
delle osservazioni, corrette peraltro, del Ministero della
Giustizia, dicevo, se siamo arrivati a questo punto è evidente che
l'Ospedale Piemonte non poteva continuare a vivere rimanendo nello
stato in cui lo aveva posto la legge regionale n. 5 del 2009.
Per cui l'Assessorato ha chiesto al Ministero, quindi, bisogna
essere sempre documentati quando parliamo.
ZAFARANA. Io sono documentata
GUCCIARDI, assessore per la salute. Onorevole Zafarana, lei è
documentata, certamente, ma io lo sono almeno quanto lei .
La problematica dell'Ospedale Piemonte è stata affrontata con
giudizio e senza una posizione ideologica, ma in una posizione
assolutamente terza ed istituzionale che consentisse di
raggiungere, attraverso la costituzione di un disegno di legge
adeguato, l'obiettivo voluto dai cittadini di Messina - lo
ribadisco, certamente, non per posizioni ideologiche - di salvare
questo ospedale.
Per cui, l'interlocuzione formale agli atti, peraltro, anche di
questa Assemblea, presidente Digiacomo, con il Ministero, ci ha
orientato verso l'accorpamento, quindi, l'ospedale Piemonte da
accorpare all'IRCCS Bonino Pulejo di Messina perché era l'unico
modo che, tecnicamente, non confliggeva con la disciplina prevista
dallo Stato e dal Ministero in materia di rete ospedaliera. Se
dimentichiamo tutti i presupposti, ogni qual volta trattiamo un
argomento, ricominciamo da capo e, soprattutto, ricominciamo dalla
fine, non dall'inizio del percorso legislativo che ci vede, oggi,
dibattere sul tema.
Il Governo, in quella sede, con il contributo determinante della
VI Commissione legislativa permanente, ha costruito un disegno di
legge che prevedeva la possibilità di raggiungere questo obiettivo
scorporando l'Ospedale Piemonte dall'azienda ospedaliera Papardo-
Piemonte e attribuendo all'IRCCS esattamente come il parere del
Ministero alla salute prevede, fermo restando che l'IRCCS, avendo
un obiettivo ulteriore, rispetto alle aziende sanitarie, che è
quello della ricerca, deve mantenere non soltanto la mission
istituzionale dell'assistenza ma anche la mission della ricerca,
che è l'unica condizione che ha posto il Ministero, trattandosi
l'IRCCS di un'azienda pubblica a tutti gli effetti.
Siamo arrivati in quest'Aula con il disegno di legge che ha
portato all'approvazione della legge 24. Sto ricostruendo tutto,
per mia memoria, sicuramente il Parlamento ricorderà benissimo
tutto questo.
In quel disegno di legge non era prevista la proprietà dei beni
patrimoniali indisponibili, indisponibili perché vincolati alla
destinazione sanitaria, quindi, quando si parla di costituzionalità
o incostituzionalità bisogna documentarsi bene ed approfondire. Non
era previsto questo. Tuttavia, questo Parlamento, siccome ha
continuato, da allora, in un dibattito spesso surreale si è
determinato, sbagliando, ho votato pure io, quindi, ho sbagliato
pure io, ha sbagliato il Parlamento, perché è stato un emendamento
proposto, in questa sede, il trasferimento del bene Ospedale
Piemonte, i beni destinati all'attività sanitaria dell'Ospedale
Piemonte, alla Regione Siciliana.
C'è un piccolo particolare. E' qui, esattamente qui, che si
inghippa il procedimento legislativo. Perché per il resto il
disegno di legge è stato assolutamente valutato in maniera positiva
dal Consiglio dei Ministri, tanto è vero che non trattandosi di
errore grave ma di un peccato veniale, il Consiglio dei Ministri ha
ritenuto di non impugnare la legge regionale 24 ma, semplicemente,
di attendere le osservazioni dietro, ovviamente, le garanzie
dell'Assessore per la salute che ha scritto al Consiglio dei
Ministri dicendo che avrebbe provveduto ad uniformarsi a quel
parere.
Quando si leggono i pareri e le osservazioni bisogna studiare a
fondo, leggere e rileggere, perché in questo parere il Ministero
della Giustizia eccepisce, appunto, il rischio di un depauperamento
del patrimonio dell'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte, adesso
solo Papardo, perché il Parlamento, per una svista, ha assegnato la
proprietà alla Regione Siciliana che come mission istituzionale non
ha quello di erogare servizi sanitari.
Quindi, in quel momento, veniva sottratto al Servizio Sanitario
Regionale pubblico e, quindi, alla rete ospedaliera pubblica un
patrimonio, un bene patrimoniale, che non poteva essere sottratto
all'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte.
Se fosse vero il ragionamento che ho ascoltato più volte in
quest'Aula, circa i dubbi di costituzionalità, doveva essere
totalmente impugnata la Legge Regionale n. 5 del 2009 che ha
stravolto completamente, ha scorporato ed accorpato facendo delle
ex aziende sanitarie di allora, esistenti al 2009, il sistema ed il
quadro istituzionale del Servizio Sanitario pubblico che abbiamo in
questo momento. Cioè l'azienda ospedaliera Papardo-Piemonte non è
nata nella notte dei tempi, è nata nel 2009 con la Legge Regionale
n. 5 del 2009 votata in quest'Aula.
Quindi, in quella sede, sono stati scorporati ed accorpati
patrimoni tenendo conto che, dal decreto legislativo n. 502 del '92
- con le successive modifiche ed integrazioni - soprattutto il 229
del 99, è stato costruito l'assetto istituzione della Sanità
pubblica siciliana con le aziende, cioè con enti pubblici, con
autonomia gestionale, patrimoniale e finanziaria, che non sono più
soggette alle norme sulla contabilità finanziaria, come la Regione
comune, ma sono soggetti alle norme di diritto privato e, quindi,
sono - si dice - a gestione economico-patrimoniale, si dice con
linguaggio economico e giuridico.
E' tutto qui l'inghippo, per cui, nel momento in cui noi
sottraiamo un bene - che è destinato esclusivamente ad attività
sanitarie - lo sottraiamo al Servizio Sanitario e lo diamo alla
Regione, la Regione ha la proprietà di un bene fuori dalla sua
mission istituzionale, che certamente non è quella di erogare -
ripeto - servizi sanitari. Pertanto, si pone il problema di come
regolare l'assetto patrimoniale del Papardo-Piemonte. Ora io dico -
lo dico con grande rispetto, e con il rispetto che ho sempre avuto
in questa sede e con il quale ho sempre parlato ai miei colleghi
parlamentari - non si può una posizione politica celarla dietro
aspetti tecnici, altrimenti creiamo un dibattito surreale e
certamente non tecnicamente corretto, perché se il problema è
tecnico - ed è certamente tecnico - o noi lo trattiamo senza
pregiudizi ideologici e senza pregiudizi in senso generale, oppure,
evidentemente, il dibattito è falsato e poi raggiunge toni
esasperati come quelli che in qualche istante abbiamo ascoltato
questa sera in Aula, per cui, questo Assessorato che, onorevole
Laccoto, non è Ponzio Pilato, ma si assume responsabilità sempre,
ogni giorno, ogni istante, tanto per precisare anche questo.
LACCOTO. Io lo sapevo, lo volevo ribadito
GUCCIARDI, assessore per la salute. La ringrazio per avermi dato
l'opportunità di ribadirlo. Il Governo vuole raggiungere
l'obiettivo, Presidente, si salvare quel presidio ospedaliero.
Ovviamente la Legge n. 24, che è stata già pubblicata, come
correttamente qualche collega parlamentare ha detto questa sera nel
dibattito, prevede che il direttore generale di quell'azienda - che
ha autonomia gestionale, vi ricordo, patrimoniale e finanziaria,
non soltanto quella patrimoniale ma anche quella gestionale - si
trova a dover tenere aperto un pronto soccorso con una situazione
organizzatoria all'interno dell'azienda Papardo-Piemonte di limbo,
per cui, si rischia seriamente la chiusura di quella struttura.
Sapete, perché questo ha deciso il Parlamento, che entro 90 giorni
il Presidente della Regione, su proposta dell'assessore per la
salute, deve adottare il decreto che poi dovrà essere passato al
vaglio del parere della Commissione legislativa permanente ed al
vaglio del parere dei Ministeri competenti della Salute,
dell'Economia e delle Finanze, sappiamo tutto questo e, quindi, il
tempo non è una variabile indipendente rispetto al dibattito che
stiamo facendo.
E' una variabile certamente dipendente, è una variabile
importante, per cui non possiamo immaginare di andare alle calende
greche' perché - lo dico a chi, non ricordo chi dei colleghi lo ha
detto - senza una legge di correzione che assegna in maniera chiara
- onorevole Turano, credo che l'avesse detta lei questa cosa -
senza una legge chiara che attribuisca
TURANO. Dobbiamo votare. Manca solo il voto finale
GUCCIARDI. assessore per la salute... la proprietà degli immobili
destinati, esclusivamente, a finalità sanitaria, questo lo dice la
legge, evidentemente, senza tutto questo, noi non siamo in grado di
costruire il decreto che prevede la legge, per la ragione
semplicissima, che tutti avete detto, che non possiamo regolare
l'equilibrio patrimoniale fra le due aziende che questa legge viene
a costruire cioè fra l'azienda IRCCS Piemonte e l'azienda
Papardo , perché ormai si chiamerà soltanto Papardo.
Peraltro, siccome la bozza di decreto è già preparata - quindi
questo a maggior dimostrazione di come l'assessorato sia stato
molto attento e molto sul pezzo si dice, così non c'è equivoco
anche sulle parole, la bozza di decreto è pronta - , ovviamente si
aspetta il voto e la determinazione finale dell'Assemblea, è
evidente che tutto questo è stato costruito dal Governo, insieme ai
direttori generali del Papardo e dell'IRCCS Bonino-Pulejo e che
il Direttore generale del Papardo, da me ascoltato stamattina,
essendo venuto presso il locali dell'Assessorato alla Salute, non
ha alcun problema che riguarda l'aspetto patrimoniale dell'azienda
che gestisce e che è ascritta alla sua responsabilità.
Il problema che, invece, ha il direttore generale del Papardo è
quello che, finché noi non mettiamo la parola fine' a questa
storia legislativa, è costretto a tenere aperto un Pronto soccorso
in condizioni, certamente, di scarsa sicurezza, ecco, voglio usare
un eufemismo per descriverlo.
Pertanto, io non mi appassiono al dibattito politico mascherato da
una verve tecnica che non ha alcuna ragione di esserci.
Sono, certamente, disponibile, perché sono rispettoso del
Parlamento, Presidente, che a ragionare sul percorso più corretto
da seguire. Non voglio prevaricare nessuno, il Governo non ha
intenzione di prevaricare nessuno. Se si trova strade, secondo
quelli che sono i regolamenti di questo Parlamento, ovviamente, che
ci consentano di non creare mostri giuridici che determinano, poi,
l'inapplicabilità, quindi, lo dico, Presidente, e desidero che
questo sia sottolineato perché prenderò i verbali, spero di non
doverlo mai fare, se costruiamo una legge che è inapplicabile, è
ovvio che il Governo sarà costretto a denunciare il fatto che siamo
davanti ad una legge che è inapplicabile, per cui ognuno si
assumerà le proprie responsabilità rispetto a tutto questo
Quindi, massima apertura, come è dovere del Governo, rispetto alle
opinioni, le più diverse, espresse in quest'Aula, ma con l'invito a
ragionare di tecnica legislativa e di tecnica giuridica soltanto
seduti e a mente serena. Non si può ragionare in punta di diritto,
in sedi parlamentari perché questo, evidentemente, può determinare
disastri e mostri giuridici rispetto ai quali io prendo, sin da
adesso, le distanze.
Peraltro, vorrei ricordare - vi chiedo scusa, ma ho finito davvero
- che in questa benedetta osservazione fatta dal Ministero della
Giustizia si conclude in questo modo dicendo, leggo testualmente il
parere: D'altra parte, nulla prevede la legge regionale - la n. 24
- in oggetto sulla sorte dei rapporti giuridici attivi e passivi
che si riferivano all'attività del presidio ospedaliero Piemonte .
Nella pagina successiva dice, ovviamente: Deve pertanto
ritenersi, in mancanza di qualsivoglia previsione al riguardo, che
tali rapporti giuridici restino in capo all'Azienda ospedaliera
Papardo . Cio, il Ministero si pone il problema che nel concreto
poi non c'è perché nella bozza di decreto già sono regolati anche i
rapporti giuridici passivi.
Vi faccio l'esempio del contratto di pulizia. E' ovvio che in
questo momento, si per il Piemonte che per il Papardo, è chiaro
che la parte che riguarda il contratto passivo che sarà di 1 anno,
di 2 anni questo si trasferirà. Se ci sono delle finanziarie, se ci
sono dei rapporti giuridici passivi, ma anche attivi, ovviamente,
questi si trasferiranno all'Irfis per cui l'Irfis prenderà soltanto
gli immobili destinati all'attività sanitaria e non, come ci sono,
terreni, appartamenti, palazzi se ci sono nel patrimonio del
Papardo e questi rimarranno al Papardo. Quindi, siccome
l'osservazione in punta di piedi del Ministero della Giustizia ha
fatto sortire un vespaio incredibile che la Commissione, a cui sono
ovviamente grato, ha cercato di risolvere con tanto buon senso,
cioè per raggiungere al meglio gli obiettivi di salute pubblica
che, attraverso questa legge, noi vogliamo raggiungere, è chiaro
che il Governo è pronto ad ascoltare, Presidente, ovviamente con la
sovranità del Parlamento che, rispetto alla nostra opinione,
prevale, ascoltare ulteriori contributi che - ripeto - nel rispetto
del Regolamento dell'Assemblea ci possano portare ad approvare una
legge applicabile in tempi rapidissimi e tempestivamente.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, devo dire, in sintonia con l'Assessore Gucciardi, che il
linguaggio dei tecnicismi non è un linguaggio che ci può
appassionare.
Io ritengo che qui il problema stia tutto nella politica e,
soprattutto, nella politica sanitaria che vogliamo fare in questo
caso nei confronti del territorio di Messina.
Il Governo fino ad oggi è riuscito a bloccare anche decisioni
molto spinte del manager finalizzate all'immediata chiusura del
Piemonte e, in atto, la legge gli darebbe persino ragione, perché
in relazione ai parametri che non sono quelli esattamente
riconosciuti per tenere un pronto soccorso e altre cose e
l'antieconomicità della struttura, il manager avrebbe dovuto già
chiudere la struttura per essere molto chiari.
L'obiettivo che si è posto il Governo, il manager ha potuto
bloccare questa decisione proprio nelle more che si concludesse
l'iter legislativo. Ed è esattamente quello che è accaduto.
Io non ritengo che stasera ci siano le condizioni per andare
avanti né le condizioni per esasperare il dibattito. Credo che,
però, un'indicazione seria è quella di rinviare, però, prima del 9
in modo tale che è il tempo massimo per sostenere, da quanto mi
dice l'assessore, per affrontare il problema.
Però una riflessione ve la voglio fare tutta. Noi non siamo
affezionati a nessuna soluzione, voglio essere chiaro.
Politicamente noi non siamo affezionati ad alcuna soluzione.
Quindi, l'unica soluzione alla quale noi siamo affezionati che
questa struttura si salvi, che si salvi la struttura, questo è il
tema per evitare che poi ci sia uno scontento di massa della
popolazione che si veda privata una struttura sanitaria in nome di
beghe tecniche .
Io farò una riflessione a coloro che sostengono l'inabilità del
bene che la legge non possa stabilire l'inalienabilità del bene a
favore di un'altra struttura sanitaria. Voglio fare una piccola
riflessione.
Anche un comodato d'uso è un privare, a favore di un'altra
struttura, è un privare il Piemonte di una struttura che gli
appartiene, perché in ogni caso significa che dovrebbero pagare
l'affitto. Ma non mi pare così, questi beni sono attribuiti dalla
Regione, dallo Stato, alle strutture sanitarie, quindi il tema non
è affatto tecnico e non può stabilire o all'IRCCS o al Papardo, a
chi cioè fa il servizio, ed è esattamente la questione.
Che sia fatta in comodato d'uso, che sia fatto in termini di
proprietà, di trasferimento di una proprietà, non cambia perché se
il trasferimento della proprietà poi è compensato da interventi
strutturali che devono essere fatti, il trasferimento può essere
addirittura vantaggioso.
Però, in ogni caso, se non si può fare il trasferimento di
proprietà, la legge non può disciplinare neanche il comodato d'uso
gratuito, perché significa che avremmo comunque un danno alla
struttura Piemonte per il danno nel mancato pagamento dell'affitto.
L'illogicità di chi sostiene non bisogna trasferire la proprietà,
ma bisogna trasferire invece in comodato d'uso , è totalmente
illogica dal punto di vista giuridico.
Io a cosa vi invito? Siccome credo che il tema sia tutto politico
e non tecnico, è inutile che ci andiamo a impelagare in tecnicismi
che non ci interessano. A noi interessa risolvere il problema, in
sintonia con tanti parlamentari che hanno parlato, con alcuni dei
quali magari abbiamo avuto dissenso su altre questioni anche forti
in passato, ma che hanno onestà intellettuale ed hanno sollevato
delle questioni importanti a favore della loro città. E va
riconosciuto che c'è una forte tensione da parte soprattutto dei
parlamentari messinesi su questa cosa.
Io ritengo che il Governo, Presidente, le propone di rinviare la
seduta a prima del 9, con l'impegno da parte mia e da parte
dell'assessore di convocare sia la Commissione, sia i gruppi
parlamentari per fare in modo che la prossima volta si dia una
soluzione, perché io non vorrei che nelle more in cui noi abbiamo
posizioni diverse, il manager Vullo, che vi assicuro che è uno di
quelli decisionisti, decida nel frattempo di chiudere tutto. Però
non vorremmo che a quel punto si dicesse che è colpa del Governo,
perché il Governo non ha nessuna colpa, né è affezionato a
qualsiasi tesi.
Abbiamo portato un percorso che è stato indicato dalla Commissione
parlamentare di riferimento e su questo abbiamo lavorato. Dopodiché
qualcuno vuole cambiare idea? Verifichiamolo. Verifichiamo se ci
sono le condizioni, però, ripeto, la questione è tutta politica,
non inventiamoci tecnicismi che non esistono.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
intanto vorrei chiarire una cosa. Noi non siamo né una serie di
venditori di frigoriferi, né di terreni, né di appezzamenti.
PICCIOLO. Bravo
(L'onorevole Picciolo applaude)
DIGIACOMO. Noi siamo un Parlamento che sta affrontando un tema
delicato che è quello della salute. Sa perché glielo dico signor
Presidente? Perché in questo balletto ballano cento posti letto che
non siamo riusciti ad attivare. Noi abbiamo espropriato la città di
Messina di cento posti letto perché il direttore generale del
Papardo dice che non li può implementare perché non ha il
personale, il direttore del Bonino-Pulejo non li implementa perché
non ha titolo.
Le ricordo che per un caso di mala sanità, per un caso, quello
della piccola Nicole, ci stavano commissariando la sanità in
Sicilia. Io dico no signor Presidente, io dico no, io non ci sto,
io non sono un sensale, io ho a cura la sanità della città di
Messina, e paesi limitrofi, che di fatto è espropriata di cento
posti letto e in questo momento fare buona sanità nella città di
Messina è un giro di dadi, è un colpo di roulette. Ma come ci
possiamo permettere?
Signor Presidente, siccome la VI Commissione è stata chiamata per
la prima volta a rispondere patrimonialmente di un parere reso,
quindi di una attività parlamentare, io non mi sento tranquillo. Né
sul piano amministrativo, né sul piano contabile e né sul piano
penale. Con il direttore generale che dell'Ospedale Papardo che un
giorno sì e un giorno no scrive che deve chiudere, deve chiudere,
deve chiudere, non ha i soldi, non ha il personale, non è nelle
possibilità ancora rimaniamo qui a fare discussione dei sensali.
Questa è una vergogna, signor Presidente E' una vergogna
PICCIOLO. Chiuda l'Ospedale Piemonte Abbia la dignità di farlo
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Finiamola di giocare
Perché per fortuna queste cose vengono verbalizzate. La norma che è
stata approvata in Aula era una norma perfetta. Il Governo
nazionale ci sta dicendo non ti intromettere nel patrimonio perché
il patrimonio va regolato da leggi nazionali . Assessore Gucciardi,
non so se lei può mettere quella riserva. Io la concorderei. Dopo
di che, signor Presidente, mi auguro che questa questione si metta
la parola fine da qui a qualche giorno. Se no mi vedrò costretto
chiedendo che sia accompagnato dal Presidente della Regione e
dall'Assessore Gucciardi nel mettere in campo tutte le iniziative
per l'Autonomia siciliana, della sua gestione sanitaria e
dell'onorabilità dei suoi componenti.
PRESIDENTE. Grazie, però non ha riferito sul discorso del 7.
L'idea era quella di rinviare al 12 gennaio perché - se non si è
compreso ancora - si avvia la sessione di bilancio. C'era una
proposta dell'onorevole Turano che ho compreso non è stata accolta
stasera, è stata in qualche modo sussurrata positivamente che era
quella di decidere stasera stessa, assegnare il bene all'Azienda
Papardo e chiudiamo la vicenda. E questo ho capito che non si vuole
assegnare.
Siccome il Presidente della Regione ha proposto una soluzione di
mezzo, nel senso rinviamo a prima del 9, ha proposto la data del 7
gennaio, sono d'accordo su questa data.
Onorevoli colleghi, ricordo che siamo in sessione di bilancio per
cui bisogna dare priorità alla manovra finanziaria. E' chiaro che
dopo giorno 7 concorderemo una Conferenza dei capigruppo per capire
quale finestra legislativa aprire e immaginare il percorso che ci
porterà all'approvazione, mi auguro, prima del 28 febbraio.
Auguri a voi e a tutte le vostre famiglie di un buon 2016.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a giovedì, 7 gennaio 2016, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Comunicazioni
I -Discussione dei disegni di legge:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Germanà
2) - Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre
2015, n. 22 . (n. 1122/A)
Relatore: on. Oddo
3) - Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
2015, n. 24 . (n. 1123/A) (Seguito)
Relatore: on. Grasso
II - Discussione della mozione:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità costituzionale
promossi innanzi alla Corte Costituzionale.
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
III -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
IV - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
V -Discussione della mozione:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
La seduta è tolta alle ore 19.53
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio