Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.44
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale delle
sedute nn. 306 e 307 del 30 dicembre 2015 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Riggio, Cirone, Cani e Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in missione dal
27 al 28 gennaio 2016 e che l'onorevole Vinciullo sarà in missione
dal 26 al 27 gennaio 2016.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Istituzione della Misura per l'inclusione attiva ed il sostegno
al reddito (n. 1131)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 22 dicembre 2015.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alla competente Commissione:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2016 e bilancio pluriennale e per il triennio
2016/2018. (n. 1132).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 24 dicembre 2015.
Inviato il 30 dicembre 2015.
PARERE I, III, IV, V, VI e UE.
- Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge
di stabilità regionale. (n. 1133).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 24 dicembre 2015.
Inviato il 30 dicembre 2015.
PARERE I, III, IV, V, VI e UE.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Salvatore Leanza
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche giorno fa è
venuto a mancare l'onorevole Salvatore Leanza, per gli amici, per i
compagni socialisti e per i cittadini in genere, l'onorevole Turi
Leanza, il quale è stato componente di questa Assemblea per tre
legislature, dal 1981 al 1996. E' stato diverse volte assessore
regionale: assessore per la cooperazione, assessore per i lavori
pubblici. E' stato un compagno socialista nella sua città di
origine ed anche vicesindaco e sindaco di Bronte.
Signor Presidente, la inviterei a fare osservare un minuto di
silenzio per ricordare questa figura della nostra regione.
PRESIDENTE . Accogliendo la richiesta dell'onorevole Vullo invito
l'Assemblea a rispettare un minuto di silenzio.
(Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sulle misure di sicurezza adottate all'interno del Palazzo
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo e vorrei che i colleghi deputati mi ascoltassero perché
parlerò anche di ciascuno di loro perché circa mezzora fa
presidente Venturino è stata ancora una volta lesa, per quanto mi
riguarda, la mia onorabilità di deputato. Ho infatti fatto ingresso
in questo Palazzo attraverso un metal detector che non è
giustificato da nessuna, e dico nessuna, carta; dopo aver
depositato il cellulare e tutto quanto avevo da depositare il metal
detector ha continuato a suonare per un bizzarro scherzo del
destino ma in questi casi, o meglio, in questo Palazzo di gestioni
bizzarre ce ne sono tante e sono stato perquisito all'ingresso di
quella che ritengo sotto il profilo istituzionale non soltanto,
onorevole D'Asero, il luogo in cui lavoro ma anche casa mia .
Ho letto con grande attenzione la nota prefettizia che gli Uffici
mi hanno fatto pervenire perché secondo quanto mi è stato detto
dagli Uffici e da questa Presidenza di questo ex onorabile
Parlamento in quella ordinanza prefettizia risiedeva la ragione per
la quale i deputati andavano perquisiti. Ebbene, l'ho letta per ben
tre volte e non vi ho riscontrato un dato, che fosse uno, nella
quale nota si dica che i deputati debbano essere perquisiti o che i
deputati debbano passare attraverso il metal detector.
Non ho riscontrato una nota, che sia una, che dica che i
dipendenti di questo Palazzo debbano essere perquisiti o che i
dipendenti debbano passare dal metal detector. Mi sono informato
ebbene in tutti i Consigli regionali d'Italia per i dipendenti, in
questo Palazzo ce ne sono più di trecento che entrano ed escono
anche una o due volte per ragioni del proprio Ufficio dal Palazzo
medesimo, assumendo tutte le onde dei metal detector che questo
comporta, in tutti Consigli regionali d'Italia è previsto un
ingresso apposito per i dipendenti e per i deputati,
Io mi chiedo: qual è il livello di stoltezza che questa Presidenza
vuole raggiungere? Se il Prefetto entra a casa sua, se il Prefetto
va in Prefettura, viene perquisito? Se il Questore entra in
Questura, viene perquisito? E il deputato che entra a Palazzo dei
Normanni per quale ragione deve essere perquisito? Il dipendente
che entra nel suo luogo di lavoro per quale ragione deve essere
perquisito? Siccome risulta e mi risulta e non temo smentite che
dal Presidente dell'Assemblea, all'intero Ufficio di Presidenza,
nessuno viene perquisito, perché entra da un altro ingresso, io
voglio capire, voglio capire come funziona questo Parlamento nel
quale state, Ufficio di Presidenza tutto, facendo ogni giorno un
atto e poi un altro ancora di auto delegittimazione del Parlamento.
Perché al netto di tutto quello che vorrete raccontarmi, non
esiste nulla in quella nota Prefettizia che stabilisca il contrario
di quello che io sto dicendo. E io ho raccolto e raccolgo decine e
decine di proteste e richieste di aiuto dei dipendenti di questo
Palazzo perché è troppo paradossale
Ma se io vado a casa mia, mi porto una bomba per farla scoppiare?
O devo prevedere che mia moglie mi perquisisca? Presidenza
Venturino, Ufficio di Presidenza, io queste cose le avrei volute
dire all'onorevole Ardizzone, il quale mi ha invitato a leggere la
nota Prefettizia e io l'ho letta con grande attenzione e quello che
mi fa più specie è che nessuno dei deputati, tranne me abbia
sentito, fino ad oggi, il bisogno di dire: non siamo pecore, siamo
parlamentari o vorremmo in qualche modo tutelare quel poco di
prestigio che ci è rimasto.
Non ho sentito nessuno di voi, cari colleghi, evidentemente vi
avviate tutti lentamente verso quella china che, come vuole la
vulgata ci vuole appunto fuori da qui; vi siete già assuefatti e
se vi mettono le mani addosso per perquisirvi prima di entrare a
casa vostra non vi fa neanche più specie.
A me continua a fare specie e quindi, Presidente, io queste cose
le ribadisco e concludo dicendovi e dicendole: io sto già mettendo
in atto tutte quelle che sono le tutele che da avvocato posso
mettere in atto, perché non tollererò un'altra volta un
atteggiamento come quello che mi è stato riservato oggi pomeriggio
e come quello, cosa molto più grave, che viene riservato anche due
e tre volte al giorno ai dipendenti che da trent'anni servono la
Sicilia, lavorando in questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, giusto per fare chiarezza
sull'argomento, il Consiglio di Presidenza ha già provveduto,
abbiamo discusso, abbiamo dato mandato ai Questori di emettere una
nota che sta per essere formalizzata, siccome il tutto è avvenuto a
fine anno, evidentemente non c'è stato il tempo materiale. Se lei
avesse avuto la bontà di informarsi questa mattina, probabilmente
avrebbe evitato questo intervento.
Detto questo, a breve i Questori provvederanno a porre rimedio al
problema che lei ha così calorosamente esposto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, oggi l'onorevole Cordaro non
doveva riproporre il problema, anche perché questo problema, anche
in via non ufficiale senza salire su questo palco io avevo avuto
modo di porlo e avevamo visto una contraddizione terribile: se noi
andiamo al Senato, continuiamo ad entrare senza essere perquisiti,
cioè senza che nessuno ci metta le mani addosso.
Ora, non capisco perché in questo Parlamento prima si adottano
provvedimenti che limitano ulteriormente le prerogative e la
dignità dei deputati e poi si corre ai ripari.
Non dovevamo assolutamente arrivare a questa situazione. Ci
dovevate pensare molto prima.
Ho chiesto di verificare le condizioni per riaprire il passaggio
che attualmente è chiuso dal lato Piazza Duomo, per essere chiari,
e non capisco per quale motivo quel passaggio, che è anche costato
parecchio, continua a rimanere chiuso. Avevate assicurato che vi
sarebbe stato un ingresso riservato ai deputati. Prendo atto che
così non è.
E' una cosa grave, Presidente. Grave perché mette in discussione
la dignità nostra e la dignità di 300 e passa dipendenti di questa
Assemblea che dopo che gli abbiamo tolto, senza aver fatto nulla
per difendere quel poco che avevano, cioè il parcheggio attorno a
Palazzo dei Normanni adesso anche loro devono sottoporsi più di una
volta al giorno a questa abitudine, che è ormai diventata una
consuetudine, di essere perquisiti da parte di soggetti esterni a
questa Assemblea e credo anche soggetti esterni alle Forze di
Polizia.
Per essere chiaro, con tutto il rispetto per le Guardie giurate
che ci sono all'ingresso della porta, io non so chi è che mi
controlla e chi è che mi mette le mani addosso e chi guarda dentro
le mie borse. Chiaro?
E questa è una cosa che non doveva assolutamente accadere e che,
comunque, una volta sollevata non doveva passare tanto tempo per
essere affrontata e ancora oggi non risolta.
Ciò posto, Presidente Venturino, desideravo consegnare a questa
Assemblea due dichiarazioni che mi sono state rilasciate da
Riscossione Sicilia della provincia di Siracusa da dove non solo
non risulta che non ho debiti nei confronti di Riscossione Sicilia
ma che ho un attivo di 34 euro e 32.
Questi atti glieli consegno in maniera che Lei li tenga nella
giusta considerazione.
E, poiché, sono anche il Presidente della Commissione Bilancio e
devo, quindi, essere al di sopra delle parti quando il Governo
porterà il nuovo disegno di legge a favore di Riscossione Sicilia,
nell'interesse soprattutto dei lavoratori comunico che non intendo
costituirmi in nessun procedimento contro Riscossione Sicilia in
maniera tale che posso con serenità esaminare ancora una volta il
disegno di legge senza avere alcuna preclusione nei confronti del
disegno di legge che arriverà in Aula.
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Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del presidente Ardizzone
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, devo dare una comunicazione telegrafica.
L'onorevole Cordaro ha ragione da vendere e io non ho bisogno di
nessuna ordinanza dei Questori.
Io domani mattina entro in questo Palazzo se nessuno mi
perquisisce. Se qualcuno pensa di perquisirmi io me ne ritorno a
casa, senza se e senza ma, perché c'è un limite oltre il quale poi
diventa insopportabile.
Quando l'asticella si alza tanto, subire una perquisizione
personale per ragioni di sicurezza nel posto di lavoro e senza
nessun sospetto è una cosa che in un Paese civile non si deve
permettere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, so che c'è stato un dibattito
animato in ordine alla questione della sicurezza. Non fa piacere a
nessuno entrare qua, a maggior ragione ai parlamentari, però
probabilmente è necessario che anche noi
A conforto dell'onorevole Cordaro che ha attaccato, mi hanno
riferito ma io non credo, un po' si esaspera, questa Presidenza,
posso dire che anch'io sono stato sottoposto al controllo.
Così come Le sembrerà paradossale pure il Questore di Palermo.
Ci sono delle norme che prescindono
CORDARO. Non c'è scritto.
PRESIDENTE. Quello che c'è scritto, onorevole Cordaro, facciamo
discussioni che possono interessare ai siciliani, è chiaro che il
problema per primo l'ho posto io a chi di dovere che mi sembrava
obiettivamente un poco eccessivo il controllo sui parlamentari,
quindi non avevamo bisogno di questa sollecitazione
CORDARO. Anche sui dipendenti.
PRESIDENTE. Anche sui dipendenti. L'abbiamo posto insieme al
Segretario Generale che ha partecipato al comitato ordine pubblico
e sicurezza. Se la può rassicurare nessuno ce l'ha con lei. Io
stesso ho dovuto superare i controlli così come il Questore di
Palermo. Ci sono delle norme che prescindono, facciamo finta di non
vedere.
CORDARO. Ma non la può liquidare così.
Ma che sta dicendo? Il questore in questura non viene perquisito,
il prefetto in prefettura non viene perquisito.
PRESIDENTE. La prossima volta Va bene onorevole Cordaro ok. Non
credo che era motivo di dibattito di quest'Aula il discorso sulla
sicurezza.
CORDARO. E' un fatto di auto delegittimazione. Ma di che parliamo?
PRESIDENTE. L'auto delegittimazione del Parlamento perché si è
sottoposti a controllo? Va bene onorevole Cordaro.
Onorevoli colleghi, scusate, però ci vuole un po' di serenità.
Onorevole Cordaro io le do atto che lei ha pienamente ragione,
spero di essere chiaro con me stesso e mi scuso se ho dato
un'impressione diversa. Il primo a sollevare la questione è stato
il sottoscritto e mi è testimone, ove ce ne fosse bisogno, il
Segretario Generale.
Vi sono delle questioni che prescindono la volontà di questa
Assemblea e del Collegio dei Questori, su questo mi creda. Vi sono
delle cose che esulano dalla competenza di quest'Aula.
Sono stato il primo ad evidenziare che sono entrato al Parlamento
Europeo, ed è a Bruxelles, con un semplice tesserino per cui vi
sono delle indicazioni che prescindono dalle questioni dell'Aula,
il problema è stato sollevato, a me stesso è sembrato eccessivo sia
nei confronti dei parlamentari che nei confronti degli stessi
dipendenti.
Quindi io chiedo scusa se ho dato l'impressione diversa ma è
chiaro che vi sono delle indicazioni, in un momento particolare,
che non riguardano solo questo palazzo e alla riunione ha
partecipato il Segretario Generale. E guardi che quando io dicevo
che è stato sottoposto a controllo il questore, non ho voluto
enfatizzare, ed è così, ed io stesso ironicamente ho affrontato la
vicenda su cosa dovevo dire in questo momento.
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Presidenza del Presidente Ardizzone
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Comunicazione relativa al disegno di legge n. 1106
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato esitato dalla V
Commissione il disegno di legge n. 1106 «Modifica alla legge
regionale 6 marzo 1976, n. 24 a tutela dei lavoratori del settore
della formazione professionale». In Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si era deciso che se il disegno di legge fosse
stato pronto aula l'avremmo scritto all'ordine del giorno il prima
possibile.
Se non ci sono osservazioni contrarie, chiudiamo la seduta e,
tecnicamente, la riapriamo per potere iscrivere all'ordine del
giorno il disegno di legge in modo tale da incardinarlo e rinviare
la discussione generale, dando tempo per gli emendamenti.
Qualcuno è contrario a iscrivere all'ordine del giorno il disegno
di legge?
GRECO Giovanni. Io sono contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il disegno di legge,
pertanto, viene iscritto all'ordine del giorno della prossima
seduta.
dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24'
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Seguito della discussione del disegno di legge n. 1123/A
«Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015,
n. 24»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge n.
1123/A «Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
2015, n. 24», posto al n. 3.
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
E' stato presentato, da parte del Governo, un emendamento di
riscrittura che è in fase di distribuzione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, gradirei il tempo necessario per
potere leggere l'emendamento ed eventualmente subemendarlo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, nel frattempo che i colleghi modificano
l'emendamento presentato, voglio cogliere l'occasione della
trattazione di questo punto all'ordine del giorno per richiedere
alla Presidenza, per il tramite del Governo, tutti gli atti e le
attività svolte in questi anni dalla Commissione paritetica Stato-
Regione.
Riguardando, soprattutto, i temi concernenti i beni del patrimonio
dello Stato che per legge e per Statuto devono essere trasferiti
alla Regione, al bilancio della Regione. Da tempo è bloccato presso
la Commissione paritetica la trattazione dell'attuazione
dell'articolo dello Statuto della Regione siciliana che disciplina
la materia che tutti i beni dello Stato che non sono utilizzabili
per motivi di difesa dello Stato, debbano essere trasferiti nel
bilancio della Regione Siciliana.
In particolare, e nello specifico, ricordo il tema concernente il
carcere San Vito di Agrigento che è un bene del Ministero della
Giustizia che da tempo deve essere trasferito nel bilancio della
Regione e che è bloccato nella trattazione della Commissione
paritetica.
Vorrei sapere e chiedere di conoscere, con un dossier alquanto
analitico, l'attività della Commissione paritetica in questi anni,
se questi beni secondo le disposizioni dello Statuto della Regione
siciliana siano stati trasferiti nel patrimonio della Regione e se
ancora, invece, non so per quale motivo, sono bloccati per chissà
quale trattazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cimino, il suo richiamo è puntuale e
corretto. Credo che proprio su questa vicenda - peraltro credo che
in questa legislatura sia stata votata una mozione in tal senso -
dovremmo verificare lo stato dell'arte del trasferimento di questi
beni immobili dei quali tutti parlano ma che, alla fine, la
procedura risulta essere bloccata.
Per cui con il Governo e con l'Assessore di riferimento avvieremo
il prima possibile una concertazione perché appunto si faccia
chiarezza.
Chiedo se gli emendamenti di riscrittura sono stati presentati.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati due emendamenti:
uno del Governo e l'altro della Commissione.
Do lettura dell'emendamento 1.GOV del Governo:
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
all'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3 le parole ferma restando la titolarità degli
immobili al patrimonio della Regione' sono sostituite dalle parole
dei rapporti giuridici in essere riferibili alle attività
dell'ospedale Piemonte';
b) il comma 4 è soppresso .
Chiaramente tutti gli altri emendamenti presentati dal Governo
vengono assorbiti.
E' stato presentato un emendamento sostitutivo, che è anche frutto
della discussione che c'è stata.
Sono stati, quindi, presentati tre emendamenti: dal Governo, dalla
Commissione e dall'onorevole Formica.
L'onorevole Zafarana ha chiesto tempo per la presentazione e la
formulazione di eventuali subemendamenti. Pertanto, sospendo la
seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nell'ordine si pone in votazione
l'emendamento 1.GOV, del Governo, che riguarda il comma 3;
l'emendamento sostitutivo della Commissione, che riguarda sempre il
comma 3, formalmente sarebbe un subemendamento, ma lo votiamo
perché riguarda, sostanzialmente, una questione diversa che è il
termine da 90 a 120 giorni.
A seguire sarà posto in votazione l'emendamento A4 dell'onorevole
Zafarana, che prevede la soppressione del comma 5, se non dovesse
essere accolto l'A3, a firma degli onorevoli Formica, Ioppolo,
Germanà, Digiacomo e Turano.
Onorevole Zafarana, l'emendamento A5 non è ammissibile perché al
comma 7, che lei prevede la sospensione, era già previsto che al
personale dipendente dell'Azienda ospedaliera Papardo c'è il
diritto di opzione, già le procedure sono state avviate.
ZAFARANA. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Zafarana, la invito a ritirare l'emendamento A6.
ZAFARANA. Non lo ritiro, signor Presidente. Lo posso illustrare?
PRESIDENTE. No, gli emendamenti si illustrano tutti in una volta.
Evitiamo. Io debbo decidere. Purtroppo, gli emendamenti sono stati
presentati poc'anzi.
ZAFARANA. Dichiaro di ritirare l'emendamento A5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. L'emendamento A6 è inammissibile perché ormai
quell'azienda non può essere trasformata.
PRESIDENTE. Sì, lo stavo dicendo. Avendo ammesso gli emendamenti
capisco Laddove non sono state avviate le procedure Ci sono
perplessità da parte degli uffici anche sull'emendamento A7.
Scusate, considerati i tempi ristretti, gradirei che il Presidente
della Commissione...
FORMICA. Anche l'emendamento A7 è inammissibile.
PRESIDENTE. Anche secondo me, però vorrei consultarmi con gli
Uffici.
Allora la relatrice, onorevole Grasso. Guardi che compito che le
do. Sull'emendamento A7. Va bene, quando arriveremo lo tratteremo.
Onorevole Digiacomo, considerati i tempi ristretti, stiamo facendo
una valutazione degli emendamenti che sono stati presentati. Già
uno è stato ritirato dall'onorevole Zafarana. Sull'emendamento A6
l'onorevole Zafarana intende insistere; può ritenersi ammissibile
perché comunque non riguarda...
Sull'emendamento A7 gradirei, in separata sede, una valutazione
della Commissione prima della dichiarazione di inammissibilità. E'
una procedura irrituale, mi rendo conto, ma si tratta di dettagli
tecnici. Sto facendo appello alle sue conoscenze in materia di
sanità sull'emendamento A7.
Però, senza bisogno di intervenire in Aula. Siccome ancora lo
debbo dichiara ammissibile lo valuti con calma. Mi faccia sapere
quale potrebbe essere la valutazione più che come Presidente della
Commissione come conoscitore attento della materia.
Si interviene su tutto l'articolo 1 e, quindi, sugli emendamenti,
una sola volta e per non più di cinque minuti.
TURANO. Già la discussione generale c'è stata sull'articolato.
PRESIDENTE. La discussione è sugli emendamenti. Infatti ho
concesso cinque minuti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Io speravo di non fare l'intervento però, così come ho sottolineato
poco fa nella riunione che abbiamo avuto con tutta la deputazione
messinese, pongo una questione sia all'Assessore che al Presidente
della Regione e la pongo in riferimento a quel trasferimento che
dovrebbe avvenire con questa legge dei beni immobili che, in questo
momento, fanno capo all'Azienda Papardo - Piemonte.
Perché pongo il problema?
Ci sono dei lasciti che sono stati fatti da alcuni donatori
all'Ospedale Piemonte quando era Azienda ospedaliera Piemonte
autonoma.
Questi lasciti sono dei beni immobili, interi palazzi ed alcuni
terreni, di un certo valore patrimoniale.
Adesso quando è stata fatta la fusione con l'Azienda Papardo è
chiaro che tutti questi beni sono stati messi nel calderone dei
beni patrimoniali dell'Azienda Papardo - Piemonte.
Adesso che stiamo trasferendo nuovamente l'Ospedale Piemonte
all'IRCSS gradirei, intanto, di rispettare la volontà di tutti
coloro che hanno fatto questi lasciti nei confronti dell'Ospedale
Piemonte, quindi, individuare questi beni che facevano parte,
allora, esclusivamente dell'Azienda Piemonte e vincolarli alla
destinazione per la ristrutturazione dei padiglioni dell'Ospedale
Piemonte che c'è in questo momento sul Viale Europa.
Quindi, la mia proposta, che è un emendamento che stiamo
presentando insieme agli altri colleghi, è quella di individuare
nel decreto che sarà fatto poi dall'Assessore, tutti i beni che
appartenevano ai lasciti, alle donazioni che sono state fatte a
favore dell'Ospedale Piemonte e che possono, poi, servire come bene
di una garanzia per un eventuale prestito per la ristrutturazione
degli stessi padiglioni o, se si dovessero vendere, servirebbero
solo ed esclusivamente per la ristrutturazione di questi
padiglioni.
In questo emendamento mettiamo anche il vincolo che l'Istituto
IRCSS non può utilizzare in maniera diversa queste risorse
patrimoniali, quindi, c'è un vincolo ben specifico che devono
essere destinati solo ed esclusivamente ai padiglioni dell'Ospedale
Piemonte. Credo che sia un emendamento di buon senso e chiedo ai
colleghi di approvarlo perché così rispettiamo la volontà di tutti
coloro che avevano fatto dei lasciti nei confronti dell'Ospedale
Azienda Piemonte..
PRESIDENTE. Chi vuole illustrare gli emendamenti?
ZAFARANA. Io, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, li illustri tutti.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, per
quanto riguarda la natura dei miei emendamenti chiaramente sono
finalizzati alla tutela di un patrimonio che come abbiamo letto dal
parere del Ministero di Giustizia è da riferirsi in capo
all'Ospedale Papardo e, pertanto, tale disponibilità mi sembra che
ci si stia orientando verso la valorizzazione di questo termine
disponibilità , che poi verrà disciplinato col decreto ma,
fortunatamente, non si parla più di passaggio di proprietà anche
perché, come dicevo nello scorso intervento del 30 dicembre, un
trasferimento di patrimonio immobiliare sic et simpliciter per
legge non lo possiamo fare tra due aziende che chiaramente lavorano
in regime privatistico.
Oltre a ciò i miei emendamenti, in particolare l'emendamento A6,
va proprio a finalizzare il fatto che la disponibilità degli
immobili, ripeto, perché si faccia pronto soccorso generale, perché
si faccia offerta sanitaria di cura alla popolazione messinese ed a
tutta la popolazione siciliana, va proprio a dire che questa
disponibilità è condizionata alla circostanza che il neurolesi
Bonino Pulejo non sia trasformato in fondazione perché sappiamo
questo per legge - naturalmente, chi conosce la legge l'avrà
potuto apprendere - infatti, il decreto legislativo 288 va a
individuare l'IRCSS secondo la duplice natura che può essere di
fondazione o di istituto e ci sono appunto IRCSS che non sono
trasformati in fondazione. Per esempio l'IRCSS di Troina è stato
trasformato in fondazione dopodiché che se si verificasse la
trasformazione in fondazione per l'Istituto neurolesi che, in
questo momento, dalla legge regionale 18/2008 è individuato come
ente di diritto pubblico - chiaramente è una legge regionale -
nulla vieta che domani si possa cassare questa espressione e,
pertanto, perda il regime pubblico va, sostanzialmente, a dire che
finché rimane e funziona come ente di diritto pubblico si dà la
disponibilità, se un giorno si dovesse trasformare in fondazione
privata la disponibilità non c'é più. Ma mi sembra normale perché
non possiamo svendere il patrimonio pubblico che, soprattutto, è di
un altro ospedale, che è dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte
ad un ente privato che, ricordo, non rientra nella legge 5/2009 che
va a regolamentare l'assetto della sanità in Sicilia e soprattutto
non è un ente indefettibile, cioè vuol dire che, sostanzialmente,
non è come un ospedale, non è come un'Asp che non diventeranno mai
privati a meno che non cambi la Costituzione, giusto? Perché hanno
in carico la necessità di dovere espletare servizio sanitario.
L'Asp e l'ospedale non diventano privati, l'IRCSS, ancorché diciamo
ritengo che lo sia già adesso, funziona come ente di diritto
pubblico, ebbene, col mio emendamento andiamo a contingentare la
possibilità che gli immobili ed i muri vengano utilizzati per fare
offerta sanitaria finché rimane ente di diritto pubblico. Mi sembra
un emendamento ragionevole e soprattutto l'emendamento A7, e
concludo, va proprio ad evitare - in ossequio al parere del
Ministero di Giustizia - che si depauperi, che si sottraggano
patrimonio, muri, terreni, appartamenti che fanno parte del
patrimonio del Piemonte , in questo momento fanno parte
dell'Azienda ospedaliera Papardo Piemonte perché unificata nel
2009. Ebbene, va a dire cosa? Sì, è vero che il dottor Vullo, il
dirigente, o chi sarà pro tempore o chi sarà dopo di lui può
alienare, però, l'alienazione deve essere fatta in maniera
disciplinata.
L'articolo 5, comma 2 del decreto legislativo 502 del 1992 Bindi
va a dire che è possibile fare l'alienazione, previa autorizzazione
della Regione, ma si ferma lì.
Noi, invece - del resto è un indirizzo del buon funzionamento
legislativo per indirizzare la buona amministrazione, cioè più si è
chiari e sintetici nelle norme più si va ad evitare la corruzione,
questo è un dato fondamentale che vorrei rimarcare e lasciare a
quest'Aula -, si va a dire che non si può svendere il proprio
patrimonio, ovvero si potrebbe fare per legge, di un'Azienda
ospedaliera ma si deve vincolare alla consistenza della propria
esposizione debitoria.
Ciò è irragionevole perché significa che se si ha troppo debito
non si possono togliere ulteriori immobili che sono a copertura dei
debiti, anche verso eventuali creditori.
Ritengo che siano entrambi emendamenti di buon senso.
Lascio all'Aula la valutazione e l'accoglimento di questi
emendamenti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1Gov a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A2, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti A4, a firma degli onorevoli Zafarana e
altri, e A3 a firma degli onorevoli Formica ed altri.
L'emendamento A4 prevede la soppressione del comma 5. Il parere del
Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
ZAFARANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A3 che così recita: Al comma 5 della
legge regionale n. 24 articolo 1 aggiungere dopo la parola
manutenzione le parole anche straordinaria . Il parere della
Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A5 era stato ritirato.
Si passa all'emendamento A6, a firma dell'onorevole Zafarana che
così recita: La disponibilità degli immobili è condizionata alla
circostanza che l'IRCCS neurolesi Bonino-Pulejo non sia trasformata
in fondazione .
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che
è un emendamento pleonastico perché se nella legge si specifica che
la disponibilità è in funzione nel fatto che sta nella rete
regionale di assistenza, è del tutto evidente che nel momento in
cui non fa questo viene a cessare la disponibilità. Mi sembra del
tutto pleonastico.
Vorrei invitare, invece, il collega Rinaldi e gli altri colleghi
ad evitare di caricare la legge di ulteriori specificazioni.
Sappiamo tutti...
RINALDI. Ognuno pensi ai suoi. Non puoi obbligare gli altri a non
presentare emendamenti
PANARELLO. Io devo votare e dico la mia. Lo voglio dire perché
vorrei evitare, vista e considerata la situazione che si è
determinata, perché vorrei ricordare a tutti che siamo qui per
discutere di un emendamento fatto in Aula, sollecitato dalla
collega Zafarana che ha colto, poi, perché nessuno poteva dire di
no al fatto che stesse nel patrimonio della Regione, e che è stato
oggetto delle osservazioni del Ministero. E ci ha fatto ritornare
in Aula. Vorrei evitare che le precisazioni che, naturalmente, sono
pleonastiche perché c'è il Codice civile, perché i lasciti
all'Ospedale Piemonte o all'Ospedale Papardo o piuttosto a
quell'altro, erano stati lasciati a quegli ospedali così come erano
non come sono adesso. Quindi, suggerirei, visto che siamo
interessati a concludere questo percorso, di evitare ulteriori
elementi che possano dare luogo ad ulteriori osservazioni ed a non
fare andare in porto questa norma che tutti quanti avvertiamo -
almeno per quanto riguarda il Pronto soccorso all'Ospedale Piemonte
- che dovrebbe andare in porto rapidamente.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
generale intanto perché la legge n. 5 prevede che prima di poter
vendere dei beni vi sia l'autorizzazione del Presidente della
Regione. Quindi, questo problema non esiste.
In seconda ipotesi, ciò che diceva l'onorevole Panarello, se
stiamo facendo una norma per evitare che il patrimonio passi
all'Ospedale Piemonte, a me sembra superfluo, pericoloso e
pleonastico inserire anche queste vicende che possiamo vincolare
beni alla ristrutturazione dell'IRCSS o dell'Ospedale Piemonte
perché è una cosa superflua. E, in ogni caso, prima di poter
vendere i beni, ci vuole l'autorizzazione del Presidente della
Regione e dell'Assessore.
Terza cosa: signor Presidente, abbiamo votato un emendamento che
proroga da 90 a 120 giorni. Faccio presente all'Assessore ed al
Presidente dell'Assemblea che, in questo momento, all'Ospedale
Piemonte-Papardo esistono problemi per assicurare i servizi. Credo
che sia opportuno prendere iniziative nello scorcio di questi 30
giorni onde poter assicurare i servizi al Pronto soccorso
dell'Ospedale Piemonte, al Pronto soccorso dell'Ospedale Papardo ma
anche ai servizi produttivi dell'Ospedale Papardo che, in questa
maniera, vengono penalizzati, con rischio di pericolo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento A6?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento A7, degli onorevoli Zafarana ed altri, è
inammissibile.
L'Assemblea ne prende atto. E' troppo di dettaglio, onorevole
Zafarana.
Per quanto riguarda l'emendamento illustrato dall'onorevole
Rinaldi che riguarda la questione del patrimonio appartenente una
volta esclusivamente all'Ospedale Piemonte adesso all'Azienda
Piemonte-Papardo considerato che si parlerà, comunque, di nuovi
soggetti giuridici che da soli o congiuntamente gestiranno questo
patrimonio, ne abbiamo già discusso in separata sede, ritengo sia
condivisibile il ragionamento, nel senso che questi beni permangono
nella disponibilità dell'Ospedale Piemonte per essere destinati
all'attività che viene svolta all'interno dell'Ospedale Piemonte
stesso. Però, invito, l'onorevole Rinaldi a trasformarlo in ordine
del giorno perché, così come ho detto all'onorevole Zafarana, si
tratta di normativa di dettaglio che può essere rinviata ai decreti
attuativi che devono passare in Commissione.
RINALDI. Lo trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.'.
Pongo in votazione l'articolo 2, che prevede che la legge entrerà
in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno nn. 518,
a firma degli onorevoli Zito ed altri e 519, a firma degli
onorevoli Rinaldi ed altri.
Si passa all'ordine del giorno n. 518. Il Governo lo fa proprio?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il tema richiederebbe un lungo intervento per spiegare
tecnicamente, peraltro, questa vicenda. Il Governo lo accetta come
raccomandazione, sottolineando due cose precise che prego vengano
verbalizzate in questa seduta. La prima: che le reti S.T.A.M. e
S.T.E.N. in questa Regione sono tutte attive, quindi, non c'è
questo rischio, cioè il trasporto di emergenza neo natale ed il
trasporto materno è garantito in tutta questa Regione. Le
disfunzioni di funzionamento non significa che non siano attive;
riguardano singoli episodi che non sono a conoscenza di questo
Assessorato. La seconda cosa è che: la Regione siciliana e
l'azienda sanitaria territorialmente competente sono pronte a
mettere in sicurezza i punti nascita esattamente com'è sempre stato
fatto. C'è un particolare, un dettaglio istituzionale, cioè che
occorre che prima il Comitato nazionale dei percorsi nascita del
Ministero della salute autorizzi la deroga, esprima il parere sulla
deroga a quel punto nascita esattamente come il 31 dicembre è stato
fatto per i punti nascita di Bronte e di Petralia da parte del
Ministero della Salute.
ALLORO. Ad Enna no
GUCCIARDI, assessore per la salute. Da quel momento, essendo
peraltro le attività in quei punti nascita sospese perché bisogna
adeguarle a quelle che sono le regole sulla sicurezza su cui
l'Assessorato ed il Governo non hanno alcuna tolleranza, cioè la
tolleranza zero rispetto alle condizioni di sicurezza è garantita
dal Governo nei punti nascita della Sicilia, per cui se il
Ministero vuole ritornare sui propri passi e rivedere la
valutazione negativa che è stata fatta su quattro punti nascita a
partire dal punto nascita di Petralia, lo faccia pure, lo faccia
esercitando le proprie funzioni e le proprie competenze, le
competenze che la legge, l'ordinamento giuridico attribuisce al
Ministero della salute e, nel momento in cui questo sarà fatto,
esattamente come lo garantiremo per Bronte e Licata, sarà garantito
anche per il punto nascita di Petralia o per altri punti nascita
che il Comitato nazionale punti nascita vorrà derogare esprimendo
per questo parere favorevole. Ad ognuno le sue competenze. Il
Governo regionale eserciterà le proprie come ha sempre fatto.
TURANO. Il parere è favorevole o contrario?
GUCCIARDI, assessore per la salute. Con le precisazioni che ho
fatto, lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno, a firma dell'onorevole
Rinaldi, che è stato già trattato. Assessore, lo accetta come
raccomandazione? E' la vicenda dei beni immobili dell'Ospedale
Piemonte.
FORMICA. Deve essere votato.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Una voce non messinese fa bene su
questa vicenda.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottrarrò solo
pochi secondi di tempo prezioso, per dire che il Presidente
dell'Assemblea avendo scelto il 7 gennaio come data per chiudere
una vicenda importante per la città e per tutta la provincia di
Messina, con i risultati di oggi, credo sia un dato, assolutamente
positivo.
Vorrei ringraziare anche l'Assessore, per non essersi fatto
trascinare dentro uno schema tecnicistico che rischiava di far
sprofondare una vicenda importante come quella di Messina, quindi,
il Gruppo del PD, voterà favorevole.
Assessore Gucciardi, la questione dei punti nascita che è, in
qualche maniera, attinente che riguarda non la difesa ad oltranza
di situazioni di fatto, ma esattamente l'efficientamento anche di
quella rete, la S.T.A.M., perché è chiaro che i punti nascita come
quello di Petralia o nel caso della mia zona come quello di Santo
Stefano Quisquina che ha 150 parti ma che, oggi, non sarebbe in
condizioni, dopo la nevicata, di consentire di raggiungere ospedali
più vicini, chiedo a lei, Assessore ed al Presidente della
Commissione sanità, onorevole Digiacomo, di affrontare la questione
in termini di merito e di soluzione a garantire esattamente il
risultato che si vuole garantire chiudendo i punti nascita,
paradossalmente, che la sicurezza di puerpere e neonati, cioè
dobbiamo garantire nel momento del parto ma anche nel momento in
cui il parto si avvicina in condizioni orografiche e viarie di una
Sicilia, soprattutto quella delle aree interne, come quella dei
sicani, come quella che, oggi, non avrà alcun punto di riferimento
come la clinica Attardi di Santo Stefano, una convocazione,
presidente Digiacomo, per capire quali sono le situazioni create,
alternative per garantire il diritto alla salute. Sono sicuro che
l'Assessore ed il Presidente della Commissione, già dalla prossima
settimana, vorranno attenzionare con un'apposita convocazione dei
direttori generali, comprendendo anche Licata che è stata aperto
solo per qualche ora per, poi, ritornare ad essere chiuso.
Per cui chiedo che la prossima settimana, compatibilmente con la
Finanziaria, si appronti un ragionamento che dia soluzione alla
questione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla fine di
questo lungo percorso che ha visto chiaramente come argomento
fondante le sorti dell'Ospedale Piemonte, è stato fatto un
percorso, discutibile in molti aspetti, e che ritengo sia stato
migliorato dall'aver acceso i riflettori su tutta l'operazione;
anche parole un po' più forti che hanno descritto esattamente
quello che si stava realizzando in città rispetto al passaggio
patrimoniale, in questo momento, sembra siano state rimandate.
Tanto è stato fatto e discusso, ognuno ha preso le sue posizioni,
mi duole però dovere dichiarare a quest'Aula che, il testo così
come sta passando è comunque una delega in bianco all'attività
dell'Assessore e dell'Amministrazione regionale che, chiaramente
non è asettica; c'è del resto politica ovunque e la vita è
politica. E' un bene che sia così quando la politica è buona, non
quando la politica va a pretendere, in maniera anche chiassosa,
strumentale, operazioni e passaggi immobiliari che non si possono
fare.
Attualmente, il fiato è sospeso, il mio personalmente, perché
leggo ciò che è passato. E' un avere tolto la palla da questo campo
da gioco, in questo momento. Siamo ansiosi di leggere il testo di
decreto e auspichiamo la massima partecipazione, la massima
condivisione, in tutte le sedi, perché la Sanità non è una cosa che
possiamo gestirci qua dentro, men che meno una cosa che potete
gestirvi nella stanza dell'Assessorato: la Sanità è dei cittadini,
la Pubblica Sanità è un buon servizio, non come quello che sta
avvenendo in questi giorni messo in difficoltà costantemente con
turni incredibili, medici e personale sanitario costretto a turni
con reperibilità incredibili con mancanze di copertura di
personale, cioè a Messina, in questo momento, c'è una situazione
drammatica.
Pertanto, è importante che si voti, ma il Movimento Cinque Stelle,
in questo momento, non può votare, se non astenendosi da questo
testo di legge, perché è una scatola - ancora, purtroppo, mi duole
rimarcare - vuota.
Per fortuna esiste la legge nazionale ed anche le leggi regionali
che ci permettono, chiaramente, di non potere andare oltre
determinati paletti ed io spero, vivamente, che non si vada mai
oltre i paletti del buon senso e della legge.
In questo momento, facendo una scatola vuota, sostanzialmente i
cittadini sono stati tolti da questo processo perché guai se questo
processo si concludesse in una stanza di assessorato.
Era qui che si doveva definire, per sempre, la possibilità che un
patrimonio che è pubblico fatto da donazioni, di tutto il secolo
scorso, per l'ospedale, per attività sanitaria, non vengano, in
alcun modo, alienate per fini di speculazione edilizia perché io
vado avanti, io corro, perché purtroppo siamo tutti in questa
terra, conosciamo la realtà e non ci possiamo mettere le bende
sugli occhi.
Pertanto, ci vediamo alle prossime puntate perché ancora la
guerra, cari cittadini messinesi, per il mantenimento
dell'ospedale, cosa che tutti vogliamo, e di un Pronto Soccorso
completo, ancora questa guerra, non è finita.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana i cittadini messinesi non vogliono
sentire certi termini, la guerra non dovrebbe appartenere a
quest'Aula, non è guerra quella che si fa si cerca di trovare una
soluzione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Formica non faccia lei il guerrafondaio. Ne
ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò
brevissimo, prenderò meno di un minuto dei cinque che mi sarebbero
concessi.
Io sono felice dell'approvazione di questo disegno di legge, sono
grato all'assessore Gucciardi che ha mantenuto gli impegni presi in
Commissione ed in Assemblea, ha tenuto duro, e voglio ringraziare
tutta la deputazione per l'attenzione che ha prestato verso la
città di Messina.
Quindi, ringrazio tutti, oggi abbiamo raggiunto un grande
obiettivo.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Formica, per la brevità che
non le si addice.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo,
trenta secondi, intervengo, intanto, sulla vicenda dei punti
nascita.
Io credo che, sui punti nascita, si sta, sulla pelle della
Sicilia, consumando
PRESIDENTE. Scusate, raccomando la brevità, se i colleghi possono
evitare di intervenire, considerato che ormai le posizioni sono
state illustrate.
LACCOTO. E allora, scusate un secondo, perdonate, vi è un problema
riguardante i punti nascita, la gestione dei punti nascita, da
parte del Ministro, ha delle pecche e mi riferisco soprattutto al
problema delle Isole Eolie che è stato molte volte evidenziato da
parte del Ministero, che sono state promesse con progetti speciali
per quanto riguarda il mantenimento, ora, se c'è un problema che
riguarda sicuramente la non raggiungibilità del luogo, questo è
quello delle Isole Eolie che non può essere, assolutamente
tralasciato, per cui io chiedo all'Assessore e al Presidente della
Regione, che tra l'altro è intervenuto sulla vicenda, di richiedere
la deroga, non solo per Petralia ma anche per le isole Eolie, che
hanno diritto più di altri ad avere il punto nascita in deroga, con
un progetto speciale per le isole Eolie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siamo d'accordo ho altri
iscritti a parlare, se rinunciate perché le posizioni sono chiare,
l'onorevole Turano rinuncia, l'onorevole Piccolo rinuncia, vi
ringrazio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
con molta pazienza però poi c'è un limite alla pazienza, perché
immaginare che deputati del Partito Democratico che sono al Governo
regionale, e che sono al Governo nazionale, e che si pongono nelle
condizioni di venire a spiegare a me, a me che sono opposizione,
per quale ragione non deve chiudere il punto nascita di Petralia
Soprana, poi diventa un fuor d'opera, perché il buon senso vi
dovrebbe impedire, l'antico rossore nella faccia, vi dovrebbe
impedire di affrontare determinati argomenti, ma di cosa state
parlando di vergogna? Vergognatevi Il punto nascita di Petralia
come ha ben detto l'Assessore Gucciardi ha tutti i requisiti di
sicurezza, il problema è il numero dei parti? Questa battaglia è
nostra, da cinque anni a questa parte, i Ministri sono vostri, le
maggioranze sono vostre, venite qua e ci volete fare pure la
lezione, un minino di pudore colleghi del PD.
E allora siamo arrivati al punto da doverci sopportare, Presidente
Ardizzone, un minuto ed ho finito, che si difendono i punti nascita
dell'NCD, ma come? ma a questo punto siamo arrivati in questo
Paese, e in questa Regione? Ed io non volevo parlare Presidente
Crocetta, ma i suoi deputati del PD hanno insistito tanto affinché
io queste cose le dicessi, e io le sto dicendo
Ma i punti nascita possono essere della Lorenzin o di Gucciardi,
ma in che Repubblica di banane ci state portando? E allora un po'
di buon senso, noi questa norma la voteremo, dopodiché invito
l'onorevole assessore Gucciardi a tenere alta la guardia, perché
bandierine sulla sanità e soprattutto sui punti nascita non ce ne
possono essere, sono di tutti, e solo sotto questo profilo noi li
difenderemo.
PRESIDENTE. Allora non ci sono altri iscritti a parlare, ha
chiesto di intervenire il Presidente della regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare, solo trenta
secondi.
PRESIDENTE. Sì, solo per trenta secondi.
CROCETTA, presidente della Regione. Sui punti nascita il Governo
regionale ha sempre chiesto la deroga per Pantelleria, per Lipari,
per Mussomeli, per Petralia, per tutti i punti di disagio, e l'ha
richiesta anche quest'anno, questa deroga attiene al Ministero e
noi sulla base - anche rafforzati anche dall'ordine del giorno che
è stato approvato dal Parlamento regionale - reitereremo la
richiesta.
Onorevole Turano lei non li vuole questi punti nascita, il Governo
li vuole, va bene? Ok Andiamo avanti, per quanto riguarda la
questione dell'IRCCS Piemonte ecc., voglio ricordare all'onorevole
Zafarana che il testo del disegno di legge, così come è stato oggi
emendato era esattamente il testo originario del Governo, e che il
Governo regionale non ha mai inteso trasferire la proprietà.
La questione del trasferimento della proprietà è venuta prima in
Commissione e poi in Aula, è stata la scelta del Parlamento.
Rispetto, poi, alle diffidenze, le garantisco, onorevole Zafarana,
che su questo non abbiamo nessuna cosa da imparare da alcuno né sul
piano della trasparenza, né sul piano della legalità e, seconda
questione non secondaria, siamo stati eletti dal popolo siciliano
per amministrare e per fare esattamente le cose che la legge
prevede.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicotra, Federico,
Sorbello, Malafarina e Coltraro hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1123/A
PRESIDENTE. Nelle more di dare la possibilità agli assistenti di
operare, vorrei fare una brevissima considerazione.
Io ringrazio i parlamentari messinesi perché alla fine si è
trovata una soluzione di sintesi. Ricordava bene il Presidente
della Regione che alla fine tanta enfasi serviva a poco e si è
ritornati alla soluzione prospettata dal Governo, e a mio avviso,
indipendentemente dalle questioni che ci sono state, era quella che
era in sintonia con il parere. Mi spiego meglio, e su questo
dobbiamo aprire un dibattito in Aula: ogni volta che una legge
viene impugnata dal Governo nazionale e questa legge non è stata
impugnata, o l'assecondiamo fino in fondo, oppure resistiamo, e non
h stato neanche questo il caso. Non possiamo, di volta in volta,
ritornare in Aula e ridiscutere di queste cose perché io sono
contento che ci sia stato questo esito indipendentemente dalle
posizioni, perché c'era un'adesione ad un parere altrimenti avremmo
riaperto la questione Piemonte-IRCCS e quant'altro.
Ringrazio i parlamentari delle altre province che hanno dovuto
sopportare i messinesi non per solidarietà ma sul presupposto
che la creazione ed il mantenimento del pronto soccorso in città è
fondamentale per la Sicilia tutta, così come il rilancio di un
Istituto di eccellenza che è l'IRCCS e che riguarda non solo la
Sicilia ma l'Italia intera per il riconoscimento che ha avuto.
Per quanto riguarda le perplessità che sono state avanzate anche
nelle dichiarazioni di voto, io penso che proprio perché il testo
passa in Commissione, dove sono presenti tutti i Gruppi
parlamentari di tutte le province, non c'è motivo di sospettare
alcunché anche perché la soluzione trovata è quella più in linea
con la normativa sia pubblicistica che privatistica. E' stata una
soluzione, complessa, difficile ma alla fine è il caso di dire che
è partorita, parlando proprio di punti nascita.
1123/A 'Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
2015, n. 24'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
1123/A «Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 9 ottobre
2015, n. 24»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 1123/A «Modifica dell'articolo 1 della
legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 50
Contrari 0
Astenuti 13
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi l'Assemblea è rinviata a martedì, 12 gennaio
2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Germanà
2) - Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre
2015, n. 22 . (n. 1122/A)
Relatore: on. Oddo
3) - Modifica alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 a tutela
dei lavoratori del settore della formazione professionale (n.
1106/A)
Relatore on. Greco Marcello
III -Discussione della mozione:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia ai
ricorsi in materia di legittimità costituzionale
promossi innanzi alla Corte Costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
V -Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
- TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VI - Discussione della mozione:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
La seduta è tolta alle ore 18.45.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio