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Resoconto d'Aula della Seduta n. 308 di giovedì 07 gennaio 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.44

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  delle
  sedute  nn.  306  e  307  del 30 dicembre 2015  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Riggio, Cirone, Cani e Lo Sciuto.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in missione  dal
  27  al 28 gennaio 2016 e che l'onorevole Vinciullo sarà in missione
  dal 26 al 27 gennaio 2016.
    L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   - Istituzione della  Misura per l'inclusione attiva ed il sostegno
  al reddito  (n. 1131)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi  in
  data 22 dicembre 2015.

   Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alla competente Commissione:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  finanziario   2016  e  bilancio  pluriennale  e  per  il   triennio
  2016/2018. (n. 1132).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 24 dicembre 2015.
   Inviato il 30 dicembre 2015.
   PARERE I, III, IV, V, VI e UE.

   -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge
  di stabilità regionale. (n. 1133).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 24 dicembre 2015.
   Inviato il 30 dicembre 2015.
   PARERE I, III, IV, V, VI e UE.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Salvatore Leanza

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche giorno fa  è
  venuto a mancare l'onorevole Salvatore Leanza, per gli amici, per i
  compagni  socialisti e per i cittadini in genere, l'onorevole  Turi
  Leanza,  il  quale è stato componente di questa Assemblea  per  tre
  legislature,  dal  1981 al 1996. E' stato diverse  volte  assessore
  regionale:  assessore per la cooperazione, assessore per  i  lavori
  pubblici.  E'  stato  un compagno socialista  nella  sua  città  di
  origine ed anche vicesindaco e sindaco di Bronte.
   Signor  Presidente,  la inviterei a fare osservare  un  minuto  di
  silenzio per  ricordare questa figura della nostra regione.

   PRESIDENTE . Accogliendo la richiesta dell'onorevole Vullo  invito
  l'Assemblea a rispettare un minuto di silenzio.

      (Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Sulle misure di sicurezza adottate all'interno del Palazzo

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo e vorrei che i colleghi deputati mi ascoltassero  perché
  parlerò  anche  di  ciascuno  di  loro  perché  circa  mezzora   fa
  presidente Venturino è stata ancora una volta lesa, per  quanto  mi
  riguarda, la mia onorabilità di deputato. Ho infatti fatto ingresso
  in   questo  Palazzo  attraverso  un  metal  detector  che  non   è
  giustificato  da  nessuna,  e  dico  nessuna,  carta;   dopo   aver
  depositato il cellulare e tutto quanto avevo da depositare il metal
  detector  ha  continuato  a suonare per  un  bizzarro  scherzo  del
  destino  ma in questi casi, o meglio, in questo Palazzo di gestioni
  bizzarre  ce ne sono tante e sono stato perquisito all'ingresso  di
  quella  che  ritengo sotto il profilo istituzionale  non  soltanto,
  onorevole D'Asero, il luogo in cui lavoro ma anche  casa mia .
   Ho  letto con grande attenzione la nota prefettizia che gli Uffici
  mi  hanno  fatto pervenire perché secondo quanto mi è  stato  detto
  dagli  Uffici  e  da  questa  Presidenza  di  questo  ex  onorabile
  Parlamento in quella ordinanza prefettizia risiedeva la ragione per
  la quale i deputati andavano perquisiti. Ebbene, l'ho letta per ben
  tre  volte   e non vi ho riscontrato un dato, che fosse uno,  nella
  quale nota si dica che i deputati debbano essere perquisiti o che i
  deputati debbano passare attraverso il metal detector.
   Non  ho  riscontrato  una  nota, che  sia  una,  che  dica  che  i
  dipendenti  di  questo Palazzo debbano essere perquisiti  o  che  i
  dipendenti  debbano passare dal metal detector. Mi  sono  informato
  ebbene in tutti i Consigli regionali d'Italia per i dipendenti,  in
  questo  Palazzo  ce ne sono più di trecento che entrano  ed  escono
  anche  una o due volte per ragioni del proprio Ufficio dal  Palazzo
  medesimo,  assumendo tutte le onde dei metal detector   che  questo
  comporta,  in  tutti  Consigli regionali  d'Italia  è  previsto  un
  ingresso apposito per i dipendenti e per i deputati,
   Io mi chiedo: qual è il livello di stoltezza che questa Presidenza
  vuole  raggiungere? Se il Prefetto entra a casa sua, se il Prefetto
  va  in  Prefettura,  viene  perquisito? Se  il  Questore  entra  in
  Questura,  viene perquisito? E il deputato che entra a Palazzo  dei
  Normanni  per  quale ragione deve essere perquisito? Il  dipendente
  che  entra  nel suo luogo di lavoro per quale ragione  deve  essere
  perquisito?  Siccome risulta e mi risulta e non temo  smentite  che
  dal  Presidente  dell'Assemblea, all'intero Ufficio di  Presidenza,
  nessuno  viene  perquisito, perché entra da un altro  ingresso,  io
  voglio  capire,  voglio capire come funziona questo Parlamento  nel
  quale  state, Ufficio di Presidenza tutto, facendo ogni  giorno  un
  atto e poi un altro ancora di auto delegittimazione del Parlamento.
   Perché  al  netto  di  tutto quello che vorrete  raccontarmi,  non
  esiste nulla in quella nota Prefettizia che stabilisca il contrario
  di quello che io sto dicendo. E io ho raccolto e raccolgo decine  e
  decine  di  proteste e richieste di aiuto dei dipendenti di  questo
  Palazzo perché è troppo paradossale
   Ma  se io vado a casa mia, mi porto una bomba per farla scoppiare?
  O   devo  prevedere  che  mia  moglie  mi  perquisisca?  Presidenza
  Venturino,  Ufficio di Presidenza, io queste cose le  avrei  volute
  dire all'onorevole Ardizzone, il quale mi ha invitato a leggere  la
  nota Prefettizia e io l'ho letta con grande attenzione e quello che
  mi  fa  più  specie  è che nessuno dei deputati,  tranne  me  abbia
  sentito, fino ad oggi, il bisogno di dire: non siamo pecore,  siamo
  parlamentari  o  vorremmo in qualche modo  tutelare  quel  poco  di
  prestigio che ci è rimasto.
   Non  ho  sentito  nessuno di voi, cari colleghi, evidentemente  vi
  avviate  tutti  lentamente verso quella china che,  come  vuole  la
  vulgata  ci vuole appunto fuori da qui;  vi siete già assuefatti  e
  se  vi  mettono le mani addosso per perquisirvi prima di entrare  a
  casa vostra non vi fa neanche più specie.
   A  me  continua a fare specie e quindi, Presidente, io queste cose
  le  ribadisco e concludo dicendovi e dicendole: io sto già mettendo
  in  atto  tutte  quelle che sono le tutele che  da  avvocato  posso
  mettere   in   atto,  perché  non  tollererò  un'altra   volta   un
  atteggiamento come quello che mi è stato riservato oggi  pomeriggio
  e  come quello, cosa molto più grave, che viene riservato anche due
  e  tre  volte al giorno ai dipendenti che da trent'anni servono  la
  Sicilia, lavorando in questo Parlamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro,  giusto   per   fare   chiarezza
  sull'argomento,  il  Consiglio  di Presidenza  ha  già  provveduto,
  abbiamo discusso, abbiamo dato mandato ai Questori di emettere  una
  nota che sta per essere formalizzata, siccome il tutto è avvenuto a
  fine  anno, evidentemente non c'è stato il tempo materiale. Se  lei
  avesse  avuto  la bontà di informarsi questa mattina, probabilmente
  avrebbe evitato questo intervento.
   Detto questo, a breve i Questori provvederanno a porre rimedio  al
  problema che lei ha così calorosamente esposto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  signori Assessori, onorevoli colleghi, oggi l'onorevole Cordaro non
  doveva riproporre il problema, anche perché questo problema,  anche
  in  via  non ufficiale senza salire su questo palco io avevo  avuto
  modo di porlo e avevamo visto una contraddizione terribile: se  noi
  andiamo  al Senato, continuiamo ad entrare senza essere perquisiti,
  cioè senza che nessuno ci metta le mani addosso.
   Ora,  non  capisco perché in questo Parlamento prima  si  adottano
  provvedimenti  che  limitano  ulteriormente  le  prerogative  e  la
  dignità dei deputati e poi si corre ai ripari.
   Non  dovevamo  assolutamente  arrivare  a  questa  situazione.  Ci
  dovevate pensare molto prima.
   Ho  chiesto di verificare le condizioni per riaprire il  passaggio
  che  attualmente è chiuso dal lato Piazza Duomo, per essere chiari,
  e  non capisco per quale motivo quel passaggio, che è anche costato
  parecchio,  continua a rimanere chiuso. Avevate assicurato  che  vi
  sarebbe  stato un ingresso riservato ai deputati. Prendo  atto  che
  così non è.
   E'  una  cosa grave, Presidente. Grave perché mette in discussione
  la  dignità nostra e la dignità di 300 e passa dipendenti di questa
  Assemblea  che dopo che gli abbiamo tolto, senza aver  fatto  nulla
  per  difendere quel poco che avevano, cioè il parcheggio attorno  a
  Palazzo dei Normanni adesso anche loro devono sottoporsi più di una
  volta  al  giorno  a  questa abitudine, che è ormai  diventata  una
  consuetudine, di essere perquisiti da parte di soggetti  esterni  a
  questa  Assemblea  e  credo anche soggetti esterni  alle  Forze  di
  Polizia.
   Per  essere  chiaro, con tutto il rispetto per le Guardie  giurate
  che  ci  sono  all'ingresso della porta, io non so  chi  è  che  mi
  controlla e chi è che mi mette le mani addosso e chi guarda  dentro
  le mie borse. Chiaro?
   E  questa è una cosa che non doveva assolutamente accadere e  che,
  comunque,  una volta sollevata non doveva passare tanto  tempo  per
  essere affrontata e ancora oggi non risolta.
   Ciò  posto, Presidente Venturino, desideravo consegnare  a  questa
  Assemblea  due  dichiarazioni  che  mi  sono  state  rilasciate  da
  Riscossione  Sicilia della provincia di Siracusa da dove  non  solo
  non  risulta che non ho debiti nei confronti di Riscossione Sicilia
  ma che ho un attivo di 34 euro e 32.
   Questi  atti  glieli consegno in maniera che Lei  li  tenga  nella
  giusta considerazione.
   E,  poiché, sono anche il Presidente della Commissione Bilancio  e
  devo,  quindi,  essere al di sopra delle parti  quando  il  Governo
  porterà  il nuovo disegno di legge a favore di Riscossione Sicilia,
  nell'interesse soprattutto dei lavoratori comunico che non  intendo
  costituirmi  in nessun procedimento contro Riscossione  Sicilia  in
  maniera  tale che posso con serenità esaminare ancora una volta  il
  disegno  di legge senza avere alcuna preclusione nei confronti  del
  disegno di legge che arriverà in Aula.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del presidente Ardizzone

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, devo dare una comunicazione telegrafica.
   L'onorevole Cordaro ha ragione da vendere e io non ho  bisogno  di
  nessuna ordinanza dei Questori.
   Io   domani  mattina  entro  in  questo  Palazzo  se  nessuno   mi
  perquisisce.  Se qualcuno pensa di perquisirmi io me ne  ritorno  a
  casa, senza se e senza ma, perché c'è un limite oltre il quale  poi
  diventa insopportabile.
   Quando   l'asticella  si  alza  tanto,  subire  una  perquisizione
  personale  per  ragioni di sicurezza nel posto di  lavoro  e  senza
  nessun  sospetto  è  una cosa che in un Paese civile  non  si  deve
  permettere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, so che c'è  stato  un  dibattito
  animato in ordine alla questione della sicurezza. Non fa piacere  a
  nessuno  entrare  qua,  a  maggior ragione  ai  parlamentari,  però
  probabilmente è necessario che anche noi
   A  conforto  dell'onorevole Cordaro che  ha  attaccato,  mi  hanno
  riferito  ma  io non credo, un po' si esaspera, questa  Presidenza,
  posso dire che anch'io sono stato sottoposto al controllo.
   Così come Le sembrerà paradossale pure il Questore di Palermo.
   Ci sono delle norme che prescindono
   CORDARO. Non c'è scritto.

   PRESIDENTE.  Quello che c'è scritto, onorevole  Cordaro,  facciamo
  discussioni che possono interessare ai siciliani, è chiaro  che  il
  problema  per primo l'ho posto io a chi di dovere che  mi  sembrava
  obiettivamente  un  poco eccessivo il controllo  sui  parlamentari,
  quindi non avevamo bisogno di questa sollecitazione

   CORDARO. Anche sui dipendenti.

   PRESIDENTE.  Anche  sui  dipendenti. L'abbiamo  posto  insieme  al
  Segretario Generale che ha partecipato al comitato ordine  pubblico
  e  sicurezza.  Se la può rassicurare nessuno ce l'ha  con  lei.  Io
  stesso  ho  dovuto superare i controlli così come  il  Questore  di
  Palermo. Ci sono delle norme che prescindono, facciamo finta di non
  vedere.

   CORDARO. Ma non la può liquidare così.
   Ma  che sta dicendo? Il questore in questura non viene perquisito,
  il prefetto in prefettura non viene perquisito.

   PRESIDENTE.  La prossima volta Va bene onorevole Cordaro  ok.  Non
  credo  che era motivo di dibattito di quest'Aula il discorso  sulla
  sicurezza.

   CORDARO. E' un fatto di auto delegittimazione. Ma di che parliamo?

   PRESIDENTE.  L'auto delegittimazione del Parlamento  perché  si  è
  sottoposti a controllo? Va bene onorevole Cordaro.
   Onorevoli colleghi, scusate, però ci vuole un po' di serenità.
   Onorevole  Cordaro  io le do atto che lei ha  pienamente  ragione,
  spero  di  essere  chiaro con me stesso  e  mi  scuso  se  ho  dato
  un'impressione diversa. Il primo a sollevare la questione  è  stato
  il  sottoscritto  e  mi è testimone, ove ce ne  fosse  bisogno,  il
  Segretario Generale.
   Vi  sono  delle  questioni che prescindono la  volontà  di  questa
  Assemblea e del Collegio dei Questori, su questo mi creda. Vi  sono
  delle cose che esulano dalla competenza di quest'Aula.
   Sono  stato il primo ad evidenziare che sono entrato al Parlamento
  Europeo,  ed è a Bruxelles, con un semplice tesserino  per  cui  vi
  sono  delle  indicazioni che prescindono dalle questioni dell'Aula,
  il problema è stato sollevato, a me stesso è sembrato eccessivo sia
  nei  confronti  dei  parlamentari che nei  confronti  degli  stessi
  dipendenti.
   Quindi  io  chiedo  scusa se ho dato l'impressione  diversa  ma  è
  chiaro  che  vi sono delle indicazioni, in un momento  particolare,
  che  non  riguardano  solo  questo  palazzo  e  alla  riunione   ha
  partecipato il Segretario Generale. E guardi che quando  io  dicevo
  che  è  stato  sottoposto a controllo il questore,  non  ho  voluto
  enfatizzare, ed è così, ed io stesso ironicamente ho affrontato  la
  vicenda su cosa dovevo dire in questo momento.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


          Comunicazione relativa al disegno di legge n. 1106

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  è  stato   esitato   dalla   V
  Commissione  il  disegno  di  legge n. 1106  «Modifica  alla  legge
  regionale  6 marzo 1976, n. 24 a tutela dei lavoratori del  settore
  della  formazione professionale». In Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si era deciso che se il disegno di legge  fosse
  stato  pronto aula l'avremmo scritto all'ordine del giorno il prima
  possibile.
   Se  non  ci  sono osservazioni contrarie, chiudiamo la  seduta  e,
  tecnicamente,  la  riapriamo per potere  iscrivere  all'ordine  del
  giorno  il disegno di legge in modo tale da incardinarlo e rinviare
  la discussione generale, dando tempo per gli emendamenti.
   Qualcuno è contrario a iscrivere all'ordine del giorno il  disegno
  di legge?

   GRECO Giovanni. Io sono contrario.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Il  disegno  di  legge,
  pertanto,  viene  iscritto  all'ordine del  giorno  della  prossima
  seduta.

   dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24'
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge n. 1123/A
   «Modifica dell'articolo 1 della  legge regionale 9 ottobre 2015,
                                n. 24»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede col seguito della discussione del disegno di legge  n.
  1123/A  «Modifica dell'articolo 1 della legge regionale  9  ottobre
  2015, n. 24», posto al n. 3.
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   E'  stato  presentato,  da parte del Governo,  un  emendamento  di
  riscrittura che è in fase di distribuzione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, gradirei il  tempo  necessario  per
  potere leggere l'emendamento ed eventualmente subemendarlo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, nel frattempo che i colleghi modificano
  l'emendamento   presentato,  voglio  cogliere   l'occasione   della
  trattazione  di  questo punto all'ordine del giorno per  richiedere
  alla  Presidenza, per il tramite del Governo, tutti gli atti  e  le
  attività svolte in questi anni dalla Commissione paritetica  Stato-
  Regione.
   Riguardando, soprattutto, i temi concernenti i beni del patrimonio
  dello  Stato  che per legge e per Statuto devono essere  trasferiti
  alla Regione, al bilancio della Regione. Da tempo è bloccato presso
  la    Commissione   paritetica   la   trattazione   dell'attuazione
  dell'articolo dello Statuto della Regione siciliana che  disciplina
  la  materia  che tutti i beni dello Stato che non sono utilizzabili
  per  motivi  di  difesa dello Stato, debbano essere trasferiti  nel
  bilancio della Regione Siciliana.
   In  particolare, e nello specifico, ricordo il tema concernente il
  carcere  San  Vito di Agrigento che è un bene del  Ministero  della
  Giustizia  che  da tempo deve essere trasferito nel bilancio  della
  Regione  e  che  è  bloccato  nella trattazione  della  Commissione
  paritetica.
   Vorrei  sapere  e  chiedere di conoscere, con un dossier  alquanto
  analitico, l'attività della Commissione paritetica in questi  anni,
  se  questi beni secondo le disposizioni dello Statuto della Regione
  siciliana siano stati trasferiti nel patrimonio della Regione e  se
  ancora,  invece, non so per quale motivo, sono bloccati per  chissà
  quale trattazione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cimino, il suo richiamo è puntuale  e
  corretto. Credo che proprio su questa vicenda - peraltro credo  che
  in  questa legislatura sia stata votata una mozione in tal senso  -
  dovremmo verificare lo stato dell'arte del trasferimento di  questi
  beni  immobili  dei  quali tutti parlano  ma  che,  alla  fine,  la
  procedura risulta essere bloccata.
   Per  cui con il Governo e con l'Assessore di riferimento avvieremo
  il  prima  possibile  una concertazione perché  appunto  si  faccia
  chiarezza.
   Chiedo se gli emendamenti di riscrittura sono stati presentati.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati  due  emendamenti:
  uno del Governo e l'altro della Commissione.
   Do lettura dell'emendamento  1.GOV del Governo:
    L'articolo 1 è sostituito dal seguente:

   all'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015,  n.  24  sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a) al  comma  3  le  parole  ferma restando  la  titolarità  degli
      immobili al patrimonio della Regione' sono sostituite dalle parole
       dei  rapporti  giuridici  in essere riferibili  alle  attività
      dell'ospedale Piemonte';
  b) il comma 4 è soppresso .

   Chiaramente  tutti  gli altri emendamenti presentati  dal  Governo
  vengono assorbiti.
   E' stato presentato un emendamento sostitutivo, che è anche frutto
  della discussione che c'è stata.
   Sono stati, quindi, presentati tre emendamenti: dal Governo, dalla
  Commissione e dall'onorevole Formica.
   L'onorevole  Zafarana ha chiesto tempo per la presentazione  e  la
  formulazione  di  eventuali subemendamenti. Pertanto,  sospendo  la
  seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nell'ordine si pone in  votazione
  l'emendamento  1.GOV,  del  Governo,  che  riguarda  il  comma   3;
  l'emendamento sostitutivo della Commissione, che riguarda sempre il
  comma  3,  formalmente  sarebbe un subemendamento,  ma  lo  votiamo
  perché  riguarda, sostanzialmente, una questione diversa che  è  il
  termine da 90 a 120 giorni.
   A  seguire sarà posto in votazione l'emendamento A4 dell'onorevole
  Zafarana,  che prevede la soppressione del comma 5, se non  dovesse
  essere  accolto  l'A3,  a firma degli onorevoli  Formica,  Ioppolo,
  Germanà, Digiacomo e Turano.
   Onorevole  Zafarana, l'emendamento A5 non è ammissibile perché  al
  comma  7, che lei prevede la sospensione, era già previsto  che  al
  personale  dipendente  dell'Azienda ospedaliera   Papardo   c'è  il
  diritto di opzione, già le procedure sono state avviate.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Zafarana, la invito a ritirare l'emendamento A6.

   ZAFARANA. Non lo ritiro, signor Presidente. Lo posso illustrare?

   PRESIDENTE. No, gli emendamenti si illustrano tutti in una  volta.
  Evitiamo. Io debbo decidere. Purtroppo, gli emendamenti sono  stati
  presentati poc'anzi.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritirare l'emendamento A5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA.   L'emendamento   A6   è   inammissibile   perché   ormai
  quell'azienda non può essere trasformata.

   PRESIDENTE.  Sì, lo stavo dicendo. Avendo ammesso gli  emendamenti
  capisco   Laddove  non  sono state avviate le  procedure   Ci  sono
  perplessità da parte degli uffici anche sull'emendamento A7.
   Scusate, considerati i tempi ristretti, gradirei che il Presidente
  della Commissione...

   FORMICA. Anche l'emendamento A7 è inammissibile.

   PRESIDENTE.  Anche  secondo me, però vorrei  consultarmi  con  gli
  Uffici.
   Allora  la relatrice, onorevole Grasso. Guardi che compito che  le
  do. Sull'emendamento A7. Va bene, quando arriveremo lo tratteremo.
   Onorevole Digiacomo, considerati i tempi ristretti, stiamo facendo
  una  valutazione  degli emendamenti che sono stati presentati.  Già
  uno  è stato ritirato dall'onorevole Zafarana. Sull'emendamento  A6
  l'onorevole  Zafarana intende insistere; può ritenersi  ammissibile
  perché comunque non riguarda...
   Sull'emendamento  A7 gradirei, in separata sede,  una  valutazione
  della Commissione prima della dichiarazione di inammissibilità.  E'
  una  procedura irrituale, mi rendo conto, ma si tratta di  dettagli
  tecnici.  Sto  facendo appello alle sue conoscenze  in  materia  di
  sanità sull'emendamento A7.
   Però,  senza  bisogno di intervenire in Aula.  Siccome  ancora  lo
  debbo  dichiara ammissibile lo valuti con calma. Mi  faccia  sapere
  quale  potrebbe essere la valutazione più che come Presidente della
  Commissione come conoscitore attento della materia.
   Si  interviene su tutto l'articolo 1 e, quindi, sugli emendamenti,
  una sola volta e per non più di cinque minuti.

   TURANO. Già la discussione generale c'è stata sull'articolato.

   PRESIDENTE.  La  discussione  è  sugli  emendamenti.  Infatti   ho
  concesso cinque minuti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo.
  Io speravo di non fare l'intervento però, così come ho sottolineato
  poco  fa  nella riunione che abbiamo avuto con tutta la deputazione
  messinese,  pongo una questione sia all'Assessore che al Presidente
  della  Regione  e la pongo in riferimento a quel trasferimento  che
  dovrebbe avvenire con questa legge dei beni immobili che, in questo
  momento, fanno capo all'Azienda Papardo - Piemonte.
   Perché pongo il problema?
   Ci  sono  dei  lasciti  che sono stati fatti  da  alcuni  donatori
  all'Ospedale  Piemonte  quando  era  Azienda  ospedaliera  Piemonte
  autonoma.
   Questi  lasciti sono dei beni immobili, interi palazzi  ed  alcuni
  terreni, di un certo valore patrimoniale.
   Adesso  quando  è stata fatta la fusione con l'Azienda  Papardo  è
  chiaro  che  tutti questi beni sono stati messi nel  calderone  dei
  beni patrimoniali dell'Azienda Papardo - Piemonte.
   Adesso  che  stiamo  trasferendo  nuovamente  l'Ospedale  Piemonte
  all'IRCSS  gradirei,  intanto, di rispettare la  volontà  di  tutti
  coloro  che  hanno fatto questi lasciti nei confronti dell'Ospedale
  Piemonte,  quindi,  individuare questi  beni  che  facevano  parte,
  allora,  esclusivamente  dell'Azienda Piemonte  e  vincolarli  alla
  destinazione  per la ristrutturazione dei padiglioni  dell'Ospedale
  Piemonte che c'è in questo momento sul Viale Europa.
   Quindi,  la  mia  proposta,  che  è  un  emendamento  che   stiamo
  presentando  insieme agli altri colleghi, è quella  di  individuare
  nel  decreto che sarà fatto poi dall'Assessore, tutti  i  beni  che
  appartenevano  ai lasciti, alle donazioni che sono  state  fatte  a
  favore dell'Ospedale Piemonte e che possono, poi, servire come bene
  di  una  garanzia per un eventuale prestito per la ristrutturazione
  degli  stessi  padiglioni o, se si dovessero vendere,  servirebbero
  solo   ed   esclusivamente  per  la  ristrutturazione   di   questi
  padiglioni.
   In  questo  emendamento mettiamo anche il vincolo  che  l'Istituto
  IRCSS   non  può  utilizzare  in  maniera  diversa  queste  risorse
  patrimoniali,  quindi,  c'è un vincolo  ben  specifico  che  devono
  essere destinati solo ed esclusivamente ai padiglioni dell'Ospedale
  Piemonte.  Credo che sia un emendamento di buon senso e  chiedo  ai
  colleghi di approvarlo perché così rispettiamo la volontà di  tutti
  coloro  che  avevano fatto dei lasciti nei confronti  dell'Ospedale
  Azienda Piemonte..

   PRESIDENTE. Chi vuole illustrare gli emendamenti?

   ZAFARANA. Io, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, li illustri tutti.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  per
  quanto  riguarda  la natura dei miei emendamenti  chiaramente  sono
  finalizzati alla tutela di un patrimonio che come abbiamo letto dal
  parere   del  Ministero  di  Giustizia  è  da  riferirsi  in   capo
  all'Ospedale Papardo e, pertanto, tale disponibilità mi sembra  che
  ci  si  stia  orientando verso la valorizzazione di questo  termine
   disponibilità ,  che  poi  verrà  disciplinato  col  decreto   ma,
  fortunatamente,  non si parla più di passaggio di  proprietà  anche
  perché,  come  dicevo nello scorso intervento del 30  dicembre,  un
  trasferimento  di  patrimonio immobiliare sic  et  simpliciter  per
  legge non lo possiamo fare tra due aziende che chiaramente lavorano
  in regime privatistico.
   Oltre  a ciò i miei emendamenti, in particolare l'emendamento  A6,
  va  proprio  a  finalizzare  il fatto che  la  disponibilità  degli
  immobili, ripeto, perché si faccia pronto soccorso generale, perché
  si faccia offerta sanitaria di cura alla popolazione messinese ed a
  tutta  la  popolazione  siciliana, va proprio  a  dire  che  questa
  disponibilità  è  condizionata alla circostanza  che  il  neurolesi
  Bonino  Pulejo  non sia trasformato in fondazione  perché  sappiamo
  questo  per  legge  - naturalmente,  chi conosce  la  legge  l'avrà
  potuto  apprendere  -  infatti, il decreto  legislativo  288  va  a
  individuare  l'IRCSS secondo la duplice natura che  può  essere  di
  fondazione  o  di istituto e ci sono appunto IRCSS   che  non  sono
  trasformati  in fondazione. Per esempio l'IRCSS di Troina  è  stato
  trasformato  in  fondazione dopodiché  che  se  si  verificasse  la
  trasformazione  in  fondazione  per l'Istituto  neurolesi  che,  in
  questo  momento,  dalla legge regionale 18/2008 è individuato  come
  ente  di  diritto  pubblico - chiaramente è una legge  regionale  -
  nulla  vieta  che  domani si possa cassare  questa  espressione  e,
  pertanto, perda il regime pubblico va, sostanzialmente, a dire  che
  finché  rimane e funziona come ente di diritto pubblico  si  dà  la
  disponibilità,  se un giorno si dovesse trasformare  in  fondazione
  privata  la disponibilità non c'é più. Ma mi sembra normale  perché
  non possiamo svendere il patrimonio pubblico che, soprattutto, è di
  un  altro ospedale, che è dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte
  ad un ente privato che, ricordo, non rientra nella legge 5/2009 che
  va  a regolamentare l'assetto della sanità in Sicilia e soprattutto
  non  è  un ente indefettibile, cioè vuol dire che, sostanzialmente,
  non  è come un ospedale, non è come un'Asp che non diventeranno mai
  privati a meno che non cambi la Costituzione, giusto? Perché  hanno
  in  carico  la  necessità di dovere espletare  servizio  sanitario.
  L'Asp e l'ospedale non diventano privati, l'IRCSS, ancorché diciamo
  ritengo  che  lo  sia  già adesso, funziona come  ente  di  diritto
  pubblico,  ebbene, col mio emendamento andiamo a  contingentare  la
  possibilità che gli immobili ed i muri vengano utilizzati per  fare
  offerta sanitaria finché rimane ente di diritto pubblico. Mi sembra
  un  emendamento  ragionevole  e  soprattutto  l'emendamento  A7,  e
  concludo,  va  proprio  ad evitare -  in  ossequio  al  parere  del
  Ministero  di  Giustizia  - che si depauperi,  che  si  sottraggano
  patrimonio,  muri,  terreni,  appartamenti  che  fanno  parte   del
  patrimonio   del    Piemonte ,  in  questo  momento   fanno   parte
  dell'Azienda  ospedaliera  Papardo Piemonte  perché  unificata  nel
  2009.  Ebbene, va a dire cosa? Sì, è vero che il dottor  Vullo,  il
  dirigente,  o  chi  sarà pro tempore o chi sarà  dopo  di  lui  può
  alienare,   però,  l'alienazione  deve  essere  fatta  in   maniera
  disciplinata.
   L'articolo 5, comma 2 del decreto legislativo 502 del 1992  Bindi
  va a dire che è possibile fare l'alienazione, previa autorizzazione
  della Regione, ma si ferma lì.
   Noi,  invece  -  del  resto è un indirizzo del buon  funzionamento
  legislativo per indirizzare la buona amministrazione, cioè più si è
  chiari  e sintetici nelle norme più si va ad evitare la corruzione,
  questo  è  un dato fondamentale che vorrei rimarcare e  lasciare  a
  quest'Aula  -,  si  va  a dire che non si può svendere  il  proprio
  patrimonio,  ovvero  si  potrebbe fare  per  legge,  di  un'Azienda
  ospedaliera  ma  si deve vincolare alla consistenza  della  propria
  esposizione debitoria.
   Ciò  è  irragionevole perché significa che se si ha troppo  debito
  non si possono togliere ulteriori immobili che sono a copertura dei
  debiti, anche verso eventuali creditori.
   Ritengo che siano entrambi emendamenti di buon senso.
   Lascio   all'Aula  la  valutazione  e  l'accoglimento  di   questi
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1Gov a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A2, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si  passa agli emendamenti A4, a firma degli onorevoli Zafarana  e
  altri,   e    A3  a  firma  degli  onorevoli  Formica   ed   altri.
  L'emendamento A4 prevede la soppressione del comma 5. Il parere del
  Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

   ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento A3 che così recita:  Al comma  5  della
  legge  regionale  n.  24  articolo  1  aggiungere  dopo  la  parola
   manutenzione   le parole  anche straordinaria .  Il  parere  della
  Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A5 era stato ritirato.
   Si   passa all'emendamento A6, a firma dell'onorevole Zafarana che
  così  recita:  La disponibilità degli immobili è condizionata  alla
  circostanza che l'IRCCS neurolesi Bonino-Pulejo non sia trasformata
  in fondazione .

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire  che
  è un emendamento pleonastico perché se nella legge si specifica che
  la  disponibilità  è  in  funzione nel fatto  che  sta  nella  rete
  regionale  di assistenza, è del tutto evidente che nel  momento  in
  cui  non fa questo viene a cessare la disponibilità. Mi sembra  del
  tutto pleonastico.
   Vorrei  invitare, invece, il collega Rinaldi e gli altri  colleghi
  ad  evitare  di  caricare  la  legge di  ulteriori  specificazioni.
  Sappiamo tutti...

   RINALDI. Ognuno pensi ai suoi. Non puoi obbligare gli altri a  non
  presentare emendamenti

   PANARELLO.  Io  devo votare e dico la mia. Lo voglio  dire  perché
  vorrei  evitare,  vista  e  considerata  la  situazione  che  si  è
  determinata,  perché vorrei ricordare a tutti  che  siamo  qui  per
  discutere  di  un  emendamento fatto  in  Aula,  sollecitato  dalla
  collega  Zafarana che ha colto, poi, perché nessuno poteva dire  di
  no  al fatto che stesse nel patrimonio della Regione, e che è stato
  oggetto  delle osservazioni del Ministero. E ci ha fatto  ritornare
  in Aula. Vorrei evitare che le precisazioni che, naturalmente, sono
  pleonastiche  perché  c'è  il  Codice  civile,  perché  i   lasciti
  all'Ospedale  Piemonte  o  all'Ospedale  Papardo  o   piuttosto   a
  quell'altro, erano stati lasciati a quegli ospedali così come erano
  non   come  sono  adesso.  Quindi,  suggerirei,  visto  che   siamo
  interessati  a  concludere questo percorso,  di  evitare  ulteriori
  elementi che possano dare luogo ad ulteriori osservazioni ed a  non
  fare  andare  in porto questa norma che tutti quanti  avvertiamo  -
  almeno per quanto riguarda il Pronto soccorso all'Ospedale Piemonte
  - che dovrebbe andare in porto rapidamente.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  generale  intanto perché la legge n. 5 prevede che prima  di  poter
  vendere  dei  beni  vi  sia l'autorizzazione del  Presidente  della
  Regione. Quindi, questo problema non esiste.
   In  seconda  ipotesi,  ciò  che diceva l'onorevole  Panarello,  se
  stiamo  facendo  una  norma per evitare  che  il  patrimonio  passi
  all'Ospedale   Piemonte,  a  me  sembra  superfluo,  pericoloso   e
  pleonastico  inserire anche queste vicende che  possiamo  vincolare
  beni  alla  ristrutturazione dell'IRCSS  o  dell'Ospedale  Piemonte
  perché  è  una  cosa  superflua. E, in ogni caso,  prima  di  poter
  vendere  i  beni,  ci vuole l'autorizzazione del  Presidente  della
  Regione e dell'Assessore.
   Terza  cosa: signor Presidente, abbiamo votato un emendamento  che
  proroga  da  90 a 120 giorni. Faccio presente all'Assessore  ed  al
  Presidente  dell'Assemblea  che, in  questo  momento,  all'Ospedale
  Piemonte-Papardo esistono problemi per assicurare i servizi.  Credo
  che  sia  opportuno prendere iniziative nello scorcio di questi  30
  giorni   onde  poter  assicurare  i  servizi  al  Pronto   soccorso
  dell'Ospedale Piemonte, al Pronto soccorso dell'Ospedale Papardo ma
  anche  ai  servizi produttivi dell'Ospedale Papardo che, in  questa
  maniera, vengono penalizzati, con rischio di pericolo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento A6?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento   A7,   degli  onorevoli  Zafarana   ed   altri,   è
  inammissibile.
   L'Assemblea  ne  prende  atto. E' troppo di  dettaglio,  onorevole
  Zafarana.
   Per   quanto   riguarda  l'emendamento  illustrato  dall'onorevole
  Rinaldi  che riguarda la questione del patrimonio appartenente  una
  volta   esclusivamente  all'Ospedale  Piemonte  adesso  all'Azienda
  Piemonte-Papardo  considerato che si parlerà,  comunque,  di  nuovi
  soggetti  giuridici che da soli o congiuntamente gestiranno  questo
  patrimonio,  ne abbiamo già discusso in separata sede, ritengo  sia
  condivisibile il ragionamento, nel senso che questi beni permangono
  nella  disponibilità  dell'Ospedale Piemonte per  essere  destinati
  all'attività  che  viene svolta all'interno dell'Ospedale  Piemonte
  stesso. Però, invito, l'onorevole Rinaldi a trasformarlo in  ordine
  del  giorno  perché, così come ho detto all'onorevole Zafarana,  si
  tratta di normativa di dettaglio che può essere rinviata ai decreti
  attuativi che devono passare in Commissione.

   RINALDI. Lo trasformo in ordine del giorno.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.'.

   Pongo  in votazione l'articolo 2, che prevede che la legge entrerà
  in  vigore  il  giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno nn.  518,
  a  firma  degli  onorevoli  Zito ed altri  e  519,  a  firma  degli
  onorevoli Rinaldi ed altri.
   Si passa all'ordine del giorno n. 518. Il Governo lo fa proprio?

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  tema richiederebbe un lungo intervento per  spiegare
  tecnicamente, peraltro, questa vicenda. Il Governo lo accetta  come
  raccomandazione, sottolineando due cose precise che  prego  vengano
  verbalizzate  in  questa seduta. La prima: che le reti  S.T.A.M.  e
  S.T.E.N.  in  questa  Regione sono tutte attive,  quindi,  non  c'è
  questo  rischio, cioè il trasporto di emergenza neo  natale  ed  il
  trasporto   materno  è  garantito  in  tutta  questa  Regione.   Le
  disfunzioni  di funzionamento non significa che non  siano  attive;
  riguardano  singoli  episodi che non sono a  conoscenza  di  questo
  Assessorato.  La  seconda  cosa  è  che:  la  Regione  siciliana  e
  l'azienda  sanitaria  territorialmente competente   sono  pronte  a
  mettere in sicurezza i punti nascita esattamente com'è sempre stato
  fatto.  C'è  un particolare, un dettaglio istituzionale,  cioè  che
  occorre  che  prima il Comitato nazionale dei percorsi nascita  del
  Ministero della salute autorizzi la deroga, esprima il parere sulla
  deroga a quel punto nascita esattamente come il 31 dicembre è stato
  fatto  per  i  punti nascita di Bronte e di Petralia da  parte  del
  Ministero della Salute.

   ALLORO. Ad Enna no

   GUCCIARDI,  assessore  per  la salute. Da  quel  momento,  essendo
  peraltro  le attività in quei punti nascita sospese perché  bisogna
  adeguarle  a  quelle  che  sono le regole sulla  sicurezza  su  cui
  l'Assessorato  ed il Governo non hanno alcuna tolleranza,  cioè  la
  tolleranza  zero rispetto alle condizioni di sicurezza è  garantita
  dal  Governo  nei  punti  nascita della  Sicilia,  per  cui  se  il
  Ministero   vuole  ritornare  sui  propri  passi  e   rivedere   la
  valutazione negativa che è stata fatta su quattro punti  nascita  a
  partire  dal punto nascita di Petralia, lo faccia pure,  lo  faccia
  esercitando  le  proprie  funzioni  e  le  proprie  competenze,  le
  competenze  che  la legge, l'ordinamento giuridico  attribuisce  al
  Ministero  della  salute e, nel momento in cui questo  sarà  fatto,
  esattamente come lo garantiremo per Bronte e Licata, sarà garantito
  anche  per  il punto nascita di Petralia o per altri punti  nascita
  che  il  Comitato nazionale punti nascita vorrà derogare esprimendo
  per  questo  parere  favorevole. Ad ognuno le  sue  competenze.  Il
  Governo regionale eserciterà le proprie come ha sempre fatto.
   TURANO. Il parere è favorevole o contrario?

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Con le  precisazioni  che  ho
  fatto, lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno, a firma dell'onorevole
  Rinaldi,  che  è  stato già trattato. Assessore,  lo  accetta  come
  raccomandazione?  E'  la  vicenda dei beni  immobili  dell'Ospedale
  Piemonte.

   FORMICA. Deve essere votato.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Una voce non messinese  fa  bene  su
  questa vicenda.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottrarrò  solo
  pochi  secondi  di  tempo  prezioso, per  dire  che  il  Presidente
  dell'Assemblea  avendo scelto il 7 gennaio come data  per  chiudere
  una  vicenda  importante per la città e per tutta la  provincia  di
  Messina, con i risultati di oggi, credo sia un  dato, assolutamente
  positivo.
   Vorrei  ringraziare  anche  l'Assessore,  per  non  essersi  fatto
  trascinare  dentro  uno schema tecnicistico che  rischiava  di  far
  sprofondare una vicenda importante come quella di Messina,  quindi,
  il Gruppo del PD, voterà favorevole.
   Assessore  Gucciardi, la questione dei punti  nascita  che  è,  in
  qualche  maniera, attinente che riguarda non la difesa ad  oltranza
  di  situazioni di fatto, ma esattamente l'efficientamento  anche di
  quella rete, la S.T.A.M., perché è chiaro che i punti nascita  come
  quello  di Petralia o nel caso della mia zona come quello di  Santo
  Stefano  Quisquina che ha 150 parti ma che, oggi,  non  sarebbe  in
  condizioni, dopo la nevicata, di consentire di raggiungere ospedali
  più  vicini,  chiedo  a  lei,  Assessore  ed  al  Presidente  della
  Commissione sanità, onorevole Digiacomo, di affrontare la questione
  in  termini  di  merito e di soluzione a garantire  esattamente  il
  risultato  che  si  vuole  garantire  chiudendo  i  punti  nascita,
  paradossalmente,  che  la  sicurezza di puerpere  e  neonati,  cioè
  dobbiamo  garantire nel momento del parto ma anche nel  momento  in
  cui  il parto si avvicina in condizioni orografiche e viarie di una
  Sicilia,  soprattutto quella delle aree interne,  come  quella  dei
  sicani,  come quella che, oggi, non avrà alcun punto di riferimento
  come  la  clinica  Attardi  di  Santo  Stefano,  una  convocazione,
  presidente  Digiacomo, per capire quali sono le situazioni  create,
  alternative per garantire il diritto alla salute. Sono  sicuro  che
  l'Assessore ed il Presidente della Commissione, già dalla  prossima
  settimana,  vorranno attenzionare con un'apposita convocazione  dei
  direttori  generali, comprendendo anche Licata che è  stata  aperto
  solo per qualche ora per, poi, ritornare ad essere chiuso.
   Per  cui chiedo che la prossima settimana, compatibilmente con  la
  Finanziaria,  si  appronti un ragionamento che dia  soluzione  alla
  questione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  alla  fine  di
  questo  lungo  percorso  che  ha visto chiaramente  come  argomento
  fondante  le  sorti  dell'Ospedale  Piemonte,  è  stato  fatto   un
  percorso,  discutibile in molti aspetti, e che  ritengo  sia  stato
  migliorato  dall'aver  acceso i riflettori su  tutta  l'operazione;
  anche  parole  un  po'  più forti che hanno  descritto  esattamente
  quello  che  si  stava realizzando in città rispetto  al  passaggio
  patrimoniale, in questo momento, sembra siano state rimandate.
   Tanto  è stato fatto e discusso, ognuno ha preso le sue posizioni,
  mi  duole  però dovere dichiarare a quest'Aula che, il  testo  così
  come  sta  passando  è  comunque una delega in bianco  all'attività
  dell'Assessore  e  dell'Amministrazione regionale che,  chiaramente
  non  è  asettica;  c'è  del resto politica  ovunque  e  la  vita  è
  politica.  E' un bene che sia così quando la politica è buona,  non
  quando  la  politica va a pretendere, in maniera  anche  chiassosa,
  strumentale, operazioni e passaggi immobiliari che non  si  possono
  fare.
   Attualmente,  il  fiato  è sospeso, il mio  personalmente,  perché
  leggo ciò che è passato. E' un avere tolto la palla da questo campo
  da  gioco, in questo momento. Siamo ansiosi di leggere il testo  di
  decreto   e  auspichiamo  la  massima  partecipazione,  la  massima
  condivisione, in tutte le sedi, perché la Sanità non è una cosa che
  possiamo  gestirci  qua dentro, men che meno una  cosa  che  potete
  gestirvi  nella stanza dell'Assessorato: la Sanità è dei cittadini,
  la  Pubblica  Sanità è un buon servizio, non come  quello  che  sta
  avvenendo  in  questi giorni messo in difficoltà costantemente  con
  turni  incredibili, medici e personale sanitario costretto a  turni
  con   reperibilità  incredibili  con  mancanze  di   copertura   di
  personale,  cioè a Messina, in questo momento, c'è  una  situazione
  drammatica.
   Pertanto, è importante che si voti, ma il Movimento Cinque Stelle,
  in  questo  momento, non può votare, se non astenendosi  da  questo
  testo di legge, perché è una scatola  - ancora, purtroppo, mi duole
  rimarcare - vuota.
   Per  fortuna esiste la legge nazionale ed anche le leggi regionali
  che   ci  permettono,  chiaramente,  di  non  potere  andare  oltre
  determinati  paletti ed io spero, vivamente, che non  si  vada  mai
  oltre i paletti del buon senso e della legge.
   In  questo  momento, facendo una scatola vuota, sostanzialmente  i
  cittadini sono stati tolti da questo processo perché guai se questo
  processo si concludesse in una stanza di assessorato.
   Era qui che si doveva definire, per sempre, la possibilità che  un
  patrimonio  che è pubblico fatto da donazioni, di tutto  il  secolo
  scorso,  per  l'ospedale, per attività sanitaria, non  vengano,  in
  alcun  modo, alienate per fini di speculazione edilizia  perché  io
  vado  avanti,  io  corro, perché purtroppo siamo  tutti  in  questa
  terra,  conosciamo  la realtà e non ci possiamo  mettere  le  bende
  sugli occhi.
   Pertanto,  ci  vediamo  alle prossime  puntate  perché  ancora  la
  guerra,    cari    cittadini   messinesi,   per   il   mantenimento
  dell'ospedale,  cosa che tutti vogliamo, e di  un  Pronto  Soccorso
  completo, ancora questa guerra, non è finita.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana i cittadini messinesi non  vogliono
  sentire  certi  termini,  la  guerra  non  dovrebbe  appartenere  a
  quest'Aula,  non è guerra quella che si fa si cerca di trovare  una
  soluzione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica non faccia lei il guerrafondaio.  Ne
  ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   io   sarò
  brevissimo, prenderò meno di un minuto dei cinque che mi  sarebbero
  concessi.
   Io sono felice dell'approvazione di questo disegno di  legge, sono
  grato all'assessore Gucciardi che ha mantenuto gli impegni presi in
  Commissione  ed in Assemblea, ha tenuto duro, e voglio  ringraziare
  tutta  la  deputazione per l'attenzione che ha  prestato  verso  la
  città di Messina.
   Quindi,  ringrazio  tutti,   oggi  abbiamo  raggiunto  un   grande
  obiettivo.

   PRESIDENTE.  Grazie a lei, onorevole Formica, per la  brevità  che
  non le si addice.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo,
  trenta  secondi,  intervengo,  intanto,  sulla  vicenda  dei  punti
  nascita.
   Io  credo  che,  sui  punti nascita, si  sta,  sulla  pelle  della
  Sicilia, consumando

   PRESIDENTE. Scusate, raccomando la brevità, se i colleghi  possono
  evitare  di  intervenire, considerato che ormai le  posizioni  sono
  state illustrate.

   LACCOTO. E allora, scusate un secondo, perdonate, vi è un problema
  riguardante  i  punti nascita, la gestione dei  punti  nascita,  da
  parte  del Ministro, ha delle pecche e mi riferisco soprattutto  al
  problema delle Isole Eolie che è stato  molte volte evidenziato  da
  parte  del Ministero, che sono state promesse con progetti speciali
  per  quanto riguarda il mantenimento, ora, se c'è un problema   che
  riguarda  sicuramente la non raggiungibilità del  luogo,  questo  è
  quello  delle  Isole  Eolie  che  non  può  essere,   assolutamente
  tralasciato, per cui io chiedo all'Assessore e al Presidente  della
  Regione, che tra l'altro è intervenuto sulla vicenda, di richiedere
  la  deroga, non solo per Petralia ma anche per le isole Eolie,  che
  hanno diritto più di altri ad avere il punto nascita in deroga, con
  un progetto speciale per le isole Eolie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  siamo  d'accordo  ho  altri
  iscritti a parlare, se rinunciate perché le posizioni sono  chiare,
  l'onorevole  Turano  rinuncia,  l'onorevole  Piccolo  rinuncia,  vi
  ringrazio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  ascoltato
  con  molta  pazienza però poi c'è un limite alla  pazienza,  perché
  immaginare che deputati del Partito Democratico che sono al Governo
  regionale, e che sono al Governo nazionale, e che si pongono  nelle
  condizioni  di  venire a spiegare a me, a me che sono  opposizione,
  per  quale  ragione non deve chiudere il punto nascita di  Petralia
  Soprana,  poi  diventa un fuor d'opera, perché  il  buon  senso  vi
  dovrebbe  impedire,  l'antico rossore  nella  faccia,  vi  dovrebbe
  impedire  di  affrontare determinati argomenti, ma  di  cosa  state
  parlando  di  vergogna? Vergognatevi  Il punto nascita di  Petralia
  come  ha  ben  detto l'Assessore Gucciardi ha tutti i requisiti  di
  sicurezza,  il problema è il numero dei parti? Questa  battaglia  è
  nostra,  da cinque anni a questa parte, i Ministri sono vostri,  le
  maggioranze  sono  vostre, venite qua e  ci  volete  fare  pure  la
  lezione, un minino di pudore colleghi del PD.
   E allora siamo arrivati al punto da doverci sopportare, Presidente
  Ardizzone, un minuto ed ho finito, che si difendono i punti nascita
  dell'NCD,  ma  come?  ma a questo punto siamo  arrivati  in  questo
  Paese,  e  in  questa Regione? Ed io non volevo parlare  Presidente
  Crocetta, ma i suoi deputati del PD hanno insistito tanto  affinché
  io queste cose le dicessi, e io le sto dicendo
   Ma  i  punti nascita possono essere della Lorenzin o di Gucciardi,
  ma  in che Repubblica di banane ci state portando? E allora un  po'
  di  buon  senso,  noi  questa norma la voteremo,  dopodiché  invito
  l'onorevole  assessore Gucciardi a tenere alta la  guardia,  perché
  bandierine sulla sanità e soprattutto sui punti nascita non  ce  ne
  possono essere, sono di tutti, e solo sotto questo profilo  noi  li
  difenderemo.

   PRESIDENTE.  Allora  non  ci sono altri  iscritti  a  parlare,  ha
  chiesto di intervenire il Presidente della regione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare, solo trenta
  secondi.

   PRESIDENTE. Sì, solo per trenta secondi.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Sui punti nascita il  Governo
  regionale ha sempre chiesto la deroga per Pantelleria, per  Lipari,
  per  Mussomeli, per Petralia, per tutti i punti di disagio, e  l'ha
  richiesta  anche quest'anno, questa deroga attiene al  Ministero  e
  noi sulla base -  anche rafforzati anche dall'ordine del giorno che
  è  stato  approvato  dal  Parlamento  regionale  -  reitereremo  la
  richiesta.
   Onorevole Turano lei non li vuole questi punti nascita, il Governo
  li  vuole,  va  bene?  Ok  Andiamo avanti, per quanto  riguarda  la
  questione  dell'IRCCS Piemonte ecc., voglio ricordare all'onorevole
  Zafarana che il testo del disegno di legge, così come è stato  oggi
  emendato era esattamente il testo originario del Governo, e che  il
  Governo regionale non ha mai inteso trasferire la proprietà.
   La  questione del trasferimento della proprietà è venuta prima  in
  Commissione  e  poi  in  Aula, è stata la  scelta  del  Parlamento.
  Rispetto,  poi, alle diffidenze, le garantisco, onorevole Zafarana,
  che su questo non abbiamo nessuna cosa da imparare da alcuno né sul
  piano  della  trasparenza, né sul piano della legalità  e,  seconda
  questione  non secondaria, siamo stati eletti dal popolo  siciliano
  per  amministrare  e  per fare esattamente le  cose  che  la  legge
  prevede.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che  gli  onorevoli  Nicotra,   Federico,
  Sorbello, Malafarina e Coltraro hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1123/A

   PRESIDENTE.  Nelle more di dare la possibilità agli assistenti  di
  operare, vorrei fare una brevissima considerazione.
   Io  ringrazio  i  parlamentari messinesi perché  alla  fine  si  è
  trovata  una  soluzione di sintesi. Ricordava  bene  il  Presidente
  della  Regione che alla fine tanta enfasi serviva a  poco  e  si  è
  ritornati  alla soluzione prospettata dal Governo, e a mio  avviso,
  indipendentemente dalle questioni che ci sono state, era quella che
  era  in  sintonia  con  il parere. Mi spiego meglio,  e  su  questo
  dobbiamo  aprire  un dibattito in Aula: ogni volta  che  una  legge
  viene  impugnata dal Governo nazionale e questa legge non  è  stata
  impugnata, o l'assecondiamo fino in fondo, oppure resistiamo, e non
  h  stato  neanche questo il caso. Non possiamo, di volta in  volta,
  ritornare  in  Aula  e ridiscutere di queste cose  perché  io  sono
  contento  che  ci  sia  stato questo esito indipendentemente  dalle
  posizioni, perché c'era un'adesione ad un parere altrimenti avremmo
  riaperto la questione Piemonte-IRCCS e quant'altro.
   Ringrazio  i  parlamentari delle altre province che  hanno  dovuto
   sopportare  i  messinesi   non per solidarietà ma sul  presupposto
  che la creazione ed il mantenimento del pronto soccorso in città  è
  fondamentale  per  la Sicilia tutta, così come il  rilancio  di  un
  Istituto  di  eccellenza che è l'IRCCS e che riguarda non  solo  la
  Sicilia ma l'Italia intera per il riconoscimento che ha avuto.
   Per  quanto riguarda le perplessità che sono state avanzate  anche
  nelle  dichiarazioni di voto, io penso che proprio perché il  testo
  passa   in   Commissione,  dove  sono  presenti  tutti   i   Gruppi
  parlamentari  di  tutte le province, non c'è motivo  di  sospettare
  alcunché  anche perché la soluzione trovata è quella più  in  linea
  con  la normativa sia pubblicistica che privatistica. E' stata  una
  soluzione, complessa, difficile ma alla fine è il caso di dire  che
  è partorita, parlando proprio di punti nascita.

   1123/A 'Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
   2015, n. 24'
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
   1123/A «Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
                             2015, n. 24»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge n. 1123/A «Modifica dell'articolo  1  della
  legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24».
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          50
   Contrari              0
   Astenuti            13

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi l'Assemblea è rinviata a martedì,  12  gennaio
  2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:

     I  -Comunicazioni

     II  - Discussione dei disegni di legge:

      1)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

          Relatore: on. Germanà

      2)  -  Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre
          2015, n. 22 . (n. 1122/A)

          Relatore: on. Oddo

      3)  -   Modifica alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 a tutela
          dei lavoratori del settore della formazione professionale   (n.
          1106/A)

          Relatore  on. Greco Marcello

     III  -Discussione della mozione:

       N. 439  -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia  ai
             ricorsi   in   materia  di  legittimità   costituzionale
             promossi innanzi alla Corte Costituzionale.

             (6 maggio 2015)

                            LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

     IV  - Discussione della mozione:

       N. 233   -   Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
             immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.

              (25 novembre 2013)

                                   MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                            VINCIULLO

     V  -Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

              (3 novembre 2015)

                                   ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                              - TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                        PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 514   -   Solidarietà  al  popolo  armeno   ed   iniziative
             conseguenti.

              (16 dicembre 2015)

                                  CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

                   La seduta è tolta alle ore 18.45.

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio